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E3 2020, ecco perché la cancellazione potrebbe essere una buona notizia

(Image credit: ESA)

E3 è il più grande evento riguardante l’industria di videogiochi, ma quest'anno gli appassionati subiranno un duro colpo poiché è stato cancellato a causa dei timori conseguenti alla diffusione del coronavirus.

Tuttavia, anche se l'annuncio non ha sorpreso dato lo stato attuale della pandemia, sarà un duro colpo per i giocatori che,per la prima volta dopo circa 25 anni, non potranno assistere al loro evento preferito.

E3 rappresenta da sempre un’opportunità per sviluppatori e publisher di condividere informazioni sui loro ultimi giochi con la stampa del settore e, più recentemente, con il pubblico al quale è consentito partecipare per vedere dal vivo le anteprime dei titoli in uscita per computer e console.

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Tuttavia, gli ultimi appuntamenti dell’E3 hanno messo in dubbio la pertinenza dell'evento. Sempre più spesso, infatti, i grandi annunci vengono fatti in modo indipendente senza tenere conto dell’evento, con alcune aziende che decidono addirittura di non parteciparvi. Sony ad esempio ha dichiarato che non avrebbe partecipato all'E3 2020 prima ancora che scoppiasse il timore per il coronavirus, mentre Nintendo ha preferito per anni usare il proprio Nintendo Direct, piuttosto che una conferenza E3 (sebbene ha sempre una presenza sostanziale nello showroom); quest'anno, data la situazione, tutte le aziende potrebbero presentare le loro novità tramite streaming.

Mettere in piedi uno stand, inviare personale alla sede … tutto questo si traduce in costi aggiuntivi per gli sviluppatori, ma la cosa più importante forse è un’altra: il tempo. La cancellazione dell'E3 2020 potrebbe rivelarsi un colpo di fortuna per gli sviluppatori.

Le Demo 

L'industria di videogiochi negli ultimi anni ha cambiato atteggiamento rispetto alla dannosa cultura dello sfruttamento che vede il personale incoraggiato (se non costretto) a lavorare incessantemente per lunghe ore al fine di rispettare le scadenze imposte. La partecipazione all'E3, spesso si rivela uno stress per gli sviluppatori, che devono impiegare gran parte del loro tempo lavorativo per realizzare una Demo giocabile a mesi di distanza dal completamento del titolo.

Fare un errore in queste circostanze può causare una perdita di hype che difficilmente potrà essere recuperata.

Sam Bass, designer che ha lavorato sulle demo per Star Wars: Force Commander, Medal of Honor: Rising Sun e Goldeneye: Rogue Agent ha dichiarato a Kotaku: "Da un punto di vista dello sviluppo, una demo dell'E3 tende a essere una grande distrazione. Si rischia di tenere impegnata una buona parte della squadra per 1-2 mesi, che è il tempo necessario per realizzare un versione giocabile". 

Oltre a essere stancanti per gli sviluppatori, le demo portate all’E3, a volte, si rivelano fumo negli occhi per gli appassionati. Pensate a quando fu rivelato Anthem di Bioware, presentato come uno sparatutto sci-fi mozzafiato con tanto di  jetpack, che in seguito si è rivelato uno dei giochi online più noiosi in circolazione. Alcuni ricorderanno l'incredibile demo di Gearbox's Aliens: Colonial Marines, che si proponeva di essere una straordinaria ricreazione cinematografica di uno dei più grandi film d'azione di tutti i tempi, ma si è rivelata un disastro. In entrambe le occasioni, nessuno dei due titoli si è dimostrato poi all’altezza delle aspettative.

Ovviamente c'è la possibilità che il lavoro previsto per realizzare venga sfruttato per creare un trailer d’effetto, dal momento che anche quest’ultimo ha un compito importante, ma almeno in questo caso gli sviluppatori potrebbero lavorare con meno stress non avendo timore di mostrare in anteprima al pubblico una demo con bug e crash.

Ora che l’evento è stato cancellato, potrebbe rivelarsi un'estate molto meno faticosa per gli sviluppatori di giochi, che saranno in grado di concentrarsi su ciò che conta davvero: creare il miglior gioco possibile, piuttosto che perfezionare una piccola parte di esso.