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YouTube e Netflix, gli strumenti di procrastinazione preferiti da chi lavora da remoto

(Image credit: Shutterstock / maryna rodyukova)

L'analisi dei dati aggregati sul traffico VPN ha dimostrato che la stragrande maggioranza dei lavoratori da remoto utilizza dispositivi aziendali a scopo di intrattenimento.

Uno studio condotto da NetMotion Software ha rilevato che oltre tre quarti dei dipendenti, il 74%, visualizzano contenuti video in streaming di piattaforme popolari come YouTube e Netflix tramite dispositivi di proprietà dell'azienda.

YouTube è di gran lunga il servizio più popolare, con il 71% di attività streaming, seguito da Netflix (14%) e Hulu (9%).

I risultati sollevano preoccupazioni per il fatto che l'uso di questi strumenti durante l'orario di lavoro, a distanza di tempo, potrebbe avere un effetto negativo sulla produttività dei dipendenti e sulla sicurezza informatica.

Produttività remota

Progettato per valutare i cambiamenti causati dalla pandemia nel comportamento dei lavoratori e nell'utilizzo dei dispositivi, lo studio ha scoperto che una notevole quantità di tempo viene impiegata per lo streaming di contenuti tramite dispositivi aziendali.

NetMotion Software afferma che un quinto dei lavoratori trascorre più di 10 ore settimanali a visualizzare streaming di contenuti su piattaforme di intrattenimento, mentre il 45% trasmette video in streaming dalle 5 alle 10 ore settimanali.

Quasi un terzo, invece, ha ammesso di accedere a contenuti non correlati al lavoro tramite dispositivi aziendali durante la giornata lavorativa, evidenziando una potenziale perdita della produttività.

Oltre allo streaming video, NetMotion ritiene che i lavoratori potrebbero utilizzare dispositivi di proprietà dell'azienda per accedere a tutti i tipi di piattaforme e servizi, alcuni dei quali potrebbero rappresentare una minaccia per la sicurezza.

Viene anche sottolineato il fatto che "con la maggior parte dei dipendenti che ora lavora da remoto, i team IT sembrano avere difficoltà sul controllo dei vari dispositivi di lavoro".

"Se non sono in grado di controllare o limitare l'uso di dispositivi di proprietà dell'azienda per attività relativamente innocue come lo streaming di contenuti YouTube, non possono neanche determinare se i dipendenti stanno assumendo comportamenti potenzialmente rischiosi, come visitare siti Web inadatti o non sicuri che potrebbero introdurre malware nella rete"

Per mitigare le minacce di questo tipo, viene anche fatto notare lo spostamento verso architetture decentralizzate, che sono meglio allineate con lo smart working rispetto ai tradizionali approcci incentrati sulla rete.