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Solo un lavoratore su quattro vuole tornare in ufficio

(Image credit: Lenovo)

Una statistica ha rilevato che dopo il lockdown solo un lavoratore su quattro vorrebbe tornare a lavorare in ufficio.

L'indagine svolta da Okta, ha coinvolto oltre 2.000 lavoratori dipendenti da tutto il Regno Unito, rilevando che, nonostante il radicale cambiamento nel mondo del lavoro, in smartworking solo il 31% di essi ha riscontrato una diminuzione della produttività.

Il sondaggio mostra che oltre la metà degli intervistati ha perso i contatti con i propri colleghi, mentre circa il 10% non usufruisce dei vantaggi offerti dalle loro aziende, come buoni pasto e lezioni di fitness.

Un pò di chiarezza sulle percentuali

Ecco gli ultimi dati sullo smart working:

  • Il 62% degli lavoratori riesce a concentrarsi meglio sul proprio lavoro grazie alla maggiore flessibilità
  • Il 55% ha aumentato i propri livelli di produttività grazie alla possibilità di avere più tempo libero
  • Il 44% ha dichiarato di avere meno distrazioni a casa

"La pandemia di COVID-19 ci ha costretti a pensare e ad agire in modo diverso", questo quanto affermato da Jesper Frederiksen, vicepresidente e GM dell'EMEA, Okta. "Le aziende hanno dovuto imparare alla svelta per adattarsi e sopravvivere alle nuove necessità, ed è grazie al loro impegno che usciremo da questa crisi più forti di prima".

Ma non è stato per niente facile. Circa il 60% degli intervistati ha dichiarato di accedere quotidianamente al software per lavorare senza grossi problemi, ma il 24% ha dichiarato di avere non poche difficoltà, riscontrando purtroppo un calo della propria produttività dall'inizio della pandemia. Quasi il 28% di loro ha invece dichiarato che le aziende non li avevano forniti dei dispositivi necessari a lavorare da casa, come un laptop.

Inoltre, solo il 32% degli intervistati ha piena fiducia nelle misure di sicurezza per respingere attacchi informatici, attualmente fornite dai loro datori di lavoro.

Frederiksen afferma che "Molte società sono state costrette a creare rapidamente ambienti di lavoro delocalizzati con strumenti di sicurezza avanzati per consentire al meglio la continuità aziendale durante questo periodo. E nonostante il grande successo riscontrato, per molte persone questo approccio a breve termine non è sostenibile ".