Skip to main content

I consigli di TechRadar per dare il massimo lavorando da casa

(Image credit: Shutterstock / LStockStudio)

Con la dilagante pandemia da coronavirus e l'ingresso nella fase 2, molti di noi stanno sperimentando per la prima volta una nuova modalità di lavoro: lo smart working. Ciò che facciamo ogni giorno nel nostro ufficio non può essere trasposto esattamente nelle nostre case ed è molto importante sapere cosa fare per rimanere produttivi e lavorare con serenità.

Noi di TechRadar abbiamo effettuato cambiamenti al nostro flusso di lavoro in modo da spostare il 99% dell’attività lavorativa nelle nostre case: molti di noi erano già smart worker esperti, mentre per altri è stata la prima volta. 

È stato interessante scoprire che utilizziamo metodi simili per tenerci concentrati mentre lavoriamo da casa nonostante le differenti mansioni. Abbiamo deciso di raccontarvi alcune nostre esperienze di smart working, sperando possano aiutarvi a lavorare come se foste ancora nei vostri uffici.

Abbas Jaffar Ali - Editor

La cosa più bella di lavorare da remoto è poter stare in pigiama a tempo pieno. Nonostante la comodità, i miei figli sono dei giocherelloni e questo per i primi tempi non ha aiutato; quindi per prima cosa ho creato un piccolo angolino di silenzio nella mia casa. La sala da pranzo è diventata agilmente il mio nuovo ufficio: viene utilizzata tre volte al giorno, due delle quali fuori dal mio orario di lavoro.

Solitamente lavoro col mio MacBook Pro 16” affiancato dal mio smartphone: ho scelto un portatile con schermo grande perché è il prodotto che più facilmente sostituisce un computer fisso ogni qualvolta sia necessario.

Le applicazioni che utilizzo nel mio lavoro sono suddivise solitamente in desktop virtuali, il browser (su cui svolto la maggior parte del mio lavoro) prende uno schermo, Microsoft Teams ne prende un altro e tutto il resto prende l’ultimo desktop. Per le chiamate o le videoconferenze, preferisco utilizzare il mio telefono piuttosto che il mio laptop, semplicemente perché lo trovo più comodo, anche se talvolta per le videoconferenze su Microsoft Teams utilizzo il portatile.

Non ho bisogno di attaccare nulla al mio computer: niente mouse e niente schermi aggiuntivi, mi piacciono e mi bastano le funzionalità che sono integrate nel mio portatile, soprattutto perché per spostare file quando necessario utilizzo il cloud o le mail. Probabilmente sperimenterò anche iPad Pro per tutto queste attività nei prossimi giorni.

Nick Rego - Editor

Ho lavorato tantissime volte da casa prima d’ora, quindi non ho avuto necessità di rivoluzionare il mio metodo di lavoro. Ho un MacBook Air e solitamente lavoro in cucina, in modo da non sentirmi pigro stando sul mio divano o sul mio letto. Uso il mio portatile anche per guardare le ricette del pranzo e contemporaneamente rimanere in contatto coi miei collaboratori via mail o Microsoft Teams.

Per lavori più pesanti come il video editing o la scrittura di lunghe recensioni passo al mio computer fisso: solitamente lo uso per fare streaming mentre gioco, ma è anche un perfetto setup anche per lavorare soprattutto quando devo fare una videochiamata col mio team, considerando che ho una webcam molto migliore rispetto a quella del mio MacBook.

Quando ho bisogno di concentrarmi metto un po’ di musica soft grazie al mio Amazon Echo: mi permette di mutare la musica facilmente con un comando vocale e controllare i prossimi appuntamenti in calendario mentre sto lavorando su altro.

Ammara Rounaq - Editor e social media manager

Lavorare da casa per me è un’esperienza famigliare: sono stato un freelancer per buona parte della mia carriera. Organizzarmi sempre il lavoro dandomi delle priorità, avere uno spazio nella stanza dedicato al mio lavoro e dare delle regole alle persone con cui convivo mi ha permesso di ottenere il meglio dal mio tempo.

Concentrarsi per me è sempre stato un problema, ma realizzare il giusto ambiente attorno a me mi ha aiutato moltissimo. Lavoro su un MacBook Pro (2013) collegato a due schermi da 24 pollici per farlo apparire come un computer fisso. Non sono un fan del lavoro coi laptop a meno che non sia per un’attività di scrittura non troppo pesante. Preferisco di gran lunga avere una tastiera dedicata e un mouse, ottimo anche per il video editing o scritture prolungate.

Su un monitor tengo sempre aperte le mail, il browser e Microsoft Teams, sull’altro tutto ciò che è necessario per il lavoro che sto svolgendo. Un buon paio di cuffie a cancellazione del rumore mi aiutano quando voglio avere una profonda concentrazione sui miei obiettivi e le mie Bose SoundLink Color mi aiutano col rumore ambientale quando sono stufo di indossare delle cuffie.

Seguire una routine mi aiuta quando è difficile delimitare esattamente il confine tra il lavoro e la mia quotidianità, prendo frequenti pause per ripulire la mente con letture leggere, una tazza di caffè o qualsiasi cosa possa aiutarmi a migliorare la mia produttività. Ci sono un sacco di tentazioni attorno ed è importante sapere quando è necessario prendere una pausa o aumentare il proprio impegno per portare a casa un risultato entro i tempi prestabiliti.

Sam McClusky - Reparto vendita

Per la maggior parte del tempo lavoro sul divano, il cavo del mio portatile è troppo corto per raggiungere la scrivania. Quasi tutti i giorni utilizzo il mio MacBook Pro con Microsoft Teams per tenermi in contatto con i colleghi e fare veloci chiamate vocali o video.

Il migliore consiglio che posso darvi se dovete lavorare da casa è di non interrompere mai la vostra normale routine. Svegliatevi e fate colazione come se doveste andare in ufficio, anche cambiandovi i vestiti se vi aiuta a tenervi concentrati e focalizzati sul lavoro: evitate di cadere nel mondo di YouTube o dei siti di shopping in quanto vi faranno perdere davvero tante ore durante la giornata.

Se vi rendete conto che il vostro cervello sta iniziando a vagare, alzatevi e prendetevi una piccola pausa, magari camminando per il vostro appartamento. Mangiate qualcosa, bevete dell’acqua e poi tornate al lavoro. Potreste anche pensare di fare delle piccole sessione di esercizio fisico per cercare di mantenere il vostro livello di energia costante nella giornata. 

Paolo D’Angelo - Editor TechRadar Italia

Ho passato anni da pendolare tra la provincia di Varese e l'hinterland milanese, anni in cui ho sofferto particolarmente per gli orari e soprattutto il traffico di quella particolare area.

Con lo spostamento in un'area rurale a bassa densità, poter lavorare da casa è per me la soluzione che fa quadrare il cerchio.

La mia giornata inizia con una doccia e una discreta colazione. Finita la mia routine mattutina, raggiungo la mia postazione di lavoro in appena dieci passi. Il mio ufficio è un grande salone pieno dei miei oggetti e mi fa sentire sicuramente meglio del rumoroso stanzone in cui lavoravo precedentemente con altri colleghi.

Per lavoro uso il mio PC principale, un gigantesco tower i7-2600k overcloccato. Il lieve brusio delle ventole termoregolate viene facilmente coperto dalla musica di sottofondo anni '80 emanata dalle perennemente accese casse Edifier 2.0.

Per mantenere attiva la concentrazione sono costretto a fare una pausa ogni tanto, perciò mi sposto all'esterno per raggiungere il mio cane in giardino e fermarmi a giocare qualche minuto con lui. Altrettanto spesso vado in cucina a mangiucchiare qualcosa. Se il ritmo di lavoro me lo permette, durante il pomeriggio porto il cane a fare una passeggiata nel bosco vicino casa, anche se dovrei sempre trovare almeno mezz'ora al giorno per poterlo fare. Tra i contro di questa situazione abbastanza idilliaca, spesso mi accorgo di lavorare troppe ore. Potrei farne qualcuna in meno ma spesso e volentieri finisco per controllare l'andamento del lavoro anche quando non viene richiesto, solo per rassicurarmi che tutto vada come dovrebbe.

Luca Salerno - Editor TechRadar Italia

Sentirete tanti consigli sullo smart working in questo periodo ma prendeteli per quello che sono: consigli. Inutile negarlo: se siete abituati a lavorare in azienda ci saranno giornate miserabili in cui, ad esempio, rimanderete il momento della doccia la mattina e arriverete in pigiama a ora di pranzo oppure quando vi verrà la brillante idea di smaltire del lavoro la sera per farlo peggio del solito e complicarvi di più la vita l’indomani. 

Non ci sono ricette magiche per lo smart working: si procede per prove ed errori e ognuno lo adatta al proprio carattere e alle proprie esigenze. Mi sento di dare solo due consigli. Il primo è mettere dei confini: confini alle ore in cui lavorerete, confini alle telefonate dei parenti che vi chiameranno a tutte le ore, confini alle pause che potrebbero diventare molto lunghe, confini ai messaggi su WhatsApp. 

Il secondo suggerimento è: trovatevi degli alleati umani e tecnologici. Create una chat con i colleghi, a patto che non vi distragga troppo, e siate creativi nel realizzare il vostro workflow al meglio. Da appassionato di MMORPG mi ritrovo ancora uno dei migliori mouse realizzati, secondo me, dalla Logitech, ovvero il G600. Quando non mi danno una mano nei videogiochi i dodici pulsanti laterali del tutto personalizzabili attraverso i vari profili mi permettono di rendere più veloci operazioni come copia, taglia e incolla, la formattazione del testo e sopratutto la famigerata “è” maiuscola.

Valerio Del Vecchio - Editor TechRadar Italia

Devo ammettere che la mia routine non è stata stravolta più di tanto dal lockdown dell’emergenza coronavirus. Sono uno studente di Ingegneria Informatica e, dunque, dedico gran parte della mia giornata allo studio, ritagliando angoli di tempo da destinare alla scrittura di articoli sulla tecnologia, che è la mia grande passione. 

Mi reco nella mia stanza in cui posso isolarmi dal resto del mondo, tenere alto il livello di concentrazione e poter spremere ogni singolo chip del mio vecchio portatile Samsung (sì, una volta Samsung vendeva portatili anche in Italia). 

A mio avviso, è molto importante riuscire a creare una bolla intorno a sé, cercando di ignorare le fonti di distrazione più vicine, come navigare a zonzo in Internet o cadere nella “trappola del cellulare”: personalmente preferisco attivare la modalità silenziosa e ignorare il mio smartphone piuttosto che incorrere in continue interruzioni dovute all’arrivo di nuove notifiche. 

Inoltre, il mio consiglio è quello di porsi degli obiettivi giornalieri e di non alzarsi dalla sedia se non dopo averli portati tutti a compimento; è un ciclo che si ripete giorno dopo giorno, un mattone dopo l’altro verso un traguardo sempre più grande. 

Non penso che l’eccessivo schematismo possa essere la chiave di volta dello smart working, ma credo che la rigidità nell’imporsi determinate azioni da portare a termine debba essere eguagliata da una buone dose di flessibilità: è importante, come in ogni aspetto della vita, trovare quel giusto equilibrio che, il più delle volte, è diverso da persona a persona. 

Marco Silvestri - Editor TechRadar Italia

Sto lavorando in smart working da qualche mese con tutti i pro e i contro che ne conseguono. Inizialmente ho incontrato difficoltà di vario genere, dalla mancanza di privacy, ai rumori di fondo tipici della cucina e delle pulizie, fino agli aspetti tecnici come la connessione più lenta e la mancanza di spazio. Ci sono volute settimane per riuscire a ricreare una postazione di lavoro adeguata ai miei bisogni, ma oggi trovo che il telelavoro si sposi perfettamente con le mie attività. 

Tra gli aspetti positivi c’è senza dubbio quello economico: stare più tempo a casa, anche se forzatamente, mi consente di risparmiare sugli spostamenti e sulle spese generiche che si affrontano quando si lavora in ufficio, come il caffè delle 10 o il pranzo tra soci del lunedì. 

Occupandomi principalmente di correzione e redazione di articoli ho bisogno di un ambiente silenzioso e, vivendo in un appartamento con la mia compagna, ho deciso di acquistare delle cuffie con cancellazione del rumore per concentrarmi al meglio senza costringere lei al silenzio assoluto. Lo scoglio più grande che si incontra quando si lavora da casa è far capire a chi ci circonda che, nonostante ci troviamo in salotto con le ciabatte e la vestaglia, stiamo comunque lavorando.

I consigli che mi sento di dare sono tre: create uno spazio attrezzato per le vostre necessità lavorative, datevi degli orari e alternate il lavoro a delle pause che vi consentano di muovervi un po’, magari facendo un caffè o una passeggiata sul balcone. Infine ponetevi degli obiettivi giornalieri da portare a termine; in questo modo eviterete di cadere nella spirale dell’ozio casalingo o di darvi allo stakanovismo estremo. 

Una volta trovato l’equilibrio tra lavoro e quotidianità, potreste anche scoprire che lavorare da casa può rivelarsi estremamente produttivo.

sony headphones noise canceling

(Image credit: Future)

La tecnologia che vi aiuterà

Se avete bisogno di alcuni prodotti tecnologici per mantenervi concentrati durante il lavoro da casa, ecco alcuni prodotti che raccomandiamo:

Cuffie con cancellazione del rumore

Ottime per ascoltare la musica o effettuare delle chiamate, le cuffie con cancellazione del rumore sono davvero importanti da avere, specialmente se siete in case rumorose o i vostri figli non vi danno pace durante la giornata. Noi apprezziamo tantissimo le Sony WH-1000XM3, ma potreste optare anche per un’altro paio tra le migliori cuffie con cancellazione del rumore per aiutarvi a rimanere concentrati durante il lavoro.

Webcam

Se fate un sacco di videoconferenze, allora potrebbe servirvi una webcam migliore di quella che è integrata nel vostro portatile. La Logitech Brio Ultra HD Pro webcam è un’ottima scelta per la sua ottima qualità e le sua resa anche in presenza di scarsa illuminazione, ed è perfetta anche per registrare video o rimanere collegati in streaming coi vostri colleghi.  

Un Wi-Fi più potente

Si tratta di un investimento che farà felici tutti i vostri coinquilini o famigliari. Se avete problemi di rete, dovreste prendere in considerazione di migliorare cambiare operatore o piano tariffario, Non solo per avere un Wi-Fi migliore in casa vostra, ma anche per evitare brutti ritardi o cadute di linea quando siete a parlare coi vostri colleghi o, anche peggio, col vostro superiore.