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Il 5G in Italia: come funziona, mappa, copertura e gestori

(Image credit: Sky Mobile)

Cos’è il 5G? 

È ormai trascorso un anno da quando è stata annunciata la prima sperimentazione da parte di Vodafone per il 5G su Milano, Torino, Bologna, Roma e Napoli. Il primo gestore a compiere il passo era stato Vodafone che aveva annunciato entro il 2021 la sperimentazione in altre città. 

Negli ultimi mesi, però, sempre più spesso l’argomento del 5G è stato associato alle polemiche sui presunti rischi per la salute che hanno finito per saldarsi alle preoccupazioni relative alla diffusione del coronavirus. 

In questa pagina troverete tutte le informazioni relative al 5G da come funziona la tecnologia sino alla situazione italiana passando per i provvedimenti governativi sul tema e ovviamente agli ultimi studi su possibili rischi per la salute.

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Come funziona il 5G?

Il 5G rappresenta la prossima generazione di reti per la connessione internet mobile e promette maggiore velocità e una connessione più affidabile su smartphone e altri dispositivi. Si tratta dell’erede dell’attuale standard 4G LTE, con il quale è previsto un (probabilmente lungo) periodo di convivenza prima del passaggio definitivo al nuovo standard.   

Grazie all’utilizzo congiunto di tecnologie per la reti all’avanguardia e degli ultimi studi effettuati in merito, il 5G dovrebbe offrire connessioni con una velocità assai più elevata di quella attuali: si pensa che velocità di download nell’ordine di 1GBps saranno la norma.

Il 5G dovrebbe inoltre ssere l’infrastruttura alla base dell’”internet delle cose”, visto che sarà necessaria una rete in grado di trasferire una grande quantità di dati.

Ecco lo schema del funzionamento della rete 5G FWA (Immagine: Fastweb)

Ecco lo schema del funzionamento della rete 5G FWA (Immagine: Fastweb) (Image credit: Fastweb)

Quanto è veloce il 5G?

La velocità del 5G varia di zona in zona al momento e i risultati ottenuti sono stati caratterizzati da differenze anche significative. 

Per quanto riguarda l'Italia, i primi test effettuati a Milano con Vodafone in piazza Duomo, con LG V50, hanno restituito valori pari a 350 Mb/s ben lontani da quelli promessi dal 5G a regime, ma va detto che siamo ancora in una fase davvero iniziale di sviluppo e diffusione delle reti 5G. 

Invece, in sede di presentazione della rete TIM (quindi in un contesto "controllato"), si sono raggiunte velocità (in download) di circa 1000 Mb/s, con Samsung Galaxy S10 5G. A questi risultati vanno aggiunti quelli ottenuti nel corso della conferenza stampa di Vodafone quando ha annunciato l'arrivo del 5G nel Bel Paese. In quell'occasione, furono raggiunti circa 580 Mb/s. 

Qualche settimana fa, la società Opensignal, specializzata in speedtest e valutazione delle prestazioni delle reti mobili, ha effettuato dei test sulla velocità del 5G in vari Paesi del mondo.

Ne risulta che, al momento, il Paese con la rete 5G più veloce sono gli Stati Uniti, dove gli utenti sono  riusciti a raggiungere una velocità pari a 1,8 Gb/s sui propri dispositivi. 

Si tratta di una velocità 2,7 volte superiore a quella massima raggiungibile dalle reti 4G statunitensi, pari a 678 Mbps. Insomma, questi risultati ci fanno capire le potenzialità della rete mobile di prossima generazione. 

La società inglese attribuisce le ottime performance del Paese a stelle e scrisce al fatto che gli operatori USA si affidano allo spettro delle onde millimetriche (mmWave) che offre prestazioni elevate, ma con una portata inferiore. Tutte le altre nazioni stanno usando lo spettro delle frequenze al di sotto dei 6GHz (sub-6). 

Il secondo posto in classifica spetta alla Svizzera, dove gli utenti hanno potuto beneficiare di velocità pari a 1,1 gbps (un incremento pari a 2,6 volte), mentre il Regno Unito ha ottenuto il posto più basso visto che ha fatto registrare un massimo pari a 569 Mbps, ovvero 1,3 volte più elevato del 4G. 

Opensignal, in ogni caso, ritiene che l'esperienza d'uso del 5G migliorerà rapidamente, grazie alla progressiva attivazione di nuove parti dello spettro da parte degli operatori e agli sviluppi tecnologici che consentiranno di usare contemporaneamente diverse bande. 

Inoltre qualche mese fa, I nostri colleghi di TechRadar UK e TechRadar USA hanno potuto testare le prime reti 5G presenti nel Regno Unito e negli Stati Uniti e hanno potuto toccare con mano come stanno le cose. 

Per esempio, a Chicago si sono raggiunte velocità di 1,4 Gbps, ma in alcuni casi è stato necessario muoversi nelle immediate vicinanze dell’antenna per rimanere vicini a questo valore. In ogni caso, i colleghi di TechRadar US segnalano che sono riusciti a ottenere risultati vicini a 1 Gbps con una certa costanza. Come abbiamo accennato precedentemente, invece, a Londra la situazione è meno rosea con velocità sono arrivate a un massimo di 550 Mbps, di molto inferiori rispetto a quelle viste negli USA e si ha anche avuta una forte variabilità nei risultati: l’intervallo era compreso tra un minimo di 200 a un massimo di 550 Mbps. 

Chiudiamo dicendo che in un test effettuato a londra OnePlus 7 Pro si è dimostrato più veloce di Samsung Galaxy S10 5G e dei dispositivi di Oppo e LG. 

OnePlus 7 Pro 5G è riuscito a raggiungere velocità vicine ai 700 Mb/s, agganciato alla rete EE, il primo operatore ad attivare il 5G sul suolo britannico. Se confrontiamo questo risultato con la velocità media del 4G nella stessa area (30 Mb/s e 6 Mb/s), ci rendiamo conto dell'enorme potenziale delle reti mobili di nuova generazione.

Samsung Galaxy S10 5G è stato il meno veloce tra gli smartphone oggetto del test, con un picco di 548 Mbps, LG V50 invece è arrivato a 598 Mbps, mentre Oppo Reno 5G ha fatto registrare una velocità di 592 Mbps.

Comunque questi test non dicono molto, vanno presi solo come un'indicazione generale, anche perché al momento, la rete 5G non è affatto diffusa, quindi è presto per dire quali saranno le velocità raggiungibili una volta che la rete di nuova generazione sarà divenuta davvero di massa. 

E per il futuro?

Ancora non abbiamo certezze in merito, visto che siamo proprio in una fase iniziale. Detto questo, le reti 5G dovrebbero fornire prestazioni di molto superiori a quelle 4G in termini di velocità di download e upload e il GSMA ha proposto una velocità minima di download di circa 1 GBps.

Secondo diverse stime, si suppone che la velocità media raggiunga i 10 Gb/s e alcuni ritengono che addirittura si possa arrivare a ben 800 Gb/s. 

Concretamente questo significherebbe che sarà possibile scaricare un intero film in HD in pochi secondi e che scaricare e installare gli aggiornamenti software sarebbe un'operazione ben più agevole rispetto ad oggi.

I nostri colleghi di TechRadar UK e TechRadar USA hanno potuto testare le prime reti 5G presenti nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ma i risultati sono stati molto variabili.

Per esempio, a Chicago si sono raggiunte velocità di 1,4 Gbps, ma in alcuni casi è stato necessario muoversi nelle immediate vicinanze dell’antenna per rimanere vicini a questo valore. In ogni caso, i colleghi di TechRadar US segnalano che sono riusciti a ottenere risultati vicini a 1 Gbps con una certa costanza. 

Come abbiamo accennato precedentemente, invece, a Londra la situazione è meno rosea con velocità sono arrivate a un massimo di 550 Mbps, di molto inferiori rispetto a quelle viste negli USA e si ha anche avuta una forte variabilità nei risultati: l’intervallo era compreso tra un minimo di 200 a un massimo di 550 Mbps.

5G e rischi per la salute

Sempre più spesso ormai parlare del 5G significa fare riferimento alle tante polemiche sui presunti rischi per la salute tanto che nelle prime fasi dell’epidemia del nuovo coronavirus c’era chi aveva ipotizzato un possibile collegamento tra la diffusione del virus e questo tipo di segnale.

Dopo sette anni di studi, l’ente terzo International Commission on Non‐ionizing Radiation Protection (ICNIRP), riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità, ha aggiornato le proprie linee guida per la protezione dalle onde elettromagnetiche (EMF). Quelle precedenti, del 1998, risultano ancora adeguate per il 5G ma questo ulteriore approfondimento mira a dare garanzie in più.

Il presidente di ICNIRP Eric van Rongen ha spiegato che «mantenendo applicate le nuove linee guida, le tecnologie 5G non causeranno alcun danno». Lo studio si basa sull’analisi di report scientifici condotti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, Commissione Europea e team di scienziati.

Per l'associazione GSMA, non proprio un ente super-partes dato che rappresenta i produttori del settore mobile, l’esposizione totale derivante da tutti i segnali 5G resta simile a quella delle reti mobili esistenti e ben al di sotto delle soglie di sicurezza internazionali appena aggiornate da ICNIRP.

Un’altra argomentazione  a favore del 5G è quella del sito Phone Scoop, alcune aziende stanno introducendo il 5G sulle stesse frequenze usate per il 4G usando antenne presenti da decenni su ripetitori e tetti delle case. Il 5G non è uno standard del tutto nuovo ma un’evoluzione del 4G e del ben conosciuto segnale sub-6 GHz.

Il 5G però può funzionare anche attraverso le frequenze di banda mmWave ed è questo l'aspetto sul quale, nella maggior parte dei casi, si chiede un approfondimento. Le mmWave, però, restano sempre onde radio e come ogni segnale di questo tipo sono non ionizzanti, quindi non trasportano sufficiente energia per incidere su atomi o molecole. Questo significa che si collocano sul lato “sicuro” dello spettro elettromagnetico.

Il Golden Power esercitato dal governo italiano e le preoccupazioni a livello di sicurezza informatica

Aggiornamento: Il Governo potrà esercitare il golden power anche sulle forniture altamente tecnologiche funzionali alla realizzazione delle reti 5G, allargando il raggio d'azione sull'esercizio dei poteri speciali.

Il governo italiano ha definito un perimetro chiaro a tutela della sicurezza informatica del Paese anche con riferimento al 5G. Tale mossa è stata apprezzata anche dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il recente incontro avuto col Presidente della Repubblica Mattarella. Trump, del resto, non ha mai nascosto le proprie preoccupazioni in tema di sicurezza informatica, soprattutto con riguardo della Cina. 

Inoltre la Commissione Europea ha pubblicato un rapporto sulla valutazione dei rischi di sicurezza informatica legati al 5G. Ne parliamo brevemente più avanti e approfondiremo la questione nelle prossime settimane. 

Come dicevamo, il Governo Conte-Bis, in uno dei suoi primissimi atti dal suo insediamento, ha deciso di esercitare i poteri speciali verso TIM, Vodafone, Wind Tre e Linkem.

In breve si tratta di limitazioni poste dall'esecutivo ai vari operatori, con l'obiettivo di tutelare la sicurezza nazionale, vista l'importanza strategica della rete 5G. Del resto, poi, dovete immaginare che la rete mobile di prossima generazione sarà soprattutto usata dall'internet delle cose e tutti sappiamo quanto la sicurezza sia necessaria in questi frangenti.

Nello specifico la nota diffusa da Palazzo Chigi descrive più nel dettaglio le prescrizioni rivolte ai singoli operatori.

Per Vodafone, ad esempio, la misura riguarda "accordi aventi ad oggetto l'acquisto di beni e servizi per la realizzazione e la gestione di reti di comunicazione elettronica basate sulla tecnologia 5G", mentre per Fastweb "l'informativa notificata dalla società relativa all'acquisto dalla società Zte Corporation degli apparati relativi alle componenti radio per la realizzazione dell'ultima tratta della rete 5G Fwa (fisso-mobile)". Passando a TIM, l'esercizio dei poteri speciali riguarda "l’informativa notificata dalla società TIM S.p.a. relativa agli accordi conclusi prima del 26 marzo relativi ad apparati e sistemi di comunicazione rispetto ai quali la tecnologia 5G può essere considerata una naturale evoluzione". Chiudiamo con Wind Tre per la quale la prescrizione ha ad oggetto "gli accordi stipulati con la società Huawei, aventi ad oggetto l’acquisto di beni e servizi per la realizzazione e la gestione di reti di comunicazione elettronica basate sulla tecnologia 5G", e con Linkem nei confronti della quale il governo esercita il golden power relativamente a "ontratti o accordi aventi ad oggetto l’acquisto di beni e servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione delle reti inerenti i servizi di comunicazione elettronica a banda larga su tecnologia 5G e acquisizione di componenti ad alta intensità tecnologica funzionali alla predetta realizzazione o gestione.

I più attenti tra di voi avranno notato che si menzionano le aziende cinesi Huawei e Zte. Infatti, un po' in tutto il mondo, non mancano i timori che la Cina possa utilizzare le infrastrutture 5G realizzate da queste due aziende per condurre operazioni di spionaggio, e questo è uno dei motivi che ha spinto Trump a bloccare Huawei. 

Oltre agli USA, anche il Regno Unito ha espresso questa sua preoccupazione, mentre 24 Stati Membri dell'UE hanno inviato le loro valutazioni in merito alla sicurezza informatica delle reti 5G, come richiesto dalla Commissione europea.  

Il 9 ottobre 2019, la stessa Commissione europea ha pubblicato una "relazione sulla valutazione coordinata a livello di UE dei rischi per la cibersicurezza delle reti di quinta generazione (5G)" (in inglese) e nel comunicato stampa diffuso sul sito della Commissione, si leggono le seguenti conclusioni tratte dalla relazione stessa: 

  • una maggiore esposizione agli attacchi e un aumento del numero dei potenziali punti di accesso per gli autori di tali attacchi. Dato che le reti 5G si basano sempre più sul software, stanno assumendo importanza i rischi legati a gravi lacune a livello di sicurezza, come quelle derivanti da processi inadeguati di sviluppo del software da parte dei fornitori. Ciò potrebbe anche consentire agli autori delle minacce di inserire malevolmente backdoor più difficilmente individuabili nei prodotti;
  • per via delle nuove caratteristiche dell'architettura e delle nuove funzionalità delle reti 5G, alcuni elementi dell'apparecchiatura o determinate funzioni di rete stanno diventando più sensibili, come le stazioni base o le principali funzioni di gestione tecnica delle reti;
  • una maggiore esposizione ai rischi legati alla dipendenza degli operatori di reti mobili dai fornitori, che aumenterà anche il numero dei percorsi di attacco sfruttabili dagli autori delle minacce ed esacerberà la potenziale gravità dell'impatto di tali attacchi. Tra i vari autori possibili, i paesi non membri dell'UE o i soggetti sostenuti da governi sono ritenuti i più pericolosi e potenzialmente più inclini ad attaccare le reti 5G;
  • in questo contesto di maggiore esposizione ad attacchi resi possibili dai fornitori, il profilo di rischio dei singoli fornitori assumerà particolare importanza, compresa la probabilità che il fornitore subisca interferenze da un paese non membro dell'UE;
  • un aumento dei rischi derivanti da una forte dipendenza dai fornitori: una forte dipendenza da un unico fornitore aumenta l'esposizione al rischio derivante da un'eventuale interruzione dell'approvvigionamento dovuta, ad esempio, a un insuccesso commerciale, e alle sue conseguenze. Tale dipendenza aumenta inoltre il potenziale impatto delle debolezze o delle vulnerabilità nonché la possibilità che queste vengano sfruttate dagli autori di minacce, in particolare quando la dipendenza riguarda un fornitore che presenta un elevato grado di rischio;
  • le minacce alla disponibilità e all'integrità delle reti diverranno importanti problemi in materia di sicurezza: in aggiunta alle minacce alla riservatezza e alla tutela della privacy, la prevista conversione delle reti 5G nella colonna portante di numerose applicazioni informatiche critiche farà sì che l'integrità e la disponibilità di tali reti diventino importanti problemi in materia di sicurezza nazionale e una sfida di primo piano per la sicurezza a livello di UE.

Inoltre si legge che "a complemento della relazione degli Stati membri, l'Agenzia europea per la cibersicurezza sta ultimando una mappatura specifica del panorama delle minacce per le reti 5G, che esamina più in dettaglio alcuni aspetti tecnici della relazione"

Per quanto riguarda le prossime tappe di questo percorso in sede dell'Unione europea, entro il 31 dicembre 2019 il gruppo di cooperazione dovrebbe concordare una serie di misure di attenuazione per far fronte ai rischi per la cibersicurezza individuati a livello nazionale e dell'Unione.

In ultimo, entro il 1º ottobre 2020 gli Stati membri, in cooperazione con la Commissione, dovrebbero valutare gli effetti della raccomandazione per determinare se vi sia bisogno di ulteriori interventi. La valutazione dovrebbe tenere conto dell'esito della valutazione europea coordinata dei rischi e dell'efficacia delle misure.

Noi seguiremo da vicino tutto questo processo e vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Il 5G nel resto del mondo

Anche nel resto del mondo siamo ancora agli inizi. Negli Stati Uniti, ad esempio, Verizon ha sorpreso tutti, attivando la rete ad aprile 2019, rendendo il Paese a stelle e strisce il primo al mondo con una rete 5G attiva. Al momento, però, il servizio è disponibile solo in alcune zone della città di Chicago oltre a qualche altro posto.

Anche il Regno Unito ha da poco acceso le prime reti 5G, ma si tratta anche in questo caso di reti assai circoscritte. Tra l’altro, i colleghi di TechRadar UK, hanno potuto constatare che, a Londra, le prestazioni al momento sono deludenti e variano di molto. La velocità infatti, varia da 200 mbps a 500 mbps, superiore al 4G, ma ben lontana dai picchi teorici promessi dalla rete di prossima generazione.  

Un altro Paese europeo che si prepara a ricevere il 5G è la Spagna. Secondo quanto riportato da El País, infatti, Vodafone attiverà il 5G in 15 città tra cui Madrid, Barcellona e Valencia. Un aspetto interessante è che Vodafone Spagna ha deciso di mettere in pausa la diffusione della parte della propria rete che si affida ad attrezzature Huawei, in attesa che la situazione tra il colosso cinese e gli Stati Uniti divenga più chiara.   

Qualche mese fa era uscita la notizia che in Corea del Sud, uno dei Paesi più avanzati al mondo in termini di connettività, si è raggiunta l’impressionante cifra di un milione di dispositivi 5G connessi.

Pochi giorni fa è stato reso noto che Qualcomm collaborerà con la Russia, più in particolare con il Dipartimento per l'Information Technology di Mosca, per lo sviluppo della prima rete 5G mmWave presso la capitale russa, che sarà attiva a partire dall'autunno di quest'anno. 

Quale sarà l'impatto concreto del 5G sulla vita di tutti i giorni? 

  • Maggiore velocità di download e upload
  • Streaming più fluido di contenuti online
  • Videochiamate e chiamate via internet di migliore qualità
  • Connessioni dati più affidabili
  • Un maggior numero di dispositivi IoT connessi 
  • Diffusione di tecnologie avanzate e innovazioni tra cui le auto a guida autonoma e le smart city

Chiamate vocali di qualità maggiore

L'alta definizione della voce non era una priorità per la progettazione delle reti 3G e 4G, ma con il 5G potete aspettarvi chiamate vocali e videochiamate dove la qualità della voce sarà migliore, più nitida e molto più realistica.

Inoltre la tecnologia chiamata Voce tramite 5G (Vo5G) sembra sarà parte dei vari servizi 5G insieme alle videochiamate, alla telepresenza, alla realtà aumentata (AR) e alla realtà virtuale (VR).

Streaming in 8K

Al giorno d’oggi ci sono pochi fornitori che propongono contenuti in streaming in 4K, e i clienti si affidano a linee in fibra o VDSL. Con le reti 5G, però, sarebbe potenzialmente possibile arrivare fino alla risoluzione 8K. E senza dover aspettare a lungo per il buffering. 

È un esempio piuttosto ovvio di come la velocità del 5G possa fare la differenza: la possibilità di trasferire più dati in meno tempo, significa poter trasmettere con maggiore risoluzione senza notare differenze nel tempo di caricamento o nella fluidità. 

Naturalmente, non abbiamo ancora smartphone o televisori che possano sfruttare questa possibilità, ma presto arriveranno. Huawei, per esempio, sta lavorando a un televisore 8K con connessione 5G.

Platooning

Con il termine platooning ci si riferisce alla possibilità che un veicolo connesso faccia da “capofila” e decida la velocità di marcia anche degli altri veicoli connessi. Comprensibilmente, questa idea rende più semplice la diffusione di veicoli a guida autonoma e, secondo gli esperti, potrebbe anche portare a una riduzione dell’emissione di carbonio legata al trasporto di merci su gomma. 

5G e videogiochi

Il 5G apporterà molti benefici anche al mondo dei videogiochi. Infatti questo tipo di connessione garantirà bassa latenza per la gioia di chi gioca in multiplayer. Questo aspetto contribuirà anche alla diffusione di servizi in streaming come Google Stadia. Il fatto che il 5G consenta di giocare senza problemi vuol dire anche che, in futuro, potrete divertirvi con i vostri titoli preferiti anche in quei posti dove una buona connessione wi-fi è assente. 

5G e mondo militare

Come tutte le maggiori innovazioni, il 5G avrà un ruolo anche nel mondo militare. Per esempio potrà essere usato nei sistemi di difesa legati alle armi ipersoniche, nella creazione di basi militari intelligenti, nel caso di dispositivi indossabili che forniscano informazioni sui militari in tempo reale e nell’implementazione di soluzioni di intelligenza artificiale per i velivoli senza pilota oltre all’uso di trasmissioni in 4K.

5G e smart city

Secondo gli esperti, il 5G andrà a favorire lo sviluppo delle smart cities. Ad esempio, grazie a questa nuova tecnologia i veicoli potranno essere connessi tra di loro e ricevere informazioni in tempo reale su ingorghi e incidenti. Anche i semafori saranno connessi e potranno venire regolati in tempo reale per consentire un traffico scorrevole. Inoltre i mezzi di soccorso potranno individuare in tempo reale il percorso migliore per giungere sul luogo dell’incidente con un evidente vantaggio per la collettività. 

In ultimo il 5G potrebbe favorire il risparmio energetico grazie alla maggiore efficienza derivante dall’utilizzo di sensori che spengano l’illuminazione quando una strada o un edificio siano deserti, ad esempio. Il 5G, in questo ambito, è l’infrastruttura che consente a tutti questi sensori di essere connessi e comunicare l’uno con l’altro in tempo reale.