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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Photoshop ]]></title>
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        <description><![CDATA[ All the latest photoshop content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Adobe Photoshop CC (2024) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-recensione-rapida"><span>Adobe Photoshop CC 2024: recensione rapida </span></h3><p>Photoshop continua a essere un punto di riferimento nell’editing fotografico con l’edizione 2024, che rafforza ulteriormente la sua posizione grazie a strumenti avanzati e a un’interfaccia intuitiva. Sia che si lavori con fotografie o con grafica, questa versione rappresenta una soluzione completa per manipolare immagini in quasi ogni modo possibile.</p><p>Rispetto all’edizione 2023, già notevole, Photoshop CC 2024 non introduce cambiamenti radicali, ma si concentra sull’affinamento e sul miglioramento delle funzionalità esistenti. Le funzioni di intelligenza artificiale, basate sul Firefly Image Model 3, sono state potenziate per offrire immagini generate da testo ancora più realistiche e coerenti.</p><p>Tra le nuove funzionalità spiccano Genera simile, che consente di creare variazioni basate su immagini preferite, e Migliora dettagli, che aumenta la chiarezza delle immagini generate. Sebbene l’intelligenza artificiale di Photoshop non sia perfetta, i risultati migliori sono più precisi e integrati rispetto alla versione precedente.</p><p>Le aggiunte includono il Pennello di selezione, che combina le funzionalità di un pennello e di un lazo, e il Pennello di regolazione, utile per applicare modifiche selettive con maggiore precisione. Lo strumento Rimozione distrazioni si distingue per la capacità di individuare e rimuovere automaticamente oggetti indesiderati come fili o persone, spesso con risultati eccellenti.</p><p>L’interfaccia rimane familiare, con miglioramenti mirati come il supporto avanzato per strumenti di trasformazione e sfumature nella barra delle applicazioni contestuale. Questo approccio incrementale mantiene il software accessibile agli utenti abituali senza sacrificare l’efficienza.</p><p>Con funzionalità aggiuntive, tra cui un’area di lavoro generativa attualmente in fase Beta, Photoshop CC 2024 continua a definire lo standard per l’editing fotografico. Anche se il modello di abbonamento a Creative Cloud potrebbe non essere apprezzato da tutti, il valore offerto rimane indiscutibile.</p><p>Per chi cerca una soluzione completa per l’editing con strumenti avanzati di intelligenza artificiale, Photoshop CC 2024 si conferma una scelta eccellente e difficile da superare.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-prezzi-e-piani"><span>Adobe Photoshop CC 2024: prezzi e piani</span></h3><ul><li>Disponibile come parte di un abbonamento ad Adobe Creative Cloud</li><li>A partire da 26,64 € per il piano Photoshop</li><li>A partire da 12,19 €/ per il piano Fotografia</li></ul><p>Come per tutte le applicazioni Adobe, Photoshop è accessibile esclusivamente tramite un abbonamento a Creative Cloud. Non esiste l’opzione per acquistare una licenza perpetua, quindi è necessario mantenere l’abbonamento attivo per continuare a utilizzare il software. Gli utenti possono scegliere tra piani mensili o annuali, con risparmi significativi per chi opta per il pagamento annuale anticipato.</p><p>Photoshop è incluso in diversi piani Creative Cloud, tra cui il pacchetto All Apps, che offre accesso a tutte le applicazioni Adobe. È anche possibile sottoscrivere un abbonamento per la sola applicazione Photoshop, ma sorprendentemente questa non è l’opzione più conveniente. Il piano Fotografia si rivela più vantaggioso, includendo sia Photoshop che Lightroom, oltre a 20 GB di spazio di archiviazione cloud, il tutto a un costo inferiore rispetto al piano per una singola applicazione.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-recensione-interfaccia"><span>Adobe Photoshop CC 2024 recensione: Interfaccia</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JjSdBC2eqa27StD2MLSczM" name="Interface" alt="Screenshot showing the Adobe Photoshop Contextual Toolbar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JjSdBC2eqa27StD2MLSczM-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><ul><li>Interfaccia in gran parte invariata rispetto a Photoshop Creative Cloud 2023</li><li>La barra delle applicazioni contestuale supporta un maggior numero di impostazioni di forme, trasformazioni e gradienti</li></ul><p>L&apos;interfaccia di Photoshop ha subito miglioramenti incrementali nel corso degli anni, mantenendo però un’impostazione familiare per chiunque abbia già utilizzato una versione del software o altri editor fotografici desktop. Gli strumenti principali sono organizzati in una colonna verticale sul lato sinistro dello schermo, mentre i pannelli sulla destra includono i livelli, le regolazioni dell’immagine e i controlli del colore. Le opzioni dettagliate per ogni strumento selezionato si trovano nella barra delle opzioni, posizionata nella parte superiore dell&apos;area di lavoro.</p><p>Rispetto alla versione CC 2023, l&apos;interfaccia di Photoshop CC 2024 è rimasta in gran parte invariata. Gli utenti abituali non noteranno cambiamenti significativi, una scelta che mantiene la coerenza del programma, uno degli aspetti che spinge molti a sottoscrivere un abbonamento a Creative Cloud. Tuttavia, questa coerenza implica anche che la curva di apprendimento per nuovi utenti rimanga la stessa. Photoshop non è particolarmente intuitivo per i principianti, ma questo è inevitabile per un software così ricco di funzionalità.</p><p>La barra delle attività contestuali, reintrodotta e migliorata nella versione 2024, si trova nella parte inferiore dell&apos;area di lavoro, ma può essere trascinata, fissata o disattivata a seconda delle preferenze dell&apos;utente. Questa barra offre scorciatoie utili relative all&apos;attività o allo strumento selezionato, semplificando i flussi di lavoro di editing.</p><p>Le migliorie apportate alla barra contestuale includono il supporto per modificare le impostazioni di riempimento e tratto delle forme, strumenti per rotazione e capovolgimento durante la trasformazione degli oggetti, e la possibilità di regolare colore, opacità, tipo e preimpostazioni dei gradienti. Sebbene non si tratti di cambiamenti radicali, questi aggiornamenti rendono l&apos;esperienza d&apos;uso più fluida e intuitiva, dimostrando l&apos;attenzione di Adobe nel perfezionare continuamente i dettagli per migliorare la produttività degli utenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AySjSqL8Qbwn37JYqXHbDC" name="Generative workspace" alt="Screenshot of the Generative Workspace in Adobe Photoshop (Beta)" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AySjSqL8Qbwn37JYqXHbDC-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adobe)</span></figcaption></figure><p>L’esperienza utente di Photoshop è destinata a evolversi ulteriormente con le future versioni, e un’anteprima di queste innovazioni è già disponibile scaricando la versione Beta di Photoshop tramite Creative Cloud. Tra le nuove funzionalità, spicca l’Area di lavoro generativa, accessibile dalla schermata di benvenuto. Questa area è progettata per creare risorse visive a partire da richieste di testo e consente di sfogliare gli elementi generati in precedenza.</p><p>L’Area di lavoro generativa permette di eseguire più richieste contemporaneamente, con ogni modifica salvata in una timeline. Questa funzione rende facile tornare indietro, rivedere i passaggi e aggiungere variabili, garantendo una gestione fluida e organizzata del processo creativo.</p><p>L’interfaccia di questa area non è molto diversa da quella di alcuni dei più popolari generatori di immagini basati su intelligenza artificiale. Tuttavia, integra un utile sistema di catalogazione, che consente agli utenti di generare, organizzare e utilizzare una libreria di risorse creative in tempo reale. Questa aggiunta arricchisce il kit di strumenti AI di Photoshop, migliorando ulteriormente la sua versatilità per i creativi.</p><ul><li>Interfaccia: 4.5/5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-recensione-caratteristiche-dell-intelligenza-artificiale-generativa"><span>Adobe Photoshop CC 2024 recensione: caratteristiche dell'intelligenza artificiale generativa</span></h3><ul><li>Funzioni generative basate su Firefly Image Model 3 per un maggiore realismo</li><li>La nuova funzione Genera simile consente di creare più varianti di immagini</li></ul><p>Una delle aggiunte più rilevanti introdotte con Photoshop CC 2023 è stata la suite di strumenti generativi basati sull&apos;intelligenza artificiale, che sfrutta il modello di immagine Firefly di Adobe per la creazione di immagini. Questi strumenti, già apprezzati per la loro efficacia, tornano nella versione 2024 con funzionalità potenziate grazie all&apos;ultima iterazione del modello Firefly.</p><p>Riempimento generativo ed Espansione generativa rimangono al centro di queste innovazioni. Il Riempimento generativo permette di creare contenuti AI in una specifica area selezionata, basandosi su richieste di testo descrittive. Questo consente di aggiungere o rimuovere oggetti in modo semplice e intuitivo. L&apos;Espansione generativa, invece, consente di ampliare le dimensioni di un&apos;immagine esistente, generando contenuti che si integrano perfettamente con l’originale.</p><p>Entrambi gli strumenti continuano a funzionare in modo simile alle versioni precedenti, ma con una precisione e una coerenza migliorate, rendendo queste funzioni ancora più utili e affidabili per i professionisti e i creativi che vogliono integrare l&apos;IA nei loro flussi di lavoro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="c2eKE2fewmzo35m6TtZLjP" name="Photoshop Peacock" alt="Screenshot showing an AI-generated peacock in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/c2eKE2fewmzo35m6TtZLjP-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’aggiornamento di Photoshop CC 2024 porta immagini generate dall’intelligenza artificiale più realistiche e offre agli utenti un maggiore controllo sui dettagli e sulla composizione. Questo miglioramento è evidente nella pratica: sebbene gli strumenti generativi non siano ancora perfetti, i risultati di questa edizione sono sensibilmente più credibili. Durante i nostri test, abbiamo notato una significativa riduzione di effetti strani o poco naturali, soprattutto quando le richieste di testo riguardavano creature viventi.</p><p>Nella nostra analisi di Photoshop CC 2023, avevamo osservato che le immagini generate dall’intelligenza artificiale soffrivano di evidenti problemi, specialmente con oggetti di grandi dimensioni o modifiche estese. Con la versione 2024, questi problemi sono stati migliorati in modo notevole, rendendo i risultati visivamente più coerenti.</p><p>Tuttavia, alcune imperfezioni persistono. Abbiamo riscontrato sbavature nelle texture più dettagliate, bordi deformati e occasionali forme strane, particolarmente evidenti in situazioni di illuminazione mista. Inoltre, la gestione dei riflessi rimane un punto debole, e alcune richieste di modifica, come trasformare uno sfondo azzurro in uno scenario vulcanico infuocato, hanno prodotto risultati bizzarri e poco realistici.</p><p>Nonostante questi limiti, il livello di realismo raggiunto dagli elementi generati in Photoshop CC 2024 è impressionante. L’intelligenza artificiale di Adobe mostra progressi significativi, consolidando il suo ruolo come uno strumento utile per i creativi che desiderano integrare risorse generate in modo credibile nei loro progetti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fRQHRn3wB249DoxDVyXPkD" name="Adobe Photoshop Generate Similar" alt="Screenshot from Adobe Photoshop showing the Generate Similar feature" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fRQHRn3wB249DoxDVyXPkD-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un aspetto che ci ha particolarmente colpito confrontando i risultati tra le versioni 2023 e 2024 di Photoshop è stato il netto miglioramento nella qualità delle immagini generate. Nell’edizione più recente, è necessario esaminare molto più attentamente i dettagli per individuare segni evidenti dell’intervento dell’intelligenza artificiale. Elementi come ombre, toni e dettagli sono notevolmente più coerenti e realistici.</p><p>Un ulteriore miglioramento si ottiene utilizzando la funzione Migliora dettagli. Passando il mouse sulla miniatura di una variante generata nel pannello Proprietà e selezionando questa opzione, i dettagli dell’immagine vengono affinati, portando a risultati ancora più definiti.</p><p>La funzione Genera simile è un altro strumento utile per perfezionare il contenuto generato. Permette di partire da una variante già selezionata come base per creare iterazioni più vicine alla propria visione. Ad esempio, chiedendo a Photoshop di generare un camion rosso, il software fornirà tre varianti iniziali. Dopo aver scelto quella preferita, è possibile cliccare sull&apos;icona dei tre puntini nella barra degli strumenti contestuale e selezionare Genera simile. In questo modo si ottengono ulteriori tre varianti basate sulla selezione originale, consentendo di guidare il modello AI verso un risultato più specifico e personalizzato.</p><p>Questi strumenti non solo migliorano l’esperienza d’uso, ma offrono una flessibilità significativa per perfezionare le creazioni generate dall’intelligenza artificiale, rendendole più aderenti alle aspettative dell’utente.</p><ul><li>Caratteristiche dell'intelligenza artificiale generativa: 4.5/5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-recensione-selezione"><span>Adobe Photoshop CC 2024 recensione: selezione </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BjkMhmJ4EwrpT3N6cZfiPU" name="Selection" alt="Screenshot of the selection tool in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BjkMhmJ4EwrpT3N6cZfiPU-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><ul><li>Il Pennello di selezione è un ibrido degli strumenti Pennello e Lazo.</li><li>Il Pennello di regolazione applica modifiche non distruttive in modo selettivo</li></ul><p>Photoshop è già noto per offrire alcune delle migliori funzioni di selezione tra gli editor fotografici, come lo strumento di selezione oggetti basato sull&apos;intelligenza artificiale e la scorciatoia "seleziona soggetto" accessibile dalla barra delle applicazioni contestuali. Sebbene queste opzioni richiedano talvolta piccoli ritocchi per mascherare correttamente alcune aree, riescono a velocizzare notevolmente il flusso di lavoro e, in alcuni casi, possono automatizzare completamente il processo.</p><p>Con Photoshop CC 2024, non vengono introdotte funzioni di selezione completamente rivoluzionarie, ma ci sono miglioramenti significativi che rafforzano l&apos;offerta esistente. Tra queste, spicca il nuovo Strumento pennello di selezione migliorato, progettato specificamente per semplificare le operazioni di selezione, soprattutto per chi utilizza un trackpad.</p><p>Questo strumento combina la semplicità della mascheratura con la precisione dello strumento lazo. Dipingendo sull’area desiderata, è possibile creare selezioni con facilità, e si possono regolare parametri come durezza, opacità e colore del pennello direttamente dalla barra degli strumenti. Le modalità di aggiunta e sottrazione rendono possibile modificare rapidamente la selezione per perfezionarla.</p><p>Una volta completata l’operazione, cambiando strumento, la selezione viene trasformata da una sovrapposizione rosa a un contorno tradizionale a "formiche in marcia", come se fosse stata tracciata con il lazo. Questo approccio visivamente chiaro e pratico rende il processo di selezione più intuitivo ed efficace, consentendo agli utenti di lavorare con maggiore precisione e semplicità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Mktybnz5kHh43TM79HAAFi" name="Adjustment brush" alt="Screenshot showing the adjustment brush in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Mktybnz5kHh43TM79HAAFi-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un&apos;altra aggiunta interessante in Photoshop CC 2024 è lo strumento Pennello di regolazione, progettato per applicare modifiche non distruttive a specifiche aree di un&apos;immagine. Una volta selezionato lo strumento, si utilizza la Barra delle attività contestuale per scegliere il tipo di regolazione desiderata. È possibile dipingere direttamente sulla parte dell&apos;immagine che si vuole modificare o selezionare "Applica all&apos;oggetto" per un intervento più mirato.</p><p>Questo strumento consente di regolare parametri come durezza e dimensione del pennello e offre la possibilità di sottrarre dalle selezioni già effettuate. Una volta creata l&apos;area selezionata, le modifiche possono essere raffinate nel pannello delle regolazioni, garantendo un controllo granulare e un flusso di lavoro non distruttivo.</p><p>Anche se non rivoluzionaria, questa funzione dimostra l&apos;impegno di Adobe nel rendere Photoshop più intuitivo e accessibile. Gli strumenti basati sul pennello, infatti, sono particolarmente utili per i principianti, offrendo un approccio più immediato rispetto alle tecniche di selezione e applicazione tradizionali. Tuttavia, gli utenti più esperti possono continuare a utilizzare i metodi classici, dimostrando la versatilità del software. La vera forza di Photoshop risiede proprio in questa flessibilità, che consente di scegliere lo stile di lavoro più adatto alle proprie esigenze.</p><ul><li>Selezione: 5/5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-strumenti-di-rimozione"><span>Adobe Photoshop CC 2024: Strumenti di rimozione</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kVFkD9ZAKaxK7hGdXkntMD" name="Background removal" alt="Screenshot of the background removal tool in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kVFkD9ZAKaxK7hGdXkntMD-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><ul><li>Rimozione distrazione elimina automaticamente gli elementi di distrazione</li><li>Lo strumento Genera sfondo può simulare impostazioni fotorealistiche</li></ul><p>Lo Strumento di rimozione, introdotto con grande successo in Photoshop CC 2023, torna nella versione 2024 con un&apos;importante espansione delle sue capacità. In precedenza, bastava dipingere su un elemento indesiderato, come un oggetto o una persona, e Photoshop lo sostituiva con pixel generati dall&apos;intelligenza artificiale, che si integravano quasi sempre in modo naturale con l&apos;immagine esistente.</p><p>Con Photoshop CC 2024, lo Strumento di rimozione viene affiancato dallo Strumento di rimozione delle distrazioni, che automatizza ulteriormente il processo. Ora, invece di dipingere manualmente su elementi come fili o persone, è possibile utilizzare l&apos;opzione "Trova distrazioni". Selezionando questa funzione dalla barra degli strumenti, Photoshop analizza automaticamente l&apos;immagine per individuare specifiche categorie di oggetti.</p><p>Si possono scegliere due opzioni principali: "Fili e cavi" o "Persone". La prima permette di rimuovere linee telefoniche ed elettriche da una scena, mentre la seconda evidenzia le persone presenti nell&apos;immagine, consentendo di deselezionare quelle che si desidera mantenere. Questo approccio semplifica notevolmente il processo di pulizia delle immagini, riducendo i tempi necessari e garantendo risultati visivamente coerenti.</p><p>Questa nuova funzionalità aggiunge ulteriore valore a uno strumento già potente, rendendo Photoshop ancora più efficiente e accessibile per le operazioni di fotoritocco.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="N9fj7PDNTcAmFWmzwnwGpe" name="Find Distractions" alt="Screenshot showing the Distraction Removal tool in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/N9fj7PDNTcAmFWmzwnwGpe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Quando funziona, lo Strumento di rimozione delle distrazioni è sorprendentemente efficace e fa risparmiare molto tempo. Nei nostri test, si è dimostrato particolarmente abile nel rimuovere fili e cavi, anche quando attraversavano sfondi complessi. In un esempio, diversi cavi correvano su edifici e cielo, e lo strumento è riuscito a eliminarli tutti senza lasciare traccia visibile della loro presenza.</p><p>Anche la selezione delle persone è impressionante. Lo strumento è stato in grado di rilevare figure sfocate sullo sfondo, persone che camminavano lateralmente e persino quelle lontane dalla fotocamera. Ha mancato solo una volta una persona di spalle. La qualità della rimozione dipende però dalla scena: su texture complesse, si sono verificati alcuni artefatti, come volti fluttuanti. Nonostante questi limiti, lo strumento rappresenta un miglioramento convincente per la rimozione degli oggetti in Photoshop.</p><p>I progressi di Firefly si notano anche nello strumento Genera sfondo. Introdotta inizialmente in Photoshop CC 2023, la rimozione dello sfondo è stata un’aggiunta significativa. Dopo aver rimosso uno sfondo, lo strumento Genera sfondo permette di creare un nuovo ambiente che si adatta al soggetto, compresa l&apos;illuminazione. Sebbene non sia perfetto, nei nostri test si è rivelato un’ottima soluzione per modificare rapidamente sfondi in scatti di prodotti o fotografie flatlay. Questi aggiornamenti ampliano ulteriormente le possibilità di Photoshop per un editing flessibile ed efficiente.</p><ul><li>Strumenti di rimozione: 4.5/5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-adobe-photoshop-cc-2024"><span>Perché acquistare Adobe Photoshop CC 2024?</span></h3><div ><table><caption>Scheda di valutazione di Adobe Photoshop CC 2024</caption><thead><tr><th class="firstcol " >Categorie </th><th  >Note</th><th  >Punteggio </th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " >Interfaccia </td><td  >L'interfaccia familiare di Photoshop viene arricchita dai miglioramenti alla barra delle applicazioni contestuale, che ora offre strumenti migliorati per la gestione di forme, sfumature e trasformazioni. Questi aggiornamenti rendono l'editing più fluido e intuitivo, migliorando ulteriormente l'esperienza complessiva.</td><td  >4.5/5</td></tr><tr><td class="firstcol " >IA generativa</td><td  >Il Firefly Image Model 3 di Adobe, pur non essendo privo di imperfezioni, riesce a creare risorse visive altamente dettagliate e realistiche, integrate in modo convincente nel contesto delle immagini.</td><td  >4.5/5</td></tr><tr><td class="firstcol " >Selezione </td><td  >I nuovi strumenti pennello semplificano sia visivamente che operativamente il processo di selezione e regolazione, rendendo più intuitiva la manipolazione delle immagini.</td><td  >5/5</td></tr><tr><td class="firstcol " >Rimozione</td><td  >Lo strumento Distraction Removal può identificare e rimuovere automaticamente fili e persone dagli sfondi delle immagini con notevole precisione.</td><td  >4.5/5</td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-xa0">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p>Volete gli ultimi strumenti di IA generativa</p><p>Se desiderate i più recenti strumenti di intelligenza artificiale generativa, Photoshop CC 2024 offre il meglio. Grazie al Firefly Image Model 3, questi strumenti sono in grado di creare immagini realistiche a partire da semplici richieste di testo, rappresentando lo stato dell'arte nell'uso dell'IA per il fotoritocco.</p></div><div class="product"><p>Volete strumenti di rimozione potenti</p><p>A completare gli strumenti Rimozione e Rimozione sfondo, la nuova funzione Rimozione distrazione di Photoshop sfrutta l'intelligenza artificiale per eliminare istantaneamente e in modo impeccabile elementi indesiderati dalle composizioni, facendo sembrare che non siano mai esistiti.</p></div><div class="product"><p>Volete un editor di immagini completo</p><p>Con le sue preimpostazioni di regolazione e strumenti di livello avanzati, Photoshop si conferma l’editor di immagini più completo sul mercato. Che si tratti di lavorare su fotografie o progetti grafici, rimane la soluzione all-in-one per eccellenza.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-xa0">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p>Vi piace possedere le vostre applicazioni a titolo definitivo</p><p>Come tutte le applicazioni Creative Cloud, Photoshop richiede un abbonamento per essere utilizzato, e l'accesso al software dipende dal mantenimento di questo pagamento. Chi preferisce una licenza a pagamento unico dovrà considerare alternative.</p></div><div class="product"><p>È sufficiente effettuare modifiche di base</p><p>Photoshop è un'applicazione estremamente potente, ma richiede tempo per essere padroneggiata e ha un costo elevato. Per semplici modifiche alle immagini, esistono alternative più economiche e intuitive.</p></div><div class="product"><p>Non avete un computer moderno</p><p>Photoshop, con le sue funzionalità avanzate, necessita di una notevole potenza di elaborazione. Alcuni computer, anche se relativamente recenti, potrebbero non soddisfare i requisiti minimi indicati da Adobe. È quindi consigliabile verificare che il proprio hardware sia adeguato prima di utilizzarlo.</p></div> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'editor fotografico di Adobe continua a migliorare, con l'ultima versione che offre aggiornamenti significativi alle funzioni di intelligenza artificiale generativa e migliora l'interfaccia utente attraverso nuove opzioni contestuali. Questi aggiornamenti rendono l'esperienza più intuitiva e potente, consentendo agli utenti di ottenere risultati sorprendenti con maggiore facilità. ]]>
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-recensione-rapida"><span>Adobe Photoshop CC 2024: recensione rapida </span></h3><p>Photoshop continua a essere un punto di riferimento nell’editing fotografico con l’edizione 2024, che rafforza ulteriormente la sua posizione grazie a strumenti avanzati e a un’interfaccia intuitiva. Sia che si lavori con fotografie o con grafica, questa versione rappresenta una soluzione completa per manipolare immagini in quasi ogni modo possibile.</p><p>Rispetto all’edizione 2023, già notevole, Photoshop CC 2024 non introduce cambiamenti radicali, ma si concentra sull’affinamento e sul miglioramento delle funzionalità esistenti. Le funzioni di intelligenza artificiale, basate sul Firefly Image Model 3, sono state potenziate per offrire immagini generate da testo ancora più realistiche e coerenti.</p><p>Tra le nuove funzionalità spiccano Genera simile, che consente di creare variazioni basate su immagini preferite, e Migliora dettagli, che aumenta la chiarezza delle immagini generate. Sebbene l’intelligenza artificiale di Photoshop non sia perfetta, i risultati migliori sono più precisi e integrati rispetto alla versione precedente.</p><p>Le aggiunte includono il Pennello di selezione, che combina le funzionalità di un pennello e di un lazo, e il Pennello di regolazione, utile per applicare modifiche selettive con maggiore precisione. Lo strumento Rimozione distrazioni si distingue per la capacità di individuare e rimuovere automaticamente oggetti indesiderati come fili o persone, spesso con risultati eccellenti.</p><p>L’interfaccia rimane familiare, con miglioramenti mirati come il supporto avanzato per strumenti di trasformazione e sfumature nella barra delle applicazioni contestuale. Questo approccio incrementale mantiene il software accessibile agli utenti abituali senza sacrificare l’efficienza.</p><p>Con funzionalità aggiuntive, tra cui un’area di lavoro generativa attualmente in fase Beta, Photoshop CC 2024 continua a definire lo standard per l’editing fotografico. Anche se il modello di abbonamento a Creative Cloud potrebbe non essere apprezzato da tutti, il valore offerto rimane indiscutibile.</p><p>Per chi cerca una soluzione completa per l’editing con strumenti avanzati di intelligenza artificiale, Photoshop CC 2024 si conferma una scelta eccellente e difficile da superare.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-prezzi-e-piani"><span>Adobe Photoshop CC 2024: prezzi e piani</span></h3><ul><li>Disponibile come parte di un abbonamento ad Adobe Creative Cloud</li><li>A partire da 26,64 € per il piano Photoshop</li><li>A partire da 12,19 €/ per il piano Fotografia</li></ul><p>Come per tutte le applicazioni Adobe, Photoshop è accessibile esclusivamente tramite un abbonamento a Creative Cloud. Non esiste l’opzione per acquistare una licenza perpetua, quindi è necessario mantenere l’abbonamento attivo per continuare a utilizzare il software. Gli utenti possono scegliere tra piani mensili o annuali, con risparmi significativi per chi opta per il pagamento annuale anticipato.</p><p>Photoshop è incluso in diversi piani Creative Cloud, tra cui il pacchetto All Apps, che offre accesso a tutte le applicazioni Adobe. È anche possibile sottoscrivere un abbonamento per la sola applicazione Photoshop, ma sorprendentemente questa non è l’opzione più conveniente. Il piano Fotografia si rivela più vantaggioso, includendo sia Photoshop che Lightroom, oltre a 20 GB di spazio di archiviazione cloud, il tutto a un costo inferiore rispetto al piano per una singola applicazione.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-recensione-interfaccia"><span>Adobe Photoshop CC 2024 recensione: Interfaccia</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JjSdBC2eqa27StD2MLSczM" name="Interface" alt="Screenshot showing the Adobe Photoshop Contextual Toolbar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JjSdBC2eqa27StD2MLSczM-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><ul><li>Interfaccia in gran parte invariata rispetto a Photoshop Creative Cloud 2023</li><li>La barra delle applicazioni contestuale supporta un maggior numero di impostazioni di forme, trasformazioni e gradienti</li></ul><p>L&apos;interfaccia di Photoshop ha subito miglioramenti incrementali nel corso degli anni, mantenendo però un’impostazione familiare per chiunque abbia già utilizzato una versione del software o altri editor fotografici desktop. Gli strumenti principali sono organizzati in una colonna verticale sul lato sinistro dello schermo, mentre i pannelli sulla destra includono i livelli, le regolazioni dell’immagine e i controlli del colore. Le opzioni dettagliate per ogni strumento selezionato si trovano nella barra delle opzioni, posizionata nella parte superiore dell&apos;area di lavoro.</p><p>Rispetto alla versione CC 2023, l&apos;interfaccia di Photoshop CC 2024 è rimasta in gran parte invariata. Gli utenti abituali non noteranno cambiamenti significativi, una scelta che mantiene la coerenza del programma, uno degli aspetti che spinge molti a sottoscrivere un abbonamento a Creative Cloud. Tuttavia, questa coerenza implica anche che la curva di apprendimento per nuovi utenti rimanga la stessa. Photoshop non è particolarmente intuitivo per i principianti, ma questo è inevitabile per un software così ricco di funzionalità.</p><p>La barra delle attività contestuali, reintrodotta e migliorata nella versione 2024, si trova nella parte inferiore dell&apos;area di lavoro, ma può essere trascinata, fissata o disattivata a seconda delle preferenze dell&apos;utente. Questa barra offre scorciatoie utili relative all&apos;attività o allo strumento selezionato, semplificando i flussi di lavoro di editing.</p><p>Le migliorie apportate alla barra contestuale includono il supporto per modificare le impostazioni di riempimento e tratto delle forme, strumenti per rotazione e capovolgimento durante la trasformazione degli oggetti, e la possibilità di regolare colore, opacità, tipo e preimpostazioni dei gradienti. Sebbene non si tratti di cambiamenti radicali, questi aggiornamenti rendono l&apos;esperienza d&apos;uso più fluida e intuitiva, dimostrando l&apos;attenzione di Adobe nel perfezionare continuamente i dettagli per migliorare la produttività degli utenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AySjSqL8Qbwn37JYqXHbDC" name="Generative workspace" alt="Screenshot of the Generative Workspace in Adobe Photoshop (Beta)" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AySjSqL8Qbwn37JYqXHbDC-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adobe)</span></figcaption></figure><p>L’esperienza utente di Photoshop è destinata a evolversi ulteriormente con le future versioni, e un’anteprima di queste innovazioni è già disponibile scaricando la versione Beta di Photoshop tramite Creative Cloud. Tra le nuove funzionalità, spicca l’Area di lavoro generativa, accessibile dalla schermata di benvenuto. Questa area è progettata per creare risorse visive a partire da richieste di testo e consente di sfogliare gli elementi generati in precedenza.</p><p>L’Area di lavoro generativa permette di eseguire più richieste contemporaneamente, con ogni modifica salvata in una timeline. Questa funzione rende facile tornare indietro, rivedere i passaggi e aggiungere variabili, garantendo una gestione fluida e organizzata del processo creativo.</p><p>L’interfaccia di questa area non è molto diversa da quella di alcuni dei più popolari generatori di immagini basati su intelligenza artificiale. Tuttavia, integra un utile sistema di catalogazione, che consente agli utenti di generare, organizzare e utilizzare una libreria di risorse creative in tempo reale. Questa aggiunta arricchisce il kit di strumenti AI di Photoshop, migliorando ulteriormente la sua versatilità per i creativi.</p><ul><li>Interfaccia: 4.5/5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-recensione-caratteristiche-dell-intelligenza-artificiale-generativa"><span>Adobe Photoshop CC 2024 recensione: caratteristiche dell'intelligenza artificiale generativa</span></h3><ul><li>Funzioni generative basate su Firefly Image Model 3 per un maggiore realismo</li><li>La nuova funzione Genera simile consente di creare più varianti di immagini</li></ul><p>Una delle aggiunte più rilevanti introdotte con Photoshop CC 2023 è stata la suite di strumenti generativi basati sull&apos;intelligenza artificiale, che sfrutta il modello di immagine Firefly di Adobe per la creazione di immagini. Questi strumenti, già apprezzati per la loro efficacia, tornano nella versione 2024 con funzionalità potenziate grazie all&apos;ultima iterazione del modello Firefly.</p><p>Riempimento generativo ed Espansione generativa rimangono al centro di queste innovazioni. Il Riempimento generativo permette di creare contenuti AI in una specifica area selezionata, basandosi su richieste di testo descrittive. Questo consente di aggiungere o rimuovere oggetti in modo semplice e intuitivo. L&apos;Espansione generativa, invece, consente di ampliare le dimensioni di un&apos;immagine esistente, generando contenuti che si integrano perfettamente con l’originale.</p><p>Entrambi gli strumenti continuano a funzionare in modo simile alle versioni precedenti, ma con una precisione e una coerenza migliorate, rendendo queste funzioni ancora più utili e affidabili per i professionisti e i creativi che vogliono integrare l&apos;IA nei loro flussi di lavoro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="c2eKE2fewmzo35m6TtZLjP" name="Photoshop Peacock" alt="Screenshot showing an AI-generated peacock in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/c2eKE2fewmzo35m6TtZLjP-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’aggiornamento di Photoshop CC 2024 porta immagini generate dall’intelligenza artificiale più realistiche e offre agli utenti un maggiore controllo sui dettagli e sulla composizione. Questo miglioramento è evidente nella pratica: sebbene gli strumenti generativi non siano ancora perfetti, i risultati di questa edizione sono sensibilmente più credibili. Durante i nostri test, abbiamo notato una significativa riduzione di effetti strani o poco naturali, soprattutto quando le richieste di testo riguardavano creature viventi.</p><p>Nella nostra analisi di Photoshop CC 2023, avevamo osservato che le immagini generate dall’intelligenza artificiale soffrivano di evidenti problemi, specialmente con oggetti di grandi dimensioni o modifiche estese. Con la versione 2024, questi problemi sono stati migliorati in modo notevole, rendendo i risultati visivamente più coerenti.</p><p>Tuttavia, alcune imperfezioni persistono. Abbiamo riscontrato sbavature nelle texture più dettagliate, bordi deformati e occasionali forme strane, particolarmente evidenti in situazioni di illuminazione mista. Inoltre, la gestione dei riflessi rimane un punto debole, e alcune richieste di modifica, come trasformare uno sfondo azzurro in uno scenario vulcanico infuocato, hanno prodotto risultati bizzarri e poco realistici.</p><p>Nonostante questi limiti, il livello di realismo raggiunto dagli elementi generati in Photoshop CC 2024 è impressionante. L’intelligenza artificiale di Adobe mostra progressi significativi, consolidando il suo ruolo come uno strumento utile per i creativi che desiderano integrare risorse generate in modo credibile nei loro progetti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fRQHRn3wB249DoxDVyXPkD" name="Adobe Photoshop Generate Similar" alt="Screenshot from Adobe Photoshop showing the Generate Similar feature" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fRQHRn3wB249DoxDVyXPkD-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un aspetto che ci ha particolarmente colpito confrontando i risultati tra le versioni 2023 e 2024 di Photoshop è stato il netto miglioramento nella qualità delle immagini generate. Nell’edizione più recente, è necessario esaminare molto più attentamente i dettagli per individuare segni evidenti dell’intervento dell’intelligenza artificiale. Elementi come ombre, toni e dettagli sono notevolmente più coerenti e realistici.</p><p>Un ulteriore miglioramento si ottiene utilizzando la funzione Migliora dettagli. Passando il mouse sulla miniatura di una variante generata nel pannello Proprietà e selezionando questa opzione, i dettagli dell’immagine vengono affinati, portando a risultati ancora più definiti.</p><p>La funzione Genera simile è un altro strumento utile per perfezionare il contenuto generato. Permette di partire da una variante già selezionata come base per creare iterazioni più vicine alla propria visione. Ad esempio, chiedendo a Photoshop di generare un camion rosso, il software fornirà tre varianti iniziali. Dopo aver scelto quella preferita, è possibile cliccare sull&apos;icona dei tre puntini nella barra degli strumenti contestuale e selezionare Genera simile. In questo modo si ottengono ulteriori tre varianti basate sulla selezione originale, consentendo di guidare il modello AI verso un risultato più specifico e personalizzato.</p><p>Questi strumenti non solo migliorano l’esperienza d’uso, ma offrono una flessibilità significativa per perfezionare le creazioni generate dall’intelligenza artificiale, rendendole più aderenti alle aspettative dell’utente.</p><ul><li>Caratteristiche dell'intelligenza artificiale generativa: 4.5/5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-recensione-selezione"><span>Adobe Photoshop CC 2024 recensione: selezione </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BjkMhmJ4EwrpT3N6cZfiPU" name="Selection" alt="Screenshot of the selection tool in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BjkMhmJ4EwrpT3N6cZfiPU-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><ul><li>Il Pennello di selezione è un ibrido degli strumenti Pennello e Lazo.</li><li>Il Pennello di regolazione applica modifiche non distruttive in modo selettivo</li></ul><p>Photoshop è già noto per offrire alcune delle migliori funzioni di selezione tra gli editor fotografici, come lo strumento di selezione oggetti basato sull&apos;intelligenza artificiale e la scorciatoia "seleziona soggetto" accessibile dalla barra delle applicazioni contestuali. Sebbene queste opzioni richiedano talvolta piccoli ritocchi per mascherare correttamente alcune aree, riescono a velocizzare notevolmente il flusso di lavoro e, in alcuni casi, possono automatizzare completamente il processo.</p><p>Con Photoshop CC 2024, non vengono introdotte funzioni di selezione completamente rivoluzionarie, ma ci sono miglioramenti significativi che rafforzano l&apos;offerta esistente. Tra queste, spicca il nuovo Strumento pennello di selezione migliorato, progettato specificamente per semplificare le operazioni di selezione, soprattutto per chi utilizza un trackpad.</p><p>Questo strumento combina la semplicità della mascheratura con la precisione dello strumento lazo. Dipingendo sull’area desiderata, è possibile creare selezioni con facilità, e si possono regolare parametri come durezza, opacità e colore del pennello direttamente dalla barra degli strumenti. Le modalità di aggiunta e sottrazione rendono possibile modificare rapidamente la selezione per perfezionarla.</p><p>Una volta completata l’operazione, cambiando strumento, la selezione viene trasformata da una sovrapposizione rosa a un contorno tradizionale a "formiche in marcia", come se fosse stata tracciata con il lazo. Questo approccio visivamente chiaro e pratico rende il processo di selezione più intuitivo ed efficace, consentendo agli utenti di lavorare con maggiore precisione e semplicità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Mktybnz5kHh43TM79HAAFi" name="Adjustment brush" alt="Screenshot showing the adjustment brush in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Mktybnz5kHh43TM79HAAFi-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un&apos;altra aggiunta interessante in Photoshop CC 2024 è lo strumento Pennello di regolazione, progettato per applicare modifiche non distruttive a specifiche aree di un&apos;immagine. Una volta selezionato lo strumento, si utilizza la Barra delle attività contestuale per scegliere il tipo di regolazione desiderata. È possibile dipingere direttamente sulla parte dell&apos;immagine che si vuole modificare o selezionare "Applica all&apos;oggetto" per un intervento più mirato.</p><p>Questo strumento consente di regolare parametri come durezza e dimensione del pennello e offre la possibilità di sottrarre dalle selezioni già effettuate. Una volta creata l&apos;area selezionata, le modifiche possono essere raffinate nel pannello delle regolazioni, garantendo un controllo granulare e un flusso di lavoro non distruttivo.</p><p>Anche se non rivoluzionaria, questa funzione dimostra l&apos;impegno di Adobe nel rendere Photoshop più intuitivo e accessibile. Gli strumenti basati sul pennello, infatti, sono particolarmente utili per i principianti, offrendo un approccio più immediato rispetto alle tecniche di selezione e applicazione tradizionali. Tuttavia, gli utenti più esperti possono continuare a utilizzare i metodi classici, dimostrando la versatilità del software. La vera forza di Photoshop risiede proprio in questa flessibilità, che consente di scegliere lo stile di lavoro più adatto alle proprie esigenze.</p><ul><li>Selezione: 5/5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-adobe-photoshop-cc-2024-strumenti-di-rimozione"><span>Adobe Photoshop CC 2024: Strumenti di rimozione</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kVFkD9ZAKaxK7hGdXkntMD" name="Background removal" alt="Screenshot of the background removal tool in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kVFkD9ZAKaxK7hGdXkntMD-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><ul><li>Rimozione distrazione elimina automaticamente gli elementi di distrazione</li><li>Lo strumento Genera sfondo può simulare impostazioni fotorealistiche</li></ul><p>Lo Strumento di rimozione, introdotto con grande successo in Photoshop CC 2023, torna nella versione 2024 con un&apos;importante espansione delle sue capacità. In precedenza, bastava dipingere su un elemento indesiderato, come un oggetto o una persona, e Photoshop lo sostituiva con pixel generati dall&apos;intelligenza artificiale, che si integravano quasi sempre in modo naturale con l&apos;immagine esistente.</p><p>Con Photoshop CC 2024, lo Strumento di rimozione viene affiancato dallo Strumento di rimozione delle distrazioni, che automatizza ulteriormente il processo. Ora, invece di dipingere manualmente su elementi come fili o persone, è possibile utilizzare l&apos;opzione "Trova distrazioni". Selezionando questa funzione dalla barra degli strumenti, Photoshop analizza automaticamente l&apos;immagine per individuare specifiche categorie di oggetti.</p><p>Si possono scegliere due opzioni principali: "Fili e cavi" o "Persone". La prima permette di rimuovere linee telefoniche ed elettriche da una scena, mentre la seconda evidenzia le persone presenti nell&apos;immagine, consentendo di deselezionare quelle che si desidera mantenere. Questo approccio semplifica notevolmente il processo di pulizia delle immagini, riducendo i tempi necessari e garantendo risultati visivamente coerenti.</p><p>Questa nuova funzionalità aggiunge ulteriore valore a uno strumento già potente, rendendo Photoshop ancora più efficiente e accessibile per le operazioni di fotoritocco.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="N9fj7PDNTcAmFWmzwnwGpe" name="Find Distractions" alt="Screenshot showing the Distraction Removal tool in Adobe Photoshop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/N9fj7PDNTcAmFWmzwnwGpe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Quando funziona, lo Strumento di rimozione delle distrazioni è sorprendentemente efficace e fa risparmiare molto tempo. Nei nostri test, si è dimostrato particolarmente abile nel rimuovere fili e cavi, anche quando attraversavano sfondi complessi. In un esempio, diversi cavi correvano su edifici e cielo, e lo strumento è riuscito a eliminarli tutti senza lasciare traccia visibile della loro presenza.</p><p>Anche la selezione delle persone è impressionante. Lo strumento è stato in grado di rilevare figure sfocate sullo sfondo, persone che camminavano lateralmente e persino quelle lontane dalla fotocamera. Ha mancato solo una volta una persona di spalle. La qualità della rimozione dipende però dalla scena: su texture complesse, si sono verificati alcuni artefatti, come volti fluttuanti. Nonostante questi limiti, lo strumento rappresenta un miglioramento convincente per la rimozione degli oggetti in Photoshop.</p><p>I progressi di Firefly si notano anche nello strumento Genera sfondo. Introdotta inizialmente in Photoshop CC 2023, la rimozione dello sfondo è stata un’aggiunta significativa. Dopo aver rimosso uno sfondo, lo strumento Genera sfondo permette di creare un nuovo ambiente che si adatta al soggetto, compresa l&apos;illuminazione. Sebbene non sia perfetto, nei nostri test si è rivelato un’ottima soluzione per modificare rapidamente sfondi in scatti di prodotti o fotografie flatlay. Questi aggiornamenti ampliano ulteriormente le possibilità di Photoshop per un editing flessibile ed efficiente.</p><ul><li>Strumenti di rimozione: 4.5/5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-adobe-photoshop-cc-2024"><span>Perché acquistare Adobe Photoshop CC 2024?</span></h3><div ><table><caption>Scheda di valutazione di Adobe Photoshop CC 2024</caption><thead><tr><th class="firstcol " >Categorie </th><th  >Note</th><th  >Punteggio </th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " >Interfaccia </td><td  >L'interfaccia familiare di Photoshop viene arricchita dai miglioramenti alla barra delle applicazioni contestuale, che ora offre strumenti migliorati per la gestione di forme, sfumature e trasformazioni. Questi aggiornamenti rendono l'editing più fluido e intuitivo, migliorando ulteriormente l'esperienza complessiva.</td><td  >4.5/5</td></tr><tr><td class="firstcol " >IA generativa</td><td  >Il Firefly Image Model 3 di Adobe, pur non essendo privo di imperfezioni, riesce a creare risorse visive altamente dettagliate e realistiche, integrate in modo convincente nel contesto delle immagini.</td><td  >4.5/5</td></tr><tr><td class="firstcol " >Selezione </td><td  >I nuovi strumenti pennello semplificano sia visivamente che operativamente il processo di selezione e regolazione, rendendo più intuitiva la manipolazione delle immagini.</td><td  >5/5</td></tr><tr><td class="firstcol " >Rimozione</td><td  >Lo strumento Distraction Removal può identificare e rimuovere automaticamente fili e persone dagli sfondi delle immagini con notevole precisione.</td><td  >4.5/5</td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-xa0">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p>Volete gli ultimi strumenti di IA generativa</p><p>Se desiderate i più recenti strumenti di intelligenza artificiale generativa, Photoshop CC 2024 offre il meglio. Grazie al Firefly Image Model 3, questi strumenti sono in grado di creare immagini realistiche a partire da semplici richieste di testo, rappresentando lo stato dell'arte nell'uso dell'IA per il fotoritocco.</p></div><div class="product"><p>Volete strumenti di rimozione potenti</p><p>A completare gli strumenti Rimozione e Rimozione sfondo, la nuova funzione Rimozione distrazione di Photoshop sfrutta l'intelligenza artificiale per eliminare istantaneamente e in modo impeccabile elementi indesiderati dalle composizioni, facendo sembrare che non siano mai esistiti.</p></div><div class="product"><p>Volete un editor di immagini completo</p><p>Con le sue preimpostazioni di regolazione e strumenti di livello avanzati, Photoshop si conferma l’editor di immagini più completo sul mercato. Che si tratti di lavorare su fotografie o progetti grafici, rimane la soluzione all-in-one per eccellenza.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-xa0">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p>Vi piace possedere le vostre applicazioni a titolo definitivo</p><p>Come tutte le applicazioni Creative Cloud, Photoshop richiede un abbonamento per essere utilizzato, e l'accesso al software dipende dal mantenimento di questo pagamento. Chi preferisce una licenza a pagamento unico dovrà considerare alternative.</p></div><div class="product"><p>È sufficiente effettuare modifiche di base</p><p>Photoshop è un'applicazione estremamente potente, ma richiede tempo per essere padroneggiata e ha un costo elevato. Per semplici modifiche alle immagini, esistono alternative più economiche e intuitive.</p></div><div class="product"><p>Non avete un computer moderno</p><p>Photoshop, con le sue funzionalità avanzate, necessita di una notevole potenza di elaborazione. Alcuni computer, anche se relativamente recenti, potrebbero non soddisfare i requisiti minimi indicati da Adobe. È quindi consigliabile verificare che il proprio hardware sia adeguato prima di utilizzarlo.</p></div>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Fotografia HDR, che cos’è e a cosa serve? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>In fotografia, <strong>HDR</strong> è l&apos;acronimo di <strong>High Dynamic Range</strong> (Alta Gamma Dinamica). Un termine spesso frainteso, perché ci sono in realtà due aspetti della gamma dinamica da capire. La prima è la gamma dinamica del soggetto e la seconda è quella della fotocamera.</p><p>Per <strong>gamma dinamica</strong> si intende la differenza di luminosità della parte più chiara rispetto alla quella più scura del soggetto che intendiamo fotografare. La prima prende il nome di <em><strong>Luci</strong></em><em>,</em> mentre l’altra quello di <em><strong>Ombre</strong></em>. In uno scenario diurno, la luce del sole e i riflessi sull&apos;acqua e metalli sono le luci, mentre le aree scure delle zone ombreggiate sono le ombre.</p><p>Per quanto riguarda la gamma dinamica della fotocamera, si tratta del valore che esprime quanta ampiezza di toni del soggetto può essere catturata in una singola immagine. Esiste un limite tecnico nella capacità dei sensori di raccogliere con successo differenze luminose così elevate. </p><p>Nonostante gli progressi nel campo dei sensori degli ultimi 30 anni, al momento l&apos;occhio umano è in grado di percepire una gamma dinamica molto più elevata rispetto a qualsiasi fotocamera o telefono; ad esempio una fotocamera medio formato recente come la <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/fujifilm-gfx-100-recensione"><u>Fujifilm GFX 100</u></a> supera i 12 stop a 100 ISO, mentre l’occhio umano vanta oltre 20 stop di dinamica, un valore molto superiore a quello di qualsiasi sensore sul mercato odierno.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-fotocamera">smartphone per la fotocamera</a></li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-fotocamera">fotocamere</a> del 2023</li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-mirrorless">fotocamere mirrorless</a><br></li></ul><h2 id="perch-xe8-usare-la-fotografia-hdr">Perchè usare la fotografia HDR?</h2><p>Se una giornata nuvolosa potrebbe non rappresentare una sfida per il sensore medio di qualsiasi fotocamera recente, ci sono scenari in cui sembra impossibile catturare l&apos;intera gamma dinamica in uno scatto. Se si sottoespone per non bruciare le luci, come accade tipicamente nelle foto di paesaggio durante il giorno, la maggior parte dell’immagine risulterà scura, con dettagli corretti nelle luci.</p><p>Se, al contrario, si desidera <strong>catturare i dettagli</strong> di un soggetto con molti punti in ombra, come un bosco, la parte luminosa della foto risulterà quasi completamente bruciata. Il cielo assumerà in tale occasione l’aspetto di un “buco di luce” e sembrerà noioso, poiché l’eccessiva luminosità avrà spazzato via qualsiasi dettaglio visibile ad occhio nudo.</p><p>Il risultato tipico è che la parte bassa è esposta correttamente, quindi vedrete gli alberi, le foglie, le ombre, le sfumature ed eventuali altri elementi. Il cielo, invece, sarà completamente bianco (niente nuvole, né colori né sfumature). Al contrario, potremmo ottenere un cielo esposto correttamente, con gli azzurri, le nuvole e tutto il resto... ma la parte bassa (diciamo un bosco) diventa una macchia nera senza alcun dettaglio.</p><p>La soluzione a questo problema potrebbe essere la <strong>fotografia HDR</strong>. Introdotto come un metodo per aumentare la gamma dinamica disponibile in una singola immagine, la fotografia HDR è uno strumento davvero utile, a patto di usarlo con cognizione di causa.</p><h2 id="come-padroneggiare-la-fotografia-hdr-con-la-fotocamera-o-il-telefono">Come padroneggiare la fotografia HDR con la fotocamera o il telefono</h2><p>Diversi sistemi di fotocamere offrono <strong>diversi approcci</strong> all&apos;HDR in base alla necessità di ottenere un risultato orientato alla qualità o alla velocità di esecuzione. La maggior parte delle fotocamere reflex e mirrorless offrono il bracketing dell&apos;esposizione, che rende possibile acquisire consecutivamente un numero di immagini identiche, ma con esposizioni differenti. Grazie a specifici software di editing, come ad esempio <a href="https://www.hdrsoft.com/" target="_blank">Photomatix</a> o <a href="https://www.adobe.com/it/products/photoshop.html" target="_blank">Photoshop</a>, è possibile fondere le foto scattate in un&apos;immagine composita a elevata gamma dinamica.</p><p>Per capire qual è il vantaggio nell’utilizzo del bracketing dell&apos;esposizione, pensate che un’ottima fotocamera con gamma dinamica di 12 EV (1 EV rappresenta il raddoppio della luminosità) un bracketing dell&apos;esposizione di ± 3 EV, può aumentare la gamma dinamica del 50%, un valore enorme.</p><p>I modelli più recenti poi offrono una <strong>modalità HDR integrata</strong>, che si può attivare e gestire dalle impostazioni. La si può vedere come un’evoluzione del bracketing, perché è in effetti “quasi” la stessa cosa: la macchina scatta diverse foto (tre o anche di più) modificando le impostazioni, e poi unisce i diversi scatti automaticamente. E noi vediamo solo il risultato finale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kuA6f3ixdwNswF837kZuhn" name="CanonHDRmode.jpg" alt="La opzioni HDR della Canon EOS 80D" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kuA6f3ixdwNswF837kZuhn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Canon)</span></figcaption></figure><p>Se la vostra fotocamera non possiede una modalità HDR integrata, l’unica soluzione è quella di sostituirla con una più recente. Non è obbligatorio farlo, dato che il “vecchio” bracketing funziona ancora piuttosto bene e le ultime fotocamere ne hanno esteso le possibilità permettendo più scatti con EV più elevati. Tuttavia, una funzionalità automatica risulta molto più veloce da usare, poiché la fotocamera si prende in carico l’elaborazione delle immagini, sfornando l’immagine definitiva senza necessità di alcun software di editing e nemmeno di un computer.</p><p>Si tratta di un processo meno efficace a livello di qualità e su cui si ha meno controllo, ma incredibilmente più rapido e pratico. Dato che la fotocamera oltre che l’immagine definitiva salva anche i file originali, la funzionalità HDR garantisce una possibilità aggiuntiva senza togliere nulla.</p><p>Per quanto riguarda gli smartphone, la procedura per creare immagini HDR viene applicata automaticamente, senza salvare sul telefono i file originali. La funzionalità "Smart HDR" degli attuali <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone">iPhone</a> ne è un ottimo esempio, ma oggi la gran parte degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> di fascia media e alta offre questa possibilità, anche se con risultati diversi a seconda dell’hardware e del software messi in campo dal produttore. In genere è scegliere se attivare o disattivare l’HDR, oppure lasciare al telefono la decisione se usarlo o meno. Le prestazioni cambiano da un modello all’altro.</p><p>La fotografia HDR non deve essere confusa con la compensazione delle alte luci e delle ombre, che permette l’estrazione di un maggior numero di dettagli in quelle aree dell&apos;immagine. Tecnicamente parlando, in tal modo non si crea un&apos;immagine ad elevata gamma dinamica, ma si vanno a modificare i dettagli già presenti in una singola immagine, dettagli che si sarebbe potuto recuperare manualmente tramite la modifica con un software come Lightroom, Capture One o altri.</p><h2 id="quando-xe8-utile-usare-la-fotografia-hdr">Quando è utile usare la fotografia HDR?</h2><p>Qui a Techradar tendiamo a considerare la fotografia HDR con la dovuta cautela. Certamente l’HDR ha la sua utilità, poiché permette di recuperare molti dettagli che andrebbero persi nelle foto, migliorando la qualità dell&apos;immagine. Riesce a schiarire le ombre senza alcun dettaglio apparente e a recuperare ulteriori dettagli in alcune aree che altrimenti apparirebbero bruciate.</p><p>All’atto pratico possiamo affermare che rende le foto più belle e maggiormente dettagliate. Ma il prezzo da pagare è che, esagerando con il recupero dei toni, si rischia di ottenere un’immagine artefatta, surreale e piatta, con le ombre troppo chiare e senza alcun picco di luminosità evidente, nemmeno dove ce ne sarebbe bisogno.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="7vUZpr9zzSVKExvtQ23MzU" name="shutterstock_1143984275.jpg" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7vUZpr9zzSVKExvtQ23MzU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3500" height="1969" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text"><em>Questo è un esempio di HDR surreale. Bello? Certamente dipende molto dai gusti di chi guarda.</em> </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / Marshall Artist)</span></figcaption></figure><p>Come altre tecniche, anche la fotografia HDR ha i suoi limiti, uno di questi si riscontra in particolare quando si cerca di fotografare scene di azione. Eseguendo scatti multipli di soggetti in rapido movimento, assemblare gli scatti in un&apos;immagine HDR porterà ad avere un effetto "fantasma" perché il soggetto si trova in una posizione leggermente diversa in ciascuna immagine della sequenza.</p><p>HDR potrebbe anche entrare in negativamente conflitto con alcuni degli effetti creativi desiderati. Ad esempio, se desiderate scattare ad una silhouette in controluce e non siete interessati a recuperare i dettagli nelle ombre del soggetto. In tal caso si andrà probabilmente ad aumentare il contrasto della foto perchè potrebbe essere una l’azione corretta per eliminarli completamente.</p><h2 id="come-funziona-la-fotografia-hdr-sugli-smartphone">Come funziona la fotografia HDR sugli smartphone?</h2><p>Potrebbero esserci fin troppi esempi da fare, ma la cosa più semplice quando si scatta una foto casual mentre si passeggia è quella di usare la funzione di HDR automatico. Lo "Smart HDR" di iPhone applica l&apos;HDR per impostazione predefinita, creandolo dopo aver analizzato tramite AI la scena acquisita. Giorno soleggiato? Certamente meglio usare la fotografia HDR.</p><p>Proprio come nelle fotocamere digitali, gli smartphone acquisiscono diverse immagini una dopo l&apos;altra a diversi livelli di luminosità. Infine, tramite rapidi calcoli, riescono ad unirle in un&apos;unica immagine HDR. L&apos;intero processo impiega normalmente solo una frazione di secondo su iPhone, mentre su altri smartphone potrebbe volerci più tempo. In ogni caso, comunque, scattare senza HDR permette di fare più in fretta, se mai la cosa dovesse interessarvi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1536px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JU3HkK5va9YQNGs5w82aAh" name="AppleSmartHDR.jpg" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JU3HkK5va9YQNGs5w82aAh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1536" height="864" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Effetto Smart HDR di Apple </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Alcuni smartphone permettono di scegliere se usare l’HDR oppure meno, mentre altri permettono di attivare l’HDR automatico lasciando decidere il dispositivo. In generale, la funzione auto HDR fa un ottimo lavoro, eliminando il fastidio di dover applicare l’effetto manualmente. Tuttavia, se si desidera fare uso creativo dell&apos;esposizione o evitare l&apos;effetto fantasma negli scatti a soggetti in rapido movimento, è utile avere un’opzione manuale per disattivare la funzionalità non si desidera usarla.</p><p>Alcuni smartphone, poi, riportano la dicitura HDR nei menu ma in realtà si tratta di una funzione di compensazione delle luci e delle ombre, non di vero HDR. Ad esempio, i telefoni <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-pixel-6-quando-esce-prezzo-specifiche">Google Pixel</a> utilizzano i cursori di luci e ombre per cui è possibile schiarire o scurire quelle aree, ma ciò non ne estende la gamma dinamica e non è sinonimo di fotografia HDR.</p><h2 id="come-realizzare-una-fotografia-hdr">Come realizzare una fotografia HDR</h2><h2 id="1-stabilizzate-la-fotocamera">1. Stabilizzate la fotocamera</h2><p>Sia che si utilizzi una fotocamera o uno smartphone, il primo passo per realizzare una fotografia HDR è quello di stabilizzare il vostro dispositivo. Una fotocamera traballante, o peggio ancora impugnata a mano libera, può rendere l’immagine finale sfocata. È un principio simile al motivo per cui è meglio evitare soggetti in rapido movimento nella fotografia HDR, che tendono a causare un effetto noto come ghosting.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:943px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.70%;"><img id="M9DjJLDnArPr6yV6CfZuxF" name="DCM165.shoot_core.camera_tripod_IMG_4478.jpg" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/M9DjJLDnArPr6yV6CfZuxF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="943" height="629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Nikon su treppiede </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nikon)</span></figcaption></figure><p>Basta fissare la vostra fotocamera su un treppiede o appoggiarla su di un supporto stabile, o avere una mano estremamente ferma. Per scattare conviene attivare lo scatto ritardato oppure attivare la fotocamera da remoto per evitare le vibrazioni indesiderate dovute alla pressione dei pulsanti della fotocamera.</p><h2 id="2-selezionare-i-parametri-di-esposizione">2. Selezionare i parametri di esposizione</h2><p>In una fotografia HDR multi-scatto o nella modalità di bracketing dell&apos;esposizione, di solito è possibile selezionare di quanto aumentare la gamma dinamica su una o entrambe le estremità di luci e ombre.</p><p>Non è sempre necessario utilizzare tutte le immagini della sequenza durante la post produzione, ma è meglio realizzare un buon numero di scatti per avere a disposizione quanto necessario per portare a termine il proprio compito nel migliore dei modi. In generale è meglio scattare l&apos;immagine del punto medio esposta per le alte luci, per fare ciò è necessario usare l&apos;istogramma. Si tratta anche di una buona regola generale per le immagini a scatto singolo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U7R3bxJpCcVeKJ369nDwDW" name="6_AdvancedMonth2-Exposure-7Exposure-bracketing-1.png" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U7R3bxJpCcVeKJ369nDwDW-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Un esempio di menu del bracketing dell'esposizione su una fotocamera Fujifilm </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Fujifilm)</span></figcaption></figure><p>Se state facendo bracketing dell&apos;esposizione manuale, assicuratevi che sia il tempo a cambiare valore, piuttosto che l’apertura. Se così non fosse, la profondità di campo tra le foto cambierà e l&apos;unione delle immagini diventerà problematica.</p><h2 id="3-unite-le-immagini">3. Unite le immagini</h2><p>Esistono software per fotografia HDR specializzati per modificare le immagini bracketing, Photomatix è uno dei nostri preferiti in quanto ha moltissime opzioni per cercare la combinazione perfetta per realizzare un’ottima fotografia HDR. Ma se sul vostro computer è installato Adobe Photoshop, potete usare le sue opzioni HDR per creare lo scatto perfetto.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TcriiVdbBaHPWUm2qQDQVC-1920-80.jpg" alt="HDR photography process" /><figcaption>Una fotografia HDR realizzanda con le funzionalità “Unisci come HDR Pro” di Photoshop. (Future)<small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WD6AuFtbwdqHDEseQTHjMB-1920-80.jpg" alt="HDR photography process" /><figcaption>HDR off +1EV<small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Emn2HHRn2Aqmds86zeStTA-1920-80.jpg" alt="HDR photography process" /><figcaption>HDR off 0EV<small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/izKBBfHWUh4AouDK7F6ze9-1920-80.jpg" alt="HDR photography process" /><figcaption>HDR off -1EV<small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il metodo più semplice per realizzare una fotografia HDR con Photoshop è selezionare nel menu: File>Automatizza>Unisci come HDR Pro, a quel punto vi verrà chiesto di importare la sequenza di immagini scattate, ognuna dovrà avere un valore di luminosità diverso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="V4wU4agwDwzREYQRJypFjj" name="MergetoHDRpro.jpg" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V4wU4agwDwzREYQRJypFjj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La funzione "Unisci come HDR Pro" di Photoshop </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se sospettate che la fotocamera si sia mossa, potete anche selezionare la casella "Tenta di allineare automaticamente le immagini sorgente" e premere OK. Una volta elaborate le immagini, si apre l&apos;editor "Unisci come HDR Pro" e potete sbizzarrirvi a con gli effetti.</p><h2 id="4-scegliete-l-x2019-effetto-pi-xf9-significativo-per-il-risultato-che-volete-ottenere">4. Scegliete l’effetto più significativo per il risultato che volete ottenere</h2><p>Il processo di editing di una fotografia HDR è abbastanza semplice, ma non sempre le opzioni automatiche danno il risultato migliore. <em>Unisci come HDR Pro</em> permette di usare tutte le immagini importate e se avete selezionato +3EV al momento dell&apos;acquisizione, l&apos;effetto potrebbe risultare troppo evidente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2540px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.46%;"><img id="izUsrxBExUmLeHQCAw3vfC" name="photoshop merge to hdr pro screenshot 3.png" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/izUsrxBExUmLeHQCAw3vfC-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2540" height="1434" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La funzione "Unisci come HDR Pro" di Photoshop </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Esiste un certo margine di intervento manuale, se l&apos;effetto HDR è troppo forte e volete diminuirlo. Provate a deselezionare una delle immagini, ridurre la saturazione e così via, finché non siete soddisfatti. C&apos;è anche l&apos;opzione "Rimuovi effetti fantasma" che tenterà di rimuovere qualsiasi movimento nella scena, e anche se non sempre funziona come dovrebbe, vale la pena fare un tentativo.</p><p>Come abbiamo detto poco fa, evitate gli eccessi cercando di schiarire troppo le ombre. Il nostro parere personale è che per ottenere la migliore fotografia HDR, i dettagli devono venire svelati in maniera naturale e poco evidente, tuttavia se desiderate un effetto artistico più spinto il software vi permetterà di ottenere risultati anche molto evidenti, e le vostre fotografie passeranno, nel bene e nel male, meno inosservate.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/fotografia-hdr</link>
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                            <![CDATA[ La fotografia HDR ci viene messa a disposizione da reflex, mirrorless e anche dagli smartphone, ma serve davvero? ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cameras]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Paolo D&#039;Angelo ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/F9wpbHF6VS4NaDy4avHZ2U-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <p>In fotografia, <strong>HDR</strong> è l&apos;acronimo di <strong>High Dynamic Range</strong> (Alta Gamma Dinamica). Un termine spesso frainteso, perché ci sono in realtà due aspetti della gamma dinamica da capire. La prima è la gamma dinamica del soggetto e la seconda è quella della fotocamera.</p><p>Per <strong>gamma dinamica</strong> si intende la differenza di luminosità della parte più chiara rispetto alla quella più scura del soggetto che intendiamo fotografare. La prima prende il nome di <em><strong>Luci</strong></em><em>,</em> mentre l’altra quello di <em><strong>Ombre</strong></em>. In uno scenario diurno, la luce del sole e i riflessi sull&apos;acqua e metalli sono le luci, mentre le aree scure delle zone ombreggiate sono le ombre.</p><p>Per quanto riguarda la gamma dinamica della fotocamera, si tratta del valore che esprime quanta ampiezza di toni del soggetto può essere catturata in una singola immagine. Esiste un limite tecnico nella capacità dei sensori di raccogliere con successo differenze luminose così elevate. </p><p>Nonostante gli progressi nel campo dei sensori degli ultimi 30 anni, al momento l&apos;occhio umano è in grado di percepire una gamma dinamica molto più elevata rispetto a qualsiasi fotocamera o telefono; ad esempio una fotocamera medio formato recente come la <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/fujifilm-gfx-100-recensione"><u>Fujifilm GFX 100</u></a> supera i 12 stop a 100 ISO, mentre l’occhio umano vanta oltre 20 stop di dinamica, un valore molto superiore a quello di qualsiasi sensore sul mercato odierno.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-fotocamera">smartphone per la fotocamera</a></li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-fotocamera">fotocamere</a> del 2023</li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-mirrorless">fotocamere mirrorless</a><br></li></ul><h2 id="perch-xe8-usare-la-fotografia-hdr">Perchè usare la fotografia HDR?</h2><p>Se una giornata nuvolosa potrebbe non rappresentare una sfida per il sensore medio di qualsiasi fotocamera recente, ci sono scenari in cui sembra impossibile catturare l&apos;intera gamma dinamica in uno scatto. Se si sottoespone per non bruciare le luci, come accade tipicamente nelle foto di paesaggio durante il giorno, la maggior parte dell’immagine risulterà scura, con dettagli corretti nelle luci.</p><p>Se, al contrario, si desidera <strong>catturare i dettagli</strong> di un soggetto con molti punti in ombra, come un bosco, la parte luminosa della foto risulterà quasi completamente bruciata. Il cielo assumerà in tale occasione l’aspetto di un “buco di luce” e sembrerà noioso, poiché l’eccessiva luminosità avrà spazzato via qualsiasi dettaglio visibile ad occhio nudo.</p><p>Il risultato tipico è che la parte bassa è esposta correttamente, quindi vedrete gli alberi, le foglie, le ombre, le sfumature ed eventuali altri elementi. Il cielo, invece, sarà completamente bianco (niente nuvole, né colori né sfumature). Al contrario, potremmo ottenere un cielo esposto correttamente, con gli azzurri, le nuvole e tutto il resto... ma la parte bassa (diciamo un bosco) diventa una macchia nera senza alcun dettaglio.</p><p>La soluzione a questo problema potrebbe essere la <strong>fotografia HDR</strong>. Introdotto come un metodo per aumentare la gamma dinamica disponibile in una singola immagine, la fotografia HDR è uno strumento davvero utile, a patto di usarlo con cognizione di causa.</p><h2 id="come-padroneggiare-la-fotografia-hdr-con-la-fotocamera-o-il-telefono">Come padroneggiare la fotografia HDR con la fotocamera o il telefono</h2><p>Diversi sistemi di fotocamere offrono <strong>diversi approcci</strong> all&apos;HDR in base alla necessità di ottenere un risultato orientato alla qualità o alla velocità di esecuzione. La maggior parte delle fotocamere reflex e mirrorless offrono il bracketing dell&apos;esposizione, che rende possibile acquisire consecutivamente un numero di immagini identiche, ma con esposizioni differenti. Grazie a specifici software di editing, come ad esempio <a href="https://www.hdrsoft.com/" target="_blank">Photomatix</a> o <a href="https://www.adobe.com/it/products/photoshop.html" target="_blank">Photoshop</a>, è possibile fondere le foto scattate in un&apos;immagine composita a elevata gamma dinamica.</p><p>Per capire qual è il vantaggio nell’utilizzo del bracketing dell&apos;esposizione, pensate che un’ottima fotocamera con gamma dinamica di 12 EV (1 EV rappresenta il raddoppio della luminosità) un bracketing dell&apos;esposizione di ± 3 EV, può aumentare la gamma dinamica del 50%, un valore enorme.</p><p>I modelli più recenti poi offrono una <strong>modalità HDR integrata</strong>, che si può attivare e gestire dalle impostazioni. La si può vedere come un’evoluzione del bracketing, perché è in effetti “quasi” la stessa cosa: la macchina scatta diverse foto (tre o anche di più) modificando le impostazioni, e poi unisce i diversi scatti automaticamente. E noi vediamo solo il risultato finale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kuA6f3ixdwNswF837kZuhn" name="CanonHDRmode.jpg" alt="La opzioni HDR della Canon EOS 80D" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kuA6f3ixdwNswF837kZuhn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Canon)</span></figcaption></figure><p>Se la vostra fotocamera non possiede una modalità HDR integrata, l’unica soluzione è quella di sostituirla con una più recente. Non è obbligatorio farlo, dato che il “vecchio” bracketing funziona ancora piuttosto bene e le ultime fotocamere ne hanno esteso le possibilità permettendo più scatti con EV più elevati. Tuttavia, una funzionalità automatica risulta molto più veloce da usare, poiché la fotocamera si prende in carico l’elaborazione delle immagini, sfornando l’immagine definitiva senza necessità di alcun software di editing e nemmeno di un computer.</p><p>Si tratta di un processo meno efficace a livello di qualità e su cui si ha meno controllo, ma incredibilmente più rapido e pratico. Dato che la fotocamera oltre che l’immagine definitiva salva anche i file originali, la funzionalità HDR garantisce una possibilità aggiuntiva senza togliere nulla.</p><p>Per quanto riguarda gli smartphone, la procedura per creare immagini HDR viene applicata automaticamente, senza salvare sul telefono i file originali. La funzionalità "Smart HDR" degli attuali <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone">iPhone</a> ne è un ottimo esempio, ma oggi la gran parte degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> di fascia media e alta offre questa possibilità, anche se con risultati diversi a seconda dell’hardware e del software messi in campo dal produttore. In genere è scegliere se attivare o disattivare l’HDR, oppure lasciare al telefono la decisione se usarlo o meno. Le prestazioni cambiano da un modello all’altro.</p><p>La fotografia HDR non deve essere confusa con la compensazione delle alte luci e delle ombre, che permette l’estrazione di un maggior numero di dettagli in quelle aree dell&apos;immagine. Tecnicamente parlando, in tal modo non si crea un&apos;immagine ad elevata gamma dinamica, ma si vanno a modificare i dettagli già presenti in una singola immagine, dettagli che si sarebbe potuto recuperare manualmente tramite la modifica con un software come Lightroom, Capture One o altri.</p><h2 id="quando-xe8-utile-usare-la-fotografia-hdr">Quando è utile usare la fotografia HDR?</h2><p>Qui a Techradar tendiamo a considerare la fotografia HDR con la dovuta cautela. Certamente l’HDR ha la sua utilità, poiché permette di recuperare molti dettagli che andrebbero persi nelle foto, migliorando la qualità dell&apos;immagine. Riesce a schiarire le ombre senza alcun dettaglio apparente e a recuperare ulteriori dettagli in alcune aree che altrimenti apparirebbero bruciate.</p><p>All’atto pratico possiamo affermare che rende le foto più belle e maggiormente dettagliate. Ma il prezzo da pagare è che, esagerando con il recupero dei toni, si rischia di ottenere un’immagine artefatta, surreale e piatta, con le ombre troppo chiare e senza alcun picco di luminosità evidente, nemmeno dove ce ne sarebbe bisogno.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="7vUZpr9zzSVKExvtQ23MzU" name="shutterstock_1143984275.jpg" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7vUZpr9zzSVKExvtQ23MzU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3500" height="1969" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text"><em>Questo è un esempio di HDR surreale. Bello? Certamente dipende molto dai gusti di chi guarda.</em> </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / Marshall Artist)</span></figcaption></figure><p>Come altre tecniche, anche la fotografia HDR ha i suoi limiti, uno di questi si riscontra in particolare quando si cerca di fotografare scene di azione. Eseguendo scatti multipli di soggetti in rapido movimento, assemblare gli scatti in un&apos;immagine HDR porterà ad avere un effetto "fantasma" perché il soggetto si trova in una posizione leggermente diversa in ciascuna immagine della sequenza.</p><p>HDR potrebbe anche entrare in negativamente conflitto con alcuni degli effetti creativi desiderati. Ad esempio, se desiderate scattare ad una silhouette in controluce e non siete interessati a recuperare i dettagli nelle ombre del soggetto. In tal caso si andrà probabilmente ad aumentare il contrasto della foto perchè potrebbe essere una l’azione corretta per eliminarli completamente.</p><h2 id="come-funziona-la-fotografia-hdr-sugli-smartphone">Come funziona la fotografia HDR sugli smartphone?</h2><p>Potrebbero esserci fin troppi esempi da fare, ma la cosa più semplice quando si scatta una foto casual mentre si passeggia è quella di usare la funzione di HDR automatico. Lo "Smart HDR" di iPhone applica l&apos;HDR per impostazione predefinita, creandolo dopo aver analizzato tramite AI la scena acquisita. Giorno soleggiato? Certamente meglio usare la fotografia HDR.</p><p>Proprio come nelle fotocamere digitali, gli smartphone acquisiscono diverse immagini una dopo l&apos;altra a diversi livelli di luminosità. Infine, tramite rapidi calcoli, riescono ad unirle in un&apos;unica immagine HDR. L&apos;intero processo impiega normalmente solo una frazione di secondo su iPhone, mentre su altri smartphone potrebbe volerci più tempo. In ogni caso, comunque, scattare senza HDR permette di fare più in fretta, se mai la cosa dovesse interessarvi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1536px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JU3HkK5va9YQNGs5w82aAh" name="AppleSmartHDR.jpg" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JU3HkK5va9YQNGs5w82aAh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1536" height="864" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Effetto Smart HDR di Apple </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Alcuni smartphone permettono di scegliere se usare l’HDR oppure meno, mentre altri permettono di attivare l’HDR automatico lasciando decidere il dispositivo. In generale, la funzione auto HDR fa un ottimo lavoro, eliminando il fastidio di dover applicare l’effetto manualmente. Tuttavia, se si desidera fare uso creativo dell&apos;esposizione o evitare l&apos;effetto fantasma negli scatti a soggetti in rapido movimento, è utile avere un’opzione manuale per disattivare la funzionalità non si desidera usarla.</p><p>Alcuni smartphone, poi, riportano la dicitura HDR nei menu ma in realtà si tratta di una funzione di compensazione delle luci e delle ombre, non di vero HDR. Ad esempio, i telefoni <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-pixel-6-quando-esce-prezzo-specifiche">Google Pixel</a> utilizzano i cursori di luci e ombre per cui è possibile schiarire o scurire quelle aree, ma ciò non ne estende la gamma dinamica e non è sinonimo di fotografia HDR.</p><h2 id="come-realizzare-una-fotografia-hdr">Come realizzare una fotografia HDR</h2><h2 id="1-stabilizzate-la-fotocamera">1. Stabilizzate la fotocamera</h2><p>Sia che si utilizzi una fotocamera o uno smartphone, il primo passo per realizzare una fotografia HDR è quello di stabilizzare il vostro dispositivo. Una fotocamera traballante, o peggio ancora impugnata a mano libera, può rendere l’immagine finale sfocata. È un principio simile al motivo per cui è meglio evitare soggetti in rapido movimento nella fotografia HDR, che tendono a causare un effetto noto come ghosting.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:943px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.70%;"><img id="M9DjJLDnArPr6yV6CfZuxF" name="DCM165.shoot_core.camera_tripod_IMG_4478.jpg" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/M9DjJLDnArPr6yV6CfZuxF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="943" height="629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Nikon su treppiede </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nikon)</span></figcaption></figure><p>Basta fissare la vostra fotocamera su un treppiede o appoggiarla su di un supporto stabile, o avere una mano estremamente ferma. Per scattare conviene attivare lo scatto ritardato oppure attivare la fotocamera da remoto per evitare le vibrazioni indesiderate dovute alla pressione dei pulsanti della fotocamera.</p><h2 id="2-selezionare-i-parametri-di-esposizione">2. Selezionare i parametri di esposizione</h2><p>In una fotografia HDR multi-scatto o nella modalità di bracketing dell&apos;esposizione, di solito è possibile selezionare di quanto aumentare la gamma dinamica su una o entrambe le estremità di luci e ombre.</p><p>Non è sempre necessario utilizzare tutte le immagini della sequenza durante la post produzione, ma è meglio realizzare un buon numero di scatti per avere a disposizione quanto necessario per portare a termine il proprio compito nel migliore dei modi. In generale è meglio scattare l&apos;immagine del punto medio esposta per le alte luci, per fare ciò è necessario usare l&apos;istogramma. Si tratta anche di una buona regola generale per le immagini a scatto singolo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U7R3bxJpCcVeKJ369nDwDW" name="6_AdvancedMonth2-Exposure-7Exposure-bracketing-1.png" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U7R3bxJpCcVeKJ369nDwDW-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Un esempio di menu del bracketing dell'esposizione su una fotocamera Fujifilm </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Fujifilm)</span></figcaption></figure><p>Se state facendo bracketing dell&apos;esposizione manuale, assicuratevi che sia il tempo a cambiare valore, piuttosto che l’apertura. Se così non fosse, la profondità di campo tra le foto cambierà e l&apos;unione delle immagini diventerà problematica.</p><h2 id="3-unite-le-immagini">3. Unite le immagini</h2><p>Esistono software per fotografia HDR specializzati per modificare le immagini bracketing, Photomatix è uno dei nostri preferiti in quanto ha moltissime opzioni per cercare la combinazione perfetta per realizzare un’ottima fotografia HDR. Ma se sul vostro computer è installato Adobe Photoshop, potete usare le sue opzioni HDR per creare lo scatto perfetto.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TcriiVdbBaHPWUm2qQDQVC-1920-80.jpg" alt="HDR photography process" /><figcaption>Una fotografia HDR realizzanda con le funzionalità “Unisci come HDR Pro” di Photoshop. (Future)<small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WD6AuFtbwdqHDEseQTHjMB-1920-80.jpg" alt="HDR photography process" /><figcaption>HDR off +1EV<small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Emn2HHRn2Aqmds86zeStTA-1920-80.jpg" alt="HDR photography process" /><figcaption>HDR off 0EV<small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/izKBBfHWUh4AouDK7F6ze9-1920-80.jpg" alt="HDR photography process" /><figcaption>HDR off -1EV<small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il metodo più semplice per realizzare una fotografia HDR con Photoshop è selezionare nel menu: File>Automatizza>Unisci come HDR Pro, a quel punto vi verrà chiesto di importare la sequenza di immagini scattate, ognuna dovrà avere un valore di luminosità diverso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="V4wU4agwDwzREYQRJypFjj" name="MergetoHDRpro.jpg" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V4wU4agwDwzREYQRJypFjj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La funzione "Unisci come HDR Pro" di Photoshop </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se sospettate che la fotocamera si sia mossa, potete anche selezionare la casella "Tenta di allineare automaticamente le immagini sorgente" e premere OK. Una volta elaborate le immagini, si apre l&apos;editor "Unisci come HDR Pro" e potete sbizzarrirvi a con gli effetti.</p><h2 id="4-scegliete-l-x2019-effetto-pi-xf9-significativo-per-il-risultato-che-volete-ottenere">4. Scegliete l’effetto più significativo per il risultato che volete ottenere</h2><p>Il processo di editing di una fotografia HDR è abbastanza semplice, ma non sempre le opzioni automatiche danno il risultato migliore. <em>Unisci come HDR Pro</em> permette di usare tutte le immagini importate e se avete selezionato +3EV al momento dell&apos;acquisizione, l&apos;effetto potrebbe risultare troppo evidente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2540px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.46%;"><img id="izUsrxBExUmLeHQCAw3vfC" name="photoshop merge to hdr pro screenshot 3.png" alt="fotografia HDR" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/izUsrxBExUmLeHQCAw3vfC-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2540" height="1434" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La funzione "Unisci come HDR Pro" di Photoshop </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Esiste un certo margine di intervento manuale, se l&apos;effetto HDR è troppo forte e volete diminuirlo. Provate a deselezionare una delle immagini, ridurre la saturazione e così via, finché non siete soddisfatti. C&apos;è anche l&apos;opzione "Rimuovi effetti fantasma" che tenterà di rimuovere qualsiasi movimento nella scena, e anche se non sempre funziona come dovrebbe, vale la pena fare un tentativo.</p><p>Come abbiamo detto poco fa, evitate gli eccessi cercando di schiarire troppo le ombre. Il nostro parere personale è che per ottenere la migliore fotografia HDR, i dettagli devono venire svelati in maniera naturale e poco evidente, tuttavia se desiderate un effetto artistico più spinto il software vi permetterà di ottenere risultati anche molto evidenti, e le vostre fotografie passeranno, nel bene e nel male, meno inosservate.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Apple, ora Photoshop gira nativamente su Mac M1 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Adobe ha annunciato che il proprio <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-editing-video">software di editing</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-nuovo-photoshop-arm-gira-su-apple-m1-e-surface-pro-x">Photoshop</a>, ora può essere eseguito nativamente su Mac M1 sfruttando la nuova architettura di Apple, che ne migliora le prestazioni.</p><p>Alla fine dello scorso anno Apple ha introdotto il nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apple-m1-adesso-ci-gira-anche-linux">chip M1</a>, basato su architettura ARM, montandolo su alcuni dei suoi prodotti di punta: <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/apple-macbook-air-m1-2020-recensione">MacBook Air</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/apple-macbook-pro-13-m1-2020-recensione">MacBook Pro</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-apple-mac-mini-m1-2020">Mac Mini</a>. Al momento dell&apos;uscita però, erano pochi i software a 64 bit per Mac Intel capaci di girare nativamente sui nuovi dispositivi Apple con architettura ARM.</p><p>Da allora gli sviluppatori hanno lavorato per far sì che anche le applicazioni Mac Intel potessero girare nativamente sulla nuova linea di prodotti. Ora, ad esempio, è possibile eseguire Windows 10 su Mac M1 utilizzando il software di virtualizzazione <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ora-potete-eseguire-linux-e-windows-sui-nuovi-mac-con-apple-m1">Parallels</a> e presto sarà anche possibile eseguire app Android, poiché anche BlueStacks aggiungerà presto il supporto ai chip basati su ARM.</p><p>La possibilità di eseguire Photoshop sugli ultimi Mac farà felici creativi, web designer e altre figure professionali che si affidano alla suite Creative Cloud il proprio lavoro.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-notebook-linux">notebook Linux</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet-windows">tablet Windows</a> del 2021</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-caricatori-wireless">caricabatterie wireless</a> del 2021</li></ul><h2 id="il-supporto-per-chip-m1">Il supporto per chip M1</h2><p><a href="https://blog.adobe.com/en/publish/2021/03/10/adobe-photoshop-ships-on-macs-with-apple-silicon-gains-speedier-selections-filters-and-performance-boosts.html#gs.v8ua26">Un post sul blog</a> di Adobe mostra test interni all&apos;azienda realizzati sui Mac M1, che evidenziano come numerose funzionalità in Photoshop funzionano ora, in media, 1,5 volte più velocemente rispetto ai sistemi di precedente generazione con una configurazione simile.</p><p>I test condotti dall&apos;azienda hanno riprodotto diverse casistiche di attività in Photoshop, tra cui l&apos;apertura e il salvataggio di file, l&apos;applicazione di filtri e persino operazioni pesanti come il riempimento in base al contenuto e la selezione del soggetto. Da quanto si apprende, alcune operazioni sono sostanzialmente più veloci con il nuovo chip di Apple.</p><p>Rimangono però alcune funzionalità per la quale Adobe non ha terminato di eseguire il porting, tra cui <em>Invita altri utenti a modificare nelle app Creative Cloud</em> e in particolare la <em>Sincronizzazione dei preset</em>. La società ha deciso di rilasciare Photoshop per Mac M1 senza queste funzionalità perché i miglioramenti delle prestazioni generali dell&apos;applicazione sono stati ritenuti notevoli.</p><p>Adobe prevede di continuare la propria collaborazione con Apple per ottimizzare ulteriormente le prestazioni di Photoshop e della propria suite di software per grafica e design.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-hotspot-shield-vpn">Recensione Hotspot Shield VPN</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/apple-ora-photoshop-gira-nativamente-su-mac-m1</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Adobe ha eseguito il porting di Photoshop sui nuovi chip M1 di Apple e gli aumenti delle prestazioni si sono rivelati sorprendenti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Software & Services]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Paolo D&#039;Angelo ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LAxve57aTNZVpzhm6tGaU7-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <p>Adobe ha annunciato che il proprio <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-editing-video">software di editing</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-nuovo-photoshop-arm-gira-su-apple-m1-e-surface-pro-x">Photoshop</a>, ora può essere eseguito nativamente su Mac M1 sfruttando la nuova architettura di Apple, che ne migliora le prestazioni.</p><p>Alla fine dello scorso anno Apple ha introdotto il nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apple-m1-adesso-ci-gira-anche-linux">chip M1</a>, basato su architettura ARM, montandolo su alcuni dei suoi prodotti di punta: <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/apple-macbook-air-m1-2020-recensione">MacBook Air</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/apple-macbook-pro-13-m1-2020-recensione">MacBook Pro</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-apple-mac-mini-m1-2020">Mac Mini</a>. Al momento dell&apos;uscita però, erano pochi i software a 64 bit per Mac Intel capaci di girare nativamente sui nuovi dispositivi Apple con architettura ARM.</p><p>Da allora gli sviluppatori hanno lavorato per far sì che anche le applicazioni Mac Intel potessero girare nativamente sulla nuova linea di prodotti. Ora, ad esempio, è possibile eseguire Windows 10 su Mac M1 utilizzando il software di virtualizzazione <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ora-potete-eseguire-linux-e-windows-sui-nuovi-mac-con-apple-m1">Parallels</a> e presto sarà anche possibile eseguire app Android, poiché anche BlueStacks aggiungerà presto il supporto ai chip basati su ARM.</p><p>La possibilità di eseguire Photoshop sugli ultimi Mac farà felici creativi, web designer e altre figure professionali che si affidano alla suite Creative Cloud il proprio lavoro.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-notebook-linux">notebook Linux</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet-windows">tablet Windows</a> del 2021</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-caricatori-wireless">caricabatterie wireless</a> del 2021</li></ul><h2 id="il-supporto-per-chip-m1">Il supporto per chip M1</h2><p><a href="https://blog.adobe.com/en/publish/2021/03/10/adobe-photoshop-ships-on-macs-with-apple-silicon-gains-speedier-selections-filters-and-performance-boosts.html#gs.v8ua26">Un post sul blog</a> di Adobe mostra test interni all&apos;azienda realizzati sui Mac M1, che evidenziano come numerose funzionalità in Photoshop funzionano ora, in media, 1,5 volte più velocemente rispetto ai sistemi di precedente generazione con una configurazione simile.</p><p>I test condotti dall&apos;azienda hanno riprodotto diverse casistiche di attività in Photoshop, tra cui l&apos;apertura e il salvataggio di file, l&apos;applicazione di filtri e persino operazioni pesanti come il riempimento in base al contenuto e la selezione del soggetto. Da quanto si apprende, alcune operazioni sono sostanzialmente più veloci con il nuovo chip di Apple.</p><p>Rimangono però alcune funzionalità per la quale Adobe non ha terminato di eseguire il porting, tra cui <em>Invita altri utenti a modificare nelle app Creative Cloud</em> e in particolare la <em>Sincronizzazione dei preset</em>. La società ha deciso di rilasciare Photoshop per Mac M1 senza queste funzionalità perché i miglioramenti delle prestazioni generali dell&apos;applicazione sono stati ritenuti notevoli.</p><p>Adobe prevede di continuare la propria collaborazione con Apple per ottimizzare ulteriormente le prestazioni di Photoshop e della propria suite di software per grafica e design.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-hotspot-shield-vpn">Recensione Hotspot Shield VPN</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Il nuovo Photoshop ARM gira su Apple M1 e Surface Pro X ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Adobe ha pubblicato una nuova versione beta di Photoshop, realizzata per funzionare su sistemi con hardware ARM. I più famosi del momento sono ovviamente i nuovi Mac con il chip <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/chip-apple-m1">Apple Silicon M1</a>, ma il nuovo software di Adobe è pensato anche per prodotti Windows su ARM, come il <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-microsoft-surface-pro-x">Surface Pro X</a>.</p><p>Fino a oggi, invece, la soluzione era l&apos;emulazione software, tramite cui la versione x86 di Adobe Photoshop si poteva eseguire anche su sistemi ARM; il prezzo di pagare è un calo di prestazioni. La possibilità di eseguire il software nativamente, invece, dovrebbe portare miglioramenti immediati per tutti i professionisti dell&apos;immagine. </p><ul><li>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte" target="_blank">Black Friday</a> potrebbe essere un buon momento per un nuovo notebook</li><li>Questi sono i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili-per-il-montaggio-video-e-la-creazione-di-contenuti">migliori notebook per montare video</a></li><li>Se avete un notebook recente, vi serve uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/deals/migliori-adattatori-usb-c" target="_blank">migliori adattatori USB-C</a></li></ul><h2 id="adobe-photoshop-su-arm">Adobe Photoshop su ARM</h2><p>Fotografi ed editor potranno contare su un software più solido e con prestazioni migliori, e di sicuro la pubblicazione di questo software può rappresentare una motivazione in più per chi sta pensando di prendere un nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nuovo-macbook-air-m1-2020">MacBook Air</a>  o un nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nuovo-macbook-pro-13-m1-2020">MacBook Pro 13</a> con Apple Silicon.</p><p>Stando a quanto <a href="https://feedback.photoshop.com/conversations/photoshop-beta/photoshop-beta-for-windows-arm-is-here/5fb3584b38150f55db64b1e4" target="_blank">affermato da Adobe</a>, la nuova beta di Photoshop è già in grado di fornire tutte le funzioni essenziali del popolare software di fotoritocco. Chi ha un prodotto con CPU ARM troverà la nuova versione integrata nella sezione Beta di Creative Cloud. </p><p>Usando la nuova versione si dovrebbero notare da subito una maggiore velocità del software, in particolare con i progetti più complessi. </p><p>Non tutte le funzioni di Photoshop, tuttavia, sono già integrate nella beta per ARM. Mancano, per esempio, patch, healing brush e il riempimento intelligente, ma Adobe spera di poterli inserire nelle prossime settimane. </p><p>L&apos;azienda conta anche sul feedback dei primi utenti per ottenere informazioni utili a continuare lo sviluppo. Allo stesso tempo, resta valido il consiglio universale: con i software in beta bisogna applicare la massima cautela, soprattutto se si tratta di progetti professionali critici. </p><p>Nel corso dei prossimi mesi Adobe dovrebbe introdurre versioni ARM anche dei suoi altri prodotti per la creatività, come Illustrator, Premiere Pro, After Effects e Dreamweaver, tra gli altri.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/il-nuovo-photoshop-arm-gira-su-apple-m1-e-surface-pro-x</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Adobe ha pubblicazione la versione ARM del suo prodotto più famoso, compatibile con MacOS e Windows 10 ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Software & Services]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Adobe Photoshop]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Adobe Photoshop]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Adobe Photoshop]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Adobe ha pubblicato una nuova versione beta di Photoshop, realizzata per funzionare su sistemi con hardware ARM. I più famosi del momento sono ovviamente i nuovi Mac con il chip <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/chip-apple-m1">Apple Silicon M1</a>, ma il nuovo software di Adobe è pensato anche per prodotti Windows su ARM, come il <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-microsoft-surface-pro-x">Surface Pro X</a>.</p><p>Fino a oggi, invece, la soluzione era l&apos;emulazione software, tramite cui la versione x86 di Adobe Photoshop si poteva eseguire anche su sistemi ARM; il prezzo di pagare è un calo di prestazioni. La possibilità di eseguire il software nativamente, invece, dovrebbe portare miglioramenti immediati per tutti i professionisti dell&apos;immagine. </p><ul><li>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte" target="_blank">Black Friday</a> potrebbe essere un buon momento per un nuovo notebook</li><li>Questi sono i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili-per-il-montaggio-video-e-la-creazione-di-contenuti">migliori notebook per montare video</a></li><li>Se avete un notebook recente, vi serve uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/deals/migliori-adattatori-usb-c" target="_blank">migliori adattatori USB-C</a></li></ul><h2 id="adobe-photoshop-su-arm">Adobe Photoshop su ARM</h2><p>Fotografi ed editor potranno contare su un software più solido e con prestazioni migliori, e di sicuro la pubblicazione di questo software può rappresentare una motivazione in più per chi sta pensando di prendere un nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nuovo-macbook-air-m1-2020">MacBook Air</a>  o un nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nuovo-macbook-pro-13-m1-2020">MacBook Pro 13</a> con Apple Silicon.</p><p>Stando a quanto <a href="https://feedback.photoshop.com/conversations/photoshop-beta/photoshop-beta-for-windows-arm-is-here/5fb3584b38150f55db64b1e4" target="_blank">affermato da Adobe</a>, la nuova beta di Photoshop è già in grado di fornire tutte le funzioni essenziali del popolare software di fotoritocco. Chi ha un prodotto con CPU ARM troverà la nuova versione integrata nella sezione Beta di Creative Cloud. </p><p>Usando la nuova versione si dovrebbero notare da subito una maggiore velocità del software, in particolare con i progetti più complessi. </p><p>Non tutte le funzioni di Photoshop, tuttavia, sono già integrate nella beta per ARM. Mancano, per esempio, patch, healing brush e il riempimento intelligente, ma Adobe spera di poterli inserire nelle prossime settimane. </p><p>L&apos;azienda conta anche sul feedback dei primi utenti per ottenere informazioni utili a continuare lo sviluppo. Allo stesso tempo, resta valido il consiglio universale: con i software in beta bisogna applicare la massima cautela, soprattutto se si tratta di progetti professionali critici. </p><p>Nel corso dei prossimi mesi Adobe dovrebbe introdurre versioni ARM anche dei suoi altri prodotti per la creatività, come Illustrator, Premiere Pro, After Effects e Dreamweaver, tra gli altri.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Luminar AI è la nuova versione del software Skylum, e con ancora più AI ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Luminar, <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-skylum-luminar-42">che abbiamo provato</a> in una precedente recensione aveva lasciati entusiasti per il favorevole rapporto qualità prezzo e per la gamma di funzioni che utilizzano l’AI. L’intelligenza Artificiale viene utilizzata nel software per fornire risultati immediati anche a chi ha pochi o nessun fondamento di fotoritocco, garantendo risultati di qualità con il minimo sforzo. Luminar è diventato in breve tempo un&apos;interessante e popolare alternativa ad Adobe Lightroom, ma Skylum sta pianificando di fare un nuovo grande salto in avanti con una nuova versione del suo prodotto totalmente basata su AI e chiamata semplicemente <em>Luminar AI</em>. Progettato per sostituire l&apos;attuale Luminar 4, arrivato oggi alla versione 4.3, il nuovo software che gira sotto Windows e Linux, non sarà comunque disponibile fino al nuovo anno. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><strong>Amazon Prime Day 2020</strong>, le migliori offerte in tecnologia</a></li></ul><p>La maggiore differenza rispetto alla versione che andrà a sostituire, è che l’AI sarà molto più presente in questa versione di quanto non lo sia mai stata e anche il pannello principale verrà aggiornato, mentre al posto dei tradizionali slider in stile Lightroom saranno presenti "modelli" come Ritratti ed Essenziali che contengono strumenti di modifica automatizzata. I primi esempi che Skylum ha fornito sono "BodyAI" e "FaceAI" per perfezionare i ritratti, effetti come "AtmosphereAI", per migliorare le foto paesaggistiche e "SkyAI" che permette di sostituire perfettamente il cielo in pochi secondi, con uno generato da voi in base a dei modelli. I filtri dotati di AI da noi testati nell’attuale versione si erano comportati davvero molto bene, gli effetti erano stati applicati rapidamente e si poteva contare su vari slider di controllo per ogni singolo effetto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wpbiH8eEYSeq9s2jMZrqLW" name="LuminarAI-2.jpg" alt="Luminar AI" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wpbiH8eEYSeq9s2jMZrqLW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Skylum)</span></figcaption></figure><h2 id="fotoritocco-automatico">Fotoritocco automatico</h2><p>Naturalmente, il rovescio della medaglia del fotoritocco automatizzato è che non è particolarmente adatto a chi è solito utilizzare software specifici come Photoshop. Lightroom invece offre più strumenti specifici, ma la curva di apprendimento rispetto a Luminar è sicuramente più ripida per via della sua complessità, e inoltre mancano le funzioni di AI, così rilevanti in Lumianar. Skylum stessa afferma che Luminar AI si rivolgerà a un pubblico leggermente diverso. Gli strumenti di editing più familiari di Luminar 4 comunque si troveranno anche in Luminar AI, che rimarrà una opzione anche per i professionisti ma con i modelli basati su AI maggiormente in primo piano rispetto al passato. <a href="https://skylum.com/it/checkout/luminar-ai/nu">Preordinare Luminar AI</a> costa adesso €69, che diventano €79 per una chiave doppia, valida per due dispositivi. Contemporaneamente è possibile ordinare un abbonamento annuale a Luminar X, che costa €59 scontato e che fornisce materiale tecnico informativo e strumenti per Luminar esclusivi e non acquistabili separatamente. Nel momento dell’acquisto potete selezionare anche Aurora HDR, scontato a €69 e <em>Storytelling Fotografico con Luminar </em>che costa<em> €109</em>. Il primo è un software per creare immagini ad ampio range dinamico, mentre il secondo è una specie di corso di fotografia che spiega le basi del fotoritocco utilizzando il software di Skylum. Luminar 4 verrà rimosso dalla vendita, con l&apos;uscita di Luminar AI, ma riceverà supporto dall&apos;azienda un anno ulteriore, in modo di dare tempo a chi lo utilizza per passare eventualmente alla nuova versione.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/il-miglior-editor-fotografico-gratuito">I migliori editor fotografici gratuiti 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-videoconferenze">I migliori software per videoconferenze del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-portatili-2-in-1">I migliori portatili 2-in-1 del 2020</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/luminar-ai-e-la-nuova-versione-del-software-skylum-e-con-ancora-piu-ai</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Luminar AI di Skylum è il nuovo software di fotoritocco che utilizza l'AI per aiutare i neofiti a ottenere risultati professionali ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Skylum]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Skylum Luminar]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Photoshop]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Adobe]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Paolo D&#039;Angelo ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hiSfWHffhY5csLv7eyzrXL-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Luminar AI]]></media:title>
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                                <p>Luminar, <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-skylum-luminar-42">che abbiamo provato</a> in una precedente recensione aveva lasciati entusiasti per il favorevole rapporto qualità prezzo e per la gamma di funzioni che utilizzano l’AI. L’intelligenza Artificiale viene utilizzata nel software per fornire risultati immediati anche a chi ha pochi o nessun fondamento di fotoritocco, garantendo risultati di qualità con il minimo sforzo. Luminar è diventato in breve tempo un&apos;interessante e popolare alternativa ad Adobe Lightroom, ma Skylum sta pianificando di fare un nuovo grande salto in avanti con una nuova versione del suo prodotto totalmente basata su AI e chiamata semplicemente <em>Luminar AI</em>. Progettato per sostituire l&apos;attuale Luminar 4, arrivato oggi alla versione 4.3, il nuovo software che gira sotto Windows e Linux, non sarà comunque disponibile fino al nuovo anno. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><strong>Amazon Prime Day 2020</strong>, le migliori offerte in tecnologia</a></li></ul><p>La maggiore differenza rispetto alla versione che andrà a sostituire, è che l’AI sarà molto più presente in questa versione di quanto non lo sia mai stata e anche il pannello principale verrà aggiornato, mentre al posto dei tradizionali slider in stile Lightroom saranno presenti "modelli" come Ritratti ed Essenziali che contengono strumenti di modifica automatizzata. I primi esempi che Skylum ha fornito sono "BodyAI" e "FaceAI" per perfezionare i ritratti, effetti come "AtmosphereAI", per migliorare le foto paesaggistiche e "SkyAI" che permette di sostituire perfettamente il cielo in pochi secondi, con uno generato da voi in base a dei modelli. I filtri dotati di AI da noi testati nell’attuale versione si erano comportati davvero molto bene, gli effetti erano stati applicati rapidamente e si poteva contare su vari slider di controllo per ogni singolo effetto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wpbiH8eEYSeq9s2jMZrqLW" name="LuminarAI-2.jpg" alt="Luminar AI" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wpbiH8eEYSeq9s2jMZrqLW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Skylum)</span></figcaption></figure><h2 id="fotoritocco-automatico">Fotoritocco automatico</h2><p>Naturalmente, il rovescio della medaglia del fotoritocco automatizzato è che non è particolarmente adatto a chi è solito utilizzare software specifici come Photoshop. Lightroom invece offre più strumenti specifici, ma la curva di apprendimento rispetto a Luminar è sicuramente più ripida per via della sua complessità, e inoltre mancano le funzioni di AI, così rilevanti in Lumianar. Skylum stessa afferma che Luminar AI si rivolgerà a un pubblico leggermente diverso. Gli strumenti di editing più familiari di Luminar 4 comunque si troveranno anche in Luminar AI, che rimarrà una opzione anche per i professionisti ma con i modelli basati su AI maggiormente in primo piano rispetto al passato. <a href="https://skylum.com/it/checkout/luminar-ai/nu">Preordinare Luminar AI</a> costa adesso €69, che diventano €79 per una chiave doppia, valida per due dispositivi. Contemporaneamente è possibile ordinare un abbonamento annuale a Luminar X, che costa €59 scontato e che fornisce materiale tecnico informativo e strumenti per Luminar esclusivi e non acquistabili separatamente. Nel momento dell’acquisto potete selezionare anche Aurora HDR, scontato a €69 e <em>Storytelling Fotografico con Luminar </em>che costa<em> €109</em>. Il primo è un software per creare immagini ad ampio range dinamico, mentre il secondo è una specie di corso di fotografia che spiega le basi del fotoritocco utilizzando il software di Skylum. Luminar 4 verrà rimosso dalla vendita, con l&apos;uscita di Luminar AI, ma riceverà supporto dall&apos;azienda un anno ulteriore, in modo di dare tempo a chi lo utilizza per passare eventualmente alla nuova versione.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/il-miglior-editor-fotografico-gratuito">I migliori editor fotografici gratuiti 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-videoconferenze">I migliori software per videoconferenze del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-portatili-2-in-1">I migliori portatili 2-in-1 del 2020</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Photoshop per iPad e cloud, ecco Adobe 2020 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Photoshop per iPad è finalmente realtà. E non si tratta della versione mobile che chiunque può installare sul proprio smartphone, ma di una nuova versione che Adobe ha sviluppato appositamente per il tablet Apple, e che replica quasi totalmente quella per desktop. In altre parole, il fotoritocco professionale su tablet.</p><p>Questa è altre novità sono state comunicate da Adobe alla conferenza Adobe Max, che si tiene proprio in questi giorni a Los Angeles, Stati Uniti. </p><h2 id="sensei-il-fotoritocco-con-ai">Sensei, il fotoritocco con AI</h2><p>Migliora anche il classico Photoshop, il programma di fotoritocco più diffuso e apprezzato al mondo. Un software che tra poco compirà trent&apos;anni, e che si arricchirà di Sensei, un sistema di Machine Learning che renderà Photoshop più potente nel riconoscimento automatico degli oggetti e il riempimento automatico delle aree. </p><p>Sensei non è solo per la fotografia, ma arriverà anche su altri prodotti Adobe come Premiere Pro (montaggio video) o After Effects (effetti speciali). </p><h2 id="realt-xe0-aumentata-e-cloud">Realtà aumentata e cloud</h2><p>Presente all&apos;appello anche Adobe Aero per mobile, una soluzione per combinare immagini reali ed elementi digitali, con tutta l&apos;esperienza e la competenza di Adobe. Se finora le applicazioni AR erano poco più che passatempi, le cose potrebbero cambiare profondamente con Adobe Aero. </p><p>Con Creative Cloud Libraries, invece, l&apos;azienda propone uno strumento online pensato per facilitare la collaborazione tra team i cui membri si trovano in luoghi diversi. I server di Adobe ospitano i progetti dei loro software, ma sono versatili e si possono usare anche per documenti di altro genere, come fogli di calcolo o documenti di testo. </p><p>Oltre alla collaborazione, l&apos;uso del cloud è quasi una necessità oggi proprio per via dei dispositivi mobile. Smartphone e tablet infatti sono un&apos;estensione del desktop, che usiamo ogni giorno per lavorare. Vien da sé che gli stessi contenuti devono essere non solo accessibili, ma anche modificabili tramite i touchscreen che ci portiamo in tasca ogni giorno. Ed è proprio in questa direzione che vanno le novità di Adobe. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/photoshop-per-ipad-e-cloud-ecco-adobe-2020</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Adobe punta sui tablet, sulla realtà aumentata e sul cloud per l'immediato futuro ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <p>Photoshop per iPad è finalmente realtà. E non si tratta della versione mobile che chiunque può installare sul proprio smartphone, ma di una nuova versione che Adobe ha sviluppato appositamente per il tablet Apple, e che replica quasi totalmente quella per desktop. In altre parole, il fotoritocco professionale su tablet.</p><p>Questa è altre novità sono state comunicate da Adobe alla conferenza Adobe Max, che si tiene proprio in questi giorni a Los Angeles, Stati Uniti. </p><h2 id="sensei-il-fotoritocco-con-ai">Sensei, il fotoritocco con AI</h2><p>Migliora anche il classico Photoshop, il programma di fotoritocco più diffuso e apprezzato al mondo. Un software che tra poco compirà trent&apos;anni, e che si arricchirà di Sensei, un sistema di Machine Learning che renderà Photoshop più potente nel riconoscimento automatico degli oggetti e il riempimento automatico delle aree. </p><p>Sensei non è solo per la fotografia, ma arriverà anche su altri prodotti Adobe come Premiere Pro (montaggio video) o After Effects (effetti speciali). </p><h2 id="realt-xe0-aumentata-e-cloud">Realtà aumentata e cloud</h2><p>Presente all&apos;appello anche Adobe Aero per mobile, una soluzione per combinare immagini reali ed elementi digitali, con tutta l&apos;esperienza e la competenza di Adobe. Se finora le applicazioni AR erano poco più che passatempi, le cose potrebbero cambiare profondamente con Adobe Aero. </p><p>Con Creative Cloud Libraries, invece, l&apos;azienda propone uno strumento online pensato per facilitare la collaborazione tra team i cui membri si trovano in luoghi diversi. I server di Adobe ospitano i progetti dei loro software, ma sono versatili e si possono usare anche per documenti di altro genere, come fogli di calcolo o documenti di testo. </p><p>Oltre alla collaborazione, l&apos;uso del cloud è quasi una necessità oggi proprio per via dei dispositivi mobile. Smartphone e tablet infatti sono un&apos;estensione del desktop, che usiamo ogni giorno per lavorare. Vien da sé che gli stessi contenuti devono essere non solo accessibili, ma anche modificabili tramite i touchscreen che ci portiamo in tasca ogni giorno. Ed è proprio in questa direzione che vanno le novità di Adobe. </p>
                                                            </article>
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