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Anteprima Doom Eternal

Il Doom Slayer ritorna per affrontare l’Inferno ad armi spianate

Che cos'è una recensione hands-on?
Doom Eternal
Image Credit: iD Software / Bethesda

Prime impressioni

Doom Eternal promette la stessa esperienza frenetica e ricca d’azione del capitolo del 2016, ma abbiamo riscontrato qualche intoppo nella versione preliminare che abbiamo provato.

Pro

  • Azione adrenalinica
  • Enorme varietà di armi
  • Il migliore run-and-gun disponibile

Contro

  • Qualche meccanica necessita di aggiustamenti
  • Azione rallentata dai tutorial iniziali
COSA SONO LE ANTEPRIME

Le anteprime sono le impressioni iniziali su un gioco, basate su una prova a tempo limitato in attesa della recensione completa e definitiva. In questo caso abbiamo provato il gioco per 30 minuti dopo il keynote di Bethesda all’E3 2019 e per 45 minuti al QuakeCon Europe. L’aspetto migliore delle anteprime è che avendo testato il gioco con mano possiamo dare al lettore il senso complessivo dell’esperienza, anche se solo in forma embrionale. Per ulteriori informazioni, consultate la garanzia sulle recensioni di TechRadar.

Quando il reboot di Doom esordì sulla scena nel 2016, diede alla famosa serie di id Software una nuova linfa vitale. E per linfa vitale intendiamo musica heavy metal “a palla” e frenesia da capogiro: il risultato fu un successo di critica decisamente meritato.

id Software sta cercando di ricatturare quello spirito per una seconda volta con Doom Eternal, mettendo nuovamente il Doom Slayer contro frotte di demoni di tutte le taglie. Questa volta l’orda non resterà confinata al reame dell’Inferno e su Marte ma arriverà anche sulla Terra. Sarà compito del giocatore, cioè del Doom Slayer, rispedire al mittente i mostri del gioco utilizzando proiettili, missili e qualche occasionale scarica di fucile al plasma.

Abbiamo potuto provare dal vivo Doom Eternal sia all’E3 2019 che al QuakeCon Europe 2019, e questa è la nostra impressione sull’ultimo viaggetto all’Inferno prodotto da id Software.

Doom Eternal review

Image Credit: iD Software / Bethesda

Imparare le basi

La demo di Doom Eternal parte con un breve tutorial, dandoci la possibilità di abituarci alle possibilità di movimento. Il Doom Slayer può superare ampi burroni col doppio salto, aggrapparsi alle sporgenze, scalare alcune pareti con una nuova meccanica di arrampicata e scattare in avanti con la pressione di un tasto: combinando tutte queste possibilità sarà in grado di percorrere grandi distanze in poco tempo, in perfetta sintonia con lo stile aggressivo di gioco.

L’esecuzione di queste meccaniche tuttavia, alla demo dell’E3, aveva lasciato un po’ a desiderare. In una sezione del tutorial veniva richiesto di scalare una parete per poi effettuare un doppio salto e un doppio scatto verso una seconda parete scalabile. Siamo riusciti ad aggrapparci alla prima senza problemi, ma il comando per afferrare a mezz’aria la seconda non veniva registrato correttamente. Abbiamo dovuto ripetere la sezione un paio di volte prima di riuscire nell’impresa; considerato il limitato tempo a disposizione per provare la demo siamo rimasti un po’ delusi.

Riprovando la stessa sezione al QuakeCon Europe però il problema non si è ripresentato e il tutorial è andato piuttosto spedito e senza alcun intoppo, così come tutto il resto della demo.

La seconda metà della demo era focalizzata sui combattimenti che però non ha mostrato particolari rivoluzioni rispetto al prequel. Abbiamo avuto un assaggio dei nuovi strumenti di distruzione a disposizione del Doom Slayer, che lo rendono ancora più versatile nell’arte del massacro. Tra un mini-lanciafiamme che può stordire i nemici, una motosega per uccisioni rapide in combattimento corpo a corpo e altre opzioni più tradizionali come pugni, granate, bombe appiccicose e una vasta gamma di armi da fuoco sarà davvero armato fino ai denti.

La nostra smania di provare tutti questi nuovi giocattoli si è dovuta scontrare però con un altro intoppo nel tutorial della versione provata all’E3. Alla richiesta di uccidere un demone che si trovava al di là di una parete usando la modalità di detonazione remota del lanciarazzi, il tutorial ci ha chiesto di “sparare attorno al muro”. Abbiamo provato a sparare a sinistra, a destra e verso l’alto senza ottenere alcun risultato, finché, dopo circa 25 missili andati a vuoto, uno di questi è esploso a una distanza sufficiente a uccidere il demone. Di nuovo delusi dal tutorial, abbiamo potuto finalmente scaricare la nostra frustrazione sull’orda demoniaca.

La demo provata al QuakeCon aveva comunque risolto questo problema, cambiando del tutto la meccanica del tutorial in question. Questa volta il compito era molto più semplice e si è risolto senza problemi: si trattava di sparare un missile a detonazione remota lungo un corridoio rettilineo in modo da uccidere contemporaneamente due demoni posti dietro le due pareti dello stesso.

Doom Eternal review

Image Credit: iD Software / Bethesda

Inferno: andata e ritorno

La demo continuava con la sequenza già vista nel primo trailer del gioco: il Doom Slayer che cammina all’interno di un’astronave tra gli sguardi attoniti dei presenti. Dopo averne afferrato uno per il badge per aprire una porta, e aver “preso in prestito” un fucile al plasma da un soldato nella stanza appena aperta, arriva il momento di sparare all’impazzata.

Al di fuori dei confini imposti dai tutorial, quando finalmente il Doom Slayer può tornare a muoversi liberamente e ad affrontare i nemici con lo stile personale del giocatore, il gameplay di Doom Eternal può finalmente esprimere tutte le sue potenzialità. Ci siamo ritrovati attaccati da ogni parte e da ogni tipo di demone, ma gli strumenti a nostra disposizione sono stati più che sufficienti a respingerli senza fatica. Ogni arma in nostro possesso ci è sembrata potentissima, ogni colpo di fucile e ogni missile lanciato ci hanno regalato una piacevole scarica di adrenalina. Il gioco fa sentire il giocatore invincibile, che è esattamente come dovrebbe sentirsi il Doom Slayer.

Siamo rimasti colpiti anche dalla varietà di attacchi a disposizione dei demoni, che spesso si adattano alla battaglia e a volte sono anche in grado di sorprendere il giocatore. In un frangente siamo stati attaccati da un Mancubus con i suoi caratteristici doppi lanciarazzi, che abbiamo messo fuori uso disarmandolo a colpi di proiettili. Non scoraggiato dalla perdita delle sue armi, il demone ha iniziato un attacco ad ampio raggio pestando con violenza il pavimento e costringendo il giocatore a tenersi a debita distanza per evitare di ricevere ingenti danni. I nemici di Doom erano già abbastanza spaventosi, ma ora che sono in grado di cambiare la loro strategia d’attacco in base alla situazione, nessuno di loro può essere preso sottogamba.

Primo verdetto

Dopo circa 15 minuti di combattimento il tempo della demo era terminato e abbiamo lasciato la postazione di prova molto euforici. La nostra esperienza con Doom Eternal è stata a dir poco adrenalinica, la sua azione frenetica e la colonna sonora heavy metal martellante ci hanno fatto sentire invincibili. Ogni sparo, ogni colpo di motosega e ogni pugno sferrato nel gioco è un un’iniezione di adrenalina pura che crea dipendenza.

Dobbiamo segnalare che la nostra gita all’Inferno non è stata priva di intoppi; in particolare i tutorial hanno notevolmente ridotto la quantità di tempo a disposizione per provare il “cuore” del gameplay. Si è trattato comunque di problemi risolvibili facilmente con piccoli accorgimenti, come dimostrato dalla seconda prova con il gioco al QuakeCon, e che non hanno rovinato la nostra fantastica esperienza con Doom Eternal. L’eredità di Doom è ancora forte e il prossimo potrebbe rappresentare il capitolo più riuscito finora.

Doom Eternal, inizialmente previsto per il 2019, uscirà invece su Xbox One, PlayStation 4 e PC il 20 marzo 2020. Non è ancora disponibile una data per Nintendo Switch, né sappiamo con certezza se sono previste le versioni per PlayStation 5 e Xbox Series X.

Si ringrazia anche Vic Hood per aver contribuito a questa anteprima.

Che cos'è una recensione hands-on?

Le recensioni "Hands on" sono le prime impressioni di un giornalista, basate su un utilizzo dell'oggetto per breve tempo. Potrebbe trattarsi di pochi momenti o qualche ora. La cosa imporante è che abbiamo potuto usarlo personalmente e possiamo raccontarti ciò che ci è sembrato, anche se è solo un giudizio embrionale. Per saperne di più leggi Garanzia delle recensioni TechRadar.