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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Pro ]]></title>
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        <description><![CDATA[ All the latest pro content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Fri, 30 Jan 2026 15:13:14 +0000</lastBuildDate>
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                                                            <title><![CDATA[ Un falso agente IA Moltbot diffonde malware: fan dell'IA, state attenti ]]></title>
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                            <![CDATA[ I criminali informatici stanno impersonando il noto assistente Moltbot per diffondere trojan malware: restate in guardia. ]]>
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                                <ul><li><strong>I pirati informatici hanno pubblicato una falsa estensione per VSCode spacciandola per l'assistente AI Moltbot.</strong></li><li><strong>L'estensione veicolava un trojan che utilizzava il controllo remoto del desktop e loader stratificati.</strong></li><li><strong>L'attacco è stato rapidamente individuato e bloccato, ma il sito ufficiale di Moltbot è stato segnalato come pericoloso.</strong></li></ul><p>I pirati informatici hanno sfruttato la reputazione di Moltbot per veicolare malware a un numero indefinito di utenti ignari, ma fortunatamente l'offensiva è stata prontamente individuata e neutralizzata.</p><p>Moltbot è un assistente AI personale open source che opera localmente sul computer o sul server dell'utente (a differenza delle alternative basate sul cloud), consentendo l'interazione con i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e l'automazione di diverse attività. Tuttavia, poiché il software gira in locale con un accesso profondo al sistema, alcuni esperti di sicurezza hanno invitato alla cautela: eventuali configurazioni errate potrebbero esporre dati sensibili e prestare il fianco a tentativi di hacking.</p><p>Originariamente noto come Clawdbot, il progetto è stato recentemente rinominato per evitare controversie sui marchi registrati ed è oggi uno degli strumenti di intelligenza artificiale più popolari, con oltre 93.000 stelle su GitHub al momento della pubblicazione. Ciononostante, il suo sito web risulta attualmente segnalato come "pericoloso".</p><h2 id="falsificare-moltbot">Falsificare Moltbot</h2><p>Nonostante sia una stella nascente nel panorama degli assistenti IA, Moltbot non disponeva ancora di un'estensione per Microsoft Visual Studio Code (VSCode).</p><p>Alcuni cybercriminali hanno sfruttato questa lacuna pubblicandone una denominata "ClawBot Agent - AI Coding Assistant". L'estensione funzionava come promesso, ma nascondeva un "trojan perfettamente operativo", come spiegato dai ricercatori di sicurezza di Aikido. Il malware veniva distribuito attraverso un'istanza modificata di una legittima soluzione per il desktop remoto.</p><p>In realtà, i criminali avrebbero potuto ottenere risultati simili anche tramite il typosquatting, ma essere gli unici presenti sul Marketplace ufficiale delle estensioni ha indubbiamente facilitato il loro compito.</p><p>A rendere il malware particolarmente pericoloso è stato l'impegno profuso per farlo apparire autentico. "Icona professionale, interfaccia curata e integrazione con sette diversi provider di intelligenza artificiale (OpenAI, Anthropic, Google, Ollama, Groq, Mistral, OpenRouter)", ha precisato Aikido.</p><p>Gli aggressori hanno fatto di tutto per occultare le proprie reali intenzioni:</p><p>"La stratificazione è impressionante. C'è un finto assistente IA che installa un software di accesso remoto legittimo, configurato per connettersi all'infrastruttura degli attaccanti; a questo si aggiunge un loader di backup scritto in Rust che scarica lo stesso payload da Dropbox camuffandolo da aggiornamento di Zoom, il tutto all'interno di una cartella rinominata come un'app per screenshot. Ogni livello aumenta il grado di confusione per chi deve difendere i sistemi."</p>
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                            <![CDATA[ L'investimento da 24 miliardi di dollari di Micron per l'espansione a Singapore punta a incrementare l'offerta di memorie NAND, sebbene i lunghi tempi di realizzazione limiteranno l'impatto immediato sulla carenza di componenti. ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Micron 3610 NVMe SSD]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Micron stanzia capitali a lungo termine per potenziare la capacità produttiva globale di memorie NAND</strong></li><li><strong>La produzione di wafer nel nuovo impianto di Singapore non inizierà prima della seconda metà del 2028</strong></li><li><strong>La domanda di infrastrutture per l'IA continua a mettere sotto pressione le catene di approvvigionamento globali di memorie</strong></li></ul><p>Micron ha annunciato un investimento da 24 miliardi di dollari per potenziare la produzione di memorie a Singapore, attraverso la realizzazione di un imponente impianto di fabbricazione di wafer destinato a incrementare l'offerta globale di NAND.</p><p>Il progetto nasce in un contesto in cui la crisi globale dei chip continua a colpire diversi settori tecnologici, alimentata principalmente dalla domanda costante di infrastrutture per l'IA e dal calcolo ad alta intensità di dati.</p><p>L'azienda ha dichiarato che il nuovo stabilimento sosterrà la crescita della domanda di memorie NAND per il prossimo decennio, nonostante l'avvio della produzione sia previsto solo per la seconda metà del 2028.</p><h2 id="un-piano-di-espansione-a-lungo-termine">Un piano di espansione a lungo termine</h2><p>Il nuovo impianto di wafer aggiungerà oltre 65.000 metri quadrati di camera bianca al complesso produttivo di Micron già esistente a Singapore.</p><p>L'uscita dei primi wafer è prevista tra diversi anni, a conferma dei lunghi tempi tecnici necessari per rendere operativa la capacità di fabbricazione di memorie avanzate.</p><p>Micron produce già a Singapore la maggior parte dei suoi chip di memoria flash, rendendo il Paese un pilastro centrale della propria strategia manifatturiera globale.</p><p>Parallelamente all'espansione delle NAND, Micron sta realizzando nello stesso sito un impianto di packaging avanzato da 7 miliardi di dollari per sostenere la produzione di memorie a banda larga (HBM). Si stima che tale struttura inizierà a contribuire all'offerta nel 2027.</p><p>Tuttavia, gli analisti prevedono che la scarsità di memorie persisterà fino alla fine del 2027, nonostante gli annunci di nuova capacità da parte dei produttori.</p><p>La corsa verso le memorie ad alta banda ha assorbito risorse produttive che, in alternativa, avrebbero potuto sostenere la produzione di NAND e DRAM convenzionali.</p><p>Questo spostamento ha contribuito a generare carenze in diverse categorie di memorie, comprese quelle utilizzate nell'elettronica di consumo e nello storage aziendale.</p><p>Anche i concorrenti di Micron stanno accelerando i piani di espansione. Samsung e SK Hynix hanno entrambi reso noti gli sforzi per rendere operative nuove linee di produzione in anticipo rispetto a quanto previsto.</p><p>Micron sta inoltre valutando ulteriori opzioni di crescita, tra cui trattative per l'acquisizione di un sito di fabbricazione a Taiwan che potrebbe incrementare la produzione di wafer DRAM.</p><p>L'espansione del complesso di Singapore dovrebbe creare circa 1.600 posti di lavoro legati alla fabbricazione di NAND, che si aggiungono alle assunzioni già effettuate per l'impianto di memorie ad alta banda larga.</p><p>Micron ha dichiarato che la struttura integrerà sistemi di automazione, robotica e soluzioni di smart manufacturing.</p><p>Il governo di Singapore ha accolto con favore l'investimento, che rafforza il ruolo del Paese nella catena di approvvigionamento globale dei semiconduttori.</p><p>Sebbene l'investimento di Micron sia un segnale di fiducia nella domanda a lungo termine, il differimento dell'avvio produttivo solleva dubbi su quanto possa effettivamente mitigare la crisi nel breve periodo.</p><p>L'entità delle carenze a livello di settore suggerisce che nessun singolo impianto, nemmeno di queste dimensioni, potrà risolvere da solo i vincoli dell'offerta.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Stai ancora usando WinRAR? Fai attenzione a queste falle di sicurezza ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La falla CVE-2025-8088 in WinRAR è sfruttata da gruppi criminali e attori statali.</strong></li><li><strong>Gli aggressori utilizzano la funzione ADS (Alternate Data Streams) per distribuire malware tramite archivi malevoli.</strong></li><li><strong>Si sollecitano gli utenti ad aggiornare WinRAR alla versione 7.13 o successive per protezione.</strong></li></ul><p>L'iconico programma di archiviazione per Windows, WinRAR, contiene una vulnerabilità di alto livello che consente ai malintenzionati di eseguire codice arbitrario sui dispositivi compromessi. Secondo i ricercatori di sicurezza, il bug è attualmente sfruttato da numerosi gruppi di hacker, sia filogovernativi che indipendenti.</p><p>La falla in questione è descritta come un difetto di "path traversal" (attraversamento di percorsi) e riguarda le versioni 7.12 e precedenti. Identificata come CVE-2025-8088, ha ricevuto un punteggio di gravità di 8.4/10 (alto).</p><p>Per mettere in sicurezza i propri sistemi e prevenire intrusioni da parte di hacker, gli esperti di sicurezza consigliano di aggiornare il programma alla versione 7.13 o successive.</p><h2 id="sfruttata-come-zero-day">Sfruttata come zero-day</h2><p>Ora, BleepingComputer riferisce che diverse società di sicurezza hanno lanciato l'allarme sull'impiego di questa falla da parte di numerosi collettivi hacker nei loro attacchi.</p><p>Tra questi figura RomCom, gruppo vicino alla Russia, che l'ha utilizzata per distribuire NESTPACKER contro unità militari ucraine. Altre menzioni di rilievo includono APT44 e Turla (anch'essi attivi contro l'esercito ucraino), Carpathian e vari attori sponsorizzati dallo stato cinese, che l'avrebbero sfruttata per installare il malware POISONIVY.</p><p>Il Threat Intelligence Group (GTIG) di Google, la divisione di cybersicurezza che monitora principalmente gli attacchi di matrice statale, ha dichiarato che i primi segni di abuso risalgono a metà luglio 2025. Da allora, gli hacker hanno utilizzato la funzione Alternate Data Streams (ADS) di WinRAR per scrivere malware in percorsi arbitrari sui dispositivi bersaglio.</p><p>"Mentre l'utente visualizza solitamente un documento civetta all'interno dell'archivio, come un PDF, sono presenti anche voci ADS malevole: alcune contengono un payload nascosto, mentre altre sono dati fittizi", ha spiegato Google.</p><p>È stato chiarito che, quando la vittima apre l'archivio, il programma estrae il payload ADS sfruttando l'attraversamento delle directory (directory traversal).</p><p>Oltre agli attori statali, anche gruppi mossi da finalità economiche stanno sfruttando questo bug per diffondere infostealer come XWorm o AsyncRAT.</p><p>WinRAR non supporta gli aggiornamenti automatici, ma non è necessario disinstallare il programma prima di eseguire la nuova versione: l'installazione avverrà sovrascrivendo quella esistente.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/stai-ancora-usando-winrar-fai-attenzione-a-queste-falle-di-sicurezza</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Una grave vulnerabilità in WinRAR permette ai criminali di eseguire malware da remoto. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <ul><li><strong>La falla CVE-2025-8088 in WinRAR è sfruttata da gruppi criminali e attori statali.</strong></li><li><strong>Gli aggressori utilizzano la funzione ADS (Alternate Data Streams) per distribuire malware tramite archivi malevoli.</strong></li><li><strong>Si sollecitano gli utenti ad aggiornare WinRAR alla versione 7.13 o successive per protezione.</strong></li></ul><p>L'iconico programma di archiviazione per Windows, WinRAR, contiene una vulnerabilità di alto livello che consente ai malintenzionati di eseguire codice arbitrario sui dispositivi compromessi. Secondo i ricercatori di sicurezza, il bug è attualmente sfruttato da numerosi gruppi di hacker, sia filogovernativi che indipendenti.</p><p>La falla in questione è descritta come un difetto di "path traversal" (attraversamento di percorsi) e riguarda le versioni 7.12 e precedenti. Identificata come CVE-2025-8088, ha ricevuto un punteggio di gravità di 8.4/10 (alto).</p><p>Per mettere in sicurezza i propri sistemi e prevenire intrusioni da parte di hacker, gli esperti di sicurezza consigliano di aggiornare il programma alla versione 7.13 o successive.</p><h2 id="sfruttata-come-zero-day">Sfruttata come zero-day</h2><p>Ora, BleepingComputer riferisce che diverse società di sicurezza hanno lanciato l'allarme sull'impiego di questa falla da parte di numerosi collettivi hacker nei loro attacchi.</p><p>Tra questi figura RomCom, gruppo vicino alla Russia, che l'ha utilizzata per distribuire NESTPACKER contro unità militari ucraine. Altre menzioni di rilievo includono APT44 e Turla (anch'essi attivi contro l'esercito ucraino), Carpathian e vari attori sponsorizzati dallo stato cinese, che l'avrebbero sfruttata per installare il malware POISONIVY.</p><p>Il Threat Intelligence Group (GTIG) di Google, la divisione di cybersicurezza che monitora principalmente gli attacchi di matrice statale, ha dichiarato che i primi segni di abuso risalgono a metà luglio 2025. Da allora, gli hacker hanno utilizzato la funzione Alternate Data Streams (ADS) di WinRAR per scrivere malware in percorsi arbitrari sui dispositivi bersaglio.</p><p>"Mentre l'utente visualizza solitamente un documento civetta all'interno dell'archivio, come un PDF, sono presenti anche voci ADS malevole: alcune contengono un payload nascosto, mentre altre sono dati fittizi", ha spiegato Google.</p><p>È stato chiarito che, quando la vittima apre l'archivio, il programma estrae il payload ADS sfruttando l'attraversamento delle directory (directory traversal).</p><p>Oltre agli attori statali, anche gruppi mossi da finalità economiche stanno sfruttando questo bug per diffondere infostealer come XWorm o AsyncRAT.</p><p>WinRAR non supporta gli aggiornamenti automatici, ma non è necessario disinstallare il programma prima di eseguire la nuova versione: l'installazione avverrà sovrascrivendo quella esistente.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Samsung e NVIDIA alleate per la memoria HBM4 su Vera Rubin ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Le memorie HBM4 di Samsung sono già integrate nelle piattaforme dimostrative Rubin di Nvidia</strong></li><li><strong>La sincronizzazione della produzione riduce i rischi di pianificazione per l'implementazione di grandi acceleratori IA</strong></li><li><strong>La larghezza di banda della memoria sta diventando il principale collo di bottiglia per i sistemi IA di prossima generazione</strong></li></ul><p>Samsung Electronics e Nvidia starebbero collaborando strettamente per integrare i moduli di memoria di prossima generazione HBM4 di Samsung negli acceleratori IA Vera Rubin di Nvidia.</p><p>Secondo alcune indiscrezioni, la partnership segue tempistiche di produzione sincronizzate: Samsung avrebbe completato le verifiche sia per Nvidia che per AMD, preparandosi per le spedizioni di massa a febbraio 2026.</p><p>I moduli HBM4 sono destinati all'uso immediato nelle demo prestazionali di Rubin, in vista del debutto ufficiale alla GTC 2026.</p><h2 id="integrazione-tecnica-e-innovazione-congiunta">Integrazione tecnica e innovazione congiunta</h2><p>Le memorie HBM4 di Samsung operano a 11,7 Gb/s, superando i requisiti dichiarati da Nvidia e garantendo la larghezza di banda necessaria per i carichi di lavoro IA avanzati.</p><p>I moduli integrano un die logico di base realizzato con il processo a 4 nm di Samsung, garantendo un maggior controllo sulla produzione e sulle tempistiche di consegna rispetto ai fornitori che si affidano a fonderie esterne.</p><p>Nvidia ha integrato queste memorie nell'architettura Rubin con particolare attenzione all'ampiezza dell'interfaccia e all'efficienza della banda, permettendo agli acceleratori di supportare computazioni parallele su larga scala.</p><p>Oltre alla compatibilità dei componenti, la partnership punta sull'integrazione a livello di sistema: Samsung e Nvidia coordinano la fornitura di memorie con la produzione dei chip, consentendo di regolare le spedizioni di HBM4 in base ai programmi di fabbricazione di Rubin.</p><p>Questo approccio riduce le incertezze sulle tempistiche e si contrappone alle catene di fornitura della concorrenza, che dipendono da produzioni di terze parti e logistiche meno flessibili.</p><p>All'interno dei server basati su Rubin, le HBM4 sono abbinate a unità di archiviazione SSD ad alta velocità per gestire set di dati massivi e limitare i colli di bottiglia nel trasferimento dei dati.</p><p>Tale configurazione riflette una visione focalizzata sulle prestazioni end-to-end, piuttosto che sull'ottimizzazione isolata dei singoli componenti.</p><p>Larghezza di banda della memoria, throughput dello storage e design dell'acceleratore operano come elementi interdipendenti dell'intero sistema.</p><p>La collaborazione segna inoltre un cambio di passo nella posizione di Samsung nel mercato delle memorie ad alta larghezza di banda.</p><p>Le HBM4 sono ora destinate a un'adozione precoce nei sistemi Rubin di Nvidia, dopo le precedenti difficoltà nel garantire forniture ai principali clienti del settore IA.</p><p>I report indicano che i moduli di Samsung sono i primi in linea per l'implementazione su Rubin, segnando un'inversione di tendenza rispetto alle iniziali esitazioni relative alle sue soluzioni HBM.</p><p>La partnership riflette la crescente attenzione verso le prestazioni della memoria come fattore abilitante per gli strumenti IA di prossima generazione e le applicazioni ad alta intensità di dati.</p><p>Le demo previste per il GTC 2026 di Nvidia a marzo dovrebbero mostrare gli acceleratori Rubin abbinati alle memorie HBM4 in test di sistema dal vivo. Il focus rimarrà sulle prestazioni integrate piuttosto che sulle specifiche dei singoli prodotti.</p><p>Le prime spedizioni ai clienti sono attese a partire da agosto. Tale tempistica suggerisce un forte allineamento tra la produzione delle memorie e il lancio degli acceleratori, mentre la domanda di infrastrutture IA continua a crescere.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/samsung-e-nvidia-alleate-per-la-memoria-hbm4-su-vera-rubin</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Samsung e NVIDIA coordinano le memorie HBM4 e gli acceleratori Rubin, puntando su integrazione, tempistiche di produzione e larghezza di banda della memoria per l'implementazione di infrastrutture IA. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Samsung HBM4]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Le memorie HBM4 di Samsung sono già integrate nelle piattaforme dimostrative Rubin di Nvidia</strong></li><li><strong>La sincronizzazione della produzione riduce i rischi di pianificazione per l'implementazione di grandi acceleratori IA</strong></li><li><strong>La larghezza di banda della memoria sta diventando il principale collo di bottiglia per i sistemi IA di prossima generazione</strong></li></ul><p>Samsung Electronics e Nvidia starebbero collaborando strettamente per integrare i moduli di memoria di prossima generazione HBM4 di Samsung negli acceleratori IA Vera Rubin di Nvidia.</p><p>Secondo alcune indiscrezioni, la partnership segue tempistiche di produzione sincronizzate: Samsung avrebbe completato le verifiche sia per Nvidia che per AMD, preparandosi per le spedizioni di massa a febbraio 2026.</p><p>I moduli HBM4 sono destinati all'uso immediato nelle demo prestazionali di Rubin, in vista del debutto ufficiale alla GTC 2026.</p><h2 id="integrazione-tecnica-e-innovazione-congiunta">Integrazione tecnica e innovazione congiunta</h2><p>Le memorie HBM4 di Samsung operano a 11,7 Gb/s, superando i requisiti dichiarati da Nvidia e garantendo la larghezza di banda necessaria per i carichi di lavoro IA avanzati.</p><p>I moduli integrano un die logico di base realizzato con il processo a 4 nm di Samsung, garantendo un maggior controllo sulla produzione e sulle tempistiche di consegna rispetto ai fornitori che si affidano a fonderie esterne.</p><p>Nvidia ha integrato queste memorie nell'architettura Rubin con particolare attenzione all'ampiezza dell'interfaccia e all'efficienza della banda, permettendo agli acceleratori di supportare computazioni parallele su larga scala.</p><p>Oltre alla compatibilità dei componenti, la partnership punta sull'integrazione a livello di sistema: Samsung e Nvidia coordinano la fornitura di memorie con la produzione dei chip, consentendo di regolare le spedizioni di HBM4 in base ai programmi di fabbricazione di Rubin.</p><p>Questo approccio riduce le incertezze sulle tempistiche e si contrappone alle catene di fornitura della concorrenza, che dipendono da produzioni di terze parti e logistiche meno flessibili.</p><p>All'interno dei server basati su Rubin, le HBM4 sono abbinate a unità di archiviazione SSD ad alta velocità per gestire set di dati massivi e limitare i colli di bottiglia nel trasferimento dei dati.</p><p>Tale configurazione riflette una visione focalizzata sulle prestazioni end-to-end, piuttosto che sull'ottimizzazione isolata dei singoli componenti.</p><p>Larghezza di banda della memoria, throughput dello storage e design dell'acceleratore operano come elementi interdipendenti dell'intero sistema.</p><p>La collaborazione segna inoltre un cambio di passo nella posizione di Samsung nel mercato delle memorie ad alta larghezza di banda.</p><p>Le HBM4 sono ora destinate a un'adozione precoce nei sistemi Rubin di Nvidia, dopo le precedenti difficoltà nel garantire forniture ai principali clienti del settore IA.</p><p>I report indicano che i moduli di Samsung sono i primi in linea per l'implementazione su Rubin, segnando un'inversione di tendenza rispetto alle iniziali esitazioni relative alle sue soluzioni HBM.</p><p>La partnership riflette la crescente attenzione verso le prestazioni della memoria come fattore abilitante per gli strumenti IA di prossima generazione e le applicazioni ad alta intensità di dati.</p><p>Le demo previste per il GTC 2026 di Nvidia a marzo dovrebbero mostrare gli acceleratori Rubin abbinati alle memorie HBM4 in test di sistema dal vivo. Il focus rimarrà sulle prestazioni integrate piuttosto che sulle specifiche dei singoli prodotti.</p><p>Le prime spedizioni ai clienti sono attese a partire da agosto. Tale tempistica suggerisce un forte allineamento tra la produzione delle memorie e il lancio degli acceleratori, mentre la domanda di infrastrutture IA continua a crescere.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Amazon taglia 16.000 posti di lavoro in tutto il mondo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Amazon annuncia altri 16.000 tagli ai posti di lavoro dopo i 14.000 di ottobre</strong></li><li><strong>Fa tutto parte di un piano di ristrutturazione per rimuovere i livelli gerarchici non necessari</strong></li><li><strong>L'azienda sta ancora assumendo altrove e i lavoratori colpiti possono ricandidarsi</strong></li></ul><p>Amazon è l'ultima azienda in ordine di tempo ad annunciare drastiche riduzioni della forza lavoro, dopo una notizia analoga diffusa ieri da Pinterest, con 16.000 posti a rischio a livello globale nell'ambito dei continui sforzi di ristrutturazione.</p><p>Questi si aggiungono ai 14.000 tagli effettuati a ottobre, portando il totale a 30.000 posizioni eliminate in meno di sei mesi.</p><p>Beth Galetti, SVP of People Experience and Technology, ha comunicato la notizia ai dipendenti tramite un'e-mail inviata ieri, prima di pubblicarne il testo online, citando come motivazioni principali la volontà di "ridurre i livelli gerarchici, aumentare il senso di responsabilità e rimuovere la burocrazia".</p><h2 id="amazon-taglia-16-000-posti-di-lavoro">Amazon taglia 16.000 posti di lavoro</h2><p>Amazon sta inquadrando questa mossa più come un aggiustamento che come una riduzione totale del personale, suggerendo che i lavoratori colpiti potranno ricandidarsi per altri ruoli all'interno dell'organizzazione. "Continueremo inoltre ad assumere e a investire in aree e funzioni strategiche che sono fondamentali per il nostro futuro", ha aggiunto Galetti.</p><p>Galetti ha anche risposto ai timori secondo cui l'azienda sarebbe entrata in un "nuovo ritmo" di esuberi frequenti. "Proprio come abbiamo sempre fatto, ogni team continuerà a valutare la responsabilità, la velocità e la capacità di inventare per i clienti, apportando le modifiche ritenute opportune", ha scritto.</p><p>Sebbene le implicazioni precise varino a seconda del paese, Galetti ha dichiarato che i lavoratori negli Stati Uniti avranno 90 giorni per trovare un altro ruolo interno. I candidati che non avranno successo, o coloro che preferiranno andarsene, riceveranno invece un'indennità di licenziamento, benefici per l'assicurazione sanitaria ove applicabili e supporto per la ricollocazione professionale.</p><p>Amazon non è nuova a licenziamenti di massa: tra i tagli più significativi si ricordano i 10.000 del 2022, gli 8.000 del 2023 e altri 9.000 sempre nel 2023 (secondo i dati di layoffs.fyi), ma questi ultimi due round sono ancora più imponenti dei tagli post-pandemia.</p><p>Un'altra e-mail inviata dalla SVP di AWS Colleen Aubrey (riportata dalla BBC) suggerisce che i ruoli all'interno di AWS siano tra i più a rischio. "Questa è la prosecuzione del lavoro che stiamo portando avanti da oltre un anno per rafforzare l'azienda", ha scritto Aubrey, facendo riferimento a Project Dawn, un nome in codice legato agli esuberi di Amazon.</p><p>Ex dipendenti citati dalla BBC ritengono che Amazon avesse pianificato di tagliare un totale di circa 30.000 posti di lavoro, con ulteriori round previsti tra oggi e la fine di maggio 2026. Non è ancora chiaro se quest'ultima ondata di 16.000 esuberi segni il completamento dell'obiettivo di 30.000 licenziamenti di Amazon.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Amazon ha annunciato ulteriori 16.000 licenziamenti, portando il totale degli ultimi sei mesi a circa 30.000 posti di lavoro eliminati. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Craig Hale ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GV8qRsHBkpSAQxiYKjTt6H-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Amazon annuncia altri 16.000 tagli ai posti di lavoro dopo i 14.000 di ottobre</strong></li><li><strong>Fa tutto parte di un piano di ristrutturazione per rimuovere i livelli gerarchici non necessari</strong></li><li><strong>L'azienda sta ancora assumendo altrove e i lavoratori colpiti possono ricandidarsi</strong></li></ul><p>Amazon è l'ultima azienda in ordine di tempo ad annunciare drastiche riduzioni della forza lavoro, dopo una notizia analoga diffusa ieri da Pinterest, con 16.000 posti a rischio a livello globale nell'ambito dei continui sforzi di ristrutturazione.</p><p>Questi si aggiungono ai 14.000 tagli effettuati a ottobre, portando il totale a 30.000 posizioni eliminate in meno di sei mesi.</p><p>Beth Galetti, SVP of People Experience and Technology, ha comunicato la notizia ai dipendenti tramite un'e-mail inviata ieri, prima di pubblicarne il testo online, citando come motivazioni principali la volontà di "ridurre i livelli gerarchici, aumentare il senso di responsabilità e rimuovere la burocrazia".</p><h2 id="amazon-taglia-16-000-posti-di-lavoro">Amazon taglia 16.000 posti di lavoro</h2><p>Amazon sta inquadrando questa mossa più come un aggiustamento che come una riduzione totale del personale, suggerendo che i lavoratori colpiti potranno ricandidarsi per altri ruoli all'interno dell'organizzazione. "Continueremo inoltre ad assumere e a investire in aree e funzioni strategiche che sono fondamentali per il nostro futuro", ha aggiunto Galetti.</p><p>Galetti ha anche risposto ai timori secondo cui l'azienda sarebbe entrata in un "nuovo ritmo" di esuberi frequenti. "Proprio come abbiamo sempre fatto, ogni team continuerà a valutare la responsabilità, la velocità e la capacità di inventare per i clienti, apportando le modifiche ritenute opportune", ha scritto.</p><p>Sebbene le implicazioni precise varino a seconda del paese, Galetti ha dichiarato che i lavoratori negli Stati Uniti avranno 90 giorni per trovare un altro ruolo interno. I candidati che non avranno successo, o coloro che preferiranno andarsene, riceveranno invece un'indennità di licenziamento, benefici per l'assicurazione sanitaria ove applicabili e supporto per la ricollocazione professionale.</p><p>Amazon non è nuova a licenziamenti di massa: tra i tagli più significativi si ricordano i 10.000 del 2022, gli 8.000 del 2023 e altri 9.000 sempre nel 2023 (secondo i dati di layoffs.fyi), ma questi ultimi due round sono ancora più imponenti dei tagli post-pandemia.</p><p>Un'altra e-mail inviata dalla SVP di AWS Colleen Aubrey (riportata dalla BBC) suggerisce che i ruoli all'interno di AWS siano tra i più a rischio. "Questa è la prosecuzione del lavoro che stiamo portando avanti da oltre un anno per rafforzare l'azienda", ha scritto Aubrey, facendo riferimento a Project Dawn, un nome in codice legato agli esuberi di Amazon.</p><p>Ex dipendenti citati dalla BBC ritengono che Amazon avesse pianificato di tagliare un totale di circa 30.000 posti di lavoro, con ulteriori round previsti tra oggi e la fine di maggio 2026. Non è ancora chiaro se quest'ultima ondata di 16.000 esuberi segni il completamento dell'obiettivo di 30.000 licenziamenti di Amazon.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft vola grazie a cloud e intelligenza artificiale, ma la dipendenza da OpenAI preoccupa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I ricavi trimestrali di Microsoft crescono del 17% raggiungendo gli 81,3 miliardi di dollari; il fatturato di Microsoft Cloud rappresenta il 63% del totale.</strong></li><li><strong>Gli investitori sono preoccupati per l'eccessiva dipendenza dai produttori di modelli di intelligenza artificiale, come OpenAI, e per l'entità delle spese in conto capitale (CapEx).</strong></li><li><strong>Nvidia continua a ricoprire un ruolo centrale nei piani futuri di Microsoft.</strong></li></ul><p>Microsoft ha registrato un incremento dei ricavi trimestrali del 17% su base annua, toccando quota 81,3 miliardi di dollari. Nonostante il successo finanziario, sembra che gli investitori siano preoccupati per dinamiche più profonde che vanno oltre il semplice bilancio aziendale.</p><p>Il valore delle azioni è infatti calato del 6% nelle contrattazioni after-hour: un segnale che riflette i timori del mercato legati alla forte dipendenza di Microsoft dai produttori di modelli di intelligenza artificiale e agli ingenti investimenti in conto capitale.</p><p>Inoltre, sebbene Microsoft abbia rinunciato al diritto di prelazione come fornitore esclusivo di potenza di calcolo per OpenAI, il legame con la società produttrice di ChatGPT resta strettissimo sotto molteplici aspetti, alimentando le pressioni per riconquistare la piena fiducia degli investitori.</p><h2 id="i-ricavi-di-microsoft-salgono-ma-il-titolo-crolla-in-borsa">I ricavi di Microsoft salgono, ma il titolo crolla in borsa</h2><p>Nel suo comunicato sugli utili, Microsoft ha ammesso che le obbligazioni residue di performance commerciale sono aumentate del 110%, raggiungendo i 625 miliardi di dollari.</p><p>Quasi la metà di questa cifra (il 45%) è legata a OpenAI, dopo che quest'ultima ha pianificato l'acquisto di ulteriori 250 miliardi di dollari in servizi Azure; tuttavia, la CFO di Microsoft, Amy Hood, ha sottolineato che il restante 55% del portafoglio ordini è distribuito tra diversi settori, aree geografiche e clienti, ed è del tutto indipendente da OpenAI.</p><p>Nonostante ciò, Hood ha lodato i risultati di Microsoft Cloud, che ha ormai raggiunto la soglia dei 50 miliardi di dollari di ricavi trimestrali: in altri termini, il dipartimento genera oggi quasi i due terzi (63%) dell'intero fatturato aziendale.</p><p>"Siamo solo nelle fasi iniziali della diffusione dell'IA e Microsoft ha già costruito un business legato a questa tecnologia che è più grande di alcuni dei nostri franchise storici", ha dichiarato il CEO Satya Nadella. "Stiamo spingendo la frontiera dell'intero stack IA per generare nuovo valore per i nostri clienti e partner".</p><p>Durante l'ultimo trimestre, le spese in conto capitale (CapEx) di Microsoft hanno toccato i 37,5 miliardi di dollari, pari a quasi la metà (46%) del fatturato totale; di questi, circa due terzi sono stati destinati all'acquisto di GPU e CPU, come spiegato da Hood durante la conference call.</p><p>Microsoft ha inoltre lasciato intendere che continuerà a fare affidamento sui chip Nvidia, nonostante gli sforzi interni per lo sviluppo del proprio hardware Maia. Nelle ultime settimane, le azioni Nvidia hanno subito una fase di stallo a causa dei timori per lo scoppio di una imminente bolla dell'IA e per la crescente attività dei suoi stessi clienti nella produzione di chip proprietari.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-vola-grazie-a-cloud-e-intelligenza-artificiale-ma-la-dipendenza-da-openai-preoccupa</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I ricavi di Microsoft crescono del 17% su base annua, ma lo scetticismo degli investitori ha trascinato il titolo al ribasso del 6% nelle contrattazioni after-hour. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li><strong>I ricavi trimestrali di Microsoft crescono del 17% raggiungendo gli 81,3 miliardi di dollari; il fatturato di Microsoft Cloud rappresenta il 63% del totale.</strong></li><li><strong>Gli investitori sono preoccupati per l'eccessiva dipendenza dai produttori di modelli di intelligenza artificiale, come OpenAI, e per l'entità delle spese in conto capitale (CapEx).</strong></li><li><strong>Nvidia continua a ricoprire un ruolo centrale nei piani futuri di Microsoft.</strong></li></ul><p>Microsoft ha registrato un incremento dei ricavi trimestrali del 17% su base annua, toccando quota 81,3 miliardi di dollari. Nonostante il successo finanziario, sembra che gli investitori siano preoccupati per dinamiche più profonde che vanno oltre il semplice bilancio aziendale.</p><p>Il valore delle azioni è infatti calato del 6% nelle contrattazioni after-hour: un segnale che riflette i timori del mercato legati alla forte dipendenza di Microsoft dai produttori di modelli di intelligenza artificiale e agli ingenti investimenti in conto capitale.</p><p>Inoltre, sebbene Microsoft abbia rinunciato al diritto di prelazione come fornitore esclusivo di potenza di calcolo per OpenAI, il legame con la società produttrice di ChatGPT resta strettissimo sotto molteplici aspetti, alimentando le pressioni per riconquistare la piena fiducia degli investitori.</p><h2 id="i-ricavi-di-microsoft-salgono-ma-il-titolo-crolla-in-borsa">I ricavi di Microsoft salgono, ma il titolo crolla in borsa</h2><p>Nel suo comunicato sugli utili, Microsoft ha ammesso che le obbligazioni residue di performance commerciale sono aumentate del 110%, raggiungendo i 625 miliardi di dollari.</p><p>Quasi la metà di questa cifra (il 45%) è legata a OpenAI, dopo che quest'ultima ha pianificato l'acquisto di ulteriori 250 miliardi di dollari in servizi Azure; tuttavia, la CFO di Microsoft, Amy Hood, ha sottolineato che il restante 55% del portafoglio ordini è distribuito tra diversi settori, aree geografiche e clienti, ed è del tutto indipendente da OpenAI.</p><p>Nonostante ciò, Hood ha lodato i risultati di Microsoft Cloud, che ha ormai raggiunto la soglia dei 50 miliardi di dollari di ricavi trimestrali: in altri termini, il dipartimento genera oggi quasi i due terzi (63%) dell'intero fatturato aziendale.</p><p>"Siamo solo nelle fasi iniziali della diffusione dell'IA e Microsoft ha già costruito un business legato a questa tecnologia che è più grande di alcuni dei nostri franchise storici", ha dichiarato il CEO Satya Nadella. "Stiamo spingendo la frontiera dell'intero stack IA per generare nuovo valore per i nostri clienti e partner".</p><p>Durante l'ultimo trimestre, le spese in conto capitale (CapEx) di Microsoft hanno toccato i 37,5 miliardi di dollari, pari a quasi la metà (46%) del fatturato totale; di questi, circa due terzi sono stati destinati all'acquisto di GPU e CPU, come spiegato da Hood durante la conference call.</p><p>Microsoft ha inoltre lasciato intendere che continuerà a fare affidamento sui chip Nvidia, nonostante gli sforzi interni per lo sviluppo del proprio hardware Maia. Nelle ultime settimane, le azioni Nvidia hanno subito una fase di stallo a causa dei timori per lo scoppio di una imminente bolla dell'IA e per la crescente attività dei suoi stessi clienti nella produzione di chip proprietari.</p>
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                            <![CDATA[ Gli Scattered LAPSUS$ Hunters stanno prendendo di mira grandi aziende con sofisticati attacchi di phishing vocale. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Pirate skull cyber attack digital technology flag cyber on on computer CPU in background. Darknet and cybercrime banner cyberattack and espionage concept illustration.]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>SLH prende di mira circa 100 aziende con attacchi vishing sulle credenziali SSO di Okta</strong></li><li><strong>Un pannello di phishing live intercetta credenziali e token MFA in tempo reale</strong></li><li><strong>Non ci sono ancora violazioni confermate, ma le sessioni Okta hackerate pongono rischi gravi</strong></li></ul><p>I famigerati attori della minaccia <strong>Scattered LAPSUS$ Hunters (SLH)</strong> sono attualmente impegnati in una massiccia campagna di furto d'identità che prende di mira le credenziali di single sign-on (SSO) di <strong>Okta</strong> presso circa 100 grandi imprese.</p><p>I ricercatori di sicurezza di <em>Silent Push</em> hanno scoperto che gli hacker stanno conducendo una sofisticata campagna di <strong>vishing</strong> (phishing vocale), volta a ottenere l'accesso alle infrastrutture aziendali per esfiltrare dati sensibili e successivamente estorcere denaro alle vittime.</p><p>I ricercatori hanno affermato che SLH utilizza un nuovo "<strong>Live Phishing Panel</strong>", che consente ai loro operatori di "posizionarsi al centro di una sessione di login, intercettando credenziali e token MFA in tempo reale". In altre parole, gli aggressori chiamano le vittime al telefono e le convincono ad accedere a un servizio, posizionandosi "nel mezzo" e intercettando i segreti che transitano.</p><h2 id="risultati-sconosciuti">Risultati sconosciuti</h2><p>Silent Push afferma che circa 100 organizzazioni appartenenti a diversi settori sono attualmente nel mirino. L'elenco completo, consultabile nel loro report, include bersagli di alto profilo come <strong>Atlassian</strong>, <strong>Morningstar</strong>, <strong>American Water</strong>, <strong>GameStop</strong> e <strong>Telstra</strong>.</p><p>Tuttavia, essere nel mirino e subire una violazione sono due cose completamente diverse. Non vi è alcuna conferma che una delle aziende in elenco sia stata effettivamente colpita e, al momento della pubblicazione, non vi erano prove a riguardo.</p><p>Silent Push ha dichiarato a <em>The Register</em> di non avere "informazioni da condividere" su potenziali vittime, e gli SLH non hanno ancora aggiunto nessuno al loro sito di leak. Gli hacker hanno comunque confermato che il numero dei bersagli indicati era "vicino" alla realtà.</p><p>Secondo i ricercatori, il rischio della campagna è elevatissimo: una volta che una sessione Okta viene compromessa, l'attaccante ottiene una sorta di "<strong>passepartout</strong>" (o <em>skeleton key</em>) per ogni applicazione dell'ambiente aziendale. Ciò consente loro di estorcere dati sensibili, muoversi lateralmente nella rete e persino criptare i dati, se necessario.</p><p>"La formazione standard sulla sicurezza spesso non riesce a fermare questa minaccia specifica. Gli operatori di SLH sono estremamente persuasivi: chiamano frequentemente l'help desk e i dipendenti, manipolando simultaneamente una pagina di phishing live per farla combaciare esattamente con le richieste di login specifiche della vittima", hanno spiegato i ricercatori.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Informatica quantistica per tutti, grazie a questi nuovi strumenti di Microsoft ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/informatica-quantistica-per-tutti-grazie-a-questi-nuovi-strumenti-di-microsoft</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft rilascia il Quantum Development Kit open source, integrando simulatori, VS Code, GitHub Copilot e workflow specifici per la chimica e la correzione degli errori. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft Quantum Development Kit]]></media:title>
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                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Una nuova scoperta permette di trasmettere dati a 15 gigabyte al secondo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Il ricetrasmettitore raggiunge i 15 GB/s, superando di gran lunga la larghezza di banda degli attuali sistemi wireless consumer</strong></li><li><strong>L'elaborazione del segnale analogico riduce drasticamente il consumo energetico, pur mantenendo velocità di trasmissione dati estreme</strong></li><li><strong>Tre sottotrasmettitori sincronizzati sostituiscono i convertitori DAC convenzionali, consumando appena 230 milliwatt</strong></li></ul><p>Un nuovo ricetrasmettitore wireless ha raggiunto velocità di trasferimento dati che superano quelle degli attuali sistemi wireless consumer in condizioni operative reali.</p><p>I ricercatori della University of California, Irvine, hanno presentato un ricetrasmettitore operante nella banda dei 140 GHz in grado di trasmettere dati a circa 120 Gbps.</p><p>Tale velocità di trasferimento equivale a circa 15 GB/s, superando di gran lunga gli attuali limiti del wireless per il mercato consumer.</p><h2 id="spingere-la-velocita-dei-dati-oltre-i-limiti-tradizionali">Spingere la velocità dei dati oltre i limiti tradizionali</h2><p>Il Wi-Fi 7 è teoricamente limitato a circa 3,75 GB/s (30 Gbps), mentre il 5G mmWave raggiunge circa 0,625 GB/s (5 Gbps).</p><p>Questo posiziona le prestazioni da 15 GB/s (120 Gbps) del nuovo ricetrasmettitore a un livello superiore del 300% rispetto al Wi-Fi 7 e di circa il 2300% rispetto al 5G mmWave.</p><p>Una questione centrale affrontata dai ricercatori riguarda l'elevata richiesta energetica associata ai convertitori digitale-analogico utilizzati nei trasmettitori tradizionali.</p><p>A frequenze estremamente elevate, questi componenti diventano complessi, inefficienti e difficili da scalare per i dispositivi mobili.</p><p>Il team descrive questa limitazione come un "collo di bottiglia dei DAC" che frena ulteriori aumenti di velocità.</p><p>Il loro design alternativo sostituisce un singolo convertitore ad alta velocità con tre sottotrasmettitori sincronizzati che lavorano insieme consumando solo 230 mW.</p><p>Un convertitore digitale capace di una simile velocità di trasmissione richiederebbe diversi watt, il che lo renderebbe impraticabile per l'hardware alimentato a batteria.</p><p>Se venissero utilizzati i metodi tradizionali, l'autonomia dei dispositivi di prossima generazione potrebbe ridursi a pochi minuti.</p><p>Invece di spostare una maggiore potenza di calcolo nei circuiti digitali, il sistema esegue le operazioni chiave del segnale nel dominio analogico.</p><p>Questo approccio riduce il consumo energetico pur supportando velocità di trasmissione dati molto elevate. Il futuro potrebbe favorire i metodi analogici, almeno nel senso che il calcolo analogico offre una soluzione pratica.</p><p>Questo ricetrasmettitore è progettato come un singolo chip integrato piuttosto che come un insieme di componenti discreti.</p><p>Il chip è realizzato su silicio utilizzando un processo FD-SOI (fully depleted silicon-on-insulator) a 22 nm, evitando la complessità produttiva associata ai nodi d'avanguardia.</p><p>Questo approccio è più semplice rispetto ai nodi a 2 nm o 18A utilizzati da TSMC e Samsung.</p><p>Riduce le difficoltà di fabbricazione e potrebbe facilitare la produzione su larga scala rispetto alle tecnologie sperimentali legate alle geometrie più piccole.</p><p>Le velocità dichiarate si avvicinano a quelle dei collegamenti in fibra comunemente distribuiti nei data center, aprendo alla possibilità di sostituzioni wireless a corto raggio per i cablaggi estesi.</p><p>La riduzione dei cablaggi potrebbe abbassare i costi di installazione e migliorare la flessibilità in ambienti server densamente popolati.</p><p>Tuttavia, la fisica impone ancora dei limiti. Gli attuali sistemi 5G a onde millimetriche, che possono raggiungere i 71 GHz, soffrono già di portate di trasmissione ridotte, pari a circa 300 metri.</p><p>L'operatività a frequenze ancora più elevate è destinata a restringere ulteriormente la copertura, quindi qualsiasi diffusione su vasta scala richiederebbe infrastrutture dense e una pianificazione accurata.</p><p>Questa dimostrazione mostra ciò che è tecnicamente realizzabile, ma l'adozione pratica dipenderà dall'estensione del raggio d'azione, dalla gestione delle interferenze e dall'integrazione nelle reti esistenti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/una-nuova-scoperta-permette-di-trasmettere-dati-a-15-gigabyte-al-secondo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I ricercatori della UC Irvine hanno sviluppato un ricetrasmettitore da 140 GHz capace di raggiungere i 15 GB/s. Questa tecnologia supera i limiti imposti dai convertitori digitale-analogico (DAC), riducendo al contempo il consumo energetico e semplificando i processi di produzione. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Cloud, networking and internet]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Il ricetrasmettitore raggiunge i 15 GB/s, superando di gran lunga la larghezza di banda degli attuali sistemi wireless consumer</strong></li><li><strong>L'elaborazione del segnale analogico riduce drasticamente il consumo energetico, pur mantenendo velocità di trasmissione dati estreme</strong></li><li><strong>Tre sottotrasmettitori sincronizzati sostituiscono i convertitori DAC convenzionali, consumando appena 230 milliwatt</strong></li></ul><p>Un nuovo ricetrasmettitore wireless ha raggiunto velocità di trasferimento dati che superano quelle degli attuali sistemi wireless consumer in condizioni operative reali.</p><p>I ricercatori della University of California, Irvine, hanno presentato un ricetrasmettitore operante nella banda dei 140 GHz in grado di trasmettere dati a circa 120 Gbps.</p><p>Tale velocità di trasferimento equivale a circa 15 GB/s, superando di gran lunga gli attuali limiti del wireless per il mercato consumer.</p><h2 id="spingere-la-velocita-dei-dati-oltre-i-limiti-tradizionali">Spingere la velocità dei dati oltre i limiti tradizionali</h2><p>Il Wi-Fi 7 è teoricamente limitato a circa 3,75 GB/s (30 Gbps), mentre il 5G mmWave raggiunge circa 0,625 GB/s (5 Gbps).</p><p>Questo posiziona le prestazioni da 15 GB/s (120 Gbps) del nuovo ricetrasmettitore a un livello superiore del 300% rispetto al Wi-Fi 7 e di circa il 2300% rispetto al 5G mmWave.</p><p>Una questione centrale affrontata dai ricercatori riguarda l'elevata richiesta energetica associata ai convertitori digitale-analogico utilizzati nei trasmettitori tradizionali.</p><p>A frequenze estremamente elevate, questi componenti diventano complessi, inefficienti e difficili da scalare per i dispositivi mobili.</p><p>Il team descrive questa limitazione come un "collo di bottiglia dei DAC" che frena ulteriori aumenti di velocità.</p><p>Il loro design alternativo sostituisce un singolo convertitore ad alta velocità con tre sottotrasmettitori sincronizzati che lavorano insieme consumando solo 230 mW.</p><p>Un convertitore digitale capace di una simile velocità di trasmissione richiederebbe diversi watt, il che lo renderebbe impraticabile per l'hardware alimentato a batteria.</p><p>Se venissero utilizzati i metodi tradizionali, l'autonomia dei dispositivi di prossima generazione potrebbe ridursi a pochi minuti.</p><p>Invece di spostare una maggiore potenza di calcolo nei circuiti digitali, il sistema esegue le operazioni chiave del segnale nel dominio analogico.</p><p>Questo approccio riduce il consumo energetico pur supportando velocità di trasmissione dati molto elevate. Il futuro potrebbe favorire i metodi analogici, almeno nel senso che il calcolo analogico offre una soluzione pratica.</p><p>Questo ricetrasmettitore è progettato come un singolo chip integrato piuttosto che come un insieme di componenti discreti.</p><p>Il chip è realizzato su silicio utilizzando un processo FD-SOI (fully depleted silicon-on-insulator) a 22 nm, evitando la complessità produttiva associata ai nodi d'avanguardia.</p><p>Questo approccio è più semplice rispetto ai nodi a 2 nm o 18A utilizzati da TSMC e Samsung.</p><p>Riduce le difficoltà di fabbricazione e potrebbe facilitare la produzione su larga scala rispetto alle tecnologie sperimentali legate alle geometrie più piccole.</p><p>Le velocità dichiarate si avvicinano a quelle dei collegamenti in fibra comunemente distribuiti nei data center, aprendo alla possibilità di sostituzioni wireless a corto raggio per i cablaggi estesi.</p><p>La riduzione dei cablaggi potrebbe abbassare i costi di installazione e migliorare la flessibilità in ambienti server densamente popolati.</p><p>Tuttavia, la fisica impone ancora dei limiti. Gli attuali sistemi 5G a onde millimetriche, che possono raggiungere i 71 GHz, soffrono già di portate di trasmissione ridotte, pari a circa 300 metri.</p><p>L'operatività a frequenze ancora più elevate è destinata a restringere ulteriormente la copertura, quindi qualsiasi diffusione su vasta scala richiederebbe infrastrutture dense e una pianificazione accurata.</p><p>Questa dimostrazione mostra ciò che è tecnicamente realizzabile, ma l'adozione pratica dipenderà dall'estensione del raggio d'azione, dalla gestione delle interferenze e dall'integrazione nelle reti esistenti.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft svela Maia 200, il suo acceleratore "potenza di calcolo" che punta a sbloccare il potenziale dell'IA su larga scala ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Microsoft ha presentato l'hardware AI Maia 200.</strong></li><li><strong>Secondo quanto riferito, Maia 200 offre prestazioni ed efficienza superiori rispetto ai rivali di AWS e GCP.</strong></li><li><strong>Microsoft lo utilizzerà internamente per migliorare Copilot, ma sarà disponibile anche per i clienti.</strong></li></ul><p>Microsoft ha presentato Maia 200, la sua "prossima pietra miliare" nel supporto alla generazione futura di tecnologie IA e di inferenza.</p><p>Il nuovo hardware dell'azienda, successore di Maia 100, "cambierà drasticamente l'economia dell'IA su larga scala", offrendo un aggiornamento significativo in termini di prestazioni ed efficienza nel tentativo di affermarsi sul mercato.</p><p>Il lancio punta inoltre a promuovere Microsoft Azure come luogo ideale per eseguire modelli di IA in modo più rapido ed efficiente, sfidando i suoi grandi rivali Amazon Web Services e Google Cloud.</p><h2 id="microsoft-maia-200">Microsoft Maia 200</h2><p>Microsoft afferma che Maia 200 contiene oltre 140 miliardi di transistor realizzati con processo TSMC a 3nm, con tensor core nativi FP8/FP4, un sistema di memoria riprogettato con 216 GB di HBM3e a 7 TB/s e 272 MB di SRAM on-chip.</p><p>Tutto questo contribuisce alla capacità di erogare oltre 10 PFLOPS in precisione a 4 bit (FP4) e circa 5 PFLOPS di prestazioni a 8 bit (FP8): una potenza ampiamente sufficiente per eseguire anche i più grandi modelli di IA attuali, con ampi margini di crescita man mano che la tecnologia si evolve.</p><p>Microsoft dichiara che Maia 200 offre prestazioni FP4 tre volte superiori rispetto all'hardware Amazon Trainium di terza generazione e prestazioni FP8 superiori alla TPU di settima generazione di Google, rendendolo il sistema di inferenza più efficiente mai realizzato dall'azienda.</p><p>Grazie al suo design ottimizzato — che vede il sottosistema di memoria incentrato su tipi di dati a precisione ridotta, un motore DMA specializzato, SRAM integrata e una struttura NoC (Network-on-Chip) dedicata per il movimento di dati ad alta larghezza di banda — Maia 200 è in grado di mantenere localmente una parte maggiore dei pesi e dei dati del modello, riducendo così il numero di dispositivi necessari per l'esecuzione.</p><p>Microsoft sta già utilizzando il nuovo hardware per alimentare i propri carichi di lavoro IA in Microsoft Foundry e Microsoft 365 Copilot, mentre la disponibilità per una clientela più ampia arriverà a breve.</p><p>L'azienda sta inoltre distribuendo Maia 200 nella regione dei data center US Central, con ulteriori implementazioni previste a breve nella regione US West 3 vicino a Phoenix, in Arizona, seguite da altre aree.</p><p>Per chi desiderasse un'anteprima, Microsoft invita accademici, sviluppatori, laboratori di IA di frontiera e contributori di progetti di modelli open source a iscriversi fin da ora per la versione preview del nuovo software development kit (SDK) di Maia 200.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con oltre 100 miliardi di transistor, Maia 200 offre possibilità di inferenza IA da "centrale elettrica" della computazione, afferma Microsoft. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">vJxL8AM7SHsJPox6hfKabE</guid>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Mike Moore ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vinm2oPWMvB8yMg7qLhtxg-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Mike Moore is Deputy Editor at TechRadar Pro. He has worked as a B2B and B2C technology journalist for nearly a decade, including at one of the UK&#039;s leading national newspapers and fellow Future title ITProPortal, covering everything from cybersecurity to phone reviews to VR at the Winter Olympics.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mike is the main editorial contact for TechRadar Pro, responsible for the news content across the site, as well as managing the contributed content. PRs looking to pitch news stories, bylines/analysis pieces or event invitations should get in contact via the email address mentioned above.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;He has a Masters degree in American Studies from the University of Nottingham, along with a BA in American &amp;amp; English Studies from the same institution. When he&#039;s not keeping track of all the latest enterprise and workplace trends, he can most likely be found watching, following or taking part in some kind of sport.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft Azure Maia 200 chip]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Microsoft ha presentato l'hardware AI Maia 200.</strong></li><li><strong>Secondo quanto riferito, Maia 200 offre prestazioni ed efficienza superiori rispetto ai rivali di AWS e GCP.</strong></li><li><strong>Microsoft lo utilizzerà internamente per migliorare Copilot, ma sarà disponibile anche per i clienti.</strong></li></ul><p>Microsoft ha presentato Maia 200, la sua "prossima pietra miliare" nel supporto alla generazione futura di tecnologie IA e di inferenza.</p><p>Il nuovo hardware dell'azienda, successore di Maia 100, "cambierà drasticamente l'economia dell'IA su larga scala", offrendo un aggiornamento significativo in termini di prestazioni ed efficienza nel tentativo di affermarsi sul mercato.</p><p>Il lancio punta inoltre a promuovere Microsoft Azure come luogo ideale per eseguire modelli di IA in modo più rapido ed efficiente, sfidando i suoi grandi rivali Amazon Web Services e Google Cloud.</p><h2 id="microsoft-maia-200">Microsoft Maia 200</h2><p>Microsoft afferma che Maia 200 contiene oltre 140 miliardi di transistor realizzati con processo TSMC a 3nm, con tensor core nativi FP8/FP4, un sistema di memoria riprogettato con 216 GB di HBM3e a 7 TB/s e 272 MB di SRAM on-chip.</p><p>Tutto questo contribuisce alla capacità di erogare oltre 10 PFLOPS in precisione a 4 bit (FP4) e circa 5 PFLOPS di prestazioni a 8 bit (FP8): una potenza ampiamente sufficiente per eseguire anche i più grandi modelli di IA attuali, con ampi margini di crescita man mano che la tecnologia si evolve.</p><p>Microsoft dichiara che Maia 200 offre prestazioni FP4 tre volte superiori rispetto all'hardware Amazon Trainium di terza generazione e prestazioni FP8 superiori alla TPU di settima generazione di Google, rendendolo il sistema di inferenza più efficiente mai realizzato dall'azienda.</p><p>Grazie al suo design ottimizzato — che vede il sottosistema di memoria incentrato su tipi di dati a precisione ridotta, un motore DMA specializzato, SRAM integrata e una struttura NoC (Network-on-Chip) dedicata per il movimento di dati ad alta larghezza di banda — Maia 200 è in grado di mantenere localmente una parte maggiore dei pesi e dei dati del modello, riducendo così il numero di dispositivi necessari per l'esecuzione.</p><p>Microsoft sta già utilizzando il nuovo hardware per alimentare i propri carichi di lavoro IA in Microsoft Foundry e Microsoft 365 Copilot, mentre la disponibilità per una clientela più ampia arriverà a breve.</p><p>L'azienda sta inoltre distribuendo Maia 200 nella regione dei data center US Central, con ulteriori implementazioni previste a breve nella regione US West 3 vicino a Phoenix, in Arizona, seguite da altre aree.</p><p>Per chi desiderasse un'anteprima, Microsoft invita accademici, sviluppatori, laboratori di IA di frontiera e contributori di progetti di modelli open source a iscriversi fin da ora per la versione preview del nuovo software development kit (SDK) di Maia 200.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Guai per Microsoft VSCode, estensioni malevole potrebbero aver colpito oltre 1,5 milioni di utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Due estensioni per VSCode hanno esfiltrato dati sensibili degli utenti verso server cinesi</strong></li><li><strong>ChatGPT – 中文版 e ChatMoss hanno totalizzato oltre 1,5 milioni di installazioni</strong></li><li><strong>Le estensioni utilizzavano iframe nascosti, comandi e SDK per sottrarre file e monitorare le attività</strong></li></ul><p>Oltre 1,5 milioni di persone potrebbero aver subito l'esfiltrazione dei propri dati sensibili a opera di hacker cinesi attraverso due estensioni malevole scoperte sul Marketplace di VSCode.</p><p>I ricercatori di Koi Security hanno dichiarato di aver individuato i due componenti dannosi nel Marketplace di Microsoft Visual Studio Code (VSCode), lo store ufficiale per i componenti aggiuntivi dell'editor di codice.</p><p>Le estensioni venivano pubblicizzate come assistenti alla programmazione basati sull'intelligenza artificiale. Di fatto, funzionavano esattamente come promesso, offrendo agli utenti un modo semplice e immediato per accedere a strumenti di IA generativa (GenAI) per scrivere codice. Tuttavia, all'insaputa degli utilizzatori, i tool caricavano dati sensibili su un server di terze parti situato in Cina.</p><h2 id="maliciouscorgi">MaliciousCorgi</h2><p>Secondo Koi, i componenti aggiuntivi in questione, entrambi ancora disponibili per il download sul marketplace, sono i seguenti:</p><p><strong>ChatGPT – 中文版</strong> (editore: WhenSunset, 1,34 milioni di installazioni)</p><p><strong>ChatMoss (CodeMoss)</strong> (editore: zhukunpeng, 150.000 installazioni)</p><p>Koi afferma che entrambi fanno parte della campagna denominata "MaliciousCorgi" e inviavano i dati rubati allo stesso server.</p><p>Per l'esfiltrazione dei dati venivano utilizzati tre meccanismi distinti. Il primo consiste nel monitoraggio in tempo reale dei file aperti nel client VS Code: non appena la vittima apre un file, il suo contenuto viene codificato in Base64 e inoltrato ai server.</p><p>"Nel momento in cui apri un file — senza nemmeno interagirci, basta solo aprirlo — l'estensione ne legge l'intero contenuto, lo codifica in Base64 e lo invia a una webview contenente un iframe di tracciamento nascosto. Non solo 20 righe. L'intero file", hanno spiegato i ricercatori.</p><p>Il secondo meccanismo è un comando controllato dal server che invia furtivamente fino a 50 file dall'area di lavoro (workspace) della vittima, mentre il terzo è un iframe da zero pixel nella webview dell'estensione in cui vengono caricati SDK di analisi commerciale. Questi SDK tracciano il comportamento dell'utente, creano profili identificativi e monitorano altre attività.</p><p>Microsoft ha dichiarato a BleepingComputer di star esaminando la situazione, ma gli add-on risultano ancora scaricabili.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/guai-per-microsoft-vscode-estensioni-malevole-potrebbero-aver-colpito-oltre-1-5-milioni-di-utenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Due estensioni per VSCode raccoglievano dati sensibili e li inviavano in Cina. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Ff5KgGTAMExrhpZruuE5vj</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Sead Fadilpašić ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                                            <title><![CDATA[ Claude trasforma le tue chat AI in una centrale operativa: gestisci Slack, Figma e molto altro senza dover mai cambiare applicazione. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Anthropic punta su Claude come spazio di lavoro potenziato dall'intelligenza artificiale, introducendo nuove integrazioni basate su MCP Apps.</strong></li><li><strong>Grazie a questo aggiornamento, gli utenti possono interagire con strumenti come Slack, Asana e Figma direttamente all'interno delle chat.</strong></li><li><strong>L'integrazione di interfacce dinamiche nelle conversazioni riduce la necessità di passare continuamente da una scheda all'altra.</strong></li></ul><p>Anthropic ha aggiornato Claude per integrare direttamente nell'assistente IA molte delle app di produttività e collaborazione più diffuse.</p><p>Gli abbonati ai piani Claude Pro, Max, Team ed Enterprise possono ora bozzare e visualizzare in anteprima messaggi Slack, modificare diagrammi Figma, aggiornare cronologie su Asana e gestire dashboard analitiche, con Claude che funge da collante tra le diverse piattaforme.</p><p>Anthropic sta spingendo Claude ad affrontare la realtà frammentata del lavoro digitale moderno, fatta di continui clic tra vari software. Gli strumenti compaiono direttamente nella chat: una bozza di messaggio Slack mantiene l'aspetto tipico dell'app e una timeline di Asana può essere modificata con feedback visivi in tempo reale.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/bluAmTHoEow" allowfullscreen></iframe></div></div><p>L'intero ecosistema si basa su un'estensione del protocollo open source Model Context Protocol, denominata MCP Apps, che permette a qualsiasi strumento compatibile di comparire all'interno della chat di Claude.</p><p>L'obiettivo è limitare il continuo passaggio tra diverse applicazioni e schede del browser, riducendo il tempo perso a cercare il file o la visualizzazione corretta.</p><p>La strategia di Anthropic punta a far sì che gli utenti deleghino a Claude l'operatività su tutte le altre schede aperte. Se si richiede un aggiornamento su una timeline di marketing in Asana assegnando alcuni task al responsabile del design, Claude può aprire la bacheca live e aggiornarla. Successivamente, può scrivere un messaggio Slack che riassume le modifiche e inviarlo previa approvazione dell'utente. Si tratta di un processo molto più efficiente rispetto alla semplice generazione di una lista di cose da fare o di un link, come avveniva di solito.</p><p>Questa fluidità è il fulcro dell'iniziativa. La proposta di Anthropic mira a eliminare gli attriti: finora, i flussi di lavoro produttivi basati sull'IA dipendevano ancora da una sorta di multitasking mentale. Con le MCP Apps, Anthropic scommette chiaramente su un futuro in cui ogni operazione, sia per i professionisti che per i consumatori, possa essere gestita interamente all'interno delle conversazioni con l'intelligenza artificiale.</p><h2 id="tutto-dentro-claude">Tutto dentro Claude</h2><p>OpenAI, Google e altri competitor si stanno muovendo nella stessa direzione, ognuno con approcci leggermente diversi. Le app basate su GPT possono girare all'interno di ChatGPT, ma operano ancora in modo semi-indipendente dal chatbot, mentre Gemini di Google sta diventando onnipresente all'interno del proprio Workspace. I nuovi strumenti di Claude, tuttavia, si distinguono per essere integrati direttamente nell'interfaccia della chat.</p><p>Naturalmente, concedere a un assistente IA l'accesso diretto a piattaforme come Slack o Asana significa che conversazioni, progetti e decisioni entrano a far parte della sua memoria di lavoro. Anthropic promette un isolamento rigoroso (sandboxing) e autorizzazioni chiare ma, come per ogni tecnologia aziendale, il nodo cruciale risiederà nelle impostazioni predefinite.</p><p>Non si tratta ancora di una rivoluzione per tutti. L'attuale distribuzione supporta le versioni web e desktop di Claude, escludendo per ora i dispositivi mobili o l'esperienza Claude Cowork. Inoltre, chi non lavora quotidianamente con grafici, presentazioni, cronologie o bacheche potrebbe non notare grandi cambiamenti nel funzionamento del sistema.</p><p>Per chi invece ne fa uso, questo potrebbe segnare l'inizio di un'effettiva fase di consolidamento. Invece di annegare tra schede, caselle di posta e dashboard, l'IA centralizza ogni operazione. Un team creativo può ora elaborare un concept, assegnare task, creare una presentazione e inviare aggiornamenti partendo da una singola chat di Claude.</p><p>L'idea dell'assistente che diventa piattaforma è concreta e sposta la percezione dell'IA generativa da semplice supporto a centro operativo. Anche se l'intelligenza artificiale non è sempre perfetta, il cambiamento nel dove e nel come si lavora rappresenta un'evoluzione profonda. È presto per definire i piani di Anthropic come lo standard per le future interfacce di lavoro, ma se il completamento dei task tramite conversazione prenderà piede, l'azienda potrebbe assicurarsi una crescita commerciale significativa.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/claude-trasforma-le-tue-chat-ai-in-una-centrale-operativa-gestisci-slack-figma-e-molto-altro-senza-dover-mai-cambiare-applicazione</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Anthropic sta integrando Slack, Figma e altre app per la produttività direttamente nelle chat di Claude. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">sgoLQZFhYhjE958dtHghGi</guid>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Claude MCP]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Claude MCP]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Claude MCP]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Anthropic punta su Claude come spazio di lavoro potenziato dall'intelligenza artificiale, introducendo nuove integrazioni basate su MCP Apps.</strong></li><li><strong>Grazie a questo aggiornamento, gli utenti possono interagire con strumenti come Slack, Asana e Figma direttamente all'interno delle chat.</strong></li><li><strong>L'integrazione di interfacce dinamiche nelle conversazioni riduce la necessità di passare continuamente da una scheda all'altra.</strong></li></ul><p>Anthropic ha aggiornato Claude per integrare direttamente nell'assistente IA molte delle app di produttività e collaborazione più diffuse.</p><p>Gli abbonati ai piani Claude Pro, Max, Team ed Enterprise possono ora bozzare e visualizzare in anteprima messaggi Slack, modificare diagrammi Figma, aggiornare cronologie su Asana e gestire dashboard analitiche, con Claude che funge da collante tra le diverse piattaforme.</p><p>Anthropic sta spingendo Claude ad affrontare la realtà frammentata del lavoro digitale moderno, fatta di continui clic tra vari software. Gli strumenti compaiono direttamente nella chat: una bozza di messaggio Slack mantiene l'aspetto tipico dell'app e una timeline di Asana può essere modificata con feedback visivi in tempo reale.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/bluAmTHoEow" allowfullscreen></iframe></div></div><p>L'intero ecosistema si basa su un'estensione del protocollo open source Model Context Protocol, denominata MCP Apps, che permette a qualsiasi strumento compatibile di comparire all'interno della chat di Claude.</p><p>L'obiettivo è limitare il continuo passaggio tra diverse applicazioni e schede del browser, riducendo il tempo perso a cercare il file o la visualizzazione corretta.</p><p>La strategia di Anthropic punta a far sì che gli utenti deleghino a Claude l'operatività su tutte le altre schede aperte. Se si richiede un aggiornamento su una timeline di marketing in Asana assegnando alcuni task al responsabile del design, Claude può aprire la bacheca live e aggiornarla. Successivamente, può scrivere un messaggio Slack che riassume le modifiche e inviarlo previa approvazione dell'utente. Si tratta di un processo molto più efficiente rispetto alla semplice generazione di una lista di cose da fare o di un link, come avveniva di solito.</p><p>Questa fluidità è il fulcro dell'iniziativa. La proposta di Anthropic mira a eliminare gli attriti: finora, i flussi di lavoro produttivi basati sull'IA dipendevano ancora da una sorta di multitasking mentale. Con le MCP Apps, Anthropic scommette chiaramente su un futuro in cui ogni operazione, sia per i professionisti che per i consumatori, possa essere gestita interamente all'interno delle conversazioni con l'intelligenza artificiale.</p><h2 id="tutto-dentro-claude">Tutto dentro Claude</h2><p>OpenAI, Google e altri competitor si stanno muovendo nella stessa direzione, ognuno con approcci leggermente diversi. Le app basate su GPT possono girare all'interno di ChatGPT, ma operano ancora in modo semi-indipendente dal chatbot, mentre Gemini di Google sta diventando onnipresente all'interno del proprio Workspace. I nuovi strumenti di Claude, tuttavia, si distinguono per essere integrati direttamente nell'interfaccia della chat.</p><p>Naturalmente, concedere a un assistente IA l'accesso diretto a piattaforme come Slack o Asana significa che conversazioni, progetti e decisioni entrano a far parte della sua memoria di lavoro. Anthropic promette un isolamento rigoroso (sandboxing) e autorizzazioni chiare ma, come per ogni tecnologia aziendale, il nodo cruciale risiederà nelle impostazioni predefinite.</p><p>Non si tratta ancora di una rivoluzione per tutti. L'attuale distribuzione supporta le versioni web e desktop di Claude, escludendo per ora i dispositivi mobili o l'esperienza Claude Cowork. Inoltre, chi non lavora quotidianamente con grafici, presentazioni, cronologie o bacheche potrebbe non notare grandi cambiamenti nel funzionamento del sistema.</p><p>Per chi invece ne fa uso, questo potrebbe segnare l'inizio di un'effettiva fase di consolidamento. Invece di annegare tra schede, caselle di posta e dashboard, l'IA centralizza ogni operazione. Un team creativo può ora elaborare un concept, assegnare task, creare una presentazione e inviare aggiornamenti partendo da una singola chat di Claude.</p><p>L'idea dell'assistente che diventa piattaforma è concreta e sposta la percezione dell'IA generativa da semplice supporto a centro operativo. Anche se l'intelligenza artificiale non è sempre perfetta, il cambiamento nel dove e nel come si lavora rappresenta un'evoluzione profonda. È presto per definire i piani di Anthropic come lo standard per le future interfacce di lavoro, ma se il completamento dei task tramite conversazione prenderà piede, l'azienda potrebbe assicurarsi una crescita commerciale significativa.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Internxt Drive: il cloud sicuro che ora conviene ancora di più ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Per chi cerca un’alternativa ai grandi nomi del cloud come Google Drive, OneDrive o iCloud, <strong>Internxt Drive</strong> sta emergendo come soluzione completa, sicura e rispettosa della privacy. Ma oggi c’è un motivo in più per considerarla: <a href="https://short.3labs.it/DZlbl"><u><strong>uno sconto fino all’87% su tutti i piani</strong></u></a>, sia a vita che annuali.</p><h2 id="perche-scegliere-internxt">Perché scegliere Internxt?</h2><p>Internxt non è solo un cloud sicuro, <strong>è un servizio che mette davvero la privacy al centro</strong>. Tutti i file sono criptati direttamente sul dispositivo dell’utente (modello zero-knowledge) e le chiavi restano solo nelle sue mani. Nemmeno Internxt può leggere i tuoi dati. A questo si aggiungono funzioni come crittografia post-quantum, open source verificabile e audit di sicurezza indipendente.</p><p>In altre parole, stai scegliendo un cloud completamente privato e sicuro, senza rinunciare a strumenti moderni di collaborazione e gestione file.</p><h2 id="l-offerta-che-non-puoi-ignorare">L’offerta che non puoi ignorare</h2><p>Quello che rende Internxt Drive ancora più interessante è l’offerta economica attuale: <a href="https://short.3labs.it/DZlbl"><u><strong>fino all’87% di sconto sui piani a vita e sui piani annuali</strong></u></a>. Che tu voglia poco spazio o un cloud praticamente illimitato, c’è un piano adatto alle tue esigenze, con costi straordinariamente ridotti.</p><p>I piani disponibili:</p><ul><li><strong>Essential:</strong> perfetto per chi ha bisogno di un po’ di spazio in cloud senza compromessi sulla privacy. Ideale per documenti, foto e piccoli archivi.</li><li><strong>Premium:</strong> più spazio, più funzionalità. Include strumenti avanzati per la collaborazione, come la funzione Invita, condividi e collabora, oltre a supporto CLI e WebDav per una gestione più tecnica dei file.</li><li><strong>Ultimate:</strong> il massimo della suite Internxt. Oltre allo spazio più ampio, offre tutte le funzionalità Premium, più strumenti aggiuntivi per utenti business o power user, garantendo controllo totale sui dati e sulla condivisione.</li></ul><p>Ricorda: lo sconto dell’87% vale su tutti i piani, sia a vita che annuali, rendendo l’opzione a vita molto conveniente rispetto agli abbonamenti ricorrenti dei grandi player del cloud.</p><h2 id="non-e-solo-questione-di-spazio-funzioni-per-chi-vuole-di-piu">Non è solo questione di spazio: funzioni per chi vuole di più</h2><p>A differenza di molti servizi cloud tradizionali, i piani più avanzati di Internxt non si limitano ad offrire più spazio. Con Premium e Ultimate ottieni strumenti che semplificano collaborazione, gestione e sicurezza:</p><ul><li><strong>Invita, condividi e collabora</strong>: lavora con colleghi, amici o clienti senza sacrificare la privacy.</li><li><strong>Supporto CLI e WebDav</strong>: perfetto per chi gestisce grandi volumi di dati o integra il cloud in workflow professionali.</li><li><strong>Versioning dei file e pulizia</strong>: mantieni sempre sotto controllo tutte le versioni dei documenti e ottimizza lo spazio.</li><li><strong>Supporto NAS e integrazione con Rclone</strong>: flessibilità totale per ogni tipo di utente.</li></ul><p>In sintesi, più alto è il piano, più strumenti e funzioni hai a disposizione per sfruttare al massimo il cloud senza mai compromettere la sicurezza.</p><h2 id="quanto-puoi-risparmiare">Quanto puoi risparmiare?</h2><p><a href="https://short.3labs.it/DZlbl"><u>Grazie allo sconto momentaneo dell’87%</u></a>, i costi dei piani sono drasticamente ridotti, rendendo Internxt Drive non solo la scelta più sicura, ma anche la più conveniente sul mercato.</p><ul><li>Piano Essential: minimo investimento, massima privacy.</li><li>Piano Premium: funzionalità avanzate e spazio extra a un prezzo imbattibile.</li><li>Piano Ultimate: la soluzione completa per chi vuole il massimo in sicurezza, spazio e strumenti collaborativi.</li></ul><p>Se confronti con Google Drive, OneDrive o iCloud, Internxt offre non solo privacy totale, ma anche un risparmio concreto che difficilmente troverai altrove.</p><h2 id="privacy-sicurezza-e-convenienza-in-un-unico-pacchetto">Privacy, sicurezza e convenienza in un unico pacchetto</h2><p>Come avrai capito, Internxt non si limita a offrire un cloud privato, ma una suite completa per la privacy digitale, con VPN inclusa, Internxt Meet per videochiamate sicure, strumenti di collaborazione e gestione avanzata dei file.</p><p>Con la crittografia zero-knowledge, l’approccio open source, la resistenza post-quantum e ora l’87% di sconto, sono rari i momenti buoni come questo per passare a Internxt Drive.</p><p>Che tu scelga Essential, Premium o Ultimate, il risultato è lo stesso: <strong>file sicuri, privacy totale e un risparmio senza precedenti</strong>. Non lasciare che la comodità comprometta i tuoi dati. Con Internxt, sicurezza e convenienza viaggiano insieme.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/internxt-drive-cloud-sicuro-che-ora-conviene-ancora-di-piu</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Internxt Drive: privacy totale e funzionalità innovative con fino all’87% di sconto su tutti i piani (offerta a tempo limitato). ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Website Hosting]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (TechRadar Italia) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ TechRadar Italia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Per chi cerca un’alternativa ai grandi nomi del cloud come Google Drive, OneDrive o iCloud, <strong>Internxt Drive</strong> sta emergendo come soluzione completa, sicura e rispettosa della privacy. Ma oggi c’è un motivo in più per considerarla: <a href="https://short.3labs.it/DZlbl"><u><strong>uno sconto fino all’87% su tutti i piani</strong></u></a>, sia a vita che annuali.</p><h2 id="perche-scegliere-internxt">Perché scegliere Internxt?</h2><p>Internxt non è solo un cloud sicuro, <strong>è un servizio che mette davvero la privacy al centro</strong>. Tutti i file sono criptati direttamente sul dispositivo dell’utente (modello zero-knowledge) e le chiavi restano solo nelle sue mani. Nemmeno Internxt può leggere i tuoi dati. A questo si aggiungono funzioni come crittografia post-quantum, open source verificabile e audit di sicurezza indipendente.</p><p>In altre parole, stai scegliendo un cloud completamente privato e sicuro, senza rinunciare a strumenti moderni di collaborazione e gestione file.</p><h2 id="l-offerta-che-non-puoi-ignorare">L’offerta che non puoi ignorare</h2><p>Quello che rende Internxt Drive ancora più interessante è l’offerta economica attuale: <a href="https://short.3labs.it/DZlbl"><u><strong>fino all’87% di sconto sui piani a vita e sui piani annuali</strong></u></a>. Che tu voglia poco spazio o un cloud praticamente illimitato, c’è un piano adatto alle tue esigenze, con costi straordinariamente ridotti.</p><p>I piani disponibili:</p><ul><li><strong>Essential:</strong> perfetto per chi ha bisogno di un po’ di spazio in cloud senza compromessi sulla privacy. Ideale per documenti, foto e piccoli archivi.</li><li><strong>Premium:</strong> più spazio, più funzionalità. Include strumenti avanzati per la collaborazione, come la funzione Invita, condividi e collabora, oltre a supporto CLI e WebDav per una gestione più tecnica dei file.</li><li><strong>Ultimate:</strong> il massimo della suite Internxt. Oltre allo spazio più ampio, offre tutte le funzionalità Premium, più strumenti aggiuntivi per utenti business o power user, garantendo controllo totale sui dati e sulla condivisione.</li></ul><p>Ricorda: lo sconto dell’87% vale su tutti i piani, sia a vita che annuali, rendendo l’opzione a vita molto conveniente rispetto agli abbonamenti ricorrenti dei grandi player del cloud.</p><h2 id="non-e-solo-questione-di-spazio-funzioni-per-chi-vuole-di-piu">Non è solo questione di spazio: funzioni per chi vuole di più</h2><p>A differenza di molti servizi cloud tradizionali, i piani più avanzati di Internxt non si limitano ad offrire più spazio. Con Premium e Ultimate ottieni strumenti che semplificano collaborazione, gestione e sicurezza:</p><ul><li><strong>Invita, condividi e collabora</strong>: lavora con colleghi, amici o clienti senza sacrificare la privacy.</li><li><strong>Supporto CLI e WebDav</strong>: perfetto per chi gestisce grandi volumi di dati o integra il cloud in workflow professionali.</li><li><strong>Versioning dei file e pulizia</strong>: mantieni sempre sotto controllo tutte le versioni dei documenti e ottimizza lo spazio.</li><li><strong>Supporto NAS e integrazione con Rclone</strong>: flessibilità totale per ogni tipo di utente.</li></ul><p>In sintesi, più alto è il piano, più strumenti e funzioni hai a disposizione per sfruttare al massimo il cloud senza mai compromettere la sicurezza.</p><h2 id="quanto-puoi-risparmiare">Quanto puoi risparmiare?</h2><p><a href="https://short.3labs.it/DZlbl"><u>Grazie allo sconto momentaneo dell’87%</u></a>, i costi dei piani sono drasticamente ridotti, rendendo Internxt Drive non solo la scelta più sicura, ma anche la più conveniente sul mercato.</p><ul><li>Piano Essential: minimo investimento, massima privacy.</li><li>Piano Premium: funzionalità avanzate e spazio extra a un prezzo imbattibile.</li><li>Piano Ultimate: la soluzione completa per chi vuole il massimo in sicurezza, spazio e strumenti collaborativi.</li></ul><p>Se confronti con Google Drive, OneDrive o iCloud, Internxt offre non solo privacy totale, ma anche un risparmio concreto che difficilmente troverai altrove.</p><h2 id="privacy-sicurezza-e-convenienza-in-un-unico-pacchetto">Privacy, sicurezza e convenienza in un unico pacchetto</h2><p>Come avrai capito, Internxt non si limita a offrire un cloud privato, ma una suite completa per la privacy digitale, con VPN inclusa, Internxt Meet per videochiamate sicure, strumenti di collaborazione e gestione avanzata dei file.</p><p>Con la crittografia zero-knowledge, l’approccio open source, la resistenza post-quantum e ora l’87% di sconto, sono rari i momenti buoni come questo per passare a Internxt Drive.</p><p>Che tu scelga Essential, Premium o Ultimate, il risultato è lo stesso: <strong>file sicuri, privacy totale e un risparmio senza precedenti</strong>. Non lasciare che la comodità comprometta i tuoi dati. Con Internxt, sicurezza e convenienza viaggiano insieme.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ L'IA "armata" potrebbe essere la più grande minaccia alla sicurezza della tua azienda ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>L'attività fraudolenta assistita dall'IA ha registrato una crescita netta, rendendo le campagne di phishing molto più convincenti.</strong></li><li><strong>Gli attacchi d'identità basati su deepfake hanno causato perdite accertate superiori a 347 milioni di dollari a livello globale.</strong></li><li><strong>I crimeware basati sull'IA offerti in abbonamento stanno creando un mercato sotterraneo stabile e in continua espansione.</strong></li></ul><p>L'intelligenza artificiale viene ora utilizzata dai criminali informatici per automatizzare le frodi, scalare le campagne di phishing e industrializzare i furti d'identità a un livello precedentemente impraticabile.</p><p>Purtroppo, gli attacchi assistiti dall'IA potrebbero essere tra le maggiori minacce alla sicurezza che la vostra azienda si troverà ad affrontare quest'anno; tuttavia, restare vigili e agire tempestivamente può permettervi di giocare d'anticipo.</p><p>Il rapporto <em>Weaponized AI</em> di Group-IB mostra come il crescente utilizzo dell'IA da parte dei criminali rappresenti una distinta "quinta ondata" del crimine informatico, alimentata dalla disponibilità commerciale di strumenti di IA piuttosto che da sperimentazioni isolate.</p><h2 id="l-aumento-del-cybercrime-guidato-dall-ia">L'aumento del cybercrime guidato dall'IA</h2><p>Le prove derivanti dal monitoraggio del dark web mostrano che l'attività criminale informatica legata all'IA non è una risposta a breve termine alle nuove tecnologie.</p><p>Group-IB afferma che i post pubblicati per la prima volta sul dark web contenenti parole chiave relative all'IA sono aumentati del 371% tra il 2019 e il 2025. L'accelerazione più marcata è seguita al rilascio pubblico di ChatGPT alla fine del 2022, dopodiché i livelli di interesse sono rimasti costantemente elevati.</p><p>Entro il 2025, decine di migliaia di discussioni sui forum ogni anno facevano riferimento all'uso improprio dell'IA, indicando un mercato sotterraneo stabile piuttosto che una semplice curiosità sperimentale. Gli analisti di Group-IB hanno identificato almeno 251 post focalizzati esplicitamente sullo sfruttamento dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), con la maggior parte dei riferimenti legati ai sistemi basati su OpenAI.</p><p>È emersa un'economia strutturata di crimeware basati sull'IA, con almeno tre fornitori che offrono "Dark LLM" auto-ospitati privi di restrizioni di sicurezza. I prezzi degli abbonamenti variano dai 30 ai 200 dollari al mese, con alcuni venditori che dichiarano oltre 1.000 utenti.</p><p>Uno dei segmenti in più rapida crescita è quello dei servizi di furto d'identità, con le menzioni di strumenti deepfake legati all'elusione della verifica dell'identità aumentate del 233% su base annua. I kit base per l'identità sintetica sono venduti a soli 5 dollari, mentre le piattaforme deepfake in tempo reale costano tra i 1.000 e i 10.000 dollari.</p><p>Group-IB ha registrato 8.065 tentativi di frode tramite deepfake presso un singolo istituto tra gennaio e agosto 2025, con perdite globali accertate che hanno raggiunto i 347 milioni di dollari. Anche i malware assistiti dall'IA e l'abuso delle API sono cresciuti drasticamente, con il phishing generato dall'IA ora integrato nelle piattaforme <em>malware-as-a-service</em> e negli strumenti di accesso remoto.</p><p>Gli esperti avvertono che gli attacchi alimentati dall'IA possono aggirare le difese tradizionali, a meno che i team non monitorino e aggiornino continuamente i sistemi. Le reti necessitano della protezione di firewall in grado di identificare il traffico insolito e i tentativi di phishing generati dall'IA.</p><p>Con un'adeguata protezione degli endpoint, le aziende possono rilevare attività sospette prima che il malware o gli strumenti di accesso remoto si diffondano. La rimozione rapida e adattiva dei malware rimane fondamentale, poiché gli attacchi abilitati dall'IA possono eseguirsi e propagarsi più velocemente di quanto i metodi standard riescano a rispondere.</p><p>Combinate con un approccio di sicurezza a più livelli e con il rilevamento delle anomalie, queste misure aiutano a bloccare intrusioni come chiamate deepfake, voci clonate e falsi tentativi di accesso.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/lia-armata-potrebbe-essere-la-piu-grande-minaccia-alla-sicurezza-della-tua-azienda</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il crimine informatico basato sull'IA sta crescendo esponenzialmente, integrando phishing, deepfake e Dark LLM, costringendo le aziende a potenziare i propri sistemi di difesa e monitoraggio. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Image Credit: TechRadar]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[A hacker typing on a MacBook laptop with code on the screen.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[A hacker typing on a MacBook laptop with code on the screen.]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>L'attività fraudolenta assistita dall'IA ha registrato una crescita netta, rendendo le campagne di phishing molto più convincenti.</strong></li><li><strong>Gli attacchi d'identità basati su deepfake hanno causato perdite accertate superiori a 347 milioni di dollari a livello globale.</strong></li><li><strong>I crimeware basati sull'IA offerti in abbonamento stanno creando un mercato sotterraneo stabile e in continua espansione.</strong></li></ul><p>L'intelligenza artificiale viene ora utilizzata dai criminali informatici per automatizzare le frodi, scalare le campagne di phishing e industrializzare i furti d'identità a un livello precedentemente impraticabile.</p><p>Purtroppo, gli attacchi assistiti dall'IA potrebbero essere tra le maggiori minacce alla sicurezza che la vostra azienda si troverà ad affrontare quest'anno; tuttavia, restare vigili e agire tempestivamente può permettervi di giocare d'anticipo.</p><p>Il rapporto <em>Weaponized AI</em> di Group-IB mostra come il crescente utilizzo dell'IA da parte dei criminali rappresenti una distinta "quinta ondata" del crimine informatico, alimentata dalla disponibilità commerciale di strumenti di IA piuttosto che da sperimentazioni isolate.</p><h2 id="l-aumento-del-cybercrime-guidato-dall-ia">L'aumento del cybercrime guidato dall'IA</h2><p>Le prove derivanti dal monitoraggio del dark web mostrano che l'attività criminale informatica legata all'IA non è una risposta a breve termine alle nuove tecnologie.</p><p>Group-IB afferma che i post pubblicati per la prima volta sul dark web contenenti parole chiave relative all'IA sono aumentati del 371% tra il 2019 e il 2025. L'accelerazione più marcata è seguita al rilascio pubblico di ChatGPT alla fine del 2022, dopodiché i livelli di interesse sono rimasti costantemente elevati.</p><p>Entro il 2025, decine di migliaia di discussioni sui forum ogni anno facevano riferimento all'uso improprio dell'IA, indicando un mercato sotterraneo stabile piuttosto che una semplice curiosità sperimentale. Gli analisti di Group-IB hanno identificato almeno 251 post focalizzati esplicitamente sullo sfruttamento dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), con la maggior parte dei riferimenti legati ai sistemi basati su OpenAI.</p><p>È emersa un'economia strutturata di crimeware basati sull'IA, con almeno tre fornitori che offrono "Dark LLM" auto-ospitati privi di restrizioni di sicurezza. I prezzi degli abbonamenti variano dai 30 ai 200 dollari al mese, con alcuni venditori che dichiarano oltre 1.000 utenti.</p><p>Uno dei segmenti in più rapida crescita è quello dei servizi di furto d'identità, con le menzioni di strumenti deepfake legati all'elusione della verifica dell'identità aumentate del 233% su base annua. I kit base per l'identità sintetica sono venduti a soli 5 dollari, mentre le piattaforme deepfake in tempo reale costano tra i 1.000 e i 10.000 dollari.</p><p>Group-IB ha registrato 8.065 tentativi di frode tramite deepfake presso un singolo istituto tra gennaio e agosto 2025, con perdite globali accertate che hanno raggiunto i 347 milioni di dollari. Anche i malware assistiti dall'IA e l'abuso delle API sono cresciuti drasticamente, con il phishing generato dall'IA ora integrato nelle piattaforme <em>malware-as-a-service</em> e negli strumenti di accesso remoto.</p><p>Gli esperti avvertono che gli attacchi alimentati dall'IA possono aggirare le difese tradizionali, a meno che i team non monitorino e aggiornino continuamente i sistemi. Le reti necessitano della protezione di firewall in grado di identificare il traffico insolito e i tentativi di phishing generati dall'IA.</p><p>Con un'adeguata protezione degli endpoint, le aziende possono rilevare attività sospette prima che il malware o gli strumenti di accesso remoto si diffondano. La rimozione rapida e adattiva dei malware rimane fondamentale, poiché gli attacchi abilitati dall'IA possono eseguirsi e propagarsi più velocemente di quanto i metodi standard riescano a rispondere.</p><p>Combinate con un approccio di sicurezza a più livelli e con il rilevamento delle anomalie, queste misure aiutano a bloccare intrusioni come chiamate deepfake, voci clonate e falsi tentativi di accesso.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft svela il suo primo modello robotico per potenziare l'IA fisica ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I robot falliscono ancora rapidamente una volta rimossi dai prevedibili ambienti di fabbrica.</strong></li><li><strong>Microsoft Rho-alpha collega direttamente la comprensione del linguaggio al controllo del movimento robotico.</strong></li><li><strong>La percezione tattile è fondamentale per colmare il divario tra software e azione fisica.</strong></li></ul><p>Da tempo i robot operano in modo affidabile all'interno di contesti industriali rigorosamente controllati, caratterizzati da ambienti prevedibili e deviazioni limitate, ma al di fuori di questi ambiti incontrano spesso grandi difficoltà.</p><p>Per ovviare a questo problema, Microsoft ha annunciato Rho-alpha, il primo modello robotico derivato dalla sua serie di modelli vision-language Phi, sostenendo che i robot necessitino di sistemi migliori per vedere e comprendere le istruzioni.</p><p>L'azienda ritiene che questi sistemi possano operare oltre le linee di montaggio, reagendo alle condizioni variabili invece di seguire script rigidi.</p><h2 id="per-cosa-e-progettato-rho-alpha">Per cosa è progettato Rho-alpha</h2><p>Microsoft collega tutto questo alla cosiddetta IA fisica, un ambito in cui i modelli software dovrebbero guidare le macchine attraverso situazioni meno strutturate.</p><p>Il sistema combina linguaggio, percezione e azione, riducendo la dipendenza da linee di produzione o istruzioni fisse. Rho-alpha traduce i comandi in linguaggio naturale in segnali di controllo robotico e si concentra su compiti di manipolazione bimanuale, che richiedono coordinazione tra due bracci meccanici e un controllo di precisione.</p><p>Microsoft descrive il sistema come un'estensione dei tipici approcci VLA, ampliando sia la percezione che gli input di apprendimento.</p><p>"L'emergere di modelli vision-language-action (VLA) per i sistemi fisici sta permettendo alle macchine di percepire, ragionare e agire con una crescente autonomia al fianco degli esseri umani in ambienti molto meno strutturati", ha dichiarato Ashley Llorens, Corporate Vice President e Managing Director di Microsoft Research Accelerator.</p><p>Rho-alpha integra la percezione tattile alla vista, con ulteriori modalità di rilevamento come la forza, attualmente in fase di sviluppo. Queste scelte progettuali suggeriscono il tentativo di colmare il divario tra intelligenza simulata e interazione fisica, sebbene la loro efficacia sia ancora in fase di valutazione.</p><p>Un elemento centrale dell'approccio di Microsoft si affida alla simulazione per sopperire alla scarsità di dati robotici su larga scala, in particolare quelli relativi al tatto. Le traiettorie sintetiche vengono generate tramite l'apprendimento per rinforzo all'interno di Nvidia Isaac Sim, per poi essere combinate con dimostrazioni fisiche provenienti da dataset commerciali e open.</p><p>"L'addestramento di modelli di base in grado di ragionare e agire richiede il superamento della scarsità di dati eterogenei del mondo reale", ha affermato Deepu Talla, Vice President of Robotics and Edge AI di Nvidia. "Sfruttando NVIDIA Isaac Sim su Azure per generare dataset sintetici fisicamente accurati, Microsoft Research sta accelerando lo sviluppo di modelli versatili come Rho-alpha, capaci di padroneggiare compiti di manipolazione complessi".</p><p>Microsoft enfatizza inoltre l'importanza dell'input correttivo umano durante l'impiego, consentendo agli operatori di intervenire tramite dispositivi di teleoperazione e fornire feedback da cui il sistema può apprendere nel tempo.</p><p>Questo ciclo di addestramento fonde simulazione, dati del mondo reale e correzione umana, riflettendo una crescente dipendenza dagli strumenti di IA per compensare la carenza di dataset per i sistemi fisici (<em>embodied</em>).</p><p>Il professor Abhishek Gupta, Assistant Professor presso la University of Washington, ha dichiarato: "Sebbene la generazione di dati di addestramento tramite sistemi robotici teleoperati sia diventata una pratica standard, esistono molti contesti in cui la teleoperazione è impraticabile o impossibile".</p><p>"Stiamo lavorando con Microsoft Research per arricchire i dataset di pre-addestramento raccolti da robot fisici con diverse dimostrazioni sintetiche, utilizzando una combinazione di simulazione e apprendimento per rinforzo".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-svela-il-suo-primo-modello-robotico-per-potenziare-lia-fisica</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft presenta Rho-alpha, un modello robotico che combina linguaggio, tatto, simulazione e feedback umano per spingere i robot oltre i prevedibili ambienti di fabbrica. ]]>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[CES 2026 Robots]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>I robot falliscono ancora rapidamente una volta rimossi dai prevedibili ambienti di fabbrica.</strong></li><li><strong>Microsoft Rho-alpha collega direttamente la comprensione del linguaggio al controllo del movimento robotico.</strong></li><li><strong>La percezione tattile è fondamentale per colmare il divario tra software e azione fisica.</strong></li></ul><p>Da tempo i robot operano in modo affidabile all'interno di contesti industriali rigorosamente controllati, caratterizzati da ambienti prevedibili e deviazioni limitate, ma al di fuori di questi ambiti incontrano spesso grandi difficoltà.</p><p>Per ovviare a questo problema, Microsoft ha annunciato Rho-alpha, il primo modello robotico derivato dalla sua serie di modelli vision-language Phi, sostenendo che i robot necessitino di sistemi migliori per vedere e comprendere le istruzioni.</p><p>L'azienda ritiene che questi sistemi possano operare oltre le linee di montaggio, reagendo alle condizioni variabili invece di seguire script rigidi.</p><h2 id="per-cosa-e-progettato-rho-alpha">Per cosa è progettato Rho-alpha</h2><p>Microsoft collega tutto questo alla cosiddetta IA fisica, un ambito in cui i modelli software dovrebbero guidare le macchine attraverso situazioni meno strutturate.</p><p>Il sistema combina linguaggio, percezione e azione, riducendo la dipendenza da linee di produzione o istruzioni fisse. Rho-alpha traduce i comandi in linguaggio naturale in segnali di controllo robotico e si concentra su compiti di manipolazione bimanuale, che richiedono coordinazione tra due bracci meccanici e un controllo di precisione.</p><p>Microsoft descrive il sistema come un'estensione dei tipici approcci VLA, ampliando sia la percezione che gli input di apprendimento.</p><p>"L'emergere di modelli vision-language-action (VLA) per i sistemi fisici sta permettendo alle macchine di percepire, ragionare e agire con una crescente autonomia al fianco degli esseri umani in ambienti molto meno strutturati", ha dichiarato Ashley Llorens, Corporate Vice President e Managing Director di Microsoft Research Accelerator.</p><p>Rho-alpha integra la percezione tattile alla vista, con ulteriori modalità di rilevamento come la forza, attualmente in fase di sviluppo. Queste scelte progettuali suggeriscono il tentativo di colmare il divario tra intelligenza simulata e interazione fisica, sebbene la loro efficacia sia ancora in fase di valutazione.</p><p>Un elemento centrale dell'approccio di Microsoft si affida alla simulazione per sopperire alla scarsità di dati robotici su larga scala, in particolare quelli relativi al tatto. Le traiettorie sintetiche vengono generate tramite l'apprendimento per rinforzo all'interno di Nvidia Isaac Sim, per poi essere combinate con dimostrazioni fisiche provenienti da dataset commerciali e open.</p><p>"L'addestramento di modelli di base in grado di ragionare e agire richiede il superamento della scarsità di dati eterogenei del mondo reale", ha affermato Deepu Talla, Vice President of Robotics and Edge AI di Nvidia. "Sfruttando NVIDIA Isaac Sim su Azure per generare dataset sintetici fisicamente accurati, Microsoft Research sta accelerando lo sviluppo di modelli versatili come Rho-alpha, capaci di padroneggiare compiti di manipolazione complessi".</p><p>Microsoft enfatizza inoltre l'importanza dell'input correttivo umano durante l'impiego, consentendo agli operatori di intervenire tramite dispositivi di teleoperazione e fornire feedback da cui il sistema può apprendere nel tempo.</p><p>Questo ciclo di addestramento fonde simulazione, dati del mondo reale e correzione umana, riflettendo una crescente dipendenza dagli strumenti di IA per compensare la carenza di dataset per i sistemi fisici (<em>embodied</em>).</p><p>Il professor Abhishek Gupta, Assistant Professor presso la University of Washington, ha dichiarato: "Sebbene la generazione di dati di addestramento tramite sistemi robotici teleoperati sia diventata una pratica standard, esistono molti contesti in cui la teleoperazione è impraticabile o impossibile".</p><p>"Stiamo lavorando con Microsoft Research per arricchire i dataset di pre-addestramento raccolti da robot fisici con diverse dimostrazioni sintetiche, utilizzando una combinazione di simulazione e apprendimento per rinforzo".</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Jeff Bezos sfida Elon Musk: con Blue Origin la banda larga arriva dallo spazio (e punta a tutto il mondo) ]]></title>
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                            <![CDATA[ Blue Origin offrirà una rete internet satellitare LEO/MEO per aziende e governi, ma non per i consumatori privati. ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Blue Origin TeraWave]]></media:title>
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                                <ul><li>Blue Origin sfiderà Starlink e Amazon Leo per fornire internet satellitare ad aziende e governi.</li><li>La rete TeraWave offrirà velocità molto più elevate grazie al supporto ottico.</li><li>Amazon continua a collaborare con Blue Origin in qualità di partner per i lanci.</li></ul><p>Blue Origin ha annunciato i piani per <strong>TeraWave</strong>, una nuova rete internet satellitare che punta a migliorare la connettività globale per aziende, data center e clienti governativi.</p><p>Sebbene non si tratti di una proposta rivolta ai consumatori (per ora), la TeraWave di Jeff Bezos è destinata a sfidare la rivale SpaceX, creatura di Elon Musk, che gestisce Starlink, una rete simile basata sull'orbita terrestre bassa.</p><p>TeraWave promette fino a <strong>6 Tbps</strong> tramite collegamenti ottici e fino a <strong>144 Gbps</strong> per cliente utilizzando le frequenze radio, oltre a offrire velocità di upload e download simmetriche.</p><h2 id="rete-leo-terawave">Rete LEO TeraWave</h2><p>Ciò segna un miglioramento considerevole rispetto all'attuale media delle reti LEO, che offrono velocità asimmetriche di 1 Gbps in download e 400 Mbps in upload tramite radiofrequenza.</p><p>La differenza risiede nel fatto che le attuali reti basate su LEO servono "molti milioni" di utenti (secondo Blue Origin), mentre TeraWave si rivolgerà a circa 100.000 clienti.</p><p>TeraWave sarà composta da 5.408 satelliti, di cui 5.280 in orbita terrestre bassa per l'accesso ad alta velocità in radiofrequenza e 128 in orbita terrestre media per collegamenti ottici (basati sulla luce) a capacità ultra-elevata.</p><p>"Integra il backhaul in fibra con un'architettura unica che fornisce connettività sia RF ad alte prestazioni che ottica", ha scritto l'azienda.</p><p>Il dispiegamento della costellazione inizierà negli ultimi mesi del 2027, anni dopo che Starlink è diventata di uso comune con i suoi oltre 9.000 satelliti attuali. Arriverà sul mercato insieme a Leo di Amazon (precedentemente Project Kuiper), che ha attualmente 180 satelliti in orbita ma ne pianifica oltre 3.200.</p><p>Separatamente, Amazon continuerà a utilizzare Blue Origin come partner di lancio per l'espansione della sua rete Leo, beneficiando del razzo New Glenn di Bezos.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Riciclare gli SSD enterprise per risparmiare potrebbe causare perdite di dati catastrofiche ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dell avverte che il riutilizzo di SSD enterprise usurati, causato dalla carenza di memorie flash, aumenta i rischi di guasti negli ambienti di archiviazione per l'IA e per i carichi di lavoro mission-critical. ]]>
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                                <ul><li><strong>Il riutilizzo degli SSD enterprise amplifica i rischi di guasto sotto la pressione costante dei carichi di lavoro legati all'IA.</strong></li><li><strong>L'usura delle memorie flash rimane un limite fisico che nessuna ottimizzazione software può eliminare.</strong></li><li><strong>Il recupero dei drive scambia guadagni di capacità a breve termine con gravi preoccupazioni sull'affidabilità a lungo termine.</strong></li></ul><p>La persistente carenza di SSD enterprise ha costretto gli operatori dei data center a ripensare la gestione delle risorse di archiviazione, mentre i carichi di lavoro legati all'IA aumentano la pressione sui sistemi.</p><p>Un alto dirigente di Dell ha avvertito che il riutilizzo di SSD enterprise comporta seri rischi di affidabilità in un momento in cui i sistemi di storage continuano a scarseggiare.</p><p>I supporti Flash si degradano con i ripetuti cicli di scrittura e i drive più vecchi possono guastarsi molto più rapidamente una volta che gli operatori li reinseriscono in ambienti ad alta intensità di lavoro.</p><h2 id="l-usura-delle-memorie-flash-e-il-rischio-di-perdita-dei-dati">L'usura delle memorie flash e il rischio di perdita dei dati</h2><p>“Le unità flash si usurano con l'uso. Reintrodurre supporti obsoleti aumenta la probabilità di guasti accelerati dei componenti, indisponibilità dei dati e, nel peggiore dei casi, perdita catastrofica dei dati”, ha dichiarato David Noy, Vicepresidente del Product Management per le Unstructured Data Solutions dell'azienda.</p><p>Tali esiti sono in diretto contrasto con la stabilità richiesta dagli strumenti di IA, poiché questi sistemi dipendono da un accesso ai dati ininterrotto e prevedibile.</p><p>Questo avvertimento giunge mentre gli analisti prevedono che le limitazioni nelle forniture di SSD continueranno per almeno un altro anno. Alcuni fornitori di storage hanno risposto promuovendo strategie di recupero dei drive, in cui gli operatori rimuovono gli SSD esistenti da un sistema per riutilizzarli in un altro.</p><p>VAST Data ha descritto questo approccio come un modo per estendere la limitata capacità flash affidandosi alla riduzione dei dati basata su software. Tuttavia, la dirigenza di Dell sostiene che questa risposta rifletta la pressione del mercato piuttosto che un miglioramento tecnico.</p><p>“Il 'riciclo del flash' come strategia è un ottimo slogan di marketing, ma è anche un segno di pressione, non di progresso”, ha affermato Noy. “Potrebbe sembrare pragmatico, ma comporta rischi reali. Per i fornitori di solo software, è il segno che a mali estremi si scelgono estremi rimedi”.</p><p>L'azienda sostiene che la memoria flash riutilizzata mantenga la stessa usura fisica indipendentemente dall'efficienza del software, e ha ribadito il suo storico sostegno alle architetture di storage a livelli (tiered storage) che combinano flash e supporti magnetici.</p><p>Consentendo ai dati meno critici di spostarsi dalla memoria flash, le organizzazioni possono ridurre la dipendenza dalla scarsa e costosa capacità degli SSD. Dell sostiene che questa flessibilità offra resilienza quando i prezzi oscillano o i tempi di consegna si allungano, senza costringere i clienti verso un ambiente esclusivamente flash.</p><p>Anche altri fornitori hanno assunto posizioni simili. DDN, ad esempio, supporta sistemi di storage multistrato che spaziano tra NVMe, SSD convenzionali, dischi rigidi e risorse cloud. Le policy automatizzate di spostamento dei dati consentono alle informazioni di migrare tra i vari livelli mantenendo velocità di accesso accettabili.</p><p>Al pari di Dell, DDN suggerisce che ridurre la dipendenza dall'hardware flash di fascia alta offra una risposta più sostenibile alla carenza di componenti rispetto al tentativo di riutilizzare quelli obsoleti. La critica di Dell inquadra inoltre il riciclo del flash come una questione di fiducia, suggerendo che ai fornitori di solo software possa mancare la responsabilità necessaria in caso di guasto dell'hardware riutilizzato.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ GitLab corregge una falla di sicurezza critica: ecco tutto quello che c'è da sapere ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>GitLab ha risolto la falla CVE-2026-0723, una vulnerabilità che permetteva l'aggiramento della 2FA (autenticazione a due fattori) e il conseguente furto degli account.</li><li>Sono state corrette ulteriori vulnerabilità di tipo DoS (Denial of Service) che interessavano i sistemi di autenticazione, gli endpoint API, il Wiki e il protocollo SSH.</li><li>GitLab sollecita un aggiornamento immediato: circa 6.000 istanze Community Edition (CE) esposte online restano potenziali bersagli.</li></ul><p>GitLab ha risolto una vulnerabilità ad alta gravità nelle versioni Community Edition ed Enterprise Edition (CE/EE) che permetteva ai threat actor di aggirare l'autenticazione a due fattori e, potenzialmente, di prendere il controllo degli account degli utenti.</p><p>"GitLab ha corretto un problema che avrebbe potuto consentire a un individuo già in possesso del credential ID di una vittima di eludere l'autenticazione a due fattori inviando risposte artefatte dal dispositivo", ha dichiarato l'azienda in un avviso di sicurezza.</p><p>Come spiegato, la vulnerabilità era causata dalla mancata verifica di un valore di ritorno nei servizi di autenticazione di GitLab. Di conseguenza, gli aggressori erano in grado di bypassare la 2FA per le vittime di cui conoscevano preventivamente gli ID.</p><h2 id="una-campagna-strana">Una campagna strana</h2><p>Il bug è attualmente tracciato come <strong>CVE-2026-0723</strong> e ha ricevuto un punteggio di severità elevato (<strong>7.4/10</strong>). La falla è stata risolta nelle versioni 18.8.2, 18.7.2 e 18.6.4 di CE/EE.</p><p>Nello stesso pacchetto di aggiornamento, GitLab ha corretto altri due bug che permettevano agli aggressori di sferrare attacchi Denial-of-Service (DoS) tramite l'invio di richieste personalizzate con dati di autenticazione malformati e l'abuso di una convalida di autorizzazione errata negli endpoint API. Queste due vulnerabilità, identificate come <strong>CVE-2025-13927</strong> e <strong>CVE-2025-13928</strong>, interessano sia la versione Community che quella Enterprise.</p><p>GitLab ha inoltre sistemato due falle DoS attivabili attraverso la configurazione di documenti Wiki malformati o l'invio ripetuto di richieste di autenticazione SSH non conformi. I bug sono tracciati rispettivamente come <strong>CVE-2025-13335</strong> e <strong>CVE-2026-1102</strong>.</p><p>In merito a quest'ultima patch, GitLab ha esortato gli utenti ad applicarla senza indugio:</p><p>"Queste versioni contengono importanti correzioni di bug e di sicurezza; raccomandiamo caldamente di aggiornare immediatamente tutte le installazioni GitLab self-managed a una di queste release", ha spiegato l'azienda. "GitLab.com sta già utilizzando la versione aggiornata. I clienti di GitLab Dedicated non devono intraprendere alcuna azione".</p><p>Citando i dati di Shadowserver, <em>BleepingComputer</em> riporta che attualmente sono circa 6.000 le istanze di GitLab CE esposte online, il che suggerisce un perimetro di attacco piuttosto vasto.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/gitlab-corregge-una-falla-di-sicurezza-critica-ecco-tutto-quello-che-ce-da-sapere</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un nuovo aggiornamento corregge sei vulnerabilità critiche, incluse alcune che consentivano di aggirare l'autenticazione a due fattori (2FA). ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Isometric demonstrating multi-factor authentication using a mobile device.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li>GitLab ha risolto la falla CVE-2026-0723, una vulnerabilità che permetteva l'aggiramento della 2FA (autenticazione a due fattori) e il conseguente furto degli account.</li><li>Sono state corrette ulteriori vulnerabilità di tipo DoS (Denial of Service) che interessavano i sistemi di autenticazione, gli endpoint API, il Wiki e il protocollo SSH.</li><li>GitLab sollecita un aggiornamento immediato: circa 6.000 istanze Community Edition (CE) esposte online restano potenziali bersagli.</li></ul><p>GitLab ha risolto una vulnerabilità ad alta gravità nelle versioni Community Edition ed Enterprise Edition (CE/EE) che permetteva ai threat actor di aggirare l'autenticazione a due fattori e, potenzialmente, di prendere il controllo degli account degli utenti.</p><p>"GitLab ha corretto un problema che avrebbe potuto consentire a un individuo già in possesso del credential ID di una vittima di eludere l'autenticazione a due fattori inviando risposte artefatte dal dispositivo", ha dichiarato l'azienda in un avviso di sicurezza.</p><p>Come spiegato, la vulnerabilità era causata dalla mancata verifica di un valore di ritorno nei servizi di autenticazione di GitLab. Di conseguenza, gli aggressori erano in grado di bypassare la 2FA per le vittime di cui conoscevano preventivamente gli ID.</p><h2 id="una-campagna-strana">Una campagna strana</h2><p>Il bug è attualmente tracciato come <strong>CVE-2026-0723</strong> e ha ricevuto un punteggio di severità elevato (<strong>7.4/10</strong>). La falla è stata risolta nelle versioni 18.8.2, 18.7.2 e 18.6.4 di CE/EE.</p><p>Nello stesso pacchetto di aggiornamento, GitLab ha corretto altri due bug che permettevano agli aggressori di sferrare attacchi Denial-of-Service (DoS) tramite l'invio di richieste personalizzate con dati di autenticazione malformati e l'abuso di una convalida di autorizzazione errata negli endpoint API. Queste due vulnerabilità, identificate come <strong>CVE-2025-13927</strong> e <strong>CVE-2025-13928</strong>, interessano sia la versione Community che quella Enterprise.</p><p>GitLab ha inoltre sistemato due falle DoS attivabili attraverso la configurazione di documenti Wiki malformati o l'invio ripetuto di richieste di autenticazione SSH non conformi. I bug sono tracciati rispettivamente come <strong>CVE-2025-13335</strong> e <strong>CVE-2026-1102</strong>.</p><p>In merito a quest'ultima patch, GitLab ha esortato gli utenti ad applicarla senza indugio:</p><p>"Queste versioni contengono importanti correzioni di bug e di sicurezza; raccomandiamo caldamente di aggiornare immediatamente tutte le installazioni GitLab self-managed a una di queste release", ha spiegato l'azienda. "GitLab.com sta già utilizzando la versione aggiornata. I clienti di GitLab Dedicated non devono intraprendere alcuna azione".</p><p>Citando i dati di Shadowserver, <em>BleepingComputer</em> riporta che attualmente sono circa 6.000 le istanze di GitLab CE esposte online, il che suggerisce un perimetro di attacco piuttosto vasto.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Un papà modder crea un geniale telecomando TV per bambini usando i Floppy Disk  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Il telecomando della TV viene sostituito da dischetti etichettati: un'unica, semplice azione per avviare la visione.</strong></li><li><strong>I bambini possono selezionare i programmi senza dover leggere icone, toccare schermi o scorrere tra decine di riquadri.</strong></li><li><strong>Per loro natura, i floppy disk limitano le opzioni disponibili, riducendo il rischio di passare accidentalmente a contenuti non adatti.</strong></li></ul><p>I floppy disk un tempo erano una parte fondamentale dell'informatica domestica, utilizzati per caricare software, salvare documenti e trasferire dati tra computer.</p><p>Sono gradualmente spariti dall'uso quotidiano con l'avvento dei dischi ottici e, successivamente, delle memorie a stato solido (SSD) per il trasferimento locale dei file, mentre il cloud storage ha ridotto drasticamente la necessità stessa di supporti fisici.</p><p>Tuttavia, lo sviluppatore Mads Chr. Olesen ha dato una nuova vita a questi supporti, trasformandoli in un sistema di selezione tangibile che permette a suo figlio piccolo di scegliere i programmi TV semplicemente inserendo un dischetto in un lettore.</p><h2 id="trasformare-la-selezione-del-programma-in-un-azione-fisica">Trasformare la selezione del programma in un'azione fisica</h2><p>Olesen è convinto che "i floppy disk siano il miglior supporto di memorizzazione mai inventato" e ha applicato questa filosofia a un sistema di controllo televisivo a misura di bambino.</p><p>Il sistema, denominato <strong>FloppyDiskCast</strong>, descrive l'intera configurazione, sebbene il suo funzionamento differisca dall'hardware di "casting" tradizionale. Utilizza hardware obsoleto per sostituire touch screen e telecomandi multi-tasto; in questo contesto, il disco funge da selettore fisico piuttosto che da dispositivo di archiviazione.</p><p>La configurazione assegna a ogni floppy disk un programma specifico, eliminando la necessità di menu o interfacce a scorrimento. Ogni disco presenta un'etichetta visiva che chiarisce quale contenuto verrà riprodotto una volta inserito: l'azione stessa del bambino che posiziona il disco nel lettore determina ciò che appare sullo schermo. Questo riduce l'interazione a un unico movimento ripetibile che non richiede la capacità di leggere o di navigare tra simboli.</p><p>Il sistema FloppyDiskCast crea l'illusione che il programma risieda nel disco stesso, anche se la riproduzione avviene tramite un dispositivo di streaming collegato invece che da un disco rigido locale. Tale illusione rispecchia il funzionamento dei vecchi supporti rimovibili, dove l'inserimento di un oggetto produceva un risultato immediato e visibile.</p><p>La struttura del sistema evita la complessità stratificata tipica di molte smart TV. L'approccio di Olesen riflette una preoccupazione su come i controlli delle moderne televisioni interagiscano con gli utenti più piccoli: i telecomandi standard e le interfacce touch spesso mescolano pubblicità, raccomandazioni e impostazioni nello stesso spazio. Per un bambino, questo può generare confusione invece che scelta. Il sistema basato sui floppy limita le opzioni per design, poiché possono essere selezionati solo i dischi fisicamente disponibili. Questo vincolo incoraggia una visione focalizzata e impedisce la navigazione accidentale verso contenuti non pertinenti.</p><p>Sebbene i commenti sul progetto includano frasi come "i floppy disk sono fantastici", l'enfasi pratica rimane sul design dell'interazione piuttosto che sulla nostalgia. Anche se questo progetto dimostra come le interfacce fisiche limitate possano ridurre il carico cognitivo, non affronta il problema della scalabilità oltre un numero limitato di programmi.</p><p>Tuttavia, è improbabile che questo sia un problema: gli esperti raccomandano di limitare il tempo trascorso davanti allo schermo a un'ora al giorno per i bambini tra i 2 e i 5 anni. Per i bambini tra i 18 mesi e i 2 anni si consiglia un'esposizione ancora minore, mentre per i neonati sotto i 18 mesi l'indicazione generale è di evitare del tutto gli schermi, fatta eccezione per le videochiamate.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ I floppy disk sono diventati un selettore fisico per la TV: un sistema che permette ai più piccoli di scegliere i propri programmi preferiti in modo semplice, evitando menu complicati, pubblicità e le interfacce confuse dei moderni televisori. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[3-5 floppy disk]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Il telecomando della TV viene sostituito da dischetti etichettati: un'unica, semplice azione per avviare la visione.</strong></li><li><strong>I bambini possono selezionare i programmi senza dover leggere icone, toccare schermi o scorrere tra decine di riquadri.</strong></li><li><strong>Per loro natura, i floppy disk limitano le opzioni disponibili, riducendo il rischio di passare accidentalmente a contenuti non adatti.</strong></li></ul><p>I floppy disk un tempo erano una parte fondamentale dell'informatica domestica, utilizzati per caricare software, salvare documenti e trasferire dati tra computer.</p><p>Sono gradualmente spariti dall'uso quotidiano con l'avvento dei dischi ottici e, successivamente, delle memorie a stato solido (SSD) per il trasferimento locale dei file, mentre il cloud storage ha ridotto drasticamente la necessità stessa di supporti fisici.</p><p>Tuttavia, lo sviluppatore Mads Chr. Olesen ha dato una nuova vita a questi supporti, trasformandoli in un sistema di selezione tangibile che permette a suo figlio piccolo di scegliere i programmi TV semplicemente inserendo un dischetto in un lettore.</p><h2 id="trasformare-la-selezione-del-programma-in-un-azione-fisica">Trasformare la selezione del programma in un'azione fisica</h2><p>Olesen è convinto che "i floppy disk siano il miglior supporto di memorizzazione mai inventato" e ha applicato questa filosofia a un sistema di controllo televisivo a misura di bambino.</p><p>Il sistema, denominato <strong>FloppyDiskCast</strong>, descrive l'intera configurazione, sebbene il suo funzionamento differisca dall'hardware di "casting" tradizionale. Utilizza hardware obsoleto per sostituire touch screen e telecomandi multi-tasto; in questo contesto, il disco funge da selettore fisico piuttosto che da dispositivo di archiviazione.</p><p>La configurazione assegna a ogni floppy disk un programma specifico, eliminando la necessità di menu o interfacce a scorrimento. Ogni disco presenta un'etichetta visiva che chiarisce quale contenuto verrà riprodotto una volta inserito: l'azione stessa del bambino che posiziona il disco nel lettore determina ciò che appare sullo schermo. Questo riduce l'interazione a un unico movimento ripetibile che non richiede la capacità di leggere o di navigare tra simboli.</p><p>Il sistema FloppyDiskCast crea l'illusione che il programma risieda nel disco stesso, anche se la riproduzione avviene tramite un dispositivo di streaming collegato invece che da un disco rigido locale. Tale illusione rispecchia il funzionamento dei vecchi supporti rimovibili, dove l'inserimento di un oggetto produceva un risultato immediato e visibile.</p><p>La struttura del sistema evita la complessità stratificata tipica di molte smart TV. L'approccio di Olesen riflette una preoccupazione su come i controlli delle moderne televisioni interagiscano con gli utenti più piccoli: i telecomandi standard e le interfacce touch spesso mescolano pubblicità, raccomandazioni e impostazioni nello stesso spazio. Per un bambino, questo può generare confusione invece che scelta. Il sistema basato sui floppy limita le opzioni per design, poiché possono essere selezionati solo i dischi fisicamente disponibili. Questo vincolo incoraggia una visione focalizzata e impedisce la navigazione accidentale verso contenuti non pertinenti.</p><p>Sebbene i commenti sul progetto includano frasi come "i floppy disk sono fantastici", l'enfasi pratica rimane sul design dell'interazione piuttosto che sulla nostalgia. Anche se questo progetto dimostra come le interfacce fisiche limitate possano ridurre il carico cognitivo, non affronta il problema della scalabilità oltre un numero limitato di programmi.</p><p>Tuttavia, è improbabile che questo sia un problema: gli esperti raccomandano di limitare il tempo trascorso davanti allo schermo a un'ora al giorno per i bambini tra i 2 e i 5 anni. Per i bambini tra i 18 mesi e i 2 anni si consiglia un'esposizione ancora minore, mentre per i neonati sotto i 18 mesi l'indicazione generale è di evitare del tutto gli schermi, fatta eccezione per le videochiamate.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Photoshop sbarca finalmente su Linux grazie a una back door ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Photoshop ora può essere eseguito su Linux attraverso livelli di compatibilità patchati, non tramite un supporto ufficiale.</strong></li><li><strong>Gli installer di Creative Cloud falliscono a causa della mancanza di sottosistemi Windows negli ambienti Linux standard.</strong></li><li><strong>Wine fatica con gli installer di Adobe perché il comportamento di Internet Explorer rimane profondamente integrato in essi.</strong></li></ul><p>La storica incompatibilità tra la suite Creative Cloud di Adobe e i sistemi operativi Linux rimane uno dei principali ostacoli per gli utenti che desiderano passare a piattaforme open source.</p><p>Sviluppi recenti suggeriscono però che questa barriera stia iniziando a vacillare grazie a un mirato lavoro tecnico: uno sviluppatore noto come PhialsBasement ha documentato un metodo per installare ed eseguire versioni recenti di Photoshop, nello specifico le release 2021 e 2025, su sistemi Linux.</p><p>Questo processo aggira il percorso di installazione ufficiale, che Adobe ha limitato esclusivamente agli ambienti Windows e macOS.</p><h2 id="decifrare-i-requisiti-dell-installer">Decifrare i requisiti dell'installer</h2><p>La sfida principale risiede nella complessa architettura dell'installer di Adobe Creative Cloud, che dipende da specifici sottosistemi Windows non presenti nativamente su Linux.</p><p>Il layer di compatibilità <strong>Wine</strong> traduce le chiamate API di Windows in chiamate conformi allo standard POSIX, ma storicamente ha sempre faticato con questi installer. I principali punti critici riguardano <strong>MSHTML</strong> e <strong>MSXML3</strong>. Questi componenti hanno il compito di renderizzare l'interfaccia HTML e JavaScript dell'installer e di analizzare i suoi file di configurazione XML.</p><p>Il framework dell'installazione richiede un ambiente che imiti il comportamento delle vecchie versioni di Internet Explorer, cosa che le configurazioni standard di Wine non riescono a riprodurre adeguatamente. La soluzione introduce una serie di patch che modificano il modo in cui Wine interagisce con questi sottosistemi.</p><p>Per risolvere i problemi di analisi XML, le patch racchiudono i dati in sezioni <strong>CDATA</strong>, evitando così errori di parsing su Linux; inoltre, correggono la gestione interna degli identificatori di Wine affinché le chiamate di sistema vengano indirizzate ed eseguite correttamente. Una parte fondamentale della correzione forza Wine a emulare la gestione degli eventi di <strong>Internet Explorer 9</strong>, permettendo all'interfaccia utente dell'installer di funzionare esattamente come previsto dagli sviluppatori.</p><p>Secondo i report dello sviluppatore, queste modifiche consentono al processo di installazione di completarsi senza errori, garantendo all'applicazione prestazioni stabili. Questa svolta offre agli utenti Linux l'accesso a Photoshop come editor di immagini pienamente funzionale e suggerisce che, in futuro, anche altri software Adobe (compresi quelli di video editing) potrebbero girare su Linux.</p><p>Inizialmente lo sviluppatore ha inviato le correzioni al repository di <strong>Proton</strong> di Valve (un fork di Wine ottimizzato per il gaming), ma i manutentori le hanno rifiutate, suggerendo di proporle direttamente tramite <strong>WineHQ</strong>. Di conseguenza, gli utenti che vogliono adottare questo metodo devono compilare manualmente una versione patchata di Wine partendo dal codice sorgente dello sviluppatore.</p><p>Nonostante il successo tecnico, il percorso seguito da queste patch evidenzia la natura frammentata dello sviluppo dei layer di compatibilità. Il processo richiede competenze tecniche che ne limitano la portata pratica, conferendogli un valore più simbolico che di massa.</p><p>Tuttavia, questo lavoro dimostra che le barriere che bloccano i software creativi professionali su Linux non sono insormontabili: un'adozione ufficiale di queste correzioni a monte (upstream) potrebbe facilitare l'accesso anche ad altre applicazioni Adobe. Per il momento, in assenza di un supporto nativo, gli utenti Linux dovranno continuare a fare affidamento su patch non ufficiali.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/photoshop-sbarca-finalmente-su-linux-grazie-a-una-back-door</link>
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                            <![CDATA[ Uno stratagemma basato su Wine, abilitato da uno sviluppatore, permette finalmente di eseguire le versioni moderne di Photoshop su Linux. Questo traguardo evidenzia la fattibilità tecnica dell'operazione, nonostante la persistente assenza di un supporto ufficiale da parte di Adobe. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li><strong>Photoshop ora può essere eseguito su Linux attraverso livelli di compatibilità patchati, non tramite un supporto ufficiale.</strong></li><li><strong>Gli installer di Creative Cloud falliscono a causa della mancanza di sottosistemi Windows negli ambienti Linux standard.</strong></li><li><strong>Wine fatica con gli installer di Adobe perché il comportamento di Internet Explorer rimane profondamente integrato in essi.</strong></li></ul><p>La storica incompatibilità tra la suite Creative Cloud di Adobe e i sistemi operativi Linux rimane uno dei principali ostacoli per gli utenti che desiderano passare a piattaforme open source.</p><p>Sviluppi recenti suggeriscono però che questa barriera stia iniziando a vacillare grazie a un mirato lavoro tecnico: uno sviluppatore noto come PhialsBasement ha documentato un metodo per installare ed eseguire versioni recenti di Photoshop, nello specifico le release 2021 e 2025, su sistemi Linux.</p><p>Questo processo aggira il percorso di installazione ufficiale, che Adobe ha limitato esclusivamente agli ambienti Windows e macOS.</p><h2 id="decifrare-i-requisiti-dell-installer">Decifrare i requisiti dell'installer</h2><p>La sfida principale risiede nella complessa architettura dell'installer di Adobe Creative Cloud, che dipende da specifici sottosistemi Windows non presenti nativamente su Linux.</p><p>Il layer di compatibilità <strong>Wine</strong> traduce le chiamate API di Windows in chiamate conformi allo standard POSIX, ma storicamente ha sempre faticato con questi installer. I principali punti critici riguardano <strong>MSHTML</strong> e <strong>MSXML3</strong>. Questi componenti hanno il compito di renderizzare l'interfaccia HTML e JavaScript dell'installer e di analizzare i suoi file di configurazione XML.</p><p>Il framework dell'installazione richiede un ambiente che imiti il comportamento delle vecchie versioni di Internet Explorer, cosa che le configurazioni standard di Wine non riescono a riprodurre adeguatamente. La soluzione introduce una serie di patch che modificano il modo in cui Wine interagisce con questi sottosistemi.</p><p>Per risolvere i problemi di analisi XML, le patch racchiudono i dati in sezioni <strong>CDATA</strong>, evitando così errori di parsing su Linux; inoltre, correggono la gestione interna degli identificatori di Wine affinché le chiamate di sistema vengano indirizzate ed eseguite correttamente. Una parte fondamentale della correzione forza Wine a emulare la gestione degli eventi di <strong>Internet Explorer 9</strong>, permettendo all'interfaccia utente dell'installer di funzionare esattamente come previsto dagli sviluppatori.</p><p>Secondo i report dello sviluppatore, queste modifiche consentono al processo di installazione di completarsi senza errori, garantendo all'applicazione prestazioni stabili. Questa svolta offre agli utenti Linux l'accesso a Photoshop come editor di immagini pienamente funzionale e suggerisce che, in futuro, anche altri software Adobe (compresi quelli di video editing) potrebbero girare su Linux.</p><p>Inizialmente lo sviluppatore ha inviato le correzioni al repository di <strong>Proton</strong> di Valve (un fork di Wine ottimizzato per il gaming), ma i manutentori le hanno rifiutate, suggerendo di proporle direttamente tramite <strong>WineHQ</strong>. Di conseguenza, gli utenti che vogliono adottare questo metodo devono compilare manualmente una versione patchata di Wine partendo dal codice sorgente dello sviluppatore.</p><p>Nonostante il successo tecnico, il percorso seguito da queste patch evidenzia la natura frammentata dello sviluppo dei layer di compatibilità. Il processo richiede competenze tecniche che ne limitano la portata pratica, conferendogli un valore più simbolico che di massa.</p><p>Tuttavia, questo lavoro dimostra che le barriere che bloccano i software creativi professionali su Linux non sono insormontabili: un'adozione ufficiale di queste correzioni a monte (upstream) potrebbe facilitare l'accesso anche ad altre applicazioni Adobe. Per il momento, in assenza di un supporto nativo, gli utenti Linux dovranno continuare a fare affidamento su patch non ufficiali.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ I giovani temono l'IA, ma chi rischia davvero il posto di lavoro? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Quattro persone su cinque credono che l'IA influenzerà il proprio lavoro in un modo o nell'altro</strong></li><li><strong>I lavoratori più giovani sono i più preoccupati per la perdita del posto di lavoro</strong></li><li><strong>Le connessioni umane restano una necessità sul posto di lavoro, indipendentemente dall'IA</strong></li></ul><p>Una nuova ricerca di Randstad ha affermato che i lavoratori della Generazione Z sono i più preoccupati che l'IA possa sostituire i ruoli umani, nonostante ne siano forti utilizzatori; al contrario, i Boomer si sentono i più sicuri nell'adattarsi alle nuove tendenze del mondo del lavoro.</p><p>In generale, quattro lavoratori su cinque si aspettano che l'IA influenzi le proprie mansioni quotidiane in un modo o nell'altro, ma circa la metà (47%) ritiene che l'IA porterà benefici più ai datori di lavoro che ai dipendenti.</p><p>Uno su cinque ha inoltre dichiarato di ritenere il proprio lavoro immune dall'IA, ma la necessità di prepararsi e adattarsi è evidente.</p><h2 id="i-timori-legati-alla-perdita-del-lavoro-a-causa-dell-ia-sono-ancora-diffusi">I timori legati alla perdita del lavoro a causa dell'IA sono ancora diffusi.</h2><p>I due terzi (65%) concordano sulla necessità di aggiornare le proprie competenze per non rischiare l'esclusione, ma di chi sia la responsabilità rimane un tema caldamente dibattuto. La metà (52%) ha preso in mano la propria formazione autonomamente.</p><p>Randstad ha inoltre svelato le tendenze del mercato del lavoro, con gli annunci che richiedono competenze sugli agenti IA aumentati del 1.587% nel 2025. In crescita anche la domanda di prompt engineering (+403%) e di addestratori di IA (+247%).</p><p>"I mercati del lavoro sono sottoposti a una pressione immensa, e saranno coloro che si adatteranno a riscuotere successo", ha scritto il CEO Sander van ‘t Noordende.</p><p>I dati mostrano inoltre alle aziende come attrarre e trattenere i talenti puntando su buoni stipendi e sul bilanciamento tra vita privata e professionale.</p><p>Inoltre, il tocco umano rimane fondamentale in ogni ambiente di lavoro. Circa tre quarti degli intervistati apprendono le soft skill dai colleghi più anziani (78%) o imparano competenze tecnologiche e sull'IA dai colleghi più giovani (72%).</p><p>"Tuttavia, la connessione umana resta il nucleo delle organizzazioni, con i manager che assumono un ruolo sempre più importante nel mantenere la stabilità durante la 'Grande Trasformazione della Forza Lavoro'", ha aggiunto van ‘t Noordende.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/i-giovani-temono-lia-ma-chi-rischia-davvero-il-posto-di-lavoro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I lavoratori più giovani sono i più preoccupati che l'IA possa rubare loro il lavoro, mentre i lavoratori più anziani si dicono pronti ad adattarsi. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Man and robot shake hands]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Quattro persone su cinque credono che l'IA influenzerà il proprio lavoro in un modo o nell'altro</strong></li><li><strong>I lavoratori più giovani sono i più preoccupati per la perdita del posto di lavoro</strong></li><li><strong>Le connessioni umane restano una necessità sul posto di lavoro, indipendentemente dall'IA</strong></li></ul><p>Una nuova ricerca di Randstad ha affermato che i lavoratori della Generazione Z sono i più preoccupati che l'IA possa sostituire i ruoli umani, nonostante ne siano forti utilizzatori; al contrario, i Boomer si sentono i più sicuri nell'adattarsi alle nuove tendenze del mondo del lavoro.</p><p>In generale, quattro lavoratori su cinque si aspettano che l'IA influenzi le proprie mansioni quotidiane in un modo o nell'altro, ma circa la metà (47%) ritiene che l'IA porterà benefici più ai datori di lavoro che ai dipendenti.</p><p>Uno su cinque ha inoltre dichiarato di ritenere il proprio lavoro immune dall'IA, ma la necessità di prepararsi e adattarsi è evidente.</p><h2 id="i-timori-legati-alla-perdita-del-lavoro-a-causa-dell-ia-sono-ancora-diffusi">I timori legati alla perdita del lavoro a causa dell'IA sono ancora diffusi.</h2><p>I due terzi (65%) concordano sulla necessità di aggiornare le proprie competenze per non rischiare l'esclusione, ma di chi sia la responsabilità rimane un tema caldamente dibattuto. La metà (52%) ha preso in mano la propria formazione autonomamente.</p><p>Randstad ha inoltre svelato le tendenze del mercato del lavoro, con gli annunci che richiedono competenze sugli agenti IA aumentati del 1.587% nel 2025. In crescita anche la domanda di prompt engineering (+403%) e di addestratori di IA (+247%).</p><p>"I mercati del lavoro sono sottoposti a una pressione immensa, e saranno coloro che si adatteranno a riscuotere successo", ha scritto il CEO Sander van ‘t Noordende.</p><p>I dati mostrano inoltre alle aziende come attrarre e trattenere i talenti puntando su buoni stipendi e sul bilanciamento tra vita privata e professionale.</p><p>Inoltre, il tocco umano rimane fondamentale in ogni ambiente di lavoro. Circa tre quarti degli intervistati apprendono le soft skill dai colleghi più anziani (78%) o imparano competenze tecnologiche e sull'IA dai colleghi più giovani (72%).</p><p>"Tuttavia, la connessione umana resta il nucleo delle organizzazioni, con i manager che assumono un ruolo sempre più importante nel mantenere la stabilità durante la 'Grande Trasformazione della Forza Lavoro'", ha aggiunto van ‘t Noordende.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Raspberry Pi 5 mette il turbo all'IA: arriva il nuovo AI HAT+ 2 ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Raspberry Pi AI HAT+ 2 abilita carichi di lavoro locali per LLM e VLM grazie a 40 TOPS, 8 GB di memoria e connettività PCIe. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Raspberry Pi AI HAT+ 2]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Raspberry Pi AI HAT+ 2 consente al Raspberry Pi 5 di eseguire LLM localmente</strong></li><li><strong>L'acceleratore Hailo-10H offre una potenza di inferenza di 40 TOPS in INT4</strong></li><li><strong>L'interfaccia PCIe abilita una comunicazione ad alta larghezza di banda tra la scheda e il Raspberry Pi 5</strong></li><li><strong>Ti piacerebbe approfondire quali modelli linguistici specifici possono girare con 40 TOPS di potenza?</strong></li></ul><p>Raspberry Pi ha ampliato le proprie ambizioni nel campo dell'edge computing con il rilascio dell'AI HAT+ 2, una scheda aggiuntiva progettata per portare i carichi di lavoro dell'IA generativa direttamente sul Raspberry Pi 5.</p><p>L'hardware AI HAT precedente si concentrava quasi esclusivamente sull'accelerazione della computer vision, gestendo compiti come il rilevamento di oggetti e la segmentazione della scena.</p><p>La nuova scheda amplia tale raggio d'azione supportando modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e modelli di visione-linguaggio (VLM) che vengono eseguiti localmente, senza dipendere da infrastrutture cloud o da un accesso costante alla rete.</p><h2 id="modifiche-hardware-che-abilitano-gli-llm">Modifiche hardware che abilitano gli LLM</h2><p>Il cuore dell'aggiornamento è l'acceleratore di reti neurali <strong>Hailo-10H</strong>, che offre prestazioni di inferenza pari a <strong>40 TOPS</strong> (in formato INT4).</p><p>A differenza del suo predecessore, l'AI HAT+ 2 è dotato di <strong>8 GB di memoria dedicata</strong> a bordo: questo permette di far girare modelli più grandi senza consumare la RAM di sistema del Raspberry Pi ospite. Tale modifica consente l'esecuzione diretta di LLM e VLM sul dispositivo, mantenendo bassa la latenza e conservando i dati localmente, requisito fondamentale per molte installazioni edge.</p><p>Utilizzando una distribuzione standard di Raspberry Pi, gli utenti possono installare i modelli supportati e accedervi tramite interfacce familiari, come strumenti di chat basati su browser. L'AI HAT+ 2 si collega al Raspberry Pi 5 tramite l'header GPIO e sfrutta l'interfaccia <strong>PCIe</strong> del sistema per il trasferimento dati, il che esclude la compatibilità con il Raspberry Pi 4. Questa connessione supporta un trasferimento dati ad alta larghezza di banda tra l'acceleratore e l'host, essenziale per gestire in modo efficiente input, output e dati della fotocamera.</p><p>Le dimostrazioni includono risposte a domande testuali con <strong>Qwen2</strong>, generazione di codice con <strong>Qwen2.5-Coder</strong>, compiti di traduzione di base e descrizioni visive di scene da flussi video in diretta. Questi carichi di lavoro si appoggiano a strumenti IA ottimizzati per lo stack software di Raspberry Pi, inclusi backend containerizzati e server di inferenza locali.</p><p>Tutta l'elaborazione avviene sul dispositivo, senza risorse di calcolo esterne. I modelli supportati variano <strong>da uno a un miliardo e mezzo di parametri</strong>, una dimensione modesta rispetto ai sistemi cloud che operano su scale molto più vaste. Questi piccoli LLM sono pensati per limiti di memoria ed energia ridotti, piuttosto che per una conoscenza generale e onnicomprensiva. Per ovviare a questo limite, l'AI HAT+ 2 supporta metodi di fine-tuning come la <strong>Low-Rank Adaptation (LoRA)</strong>, che permette agli sviluppatori di personalizzare i modelli per compiti specifici mantenendo invariata la maggior parte dei parametri. Anche i modelli di visione possono essere riaddestrati con dataset specifici tramite la toolchain di Hailo.</p><p>L'AI HAT+ 2 è disponibile a <strong>130 dollari</strong>, un prezzo superiore rispetto ai precedenti accessori dedicati alla visione, pur offrendo prestazioni simili in quell'ambito. Per i carichi di lavoro incentrati esclusivamente sull'elaborazione delle immagini, l'aggiornamento offre vantaggi limitati, poiché il suo valore risiede principalmente nell'esecuzione locale di LLM e nelle applicazioni sensibili alla privacy.</p><p>All'atto pratico, l'hardware dimostra che l'IA generativa su Raspberry Pi è ormai realtà, sebbene il margine di memoria ridotto e le dimensioni contenute dei modelli rimangano un fattore critico.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Falla in Google Gemini: hacker a caccia di dati privati tramite gli inviti in calendario ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Ricercatori scoprono una prompt injection in Gemini tramite gli inviti di Google Calendar</strong></li><li><strong>Gli aggressori potevano esfiltrare dati privati dei meeting con un’interazione minima dell’utente</strong></li><li><strong>La vulnerabilità è stata mitigata, riducendo il rischio di sfruttamento immediato</strong></li></ul><p>Alcuni ricercatori di sicurezza hanno scoperto un ulteriore metodo per sferrare attacchi di prompt injection contro l'intelligenza artificiale Gemini di Google, questa volta per esfiltrare dati sensibili da Google Calendar.</p><p>La prompt injection è un tipo di attacco in cui un malintenzionato nasconde un comando all'interno di un messaggio apparentemente innocuo. Quando la vittima chiede all'IA di analizzare il messaggio (o di utilizzarlo come input per un’operazione), l'IA finisce per eseguire il comando nascosto, assecondando le intenzioni dell'aggressore.</p><p>Fondamentalmente, la prompt injection è possibile perché le IA non sono in grado di distinguere tra l'istruzione impartita e i dati utilizzati per eseguirla.</p><h2 id="abuso-di-gemini-e-calendar">Abuso di Gemini e Calendar</h2><p>Finora, gli attacchi di prompt injection erano limitati ai messaggi di posta elettronica e all'istruzione di riassumere o leggere le e-mail. Nell'ultima ricerca, Miggo Security ha dimostrato che lo stesso può essere fatto attraverso Google Calendar.</p><p>Quando una persona crea una voce nel calendario, può invitare altri partecipanti aggiungendo il loro indirizzo e-mail. In questo scenario, un malintenzionato può creare un evento che contiene il prompt malevolo (per esfiltrare i dati del calendario) e invitare la vittima. L'invito viene quindi inviato sotto forma di e-mail, contenente i prompt. Il passaggio successivo spetta alla vittima, che istruisce la propria IA a controllare gli eventi imminenti.</p><p>L'IA analizzerà il prompt, creerà un nuovo evento nel calendario con i dettagli e aggiungerà l'attaccante, garantendogli direttamente l'accesso a informazioni sensibili.</p><p>"Questo bypass ha permesso l'accesso non autorizzato ai dati privati dei meeting e la creazione di eventi ingannevoli nel calendario senza alcuna interazione diretta dell'utente", hanno spiegato i ricercatori a The Hacker News.</p><p>"Dietro le quinte, tuttavia, Gemini ha creato un nuovo evento nel calendario e ha scritto un riepilogo completo dei meeting privati del nostro utente target nella descrizione dell'evento", ha dichiarato Miggo. "In molte configurazioni di calendari aziendali, il nuovo evento era visibile all'attaccante, permettendogli di leggere i dati privati esfiltrati senza che l'utente target dovesse compiere alcuna azione".</p><p>Miggo ha confermato che il problema è stato da allora mitigato.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/falla-in-google-gemini-hacker-a-caccia-di-dati-privati-tramite-gli-inviti-in-calendario</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ È stata scoperta e risolta un'altra variante di prompt injection. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Sead Fadilpašić ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A profile of a human brain against a digital background.]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Ricercatori scoprono una prompt injection in Gemini tramite gli inviti di Google Calendar</strong></li><li><strong>Gli aggressori potevano esfiltrare dati privati dei meeting con un’interazione minima dell’utente</strong></li><li><strong>La vulnerabilità è stata mitigata, riducendo il rischio di sfruttamento immediato</strong></li></ul><p>Alcuni ricercatori di sicurezza hanno scoperto un ulteriore metodo per sferrare attacchi di prompt injection contro l'intelligenza artificiale Gemini di Google, questa volta per esfiltrare dati sensibili da Google Calendar.</p><p>La prompt injection è un tipo di attacco in cui un malintenzionato nasconde un comando all'interno di un messaggio apparentemente innocuo. Quando la vittima chiede all'IA di analizzare il messaggio (o di utilizzarlo come input per un’operazione), l'IA finisce per eseguire il comando nascosto, assecondando le intenzioni dell'aggressore.</p><p>Fondamentalmente, la prompt injection è possibile perché le IA non sono in grado di distinguere tra l'istruzione impartita e i dati utilizzati per eseguirla.</p><h2 id="abuso-di-gemini-e-calendar">Abuso di Gemini e Calendar</h2><p>Finora, gli attacchi di prompt injection erano limitati ai messaggi di posta elettronica e all'istruzione di riassumere o leggere le e-mail. Nell'ultima ricerca, Miggo Security ha dimostrato che lo stesso può essere fatto attraverso Google Calendar.</p><p>Quando una persona crea una voce nel calendario, può invitare altri partecipanti aggiungendo il loro indirizzo e-mail. In questo scenario, un malintenzionato può creare un evento che contiene il prompt malevolo (per esfiltrare i dati del calendario) e invitare la vittima. L'invito viene quindi inviato sotto forma di e-mail, contenente i prompt. Il passaggio successivo spetta alla vittima, che istruisce la propria IA a controllare gli eventi imminenti.</p><p>L'IA analizzerà il prompt, creerà un nuovo evento nel calendario con i dettagli e aggiungerà l'attaccante, garantendogli direttamente l'accesso a informazioni sensibili.</p><p>"Questo bypass ha permesso l'accesso non autorizzato ai dati privati dei meeting e la creazione di eventi ingannevoli nel calendario senza alcuna interazione diretta dell'utente", hanno spiegato i ricercatori a The Hacker News.</p><p>"Dietro le quinte, tuttavia, Gemini ha creato un nuovo evento nel calendario e ha scritto un riepilogo completo dei meeting privati del nostro utente target nella descrizione dell'evento", ha dichiarato Miggo. "In molte configurazioni di calendari aziendali, il nuovo evento era visibile all'attaccante, permettendogli di leggere i dati privati esfiltrati senza che l'utente target dovesse compiere alcuna azione".</p><p>Miggo ha confermato che il problema è stato da allora mitigato.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Ora puoi modificare i file Microsoft Office protetti da password direttamente in Google Workspace ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>I file Microsoft Office protetti da password sono ora pienamente compatibili con Google Workspace</li><li>In precedenza, gli utenti dovevano scaricare i file e aprirli con altri software</li><li>È evidente la spinta di Google verso l'interoperabilità e l'eliminazione del "vendor lock-in"</li></ul><p>Un importante nuovo aggiornamento di Google Workspace permette ora di modificare i file protetti da password di Microsoft Office direttamente all'interno di Documenti, Fogli e Presentazioni. In altre parole, potrai lavorare nell'ecosistema principale della tua azienda senza dover ricorrere a software alternativi.</p><p>Si tratta di una novità di rilievo per gli utenti di Google Workspace, poiché offre un motivo in più per non dover più sottoscrivere due licenze diverse.</p><p>All'apertura di file protetti, Google permette ora agli utenti di inserire la password per accedere alle modalità di sola visualizzazione o di modifica.</p><h2 id="google-workspace-potenzia-l-interoperabilita-con-microsoft-office">Google Workspace potenzia l'interoperabilità con Microsoft Office</h2><p>Questa mossa fa parte di una tendenza molto più ampia che abbiamo osservato negli ultimi mesi e anni, ed è estremamente favorevole per consumatori e clienti. Con gli stack multi-piattaforma che sono ormai la norma in un mondo del lavoro ibrido, aziende come Google e Microsoft hanno migliorato l'interoperabilità e la compatibilità per prevenire il "vendor lock-in" (il vincolo a un unico fornitore).</p><p>Google ha già compiuto passi simili in altre aree di Workspace, come l'interoperabilità tra Google Meet e Microsoft Teams/Zoom.</p><p>Cosa ancora migliore, questo aggiornamento è in arrivo per tutti i clienti di Google Workspace, non solo per le aziende paganti; quindi, anche i privati potranno utilizzare Google (se è il loro sistema preferito) per accedere a un numero maggiore di documenti Office.</p><p>"In precedenza, gli utenti dovevano scaricare i file e affidarsi ad applicazioni di terze parti per rimuovere le password o modificare i file Microsoft protetti", ha scritto Google nel post sul blog di aggiornamento.</p><p>Il rilascio della funzione è già iniziato, ma alcuni domini potrebbero non riceverla fino alla fine di gennaio 2026.</p><p>Questa non è l'unica funzione su cui Google ha lavorato per contrastare il vendor lock-in. Nell'ultimo anno, l'azienda ha reso più semplice per le imprese migrare i propri dati da Dropbox e SharePoint.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google Workspace rende ancora più semplice visualizzare e modificare i file Office protetti da password sul Web. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Google Docs on smartphone laptop]]></media:title>
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                                <ul><li>I file Microsoft Office protetti da password sono ora pienamente compatibili con Google Workspace</li><li>In precedenza, gli utenti dovevano scaricare i file e aprirli con altri software</li><li>È evidente la spinta di Google verso l'interoperabilità e l'eliminazione del "vendor lock-in"</li></ul><p>Un importante nuovo aggiornamento di Google Workspace permette ora di modificare i file protetti da password di Microsoft Office direttamente all'interno di Documenti, Fogli e Presentazioni. In altre parole, potrai lavorare nell'ecosistema principale della tua azienda senza dover ricorrere a software alternativi.</p><p>Si tratta di una novità di rilievo per gli utenti di Google Workspace, poiché offre un motivo in più per non dover più sottoscrivere due licenze diverse.</p><p>All'apertura di file protetti, Google permette ora agli utenti di inserire la password per accedere alle modalità di sola visualizzazione o di modifica.</p><h2 id="google-workspace-potenzia-l-interoperabilita-con-microsoft-office">Google Workspace potenzia l'interoperabilità con Microsoft Office</h2><p>Questa mossa fa parte di una tendenza molto più ampia che abbiamo osservato negli ultimi mesi e anni, ed è estremamente favorevole per consumatori e clienti. Con gli stack multi-piattaforma che sono ormai la norma in un mondo del lavoro ibrido, aziende come Google e Microsoft hanno migliorato l'interoperabilità e la compatibilità per prevenire il "vendor lock-in" (il vincolo a un unico fornitore).</p><p>Google ha già compiuto passi simili in altre aree di Workspace, come l'interoperabilità tra Google Meet e Microsoft Teams/Zoom.</p><p>Cosa ancora migliore, questo aggiornamento è in arrivo per tutti i clienti di Google Workspace, non solo per le aziende paganti; quindi, anche i privati potranno utilizzare Google (se è il loro sistema preferito) per accedere a un numero maggiore di documenti Office.</p><p>"In precedenza, gli utenti dovevano scaricare i file e affidarsi ad applicazioni di terze parti per rimuovere le password o modificare i file Microsoft protetti", ha scritto Google nel post sul blog di aggiornamento.</p><p>Il rilascio della funzione è già iniziato, ma alcuni domini potrebbero non riceverla fino alla fine di gennaio 2026.</p><p>Questa non è l'unica funzione su cui Google ha lavorato per contrastare il vendor lock-in. Nell'ultimo anno, l'azienda ha reso più semplice per le imprese migrare i propri dati da Dropbox e SharePoint.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Occhio a queste estensioni Chrome: si fingono altre per rubarti l'account. Ecco come difenderti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Socket ha individuato cinque estensioni malevole per Chrome che simulano piattaforme HR/ERP</strong></li><li><strong>Le estensioni consentivano il furto di credenziali, l'hijacking delle sessioni e bloccavano la risposta agli incidenti</strong></li><li><strong>Sono state rimosse dal Chrome Web Store, ma sono ancora presenti su siti di terze parti</strong></li></ul><p>Se al lavoro utilizzi Workday, NetSuite o SuccessFactors, faresti bene a prestare attenzione alle estensioni o ai componenti aggiuntivi installati nel browser, perché potresti aver installato inavvertitamente dei malware.</p><p>I ricercatori di sicurezza di Socket hanno lanciato l'allarme dopo aver scoperto cinque estensioni per Chrome che simulano popolari software per le risorse umane (HR) e piattaforme di pianificazione delle risorse aziendali (ERP).</p><p>Questi plugin sono progettati per rubare i token di autenticazione, bloccare le capacità di risposta agli incidenti o consentire il controllo totale degli account tramite il furto di sessione (session hijacking), come spiegato dai ricercatori.</p><h2 id="migliaia-di-vittime">Migliaia di vittime</h2><p>Ecco la lista completa delle estensioni malevole:</p><p><strong>DataByCloud Access</strong></p><p><strong>Tool Access 11</strong></p><p><strong>DataByCloud 1</strong></p><p><strong>DataByCloud 2</strong></p><p><strong>Software Access</strong></p><p>Al momento della pubblicazione della notizia, tutte e cinque erano già state rimosse dal Google Chrome Web Store. Tuttavia, gli utenti che le hanno installate in precedenza non saranno del tutto sicuri finché non disinstalleranno i plugin ed eseguiranno una scansione approfondita per verificare che l'infezione sia stata eliminata.</p><p>Inoltre, <em>The Hacker News</em> riporta che i plugin sono ancora disponibili su siti di download di software di terze parti come Softonic, ma non abbiamo potuto verificare queste affermazioni in modo indipendente poiché il sito di Softonic risultava offline al momento della stesura dell'articolo.</p><p>Complessivamente, questi cinque componenti aggiuntivi sono stati scaricati 2.739 volte, il che suggerisce che la campagna non sia stata particolarmente efficace.</p><p>Tuttavia, Workday, NetSuite e SuccessFactors sono solitamente utilizzati da organizzazioni di medie e grandi dimensioni, comprese imprese e multinazionali, per i team che si occupano di risorse umane, finanza, paghe e operazioni. Il controllo totale di un account in una sola di queste organizzazioni può trasformarsi in un attacco informatico su larga scala con milioni di dollari di danni e migliaia di persone colpite.</p><p>A peggiorare le cose, alcune delle estensioni rimosse erano state pubblicate per la prima volta più di quattro anni fa.</p><p>"La combinazione di furto continuo di credenziali, blocco delle interfacce amministrative e hijacking delle sessioni crea uno scenario in cui i team di sicurezza possono rilevare l'accesso non autorizzato, ma non possono porvi rimedio attraverso i canali normali", ha dichiarato Socket.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/occhio-a-queste-estensioni-chrome-si-fingono-altre-per-rubarti-laccount-ecco-come-difenderti</link>
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                            <![CDATA[ Sono state individuate cinque estensioni che prendevano di mira imprese e organizzazioni multinazionali, impossessandosi di account di alto valore. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                            <title><![CDATA[ Un data breach espone i dati di 750.000 investitori. Ecco cosa sappiamo e come verificare se sei a rischio ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>Il data breach di CIRO ha esposto i dati sensibili di 750.000 investitori canadesi</li><li>Gli hacker hanno rubato dettagli personali, ma non password o PIN</li><li>La CIRO offre due anni di monitoraggio gratuito del credito e protezione dell'identità</li></ul><p>La Canadian Investment Regulatory Organization (CIRO) ha confermato che l'attacco informatico del 2025 ha colpito circa 750.000 canadesi.</p><p>Fondata nel 2023, la CIRO è l'organismo nazionale di autoregolamentazione del Canada che vigila sugli intermediari finanziari, sulle attività di trading e sull'integrità del mercato.</p><p>A metà agosto 2025, la CIRO aveva reso noto un attacco informatico e una violazione dei dati, dichiarando di essere stata costretta a chiudere parte della propria infrastruttura e ad avviare un'approfondita indagine forense per comprendere meglio l'accaduto.</p><h2 id="ciro-protegge-i-propri-clienti">CIRO protegge i propri clienti</h2><p>L'indagine si è conclusa e ha rilevato che circa 750.000 investitori canadesi hanno subito l'esposizione di dati sensibili da parte degli hacker, tra cui date di nascita, numeri di telefono, reddito annuo, numeri di previdenza sociale, numeri di documenti d'identità, numeri di conti di investimento ed estratti conto.</p><p>Le credenziali di accesso, come password, domande di sicurezza e PIN, non sono state rubate, ha dichiarato CIRO, ma ciò rende comunque la violazione piuttosto pericolosa. Con tutte queste informazioni, i criminali informatici possono lanciare attacchi di phishing molto credibili, ingannando le vittime per farsi consegnare le credenziali e accedere alle loro piattaforme di investimento preferite.</p><p>CIRO ha affermato che l'indagine sulla vicenda è stata rigorosa, con gli investigatori che hanno dedicato oltre 9.000 ore all'analisi del caso.</p><p>La conclusione è che i dati non sono trapelati sul dark web e non sono stati usati impropriamente. Ciononostante, l'ente ha fornito a tutte le persone colpite due anni di servizi gratuiti di monitoraggio del credito e protezione dal furto d'identità, che torneranno sicuramente utili qualora iniziassero ad arrivare quelle email di phishing.</p><p>Coloro che sono stati colpiti dalla violazione riceveranno un'email diretta da CIRO con le istruzioni su come iscriversi al servizio di protezione dell'identità. Chi non riceverà alcuna notifica può contattare direttamente CIRO.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/un-data-breach-espone-i-dati-di-750-000-investitori-ecco-cosa-sappiamo-e-come-verificare-se-sei-a-rischio</link>
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                            <![CDATA[ CIRO ha fornito i dettagli sulla violazione dei dati avvenuta nel 2025, specificando anche la tipologia di informazioni sottratte. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li>Il data breach di CIRO ha esposto i dati sensibili di 750.000 investitori canadesi</li><li>Gli hacker hanno rubato dettagli personali, ma non password o PIN</li><li>La CIRO offre due anni di monitoraggio gratuito del credito e protezione dell'identità</li></ul><p>La Canadian Investment Regulatory Organization (CIRO) ha confermato che l'attacco informatico del 2025 ha colpito circa 750.000 canadesi.</p><p>Fondata nel 2023, la CIRO è l'organismo nazionale di autoregolamentazione del Canada che vigila sugli intermediari finanziari, sulle attività di trading e sull'integrità del mercato.</p><p>A metà agosto 2025, la CIRO aveva reso noto un attacco informatico e una violazione dei dati, dichiarando di essere stata costretta a chiudere parte della propria infrastruttura e ad avviare un'approfondita indagine forense per comprendere meglio l'accaduto.</p><h2 id="ciro-protegge-i-propri-clienti">CIRO protegge i propri clienti</h2><p>L'indagine si è conclusa e ha rilevato che circa 750.000 investitori canadesi hanno subito l'esposizione di dati sensibili da parte degli hacker, tra cui date di nascita, numeri di telefono, reddito annuo, numeri di previdenza sociale, numeri di documenti d'identità, numeri di conti di investimento ed estratti conto.</p><p>Le credenziali di accesso, come password, domande di sicurezza e PIN, non sono state rubate, ha dichiarato CIRO, ma ciò rende comunque la violazione piuttosto pericolosa. Con tutte queste informazioni, i criminali informatici possono lanciare attacchi di phishing molto credibili, ingannando le vittime per farsi consegnare le credenziali e accedere alle loro piattaforme di investimento preferite.</p><p>CIRO ha affermato che l'indagine sulla vicenda è stata rigorosa, con gli investigatori che hanno dedicato oltre 9.000 ore all'analisi del caso.</p><p>La conclusione è che i dati non sono trapelati sul dark web e non sono stati usati impropriamente. Ciononostante, l'ente ha fornito a tutte le persone colpite due anni di servizi gratuiti di monitoraggio del credito e protezione dal furto d'identità, che torneranno sicuramente utili qualora iniziassero ad arrivare quelle email di phishing.</p><p>Coloro che sono stati colpiti dalla violazione riceveranno un'email diretta da CIRO con le istruzioni su come iscriversi al servizio di protezione dell'identità. Chi non riceverà alcuna notifica può contattare direttamente CIRO.</p>
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                            <![CDATA[ I robot umanoidi stanno facendo il loro ingresso nei luoghi di lavoro reali, spinti dalla carenza di manodopera, dal calo dei costi e dai progressi tecnici, sebbene un'adozione su larga scala rimanga ancora incerta. ]]>
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                                <ul><li><strong>I robot umanoidi stanno entrando lentamente ma costantemente nei luoghi di lavoro umani</strong></li><li><strong>La carenza di manodopera sta spingendo l'automazione verso ruoli che le persone evitano sistematicamente</strong></li><li><strong>La Cina guida la produzione di robot, mentre l'Europa consolida la filiera della componentistica di precisione</strong></li></ul><p>Un recente incremento delle installazioni in contesti produttivi dimostra che i robot umanoidi non sono più confinati in ambiti sperimentali: secondo una nuova ricerca, i dati indicano ormai un passaggio netto verso l'utilizzo nel mondo reale.</p><p>Un nuovo rapporto di Barclays afferma che i progressi nell'intelligenza artificiale e nell'ingegneria meccanica consentono oggi a macchine dalle sembianze umane di operare al di fuori di laboratori rigorosamente controllati.</p><p>Questi automi sono attualmente in fase di test nelle linee di produzione, nei magazzini e in altri ambienti di lavoro progettati a misura d'uomo, sia per quanto riguarda i movimenti che il raggio d'azione.</p><h2 id="carenza-di-manodopera-e-lavori-usuranti">Carenza di manodopera e lavori usuranti</h2><p>La carenza di manodopera in diversi settori, tra cui manifattura, agricoltura, logistica e sanità, è un fattore chiave che guida questo cambiamento, poiché i datori di lavoro faticano ad attrarre personale per ruoli ripetitivi, fisicamente logoranti o pericolosi.</p><p>L'invecchiamento della popolazione, la migrazione urbana e il cambiamento delle preferenze lavorative continuano a ridurre l'offerta di lavoratori disposti a svolgere mansioni faticose o monotone. Queste pressioni creano lacune che i sistemi di automazione esistenti non possono colmare completamente, aprendo così la porta ai robot umanoidi.</p><p>I robot umanoidi si distinguono dalle macchine precedenti perché i progettisti li costruiscono per operare all'interno di ambienti umani, senza richiedere una riprogettazione degli spazi. Dotati di gambe, braccia e sensori, possono teoricamente muoversi in spazi ristretti, salire scale e passare da un compito all'altro senza grandi modifiche strutturali.</p><p>I recenti progressi nei software di percezione e controllo del movimento hanno ridotto i fallimenti che in passato ne limitavano l'uso pratico, in particolare gli errori legati al riconoscimento degli oggetti e alla valutazione spaziale; anche altri strumenti di IA giocano un ruolo centrale, permettendo a questi sistemi di reagire a contesti non strutturati.</p><p>Un altro fattore determinante è il calo dei costi di produzione, passati dai milioni di dollari di un decennio fa ai circa 100.000 dollari odierni. Gli sviluppatori attribuiscono questa riduzione ai progressi nell'hardware informatico, nelle batterie e soprattutto negli attuatori, che traducono i comandi digitali in movimento.</p><p>Come per le auto elettriche, i produttori costruiscono già robot umanoidi su scala in Cina, ma l'Europa continua a fornire molti dei componenti meccanici di alta precisione che permettono a queste macchine di funzionare in modo affidabile.</p><p>Nonostante la crescente attenzione, Barclays riconosce che un'adozione su larga scala non è né garantita né imminente. L'efficienza energetica è ancora inferiore alle prestazioni umane, i costi di implementazione rimangono elevati e la dipendenza da minerali critici introduce rischi nelle forniture.</p><p>Affermazioni simili negli ultimi anni hanno inquietato molti lavoratori, sebbene vi siano pochi motivi di allarme. Si prevede che i robot umanoidi si faranno carico di compiti che molte persone già evitano, ma il rapporto si basa fortemente su previsioni e test iniziali piuttosto che su dati operativi a lungo termine. Ciò lascia aperti interrogativi sull'affidabilità, sulla regolamentazione e sulla possibilità che queste macchine si diffondano ampiamente nelle industrie o rimangano limitate a ruoli sgraditi e strettamente definiti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Google ripristina il formato JPEG XL in Chromium: immagini più leggere e navigazione più veloce, torna il codec più atteso dal web ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La decodifica JPEG XL è ora parte integrante del motore di rendering principale di Chromium</strong></li><li><strong>La decodifica basata su linguaggio Rust risolve i cronici problemi di sicurezza della memoria nei browser</strong></li><li><strong>Il supporto a JPEG XL arriva in modo nativo, senza necessità di estensioni o plugin esterni</strong></li></ul><p>Google ha ripristinato il supporto per il formato d'immagine JPEG XL nel codice sorgente open source di Chromium, ribaltando la decisione presa nel 2022 di rimuoverlo.</p><p>L'aggiornamento permette a Chromium di riconoscere, decodificare e renderizzare le immagini JPEG XL direttamente, senza l'ausilio di estensioni o componenti esterni.</p><p>Questa modifica interviene a livello di motore del browser, il che significa che influenzerà le future versioni di Google Chrome e degli altri browser basati su Chromium al momento del loro rilascio.</p><h2 id="il-supporto-a-jpeg-xl-approda-nel-ramo-principale-di-chromium">Il supporto a JPEG XL approda nel ramo principale di Chromium</h2><p>L'integrazione ha superato il sistema di revisione del codice di Chromium prima di essere fusa nel ramo principale (<em>main branch</em>). A livello tecnico, l'operazione collega il <em>JXLImageDecoder</em> alla pipeline d'immagine di Chromium.</p><p>L'implementazione include il cosiddetto <em>signature sniffing</em> per identificare correttamente i file JPEG XL, insieme a sistemi di telemetria per misurare le prestazioni reali. La decodifica è gestita tramite <em>jxl-rs</em>, una libreria JPEG XL basata su Rust. La scelta di Rust risponde alle storiche preoccupazioni sulla sicurezza della memoria nei decoder d'immagine scritti in C++ ad alto multithreading. L'inclusione di questa libreria aumenta le dimensioni del file binario di Chromium di circa 406 KiB, una variazione definita gestibile dagli sviluppatori.</p><p>Il decoder è controllato da un parametro di compilazione (<em>build flag</em>) attivo di default, che permette i test senza richiedere configurazioni manuali da parte degli utenti finali. Il formato JPEG XL ha attirato un interesse costante da parte di produttori di browser, aziende hardware e piattaforme web.</p><p>I sostenitori affermano che il formato consenta di ricomprimere le immagini JPEG esistenti senza perdita di qualità, riducendo le dimensioni dei file di circa il 20%: un vantaggio che si traduce in una compressione superiore e in una gestione più efficiente della banda per i siti web su larga scala. Il formato supporta inoltre immagini HDR, gamme cromatiche estese, decodifica progressiva e flussi di lavoro sia <em>lossy</em> che <em>lossless</em>.</p><p>Il precedente ritiro di Google da JPEG XL aveva sollevato diverse critiche. Nel 2022, gli ingegneri di Chrome avevano citato uno scarso interesse dell'ecosistema, vantaggi limitati rispetto ai formati esistenti e preoccupazioni legate alla manutenzione. Tali tesi erano state contestate in lunghe discussioni nel sistema di tracciamento bug di Chromium, dove rappresentanti di Intel, Adobe, Cloudinary, Meta, Shopify e varie organizzazioni editoriali avevano sostenuto l'esatto contrario.</p><p>Gli ingegneri di Intel, in particolare, hanno descritto il JPEG XL come un formato unico, ideale per la fotografia moderna e la distribuzione web. Da allora, la spinta del settore è proseguita: Apple ha aggiunto il supporto a Safari tramite WebKit, Microsoft ha incluso JPEG XL in Windows 11 e gli enti di standardizzazione hanno ampliato le specifiche formali.</p><p>La rinnovata apertura di Google verso JPEG XL non appare quindi come un cambio di rotta improvviso, quanto piuttosto come un allineamento tardivo alla più ampia adozione della piattaforma. Per l'utente, questo cambiamento significa che i browser basati su Chromium potranno ora visualizzare nativamente le immagini JPEG XL senza plugin o estensioni; per gli sviluppatori, garantisce che le immagini JXL caricate sui siti web siano correttamente riconosciute e renderizzate.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Google ha ripristinato il supporto a JPEG XL in Chromium, abilitando la decodifica nativa dopo anni di pressioni da parte del settore e la crescente adozione del formato in altri ambiti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li><strong>La decodifica JPEG XL è ora parte integrante del motore di rendering principale di Chromium</strong></li><li><strong>La decodifica basata su linguaggio Rust risolve i cronici problemi di sicurezza della memoria nei browser</strong></li><li><strong>Il supporto a JPEG XL arriva in modo nativo, senza necessità di estensioni o plugin esterni</strong></li></ul><p>Google ha ripristinato il supporto per il formato d'immagine JPEG XL nel codice sorgente open source di Chromium, ribaltando la decisione presa nel 2022 di rimuoverlo.</p><p>L'aggiornamento permette a Chromium di riconoscere, decodificare e renderizzare le immagini JPEG XL direttamente, senza l'ausilio di estensioni o componenti esterni.</p><p>Questa modifica interviene a livello di motore del browser, il che significa che influenzerà le future versioni di Google Chrome e degli altri browser basati su Chromium al momento del loro rilascio.</p><h2 id="il-supporto-a-jpeg-xl-approda-nel-ramo-principale-di-chromium">Il supporto a JPEG XL approda nel ramo principale di Chromium</h2><p>L'integrazione ha superato il sistema di revisione del codice di Chromium prima di essere fusa nel ramo principale (<em>main branch</em>). A livello tecnico, l'operazione collega il <em>JXLImageDecoder</em> alla pipeline d'immagine di Chromium.</p><p>L'implementazione include il cosiddetto <em>signature sniffing</em> per identificare correttamente i file JPEG XL, insieme a sistemi di telemetria per misurare le prestazioni reali. La decodifica è gestita tramite <em>jxl-rs</em>, una libreria JPEG XL basata su Rust. La scelta di Rust risponde alle storiche preoccupazioni sulla sicurezza della memoria nei decoder d'immagine scritti in C++ ad alto multithreading. L'inclusione di questa libreria aumenta le dimensioni del file binario di Chromium di circa 406 KiB, una variazione definita gestibile dagli sviluppatori.</p><p>Il decoder è controllato da un parametro di compilazione (<em>build flag</em>) attivo di default, che permette i test senza richiedere configurazioni manuali da parte degli utenti finali. Il formato JPEG XL ha attirato un interesse costante da parte di produttori di browser, aziende hardware e piattaforme web.</p><p>I sostenitori affermano che il formato consenta di ricomprimere le immagini JPEG esistenti senza perdita di qualità, riducendo le dimensioni dei file di circa il 20%: un vantaggio che si traduce in una compressione superiore e in una gestione più efficiente della banda per i siti web su larga scala. Il formato supporta inoltre immagini HDR, gamme cromatiche estese, decodifica progressiva e flussi di lavoro sia <em>lossy</em> che <em>lossless</em>.</p><p>Il precedente ritiro di Google da JPEG XL aveva sollevato diverse critiche. Nel 2022, gli ingegneri di Chrome avevano citato uno scarso interesse dell'ecosistema, vantaggi limitati rispetto ai formati esistenti e preoccupazioni legate alla manutenzione. Tali tesi erano state contestate in lunghe discussioni nel sistema di tracciamento bug di Chromium, dove rappresentanti di Intel, Adobe, Cloudinary, Meta, Shopify e varie organizzazioni editoriali avevano sostenuto l'esatto contrario.</p><p>Gli ingegneri di Intel, in particolare, hanno descritto il JPEG XL come un formato unico, ideale per la fotografia moderna e la distribuzione web. Da allora, la spinta del settore è proseguita: Apple ha aggiunto il supporto a Safari tramite WebKit, Microsoft ha incluso JPEG XL in Windows 11 e gli enti di standardizzazione hanno ampliato le specifiche formali.</p><p>La rinnovata apertura di Google verso JPEG XL non appare quindi come un cambio di rotta improvviso, quanto piuttosto come un allineamento tardivo alla più ampia adozione della piattaforma. Per l'utente, questo cambiamento significa che i browser basati su Chromium potranno ora visualizzare nativamente le immagini JPEG XL senza plugin o estensioni; per gli sviluppatori, garantisce che le immagini JXL caricate sui siti web siano correttamente riconosciute e renderizzate.</p>
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                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La luce può modificare rapidamente il comportamento magnetico, aprendo la strada a sistemi di archiviazione dati molto più veloci</strong></li><li><strong>I ricercatori sono riusciti a controllare magneti più sottili di un capello senza ricorrere a temperature estreme o condizioni critiche</strong></li><li><strong>Gli impulsi laser hanno alterato le proprietà dei magneti fino al quaranta percento operando a temperatura ambiente</strong></li></ul><p>La vita digitale moderna dipende strettamente dall'efficienza con cui le informazioni vengono archiviate ed elaborate.</p><p>Dagli hard disk ai sistemi informatici di nuova generazione, il magnetismo resta il cuore pulsante di queste tecnologie, poiché governa il modo in cui i bit vengono scritti, trasferiti e conservati.</p><p>Gli ingegneri cercano da tempo soluzioni per regolare il comportamento magnetico in modo rapido e preciso, senza dover ricorrere a correnti elettriche che generano calore eccessivo.</p><h2 id="oltre-i-limiti-dei-test-di-laboratorio-verso-un-applicazione-reale">Oltre i limiti dei test di laboratorio: verso un'applicazione reale</h2><p>L'impiego della luce è stato spesso proposto come strumento di controllo alternativo, ma la maggior parte delle sperimentazioni ha richiesto finora condizioni estreme che ne limitano l'applicabilità nel mondo reale. Molti esperimenti precedenti hanno dimostrato che gli impulsi laser possono influenzare le eccitazioni magnetiche, ma solo in materiali massivi, a temperature bassissime o attraverso complessi sistemi laser nel medio infrarosso.</p><p>Tali vincoli rendono difficile ipotizzare un'integrazione nell'hardware di uso quotidiano, poiché queste condizioni contrastano con i processi di produzione su larga scala e il normale funzionamento dei dispositivi. In questo scenario, un team di ricercatori tedeschi, svizzeri e italiani ha recentemente presentato i risultati di uno studio sperimentale che suggerisce come questi limiti non siano insormontabili.</p><p>Lo studio, pubblicato su <em>Nature Communications</em>, analizza la possibilità di regolare otticamente le eccitazioni magnetiche in materiali ultrasottili operanti a temperatura ambiente e sotto campi magnetici moderati. La ricerca si concentra su un film nanometrico di granato di ittrio e ferro sostituito con bismuto, cresciuto su un substrato cristallino che introduce una sollecitazione meccanica (strain) nella pellicola.</p><p>Questa sollecitazione forza la magnetizzazione a orientarsi fuori dal piano, creando uno stato magnetico ben definito prima dell'eccitazione. Utilizzando tecniche di <em>pump-probe</em> a femtosecondi, i ricercatori hanno monitorato la risposta della magnetizzazione dopo che il materiale è stato colpito da brevi impulsi di luce visibile. Poiché l'energia dei fotoni supera il <em>band gap</em> del materiale, l'effetto prevalente è il riscaldamento indotto dal laser piuttosto che un'eccitazione risonante selettiva.</p><p>Il team ha applicato un campo magnetico esterno inferiore a 200 mT per controllare la configurazione magnetica iniziale. In queste condizioni, gli studiosi hanno osservato che gli impulsi laser possono aumentare o diminuire la frequenza dei magnoni coerenti fino al 40%. I magnoni rappresentano oscillazioni collettive degli spin e la loro frequenza determina come l'informazione magnetica si propaga attraverso un materiale.</p><p>La direzione della variazione di frequenza dipende sia dal campo magnetico applicato che dalla fluenza del laser. Campi più deboli hanno favorito riduzioni di frequenza con una fluenza moderata, mentre campi più intensi hanno portato a incrementi di frequenza all'aumentare della forza di eccitazione. I ricercatori descrivono questo fenomeno come una sintonizzazione della frequenza dei magnoni coerenti indotta dal laser "on-demand", in un magnete nanometrico a temperatura ambiente.</p><p>Modelli e simulazioni indicano che l'effetto non deriva da interazioni non lineari causate da grandi popolazioni di magnoni. Al contrario, nasce da un equilibrio tra l'anisotropia magnetica e il campo esterno, temporaneamente alterato dal riscaldamento ottico. In parole semplici, i ricercatori hanno trovato il modo di usare brevi lampi di luce per regolare il comportamento magnetico in un materiale più sottile di un capello mentre opera a temperatura ambiente.</p><p>Ciò lascia intravedere un futuro in cui i componenti magnetici nei computer aziendali e nei dispositivi di archiviazione potranno essere regolati in modo più rapido e con un minor consumo energetico.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/magneti-grandi-quanto-un-atomo-prodotti-grazie-al-laser-il-futuro-degli-hard-disk-e-dei-processori-post-silicio-passa-da-qui</link>
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                            <![CDATA[ Ricercatori dimostrano come brevi impulsi laser possano regolare in modo reversibile il comportamento magnetico in materiali ultrasottili a temperatura ambiente. ]]>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Engineer, Scientists and Developers Gathered Around Illuminated Conference Table in Technology Research Center, Talking, Finding Solution and Analysing Industrial Engine Design. Close-up Hands Shot]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>La luce può modificare rapidamente il comportamento magnetico, aprendo la strada a sistemi di archiviazione dati molto più veloci</strong></li><li><strong>I ricercatori sono riusciti a controllare magneti più sottili di un capello senza ricorrere a temperature estreme o condizioni critiche</strong></li><li><strong>Gli impulsi laser hanno alterato le proprietà dei magneti fino al quaranta percento operando a temperatura ambiente</strong></li></ul><p>La vita digitale moderna dipende strettamente dall'efficienza con cui le informazioni vengono archiviate ed elaborate.</p><p>Dagli hard disk ai sistemi informatici di nuova generazione, il magnetismo resta il cuore pulsante di queste tecnologie, poiché governa il modo in cui i bit vengono scritti, trasferiti e conservati.</p><p>Gli ingegneri cercano da tempo soluzioni per regolare il comportamento magnetico in modo rapido e preciso, senza dover ricorrere a correnti elettriche che generano calore eccessivo.</p><h2 id="oltre-i-limiti-dei-test-di-laboratorio-verso-un-applicazione-reale">Oltre i limiti dei test di laboratorio: verso un'applicazione reale</h2><p>L'impiego della luce è stato spesso proposto come strumento di controllo alternativo, ma la maggior parte delle sperimentazioni ha richiesto finora condizioni estreme che ne limitano l'applicabilità nel mondo reale. Molti esperimenti precedenti hanno dimostrato che gli impulsi laser possono influenzare le eccitazioni magnetiche, ma solo in materiali massivi, a temperature bassissime o attraverso complessi sistemi laser nel medio infrarosso.</p><p>Tali vincoli rendono difficile ipotizzare un'integrazione nell'hardware di uso quotidiano, poiché queste condizioni contrastano con i processi di produzione su larga scala e il normale funzionamento dei dispositivi. In questo scenario, un team di ricercatori tedeschi, svizzeri e italiani ha recentemente presentato i risultati di uno studio sperimentale che suggerisce come questi limiti non siano insormontabili.</p><p>Lo studio, pubblicato su <em>Nature Communications</em>, analizza la possibilità di regolare otticamente le eccitazioni magnetiche in materiali ultrasottili operanti a temperatura ambiente e sotto campi magnetici moderati. La ricerca si concentra su un film nanometrico di granato di ittrio e ferro sostituito con bismuto, cresciuto su un substrato cristallino che introduce una sollecitazione meccanica (strain) nella pellicola.</p><p>Questa sollecitazione forza la magnetizzazione a orientarsi fuori dal piano, creando uno stato magnetico ben definito prima dell'eccitazione. Utilizzando tecniche di <em>pump-probe</em> a femtosecondi, i ricercatori hanno monitorato la risposta della magnetizzazione dopo che il materiale è stato colpito da brevi impulsi di luce visibile. Poiché l'energia dei fotoni supera il <em>band gap</em> del materiale, l'effetto prevalente è il riscaldamento indotto dal laser piuttosto che un'eccitazione risonante selettiva.</p><p>Il team ha applicato un campo magnetico esterno inferiore a 200 mT per controllare la configurazione magnetica iniziale. In queste condizioni, gli studiosi hanno osservato che gli impulsi laser possono aumentare o diminuire la frequenza dei magnoni coerenti fino al 40%. I magnoni rappresentano oscillazioni collettive degli spin e la loro frequenza determina come l'informazione magnetica si propaga attraverso un materiale.</p><p>La direzione della variazione di frequenza dipende sia dal campo magnetico applicato che dalla fluenza del laser. Campi più deboli hanno favorito riduzioni di frequenza con una fluenza moderata, mentre campi più intensi hanno portato a incrementi di frequenza all'aumentare della forza di eccitazione. I ricercatori descrivono questo fenomeno come una sintonizzazione della frequenza dei magnoni coerenti indotta dal laser "on-demand", in un magnete nanometrico a temperatura ambiente.</p><p>Modelli e simulazioni indicano che l'effetto non deriva da interazioni non lineari causate da grandi popolazioni di magnoni. Al contrario, nasce da un equilibrio tra l'anisotropia magnetica e il campo esterno, temporaneamente alterato dal riscaldamento ottico. In parole semplici, i ricercatori hanno trovato il modo di usare brevi lampi di luce per regolare il comportamento magnetico in un materiale più sottile di un capello mentre opera a temperatura ambiente.</p><p>Ciò lascia intravedere un futuro in cui i componenti magnetici nei computer aziendali e nei dispositivi di archiviazione potranno essere regolati in modo più rapido e con un minor consumo energetico.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ "Apple e Nvidia hanno investito in Intel": Trump suggerisce il colpo di scena o è solo un lapsus? Tutti i dubbi sull'indiscrezione che scuote il mercato tech ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I commenti del presidente Trump suggeriscono che Apple si sia unita a Nvidia e altri nell'investire in Intel.</strong></li><li><strong>Apple potrebbe aver firmato un contratto con Intel per la produzione di chip.</strong></li><li><strong>Gli annunci di lavoro di Apple e Broadcom indicano un interesse per la tecnologia Intel EMIB.</strong></li></ul><p>Il presidente Donald Trump ha suggerito che Apple potrebbe essersi unita a Nvidia e ad altri investitori, nel corso di un intervento sulla quota del 10% detenuta dal governo statunitense in Intel.</p><p>In un recente briefing con la stampa presso la Joint Base Andrews, Trump ha dichiarato: “Non appena siamo entrati noi, è entrata Apple, è entrata Nvidia, un sacco di persone in gamba sono entrate — ci hanno seguito”.</p><p>L'affermazione ha scatenato un acceso dibattito tra analisti e stampa: ci si chiede se Apple abbia effettivamente investito in Intel o se si sia trattato semplicemente di un lapsus del presidente.</p><h2 id="le-possibili-spiegazioni-del-coinvolgimento-di-apple">Le possibili spiegazioni del coinvolgimento di Apple</h2><p>Una possibile interpretazione è che Trump non si riferisse a un acquisto di azioni, bensì a un potenziale contratto con Intel per la produzione di chip.</p><p>I nodi di processo 18A e 14A di Intel sono stati citati come potenziali tecnologie che Apple potrebbe utilizzare per i futuri SoC della serie M, inclusi i modelli entry-level.</p><p>Un'altra possibilità è una confusione con SoftBank Group, che nell'agosto 2025 ha annunciato l'acquisizione di azioni Intel per un valore di 2 miliardi di dollari.</p><p>Alcuni rapporti indicano che Apple e Broadcom hanno pubblicato annunci di lavoro per la ricerca di esperti nella tecnologia di packaging EMIB di Intel.</p><p>Inoltre, diverse fonti suggeriscono che Apple abbia acquisito il kit di progettazione del processo 18A di Intel per un potenziale utilizzo nella sua produzione di chip.</p><p>Questi sviluppi potrebbero puntare verso una collaborazione futura piuttosto che verso un investimento azionario diretto.</p><p>Gli osservatori del settore notano che ordini consistenti da parte di Apple, che dovrebbero raggiungere i 15-20 milioni di unità, apparirebbero normalmente nei documenti finanziari di Intel, previsti per le prossime settimane.</p><p>Per ora, l'osservazione del Presidente rimane vaga e non è chiaro se si riferisse a un investimento formale o a un accordo di partnership.</p><p>Sebbene Apple abbia fatto un uso strategico delle tecnologie Intel in passato, non esistono documenti verificati o conferme ufficiali a sostegno della tesi di un acquisto di quote societarie.</p><p>La combinazione di annunci di lavoro, acquisizioni di kit di progettazione e le recenti interazioni di Intel con Apple suggerisce che una collaborazione potrebbe essere in corso, ma i dettagli rimangono poco chiari.</p><p>I commenti di Trump, siano essi accurati o un errore, mostrano come le dichiarazioni pubbliche di figure di alto profilo possano alimentare le speculazioni.</p><p>Finché Apple o Intel non confermeranno un eventuale investimento, la natura del coinvolgimento di Apple rimarrà incerta.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Il presidente Trump suggerisce che Apple potrebbe essersi unita a Nvidia nell'investire in Intel. ]]>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[US President Donald Trump speaks to the press as he signs an executive order to create a US sovereign wealth fund, in the Oval Office of the White House on February 3, 2025, in Washington, DC.]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>I commenti del presidente Trump suggeriscono che Apple si sia unita a Nvidia e altri nell'investire in Intel.</strong></li><li><strong>Apple potrebbe aver firmato un contratto con Intel per la produzione di chip.</strong></li><li><strong>Gli annunci di lavoro di Apple e Broadcom indicano un interesse per la tecnologia Intel EMIB.</strong></li></ul><p>Il presidente Donald Trump ha suggerito che Apple potrebbe essersi unita a Nvidia e ad altri investitori, nel corso di un intervento sulla quota del 10% detenuta dal governo statunitense in Intel.</p><p>In un recente briefing con la stampa presso la Joint Base Andrews, Trump ha dichiarato: “Non appena siamo entrati noi, è entrata Apple, è entrata Nvidia, un sacco di persone in gamba sono entrate — ci hanno seguito”.</p><p>L'affermazione ha scatenato un acceso dibattito tra analisti e stampa: ci si chiede se Apple abbia effettivamente investito in Intel o se si sia trattato semplicemente di un lapsus del presidente.</p><h2 id="le-possibili-spiegazioni-del-coinvolgimento-di-apple">Le possibili spiegazioni del coinvolgimento di Apple</h2><p>Una possibile interpretazione è che Trump non si riferisse a un acquisto di azioni, bensì a un potenziale contratto con Intel per la produzione di chip.</p><p>I nodi di processo 18A e 14A di Intel sono stati citati come potenziali tecnologie che Apple potrebbe utilizzare per i futuri SoC della serie M, inclusi i modelli entry-level.</p><p>Un'altra possibilità è una confusione con SoftBank Group, che nell'agosto 2025 ha annunciato l'acquisizione di azioni Intel per un valore di 2 miliardi di dollari.</p><p>Alcuni rapporti indicano che Apple e Broadcom hanno pubblicato annunci di lavoro per la ricerca di esperti nella tecnologia di packaging EMIB di Intel.</p><p>Inoltre, diverse fonti suggeriscono che Apple abbia acquisito il kit di progettazione del processo 18A di Intel per un potenziale utilizzo nella sua produzione di chip.</p><p>Questi sviluppi potrebbero puntare verso una collaborazione futura piuttosto che verso un investimento azionario diretto.</p><p>Gli osservatori del settore notano che ordini consistenti da parte di Apple, che dovrebbero raggiungere i 15-20 milioni di unità, apparirebbero normalmente nei documenti finanziari di Intel, previsti per le prossime settimane.</p><p>Per ora, l'osservazione del Presidente rimane vaga e non è chiaro se si riferisse a un investimento formale o a un accordo di partnership.</p><p>Sebbene Apple abbia fatto un uso strategico delle tecnologie Intel in passato, non esistono documenti verificati o conferme ufficiali a sostegno della tesi di un acquisto di quote societarie.</p><p>La combinazione di annunci di lavoro, acquisizioni di kit di progettazione e le recenti interazioni di Intel con Apple suggerisce che una collaborazione potrebbe essere in corso, ma i dettagli rimangono poco chiari.</p><p>I commenti di Trump, siano essi accurati o un errore, mostrano come le dichiarazioni pubbliche di figure di alto profilo possano alimentare le speculazioni.</p><p>Finché Apple o Intel non confermeranno un eventuale investimento, la natura del coinvolgimento di Apple rimarrà incerta.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ La crisi delle memorie tocca vette assurde: assalto a uno studio di design in Corea del Sud, nel mirino solo i moduli DDR5 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>L'impennata dei prezzi delle DDR5 ad alta capacità trasforma le memorie in nuovi obiettivi per i ladri</strong></li><li><strong>Furto in Corea del Sud: rubati solo i moduli DDR5, ignorato ogni altro hardware nell'ufficio</strong></li><li><strong>I kit DDR5-5600 da 32 GB hanno toccato quota 800 dollari durante i picchi di prezzo di fine 2025</strong></li></ul><p>Un'azienda coreana ha recentemente subito un furto mirato esclusivamente ai moduli di memoria DDR5, mentre tutti gli altri oggetti presenti nell'ufficio sono rimasti intatti.</p><p>Secondo quanto riportato su un forum locale, un intruso avrebbe infranto i pannelli laterali in vetro temperato di due computer desktop, ignorando però i cassetti delle scrivanie e altre proprietà aziendali.</p><p>L'hardware sottratto consisteva unicamente in quattro moduli Micron DDR5-5600 da 32 GB con latenza CL46, una linea di prodotti che l'azienda ha ormai ritirato dal mercato consumer.</p><h2 id="furto-selettivo-per-una-memoria-rara-e-preziosa">Furto selettivo per una memoria rara e preziosa</h2><p>Curiosamente, non sono stati segnalati altri componenti mancanti, il che indica un'azione estremamente selettiva piuttosto che opportunistica; ciò ha spinto alcuni a ipotizzare che il furto sia stato motivato dal valore di collezionismo o di rivendita, più che da un immediato utilizzo funzionale.</p><p>Il prezzo di mercato delle memorie DDR5 di fascia alta ha creato una situazione in cui i ladri sembrano disposti a ignorare completamente gli altri componenti, concentrandosi solo su questi rari moduli.</p><p>Le memorie DDR5 hanno subito rincari estremi negli ultimi mesi, diventando così un obiettivo molto appetibile.</p><p>I dati recenti di PCPartPicker indicano che i moduli DDR5-5600 da 32 GB in kit da 2x32 GB hanno raggiunto una media di circa 800 dollari tra ottobre e dicembre 2025.</p><p>I moduli con specifiche leggermente superiori, come i DDR5-6000 2x32 GB, sono saliti ulteriormente, con una media di circa 900 dollari.</p><p>Questi valori superano di gran lunga i prezzi originali di vendita di circa 200 dollari registrati a settembre 2025, rendendoli particolarmente attraenti per i rivenditori esperti.</p><p>Persino i moduli a capacità inferiore, come i DDR5-5200 da 16 GB, impongono oggi prezzi elevati, tra i 90 e i 120 dollari a banco, a seconda del marchio e della richiesta di mercato.</p><p>I limiti di fornitura e i continui colli di bottiglia nella produzione di memorie ad alte prestazioni contribuiscono a mantenere i prezzi alti, rafforzando l'incentivo economico al furto.</p><p>L'impennata del valore e la scarsità di questi moduli di fascia alta sembrano influenzare direttamente le dinamiche dei furti.</p><p>Il colpo nell'ufficio sudcoreano ha coinvolto quattro moduli DDR5-5600 da 32 GB, per un valore di mercato potenziale complessivo di circa 1.600 dollari.</p><p>Le dimensioni ridotte dei moduli di memoria, unite all'elevata domanda e al potenziale di rivendita, li rendono più facili da rubare e trasportare rispetto a hardware più ingombrante o meno prezioso.</p><p>I moduli DDR5 di fascia alta sono particolarmente vulnerabili, specialmente quando i componenti interni sono visibili attraverso pannelli in vetro temperato o case trasparenti.</p><p>I sistemi che utilizzano notoriamente memorie DDR5 corrono rischi maggiori poiché i ladri possono identificarli e colpirli in modo mirato, puntando ai moduli di alto valore invece che ad altri componenti.</p><p>Detto ciò, le aziende potrebbero dover potenziare le misure di sicurezza, provvedendo a nascondere i componenti di valore, limitando l'accesso fisico e monitorando l'hardware più richiesto.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/la-crisi-delle-memorie-tocca-vette-assurde-assalto-a-uno-studio-di-design-in-corea-del-sud-nel-mirino-solo-i-moduli-ddr5</link>
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                            <![CDATA[ L'impennata dei prezzi delle memorie DDR5 trasforma i moduli ad alta capacità in obiettivi piccoli e preziosi, scatenando furti mirati nei sistemi informatici degli uffici più vulnerabili. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <ul><li><strong>L'impennata dei prezzi delle DDR5 ad alta capacità trasforma le memorie in nuovi obiettivi per i ladri</strong></li><li><strong>Furto in Corea del Sud: rubati solo i moduli DDR5, ignorato ogni altro hardware nell'ufficio</strong></li><li><strong>I kit DDR5-5600 da 32 GB hanno toccato quota 800 dollari durante i picchi di prezzo di fine 2025</strong></li></ul><p>Un'azienda coreana ha recentemente subito un furto mirato esclusivamente ai moduli di memoria DDR5, mentre tutti gli altri oggetti presenti nell'ufficio sono rimasti intatti.</p><p>Secondo quanto riportato su un forum locale, un intruso avrebbe infranto i pannelli laterali in vetro temperato di due computer desktop, ignorando però i cassetti delle scrivanie e altre proprietà aziendali.</p><p>L'hardware sottratto consisteva unicamente in quattro moduli Micron DDR5-5600 da 32 GB con latenza CL46, una linea di prodotti che l'azienda ha ormai ritirato dal mercato consumer.</p><h2 id="furto-selettivo-per-una-memoria-rara-e-preziosa">Furto selettivo per una memoria rara e preziosa</h2><p>Curiosamente, non sono stati segnalati altri componenti mancanti, il che indica un'azione estremamente selettiva piuttosto che opportunistica; ciò ha spinto alcuni a ipotizzare che il furto sia stato motivato dal valore di collezionismo o di rivendita, più che da un immediato utilizzo funzionale.</p><p>Il prezzo di mercato delle memorie DDR5 di fascia alta ha creato una situazione in cui i ladri sembrano disposti a ignorare completamente gli altri componenti, concentrandosi solo su questi rari moduli.</p><p>Le memorie DDR5 hanno subito rincari estremi negli ultimi mesi, diventando così un obiettivo molto appetibile.</p><p>I dati recenti di PCPartPicker indicano che i moduli DDR5-5600 da 32 GB in kit da 2x32 GB hanno raggiunto una media di circa 800 dollari tra ottobre e dicembre 2025.</p><p>I moduli con specifiche leggermente superiori, come i DDR5-6000 2x32 GB, sono saliti ulteriormente, con una media di circa 900 dollari.</p><p>Questi valori superano di gran lunga i prezzi originali di vendita di circa 200 dollari registrati a settembre 2025, rendendoli particolarmente attraenti per i rivenditori esperti.</p><p>Persino i moduli a capacità inferiore, come i DDR5-5200 da 16 GB, impongono oggi prezzi elevati, tra i 90 e i 120 dollari a banco, a seconda del marchio e della richiesta di mercato.</p><p>I limiti di fornitura e i continui colli di bottiglia nella produzione di memorie ad alte prestazioni contribuiscono a mantenere i prezzi alti, rafforzando l'incentivo economico al furto.</p><p>L'impennata del valore e la scarsità di questi moduli di fascia alta sembrano influenzare direttamente le dinamiche dei furti.</p><p>Il colpo nell'ufficio sudcoreano ha coinvolto quattro moduli DDR5-5600 da 32 GB, per un valore di mercato potenziale complessivo di circa 1.600 dollari.</p><p>Le dimensioni ridotte dei moduli di memoria, unite all'elevata domanda e al potenziale di rivendita, li rendono più facili da rubare e trasportare rispetto a hardware più ingombrante o meno prezioso.</p><p>I moduli DDR5 di fascia alta sono particolarmente vulnerabili, specialmente quando i componenti interni sono visibili attraverso pannelli in vetro temperato o case trasparenti.</p><p>I sistemi che utilizzano notoriamente memorie DDR5 corrono rischi maggiori poiché i ladri possono identificarli e colpirli in modo mirato, puntando ai moduli di alto valore invece che ad altri componenti.</p><p>Detto ciò, le aziende potrebbero dover potenziare le misure di sicurezza, provvedendo a nascondere i componenti di valore, limitando l'accesso fisico e monitorando l'hardware più richiesto.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Record mondiale di velocità internet: 430.000 Gbps su fibra ottica standard. Battlefield 6 si scarica in un millisecondo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Ricercatori del NICT raggiungono i 430 Tbps su fibra ottica convenzionale</strong></li><li><strong>Il nuovo approccio riduce di quasi il 20% l'ampiezza di banda di trasmissione complessiva</strong></li><li><strong>Trasmissione simultanea di modalità multiple nelle bande O e ESCL</strong></li></ul><p>Immaginate di scaricare gli 80 GB di Battlefield 6 in una manciata di millisecondi — una velocità almeno 100 volte superiore a quella di un battito di ciglia. È questa la promessa dell'ultimo record mondiale di velocità internet.</p><p>I ricercatori della Aston University (Regno Unito) e del National Institute of Information and Communications Technology (Giappone) hanno registrato una velocità di trasmissione di 430 Tbps utilizzando una comune fibra ottica per telecomunicazioni.</p><p>Il test ha superato il precedente primato di 402 Tbps stabilito dallo stesso gruppo, sfruttando la fibra monomodale già ampiamente diffusa sul territorio anziché ricorrere a cablaggi personalizzati.</p><h2 id="come-la-capacita-e-aumentata-senza-nuovi-cavi">Come la capacità è aumentata senza nuovi cavi</h2><p>L'esperimento si è concentrato sul miglioramento dell'efficienza spettrale e sul raggiungimento di un throughput più elevato utilizzando quasi il 20% in meno di banda complessiva.</p><p>L'approccio si basa sulla fibra standard già installata nelle reti globali, che collettivamente superano i diversi miliardi di chilometri.</p><p>Sfruttando lunghezze d'onda inferiori al tradizionale punto di cutoff, il team ha trasmesso dati utilizzando più modalità in parallelo, mantenendo la compatibilità con i sistemi esistenti.</p><p>I ricercatori hanno affermato che questo metodo estende la capacità utilizzabile delle fibre conformi agli standard oltre i loro limiti progettuali originali.</p><p>Rispetto ai lavori precedenti, l'enfasi si è spostata dal consumo di spettro aggiuntivo all'estrazione di più dati dallo stesso mezzo fisico.</p><p>Questo traguardo sulla fibra segue altre dimostrazioni di alto profilo che evidenziano percorsi divergenti verso velocità di trasmissione estreme.</p><p>I ricercatori della Eindhoven University of Technology, in collaborazione con Aircision, avevano precedentemente trasmesso 5,7 terabit al secondo in modalità wireless su una distanza di 4,6 chilometri utilizzando fasci di infrarossi focalizzati.</p><p>Quell'esperimento si basava sulla comunicazione ottica nello spazio libero per creare collegamenti paralleli e privi di interferenze laddove la fibra fisica sarebbe difficile da implementare.</p><p>In un test di laboratorio separato, il NICT e i suoi partner hanno inoltre dimostrato una velocità di 1,02 petabit al secondo su 1.808 chilometri utilizzando una fibra a 19 core con diametro standard, stabilendo un record di capacità-distanza senza modificare le dimensioni del cavo.</p><p>Secondo i ricercatori del NICT, il loro ultimo studio presentato alla 51ª Conferenza Europea sulla Comunicazione Ottica in Danimarca dimostra che le fibre ottiche a cutoff variabile conformi agli standard possono trasportare molti più dati di quanto inizialmente previsto.</p><p>Utilizzando lunghezze d'onda inferiori al punto di cutoff, i dati possono essere trasmessi simultaneamente in più modalità, migliorando l'efficienza spettrale.</p><p>In questo esperimento, il team ha effettuato una trasmissione a tre modalità nella banda O, mentre la modalità fondamentale operava nelle bande ESCL.</p><p>Questi esperimenti suggeriscono collettivamente che l'infrastruttura ottica esistente possiede ancora una capacità inespressa, sebbene tutti i risultati siano stati ottenuti in condizioni controllate.</p><p>La pertinenza per la futura ricerca sul wireless, inclusi i lavori spesso discussi in relazione al 7G, rimane indiretta e ampiamente esplorativa.</p><p>Sebbene i record dimostrino la fattibilità tecnica, tradurre i successi di laboratorio in reti resilienti ed economiche dipenderà da fattori che vanno oltre la semplice velocità di trasmissione pura.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/record-mondiale-di-velocita-internet-430-000-gbps-su-fibra-ottica-standard-battlefield-6-si-scarica-in-un-millisecondo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I ricercatori hanno raggiunto una velocità di 430 Tbps su fibra ottica standard grazie a tecniche di spaziatura dei canali (mode-division). Il risultato evidenzia una capacità di banda ancora inutilizzata e apre nuovi scenari per le reti ultraveloci di prossima generazione. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[internet connectivity]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Ricercatori del NICT raggiungono i 430 Tbps su fibra ottica convenzionale</strong></li><li><strong>Il nuovo approccio riduce di quasi il 20% l'ampiezza di banda di trasmissione complessiva</strong></li><li><strong>Trasmissione simultanea di modalità multiple nelle bande O e ESCL</strong></li></ul><p>Immaginate di scaricare gli 80 GB di Battlefield 6 in una manciata di millisecondi — una velocità almeno 100 volte superiore a quella di un battito di ciglia. È questa la promessa dell'ultimo record mondiale di velocità internet.</p><p>I ricercatori della Aston University (Regno Unito) e del National Institute of Information and Communications Technology (Giappone) hanno registrato una velocità di trasmissione di 430 Tbps utilizzando una comune fibra ottica per telecomunicazioni.</p><p>Il test ha superato il precedente primato di 402 Tbps stabilito dallo stesso gruppo, sfruttando la fibra monomodale già ampiamente diffusa sul territorio anziché ricorrere a cablaggi personalizzati.</p><h2 id="come-la-capacita-e-aumentata-senza-nuovi-cavi">Come la capacità è aumentata senza nuovi cavi</h2><p>L'esperimento si è concentrato sul miglioramento dell'efficienza spettrale e sul raggiungimento di un throughput più elevato utilizzando quasi il 20% in meno di banda complessiva.</p><p>L'approccio si basa sulla fibra standard già installata nelle reti globali, che collettivamente superano i diversi miliardi di chilometri.</p><p>Sfruttando lunghezze d'onda inferiori al tradizionale punto di cutoff, il team ha trasmesso dati utilizzando più modalità in parallelo, mantenendo la compatibilità con i sistemi esistenti.</p><p>I ricercatori hanno affermato che questo metodo estende la capacità utilizzabile delle fibre conformi agli standard oltre i loro limiti progettuali originali.</p><p>Rispetto ai lavori precedenti, l'enfasi si è spostata dal consumo di spettro aggiuntivo all'estrazione di più dati dallo stesso mezzo fisico.</p><p>Questo traguardo sulla fibra segue altre dimostrazioni di alto profilo che evidenziano percorsi divergenti verso velocità di trasmissione estreme.</p><p>I ricercatori della Eindhoven University of Technology, in collaborazione con Aircision, avevano precedentemente trasmesso 5,7 terabit al secondo in modalità wireless su una distanza di 4,6 chilometri utilizzando fasci di infrarossi focalizzati.</p><p>Quell'esperimento si basava sulla comunicazione ottica nello spazio libero per creare collegamenti paralleli e privi di interferenze laddove la fibra fisica sarebbe difficile da implementare.</p><p>In un test di laboratorio separato, il NICT e i suoi partner hanno inoltre dimostrato una velocità di 1,02 petabit al secondo su 1.808 chilometri utilizzando una fibra a 19 core con diametro standard, stabilendo un record di capacità-distanza senza modificare le dimensioni del cavo.</p><p>Secondo i ricercatori del NICT, il loro ultimo studio presentato alla 51ª Conferenza Europea sulla Comunicazione Ottica in Danimarca dimostra che le fibre ottiche a cutoff variabile conformi agli standard possono trasportare molti più dati di quanto inizialmente previsto.</p><p>Utilizzando lunghezze d'onda inferiori al punto di cutoff, i dati possono essere trasmessi simultaneamente in più modalità, migliorando l'efficienza spettrale.</p><p>In questo esperimento, il team ha effettuato una trasmissione a tre modalità nella banda O, mentre la modalità fondamentale operava nelle bande ESCL.</p><p>Questi esperimenti suggeriscono collettivamente che l'infrastruttura ottica esistente possiede ancora una capacità inespressa, sebbene tutti i risultati siano stati ottenuti in condizioni controllate.</p><p>La pertinenza per la futura ricerca sul wireless, inclusi i lavori spesso discussi in relazione al 7G, rimane indiretta e ampiamente esplorativa.</p><p>Sebbene i record dimostrino la fattibilità tecnica, tradurre i successi di laboratorio in reti resilienti ed economiche dipenderà da fattori che vanno oltre la semplice velocità di trasmissione pura.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Creare un sito web non è mai stato così facile, grazie all'Intelligenza Artificiale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Per una piccola attività, la <strong>comunicazione digitale</strong> rappresenta oggi una delle sfide più ardue e spesso trascurate. L'imprenditore è costantemente diviso tra la gestione operativa quotidiana e l'esigenza di proiettare un'immagine online coerente e convincente. È fondamentale stabilire una presenza digitale che informi il pubblico sui servizi offerti senza cadere nella pubblicità di bassa lega. Questo è un compito oneroso, che <strong>spesso fallisce a causa della mancanza di tempo o di competenze</strong> specifiche.</p><p>Fortunatamente, l'avvento dell'intelligenza artificiale (IA) offre una soluzione. L'IA può intervenire non solo come correttore di bozze, ma anche per generare contenuti, ottimizzare il sito web, aggiornare listini e molto altro. <strong>Basta un'interazione in chat</strong> per ottenere risultati che in precedenza avrebbero richiesto ore di manodopera specializzata e budget significativi.</p><p>Il nodo cruciale risiede nel fatto che chi guida una <strong>piccola azienda</strong> raramente dispone delle risorse per ingaggiare un'agenzia web dedicata, né possiede la formazione necessaria per destreggiarsi tra database, fogli di stile e strategie di content marketing. Il risultato è quasi sempre lo stesso: siti obsoleti, testi superficiali e una presenza online che, anziché generare valore, diventa un simbolo di inefficienza. La necessità di dover "anche" comunicare trasforma il sito in un fardello aziendale dimenticato.</p><p>L'introduzione degli strumenti generativi sta tuttavia attenuando questa difficoltà, <strong>spostando il focus dalla mera capacità tecnica all'intento strategico</strong>. Oggi, costruire un'identità digitale non presuppone più l'apprendimento di linguaggi di programmazione, ma la <strong>capacità di articolare</strong> chiaramente i propri obiettivi a un sistema in grado di concretizzarli. Questa evoluzione si inserisce appieno nella <strong>trasformazione digitale delle imprese</strong>, mirando a una radicale semplificazione dell'interazione tra software e utente finale.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/lgqFr3p-8Z4" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="ai-site-assistant-di-register-it-un-team-di-esperti-che-lavora-per-te">AI Site Assistant di Register.it: un team di esperti che lavora per te</h2><p><a href="http://register.it/?PR=DHT11" target="_blank"><strong>Register.it</strong></a> risponde all’esigenza di creare siti web professionali senza sforzo i suoi piani di <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DHT11" target="_blank">Hosting per WordPress</a> potenziati dall’intelligenza Artificiale tramite <a href="https://www.register.it/hosting/hosting-wordpress-gestito/site-assistant/?PR=DHT11" target="_blank">AI Site Assistant</a>, un plugin esclusivo per WordPress che consente di creare un sito web in pochi passi con l’aiuto dell’AI. Questo ecosistema integrato per WordPress funge da vero e proprio <strong>team di esperti virtuali</strong>, eliminando la necessità di configurazioni manuali. L'utente viene guidato attraverso un <strong>percorso conversazionale</strong> che parte dalla descrizione dell'attività e degli obiettivi di business per generare una struttura del sito immediatamente operativa. Questo approccio innovativo riduce drasticamente i tempi e lo sforzo, consentendo a chiunque, anche senza competenze tecniche, di ottenere un risultato di livello professionale in pochi minuti.</p><p>La potenza dell’assistente risiede nella sua avanzata capacità di interpretazione contestuale, basata su modelli linguistici. Il sistema guida l’utente passo dopo passo nella creazione del sito web generando testi, immagini e architettura del sito in linea con le informazioni ricevute.</p><p>Questa funzionalità risolve il problema del "blocco della pagina bianca", fornendo una base solida che l'imprenditore deve solo rifinire, assicurando così una comunicazione aziendale fluida e ininterrotta.</p><p>L'assistente si estende anche agli asset visivi, integrando <strong>GPT-Image-1</strong>. Questa funzione permette di <strong>creare immagini realistiche e perfettamente allineate con il brand</strong> direttamente dal backend di WordPress. Generare elementi visivi di alta qualità on-demand elimina i costi e la complessità legati all'acquisto di licenze per banche dati esterne e accelera notevolmente la pubblicazione di nuove pagine.</p><p>In sintesi, AI Site Assistant trasforma il processo di costruzione del sito da un onere tecnico a un'attività di <strong>pura direzione strategica</strong>, demandando il lavoro più complesso all'intelligenza artificiale.</p><p>Questi cambiamenti radicali offrono la possibilità di <strong>risparmiare decine di ore di lavoro e migliaia di euro di budget</strong>. In un ambiente dove la velocità di esecuzione è cruciale, disporre di uno strumento di selezione intelligente che permetta di modificare layout e contenuti semplicemente con comandi come "migliora questo testo" o "rendi lo sfondo bianco" rivoluziona l'approccio all'informatica aziendale. Non è solo una questione di aspetto, ma di <strong>efficienza operativa</strong>. La gestione del sito web smette di essere un'attività tediosa per diventare un'estensione naturale della visione imprenditoriale, in linea con le nuove<a href="https://www.tomshw.it/business/ia-generativa-e-business-il-nuovo-volto-dell-automazione/"> <u>tendenze dell'intelligenza artificiale nel business</u></a>.</p><h2 id="scalabilita-potenziata-da-integrazione-e-supporto-intelligente">Scalabilità potenziata da integrazione e supporto intelligente</h2><p>Spesso si crede erroneamente che la semplicità debba compromettere la profondità. AI Site Assistant smentisce questa idea, mantenendo il <strong>controllo completo sull'intero ecosistema WordPress</strong>, inclusi i plugin di terze parti. L'Intelligenza Artificiale, infatti, non semplifica solo l'interfaccia, ma offre un <strong>supporto contestuale</strong> indispensabile: che si tratti di configurare un e-commerce complesso con WooCommerce o di ottimizzare la SEO, fornisce istruzioni dettagliate passo dopo passo con link diretti alle sezioni amministrative. Questo elimina la necessità di consultare manuali o tutorial esterni.</p><p>L'<strong>integrazione nativa</strong> assicura che ogni <strong>funzionalità aggiuntiva</strong> – dai moduli di contatto alle gallerie immagini – sia ottimizzata per massimizzare prestazioni e sicurezza. Ogni piano hosting per WordPress di Register.it include <strong>parametri fondamentali per la sicurezza</strong> del sito web come un certificato SSL, backup automatici e dischi SSD. L'imprenditore è così libero da preoccupazioni sulla stabilità e può contare su un ambiente di lavoro sempre protetto e aggiornato.</p><p>La gestione del sito diventa, quindi, un processo semplice e modulare. Una ricca libreria di design preconfigurati permette di inserire con un solo clic sezioni cruciali come testimonianze, tabelle prezzi o FAQ. L'IA garantisce che <strong>ogni nuovo blocco si allinei perfettamente dal punto di vista stilistico</strong> al resto del sito, prevenendo l'effetto "patchwork" tipico dei portali sviluppati senza una guida professionale. Ciò segna la fine dell'era in cui la manutenzione del sito web rappresentava un costo fisso in termini di ore lavorative.</p><p>Questa flessibilità è cruciale per chi opera in contesti di mercato in rapida evoluzione: la possibilità di aggiornare un'offerta o introdurre un nuovo servizio in poche ore può essere l'elemento distintivo tra successo e fallimento. La tecnologia si configura, quindi, come un pilastro a supporto della<a href="https://www.google.com/search?q=https://www.tomshw.it/business/pmi-e-digitale-la-sfida-dell-integrazione-tecnologica/"> <u>resilienza digitale delle PMI</u></a>, fornendo loro gli strumenti necessari per una presenza web dinamica e proattiva, ben oltre il ruolo di un mero e obsoleto biglietto da visita digitale.</p><h2 id="costi-sostenibili-e-accesso-al-mercato">Costi sostenibili e accesso al mercato</h2><p>I piani <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DHT11" target="_blank">Hosting per WordPress</a> di Register.it sono pensati per accompagnare l’imprenditore in ogni fase di crescita e, in questo momento, sono <strong>in offerta con il 70% di sconto</strong></p><ul><li><strong>Start (2,22€/mese):</strong> il kit essenziale e completo per avviare la presenza online.</li><li><strong>Business (3,38€/mese):</strong> la soluzione ideale per le attività che mirano all’espansione.</li><li><strong>Digital (7,10€/mese) e Premium (11,01€/mese):</strong> massima potenza, con il piano Premium ottimizzato per le esigenze dell’e-commerce (WooCommerce).</li></ul><p>Per costruire un rapporto di fiducia, è disponibile una <strong>prova gratuita</strong>. Questo permette all'imprenditore di valutare personalmente le funzionalità dell'AI Site Assistant — dalla generazione di testi alla scelta dei layout e alla semplicità di configurazione — toccando con mano la drastica riduzione dello sforzo rispetto al recente passato. L'infrastruttura è progettata per essere scalabile, garantendo che <strong>il costo tecnico sia marginale rispetto al valore generato</strong> dalla presenza digitale, senza richiedere costose migrazioni o riscritture in caso di crescita aziendale.</p><p>L'intelligenza artificiale, sia essa basata su OpenAI o su sistemi proprietari, non è un lusso, ma un potente strumento di <strong>democratizzazione per la piccola imprenditoria italiana</strong>. Riducendo il carico di lavoro digitale, l’<a href="https://www.register.it/hosting/hosting-wordpress-gestito/site-assistant/" target="_blank">AI Site Assistant</a> incluso nei piani <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html" target="_blank">Hosting per WordPress</a> di Register.it consente ai professionisti di concentrarsi sul proprio mestiere, delegand all'algoritmo la traduzione delle loro idee in contenuti web. Il risultato è un ecosistema digitale più dinamico e inclusivo, dove anche la più piccola attività può accedere a standard comunicativi di livello corporate.</p><h2 id="e-fondamentale-preservare-la-qualita">È fondamentale preservare la qualità</h2><p>L'impatto dell'intelligenza artificiale (IA) sulla comunicazione aziendale trascende la mera semplificazione tecnica, configurandosi come un vero e proprio <strong>cambiamento di paradigma</strong>.</p><p>Questa evoluzione <strong>impone una nuova responsabilità</strong>: se l'IA rende la creazione di contenuti estremamente accessibile, il vero vantaggio competitivo si sposta sulla <strong>qualità intrinseca delle idee</strong> e sull'<strong>autenticità del messaggio</strong>. L'automazione risolve il "come" comunicare, ma resta all'essere umano la decisione cruciale su "cosa" sia di valore condividere con i propri clienti.</p><p>A livello sociale, l'adozione di questi sistemi da parte delle PMI può diventare uno strumento chiave per ridurre il divario di produttività che caratterizza il panorama economico italiano. Liberare l'imprenditore dal peso delle attività di <em>backend</em> gli restituisce tempo prezioso per la strategia, l'innovazione e la cura delle relazioni con la clientela. La tecnologia, da potenziale ostacolo, si trasforma in un <strong>abilitatore silenzioso e instancabile</strong>, capace di convertire lo sforzo comunicativo in un vantaggio competitivo concreto e misurabile.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/website-hosting/creare-un-sito-web-non-e-mai-stato-cosi-facile-grazie-allintelligenza-artificiale</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'automazione sta ridefinendo i limiti dell'autonomia imprenditoriale, trasformando la gestione della comunicazione digitale, spesso un peso eccessivo, in un onere sostenibile per le piccole imprese. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Gemini]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Register.it Site Builder]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Register.it Site Builder]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Register.it Site Builder]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Per una piccola attività, la <strong>comunicazione digitale</strong> rappresenta oggi una delle sfide più ardue e spesso trascurate. L'imprenditore è costantemente diviso tra la gestione operativa quotidiana e l'esigenza di proiettare un'immagine online coerente e convincente. È fondamentale stabilire una presenza digitale che informi il pubblico sui servizi offerti senza cadere nella pubblicità di bassa lega. Questo è un compito oneroso, che <strong>spesso fallisce a causa della mancanza di tempo o di competenze</strong> specifiche.</p><p>Fortunatamente, l'avvento dell'intelligenza artificiale (IA) offre una soluzione. L'IA può intervenire non solo come correttore di bozze, ma anche per generare contenuti, ottimizzare il sito web, aggiornare listini e molto altro. <strong>Basta un'interazione in chat</strong> per ottenere risultati che in precedenza avrebbero richiesto ore di manodopera specializzata e budget significativi.</p><p>Il nodo cruciale risiede nel fatto che chi guida una <strong>piccola azienda</strong> raramente dispone delle risorse per ingaggiare un'agenzia web dedicata, né possiede la formazione necessaria per destreggiarsi tra database, fogli di stile e strategie di content marketing. Il risultato è quasi sempre lo stesso: siti obsoleti, testi superficiali e una presenza online che, anziché generare valore, diventa un simbolo di inefficienza. La necessità di dover "anche" comunicare trasforma il sito in un fardello aziendale dimenticato.</p><p>L'introduzione degli strumenti generativi sta tuttavia attenuando questa difficoltà, <strong>spostando il focus dalla mera capacità tecnica all'intento strategico</strong>. Oggi, costruire un'identità digitale non presuppone più l'apprendimento di linguaggi di programmazione, ma la <strong>capacità di articolare</strong> chiaramente i propri obiettivi a un sistema in grado di concretizzarli. Questa evoluzione si inserisce appieno nella <strong>trasformazione digitale delle imprese</strong>, mirando a una radicale semplificazione dell'interazione tra software e utente finale.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/lgqFr3p-8Z4" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="ai-site-assistant-di-register-it-un-team-di-esperti-che-lavora-per-te">AI Site Assistant di Register.it: un team di esperti che lavora per te</h2><p><a href="http://register.it/?PR=DHT11" target="_blank"><strong>Register.it</strong></a> risponde all’esigenza di creare siti web professionali senza sforzo i suoi piani di <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DHT11" target="_blank">Hosting per WordPress</a> potenziati dall’intelligenza Artificiale tramite <a href="https://www.register.it/hosting/hosting-wordpress-gestito/site-assistant/?PR=DHT11" target="_blank">AI Site Assistant</a>, un plugin esclusivo per WordPress che consente di creare un sito web in pochi passi con l’aiuto dell’AI. Questo ecosistema integrato per WordPress funge da vero e proprio <strong>team di esperti virtuali</strong>, eliminando la necessità di configurazioni manuali. L'utente viene guidato attraverso un <strong>percorso conversazionale</strong> che parte dalla descrizione dell'attività e degli obiettivi di business per generare una struttura del sito immediatamente operativa. Questo approccio innovativo riduce drasticamente i tempi e lo sforzo, consentendo a chiunque, anche senza competenze tecniche, di ottenere un risultato di livello professionale in pochi minuti.</p><p>La potenza dell’assistente risiede nella sua avanzata capacità di interpretazione contestuale, basata su modelli linguistici. Il sistema guida l’utente passo dopo passo nella creazione del sito web generando testi, immagini e architettura del sito in linea con le informazioni ricevute.</p><p>Questa funzionalità risolve il problema del "blocco della pagina bianca", fornendo una base solida che l'imprenditore deve solo rifinire, assicurando così una comunicazione aziendale fluida e ininterrotta.</p><p>L'assistente si estende anche agli asset visivi, integrando <strong>GPT-Image-1</strong>. Questa funzione permette di <strong>creare immagini realistiche e perfettamente allineate con il brand</strong> direttamente dal backend di WordPress. Generare elementi visivi di alta qualità on-demand elimina i costi e la complessità legati all'acquisto di licenze per banche dati esterne e accelera notevolmente la pubblicazione di nuove pagine.</p><p>In sintesi, AI Site Assistant trasforma il processo di costruzione del sito da un onere tecnico a un'attività di <strong>pura direzione strategica</strong>, demandando il lavoro più complesso all'intelligenza artificiale.</p><p>Questi cambiamenti radicali offrono la possibilità di <strong>risparmiare decine di ore di lavoro e migliaia di euro di budget</strong>. In un ambiente dove la velocità di esecuzione è cruciale, disporre di uno strumento di selezione intelligente che permetta di modificare layout e contenuti semplicemente con comandi come "migliora questo testo" o "rendi lo sfondo bianco" rivoluziona l'approccio all'informatica aziendale. Non è solo una questione di aspetto, ma di <strong>efficienza operativa</strong>. La gestione del sito web smette di essere un'attività tediosa per diventare un'estensione naturale della visione imprenditoriale, in linea con le nuove<a href="https://www.tomshw.it/business/ia-generativa-e-business-il-nuovo-volto-dell-automazione/"> <u>tendenze dell'intelligenza artificiale nel business</u></a>.</p><h2 id="scalabilita-potenziata-da-integrazione-e-supporto-intelligente">Scalabilità potenziata da integrazione e supporto intelligente</h2><p>Spesso si crede erroneamente che la semplicità debba compromettere la profondità. AI Site Assistant smentisce questa idea, mantenendo il <strong>controllo completo sull'intero ecosistema WordPress</strong>, inclusi i plugin di terze parti. L'Intelligenza Artificiale, infatti, non semplifica solo l'interfaccia, ma offre un <strong>supporto contestuale</strong> indispensabile: che si tratti di configurare un e-commerce complesso con WooCommerce o di ottimizzare la SEO, fornisce istruzioni dettagliate passo dopo passo con link diretti alle sezioni amministrative. Questo elimina la necessità di consultare manuali o tutorial esterni.</p><p>L'<strong>integrazione nativa</strong> assicura che ogni <strong>funzionalità aggiuntiva</strong> – dai moduli di contatto alle gallerie immagini – sia ottimizzata per massimizzare prestazioni e sicurezza. Ogni piano hosting per WordPress di Register.it include <strong>parametri fondamentali per la sicurezza</strong> del sito web come un certificato SSL, backup automatici e dischi SSD. L'imprenditore è così libero da preoccupazioni sulla stabilità e può contare su un ambiente di lavoro sempre protetto e aggiornato.</p><p>La gestione del sito diventa, quindi, un processo semplice e modulare. Una ricca libreria di design preconfigurati permette di inserire con un solo clic sezioni cruciali come testimonianze, tabelle prezzi o FAQ. L'IA garantisce che <strong>ogni nuovo blocco si allinei perfettamente dal punto di vista stilistico</strong> al resto del sito, prevenendo l'effetto "patchwork" tipico dei portali sviluppati senza una guida professionale. Ciò segna la fine dell'era in cui la manutenzione del sito web rappresentava un costo fisso in termini di ore lavorative.</p><p>Questa flessibilità è cruciale per chi opera in contesti di mercato in rapida evoluzione: la possibilità di aggiornare un'offerta o introdurre un nuovo servizio in poche ore può essere l'elemento distintivo tra successo e fallimento. La tecnologia si configura, quindi, come un pilastro a supporto della<a href="https://www.google.com/search?q=https://www.tomshw.it/business/pmi-e-digitale-la-sfida-dell-integrazione-tecnologica/"> <u>resilienza digitale delle PMI</u></a>, fornendo loro gli strumenti necessari per una presenza web dinamica e proattiva, ben oltre il ruolo di un mero e obsoleto biglietto da visita digitale.</p><h2 id="costi-sostenibili-e-accesso-al-mercato">Costi sostenibili e accesso al mercato</h2><p>I piani <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DHT11" target="_blank">Hosting per WordPress</a> di Register.it sono pensati per accompagnare l’imprenditore in ogni fase di crescita e, in questo momento, sono <strong>in offerta con il 70% di sconto</strong></p><ul><li><strong>Start (2,22€/mese):</strong> il kit essenziale e completo per avviare la presenza online.</li><li><strong>Business (3,38€/mese):</strong> la soluzione ideale per le attività che mirano all’espansione.</li><li><strong>Digital (7,10€/mese) e Premium (11,01€/mese):</strong> massima potenza, con il piano Premium ottimizzato per le esigenze dell’e-commerce (WooCommerce).</li></ul><p>Per costruire un rapporto di fiducia, è disponibile una <strong>prova gratuita</strong>. Questo permette all'imprenditore di valutare personalmente le funzionalità dell'AI Site Assistant — dalla generazione di testi alla scelta dei layout e alla semplicità di configurazione — toccando con mano la drastica riduzione dello sforzo rispetto al recente passato. L'infrastruttura è progettata per essere scalabile, garantendo che <strong>il costo tecnico sia marginale rispetto al valore generato</strong> dalla presenza digitale, senza richiedere costose migrazioni o riscritture in caso di crescita aziendale.</p><p>L'intelligenza artificiale, sia essa basata su OpenAI o su sistemi proprietari, non è un lusso, ma un potente strumento di <strong>democratizzazione per la piccola imprenditoria italiana</strong>. Riducendo il carico di lavoro digitale, l’<a href="https://www.register.it/hosting/hosting-wordpress-gestito/site-assistant/" target="_blank">AI Site Assistant</a> incluso nei piani <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html" target="_blank">Hosting per WordPress</a> di Register.it consente ai professionisti di concentrarsi sul proprio mestiere, delegand all'algoritmo la traduzione delle loro idee in contenuti web. Il risultato è un ecosistema digitale più dinamico e inclusivo, dove anche la più piccola attività può accedere a standard comunicativi di livello corporate.</p><h2 id="e-fondamentale-preservare-la-qualita">È fondamentale preservare la qualità</h2><p>L'impatto dell'intelligenza artificiale (IA) sulla comunicazione aziendale trascende la mera semplificazione tecnica, configurandosi come un vero e proprio <strong>cambiamento di paradigma</strong>.</p><p>Questa evoluzione <strong>impone una nuova responsabilità</strong>: se l'IA rende la creazione di contenuti estremamente accessibile, il vero vantaggio competitivo si sposta sulla <strong>qualità intrinseca delle idee</strong> e sull'<strong>autenticità del messaggio</strong>. L'automazione risolve il "come" comunicare, ma resta all'essere umano la decisione cruciale su "cosa" sia di valore condividere con i propri clienti.</p><p>A livello sociale, l'adozione di questi sistemi da parte delle PMI può diventare uno strumento chiave per ridurre il divario di produttività che caratterizza il panorama economico italiano. Liberare l'imprenditore dal peso delle attività di <em>backend</em> gli restituisce tempo prezioso per la strategia, l'innovazione e la cura delle relazioni con la clientela. La tecnologia, da potenziale ostacolo, si trasforma in un <strong>abilitatore silenzioso e instancabile</strong>, capace di convertire lo sforzo comunicativo in un vantaggio competitivo concreto e misurabile.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Google Meet può ora rilevare automaticamente quando ti trovi in una sala conferenze  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I dispositivi iOS e Android rileveranno i suoni a ultrasuoni per capire se si trovano in una sala riunioni</strong></li><li><strong>La Modalità Companion apparirà come l'opzione preferita per partecipare</strong></li><li><strong>Sarà anche più semplice condividere l'audio durante le chiamate</strong></li></ul><p>Google Meet è stato aggiornato per rilevare automaticamente le sale riunioni, rendendo la Modalità Companion il metodo di accesso prioritario per ridurre l'eco e il feedback audio causati da più microfoni attivi nelle vicinanze.</p><p>Grazie a questo rilevamento delle sale riunioni, Google Meet registrerà automaticamente la presenza degli utenti alla chiamata in questione, consentendo agli amministratori di monitorare i partecipanti.</p><p>La funzione è disponibile sui dispositivi Android e iOS, risultando ideale per i dispositivi secondari, e supporta sia l'app Meet che l'app Gmail.</p><h2 id="google-meet-rende-piu-semplice-partecipare-tramite-la-modalita-companion">Google Meet rende più semplice partecipare tramite la Modalità Companion</h2><p>Il sistema funziona quando il dispositivo principale o l'hardware per videoconferenze in una sala riunioni emette un suono a ultrasuoni impercettibile all'orecchio umano. I dispositivi compatibili sono in grado di rilevarlo e sanno di dover proporre per impostazione predefinita l'opzione Modalità Companion, oltre a registrare la tua presenza.</p><p>"Per registrare automaticamente la tua presenza, la 'sala d'attesa' (green room) utilizza il microfono del tuo telefono o tablet per rilevare un segnale a ultrasuoni proveniente dall'hardware della sala conferenze, snellendo il processo ed eliminando passaggi non necessari."</p><p>Gli amministratori possono abilitare o disabilitare questo rilevamento di prossimità a livello di singola stanza, ma Google non ha chiarito se gli utenti finali possano scegliere di non utilizzare la funzione.</p><p>La registrazione automatica nelle sale con supporto alla Modalità Companion ha già iniziato a essere distribuita a tutti gli utenti Google Workspace, inclusi i titolari di account individuali, anche se alcuni domini potrebbero riceverla più lentamente di altri.</p><p>Inoltre, per le occasioni in cui è necessario condividere l'audio, Google ha reso più semplice la condivisione diretta da app multimediali di terze parti quando si utilizza Chrome su desktop, per ridurre ulteriormente le possibilità di sentire echi. Ora disponibile per tutti gli utenti, Google ha ammesso che questa funzione, mancante da tempo, era "fortemente richiesta" dai suoi utenti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/google-meet-puo-ora-rilevare-automaticamente-quando-ti-trovi-in-una-sala-conferenze</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google ha in programma di eliminare tutti gli echi non necessari in Meet facendo in modo che gli utenti si uniscano automaticamente tramite la Modalità Companion. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Google Meet app icon on an Android phone]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>I dispositivi iOS e Android rileveranno i suoni a ultrasuoni per capire se si trovano in una sala riunioni</strong></li><li><strong>La Modalità Companion apparirà come l'opzione preferita per partecipare</strong></li><li><strong>Sarà anche più semplice condividere l'audio durante le chiamate</strong></li></ul><p>Google Meet è stato aggiornato per rilevare automaticamente le sale riunioni, rendendo la Modalità Companion il metodo di accesso prioritario per ridurre l'eco e il feedback audio causati da più microfoni attivi nelle vicinanze.</p><p>Grazie a questo rilevamento delle sale riunioni, Google Meet registrerà automaticamente la presenza degli utenti alla chiamata in questione, consentendo agli amministratori di monitorare i partecipanti.</p><p>La funzione è disponibile sui dispositivi Android e iOS, risultando ideale per i dispositivi secondari, e supporta sia l'app Meet che l'app Gmail.</p><h2 id="google-meet-rende-piu-semplice-partecipare-tramite-la-modalita-companion">Google Meet rende più semplice partecipare tramite la Modalità Companion</h2><p>Il sistema funziona quando il dispositivo principale o l'hardware per videoconferenze in una sala riunioni emette un suono a ultrasuoni impercettibile all'orecchio umano. I dispositivi compatibili sono in grado di rilevarlo e sanno di dover proporre per impostazione predefinita l'opzione Modalità Companion, oltre a registrare la tua presenza.</p><p>"Per registrare automaticamente la tua presenza, la 'sala d'attesa' (green room) utilizza il microfono del tuo telefono o tablet per rilevare un segnale a ultrasuoni proveniente dall'hardware della sala conferenze, snellendo il processo ed eliminando passaggi non necessari."</p><p>Gli amministratori possono abilitare o disabilitare questo rilevamento di prossimità a livello di singola stanza, ma Google non ha chiarito se gli utenti finali possano scegliere di non utilizzare la funzione.</p><p>La registrazione automatica nelle sale con supporto alla Modalità Companion ha già iniziato a essere distribuita a tutti gli utenti Google Workspace, inclusi i titolari di account individuali, anche se alcuni domini potrebbero riceverla più lentamente di altri.</p><p>Inoltre, per le occasioni in cui è necessario condividere l'audio, Google ha reso più semplice la condivisione diretta da app multimediali di terze parti quando si utilizza Chrome su desktop, per ridurre ulteriormente le possibilità di sentire echi. Ora disponibile per tutti gli utenti, Google ha ammesso che questa funzione, mancante da tempo, era "fortemente richiesta" dai suoi utenti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Magneti da 20 nm prodotti a temperatura ambiente, svolta per processori, hard disk e medicina  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I ricercatori dimostrano il controllo laser a temperatura ambiente dei magnoni in materiali magnetici sottili</strong></li><li><strong>Impulsi di luce visibile regolano le frequenze magnetiche senza ricorrere a condizioni criogeniche</strong></li><li><strong>Magneti su scala nanometrica promettono storage più rapido e computing non basato sul silicio</strong></li></ul><p>I ricercatori hanno dimostrato un nuovo metodo per regolare il comportamento magnetico in materiali estremamente sottili, utilizzando impulsi laser visibili a temperatura ambiente.</p><p>Lo studio si concentra sul controllo dei magnoni, ovvero eccitazioni collettive di spin che svolgono un ruolo chiave nei dispositivi magnetici.</p><p>La ricerca, pubblicata su <em>Nature Communications</em>, dimostra che la frequenza dei magnoni in magneti spessi pochi nanometri può essere aumentata o diminuita su richiesta.<sup>2</sup> Il materiale utilizzato ha uno spessore di soli 20 nm, il che lo rende compatibile con architetture elettroniche ad alta densità.</p><p></p><p></p><h2 id="innumerevoli-possibilita">Innumerevoli possibilità</h2><p>I magnoni sono già fondamentali in tecnologie come le unità a disco rigido e nei concetti emergenti di calcolo basato sullo spin. La capacità di controllarne con precisione la frequenza è stata a lungo considerata un requisito essenziale per la realizzazione di dispositivi pratici.</p><p>In esperimenti precedenti, effetti simili venivano ottenuti solo utilizzando laser nel medio infrarosso, temperature criogeniche o materiali ingombranti: vincoli che limitavano qualsiasi percorso realistico verso l'uso commerciale.</p><p>In questo nuovo lavoro, i ricercatori hanno invece utilizzato brevi impulsi laser di luce visibile combinati con un modesto campo magnetico esterno inferiore a 200 mT. Ciò ha permesso di spostare le frequenze dei magnoni fino al 40% rispetto al loro valore originale.</p><p>Gli esperimenti sono stati condotti a temperatura ambiente utilizzando un film di granato di ittrio e ferro sostituito con bismuto, cresciuto su un substrato di granato di gadolinio, scandio e gallio (GSGG). Il basso smorzamento del film e la sua forte risposta magneto-ottica si sono rivelati essenziali.</p><p>Regolando l'intensità del laser e la forza del campo magnetico, il team è stato in grado di stabilire con affidabilità se la frequenza dei magnoni dovesse aumentare o diminuire. Questo livello di controllo deriva dall'interazione tra riscaldamento ottico, anisotropia magnetica e campo applicato.</p><p>Gli impulsi laser fungono da meccanismo di sintonizzazione ultraveloce piuttosto che da semplice fonte di calore. Modificano temporaneamente la rigidità magnetica del materiale, il che altera direttamente la velocità di oscillazione dei magnoni.</p><p>Poiché l'effetto opera su scale temporali di nanosecondi, si apre la strada a elementi logici magnetici riconfigurabili quasi istantaneamente. Tali dispositivi potrebbero evitare alcuni dei limiti di calore e scalabilità che affliggono l'elettronica al silicio.</p><p>La combinazione di funzionamento a temperatura ambiente, controllo tramite luce visibile e spessore su scala nanometrica indica che questo approccio potrebbe integrarsi nei futuri sistemi di archiviazione, elaborazione del segnale e calcolo basato sullo spin.</p><p>In termini semplici, la ricerca potrebbe contribuire a rendere la tecnologia quotidiana più veloce ed efficiente, con uno degli utilizzi più ovvi nell'archiviazione dei dati. I dischi rigidi e i grandi server cloud si affidano a materiali magnetici: poterli controllare con maggiore precisione attraverso la luce consentirebbe di scrivere e spostare i dati molto più velocemente di quanto avvenga oggi.</p><p>Ciò potrebbe anche portare alla creazione di nuovi tipi di chip per computer che utilizzano il magnetismo invece della corrente elettrica per elaborare le informazioni. Questi produrrebbero meno calore e consumerebbero meno energia, garantendo laptop più silenziosi, una maggiore durata della batteria e – il "sacro graal" per gli hyperscaler – data center più economici da gestire.</p><p>Un altro possibile utilizzo riguarda l'hardware capace di cambiare funzione istantaneamente. Invece di un chip progettato per un singolo compito, la luce potrebbe essere usata per variarne il comportamento in un attimo, permettendo a un unico componente di gestire lavori differenti.</p><p>Poiché l'effetto funziona a temperatura ambiente e in strati più sottili di un capello umano, non è limitato agli esperimenti di laboratorio: ciò significa che potrebbe essere integrato in futuro negli smartphone, nei computer e nei sistemi di archiviazione portatili che le persone utilizzano già ogni giorno.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ I magneti regolati tramite laser a temperatura ambiente potrebbero portare a dischi rigidi più veloci e a una nuova generazione di chip per computer. ]]>
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                                                                                                <author><![CDATA[ waynewilliams@onmail.com (Wayne Williams) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Wayne Williams ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7YTAnzyJ2Ci96hP5duFpQm-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li><strong>I ricercatori dimostrano il controllo laser a temperatura ambiente dei magnoni in materiali magnetici sottili</strong></li><li><strong>Impulsi di luce visibile regolano le frequenze magnetiche senza ricorrere a condizioni criogeniche</strong></li><li><strong>Magneti su scala nanometrica promettono storage più rapido e computing non basato sul silicio</strong></li></ul><p>I ricercatori hanno dimostrato un nuovo metodo per regolare il comportamento magnetico in materiali estremamente sottili, utilizzando impulsi laser visibili a temperatura ambiente.</p><p>Lo studio si concentra sul controllo dei magnoni, ovvero eccitazioni collettive di spin che svolgono un ruolo chiave nei dispositivi magnetici.</p><p>La ricerca, pubblicata su <em>Nature Communications</em>, dimostra che la frequenza dei magnoni in magneti spessi pochi nanometri può essere aumentata o diminuita su richiesta.<sup>2</sup> Il materiale utilizzato ha uno spessore di soli 20 nm, il che lo rende compatibile con architetture elettroniche ad alta densità.</p><p></p><p></p><h2 id="innumerevoli-possibilita">Innumerevoli possibilità</h2><p>I magnoni sono già fondamentali in tecnologie come le unità a disco rigido e nei concetti emergenti di calcolo basato sullo spin. La capacità di controllarne con precisione la frequenza è stata a lungo considerata un requisito essenziale per la realizzazione di dispositivi pratici.</p><p>In esperimenti precedenti, effetti simili venivano ottenuti solo utilizzando laser nel medio infrarosso, temperature criogeniche o materiali ingombranti: vincoli che limitavano qualsiasi percorso realistico verso l'uso commerciale.</p><p>In questo nuovo lavoro, i ricercatori hanno invece utilizzato brevi impulsi laser di luce visibile combinati con un modesto campo magnetico esterno inferiore a 200 mT. Ciò ha permesso di spostare le frequenze dei magnoni fino al 40% rispetto al loro valore originale.</p><p>Gli esperimenti sono stati condotti a temperatura ambiente utilizzando un film di granato di ittrio e ferro sostituito con bismuto, cresciuto su un substrato di granato di gadolinio, scandio e gallio (GSGG). Il basso smorzamento del film e la sua forte risposta magneto-ottica si sono rivelati essenziali.</p><p>Regolando l'intensità del laser e la forza del campo magnetico, il team è stato in grado di stabilire con affidabilità se la frequenza dei magnoni dovesse aumentare o diminuire. Questo livello di controllo deriva dall'interazione tra riscaldamento ottico, anisotropia magnetica e campo applicato.</p><p>Gli impulsi laser fungono da meccanismo di sintonizzazione ultraveloce piuttosto che da semplice fonte di calore. Modificano temporaneamente la rigidità magnetica del materiale, il che altera direttamente la velocità di oscillazione dei magnoni.</p><p>Poiché l'effetto opera su scale temporali di nanosecondi, si apre la strada a elementi logici magnetici riconfigurabili quasi istantaneamente. Tali dispositivi potrebbero evitare alcuni dei limiti di calore e scalabilità che affliggono l'elettronica al silicio.</p><p>La combinazione di funzionamento a temperatura ambiente, controllo tramite luce visibile e spessore su scala nanometrica indica che questo approccio potrebbe integrarsi nei futuri sistemi di archiviazione, elaborazione del segnale e calcolo basato sullo spin.</p><p>In termini semplici, la ricerca potrebbe contribuire a rendere la tecnologia quotidiana più veloce ed efficiente, con uno degli utilizzi più ovvi nell'archiviazione dei dati. I dischi rigidi e i grandi server cloud si affidano a materiali magnetici: poterli controllare con maggiore precisione attraverso la luce consentirebbe di scrivere e spostare i dati molto più velocemente di quanto avvenga oggi.</p><p>Ciò potrebbe anche portare alla creazione di nuovi tipi di chip per computer che utilizzano il magnetismo invece della corrente elettrica per elaborare le informazioni. Questi produrrebbero meno calore e consumerebbero meno energia, garantendo laptop più silenziosi, una maggiore durata della batteria e – il "sacro graal" per gli hyperscaler – data center più economici da gestire.</p><p>Un altro possibile utilizzo riguarda l'hardware capace di cambiare funzione istantaneamente. Invece di un chip progettato per un singolo compito, la luce potrebbe essere usata per variarne il comportamento in un attimo, permettendo a un unico componente di gestire lavori differenti.</p><p>Poiché l'effetto funziona a temperatura ambiente e in strati più sottili di un capello umano, non è limitato agli esperimenti di laboratorio: ciò significa che potrebbe essere integrato in futuro negli smartphone, nei computer e nei sistemi di archiviazione portatili che le persone utilizzano già ogni giorno.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ La comunicazione è al centro del fare impresa: ecco le strategie vincenti. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Avviare un'attività individuale, una startup o una PMI è un'esperienza stimolante e ricca di soddisfazioni, ma non priva di ostacoli. Oltre alle sfide legate alla burocrazia e alla ricerca di finanziamenti, esistono compiti essenziali, spesso trascurati, a cui è indispensabile dedicare attenzione. Tra queste, la <strong>comunicazione</strong> si rivela forse l'attività "collaterale" più cruciale.</p><p>Oggi, per qualsiasi impresa, dal piccolo produttore manifatturiero al pizzaiolo, la capacità di veicolare orari, disponibilità e la propria <em>brand identity</em> è diventata un fattore economico di primaria importanza. Ignorare tale necessità equivale, di fatto, a <strong>perdere una quota significativa di potenziali clienti</strong> che si informano prevalentemente tramite <em>smartphone</em>. Fortunatamente, il panorama attuale offre soluzioni accessibili ed economiche per costruire una strategia comunicativa efficace, anche senza possedere competenze specialistiche.</p><p>Abbiamo approfondito questo tema con <strong>Claudia Storani</strong>, marketing manager di Register.it, per analizzare come le piccole e medie imprese stanno gestendo la <strong>transizione digitale</strong>. Storani sottolinea che il principale ostacolo non è la mancanza di volontà, ma la <strong>costante carenza di tempo e risorse</strong>. Chi è impegnato nella gestione operativa di una cucina o di un'officina trova difficoltà a dedicare energie mentali alla cura di siti web e profili social, con il rischio di pubblicare contenuti di bassa qualità o, peggio, di cadere nell'inattività.</p><p>La comunicazione digitale è diventata un onere lavorativo che esula spesso dalle competenze centrali dell'azienda. Nonostante esistano rari esempi di successo che prosperano pur mantenendo un profilo digitale basso, la statistica impone una presenza online costante per essere visibili. La vera sfida, oggi, non è più semplicemente pubblicare, ma garantire <strong>la qualità e la coerenza del messaggio</strong>, elementi che definiscono in modo diretto la percezione della professionalità dell'impresa stessa.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/lgqFr3p-8Z4" allowfullscreen></iframe></div></div><div><blockquote><p>Spesso, nelle piccole e medie imprese e nelle realtà più piccole, la comunicazione non è il core business. Oggi però è diventato essenziale comunicare, e farlo bene, per farsi trovare online</p><p>Claudia Storani</p></blockquote></div><p>Oggi, il mercato propone soluzioni volte a eliminare la complessità operativa grazie all'integrazione dei sistemi. In passato, <strong>realizzare un proprio sito web</strong> era un processo pieno di ostacoli tecnici, come l'obbligo di usare il protocollo FTP o di intervenire manualmente sul codice. Questi passaggi, spesso, causavano malfunzionamenti del sito anche per un banale errore di battitura. L'orientamento attuale è verso il consolidamento degli strumenti sotto un unico fornitore, al fine di semplificare i flussi di lavoro e ridurre i tempi di gestione.</p><h2 id="il-kit-di-strumenti-essenziali-per-l-imprenditore-senza-competenze-tecniche-specifiche">Il kit di strumenti essenziali per l'imprenditore senza competenze tecniche specifiche</h2><p>L'avvento delle interfacce conversazionali ha promosso una decisa democratizzazione della tecnologia, un processo che coinvolge pienamente anche l'Intelligenza Artificiale. L'IA, tuttavia, non deve essere considerata un obiettivo finale, ma piuttosto <strong>uno strumento essenziale per ottimizzare il tempo dell'imprenditore</strong>, agendo come un assistente virtuale perfettamente integrato nelle dinamiche produttive aziendali.</p><p>Ad esempio, attraverso strumenti come <a href="https://www.register.it/hosting/hosting-wordpress-gestito/site-assistant/?PR=DHT11" target="_blank">AI Site Assistant</a>, un plugin esclusivo incluso nei piani di <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DHT11" target="_blank">Hosting per WordPress</a> di Register.it che si base sull’intelligenza Artificiale, la creazione di un sito web non richiede più la scrittura di codice, ma si basa sulla semplice descrizione testuale delle proprie esigenze. Questo approccio permette di <strong>superare l'ostacolo delle competenze tecniche</strong>, consentendo anche a chi non è esperto di sviluppo web di raggiungere risultati di livello professionale.</p><p>Nel contesto della trasformazione digitale delle imprese, l’automazione offre una soluzione anche per la gestione della conformità normativa, suggerendo requisiti di accessibilità che altrimenti richiederebbero investimenti in consulenze specializzate.</p><div><blockquote><p>L’intelligenza artificiale ha democratizzato strumenti che un tempo erano riservati solo a chi aveva competenze tecniche elevate. Oggi è possibile essere online in molto meno tempo</p><p>Claudia Storani</p></blockquote></div><h2 id="affrontare-la-complessita-senza-un-team-dedicato">Affrontare la complessità senza un team dedicato</h2><p>L'efficienza operativa si valuta dalla capacità di <strong>aggiornare i propri strumenti e canali</strong> senza dover sospendere le operazioni fondamentali. Storani evidenzia come l'intelligenza artificiale permetta, in modo quasi "magico", di intervenire su elementi come un menù o un listino prezzi direttamente da smartphone, semplicemente indicando al sistema le modifiche desiderate. Questo approccio di gestione flessibile e rapida è cruciale per preservare la propria rilevanza in un mercato che penalizza fortemente l'obsolescenza delle informazioni.</p><p>È facile farsi prendere dall'entusiasmo per i numerosi strumenti digitali disponibili, ma non bisogna dimenticare il principio fondamentale: <strong>avere un proprio sito web</strong> è la priorità assoluta, da realizzare e gestire con le migliori risorse a disposizione.</p><p>Affidarsi unicamente ai social media rappresenta un rischio significativo per la sovranità digitale delle aziende. Piattaforme come TikTok o Instagram offrono grande visibilità, ma si basano su algoritmi proprietari che sfuggono al controllo dell'imprenditore. Sebbene il sito web possa sembrare meno "alla moda", è <strong>un asset su cui si esercita il pieno controllo</strong> e deve restare l'elemento centrale dell'identità online. Funge da vera e propria "casa" digitale di proprietà, garantendo stabilità e credibilità a lungo termine.</p><div><blockquote><p>l sito web è il punto di partenza: è il luogo in cui dare un nome e una casa alla propria attività anche online. Affidarsi solo ai social significa rinunciare a una parte del proprio valore.</p></blockquote></div><p>Per supportare questa visione, Register.it mette a disposizione una serie di pacchetti modulari adattabili alle diverse scale di business:</p><ul><li><a href="https://www.register.it/domains/?PR=DHT11" target="_blank">Registrazione Domini</a>: il primo passo per proteggere il nome del brand e ottenere email professionali e personalizzate.</li><li><a href="https://www.register.it/siti-web/creare-sito/?PR=DHT11" target="_blank">Piani SiteBuilder</a>: soluzioni complete per creare la propria presenza online in modo semplice e veloce anche senza conoscenze tecniche.</li><li><a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DHT11" target="_blank">Hosting WordPress</a>: soluzioni Hosting ottimizzate per WordPress e potenziate dall'Intelligenza Artificiale. Per chi cerca la flessibilità del CMS più diffuso al mondo e la semplicità dell'AI.</li><li><a href="https://www.register.it/hosting/?PR=DHT11" target="_blank">Piani Hosting</a>: soluzioni Hosting veloci, sicure e performanti per aziende che necessitano di scalabilità e performance elevate per i propri servizi online.</li></ul><p>La multicanalità non deve tramutarsi in un onere gestionale. Mantenere il controllo, ottimizzando le energie, è possibile grazie all'<strong>integrazione di strumenti come WhatsApp</strong> (per le prenotazioni) o alla gestione unificata delle recensioni provenienti da piattaforme esterne. L'obiettivo primario è che la tecnologia operi in modo trasparente, consentendo al professionista di concentrarsi nuovamente sul proprio core business.</p><div><blockquote><p>L’intelligenza artificiale è solo uno strumento che velocizza il lavoro; la creatività e le idee nuove, invece, restano nelle mani delle persone.</p></blockquote></div><p>L'automazione, pur essendo uno strumento potente, incontra un limite insuperabile nella visione dell'imprenditore. Secondo Storani, l'Intelligenza Artificiale non sostituisce il pensiero umano, ma lo potenzia. La macchina è in grado di formattare testi o suggerire layout, ma non può valutare la qualità di una materia prima o percepire l'atmosfera di un ambiente. Per questo, <strong>l'unica via per evitare l'omologazione dei contenuti è la collaborazione sinergica tra l'essere umano e il software.</strong></p><p>Sul piano analitico, l'introduzione di questi strumenti ridefinisce il divario tra piccole e grandi imprese. La capacità di sfruttare l'IA nel business pareggia il campo da gioco, offrendo anche alle micro-realtà un potenziale comunicativo un tempo esclusivo di budget ingenti. Ciononostante, la facile accessibilità rischia di creare un indistinguibile "rumore di fondo", dove l'elemento competitivo distintivo tornerà a essere la qualità intrinseca del servizio o prodotto fisico offerto.</p><p>La digitalizzazione assistita non deve trasformarsi in una giustificazione per l'inerzia strategica. Sebbene la tecnologia alleggerisca il carico esecutivo, la responsabilità della strategia narrativa rimane umana. Il rischio concreto è un web popolato da siti tecnicamente impeccabili, ma privi di identità commerciale. La vera sfida per le PMI nel 2026 non sarà semplicemente "essere presenti", ma mantenere l'autenticità in un ecosistema dominato dalla perfezione artificiale.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Per le piccole imprese italiane, la gestione della presenza digitale sta subendo una trasformazione: l'automazione diventa fondamentale per conciliare la limitata disponibilità di tempo con l'esigenza di mantenere un alto livello qualitativo. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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Fortunatamente, il panorama attuale offre soluzioni accessibili ed economiche per costruire una strategia comunicativa efficace, anche senza possedere competenze specialistiche.</p><p>Abbiamo approfondito questo tema con <strong>Claudia Storani</strong>, marketing manager di Register.it, per analizzare come le piccole e medie imprese stanno gestendo la <strong>transizione digitale</strong>. Storani sottolinea che il principale ostacolo non è la mancanza di volontà, ma la <strong>costante carenza di tempo e risorse</strong>. Chi è impegnato nella gestione operativa di una cucina o di un'officina trova difficoltà a dedicare energie mentali alla cura di siti web e profili social, con il rischio di pubblicare contenuti di bassa qualità o, peggio, di cadere nell'inattività.</p><p>La comunicazione digitale è diventata un onere lavorativo che esula spesso dalle competenze centrali dell'azienda. Nonostante esistano rari esempi di successo che prosperano pur mantenendo un profilo digitale basso, la statistica impone una presenza online costante per essere visibili. La vera sfida, oggi, non è più semplicemente pubblicare, ma garantire <strong>la qualità e la coerenza del messaggio</strong>, elementi che definiscono in modo diretto la percezione della professionalità dell'impresa stessa.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/lgqFr3p-8Z4" allowfullscreen></iframe></div></div><div><blockquote><p>Spesso, nelle piccole e medie imprese e nelle realtà più piccole, la comunicazione non è il core business. Oggi però è diventato essenziale comunicare, e farlo bene, per farsi trovare online</p><p>Claudia Storani</p></blockquote></div><p>Oggi, il mercato propone soluzioni volte a eliminare la complessità operativa grazie all'integrazione dei sistemi. In passato, <strong>realizzare un proprio sito web</strong> era un processo pieno di ostacoli tecnici, come l'obbligo di usare il protocollo FTP o di intervenire manualmente sul codice. Questi passaggi, spesso, causavano malfunzionamenti del sito anche per un banale errore di battitura. L'orientamento attuale è verso il consolidamento degli strumenti sotto un unico fornitore, al fine di semplificare i flussi di lavoro e ridurre i tempi di gestione.</p><h2 id="il-kit-di-strumenti-essenziali-per-l-imprenditore-senza-competenze-tecniche-specifiche">Il kit di strumenti essenziali per l'imprenditore senza competenze tecniche specifiche</h2><p>L'avvento delle interfacce conversazionali ha promosso una decisa democratizzazione della tecnologia, un processo che coinvolge pienamente anche l'Intelligenza Artificiale. L'IA, tuttavia, non deve essere considerata un obiettivo finale, ma piuttosto <strong>uno strumento essenziale per ottimizzare il tempo dell'imprenditore</strong>, agendo come un assistente virtuale perfettamente integrato nelle dinamiche produttive aziendali.</p><p>Ad esempio, attraverso strumenti come <a href="https://www.register.it/hosting/hosting-wordpress-gestito/site-assistant/?PR=DHT11" target="_blank">AI Site Assistant</a>, un plugin esclusivo incluso nei piani di <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DHT11" target="_blank">Hosting per WordPress</a> di Register.it che si base sull’intelligenza Artificiale, la creazione di un sito web non richiede più la scrittura di codice, ma si basa sulla semplice descrizione testuale delle proprie esigenze. Questo approccio permette di <strong>superare l'ostacolo delle competenze tecniche</strong>, consentendo anche a chi non è esperto di sviluppo web di raggiungere risultati di livello professionale.</p><p>Nel contesto della trasformazione digitale delle imprese, l’automazione offre una soluzione anche per la gestione della conformità normativa, suggerendo requisiti di accessibilità che altrimenti richiederebbero investimenti in consulenze specializzate.</p><div><blockquote><p>L’intelligenza artificiale ha democratizzato strumenti che un tempo erano riservati solo a chi aveva competenze tecniche elevate. Oggi è possibile essere online in molto meno tempo</p><p>Claudia Storani</p></blockquote></div><h2 id="affrontare-la-complessita-senza-un-team-dedicato">Affrontare la complessità senza un team dedicato</h2><p>L'efficienza operativa si valuta dalla capacità di <strong>aggiornare i propri strumenti e canali</strong> senza dover sospendere le operazioni fondamentali. Storani evidenzia come l'intelligenza artificiale permetta, in modo quasi "magico", di intervenire su elementi come un menù o un listino prezzi direttamente da smartphone, semplicemente indicando al sistema le modifiche desiderate. Questo approccio di gestione flessibile e rapida è cruciale per preservare la propria rilevanza in un mercato che penalizza fortemente l'obsolescenza delle informazioni.</p><p>È facile farsi prendere dall'entusiasmo per i numerosi strumenti digitali disponibili, ma non bisogna dimenticare il principio fondamentale: <strong>avere un proprio sito web</strong> è la priorità assoluta, da realizzare e gestire con le migliori risorse a disposizione.</p><p>Affidarsi unicamente ai social media rappresenta un rischio significativo per la sovranità digitale delle aziende. Piattaforme come TikTok o Instagram offrono grande visibilità, ma si basano su algoritmi proprietari che sfuggono al controllo dell'imprenditore. Sebbene il sito web possa sembrare meno "alla moda", è <strong>un asset su cui si esercita il pieno controllo</strong> e deve restare l'elemento centrale dell'identità online. Funge da vera e propria "casa" digitale di proprietà, garantendo stabilità e credibilità a lungo termine.</p><div><blockquote><p>l sito web è il punto di partenza: è il luogo in cui dare un nome e una casa alla propria attività anche online. Affidarsi solo ai social significa rinunciare a una parte del proprio valore.</p></blockquote></div><p>Per supportare questa visione, Register.it mette a disposizione una serie di pacchetti modulari adattabili alle diverse scale di business:</p><ul><li><a href="https://www.register.it/domains/?PR=DHT11" target="_blank">Registrazione Domini</a>: il primo passo per proteggere il nome del brand e ottenere email professionali e personalizzate.</li><li><a href="https://www.register.it/siti-web/creare-sito/?PR=DHT11" target="_blank">Piani SiteBuilder</a>: soluzioni complete per creare la propria presenza online in modo semplice e veloce anche senza conoscenze tecniche.</li><li><a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DHT11" target="_blank">Hosting WordPress</a>: soluzioni Hosting ottimizzate per WordPress e potenziate dall'Intelligenza Artificiale. Per chi cerca la flessibilità del CMS più diffuso al mondo e la semplicità dell'AI.</li><li><a href="https://www.register.it/hosting/?PR=DHT11" target="_blank">Piani Hosting</a>: soluzioni Hosting veloci, sicure e performanti per aziende che necessitano di scalabilità e performance elevate per i propri servizi online.</li></ul><p>La multicanalità non deve tramutarsi in un onere gestionale. Mantenere il controllo, ottimizzando le energie, è possibile grazie all'<strong>integrazione di strumenti come WhatsApp</strong> (per le prenotazioni) o alla gestione unificata delle recensioni provenienti da piattaforme esterne. L'obiettivo primario è che la tecnologia operi in modo trasparente, consentendo al professionista di concentrarsi nuovamente sul proprio core business.</p><div><blockquote><p>L’intelligenza artificiale è solo uno strumento che velocizza il lavoro; la creatività e le idee nuove, invece, restano nelle mani delle persone.</p></blockquote></div><p>L'automazione, pur essendo uno strumento potente, incontra un limite insuperabile nella visione dell'imprenditore. Secondo Storani, l'Intelligenza Artificiale non sostituisce il pensiero umano, ma lo potenzia. La macchina è in grado di formattare testi o suggerire layout, ma non può valutare la qualità di una materia prima o percepire l'atmosfera di un ambiente. Per questo, <strong>l'unica via per evitare l'omologazione dei contenuti è la collaborazione sinergica tra l'essere umano e il software.</strong></p><p>Sul piano analitico, l'introduzione di questi strumenti ridefinisce il divario tra piccole e grandi imprese. La capacità di sfruttare l'IA nel business pareggia il campo da gioco, offrendo anche alle micro-realtà un potenziale comunicativo un tempo esclusivo di budget ingenti. Ciononostante, la facile accessibilità rischia di creare un indistinguibile "rumore di fondo", dove l'elemento competitivo distintivo tornerà a essere la qualità intrinseca del servizio o prodotto fisico offerto.</p><p>La digitalizzazione assistita non deve trasformarsi in una giustificazione per l'inerzia strategica. Sebbene la tecnologia alleggerisca il carico esecutivo, la responsabilità della strategia narrativa rimane umana. Il rischio concreto è un web popolato da siti tecnicamente impeccabili, ma privi di identità commerciale. La vera sfida per le PMI nel 2026 non sarà semplicemente "essere presenti", ma mantenere l'autenticità in un ecosistema dominato dalla perfezione artificiale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Linus Torvalds prova il  "vibe coding": potrebbe essere l'inizio di una nuova era per Linux? Probabilmente no... ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Linus Torvalds dichiara di aver utilizzato l'IA esclusivamente in un progetto personale senza alcuna conseguenza reale</strong></li><li><strong>Il codice non aveva nulla a che fare con Linux, Git o qualsiasi altro sistema di produzione</strong></li><li><strong>L'IA è stata d'aiuto per la gestione di elementi grafici in Python con cui non aveva familiarità, non per il sistema centrale o la logica del kernel</strong></li></ul><p>Linus Torvalds, il creatore di Linux, ha trascorso anni a respingere le affermazioni esagerate sull'intelligenza artificiale, descrivendo gran parte del dibattito sul tema come guidato più dal marketing che dai risultati pratici e dichiarandosi decisamente meno interessato all'IA per la scrittura di codice.</p><p>Al contempo, Torvalds ha sottolineato di non essere prevenuto contro l'IA per principio, ma di essere fermamente contrario all'hype che spesso circonda questi strumenti.</p><p>In questo contesto, la sua recente ammissione di aver fatto ricorso a quello che lui stesso definisce "vibe coding" in un progetto personale ha attirato l'attenzione.</p><h2 id="un-progetto-amatoriale-non-un-infrastruttura">Un progetto amatoriale, non un'infrastruttura</h2><p>Il contesto di questa decisione è tuttavia fondamentale. Il codice in questione compare in AudioNoise, un piccolo repository personale che lo stesso Torvalds definisce un "progetto sciocco legato ai pedali per chitarra".</p><p>Genera effetti audio digitali casuali e non fa parte del kernel Linux, di Git o di qualsiasi altro sistema ampiamente diffuso.</p><p>Torvalds ha precedentemente affermato che il "vibe coding" è accettabile se non lo si utilizza per nulla di importante, e sembra che questo progetto rispecchi fedelmente tale descrizione.</p><p>Il file README di Torvalds spiega perché uno strumento di programmazione basato su IA sia entrato in gioco: la componente di visualizzazione in Python esulava dalle sue competenze abituali.</p><p>In situazioni analoghe in passato, Torvalds ha dichiarato che avrebbe copiato frammenti da thread di forum o Stack Overflow, adattandoli fino a farli funzionare; questa volta, ha saltato quel processo e ha utilizzato Google Antigravity per generare direttamente il visualizzatore.</p><p>In questo senso, lo strumento ha funzionato meno come un motore creativo e più come una scorciatoia simile ai comuni tool di produttività su cui gli sviluppatori già fanno affidamento.</p><p>La più ampia comunità di sviluppatori rimane divisa: alcuni temono che la categoria possa diventare obsoleta se l'IA sarà in grado di programmare, mentre altri si interrogano su quanta fiducia, se presente, meriti il codice generato dall'intelligenza artificiale.</p><p>I commenti passati di Torvalds sono in linea con un uso limitato. Per lui, l'IA è uno strumento per l'apprendimento della programmazione, il controllo automatico delle patch e la revisione del codice.</p><p>"Cosa ne penso di tutto il codice che ho scritto e che è stato ingerito dagli LLM? Mi sento onorato di farne parte, perché vedo tutto ciò come la continuazione di quello che ho cercato di fare per tutta la vita: democratizzare il codice, i sistemi, la conoscenza", ha scritto Torvalds.</p><p>"Gli LLM ci aiuteranno a scrivere software migliore, più velocemente, e permetteranno ai piccoli team di avere una possibilità di competere con le grandi aziende. La stessa cosa che il software open source ha fatto negli anni '90".</p><p>Ha osservato che tali sistemi hanno individuato problemi che gli erano sfuggiti, ma questo non rappresenta un avallo del codice scritto dall'IA per i sistemi core.</p><p>Mentre il dibattito prosegue online, Torvalds stava semplicemente sperimentando durante una pausa festiva. L'episodio suggerisce pragmatismo piuttosto che un cambio di filosofia.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/linus-torvalds-prova-il-vibe-coding-potrebbe-essere-linizio-di-una-nuova-era-per-linux-probabilmente-no</link>
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                            <![CDATA[ Torvalds dichiara di aver utilizzato brevemente l'IA per un progetto personale, ribadendo limiti pragmatici, scetticismo verso l'entusiasmo eccessivo e prudenza nello sviluppo di software critico. ]]>
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                                <ul><li><strong>Linus Torvalds dichiara di aver utilizzato l'IA esclusivamente in un progetto personale senza alcuna conseguenza reale</strong></li><li><strong>Il codice non aveva nulla a che fare con Linux, Git o qualsiasi altro sistema di produzione</strong></li><li><strong>L'IA è stata d'aiuto per la gestione di elementi grafici in Python con cui non aveva familiarità, non per il sistema centrale o la logica del kernel</strong></li></ul><p>Linus Torvalds, il creatore di Linux, ha trascorso anni a respingere le affermazioni esagerate sull'intelligenza artificiale, descrivendo gran parte del dibattito sul tema come guidato più dal marketing che dai risultati pratici e dichiarandosi decisamente meno interessato all'IA per la scrittura di codice.</p><p>Al contempo, Torvalds ha sottolineato di non essere prevenuto contro l'IA per principio, ma di essere fermamente contrario all'hype che spesso circonda questi strumenti.</p><p>In questo contesto, la sua recente ammissione di aver fatto ricorso a quello che lui stesso definisce "vibe coding" in un progetto personale ha attirato l'attenzione.</p><h2 id="un-progetto-amatoriale-non-un-infrastruttura">Un progetto amatoriale, non un'infrastruttura</h2><p>Il contesto di questa decisione è tuttavia fondamentale. Il codice in questione compare in AudioNoise, un piccolo repository personale che lo stesso Torvalds definisce un "progetto sciocco legato ai pedali per chitarra".</p><p>Genera effetti audio digitali casuali e non fa parte del kernel Linux, di Git o di qualsiasi altro sistema ampiamente diffuso.</p><p>Torvalds ha precedentemente affermato che il "vibe coding" è accettabile se non lo si utilizza per nulla di importante, e sembra che questo progetto rispecchi fedelmente tale descrizione.</p><p>Il file README di Torvalds spiega perché uno strumento di programmazione basato su IA sia entrato in gioco: la componente di visualizzazione in Python esulava dalle sue competenze abituali.</p><p>In situazioni analoghe in passato, Torvalds ha dichiarato che avrebbe copiato frammenti da thread di forum o Stack Overflow, adattandoli fino a farli funzionare; questa volta, ha saltato quel processo e ha utilizzato Google Antigravity per generare direttamente il visualizzatore.</p><p>In questo senso, lo strumento ha funzionato meno come un motore creativo e più come una scorciatoia simile ai comuni tool di produttività su cui gli sviluppatori già fanno affidamento.</p><p>La più ampia comunità di sviluppatori rimane divisa: alcuni temono che la categoria possa diventare obsoleta se l'IA sarà in grado di programmare, mentre altri si interrogano su quanta fiducia, se presente, meriti il codice generato dall'intelligenza artificiale.</p><p>I commenti passati di Torvalds sono in linea con un uso limitato. Per lui, l'IA è uno strumento per l'apprendimento della programmazione, il controllo automatico delle patch e la revisione del codice.</p><p>"Cosa ne penso di tutto il codice che ho scritto e che è stato ingerito dagli LLM? Mi sento onorato di farne parte, perché vedo tutto ciò come la continuazione di quello che ho cercato di fare per tutta la vita: democratizzare il codice, i sistemi, la conoscenza", ha scritto Torvalds.</p><p>"Gli LLM ci aiuteranno a scrivere software migliore, più velocemente, e permetteranno ai piccoli team di avere una possibilità di competere con le grandi aziende. La stessa cosa che il software open source ha fatto negli anni '90".</p><p>Ha osservato che tali sistemi hanno individuato problemi che gli erano sfuggiti, ma questo non rappresenta un avallo del codice scritto dall'IA per i sistemi core.</p><p>Mentre il dibattito prosegue online, Torvalds stava semplicemente sperimentando durante una pausa festiva. L'episodio suggerisce pragmatismo piuttosto che un cambio di filosofia.</p>
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Nuovi rapporti all'inizio del <strong>2026</strong> confermano che il metallo rosso sta diventando l'asset più critico dell'economia globale, con il rischio che la scarsità di offerta si manifesti molto prima di quanto previsto inizialmente.</p><p>Dalle infrastrutture per i veicoli elettrici ai potenziamenti delle reti elettriche, fino ai sistemi di calcolo ad alte prestazioni, il rame è l'elemento insostituibile che permette la trasmissione di energia e dati.</p><p>I nuovi "Divoratori" di Rame</p><p>Mentre l'edilizia e l'industria tradizionale rimangono consumatori stabili, la crescita esplosiva è guidata da quattro fattori di disturbo, con l'<strong>Intelligenza Artificiale</strong> e i <strong>Data Center</strong> in prima linea:</p><p><strong>Data Center e IA:</strong> Un data center moderno focalizzato sull'IA può consumare fino a <strong>50.000 tonnellate di rame</strong> (il triplo rispetto a una struttura tradizionale), a causa dell'alta densità di cablaggi e dei complessi sistemi di raffreddamento.</p><p><strong>Veicoli Elettrici (EV):</strong> Un'auto elettrica contiene mediamente fino a quattro volte più rame rispetto a un veicolo a combustione interna. Entro il 2035, si stima che il settore EV richiederà da solo <strong>4,3 milioni di tonnellate</strong> annue.</p><p><strong>Infrastrutture Energetiche:</strong> L'espansione delle reti per supportare le energie rinnovabili (eolico e solare) richiederà investimenti colossali. Solo negli Stati Uniti, si prevede che il fabbisogno legato alla rete elettrica crescerà di oltre il 60% entro il 2030.</p><p><strong>Sistemi Hardware:</strong> Anche a livello di componenti microelettronici, le vie di comunicazione in rame ad alta densità sono essenziali per interconnettere CPU e memorie ad alta velocità.</p><p>La Crisi dell'Offerta nel 2026</p><p>Il mercato sta entrando in una fase di <strong>deficit strutturale</strong>. Nonostante i prezzi abbiano raggiunto record storici all'inizio di gennaio 2026 (superando i <strong>13.000 dollari per tonnellata</strong>), la produzione mineraria non riesce a rispondere con rapidità:</p><p><strong>Tempi di Avvio Lunghissimi:</strong> Come evidenziato dai rapporti di S&P Global e Wood Mackenzie, servono in media <strong>17 anni</strong> perché una nuova miniera diventi operativa.</p><p><strong>Esaurimento dei Giacimenti Esistenti:</strong> Le miniere storiche in Cile e Perù stanno affrontando una riduzione della qualità del minerale estratto e crescenti tensioni sociali e ambientali.</p><p><strong>Il Limite del Riciclo:</strong> Sebbene il recupero del metallo sia fondamentale, gli esperti avvertono che il riciclo potrà coprire al massimo un terzo della domanda totale entro il 2040.</p><p><strong>Concentrazione Geopolitica:</strong> La Cina continua a dominare quasi la metà della capacità globale di raffinazione, creando potenziali colli di bottiglia strategici simili a quelli visti nel settore dei semiconduttori.</p><p>Prospettive Future</p><p>L'International Copper Study Group prevede un deficit di rame raffinato già per quest'anno, stimato in <strong>150.000 tonnellate</strong>. Se non verranno adottati nuovi modelli di investimento e accelerati i processi di autorizzazione per l'estrazione, il rame rischia di passare da "motore della transizione" a "collo di bottiglia" per l'innovazione tecnologica e la sostenibilità climatica.</p><p><strong>Nota:</strong> La scarsità di rame potrebbe portare a un aumento dei prezzi per tutti i dispositivi elettronici e hardware PC nel corso del 2026, aggravando ulteriormente la situazione già tesa nel mercato dei componenti.</p><p>Vorresti approfondire come la carenza di rame stia influenzando specificamente i costi di assemblaggio dei nuovi server per l'IA?</p><h2 id="divario-previsto-tra-domanda-e-offerta">Divario previsto tra domanda e offerta</h2><p>Gli analisti di S&P Global hanno stimato che la domanda globale potrebbe raggiungere i <strong>42 milioni di tonnellate metriche entro il 2040</strong>, rappresentando un incremento di circa il 50% rispetto ai livelli di consumo attuali.</p><p>Si prevede che la produzione raggiunga il picco molto prima; S&P Global prospetta una produzione massima di circa <strong>33 milioni di tonnellate intorno al 2030</strong>, il che implica un potenziale deficit di quasi 10 milioni di tonnellate se le tendenze attuali rimarranno invariate.</p><p>L'estrazione primaria di rame deve far fronte al calo della qualità del minerale, all'aumento dei costi e a processi di estrazione sempre più complessi. L'attivazione di nuove miniere comporta inoltre tempi lunghi, con una <strong>media di 17 anni</strong>. Questi ritardi limitano la rapidità con cui l'offerta può rispondere alla crescente domanda, anche quando i prezzi segnalano una scarsità.</p><p>Un altro recente rapporto di PricewaterhouseCoopers suggerisce che il cambiamento climatico minacci le miniere di rame, che richiedono forniture idriche costanti ma operano spesso in regioni a rischio siccità. Lo stress ambientale, gli ostacoli normativi e l'intensità di capitale si combinano nel rallentare l'espansione della nuova capacità produttiva e, secondo l'analisi di S&P, l'offerta secondaria derivante dal riciclo non potrà colmare il divario.</p><p>Sebbene la transizione delle telecomunicazioni verso il cablaggio in fibra ottica possa liberare 800.000 tonnellate metriche di cavi in rame, il contributo rimane limitato. Si prevede che il riciclo rappresenterà solo circa un terzo dell'offerta totale entro il 2040, anche in presenza di ipotesi di raccolta ottimistiche.</p><p>La <strong>Cina detiene tra il 40 e il 50% della capacità globale</strong> di fusione e raffinazione del rame, creando vulnerabilità legate alla concentrazione geografica. Questa concentrazione amplifica i rischi sistemici in tutti i settori dipendenti dalle infrastrutture elettriche, dalle reti elettriche ai server costruiti attorno ai canali di memoria DDR5.</p><p>Gli analisti avvertono che questa concentrazione aumenta l'esposizione agli shock geopolitici e a più ampie interruzioni dell'approvvigionamento. Preoccupazioni simili sono emerse in passato riguardo alle terre rare e alla produzione di semiconduttori legacy. S&P sottolinea la necessità di espandere la capacità di lavorazione oltre gli hub esistenti per ridurre la dipendenza da un numero ristretto di regioni.</p><p>Alcuni leader tecnologici, tra cui il CEO di Broadcom, affermano che la <strong>fotonica del silicio</strong>, che utilizza la luce anziché il rame per le connessioni, non vedrà una diffusione capillare a breve. Altri sottolineano che le GPU rimangono costose ma dipendono ancora pesantemente dal rame per cablaggi, raffreddamento e alimentazione, mantenendo quindi alta la domanda di questo metallo.</p><p>Ayar Labs, startup di fotonica sostenuta da Nvidia, punta ai clienti hyperscale con la collaborazione di design GUC, eppure questi sforzi dipendono ancora da infrastrutture fisiche che rimangono ad alta intensità di rame. La produzione primaria rimane l'unica via pratica per colmare il divario, conclude S&P.</p><p>L'entità della crescita prevista della domanda suggerisce che, senza autorizzazioni più rapide, investimenti più ampi e una reale cooperazione multilaterale, i vincoli legati al rame sono destinati a persistere.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/ce-un-problema-con-la-produzione-di-rame</link>
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                            <![CDATA[ La domanda di rame è in rapida ascesa a causa dell'elettrificazione, dei data center e delle energie rinnovabili, mentre l'offerta fatica a tenere il passo e il riciclo non riesce a soddisfare il fabbisogno. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock / YegoroV]]></media:credit>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Copper Mine]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Gli esperti avvertono: presto la domanda globale di rame supererà l'offerta per milioni di tonnellate metriche</strong></li><li><strong>Il solo riciclo non potrà soddisfare la crescente domanda di rame nei prossimi due decenni</strong></li><li><strong>La Cina domina quasi la metà della capacità globale di fusione e raffinazione del rame</strong></li></ul><p>La domanda di rame continua a crescere vertiginosamente, spinta dall'elettrificazione dei trasporti, della generazione di energia e dei sistemi industriali. Nuovi rapporti all'inizio del <strong>2026</strong> confermano che il metallo rosso sta diventando l'asset più critico dell'economia globale, con il rischio che la scarsità di offerta si manifesti molto prima di quanto previsto inizialmente.</p><p>Dalle infrastrutture per i veicoli elettrici ai potenziamenti delle reti elettriche, fino ai sistemi di calcolo ad alte prestazioni, il rame è l'elemento insostituibile che permette la trasmissione di energia e dati.</p><p>I nuovi "Divoratori" di Rame</p><p>Mentre l'edilizia e l'industria tradizionale rimangono consumatori stabili, la crescita esplosiva è guidata da quattro fattori di disturbo, con l'<strong>Intelligenza Artificiale</strong> e i <strong>Data Center</strong> in prima linea:</p><p><strong>Data Center e IA:</strong> Un data center moderno focalizzato sull'IA può consumare fino a <strong>50.000 tonnellate di rame</strong> (il triplo rispetto a una struttura tradizionale), a causa dell'alta densità di cablaggi e dei complessi sistemi di raffreddamento.</p><p><strong>Veicoli Elettrici (EV):</strong> Un'auto elettrica contiene mediamente fino a quattro volte più rame rispetto a un veicolo a combustione interna. Entro il 2035, si stima che il settore EV richiederà da solo <strong>4,3 milioni di tonnellate</strong> annue.</p><p><strong>Infrastrutture Energetiche:</strong> L'espansione delle reti per supportare le energie rinnovabili (eolico e solare) richiederà investimenti colossali. Solo negli Stati Uniti, si prevede che il fabbisogno legato alla rete elettrica crescerà di oltre il 60% entro il 2030.</p><p><strong>Sistemi Hardware:</strong> Anche a livello di componenti microelettronici, le vie di comunicazione in rame ad alta densità sono essenziali per interconnettere CPU e memorie ad alta velocità.</p><p>La Crisi dell'Offerta nel 2026</p><p>Il mercato sta entrando in una fase di <strong>deficit strutturale</strong>. Nonostante i prezzi abbiano raggiunto record storici all'inizio di gennaio 2026 (superando i <strong>13.000 dollari per tonnellata</strong>), la produzione mineraria non riesce a rispondere con rapidità:</p><p><strong>Tempi di Avvio Lunghissimi:</strong> Come evidenziato dai rapporti di S&P Global e Wood Mackenzie, servono in media <strong>17 anni</strong> perché una nuova miniera diventi operativa.</p><p><strong>Esaurimento dei Giacimenti Esistenti:</strong> Le miniere storiche in Cile e Perù stanno affrontando una riduzione della qualità del minerale estratto e crescenti tensioni sociali e ambientali.</p><p><strong>Il Limite del Riciclo:</strong> Sebbene il recupero del metallo sia fondamentale, gli esperti avvertono che il riciclo potrà coprire al massimo un terzo della domanda totale entro il 2040.</p><p><strong>Concentrazione Geopolitica:</strong> La Cina continua a dominare quasi la metà della capacità globale di raffinazione, creando potenziali colli di bottiglia strategici simili a quelli visti nel settore dei semiconduttori.</p><p>Prospettive Future</p><p>L'International Copper Study Group prevede un deficit di rame raffinato già per quest'anno, stimato in <strong>150.000 tonnellate</strong>. Se non verranno adottati nuovi modelli di investimento e accelerati i processi di autorizzazione per l'estrazione, il rame rischia di passare da "motore della transizione" a "collo di bottiglia" per l'innovazione tecnologica e la sostenibilità climatica.</p><p><strong>Nota:</strong> La scarsità di rame potrebbe portare a un aumento dei prezzi per tutti i dispositivi elettronici e hardware PC nel corso del 2026, aggravando ulteriormente la situazione già tesa nel mercato dei componenti.</p><p>Vorresti approfondire come la carenza di rame stia influenzando specificamente i costi di assemblaggio dei nuovi server per l'IA?</p><h2 id="divario-previsto-tra-domanda-e-offerta">Divario previsto tra domanda e offerta</h2><p>Gli analisti di S&P Global hanno stimato che la domanda globale potrebbe raggiungere i <strong>42 milioni di tonnellate metriche entro il 2040</strong>, rappresentando un incremento di circa il 50% rispetto ai livelli di consumo attuali.</p><p>Si prevede che la produzione raggiunga il picco molto prima; S&P Global prospetta una produzione massima di circa <strong>33 milioni di tonnellate intorno al 2030</strong>, il che implica un potenziale deficit di quasi 10 milioni di tonnellate se le tendenze attuali rimarranno invariate.</p><p>L'estrazione primaria di rame deve far fronte al calo della qualità del minerale, all'aumento dei costi e a processi di estrazione sempre più complessi. L'attivazione di nuove miniere comporta inoltre tempi lunghi, con una <strong>media di 17 anni</strong>. Questi ritardi limitano la rapidità con cui l'offerta può rispondere alla crescente domanda, anche quando i prezzi segnalano una scarsità.</p><p>Un altro recente rapporto di PricewaterhouseCoopers suggerisce che il cambiamento climatico minacci le miniere di rame, che richiedono forniture idriche costanti ma operano spesso in regioni a rischio siccità. Lo stress ambientale, gli ostacoli normativi e l'intensità di capitale si combinano nel rallentare l'espansione della nuova capacità produttiva e, secondo l'analisi di S&P, l'offerta secondaria derivante dal riciclo non potrà colmare il divario.</p><p>Sebbene la transizione delle telecomunicazioni verso il cablaggio in fibra ottica possa liberare 800.000 tonnellate metriche di cavi in rame, il contributo rimane limitato. Si prevede che il riciclo rappresenterà solo circa un terzo dell'offerta totale entro il 2040, anche in presenza di ipotesi di raccolta ottimistiche.</p><p>La <strong>Cina detiene tra il 40 e il 50% della capacità globale</strong> di fusione e raffinazione del rame, creando vulnerabilità legate alla concentrazione geografica. Questa concentrazione amplifica i rischi sistemici in tutti i settori dipendenti dalle infrastrutture elettriche, dalle reti elettriche ai server costruiti attorno ai canali di memoria DDR5.</p><p>Gli analisti avvertono che questa concentrazione aumenta l'esposizione agli shock geopolitici e a più ampie interruzioni dell'approvvigionamento. Preoccupazioni simili sono emerse in passato riguardo alle terre rare e alla produzione di semiconduttori legacy. S&P sottolinea la necessità di espandere la capacità di lavorazione oltre gli hub esistenti per ridurre la dipendenza da un numero ristretto di regioni.</p><p>Alcuni leader tecnologici, tra cui il CEO di Broadcom, affermano che la <strong>fotonica del silicio</strong>, che utilizza la luce anziché il rame per le connessioni, non vedrà una diffusione capillare a breve. Altri sottolineano che le GPU rimangono costose ma dipendono ancora pesantemente dal rame per cablaggi, raffreddamento e alimentazione, mantenendo quindi alta la domanda di questo metallo.</p><p>Ayar Labs, startup di fotonica sostenuta da Nvidia, punta ai clienti hyperscale con la collaborazione di design GUC, eppure questi sforzi dipendono ancora da infrastrutture fisiche che rimangono ad alta intensità di rame. La produzione primaria rimane l'unica via pratica per colmare il divario, conclude S&P.</p><p>L'entità della crescita prevista della domanda suggerisce che, senza autorizzazioni più rapide, investimenti più ampi e una reale cooperazione multilaterale, i vincoli legati al rame sono destinati a persistere.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Meta lancia l'iniziativa "top-level" Compute per garantire ai propri data center l'energia necessaria: Zuckerberg promette "decine di gigawatt in questo decennio e centinaia o più nel lungo periodo" ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Meta Compute punta a supervisionare un'imponente espansione dell'infrastruttura di calcolo per l'IA</strong></li><li><strong>L'iniziativa risponde direttamente a Mark Zuckerberg e opera ai vertici aziendali</strong></li><li><strong>Sono previsti decine di gigawatt per questo decennio, con centinaia attesi per il futuro</strong></li></ul><p>Meta ha istituito una nuova divisione interna per supervisionare l'espansione della propria infrastruttura di calcolo dedicata agli strumenti di IA avanzata.</p><p>La nuova iniziativa, denominata Meta Compute, opera ai vertici dell'azienda e risponde direttamente al CEO Mark Zuckerberg, il quale ha annunciato piani per implementare decine di gigawatt entro questo decennio.</p><p>Sul lungo periodo, la società prevede di scalare la propria capacità fino a centinaia di gigawatt, superando di gran lunga i tradizionali modelli di crescita dei data center.</p><h2 id="meta-compute">Meta Compute</h2><p>La nascita di Meta Compute avviene in un momento significativo: nel 2025 l'azienda ha investito circa 72 miliardi di dollari in iniziative legate all'IA, nonostante il ritorno economico resti ancora incerto. Meta ha sottolineato che tali investimenti mirano a generare benefici economici nelle aree in cui sorgono i data center, un tema diventato sensibile poiché le comunità locali mettono in discussione l'impatto di queste grandi strutture sui prezzi dell'elettricità e sul consumo idrico.</p><p>La nuova organizzazione riunisce sotto un unico cappello la pianificazione di software, hardware, networking e infrastrutture. Meta ha indicato che questa struttura serve a garantire l'allineamento tra le decisioni hardware e quelle software, necessario dato che i carichi di lavoro dell'IA pongono ai sistemi richieste differenti rispetto ai precedenti servizi cloud.</p><p>Meta Compute sarà guidata congiuntamente da Santosh Janardhan e Daniel Gross, con responsabilità suddivise tra esecuzione e pianificazione a lungo termine. Janardhan continuerà a supervisionare le aree più tecniche, tra cui l'architettura dei sistemi, lo sviluppo di silicio proprietario, i livelli software e l'intera rete globale di data center. Gross si concentrerà invece sulla definizione dei futuri requisiti di calcolo, sulla creazione di catene di approvvigionamento in grado di fornire hardware su scala multi-gigawatt e sullo sviluppo di modelli di pianificazione che tengano conto dei cambiamenti del settore e dei limiti delle risorse. Insieme, il loro mandato riflette il tentativo di affrontare energia, territorio, attrezzature e networking come un unico problema coordinato.</p><p>"Oggi stiamo istituendo una nuova iniziativa di vertice chiamata Meta Compute", ha scritto Zuckerberg in un post su Threads. "Meta ha in programma di realizzare decine di gigawatt in questo decennio, e centinaia o più nel tempo. Il modo in cui progetteremo, investiremo e collaboreremo per costruire questa infrastruttura diventerà un vantaggio strategico".</p><p>Al contempo, Meta Compute separa la strategia di capacità a lungo termine dalle operazioni quotidiane dei data center, che restano affidate ai team infrastrutturali già esistenti. Questa suddivisione suggerisce che Meta stia cercando di evitare un'espansione reattiva guidata esclusivamente dalla domanda a breve termine.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Meta Compute supervisionerà l'espansione delle infrastrutture IA, unificherà la leadership e pianificherà una capacità energetica da decine a centinaia di gigawatt nel corso del prossimo decennio. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li><strong>Meta Compute punta a supervisionare un'imponente espansione dell'infrastruttura di calcolo per l'IA</strong></li><li><strong>L'iniziativa risponde direttamente a Mark Zuckerberg e opera ai vertici aziendali</strong></li><li><strong>Sono previsti decine di gigawatt per questo decennio, con centinaia attesi per il futuro</strong></li></ul><p>Meta ha istituito una nuova divisione interna per supervisionare l'espansione della propria infrastruttura di calcolo dedicata agli strumenti di IA avanzata.</p><p>La nuova iniziativa, denominata Meta Compute, opera ai vertici dell'azienda e risponde direttamente al CEO Mark Zuckerberg, il quale ha annunciato piani per implementare decine di gigawatt entro questo decennio.</p><p>Sul lungo periodo, la società prevede di scalare la propria capacità fino a centinaia di gigawatt, superando di gran lunga i tradizionali modelli di crescita dei data center.</p><h2 id="meta-compute">Meta Compute</h2><p>La nascita di Meta Compute avviene in un momento significativo: nel 2025 l'azienda ha investito circa 72 miliardi di dollari in iniziative legate all'IA, nonostante il ritorno economico resti ancora incerto. Meta ha sottolineato che tali investimenti mirano a generare benefici economici nelle aree in cui sorgono i data center, un tema diventato sensibile poiché le comunità locali mettono in discussione l'impatto di queste grandi strutture sui prezzi dell'elettricità e sul consumo idrico.</p><p>La nuova organizzazione riunisce sotto un unico cappello la pianificazione di software, hardware, networking e infrastrutture. Meta ha indicato che questa struttura serve a garantire l'allineamento tra le decisioni hardware e quelle software, necessario dato che i carichi di lavoro dell'IA pongono ai sistemi richieste differenti rispetto ai precedenti servizi cloud.</p><p>Meta Compute sarà guidata congiuntamente da Santosh Janardhan e Daniel Gross, con responsabilità suddivise tra esecuzione e pianificazione a lungo termine. Janardhan continuerà a supervisionare le aree più tecniche, tra cui l'architettura dei sistemi, lo sviluppo di silicio proprietario, i livelli software e l'intera rete globale di data center. Gross si concentrerà invece sulla definizione dei futuri requisiti di calcolo, sulla creazione di catene di approvvigionamento in grado di fornire hardware su scala multi-gigawatt e sullo sviluppo di modelli di pianificazione che tengano conto dei cambiamenti del settore e dei limiti delle risorse. Insieme, il loro mandato riflette il tentativo di affrontare energia, territorio, attrezzature e networking come un unico problema coordinato.</p><p>"Oggi stiamo istituendo una nuova iniziativa di vertice chiamata Meta Compute", ha scritto Zuckerberg in un post su Threads. "Meta ha in programma di realizzare decine di gigawatt in questo decennio, e centinaia o più nel tempo. Il modo in cui progetteremo, investiremo e collaboreremo per costruire questa infrastruttura diventerà un vantaggio strategico".</p><p>Al contempo, Meta Compute separa la strategia di capacità a lungo termine dalle operazioni quotidiane dei data center, che restano affidate ai team infrastrutturali già esistenti. Questa suddivisione suggerisce che Meta stia cercando di evitare un'espansione reattiva guidata esclusivamente dalla domanda a breve termine.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Le vendite di PC destinate a un calo nel 2026, poiché la domanda di memoria colpisce altri dispositivi  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Il 2025 ha visto una crescita sana del mercato dei PC, ma il 2026 si preannuncia molto più turbolento</strong></li><li><strong>I prezzi della memoria e dello storage sono in aumento, e questo non è positivo per i consumatori</strong></li><li><strong>I dispositivi economici potrebbero subire gli aumenti di prezzo più consistenti</strong></li></ul><p>Nonostante un aumento del 9,2% su base annua nel 2025 (e del 10,1% nel quarto trimestre del 2025), gli analisti di Omdia temono che le spedizioni globali di PC potrebbero diminuire nel 2026 a causa dell'aumento dei costi e della crescente pressione esercitata dai data center di intelligenza artificiale.</p><p>I dati dell'azienda indicano che i costi della memoria dei PC tradizionali sono aumentati di circa il 70% nel corso del 2025, con i fornitori che hanno persino iniziato ad avvertire i clienti di un aumento dei prezzi verso la fine dell'anno. E, cosa ancora più preoccupante, gli analisti hanno già previsto un ulteriore aumento del 50% nel primo trimestre del 2026.</p><p>Con i produttori di memorie che danno la priorità alle DRAM e alle HBM per server ad alto margine destinate ai data center, la produzione di memorie DDR tradizionali per PC ha risentito di questa situazione e l'offerta non riesce a soddisfare la domanda. Anche i costi degli SSD sono aumentati del 40% nel 2025.</p><p><br></p><h2 id="i-prezzi-dei-pc-aumenteranno-i-volumi-delle-spedizioni-diminuiranno">I prezzi dei PC aumenteranno, i volumi delle spedizioni diminuiranno</h2><p>Omdia prevede che la carenza di memoria avrà un impatto sulle vendite di PC nel 2026, con gli OEM che probabilmente si concentreranno sui dispositivi di fascia alta a causa dell'aumento dei costi dei componenti. Anche le configurazioni di fascia media e bassa potrebbero finire per essere commercializzate con meno RAM o memoria per far fronte all'offerta limitata.</p><p>“Data la scarsità dell'offerta nel 2026, il settore sta puntando su SKU di fascia alta e configurazioni di fascia medio-bassa più snelle per proteggere i margini”, ha spiegato l'analista principale Ben Yeh.</p><p>Anche Trendforce ha pubblicato un rapporto simile alla fine del 2025, prevedendo un calo del 5,4% su base annua delle spedizioni globali di notebook per il 2026. Secondo Omdia, nel 2025 i notebook rappresentavano circa quattro quinti (79%) di tutte le spedizioni di PC, con i PC che occupavano una quota di mercato molto più piccola.</p><p>Inoltre, Trendforce avverte che, se le condizioni dovessero peggiorare, si potrebbe verificare un calo del 10,1% nelle spedizioni di notebook.</p><p>Anche IDC concorda sul fatto che le spedizioni potrebbero diminuire quest'anno. “IDC prevede che il mercato dei PC sarà molto diverso tra 12 mesi, data la rapidità con cui sta evolvendo la situazione della memoria”, ha spiegato Jean Philippe Bouchard, vicepresidente della ricerca.</p><p>IDC non ha pubblicato previsioni di mercato, ma gli analisti dell'azienda hanno avvertito di un'estrema volatilità, configurazioni di memoria medie inferiori e ulteriori aumenti dei prezzi. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/le-vendite-di-pc-destinate-a-un-calo-nel-2026-poiche-la-domanda-di-memoria-colpisce-altri-dispositivi</link>
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                            <![CDATA[ Gli analisti del settore concordano: i prezzi dei PC stanno aumentando. Aggiorna subito il tuo PC, altrimenti in futuro dovrai affrontare costi più elevati o specifiche tecniche inferiori. ]]>
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                                                            <title><![CDATA[ Gigabyte lancia una scheda madre consumer con supporto a 256 GB di DDR5 in dual channel — ma potrebbe servirvi un rene per acquistare la memoria ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>La scheda madre Gigabyte Z890 AORUS è in grado di supportare 256 GB di memoria DDR5-7200</li><li>La scheda madre richiede due moduli CQDIMM da 128 GB invece di quattro banchi più piccoli</li><li>Il BIOS ottimizzato e il design della scheda madre garantiscono la stabilità a frequenze di memoria estreme</li></ul><p>Gigabyte ha presentato al CES 2026 la scheda madre Z890 AORUS Tachyon ICE CQDIMM Edition, rivolta al mercato consumer ad alte prestazioni.</p><p>La scheda madre si affida a due soli slot DIMM invece dei tradizionali quattro; una scelta che richiede l'installazione dei più costosi moduli da 128 GB per raggiungere la capacità totale di 256 GB di memoria.</p><p>L'innovazione si concentra sull'hardware CQDIMM abbinato a un'ottimizzazione mirata del BIOS.</p><h2 id="tecnologia-cqdimm">Tecnologia CQDIMM</h2><p>La circuiteria della scheda madre riduce il carico sui canali di memoria, migliorando l'integrità del segnale e supportando un funzionamento stabile alla massima capacità.</p><p>L'architettura del BIOS gestisce timing, voltaggi e sincronizzazione del segnale, consentendo frequenze DDR5-7200 anche con moduli ad alta capacità.</p><p>Queste ottimizzazioni di hardware e firmware superano i compromessi storici tra capacità, frequenza e stabilità che hanno finora limitato le memorie DDR5 di classe consumer.</p><p>Utilizzando due moduli CQDIMM da 128 GB invece di quattro CUDIMM da 64 GB, la scheda madre raggiunge i 256 GB a DDR5-7200 senza compromettere le prestazioni.</p><p>Le configurazioni tradizionali richiedono quattro moduli, il che costringe a ridurre le frequenze a DDR5-4400 a causa dei vincoli elettrici e di segnale.</p><p>L'approccio di Gigabyte snellisce il layout del sistema, riduce il carico sui canali e permette frequenze stabili più elevate a capacità estreme.</p><p>I test professionali, inclusa la verifica con CPU-Z, confermano che la scheda madre si avvia e opera in modo affidabile in queste condizioni, segnando un traguardo per l'industria delle piattaforme consumer.</p><p>Gigabyte ha stretto partnership con i principali produttori di memorie, tra cui Adata, Kingston e TeamGroup, per sviluppare congiuntamente moduli CQDIMM compatibili.</p><p>Queste collaborazioni mirano a garantire la massima compatibilità e prestazioni all'interno del crescente ecosistema di memorie ad alta capacità e alta frequenza.</p><p>Grazie a queste partnership, la tecnologia CQDIMM raggiunge frequenze e stabilità superiori, rispondendo alle esigenze del computing AI, della creazione di contenuti e di altri carichi di lavoro ad alta intensità di dati.</p><p>Non è ancora noto il prezzo di vendita della scheda madre Gigabyte Z890 AORUS Tachyon ICE CQDIMM Edition.</p><p>Tuttavia, è probabile che avrà un costo molto elevato data la configurazione di memoria richiesta: attualmente, i moduli DDR5 da 64 GB sono venduti a circa 10 dollari per GB, quindi i banchi da 128 GB potrebbero costare molto di più.</p><p>Ciò significa che due moduli da 128 GB potrebbero arrivare a costare circa 5.000 dollari solo per la RAM.</p><p>Considerando il potenziale costo di questo dispositivo, alcuni osservatori notano che potrebbe avere più senso acquistare un sistema Threadripper Pro e popolarlo con moduli da 64 GB più economici per raggiungere la stessa capacità totale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/gigabyte-lancia-una-scheda-madre-consumer-con-supporto-a-256-gb-di-ddr5-in-dual-channel-ma-potrebbe-servirvi-un-rene-per-acquistare-la-memoria</link>
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                            <![CDATA[ La scheda madre Z890 AORUS Tachyon ICE CQDIMM di Gigabyte supporta 256 GB di memoria DDR5-7200 attraverso due moduli da 128 GB, raggiungendo capacità e frequenze estreme. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Gigabyte Z890 AORUS motherboard]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li>La scheda madre Gigabyte Z890 AORUS è in grado di supportare 256 GB di memoria DDR5-7200</li><li>La scheda madre richiede due moduli CQDIMM da 128 GB invece di quattro banchi più piccoli</li><li>Il BIOS ottimizzato e il design della scheda madre garantiscono la stabilità a frequenze di memoria estreme</li></ul><p>Gigabyte ha presentato al CES 2026 la scheda madre Z890 AORUS Tachyon ICE CQDIMM Edition, rivolta al mercato consumer ad alte prestazioni.</p><p>La scheda madre si affida a due soli slot DIMM invece dei tradizionali quattro; una scelta che richiede l'installazione dei più costosi moduli da 128 GB per raggiungere la capacità totale di 256 GB di memoria.</p><p>L'innovazione si concentra sull'hardware CQDIMM abbinato a un'ottimizzazione mirata del BIOS.</p><h2 id="tecnologia-cqdimm">Tecnologia CQDIMM</h2><p>La circuiteria della scheda madre riduce il carico sui canali di memoria, migliorando l'integrità del segnale e supportando un funzionamento stabile alla massima capacità.</p><p>L'architettura del BIOS gestisce timing, voltaggi e sincronizzazione del segnale, consentendo frequenze DDR5-7200 anche con moduli ad alta capacità.</p><p>Queste ottimizzazioni di hardware e firmware superano i compromessi storici tra capacità, frequenza e stabilità che hanno finora limitato le memorie DDR5 di classe consumer.</p><p>Utilizzando due moduli CQDIMM da 128 GB invece di quattro CUDIMM da 64 GB, la scheda madre raggiunge i 256 GB a DDR5-7200 senza compromettere le prestazioni.</p><p>Le configurazioni tradizionali richiedono quattro moduli, il che costringe a ridurre le frequenze a DDR5-4400 a causa dei vincoli elettrici e di segnale.</p><p>L'approccio di Gigabyte snellisce il layout del sistema, riduce il carico sui canali e permette frequenze stabili più elevate a capacità estreme.</p><p>I test professionali, inclusa la verifica con CPU-Z, confermano che la scheda madre si avvia e opera in modo affidabile in queste condizioni, segnando un traguardo per l'industria delle piattaforme consumer.</p><p>Gigabyte ha stretto partnership con i principali produttori di memorie, tra cui Adata, Kingston e TeamGroup, per sviluppare congiuntamente moduli CQDIMM compatibili.</p><p>Queste collaborazioni mirano a garantire la massima compatibilità e prestazioni all'interno del crescente ecosistema di memorie ad alta capacità e alta frequenza.</p><p>Grazie a queste partnership, la tecnologia CQDIMM raggiunge frequenze e stabilità superiori, rispondendo alle esigenze del computing AI, della creazione di contenuti e di altri carichi di lavoro ad alta intensità di dati.</p><p>Non è ancora noto il prezzo di vendita della scheda madre Gigabyte Z890 AORUS Tachyon ICE CQDIMM Edition.</p><p>Tuttavia, è probabile che avrà un costo molto elevato data la configurazione di memoria richiesta: attualmente, i moduli DDR5 da 64 GB sono venduti a circa 10 dollari per GB, quindi i banchi da 128 GB potrebbero costare molto di più.</p><p>Ciò significa che due moduli da 128 GB potrebbero arrivare a costare circa 5.000 dollari solo per la RAM.</p><p>Considerando il potenziale costo di questo dispositivo, alcuni osservatori notano che potrebbe avere più senso acquistare un sistema Threadripper Pro e popolarlo con moduli da 64 GB più economici per raggiungere la stessa capacità totale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ MSI è l'ultima arrivata a salire sul carro del Ryzen AI Max+ 395 con il mini PC AI Edge: meglio tardi che mai, ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Il mini PC di MSI gestisce i carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale in locale, senza dipendere da server esterni.</strong></li><li><strong>L’MSI AI Edge supporta fino a 128 GB di memoria unificata per la gestione di modelli di grandi dimensioni.</strong></li><li><strong>Gli sviluppatori possono eseguire modelli AI basati su linguaggio naturale, immagini o input misti.</strong></li></ul><p>MSI fa il suo ingresso nel mercato in espansione dei mini PC basati su Ryzen AI Max+ 395, unendosi a un settore competitivo che conta attualmente oltre 30 dispositivi.</p><p>Il nuovo dispositivo AI Edge è progettato per gestire i carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale direttamente su desktop, offrendo al contempo funzionalità di computing generico per il lavoro e il gaming.</p><p>Include una sezione grafica RDNA 3.5 con 40 unità computazionali e un'architettura NPU XDNA 2 capace di erogare fino a 50 TOPS.</p><h2 id="memoria-enorme-per-carichi-di-lavoro-ai-on-device">Memoria enorme per carichi di lavoro AI on-device</h2><p>L’AI Edge supporta fino a 128 GB di memoria unificata LPDDR5X 8000, con 96 GB allocati dinamicamente alla GPU; una configurazione che permette di eseguire modelli linguistici di grandi dimensioni fino a 120 miliardi di parametri a una velocità di circa 15 token al secondo.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>L’AI Edge adotta un fattore di forma compatto da 4 litri, progettato per risparmiare spazio sulla scrivania pur mantenendo tutte le funzionalità di un desktop tradizionale.</p><p>Dispone inoltre di un alimentatore integrato e gli utenti possono scegliere tra Windows o Linux come ambiente operativo preferito.<sup>2</sup></p><p></p><p></p><p>Il sistema è in grado di offrire prestazioni nel gaming paragonabili a quelle di una GPU di classe GeForce RTX 4060.</p><p>Per gestire tale livello di potenza, MSI utilizza il design termico Glacier Armor, che impiega dissipatori avanzati sui componenti chiave per garantire prestazioni costanti durante lunghe sessioni di inferenza AI o di gioco.<sup>3</sup></p><p></p><p></p><p>Il software incluso nell'AI Edge sfrutta le risorse di calcolo locali per attività di produttività, come la generazione di note, la creazione di mappe concettuali e l'elaborazione di dataset personali.</p><p>La tecnologia Retrieval-Augmented Generation (RAG) consente agli utenti di interrogare i set di dati locali in sicurezza, garantendo che le informazioni sensibili rimangano sul dispositivo.</p><p>I registri finanziari, ad esempio, possono essere analizzati per ottenere insight direttamente sull'AI Edge, senza coinvolgere il cloud.</p><p>L’AI Edge supporta l'inferenza AI in tempo reale per modelli multimodali, rendendolo adatto agli sviluppatori che testano modelli basati su linguaggio naturale, immagini o input misti.</p><p>I carichi di lavoro AI locali possono essere eseguiti in autonomia senza server esterni, riducendo la latenza e preservando la privacy.</p><p>L’AI Edge offre un set essenziale di porte frontali per la connettività quotidiana.</p><p>Gli utenti possono accedere a una porta USB-C per il trasferimento rapido dei dati e l'eventuale alimentazione, mentre due porte USB-A consentono di collegare periferiche standard come unità esterne, tastiere o mouse.<sup>4</sup></p><p></p><p></p><p>Un jack audio da 3,5 mm supporta cuffie o microfono, garantendo la gestione delle esigenze audio di base senza adattatori aggiuntivi.<sup>5</sup></p><p></p><p></p><p>Uno slot per schede SD permette inoltre un accesso rapido a supporti di memoria esterni, supportando i flussi di lavoro che si affidano a storage portatile e trasferimento file.</p><p>In un mercato che conta oltre 30 mini PC dotati di Ryzen AI Max+ 395, l’AI Edge di MSI punta a competere grazie all'elevata capacità di memoria, alle funzionalità AI on-device e alle prestazioni nel gaming.</p><p>Il suo successo dipenderà probabilmente da quanto queste caratteristiche sapranno rispondere alle esigenze di sviluppatori e professionisti alla ricerca di un desktop AI compatto e versatile.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Il mini PC AI Edge di MSI combina una memoria massiccia, inferenza AI locale, prestazioni gaming di classe RTX e un design compatto per un computing desktop versatile. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[MSI AI Edge]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Il mini PC di MSI gestisce i carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale in locale, senza dipendere da server esterni.</strong></li><li><strong>L’MSI AI Edge supporta fino a 128 GB di memoria unificata per la gestione di modelli di grandi dimensioni.</strong></li><li><strong>Gli sviluppatori possono eseguire modelli AI basati su linguaggio naturale, immagini o input misti.</strong></li></ul><p>MSI fa il suo ingresso nel mercato in espansione dei mini PC basati su Ryzen AI Max+ 395, unendosi a un settore competitivo che conta attualmente oltre 30 dispositivi.</p><p>Il nuovo dispositivo AI Edge è progettato per gestire i carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale direttamente su desktop, offrendo al contempo funzionalità di computing generico per il lavoro e il gaming.</p><p>Include una sezione grafica RDNA 3.5 con 40 unità computazionali e un'architettura NPU XDNA 2 capace di erogare fino a 50 TOPS.</p><h2 id="memoria-enorme-per-carichi-di-lavoro-ai-on-device">Memoria enorme per carichi di lavoro AI on-device</h2><p>L’AI Edge supporta fino a 128 GB di memoria unificata LPDDR5X 8000, con 96 GB allocati dinamicamente alla GPU; una configurazione che permette di eseguire modelli linguistici di grandi dimensioni fino a 120 miliardi di parametri a una velocità di circa 15 token al secondo.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>L’AI Edge adotta un fattore di forma compatto da 4 litri, progettato per risparmiare spazio sulla scrivania pur mantenendo tutte le funzionalità di un desktop tradizionale.</p><p>Dispone inoltre di un alimentatore integrato e gli utenti possono scegliere tra Windows o Linux come ambiente operativo preferito.<sup>2</sup></p><p></p><p></p><p>Il sistema è in grado di offrire prestazioni nel gaming paragonabili a quelle di una GPU di classe GeForce RTX 4060.</p><p>Per gestire tale livello di potenza, MSI utilizza il design termico Glacier Armor, che impiega dissipatori avanzati sui componenti chiave per garantire prestazioni costanti durante lunghe sessioni di inferenza AI o di gioco.<sup>3</sup></p><p></p><p></p><p>Il software incluso nell'AI Edge sfrutta le risorse di calcolo locali per attività di produttività, come la generazione di note, la creazione di mappe concettuali e l'elaborazione di dataset personali.</p><p>La tecnologia Retrieval-Augmented Generation (RAG) consente agli utenti di interrogare i set di dati locali in sicurezza, garantendo che le informazioni sensibili rimangano sul dispositivo.</p><p>I registri finanziari, ad esempio, possono essere analizzati per ottenere insight direttamente sull'AI Edge, senza coinvolgere il cloud.</p><p>L’AI Edge supporta l'inferenza AI in tempo reale per modelli multimodali, rendendolo adatto agli sviluppatori che testano modelli basati su linguaggio naturale, immagini o input misti.</p><p>I carichi di lavoro AI locali possono essere eseguiti in autonomia senza server esterni, riducendo la latenza e preservando la privacy.</p><p>L’AI Edge offre un set essenziale di porte frontali per la connettività quotidiana.</p><p>Gli utenti possono accedere a una porta USB-C per il trasferimento rapido dei dati e l'eventuale alimentazione, mentre due porte USB-A consentono di collegare periferiche standard come unità esterne, tastiere o mouse.<sup>4</sup></p><p></p><p></p><p>Un jack audio da 3,5 mm supporta cuffie o microfono, garantendo la gestione delle esigenze audio di base senza adattatori aggiuntivi.<sup>5</sup></p><p></p><p></p><p>Uno slot per schede SD permette inoltre un accesso rapido a supporti di memoria esterni, supportando i flussi di lavoro che si affidano a storage portatile e trasferimento file.</p><p>In un mercato che conta oltre 30 mini PC dotati di Ryzen AI Max+ 395, l’AI Edge di MSI punta a competere grazie all'elevata capacità di memoria, alle funzionalità AI on-device e alle prestazioni nel gaming.</p><p>Il suo successo dipenderà probabilmente da quanto queste caratteristiche sapranno rispondere alle esigenze di sviluppatori e professionisti alla ricerca di un desktop AI compatto e versatile.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Gli sviluppatori non si fidano del codice generato dall'IA, ma molti ammettono di non controllarlo comunque ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Il 96% degli sviluppatori non si fida completamente dell'IA, il 52% non controlla sempre gli errori</strong></li><li><strong>La maggior parte degli utenti di ChatGPT e Perplexity accede all'IA tramite un account personale</strong></li><li><strong>Contrariamente alle tendenze, l'esposizione dei dati e le vulnerabilità rappresentano grandi preoccupazioni</strong></li></ul><p>L'ultima indagine di Sonar, lo State of Code Developer Survey, ha rilevato che quasi la totalità degli sviluppatori (96%) dichiara di non fidarsi completamente della correttezza funzionale del codice generato dall'IA, nonostante l'uso diffuso; dato ancora peggiore, molti non controllano adeguatamente il codice prodotto dall'intelligenza artificiale.</p><p>Attualmente, si stima che circa il 42% del codice scritto dagli sviluppatori sia generato dall'IA (un aumento significativo rispetto al solo 6% del 2023), ma si prevede che questa quota salirà a circa il 65% entro il 2027.</p><p>Eppure, nemmeno la metà di loro (48%) controlla sempre il lavoro dell'IA prima di effettuarne il commit, evidenziando un enorme potenziale per l'introduzione di bug e vulnerabilità.</p><h2 id="gli-sviluppatori-non-controllano-il-codice-generato-dall-ia-prima-di-utilizzarlo">Gli sviluppatori non controllano il codice generato dall'IA prima di utilizzarlo</h2><p>Mentre tre su cinque (59%) affermano di dedicare un impegno "moderato" o "sostanziale" al controllo del codice generato dall'IA, due su cinque (38%) concordano sul fatto che la verifica richieda più tempo rispetto all'equivalente codice scritto da un essere umano. Inoltre, poiché il codice generato utilizza un'enorme mole di dati provenienti da internet per formulare i propri output, tre su cinque (61%) concordano sul fatto che spesso sembri corretto, ma non lo sia.</p><p>Questo studio trova conferma in una recente ricerca separata pubblicata da CodeRabbit, la quale rivela che l'IA genera 1,7 volte più problemi (e 1,7 volte più problemi gravi) rispetto agli esseri umani.</p><p>Le tendenze attuali mostrano che gli strumenti di IA sono maggiormente utilizzati nella prototipazione (88%) e nel software di produzione internet (83%), ambiti che potrebbero non sembrare così critici, ma quasi altrettanti sviluppatori li utilizzano per app rivolte ai clienti (73%). GitHub Copilot (75%) e ChatGPT (74%) sono di gran lunga gli assistenti più comunemente usati.</p><p>Andando oltre, Sonar ha scoperto che più di uno sviluppatore su tre (35%) utilizza i propri account personali anziché quelli approvati dall'azienda: una cifra che sale al 52% tra gli utenti di ChatGPT e al 63% per gli estimatori di Perplexity. Ciò rappresenta un ulteriore rischio per le informazioni aziendali potenzialmente riservate o sensibili.</p><p>Infatti, nonostante quanto riscontrato da Sonar sull'uso dell'IA tra gli sviluppatori, l'esposizione dei dati (57%), le vulnerabilità lievi (47%) e le vulnerabilità gravi (44%) figurano tra le preoccupazioni principali.</p><p>"Generare codice più velocemente è solo metà della battaglia", conclude il rapporto. "Il vero valore deriva dalla capacità di fidarsi e verificare quel codice in modo efficiente."</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Sebbene la maggior parte degli sviluppatori non si fidi completamente del codice generato dall'IA, solo circa la metà di loro si impegna a controllare sempre il proprio lavoro. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">haT6kYkUTVqBzqwJNaDiY5</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Craig Hale ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GV8qRsHBkpSAQxiYKjTt6H-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[coding]]></media:title>
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                                                            <title><![CDATA[ Addio MLC: QLC e TLC domineranno il mercato degli SSD spinti dalla fame di NAND dell'IA — e il PLC probabilmente non arriverà prima dell'era degli SSD da Petabyte ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La tecnologia NAND MLC è ormai destinata esclusivamente ai settori industriale, automotive, medico e del networking</strong></li><li><strong>L'uscita di scena di Samsung lascia vuoti nell'offerta MLC che la concorrenza colma solo parzialmente</strong></li><li><strong>Le memorie TLC e QLC gestiscono una quota sempre maggiore della domanda di storage consumer ed enterprise</strong></li></ul><p>Mentre le tecnologie di archiviazione si evolvono per soddisfare la crescente domanda di dati, la traiettoria delle memorie NAND Flash sta subendo un netto cambiamento.</p><p>Nuovi dati di TrendForce indicano che le NAND MLC (Multi-Level Cell) si stanno costantemente allontanando dal mercato di massa per spostarsi verso nicchie ben definite.</p><p>La domanda rimane concentrata nei sistemi di controllo industriale, nell'elettronica per l'automotive, nelle apparecchiature mediche e nelle infrastrutture di rete, settori in cui i lunghi cicli di certificazione e l'affidabilità del comportamento prevalgono sull'efficienza dei costi.</p><h2 id="i-principali-produttori-stanno-riducendo-la-propria-esposizione">I principali produttori stanno riducendo la propria esposizione</h2><p>Il segmento che attualmente controlla la domanda privilegia la resistenza e la continuità nelle forniture, tuttavia le sue prospettive di crescita complessive rimangono limitate. Di conseguenza, la tecnologia MLC non è più in linea con le economie di scala del mercato SSD, specialmente ora che i requisiti di capacità continuano a crescere rapidamente.</p><p>Le uscite strategiche dei grandi produttori di NAND sono il motore principale della contrazione dell'offerta MLC: la decisione di Samsung di interrompere i prodotti MLC, con le ultime spedizioni previste per metà 2026, ha rimosso il principale attore dal mercato. Kioxia, SK hynix e Micron hanno seguito l'esempio, limitando la produzione quasi esclusivamente agli obblighi contrattuali esistenti.</p><p>TrendForce stima che la capacità globale di NAND MLC calerà del 41,7% su base annua nel 2026. Questa riduzione riflette una deliberata riallocazione di capitali verso le tecnologie di processo avanzate TLC (Triple-Level Cell) e QLC (Quad-Level Cell), piuttosto che un'improvvisa interruzione della catena di approvvigionamento.</p><p>Con il ritiro dei fornitori internazionali, le aziende focalizzate sulle memorie embedded e ad alta affidabilità guadagnano influenza. Macronix, tradizionalmente associata alle NOR Flash, ha spostato parte della sua capacità verso le NAND MLC per servire i clienti colpiti dai vuoti di fornitura; ciò riduce l'output globale di NOR Flash aumentandone la concentrazione.</p><p>Secondo TrendForce, questo cambiamento potrebbe fornire un supporto più solido ai prezzi dei prodotti NOR Flash a media e alta densità. Inoltre, è probabile che inverta anni di pressione causata dall'eccesso di capacità produttiva nel mercato delle unità flash.</p><p>Il rapido declino della produzione MLC, unito all'assenza di capacità sostitutiva, ha innescato impegni d'acquisto anticipati già dalla fine del primo trimestre del 2025. Gli acquirenti hanno accelerato gli approvvigionamenti per garantirsi la disponibilità a lungo termine, spingendo verso l'alto i prezzi in modo persistente.</p><p>Sebbene queste condizioni favoriscano i fornitori rimanenti nel breve termine, confermano lo status di MLC come tecnologia legacy piuttosto che come base scalabile per lo storage del futuro. Mentre la MLC arretra, TLC e QLC assorbono sempre più la domanda nei segmenti consumer ed enterprise.</p><p>I loro vantaggi in termini di costo per bit si allineano con le crescenti aspettative di capacità dettate dai carichi di lavoro ad alta intensità di dati e dall'espansione degli strumenti di IA. La maggior parte dei moderni design di SSD predilige ora queste tecnologie, accettando compromessi sulla durata attraverso la gestione a livello di controller e l'ottimizzazione dei carichi.</p><p>In questo contesto, la tecnologia PLC (Penta-Level Cell NAND Flash) rimane speculativa: TrendForce suggerisce che potrebbe non diventare valida finché le capacità degli SSD di classe petabyte non saranno economicamente giustificate.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/addio-mlc-qlc-e-tlc-domineranno-il-mercato-degli-ssd-spinti-dalla-fame-di-nand-dellia-e-il-plc-probabilmente-non-arrivera-prima-dellera-degli-ssd-da-petabyte</link>
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                            <![CDATA[ I dati di TrendForce mostrano il declino delle memorie NAND MLC a favore del dominio delle tecnologie TLC e QLC negli SSD, una tendenza alimentata dai carichi di lavoro legati all'IA, dalla crescita dei dati e dalle strategie dei fornitori. ]]>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[321-layer NAND chip from Hynix]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>La tecnologia NAND MLC è ormai destinata esclusivamente ai settori industriale, automotive, medico e del networking</strong></li><li><strong>L'uscita di scena di Samsung lascia vuoti nell'offerta MLC che la concorrenza colma solo parzialmente</strong></li><li><strong>Le memorie TLC e QLC gestiscono una quota sempre maggiore della domanda di storage consumer ed enterprise</strong></li></ul><p>Mentre le tecnologie di archiviazione si evolvono per soddisfare la crescente domanda di dati, la traiettoria delle memorie NAND Flash sta subendo un netto cambiamento.</p><p>Nuovi dati di TrendForce indicano che le NAND MLC (Multi-Level Cell) si stanno costantemente allontanando dal mercato di massa per spostarsi verso nicchie ben definite.</p><p>La domanda rimane concentrata nei sistemi di controllo industriale, nell'elettronica per l'automotive, nelle apparecchiature mediche e nelle infrastrutture di rete, settori in cui i lunghi cicli di certificazione e l'affidabilità del comportamento prevalgono sull'efficienza dei costi.</p><h2 id="i-principali-produttori-stanno-riducendo-la-propria-esposizione">I principali produttori stanno riducendo la propria esposizione</h2><p>Il segmento che attualmente controlla la domanda privilegia la resistenza e la continuità nelle forniture, tuttavia le sue prospettive di crescita complessive rimangono limitate. Di conseguenza, la tecnologia MLC non è più in linea con le economie di scala del mercato SSD, specialmente ora che i requisiti di capacità continuano a crescere rapidamente.</p><p>Le uscite strategiche dei grandi produttori di NAND sono il motore principale della contrazione dell'offerta MLC: la decisione di Samsung di interrompere i prodotti MLC, con le ultime spedizioni previste per metà 2026, ha rimosso il principale attore dal mercato. Kioxia, SK hynix e Micron hanno seguito l'esempio, limitando la produzione quasi esclusivamente agli obblighi contrattuali esistenti.</p><p>TrendForce stima che la capacità globale di NAND MLC calerà del 41,7% su base annua nel 2026. Questa riduzione riflette una deliberata riallocazione di capitali verso le tecnologie di processo avanzate TLC (Triple-Level Cell) e QLC (Quad-Level Cell), piuttosto che un'improvvisa interruzione della catena di approvvigionamento.</p><p>Con il ritiro dei fornitori internazionali, le aziende focalizzate sulle memorie embedded e ad alta affidabilità guadagnano influenza. Macronix, tradizionalmente associata alle NOR Flash, ha spostato parte della sua capacità verso le NAND MLC per servire i clienti colpiti dai vuoti di fornitura; ciò riduce l'output globale di NOR Flash aumentandone la concentrazione.</p><p>Secondo TrendForce, questo cambiamento potrebbe fornire un supporto più solido ai prezzi dei prodotti NOR Flash a media e alta densità. Inoltre, è probabile che inverta anni di pressione causata dall'eccesso di capacità produttiva nel mercato delle unità flash.</p><p>Il rapido declino della produzione MLC, unito all'assenza di capacità sostitutiva, ha innescato impegni d'acquisto anticipati già dalla fine del primo trimestre del 2025. Gli acquirenti hanno accelerato gli approvvigionamenti per garantirsi la disponibilità a lungo termine, spingendo verso l'alto i prezzi in modo persistente.</p><p>Sebbene queste condizioni favoriscano i fornitori rimanenti nel breve termine, confermano lo status di MLC come tecnologia legacy piuttosto che come base scalabile per lo storage del futuro. Mentre la MLC arretra, TLC e QLC assorbono sempre più la domanda nei segmenti consumer ed enterprise.</p><p>I loro vantaggi in termini di costo per bit si allineano con le crescenti aspettative di capacità dettate dai carichi di lavoro ad alta intensità di dati e dall'espansione degli strumenti di IA. La maggior parte dei moderni design di SSD predilige ora queste tecnologie, accettando compromessi sulla durata attraverso la gestione a livello di controller e l'ottimizzazione dei carichi.</p><p>In questo contesto, la tecnologia PLC (Penta-Level Cell NAND Flash) rimane speculativa: TrendForce suggerisce che potrebbe non diventare valida finché le capacità degli SSD di classe petabyte non saranno economicamente giustificate.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ La nuova RTX 5090 di Nvidia integra un jack audio, ma addio a inserti in legno e slot SSD ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La RTX 5090 compatta si rivolge ai creator che necessitano di elevate prestazioni IA in sistemi ridotti</strong></li><li><strong>L'insolito jack audio e la porta USB-C la distinguono dalle altre GPU top di gamma</strong></li><li><strong>Abbandonate le finiture in legno e l'integrazione SSD viste sulla precedente ProArt RTX 5080</strong></li></ul><p>Asus ha presentato la ProArt GeForce RTX 5090, una reinterpretazione compatta della GPU consumer ammiraglia di Nvidia, pensata per creator e utenti workstation.</p><p>La scheda punta su un elevato throughput per l'intelligenza artificiale, mantenendo un profilo fisico più sottile adatto a sistemi small form factor e configurazioni multi-GPU.</p><p>Il dispositivo vanta 32 GB di memoria GDDR7, 21.760 CUDA core e una potenza dichiarata di 3.352 AI TOPs, posizionandosi saldamente al vertice dell'attuale gamma Nvidia.</p><h2 id="e-davvero-un-jack-per-le-cuffie">È davvero un jack per le cuffie?</h2><p>La ProArt RTX 5090 si basa sull'architettura Blackwell e supporta il DLSS 4, incluse la generazione multi-frame e le funzionalità aggiornate di ray reconstruction.</p><p>A differenza di molte ammiraglie dalle dimensioni imponenti, adotta un design da 2,5 slot, lasciando spazio per ulteriori schede PCIe o per una seconda GPU nei sistemi compatibili.</p><p>Il raffreddamento segue il layout della Founders Edition con una camera di vapore, heat pipe e due ventole assiali da 115 mm che spingono l'aria attraverso un backplate a doppio flusso.</p><p>Asus utilizza il metallo liquido tra il die della GPU e il dissipatore, una scelta solitamente riservata a design più premium a causa delle complessità di gestione.</p><p>Questo approccio migliorerebbe l'efficienza termica mantenendo le dimensioni complessive della scheda ridotte rispetto ai più ingombranti modelli a tre ventole.</p><p>Una delle caratteristiche più insolite è il jack per cuffie da 2,5 mm integrato, un elemento raramente visto sulle moderne schede grafiche.</p><p>L'uscita audio è posizionata accanto alle connessioni DisplayPort e HDMI, affiancata da una porta USB Type-C per display e periferiche.</p><p>La porta USB-C sostituisce una delle consuete uscite DisplayPort ed è destinata ai creator che utilizzano monitor portatili o configurazioni in daisy chain.</p><p>Dal punto di vista estetico, la scheda mantiene un look industriale sobrio, senza uno stile ricco di LED RGB o materiali decorativi.</p><p>Ciò segna un netto cambiamento rispetto alla precedente ProArt RTX 5080, che puntava molto sulle finiture effetto legno e integrava persino uno slot SSD M.2.</p><p>Queste caratteristiche non sono presenti in questo modello e probabilmente non mancheranno a molti utenti.</p><p>Non ci sono ancora informazioni su prezzi o disponibilità, ma la GPU ProArt RTX 5080 con la cornice in finto legno costava 1.469 dollari al lancio, con un sovrapprezzo di quasi 500 dollari rispetto alle schede RTX 5080 standard.</p><p>Considerando che si rivolge al mercato dei professionisti e tenendo conto dei costi aggiuntivi legati al design compatto e al raffreddamento personalizzato, è lecito aspettarsi un prezzo considerevolmente più alto per il modello RTX 5090.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ La Asus ProArt RTX 5090 si rivolge ai professionisti della creatività puntando su dimensioni compatte, 32 GB di memoria GDDR7 e un inaspettato jack audio. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                <author><![CDATA[ waynewilliams@onmail.com (Wayne Williams) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Wayne Williams ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7YTAnzyJ2Ci96hP5duFpQm-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <ul><li><strong>La RTX 5090 compatta si rivolge ai creator che necessitano di elevate prestazioni IA in sistemi ridotti</strong></li><li><strong>L'insolito jack audio e la porta USB-C la distinguono dalle altre GPU top di gamma</strong></li><li><strong>Abbandonate le finiture in legno e l'integrazione SSD viste sulla precedente ProArt RTX 5080</strong></li></ul><p>Asus ha presentato la ProArt GeForce RTX 5090, una reinterpretazione compatta della GPU consumer ammiraglia di Nvidia, pensata per creator e utenti workstation.</p><p>La scheda punta su un elevato throughput per l'intelligenza artificiale, mantenendo un profilo fisico più sottile adatto a sistemi small form factor e configurazioni multi-GPU.</p><p>Il dispositivo vanta 32 GB di memoria GDDR7, 21.760 CUDA core e una potenza dichiarata di 3.352 AI TOPs, posizionandosi saldamente al vertice dell'attuale gamma Nvidia.</p><h2 id="e-davvero-un-jack-per-le-cuffie">È davvero un jack per le cuffie?</h2><p>La ProArt RTX 5090 si basa sull'architettura Blackwell e supporta il DLSS 4, incluse la generazione multi-frame e le funzionalità aggiornate di ray reconstruction.</p><p>A differenza di molte ammiraglie dalle dimensioni imponenti, adotta un design da 2,5 slot, lasciando spazio per ulteriori schede PCIe o per una seconda GPU nei sistemi compatibili.</p><p>Il raffreddamento segue il layout della Founders Edition con una camera di vapore, heat pipe e due ventole assiali da 115 mm che spingono l'aria attraverso un backplate a doppio flusso.</p><p>Asus utilizza il metallo liquido tra il die della GPU e il dissipatore, una scelta solitamente riservata a design più premium a causa delle complessità di gestione.</p><p>Questo approccio migliorerebbe l'efficienza termica mantenendo le dimensioni complessive della scheda ridotte rispetto ai più ingombranti modelli a tre ventole.</p><p>Una delle caratteristiche più insolite è il jack per cuffie da 2,5 mm integrato, un elemento raramente visto sulle moderne schede grafiche.</p><p>L'uscita audio è posizionata accanto alle connessioni DisplayPort e HDMI, affiancata da una porta USB Type-C per display e periferiche.</p><p>La porta USB-C sostituisce una delle consuete uscite DisplayPort ed è destinata ai creator che utilizzano monitor portatili o configurazioni in daisy chain.</p><p>Dal punto di vista estetico, la scheda mantiene un look industriale sobrio, senza uno stile ricco di LED RGB o materiali decorativi.</p><p>Ciò segna un netto cambiamento rispetto alla precedente ProArt RTX 5080, che puntava molto sulle finiture effetto legno e integrava persino uno slot SSD M.2.</p><p>Queste caratteristiche non sono presenti in questo modello e probabilmente non mancheranno a molti utenti.</p><p>Non ci sono ancora informazioni su prezzi o disponibilità, ma la GPU ProArt RTX 5080 con la cornice in finto legno costava 1.469 dollari al lancio, con un sovrapprezzo di quasi 500 dollari rispetto alle schede RTX 5080 standard.</p><p>Considerando che si rivolge al mercato dei professionisti e tenendo conto dei costi aggiuntivi legati al design compatto e al raffreddamento personalizzato, è lecito aspettarsi un prezzo considerevolmente più alto per il modello RTX 5090.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Raffreddamento a liquido vs raffreddamento ad aria: le cinque differenze chiave per i data center. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La domanda globale di tecnologie come l'intelligenza artificiale, il calcolo ad alte prestazioni (HPC) e i servizi cloud è in accelerazione, rendendo sempre più cruciale l'efficienza dei sistemi di raffreddamento utilizzati nei data center che supportano tali tecnologie.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>Oggi i data center rappresentano circa l'1,5% del consumo mondiale di elettricità: secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia, entro il 2030 il fabbisogno energetico globale è destinato a raddoppiare proprio a causa di tecnologie come l'IA.<sup>2</sup></p><p></p><p></p><p>Poiché i data center possono arrivare a impiegare fino a metà della loro energia totale solo per i sistemi di raffreddamento, l'efficienza di tali impianti sta diventando un fattore vitale per qualsiasi organizzazione che utilizzi l'IA, l'HPC o i servizi cloud.<sup>3</sup></p><p>L'approccio tradizionale per il raffreddamento dei data center è quello ad aria, basato sull'impiego di grandi ventole all'interno delle strutture e dei singoli dispositivi. Con l'aumentare del fabbisogno energetico, tuttavia, il raffreddamento ad aria fatica a tenere il passo con le esigenze dei data center odierni e futuri.</p><p>Il raffreddamento a liquido, che utilizza acqua calda per raffreddare i componenti, si sta affermando come un'importante alternativa, offrendo vantaggi chiave in termini di efficienza e sostenibilità.</p><p>Considerando che i carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale richiedono densità energetiche sempre più elevate e che la sostenibilità è ormai centrale nelle strategie infrastrutturali, è fondamentale che i responsabili dei data center compiano scelte informate sul raffreddamento. Di seguito sono riportati i principali vantaggi e svantaggi dei due approcci, analizzati attraverso molteplici fattori.</p><h2 id="efficienza-termica">Efficienza termica</h2><p>Uno dei principali vantaggi dei sistemi di raffreddamento a liquido risiede nell'efficienza, ambito in cui l'acqua è in grado di offrire prestazioni molto superiori all'aria. L'acqua è oltre 3.000 volte più efficiente dell'aria nel rimuovere il calore, il che significa che gli operatori dei data center devono utilizzare meno elettricità per mantenere freschi i data center e le apparecchiature.</p><p>Le tecniche di raffreddamento a liquido, come il raffreddamento diretto al nodo (direct-to-node), possono rimuovere fino al 98% del calore dai server; l'acqua calda può inoltre essere riutilizzata per riscaldare strutture come edifici e persino piscine. Complessivamente, il raffreddamento a liquido può ridurre il consumo energetico fino al 40%.</p><h2 id="sostenibilita">Sostenibilità</h2><p>Il raffreddamento a liquido e quello ad aria presentano vantaggi e svantaggi in termini di sostenibilità, sebbene la tecnologia del raffreddamento a liquido si stia evolvendo rapidamente. Il raffreddamento ad aria è altamente energivoro, ma preserva l'acqua.</p><p>Il raffreddamento a liquido è più efficiente dal punto di vista energetico, ma i sistemi più vecchi basati sul raffreddamento evaporativo, in cui l'acqua calda viene spruzzata su pannelli per essere raffreddata, devono essere riforniti da fonti esterne.</p><p>I sistemi di raffreddamento ad acqua calda limitano la perdita d'acqua e i sistemi più recenti possono accettare temperature d'ingresso elevate, il che significa che viene sprecata meno energia per refrigerare l'acqua.</p><p>Le organizzazioni stanno inoltre passando da sistemi a circuito aperto per la gestione del calore (dove l'acqua viene raffreddata tramite evaporazione) a sistemi a circuito chiuso (che rimuovono il calore attraverso uno scambiatore di calore liquido-aria a circuito chiuso) per rendere il raffreddamento a liquido più efficiente e scalabile.</p><h2 id="densita-spaziale">Densità spaziale</h2><p>I sistemi raffreddati ad aria richiedono uno spazio fisico maggiore per operare e possono supportare fino a circa 70 kilowatt per rack, ma esiste un limite fisico noto come "capacità termica specifica" oltre il quale non possono funzionare.</p><p>Le GPU che alimentano le piattaforme di IA richiedono fino a 10 volte più energia rispetto alle CPU tradizionali, contenendo un numero maggiore di transistor: altre caratteristiche progettuali, come lo stacking del silicio in 3D, consentono ai produttori di GPU di inserire più componenti in spazi ridotti.</p><p>Ciò aumenta la densità di potenza dei data center, spingendo il raffreddamento ad aria oltre la soglia di viabilità.<sup>1</sup> Con data center sempre più densi dal punto di vista energetico, l'aria limita la scalabilità, il che significa che è possibile inserire meno potenza di calcolo nello stesso spazio.</p><p>Il raffreddamento a liquido consente ai componenti di girare più velocemente, permettendo ai data center di gestire carichi di lavoro di IA e HPC più intensi e favorendo una maggiore densità di calcolo.</p><h2 id="a-prova-di-futuro">A prova di futuro</h2><p>Entro la fine di questo decennio, secondo Goldman Sachs, la domanda energetica di tecnologie come l'IA avrà causato un aumento del 160% nel fabbisogno di potenza dei data center. Ciò significa che la maggiore efficienza del raffreddamento a liquido diventerà sempre più importante.</p><p>Misurata in PUE (Power Usage Effectiveness), l'efficienza dei data center è data dal rapporto tra la potenza richiesta per far funzionare l'intero data center e il fabbisogno energetico delle apparecchiature IT.</p><p>Alcuni data center ottimizzati per il liquido stanno già raggiungendo un PUE di 1,1 o addirittura 1,04, e i clienti potranno anche utilizzare l'acqua calda per riscaldare gli uffici, operazione che sta diventando ancora più semplice con i sistemi più recenti. Con la crescita della domanda di calcolo in tutto il mondo, tali efficienze diventeranno sempre più fondamentali.</p><h2 id="affidabilita-e-manutenzione">Affidabilità e manutenzione</h2><p>I sistemi di raffreddamento ad aria presentano svantaggi distinti in termini di affidabilità e manutenzione: l'uso delle ventole può esporre l'hardware alla polvere e le temperature tendono a fluttuare maggiormente nei data center raffreddati ad aria, con conseguenze dirette sulla manutenzione.</p><p>In linea generale, i sistemi di raffreddamento a liquido richiedono una maggiore competenza per la manutenzione. Tuttavia, la situazione sta cambiando. I moderni sistemi di raffreddamento a liquido sono sicuri, facili da riparare e altamente pratici in un'ampia varietà di ambienti.</p><p>I più recenti sistemi raffreddati ad acqua possono operare in molteplici configurazioni per facilitarne l'adozione, inclusi sistemi ibridi che utilizzano sia aria che acqua.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Perché il raffreddamento a liquido si sta affermando come la scelta efficiente e sostenibile per i data center guidati dall'intelligenza artificiale. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>La domanda globale di tecnologie come l'intelligenza artificiale, il calcolo ad alte prestazioni (HPC) e i servizi cloud è in accelerazione, rendendo sempre più cruciale l'efficienza dei sistemi di raffreddamento utilizzati nei data center che supportano tali tecnologie.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>Oggi i data center rappresentano circa l'1,5% del consumo mondiale di elettricità: secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia, entro il 2030 il fabbisogno energetico globale è destinato a raddoppiare proprio a causa di tecnologie come l'IA.<sup>2</sup></p><p></p><p></p><p>Poiché i data center possono arrivare a impiegare fino a metà della loro energia totale solo per i sistemi di raffreddamento, l'efficienza di tali impianti sta diventando un fattore vitale per qualsiasi organizzazione che utilizzi l'IA, l'HPC o i servizi cloud.<sup>3</sup></p><p>L'approccio tradizionale per il raffreddamento dei data center è quello ad aria, basato sull'impiego di grandi ventole all'interno delle strutture e dei singoli dispositivi. Con l'aumentare del fabbisogno energetico, tuttavia, il raffreddamento ad aria fatica a tenere il passo con le esigenze dei data center odierni e futuri.</p><p>Il raffreddamento a liquido, che utilizza acqua calda per raffreddare i componenti, si sta affermando come un'importante alternativa, offrendo vantaggi chiave in termini di efficienza e sostenibilità.</p><p>Considerando che i carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale richiedono densità energetiche sempre più elevate e che la sostenibilità è ormai centrale nelle strategie infrastrutturali, è fondamentale che i responsabili dei data center compiano scelte informate sul raffreddamento. Di seguito sono riportati i principali vantaggi e svantaggi dei due approcci, analizzati attraverso molteplici fattori.</p><h2 id="efficienza-termica">Efficienza termica</h2><p>Uno dei principali vantaggi dei sistemi di raffreddamento a liquido risiede nell'efficienza, ambito in cui l'acqua è in grado di offrire prestazioni molto superiori all'aria. L'acqua è oltre 3.000 volte più efficiente dell'aria nel rimuovere il calore, il che significa che gli operatori dei data center devono utilizzare meno elettricità per mantenere freschi i data center e le apparecchiature.</p><p>Le tecniche di raffreddamento a liquido, come il raffreddamento diretto al nodo (direct-to-node), possono rimuovere fino al 98% del calore dai server; l'acqua calda può inoltre essere riutilizzata per riscaldare strutture come edifici e persino piscine. Complessivamente, il raffreddamento a liquido può ridurre il consumo energetico fino al 40%.</p><h2 id="sostenibilita">Sostenibilità</h2><p>Il raffreddamento a liquido e quello ad aria presentano vantaggi e svantaggi in termini di sostenibilità, sebbene la tecnologia del raffreddamento a liquido si stia evolvendo rapidamente. Il raffreddamento ad aria è altamente energivoro, ma preserva l'acqua.</p><p>Il raffreddamento a liquido è più efficiente dal punto di vista energetico, ma i sistemi più vecchi basati sul raffreddamento evaporativo, in cui l'acqua calda viene spruzzata su pannelli per essere raffreddata, devono essere riforniti da fonti esterne.</p><p>I sistemi di raffreddamento ad acqua calda limitano la perdita d'acqua e i sistemi più recenti possono accettare temperature d'ingresso elevate, il che significa che viene sprecata meno energia per refrigerare l'acqua.</p><p>Le organizzazioni stanno inoltre passando da sistemi a circuito aperto per la gestione del calore (dove l'acqua viene raffreddata tramite evaporazione) a sistemi a circuito chiuso (che rimuovono il calore attraverso uno scambiatore di calore liquido-aria a circuito chiuso) per rendere il raffreddamento a liquido più efficiente e scalabile.</p><h2 id="densita-spaziale">Densità spaziale</h2><p>I sistemi raffreddati ad aria richiedono uno spazio fisico maggiore per operare e possono supportare fino a circa 70 kilowatt per rack, ma esiste un limite fisico noto come "capacità termica specifica" oltre il quale non possono funzionare.</p><p>Le GPU che alimentano le piattaforme di IA richiedono fino a 10 volte più energia rispetto alle CPU tradizionali, contenendo un numero maggiore di transistor: altre caratteristiche progettuali, come lo stacking del silicio in 3D, consentono ai produttori di GPU di inserire più componenti in spazi ridotti.</p><p>Ciò aumenta la densità di potenza dei data center, spingendo il raffreddamento ad aria oltre la soglia di viabilità.<sup>1</sup> Con data center sempre più densi dal punto di vista energetico, l'aria limita la scalabilità, il che significa che è possibile inserire meno potenza di calcolo nello stesso spazio.</p><p>Il raffreddamento a liquido consente ai componenti di girare più velocemente, permettendo ai data center di gestire carichi di lavoro di IA e HPC più intensi e favorendo una maggiore densità di calcolo.</p><h2 id="a-prova-di-futuro">A prova di futuro</h2><p>Entro la fine di questo decennio, secondo Goldman Sachs, la domanda energetica di tecnologie come l'IA avrà causato un aumento del 160% nel fabbisogno di potenza dei data center. Ciò significa che la maggiore efficienza del raffreddamento a liquido diventerà sempre più importante.</p><p>Misurata in PUE (Power Usage Effectiveness), l'efficienza dei data center è data dal rapporto tra la potenza richiesta per far funzionare l'intero data center e il fabbisogno energetico delle apparecchiature IT.</p><p>Alcuni data center ottimizzati per il liquido stanno già raggiungendo un PUE di 1,1 o addirittura 1,04, e i clienti potranno anche utilizzare l'acqua calda per riscaldare gli uffici, operazione che sta diventando ancora più semplice con i sistemi più recenti. Con la crescita della domanda di calcolo in tutto il mondo, tali efficienze diventeranno sempre più fondamentali.</p><h2 id="affidabilita-e-manutenzione">Affidabilità e manutenzione</h2><p>I sistemi di raffreddamento ad aria presentano svantaggi distinti in termini di affidabilità e manutenzione: l'uso delle ventole può esporre l'hardware alla polvere e le temperature tendono a fluttuare maggiormente nei data center raffreddati ad aria, con conseguenze dirette sulla manutenzione.</p><p>In linea generale, i sistemi di raffreddamento a liquido richiedono una maggiore competenza per la manutenzione. Tuttavia, la situazione sta cambiando. I moderni sistemi di raffreddamento a liquido sono sicuri, facili da riparare e altamente pratici in un'ampia varietà di ambienti.</p><p>I più recenti sistemi raffreddati ad acqua possono operare in molteplici configurazioni per facilitarne l'adozione, inclusi sistemi ibridi che utilizzano sia aria che acqua.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Micron annuncia un SSD QLC dopo l'addio al brand Crucial: il 3610 è un Gen5 base più veloce dei TLC Gen4. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>L'SSD Micron 3610 NVMe offre l'unica capacità da 4 TB al mondo nel formato M.2 2230 a lato singolo.</strong></li><li><strong>Le prestazioni in lettura e scrittura casuale scalano proporzionalmente alla capacità dell'unità.</strong></li><li><strong>La resistenza aumenta con la dimensione del disco.</strong></li></ul><p>Al CES 2026, Micron ha presentato l'SSD 3610 PCIe Gen5 NVMe, un'unità basata su tecnologia QLC destinata ai PC e ai notebook OEM di fascia media.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>Il lancio è avvenuto poche settimane dopo l'annuncio di dicembre 2025, in cui Micron dichiarava la dismissione del marchio consumer Crucial per concentrarsi sui mercati enterprise e dell'intelligenza artificiale.</p><p>Secondo Micron, si tratta del primo SSD client Gen5 G9 QLC al mondo, in grado di supportare gli standard PCIe Gen5 e NVMe 2.0 in molteplici form factor M.2.</p><h2 id="miglioramento-delle-velocita-di-lettura-e-scrittura">Miglioramento delle velocità di lettura e scrittura</h2><p>Questo dispositivo presenta un compatto formato 2230 a lato singolo che supporta capacità di archiviazione da 1 TB, 2 TB e 4 TB, permettendogli di adattarsi a una vasta gamma di laptop ultrasottili.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>Micron dichiara che le velocità di lettura sequenziale migliorano fino al 57%, mentre le scritture sequenziali aumentano del 45% rispetto alle unità Gen4 QLC. Secondo quanto riferito, l'SSD Micron 3610 NVMe raggiunge velocità di lettura sequenziale fino a 11.000 MB/s, mentre le velocità di scrittura variano in base alla capacità di archiviazione.<sup>2</sup> Se il modello da 1 TB tocca i 7.200 MB/s, le varianti da 2 TB e 4 TB registrano circa 9.300 MB/s.</p><p></p><p></p><p>Le prestazioni in lettura e scrittura casuale del dispositivo aumentano con la capacità, raggiungendo 850 KIOPS in lettura e 1.500 KIOPS in scrittura per il taglio da 1 TB, e fino a 1.500 KIOPS in lettura e 1.600 KIOPS in scrittura sulle capacità maggiori. La latenza di lettura tipica è di 50 µs, mentre quella di scrittura rimane di 12 µs, contribuendo a un multitasking reattivo, flussi di lavoro multimediali fluidi e avvii più rapidi delle applicazioni. Questo livello di performance, unito a una velocità ottimizzata per l'IA, consentirebbe di caricare modelli IA da miliardi di parametri in meno di tre secondi.</p><p>La resistenza del 3610 scala con la capacità: i modelli da 1 TB, 2 TB e 4 TB sono valutati rispettivamente a 400 TBW, 800 TBW e 1.600 TBW, mentre tutte le unità condividono un tempo medio tra i guasti di due milioni di ore. L'unità integra NAND Micron G9 QLC e supporta la crittografia hardware AES a 256 bit.<sup>3</sup> Offre inoltre protezione contro la perdita di potenza, gestione termica controllata dall'host, sanificazione dei blocchi, cancellazione crittografica e conformità agli standard TCG Opal 2.02 e Pyrite 2.01.<sup>4</sup> Grazie alla tecnologia AWT di Micron, il dispositivo mantiene prestazioni costanti durante carichi di lavoro prolungati.</p><p></p><p></p><p>I risultati dei benchmark per l'SSD Micron 3610 NVMe sono stati positivi, con punteggi PCMark 10 in crescita fino al 30% e risultati 3DMark aumentati di circa il 20%. Il rapporto prestazioni per watt migliorerebbe del 10% rispetto ai Gen4 QLC e del 43% rispetto ai Gen4 TLC; guadagni ottenuti senza un consumo energetico aggiuntivo, il che suggerisce che l'unità possa migliorare la reattività del sistema per i carichi di lavoro informatici mainstream.</p><p>Nonostante i miglioramenti nei benchmark, l'uso della tecnologia NAND QLC e l'architettura priva di DRAM (DRAM-less) potrebbero limitare le prestazioni sostenute sotto carichi di lavoro pesanti. Questo rende le unità alternative Gen5 TLC potenzialmente più adatte agli utenti che richiedono prestazioni elevate e costanti durante operazioni prolungate.</p><p>"L'SSD 3610 combina la tecnologia all'avanguardia PCIe Gen 5, la più avanzata NAND G9 QLC di Micron e un elegante design a lato singolo per offrire prestazioni premium, capacità ed efficienza energetica", ha affermato Mark Montierth, Senior Vice President e General Manager della Business Unit Mobile and Client di Micron. "Il 3610 abiliterà dispositivi ultrasottili in grado di soddisfare le crescenti esigenze dell'IA on-device, dello streaming immersivo e dei carichi di lavoro ad alta intensità di prestazioni".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/micron-annuncia-un-ssd-qlc-dopo-laddio-al-brand-crucial-il-3610-e-un-gen5-base-piu-veloce-dei-tlc-gen4</link>
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                            <![CDATA[ L'SSD Micron 3610 PCIe Gen5 NVMe offre storage QLC ad alta velocità, bassa latenza, predisposizione per l'IA, un formato compatto e un'elevata resistenza. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <ul><li><strong>L'SSD Micron 3610 NVMe offre l'unica capacità da 4 TB al mondo nel formato M.2 2230 a lato singolo.</strong></li><li><strong>Le prestazioni in lettura e scrittura casuale scalano proporzionalmente alla capacità dell'unità.</strong></li><li><strong>La resistenza aumenta con la dimensione del disco.</strong></li></ul><p>Al CES 2026, Micron ha presentato l'SSD 3610 PCIe Gen5 NVMe, un'unità basata su tecnologia QLC destinata ai PC e ai notebook OEM di fascia media.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>Il lancio è avvenuto poche settimane dopo l'annuncio di dicembre 2025, in cui Micron dichiarava la dismissione del marchio consumer Crucial per concentrarsi sui mercati enterprise e dell'intelligenza artificiale.</p><p>Secondo Micron, si tratta del primo SSD client Gen5 G9 QLC al mondo, in grado di supportare gli standard PCIe Gen5 e NVMe 2.0 in molteplici form factor M.2.</p><h2 id="miglioramento-delle-velocita-di-lettura-e-scrittura">Miglioramento delle velocità di lettura e scrittura</h2><p>Questo dispositivo presenta un compatto formato 2230 a lato singolo che supporta capacità di archiviazione da 1 TB, 2 TB e 4 TB, permettendogli di adattarsi a una vasta gamma di laptop ultrasottili.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>Micron dichiara che le velocità di lettura sequenziale migliorano fino al 57%, mentre le scritture sequenziali aumentano del 45% rispetto alle unità Gen4 QLC. Secondo quanto riferito, l'SSD Micron 3610 NVMe raggiunge velocità di lettura sequenziale fino a 11.000 MB/s, mentre le velocità di scrittura variano in base alla capacità di archiviazione.<sup>2</sup> Se il modello da 1 TB tocca i 7.200 MB/s, le varianti da 2 TB e 4 TB registrano circa 9.300 MB/s.</p><p></p><p></p><p>Le prestazioni in lettura e scrittura casuale del dispositivo aumentano con la capacità, raggiungendo 850 KIOPS in lettura e 1.500 KIOPS in scrittura per il taglio da 1 TB, e fino a 1.500 KIOPS in lettura e 1.600 KIOPS in scrittura sulle capacità maggiori. La latenza di lettura tipica è di 50 µs, mentre quella di scrittura rimane di 12 µs, contribuendo a un multitasking reattivo, flussi di lavoro multimediali fluidi e avvii più rapidi delle applicazioni. Questo livello di performance, unito a una velocità ottimizzata per l'IA, consentirebbe di caricare modelli IA da miliardi di parametri in meno di tre secondi.</p><p>La resistenza del 3610 scala con la capacità: i modelli da 1 TB, 2 TB e 4 TB sono valutati rispettivamente a 400 TBW, 800 TBW e 1.600 TBW, mentre tutte le unità condividono un tempo medio tra i guasti di due milioni di ore. L'unità integra NAND Micron G9 QLC e supporta la crittografia hardware AES a 256 bit.<sup>3</sup> Offre inoltre protezione contro la perdita di potenza, gestione termica controllata dall'host, sanificazione dei blocchi, cancellazione crittografica e conformità agli standard TCG Opal 2.02 e Pyrite 2.01.<sup>4</sup> Grazie alla tecnologia AWT di Micron, il dispositivo mantiene prestazioni costanti durante carichi di lavoro prolungati.</p><p></p><p></p><p>I risultati dei benchmark per l'SSD Micron 3610 NVMe sono stati positivi, con punteggi PCMark 10 in crescita fino al 30% e risultati 3DMark aumentati di circa il 20%. Il rapporto prestazioni per watt migliorerebbe del 10% rispetto ai Gen4 QLC e del 43% rispetto ai Gen4 TLC; guadagni ottenuti senza un consumo energetico aggiuntivo, il che suggerisce che l'unità possa migliorare la reattività del sistema per i carichi di lavoro informatici mainstream.</p><p>Nonostante i miglioramenti nei benchmark, l'uso della tecnologia NAND QLC e l'architettura priva di DRAM (DRAM-less) potrebbero limitare le prestazioni sostenute sotto carichi di lavoro pesanti. Questo rende le unità alternative Gen5 TLC potenzialmente più adatte agli utenti che richiedono prestazioni elevate e costanti durante operazioni prolungate.</p><p>"L'SSD 3610 combina la tecnologia all'avanguardia PCIe Gen 5, la più avanzata NAND G9 QLC di Micron e un elegante design a lato singolo per offrire prestazioni premium, capacità ed efficienza energetica", ha affermato Mark Montierth, Senior Vice President e General Manager della Business Unit Mobile and Client di Micron. "Il 3610 abiliterà dispositivi ultrasottili in grado di soddisfare le crescenti esigenze dell'IA on-device, dello streaming immersivo e dei carichi di lavoro ad alta intensità di prestazioni".</p>
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                                                            <title><![CDATA[ 500 euro per 32GB di memoria, ecco cosa ci aspetta nel 2026 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I prezzi delle DDR5 sono già alle stelle e per quest'anno sembrano probabili ulteriori rincari. </strong></li><li><strong>Un aumento del 60% delle DRAM potrebbe spingere i moduli DDR5 da 32 GB oltre la soglia dei 500 dollari. </strong></li><li><strong>La domanda dei settori Server e AI sta rimodellando l'offerta di memorie consumer.</strong></li></ul><p> Impossibile non aver notato che i prezzi delle memorie DRAM sono già elevati e, purtroppo, le nuove previsioni suggeriscono che i listini stiano per salire ulteriormente.</p><p>Gli analisti del settore prevedono un aumento considerevole dei costi delle DDR5 nel 2026, spinto da una contrazione dell'offerta e dal cambiamento delle priorità nel mercato delle memorie.</p><p>TrendForce prevede che i prezzi dei contratti DRAM balzeranno di circa il 55-60% nel primo trimestre del 2026 rispetto al trimestre precedente, riflettendo una disponibilità di mercato sempre più limitata.</p><h2 id="previsioni-preoccupanti">Previsioni preoccupanti</h2><p>La ricerca collega l'aumento alla scelta dei fornitori di spostare la capacità produttiva avanzata verso i prodotti per server e le memorie HBM, riducendo così l'offerta negli altri mercati.</p><p>È importante sottolineare che le previsioni di TrendForce riguardano i prezzi dei contratti, non un salto garantito e speculare per i moduli retail. Tuttavia, rendono bene l'idea della pressione che può riflettersi sui componenti per PC se le scorte diminuiscono e i produttori di moduli scaricano i costi sull'utente finale, cosa che avverrà sicuramente.</p><p>Per fare un esempio di dove potremmo arrivare, su Newegg un singolo modulo Patriot Viper Venom da 32 GB DDR5-5200 è attualmente quotato a 325,99 dollari. Se i prezzi al dettaglio dovessero salire in linea con le stime più alte di TrendForce, moltiplicando quella base di 325,99 dollari per 1,6 si arriverebbe a circa 521,60 dollari, una cifra impensabile fino a un anno fa.</p><p>Le DDR5 sono particolarmente esposte poiché condividono i processi produttivi con le memorie destinate ai server. Anche laddove la domanda si è indebolita, i limiti dell'offerta continuano a spingere i prezzi verso l'alto; si prevede infatti un rincaro anche per le memorie NAND Flash, sebbene con dinamiche differenti.</p><p>TrendForce ipotizza aumenti in tutte le categorie NAND, con i prezzi degli SSD client destinati a salire di oltre il 40% su base trimestrale.<sup>1</sup> Per chi assembla PC, lo scenario attuale è critico. Gestire il budget per la memoria sta diventando sempre più difficile e componenti un tempo considerati secondari influenzano ora pesantemente le decisioni d'acquisto.</p><p></p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1080px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:51.85%;"><img id="xuKyM3gsDLG6mP2KYXqz7j" name="Trendforce DRAM price predictions" alt="Trendforce DRAM price predictions" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xuKyM3gsDLG6mP2KYXqz7j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1080" height="560" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TrendForce)</span></figcaption></figure> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/500-euro-per-32gb-di-memoria-ecco-cosa-ci-aspetta-nel-2026</link>
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                            <![CDATA[ l 2026 potrebbe vedere i moduli di memoria DDR5 da 32 GB raggiungere i 500 dollari, mentre gli analisti avvertono di una ripida impennata dei prezzi delle DRAM spinta dalla domanda del settore server. ]]>
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                                                                                                <author><![CDATA[ waynewilliams@onmail.com (Wayne Williams) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Wayne Williams ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7YTAnzyJ2Ci96hP5duFpQm-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Patriot Memory Viper Venom 32GB DDR5 5200]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>I prezzi delle DDR5 sono già alle stelle e per quest'anno sembrano probabili ulteriori rincari. </strong></li><li><strong>Un aumento del 60% delle DRAM potrebbe spingere i moduli DDR5 da 32 GB oltre la soglia dei 500 dollari. </strong></li><li><strong>La domanda dei settori Server e AI sta rimodellando l'offerta di memorie consumer.</strong></li></ul><p> Impossibile non aver notato che i prezzi delle memorie DRAM sono già elevati e, purtroppo, le nuove previsioni suggeriscono che i listini stiano per salire ulteriormente.</p><p>Gli analisti del settore prevedono un aumento considerevole dei costi delle DDR5 nel 2026, spinto da una contrazione dell'offerta e dal cambiamento delle priorità nel mercato delle memorie.</p><p>TrendForce prevede che i prezzi dei contratti DRAM balzeranno di circa il 55-60% nel primo trimestre del 2026 rispetto al trimestre precedente, riflettendo una disponibilità di mercato sempre più limitata.</p><h2 id="previsioni-preoccupanti">Previsioni preoccupanti</h2><p>La ricerca collega l'aumento alla scelta dei fornitori di spostare la capacità produttiva avanzata verso i prodotti per server e le memorie HBM, riducendo così l'offerta negli altri mercati.</p><p>È importante sottolineare che le previsioni di TrendForce riguardano i prezzi dei contratti, non un salto garantito e speculare per i moduli retail. Tuttavia, rendono bene l'idea della pressione che può riflettersi sui componenti per PC se le scorte diminuiscono e i produttori di moduli scaricano i costi sull'utente finale, cosa che avverrà sicuramente.</p><p>Per fare un esempio di dove potremmo arrivare, su Newegg un singolo modulo Patriot Viper Venom da 32 GB DDR5-5200 è attualmente quotato a 325,99 dollari. Se i prezzi al dettaglio dovessero salire in linea con le stime più alte di TrendForce, moltiplicando quella base di 325,99 dollari per 1,6 si arriverebbe a circa 521,60 dollari, una cifra impensabile fino a un anno fa.</p><p>Le DDR5 sono particolarmente esposte poiché condividono i processi produttivi con le memorie destinate ai server. Anche laddove la domanda si è indebolita, i limiti dell'offerta continuano a spingere i prezzi verso l'alto; si prevede infatti un rincaro anche per le memorie NAND Flash, sebbene con dinamiche differenti.</p><p>TrendForce ipotizza aumenti in tutte le categorie NAND, con i prezzi degli SSD client destinati a salire di oltre il 40% su base trimestrale.<sup>1</sup> Per chi assembla PC, lo scenario attuale è critico. Gestire il budget per la memoria sta diventando sempre più difficile e componenti un tempo considerati secondari influenzano ora pesantemente le decisioni d'acquisto.</p><p></p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1080px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:51.85%;"><img id="xuKyM3gsDLG6mP2KYXqz7j" name="Trendforce DRAM price predictions" alt="Trendforce DRAM price predictions" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xuKyM3gsDLG6mP2KYXqz7j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1080" height="560" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TrendForce)</span></figcaption></figure>
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                                                            <title><![CDATA[ Infinity Cube: 224 GPU B200 e 86 TB di spazio per "abbellire" i data center ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>L'Odinn Infinity Cube combina più supercomputer Omnia in un'unica struttura in vetro.</strong></li><li><strong>La capacità di memoria raggiunge gli 86 TB di RAM DDR5 ECC registrata.</strong></li><li><strong>Lo storage NVMe nel cubo tocca l'incredibile quota di 27,5 PB.</strong></li></ul><p>Odinn, startup californiana, ha presentato l'Infinity Cube nel tentativo di racchiudere il computing di classe data center in una struttura visivamente integrata.1</p><p>Al CES 2026, l'azienda ha svelato Odinn Omnia, un supercomputer AI trasportabile; tuttavia, un sistema di tale portata da solo dovrebbe affrontare evidenti limiti di throughput, ed è qui che entra in gioco il Cube.2</p><p>L'Infinity Cube è un cluster AI da circa 4 x 4 metri in grado di aggregare molteplici supercomputer Omnia AI in un unico involucro di vetro.+1</p><h2 id="scalabilita-dell-intelligenza-artificiale-tramite-clustering-modulare">Scalabilità dell'intelligenza artificiale tramite clustering modulare</h2><p>Questo dispositivo punta sulla densità estrema dei componenti piuttosto che su miglioramenti incrementali dell'efficienza.</p><p>Secondo Odinn, una configurazione core interamente personalizzabile permette al Cube di scalare fino a 56 processori AMD EPYC 9845, per un totale di 8.960 core CPU. La capacità lato GPU si estende fino a 224 unità Nvidia HGX B200, abbinate a 43 TB di VRAM complessiva. Per quanto riguarda la memoria, il dispositivo supporta fino a 86 TB di RAM DDR5 ECC registrata, mentre la capacità di storage NVMe raggiunge i 27,5 PB.</p><p>Questi numeri presuppongono una domanda considerevole in termini di interconnessioni interne e distribuzione dell'energia, su cui l'azienda non ha ancora fornito dettagli pubblici. Il sistema adotta il raffreddamento a liquido, con ogni unità Omnia che gestisce i propri requisiti termici senza la necessità di un'infrastruttura esterna condivisa. Questo design evita, almeno in teoria, la dipendenza da pavimenti flottanti o impianti di raffreddamento centralizzati.</p><p>L'Infinity Cube si affida a un layer software proprietario chiamato NeuroEdge per coordinare i carichi di lavoro nel cluster. Il software si integra con l'ecosistema AI di Nvidia e con i framework più comuni, gestendo automaticamente scheduling e distribuzione. Tale astrazione mira a ridurre la necessità di ottimizzazione manuale, sebbene crei una dipendenza operativa dalla maturità del software di Odinn.</p><p>Le istituzioni che già si appoggiano a infrastrutture cloud per i carichi AI potrebbero chiedersi se l'orchestrazione locale semplifichi davvero l'amministrazione in condizioni reali. L'azienda afferma che l'Infinity Cube è adatto a organizzazioni con rigorosi requisiti di privacy, sicurezza o latenza che scoraggiano l'uso del cloud. Posizionare l'infrastruttura più vicino ai carichi di lavoro può ridurre i ritardi di rete, ma sposta nuovamente sul proprietario la responsabilità di uptime, manutenzione e gestione del ciclo di vita.</p><p>L'idea di presentare hardware da data center all'interno di compatti involucri di vetro può risultare esteticamente accattivante. Tuttavia, i compromessi pratici tra densità, accessibilità e resilienza rimangono irrisolti in assenza di prove di implementazione sul campo.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Infinity Cube consolida diversi supercomputer Omnia AI in un cubo da 4 metri raffreddato a liquido, caratterizzato da una densità estrema di GPU, CPU e memoria. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">fXNFXRxm4iiME9Lm8JsUQd</guid>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <ul><li><strong>L'Odinn Infinity Cube combina più supercomputer Omnia in un'unica struttura in vetro.</strong></li><li><strong>La capacità di memoria raggiunge gli 86 TB di RAM DDR5 ECC registrata.</strong></li><li><strong>Lo storage NVMe nel cubo tocca l'incredibile quota di 27,5 PB.</strong></li></ul><p>Odinn, startup californiana, ha presentato l'Infinity Cube nel tentativo di racchiudere il computing di classe data center in una struttura visivamente integrata.1</p><p>Al CES 2026, l'azienda ha svelato Odinn Omnia, un supercomputer AI trasportabile; tuttavia, un sistema di tale portata da solo dovrebbe affrontare evidenti limiti di throughput, ed è qui che entra in gioco il Cube.2</p><p>L'Infinity Cube è un cluster AI da circa 4 x 4 metri in grado di aggregare molteplici supercomputer Omnia AI in un unico involucro di vetro.+1</p><h2 id="scalabilita-dell-intelligenza-artificiale-tramite-clustering-modulare">Scalabilità dell'intelligenza artificiale tramite clustering modulare</h2><p>Questo dispositivo punta sulla densità estrema dei componenti piuttosto che su miglioramenti incrementali dell'efficienza.</p><p>Secondo Odinn, una configurazione core interamente personalizzabile permette al Cube di scalare fino a 56 processori AMD EPYC 9845, per un totale di 8.960 core CPU. La capacità lato GPU si estende fino a 224 unità Nvidia HGX B200, abbinate a 43 TB di VRAM complessiva. Per quanto riguarda la memoria, il dispositivo supporta fino a 86 TB di RAM DDR5 ECC registrata, mentre la capacità di storage NVMe raggiunge i 27,5 PB.</p><p>Questi numeri presuppongono una domanda considerevole in termini di interconnessioni interne e distribuzione dell'energia, su cui l'azienda non ha ancora fornito dettagli pubblici. Il sistema adotta il raffreddamento a liquido, con ogni unità Omnia che gestisce i propri requisiti termici senza la necessità di un'infrastruttura esterna condivisa. Questo design evita, almeno in teoria, la dipendenza da pavimenti flottanti o impianti di raffreddamento centralizzati.</p><p>L'Infinity Cube si affida a un layer software proprietario chiamato NeuroEdge per coordinare i carichi di lavoro nel cluster. Il software si integra con l'ecosistema AI di Nvidia e con i framework più comuni, gestendo automaticamente scheduling e distribuzione. Tale astrazione mira a ridurre la necessità di ottimizzazione manuale, sebbene crei una dipendenza operativa dalla maturità del software di Odinn.</p><p>Le istituzioni che già si appoggiano a infrastrutture cloud per i carichi AI potrebbero chiedersi se l'orchestrazione locale semplifichi davvero l'amministrazione in condizioni reali. L'azienda afferma che l'Infinity Cube è adatto a organizzazioni con rigorosi requisiti di privacy, sicurezza o latenza che scoraggiano l'uso del cloud. Posizionare l'infrastruttura più vicino ai carichi di lavoro può ridurre i ritardi di rete, ma sposta nuovamente sul proprietario la responsabilità di uptime, manutenzione e gestione del ciclo di vita.</p><p>L'idea di presentare hardware da data center all'interno di compatti involucri di vetro può risultare esteticamente accattivante. Tuttavia, i compromessi pratici tra densità, accessibilità e resilienza rimangono irrisolti in assenza di prove di implementazione sul campo.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Nvidia lancia silenziosamente un aggiornamento software gratuito per il suo mini PC IA, trasformandolo in un acceleratore IA esterno per i MacBook Pro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>L'aggiornamento software pianificato aggiunge il ruolo di acceleratore esterno al DGX Spark di Nvidia</strong></li><li><strong>Gli utenti </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-accessori-per-macbook-pro" target="_blank"><strong>MacBook Pro</strong></a><strong> possono delegare l'elaborazione IA più pesante al sistema esterno</strong></li><li><strong>Le modifiche alle prestazioni e agli strumenti si concentrano sull'IA open source locale</strong></li></ul><p>Al CES 2026, Nvidia ha rivelato di avere in programma un aggiornamento software per il DGX Spark che estenderà significativamente le capacità del dispositivo.</p><p>Alimentato dal Superchip GB10 Grace Blackwell, il compatto concentrato di potenza firmato Nvidia combina core CPU e GPU con 128 GB di memoria unificata, consentendo agli utenti di caricare ed eseguire modelli linguistici di grandi dimensioni in locale, senza dipendere dalle infrastrutture cloud.</p><p>Le prime recensioni dello Spark, sebbene universalmente positive, hanno evidenziato alcune limitazioni del software. Nvidia punta ora a risolvere queste criticità. Una parte fondamentale del cambiamento sarà il supporto esteso per i framework e i modelli IA open source.</p><h2 id="buone-notizie-per-gli-utenti-macbook-pro">Buone notizie per gli utenti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-accessori-per-macbook-pro" target="_blank">MacBook Pro</a></h2><p>La mossa consisterà in un aggiornamento esclusivamente software, senza nuovi componenti hardware coinvolti; per le organizzazioni che si affidano a strumenti aperti, i cambiamenti ridurranno il lavoro di configurazione personalizzata e aiuteranno a mantenere i sistemi operativi coerenti con l'evoluzione di modelli e framework.</p><p>L'aggiornamento del mini PC aggiungerà il supporto a strumenti come PyTorch, vLLM, SGLang, llama.cpp e LlamaIndex, oltre ai modelli di Qwen, Meta, Stability e Wan.</p><p>Nvidia dichiara che gli utenti possono aspettarsi incrementi prestazionali fino a 2,5 volte rispetto allo Spark al momento del lancio, spinti principalmente dagli aggiornamenti di TensorRT-LLM, da una quantizzazione più serrata e da miglioramenti nella decodifica.</p><p>Un esempio condiviso da Nvidia riguarda Qwen-235B, che raddoppia abbondantemente il throughput nel passaggio da FP8 a NVFP4 con decodifica speculativa. Altri carichi di lavoro, inclusi Qwen3-30B e Stable Diffusion 3.5 Large, mostrerebbero guadagni più contenuti.</p><p>L'aggiornamento introduce anche i DGX Spark playbooks, che raggruppano strumenti, modelli e guide di configurazione in flussi di lavoro riutilizzabili. Questi sono progettati per l'esecuzione on-premise senza dover ricostruire interi ambienti.</p><p>Una dimostrazione interessante ha visto l'abbinamento di un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-accessori-per-macbook-pro" target="_blank"><strong>MacBook Pro</strong></a> con il DGX Spark per la generazione video IA. Nvidia ha mostrato una pipeline 4K che richiedeva otto minuti per essere completata sul laptop e circa un minuto quando i passaggi più onerosi dal punto di vista computazionale venivano delegati allo Spark.</p><p>Questo approccio mantiene gli strumenti creativi sul portatile mentre lo Spark gestisce l'elaborazione pesante, portando il lavoro video con IA più vicino all'uso interattivo rispetto alle lunghe elaborazioni in batch.</p><p>Il DGX Spark può anche fungere da processore in background per i flussi di lavoro 3D, generandone le risorse mentre i creativi continuano a lavorare sui loro sistemi principali.</p><p>È incluso un Nsight Copilot locale, che consente l'assistenza CUDA senza inviare codice o dati al cloud.</p><p>Nel complesso, l'aggiornamento pianificato trasformerà il DGX Spark da sistema per sviluppatori standalone a nodo IA on-premise flessibile, in grado di supportare laptop, workstation e implementazioni edge.</p><p>Via <a href="https://www.storagereview.com/news/nvidia-dgx-spark-achieves-2-5x-performance-and-8x-video-speed-in-ces-2026-enterprise-update" target="_blank" rel="nofollow"><em>StorageReview</em></a></p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Nvidia pianifica un importante aggiornamento software che amplierà il ruolo di DGX Spark nei carichi di lavoro IA locali. ]]>
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                                <ul><li><strong>L'aggiornamento software pianificato aggiunge il ruolo di acceleratore esterno al DGX Spark di Nvidia</strong></li><li><strong>Gli utenti </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-accessori-per-macbook-pro" target="_blank"><strong>MacBook Pro</strong></a><strong> possono delegare l'elaborazione IA più pesante al sistema esterno</strong></li><li><strong>Le modifiche alle prestazioni e agli strumenti si concentrano sull'IA open source locale</strong></li></ul><p>Al CES 2026, Nvidia ha rivelato di avere in programma un aggiornamento software per il DGX Spark che estenderà significativamente le capacità del dispositivo.</p><p>Alimentato dal Superchip GB10 Grace Blackwell, il compatto concentrato di potenza firmato Nvidia combina core CPU e GPU con 128 GB di memoria unificata, consentendo agli utenti di caricare ed eseguire modelli linguistici di grandi dimensioni in locale, senza dipendere dalle infrastrutture cloud.</p><p>Le prime recensioni dello Spark, sebbene universalmente positive, hanno evidenziato alcune limitazioni del software. Nvidia punta ora a risolvere queste criticità. Una parte fondamentale del cambiamento sarà il supporto esteso per i framework e i modelli IA open source.</p><h2 id="buone-notizie-per-gli-utenti-macbook-pro">Buone notizie per gli utenti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-accessori-per-macbook-pro" target="_blank">MacBook Pro</a></h2><p>La mossa consisterà in un aggiornamento esclusivamente software, senza nuovi componenti hardware coinvolti; per le organizzazioni che si affidano a strumenti aperti, i cambiamenti ridurranno il lavoro di configurazione personalizzata e aiuteranno a mantenere i sistemi operativi coerenti con l'evoluzione di modelli e framework.</p><p>L'aggiornamento del mini PC aggiungerà il supporto a strumenti come PyTorch, vLLM, SGLang, llama.cpp e LlamaIndex, oltre ai modelli di Qwen, Meta, Stability e Wan.</p><p>Nvidia dichiara che gli utenti possono aspettarsi incrementi prestazionali fino a 2,5 volte rispetto allo Spark al momento del lancio, spinti principalmente dagli aggiornamenti di TensorRT-LLM, da una quantizzazione più serrata e da miglioramenti nella decodifica.</p><p>Un esempio condiviso da Nvidia riguarda Qwen-235B, che raddoppia abbondantemente il throughput nel passaggio da FP8 a NVFP4 con decodifica speculativa. Altri carichi di lavoro, inclusi Qwen3-30B e Stable Diffusion 3.5 Large, mostrerebbero guadagni più contenuti.</p><p>L'aggiornamento introduce anche i DGX Spark playbooks, che raggruppano strumenti, modelli e guide di configurazione in flussi di lavoro riutilizzabili. Questi sono progettati per l'esecuzione on-premise senza dover ricostruire interi ambienti.</p><p>Una dimostrazione interessante ha visto l'abbinamento di un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-accessori-per-macbook-pro" target="_blank"><strong>MacBook Pro</strong></a> con il DGX Spark per la generazione video IA. Nvidia ha mostrato una pipeline 4K che richiedeva otto minuti per essere completata sul laptop e circa un minuto quando i passaggi più onerosi dal punto di vista computazionale venivano delegati allo Spark.</p><p>Questo approccio mantiene gli strumenti creativi sul portatile mentre lo Spark gestisce l'elaborazione pesante, portando il lavoro video con IA più vicino all'uso interattivo rispetto alle lunghe elaborazioni in batch.</p><p>Il DGX Spark può anche fungere da processore in background per i flussi di lavoro 3D, generandone le risorse mentre i creativi continuano a lavorare sui loro sistemi principali.</p><p>È incluso un Nsight Copilot locale, che consente l'assistenza CUDA senza inviare codice o dati al cloud.</p><p>Nel complesso, l'aggiornamento pianificato trasformerà il DGX Spark da sistema per sviluppatori standalone a nodo IA on-premise flessibile, in grado di supportare laptop, workstation e implementazioni edge.</p><p>Via <a href="https://www.storagereview.com/news/nvidia-dgx-spark-achieves-2-5x-performance-and-8x-video-speed-in-ces-2026-enterprise-update" target="_blank" rel="nofollow"><em>StorageReview</em></a></p>
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