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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Social-media ]]></title>
                <link>https://global.techradar.com/computing/internet/social-media</link>
        <description><![CDATA[ All the latest social-media content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Wed, 28 Jan 2026 11:12:30 +0000</lastBuildDate>
                            <language>it-it</language>
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                                                            <title><![CDATA[ Il presidente francese attacca le "piattaforme americane" e gli "algoritmi cinesi" mentre vieta i social media ai minori di 15 anni ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I deputati francesi hanno votato a favore della legge per vietare i social media ai minori</strong></li><li><strong>Il provvedimento non è ancora legge; deve prima passare al vaglio del Senato francese</strong></li><li><strong>Una volta approvata, i minori di 15 anni non potranno più accedere alle piattaforme social</strong></li></ul><p>I deputati francesi hanno votato a favore del bando dei social media per i minori con 116 voti favorevoli e 23 contrari: quello che viene celebrato come un "passo fondamentale" verso la protezione di bambini e adolescenti online.</p><p>Come prevedibile, non tutti sono soddisfatti delle regole proposte. La proposta di legge non è ancora entrata in vigore — deve infatti ricevere l'approvazione del Senato francese — e alcuni si chiedono se verrà bloccata dal diritto europeo, dopo che un progetto simile era stato fermato nel 2023. Tuttavia, l'iniziativa segue la scia di normative analoghe già viste in Australia, nel Regno Unito e in alcuni Stati americani.</p><p>In un video diffuso in merito al provvedimento, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: "Le emozioni dei nostri bambini e adolescenti non sono in vendita né devono essere manipolate, né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi" — un chiaro riferimento a realtà come Instagram, X e TikTok.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo" name="social-media-shutterstock_2452297177" alt="Social Media" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Una volta introdotte, queste e altre piattaforme social dovranno verificare l'età degli utenti francesi o impedire loro l'accesso ai contenuti. Dato che un sistema di verifica dell'età potrebbe essere adottato a livello europeo, la Francia sarà probabilmente solo la prima nazione dell'UE a imporre tale divieto: basti pensare che anche Irlanda, Spagna e Danimarca stanno valutando norme simili.</p><p>Mentre molti genitori, legislatori e persino alcuni ragazzi hanno reagito positivamente, altri hanno espresso pareri decisamente meno favorevoli.</p><p>Scorrendo (ironicamente) proprio i social media, si trovano numerosi commenti che definiscono questa mossa un "eccesso legislativo". Altri utenti sono invece preoccupati dal dover condividere i propri documenti d'identità online, specialmente in seguito a vari leak di dati che hanno coinvolto documenti in paesi con normative simili (come la violazione di Discord, in cui gli hacker hanno rubato migliaia di foto di documenti d'identità governativi).</p><h2 id="il-migliore-di-due-mali">Il migliore di due mali</h2><p>Non serve cercare lontano per trovare report che mostrano gli effetti dannosi dei social media sulla salute mentale, alcuni dei quali provenienti dalle aziende stesse. Né per trovare esempi dei modi in cui le piattaforme possano essere utilizzate e abusate dagli utenti e dai loro stessi creatori: si pensi al recente caso di Grok, usato per creare immagini esplicite di donne e bambini, o alle accuse dei whistleblower secondo cui le piattaforme di Meta potrebbero profilare gli utenti con annunci basati sul loro stato emotivo (pratica che Meta ha negato di attuare, pur ammettendo di aver condotto ricerche in merito in una serie di dichiarazioni risalenti al 2017).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8256px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA" name="shutterstock_2396034017 copy" alt="Elon Musk and Grok." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8256" height="4644" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock/JR des)</span></figcaption></figure><p>Al tempo stesso, so quanto i social media possano essere preziosi. YouTube e TikTok possono trasformarsi in incredibili piattaforme educative; i social possono fornire l'accesso a fonti di informazione inestimabili, creare spazi per organizzare azioni collettive attorno a cause importanti o, semplicemente, offrire alle persone la possibilità di trovare una comunità in cui integrarsi che faticherebbero a trovare a livello locale.</p><p>Ma i benefici superano i lati oscuri?</p><p>Sinceramente, non ne sono sicuro. Se fossi costretto a scegliere tra un estremo e l'altro, sarei favorevole a un bando, in parte perché divieti diffusi potrebbero essere ciò che finalmente costringerà le piattaforme a cambiare rotta.</p><p>Tuttavia, continuerei a preferire un approccio più sfumato.</p><p>Qualcosa che preveda una verifica dell'identità sicura e privata per accertare l'età e la natura umana dell'utente; che affronti le problematiche dei social media che vanno oltre quelle dei minori, colpendo utenti di ogni fascia d'età; e che offra ai genitori la possibilità di decidere per i propri figli (scegliendo di consentire l'accesso a determinate piattaforme quando ritengono che il ragazzo sia pronto).</p><p>Forse, però, è chiedere troppo a una classe politica che non ha la competenza digitale che dovrebbe avere. Magari, mentre vedremo aumentare i divieti nel corso del prossimo anno, mi smentiranno trovando un approccio che funzioni per tutti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/il-presidente-francese-attacca-le-piattaforme-americane-e-gli-algoritmi-cinesi-mentre-vieta-i-social-media-ai-minori-di-15-anni</link>
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                            <![CDATA[ "Le emozioni dei nostri bambini e adolescenti non sono in vendita" – la Francia punta al bando dei social media per i minori, e non sarà l'ultimo provvedimento di questo tipo che vedremo nel 2026. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ hamish.hector@futurenet.com (Hamish Hector) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Hamish Hector ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ePxhxWMJAFXSVFL4333tHB-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Emmanuel Macron delivering a speech in sunglasses]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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Tuttavia, l'iniziativa segue la scia di normative analoghe già viste in Australia, nel Regno Unito e in alcuni Stati americani.</p><p>In un video diffuso in merito al provvedimento, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: "Le emozioni dei nostri bambini e adolescenti non sono in vendita né devono essere manipolate, né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi" — un chiaro riferimento a realtà come Instagram, X e TikTok.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo" name="social-media-shutterstock_2452297177" alt="Social Media" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Una volta introdotte, queste e altre piattaforme social dovranno verificare l'età degli utenti francesi o impedire loro l'accesso ai contenuti. Dato che un sistema di verifica dell'età potrebbe essere adottato a livello europeo, la Francia sarà probabilmente solo la prima nazione dell'UE a imporre tale divieto: basti pensare che anche Irlanda, Spagna e Danimarca stanno valutando norme simili.</p><p>Mentre molti genitori, legislatori e persino alcuni ragazzi hanno reagito positivamente, altri hanno espresso pareri decisamente meno favorevoli.</p><p>Scorrendo (ironicamente) proprio i social media, si trovano numerosi commenti che definiscono questa mossa un "eccesso legislativo". Altri utenti sono invece preoccupati dal dover condividere i propri documenti d'identità online, specialmente in seguito a vari leak di dati che hanno coinvolto documenti in paesi con normative simili (come la violazione di Discord, in cui gli hacker hanno rubato migliaia di foto di documenti d'identità governativi).</p><h2 id="il-migliore-di-due-mali">Il migliore di due mali</h2><p>Non serve cercare lontano per trovare report che mostrano gli effetti dannosi dei social media sulla salute mentale, alcuni dei quali provenienti dalle aziende stesse. Né per trovare esempi dei modi in cui le piattaforme possano essere utilizzate e abusate dagli utenti e dai loro stessi creatori: si pensi al recente caso di Grok, usato per creare immagini esplicite di donne e bambini, o alle accuse dei whistleblower secondo cui le piattaforme di Meta potrebbero profilare gli utenti con annunci basati sul loro stato emotivo (pratica che Meta ha negato di attuare, pur ammettendo di aver condotto ricerche in merito in una serie di dichiarazioni risalenti al 2017).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8256px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA" name="shutterstock_2396034017 copy" alt="Elon Musk and Grok." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8256" height="4644" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock/JR des)</span></figcaption></figure><p>Al tempo stesso, so quanto i social media possano essere preziosi. YouTube e TikTok possono trasformarsi in incredibili piattaforme educative; i social possono fornire l'accesso a fonti di informazione inestimabili, creare spazi per organizzare azioni collettive attorno a cause importanti o, semplicemente, offrire alle persone la possibilità di trovare una comunità in cui integrarsi che faticherebbero a trovare a livello locale.</p><p>Ma i benefici superano i lati oscuri?</p><p>Sinceramente, non ne sono sicuro. Se fossi costretto a scegliere tra un estremo e l'altro, sarei favorevole a un bando, in parte perché divieti diffusi potrebbero essere ciò che finalmente costringerà le piattaforme a cambiare rotta.</p><p>Tuttavia, continuerei a preferire un approccio più sfumato.</p><p>Qualcosa che preveda una verifica dell'identità sicura e privata per accertare l'età e la natura umana dell'utente; che affronti le problematiche dei social media che vanno oltre quelle dei minori, colpendo utenti di ogni fascia d'età; e che offra ai genitori la possibilità di decidere per i propri figli (scegliendo di consentire l'accesso a determinate piattaforme quando ritengono che il ragazzo sia pronto).</p><p>Forse, però, è chiedere troppo a una classe politica che non ha la competenza digitale che dovrebbe avere. Magari, mentre vedremo aumentare i divieti nel corso del prossimo anno, mi smentiranno trovando un approccio che funzioni per tutti.</p>
                                                            </article>
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Negli ultimi 12 mesi ho accettato il fatto che, sebbene debba ancora ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo, i social media restano uno strumento indispensabile per fare programmi e restare in contatto; posso trarne i benefici senza sciogliermi in un brodo primordiale di neuroni alimentato dai Reel.</p><p>Tuttavia, l'ultimo anno ha visto crescere esponenzialmente sui social la diffusione di foto, video e audio generati dall'intelligenza artificiale, dando vita a meme e incomprensioni in egual misura. Come abbiamo riportato di recente, "slop" è stata eletta parola dell'anno dal dizionario Merriam-Webster, in risposta alla valanga di contenuti IA di bassa qualità che ha invaso i nostri schermi negli ultimi 12 mesi.</p><p>Ho sempre pensato che fosse ingiusto giudicare una piattaforma esclusivamente in base ai contenuti caricati dagli utenti, quindi ho ampiamente chiuso un occhio su ogni ondata di "AI slop" che ha colpito Meta, anche se avrei preferito non averci nulla a che fare.</p><p>Ma sembra sempre più evidente che Instagram – storicamente la casa dei creativi visivi e linfa vitale per musicisti, attori e comici – stia virando proprio verso quel tipo di contenuto IA vacuo, insulso e alienante che sta ormai intasando i feed degli utenti. Per chi vuole staccare da questo flusso, l'unica soluzione sembra affidarsi ai <a href="https://www.google.com/search?q=https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-iphone" target="_blank">migliori giochi per iPhone</a> per ritrovare un po' di intrattenimento di qualità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6" name="StrawbZuck" alt="A screenshot of a mid-feed advert for Meta AI, showing a strawberry-baby hybrid and an overweight Mark Zuckerberg running on a treadmill" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Ma che diavolo stiamo facendo, Meta? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Sono francamente turbato dalle inserzioni di Meta AI che compaiono a metà feed, presentate come caroselli di video generati dall'intelligenza artificiale e spesso decisamente inquietanti. Ho visto grotteschi ibridi tra frutti e neonati, un Barack Obama in versione DJ (dubito che la cosa sia stata autorizzata) e, cosa ancor più bizzarra, un Mark Zuckerberg sovrappeso che corre a torso nudo su un tapis roulant; non credo che il boss di Meta ne sarebbe entusiasta.</p><p>Oltre a essere sgradevoli alla vista, queste clip sembrano funzionalmente inutili e persino antitetiche allo scopo stesso dei social media. Meta spera davvero che io le condivida sul mio feed o con i miei amici? Chi ha voglia di vedere roba simile? Si tratta di auto-espressione o di un modo per connettersi socialmente? Quale parte dello slogan di Instagram, "Cattura, crea e condividi ciò che ami", viene rispettata appiccicando nelle mie storie un sosia di Michael Jackson renderizzato malissimo? Per fortuna, i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year" target="_blank">migliori generatori di immagini IA</a> mostrano che la tecnologia può fare molto di meglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j" name="DJBarack" alt="A mid-feed ad for Meta AI, showing Barack Obama DJing and a dragon breathing fire" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non ho davvero parole per questo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre a ciò, questo fenomeno non mi convince affatto che Instagram sia un buon modo per impiegare il mio tempo al telefono. Sto lavorando ad alcuni nuovi buoni propositi per l'anno nuovo che mi aiutino a sfruttare meglio il supercomputer che ho in tasca, e questa spinta verso Meta AI mi rende felice di essermi concentrato su cose più produttive nella mia nuova lista (come, ad esempio, giocare di più a Fortnite).</p><p>Francamente, se Instagram continuerà a investire in questa spazzatura invece di introdurre, che so, funzioni utili, potrei dover rilanciare la mia missione di rimuovere l'app dalla memoria del mio smartphone. I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sono così potenti e versatili che mi sentirei in colpa a passare anche solo un secondo a guardare roba del genere.</p><p>Potete quindi considerare questo un proposito provvisorio, influenzato dalla mia dichiarata ed eccessiva dipendenza da Instagram come piattaforma e social network. Se continuerò a vedere i contenuti di Meta AI nel mio feed, potrebbe essere il segno che il posto di Instagram nella home page del mio telefono potrebbe presto tornare vacante.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/non-ho-abbandonato-i-social-media-nel-2025-ma-potrei-essere-costretto-a-farlo-se-questo-pessimo-trend-dovesse-continuare-nel-2026</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ nstagram si sta trasformando in una discarica di "AI slop" e, a quanto pare, la spinta arriva ora dalla stessa Meta. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">pbRjVx4VVudT5MdizrAD9o</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Instagram]]></category>
                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Websites & Apps]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ jamie.richards@futurenet.com (Jamie Richards) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Jamie Richards ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LRJETRuNfZFmsjnWvCjdCi-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Jamie is a Mobile Computing Staff Writer for TechRadar, responsible for covering phones and tablets. A lifelong tech-obsessive, Jamie began his writing career as a music blogger before studying journalism at Goldsmiths College, and joined TechRadar in 2024. He thinks the iPhone 5S is the greatest phone of all time, but is currently an Android user. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;As well as reporting on the latest in mobile hardware, software, and industry developments, Jamie specialises in features and long-form pieces that dive into the latest phone and tablet trends. He can also be found writing for the site&#039;s Audio and Streaming sections from time to time, or behind the decks as a DJ at local venues around London.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Lance Ulanoff / Jamie Richards / Future]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Immagine parzialmente generata dall&#039;IA: render di Obama tratto da uno screenshot di uno spot di Meta AI]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Composite image: Instagram logo on left, AI-generated Barack Obama DJing on right]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Composite image: Instagram logo on left, AI-generated Barack Obama DJing on right]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JVoEiXGon6NCEGdBWrQ9Zc-1920-80.jpg" />
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                            <![CDATA[
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                                <p>Alla fine del 2024 scrissi che nel 2025 mi sarei allontanato dai social media a causa del loro impatto sulla mia routine quotidiana. Come Staff Writer di TechRadar per tutto ciò che riguarda il mondo mobile, so fin troppo bene che usare il mio supercomputer tascabile per scorrere video verticali non è esattamente il modo migliore per sfruttare il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">miglior smartphone</a> a disposizione.</p><p>Non servono premi per indovinare com'è andata a finire: non ho smesso. Anzi, se dovessi scommettere, credo di aver usato l'app di Instagram più quest'anno che nel 2024.</p><p>E nello spirito del Natale (o qualcosa del genere), mi perdono per questa trasgressione. Negli ultimi 12 mesi ho accettato il fatto che, sebbene debba ancora ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo, i social media restano uno strumento indispensabile per fare programmi e restare in contatto; posso trarne i benefici senza sciogliermi in un brodo primordiale di neuroni alimentato dai Reel.</p><p>Tuttavia, l'ultimo anno ha visto crescere esponenzialmente sui social la diffusione di foto, video e audio generati dall'intelligenza artificiale, dando vita a meme e incomprensioni in egual misura. Come abbiamo riportato di recente, "slop" è stata eletta parola dell'anno dal dizionario Merriam-Webster, in risposta alla valanga di contenuti IA di bassa qualità che ha invaso i nostri schermi negli ultimi 12 mesi.</p><p>Ho sempre pensato che fosse ingiusto giudicare una piattaforma esclusivamente in base ai contenuti caricati dagli utenti, quindi ho ampiamente chiuso un occhio su ogni ondata di "AI slop" che ha colpito Meta, anche se avrei preferito non averci nulla a che fare.</p><p>Ma sembra sempre più evidente che Instagram – storicamente la casa dei creativi visivi e linfa vitale per musicisti, attori e comici – stia virando proprio verso quel tipo di contenuto IA vacuo, insulso e alienante che sta ormai intasando i feed degli utenti. Per chi vuole staccare da questo flusso, l'unica soluzione sembra affidarsi ai <a href="https://www.google.com/search?q=https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-iphone" target="_blank">migliori giochi per iPhone</a> per ritrovare un po' di intrattenimento di qualità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6" name="StrawbZuck" alt="A screenshot of a mid-feed advert for Meta AI, showing a strawberry-baby hybrid and an overweight Mark Zuckerberg running on a treadmill" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Ma che diavolo stiamo facendo, Meta? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Sono francamente turbato dalle inserzioni di Meta AI che compaiono a metà feed, presentate come caroselli di video generati dall'intelligenza artificiale e spesso decisamente inquietanti. Ho visto grotteschi ibridi tra frutti e neonati, un Barack Obama in versione DJ (dubito che la cosa sia stata autorizzata) e, cosa ancor più bizzarra, un Mark Zuckerberg sovrappeso che corre a torso nudo su un tapis roulant; non credo che il boss di Meta ne sarebbe entusiasta.</p><p>Oltre a essere sgradevoli alla vista, queste clip sembrano funzionalmente inutili e persino antitetiche allo scopo stesso dei social media. Meta spera davvero che io le condivida sul mio feed o con i miei amici? Chi ha voglia di vedere roba simile? Si tratta di auto-espressione o di un modo per connettersi socialmente? Quale parte dello slogan di Instagram, "Cattura, crea e condividi ciò che ami", viene rispettata appiccicando nelle mie storie un sosia di Michael Jackson renderizzato malissimo? Per fortuna, i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year" target="_blank">migliori generatori di immagini IA</a> mostrano che la tecnologia può fare molto di meglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j" name="DJBarack" alt="A mid-feed ad for Meta AI, showing Barack Obama DJing and a dragon breathing fire" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non ho davvero parole per questo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre a ciò, questo fenomeno non mi convince affatto che Instagram sia un buon modo per impiegare il mio tempo al telefono. Sto lavorando ad alcuni nuovi buoni propositi per l'anno nuovo che mi aiutino a sfruttare meglio il supercomputer che ho in tasca, e questa spinta verso Meta AI mi rende felice di essermi concentrato su cose più produttive nella mia nuova lista (come, ad esempio, giocare di più a Fortnite).</p><p>Francamente, se Instagram continuerà a investire in questa spazzatura invece di introdurre, che so, funzioni utili, potrei dover rilanciare la mia missione di rimuovere l'app dalla memoria del mio smartphone. I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sono così potenti e versatili che mi sentirei in colpa a passare anche solo un secondo a guardare roba del genere.</p><p>Potete quindi considerare questo un proposito provvisorio, influenzato dalla mia dichiarata ed eccessiva dipendenza da Instagram come piattaforma e social network. Se continuerò a vedere i contenuti di Meta AI nel mio feed, potrebbe essere il segno che il posto di Instagram nella home page del mio telefono potrebbe presto tornare vacante.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ La tanto attesa vendita di TikTok negli Stati Uniti potrebbe finalmente concretizzarsi, secondo nuovi rapporti. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La vendita di TikTok negli Stati Uniti potrebbe concludersi il 22 gennaio 2026</strong></li><li><strong>Una nuova joint venture a guida statunitense assumerà il controllo delle operazioni</strong></li></ul><p>Il destino di TikTok negli Stati Uniti è rimasto in sospeso da quando il Congresso ha approvato una legge che ne imponeva la vendita a proprietari statunitensi e, dopo diverse proroghe concesse dalla Casa Bianca di Trump, l'atteso accordo potrebbe finalmente essere stato avviato.</p><p>Secondo i rapporti di CNBC e Axios, il CEO di TikTok Shou Zi Chew ha confermato che, con un accordo che dovrebbe chiudersi il 22 gennaio 2026, TikTok negli USA farà parte di una nuova joint venture denominata "TikTok USDS Joint Venture LLC". Oracle, Silver Lake e la società MGX di Abu Dhabi saranno i tre partner principali, insieme ad altri nuovi investitori, ma la proprietà sarà condivisa con la cinese ByteDance — l'originale proprietario di TikTok — che manterrà comunque una percentuale.</p><p>Si tratta di un grande cambiamento per TikTok, che ha vissuto un anno tumultuoso negli Stati Uniti. Tutto è iniziato con un bando, seguito dall'amministrazione Trump che ha offerto alcune proroghe e la promessa di una proprietà statunitense all'orizzonte — non totale, ma almeno dell'80%. Questo permetterà effettivamente a TikTok di restare disponibile, ma cambierà l'esperienza dell'app, poiché è probabile che l'algoritmo non rimarrà intatto.</p><p>Nel promemoria visionato dalla CNBC, viene riportato che Shou Zi Chew ha scritto che la joint venture sarà "di proprietà maggioritaria di investitori americani, governata da un nuovo consiglio di amministrazione di sette membri a maggioranza americana e soggetta a termini che proteggono i dati degli americani e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti".</p><p>Una grande parte di questa impresa è focalizzata sulle operazioni negli Stati Uniti, e un principio chiave sarebbe risolvere – o almeno alleviare – le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale, che erano la ragione originaria dietro la proposta di bando e che ci hanno portato su questa strada.</p><p>La joint venture avrà il compito di proteggere i dati statunitensi sull'app, incluso l'importantissimo algoritmo che alimenta il feed "Per te" e ciò che ogni utente vede nell'app, così come la moderazione dei contenuti. Axios, che ha visionato il promemoria, riporta quanto segue: "riaddestrare l'algoritmo di raccomandazione dei contenuti sui dati degli utenti statunitensi per garantire che il feed dei contenuti sia libero da manipolazioni esterne".</p><p>Tuttavia, gli aspetti globali di TikTok non scompariranno del tutto. ByteDance, l'attuale società madre di TikTok, manterrà comunque una quota di proprietà della "TikTok USDS Joint Venture LLC" e garantirà inoltre che la versione statunitense di TikTok funzioni con le altre versioni dell'app.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Caa2mzJkJUGpLHopsEdCMZ" name="GettyImages-2161838567" alt="The TikTok logo is seen on a mobile device, with a picture of US President Trump in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Caa2mzJkJUGpLHopsEdCMZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Photo by Jaap Arriens/NurPhoto via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Resta da vedere se questo accordo si chiuderà ufficialmente, ma anche cosa significhi realmente per TikTok e come potrebbe cambiare l'esperienza per gli innumerevoli utenti negli Stati Uniti. TechRadar ha contattato TikTok per ulteriori commenti sulle indiscrezioni e per dettagli su questa vendita.</p><p>Come promemoria, l'ultimo aggiornamento importante risale a settembre 2025, quando la Casa Bianca ha dichiarato di aver lavorato a un accordo con la Cina per vendere le operazioni statunitensi di TikTok a una nuova joint venture e a un gruppo americano. Nel 2020, la prima amministrazione Trump emise un ordine esecutivo che imponeva la vendita, dando inizio a questo processo durato anni.</p><p>Sembra, tuttavia, che le operazioni di TikTok negli Stati Uniti potrebbero presto passare dalla cinese ByteDance a una nuova impresa gestita dagli USA — un cambiamento che potrebbe entrare in vigore il 22 gennaio 2026.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/la-tanto-attesa-vendita-di-tiktok-negli-stati-uniti-potrebbe-finalmente-concretizzarsi-secondo-nuovi-rapporti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La lunga saga sulla proprietà di TikTok negli Stati Uniti potrebbe essere vicina a una risoluzione: alcuni rapporti suggeriscono che le sue operazioni statunitensi potrebbero passare da ByteDance a una nuova joint venture a guida americana già nel gennaio 2026. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ jacob.krol@futurenet.com (Jacob Krol) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Jacob Krol ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hKSCqxtWYDuUtwZseV9E3C-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[TikTok ban]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>La vendita di TikTok negli Stati Uniti potrebbe concludersi il 22 gennaio 2026</strong></li><li><strong>Una nuova joint venture a guida statunitense assumerà il controllo delle operazioni</strong></li></ul><p>Il destino di TikTok negli Stati Uniti è rimasto in sospeso da quando il Congresso ha approvato una legge che ne imponeva la vendita a proprietari statunitensi e, dopo diverse proroghe concesse dalla Casa Bianca di Trump, l'atteso accordo potrebbe finalmente essere stato avviato.</p><p>Secondo i rapporti di CNBC e Axios, il CEO di TikTok Shou Zi Chew ha confermato che, con un accordo che dovrebbe chiudersi il 22 gennaio 2026, TikTok negli USA farà parte di una nuova joint venture denominata "TikTok USDS Joint Venture LLC". Oracle, Silver Lake e la società MGX di Abu Dhabi saranno i tre partner principali, insieme ad altri nuovi investitori, ma la proprietà sarà condivisa con la cinese ByteDance — l'originale proprietario di TikTok — che manterrà comunque una percentuale.</p><p>Si tratta di un grande cambiamento per TikTok, che ha vissuto un anno tumultuoso negli Stati Uniti. Tutto è iniziato con un bando, seguito dall'amministrazione Trump che ha offerto alcune proroghe e la promessa di una proprietà statunitense all'orizzonte — non totale, ma almeno dell'80%. Questo permetterà effettivamente a TikTok di restare disponibile, ma cambierà l'esperienza dell'app, poiché è probabile che l'algoritmo non rimarrà intatto.</p><p>Nel promemoria visionato dalla CNBC, viene riportato che Shou Zi Chew ha scritto che la joint venture sarà "di proprietà maggioritaria di investitori americani, governata da un nuovo consiglio di amministrazione di sette membri a maggioranza americana e soggetta a termini che proteggono i dati degli americani e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti".</p><p>Una grande parte di questa impresa è focalizzata sulle operazioni negli Stati Uniti, e un principio chiave sarebbe risolvere – o almeno alleviare – le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale, che erano la ragione originaria dietro la proposta di bando e che ci hanno portato su questa strada.</p><p>La joint venture avrà il compito di proteggere i dati statunitensi sull'app, incluso l'importantissimo algoritmo che alimenta il feed "Per te" e ciò che ogni utente vede nell'app, così come la moderazione dei contenuti. Axios, che ha visionato il promemoria, riporta quanto segue: "riaddestrare l'algoritmo di raccomandazione dei contenuti sui dati degli utenti statunitensi per garantire che il feed dei contenuti sia libero da manipolazioni esterne".</p><p>Tuttavia, gli aspetti globali di TikTok non scompariranno del tutto. ByteDance, l'attuale società madre di TikTok, manterrà comunque una quota di proprietà della "TikTok USDS Joint Venture LLC" e garantirà inoltre che la versione statunitense di TikTok funzioni con le altre versioni dell'app.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Caa2mzJkJUGpLHopsEdCMZ" name="GettyImages-2161838567" alt="The TikTok logo is seen on a mobile device, with a picture of US President Trump in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Caa2mzJkJUGpLHopsEdCMZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Photo by Jaap Arriens/NurPhoto via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Resta da vedere se questo accordo si chiuderà ufficialmente, ma anche cosa significhi realmente per TikTok e come potrebbe cambiare l'esperienza per gli innumerevoli utenti negli Stati Uniti. TechRadar ha contattato TikTok per ulteriori commenti sulle indiscrezioni e per dettagli su questa vendita.</p><p>Come promemoria, l'ultimo aggiornamento importante risale a settembre 2025, quando la Casa Bianca ha dichiarato di aver lavorato a un accordo con la Cina per vendere le operazioni statunitensi di TikTok a una nuova joint venture e a un gruppo americano. Nel 2020, la prima amministrazione Trump emise un ordine esecutivo che imponeva la vendita, dando inizio a questo processo durato anni.</p><p>Sembra, tuttavia, che le operazioni di TikTok negli Stati Uniti potrebbero presto passare dalla cinese ByteDance a una nuova impresa gestita dagli USA — un cambiamento che potrebbe entrare in vigore il 22 gennaio 2026.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ YouTube compie 20 anni: siamo cresciuti con lui, e lui ha cambiato noi ]]></title>
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Anche in un contesto in cui l’intelligenza artificiale si sta affermando come fonte alternativa di risposte e generazione automatica di video, YouTube continua a rappresentare uno strumento fondamentale per la guida e il supporto nella vita quotidiana.</p><p>Il suo impatto sul panorama dei media è stato tale da trasformare non solo le modalità con cui si condividono e si consumano contenuti, ma anche le aspettative del pubblico rispetto all'informazione e all'intrattenimento.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/p-12Xo-U90Q" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Il video "Ghost Carves Halloween Pumpkin", pubblicato nel 2006, riflette lo stato della tecnologia dell’epoca: un’animazione silenziosa e a bassa risoluzione (800x600), oggi visivamente superata, ma rappresentativa delle prime fasi evolutive di YouTube. Nonostante l’aspetto rudimentale, il contenuto incorporava già elementi che avrebbero caratterizzato il formato della piattaforma: un titolo mirato, una descrizione concisa ma accurata, il sistema di valutazione con i "pollici in su" e una sezione commenti attiva.</p><p>Nei primi anni, la funzione esatta di YouTube non era ancora ben definita. Persino i fondatori – Chad Hurley, Jawed Karim e Steven Chen – avevano versioni diverse sull’idea iniziale: per alcuni, la piattaforma doveva servire a raccogliere video di eventi importanti; per altri, a facilitare la diffusione di contenuti virali e di tendenza. Di fatto, i primi anni di YouTube hanno accolto entrambe le visioni, diventando uno spazio eterogeneo per racconti personali, notizie, creatività e intrattenimento.</p><p>Un esempio emblematico dell’evoluzione narrativa su YouTube è Lonelygirl15, una serie che sfruttava lo stile confidenziale dei vlog per raccontare una storia strutturata che, per un periodo, fu creduta autentica da molti spettatori. Questo progetto ha segnato uno dei primi utilizzi della piattaforma come mezzo narrativo complesso.</p><p>Negli anni successivi, YouTube ha assistito a un’esplosione di creatività e contenuti, con creator impegnati in monologhi, approfondimenti su scienza e tecnologia, intrattenimento, tutorial fai-da-te e molto altro, trasformando la piattaforma in uno dei principali centri di produzione e consumo multimediale a livello globale.</p><h2 id="siamo-tutti-fatti-di-stelle">Siamo tutti fatti di stelle</h2><p>YouTube è stata la prima piattaforma a ridurre drasticamente la distanza tra la creazione di contenuti video e il pubblico. Non era più necessario il supporto di una rete televisiva o di una casa di produzione: bastava avere un’idea, una videocamera e un software di montaggio per poter raggiungere un’audience globale.</p><p>Con l’ascesa di YouTube, è diventato possibile ottenere visibilità anche con produzioni semplici. L’inclusione di un breve video nella homepage della piattaforma, ad esempio, poteva generare centinaia di migliaia di visualizzazioni in breve tempo. Tuttavia, questo ha anche evidenziato una realtà fondamentale della piattaforma: la viralità non è mai garantita. Il successo improvviso può essere difficile da replicare, e gli algoritmi attuali non assicurano esposizione costante.</p><p>YouTube ha contribuito al lancio di carriere internazionali, come quelle di Justin Bieber e Shawn Mendes, dimostrando che non era solo Vine a generare star. Creator come MKBHD e iJustine hanno costruito comunità solide e durature, in grado di rivaleggiare con i programmi televisivi più seguiti.</p><p>Un esercizio interessante per chi esplora la crescita dei creator digitali è quello di visitare i loro canali, aprire la sezione video e filtrare per contenuti più vecchi. È un modo per osservare l’evoluzione del linguaggio visivo e narrativo che ha caratterizzato l’era della video-creation online.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/68_lrc5Jo_g" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Nel frattempo, YouTube ha profondamente modificato le abitudini di visione, contribuendo indirettamente a spianare la strada a piattaforme di streaming come Netflix, che ha lanciato il proprio servizio due anni dopo YouTube.</p><p>Quando Netflix pubblicò Lilyhammer, l’abitudine a guardare video di alta qualità online era già radicata, e fu subito seguita da contenuti di maggiore impatto come House of Cards. Parallelamente, YouTube stava evolvendo: da piattaforma per brevi video curiosi a spazio per contenuti più lunghi e strutturati. Oggi ospita video podcast, contenuti da un’ora o più, impensabili su formati più rapidi come TikTok.</p><p>Il passaggio da contenuti virali a contenuti informativi è avvenuto già da tempo. Nel 2025, YouTube è tanto una fonte di informazione quanto di intrattenimento. Il supporto della società madre, Google, ha favorito questa transizione: è sempre più comune cercare una guida su Google e trovarsi davanti a un video YouTube che mostra come svolgere una determinata attività.</p><p>Questa funzione educativa ha reso la piattaforma un punto di riferimento in moltissimi ambiti, dalla manutenzione domestica alle competenze tecniche. L’estensione e la varietà dei contenuti disponibili rendono YouTube una vera e propria enciclopedia visuale, con decine di tutorial disponibili per quasi ogni argomento.</p><p>YouTube ha cambiato il modo in cui il mondo apprende, rendendo l’apprendimento visivo parte integrante della quotidianità digitale.</p><h2 id="generazione-youtube">Generazione YouTube</h2><p>Uno studio del Pew Research Center del 2022 ha rilevato che il 95% degli adolescenti utilizza YouTube. TikTok segue da vicino, e oggi le due piattaforme potrebbero essere vicine in termini di diffusione. Tuttavia, è stato YouTube a introdurre e consolidare l’uso del video online come fonte primaria di apprendimento, informazione e formazione delle opinioni.</p><p>L’impatto della piattaforma non si limita alle nuove generazioni. Secondo Statista, il consumo di video online interessa tutte le fasce d’età. Inoltre, l’80% dei genitori ha dichiarato che i propri figli sotto gli 11 anni guardano regolarmente contenuti su YouTube, segno che anche le generazioni più giovani stanno crescendo con la piattaforma come punto di riferimento.</p><p>Con l’ingresso nel terzo decennio di attività, YouTube rappresenta un elemento culturale e formativo per milioni di persone che non hanno mai conosciuto un mondo senza la sua presenza. Le aspettative nei confronti dei contenuti digitali sono in gran parte modellate dall’esperienza maturata proprio su questa piattaforma.</p><p>In definitiva, YouTube ha trasformato il modo in cui si accede e si interagisce con l’informazione e l’intrattenimento, influenzando profondamente la comunicazione e la cultura digitale contemporanea.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Dalla prima clip allo zoo a milioni di tutorial, YouTube ha riscritto il nostro modo di imparare, creare e vivere online ]]>
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                                <p>In vent'anni dal primo video pubblicato da Jawed Karim allo zoo, YouTube è diventato una forza centrale nella creazione e nella fruizione dei contenuti digitali. La piattaforma ha dato vita a nuove industrie, lanciato carriere e modificato profondamente le abitudini di visione.</p><p>YouTube ha contribuito in modo significativo alla diffusione dell’informazione tramite video, diventando uno dei principali canali per l'apprendimento e la consultazione di contenuti visivi. Anche in un contesto in cui l’intelligenza artificiale si sta affermando come fonte alternativa di risposte e generazione automatica di video, YouTube continua a rappresentare uno strumento fondamentale per la guida e il supporto nella vita quotidiana.</p><p>Il suo impatto sul panorama dei media è stato tale da trasformare non solo le modalità con cui si condividono e si consumano contenuti, ma anche le aspettative del pubblico rispetto all'informazione e all'intrattenimento.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/p-12Xo-U90Q" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Il video "Ghost Carves Halloween Pumpkin", pubblicato nel 2006, riflette lo stato della tecnologia dell’epoca: un’animazione silenziosa e a bassa risoluzione (800x600), oggi visivamente superata, ma rappresentativa delle prime fasi evolutive di YouTube. Nonostante l’aspetto rudimentale, il contenuto incorporava già elementi che avrebbero caratterizzato il formato della piattaforma: un titolo mirato, una descrizione concisa ma accurata, il sistema di valutazione con i "pollici in su" e una sezione commenti attiva.</p><p>Nei primi anni, la funzione esatta di YouTube non era ancora ben definita. Persino i fondatori – Chad Hurley, Jawed Karim e Steven Chen – avevano versioni diverse sull’idea iniziale: per alcuni, la piattaforma doveva servire a raccogliere video di eventi importanti; per altri, a facilitare la diffusione di contenuti virali e di tendenza. Di fatto, i primi anni di YouTube hanno accolto entrambe le visioni, diventando uno spazio eterogeneo per racconti personali, notizie, creatività e intrattenimento.</p><p>Un esempio emblematico dell’evoluzione narrativa su YouTube è Lonelygirl15, una serie che sfruttava lo stile confidenziale dei vlog per raccontare una storia strutturata che, per un periodo, fu creduta autentica da molti spettatori. Questo progetto ha segnato uno dei primi utilizzi della piattaforma come mezzo narrativo complesso.</p><p>Negli anni successivi, YouTube ha assistito a un’esplosione di creatività e contenuti, con creator impegnati in monologhi, approfondimenti su scienza e tecnologia, intrattenimento, tutorial fai-da-te e molto altro, trasformando la piattaforma in uno dei principali centri di produzione e consumo multimediale a livello globale.</p><h2 id="siamo-tutti-fatti-di-stelle">Siamo tutti fatti di stelle</h2><p>YouTube è stata la prima piattaforma a ridurre drasticamente la distanza tra la creazione di contenuti video e il pubblico. Non era più necessario il supporto di una rete televisiva o di una casa di produzione: bastava avere un’idea, una videocamera e un software di montaggio per poter raggiungere un’audience globale.</p><p>Con l’ascesa di YouTube, è diventato possibile ottenere visibilità anche con produzioni semplici. L’inclusione di un breve video nella homepage della piattaforma, ad esempio, poteva generare centinaia di migliaia di visualizzazioni in breve tempo. Tuttavia, questo ha anche evidenziato una realtà fondamentale della piattaforma: la viralità non è mai garantita. Il successo improvviso può essere difficile da replicare, e gli algoritmi attuali non assicurano esposizione costante.</p><p>YouTube ha contribuito al lancio di carriere internazionali, come quelle di Justin Bieber e Shawn Mendes, dimostrando che non era solo Vine a generare star. Creator come MKBHD e iJustine hanno costruito comunità solide e durature, in grado di rivaleggiare con i programmi televisivi più seguiti.</p><p>Un esercizio interessante per chi esplora la crescita dei creator digitali è quello di visitare i loro canali, aprire la sezione video e filtrare per contenuti più vecchi. È un modo per osservare l’evoluzione del linguaggio visivo e narrativo che ha caratterizzato l’era della video-creation online.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/68_lrc5Jo_g" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Nel frattempo, YouTube ha profondamente modificato le abitudini di visione, contribuendo indirettamente a spianare la strada a piattaforme di streaming come Netflix, che ha lanciato il proprio servizio due anni dopo YouTube.</p><p>Quando Netflix pubblicò Lilyhammer, l’abitudine a guardare video di alta qualità online era già radicata, e fu subito seguita da contenuti di maggiore impatto come House of Cards. Parallelamente, YouTube stava evolvendo: da piattaforma per brevi video curiosi a spazio per contenuti più lunghi e strutturati. Oggi ospita video podcast, contenuti da un’ora o più, impensabili su formati più rapidi come TikTok.</p><p>Il passaggio da contenuti virali a contenuti informativi è avvenuto già da tempo. Nel 2025, YouTube è tanto una fonte di informazione quanto di intrattenimento. Il supporto della società madre, Google, ha favorito questa transizione: è sempre più comune cercare una guida su Google e trovarsi davanti a un video YouTube che mostra come svolgere una determinata attività.</p><p>Questa funzione educativa ha reso la piattaforma un punto di riferimento in moltissimi ambiti, dalla manutenzione domestica alle competenze tecniche. L’estensione e la varietà dei contenuti disponibili rendono YouTube una vera e propria enciclopedia visuale, con decine di tutorial disponibili per quasi ogni argomento.</p><p>YouTube ha cambiato il modo in cui il mondo apprende, rendendo l’apprendimento visivo parte integrante della quotidianità digitale.</p><h2 id="generazione-youtube">Generazione YouTube</h2><p>Uno studio del Pew Research Center del 2022 ha rilevato che il 95% degli adolescenti utilizza YouTube. TikTok segue da vicino, e oggi le due piattaforme potrebbero essere vicine in termini di diffusione. Tuttavia, è stato YouTube a introdurre e consolidare l’uso del video online come fonte primaria di apprendimento, informazione e formazione delle opinioni.</p><p>L’impatto della piattaforma non si limita alle nuove generazioni. Secondo Statista, il consumo di video online interessa tutte le fasce d’età. Inoltre, l’80% dei genitori ha dichiarato che i propri figli sotto gli 11 anni guardano regolarmente contenuti su YouTube, segno che anche le generazioni più giovani stanno crescendo con la piattaforma come punto di riferimento.</p><p>Con l’ingresso nel terzo decennio di attività, YouTube rappresenta un elemento culturale e formativo per milioni di persone che non hanno mai conosciuto un mondo senza la sua presenza. Le aspettative nei confronti dei contenuti digitali sono in gran parte modellate dall’esperienza maturata proprio su questa piattaforma.</p><p>In definitiva, YouTube ha trasformato il modo in cui si accede e si interagisce con l’informazione e l’intrattenimento, influenzando profondamente la comunicazione e la cultura digitale contemporanea.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram lancia Edits, il rivale gratuito di CapCut per creare Reels con AI e strumenti avanzati ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo mesi di attesa e rinvii, Instagram Edits è ufficialmente arrivato su Android e iOS. Anticipata a gennaio da Adam Mosseri, responsabile della piattaforma, l’app è stata presentata nel pieno delle tensioni tra TikTok e il governo USA, e ora si propone come la vera alternativa firmata Meta per la creazione di contenuti video.</p><p>Edits si presenta come un editor video basato su timeline, con una profonda integrazione nell’ecosistema di Instagram. Gli utenti possono non solo modificare i propri contenuti, ma anche accedere a metriche, effetti, suoni, clip audio e tendenze direttamente dalla piattaforma. Il tutto in un’interfaccia pensata per semplificare la creazione e la pubblicazione di Reels.</p><p>A differenza di CapCut (di proprietà di ByteDance, come TikTok), Edits punta a essere un hub creativo completo: non solo editing, ma anche gestione dei progetti. Tra le funzioni inedite, c’è la possibilità di usare "sticky notes" per annotare idee, pianificare contenuti e tenere traccia di ciò che si sta producendo, un chiaro segnale dell’intento di Meta di conquistare anche il dietro le quinte della content creation.</p><p>Con il debutto di Edits, Instagram entra ufficialmente nel territorio delle app di montaggio video, offrendo agli utenti uno strumento nativo per produrre contenuti senza passaggi esterni. Un passo strategico che potrebbe ridefinire il modo in cui i creator lavorano sulla piattaforma.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3022px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LHdPBdtWHKXdEngNzvuQNQ" name="Instagram Edits in app screengrab" alt="Instagram Edits in app screengrab" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LHdPBdtWHKXdEngNzvuQNQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3022" height="1700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Instagram ha finalmente lanciato Edits, la sua nuova app gratuita per l’editing video su Android e iOS. Dopo mesi di attesa, rinvii e anticipazioni da parte di Adam Mosseri, responsabile della piattaforma, Meta ha ufficializzato il debutto del suo strumento pensato per offrire un’esperienza creativa completa e perfettamente integrata con Reels.</p><p>Edits punta a diventare il centro nevralgico della creazione video su Instagram. Oltre a modificare i propri contenuti con una timeline classica in stile iMovie o CapCut, l’app permette di esplorare altri Reels direttamente al suo interno. È possibile salvare note associate a contenuti d’ispirazione, come clip che si vogliono remixare o audio personalizzati da riutilizzare. In questo modo, si abbattono le barriere tra ricerca, ideazione e montaggio.</p><p>Uno degli elementi più interessanti per chi usa Instagram quotidianamente è la nuova videocamera ad alta qualità pensata per le registrazioni avanzate. L’obiettivo è chiaro: permettere di girare, editare e pubblicare tutto dentro l’app, senza bisogno di app esterne. Un approccio che riflette una tendenza sempre più evidente da parte di Meta, decisa a controllare l’intero processo creativo.</p><p>Dal punto di vista degli strumenti, ci sono tutte le funzionalità classiche: tagli, testo, effetti, tracce audio. Ma Instagram ha aggiunto anche opzioni più avanzate, come la funzione Cutouts, che isola automaticamente persone o oggetti con tracciamento, e Antimate, che probabilmente sfrutta modelli linguistici Meta per trasformare immagini in brevi animazioni video. A queste si affiancano effetti popolari come il green screen e strumenti per creare elenchi, note e bozze, pensati per aiutare i creator a pianificare contenuti e gestire progetti.</p><p>La parte inferiore dell’interfaccia ospita la barra degli strumenti, mentre sopra si trova la timeline con tracce video, audio e spazi dedicati a testo e overlay. Un layout familiare per chi ha già usato app come CapCut, ma con il vantaggio dell’integrazione diretta con Instagram.</p><p>Con Edits, Meta lancia un segnale chiaro: il futuro dei contenuti video passa da un ecosistema chiuso, potente e immediato. Ora resta da vedere se i creator migreranno davvero da soluzioni esterne a questo nuovo strumento.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3022px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PTceGLDWQYsMhCjNxJCZKa" name="Instagram Edits" alt="Instagram Edits" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PTceGLDWQYsMhCjNxJCZKa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3022" height="1700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Anche se non l’ho ancora provato personalmente, Instagram Edits sembra offrire tutte le funzioni di base che ci si aspetta da un editor video moderno. Il sistema drag-and-drop, insieme a strumenti per tagliare, dividere le clip e montare in modo semplice, dovrebbe rendere l’esperienza piuttosto immediata per chiunque voglia creare contenuti velocemente. Non mancano funzioni come i sottotitoli automatici, la possibilità di registrare voice-over e l'aggiunta di elementi visivi e testuali.</p><p>Una delle promesse più interessanti riguarda il futuro dell’app. Instagram ha infatti già annunciato che ascolterà attivamente i feedback degli utenti per plasmare lo sviluppo di Edits. Tra le novità in arrivo ci sono il supporto all’intelligenza artificiale per modificare i video con semplici prompt, l’introduzione dei keyframe, strumenti per la collaborazione tra creator e un ampliamento degli elementi interni come font, filtri ed effetti vocali.</p><p>Al momento è possibile montare video fino a 10 minuti e salvare i progetti sia sul dispositivo sia direttamente su Instagram, senza watermark. Un’ottima notizia per chi vuole mantenere alta la qualità dei propri contenuti senza compromessi.</p><p>Personalmente, sono curioso di vedere come Edits si comporterà rispetto a CapCut, che ho usato parecchio e che aveva subito limitazioni durante le recenti tensioni legate a TikTok. È vero che visivamente l’interfaccia di Edits ricorda quella di CapCut, ma non si può dire che CapCut abbia rivoluzionato il montaggio video mobile. Instagram potrebbe quindi avere l’opportunità di alzare l’asticella, soprattutto se le funzioni AI come Cutouts verranno affinate e rese accessibili davvero a tutti.</p><p>Il lancio di Edits come app gratuita sia su Android sia su iOS è una mossa importante. Non solo semplifica la vita ai creator, ma potrebbe anche spingere la concorrenza a introdurre nuove funzionalità per tenere il passo. Se siete curiosi di provarla, Edits è già in fase di distribuzione.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Disponibile su Android e iOS, Edits integra effetti, timeline e funzioni AI per montare video da zero all’interno dell’app. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Instagram Edits logo moving]]></media:title>
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                                <p>Dopo mesi di attesa e rinvii, Instagram Edits è ufficialmente arrivato su Android e iOS. Anticipata a gennaio da Adam Mosseri, responsabile della piattaforma, l’app è stata presentata nel pieno delle tensioni tra TikTok e il governo USA, e ora si propone come la vera alternativa firmata Meta per la creazione di contenuti video.</p><p>Edits si presenta come un editor video basato su timeline, con una profonda integrazione nell’ecosistema di Instagram. Gli utenti possono non solo modificare i propri contenuti, ma anche accedere a metriche, effetti, suoni, clip audio e tendenze direttamente dalla piattaforma. Il tutto in un’interfaccia pensata per semplificare la creazione e la pubblicazione di Reels.</p><p>A differenza di CapCut (di proprietà di ByteDance, come TikTok), Edits punta a essere un hub creativo completo: non solo editing, ma anche gestione dei progetti. Tra le funzioni inedite, c’è la possibilità di usare "sticky notes" per annotare idee, pianificare contenuti e tenere traccia di ciò che si sta producendo, un chiaro segnale dell’intento di Meta di conquistare anche il dietro le quinte della content creation.</p><p>Con il debutto di Edits, Instagram entra ufficialmente nel territorio delle app di montaggio video, offrendo agli utenti uno strumento nativo per produrre contenuti senza passaggi esterni. Un passo strategico che potrebbe ridefinire il modo in cui i creator lavorano sulla piattaforma.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3022px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LHdPBdtWHKXdEngNzvuQNQ" name="Instagram Edits in app screengrab" alt="Instagram Edits in app screengrab" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LHdPBdtWHKXdEngNzvuQNQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3022" height="1700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Instagram ha finalmente lanciato Edits, la sua nuova app gratuita per l’editing video su Android e iOS. Dopo mesi di attesa, rinvii e anticipazioni da parte di Adam Mosseri, responsabile della piattaforma, Meta ha ufficializzato il debutto del suo strumento pensato per offrire un’esperienza creativa completa e perfettamente integrata con Reels.</p><p>Edits punta a diventare il centro nevralgico della creazione video su Instagram. Oltre a modificare i propri contenuti con una timeline classica in stile iMovie o CapCut, l’app permette di esplorare altri Reels direttamente al suo interno. È possibile salvare note associate a contenuti d’ispirazione, come clip che si vogliono remixare o audio personalizzati da riutilizzare. In questo modo, si abbattono le barriere tra ricerca, ideazione e montaggio.</p><p>Uno degli elementi più interessanti per chi usa Instagram quotidianamente è la nuova videocamera ad alta qualità pensata per le registrazioni avanzate. L’obiettivo è chiaro: permettere di girare, editare e pubblicare tutto dentro l’app, senza bisogno di app esterne. Un approccio che riflette una tendenza sempre più evidente da parte di Meta, decisa a controllare l’intero processo creativo.</p><p>Dal punto di vista degli strumenti, ci sono tutte le funzionalità classiche: tagli, testo, effetti, tracce audio. Ma Instagram ha aggiunto anche opzioni più avanzate, come la funzione Cutouts, che isola automaticamente persone o oggetti con tracciamento, e Antimate, che probabilmente sfrutta modelli linguistici Meta per trasformare immagini in brevi animazioni video. A queste si affiancano effetti popolari come il green screen e strumenti per creare elenchi, note e bozze, pensati per aiutare i creator a pianificare contenuti e gestire progetti.</p><p>La parte inferiore dell’interfaccia ospita la barra degli strumenti, mentre sopra si trova la timeline con tracce video, audio e spazi dedicati a testo e overlay. Un layout familiare per chi ha già usato app come CapCut, ma con il vantaggio dell’integrazione diretta con Instagram.</p><p>Con Edits, Meta lancia un segnale chiaro: il futuro dei contenuti video passa da un ecosistema chiuso, potente e immediato. Ora resta da vedere se i creator migreranno davvero da soluzioni esterne a questo nuovo strumento.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3022px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PTceGLDWQYsMhCjNxJCZKa" name="Instagram Edits" alt="Instagram Edits" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PTceGLDWQYsMhCjNxJCZKa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3022" height="1700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Anche se non l’ho ancora provato personalmente, Instagram Edits sembra offrire tutte le funzioni di base che ci si aspetta da un editor video moderno. Il sistema drag-and-drop, insieme a strumenti per tagliare, dividere le clip e montare in modo semplice, dovrebbe rendere l’esperienza piuttosto immediata per chiunque voglia creare contenuti velocemente. Non mancano funzioni come i sottotitoli automatici, la possibilità di registrare voice-over e l'aggiunta di elementi visivi e testuali.</p><p>Una delle promesse più interessanti riguarda il futuro dell’app. Instagram ha infatti già annunciato che ascolterà attivamente i feedback degli utenti per plasmare lo sviluppo di Edits. Tra le novità in arrivo ci sono il supporto all’intelligenza artificiale per modificare i video con semplici prompt, l’introduzione dei keyframe, strumenti per la collaborazione tra creator e un ampliamento degli elementi interni come font, filtri ed effetti vocali.</p><p>Al momento è possibile montare video fino a 10 minuti e salvare i progetti sia sul dispositivo sia direttamente su Instagram, senza watermark. Un’ottima notizia per chi vuole mantenere alta la qualità dei propri contenuti senza compromessi.</p><p>Personalmente, sono curioso di vedere come Edits si comporterà rispetto a CapCut, che ho usato parecchio e che aveva subito limitazioni durante le recenti tensioni legate a TikTok. È vero che visivamente l’interfaccia di Edits ricorda quella di CapCut, ma non si può dire che CapCut abbia rivoluzionato il montaggio video mobile. Instagram potrebbe quindi avere l’opportunità di alzare l’asticella, soprattutto se le funzioni AI come Cutouts verranno affinate e rese accessibili davvero a tutti.</p><p>Il lancio di Edits come app gratuita sia su Android sia su iOS è una mossa importante. Non solo semplifica la vita ai creator, ma potrebbe anche spingere la concorrenza a introdurre nuove funzionalità per tenere il passo. Se siete curiosi di provarla, Edits è già in fase di distribuzione.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Turchia, stretta sui social: presto sarà possibile bloccarli senza ordine del tribunale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La Turchia si prepara a introdurre una nuova normativa che permetterà alle autorità di bloccare l'accesso a social media e piattaforme di messaggistica per motivi di "sicurezza nazionale", anche senza l'intervento di un tribunale.</p><p>Secondo quanto riportato dalla testata turca <em>Ekonomim</em> e ripreso da <em>Bianet English</em>, il disegno di legge prevede inoltre che i cosiddetti "fornitori di servizi over-the-top" – come WhatsApp, Telegram, X e simili – debbano aprire una sede locale nel Paese se superano 1 milione di utenti attivi in Turchia.</p><p>La proposta arriva dopo un blackout di 42 ore dei social network in seguito all'arresto del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, che ha scatenato proteste diffuse e spinto molti cittadini a ricorrere all'uso delle migliori app VPN. Al momento, le tensioni nel Paese restano alte.</p><h2 id="il-controllo-di-internet-in-turchia">Il controllo di Internet in Turchia</h2><p>La Turchia è tristemente nota per i suoi tentativi di controllare l'accesso a internet. Secondo il provider VPN Surfshark, dal 2015 si sono verificati almeno 17 episodi in cui le autorità turche hanno imposto restrizioni all'accesso online. Tra i principali bersagli figurano piattaforme come Instagram, X, YouTube, WhatsApp e Telegram.</p><p>Un caso emblematico risale al febbraio 2023, quando X venne bloccato proprio durante i momenti critici successivi al devastante terremoto che colpì la Turchia e la Siria. Episodi simili si sono verificati anche nel 2024, con blackout dei social durante fasi di forte instabilità politica.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Do you know?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" caption="" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure></div></div><p>Attualmente, il blocco temporaneo delle comunicazioni online in Turchia viene giustificato con la necessità di contrastare la diffusione di disinformazione e discorsi d’odio, ma richiede un’ordinanza del tribunale. Tuttavia, secondo quanto riportato da Bianet English, una nuova proposta di legge prevede di ampliare i poteri dell’Autorità per le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (BTK), permettendole di limitare direttamente l’accesso ai social media e alle app di messaggistica per motivi legati alla sicurezza nazionale, all’ordine pubblico, alla salute pubblica o ad altri interessi generali.</p><p>BTK possiede già la facoltà di ridurre la larghezza di banda fino al 90% per un massimo di 24 ore in situazioni di emergenza, rendendo di fatto inaccessibili i servizi online colpiti. La nuova proposta potrebbe anche rafforzare gli obblighi per le piattaforme con più di un milione di utenti, imponendo loro di aprire una sede legale nel Paese, in aggiunta alla nomina di un rappresentante locale già richiesta.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1906417268893852009"><p lang="en" dir="ltr">Mass censorship & information control is spreading worldwide. Turkey’s new “cybersecurity” law is widely seen as another censorship tool.Setting up a @signalapp proxy server helps keep private communication alive even when regimes try to shut it down.https://t.co/hpfgwQtrut pic.twitter.com/2Fl7doIEA0<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1906417268893852009">March 30, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La notizia della proposta di emendamento arriva in un momento particolarmente delicato per la Turchia, attraversata da un clima di forte instabilità politica. Le proteste per l’arresto di alcuni tra i principali leader dell’opposizione proseguono, mentre cresce il numero di giornalisti sottoposti a fermi o arresti. Alcuni account X riconducibili a manifestanti e figure dell’opposizione risultano inoltre bloccati su ordine diretto del presidente Erdoğan.</p><p>A questo scenario si aggiunge l’entrata in vigore, il 13 marzo 2025, di una nuova legge sulla cybersicurezza che amplia i poteri delle autorità nella lotta alla criminalità informatica. Tra le nuove disposizioni figura anche la pena detentiva da due a cinque anni per chi diffonde falsamente notizie relative a presunte violazioni di dati informatici.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://globalvoices.org/2025/03/27/in-turkey-a-controversial-law-on-cybersecurity-is-widely-seen-as-yet-another-censorship-tool/" target="_blank">Global Voices</a>, le organizzazioni per i diritti digitali temono però che questi nuovi strumenti legislativi siano troppo vaghi e possano finire per essere usati come mezzi per limitare la libertà di stampa e soffocare il dissenso. Il rischio concreto, secondo queste fonti, è un ulteriore aumento del livello di censura su internet nel Paese.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Un emendamento vuole espandere i poteri delle autorità su social e app di messaggistica per “sicurezza nazionale” ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">FkZPooMmt9mNDcQFBA7Rvm</guid>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>La Turchia si prepara a introdurre una nuova normativa che permetterà alle autorità di bloccare l'accesso a social media e piattaforme di messaggistica per motivi di "sicurezza nazionale", anche senza l'intervento di un tribunale.</p><p>Secondo quanto riportato dalla testata turca <em>Ekonomim</em> e ripreso da <em>Bianet English</em>, il disegno di legge prevede inoltre che i cosiddetti "fornitori di servizi over-the-top" – come WhatsApp, Telegram, X e simili – debbano aprire una sede locale nel Paese se superano 1 milione di utenti attivi in Turchia.</p><p>La proposta arriva dopo un blackout di 42 ore dei social network in seguito all'arresto del sindaco di Istanbul Ekrem İmamoğlu, che ha scatenato proteste diffuse e spinto molti cittadini a ricorrere all'uso delle migliori app VPN. Al momento, le tensioni nel Paese restano alte.</p><h2 id="il-controllo-di-internet-in-turchia">Il controllo di Internet in Turchia</h2><p>La Turchia è tristemente nota per i suoi tentativi di controllare l'accesso a internet. Secondo il provider VPN Surfshark, dal 2015 si sono verificati almeno 17 episodi in cui le autorità turche hanno imposto restrizioni all'accesso online. Tra i principali bersagli figurano piattaforme come Instagram, X, YouTube, WhatsApp e Telegram.</p><p>Un caso emblematico risale al febbraio 2023, quando X venne bloccato proprio durante i momenti critici successivi al devastante terremoto che colpì la Turchia e la Siria. Episodi simili si sono verificati anche nel 2024, con blackout dei social durante fasi di forte instabilità politica.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Do you know?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" caption="" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure></div></div><p>Attualmente, il blocco temporaneo delle comunicazioni online in Turchia viene giustificato con la necessità di contrastare la diffusione di disinformazione e discorsi d’odio, ma richiede un’ordinanza del tribunale. Tuttavia, secondo quanto riportato da Bianet English, una nuova proposta di legge prevede di ampliare i poteri dell’Autorità per le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (BTK), permettendole di limitare direttamente l’accesso ai social media e alle app di messaggistica per motivi legati alla sicurezza nazionale, all’ordine pubblico, alla salute pubblica o ad altri interessi generali.</p><p>BTK possiede già la facoltà di ridurre la larghezza di banda fino al 90% per un massimo di 24 ore in situazioni di emergenza, rendendo di fatto inaccessibili i servizi online colpiti. La nuova proposta potrebbe anche rafforzare gli obblighi per le piattaforme con più di un milione di utenti, imponendo loro di aprire una sede legale nel Paese, in aggiunta alla nomina di un rappresentante locale già richiesta.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1906417268893852009"><p lang="en" dir="ltr">Mass censorship & information control is spreading worldwide. Turkey’s new “cybersecurity” law is widely seen as another censorship tool.Setting up a @signalapp proxy server helps keep private communication alive even when regimes try to shut it down.https://t.co/hpfgwQtrut pic.twitter.com/2Fl7doIEA0<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1906417268893852009">March 30, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La notizia della proposta di emendamento arriva in un momento particolarmente delicato per la Turchia, attraversata da un clima di forte instabilità politica. Le proteste per l’arresto di alcuni tra i principali leader dell’opposizione proseguono, mentre cresce il numero di giornalisti sottoposti a fermi o arresti. Alcuni account X riconducibili a manifestanti e figure dell’opposizione risultano inoltre bloccati su ordine diretto del presidente Erdoğan.</p><p>A questo scenario si aggiunge l’entrata in vigore, il 13 marzo 2025, di una nuova legge sulla cybersicurezza che amplia i poteri delle autorità nella lotta alla criminalità informatica. Tra le nuove disposizioni figura anche la pena detentiva da due a cinque anni per chi diffonde falsamente notizie relative a presunte violazioni di dati informatici.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://globalvoices.org/2025/03/27/in-turkey-a-controversial-law-on-cybersecurity-is-widely-seen-as-yet-another-censorship-tool/" target="_blank">Global Voices</a>, le organizzazioni per i diritti digitali temono però che questi nuovi strumenti legislativi siano troppo vaghi e possano finire per essere usati come mezzi per limitare la libertà di stampa e soffocare il dissenso. Il rischio concreto, secondo queste fonti, è un ulteriore aumento del livello di censura su internet nel Paese.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok di nuovo a rischio ban negli USA: il tempo stringe ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Ricordate quando TikTok è sparito dagli store americani? È successo di recente: per circa 12 ore, il 19 gennaio, l’app è stata rimossa, lasciando oltre 175 milioni di utenti statunitensi senza accesso. Solo un ordine esecutivo firmato dal presidente ha posticipato la scadenza del divieto di 75 giorni. Secondo la Casa Bianca, entro quel termine dovrebbe essere completata la vendita della piattaforma a un’azienda americana.</p><p>Ma a oggi, nonostante l’interesse di diversi potenziali acquirenti, nessuna società statunitense – e tantomeno il governo – ha acquistato una parte di TikTok o della sua casa madre, ByteDance.</p><p>Nel corso di questo processo, ByteDance, con sede in Cina, non ha mai commentato ufficialmente la possibilità di una cessione. La leadership statunitense della piattaforma, incluso il CEO Shou Zi Chew, ha elogiato pubblicamente l’intervento del presidente Trump, ma da allora ha mantenuto il silenzio.</p><p>Nel frattempo, TikTok ha speso milioni in pubblicità e spot TV per difendere la sua presenza negli Stati Uniti, sottolineando il proprio impatto positivo sulle persone e sulle imprese locali. L’azienda sostiene di avere circa 7,5 milioni di attività commerciali attive sulla piattaforma e, secondo un recente report, queste avrebbero generato 15 miliardi di dollari di ricavi solo nel 2023.</p><p>Nessuno può negare quanto TikTok abbia influenzato la cultura americana, soprattutto durante il periodo della pandemia. Ma da gennaio a oggi, il contesto è cambiato: l’attenzione pubblica potrebbe essersi spostata verso altri temi, considerando anche che il secondo mandato del presidente Trump è entrato nel vivo con decine di ordini esecutivi che riguardano molti aspetti della vita quotidiana, tecnologia inclusa (come dimostra il recente provvedimento sull’intelligenza artificiale).</p><p>Eppure, il destino di TikTok resta incerto. Cosa succederà se non ci sarà un nuovo rinvio? Abbiamo contattato la Casa Bianca, Apple, Google e TikTok per cercare di capirlo. Al momento, solo Google ha risposto, ma senza fornire dettagli concreti.</p><p>Anche se non ci sono segnali ufficiali di avanzamenti nelle trattative, sappiamo che diversi gruppi sono ancora interessati all’acquisizione, tra cui: </p><ul><li><a href="https://www.cnn.com/2025/01/21/business/mr-beast-buy-tiktok-ceo/index.html" target="_blank">Mr Beast</a></li><li><a href="https://www.perplexity.ai/hub/blog/rebuilding-tiktok-in-america" target="_blank">Perplexity AI</a></li><li><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/18/technology/oracle-tiktok.html" target="_blank">Oracle</a></li><li><a href="https://www.cnbc.com/2025/01/22/kevin-oleary-says-he-will-love-to-do-a-tiktok-deal-but-law-prevents-its-acquisition.html" target="_blank">Shark Tank's Kevin O'Leary</a></li><li><a href="https://www.reuters.com/world/us/white-houses-unusual-role-dealmaker-tiktok-sale-2025-03-17/" target="_blank">La Casa Bianca</a></li></ul><p>Tra i possibili acquirenti, il nome più forte al momento è Oracle, che già gestisce i dati degli utenti statunitensi di TikTok. Questo ruolo operativo la mette in una posizione privilegiata per un’eventuale acquisizione.</p><p>Un’altra ipotesi ventilata riguarda un possibile coinvolgimento diretto della Casa Bianca, che potrebbe ottenere una quota nella versione americana dell’azienda. Tuttavia, questa opzione solleva non pochi dubbi legali: un presidente in carica che partecipa alla gestione di un'attività privata o extra-governativa creerebbe infatti un delicato conflitto d’interessi.</p><p>Tra i pretendenti più inaspettati c’è anche Perplexity AI, una società emergente nel campo della ricerca basata sull’intelligenza artificiale. In un lungo post pubblicato sul proprio blog, l’azienda ha lanciato una proposta ambiziosa per “ricostruire TikTok in America”, presentandosi come una valida alternativa ai colossi più tradizionali.</p><p>Nel frattempo, sia ByteDance che la Casa Bianca continuano a non rilasciare commenti ufficiali sullo stato delle trattative o su eventuali progressi concreti. Tuttavia, diversi senatori statunitensi stanno esercitando pressioni affinché il governo conceda una nuova proroga, spostando la scadenza del divieto a ottobre di quest’anno.</p><p>La Casa Bianca, da parte sua, ha dichiarato questa settimana che l’accordo sarà finalizzato prima del 5 aprile, ma non ha fornito ulteriori dettagli, se non ribadire che ci sono “molti potenziali acquirenti” e un “interesse enorme”.</p><h2 id="il-prossimo-passo">Il prossimo passo? </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WwEFUPguXBJ4S7avHFKFc9" name="TikTok-Ban-GettyImages-2193452326" alt="TikTok ban" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WwEFUPguXBJ4S7avHFKFc9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se entro la scadenza non si arriverà a un accordo, TikTok potrebbe affrontare un nuovo divieto negli Stati Uniti. Questo non riguarderebbe solo l’app principale, ma anche tutte le altre app americane di ByteDance, tra cui Lemon8 e il popolarissimo editor video CapCut.</p><p>Apple e Google hanno già rimosso queste app in passato e, anche dopo l’estensione concessa dal presidente, sono rimaste indisponibili sugli store per settimane. Apple non ha risposto alle richieste di commento, mentre Google – come già accennato – ha dichiarato di non avere aggiornamenti da condividere.</p><p>Ad oggi, la situazione è la seguente: si parla molto di una possibile vendita, coinvolgendo grandi nomi del business e investitori americani, ma non c’è nulla di concreto. Nessuna trattativa trapelata, nessuna indiscrezione su un accordo vicino. Solo promesse del presidente Trump e un silenzio quasi totale da parte di TikTok e ByteDance.</p><p>Alla fine, tutto si riduce a questo: non si può comprare qualcosa che non è in vendita. ByteDance, infatti, non ha mai dichiarato pubblicamente di voler cedere TikTok, e la filiale statunitense della piattaforma – pur avendo accolto positivamente l’estensione del termine – potrebbe non avere alcun potere decisionale senza l’ok della casa madre. TikTok, in altre parole, potrebbe trovarsi senza alternative.</p><p>Con soli cinque giorni rimasti prima della scadenza fissata dal governo, tutto può ancora succedere. Ma realisticamente, è passato quasi un anno da quando l’ex presidente Joe Biden ha firmato la legge che ha dato il via al conto alla rovescia per il ban.</p><p>E da allora, nulla di concreto è cambiato. E il tempo sta per scadere.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/tiktok-di-nuovo-a-rischio-ban-negli-usa-il-tempo-stringe</link>
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                            <![CDATA[ Con la scadenza del 5 aprile sempre più vicina, ByteDance tace, i compratori tentennano e il destino della piattaforma resta appeso a un filo. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <p>Ricordate quando TikTok è sparito dagli store americani? È successo di recente: per circa 12 ore, il 19 gennaio, l’app è stata rimossa, lasciando oltre 175 milioni di utenti statunitensi senza accesso. Solo un ordine esecutivo firmato dal presidente ha posticipato la scadenza del divieto di 75 giorni. Secondo la Casa Bianca, entro quel termine dovrebbe essere completata la vendita della piattaforma a un’azienda americana.</p><p>Ma a oggi, nonostante l’interesse di diversi potenziali acquirenti, nessuna società statunitense – e tantomeno il governo – ha acquistato una parte di TikTok o della sua casa madre, ByteDance.</p><p>Nel corso di questo processo, ByteDance, con sede in Cina, non ha mai commentato ufficialmente la possibilità di una cessione. La leadership statunitense della piattaforma, incluso il CEO Shou Zi Chew, ha elogiato pubblicamente l’intervento del presidente Trump, ma da allora ha mantenuto il silenzio.</p><p>Nel frattempo, TikTok ha speso milioni in pubblicità e spot TV per difendere la sua presenza negli Stati Uniti, sottolineando il proprio impatto positivo sulle persone e sulle imprese locali. L’azienda sostiene di avere circa 7,5 milioni di attività commerciali attive sulla piattaforma e, secondo un recente report, queste avrebbero generato 15 miliardi di dollari di ricavi solo nel 2023.</p><p>Nessuno può negare quanto TikTok abbia influenzato la cultura americana, soprattutto durante il periodo della pandemia. Ma da gennaio a oggi, il contesto è cambiato: l’attenzione pubblica potrebbe essersi spostata verso altri temi, considerando anche che il secondo mandato del presidente Trump è entrato nel vivo con decine di ordini esecutivi che riguardano molti aspetti della vita quotidiana, tecnologia inclusa (come dimostra il recente provvedimento sull’intelligenza artificiale).</p><p>Eppure, il destino di TikTok resta incerto. Cosa succederà se non ci sarà un nuovo rinvio? Abbiamo contattato la Casa Bianca, Apple, Google e TikTok per cercare di capirlo. Al momento, solo Google ha risposto, ma senza fornire dettagli concreti.</p><p>Anche se non ci sono segnali ufficiali di avanzamenti nelle trattative, sappiamo che diversi gruppi sono ancora interessati all’acquisizione, tra cui: </p><ul><li><a href="https://www.cnn.com/2025/01/21/business/mr-beast-buy-tiktok-ceo/index.html" target="_blank">Mr Beast</a></li><li><a href="https://www.perplexity.ai/hub/blog/rebuilding-tiktok-in-america" target="_blank">Perplexity AI</a></li><li><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/18/technology/oracle-tiktok.html" target="_blank">Oracle</a></li><li><a href="https://www.cnbc.com/2025/01/22/kevin-oleary-says-he-will-love-to-do-a-tiktok-deal-but-law-prevents-its-acquisition.html" target="_blank">Shark Tank's Kevin O'Leary</a></li><li><a href="https://www.reuters.com/world/us/white-houses-unusual-role-dealmaker-tiktok-sale-2025-03-17/" target="_blank">La Casa Bianca</a></li></ul><p>Tra i possibili acquirenti, il nome più forte al momento è Oracle, che già gestisce i dati degli utenti statunitensi di TikTok. Questo ruolo operativo la mette in una posizione privilegiata per un’eventuale acquisizione.</p><p>Un’altra ipotesi ventilata riguarda un possibile coinvolgimento diretto della Casa Bianca, che potrebbe ottenere una quota nella versione americana dell’azienda. Tuttavia, questa opzione solleva non pochi dubbi legali: un presidente in carica che partecipa alla gestione di un'attività privata o extra-governativa creerebbe infatti un delicato conflitto d’interessi.</p><p>Tra i pretendenti più inaspettati c’è anche Perplexity AI, una società emergente nel campo della ricerca basata sull’intelligenza artificiale. In un lungo post pubblicato sul proprio blog, l’azienda ha lanciato una proposta ambiziosa per “ricostruire TikTok in America”, presentandosi come una valida alternativa ai colossi più tradizionali.</p><p>Nel frattempo, sia ByteDance che la Casa Bianca continuano a non rilasciare commenti ufficiali sullo stato delle trattative o su eventuali progressi concreti. Tuttavia, diversi senatori statunitensi stanno esercitando pressioni affinché il governo conceda una nuova proroga, spostando la scadenza del divieto a ottobre di quest’anno.</p><p>La Casa Bianca, da parte sua, ha dichiarato questa settimana che l’accordo sarà finalizzato prima del 5 aprile, ma non ha fornito ulteriori dettagli, se non ribadire che ci sono “molti potenziali acquirenti” e un “interesse enorme”.</p><h2 id="il-prossimo-passo">Il prossimo passo? </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WwEFUPguXBJ4S7avHFKFc9" name="TikTok-Ban-GettyImages-2193452326" alt="TikTok ban" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WwEFUPguXBJ4S7avHFKFc9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se entro la scadenza non si arriverà a un accordo, TikTok potrebbe affrontare un nuovo divieto negli Stati Uniti. Questo non riguarderebbe solo l’app principale, ma anche tutte le altre app americane di ByteDance, tra cui Lemon8 e il popolarissimo editor video CapCut.</p><p>Apple e Google hanno già rimosso queste app in passato e, anche dopo l’estensione concessa dal presidente, sono rimaste indisponibili sugli store per settimane. Apple non ha risposto alle richieste di commento, mentre Google – come già accennato – ha dichiarato di non avere aggiornamenti da condividere.</p><p>Ad oggi, la situazione è la seguente: si parla molto di una possibile vendita, coinvolgendo grandi nomi del business e investitori americani, ma non c’è nulla di concreto. Nessuna trattativa trapelata, nessuna indiscrezione su un accordo vicino. Solo promesse del presidente Trump e un silenzio quasi totale da parte di TikTok e ByteDance.</p><p>Alla fine, tutto si riduce a questo: non si può comprare qualcosa che non è in vendita. ByteDance, infatti, non ha mai dichiarato pubblicamente di voler cedere TikTok, e la filiale statunitense della piattaforma – pur avendo accolto positivamente l’estensione del termine – potrebbe non avere alcun potere decisionale senza l’ok della casa madre. TikTok, in altre parole, potrebbe trovarsi senza alternative.</p><p>Con soli cinque giorni rimasti prima della scadenza fissata dal governo, tutto può ancora succedere. Ma realisticamente, è passato quasi un anno da quando l’ex presidente Joe Biden ha firmato la legge che ha dato il via al conto alla rovescia per il ban.</p><p>E da allora, nulla di concreto è cambiato. E il tempo sta per scadere.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram: maggiori funzionalità dei DM, messaggi programmati, traduzioni e musica condivisa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Instagram continua ad ampliare le funzionalità nei messaggi diretti</strong></li><li><strong>Ora è possibile programmare un messaggio e tradurlo facilmente</strong></li><li><strong>La novità più interessante arriva da JENNIE e Doechii: ora si possono condividere brani musicali</strong></li></ul><p>Instagram DMs sono spesso usati per mandare un messaggio a qualcuno o condividere Reels con amici che hanno interessi comuni, ma Meta vuole trasformarli in un vero e proprio servizio di messaggistica centrale. Questo è ciò che sembra suggerire la nuova espansione delle funzionalità, attualmente in fase di rilascio.</p><p>A pochi giorni dall’introduzione della possibilità di assegnare un soprannome a un utente per San Valentino, Instagram ha annunciato quattro importanti novità per i messaggi diretti. La prima riguarda la possibilità di programmare un messaggio, una funzione sorprendentemente assente fino a ora. Con questa novità, Instagram sta recuperando terreno rispetto a servizi come iMessage, che ha introdotto questa opzione solo con iOS 18, Messenger e WhatsApp.</p><p>All’interno dell’app, ora è possibile scrivere un messaggio – incluse emoji e GIF – e impostarlo per l’invio in un secondo momento, sia nelle chat singole che nei gruppi. Il messaggio può essere programmato fino a 29 giorni in anticipo, un'opzione utile per non dimenticare appuntamenti importanti, come il compleanno di un amico o un anniversario.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3XAbysrukjUwfSezFiWqrN" name="Instagram DMs Scheduling Messages" alt="Instagram DMs Scheduling Messages" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3XAbysrukjUwfSezFiWqrN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Instagram è consapevole della sua dimensione globale e del fatto che gli utenti possano comunicare con persone che parlano lingue diverse. Per semplificare le conversazioni senza dover copiare e incollare i messaggi in un’app di traduzione o su un browser, ora è possibile tradurre direttamente un messaggio in 99 lingue all’interno di Instagram. Basta tenere premuto sul messaggio e selezionare l’opzione di traduzione, una funzione che potrebbe rivelarsi molto utile.</p><p>Un’altra novità riguarda i messaggi di gruppo, che spesso diventano un flusso continuo di contenuti, rendendo difficile recuperare informazioni importanti. Per aiutare gli utenti a gestire meglio le conversazioni, Instagram ora permette di fissare fino a tre messaggi in cima a una chat singola o di gruppo. Se, ad esempio, si sta organizzando un viaggio con gli amici, i dettagli essenziali rimarranno sempre visibili.</p><p>Infine, Instagram ha ampliato l’integrazione della musica nei messaggi. Dopo aver reso possibile l’aggiunta di brani alle Storie e ai Reel con effetti visivi come un disco in vinile che gira, ora si possono condividere e ascoltare brani direttamente nelle chat individuali o di gruppo.</p><p>Non è necessario uscire dall’app per cercare una canzone su Apple Music o Spotify, poiché è possibile trovarla e condividerla direttamente da un nuovo menu pop-up all’interno della chat. Il funzionamento è simile alla selezione di un brano per le Storie o come sottofondo per un Reel. Per lanciare questa nuova funzione, Instagram ha collaborato con JENNIE e Doechii.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hS9ZMMXFQvT9mvqctHMdsB" name="Instagram DMs music sharing" alt="Instagram DMs music sharing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hS9ZMMXFQvT9mvqctHMdsB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Tutte queste novità rendono i messaggi diretti su Instagram più fluidi e pratici, ma allo stesso tempo incentivano gli utenti a restare all’interno dell’app invece di passare ad altre piattaforme.</p><p>Un’ulteriore funzione introdotta è la possibilità di generare un QR code che permette a un altro utente di unirsi facilmente a una chat di gruppo semplicemente scansionandolo.</p><p>Quale di queste nuove funzioni ti piace di più? Faccelo sapere nei commenti. Nel frattempo, io andrò a condividere un po’ di nuova musica in un DM con i miei amici.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/instagram/instagram-maggiori-funzionalita-dei-dm-messaggi-programmati-traduzioni-e-musica-condivisa</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Instagram introduce nuove funzionalità per i messaggi diretti, tra cui la programmazione dei messaggi, la traduzione in 99 lingue e la condivisione musicale. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">cTuAoWXSaozcDTtzyeqqUN</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Instagram app logo on iOS]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Instagram continua ad ampliare le funzionalità nei messaggi diretti</strong></li><li><strong>Ora è possibile programmare un messaggio e tradurlo facilmente</strong></li><li><strong>La novità più interessante arriva da JENNIE e Doechii: ora si possono condividere brani musicali</strong></li></ul><p>Instagram DMs sono spesso usati per mandare un messaggio a qualcuno o condividere Reels con amici che hanno interessi comuni, ma Meta vuole trasformarli in un vero e proprio servizio di messaggistica centrale. Questo è ciò che sembra suggerire la nuova espansione delle funzionalità, attualmente in fase di rilascio.</p><p>A pochi giorni dall’introduzione della possibilità di assegnare un soprannome a un utente per San Valentino, Instagram ha annunciato quattro importanti novità per i messaggi diretti. La prima riguarda la possibilità di programmare un messaggio, una funzione sorprendentemente assente fino a ora. Con questa novità, Instagram sta recuperando terreno rispetto a servizi come iMessage, che ha introdotto questa opzione solo con iOS 18, Messenger e WhatsApp.</p><p>All’interno dell’app, ora è possibile scrivere un messaggio – incluse emoji e GIF – e impostarlo per l’invio in un secondo momento, sia nelle chat singole che nei gruppi. Il messaggio può essere programmato fino a 29 giorni in anticipo, un'opzione utile per non dimenticare appuntamenti importanti, come il compleanno di un amico o un anniversario.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3XAbysrukjUwfSezFiWqrN" name="Instagram DMs Scheduling Messages" alt="Instagram DMs Scheduling Messages" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3XAbysrukjUwfSezFiWqrN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Instagram è consapevole della sua dimensione globale e del fatto che gli utenti possano comunicare con persone che parlano lingue diverse. Per semplificare le conversazioni senza dover copiare e incollare i messaggi in un’app di traduzione o su un browser, ora è possibile tradurre direttamente un messaggio in 99 lingue all’interno di Instagram. Basta tenere premuto sul messaggio e selezionare l’opzione di traduzione, una funzione che potrebbe rivelarsi molto utile.</p><p>Un’altra novità riguarda i messaggi di gruppo, che spesso diventano un flusso continuo di contenuti, rendendo difficile recuperare informazioni importanti. Per aiutare gli utenti a gestire meglio le conversazioni, Instagram ora permette di fissare fino a tre messaggi in cima a una chat singola o di gruppo. Se, ad esempio, si sta organizzando un viaggio con gli amici, i dettagli essenziali rimarranno sempre visibili.</p><p>Infine, Instagram ha ampliato l’integrazione della musica nei messaggi. Dopo aver reso possibile l’aggiunta di brani alle Storie e ai Reel con effetti visivi come un disco in vinile che gira, ora si possono condividere e ascoltare brani direttamente nelle chat individuali o di gruppo.</p><p>Non è necessario uscire dall’app per cercare una canzone su Apple Music o Spotify, poiché è possibile trovarla e condividerla direttamente da un nuovo menu pop-up all’interno della chat. Il funzionamento è simile alla selezione di un brano per le Storie o come sottofondo per un Reel. Per lanciare questa nuova funzione, Instagram ha collaborato con JENNIE e Doechii.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hS9ZMMXFQvT9mvqctHMdsB" name="Instagram DMs music sharing" alt="Instagram DMs music sharing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hS9ZMMXFQvT9mvqctHMdsB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Tutte queste novità rendono i messaggi diretti su Instagram più fluidi e pratici, ma allo stesso tempo incentivano gli utenti a restare all’interno dell’app invece di passare ad altre piattaforme.</p><p>Un’ulteriore funzione introdotta è la possibilità di generare un QR code che permette a un altro utente di unirsi facilmente a una chat di gruppo semplicemente scansionandolo.</p><p>Quale di queste nuove funzioni ti piace di più? Faccelo sapere nei commenti. Nel frattempo, io andrò a condividere un po’ di nuova musica in un DM con i miei amici.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ LinkedIn potenzia i video per sfidare TikTok e Instagram ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>LinkedIn ha introdotto nuove impostazioni e strumenti per i video, con l’obiettivo di aiutare i creatori a espandere il proprio pubblico e ottenere un&apos;analisi più dettagliata delle prestazioni dei contenuti.</p><p>Secondo Lakshman Somasundaram, direttore dei prodotti per i video, i giochi e i Moonshot, il tempo di visione dei video su LinkedIn è aumentato del 36% rispetto all’anno precedente, con una crescita della creazione di contenuti video a un ritmo doppio rispetto ad altri tipi di post.</p><p>A partire dall’estate 2024, i video verticali verranno riprodotti a schermo intero, offrendo un’esperienza più immersiva. Inoltre, la piattaforma ha iniziato a testare un nuovo modulo chiamato “Video per te”, integrato direttamente nel feed della schermata iniziale, per migliorare la scoperta e la distribuzione dei contenuti video.</p><h2 id="linkedin-punta-sui-video">LinkedIn punta sui video</h2><p>Somasundaram ha sottolineato l’impegno della piattaforma nel garantire che i video pubblicati dai creatori ricevano visibilità e raggiungano il successo desiderato.</p><p>Sono state inoltre introdotte modifiche nel modo in cui i contenuti vengono mostrati nei risultati di ricerca, ora arricchiti da un carosello scorrevole che include anche i video.</p><p>Sebbene molti creator monetizzino i loro contenuti su altre piattaforme, LinkedIn si distingue per il suo scopo principale: aumentare la base di follower, generare richieste sui servizi offerti e ricevere InMail che possano tradursi in opportunità di carriera.</p><p>Il player video a schermo intero è stato aggiornato con un pulsante di follow più evidente e un’anteprima del profilo del creatore, permettendo agli utenti di esplorare altri video senza uscire dal player.</p><p>Per i creatori, la sezione delle analisi ora include il tempo medio di visione, insieme a metriche già presenti come impressioni, visualizzazioni totali e livello di coinvolgimento.</p><p>Nonostante LinkedIn sia principalmente una piattaforma per networking professionale e ricerca di lavoro, il supporto di Microsoft e l’integrazione crescente dell’intelligenza artificiale stanno spingendo l’azienda a evolversi per competere con altre piattaforme social.</p><p>Guardando al futuro, Somasundaram ha indicato che gli aggiornamenti proseguiranno nel 2025, con un focus ancora maggiore sui video, per affrontare la crescente concorrenza di piattaforme come TikTok e Instagram.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/linkedin-potenzia-i-video-per-sfidare-tiktok-e-instagram</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Nuovi strumenti per i creatori, video a schermo intero su desktop e analisi avanzate per aumentare il coinvolgimento ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">tEf7oCvWKTLXzRAv5RaRC5</guid>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[LinkedIn app on an iPhone]]></media:title>
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                                <p>LinkedIn ha introdotto nuove impostazioni e strumenti per i video, con l’obiettivo di aiutare i creatori a espandere il proprio pubblico e ottenere un&apos;analisi più dettagliata delle prestazioni dei contenuti.</p><p>Secondo Lakshman Somasundaram, direttore dei prodotti per i video, i giochi e i Moonshot, il tempo di visione dei video su LinkedIn è aumentato del 36% rispetto all’anno precedente, con una crescita della creazione di contenuti video a un ritmo doppio rispetto ad altri tipi di post.</p><p>A partire dall’estate 2024, i video verticali verranno riprodotti a schermo intero, offrendo un’esperienza più immersiva. Inoltre, la piattaforma ha iniziato a testare un nuovo modulo chiamato “Video per te”, integrato direttamente nel feed della schermata iniziale, per migliorare la scoperta e la distribuzione dei contenuti video.</p><h2 id="linkedin-punta-sui-video">LinkedIn punta sui video</h2><p>Somasundaram ha sottolineato l’impegno della piattaforma nel garantire che i video pubblicati dai creatori ricevano visibilità e raggiungano il successo desiderato.</p><p>Sono state inoltre introdotte modifiche nel modo in cui i contenuti vengono mostrati nei risultati di ricerca, ora arricchiti da un carosello scorrevole che include anche i video.</p><p>Sebbene molti creator monetizzino i loro contenuti su altre piattaforme, LinkedIn si distingue per il suo scopo principale: aumentare la base di follower, generare richieste sui servizi offerti e ricevere InMail che possano tradursi in opportunità di carriera.</p><p>Il player video a schermo intero è stato aggiornato con un pulsante di follow più evidente e un’anteprima del profilo del creatore, permettendo agli utenti di esplorare altri video senza uscire dal player.</p><p>Per i creatori, la sezione delle analisi ora include il tempo medio di visione, insieme a metriche già presenti come impressioni, visualizzazioni totali e livello di coinvolgimento.</p><p>Nonostante LinkedIn sia principalmente una piattaforma per networking professionale e ricerca di lavoro, il supporto di Microsoft e l’integrazione crescente dell’intelligenza artificiale stanno spingendo l’azienda a evolversi per competere con altre piattaforme social.</p><p>Guardando al futuro, Somasundaram ha indicato che gli aggiornamenti proseguiranno nel 2025, con un focus ancora maggiore sui video, per affrontare la crescente concorrenza di piattaforme come TikTok e Instagram.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok vietato negli Stati Uniti, ma il blocco potrebbe essere temporaneo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>TikTok non può più essere scaricato negli Stati Uniti</li><li>L'app vi permetterà comunque di accedere ai vostri dati</li><li>Il Presidente Trump potrebbe revocare la decisione del divieto</li></ul><p>TikTok è stato ufficialmente vietato negli Stati Uniti. Per chi si trova nel Paese, l&apos;app non è più disponibile sugli store di Android e iOS, e gli utenti che la hanno già installata non possono utilizzarla, se non per scaricare i propri dati personali.</p><p>Come riportato, tentando di accedere all&apos;app compare un messaggio che informa: "Per ora non puoi utilizzare TikTok". Le uniche opzioni disponibili sono chiudere l&apos;app o accedere per scaricare i dati personali.</p><p>Nonostante il blocco, sembra che l&apos;app potrebbe tornare disponibile. Nel messaggio, TikTok indica: "Siamo fortunati che il presidente Trump abbia dichiarato di voler collaborare con noi per trovare una soluzione che permetta il ripristino di TikTok una volta entrato in carica. Restate sintonizzati!".</p><p>ByteDance, l&apos;azienda proprietaria di TikTok, sembra puntare molto sulle decisioni del nuovo presidente. Ieri Trump ha affermato a NBCNews che "molto probabilmente" concederà una tregua di 90 giorni all&apos;app, a partire da domani, 20 gennaio.</p><h2 id="seguire-la-legge">Seguire la legge</h2><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1880867460599218559"><p lang="en" dir="ltr">Apple posted a support document on the TikTok ban. Have never seen one of these before for an app removal. But then again this is all pretty unprecedented. All this for a 48 hour ban. https://t.co/V4XpFhKwoe<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1880867460599218559">January 19, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Anche se TikTok potrebbe non essere definitivamente scomparso negli Stati Uniti, gli utenti dovranno rinunciare alla loro dose quotidiana di video brevi almeno per un paio di giorni. La rimozione e il blocco dell&apos;app sono stati tempestivi e completi.</p><p>Mark Gurman, analista Apple e giornalista di Bloomberg, ha segnalato che Apple ha adottato un passo insolito pubblicando un documento di supporto relativo al divieto. Questo documento appare quando si cerca TikTok sull&apos;App Store e spiega la situazione: "Le applicazioni di TikTok e ByteDance Ltd. non sono più disponibili negli Stati Uniti e i visitatori degli Stati Uniti potrebbero avere un accesso limitato alle funzionalità. Apple è obbligata a seguire le leggi delle giurisdizioni in cui opera."</p><p>Il futuro di TikTok nel Paese rimane incerto. Secondo CNBC, Perplexity AI ha avanzato un&apos;offerta per gestire TikTok negli Stati Uniti. Questo potrebbe rappresentare una soluzione per consentire all&apos;app di continuare a operare nel mercato statunitense.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/tiktok/tiktok-vietato-negli-stati-uniti-ma-il-blocco-potrebbe-essere-temporaneo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ TikTok è sparito dagli app store negli Stati Uniti, ma potrebbe tornare quando il presidente Trump entrerà in carica. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[TikTok on a phone in front of the USA flag]]></media:title>
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                                <ul><li>TikTok non può più essere scaricato negli Stati Uniti</li><li>L'app vi permetterà comunque di accedere ai vostri dati</li><li>Il Presidente Trump potrebbe revocare la decisione del divieto</li></ul><p>TikTok è stato ufficialmente vietato negli Stati Uniti. Per chi si trova nel Paese, l&apos;app non è più disponibile sugli store di Android e iOS, e gli utenti che la hanno già installata non possono utilizzarla, se non per scaricare i propri dati personali.</p><p>Come riportato, tentando di accedere all&apos;app compare un messaggio che informa: "Per ora non puoi utilizzare TikTok". Le uniche opzioni disponibili sono chiudere l&apos;app o accedere per scaricare i dati personali.</p><p>Nonostante il blocco, sembra che l&apos;app potrebbe tornare disponibile. Nel messaggio, TikTok indica: "Siamo fortunati che il presidente Trump abbia dichiarato di voler collaborare con noi per trovare una soluzione che permetta il ripristino di TikTok una volta entrato in carica. Restate sintonizzati!".</p><p>ByteDance, l&apos;azienda proprietaria di TikTok, sembra puntare molto sulle decisioni del nuovo presidente. Ieri Trump ha affermato a NBCNews che "molto probabilmente" concederà una tregua di 90 giorni all&apos;app, a partire da domani, 20 gennaio.</p><h2 id="seguire-la-legge">Seguire la legge</h2><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1880867460599218559"><p lang="en" dir="ltr">Apple posted a support document on the TikTok ban. Have never seen one of these before for an app removal. But then again this is all pretty unprecedented. All this for a 48 hour ban. https://t.co/V4XpFhKwoe<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1880867460599218559">January 19, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Anche se TikTok potrebbe non essere definitivamente scomparso negli Stati Uniti, gli utenti dovranno rinunciare alla loro dose quotidiana di video brevi almeno per un paio di giorni. La rimozione e il blocco dell&apos;app sono stati tempestivi e completi.</p><p>Mark Gurman, analista Apple e giornalista di Bloomberg, ha segnalato che Apple ha adottato un passo insolito pubblicando un documento di supporto relativo al divieto. Questo documento appare quando si cerca TikTok sull&apos;App Store e spiega la situazione: "Le applicazioni di TikTok e ByteDance Ltd. non sono più disponibili negli Stati Uniti e i visitatori degli Stati Uniti potrebbero avere un accesso limitato alle funzionalità. Apple è obbligata a seguire le leggi delle giurisdizioni in cui opera."</p><p>Il futuro di TikTok nel Paese rimane incerto. Secondo CNBC, Perplexity AI ha avanzato un&apos;offerta per gestire TikTok negli Stati Uniti. Questo potrebbe rappresentare una soluzione per consentire all&apos;app di continuare a operare nel mercato statunitense.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Dark data: La minaccia invisibile per la sicurezza aziendale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le grandi aziende si basano sui dati. Questa forza invisibile alimenta l&apos;innovazione, guida le decisioni e conferisce un vantaggio competitivo. Dalla comprensione delle preferenze dei clienti all&apos;ottimizzazione delle operazioni, i dati rappresentano la chiave per ottenere intuizioni in ogni settore di un&apos;organizzazione.</p><p>Negli ultimi decenni, il luogo di lavoro è stato trasformato dalla digitalizzazione. Il lavoro intellettuale, che un tempo si svolgeva su carta, oggi esiste principalmente sotto forma di file digitali distribuiti in archivi e sistemi aziendali. Questa evoluzione ha dato alle imprese accesso a enormi quantità di informazioni, accelerando processi e consolidando posizioni di mercato.</p><p>Tuttavia, questa rivoluzione basata sui dati porta con sé una sfida meno visibile, ma altrettanto significativa, che molte organizzazioni stanno appena iniziando a riconoscere: i dark data. Gartner definisce questi dati come le informazioni raccolte, elaborate e archiviate dalle aziende durante le loro normali attività, ma che rimangono inutilizzate per altri scopi.</p><h2 id="cosa-rende-i-dark-data-cos-xec-insidiosi">Cosa rende i dark data così insidiosi?</h2><p>I dark data spesso includono la proprietà intellettuale e le informazioni riservate più delicate di un&apos;azienda, trasformandoli in una potenziale bomba a orologeria per violazioni della sicurezza e problemi di conformità. A differenza dei dati gestiti attivamente, i dark data rimangono in secondo piano, non protetti e spesso dimenticati, ma accessibili a chi sa dove cercare.</p><p>L&apos;entità del problema è preoccupante: secondo Gartner, fino all&apos;80% dei dati aziendali rientra nella categoria dei dark data, rappresentando una vasta riserva di potenziale inutilizzato e rischi latenti.</p><p>Un esempio sono le informazioni derivanti dalle valutazioni annuali delle prestazioni. Mentre i dati ufficiali vengono archiviati nei software HR, molte altre informazioni sensibili finiscono in archivi secondari: fogli di calcolo informali, thread di e-mail, note di riunioni, bozze di revisioni, autovalutazioni e feedback tra colleghi. Questo insieme sparso e spesso trascurato offre una chiara immagine della natura complessa e dei pericoli insiti nei dark data all&apos;interno delle organizzazioni.</p><p>Una singola violazione che metta a rischio queste informazioni potrebbe comportare gravi conseguenze: responsabilità legali e multe per la gestione inadeguata dei dati personali, perdita di fiducia da parte dei dipendenti, potenziali cause legali, vantaggi competitivi compromessi in caso di divulgazione di piani strategici o dettagli sugli stipendi, e danni alla reputazione con ripercussioni su assunzioni e fidelizzazione del personale.</p><h2 id="le-conseguenze-indesiderate-dell-apos-ia">Le conseguenze indesiderate dell&apos;IA</h2><p>L&apos;intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il modo in cui le aziende gestiscono i dark data, offrendo opportunità significative ma introducendo anche nuovi rischi. I modelli linguistici avanzati sono ora in grado di esplorare enormi quantità di dati non strutturati, rendendo accessibili informazioni che prima erano inutilizzabili e traducendole in preziosi spunti operativi.</p><p>Questi sistemi possono analizzare una vasta gamma di fonti, tra cui e-mail, trascrizioni di riunioni, post sui social media e registri del servizio clienti. Attraverso queste analisi, riescono a identificare schemi, tendenze e connessioni che potrebbero sfuggire a un&apos;osservazione umana, migliorando il processo decisionale, ottimizzando le operazioni aziendali e supportando l&apos;innovazione.</p><p>Tuttavia, questa capacità di accedere e analizzare i dark data introduce rischi crescenti per la sicurezza e la privacy. Quando l&apos;intelligenza artificiale estrae informazioni sensibili da angoli trascurati dell&apos;ecosistema digitale di un&apos;azienda, apre nuovi scenari per potenziali violazioni dei dati e problemi di conformità. Inoltre, i dati resi accessibili dall&apos;intelligenza artificiale sono spesso soggetti a controlli interni di accesso poco restrittivi, rendendoli più vulnerabili.</p><p>Con l&apos;aumento delle competenze di questi sistemi nell&apos;integrare informazioni frammentate, emergono intuizioni che potrebbero non essere destinate a una diffusione generalizzata. Questo non solo solleva preoccupazioni legate alla privacy, ma può anche favorire un uso improprio delle informazioni sensibili o personali, mettendo a rischio la reputazione e la fiducia dell&apos;organizzazione.</p><h2 id="come-combattere-questo-problema-crescente">Come combattere questo problema crescente</h2><p>La chiave per una gestione efficace dei dark data risiede nella comprensione del loro contesto: sapere da dove provengono, chi li ha manipolati e in che modo sono stati utilizzati.</p><p>Un esempio chiarisce l&apos;importanza del contesto: un semplice foglio di calcolo potrebbe sembrare innocuo, ma se è stato creato dal direttore finanziario, condiviso con il consiglio di amministrazione e frequentemente consultato durante le riunioni trimestrali sugli utili, diventa immediatamente un documento altamente critico e potenzialmente sensibile.</p><p>Per ottenere questa comprensione contestuale, è essenziale implementare il data lineage. Questa pratica consente di tracciare l&apos;intero ciclo di vita dei dati, comprendendone l&apos;origine, i trasferimenti e le trasformazioni. Fornisce una visione chiara del flusso dei dati all&apos;interno dell&apos;organizzazione, evidenziando chi vi ha accesso e come vengono utilizzati.</p><p>Adottando solide pratiche di lineage, le aziende possono localizzare i loro dati più sensibili, capire come vengono gestiti e prevenire eventuali utilizzi impropri. Integrando l&apos;analisi dei contenuti basata sull&apos;intelligenza artificiale con il tracciamento del lineage, le organizzazioni possono identificare rapidamente i dark data e adottare misure proattive per evitare che informazioni critiche vengano compromesse o sottratte.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/dark-data-la-minaccia-invisibile-per-la-sicurezza-aziendale</link>
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                            <![CDATA[ I dark data pongono rischi invisibili, minacciando la sicurezza, la conformità e l'innovazione ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[cybersecurity]]></media:title>
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                                <p>Le grandi aziende si basano sui dati. Questa forza invisibile alimenta l&apos;innovazione, guida le decisioni e conferisce un vantaggio competitivo. Dalla comprensione delle preferenze dei clienti all&apos;ottimizzazione delle operazioni, i dati rappresentano la chiave per ottenere intuizioni in ogni settore di un&apos;organizzazione.</p><p>Negli ultimi decenni, il luogo di lavoro è stato trasformato dalla digitalizzazione. Il lavoro intellettuale, che un tempo si svolgeva su carta, oggi esiste principalmente sotto forma di file digitali distribuiti in archivi e sistemi aziendali. Questa evoluzione ha dato alle imprese accesso a enormi quantità di informazioni, accelerando processi e consolidando posizioni di mercato.</p><p>Tuttavia, questa rivoluzione basata sui dati porta con sé una sfida meno visibile, ma altrettanto significativa, che molte organizzazioni stanno appena iniziando a riconoscere: i dark data. Gartner definisce questi dati come le informazioni raccolte, elaborate e archiviate dalle aziende durante le loro normali attività, ma che rimangono inutilizzate per altri scopi.</p><h2 id="cosa-rende-i-dark-data-cos-xec-insidiosi">Cosa rende i dark data così insidiosi?</h2><p>I dark data spesso includono la proprietà intellettuale e le informazioni riservate più delicate di un&apos;azienda, trasformandoli in una potenziale bomba a orologeria per violazioni della sicurezza e problemi di conformità. A differenza dei dati gestiti attivamente, i dark data rimangono in secondo piano, non protetti e spesso dimenticati, ma accessibili a chi sa dove cercare.</p><p>L&apos;entità del problema è preoccupante: secondo Gartner, fino all&apos;80% dei dati aziendali rientra nella categoria dei dark data, rappresentando una vasta riserva di potenziale inutilizzato e rischi latenti.</p><p>Un esempio sono le informazioni derivanti dalle valutazioni annuali delle prestazioni. Mentre i dati ufficiali vengono archiviati nei software HR, molte altre informazioni sensibili finiscono in archivi secondari: fogli di calcolo informali, thread di e-mail, note di riunioni, bozze di revisioni, autovalutazioni e feedback tra colleghi. Questo insieme sparso e spesso trascurato offre una chiara immagine della natura complessa e dei pericoli insiti nei dark data all&apos;interno delle organizzazioni.</p><p>Una singola violazione che metta a rischio queste informazioni potrebbe comportare gravi conseguenze: responsabilità legali e multe per la gestione inadeguata dei dati personali, perdita di fiducia da parte dei dipendenti, potenziali cause legali, vantaggi competitivi compromessi in caso di divulgazione di piani strategici o dettagli sugli stipendi, e danni alla reputazione con ripercussioni su assunzioni e fidelizzazione del personale.</p><h2 id="le-conseguenze-indesiderate-dell-apos-ia">Le conseguenze indesiderate dell&apos;IA</h2><p>L&apos;intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il modo in cui le aziende gestiscono i dark data, offrendo opportunità significative ma introducendo anche nuovi rischi. I modelli linguistici avanzati sono ora in grado di esplorare enormi quantità di dati non strutturati, rendendo accessibili informazioni che prima erano inutilizzabili e traducendole in preziosi spunti operativi.</p><p>Questi sistemi possono analizzare una vasta gamma di fonti, tra cui e-mail, trascrizioni di riunioni, post sui social media e registri del servizio clienti. Attraverso queste analisi, riescono a identificare schemi, tendenze e connessioni che potrebbero sfuggire a un&apos;osservazione umana, migliorando il processo decisionale, ottimizzando le operazioni aziendali e supportando l&apos;innovazione.</p><p>Tuttavia, questa capacità di accedere e analizzare i dark data introduce rischi crescenti per la sicurezza e la privacy. Quando l&apos;intelligenza artificiale estrae informazioni sensibili da angoli trascurati dell&apos;ecosistema digitale di un&apos;azienda, apre nuovi scenari per potenziali violazioni dei dati e problemi di conformità. Inoltre, i dati resi accessibili dall&apos;intelligenza artificiale sono spesso soggetti a controlli interni di accesso poco restrittivi, rendendoli più vulnerabili.</p><p>Con l&apos;aumento delle competenze di questi sistemi nell&apos;integrare informazioni frammentate, emergono intuizioni che potrebbero non essere destinate a una diffusione generalizzata. Questo non solo solleva preoccupazioni legate alla privacy, ma può anche favorire un uso improprio delle informazioni sensibili o personali, mettendo a rischio la reputazione e la fiducia dell&apos;organizzazione.</p><h2 id="come-combattere-questo-problema-crescente">Come combattere questo problema crescente</h2><p>La chiave per una gestione efficace dei dark data risiede nella comprensione del loro contesto: sapere da dove provengono, chi li ha manipolati e in che modo sono stati utilizzati.</p><p>Un esempio chiarisce l&apos;importanza del contesto: un semplice foglio di calcolo potrebbe sembrare innocuo, ma se è stato creato dal direttore finanziario, condiviso con il consiglio di amministrazione e frequentemente consultato durante le riunioni trimestrali sugli utili, diventa immediatamente un documento altamente critico e potenzialmente sensibile.</p><p>Per ottenere questa comprensione contestuale, è essenziale implementare il data lineage. Questa pratica consente di tracciare l&apos;intero ciclo di vita dei dati, comprendendone l&apos;origine, i trasferimenti e le trasformazioni. Fornisce una visione chiara del flusso dei dati all&apos;interno dell&apos;organizzazione, evidenziando chi vi ha accesso e come vengono utilizzati.</p><p>Adottando solide pratiche di lineage, le aziende possono localizzare i loro dati più sensibili, capire come vengono gestiti e prevenire eventuali utilizzi impropri. Integrando l&apos;analisi dei contenuti basata sull&apos;intelligenza artificiale con il tracciamento del lineage, le organizzazioni possono identificare rapidamente i dark data e adottare misure proattive per evitare che informazioni critiche vengano compromesse o sottratte.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram introduce le Profile Card: un nuovo modo di condividere il tuo profilo ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/instagram-introduce-le-profile-card-un-nuovo-modo-di-condividere-il-tuo-profilo</link>
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                            <![CDATA[ Le schede profilo sono qui ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Instagram Profile Cards]]></media:title>
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                                <p>Instagram ha appena semplificato la condivisione e la crescita dei profili con le nuove Profile Card. Queste carte d&apos;identità, portatili e a doppia faccia, contengono informazioni chiave su di voi e sul vostro account, rendendole facilmente condivisibili in vari modi.</p><p>Le Profile Card sono state rese disponibili a livello globale martedì mattina, e appaiono vicino alla parte superiore del vostro profilo, accanto al pulsante "Modifica profilo". Cliccando su "Condividi profilo", si apre una scheda che può essere ruotata per vedere entrambi i lati. È importante notare che, sebbene non si possano escludere le schede, le persone possono visualizzarle solo se le condividete.</p><p>Su un lato della scheda, trovate il vostro avatar, nome utente, nome completo, pronomi, biografia e il primo link della vostra lista. Questo lato riassume praticamente tutto ciò che avete inserito nel profilo. Sul retro, invece, c’è il nome utente e un codice QR scansionabile, che permette alle persone di trovare facilmente il vostro account su Instagram. La funzionalità ricorda molto le schede profilo di Snapchat.</p><p>Inoltre, è possibile personalizzare lo sfondo del retro della scheda, ma non quello del fronte.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UoH2WXRYr3d8H4PhGeAcJR" name="Instagram-Profile-Cards-Lance" alt="Instagram Profile Cards" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UoH2WXRYr3d8H4PhGeAcJR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>Le opzioni di condivisione delle nuove Profile Card di Instagram sono davvero versatili. Puoi copiare il link e inviarlo tramite WhatsApp, Threads, Messenger, X (ex Twitter), Facebook e persino Snapchat. Inoltre, hai la possibilità di aggiungere la scheda alla tua storia. Queste funzionalità potrebbero rivelarsi utili per aumentare il numero di follower, poiché consentono alle persone di scoprire chi sei e come connettersi al tuo account.</p><p>Quando qualcuno scansiona il codice QR con la fotocamera dello smartphone, non viene portato immediatamente al profilo completo di Instagram, ma alla scheda profilo rotante. Una volta chiusa, l&apos;utente viene reindirizzato alla pagina del tuo profilo.</p><p>Instagram paragona la scheda profilo a un biglietto da visita, ma con un tocco più personale e sociale. L&apos;obiettivo è facilitare il contatto e aprire opportunità di business condividendo la scheda con marchi e potenziali collaboratori, offrendo una sintesi efficace della tua presenza su Instagram.</p><p>Le Profile Card dovrebbero essere disponibili su entrambe le versioni iOS e Android di Instagram, anche se al momento non sono visibili sulla versione desktop. Questo rappresenta il primo cambiamento significativo dalla possibilità di pubblicare gallerie con 20 foto. Mentre quell’aggiornamento mirava a migliorare l&apos;engagement e a trattenere gli utenti sulla piattaforma, questa volta l&apos;accento è posto sulla crescita degli account e sull&apos;attrazione di nuovi utenti.</p><p>Instagram ha mantenuto una posizione dominante nel panorama dei social media, superando anche la concorrenza di Snapchat. Tuttavia, con TikTok che continua a lanciare strumenti innovativi, Instagram sembra riconoscere l&apos;importanza di adattarsi per rimanere competitiva.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Nativi digitali in crisi: perché l'iGen lotta con le competenze tecniche ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>C&apos;è un paradosso al centro del nostro mondo guidato dalla tecnologia. La generazione che è cresciuta circondata dagli schermi di , dallo scrolling e dai social media potrebbe non possedere le competenze tecniche di cui i datori di lavoro hanno bisogno.</p><p>Pur essendo innegabilmente a proprio agio nel consumare tecnologia, le nuove generazioni spesso non hanno la capacità di crearla, risolverla o analizzarla criticamente. Infatti, sebbene la generazione Z trascorra più di otto ore al giorno online, solo il 18% è sicuro di possedere competenze digitali avanzate come la codifica di o lo sviluppo. Ancora più preoccupante è il fatto che solo il 44% ritiene di conoscere le competenze informatiche di base. Ad esempio, i nativi digitali non sanno come trovare i risultati migliori su Google. Questo crea un problema serio, poiché gli individui non possono sviluppare competenze avanzate se non riescono a padroneggiare le basi. Ma con la Gen Z destinata a rappresentare il 27% della forza lavoro entro il 2025, le aziende non possono permettersi di lasciare che questo divario di competenze cresca.</p><p>Le aziende di oggi hanno bisogno di innovatori, costruttori e risolutori di problemi in grado di utilizzare tecnologie emergenti come l &apos;AI e la quantistica per continuare a far progredire il mondo del lavoro. In sostanza, abbiamo bisogno che i giovani comprendano le esigenze e i vantaggi di queste tecnologie, poiché stanno rapidamente diventando i nostri nuovi colleghi.</p><p>Mentre l&apos;adozione dell&apos;IA continua a crescere in tutto il panorama aziendale, abbiamo bisogno di dipendenti che sappiano come ottenere il massimo da questa tecnologia. Ad esempio, una solida conoscenza delle sue capacità e dei suoi limiti e la conoscenza di come sollecitare i sistemi in modo efficace permetteranno ai lavoratori di sfruttare al meglio l&apos;IA e i suoi potenziali vantaggi.</p><h2 id="nativi-digitali-senza-il-know-how-digitale">Nativi digitali senza il know-how digitale</h2><p>Allora, che cosa ha portato questa giovane generazione a un blocco digitale?</p><p>Innanzitutto, la forte dipendenza dalla tecnologia per i consumi. Attualmente, il 72% della generazione Z accede a Internet principalmente per scopi di intrattenimento. Dai videogiochi allo scrolling sui social media, dallo shopping online allo streaming, il loro appetito per l&apos;online è insaziabile. Ciò significa che gli sbocchi creativi basati sulle competenze, come la progettazione e lo sviluppo di software, il coding e l&apos;analisi dei dati, sono passati in secondo piano. Di conseguenza, le competenze tecniche che avrebbero potuto essere sviluppate non vengono scoperte perché i giovani dedicano poco o nulla alla loro esplorazione.</p><p>Poi, c&apos;è l&apos;aumento delle app di facile utilizzo che richiedono conoscenze tecniche minime per essere utilizzate. Con l&apos;83% dei consumatori che dichiara essenziale un&apos;esperienza d&apos;uso senza soluzione di continuità su tutti i dispositivi, è evidente che la facilità d&apos;uso è al limite del non negoziabile. Queste app ci hanno semplificato la vita fornendo assistenza integrata, processi automatizzati, interfacce semplici e personalizzazione. Tuttavia, ci hanno tolto l&apos;opportunità di imparare e costruire competenze tecnologiche.</p><p>Infine, l&apos;odierna cultura della gratificazione istantanea è sostenuta da queste soluzioni prontamente disponibili e da linee telefoniche di assistenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ciò ha creato un&apos;attenzione alle risposte e alle tecniche immediate, che induce molti a credere di conoscere una tecnologia o un argomento più di quanto non sia in realtà. Ad esempio, l&apos;installazione di un nuovo telefono richiedeva una lunga procedura di configurazione. Ora i nostri telefoni ci guidano automaticamente attraverso questo processo. Così facendo, abbiamo la falsa convinzione di capire come impostare il telefono per un uso ottimale. In realtà, abbiamo solo osservato il pilota automatico al lavoro. In realtà, la competenza digitale spesso sfiora la superficie. Non riesce ad avventurarsi nel regno della comprensione e dell&apos;applicazione approfondita. Inoltre, la continua richiesta di immediatezza può ostacolare la capacità di sviluppare una sana capacità di attenzione, pazienza e concentrazione, caratteristiche essenziali per una forza lavoro di successo.</p><h2 id="imparare-imparare-e-poi-imparare-ancora">Imparare, imparare e poi imparare ancora</h2><p>È ora di agire. La chiave per trasformare questo gusto per la tecnologia in una vera e propria competenza tecnica è eliminare la dipendenza e sostituirla con la comprensione. Per fare ciò, è necessario dedicare maggiore attenzione alla formazione. In linea con ciò, ci sono due caselle essenziali che le organizzazioni devono spuntare per equipaggiare adeguatamente la nostra futura forza lavoro con il know-how necessario per aiutare le aziende a prosperare.</p><p>Per prima cosa, dobbiamo concentrarci sul rinnovamento del sistema educativo. Ciò comporterebbe un ritorno alle origini e una riorganizzazione dei programmi di studio per chiarire e insegnare le competenze informatiche di base. Di conseguenza, agli studenti verrebbero insegnate nozioni come i fondamenti di codifica, l&apos;analisi dei dati e la consapevolezza della cybersecurity. Tutti elementi essenziali per l&apos;ambiente aziendale moderno.</p><p>Introducendo queste materie e insegnando competenze più soft, come il pensiero deduttivo, fin dalle prime fasi del sistema educativo, la scuola può aiutare a individuare le tracce di talento tecnico prima che poi. A sua volta, questo può suscitare un interesse che porta l&apos;individuo a perseguire una carriera tecnica attraverso lo studio in un istituto di istruzione superiore o la formazione professionale.</p><p>Oltre alle istituzioni educative come scuole e università, le imprese devono agire. Devono collaborare con queste istituzioni per offrire esperienze reali attraverso stage e programmi di mentorship. Questo tipo di iniziative aiuta le persone non solo ad acquisire nuove competenze e conoscenze tecniche, ma anche a migliorare altri aspetti essenziali del lavoro, come la fiducia, la consapevolezza di sé, la comunicazione e il lavoro di squadra.</p><h2 id="la-nostra-nuova-forza-lavoro-digitale">La nostra nuova forza lavoro digitale</h2><p>Si suppone che i nativi digitali sappiano come muoversi nel panorama tecnologico, ma è davvero così? Nonostante siano nate nell&apos;era dell&apos;online, le nuove generazioni faticano a familiarizzare con le competenze tecniche necessarie per far funzionare il mondo del lavoro moderno. Ma non può continuare così. Altrimenti entreremo in una situazione di stallo economico. Le generazioni più giovani non stanno sviluppando queste competenze a causa di una forte dipendenza dalla tecnologia per il consumo, di applicazioni sempre più facili da usare e di una richiesta di gratificazione istantanea. Pertanto, abbiamo bisogno di un cambiamento. Dobbiamo sbarazzarci della fiducia nelle soluzioni prontamente disponibili e sostituirla con una comprensione tecnica più profonda. Questo obiettivo può essere raggiunto modificando i programmi di studio accademici per soddisfare le esigenze del nostro panorama aziendale in evoluzione e fornendo esperienze reali che diano agli individui l&apos;opportunità di fare pratica.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ C'è un paradosso al centro del nostro mondo guidato dalla tecnologia. La generazione che è cresciuta circondata da schermi, scroll e social media potrebbe non possedere le competenze richieste dai datori di lavoro. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">pFQMJGHUbBhCtAcN9mcgQV</guid>
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                                <p>C&apos;è un paradosso al centro del nostro mondo guidato dalla tecnologia. La generazione che è cresciuta circondata dagli schermi di , dallo scrolling e dai social media potrebbe non possedere le competenze tecniche di cui i datori di lavoro hanno bisogno.</p><p>Pur essendo innegabilmente a proprio agio nel consumare tecnologia, le nuove generazioni spesso non hanno la capacità di crearla, risolverla o analizzarla criticamente. Infatti, sebbene la generazione Z trascorra più di otto ore al giorno online, solo il 18% è sicuro di possedere competenze digitali avanzate come la codifica di o lo sviluppo. Ancora più preoccupante è il fatto che solo il 44% ritiene di conoscere le competenze informatiche di base. Ad esempio, i nativi digitali non sanno come trovare i risultati migliori su Google. Questo crea un problema serio, poiché gli individui non possono sviluppare competenze avanzate se non riescono a padroneggiare le basi. Ma con la Gen Z destinata a rappresentare il 27% della forza lavoro entro il 2025, le aziende non possono permettersi di lasciare che questo divario di competenze cresca.</p><p>Le aziende di oggi hanno bisogno di innovatori, costruttori e risolutori di problemi in grado di utilizzare tecnologie emergenti come l &apos;AI e la quantistica per continuare a far progredire il mondo del lavoro. In sostanza, abbiamo bisogno che i giovani comprendano le esigenze e i vantaggi di queste tecnologie, poiché stanno rapidamente diventando i nostri nuovi colleghi.</p><p>Mentre l&apos;adozione dell&apos;IA continua a crescere in tutto il panorama aziendale, abbiamo bisogno di dipendenti che sappiano come ottenere il massimo da questa tecnologia. Ad esempio, una solida conoscenza delle sue capacità e dei suoi limiti e la conoscenza di come sollecitare i sistemi in modo efficace permetteranno ai lavoratori di sfruttare al meglio l&apos;IA e i suoi potenziali vantaggi.</p><h2 id="nativi-digitali-senza-il-know-how-digitale">Nativi digitali senza il know-how digitale</h2><p>Allora, che cosa ha portato questa giovane generazione a un blocco digitale?</p><p>Innanzitutto, la forte dipendenza dalla tecnologia per i consumi. Attualmente, il 72% della generazione Z accede a Internet principalmente per scopi di intrattenimento. Dai videogiochi allo scrolling sui social media, dallo shopping online allo streaming, il loro appetito per l&apos;online è insaziabile. Ciò significa che gli sbocchi creativi basati sulle competenze, come la progettazione e lo sviluppo di software, il coding e l&apos;analisi dei dati, sono passati in secondo piano. Di conseguenza, le competenze tecniche che avrebbero potuto essere sviluppate non vengono scoperte perché i giovani dedicano poco o nulla alla loro esplorazione.</p><p>Poi, c&apos;è l&apos;aumento delle app di facile utilizzo che richiedono conoscenze tecniche minime per essere utilizzate. Con l&apos;83% dei consumatori che dichiara essenziale un&apos;esperienza d&apos;uso senza soluzione di continuità su tutti i dispositivi, è evidente che la facilità d&apos;uso è al limite del non negoziabile. Queste app ci hanno semplificato la vita fornendo assistenza integrata, processi automatizzati, interfacce semplici e personalizzazione. Tuttavia, ci hanno tolto l&apos;opportunità di imparare e costruire competenze tecnologiche.</p><p>Infine, l&apos;odierna cultura della gratificazione istantanea è sostenuta da queste soluzioni prontamente disponibili e da linee telefoniche di assistenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ciò ha creato un&apos;attenzione alle risposte e alle tecniche immediate, che induce molti a credere di conoscere una tecnologia o un argomento più di quanto non sia in realtà. Ad esempio, l&apos;installazione di un nuovo telefono richiedeva una lunga procedura di configurazione. Ora i nostri telefoni ci guidano automaticamente attraverso questo processo. Così facendo, abbiamo la falsa convinzione di capire come impostare il telefono per un uso ottimale. In realtà, abbiamo solo osservato il pilota automatico al lavoro. In realtà, la competenza digitale spesso sfiora la superficie. Non riesce ad avventurarsi nel regno della comprensione e dell&apos;applicazione approfondita. Inoltre, la continua richiesta di immediatezza può ostacolare la capacità di sviluppare una sana capacità di attenzione, pazienza e concentrazione, caratteristiche essenziali per una forza lavoro di successo.</p><h2 id="imparare-imparare-e-poi-imparare-ancora">Imparare, imparare e poi imparare ancora</h2><p>È ora di agire. La chiave per trasformare questo gusto per la tecnologia in una vera e propria competenza tecnica è eliminare la dipendenza e sostituirla con la comprensione. Per fare ciò, è necessario dedicare maggiore attenzione alla formazione. In linea con ciò, ci sono due caselle essenziali che le organizzazioni devono spuntare per equipaggiare adeguatamente la nostra futura forza lavoro con il know-how necessario per aiutare le aziende a prosperare.</p><p>Per prima cosa, dobbiamo concentrarci sul rinnovamento del sistema educativo. Ciò comporterebbe un ritorno alle origini e una riorganizzazione dei programmi di studio per chiarire e insegnare le competenze informatiche di base. Di conseguenza, agli studenti verrebbero insegnate nozioni come i fondamenti di codifica, l&apos;analisi dei dati e la consapevolezza della cybersecurity. Tutti elementi essenziali per l&apos;ambiente aziendale moderno.</p><p>Introducendo queste materie e insegnando competenze più soft, come il pensiero deduttivo, fin dalle prime fasi del sistema educativo, la scuola può aiutare a individuare le tracce di talento tecnico prima che poi. A sua volta, questo può suscitare un interesse che porta l&apos;individuo a perseguire una carriera tecnica attraverso lo studio in un istituto di istruzione superiore o la formazione professionale.</p><p>Oltre alle istituzioni educative come scuole e università, le imprese devono agire. Devono collaborare con queste istituzioni per offrire esperienze reali attraverso stage e programmi di mentorship. Questo tipo di iniziative aiuta le persone non solo ad acquisire nuove competenze e conoscenze tecniche, ma anche a migliorare altri aspetti essenziali del lavoro, come la fiducia, la consapevolezza di sé, la comunicazione e il lavoro di squadra.</p><h2 id="la-nostra-nuova-forza-lavoro-digitale">La nostra nuova forza lavoro digitale</h2><p>Si suppone che i nativi digitali sappiano come muoversi nel panorama tecnologico, ma è davvero così? Nonostante siano nate nell&apos;era dell&apos;online, le nuove generazioni faticano a familiarizzare con le competenze tecniche necessarie per far funzionare il mondo del lavoro moderno. Ma non può continuare così. Altrimenti entreremo in una situazione di stallo economico. Le generazioni più giovani non stanno sviluppando queste competenze a causa di una forte dipendenza dalla tecnologia per il consumo, di applicazioni sempre più facili da usare e di una richiesta di gratificazione istantanea. Pertanto, abbiamo bisogno di un cambiamento. Dobbiamo sbarazzarci della fiducia nelle soluzioni prontamente disponibili e sostituirla con una comprensione tecnica più profonda. Questo obiettivo può essere raggiunto modificando i programmi di studio accademici per soddisfare le esigenze del nostro panorama aziendale in evoluzione e fornendo esperienze reali che diano agli individui l&apos;opportunità di fare pratica.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok si aggiorna, arrivano finalmente le chat di gruppo  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Oggi TikTok <a href="https://newsroom.tiktok.com/en-us/share-your-favorite-tiktok-moments-with-direct-messaging">ha annunciato che la chat di gruppo</a>, una delle funzioni più richieste dalla piattaforma, sarà finalmente introdotta in un nuovo aggiornamento. La chat di gruppo consentirà agli utenti di condividere i loro video preferiti, le ultime tendenze e i più bei meme con i loro amici senza dover cambiare app.</p><p>Tuttavia, come la messaggistica diretta su TikTok, questa funzionalità di chat di gruppo non sarà accessibile a tutti. </p><p>Le chat di gruppo non sono disponibili per gli utenti di TikTok di età inferiore ai 15 anni e sono state implementate ulteriori misure di sicurezza per proteggere gli utenti di età inferiore ai 18 anni che si impegnano nella "esperienza di visualizzazione condivisa" delle chat di gruppo, che consente agli utenti di guardare e reagire insieme in tempo reale.</p><p>Gli utenti possono essere aggiunti a una chat di gruppo solo da un amico, cioè da una persona che seguono e che segue anche loro. Per gli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, è possibile unirsi a una chat di gruppo tramite un link solo se la chat include un amico comune. In questi casi, gli adolescenti devono scegliere attivamente di unirsi al gruppo, invece di essere aggiunti automaticamente, e ogni persona che crea una chat deve controllare e approvare tutte le nuove aggiunte.</p><h2 id="sicurezza-e-connettivit-xe0-sociale">Sicurezza e connettività sociale</h2><p>Questa mossa di TikTok non è del tutto altruistica. Se da un lato fa risparmiare agli utenti i pochi secondi necessari per condividere un link in un&apos;app di chat esterna, dall&apos;altro riduce la necessità di uscire dall&apos;app di TikTok, mantenendo gli utenti più impegnati con il suo algoritmo.</p><p>Ma per un&apos;azienda che ha affrontato controversie fin dalla sua nascita e che è attualmente <a href="https://www.justice.gov/opa/pr/justice-department-sues-tiktok-and-parent-company-bytedance-widespread-violations-childrens">citata in giudizio dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti</a> per "diffuse violazioni delle leggi sulla privacy dei bambini", è incoraggiante vedere TikTok prendere provvedimenti per migliorare la sicurezza degli utenti più giovani.</p><p>TikTok ha già un&apos;età minima di 13 anni e gli utenti al di sotto dei 16 anni sono esclusi dalle funzioni più rischiose come il live streaming e la messaggistica diretta. Tuttavia, queste garanzie sono probabilmente compromesse dalla facilità con cui un tredicenne può mentire sulla propria età e quindi accedere a contenuti riservati. Per questo motivo sono fondamentali ulteriori funzioni di sicurezza per tutti gli utenti, come la richiesta di amicizie reciproche prima di aggiungere qualcuno a una chat di gruppo.</p><p>Anche se queste misure potrebbero rendere il processo più complicato per gli utenti adulti, man mano che TikTok continua a espandersi, mantenere la sicurezza degli utenti in primo piano sarà la chiave per mantenere la fiducia - e per restare dalla parte giusta della legge.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/tiktok/tiktok-si-aggiorna-arrivano-finalmente-le-chat-di-gruppo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Le chat di gruppo di TikTok consentono di guardare e reagire ai propri TikTok preferiti con gli amici in tempo reale, ma non tutti possono utilizzarle. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Close-up of TikTok app icon on a phone in a dark room]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Oggi TikTok <a href="https://newsroom.tiktok.com/en-us/share-your-favorite-tiktok-moments-with-direct-messaging">ha annunciato che la chat di gruppo</a>, una delle funzioni più richieste dalla piattaforma, sarà finalmente introdotta in un nuovo aggiornamento. La chat di gruppo consentirà agli utenti di condividere i loro video preferiti, le ultime tendenze e i più bei meme con i loro amici senza dover cambiare app.</p><p>Tuttavia, come la messaggistica diretta su TikTok, questa funzionalità di chat di gruppo non sarà accessibile a tutti. </p><p>Le chat di gruppo non sono disponibili per gli utenti di TikTok di età inferiore ai 15 anni e sono state implementate ulteriori misure di sicurezza per proteggere gli utenti di età inferiore ai 18 anni che si impegnano nella "esperienza di visualizzazione condivisa" delle chat di gruppo, che consente agli utenti di guardare e reagire insieme in tempo reale.</p><p>Gli utenti possono essere aggiunti a una chat di gruppo solo da un amico, cioè da una persona che seguono e che segue anche loro. Per gli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, è possibile unirsi a una chat di gruppo tramite un link solo se la chat include un amico comune. In questi casi, gli adolescenti devono scegliere attivamente di unirsi al gruppo, invece di essere aggiunti automaticamente, e ogni persona che crea una chat deve controllare e approvare tutte le nuove aggiunte.</p><h2 id="sicurezza-e-connettivit-xe0-sociale">Sicurezza e connettività sociale</h2><p>Questa mossa di TikTok non è del tutto altruistica. Se da un lato fa risparmiare agli utenti i pochi secondi necessari per condividere un link in un&apos;app di chat esterna, dall&apos;altro riduce la necessità di uscire dall&apos;app di TikTok, mantenendo gli utenti più impegnati con il suo algoritmo.</p><p>Ma per un&apos;azienda che ha affrontato controversie fin dalla sua nascita e che è attualmente <a href="https://www.justice.gov/opa/pr/justice-department-sues-tiktok-and-parent-company-bytedance-widespread-violations-childrens">citata in giudizio dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti</a> per "diffuse violazioni delle leggi sulla privacy dei bambini", è incoraggiante vedere TikTok prendere provvedimenti per migliorare la sicurezza degli utenti più giovani.</p><p>TikTok ha già un&apos;età minima di 13 anni e gli utenti al di sotto dei 16 anni sono esclusi dalle funzioni più rischiose come il live streaming e la messaggistica diretta. Tuttavia, queste garanzie sono probabilmente compromesse dalla facilità con cui un tredicenne può mentire sulla propria età e quindi accedere a contenuti riservati. Per questo motivo sono fondamentali ulteriori funzioni di sicurezza per tutti gli utenti, come la richiesta di amicizie reciproche prima di aggiungere qualcuno a una chat di gruppo.</p><p>Anche se queste misure potrebbero rendere il processo più complicato per gli utenti adulti, man mano che TikTok continua a espandersi, mantenere la sicurezza degli utenti in primo piano sarà la chiave per mantenere la fiducia - e per restare dalla parte giusta della legge.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram ora vi permetterà di postare fino a 20 foto o video in una galleria: i vostri amici ne saranno entusiasti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Se avete sognato di pubblicare un carosello di post più lungo su <a href="https://www.techradar.com/computing/internet/social-media/instagram">Instagram</a> - che si tratti di foto e video del vostro cane, di condividere la vostra ultima epica avventura di viaggio o magari semplicemente di un dump mensile - l&apos;ultimo aggiornamento della funzione del gigante dei social media renderà il vostro sogno un po&apos; più vicino.</p><p>Instagram, di proprietà di Meta, ha annunciato oggi che il feed, i post carosello, possono ora contenere fino a 20 foto o video. Si tratta di un raddoppio rispetto al precedente limite di 10 e, anche se non lo si usa quotidianamente, è comodo poter condividere di più se si decide di farlo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1173px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="bjFv8iXJR9jXaFhV272i5T" name="Instagram ups the limit for feed posts.jpg" alt="Instagram will now let you post up to 20 photos or videos in a gallery – your friends should be thrilled" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bjFv8iXJR9jXaFhV272i5T-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1173" height="1173" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Questi tipi di post di gallerie non solo hanno un effetto gradevole che consente di scorrere rapidamente le foto utilizzando i punti sotto la foto, ma sono anche un ottimo modo per condividere più contenuti di tipo simile in un solo post.<a href="https://www.tiktok.com/discover/instagram-monthly-recap-ideas?lang=en">I dumps mensili</a> - con didascalia "Riassunto di luglio" o "Agosto fino ad ora" - sono diventati molto popolari sulla piattaforma ed è probabile che chi pubblica dumps mensili ne tragga un vantaggio maggiore.</p><p>Vale la pena notare che non si tratta di un limite da raggiungere; è possibile creare e pubblicare un post carosello con un numero di foto, video o entrambi i tipi di media compreso tra 1 e 20. Il nuovo limite si avvicina a quello di Tyler. Il nuovo limite si avvicina di più al limite di 35 <a href="https://www.techradar.com/computing/internet/social-media/tiktok">di</a> TikTok, che potrebbe essere visto come un tentativo di Instagram di aumentare il coinvolgimento rispetto all&apos;app che è nota soprattutto per i video verticali.</p><p>Quest&apos;ultima modifica si sta diffondendo a livello globale a tutti gli utenti di Instagram e potrebbe già essere un&apos;opzione per voi se provate a postare. Anche Instagram sembra essere in piena attività con aggiornamenti e annunci: alla fine di luglioè stato lanciato "<a href="https://www.techradar.com/computing/artificial-intelligence/your-digital-twin-is-here-metas-new-ai-studio-lets-you-create-ai-versions-of-yourself-for-instagram">AI Studio</a>" per aiutare gli utenti più grandi della piattaforma a coinvolgere i follower.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con un piccolo ma significativo aggiornamento, Instagram consentirà a qualsiasi utente di pubblicare feed e caroselli di post con un massimo di 20 foto e video. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Instagram dark mode]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Se avete sognato di pubblicare un carosello di post più lungo su <a href="https://www.techradar.com/computing/internet/social-media/instagram">Instagram</a> - che si tratti di foto e video del vostro cane, di condividere la vostra ultima epica avventura di viaggio o magari semplicemente di un dump mensile - l&apos;ultimo aggiornamento della funzione del gigante dei social media renderà il vostro sogno un po&apos; più vicino.</p><p>Instagram, di proprietà di Meta, ha annunciato oggi che il feed, i post carosello, possono ora contenere fino a 20 foto o video. Si tratta di un raddoppio rispetto al precedente limite di 10 e, anche se non lo si usa quotidianamente, è comodo poter condividere di più se si decide di farlo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1173px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="bjFv8iXJR9jXaFhV272i5T" name="Instagram ups the limit for feed posts.jpg" alt="Instagram will now let you post up to 20 photos or videos in a gallery – your friends should be thrilled" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bjFv8iXJR9jXaFhV272i5T-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1173" height="1173" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Questi tipi di post di gallerie non solo hanno un effetto gradevole che consente di scorrere rapidamente le foto utilizzando i punti sotto la foto, ma sono anche un ottimo modo per condividere più contenuti di tipo simile in un solo post.<a href="https://www.tiktok.com/discover/instagram-monthly-recap-ideas?lang=en">I dumps mensili</a> - con didascalia "Riassunto di luglio" o "Agosto fino ad ora" - sono diventati molto popolari sulla piattaforma ed è probabile che chi pubblica dumps mensili ne tragga un vantaggio maggiore.</p><p>Vale la pena notare che non si tratta di un limite da raggiungere; è possibile creare e pubblicare un post carosello con un numero di foto, video o entrambi i tipi di media compreso tra 1 e 20. Il nuovo limite si avvicina a quello di Tyler. Il nuovo limite si avvicina di più al limite di 35 <a href="https://www.techradar.com/computing/internet/social-media/tiktok">di</a> TikTok, che potrebbe essere visto come un tentativo di Instagram di aumentare il coinvolgimento rispetto all&apos;app che è nota soprattutto per i video verticali.</p><p>Quest&apos;ultima modifica si sta diffondendo a livello globale a tutti gli utenti di Instagram e potrebbe già essere un&apos;opzione per voi se provate a postare. Anche Instagram sembra essere in piena attività con aggiornamenti e annunci: alla fine di luglioè stato lanciato "<a href="https://www.techradar.com/computing/artificial-intelligence/your-digital-twin-is-here-metas-new-ai-studio-lets-you-create-ai-versions-of-yourself-for-instagram">AI Studio</a>" per aiutare gli utenti più grandi della piattaforma a coinvolgere i follower.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Truffe IA in aumento: ecco come difendersi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L&apos;intelligenza artificiale non è una novità. Ma la rapida innovazione dell&apos;ultimo anno significa che sia i consumatori che le aziende sono più che mai consapevoli delle capacità di questa tecnologia e, molto probabilmente, la utilizzano essi stessi in qualche forma.</p><p>La rivoluzione dell&apos;IA ha anche un rovescio della medaglia: dà potere ai truffatori. Questo è uno degli effetti più significativi a cui stiamo assistendo, piuttosto che una maggiore <a href="https://www.techradar.com/best/ios-productivity-apps">produttività</a> e creatività sul posto di lavoro. L&apos;evoluzione dei modelli linguistici di grandi dimensioni e l&apos;uso dell&apos;IA generativa sta offrendo ai truffatori nuove tattiche da esplorare per i loro attacchi, che ora sono di qualità, profondità e scala tali da avere un potenziale di conseguenze sempre più disastrose.</p><p>Questo aumento del rischio è avvertito sia dai consumatori che dalle aziende. Il rapporto 2023 sull&apos;identità e le frodi di Experian ha rilevato che poco più della metà (52%) dei consumatori britannici si sente più bersaglio di frodi online rispetto a un anno fa, mentre oltre il 50% delle aziende riferisce di essere molto preoccupato per il rischio di frode. È fondamentale che sia le aziende che i consumatori si informino sui tipi di attacco che si verificano e su cosa possono fare per combatterli.</p><h2 id="le-nuove-truffe-ia">Le nuove truffe IA</h2><p>Ci sono due tendenze chiave che stanno emergendo nello spazio delle frodi AI: l&apos;iper-personalizzazione degli attacchi e il conseguente aumento degli attacchi biometrici. L&apos;iper-personalizzazione significa che gli ignari consumatori vengono sempre più spesso truffati da attacchi mirati che li inducono a effettuare trasferimenti istantanei e pagamenti in tempo reale.</p><p>Per le aziende, gli attacchi di compromissione delle e-mail possono ora utilizzare l&apos;IA generativa per copiare la voce o lo stile di scrittura di una determinata azienda per fare richieste dall&apos;aspetto più genuino, come incoraggiare a effettuare transazioni finanziarie o condividere informazioni riservate.</p><p>L&apos;intelligenza artificiale generativa rende più facile per chiunque lanciare questi attacchi, consentendo di creare e gestire molti account e app falsi di banche, <a href="https://www.techradar.com/best/ecommerce-tools">e-commerce</a>, sanità, governo e <a href="https://www.techradar.com/best/best-social-media-management-tools">social media</a> che sembrano reali.</p><p>Questi attacchi sono destinati ad aumentare. Storicamente, l&apos;intelligenza artificiale generativa non era abbastanza potente da poter essere utilizzata in scala per creare una rappresentazione credibile della voce o del volto di qualcun altro. Oggi è impossibile distinguere con l&apos;occhio o l&apos;orecchio umano un volto o una voce falsi da quelli autentici.</p><p>Poiché le aziende adottano sempre più livelli di controllo aggiuntivi per la verifica dell&apos;identità, i truffatori dovranno sfruttare questo tipo di attacchi.</p><h2 id="attacchi-da-cui-guardarsi-le-spalle">Attacchi da cui guardarsi le spalle</h2><p>I tipi di attacco da tenere d&apos;occhio sono i seguenti:</p><p><strong>Imitazione di una voce umana</strong>: si è assistito a una crescita sostanziale delle voci generate dall&apos;intelligenza artificiale che imitano persone reali. Grazie a questi schemi, i consumatori possono essere indotti a pensare di parlare con qualcuno che conoscono, mentre le aziende che utilizzano sistemi di verifica vocale per sistemi come l&apos;assistenza clienti possono essere ingannate.</p><p><strong>Video o immagini false</strong>: I modelli di intelligenza artificiale possono essere addestrati, utilizzando tecniche di apprendimento profondo, per utilizzare quantità molto elevate di risorse digitali come <a href="https://www.techradar.com/best/best-ways-to-backup-photos">foto</a>, immagini e video per produrre video o immagini autentici di alta qualità che sono praticamente indistinguibili da quelli reali. Una volta addestrati, i modelli di intelligenza artificiale possono fondere e sovrapporre immagini ad altre immagini e all&apos;interno di contenuti video a una velocità allarmante.</p><p><strong>Chatbot</strong>: I chatbot di intelligenza artificiale, amichevoli e convincenti, possono essere utilizzati per costruire relazioni con le vittime e convincerle a inviare denaro o a condividere informazioni personali. Seguendo un copione prescritto, questi <a href="https://www.techradar.com/pro/best-ai-chatbot-for-business">chatbot</a> possono prolungare una conversazione simile a quella umana con una vittima per lunghi periodi di tempo, per approfondire un legame emotivo.</p><p><strong>Messaggi di testo</strong>: L&apos;intelligenza artificiale generativa consente ai truffatori di replicare gli scambi personali con una persona conosciuta dalla vittima con copioni ben scritti che sembrano autentici. Possono quindi condurre attacchi su più fronti tramite conversazioni testuali con più vittime contemporaneamente, manipolandole per far loro compiere azioni che possono comportare trasferimenti di denaro, beni o altri guadagni fraudolenti.</p><h2 id="combattere-l-apos-ia-imparando-a-capirla">Combattere l&apos;IA imparando a capirla</h2><p>Per combattere l&apos;IA, le aziende dovranno utilizzare l&apos;IA e altri strumenti come l&apos;apprendimento automatico per essere sempre un passo avanti ai criminali.</p><p>I passi principali da compiere sono</p><p><strong>Identificare le frodi con l&apos;IA generativa</strong>: l&apos;uso dell&apos;IA generativa per lo screening delle transazioni fraudolente o per i controlli sul <a href="https://www.techradar.com/best/best-identity-theft-protection">furto d&apos;identità</a> si sta dimostrando più preciso nell&apos;individuare le frodi, rispetto alle precedenti generazioni di modelli di IA.</p><p><strong>Aumentare l&apos;uso di dati biometrici verificati</strong>: Attualmente l&apos;IA generativa è in grado di riprodurre la retina, l&apos;impronta digitale o il modo in cui una persona utilizza il <a href="https://www.techradar.com/news/computing-components/peripherals/what-mouse-10-best-mice-compared-1027809">mouse</a> del <a href="https://www.techradar.com/news/computing-components/peripherals/what-mouse-10-best-mice-compared-1027809">computer</a>.</p><p><strong>Consolidamento dei processi di prevenzione delle frodi e di protezione dell&apos;identità</strong>: Tutti i dati e i controlli devono alimentare sistemi e team in grado di analizzare i segnali e costruire modelli continuamente addestrati sul traffico buono e cattivo. Infatti, conoscere l&apos;aspetto di un buon attore aiuterà le aziende a prevenire i tentativi di impersonificazione di clienti autentici.</p><p><strong>Educare clienti e consumatori</strong>: Educare i consumatori in modo personalizzato attraverso numerosi canali di comunicazione in modo proattivo può aiutare a garantire che i consumatori siano consapevoli degli ultimi attacchi di frode e del loro ruolo nel prevenirli. Ciò consente di offrire un&apos;esperienza personalizzata e senza soluzione di continuità ai consumatori autentici, bloccando al contempo i tentativi degli aggressori abilitati dall&apos;intelligenza artificiale.</p><p><strong>Utilizzare i dati sulla vulnerabilità dei clienti per individuare i segnali di social engineering:</strong> I clienti vulnerabili sono molto più propensi a cadere in truffe molto profonde. L&apos;elaborazione e l&apos;utilizzo di questi dati per l&apos;educazione e la protezione delle vittime consentirà al settore di aiutare le persone più a rischio.</p><h2 id="perch-xe8-proprio-adesso">Perchè proprio adesso?</h2><p>Le aziende migliori hanno utilizzato un approccio a più livelli - non esiste un singolo proiettile d&apos;argento - alla prevenzione delle frodi, riducendo al minimo le lacune che i truffatori cercano di sfruttare. Ad esempio, utilizzando consorzi di condivisione dei dati sulle frodi e scambi di dati, i team che si occupano di frodi possono condividere le conoscenze sugli attacchi nuovi ed emergenti.</p><p>Una strategia ben stratificata che incorpora la verifica dei dispositivi, dei comportamenti, dei consorzi, dei documenti e dell&apos;identità, riduce drasticamente i punti deboli del sistema.</p><p>La lotta alle frodi dell&apos;intelligenza artificiale farà ora parte della strategia di tutte le aziende che prendono sul serio la prevenzione delle frodi. Gli attacchi diventeranno sempre più frequenti e sofisticati, richiedendo l&apos;implementazione di una strategia di protezione a lungo termine che copra ogni fase del processo di prevenzione delle frodi, dal consumatore all&apos;aggressore. Questo è l&apos;unico modo per le aziende di proteggere se stesse e i propri clienti dalla crescente minaccia di attacchi basati sull&apos;intelligenza artificiale.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La tecnologia IA sta minacciando aziende e consumatori con tecniche di frode sempre più avanzate e iper personalizzate. Come proteggersi? ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Who will win the AI race?]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>L&apos;intelligenza artificiale non è una novità. Ma la rapida innovazione dell&apos;ultimo anno significa che sia i consumatori che le aziende sono più che mai consapevoli delle capacità di questa tecnologia e, molto probabilmente, la utilizzano essi stessi in qualche forma.</p><p>La rivoluzione dell&apos;IA ha anche un rovescio della medaglia: dà potere ai truffatori. Questo è uno degli effetti più significativi a cui stiamo assistendo, piuttosto che una maggiore <a href="https://www.techradar.com/best/ios-productivity-apps">produttività</a> e creatività sul posto di lavoro. L&apos;evoluzione dei modelli linguistici di grandi dimensioni e l&apos;uso dell&apos;IA generativa sta offrendo ai truffatori nuove tattiche da esplorare per i loro attacchi, che ora sono di qualità, profondità e scala tali da avere un potenziale di conseguenze sempre più disastrose.</p><p>Questo aumento del rischio è avvertito sia dai consumatori che dalle aziende. Il rapporto 2023 sull&apos;identità e le frodi di Experian ha rilevato che poco più della metà (52%) dei consumatori britannici si sente più bersaglio di frodi online rispetto a un anno fa, mentre oltre il 50% delle aziende riferisce di essere molto preoccupato per il rischio di frode. È fondamentale che sia le aziende che i consumatori si informino sui tipi di attacco che si verificano e su cosa possono fare per combatterli.</p><h2 id="le-nuove-truffe-ia">Le nuove truffe IA</h2><p>Ci sono due tendenze chiave che stanno emergendo nello spazio delle frodi AI: l&apos;iper-personalizzazione degli attacchi e il conseguente aumento degli attacchi biometrici. L&apos;iper-personalizzazione significa che gli ignari consumatori vengono sempre più spesso truffati da attacchi mirati che li inducono a effettuare trasferimenti istantanei e pagamenti in tempo reale.</p><p>Per le aziende, gli attacchi di compromissione delle e-mail possono ora utilizzare l&apos;IA generativa per copiare la voce o lo stile di scrittura di una determinata azienda per fare richieste dall&apos;aspetto più genuino, come incoraggiare a effettuare transazioni finanziarie o condividere informazioni riservate.</p><p>L&apos;intelligenza artificiale generativa rende più facile per chiunque lanciare questi attacchi, consentendo di creare e gestire molti account e app falsi di banche, <a href="https://www.techradar.com/best/ecommerce-tools">e-commerce</a>, sanità, governo e <a href="https://www.techradar.com/best/best-social-media-management-tools">social media</a> che sembrano reali.</p><p>Questi attacchi sono destinati ad aumentare. Storicamente, l&apos;intelligenza artificiale generativa non era abbastanza potente da poter essere utilizzata in scala per creare una rappresentazione credibile della voce o del volto di qualcun altro. Oggi è impossibile distinguere con l&apos;occhio o l&apos;orecchio umano un volto o una voce falsi da quelli autentici.</p><p>Poiché le aziende adottano sempre più livelli di controllo aggiuntivi per la verifica dell&apos;identità, i truffatori dovranno sfruttare questo tipo di attacchi.</p><h2 id="attacchi-da-cui-guardarsi-le-spalle">Attacchi da cui guardarsi le spalle</h2><p>I tipi di attacco da tenere d&apos;occhio sono i seguenti:</p><p><strong>Imitazione di una voce umana</strong>: si è assistito a una crescita sostanziale delle voci generate dall&apos;intelligenza artificiale che imitano persone reali. Grazie a questi schemi, i consumatori possono essere indotti a pensare di parlare con qualcuno che conoscono, mentre le aziende che utilizzano sistemi di verifica vocale per sistemi come l&apos;assistenza clienti possono essere ingannate.</p><p><strong>Video o immagini false</strong>: I modelli di intelligenza artificiale possono essere addestrati, utilizzando tecniche di apprendimento profondo, per utilizzare quantità molto elevate di risorse digitali come <a href="https://www.techradar.com/best/best-ways-to-backup-photos">foto</a>, immagini e video per produrre video o immagini autentici di alta qualità che sono praticamente indistinguibili da quelli reali. Una volta addestrati, i modelli di intelligenza artificiale possono fondere e sovrapporre immagini ad altre immagini e all&apos;interno di contenuti video a una velocità allarmante.</p><p><strong>Chatbot</strong>: I chatbot di intelligenza artificiale, amichevoli e convincenti, possono essere utilizzati per costruire relazioni con le vittime e convincerle a inviare denaro o a condividere informazioni personali. Seguendo un copione prescritto, questi <a href="https://www.techradar.com/pro/best-ai-chatbot-for-business">chatbot</a> possono prolungare una conversazione simile a quella umana con una vittima per lunghi periodi di tempo, per approfondire un legame emotivo.</p><p><strong>Messaggi di testo</strong>: L&apos;intelligenza artificiale generativa consente ai truffatori di replicare gli scambi personali con una persona conosciuta dalla vittima con copioni ben scritti che sembrano autentici. Possono quindi condurre attacchi su più fronti tramite conversazioni testuali con più vittime contemporaneamente, manipolandole per far loro compiere azioni che possono comportare trasferimenti di denaro, beni o altri guadagni fraudolenti.</p><h2 id="combattere-l-apos-ia-imparando-a-capirla">Combattere l&apos;IA imparando a capirla</h2><p>Per combattere l&apos;IA, le aziende dovranno utilizzare l&apos;IA e altri strumenti come l&apos;apprendimento automatico per essere sempre un passo avanti ai criminali.</p><p>I passi principali da compiere sono</p><p><strong>Identificare le frodi con l&apos;IA generativa</strong>: l&apos;uso dell&apos;IA generativa per lo screening delle transazioni fraudolente o per i controlli sul <a href="https://www.techradar.com/best/best-identity-theft-protection">furto d&apos;identità</a> si sta dimostrando più preciso nell&apos;individuare le frodi, rispetto alle precedenti generazioni di modelli di IA.</p><p><strong>Aumentare l&apos;uso di dati biometrici verificati</strong>: Attualmente l&apos;IA generativa è in grado di riprodurre la retina, l&apos;impronta digitale o il modo in cui una persona utilizza il <a href="https://www.techradar.com/news/computing-components/peripherals/what-mouse-10-best-mice-compared-1027809">mouse</a> del <a href="https://www.techradar.com/news/computing-components/peripherals/what-mouse-10-best-mice-compared-1027809">computer</a>.</p><p><strong>Consolidamento dei processi di prevenzione delle frodi e di protezione dell&apos;identità</strong>: Tutti i dati e i controlli devono alimentare sistemi e team in grado di analizzare i segnali e costruire modelli continuamente addestrati sul traffico buono e cattivo. Infatti, conoscere l&apos;aspetto di un buon attore aiuterà le aziende a prevenire i tentativi di impersonificazione di clienti autentici.</p><p><strong>Educare clienti e consumatori</strong>: Educare i consumatori in modo personalizzato attraverso numerosi canali di comunicazione in modo proattivo può aiutare a garantire che i consumatori siano consapevoli degli ultimi attacchi di frode e del loro ruolo nel prevenirli. Ciò consente di offrire un&apos;esperienza personalizzata e senza soluzione di continuità ai consumatori autentici, bloccando al contempo i tentativi degli aggressori abilitati dall&apos;intelligenza artificiale.</p><p><strong>Utilizzare i dati sulla vulnerabilità dei clienti per individuare i segnali di social engineering:</strong> I clienti vulnerabili sono molto più propensi a cadere in truffe molto profonde. L&apos;elaborazione e l&apos;utilizzo di questi dati per l&apos;educazione e la protezione delle vittime consentirà al settore di aiutare le persone più a rischio.</p><h2 id="perch-xe8-proprio-adesso">Perchè proprio adesso?</h2><p>Le aziende migliori hanno utilizzato un approccio a più livelli - non esiste un singolo proiettile d&apos;argento - alla prevenzione delle frodi, riducendo al minimo le lacune che i truffatori cercano di sfruttare. Ad esempio, utilizzando consorzi di condivisione dei dati sulle frodi e scambi di dati, i team che si occupano di frodi possono condividere le conoscenze sugli attacchi nuovi ed emergenti.</p><p>Una strategia ben stratificata che incorpora la verifica dei dispositivi, dei comportamenti, dei consorzi, dei documenti e dell&apos;identità, riduce drasticamente i punti deboli del sistema.</p><p>La lotta alle frodi dell&apos;intelligenza artificiale farà ora parte della strategia di tutte le aziende che prendono sul serio la prevenzione delle frodi. Gli attacchi diventeranno sempre più frequenti e sofisticati, richiedendo l&apos;implementazione di una strategia di protezione a lungo termine che copra ogni fase del processo di prevenzione delle frodi, dal consumatore all&apos;aggressore. Questo è l&apos;unico modo per le aziende di proteggere se stesse e i propri clienti dalla crescente minaccia di attacchi basati sull&apos;intelligenza artificiale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Che fine ha fatto il concetto di "internet libero"? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Chi ha più di 30 anni ricorderà bene come internet, al suo esordio, si sia presentato come un mondo libero, totalmente privo di vincoli o restrizioni. In 30 anni dall&apos;espansione del WWW le cose sono cambiate radicalmente e Sebastian Schaub, fondatore di Hide.me VPN ha detto la sua sull&apos;argomento portando alla luce una serie di criticità che fanno riflettere sullo stato attuale delle cose.</p><p>Sono quasi trent&apos;anni che viviamo nell&apos;era di Internet. La maggior parte della popolazione mondiale ha meno di trent&apos;anni, quindi per la media delle persone la rete che conosciamo oggi è l&apos;unica alternativa possibile. Ma per chi ricorda gli esordi di internet l&apos;evoluzione (o involuzione) della rete è abbastanza evidente. Non è cambiata solo la tecnologia e la velocità delle connessioni, ma anche il modo stesso di pensare a Internet è totalmente diverso da come era in origine. </p><p>Se i primi giorni di Internet erano definiti da un ottimismo senza limiti, quasi utopico, l&apos;Internet di oggi è molto più cinico e chiuso. Molti, dai politici agli utenti comuni, vedono insidie e pericoli in rete, più che un mezzo per diffondere liberamente informazioni, condividere conoscenza e perchè no, divertirsi senza troppi rischi.</p><p>Ogni anno, l&apos;organizzazione benefica Freedom House analizza lo stato della libertà di Internet a livello mondiale. Il report <strong>Freedom On The Net 2023</strong>, pubblicato il mese scorso, ha rilevato che <strong>le libertà di Internet nel mondo sono diminuite nel 2023</strong>, per il tredicesimo anno consecutivo.</p><p>Oggi il concetto di internet è ben lontano da quello iniziale fondato sulla libertà di espressione e di condivisione. Eppure questa era la visione originale dei fondatori di Internet. La domanda che si è posto Sebastian Schaub è: dov&apos;è finito il sogno ormai dimenticato di una rete  libera e accessibile a tutti?</p><h2 id="un-nuova-speranza">Un nuova speranza</h2><p>Se ci riuscite, tornate indietro con la mente agli albori dell&apos;era di Internet.</p><p>Sotto il bagliore al neon della prosperità di metà anni Novanta e i suoni di sfida dei ritmi hip-hop giaceva una grande speranza di cambiamento. L&apos;idea era che Internet ci avrebbe liberato dall&apos;oppressione: non solo avrebbe costruito ponti attraverso gli oceani, i continenti e le visioni del mondo, ma ci avrebbe dato le chiavi di un vasto archivio di informazioni, la più grande biblioteca del mondo, accessibile a tutti.</p><p>Forse la speranza più utopica per i primi tempi di Internet, a pochi decenni dagli orrori del fascismo europeo e della Seconda guerra mondiale, era che questo nuovo strumento sarebbe diventato uno scudo contro l&apos;autoritarismo. Almeno inizialmente, c&apos;era la convinzione che Internet potesse permettere ai cittadini comuni di aggirare la censura statale e di denunciare le crudeltà dei governi oppressori.</p><p>Alcuni ottimisti hanno persino osato sperare che Internet, nelle mani di una popolazione globale libera e informata, potesse significare la fine dell&apos;autoritarismo così come lo conosciamo. Come sappiamo, le cose non sono andate come sperato.</p><h2 id="l-apos-impero-colpisce-ancora">L&apos;impero colpisce ancora</h2><p>Trent&apos;anni dopo Internet è ancora qui, ma anche l&apos;autoritarismo.</p><p>Gli Stati autoritari hanno sempre cercato di controllare l&apos;informazione, per cui un Internet libero - senza confini o paraocchi - è sempre stato visto con sospetto da chi aveva più da perdere (o da nascondere). In questo caso ci stiamo riferendo ai governi autoritari e ai politici poco avvezzi al concetto di libertà. Fin dalla nascita di Internet, i governi hanno preso provvedimenti per limitarne la libertà in vari modi. Alcuni Stati hanno addirittura ritorto Internet contro i suoi utenti, trasformando questa tecnologia che si supponeva emancipatrice in un mezzo di controllo.</p><p>Tim Berners-Lee, l&apos;inventore del World Wide Web, ha assistito con orrore allo stravolgimento della sua più grande creazione da parte delle stesse forze che avrebbe dovuto sconfiggere. Il fondatore ha affermato che Internet sta diventando sempre più limitato dai governi di tutto il mondo e nel 2014 ha chiesto una <em>"Magna Carta online"</em> per salvaguardare l&apos;idea di Internet come piattaforma <em>"aperta"</em> e <em>"neutrale"</em>.</p><p>Berners-Lee ritiene che i governi <em>"abbiano la responsabilità di proteggere i diritti e le libertà delle persone online"</em>. Eppure, nella maggior parte dei casi, i governi stanno soggiogando i loro cittadini ignorando questa responsabilità. Semmai, le restrizioni governative stanno diventando sempre più forti e questo spiega perché molti di noi hanno abbandonato totalmente l&apos;idea di una rete veramente libera.</p><h2 id="una-minaccia-crescente">Una minaccia crescente</h2><p>Nei tre decenni dell&apos;era di Internet, abbiamo visto scorci del suo reale potenziale emancipatorio, ma l&apos;ottimismo dei primi giorni è stato gradualmente eroso dalla censura statale e dall&apos;uso improprio dei mezzi di controllo. </p><p>All&apos;inizio del 2010, la <strong>Primavera araba</strong> è stata una breve prova del potere emancipatorio di Internet. Mentre i cittadini di tutto il mondo arabo scendevano in piazza per protestare contro l&apos;autoritarismo e la corruzione dei loro governi, molti guardavano ai <strong>social media come il principale mezzo che aveva reso possibili queste proteste</strong>. Da allora, però, l&apos;ottimismo sulla capacità di Internet di rendere il mondo più libero e più giusto è stato molto scarso. E a ragione, visto che nel frattempo Internet stesso è diventato sempre meno libero ed equo.</p><p>È facile, naturalmente, dare la colpa di questa tendenza a Stati ovviamente autoritari: La Russia, ad esempio, che impedisce ai suoi cittadini di venire a conoscenza dell&apos;invasione dell&apos;Ucraina, o la politica cinese di restrizioni a tappeto su Internet, nota come Great Firewall.</p><p>Tuttavia, <strong>la libertà di Internet è in declino anche in Europa</strong>. Freedom House ha rilevato che non c&apos;è stato nessun Paese europeo in cui Internet sia diventato più libero nell&apos;ultimo anno. Persino le democrazie liberali, tra cui il Regno Unito, bloccano abitualmente l&apos;accesso dei cittadini ai contenuti online per timore di interferenze straniere, disinformazione e sicurezza online.</p><p>Non a caso gli attivisti per la libertà di parola si sono espressi contro la legge sulla sicurezza online del Regno Unito, entrata in vigore a ottobre. Secondo i critici, il disegno di legge rappresenta una minaccia per i diritti umani, e l&apos;associazione benefica per la libertà di espressione Article 19 sostiene che la nuova legge <em>"mina la privacy, la libertà di espressione e la libertà di informazione online"</em>. Tra l&apos;altro, la legge potrebbe costringere aziende come WhatsApp a consegnare al governo i messaggi criptati. WhatsApp ha minacciato di lasciare il Regno Unito prima di porre fine alla sua politica di lunga data atta a proteggere i messaggi degli utenti con la crittografia end-to-end.</p><p>Sebbene una legislazione come il disegno di legge sulla sicurezza online sia spesso (o almeno apparentemente) guidata da preoccupazioni legittime - in questo caso, il benessere dei giovani e degli utenti vulnerabili di Internet - <strong>la limitazione delle libertà dei cittadini rispettosi della legge non può essere vista come una soluzione ai problemi sociali moderni</strong>. Sembra radicale dirlo, in quest&apos;epoca di tecno-pessimismo, ma gli utenti di Internet hanno bisogno di più libertà, non di meno.</p><h2 id="il-ritorno-della-rete-libera">Il ritorno della rete libera</h2><p>Nonostante l&apos;atmosfera di sventura che circonda Internet, è importante ricordare che non tutto è perduto.</p><p><strong>Molti attivisti, fondatori e cittadini credono ancora nel potere liberatorio di Internet</strong>.<strong> </strong>Ci sono ancora modi in cui possiamo tenere viva la fragile fiamma della libertà online e incoraggiarla a bruciare come volevano i fondatori di Internet.</p><p>Fortunatamente, esistono strumenti che i cittadini possono utilizzare per aggirare la censura statale. E tra noi c&apos;è chi vorrebbe usare questi strumenti per invertire la tendenza al declino della libertà di Internet.</p><p>I fornitori di <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> sono in prima linea nella battaglia per riportare Internet sulla retta via. I loro software consentono agli utenti di internet di riconquistare il proprio potere e di rivendicare l&apos;idea iniziale di un web libero e aperto.</p><p>Nella maggior parte dei paesi, le VPN sono completamente legali e consentono agli utenti di Internet di salvaguardare la propria privacy durante la navigazione e di accedere a contenuti online soggetti a restrizioni geografiche. <strong>Molti attivisti per la libertà di Internet considerano le VPN come il modo migliore per riscoprire la promessa di speranza di Internet e invertire una triste tendenza al declino della libertà.</strong></p><p>Come afferma il fondatore di Hide.me VPN Sebastian Schaub:</p><p><em>"Noi di hide.me siamo d&apos;accordo. Ma soprattutto, crediamo ancora nella promessa di Internet come mondo senza confini, mezzo di comunicazione senza attriti e accesso disinibito alle informazioni per tutti. E mentre l&apos;era di Internet entra nel suo quarto decennio, non è mai stato così vitale parlare a favore di questo spirito liberatorio."</em></p><p>Se riscopriamo la visione e l&apos;ottimismo del passato, siamo ancora in tempo per invertire la rotta e riportare Internet ai suoi albori, quando era uno strumento di libertà, non uno strumento di oppressione.</p><p><em>Questo articolo è stato prodotto nell&apos;ambito del canale Expert Insights di TechRadarPro, che presenta le menti migliori e più brillanti del settore tecnologico di oggi. Le opinioni espresse qui sono quelle dell&apos;autore e non sono necessariamente quelle di TechRadarPro o Future plc.</em></p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Internet è cambiato radicalmente nel giro di 30 anni e il concetto di libertà assoluta promosso inizialmente, oggi sembra più lontano che mai. ]]>
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                                <p>Chi ha più di 30 anni ricorderà bene come internet, al suo esordio, si sia presentato come un mondo libero, totalmente privo di vincoli o restrizioni. In 30 anni dall&apos;espansione del WWW le cose sono cambiate radicalmente e Sebastian Schaub, fondatore di Hide.me VPN ha detto la sua sull&apos;argomento portando alla luce una serie di criticità che fanno riflettere sullo stato attuale delle cose.</p><p>Sono quasi trent&apos;anni che viviamo nell&apos;era di Internet. La maggior parte della popolazione mondiale ha meno di trent&apos;anni, quindi per la media delle persone la rete che conosciamo oggi è l&apos;unica alternativa possibile. Ma per chi ricorda gli esordi di internet l&apos;evoluzione (o involuzione) della rete è abbastanza evidente. Non è cambiata solo la tecnologia e la velocità delle connessioni, ma anche il modo stesso di pensare a Internet è totalmente diverso da come era in origine. </p><p>Se i primi giorni di Internet erano definiti da un ottimismo senza limiti, quasi utopico, l&apos;Internet di oggi è molto più cinico e chiuso. Molti, dai politici agli utenti comuni, vedono insidie e pericoli in rete, più che un mezzo per diffondere liberamente informazioni, condividere conoscenza e perchè no, divertirsi senza troppi rischi.</p><p>Ogni anno, l&apos;organizzazione benefica Freedom House analizza lo stato della libertà di Internet a livello mondiale. Il report <strong>Freedom On The Net 2023</strong>, pubblicato il mese scorso, ha rilevato che <strong>le libertà di Internet nel mondo sono diminuite nel 2023</strong>, per il tredicesimo anno consecutivo.</p><p>Oggi il concetto di internet è ben lontano da quello iniziale fondato sulla libertà di espressione e di condivisione. Eppure questa era la visione originale dei fondatori di Internet. La domanda che si è posto Sebastian Schaub è: dov&apos;è finito il sogno ormai dimenticato di una rete  libera e accessibile a tutti?</p><h2 id="un-nuova-speranza">Un nuova speranza</h2><p>Se ci riuscite, tornate indietro con la mente agli albori dell&apos;era di Internet.</p><p>Sotto il bagliore al neon della prosperità di metà anni Novanta e i suoni di sfida dei ritmi hip-hop giaceva una grande speranza di cambiamento. L&apos;idea era che Internet ci avrebbe liberato dall&apos;oppressione: non solo avrebbe costruito ponti attraverso gli oceani, i continenti e le visioni del mondo, ma ci avrebbe dato le chiavi di un vasto archivio di informazioni, la più grande biblioteca del mondo, accessibile a tutti.</p><p>Forse la speranza più utopica per i primi tempi di Internet, a pochi decenni dagli orrori del fascismo europeo e della Seconda guerra mondiale, era che questo nuovo strumento sarebbe diventato uno scudo contro l&apos;autoritarismo. Almeno inizialmente, c&apos;era la convinzione che Internet potesse permettere ai cittadini comuni di aggirare la censura statale e di denunciare le crudeltà dei governi oppressori.</p><p>Alcuni ottimisti hanno persino osato sperare che Internet, nelle mani di una popolazione globale libera e informata, potesse significare la fine dell&apos;autoritarismo così come lo conosciamo. Come sappiamo, le cose non sono andate come sperato.</p><h2 id="l-apos-impero-colpisce-ancora">L&apos;impero colpisce ancora</h2><p>Trent&apos;anni dopo Internet è ancora qui, ma anche l&apos;autoritarismo.</p><p>Gli Stati autoritari hanno sempre cercato di controllare l&apos;informazione, per cui un Internet libero - senza confini o paraocchi - è sempre stato visto con sospetto da chi aveva più da perdere (o da nascondere). In questo caso ci stiamo riferendo ai governi autoritari e ai politici poco avvezzi al concetto di libertà. Fin dalla nascita di Internet, i governi hanno preso provvedimenti per limitarne la libertà in vari modi. Alcuni Stati hanno addirittura ritorto Internet contro i suoi utenti, trasformando questa tecnologia che si supponeva emancipatrice in un mezzo di controllo.</p><p>Tim Berners-Lee, l&apos;inventore del World Wide Web, ha assistito con orrore allo stravolgimento della sua più grande creazione da parte delle stesse forze che avrebbe dovuto sconfiggere. Il fondatore ha affermato che Internet sta diventando sempre più limitato dai governi di tutto il mondo e nel 2014 ha chiesto una <em>"Magna Carta online"</em> per salvaguardare l&apos;idea di Internet come piattaforma <em>"aperta"</em> e <em>"neutrale"</em>.</p><p>Berners-Lee ritiene che i governi <em>"abbiano la responsabilità di proteggere i diritti e le libertà delle persone online"</em>. Eppure, nella maggior parte dei casi, i governi stanno soggiogando i loro cittadini ignorando questa responsabilità. Semmai, le restrizioni governative stanno diventando sempre più forti e questo spiega perché molti di noi hanno abbandonato totalmente l&apos;idea di una rete veramente libera.</p><h2 id="una-minaccia-crescente">Una minaccia crescente</h2><p>Nei tre decenni dell&apos;era di Internet, abbiamo visto scorci del suo reale potenziale emancipatorio, ma l&apos;ottimismo dei primi giorni è stato gradualmente eroso dalla censura statale e dall&apos;uso improprio dei mezzi di controllo. </p><p>All&apos;inizio del 2010, la <strong>Primavera araba</strong> è stata una breve prova del potere emancipatorio di Internet. Mentre i cittadini di tutto il mondo arabo scendevano in piazza per protestare contro l&apos;autoritarismo e la corruzione dei loro governi, molti guardavano ai <strong>social media come il principale mezzo che aveva reso possibili queste proteste</strong>. Da allora, però, l&apos;ottimismo sulla capacità di Internet di rendere il mondo più libero e più giusto è stato molto scarso. E a ragione, visto che nel frattempo Internet stesso è diventato sempre meno libero ed equo.</p><p>È facile, naturalmente, dare la colpa di questa tendenza a Stati ovviamente autoritari: La Russia, ad esempio, che impedisce ai suoi cittadini di venire a conoscenza dell&apos;invasione dell&apos;Ucraina, o la politica cinese di restrizioni a tappeto su Internet, nota come Great Firewall.</p><p>Tuttavia, <strong>la libertà di Internet è in declino anche in Europa</strong>. Freedom House ha rilevato che non c&apos;è stato nessun Paese europeo in cui Internet sia diventato più libero nell&apos;ultimo anno. Persino le democrazie liberali, tra cui il Regno Unito, bloccano abitualmente l&apos;accesso dei cittadini ai contenuti online per timore di interferenze straniere, disinformazione e sicurezza online.</p><p>Non a caso gli attivisti per la libertà di parola si sono espressi contro la legge sulla sicurezza online del Regno Unito, entrata in vigore a ottobre. Secondo i critici, il disegno di legge rappresenta una minaccia per i diritti umani, e l&apos;associazione benefica per la libertà di espressione Article 19 sostiene che la nuova legge <em>"mina la privacy, la libertà di espressione e la libertà di informazione online"</em>. Tra l&apos;altro, la legge potrebbe costringere aziende come WhatsApp a consegnare al governo i messaggi criptati. WhatsApp ha minacciato di lasciare il Regno Unito prima di porre fine alla sua politica di lunga data atta a proteggere i messaggi degli utenti con la crittografia end-to-end.</p><p>Sebbene una legislazione come il disegno di legge sulla sicurezza online sia spesso (o almeno apparentemente) guidata da preoccupazioni legittime - in questo caso, il benessere dei giovani e degli utenti vulnerabili di Internet - <strong>la limitazione delle libertà dei cittadini rispettosi della legge non può essere vista come una soluzione ai problemi sociali moderni</strong>. Sembra radicale dirlo, in quest&apos;epoca di tecno-pessimismo, ma gli utenti di Internet hanno bisogno di più libertà, non di meno.</p><h2 id="il-ritorno-della-rete-libera">Il ritorno della rete libera</h2><p>Nonostante l&apos;atmosfera di sventura che circonda Internet, è importante ricordare che non tutto è perduto.</p><p><strong>Molti attivisti, fondatori e cittadini credono ancora nel potere liberatorio di Internet</strong>.<strong> </strong>Ci sono ancora modi in cui possiamo tenere viva la fragile fiamma della libertà online e incoraggiarla a bruciare come volevano i fondatori di Internet.</p><p>Fortunatamente, esistono strumenti che i cittadini possono utilizzare per aggirare la censura statale. E tra noi c&apos;è chi vorrebbe usare questi strumenti per invertire la tendenza al declino della libertà di Internet.</p><p>I fornitori di <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> sono in prima linea nella battaglia per riportare Internet sulla retta via. I loro software consentono agli utenti di internet di riconquistare il proprio potere e di rivendicare l&apos;idea iniziale di un web libero e aperto.</p><p>Nella maggior parte dei paesi, le VPN sono completamente legali e consentono agli utenti di Internet di salvaguardare la propria privacy durante la navigazione e di accedere a contenuti online soggetti a restrizioni geografiche. <strong>Molti attivisti per la libertà di Internet considerano le VPN come il modo migliore per riscoprire la promessa di speranza di Internet e invertire una triste tendenza al declino della libertà.</strong></p><p>Come afferma il fondatore di Hide.me VPN Sebastian Schaub:</p><p><em>"Noi di hide.me siamo d&apos;accordo. Ma soprattutto, crediamo ancora nella promessa di Internet come mondo senza confini, mezzo di comunicazione senza attriti e accesso disinibito alle informazioni per tutti. E mentre l&apos;era di Internet entra nel suo quarto decennio, non è mai stato così vitale parlare a favore di questo spirito liberatorio."</em></p><p>Se riscopriamo la visione e l&apos;ottimismo del passato, siamo ancora in tempo per invertire la rotta e riportare Internet ai suoi albori, quando era uno strumento di libertà, non uno strumento di oppressione.</p><p><em>Questo articolo è stato prodotto nell&apos;ambito del canale Expert Insights di TechRadarPro, che presenta le menti migliori e più brillanti del settore tecnologico di oggi. Le opinioni espresse qui sono quelle dell&apos;autore e non sono necessariamente quelle di TechRadarPro o Future plc.</em></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram e Facebook diventano a pagamento in Europa: ecco perchè ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Meta ha avuto problemi con il mercato europeo per le sue due principali applicazioni, Facebook e Instagram, a causa delle severe norme sulla privacy. Nel maggio 2023, infatti, il gigante tecnologico è stato colpito da una multa record di 1,3 miliardi di dollari per la cattiva gestione dei dati degli utenti europei e da allora Meta ha cercato di evitare di scontrarsi direttamente con le autorità di regolamentazione.</p><p>Ma in un nuovo report esclusivo del <a href="https://www.wsj.com/tech/meta-floats-charging-14-a-month-for-ad-free-instagram-or-facebook-5dbaf4d5" target="_blank">Wall Street Journal</a>, Meta sembra aver trovato una soluzione ai suoi problemi di regolamentazione, sollevati per la prima volta a settembre: offrire agli utenti europei un abbonamento senza pubblicità, che consenta loro di scegliere che i propri dati non vengano raccolti. </p><p>Secondo il piano, Meta dovrebbe far pagare 10 euro al mese per gli utenti desktop di Facebook e Instagram e 6 euro per ogni account aggiuntivo collegato. Il prezzo salirebbe a 13 euro al mese per gli utenti di dispositivi mobili, a causa delle commissioni applicate dagli app store di Apple e Google. E coloro che non possono o non vogliono pagare? È molto probabile che si "oppongano" agli annunci pubblicitari e al tracciamento del loro utilizzo dei social media da parte del gigante tecnologico.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4499px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK" name="shutterstock_2193689351.jpg" alt="Phone screen closeup showing the download page for the Facebook app in the app store." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4499" height="2531" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock, Meta)</span></figcaption></figure><p>TechRadar ha contattato Meta per un commento al fine di chiarire l&apos;accordo riferito e confermare che gli utenti dovranno pagare per avere un&apos;utenza gratuita. Il portavoce Matt Pollard ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Meta crede nel valore dei servizi gratuiti supportati da annunci pubblicitari personalizzati. Tuttavia, continuiamo a esplorare le opzioni per garantire la conformità ai requisiti normativi in evoluzione. Al momento non abbiamo altro da condividere".</p><p>La dichiarazione, pur non confermando né smentendo la notizia riportata dal WSJ, fa riferimento alla recente sentenza della Corte di giustizia dell&apos;UE, secondo cui agli utenti non dovrebbe essere negato l&apos;uso di un servizio se non acconsentono al trattamento dei dati. Ma "agli utenti deve essere offerta, se necessario dietro pagamento di una tariffa adeguata, un&apos;alternativa equivalente non accompagnata da tali operazioni di trattamento dei dati". Ciò lascia intendere che Meta sia interessata a far pagare l&apos;opzione.</p><p>Altre prove che puntano in questa direzione provengono da un precedente post del blog di Meta sull&apos;intenzione di passare al consenso per il tracciamento degli annunci nell&apos;UE. Tuttavia, a questo post seguiva questa dichiarazione: "Una volta attuato questo cambiamento, gli inserzionisti saranno ancora in grado di eseguire campagne pubblicitarie personalizzate per raggiungere potenziali clienti e far crescere le loro attività".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/instagram-e-facebook-diventano-a-pagamento-in-europa-ecco-perche</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un piano a pagamento potrebbe essere l'unico modo in cui gli utenti europei possono proteggere i propri dati da Meta. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Meta ha avuto problemi con il mercato europeo per le sue due principali applicazioni, Facebook e Instagram, a causa delle severe norme sulla privacy. Nel maggio 2023, infatti, il gigante tecnologico è stato colpito da una multa record di 1,3 miliardi di dollari per la cattiva gestione dei dati degli utenti europei e da allora Meta ha cercato di evitare di scontrarsi direttamente con le autorità di regolamentazione.</p><p>Ma in un nuovo report esclusivo del <a href="https://www.wsj.com/tech/meta-floats-charging-14-a-month-for-ad-free-instagram-or-facebook-5dbaf4d5" target="_blank">Wall Street Journal</a>, Meta sembra aver trovato una soluzione ai suoi problemi di regolamentazione, sollevati per la prima volta a settembre: offrire agli utenti europei un abbonamento senza pubblicità, che consenta loro di scegliere che i propri dati non vengano raccolti. </p><p>Secondo il piano, Meta dovrebbe far pagare 10 euro al mese per gli utenti desktop di Facebook e Instagram e 6 euro per ogni account aggiuntivo collegato. Il prezzo salirebbe a 13 euro al mese per gli utenti di dispositivi mobili, a causa delle commissioni applicate dagli app store di Apple e Google. E coloro che non possono o non vogliono pagare? È molto probabile che si "oppongano" agli annunci pubblicitari e al tracciamento del loro utilizzo dei social media da parte del gigante tecnologico.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4499px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK" name="shutterstock_2193689351.jpg" alt="Phone screen closeup showing the download page for the Facebook app in the app store." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4499" height="2531" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock, Meta)</span></figcaption></figure><p>TechRadar ha contattato Meta per un commento al fine di chiarire l&apos;accordo riferito e confermare che gli utenti dovranno pagare per avere un&apos;utenza gratuita. Il portavoce Matt Pollard ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Meta crede nel valore dei servizi gratuiti supportati da annunci pubblicitari personalizzati. Tuttavia, continuiamo a esplorare le opzioni per garantire la conformità ai requisiti normativi in evoluzione. Al momento non abbiamo altro da condividere".</p><p>La dichiarazione, pur non confermando né smentendo la notizia riportata dal WSJ, fa riferimento alla recente sentenza della Corte di giustizia dell&apos;UE, secondo cui agli utenti non dovrebbe essere negato l&apos;uso di un servizio se non acconsentono al trattamento dei dati. Ma "agli utenti deve essere offerta, se necessario dietro pagamento di una tariffa adeguata, un&apos;alternativa equivalente non accompagnata da tali operazioni di trattamento dei dati". Ciò lascia intendere che Meta sia interessata a far pagare l&apos;opzione.</p><p>Altre prove che puntano in questa direzione provengono da un precedente post del blog di Meta sull&apos;intenzione di passare al consenso per il tracciamento degli annunci nell&apos;UE. Tuttavia, a questo post seguiva questa dichiarazione: "Una volta attuato questo cambiamento, gli inserzionisti saranno ancora in grado di eseguire campagne pubblicitarie personalizzate per raggiungere potenziali clienti e far crescere le loro attività".</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Reddit introduce le pubblicità mirate e rimuove gli Ads opzionali ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un post pubblicato sul profilo ufficiale del responsabile della privacy di Reddit ha illustrato i prossimi piani del sito di social media rispetto al modo in cui gli inserzionisti possono tracciare l&apos;attività degli utenti.</p><p>In breve, <a href="https://www.reddit.com/r/reddit/comments/16tqihd/settings_updateschanges_to_ad_personalization/?rdt=50190" target="_blank"><u>gli utenti Reddit non saranno più in grado di scegliere</u></a> il tracciamento in base alla attività sul sito. Infatti, confrontando le schermate "prima" e "dopo" mostrate nel post, possiamo notare che la maggior parte delle impostazioni sulla privacy non sono più disponibili. Tra queste: <em>"Personalizza Reddit in base ai link in uscita su cui fai clic"</em>, <em>"in base alla tua attività su Reddit e alle informazioni sul tuo account"</em>, <em>"in base alla tua posizione"</em> e <em>"annunci/raccomandazioni in base alla tua attività con i nostri partner"</em>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kRKdktnFs7MRp2KHmoMRd7-1920-80.jpg" alt="Reddit privacy settings menu" /><figcaption><small role="credit">Reddit</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xMWGW3G5qSrCWqBSvbd3X7-1920-80.jpg" alt="Reddit privacy settings menu" /><figcaption><small role="credit">Reddit</small></figcaption></figure></figure><p>Rimane disponibile l&apos;opzione: "annunci personalizzati su Reddit basati su informazioni e attività dei nostri partner" nella maggior parte delle regioni, con un&apos;opzione aggiuntiva che consente di disattivare "la tua attività su Reddit" in alcune aree che non sono state specificate nel post. Molto probabilmente si tratta di Paesi europei protetti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che impone a Reddit di offrire impostazioni sulla privacy che proteggano i dati degli utenti.</p><p>Reddit ha anche dichiarato che sta per introdurre una serie di controlli per limitare alcune categorie di pubblicità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9AMJZwTP5zHySFwWLUEEiP" name="Reddit privacy.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9AMJZwTP5zHySFwWLUEEiP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Reddit)</span></figcaption></figure><p>Le attuali categorie che si trovano nella sezione Sicurezza e privacy delle Impostazioni utente sono: <em>alcol, appuntamenti, gioco d&apos;azzardo, gravidanza e genitorialità e perdita di peso</em>. La religione, invece, è assente dall&apos;elenco delle categorie escludibili.</p><h2 id="reddit-punta-a-monetizzare-come-tutti">Reddit punta a monetizzare, come tutti</h2><p>Da mesi l&apos;amministratore delegato di Reddit, Steve Huffman, sta cercando di aumentare le entrate del sito - entrate che già riceveva dal lavoro non retribuito degli utenti - attraverso un numero crescente di mosse "anti-utente". La più notevole è stata quella di eliminare dal sito i servizi API di terze parti per poter vendere le proprie opzioni di prima parte, mossa che ha provocato proteste durate settimane (fino a quando l&apos;amministratore delegato non ha riaperto con la forza i subreddit oscurati).<br><br>Ora Reddit ha deciso che gli utenti non devono avere il diritto di controllare come vengono utilizzati i dati raccolti, sostituendo gran parte delle opzioni con un&apos;unica voce estremamente vaga che potrebbe riguardare tutto e niente. Probabilmente, se non il GDPR non fosse esistito, il sito non avrebbe nemmeno offerto l&apos;opzione aggiuntiva <em>"in luoghi selezionati"</em>. </p><p>Un altro problema è che le categorie di annunci sensibili limitano solo il numero di annunci visualizzati e non consentono la loro completa rimozione. Si noti inoltre che la religione non rientra in queste categorie (speriamo si tratti di una svista). Ma se dovessimo essere un po&apos; più cinici, è molto probabile che ciò sia dovuto al fatto che gli annunci religiosi sono una fonte di guadagno importante e quindi Reddit non ha alcuna motivazione per limitarli.<br><br>Anno dopo anno la centralizzazione e la capitalizzazione di Internet continuano ad avanzare inesorabilmente.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/reddit-introduce-le-pubblicita-mirate-e-rimuove-gli-ads-opzionali</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Reddit intende rimuovere le opzioni degli utenti per controllare l'utilizzo dei dati raccolti da parte degli inserzionisti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Future]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[A phone screen showing a sad version of the Reddit logo]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[A phone screen showing a sad version of the Reddit logo]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[A phone screen showing a sad version of the Reddit logo]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Un post pubblicato sul profilo ufficiale del responsabile della privacy di Reddit ha illustrato i prossimi piani del sito di social media rispetto al modo in cui gli inserzionisti possono tracciare l&apos;attività degli utenti.</p><p>In breve, <a href="https://www.reddit.com/r/reddit/comments/16tqihd/settings_updateschanges_to_ad_personalization/?rdt=50190" target="_blank"><u>gli utenti Reddit non saranno più in grado di scegliere</u></a> il tracciamento in base alla attività sul sito. Infatti, confrontando le schermate "prima" e "dopo" mostrate nel post, possiamo notare che la maggior parte delle impostazioni sulla privacy non sono più disponibili. Tra queste: <em>"Personalizza Reddit in base ai link in uscita su cui fai clic"</em>, <em>"in base alla tua attività su Reddit e alle informazioni sul tuo account"</em>, <em>"in base alla tua posizione"</em> e <em>"annunci/raccomandazioni in base alla tua attività con i nostri partner"</em>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kRKdktnFs7MRp2KHmoMRd7-1920-80.jpg" alt="Reddit privacy settings menu" /><figcaption><small role="credit">Reddit</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xMWGW3G5qSrCWqBSvbd3X7-1920-80.jpg" alt="Reddit privacy settings menu" /><figcaption><small role="credit">Reddit</small></figcaption></figure></figure><p>Rimane disponibile l&apos;opzione: "annunci personalizzati su Reddit basati su informazioni e attività dei nostri partner" nella maggior parte delle regioni, con un&apos;opzione aggiuntiva che consente di disattivare "la tua attività su Reddit" in alcune aree che non sono state specificate nel post. Molto probabilmente si tratta di Paesi europei protetti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che impone a Reddit di offrire impostazioni sulla privacy che proteggano i dati degli utenti.</p><p>Reddit ha anche dichiarato che sta per introdurre una serie di controlli per limitare alcune categorie di pubblicità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9AMJZwTP5zHySFwWLUEEiP" name="Reddit privacy.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9AMJZwTP5zHySFwWLUEEiP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Reddit)</span></figcaption></figure><p>Le attuali categorie che si trovano nella sezione Sicurezza e privacy delle Impostazioni utente sono: <em>alcol, appuntamenti, gioco d&apos;azzardo, gravidanza e genitorialità e perdita di peso</em>. La religione, invece, è assente dall&apos;elenco delle categorie escludibili.</p><h2 id="reddit-punta-a-monetizzare-come-tutti">Reddit punta a monetizzare, come tutti</h2><p>Da mesi l&apos;amministratore delegato di Reddit, Steve Huffman, sta cercando di aumentare le entrate del sito - entrate che già riceveva dal lavoro non retribuito degli utenti - attraverso un numero crescente di mosse "anti-utente". La più notevole è stata quella di eliminare dal sito i servizi API di terze parti per poter vendere le proprie opzioni di prima parte, mossa che ha provocato proteste durate settimane (fino a quando l&apos;amministratore delegato non ha riaperto con la forza i subreddit oscurati).<br><br>Ora Reddit ha deciso che gli utenti non devono avere il diritto di controllare come vengono utilizzati i dati raccolti, sostituendo gran parte delle opzioni con un&apos;unica voce estremamente vaga che potrebbe riguardare tutto e niente. Probabilmente, se non il GDPR non fosse esistito, il sito non avrebbe nemmeno offerto l&apos;opzione aggiuntiva <em>"in luoghi selezionati"</em>. </p><p>Un altro problema è che le categorie di annunci sensibili limitano solo il numero di annunci visualizzati e non consentono la loro completa rimozione. Si noti inoltre che la religione non rientra in queste categorie (speriamo si tratti di una svista). Ma se dovessimo essere un po&apos; più cinici, è molto probabile che ciò sia dovuto al fatto che gli annunci religiosi sono una fonte di guadagno importante e quindi Reddit non ha alcuna motivazione per limitarli.<br><br>Anno dopo anno la centralizzazione e la capitalizzazione di Internet continuano ad avanzare inesorabilmente.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp, finalmente arrivano le foto in HD ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>WhatsApp, una delle applicazioni di messaggistica più popolari al mondo, ha annunciato l&apos;introduzione della possibilità di inviare foto in HD. E, secondo Meta, anche i video riceveranno lo stesso trattamento più avanti.</p><p>Secondo l&apos;annuncio diffuso <a href="https://www.facebook.com/zuck?ref=embed_video" target="_blank">attraverso il canale di trasmissione del CEO di Meta</a>, Mark Zuckerberg, su Instagram, "La condivisione di foto su WhatsApp ha appena ricevuto un aggiornamento. Ora puoi inviarle in HD". La nuova funzione sarà introdotta in tutto il mondo nelle prossime settimane, con la possibilità di inviare foto in HD su Android, iOS o sulla versione desktop. I destinatari sapranno che si tratta di risoluzione HD grazie all&apos;icona evidenziata nella parte superiore dello schermo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kvGECpta4CFJ5Mdn96gCJc" name="techradar deals_final_template.jpg" alt="screenshots of hd photos for whatsapp" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kvGECpta4CFJ5Mdn96gCJc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WABetaInfo)</span></figcaption></figure><p>Le foto scattate da WABetaInfo (visibili qui sopra) quando questa funzione era ancora in fase beta mostrano come apparirà la formattazione dopo il lancio ufficiale. Toccando l&apos;icona HD, appariranno due opzioni di risoluzione: qualità standard (1600 x 1052) e qualità HD (4096 x 2692). Le immagini HD continueranno ad avere la crittografia end-to-end per cui WhatsApp è noto.</p><p>I destinatari possono scegliere se mantenere la qualità standard o passare alla qualità HD, il che sarà un sollievo per chi dispone di una connessione più lenta. Per coloro che sono preoccupati per i problemi di spazio di archiviazione che potrebbero derivare dall&apos;invio di un numero eccessivo di foto in HD, la qualità standard rimarrà quella predefinita per i mittenti.</p><h2 id="un-po-apos-in-ritardo">Un po&apos; in ritardo</h2><p>È sorprendente che, con tutti i cambiamenti e gli aggiornamenti della qualità di WhatsApp nel corso degli anni, l&apos;opzione di inviare foto ed eventualmente video in HD sia arrivata agli utenti solo ora. L&apos;invio di foto di alta qualità sembra essere un&apos;opzione non scontata in termini di miglioramenti, ma è meglio tardi che mai.</p><p>E non è nemmeno la prima volta che un&apos;azienda trascura una funzione così ovvia e spesso richiesta. Già nell&apos;aprile del 2023, Discord aveva annunciato che avrebbe aumentato il limite di upload da 8MB a 25MB, in risposta al fatto che le immagini e le dimensioni dei file erano diventate più grandi nel tempo.</p><p>Inoltre, a differenza di molte altre applicazioni, WhatsApp è un servizio completamente gratuito e non prevede alcun pagamento per la fruizione completa delle sue funzioni.</p><p>Ci auguriamo quindi di vedere un numero maggiore di aggiornamenti di questo tipo ai contenuti inviati, per mantenere WhatsApp al passo con i tempi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/whatsapp-finalmente-arrivano-le-foto-in-hd</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo Meta, WhatsApp offrirà presto agli utenti la possibilità di inviare e ricevere foto in HD, e successivamente anche video. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Pexels / Torsten Dettlaff]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[WhatsApp on iPhone]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[WhatsApp on iPhone]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[WhatsApp on iPhone]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
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                                <p>WhatsApp, una delle applicazioni di messaggistica più popolari al mondo, ha annunciato l&apos;introduzione della possibilità di inviare foto in HD. E, secondo Meta, anche i video riceveranno lo stesso trattamento più avanti.</p><p>Secondo l&apos;annuncio diffuso <a href="https://www.facebook.com/zuck?ref=embed_video" target="_blank">attraverso il canale di trasmissione del CEO di Meta</a>, Mark Zuckerberg, su Instagram, "La condivisione di foto su WhatsApp ha appena ricevuto un aggiornamento. Ora puoi inviarle in HD". La nuova funzione sarà introdotta in tutto il mondo nelle prossime settimane, con la possibilità di inviare foto in HD su Android, iOS o sulla versione desktop. I destinatari sapranno che si tratta di risoluzione HD grazie all&apos;icona evidenziata nella parte superiore dello schermo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kvGECpta4CFJ5Mdn96gCJc" name="techradar deals_final_template.jpg" alt="screenshots of hd photos for whatsapp" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kvGECpta4CFJ5Mdn96gCJc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WABetaInfo)</span></figcaption></figure><p>Le foto scattate da WABetaInfo (visibili qui sopra) quando questa funzione era ancora in fase beta mostrano come apparirà la formattazione dopo il lancio ufficiale. Toccando l&apos;icona HD, appariranno due opzioni di risoluzione: qualità standard (1600 x 1052) e qualità HD (4096 x 2692). Le immagini HD continueranno ad avere la crittografia end-to-end per cui WhatsApp è noto.</p><p>I destinatari possono scegliere se mantenere la qualità standard o passare alla qualità HD, il che sarà un sollievo per chi dispone di una connessione più lenta. Per coloro che sono preoccupati per i problemi di spazio di archiviazione che potrebbero derivare dall&apos;invio di un numero eccessivo di foto in HD, la qualità standard rimarrà quella predefinita per i mittenti.</p><h2 id="un-po-apos-in-ritardo">Un po&apos; in ritardo</h2><p>È sorprendente che, con tutti i cambiamenti e gli aggiornamenti della qualità di WhatsApp nel corso degli anni, l&apos;opzione di inviare foto ed eventualmente video in HD sia arrivata agli utenti solo ora. L&apos;invio di foto di alta qualità sembra essere un&apos;opzione non scontata in termini di miglioramenti, ma è meglio tardi che mai.</p><p>E non è nemmeno la prima volta che un&apos;azienda trascura una funzione così ovvia e spesso richiesta. Già nell&apos;aprile del 2023, Discord aveva annunciato che avrebbe aumentato il limite di upload da 8MB a 25MB, in risposta al fatto che le immagini e le dimensioni dei file erano diventate più grandi nel tempo.</p><p>Inoltre, a differenza di molte altre applicazioni, WhatsApp è un servizio completamente gratuito e non prevede alcun pagamento per la fruizione completa delle sue funzioni.</p><p>Ci auguriamo quindi di vedere un numero maggiore di aggiornamenti di questo tipo ai contenuti inviati, per mantenere WhatsApp al passo con i tempi.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Twitter cambia faccia e dice addio all'uccellino blu: si chiamerà X ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Twitter sta per subire un restyling totale che va dal logo al nome della piattaforma che, a breve, cambierà nome in <em>X</em>, lettera dell&apos;alfabeto latino che diventerà anche il simbolo del "nuovo" social.</p><p>Dopo aver speso 44 miliardi di dollari per l&apos;acquisizione di Twitter, Elon Musk ha da subito fatto capire che intendeva trasformare la piattaforma social a suo piacimento con interventi radicali operati fin dalle prime settimane di attività, anche se non pensavamo arrivasse a un rebranding totale.</p><p>Per coloro che non conoscono la storia dell&apos;azienda di Elon Musk, <em>X</em> era la sua banca online che ha preceduto PayPal, o meglio <strong>X.com</strong>, dominio tutt&apos;ora di proprietà di Elon Musk che attualmente reindirizza a Twitter.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/lindayacc/status/1683357189589663744"><p lang="en" dir="ltr">Lights. Camera. X! pic.twitter.com/K9Ou47Qb4R<a href="https://twitter.com/lindayacc/status/1683357189589663744">July 24, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Sembra che Elon Musk e l&apos;amministratore delegato di Twitter, Linda Yaccarino, abbiano grandi progetti per <em>X</em>:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/lindayacc/status/1683213798386147329"><p lang="en" dir="ltr">It’s an exceptionally rare thing – in life or in business – that you get a second chance to make another big impression. Twitter made one massive impression and changed the way we communicate. Now, X will go further, transforming the global town square.<a href="https://twitter.com/lindayacc/status/1683213798386147329">July 23, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Stando alle parole del CEO Linda Yaccarino la ventata di rinnovamento non si limiterà al simbolo e al nome, ma interesserà molti aspetti strutturali della piattaforma social:</p><p>In un post su Twitter, Yaccarino afferma che <em>"X è lo stato futuro dell&apos;interattività illimitata - incentrata su audio, video, messaggistica, pagamenti/bancari - che crea un mercato globale per idee, beni, servizi e opportunità. Alimentato dall&apos;intelligenza artificiale, X ci connetterà tutti in modi che stiamo appena iniziando a immaginare".</em></p><p>Non ci è dato sapere cosa comporteranno queste novità per gli utenti Twitter ma lo scopriremo di certo nei prossimi giorni.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/twitter-cambia-faccia-e-dice-addio-alluccellino-blu-si-chiamera-x</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo le parole di Elon Musk il social sta per subire un restyling totale: si chiamerà X. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">F57ZRnVN8AKo5xhpEPgZe7</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Twitter&#039;s new X logo next to its blue bird logo on a black background]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Twitter sta per subire un restyling totale che va dal logo al nome della piattaforma che, a breve, cambierà nome in <em>X</em>, lettera dell&apos;alfabeto latino che diventerà anche il simbolo del "nuovo" social.</p><p>Dopo aver speso 44 miliardi di dollari per l&apos;acquisizione di Twitter, Elon Musk ha da subito fatto capire che intendeva trasformare la piattaforma social a suo piacimento con interventi radicali operati fin dalle prime settimane di attività, anche se non pensavamo arrivasse a un rebranding totale.</p><p>Per coloro che non conoscono la storia dell&apos;azienda di Elon Musk, <em>X</em> era la sua banca online che ha preceduto PayPal, o meglio <strong>X.com</strong>, dominio tutt&apos;ora di proprietà di Elon Musk che attualmente reindirizza a Twitter.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/lindayacc/status/1683357189589663744"><p lang="en" dir="ltr">Lights. Camera. X! pic.twitter.com/K9Ou47Qb4R<a href="https://twitter.com/lindayacc/status/1683357189589663744">July 24, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Sembra che Elon Musk e l&apos;amministratore delegato di Twitter, Linda Yaccarino, abbiano grandi progetti per <em>X</em>:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/lindayacc/status/1683213798386147329"><p lang="en" dir="ltr">It’s an exceptionally rare thing – in life or in business – that you get a second chance to make another big impression. Twitter made one massive impression and changed the way we communicate. Now, X will go further, transforming the global town square.<a href="https://twitter.com/lindayacc/status/1683213798386147329">July 23, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Stando alle parole del CEO Linda Yaccarino la ventata di rinnovamento non si limiterà al simbolo e al nome, ma interesserà molti aspetti strutturali della piattaforma social:</p><p>In un post su Twitter, Yaccarino afferma che <em>"X è lo stato futuro dell&apos;interattività illimitata - incentrata su audio, video, messaggistica, pagamenti/bancari - che crea un mercato globale per idee, beni, servizi e opportunità. Alimentato dall&apos;intelligenza artificiale, X ci connetterà tutti in modi che stiamo appena iniziando a immaginare".</em></p><p>Non ci è dato sapere cosa comporteranno queste novità per gli utenti Twitter ma lo scopriremo di certo nei prossimi giorni.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Social media a rischio censura in Europa, l'appello di Macron: istigano all'odio ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Auto in fiamme, vetrine distrutte e violenti scontri tra polizia e manifestanti. Queste le immagini dei disordini durati 8 giorni in Francia, dopo che il 27 giugno un agente ha ucciso il diciassettenne Nahel Merzouk, ragazzo di origine nordafricana, durante un controllo stradale.</p><p>L&apos;età media delle oltre 3.300 persone arrestate nel corso di quella settimana è di 17 anni; tra gli arresti risultano anche alcuni ragazzi di appena 12 anni. Nel pieno delle proteste, il presidente francese Emmanuel Macron ha incolpato le piattaforme social come Snapchat o TikTok, e persino i videogiochi, di incitare alla violenza tra i giovani, minacciando di prendere provvedimenti a riguardo.</p><p>I politici francesi di entrambi gli schieramenti hanno accusato Macron di fare eco a leader autoritari come quelli di Iran, Cina e Russia, dove i cittadini devono rivolgersi ai servizi <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> per accedere alle app bloccate. Tuttavia, il commissario europeo Thierry Breton sostiene l&apos;appello al dibattito di Macron. Secondo il commissario, se le piattaforme non riuscissero a cancellare rapidamente i contenuti che istigano all&apos;odio durante le rivolte, in base alla nuova legge sui servizi digitali si potrebbe ricorrere alla censura.</p><h2 id="dsa-eu-digital-service-act">(DSA) EU Digital Service Act</h2><p><em>"I social media non hanno fatto abbastanza"</em>, ha detto Breton durante un&apos;intervista a France Info. "<em>Se non agiscono immediatamente, allora sì, a quel punto saremo in grado non solo di imporre una multa, ma anche di vietare il funzionamento [delle piattaforme] sul nostro territorio"</em>.</p><p>Analogamente a quanto sta cercando di fare il Regno Unito con l&apos;<strong>Online Safety Bill</strong>, il <strong>Digital Service Act (DSA)</strong> cerca di combattere i pericoli online, dai contenuti che istigano all&apos;odio alle frodi ai danni dei consumatori. I promotori del DSA affermano che il suo obiettivo principale è quello di proteggere i bambini e i valori democratici e che il mancato rispetto delle nuove norme potrebbe comportare <strong>multe fino al 6% del fatturato globale di un&apos;azienda</strong>.</p><div><blockquote><p>Casi come la situazione francese fanno sorgere serie preoccupazioni per alcune disposizioni</p><p>Sebastian Becker Castellaro, EDRi</p></blockquote></div><p>Entrata in vigore il 25 agosto, la <strong>DSA</strong> introduce alcune importanti norme per i servizi digitali, tra cui una <strong>maggiore trasparenza e responsabilità sugli algoritmi</strong> e sulle <strong>pratiche di moderazione</strong> dei contenuti utilizzate, il divieto di design ingannevole e pone particolare attenzione sul monitoraggio delle piattaforme più grandi. Quest&apos;ultimo include l&apos;obbligo di cancellare immediatamente i contenuti che incitano all&apos;odio quando richiesto.</p><p>Sebastian Becker Castellaro, Policy Advisor del gruppo europeo di difesa dei diritti digitali EDRi, ha dichiarato a TechRadar: <em>"Le piattaforme online hanno il dovere di implementare il DSA e i suoi termini e condizioni nel rispetto della libertà di espressione". </em></p><p>Castellaro ha aggiunto: <em>"È problematico che la massima autorità responsabile dell&apos;attuazione delle DSA dichiari quali sono i contenuti odiosi. In base agli standard europei sui diritti fondamentali, &apos;invito alla rivolta&apos; e persino &apos;invito a bruciare auto&apos; non sono contenuti odiosi e quindi non sono illegali".</em></p><p>Proprio la vaghezza e l&apos;ambiguità di alcune disposizioni della DSA preoccupano da tempo gli attivisti per i diritti digitali, che ora chiedono alle autorità di regolamentazione di impegnarsi meglio con questi gruppi per ridurre i rischi.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/EPirkova/status/1676976267881594880"><p lang="en" dir="ltr">The #DSA Human Rights Alliance issued its latest statement, demanding from @EU_Commission to formalize and include global civil society voices when enforcing its content moderation rule book 💪🏻 https://t.co/refjeXxABu<a href="https://twitter.com/EPirkova/status/1676976267881594880">July 6, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Secondo Eliška Pírková, Europe Policy Analyst e Global Freedom of Expression Lead di Access Now, la DSA mira a proteggere, piuttosto che ostacolare i diritti fondamentali dei cittadini dell&apos;UE.</p><p><em>"Il Digital Services Act non contiene alcuna disposizione che richieda una misura così estrema. I messaggi politici che suggeriscono che la legge giustifichi la chiusura di Internet o il blocco arbitrario delle piattaforme online sono fuorvianti", </em>ha dichiarato.</p><p>Come ogni legge che tenta di regolamentare Internet, la DSA è tutt&apos;altro che perfetta. Entrambi gli esperti hanno dichiarato a TechRadar di essere particolarmente preoccupati per l&apos;approccio della legge alle entità incaricate di rilevare e identificare i contenuti illegali online, in quanto consente alle agenzie governative e alle forze dell&apos;ordine di detenere lo status di segnalatori affidabili.<br><br>Secondo Pírková, questo potrebbe <em>"aprire le porte a potenziali avvisi, azioni e abusi dei diritti umani", </em>soprattutto tra gli Stati membri dell&apos;UE con uno Stato di diritto già indebolito. </p><p><em>"Casi come quello francese ci fanno preoccupare per alcune disposizioni", </em>ha detto ancora Becker Castellaro, citando l&apos;enigma dei "segnalatori di fiducia".<em> </em></p><p><em>"È problematico che la situazione politica di uno specifico Paese europeo possa influenzare l&apos;attuazione della DSA".</em></p><h2 id="oscuramento-dei-social-media-quot-un-vero-e-proprio-dibattito-quot-secondo-macron">Oscuramento dei social media: "Un vero e proprio dibattito" secondo Macron</h2><p>Con il quietarsi delle proteste in Francia, il rischio che le app social media vengano bloccate è fuori discussione, almeno per ora. Tuttavia, secondo Macron, la possibilità di imporre il blocco dei social media <em>"quando le cose sfuggono di mano"</em> è un <em>"dibattito reale che dobbiamo fare"</em>. </p><p>Lo scorso 3 luglio il senatore di centro-destra Patrick Chaize ha già proposto un emendamento al disegno di legge francese sulle tecnologie per richiedere alle piattaforme social di <strong>bloccare i contenuti di odio entro due ore </strong>dalla loro pubblicazione. Il 5 luglio, il portavoce del governo Olivier Véran ha accennato alla possibilità di s<strong>ospendere temporaneamente funzioni come la geolocalizzazione</strong> per impedire ai rivoltosi di organizzarsi durante i disordini.<br><br>Sebbene sia stato menzionato pubblicamente, il governo non ha discusso di potenziali chiusure con le aziende che stanno dietro a queste piattaforme quando si sono incontrate il 7 luglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4CnEseFby3zfCEy4bvqiJd" name="GettyImages-1349820297.jpg" alt="Manifestanti si scontrano con la polizia dopo una marcia di protesta per l'uccisione di Nahel, 17 anni, da parte di un agente di polizia nel sobborgo di Nanterre a Parigi, Francia, giovedì 29 giugno 2023." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4CnEseFby3zfCEy4bvqiJd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Un diciassettenne è stato ucciso dalla polizia il 27 giugno durante un blocco del traffico nei pressi di Nanterre, la terza sparatoria mortale in un blocco del traffico quest'anno in Francia, provocando disordini a livello nazionale e scontri con la polizia. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Photographer: Benjamin Girette/Bloomberg via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Dal 27 giugno al 4 luglio, in Francia, un gran numero di manifestanti hanno riempito le strade per chiedere una maggiore responsabilità della polizia e per opporsi al presunto profiling razziale. Le proteste si sono diffuse nelle periferie di diverse città, tra cui Parigi, Lille e Tolosa.</p><p>Si pensa che i danni superino il miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari), dato che oltre 200 attività commerciali sono state saccheggiate e 300 filiali bancarie e 250 tabaccherie sono state distrutte (fonte: <a href="https://fortune.com/2023/07/04/french-riots-business-cost-travel-holiday-cancelations/" target="_blank">Fortune</a>). Questo non include i danni alle scuole, ai municipi, ai centri sociali, agli autobus urbani e alle auto dei cittadini.</p><p>I rivoltosi avrebbero utilizzato le piattaforme dei social media e altre applicazioni di messaggistica per organizzarsi e mobilitare più persone. Da qui le forti prese di posizione contro il loro utilizzo da parte del governo francese, che ha anche invitato le aziende che si occupano di questi servizi a rimuovere l&apos;anonimato di coloro che potrebbero infrangere la legge.</p><p>Tuttavia, Becker Castellaro ha dichiarato che: <em>"Contestare le autorità e organizzare manifestazioni sulle piattaforme sociali sono diritti fondamentali dei cittadini, tutelati dall&apos;UE".</em></p><p>Lo scenario diventa ancora più preoccupante se si considera che il 5 luglio i legislatori francesi hanno votato a favore di ulteriori poteri di polizia per spiare i cittadini attraverso telefoni e altri dispositivi se sospettati di aver violato la legge.</p><h2 id="chiusura-dei-social-media-qual-xe8-la-posta-in-gioco">Chiusura dei social media: qual è la posta in gioco?</h2><p>Purtroppo la chiusura dei social media è una tattica sempre più utilizzata in tutto il mondo.</p><p><em>"Disabilitare l&apos;accesso alle piattaforme online, come i social media, senza adeguate garanzie, è uno strumento utilizzato dai regimi autoritari per censurare e opprimere",</em> ha dichiarato Pírková a TechRadar.<em> "Un&apos;azione così miope significherebbe un duro colpo alla democrazia e ai suoi valori fondamentali, da cui sarebbe molto difficile riprendersi".</em></p><div><blockquote><p>Internet può essere un'ancora di salvezza e dovrebbe essere una priorità per i governi, non una pedina da manipolare.</p><p>Eliška Pírková, Access Now</p></blockquote></div><p><em>La limitazione dell&apos;accesso online si tradurrà sempre in un grave abuso dei diritti fondamentali delle persone"</em>, ha spiegato l&apos;autrice. </p><p>Anche quando i cittadini riescono a eludere questi blocchi utilizzando strumenti di localizzazione come le reti private virtuali (VPN), le interruzioni di Internet hanno un impatto negativo sul benessere delle persone e costano milioni alle economie nazionali. </p><p>L&apos;UE, compresa la Francia, sa bene che queste misure ostacolano i diritti economici, sociali e culturali dei cittadini. Una dichiarazione congiunta della Delegazione dell&apos;Unione Europea presso le Nazioni Unite del 7 luglio ha chiesto, infatti, di non imporre arresti. Anche il governo francese ha appoggiato in passato diverse risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano le interruzioni del servizio.</p><p>Pírková ha dichiarato: "<em>Nessuna autorità dovrebbe mai disconnettere - o minacciare di disconnettere - le popolazioni dall&apos;accesso alle informazioni, soprattutto durante le crisi. Durante i periodi di turbolenza, Internet può essere un&apos;ancora di salvezza e dovrebbe essere una priorità per i governi, non una pedina per la manipolazione". </em></p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:829px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:18.34%;"><img id="ebGZgkd4qVX7mUuvz3WNkH" name="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ebGZgkd4qVX7mUuvz3WNkH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="829" height="152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il commissario europeo Thierry Breton ha appoggiato l'appello del presidente francese Macron per discutere dei social media e di una nuova legge dedicata ai servizi digitali. Ecco la posta in gioco. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[French President Emmanuel Macron (R) shakes hands with EU commissioner for internal market Thierry Breton as he visits the International Paris Air Show at the ParisLe Bourget Airport on June 19, 2023.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Auto in fiamme, vetrine distrutte e violenti scontri tra polizia e manifestanti. Queste le immagini dei disordini durati 8 giorni in Francia, dopo che il 27 giugno un agente ha ucciso il diciassettenne Nahel Merzouk, ragazzo di origine nordafricana, durante un controllo stradale.</p><p>L&apos;età media delle oltre 3.300 persone arrestate nel corso di quella settimana è di 17 anni; tra gli arresti risultano anche alcuni ragazzi di appena 12 anni. Nel pieno delle proteste, il presidente francese Emmanuel Macron ha incolpato le piattaforme social come Snapchat o TikTok, e persino i videogiochi, di incitare alla violenza tra i giovani, minacciando di prendere provvedimenti a riguardo.</p><p>I politici francesi di entrambi gli schieramenti hanno accusato Macron di fare eco a leader autoritari come quelli di Iran, Cina e Russia, dove i cittadini devono rivolgersi ai servizi <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> per accedere alle app bloccate. Tuttavia, il commissario europeo Thierry Breton sostiene l&apos;appello al dibattito di Macron. Secondo il commissario, se le piattaforme non riuscissero a cancellare rapidamente i contenuti che istigano all&apos;odio durante le rivolte, in base alla nuova legge sui servizi digitali si potrebbe ricorrere alla censura.</p><h2 id="dsa-eu-digital-service-act">(DSA) EU Digital Service Act</h2><p><em>"I social media non hanno fatto abbastanza"</em>, ha detto Breton durante un&apos;intervista a France Info. "<em>Se non agiscono immediatamente, allora sì, a quel punto saremo in grado non solo di imporre una multa, ma anche di vietare il funzionamento [delle piattaforme] sul nostro territorio"</em>.</p><p>Analogamente a quanto sta cercando di fare il Regno Unito con l&apos;<strong>Online Safety Bill</strong>, il <strong>Digital Service Act (DSA)</strong> cerca di combattere i pericoli online, dai contenuti che istigano all&apos;odio alle frodi ai danni dei consumatori. I promotori del DSA affermano che il suo obiettivo principale è quello di proteggere i bambini e i valori democratici e che il mancato rispetto delle nuove norme potrebbe comportare <strong>multe fino al 6% del fatturato globale di un&apos;azienda</strong>.</p><div><blockquote><p>Casi come la situazione francese fanno sorgere serie preoccupazioni per alcune disposizioni</p><p>Sebastian Becker Castellaro, EDRi</p></blockquote></div><p>Entrata in vigore il 25 agosto, la <strong>DSA</strong> introduce alcune importanti norme per i servizi digitali, tra cui una <strong>maggiore trasparenza e responsabilità sugli algoritmi</strong> e sulle <strong>pratiche di moderazione</strong> dei contenuti utilizzate, il divieto di design ingannevole e pone particolare attenzione sul monitoraggio delle piattaforme più grandi. Quest&apos;ultimo include l&apos;obbligo di cancellare immediatamente i contenuti che incitano all&apos;odio quando richiesto.</p><p>Sebastian Becker Castellaro, Policy Advisor del gruppo europeo di difesa dei diritti digitali EDRi, ha dichiarato a TechRadar: <em>"Le piattaforme online hanno il dovere di implementare il DSA e i suoi termini e condizioni nel rispetto della libertà di espressione". </em></p><p>Castellaro ha aggiunto: <em>"È problematico che la massima autorità responsabile dell&apos;attuazione delle DSA dichiari quali sono i contenuti odiosi. In base agli standard europei sui diritti fondamentali, &apos;invito alla rivolta&apos; e persino &apos;invito a bruciare auto&apos; non sono contenuti odiosi e quindi non sono illegali".</em></p><p>Proprio la vaghezza e l&apos;ambiguità di alcune disposizioni della DSA preoccupano da tempo gli attivisti per i diritti digitali, che ora chiedono alle autorità di regolamentazione di impegnarsi meglio con questi gruppi per ridurre i rischi.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/EPirkova/status/1676976267881594880"><p lang="en" dir="ltr">The #DSA Human Rights Alliance issued its latest statement, demanding from @EU_Commission to formalize and include global civil society voices when enforcing its content moderation rule book 💪🏻 https://t.co/refjeXxABu<a href="https://twitter.com/EPirkova/status/1676976267881594880">July 6, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Secondo Eliška Pírková, Europe Policy Analyst e Global Freedom of Expression Lead di Access Now, la DSA mira a proteggere, piuttosto che ostacolare i diritti fondamentali dei cittadini dell&apos;UE.</p><p><em>"Il Digital Services Act non contiene alcuna disposizione che richieda una misura così estrema. I messaggi politici che suggeriscono che la legge giustifichi la chiusura di Internet o il blocco arbitrario delle piattaforme online sono fuorvianti", </em>ha dichiarato.</p><p>Come ogni legge che tenta di regolamentare Internet, la DSA è tutt&apos;altro che perfetta. Entrambi gli esperti hanno dichiarato a TechRadar di essere particolarmente preoccupati per l&apos;approccio della legge alle entità incaricate di rilevare e identificare i contenuti illegali online, in quanto consente alle agenzie governative e alle forze dell&apos;ordine di detenere lo status di segnalatori affidabili.<br><br>Secondo Pírková, questo potrebbe <em>"aprire le porte a potenziali avvisi, azioni e abusi dei diritti umani", </em>soprattutto tra gli Stati membri dell&apos;UE con uno Stato di diritto già indebolito. </p><p><em>"Casi come quello francese ci fanno preoccupare per alcune disposizioni", </em>ha detto ancora Becker Castellaro, citando l&apos;enigma dei "segnalatori di fiducia".<em> </em></p><p><em>"È problematico che la situazione politica di uno specifico Paese europeo possa influenzare l&apos;attuazione della DSA".</em></p><h2 id="oscuramento-dei-social-media-quot-un-vero-e-proprio-dibattito-quot-secondo-macron">Oscuramento dei social media: "Un vero e proprio dibattito" secondo Macron</h2><p>Con il quietarsi delle proteste in Francia, il rischio che le app social media vengano bloccate è fuori discussione, almeno per ora. Tuttavia, secondo Macron, la possibilità di imporre il blocco dei social media <em>"quando le cose sfuggono di mano"</em> è un <em>"dibattito reale che dobbiamo fare"</em>. </p><p>Lo scorso 3 luglio il senatore di centro-destra Patrick Chaize ha già proposto un emendamento al disegno di legge francese sulle tecnologie per richiedere alle piattaforme social di <strong>bloccare i contenuti di odio entro due ore </strong>dalla loro pubblicazione. Il 5 luglio, il portavoce del governo Olivier Véran ha accennato alla possibilità di s<strong>ospendere temporaneamente funzioni come la geolocalizzazione</strong> per impedire ai rivoltosi di organizzarsi durante i disordini.<br><br>Sebbene sia stato menzionato pubblicamente, il governo non ha discusso di potenziali chiusure con le aziende che stanno dietro a queste piattaforme quando si sono incontrate il 7 luglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4CnEseFby3zfCEy4bvqiJd" name="GettyImages-1349820297.jpg" alt="Manifestanti si scontrano con la polizia dopo una marcia di protesta per l'uccisione di Nahel, 17 anni, da parte di un agente di polizia nel sobborgo di Nanterre a Parigi, Francia, giovedì 29 giugno 2023." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4CnEseFby3zfCEy4bvqiJd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Un diciassettenne è stato ucciso dalla polizia il 27 giugno durante un blocco del traffico nei pressi di Nanterre, la terza sparatoria mortale in un blocco del traffico quest'anno in Francia, provocando disordini a livello nazionale e scontri con la polizia. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Photographer: Benjamin Girette/Bloomberg via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Dal 27 giugno al 4 luglio, in Francia, un gran numero di manifestanti hanno riempito le strade per chiedere una maggiore responsabilità della polizia e per opporsi al presunto profiling razziale. Le proteste si sono diffuse nelle periferie di diverse città, tra cui Parigi, Lille e Tolosa.</p><p>Si pensa che i danni superino il miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari), dato che oltre 200 attività commerciali sono state saccheggiate e 300 filiali bancarie e 250 tabaccherie sono state distrutte (fonte: <a href="https://fortune.com/2023/07/04/french-riots-business-cost-travel-holiday-cancelations/" target="_blank">Fortune</a>). Questo non include i danni alle scuole, ai municipi, ai centri sociali, agli autobus urbani e alle auto dei cittadini.</p><p>I rivoltosi avrebbero utilizzato le piattaforme dei social media e altre applicazioni di messaggistica per organizzarsi e mobilitare più persone. Da qui le forti prese di posizione contro il loro utilizzo da parte del governo francese, che ha anche invitato le aziende che si occupano di questi servizi a rimuovere l&apos;anonimato di coloro che potrebbero infrangere la legge.</p><p>Tuttavia, Becker Castellaro ha dichiarato che: <em>"Contestare le autorità e organizzare manifestazioni sulle piattaforme sociali sono diritti fondamentali dei cittadini, tutelati dall&apos;UE".</em></p><p>Lo scenario diventa ancora più preoccupante se si considera che il 5 luglio i legislatori francesi hanno votato a favore di ulteriori poteri di polizia per spiare i cittadini attraverso telefoni e altri dispositivi se sospettati di aver violato la legge.</p><h2 id="chiusura-dei-social-media-qual-xe8-la-posta-in-gioco">Chiusura dei social media: qual è la posta in gioco?</h2><p>Purtroppo la chiusura dei social media è una tattica sempre più utilizzata in tutto il mondo.</p><p><em>"Disabilitare l&apos;accesso alle piattaforme online, come i social media, senza adeguate garanzie, è uno strumento utilizzato dai regimi autoritari per censurare e opprimere",</em> ha dichiarato Pírková a TechRadar.<em> "Un&apos;azione così miope significherebbe un duro colpo alla democrazia e ai suoi valori fondamentali, da cui sarebbe molto difficile riprendersi".</em></p><div><blockquote><p>Internet può essere un'ancora di salvezza e dovrebbe essere una priorità per i governi, non una pedina da manipolare.</p><p>Eliška Pírková, Access Now</p></blockquote></div><p><em>La limitazione dell&apos;accesso online si tradurrà sempre in un grave abuso dei diritti fondamentali delle persone"</em>, ha spiegato l&apos;autrice. </p><p>Anche quando i cittadini riescono a eludere questi blocchi utilizzando strumenti di localizzazione come le reti private virtuali (VPN), le interruzioni di Internet hanno un impatto negativo sul benessere delle persone e costano milioni alle economie nazionali. </p><p>L&apos;UE, compresa la Francia, sa bene che queste misure ostacolano i diritti economici, sociali e culturali dei cittadini. Una dichiarazione congiunta della Delegazione dell&apos;Unione Europea presso le Nazioni Unite del 7 luglio ha chiesto, infatti, di non imporre arresti. Anche il governo francese ha appoggiato in passato diverse risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano le interruzioni del servizio.</p><p>Pírková ha dichiarato: "<em>Nessuna autorità dovrebbe mai disconnettere - o minacciare di disconnettere - le popolazioni dall&apos;accesso alle informazioni, soprattutto durante le crisi. Durante i periodi di turbolenza, Internet può essere un&apos;ancora di salvezza e dovrebbe essere una priorità per i governi, non una pedina per la manipolazione". </em></p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:829px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:18.34%;"><img id="ebGZgkd4qVX7mUuvz3WNkH" name="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ebGZgkd4qVX7mUuvz3WNkH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="829" height="152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure>
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                                                            <title><![CDATA[ Threads spunta sul Play Store: l'alternativa a Twitter targata Meta è sempre più vicina ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Threads, la versione alternativa di Twitter firmata Meta, ha fatto parlare di sé fin dall&apos;inizio dell&apos;anno, quando il ricercatore italiano Allesandro Paluzzi ha condiviso su Twitter le immagini dell&apos;app (all&apos;epoca chiamata "Barcellona") definendola come una versione di "Instagram per i vostri pensieri".</p><p>L&apos;app è comparsa per breve tempo sul Google Play Store e a quanto pare potremmo essere molto vicini al lancio effettivo. Sebbene l&apos;annuncio sia stato rimosso quasi subito, la pagina di download offriva alcune informazioni interessanti su Threads.</p><p><a href="https://twitter.com/alex193a" target="_blank">Paluzzi</a> ha confermato la comparsa dell&apos;app sul Play Store pubblicando su Twitter alcuni screenshot che mostravano diversi dettagli dell&apos;app, come la schermata di accesso (con l&apos;opzione "accedi con Instagram") e il design del feed della timeline principale dell&apos;app.</p><p>A prima vista, sembra che gli utenti potranno scorrere l&apos;elenco dei loro follower / account seguiti su Instagram e scegliere chi seguire su Threads.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/alex193a/status/1675064354549518336"><p lang="en" dir="ltr">Here's the store listing screenshots 👇🏻 pic.twitter.com/kBK9OSRhNF<a href="https://twitter.com/alex193a/status/1675064354549518336">July 1, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Come ci si poteva aspettare, Threads assomiglia molto a Twitter. Ci sono i noti pulsanti "like", "comment", "retweet" (re-thread?) e "share" in fondo a ogni post, oltre alle tipiche spunte blu già presenti su Instagram.</p><p>Threads è in fase di sviluppo già da un po&apos; di tempo; inizialmente il progetto aveva il nome in codice "P92", poi ha assunto il nome "Barcelona". Meta ha confermato che stava "pensando a un social network decentralizzato autonomo per la condivisione di aggiornamenti testuali" e, sebbene non si trattasse di una frecciata diretta a Twitter, l&apos;azienda alle spalle di Mark Zuckerberg si è chiaramente ispirata al social di Elon Musk quando ha concepito il suo Threads.</p><p>La fuga di notizie dal Play Store ci fa sperare che non manchi molto all&apos;arrivo di Threads.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/threads-spunta-sul-play-store-lalternativa-a-twitter-targata-meta-e-sempre-piu-vicina</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La nuova app di Meta, Threads, è un'alternativa diretta a Twitter apparsa di recente sul Google Play Store, anche se per poco tempo. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">HeDRmG2Ct9yhE7DGUq5vYW</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Muskaan Saxena ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Threads, la versione alternativa di Twitter firmata Meta, ha fatto parlare di sé fin dall&apos;inizio dell&apos;anno, quando il ricercatore italiano Allesandro Paluzzi ha condiviso su Twitter le immagini dell&apos;app (all&apos;epoca chiamata "Barcellona") definendola come una versione di "Instagram per i vostri pensieri".</p><p>L&apos;app è comparsa per breve tempo sul Google Play Store e a quanto pare potremmo essere molto vicini al lancio effettivo. Sebbene l&apos;annuncio sia stato rimosso quasi subito, la pagina di download offriva alcune informazioni interessanti su Threads.</p><p><a href="https://twitter.com/alex193a" target="_blank">Paluzzi</a> ha confermato la comparsa dell&apos;app sul Play Store pubblicando su Twitter alcuni screenshot che mostravano diversi dettagli dell&apos;app, come la schermata di accesso (con l&apos;opzione "accedi con Instagram") e il design del feed della timeline principale dell&apos;app.</p><p>A prima vista, sembra che gli utenti potranno scorrere l&apos;elenco dei loro follower / account seguiti su Instagram e scegliere chi seguire su Threads.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/alex193a/status/1675064354549518336"><p lang="en" dir="ltr">Here's the store listing screenshots 👇🏻 pic.twitter.com/kBK9OSRhNF<a href="https://twitter.com/alex193a/status/1675064354549518336">July 1, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Come ci si poteva aspettare, Threads assomiglia molto a Twitter. Ci sono i noti pulsanti "like", "comment", "retweet" (re-thread?) e "share" in fondo a ogni post, oltre alle tipiche spunte blu già presenti su Instagram.</p><p>Threads è in fase di sviluppo già da un po&apos; di tempo; inizialmente il progetto aveva il nome in codice "P92", poi ha assunto il nome "Barcelona". Meta ha confermato che stava "pensando a un social network decentralizzato autonomo per la condivisione di aggiornamenti testuali" e, sebbene non si trattasse di una frecciata diretta a Twitter, l&apos;azienda alle spalle di Mark Zuckerberg si è chiaramente ispirata al social di Elon Musk quando ha concepito il suo Threads.</p><p>La fuga di notizie dal Play Store ci fa sperare che non manchi molto all&apos;arrivo di Threads.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ YouTube, se usate AdBlock potrete vedere solo tre video ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>A maggio era stato riferito che Google stava testando un modo per limitare l&apos;utilizzo di ad-blocker per YouTube, che prevedeva l&apos;apparizione un pop-up in cui si afferma che gli ad-blocker non sono più consentiti sul sito web. In seguito, all&apos;utente veniva impedito di utilizzare il sito a meno che non disattivasse l&apos;ad-blocker o si abbonasse a YouTube Premium.</p><p>Ora il gigante tecnologico starebbe diventando più aggressivo nella sua guerra contro gli ad-blocker, con un nuovo sistema. <a href="https://www.reddit.com/r/youtube/comments/14kmd07/youtube_cracking_down_on_if_youre_not_paying_them/" target="_blank">L&apos;utente Reddit Reddit_n_Me</a> ha individuato per primo questo pop-up, che include tre caselle numerate insieme al messaggio "YouTube verrà bloccato dopo 3 video". </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uVfJivHUxwHCyowbBqrtJj" name="YouTube ad block.jpg" alt="a screenshot of a youtube warning" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uVfJivHUxwHCyowbBqrtJj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Reddit)</span></figcaption></figure><p>Secondo altri utenti Reddit nei commenti di quel post, coloro che utilizzano uBlock Origin non avrebbero visto questa schermata. Naturalmente, per il momento si tratta di un elenco piuttosto ristretto di utenti sottoposti a test, quindi non conosciamo la portata di questo nuovo esperimento.</p><h2 id="guerra-agli-ad-blocker">Guerra agli ad-blocker</h2><p>Prima di questi esperimenti, Google aveva già intrapreso una guerra contro gli ad-blocker. All&apos;inizio del 2016, l&apos;azienda aveva brevemente bandito gli ad-blocker dal Play Store, per poi ritornare sui suoi passi poco tempo dopo. Ma non si è fermata lì. </p><p>Nel 2022, Google aveva bandito dal Play Store le app <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-android">VPN per Android</a> che non utilizzavano l&apos;API (Application Programming Interface) VPNService, sostenendo che interferissero con la pubblicità. Nello stesso anno, YouTube Vanced, utilizzato come alternativa senza pubblicità al sito di social media, è stato ritirato dal Play Store.</p><p>Per non parlare del fatto che il passaggio all&apos;API Manifest v3 per Google Chrome disabiliterebbe la maggior parte degli ad-blocker. Google sostiene che questo passaggio serve a proteggere la sicurezza e la privacy degli utenti, oltre che a offrire un incremento materiale delle prestazioni. Tuttavia, considerando l&apos;aggressività del gigante tecnologico, è più probabile che si tratti di un tentativo di eliminare la maggior parte degli ad-blocker, soprattutto perché Chrome detiene la stragrande maggioranza del mercato dei browser.</p><p>E siamo sinceri: gli annunci su YouTube stanno diventando insopportabili, perché durano più a lungo e si ripetono più spesso. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/youtube-se-usate-adblock-potrete-vedere-solo-tre-video</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google sta sperimentando un pop-up che applica una nuova regola nella guerra contro gli ad-blocker. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
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&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock / 19 STUDIO]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Finger touches the Youtube application on smartphone screen on red background]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Finger touches the Youtube application on smartphone screen on red background]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Finger touches the Youtube application on smartphone screen on red background]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>A maggio era stato riferito che Google stava testando un modo per limitare l&apos;utilizzo di ad-blocker per YouTube, che prevedeva l&apos;apparizione un pop-up in cui si afferma che gli ad-blocker non sono più consentiti sul sito web. In seguito, all&apos;utente veniva impedito di utilizzare il sito a meno che non disattivasse l&apos;ad-blocker o si abbonasse a YouTube Premium.</p><p>Ora il gigante tecnologico starebbe diventando più aggressivo nella sua guerra contro gli ad-blocker, con un nuovo sistema. <a href="https://www.reddit.com/r/youtube/comments/14kmd07/youtube_cracking_down_on_if_youre_not_paying_them/" target="_blank">L&apos;utente Reddit Reddit_n_Me</a> ha individuato per primo questo pop-up, che include tre caselle numerate insieme al messaggio "YouTube verrà bloccato dopo 3 video". </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uVfJivHUxwHCyowbBqrtJj" name="YouTube ad block.jpg" alt="a screenshot of a youtube warning" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uVfJivHUxwHCyowbBqrtJj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Reddit)</span></figcaption></figure><p>Secondo altri utenti Reddit nei commenti di quel post, coloro che utilizzano uBlock Origin non avrebbero visto questa schermata. Naturalmente, per il momento si tratta di un elenco piuttosto ristretto di utenti sottoposti a test, quindi non conosciamo la portata di questo nuovo esperimento.</p><h2 id="guerra-agli-ad-blocker">Guerra agli ad-blocker</h2><p>Prima di questi esperimenti, Google aveva già intrapreso una guerra contro gli ad-blocker. All&apos;inizio del 2016, l&apos;azienda aveva brevemente bandito gli ad-blocker dal Play Store, per poi ritornare sui suoi passi poco tempo dopo. Ma non si è fermata lì. </p><p>Nel 2022, Google aveva bandito dal Play Store le app <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-android">VPN per Android</a> che non utilizzavano l&apos;API (Application Programming Interface) VPNService, sostenendo che interferissero con la pubblicità. Nello stesso anno, YouTube Vanced, utilizzato come alternativa senza pubblicità al sito di social media, è stato ritirato dal Play Store.</p><p>Per non parlare del fatto che il passaggio all&apos;API Manifest v3 per Google Chrome disabiliterebbe la maggior parte degli ad-blocker. Google sostiene che questo passaggio serve a proteggere la sicurezza e la privacy degli utenti, oltre che a offrire un incremento materiale delle prestazioni. Tuttavia, considerando l&apos;aggressività del gigante tecnologico, è più probabile che si tratti di un tentativo di eliminare la maggior parte degli ad-blocker, soprattutto perché Chrome detiene la stragrande maggioranza del mercato dei browser.</p><p>E siamo sinceri: gli annunci su YouTube stanno diventando insopportabili, perché durano più a lungo e si ripetono più spesso. </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Meta ha una soluzione per supervisionare i ragazzi su Instagram e Messenger ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Meta sta dando il via a un consistente aggiornamento della sicurezza che mira a introdurre nuovi strumenti di controllo dedicati ai genitori su app come Messenger, Facebook e Instagram.</p><p>L&apos;obiettivo è quello di dare ai genitori e ai tutori legali <a href="https://about.fb.com/news/2023/06/parental-supervision-and-teen-time-management-on-metas-apps/">molto più controllo sull&apos;uso che i ragazzi fanno di queste app</a>. Gli strumenti per il controllo di Messenger saranno ospitati nel nuovo Hub per la supervisione dei genitori, dove gli utenti potranno sapere <em>"quanto tempo i loro ragazzi trascorrono sulla piattaforma"</em>, ricevere notifiche ogni volta che qualcuno di nuovo viene aggiunto all&apos;elenco dei contatti e stabilire chi può inviare messaggi. I genitori possono limitare i messaggi in arrivo <em>"solo agli amici [del figlio], agli amici degli amici o a nessuno"</em>. I genitori potranno anche controllare "<em>chi può vedere le storie dei loro [figli]"</em> e saranno informati quando qualcuno viene segnalato sull&apos;account. Gli adolescenti possono modificare da soli alcune impostazioni di sicurezza, ma se lo fanno, i loro tutori riceveranno una notifica che li informerà di ogni modifica.</p><p>Le nuove funzioni sono <em>"disponibili negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada... con l&apos;intenzione di estenderli ad altri Paesi del mondo nei prossimi mesi"</em>. In seguito, Meta ha dichiarato di voler aggiungere altri strumenti di gestione del tempo trascorso su Messenger.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY" name="messenger update 1.jpg" alt="Messenger" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><h2 id="maggiore-trasparenza">Maggiore trasparenza</h2><p>L&apos;hub Parental Supervision di Instagram sta ricevendo un aggiornamento simile a quello di Messenger allo scopo di migliorare la trasparenza tra gli adolescenti e i loro genitori.</p><p>Al momento, la piattaforma mostra ai genitori gli account che i loro figli seguono e chi li segue a sua volta. Questo strumento è in fase di espansione e permetterà di di verificare i contenuti che questi account possono condividere con l&apos;adolescente. Inoltre, ogni volta che un minore blocca qualcuno, apparirà un avviso che raccomanda di aggiungere il proprio tutore per aiutare a supervisionare l&apos;account.</p><p>Meta sta testando anche una nuova funzione dedicata alla privacy per Instagram, in cui le persone devono inviare un invito prima di poter mandare qualsiasi messaggio. Gli inviti saranno limitati al solo testo, senza immagini, video o altro. Non si sa se tutti potranno provarla o se sarà una funzione di prova destinata a un gruppo ristretto di tester, ma si spera che venga presto lanciata a livello globale in veste ufficiale. A proposito di lanci globali, la Modalità silenziosa di Instagram che disattiva le notifiche uditive sarà disponibile in altri Paesi <em>"nelle prossime settimane"</em>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD" name="instagram update 1.jpg" alt="Instagram new parental tools" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Meta non sta facendo molto su Facebook. L&apos;azienda sembra accontentarsi di importare lo strumento Take a Break da Instagram. Secondo quanto dichiarato dall&apos;azienda, gli adolescenti riceveranno un avviso che li inviterà a prendersi una pausa dall&apos;app dopo 20 minuti. I genitori possono anche impostare dei promemoria giornalieri se vogliono tenere sotto controllo la situazione. Assicuratevi di tenere d&apos;occhio la patch quando arriverà. Di solito gli aggiornamenti vengono rilasciati a ondate, quindi potrebbe volerci un po&apos;.</p><p>Se da una parte fa un po&apos; specie pensare al controllo totale dei genitori sulle app dei figli, dall&apos;altra, considerando il livello dei contenuti che girano sui social del gruppo Meta, una suite di strumenti dedicati alla supervisione da remoto sembra un&apos;idea piuttosto sensata. Al contempo gli strumenti di controllo del tempo trascorso sui social possono aiutare a combattere la dipendenza dagli smartphone sempre più diffusa tra i giovanissimi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/meta-ha-una-soluzione-per-supervisionare-i-ragazzi-su-instagram-e-messenger</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Meta ha sviluppato degli strumenti per aiutare i genitori ad impedire ai loro ragazzi di fare un uso eccessivo di Messanger e Instagram. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Cesar Cadenas ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Meta sta dando il via a un consistente aggiornamento della sicurezza che mira a introdurre nuovi strumenti di controllo dedicati ai genitori su app come Messenger, Facebook e Instagram.</p><p>L&apos;obiettivo è quello di dare ai genitori e ai tutori legali <a href="https://about.fb.com/news/2023/06/parental-supervision-and-teen-time-management-on-metas-apps/">molto più controllo sull&apos;uso che i ragazzi fanno di queste app</a>. Gli strumenti per il controllo di Messenger saranno ospitati nel nuovo Hub per la supervisione dei genitori, dove gli utenti potranno sapere <em>"quanto tempo i loro ragazzi trascorrono sulla piattaforma"</em>, ricevere notifiche ogni volta che qualcuno di nuovo viene aggiunto all&apos;elenco dei contatti e stabilire chi può inviare messaggi. I genitori possono limitare i messaggi in arrivo <em>"solo agli amici [del figlio], agli amici degli amici o a nessuno"</em>. I genitori potranno anche controllare "<em>chi può vedere le storie dei loro [figli]"</em> e saranno informati quando qualcuno viene segnalato sull&apos;account. Gli adolescenti possono modificare da soli alcune impostazioni di sicurezza, ma se lo fanno, i loro tutori riceveranno una notifica che li informerà di ogni modifica.</p><p>Le nuove funzioni sono <em>"disponibili negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada... con l&apos;intenzione di estenderli ad altri Paesi del mondo nei prossimi mesi"</em>. In seguito, Meta ha dichiarato di voler aggiungere altri strumenti di gestione del tempo trascorso su Messenger.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY" name="messenger update 1.jpg" alt="Messenger" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><h2 id="maggiore-trasparenza">Maggiore trasparenza</h2><p>L&apos;hub Parental Supervision di Instagram sta ricevendo un aggiornamento simile a quello di Messenger allo scopo di migliorare la trasparenza tra gli adolescenti e i loro genitori.</p><p>Al momento, la piattaforma mostra ai genitori gli account che i loro figli seguono e chi li segue a sua volta. Questo strumento è in fase di espansione e permetterà di di verificare i contenuti che questi account possono condividere con l&apos;adolescente. Inoltre, ogni volta che un minore blocca qualcuno, apparirà un avviso che raccomanda di aggiungere il proprio tutore per aiutare a supervisionare l&apos;account.</p><p>Meta sta testando anche una nuova funzione dedicata alla privacy per Instagram, in cui le persone devono inviare un invito prima di poter mandare qualsiasi messaggio. Gli inviti saranno limitati al solo testo, senza immagini, video o altro. Non si sa se tutti potranno provarla o se sarà una funzione di prova destinata a un gruppo ristretto di tester, ma si spera che venga presto lanciata a livello globale in veste ufficiale. A proposito di lanci globali, la Modalità silenziosa di Instagram che disattiva le notifiche uditive sarà disponibile in altri Paesi <em>"nelle prossime settimane"</em>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD" name="instagram update 1.jpg" alt="Instagram new parental tools" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Meta non sta facendo molto su Facebook. L&apos;azienda sembra accontentarsi di importare lo strumento Take a Break da Instagram. Secondo quanto dichiarato dall&apos;azienda, gli adolescenti riceveranno un avviso che li inviterà a prendersi una pausa dall&apos;app dopo 20 minuti. I genitori possono anche impostare dei promemoria giornalieri se vogliono tenere sotto controllo la situazione. Assicuratevi di tenere d&apos;occhio la patch quando arriverà. Di solito gli aggiornamenti vengono rilasciati a ondate, quindi potrebbe volerci un po&apos;.</p><p>Se da una parte fa un po&apos; specie pensare al controllo totale dei genitori sulle app dei figli, dall&apos;altra, considerando il livello dei contenuti che girano sui social del gruppo Meta, una suite di strumenti dedicati alla supervisione da remoto sembra un&apos;idea piuttosto sensata. Al contempo gli strumenti di controllo del tempo trascorso sui social possono aiutare a combattere la dipendenza dagli smartphone sempre più diffusa tra i giovanissimi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Twitter rimuove le spunte blu: il servizio diventa a pagamento ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Come promesso, le famose spunte blu di Twitter hanno iniziato a scomparire silenziosamente dagli account degli utenti giovedì pomeriggio. Ora l&apos;unico modo per mantenere l&apos;ambito segno di riconoscimento è pagare a Twitter un abbonamento chiamato "Twitter Blue" dal costo di 8 dollari al mese.</p><p>La scorsa settimana, Elon Musk ha annunciato l&apos;<strong>ultimo giorno utile per pagare</strong> e - anche mentre era alle prese con il lancio della prima astronave di SpaceX (che si è concluso con una spettacolare esplosione a mezz&apos;aria) - Musk ha trovato il tempo di mettere in moto il suo piano draconiano.</p><p>Il cambiamento sembra aver avuto un impatto su molti account verificati dalla spunta legacy, compresi quelli di Papa Francesco, che si fa chiamare <a href="https://twitter.com/Pontifex" target="_blank">Pontifex</a> su Twitter e dell&apos;attrice <a href="https://twitter.com/halleberry" target="_blank">Halle Berry</a>, che ha subito chiarito di non essere intenzionata a pagare. Anche <a href="https://twitter.com/Beyonce" target="_blank">Beyoncé</a> e <a href="https://twitter.com/ladygaga">Lady Gaga</a> hanno perso le loro spunte blu.</p><p>Alcuni personaggi noti come <a href="https://twitter.com/KingJames/status/1641836984195743749" target="_blank">Lebron James</a>, per citarne uno, hanno deciso di iscriversi a Twitter Blue conservando la spunta. Questo nonostante James avesse twittato il 31 marzo: <em>"Beh, credo che il mio blu se ne andrà presto perché se mi conoscete sapere non pagherò i 5"</em>.</p><h2 id="chi-sei-su-twitter">Chi sei su Twitter?</h2><p>A coloro che vengono verificati con la spunta blu viene chiesto qualcosa in più di una semplice carta di credito. Ora, quando si fa clic su una verifica blu, viene visualizzato questo messaggio: <em>"Questo account è verificato perché è iscritto a Twitter Blue e ha verificato il suo numero di telefono"</em>.</p><p>Il numero di telefono serve ad <strong>evitare il proliferare di account falsi</strong>. Ma è davvero utile? Dopotutto, è sempre possibile avere un numero di telefono e dichiarare di essere Beyoncé anche se non lo si è. Non c&apos;è nulla che impedisca a qualcuno di cambiare il proprio nome su Twitter (ma non la "@") con il nome di qualcun altro.</p><p>Come ha scritto giovedì su Twitter il giornalista Ed Krassenstien (un membro pagante di Twitter Blue), potrebbe verificarsi <strong>casi di appropriazione dell&apos;identità</strong> per coloro che hanno dedicato del tempo alla creazione di un seguito su Twitter e ora hanno perso la spunta blu.<em> "Alcune persone hanno passato anni a creare account e a costruire una presenza su questa piattaforma. Lo hanno fatto senza il presupposto di dover pagare per la spunta blu. Ora per i loro fan è estremamente difficile distinguere i loro post da quelli degli impostori, a meno che non paghino".</em></p><h2 id="cosa-si-ottiene-con-twitter-blue">Cosa si ottiene con Twitter Blue?</h2><p>Twitter Blue non si limita solo alla spunta blu. L&apos;abbonamento ha i suoi privilegi, tra cui tweet<strong> fino a 10.000 caratteri</strong>, <strong>meno pubblicità</strong>, la possibilità di pubblicare <strong>video più lunghi e di qualità superiore</strong> e <strong>classifiche prioritarie</strong>.</p><p>Quest&apos;ultimo aspetto potrebbe risultare frustrante per coloro che sono stati verificati in precedenza, poiché con l&apos;introduzione delle classifiche prioritarie potrebbe essere più difficile far notare e trovare i loro tweet attraverso la ricerca. Tuttavia, il sistema pay-to-play di Musk potrebbe essere necessario in quanto Twitter sta lottando per rimanere a galla. </p><p>I precedenti sforzi di Musk hanno incluso tagli massicci al personale. Il magnate ha anche minato la sua base di finanziatori con tweet e azioni che hanno preoccupato diversi inserzionisti dalla piattaforma tanto da farli fuggire. Ci sono però alcuni segnali che indicano un loro graduale ritorno.</p><p>Oggi è un nuovo giorno per Twitter. Se non altro, è un panorama di social media in cui chiunque può avere una spunta blu, se è disposto a pagare. Sarà sufficiente per tenere a galla il social? Lo scopriremo nei prossimi mesi.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Twitter ed Elon Musk portano avanti la promessa di rimuovere le spunte per chi si rifiuta di pagare. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
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                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Lance Ulanoff ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Come promesso, le famose spunte blu di Twitter hanno iniziato a scomparire silenziosamente dagli account degli utenti giovedì pomeriggio. Ora l&apos;unico modo per mantenere l&apos;ambito segno di riconoscimento è pagare a Twitter un abbonamento chiamato "Twitter Blue" dal costo di 8 dollari al mese.</p><p>La scorsa settimana, Elon Musk ha annunciato l&apos;<strong>ultimo giorno utile per pagare</strong> e - anche mentre era alle prese con il lancio della prima astronave di SpaceX (che si è concluso con una spettacolare esplosione a mezz&apos;aria) - Musk ha trovato il tempo di mettere in moto il suo piano draconiano.</p><p>Il cambiamento sembra aver avuto un impatto su molti account verificati dalla spunta legacy, compresi quelli di Papa Francesco, che si fa chiamare <a href="https://twitter.com/Pontifex" target="_blank">Pontifex</a> su Twitter e dell&apos;attrice <a href="https://twitter.com/halleberry" target="_blank">Halle Berry</a>, che ha subito chiarito di non essere intenzionata a pagare. Anche <a href="https://twitter.com/Beyonce" target="_blank">Beyoncé</a> e <a href="https://twitter.com/ladygaga">Lady Gaga</a> hanno perso le loro spunte blu.</p><p>Alcuni personaggi noti come <a href="https://twitter.com/KingJames/status/1641836984195743749" target="_blank">Lebron James</a>, per citarne uno, hanno deciso di iscriversi a Twitter Blue conservando la spunta. Questo nonostante James avesse twittato il 31 marzo: <em>"Beh, credo che il mio blu se ne andrà presto perché se mi conoscete sapere non pagherò i 5"</em>.</p><h2 id="chi-sei-su-twitter">Chi sei su Twitter?</h2><p>A coloro che vengono verificati con la spunta blu viene chiesto qualcosa in più di una semplice carta di credito. Ora, quando si fa clic su una verifica blu, viene visualizzato questo messaggio: <em>"Questo account è verificato perché è iscritto a Twitter Blue e ha verificato il suo numero di telefono"</em>.</p><p>Il numero di telefono serve ad <strong>evitare il proliferare di account falsi</strong>. Ma è davvero utile? Dopotutto, è sempre possibile avere un numero di telefono e dichiarare di essere Beyoncé anche se non lo si è. Non c&apos;è nulla che impedisca a qualcuno di cambiare il proprio nome su Twitter (ma non la "@") con il nome di qualcun altro.</p><p>Come ha scritto giovedì su Twitter il giornalista Ed Krassenstien (un membro pagante di Twitter Blue), potrebbe verificarsi <strong>casi di appropriazione dell&apos;identità</strong> per coloro che hanno dedicato del tempo alla creazione di un seguito su Twitter e ora hanno perso la spunta blu.<em> "Alcune persone hanno passato anni a creare account e a costruire una presenza su questa piattaforma. Lo hanno fatto senza il presupposto di dover pagare per la spunta blu. Ora per i loro fan è estremamente difficile distinguere i loro post da quelli degli impostori, a meno che non paghino".</em></p><h2 id="cosa-si-ottiene-con-twitter-blue">Cosa si ottiene con Twitter Blue?</h2><p>Twitter Blue non si limita solo alla spunta blu. L&apos;abbonamento ha i suoi privilegi, tra cui tweet<strong> fino a 10.000 caratteri</strong>, <strong>meno pubblicità</strong>, la possibilità di pubblicare <strong>video più lunghi e di qualità superiore</strong> e <strong>classifiche prioritarie</strong>.</p><p>Quest&apos;ultimo aspetto potrebbe risultare frustrante per coloro che sono stati verificati in precedenza, poiché con l&apos;introduzione delle classifiche prioritarie potrebbe essere più difficile far notare e trovare i loro tweet attraverso la ricerca. Tuttavia, il sistema pay-to-play di Musk potrebbe essere necessario in quanto Twitter sta lottando per rimanere a galla. </p><p>I precedenti sforzi di Musk hanno incluso tagli massicci al personale. Il magnate ha anche minato la sua base di finanziatori con tweet e azioni che hanno preoccupato diversi inserzionisti dalla piattaforma tanto da farli fuggire. Ci sono però alcuni segnali che indicano un loro graduale ritorno.</p><p>Oggi è un nuovo giorno per Twitter. Se non altro, è un panorama di social media in cui chiunque può avere una spunta blu, se è disposto a pagare. Sarà sufficiente per tenere a galla il social? Lo scopriremo nei prossimi mesi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok al centro delle tensioni tra USA e Cina: interviene il Congresso ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le battaglie si combattono anche sui social e le stesse piattaforme sono oggetto di scontri e contese, soprattutto in un periodo delicato come questo. Con l’inasprirsi delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/features/taiwan-tsmc-la-guerra-impossibile-tra-usa-e-cina">tensioni tra USA e Cina</a>, era inevitabile che <strong>TikTok</strong> diventasse il social più controverso e quasi una minaccia per il governo statunitense che vuole evitare di lasciare dati importanti nelle mani del software sviluppato in Cina.</p><p>Come hanno riportato il <a href="https://www.wsj.com/articles/u-s-threatens-to-ban-tiktok-if-chinese-founder-doesnt-sell-ownership-stake-36d7295c?st=u3bnhhg5dmrrr68&reflink=share_mobilewebshare">Wall Street Journal</a> e il <a href="https://www.nytimes.com/2023/03/15/technology/tiktok-biden-pushes-sale.html">New York Times</a>, l’amministrazione guidata da <strong>Joe Biden</strong> ha chiesto che la cessione del social all’azienda che lo ha sviluppato, <strong>ByteDance</strong>, e la misura si pone nel continuum che ha prima visto <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/tiktok-introduce-una-limitazione-temporale-per-i-minori-di-18-anni">TikTok</a> essere colpito da alcune restrizioni sul territorio a stelle e strisce.<br><br>Una di queste risale alla fine di febbraio, quando la Casa Bianca ha imposto un <strong>divieto </strong>significativo <strong>alle agenzie federali</strong>: 30 giorni per rimuovere TikTok dai loro dispositivi. Il segnale è chiaro e testimonia l’esigenza, reale o percepita che sia, di proteggersi.   </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="gQUTGsgWuCGHS9m7WMykQJ" name="Shutterstock_1920243272 (1).jpg" alt="TikTok" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gQUTGsgWuCGHS9m7WMykQJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / Koshiro K)</span></figcaption></figure><p>Si arriva così a marzo, quando un nuovo disegno di legge ha imposto il <strong>divieto alle aziende estere di operare negli Stati Uniti</strong> se vengono considerate una minaccia per la <strong>sicurezza nazionale</strong>. Detto così ha sicuramente senso, ma bisogna vedere se e quanto i criteri per stabilire la minaccia siano malleabili o meno.</p><p>Da parte sua, TikTok ha affermato che <strong>i dati degli utenti non sono conservati in Cina</strong>, anche se poco importa che siano fisicamente (data center) presenti sul territorio cinese. Inoltre, l’azienda ha proposto un accordo con il governo USA per oscurare i dati statunitensi a ByteDance, ma la discussione si è arenata.<br><br>Tuttavia, tra poco verrà fatto un ulteriore passo verso la risoluzione della faccenda, così almeno pare, quando il CEO di TikTok <strong>Shou Zi Chew</strong> testimonierà davanti al <strong>Congresso</strong>.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2023/3/15/23642457/tiktok-sale-ban-threat-biden-administration-bytedance">The Verge</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/tiktok-al-centro-delle-tensioni-tra-usa-e-cina-interviene-il-congresso</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il CEO di TikTok dovrà testimoniare davanti al Congresso USA. Il social cinese è sotto la lente di ingrandimento del governo Biden. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Michael Benetti ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[TikTok]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[TikTok]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[TikTok]]></media:title>
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                                <p>Le battaglie si combattono anche sui social e le stesse piattaforme sono oggetto di scontri e contese, soprattutto in un periodo delicato come questo. Con l’inasprirsi delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/features/taiwan-tsmc-la-guerra-impossibile-tra-usa-e-cina">tensioni tra USA e Cina</a>, era inevitabile che <strong>TikTok</strong> diventasse il social più controverso e quasi una minaccia per il governo statunitense che vuole evitare di lasciare dati importanti nelle mani del software sviluppato in Cina.</p><p>Come hanno riportato il <a href="https://www.wsj.com/articles/u-s-threatens-to-ban-tiktok-if-chinese-founder-doesnt-sell-ownership-stake-36d7295c?st=u3bnhhg5dmrrr68&reflink=share_mobilewebshare">Wall Street Journal</a> e il <a href="https://www.nytimes.com/2023/03/15/technology/tiktok-biden-pushes-sale.html">New York Times</a>, l’amministrazione guidata da <strong>Joe Biden</strong> ha chiesto che la cessione del social all’azienda che lo ha sviluppato, <strong>ByteDance</strong>, e la misura si pone nel continuum che ha prima visto <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/tiktok-introduce-una-limitazione-temporale-per-i-minori-di-18-anni">TikTok</a> essere colpito da alcune restrizioni sul territorio a stelle e strisce.<br><br>Una di queste risale alla fine di febbraio, quando la Casa Bianca ha imposto un <strong>divieto </strong>significativo <strong>alle agenzie federali</strong>: 30 giorni per rimuovere TikTok dai loro dispositivi. Il segnale è chiaro e testimonia l’esigenza, reale o percepita che sia, di proteggersi.   </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="gQUTGsgWuCGHS9m7WMykQJ" name="Shutterstock_1920243272 (1).jpg" alt="TikTok" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gQUTGsgWuCGHS9m7WMykQJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / Koshiro K)</span></figcaption></figure><p>Si arriva così a marzo, quando un nuovo disegno di legge ha imposto il <strong>divieto alle aziende estere di operare negli Stati Uniti</strong> se vengono considerate una minaccia per la <strong>sicurezza nazionale</strong>. Detto così ha sicuramente senso, ma bisogna vedere se e quanto i criteri per stabilire la minaccia siano malleabili o meno.</p><p>Da parte sua, TikTok ha affermato che <strong>i dati degli utenti non sono conservati in Cina</strong>, anche se poco importa che siano fisicamente (data center) presenti sul territorio cinese. Inoltre, l’azienda ha proposto un accordo con il governo USA per oscurare i dati statunitensi a ByteDance, ma la discussione si è arenata.<br><br>Tuttavia, tra poco verrà fatto un ulteriore passo verso la risoluzione della faccenda, così almeno pare, quando il CEO di TikTok <strong>Shou Zi Chew</strong> testimonierà davanti al <strong>Congresso</strong>.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2023/3/15/23642457/tiktok-sale-ban-threat-biden-administration-bytedance">The Verge</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok introduce una limitazione temporale per i minori di 18 anni ]]></title>
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La richiesta, tuttavia, <strong>sarà più che altro un suggerimento,</strong> in quanto i ragazzi dovranno solo inserire un codice di accesso per prolungare il tempo di utilizzo. Qualora i ragazzi dovessero superare anche la barriera dei 100 minuti, TikTok li incoraggerà a impostare un limite di tempo di utilizzo dell&apos;app.</p><p>Le regole di utilizzo<strong> per i minori di 13 anni saranno più severe</strong>. Una volta raggiunto il limite di 60 minuti, <strong>un genitore o un tutore dovrà inserire un codice</strong> per ripristinare l&apos;accesso. Nell&apos;annuncio non c&apos;è nulla che indichi come TikTok verifichi l&apos;età dei suoi utenti.</p><p>TikTok abbina questi nuovi limiti a una serie di <strong>strumenti di gestione del tempo</strong> che andranno a sommarsi alla funzione Family Pairing. Tra questi strumenti troviamo <strong>un timer</strong> che indica il tempo trascorso sullo schermo e la possibilità di <strong>disattivare le notifiche</strong> per evitare che attirino nuovamente gli adolescenti sulla piattaforma.</p><p>L&apos;annuncio arriva a due giorni dal <a href="https://nationalday365.com/national-unplugging-day/" target="_blank"><strong>National Unplugging Day</strong></a>, una festa made in USA dedicata ai gadget e ai social media in cui le persone di tutte le età sono incoraggiate a <strong>mettere da parte i loro dispositivi per reimparare le abilità pre-digitali</strong>. In pratica per un giorno chi aderirà all&apos;iniziativa si dedicherà a hobby convenzionali, sport, e "dovrà persino ad andare a letto senza prima controllare lo smartphone". </p><p>Se per alcuni queste costrizioni possono sembrare disumane, per chi è nato prima degli anni 2000 sarà un nostalgico ritorno a quando la vita si viveva al di fuori dei pixel di uno schermo. L&apos;iniziativa è nata negli USA, ma se avete voglia di staccare un po&apos; nessuno vi vieta di parteciparvi.</p><p>Indipendentemente dal valore intrinseco dell&apos;evento, il problema di dipendenza dagli schermi di molti adolescenti è una cosa seria e siamo contenti che anche una piattaforma che punta sui numeri come TikTok abbia deciso di fare qualcosa a riguardo. Tuttavia,potrebbero esserci<strong> altre ragioni dietro a questa decisione</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="A5XR8Bb2gd2Ah5Rf8bGf56" name="TikTok Screentime.jpeg" alt="Il nuovo strumento di gestione del tempo di TikTok" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/A5XR8Bb2gd2Ah5Rf8bGf56-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il nuovo strumento di gestione del tempo di TikTok </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TikTok)</span></figcaption></figure><h2 id="un-problema-che-peggiora-di-anno-in-anno">Un problema che peggiora di anno in anno</h2><p>Il tempo trascorso davanti allo schermo da giovani e adolescenti è cresciuto esponenzialmente negli anni passati per poi esplodere durante la pandemia. Un recente studio svolto da <a href="https://www.commonsensemedia.org/sites/default/files/research/report/2022-infographic-8-18-census-web-final-release_0.pdf">Common Sense Media</a> segnala un&apos;<strong>impennata del 17% nell&apos;uso dei social media tra il 2019 e il 2021</strong>. Secondo <a href="https://techcrunch.com/2020/06/04/kids-now-spend-nearly-as-much-time-watching-tiktok-as-youtube-in-u-s-u-k-and-spain/?guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuYmluZy5jb20v&guce_referrer_sig=AQAAAJ2Ll8dIxiKiBqzR1VQozgNqe0LDwTyfyggKwZSOZ9U1vpcWyf94a4u27zvUd3yJ6rm-LpTljtUMh4TfQAvnAku4gFIwpxa2Rkunzc8GOQllmvnfACg84r0YsAcUtsa033cDScsoYVUgOvhHjiboV0DnW3J4DAMxZiDwg6ARf64m&guccounter=2">altri dati</a>, i minori utilizzano TikTok per almeno 80 minuti al giorno. Se si considera che i video su TikTok sono brevi, la statistica fa ancora più impressione.</p><p>I genitori e forse anche alcuni adolescenti sovrastimolati potrebbero trarre grande giovamento dal sistema di gestione del tempo introdotto da TikTok, ma vale anche la pena di notare che <strong>le motivazioni di TikTok potrebbero non essere del tutto altruistiche</strong>. </p><p>Proprio in questo periodo, l&apos;azienda sta affrontando un pesante esame da parte dei funzionari del governo degli Stati Uniti, molti dei quali chiedono di bandire la piattaforma. La preoccupazione, tuttavia, non ha nulla a che fare con l&apos;eccessivo tempo trascorso sullo schermo, ma con i <strong>legami di TikTok con il governo cinese</strong>.</p><p>TikTok è ancora di proprietà della società tecnologica cinese ByteDance e molti temono che il g<strong>overno cinese abbia accesso illimitato ai dati di TikTok </strong>e, quindi, a tutte le nostre attività sulla piattaforma. Tuttavia, TikTok ha spostato tutti i suoi dati statunitensi su server Oracle con sede in California. L&apos;azienda sostiene che nessuno del governo cinese ha accesso ai dati relativi ai cittadini di altre nazioni.</p><p>In ogni caso, ben venga se l&apos;iniziativa dovesse giovare alla salute dei giovani, anche se solo di una piccola parte di essi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/tiktok-introduce-una-limitazione-temporale-per-i-minori-di-18-anni</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ In vista del National Unplugging Day che si terrà negli stati uniti, TikTok vuole aiutare gli adolescenti a staccarsi dagli schermi dei loro smartphone. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">MDWYi8J3EYLzERzrGU42Xc</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Lance Ulanoff ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock / Ti Vla]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[A girl with the dark side tiktok promoting social network with a smartphone in hand.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[A girl with the dark side tiktok promoting social network with a smartphone in hand.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[A girl with the dark side tiktok promoting social network with a smartphone in hand.]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Persino il popolarissimo social cinese TikTok concorda sul fatto che gli adolescenti passano troppo tempo incollati agli schermi dei loro <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a>, un po&apos; a sorpresa, ha deciso di fare qualcosa a riguardo.</p><p>In un <a href="https://newsroom.tiktok.com/en-us/new-features-for-teens-and-families-on-tiktok-us" target="_blank">post pubblicato mercoledì suil suo blog ufficiale,</a> l&apos;azienda ha dichiarato il suo intento di aiutare i giovani a gestire il tempo che passano su TikTok tramite una politica di verifica dell&apos;età dei suoi utenti.</p><p>Presto <strong>TikTok fisserà un limite di utilizzo di 60 minuti</strong> per tutti gli utenti di età inferiore ai 18 anni. La richiesta, tuttavia, <strong>sarà più che altro un suggerimento,</strong> in quanto i ragazzi dovranno solo inserire un codice di accesso per prolungare il tempo di utilizzo. Qualora i ragazzi dovessero superare anche la barriera dei 100 minuti, TikTok li incoraggerà a impostare un limite di tempo di utilizzo dell&apos;app.</p><p>Le regole di utilizzo<strong> per i minori di 13 anni saranno più severe</strong>. Una volta raggiunto il limite di 60 minuti, <strong>un genitore o un tutore dovrà inserire un codice</strong> per ripristinare l&apos;accesso. Nell&apos;annuncio non c&apos;è nulla che indichi come TikTok verifichi l&apos;età dei suoi utenti.</p><p>TikTok abbina questi nuovi limiti a una serie di <strong>strumenti di gestione del tempo</strong> che andranno a sommarsi alla funzione Family Pairing. Tra questi strumenti troviamo <strong>un timer</strong> che indica il tempo trascorso sullo schermo e la possibilità di <strong>disattivare le notifiche</strong> per evitare che attirino nuovamente gli adolescenti sulla piattaforma.</p><p>L&apos;annuncio arriva a due giorni dal <a href="https://nationalday365.com/national-unplugging-day/" target="_blank"><strong>National Unplugging Day</strong></a>, una festa made in USA dedicata ai gadget e ai social media in cui le persone di tutte le età sono incoraggiate a <strong>mettere da parte i loro dispositivi per reimparare le abilità pre-digitali</strong>. In pratica per un giorno chi aderirà all&apos;iniziativa si dedicherà a hobby convenzionali, sport, e "dovrà persino ad andare a letto senza prima controllare lo smartphone". </p><p>Se per alcuni queste costrizioni possono sembrare disumane, per chi è nato prima degli anni 2000 sarà un nostalgico ritorno a quando la vita si viveva al di fuori dei pixel di uno schermo. L&apos;iniziativa è nata negli USA, ma se avete voglia di staccare un po&apos; nessuno vi vieta di parteciparvi.</p><p>Indipendentemente dal valore intrinseco dell&apos;evento, il problema di dipendenza dagli schermi di molti adolescenti è una cosa seria e siamo contenti che anche una piattaforma che punta sui numeri come TikTok abbia deciso di fare qualcosa a riguardo. Tuttavia,potrebbero esserci<strong> altre ragioni dietro a questa decisione</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="A5XR8Bb2gd2Ah5Rf8bGf56" name="TikTok Screentime.jpeg" alt="Il nuovo strumento di gestione del tempo di TikTok" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/A5XR8Bb2gd2Ah5Rf8bGf56-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il nuovo strumento di gestione del tempo di TikTok </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TikTok)</span></figcaption></figure><h2 id="un-problema-che-peggiora-di-anno-in-anno">Un problema che peggiora di anno in anno</h2><p>Il tempo trascorso davanti allo schermo da giovani e adolescenti è cresciuto esponenzialmente negli anni passati per poi esplodere durante la pandemia. Un recente studio svolto da <a href="https://www.commonsensemedia.org/sites/default/files/research/report/2022-infographic-8-18-census-web-final-release_0.pdf">Common Sense Media</a> segnala un&apos;<strong>impennata del 17% nell&apos;uso dei social media tra il 2019 e il 2021</strong>. Secondo <a href="https://techcrunch.com/2020/06/04/kids-now-spend-nearly-as-much-time-watching-tiktok-as-youtube-in-u-s-u-k-and-spain/?guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuYmluZy5jb20v&guce_referrer_sig=AQAAAJ2Ll8dIxiKiBqzR1VQozgNqe0LDwTyfyggKwZSOZ9U1vpcWyf94a4u27zvUd3yJ6rm-LpTljtUMh4TfQAvnAku4gFIwpxa2Rkunzc8GOQllmvnfACg84r0YsAcUtsa033cDScsoYVUgOvhHjiboV0DnW3J4DAMxZiDwg6ARf64m&guccounter=2">altri dati</a>, i minori utilizzano TikTok per almeno 80 minuti al giorno. Se si considera che i video su TikTok sono brevi, la statistica fa ancora più impressione.</p><p>I genitori e forse anche alcuni adolescenti sovrastimolati potrebbero trarre grande giovamento dal sistema di gestione del tempo introdotto da TikTok, ma vale anche la pena di notare che <strong>le motivazioni di TikTok potrebbero non essere del tutto altruistiche</strong>. </p><p>Proprio in questo periodo, l&apos;azienda sta affrontando un pesante esame da parte dei funzionari del governo degli Stati Uniti, molti dei quali chiedono di bandire la piattaforma. La preoccupazione, tuttavia, non ha nulla a che fare con l&apos;eccessivo tempo trascorso sullo schermo, ma con i <strong>legami di TikTok con il governo cinese</strong>.</p><p>TikTok è ancora di proprietà della società tecnologica cinese ByteDance e molti temono che il g<strong>overno cinese abbia accesso illimitato ai dati di TikTok </strong>e, quindi, a tutte le nostre attività sulla piattaforma. Tuttavia, TikTok ha spostato tutti i suoi dati statunitensi su server Oracle con sede in California. L&apos;azienda sostiene che nessuno del governo cinese ha accesso ai dati relativi ai cittadini di altre nazioni.</p><p>In ogni caso, ben venga se l&apos;iniziativa dovesse giovare alla salute dei giovani, anche se solo di una piccola parte di essi.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook e Instagram come Twitter: arriva la spunta blu a pagamento ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>A quanto pare l’idea di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-sta-bannando-i-suoi-nemici-da-twitter-le-chat-interne-lo-dimostrano">Elon Musk</a> di proporre una tariffa per avere la “<strong>spunta blu</strong>” su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-ha-ufficialmente-bannato-tutte-le-app-di-terze-parti">Twitter</a>, nonostante le molte lamentele, a qualcuno è piaciuta e forse anche troppo. </p><p>Si tratta di <strong>Mark Zuckerberg</strong>, CEO di Meta e mente dietro a <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong>, che sta iniziando ad introdurre lo stesso sistema nelle due piattaforme al prezzo di 11,99 dollari per la versione web e 14,99 dollari per la versione mobile, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet">tablet</a> che sia.</p><p>A spiegare gli effetti dell’account verificato è lo stesso Zuckerberg che sottolinea come la spunta blu darà <strong>più visibilità</strong> agli account, <strong>priorità nel ricevere assistenza</strong> e altri vantaggi. Al momento, la nuova funzione è stata introdotto in Australia e Nuova Zelanda, ma presto verrà estesa ad altri Paesi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="V9zDeZTReyq47FzqtkjFXF" name="iphone social apps.jpg" alt="Facebook, Instagram e Twitter" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V9zDeZTReyq47FzqtkjFXF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: dole777 / Unsplash)</span></figcaption></figure><p>La differenza principale, rispetto al progetto di Musk, si riscontra nel modo in cui il nuovo processo di verifica si integrerà o meno con gli account che hanno già la spunta blu. Nel caso di Meta, <strong>un profilo già verificato con il metodo vecchio</strong> non dovrà sottoporsi nuovamente alla validazione. Per il resto, la verifica del proprio account è soggetta ad alcuni requisiti: è necessario <strong>aver compiuto i 18 anni di età</strong> e inviare una <strong>copia della propria carta di identità</strong> che corrisponda al nome e alla foto che si hanno su Facebook o Instagram.</p><p>Infine, i profili che si iscrivono al servizio otterranno adesivi esclusivi per le Storie e i Reel e riceveranno anche 100 stelle gratuite al mese, ovvero la moneta digitale che si può usare per premiare i <strong>content creator</strong> su Facebook. Meta fa notare che le aziende non possono ancora richiedere il badge <strong>Meta Verified</strong> e che non è possibile cambiare il nome del profilo, il nome utente, la data di nascita o la foto del profilo senza dover ripetere il processo di verifica.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2023/2/19/23606268/meta-instagram-facebook-test-paid-verification">The Verge</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-e-instagram-come-twitter-arriva-la-spunta-blu-a-pagamento</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook e Instagram potrebbero introdurre un badge simile a quello di Twitter ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">At4XB3eo2WFkHyhsjGfsA</guid>
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                                <p>A quanto pare l’idea di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-sta-bannando-i-suoi-nemici-da-twitter-le-chat-interne-lo-dimostrano">Elon Musk</a> di proporre una tariffa per avere la “<strong>spunta blu</strong>” su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-ha-ufficialmente-bannato-tutte-le-app-di-terze-parti">Twitter</a>, nonostante le molte lamentele, a qualcuno è piaciuta e forse anche troppo. </p><p>Si tratta di <strong>Mark Zuckerberg</strong>, CEO di Meta e mente dietro a <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong>, che sta iniziando ad introdurre lo stesso sistema nelle due piattaforme al prezzo di 11,99 dollari per la versione web e 14,99 dollari per la versione mobile, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet">tablet</a> che sia.</p><p>A spiegare gli effetti dell’account verificato è lo stesso Zuckerberg che sottolinea come la spunta blu darà <strong>più visibilità</strong> agli account, <strong>priorità nel ricevere assistenza</strong> e altri vantaggi. Al momento, la nuova funzione è stata introdotto in Australia e Nuova Zelanda, ma presto verrà estesa ad altri Paesi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="V9zDeZTReyq47FzqtkjFXF" name="iphone social apps.jpg" alt="Facebook, Instagram e Twitter" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V9zDeZTReyq47FzqtkjFXF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: dole777 / Unsplash)</span></figcaption></figure><p>La differenza principale, rispetto al progetto di Musk, si riscontra nel modo in cui il nuovo processo di verifica si integrerà o meno con gli account che hanno già la spunta blu. Nel caso di Meta, <strong>un profilo già verificato con il metodo vecchio</strong> non dovrà sottoporsi nuovamente alla validazione. Per il resto, la verifica del proprio account è soggetta ad alcuni requisiti: è necessario <strong>aver compiuto i 18 anni di età</strong> e inviare una <strong>copia della propria carta di identità</strong> che corrisponda al nome e alla foto che si hanno su Facebook o Instagram.</p><p>Infine, i profili che si iscrivono al servizio otterranno adesivi esclusivi per le Storie e i Reel e riceveranno anche 100 stelle gratuite al mese, ovvero la moneta digitale che si può usare per premiare i <strong>content creator</strong> su Facebook. Meta fa notare che le aziende non possono ancora richiedere il badge <strong>Meta Verified</strong> e che non è possibile cambiare il nome del profilo, il nome utente, la data di nascita o la foto del profilo senza dover ripetere il processo di verifica.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2023/2/19/23606268/meta-instagram-facebook-test-paid-verification">The Verge</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Elon Musk sta bannando i suoi nemici da Twitter, le chat interne lo dimostrano ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-sta-bannando-i-suoi-nemici-da-twitter-le-chat-interne-lo-dimostrano</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Alcune chat interne svelano come alcuni ban siano stati decisi direttamente da Elon Musk. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Twitter]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Michael Benetti ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
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                                <p>Dopo l’iniziale rumore scatenato dalle manovre di <strong>Elon Musk</strong> come nuovo CEO di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-ha-ufficialmente-bannato-tutte-le-app-di-terze-parti">Twitter</a>, che spesso ne hanno evidenziato la doppia natura ponendo in contrasto il suo intento di garantire <strong>libertà di parola</strong> a tutti con le azioni pratiche di <strong>sospensione degli account</strong> dei suoi oppositori, la discussione intorno alla nuova gestione del noto social sembrava essersi spenta.</p><p>Ora, in seguito ad un <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2023-01-27/elon-musk-s-twitter-trust-safety-head-ella-irwin-breaks-rules-for-him?leadSource=uverify%20wall">report di <strong>Bloomberg</strong></a>, il tema torna in primo piano. La nuova responsabile del reparto Trust and Safety di Twitter nominata dallo stesso Musk, Ellen Irwin, ha avuto innanzitutto il compito di occuparsi dei profili non graditi, primo tra tutti <strong>@ElonJet</strong>, uno sviluppatore diventato celebre per aver creato dei bot in grado di tracciare le rotte dei jet privati, tra qui quello del CEO. Successivamente è stato bannato anche l’account personale dello sviluppatore, il quale risponde al nome di <strong>Jack Sweeney</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XaMjm7MZNNbvoKLanPH7UC" name="Musk-and-Twitter.png" alt="Elon Musk" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XaMjm7MZNNbvoKLanPH7UC-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Il motivo per cui le dita sono tutte puntate verso il magnate risiede nelle fonti utilizzate da Bloomberg per elaborare il suo report che derivano tutte da <strong>comunicazioni interne</strong> a Twitter. Nel caso specifico di Sweeney, il suo ban è stato accompagnato da una nota: “Sospensione: richiesta diretta da parte di Elon Musk”.</p><p>Viene quindi spontaneo collegare queste ultime decisioni alla rimozione subita da alcuni account di <strong>giornalisti oppositori di Musk</strong>, anche se in questo caso siamo di fronte ad una situazione diversa e, forse, tracciare le rotte dei voli privati è stato un passo più lungo della gamba.</p><p>Twitter è in un periodo di confusione, frutto dell’enorme sconvolgimento portato dall’imprenditore che, tra le molte cose fatte, ha anche ridotto il numero di lavoratori che si occupavano della <strong>moderazione dei contenuti</strong>.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://futurism.com/elon-musk-twitter-leaked-messages-twitter">Futurism</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Twitter ha ufficialmente bannato tutte le app di terze parti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Twitter ha ufficialmente <strong>escluso tutte le app di terze parti</strong> , ovvero tutti i client basati sulla sua piattaforma. Si tratta dell&apos;ennesima mossa controversa di Elon Musk, divenuto proprietario di Twitter alla fine del 2022.</p><p>Parliamo di app molto popolari, come <em>Twitteriffic</em>, <em>Tweetbot </em>e<em> Fenix</em>, sviluppate per consentire agli utenti di visualizzare "tweet" o post di micro-blog sul sito Web di Twitter in tempo reale e di pubblicare i propri. I client esterni presenti su Twitter sono andati offline all&apos;inizio di gennaio, vanificando anni di lavoro e lasciando a piedi migliaia di utenti che li utilizzavano.</p><p>La decisione è stata <strong>ufficializzata con un Tweet piuttosto vago</strong>, nel quale si affermava semplicemente che <em>"Twitter sta rafforzando le regole che riguardano le API e che alcune di esse potrebbero smettere di funzionare."</em></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/TwitterDev/status/1615405842735714304"><p lang="en" dir="ltr">Twitter is enforcing its long-standing API rules. That may result in some apps not working.<a href="https://twitter.com/TwitterDev/status/1615405842735714304">January 17, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Lo scorso giovedì, a due giorni dal primo tweet, l&apos;azienda ha aggiornato il suo contratto per gli sviluppatori specificando che<strong> i creatori di app non sono più autorizzati a creare i propri client</strong>.</p><p>La nuova clausola vieta <em>"l&apos;uso o l&apos;accesso al Materiale concesso in licenza per creare o tentare di creare un servizio o un prodotto sostitutivo o simile alle Applicazioni Twitter"</em> e rappresenta l&apos;unica modifica sostanziale al documento. </p><p>Questo conferma ciò che i produttori di molti popolari client Twitter hanno sospettato negli ultimi giorni. ovvero che <strong>i servizi Twitter di terze parti non sono più i benvenuti</strong>.</p><h2 id="twitter-sbatte-la-porta-in-faccia-agli-sviluppatori">Twitter sbatte la porta in faccia agli sviluppatori</h2><p>Negli ultimi anni, client come <strong>Tweetbot</strong> e <strong>Fenix</strong> hanno avuto un grande seguito in quanto, oltre ad escludere le pubblicità, <strong>fornivano dei servizi extra assenti sulla piattaforma</strong>. Nel 2021, Twitter ha modificato le sue politiche per gli sviluppatori rimuovendo una sezione che scoraggiava - ma non proibiva - ai creatori di app di "replicare" il suo client.</p><p>La modifica faceva parte di un piano più ampio, mirato a migliorare il suo rapporto con gli sviluppatori, compresi i creatori di client di terze parti.</p><p>Del resto, questo "canale di comunicazione" non rientra nei piani della nuova dirigenza, poiché <strong>i creatori delle app rimosse non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione</strong> da parte di Twitter.</p><p>Gli ideatori delle app non l&apos;hanno certo presa bene, e alcuni di loro come Matteo Villadi Fenix e Sean Heber di Twitterrific hanno espresso la loro delusione:</p><p><em>"Non è del tutto inaspettato, ma la mancanza di comunicazione è un po&apos; offensiva"</em></p><p>Villa ha già ritirato la versione Android di Fenix dal Play Store, ma nota che la versione iOS della sua applicazione ha ancora accesso alle API, almeno per ora. <em>"Mi ritrovo con un&apos;app che funziona bene su iOS e che la gente continua ad acquistare, ma mi chiedo se non sia il caso di ritirare anche quella"</em>.</p><p>Sean Heber di Twitterrific ha scritto un post sul suo blog affermando che, dopo 16 anni di onorato servizio, l&apos;app è stata dismessa: <em>"Siamo spiacenti di comunicare che l&apos;improvvisa e indegna scomparsa dell&apos;app è dovuta a un cambiamento di politica non annunciato e non documentato da parte di un Twitter sempre più capriccioso, un Twitter che non riconosciamo più come affidabile e con cui non vogliamo più lavorare".</em></p><p>Il divorzio con gli sviluppatori di applicazioni di terze parti sembra quindi definitivo.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.engadget.com/twitter-new-developer-terms-ban-third-party-clients-211247096.html?guccounter=1">Engadget</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-ha-ufficialmente-bannato-tutte-le-app-di-terze-parti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Twitter ha ufficialmente escluso tutte le app di terze parti presenti sulla sua piattaforma. ]]>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Daryl Baxter ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Twitter ha ufficialmente <strong>escluso tutte le app di terze parti</strong> , ovvero tutti i client basati sulla sua piattaforma. Si tratta dell&apos;ennesima mossa controversa di Elon Musk, divenuto proprietario di Twitter alla fine del 2022.</p><p>Parliamo di app molto popolari, come <em>Twitteriffic</em>, <em>Tweetbot </em>e<em> Fenix</em>, sviluppate per consentire agli utenti di visualizzare "tweet" o post di micro-blog sul sito Web di Twitter in tempo reale e di pubblicare i propri. I client esterni presenti su Twitter sono andati offline all&apos;inizio di gennaio, vanificando anni di lavoro e lasciando a piedi migliaia di utenti che li utilizzavano.</p><p>La decisione è stata <strong>ufficializzata con un Tweet piuttosto vago</strong>, nel quale si affermava semplicemente che <em>"Twitter sta rafforzando le regole che riguardano le API e che alcune di esse potrebbero smettere di funzionare."</em></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/TwitterDev/status/1615405842735714304"><p lang="en" dir="ltr">Twitter is enforcing its long-standing API rules. That may result in some apps not working.<a href="https://twitter.com/TwitterDev/status/1615405842735714304">January 17, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Lo scorso giovedì, a due giorni dal primo tweet, l&apos;azienda ha aggiornato il suo contratto per gli sviluppatori specificando che<strong> i creatori di app non sono più autorizzati a creare i propri client</strong>.</p><p>La nuova clausola vieta <em>"l&apos;uso o l&apos;accesso al Materiale concesso in licenza per creare o tentare di creare un servizio o un prodotto sostitutivo o simile alle Applicazioni Twitter"</em> e rappresenta l&apos;unica modifica sostanziale al documento. </p><p>Questo conferma ciò che i produttori di molti popolari client Twitter hanno sospettato negli ultimi giorni. ovvero che <strong>i servizi Twitter di terze parti non sono più i benvenuti</strong>.</p><h2 id="twitter-sbatte-la-porta-in-faccia-agli-sviluppatori">Twitter sbatte la porta in faccia agli sviluppatori</h2><p>Negli ultimi anni, client come <strong>Tweetbot</strong> e <strong>Fenix</strong> hanno avuto un grande seguito in quanto, oltre ad escludere le pubblicità, <strong>fornivano dei servizi extra assenti sulla piattaforma</strong>. Nel 2021, Twitter ha modificato le sue politiche per gli sviluppatori rimuovendo una sezione che scoraggiava - ma non proibiva - ai creatori di app di "replicare" il suo client.</p><p>La modifica faceva parte di un piano più ampio, mirato a migliorare il suo rapporto con gli sviluppatori, compresi i creatori di client di terze parti.</p><p>Del resto, questo "canale di comunicazione" non rientra nei piani della nuova dirigenza, poiché <strong>i creatori delle app rimosse non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione</strong> da parte di Twitter.</p><p>Gli ideatori delle app non l&apos;hanno certo presa bene, e alcuni di loro come Matteo Villadi Fenix e Sean Heber di Twitterrific hanno espresso la loro delusione:</p><p><em>"Non è del tutto inaspettato, ma la mancanza di comunicazione è un po&apos; offensiva"</em></p><p>Villa ha già ritirato la versione Android di Fenix dal Play Store, ma nota che la versione iOS della sua applicazione ha ancora accesso alle API, almeno per ora. <em>"Mi ritrovo con un&apos;app che funziona bene su iOS e che la gente continua ad acquistare, ma mi chiedo se non sia il caso di ritirare anche quella"</em>.</p><p>Sean Heber di Twitterrific ha scritto un post sul suo blog affermando che, dopo 16 anni di onorato servizio, l&apos;app è stata dismessa: <em>"Siamo spiacenti di comunicare che l&apos;improvvisa e indegna scomparsa dell&apos;app è dovuta a un cambiamento di politica non annunciato e non documentato da parte di un Twitter sempre più capriccioso, un Twitter che non riconosciamo più come affidabile e con cui non vogliamo più lavorare".</em></p><p>Il divorzio con gli sviluppatori di applicazioni di terze parti sembra quindi definitivo.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.engadget.com/twitter-new-developer-terms-ban-third-party-clients-211247096.html?guccounter=1">Engadget</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ E alla fine, Elon Musk si dimette davvero da CEO di Twitter ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Aggiornamento:</strong></p><p>Rispondendo a un sondaggio lanciato da Elon Musk qualche giorno fa, il 57,5% degli utenti ha espresso un parere positivo a un passo indietro da parte del miliardario.</p><p>Musk aveva lanciato il nuovo sondaggio il 19 dicembre 2022, chiedendo ai suoi 122 milioni di follower se doveva dimettersi dalla guida di Twitter. Forse il miliardario non si aspettava che avrebbe vinto il sì, ma comunque ha scritto che avrebbe rispettato i risultati. E, con un nuovo tweet, l&apos;imprenditore ha confermato che lascerà il posto di CEO a qualcuno abbastanza "folle" da sostituirlo.</p><p>Continua così la "tempesta Twitter". Dall&apos;acquisizione da parte del magnate Elon Musk, già patron di <strong>Tesla</strong> e <strong>Starlink</strong>, molte sono state le vicissitudini che hanno colpito il social, dal licenziamento di diversi dipendenti alle dimissioni in massa dei membri chiave della dirigenza.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1605372724800393216"><p lang="en" dir="ltr">I will resign as CEO as soon as I find someone foolish enough to take the job! After that, I will just run the software & servers teams.<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1605372724800393216">December 21, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Nello stesso post, Musk sostiene che, una volta ceduto lo scettro del comando, resterà a capo dei team dedicati a software e server.</p><p>Nel frattempo, molti utenti hanno deciso di abbandonare la piattaforma, non condividendo le scelte fatte finora dal capo del social, invitando i contatti a ritrovarsi su altre destinazioni, come <strong>Mastodon, Hive</strong>, ma anche <strong>Facebook</strong> e<strong> Instagram</strong>.</p><p>Nelle ultime ore, il team di supporto di Twitter era intervenuto, aggiornando le policy e vietando di fatto i link ad altre piattaforme, inclusi gli aggregatori come<strong> Linktree</strong>. Una decisione poco gradita dall&apos;utenza, dato che molti creator di contenuti si sono visti danneggiati dall&apos;impossibilità di promuovere la propria presenza online.</p><p>Il post, però, è stato rimosso e la policy è scomparsa. Lo stesso Musk ha chiarito che la nuova regola sarà rivista per punire con il ban solo quegli account che nascono allo scopo esclusivo di promuovere la concorrenza, sotto i dettami dell&apos;attuale normativa sullo <strong>spam</strong>.</p><p>È dunque giunto il momento di puntare il <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">browser</a> su altre piattaforme e lasciarsi Twitter definitivamente alle spalle? O il prossimo passo indietro da parte di Elon Musk potrebbe rivitalizzare la piattaforma? Non resta che attendere la nomina del nuovo CEO, se davvero accadrà.</p><ul><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2022</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-elon-musk-lancia-il-sondaggio-sulle-dimissioni-da-capo-del-social</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Elon Musk aveva chiesto agli utenti di Twitter se dovesse dimettersi da capo del social, e ora manterrà la parola data. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:title>
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                                <p><strong>Aggiornamento:</strong></p><p>Rispondendo a un sondaggio lanciato da Elon Musk qualche giorno fa, il 57,5% degli utenti ha espresso un parere positivo a un passo indietro da parte del miliardario.</p><p>Musk aveva lanciato il nuovo sondaggio il 19 dicembre 2022, chiedendo ai suoi 122 milioni di follower se doveva dimettersi dalla guida di Twitter. Forse il miliardario non si aspettava che avrebbe vinto il sì, ma comunque ha scritto che avrebbe rispettato i risultati. E, con un nuovo tweet, l&apos;imprenditore ha confermato che lascerà il posto di CEO a qualcuno abbastanza "folle" da sostituirlo.</p><p>Continua così la "tempesta Twitter". Dall&apos;acquisizione da parte del magnate Elon Musk, già patron di <strong>Tesla</strong> e <strong>Starlink</strong>, molte sono state le vicissitudini che hanno colpito il social, dal licenziamento di diversi dipendenti alle dimissioni in massa dei membri chiave della dirigenza.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1605372724800393216"><p lang="en" dir="ltr">I will resign as CEO as soon as I find someone foolish enough to take the job! After that, I will just run the software & servers teams.<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1605372724800393216">December 21, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Nello stesso post, Musk sostiene che, una volta ceduto lo scettro del comando, resterà a capo dei team dedicati a software e server.</p><p>Nel frattempo, molti utenti hanno deciso di abbandonare la piattaforma, non condividendo le scelte fatte finora dal capo del social, invitando i contatti a ritrovarsi su altre destinazioni, come <strong>Mastodon, Hive</strong>, ma anche <strong>Facebook</strong> e<strong> Instagram</strong>.</p><p>Nelle ultime ore, il team di supporto di Twitter era intervenuto, aggiornando le policy e vietando di fatto i link ad altre piattaforme, inclusi gli aggregatori come<strong> Linktree</strong>. Una decisione poco gradita dall&apos;utenza, dato che molti creator di contenuti si sono visti danneggiati dall&apos;impossibilità di promuovere la propria presenza online.</p><p>Il post, però, è stato rimosso e la policy è scomparsa. Lo stesso Musk ha chiarito che la nuova regola sarà rivista per punire con il ban solo quegli account che nascono allo scopo esclusivo di promuovere la concorrenza, sotto i dettami dell&apos;attuale normativa sullo <strong>spam</strong>.</p><p>È dunque giunto il momento di puntare il <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">browser</a> su altre piattaforme e lasciarsi Twitter definitivamente alle spalle? O il prossimo passo indietro da parte di Elon Musk potrebbe rivitalizzare la piattaforma? Non resta che attendere la nomina del nuovo CEO, se davvero accadrà.</p><ul><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2022</li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Dimissioni da Twitter, Elon Musk non ci sta e rilancia ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>"<strong>Twitter</strong> è mio e ci faccio quel che voglio", sembra quasi il messaggio arrivare da <strong>Elon Musk</strong>, che ha rotto il silenzio dopo diverse ore dalla chiusura del sondaggio in cui aveva chiesto agli utenti se fosse il caso di presentare le dimissioni da capo del social.</p><p>Nonostante la promessa di rispettare il risultato del sondaggio, chiuso con oltre il 57% degli utenti favorevoli dalle dimissioni del miliardario, Musk ha deciso di disattendere la volontà dell&apos;utenza. Il magnate, infatti, ha commentato come "interessanti" le teorie di alcuni utenti, secondo cui l&apos;esito sarebbe stato influenzato dalla presenza di numerosi account fasulli.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1604617643973124097"><p lang="en" dir="ltr">Should I step down as head of Twitter? I will abide by the results of this poll.<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1604617643973124097">December 18, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><h2 id="il-rilancio-con-l-apos-ennesima-modifica-alla-policy">Il rilancio con l&apos;ennesima modifica alla policy</h2><p>Prendendo spunto dal suggerimento di un utente, Musk ha dichiarato che, in futuro, solo gli utenti <strong>Twitter Blue</strong> avranno diritto a rispondere ai sondaggi relativi alle policy del social network.</p><p>Si tratta solo dell&apos;ennesimo cambio alle normative di Twitter: poche ore prima, infatti, il supporto ufficiale del social aveva annunciato l&apos;introduzione di un divieto di pubblicare link a siti concorrenti, come <strong>Facebook, Instagram, Mastodon</strong> e altri. Poco dopo, però, c&apos;è stato un passo indietro, con la promessa di Musk di modificare la norma affinché si applichi solo agli account che si limitano a linkare altri social e aggregatori come <strong>Linktree</strong> senza apportare contenuti alla piattaforma, secondo le regole già definite in materia di <strong>spam</strong>.</p><p>Questo scenario della nuova amministrazione Musk non è inedito, infatti si era discusso molto del ban subito dai giornalisti che hanno criticato la piattaforma, nello specifico la decisione di escludere un account che tracciava la posizione del jet privato di Elon Musk, che però utilizzava dati di dominio pubblico e senza violare alcuna normativa.</p><p>Anche in questo caso, Twitter ha fatto un passo indietro, e Musk si è scusato, promettendo di introdurre un sondaggio per le modifiche alle policy. Quello che è successo dopo è sotto gli occhi di tutti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/dimissioni-da-twitter-elon-musk-non-ci-sta-e-rilancia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dopo che il 57% degli utenti di Twitter si è dichiarato favorevole alle dimissioni, Elon Musk rilancia con l'ennesimo cambio di policy. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">6ZJfjviKLNJQAnAcQ8SBjW</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Twitter]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <p>"<strong>Twitter</strong> è mio e ci faccio quel che voglio", sembra quasi il messaggio arrivare da <strong>Elon Musk</strong>, che ha rotto il silenzio dopo diverse ore dalla chiusura del sondaggio in cui aveva chiesto agli utenti se fosse il caso di presentare le dimissioni da capo del social.</p><p>Nonostante la promessa di rispettare il risultato del sondaggio, chiuso con oltre il 57% degli utenti favorevoli dalle dimissioni del miliardario, Musk ha deciso di disattendere la volontà dell&apos;utenza. Il magnate, infatti, ha commentato come "interessanti" le teorie di alcuni utenti, secondo cui l&apos;esito sarebbe stato influenzato dalla presenza di numerosi account fasulli.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1604617643973124097"><p lang="en" dir="ltr">Should I step down as head of Twitter? I will abide by the results of this poll.<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1604617643973124097">December 18, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><h2 id="il-rilancio-con-l-apos-ennesima-modifica-alla-policy">Il rilancio con l&apos;ennesima modifica alla policy</h2><p>Prendendo spunto dal suggerimento di un utente, Musk ha dichiarato che, in futuro, solo gli utenti <strong>Twitter Blue</strong> avranno diritto a rispondere ai sondaggi relativi alle policy del social network.</p><p>Si tratta solo dell&apos;ennesimo cambio alle normative di Twitter: poche ore prima, infatti, il supporto ufficiale del social aveva annunciato l&apos;introduzione di un divieto di pubblicare link a siti concorrenti, come <strong>Facebook, Instagram, Mastodon</strong> e altri. Poco dopo, però, c&apos;è stato un passo indietro, con la promessa di Musk di modificare la norma affinché si applichi solo agli account che si limitano a linkare altri social e aggregatori come <strong>Linktree</strong> senza apportare contenuti alla piattaforma, secondo le regole già definite in materia di <strong>spam</strong>.</p><p>Questo scenario della nuova amministrazione Musk non è inedito, infatti si era discusso molto del ban subito dai giornalisti che hanno criticato la piattaforma, nello specifico la decisione di escludere un account che tracciava la posizione del jet privato di Elon Musk, che però utilizzava dati di dominio pubblico e senza violare alcuna normativa.</p><p>Anche in questo caso, Twitter ha fatto un passo indietro, e Musk si è scusato, promettendo di introdurre un sondaggio per le modifiche alle policy. Quello che è successo dopo è sotto gli occhi di tutti.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ La libertà di parola secondo Twitter: bannati giornalisti e il social Mastodon ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>"Nel bene e nel male, purché se ne parli" dev&apos;essere diventato il nuovo motto di Elon Musk. </p><p>Dopo le polemiche per i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-sconvolge-twitter-circa-4000-posti-di-lavoro-a-rischio">licenziamenti di massa</a> e per la decisione di assegnare la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-spunte-blu-a-pagamento-per-chi-ha-un-iphoneipad-costano-di-piu">spunta blu solo agli account a Premium</a> (a pagamento), Elon Musk e la sua piattaforma social Twitter sono finiti nuovamente nell&apos;occhio del ciclone in seguito al ban di alcuni giornalisti che lo avevano criticato.</p><p>Nello specifico si tratta di otto account collegati a giornalisti che, nei mesi scorsi, hanno parlato di Musk in accezione negativa o, come sostiene il CEO di Twitter, hanno condiviso dei dati personali dell&apos;imprenditore. In particolare questi dati farebbero riferimento alla location del Jet privato di Elon Musk e sono stati ritenuti una vera e propria violazione della privacy.</p><p>Tra le figure coinvolte ci sono reporter di riviste come The New York Times, The Intercept, MSNBC, CNN e Washington Post, oltre a due giornalisti indipendenti che rispondono al nome di Aaron Rupar e Tony Webster.</p><p>Come prevedibile, in molti hanno sottolineato l&apos;incoerenza tra le azioni di Musk e le sue garanzie sull&apos;assoluta libertà di parola che, a detta sua, avrebbe dovuto regnare su Twitter dopo il suo avvento.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1603575877538680832"><p lang="en" dir="ltr">Criticizing me all day long is totally fine, but doxxing my real-time location and endangering my family is not<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1603575877538680832">December 16, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Tuttavia, Musk ha prontamente Twittato a riguardo ponendo il focus sul fattore scatenante, ovvero la condivisione della sua posizione in tempo reale. Questo atto, secondo Musk, potrebbe mettere in pericolo lui e i suoi familiari ed è il motivo per cui i giornalisti sono stati allontanati.</p><p>Del resto, finora non era mai avvenuto niente di simile, tanto che il capo della sicurezza di Twitter, Ella Irwin, ha detto a <a href="https://www.theverge.com/2022/12/15/23512004/elon-musk-starts-banning-critical-journalists-from-twitter">The Verge</a> che i ban sono legati a una <strong>nuova norma</strong> introdotta mercoledì scorso che vieta la condivisione di "informazioni sulla posizione in tempo reale, comprese le informazioni condivise su Twitter direttamente o i link a URL di terze parti sui percorsi di viaggio".</p><p>In sostanza, Musk avrebbe semplicemente applicato il nuovo regolamento a tutela della sua privacy.</p><p>Tra gli account sospesi ci sono anche quello di @ElonJet e altri account pubblici che condividevano regolarmente la location del Jet di Elon Musk.</p><p>Il proprietario dell&apos;account @ElonJet, Jack Sweeney, ha subito anche il blocco del suo account personale. Musk ha poi giurato di intraprendere un&apos;azione legale contro di lui e contro <em>"le organizzazioni che hanno danneggiato la mia famiglia"</em>.</p><p>Infine, Twitter ha sospeso l&apos;account principale della piattaforma social <strong>Mastodon </strong>(<em>@joinmastodon</em>), emersa come alternativa al social dell&apos;uccellino dopo l&apos;acquisizione di Twitter nel mese di ottobre.</p><p>Attualmente, tutti i link agli account Mastodon sono bloccati e, cliccandoci, compare un messaggio di errore che li identifica come "potenzialmente dannosi". Questa misura riguarda anche i link a Mastodon presenti nelle bio e sottolinea la nuova politica di Twitter verso la concorrenza.</p><h2 id="la-tua-libert-xe0-finisce-dove-inizia-quella-di-elon-musk">La tua libertà finisce dove inizia quella di Elon Musk</h2><p>Non c&apos;è dubbio, condividere le informazioni relative alla location di qualcuno in tempo reale è scorretto e potrebbe avere delle conseguenze legali. Per questo motivo, le motivazioni di Musk potrebbero suonare attendibili.</p><p>Diciamo potrebbero, perché in alcuni casi, non lo sono affatto. Alcuni dei giornalisti bannati, come Drew Harwell del Washington Post, hanno semplicemente condiviso dei messaggi relativi al blocco dell&apos;account di Mastodon. Prima di vedere il suo account sospeso, Aaron Rupar aveva condiviso l&apos;account Facebook di ElonJet nell&apos;ambito di un approfondimento sulla vicenda. In sostanza, nessuno dei due ha condiviso direttamente la posizione di Musk o aveva intenzione di mettere a rischio la privacy della sua famiglia.</p><p>Nei mesi scorsi, gli altri giornalisti bannati hanno pubblicato pezzi e approfondimenti piuttosto critici rispetto l&apos;operato di Musk dopo l&apos;acquisizione di Twitter e, alcuni di essi, hanno inserito dei link ai loro account Mastodon nella bio. </p><p>A quanto pare però, lo stesso Musk ha detto che il ban non dipende da questo, ma da interventi mirati a limitare le attività di tracciamento e dalla condivisione di link (su Facebook e Mastodon) che rimandavano all&apos;account di Elonjet.</p><p>La polemica si è accesa in un batter d&apos;occhio, tanto che Musk ha deciso di utilizzare la funzione Space di Twitter per discutere l&apos;accaduto. Durante la discussione alla quale hanno partecipato circa 30.000 utenti, le risposte di Musk rispetto alla questione dei ban sono risultate contradditorie e le domande dei giornalisti (c&apos;erano anche alcuni di coloro che hanno subito il ban) sono rimaste per gran parte irrisolte. </p><p>Al termine della discussione, la funzione Space è stata sospesa a tempo indeterminato e non sappiamo quando tornerà attiva.</p><p>Stando alle parole di Musk, per gran parte degli account si tratta di un ban temporaneo, più che di una soluzione definitiva. Tuttavia, la vicenda mette nuovamente in risalto il drastico cambio di rotta preso da Twitter nell&apos;era Musk e fa sorgere ulteriori dubbi sul futuro della piattaforma.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.bbc.com/news/world-us-canada-63996061?at_medium=RSS&at_campaign=KARANGA">BBC</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/la-liberta-di-parola-secondo-twitter-bannati-giornalisti-e-il-social-mastodon</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Elon Musk ha bannato diversi giornalisti che lo avevano criticato nei mesi scorsi, oltre a chiudere l'account della piattaforma rivale Mastodon. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
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                                <p>"Nel bene e nel male, purché se ne parli" dev&apos;essere diventato il nuovo motto di Elon Musk. </p><p>Dopo le polemiche per i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-sconvolge-twitter-circa-4000-posti-di-lavoro-a-rischio">licenziamenti di massa</a> e per la decisione di assegnare la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-spunte-blu-a-pagamento-per-chi-ha-un-iphoneipad-costano-di-piu">spunta blu solo agli account a Premium</a> (a pagamento), Elon Musk e la sua piattaforma social Twitter sono finiti nuovamente nell&apos;occhio del ciclone in seguito al ban di alcuni giornalisti che lo avevano criticato.</p><p>Nello specifico si tratta di otto account collegati a giornalisti che, nei mesi scorsi, hanno parlato di Musk in accezione negativa o, come sostiene il CEO di Twitter, hanno condiviso dei dati personali dell&apos;imprenditore. In particolare questi dati farebbero riferimento alla location del Jet privato di Elon Musk e sono stati ritenuti una vera e propria violazione della privacy.</p><p>Tra le figure coinvolte ci sono reporter di riviste come The New York Times, The Intercept, MSNBC, CNN e Washington Post, oltre a due giornalisti indipendenti che rispondono al nome di Aaron Rupar e Tony Webster.</p><p>Come prevedibile, in molti hanno sottolineato l&apos;incoerenza tra le azioni di Musk e le sue garanzie sull&apos;assoluta libertà di parola che, a detta sua, avrebbe dovuto regnare su Twitter dopo il suo avvento.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1603575877538680832"><p lang="en" dir="ltr">Criticizing me all day long is totally fine, but doxxing my real-time location and endangering my family is not<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1603575877538680832">December 16, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Tuttavia, Musk ha prontamente Twittato a riguardo ponendo il focus sul fattore scatenante, ovvero la condivisione della sua posizione in tempo reale. Questo atto, secondo Musk, potrebbe mettere in pericolo lui e i suoi familiari ed è il motivo per cui i giornalisti sono stati allontanati.</p><p>Del resto, finora non era mai avvenuto niente di simile, tanto che il capo della sicurezza di Twitter, Ella Irwin, ha detto a <a href="https://www.theverge.com/2022/12/15/23512004/elon-musk-starts-banning-critical-journalists-from-twitter">The Verge</a> che i ban sono legati a una <strong>nuova norma</strong> introdotta mercoledì scorso che vieta la condivisione di "informazioni sulla posizione in tempo reale, comprese le informazioni condivise su Twitter direttamente o i link a URL di terze parti sui percorsi di viaggio".</p><p>In sostanza, Musk avrebbe semplicemente applicato il nuovo regolamento a tutela della sua privacy.</p><p>Tra gli account sospesi ci sono anche quello di @ElonJet e altri account pubblici che condividevano regolarmente la location del Jet di Elon Musk.</p><p>Il proprietario dell&apos;account @ElonJet, Jack Sweeney, ha subito anche il blocco del suo account personale. Musk ha poi giurato di intraprendere un&apos;azione legale contro di lui e contro <em>"le organizzazioni che hanno danneggiato la mia famiglia"</em>.</p><p>Infine, Twitter ha sospeso l&apos;account principale della piattaforma social <strong>Mastodon </strong>(<em>@joinmastodon</em>), emersa come alternativa al social dell&apos;uccellino dopo l&apos;acquisizione di Twitter nel mese di ottobre.</p><p>Attualmente, tutti i link agli account Mastodon sono bloccati e, cliccandoci, compare un messaggio di errore che li identifica come "potenzialmente dannosi". Questa misura riguarda anche i link a Mastodon presenti nelle bio e sottolinea la nuova politica di Twitter verso la concorrenza.</p><h2 id="la-tua-libert-xe0-finisce-dove-inizia-quella-di-elon-musk">La tua libertà finisce dove inizia quella di Elon Musk</h2><p>Non c&apos;è dubbio, condividere le informazioni relative alla location di qualcuno in tempo reale è scorretto e potrebbe avere delle conseguenze legali. Per questo motivo, le motivazioni di Musk potrebbero suonare attendibili.</p><p>Diciamo potrebbero, perché in alcuni casi, non lo sono affatto. Alcuni dei giornalisti bannati, come Drew Harwell del Washington Post, hanno semplicemente condiviso dei messaggi relativi al blocco dell&apos;account di Mastodon. Prima di vedere il suo account sospeso, Aaron Rupar aveva condiviso l&apos;account Facebook di ElonJet nell&apos;ambito di un approfondimento sulla vicenda. In sostanza, nessuno dei due ha condiviso direttamente la posizione di Musk o aveva intenzione di mettere a rischio la privacy della sua famiglia.</p><p>Nei mesi scorsi, gli altri giornalisti bannati hanno pubblicato pezzi e approfondimenti piuttosto critici rispetto l&apos;operato di Musk dopo l&apos;acquisizione di Twitter e, alcuni di essi, hanno inserito dei link ai loro account Mastodon nella bio. </p><p>A quanto pare però, lo stesso Musk ha detto che il ban non dipende da questo, ma da interventi mirati a limitare le attività di tracciamento e dalla condivisione di link (su Facebook e Mastodon) che rimandavano all&apos;account di Elonjet.</p><p>La polemica si è accesa in un batter d&apos;occhio, tanto che Musk ha deciso di utilizzare la funzione Space di Twitter per discutere l&apos;accaduto. Durante la discussione alla quale hanno partecipato circa 30.000 utenti, le risposte di Musk rispetto alla questione dei ban sono risultate contradditorie e le domande dei giornalisti (c&apos;erano anche alcuni di coloro che hanno subito il ban) sono rimaste per gran parte irrisolte. </p><p>Al termine della discussione, la funzione Space è stata sospesa a tempo indeterminato e non sappiamo quando tornerà attiva.</p><p>Stando alle parole di Musk, per gran parte degli account si tratta di un ban temporaneo, più che di una soluzione definitiva. Tuttavia, la vicenda mette nuovamente in risalto il drastico cambio di rotta preso da Twitter nell&apos;era Musk e fa sorgere ulteriori dubbi sul futuro della piattaforma.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.bbc.com/news/world-us-canada-63996061?at_medium=RSS&at_campaign=KARANGA">BBC</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Twitter, Elon Musk: possibili tagli al personale entro fine novembre ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Fin dal giorno del suo insediamento nella sede centrale di Twitter, Elon Musk ha iniziato un&apos;opera di "pulizia" che prevede l&apos;eliminazione di quelle che, secondo il CEO di Space X, sono figure scomode o non più necessarie all&apos;azienda.</p><p>Dopo aver licenziato alcuni dei principali manager dell&apos;azienda, tra i quali il CEO Parag Agrawal e il CFO Ned Segal, a fine ottobre Musk ha messo a punto un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-sconvolge-twitter-circa-4000-posti-di-lavoro-a-rischio">piano aziendale</a> mirato a <strong>dimezzare la forza lavoro</strong> licenziando circa 4000 dipendenti, presumibilmente per rientrare nei costi di acquisizione.</p><p>Secondo un report del <a href="https://www.nytimes.com/2022/10/29/technology/twitter-layoffs-musk-jobs.html" target="_blank"><em>The New York Times</em></a> il CEO di SpaceX e Tesla avrebbe ordinato ai suoi manager di <strong>stilare una lista</strong> con i nomi dei dipendenti da "tagliare" per far quadrare il bilancio. </p><p>Del resto, la notizia non sorprende visto che prima di completare l&apos;acquisizione di Twitter, Musk avrebbe comunicato agli investitori l&apos;intenzione di <strong>licenziare</strong> <strong>fino al 75% dei 7.500 dipendenti dell&apos;azienda</strong>.</p><p>Secondo le stime del <a href="https://www.theguardian.com/business/2022/oct/28/twitter-bosses-120m-dollars-payout-elon-musk"><em>Guardian</em></a>, i licenziamenti a tappeto decisi da Musk potrebbero costare circa <strong>120 milioni di dollari </strong>in "paracaduti d&apos;oro".</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.70%;"><img id="KNyDAuwtpcDKsedVpFWD7L" name="Twitter and elon Musk.jpg" alt="Elon Musk" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KNyDAuwtpcDKsedVpFWD7L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="683" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Nel corso di un&apos;assemblea con il personale, Musk avrebbe fatto marcia indietro negando di voler effettuare ulteriori tagli. Se finora circa la metà dei dipendenti di Twitter è stata costretta a lasciare l&apos;azienda, non possiamo escludere che il CEO di Space X decida di portare a termine il piano iniziale effettuando ulteriori tagli al personale per raggiungere la quota stabilita inizialmente.</p><p>Se così fosse, questi tagli potrebbero avvenire prima della fine del mese, dato che così facendo <strong>Musk</strong> <strong>eviterebbe di pagare le quote azionarie</strong> ai dipendenti in uscita. Stando al report del NYT, tali quote <em>"rappresentano in genere una parte significativa"</em> della retribuzione dei dipendenti. </p><p>Per ora non ci sono conferme ufficiali dato che Musk è stato molto elusivo rispetto al tema dei tagli al personale, ma il magnate americano sembra intenzionato ad arginare le perdite subite di recente, a qualsiasi costo.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-elon-musk-grossi-tagli-al-personale-entro-fine-ottobre</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dopo aver chiesto la testa di un buon numero di manager di Twitter, Elon Musk si prepara a licenziare altri dipendenti ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">iLV2wswoQqSq9W63Xk8Bj6</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Twitter]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Fin dal giorno del suo insediamento nella sede centrale di Twitter, Elon Musk ha iniziato un&apos;opera di "pulizia" che prevede l&apos;eliminazione di quelle che, secondo il CEO di Space X, sono figure scomode o non più necessarie all&apos;azienda.</p><p>Dopo aver licenziato alcuni dei principali manager dell&apos;azienda, tra i quali il CEO Parag Agrawal e il CFO Ned Segal, a fine ottobre Musk ha messo a punto un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-sconvolge-twitter-circa-4000-posti-di-lavoro-a-rischio">piano aziendale</a> mirato a <strong>dimezzare la forza lavoro</strong> licenziando circa 4000 dipendenti, presumibilmente per rientrare nei costi di acquisizione.</p><p>Secondo un report del <a href="https://www.nytimes.com/2022/10/29/technology/twitter-layoffs-musk-jobs.html" target="_blank"><em>The New York Times</em></a> il CEO di SpaceX e Tesla avrebbe ordinato ai suoi manager di <strong>stilare una lista</strong> con i nomi dei dipendenti da "tagliare" per far quadrare il bilancio. </p><p>Del resto, la notizia non sorprende visto che prima di completare l&apos;acquisizione di Twitter, Musk avrebbe comunicato agli investitori l&apos;intenzione di <strong>licenziare</strong> <strong>fino al 75% dei 7.500 dipendenti dell&apos;azienda</strong>.</p><p>Secondo le stime del <a href="https://www.theguardian.com/business/2022/oct/28/twitter-bosses-120m-dollars-payout-elon-musk"><em>Guardian</em></a>, i licenziamenti a tappeto decisi da Musk potrebbero costare circa <strong>120 milioni di dollari </strong>in "paracaduti d&apos;oro".</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.70%;"><img id="KNyDAuwtpcDKsedVpFWD7L" name="Twitter and elon Musk.jpg" alt="Elon Musk" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KNyDAuwtpcDKsedVpFWD7L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="683" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Nel corso di un&apos;assemblea con il personale, Musk avrebbe fatto marcia indietro negando di voler effettuare ulteriori tagli. Se finora circa la metà dei dipendenti di Twitter è stata costretta a lasciare l&apos;azienda, non possiamo escludere che il CEO di Space X decida di portare a termine il piano iniziale effettuando ulteriori tagli al personale per raggiungere la quota stabilita inizialmente.</p><p>Se così fosse, questi tagli potrebbero avvenire prima della fine del mese, dato che così facendo <strong>Musk</strong> <strong>eviterebbe di pagare le quote azionarie</strong> ai dipendenti in uscita. Stando al report del NYT, tali quote <em>"rappresentano in genere una parte significativa"</em> della retribuzione dei dipendenti. </p><p>Per ora non ci sono conferme ufficiali dato che Musk è stato molto elusivo rispetto al tema dei tagli al personale, ma il magnate americano sembra intenzionato ad arginare le perdite subite di recente, a qualsiasi costo.</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ La gente usa TikTok per informarsi, ed è una pessima cosa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Viviamo in un&apos;epoca storica caratterizzata da un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sovraccarico_cognitivo" target="_blank"><strong>sovraccarico di informazioni</strong></a>, e l&apos;ultima novità è che parecchia gente cerca di tenersi informata usando TikTok, il feed di Twitter e altri social.</p><p>La natura di un contesto informativo simile, caratterizzato dall&apos;immediatezza e la rapidità con cui si può recepire una mole non indifferente di notizie, è <strong>terreno fertile per la disinformazione</strong>, perché non c&apos;è modo che l&apos;utente medio si fermi e dica "ehi, aspetta un attimo" e verifichi le veridicità di tutti i video e i post in cui incappa. </p><p>La natura di questi strumenti, soprattutto TikTok, è esplicitamente contraria all&apos;idea di buona informazione. Bisognerebbe fermarsi un attimo, riflettere, controllare. Queste app invece di fanno correre, passare velocemente da un contenuto all&apos;altro. Ma ciò che hai visto e sentito, spesso, <strong>ti resta in testa come una verità</strong>. </p><p>L&apos;app di TikTok, disponibile solo dal 2016, ha rapidamente scalato la classifica mondiale dei social più diffusi, diventando la più scaricata del 2021 e totalizzando i guadagni più alti del mondo nella prima metà del 2022. La sua notorietà è diffusa soprattutto tra gli utenti più giovani, ma non solo. Al di là dei benefici che influencer e content creator riescono a trarre dalla pubblicazione di contenuti originali, TikTok è molto <strong>usato anche per la divulgazione</strong> in moltissimi ambiti: quello scientifico, medico, politico, e chi più ne ha più ne metta.</p><ul><li>Empty list</li></ul><p>I tempi in cui l&apos;unico mezzo "tecnologico" per svagarsi e informarsi era guardare la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-televisore">TV</a>, e il massimo rischio che si correva era di venire tartassati da qualche minuto di pausa pubblicitaria, sono molto lontani. Data l&apos;enorme quantità di video brevi che circolano su TikTok (e non solo, considerando che anche Meta ha deciso di importare lo stesso approccio su Facebook e Instagram, così come Google su YouTube), il <strong>rischio di incappare in fake news</strong> e informazioni fuorvianti è sempre più alto.</p><p>Vi è mai capitato di scorrere dal vostro <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> TikTok, oppure i reel di Instagram, e pensare che non è esattamente il posto dove vi aspettereste di trovare medici e politici? Non avete tutti i torti: un social nato per l&apos;intrattenimento non è esattamente il luogo adatto dove fare <strong>informazione o propaganda</strong>, eppure viviamo in un periodo storico in cui un medico trova una buona idea propinare cure e consigli generalizzati in un video di poche manciate di secondi, con tanto di balletto e audio virale in sottofondo, magari addirittura indossando il camice.</p><p>Qualcuno potrebbe dire che questo è semplicemente il risultato di un&apos;evoluzione naturale, con le figure professionali che si stanno adattando a un nuovo modo di fare e cercare informazione, ma un modus operandi simile denota più che altro una scarsa professionalità.</p><p>Prendiamo per esempio le ultime elezioni politiche: nel mese di settembre su TikTok ha spopolato un test che, rispondendo sì o no a poche semplici domande, <strong>indirizzava l&apos;utente al partito</strong> più vicino ai suoi ideali. Chissà quanti neo diciottenni si sono affidati a questo test per votare per la prima volta, invece di cercare qualche fonte più esaustiva e affidabile per comprendere i programmi elettorali.</p><p>Non bisogna infatti dimenticare che su TikTok bazzicano molti giovanissimi, oltre a persone più avanti con l&apos;età e spesso poco pratiche con la tecnologia. E il problema di fare e cercare informazioni su TikTok non è legato solo alle notizie ingannevoli o fuorvianti, ma anche alla semplice superficialità: ormai TikTok per molti utenti (secondo <a href="https://mashable.com/article/gen-z-tiktok-search-engine-google" target="_blank">alcune ricerche</a>, il 40% dei giovani tra i 18 e i 24 anni) <strong>sostituisce il motore di ricerca di Google</strong>.</p><p>Non stiamo dicendo che Google sia sempre il mezzo giusto per informarsi, e sicuramente fare una ricerca digitando i propri sintomi non sostituisce una visita da un medico in carne e ossa, ma in certi ambiti è senz&apos;altro più esaustivo. Se parliamo degli ultimi temi caldi, come la pandemia di COVID-19, l&apos;invasione della Russia in Ucraina e le elezioni presidenziali negli USA, <a href="https://www.newsguardtech.com/misinformation-monitor/september-2022/" target="_blank">secondo NewsGuard</a> <strong>Google fornisce informazioni più approfondite</strong>, affidabili e di qualità superiore.</p><p>Questo trend è la risposta alla continua ricerca delle nuove generazioni di contenuti più relazionabili e immersivi, fruibili velocemente e con poco sforzo. Tuttavia, gli analisti hanno trovato che almeno il <a href="https://www.newsguardtech.com/misinformation-monitor/september-2022/" target="_blank">20% dei video su TikTok</a> contiene informazioni false o fuorvianti. In molti casi, <strong>ingannare le persone non è così difficile</strong>, anche senza l&apos;ausilio di tattiche o piani d&apos;azione complessi. </p><p>Ma tante volte "basta saperlo". Già essere consapevoli che qualcuno potrebbe raccontarvi delle falsità, visto che ce ne sono parecchie in giro, è un buon primo passo. </p><p>Tendenzialmente, la policy dei social network è di rimuovere o segnalare i contenuti che potrebbero essere fuorvianti o contenere informazioni false. Nonostante le linee guida in linea teorica impediscano la pubblicazione di fake news che potrebbero essere dannose e si cerchi di verificare la veridicità dei contenuti che vengono pubblicati, il dilagare di <strong>migliaia di nuovi video ogni giorno</strong> rende impossibile l&apos;intercettazione di tutte le notizie false.</p><p>Le aziende dietro i social media si avvalgono sia di revisori umani che dell&apos;intelligenza artificiale per <strong>moderare quanto possibile</strong> i contenuti problematici, tramite l&apos;applicazione di "etichette" virtuali che mettono in guardia dalle informazioni non ufficiali su alcune tematiche delicate, come i vaccini e le elezioni politiche. Tuttavia, controllare video che integrano audio, testo e immagini è più difficile rispetto a un tweet o un post.</p><p>Un video più o meno breve può raccontare solo una parte della storia, tralasciando buona parte del contesto, proprio per la sua natura di materiale fruibile in pochi secondi o minuti.</p><p>Ad agosto, per esempio, è stata <a href="https://www.politifact.com/factchecks/2022/aug/18/tiktok-posts/obama-was-warning-about-disinformation-not-endorsi/" target="_blank">smentita la veridicità di un video di 40 secondi</a> in cui Barack Obama sembrava promuovere la diffusione di notizie false, con tanto di linee guida su come procedere. In realtà, questo video è uno spezzone decontestualizzato di un discorso più ampio, durante il quale Obama si stava schierando contro la disinformazione, analizzando le tattiche utilizzate dai regimi autoritari per diffondere informazioni false. Non è difficile modificare un video, in modo da far sembrare che <strong>si dica l&apos;esatto contrario</strong> rispetto all&apos;originale; ed è semplice anche senza usare l&apos;intelligenza artificiale e il deep fake. </p><p>Quando gli utenti condividono i video sui social, il contesto originale dei video può perdersi e non essere chiaro a chi li vede successivamente. Questo succede soprattutto con i TikTok, <strong>il cui audio talvolta viene "innocentemente" remixato</strong> e riutilizzato in altri video per scherzo o per creare dei meme.</p><p>Sfortunatamente, <strong>non a tutti è chiaro che certi video vanno intesi come una battuta</strong>, e faticano a distinguere tra video veri e ironici. In questo caso può essere utile risalire a chi ha postato il video originale o chi ha campionato l&apos;audio per capirne il contesto.</p><p>Statisticamente, <strong>tendiamo a credere di più alle </strong><a href="https://www.bellisario.psu.edu/research/centers/medialab" target="_blank"><strong>notizie false</strong> contenute nei video</a> piuttosto che ai contenuti testuali proprio perché siamo propensi a fidarci di qualcosa che può possiamo vedere con i nostri stessi occhi.</p><p>Con l&apos;ausilio dell&apos;effetto green screen, grazie al quale i content creator possono filmarsi mentre parlano con le immagini più disparate sullo sfondo. Queste possono essere caricate e usate a piacimento e, naturalmente, falsate. Un buon metodo per verificare se sono vere o meno è fare una ricerca per immagini su Google.</p><p>Insomma, i metodi per inquinare i contenuti presenti sulle piattaforme social più famose sono infiniti, e alcuni quasi insospettabili. Nonostante l&apos;impegno e le risorse impiegate dalle aziende per arginare il problema, il pericolo della cattiva comunicazione è all&apos;ordine del giorno.</p><p>Oggi più che mai, è difficile trovare un equilibrio tra libertà di opinione ed espressione e salvaguardia dell&apos;integrità delle informazioni. Quello che possiamo fare dalla parte di consumatori di materiale multimediale, è spendere sempre qualche minuto in più per verificare le fonti e le informazioni lampo a cui ci esponiamo continuamente, senza accontentarci di scorciatoie comode e troppo brevi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/features/la-gente-usa-tiktok-per-informarsi-ed-e-una-pessima-cosa</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I video su TikTok sono brevi... ma possono essere letali. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UxPpv865qcUYAAYtyAWuhU-320-70.jpg ]]></dc:source>
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&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[TikTok and YouTube apps side-by-side on an iPhone]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Viviamo in un&apos;epoca storica caratterizzata da un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sovraccarico_cognitivo" target="_blank"><strong>sovraccarico di informazioni</strong></a>, e l&apos;ultima novità è che parecchia gente cerca di tenersi informata usando TikTok, il feed di Twitter e altri social.</p><p>La natura di un contesto informativo simile, caratterizzato dall&apos;immediatezza e la rapidità con cui si può recepire una mole non indifferente di notizie, è <strong>terreno fertile per la disinformazione</strong>, perché non c&apos;è modo che l&apos;utente medio si fermi e dica "ehi, aspetta un attimo" e verifichi le veridicità di tutti i video e i post in cui incappa. </p><p>La natura di questi strumenti, soprattutto TikTok, è esplicitamente contraria all&apos;idea di buona informazione. Bisognerebbe fermarsi un attimo, riflettere, controllare. Queste app invece di fanno correre, passare velocemente da un contenuto all&apos;altro. Ma ciò che hai visto e sentito, spesso, <strong>ti resta in testa come una verità</strong>. </p><p>L&apos;app di TikTok, disponibile solo dal 2016, ha rapidamente scalato la classifica mondiale dei social più diffusi, diventando la più scaricata del 2021 e totalizzando i guadagni più alti del mondo nella prima metà del 2022. La sua notorietà è diffusa soprattutto tra gli utenti più giovani, ma non solo. Al di là dei benefici che influencer e content creator riescono a trarre dalla pubblicazione di contenuti originali, TikTok è molto <strong>usato anche per la divulgazione</strong> in moltissimi ambiti: quello scientifico, medico, politico, e chi più ne ha più ne metta.</p><ul><li>Empty list</li></ul><p>I tempi in cui l&apos;unico mezzo "tecnologico" per svagarsi e informarsi era guardare la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-televisore">TV</a>, e il massimo rischio che si correva era di venire tartassati da qualche minuto di pausa pubblicitaria, sono molto lontani. Data l&apos;enorme quantità di video brevi che circolano su TikTok (e non solo, considerando che anche Meta ha deciso di importare lo stesso approccio su Facebook e Instagram, così come Google su YouTube), il <strong>rischio di incappare in fake news</strong> e informazioni fuorvianti è sempre più alto.</p><p>Vi è mai capitato di scorrere dal vostro <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> TikTok, oppure i reel di Instagram, e pensare che non è esattamente il posto dove vi aspettereste di trovare medici e politici? Non avete tutti i torti: un social nato per l&apos;intrattenimento non è esattamente il luogo adatto dove fare <strong>informazione o propaganda</strong>, eppure viviamo in un periodo storico in cui un medico trova una buona idea propinare cure e consigli generalizzati in un video di poche manciate di secondi, con tanto di balletto e audio virale in sottofondo, magari addirittura indossando il camice.</p><p>Qualcuno potrebbe dire che questo è semplicemente il risultato di un&apos;evoluzione naturale, con le figure professionali che si stanno adattando a un nuovo modo di fare e cercare informazione, ma un modus operandi simile denota più che altro una scarsa professionalità.</p><p>Prendiamo per esempio le ultime elezioni politiche: nel mese di settembre su TikTok ha spopolato un test che, rispondendo sì o no a poche semplici domande, <strong>indirizzava l&apos;utente al partito</strong> più vicino ai suoi ideali. Chissà quanti neo diciottenni si sono affidati a questo test per votare per la prima volta, invece di cercare qualche fonte più esaustiva e affidabile per comprendere i programmi elettorali.</p><p>Non bisogna infatti dimenticare che su TikTok bazzicano molti giovanissimi, oltre a persone più avanti con l&apos;età e spesso poco pratiche con la tecnologia. E il problema di fare e cercare informazioni su TikTok non è legato solo alle notizie ingannevoli o fuorvianti, ma anche alla semplice superficialità: ormai TikTok per molti utenti (secondo <a href="https://mashable.com/article/gen-z-tiktok-search-engine-google" target="_blank">alcune ricerche</a>, il 40% dei giovani tra i 18 e i 24 anni) <strong>sostituisce il motore di ricerca di Google</strong>.</p><p>Non stiamo dicendo che Google sia sempre il mezzo giusto per informarsi, e sicuramente fare una ricerca digitando i propri sintomi non sostituisce una visita da un medico in carne e ossa, ma in certi ambiti è senz&apos;altro più esaustivo. Se parliamo degli ultimi temi caldi, come la pandemia di COVID-19, l&apos;invasione della Russia in Ucraina e le elezioni presidenziali negli USA, <a href="https://www.newsguardtech.com/misinformation-monitor/september-2022/" target="_blank">secondo NewsGuard</a> <strong>Google fornisce informazioni più approfondite</strong>, affidabili e di qualità superiore.</p><p>Questo trend è la risposta alla continua ricerca delle nuove generazioni di contenuti più relazionabili e immersivi, fruibili velocemente e con poco sforzo. Tuttavia, gli analisti hanno trovato che almeno il <a href="https://www.newsguardtech.com/misinformation-monitor/september-2022/" target="_blank">20% dei video su TikTok</a> contiene informazioni false o fuorvianti. In molti casi, <strong>ingannare le persone non è così difficile</strong>, anche senza l&apos;ausilio di tattiche o piani d&apos;azione complessi. </p><p>Ma tante volte "basta saperlo". Già essere consapevoli che qualcuno potrebbe raccontarvi delle falsità, visto che ce ne sono parecchie in giro, è un buon primo passo. </p><p>Tendenzialmente, la policy dei social network è di rimuovere o segnalare i contenuti che potrebbero essere fuorvianti o contenere informazioni false. Nonostante le linee guida in linea teorica impediscano la pubblicazione di fake news che potrebbero essere dannose e si cerchi di verificare la veridicità dei contenuti che vengono pubblicati, il dilagare di <strong>migliaia di nuovi video ogni giorno</strong> rende impossibile l&apos;intercettazione di tutte le notizie false.</p><p>Le aziende dietro i social media si avvalgono sia di revisori umani che dell&apos;intelligenza artificiale per <strong>moderare quanto possibile</strong> i contenuti problematici, tramite l&apos;applicazione di "etichette" virtuali che mettono in guardia dalle informazioni non ufficiali su alcune tematiche delicate, come i vaccini e le elezioni politiche. Tuttavia, controllare video che integrano audio, testo e immagini è più difficile rispetto a un tweet o un post.</p><p>Un video più o meno breve può raccontare solo una parte della storia, tralasciando buona parte del contesto, proprio per la sua natura di materiale fruibile in pochi secondi o minuti.</p><p>Ad agosto, per esempio, è stata <a href="https://www.politifact.com/factchecks/2022/aug/18/tiktok-posts/obama-was-warning-about-disinformation-not-endorsi/" target="_blank">smentita la veridicità di un video di 40 secondi</a> in cui Barack Obama sembrava promuovere la diffusione di notizie false, con tanto di linee guida su come procedere. In realtà, questo video è uno spezzone decontestualizzato di un discorso più ampio, durante il quale Obama si stava schierando contro la disinformazione, analizzando le tattiche utilizzate dai regimi autoritari per diffondere informazioni false. Non è difficile modificare un video, in modo da far sembrare che <strong>si dica l&apos;esatto contrario</strong> rispetto all&apos;originale; ed è semplice anche senza usare l&apos;intelligenza artificiale e il deep fake. </p><p>Quando gli utenti condividono i video sui social, il contesto originale dei video può perdersi e non essere chiaro a chi li vede successivamente. Questo succede soprattutto con i TikTok, <strong>il cui audio talvolta viene "innocentemente" remixato</strong> e riutilizzato in altri video per scherzo o per creare dei meme.</p><p>Sfortunatamente, <strong>non a tutti è chiaro che certi video vanno intesi come una battuta</strong>, e faticano a distinguere tra video veri e ironici. In questo caso può essere utile risalire a chi ha postato il video originale o chi ha campionato l&apos;audio per capirne il contesto.</p><p>Statisticamente, <strong>tendiamo a credere di più alle </strong><a href="https://www.bellisario.psu.edu/research/centers/medialab" target="_blank"><strong>notizie false</strong> contenute nei video</a> piuttosto che ai contenuti testuali proprio perché siamo propensi a fidarci di qualcosa che può possiamo vedere con i nostri stessi occhi.</p><p>Con l&apos;ausilio dell&apos;effetto green screen, grazie al quale i content creator possono filmarsi mentre parlano con le immagini più disparate sullo sfondo. Queste possono essere caricate e usate a piacimento e, naturalmente, falsate. Un buon metodo per verificare se sono vere o meno è fare una ricerca per immagini su Google.</p><p>Insomma, i metodi per inquinare i contenuti presenti sulle piattaforme social più famose sono infiniti, e alcuni quasi insospettabili. Nonostante l&apos;impegno e le risorse impiegate dalle aziende per arginare il problema, il pericolo della cattiva comunicazione è all&apos;ordine del giorno.</p><p>Oggi più che mai, è difficile trovare un equilibrio tra libertà di opinione ed espressione e salvaguardia dell&apos;integrità delle informazioni. Quello che possiamo fare dalla parte di consumatori di materiale multimediale, è spendere sempre qualche minuto in più per verificare le fonti e le informazioni lampo a cui ci esponiamo continuamente, senza accontentarci di scorciatoie comode e troppo brevi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Elon Musk sconvolge Twitter, circa 4000 posti di lavoro a rischio ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo la recente <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/musk-twitter-dalla-liberta-di-parola-alla-giungla-il-passo-e-breve"><u>acquisizione di Twitter</u></a> da parte di <strong>Elon Musk</strong>, iniziata con il licenziamento di quattro dei principali dirigenti del social, probabilmente contrari all’operazione, e proseguita con un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-ha-unidea-stupida-che-potrebbe-uccidere-twitter"><u>significativo cambiamento a Twitter Blue</u></a>, il noto imprenditore ha preso una nuova decisione che darà un’ulteriore direzione alla piattaforma.</p><p>Questa volta non si tratta di un provvedimento che riguarda l’utenza, bensì i lavoratori. Il nuovo CEO di Twitter, dopo una consultazione con i suoi collaboratori, sta mettendo a punto un piano aziendale per <strong>dimezzare la forza lavoro</strong>, portando al licenziamento di circa 4000 impiegati. Più precisamente, la cifra dovrebbe oscillare tra i 3700 e i 3800.</p><p>I lavoratori, stando a quanto riportano fonti internazionali, saranno avvisati venerdì 4 novembre e riceveranno un <strong>TFR di 60 giorni</strong>. Gli analisti concordano sul fatto che la decisione sia frutto di un progetto per <strong>rientrare dei costi dell’acquisizione</strong>, per la precisione 44 miliardi di dollari, ma non dobbiamo dimenticare che un’altra grande azienda di Musk, vale a dire <strong>Tesla</strong>, è attualmente <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/tesla-sotto-indagine-lauto-pilot-e-fuorviante"><u>sotto indagine</u></a>.</p><ul><li> Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte"><u>migliori offerte del Black Friday</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/black-friday/black-friday-10-consigli"><u>10 consigli per il Black Friday</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-e-cyber-monday-guida-alle-migliori-fotocamere-in-offerta"><u>Black Friday: le migliori fotocamere in offerta</u></a> </li></ul><h2 id="twitter-inizia-l-x2019-era-musk">Twitter: inizia l’era Musk</h2><p>A poco meno di una settimana dall’arrivo del nuovo CEO, Twitter si trova già nel pieno dell’<strong>era Musk</strong>. Il primo cambiamento significativo è stata la rivoluzione di Twitter Blue, il piano di abbonamento mensile che consentiva l’accesso a numerose funzioni di personalizzazione e che ora si trova ad avere un prezzo aumentato.</p><p>Ma la parte più significativa non è questa: a partire dal 7 novembre, data entro la quale gli sviluppatori dovranno implementare il nuovo piano, l’abbonamento fornirà anche la spunta che qualifica un account come <strong>verificato</strong>. Tuttavia, Musk ha dichiarato che verrà creato un <strong>gruppo apposito di moderazione</strong> e che nessun provvedimento sarà preso senza che il “concilio”, come lo definisce lo stesso imprenditore, abbia deciso in merito.</p><p>Il progetto di Musk per la nuova identità di Twitter ha dunque luci e ombre: da una parte <strong>verranno riammessi account bannati</strong> per pure ragioni politiche, come quello dell’ex presidente Donald Trump; dall’altra, qualsiasi individuo potrà avvalersi dell’etichetta verificato semplicemente pagando.</p><p>Infine, sulla scia di quanto stabilito per Tesla, gli impiegati di Twitter non potranno più <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-basta-lavoro-remoto"><u>lavorare completamente in remoto</u></a>. </p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/11/2/23437926/elon-musk-twitter-layoffs-cuts-half-workforce"><u>The Verge</u></a> </li></ul> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli analisti ritengono che il provvedimento serva a rientrare dei costi dell’acquisizione ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Michael Benetti ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Dopo la recente <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/musk-twitter-dalla-liberta-di-parola-alla-giungla-il-passo-e-breve"><u>acquisizione di Twitter</u></a> da parte di <strong>Elon Musk</strong>, iniziata con il licenziamento di quattro dei principali dirigenti del social, probabilmente contrari all’operazione, e proseguita con un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-ha-unidea-stupida-che-potrebbe-uccidere-twitter"><u>significativo cambiamento a Twitter Blue</u></a>, il noto imprenditore ha preso una nuova decisione che darà un’ulteriore direzione alla piattaforma.</p><p>Questa volta non si tratta di un provvedimento che riguarda l’utenza, bensì i lavoratori. Il nuovo CEO di Twitter, dopo una consultazione con i suoi collaboratori, sta mettendo a punto un piano aziendale per <strong>dimezzare la forza lavoro</strong>, portando al licenziamento di circa 4000 impiegati. Più precisamente, la cifra dovrebbe oscillare tra i 3700 e i 3800.</p><p>I lavoratori, stando a quanto riportano fonti internazionali, saranno avvisati venerdì 4 novembre e riceveranno un <strong>TFR di 60 giorni</strong>. Gli analisti concordano sul fatto che la decisione sia frutto di un progetto per <strong>rientrare dei costi dell’acquisizione</strong>, per la precisione 44 miliardi di dollari, ma non dobbiamo dimenticare che un’altra grande azienda di Musk, vale a dire <strong>Tesla</strong>, è attualmente <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/tesla-sotto-indagine-lauto-pilot-e-fuorviante"><u>sotto indagine</u></a>.</p><ul><li> Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte"><u>migliori offerte del Black Friday</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/black-friday/black-friday-10-consigli"><u>10 consigli per il Black Friday</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-e-cyber-monday-guida-alle-migliori-fotocamere-in-offerta"><u>Black Friday: le migliori fotocamere in offerta</u></a> </li></ul><h2 id="twitter-inizia-l-x2019-era-musk">Twitter: inizia l’era Musk</h2><p>A poco meno di una settimana dall’arrivo del nuovo CEO, Twitter si trova già nel pieno dell’<strong>era Musk</strong>. Il primo cambiamento significativo è stata la rivoluzione di Twitter Blue, il piano di abbonamento mensile che consentiva l’accesso a numerose funzioni di personalizzazione e che ora si trova ad avere un prezzo aumentato.</p><p>Ma la parte più significativa non è questa: a partire dal 7 novembre, data entro la quale gli sviluppatori dovranno implementare il nuovo piano, l’abbonamento fornirà anche la spunta che qualifica un account come <strong>verificato</strong>. Tuttavia, Musk ha dichiarato che verrà creato un <strong>gruppo apposito di moderazione</strong> e che nessun provvedimento sarà preso senza che il “concilio”, come lo definisce lo stesso imprenditore, abbia deciso in merito.</p><p>Il progetto di Musk per la nuova identità di Twitter ha dunque luci e ombre: da una parte <strong>verranno riammessi account bannati</strong> per pure ragioni politiche, come quello dell’ex presidente Donald Trump; dall’altra, qualsiasi individuo potrà avvalersi dell’etichetta verificato semplicemente pagando.</p><p>Infine, sulla scia di quanto stabilito per Tesla, gli impiegati di Twitter non potranno più <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-basta-lavoro-remoto"><u>lavorare completamente in remoto</u></a>. </p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/11/2/23437926/elon-musk-twitter-layoffs-cuts-half-workforce"><u>The Verge</u></a> </li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Elon Musk ha un'idea stupida che potrebbe uccidere Twitter ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-ha-unidea-stupida-che-potrebbe-uccidere-twitter</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il nuovo CEO di Twitter Elon Musk ha confermato che il processo di verifica degli account dipenderà dall'abbonamento a Twitter Blue. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Twitter]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Michael Benetti ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Dove sta scritto che la <strong>libertà di espressione</strong> non ha un prezzo? Certamente non su Twitter. A meno di una settimana dall’<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/musk-twitter-dalla-liberta-di-parola-alla-giungla-il-passo-e-breve">acquisizione del social da parte di Elon Musk</a>, che ha esordito licenziando quattro dei principali dirigenti della piattaforma, l’imprenditore ha tirato fuori un’altra idea che farà molto discutere.</p><p>Sembra che sollevare polveroni sia la specialità di Elon Musk che, anche questa volta, dimostra di non aver perso il suo talento. Il prezzo di Twitter Blue, il piano di abbonamento mensile che consente di editare i tweet, avere icone personalizzate e altre funzioni, sta per alzarsi <strong>da 4,99 a 8 dollari</strong>. Prima dovevano essere 20 dollari, ma nelle ultime ore Musk sembra aver cambiato idea. </p><p>Ma c’è di più.</p><p>Il singolo aumento di prezzo desterebbe solo qualche smorfia se non fosse per il fatto che gli abbonati a Twitter Blue, d’ora in avanti, riceveranno anche la spunta che qualifica il loro account come “<strong>verificato</strong>”. In compenso, la possibilità di modificare i tweet potrebbe diventare gratis e per tutti. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte">Le migliori offerte del Black Friday</a></li><li>Boom di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/usa-boom-di-account-fake-sui-principali-social-media">account fake</a> sui social</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-basta-lavoro-remoto">Elon Musk, basta lavoro remoto</a></li></ul><h2 id="verifica-a-pagamento-bene-o-male">Verifica a pagamento: bene o male?</h2><p><strong>Il processo di verifica di un account</strong>, fino a questo momento, imponeva agli aspiranti un iter tutt’altro che leggero, in cui si rendeva necessario inviare numerose prove per dimostrare l’autenticità dell’account e, in caso di mancata approvazione, non era dato saperne le motivazioni.</p><p>La verifica, pur essendo impegnativa, era adatta ad una piattaforma che trova la sua ragion d’essere nel dare spazio a persone che comunicano <strong>informazioni importanti</strong>. Questi account hanno la "spunta blu" per far capire che sono autorevoli e affidabili, più di chi posta foto delle vacanze o commenti sportivi qualsiasi. </p><p>Distinguere tra le fonti è importante, o almeno lo sarebbe. Ma se basta pagare per diventare una fonte autorevole e affidabile, allora non lo è nessuno. Una cosa che probabilmente a Musk piace, vista la sua tendenza a postare fake news e teorie del complotto, senza prendersi nemmeno 20 secondi per controllare. </p><p>Il rischio, in un’epoca in cui tutti possono diventare autorevoli e dare qualsiasi notizia, è evidente: il cambio di rotta potrebbe aprire le porte a <strong>troll</strong> e persone con intenzioni ben diverse dall’informare il proprio pubblico ma, allo stesso modo, molte <strong>valide opinioni</strong> prima messe all’angolo potrebbero trovare finalmente il loro spazio.</p><p>Fortunatamente non occorrerà aspettare molto per osservare il cambiamento di Twitter poiché gli sviluppatori di Twitter Blue sono stati “invitati” ad implementare il nuovo piano di abbonamento <strong>entro il 7 novembre</strong>, pena il licenziamento.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Musk / Twitter, dalla libertà di parola alla giungla il passo è breve ]]></title>
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Stando a quanto riportato da Bloomberg, Edgett è stato scortato fuori dalla sede centrale di Twitter. </p><p>Probabilmente Musk è ancora arrabbiato per le <strong>conseguenze legali </strong>del suo dietrofront iniziale rispetto all&apos;acquisizione di Twitter, avvenuto a più riprese all&apos;inizio dell&apos;anno.</p><p>Ma a conti fatti, cosa cambia per gli utenti Twitter? Beh, probabilmente molto. Da tempo si ipotizzava che l&apos;assunzione del controllo di Twitter da parte di Musk avrebbe portato a <strong>grandi cambiamenti</strong> in termini di <strong>moderazione</strong> dei contenuti sulla piattaforma e, ora che Musk è al timone, la rivoluzione sembra imminente.</p><p>Stando alle dichiarazioni rilasciate dal fondatore di Tesla negli ultimi mesi, i cambiamenti dovrebbero andare ben oltre la moderazione e includere altre <strong>modifiche sostanziali</strong> che potrebbero cambiare definitivamente il volto di Twitter.</p><h2 id="ripercorriamo-le-tappe-dell-apos-acquisizione">Ripercorriamo le tappe dell&apos;acquisizione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="44dwppp8WLRQMcM2FzGEVj" name="wario elon musk.jpg" alt="Elon Musk on SNL" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/44dwppp8WLRQMcM2FzGEVj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NBC)</span></figcaption></figure><p>Il passo iniziale di Musk verso l&apos;acquisizione di Twitter è iniziato ancor prima di presentare l&apos;offerta di acquisizione. Musk ha iniziato a comprare le azioni di Twitter all&apos;inizio del 2022, diventando in breve tempo il <strong>primo azionista</strong> della società nella prima settimana di aprile. In seguito, nello stesso mese, sono spuntate le prime voci sull&apos;accordo da 44 miliardi di dollari.</p><p>Quindici giorni dopo, a metà maggio, l&apos;accordo tra Musk e Twitter si è bruscamente arenato. Il CEO di SpaceX affermava di aver avuto dei ripensamenti legati al fatto che su Twitter ci fosse un numero di account falsi e bot superiore a quello che gli era stato fatto credere. In sostanza il magnate <strong>si è sentito imbrogliato </strong>e ha deciso di interrompere l&apos;acquisizione.</p><p><strong>Twitter</strong>, non contenta, <strong>ha intentato una causa contro Musk </strong>nella speranza di far rispettare gli accordi presi.</p><p>L&apos;azione legale è stata avviata di lì a poco, ma non ha dato grandi risultati. All&apos;inizio di ottobre, <strong>Musk ha infine acconsentito a portare avanti l&apos;accordo</strong>, a condizione che tutti i procedimenti legali venissero immediatamente sospesi.</p><p>L&apos;<strong>ufficialità è arrivata solo ieri</strong> (27 ottobre), quando Musk ha twittato un filmato di se stesso mentre varcava le porte della sede Twitter tenendo in mano... un lavandino.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1585341984679469056"><p lang="en" dir="ltr">Entering Twitter HQ – let that sink in! pic.twitter.com/D68z4K2wq7<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1585341984679469056">October 26, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><h2 id="musk-tra-filantropia-e-pubblicit-xe0">Musk tra filantropia e pubblicità</h2><p>Se dovessimo dare per buon le parole di Musk, l&apos;acquisizione di Twitter sarebbe nient&apos;altro che un&apos;<strong>impresa filantropica</strong>. In una dichiarazione postata sul suo account Twitter, il magnate ha anticipato alcuni dei cambiamenti che intende apportare alla piattaforma social:</p><p><em>"Il motivo per cui ho acquistato Twitter sta nella sua importanza per il futuro della civiltà, ovvero la possibilità di avere una piazza digitale comune, dove un&apos;ampia gamma di convinzioni possa essere discussa in modo sano, senza ricorrere alla violenza", </em>ha scritto Musk. <em>"Attualmente c&apos;è il grande pericolo che i social media si dividano in camere dell&apos;eco di estrema destra e di estrema sinistra che generano odio e dividono la nostra società" ... "È per questo che ho comprato Twitter. Non l&apos;ho fatto perché era facile. Non l&apos;ho fatto per fare più soldi. L&apos;ho fatto per cercare di aiutare l&apos;umanità, che amo".</em></p><p>Filantropia a parte, Musk ha parlato anche di <strong>modifiche strutturali ai processi pubblicitari</strong> della piattaforma. Con una frase piuttosto audace, il nuovo proprietario di Twitter ha affermato che vuole trasformare il social nella <em>"piattaforma pubblicitaria più rispettata al mondo"</em>.</p><p><em>"Gli annunci poco pertinenti sono spam"</em>, ha scritto Musk. <em>"Ma gli annunci altamente pertinenti sono contenuti!".</em></p><p>In un messaggio di testo emerso durante il processo legale tra Musk e Twitter, il noto podcaster Joe Rogan ha chiesto al fondatore di Tesla se avesse <em>"intenzione di liberare Twitter dalla folla felice della censura?"</em>.</p><p>Musk ha effettivamente intenzione di "liberare" Twitter, ma probabilmente non nella direzione sperata. Il piano, per ora, sembra essere <strong>"più pubblicità e meno moderazione"</strong>. Il nuovo boss di Twitter ha già dato il via alle operazioni togliendo di mezzo i principali dirigenti dell&apos;azienda, e sembra intenzionato a mettere in pratica da subito la sua strategia pubblicitaria.</p><h2 id="quot-libert-xe0-quot-un-concetto-dalla-forma-mutevole">"Libertà": un concetto dalla forma mutevole</h2><p>Guardando ai fatti sorgono diverse domande: come si può pensare che meno moderazione corrisponda a più libertà su un social invaso da haters, bot e generatori di fake news? Fare una sorta di "tana libera tutti" reintegrando gli account bannati per diffusione di notizie false e messaggi d&apos;odio è davvero una forma di democrazia illuminata (ognuno deve poter dire la sua...) o serve semplicemente a generare un caos funzionale all&apos;ascesa della piattaforma a suon di interazioni? Infine, come si può parlare di piattaforma "libera" e al contempo puntare da subito sulle pubblicità mirate, tanto da definirle contenuti?</p><p>Evidentemente ognuno ha la sua idea di libertà, e quella di Musk si discosta da quella di coloro che ogni giorno vengono tediati dagli annunci pubblicitari confezionati ad hoc che compaiono come funghi su siti e piattaforme social di ogni genere. Al contempo, aprire le "gabbie" e far partecipare tutti alla discussione, anche coloro che non rispettano le opinioni altrui, fanno disinformazione mirata e generano odio, è ben distante dal concetto di "libertà" per come lo intendo io e rischia di rivelarsi un&apos;arma a doppio taglio.</p><p>Il tempo è galantuomo ed è sempre meglio aspettare che le cose succedano prima di dare un&apos;opinione definitiva ma, al momento, la tanto millantata aria di libertà e cambiamento di cui parla Musk puzza molto di slogan.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/musk-twitter-dalla-liberta-di-parola-alla-giungla-il-passo-e-breve</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Elon Musk ha acquistato Twitter per 44 miliardi di dollari e sembra intenzionato a rivoluzionare radicalmente il social. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Twitter]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ James Cutler ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    </media:content>
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                                <p>Dopo un tira e molla che sembrava non finire più, l&apos;<strong>acquisizione di Twitter</strong> da parte del miliardario americano Elon Musk è finalmente giunta al suo capitolo finale. </p><p>In seguito alla firma dell&apos;accordo da <strong>44 miliardi di dollari</strong>, Musk si è insediato nella sede di Twitter e ha subito messo in chiaro la sua volontà di <strong>rivoluzionare</strong> il social mostrando l&apos;uscita a quattro dei principali dirigenti dell&apos;azienda.</p><p>Tra questi spuntano i nomi dell&apos;amministratore delegato Parag Agrawal, del direttore finanziario Ned Segal, del capo delle politiche Vijaya Gadde e del consigliere generale Sean Edgett. Stando a quanto riportato da Bloomberg, Edgett è stato scortato fuori dalla sede centrale di Twitter. </p><p>Probabilmente Musk è ancora arrabbiato per le <strong>conseguenze legali </strong>del suo dietrofront iniziale rispetto all&apos;acquisizione di Twitter, avvenuto a più riprese all&apos;inizio dell&apos;anno.</p><p>Ma a conti fatti, cosa cambia per gli utenti Twitter? Beh, probabilmente molto. Da tempo si ipotizzava che l&apos;assunzione del controllo di Twitter da parte di Musk avrebbe portato a <strong>grandi cambiamenti</strong> in termini di <strong>moderazione</strong> dei contenuti sulla piattaforma e, ora che Musk è al timone, la rivoluzione sembra imminente.</p><p>Stando alle dichiarazioni rilasciate dal fondatore di Tesla negli ultimi mesi, i cambiamenti dovrebbero andare ben oltre la moderazione e includere altre <strong>modifiche sostanziali</strong> che potrebbero cambiare definitivamente il volto di Twitter.</p><h2 id="ripercorriamo-le-tappe-dell-apos-acquisizione">Ripercorriamo le tappe dell&apos;acquisizione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="44dwppp8WLRQMcM2FzGEVj" name="wario elon musk.jpg" alt="Elon Musk on SNL" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/44dwppp8WLRQMcM2FzGEVj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NBC)</span></figcaption></figure><p>Il passo iniziale di Musk verso l&apos;acquisizione di Twitter è iniziato ancor prima di presentare l&apos;offerta di acquisizione. Musk ha iniziato a comprare le azioni di Twitter all&apos;inizio del 2022, diventando in breve tempo il <strong>primo azionista</strong> della società nella prima settimana di aprile. In seguito, nello stesso mese, sono spuntate le prime voci sull&apos;accordo da 44 miliardi di dollari.</p><p>Quindici giorni dopo, a metà maggio, l&apos;accordo tra Musk e Twitter si è bruscamente arenato. Il CEO di SpaceX affermava di aver avuto dei ripensamenti legati al fatto che su Twitter ci fosse un numero di account falsi e bot superiore a quello che gli era stato fatto credere. In sostanza il magnate <strong>si è sentito imbrogliato </strong>e ha deciso di interrompere l&apos;acquisizione.</p><p><strong>Twitter</strong>, non contenta, <strong>ha intentato una causa contro Musk </strong>nella speranza di far rispettare gli accordi presi.</p><p>L&apos;azione legale è stata avviata di lì a poco, ma non ha dato grandi risultati. All&apos;inizio di ottobre, <strong>Musk ha infine acconsentito a portare avanti l&apos;accordo</strong>, a condizione che tutti i procedimenti legali venissero immediatamente sospesi.</p><p>L&apos;<strong>ufficialità è arrivata solo ieri</strong> (27 ottobre), quando Musk ha twittato un filmato di se stesso mentre varcava le porte della sede Twitter tenendo in mano... un lavandino.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1585341984679469056"><p lang="en" dir="ltr">Entering Twitter HQ – let that sink in! pic.twitter.com/D68z4K2wq7<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1585341984679469056">October 26, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><h2 id="musk-tra-filantropia-e-pubblicit-xe0">Musk tra filantropia e pubblicità</h2><p>Se dovessimo dare per buon le parole di Musk, l&apos;acquisizione di Twitter sarebbe nient&apos;altro che un&apos;<strong>impresa filantropica</strong>. In una dichiarazione postata sul suo account Twitter, il magnate ha anticipato alcuni dei cambiamenti che intende apportare alla piattaforma social:</p><p><em>"Il motivo per cui ho acquistato Twitter sta nella sua importanza per il futuro della civiltà, ovvero la possibilità di avere una piazza digitale comune, dove un&apos;ampia gamma di convinzioni possa essere discussa in modo sano, senza ricorrere alla violenza", </em>ha scritto Musk. <em>"Attualmente c&apos;è il grande pericolo che i social media si dividano in camere dell&apos;eco di estrema destra e di estrema sinistra che generano odio e dividono la nostra società" ... "È per questo che ho comprato Twitter. Non l&apos;ho fatto perché era facile. Non l&apos;ho fatto per fare più soldi. L&apos;ho fatto per cercare di aiutare l&apos;umanità, che amo".</em></p><p>Filantropia a parte, Musk ha parlato anche di <strong>modifiche strutturali ai processi pubblicitari</strong> della piattaforma. Con una frase piuttosto audace, il nuovo proprietario di Twitter ha affermato che vuole trasformare il social nella <em>"piattaforma pubblicitaria più rispettata al mondo"</em>.</p><p><em>"Gli annunci poco pertinenti sono spam"</em>, ha scritto Musk. <em>"Ma gli annunci altamente pertinenti sono contenuti!".</em></p><p>In un messaggio di testo emerso durante il processo legale tra Musk e Twitter, il noto podcaster Joe Rogan ha chiesto al fondatore di Tesla se avesse <em>"intenzione di liberare Twitter dalla folla felice della censura?"</em>.</p><p>Musk ha effettivamente intenzione di "liberare" Twitter, ma probabilmente non nella direzione sperata. Il piano, per ora, sembra essere <strong>"più pubblicità e meno moderazione"</strong>. Il nuovo boss di Twitter ha già dato il via alle operazioni togliendo di mezzo i principali dirigenti dell&apos;azienda, e sembra intenzionato a mettere in pratica da subito la sua strategia pubblicitaria.</p><h2 id="quot-libert-xe0-quot-un-concetto-dalla-forma-mutevole">"Libertà": un concetto dalla forma mutevole</h2><p>Guardando ai fatti sorgono diverse domande: come si può pensare che meno moderazione corrisponda a più libertà su un social invaso da haters, bot e generatori di fake news? Fare una sorta di "tana libera tutti" reintegrando gli account bannati per diffusione di notizie false e messaggi d&apos;odio è davvero una forma di democrazia illuminata (ognuno deve poter dire la sua...) o serve semplicemente a generare un caos funzionale all&apos;ascesa della piattaforma a suon di interazioni? Infine, come si può parlare di piattaforma "libera" e al contempo puntare da subito sulle pubblicità mirate, tanto da definirle contenuti?</p><p>Evidentemente ognuno ha la sua idea di libertà, e quella di Musk si discosta da quella di coloro che ogni giorno vengono tediati dagli annunci pubblicitari confezionati ad hoc che compaiono come funghi su siti e piattaforme social di ogni genere. Al contempo, aprire le "gabbie" e far partecipare tutti alla discussione, anche coloro che non rispettano le opinioni altrui, fanno disinformazione mirata e generano odio, è ben distante dal concetto di "libertà" per come lo intendo io e rischia di rivelarsi un&apos;arma a doppio taglio.</p><p>Il tempo è galantuomo ed è sempre meglio aspettare che le cose succedano prima di dare un&apos;opinione definitiva ma, al momento, la tanto millantata aria di libertà e cambiamento di cui parla Musk puzza molto di slogan.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Il metaverso è un gioco "fatto con i piedi" ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/cose-il-metaverso">metaverso</a> di <strong>Mark Zuckerberg</strong> continua a non piacere, perlomeno allo stato attuale. Dopo aver puntato talmente tanto sulla presunta “innovazione”, al punto da rinominare l’azienda da Facebook a <strong>Meta</strong>, la realtà virtuale di Zuckerberg ha generato più <strong>meme</strong> che critiche costruttive. Esemplari a tal proposito sono i numerosi “sfottò” che il modello virtuale del noto imprenditore ha ricevuto online.</p><p>Tuttavia, in mezzo alla valanga ogni tanto emergono dei pareri da esperti del settore che ne evidenziano le reali problematiche, come quello del <strong>CEO di Microsoft Gaming,</strong> Phil Spencer. Durante la conferenza <strong>Tech Live</strong> del Wall Street Journal, Spencer ha confessato il suo disappunto riguardo all’opera di Meta, indicando come problematico l’eccessivo focus sull’ambiente lavorativo.</p><p>Per il resto, stando a quanto affermato dal CEO, l’intero prodotto non è altro che un “<strong>videogioco fatto male</strong>”, o “con i piedi”, come diremmo noi.  </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte">Le migliori offerte del Black Friday</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-visori-vr">migliori visori VR</a> del 2022</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi">migliori giochi</a> del 2022</li></ul><h2 id="metaverso-perch-xe9-non-piace-xa0">Metaverso: perché non piace?  </h2><p>Il metaverso è stato annunciato come uno spazio virtuale dedicato alla <strong>socializzazione</strong>, ma che può anche essere utilizzato per simulare <strong>incontri lavorativi</strong> o riunioni in un ambiente che tenta di riprodurre la realtà. Questo è il punto problematico: a conti fatti, il metaverso risulta essere una versione peggiore del mondo reale che non ha nulla a che vedere con la sua ambizione di trasformarsi in un universo parallelo.</p><p>Le parole di Spencer ben descrivono questa sensazione: “Gli sviluppatori di videogiochi creano mondi affascinanti in cui si vuole passare il proprio tempo. Una realtà virtuale che <strong>riproduce una sala riunioni</strong> non mi fa questo effetto”.</p><p>Il parere di Spencer è condivisibile, soprattutto quando il metaverso proposto risulta essere uno <strong>spazio spoglio e privo di personalità</strong>. La realtà virtuale di Zuckerberg non ha una ragion d’essere allo stato in cui versa al momento e Meta dovrebbe rielaborarla per dargli un’identità, se vuole evitarne la scomparsa.</p><p>Nel frattempo, <strong>Microsoft</strong> sta lavorando all’implementazione su VR di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-attivare-windows-11-gratis">Windows</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/xbox-game-pass-vs-xbox-game-pass-ultimate-quale-conviene-scegliere">XBox</a> e della piattaforma <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-teams-cose-come-funziona-suggerimenti-e-quali-sono-le-alternative-migliori">Microsoft Teams</a>.  </p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/10/26/23425128/xbox-phil-spencer-metaverse-poorly-built-video-game-microsoft">The Verge</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/il-metaverso-e-un-gioco-fatto-con-i-pedi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il metaverso di Mark Zuckerberg non ha nulla da offrire ai suoi visitatori. Per Il CEO di Microsoft Gaming Phil Spencer non è altro che un videogioco "fatto male". ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Facebook]]></category>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Michael Benetti ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Mark Zuckerberg]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/cose-il-metaverso">metaverso</a> di <strong>Mark Zuckerberg</strong> continua a non piacere, perlomeno allo stato attuale. Dopo aver puntato talmente tanto sulla presunta “innovazione”, al punto da rinominare l’azienda da Facebook a <strong>Meta</strong>, la realtà virtuale di Zuckerberg ha generato più <strong>meme</strong> che critiche costruttive. Esemplari a tal proposito sono i numerosi “sfottò” che il modello virtuale del noto imprenditore ha ricevuto online.</p><p>Tuttavia, in mezzo alla valanga ogni tanto emergono dei pareri da esperti del settore che ne evidenziano le reali problematiche, come quello del <strong>CEO di Microsoft Gaming,</strong> Phil Spencer. Durante la conferenza <strong>Tech Live</strong> del Wall Street Journal, Spencer ha confessato il suo disappunto riguardo all’opera di Meta, indicando come problematico l’eccessivo focus sull’ambiente lavorativo.</p><p>Per il resto, stando a quanto affermato dal CEO, l’intero prodotto non è altro che un “<strong>videogioco fatto male</strong>”, o “con i piedi”, come diremmo noi.  </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte">Le migliori offerte del Black Friday</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-visori-vr">migliori visori VR</a> del 2022</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi">migliori giochi</a> del 2022</li></ul><h2 id="metaverso-perch-xe9-non-piace-xa0">Metaverso: perché non piace?  </h2><p>Il metaverso è stato annunciato come uno spazio virtuale dedicato alla <strong>socializzazione</strong>, ma che può anche essere utilizzato per simulare <strong>incontri lavorativi</strong> o riunioni in un ambiente che tenta di riprodurre la realtà. Questo è il punto problematico: a conti fatti, il metaverso risulta essere una versione peggiore del mondo reale che non ha nulla a che vedere con la sua ambizione di trasformarsi in un universo parallelo.</p><p>Le parole di Spencer ben descrivono questa sensazione: “Gli sviluppatori di videogiochi creano mondi affascinanti in cui si vuole passare il proprio tempo. Una realtà virtuale che <strong>riproduce una sala riunioni</strong> non mi fa questo effetto”.</p><p>Il parere di Spencer è condivisibile, soprattutto quando il metaverso proposto risulta essere uno <strong>spazio spoglio e privo di personalità</strong>. La realtà virtuale di Zuckerberg non ha una ragion d’essere allo stato in cui versa al momento e Meta dovrebbe rielaborarla per dargli un’identità, se vuole evitarne la scomparsa.</p><p>Nel frattempo, <strong>Microsoft</strong> sta lavorando all’implementazione su VR di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-attivare-windows-11-gratis">Windows</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/xbox-game-pass-vs-xbox-game-pass-ultimate-quale-conviene-scegliere">XBox</a> e della piattaforma <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-teams-cose-come-funziona-suggerimenti-e-quali-sono-le-alternative-migliori">Microsoft Teams</a>.  </p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/10/26/23425128/xbox-phil-spencer-metaverse-poorly-built-video-game-microsoft">The Verge</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook e Instagram a pagamento potrebbero affossare Meta ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Di che si tratta?</strong> Un documento interno trapelato indica che Meta introdurrà funzioni a pagamento su Instagram e Facebook</li><li><strong>Perché è importante?</strong> Una scelta del genere potrebbe affossare Meta, dato che Facebook e Instagram sono sempre meno rilevanti</li></ul><p>A breve, potrebbero arrivare delle funzioni premium a pagamento su Facebook, Instagram e WhatsApp. Senza girarci troppo intorno, potrebbero determinare l&apos;abbandono da parte di molti utenti, me compreso.</p><p><a href="https://www.theverge.com/2022/8/31/23331342/meta-plans-paid-features-facebook-instagram-whatsapp" target="_blank">The Verge</a> ha riportato una nota trapelata, secondo cui Meta ha creato un nuovo gruppo chiamato "New Monetization Experiences" (<em>nuove esperienze di monetizzazione, ndr</em>) con l&apos;obiettivo di individuare nuovi modi per generare ricavi, per via delle nuove policy sulla privacy imposte da Apple che hanno limitato le strategie pubblicitarie di Meta.</p><p>Altre app, come Snapchat e Telegram, hanno introdotto opzioni di monetizzazione in cambio di funzioni esclusive, ma un possibile "Facebook Plus" o "Instagram Plus" potrebbe essere troppo per alcuni.</p><p>Al momento, Instagram sta vivendo un periodo di crisi, causato da alcune <a href="https://www.techradar.com/news/instagram-strays-further-from-its-roots-by-making-all-new-videos-as-reels-but-why">funzioni accolte molto negativamente</a>, e se a ciò si aggiungesse un&apos;opzione a pagamento, il social potrebbe davvero giungere alla frutta, con un esodo in massa di utenti verso altre piattaforme.</p><h2 id="meta-continua-ad-alienarsi-l-apos-utenza">Meta continua ad alienarsi l&apos;utenza</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QdzhPWTjuq5Qpp36EM3Evm" name="Instagram NFT.png" alt="Instagram feature showcasing NFT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QdzhPWTjuq5Qpp36EM3Evm-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Nel 2008, durante i primi giorni di Facebook, giravano tanti post virali che mettevano in guardia gli utenti circa il passaggio a pagamento del servizio.</p><p>A quel tempo, usare una piattaforma social come Facebook era una grossa novità, un punto di rottura rispetto a MySpace e Bebo, e la paura di trovarsi l&apos;account a pagamento era diffusa su tutta la bacheca, anche se alla fine la notizia è stata smentita.</p><p>Oggi, però, una novità del genere sarebbe solo un motivo in più per abbandonare la piattaforma, anziché sperare che si riveli una bufala. È sempre più diffusa l&apos;opinione che Facebook e, più di recente anche Instagram, siano diventati irrilevanti, lontano dai gusti e dalle esigenze degli utenti.</p><p>Dagli <a href="https://www.techradar.com/news/meta-makes-instagram-users-suffer-with-new-nft-features">NFT</a> alla visualizzazione a schermo intero su Instagram, senza dimenticare i post su Facebook sempre meno rilevanti, sembra che Meta non sia certa su cosa focalizzarsi. E vedere nuove funzioni che gli utenti non saranno disposti a pagare potrebbe solo inasprire la situazione, generando, ancora una volta, il passaggio ad altre piattaforme, come Glass e Twitter.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VKsHCSDmoYdz6sY3dr7LyM" name="Instagram Reels iOS.png" alt="Instagram Reels Remix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VKsHCSDmoYdz6sY3dr7LyM-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Personalmente, ho abbandonato Instagram da tempo, cancellando i miei due profili (uno personale e uno dedicato alla mia collezione di dischi), stanco di vedere post suggeriti sempre più irritanti e lontani dai miei interessi.</p><p>Su Facebook sono sempre meno presente, il mio ultimo post risale al 5 maggio, quando ho condiviso la bellissima <a href="https://global.techradar.com/it-it/features/ce-ancora-speranza-per-i-social-ecco-una-storia-incredibile">storia di Noah Grey</a>, che vi invito a recuperare qualora ve la foste persa. Ma in generale, a parte la tossicità dilagante, sono stanco di vedere la mia home invasa da post assolutamente irrilevanti per me, così come sono davvero nauseato dalle polemiche inutili e sterili fatte ovunque solo per il gusto di farle.</p><p>Passando a WhatsApp, forse questa è l&apos;unica piattaforma dove avrebbe senso vedere degli extra a pagamento, magari in ambito business, considerata anche la concorrenza con iMessage e WeChat. Tuttavia, per gli utenti casuali che usano solo Facebook, vedere funzioni a pagamento potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso, un&apos;ulteriore prova che Meta sia nel panico, alla ricerca spasmodica di un modo per trarre vantaggio dai propri utenti nel lungo termine.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ È trapelata una nota di Meta allo staff che confermerebbe il piano dell'azienda relativo a nuove funzioni a pagamento. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Facebook Groups]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Facebook Groups]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facebook Groups]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Di che si tratta?</strong> Un documento interno trapelato indica che Meta introdurrà funzioni a pagamento su Instagram e Facebook</li><li><strong>Perché è importante?</strong> Una scelta del genere potrebbe affossare Meta, dato che Facebook e Instagram sono sempre meno rilevanti</li></ul><p>A breve, potrebbero arrivare delle funzioni premium a pagamento su Facebook, Instagram e WhatsApp. Senza girarci troppo intorno, potrebbero determinare l&apos;abbandono da parte di molti utenti, me compreso.</p><p><a href="https://www.theverge.com/2022/8/31/23331342/meta-plans-paid-features-facebook-instagram-whatsapp" target="_blank">The Verge</a> ha riportato una nota trapelata, secondo cui Meta ha creato un nuovo gruppo chiamato "New Monetization Experiences" (<em>nuove esperienze di monetizzazione, ndr</em>) con l&apos;obiettivo di individuare nuovi modi per generare ricavi, per via delle nuove policy sulla privacy imposte da Apple che hanno limitato le strategie pubblicitarie di Meta.</p><p>Altre app, come Snapchat e Telegram, hanno introdotto opzioni di monetizzazione in cambio di funzioni esclusive, ma un possibile "Facebook Plus" o "Instagram Plus" potrebbe essere troppo per alcuni.</p><p>Al momento, Instagram sta vivendo un periodo di crisi, causato da alcune <a href="https://www.techradar.com/news/instagram-strays-further-from-its-roots-by-making-all-new-videos-as-reels-but-why">funzioni accolte molto negativamente</a>, e se a ciò si aggiungesse un&apos;opzione a pagamento, il social potrebbe davvero giungere alla frutta, con un esodo in massa di utenti verso altre piattaforme.</p><h2 id="meta-continua-ad-alienarsi-l-apos-utenza">Meta continua ad alienarsi l&apos;utenza</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QdzhPWTjuq5Qpp36EM3Evm" name="Instagram NFT.png" alt="Instagram feature showcasing NFT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QdzhPWTjuq5Qpp36EM3Evm-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Nel 2008, durante i primi giorni di Facebook, giravano tanti post virali che mettevano in guardia gli utenti circa il passaggio a pagamento del servizio.</p><p>A quel tempo, usare una piattaforma social come Facebook era una grossa novità, un punto di rottura rispetto a MySpace e Bebo, e la paura di trovarsi l&apos;account a pagamento era diffusa su tutta la bacheca, anche se alla fine la notizia è stata smentita.</p><p>Oggi, però, una novità del genere sarebbe solo un motivo in più per abbandonare la piattaforma, anziché sperare che si riveli una bufala. È sempre più diffusa l&apos;opinione che Facebook e, più di recente anche Instagram, siano diventati irrilevanti, lontano dai gusti e dalle esigenze degli utenti.</p><p>Dagli <a href="https://www.techradar.com/news/meta-makes-instagram-users-suffer-with-new-nft-features">NFT</a> alla visualizzazione a schermo intero su Instagram, senza dimenticare i post su Facebook sempre meno rilevanti, sembra che Meta non sia certa su cosa focalizzarsi. E vedere nuove funzioni che gli utenti non saranno disposti a pagare potrebbe solo inasprire la situazione, generando, ancora una volta, il passaggio ad altre piattaforme, come Glass e Twitter.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VKsHCSDmoYdz6sY3dr7LyM" name="Instagram Reels iOS.png" alt="Instagram Reels Remix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VKsHCSDmoYdz6sY3dr7LyM-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Personalmente, ho abbandonato Instagram da tempo, cancellando i miei due profili (uno personale e uno dedicato alla mia collezione di dischi), stanco di vedere post suggeriti sempre più irritanti e lontani dai miei interessi.</p><p>Su Facebook sono sempre meno presente, il mio ultimo post risale al 5 maggio, quando ho condiviso la bellissima <a href="https://global.techradar.com/it-it/features/ce-ancora-speranza-per-i-social-ecco-una-storia-incredibile">storia di Noah Grey</a>, che vi invito a recuperare qualora ve la foste persa. Ma in generale, a parte la tossicità dilagante, sono stanco di vedere la mia home invasa da post assolutamente irrilevanti per me, così come sono davvero nauseato dalle polemiche inutili e sterili fatte ovunque solo per il gusto di farle.</p><p>Passando a WhatsApp, forse questa è l&apos;unica piattaforma dove avrebbe senso vedere degli extra a pagamento, magari in ambito business, considerata anche la concorrenza con iMessage e WeChat. Tuttavia, per gli utenti casuali che usano solo Facebook, vedere funzioni a pagamento potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso, un&apos;ulteriore prova che Meta sia nel panico, alla ricerca spasmodica di un modo per trarre vantaggio dai propri utenti nel lungo termine.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ USA, boom di account fake sui principali social media ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nei giorni scorsi il sito americano <a href="https://uscasinos.com/blog/owning-fake-social-media-accounts/"><u>USCasinos</u></a> ha pubblicato un sondaggio utilizzando le risposte fornite da 1500 utenti di social network a cui è stato chiesto se possedessero uno o più account fake.</p><p>Le risposte sono state, almeno fino a un certo punto, abbastanza sconcertanti. Forse 1500 utenti non sono abbastanza per rappresentare una fetta significativa degli abitanti degli Stati Uniti, tuttavia l&apos;indagine ci permette di avere un’idea di come la popolazione americana si relaziona con l’argomento. I social media di riferimento sono i classici, Facebook, Twitter e Instagram.</p><p>Dalle risposte fornite, metà delle persone che hanno creato account fake ne possiedono solo uno, oltre un quarto due e circa il 20 percento delle persone ha tre o più account fasulli, un numero davvero significativo dato che si parla di circa quasi il 7% degli utenti social totali USA.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu">processori</a></li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">schede video</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ssd">SSD</a></li></ul><p>I motivi per cui le persone aprono account falsi sono i più svariati, anche se prevalgono la voglia di potersi esprimere senza essere giudicati (41%) e la necessità di non venire spiati (38%). Motivi di convenienza per poter partecipare a sondaggi o per spingere le proprie pagine rappresentano il 18% delle risposte, mentre solo il 2% crea un profilo falso per fare scherzi o truffe ad altri utenti, un numero piuttosto basso ma certamente significativo.</p><p>Leggendo i dati del sondaggio ci si rende conto che gli account fake vengono creati maggiormente da utenti maschi adulti nelle aree a sud del paese.</p><p>In particolar modo, quattro utenti su cinque scelgono di creare semplicemente un alter ego di se stessi, ma un 13% sceglie di passare all’altro sesso, con una piccola percentuale (circa il 6%) che finge di essere un azienda o personaggio famoso.</p><p>Inquietante che nonostante i controlli serrati delle piattaforme social, solo il 6% di questi account sia stato segnalato, cosa valida in particolar modo per gli utenti di Instagram dove non si arriva nemmeno a questa percentuale.</p><p>Infine, alla domanda se qualcuno fosse a conoscenza del loro “piccolo segreto”, gli utenti possessori di fake hanno risposto per oltre la metà di no. Tra chi ha risposto sì, la maggioranza (30%) lo ha detto agli amici, mentre solo una esigua minoranza (17%) ha ammesso di averlo riferito al proprio partner o alla propria famiglia.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/usa-boom-di-account-fake-sui-principali-social-media</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un sondaggio USA fornisce interessanti delucidazioni sul rapporto tra utenti delle piattaforme social e i propri fake ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Paolo D&#039;Angelo ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Meta logo on a smartphone in front of the Facebook logo a little bit blurred in the background]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Nei giorni scorsi il sito americano <a href="https://uscasinos.com/blog/owning-fake-social-media-accounts/"><u>USCasinos</u></a> ha pubblicato un sondaggio utilizzando le risposte fornite da 1500 utenti di social network a cui è stato chiesto se possedessero uno o più account fake.</p><p>Le risposte sono state, almeno fino a un certo punto, abbastanza sconcertanti. Forse 1500 utenti non sono abbastanza per rappresentare una fetta significativa degli abitanti degli Stati Uniti, tuttavia l&apos;indagine ci permette di avere un’idea di come la popolazione americana si relaziona con l’argomento. I social media di riferimento sono i classici, Facebook, Twitter e Instagram.</p><p>Dalle risposte fornite, metà delle persone che hanno creato account fake ne possiedono solo uno, oltre un quarto due e circa il 20 percento delle persone ha tre o più account fasulli, un numero davvero significativo dato che si parla di circa quasi il 7% degli utenti social totali USA.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu">processori</a></li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">schede video</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ssd">SSD</a></li></ul><p>I motivi per cui le persone aprono account falsi sono i più svariati, anche se prevalgono la voglia di potersi esprimere senza essere giudicati (41%) e la necessità di non venire spiati (38%). Motivi di convenienza per poter partecipare a sondaggi o per spingere le proprie pagine rappresentano il 18% delle risposte, mentre solo il 2% crea un profilo falso per fare scherzi o truffe ad altri utenti, un numero piuttosto basso ma certamente significativo.</p><p>Leggendo i dati del sondaggio ci si rende conto che gli account fake vengono creati maggiormente da utenti maschi adulti nelle aree a sud del paese.</p><p>In particolar modo, quattro utenti su cinque scelgono di creare semplicemente un alter ego di se stessi, ma un 13% sceglie di passare all’altro sesso, con una piccola percentuale (circa il 6%) che finge di essere un azienda o personaggio famoso.</p><p>Inquietante che nonostante i controlli serrati delle piattaforme social, solo il 6% di questi account sia stato segnalato, cosa valida in particolar modo per gli utenti di Instagram dove non si arriva nemmeno a questa percentuale.</p><p>Infine, alla domanda se qualcuno fosse a conoscenza del loro “piccolo segreto”, gli utenti possessori di fake hanno risposto per oltre la metà di no. Tra chi ha risposto sì, la maggioranza (30%) lo ha detto agli amici, mentre solo una esigua minoranza (17%) ha ammesso di averlo riferito al proprio partner o alla propria famiglia.</p>
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                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Sembra proprio che Facebook non riesca ad imparare la lezione. Ma d&apos;altra parte non potrebbe nemmeno volendo, e lo stesso vale per Google (Youtube), TikTok, Twitch... e bene o male chiunque nel mondo guadagni del denaro dalla circolazione di informazioni. </p><p>Anche se quelle informazioni sono false. Anche se quelle informazioni sono pericolose. Anche se quelle informazioni riguardano "cure per il cancro" inefficaci e forse dannose, il cui unico beneficio riguarda le tasche di chi le spaccia per rimedi miracolosi.</p><p>Facebook si era impegnata a prendere iniziative concrete per impedire la circolazione di fake news, in particolar modo in tema sanitario. E magari si poteva persino pensare che ci avrebbero pensato sul serio, dopo lo scandalo di Cambrydge Analytica. Ma Cambrydge Analytica interessò a pochi, all&apos;epoca, e ancora meno oggi ricordano di che si tratta. </p><ul><li>Ci stiamo preparando al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day</a> 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/amazon-prime-day/prime-day-tv-e-soundbar" target="_blank">Prime Day: soundbar e TV</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/amazon-prime-day/amazon-prime-day-hardware-per-pc-e-notebook" target="_blank">Prime Day: notebook e accessori</a></li></ul><p><br></p><p>Così, in casa Facebook forse si sono distratti, e cliniche con pochi scrupoli hanno comprato annunci e sono riusciti a promuovere i loro "rimedi anti cancro". Cure miracolose ma, guarda un po&apos;, per averle bisogna raggiungere paesi con leggi un po&apos; meno rigide in tema di salute. </p><p>Una volta, se non altro, i ciarlatani dovevano andare per strada a vendere la loro robaccia, doveva venire sotto casa tua e sgolarsi. Potevano ingannare qualcuno, ma di certo non potevano raggiungere decine di migliaia di persone spendendo poche decine di euro. Per dar loro tale potenza di fuoco, ci voleva Facebook. </p><p>Meta, la società che controlla Facebook, è intervenuta a posteriori: dopo che un giornalista della rivista del MIT ha segnalato annunci contrari alle regole, le pubblicità sono state rimosse. Alcune almeno, ma non è chiaro se sono tutte.  </p><p>Già, ma intanto gli annunci erano passati e avevano raggiunto decine di migliaia di persone. Il che è davvero notevole, perché Facebook e altre aziende hanno algoritmi di una precisione chirurgica, che possono bloccare un video se per caso un bambino, sullo sfondo, canticchia una canzone protetta da copyright.</p><p>Eppure, e qui è quasi miracoloso , se in una pubblicità c&apos;è scritto "cancro", non scatta nessun allarme; gli algoritmi proprio non riescono a individuare a priori problemi di questo tipo. Uno potrebbe pensare che individuare una parola di sei lettere sia facile per un algoritmo, ma forse tutta la potenza è impegnata a fare qualcos&apos;altro. Che so, escogitare nuovi modi per vendere aria fritta sul metaverso? O magari inventarsi sistemi che creino più dipendenza nei giovanissimi, così da competere meglio con TikTok? O forse quelli che fanno queste pubblicità hanno trovato un qualche sistema super raffinato per ingannare gli algoritmi? </p><p>O forse c&apos;è una spiegazione più semplice, così semplice che il vecchio Occam uscirebbe dalla tomba per festeggiare: quelli che diffondono false cure hanno soldi da spendere, e quelli che vi si oppongono invece no. E a Meta i soldi piacciono più di ogni altra cosa. </p><p>E i social network alla fine sono sempre la stessa roba: si fa passare la qualunque finché qualcuno non si lamenta. E quando succede, aspetta un attimo, facciamo due conti e vediamo se conviene "censurare" o lasciar correre. </p><p>E non è che guardando altrove le cose cambino. In un vecchio film, <em>Fight Club</em>, a un certo punto il protagonista spiega come la sua azienda decida se ritirare un&apos;auto difettosa, che molto probabilmente ucciderà gli occupanti. Se risarcire le vittime costa meno che ritirare le auto, non la ritiriamo. Il che è l&apos;estrema e perfetta sintesi del rapporto tra noi consumatori e tutte le aziende a cui ci rivolgiamo. </p><p>Sì, proprio tutte: vorrei dirvi che è solo Meta ad essere brutta e cattiva, ma invece posso solo dirvi che tra le eccezioni che conosco, nessuna è davvero rilevante (probabilmente perché non pensano abbastanza a fare soldi) </p><p>Chiaro e semplice.  I social network ci raccontano e ci racconteranno sempre che loro non vogliono assumersi il ruolo di editori, che bisogna rispettare la libertà di parola, che è una questione di democrazia. E quando capitano situazioni come queste, cancellare i posto <em>dopo </em>serve comunque per costruire e rafforzare la narrazione, al centro della quale ci sono aziende di buon cuore, impegnate per il nostro benessere. </p><p>Io, abbiate pazienza, proprio non riesco a crederci. Forse, a ben guardare, sono più propenso a credere a una cura miracolosa per il cancro; il che, mi rendo conto, è tutto dire. </p><p>Via: <a href="https://www.technologyreview.com/2022/06/27/1054784/facebook-meta-cancer-treatment-ads-misinformation/">MIT Technology Review</a><br>Immagine di copertina: <a href="https://it.123rf.com/photo_73073960_bangkok-tailandia-5-marzo-2017-icone-di-facebook-dello-schermo-di-connessione-sul-macbook-pro-della-.html?vti=mc0tjpttig9ck31lf5-1-21">123RF</a></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook sotto accusa per aver fatto circolare disinformazione in tema sanitario ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[facebook]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Sembra proprio che Facebook non riesca ad imparare la lezione. Ma d&apos;altra parte non potrebbe nemmeno volendo, e lo stesso vale per Google (Youtube), TikTok, Twitch... e bene o male chiunque nel mondo guadagni del denaro dalla circolazione di informazioni. </p><p>Anche se quelle informazioni sono false. Anche se quelle informazioni sono pericolose. Anche se quelle informazioni riguardano "cure per il cancro" inefficaci e forse dannose, il cui unico beneficio riguarda le tasche di chi le spaccia per rimedi miracolosi.</p><p>Facebook si era impegnata a prendere iniziative concrete per impedire la circolazione di fake news, in particolar modo in tema sanitario. E magari si poteva persino pensare che ci avrebbero pensato sul serio, dopo lo scandalo di Cambrydge Analytica. Ma Cambrydge Analytica interessò a pochi, all&apos;epoca, e ancora meno oggi ricordano di che si tratta. </p><ul><li>Ci stiamo preparando al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day</a> 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/amazon-prime-day/prime-day-tv-e-soundbar" target="_blank">Prime Day: soundbar e TV</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/amazon-prime-day/amazon-prime-day-hardware-per-pc-e-notebook" target="_blank">Prime Day: notebook e accessori</a></li></ul><p><br></p><p>Così, in casa Facebook forse si sono distratti, e cliniche con pochi scrupoli hanno comprato annunci e sono riusciti a promuovere i loro "rimedi anti cancro". Cure miracolose ma, guarda un po&apos;, per averle bisogna raggiungere paesi con leggi un po&apos; meno rigide in tema di salute. </p><p>Una volta, se non altro, i ciarlatani dovevano andare per strada a vendere la loro robaccia, doveva venire sotto casa tua e sgolarsi. Potevano ingannare qualcuno, ma di certo non potevano raggiungere decine di migliaia di persone spendendo poche decine di euro. Per dar loro tale potenza di fuoco, ci voleva Facebook. </p><p>Meta, la società che controlla Facebook, è intervenuta a posteriori: dopo che un giornalista della rivista del MIT ha segnalato annunci contrari alle regole, le pubblicità sono state rimosse. Alcune almeno, ma non è chiaro se sono tutte.  </p><p>Già, ma intanto gli annunci erano passati e avevano raggiunto decine di migliaia di persone. Il che è davvero notevole, perché Facebook e altre aziende hanno algoritmi di una precisione chirurgica, che possono bloccare un video se per caso un bambino, sullo sfondo, canticchia una canzone protetta da copyright.</p><p>Eppure, e qui è quasi miracoloso , se in una pubblicità c&apos;è scritto "cancro", non scatta nessun allarme; gli algoritmi proprio non riescono a individuare a priori problemi di questo tipo. Uno potrebbe pensare che individuare una parola di sei lettere sia facile per un algoritmo, ma forse tutta la potenza è impegnata a fare qualcos&apos;altro. Che so, escogitare nuovi modi per vendere aria fritta sul metaverso? O magari inventarsi sistemi che creino più dipendenza nei giovanissimi, così da competere meglio con TikTok? O forse quelli che fanno queste pubblicità hanno trovato un qualche sistema super raffinato per ingannare gli algoritmi? </p><p>O forse c&apos;è una spiegazione più semplice, così semplice che il vecchio Occam uscirebbe dalla tomba per festeggiare: quelli che diffondono false cure hanno soldi da spendere, e quelli che vi si oppongono invece no. E a Meta i soldi piacciono più di ogni altra cosa. </p><p>E i social network alla fine sono sempre la stessa roba: si fa passare la qualunque finché qualcuno non si lamenta. E quando succede, aspetta un attimo, facciamo due conti e vediamo se conviene "censurare" o lasciar correre. </p><p>E non è che guardando altrove le cose cambino. In un vecchio film, <em>Fight Club</em>, a un certo punto il protagonista spiega come la sua azienda decida se ritirare un&apos;auto difettosa, che molto probabilmente ucciderà gli occupanti. Se risarcire le vittime costa meno che ritirare le auto, non la ritiriamo. Il che è l&apos;estrema e perfetta sintesi del rapporto tra noi consumatori e tutte le aziende a cui ci rivolgiamo. </p><p>Sì, proprio tutte: vorrei dirvi che è solo Meta ad essere brutta e cattiva, ma invece posso solo dirvi che tra le eccezioni che conosco, nessuna è davvero rilevante (probabilmente perché non pensano abbastanza a fare soldi) </p><p>Chiaro e semplice.  I social network ci raccontano e ci racconteranno sempre che loro non vogliono assumersi il ruolo di editori, che bisogna rispettare la libertà di parola, che è una questione di democrazia. E quando capitano situazioni come queste, cancellare i posto <em>dopo </em>serve comunque per costruire e rafforzare la narrazione, al centro della quale ci sono aziende di buon cuore, impegnate per il nostro benessere. </p><p>Io, abbiate pazienza, proprio non riesco a crederci. Forse, a ben guardare, sono più propenso a credere a una cura miracolosa per il cancro; il che, mi rendo conto, è tutto dire. </p><p>Via: <a href="https://www.technologyreview.com/2022/06/27/1054784/facebook-meta-cancer-treatment-ads-misinformation/">MIT Technology Review</a><br>Immagine di copertina: <a href="https://it.123rf.com/photo_73073960_bangkok-tailandia-5-marzo-2017-icone-di-facebook-dello-schermo-di-connessione-sul-macbook-pro-della-.html?vti=mc0tjpttig9ck31lf5-1-21">123RF</a></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Elon Musk compra Twitter ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Elon Musk è riuscito a completare l&apos;acquisto di Twitter per 44 miliardi di dollari (43,3 miliardi per la precisione), poco più di 52 milioni di euro. L&apos;operazione fa seguito a un primo acquisto di circa il 10% del social network, qualche settimana fa. </p><p>Musk ha ottenuto il necessario finanziamento da Morgan Stanley, e ha pagato Twitter $54,20 per azione. Si tratta di un valore molto più alto di quello reale, e questo <em>potrebbe</em> rappresentare il primo grattacapo per il novello proprietario. Sempre che, naturalmente, le autorità autorizzino l&apos;operazione. </p><p>Musk, che ancora una volta sembra un ragazzino che vuole a tutti i costi un giocattolo nuovo, non sembra particolarmente preoccupato della parte finanziaria. Anzi, ha già anticipato che vorrebbe ridurre o togliere la pubblicità, in favore di un modello ad abbonamento. </p><p>Personalmente, fatico a immaginarmi 300 milioni di utenti Twitter che decidono di pagare l&apos;abbonamento. Ma alcuni milioni sicuramente ci sarebbero, giusto quegli utenti danarosi che renderebbero Twitter una sfera per privilegiati. E magari è proprio quello che Musk vuole. </p><p>Musk ha anche detto di volere dare ampio spazio alla libertà di espressione, che rappresenta "le fondamenta di una democrazia funzionante" - il miliardario si è espresso in passato contro le politiche di moderazione troppo rigide, e anche contro il ban ad alcuni account che diffondevano informazioni false, come quello di Donald Trump. </p><p>"Voglio anche rendere migliore Twitter migliorandolo come prodotto, con nuove funzioni, rendendo l&apos;algoritmo open source per aumentare la credibilità, sconfiggere i bot che fanno spam e confermando tutti gli umani. Twitter ha un potenziale enorme, e non vedo l&apos;ora di lavorare con l&apos;azienda e la comunità di utenti per realizzarlo". </p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1518623997054918657"><p lang="en" dir="ltr">I hope that even my worst critics remain on Twitter, because that is what free speech means<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1518623997054918657">April 25, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Parag Agrawal, AD Twitter, ha commentato con parole generiche, senza citare direttamente Musk. Un dettaglio curioso, dalla persona che lavorerà più a stretto contatto con il nuovo proprietario. </p><p>Inizialmente, il consiglio di amministrazione di Twitter aveva cercato di opporsi all&apos;acquisizione da parte di Elon Musk. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-compra-twitter</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il miliardario Elon Musk è ora proprietario di un social network ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Twitter]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ lance.ulanoff@futurenet.com (Lance Ulanoff) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Lance Ulanoff ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W2qksRaQeUfBGMwsW5bTGh-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Lance Ulanoff is an &lt;a href=&quot;https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ox35RKH2kNKBfSBfvHEoK6.jpg&quot;&gt;award-winning tech journalist&lt;/a&gt;, on-air expert, and commentator.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Before joining TechRadar, he served as Editor in Chief of Lifewire. Prior to that, he was Chief Correspondent for Mashable where he covered all facets of technology and the&amp;nbsp;intersection&amp;nbsp;of digital and life. He also helped Mashable find new ways to&amp;nbsp;tell&amp;nbsp;stories. Lance is based in NY.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A 36-plus year industry veteran, &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/Lance_Ulanoff&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lance Ulanoff&lt;/a&gt; has covered technology since PCs were the size of suitcases, “on line” meant “waiting” and CPU speeds were measured in single-digit megahertz. Prior to joining Mashable as Editor in Chief in 2011, Lance Ulanoff served as Editor in Chief of PCMag.com and Senior Vice President of Content for the Ziff Davis, Inc. While there, he guided the brand to a 100% digital existence and oversaw content strategy for all of Ziff Davis’ Web sites. His long-running column on PCMag.com earned him a Bronze award from the ASBPE. Winmag.com, HomePC.com and PCMag.com were all honored under Lance’s guidance.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
He makes frequent appearances on national, international, and local news programs including &lt;a href=&quot;https://kellyandryan.com/homepagemodules/new-years-tech-resolutions-with-lance-ulanoff/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Live with Kelly and Ryan&lt;/a&gt;, Fox News, Fox Business, &lt;a href=&quot;https://www.today.com/video/google-glass-is-beginning-of-a-revolution-44496451646&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;the Today Show&lt;/a&gt;, Good Morning America, CNBC, CNN, and the BBC. He has also offered commentary on National Public Radio and been interviewed by newspapers and radio stations around the country. Lance has been an invited guest speaker at numerous technology conferences including Think Mobile, CEA Line Shows, Digital Life, RoboBusiness, RoboNexus, Business Foresight and Digital Media Wire’s Games and Mobile Forum.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Lance received his Bachelor of Arts in Journalism from Hofstra University in New York. He serves on Hofstra’s School of Communication Advisory Board.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
In his spare time, Lance draws cartoons, which he occasionally posts online. He and his wife Linda have been married for over 30 years and have raised two amazing children.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Elon Musk and Twitter]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Elon Musk è riuscito a completare l&apos;acquisto di Twitter per 44 miliardi di dollari (43,3 miliardi per la precisione), poco più di 52 milioni di euro. L&apos;operazione fa seguito a un primo acquisto di circa il 10% del social network, qualche settimana fa. </p><p>Musk ha ottenuto il necessario finanziamento da Morgan Stanley, e ha pagato Twitter $54,20 per azione. Si tratta di un valore molto più alto di quello reale, e questo <em>potrebbe</em> rappresentare il primo grattacapo per il novello proprietario. Sempre che, naturalmente, le autorità autorizzino l&apos;operazione. </p><p>Musk, che ancora una volta sembra un ragazzino che vuole a tutti i costi un giocattolo nuovo, non sembra particolarmente preoccupato della parte finanziaria. Anzi, ha già anticipato che vorrebbe ridurre o togliere la pubblicità, in favore di un modello ad abbonamento. </p><p>Personalmente, fatico a immaginarmi 300 milioni di utenti Twitter che decidono di pagare l&apos;abbonamento. Ma alcuni milioni sicuramente ci sarebbero, giusto quegli utenti danarosi che renderebbero Twitter una sfera per privilegiati. E magari è proprio quello che Musk vuole. </p><p>Musk ha anche detto di volere dare ampio spazio alla libertà di espressione, che rappresenta "le fondamenta di una democrazia funzionante" - il miliardario si è espresso in passato contro le politiche di moderazione troppo rigide, e anche contro il ban ad alcuni account che diffondevano informazioni false, come quello di Donald Trump. </p><p>"Voglio anche rendere migliore Twitter migliorandolo come prodotto, con nuove funzioni, rendendo l&apos;algoritmo open source per aumentare la credibilità, sconfiggere i bot che fanno spam e confermando tutti gli umani. Twitter ha un potenziale enorme, e non vedo l&apos;ora di lavorare con l&apos;azienda e la comunità di utenti per realizzarlo". </p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1518623997054918657"><p lang="en" dir="ltr">I hope that even my worst critics remain on Twitter, because that is what free speech means<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1518623997054918657">April 25, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Parag Agrawal, AD Twitter, ha commentato con parole generiche, senza citare direttamente Musk. Un dettaglio curioso, dalla persona che lavorerà più a stretto contatto con il nuovo proprietario. </p><p>Inizialmente, il consiglio di amministrazione di Twitter aveva cercato di opporsi all&apos;acquisizione da parte di Elon Musk. </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Elon Musk vuole comprare Twitter per 43 miliardi di dollari ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L’<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/spacex-aperti-i-preordini-per-il-servizio-starlink">eccentrico</a> CEO di Tesla Elon Musk si sarebbe offerto di acquistare <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/internet-era-meglio-prima-ai-tempi-di-usenet-il-fondatore-di-twitter-e-pentito">Twitter</a> per la corposa somma di 43 miliardi di dollari. Secondo il magnate americano, il passaggio di proprietà del gettonato social network rappresenterebbe un passo avanti per la libertà d’espressione di tutti gli utenti.</p><p>“Ho deciso di investire su Twitter perché credo che possa diventare la piattaforma per la libertà d’espressione in tutto il mondo, e che la libertà di espressione sia l’imperativo sociale di ogni democrazia che funzioni”, ha scritto Musk in calce al <a href="https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1418091/000110465922045641/tm2212748d1_sc13da.htm">deposito</a> dell’offerta.</p><p>Se l’accordo andrà a buon fine, il CEO di Tesla prevede di privatizzare l’azienda. L’offerta, di ben $54,20 per azione, è decisamente generosa e supera di circa il 20% il prezzo di apertura di oggi. </p><ul><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">migliori VPN</a></li><li>Tutte le <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-instant-pot" target="_blank">migliori Instant Pot</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-open-world-pc" target="_blank">migliori giochi open world</a></li></ul><p>Non per nulla, Musk ha anche specificato che si tratta della sua “offerta migliore” e che, in caso di rifiuto da parte della proprietà, non ne seguiranno altre. Il messaggio è stato ulteriormente ribadito in un comunicato a parte:</p><p>“Non sto giocando al tira e molla. Sono andato dritto al punto. È un prezzo alto e gli azionisti [di Twitter] non potranno che esserne contenti. Dato che non ho fiducia nel management […], se l’accordo non verrà trovato dovrò riconsiderare la mia posizione di azionista. Non è una minaccia, ma senza i dovuti cambiamenti non ci sarebbe motivo di portare avanti questo tipo di investimento”. </p><p>La telenovela tra Musk e Twitter va avanti già da un po&apos;, sebbene ci siano nuovi e ulteriori sviluppi praticamente ogni giorno. Tutto è cominciato quando Musk ha acquistato una quota del 9,2% della società e gli è stato offerto un posto nel CdA. </p><p>L’ipotesi che il CEO di Tesla intendesse acquistare Twitter a titolo definitivo è iniziata a circolare quando quest’ultimo ha rifiutato l’invito a entrare nel consiglio di amministrazione (via <a href="https://www.engadget.com/elon-musk-offers-to-buy-twitter-for-43-billion-104642696.html?src=rss" target="_blank">Engadget</a>). </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:533px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.29%;"><img id="9JESWKaWdiwVNKKjD4ZekC" name="twitter-logo Cropped.jpg" alt="Elon Musk vuole comprare Twitter per $43 miliardi" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9JESWKaWdiwVNKKjD4ZekC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="533" height="300" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Twitter)</span></figcaption></figure><p>“Twitter ha bisogno di essere trasformato in una società privata […], ha un potenziale straordinario. Lo sbloccherò.” </p><p>Da parte sua, Twitter ha confermato in un comunicato stampa di aver ricevuto l’offerta di Musk e ha dichiarato che il CdA starebbe attualmente esaminando la proposta, specificando che la valutazione verrà presa “nel miglior interesse della Società e di tutti gli azionisti di Twitter”. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/mark-zuckerberg-sta-preparando-il-suo-anti-iphone">Mark Zuckerberg sta preparando il suo anti-iPhone</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-vuole-comprare-twitter-per-43-miliardi-di-dollari</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Elon Musk ha depositato un'offerta di $43 miliardi per acquistare Twitter a titolo definitivo. ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">vGgxXVQr8MvuyxpKM9APca</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Twitter]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Gioele P. Cima ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
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                                <p>L’<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/spacex-aperti-i-preordini-per-il-servizio-starlink">eccentrico</a> CEO di Tesla Elon Musk si sarebbe offerto di acquistare <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/internet-era-meglio-prima-ai-tempi-di-usenet-il-fondatore-di-twitter-e-pentito">Twitter</a> per la corposa somma di 43 miliardi di dollari. Secondo il magnate americano, il passaggio di proprietà del gettonato social network rappresenterebbe un passo avanti per la libertà d’espressione di tutti gli utenti.</p><p>“Ho deciso di investire su Twitter perché credo che possa diventare la piattaforma per la libertà d’espressione in tutto il mondo, e che la libertà di espressione sia l’imperativo sociale di ogni democrazia che funzioni”, ha scritto Musk in calce al <a href="https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1418091/000110465922045641/tm2212748d1_sc13da.htm">deposito</a> dell’offerta.</p><p>Se l’accordo andrà a buon fine, il CEO di Tesla prevede di privatizzare l’azienda. L’offerta, di ben $54,20 per azione, è decisamente generosa e supera di circa il 20% il prezzo di apertura di oggi. </p><ul><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">migliori VPN</a></li><li>Tutte le <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-instant-pot" target="_blank">migliori Instant Pot</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-open-world-pc" target="_blank">migliori giochi open world</a></li></ul><p>Non per nulla, Musk ha anche specificato che si tratta della sua “offerta migliore” e che, in caso di rifiuto da parte della proprietà, non ne seguiranno altre. Il messaggio è stato ulteriormente ribadito in un comunicato a parte:</p><p>“Non sto giocando al tira e molla. Sono andato dritto al punto. È un prezzo alto e gli azionisti [di Twitter] non potranno che esserne contenti. Dato che non ho fiducia nel management […], se l’accordo non verrà trovato dovrò riconsiderare la mia posizione di azionista. Non è una minaccia, ma senza i dovuti cambiamenti non ci sarebbe motivo di portare avanti questo tipo di investimento”. </p><p>La telenovela tra Musk e Twitter va avanti già da un po&apos;, sebbene ci siano nuovi e ulteriori sviluppi praticamente ogni giorno. Tutto è cominciato quando Musk ha acquistato una quota del 9,2% della società e gli è stato offerto un posto nel CdA. </p><p>L’ipotesi che il CEO di Tesla intendesse acquistare Twitter a titolo definitivo è iniziata a circolare quando quest’ultimo ha rifiutato l’invito a entrare nel consiglio di amministrazione (via <a href="https://www.engadget.com/elon-musk-offers-to-buy-twitter-for-43-billion-104642696.html?src=rss" target="_blank">Engadget</a>). </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:533px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.29%;"><img id="9JESWKaWdiwVNKKjD4ZekC" name="twitter-logo Cropped.jpg" alt="Elon Musk vuole comprare Twitter per $43 miliardi" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9JESWKaWdiwVNKKjD4ZekC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="533" height="300" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Twitter)</span></figcaption></figure><p>“Twitter ha bisogno di essere trasformato in una società privata […], ha un potenziale straordinario. Lo sbloccherò.” </p><p>Da parte sua, Twitter ha confermato in un comunicato stampa di aver ricevuto l’offerta di Musk e ha dichiarato che il CdA starebbe attualmente esaminando la proposta, specificando che la valutazione verrà presa “nel miglior interesse della Società e di tutti gli azionisti di Twitter”. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/mark-zuckerberg-sta-preparando-il-suo-anti-iphone">Mark Zuckerberg sta preparando il suo anti-iPhone</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Russia, Facebook e Twitter bloccati ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/russia-facebook-e-twitter-bloccati</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ In Russia non è più possibile accedere a Facebook e Twitter, inoltre Facebook impone il ban alle inserzioni russe. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Icone delle app social sullo schermo di uno smartphone]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Mentre la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-russia-cyberwarfare-la-guerra-a-colpi-di-hack">guerra in Ucraina</a> continua, procede anche la battaglia per l&apos;accesso alle informazioni. Infatti, le autorità Russe hanno bloccato l&apos;accesso a Facebook e Twitter nel Paese, citando come motivo la discriminazione nei confronti dei media e delle fonti di origine russa.</p><p>La decisione, annunciata da <a href="https://rkn.gov.ru/news/rsoc/news74156.htm" target="_blank">Roskomnadzor</a> (l&apos;organo di stato preposto alla regolamentazione delle comunicazioni in Russia), e riportata dal <a href="https://www.theguardian.com/world/2022/mar/04/russia-completely-blocks-access-to-facebook-and-twitter" target="_blank">Guardian</a> e altre testate, segue le restrizioni imposte dalle aziende tech degli USA all&apos;accesso a i servizi giornalistici nazionali russi, nel tentativo di <a href="https://www.techradar.com/news/apple-and-google-pull-russian-state-owned-media-outlets-rt-and-sputnik-from-global-app-stores">controllare il flusso di disinformazione</a>.</p><p>Venerdì scorso, il governo russo ha approvato anche un decreto che rende illegale la diffusione di fake news, ovvero qualsiasi notizia che vada contro le dichiarazioni ufficiali sulla guerra. Di conseguenza, diverse agenzie come la BBC hanno sospeso le operazioni in Russia per proteggere i propri giornalisti dall&apos;eventuale arresto.</p><p>Nick Clegg, President of Global Affairs di Meta, <a href="https://twitter.com/nickclegg/status/1499819557870989316" target="_blank">ha dichiarato che il ban</a> ha determinato l&apos;esclusione di milioni di cittadini russi da fonti di informazioni attendibili. Questi sono anche stati "messi a tacere", sempre secondo Clegg, che ha confermato che l&apos;azienda continua a lavorare per ripristinare l&apos;accesso a Facebook in Russia.</p><h2 id="una-situazione-instabile">Una situazione instabile</h2><p>La situazione in Ucraina e gli eventi connessi alla guerra continuano a cambiare ora dopo ora. In risposta all&apos;invasione russa dell&apos;Ucraina, diverse aziende tecnologiche hanno <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/intel-e-amd-sospendono-la-vendita-di-chip-alla-russia">sospeso la vendita dei propri prodotti in Russa</a>.</p><p>Le aziende russe ritrovano impossibilitate a promuovere le proprie attività nel resto del mondo. Dopo il ban nel Paese, Facebook <a href="https://about.fb.com/news/2022/02/metas-ongoing-efforts-regarding-russias-invasion-of-ukraine/" target="_blank">non pubblica più annunci pubblicitari</a> provenienti da inserzionisti russi, inoltre non rivolge più le inserzioni presenti sulla piattaforma agli utenti in Russia. Google, Snapchat e Twitter hanno preso decisioni simili.</p><p>In ogni caso, anche prima l&apos;accesso ai social media come Facebook e Twitter era soggetto a limitazioni, ma ora è stato bloccato del tutto. Altre piattaforme, come YouTube e TikTok potrebbero subire lo stesso destino, se la guerra si protrarrà ancora.</p><p>La Russia ha sempre esercitato un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-russia-si-e-appena-disconnessa-da-internet">controllo molto rigido su Internet</a> sia al livello mondiale che governativo, e ora le persone hanno a disposizione sempre meno fonti indipendenti al di fuori di quelle gestite dallo stato.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/anonymous-dichiara-guerra-alla-russia">Anonymous dichiara guerra alla Russia</a></li></ul>
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E il fatturato ne risentirebbe.</p><p>L&apos;idea è quindi di chiedere alle persone, agli utenti iPhone in particolare, di concedere quella specifica autorizzazione. Ci si aspetta che succeda però l&apos;esatto contrario: se mi trovo davanti un&apos;app che vuole tracciare il mio comportamento online, molto probabilmente dirò di no. </p><p>Ed che Facebook si è inventata un avviso pop-up per gli utenti, per spiegare le proprie ragioni e convincere le persone. Tutto normale? Forse, ma fino a un certo punto.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AiqKNqLifKngEeEFExBxGX" name="Facebook-Instagram-iOS-14.5.jpg" alt="Facebook and Instagram's iOS 14.5 prompt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AiqKNqLifKngEeEFExBxGX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Già perché tra le "spiegazioni" si legge anche che l&apos;obiettivo è "mantenere Facebook gratuito". E lo stesso messaggio è ripetuto anche per Instagram.</p><p>Facebook, cioè, sta facendo come quelle catene che girano ogni tanto proprio .... su Facebook. Dicono che "per evitare che Facebook diventi a pagamento devi copiare e incollare questo messaggio...", tutti le abbiamo viste almeno una volta.</p><p>Ora però è la stessa Facebook a immaginare che il social network diventi a pagamento. </p><p>Ma è una minaccia credibile? Facebook potrebbe davvero decidere di chiedere a tutti a noi un abbonamento? Sarebbe una mossa dettata dalla disperazione, e la maggior parte delle persone probabilmente si rifiuterebbe. Ma magari con i pochi clienti paganti l&apos;azienda potrebbe reinventarsi in qualcosa di nuovo. Dopotutto esistono diversi social network più piccoli e specifici che riescono a sopravvivere. </p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone" target="_blank">iPhone</a> del 2021</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/migliori-ipad" target="_blank">iPad</a> del 2021</li><li>Tutto ciò che sappiamo su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13" target="_blank">iPhone 13</a></li></ul><h2 id="app-tracking-e-app-transparency-cos-apos-xe8-e-cosa-vuole-dire-xa0">App tracking e app transparency, cos&apos;è e cosa vuole dire </h2><p>iOS 14.5 mette ognuno di noi in grado di bloccare le applicazioni e impedire loro di raccogliere e condividere informazioni sulle nostre attività con iPhone. L&apos;applicazione deve ottenere il permesso per farlo, altrimenti iPhone impedisce la raccolta di dati.</p><p>Si parla di ciò che facciamo quando <em>non </em>stiamo usando quella specifica applicazione. Mentre usiamo Facebook, invece, può raccogliere le informazioni che vuole.</p><p>Apple, inoltre, proibisce agli sviluppatori di offrire incentivi agli utenti affinché diano l&apos;autorizzazione. In caso di violazione, l&apos;app sarà bannata dall&apos;App Store. </p><p>Il punto della discordia è che questa nuova politica impatta direttamente sui profitti delle app stesse. È il mercato pubblicitario: più cose si sanno di una persona e più precisa sarà la pubblicità che gli si può mostrare, e quindi la sua attenzione si può rivendere a prezzi maggiori. </p><p>Facebook, poi, dipinge un problema per le piccole e medie imprese. Se all&apos;interno di Facebook gli annunci saranno meno precisi, allora gli inserzionisti (la pizzeria sotto casa oppure un Bed&Breakfast a 500 chilometri) potrebbero soffrirne, perché non riusciranno a raggiungere i loro clienti ideali. Il che è probabilmente vero, così come lo è il fatto che magari questi inserzionisti potrebbero decidere che non vale più la pena di spendere il loro budget pubblicitario su Facebook. </p><p>Ed ecco perché Facebook sta facendo un&apos;opposizione così fiera. Ma nemmeno loro, probabilmente, saranno in grado di far cambiare idea ad Apple. </p><p>Da una parte l&apos;azienda di Cupertino non fa mai marcia indietro su cose del genere. E dall&apos;altra Tim Cook ha sempre sottolineato come la maggiore privacy sia in effetti il grande valore aggiunto per chi sceglie iPhone, iPad e Mac. iOS 14.5, dunque, è coerente con la politica di Apple finora. </p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook sembra davvero irritata dalla nuova politica di Apple e chiede agli utenti un cambiamento facendo leva sull'idea che potrebbe non essere più gratis. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facebook Messenger]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Con l&apos;arrivo di iOS 4.5 è arrivato anche il nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-145-arriva-la-novita-anti-facebook">App Tracking</a>. O meglio, non è tanto nuovo perché anche prima gli utenti iOS potevano <em>scegliere </em>di bloccare il tracciamento da parte delle singole applicazioni. La novità è che adesso, invece, sono  le app a dover chiedere il permesso. </p><p>L&apos;aggiornamento si chiama  <a href="https://www.techradar.com/au/news/what-is-app-tracking-transparency-on-iphone-ios-145s-big-update-explained">app tracking transparency</a> e per alcune aziende significa perdere denaro. Tra queste c&apos;è Facebook, la cui preoccupazione si spiega facilmente: se non potrà più controllare gli utenti anche <em>fuori da facebook</em>, non potrà più vendere pubblicità ai prezzi attuali. E il fatturato ne risentirebbe.</p><p>L&apos;idea è quindi di chiedere alle persone, agli utenti iPhone in particolare, di concedere quella specifica autorizzazione. Ci si aspetta che succeda però l&apos;esatto contrario: se mi trovo davanti un&apos;app che vuole tracciare il mio comportamento online, molto probabilmente dirò di no. </p><p>Ed che Facebook si è inventata un avviso pop-up per gli utenti, per spiegare le proprie ragioni e convincere le persone. Tutto normale? Forse, ma fino a un certo punto.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AiqKNqLifKngEeEFExBxGX" name="Facebook-Instagram-iOS-14.5.jpg" alt="Facebook and Instagram's iOS 14.5 prompt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AiqKNqLifKngEeEFExBxGX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Già perché tra le "spiegazioni" si legge anche che l&apos;obiettivo è "mantenere Facebook gratuito". E lo stesso messaggio è ripetuto anche per Instagram.</p><p>Facebook, cioè, sta facendo come quelle catene che girano ogni tanto proprio .... su Facebook. Dicono che "per evitare che Facebook diventi a pagamento devi copiare e incollare questo messaggio...", tutti le abbiamo viste almeno una volta.</p><p>Ora però è la stessa Facebook a immaginare che il social network diventi a pagamento. </p><p>Ma è una minaccia credibile? Facebook potrebbe davvero decidere di chiedere a tutti a noi un abbonamento? Sarebbe una mossa dettata dalla disperazione, e la maggior parte delle persone probabilmente si rifiuterebbe. Ma magari con i pochi clienti paganti l&apos;azienda potrebbe reinventarsi in qualcosa di nuovo. Dopotutto esistono diversi social network più piccoli e specifici che riescono a sopravvivere. </p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone" target="_blank">iPhone</a> del 2021</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/migliori-ipad" target="_blank">iPad</a> del 2021</li><li>Tutto ciò che sappiamo su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13" target="_blank">iPhone 13</a></li></ul><h2 id="app-tracking-e-app-transparency-cos-apos-xe8-e-cosa-vuole-dire-xa0">App tracking e app transparency, cos&apos;è e cosa vuole dire </h2><p>iOS 14.5 mette ognuno di noi in grado di bloccare le applicazioni e impedire loro di raccogliere e condividere informazioni sulle nostre attività con iPhone. L&apos;applicazione deve ottenere il permesso per farlo, altrimenti iPhone impedisce la raccolta di dati.</p><p>Si parla di ciò che facciamo quando <em>non </em>stiamo usando quella specifica applicazione. Mentre usiamo Facebook, invece, può raccogliere le informazioni che vuole.</p><p>Apple, inoltre, proibisce agli sviluppatori di offrire incentivi agli utenti affinché diano l&apos;autorizzazione. In caso di violazione, l&apos;app sarà bannata dall&apos;App Store. </p><p>Il punto della discordia è che questa nuova politica impatta direttamente sui profitti delle app stesse. È il mercato pubblicitario: più cose si sanno di una persona e più precisa sarà la pubblicità che gli si può mostrare, e quindi la sua attenzione si può rivendere a prezzi maggiori. </p><p>Facebook, poi, dipinge un problema per le piccole e medie imprese. Se all&apos;interno di Facebook gli annunci saranno meno precisi, allora gli inserzionisti (la pizzeria sotto casa oppure un Bed&Breakfast a 500 chilometri) potrebbero soffrirne, perché non riusciranno a raggiungere i loro clienti ideali. Il che è probabilmente vero, così come lo è il fatto che magari questi inserzionisti potrebbero decidere che non vale più la pena di spendere il loro budget pubblicitario su Facebook. </p><p>Ed ecco perché Facebook sta facendo un&apos;opposizione così fiera. Ma nemmeno loro, probabilmente, saranno in grado di far cambiare idea ad Apple. </p><p>Da una parte l&apos;azienda di Cupertino non fa mai marcia indietro su cose del genere. E dall&apos;altra Tim Cook ha sempre sottolineato come la maggiore privacy sia in effetti il grande valore aggiunto per chi sceglie iPhone, iPad e Mac. iOS 14.5, dunque, è coerente con la politica di Apple finora. </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook detesta questa funzione di iOS 14 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-14-data-di-uscita-caratteristiche-funzioni-compatibilita">iOS 14</a> sta per attivare una nuova funzione per la tutela della privacy, App Tracking Transparency. Da quel momento le app saranno <em>obbligate </em>a chiedere e ottenere il consenso per condividere i dati di tracciamento pubblicitari. La novità sarà attivata nella beta entro i prossimi giorni e dovrebbe arrivare per tutti i primavera, spiega <a href="https://www.theverge.com/2021/1/28/22253366/apple-app-tracking-transparency-opt-in-requirement-beta-launch" target="_blank" rel="nofollow">The Verge</a>. </p><p>A dire il vero sarebbe dovuta essere live dallo scorso autunno ma Apple ha accettato le numerose richiesta di rinvio da parte degli sviluppatori. </p><p>App Tracking Transparency rappresenta una specie di rivoluzione e molti sviluppatori ne sono preoccupati. A ragion veduta se si considera il terremoto che si è sollevato qualche giorno fa quanto Whatsapp ha chiesto il consenso per i suoi nuovi ToS (Terms of Service). Molti hanno interpretato il messaggio nel peggiore dei modi e ne è nato un vero e proprio tentativo di boicottaggio verso Whatsapp (ancora in corso). </p><p>E nel caso degli iPhone cosa cambia: ad oggi è possibile addentrarsi nei menu per disabilitare il tracking pubblicitario. Con App Tracking Transparency invece Apple spinge per un approccio contrario: la condivisione dei dati è disabilitata di default, e le app devono chiedere il permesso per attivarlo.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-12-vs-iphone-12-pro-quale-scegliere" target="_blank">iPhone 12 vs iPhone 12 Pro</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-offerte-iphone">iPhone 12 al miglior prezzo e le migliori offerte</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-12-pro-max-recensione">Recensione iPhone 12 Pro Max</a></li></ul><p>Il tracking infatti permette ai network pubblicitari di sapere cosa facciamo, quando compriamo qualcosa, quali sono le nostre preferenze e molte altre cose. Tutte informazioni che poi vengono usate per mostrarci pubblicità (in teoria) molto più efficaci, che si vendono a prezzi più alti. L&apos;identificazione dell&apos;utenza aiuta anche a capire se una pubblicità ha funzionato, cioè se ci ha spinto a comprare qualcosa oppure a installare un&apos;app.</p><p>La singola applicazione raccoglie e usa i dati. Ma soprattutto può condividerli con i grandi network pubblicitari, ed è questo che fa la differenza. Non è tanto il singolo gioco o l&apos;app del negozio di scarpe. Sono colossi come Google o Facebook che possono comprare dalle app i dati di miliardi di persone. Informazioni preziose che permettono a queste aziende di diventare i colossi finanziari che conosciamo oggi.</p><p>Ora, con App Tracking Transparency Apple in sostanza dice: "sì, come singola app puoi continuare a tracciare i miei utenti e a usare i dati per la tua pubblicità. Ma devi farti dare il permesso se vuoi condividere quei dati con qualcun altro".</p><p>Apple inoltre proibisce espressamene agli sviluppatori di bloccare parti delle app se l&apos;utente non dà il permesso. Né potranno usare altri sistemi per convincerlo a dare il permesso, come premi all&apos;interno del gioco. Né potranno fare una versione a pagamento dell&apos;app "in cambio" di un permesso negato. E nemmeno potranno tentare di sostituire il codice di identificazione pubblicitario (IDFA) con un&apos;altra informazione, come l&apos;indirizzo email.</p><p>Saranno molti a subire un impatto finanziario da questo cambiamento, e tra questi c&apos;è anche Facebook. Il fondatore e AD Mark Zuckerberg accusa Apple di pratica anticoncorrenziali, di aver creato una pratica che affosserà le piccole e medie imprese che fanno pubblicità online.</p><p>Facebook si è spinta a etichettare Apple di ipocrisia, accusandola di fare regole valide solo per i propri interessi. L&apos;idea sostenuta da Facebook è che riducendo i profitti pubblicitari gli sviluppatori saranno spinti a fare applicazioni in abbonamento. Ma quando un utente sottoscrive un abbonamento tramite il suo iPhone, Apple guadagna una commissione. Facebook ha comprato annunci a pagina intera su alcuni giornali statunitensi per difendere la sua posizione.</p><p>"Apple può affermare che lo fa per aiutare le persone ma questa mossa è chiaramene un colpo mirato agli interessi dei suoi concorrenti", ha detto ieri Zuckerberg.</p><p>Il dibattito prosegue poi con il documento <a href="https://www.apple.com/privacy/docs/A_Day_in_the_Life_of_Your_Data.pdf">A Day in the Life of Your Data</a>, un tentativo di far comprendere a tutti che cos&apos;è il tracking pubblicitario, quali dati vengono raccolti e come vengono usati. Ogni giorno. Una lettura davvero interessante, soprattutto per chi non è avvezzo a questi temi.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Apple mette un freno alla condivisione dei dati degli utenti, Facebook altri non sono contenti ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Facebook]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[social apps iPhone]]></media:title>
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                                <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-14-data-di-uscita-caratteristiche-funzioni-compatibilita">iOS 14</a> sta per attivare una nuova funzione per la tutela della privacy, App Tracking Transparency. Da quel momento le app saranno <em>obbligate </em>a chiedere e ottenere il consenso per condividere i dati di tracciamento pubblicitari. La novità sarà attivata nella beta entro i prossimi giorni e dovrebbe arrivare per tutti i primavera, spiega <a href="https://www.theverge.com/2021/1/28/22253366/apple-app-tracking-transparency-opt-in-requirement-beta-launch" target="_blank" rel="nofollow">The Verge</a>. </p><p>A dire il vero sarebbe dovuta essere live dallo scorso autunno ma Apple ha accettato le numerose richiesta di rinvio da parte degli sviluppatori. </p><p>App Tracking Transparency rappresenta una specie di rivoluzione e molti sviluppatori ne sono preoccupati. A ragion veduta se si considera il terremoto che si è sollevato qualche giorno fa quanto Whatsapp ha chiesto il consenso per i suoi nuovi ToS (Terms of Service). Molti hanno interpretato il messaggio nel peggiore dei modi e ne è nato un vero e proprio tentativo di boicottaggio verso Whatsapp (ancora in corso). </p><p>E nel caso degli iPhone cosa cambia: ad oggi è possibile addentrarsi nei menu per disabilitare il tracking pubblicitario. Con App Tracking Transparency invece Apple spinge per un approccio contrario: la condivisione dei dati è disabilitata di default, e le app devono chiedere il permesso per attivarlo.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-12-vs-iphone-12-pro-quale-scegliere" target="_blank">iPhone 12 vs iPhone 12 Pro</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-offerte-iphone">iPhone 12 al miglior prezzo e le migliori offerte</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-12-pro-max-recensione">Recensione iPhone 12 Pro Max</a></li></ul><p>Il tracking infatti permette ai network pubblicitari di sapere cosa facciamo, quando compriamo qualcosa, quali sono le nostre preferenze e molte altre cose. Tutte informazioni che poi vengono usate per mostrarci pubblicità (in teoria) molto più efficaci, che si vendono a prezzi più alti. L&apos;identificazione dell&apos;utenza aiuta anche a capire se una pubblicità ha funzionato, cioè se ci ha spinto a comprare qualcosa oppure a installare un&apos;app.</p><p>La singola applicazione raccoglie e usa i dati. Ma soprattutto può condividerli con i grandi network pubblicitari, ed è questo che fa la differenza. Non è tanto il singolo gioco o l&apos;app del negozio di scarpe. Sono colossi come Google o Facebook che possono comprare dalle app i dati di miliardi di persone. Informazioni preziose che permettono a queste aziende di diventare i colossi finanziari che conosciamo oggi.</p><p>Ora, con App Tracking Transparency Apple in sostanza dice: "sì, come singola app puoi continuare a tracciare i miei utenti e a usare i dati per la tua pubblicità. Ma devi farti dare il permesso se vuoi condividere quei dati con qualcun altro".</p><p>Apple inoltre proibisce espressamene agli sviluppatori di bloccare parti delle app se l&apos;utente non dà il permesso. Né potranno usare altri sistemi per convincerlo a dare il permesso, come premi all&apos;interno del gioco. Né potranno fare una versione a pagamento dell&apos;app "in cambio" di un permesso negato. E nemmeno potranno tentare di sostituire il codice di identificazione pubblicitario (IDFA) con un&apos;altra informazione, come l&apos;indirizzo email.</p><p>Saranno molti a subire un impatto finanziario da questo cambiamento, e tra questi c&apos;è anche Facebook. Il fondatore e AD Mark Zuckerberg accusa Apple di pratica anticoncorrenziali, di aver creato una pratica che affosserà le piccole e medie imprese che fanno pubblicità online.</p><p>Facebook si è spinta a etichettare Apple di ipocrisia, accusandola di fare regole valide solo per i propri interessi. L&apos;idea sostenuta da Facebook è che riducendo i profitti pubblicitari gli sviluppatori saranno spinti a fare applicazioni in abbonamento. Ma quando un utente sottoscrive un abbonamento tramite il suo iPhone, Apple guadagna una commissione. Facebook ha comprato annunci a pagina intera su alcuni giornali statunitensi per difendere la sua posizione.</p><p>"Apple può affermare che lo fa per aiutare le persone ma questa mossa è chiaramene un colpo mirato agli interessi dei suoi concorrenti", ha detto ieri Zuckerberg.</p><p>Il dibattito prosegue poi con il documento <a href="https://www.apple.com/privacy/docs/A_Day_in_the_Life_of_Your_Data.pdf">A Day in the Life of Your Data</a>, un tentativo di far comprendere a tutti che cos&apos;è il tracking pubblicitario, quali dati vengono raccolti e come vengono usati. Ogni giorno. Una lettura davvero interessante, soprattutto per chi non è avvezzo a questi temi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Samsung rimuove un post Facebook che deride Apple per aver eliminato i caricabatterie ]]></title>
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                            <![CDATA[ Samsung ride di Apple, ma poi torna sui suoi passi e copia la rivale nelle politiche sugli accessori di vendita. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
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                                <p>Samsung ha deciso di rimuovere un post di Facebook che derideva <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-12-vs-iphone-12-mini-vs-iphone-12-pro-vs-iphone-12-pro-max-confronto">iPhone 12</a> per non essere fornito di caricabatterie nella confezione. L&apos;azienda lo aveva pubblicato dopo che Apple ha annunciato il nuovo smartphone a metà dello scorso ottobre. </p><p>Chi ha comprato un iPhone nell’ultimo periodo si sarà accorto immediatamente che la confezione dello smartphone è estremamente compatta. Salvo rare eccezioni, tutti gli iPhone a partire da <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-iphone-xr">iPhone XR</a> vengono infatti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-vuole-eliminare-il-caricabatterie-dalla-confezione-dei-suoi-smartphone">venduti senza caricabatterie</a> o auricolari inclusi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-natale">I migliori regali di Natale Amazon</a> in offerta</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-natale-videogiochi">I migliori giochi in offerta</a> per Natale su Amazon</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-regali-natale">I migliori regali di Natale </a>per gli amanti della tecnologia</li></ul><p>La mossa di Samsung potrebbe però essere la conferma di come l’azienda abbia intenzione di adottare una politica simile a quella di Apple per quanto riguarda l’inclusione di accessori nella confezione dei propri smartphone.</p><p>Qualche giorno fa un’indiscrezione giunta da Anatel, l’ente regolatore delle telecomunicazioni brasiliano, ha infatti indicato che i prossimi smartphone della serie <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s30-data-di-uscita-prezzo-ultime-novita">Samsung Galaxy S21</a> non saranno forniti di caricabatterie o auricolari nella confezione.</p><p>Non è una novità che Samsung copi le mosse dell’azienda rivale, è noto che prima di implementare qualche novità troppo spinta sui propri smartphone la società coreana preferisca attendere la concorrenza, e Apple è spesso e volentieri il precursore di alcune importanti innovazioni, comprese alcune delle più controverse degli ultimi anni.</p><p>Anche se Samsung è sempre stata molto avanti per quanto riguarda alcune caratteristiche dei propri smartphone, come l’utilizzo di pannelli AMOLED, difficilmente tende a fare scelte troppo azzardate quando si tratta di scelte evolutive, come l&apos;eliminazione di caratteristiche presenti da decenni su qualsiasi telefono.</p><p>Ricordiamo che alcuni anni fa Samsung aveva deriso Apple tramite una specifica campagna di marketing, rinfacciando al rivale di aver rimosso il classico jack per cuffie da 3,5mm, salvo eliminarne le tracce lo scorso anno dopo che anche lei aveva deciso di rimuovere il jack audio dai propri modelli.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">Le migliori VPN del 2021</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-set-lego">I migliori set Lego del 2021</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-strumenti-di-pagamento-migliori-carte-prepagate">I migliori conti a zero spese e le migliori carte prepagate del 2020</a></li></ul><h2 id="contenuto-non-disponibile">Contenuto non disponibile</h2><p>Adesso, <a href="https://www.imore.com/samsung-deletes-facebook-post-mocking-absence-iphone-12-charger" target="_blank">iMore</a> riferisce che Samsung ha cancellato i post da Facebook riguardanti i caricabatterie, giusto poco prima del lancio di Galaxy S21.</p><p>Su tali post è possibile ora leggere il classico messaggio di Facebook: “Questo contenuto non è al momento disponibile.”</p><p>Come dicevamo, non si tratta solo di mere speculazioni sul fatto Galaxy S21 non sarà dotato del caricabatterie o degli auricolari “di ordinanza” nella confezione. Con la conferma dell’ente Brasiliano Anatel, è praticamente certo che Samsung abbia iniziato a perseguire una politica simile a quella di Apple verso l’inclusione di accessori nella confezione di vendita.</p><p>Non è però ancora chiaro al momento quali dei Galaxy 2020 subiranno lo stesso trattamento. Samsung spinge i propri clienti al preordine dei modelli in uscita tramite incentivi che possono venire usati per acquistare degli accessori, ma questo vale principalmente fino alla data di lancio. In questo senso, è quasi certo che Galaxy S21 verrà lanciato il prossimo 14 gennaio, mentre le consegne agli acquirenti inizieranno poche settimane dopo.</p><ul><li><strong>Fonte: </strong><a href="https://bgr.com/2020/12/22/galaxy-s21-charger-vs-iphone-12-facebook-post-deleted/" target="_blank">BGR</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ 3 consigli su come gestire il cambiamento per trasformare procurement e sourcing con Twitter ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Sei alla ricerca di nuovi modi per promuovere il cambiamento e l'innovazione, aumentando al contempo l'impatto per il sourcing, il procurement e i fornitori?</p><p>Collaborazione trasparente, performance dei fornitori e tecnologie di ultima generazione sono gli elementi fondamentali per la trasformazione strategica delle organizzazioni di sourcing e procurement. Scopri come accelerare i processi decisionali, elaborare pratiche di sourcing strategico ben definite e impegnarti in modo proattivo con tutti i tuoi fornitori e stakeholder.<br></p><p>Mark Zafra, Head of Global Strategic Sourcing presso Twitter, illustra in che modo il suo team sta affrontando il cambiamento nell'ambito del procurement, perché è necessario parlarne in modo aperto e costruttivo e come i sourcing team possono favorire collaborazione e fiducia per far crescere il business.</p><p>Scopri come:</p><ul><li>Digitalizzare e centralizzare il sourcing su una piattaforma collaborativa e facile da usare</li><li>Massimizzare l'impatto dei fornitori grazie a una visibilità completa su ogni relazione con i fornitori</li><li>Semplificare i processi di sourcing globale per l'intera azienda<br></li></ul><iframe allow="" height="1800" width="100%" id="" style="" class="position-center" data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://futuretrk.cvtr.io/click?lid=10193&sid="></iframe> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/3-consigli-su-come-gestire-il-cambiamento-per-trasformare-procurement-e-sourcing-con-twitter</link>
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                            <![CDATA[ Sei alla ricerca di nuovi modi per promuovere il cambiamento e l'innovazione, aumentando al contempo l'impatto per il sourcing, il procurement e i fornitori? ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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