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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Space ]]></title>
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        <description><![CDATA[ All the latest space content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Mon, 10 Mar 2025 09:06:46 +0000</lastBuildDate>
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                                                            <title><![CDATA[ IBM lancia il primo data center nello spazio con Axiom Space ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/ibm-lancia-il-primo-data-center-nello-spazio-con-axiom-space</link>
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                            <![CDATA[ Red Hat e Axiom Space lanceranno AxDCU-1 sulla ISS nel 2025 per testare AI, cybersecurity e cloud computing nell’elaborazione dati fuori dalla Terra. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[International Space Station]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Red Hat e Axiom Space collaborano per portare un Data Center Orbitale sulla Stazione Spaziale Internazionale</strong></li><li><strong>AxDCU-1 eseguirà test su intelligenza artificiale, sicurezza informatica e cloud computing nello spazio</strong></li><li><strong>L'obiettivo è offrire elaborazione sicura e a bassa latenza al di fuori della Terra</strong></li></ul><p>Sembra proprio che lo spazio stia diventando il prossimo traguardo per i data center. Recentemente, Lonestar ha annunciato l’invio del primo data center fisico sulla Luna, utilizzando un processore RISC-V con un SSD Phison e sistema operativo Ubuntu, dopo aver già testato con successo il primo data center software-defined sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).</p><p>Ora, IBM Red Hat ha annunciato una collaborazione con Axiom Space per lanciare un data center orbitale sulla ISS nella primavera del 2025. Il prototipo, denominato Data Center Unit-1 (AxDCU-1), sarà basato su Red Hat Device Edge, una versione aziendale di MicroShift (una variante leggera di Kubernetes derivata da Red Hat OpenShift), e utilizzerà Red Hat Enterprise Linux insieme alla piattaforma di automazione Red Hat Ansible.</p><p>AxDCU-1 sarà utilizzato per testare applicazioni legate al cloud computing, intelligenza artificiale, machine learning, fusione dei dati e sicurezza informatica nello spazio, oltre a dimostrare le prime capacità di un Orbital Data Center (ODC).</p><h2 id="elaborazione-dei-dati-nello-spazio">Elaborazione dei dati nello spazio</h2><p>"L'elaborazione dei dati al di fuori del pianeta rappresenta il prossimo passo evolutivo, e il computing edge ne è un elemento fondamentale," ha dichiarato Tony James, chief architect per Science and Space di Red Hat. "Grazie a Red Hat Device Edge e alla collaborazione con Axiom Space, i partner delle missioni terrestri potranno prendere decisioni in tempo reale nello spazio con maggiore affidabilità e coerenza."</p><p>AxDCU-1 fa parte del progetto di Axiom Space per lo sviluppo di un’infrastruttura spaziale avanzata e permetterà di processare i dati più vicino alle fonti off-world, come satelliti e veicoli spaziali, migliorando la sicurezza e la velocità decisionale nelle operazioni nello spazio.</p><p>"Siamo entusiasti delle opportunità che questa collaborazione con Red Hat apre per l’infrastruttura degli Orbital Data Centers e il futuro delle operazioni spaziali. Integrare soluzioni cloud di livello terrestre negli ODC permetterà agli utenti di trasferire e ottimizzare i loro carichi di lavoro su orbita, beneficiando della minore latenza e della maggiore sicurezza che questi data center offrono," ha spiegato Jason Aspiotis, global director of in-space data and security di Axiom Space.</p><p>Secondo Axiom Space, gli Orbital Data Centers (ODC) potranno essere utilizzati per elaborazione dati direttamente in orbita per i satelliti, addestramento AI/ML, cybersecurity, autonomia spaziale, analisi delle condizioni meteorologiche nello spazio e backup fuori dal pianeta per le infrastrutture critiche della Terra.</p>
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                            <![CDATA[ Progetti della NASA come IRIS, HMI e AIA sono stati colpiti dalla rottura di una tubatura, che ha messo fuori uso un centro dati chiave. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A NASA photo of the sun releasing a solar flare]]></media:title>
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                                <ul><li>Uno dei centri dati utilizzati dalla NASA è stato danneggiato dallo scoppio di una tubatura</li><li>Gli esperti stanno ancora valutando l'entità del danno</li><li>Stanford ha definito l'interruzione "grave".</li></ul><p>Alcuni progetti della NASA, come la missione Interface Region Imaging Spectrograph (IRIS), stanno subendo gravi interruzioni a causa dei danni recenti al centro dati su cui si basano. Un tubo d’acqua rotto ha provocato danni significativi ai server del centro, e la risoluzione del problema potrebbe richiedere molto tempo. Il Joint Science Operations Center (JSOC) di Stanford ha confermato che il 26 novembre un tubo dell’acqua fredda di quattro pollici è scoppiato, danneggiando le macchine che elaborano e distribuiscono i dati provenienti dagli strumenti Helioseismic and Magnetic Imager (HMI), Atmospheric Imaging Array (AIA) e dalla navicella IRIS.</p><h2 id="il-centro-dati-della-nasa-xe8-offline">Il centro dati della NASA è offline</h2><p>Il JSOC ha dichiarato che il suo team sta ancora lavorando per valutare l&apos;entità dei danni, ma ha confermato che il danno è "grave" e che l&apos;elaborazione dei dati per i progetti HMI, AIA e IRIS sarà interrotta per un "lungo periodo". Sebbene l&apos;elaborazione dei dati non sarà disponibile per un periodo di tempo indeterminato, il JSOC ha assicurato che i sistemi di acquisizione dei dati sono ancora operativi, quindi i nuovi dati continueranno ad essere raccolti come previsto. Gli strumenti a bordo dell&apos;SDO e dell&apos;IRIS proseguiranno la raccolta di dati di osservazione, che saranno temporaneamente archiviati presso il DDS in New Mexico, fino al completamento delle riparazioni. L&apos;SDO aveva precedentemente dichiarato che genera circa 42 terabyte di dati di osservazione solare al mese, evidenziando l’entità della sfida derivante dall&apos;interruzione causata dall&apos;acqua. Sebbene i dati fino al 26 novembre siano ancora accessibili sul sito web dell&apos;SDO, gli scienziati solari e i meteorologi spaziali dovranno fare riferimento a fonti di dati alternative fino a quando il centro dati non sarà nuovamente operativo. Il JSOC ha concluso: "Siamo profondamente dispiaciuti per gli inconvenienti e apprezziamo la pazienza mentre il nostro team dà priorità alla riparazione e al ripristino dei sistemi interessati".</p>
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                                                            <title><![CDATA[ I servizi informatici del Pentagono sono stati violati, i documenti sono trapelati in rete ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Gli hacker sono riusciti ad accedere e a rubare i documenti di Leidos, un&apos;azienda che fornisce servizi informatici a diversi enti governativi statunitensi, tra cui il Pentagono.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-07-23/hackers-leak-documents-from-pentagon-it-services-provider-leidos">Bloomberg</a>, l&apos;azienda ha dichiarato che i documenti rubati sono stati sottratti nell&apos;ambito di una violazione di un sistema della Diligent Corp. che l&apos;azienda utilizzava per l&apos;hosting delle informazioni nelle indagini interne, ha dichiarato Leidos in un rapporto sulla violazione.</p><p>Un portavoce dell&apos;azienda ha aggiunto che la violazione è il risultato di un precedente problema verificatosi nel 2023 e che ha interessato un fornitore di terze parti: "Abbiamo confermato che il problema deriva da un precedente incidente che ha interessato un fornitore di terze parti e per il quale sono state effettuate tutte le notifiche necessarie nel 2023. Questo incidente non ha interessato la nostra rete o i dati sensibili dei clienti".</p><h2 id="un-altro-problema-di-terze-parti">Un altro problema di terze parti</h2><p>Leidos Holdings afferma che la violazione è il risultato di un precedente problema verificatosi nel 2023 e che ha interessato un fornitore di terze parti; un portavoce dell&apos;azienda ha dichiarato: "Abbiamo confermato che il problema deriva da un precedente incidente che ha interessato un fornitore di terze parti e per il quale sono state effettuate tutte le notifiche necessarie nel 2023. Questo incidente non ha interessato la nostra rete o i dati sensibili dei clienti".</p><p>Anche un portavoce di Diligent Corp. ha risposto alla violazione, affermando che era legata a un incidente avvenuto nel 2022, che aveva colpito Diligent Steele Compliance Solutions. Il portavoce ha dichiarato: "Abbiamo prontamente notificato i clienti interessati, tra cui Leidos, che Diligent ha inizialmente notificato nel novembre 2022, e abbiamo intrapreso azioni correttive immediate per contenere l&apos;incidente".</p><p>Bloomberg News non è stata in grado di verificare l&apos;autenticità dei documenti trapelati online e ha dichiarato che i dettagli sui documenti rubati sono stati redatti. Tra gli altri clienti di Leidos figurano la NASA e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, oltre a una serie di agenzie statunitensi e straniere.</p><p>Il Pentagono è stato recentemente colpito da problemi di sicurezza dopo che alcuni funzionari governativi di alto livello hanno visto trapelare le loro <a href="https://www.techradar.com/pro/security/thousands-of-dod-personnel-may-have-had-their-private-data-leaked-us-government-admits-20000-could-be-affected">e-mail</a>, con ben 20.000 persone colpite dalla violazione.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/i-servizi-informatici-del-pentagono-sono-stati-violati-i-documenti-sono-trapelati-in-rete</link>
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                            <![CDATA[ Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, la NASA e il Pentagono si sono già affidati a Leidos per i servizi IT. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">jxx3xpZ6To9RNKn7xpvdYT</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A person&#039;s fingers type at a keyboard, with a digital security screen with a lock on it overlaid.]]></media:title>
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                                <p>Gli hacker sono riusciti ad accedere e a rubare i documenti di Leidos, un&apos;azienda che fornisce servizi informatici a diversi enti governativi statunitensi, tra cui il Pentagono.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2024-07-23/hackers-leak-documents-from-pentagon-it-services-provider-leidos">Bloomberg</a>, l&apos;azienda ha dichiarato che i documenti rubati sono stati sottratti nell&apos;ambito di una violazione di un sistema della Diligent Corp. che l&apos;azienda utilizzava per l&apos;hosting delle informazioni nelle indagini interne, ha dichiarato Leidos in un rapporto sulla violazione.</p><p>Un portavoce dell&apos;azienda ha aggiunto che la violazione è il risultato di un precedente problema verificatosi nel 2023 e che ha interessato un fornitore di terze parti: "Abbiamo confermato che il problema deriva da un precedente incidente che ha interessato un fornitore di terze parti e per il quale sono state effettuate tutte le notifiche necessarie nel 2023. Questo incidente non ha interessato la nostra rete o i dati sensibili dei clienti".</p><h2 id="un-altro-problema-di-terze-parti">Un altro problema di terze parti</h2><p>Leidos Holdings afferma che la violazione è il risultato di un precedente problema verificatosi nel 2023 e che ha interessato un fornitore di terze parti; un portavoce dell&apos;azienda ha dichiarato: "Abbiamo confermato che il problema deriva da un precedente incidente che ha interessato un fornitore di terze parti e per il quale sono state effettuate tutte le notifiche necessarie nel 2023. Questo incidente non ha interessato la nostra rete o i dati sensibili dei clienti".</p><p>Anche un portavoce di Diligent Corp. ha risposto alla violazione, affermando che era legata a un incidente avvenuto nel 2022, che aveva colpito Diligent Steele Compliance Solutions. Il portavoce ha dichiarato: "Abbiamo prontamente notificato i clienti interessati, tra cui Leidos, che Diligent ha inizialmente notificato nel novembre 2022, e abbiamo intrapreso azioni correttive immediate per contenere l&apos;incidente".</p><p>Bloomberg News non è stata in grado di verificare l&apos;autenticità dei documenti trapelati online e ha dichiarato che i dettagli sui documenti rubati sono stati redatti. Tra gli altri clienti di Leidos figurano la NASA e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, oltre a una serie di agenzie statunitensi e straniere.</p><p>Il Pentagono è stato recentemente colpito da problemi di sicurezza dopo che alcuni funzionari governativi di alto livello hanno visto trapelare le loro <a href="https://www.techradar.com/pro/security/thousands-of-dod-personnel-may-have-had-their-private-data-leaked-us-government-admits-20000-could-be-affected">e-mail</a>, con ben 20.000 persone colpite dalla violazione.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ IBM e NASA insieme per combattere il cambiamento climatico con l'AI geospaziale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>In vista della <strong>COP28</strong>, IBM ha annunciato una collaborazione con la NASA, l&apos;Università di Intelligenza Artificiale Mohamed Bin Zayed, il governo del Kenya e il Centro Hartree del Science and Technology Facilities Council (STFC) del Regno Unito per sostenere la battaglia contro il cambiamento climatico.</p><p>La <strong>collaborazione prevede</strong> il potenziamento della ricerca e dello sviluppo della mappatura geospaziale e dell&apos;intelligenza artificiale, nella speranza di sviluppare un <strong>modello di base multimodale per la previsione del tempo</strong>.</p><p>Oltre alla previsione meteorologica, il modello aiuterà a combattere il cambiamento climatico e i suoi effetti attraverso l&apos;<strong>analisi delle isole di calore</strong>, la <strong>mappatura degli sforzi di riforestazione</strong> e la <strong>previsione dell&apos;impatto di eventi meteorologici estremi</strong>.</p><h2 id="xa0-un-rinascimento-quot-piovoso-quot"> Un rinascimento "piovoso"</h2><p>Nella lotta contro il cambiamento climatico, le nuove tecnologie possono fornire un vantaggio nel prevedere e affrontare i fenomeni meteorologici estremi, oltre ad analizzare l&apos;impatto di progetti come la riforestazione.</p><p>Con questa collaborazione, IBM spera di produrre un sistema in grado di aiutare la previsione del tempo e del clima che, una volta terminato,<strong> sarà open-source</strong> e disponibile pubblicamente per consentire la ricerca globale senza ostacoli.</p><p>Già l&apos;anno scorso, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio ha iniziato a utilizzare emulatori di AI con dati storici per generare previsioni più precise.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:940px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:62.55%;"><img id="qqS8jUNACTNhoJvDH5NBHj" name="Flood Map.png" alt="A screenshot of flood mapping" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qqS8jUNACTNhoJvDH5NBHj-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="940" height="588" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">A screenshot from GeoFM, showing flooding in Port de Lanne, France. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NASA)</span></figcaption></figure><p>Vale la pena notare che gli emulatori AI sono sviluppati con l&apos;intento di eseguire un compito specifico partendo da un set di dati, ma offrono il vantaggio di non richiedere soluzioni di calcolo ad alte prestazioni (HPC). Al contrario, questi emulatori possono essere eseguiti su un computer desktop domestici in pochi minuti.</p><p>Pertanto, creando un modello di base addestrato sui 40 anni di osservazioni meteorologiche del set di dati MERRA2, è possibile sviluppare emulatori di AI pre-addestrati e distribuirli ai ricercatori, accelerando così i tempi richiesti per le scoperte scientifiche.</p><p><em>"Il cambiamento climatico è un problema reale e urgente che dobbiamo affrontare nel modo più rapido ed efficiente possibile, anche attraverso le più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale"</em>, ha dichiarato Alessandro Curioni, IBM Fellow e Vice President, Accelerated Discovery di IBM.</p><p><em>"I modelli di fondazione dell&apos;intelligenza artificiale che utilizzano i dati geospaziali possono cambiare le carte in tavola perché ci permettono di comprendere, preparare e affrontare meglio i numerosi eventi legati al clima che influiscono sulla salute del nostro pianeta in un modo e con una velocità mai visti prima".</em></p><p><em>"Ci auguriamo che queste tecnologie possano contribuire ad accelerare la velocità di elaborazione e applicazione di soluzioni per un pianeta più sicuro e più sano per le generazioni future".</em></p><p>Questo dimostra ancora una volta che, nonostante le legittime e sempre più diffuse preoccupazioni sui risvolti legati alla diffusione dell&apos;AI, se usata a fin di bene questa tecnologia può aiutare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie potenzialmente utili per l&apos;intero pianeta.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/ibm-e-nasa-insieme-per-combattere-il-cambiamento-climatico-con-lai-geospaziale</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'unione di intelligenza artificiale e mappatura geospaziale può aiutare a prevedere i modelli meteorologici, ma cosa significa per il cambiamento climatico? ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">dqKvZYA6Egwc4kR2AJoitF</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Benedict Collins ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[A satellite orbiting earth]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[A satellite orbiting earth]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[A satellite orbiting earth]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>In vista della <strong>COP28</strong>, IBM ha annunciato una collaborazione con la NASA, l&apos;Università di Intelligenza Artificiale Mohamed Bin Zayed, il governo del Kenya e il Centro Hartree del Science and Technology Facilities Council (STFC) del Regno Unito per sostenere la battaglia contro il cambiamento climatico.</p><p>La <strong>collaborazione prevede</strong> il potenziamento della ricerca e dello sviluppo della mappatura geospaziale e dell&apos;intelligenza artificiale, nella speranza di sviluppare un <strong>modello di base multimodale per la previsione del tempo</strong>.</p><p>Oltre alla previsione meteorologica, il modello aiuterà a combattere il cambiamento climatico e i suoi effetti attraverso l&apos;<strong>analisi delle isole di calore</strong>, la <strong>mappatura degli sforzi di riforestazione</strong> e la <strong>previsione dell&apos;impatto di eventi meteorologici estremi</strong>.</p><h2 id="xa0-un-rinascimento-quot-piovoso-quot"> Un rinascimento "piovoso"</h2><p>Nella lotta contro il cambiamento climatico, le nuove tecnologie possono fornire un vantaggio nel prevedere e affrontare i fenomeni meteorologici estremi, oltre ad analizzare l&apos;impatto di progetti come la riforestazione.</p><p>Con questa collaborazione, IBM spera di produrre un sistema in grado di aiutare la previsione del tempo e del clima che, una volta terminato,<strong> sarà open-source</strong> e disponibile pubblicamente per consentire la ricerca globale senza ostacoli.</p><p>Già l&apos;anno scorso, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio ha iniziato a utilizzare emulatori di AI con dati storici per generare previsioni più precise.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:940px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:62.55%;"><img id="qqS8jUNACTNhoJvDH5NBHj" name="Flood Map.png" alt="A screenshot of flood mapping" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qqS8jUNACTNhoJvDH5NBHj-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="940" height="588" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">A screenshot from GeoFM, showing flooding in Port de Lanne, France. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NASA)</span></figcaption></figure><p>Vale la pena notare che gli emulatori AI sono sviluppati con l&apos;intento di eseguire un compito specifico partendo da un set di dati, ma offrono il vantaggio di non richiedere soluzioni di calcolo ad alte prestazioni (HPC). Al contrario, questi emulatori possono essere eseguiti su un computer desktop domestici in pochi minuti.</p><p>Pertanto, creando un modello di base addestrato sui 40 anni di osservazioni meteorologiche del set di dati MERRA2, è possibile sviluppare emulatori di AI pre-addestrati e distribuirli ai ricercatori, accelerando così i tempi richiesti per le scoperte scientifiche.</p><p><em>"Il cambiamento climatico è un problema reale e urgente che dobbiamo affrontare nel modo più rapido ed efficiente possibile, anche attraverso le più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale"</em>, ha dichiarato Alessandro Curioni, IBM Fellow e Vice President, Accelerated Discovery di IBM.</p><p><em>"I modelli di fondazione dell&apos;intelligenza artificiale che utilizzano i dati geospaziali possono cambiare le carte in tavola perché ci permettono di comprendere, preparare e affrontare meglio i numerosi eventi legati al clima che influiscono sulla salute del nostro pianeta in un modo e con una velocità mai visti prima".</em></p><p><em>"Ci auguriamo che queste tecnologie possano contribuire ad accelerare la velocità di elaborazione e applicazione di soluzioni per un pianeta più sicuro e più sano per le generazioni future".</em></p><p>Questo dimostra ancora una volta che, nonostante le legittime e sempre più diffuse preoccupazioni sui risvolti legati alla diffusione dell&apos;AI, se usata a fin di bene questa tecnologia può aiutare la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie potenzialmente utili per l&apos;intero pianeta.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ NASA Plus, nasce la piattaforma streaming gratuita a tema spaziale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Avete visto praticamente tutte le migliori serie su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-serie-amazon-prime-video">Amazon Prime Video</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/le-migliori-serie-tv-netflix">Netflix</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-serie-tv-disney-plus">Disney Plus</a> e simili? Niente paura, presto la NASA lancerà una nuova piattaforma streaming gratuita a tema spaziale dove potrete seguire dirette delle missioni spaziali, serie TV, documentari a tema e molto altro. </p><p>Il servizio si chiamerà <strong>NASA Plus</strong>, adottando lo schema di denominazione obbligatorio per (quasi) tutte le piattaforme di streaming. La buona notizia è che, almeno inizialmente, il servizio sarà privo di pubblicità e non richiederà alcun canone mensile, offrendo al pubblico l&apos;accesso gratuito a trasmissioni in diretta e video originali della NASA (tra cui alcuni documentari che verranno lanciati con NASA Plus).</p><p>Il lancio è previsto "nel corso dell&apos;anno", anche se speriamo che arrivi prima della fine di agosto. A quanto pare sarà disponibile sulla maggior parte degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a>, sui PC desktop e su alcuni dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-dispositivi-per-lo-streaming">dispositivi per lo streaming</a>, quindi, oltre che sulle app<strong> iOS</strong> e <strong>Android</strong> della NASA e tramite browser web, sarà possibile accedervi su Roku, <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-apple-tv-4k-2022"><strong>Apple TV</strong></a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/amazon-fire-tv-stick-4k-max-recensione"><strong>Amazon Fire TV</strong></a>.</p><p>L&apos;iniziativa rientra nell&apos;ambito del rilancio del sito web e dell&apos;applicazione mobile dell&apos;agenzia, di cui è possibile scaricare la versione beta sugli store di riferimento.</p><h2 id="sta-nascere-una-nuova-stella-nel-mondo-dello-streaming">Sta nascere una nuova stella nel mondo dello streaming?</h2><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/RrlDv-ts2f0" allowfullscreen=""></iframe></div></div><p>Leggendo il nome NASA Plus, abbiamo subito pensato che sarebbe stato un altro servizio di streaming a pagamento da affiancare a Apple TV Plus e Disney Plus. Fortunatamente, la NASA afferma che non ci saranno costi mensili e tantomeno pubblicità, il che spingerà molti ad accedere al servizio non appena sarà disponibile. </p><p>Ciononostante, NASA Plus potrà contare da subito su una vasta libreria di contenuti, oltre che su diverse fiction a tema spaziale come <em>The Martian </em>(accessibile anche su Disney Plus).</p><p>Tuttavia, la NASA ha in programma una discreta serie di eventi live per il mese di agosto e siamo curiosi di vedere le nuove serie video originali sul servizio quando arriverà in Italia. </p><p>Purtroppo a oggi non abbiamo una data di riferimento, anche se siamo quasi certi che il lancio avverrà in più fasi, partendo dagli Stati Uniti per poi arrivare in Europa in un secondo momento. </p><p>Vi terremo aggiornati a riguardo!</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/streaming/nasa-plus-il-nuovo-servizio-streaming-gratuito-e-privo-di-spot-a-tema-spaziale</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La NASA sta per lanciare il suo primo servizio di streaming, NASA Plus, sul quale potremo assistere a dirette e guardare serie TV senza abbonamento ne pubblicità. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">rT3bshGsKgVKbFFtYG4afc</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Streaming]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Entertainment]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Mark Wilson ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A laptop screen showing a view of the earth from the moon]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Avete visto praticamente tutte le migliori serie su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-serie-amazon-prime-video">Amazon Prime Video</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/le-migliori-serie-tv-netflix">Netflix</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-serie-tv-disney-plus">Disney Plus</a> e simili? Niente paura, presto la NASA lancerà una nuova piattaforma streaming gratuita a tema spaziale dove potrete seguire dirette delle missioni spaziali, serie TV, documentari a tema e molto altro. </p><p>Il servizio si chiamerà <strong>NASA Plus</strong>, adottando lo schema di denominazione obbligatorio per (quasi) tutte le piattaforme di streaming. La buona notizia è che, almeno inizialmente, il servizio sarà privo di pubblicità e non richiederà alcun canone mensile, offrendo al pubblico l&apos;accesso gratuito a trasmissioni in diretta e video originali della NASA (tra cui alcuni documentari che verranno lanciati con NASA Plus).</p><p>Il lancio è previsto "nel corso dell&apos;anno", anche se speriamo che arrivi prima della fine di agosto. A quanto pare sarà disponibile sulla maggior parte degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a>, sui PC desktop e su alcuni dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-dispositivi-per-lo-streaming">dispositivi per lo streaming</a>, quindi, oltre che sulle app<strong> iOS</strong> e <strong>Android</strong> della NASA e tramite browser web, sarà possibile accedervi su Roku, <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-apple-tv-4k-2022"><strong>Apple TV</strong></a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/amazon-fire-tv-stick-4k-max-recensione"><strong>Amazon Fire TV</strong></a>.</p><p>L&apos;iniziativa rientra nell&apos;ambito del rilancio del sito web e dell&apos;applicazione mobile dell&apos;agenzia, di cui è possibile scaricare la versione beta sugli store di riferimento.</p><h2 id="sta-nascere-una-nuova-stella-nel-mondo-dello-streaming">Sta nascere una nuova stella nel mondo dello streaming?</h2><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/RrlDv-ts2f0" allowfullscreen=""></iframe></div></div><p>Leggendo il nome NASA Plus, abbiamo subito pensato che sarebbe stato un altro servizio di streaming a pagamento da affiancare a Apple TV Plus e Disney Plus. Fortunatamente, la NASA afferma che non ci saranno costi mensili e tantomeno pubblicità, il che spingerà molti ad accedere al servizio non appena sarà disponibile. </p><p>Ciononostante, NASA Plus potrà contare da subito su una vasta libreria di contenuti, oltre che su diverse fiction a tema spaziale come <em>The Martian </em>(accessibile anche su Disney Plus).</p><p>Tuttavia, la NASA ha in programma una discreta serie di eventi live per il mese di agosto e siamo curiosi di vedere le nuove serie video originali sul servizio quando arriverà in Italia. </p><p>Purtroppo a oggi non abbiamo una data di riferimento, anche se siamo quasi certi che il lancio avverrà in più fasi, partendo dagli Stati Uniti per poi arrivare in Europa in un secondo momento. </p><p>Vi terremo aggiornati a riguardo!</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Elon Musk fa marcia indietro: SpaceX continuerà a sostenere l'Ucraina ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Di recente <strong>Elon Musk</strong> e la sua <strong>SpaceX</strong> sono finiti nell&apos;occhio del ciclone per aver palesato l&apos;impossibilità di continuare a fornire la connessione satellitare Starlink all&apos;Ucraina.</p><p>La polemica si è spostata dalle pagine dei giornali a Twitter, dove è avvenuto uno scambio di frecciatine tra Musk e alcuni esponenti del governo ucraino che non hanno recepito positivamente i consigli del magnate americano rispetto a delle possibili trattative con il governo di Mosca.</p><p>Dopo essere stato mandato a quel paese dall&apos;ambasciatore Ucraino risiedente in Germania, Musk ha infatti affermato di voler <strong>sospendere l&apos;operazione</strong> in assenza di aiuti da parte del governo americano. Stando alle parole del CEO di SpaceX, l&apos;azienda sta spendendo circa <strong>20 milioni di dollari</strong> ogni mese per garantire la connessione satellitare all&apos;Ucraina.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/officejjsmart/status/1580782290849759232"><p lang="en" dir="ltr">Elon Musk’s Starlink says it can no longer afford to give Ukraine 🇺🇦 free service and asks the Pentagon 🇺🇸 to pay for it. Starlink had been a game changer in the war.This comes days after Ukrainian Ambassador @MelnykAndrij told Musk to “fuck off.”<a href="https://twitter.com/officejjsmart/status/1580782290849759232">October 14, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Pochi giorni dopo, <strong>Elon Musk è tornato sui suoi passi</strong> affermando di voler continuare ad aiutare l&apos;Ucraina, non senza una <strong>nota polemica</strong> rivolta al governo USA: </p><p><em>"Anche se Starlink continua a perdere soldi e altre aziende ricevono miliardi di dollari dai contribuenti, continueremo a finanziare gratuitamente il governo ucraino".</em></p><p>Venerdì scorso, il CEO di SpaceX ha contestato il fatto che l&apos;azienda non fosse sovvenzionata dall&apos;esercito statunitense per il supporto offerto da Starlink all&apos;Ucraina, mentre alcuni competitor come Lockheed Martin e Boeing hanno ricevuto "miliardi" dal governo per fornire risorse utili.</p><p>Gli oltre <strong>3.000 satelliti Starlink</strong> presenti nell&apos;orbita bassa sono stati fondamentali per le comunicazioni dell&apos;esercito ucraino impegnato nella resistenza contro l&apos;invasione Russa.</p><p>Stando ai dati forniti da Musk, attualmente in Ucraina ci sono circa <strong>25.000 terminali di terra</strong>. Tuttavia, alcuni esponenti dell&apos;esercito ucraino affermano che quelli donati da SpaceX costituiscono una minima quota dei terminali Starlink in uso nel Paese, mentre la maggior parte dei moduli è stata acquistata da stati amici (Polonia in primis) e volontari a prezzi di mercato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1492px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="ci8bW8w9TmFhvHGchc9qcQ" name="spacex-starlink-satellite-dish.jpg" alt="SpaceX Starlink" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ci8bW8w9TmFhvHGchc9qcQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1492" height="839" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: SpaceX)</span></figcaption></figure><p>Dimko Zhluktenko, fondatore dell&apos;associazione militare ucraina Dzyga&apos;s Paw, ha detto la sua su quanto sta accadendo in Ucraina e sull&apos;importanza del supporto fornito da Musk. Anche in questo caso il tono è palesemente polemico:</p><p><em>"Ammiro l&apos;azione di SpaceX che ha reso possibile il servizio Starlink in Ucraina. Si tratta di una vera e propria svolta per l&apos;esercito ucraino nelle aree rurali prive di reti cellulari e su lunghe distanze non adatte alle radio, dato che la situazione sta cambiando rapidamente sul campo di battaglia"..."Nonostante ciò, non ho visto nessuno Starlink acquistato dai governi o da SpaceX. Tutti gli Starlink che ho visto/usato sono stati acquistati da volontari come me o da soldati che hanno investito il loro denaro personale. Anche il prezzo dell&apos;abbonamento viene pagato di tasca propria".</em></p><p>L&apos;attivista ucraina Melaniya Podolyak ha aggiunto che "migliaia" di ucraini pagavano mensilmente la società di Musk, condividendo uno screenshot del proprio conto corrente bancario con oltre 6.000 sterline di pagamenti in uscita a Starlink. <em>"Quindi la domanda è: ha davvero perso più soldi di quanti ne abbia guadagnati?"</em>.</p><p>Le opinioni divergono ampiamente e c&apos;è chi mette in dubbio la reali perdite affrontate da SpaceX che, tuttavia, per ora <strong>continuerà a operare in Ucraina</strong> a supporto dell&apos;esercito, per il quale finora ha rappresentato una risorsa di enorme importanza (come ammesso dagli stessi militari).</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theguardian.com/world/2022/oct/15/the-hell-with-it-elon-musk-says-spacex-will-fund-starlink-internet-in-ukraine">The Guardian</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-fa-marcia-indietro-spacex-continuera-a-sostenere-lucraina</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dopo aver chiesto al governo USA di sostenere le spese per il mantenimento dei satelliti Starlink impiegati in Ucraina, Musk fa un passo indietro e conferma il suo supporto su Twitter. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">YpbnjaUCeRahW8E6voP2LD</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Elon Musk]]></media:title>
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                                <p>Di recente <strong>Elon Musk</strong> e la sua <strong>SpaceX</strong> sono finiti nell&apos;occhio del ciclone per aver palesato l&apos;impossibilità di continuare a fornire la connessione satellitare Starlink all&apos;Ucraina.</p><p>La polemica si è spostata dalle pagine dei giornali a Twitter, dove è avvenuto uno scambio di frecciatine tra Musk e alcuni esponenti del governo ucraino che non hanno recepito positivamente i consigli del magnate americano rispetto a delle possibili trattative con il governo di Mosca.</p><p>Dopo essere stato mandato a quel paese dall&apos;ambasciatore Ucraino risiedente in Germania, Musk ha infatti affermato di voler <strong>sospendere l&apos;operazione</strong> in assenza di aiuti da parte del governo americano. Stando alle parole del CEO di SpaceX, l&apos;azienda sta spendendo circa <strong>20 milioni di dollari</strong> ogni mese per garantire la connessione satellitare all&apos;Ucraina.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/officejjsmart/status/1580782290849759232"><p lang="en" dir="ltr">Elon Musk’s Starlink says it can no longer afford to give Ukraine 🇺🇦 free service and asks the Pentagon 🇺🇸 to pay for it. Starlink had been a game changer in the war.This comes days after Ukrainian Ambassador @MelnykAndrij told Musk to “fuck off.”<a href="https://twitter.com/officejjsmart/status/1580782290849759232">October 14, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Pochi giorni dopo, <strong>Elon Musk è tornato sui suoi passi</strong> affermando di voler continuare ad aiutare l&apos;Ucraina, non senza una <strong>nota polemica</strong> rivolta al governo USA: </p><p><em>"Anche se Starlink continua a perdere soldi e altre aziende ricevono miliardi di dollari dai contribuenti, continueremo a finanziare gratuitamente il governo ucraino".</em></p><p>Venerdì scorso, il CEO di SpaceX ha contestato il fatto che l&apos;azienda non fosse sovvenzionata dall&apos;esercito statunitense per il supporto offerto da Starlink all&apos;Ucraina, mentre alcuni competitor come Lockheed Martin e Boeing hanno ricevuto "miliardi" dal governo per fornire risorse utili.</p><p>Gli oltre <strong>3.000 satelliti Starlink</strong> presenti nell&apos;orbita bassa sono stati fondamentali per le comunicazioni dell&apos;esercito ucraino impegnato nella resistenza contro l&apos;invasione Russa.</p><p>Stando ai dati forniti da Musk, attualmente in Ucraina ci sono circa <strong>25.000 terminali di terra</strong>. Tuttavia, alcuni esponenti dell&apos;esercito ucraino affermano che quelli donati da SpaceX costituiscono una minima quota dei terminali Starlink in uso nel Paese, mentre la maggior parte dei moduli è stata acquistata da stati amici (Polonia in primis) e volontari a prezzi di mercato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1492px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="ci8bW8w9TmFhvHGchc9qcQ" name="spacex-starlink-satellite-dish.jpg" alt="SpaceX Starlink" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ci8bW8w9TmFhvHGchc9qcQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1492" height="839" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: SpaceX)</span></figcaption></figure><p>Dimko Zhluktenko, fondatore dell&apos;associazione militare ucraina Dzyga&apos;s Paw, ha detto la sua su quanto sta accadendo in Ucraina e sull&apos;importanza del supporto fornito da Musk. Anche in questo caso il tono è palesemente polemico:</p><p><em>"Ammiro l&apos;azione di SpaceX che ha reso possibile il servizio Starlink in Ucraina. Si tratta di una vera e propria svolta per l&apos;esercito ucraino nelle aree rurali prive di reti cellulari e su lunghe distanze non adatte alle radio, dato che la situazione sta cambiando rapidamente sul campo di battaglia"..."Nonostante ciò, non ho visto nessuno Starlink acquistato dai governi o da SpaceX. Tutti gli Starlink che ho visto/usato sono stati acquistati da volontari come me o da soldati che hanno investito il loro denaro personale. Anche il prezzo dell&apos;abbonamento viene pagato di tasca propria".</em></p><p>L&apos;attivista ucraina Melaniya Podolyak ha aggiunto che "migliaia" di ucraini pagavano mensilmente la società di Musk, condividendo uno screenshot del proprio conto corrente bancario con oltre 6.000 sterline di pagamenti in uscita a Starlink. <em>"Quindi la domanda è: ha davvero perso più soldi di quanti ne abbia guadagnati?"</em>.</p><p>Le opinioni divergono ampiamente e c&apos;è chi mette in dubbio la reali perdite affrontate da SpaceX che, tuttavia, per ora <strong>continuerà a operare in Ucraina</strong> a supporto dell&apos;esercito, per il quale finora ha rappresentato una risorsa di enorme importanza (come ammesso dagli stessi militari).</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theguardian.com/world/2022/oct/15/the-hell-with-it-elon-musk-says-spacex-will-fund-starlink-internet-in-ukraine">The Guardian</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Ucraina, Elon Musk: "niente più connessione gratuita, paghi il Pentagono" ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nelle guerre moderne la <strong>connessione satellitare</strong> costituisce senza ombra un vantaggio importante, come si è visto nel corso del conflitto tra Ucraina e Russia.</p><p><strong>Elon Musk</strong>, CEO di <strong>SpaceX</strong>, si è impegnato a supportare la causa ucraina mettendo a disposizione del governo e dell&apos;esercito i satelliti <strong>Starlink</strong>, grazie ai quali la resistenza è riuscita a coordinarsi e monitorare le attività nemiche sul territorio. Nei primi mesi del conflitto, Putin ha preso di mira le infrastrutture di comunicazione Ucraine ma, proprio grazie a Starlink, il governo e le truppe ucraine, come anche i civili e le ONG del Paese, sono riusciti a sfruttare la connessione satellitare per comunicare.</p><p><em>Il CEO di SpaceX, Elon Musk, ha dichiarato che al 9 ottobre in Ucraina erano presenti circa 25.000 terminali Starlink.</em></p><p>Tuttavia, come riporta la <a href="https://edition.cnn.com/2022/10/13/politics/elon-musk-spacex-starlink-ukraine/index.html">CNN</a>, <strong>SpaceX</strong> ha recentemente comunicato al Dipartimento della Difesa americano che <strong>potrebbe non essere più in grado di sostenere tale sforzo</strong> in futuro. In una lettera datata 8 settembre, il direttore delle vendite di SpaceX ha dichiarato che l&apos;azienda:<em> "non è in grado di donare ulteriori terminali all&apos;Ucraina o di finanziare i terminali esistenti per un periodo di tempo indefinito".</em></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FCKKw6DYWbty2JC2dhWxyd" name="starlink-internet.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FCKKw6DYWbty2JC2dhWxyd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pavlo Gonchar/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Lo scorso settembre, SpaceX ha chiesto al <strong>Pentagono</strong> di pagare i satelliti Starlink e i costi del servizio fornito all&apos;Ucraina. La cifra richiesta, secondo le stime, si attesta intorno ai <strong>124 milioni di dollari</strong> da qui alla fine dell&apos;anno, mentre per i <strong>prossimi 12</strong> <strong>mesi </strong>i costi ammontano a <strong>380 milioni di dollari</strong>. Musk afferma che SpaceX ha già sborsato 80 milioni di dollari per garantire la connessione agli ucraini, e che per continuare a farlo c&apos;è bisogno di un intervento statale.</p><p>Il milionario americano si è espresso a riguardo con un Tweet molto chiaro: <em>"SpaceX non chiede di recuperare le spese passate, ma non può nemmeno finanziare il sistema esistente a tempo indeterminato *e* inviare altre migliaia di terminali che hanno un utilizzo di dati fino a 100 volte superiore a quello delle famiglie tipiche".</em></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1580802376973230080"><p lang="en" dir="ltr">SpaceX is not asking to recoup past expenses, but also cannot fund the existing system indefinitely *and* send several thousand more terminals that have data usage up to 100X greater than typical households. This is unreasonable.<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1580802376973230080">October 14, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>In un tweet successivo, Musk ha affermato che <strong>SpaceX sta perdendo 20 milioni di dollari al mese con Starlink</strong>.<em> "Oltre ai terminali, dobbiamo creare, lanciare, mantenere e rifornire i satelliti e le stazioni di terra e pagare le telecomunicazioni per l&apos;accesso a Internet tramite i gateway" ... "Abbiamo anche dovuto difenderci dai cyberattacchi e dalle interferenze, che stanno diventando sempre più difficili".</em></p><p>Stando al report pubblicato da CNN, circa l&apos;85% dei terminali è stato pagato almeno in parte dai governi di Stati Uniti, Polonia e Gran Bretagna, oltre che da altre organizzazioni come le ONG. Secondo la CNN, la Polonia sarebbe il primo finanziatore con ben <strong>9.000 </strong>terminali, mentre gli Stati Uniti ne avrebbero forniti circa1.700. </p><p>SpaceX ha fornito 3.670 terminali di tasca sua, oltre a garantire per circa il 70% dei costi legati alla connettività Internet Starlink.</p><p>I dubbi sulla capacità di garantire il servizio da parte di SpaceX sono emersi in seguito a dei <strong>disservizi </strong>che si sono verificati nelle ultime settimane e hanno interrotto bruscamente le comunicazioni dell&apos;esercito ucraino durante la controffensiva. Il <a href="https://www.ft.com/content/9a7b922b-2435-4ac7-acdb-0ec9a6dc8397">Financial Times</a> ha portato alla luce i suddetti problemi, in seguito confermati da un report della CNN. </p><p>Musk ha dichiarato che ciò che sta accadendo sul campo di battaglia è "riservato".</p><p>La vicenda ha assunto dei toni polemici quando il CEO di SpaceX ha suggerito al governo ucraino di valutare la <strong>cessione della Crimea</strong> e di abbandonare l&apos;idea di riconquistare i territori perduti.</p><p>La risposta dell&apos;ambasciatore ucraino in Germania ha lasciato poco spazio alle interpretazioni: <em>“vai a quel paese è la mia riposta diplomatica”.</em></p><p>Subito dopo, in un altro Tweet, <strong>Musk ha replicato</strong> con un tagliente: <em>"Stiamo seguendo il consiglio dell&apos;ambasciatore chiedendo al Pentagono di pagare le spese".</em></p><p>La vicenda potrebbe costare caro all&apos;Ucraina che, se il governo americano non fosse disposto a finanziare Starlink, potrebbe ritrovarsi senza connessione.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/10/14/23404069/spacex-ukraine-starlink-funding-elon-musk-internet-satellite-connectivity-us-government-funding">The Verge</a></li></ul> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Musk chiede al Pentagono di pagare i costi necessari per continuare a fornire la connessione satellitare Starlink al governo ucraino. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space]]></category>
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                                <p>Nelle guerre moderne la <strong>connessione satellitare</strong> costituisce senza ombra un vantaggio importante, come si è visto nel corso del conflitto tra Ucraina e Russia.</p><p><strong>Elon Musk</strong>, CEO di <strong>SpaceX</strong>, si è impegnato a supportare la causa ucraina mettendo a disposizione del governo e dell&apos;esercito i satelliti <strong>Starlink</strong>, grazie ai quali la resistenza è riuscita a coordinarsi e monitorare le attività nemiche sul territorio. Nei primi mesi del conflitto, Putin ha preso di mira le infrastrutture di comunicazione Ucraine ma, proprio grazie a Starlink, il governo e le truppe ucraine, come anche i civili e le ONG del Paese, sono riusciti a sfruttare la connessione satellitare per comunicare.</p><p><em>Il CEO di SpaceX, Elon Musk, ha dichiarato che al 9 ottobre in Ucraina erano presenti circa 25.000 terminali Starlink.</em></p><p>Tuttavia, come riporta la <a href="https://edition.cnn.com/2022/10/13/politics/elon-musk-spacex-starlink-ukraine/index.html">CNN</a>, <strong>SpaceX</strong> ha recentemente comunicato al Dipartimento della Difesa americano che <strong>potrebbe non essere più in grado di sostenere tale sforzo</strong> in futuro. In una lettera datata 8 settembre, il direttore delle vendite di SpaceX ha dichiarato che l&apos;azienda:<em> "non è in grado di donare ulteriori terminali all&apos;Ucraina o di finanziare i terminali esistenti per un periodo di tempo indefinito".</em></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FCKKw6DYWbty2JC2dhWxyd" name="starlink-internet.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FCKKw6DYWbty2JC2dhWxyd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pavlo Gonchar/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Lo scorso settembre, SpaceX ha chiesto al <strong>Pentagono</strong> di pagare i satelliti Starlink e i costi del servizio fornito all&apos;Ucraina. La cifra richiesta, secondo le stime, si attesta intorno ai <strong>124 milioni di dollari</strong> da qui alla fine dell&apos;anno, mentre per i <strong>prossimi 12</strong> <strong>mesi </strong>i costi ammontano a <strong>380 milioni di dollari</strong>. Musk afferma che SpaceX ha già sborsato 80 milioni di dollari per garantire la connessione agli ucraini, e che per continuare a farlo c&apos;è bisogno di un intervento statale.</p><p>Il milionario americano si è espresso a riguardo con un Tweet molto chiaro: <em>"SpaceX non chiede di recuperare le spese passate, ma non può nemmeno finanziare il sistema esistente a tempo indeterminato *e* inviare altre migliaia di terminali che hanno un utilizzo di dati fino a 100 volte superiore a quello delle famiglie tipiche".</em></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1580802376973230080"><p lang="en" dir="ltr">SpaceX is not asking to recoup past expenses, but also cannot fund the existing system indefinitely *and* send several thousand more terminals that have data usage up to 100X greater than typical households. This is unreasonable.<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1580802376973230080">October 14, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>In un tweet successivo, Musk ha affermato che <strong>SpaceX sta perdendo 20 milioni di dollari al mese con Starlink</strong>.<em> "Oltre ai terminali, dobbiamo creare, lanciare, mantenere e rifornire i satelliti e le stazioni di terra e pagare le telecomunicazioni per l&apos;accesso a Internet tramite i gateway" ... "Abbiamo anche dovuto difenderci dai cyberattacchi e dalle interferenze, che stanno diventando sempre più difficili".</em></p><p>Stando al report pubblicato da CNN, circa l&apos;85% dei terminali è stato pagato almeno in parte dai governi di Stati Uniti, Polonia e Gran Bretagna, oltre che da altre organizzazioni come le ONG. Secondo la CNN, la Polonia sarebbe il primo finanziatore con ben <strong>9.000 </strong>terminali, mentre gli Stati Uniti ne avrebbero forniti circa1.700. </p><p>SpaceX ha fornito 3.670 terminali di tasca sua, oltre a garantire per circa il 70% dei costi legati alla connettività Internet Starlink.</p><p>I dubbi sulla capacità di garantire il servizio da parte di SpaceX sono emersi in seguito a dei <strong>disservizi </strong>che si sono verificati nelle ultime settimane e hanno interrotto bruscamente le comunicazioni dell&apos;esercito ucraino durante la controffensiva. Il <a href="https://www.ft.com/content/9a7b922b-2435-4ac7-acdb-0ec9a6dc8397">Financial Times</a> ha portato alla luce i suddetti problemi, in seguito confermati da un report della CNN. </p><p>Musk ha dichiarato che ciò che sta accadendo sul campo di battaglia è "riservato".</p><p>La vicenda ha assunto dei toni polemici quando il CEO di SpaceX ha suggerito al governo ucraino di valutare la <strong>cessione della Crimea</strong> e di abbandonare l&apos;idea di riconquistare i territori perduti.</p><p>La risposta dell&apos;ambasciatore ucraino in Germania ha lasciato poco spazio alle interpretazioni: <em>“vai a quel paese è la mia riposta diplomatica”.</em></p><p>Subito dopo, in un altro Tweet, <strong>Musk ha replicato</strong> con un tagliente: <em>"Stiamo seguendo il consiglio dell&apos;ambasciatore chiedendo al Pentagono di pagare le spese".</em></p><p>La vicenda potrebbe costare caro all&apos;Ucraina che, se il governo americano non fosse disposto a finanziare Starlink, potrebbe ritrovarsi senza connessione.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/10/14/23404069/spacex-ukraine-starlink-funding-elon-musk-internet-satellite-connectivity-us-government-funding">The Verge</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Elon Musk vs iPhone 14, tutti vogliono la banda satellitare  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>SpaceX</strong>, società fondata e guidata da Elon Musk, ha chiesto alle autorità statunitensi (FCC, Federal Communications Commission) di poter trasmettere via satellite sulle bande satellitari a 1,6 GHz, 2 GHz e 2,4 GHz. Global, società che gestisce la connettività di <strong>iPhone 14</strong>, si oppone alla richiesta perché teme che ci sarebbero interferenze anche gravi. </p><p>SpaceX usa i propri satelliti (quasi 3.000) <em>anche</em> per offrire connettività Internet ai propri clienti, con un pacchetto che volendo si può attivare anche in Italia. Per farlo vuole occupare diverse bande, e assicura di avere strumenti per mitigare le interferenze. Globalstar non sembra fidarsi molto. </p><p>Per questo Globalstar, che è il fornitore di Apple, chiede alla FCC di negare il permesso. "Basandosi sugli scarsi dati offerti finora, SpaceX non ha dimostrato che sarebbe possibile un coordinamento efficace tra Globalstar e SpaceX, o che si potrebbero escludere interferenze a opera di SpaceX sulla rete MSS di Globalstar". </p><p>Globalstar dà alla richiesta un carattere di urgenza proprio per via degli iPhone 14, che si affidano alla rete satellitare per le chiamate di emergenza. Se tali chiamata non sono assicurate, è chiaramente un problema. </p><p>Anche Dish, un&apos;altra azienda del settore, si oppone alla richiesta di SpaceX. Apple finora non è intervenuta. </p><p>SpaceX, da parte propria, finora ha sottolineato che Globalstar non ha accesso esclusivo alle bande da 1,6Ghz e 2,4Ghz. </p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Leggi anche</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Recensione <a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-14-pro" target="_blank">iPhone 14 Pro</a><br />Recensione <a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-iphone-14" target="_blank">iPhone 14</a><br />Recensione <a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-14-pro-max-recensione" target="_blank">iPhone 14 Pro Max</a><br /><a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/versus/iphone-14-vs-iphone-14-pro-confronto" target="_blank">iPhone 14 vs iPhone 14 Pro</a><br /><a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/versus/iphone-14-vs-iphone-13-pro-confronto" target="_blank">iPhone 14 Vs iPhone 13 Pro</a></p></div></div><p><br /></p><p>Per questo Globalstar, che è il fornitore di Apple, chiede alla FCC di negare il permesso. "Basandosi sugli scarsi dati offerti finora, SpaceX non ha dimostrato che sarebbe possibile un coordinamento efficace tra Globalstar e SpaceX, o che si potrebbero escludere interferenze a opera di SpaceX sulla rete MSS di Globalstar". </p><p>Globalstar dà alla richiesta un carattere di urgenza proprio per via degli iPhone 14, che si affidano alla rete satellitare per le chiamate di emergenza. Se tali chiamata non sono assicurate, è chiaramente un problema. </p><p>Anche Dish, un&apos;altra azienda del settore, si oppone alla richiesta di SpaceX. Apple finora non è intervenuta. </p><p>SpaceX, da parte propria, finora ha sottolineato che Globalstar non ha accesso esclusivo alle bande da 1,6Ghz e 2,4Ghz. </p><div data-model-name="iphone 14" data-widget-type="review"></div><p>Immagine di copertina: <a href="https://it.123rf.com/">123RF</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-vs-iphone-14-tutti-vogliono-la-banda-satelittare</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ SpaceX vuole occupare bande satellitare usate anche da iPhone 14 ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Phones]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (TechRadar Italia) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ TechRadar Italia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[iPhone 14 satellite]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p><strong>SpaceX</strong>, società fondata e guidata da Elon Musk, ha chiesto alle autorità statunitensi (FCC, Federal Communications Commission) di poter trasmettere via satellite sulle bande satellitari a 1,6 GHz, 2 GHz e 2,4 GHz. Global, società che gestisce la connettività di <strong>iPhone 14</strong>, si oppone alla richiesta perché teme che ci sarebbero interferenze anche gravi. </p><p>SpaceX usa i propri satelliti (quasi 3.000) <em>anche</em> per offrire connettività Internet ai propri clienti, con un pacchetto che volendo si può attivare anche in Italia. Per farlo vuole occupare diverse bande, e assicura di avere strumenti per mitigare le interferenze. Globalstar non sembra fidarsi molto. </p><p>Per questo Globalstar, che è il fornitore di Apple, chiede alla FCC di negare il permesso. "Basandosi sugli scarsi dati offerti finora, SpaceX non ha dimostrato che sarebbe possibile un coordinamento efficace tra Globalstar e SpaceX, o che si potrebbero escludere interferenze a opera di SpaceX sulla rete MSS di Globalstar". </p><p>Globalstar dà alla richiesta un carattere di urgenza proprio per via degli iPhone 14, che si affidano alla rete satellitare per le chiamate di emergenza. Se tali chiamata non sono assicurate, è chiaramente un problema. </p><p>Anche Dish, un&apos;altra azienda del settore, si oppone alla richiesta di SpaceX. Apple finora non è intervenuta. </p><p>SpaceX, da parte propria, finora ha sottolineato che Globalstar non ha accesso esclusivo alle bande da 1,6Ghz e 2,4Ghz. </p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Leggi anche</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Recensione <a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-14-pro" target="_blank">iPhone 14 Pro</a><br />Recensione <a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-iphone-14" target="_blank">iPhone 14</a><br />Recensione <a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-14-pro-max-recensione" target="_blank">iPhone 14 Pro Max</a><br /><a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/versus/iphone-14-vs-iphone-14-pro-confronto" target="_blank">iPhone 14 vs iPhone 14 Pro</a><br /><a data-analytics-id="inline-link" href="https://global.techradar.com/it-it/versus/iphone-14-vs-iphone-13-pro-confronto" target="_blank">iPhone 14 Vs iPhone 13 Pro</a></p></div></div><p><br /></p><p>Per questo Globalstar, che è il fornitore di Apple, chiede alla FCC di negare il permesso. "Basandosi sugli scarsi dati offerti finora, SpaceX non ha dimostrato che sarebbe possibile un coordinamento efficace tra Globalstar e SpaceX, o che si potrebbero escludere interferenze a opera di SpaceX sulla rete MSS di Globalstar". </p><p>Globalstar dà alla richiesta un carattere di urgenza proprio per via degli iPhone 14, che si affidano alla rete satellitare per le chiamate di emergenza. Se tali chiamata non sono assicurate, è chiaramente un problema. </p><p>Anche Dish, un&apos;altra azienda del settore, si oppone alla richiesta di SpaceX. Apple finora non è intervenuta. </p><p>SpaceX, da parte propria, finora ha sottolineato che Globalstar non ha accesso esclusivo alle bande da 1,6Ghz e 2,4Ghz. </p><div data-model-name="iphone 14" data-widget-type="review"></div><p>Immagine di copertina: <a href="https://it.123rf.com/">123RF</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ NASA Artemis, lancio rinviato a causa di un problema tecnico ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il lancio del razzo spaziale Artemis 1 previsto per oggi è stato rinviato a causa di un problema tecnico.</p><p>Erano le ore 8:34AM ET, ossia le 14:30 ora locale, quando un problema al terzo motore RS-25 ne ha impedito l’avvio; a nulla sono valsi gli sforzi dei tecnici che hanno tentato di porre rimedio al problema ed effettuare il lancio all’interno della finestra delle due ore disponibili.</p><p>Il razzo fa parte della missione Artemis della NASA, che porterà l’uomo sulla luna ancora una volta nel 2025 grazie alla capsula spaziale Orion.</p><p>Un test con astronauti in carne ed ossa è già previsto per il 2024, con l&apos;equipaggio che arriverà sulla luna e poi tornerà sulla terra senza atterrare sul satellite. Per il lancio di oggi, invece, non era previsto nessun umano a bordo. Lo scopo di questo volo di prova è invece quello di testare lo scudo termico della capsula che rientrando sulla Terra dallo spazio, dovrebbe arrivare fino a 2800 °C.  Un requisito fondamentale per la sicurezza del futuro equipaggio.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-fitness-tracker">fitness tracker</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/deals/migliori-fitness-tracker-impermeabili">fitness tracker impermeabili</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-fitness-tracker-economici">fitness tracker economici</a></li></ul><p>Durante il tentativo di lancio, i controllori avrebbero dovuto versare propellente criogenico nel motore per mantenere la temperatura del medesimo in un determinato range, ma a quanto pare questo non è avvenuto, e adesso ingegneri e scienziati starebbero analizzando i dati per tentare di capire quale sia stata la causa del problema.</p><p>L’agenzia spaziale americana avrà altre due possibilità per tentare di effettuare il lancio e mandare in orbita il razzo. La prossima sarà venerdì 2 settembre alle ore 18:48, mentre l’ultima opportunità sarà il prossimo Lunedì 5 settembre.</p><p>In caso di insuccesso le cose si metteranno piuttosto male, con il rischio di dover trasportare il razzo al Vehicle Assembly Building (edificio assemblaggio veicoli) del Kennedy Space Center della NASA, per testare nuovamente il sistema di disintegrazione del missile.</p><p>Il sistema si renderebbe necessario se qualcosa dovesse andare storto dopo il lancio, e la verifica al VAB deve essere eseguita nuovamente dopo un determinato tempo che il razzo è stato spostato dal centro. Ciò significa che esiste una tempistica piuttosto ristretta per eseguire il lancio, appena 20 giorni, dopodiché sarà necessario tornare al VAB e rifare tutti i controlli. Questo potrebbe far slittare tutta la missione verso la fine di ottobre, procurando un notevole ritardo su tutto il calendario dell’agenzia.</p><p>L’ultima missione lunare della NASA risale al 1972 con Apollo 17, e da allora l’uomo non ha più messo piede sulla luna. Nel 2025 Orion condurrà, tra gli altri, anche la prima astronauta donna sulla Luna. Onestamente siamo ansiosi di vedere di nuovo l’uomo camminare sul nostro satellite, insieme a tutte le nuove opportunità di raccogliere dati e campioni, messe a disposizione dai moderni mezzi tecnologici che nel 1972 non esistevano neppure.</p><p>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/8/29/23326681/nasa-artemis-sls-orion-rocket-moon-first-launch-delay-engine">The Verge</a></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il lancio fallito per un problema a un motore che ne ha impedito l'accensione ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>Il lancio del razzo spaziale Artemis 1 previsto per oggi è stato rinviato a causa di un problema tecnico.</p><p>Erano le ore 8:34AM ET, ossia le 14:30 ora locale, quando un problema al terzo motore RS-25 ne ha impedito l’avvio; a nulla sono valsi gli sforzi dei tecnici che hanno tentato di porre rimedio al problema ed effettuare il lancio all’interno della finestra delle due ore disponibili.</p><p>Il razzo fa parte della missione Artemis della NASA, che porterà l’uomo sulla luna ancora una volta nel 2025 grazie alla capsula spaziale Orion.</p><p>Un test con astronauti in carne ed ossa è già previsto per il 2024, con l&apos;equipaggio che arriverà sulla luna e poi tornerà sulla terra senza atterrare sul satellite. Per il lancio di oggi, invece, non era previsto nessun umano a bordo. Lo scopo di questo volo di prova è invece quello di testare lo scudo termico della capsula che rientrando sulla Terra dallo spazio, dovrebbe arrivare fino a 2800 °C.  Un requisito fondamentale per la sicurezza del futuro equipaggio.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-fitness-tracker">fitness tracker</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/deals/migliori-fitness-tracker-impermeabili">fitness tracker impermeabili</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-fitness-tracker-economici">fitness tracker economici</a></li></ul><p>Durante il tentativo di lancio, i controllori avrebbero dovuto versare propellente criogenico nel motore per mantenere la temperatura del medesimo in un determinato range, ma a quanto pare questo non è avvenuto, e adesso ingegneri e scienziati starebbero analizzando i dati per tentare di capire quale sia stata la causa del problema.</p><p>L’agenzia spaziale americana avrà altre due possibilità per tentare di effettuare il lancio e mandare in orbita il razzo. La prossima sarà venerdì 2 settembre alle ore 18:48, mentre l’ultima opportunità sarà il prossimo Lunedì 5 settembre.</p><p>In caso di insuccesso le cose si metteranno piuttosto male, con il rischio di dover trasportare il razzo al Vehicle Assembly Building (edificio assemblaggio veicoli) del Kennedy Space Center della NASA, per testare nuovamente il sistema di disintegrazione del missile.</p><p>Il sistema si renderebbe necessario se qualcosa dovesse andare storto dopo il lancio, e la verifica al VAB deve essere eseguita nuovamente dopo un determinato tempo che il razzo è stato spostato dal centro. Ciò significa che esiste una tempistica piuttosto ristretta per eseguire il lancio, appena 20 giorni, dopodiché sarà necessario tornare al VAB e rifare tutti i controlli. Questo potrebbe far slittare tutta la missione verso la fine di ottobre, procurando un notevole ritardo su tutto il calendario dell’agenzia.</p><p>L’ultima missione lunare della NASA risale al 1972 con Apollo 17, e da allora l’uomo non ha più messo piede sulla luna. Nel 2025 Orion condurrà, tra gli altri, anche la prima astronauta donna sulla Luna. Onestamente siamo ansiosi di vedere di nuovo l’uomo camminare sul nostro satellite, insieme a tutte le nuove opportunità di raccogliere dati e campioni, messe a disposizione dai moderni mezzi tecnologici che nel 1972 non esistevano neppure.</p><p>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/8/29/23326681/nasa-artemis-sls-orion-rocket-moon-first-launch-delay-engine">The Verge</a></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Starlink di Elon Musk, internet via satellite arriva anche su mobile ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dall'anno prossimo, i clienti T-Mobile avranno sempre la connessione ovunque si trovino, grazie alla rete Starlink. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Space]]></category>
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                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Di che si tratta?</strong> T-Mobile e SpaceX forniranno copertura satellitare agli smartphone in USA</li><li><strong>Perché è importante?</strong> Dimostra che esistono modi alternativi per concepire la connettività mobile</li></ul><p>L&apos;operatore mobile statunitense T-Mobile collaborerà con l&apos;azienda di Elon Musk SpaceX per fornire la rete mobile anche alle zone più remote degli USA.</p><p>Secondo l&apos;azienda, in oltre mezzo milione di chilometri quadrati negli Stati Uniti, insieme a vaste porzioni di oceano, manca del tutto la copertura cellulare.</p><p>L&apos;attuale rete <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/che-cosa-sono-le-reti-5g-tutto-quello-che-ce-da-sapere">5G</a> di T-Mobile copre 315 milioni di u tenti negli USA, con 225 milioni dei quali in grado di accedere al servizio più rapido, noto come "Ultra Capacity 5G". Si prevede che questi utenti arrivino a 260 milioni a fine anno e 300 milioni nel 2023.</p><h2 id="t-mobile-e-spacex">T-Mobile e SpaceX</h2><p>In alcune aree, ad esempio quelle montane e desertiche, sussistono problemi logistici e tecnici, mentre nei parchi nazionali sono in vigore limitazioni alle operazioni di terra che impediscono l&apos;installazione di torri.</p><p>I telefoni satellitari sono sempre stati un modo di restare connessi in queste aree, ma si tratta di prodotti costosi e tecnologicamente obsoleti. Una nuova generazione di satelliti noti come LEO, ovvero a orbita terrestre bassa, però, offre notevoli migliorie in termini di velocità, capacità e bassa latenza e rappresenta una strada percorribile come alternativa alla connettività fissa.</p><p>A partire dall&apos;anno prossimo, i clienti di T-Mobile si connetteranno automaticamente alla costellazione di satelliti LEO di SpaceX, nota come Starlink, quando non avranno copertura di segnale terrestre. All&apos;inizio, i clienti saranno in grado solo di inviare SMS e accedere alle app di messaggistica, ma la copertura di dati e voce sarà aggiunta successivamente.</p><p>L&apos;aspetto cruciale è che la rete sarà compatibile con la tecnologia radio esistente, nello specifico lo spettro a banda media di T-Mobile, di conseguenza, sarà possibile utilizzarla con i dispositivi esistenti.</p><p>"Abbiamo sempre pensato in modo diverso circa il significato di mantenere i clienti connessi, ecco perché collaboriamo con le aziende migliori per garantire la copertura al di là di quanto i clienti abbiano mai potuto sperimentare", afferma Mike Sievert, CEO di T-Mobile. "La nostra è più di una collaborazione innovativa, dato che rappresenta due innovatori che hanno scosso l&apos;industria, sfidando i metodi operativi tradizionali per creare qualcosa di completamente nuovo".</p><p>"L&apos;aspetto importante è che prova che non esistono davvero zone morte per gli smartphone", sostiene il Capo ingegnere di SpaceX Elon Musk. "Siamo molto entusiasti di lavorare con T-Mobile".</p><p>Altri operatori guardano ai satelliti come modo per migliorare le strategie di networking convergente. Telefonica, ad esempio <a href="https://www.techradar.com/news/telefonica-and-oneweb-want-to-spread-satellite-broadband-even-further" target="_blank">è in partnership con OneWeb,</a> l&apos;azienda operativa nella banda larga satellitare a cui partecipa il governo britannico.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> del 2022</li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Un razzo ha colpito la Luna e non si sa chi l'ha lanciato ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il 4 marzo 2022, diverse testate nazionali e internazionali hanno dato notizia dell&apos;impatto di un razzo di provenienza sconosciuta sulla superficie lunare.</p><p>Nello specifico, l&apos;impatto è avvenuto sul "lato nascosto" del satellite terrestre generando un doppio cratere che misura poco più di 30 metri, e si può osservare nelle <a href="https://www.nasa.gov/feature/goddard/2022/nasas-lunar-reconnaissance-orbiter-spots-rocket-impact-site-on-moon" target="_blank">immagini pubblicate sul sito dell&apos;Agenzia Spaziale NASA</a> lo scorso 24 giugno.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:985px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="VWVfGUNVVtbK58BTWAUUKh" name="booster_0805_m1407760984r.map_.str01.enlarge3x.1100crop.png" alt="Fonte: NASA/Goddard/Arizona State University" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VWVfGUNVVtbK58BTWAUUKh-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="985" height="985" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Image source: NASA/Goddard/Arizona State University)</span></figcaption></figure><p>Il cratere individuato dal Lunar Reconnaissance Orbiter gestito dal <a href="https://www.nasa.gov/goddard">Goddard Space Flight Center</a> della NASA ha una particolarità che lo rende unico, dato che in realtà si tratta di due crateri che misurano rispettivamente 18 e 16 metri di diametro.</p><p>Come spiegato sul sito dell&apos;Agenzia Spaziale Statunitense, è la prima volta che l&apos;impatto di un corpo celeste genera un doppio cratere sulla superficie Lunare. </p><p>Ad esempio, i quattro crateri creato dall&apos;impatto dai veicoli di lancio Apollo SIV-B (Apollo 13, 14, 15, 17) erano caratterizzati da un contorno piuttosto irregolare e sostanzialmente più grandi (circa 35 metri) di ciascuno dei crateri doppi. Tuttavia, la larghezza complessiva (circa 33 metri) dei due crateri si avvicina molto a quella dei crateri formatisi con l&apos;impatto dei moduli Apllo S-IVB. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:985px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:24.67%;"><img id="oJjD8TcVWDLRxWYDkB5XNj" name="fi_2016_anthroimpacts.justsivb_1100p (1).png" alt="Fonte: NASA/Goddard/Arizona State University" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oJjD8TcVWDLRxWYDkB5XNj-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="985" height="243" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NASA/Goddard/Arizona State University)</span></figcaption></figure><p>Stando alle considerazioni degli osservatori NASA, la presenza di un doppio cratere indica che l&apos;oggetto che li ha generati era caratterizzato da grandi masse su ciascuna estremità. In genere, un razzo "esaurito" ha una massa concentrata all&apos;estremità del motore e la parte restante consiste in un serbatoio vuoto.</p><p>Per questo, l&apos;ipotesi più recente è che si trattasse effettivamente di un razzo, piuttosto che di semplici detriti spaziali.</p><h2 id="tante-ipotesi-nessuna-certezza">Tante ipotesi, nessuna certezza</h2><p>Inizialmente si pensava che i detriti fossero parte di un veicolo di lancio utilizzato nell&apos;ambito di una missione SpaceX risalente al 2015. L&apos;Agenzia Spaziale del noto magnate Elon Musk, però, non ha mai confermato l&apos;ipotesi. </p><p>A qualche anno di distanza dall&apos;accaduto, la NASA ha ipotizzato che, molto probabilmente, si tratta di spazzatura spaziale proveniente dal lancio di un razzo Cinese avvenuto nel 2014.</p><p>La Cina ha dichiarato di non essere responsabile del razzo che ha colpito la Luna, affermando che il veicolo di lancio incriminato si sarebbe disintegrato durante il rientro. </p><p>Al momento, queste rimangono le ipotesi più accreditate, ma non ci sono certezze a riguardo.</p><p>Tuttavia, a preoccupare non è tanto il mittente, quanto la natura dei detriti che hanno generato i due crateri. Come detto in precedenza, se inizialmente si pensava a dei detriti spaziali derivanti da un veicolo di lancio di provenienza sconosciuta, le recenti analisi dei crateri indicano trattarsi di un razzo.</p><p>Le ricerche sono ancora in corso e, stando alle parole riportate sul sito della NASA, la particolarità dei due crateri potrebbe portare all&apos;identificazione del responsabile in tempi brevi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/un-razzo-ha-colpito-la-luna-e-non-si-sa-chi-lha-lanciato</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La natura dei crateri generati dall'impatto rivela trattarsi di un razzo ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space Exploration]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Samsung Galaxy S22 Ultra Space Zoom photo of almost full moon]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il 4 marzo 2022, diverse testate nazionali e internazionali hanno dato notizia dell&apos;impatto di un razzo di provenienza sconosciuta sulla superficie lunare.</p><p>Nello specifico, l&apos;impatto è avvenuto sul "lato nascosto" del satellite terrestre generando un doppio cratere che misura poco più di 30 metri, e si può osservare nelle <a href="https://www.nasa.gov/feature/goddard/2022/nasas-lunar-reconnaissance-orbiter-spots-rocket-impact-site-on-moon" target="_blank">immagini pubblicate sul sito dell&apos;Agenzia Spaziale NASA</a> lo scorso 24 giugno.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:985px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="VWVfGUNVVtbK58BTWAUUKh" name="booster_0805_m1407760984r.map_.str01.enlarge3x.1100crop.png" alt="Fonte: NASA/Goddard/Arizona State University" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VWVfGUNVVtbK58BTWAUUKh-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="985" height="985" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Image source: NASA/Goddard/Arizona State University)</span></figcaption></figure><p>Il cratere individuato dal Lunar Reconnaissance Orbiter gestito dal <a href="https://www.nasa.gov/goddard">Goddard Space Flight Center</a> della NASA ha una particolarità che lo rende unico, dato che in realtà si tratta di due crateri che misurano rispettivamente 18 e 16 metri di diametro.</p><p>Come spiegato sul sito dell&apos;Agenzia Spaziale Statunitense, è la prima volta che l&apos;impatto di un corpo celeste genera un doppio cratere sulla superficie Lunare. </p><p>Ad esempio, i quattro crateri creato dall&apos;impatto dai veicoli di lancio Apollo SIV-B (Apollo 13, 14, 15, 17) erano caratterizzati da un contorno piuttosto irregolare e sostanzialmente più grandi (circa 35 metri) di ciascuno dei crateri doppi. Tuttavia, la larghezza complessiva (circa 33 metri) dei due crateri si avvicina molto a quella dei crateri formatisi con l&apos;impatto dei moduli Apllo S-IVB. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:985px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:24.67%;"><img id="oJjD8TcVWDLRxWYDkB5XNj" name="fi_2016_anthroimpacts.justsivb_1100p (1).png" alt="Fonte: NASA/Goddard/Arizona State University" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oJjD8TcVWDLRxWYDkB5XNj-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="985" height="243" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NASA/Goddard/Arizona State University)</span></figcaption></figure><p>Stando alle considerazioni degli osservatori NASA, la presenza di un doppio cratere indica che l&apos;oggetto che li ha generati era caratterizzato da grandi masse su ciascuna estremità. In genere, un razzo "esaurito" ha una massa concentrata all&apos;estremità del motore e la parte restante consiste in un serbatoio vuoto.</p><p>Per questo, l&apos;ipotesi più recente è che si trattasse effettivamente di un razzo, piuttosto che di semplici detriti spaziali.</p><h2 id="tante-ipotesi-nessuna-certezza">Tante ipotesi, nessuna certezza</h2><p>Inizialmente si pensava che i detriti fossero parte di un veicolo di lancio utilizzato nell&apos;ambito di una missione SpaceX risalente al 2015. L&apos;Agenzia Spaziale del noto magnate Elon Musk, però, non ha mai confermato l&apos;ipotesi. </p><p>A qualche anno di distanza dall&apos;accaduto, la NASA ha ipotizzato che, molto probabilmente, si tratta di spazzatura spaziale proveniente dal lancio di un razzo Cinese avvenuto nel 2014.</p><p>La Cina ha dichiarato di non essere responsabile del razzo che ha colpito la Luna, affermando che il veicolo di lancio incriminato si sarebbe disintegrato durante il rientro. </p><p>Al momento, queste rimangono le ipotesi più accreditate, ma non ci sono certezze a riguardo.</p><p>Tuttavia, a preoccupare non è tanto il mittente, quanto la natura dei detriti che hanno generato i due crateri. Come detto in precedenza, se inizialmente si pensava a dei detriti spaziali derivanti da un veicolo di lancio di provenienza sconosciuta, le recenti analisi dei crateri indicano trattarsi di un razzo.</p><p>Le ricerche sono ancora in corso e, stando alle parole riportate sul sito della NASA, la particolarità dei due crateri potrebbe portare all&apos;identificazione del responsabile in tempi brevi.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Google Earth, la nuova funzione Timelapse mostra gli effetti del cambiamento climatico ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Adesso, gli utenti di Google Earth possono vedere gli effetti del cambiamento climatico degli ultimi quarant&apos;anni grazie alla nuova funzione Timelapse, uno degli aggiornamenti più importanti del servizio dal 2017.</p><p>Il nuovo strumento è stato annunciato dal CEO di Google Sundar Pichai e offre le prove visive delle mutazioni della Terra a causa del cambiamento climatico e dei comportamenti umani.</p><p>Questa incredibile tecnologia prevede l&apos;uso delle immagini statiche della piattaforma per trasformarle in un&apos;esperienza dinamica in 4D, consentendo agli utenti di passare in rassegna la funzione Timelapse per vedere lo scioglimento dei poli, la riduzione dei ghiacciai, la massiccia espansione urbana e l&apos;impatto degli incendi sull&apos;agricoltura.</p><p>"Il nostro pianeta ha subito rapidi cambiamenti ambientali nell&apos;ultimo cinquantennio, più che in qualsiasi altro momento della storia umana. La nuova funzione Timelapse di @GoogleEarth compila 24 milioni di immagini satellitari scattate negli ultimi 37 anni in un&apos;esperienza 4D interattiva", dichiara Pichai in un Tweet.</p><ul><li>Tutto quello che sappiamo di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-pixel-6-quando-esce-prezzo-specifiche">Google Pixel 6</a></li><li>Recensione di <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-google-home">Google Home</a></li><li>Recensione di <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-google-pixel-5">Google Pixel 5</a></li></ul><h2 id="come-funziona-timelapse-di-google">Come funziona Timelapse di Google?</h2><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/sundarpichai/status/1382682787912642567"><p lang="en" dir="ltr">Our planet has seen rapid environmental change in the past half-century -- more than any other point in human history. The new Timelapse feature in @GoogleEarth compiles 24 million satellite photos from the past 37 years into an interactive 4D experience.https://t.co/zDfp7Wn1um pic.twitter.com/wCR7JmIIub<a href="https://twitter.com/sundarpichai/status/1382682787912642567">April 15, 2021</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Timelapse elabora milioni di foto satellitari scattate fra il 1984 e il 2020, un&apos;operazione che richiede due milioni di ore di elaborazione su migliaia di macchine nel cloud di Google.</p><p>Per esplorare Timelapse su Google Earth, gli utenti possono digitare un luogo nella barra di ricerca (<a href="https://earth.google.com/web/data=CiQSIhIgNTQ0MGExNzMxYzI1MTFlYTk0NDM4YmI2ODk0NDUyOTc" target="_blank">g.co/Timelapse</a>) per "scegliere qualsiasi luogo del pianeta in cui si desidera vedere il tempo in movimento". </p><p>Google ha dichiarato di aver rimosso elementi come nubi e ombre dalle immagini e di aver elaborato un singolo pixel per ogni luogo sulla terra, per ogni anno a partire dal 1984. Poi tutto quanto è stato riunito in un video di Timelapse.</p><p>Alla base della tecnologia, c&apos;è una collaborazione con CREATE Lab della Carnegie Mellon University.</p><p>Ciò che è emerso, soprattutto, riguarda il cambiamento delle foreste, l&apos;espansione urbana, l&apos;aumento delle temperature, le fonti energetiche e, in generale, la fragile bellezza del nostro pianeta.</p><p>La piattaforma è pensata come un tour guidato su ciascuno di questi argomenti, per una migliore comprensione di tali temi, secondo quanto dichiarato da Google.</p><p>L&apos;azienda si augura che governi, ricercatori, giornalisti, insegnanti e attivisti possano analizzare le immagini, individuare le tendenze e condividere le proprie scoperte.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:861px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.17%;"><img id="NgB8Srca9noK4e57feFAaj" name="Timelapse_Blog_Columbia.gif" alt="Google Earth Timelapse gif" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NgB8Srca9noK4e57feFAaj-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="861" height="475" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5W-zPqrGQWA?start=8" allowfullscreen=""></iframe></div></div><p>Google ha dichiarato di voler aggiornare Google Earth su base annuale, arricchendo dunque le immagini di Timelapse nel corso del prossimo decennio.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-editing-video">software di editing video</a> del 2021</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/google-earth-la-nuova-funzione-timelapse-mostra-gli-effetti-del-cambiamento-climatico</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Timelapse compila milioni di immagini satellitari realizzate dal 1984 al 2020, un'operazione che richiede due milioni di ore di elaborazione su centinaia di macchine sul cloud di Google. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space Exploration]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ balakumarkb@gmail.com (Balakumar K) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Balakumar K ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BrV9abTZPZY7crRr4ZE27L-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;An engineer-turned journalist, K Balakumar&#039;s career began in print publications in the mid-90s --- verily, the glorious days of Indian journalism. After that, well, the industry saw very little of any glory. But you can&#039;t hold that against him. Anyway, he started as a sports writer, covering primarily cricket and tennis. But sports, which provides a philosophical heft to his life, also opened the doors for other journalistic avenues like films, music, finance, technology and, of course, politics, which nobody can escape in India. Endowed with good flair for the English language, he worked his way up, and eventually ended up as the Editor and Publisher of the Chennai-based eveninger &lt;em&gt;News Today&lt;/em&gt;. Soon enough, he also became the Editorial Director of Chennai-specific bunch of neighbourhood tabloids, &lt;em&gt;Talk Media&lt;/em&gt;. During which period, he also established himself as a humour writer with a unique voice and vision, penning the satirical column &lt;a href=&quot;http://kbalakumar.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Crank&#039;s Corner&lt;/a&gt;. He quit the journalistic treadmill in 2018, and from then on he has been a freelancer writer, with his bylines appearing in publications as diverse as Yahoo, &lt;a href=&quot;https://www.news18.com/byline/balakumar-kuppuswamy.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CricketNext&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.thenewsminute.com/article/how-kamal-met-crazy-mohan-story-involves-graveyard-103391&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;The News Minute&lt;/a&gt; , &lt;a href=&quot;https://www.firstpost.com/author/kbalakumar/page/1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;First Post&lt;/a&gt; and The News Able (&lt;a href=&quot;https://www.mynation.com/author/balakumar-kuppuswamy/e6452805-9e51-5466-a3d4-ebdfda755023&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;My Nation&lt;/a&gt;). His &lt;em&gt;Crank&#039;s Corner&lt;/em&gt; pieces were regularly used by the satire magazine &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/The_UnReal_Times&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;em&gt;The Unreal Times&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. He is also a popular voice on &lt;a href=&quot;https://twitter.com/kbalakumar&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Twitter&lt;/a&gt;, especially on sports and Tamil Nadu. He also appears in TV news debates and has also dabbled a bit in &lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/c/BitsBanter&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;video journalism&lt;/a&gt; and &lt;a href=&quot;https://www.earshot.in/series/rajinikanth-politics-quit-tamil-nadu-english&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;podcast journalism&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In &lt;a href=&quot;https://www.techradar.com/in/author/balakumar-k&quot;&gt;TechRadar&lt;/a&gt;, he specialises in India-centric news, OTT offerings, electric vehicles and, of course, the occasional cricket news pieces that the platform allows from time to time.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Google]]></media:credit>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Adesso, gli utenti di Google Earth possono vedere gli effetti del cambiamento climatico degli ultimi quarant&apos;anni grazie alla nuova funzione Timelapse, uno degli aggiornamenti più importanti del servizio dal 2017.</p><p>Il nuovo strumento è stato annunciato dal CEO di Google Sundar Pichai e offre le prove visive delle mutazioni della Terra a causa del cambiamento climatico e dei comportamenti umani.</p><p>Questa incredibile tecnologia prevede l&apos;uso delle immagini statiche della piattaforma per trasformarle in un&apos;esperienza dinamica in 4D, consentendo agli utenti di passare in rassegna la funzione Timelapse per vedere lo scioglimento dei poli, la riduzione dei ghiacciai, la massiccia espansione urbana e l&apos;impatto degli incendi sull&apos;agricoltura.</p><p>"Il nostro pianeta ha subito rapidi cambiamenti ambientali nell&apos;ultimo cinquantennio, più che in qualsiasi altro momento della storia umana. La nuova funzione Timelapse di @GoogleEarth compila 24 milioni di immagini satellitari scattate negli ultimi 37 anni in un&apos;esperienza 4D interattiva", dichiara Pichai in un Tweet.</p><ul><li>Tutto quello che sappiamo di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-pixel-6-quando-esce-prezzo-specifiche">Google Pixel 6</a></li><li>Recensione di <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-google-home">Google Home</a></li><li>Recensione di <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-google-pixel-5">Google Pixel 5</a></li></ul><h2 id="come-funziona-timelapse-di-google">Come funziona Timelapse di Google?</h2><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/sundarpichai/status/1382682787912642567"><p lang="en" dir="ltr">Our planet has seen rapid environmental change in the past half-century -- more than any other point in human history. The new Timelapse feature in @GoogleEarth compiles 24 million satellite photos from the past 37 years into an interactive 4D experience.https://t.co/zDfp7Wn1um pic.twitter.com/wCR7JmIIub<a href="https://twitter.com/sundarpichai/status/1382682787912642567">April 15, 2021</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Timelapse elabora milioni di foto satellitari scattate fra il 1984 e il 2020, un&apos;operazione che richiede due milioni di ore di elaborazione su migliaia di macchine nel cloud di Google.</p><p>Per esplorare Timelapse su Google Earth, gli utenti possono digitare un luogo nella barra di ricerca (<a href="https://earth.google.com/web/data=CiQSIhIgNTQ0MGExNzMxYzI1MTFlYTk0NDM4YmI2ODk0NDUyOTc" target="_blank">g.co/Timelapse</a>) per "scegliere qualsiasi luogo del pianeta in cui si desidera vedere il tempo in movimento". </p><p>Google ha dichiarato di aver rimosso elementi come nubi e ombre dalle immagini e di aver elaborato un singolo pixel per ogni luogo sulla terra, per ogni anno a partire dal 1984. Poi tutto quanto è stato riunito in un video di Timelapse.</p><p>Alla base della tecnologia, c&apos;è una collaborazione con CREATE Lab della Carnegie Mellon University.</p><p>Ciò che è emerso, soprattutto, riguarda il cambiamento delle foreste, l&apos;espansione urbana, l&apos;aumento delle temperature, le fonti energetiche e, in generale, la fragile bellezza del nostro pianeta.</p><p>La piattaforma è pensata come un tour guidato su ciascuno di questi argomenti, per una migliore comprensione di tali temi, secondo quanto dichiarato da Google.</p><p>L&apos;azienda si augura che governi, ricercatori, giornalisti, insegnanti e attivisti possano analizzare le immagini, individuare le tendenze e condividere le proprie scoperte.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:861px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.17%;"><img id="NgB8Srca9noK4e57feFAaj" name="Timelapse_Blog_Columbia.gif" alt="Google Earth Timelapse gif" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NgB8Srca9noK4e57feFAaj-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="861" height="475" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/5W-zPqrGQWA?start=8" allowfullscreen=""></iframe></div></div><p>Google ha dichiarato di voler aggiornare Google Earth su base annuale, arricchendo dunque le immagini di Timelapse nel corso del prossimo decennio.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-editing-video">software di editing video</a> del 2021</li></ul>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ SpaceX, l'impresa spaziale di Elon Musk diventa un Internet Provider ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Senza annunci altisonanti, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/spacex-la-missione-e-stata-portata-a-termine-grazie-a-linux-e-a-tre-processori-dual-core">SpaceX</a> ha aperto i preordini per il servizio <a href="https://www.starlink.com/">Starlink</a>, che offre una connessione Internet veloce tramite collegamento satellitare.</p><p>L&apos;azienda di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/signal-invaso-dai-nuovi-utenti-in-fuga-da-whatsapp-ma-ce-lo-zampino-di-elon-musk">Elon Musk</a> lancia dunque il proprio servizio di ISP in fase beta, e solo in alcune aree geografiche selezionate. Ma chiunque voglia aderire al servizio, potrà pagare un acconto rimborsabile di $99 e attendere la disponibilità di Starlink, prevista per la seconda metà del 2021.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/TylerG1998/status/1358964503225004036"><p lang="en" dir="ltr">#SpaceX’s #Starlink Internet service is now available to “a limited number of users per coverage area”, as per the official website.Those that are currently participating in the Starlink Beta program can place orders to acquire the service.https://t.co/aW9odvH09N pic.twitter.com/QHBob6mCrn<a href="https://twitter.com/TylerG1998/status/1358964503225004036">February 9, 2021</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-avra-una-costellazione-tutta-sua-fatta-di-satelliti-internet">Amazon avrà una costellazione tutta sua fatta di satelliti Internet</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/bonus-pc-e-internet-un-pasticcio-allitaliana">Bonus PC e Internet. Un pasticcio all’Italiana?</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apple-vuole-rivoluzionare-la-sicurezza-di-internet">Apple vuole rivoluzionare la sicurezza Internet</a></li></ul><p>Al momento, la beta di Starlink è accessibile solo negli Stati Uniti, in Canada e in Regno Unito, dove conta già oltre 10 mila utenti.</p><p>L&apos;azienda è al lavoro per ottenere le licenze in molti altri Paesi, Italia inclusa (anche se SpaceX è ancora alle fasi iniziali della procedura).</p><p>Sebbene il servizio resti principalmente rivolto agli utenti esclusi dalla normale connessione a Internet via cavo, ad esempio chi vive in zone rurali molto isolate, Starlink resta piuttosto costoso, con 99 dollari al mese di abbonamento per una velocità di connessione che oscilla tra i 50 e i 150 Mbps e latenze di 20-40 ms, e l&apos;aggravante di un terminale che costa altri 500 dollari.</p><p>Certo, in alcune zone, soprattutto negli USA, si tratta comunque di un prezzo in linea con i servizi già disponibili e in alcuni casi anche più vantaggioso, soprattutto per il rapporto velocità di connessione/prezzo.</p><p>Tuttavia, al momento restano tagliati fuori i Paesi in via di sviluppo, per via del costo sicuramente non economico.</p><p>Resta da vedere se, con l&apos;aggiunta di nuovi satelliti e l&apos;espansione del servizio in altri Paesi, Starlink potrà aumentare la velocità del servizio e ridurne il prezzo. Noi di TechRadar vi terremo aggiornati.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/tesla-model-s-ecco-i-nuovi-interni-alla-supercar">Tesla Model S, ecco i nuovi interni alla Supercar</a></li></ul><ul><li>Fonte: <a href="https://www.teslarati.com/spacex-opens-starlink-internet-preorders-worldwide/amp/?__twitter_impression=true&amp;s=09">TESLARATI</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/spacex-aperti-i-preordini-per-il-servizio-starlink</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Starlink promette di portare la connessione Internet dove manca, ma i prezzi destano ancora perplessità. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Senza annunci altisonanti, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/spacex-la-missione-e-stata-portata-a-termine-grazie-a-linux-e-a-tre-processori-dual-core">SpaceX</a> ha aperto i preordini per il servizio <a href="https://www.starlink.com/">Starlink</a>, che offre una connessione Internet veloce tramite collegamento satellitare.</p><p>L&apos;azienda di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/signal-invaso-dai-nuovi-utenti-in-fuga-da-whatsapp-ma-ce-lo-zampino-di-elon-musk">Elon Musk</a> lancia dunque il proprio servizio di ISP in fase beta, e solo in alcune aree geografiche selezionate. Ma chiunque voglia aderire al servizio, potrà pagare un acconto rimborsabile di $99 e attendere la disponibilità di Starlink, prevista per la seconda metà del 2021.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/TylerG1998/status/1358964503225004036"><p lang="en" dir="ltr">#SpaceX’s #Starlink Internet service is now available to “a limited number of users per coverage area”, as per the official website.Those that are currently participating in the Starlink Beta program can place orders to acquire the service.https://t.co/aW9odvH09N pic.twitter.com/QHBob6mCrn<a href="https://twitter.com/TylerG1998/status/1358964503225004036">February 9, 2021</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-avra-una-costellazione-tutta-sua-fatta-di-satelliti-internet">Amazon avrà una costellazione tutta sua fatta di satelliti Internet</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/bonus-pc-e-internet-un-pasticcio-allitaliana">Bonus PC e Internet. Un pasticcio all’Italiana?</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apple-vuole-rivoluzionare-la-sicurezza-di-internet">Apple vuole rivoluzionare la sicurezza Internet</a></li></ul><p>Al momento, la beta di Starlink è accessibile solo negli Stati Uniti, in Canada e in Regno Unito, dove conta già oltre 10 mila utenti.</p><p>L&apos;azienda è al lavoro per ottenere le licenze in molti altri Paesi, Italia inclusa (anche se SpaceX è ancora alle fasi iniziali della procedura).</p><p>Sebbene il servizio resti principalmente rivolto agli utenti esclusi dalla normale connessione a Internet via cavo, ad esempio chi vive in zone rurali molto isolate, Starlink resta piuttosto costoso, con 99 dollari al mese di abbonamento per una velocità di connessione che oscilla tra i 50 e i 150 Mbps e latenze di 20-40 ms, e l&apos;aggravante di un terminale che costa altri 500 dollari.</p><p>Certo, in alcune zone, soprattutto negli USA, si tratta comunque di un prezzo in linea con i servizi già disponibili e in alcuni casi anche più vantaggioso, soprattutto per il rapporto velocità di connessione/prezzo.</p><p>Tuttavia, al momento restano tagliati fuori i Paesi in via di sviluppo, per via del costo sicuramente non economico.</p><p>Resta da vedere se, con l&apos;aggiunta di nuovi satelliti e l&apos;espansione del servizio in altri Paesi, Starlink potrà aumentare la velocità del servizio e ridurne il prezzo. Noi di TechRadar vi terremo aggiornati.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/tesla-model-s-ecco-i-nuovi-interni-alla-supercar">Tesla Model S, ecco i nuovi interni alla Supercar</a></li></ul><ul><li>Fonte: <a href="https://www.teslarati.com/spacex-opens-starlink-internet-preorders-worldwide/amp/?__twitter_impression=true&amp;s=09">TESLARATI</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Buchi neri: se ne può uscire ma non si sa bene come ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/buchi-neri-se-ne-puo-uscire-ma-non-si-sa-bene-come</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Pare che la radiazione del buco nero non sia poi quel guazzabuglio di informazioni caotiche che si pensava. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Physics]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (TechRadar Italia) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ TechRadar Italia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Se si cade in un buco nero non è per sempre. Se ne può uscire, ma non si sa come. Questa è la sconvolgente conclusione di studi, durati una trentina d’anni, che hanno portato, tramite calcoli estremamente complessi, a risolvere il <em>Paradosso dell’Informazione del Buco Nero</em>. O almeno così sembrerebbe, ma non tutti i fisici del mondo sono convinti.</p><p>La teoria finora ci ha detto che la gravità di un buco nero è così forte che nemmeno le informazioni possono uscirne. Ma sappiamo anche che in verità i buchi neri “evaporano” ed emettono radiazioni. Queste <em>sono</em> informazioni, ma sono caotiche, del tutto svincolate da ciò che è entrato nel buco nero.</p><p>Dalle radiazioni, cioè, non è possibile risalire alle informazioni necessarie per capire che cosa era entrato: non possiamo sapere se quei 100 Kg di massa in più, cioè, sono dovuti a un astronauta, a un piccolo meteorite o una coscia di pollo gigante. </p><ul><li>Ci sono anche esigenze più terrene, come gli sconti del <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte" target="_blank">Black Friday</a> 2020</li><li>Abbiamo anche una pagina dedicata al <a href="https://global.techradar.com/it-it/black-friday/black-friday-amazon" target="_blank">Black Friday Amazon</a> 2020</li><li>Di recente abbiamo testato il nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-12-pro-max-recensione">iPhone 12 Pro Max</a></li></ul><p>Secondo Don Page, studioso che ha teorizzato l’omonima Curva di Page, c’è invece relazione tra ciò che è entrato in un buco nero e le informazioni che ne escono. In altre parole, potrebbe essere possibile capire se quei cento chili originari fossero effettivamente di un astronauta oppure di una coscia di pollo gigante. E recenti calcoli sembrano dargli ragione.</p><p>Le ultime pubblicazioni sul tema risalgono a pochi mesi fa, e concretamente permettono di confermare la Curva di Page. Questa descrive l’entropia quantistica tra un buco nero e la radiazione che emette.</p><p>Se consideriamo solo i dati della radiazione, non hanno senso. Ma se consideriamo l’entanglement, allora la relazione può diventare una password per decifrare i dati stessi. Solo che per “avere la password” bisogna aspettare che il buco nero arrivi alla fine del ciclo vitale, perché solo allora la Curva di Page torna a zero: solo allora l’evaporazione del buco nero avrà generato informazioni sufficienti.</p><p>Negli ultimi anni sono stati realizzati calcoli estremamente complessi, e i recenti risultati sembrano suggerire che la teoria della Curva di Page sia effettivamente corretta.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/VF3svReW3Rc" allowfullscreen=""></iframe></div></div><p>Diversi team in tutto il mondo hanno dato il loro contributo, comunque, e per quanto servano ulteriori verifiche, il modello per ora sembra piuttosto solido. Il consenso su questi calcoli tuttavia non è unanime, nella comunità scientifica.</p><p>Ci sono davvero parecchie complicazioni, e i passaggi includono un wormhole tra un buco nero replicato e uno reale, attraverso un computer quantistico. Senza trascurare le nonlocalità, un elemento considerato piuttosto esotico nella fisica contemporanea. Il che è curioso, visto che Einstein aveva sviluppato la relatività generale proprio per liberarci dalle nonlocalità, cioè connessioni oltre i limiti noti dello spazio e del tempo.</p><p>In ogni caso, ammettiamo che tutto sia corretto è che sia effettivamente possibile comprendere l’informazione emessa da un buco nero, così da sapere che cosa ci era entrato. Allora, ciò che entra in un buco nero può uscirne, sebbene in forma di informazione.</p><p>Fantastico: una coscia di pollo evaporata probabilmente non avrà un gran sapore, ma è già qualcosa. Non si sa però come farebbe per uscire dal buco nero.</p><p>Alla domanda degli astronauti “se cado in un buco nero, posso uscirne?”, la risposta è sempre stata negativa. Ora potremmo rispondere “Sì certo!”. Ma se poi l’astronauta domanda di nuovo “ok, e come faccio?”, siamo di nuovo senza risposte.</p><p>Via <a href="https://www.quantamagazine.org/the-black-hole-information-paradox-comes-to-an-end-20201029/" target="_blank">Quanta Magazine</a></p>
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                                                            <title><![CDATA[ La Cina lancia il primo satellite sperimentale 6G al mondo ]]></title>
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                            <![CDATA[ La Cina lancia un satellite 6G per lo studio delle trasmissioni spaziali nonostante le sanzioni inflitte dagli USA per il caso Huawei ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Paolo D&#039;Angelo ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Il colosso asiatico ha lanciato un razzo vettore chiamato <em>Long March 6</em> dalla stazione per il lancio di satelliti situata a Taiyuan, nella provincia nord settentrionale dello Shanxi.</p><p>Il razzo, decollato alle 11:09 del 6 novembre, ha portato in orbita il primo satellite sperimentale 6G al mondo, facendo poi ritorno sulla terra. La notizia è stata annunciata sulla piattaforma ufficiale WeChat dell’università cinese di scienza e tecnologia elettronica, della quale il satellite porta il titolo onorifico.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/black-friday/black-friday-amazon"><strong>Black Friday Amazon 2020</strong></a>: le migliori offerte di oggi e quelle che vorremmo</li></ul><p>Il satellite è dotato di un sistema di telecomunicazioni che opera nel campo di frequenze terahertz ed è stato sviluppato dall&apos;Università di scienza e tecnologia elettronica della Cina, in collaborazione con una serie di importanti laboratori nazionali.</p><p>Il satellite utilizzerà le sue tecnologie di bordo per condurre il "primo esperimento mondiale di tecnologia di comunicazione terahertz nello spazio", secondo quanto dichiarato in una nota dal professor Xu Yangsheng, dell&apos;Accademia cinese di ingegneria e direttore del Satellite Technology Research Institute dell&apos;università.</p><p>Il funzionario ha rivelato che il satellite sarà utilizzato anche per applicazioni urbane terrestri, come la prevenzione dei disastri, la pianificazione del territorio, la protezione dell&apos;ambiente e il monitoraggio della costruzione di grandi infrastrutture, oltre ovviamente agli esperimenti con l’avveniristica tecnologia 6G.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-amazon-echo-2020">Recensione Amazon Echo (2020)</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/segnali-dallo-spazio-rilevato-un-lampo-radio-veloce-che-si-ripete-periodicamente">Segnali dallo spazio: rilevato un lampo radio veloce che si ripete periodicamente</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/condensato-di-bose-einstein-il-quinto-stato-della-materia-e-stato-creato-nello-spazio">Condensato di Bose-Einstein, il quinto stato della materia è stato creato nello spazio</a></li></ul><p>Questo progetto è l&apos;ennesimo sforzo monumentale della Cina per partecipare alla corsa sulla futura connettività 6G. La Cina è l’attuale leader nella tecnologia 5G, la quale corsa è in gran parte responsabile dell&apos;accresciuta controversia commerciale con gli Stati Uniti. Tali controversie hanno portato Huawei a ricevere diverse sanzioni dal governo Americano. In ogni caso, se lo scopo degli Stati Uniti era quello di rallentare il ritmo del progresso tecnologico della Cina, non sembrano aver raggiunto il loro obiettivo.</p><ul><li><strong>Fonte</strong>: <a href="https://www.gizmochina.com/2020/11/10/china-has-just-launched-the-worlds-first-6g-experimental-satellite/" target="_blank">Gizmochina</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Marte, scoperta una rete sotterranea di laghi salati ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Due anni dopo la scoperta di un lago sotto i ghiacci del polo Sud di Marte, ne sono stati trovati altri tre.</p><p>Anche i nuovi tre laghi sono stati scoperti grazie al radar Marsis, fornito alla missione Mars Express dell&apos;Esa dall&apos;Agenzia Spaziale Europea (Asi). Elena Pettinelli afferma che il team ha allargato l&apos;area di studio rispetto al 2018, utilizzando un metodo di analisi differente. I dati raccolti indicano l&apos;esistenza di un sistema idrico più ampio, a seguito dell&apos;esplorazione di un&apos;area di 120 x 300 chilometri, e non si esclude la possibilità che possano esserci altre strutture idrologiche. A oggi, il lago più grande scoperto misura circa 30 chilometri di diametro, e l&apos;aspettativa dei ricercatori è che l&apos;acqua sia estremamente salata per rimanere allo stato liquido con temperature così basse.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Am0yFQJIGOs" allowfullscreen=""></iframe></div></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Amazon Prime Day 2020</a> inizia il 13 ottobre: tutte le migliori offerte in tecnologia</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ps5-vs-ps5-digital-edition-confronto">PS5 vs PS5</a> Digital Edition, il confronto</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-offerte-iphone">iPhone 11 in Italia, tutte le migliori offerte al miglior prezzo</a></li></ul><p>La rete sotterranea di laghi salati è stata descritta sulla rivista Nature Astronomy dallo stesso gruppo di ricercatori italiani del primo studio, coordinato da Elena Pettinelli e Sebastian Emanuel Lauro dell&apos;Università di Roma Tre, con Roberto Orosei, dell&apos;Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Allo studio hanno partecipato anche ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), della University of Southern Queensland in Australia e della Jacobs University di Brema.</p><p>La scoperta potrebbe dare il suo contributo nella riscrittura della storia del clima su Marte e aiutare a fare luce sull&apos;esistenza di eventuali tracce di vita batterica. Come sostiene Roberto Orosei, i laghi sono probabilmente esistiti per una grande parte della storia del pianeta. Di conseguenza vi si potrebbe trovare traccia delle eventuali forme di vita risalenti all&apos;epoca in cui Marte aveva un&apos;atmosfera densa, acqua in superficie e un clima più ospitale.</p><p>Certo è che raggiungere i laghi sarebbe un&apos;impresa estremamente complessa, considerando che si trovano a circa un chilometro e mezzo di profondità sotto i depositi di ghiaccio e polvere del Polo Sud marziano.</p><ul><li>Via <a href="https://www.cnet.com/news/ancient-underground-lakes-discovered-on-mars/" target="_blank">Cnet</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/marte-scoperta-una-rete-sotterranea-di-laghi-salati</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Nel sottosuolo del Polo Sud marziano potrebbe nascondersi un ampio sistema di corpi idrici liquidi. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">4pyLpFfsKsHTgbWTzTWS9G</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Astronomy]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Space]]></category>
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&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The south polar ice cap of Mars ]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Due anni dopo la scoperta di un lago sotto i ghiacci del polo Sud di Marte, ne sono stati trovati altri tre.</p><p>Anche i nuovi tre laghi sono stati scoperti grazie al radar Marsis, fornito alla missione Mars Express dell&apos;Esa dall&apos;Agenzia Spaziale Europea (Asi). Elena Pettinelli afferma che il team ha allargato l&apos;area di studio rispetto al 2018, utilizzando un metodo di analisi differente. I dati raccolti indicano l&apos;esistenza di un sistema idrico più ampio, a seguito dell&apos;esplorazione di un&apos;area di 120 x 300 chilometri, e non si esclude la possibilità che possano esserci altre strutture idrologiche. A oggi, il lago più grande scoperto misura circa 30 chilometri di diametro, e l&apos;aspettativa dei ricercatori è che l&apos;acqua sia estremamente salata per rimanere allo stato liquido con temperature così basse.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Am0yFQJIGOs" allowfullscreen=""></iframe></div></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Amazon Prime Day 2020</a> inizia il 13 ottobre: tutte le migliori offerte in tecnologia</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ps5-vs-ps5-digital-edition-confronto">PS5 vs PS5</a> Digital Edition, il confronto</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-offerte-iphone">iPhone 11 in Italia, tutte le migliori offerte al miglior prezzo</a></li></ul><p>La rete sotterranea di laghi salati è stata descritta sulla rivista Nature Astronomy dallo stesso gruppo di ricercatori italiani del primo studio, coordinato da Elena Pettinelli e Sebastian Emanuel Lauro dell&apos;Università di Roma Tre, con Roberto Orosei, dell&apos;Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Allo studio hanno partecipato anche ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), della University of Southern Queensland in Australia e della Jacobs University di Brema.</p><p>La scoperta potrebbe dare il suo contributo nella riscrittura della storia del clima su Marte e aiutare a fare luce sull&apos;esistenza di eventuali tracce di vita batterica. Come sostiene Roberto Orosei, i laghi sono probabilmente esistiti per una grande parte della storia del pianeta. Di conseguenza vi si potrebbe trovare traccia delle eventuali forme di vita risalenti all&apos;epoca in cui Marte aveva un&apos;atmosfera densa, acqua in superficie e un clima più ospitale.</p><p>Certo è che raggiungere i laghi sarebbe un&apos;impresa estremamente complessa, considerando che si trovano a circa un chilometro e mezzo di profondità sotto i depositi di ghiaccio e polvere del Polo Sud marziano.</p><ul><li>Via <a href="https://www.cnet.com/news/ancient-underground-lakes-discovered-on-mars/" target="_blank">Cnet</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Scoperto un sistema solare a tre stelle, ma potrebbe esserci altro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un nuovo sistema solare <a href="https://phys.org/news/2020-09-planet-forming-disc-torn-central-stars.html" target="_blank">è stato scoperto</a> ed è tutt’ora sotto osservazione. Gli scienziati pensano che si tratti di un sistema ternario (a tripla stella) circondato da un caotico disco di polvere che potrebbe precedere la nascita di uno o più pianeti. Se questa scoperta venisse confermata, si tratterebbe di un fatto più unico che raro visto che non sono conosciute configurazioni con una situazione simile a questa. </p><p>I ricercatori ritengono di essere riusciti ad individuare un sistema a tre stelle con materiale sufficiente a creare diversi esopianeti. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista <a href="https://science.sciencemag.org/content/369/6508/1233" target="_blank">Science</a>, non da nessuna certezza in merito, ma solo l’idea che stiamo assistendo alla nascita di un sistema solare come il nostro, o addirittura più grande, è quanto meno elettrizzante. Le stelle orbitano una attorno all&apos;altra e il disco di polvere sembra si stia dirigendo in direzioni diverse. La quantità di materiale presente potrebbe essere sufficiente per creare non uno, ma molti, fino ad alcune decine di pianeti. C&apos;è un pianeta gigante in formazione nella massa di polvere e detriti? Non possiamo fare a meno di chiedercelo.</p><p>Come spiegano gli scienziati nel documento, il trio di stelle è stato scoperto utilizzando il Very Large Telescope dell&apos;European Southern Observatory, in collaborazione con l&apos;Atacama Large Millimeter / submillimeter Array. Una enorme quantità di polvere cosmica è all&apos;opera e i ricercatori hanno buone ragioni per supporre che si tratti di un sistema a tre stelle e che il disco di polvere si stia lacerando, spingendo il materiale che normalmente andrebbe a formare pianeti e lune in diverse direzioni in un modo del tutto anomalo e mai osservato prima d’ora.</p><p> In genere, durante la formazione di una stella, viene attirato tutto il materiale pulviscolare dalle forze gravitazionali che è sparso o si trova vicino alla stella stessa, a seconda di dove si è formato. Nel tempo, il materiale tende ad assestarsi in una forma simile a un disco in cui la materia si raggruppa in sfere via via più grandi. Talvolta le sfere si schiantano l&apos;una contro l&apos;altra, mentre parti più piccole possono formare lune che finiscono intrappolate in orbite attorno a corpi più massicci. Sono delicati equilibri inter cosmici e la presenza di due stelle extra tende a complicare il tutto.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><strong>Amazon Prime Day 2020</strong>, le migliori offerte in tecnologia</a></li></ul><p>Il disco è formato da moltissimo materiale pronto per la creazione del pianeti. I ricercatori ritengono che a turbinare intorno al trio di stelle ci siano fino a 30 masse terrestri di polvere e detriti. Nel frattempo, le stelle stesse orbitano tra di loro, girando l&apos;una attorno all&apos;altra. Ma cosa ha sconvolto il disco di polvere? Sono state le stelle stesse o potrebbe esserci stata una massa, ad esempio quella di un enorme pianeta, a sconvolgere le particelle stellari? Su questo gli scienziati non offrono una risposta univoca. </p><p>Le simulazioni effettuate indicano che sia possibile che i movimenti orbitali delle stelle siano sufficienti per gettare la polvere nel caos.Tuttavia, altri ricercatori sostengono che solo un pianeta, ancora non individuato, potrebbe essere il responsabile della distruzione dell&apos;anello di polvere. Servirà studiare il nuovo sistema ancora a lungo, per cercare di capire cosa stia accadendo realmente. L’unica certezza al momento è che si tratta di una scoperta unica e che niente del genere è mai stato osservato prima di ora. Se un pianeta fosse davvero presente, ci chiediamo come potrebbe essere il cielo visto dalla sua superficie. La presenza di tre stelle potrebbero averlo reso niente meno che favoloso.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://bgr.com/2020/09/03/three-star-system-astronomy/" target="_blank">BGR.COM</a></li></ul><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ultrabook">I migliori Ultrabook del 2020: i migliori portatili sottili e leggeri sul mercato</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-soundbar">Le migliori soundbar del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-notebook-linux">I migliori notebook Linux</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/scoperto-un-sistema-solare-a-tre-stelle-ma-potrebbe-esserci-altro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un sistema solare ternario in formazione è abbastanza interessante? No, se manca un misterioso pianeta gigante a sconvolgere tutto ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
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                                <p>Un nuovo sistema solare <a href="https://phys.org/news/2020-09-planet-forming-disc-torn-central-stars.html" target="_blank">è stato scoperto</a> ed è tutt’ora sotto osservazione. Gli scienziati pensano che si tratti di un sistema ternario (a tripla stella) circondato da un caotico disco di polvere che potrebbe precedere la nascita di uno o più pianeti. Se questa scoperta venisse confermata, si tratterebbe di un fatto più unico che raro visto che non sono conosciute configurazioni con una situazione simile a questa. </p><p>I ricercatori ritengono di essere riusciti ad individuare un sistema a tre stelle con materiale sufficiente a creare diversi esopianeti. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista <a href="https://science.sciencemag.org/content/369/6508/1233" target="_blank">Science</a>, non da nessuna certezza in merito, ma solo l’idea che stiamo assistendo alla nascita di un sistema solare come il nostro, o addirittura più grande, è quanto meno elettrizzante. Le stelle orbitano una attorno all&apos;altra e il disco di polvere sembra si stia dirigendo in direzioni diverse. La quantità di materiale presente potrebbe essere sufficiente per creare non uno, ma molti, fino ad alcune decine di pianeti. C&apos;è un pianeta gigante in formazione nella massa di polvere e detriti? Non possiamo fare a meno di chiedercelo.</p><p>Come spiegano gli scienziati nel documento, il trio di stelle è stato scoperto utilizzando il Very Large Telescope dell&apos;European Southern Observatory, in collaborazione con l&apos;Atacama Large Millimeter / submillimeter Array. Una enorme quantità di polvere cosmica è all&apos;opera e i ricercatori hanno buone ragioni per supporre che si tratti di un sistema a tre stelle e che il disco di polvere si stia lacerando, spingendo il materiale che normalmente andrebbe a formare pianeti e lune in diverse direzioni in un modo del tutto anomalo e mai osservato prima d’ora.</p><p> In genere, durante la formazione di una stella, viene attirato tutto il materiale pulviscolare dalle forze gravitazionali che è sparso o si trova vicino alla stella stessa, a seconda di dove si è formato. Nel tempo, il materiale tende ad assestarsi in una forma simile a un disco in cui la materia si raggruppa in sfere via via più grandi. Talvolta le sfere si schiantano l&apos;una contro l&apos;altra, mentre parti più piccole possono formare lune che finiscono intrappolate in orbite attorno a corpi più massicci. Sono delicati equilibri inter cosmici e la presenza di due stelle extra tende a complicare il tutto.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><strong>Amazon Prime Day 2020</strong>, le migliori offerte in tecnologia</a></li></ul><p>Il disco è formato da moltissimo materiale pronto per la creazione del pianeti. I ricercatori ritengono che a turbinare intorno al trio di stelle ci siano fino a 30 masse terrestri di polvere e detriti. Nel frattempo, le stelle stesse orbitano tra di loro, girando l&apos;una attorno all&apos;altra. Ma cosa ha sconvolto il disco di polvere? Sono state le stelle stesse o potrebbe esserci stata una massa, ad esempio quella di un enorme pianeta, a sconvolgere le particelle stellari? Su questo gli scienziati non offrono una risposta univoca. </p><p>Le simulazioni effettuate indicano che sia possibile che i movimenti orbitali delle stelle siano sufficienti per gettare la polvere nel caos.Tuttavia, altri ricercatori sostengono che solo un pianeta, ancora non individuato, potrebbe essere il responsabile della distruzione dell&apos;anello di polvere. Servirà studiare il nuovo sistema ancora a lungo, per cercare di capire cosa stia accadendo realmente. L’unica certezza al momento è che si tratta di una scoperta unica e che niente del genere è mai stato osservato prima di ora. Se un pianeta fosse davvero presente, ci chiediamo come potrebbe essere il cielo visto dalla sua superficie. La presenza di tre stelle potrebbero averlo reso niente meno che favoloso.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://bgr.com/2020/09/03/three-star-system-astronomy/" target="_blank">BGR.COM</a></li></ul><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ultrabook">I migliori Ultrabook del 2020: i migliori portatili sottili e leggeri sul mercato</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-soundbar">Le migliori soundbar del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-notebook-linux">I migliori notebook Linux</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Segnali dallo spazio: rilevato un lampo radio veloce che si ripete periodicamente ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/segnali-dallo-spazio-rilevato-un-lampo-radio-veloce-che-si-ripete-periodicamente</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il segnale arriva da una galassia nana distante 3 miliardi di anni luce dalla Terra ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Lo scorso giugno un gruppo di astronomi dell&apos;Osservatorio di Jodrell Bank ha rilevato un FRB, o lampo radio veloce, un fenomeno astrofisico di alta energia che si manifesta come un impulso radio transitorio. I ricercatori si sono trovati di fronte al secondo FRB contraddistinto da un pattern ripetuto. Il primo è stato scoperto a febbraio scorso.</p><p>Gli FRB hanno una durata che varia da uno a pochi millisecondi e oggi non siamo ancora certi del reale motivo per cui esistono. La fonte del suddetto impulso, identificato come FRB 121102, sarebbe una galassia nana distante 3 miliardi di anni luce dalla Terra.  </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/50-trucchi-per-macos" target="_blank">50 trucchi per MacOS</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-app-gratis-mac" target="_blank">Le 10 app gratuite per Mac da avere</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-per-la-gestione-aziendale-del-2020" target="_blank">I migliori project manager</a></li></ul><p>A giugno uno studio pubblicato sulla rivista<a href="https://academic.oup.com/mnras/article/495/4/3551/5840547?searchresult=1"> Monthly Notices del Royal Astronomical Society</a> e basato su dati raccolti negli ultimi 5 anni, ha teorizzato che FRB 121102 si ripeta ogni 157 giorni. Il team di ricerca ha quindi previsto (con successo) la ricezione di un altro segnale identico tra luglio e agosto di quest’anno.</p><p>Un successivo studio preliminare ha consolidato l’ipotesi che FRB 121102 si ripeterà, confermando una periodicità simile alla precedente ipotesi e aggiungendo un margine di errore minimo: 161±5 giorni. La ripetitività dell’impulso aiuterà gli scienziati nel compiuto di studiarlo a fondo per capirne le origini e il significato. Le raffiche radio sono state rilevate in una finestra temporale di circa 90 giorni, seguite da silenzio per 67 giorni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:47.11%;"><img id="5qkuFHA6nABkqRpWAECgkQ" name="universe-2742113_1280.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5qkuFHA6nABkqRpWAECgkQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="603" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><h2 id="alieni-probabilmente-no">Alieni? Probabilmente no.</h2><p>"Credo che ci siano buone probabilità che riusciremo a dare una spiegazione naturale a questi eventi, ma mi piace tenere la mente aperta e seguire qualsiasi indizio fin dove mi porterà” ha detto Adam Deller, astrofisico della Swinburne University of Technology.</p><p>Kaustubh Rajwade, ricercatore a capo del primo studio che ha identificato l’impulso, pensa potrebbe trattarsi di una stella composta da neutroni:</p><p>"Basandoci sulla breve durata e sull’alta luminosità degli impulsi stessi, è probabile che si tratti di una stella di neutroni con un elevato campo magnetico che orbita intorno a un oggetto.”</p><p>Ovviamente attendiamo con curiosità maggiori informazioni a riguardo, fiduciosi di ricevere una spiegazione scientifica che possa svelare la reale natura del&apos;impulso. </p><p>Fonte: <a href="https://www.cnet.com/news/the-mysterious-radio-burst-from-space-is-back-right-on-schedule/">cnet.com</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Una supernova sarebbe la causa dell’estinzione di massa avvenuta 359 milioni di anni fa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L&apos;estinzione di massa del Cretaceo che riguardò anche i dinosauri resta sicuramente il cataclisma più conosciuto e popolare della storia della Terra. Le estinzioni, però, hanno avuto un andamento ciclico durante le ere geologiche con un impatto più o meno differente sull’ecosistema terrestre; inoltre, la scomparsa delle specie fu solitamente causata da una sequenza di eventi e non da un singolo avvenimento devastante. </p><p>Le estinzioni di massa più importanti sono conosciute come le Big Five e tra queste c’è anche quella avvenuta nel periodo del Devoniano Superiore, circa 359 milioni di anni fa e che si concluse con un cataclisma particolarmente devastante. Quale fu la causa?</p><p>Uno studio pubblicato dal <a href="https://www.pnas.org/content/early/2020/08/17/2013774117">Proceedings of the National Academy of Sciences</a> ipotizza che la causa possa essere arrivata da molto lontano. E no, questa volta i meteoriti non c’entrano. L&apos;estinzione fu dovuta a un assottigliamento repentino dell’ozonosfera, quello strato dell’atmosfera che funziona da scudo rispetto ai raggi solari, assorbendone parzialmente energia. </p><p>Inizialmente si pensava che l’evento finale che causò l’estinzione di massa dei Devoniano Superiore fosse un forte riscaldamento globale, lo stesso fenomeno di cui si parla oggi. Lo studio ipotizza, invece, una causa non interna al pianeta, ma esterna. Insomma, l’estinzione di massa sarebbe arrivata dallo spazio profondo.</p><ul><li>Huawei P30 Pro è uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">migliori smartphone Android</a> per l&apos;astrofotografia</li><li>Anche <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/google-pixel-4-recensione">Google Pixel 4</a> ha una modalità per fotografare il cielo notturno</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-evitare-lappannamento-di-lenti-e-telescopi-in-astrofotografia">Come evitare l&apos;appannamento di lenti e telescopi in astrofotografia</a></li></ul><h2 id="champagne-supernova">Champagne Supernova</h2><p>Immaginate una situazione in cui la stratosfera abbia dovuto difendere il pianeta non dai raggi solari ma da raggi cosmici causati dal nucleo collassato di una stella massiccia. Insomma, da una supernova. Secondo la ricerca, un’esplosione di questo tipo avrebbe causato l’assottigliamento dello strato di ozono sulla Terra, contribuendo in maniera determinante a completare l’estinzione di massa del Devoniano Superiore, durante la quale scomparve il 70% di tutte le specie viventi.</p><p>L’ipotesi scientifica si basa sulla scoperta da parte dei ricercatori di isotopi radioattivi del Plutonio (244Pu) e del Samario (146Sm) che sarebbero coerenti con la teoria della supernova. Zhenghai Liu, coautore dello studio, ha dichiarato: “Nessuno di questi isotopi si trova in natura sulla Terra al giorno d’oggi. L’unico modo in cui possono essere arrivati è con un’esplosione solare”.</p><p>La supernova che ha causato l’estinzione di massa si sarebbe trovata a circa 65 anni luce dalla Terra. Stando alla presunta potenza dei raggi cosmici, i ricercatori sospettano che la supernova possa essersi generata da una stella massiccia all’interno del disco galattico più sottile della via Lattea, dove risiedono la maggior parte delle stelle, tra le quali anche il Sole.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/betelgeuse-studio-rivela-cause-perdita-luminosita">Betelgeuse, uno studio svela le cause della misteriosa perdita di luminosità</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/una-supernova-sarebbe-la-causa-dellestinzione-di-massa-avvenuta-359-milioni-di-anni-fa</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un team di ricerca ipotizza che a causare l'estinzione del Devoniano Superiore possa essere stata una supernova. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
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                            <article>
                                <p>L&apos;estinzione di massa del Cretaceo che riguardò anche i dinosauri resta sicuramente il cataclisma più conosciuto e popolare della storia della Terra. Le estinzioni, però, hanno avuto un andamento ciclico durante le ere geologiche con un impatto più o meno differente sull’ecosistema terrestre; inoltre, la scomparsa delle specie fu solitamente causata da una sequenza di eventi e non da un singolo avvenimento devastante. </p><p>Le estinzioni di massa più importanti sono conosciute come le Big Five e tra queste c’è anche quella avvenuta nel periodo del Devoniano Superiore, circa 359 milioni di anni fa e che si concluse con un cataclisma particolarmente devastante. Quale fu la causa?</p><p>Uno studio pubblicato dal <a href="https://www.pnas.org/content/early/2020/08/17/2013774117">Proceedings of the National Academy of Sciences</a> ipotizza che la causa possa essere arrivata da molto lontano. E no, questa volta i meteoriti non c’entrano. L&apos;estinzione fu dovuta a un assottigliamento repentino dell’ozonosfera, quello strato dell’atmosfera che funziona da scudo rispetto ai raggi solari, assorbendone parzialmente energia. </p><p>Inizialmente si pensava che l’evento finale che causò l’estinzione di massa dei Devoniano Superiore fosse un forte riscaldamento globale, lo stesso fenomeno di cui si parla oggi. Lo studio ipotizza, invece, una causa non interna al pianeta, ma esterna. Insomma, l’estinzione di massa sarebbe arrivata dallo spazio profondo.</p><ul><li>Huawei P30 Pro è uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">migliori smartphone Android</a> per l&apos;astrofotografia</li><li>Anche <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/google-pixel-4-recensione">Google Pixel 4</a> ha una modalità per fotografare il cielo notturno</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-evitare-lappannamento-di-lenti-e-telescopi-in-astrofotografia">Come evitare l&apos;appannamento di lenti e telescopi in astrofotografia</a></li></ul><h2 id="champagne-supernova">Champagne Supernova</h2><p>Immaginate una situazione in cui la stratosfera abbia dovuto difendere il pianeta non dai raggi solari ma da raggi cosmici causati dal nucleo collassato di una stella massiccia. Insomma, da una supernova. Secondo la ricerca, un’esplosione di questo tipo avrebbe causato l’assottigliamento dello strato di ozono sulla Terra, contribuendo in maniera determinante a completare l’estinzione di massa del Devoniano Superiore, durante la quale scomparve il 70% di tutte le specie viventi.</p><p>L’ipotesi scientifica si basa sulla scoperta da parte dei ricercatori di isotopi radioattivi del Plutonio (244Pu) e del Samario (146Sm) che sarebbero coerenti con la teoria della supernova. Zhenghai Liu, coautore dello studio, ha dichiarato: “Nessuno di questi isotopi si trova in natura sulla Terra al giorno d’oggi. L’unico modo in cui possono essere arrivati è con un’esplosione solare”.</p><p>La supernova che ha causato l’estinzione di massa si sarebbe trovata a circa 65 anni luce dalla Terra. Stando alla presunta potenza dei raggi cosmici, i ricercatori sospettano che la supernova possa essersi generata da una stella massiccia all’interno del disco galattico più sottile della via Lattea, dove risiedono la maggior parte delle stelle, tra le quali anche il Sole.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/betelgeuse-studio-rivela-cause-perdita-luminosita">Betelgeuse, uno studio svela le cause della misteriosa perdita di luminosità</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Condensato di Bose-Einstein, il quinto stato della materia è stato creato nello spazio ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli scienziati della NASA sono riusciti a creare il quinto stato della materia, che potrebbe portare a nuove scoperte in diversi campi ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space Exploration]]></category>
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                                <p>Il quinto stato della materia, noto anche come condensato di Bose-Einstein (Bec), è uno stato distinto da quello liquido, solido, gassoso e dal plasma, che si forma quando i bosoni (particelle che hanno lo stesso numero di protoni ed elettroni), vengono raffreddati a una temperatura vicinissima allo zero. Gli scienziati sono riusciti a crearlo a bordo della ISS (Stazione Spaziale Internazionale).</p><p>Per riuscire a portare la materia in questo stato, gli scienziati hanno usato il Cold Atom Laboratory, una struttura in grado, appunto, di raffreddare gli atomi quasi fino allo zero assoluto.</p><p>Tuttavia, il quinto stato della materia è molto instabile, dal momento che è sufficiente un leggero cambiamento di temperatura per spingerlo oltre la soglia di condensazione, quindi è quasi impossibile studiarlo sulla Terra, anche a causa della gravità che interferisce con i campi magnetici necessari per rendere possibile la sua osservazione. </p><p>Inoltre, il condensato di Bose-Einstein (Bec) scompare dopo pochi decimi di secondo dalla sua creazione, quindi diventa davvero difficile analizzarlo. La microgravità ha permesso di manipolare gli atomi con campi magnetici più deboli, rendendo così più veloce il processo di raffreddamento. </p><p>Come riporta <a href="https://www.technologyreview.com/2020/06/11/1003263/scientists-made-bose-einstein-condensates-in-space-first-time-iss/" target="_blank"><u>Technologyreview</u></a>, il quinto stato della materia è stato scoperto da Albert Einstein e Satyendra Nath Bose oltre 95 anni fa, ma è stato osservato per la prima volta in laboratorio dagli scienziati solo 25 anni fa.</p><p>Secondo David Aveline, fisico del Jet Propulsion Laboratory della NASA, questa scoperta potrebbe offrire nuove conoscenze nel campo della teoria fisica della gravitazione, sulle ricerche dell’energia oscura, onde gravitazionali e allo studio dei minerali presenti sulla Luna e su altri corpi celesti.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche"><u>Le migliori schede video del 2020</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-schede-madri-motherboard"><u>Le migliori schede madri del 2020</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ps5-vs-xbox-project-scarlett-tutto-quello-che-sappiamo-finora"><u>PS5 vs Xbox Series X, schede tecniche a confronto: dai teraflops alle caratteristiche complete</u></a> </li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ SpaceX, la missione è stata portata a termine grazie a Linux e a tre processori dual-core ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il 30 maggio scorso, la capsula spaziale Crew Dragon di SpaceX ha portato gli astronauti della NASA Bob Behnken e Doug Hurley sulla Stazione Spaziale Internazionale segnando il traguardo del primo volo di un&apos;azienda privata nel settore aerospaziale. Il risultato è stato raggiunto grazie al razzo vettore Falcon 9, ai suoi propulsori... e a Linux.</p><p>Come molti supercomputer, dispositivi dell&apos;Internet of Things e della missione, anche Falcon 9 usa Linux. Il team di ingegneri informatici che ha sviluppato il software di volo è composto da 35 persone che hanno lavorato non solo sul codice di Falcon 9, ma anche per il modello di test Grasshopper e sulle applicazioni Dragon. Gli sviluppatori si sono occupati anche di compilare il software di simulazione e quello di analisi della sala comandi.</p><p>Il sistema operativo a bordo di Falcon 9 è una versione molto essenziale di Linux che funziona su tre comuni processori dual-core x86. Il software di volo stesso funziona separatamente su ciascun processore ed è scritto in linguaggio C/C++.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/le-migliori-distro-linux-del-2020-per-principianti-ed-esperti">Le migliori distro Linux del 2020 per principianti ed esperti</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cpu-amd">I migliori processori AMD del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-intel">I migliori processori Intel 2020</a></li></ul><h2 id="un-hardware-tutt-apos-altro-che-futuristico">Un hardware tutt&apos;altro che futuristico</h2><p>A prima vista può lasciare perplessi il fatto che un settore come quello dell&apos;industria aerospaziale faccia ricorso a hardware obsoleto ma bisogna tenere in considerazione che le missioni spaziali hanno dei tempi di organizzazione estremamente lunghi che richiedono anni e in alcuni casi anche decenni (per non parlare, poi, del tempo per completare missioni come quelle delle sonde). </p><p>Nel caso di Falcon 9 non sappiamo quali processori siano installati a bordo, anche se potrebbe trattarsi di modelli che venivano considerati di punta fino a una decina di anni fa. Per avere un&apos;idea, la Stazione Spaziale Internazionale funziona con processori Intel 80386SX a 20 MHz, una famiglia di CPU a 32-bit introdotta nel 1985.</p><p>Bisogna anche tenere conto del fatto che questi processori non sono come quelli che si trovano in commercio dato che devono essere resistenti alle radiazioni e anche ai raggi solari. La progettazione può richiedere anni prima che queste CPU possano essere certificate per il volo.</p><p>Bisogna comunque distinguere tra la tecnologia usata a bordo dei <em>mezzi</em> di una missione spaziale e la tecnologia usata<em> </em>dagli <em>astronauti</em>. I processori dual-core e Linux bastano infatti per il cosiddetto Multiplexer/DeMultiplexer (MDM) usato anche sugli Space Shuttle per il controllo, l&apos;elaborazione e la gestione dei dati archiviati oltre che ai controlli e alle funzioni di bordo.</p><p>Per il lavoro di tutti i giorni, gli astronauti usano HP ZBook 15 con Debian Linux, Scientific Linux e Windows 10. I sistemi Linux funzionano come terminali remoti del MDM, mentre i dispositivi con Windows vengono usati per attività come email e navigazione su internet.</p><p>Fonte: <a href="https://www.zdnet.com/article/from-earth-to-orbit-with-linux-and-spacex/">ZDNet</a></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-lives-matter-ecco-come-potete-dare-il-vostro-contributo">Black Lives Matter: ecco come potete dare il vostro contributo</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/spacex-la-missione-e-stata-portata-a-termine-grazie-a-linux-e-a-tre-processori-dual-core</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il vettore di lancio orbitale Falcon 9 dell'azienda privata SpaceX ha un sistema operativo di bordo basato su Linux che funziona su tre CPU dual-core. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[CPU]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Space Exploration]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Components]]></category>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il 30 maggio scorso, la capsula spaziale Crew Dragon di SpaceX ha portato gli astronauti della NASA Bob Behnken e Doug Hurley sulla Stazione Spaziale Internazionale segnando il traguardo del primo volo di un&apos;azienda privata nel settore aerospaziale. Il risultato è stato raggiunto grazie al razzo vettore Falcon 9, ai suoi propulsori... e a Linux.</p><p>Come molti supercomputer, dispositivi dell&apos;Internet of Things e della missione, anche Falcon 9 usa Linux. Il team di ingegneri informatici che ha sviluppato il software di volo è composto da 35 persone che hanno lavorato non solo sul codice di Falcon 9, ma anche per il modello di test Grasshopper e sulle applicazioni Dragon. Gli sviluppatori si sono occupati anche di compilare il software di simulazione e quello di analisi della sala comandi.</p><p>Il sistema operativo a bordo di Falcon 9 è una versione molto essenziale di Linux che funziona su tre comuni processori dual-core x86. Il software di volo stesso funziona separatamente su ciascun processore ed è scritto in linguaggio C/C++.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/le-migliori-distro-linux-del-2020-per-principianti-ed-esperti">Le migliori distro Linux del 2020 per principianti ed esperti</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cpu-amd">I migliori processori AMD del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-intel">I migliori processori Intel 2020</a></li></ul><h2 id="un-hardware-tutt-apos-altro-che-futuristico">Un hardware tutt&apos;altro che futuristico</h2><p>A prima vista può lasciare perplessi il fatto che un settore come quello dell&apos;industria aerospaziale faccia ricorso a hardware obsoleto ma bisogna tenere in considerazione che le missioni spaziali hanno dei tempi di organizzazione estremamente lunghi che richiedono anni e in alcuni casi anche decenni (per non parlare, poi, del tempo per completare missioni come quelle delle sonde). </p><p>Nel caso di Falcon 9 non sappiamo quali processori siano installati a bordo, anche se potrebbe trattarsi di modelli che venivano considerati di punta fino a una decina di anni fa. Per avere un&apos;idea, la Stazione Spaziale Internazionale funziona con processori Intel 80386SX a 20 MHz, una famiglia di CPU a 32-bit introdotta nel 1985.</p><p>Bisogna anche tenere conto del fatto che questi processori non sono come quelli che si trovano in commercio dato che devono essere resistenti alle radiazioni e anche ai raggi solari. La progettazione può richiedere anni prima che queste CPU possano essere certificate per il volo.</p><p>Bisogna comunque distinguere tra la tecnologia usata a bordo dei <em>mezzi</em> di una missione spaziale e la tecnologia usata<em> </em>dagli <em>astronauti</em>. I processori dual-core e Linux bastano infatti per il cosiddetto Multiplexer/DeMultiplexer (MDM) usato anche sugli Space Shuttle per il controllo, l&apos;elaborazione e la gestione dei dati archiviati oltre che ai controlli e alle funzioni di bordo.</p><p>Per il lavoro di tutti i giorni, gli astronauti usano HP ZBook 15 con Debian Linux, Scientific Linux e Windows 10. I sistemi Linux funzionano come terminali remoti del MDM, mentre i dispositivi con Windows vengono usati per attività come email e navigazione su internet.</p><p>Fonte: <a href="https://www.zdnet.com/article/from-earth-to-orbit-with-linux-and-spacex/">ZDNet</a></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-lives-matter-ecco-come-potete-dare-il-vostro-contributo">Black Lives Matter: ecco come potete dare il vostro contributo</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Planets: in esclusiva su RaiPlay una docu-serie sul Sistema Solare ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><em>Planets</em> esplora l’affascinante storia degli otto pianeti del nostro Sistema Solare. La docu-serie prodotta dalla BBC verrà trasmessa in prima visione su Rai 4 (canale 21 del digitale terrestre) a partire dal 3 giugno in seconda serata. Una volta mandate in onda, le puntate vengono aggiunte su <a href="https://www.raiplay.it/programmi/theplanets">RaiPlay</a> e rimangono disponibili per una settimana.</p><p>Per cinque appuntamenti da poco meno di un’ora ciascuno, la docu-serie <em>Planets</em> racconterà in modo semplice e interessante come sono nati e cambiati nel tempo i pianeti del Sistema Solare. Grazie all’uso di magnifici effetti visivi, lo spettatore verrà teletrasportato su questi misteriosi mondi. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/the-10-best-documentaries-on-disney-plus"><u>I migliori documentari da guardare su Disney Plus</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/best-netflix-shows/7"><u>I migliori documentari su Netflix</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/disney-plus-come-funziona-prezzo-esclusive"><u>Disney+: come funziona, prezzo, esclusive</u></a> </li></ul><p>Il professor Brian Edward Cox, fisico di fama internazionale e docente all’università di Manchester, vi guiderà in questo viaggio tra i pianeti. Ci racconterà di eventi astrofisici unici, come le migrazioni planetarie, e di fenomeni naturali indescrivibili, come le magnifiche cascate perdute marziane.</p><p>Il viaggio partirà dai pianeti interni - Mercurio, Venere e la Terra - e proseguirà con episodi monografici dedicati al pianeta rosso Marte, che ha acceso l’immaginazione di moltissimi osservatori terrestri, al gigante Giove, e al “Signore degli Anelli” Saturno. Infine, questo fantastico viaggio si concluderà con i due remoti “mondi di ghiaccio” Urano e Nettuno.</p><ul><li>Fonte: <a href="http://www.rai.it/rai4/" target="_blank">Rai 4</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/planets-in-esclusiva-su-rai-4-una-docu-serie-sul-sistema-solare</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Planets è una docu-serie, targata BBC, che racconta la storia dei pianeti del Sistema Solare. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Entertainment]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Elisa Furlan ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><em>Planets</em> esplora l’affascinante storia degli otto pianeti del nostro Sistema Solare. La docu-serie prodotta dalla BBC verrà trasmessa in prima visione su Rai 4 (canale 21 del digitale terrestre) a partire dal 3 giugno in seconda serata. Una volta mandate in onda, le puntate vengono aggiunte su <a href="https://www.raiplay.it/programmi/theplanets">RaiPlay</a> e rimangono disponibili per una settimana.</p><p>Per cinque appuntamenti da poco meno di un’ora ciascuno, la docu-serie <em>Planets</em> racconterà in modo semplice e interessante come sono nati e cambiati nel tempo i pianeti del Sistema Solare. Grazie all’uso di magnifici effetti visivi, lo spettatore verrà teletrasportato su questi misteriosi mondi. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/the-10-best-documentaries-on-disney-plus"><u>I migliori documentari da guardare su Disney Plus</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/best-netflix-shows/7"><u>I migliori documentari su Netflix</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/disney-plus-come-funziona-prezzo-esclusive"><u>Disney+: come funziona, prezzo, esclusive</u></a> </li></ul><p>Il professor Brian Edward Cox, fisico di fama internazionale e docente all’università di Manchester, vi guiderà in questo viaggio tra i pianeti. Ci racconterà di eventi astrofisici unici, come le migrazioni planetarie, e di fenomeni naturali indescrivibili, come le magnifiche cascate perdute marziane.</p><p>Il viaggio partirà dai pianeti interni - Mercurio, Venere e la Terra - e proseguirà con episodi monografici dedicati al pianeta rosso Marte, che ha acceso l’immaginazione di moltissimi osservatori terrestri, al gigante Giove, e al “Signore degli Anelli” Saturno. Infine, questo fantastico viaggio si concluderà con i due remoti “mondi di ghiaccio” Urano e Nettuno.</p><ul><li>Fonte: <a href="http://www.rai.it/rai4/" target="_blank">Rai 4</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Apollo 13, la NASA ha ricreato il viaggio sulla Luna in 4K ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Apollo 13 è stata senza ombra di dubbio una delle missioni più incredibili avvenute nello spazio. L’obiettivo della missione era quello di atterrare sulla Luna, ma ci furono delle complicazioni e l’equipaggio ha rischiato la vita a causa del danneggiamento di molti equipaggiamenti, che rese necessario un cambio di rotta. </p><p>Fortunatamente l’equipaggio composto da tre uomini riuscì a salvarsi, trasferendosi sul Modulo Lunare e utilizzandolo come navicella per tornare sulla Terra invece che come mezzo per l&apos;allunaggio.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-per-la-fotografia-cosa-scegliere-per-fare-foto-al-top"><u>Migliore smartphone per la fotografia: quale scegliere per fare foto al top</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-12-uscita-prezzo-notizie"><u>iPhone 12: data di uscita, prezzo e notizie</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-se-2-data-di-uscita-prezzo-notizie"><u>iPhone SE 2: data di uscita, prezzo e notizie</u></a> </li></ul><p>La NASA, grazie alla telecamera ad altissima risoluzione del Lunar Reconnaissance Orbiter, è riuscita a creare un video in 4K in cui viene simulato il viaggio dell’Apollo 13 e ci mostra quello che hanno visto i tre uomini mentre erano in missione. </p><p>Guardare il video da <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone"><u>smartphone</u></a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-monitor-4k"><u>monitor</u></a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-televisori-4k-8-tv-ultrahd-fantastici"><u>TV</u></a> risulta già impressionante. Se immaginiamo come potrebbe essere stato assistere a tutto questo in prima persona da una vera astronave… beh, crediamo che non esistano ancora le parole giuste per descrivere tali emozioni. </p><p>La descrizione del video riporta quanto segue: “Questo video utilizza i dati raccolti dalla navicella spaziale Lunar Reconnaissance Orbiter per ricreare alcune delle straordinarie vedute della Luna degli astronauti dell&apos;Apollo 13 durante il loro pericoloso viaggio avvenuto nel 1970." Viene spiegato anche che il video è stato velocizzato e i fotogrammi non sono stati riportati in tempo reale, dal momento che il video mostra tutto il percorso che l’astronave ha fatto intorno alla Luna.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Ilifg26TZrI" allowfullscreen=""></iframe></div></div><ul><li>Via <a href="https://bgr.com/2020/02/24/space-news-apollo-13-moon-footage-4k/" target="_blank">BGR</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/apollo-13-la-nasa-ha-ricreato-il-viaggio-sulla-luna-in-4k</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La Luna vista dall'Apollo 13 ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space Exploration]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Dario De Vita ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Apollo 13 è stata senza ombra di dubbio una delle missioni più incredibili avvenute nello spazio. L’obiettivo della missione era quello di atterrare sulla Luna, ma ci furono delle complicazioni e l’equipaggio ha rischiato la vita a causa del danneggiamento di molti equipaggiamenti, che rese necessario un cambio di rotta. </p><p>Fortunatamente l’equipaggio composto da tre uomini riuscì a salvarsi, trasferendosi sul Modulo Lunare e utilizzandolo come navicella per tornare sulla Terra invece che come mezzo per l&apos;allunaggio.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-per-la-fotografia-cosa-scegliere-per-fare-foto-al-top"><u>Migliore smartphone per la fotografia: quale scegliere per fare foto al top</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-12-uscita-prezzo-notizie"><u>iPhone 12: data di uscita, prezzo e notizie</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-se-2-data-di-uscita-prezzo-notizie"><u>iPhone SE 2: data di uscita, prezzo e notizie</u></a> </li></ul><p>La NASA, grazie alla telecamera ad altissima risoluzione del Lunar Reconnaissance Orbiter, è riuscita a creare un video in 4K in cui viene simulato il viaggio dell’Apollo 13 e ci mostra quello che hanno visto i tre uomini mentre erano in missione. </p><p>Guardare il video da <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone"><u>smartphone</u></a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-monitor-4k"><u>monitor</u></a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-televisori-4k-8-tv-ultrahd-fantastici"><u>TV</u></a> risulta già impressionante. Se immaginiamo come potrebbe essere stato assistere a tutto questo in prima persona da una vera astronave… beh, crediamo che non esistano ancora le parole giuste per descrivere tali emozioni. </p><p>La descrizione del video riporta quanto segue: “Questo video utilizza i dati raccolti dalla navicella spaziale Lunar Reconnaissance Orbiter per ricreare alcune delle straordinarie vedute della Luna degli astronauti dell&apos;Apollo 13 durante il loro pericoloso viaggio avvenuto nel 1970." Viene spiegato anche che il video è stato velocizzato e i fotogrammi non sono stati riportati in tempo reale, dal momento che il video mostra tutto il percorso che l’astronave ha fatto intorno alla Luna.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Ilifg26TZrI" allowfullscreen=""></iframe></div></div><ul><li>Via <a href="https://bgr.com/2020/02/24/space-news-apollo-13-moon-footage-4k/" target="_blank">BGR</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Cabinato con Space Invaders in sconto, imperdibile! ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><br />Ora potete avere un cabinato da 600 euro a meno della metà del prezzo. Non ci credete, continuate a leggere per scoprire come.</p><h2 id="introduzione-specifiche-design">Introduzione, specifiche, design</h2><p>Questo cabinato Sambro Originals include il famosissimo videogame Space Invaders, un gioco arcade capace di tenervi incollati allo schermo per ore. Troverete sia la versione retrò in bianco e nero che quella a colori.</p><p>Il prodotto va montato ma è una procedura alquanto semplice; fatto ciò basta collegarlo ad una presa ed è pronto all’uso.</p><p>Rispetto ai display monocromatici degli anni 80’, questo dispositivo è dotato di uno schermo LCD da 17 pollici, a colori. Permette partite da 2 giocatori, in alto troverete il vostro punteggio, quello del secondo player ed il punteggio record.</p><p>I comandi sono pochi ed essenziali, partendo dalla levetta analogica, sulla sinistra, ed arrivando al classico “bottone” bianco centrale. Sulla destra ci sono 2 pulsanti rossi per la scelta del giocatore mentre in alto troviamo 2 switch, uno per l’accensione e l’altro per regolare il volume. Sambro ha persino integrato un comoda skin con le istruzioni.</p><p>Chiaramente non sono le specifiche di questo dispositivo ad attrarre gli acquirenti quanto la storia e i ricordi associati a tali prodotti, non ultimo il design. Sì, perchè il cabinato è rivestito da splendide decalcomanie ispirate a quel periodo, che si rifanno al videogame.</p><p>Rispetto ai modelli delle sale giochi, questo è per uso esclusivamente domestico. Il prodotto, infatti, misura 50 x 58 x 128 cm (L x l x H) e pesa circa 26Kg, decisamente lontano dai cabinati cui eravamo abituati. Il videogame è destinato a giocatori dai 13 anni in su, con la supervisione di un adulto.</p><div class="product"><a data-dimension112="02412d51-aeee-496a-9df6-c29ec980edb8" data-action="Deal Block" data-label="Arcade1UP Space Invaders" data-dimension48="Sambro Original, Space Invaders, Arcade 1Up" href="https://www.amazon.co.uk/Sambro-Original-Invaders-Arcade-1Up/dp/B07NY9399P" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1033px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:77.44%;"><img id="x7Tze8K2FbAyvCeBQHEcuN" name="617PtO5ScqL._AC_SL1200_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x7Tze8K2FbAyvCeBQHEcuN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1033" height="800" attribution="" endorsement="" credit="" class="" /></p></div></div></figure></a><p><strong>Un cabinato a un prezzo incredibile</strong></p><p>Sambro Original, Space Invaders, Arcade 1Up si può avere, spedito dalla Gran Bretagna, a meno di 300 euro spese di spedizione comprese. Un prezzo davvero imbattibile, visto che in Italia costa il doppio. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.co.uk/Sambro-Original-Invaders-Arcade-1Up/dp/B07NY9399P" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="02412d51-aeee-496a-9df6-c29ec980edb8" data-action="Deal Block" data-label="Arcade1UP Space Invaders" data-dimension48="Sambro Original, Space Invaders, Arcade 1Up">View Deal</a></p></div><h2 id="disponibilit-xe0-e-prezzo">Disponibilità e prezzo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1033px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:77.44%;"><img id="x7Tze8K2FbAyvCeBQHEcuN" name="617PtO5ScqL._AC_SL1200_.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x7Tze8K2FbAyvCeBQHEcuN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1033" height="800" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div></figure><p>Sambro Original, Space Invaders, Arcade 1Up è disponibile su Amazon Italia per 614 euro, la spedizione è gratuita ma il prodotto vi arriverà nell’arco di alcuni mesi, purtroppo.</p><p>La buona notizia è che potete averlo per meno della metà <a href="https://www.amazon.co.uk/Sambro-Original-Invaders-Arcade-1Up/dp/B07NY9399P">prendendolo su Amazon UK a 240 sterline</a> (circa 280 euro) a cui si devono aggiungere 34 sterline (circa 50 euro) per le spese di spedizione. Un&apos;occasione più unica che rara. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/cabinato-con-space-invaders-in-sconto-imperdibile</link>
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                            <![CDATA[ Chi non ha mai voluto un cabinato dentro casa? Uscivamo dalle sale giochi senza una lira ma desiderosi di un’altra partita… Beh, adesso si può. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Space]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
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                            <![CDATA[
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                                <p><br />Ora potete avere un cabinato da 600 euro a meno della metà del prezzo. Non ci credete, continuate a leggere per scoprire come.</p><h2 id="introduzione-specifiche-design">Introduzione, specifiche, design</h2><p>Questo cabinato Sambro Originals include il famosissimo videogame Space Invaders, un gioco arcade capace di tenervi incollati allo schermo per ore. Troverete sia la versione retrò in bianco e nero che quella a colori.</p><p>Il prodotto va montato ma è una procedura alquanto semplice; fatto ciò basta collegarlo ad una presa ed è pronto all’uso.</p><p>Rispetto ai display monocromatici degli anni 80’, questo dispositivo è dotato di uno schermo LCD da 17 pollici, a colori. Permette partite da 2 giocatori, in alto troverete il vostro punteggio, quello del secondo player ed il punteggio record.</p><p>I comandi sono pochi ed essenziali, partendo dalla levetta analogica, sulla sinistra, ed arrivando al classico “bottone” bianco centrale. Sulla destra ci sono 2 pulsanti rossi per la scelta del giocatore mentre in alto troviamo 2 switch, uno per l’accensione e l’altro per regolare il volume. Sambro ha persino integrato un comoda skin con le istruzioni.</p><p>Chiaramente non sono le specifiche di questo dispositivo ad attrarre gli acquirenti quanto la storia e i ricordi associati a tali prodotti, non ultimo il design. Sì, perchè il cabinato è rivestito da splendide decalcomanie ispirate a quel periodo, che si rifanno al videogame.</p><p>Rispetto ai modelli delle sale giochi, questo è per uso esclusivamente domestico. Il prodotto, infatti, misura 50 x 58 x 128 cm (L x l x H) e pesa circa 26Kg, decisamente lontano dai cabinati cui eravamo abituati. Il videogame è destinato a giocatori dai 13 anni in su, con la supervisione di un adulto.</p><div class="product"><a data-dimension112="02412d51-aeee-496a-9df6-c29ec980edb8" data-action="Deal Block" data-label="Arcade1UP Space Invaders" data-dimension48="Sambro Original, Space Invaders, Arcade 1Up" href="https://www.amazon.co.uk/Sambro-Original-Invaders-Arcade-1Up/dp/B07NY9399P" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1033px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:77.44%;"><img id="x7Tze8K2FbAyvCeBQHEcuN" name="617PtO5ScqL._AC_SL1200_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x7Tze8K2FbAyvCeBQHEcuN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1033" height="800" attribution="" endorsement="" credit="" class="" /></p></div></div></figure></a><p><strong>Un cabinato a un prezzo incredibile</strong></p><p>Sambro Original, Space Invaders, Arcade 1Up si può avere, spedito dalla Gran Bretagna, a meno di 300 euro spese di spedizione comprese. Un prezzo davvero imbattibile, visto che in Italia costa il doppio. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.co.uk/Sambro-Original-Invaders-Arcade-1Up/dp/B07NY9399P" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="02412d51-aeee-496a-9df6-c29ec980edb8" data-action="Deal Block" data-label="Arcade1UP Space Invaders" data-dimension48="Sambro Original, Space Invaders, Arcade 1Up">View Deal</a></p></div><h2 id="disponibilit-xe0-e-prezzo">Disponibilità e prezzo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check="" ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1033px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:77.44%;"><img id="x7Tze8K2FbAyvCeBQHEcuN" name="617PtO5ScqL._AC_SL1200_.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x7Tze8K2FbAyvCeBQHEcuN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1033" height="800" attribution="" endorsement="" class="" /></p></div></div></figure><p>Sambro Original, Space Invaders, Arcade 1Up è disponibile su Amazon Italia per 614 euro, la spedizione è gratuita ma il prodotto vi arriverà nell’arco di alcuni mesi, purtroppo.</p><p>La buona notizia è che potete averlo per meno della metà <a href="https://www.amazon.co.uk/Sambro-Original-Invaders-Arcade-1Up/dp/B07NY9399P">prendendolo su Amazon UK a 240 sterline</a> (circa 280 euro) a cui si devono aggiungere 34 sterline (circa 50 euro) per le spese di spedizione. Un&apos;occasione più unica che rara. </p>
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