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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Vpn-privacy-security ]]></title>
                <link>https://global.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security</link>
        <description><![CDATA[ All the latest vpn-privacy-security content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Wed, 28 Jan 2026 11:26:16 +0000</lastBuildDate>
                            <language>it-it</language>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Questa estensione VPN gratuita dirottava i server gratuiti di CyberGhost – ecco cosa significa per la tua privacy ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Un'estensione gratuita per Chrome utilizzava impropriamente i server free di CyberGhost</strong></li><li><strong>BiuBiu VPN sfruttava le risorse di CyberGhost per ospitare la propria applicazione</strong></li><li><strong>CyberGhost ha confermato che nessun dato degli utenti è stato compromesso</strong></li></ul><p>Un'estensione VPN gratuita per Chrome con 20 milioni di utenti è stata scoperta ad abusare delle risorse di CyberGhost.</p><p>Mike Williams, Lead Security Reviewer di TechRadar, ha rilevato che l'estensione "BiuBiu VPN – The Website Unblocker" sottraeva i server gratuiti di CyberGhost per ospitare la propria applicazione.</p><p>CyberGhost ha dichiarato a TechRadar che l'estensione sfruttava un suo servizio legacy, progettato originariamente per offrire un proxy pubblico e gratuito. Un portavoce di CyberGhost ha confermato che nessun dato degli utenti è stato violato, affermando: "Nessun utente attuale di CyberGhost (né i relativi account) è stato colpito o compromesso in alcun modo".</p><h2 id="come-biubiu-vpn-ha-rubato-i-server-di-cyberghost">Come BiuBiu VPN ha rubato i server di CyberGhost</h2><p>Williams ha individuato delle anomalie nell'app BiuBiu VPN mentre effettuava ricerche sulla sicurezza di alcune estensioni per Chrome.</p><p>Ha quindi deciso di esaminare l'applicazione più da vicino. Dopo aver eseguito un'analisi della rete e del codice sorgente dell'estensione, ha scoperto che quest'ultima connetteva segretamente l'utente ai server di CyberGhost.</p><p>Williams ha dichiarato: "Non si tratta di una minaccia diretta per gli utenti; l'estensione funzionava come pubblicizzato. Tuttavia, esiste il potenziale per una frode".</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6kLgVqHCVtzHJPN5xytonQ-1920-80.png" alt="BiuBiu VPN - The Website Unblocker extansion connected (screenshot taken on January 13)" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8DaXWWXT4JXi6eZWu28xxD-1920-80.png" alt="Source code of BiuBiu VPN - The Website Unblocker (screenshot taken on January 13)" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y9GsPz3a8EvTzKm4YsdLNX-1920-80.png" alt="BiuBiu VPN - The Website Unblocker rerouting traffic via CyberGhost servers (screenshot taken on January 13)" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>CyberGhost ha successivamente dichiarato a TechRadar che l'incidente ha riguardato l'uso improprio di server collegati al suo servizio legacy gratuito.</p><p>L'azienda ha definito deplorevole il fatto che alcuni individui e organizzazioni abbiano "approfittato" del prodotto gratuito, aggiungendo che il suo team di sicurezza è ora "attivamente impegnato" nella rimozione dell'estensione.</p><p>Gli ingegneri di CyberGhost sono al lavoro per migrare il servizio proxy gratuito verso una piattaforma più robusta e resistente agli abusi, così da garantire una maggiore larghezza di banda per gli utenti legittimi. "La nuova configurazione rimarrà gratuita e privata per gli utenti legittimi, ma richiederà la registrazione per prevenire utilizzi impropri", ha affermato CyberGhost.</p><h2 id="la-risposta-di-biubiu-vpn">La risposta di BiuBiu VPN</h2><p>In risposta alle nostre domande, un portavoce di PreppHint – lo sviluppatore dietro l'estensione VPN – ha dichiarato a TechRadar che l'app sarebbe stata immediatamente dismessa.</p><p>"Abbiamo preso la decisione di interrompere definitivamente l'estensione BiuBiu VPN. È stata rimossa dal Chrome Web Store con effetto immediato", ha affermato lo sviluppatore.</p><p>BiuBiu VPN non è la prima a sfruttare le risorse di VPN gratuite. L'anno scorso, un'altra app VPN gratuita per Android con oltre 1 milione di download – JetVPN – era stata scoperta a utilizzare server gratuiti sottratti a Windscribe e Private Internet Access.</p><p>Come BiuBiu, JetVPN si è affrettata a rimuovere la propria applicazione dal Web Store, pur dichiarando che la società "non ha mai intrapreso alcun uso intenzionale o non autorizzato" di infrastrutture di terze parti.</p><h2 id="il-rischio-piu-ampio-delle-app-vpn-gratuite">Il rischio più ampio delle app VPN gratuite</h2><p>I rischi legati all'uso di app VPN gratuite stanno diventando rapidamente noti.</p><p>"Quando ne installi una, non hai idea di quali server stiano gestendo le tue connessioni", ha dichiarato Williams. "I server VPN di CyberGhost sono una scelta sicura, ma l'estensione avrebbe potuto utilizzare con la stessa facilità dei server cinesi che registrano il traffico".</p><p>Non tutte le app VPN gratuite sono malevole, ma gestire l'infrastruttura di una rete virtuale privata (VPN) ha un costo. Ciò significa che alcuni sviluppatori potrebbero essere incentivati a monetizzare i vostri dati con tecnologie di tracciamento e annunci invasivi, mentre altri scelgono di sottrarre le risorse a fornitori di VPN affidabili invece di costruire le proprie.</p><p>Se state cercando un'app VPN sicura ma non volete investire in un abbonamento, consultate la nostra pagina dedicata alle migliori VPN gratuite disponibili. Questi servizi traggono profitto dalla vendita di abbonamenti premium piuttosto che dall'uso improprio dei vostri dati. Attenzione, però: presentano tutti alcune limitazioni.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/questa-estensione-vpn-gratuita-dirottava-i-server-gratuiti-di-cyberghost-ecco-cosa-significa-per-la-tua-privacy</link>
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                            <![CDATA[ Gli esperti di TechRadar hanno scoperto che l'estensione per Chrome "BiuBiu VPN" stava utilizzando in modo improprio le risorse di CyberGhost. Ecco tutto quello che sappiamo. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN Services]]></category>
                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ chiara.castro@futurenet.com (Chiara Castro) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dBfKg5tPHAd74JPLWVCzQg-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[VPN Shield Security. Phone Concept - stock photo]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Un'estensione gratuita per Chrome utilizzava impropriamente i server free di CyberGhost</strong></li><li><strong>BiuBiu VPN sfruttava le risorse di CyberGhost per ospitare la propria applicazione</strong></li><li><strong>CyberGhost ha confermato che nessun dato degli utenti è stato compromesso</strong></li></ul><p>Un'estensione VPN gratuita per Chrome con 20 milioni di utenti è stata scoperta ad abusare delle risorse di CyberGhost.</p><p>Mike Williams, Lead Security Reviewer di TechRadar, ha rilevato che l'estensione "BiuBiu VPN – The Website Unblocker" sottraeva i server gratuiti di CyberGhost per ospitare la propria applicazione.</p><p>CyberGhost ha dichiarato a TechRadar che l'estensione sfruttava un suo servizio legacy, progettato originariamente per offrire un proxy pubblico e gratuito. Un portavoce di CyberGhost ha confermato che nessun dato degli utenti è stato violato, affermando: "Nessun utente attuale di CyberGhost (né i relativi account) è stato colpito o compromesso in alcun modo".</p><h2 id="come-biubiu-vpn-ha-rubato-i-server-di-cyberghost">Come BiuBiu VPN ha rubato i server di CyberGhost</h2><p>Williams ha individuato delle anomalie nell'app BiuBiu VPN mentre effettuava ricerche sulla sicurezza di alcune estensioni per Chrome.</p><p>Ha quindi deciso di esaminare l'applicazione più da vicino. Dopo aver eseguito un'analisi della rete e del codice sorgente dell'estensione, ha scoperto che quest'ultima connetteva segretamente l'utente ai server di CyberGhost.</p><p>Williams ha dichiarato: "Non si tratta di una minaccia diretta per gli utenti; l'estensione funzionava come pubblicizzato. Tuttavia, esiste il potenziale per una frode".</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6kLgVqHCVtzHJPN5xytonQ-1920-80.png" alt="BiuBiu VPN - The Website Unblocker extansion connected (screenshot taken on January 13)" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8DaXWWXT4JXi6eZWu28xxD-1920-80.png" alt="Source code of BiuBiu VPN - The Website Unblocker (screenshot taken on January 13)" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y9GsPz3a8EvTzKm4YsdLNX-1920-80.png" alt="BiuBiu VPN - The Website Unblocker rerouting traffic via CyberGhost servers (screenshot taken on January 13)" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>CyberGhost ha successivamente dichiarato a TechRadar che l'incidente ha riguardato l'uso improprio di server collegati al suo servizio legacy gratuito.</p><p>L'azienda ha definito deplorevole il fatto che alcuni individui e organizzazioni abbiano "approfittato" del prodotto gratuito, aggiungendo che il suo team di sicurezza è ora "attivamente impegnato" nella rimozione dell'estensione.</p><p>Gli ingegneri di CyberGhost sono al lavoro per migrare il servizio proxy gratuito verso una piattaforma più robusta e resistente agli abusi, così da garantire una maggiore larghezza di banda per gli utenti legittimi. "La nuova configurazione rimarrà gratuita e privata per gli utenti legittimi, ma richiederà la registrazione per prevenire utilizzi impropri", ha affermato CyberGhost.</p><h2 id="la-risposta-di-biubiu-vpn">La risposta di BiuBiu VPN</h2><p>In risposta alle nostre domande, un portavoce di PreppHint – lo sviluppatore dietro l'estensione VPN – ha dichiarato a TechRadar che l'app sarebbe stata immediatamente dismessa.</p><p>"Abbiamo preso la decisione di interrompere definitivamente l'estensione BiuBiu VPN. È stata rimossa dal Chrome Web Store con effetto immediato", ha affermato lo sviluppatore.</p><p>BiuBiu VPN non è la prima a sfruttare le risorse di VPN gratuite. L'anno scorso, un'altra app VPN gratuita per Android con oltre 1 milione di download – JetVPN – era stata scoperta a utilizzare server gratuiti sottratti a Windscribe e Private Internet Access.</p><p>Come BiuBiu, JetVPN si è affrettata a rimuovere la propria applicazione dal Web Store, pur dichiarando che la società "non ha mai intrapreso alcun uso intenzionale o non autorizzato" di infrastrutture di terze parti.</p><h2 id="il-rischio-piu-ampio-delle-app-vpn-gratuite">Il rischio più ampio delle app VPN gratuite</h2><p>I rischi legati all'uso di app VPN gratuite stanno diventando rapidamente noti.</p><p>"Quando ne installi una, non hai idea di quali server stiano gestendo le tue connessioni", ha dichiarato Williams. "I server VPN di CyberGhost sono una scelta sicura, ma l'estensione avrebbe potuto utilizzare con la stessa facilità dei server cinesi che registrano il traffico".</p><p>Non tutte le app VPN gratuite sono malevole, ma gestire l'infrastruttura di una rete virtuale privata (VPN) ha un costo. Ciò significa che alcuni sviluppatori potrebbero essere incentivati a monetizzare i vostri dati con tecnologie di tracciamento e annunci invasivi, mentre altri scelgono di sottrarre le risorse a fornitori di VPN affidabili invece di costruire le proprie.</p><p>Se state cercando un'app VPN sicura ma non volete investire in un abbonamento, consultate la nostra pagina dedicata alle migliori VPN gratuite disponibili. Questi servizi traggono profitto dalla vendita di abbonamenti premium piuttosto che dall'uso improprio dei vostri dati. Attenzione, però: presentano tutti alcune limitazioni.</p>
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                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il tuo smartphone può sembrare inattivo mentre riposa sul comodino durante la notte, ma in realtà non è mai completamente fermo. Anche quando non lo usi, il dispositivo continua a scambiare piccoli pacchetti di dati per restare aggiornato e reattivo.</p><p>Parte di questa attività è necessaria: il sistema operativo controlla la presenza di aggiornamenti, le notifiche rimangono in standby e i messaggi vengono sincronizzati silenziosamente. Tuttavia, non tutto questo scambio di dati in background è essenziale e gran parte di esso avviene in modo del tutto invisibile.</p><p>Secondo Marijus Briedis, CTO di NordVPN, alcune di queste trasmissioni possono includere segnali legati al tracciamento o alla pubblicità che vanno ben oltre le funzionalità di base.</p><p>A volte, questi scambi rischiano di esporre i tuoi dati personali a tua insaputa. È qui che sorgono i dubbi sulla privacy ed è per questo che ciò che il tuo telefono fa di notte conta molto più di quanto si possa immaginare.</p><p>NordVPN, che attualmente occupa la prima posizione nella nostra classifica dei migliori servizi VPN, ha preparato una serie di consigli per aiutarti a proteggere la tua sicurezza.</p><h2 id="i-dati-che-il-tuo-smartphone-condivide-legittimamente-quando-e-inattivo">I dati che il tuo smartphone condivide legittimamente quando è inattivo</h2><p>Parte della comunicazione che il tuo smartphone svolge in background mentre è inattivo è inevitabile. Per funzionare correttamente, i dispositivi devono restare in contatto con il sistema operativo e i fornitori di servizi; ciò comporta un flusso costante di dati anche quando il dispositivo sembra a riposo.</p><p>In genere, queste informazioni includono dati relativi al sistema, come identificatori di base e telemetria sullo stato del dispositivo, controlli per gli aggiornamenti delle app e del sistema operativo e la gestione delle notifiche push.</p><p>I telefoni possono inoltre inviare segnalazioni di crash o dati diagnostici per aiutare gli sviluppatori a risolvere i bug, oltre a informazioni sullo stato della rete. Oltre a questo, contenuti come e-mail, notizie e messaggi vengono sincronizzati silenziosamente in background.</p><p>Gli esperti di NordVPN sottolineano che questo tipo di attività è generalmente legittima, serve a garantire la stabilità del sistema e contribuisce a offrire un'esperienza fluida al successivo sblocco del telefono.</p><h2 id="quando-la-condivisione-dati-in-background-diventa-un-rischio-per-la-privacy">Quando la condivisione dati in background diventa un rischio per la privacy</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tLQ5v9nqQANArzHFugCRRP" name="data privacy 16-9.jpg" alt="A representational concept of a social media network" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tLQ5v9nqQANArzHFugCRRP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / metamorworks)</span></figcaption></figure><p>Non tutto il traffico dati in background del telefono è essenziale, ed è qui che iniziano a sorgere preoccupazioni per la privacy. Molti smartphone continuano a trasmettere identificatori, come gli ID del dispositivo o quelli pubblicitari, che consentono di collegare le attività tra le diverse app e permettono alle aziende di costruire profili utente a lungo termine.</p><p>Anche i segnali relativi alla posizione possono essere trasmessi silenziosamente in background. Persino con il GPS disattivato, lo smartphone può condividere dati sulla posizione approssimativa basandosi sulle reti Wi-Fi vicine, sui segnali Bluetooth e sui metadati di connettività. Nel frattempo, molte app inviano costantemente dati analitici e di telemetria, tracciando modelli di utilizzo ed eventi di sistema senza informare chiaramente l'utente.</p><p>"Dal punto di vista della cybersicurezza, la condivisione non necessaria di dati in background non è solo un problema di privacy, ma un moltiplicatore di rischi. Ogni identificatore o segnale di telemetria aggiunge un altro pezzo a un puzzle molto più grande", ha dichiarato Briedis.</p><p>Se combinati, ha spiegato Briedis, questi punti dati possono rivelare modelli comportamentali dettagliati ed esporre gli utenti a tracciamento, profilazione o intercettazione, spesso a loro insaputa. L'aspetto peggiore? Tutto questo accade frequentemente senza che l'utente se ne renda conto.</p><h2 id="come-limitare-i-dati-che-il-tuo-smartphone-condivide-in-automatico">Come limitare i dati che il tuo smartphone condivide in automatico</h2><p>Ridurre la condivisione dei dati in background non richiede cambiamenti drastici. Gli esperti di NordVPN consigliano di rivedere i permessi delle app, specialmente quelli relativi alla posizione, ai dati in background, all'accesso al microfono e al tracciamento.</p><p>Disattivare l'aggiornamento delle app in background (a livello globale su iOS o per singola app su Android) può ridurre ulteriormente il traffico non necessario. Inoltre, può essere utile limitare i backup in cloud e la sincronizzazione automatica per i dati che non necessitano di un aggiornamento costante.</p><p>Disattivare gli annunci personalizzati o reimpostare l'ID pubblicitario può contribuire a ridurre il tracciamento tra le diverse applicazioni. È inoltre possibile prevenire la fuga di segnali relativi alla posizione in background disabilitando la scansione Wi-Fi e Bluetooth.</p><p>Infine, l'utilizzo di una rete virtuale privata (VPN) dotata di livelli di sicurezza integrati — come la funzione Threat Protection di NordVPN, che blocca i tracker e i domini dannosi — può limitare ulteriormente le connessioni in background a rischio effettuate dal telefono.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/il-tuo-smartphone-condivide-i-tuoi-dati-di-nascosto-durante-la-notte-i-consigli-per-limitare-i-rischi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli smartphone continuano a condividere dati durante la notte, spesso all'insaputa degli utenti. Gli esperti di NordVPN spiegano cosa rientra nella norma, cosa rappresenta un rischio e come ridurre al minimo il tracciamento in background. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ monicajwrites@gmail.com (Monica J. White) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Monica J. White ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6AQ4y5nzk8kQ47Yp69GERj-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Monica is a journalist with over a decade of experience in covering technology.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;She writes about the latest developments in computing, which means anything from computer chips made out of paper to cutting-edge desktop processors. Her coverage includes CPUs, GPUs, and everything else that goes into a PC or a laptop, but also peripherals.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;GPUs are Monica’s main area of interest, and nothing thrills her quite like that time every couple of years when new graphics cards hit the market. She’s always keeping tabs on the latest from Nvidia, AMD, and Intel, including both the hardware and the software that powers our PCs.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;As an avid gamer, her focus is always on the consumer and whether something works well and provides adequate value for the money. She believes that PC building can be intimidating, so her goal is to explain complex concepts in an approachable manner while still digging into the technical nitty-gritty we all love to learn more about.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Top view of female with curly hair closing eyes and listening to music while resting on bed near smartphone]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Il tuo smartphone può sembrare inattivo mentre riposa sul comodino durante la notte, ma in realtà non è mai completamente fermo. Anche quando non lo usi, il dispositivo continua a scambiare piccoli pacchetti di dati per restare aggiornato e reattivo.</p><p>Parte di questa attività è necessaria: il sistema operativo controlla la presenza di aggiornamenti, le notifiche rimangono in standby e i messaggi vengono sincronizzati silenziosamente. Tuttavia, non tutto questo scambio di dati in background è essenziale e gran parte di esso avviene in modo del tutto invisibile.</p><p>Secondo Marijus Briedis, CTO di NordVPN, alcune di queste trasmissioni possono includere segnali legati al tracciamento o alla pubblicità che vanno ben oltre le funzionalità di base.</p><p>A volte, questi scambi rischiano di esporre i tuoi dati personali a tua insaputa. È qui che sorgono i dubbi sulla privacy ed è per questo che ciò che il tuo telefono fa di notte conta molto più di quanto si possa immaginare.</p><p>NordVPN, che attualmente occupa la prima posizione nella nostra classifica dei migliori servizi VPN, ha preparato una serie di consigli per aiutarti a proteggere la tua sicurezza.</p><h2 id="i-dati-che-il-tuo-smartphone-condivide-legittimamente-quando-e-inattivo">I dati che il tuo smartphone condivide legittimamente quando è inattivo</h2><p>Parte della comunicazione che il tuo smartphone svolge in background mentre è inattivo è inevitabile. Per funzionare correttamente, i dispositivi devono restare in contatto con il sistema operativo e i fornitori di servizi; ciò comporta un flusso costante di dati anche quando il dispositivo sembra a riposo.</p><p>In genere, queste informazioni includono dati relativi al sistema, come identificatori di base e telemetria sullo stato del dispositivo, controlli per gli aggiornamenti delle app e del sistema operativo e la gestione delle notifiche push.</p><p>I telefoni possono inoltre inviare segnalazioni di crash o dati diagnostici per aiutare gli sviluppatori a risolvere i bug, oltre a informazioni sullo stato della rete. Oltre a questo, contenuti come e-mail, notizie e messaggi vengono sincronizzati silenziosamente in background.</p><p>Gli esperti di NordVPN sottolineano che questo tipo di attività è generalmente legittima, serve a garantire la stabilità del sistema e contribuisce a offrire un'esperienza fluida al successivo sblocco del telefono.</p><h2 id="quando-la-condivisione-dati-in-background-diventa-un-rischio-per-la-privacy">Quando la condivisione dati in background diventa un rischio per la privacy</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tLQ5v9nqQANArzHFugCRRP" name="data privacy 16-9.jpg" alt="A representational concept of a social media network" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tLQ5v9nqQANArzHFugCRRP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / metamorworks)</span></figcaption></figure><p>Non tutto il traffico dati in background del telefono è essenziale, ed è qui che iniziano a sorgere preoccupazioni per la privacy. Molti smartphone continuano a trasmettere identificatori, come gli ID del dispositivo o quelli pubblicitari, che consentono di collegare le attività tra le diverse app e permettono alle aziende di costruire profili utente a lungo termine.</p><p>Anche i segnali relativi alla posizione possono essere trasmessi silenziosamente in background. Persino con il GPS disattivato, lo smartphone può condividere dati sulla posizione approssimativa basandosi sulle reti Wi-Fi vicine, sui segnali Bluetooth e sui metadati di connettività. Nel frattempo, molte app inviano costantemente dati analitici e di telemetria, tracciando modelli di utilizzo ed eventi di sistema senza informare chiaramente l'utente.</p><p>"Dal punto di vista della cybersicurezza, la condivisione non necessaria di dati in background non è solo un problema di privacy, ma un moltiplicatore di rischi. Ogni identificatore o segnale di telemetria aggiunge un altro pezzo a un puzzle molto più grande", ha dichiarato Briedis.</p><p>Se combinati, ha spiegato Briedis, questi punti dati possono rivelare modelli comportamentali dettagliati ed esporre gli utenti a tracciamento, profilazione o intercettazione, spesso a loro insaputa. L'aspetto peggiore? Tutto questo accade frequentemente senza che l'utente se ne renda conto.</p><h2 id="come-limitare-i-dati-che-il-tuo-smartphone-condivide-in-automatico">Come limitare i dati che il tuo smartphone condivide in automatico</h2><p>Ridurre la condivisione dei dati in background non richiede cambiamenti drastici. Gli esperti di NordVPN consigliano di rivedere i permessi delle app, specialmente quelli relativi alla posizione, ai dati in background, all'accesso al microfono e al tracciamento.</p><p>Disattivare l'aggiornamento delle app in background (a livello globale su iOS o per singola app su Android) può ridurre ulteriormente il traffico non necessario. Inoltre, può essere utile limitare i backup in cloud e la sincronizzazione automatica per i dati che non necessitano di un aggiornamento costante.</p><p>Disattivare gli annunci personalizzati o reimpostare l'ID pubblicitario può contribuire a ridurre il tracciamento tra le diverse applicazioni. È inoltre possibile prevenire la fuga di segnali relativi alla posizione in background disabilitando la scansione Wi-Fi e Bluetooth.</p><p>Infine, l'utilizzo di una rete virtuale privata (VPN) dotata di livelli di sicurezza integrati — come la funzione Threat Protection di NordVPN, che blocca i tracker e i domini dannosi — può limitare ulteriormente le connessioni in background a rischio effettuate dal telefono.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Arriva la verifica dell'età − poche piattaforme sono pronte, ma l'interesse per le VPN cresce  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La verifica dell'età arriva in Italia per regolare l'accesso ai siti per adulti</strong></li><li><strong>Molte piattaforme hanno però tempo fino a febbraio per adeguarsi</strong></li><li><strong>Su Google, le ricerche per il termine 'VPN' raddoppiano </strong></li></ul><p>Dal 12 novembre scatta l'obbligo per decine di siti per adulti operanti in Italia di verificare se i loro utenti sono veramente maggiorenni.</p><p>Non basterà più dunque autodichiarare di avere almeno 18 anni, ma le <a href="https://www.agcom.it/sites/default/files/media/allegato/2025/Allegato%20C%20-%20delibera%2096-25-CONS.pdf" target="_blank">piattaforme elencate da AGCOM</a> dovranno implementare un sistema per verificare l'età di tutti gli utenti.</p><p>Eppure, ad un giorno dall'entrata in vigore della <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/la-verifica-delleta-arriva-in-italia-cosa-cambia-per-gli-utenti-delle-vpn">legge sull'age verification</a>, molti siti che offrono contenuti per minori non si sono ancora attrezzati con i controlli richiesti. </p><p>Questo perché, secondo la <a href="https://www.agcom.it/competenze/consumatori/interventi-regolamentari-tutela-degli-utenti-finali-attuazione-del-nuovo/tutela-minori-age-verification" target="_blank">direttiva dell'AGCOM</a>, le piattaforme con sede in un altro Stato membro dell'UE hanno tre mesi di tempo per implementare le nuove regole da quando l'ente ha pubblicato la lista il 31 ottobre. </p><p>La clausola ha quindi fatto slittare la data per adeguarsi alla normativa per la maggior parte delle piattaforme − tra cui alcuni dei siti più famosi − a febbraio 2026.</p><p>I dati ci dicono comunque che gli italiani hanno iniziato ad interessarsi al <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/verifica-delleta-obbligatoria-in-italia-e-come-usare-una-vpn">mercato delle VPN</a>. Il motore di ricerca Google ha infatti registrato il <a href="https://trends.google.com/trends/explore?date=today%201-m&geo=IT&q=vpn&hl=it" target="_blank">doppio delle ricerche</a> del termine 'VPN' a partire da ieri.</p><p>L'aumento d'interesse per questo software è in linea con quello che è successo in Francia, Regno Unito e Stati Uniti quando hanno implementato simili controlli.</p><h2 id="age-verification-e-vpn-perche-l-interesse-e-raddoppiato">Age verification e VPN − perchè l'interesse è raddoppiato? </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1287px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6VK9mUcyQYQQb9FxAuTMaS" name="VPNItalia" alt="Screenshot of VPN search in Italy taken on November 13, 2025" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6VK9mUcyQYQQb9FxAuTMaS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1287" height="724" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Una rete privata virtuale (VPN) è un software di sicurezza che cripta le connessioni Internet degli utenti e camuffa il loro vero indirizzo IP, reindirizzando il traffico attraverso uno dei suoi server internazionali.</p><p>Quest'ultima capacità è esattamente il motivo per cui le VPN sono diventate lo strumento perfetto per aggirare la nuova verifica obbligatoria dell'età in tutto il mondo. Una reputazione che ha attirato una crescente attenzione da parte dei legislatori.</p><p>Nel Regno Unito, per esempio, l'ente regolatore per le comunicazioni, l'Ofcom, <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/exclusive-ofcom-is-monitoring-vpns-following-online-safety-act-heres-how" target="_blank" rel="sponsored">ha confermato a TechRadar</a> di aver iniziato a monitorare come i cittadini usano le VPN per evadere i controlli. Mentre negli Stati Uniti, due stati – <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/wisconsin-wants-to-force-all-adult-sites-to-block-vpns-with-a-new-age-verification-bill-heres-everything-we-know" target="_blank" rel="sponsored">Wisconsin</a> e <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/vpn-usage-at-risk-in-michigan-under-new-proposed-adult-content-law" target="_blank" rel="sponsored">Michigan</a> – stanno vagliando la possibilità di introdurre nella legge l'obbligo di bloccare il traffico proveniente dalle VPN.</p><p>Al momento, non ci sono restrizioni per usare una VPN per aggirare i controlli dell'età in Italia. L'unico obbligo è per le piattaforme, a cui è vietato pubblicizzare le VPN come strumento per evadere i controlli.</p><p>Se sei alla ricerca di una nuova VPN, ti consigliamo di stare alla larga dalla maggior parte delle VPN gratuite, poiché potrebbero <a href="https://www.wired.it/article/verifica-dell-eta-siti-porno-rischi-cybercriminali-minori/">mettere in pericolo i tuoi dati</a>.</p><p>Mentre ci sono solo alcune VPN gratuite che consigliamo di utilizzare, tra cui <a href="https://www.techradar.com/reviews/proton-vpn-free" target="_blank" rel="sponsored">Proton VPN Free</a> e <a href="https://www.techradar.com/reviews/privadovpn-free" target="_blank" rel="sponsored">PrivadoVPN Free</a>, alcuni ottimi servizi a pagamento hanno già abbassato i prezzi per il <a href="https://www.techradar.com/black-friday/vpn-black-friday-deals" target="_blank" rel="sponsored">Black Friday con delle offerte</a> a tempo illimitato. Quindi se vuoi abbonarti a una VPN premium ora è il momento migliore per farlo.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="NordVPN,Surfshark,ExpressVPN,Proton VPN" data-widget-title="Le migliori offerte VPN di oggi"></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/arriva-la-verifica-delleta-poche-piattaforme-sono-pronte-ma-linteresse-per-le-vpn-cresce</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dal 12 novembre entra in vigore l'obbligo di verifica dell'età, ma molti siti hanno tempo fino a febbraio. E intanto gli italiani iniziano a cercare una VPN. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[VPN Privacy & Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ chiara.castro@futurenet.com (Chiara Castro) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dBfKg5tPHAd74JPLWVCzQg-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Chiara is a multimedia journalist committed to covering stories to help promote the rights and denounce the abuses of the digital side of life – wherever cybersecurity, markets, and politics tangle up. She believes an open, uncensored, and private internet is a basic human need and wants to use her knowledge of VPNs to help readers take back control. She writes news, interviews, and analysis on data privacy, online censorship, digital rights, tech policies, and security software, with a special focus on VPNs, for TechRadar and TechRadar Pro. Got a story, tip-off, or something tech-interesting to say? Reach out to chiara.castro@futurenet.com&lt;/p&gt;&lt;p&gt;With a passion for digital storytelling in all its forms, she also loves photography, video making, and podcasting. When she isn&#039;t working at her laptop, you can find her reading a book with a glass of wine or beer in her hand. Literature was probably the primary reason for her interest in foreign languages. Italian, English, Spanish, and French (in order) so far. She worked and studied across Italy, the UK, and New Zealand, then obtained a MA in International Journalism from Cardiff University. Originally from Milan, Italy, she has been based in Bristol, UK, since 2018.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>La verifica dell'età arriva in Italia per regolare l'accesso ai siti per adulti</strong></li><li><strong>Molte piattaforme hanno però tempo fino a febbraio per adeguarsi</strong></li><li><strong>Su Google, le ricerche per il termine 'VPN' raddoppiano </strong></li></ul><p>Dal 12 novembre scatta l'obbligo per decine di siti per adulti operanti in Italia di verificare se i loro utenti sono veramente maggiorenni.</p><p>Non basterà più dunque autodichiarare di avere almeno 18 anni, ma le <a href="https://www.agcom.it/sites/default/files/media/allegato/2025/Allegato%20C%20-%20delibera%2096-25-CONS.pdf" target="_blank">piattaforme elencate da AGCOM</a> dovranno implementare un sistema per verificare l'età di tutti gli utenti.</p><p>Eppure, ad un giorno dall'entrata in vigore della <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/la-verifica-delleta-arriva-in-italia-cosa-cambia-per-gli-utenti-delle-vpn">legge sull'age verification</a>, molti siti che offrono contenuti per minori non si sono ancora attrezzati con i controlli richiesti. </p><p>Questo perché, secondo la <a href="https://www.agcom.it/competenze/consumatori/interventi-regolamentari-tutela-degli-utenti-finali-attuazione-del-nuovo/tutela-minori-age-verification" target="_blank">direttiva dell'AGCOM</a>, le piattaforme con sede in un altro Stato membro dell'UE hanno tre mesi di tempo per implementare le nuove regole da quando l'ente ha pubblicato la lista il 31 ottobre. </p><p>La clausola ha quindi fatto slittare la data per adeguarsi alla normativa per la maggior parte delle piattaforme − tra cui alcuni dei siti più famosi − a febbraio 2026.</p><p>I dati ci dicono comunque che gli italiani hanno iniziato ad interessarsi al <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/verifica-delleta-obbligatoria-in-italia-e-come-usare-una-vpn">mercato delle VPN</a>. Il motore di ricerca Google ha infatti registrato il <a href="https://trends.google.com/trends/explore?date=today%201-m&geo=IT&q=vpn&hl=it" target="_blank">doppio delle ricerche</a> del termine 'VPN' a partire da ieri.</p><p>L'aumento d'interesse per questo software è in linea con quello che è successo in Francia, Regno Unito e Stati Uniti quando hanno implementato simili controlli.</p><h2 id="age-verification-e-vpn-perche-l-interesse-e-raddoppiato">Age verification e VPN − perchè l'interesse è raddoppiato? </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1287px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6VK9mUcyQYQQb9FxAuTMaS" name="VPNItalia" alt="Screenshot of VPN search in Italy taken on November 13, 2025" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6VK9mUcyQYQQb9FxAuTMaS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1287" height="724" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Una rete privata virtuale (VPN) è un software di sicurezza che cripta le connessioni Internet degli utenti e camuffa il loro vero indirizzo IP, reindirizzando il traffico attraverso uno dei suoi server internazionali.</p><p>Quest'ultima capacità è esattamente il motivo per cui le VPN sono diventate lo strumento perfetto per aggirare la nuova verifica obbligatoria dell'età in tutto il mondo. Una reputazione che ha attirato una crescente attenzione da parte dei legislatori.</p><p>Nel Regno Unito, per esempio, l'ente regolatore per le comunicazioni, l'Ofcom, <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/exclusive-ofcom-is-monitoring-vpns-following-online-safety-act-heres-how" target="_blank" rel="sponsored">ha confermato a TechRadar</a> di aver iniziato a monitorare come i cittadini usano le VPN per evadere i controlli. Mentre negli Stati Uniti, due stati – <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/wisconsin-wants-to-force-all-adult-sites-to-block-vpns-with-a-new-age-verification-bill-heres-everything-we-know" target="_blank" rel="sponsored">Wisconsin</a> e <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/vpn-usage-at-risk-in-michigan-under-new-proposed-adult-content-law" target="_blank" rel="sponsored">Michigan</a> – stanno vagliando la possibilità di introdurre nella legge l'obbligo di bloccare il traffico proveniente dalle VPN.</p><p>Al momento, non ci sono restrizioni per usare una VPN per aggirare i controlli dell'età in Italia. L'unico obbligo è per le piattaforme, a cui è vietato pubblicizzare le VPN come strumento per evadere i controlli.</p><p>Se sei alla ricerca di una nuova VPN, ti consigliamo di stare alla larga dalla maggior parte delle VPN gratuite, poiché potrebbero <a href="https://www.wired.it/article/verifica-dell-eta-siti-porno-rischi-cybercriminali-minori/">mettere in pericolo i tuoi dati</a>.</p><p>Mentre ci sono solo alcune VPN gratuite che consigliamo di utilizzare, tra cui <a href="https://www.techradar.com/reviews/proton-vpn-free" target="_blank" rel="sponsored">Proton VPN Free</a> e <a href="https://www.techradar.com/reviews/privadovpn-free" target="_blank" rel="sponsored">PrivadoVPN Free</a>, alcuni ottimi servizi a pagamento hanno già abbassato i prezzi per il <a href="https://www.techradar.com/black-friday/vpn-black-friday-deals" target="_blank" rel="sponsored">Black Friday con delle offerte</a> a tempo illimitato. Quindi se vuoi abbonarti a una VPN premium ora è il momento migliore per farlo.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="NordVPN,Surfshark,ExpressVPN,Proton VPN" data-widget-title="Le migliori offerte VPN di oggi"></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Verifica dell'età e VPN, ecco come come funziona ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>L'Italia si prepara ad impementare la verifica dell'età obbligatoria a partire dal 12 di novembre</strong></li><li><strong>Decine di siti per adulti devono verificare che gli utenti siano maggiorenni</strong></li><li><strong>Per legge, a questi siti è vietato pubblicizzare le VPN come strumento per evadere i controlli</strong></li></ul><p>È ufficiale, a partire da oggi (12 novembre), tutti gli utenti italiani che vorranno accedere a siti per adulti dovranno dimostrare di avere almeno 18 anni. </p><p>Dopo la Francia, il Regno Unito e molti stati statunitensi, anche in Italia arriva la legge sull'age verification, che rende obbligatoria la verifica dell'età per visualizzare contenuti ritenuti dannosi per i minori.</p><p>Non basterà più dunque autodichiararsi<strong> </strong>maggiorenni come previsto finora, ma i dettagli dipenderanno dalle piattaforme. No Spid o Carta d’identità elettronica (CIE) saranno ammessi, ma <a href="https://www.agcom.it/competenze/consumatori/interventi-regolamentari-tutela-degli-utenti-finali-attuazione-del-nuovo/tutela-minori-age-verification" target="_blank">l'AGCOM assicura</a> che il processo di verifica dell'età si dovrà basare su un sistema di "doppio anonimato" per proteggere la privacy degli utenti. </p><p>Eppure, questi controlli suscitano preoccupazioni per la privacy e sicurezza dei dati degli utenti, spesso provocando un boom nella domanda per le VPN.</p><p>Le VPN sono infatti diventate il metodo più diffuso per aggirare le nuove regole sull'age verification in altri paesi, alimentando il dibattito sulla necessità di bloccare del tutto il loro utilizzo.</p><p>Nel Regno Unito, per esempio, l'ente regolatore per le comunicazioni, l'Ofcom, <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/exclusive-ofcom-is-monitoring-vpns-following-online-safety-act-heres-how">ha confermato a TechRadar</a> di aver iniziato a monitorare come i cittadini usano le VPN per evadere i controlli. Mentre negli Stati Uniti, due stati – <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/wisconsin-wants-to-force-all-adult-sites-to-block-vpns-with-a-new-age-verification-bill-heres-everything-we-know" target="_blank">Wisconsin</a> e <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/vpn-usage-at-risk-in-michigan-under-new-proposed-adult-content-law" target="_blank">Michigan</a> – stanno vagliando la possibilità di introdurre nella legge l'obbligo di bloccare il traffico proveniente dalle VPN.</p><p>Al momento, non ci sono restrizioni per usare una VPN per  aggirare i controlli dell'età in Italia, e sembrerebbe che i cittadini siano già alla ricerca di queste applicazioni.</p><p>L'unico obbligo è per le piattaforme: ai siti che dovranno verificare l'età è vietato pubblicizzare le VPN come strumento per evadere i controlli.</p><h2 id="come-le-norme-sull-age-verification-influenzano-l-utilizzo-delle-vpn">Come le norme sull'age verification influenzano l'utilizzo delle VPN</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="576" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Secondo la normativa dell'<a href="https://www.agcom.it/sites/default/files/media/allegato/2025/Allegato%20A%20-%20delibera%2096-25-CONS.pdf" target="_blank">AGCOM</a>, l'unico obbligo riguardante le VPN si applica ai soggetti che per legge devono "realizzare il sistema di controllo dell’età per l’accesso ai contenuti."</p><p>Decine di siti − una<a href="https://www.agcom.it/provvedimenti/comunicazione-31-ottobre-2025" target="_blank"> lista</a> che l'AGCOM continuerà ad aggiornare con nuove piattaforme − che non devono "promuovere o fare comunque riferimento a qualsiasi meccanismo di elusione dei sistemi di age assurance."</p><p>Tutto ciò significa che agli italiani non sarà impedito di accedere a siti web per adulti utilizzando una VPN, almeno per ora.</p><p>Se sei alla ricerca di una nuova VPN, ti consigliamo di stare alla larga dalla maggior parte di VPN gratuite, poiché potrebbero <a href="https://www.wired.it/article/verifica-dell-eta-siti-porno-rischi-cybercriminali-minori/" target="_blank">mettere in pericolo i tuoi dati</a>. </p><p>Mentre ci sono solo alcune VPN gratuite che consigliamo di utilizzare, tra cui <a href="https://www.techradar.com/reviews/proton-vpn-free" target="_blank">Proton VPN Free</a> e <a href="https://www.techradar.com/reviews/privadovpn-free" target="_blank">PrivadoVPN Free</a>, alcuni ottimi servizi a pagamento hanno già abbassato i prezzi per il <a href="https://www.techradar.com/black-friday/vpn-black-friday-deals">Black Friday con delle offerte</a> a tempo illimitato. Quindi se vuoi abbonarti a una VPN premium ora è il momento migliore per farlo.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="NordVPN,Surfshark,ExpressVPN,Proton VPN" data-widget-title="Le migliori offerte VPN di oggi"></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/la-verifica-delleta-arriva-in-italia-cosa-cambia-per-gli-utenti-delle-vpn</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ A partire dal 12 novembre, decine di siti per adulti devono verificare che gli utenti siano maggiorenni. Qui tutto quello che c'è da sapere se hai intenzione di usare una VPN. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ chiara.castro@futurenet.com (Chiara Castro) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dBfKg5tPHAd74JPLWVCzQg-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Chiara is a multimedia journalist committed to covering stories to help promote the rights and denounce the abuses of the digital side of life – wherever cybersecurity, markets, and politics tangle up. She believes an open, uncensored, and private internet is a basic human need and wants to use her knowledge of VPNs to help readers take back control. She writes news, interviews, and analysis on data privacy, online censorship, digital rights, tech policies, and security software, with a special focus on VPNs, for TechRadar and TechRadar Pro. Got a story, tip-off, or something tech-interesting to say? Reach out to chiara.castro@futurenet.com&lt;/p&gt;&lt;p&gt;With a passion for digital storytelling in all its forms, she also loves photography, video making, and podcasting. When she isn&#039;t working at her laptop, you can find her reading a book with a glass of wine or beer in her hand. Literature was probably the primary reason for her interest in foreign languages. Italian, English, Spanish, and French (in order) so far. She worked and studied across Italy, the UK, and New Zealand, then obtained a MA in International Journalism from Cardiff University. Originally from Milan, Italy, she has been based in Bristol, UK, since 2018.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Italian flag waving in the wind and Altare Della Patria in the background, Rome, Italy]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>L'Italia si prepara ad impementare la verifica dell'età obbligatoria a partire dal 12 di novembre</strong></li><li><strong>Decine di siti per adulti devono verificare che gli utenti siano maggiorenni</strong></li><li><strong>Per legge, a questi siti è vietato pubblicizzare le VPN come strumento per evadere i controlli</strong></li></ul><p>È ufficiale, a partire da oggi (12 novembre), tutti gli utenti italiani che vorranno accedere a siti per adulti dovranno dimostrare di avere almeno 18 anni. </p><p>Dopo la Francia, il Regno Unito e molti stati statunitensi, anche in Italia arriva la legge sull'age verification, che rende obbligatoria la verifica dell'età per visualizzare contenuti ritenuti dannosi per i minori.</p><p>Non basterà più dunque autodichiararsi<strong> </strong>maggiorenni come previsto finora, ma i dettagli dipenderanno dalle piattaforme. No Spid o Carta d’identità elettronica (CIE) saranno ammessi, ma <a href="https://www.agcom.it/competenze/consumatori/interventi-regolamentari-tutela-degli-utenti-finali-attuazione-del-nuovo/tutela-minori-age-verification" target="_blank">l'AGCOM assicura</a> che il processo di verifica dell'età si dovrà basare su un sistema di "doppio anonimato" per proteggere la privacy degli utenti. </p><p>Eppure, questi controlli suscitano preoccupazioni per la privacy e sicurezza dei dati degli utenti, spesso provocando un boom nella domanda per le VPN.</p><p>Le VPN sono infatti diventate il metodo più diffuso per aggirare le nuove regole sull'age verification in altri paesi, alimentando il dibattito sulla necessità di bloccare del tutto il loro utilizzo.</p><p>Nel Regno Unito, per esempio, l'ente regolatore per le comunicazioni, l'Ofcom, <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/exclusive-ofcom-is-monitoring-vpns-following-online-safety-act-heres-how">ha confermato a TechRadar</a> di aver iniziato a monitorare come i cittadini usano le VPN per evadere i controlli. Mentre negli Stati Uniti, due stati – <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/wisconsin-wants-to-force-all-adult-sites-to-block-vpns-with-a-new-age-verification-bill-heres-everything-we-know" target="_blank">Wisconsin</a> e <a href="https://www.techradar.com/vpn/vpn-privacy-security/vpn-usage-at-risk-in-michigan-under-new-proposed-adult-content-law" target="_blank">Michigan</a> – stanno vagliando la possibilità di introdurre nella legge l'obbligo di bloccare il traffico proveniente dalle VPN.</p><p>Al momento, non ci sono restrizioni per usare una VPN per  aggirare i controlli dell'età in Italia, e sembrerebbe che i cittadini siano già alla ricerca di queste applicazioni.</p><p>L'unico obbligo è per le piattaforme: ai siti che dovranno verificare l'età è vietato pubblicizzare le VPN come strumento per evadere i controlli.</p><h2 id="come-le-norme-sull-age-verification-influenzano-l-utilizzo-delle-vpn">Come le norme sull'age verification influenzano l'utilizzo delle VPN</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="576" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Secondo la normativa dell'<a href="https://www.agcom.it/sites/default/files/media/allegato/2025/Allegato%20A%20-%20delibera%2096-25-CONS.pdf" target="_blank">AGCOM</a>, l'unico obbligo riguardante le VPN si applica ai soggetti che per legge devono "realizzare il sistema di controllo dell’età per l’accesso ai contenuti."</p><p>Decine di siti − una<a href="https://www.agcom.it/provvedimenti/comunicazione-31-ottobre-2025" target="_blank"> lista</a> che l'AGCOM continuerà ad aggiornare con nuove piattaforme − che non devono "promuovere o fare comunque riferimento a qualsiasi meccanismo di elusione dei sistemi di age assurance."</p><p>Tutto ciò significa che agli italiani non sarà impedito di accedere a siti web per adulti utilizzando una VPN, almeno per ora.</p><p>Se sei alla ricerca di una nuova VPN, ti consigliamo di stare alla larga dalla maggior parte di VPN gratuite, poiché potrebbero <a href="https://www.wired.it/article/verifica-dell-eta-siti-porno-rischi-cybercriminali-minori/" target="_blank">mettere in pericolo i tuoi dati</a>. </p><p>Mentre ci sono solo alcune VPN gratuite che consigliamo di utilizzare, tra cui <a href="https://www.techradar.com/reviews/proton-vpn-free" target="_blank">Proton VPN Free</a> e <a href="https://www.techradar.com/reviews/privadovpn-free" target="_blank">PrivadoVPN Free</a>, alcuni ottimi servizi a pagamento hanno già abbassato i prezzi per il <a href="https://www.techradar.com/black-friday/vpn-black-friday-deals">Black Friday con delle offerte</a> a tempo illimitato. Quindi se vuoi abbonarti a una VPN premium ora è il momento migliore per farlo.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="NordVPN,Surfshark,ExpressVPN,Proton VPN" data-widget-title="Le migliori offerte VPN di oggi"></div>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Verifica dell'età obbligatoria in Italia, e come usare una VPN ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo Regno Unito, Francia e diversi Stati USA, anche l'Italia ha ora imposto il suo sistema obbligatorio di verifica dell'età. A partire da oggi, 12 novembre 2025, gli italiani devono dimostrare di avere almeno 18 anni per accedere ai siti web che mostrano contenuti per soli adulti. Le proibizioni diventeranno concrete progressivamente, <strong>fino a gennaio 2026</strong>.</p><p>Nonostante l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) del Paese assicuri che il sistema italiano sia stato costruito su un modello di "doppio anonimato" per proteggere la privacy delle persone, l'interesse per le app VPN ha visto un forte aumento dall'annuncio del 31 ottobre.</p><p>Come abbiamo visto nel Regno Unito, un tale incremento della domanda potrebbe spingere gli utenti verso soluzioni gratuite poco sicure. Queste applicazioni, tuttavia, invece di essere una soluzione rapida e facile, potrebbero mettere ulteriormente a rischio i dati delle persone.</p><p>Molteplici rapporti hanno infatti dimostrato più volte come, a parte alcune delle migliori VPN gratuite, molte applicazioni gratuite che si trovano negli app store ufficiali siano inaffidabili a causa di vulnerabilità di sicurezza, registrazione dei dati, malware e proprietà occulte.</p><p>La buona notizia è che molti provider VPN premium tagliano i loro prezzi per il Black Friday. Ancora meglio, alcuni dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori servizi VPN</a> stanno già offrendo le loro offerte VPN per il Black Friday, incluso NordVPN, la scelta principale di TechRadar.</p><h2 id="migliori-offerte-vpn">Migliori offerte VPN</h2><div class="product"><a data-dimension112="6f84ebde-2cef-4f19-b30d-1fa61ec6ded9" data-action="Deal Block" data-label="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension48="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension25="$" href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=10992" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="x3Zrr6LPF4qKNzdXj4H4t6" name="NordVPN deal image.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x3Zrr6LPF4qKNzdXj4H4t6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="200" height="200" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN.<a class="view-deal button" href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=10992" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="6f84ebde-2cef-4f19-b30d-1fa61ec6ded9" data-action="Deal Block" data-label="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension48="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension25="$">View Deal</a></p></div><h2 id="verifica-dell-eta-e-vpn-tutto-cio-che-devi-sapere">Verifica dell'età e VPN: tutto ciò che devi sapere</h2><p>Una rete privata virtuale (VPN) è un software di sicurezza che cripta le connessioni Internet degli utenti, camuffando al contempo il loro vero indirizzo IP reindirizzando il traffico attraverso uno dei suoi server internazionali.</p><p>Quest'ultima capacità è esattamente il motivo per cui le VPN sono diventate anche lo strumento perfetto per aggirare la nuova verifica obbligatoria dell'età in tutto il mondo. Una reputazione che ha attirato una crescente attenzione da parte dei legislatori.</p><p>Wisconsin e Michigan si sono spinti fino a considerare un obbligo di bloccare il traffico VPN all'interno della legge. Se approvata, quest'ultima proposta non solo costringerebbe i fornitori di servizi Internet a monitorare e bloccare le connessioni VPN, ma vieterebbe anche la promozione o la vendita di strumenti di elusione per accedere a materiale proibito. Un disegno di legge che Proton, la società dietro il popolare prodotto Proton VPN, ha definito "un pericolo per il discorso politico".</p><p>Allo stesso tempo, i politici del Regno Unito hanno ritenuto questa tecnologia una "lacuna che deve essere colmata", nonostante abbiano ripetutamente affermato che un divieto delle VPN non è sul tavolo.</p><p>Secondo le disposizioni di AGCOM, l'unico obbligo riguardante le VPN si applica a tutte le entità legalmente tenute ad attuare il sistema di verifica dell'età, ovvero i siti per adulti elencati. Questi fornitori "non devono promuovere o fare comunque riferimento a qualsiasi meccanismo di elusione dei sistemi di garanzia dell'età".</p><p>È difficile sapere se le persone che utilizzano una VPN per la verifica dell'età siano utenti attenti alla privacy e non disposti a condividere i loro dettagli più sensibili con terze parti, o minorenni che cercano di eludere i controlli sull'età − molto probabilmente, un mix di entrambi.</p><p>Noi testiamo e recensiamo i servizi VPN nel contesto di <strong>usi ricreativi legali</strong>. Ad esempio:Accesso a un servizio da un altro Paese (soggetto ai termini e condizioni di tale servizio).Protezione della tua sicurezza online e rafforzamento della tua privacy online quando sei all'estero.Non sosteniamo né tolleriamo l'uso di un servizio VPN per infrangere la legge o condurre attività illegali. Il consumo di contenuti piratati che sono a pagamento non è né approvato né avallato da Future Publishing.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Una VPN può aiutare gli italiani attenti alla privacy a bypassare le restrizioni sui contenuti con limiti di età, e le offerte VPN del Black Friday rendono questo servizio ora più economico che mai. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[LaraBelova/via Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Mixed race young friends holding Italian flag - stock photo]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Mixed race young friends holding Italian flag - stock photo]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Mixed race young friends holding Italian flag - stock photo]]></media:title>
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                                <p>Dopo Regno Unito, Francia e diversi Stati USA, anche l'Italia ha ora imposto il suo sistema obbligatorio di verifica dell'età. A partire da oggi, 12 novembre 2025, gli italiani devono dimostrare di avere almeno 18 anni per accedere ai siti web che mostrano contenuti per soli adulti. Le proibizioni diventeranno concrete progressivamente, <strong>fino a gennaio 2026</strong>.</p><p>Nonostante l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) del Paese assicuri che il sistema italiano sia stato costruito su un modello di "doppio anonimato" per proteggere la privacy delle persone, l'interesse per le app VPN ha visto un forte aumento dall'annuncio del 31 ottobre.</p><p>Come abbiamo visto nel Regno Unito, un tale incremento della domanda potrebbe spingere gli utenti verso soluzioni gratuite poco sicure. Queste applicazioni, tuttavia, invece di essere una soluzione rapida e facile, potrebbero mettere ulteriormente a rischio i dati delle persone.</p><p>Molteplici rapporti hanno infatti dimostrato più volte come, a parte alcune delle migliori VPN gratuite, molte applicazioni gratuite che si trovano negli app store ufficiali siano inaffidabili a causa di vulnerabilità di sicurezza, registrazione dei dati, malware e proprietà occulte.</p><p>La buona notizia è che molti provider VPN premium tagliano i loro prezzi per il Black Friday. Ancora meglio, alcuni dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori servizi VPN</a> stanno già offrendo le loro offerte VPN per il Black Friday, incluso NordVPN, la scelta principale di TechRadar.</p><h2 id="migliori-offerte-vpn">Migliori offerte VPN</h2><div class="product"><a data-dimension112="6f84ebde-2cef-4f19-b30d-1fa61ec6ded9" data-action="Deal Block" data-label="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension48="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension25="$" href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=10992" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="x3Zrr6LPF4qKNzdXj4H4t6" name="NordVPN deal image.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x3Zrr6LPF4qKNzdXj4H4t6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="200" height="200" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN.<a class="view-deal button" href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=10992" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="6f84ebde-2cef-4f19-b30d-1fa61ec6ded9" data-action="Deal Block" data-label="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension48="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension25="$">View Deal</a></p></div><h2 id="verifica-dell-eta-e-vpn-tutto-cio-che-devi-sapere">Verifica dell'età e VPN: tutto ciò che devi sapere</h2><p>Una rete privata virtuale (VPN) è un software di sicurezza che cripta le connessioni Internet degli utenti, camuffando al contempo il loro vero indirizzo IP reindirizzando il traffico attraverso uno dei suoi server internazionali.</p><p>Quest'ultima capacità è esattamente il motivo per cui le VPN sono diventate anche lo strumento perfetto per aggirare la nuova verifica obbligatoria dell'età in tutto il mondo. Una reputazione che ha attirato una crescente attenzione da parte dei legislatori.</p><p>Wisconsin e Michigan si sono spinti fino a considerare un obbligo di bloccare il traffico VPN all'interno della legge. Se approvata, quest'ultima proposta non solo costringerebbe i fornitori di servizi Internet a monitorare e bloccare le connessioni VPN, ma vieterebbe anche la promozione o la vendita di strumenti di elusione per accedere a materiale proibito. Un disegno di legge che Proton, la società dietro il popolare prodotto Proton VPN, ha definito "un pericolo per il discorso politico".</p><p>Allo stesso tempo, i politici del Regno Unito hanno ritenuto questa tecnologia una "lacuna che deve essere colmata", nonostante abbiano ripetutamente affermato che un divieto delle VPN non è sul tavolo.</p><p>Secondo le disposizioni di AGCOM, l'unico obbligo riguardante le VPN si applica a tutte le entità legalmente tenute ad attuare il sistema di verifica dell'età, ovvero i siti per adulti elencati. Questi fornitori "non devono promuovere o fare comunque riferimento a qualsiasi meccanismo di elusione dei sistemi di garanzia dell'età".</p><p>È difficile sapere se le persone che utilizzano una VPN per la verifica dell'età siano utenti attenti alla privacy e non disposti a condividere i loro dettagli più sensibili con terze parti, o minorenni che cercano di eludere i controlli sull'età − molto probabilmente, un mix di entrambi.</p><p>Noi testiamo e recensiamo i servizi VPN nel contesto di <strong>usi ricreativi legali</strong>. Ad esempio:Accesso a un servizio da un altro Paese (soggetto ai termini e condizioni di tale servizio).Protezione della tua sicurezza online e rafforzamento della tua privacy online quando sei all'estero.Non sosteniamo né tolleriamo l'uso di un servizio VPN per infrangere la legge o condurre attività illegali. Il consumo di contenuti piratati che sono a pagamento non è né approvato né avallato da Future Publishing.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ L'Italia si unisce a Regno Unito e Francia: controllo obbligatorio dell'età sui siti per adulti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>• <br>L'Italia annuncia un sistema di verifica dell'età per i siti per adulti</li><li>• <br>La misura entra in vigore il 12 novembre</li><li>• <br>Le ricerche su Google per VPN sono in aumento</li></ul><p></p><p>L'Italia si è unita al Regno Unito, alla Francia e a diversi stati degli USA nell'introduzione di controlli dell'età per i contenuti per adulti online. Venerdì, l'autorità delle comunicazioni del paese, AGCOM, <a href="https://www.agcom.it/comunicazione/avvisi/age-verification-dal-12-novembre-vigore-gli-obblighi-i-siti-e-le-piattaforme">ha annunciato che le regole</a> entreranno in vigore il 12 novembre.</p><p>Il sistema è pensato per proteggere la privacy delle persone e migliorare la sicurezza dei dati ma, come in altri paesi che hanno introdotto misure simili, l'interesse per i metodi di aggirare le restrizioni, come le <a href="https://www.techradar.com/vpn/best-vpn">app VPN</a>, sembra essere in aumento.</p><p></p><h2 id="come-funziona-il-sistema-di-verifica-dell-eta-italiano">Come funziona il sistema di verifica dell'età italiano</h2><p></p><p>Secondo la <a href="https://www.epra.org/news_items/italian-agcom-approves-age-verification-regulation-for-online-platforms">Piattaforma Europea delle Autorità di Regolamentazione</a> (EPRA), il sistema italiano "garantisce un elevato livello di sicurezza e protegge i dati personali" grazie a una caratteristica di 'doppio-anonimato'.</p><p>Questa caratteristica significa che il processo di verifica è diviso in due metà: una terza parte certificata verifica l'identità di una persona e genera un token sicuro che viene poi presentato al sito per adulti. Importante notare che la terza parte non sa quale contenuto è in corso di accesso e il sito non scopre nulla dell'individuo.</p><p>Se riuscisse, il sistema sarebbe un chiaro miglioramento rispetto ad altri introdotti di recente. Tuttavia, consolidare le informazioni delle persone in un unico sistema di terze parti — anche se separato dal sito di destinazione — crea comunque un bersaglio di alto valore.</p><p>Inoltre, poiché il processo deve essere ripetuto ogni volta che qualcuno vuole accedere al sito, il potenziale di insicurezza dei dati aumenta.</p><p></p><h2 id="quali-siti-sono-interessati">Quali siti sono interessati?</h2><p>Quando il sistema entrerà in vigore, interesserà circa 50 siti web che AGCOM ha già elencato. Tuttavia, è probabile che questo numero aumenti e presto potrebbe estendersi oltre i siti per adulti — come indica l'EPRA, l'ambito della verifica dell'età "può essere ampliato in futuro per includere altri servizi inappropriati per i minori".</p><p>Come nel caso del Regno Unito, l'ampliamento del mandato delle misure di verifica dell'età può attirare forti critiche e sembra che alcune persone potrebbero già essere alla ricerca di modi per aggirare le restrizioni.</p><h2 id="cosa-ne-pensano-le-persone">Cosa ne pensano le persone?</h2><p>Nonostante le assicurazioni sulla privacy e la sicurezza, sembra che alcune persone in Italia stiano già pianificando modi per aggirare i controlli. </p><p>Secondo le <a href="https://trends.google.com/trends/explore?date=2025-10-27%202025-11-03&geo=IT&q=vpn&hl=en-GB">Tendenze di ricerca di Google</a>, l'interesse nei confronti delle VPN è aumentato significativamente nell'ultima settimana e le ricerche per 'novembre 12' — la data in cui le nuove restrizioni entreranno in vigore — hanno visto un aumento del 140%.</p><p>La preoccupazione, come spesso accade con i sistemi di verifica dell'età, è che le persone si rivolgano ad app VPN non sicure e ad altre piattaforme loschi nella speranza di mantenere i loro dati al sicuro, mentre in realtà li mettono a rischio.</p><p>Quindi, se sei veramente preoccupato per i tuoi dati, è sempre utile fare un po' di ricerca e utilizzare un marchio ben noto come <a href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=31010&aff_sub1=TR">NordVPN</a> o <a href="https://go.getproton.me/aff_ad?campaign_id=1606&aff_id=1046&source=techradar">Proton VPN</a>.</p><p></p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="NordVPN,Proton VPN"></div> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La verifica dell'età entrerà in vigore il 12 novembre ]]>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ samuel.woodhams@futurenet.com (Samuel Woodhams) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Samuel Woodhams ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Pw5PPUZPSfuQ8izJ32pNkj-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Sam is VPN Managing Editor at TechRadar. He has worked in the VPN industry since 2018 and has previously written for CNN, &lt;a href=&quot;https://www.aljazeera.com/opinions/2019/10/16/internet-restrictions-would-only-exacerbate-hong-kongs-problems&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Al Jazeera,&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;https://www.wired.com/story/home-office-immigration-data/&quot;&gt;WIRED&lt;/a&gt;, and Deuteshe Welle as a freelance journalist.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Before joining TechRadar,  Sam carried out research on global digital rights issues at Top10VPN. His research has been cited by the United Nations, &lt;a href=&quot;https://www.uscc.gov/sites/default/files/2020-06/May_8_2020_Hearing_Transcript.pdf&quot;&gt;US Congress&lt;/a&gt; and UK Parliament and featured in publications including &lt;a href=&quot;https://www.theguardian.com/world/2020/jun/18/coronavirus-mass-surveillance-could-be-here-to-stay-tracking&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;The Guardian&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.reuters.com/article/world/exclusive-half-london-councils-found-using-chinese-surveillance-tech-linked-to-idUSKBN2AI0QG/&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Reuters&lt;/a&gt; and &lt;a href=&quot;https://www.bbc.co.uk/sounds/play/w3ct1lrv&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;BBC&lt;/a&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;He has been a frequent guest across podcasts, TV and radio and has previously written for leading think tanks and peer-reviewed journals on global digital rights topics. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Outside of the office, you&#039;ll find Sam training for an open water swim or run that he (mostly) regrets ever signing up to. &lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Laptop keyboard]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li>• <br>L'Italia annuncia un sistema di verifica dell'età per i siti per adulti</li><li>• <br>La misura entra in vigore il 12 novembre</li><li>• <br>Le ricerche su Google per VPN sono in aumento</li></ul><p></p><p>L'Italia si è unita al Regno Unito, alla Francia e a diversi stati degli USA nell'introduzione di controlli dell'età per i contenuti per adulti online. Venerdì, l'autorità delle comunicazioni del paese, AGCOM, <a href="https://www.agcom.it/comunicazione/avvisi/age-verification-dal-12-novembre-vigore-gli-obblighi-i-siti-e-le-piattaforme">ha annunciato che le regole</a> entreranno in vigore il 12 novembre.</p><p>Il sistema è pensato per proteggere la privacy delle persone e migliorare la sicurezza dei dati ma, come in altri paesi che hanno introdotto misure simili, l'interesse per i metodi di aggirare le restrizioni, come le <a href="https://www.techradar.com/vpn/best-vpn">app VPN</a>, sembra essere in aumento.</p><p></p><h2 id="come-funziona-il-sistema-di-verifica-dell-eta-italiano">Come funziona il sistema di verifica dell'età italiano</h2><p></p><p>Secondo la <a href="https://www.epra.org/news_items/italian-agcom-approves-age-verification-regulation-for-online-platforms">Piattaforma Europea delle Autorità di Regolamentazione</a> (EPRA), il sistema italiano "garantisce un elevato livello di sicurezza e protegge i dati personali" grazie a una caratteristica di 'doppio-anonimato'.</p><p>Questa caratteristica significa che il processo di verifica è diviso in due metà: una terza parte certificata verifica l'identità di una persona e genera un token sicuro che viene poi presentato al sito per adulti. Importante notare che la terza parte non sa quale contenuto è in corso di accesso e il sito non scopre nulla dell'individuo.</p><p>Se riuscisse, il sistema sarebbe un chiaro miglioramento rispetto ad altri introdotti di recente. Tuttavia, consolidare le informazioni delle persone in un unico sistema di terze parti — anche se separato dal sito di destinazione — crea comunque un bersaglio di alto valore.</p><p>Inoltre, poiché il processo deve essere ripetuto ogni volta che qualcuno vuole accedere al sito, il potenziale di insicurezza dei dati aumenta.</p><p></p><h2 id="quali-siti-sono-interessati">Quali siti sono interessati?</h2><p>Quando il sistema entrerà in vigore, interesserà circa 50 siti web che AGCOM ha già elencato. Tuttavia, è probabile che questo numero aumenti e presto potrebbe estendersi oltre i siti per adulti — come indica l'EPRA, l'ambito della verifica dell'età "può essere ampliato in futuro per includere altri servizi inappropriati per i minori".</p><p>Come nel caso del Regno Unito, l'ampliamento del mandato delle misure di verifica dell'età può attirare forti critiche e sembra che alcune persone potrebbero già essere alla ricerca di modi per aggirare le restrizioni.</p><h2 id="cosa-ne-pensano-le-persone">Cosa ne pensano le persone?</h2><p>Nonostante le assicurazioni sulla privacy e la sicurezza, sembra che alcune persone in Italia stiano già pianificando modi per aggirare i controlli. </p><p>Secondo le <a href="https://trends.google.com/trends/explore?date=2025-10-27%202025-11-03&geo=IT&q=vpn&hl=en-GB">Tendenze di ricerca di Google</a>, l'interesse nei confronti delle VPN è aumentato significativamente nell'ultima settimana e le ricerche per 'novembre 12' — la data in cui le nuove restrizioni entreranno in vigore — hanno visto un aumento del 140%.</p><p>La preoccupazione, come spesso accade con i sistemi di verifica dell'età, è che le persone si rivolgano ad app VPN non sicure e ad altre piattaforme loschi nella speranza di mantenere i loro dati al sicuro, mentre in realtà li mettono a rischio.</p><p>Quindi, se sei veramente preoccupato per i tuoi dati, è sempre utile fare un po' di ricerca e utilizzare un marchio ben noto come <a href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=31010&aff_sub1=TR">NordVPN</a> o <a href="https://go.getproton.me/aff_ad?campaign_id=1606&aff_id=1046&source=techradar">Proton VPN</a>.</p><p></p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="NordVPN,Proton VPN"></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Chat Control: la UE vuole leggere le nostre chat crittografate ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo oltre tre anni di sviluppo, il destino delle chat crittografate in Europa è tutt'altro che risolto. Il 12 settembre 2025, i membri dell'UE hanno dovuto condividere la loro posizione finale sull'ultima versione della proposta di Regolamento per gli Abusi Sessuali sui Minori (CSAR). Ancora una volta, il disegno di legge non è riuscito ad attirare il sostegno necessario.</p><p></p><p>La versione danese di quello che i critici hanno definito Chat Control richiederebbe a tutti i fornitori di servizi di messaggistica che operano in Europa di scansionare le chat degli utenti - anche se crittografate - nel tentativo di rilevare e fermare la diffusione di materiale di abuso sessuale infantile (CSAM).</p><p></p><p>Questi nuovi obblighi - e i rischi che possono comportare per la privacy e la sicurezza delle persone - non solo hanno attirato forti critiche da esperti di diritti digitali e tecnologi, ma continuano anche a dividere i ranghi politici. Tuttavia, nonostante la proposta non abbia ricevuto pieno sostegno, la Danimarca sta ancora andando avanti. È fissato un altro incontro per il 14 ottobre con il Consiglio Giustizia e Affari Interni. Se avrà successo, il disegno di legge CSAR arriverà finalmente al Parlamento Europeo per essere discusso come parte dei negoziati di trilogo, insieme al Consiglio UE e alla Commissione. Questo ci porta alla domanda: il Parlamento salverà le nostre chat crittografate?</p><h2 id="il-parlamento-ue-la-nostra-unica-possibilita-di-salvare-la-crittografia">Il Parlamento UE – "la nostra unica possibilità di salvare la crittografia"</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud" name="GettyImages-1206928964.jpg" alt="European Union technical background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1079" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>"Se i danesi riusciranno a farla passare a ottobre, la nostra unica possibilità è che il Parlamento difenda la crittografia nei negoziati di trilogo", ha detto a TechRadar Callum Voge, Direttore degli Affari Governativi e dell'Advocacy presso l'Internet Society.</p><p></p><p>La buona notizia è che il Parlamento UE è contro la scansione di massa – almeno sulla carta. Nel novembre 2023, la stragrande maggioranza dei deputati europei di entrambi i lati dello spettro politico aveva già concordato delle salvaguardie per assicurare che la scansione di massa e il monitoraggio generale non avvengano.</p><p></p><p>Poi, nel febbraio 2024, la Corte Europea dei Diritti Umani ha reso illegale violare la crittografia. Questa è l'infrastruttura tecnica che servizi come Signal, WhatsApp, ProtonMail e le migliori VPN utilizzano per criptare le nostre comunicazioni online per prevenire accessi non autorizzati.</p><p></p><p>Queste azioni combinate hanno spinto l'UE ad adottare un'estensione di due anni del regolamento provvisorio sulla scansione volontaria delle chat, aspettando che il Consiglio UE trovasse il giusto compromesso sul Chat Control.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Lo sapevi?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" caption="" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">Nonostante non impatti direttamente i servizi di rete privata virtuale (VPN), anche i fornitori di VPN sono stati molto critici nei confronti del Chat Control. Mentre il CEO di NymVPN l'ha definito "un grande passo indietro per la privacy", anche la VPN Trust Initiative (VTI) – un consorzio che include nomi importanti come NordVPN, ExpressVPN e altri grandi marchi – si è fatta avanti in difesa della crittografia forte. Puoi leggere il documento di posizione VTI qui.</p></div></div><p>Avanti veloce a luglio 2025, e la versione danese è arrivata come l'ultimo tentativo di trovare un accordo. Fondamentalmente, la scansione obbligatoria dovrebbe avvenire direttamente sul dispositivo prima che i messaggi vengano crittografati, prendendo di mira URL condivisi, immagini e video. Solo i conti governativi e militari sono esclusi dall'ambito del disegno di legge.</p><p></p><p>Gli esperti, tuttavia, credono ancora che un tale sistema di scansione lato client metta seriamente in pericolo le protezioni di crittografia. Un rischio che ha spinto oltre 500 scienziati di crittografia a firmare una lettera per avvertire contro l'accordo alla proposta nella sua forma attuale.</p><p></p><p>Quindi, dato che il Chat Control non è mai stato così vicino a diventare legge, il ruolo del Parlamento UE sarà cruciale. C'è solo un problema ora – dopo le elezioni europee dello scorso anno, la formazione del parlamento UE è stata completamente rimescolata. E questo è qualcosa che preoccupa i gruppi per i diritti digitali come l'Internet Society.</p><p></p><p>"Dato che il nuovo Parlamento è più a destra ora, la mia preoccupazione è quanto fermamente manterranno la loro posizione", ha detto Voge.</p><p></p><p>È anche giusto pensare che dopo oltre tre anni, il Parlamento sia desideroso di chiudere la questione Chat Control – una volta per tutte. Ad agosto, il Parlamento ha promesso un'estensione del regolamento provvisorio solo se si raggiunge un accordo nel Consiglio. Una mossa che l'ex deputato europeo per il Partito Pirata tedesco e giurista dei diritti digitali, Patrick Breyer, ha definito un "ricatto politico".</p><h2 id="cosa-ci-aspetta-per-le-nostre-chat-private">Cosa ci aspetta per le nostre chat private?</h2><p>Secondo gli ultimi dati, 14 membri UE supportano la proposta (inclusi paesi cruciali come Francia, Italia e Spagna), nove sono contrari e quattro sono ancora indecisi.</p><p></p><p>Più significativamente, mentre la Germania si è unita all'opposizione alla vigilia del cruciale incontro del 12 settembre, il paese è ora tornato alla lista degli indecisi. Si pensa che la Germania sia il fattore decisivo, il che preoccupa i critici del Chat Control.</p><p></p><p>Il governo precedente era infatti molto pro-crittografia – cercando di rendere la crittografia un diritto legale in patria, mentre si opponeva fortemente alla scansione obbligatoria nel blocco. Tuttavia, la nuova amministrazione ha dato "messaggi molto contrastanti", spiega Voge.</p><p></p><p>Voge è comunque abbastanza positivo sul fatto che l'opposizione resista durante l'incontro di ottobre, con i danesi che non riescono a far passare la loro proposta. Detto questo, riconosce la pressione sul Consiglio per trovare un accordo come "preoccupante".</p><p></p><p>Ha detto a TechRadar: "L'unico rischio qui è che i negoziati siano politici piuttosto che tecnici. Se ciò accade, c'è il rischio che i paesi cambino la loro posizione in cambio di sostegno su qualche altro dossier. Ecco perché la pressione pubblica su questo sarà così vitale, specialmente con il Parlamento UE che rimane la nostra migliore possibilità."</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/chat-control-la-ue-vuole-leggere-le-nostre-chat-crittografate</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Mentre il cosiddetto Chat Control non è mai stato così vicino a diventare legge, il Parlamento UE sembra essere l'unica possibilità rimasta per salvare la crittografia in Europa. Ma la nuova squadra sarà all'altezza di questa promessa? ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ chiara.castro@futurenet.com (Chiara Castro) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dBfKg5tPHAd74JPLWVCzQg-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <p>Dopo oltre tre anni di sviluppo, il destino delle chat crittografate in Europa è tutt'altro che risolto. Il 12 settembre 2025, i membri dell'UE hanno dovuto condividere la loro posizione finale sull'ultima versione della proposta di Regolamento per gli Abusi Sessuali sui Minori (CSAR). Ancora una volta, il disegno di legge non è riuscito ad attirare il sostegno necessario.</p><p></p><p>La versione danese di quello che i critici hanno definito Chat Control richiederebbe a tutti i fornitori di servizi di messaggistica che operano in Europa di scansionare le chat degli utenti - anche se crittografate - nel tentativo di rilevare e fermare la diffusione di materiale di abuso sessuale infantile (CSAM).</p><p></p><p>Questi nuovi obblighi - e i rischi che possono comportare per la privacy e la sicurezza delle persone - non solo hanno attirato forti critiche da esperti di diritti digitali e tecnologi, ma continuano anche a dividere i ranghi politici. Tuttavia, nonostante la proposta non abbia ricevuto pieno sostegno, la Danimarca sta ancora andando avanti. È fissato un altro incontro per il 14 ottobre con il Consiglio Giustizia e Affari Interni. Se avrà successo, il disegno di legge CSAR arriverà finalmente al Parlamento Europeo per essere discusso come parte dei negoziati di trilogo, insieme al Consiglio UE e alla Commissione. Questo ci porta alla domanda: il Parlamento salverà le nostre chat crittografate?</p><h2 id="il-parlamento-ue-la-nostra-unica-possibilita-di-salvare-la-crittografia">Il Parlamento UE – "la nostra unica possibilità di salvare la crittografia"</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud" name="GettyImages-1206928964.jpg" alt="European Union technical background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1079" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>"Se i danesi riusciranno a farla passare a ottobre, la nostra unica possibilità è che il Parlamento difenda la crittografia nei negoziati di trilogo", ha detto a TechRadar Callum Voge, Direttore degli Affari Governativi e dell'Advocacy presso l'Internet Society.</p><p></p><p>La buona notizia è che il Parlamento UE è contro la scansione di massa – almeno sulla carta. Nel novembre 2023, la stragrande maggioranza dei deputati europei di entrambi i lati dello spettro politico aveva già concordato delle salvaguardie per assicurare che la scansione di massa e il monitoraggio generale non avvengano.</p><p></p><p>Poi, nel febbraio 2024, la Corte Europea dei Diritti Umani ha reso illegale violare la crittografia. Questa è l'infrastruttura tecnica che servizi come Signal, WhatsApp, ProtonMail e le migliori VPN utilizzano per criptare le nostre comunicazioni online per prevenire accessi non autorizzati.</p><p></p><p>Queste azioni combinate hanno spinto l'UE ad adottare un'estensione di due anni del regolamento provvisorio sulla scansione volontaria delle chat, aspettando che il Consiglio UE trovasse il giusto compromesso sul Chat Control.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Lo sapevi?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" caption="" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">Nonostante non impatti direttamente i servizi di rete privata virtuale (VPN), anche i fornitori di VPN sono stati molto critici nei confronti del Chat Control. Mentre il CEO di NymVPN l'ha definito "un grande passo indietro per la privacy", anche la VPN Trust Initiative (VTI) – un consorzio che include nomi importanti come NordVPN, ExpressVPN e altri grandi marchi – si è fatta avanti in difesa della crittografia forte. Puoi leggere il documento di posizione VTI qui.</p></div></div><p>Avanti veloce a luglio 2025, e la versione danese è arrivata come l'ultimo tentativo di trovare un accordo. Fondamentalmente, la scansione obbligatoria dovrebbe avvenire direttamente sul dispositivo prima che i messaggi vengano crittografati, prendendo di mira URL condivisi, immagini e video. Solo i conti governativi e militari sono esclusi dall'ambito del disegno di legge.</p><p></p><p>Gli esperti, tuttavia, credono ancora che un tale sistema di scansione lato client metta seriamente in pericolo le protezioni di crittografia. Un rischio che ha spinto oltre 500 scienziati di crittografia a firmare una lettera per avvertire contro l'accordo alla proposta nella sua forma attuale.</p><p></p><p>Quindi, dato che il Chat Control non è mai stato così vicino a diventare legge, il ruolo del Parlamento UE sarà cruciale. C'è solo un problema ora – dopo le elezioni europee dello scorso anno, la formazione del parlamento UE è stata completamente rimescolata. E questo è qualcosa che preoccupa i gruppi per i diritti digitali come l'Internet Society.</p><p></p><p>"Dato che il nuovo Parlamento è più a destra ora, la mia preoccupazione è quanto fermamente manterranno la loro posizione", ha detto Voge.</p><p></p><p>È anche giusto pensare che dopo oltre tre anni, il Parlamento sia desideroso di chiudere la questione Chat Control – una volta per tutte. Ad agosto, il Parlamento ha promesso un'estensione del regolamento provvisorio solo se si raggiunge un accordo nel Consiglio. Una mossa che l'ex deputato europeo per il Partito Pirata tedesco e giurista dei diritti digitali, Patrick Breyer, ha definito un "ricatto politico".</p><h2 id="cosa-ci-aspetta-per-le-nostre-chat-private">Cosa ci aspetta per le nostre chat private?</h2><p>Secondo gli ultimi dati, 14 membri UE supportano la proposta (inclusi paesi cruciali come Francia, Italia e Spagna), nove sono contrari e quattro sono ancora indecisi.</p><p></p><p>Più significativamente, mentre la Germania si è unita all'opposizione alla vigilia del cruciale incontro del 12 settembre, il paese è ora tornato alla lista degli indecisi. Si pensa che la Germania sia il fattore decisivo, il che preoccupa i critici del Chat Control.</p><p></p><p>Il governo precedente era infatti molto pro-crittografia – cercando di rendere la crittografia un diritto legale in patria, mentre si opponeva fortemente alla scansione obbligatoria nel blocco. Tuttavia, la nuova amministrazione ha dato "messaggi molto contrastanti", spiega Voge.</p><p></p><p>Voge è comunque abbastanza positivo sul fatto che l'opposizione resista durante l'incontro di ottobre, con i danesi che non riescono a far passare la loro proposta. Detto questo, riconosce la pressione sul Consiglio per trovare un accordo come "preoccupante".</p><p></p><p>Ha detto a TechRadar: "L'unico rischio qui è che i negoziati siano politici piuttosto che tecnici. Se ciò accade, c'è il rischio che i paesi cambino la loro posizione in cambio di sostegno su qualche altro dossier. Ecco perché la pressione pubblica su questo sarà così vitale, specialmente con il Parlamento UE che rimane la nostra migliore possibilità."</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Sembra che ci siano VPN iraniane che spiano gli utenti Android  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un gruppo di ricercatori ha individuato una nuova <strong>campagna spyware collegata all’Iran</strong>, rivolta in particolare agli utenti Android che utilizzano <strong>app VPN</strong>.</p><p>Il team di sicurezza di <strong>Lookout</strong>, azienda specializzata in software di protezione, ha identificato una nuova variante di <strong>DCHSpy</strong>, un malware per Android che si camuffa da <strong>applicazione VPN o app legittime</strong>, tra cui una finta versione dell’app <strong>Starlink</strong>, il servizio di connessione satellitare sviluppato da SpaceX.</p><p>Secondo le analisi, l’attacco è stato lanciato dal gruppo di hacker <strong>MuddyWater</strong> appena <strong>una settimana dopo l’inizio del conflitto tra Israele e Iran</strong>. In quel periodo, la domanda di <strong>VPN era esplosa in Iran</strong>, poiché molti cittadini cercavano soluzioni per aggirare le nuove restrizioni imposte all’accesso a Internet.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="KpW9KtZSnVQtmgnPExTXED" name="Shutterstock_2370394605" alt="Technology background with national flag of Iran. 3D rendering" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KpW9KtZSnVQtmgnPExTXED-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / HTGanzo)</span></figcaption></figure><p>Secondo gli esperti, <strong>DCHSpy è uno spyware altamente invasivo</strong> in grado di raccogliere <strong>dati sensibili</strong> dagli utenti, tra cui informazioni di <strong>WhatsApp</strong>, <strong>contatti</strong>, <strong>SMS</strong>, <strong>file personali</strong>, <strong>posizione</strong>, <strong>registro delle chiamate</strong>, oltre a poter <strong>registrare audio</strong> e <strong>scattare foto</strong> all’insaputa dell’utente.</p><p>Individuato per la prima volta nel <strong>luglio 2024</strong>, DCHSpy è stato attribuito al gruppo <strong>MuddyWater</strong>, sospettato di agire per conto del <strong>Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza iraniano</strong>.</p><p>I ricercatori hanno ora identificato <strong>quattro nuove varianti</strong> del malware. Come spiega Lookout, <em>“questi nuovi campioni mostrano che MuddyWater ha continuato a sviluppare lo spyware, ora capace di identificare ed esfiltrare dati da file specifici presenti sul dispositivo, oltre ai dati di WhatsApp”</em>.</p><p>Per diffondere il malware, gli hacker sembrano utilizzare <strong>due app VPN malevole</strong>, chiamate <strong>EarthVPN</strong> e <strong>ComodoVPN</strong>, che si presentano come servizi legittimi. In passato, era già stata segnalata anche <strong>HideVPN</strong> tra le app false impiegate per installare DCHSpy.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:982px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:86.15%;"><img id="TsYAzdSAbPWC8GKEqYR5jE" name="Screenshot 2025-07-22 alle 11.52.50" alt="Screenshot of malicious VPN apps used by MuddyWater hackers to inject DCHSpy spyware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TsYAzdSAbPWC8GKEqYR5jE-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="982" height="846" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lookout)</span></figcaption></figure><p>Secondo l'analista iraniana di sicurezza informatica <strong>Azam Jangrevi</strong>, le ultime scoperte confermano quanto la <strong>sorveglianza mobile sia diventata sofisticata e mirata</strong>.</p><p><em>“Ciò che preoccupa maggiormente è l’uso di piattaforme affidabili come Telegram per diffondere file APK dannosi, spesso presentati come strumenti per proteggere la privacy”</em>, ha dichiarato Jangrevi a TechRadar.</p><p>Il rischio è particolarmente elevato per gli <strong>utenti iraniani</strong>, dato che – come già evidenziato – <strong>l’utilizzo di </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank"><strong>VPN </strong></a><strong>è cresciuto rapidamente</strong> nel tentativo di <strong>aggirare le crescenti restrizioni online</strong> imposte nel Paese.</p><h2 id="come-proteggersi-dagli-spyware-su-android">Come proteggersi dagli spyware su Android</h2><p>Per ridurre il rischio di infezioni da spyware come <strong>DCHSpy</strong>, l’analista <strong>Azam Jangrevi</strong> invita gli utenti a prestare la massima attenzione quando si scaricano nuove VPN o qualsiasi altra applicazione.</p><p><em>“Evitate di scaricare app da fonti non ufficiali, anche se promettono maggiore privacy. Affidatevi a store verificati, controllate attentamente i permessi richiesti dalle app e utilizzate soluzioni di sicurezza mobile in grado di rilevare minacce come DCHSpy”</em>, ha dichiarato.</p><p>Per chi opera in <strong>aree ad alto rischio</strong> o in professioni sensibili come <strong>giornalismo</strong> e <strong>attivismo</strong>, Jangrevi consiglia anche l’utilizzo di <strong>chiavi di sicurezza hardware</strong> e <strong>app di messaggistica criptata</strong> approvate da ricercatori indipendenti.</p><p><em>“Questo episodio evidenzia quanto sia importante aumentare la consapevolezza sui vettori di minaccia mobile e adottare una corretta igiene digitale in un panorama informatico sempre più ostile”</em>, ha concluso.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/sembra-che-ci-siano-vpn-iraniane-che-spiano-gli-utenti-android</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Cyberspie iraniane usano delle applicazioni VPN fasulle per rubare dati sensibili ]]>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Un gruppo di ricercatori ha individuato una nuova <strong>campagna spyware collegata all’Iran</strong>, rivolta in particolare agli utenti Android che utilizzano <strong>app VPN</strong>.</p><p>Il team di sicurezza di <strong>Lookout</strong>, azienda specializzata in software di protezione, ha identificato una nuova variante di <strong>DCHSpy</strong>, un malware per Android che si camuffa da <strong>applicazione VPN o app legittime</strong>, tra cui una finta versione dell’app <strong>Starlink</strong>, il servizio di connessione satellitare sviluppato da SpaceX.</p><p>Secondo le analisi, l’attacco è stato lanciato dal gruppo di hacker <strong>MuddyWater</strong> appena <strong>una settimana dopo l’inizio del conflitto tra Israele e Iran</strong>. In quel periodo, la domanda di <strong>VPN era esplosa in Iran</strong>, poiché molti cittadini cercavano soluzioni per aggirare le nuove restrizioni imposte all’accesso a Internet.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="KpW9KtZSnVQtmgnPExTXED" name="Shutterstock_2370394605" alt="Technology background with national flag of Iran. 3D rendering" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KpW9KtZSnVQtmgnPExTXED-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / HTGanzo)</span></figcaption></figure><p>Secondo gli esperti, <strong>DCHSpy è uno spyware altamente invasivo</strong> in grado di raccogliere <strong>dati sensibili</strong> dagli utenti, tra cui informazioni di <strong>WhatsApp</strong>, <strong>contatti</strong>, <strong>SMS</strong>, <strong>file personali</strong>, <strong>posizione</strong>, <strong>registro delle chiamate</strong>, oltre a poter <strong>registrare audio</strong> e <strong>scattare foto</strong> all’insaputa dell’utente.</p><p>Individuato per la prima volta nel <strong>luglio 2024</strong>, DCHSpy è stato attribuito al gruppo <strong>MuddyWater</strong>, sospettato di agire per conto del <strong>Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza iraniano</strong>.</p><p>I ricercatori hanno ora identificato <strong>quattro nuove varianti</strong> del malware. Come spiega Lookout, <em>“questi nuovi campioni mostrano che MuddyWater ha continuato a sviluppare lo spyware, ora capace di identificare ed esfiltrare dati da file specifici presenti sul dispositivo, oltre ai dati di WhatsApp”</em>.</p><p>Per diffondere il malware, gli hacker sembrano utilizzare <strong>due app VPN malevole</strong>, chiamate <strong>EarthVPN</strong> e <strong>ComodoVPN</strong>, che si presentano come servizi legittimi. In passato, era già stata segnalata anche <strong>HideVPN</strong> tra le app false impiegate per installare DCHSpy.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:982px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:86.15%;"><img id="TsYAzdSAbPWC8GKEqYR5jE" name="Screenshot 2025-07-22 alle 11.52.50" alt="Screenshot of malicious VPN apps used by MuddyWater hackers to inject DCHSpy spyware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TsYAzdSAbPWC8GKEqYR5jE-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="982" height="846" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lookout)</span></figcaption></figure><p>Secondo l'analista iraniana di sicurezza informatica <strong>Azam Jangrevi</strong>, le ultime scoperte confermano quanto la <strong>sorveglianza mobile sia diventata sofisticata e mirata</strong>.</p><p><em>“Ciò che preoccupa maggiormente è l’uso di piattaforme affidabili come Telegram per diffondere file APK dannosi, spesso presentati come strumenti per proteggere la privacy”</em>, ha dichiarato Jangrevi a TechRadar.</p><p>Il rischio è particolarmente elevato per gli <strong>utenti iraniani</strong>, dato che – come già evidenziato – <strong>l’utilizzo di </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank"><strong>VPN </strong></a><strong>è cresciuto rapidamente</strong> nel tentativo di <strong>aggirare le crescenti restrizioni online</strong> imposte nel Paese.</p><h2 id="come-proteggersi-dagli-spyware-su-android">Come proteggersi dagli spyware su Android</h2><p>Per ridurre il rischio di infezioni da spyware come <strong>DCHSpy</strong>, l’analista <strong>Azam Jangrevi</strong> invita gli utenti a prestare la massima attenzione quando si scaricano nuove VPN o qualsiasi altra applicazione.</p><p><em>“Evitate di scaricare app da fonti non ufficiali, anche se promettono maggiore privacy. Affidatevi a store verificati, controllate attentamente i permessi richiesti dalle app e utilizzate soluzioni di sicurezza mobile in grado di rilevare minacce come DCHSpy”</em>, ha dichiarato.</p><p>Per chi opera in <strong>aree ad alto rischio</strong> o in professioni sensibili come <strong>giornalismo</strong> e <strong>attivismo</strong>, Jangrevi consiglia anche l’utilizzo di <strong>chiavi di sicurezza hardware</strong> e <strong>app di messaggistica criptata</strong> approvate da ricercatori indipendenti.</p><p><em>“Questo episodio evidenzia quanto sia importante aumentare la consapevolezza sui vettori di minaccia mobile e adottare una corretta igiene digitale in un panorama informatico sempre più ostile”</em>, ha concluso.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ DNS4EU: l’Europa sfida Google e Cloudflare con un resolver tutto suo ]]></title>
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La versione pensata per l’uso domestico include anche opzioni per <strong>bloccare contenuti pubblicitari o per adulti</strong>.</p><p>L’utilizzo del servizio resta <strong>facoltativo</strong>, ma alcuni esperti di privacy hanno sollevato dubbi sull'impatto dei <strong>filtri sui contenuti</strong> e sulle <strong>possibili implicazioni per la riservatezza</strong> della navigazione.</p><h2 id="sovranita-digitale-e-sicurezza-al-centro-del-nuovo-progetto-europeo">Sovranità digitale e sicurezza al centro del nuovo progetto europeo</h2><p>Come si legge sul sito ufficiale della <strong>Commissione Europea</strong>, <em>“l’obiettivo di DNS4EU è garantire la sovranità digitale dell’UE offrendo un resolver DNS europeo privato, sicuro e indipendente”</em>.</p><p>Per chi non lo sapesse, il <strong>Domain Name System</strong> (DNS) è il sistema che consente di tradurre i nomi dei siti web in <strong>indirizzi IP</strong>, fungendo da "rubrica" di Internet. Ogni volta che ci si connette alla rete, è solitamente il <strong>provider Internet</strong> a scegliere automaticamente il DNS utilizzato per instradare il traffico. Tuttavia, sia le organizzazioni che i singoli utenti possono decidere di cambiarlo per ottenere <strong>connessioni più rapide</strong>, <strong>maggiore privacy</strong> o <strong>un miglior controllo sulla geolocalizzazione dei contenuti</strong>, un po’ come avviene con l’uso delle VPN.</p><p>Il progetto <strong>DNS4EU</strong> è stato annunciato per la prima volta nell’<strong>ottobre 2022</strong> e sviluppato sotto la supervisione dell’agenzia europea per la cybersicurezza <strong>ENISA</strong>. Oggi è gestito da un <strong>consorzio paneuropeo</strong> guidato dall’azienda ceca di sicurezza informatica <strong>Whalebone</strong>, con il contributo di esperti provenienti da <strong>10 paesi membri dell’UE</strong>.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1930944380522651716"><p lang="en" dir="ltr">This week, DNS4EU Public Service was launched for Stakeholder Group testing. Thank you to all involved. We are currently gathering feedback to support final adjustments.🗓️ Official public launch coming next week. Stay tuned.#DNS4EU #Cybersecurity #DNS pic.twitter.com/G0uAqIUTDc<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1930944380522651716">June 6, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il <strong>DNS4EU</strong>, come chiarito dalla Commissione Europea, <em>“non sarà imposto a nessuno”</em> ed è stato progettato per adattarsi alle esigenze di diversi tipi di utenti.</p><p>Per l’utenza domestica è disponibile una <strong>versione pubblica e gratuita</strong>, che consente di attivare filtri opzionali per <strong>bloccare pubblicità, malware, contenuti per adulti</strong> oppure tutti questi elementi insieme. È anche possibile scegliere di <strong>non attivare alcun filtro</strong>, lasciando piena libertà di configurazione.</p><p>Sono inoltre previste <strong>versioni dedicate per enti governativi e provider di telecomunicazioni</strong> che operano all’interno dell’Unione Europea, pensate per rispondere a requisiti più avanzati in termini di sicurezza e gestione del traffico.</p><p>Una delle funzioni più rilevanti di DNS4EU è il <strong>filtro integrato per bloccare traffico dannoso</strong>, affiancato da una capacità di <strong>condivisione regionale delle minacce</strong>. In pratica, una minaccia individuata in uno Stato membro può essere immediatamente neutralizzata anche in altri Paesi, limitandone drasticamente la diffusione.</p><p><em>“L’intelligence di DNS4EU viene arricchita dai CERT (Computer Emergency Response Teams) e da altre istituzioni in tutta l’UE, che forniscono dati su minacce specifiche per l’Unione, oltre a informazioni raccolte tramite i partner telco su eventuali attacchi informatici”</em>, spiega la Commissione.</p><h2 id="preoccupazioni-per-i-filtri-e-i-rischi-di-censura">Preoccupazioni per i filtri e i rischi di censura</h2><p>Fin dalla sua ideazione, la possibilità di filtrare contenuti indesiderati tramite <strong>DNS4EU</strong> ha sollevato <strong>preoccupazioni tra esperti e sostenitori della privacy online</strong>.</p><p>Già nel 2022, in un’intervista a Torrentfreak, <strong>Patrick Breyer</strong>, ex europarlamentare del <strong>Partito dei Pirati tedesco</strong>, aveva sottolineato il rischio che un sistema gestito da governi potesse <strong>favorire forme di censura online</strong>. In una dichiarazione più recente a TechRadar, Breyer ha accolto con favore il fatto che il filtraggio del traffico <strong>sia rimasto opzionale</strong>, ma ha aggiunto: <em>“Resta da vedere come il gestore reagirà a eventuali richieste di filtraggio. Usare un servizio sponsorizzato da un governo può rappresentare un rischio, considerando il possibile interesse delle forze dell’ordine e dei servizi di intelligence.”</em></p><p>Anche <strong>David Frautschy Heredia</strong>, Senior Director per gli Affari Governativi Europei dell’<strong>Internet Society</strong>, ha messo in guardia rispetto ai <strong>potenziali abusi legati al filtraggio dei contenuti</strong>, affermando che <em>“dovrebbero essere sviluppate adeguate misure di salvaguardia per prevenire abusi.”</em></p><p>Heredia ha inoltre espresso dubbi sulla creazione di infrastrutture DNS con <strong>confini geografici rigidi</strong>, sostenendo che a lungo termine <strong>potrebbero causare più danni che benefici</strong>. A TechRadar ha dichiarato: <em>“Questo approccio rischia di diventare la norma e potrebbe spingere altri governi a introdurre i propri DNS nazionali, con l’obbligo di utilizzo. Paesi come Mauritius e Kazakhstan hanno già tentato di imporre resolver DNS statali con capacità di filtraggio indiscriminato.”</em></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="E26DK7odGUFPngzmLfkYUP" name="Shutterstock_502765339" alt="An image of DNS on a pink and blue background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/E26DK7odGUFPngzmLfkYUP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Oltre ai timori legati al filtraggio dei contenuti, <strong>Patrick Breyer</strong> ha sollevato una <strong>critica importante</strong> riguardo all’assenza, in DNS4EU, di una vera <strong>no-log policy,</strong> ovvero la garanzia che <strong>nessuna attività degli utenti venga registrata o conservata</strong>.</p><p>Secondo quanto riportato nella policy ufficiale di DNS4EU, pubblicata il <strong>1° giugno 2025</strong>, il servizio <strong>raccoglie un numero limitato di dati sulle query DNS e sugli indirizzi IP</strong>. Gli IP vengono in gran parte <strong>anonimizzati direttamente sul resolver</strong>, ma per Breyer questo non basta: <em>“La registrazione di tutte le richieste - anche se in gran parte anonimizzata - comporta comunque dei rischi”</em>, ha dichiarato.</p><p>Dal canto suo, l’<strong>Unione Europea</strong> assicura che <strong>nessuna informazione in grado di identificare un individuo verrà condivisa</strong> e respinge qualsiasi accusa di potenziale censura. L’accesso alle configurazioni e ai dati degli utenti è <strong>escluso per le istituzioni europee</strong>, e la finalità dichiarata è completamente opposta: <em>“DNS4EU non è uno strumento di censura, ma un passo avanti verso la protezione dei dati, la sicurezza della rete e la sovranità digitale dei cittadini europei”</em>, si legge sul sito ufficiale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/dns4eu-leuropa-sfida-google-e-cloudflare-con-un-resolver-tutto-suo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L’UE lancia DNS4EU, un’alternativa ai DNS americani con filtri contro contenuti pericolosi e focus sulla privacy. Ma non mancano i timori su tracciamento e censura. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Venibh7NpKHq97JXXtaHsS</guid>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Image credit: Pixabay]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Eu]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Eu]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>L'Unione Europea ha presentato ufficialmente <strong>DNS4EU</strong>, il primo servizio DNS pubblico sviluppato all'interno del blocco. L'obiettivo è offrire maggiore <strong>sicurezza e privacy</strong> ai cittadini, agli enti pubblici e agli operatori di telecomunicazioni europei, riducendo al tempo stesso la dipendenza da infrastrutture digitali straniere come quelle di <strong>Google</strong> o <strong>Cloudflare</strong>.</p><p>Oltre a rappresentare un passo avanti verso la <strong>sovranità digitale europea</strong>, DNS4EU integra <strong>filtri automatici</strong> contro domini pericolosi, come quelli legati a <strong>malware</strong>, <strong>phishing</strong> o altre minacce informatiche. La versione pensata per l’uso domestico include anche opzioni per <strong>bloccare contenuti pubblicitari o per adulti</strong>.</p><p>L’utilizzo del servizio resta <strong>facoltativo</strong>, ma alcuni esperti di privacy hanno sollevato dubbi sull'impatto dei <strong>filtri sui contenuti</strong> e sulle <strong>possibili implicazioni per la riservatezza</strong> della navigazione.</p><h2 id="sovranita-digitale-e-sicurezza-al-centro-del-nuovo-progetto-europeo">Sovranità digitale e sicurezza al centro del nuovo progetto europeo</h2><p>Come si legge sul sito ufficiale della <strong>Commissione Europea</strong>, <em>“l’obiettivo di DNS4EU è garantire la sovranità digitale dell’UE offrendo un resolver DNS europeo privato, sicuro e indipendente”</em>.</p><p>Per chi non lo sapesse, il <strong>Domain Name System</strong> (DNS) è il sistema che consente di tradurre i nomi dei siti web in <strong>indirizzi IP</strong>, fungendo da "rubrica" di Internet. Ogni volta che ci si connette alla rete, è solitamente il <strong>provider Internet</strong> a scegliere automaticamente il DNS utilizzato per instradare il traffico. Tuttavia, sia le organizzazioni che i singoli utenti possono decidere di cambiarlo per ottenere <strong>connessioni più rapide</strong>, <strong>maggiore privacy</strong> o <strong>un miglior controllo sulla geolocalizzazione dei contenuti</strong>, un po’ come avviene con l’uso delle VPN.</p><p>Il progetto <strong>DNS4EU</strong> è stato annunciato per la prima volta nell’<strong>ottobre 2022</strong> e sviluppato sotto la supervisione dell’agenzia europea per la cybersicurezza <strong>ENISA</strong>. Oggi è gestito da un <strong>consorzio paneuropeo</strong> guidato dall’azienda ceca di sicurezza informatica <strong>Whalebone</strong>, con il contributo di esperti provenienti da <strong>10 paesi membri dell’UE</strong>.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1930944380522651716"><p lang="en" dir="ltr">This week, DNS4EU Public Service was launched for Stakeholder Group testing. Thank you to all involved. We are currently gathering feedback to support final adjustments.🗓️ Official public launch coming next week. Stay tuned.#DNS4EU #Cybersecurity #DNS pic.twitter.com/G0uAqIUTDc<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1930944380522651716">June 6, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il <strong>DNS4EU</strong>, come chiarito dalla Commissione Europea, <em>“non sarà imposto a nessuno”</em> ed è stato progettato per adattarsi alle esigenze di diversi tipi di utenti.</p><p>Per l’utenza domestica è disponibile una <strong>versione pubblica e gratuita</strong>, che consente di attivare filtri opzionali per <strong>bloccare pubblicità, malware, contenuti per adulti</strong> oppure tutti questi elementi insieme. È anche possibile scegliere di <strong>non attivare alcun filtro</strong>, lasciando piena libertà di configurazione.</p><p>Sono inoltre previste <strong>versioni dedicate per enti governativi e provider di telecomunicazioni</strong> che operano all’interno dell’Unione Europea, pensate per rispondere a requisiti più avanzati in termini di sicurezza e gestione del traffico.</p><p>Una delle funzioni più rilevanti di DNS4EU è il <strong>filtro integrato per bloccare traffico dannoso</strong>, affiancato da una capacità di <strong>condivisione regionale delle minacce</strong>. In pratica, una minaccia individuata in uno Stato membro può essere immediatamente neutralizzata anche in altri Paesi, limitandone drasticamente la diffusione.</p><p><em>“L’intelligence di DNS4EU viene arricchita dai CERT (Computer Emergency Response Teams) e da altre istituzioni in tutta l’UE, che forniscono dati su minacce specifiche per l’Unione, oltre a informazioni raccolte tramite i partner telco su eventuali attacchi informatici”</em>, spiega la Commissione.</p><h2 id="preoccupazioni-per-i-filtri-e-i-rischi-di-censura">Preoccupazioni per i filtri e i rischi di censura</h2><p>Fin dalla sua ideazione, la possibilità di filtrare contenuti indesiderati tramite <strong>DNS4EU</strong> ha sollevato <strong>preoccupazioni tra esperti e sostenitori della privacy online</strong>.</p><p>Già nel 2022, in un’intervista a Torrentfreak, <strong>Patrick Breyer</strong>, ex europarlamentare del <strong>Partito dei Pirati tedesco</strong>, aveva sottolineato il rischio che un sistema gestito da governi potesse <strong>favorire forme di censura online</strong>. In una dichiarazione più recente a TechRadar, Breyer ha accolto con favore il fatto che il filtraggio del traffico <strong>sia rimasto opzionale</strong>, ma ha aggiunto: <em>“Resta da vedere come il gestore reagirà a eventuali richieste di filtraggio. Usare un servizio sponsorizzato da un governo può rappresentare un rischio, considerando il possibile interesse delle forze dell’ordine e dei servizi di intelligence.”</em></p><p>Anche <strong>David Frautschy Heredia</strong>, Senior Director per gli Affari Governativi Europei dell’<strong>Internet Society</strong>, ha messo in guardia rispetto ai <strong>potenziali abusi legati al filtraggio dei contenuti</strong>, affermando che <em>“dovrebbero essere sviluppate adeguate misure di salvaguardia per prevenire abusi.”</em></p><p>Heredia ha inoltre espresso dubbi sulla creazione di infrastrutture DNS con <strong>confini geografici rigidi</strong>, sostenendo che a lungo termine <strong>potrebbero causare più danni che benefici</strong>. A TechRadar ha dichiarato: <em>“Questo approccio rischia di diventare la norma e potrebbe spingere altri governi a introdurre i propri DNS nazionali, con l’obbligo di utilizzo. Paesi come Mauritius e Kazakhstan hanno già tentato di imporre resolver DNS statali con capacità di filtraggio indiscriminato.”</em></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="E26DK7odGUFPngzmLfkYUP" name="Shutterstock_502765339" alt="An image of DNS on a pink and blue background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/E26DK7odGUFPngzmLfkYUP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Oltre ai timori legati al filtraggio dei contenuti, <strong>Patrick Breyer</strong> ha sollevato una <strong>critica importante</strong> riguardo all’assenza, in DNS4EU, di una vera <strong>no-log policy,</strong> ovvero la garanzia che <strong>nessuna attività degli utenti venga registrata o conservata</strong>.</p><p>Secondo quanto riportato nella policy ufficiale di DNS4EU, pubblicata il <strong>1° giugno 2025</strong>, il servizio <strong>raccoglie un numero limitato di dati sulle query DNS e sugli indirizzi IP</strong>. Gli IP vengono in gran parte <strong>anonimizzati direttamente sul resolver</strong>, ma per Breyer questo non basta: <em>“La registrazione di tutte le richieste - anche se in gran parte anonimizzata - comporta comunque dei rischi”</em>, ha dichiarato.</p><p>Dal canto suo, l’<strong>Unione Europea</strong> assicura che <strong>nessuna informazione in grado di identificare un individuo verrà condivisa</strong> e respinge qualsiasi accusa di potenziale censura. L’accesso alle configurazioni e ai dati degli utenti è <strong>escluso per le istituzioni europee</strong>, e la finalità dichiarata è completamente opposta: <em>“DNS4EU non è uno strumento di censura, ma un passo avanti verso la protezione dei dati, la sicurezza della rete e la sovranità digitale dei cittadini europei”</em>, si legge sul sito ufficiale.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Apple rimuove un’altra app VPN popolare dall’App Store russo su richiesta del governo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nella giornata di oggi, 17 aprile 2025, Aleksandr Litreev – fondatore e CEO di NORSE Labs – ha comunicato di aver ricevuto una notifica ufficiale da Apple relativa alla rimozione dell'app DVPN dal proprio store, su richiesta diretta del Roskomnadzor. L'autorità russa ha giustificato la richiesta affermando che l’app “contiene contenuti illegali secondo la legge russa”.</p><p>La decisione arriva proprio mentre la popolarità dell’app stava crescendo a ritmi sostenuti all’interno del Paese: secondo quanto riportato dalla stessa NORSE Labs, DVPN occupava la terza posizione tra le app gratuite più scaricate sull’App Store di Apple in Russia prima della rimozione. Questo episodio si aggiunge a una lunga lista di oltre 100 servizi VPN attualmente non più disponibili sullo store Apple russo, molti dei quali considerati tra i migliori strumenti per la privacy e la sicurezza online.</p><h2 id="apple-continua-a-eliminare-le-vpn-russe-piu-popolari">Apple continua a eliminare le VPN russe più popolari</h2><p>“Poche ore fa, Apple ha rimosso la nostra app DVPN di NORSE Labs dall’App Store russo – senza alcuna valida ordinanza del tribunale – su richiesta del Roskomnadzor, l’agenzia governativa per la censura.” Con queste parole Aleksandr Litreev ha annunciato su X, nella mattinata di giovedì, la rimozione della sua app.</p><p>DVPN è una VPN gratuita molto popolare tra gli utenti Apple TV, Mac e iPad in Russia. A renderla diversa dagli altri servizi è il suo funzionamento decentralizzato: anziché appoggiarsi a server VPN centralizzati, si affida a una rete globale di nodi indipendenti. Secondo quanto dichiarato dal provider sul proprio sito ufficiale, questo approccio rende molto più difficile per governi e provider bloccare l’accesso al servizio. Oltre a offrire maggiore privacy e sicurezza, DVPN promette quindi una resistenza superiore alla censura, qualità essenziale per superare i blocchi imposti dal Roskomnadzor.</p><p>Litreev, attivista russo e ingegnere informatico, è noto per il suo coinvolgimento con il movimento di opposizione di Alexei Navalny. Nel 2020 è riuscito a fuggire in Estonia per evitare un processo in patria. Da allora si dedica allo sviluppo di soluzioni decentralizzate per la privacy e contro la censura, pensate per aiutare cittadini in Paesi come Russia, Cina o Venezuela, dove l’accesso libero alla rete è fortemente limitato.</p><p>“Garantire un accesso sicuro e libero ai media indipendenti è un dovere fondamentale di ogni potere democratico nella lotta per i diritti umani, e Apple ha scelto la parte sbagliata”, ha concluso Litreev.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1912789906734072157"><p lang="en" dir="ltr">Just a few hours ago, @Apple removed our @norselabs DVPN app from the Russian App Store—without any valid court order—at the request of Roskomnadzor, the government’s censorship agency.Thread 👇 pic.twitter.com/cVWWCzJsao<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1912789906734072157">April 17, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>NORSE Labs è solo l’ultima vittima della campagna anti-VPN portata avanti dal Roskomnadzor. Il giro di vite sulle VPN si è intensificato nel 2024, in seguito all’entrata in vigore di una legge che, da marzo, criminalizza la diffusione di informazioni su come eludere le restrizioni online. È molto probabile che sia proprio questa la base legale su cui si fondano le richieste di rimozione inviate dall’ente di censura russo.</p><p>Nel solo 2024, Apple ha eliminato almeno 60 app VPN dall’App Store russo, portando il totale a 98 applicazioni non più disponibili già a settembre. Tra queste figurano anche alcuni dei servizi più noti e apprezzati, come NordVPN, ExpressVPN e ProtonVPN. Il numero effettivo potrebbe però essere ancora più alto, considerando che anche un’altra app molto usata in Russia, Amnezia VPN, è misteriosamente scomparsa dallo store alla fine di ottobre, diventando di fatto l’ultimo bersaglio della repressione contro i servizi anti-censura.</p><p>Sebbene Apple sembri aver eseguito con una certa regolarità gli ordini delle autorità russe, anche Google Play è stato oggetto di richieste simili. Secondo i dati più recenti pubblicati da AppCensorship, tra marzo e aprile 2025 Google avrebbe ricevuto 212 richieste di blocco relative a VPN. Tra queste, però, solo sei applicazioni risultano effettivamente rimosse finora, portando a 53 il totale delle VPN attualmente non disponibili sul Play Store in Russia.</p><h2 id="come-continuare-a-scaricare-le-vpn-non-disponibili">Come continuare a scaricare le VPN non disponibili</h2><p>Litreev ha voluto rassicurare tutti gli utenti che hanno già scaricato l'app DVPN di NORSE Labs prima della sua rimozione dallo store russo: l'applicazione continuerà a funzionare normalmente, nonostante i tentativi del governo di bloccarne l’accesso.<br>«L’app rimarrà operativa nonostante gli sforzi delle autorità russe», ha dichiarato.</p><p>Chi invece non è riuscito a scaricarla in tempo, può ancora farlo modificando la regione del proprio account sull’App Store e scegliendo un altro Paese. L'app DVPN, infatti, resta disponibile a livello globale.</p><p>Un’alternativa in più arriva direttamente da Telegram, dove NORSE Labs ha reso disponibile una mini-app del servizio. Litreev precisa che questa versione continuerà a funzionare finché lo farà anche la piattaforma di messaggistica.</p><p>Nel frattempo, il team sta lavorando a una soluzione tecnica per permettere agli utenti russi di installare l’app manualmente, aggirando il blocco imposto da Apple. «Stiamo anche valutando la possibilità di intraprendere un’azione legale contro questa restrizione assurda», ha concluso Litreev.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/apple-rimuove-unaltra-app-vpn-popolare-dallapp-store-russo-su-richiesta-del-governo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ DVPN di NORSE Labs, tra le più scaricate in Russia, è stata bloccata da Apple su ordine di Roskomnadzor. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[In this photo illustration, an Apple logo is displayed on a smartphone with Russia National Flag in the background.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[In this photo illustration, an Apple logo is displayed on a smartphone with Russia National Flag in the background.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[In this photo illustration, an Apple logo is displayed on a smartphone with Russia National Flag in the background.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Nella giornata di oggi, 17 aprile 2025, Aleksandr Litreev – fondatore e CEO di NORSE Labs – ha comunicato di aver ricevuto una notifica ufficiale da Apple relativa alla rimozione dell'app DVPN dal proprio store, su richiesta diretta del Roskomnadzor. L'autorità russa ha giustificato la richiesta affermando che l’app “contiene contenuti illegali secondo la legge russa”.</p><p>La decisione arriva proprio mentre la popolarità dell’app stava crescendo a ritmi sostenuti all’interno del Paese: secondo quanto riportato dalla stessa NORSE Labs, DVPN occupava la terza posizione tra le app gratuite più scaricate sull’App Store di Apple in Russia prima della rimozione. Questo episodio si aggiunge a una lunga lista di oltre 100 servizi VPN attualmente non più disponibili sullo store Apple russo, molti dei quali considerati tra i migliori strumenti per la privacy e la sicurezza online.</p><h2 id="apple-continua-a-eliminare-le-vpn-russe-piu-popolari">Apple continua a eliminare le VPN russe più popolari</h2><p>“Poche ore fa, Apple ha rimosso la nostra app DVPN di NORSE Labs dall’App Store russo – senza alcuna valida ordinanza del tribunale – su richiesta del Roskomnadzor, l’agenzia governativa per la censura.” Con queste parole Aleksandr Litreev ha annunciato su X, nella mattinata di giovedì, la rimozione della sua app.</p><p>DVPN è una VPN gratuita molto popolare tra gli utenti Apple TV, Mac e iPad in Russia. A renderla diversa dagli altri servizi è il suo funzionamento decentralizzato: anziché appoggiarsi a server VPN centralizzati, si affida a una rete globale di nodi indipendenti. Secondo quanto dichiarato dal provider sul proprio sito ufficiale, questo approccio rende molto più difficile per governi e provider bloccare l’accesso al servizio. Oltre a offrire maggiore privacy e sicurezza, DVPN promette quindi una resistenza superiore alla censura, qualità essenziale per superare i blocchi imposti dal Roskomnadzor.</p><p>Litreev, attivista russo e ingegnere informatico, è noto per il suo coinvolgimento con il movimento di opposizione di Alexei Navalny. Nel 2020 è riuscito a fuggire in Estonia per evitare un processo in patria. Da allora si dedica allo sviluppo di soluzioni decentralizzate per la privacy e contro la censura, pensate per aiutare cittadini in Paesi come Russia, Cina o Venezuela, dove l’accesso libero alla rete è fortemente limitato.</p><p>“Garantire un accesso sicuro e libero ai media indipendenti è un dovere fondamentale di ogni potere democratico nella lotta per i diritti umani, e Apple ha scelto la parte sbagliata”, ha concluso Litreev.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1912789906734072157"><p lang="en" dir="ltr">Just a few hours ago, @Apple removed our @norselabs DVPN app from the Russian App Store—without any valid court order—at the request of Roskomnadzor, the government’s censorship agency.Thread 👇 pic.twitter.com/cVWWCzJsao<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1912789906734072157">April 17, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>NORSE Labs è solo l’ultima vittima della campagna anti-VPN portata avanti dal Roskomnadzor. Il giro di vite sulle VPN si è intensificato nel 2024, in seguito all’entrata in vigore di una legge che, da marzo, criminalizza la diffusione di informazioni su come eludere le restrizioni online. È molto probabile che sia proprio questa la base legale su cui si fondano le richieste di rimozione inviate dall’ente di censura russo.</p><p>Nel solo 2024, Apple ha eliminato almeno 60 app VPN dall’App Store russo, portando il totale a 98 applicazioni non più disponibili già a settembre. Tra queste figurano anche alcuni dei servizi più noti e apprezzati, come NordVPN, ExpressVPN e ProtonVPN. Il numero effettivo potrebbe però essere ancora più alto, considerando che anche un’altra app molto usata in Russia, Amnezia VPN, è misteriosamente scomparsa dallo store alla fine di ottobre, diventando di fatto l’ultimo bersaglio della repressione contro i servizi anti-censura.</p><p>Sebbene Apple sembri aver eseguito con una certa regolarità gli ordini delle autorità russe, anche Google Play è stato oggetto di richieste simili. Secondo i dati più recenti pubblicati da AppCensorship, tra marzo e aprile 2025 Google avrebbe ricevuto 212 richieste di blocco relative a VPN. Tra queste, però, solo sei applicazioni risultano effettivamente rimosse finora, portando a 53 il totale delle VPN attualmente non disponibili sul Play Store in Russia.</p><h2 id="come-continuare-a-scaricare-le-vpn-non-disponibili">Come continuare a scaricare le VPN non disponibili</h2><p>Litreev ha voluto rassicurare tutti gli utenti che hanno già scaricato l'app DVPN di NORSE Labs prima della sua rimozione dallo store russo: l'applicazione continuerà a funzionare normalmente, nonostante i tentativi del governo di bloccarne l’accesso.<br>«L’app rimarrà operativa nonostante gli sforzi delle autorità russe», ha dichiarato.</p><p>Chi invece non è riuscito a scaricarla in tempo, può ancora farlo modificando la regione del proprio account sull’App Store e scegliendo un altro Paese. L'app DVPN, infatti, resta disponibile a livello globale.</p><p>Un’alternativa in più arriva direttamente da Telegram, dove NORSE Labs ha reso disponibile una mini-app del servizio. Litreev precisa che questa versione continuerà a funzionare finché lo farà anche la piattaforma di messaggistica.</p><p>Nel frattempo, il team sta lavorando a una soluzione tecnica per permettere agli utenti russi di installare l’app manualmente, aggirando il blocco imposto da Apple. «Stiamo anche valutando la possibilità di intraprendere un’azione legale contro questa restrizione assurda», ha concluso Litreev.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Turchia, stretta sui social: presto sarà possibile bloccarli senza ordine del tribunale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La Turchia si prepara a introdurre una nuova normativa che permetterà alle autorità di bloccare l'accesso a social media e piattaforme di messaggistica per motivi di "sicurezza nazionale", anche senza l'intervento di un tribunale.</p><p>Secondo quanto riportato dalla testata turca <em>Ekonomim</em> e ripreso da <em>Bianet English</em>, il disegno di legge prevede inoltre che i cosiddetti "fornitori di servizi over-the-top" – come WhatsApp, Telegram, X e simili – debbano aprire una sede locale nel Paese se superano 1 milione di utenti attivi in Turchia.</p><p>La proposta arriva dopo un blackout di 42 ore dei social network in seguito all'arresto del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, che ha scatenato proteste diffuse e spinto molti cittadini a ricorrere all'uso delle migliori app VPN. Al momento, le tensioni nel Paese restano alte.</p><h2 id="il-controllo-di-internet-in-turchia">Il controllo di Internet in Turchia</h2><p>La Turchia è tristemente nota per i suoi tentativi di controllare l'accesso a internet. Secondo il provider VPN Surfshark, dal 2015 si sono verificati almeno 17 episodi in cui le autorità turche hanno imposto restrizioni all'accesso online. Tra i principali bersagli figurano piattaforme come Instagram, X, YouTube, WhatsApp e Telegram.</p><p>Un caso emblematico risale al febbraio 2023, quando X venne bloccato proprio durante i momenti critici successivi al devastante terremoto che colpì la Turchia e la Siria. Episodi simili si sono verificati anche nel 2024, con blackout dei social durante fasi di forte instabilità politica.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Do you know?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" caption="" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure></div></div><p>Attualmente, il blocco temporaneo delle comunicazioni online in Turchia viene giustificato con la necessità di contrastare la diffusione di disinformazione e discorsi d’odio, ma richiede un’ordinanza del tribunale. Tuttavia, secondo quanto riportato da Bianet English, una nuova proposta di legge prevede di ampliare i poteri dell’Autorità per le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (BTK), permettendole di limitare direttamente l’accesso ai social media e alle app di messaggistica per motivi legati alla sicurezza nazionale, all’ordine pubblico, alla salute pubblica o ad altri interessi generali.</p><p>BTK possiede già la facoltà di ridurre la larghezza di banda fino al 90% per un massimo di 24 ore in situazioni di emergenza, rendendo di fatto inaccessibili i servizi online colpiti. La nuova proposta potrebbe anche rafforzare gli obblighi per le piattaforme con più di un milione di utenti, imponendo loro di aprire una sede legale nel Paese, in aggiunta alla nomina di un rappresentante locale già richiesta.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1906417268893852009"><p lang="en" dir="ltr">Mass censorship & information control is spreading worldwide. Turkey’s new “cybersecurity” law is widely seen as another censorship tool.Setting up a @signalapp proxy server helps keep private communication alive even when regimes try to shut it down.https://t.co/hpfgwQtrut pic.twitter.com/2Fl7doIEA0<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1906417268893852009">March 30, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La notizia della proposta di emendamento arriva in un momento particolarmente delicato per la Turchia, attraversata da un clima di forte instabilità politica. Le proteste per l’arresto di alcuni tra i principali leader dell’opposizione proseguono, mentre cresce il numero di giornalisti sottoposti a fermi o arresti. Alcuni account X riconducibili a manifestanti e figure dell’opposizione risultano inoltre bloccati su ordine diretto del presidente Erdoğan.</p><p>A questo scenario si aggiunge l’entrata in vigore, il 13 marzo 2025, di una nuova legge sulla cybersicurezza che amplia i poteri delle autorità nella lotta alla criminalità informatica. Tra le nuove disposizioni figura anche la pena detentiva da due a cinque anni per chi diffonde falsamente notizie relative a presunte violazioni di dati informatici.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://globalvoices.org/2025/03/27/in-turkey-a-controversial-law-on-cybersecurity-is-widely-seen-as-yet-another-censorship-tool/" target="_blank">Global Voices</a>, le organizzazioni per i diritti digitali temono però che questi nuovi strumenti legislativi siano troppo vaghi e possano finire per essere usati come mezzi per limitare la libertà di stampa e soffocare il dissenso. Il rischio concreto, secondo queste fonti, è un ulteriore aumento del livello di censura su internet nel Paese.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/turchia-stretta-sui-social-presto-sara-possibile-bloccarli-senza-ordine-del-tribunale</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un emendamento vuole espandere i poteri delle autorità su social e app di messaggistica per “sicurezza nazionale” ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">FkZPooMmt9mNDcQFBA7Rvm</guid>
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                                                                        <pubDate>Wed, 09 Apr 2025 07:19:23 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[VPN Privacy & Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Turkey flag waving in the wind]]></media:title>
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                                <p>La Turchia si prepara a introdurre una nuova normativa che permetterà alle autorità di bloccare l'accesso a social media e piattaforme di messaggistica per motivi di "sicurezza nazionale", anche senza l'intervento di un tribunale.</p><p>Secondo quanto riportato dalla testata turca <em>Ekonomim</em> e ripreso da <em>Bianet English</em>, il disegno di legge prevede inoltre che i cosiddetti "fornitori di servizi over-the-top" – come WhatsApp, Telegram, X e simili – debbano aprire una sede locale nel Paese se superano 1 milione di utenti attivi in Turchia.</p><p>La proposta arriva dopo un blackout di 42 ore dei social network in seguito all'arresto del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, che ha scatenato proteste diffuse e spinto molti cittadini a ricorrere all'uso delle migliori app VPN. Al momento, le tensioni nel Paese restano alte.</p><h2 id="il-controllo-di-internet-in-turchia">Il controllo di Internet in Turchia</h2><p>La Turchia è tristemente nota per i suoi tentativi di controllare l'accesso a internet. Secondo il provider VPN Surfshark, dal 2015 si sono verificati almeno 17 episodi in cui le autorità turche hanno imposto restrizioni all'accesso online. Tra i principali bersagli figurano piattaforme come Instagram, X, YouTube, WhatsApp e Telegram.</p><p>Un caso emblematico risale al febbraio 2023, quando X venne bloccato proprio durante i momenti critici successivi al devastante terremoto che colpì la Turchia e la Siria. Episodi simili si sono verificati anche nel 2024, con blackout dei social durante fasi di forte instabilità politica.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Do you know?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" caption="" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure></div></div><p>Attualmente, il blocco temporaneo delle comunicazioni online in Turchia viene giustificato con la necessità di contrastare la diffusione di disinformazione e discorsi d’odio, ma richiede un’ordinanza del tribunale. Tuttavia, secondo quanto riportato da Bianet English, una nuova proposta di legge prevede di ampliare i poteri dell’Autorità per le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (BTK), permettendole di limitare direttamente l’accesso ai social media e alle app di messaggistica per motivi legati alla sicurezza nazionale, all’ordine pubblico, alla salute pubblica o ad altri interessi generali.</p><p>BTK possiede già la facoltà di ridurre la larghezza di banda fino al 90% per un massimo di 24 ore in situazioni di emergenza, rendendo di fatto inaccessibili i servizi online colpiti. La nuova proposta potrebbe anche rafforzare gli obblighi per le piattaforme con più di un milione di utenti, imponendo loro di aprire una sede legale nel Paese, in aggiunta alla nomina di un rappresentante locale già richiesta.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1906417268893852009"><p lang="en" dir="ltr">Mass censorship & information control is spreading worldwide. Turkey’s new “cybersecurity” law is widely seen as another censorship tool.Setting up a @signalapp proxy server helps keep private communication alive even when regimes try to shut it down.https://t.co/hpfgwQtrut pic.twitter.com/2Fl7doIEA0<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1906417268893852009">March 30, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La notizia della proposta di emendamento arriva in un momento particolarmente delicato per la Turchia, attraversata da un clima di forte instabilità politica. Le proteste per l’arresto di alcuni tra i principali leader dell’opposizione proseguono, mentre cresce il numero di giornalisti sottoposti a fermi o arresti. Alcuni account X riconducibili a manifestanti e figure dell’opposizione risultano inoltre bloccati su ordine diretto del presidente Erdoğan.</p><p>A questo scenario si aggiunge l’entrata in vigore, il 13 marzo 2025, di una nuova legge sulla cybersicurezza che amplia i poteri delle autorità nella lotta alla criminalità informatica. Tra le nuove disposizioni figura anche la pena detentiva da due a cinque anni per chi diffonde falsamente notizie relative a presunte violazioni di dati informatici.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://globalvoices.org/2025/03/27/in-turkey-a-controversial-law-on-cybersecurity-is-widely-seen-as-yet-another-censorship-tool/" target="_blank">Global Voices</a>, le organizzazioni per i diritti digitali temono però che questi nuovi strumenti legislativi siano troppo vaghi e possano finire per essere usati come mezzi per limitare la libertà di stampa e soffocare il dissenso. Il rischio concreto, secondo queste fonti, è un ulteriore aumento del livello di censura su internet nel Paese.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Apple multata in Francia per una cifra folle: l’ATT penalizza le app di terze parti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Apple è stata multata in Francia per il modo in cui ha implementato il proprio sistema di gestione della privacy, pensato per controllare il tracciamento da parte di terzi online.</p><p>L’autorità antitrust francese ha emesso una sanzione superiore a 150 milioni di euro circa il 31 marzo 2025, ritenendo che il sistema App Tracking Transparency (ATT) non fosse “né necessario né proporzionato”.</p><p>Lanciato ad aprile 2021, ATT consente agli utenti di gestire più facilmente i permessi relativi al tracciamento dei dati. Nonostante l’intento dichiarato fosse quello di migliorare la tutela della privacy online, secondo l’autorità francese la modalità di applicazione avrebbe finito per svantaggiare gli sviluppatori più piccoli.</p><h2 id="un-quadro-artificialmente-complesso">“Un quadro artificialmente complesso”</h2><p>L'Autorité de la concurrence, l’autorità francese per la concorrenza, ha deciso di sanzionare Apple per abuso di posizione dominante nel mercato della distribuzione di applicazioni mobili su dispositivi iOS e iPadOS, nel periodo compreso tra aprile 2021 e luglio 2023, come dichiarato in un comunicato ufficiale.</p><p>Con l’introduzione di iOS 14.5, iPadOS 14.5 e tvOS 14.5, Apple ha implementato la funzione App Tracking Transparency (ATT), che obbliga tutte le applicazioni a ottenere il consenso esplicito dell’utente prima di raccogliere dati e proporre pubblicità personalizzate.</p><p>Sebbene l’autorità non contesti il principio dell’ATT in sé, giudica la modalità con cui è stato applicato come non necessaria né proporzionata rispetto all’obiettivo dichiarato da Apple di tutelare i dati personali.</p><p>In particolare, è stato rilevato che il sistema basato su pop-up di consenso crea un meccanismo artificiosamente complesso per l’utente e finisce per penalizzare gli sviluppatori terzi all’interno dell’ecosistema iOS. Secondo l’Autorité, i pop-up dell’ATT non sono validi ai sensi della legge francese sulla protezione dei dati, obbligando così gli sviluppatori esterni a chiedere il consenso due volte agli utenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1682px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:71.11%;"><img id="XSK9dV9YcpgQ4ipYK2dNP8" name="Info ATT EN@2x_0" alt="Infographic showing the reason why France's Autorité de la concurrence fined Apple's App Tracking Transparency on March 31, 2025." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XSK9dV9YcpgQ4ipYK2dNP8-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1682" height="1196" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Autorité de la concurrence)</span></figcaption></figure><p>L'Autorité de la concurrence ha inoltre criticato il fatto che, secondo le regole dell’ATT, agli utenti viene richiesto di confermare due volte il consenso al tracciamento pubblicitario, mentre per negarlo è sufficiente una sola interazione. Questa asimmetria, secondo l’autorità, compromette di fatto la neutralità del consenso informato che il sistema ATT dovrebbe garantire.</p><p>In aggiunta, l’autorità ha evidenziato un trattamento non equo tra Apple e gli sviluppatori terzi: fino all’arrivo di iOS 15, Apple non chiedeva il consenso ai propri utenti per il tracciamento nelle app di sistema, mentre gli altri editori erano obbligati a ottenere un doppio consenso per poter raccogliere dati tramite app e siti di terze parti.</p><p>Apple, interpellata dall’Associated Press, ha risposto sostenendo che l’ATT offre agli utenti un controllo maggiore sulla privacy, grazie a un avviso obbligatorio, chiaro e semplice incentrato esclusivamente sul tracciamento, valido per tutti gli sviluppatori, Apple compresa.</p><p>L’azienda ha inoltre dichiarato di aver ricevuto ampio sostegno da parte di consumatori, associazioni per la tutela della privacy e autorità per la protezione dei dati a livello globale. Ha infine precisato che l’Autorité de la concurrence non ha richiesto modifiche specifiche al funzionamento dell’ATT.</p><h2 id="non-solo-in-francia">Non solo in Francia </h2><p>Non è la prima volta che il sistema ATT di Apple viene criticato in Europa.</p><p>Già nel 2023, l’autorità antitrust italiana aveva accusato l’azienda statunitense di abuso di posizione dominante, sostenendo che Apple applicasse regole sulla privacy più restrittive e svantaggiose alle app di terze parti rispetto alle proprie.</p><p>È probabile che iniziative simili si ripetano anche in altri Paesi europei, soprattutto con l’entrata in vigore del Digital Markets Act, il regolamento che punta a rafforzare la concorrenza e ad aumentare il livello di responsabilità dei principali operatori tecnologici.  </p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Secondo l’antitrust francese, il sistema di consenso introdotto da Apple con App Tracking Transparency viola il principio di parità e complica inutilmente la gestione della privacy. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Apple è stata multata in Francia per il modo in cui ha implementato il proprio sistema di gestione della privacy, pensato per controllare il tracciamento da parte di terzi online.</p><p>L’autorità antitrust francese ha emesso una sanzione superiore a 150 milioni di euro circa il 31 marzo 2025, ritenendo che il sistema App Tracking Transparency (ATT) non fosse “né necessario né proporzionato”.</p><p>Lanciato ad aprile 2021, ATT consente agli utenti di gestire più facilmente i permessi relativi al tracciamento dei dati. Nonostante l’intento dichiarato fosse quello di migliorare la tutela della privacy online, secondo l’autorità francese la modalità di applicazione avrebbe finito per svantaggiare gli sviluppatori più piccoli.</p><h2 id="un-quadro-artificialmente-complesso">“Un quadro artificialmente complesso”</h2><p>L'Autorité de la concurrence, l’autorità francese per la concorrenza, ha deciso di sanzionare Apple per abuso di posizione dominante nel mercato della distribuzione di applicazioni mobili su dispositivi iOS e iPadOS, nel periodo compreso tra aprile 2021 e luglio 2023, come dichiarato in un comunicato ufficiale.</p><p>Con l’introduzione di iOS 14.5, iPadOS 14.5 e tvOS 14.5, Apple ha implementato la funzione App Tracking Transparency (ATT), che obbliga tutte le applicazioni a ottenere il consenso esplicito dell’utente prima di raccogliere dati e proporre pubblicità personalizzate.</p><p>Sebbene l’autorità non contesti il principio dell’ATT in sé, giudica la modalità con cui è stato applicato come non necessaria né proporzionata rispetto all’obiettivo dichiarato da Apple di tutelare i dati personali.</p><p>In particolare, è stato rilevato che il sistema basato su pop-up di consenso crea un meccanismo artificiosamente complesso per l’utente e finisce per penalizzare gli sviluppatori terzi all’interno dell’ecosistema iOS. Secondo l’Autorité, i pop-up dell’ATT non sono validi ai sensi della legge francese sulla protezione dei dati, obbligando così gli sviluppatori esterni a chiedere il consenso due volte agli utenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1682px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:71.11%;"><img id="XSK9dV9YcpgQ4ipYK2dNP8" name="Info ATT EN@2x_0" alt="Infographic showing the reason why France's Autorité de la concurrence fined Apple's App Tracking Transparency on March 31, 2025." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XSK9dV9YcpgQ4ipYK2dNP8-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1682" height="1196" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Autorité de la concurrence)</span></figcaption></figure><p>L'Autorité de la concurrence ha inoltre criticato il fatto che, secondo le regole dell’ATT, agli utenti viene richiesto di confermare due volte il consenso al tracciamento pubblicitario, mentre per negarlo è sufficiente una sola interazione. Questa asimmetria, secondo l’autorità, compromette di fatto la neutralità del consenso informato che il sistema ATT dovrebbe garantire.</p><p>In aggiunta, l’autorità ha evidenziato un trattamento non equo tra Apple e gli sviluppatori terzi: fino all’arrivo di iOS 15, Apple non chiedeva il consenso ai propri utenti per il tracciamento nelle app di sistema, mentre gli altri editori erano obbligati a ottenere un doppio consenso per poter raccogliere dati tramite app e siti di terze parti.</p><p>Apple, interpellata dall’Associated Press, ha risposto sostenendo che l’ATT offre agli utenti un controllo maggiore sulla privacy, grazie a un avviso obbligatorio, chiaro e semplice incentrato esclusivamente sul tracciamento, valido per tutti gli sviluppatori, Apple compresa.</p><p>L’azienda ha inoltre dichiarato di aver ricevuto ampio sostegno da parte di consumatori, associazioni per la tutela della privacy e autorità per la protezione dei dati a livello globale. Ha infine precisato che l’Autorité de la concurrence non ha richiesto modifiche specifiche al funzionamento dell’ATT.</p><h2 id="non-solo-in-francia">Non solo in Francia </h2><p>Non è la prima volta che il sistema ATT di Apple viene criticato in Europa.</p><p>Già nel 2023, l’autorità antitrust italiana aveva accusato l’azienda statunitense di abuso di posizione dominante, sostenendo che Apple applicasse regole sulla privacy più restrittive e svantaggiose alle app di terze parti rispetto alle proprie.</p><p>È probabile che iniziative simili si ripetano anche in altri Paesi europei, soprattutto con l’entrata in vigore del Digital Markets Act, il regolamento che punta a rafforzare la concorrenza e ad aumentare il livello di responsabilità dei principali operatori tecnologici.  </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ L’UE mette nel mirino i servizi VPN: “ostacolo chiave” per le indagini secondo un nuovo rapporto ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Il gruppo di alto livello dell’UE (HLG) considera ora le VPN tra le “sfide principali” per le attività investigative.</strong></li><li><strong>La crittografia end-to-end viene indicata nel rapporto finale come il maggiore ostacolo </strong></li><li><strong>Gli esperti invitano alla cautela sulle contromisure, temendo che i cittadini si ritrovino a portare “spyware di Stato nelle proprie tasche”.</strong></li></ul><p>Per la prima volta, un gruppo di esperti dell’Unione Europea ha citato esplicitamente i servizi VPN tra le “principali sfide” per il lavoro investigativo delle forze dell’ordine, al pari di dispositivi criptati, applicazioni di messaggistica e nuovi operatori di comunicazione.</p><p>Nel rapporto finale, il gruppo definisce la crittografia end-to-end come “la sfida tecnica più grande”.</p><p>Conosciuto come High-Level Group (HLG), il team di esperti è stato incaricato dal Consiglio dell’UE, nel giugno 2023, di elaborare un piano strategico sull’accesso ai dati per garantire un’applicazione efficace della legge.</p><h2 id="accesso-lecito-ai-dati-in-fase-di-progettazione">Accesso lecito ai dati in fase di progettazione</h2><p>Il primo insieme di raccomandazioni dell’HLG è trapelato al pubblico nel giugno dello scorso anno. L’obiettivo era chiaro: rendere legalmente e tecnicamente monitorabili in ogni momento i dispositivi digitali di uso quotidiano, dagli smartphone alle smart home, fino ai dispositivi IoT e persino alle automobili, da parte delle forze dell’ordine.</p><p>Commentando il piano, Jan Jonsson, CEO di Mullvad VPN, aveva dichiarato a TechRadar: "Significherebbe una sorveglianza totale e che gli abitanti d’Europa portino spyware di Stato nelle proprie tasche."</p><p>Il documento finale del gruppo HLG, datato 13 marzo 2025, mostra che la visione di fondo è rimasta pressoché invariata. Tuttavia, le raccomandazioni per realizzare un “accesso legale ai dati integrato nel design” appaiono ora più articolate.</p><p>Come già segnalato, i servizi VPN vengono oggi inclusi tra le principali sfide per le indagini. In passato, le preoccupazioni si concentravano soprattutto su app di messaggistica e software di posta elettronica sicura che, grazie alla crittografia, rendono i contenuti degli utenti illeggibili e di fatto difficili, se non impossibili, da decifrare per le autorità.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1902003977501212806"><p lang="en" dir="ltr">Law enforcement agencies from the EU, North America and Australia continue their work to gain future lawful access to private communications within the EU initiative Going Dark.We also note that VPNs are mentioned under “key challenges”.https://t.co/ktu9HlZre0<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1902003977501212806">March 18, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>L’estensione dell’attenzione verso i servizi VPN sembra riflettere la posizione di molti esperti, secondo cui l’<strong>accesso ai metadati</strong> è “essenziale per identificare i sospetti”.</p><p>Per metadati si intendono tutte quelle informazioni che non riguardano direttamente il contenuto delle comunicazioni, ma dati come il mittente, il destinatario, l’orario e il luogo da cui è stato inviato un messaggio. Le VPN intervengono proprio su quest’ultimo aspetto, mascherando l’indirizzo IP dell’utente, ovvero uno degli elementi principali per risalire alla sua posizione online.</p><p>Secondo gli esperti, il prossimo passo per i legislatori europei dovrebbe essere quello di trovare soluzioni che obblighino i fornitori di servizi a conservare almeno una parte di questi metadati per un periodo minimo. In questo senso, il bisogno di un quadro normativo “armonizzato e coerente” in materia di conservazione dei dati è incluso tra le raccomandazioni più recenti del gruppo HLG.</p><p>Introdurre nuovi obblighi per la raccolta di metadati identificabili, tuttavia, rischierebbe di scontrarsi con l’infrastruttura tecnica e le policy di molti servizi improntati sulla tutela della privacy. È il caso, ad esempio, delle VPN no-log, che per definizione non conservano alcuna informazione in grado di collegare un utente alle sue attività online.</p><h2 id="sicurezza-e-diritti-al-centro">Sicurezza e diritti al centro</h2><p>Nonostante l’enfasi sulla necessità per le autorità di accedere ai dati per fini investigativi, gli esperti dell’HLG sottolineano che ciò non deve avvenire a scapito dei diritti fondamentali né della sicurezza informatica di sistemi e dispositivi.</p><p>Il rapporto ribadisce in più punti come la crittografia sia fondamentale per la protezione degli utenti, offrendo difesa contro furti di dati, attività di spionaggio sponsorizzate da Stati e altri tipi di accessi non autorizzati.</p><p>Resta da capire come i legislatori europei riusciranno a bilanciare l’obiettivo di accedere ai dati degli utenti – anche se criptati – con la necessità di garantire la sicurezza delle informazioni.</p><p>Da tempo, crittografi ed esperti del settore tecnologico avvertono che <strong>la crittografia funziona solo se è integra</strong>: introdurre eccezioni o "backdoor" significa comprometterla per tutti.</p><p>A riguardo, Andy Yen, CEO di Proton, ha dichiarato:<br>"La crittografia è matematica: o torna, o non torna. Non è possibile creare una backdoor che preservi la crittografia. È semplicemente impossibile."</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/lue-mette-nel-mirino-i-servizi-vpn-ostacolo-chiave-per-le-indagini-secondo-un-nuovo-rapporto</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il gruppo di esperti HLG propone misure per garantire l’accesso legale ai dati, ma cresce il timore di una sorveglianza di massa e della fine della privacy digitale. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[VPN Privacy & Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <ul><li><strong>Il gruppo di alto livello dell’UE (HLG) considera ora le VPN tra le “sfide principali” per le attività investigative.</strong></li><li><strong>La crittografia end-to-end viene indicata nel rapporto finale come il maggiore ostacolo </strong></li><li><strong>Gli esperti invitano alla cautela sulle contromisure, temendo che i cittadini si ritrovino a portare “spyware di Stato nelle proprie tasche”.</strong></li></ul><p>Per la prima volta, un gruppo di esperti dell’Unione Europea ha citato esplicitamente i servizi VPN tra le “principali sfide” per il lavoro investigativo delle forze dell’ordine, al pari di dispositivi criptati, applicazioni di messaggistica e nuovi operatori di comunicazione.</p><p>Nel rapporto finale, il gruppo definisce la crittografia end-to-end come “la sfida tecnica più grande”.</p><p>Conosciuto come High-Level Group (HLG), il team di esperti è stato incaricato dal Consiglio dell’UE, nel giugno 2023, di elaborare un piano strategico sull’accesso ai dati per garantire un’applicazione efficace della legge.</p><h2 id="accesso-lecito-ai-dati-in-fase-di-progettazione">Accesso lecito ai dati in fase di progettazione</h2><p>Il primo insieme di raccomandazioni dell’HLG è trapelato al pubblico nel giugno dello scorso anno. L’obiettivo era chiaro: rendere legalmente e tecnicamente monitorabili in ogni momento i dispositivi digitali di uso quotidiano, dagli smartphone alle smart home, fino ai dispositivi IoT e persino alle automobili, da parte delle forze dell’ordine.</p><p>Commentando il piano, Jan Jonsson, CEO di Mullvad VPN, aveva dichiarato a TechRadar: "Significherebbe una sorveglianza totale e che gli abitanti d’Europa portino spyware di Stato nelle proprie tasche."</p><p>Il documento finale del gruppo HLG, datato 13 marzo 2025, mostra che la visione di fondo è rimasta pressoché invariata. Tuttavia, le raccomandazioni per realizzare un “accesso legale ai dati integrato nel design” appaiono ora più articolate.</p><p>Come già segnalato, i servizi VPN vengono oggi inclusi tra le principali sfide per le indagini. In passato, le preoccupazioni si concentravano soprattutto su app di messaggistica e software di posta elettronica sicura che, grazie alla crittografia, rendono i contenuti degli utenti illeggibili e di fatto difficili, se non impossibili, da decifrare per le autorità.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1902003977501212806"><p lang="en" dir="ltr">Law enforcement agencies from the EU, North America and Australia continue their work to gain future lawful access to private communications within the EU initiative Going Dark.We also note that VPNs are mentioned under “key challenges”.https://t.co/ktu9HlZre0<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1902003977501212806">March 18, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>L’estensione dell’attenzione verso i servizi VPN sembra riflettere la posizione di molti esperti, secondo cui l’<strong>accesso ai metadati</strong> è “essenziale per identificare i sospetti”.</p><p>Per metadati si intendono tutte quelle informazioni che non riguardano direttamente il contenuto delle comunicazioni, ma dati come il mittente, il destinatario, l’orario e il luogo da cui è stato inviato un messaggio. Le VPN intervengono proprio su quest’ultimo aspetto, mascherando l’indirizzo IP dell’utente, ovvero uno degli elementi principali per risalire alla sua posizione online.</p><p>Secondo gli esperti, il prossimo passo per i legislatori europei dovrebbe essere quello di trovare soluzioni che obblighino i fornitori di servizi a conservare almeno una parte di questi metadati per un periodo minimo. In questo senso, il bisogno di un quadro normativo “armonizzato e coerente” in materia di conservazione dei dati è incluso tra le raccomandazioni più recenti del gruppo HLG.</p><p>Introdurre nuovi obblighi per la raccolta di metadati identificabili, tuttavia, rischierebbe di scontrarsi con l’infrastruttura tecnica e le policy di molti servizi improntati sulla tutela della privacy. È il caso, ad esempio, delle VPN no-log, che per definizione non conservano alcuna informazione in grado di collegare un utente alle sue attività online.</p><h2 id="sicurezza-e-diritti-al-centro">Sicurezza e diritti al centro</h2><p>Nonostante l’enfasi sulla necessità per le autorità di accedere ai dati per fini investigativi, gli esperti dell’HLG sottolineano che ciò non deve avvenire a scapito dei diritti fondamentali né della sicurezza informatica di sistemi e dispositivi.</p><p>Il rapporto ribadisce in più punti come la crittografia sia fondamentale per la protezione degli utenti, offrendo difesa contro furti di dati, attività di spionaggio sponsorizzate da Stati e altri tipi di accessi non autorizzati.</p><p>Resta da capire come i legislatori europei riusciranno a bilanciare l’obiettivo di accedere ai dati degli utenti – anche se criptati – con la necessità di garantire la sicurezza delle informazioni.</p><p>Da tempo, crittografi ed esperti del settore tecnologico avvertono che <strong>la crittografia funziona solo se è integra</strong>: introdurre eccezioni o "backdoor" significa comprometterla per tutti.</p><p>A riguardo, Andy Yen, CEO di Proton, ha dichiarato:<br>"La crittografia è matematica: o torna, o non torna. Non è possibile creare una backdoor che preservi la crittografia. È semplicemente impossibile."</p>
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                                                            <title><![CDATA[ La Turchia riapre i social, ma l’uso delle VPN resta alle stelle ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il 21 marzo 2025, le autorità turche hanno revocato il blocco dei social media dopo 42 ore, ma l’utilizzo delle VPN resta elevato mentre le manifestazioni di massa continuano.</p><p>Dal 19 marzo, giorno in cui sono entrate in vigore le restrizioni, i cittadini hanno iniziato a ricorrere alle migliori app VPN per accedere a X, Instagram, Facebook, YouTube, TikTok e WhatsApp. Proton VPN, ad esempio, ha registrato un aumento delle registrazioni del +1100%.</p><p>Nel frattempo, mentre le proteste per l’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu e del suo omologo dell’opposizione proseguono, diversi account X di esponenti dell’opposizione e testate indipendenti risultano bloccati su ordine del governo.</p><h2 id="l-utilizzo-delle-vpn-in-turchia-e-salito-alle-stelle">L'utilizzo delle VPN in Turchia è salito alle stelle </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2368px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:49.32%;"><img id="TorKnBc8rD6Sa6uikXxpdJ" name="turkey-2025-03-19" alt="VPN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TorKnBc8rD6Sa6uikXxpdJ-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2368" height="1168" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Proton)</span></figcaption></figure><p>«La difesa della libertà di espressione e la lotta contro la censura sono al centro della nostra missione, e siamo impegnati a fare il possibile per aiutare le persone in tutto il mondo. Purtroppo, la Turchia è uno di quei Paesi con una storia recente piuttosto negativa sul fronte della censura», ha dichiarato David Peterson, General Manager di Proton VPN, a TechRadar in una nota rilasciata venerdì.</p><div><blockquote><p>I picchi di utilizzo si sono verificati nonostante Proton VPN sia uno dei 27 provider VPN soggetti a restrizioni in Turchia</p></blockquote></div><p>Non è la prima volta che Proton VPN registra simili impennate nell’utilizzo in Turchia.</p><p>Già nel 2024, i download del servizio erano schizzati alle stelle: +1400% a ottobre e +4500% ad agosto, in seguito a blocchi simili imposti ai social media. Anche nel 2023, molti cittadini si erano affidati sempre più a Proton VPN: l’azienda aveva registrato un impressionante aumento del 15.000% a febbraio, dopo che Twitter era stato bloccato in seguito a un devastante terremoto, e un ulteriore +2100% a maggio, in previsione di possibili restrizioni durante le elezioni presidenziali.</p><p>Tutto ciò nonostante Proton VPN sia uno dei 27 provider VPN soggetti a restrizioni in Turchia, insieme a NordVPN, ExpressVPN, Surfshark e altri: in particolare, i loro siti ufficiali risultano bloccati nel Paese.</p><p>«Per questo motivo, molte persone – soprattutto chi non ha familiarità con le VPN – non conoscevano Proton VPN», ha spiegato a TechRadar il giornalista turco Ali Safa Korkut, sottolineando che l’interesse per il servizio è cresciuto dopo un tweet pubblicato il 22 marzo dal provider svizzero.<br>«Conosco persone attorno a me che stanno usando Proton VPN senza alcun problema», ha aggiunto.</p><a href="https://x.com/ProtonVPN/status/1903542940300960151"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:585px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:88.72%;"><img id="fe3PvNWT426cordHsLeu8Y" name="Screenshot 2025-03-25 095006" alt="Screenshot of a Proton VPN tweet shared on March 22, 2025" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fe3PvNWT426cordHsLeu8Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="585" height="519" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><p>Sebbene l’accesso ai social media sia stato ripristinato intorno all’1 di notte di venerdì (ora locale), la censura online in Turchia non si è affatto fermata.</p><p>X (ex Twitter) ha infatti bloccato numerosi account di figure politiche e studenti coinvolti nelle proteste, su richiesta del governo, assieme a quelli di giornalisti e testate indipendenti come Bianet.</p><p>Ali Safa Korkut, che sta monitorando da vicino questi blocchi sin dall’inizio, ha contato finora 309 account oscurati sulla piattaforma. «Si tratta sia di giornalisti noti con 1,5 milioni di follower, sia di account anonimi senza alcun seguito», ha dichiarato, aggiungendo che «ogni minuto vengono bloccati nuovi profili».</p><p>Isik Mater, Direttrice della Ricerca presso l’organizzazione di monitoraggio della rete NetBlocks, ha spiegato a TechRadar che questa tendenza rispecchia casi precedenti in cui X ha accolto richieste di rimozione da parte del governo turco, sollevando dubbi sulla neutralità della piattaforma e sulla libertà d’espressione.</p><p>«L’accesso ai social media è un pilastro fondamentale della libertà di parola e del diritto all’informazione, specialmente nei momenti di tensione politica o crisi», ha affermato. «Restrizioni di questo tipo non solo limitano il dibattito pubblico, ma minano anche la capacità dei cittadini di organizzarsi, comunicare e restare informati durante eventi critici».</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/la-turchia-riapre-i-social-ma-luso-delle-vpn-resta-alle-stelle</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dopo 42 ore di blackout, i cittadini continuano a usare VPN come Proton per aggirare i blocchi e accedere alle piattaforme censurate. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Demonstrators protesting against the arrest of the Mayor of Istanbul Ekrem Imamoglu block Atatürk Boulevard on March 22, 2025 in Ankara, Türkiye. ]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Il 21 marzo 2025, le autorità turche hanno revocato il blocco dei social media dopo 42 ore, ma l’utilizzo delle VPN resta elevato mentre le manifestazioni di massa continuano.</p><p>Dal 19 marzo, giorno in cui sono entrate in vigore le restrizioni, i cittadini hanno iniziato a ricorrere alle migliori app VPN per accedere a X, Instagram, Facebook, YouTube, TikTok e WhatsApp. Proton VPN, ad esempio, ha registrato un aumento delle registrazioni del +1100%.</p><p>Nel frattempo, mentre le proteste per l’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu e del suo omologo dell’opposizione proseguono, diversi account X di esponenti dell’opposizione e testate indipendenti risultano bloccati su ordine del governo.</p><h2 id="l-utilizzo-delle-vpn-in-turchia-e-salito-alle-stelle">L'utilizzo delle VPN in Turchia è salito alle stelle </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2368px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:49.32%;"><img id="TorKnBc8rD6Sa6uikXxpdJ" name="turkey-2025-03-19" alt="VPN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TorKnBc8rD6Sa6uikXxpdJ-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2368" height="1168" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Proton)</span></figcaption></figure><p>«La difesa della libertà di espressione e la lotta contro la censura sono al centro della nostra missione, e siamo impegnati a fare il possibile per aiutare le persone in tutto il mondo. Purtroppo, la Turchia è uno di quei Paesi con una storia recente piuttosto negativa sul fronte della censura», ha dichiarato David Peterson, General Manager di Proton VPN, a TechRadar in una nota rilasciata venerdì.</p><div><blockquote><p>I picchi di utilizzo si sono verificati nonostante Proton VPN sia uno dei 27 provider VPN soggetti a restrizioni in Turchia</p></blockquote></div><p>Non è la prima volta che Proton VPN registra simili impennate nell’utilizzo in Turchia.</p><p>Già nel 2024, i download del servizio erano schizzati alle stelle: +1400% a ottobre e +4500% ad agosto, in seguito a blocchi simili imposti ai social media. Anche nel 2023, molti cittadini si erano affidati sempre più a Proton VPN: l’azienda aveva registrato un impressionante aumento del 15.000% a febbraio, dopo che Twitter era stato bloccato in seguito a un devastante terremoto, e un ulteriore +2100% a maggio, in previsione di possibili restrizioni durante le elezioni presidenziali.</p><p>Tutto ciò nonostante Proton VPN sia uno dei 27 provider VPN soggetti a restrizioni in Turchia, insieme a NordVPN, ExpressVPN, Surfshark e altri: in particolare, i loro siti ufficiali risultano bloccati nel Paese.</p><p>«Per questo motivo, molte persone – soprattutto chi non ha familiarità con le VPN – non conoscevano Proton VPN», ha spiegato a TechRadar il giornalista turco Ali Safa Korkut, sottolineando che l’interesse per il servizio è cresciuto dopo un tweet pubblicato il 22 marzo dal provider svizzero.<br>«Conosco persone attorno a me che stanno usando Proton VPN senza alcun problema», ha aggiunto.</p><a href="https://x.com/ProtonVPN/status/1903542940300960151"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:585px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:88.72%;"><img id="fe3PvNWT426cordHsLeu8Y" name="Screenshot 2025-03-25 095006" alt="Screenshot of a Proton VPN tweet shared on March 22, 2025" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fe3PvNWT426cordHsLeu8Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="585" height="519" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><p>Sebbene l’accesso ai social media sia stato ripristinato intorno all’1 di notte di venerdì (ora locale), la censura online in Turchia non si è affatto fermata.</p><p>X (ex Twitter) ha infatti bloccato numerosi account di figure politiche e studenti coinvolti nelle proteste, su richiesta del governo, assieme a quelli di giornalisti e testate indipendenti come Bianet.</p><p>Ali Safa Korkut, che sta monitorando da vicino questi blocchi sin dall’inizio, ha contato finora 309 account oscurati sulla piattaforma. «Si tratta sia di giornalisti noti con 1,5 milioni di follower, sia di account anonimi senza alcun seguito», ha dichiarato, aggiungendo che «ogni minuto vengono bloccati nuovi profili».</p><p>Isik Mater, Direttrice della Ricerca presso l’organizzazione di monitoraggio della rete NetBlocks, ha spiegato a TechRadar che questa tendenza rispecchia casi precedenti in cui X ha accolto richieste di rimozione da parte del governo turco, sollevando dubbi sulla neutralità della piattaforma e sulla libertà d’espressione.</p><p>«L’accesso ai social media è un pilastro fondamentale della libertà di parola e del diritto all’informazione, specialmente nei momenti di tensione politica o crisi», ha affermato. «Restrizioni di questo tipo non solo limitano il dibattito pubblico, ma minano anche la capacità dei cittadini di organizzarsi, comunicare e restare informati durante eventi critici».</p>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok e altre aziende tecnologiche cinesi accusate di trasferire dati europei in Cina ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>TikTok è tra le sei aziende tecnologiche cinesi denunciate per aver trasferito dati personali degli utenti europei in Cina, in violazione delle normative europee sui trasferimenti di dati.</p><p>La legge dell’Unione Europea stabilisce chiaramente, come sottolineato dal gruppo austriaco per la difesa della privacy None of Your Business (noyb) in un post sul blog, che i trasferimenti di dati verso Paesi extra-UE sono consentiti solo se la nazione di destinazione garantisce un livello di protezione dei dati adeguato.</p><p>"Poiché la Cina è uno Stato autoritario con un sistema di sorveglianza pervasivo, è evidente che non può garantire gli stessi standard di protezione dei dati dell’UE. Il trasferimento dei dati personali degli europei è chiaramente illegale e deve essere fermato immediatamente", ha dichiarato Kleanthi Sardeli, avvocato esperto di protezione dei dati per noyb.</p><p>Oltre a TikTok, noyb ha presentato denunce relative al GDPR in cinque Paesi contro AliExpress, SHEIN, Temu, WeChat e Xiaomi, accusandole di trasferire illegalmente dati personali in Cina, in violazione delle normative europee.</p><h2 id="il-pericolo-dei-trasferimenti-di-dati">Il pericolo dei trasferimenti di dati</h2><p>Le normative del GDPR stabiliscono che i trasferimenti di dati al di fuori dell&apos;Europa devono avvenire solo in circostanze eccezionali e a condizione che siano rispettati rigorosi requisiti di protezione. Le aziende sono obbligate a condurre una valutazione d&apos;impatto per assicurarsi che i dati degli utenti europei siano protetti, tenendo conto delle leggi del Paese di destinazione che potrebbero consentire alle autorità di accedere a tali informazioni.</p><p>La Cina, tuttavia, non soddisfa questi requisiti. Le sue leggi sulla protezione dei dati sono note per non porre alcun limite significativo all&apos;accesso delle autorità statali ai dati sensibili. Un esempio chiaro di questa situazione emerge dai rapporti sulla trasparenza di Xiaomi, in cui si evidenzia come le autorità cinesi possano ottenere un accesso praticamente illimitato ai dati degli utenti.</p><p>"Le aziende cinesi sono obbligate a rispondere alle richieste governative di accesso ai dati", ha spiegato Kleanthi Sardeli, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb. "Questo implica che i dati personali degli utenti europei rimangono esposti a rischi ogni volta che vengono trasferiti all&apos;estero".</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1879821407418249387"><p lang="en" dir="ltr">🚨 Today, we've filed six complaints against the Chinese tech companies @shoptemu, @SHEIN_Official, @Xiaomi, @AliExpress_EN , @Weixin_WeChat and @TikTokSupport over data transfers to China Find all the details here:https://t.co/v0UgpGSATp<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1879821407418249387">January 16, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Gli esperti hanno evidenziato che per gli utenti europei, così come per altri utenti stranieri, è quasi impossibile esercitare i propri diritti sulla privacy in base alle leggi cinesi. Secondo quanto riportato da noyb, alcune richieste di accesso ai dati personali presentate da utenti europei ai sensi dell’articolo 15 del GDPR sono state ignorate dalle aziende coinvolte.</p><p>Tra queste, quattro (AliExpress, SHEIN, TikTok e Xiaomi) dichiarano chiaramente nelle loro politiche sulla privacy di trasferire i dati personali degli utenti europei in Cina. Temu e WeChat, invece, accennano solo in modo vago al trasferimento verso “Paesi terzi”.</p><p>Per questo motivo, noyb ha presentato sei denunce per violazione del capitolo V del GDPR il 16 gennaio 2025, chiedendo alle autorità di protezione dei dati di cinque Paesi europei di intervenire per bloccare immediatamente i trasferimenti di dati verso la Cina. I Paesi interessati sono Grecia (TikTok e Xiaomi), Italia (SHEIN), Belgio (AliExpress), Paesi Bassi (WeChat) e Austria (Temu).</p><p>Proprio in virtù di questo, aziende come nel caso di Xiaomi, hanno prontamente rilasciato delle comunicazioni ufficiali, che vi riportiamo di seguito: </p><p>"Siamo a conoscenza di un reclamo presentato da un&apos;organizzazione no-profit a un&apos;autorità nazionale per la protezione dei dati in Europa e stiamo esaminando le accuse in esso contenute. Il rispetto della privacy degli utenti è sempre stato uno dei valori fondamentali di Xiaomi, che comprende trasparenza, responsabilità, controllo da parte dell&apos;utente, sicurezza e conformità legale. La nostra informativa sulla privacy è sviluppata per rispettare le normative applicabili, come il GDPR. Conformandoci alle leggi e ai regolamenti locali vigenti nei mercati in cui Xiaomi opera, i dati degli utenti vengono archiviati e trattati in conformità con le normative locali. Qualora un&apos;autorità nazionale per la protezione dei dati dovesse contattare Xiaomi in futuro in relazione a questo reclamo, collaboreremo pienamente con l&apos;autorità per risolvere la questione."</p><p>Questa vicenda rappresenta un ulteriore avvertimento sui rischi legati alla raccolta dei dati personali. Gli utenti sono invitati a essere cauti nel condividere informazioni con app cinesi o altri servizi online. È fondamentale limitare il più possibile la condivisione dei propri dati, controllare attentamente i permessi concessi alle app e utilizzare strumenti di sicurezza, come le app VPN, per navigare online in modo sicuro e proteggere la propria privacy.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/tiktok-e-altre-aziende-tecnologiche-cinesi-accusate-di-trasferire-dati-europei-in-cina</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Sei aziende, tra cui TikTok, accusate di violare il GDPR trasferendo dati personali europei in Cina senza adeguate garanzie legali. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[VPN Privacy & Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[China flag and EU flag on cloudy sky. Waving in the sky]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>TikTok è tra le sei aziende tecnologiche cinesi denunciate per aver trasferito dati personali degli utenti europei in Cina, in violazione delle normative europee sui trasferimenti di dati.</p><p>La legge dell’Unione Europea stabilisce chiaramente, come sottolineato dal gruppo austriaco per la difesa della privacy None of Your Business (noyb) in un post sul blog, che i trasferimenti di dati verso Paesi extra-UE sono consentiti solo se la nazione di destinazione garantisce un livello di protezione dei dati adeguato.</p><p>"Poiché la Cina è uno Stato autoritario con un sistema di sorveglianza pervasivo, è evidente che non può garantire gli stessi standard di protezione dei dati dell’UE. Il trasferimento dei dati personali degli europei è chiaramente illegale e deve essere fermato immediatamente", ha dichiarato Kleanthi Sardeli, avvocato esperto di protezione dei dati per noyb.</p><p>Oltre a TikTok, noyb ha presentato denunce relative al GDPR in cinque Paesi contro AliExpress, SHEIN, Temu, WeChat e Xiaomi, accusandole di trasferire illegalmente dati personali in Cina, in violazione delle normative europee.</p><h2 id="il-pericolo-dei-trasferimenti-di-dati">Il pericolo dei trasferimenti di dati</h2><p>Le normative del GDPR stabiliscono che i trasferimenti di dati al di fuori dell&apos;Europa devono avvenire solo in circostanze eccezionali e a condizione che siano rispettati rigorosi requisiti di protezione. Le aziende sono obbligate a condurre una valutazione d&apos;impatto per assicurarsi che i dati degli utenti europei siano protetti, tenendo conto delle leggi del Paese di destinazione che potrebbero consentire alle autorità di accedere a tali informazioni.</p><p>La Cina, tuttavia, non soddisfa questi requisiti. Le sue leggi sulla protezione dei dati sono note per non porre alcun limite significativo all&apos;accesso delle autorità statali ai dati sensibili. Un esempio chiaro di questa situazione emerge dai rapporti sulla trasparenza di Xiaomi, in cui si evidenzia come le autorità cinesi possano ottenere un accesso praticamente illimitato ai dati degli utenti.</p><p>"Le aziende cinesi sono obbligate a rispondere alle richieste governative di accesso ai dati", ha spiegato Kleanthi Sardeli, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb. "Questo implica che i dati personali degli utenti europei rimangono esposti a rischi ogni volta che vengono trasferiti all&apos;estero".</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1879821407418249387"><p lang="en" dir="ltr">🚨 Today, we've filed six complaints against the Chinese tech companies @shoptemu, @SHEIN_Official, @Xiaomi, @AliExpress_EN , @Weixin_WeChat and @TikTokSupport over data transfers to China Find all the details here:https://t.co/v0UgpGSATp<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1879821407418249387">January 16, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Gli esperti hanno evidenziato che per gli utenti europei, così come per altri utenti stranieri, è quasi impossibile esercitare i propri diritti sulla privacy in base alle leggi cinesi. Secondo quanto riportato da noyb, alcune richieste di accesso ai dati personali presentate da utenti europei ai sensi dell’articolo 15 del GDPR sono state ignorate dalle aziende coinvolte.</p><p>Tra queste, quattro (AliExpress, SHEIN, TikTok e Xiaomi) dichiarano chiaramente nelle loro politiche sulla privacy di trasferire i dati personali degli utenti europei in Cina. Temu e WeChat, invece, accennano solo in modo vago al trasferimento verso “Paesi terzi”.</p><p>Per questo motivo, noyb ha presentato sei denunce per violazione del capitolo V del GDPR il 16 gennaio 2025, chiedendo alle autorità di protezione dei dati di cinque Paesi europei di intervenire per bloccare immediatamente i trasferimenti di dati verso la Cina. I Paesi interessati sono Grecia (TikTok e Xiaomi), Italia (SHEIN), Belgio (AliExpress), Paesi Bassi (WeChat) e Austria (Temu).</p><p>Proprio in virtù di questo, aziende come nel caso di Xiaomi, hanno prontamente rilasciato delle comunicazioni ufficiali, che vi riportiamo di seguito: </p><p>"Siamo a conoscenza di un reclamo presentato da un&apos;organizzazione no-profit a un&apos;autorità nazionale per la protezione dei dati in Europa e stiamo esaminando le accuse in esso contenute. Il rispetto della privacy degli utenti è sempre stato uno dei valori fondamentali di Xiaomi, che comprende trasparenza, responsabilità, controllo da parte dell&apos;utente, sicurezza e conformità legale. La nostra informativa sulla privacy è sviluppata per rispettare le normative applicabili, come il GDPR. Conformandoci alle leggi e ai regolamenti locali vigenti nei mercati in cui Xiaomi opera, i dati degli utenti vengono archiviati e trattati in conformità con le normative locali. Qualora un&apos;autorità nazionale per la protezione dei dati dovesse contattare Xiaomi in futuro in relazione a questo reclamo, collaboreremo pienamente con l&apos;autorità per risolvere la questione."</p><p>Questa vicenda rappresenta un ulteriore avvertimento sui rischi legati alla raccolta dei dati personali. Gli utenti sono invitati a essere cauti nel condividere informazioni con app cinesi o altri servizi online. È fondamentale limitare il più possibile la condivisione dei propri dati, controllare attentamente i permessi concessi alle app e utilizzare strumenti di sicurezza, come le app VPN, per navigare online in modo sicuro e proteggere la propria privacy.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Dopo TikTok, il Venezuela blocca i siti web VPN  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Secondo recenti segnalazioni, il Venezuela avrebbe bloccato l&apos;accesso a oltre 20 siti web dei principali provider di VPN nel Paese. Queste nuove restrizioni arrivano subito dopo l&apos;ordine del presidente Maduro di vietare TikTok, a causa del mancato rispetto della richiesta di nominare un rappresentante locale.</p><p>Di fronte al blocco dell&apos;app di condivisione video, molti cittadini si sono affidati alle VPN per aggirare le restrizioni. Proton VPN ha comunicato a TechRadar che il numero di iscrizioni nel Paese è cresciuto del 1.600% in un breve periodo, riflettendo l&apos;aumento della domanda per questi strumenti di elusione online.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1877330408280359029"><p lang="en" dir="ltr">🚨EN DESARROLLO:Amanecieron bloqueados en Venezuela 🛑 Más de 30 DNS públicos como 8.8.8.8🛑 Más de 20 sitios web de VPN🛑 TikTokhttps://t.co/XDUUBHBwic #9Ene Esto hace mucho más difícil informarse y estar comunicado, en algunos casos dejando sin una conexión operativa a…<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1877330408280359029">January 9, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il gruppo venezuelano per i diritti digitali Ve Sin Filtro ha riportato che oltre 20 siti web di provider VPN sono stati bloccati, inclusi Proton VPN, NordVPN, Surfshark, ExpressVPN e IPVanish. Questi software, progettati per proteggere la connessione Internet e mascherare l&apos;indirizzo IP reale, sono strumenti fondamentali per aggirare restrizioni come quelle imposte attualmente in Venezuela.</p><p>Oltre alle VPN, secondo Ve Sin Filtro, anche il browser Tor e più di 30 servizi DNS sono soggetti a limitazioni. Questa non è la prima volta che il governo venezuelano prende di mira gli strumenti di elusione: già a luglio, prima delle elezioni presidenziali, molti cittadini avevano riscontrato difficoltà nell&apos;uso delle VPN.</p><p>All&apos;epoca, Proton VPN aveva suggerito agli utenti di dispositivi mobili di scaricare le app direttamente da AppStore o Google Play Store. Per chi utilizza desktop, il provider raccomandava di scaricare la VPN dalla piattaforma GitHub tramite il pulsante "Codice".</p><p>TechRadar ha tentato di ottenere conferme contattando alcune delle aziende coinvolte, ma al momento della pubblicazione non ha ricevuto risposte ufficiali.</p><h2 id="21-fornitori-di-vpn-interessati">21 fornitori di VPN interessati</h2><p>Questo è l&apos;elenco completo dei siti VPN soggetti a restrizioni in Venezuela nel momento in cui scriviamo, secondo i dati di Ve Sin Filtro:</p><ul><li>Betternet</li><li>Browsec</li><li><a href="https://www.techradar.com/reviews/cyberghost-vpn">CyberGhost VPN</a></li><li>ExpressVPN</li><li>Hola VPN</li><li><a href="https://www.techradar.com/reviews/hotspot-shield-vpn">Hotspot Shield</a></li><li>IPVanish</li><li>iTop VPN</li><li>NordVPN</li><li>PandaVPN Pro</li><li>Proton VPN</li><li>Psiphon</li><li><a href="https://www.techradar.com/reviews/pc-mac/software/utilities/purevpn-1325640/review">PureVPN</a></li><li>Speedify</li><li>Surfshark</li><li>TunnelBear VPN</li><li>Urban VPN Proxy</li><li>VPN Brave</li><li>VPN Super Unlimited Proxy</li><li><a href="https://www.techradar.com/reviews/windscribe">Windscribe</a></li><li>ZoogVPN</li></ul><p>Private Internet Access (PIA), uno dei principali nomi nel settore delle VPN, al momento non sembra essere incluso nell&apos;elenco dei provider bloccati in Venezuela. Jack Buckley, Privacy Advocate di PIA, ha confermato a TechRadar che sia l&apos;applicazione PIA VPN che il sito ufficiale del provider continuano a funzionare normalmente.</p><p>Buckley ha affermato: "Nonostante non siamo direttamente colpiti da questa situazione e i dati siano ancora in fase di elaborazione, stiamo osservando l&apos;impatto delle misure di blocco imposte dal Venezuela. Sebbene le statistiche complete non siano ancora disponibili, PIA ha già registrato un incremento del 270% nel traffico web proveniente dal Venezuela in questa fase iniziale".</p><h2 id="continua-il-divieto-di-tiktok">Continua il divieto di TikTok</h2><p>Il team di Ve Sin Filtro ha confermato che il blocco di TikTok rimane attivo in Venezuela al momento attuale.</p><p>Secondo l&apos;osservatorio di Internet NetBlocks, le restrizioni sono iniziate a mezzanotte dell&apos;8 gennaio 2025, seguendo uno schema giornaliero che prevede interruzioni di diverse ore.</p><p>Il provvedimento è stato adottato perché TikTok, la popolare piattaforma cinese di condivisione video, non ha rispettato il termine di otto giorni imposto dalla Corte Suprema del Venezuela per nominare un rappresentante locale.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Finora sono stati limitati oltre 20 siti web di provider VPN, in quanto i cittadini si rivolgono alle VPN per aggirare le restrizioni di TikTok. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Woman hands and flag of Venezuela on computer, laptop keyboard]]></media:title>
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                                <p>Secondo recenti segnalazioni, il Venezuela avrebbe bloccato l&apos;accesso a oltre 20 siti web dei principali provider di VPN nel Paese. Queste nuove restrizioni arrivano subito dopo l&apos;ordine del presidente Maduro di vietare TikTok, a causa del mancato rispetto della richiesta di nominare un rappresentante locale.</p><p>Di fronte al blocco dell&apos;app di condivisione video, molti cittadini si sono affidati alle VPN per aggirare le restrizioni. Proton VPN ha comunicato a TechRadar che il numero di iscrizioni nel Paese è cresciuto del 1.600% in un breve periodo, riflettendo l&apos;aumento della domanda per questi strumenti di elusione online.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1877330408280359029"><p lang="en" dir="ltr">🚨EN DESARROLLO:Amanecieron bloqueados en Venezuela 🛑 Más de 30 DNS públicos como 8.8.8.8🛑 Más de 20 sitios web de VPN🛑 TikTokhttps://t.co/XDUUBHBwic #9Ene Esto hace mucho más difícil informarse y estar comunicado, en algunos casos dejando sin una conexión operativa a…<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1877330408280359029">January 9, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il gruppo venezuelano per i diritti digitali Ve Sin Filtro ha riportato che oltre 20 siti web di provider VPN sono stati bloccati, inclusi Proton VPN, NordVPN, Surfshark, ExpressVPN e IPVanish. Questi software, progettati per proteggere la connessione Internet e mascherare l&apos;indirizzo IP reale, sono strumenti fondamentali per aggirare restrizioni come quelle imposte attualmente in Venezuela.</p><p>Oltre alle VPN, secondo Ve Sin Filtro, anche il browser Tor e più di 30 servizi DNS sono soggetti a limitazioni. Questa non è la prima volta che il governo venezuelano prende di mira gli strumenti di elusione: già a luglio, prima delle elezioni presidenziali, molti cittadini avevano riscontrato difficoltà nell&apos;uso delle VPN.</p><p>All&apos;epoca, Proton VPN aveva suggerito agli utenti di dispositivi mobili di scaricare le app direttamente da AppStore o Google Play Store. Per chi utilizza desktop, il provider raccomandava di scaricare la VPN dalla piattaforma GitHub tramite il pulsante "Codice".</p><p>TechRadar ha tentato di ottenere conferme contattando alcune delle aziende coinvolte, ma al momento della pubblicazione non ha ricevuto risposte ufficiali.</p><h2 id="21-fornitori-di-vpn-interessati">21 fornitori di VPN interessati</h2><p>Questo è l&apos;elenco completo dei siti VPN soggetti a restrizioni in Venezuela nel momento in cui scriviamo, secondo i dati di Ve Sin Filtro:</p><ul><li>Betternet</li><li>Browsec</li><li><a href="https://www.techradar.com/reviews/cyberghost-vpn">CyberGhost VPN</a></li><li>ExpressVPN</li><li>Hola VPN</li><li><a href="https://www.techradar.com/reviews/hotspot-shield-vpn">Hotspot Shield</a></li><li>IPVanish</li><li>iTop VPN</li><li>NordVPN</li><li>PandaVPN Pro</li><li>Proton VPN</li><li>Psiphon</li><li><a href="https://www.techradar.com/reviews/pc-mac/software/utilities/purevpn-1325640/review">PureVPN</a></li><li>Speedify</li><li>Surfshark</li><li>TunnelBear VPN</li><li>Urban VPN Proxy</li><li>VPN Brave</li><li>VPN Super Unlimited Proxy</li><li><a href="https://www.techradar.com/reviews/windscribe">Windscribe</a></li><li>ZoogVPN</li></ul><p>Private Internet Access (PIA), uno dei principali nomi nel settore delle VPN, al momento non sembra essere incluso nell&apos;elenco dei provider bloccati in Venezuela. Jack Buckley, Privacy Advocate di PIA, ha confermato a TechRadar che sia l&apos;applicazione PIA VPN che il sito ufficiale del provider continuano a funzionare normalmente.</p><p>Buckley ha affermato: "Nonostante non siamo direttamente colpiti da questa situazione e i dati siano ancora in fase di elaborazione, stiamo osservando l&apos;impatto delle misure di blocco imposte dal Venezuela. Sebbene le statistiche complete non siano ancora disponibili, PIA ha già registrato un incremento del 270% nel traffico web proveniente dal Venezuela in questa fase iniziale".</p><h2 id="continua-il-divieto-di-tiktok">Continua il divieto di TikTok</h2><p>Il team di Ve Sin Filtro ha confermato che il blocco di TikTok rimane attivo in Venezuela al momento attuale.</p><p>Secondo l&apos;osservatorio di Internet NetBlocks, le restrizioni sono iniziate a mezzanotte dell&apos;8 gennaio 2025, seguendo uno schema giornaliero che prevede interruzioni di diverse ore.</p><p>Il provvedimento è stato adottato perché TikTok, la popolare piattaforma cinese di condivisione video, non ha rispettato il termine di otto giorni imposto dalla Corte Suprema del Venezuela per nominare un rappresentante locale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok limitato in Venezuela: aumentano del 350% gli utenti di VPN ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>In Venezuela, l&apos;uso delle VPN sta crescendo rapidamente in risposta alle restrizioni sull&apos;accesso a TikTok imposte dalle autorità. Proton VPN ha comunicato a TechRadar un aumento del 350% delle iscrizioni nel Paese fino a oggi, con un utilizzo che continua a crescere.</p><p>Questo incremento coincide con l&apos;interruzione dell&apos;accesso a TikTok, segnalata dall&apos;osservatorio NetBlocks l&apos;8 gennaio 2025. Secondo NetBlocks, le restrizioni seguono uno schema di blocchi giornalieri a partire dalla mezzanotte. La misura sarebbe una conseguenza del mancato rispetto, da parte dell&apos;app cinese, di un ultimatum di otto giorni imposto dalla Corte Suprema venezuelana per nominare un rappresentante locale.</p><a href="https://protonvpn.com/internet-censorship-observatory"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:50.00%;"><img id="ruMjKCjGJnmbs7EqCRLk3J" name="unnamed (11)" alt="." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ruMjKCjGJnmbs7EqCRLk3J-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">.  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Proton)</span></figcaption></figure></a><p>Il Venezuela ha una storia di limitazioni all&apos;accesso alle piattaforme di social media, e il caso di TikTok non è un&apos;eccezione. Ad agosto, il presidente Nicolás Maduro ha imposto un divieto di 10 giorni alla piattaforma X, a seguito di un acceso confronto pubblico con il proprietario Elon Musk, e ha invitato i cittadini a boicottare WhatsApp. Durante quel periodo, Maduro ha dichiarato che i social media erano strumenti utilizzati per fomentare violenza e instabilità politica, come riportato dal Guardian.</p><p>Situazioni simili si sono verificate dopo le elezioni presidenziali venezuelane di luglio, quando numerosi siti web sono stati oscurati in risposta alle proteste scoppiate in tutto il Paese per contestare i risultati delle urne. Questi eventi evidenziano un trend crescente di controllo governativo sul flusso di informazioni online.</p><p>"Proton VPN è diventato un&apos;ancora di salvezza per molti venezuelani desiderosi di accedere a informazioni affidabili online", ha affermato un portavoce di Proton in una dichiarazione a TechRadar. Durante l&apos;estate, l&apos;uso di Proton VPN nel Paese ha registrato un picco straordinario, con un incremento del 51.000% rispetto ai livelli normali, rendendola l&apos;applicazione più scaricata su Google Play in Venezuela, secondo quanto riportato dall&apos;azienda.</p><p>Tuttavia, questa massiccia adozione non è passata inosservata. Le autorità venezuelane hanno iniziato a prendere di mira le reti private virtuali, creando ostacoli per gli utenti. Alcuni cittadini hanno segnalato difficoltà di accesso alle applicazioni VPN già prima delle elezioni. In risposta a queste restrizioni, Proton ha aumentato la capacità dei propri server per offrire un supporto migliore a chi dipende da questi strumenti per aggirare la censura online.</p><h2 id="cosa-c-apos-xe8-dietro-il-divieto-di-tiktok-in-venezuela">Cosa c&apos;è dietro il divieto di TikTok in Venezuela?</h2><p>Il blocco di TikTok in Venezuela è stato attuato una settimana dopo che la Corte Suprema di Giustizia (TSJ) ha imposto al social network una multa di 10 milioni di dollari. La sanzione è stata motivata dall&apos;incapacità della piattaforma di adottare misure per limitare la diffusione di sfide virali, che si ritiene abbiano portato alla tragica morte di tre bambini venezuelani.</p><p>Secondo quanto riportato dall&apos;Associated Press, il giudice Tania D&apos;Amelio non ha fornito dettagli su come il governo venezuelano intenda obbligare ByteDance, società madre di TikTok con sede in Cina, a pagare la multa. Tra le richieste avanzate dal giudice, figura anche l&apos;istituzione di un ufficio di TikTok nel Paese, con il compito di assicurare che i contenuti pubblicati sulla piattaforma rispettino le normative locali.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/tiktok-limitato-in-venezuela-aumentano-del-350-per-cento-gli-utenti-di-vpn</link>
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                            <![CDATA[ Le restrizioni arrivano quando TikTok non ha soddisfatto la richiesta delle autorità di nominare un rappresentante locale. Non è la prima volta, tuttavia, che il Venezuela blocca un'applicazione di social media. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
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                                <p>In Venezuela, l&apos;uso delle VPN sta crescendo rapidamente in risposta alle restrizioni sull&apos;accesso a TikTok imposte dalle autorità. Proton VPN ha comunicato a TechRadar un aumento del 350% delle iscrizioni nel Paese fino a oggi, con un utilizzo che continua a crescere.</p><p>Questo incremento coincide con l&apos;interruzione dell&apos;accesso a TikTok, segnalata dall&apos;osservatorio NetBlocks l&apos;8 gennaio 2025. Secondo NetBlocks, le restrizioni seguono uno schema di blocchi giornalieri a partire dalla mezzanotte. La misura sarebbe una conseguenza del mancato rispetto, da parte dell&apos;app cinese, di un ultimatum di otto giorni imposto dalla Corte Suprema venezuelana per nominare un rappresentante locale.</p><a href="https://protonvpn.com/internet-censorship-observatory"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:50.00%;"><img id="ruMjKCjGJnmbs7EqCRLk3J" name="unnamed (11)" alt="." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ruMjKCjGJnmbs7EqCRLk3J-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">.  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Proton)</span></figcaption></figure></a><p>Il Venezuela ha una storia di limitazioni all&apos;accesso alle piattaforme di social media, e il caso di TikTok non è un&apos;eccezione. Ad agosto, il presidente Nicolás Maduro ha imposto un divieto di 10 giorni alla piattaforma X, a seguito di un acceso confronto pubblico con il proprietario Elon Musk, e ha invitato i cittadini a boicottare WhatsApp. Durante quel periodo, Maduro ha dichiarato che i social media erano strumenti utilizzati per fomentare violenza e instabilità politica, come riportato dal Guardian.</p><p>Situazioni simili si sono verificate dopo le elezioni presidenziali venezuelane di luglio, quando numerosi siti web sono stati oscurati in risposta alle proteste scoppiate in tutto il Paese per contestare i risultati delle urne. Questi eventi evidenziano un trend crescente di controllo governativo sul flusso di informazioni online.</p><p>"Proton VPN è diventato un&apos;ancora di salvezza per molti venezuelani desiderosi di accedere a informazioni affidabili online", ha affermato un portavoce di Proton in una dichiarazione a TechRadar. Durante l&apos;estate, l&apos;uso di Proton VPN nel Paese ha registrato un picco straordinario, con un incremento del 51.000% rispetto ai livelli normali, rendendola l&apos;applicazione più scaricata su Google Play in Venezuela, secondo quanto riportato dall&apos;azienda.</p><p>Tuttavia, questa massiccia adozione non è passata inosservata. Le autorità venezuelane hanno iniziato a prendere di mira le reti private virtuali, creando ostacoli per gli utenti. Alcuni cittadini hanno segnalato difficoltà di accesso alle applicazioni VPN già prima delle elezioni. In risposta a queste restrizioni, Proton ha aumentato la capacità dei propri server per offrire un supporto migliore a chi dipende da questi strumenti per aggirare la censura online.</p><h2 id="cosa-c-apos-xe8-dietro-il-divieto-di-tiktok-in-venezuela">Cosa c&apos;è dietro il divieto di TikTok in Venezuela?</h2><p>Il blocco di TikTok in Venezuela è stato attuato una settimana dopo che la Corte Suprema di Giustizia (TSJ) ha imposto al social network una multa di 10 milioni di dollari. La sanzione è stata motivata dall&apos;incapacità della piattaforma di adottare misure per limitare la diffusione di sfide virali, che si ritiene abbiano portato alla tragica morte di tre bambini venezuelani.</p><p>Secondo quanto riportato dall&apos;Associated Press, il giudice Tania D&apos;Amelio non ha fornito dettagli su come il governo venezuelano intenda obbligare ByteDance, società madre di TikTok con sede in Cina, a pagare la multa. Tra le richieste avanzate dal giudice, figura anche l&apos;istituzione di un ufficio di TikTok nel Paese, con il compito di assicurare che i contenuti pubblicati sulla piattaforma rispettino le normative locali.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ VPN, i provider principali aderiscono a un’iniziativa per la sicurezza ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Di recente l’Internet Infrastructure Coalition (i2Coalition) ha annunciato l’avvio della VPN Trust Initiative (VTI), con l’obiettivo di divulgare la conoscenza della tecnologia <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/le-migliori-vpn-del-2019"><u>VPN</u></a> e di aumentare la fiducia da parte degli utenti.</p><p>L’iniziativa VTI è di fatto un consorzio delle aziende leader del settore delle VPN, focalizzato sul miglioramento della sicurezza digitale dei clienti attraverso la diffusione della conoscenza, il rinforzo della fiducia e la riduzione del rischio per gli utenti delle VPN.</p><p>Insieme alla i2Coalition, i membri fondatori della VTI includono ExpressVPN, NordVPN, VyprVPN, Surfshark, J2 Global NetProtect (che possiede encrypt.me), WLVPN, SugarSync, IPVanish, StrongVPN, OverPlay e SaferVPN. AnchorFree, CyberGhost e HotSpot Shield invece non si sono ancora unite all’iniziativa.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/vpn-che-cose"><u>VPN, che cos’è?</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-router"><u>Le migliori VPN per router del 2020</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/vpn-domande-risposte"><u>VPN, cosa sono, come funzionano tutte le domande</u></a> </li></ul><p>L’obiettivo di i2Coalition è presentare l’iniziativa VTI, ma soprattutto promuovere la cooperazione nel settore, sfruttando al contempo le conoscenze collettive acquisite direttamente per sostenere standard tecnici positivi e le best practice aziendali nell’ambito delle VPN. VTI sarà la voce del settore delle VPN attraverso una collaborazione mirata a rinforzare la fiducia del pubblico nei confronti di questa tecnologia, la promozione di linee guida adeguate e il supporto dei clienti per la scelta delle VPN più adatte alle loro esigenze. </p><h2 id="vpn-trust-initiative">VPN Trust Initiative</h2><p>Le VPN offrono ai clienti vantaggi fondamentali in termini di protezione della privacy digitale, della sicurezza e dei diritti. Tuttavia, ciò implica che le VPN seguano delle best practice per garantire la protezione degli utenti nonché della reputazione delle aziende stesse.</p><p>VTI si concentrerà su promozione, divulgazione e formazione, allo scopo di entrare in contatto con i clienti, i legislatori e gli esperti tecnologici. L’iniziativa, inoltre, fornirà informazioni precise ai responsabili delle policy, contribuirà a definire il settore tecnologico ed elaborerà soluzioni per le sfide più pressanti affrontate dalle VPN.</p><p>Il co-fondatore di i2Coalition Christian Dawson ha spiegato in un <a href="https://www.businesswire.com/news/home/20191211005213/en/i2Coalition-Launches-VPN-Trust-Initiative-VTI-Promote"><u>comunicato stampa</u></a> in che modo il settore delle VPN come collettivo potrà beneficiare dell’avvio della VPN Trust Initiative, dichiarando:</p><p>“Questa iniziativa offre al settore l’opportunità unica e fondamentale di riunirsi come collettivo e diffondere in prima linea conoscenza, formazione e progresso. Agendo in questo modo, non solo proponiamo i nostri membri come portavoce del mondo di Internet con un interesse attivo e reale nei confronti della sicurezza e dell’efficacia di Internet a livello globale, ma proponiamo anche linee d’azione importanti, positive e in grado di trasformare il settore, considerata anche la crescita delle problematiche relative alla sicurezza e l’evoluzione dell’intero scenario tecnologico.”</p><ul><li>Le<a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-netflix"> <u>migliori VPN per Netflix</u></a> del 2020 </li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/vpn-i-provider-principali-aderiscono-a-uniniziativa-per-la-sicurezza</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I2Coalition ha lanciato la VPN Trust Initiative come portavoce dell settore delle VPN. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[VPN Privacy & Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ anthony.spadafora@futurenet.com (Anthony Spadafora) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Anthony Spadafora ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LAxve57aTNZVpzhm6tGaU7-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Someone using a VPN on a PC.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Di recente l’Internet Infrastructure Coalition (i2Coalition) ha annunciato l’avvio della VPN Trust Initiative (VTI), con l’obiettivo di divulgare la conoscenza della tecnologia <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/le-migliori-vpn-del-2019"><u>VPN</u></a> e di aumentare la fiducia da parte degli utenti.</p><p>L’iniziativa VTI è di fatto un consorzio delle aziende leader del settore delle VPN, focalizzato sul miglioramento della sicurezza digitale dei clienti attraverso la diffusione della conoscenza, il rinforzo della fiducia e la riduzione del rischio per gli utenti delle VPN.</p><p>Insieme alla i2Coalition, i membri fondatori della VTI includono ExpressVPN, NordVPN, VyprVPN, Surfshark, J2 Global NetProtect (che possiede encrypt.me), WLVPN, SugarSync, IPVanish, StrongVPN, OverPlay e SaferVPN. AnchorFree, CyberGhost e HotSpot Shield invece non si sono ancora unite all’iniziativa.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/vpn-che-cose"><u>VPN, che cos’è?</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-router"><u>Le migliori VPN per router del 2020</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/vpn-domande-risposte"><u>VPN, cosa sono, come funzionano tutte le domande</u></a> </li></ul><p>L’obiettivo di i2Coalition è presentare l’iniziativa VTI, ma soprattutto promuovere la cooperazione nel settore, sfruttando al contempo le conoscenze collettive acquisite direttamente per sostenere standard tecnici positivi e le best practice aziendali nell’ambito delle VPN. VTI sarà la voce del settore delle VPN attraverso una collaborazione mirata a rinforzare la fiducia del pubblico nei confronti di questa tecnologia, la promozione di linee guida adeguate e il supporto dei clienti per la scelta delle VPN più adatte alle loro esigenze. </p><h2 id="vpn-trust-initiative">VPN Trust Initiative</h2><p>Le VPN offrono ai clienti vantaggi fondamentali in termini di protezione della privacy digitale, della sicurezza e dei diritti. Tuttavia, ciò implica che le VPN seguano delle best practice per garantire la protezione degli utenti nonché della reputazione delle aziende stesse.</p><p>VTI si concentrerà su promozione, divulgazione e formazione, allo scopo di entrare in contatto con i clienti, i legislatori e gli esperti tecnologici. L’iniziativa, inoltre, fornirà informazioni precise ai responsabili delle policy, contribuirà a definire il settore tecnologico ed elaborerà soluzioni per le sfide più pressanti affrontate dalle VPN.</p><p>Il co-fondatore di i2Coalition Christian Dawson ha spiegato in un <a href="https://www.businesswire.com/news/home/20191211005213/en/i2Coalition-Launches-VPN-Trust-Initiative-VTI-Promote"><u>comunicato stampa</u></a> in che modo il settore delle VPN come collettivo potrà beneficiare dell’avvio della VPN Trust Initiative, dichiarando:</p><p>“Questa iniziativa offre al settore l’opportunità unica e fondamentale di riunirsi come collettivo e diffondere in prima linea conoscenza, formazione e progresso. Agendo in questo modo, non solo proponiamo i nostri membri come portavoce del mondo di Internet con un interesse attivo e reale nei confronti della sicurezza e dell’efficacia di Internet a livello globale, ma proponiamo anche linee d’azione importanti, positive e in grado di trasformare il settore, considerata anche la crescita delle problematiche relative alla sicurezza e l’evoluzione dell’intero scenario tecnologico.”</p><ul><li>Le<a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-netflix"> <u>migliori VPN per Netflix</u></a> del 2020 </li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Opera 64 blocca i tracker con un clic e offre una VPN gratuita ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il browser <a href="https://www.opera.com/" target="_blank">Opera</a><a href="https://www.opera.com/" target="_blank"> 64</a> è finalmente disponibile e permette di bloccare tutti i sistemi di tracking che seguono la nostra navigazione sul web. </p><p>Si tratta di un&apos;ottima notizia per la nostra privacy in quanto impedisce ai tanti tracker presenti nella maggior parte dei siti di profilare la nostra vita. Non solo, ma secondo Opera questo blocca degli spioni migliora anche la velocità di navigazione fino al 20%. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/le-migliori-vpn-del-2019">Le migliori VPN del 2019</a></li><li>Google vuole limitare gli ad-blocker in Chrome, ma <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-vuole-limitare-gli-ad-blocker-in-chrome-ma-opera-e-vivaldi-non-ci-stanno">Opera e Vivaldi non ci stanno</a></li><li>Edge basato su Chromium migliora la privacy grazie alla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/edge-basato-su-chromium-migliora-la-privacy-grazie-alla-prevenzione-del-tracciamento">prevenzione del tracciamento</a></li></ul><p>L&apos;opzione per bloccare i tracker si trova nelle Impostazioni base del nuovo Opera e una volta attiva apparirà l&apos;icona di uno scudo nella barra degli indirizzi. Potrete così vedere quanti cookie sono stati bloccati ed eventualmente sbloccare il tracker se il sito lo richiede per farvi accedere.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/6k_Cmp9vtYg" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Si tratta di una funzione indispensabile per chi cerca la privacy e che si aggiunge all&apos;ad-blocker già presente e al servizio di VPN gratuita. </p><h2 id="cookie-addio">Cookie addio</h2><p>Opera non è certo il primo browser che cerca di bloccare il controllo della navigazione,  Mozilla lo aveva già fatto con la versione di <a href="https://www.techradar.com/news/firefox-63-launches-with-improved-tracking-protection">Firefox 63</a> dell&apos;ottobre 2018, e lo ha reso ora standard con <a href="https://www.techradar.com/news/firefox-69-is-here-and-will-cover-your-online-footprints-without-a-trace">Firefox 69</a>.</p><p>C&apos;è anche una funzione sperimentale di Chrome che consente di bloccare i cookie volta per volta anche se naturalmente Google è molto cauta al riguardo in quanto vive di pubblicità. </p><p><a href="https://www.techradar.com/news/google-wants-chrome-to-feed-you-targeted-ads-while-somehow-respecting-your-privacy">L</a>a stessa Google ha indicato che bloccare tutti i cookie potrebbe alla fine rivelarsi controproducente visto che esistono sistemi molto più invasivi per tracciare la navigazione e ha proposto l&apos;utilizzo di un&apos;area protetta per limitare la privacy. </p><p>Per il momento comunque bloccare i cookie rimane il sistema migliore per proteggere la nostra privacy (oltre a dotarsi di una VPN)</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/opera-64-blocca-i-tracker-con-un-clic-e-offre-una-vpn-gratuita</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Opera blocca i tracker con un clic e continua a offrire una VPN gratuita ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[VPN Privacy & Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Cat Ellis ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jhNwh6mndC5K6vvECxB8Fk-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Cat is TechRadar&#039;s Homes Editor specializing in kitchen appliances and smart home technology. She&#039;s been a tech journalist for 15 years, and worked on print magazines including PC Plus, Official Windows Magazine, and PC Format before moving online. She&#039;s here to help you choose the right devices for your home and do more with them. When not working, she can be found baking, running (to balance out the baking), and learning Welsh.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Il browser <a href="https://www.opera.com/" target="_blank">Opera</a><a href="https://www.opera.com/" target="_blank"> 64</a> è finalmente disponibile e permette di bloccare tutti i sistemi di tracking che seguono la nostra navigazione sul web. </p><p>Si tratta di un&apos;ottima notizia per la nostra privacy in quanto impedisce ai tanti tracker presenti nella maggior parte dei siti di profilare la nostra vita. Non solo, ma secondo Opera questo blocca degli spioni migliora anche la velocità di navigazione fino al 20%. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/le-migliori-vpn-del-2019">Le migliori VPN del 2019</a></li><li>Google vuole limitare gli ad-blocker in Chrome, ma <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-vuole-limitare-gli-ad-blocker-in-chrome-ma-opera-e-vivaldi-non-ci-stanno">Opera e Vivaldi non ci stanno</a></li><li>Edge basato su Chromium migliora la privacy grazie alla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/edge-basato-su-chromium-migliora-la-privacy-grazie-alla-prevenzione-del-tracciamento">prevenzione del tracciamento</a></li></ul><p>L&apos;opzione per bloccare i tracker si trova nelle Impostazioni base del nuovo Opera e una volta attiva apparirà l&apos;icona di uno scudo nella barra degli indirizzi. Potrete così vedere quanti cookie sono stati bloccati ed eventualmente sbloccare il tracker se il sito lo richiede per farvi accedere.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/6k_Cmp9vtYg" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Si tratta di una funzione indispensabile per chi cerca la privacy e che si aggiunge all&apos;ad-blocker già presente e al servizio di VPN gratuita. </p><h2 id="cookie-addio">Cookie addio</h2><p>Opera non è certo il primo browser che cerca di bloccare il controllo della navigazione,  Mozilla lo aveva già fatto con la versione di <a href="https://www.techradar.com/news/firefox-63-launches-with-improved-tracking-protection">Firefox 63</a> dell&apos;ottobre 2018, e lo ha reso ora standard con <a href="https://www.techradar.com/news/firefox-69-is-here-and-will-cover-your-online-footprints-without-a-trace">Firefox 69</a>.</p><p>C&apos;è anche una funzione sperimentale di Chrome che consente di bloccare i cookie volta per volta anche se naturalmente Google è molto cauta al riguardo in quanto vive di pubblicità. </p><p><a href="https://www.techradar.com/news/google-wants-chrome-to-feed-you-targeted-ads-while-somehow-respecting-your-privacy">L</a>a stessa Google ha indicato che bloccare tutti i cookie potrebbe alla fine rivelarsi controproducente visto che esistono sistemi molto più invasivi per tracciare la navigazione e ha proposto l&apos;utilizzo di un&apos;area protetta per limitare la privacy. </p><p>Per il momento comunque bloccare i cookie rimane il sistema migliore per proteggere la nostra privacy (oltre a dotarsi di una VPN)</p>
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