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Recensione Ubuntu 20.10

Groovy Gorilla è arrivato e potrebbe essere il vostro nuovo animale guida

Ubuntu
(Image: © Ubuntu)

Il nostro verdetto

Una versione solida e cui forse mancano aggiornamenti eclatanti, ma che vale comunque la pena di provare.

Pro

  • Gnome 3.38 migliorato
  • Supporto Active Directory
  • Supporto per Raspberry Pi 4

Contro

  • Nessuna novità stravolgente

TechRadar Verdict

Una versione solida e cui forse mancano aggiornamenti eclatanti, ma che vale comunque la pena di provare.

Pros

  • + Gnome 3.38 migliorato
  • + Supporto Active Directory
  • + Supporto per Raspberry Pi 4

Cons

  • - Nessuna novità stravolgente

L'ultima versione di Ubuntu ci è piaciuta molto, come anche le numerose distro derivanti (Mint, Pop!_OS e via dicendo) basate su Ubuntu 20.04. Tuttavia stiamo ancora aspettando (pazientemente) l'arrivo di elementary OS 6...

Per chi non fosse familiare con le modalità di rilascio di Ubuntu, questa è la prima di tre versioni STR (short-term release) che Canonical e la community utilizzeranno per realizzare la prossima versione LTS (long-term support) nel 2022. Se cercate stabilità e volete un sistema operativo già rodato, vi consigliamo di scegliere l'attuale LTS. 

D'altro canto, se siete curiosi di provare il nuovo software e testare con mano i miglioramenti di Gnome a costo di avere a che fare con qualche bug, Groovy Gorilla è la scelta giusta. Il supporto avrà una durata di nove mesi, il tempo necessario per ultimare la STR (21.04).

About this article

Questa recensione è stata pubblicata su Linux Format Magazine, numero #271, nel mese di gennaio 2021.

Gli Snap si rinnovano

Snap è il nome scelto da Canonical per il suo formato di pacchetti e al meccanismo di sandboxing che costituisce la base per le applicazioni presenti nel Software Centre. Ci sono una serie di Snap predefiniti, tra i quali troviamo i pacchetti a tema comune che consentono di adattare lo stile delle app che utilizzate al tema scelto (purché si tratti di un tema comune). Questo, in parte, risolve uno dei principali problemi degli Snap. 

L'altro consiste nel fatto che le applicazioni Snap predefinite non hanno accesso al filesystem al di fuori della directory principale (o /media), ma questo ostacolo può essere facilmente aggirato con un meccanismo snap-by-snap. 

Nonostante sia presente un Software Centre, Ubuntu si basa principalmente sui pacchetti DEB.

Queste due tipologie di pacchetti non vanno viste come rivali. Gli Snap (e i Flatpack) consentono agli sviluppatori di raggruppare applicazioni complesse in pacchetti utilizzabili su diverse distro Linux, garantendo un accesso immediato senza richiedere la creazione di appositi pacchetti per ogni versione del software.

screenshot di Ubuntu 20.10 con Gnome desktop

Lo strumento di acquisizione degli screenshot è stato migliorato, e ci sono nuovi sfondi. (Image credit: Canonical)

I pacchetti tradizionali sono più adatti alle app di sistema e librerie, dove le configurazioni delle varie distro sono necessarie. Del resto se proprio non vi piacciono gli Snap, potete rimuoverli completamente.

Nell'ultima versione di Gnome 3.38 si notano subito diverse novità. La barra che raccoglie le app usate di frequente è stata rimossa, e ora nella barra delle applicazioni accessibile dal menù in basso a destra vengono mostrate le icone delle varie app. Potete spostare le applicazioni a vostro piacimento mettendo in cima all'elenco quelle che usate più spesso.

Si possono organizzare anche le singole cartelle delle app, sistema che rende il workflow decisamente più scorrevole. Attenzione però a non farvi prendere troppo la mano con gli spostamenti dato che non c'è un modo rapido di ristabilire l'ordine predefinito, anche se con un po' di impegno si può fare tramite l'apposito comando Gsettings.

In precedenza, la barra delle applicazioni era caratterizzata da delle cornici particolarmente spesse che la rendevano angusta sui display ad alta risoluzione. Il problema è stato risolto, e ora la barra si adatta in maniera intelligente a schermi più o meno grandi risultando molto più navigabile e leggibile.

Connettività Wi-Fi migliorata

Condividere la password del vostro Wi-Fi è più facile che mai con Ubuntu 20.10: il sistema operativo è in grado di mostrarla sotto forma di codice QR per permettere un rapido accesso tramite smartphone. Potete anche impostare il vostro PC come hotspot Wi-Fi tramite le impostazioni di rete. Anche in questo caso viene prodotto un QR code per connettersi istantaneamente da altri dispositivi.

C'è anche il supporto per un buon numero di sensori di impronte digitali, quindi se ne avete uno potete collegarlo e utilizzarlo per l'accesso sicuro al sistema. Questa funzione verrà estesa in backporting anche alla versione 20.04, dato che è pronta già da qualche mese. Se pensavate di passare alla versione LTS solo per il lettore di impronte, vi consigliamo di attendere l'estensione del supporto alla precedente RTS.

L'installer Ubiquity è diretto come sempre. Tuttavia, sono stati aggiunti dei checkbox per l'autenticazione con il dominio Active Directory (AD) . Questo, sommato alle opzioni di installazione veloce, è una manna dal cielo e consente di risparmiare molto tempo durante la fase di installazione. 

Anche se dubitiamo che ci siano molti lettori che utilizzano Microsoft AD a casa, siamo certi che quei pochi saranno contenti di questa integrazione.

Speedy Gnome

Nel tempo Gnome ha mostrato diversi problemi di prestazioni e utilizzo delle risorse, in particolare con le build Canonical da quando è stato reintegrato come desktop predefinito di Ubuntu. Tra i problemi più evidenti ricordiamo le animazioni scattose e lo spam di avvisi javascript.

L'ultima LTS ha risolto parte di questi problemi. Ciononostante, le cose sembrano ancora più fluide con Ubuntu 20.10. Certo, Gnome occupa ancora molta memoria, ma se avete almeno 4GB di RAM non dovreste avere problemi per un utilizzo standard. 

Le distro stanno migliorando a vista d'occhio, ma al contempo diventano più grandi e pesanti (la ISO di Groovy Gorilla pesa 2.7GB). L'installazione di Ubuntu 20.10 richiede 7GB di spazio, anche se volendo si può risparmiare qualche Giga con piccoli accorgimenti. L'installazione minima, per intenderci, occupa circa 500MB. In alternativa si può installare la ISO del server e un desktop leggero, come l'ottimo Regolith che è stato aggiornato su Ubuntu 20.10.

Raspberry Gnome

Da circa due anni è disponibile una versione Raspberry Pi dei server Ubuntu. Oltre a essere facilmente reperibile, questa versione consente di utilizzare una versione desktop non ufficiale.

Potete persino installare Gnome se ve la sentite. C'è anche il supporto ufficiale Pi 4 per il desktop Ubuntu Gnome 20.10. Ovviamente farlo girare su un sistema con 1GB di RAM non è il massimo della vita, quindi il supporto non è stato esteso alle precedenti versioni di di Pi.  Se possedete un Pi 4 potete anche scegliere di installare Ubuntu Budgie.

Nel frattempo, praticamente tutte le distro sono state aggiornate alla versione 20.10. Se volete provare Ubuntu 20.10 con un desktop alternativo come KDE Plasma, Xfce, LXQt, MATE o Ubuntu Kylin UKIU, potete farlo senza problemi.

Ubuntu Studio include un buon numero di app dedicate alla multimedialità come  Blender, Hydrogen, OBS Studio e RaySession e, dopo anni, è passato da Xfce a KDE Plasma, novità che farà piacere e susciterà l'interesse di un buon numero di utenti.

Se siete interessati a nuove tecnologie low-level, Groovy Gorilla dispone del Kernel 5.8. Questo include il supporto per le CPU AMD Zen3 e per le grafiche integrate nei processori Intel di undicesima e dodicesima generazione, oltre che per le tecnologie USB 4 e Thunderbolt 3.

Per quanto riguarda l'archiviazione, Btrfs ha aggiunto il supporto RAID1 su tre o quattro copie. Se avete una CPU con molti core, il nuovo kernel introduce un sistema di gestione dei processi basato sui carichi che, in sostanza, assegna i nuovi task ai core più freddi. 

Sysadmins ha diverse novità interessanti (oltre alle immagini del Server e del Cloud). Il firewall predefinito è passato da iptables a nftables, la crittografia SMB3 è molto più performante e QEMU 5.0 è disponibile nelle repo. 

A queste novità si aggiunge il lavoro di Canonical in collaborazione con MicroK8s e OpenStack, come il nuovo Snap Telegraf per la registrazione, il monitoraggio e le notifiche di allerta.

Final Verdict
DeveloperCanonical
License:Various
Features7/10Ease of Use8/10
Performance9/10Documentation10/10
Overall Rating8/10