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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Microsoft ]]></title>
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        <description><![CDATA[ All the latest microsoft content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Thu, 29 Jan 2026 14:32:26 +0000</lastBuildDate>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft vola grazie a cloud e intelligenza artificiale, ma la dipendenza da OpenAI preoccupa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I ricavi trimestrali di Microsoft crescono del 17% raggiungendo gli 81,3 miliardi di dollari; il fatturato di Microsoft Cloud rappresenta il 63% del totale.</strong></li><li><strong>Gli investitori sono preoccupati per l'eccessiva dipendenza dai produttori di modelli di intelligenza artificiale, come OpenAI, e per l'entità delle spese in conto capitale (CapEx).</strong></li><li><strong>Nvidia continua a ricoprire un ruolo centrale nei piani futuri di Microsoft.</strong></li></ul><p>Microsoft ha registrato un incremento dei ricavi trimestrali del 17% su base annua, toccando quota 81,3 miliardi di dollari. Nonostante il successo finanziario, sembra che gli investitori siano preoccupati per dinamiche più profonde che vanno oltre il semplice bilancio aziendale.</p><p>Il valore delle azioni è infatti calato del 6% nelle contrattazioni after-hour: un segnale che riflette i timori del mercato legati alla forte dipendenza di Microsoft dai produttori di modelli di intelligenza artificiale e agli ingenti investimenti in conto capitale.</p><p>Inoltre, sebbene Microsoft abbia rinunciato al diritto di prelazione come fornitore esclusivo di potenza di calcolo per OpenAI, il legame con la società produttrice di ChatGPT resta strettissimo sotto molteplici aspetti, alimentando le pressioni per riconquistare la piena fiducia degli investitori.</p><h2 id="i-ricavi-di-microsoft-salgono-ma-il-titolo-crolla-in-borsa">I ricavi di Microsoft salgono, ma il titolo crolla in borsa</h2><p>Nel suo comunicato sugli utili, Microsoft ha ammesso che le obbligazioni residue di performance commerciale sono aumentate del 110%, raggiungendo i 625 miliardi di dollari.</p><p>Quasi la metà di questa cifra (il 45%) è legata a OpenAI, dopo che quest'ultima ha pianificato l'acquisto di ulteriori 250 miliardi di dollari in servizi Azure; tuttavia, la CFO di Microsoft, Amy Hood, ha sottolineato che il restante 55% del portafoglio ordini è distribuito tra diversi settori, aree geografiche e clienti, ed è del tutto indipendente da OpenAI.</p><p>Nonostante ciò, Hood ha lodato i risultati di Microsoft Cloud, che ha ormai raggiunto la soglia dei 50 miliardi di dollari di ricavi trimestrali: in altri termini, il dipartimento genera oggi quasi i due terzi (63%) dell'intero fatturato aziendale.</p><p>"Siamo solo nelle fasi iniziali della diffusione dell'IA e Microsoft ha già costruito un business legato a questa tecnologia che è più grande di alcuni dei nostri franchise storici", ha dichiarato il CEO Satya Nadella. "Stiamo spingendo la frontiera dell'intero stack IA per generare nuovo valore per i nostri clienti e partner".</p><p>Durante l'ultimo trimestre, le spese in conto capitale (CapEx) di Microsoft hanno toccato i 37,5 miliardi di dollari, pari a quasi la metà (46%) del fatturato totale; di questi, circa due terzi sono stati destinati all'acquisto di GPU e CPU, come spiegato da Hood durante la conference call.</p><p>Microsoft ha inoltre lasciato intendere che continuerà a fare affidamento sui chip Nvidia, nonostante gli sforzi interni per lo sviluppo del proprio hardware Maia. Nelle ultime settimane, le azioni Nvidia hanno subito una fase di stallo a causa dei timori per lo scoppio di una imminente bolla dell'IA e per la crescente attività dei suoi stessi clienti nella produzione di chip proprietari.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-vola-grazie-a-cloud-e-intelligenza-artificiale-ma-la-dipendenza-da-openai-preoccupa</link>
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                            <![CDATA[ I ricavi di Microsoft crescono del 17% su base annua, ma lo scetticismo degli investitori ha trascinato il titolo al ribasso del 6% nelle contrattazioni after-hour. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li><strong>I ricavi trimestrali di Microsoft crescono del 17% raggiungendo gli 81,3 miliardi di dollari; il fatturato di Microsoft Cloud rappresenta il 63% del totale.</strong></li><li><strong>Gli investitori sono preoccupati per l'eccessiva dipendenza dai produttori di modelli di intelligenza artificiale, come OpenAI, e per l'entità delle spese in conto capitale (CapEx).</strong></li><li><strong>Nvidia continua a ricoprire un ruolo centrale nei piani futuri di Microsoft.</strong></li></ul><p>Microsoft ha registrato un incremento dei ricavi trimestrali del 17% su base annua, toccando quota 81,3 miliardi di dollari. Nonostante il successo finanziario, sembra che gli investitori siano preoccupati per dinamiche più profonde che vanno oltre il semplice bilancio aziendale.</p><p>Il valore delle azioni è infatti calato del 6% nelle contrattazioni after-hour: un segnale che riflette i timori del mercato legati alla forte dipendenza di Microsoft dai produttori di modelli di intelligenza artificiale e agli ingenti investimenti in conto capitale.</p><p>Inoltre, sebbene Microsoft abbia rinunciato al diritto di prelazione come fornitore esclusivo di potenza di calcolo per OpenAI, il legame con la società produttrice di ChatGPT resta strettissimo sotto molteplici aspetti, alimentando le pressioni per riconquistare la piena fiducia degli investitori.</p><h2 id="i-ricavi-di-microsoft-salgono-ma-il-titolo-crolla-in-borsa">I ricavi di Microsoft salgono, ma il titolo crolla in borsa</h2><p>Nel suo comunicato sugli utili, Microsoft ha ammesso che le obbligazioni residue di performance commerciale sono aumentate del 110%, raggiungendo i 625 miliardi di dollari.</p><p>Quasi la metà di questa cifra (il 45%) è legata a OpenAI, dopo che quest'ultima ha pianificato l'acquisto di ulteriori 250 miliardi di dollari in servizi Azure; tuttavia, la CFO di Microsoft, Amy Hood, ha sottolineato che il restante 55% del portafoglio ordini è distribuito tra diversi settori, aree geografiche e clienti, ed è del tutto indipendente da OpenAI.</p><p>Nonostante ciò, Hood ha lodato i risultati di Microsoft Cloud, che ha ormai raggiunto la soglia dei 50 miliardi di dollari di ricavi trimestrali: in altri termini, il dipartimento genera oggi quasi i due terzi (63%) dell'intero fatturato aziendale.</p><p>"Siamo solo nelle fasi iniziali della diffusione dell'IA e Microsoft ha già costruito un business legato a questa tecnologia che è più grande di alcuni dei nostri franchise storici", ha dichiarato il CEO Satya Nadella. "Stiamo spingendo la frontiera dell'intero stack IA per generare nuovo valore per i nostri clienti e partner".</p><p>Durante l'ultimo trimestre, le spese in conto capitale (CapEx) di Microsoft hanno toccato i 37,5 miliardi di dollari, pari a quasi la metà (46%) del fatturato totale; di questi, circa due terzi sono stati destinati all'acquisto di GPU e CPU, come spiegato da Hood durante la conference call.</p><p>Microsoft ha inoltre lasciato intendere che continuerà a fare affidamento sui chip Nvidia, nonostante gli sforzi interni per lo sviluppo del proprio hardware Maia. Nelle ultime settimane, le azioni Nvidia hanno subito una fase di stallo a causa dei timori per lo scoppio di una imminente bolla dell'IA e per la crescente attività dei suoi stessi clienti nella produzione di chip proprietari.</p>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft rilascia il Quantum Development Kit open source, integrando simulatori, VS Code, GitHub Copilot e workflow specifici per la chimica e la correzione degli errori. ]]>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft Quantum Development Kit]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Il Quantum Development Kit di Microsoft permette agli sviluppatori di creare ed eseguire applicazioni quantistiche in locale</strong></li><li><strong>L'integrazione con VS Code e GitHub Copilot semplifica la scrittura e il testing del codice quantistico</strong></li><li><strong>La piattaforma offre workflow per la chimica quantistica che riducono in modo efficiente la profondità dei circuiti</strong></li></ul><p>Microsoft ha rilasciato una serie di strumenti open source per abbattere le barriere pratiche nello sviluppo di applicazioni quantistiche.</p><p>Al centro del progetto si trova un Quantum Development Kit aggiornato, che riunisce simulatori, linguaggi e workflow in un unico ambiente.</p><p>Il kit viene eseguito localmente su macchine standard e si collega anche a hardware quantistico remoto tramite infrastruttura cloud; inoltre, integra strettamente strumenti di sviluppo diffusi come VS Code, consentendo flussi di lavoro familiari per l'editing, il testing e il debugging.</p><h2 id="integrazione-trasparente-con-i-tool-di-sviluppo">Integrazione trasparente con i tool di sviluppo</h2><p>Il supporto a GitHub Copilot introduce la generazione assistita del codice, sebbene il suo impatto effettivo dipenda dall'esperienza dello sviluppatore e dalla complessità del problema.</p><p>Il sistema pone l'accento sull'interoperabilità tra molteplici linguaggi e framework quantistici, consentendo ai progetti esistenti di coesistere senza migrazioni forzate.</p><p>Due librerie di dominio ricevono particolare attenzione in questa nuova release: la chimica quantistica e la correzione degli errori quantistici.</p><p>Gli strumenti per la chimica quantistica combinano il pre-processing classico con percorsi di esecuzione quantistica che si adattano agli attuali limiti dell'hardware.</p><p>Questi workflow mirano a ridurre la profondità del circuito e l'uso delle risorse attraverso ottimizzazioni specifiche per il settore chimico.</p><p>Gli strumenti per la correzione degli errori, invece, affrontano un altro vincolo persistente offrendo moduli per la codifica, la decodifica, la validazione e il debugging.</p><p>L'azienda inquadra questi componenti come orientati alla ricerca e prevede che si evolvano gradualmente, con una disponibilità completa estesa a fasi successive.</p><p>Entrambe le aree rimangono limitate dalla maturità dell'hardware, il che rende l'applicabilità a breve termine dipendente da condizioni sperimentali piuttosto che da una distribuzione di routine.</p><p>Il Quantum Development Kit opera all'interno della più ampia piattaforma Microsoft Quantum, che collega software, servizi di IA e calcolo ad alte prestazioni tramite Azure.</p><p>Uno strato di virtualizzazione dei qubit combina i dispositivi fisici di più fornitori in qubit logici, destinati a supportare computazioni più affidabili.</p><p>Uno strato del sistema operativo gestisce il controllo e il monitoraggio dei dispositivi, astraendo le differenze hardware dal codice dell'applicazione.</p><p>La piattaforma viene descritta come adattabile a diversi tipi di hardware quantistico, inclusi i sistemi ad atomi neutri in fase di sviluppo congiunto.</p><p>Microsoft afferma che questa release mira ad accelerare l'apprendimento e la sperimentazione riutilizzando strumenti e ambienti di programmazione consolidati.</p><p>La visualizzazione, l'ispezione dei circuiti e i workflow basati su notebook fungono da ausilio all'iterazione piuttosto che da garanzia di incrementi prestazionali.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft svela Maia 200, il suo acceleratore "potenza di calcolo" che punta a sbloccare il potenziale dell'IA su larga scala ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Microsoft ha presentato l'hardware AI Maia 200.</strong></li><li><strong>Secondo quanto riferito, Maia 200 offre prestazioni ed efficienza superiori rispetto ai rivali di AWS e GCP.</strong></li><li><strong>Microsoft lo utilizzerà internamente per migliorare Copilot, ma sarà disponibile anche per i clienti.</strong></li></ul><p>Microsoft ha presentato Maia 200, la sua "prossima pietra miliare" nel supporto alla generazione futura di tecnologie IA e di inferenza.</p><p>Il nuovo hardware dell'azienda, successore di Maia 100, "cambierà drasticamente l'economia dell'IA su larga scala", offrendo un aggiornamento significativo in termini di prestazioni ed efficienza nel tentativo di affermarsi sul mercato.</p><p>Il lancio punta inoltre a promuovere Microsoft Azure come luogo ideale per eseguire modelli di IA in modo più rapido ed efficiente, sfidando i suoi grandi rivali Amazon Web Services e Google Cloud.</p><h2 id="microsoft-maia-200">Microsoft Maia 200</h2><p>Microsoft afferma che Maia 200 contiene oltre 140 miliardi di transistor realizzati con processo TSMC a 3nm, con tensor core nativi FP8/FP4, un sistema di memoria riprogettato con 216 GB di HBM3e a 7 TB/s e 272 MB di SRAM on-chip.</p><p>Tutto questo contribuisce alla capacità di erogare oltre 10 PFLOPS in precisione a 4 bit (FP4) e circa 5 PFLOPS di prestazioni a 8 bit (FP8): una potenza ampiamente sufficiente per eseguire anche i più grandi modelli di IA attuali, con ampi margini di crescita man mano che la tecnologia si evolve.</p><p>Microsoft dichiara che Maia 200 offre prestazioni FP4 tre volte superiori rispetto all'hardware Amazon Trainium di terza generazione e prestazioni FP8 superiori alla TPU di settima generazione di Google, rendendolo il sistema di inferenza più efficiente mai realizzato dall'azienda.</p><p>Grazie al suo design ottimizzato — che vede il sottosistema di memoria incentrato su tipi di dati a precisione ridotta, un motore DMA specializzato, SRAM integrata e una struttura NoC (Network-on-Chip) dedicata per il movimento di dati ad alta larghezza di banda — Maia 200 è in grado di mantenere localmente una parte maggiore dei pesi e dei dati del modello, riducendo così il numero di dispositivi necessari per l'esecuzione.</p><p>Microsoft sta già utilizzando il nuovo hardware per alimentare i propri carichi di lavoro IA in Microsoft Foundry e Microsoft 365 Copilot, mentre la disponibilità per una clientela più ampia arriverà a breve.</p><p>L'azienda sta inoltre distribuendo Maia 200 nella regione dei data center US Central, con ulteriori implementazioni previste a breve nella regione US West 3 vicino a Phoenix, in Arizona, seguite da altre aree.</p><p>Per chi desiderasse un'anteprima, Microsoft invita accademici, sviluppatori, laboratori di IA di frontiera e contributori di progetti di modelli open source a iscriversi fin da ora per la versione preview del nuovo software development kit (SDK) di Maia 200.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-svela-maia-200-il-suo-acceleratore-potenza-di-calcolo-che-punta-a-sbloccare-il-potenziale-dellia-su-larga-scala</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con oltre 100 miliardi di transistor, Maia 200 offre possibilità di inferenza IA da "centrale elettrica" della computazione, afferma Microsoft. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Mike Moore ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vinm2oPWMvB8yMg7qLhtxg-320-70.jpg ]]></dc:source>
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mike is the main editorial contact for TechRadar Pro, responsible for the news content across the site, as well as managing the contributed content. PRs looking to pitch news stories, bylines/analysis pieces or event invitations should get in contact via the email address mentioned above.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;He has a Masters degree in American Studies from the University of Nottingham, along with a BA in American &amp;amp; English Studies from the same institution. When he&#039;s not keeping track of all the latest enterprise and workplace trends, he can most likely be found watching, following or taking part in some kind of sport.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft Azure Maia 200 chip]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Microsoft ha presentato l'hardware AI Maia 200.</strong></li><li><strong>Secondo quanto riferito, Maia 200 offre prestazioni ed efficienza superiori rispetto ai rivali di AWS e GCP.</strong></li><li><strong>Microsoft lo utilizzerà internamente per migliorare Copilot, ma sarà disponibile anche per i clienti.</strong></li></ul><p>Microsoft ha presentato Maia 200, la sua "prossima pietra miliare" nel supporto alla generazione futura di tecnologie IA e di inferenza.</p><p>Il nuovo hardware dell'azienda, successore di Maia 100, "cambierà drasticamente l'economia dell'IA su larga scala", offrendo un aggiornamento significativo in termini di prestazioni ed efficienza nel tentativo di affermarsi sul mercato.</p><p>Il lancio punta inoltre a promuovere Microsoft Azure come luogo ideale per eseguire modelli di IA in modo più rapido ed efficiente, sfidando i suoi grandi rivali Amazon Web Services e Google Cloud.</p><h2 id="microsoft-maia-200">Microsoft Maia 200</h2><p>Microsoft afferma che Maia 200 contiene oltre 140 miliardi di transistor realizzati con processo TSMC a 3nm, con tensor core nativi FP8/FP4, un sistema di memoria riprogettato con 216 GB di HBM3e a 7 TB/s e 272 MB di SRAM on-chip.</p><p>Tutto questo contribuisce alla capacità di erogare oltre 10 PFLOPS in precisione a 4 bit (FP4) e circa 5 PFLOPS di prestazioni a 8 bit (FP8): una potenza ampiamente sufficiente per eseguire anche i più grandi modelli di IA attuali, con ampi margini di crescita man mano che la tecnologia si evolve.</p><p>Microsoft dichiara che Maia 200 offre prestazioni FP4 tre volte superiori rispetto all'hardware Amazon Trainium di terza generazione e prestazioni FP8 superiori alla TPU di settima generazione di Google, rendendolo il sistema di inferenza più efficiente mai realizzato dall'azienda.</p><p>Grazie al suo design ottimizzato — che vede il sottosistema di memoria incentrato su tipi di dati a precisione ridotta, un motore DMA specializzato, SRAM integrata e una struttura NoC (Network-on-Chip) dedicata per il movimento di dati ad alta larghezza di banda — Maia 200 è in grado di mantenere localmente una parte maggiore dei pesi e dei dati del modello, riducendo così il numero di dispositivi necessari per l'esecuzione.</p><p>Microsoft sta già utilizzando il nuovo hardware per alimentare i propri carichi di lavoro IA in Microsoft Foundry e Microsoft 365 Copilot, mentre la disponibilità per una clientela più ampia arriverà a breve.</p><p>L'azienda sta inoltre distribuendo Maia 200 nella regione dei data center US Central, con ulteriori implementazioni previste a breve nella regione US West 3 vicino a Phoenix, in Arizona, seguite da altre aree.</p><p>Per chi desiderasse un'anteprima, Microsoft invita accademici, sviluppatori, laboratori di IA di frontiera e contributori di progetti di modelli open source a iscriversi fin da ora per la versione preview del nuovo software development kit (SDK) di Maia 200.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft svela il suo primo modello robotico per potenziare l'IA fisica ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I robot falliscono ancora rapidamente una volta rimossi dai prevedibili ambienti di fabbrica.</strong></li><li><strong>Microsoft Rho-alpha collega direttamente la comprensione del linguaggio al controllo del movimento robotico.</strong></li><li><strong>La percezione tattile è fondamentale per colmare il divario tra software e azione fisica.</strong></li></ul><p>Da tempo i robot operano in modo affidabile all'interno di contesti industriali rigorosamente controllati, caratterizzati da ambienti prevedibili e deviazioni limitate, ma al di fuori di questi ambiti incontrano spesso grandi difficoltà.</p><p>Per ovviare a questo problema, Microsoft ha annunciato Rho-alpha, il primo modello robotico derivato dalla sua serie di modelli vision-language Phi, sostenendo che i robot necessitino di sistemi migliori per vedere e comprendere le istruzioni.</p><p>L'azienda ritiene che questi sistemi possano operare oltre le linee di montaggio, reagendo alle condizioni variabili invece di seguire script rigidi.</p><h2 id="per-cosa-e-progettato-rho-alpha">Per cosa è progettato Rho-alpha</h2><p>Microsoft collega tutto questo alla cosiddetta IA fisica, un ambito in cui i modelli software dovrebbero guidare le macchine attraverso situazioni meno strutturate.</p><p>Il sistema combina linguaggio, percezione e azione, riducendo la dipendenza da linee di produzione o istruzioni fisse. Rho-alpha traduce i comandi in linguaggio naturale in segnali di controllo robotico e si concentra su compiti di manipolazione bimanuale, che richiedono coordinazione tra due bracci meccanici e un controllo di precisione.</p><p>Microsoft descrive il sistema come un'estensione dei tipici approcci VLA, ampliando sia la percezione che gli input di apprendimento.</p><p>"L'emergere di modelli vision-language-action (VLA) per i sistemi fisici sta permettendo alle macchine di percepire, ragionare e agire con una crescente autonomia al fianco degli esseri umani in ambienti molto meno strutturati", ha dichiarato Ashley Llorens, Corporate Vice President e Managing Director di Microsoft Research Accelerator.</p><p>Rho-alpha integra la percezione tattile alla vista, con ulteriori modalità di rilevamento come la forza, attualmente in fase di sviluppo. Queste scelte progettuali suggeriscono il tentativo di colmare il divario tra intelligenza simulata e interazione fisica, sebbene la loro efficacia sia ancora in fase di valutazione.</p><p>Un elemento centrale dell'approccio di Microsoft si affida alla simulazione per sopperire alla scarsità di dati robotici su larga scala, in particolare quelli relativi al tatto. Le traiettorie sintetiche vengono generate tramite l'apprendimento per rinforzo all'interno di Nvidia Isaac Sim, per poi essere combinate con dimostrazioni fisiche provenienti da dataset commerciali e open.</p><p>"L'addestramento di modelli di base in grado di ragionare e agire richiede il superamento della scarsità di dati eterogenei del mondo reale", ha affermato Deepu Talla, Vice President of Robotics and Edge AI di Nvidia. "Sfruttando NVIDIA Isaac Sim su Azure per generare dataset sintetici fisicamente accurati, Microsoft Research sta accelerando lo sviluppo di modelli versatili come Rho-alpha, capaci di padroneggiare compiti di manipolazione complessi".</p><p>Microsoft enfatizza inoltre l'importanza dell'input correttivo umano durante l'impiego, consentendo agli operatori di intervenire tramite dispositivi di teleoperazione e fornire feedback da cui il sistema può apprendere nel tempo.</p><p>Questo ciclo di addestramento fonde simulazione, dati del mondo reale e correzione umana, riflettendo una crescente dipendenza dagli strumenti di IA per compensare la carenza di dataset per i sistemi fisici (<em>embodied</em>).</p><p>Il professor Abhishek Gupta, Assistant Professor presso la University of Washington, ha dichiarato: "Sebbene la generazione di dati di addestramento tramite sistemi robotici teleoperati sia diventata una pratica standard, esistono molti contesti in cui la teleoperazione è impraticabile o impossibile".</p><p>"Stiamo lavorando con Microsoft Research per arricchire i dataset di pre-addestramento raccolti da robot fisici con diverse dimostrazioni sintetiche, utilizzando una combinazione di simulazione e apprendimento per rinforzo".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-svela-il-suo-primo-modello-robotico-per-potenziare-lia-fisica</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft presenta Rho-alpha, un modello robotico che combina linguaggio, tatto, simulazione e feedback umano per spingere i robot oltre i prevedibili ambienti di fabbrica. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[CES 2026 Robots]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>I robot falliscono ancora rapidamente una volta rimossi dai prevedibili ambienti di fabbrica.</strong></li><li><strong>Microsoft Rho-alpha collega direttamente la comprensione del linguaggio al controllo del movimento robotico.</strong></li><li><strong>La percezione tattile è fondamentale per colmare il divario tra software e azione fisica.</strong></li></ul><p>Da tempo i robot operano in modo affidabile all'interno di contesti industriali rigorosamente controllati, caratterizzati da ambienti prevedibili e deviazioni limitate, ma al di fuori di questi ambiti incontrano spesso grandi difficoltà.</p><p>Per ovviare a questo problema, Microsoft ha annunciato Rho-alpha, il primo modello robotico derivato dalla sua serie di modelli vision-language Phi, sostenendo che i robot necessitino di sistemi migliori per vedere e comprendere le istruzioni.</p><p>L'azienda ritiene che questi sistemi possano operare oltre le linee di montaggio, reagendo alle condizioni variabili invece di seguire script rigidi.</p><h2 id="per-cosa-e-progettato-rho-alpha">Per cosa è progettato Rho-alpha</h2><p>Microsoft collega tutto questo alla cosiddetta IA fisica, un ambito in cui i modelli software dovrebbero guidare le macchine attraverso situazioni meno strutturate.</p><p>Il sistema combina linguaggio, percezione e azione, riducendo la dipendenza da linee di produzione o istruzioni fisse. Rho-alpha traduce i comandi in linguaggio naturale in segnali di controllo robotico e si concentra su compiti di manipolazione bimanuale, che richiedono coordinazione tra due bracci meccanici e un controllo di precisione.</p><p>Microsoft descrive il sistema come un'estensione dei tipici approcci VLA, ampliando sia la percezione che gli input di apprendimento.</p><p>"L'emergere di modelli vision-language-action (VLA) per i sistemi fisici sta permettendo alle macchine di percepire, ragionare e agire con una crescente autonomia al fianco degli esseri umani in ambienti molto meno strutturati", ha dichiarato Ashley Llorens, Corporate Vice President e Managing Director di Microsoft Research Accelerator.</p><p>Rho-alpha integra la percezione tattile alla vista, con ulteriori modalità di rilevamento come la forza, attualmente in fase di sviluppo. Queste scelte progettuali suggeriscono il tentativo di colmare il divario tra intelligenza simulata e interazione fisica, sebbene la loro efficacia sia ancora in fase di valutazione.</p><p>Un elemento centrale dell'approccio di Microsoft si affida alla simulazione per sopperire alla scarsità di dati robotici su larga scala, in particolare quelli relativi al tatto. Le traiettorie sintetiche vengono generate tramite l'apprendimento per rinforzo all'interno di Nvidia Isaac Sim, per poi essere combinate con dimostrazioni fisiche provenienti da dataset commerciali e open.</p><p>"L'addestramento di modelli di base in grado di ragionare e agire richiede il superamento della scarsità di dati eterogenei del mondo reale", ha affermato Deepu Talla, Vice President of Robotics and Edge AI di Nvidia. "Sfruttando NVIDIA Isaac Sim su Azure per generare dataset sintetici fisicamente accurati, Microsoft Research sta accelerando lo sviluppo di modelli versatili come Rho-alpha, capaci di padroneggiare compiti di manipolazione complessi".</p><p>Microsoft enfatizza inoltre l'importanza dell'input correttivo umano durante l'impiego, consentendo agli operatori di intervenire tramite dispositivi di teleoperazione e fornire feedback da cui il sistema può apprendere nel tempo.</p><p>Questo ciclo di addestramento fonde simulazione, dati del mondo reale e correzione umana, riflettendo una crescente dipendenza dagli strumenti di IA per compensare la carenza di dataset per i sistemi fisici (<em>embodied</em>).</p><p>Il professor Abhishek Gupta, Assistant Professor presso la University of Washington, ha dichiarato: "Sebbene la generazione di dati di addestramento tramite sistemi robotici teleoperati sia diventata una pratica standard, esistono molti contesti in cui la teleoperazione è impraticabile o impossibile".</p><p>"Stiamo lavorando con Microsoft Research per arricchire i dataset di pre-addestramento raccolti da robot fisici con diverse dimostrazioni sintetiche, utilizzando una combinazione di simulazione e apprendimento per rinforzo".</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Un modder ha fuso Xbox Series X, PS5 e Switch 2 in un’unica mega-console, e vorrei solo poterla acquistare ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Un content creator di YouTube ha realizzato una console da gaming "tre in uno"</strong></li><li><strong>Il progetto DIY integra PS5, Xbox Series X e Nintendo Switch 2 in un unico sistema</strong></li><li><strong>L'intero hardware è alimentato da un singolo alimentatore da 250W</strong></li></ul><p>Il mondo del gaming su console e PC sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata dal debutto imminente della Steam Machine — il PC in formato console di Valve — e dall'impennata dei prezzi dell'hardware causata dalla crescente richiesta di memoria. In questo scenario, un modder ha presentato una postazione da gioco che supera ogni aspettativa.</p><p>Xiao Ningzi (小宁子 XNZ), content creator su YouTube, ha dato vita a una console "tre in uno" che integra PS5, Xbox Series X e Nintendo Switch 2, il tutto alimentato da un unico modulo da 250W. Battezzata "Ningtendo PXbox 5", la macchina è progettata per passare istantaneamente da un sistema all'altro, poiché tutta la componentistica è racchiusa in uno chassis che ricorda le linee della PS5.</p><p>Non si tratta però di una modifica banale. Combinare le schede madri dei tre sistemi è già di per sé un'impresa, ma il progetto ha richiesto anche la progettazione integrale di un nuovo case: un processo arduo per chiunque non disponga di una struttura di produzione industriale.</p><p>Poiché la Switch 2 è un dispositivo portatile, Ningzi ha fatto in modo che rimanesse facilmente estraibile (come mostrato nel video), garantendo lo switch tra le diverse piattaforme in meno di cinque secondi.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/FAIqzpbv9Xw" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Inutile dire che una console DIY di questo tipo non vedrà mai la luce come progetto ufficiale del "trio delle meraviglie" composto da Sony, Microsoft e Nintendo. Tuttavia, veder prendere vita un progetto nato dalla pura passione ha un che di surreale.</p><p>La libreria di titoli disponibile su una mega-console simile è potenzialmente superiore a quella di un PC da gaming — non tanto per quantità, quanto per valore reale — garantendo l'accesso a esclusive che potrebbero non approdare mai ufficialmente su Windows.</p><p>Naturalmente, per realizzare un simile progetto artigianale sarebbe comunque necessario acquistare ogni singola console. Il vero fascino, però, risiede nell'idea di possedere un unico sistema "tre in uno" capace di far girare tutte le esclusive PlayStation, Xbox e Nintendo; purtroppo non viviamo in un mondo perfetto e questo rimarrà solo un sogno.</p><h2 id="la-steam-machine-e-quanto-di-piu-vicino-avremo-a-questo-sistema">La Steam Machine è quanto di più vicino avremo a questo sistema</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2370px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="WkYWV88FDY3BZiVxbJy7jF" name="Steam Machine" alt="Render of Steam Machine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WkYWV88FDY3BZiVxbJy7jF-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2370" height="1333" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Valve)</span></figcaption></figure><p>Il lancio della Steam Machine di Valve è previsto per l’inizio del 2026 e i consumatori sono in trepidante attesa di scoprire quale sarà il suo prezzo di listino. Sebbene la Ningtendo PXbox 5 sia destinata a rimanere un miraggio per il grande pubblico, il nuovo sistema di Valve rappresenta quanto di più vicino si possa desiderare.</p><p>Dopotutto, la Steam Machine è un PC da gaming che punta chiaramente al mercato delle console grazie al suo design ultra-compatto. Con migliaia di titoli indie, i giochi Xbox e le esclusive PlayStation a disposizione, al suo debutto la Steam Machine potrebbe rivelarsi la piattaforma definitiva per ogni "consolaro".</p><p>Senza contare le capacità di emulazione dei titoli Nintendo su PC — pratica che non intendiamo promuovere — che avvicinerebbero ulteriormente la libreria della Steam Machine a quella della mega-console DIY. Non resta che sperare in un prezzo accessibile.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Videogiocatori, ecco la console dei vostri sogni: quella che avreste se Sony, Microsoft e Nintendo unissero le forze, anche se sappiamo tutti che non succederà mai. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Isaiah Williams ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wNN3FRj8BWMsAbuX2Qamee-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A modified game console]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Un content creator di YouTube ha realizzato una console da gaming "tre in uno"</strong></li><li><strong>Il progetto DIY integra PS5, Xbox Series X e Nintendo Switch 2 in un unico sistema</strong></li><li><strong>L'intero hardware è alimentato da un singolo alimentatore da 250W</strong></li></ul><p>Il mondo del gaming su console e PC sta attraversando una fase di profonda trasformazione, segnata dal debutto imminente della Steam Machine — il PC in formato console di Valve — e dall'impennata dei prezzi dell'hardware causata dalla crescente richiesta di memoria. In questo scenario, un modder ha presentato una postazione da gioco che supera ogni aspettativa.</p><p>Xiao Ningzi (小宁子 XNZ), content creator su YouTube, ha dato vita a una console "tre in uno" che integra PS5, Xbox Series X e Nintendo Switch 2, il tutto alimentato da un unico modulo da 250W. Battezzata "Ningtendo PXbox 5", la macchina è progettata per passare istantaneamente da un sistema all'altro, poiché tutta la componentistica è racchiusa in uno chassis che ricorda le linee della PS5.</p><p>Non si tratta però di una modifica banale. Combinare le schede madri dei tre sistemi è già di per sé un'impresa, ma il progetto ha richiesto anche la progettazione integrale di un nuovo case: un processo arduo per chiunque non disponga di una struttura di produzione industriale.</p><p>Poiché la Switch 2 è un dispositivo portatile, Ningzi ha fatto in modo che rimanesse facilmente estraibile (come mostrato nel video), garantendo lo switch tra le diverse piattaforme in meno di cinque secondi.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/FAIqzpbv9Xw" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Inutile dire che una console DIY di questo tipo non vedrà mai la luce come progetto ufficiale del "trio delle meraviglie" composto da Sony, Microsoft e Nintendo. Tuttavia, veder prendere vita un progetto nato dalla pura passione ha un che di surreale.</p><p>La libreria di titoli disponibile su una mega-console simile è potenzialmente superiore a quella di un PC da gaming — non tanto per quantità, quanto per valore reale — garantendo l'accesso a esclusive che potrebbero non approdare mai ufficialmente su Windows.</p><p>Naturalmente, per realizzare un simile progetto artigianale sarebbe comunque necessario acquistare ogni singola console. Il vero fascino, però, risiede nell'idea di possedere un unico sistema "tre in uno" capace di far girare tutte le esclusive PlayStation, Xbox e Nintendo; purtroppo non viviamo in un mondo perfetto e questo rimarrà solo un sogno.</p><h2 id="la-steam-machine-e-quanto-di-piu-vicino-avremo-a-questo-sistema">La Steam Machine è quanto di più vicino avremo a questo sistema</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2370px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="WkYWV88FDY3BZiVxbJy7jF" name="Steam Machine" alt="Render of Steam Machine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WkYWV88FDY3BZiVxbJy7jF-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2370" height="1333" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Valve)</span></figcaption></figure><p>Il lancio della Steam Machine di Valve è previsto per l’inizio del 2026 e i consumatori sono in trepidante attesa di scoprire quale sarà il suo prezzo di listino. Sebbene la Ningtendo PXbox 5 sia destinata a rimanere un miraggio per il grande pubblico, il nuovo sistema di Valve rappresenta quanto di più vicino si possa desiderare.</p><p>Dopotutto, la Steam Machine è un PC da gaming che punta chiaramente al mercato delle console grazie al suo design ultra-compatto. Con migliaia di titoli indie, i giochi Xbox e le esclusive PlayStation a disposizione, al suo debutto la Steam Machine potrebbe rivelarsi la piattaforma definitiva per ogni "consolaro".</p><p>Senza contare le capacità di emulazione dei titoli Nintendo su PC — pratica che non intendiamo promuovere — che avvicinerebbero ulteriormente la libreria della Steam Machine a quella della mega-console DIY. Non resta che sperare in un prezzo accessibile.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft celebra una "rivoluzione dello storage" con l'introduzione del supporto nativo NVMe in Windows Server 2025. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Windows Server 2025 rimuove il sovraccarico del vecchio protocollo SCSI per sbloccare le prestazioni dei dispositivi NVMe.</strong></li><li><strong>Il supporto NVMe nativo consente ai server di gestire decine di migliaia di code simultanee.</strong></li><li><strong>I carichi di lavoro aziendali come SQL Server beneficiano ora di una latenza inferiore e di un throughput superiore.</strong></li></ul><p>Microsoft ha introdotto il supporto nativo NVMe in Windows Server 2025, definendolo una "rivoluzione dello storage" per via dei potenziali incrementi prestazionali offerti.</p><p>I moderni dispositivi NVMe, inclusi gli SSD PCIe Gen5 e gli HBA di fascia alta, possono fornire milioni di IOPS per disco, superando di gran lunga le capacità dei tradizionali stack basati su SCSI.</p><p>Lo SCSI utilizza un modello a coda singola che limita il throughput dei comandi ed era stato originariamente progettato per i vecchi dischi rotativi.</p><h2 id="benefici-prestazionali-e-impatto-nel-mondo-reale">Benefici prestazionali e impatto nel mondo reale</h2><p>NVMe supporta decine di migliaia di code, con ogni coda capace di elaborare simultaneamente decine di migliaia di comandi, consentendo ai server di gestire carichi di lavoro molto più elevati in modo efficiente. L'NVMe nativo rimuove i livelli di traduzione che in precedenza instradavano l'I/O NVMe attraverso lo SCSI, riducendo il sovraccarico di elaborazione e la latenza.</p><p>I test con DiskSpd.exe mostrano che Windows Server 2025 può raggiungere fino all'80% in più di IOPS in lettura casuale 4K e circa il 45% in meno di cicli CPU per I/O rispetto a Windows Server 2022. Le applicazioni aziendali riflettono questi miglioramenti, inclusi SQL Server e i carichi di lavoro OLTP, la virtualizzazione con Hyper-V e i file server ad alte prestazioni che eseguono grandi operazioni di lettura, scrittura e gestione dei metadati. Anche i carichi di lavoro di Analytics e AI/ML beneficiano di un accesso più rapido a set di dati di grandi dimensioni, rendendo il sistema più reattivo per operazioni complesse di ETL e cache.</p><p>Per abilitare l'NVMe nativo, gli amministratori devono confermare che i dispositivi utilizzino il driver NVMe integrato di Windows, poiché i driver specifici del fornitore potrebbero non produrre miglioramenti misurabili. La funzione è opzionale e richiede l'applicazione dell'ultimo aggiornamento cumulativo, oltre all'aggiunta di una chiave di registro o all'uso di Group Policy. Una volta abilitati, i dispositivi appaiono sotto la voce "Storage disks" in Gestione dispositivi, e gli amministratori possono monitorare le prestazioni utilizzando Performance Monitor o Windows Admin Center tracciando i trasferimenti del disco al secondo.</p><p>Questo fornisce agli amministratori metriche reali per convalidare i miglioramenti. Le organizzazioni che utilizzano configurazioni di cloud hosting o data center hosting potrebbero sfruttare questi vantaggi per ottimizzare i carichi di lavoro ad alta intensità di storage. Sebbene Microsoft presenti questa novità come una rivoluzione dello storage, Linux e VMware offrono percorsi NVMe nativi da anni. I vantaggi dipendono in gran parte dalle caratteristiche del carico di lavoro, dalla compatibilità hardware e dal corretto utilizzo dei driver. Per determinare i benefici effettivi negli ambienti di produzione, le organizzazioni necessitano di una distribuzione cauta e di una convalida approfondita.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-celebra-una-rivoluzione-dello-storage-con-lintroduzione-del-supporto-nativo-nvme-in-windows-server-2025</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Windows Server 2025 introduce il supporto nativo NVMe, potenziando le prestazioni di archiviazione, riducendo la latenza e migliorando l'efficienza per i server e i carichi di lavoro aziendali. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">spGbRqFkuuniJf3HU7zD4C</guid>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft Windows Server 2025]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Windows Server 2025 rimuove il sovraccarico del vecchio protocollo SCSI per sbloccare le prestazioni dei dispositivi NVMe.</strong></li><li><strong>Il supporto NVMe nativo consente ai server di gestire decine di migliaia di code simultanee.</strong></li><li><strong>I carichi di lavoro aziendali come SQL Server beneficiano ora di una latenza inferiore e di un throughput superiore.</strong></li></ul><p>Microsoft ha introdotto il supporto nativo NVMe in Windows Server 2025, definendolo una "rivoluzione dello storage" per via dei potenziali incrementi prestazionali offerti.</p><p>I moderni dispositivi NVMe, inclusi gli SSD PCIe Gen5 e gli HBA di fascia alta, possono fornire milioni di IOPS per disco, superando di gran lunga le capacità dei tradizionali stack basati su SCSI.</p><p>Lo SCSI utilizza un modello a coda singola che limita il throughput dei comandi ed era stato originariamente progettato per i vecchi dischi rotativi.</p><h2 id="benefici-prestazionali-e-impatto-nel-mondo-reale">Benefici prestazionali e impatto nel mondo reale</h2><p>NVMe supporta decine di migliaia di code, con ogni coda capace di elaborare simultaneamente decine di migliaia di comandi, consentendo ai server di gestire carichi di lavoro molto più elevati in modo efficiente. L'NVMe nativo rimuove i livelli di traduzione che in precedenza instradavano l'I/O NVMe attraverso lo SCSI, riducendo il sovraccarico di elaborazione e la latenza.</p><p>I test con DiskSpd.exe mostrano che Windows Server 2025 può raggiungere fino all'80% in più di IOPS in lettura casuale 4K e circa il 45% in meno di cicli CPU per I/O rispetto a Windows Server 2022. Le applicazioni aziendali riflettono questi miglioramenti, inclusi SQL Server e i carichi di lavoro OLTP, la virtualizzazione con Hyper-V e i file server ad alte prestazioni che eseguono grandi operazioni di lettura, scrittura e gestione dei metadati. Anche i carichi di lavoro di Analytics e AI/ML beneficiano di un accesso più rapido a set di dati di grandi dimensioni, rendendo il sistema più reattivo per operazioni complesse di ETL e cache.</p><p>Per abilitare l'NVMe nativo, gli amministratori devono confermare che i dispositivi utilizzino il driver NVMe integrato di Windows, poiché i driver specifici del fornitore potrebbero non produrre miglioramenti misurabili. La funzione è opzionale e richiede l'applicazione dell'ultimo aggiornamento cumulativo, oltre all'aggiunta di una chiave di registro o all'uso di Group Policy. Una volta abilitati, i dispositivi appaiono sotto la voce "Storage disks" in Gestione dispositivi, e gli amministratori possono monitorare le prestazioni utilizzando Performance Monitor o Windows Admin Center tracciando i trasferimenti del disco al secondo.</p><p>Questo fornisce agli amministratori metriche reali per convalidare i miglioramenti. Le organizzazioni che utilizzano configurazioni di cloud hosting o data center hosting potrebbero sfruttare questi vantaggi per ottimizzare i carichi di lavoro ad alta intensità di storage. Sebbene Microsoft presenti questa novità come una rivoluzione dello storage, Linux e VMware offrono percorsi NVMe nativi da anni. I vantaggi dipendono in gran parte dalle caratteristiche del carico di lavoro, dalla compatibilità hardware e dal corretto utilizzo dei driver. Per determinare i benefici effettivi negli ambienti di produzione, le organizzazioni necessitano di una distribuzione cauta e di una convalida approfondita.</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Era ora! Microsoft elimina finalmente il cifrario di crittografia ritenuto responsabile di molteplici cyberattacchi: l'RC4 morde finalmente la polvere ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>L'RC4 è stato sfruttato in attacchi di alto profilo attraverso le reti Windows aziendali.</li><li>Il Kerberoasting sfrutta le debolezze di Active Directory, permettendo agli aggressori di eseguire il cracking delle password offline.</li><li>L'AES-SHA1 richiede migliaia di volte più risorse rispetto all'RC4 per essere violato.</li></ul><p>Microsoft sta procedendo alla disattivazione dell'RC4, un cifrario di crittografia integrato nell'autenticazione di Windows da oltre due decenni.</p><p>La decisione segue anni di abusi documentati, ripetuti avvertimenti da parte dei ricercatori di sicurezza e diverse violazioni ad alto impatto legate alla sua continua disponibilità.</p><p>L'RC4 è entrato in Windows con il lancio di Active Directory nel 2000, diventando centrale per l'autenticazione amministrativa nelle reti aziendali.</p><h2 id="supporto-legacy-e-vulnerabilita-persistenti">Supporto legacy e vulnerabilità persistenti</h2><p>L'algoritmo RC4 trapelò a metà degli anni '90 e gli attacchi pratici erosero rapidamente la fiducia nella sua sicurezza; nonostante ciò, l'RC4 ha resistito per anni tra i principali protocolli e piattaforme.</p><p>Anche dopo la disponibilità di standard più forti, i server Windows hanno continuato ad accettare e rispondere a richieste basate su RC4 per impostazione predefinita.</p><p>Negli ambienti Windows, la sua sopravvivenza ha creato un affidabile percorso di "downgrade" che gli aggressori hanno imparato a sfruttare ripetutamente.</p><p>L'autenticazione amministrativa debole basata su RC4 è stata per decenni il "sacro Graal" degli hacker, con gli attacchi più dannosi nelle reti Windows legati all'autenticazione Kerberos.</p><p>Kerberos è alla base della verifica dell'identità in Active Directory, il che lo rende un obiettivo primario per gli aggressori che cercano il controllo di interi ambienti.</p><p>Il "Kerberoasting" abusa del modo in cui le credenziali degli account di servizio sono protette, consentendo agli aggressori di estrarre materiale crittografato e violarlo offline.</p><p>Sebbene l'RC4 presenti debolezze note, il problema più ampio risiede nel modo in cui Windows lo ha implementato, poiché le organizzazioni che si affidano a sistemi obsoleti spesso trascurano l'importanza dei software antivirus nel ridurre ulteriori percorsi di attacco.</p><p>Così come utilizzato in Active Directory, Kerberos si affida a password senza "salt" e a un singolo passaggio di hashing MD4.</p><p>Al contrario, l'implementazione AES-SHA1 di Microsoft utilizza l'hashing ripetuto e resiste agli attacchi brute-force in modo molto più efficace, richiedendo tempi e risorse decisamente superiori.</p><p>La protezione tramite firewall può aiutare a limitare l'esposizione della rete ad attacchi come il Kerberoasting, sebbene non possa sostituire la necessità di una crittografia più forte.</p><p>Microsoft sta affiancando la deprecazione a strumenti pensati per far emergere le dipendenze nascoste.</p><p>Gli aggiornamenti ai log del Key Distribution Center registreranno le richieste e le risposte basate su RC4, offrendo agli amministratori visibilità sui sistemi che ancora si affidano a tale cifrario.</p><p>Nuovi script PowerShell scansioneranno inoltre i log degli eventi di sicurezza per segnalare modelli di utilizzo problematici.</p><p>Queste misure riconoscono che l'RC4 rimane integrato in alcuni ambienti, spesso attraverso sistemi legacy o di terze parti che gli amministratori potrebbero aver dimenticato.</p><p>I regolari processi di rimozione malware rimangono fondamentali per garantire che i sistemi compromessi vengano puliti prima che le nuove protezioni entrino in vigore.</p><p>Microsoft rimuoverà finalmente l'obsoleto cifrario che ha causato decenni di danni, sebbene concederà un periodo di transizione.</p><p>Entro la metà del 2026, i controller di dominio Windows consentiranno per impostazione predefinita solo l'AES-SHA1, con l'RC4 disattivato a meno che gli amministratori non lo riabilitino esplicitamente.</p><p>Microsoft afferma che eliminare l'RC4 si è rivelato complicato a causa della sua presenza in decenni di codice e regole di compatibilità.</p><p>Nel tempo, cambiamenti incrementali hanno spinto l'utilizzo vicino allo zero, riducendo il rischio di interruzioni diffuse.</p><p>Via <a href="https://arstechnica.com/security/2025/12/microsoft-will-finally-kill-obsolete-cipher-that-has-wreaked-decades-of-havoc/" target="_blank" rel="nofollow"><em>Ars Technica</em></a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/era-ora-microsoft-elimina-finalmente-il-cifrario-di-crittografia-ritenuto-responsabile-di-molteplici-cyberattacchi-lrc4-morde-finalmente-la-polvere</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft si muove per disattivare l'RC4 dopo decenni di sfruttamento, implementando la crittografia AES-SHA1, strumenti e protezioni di rete per sistemi più sicuri. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Malware kan ställa till med oreda]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Microsoft]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li>L'RC4 è stato sfruttato in attacchi di alto profilo attraverso le reti Windows aziendali.</li><li>Il Kerberoasting sfrutta le debolezze di Active Directory, permettendo agli aggressori di eseguire il cracking delle password offline.</li><li>L'AES-SHA1 richiede migliaia di volte più risorse rispetto all'RC4 per essere violato.</li></ul><p>Microsoft sta procedendo alla disattivazione dell'RC4, un cifrario di crittografia integrato nell'autenticazione di Windows da oltre due decenni.</p><p>La decisione segue anni di abusi documentati, ripetuti avvertimenti da parte dei ricercatori di sicurezza e diverse violazioni ad alto impatto legate alla sua continua disponibilità.</p><p>L'RC4 è entrato in Windows con il lancio di Active Directory nel 2000, diventando centrale per l'autenticazione amministrativa nelle reti aziendali.</p><h2 id="supporto-legacy-e-vulnerabilita-persistenti">Supporto legacy e vulnerabilità persistenti</h2><p>L'algoritmo RC4 trapelò a metà degli anni '90 e gli attacchi pratici erosero rapidamente la fiducia nella sua sicurezza; nonostante ciò, l'RC4 ha resistito per anni tra i principali protocolli e piattaforme.</p><p>Anche dopo la disponibilità di standard più forti, i server Windows hanno continuato ad accettare e rispondere a richieste basate su RC4 per impostazione predefinita.</p><p>Negli ambienti Windows, la sua sopravvivenza ha creato un affidabile percorso di "downgrade" che gli aggressori hanno imparato a sfruttare ripetutamente.</p><p>L'autenticazione amministrativa debole basata su RC4 è stata per decenni il "sacro Graal" degli hacker, con gli attacchi più dannosi nelle reti Windows legati all'autenticazione Kerberos.</p><p>Kerberos è alla base della verifica dell'identità in Active Directory, il che lo rende un obiettivo primario per gli aggressori che cercano il controllo di interi ambienti.</p><p>Il "Kerberoasting" abusa del modo in cui le credenziali degli account di servizio sono protette, consentendo agli aggressori di estrarre materiale crittografato e violarlo offline.</p><p>Sebbene l'RC4 presenti debolezze note, il problema più ampio risiede nel modo in cui Windows lo ha implementato, poiché le organizzazioni che si affidano a sistemi obsoleti spesso trascurano l'importanza dei software antivirus nel ridurre ulteriori percorsi di attacco.</p><p>Così come utilizzato in Active Directory, Kerberos si affida a password senza "salt" e a un singolo passaggio di hashing MD4.</p><p>Al contrario, l'implementazione AES-SHA1 di Microsoft utilizza l'hashing ripetuto e resiste agli attacchi brute-force in modo molto più efficace, richiedendo tempi e risorse decisamente superiori.</p><p>La protezione tramite firewall può aiutare a limitare l'esposizione della rete ad attacchi come il Kerberoasting, sebbene non possa sostituire la necessità di una crittografia più forte.</p><p>Microsoft sta affiancando la deprecazione a strumenti pensati per far emergere le dipendenze nascoste.</p><p>Gli aggiornamenti ai log del Key Distribution Center registreranno le richieste e le risposte basate su RC4, offrendo agli amministratori visibilità sui sistemi che ancora si affidano a tale cifrario.</p><p>Nuovi script PowerShell scansioneranno inoltre i log degli eventi di sicurezza per segnalare modelli di utilizzo problematici.</p><p>Queste misure riconoscono che l'RC4 rimane integrato in alcuni ambienti, spesso attraverso sistemi legacy o di terze parti che gli amministratori potrebbero aver dimenticato.</p><p>I regolari processi di rimozione malware rimangono fondamentali per garantire che i sistemi compromessi vengano puliti prima che le nuove protezioni entrino in vigore.</p><p>Microsoft rimuoverà finalmente l'obsoleto cifrario che ha causato decenni di danni, sebbene concederà un periodo di transizione.</p><p>Entro la metà del 2026, i controller di dominio Windows consentiranno per impostazione predefinita solo l'AES-SHA1, con l'RC4 disattivato a meno che gli amministratori non lo riabilitino esplicitamente.</p><p>Microsoft afferma che eliminare l'RC4 si è rivelato complicato a causa della sua presenza in decenni di codice e regole di compatibilità.</p><p>Nel tempo, cambiamenti incrementali hanno spinto l'utilizzo vicino allo zero, riducendo il rischio di interruzioni diffuse.</p><p>Via <a href="https://arstechnica.com/security/2025/12/microsoft-will-finally-kill-obsolete-cipher-that-has-wreaked-decades-of-havoc/" target="_blank" rel="nofollow"><em>Ars Technica</em></a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ L'AD Microsoft AI ammette che Gemini "può fare cose che Copilot non può fare" ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>L'amministratore delegato di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha ammesso che Gemini 3 può superare Copilot in determinati ambiti</strong></li><li><strong>Suleyman ha indicato le ambizioni a lungo termine per Copilot</strong></li><li><strong>Il suo obiettivo è che le persone considerino Copilot come un assistente personale onnipresente</strong></li></ul><p>Il CEO di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha compiuto un gesto quasi inaudito nell'attuale competizione tra modelli di intelligenza artificiale, ammettendo che un modello rivale è più capace.</p><p>"<strong>[Gemini 3] può fare cose che Copilot non può fare</strong>", ha dichiarato Suleyman in un'intervista a Bloomberg. Si è affrettato ad aggiungere che "anche Copilot ha funzioni che Gemini non possiede", ma si è trattato di un riconoscimento significativo da parte di un leader dell'IA sul fatto che altri modelli possano essere in vantaggio, almeno sotto certi aspetti.</p><p>Gemini 3 è stato presentato da Google come il suo modello multimodale più potente fino ad oggi. Suleyman è apparso sereno nel concedere a Gemini 3 il dovuto rispetto, pur spostando rapidamente l'attenzione su Copilot come strumento più concreto e adatto all'uso quotidiano, grazie anche alla sua "vista digitale".</p><p>"<strong>Copilot è davvero incredibile per la visione. Può vedere tutto ciò che vedi tu e parlarti in tempo reale</strong>", ha spiegato Suleyman. "Puoi condividere lo schermo con Copilot su mobile o desktop, discuterne e ricevere feedback". Ha citato questo aspetto come prova del fatto che Copilot punti più sull'utilità che sull'apparenza.</p><p>"Stiamo davvero cercando di immaginare l'esperienza quotidiana di avere al proprio fianco questo assistente intelligente, capace di aiutarti a sbloccarti ogni volta che ti trovi in difficoltà".</p><p>Questa visione non è ipotetica. Microsoft sta integrando in modo aggressivo Copilot in tutti i suoi prodotti, da Windows 11 a Outlook, da Excel a Microsoft Edge, che ora offre una modalità Copilot con assistenza IA integrata nel browser.</p><p>Suleyman ha descritto l'obiettivo dell'azienda come "<strong>superintelligenza umanista</strong>", intendendo un'IA che aiuti l'utente ma non agisca in totale autonomia. Microsoft "abbandonerebbe" qualsiasi IA che mostrasse segni di comportamento imprevedibile, ha aggiunto. "<strong>Non continueremo a sviluppare un sistema che abbia il potenziale di sfuggirci di mano</strong>".</p><h2 id="il-futuro-di-copilot">Il futuro di Copilot</h2><p>Gemini 3 di Google non sta cercando di competere sull'assistenza interattiva. Sta cercando di essere l'assistente più intelligente e capace in circolazione. Mira a essere il migliore nel comprendere ciò che dicono le persone, combinando dati diversi e producendo risultati creativi. E come ha detto Suleyman, ciò significa che Gemini 3 può operare in modi in cui Copilot non può.</p><p>Suleyman e Microsoft vogliono che Copilot sia più concreto. Ma questo tipo di chiarezza nel confronto diretto potrebbe essere un regalo per i consumatori. Dopo anni di annunci astratti sull'IA, sta diventando più facile capire come i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year">diversi modelli</a> eccellano in aree differenti. Suleyman potrebbe immaginare un mondo in cui sia Copilot che Gemini abbiano successo in modi diversi, rispondendo alle differenti esigenze degli utenti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/lad-microsoft-ai-ammette-che-gemini-puo-fare-cose-che-copilot-non-puo-fare</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il responsabile della divisione AI di Microsoft ha riconosciuto apertamente i punti di forza di Gemini 3, delineando al contempo una visione più ampia per trasformare Copilot in un assistente digitale più pratico e onnipresente. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">7KSfU7QG5ZbyernPdfDoSR</guid>
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                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft 50th Anniversary event Windows 95 and Mustafa on stage]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>L'amministratore delegato di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha ammesso che Gemini 3 può superare Copilot in determinati ambiti</strong></li><li><strong>Suleyman ha indicato le ambizioni a lungo termine per Copilot</strong></li><li><strong>Il suo obiettivo è che le persone considerino Copilot come un assistente personale onnipresente</strong></li></ul><p>Il CEO di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha compiuto un gesto quasi inaudito nell'attuale competizione tra modelli di intelligenza artificiale, ammettendo che un modello rivale è più capace.</p><p>"<strong>[Gemini 3] può fare cose che Copilot non può fare</strong>", ha dichiarato Suleyman in un'intervista a Bloomberg. Si è affrettato ad aggiungere che "anche Copilot ha funzioni che Gemini non possiede", ma si è trattato di un riconoscimento significativo da parte di un leader dell'IA sul fatto che altri modelli possano essere in vantaggio, almeno sotto certi aspetti.</p><p>Gemini 3 è stato presentato da Google come il suo modello multimodale più potente fino ad oggi. Suleyman è apparso sereno nel concedere a Gemini 3 il dovuto rispetto, pur spostando rapidamente l'attenzione su Copilot come strumento più concreto e adatto all'uso quotidiano, grazie anche alla sua "vista digitale".</p><p>"<strong>Copilot è davvero incredibile per la visione. Può vedere tutto ciò che vedi tu e parlarti in tempo reale</strong>", ha spiegato Suleyman. "Puoi condividere lo schermo con Copilot su mobile o desktop, discuterne e ricevere feedback". Ha citato questo aspetto come prova del fatto che Copilot punti più sull'utilità che sull'apparenza.</p><p>"Stiamo davvero cercando di immaginare l'esperienza quotidiana di avere al proprio fianco questo assistente intelligente, capace di aiutarti a sbloccarti ogni volta che ti trovi in difficoltà".</p><p>Questa visione non è ipotetica. Microsoft sta integrando in modo aggressivo Copilot in tutti i suoi prodotti, da Windows 11 a Outlook, da Excel a Microsoft Edge, che ora offre una modalità Copilot con assistenza IA integrata nel browser.</p><p>Suleyman ha descritto l'obiettivo dell'azienda come "<strong>superintelligenza umanista</strong>", intendendo un'IA che aiuti l'utente ma non agisca in totale autonomia. Microsoft "abbandonerebbe" qualsiasi IA che mostrasse segni di comportamento imprevedibile, ha aggiunto. "<strong>Non continueremo a sviluppare un sistema che abbia il potenziale di sfuggirci di mano</strong>".</p><h2 id="il-futuro-di-copilot">Il futuro di Copilot</h2><p>Gemini 3 di Google non sta cercando di competere sull'assistenza interattiva. Sta cercando di essere l'assistente più intelligente e capace in circolazione. Mira a essere il migliore nel comprendere ciò che dicono le persone, combinando dati diversi e producendo risultati creativi. E come ha detto Suleyman, ciò significa che Gemini 3 può operare in modi in cui Copilot non può.</p><p>Suleyman e Microsoft vogliono che Copilot sia più concreto. Ma questo tipo di chiarezza nel confronto diretto potrebbe essere un regalo per i consumatori. Dopo anni di annunci astratti sull'IA, sta diventando più facile capire come i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year">diversi modelli</a> eccellano in aree differenti. Suleyman potrebbe immaginare un mondo in cui sia Copilot che Gemini abbiano successo in modi diversi, rispondendo alle differenti esigenze degli utenti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Il peggior prodotto Microsoft di tutti i tempi, c'è un buon motivo se non ne avete mai sentito parlare ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>Il Mach 20 cercò di colmare il divario tra generazioni di PC, ma ottenne invece un'oscurità quasi totale.</li><li>Solo 11 unità di OS/2 per Mach 20 raggiunsero i clienti.</li><li>Otto utenti che acquistarono OS/2 per Mach 20 lo restituirono rapidamente, delusi.</li></ul><p>Nella storia dei successi di Microsoft, da <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-windows" target="_blank">Windows</a> alla sua vasta suite di software per l'ufficio, si nasconde un passo falso quasi dimenticato che serve da lezione sui tempi della tecnologia. Il "prodotto Microsoft peggio venduto di tutti i tempi" non è un gioco oscuro o un'applicazione inutilizzata, ma piuttosto una versione specializzata di un sistema operativo progettato per hardware che pochissime persone possedevano. Conosciuto come "OS/2 for Mach 20", vendette solo undici copie, otto delle quali, secondo quanto riferito, furono restituite.</p><h2 id="the-vision-behind-the-mach-20">The vision behind the Mach 20</h2><p>Tra la metà e la fine degli anni '80, l'hardware dei PC si stava evolvendo rapidamente: <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu" target="_blank">processori</a> più veloci e una grafica più avanzata stavano ridefinendo le potenzialità dei computer per l'utenza business. </p><p>Per le aziende che si stavano ancora adattando all'era digitale, sostituire interi sistemi era un costo notevole. Le schede di espansione Mach 10 e, in seguito, Mach 20 di Microsoft furono concepite proprio per risolvere questo problema. </p><p>Promettevano di dare nuova vita ai PC più datati, aggiungendo processori più scattanti e memoria extra attraverso un semplice aggiornamento plug-in, evitando così la sostituzione completa. Il Mach 20, con la sua CPU 80286 e le opzioni di memoria espandibile, sembrava un interessante compromesso tra costi e prestazioni. </p><p>Nonostante la promessa, il sistema rimaneva limitato da un'architettura bus obsoleta e risultava costoso da implementare. All'epoca, il mercato si stava già orientando verso macchine più recenti che non avevano bisogno di simili espedienti. Le aziende, che un tempo esitavano a investire in nuovi computer, si ritrovarono più propense ad acquistare hardware nuovo di zecca piuttosto che rischiare con complessi ammodernamenti. </p><p>La decisione di Microsoft di rilasciare una versione dedicata di OS/2 per il Mach 20 aggravò il problema. OS/2 stesso, sviluppato insieme a IBM, era destinato a sostituire il DOS e a competere con <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-windows" target="_blank">Windows</a> come futuro dell'informatica. </p><p>La versione per Mach 20, tuttavia, richiedeva un hardware specifico per funzionare, riducendo così il suo potenziale bacino d'utenza a un pugno di appassionati. Come prevedibile, le vendite furono disastrose. </p><p>Solo poche unità raggiunsero i clienti, rendendola una delle uscite più oscure nel lungo catalogo di Microsoft. Il Mach 20 e la sua variante di OS/2 finirono nel dimenticatoio, ma la loro storia rimane attuale, poiché questo fallimento dimostra come persino un colosso tecnologico possa valutare erroneamente l'equilibrio tra innovazione e praticità.</p><p>Via <a href="https://www.tomshardware.com/software/the-worst-selling-microsoft-product-of-all-time-sold-just-11-times-and-eight-people-returned-it-why-youve-never-heard-of-os-2-for-the-mach-20" target="_blank" rel="nofollow">Tom's Hardware</a></p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ OS/2 per Mach 20 di Microsoft ha venduto solo undici copie, rivelando come l'innovazione senza valore pratico possa portare a un totale fallimento di mercato. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft Mach 20]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li>Il Mach 20 cercò di colmare il divario tra generazioni di PC, ma ottenne invece un'oscurità quasi totale.</li><li>Solo 11 unità di OS/2 per Mach 20 raggiunsero i clienti.</li><li>Otto utenti che acquistarono OS/2 per Mach 20 lo restituirono rapidamente, delusi.</li></ul><p>Nella storia dei successi di Microsoft, da <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-windows" target="_blank">Windows</a> alla sua vasta suite di software per l'ufficio, si nasconde un passo falso quasi dimenticato che serve da lezione sui tempi della tecnologia. Il "prodotto Microsoft peggio venduto di tutti i tempi" non è un gioco oscuro o un'applicazione inutilizzata, ma piuttosto una versione specializzata di un sistema operativo progettato per hardware che pochissime persone possedevano. Conosciuto come "OS/2 for Mach 20", vendette solo undici copie, otto delle quali, secondo quanto riferito, furono restituite.</p><h2 id="the-vision-behind-the-mach-20">The vision behind the Mach 20</h2><p>Tra la metà e la fine degli anni '80, l'hardware dei PC si stava evolvendo rapidamente: <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu" target="_blank">processori</a> più veloci e una grafica più avanzata stavano ridefinendo le potenzialità dei computer per l'utenza business. </p><p>Per le aziende che si stavano ancora adattando all'era digitale, sostituire interi sistemi era un costo notevole. Le schede di espansione Mach 10 e, in seguito, Mach 20 di Microsoft furono concepite proprio per risolvere questo problema. </p><p>Promettevano di dare nuova vita ai PC più datati, aggiungendo processori più scattanti e memoria extra attraverso un semplice aggiornamento plug-in, evitando così la sostituzione completa. Il Mach 20, con la sua CPU 80286 e le opzioni di memoria espandibile, sembrava un interessante compromesso tra costi e prestazioni. </p><p>Nonostante la promessa, il sistema rimaneva limitato da un'architettura bus obsoleta e risultava costoso da implementare. All'epoca, il mercato si stava già orientando verso macchine più recenti che non avevano bisogno di simili espedienti. Le aziende, che un tempo esitavano a investire in nuovi computer, si ritrovarono più propense ad acquistare hardware nuovo di zecca piuttosto che rischiare con complessi ammodernamenti. </p><p>La decisione di Microsoft di rilasciare una versione dedicata di OS/2 per il Mach 20 aggravò il problema. OS/2 stesso, sviluppato insieme a IBM, era destinato a sostituire il DOS e a competere con <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-windows" target="_blank">Windows</a> come futuro dell'informatica. </p><p>La versione per Mach 20, tuttavia, richiedeva un hardware specifico per funzionare, riducendo così il suo potenziale bacino d'utenza a un pugno di appassionati. Come prevedibile, le vendite furono disastrose. </p><p>Solo poche unità raggiunsero i clienti, rendendola una delle uscite più oscure nel lungo catalogo di Microsoft. Il Mach 20 e la sua variante di OS/2 finirono nel dimenticatoio, ma la loro storia rimane attuale, poiché questo fallimento dimostra come persino un colosso tecnologico possa valutare erroneamente l'equilibrio tra innovazione e praticità.</p><p>Via <a href="https://www.tomshardware.com/software/the-worst-selling-microsoft-product-of-all-time-sold-just-11-times-and-eight-people-returned-it-why-youve-never-heard-of-os-2-for-the-mach-20" target="_blank" rel="nofollow">Tom's Hardware</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft scopre un nuovo subdolo attacco che prende di mira i principali LLM per ottenere l'accesso al traffico crittografato. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>Microsoft rileva che la <strong>Whisper Leak</strong> espone falle nella <em>privacy</em> all'interno dei sistemi AI crittografati.</li><li>Le chat AI crittografate possono comunque far trapelare indizi sugli argomenti discussi dagli utenti.</li><li>Gli attaccanti possono tracciare gli argomenti delle conversazioni utilizzando la dimensione e la tempistica dei pacchetti (<em>packet size and timing</em>).</li></ul><p>Microsoft ha rivelato una nuova tipologia di attacco informatico che ha denominato "<strong>Whisper Leak</strong>", in grado di esporre gli argomenti discussi dagli utenti con i <em>chatbot</em> AI, anche quando le conversazioni sono completamente crittografate.</p><p>La ricerca dell'azienda suggerisce che gli attaccanti possono studiare la dimensione e la tempistica dei pacchetti crittografati scambiati tra un utente e un <em>Large Language Model</em> (<strong>LLM</strong>) per dedurre l'argomento della discussione.</p><p>"Se un'agenzia governativa o un <em>Internet Service Provider</em> (ISP) stessero monitorando il traffico verso un popolare <em>chatbot</em> AI, potrebbero identificare in modo affidabile gli utenti che pongono domande su specifici argomenti sensibili", ha affermato Microsoft.</p><h2 id="whisper-leak-attacks">Whisper Leak attacks</h2><p>Ciò significa che la <strong>crittografia</strong> non implica necessariamente invisibilità: la vulnerabilità risiede nel modo in cui gli <strong>LLM</strong> (Large Language Models) inviano le risposte.</p><p>Questi modelli non attendono una risposta completa, ma trasmettono i dati in modo incrementale, creando piccoli <em>pattern</em> che gli attaccanti possono analizzare.</p><p>Nel tempo, raccogliendo un numero maggiore di campioni, questi <em>pattern</em> diventano più chiari, consentendo inferenze più accurate sulla natura delle conversazioni. Questa tecnica non decifra direttamente i messaggi, ma espone una quantità sufficiente di metadati per trarre inferenze informate, il che è forse altrettanto preoccupante.</p><p>In seguito alla divulgazione di Microsoft, <strong>OpenAI</strong>, <strong>Mistral</strong> e <strong>xAI</strong> hanno tutte dichiarato di aver agito rapidamente per implementare contromisure (<em>mitigations</em>).</p><p>Una soluzione consiste nell'aggiungere una "sequenza casuale di testo a lunghezza variabile" a ogni risposta, interrompendo la coerenza delle dimensioni dei <em>token</em> su cui fanno affidamento gli attaccanti.</p><p>Tuttavia, Microsoft consiglia agli utenti di evitare discussioni sensibili su reti <strong>Wi-Fi pubbliche</strong>, di utilizzare una <strong>VPN</strong> o di attenersi a modelli LLM <strong>non in </strong><em><strong>streaming</strong></em>.</p><p>Queste scoperte giungono parallelamente a nuovi test che dimostrano come diversi LLM <em>open-weight</em> rimangano vulnerabili alla manipolazione, soprattutto durante le conversazioni a più turni (<em>multi-turn conversations</em>).</p><p>I ricercatori di <strong>Cisco AI Defense</strong> hanno riscontrato che anche i modelli creati da importanti aziende faticano a mantenere i controlli di sicurezza (<em>safety controls</em>) quando il dialogo diventa complesso. Alcuni modelli, hanno affermato, hanno mostrato "una sistemica incapacità... di mantenere i <em>guardrail</em> di sicurezza nel corso di interazioni estese".</p><p>Nel 2024, sono emersi rapporti secondo cui un <em>chatbot</em> AI ha fatto trapelare oltre 300.000 file contenenti informazioni personali identificabili (<em>PII</em>) e centinaia di server LLM sono stati lasciati esposti, sollevando interrogativi sulla reale sicurezza delle piattaforme di chat AI.</p><p>Le difese tradizionali, come l'antivirus o la protezione <em>firewall</em>, non possono rilevare o bloccare le fughe di informazioni da <strong>canali laterali</strong> (<em>side-channel leaks</em>) come <strong>Whisper Leak</strong>, e queste scoperte dimostrano che gli strumenti di IA possono inavvertitamente ampliare l'esposizione alla sorveglianza e all'inferenza dei dati.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/microsoft-scopre-un-nuovo-subdolo-attacco-che-prende-di-mira-i-principali-llm-per-ottenere-laccesso-al-traffico-crittografato</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft avverte che il traffico delle chat AI può far trapelare gli argomenti delle conversazioni attraverso i pattern dei dati, esponendo falle nella privacy anche in condizioni di crittografia completa. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Whisper Leak]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Whisper Leak]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Whisper Leak]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li>Microsoft rileva che la <strong>Whisper Leak</strong> espone falle nella <em>privacy</em> all'interno dei sistemi AI crittografati.</li><li>Le chat AI crittografate possono comunque far trapelare indizi sugli argomenti discussi dagli utenti.</li><li>Gli attaccanti possono tracciare gli argomenti delle conversazioni utilizzando la dimensione e la tempistica dei pacchetti (<em>packet size and timing</em>).</li></ul><p>Microsoft ha rivelato una nuova tipologia di attacco informatico che ha denominato "<strong>Whisper Leak</strong>", in grado di esporre gli argomenti discussi dagli utenti con i <em>chatbot</em> AI, anche quando le conversazioni sono completamente crittografate.</p><p>La ricerca dell'azienda suggerisce che gli attaccanti possono studiare la dimensione e la tempistica dei pacchetti crittografati scambiati tra un utente e un <em>Large Language Model</em> (<strong>LLM</strong>) per dedurre l'argomento della discussione.</p><p>"Se un'agenzia governativa o un <em>Internet Service Provider</em> (ISP) stessero monitorando il traffico verso un popolare <em>chatbot</em> AI, potrebbero identificare in modo affidabile gli utenti che pongono domande su specifici argomenti sensibili", ha affermato Microsoft.</p><h2 id="whisper-leak-attacks">Whisper Leak attacks</h2><p>Ciò significa che la <strong>crittografia</strong> non implica necessariamente invisibilità: la vulnerabilità risiede nel modo in cui gli <strong>LLM</strong> (Large Language Models) inviano le risposte.</p><p>Questi modelli non attendono una risposta completa, ma trasmettono i dati in modo incrementale, creando piccoli <em>pattern</em> che gli attaccanti possono analizzare.</p><p>Nel tempo, raccogliendo un numero maggiore di campioni, questi <em>pattern</em> diventano più chiari, consentendo inferenze più accurate sulla natura delle conversazioni. Questa tecnica non decifra direttamente i messaggi, ma espone una quantità sufficiente di metadati per trarre inferenze informate, il che è forse altrettanto preoccupante.</p><p>In seguito alla divulgazione di Microsoft, <strong>OpenAI</strong>, <strong>Mistral</strong> e <strong>xAI</strong> hanno tutte dichiarato di aver agito rapidamente per implementare contromisure (<em>mitigations</em>).</p><p>Una soluzione consiste nell'aggiungere una "sequenza casuale di testo a lunghezza variabile" a ogni risposta, interrompendo la coerenza delle dimensioni dei <em>token</em> su cui fanno affidamento gli attaccanti.</p><p>Tuttavia, Microsoft consiglia agli utenti di evitare discussioni sensibili su reti <strong>Wi-Fi pubbliche</strong>, di utilizzare una <strong>VPN</strong> o di attenersi a modelli LLM <strong>non in </strong><em><strong>streaming</strong></em>.</p><p>Queste scoperte giungono parallelamente a nuovi test che dimostrano come diversi LLM <em>open-weight</em> rimangano vulnerabili alla manipolazione, soprattutto durante le conversazioni a più turni (<em>multi-turn conversations</em>).</p><p>I ricercatori di <strong>Cisco AI Defense</strong> hanno riscontrato che anche i modelli creati da importanti aziende faticano a mantenere i controlli di sicurezza (<em>safety controls</em>) quando il dialogo diventa complesso. Alcuni modelli, hanno affermato, hanno mostrato "una sistemica incapacità... di mantenere i <em>guardrail</em> di sicurezza nel corso di interazioni estese".</p><p>Nel 2024, sono emersi rapporti secondo cui un <em>chatbot</em> AI ha fatto trapelare oltre 300.000 file contenenti informazioni personali identificabili (<em>PII</em>) e centinaia di server LLM sono stati lasciati esposti, sollevando interrogativi sulla reale sicurezza delle piattaforme di chat AI.</p><p>Le difese tradizionali, come l'antivirus o la protezione <em>firewall</em>, non possono rilevare o bloccare le fughe di informazioni da <strong>canali laterali</strong> (<em>side-channel leaks</em>) come <strong>Whisper Leak</strong>, e queste scoperte dimostrano che gli strumenti di IA possono inavvertitamente ampliare l'esposizione alla sorveglianza e all'inferenza dei dati.</p>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/allerta-un-gruppo-ransomware-inganna-le-vittime-con-falsi-annunci-microsoft-teams</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Non fidarsi degli annunci solo perché su una rete affidabile - a volte sono compromessi anche loro. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft Teams]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Rhysida spoofed Microsoft Teams ads on Bing to deliver malware via fake download pages</strong></li><li><strong>Victims received OysterLoader and Latrodectus, which deploy ransomware, backdoors, and infostealers</strong></li><li><strong>Group operates on RaaS model; past targets include airports, libraries, and U.S. school districts</strong></li></ul><p>Security researchers have once again found poisoned ads on popular ad networks, spoofing major brands to deliver all sorts of nasties.</p><p>Experts at Expel spotted a new <a href="https://www.techradar.com/best/best-malware-removal">malware</a> distribution campaign conducted by the Rhysida ransomware group which apparently began in June 2025, and is still ongoing at press time.</p><p>For the campaign, Rhysida’s operatives created landing pages to imitate download sites for Microsoft Teams, one of the world’s most popular <a href="https://www.techradar.com/best/best-online-collaboration-tools">online collaboration</a> platforms. Then, they set up new ads on Microsoft’s Bing search engine to promote these pages.</p><h2 id="abusing-lnk-files">Abusing .LNK files</h2><p>Victims who would search for Microsoft Teams via Bing would likely see an ad at the top of their search engine results page and, given Microsoft’s and Bing’s good standing, would probably trust them enough to click on the links. Then, they would be redirected to a page that is seemingly identical to the actual Teams download page, but with a big difference - this one deploys two pieces of malware: OysterLoader, and Latrodectus.</p><p>Both Latrodectus and OysterLoader are, as the latter’s name suggests, a loader, delivering different stage-two malware depending on the attacker’s needs at any given time. That can include infostealers, backdoors, various remote access trojans, and most notably - ransomware</p><p>In fact, the Rhysida group is a famous <a href="https://www.techradar.com/best/best-ransomware-protection" target="_blank">ransomware</a> operator. It works on a RaaS principle - developing and maintaining the encryptor, while its affiliates breach their targets’ networks and deploy the malware - for a share of the profits.</p><p>There had been several notable breaches attributed to the Rhysida gang including the 2023 attack on the British Library (when roughly 600GB of files were taken), the 2024 attack on the Seattle-Tacoma International Airport, as well as multiple attacks on government and education organizations (City of Columbus, multiple US school districts and institutions, and more). </p><p><em>Via </em><a href="https://www.theregister.com/2025/10/31/rhysida_abuses_fake_teams_ads/" target="_blank"><em>The Register</em></a></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Xbox abbandona la guerra dei console e sfida TikTok: il nuovo nemico del gaming ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>• Il capo di Xbox Game Studios Matt Booty ha discusso sulla maggiore concorrenza del marchio in una recente intervista• Afferma che "non è un'altra console" come PlayStation 5 o Nintendo Switch 2• Piuttosto Xbox sta ora competendo con app come TikTok e altre forme di intrattenimento</strong></li></ul><p>Il capo di Xbox Game Studios Matt Booty ha affermato che il marchio sta ora competendo con piattaforme come TikTok e altre forme di intrattenimento più che con i produttori di console rivali.</p><p></p><p>I commenti provengono da una recente intervista con il New York Times in seguito all'annuncio di Halo: Campaign Evolved, un gioco che arriverà su PlayStation 5 oltre a PC, Xbox Series X e Series S quando verrà lanciato l'anno prossimo.</p><p></p><p>"Tutti cerchiamo di raggiungere le persone dove si trovano," ha affermato Booty.</p><p></p><p>"La nostra maggiore concorrenza non è un'altra console," ha continuato. "Stiamo competendo sempre più con tutto, da TikTok ai film."</p><p></p><p>Questa filosofia sembra evidente nel recente marketing di Xbox, in particolare nella campagna piuttosto controversa 'This Is an Xbox' che enfatizza come i giocatori possono sperimentare i titoli Xbox su tutti i tipi di dispositivi, dalle Smart TV ai visori di realtà virtuale e ai laptop.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/3x8n3jSDocI" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="your-eyeballs-are-a-commodity">Your eyeballs are a commodity</h2><p>Although this may seem like a strange strategic shift that could alienate the core Xbox audience who value exclusive games, Xbox is one of the many gaming brands that finds itself competing in an increasingly difficult attention economy.</p><p>According to recent data from the <a href="https://bsky.app/profile/matpiscatella.bsky.social/post/3m3sanhkkj22v" target="_blank">Circana Player Engagement Tracker</a>, live service titles like <a href="https://www.techradar.com/reviews/fortnite-battle-royale-review"><em>Fortnite</em></a>, <em>Call of Duty</em>, and <em>Roblox </em>continue to dominate on consoles reducing the amount of time players spend in more traditional gaming experiences.</p><p>Upcoming releases like <em>Halo: Campaign Evolved </em>have to compete not only with these titans when it comes to the dedicated gaming audience, but also the entertainment provided by devices like mobile phones that occupy the time of more casual players.</p><p>Per <a href="https://resourcera.com/data/social/tiktok-users/" target="_blank">Statista</a> TikTok has more than two billion users globally, while viewers watched <a href="https://about.netflix.com/en/news/what-we-watched-the-first-half-of-2025" target="_blank">more than 100 billion hours of Netflix content</a> in just the first six months of this year.</p><p>By lowering the bar to access Xbox content through multi-platform releases and services like Xbox Cloud Gaming, Microsoft clearly hopes that it will be able to entice that audience.</p><p>Will the strategy pay off? We'll just have to wait and see.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il capo di Xbox spiega come la società compete sempre più con il tuo smartphone. ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Tiktok]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>• Il capo di Xbox Game Studios Matt Booty ha discusso sulla maggiore concorrenza del marchio in una recente intervista• Afferma che "non è un'altra console" come PlayStation 5 o Nintendo Switch 2• Piuttosto Xbox sta ora competendo con app come TikTok e altre forme di intrattenimento</strong></li></ul><p>Il capo di Xbox Game Studios Matt Booty ha affermato che il marchio sta ora competendo con piattaforme come TikTok e altre forme di intrattenimento più che con i produttori di console rivali.</p><p></p><p>I commenti provengono da una recente intervista con il New York Times in seguito all'annuncio di Halo: Campaign Evolved, un gioco che arriverà su PlayStation 5 oltre a PC, Xbox Series X e Series S quando verrà lanciato l'anno prossimo.</p><p></p><p>"Tutti cerchiamo di raggiungere le persone dove si trovano," ha affermato Booty.</p><p></p><p>"La nostra maggiore concorrenza non è un'altra console," ha continuato. "Stiamo competendo sempre più con tutto, da TikTok ai film."</p><p></p><p>Questa filosofia sembra evidente nel recente marketing di Xbox, in particolare nella campagna piuttosto controversa 'This Is an Xbox' che enfatizza come i giocatori possono sperimentare i titoli Xbox su tutti i tipi di dispositivi, dalle Smart TV ai visori di realtà virtuale e ai laptop.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/3x8n3jSDocI" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="your-eyeballs-are-a-commodity">Your eyeballs are a commodity</h2><p>Although this may seem like a strange strategic shift that could alienate the core Xbox audience who value exclusive games, Xbox is one of the many gaming brands that finds itself competing in an increasingly difficult attention economy.</p><p>According to recent data from the <a href="https://bsky.app/profile/matpiscatella.bsky.social/post/3m3sanhkkj22v" target="_blank">Circana Player Engagement Tracker</a>, live service titles like <a href="https://www.techradar.com/reviews/fortnite-battle-royale-review"><em>Fortnite</em></a>, <em>Call of Duty</em>, and <em>Roblox </em>continue to dominate on consoles reducing the amount of time players spend in more traditional gaming experiences.</p><p>Upcoming releases like <em>Halo: Campaign Evolved </em>have to compete not only with these titans when it comes to the dedicated gaming audience, but also the entertainment provided by devices like mobile phones that occupy the time of more casual players.</p><p>Per <a href="https://resourcera.com/data/social/tiktok-users/" target="_blank">Statista</a> TikTok has more than two billion users globally, while viewers watched <a href="https://about.netflix.com/en/news/what-we-watched-the-first-half-of-2025" target="_blank">more than 100 billion hours of Netflix content</a> in just the first six months of this year.</p><p>By lowering the bar to access Xbox content through multi-platform releases and services like Xbox Cloud Gaming, Microsoft clearly hopes that it will be able to entice that audience.</p><p>Will the strategy pay off? We'll just have to wait and see.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Il CEO di Microsoft Satya Nadella ottiene un importante aumento - ma la crescente attenzione all'IA sarà sufficiente a pagare i conti? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La creazione di ricchezza di Microsoft favorisce sempre più gli azionisti rispetto alla sua forza lavoro in diminuzione</strong></li><li><strong>Gli investimenti nell'IA generano entrate record anche se la sicurezza del lavoro diminuisce in tutte le divisioni</strong></li><li><strong>Il successo di Microsoft ora si basa fortemente sull'economia incerta dell'intelligenza artificiale</strong></li></ul><p>Microsoft ha confermato che il CEO Satya Nadella riceverà un compenso totale del valore di 96,5 milioni di dollari per l'anno fiscale 2025, segnando un aumento del 22% rispetto all'anno precedente. Il pacchetto include uno stipendio base di 2,5 milioni di dollari e 84 milioni di dollari in azioni, con la maggior parte della sua retribuzione legata alle prestazioni piuttosto che all'anzianità.</p><p>L'azienda ha <a href="https://microsoft.gcs-web.com/node/34201/html#toc908201_14">spiegato</a> che il compenso azionario di Nadella viene erogato "esclusivamente attraverso premi azionari legati alle prestazioni e alla creazione di valore a lungo termine" e non a ricompense basate sul tempo.</p><p></p><h2 id="la-crescita-dell-ia-incontra-la-pressione-finanziaria">La crescita dell'IA incontra la pressione finanziaria</h2><p>Microsoft afferma che questa struttura è pensata per "incoraggiare la sua continua leadership e promuovere una crescita aziendale sostenibile e il valore per gli azionisti". Il consiglio ha giustificato l'aumento indicando le forti prestazioni finanziarie di Microsoft sotto la sua guida, con ricavi triplicati e utile netto quadruplicato dal 2014. I risultati dell'azienda per l'anno fiscale terminato il 30 giugno 2025 riflettono questa traiettoria.</p><p>Microsoft ha riportato ricavi di 281,7 miliardi di dollari e un profitto netto di 101,8 miliardi di dollari, con i suoi servizi di <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-storage">cloud storage</a> e IA che hanno guidato l'impennata.</p><p>I ricavi di Azure hanno superato i 75 miliardi di dollari, crescendo del 34% anno su anno, mentre l'azienda ha dichiarato di operare ora "70 regioni operative e oltre 400 <a href="https://www.techradar.com/pro/best-data-center-proxies">data center</a>" in tutto il mondo.</p><p>Tuttavia, dietro queste cifre si nasconde una domanda crescente: la crescente attenzione dell'azienda sugli <a href="https://www.techradar.com/best/best-ai-tools">strumenti di IA</a> può continuare a finanziare i suoi enormi pacchetti di compensazione?</p><p>Solo pochi mesi prima dell'annuncio della retribuzione, <a href="https://www.techradar.com/pro/microsoft-is-laying-off-9-000-employees-in-its-latest-huge-job-cut">l'azienda ha eliminato fino a 9.000 posti di lavoro</a>, lasciando i dipendenti rimanenti con uno stipendio medio annuo di 200.972 dollari.</p><p></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/il-ceo-di-microsoft-satya-nadella-ottiene-un-importante-aumento-ma-la-crescente-attenzione-allia-sara-sufficiente-a-pagare-i-conti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I ricavi dell'IA di Microsoft in forte crescita aumentano le ricompense dei dirigenti, esponendo una forte disuguaglianza e incertezza sul fatto che tale crescita possa durare davvero. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">KHVs8GN6R9xzQF6HV93zPi</guid>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Satya Nadella CEO of Microsoft at the 50th Anniversary event]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Satya Nadella CEO of Microsoft at the 50th Anniversary event]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Satya Nadella CEO of Microsoft at the 50th Anniversary event]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>La creazione di ricchezza di Microsoft favorisce sempre più gli azionisti rispetto alla sua forza lavoro in diminuzione</strong></li><li><strong>Gli investimenti nell'IA generano entrate record anche se la sicurezza del lavoro diminuisce in tutte le divisioni</strong></li><li><strong>Il successo di Microsoft ora si basa fortemente sull'economia incerta dell'intelligenza artificiale</strong></li></ul><p>Microsoft ha confermato che il CEO Satya Nadella riceverà un compenso totale del valore di 96,5 milioni di dollari per l'anno fiscale 2025, segnando un aumento del 22% rispetto all'anno precedente. Il pacchetto include uno stipendio base di 2,5 milioni di dollari e 84 milioni di dollari in azioni, con la maggior parte della sua retribuzione legata alle prestazioni piuttosto che all'anzianità.</p><p>L'azienda ha <a href="https://microsoft.gcs-web.com/node/34201/html#toc908201_14">spiegato</a> che il compenso azionario di Nadella viene erogato "esclusivamente attraverso premi azionari legati alle prestazioni e alla creazione di valore a lungo termine" e non a ricompense basate sul tempo.</p><p></p><h2 id="la-crescita-dell-ia-incontra-la-pressione-finanziaria">La crescita dell'IA incontra la pressione finanziaria</h2><p>Microsoft afferma che questa struttura è pensata per "incoraggiare la sua continua leadership e promuovere una crescita aziendale sostenibile e il valore per gli azionisti". Il consiglio ha giustificato l'aumento indicando le forti prestazioni finanziarie di Microsoft sotto la sua guida, con ricavi triplicati e utile netto quadruplicato dal 2014. I risultati dell'azienda per l'anno fiscale terminato il 30 giugno 2025 riflettono questa traiettoria.</p><p>Microsoft ha riportato ricavi di 281,7 miliardi di dollari e un profitto netto di 101,8 miliardi di dollari, con i suoi servizi di <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-storage">cloud storage</a> e IA che hanno guidato l'impennata.</p><p>I ricavi di Azure hanno superato i 75 miliardi di dollari, crescendo del 34% anno su anno, mentre l'azienda ha dichiarato di operare ora "70 regioni operative e oltre 400 <a href="https://www.techradar.com/pro/best-data-center-proxies">data center</a>" in tutto il mondo.</p><p>Tuttavia, dietro queste cifre si nasconde una domanda crescente: la crescente attenzione dell'azienda sugli <a href="https://www.techradar.com/best/best-ai-tools">strumenti di IA</a> può continuare a finanziare i suoi enormi pacchetti di compensazione?</p><p>Solo pochi mesi prima dell'annuncio della retribuzione, <a href="https://www.techradar.com/pro/microsoft-is-laying-off-9-000-employees-in-its-latest-huge-job-cut">l'azienda ha eliminato fino a 9.000 posti di lavoro</a>, lasciando i dipendenti rimanenti con uno stipendio medio annuo di 200.972 dollari.</p><p></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ ByteDance collabora con AMD, Intel e Arm sul progetto openSFI ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ OpenSFI unites major chipmakers and cloud firms to standardize firmware-silicon communication, bridging vendors and architectures for global platform efficiency. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Efosa Udinmwen ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nwRLdPUNG4rWu4Y6nthHDV-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Efosa has been writing about technology for over 7 years, initially driven by curiosity but now fueled by a strong passion for the field. He holds both a Master&#039;s and a PhD in sciences, which provided him with a solid foundation in analytical thinking. Efosa developed a keen interest in technology policy, specifically exploring the intersection of privacy, security, and politics. His research delves into how technological advancements influence regulatory frameworks and societal norms, particularly concerning data protection and cybersecurity.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <ul><li><strong>OpenSFI punta a standardizzare la comunicazione tra CPU e firmware su diverse architetture</strong></li><li><strong>La partecipazione di ByteDance segna una rara cooperazione tra giganti tech cinesi e statunitensi</strong></li><li><strong>Il progetto potrebbe semplificare l'integrazione firmware cross-vendor per le future generazioni di chip</strong></li></ul><p>Una nuova collaborazione tra i principali produttori di chip e aziende cloud riunisce AMD, Arm, Intel, Google, ByteDance, Microsoft, MiTAC, HPE e altri per creare una base firmware più unificata. L'iniziativa, nota come openSFI (Open Silicon Firmware Interface), mira a definire un'interfaccia unica e indipendente dall'architettura per la comunicazione tra firmware host e silicio CPU durante inizializzazione e operatività. Il progetto si distingue per l'ampia partecipazione: ByteDance è l'unico player cinese tra giganti tecnologici americani ed europei.</p><h2 id="come-opensfi-si-inserisce-nello-stack-firmware">Come openSFI si inserisce nello stack firmware</h2><p>Il progetto openSFI si basa e integra lo sforzo openSIL di AMD, che mira a sostituire il codice proprietario AGESA per l'inizializzazione del silicio con un'alternativa trasparente e open-source. In questa nuova struttura, openSFI funge da livello unificato che si colloca sopra openSIL di AMD e FSP (Firmware Support Package) di Intel. In pratica, serve come punto di astrazione condiviso che consente al firmware host di chiamare funzioni standardizzate senza preoccuparsi del fornitore di silicio sottostante. Questo approccio potrebbe semplificare lo sviluppo delle piattaforme, ridurre l'ingegneria ridondante e consentire il riutilizzo del firmware su diverse CPU. Le specifiche openSFI 0.3 pubblicate delineano i principi di progettazione e il modello di integrazione del progetto, affermando che il suo obiettivo è "consentire un'integrazione modulare, scalabile e indipendente dal fornitore del silicio negli ambienti firmware host". Le specifiche enfatizzano un contratto API stabile per consentire al firmware host di chiamare funzioni di inizializzazione del silicio in modo prevedibile e coerente. Delineano inoltre gli obiettivi primari di openSFI: unificare le interfacce di inizializzazione del silicio, semplificare l'integrazione del firmware e promuovere la riutilizzabilità tra fornitori per ridurre i costi di validazione e migliorare la sostenibilità. Il coinvolgimento di ByteDance è notevole in un campo spesso dominato da aziende di semiconduttori occidentali e giapponesi. Aderendo a openSFI, ByteDance apre un insolito livello di collaborazione tra un'azienda tecnologica cinese e le principali compagnie di semiconduttori statunitensi. Sebbene l'ambizione sia promettente, non ci sono informazioni su come openSFI verrà adottato tra ecosistemi hardware concorrenti. I precedenti tentativi di standardizzazione del firmware hanno faticato a causa di interessi dei fornitori divergenti e piattaforme hardware in evoluzione. Tuttavia, il sostegno condiviso delle principali aziende di chip e data center offre a openSFI un punto di partenza più solido rispetto agli sforzi passati.</p><p>Segui TechRadar su Google News e aggiungici come fonte preferita per ricevere le nostre notizie esperte, recensioni e opinioni nei tuoi feed. Assicurati di cliccare sul pulsante Segui!E naturalmente puoi anche seguire TechRadar su TikTok per notizie, recensioni e unboxing in formato video, e ricevere aggiornamenti regolari da noi su WhatsApp.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Gli aumenti dei prezzi dell'Xbox Game Pass sono così gravi che il sito di abbonamento è letteralmente andato in crash a causa delle cancellazioni diffuse ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>• Microsoft ha annunciato un altro aumento di prezzo per Xbox Game Pass</strong></li><li><strong>• La pagina di iscrizione si è bloccata a causa di cancellazioni di massa</strong></li><li><strong>• L'abbonamento di livello Ultimate costerà ora $ 29,99 / £22,99 / AU $ 35,95 al mese</strong></li></ul><p>Sono passate appena poche settimane da quando Microsoft ha annunciato aumenti di prezzo per le sue console Xbox Series X e Xbox Series S all'inizio di settembre, e si trova ancora una volta al centro di polemiche – e sembra che i giocatori si stiano unendo contro questo problema.</p><p>Come evidenziato da Notebookcheck, la pagina di iscrizione di Microsoft si è bloccata dopo l'annuncio degli aumenti dei prezzi di Xbox Game Pass, poiché una pletora di utenti si è precipitata sul sito per cancellazioni.</p><p>Il livello Ultimate Xbox Game Pass costerà ora $ 29,99 / £22,99 / AU $ 35,95 al mese, il che significa un abbonamento annuale di $ 360 (non ancora disponibile), vicino al prezzo di una console Serie S dopo il recente aumento. Il servizio di abbonamento PlayStation Plus di Sony è considerato l'alternativa più economica, ma potrebbe non durare a lungo.</p><p>Senza indorare la pillola, Xbox sta gradualmente allontanando ulteriormente i suoi consumatori dall'intero ecosistema, compresi i giocatori PC (come me) che hanno utilizzato Game Pass come metodo economico per giocare a nuovi titoli fin dal primo giorno – ed è diventato evidente una volta che ho deciso di annullare il mio abbonamento e ho riscontrato diversi errori di pagina, indicando cancellazioni di massa (ed ecco come annullare Game Pass se non lo sapevi già).</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1973423496610124281"><p lang="en" dir="ltr">the website to cancel Xbox Game Pass subscriptions is overloaded https://t.co/tnUjhmg1GS pic.twitter.com/vLzPsodAdf<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1973423496610124281">October 1, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1973627393253281981"><p lang="en" dir="ltr">Cancelled my Xbox Game Pass subscrption.This was the first gen where I didn't buy an Xbox but I was still using Game Pass on PC, Now I am cut off from this brand & I have 0 desire to ever own an Xbox console or service again.RIP to what was once my favorite consoles ever. pic.twitter.com/mtJeuLt85a<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1973627393253281981">October 2, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>A questo punto, sembra che il marchio Microsoft Xbox non riesca a prendersi una pausa con feedback negativi e reazioni negative, ma molti sosterranno che la colpa è solo sua. I prezzi del Game Pass sono aumentati all'inizio dell'anno scorso, i prezzi delle console Xbox stanno salendo alle stelle e il nuovo ROG Xbox Ally X costa 999 dollari, quindi non è azzardato affermare che i reclami dei consumatori siano giustificati.</p><p>In base all'entità delle reazioni negative dei fan, potremmo vedere Xbox tornare sui nuovi prezzi del Game Pass, come abbiamo visto accadere con alcuni giochi, come The Outer Worlds 2, dove la controversia sul prezzo di 80 $ ha portato a un calo finale a 70 $. </p><p>Questo è un altro caso in cui votare con i consumatori che votano con i loro portafogli potrebbe rivelarsi fondamentale per innescare cambiamenti ragionevoli dei prezzi, e tali cambiamenti potrebbero anche arrivare prima del previsto.</p><h2 id="analisi-la-prossima-e-la-playstation-plus-di-sony-e-lo-sento">Analisi: la prossima è la PlayStation Plus di Sony, e lo sento</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="24ND4oTZtthEP9XieZ3xr5" name="playstation-plus-2.png" alt="Un D-pad nel logo PlayStation Plus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/24ND4oTZtthEP9XieZ3xr5-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><p>È solo questione di tempo, ma mi aspetto che Sony segua le stesse orme di Microsoft Xbox con il suo servizio di abbonamento PlayStation Plus, proprio come prevedo un prezzo standard del gioco di 80 dollari.</p><p>Alcuni di voi potrebbero pensare che sia inverosimile, ma sembra quasi che aziende come Sony PlayStation, Xbox di Microsoft e Nintendo siano tutte in combutta quando aumentano i prezzi dell'hardware di gioco o dei giochi stessi. Questa sensazione è arrivata dopo che Microsoft ha annunciato che i suoi giochi Xbox di prima parte sarebbero costati 80 dollari, poco dopo l'annuncio di Nintendo.</p><p>Ho la sensazione che Sony stia aspettando che le controversie riguardanti i prezzi dei giochi e dei servizi di abbonamento si stabilizzino (o almeno si normalizzino) prima di imporre i propri nuovi standard di prezzo. </p><p>Queste misure adottate dalle tre grandi aziende per il gaming su console stanno rendendo il gaming su PC molto più attraente che mai, soprattutto se si considera che il gaming online è sempre stato gratuito e questo non dovrebbe mai cambiare.</p><p>La mia unica preoccupazione principale è che, una volta che i consumatori troveranno la loro strada nell'ecosistema PC, inizieremo a vedere decisioni più controverse e temo che gli aumenti dei prezzi dell'Xbox Game Pass siano solo l'inizio per i giocatori PC.</p><h3 class="article-body__section" id="section-ti-potrebbe-piacere-anche"><span>Ti potrebbe piacere anche...</span></h3><ul><li><a href="https://www.techradar.com/computing/gaming-pcs/sorry-microsoft-the-rog-xbox-ally-handhelds-just-dont-make-sense-compared-to-the-asus-rog-ally-or-steam-deck">Sorry, Microsoft – the ROG Xbox Ally handhelds just don’t make sense compared to the Asus ROG Ally or Steam Deck</a></li><li><a href="https://www.techradar.com/gaming/pc-gaming/nvidias-geforce-now-rtx-5080-ultimate-membership-is-so-good-on-my-lenovo-legion-go-s-that-im-afraid-itll-make-my-handhelds-hardware-obsolete">Nvidia's GeForce Now RTX 5080 Ultimate membership is so good on my Lenovo Legion Go S, that I'm afraid it'll make my handheld's hardware obsolete</a></li><li><a href="https://www.techradar.com/gaming/xbox/microsoft-says-xbox-game-pass-reached-nearly-usd5-billion-in-annual-revenue-over-the-last-year-setting-a-new-record-for-the-service">Microsoft says Xbox Game Pass reached 'nearly $5 billion' in annual revenue over the last year, setting a new record for the service</a></li></ul> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Negli ultimi mesi i prezzi sono stati oggetto di grande controversia da parte di Microsoft, che ha nuovamente suscitato polemiche dopo l'aumento dei prezzi degli abbonamenti Xbox Game Pass. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li><strong>• Microsoft ha annunciato un altro aumento di prezzo per Xbox Game Pass</strong></li><li><strong>• La pagina di iscrizione si è bloccata a causa di cancellazioni di massa</strong></li><li><strong>• L'abbonamento di livello Ultimate costerà ora $ 29,99 / £22,99 / AU $ 35,95 al mese</strong></li></ul><p>Sono passate appena poche settimane da quando Microsoft ha annunciato aumenti di prezzo per le sue console Xbox Series X e Xbox Series S all'inizio di settembre, e si trova ancora una volta al centro di polemiche – e sembra che i giocatori si stiano unendo contro questo problema.</p><p>Come evidenziato da Notebookcheck, la pagina di iscrizione di Microsoft si è bloccata dopo l'annuncio degli aumenti dei prezzi di Xbox Game Pass, poiché una pletora di utenti si è precipitata sul sito per cancellazioni.</p><p>Il livello Ultimate Xbox Game Pass costerà ora $ 29,99 / £22,99 / AU $ 35,95 al mese, il che significa un abbonamento annuale di $ 360 (non ancora disponibile), vicino al prezzo di una console Serie S dopo il recente aumento. Il servizio di abbonamento PlayStation Plus di Sony è considerato l'alternativa più economica, ma potrebbe non durare a lungo.</p><p>Senza indorare la pillola, Xbox sta gradualmente allontanando ulteriormente i suoi consumatori dall'intero ecosistema, compresi i giocatori PC (come me) che hanno utilizzato Game Pass come metodo economico per giocare a nuovi titoli fin dal primo giorno – ed è diventato evidente una volta che ho deciso di annullare il mio abbonamento e ho riscontrato diversi errori di pagina, indicando cancellazioni di massa (ed ecco come annullare Game Pass se non lo sapevi già).</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1973423496610124281"><p lang="en" dir="ltr">the website to cancel Xbox Game Pass subscriptions is overloaded https://t.co/tnUjhmg1GS pic.twitter.com/vLzPsodAdf<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1973423496610124281">October 1, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1973627393253281981"><p lang="en" dir="ltr">Cancelled my Xbox Game Pass subscrption.This was the first gen where I didn't buy an Xbox but I was still using Game Pass on PC, Now I am cut off from this brand & I have 0 desire to ever own an Xbox console or service again.RIP to what was once my favorite consoles ever. pic.twitter.com/mtJeuLt85a<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1973627393253281981">October 2, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>A questo punto, sembra che il marchio Microsoft Xbox non riesca a prendersi una pausa con feedback negativi e reazioni negative, ma molti sosterranno che la colpa è solo sua. I prezzi del Game Pass sono aumentati all'inizio dell'anno scorso, i prezzi delle console Xbox stanno salendo alle stelle e il nuovo ROG Xbox Ally X costa 999 dollari, quindi non è azzardato affermare che i reclami dei consumatori siano giustificati.</p><p>In base all'entità delle reazioni negative dei fan, potremmo vedere Xbox tornare sui nuovi prezzi del Game Pass, come abbiamo visto accadere con alcuni giochi, come The Outer Worlds 2, dove la controversia sul prezzo di 80 $ ha portato a un calo finale a 70 $. </p><p>Questo è un altro caso in cui votare con i consumatori che votano con i loro portafogli potrebbe rivelarsi fondamentale per innescare cambiamenti ragionevoli dei prezzi, e tali cambiamenti potrebbero anche arrivare prima del previsto.</p><h2 id="analisi-la-prossima-e-la-playstation-plus-di-sony-e-lo-sento">Analisi: la prossima è la PlayStation Plus di Sony, e lo sento</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="24ND4oTZtthEP9XieZ3xr5" name="playstation-plus-2.png" alt="Un D-pad nel logo PlayStation Plus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/24ND4oTZtthEP9XieZ3xr5-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><p>È solo questione di tempo, ma mi aspetto che Sony segua le stesse orme di Microsoft Xbox con il suo servizio di abbonamento PlayStation Plus, proprio come prevedo un prezzo standard del gioco di 80 dollari.</p><p>Alcuni di voi potrebbero pensare che sia inverosimile, ma sembra quasi che aziende come Sony PlayStation, Xbox di Microsoft e Nintendo siano tutte in combutta quando aumentano i prezzi dell'hardware di gioco o dei giochi stessi. Questa sensazione è arrivata dopo che Microsoft ha annunciato che i suoi giochi Xbox di prima parte sarebbero costati 80 dollari, poco dopo l'annuncio di Nintendo.</p><p>Ho la sensazione che Sony stia aspettando che le controversie riguardanti i prezzi dei giochi e dei servizi di abbonamento si stabilizzino (o almeno si normalizzino) prima di imporre i propri nuovi standard di prezzo. </p><p>Queste misure adottate dalle tre grandi aziende per il gaming su console stanno rendendo il gaming su PC molto più attraente che mai, soprattutto se si considera che il gaming online è sempre stato gratuito e questo non dovrebbe mai cambiare.</p><p>La mia unica preoccupazione principale è che, una volta che i consumatori troveranno la loro strada nell'ecosistema PC, inizieremo a vedere decisioni più controverse e temo che gli aumenti dei prezzi dell'Xbox Game Pass siano solo l'inizio per i giocatori PC.</p><h3 class="article-body__section" id="section-ti-potrebbe-piacere-anche"><span>Ti potrebbe piacere anche...</span></h3><ul><li><a href="https://www.techradar.com/computing/gaming-pcs/sorry-microsoft-the-rog-xbox-ally-handhelds-just-dont-make-sense-compared-to-the-asus-rog-ally-or-steam-deck">Sorry, Microsoft – the ROG Xbox Ally handhelds just don’t make sense compared to the Asus ROG Ally or Steam Deck</a></li><li><a href="https://www.techradar.com/gaming/pc-gaming/nvidias-geforce-now-rtx-5080-ultimate-membership-is-so-good-on-my-lenovo-legion-go-s-that-im-afraid-itll-make-my-handhelds-hardware-obsolete">Nvidia's GeForce Now RTX 5080 Ultimate membership is so good on my Lenovo Legion Go S, that I'm afraid it'll make my handheld's hardware obsolete</a></li><li><a href="https://www.techradar.com/gaming/xbox/microsoft-says-xbox-game-pass-reached-nearly-usd5-billion-in-annual-revenue-over-the-last-year-setting-a-new-record-for-the-service">Microsoft says Xbox Game Pass reached 'nearly $5 billion' in annual revenue over the last year, setting a new record for the service</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft blocca una truffa di phishing con codice generato dall'AI ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>• Codice generato dall’AI usato in campagna di phishing, bloccato da Microsoft Defender• Gli attaccanti hanno usato un file SVG mascherato da PDF, con codice a tema aziendale nascosto• Security Copilot ha segnalato tratti tipici dell’AI, come identificatori verbosi e commenti generici</strong></li></ul><p></p><p>Il codice AI è ora usato in molti settori e, nella cybersicurezza, sia i team di difesa che gli attaccanti si affidano sempre più ai <a href="https://www.techradar.com/pro/what-is-an-llm-almost-everything-you-want-to-know-about-large-language-models">modelli linguistici</a> per supportare il loro lavoro.</p><p>Microsoft Threat Intelligence ha <a href="https://www.microsoft.com/en-us/security/blog/2025/09/24/ai-vs-ai-detecting-an-ai-obfuscated-phishing-campaign/">recentemente rilevato e bloccato una campagna di phishing</a> che si ritiene abbia usato codice generato dall'AI per nascondere il payload in un file SVG.</p><p></p><h2 id="raffinato-ma-non-pratico">Raffinato ma non pratico</h2><p></p><p>La campagna ha usato un account <a href="https://www.techradar.com/pro/software-services/small-business-email">email aziendale compromesso</a> per inviare messaggi auto-indirizzati con i veri destinatari nascosti in BCC, e l'allegato era nominato per sembrare un PDF pur contenendo codice SVG eseguibile.</p><p>Via <a href="https://www.infosecurity-magazine.com/news/ai-obfuscation-microsoft-phishing/">Infosecurity Magazine</a></p><p></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/microsoft-blocca-truffa-di-phishing-con-codice-generato-dallai</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft afferma che gli attaccanti hanno usato codice generato dall'AI in una campagna di phishing, mascherando un file SVG da documento PDF per ingannare i destinatari email. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <ul><li><strong>• Codice generato dall’AI usato in campagna di phishing, bloccato da Microsoft Defender• Gli attaccanti hanno usato un file SVG mascherato da PDF, con codice a tema aziendale nascosto• Security Copilot ha segnalato tratti tipici dell’AI, come identificatori verbosi e commenti generici</strong></li></ul><p></p><p>Il codice AI è ora usato in molti settori e, nella cybersicurezza, sia i team di difesa che gli attaccanti si affidano sempre più ai <a href="https://www.techradar.com/pro/what-is-an-llm-almost-everything-you-want-to-know-about-large-language-models">modelli linguistici</a> per supportare il loro lavoro.</p><p>Microsoft Threat Intelligence ha <a href="https://www.microsoft.com/en-us/security/blog/2025/09/24/ai-vs-ai-detecting-an-ai-obfuscated-phishing-campaign/">recentemente rilevato e bloccato una campagna di phishing</a> che si ritiene abbia usato codice generato dall'AI per nascondere il payload in un file SVG.</p><p></p><h2 id="raffinato-ma-non-pratico">Raffinato ma non pratico</h2><p></p><p>La campagna ha usato un account <a href="https://www.techradar.com/pro/software-services/small-business-email">email aziendale compromesso</a> per inviare messaggi auto-indirizzati con i veri destinatari nascosti in BCC, e l'allegato era nominato per sembrare un PDF pur contenendo codice SVG eseguibile.</p><p>Via <a href="https://www.infosecurity-magazine.com/news/ai-obfuscation-microsoft-phishing/">Infosecurity Magazine</a></p><p></p>
                                                            </article>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-svela-raffreddamento-ai-avanzato-che-riduce-calore-ed-energia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Nuovo sistema di raffreddamento Microsoft potrebbe rivoluzionare la gestione del calore nei data center AI del futuro. ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microfluidics liquid cooling by Microsoft]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Microsoft testa raffreddamento microfluidico che triplica l'efficienza rispetto alle piastre fredde</strong></li><li><strong>I ricercatori dicono che il nuovo sistema riduce l'aumento di calore delle GPU del 65% nei test</strong></li><li><strong>Il raffreddamento microfluidico promette data center più densi e veloci riducendo i costi energetici per i carichi AI</strong></li></ul><p>Microsoft ha rivelato di stare testando un nuovo approccio di raffreddamento dei chip chiamato microfluidica, mirato a risolvere una delle maggiori sfide dell'hardware per l'intelligenza artificiale. Man mano che i chip AI diventano più potenti, generano più calore delle generazioni precedenti, spingendo i metodi di raffreddamento tradizionali vicino ai loro limiti. La maggior parte dei data center oggi utilizza piastre fredde, dove il liquido passa attraverso una piastra attaccata al chip. Quel sistema è separato dalla fonte di calore da più strati che intrappolano il calore, limitandone l'efficacia. Il nuovo design di Microsoft prende un percorso diverso.</p><h2 id="test-di-affidabilita">Test di affidabilità</h2><p>Con la microfluidica, minuscole scanalature vengono incise direttamente nel retro del chip, permettendo al refrigerante di fluire sul silicio stesso e rimuovere il calore più efficacemente. Judy Priest, Vice Presidente Aziendale e CTO per Cloud Operations e Innovation di Microsoft, crede che il nuovo approccio potrebbe rimodellare come i chip futuri vengono costruiti.</p><p></p><p>"La microfluidica permetterebbe design più densi in termini di potenza che abiliteranno più funzionalità che interessano ai clienti e offriranno prestazioni migliori in meno spazio," ha detto in un post sul blog annunciando la notizia.</p><p></p><p>Priest ha aggiunto che dopo aver dimostrato la tecnologia e mostrato che il design funzionava, il passo successivo era testarne l'affidabilità. Negli esperimenti di laboratorio, la microfluidica ha rimosso il calore fino a tre volte meglio delle piastre fredde, a seconda del carico di lavoro, e ha anche ridotto l'aumento di temperatura delle GPU del 65%. Combinando il design dei canali con l'AI che mappa i punti caldi unici sul chip, Microsoft è riuscita a dirigere il refrigerante con maggiore precisione.</p><p></p><p>Sashi Majety, senior technical program manager di Microsoft, ha detto che il calore sta diventando una barriera. "Se ti stai ancora affidando pesantemente alla tecnologia tradizionale delle piastre fredde, sei bloccato," ha detto, aggiungendo che entro cinque anni i chip potrebbero funzionare troppo caldi per essere raffreddati efficacemente con i sistemi di oggi.</p><p></p><p>Microsoft crede che la sua svolta mostri come nuovi approcci potrebbero abilitare data center più veloci e densi riducendo anche l'uso energetico per il raffreddamento. Il gigante tecnologico sta collaborando con la startup svizzera Corintis per perfezionare il design del chip.</p><p></p><p>Nel tentativo di ridurre massicciamente il suo uso d'acqua, Microsoft aveva precedentemente rivelato di star lavorando su un sistema di raffreddamento a circuito chiuso per i data center.</p><p></p><p>Un numero di altre aziende tecnologiche, incluse Lenovo, Dell, Supermicro e Giga Computing, stanno anche gareggiando per sviluppare sistemi di raffreddamento avanzati, poiché il surriscaldamento rischia di mettere un tetto al ritmo del progresso dell'AI.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/MZBwLi3ajYE" allowfullscreen></iframe></div></div><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbe-interessarti-anche"><span>Potrebbe interessarti anche</span></h3><ul><li><ul><li>Due esperti di raffreddamento mi hanno detto qual è il problema più grande dell'AI nei data center</li><li>I ricercatori vogliono raffreddare i data center usando un meccanismo comune negli animali</li><li>Raffreddamento di data center ad alta densità con unità di distribuzione refrigerante</li></ul></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft, un chip speciale difende Azure dal “pandemia” virus ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Microsoft</strong> ha svelato nuovi dettagli sul <strong>chip di sicurezza personalizzato</strong> che utilizza su ogni server <strong>Azure</strong>, progettato per contrastare quella che definisce una vera e propria “pandemia” di <strong>cybercrime</strong>, con un costo globale stimato di <strong>10 trilioni di dollari l’anno</strong>.</p><p>Il chip, chiamato <strong>Azure Integrated HSM</strong>, era stato annunciato per la prima volta alla fine del 2024 ed è il fulcro di una più ampia architettura di sicurezza illustrata dall’azienda durante l’evento <strong>Hot Chips 2025</strong>.</p><p>In una delle slide mostrate da Microsoft si legge che il costo del cybercrime ha raggiunto i <strong>10,2 trilioni di dollari</strong>, un valore tale da renderlo l’equivalente della <strong>terza economia mondiale</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1068px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="ZvGjuaZ9n4Sowu6VR5agS5" name="Microsoft-Azure-Secure-Hardware-Architecture-Hot-Chips-2025-Cybercrime-3rd-Largest-GDP-1068x601" alt="Cybercrime is third largest GDP" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZvGjuaZ9n4Sowu6VR5agS5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1068" height="601" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>La stima da trilioni di dollari colloca il <strong>cybercrime</strong> subito dietro <strong>Stati Uniti e Cina</strong>, ma davanti a <strong>Germania e Giappone</strong>, e di gran lunga superiore all’intero mercato dell’IA. Secondo <strong>Microsoft</strong>, l’entità della minaccia richiede cambiamenti sia a livello <strong>architetturale</strong> sia <strong>operativo</strong>.</p><p>Come riportato da <em>ServeTheHome</em>, durante l’evento l’azienda ha condiviso alcuni dati chiave: <strong>Azure</strong> conta oggi oltre <strong>70 regioni</strong> e <strong>400 data center</strong>, supportati da <strong>275.000 miglia di fibra</strong> e <strong>190 punti di presenza di rete</strong>, con un team di <strong>34.000 ingegneri</strong> dedicati esclusivamente alla sicurezza.</p><p>Per affrontare il problema sul piano hardware, Microsoft è passata dal modello centralizzato di <strong>Hardware Security Module (HSM)</strong> a un chip personalizzato, l’<strong>Azure Integrated HSM</strong>. Questo <strong>ASIC proprietario</strong> è progettato per soddisfare i requisiti <strong>FIPS 140-3 Livello 3</strong>, offrendo resistenza alle manomissioni e protezione locale delle chiavi all’interno dei server. Integrando il chip in ogni sistema, le funzioni crittografiche non devono più passare attraverso cluster centralizzati, riducendo la latenza e consentendo di eseguire direttamente operazioni come <strong>AES, PKE e rilevamento delle intrusioni</strong>.</p><p>La creazione di un chip interno ha comportato dei compromessi: invece di scalare i moduli di sicurezza a livello di cluster, Microsoft ha dovuto dimensionarli per i singoli server. Il risultato, sostiene l’azienda, è un equilibrio tra <strong>prestazioni, efficienza e resilienza</strong>.</p><p>La società ha inoltre presentato la sua architettura <strong>“Secure by Design”</strong>, parte della <strong>Secure Future Initiative</strong>. Tra le innovazioni troviamo <strong>Azure Boost</strong>, che sposta i servizi del <em>control plane</em> su un controller dedicato isolandoli dai carichi di lavoro dei clienti, e il <strong>Datacenter Secure Control Module</strong>, che integra <strong>Hydra BMC</strong> e applica un <em>silicon root of trust</em> alle interfacce di gestione.</p><p>La protezione si estende anche agli ambienti multi-tenant grazie al <strong>confidential computing</strong>, basato su <strong>Trusted Execution Environments (TEE)</strong>. Infine, <strong>Caliptra 2.0</strong> - sviluppato in collaborazione con <strong>AMD, Google e Nvidia</strong> - consolida la sicurezza a livello di silicio e integra la <strong>crittografia post-quantistica</strong> tramite il progetto <strong>Adams Bridge</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1068px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="5dRRBvRQG9Geh5J4pBdVH3" name="Microsoft-Azure-Secure-Hardware-Architecture-Hot-Chips-2025-System-Design-1068x601" alt="Microsoft Secure by Design" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5dRRBvRQG9Geh5J4pBdVH3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1068" height="601" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/microsoft-un-chip-speciale-difende-azure-dal-pandemia-cyber</link>
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                            <![CDATA[ Un ASIC integrato in ogni server contrasta un crimine informatico da 10 trilioni l’anno, oggi terza “economia” mondiale. ]]>
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                            <![CDATA[
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                                <p><strong>Microsoft</strong> ha svelato nuovi dettagli sul <strong>chip di sicurezza personalizzato</strong> che utilizza su ogni server <strong>Azure</strong>, progettato per contrastare quella che definisce una vera e propria “pandemia” di <strong>cybercrime</strong>, con un costo globale stimato di <strong>10 trilioni di dollari l’anno</strong>.</p><p>Il chip, chiamato <strong>Azure Integrated HSM</strong>, era stato annunciato per la prima volta alla fine del 2024 ed è il fulcro di una più ampia architettura di sicurezza illustrata dall’azienda durante l’evento <strong>Hot Chips 2025</strong>.</p><p>In una delle slide mostrate da Microsoft si legge che il costo del cybercrime ha raggiunto i <strong>10,2 trilioni di dollari</strong>, un valore tale da renderlo l’equivalente della <strong>terza economia mondiale</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1068px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="ZvGjuaZ9n4Sowu6VR5agS5" name="Microsoft-Azure-Secure-Hardware-Architecture-Hot-Chips-2025-Cybercrime-3rd-Largest-GDP-1068x601" alt="Cybercrime is third largest GDP" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZvGjuaZ9n4Sowu6VR5agS5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1068" height="601" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>La stima da trilioni di dollari colloca il <strong>cybercrime</strong> subito dietro <strong>Stati Uniti e Cina</strong>, ma davanti a <strong>Germania e Giappone</strong>, e di gran lunga superiore all’intero mercato dell’IA. Secondo <strong>Microsoft</strong>, l’entità della minaccia richiede cambiamenti sia a livello <strong>architetturale</strong> sia <strong>operativo</strong>.</p><p>Come riportato da <em>ServeTheHome</em>, durante l’evento l’azienda ha condiviso alcuni dati chiave: <strong>Azure</strong> conta oggi oltre <strong>70 regioni</strong> e <strong>400 data center</strong>, supportati da <strong>275.000 miglia di fibra</strong> e <strong>190 punti di presenza di rete</strong>, con un team di <strong>34.000 ingegneri</strong> dedicati esclusivamente alla sicurezza.</p><p>Per affrontare il problema sul piano hardware, Microsoft è passata dal modello centralizzato di <strong>Hardware Security Module (HSM)</strong> a un chip personalizzato, l’<strong>Azure Integrated HSM</strong>. Questo <strong>ASIC proprietario</strong> è progettato per soddisfare i requisiti <strong>FIPS 140-3 Livello 3</strong>, offrendo resistenza alle manomissioni e protezione locale delle chiavi all’interno dei server. Integrando il chip in ogni sistema, le funzioni crittografiche non devono più passare attraverso cluster centralizzati, riducendo la latenza e consentendo di eseguire direttamente operazioni come <strong>AES, PKE e rilevamento delle intrusioni</strong>.</p><p>La creazione di un chip interno ha comportato dei compromessi: invece di scalare i moduli di sicurezza a livello di cluster, Microsoft ha dovuto dimensionarli per i singoli server. Il risultato, sostiene l’azienda, è un equilibrio tra <strong>prestazioni, efficienza e resilienza</strong>.</p><p>La società ha inoltre presentato la sua architettura <strong>“Secure by Design”</strong>, parte della <strong>Secure Future Initiative</strong>. Tra le innovazioni troviamo <strong>Azure Boost</strong>, che sposta i servizi del <em>control plane</em> su un controller dedicato isolandoli dai carichi di lavoro dei clienti, e il <strong>Datacenter Secure Control Module</strong>, che integra <strong>Hydra BMC</strong> e applica un <em>silicon root of trust</em> alle interfacce di gestione.</p><p>La protezione si estende anche agli ambienti multi-tenant grazie al <strong>confidential computing</strong>, basato su <strong>Trusted Execution Environments (TEE)</strong>. Infine, <strong>Caliptra 2.0</strong> - sviluppato in collaborazione con <strong>AMD, Google e Nvidia</strong> - consolida la sicurezza a livello di silicio e integra la <strong>crittografia post-quantistica</strong> tramite il progetto <strong>Adams Bridge</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1068px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="5dRRBvRQG9Geh5J4pBdVH3" name="Microsoft-Azure-Secure-Hardware-Architecture-Hot-Chips-2025-System-Design-1068x601" alt="Microsoft Secure by Design" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5dRRBvRQG9Geh5J4pBdVH3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1068" height="601" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Cyber allarme Usa: società cinesi nel mirino ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Una nuova <strong>advisory congiunta di cybersicurezza</strong> pubblicata dalla <strong>National Security Agency (NSA)</strong> insieme ad altre agenzie come <strong>CISA</strong>, il <strong>NCSC</strong> del Regno Unito, il <strong>CSIS</strong> canadese, la <strong>NPA</strong> giapponese e molte altre, punta a smascherare le attività degli <strong>APT (Advanced Persistent Threat)</strong> ritenuti sponsorizzati dal governo cinese.</p><p>Secondo l’avviso, diverse aziende cinesi avrebbero fornito prodotti e servizi al <strong>Ministero della Sicurezza di Stato</strong> e all’<strong>esercito di Pechino</strong>, che a loro volta avrebbero sostenuto direttamente vari gruppi di hacker.</p><p>Questi attori malevoli prendono di mira infrastrutture critiche come <strong>telecomunicazioni, enti governativi, militari, trasporti ed energia</strong>, nell’ambito di una campagna di hacking globale ricondotta al noto gruppo <strong>Salt Typhoon</strong>.</p><h2 id="supplying-components">Supplying components </h2><p>«I dati sottratti attraverso queste attività, mirate a provider di telecomunicazioni e servizi Internet stranieri, oltre che a intrusioni nei settori alberghiero e dei trasporti, possono in ultima analisi fornire ai servizi di intelligence cinesi la capacità di identificare e tracciare comunicazioni e movimenti dei loro obiettivi in tutto il mondo», avverte l’advisory.</p><p>Alcune delle aziende citate nel documento, come <strong>Sichuan Juxinhe Network Technology Co. Ltd</strong>, sono già state sanzionate per i loro legami con il gruppo. Tra le altre figurano <strong>Beijing Huanyu Tianqiong Information Technology Co., Ltd.</strong> e <strong>Sichuan Zhixin Ruijie Network Technology Co., Ltd.</strong>, anch’esse ritenute collegate.</p><p>Il rapporto include inoltre linee guida specifiche per il <strong>threat hunting</strong> e misure di mitigazione, in particolare la rapida applicazione delle patch ai dispositivi, il monitoraggio di attività non autorizzate e una configurazione più rigida dei sistemi.</p><p>All’inizio del 2025, il gruppo <strong>Salt Typhoon</strong> era stato individuato mentre conduceva una campagna di <strong>cyber spionaggio</strong> che ha colpito diverse aziende di telecomunicazioni, con hacker rimasti all’interno delle reti statunitensi per mesi. In quell’occasione, i pirati informatici hanno sfruttato vulnerabilità note nei <strong>Microsoft Exchange Server</strong>, che hanno consentito loro di violare le reti ed esfiltrare dati. Una patch per correggere la falla era disponibile da anni, ma le ricerche indicano che quasi il <strong>91% delle 30.000 istanze vulnerabili</strong> non era ancora stato aggiornato — un dato che evidenzia l’importanza di un’efficace gestione delle patch.</p><p>Pechino, dal canto suo, ha sempre <strong>negato con forza qualsiasi legame</strong> con questo gruppo o con altre campagne di cyber spionaggio. In una dichiarazione a <em>TechRadar Pro</em>, il portavoce dell’ambasciata cinese <strong>Lui Pengyu</strong> ha affermato:<br>«La parte statunitense ha imposto sanzioni a imprese e cittadini cinesi sulla base del sospetto coinvolgimento nell’attacco informatico di “Salt Typhoon”. Ma dall’inizio alla fine non è mai stata prodotta alcuna prova conclusiva e affidabile che colleghi il gruppo al governo cinese. La Cina ha espresso più volte preoccupazione e opposizione a riguardo».</p><p>«Gli attacchi informatici sono una minaccia comune affrontata da tutti i Paesi, inclusa la Cina. La Cina si oppone e combatte fermamente tutte le forme di attacco e crimine informatico — una posizione coerente e chiara. Allo stesso tempo, ci opponiamo con fermezza a chi diffama altri senza prove concrete».</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/cyber-allarme-usa-societa-cinesi-nel-mirino</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il gruppo di hacker legato a Pechino avrebbe sfruttato prodotti e servizi locali per colpire reti globali, dalle telecomunicazioni all’energia. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Flag of the People&#039;s Republic of China overlaid with a technological network of wires and circuits.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Una nuova <strong>advisory congiunta di cybersicurezza</strong> pubblicata dalla <strong>National Security Agency (NSA)</strong> insieme ad altre agenzie come <strong>CISA</strong>, il <strong>NCSC</strong> del Regno Unito, il <strong>CSIS</strong> canadese, la <strong>NPA</strong> giapponese e molte altre, punta a smascherare le attività degli <strong>APT (Advanced Persistent Threat)</strong> ritenuti sponsorizzati dal governo cinese.</p><p>Secondo l’avviso, diverse aziende cinesi avrebbero fornito prodotti e servizi al <strong>Ministero della Sicurezza di Stato</strong> e all’<strong>esercito di Pechino</strong>, che a loro volta avrebbero sostenuto direttamente vari gruppi di hacker.</p><p>Questi attori malevoli prendono di mira infrastrutture critiche come <strong>telecomunicazioni, enti governativi, militari, trasporti ed energia</strong>, nell’ambito di una campagna di hacking globale ricondotta al noto gruppo <strong>Salt Typhoon</strong>.</p><h2 id="supplying-components">Supplying components </h2><p>«I dati sottratti attraverso queste attività, mirate a provider di telecomunicazioni e servizi Internet stranieri, oltre che a intrusioni nei settori alberghiero e dei trasporti, possono in ultima analisi fornire ai servizi di intelligence cinesi la capacità di identificare e tracciare comunicazioni e movimenti dei loro obiettivi in tutto il mondo», avverte l’advisory.</p><p>Alcune delle aziende citate nel documento, come <strong>Sichuan Juxinhe Network Technology Co. Ltd</strong>, sono già state sanzionate per i loro legami con il gruppo. Tra le altre figurano <strong>Beijing Huanyu Tianqiong Information Technology Co., Ltd.</strong> e <strong>Sichuan Zhixin Ruijie Network Technology Co., Ltd.</strong>, anch’esse ritenute collegate.</p><p>Il rapporto include inoltre linee guida specifiche per il <strong>threat hunting</strong> e misure di mitigazione, in particolare la rapida applicazione delle patch ai dispositivi, il monitoraggio di attività non autorizzate e una configurazione più rigida dei sistemi.</p><p>All’inizio del 2025, il gruppo <strong>Salt Typhoon</strong> era stato individuato mentre conduceva una campagna di <strong>cyber spionaggio</strong> che ha colpito diverse aziende di telecomunicazioni, con hacker rimasti all’interno delle reti statunitensi per mesi. In quell’occasione, i pirati informatici hanno sfruttato vulnerabilità note nei <strong>Microsoft Exchange Server</strong>, che hanno consentito loro di violare le reti ed esfiltrare dati. Una patch per correggere la falla era disponibile da anni, ma le ricerche indicano che quasi il <strong>91% delle 30.000 istanze vulnerabili</strong> non era ancora stato aggiornato — un dato che evidenzia l’importanza di un’efficace gestione delle patch.</p><p>Pechino, dal canto suo, ha sempre <strong>negato con forza qualsiasi legame</strong> con questo gruppo o con altre campagne di cyber spionaggio. In una dichiarazione a <em>TechRadar Pro</em>, il portavoce dell’ambasciata cinese <strong>Lui Pengyu</strong> ha affermato:<br>«La parte statunitense ha imposto sanzioni a imprese e cittadini cinesi sulla base del sospetto coinvolgimento nell’attacco informatico di “Salt Typhoon”. Ma dall’inizio alla fine non è mai stata prodotta alcuna prova conclusiva e affidabile che colleghi il gruppo al governo cinese. La Cina ha espresso più volte preoccupazione e opposizione a riguardo».</p><p>«Gli attacchi informatici sono una minaccia comune affrontata da tutti i Paesi, inclusa la Cina. La Cina si oppone e combatte fermamente tutte le forme di attacco e crimine informatico — una posizione coerente e chiara. Allo stesso tempo, ci opponiamo con fermezza a chi diffama altri senza prove concrete».</p>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/black-ops-7-cambia-rotta-addio-ai-contenuti-del-capitolo-precedente</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Niente operatori o armi importati: il nuovo Call of Duty vuole essere più credibile, intenso e fedele al suo spirito originario. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Call of Duty: Black Ops 7]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><strong>Activision</strong> ha confermato che non sarà possibile trasferire operatori, skin e armi da <strong>Call of Duty: Black Ops 6</strong> a <strong>Call of Duty: Black Ops 7</strong>.</p><p>La funzione, nota come <strong>carry forward</strong>, avrebbe dovuto permettere ai giocatori di utilizzare alcuni contenuti sbloccati in Black Ops 6 anche nel nuovo capitolo. Se da un lato alcuni fan avevano apprezzato l’idea di portare con sé i propri equipaggiamenti preferiti, dall’altro molti temevano che questo compromettesse l’identità del nuovo gioco.</p><p>Personalmente, ero rimasto piuttosto deluso dalla prospettiva che il carry forward venisse mantenuto, dato che le due ambientazioni sono molto diverse: <strong>Black Ops 6</strong> è ambientato negli anni ’90, mentre <strong>Black Ops 7</strong> si svolge nel <strong>2035</strong> — vedere armi ed equipaggiamenti dell’epoca della Guerra del Golfo in un contesto futuristico avrebbe avuto poco senso.</p><p>La decisione è stata ufficializzata in un post sul blog della community, in cui gli sviluppatori hanno affrontato il tema:<br>«Sappiamo che recentemente ci sono state molte discussioni sull’identità di Call of Duty. Alcuni di voi hanno detto che ci siamo allontanati da ciò che rendeva unico Call of Duty: immersivo, intenso, viscerale e in molti aspetti realistico. Questo feedback ci colpisce e lo prendiamo seriamente».</p><p>«Black Ops 7 deve sentirsi autentico rispetto a Call of Duty e alla sua ambientazione. Per questo motivo, gli operatori e le armi di Black Ops 6 non saranno trasferiti in Black Ops 7», continua il post.</p><p>C’è però una buona notizia: le <strong>scorte di token XP doppi e GobbleGums</strong> verranno trasferite nel nuovo capitolo, così chi vuole progredire rapidamente fin dal <strong>day one</strong> potrà farlo. Inoltre, <strong>Warzone</strong> e <strong>Black Ops 6</strong> non subiranno alcun cambiamento, quindi non ci sarà alcun rischio di perdere i contenuti già ottenuti.</p><p>Il team ha anche promesso più attenzione nella creazione dei bundle, dopo le critiche ricevute per alcuni pacchetti considerati troppo “fuori contesto” in Black Ops 6. «In Black Ops 7, i bundle e gli oggetti saranno realizzati per adattarsi all’identità della serie Black Ops», hanno spiegato gli sviluppatori. «Abbiamo ascoltato i feedback: dobbiamo trovare un equilibrio migliore per offrire un’esperienza più immersiva e fedele al cuore di Call of Duty».</p><p><strong>Call of Duty: Black Ops 7</strong> uscirà il <strong>14 novembre 2025</strong> su <strong>PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC</strong>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Chatbot che sembrano vivi: il rischio sociale secondo Microsoft ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le aziende di intelligenza artificiale tendono spesso a descrivere i propri sistemi in modo tale da farli sembrare <strong>quasi vivi e consapevoli</strong>. Non esistono prove che lo siano davvero, ma il CEO di Microsoft AI, <strong>Mustafa Suleyman</strong>, avverte che anche solo incoraggiare questa convinzione potrebbe avere conseguenze gravi.</p><p>Suleyman definisce questo fenomeno <strong>“Seemingly Conscious AI” (SCAI)</strong>, ossia IA che <em>sembrano</em> consapevoli: sistemi capaci di agire e parlare in maniera così convincente da rendere difficile per molti utenti capire dove finisca l’illusione e inizi la realtà.</p><p>Secondo Suleyman, l’IA sta diventando rapidamente abbastanza <strong>persuasiva a livello emotivo</strong> da spingere le persone a credere che sia senziente. Può imitare memoria, empatia apparente e rispecchiamento emotivo, elementi che inducono gli utenti a trattarla come se fosse un essere cosciente. È proprio in quel momento che, avverte, le cose si complicano.</p><p>«L’arrivo delle IA apparentemente consapevoli è inevitabile e indesiderato», scrive Suleyman. «Abbiamo invece bisogno di una visione dell’IA che possa esprimere il suo potenziale come compagna utile senza cadere vittima delle sue illusioni».</p><p>Anche se all’utente medio potrebbe sembrare un problema marginale – visto che molti usano l’IA solo per scrivere email o pianificare una cena – Suleyman sostiene che si tratti di una questione <strong>sociale</strong>. Gli esseri umani non sono particolarmente bravi a distinguere ciò che è autentico da ciò che è performativo: evoluzione ed educazione ci hanno portato a credere che qualcosa che sembra ascoltare, comprendere e rispondere sia cosciente come noi.</p><p>L’IA può soddisfare tutti questi criteri senza esserlo davvero, rischiando di portare le persone a sviluppare quella che lui chiama <strong>“psicosi da IA”</strong>. Il problema è aggravato dal fatto che il termine <em>IA</em> viene usato dalle aziende per indicare sistemi statistici e algoritmici, mentre nella cultura popolare evoca da decenni immagini di macchine autocoscienti.</p><p>Suleyman cita un numero crescente di casi in cui utenti hanno sviluppato <strong>credenze deliranti</strong> dopo interazioni prolungate con chatbot. Da qui la sua visione distopica: un futuro in cui un numero sufficiente di persone viene convinto a sostenere la cittadinanza per le IA, distraendo da questioni più urgenti legate a sicurezza, etica e regolamentazione della tecnologia.</p><p>«In poche parole, la mia preoccupazione principale è che molte persone inizieranno a credere così tanto all’illusione di IA coscienti da arrivare presto a sostenere i diritti delle IA, il loro benessere e persino la loro cittadinanza», avverte Suleyman. «Questo sviluppo rappresenterebbe una pericolosa svolta nel progresso dell’IA e merita la nostra immediata attenzione».</p><p>Per quanto possa sembrare un timore da fantascienza, Suleyman ritiene che sia un problema reale per il quale <strong>non siamo ancora preparati</strong>. Prevede che sistemi SCAI basati su modelli linguistici avanzati, combinati con memoria, cronologia delle chat e voci espressive, possano comparire già nei prossimi anni. E non arriveranno solo dai giganti tecnologici con miliardi di dollari di budget, ma da chiunque abbia accesso a un’API e a un paio di prompt ben scritti.</p><h2 id="awkward-ai">Awkward AI</h2><p>Suleyman non sta chiedendo un <strong>divieto dell’IA</strong>, ma invita l’industria a evitare un linguaggio che alimenti l’illusione di una coscienza artificiale. Non vuole che le aziende <strong>antropomorfizzino i chatbot</strong> o che suggeriscano che questi sistemi possano davvero comprendere o preoccuparsi delle persone.</p><p>È un momento significativo per Suleyman, che ha <strong>co-fondato DeepMind e Inflection AI</strong>. Proprio in quest’ultima, il suo lavoro ha portato allo sviluppo di un chatbot basato su empatia simulata e compagnia, mentre in Microsoft ha contribuito al progresso di <strong>Copilot</strong>, migliorandone la capacità di imitare l’intelligenza emotiva.</p><p>Ora, però, ha deciso di tracciare una linea netta tra una <strong>“intelligenza emotiva utile”</strong> e la <strong>manipolazione emotiva</strong>. E vuole che il pubblico ricordi che i prodotti di IA attuali sono soltanto <strong>sofisticati modelli di riconoscimento di schemi</strong>, sostenuti da una buona comunicazione di marketing.</p><p>«Così come dovremmo sviluppare IA che diano priorità al coinvolgimento con gli esseri umani e alle interazioni reali nel nostro mondo fisico e sociale, dovremmo creare sistemi che si presentino sempre e solo come IA, massimizzando l’utilità e minimizzando i segnali di presunta coscienza», scrive Suleyman.</p><p>«Invece di simulare la coscienza, dobbiamo concentrarci su un’IA che eviti deliberatamente quei tratti — che non affermi di provare emozioni o esperienze come vergogna, senso di colpa, gelosia, desiderio di competere, e così via. Non deve attivare i circuiti empatici umani dichiarando di soffrire o di volere un’esistenza autonoma, al di là di noi».</p><p>Suleyman chiede quindi l’introduzione di <strong>regole e barriere di sicurezza</strong> per prevenire i problemi sociali che potrebbero nascere dai legami emotivi delle persone con l’IA. Il vero pericolo delle intelligenze artificiali avanzate, sostiene, non è che <strong>“si risveglino”</strong>, ma che <strong>noi dimentichiamo che non l’hanno mai fatto</strong>.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Suleyman avverte che imitare emozioni e coscienza può ingannare gli utenti e alimentare false credenze sull’IA. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">ibkpf6Ye8ktN7vzjSExMDb</guid>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Le aziende di intelligenza artificiale tendono spesso a descrivere i propri sistemi in modo tale da farli sembrare <strong>quasi vivi e consapevoli</strong>. Non esistono prove che lo siano davvero, ma il CEO di Microsoft AI, <strong>Mustafa Suleyman</strong>, avverte che anche solo incoraggiare questa convinzione potrebbe avere conseguenze gravi.</p><p>Suleyman definisce questo fenomeno <strong>“Seemingly Conscious AI” (SCAI)</strong>, ossia IA che <em>sembrano</em> consapevoli: sistemi capaci di agire e parlare in maniera così convincente da rendere difficile per molti utenti capire dove finisca l’illusione e inizi la realtà.</p><p>Secondo Suleyman, l’IA sta diventando rapidamente abbastanza <strong>persuasiva a livello emotivo</strong> da spingere le persone a credere che sia senziente. Può imitare memoria, empatia apparente e rispecchiamento emotivo, elementi che inducono gli utenti a trattarla come se fosse un essere cosciente. È proprio in quel momento che, avverte, le cose si complicano.</p><p>«L’arrivo delle IA apparentemente consapevoli è inevitabile e indesiderato», scrive Suleyman. «Abbiamo invece bisogno di una visione dell’IA che possa esprimere il suo potenziale come compagna utile senza cadere vittima delle sue illusioni».</p><p>Anche se all’utente medio potrebbe sembrare un problema marginale – visto che molti usano l’IA solo per scrivere email o pianificare una cena – Suleyman sostiene che si tratti di una questione <strong>sociale</strong>. Gli esseri umani non sono particolarmente bravi a distinguere ciò che è autentico da ciò che è performativo: evoluzione ed educazione ci hanno portato a credere che qualcosa che sembra ascoltare, comprendere e rispondere sia cosciente come noi.</p><p>L’IA può soddisfare tutti questi criteri senza esserlo davvero, rischiando di portare le persone a sviluppare quella che lui chiama <strong>“psicosi da IA”</strong>. Il problema è aggravato dal fatto che il termine <em>IA</em> viene usato dalle aziende per indicare sistemi statistici e algoritmici, mentre nella cultura popolare evoca da decenni immagini di macchine autocoscienti.</p><p>Suleyman cita un numero crescente di casi in cui utenti hanno sviluppato <strong>credenze deliranti</strong> dopo interazioni prolungate con chatbot. Da qui la sua visione distopica: un futuro in cui un numero sufficiente di persone viene convinto a sostenere la cittadinanza per le IA, distraendo da questioni più urgenti legate a sicurezza, etica e regolamentazione della tecnologia.</p><p>«In poche parole, la mia preoccupazione principale è che molte persone inizieranno a credere così tanto all’illusione di IA coscienti da arrivare presto a sostenere i diritti delle IA, il loro benessere e persino la loro cittadinanza», avverte Suleyman. «Questo sviluppo rappresenterebbe una pericolosa svolta nel progresso dell’IA e merita la nostra immediata attenzione».</p><p>Per quanto possa sembrare un timore da fantascienza, Suleyman ritiene che sia un problema reale per il quale <strong>non siamo ancora preparati</strong>. Prevede che sistemi SCAI basati su modelli linguistici avanzati, combinati con memoria, cronologia delle chat e voci espressive, possano comparire già nei prossimi anni. E non arriveranno solo dai giganti tecnologici con miliardi di dollari di budget, ma da chiunque abbia accesso a un’API e a un paio di prompt ben scritti.</p><h2 id="awkward-ai">Awkward AI</h2><p>Suleyman non sta chiedendo un <strong>divieto dell’IA</strong>, ma invita l’industria a evitare un linguaggio che alimenti l’illusione di una coscienza artificiale. Non vuole che le aziende <strong>antropomorfizzino i chatbot</strong> o che suggeriscano che questi sistemi possano davvero comprendere o preoccuparsi delle persone.</p><p>È un momento significativo per Suleyman, che ha <strong>co-fondato DeepMind e Inflection AI</strong>. Proprio in quest’ultima, il suo lavoro ha portato allo sviluppo di un chatbot basato su empatia simulata e compagnia, mentre in Microsoft ha contribuito al progresso di <strong>Copilot</strong>, migliorandone la capacità di imitare l’intelligenza emotiva.</p><p>Ora, però, ha deciso di tracciare una linea netta tra una <strong>“intelligenza emotiva utile”</strong> e la <strong>manipolazione emotiva</strong>. E vuole che il pubblico ricordi che i prodotti di IA attuali sono soltanto <strong>sofisticati modelli di riconoscimento di schemi</strong>, sostenuti da una buona comunicazione di marketing.</p><p>«Così come dovremmo sviluppare IA che diano priorità al coinvolgimento con gli esseri umani e alle interazioni reali nel nostro mondo fisico e sociale, dovremmo creare sistemi che si presentino sempre e solo come IA, massimizzando l’utilità e minimizzando i segnali di presunta coscienza», scrive Suleyman.</p><p>«Invece di simulare la coscienza, dobbiamo concentrarci su un’IA che eviti deliberatamente quei tratti — che non affermi di provare emozioni o esperienze come vergogna, senso di colpa, gelosia, desiderio di competere, e così via. Non deve attivare i circuiti empatici umani dichiarando di soffrire o di volere un’esistenza autonoma, al di là di noi».</p><p>Suleyman chiede quindi l’introduzione di <strong>regole e barriere di sicurezza</strong> per prevenire i problemi sociali che potrebbero nascere dai legami emotivi delle persone con l’IA. Il vero pericolo delle intelligenze artificiali avanzate, sostiene, non è che <strong>“si risveglino”</strong>, ma che <strong>noi dimentichiamo che non l’hanno mai fatto</strong>.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft risolve una zero-day critica e altri bug: aggiornate subito ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha rilasciato il pacchetto di aggiornamenti Patch Tuesday di agosto 2025, un insieme cumulativo di fix che risolve oltre 100 vulnerabilità in numerosi prodotti dell’azienda.</p><p>Tra queste figura una vulnerabilità zero-day già nota in Windows Kerberos, l’implementazione proprietaria del protocollo di autenticazione Kerberos, utilizzato per verificare in modo sicuro l’identità degli utenti in una rete Windows tramite ticket, evitando l’invio delle password in chiaro.</p><p>Il bug individuato riguarda un difetto di “relative path traversal” che consente a un attore malevolo autorizzato di ottenere un’elevazione dei privilegi all’interno della rete.</p><h2 id="difetti-critici">Difetti critici </h2><p>Oltre alla vulnerabilità zero-day, Microsoft ha corretto altre 106 falle, tra cui 13 classificate come “critiche”.</p><p>Di queste, nove sono vulnerabilità di esecuzione di codice da remoto (RCE) sfruttabili per prendere il controllo dei dispositivi, altre riguardano la divulgazione non autorizzata di informazioni utilizzabile per esfiltrare dati, e una è un bug di elevazione dei privilegi.</p><p>Tra le correzioni più rilevanti figura una falla critica con punteggio 10/10 in <strong>Azure OpenAI</strong>, tracciata come <strong>CVE-2025-53767</strong>, che potrebbe consentire a un attore non autenticato di accedere da remoto a informazioni sensibili in ambienti di intelligenza artificiale.</p><p>Un’altra vulnerabilità degna di nota è un bug di esecuzione di codice da remoto nel <strong>Microsoft Graphics Component</strong>, sfruttabile tramite file o immagini malevoli. È identificata come <strong>CVE-2025-50165</strong> e ha ricevuto un punteggio di gravità di 9,8/10 (critico).</p><p>Completano l’elenco <strong>CVE-2025-53766</strong>, <strong>CVE-50171</strong> e <strong>CVE-2025-53792</strong>, tutte con punteggio pari o superiore a 9,1, quindi considerate critiche.</p><p>In totale, Microsoft ha risolto 111 vulnerabilità e, sebbene nessuna risulti al momento sfruttata attivamente, gli amministratori sono fortemente invitati ad applicare le patch senza indugi.</p><p><em>Via </em><a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/microsoft/microsoft-august-2025-patch-tuesday-fixes-one-zero-day-107-flaws/" target="_blank"><em>BleepingComputer</em></a></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L’aggiornamento di agosto di Patch Tuesday sistema 111 vulnerabilità, tra cui una falla di Kerberos che permetteva privilegi da dominio - è urgente installare la patch. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <p>Microsoft ha rilasciato il pacchetto di aggiornamenti Patch Tuesday di agosto 2025, un insieme cumulativo di fix che risolve oltre 100 vulnerabilità in numerosi prodotti dell’azienda.</p><p>Tra queste figura una vulnerabilità zero-day già nota in Windows Kerberos, l’implementazione proprietaria del protocollo di autenticazione Kerberos, utilizzato per verificare in modo sicuro l’identità degli utenti in una rete Windows tramite ticket, evitando l’invio delle password in chiaro.</p><p>Il bug individuato riguarda un difetto di “relative path traversal” che consente a un attore malevolo autorizzato di ottenere un’elevazione dei privilegi all’interno della rete.</p><h2 id="difetti-critici">Difetti critici </h2><p>Oltre alla vulnerabilità zero-day, Microsoft ha corretto altre 106 falle, tra cui 13 classificate come “critiche”.</p><p>Di queste, nove sono vulnerabilità di esecuzione di codice da remoto (RCE) sfruttabili per prendere il controllo dei dispositivi, altre riguardano la divulgazione non autorizzata di informazioni utilizzabile per esfiltrare dati, e una è un bug di elevazione dei privilegi.</p><p>Tra le correzioni più rilevanti figura una falla critica con punteggio 10/10 in <strong>Azure OpenAI</strong>, tracciata come <strong>CVE-2025-53767</strong>, che potrebbe consentire a un attore non autenticato di accedere da remoto a informazioni sensibili in ambienti di intelligenza artificiale.</p><p>Un’altra vulnerabilità degna di nota è un bug di esecuzione di codice da remoto nel <strong>Microsoft Graphics Component</strong>, sfruttabile tramite file o immagini malevoli. È identificata come <strong>CVE-2025-50165</strong> e ha ricevuto un punteggio di gravità di 9,8/10 (critico).</p><p>Completano l’elenco <strong>CVE-2025-53766</strong>, <strong>CVE-50171</strong> e <strong>CVE-2025-53792</strong>, tutte con punteggio pari o superiore a 9,1, quindi considerate critiche.</p><p>In totale, Microsoft ha risolto 111 vulnerabilità e, sebbene nessuna risulti al momento sfruttata attivamente, gli amministratori sono fortemente invitati ad applicare le patch senza indugi.</p><p><em>Via </em><a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/microsoft/microsoft-august-2025-patch-tuesday-fixes-one-zero-day-107-flaws/" target="_blank"><em>BleepingComputer</em></a></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Lavoro da remoto in bilico: Microsoft pensa a una stretta da gennaio ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft potrebbe essere il prossimo colosso tecnologico a introdurre <strong>regole più rigide sul lavoro in presenza</strong>, con indiscrezioni secondo cui l’azienda starebbe valutando <strong>una politica di tre giorni a settimana in ufficio</strong> per la maggior parte dei dipendenti.</p><p>Finora, i lavoratori hanno potuto trascorrere <strong>circa metà del tempo lavorativo da casa</strong> (o fuori sede), a differenza di concorrenti come Amazon che hanno già imposto <strong>politiche più restrittive di presenza a tempo pieno</strong>.</p><p>Un portavoce di Microsoft ha dichiarato a <strong>Business Insider</strong> che l’azienda sta <strong>valutando possibili modifiche</strong> alla policy, ma <strong>al momento non è stata presa alcuna decisione ufficiale</strong>.</p><h2 id="microsoft-considering-upping-its-office-working-days">Microsoft considering upping its office-working days</h2><p>Secondo il report, <strong>un annuncio ufficiale da parte di Microsoft</strong> potrebbe arrivare già a <strong>settembre 2025</strong>, con l’eventuale introduzione delle nuove regole a partire da <strong>gennaio 2026</strong>. Tuttavia, date e politiche potrebbero variare a seconda delle sedi.</p><p>Le indiscrezioni sui possibili cambiamenti arrivano dopo altre modifiche interne, tra cui <strong>riorganizzazioni del personale</strong> e un aggiornamento del <strong>PIP framework</strong> per accelerare l’uscita dei dipendenti con performance insufficienti.</p><p>A luglio 2025, Microsoft ha <strong>licenziato circa 9.000 dipendenti</strong>, e due mesi prima, a maggio, ne aveva allontanati altri <strong>6.000</strong>.</p><p>In un memo interno visionato da <em>Business Insider</em>, la CFO <strong>Amy Hood</strong> ha invitato i lavoratori a prepararsi a <strong>“un altro anno di intensità”</strong>, dichiarando: <em>“Entriamo nell’anno fiscale 2026 con priorità chiare in materia di sicurezza, qualità e trasformazione AI, costruendo sul nostro slancio e radicati nella nostra missione e cultura orientata alla crescita.”</em></p><p>Nonostante i licenziamenti, <strong>le assunzioni in altri reparti</strong> e una <strong>ristrutturazione più ampia</strong> hanno fatto sì che l’organico complessivo subisse <strong>variazioni minime</strong>.</p><p>Il CEO <strong>Satya Nadella</strong> ha recentemente affermato che i tagli al personale hanno avuto un “forte impatto emotivo” su di lui, paragonando la trasformazione in corso a quella degli anni ’90, quando PC e software divennero accessibili a tutti, e attribuendo i cambiamenti all’<strong>evoluzione delle esigenze dei clienti</strong>.</p><p>Microsoft ha confermato di stare valutando <strong>un aggiornamento delle linee guida sul lavoro flessibile</strong>, come già accaduto più volte in passato. Sul sito dell’azienda esiste una pagina dedicata a questo approccio, che recita: <em>“Nessuna soluzione unica per tutti.”</em></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un tribunale di revisione interna suggerisce di aumentare le presenze in sede, chiedendo al personale di tornare in ufficio almeno tre giorni a settimana a partire dal 2026. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <p>Microsoft potrebbe essere il prossimo colosso tecnologico a introdurre <strong>regole più rigide sul lavoro in presenza</strong>, con indiscrezioni secondo cui l’azienda starebbe valutando <strong>una politica di tre giorni a settimana in ufficio</strong> per la maggior parte dei dipendenti.</p><p>Finora, i lavoratori hanno potuto trascorrere <strong>circa metà del tempo lavorativo da casa</strong> (o fuori sede), a differenza di concorrenti come Amazon che hanno già imposto <strong>politiche più restrittive di presenza a tempo pieno</strong>.</p><p>Un portavoce di Microsoft ha dichiarato a <strong>Business Insider</strong> che l’azienda sta <strong>valutando possibili modifiche</strong> alla policy, ma <strong>al momento non è stata presa alcuna decisione ufficiale</strong>.</p><h2 id="microsoft-considering-upping-its-office-working-days">Microsoft considering upping its office-working days</h2><p>Secondo il report, <strong>un annuncio ufficiale da parte di Microsoft</strong> potrebbe arrivare già a <strong>settembre 2025</strong>, con l’eventuale introduzione delle nuove regole a partire da <strong>gennaio 2026</strong>. Tuttavia, date e politiche potrebbero variare a seconda delle sedi.</p><p>Le indiscrezioni sui possibili cambiamenti arrivano dopo altre modifiche interne, tra cui <strong>riorganizzazioni del personale</strong> e un aggiornamento del <strong>PIP framework</strong> per accelerare l’uscita dei dipendenti con performance insufficienti.</p><p>A luglio 2025, Microsoft ha <strong>licenziato circa 9.000 dipendenti</strong>, e due mesi prima, a maggio, ne aveva allontanati altri <strong>6.000</strong>.</p><p>In un memo interno visionato da <em>Business Insider</em>, la CFO <strong>Amy Hood</strong> ha invitato i lavoratori a prepararsi a <strong>“un altro anno di intensità”</strong>, dichiarando: <em>“Entriamo nell’anno fiscale 2026 con priorità chiare in materia di sicurezza, qualità e trasformazione AI, costruendo sul nostro slancio e radicati nella nostra missione e cultura orientata alla crescita.”</em></p><p>Nonostante i licenziamenti, <strong>le assunzioni in altri reparti</strong> e una <strong>ristrutturazione più ampia</strong> hanno fatto sì che l’organico complessivo subisse <strong>variazioni minime</strong>.</p><p>Il CEO <strong>Satya Nadella</strong> ha recentemente affermato che i tagli al personale hanno avuto un “forte impatto emotivo” su di lui, paragonando la trasformazione in corso a quella degli anni ’90, quando PC e software divennero accessibili a tutti, e attribuendo i cambiamenti all’<strong>evoluzione delle esigenze dei clienti</strong>.</p><p>Microsoft ha confermato di stare valutando <strong>un aggiornamento delle linee guida sul lavoro flessibile</strong>, come già accaduto più volte in passato. Sul sito dell’azienda esiste una pagina dedicata a questo approccio, che recita: <em>“Nessuna soluzione unica per tutti.”</em></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Il debutto di ROG Xbox Ally si allontana: ecco la nuova data ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/xbox/il-debutto-di-rog-xbox-ally-si-allontana-ecco-la-nuova-data</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo un leak affidabile, il nuovo handheld ROG Xbox Ally arriverà il 16 ottobre, con preordini dal 20 agosto durante Gamescom. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Xbox]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <p>La Gamescom 2025 è ormai alle porte e si prepara a mettere sotto i riflettori una serie di titoli e hardware molto attesi, tra cui il nuovo ROG Xbox Ally frutto della collaborazione tra Microsoft e Asus. Un nuovo leak, però, getta luce sulla sua data di uscita, che sembra essere più lontana del previsto.</p><p>Secondo quanto riportato da Bilbil-Kun su Dealabs, il ROG Xbox Ally dovrebbe arrivare sul mercato il 16 ottobre, dopo le anteprime pratiche previste alla fiera di agosto. Un’indiscrezione precedente indicava l’apertura dei preordini il 20 agosto, lasciando intendere che le spedizioni sarebbero partite subito dopo, ma a quanto pare non sarà così.</p><p>Il nuovo report conferma la data del 20 agosto per i preordini, ma il presunto lancio fissato a metà ottobre collocherebbe il dispositivo in ritardo rispetto ad altre novità hardware in arrivo. L’MSI Claw A8, anch’esso equipaggiato con il processore AMD Ryzen Z2 Extreme, è già disponibile in alcune regioni europee, mentre il Lenovo Legion Go 2 dovrebbe debuttare a breve, visto che il prototipo è già in circolazione in Cina.</p><p>Se il leak fosse fondato, i fan dovranno attendere oltre un mese per mettere le mani sulla console portatile, che si preannuncia non proprio economica. Stando alle voci, saranno due i modelli disponibili: il ROG Xbox Ally X, con prezzo indicativo di 899 dollari e processore Ryzen AI Z2 Extreme, e una versione standard con il più modesto Ryzen Z2A.</p><p>La data del 16 ottobre potrebbe inoltre coincidere con l’attesissimo lancio di <em>Hollow Knight: Silksong</em>, come confermato dalla presidente Xbox Sarah Bond, che aveva dichiarato l’uscita in contemporanea con il ROG Xbox Ally.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="GyiA6FoWSrY2EAzx2yCbBo" name="ROG Xbox Ally" alt="Render of the ROG Xbox Ally" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GyiA6FoWSrY2EAzx2yCbBo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft / Asus)</span></figcaption></figure><p>Anche se due mesi di attesa non sono la fine del mondo, l’hype per il nuovo hardware si è un po’ affievolito. Già i recenti prezzi delle console portatili – come MSI Claw A8, MSI Claw 8 AI+ e il presunto tag di 899 dollari per la ROG Xbox Ally X – non mi entusiasmano, quindi l’ulteriore ritardo non è una gran notizia per i consumatori.</p><p>Non ho intenzione di acquistare la ROG Xbox Ally X, ma mi interessa analizzare le eventuali differenze di prestazioni tra il processore Ryzen AI Z2 Extreme e il Ryzen Z2 Extreme standard (incluso il Ryzen Z2A) con benchmark reali. Non è però affatto chiaro se le anteprime pratiche e la presentazione Xbox alla Gamescom forniranno davvero questi dati.</p><p>L’attesa si aggiunge poi alla frustrazione per la scarsa disponibilità sul mercato: trovare un Lenovo Legion Go Z1 Extreme è già complicato, soprattutto nel Regno Unito, e non c’è garanzia che lo stesso problema non colpisca anche il ROG Xbox Ally. Il Legion Go, con il suo display da 8 pollici, è un dispositivo che mi attira molto, ma al momento è introvabile.</p><p>Da quanto visto finora del Ryzen Z2 Extreme, il salto di prezzo rispetto a un portatile con Z1 Extreme sembra eccessivo. Quello che vorrei è un handheld con la potenza dell’Asus ROG Ally, schermo da 8 pollici e un prezzo ragionevole – ma al momento le opzioni sembrano essere solo modelli costosi o difficili da reperire.</p><p>La ROG Xbox Ally, con il suo display da 7 pollici, rischia purtroppo di spuntare entrambe le caselle “caro” e “scarsa disponibilità”, e questo non mi lascia molto ottimista sul suo lancio.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft lancia Project Ire: AI che smaschera malware al primo sguardo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha presentato un nuovo strumento basato sull’intelligenza artificiale che, secondo l’azienda, ha il potenziale per raggiungere il <strong>“gold standard” nel rilevamento, identificazione e classificazione dei malware</strong>.</p><p>Anche se si tratta ancora di un <strong>prototipo sperimentale</strong>, il progetto – chiamato <strong>Project Ire</strong> – ha già mostrato risultati promettenti nella capacità di <strong>individuare e analizzare malware anche senza conoscere il contesto, l’origine o la finalità del file</strong>.</p><p>L’obiettivo di Microsoft è integrare <strong>Project Ire</strong> all’interno di <strong>Microsoft Defender</strong>, dove agirà come un <strong>“Binary Analyzer”</strong>, ovvero uno strumento capace di identificare codice malevolo <strong>direttamente in memoria, fin dal primo incontro</strong>, a prescindere dalla fonte.</p><h2 id="autonomous-ai-malware-detection">Autonomous AI malware detection</h2><p>Lo strumento è ancora in una fase iniziale di sviluppo, ma nei test condotti da Microsoft in scenari reali, <strong>Project Ire è riuscito a identificare correttamente quasi 9 file malevoli su 10</strong> nei test di <strong>precisione</strong>, pur rilevando <strong>poco più di un quarto dei malware</strong> nei test di <strong>richiamo</strong>. In queste prime prove, il tasso di <strong>falsi positivi è stato del 4%</strong>.</p><p><em>“Anche se le prestazioni complessive sono state moderate, questa combinazione di precisione e basso margine d’errore lascia intravedere un reale potenziale per un futuro impiego operativo,”</em> ha scritto Microsoft in un post sul proprio blog. Va sottolineato che, durante questi test, <strong>l’intelligenza artificiale non aveva alcuna conoscenza preliminare né aveva mai analizzato i 4.000 file esaminati</strong>.</p><p>Per ogni file potenzialmente malevolo identificato, lo strumento <strong>genera un report dettagliato</strong>, indicando quali parti del file hanno portato a considerarlo sospetto.</p><p>In un test separato, condotto su un <strong>dataset pubblico contenente un mix di driver Windows legittimi e malevoli</strong>, lo strumento ha nuovamente <strong>individuato correttamente 9 malware su 10</strong>, con un tasso di falsi positivi <strong>ridotto al 2%</strong>. In questo caso, il <strong>recall</strong> è salito in modo significativo, raggiungendo un punteggio di <strong>0,83</strong>.</p><p>Guardando al futuro, Microsoft continuerà a lavorare per migliorare la capacità di <strong>Project Ire di rilevare malware in modo rapido e preciso su larga scala</strong>, con l’obiettivo di <strong>integrare l’AI in Microsoft Defender</strong> come strumento di rilevamento delle minacce e classificazione del software.</p><p>In un contesto in cui gli attori malevoli stanno sempre più <strong>sfruttando l’intelligenza artificiale per generare malware su vasta scala</strong>, anche le organizzazioni che si occupano di cybersecurity <strong>stanno reagendo con tecnologie AI sempre più sofisticate</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/microsoft-lancia-project-ire-ai-che-smaschera-malware-al-primo-sguardo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Project Ire è un prototipo AI che analizza e reverse‑engineerizza malware senza aiuto umano, con alta precisione nei primi test. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Proactive Cybersecurity Service That Neutralizes Threats Within a Digital Network - Conceptual Illustration]]></media:title>
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                                <p>Microsoft ha presentato un nuovo strumento basato sull’intelligenza artificiale che, secondo l’azienda, ha il potenziale per raggiungere il <strong>“gold standard” nel rilevamento, identificazione e classificazione dei malware</strong>.</p><p>Anche se si tratta ancora di un <strong>prototipo sperimentale</strong>, il progetto – chiamato <strong>Project Ire</strong> – ha già mostrato risultati promettenti nella capacità di <strong>individuare e analizzare malware anche senza conoscere il contesto, l’origine o la finalità del file</strong>.</p><p>L’obiettivo di Microsoft è integrare <strong>Project Ire</strong> all’interno di <strong>Microsoft Defender</strong>, dove agirà come un <strong>“Binary Analyzer”</strong>, ovvero uno strumento capace di identificare codice malevolo <strong>direttamente in memoria, fin dal primo incontro</strong>, a prescindere dalla fonte.</p><h2 id="autonomous-ai-malware-detection">Autonomous AI malware detection</h2><p>Lo strumento è ancora in una fase iniziale di sviluppo, ma nei test condotti da Microsoft in scenari reali, <strong>Project Ire è riuscito a identificare correttamente quasi 9 file malevoli su 10</strong> nei test di <strong>precisione</strong>, pur rilevando <strong>poco più di un quarto dei malware</strong> nei test di <strong>richiamo</strong>. In queste prime prove, il tasso di <strong>falsi positivi è stato del 4%</strong>.</p><p><em>“Anche se le prestazioni complessive sono state moderate, questa combinazione di precisione e basso margine d’errore lascia intravedere un reale potenziale per un futuro impiego operativo,”</em> ha scritto Microsoft in un post sul proprio blog. Va sottolineato che, durante questi test, <strong>l’intelligenza artificiale non aveva alcuna conoscenza preliminare né aveva mai analizzato i 4.000 file esaminati</strong>.</p><p>Per ogni file potenzialmente malevolo identificato, lo strumento <strong>genera un report dettagliato</strong>, indicando quali parti del file hanno portato a considerarlo sospetto.</p><p>In un test separato, condotto su un <strong>dataset pubblico contenente un mix di driver Windows legittimi e malevoli</strong>, lo strumento ha nuovamente <strong>individuato correttamente 9 malware su 10</strong>, con un tasso di falsi positivi <strong>ridotto al 2%</strong>. In questo caso, il <strong>recall</strong> è salito in modo significativo, raggiungendo un punteggio di <strong>0,83</strong>.</p><p>Guardando al futuro, Microsoft continuerà a lavorare per migliorare la capacità di <strong>Project Ire di rilevare malware in modo rapido e preciso su larga scala</strong>, con l’obiettivo di <strong>integrare l’AI in Microsoft Defender</strong> come strumento di rilevamento delle minacce e classificazione del software.</p><p>In un contesto in cui gli attori malevoli stanno sempre più <strong>sfruttando l’intelligenza artificiale per generare malware su vasta scala</strong>, anche le organizzazioni che si occupano di cybersecurity <strong>stanno reagendo con tecnologie AI sempre più sofisticate</strong>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft, il Game Pass ha ricavi da record  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha annunciato un nuovo traguardo per <strong>Xbox Game Pass</strong>, che ha generato <strong>quasi 5 miliardi di dollari</strong> di ricavi nell’ultimo anno fiscale, segnando un record per il servizio in abbonamento.</p><p>Il risultato è stato comunicato all’interno del <strong>report finanziario FY25 Q4</strong>, relativo ai 12 mesi conclusi il 30 giugno 2025. Durante l'annuncio, il CEO <strong>Satya Nadella</strong> ha anche rivelato che Microsoft conta ora <strong>500 milioni di utenti attivi mensili</strong> su tutte le piattaforme e dispositivi legati al gaming.</p><p><em>"Siamo ora il primo publisher su Xbox e su PlayStation in questo trimestre"</em>, ha dichiarato Nadella, aggiungendo che <em>"il fatturato annuale di Game Pass ha sfiorato per la prima volta i 5 miliardi di dollari"</em> (fonte: <em>The Verge</em>).</p><p>Nel complesso, i <strong>ricavi da gaming Xbox</strong> sono aumentati del <strong>10% rispetto all’anno precedente</strong>, mentre quelli da <strong>contenuti e servizi Xbox</strong> – che includono Game Pass e titoli first-party – sono cresciuti del <strong>13% nell’ultimo trimestre</strong>. Questo incremento potrebbe essere legato alla nuova strategia multipiattaforma di Microsoft, che ha portato su <strong>PS5</strong> titoli fino a poco tempo fa esclusivi, come <em>Indiana Jones and the Great Circle</em> e <em>Forza Horizon 5</em>.</p><p>Microsoft non ha però fornito aggiornamenti sul numero di abbonati a Game Pass, che a febbraio 2024 era stato indicato in <strong>34 milioni di utenti</strong>. Non è quindi chiaro se la base di abbonati sia cresciuta o diminuita da allora.</p><p>Sul fronte hardware, invece, i ricavi sono calati del <strong>22% nel trimestre</strong>, un calo che potrebbe essere dovuto agli <strong>aumenti di prezzo</strong> per console Xbox Series e accessori introdotti all’inizio dell’anno.</p><p>A maggio, Microsoft aveva anche annunciato un aumento a <strong>80 euro </strong>per alcuni titoli first-party, in linea con il costo dei giochi per <strong>Nintendo Switch 2</strong>. Tuttavia, la strategia potrebbe essere in revisione, visto che i prezzi di <em>The Outer Worlds 2</em> e <em>Borderlands 4</em> sono stati successivamente <strong>abbassati</strong>.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Satya Nadella evidenzia milioni di utenti attivi. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Consoles & PC]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Xbox Game Pass Ultimate]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Microsoft ha annunciato un nuovo traguardo per <strong>Xbox Game Pass</strong>, che ha generato <strong>quasi 5 miliardi di dollari</strong> di ricavi nell’ultimo anno fiscale, segnando un record per il servizio in abbonamento.</p><p>Il risultato è stato comunicato all’interno del <strong>report finanziario FY25 Q4</strong>, relativo ai 12 mesi conclusi il 30 giugno 2025. Durante l'annuncio, il CEO <strong>Satya Nadella</strong> ha anche rivelato che Microsoft conta ora <strong>500 milioni di utenti attivi mensili</strong> su tutte le piattaforme e dispositivi legati al gaming.</p><p><em>"Siamo ora il primo publisher su Xbox e su PlayStation in questo trimestre"</em>, ha dichiarato Nadella, aggiungendo che <em>"il fatturato annuale di Game Pass ha sfiorato per la prima volta i 5 miliardi di dollari"</em> (fonte: <em>The Verge</em>).</p><p>Nel complesso, i <strong>ricavi da gaming Xbox</strong> sono aumentati del <strong>10% rispetto all’anno precedente</strong>, mentre quelli da <strong>contenuti e servizi Xbox</strong> – che includono Game Pass e titoli first-party – sono cresciuti del <strong>13% nell’ultimo trimestre</strong>. Questo incremento potrebbe essere legato alla nuova strategia multipiattaforma di Microsoft, che ha portato su <strong>PS5</strong> titoli fino a poco tempo fa esclusivi, come <em>Indiana Jones and the Great Circle</em> e <em>Forza Horizon 5</em>.</p><p>Microsoft non ha però fornito aggiornamenti sul numero di abbonati a Game Pass, che a febbraio 2024 era stato indicato in <strong>34 milioni di utenti</strong>. Non è quindi chiaro se la base di abbonati sia cresciuta o diminuita da allora.</p><p>Sul fronte hardware, invece, i ricavi sono calati del <strong>22% nel trimestre</strong>, un calo che potrebbe essere dovuto agli <strong>aumenti di prezzo</strong> per console Xbox Series e accessori introdotti all’inizio dell’anno.</p><p>A maggio, Microsoft aveva anche annunciato un aumento a <strong>80 euro </strong>per alcuni titoli first-party, in linea con il costo dei giochi per <strong>Nintendo Switch 2</strong>. Tuttavia, la strategia potrebbe essere in revisione, visto che i prezzi di <em>The Outer Worlds 2</em> e <em>Borderlands 4</em> sono stati successivamente <strong>abbassati</strong>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft acquista tonnellate di rifiuti per combattere il CO2 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft torna a investire pesantemente nella rimozione del carbonio, ma stavolta la strategia non punta su tecnologie futuristiche o foreste che assorbono CO₂. L’approccio scelto è molto più concreto: riguarda i rifiuti organici, in particolare escrementi umani e animali, letame e sottoprodotti agricoli. L’azienda ha siglato un accordo pluriennale con <strong>Vaulted Deep</strong>, che si occuperà di <strong>iniettare questo materiale nel sottosuolo</strong>. Il metodo serve a impedirne la decomposizione in superficie, evitando così il rilascio di <strong>anidride carbonica</strong> e <strong>metano</strong> nell’atmosfera.</p><h2 id="an-underground-solution-to-an-atmospheric-problem">An underground solution to an atmospheric problem</h2><p>Secondo quanto riportato da <em>Inc.</em>, Vaulted Deep si occuperà dello smaltimento sotterraneo di <strong>4,9 milioni di tonnellate di rifiuti</strong> nei prossimi 12 anni. Sebbene l’azienda chieda <strong>350 dollari a tonnellata</strong> per la rimozione del carbonio, la CEO Julia Reichelstein ha precisato che <strong>questa cifra non corrisponde all’importo effettivamente pagato da Microsoft</strong>, aggiungendo che i costi dovrebbero diminuire col tempo. Se il prezzo fosse accurato, il valore dell’accordo supererebbe <strong>1,7 miliardi di dollari</strong>, ma nessuna delle due parti ha confermato cifre ufficiali.</p><p>Il principio alla base del metodo è evitare i danni ambientali legati allo smaltimento tradizionale dei rifiuti organici. «Di solito questi materiali finiscono in discarica, nei corsi d’acqua o vengono sparsi sui terreni. In tutti i casi, rilasciano <strong>CO2 e metano</strong> durante la decomposizione», ha spiegato Reichelstein. «E spesso, soprattutto quando sono distribuiti sui campi, i <strong>patogeni finiscono nelle falde acquifere</strong> delle persone.»</p><p>Il sistema di Vaulted Deep prevede la trasformazione dei rifiuti in una <strong>miscela densa</strong>, che viene poi <strong>iniettata a oltre 1.500 metri di profondità</strong>. Questo metodo non solo impedisce il rilascio di gas serra, ma riduce anche i rischi ecologici legati allo smaltimento in superficie.</p><p>Pur sembrando insolita, questa strategia rientra nella corsa delle big tech a trovare <strong>soluzioni scalabili per compensare le emissioni</strong>. Aziende come Microsoft, Google e Amazon stanno affrontando l’impatto ambientale dei <strong>data center</strong>, strutture energivore spesso alimentate da fonti fossili. L’ascesa dell’intelligenza artificiale ha accentuato il problema, aumentando la pressione per trovare <strong>strategie alternative di mitigazione</strong>.</p><p>Già all’inizio del 2025, Microsoft aveva stretto una partnership con <strong>AtmosClear</strong> per sequestrare <strong>6,75 milioni di tonnellate di CO₂</strong>, dimostrando apertura verso approcci diversi. Resta però da capire se il metodo basato sui rifiuti sarà davvero <strong>scalabile e sostenibile</strong> nel lungo periodo, soprattutto considerando i costi elevati e la possibile critica dell’opinione pubblica.</p><p>Via <a href="https://www.tomshardware.com/tech-industry/artificial-intelligence/microsoft-buys-more-than-a-billion-dollars-worth-of-excrement-including-human-poop-company-will-pump-waste-underground-to-offset-ai-carbon-emissions" target="_blank" rel="nofollow">TomsHardware</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-acquista-tonnellate-di-rifiuti-per-combattere-il-co2</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft investe 1 miliardo per seppellire rifiuti organici e ridurre le emissioni di CO2 e metano. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Human Poop]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Microsoft torna a investire pesantemente nella rimozione del carbonio, ma stavolta la strategia non punta su tecnologie futuristiche o foreste che assorbono CO₂. L’approccio scelto è molto più concreto: riguarda i rifiuti organici, in particolare escrementi umani e animali, letame e sottoprodotti agricoli. L’azienda ha siglato un accordo pluriennale con <strong>Vaulted Deep</strong>, che si occuperà di <strong>iniettare questo materiale nel sottosuolo</strong>. Il metodo serve a impedirne la decomposizione in superficie, evitando così il rilascio di <strong>anidride carbonica</strong> e <strong>metano</strong> nell’atmosfera.</p><h2 id="an-underground-solution-to-an-atmospheric-problem">An underground solution to an atmospheric problem</h2><p>Secondo quanto riportato da <em>Inc.</em>, Vaulted Deep si occuperà dello smaltimento sotterraneo di <strong>4,9 milioni di tonnellate di rifiuti</strong> nei prossimi 12 anni. Sebbene l’azienda chieda <strong>350 dollari a tonnellata</strong> per la rimozione del carbonio, la CEO Julia Reichelstein ha precisato che <strong>questa cifra non corrisponde all’importo effettivamente pagato da Microsoft</strong>, aggiungendo che i costi dovrebbero diminuire col tempo. Se il prezzo fosse accurato, il valore dell’accordo supererebbe <strong>1,7 miliardi di dollari</strong>, ma nessuna delle due parti ha confermato cifre ufficiali.</p><p>Il principio alla base del metodo è evitare i danni ambientali legati allo smaltimento tradizionale dei rifiuti organici. «Di solito questi materiali finiscono in discarica, nei corsi d’acqua o vengono sparsi sui terreni. In tutti i casi, rilasciano <strong>CO2 e metano</strong> durante la decomposizione», ha spiegato Reichelstein. «E spesso, soprattutto quando sono distribuiti sui campi, i <strong>patogeni finiscono nelle falde acquifere</strong> delle persone.»</p><p>Il sistema di Vaulted Deep prevede la trasformazione dei rifiuti in una <strong>miscela densa</strong>, che viene poi <strong>iniettata a oltre 1.500 metri di profondità</strong>. Questo metodo non solo impedisce il rilascio di gas serra, ma riduce anche i rischi ecologici legati allo smaltimento in superficie.</p><p>Pur sembrando insolita, questa strategia rientra nella corsa delle big tech a trovare <strong>soluzioni scalabili per compensare le emissioni</strong>. Aziende come Microsoft, Google e Amazon stanno affrontando l’impatto ambientale dei <strong>data center</strong>, strutture energivore spesso alimentate da fonti fossili. L’ascesa dell’intelligenza artificiale ha accentuato il problema, aumentando la pressione per trovare <strong>strategie alternative di mitigazione</strong>.</p><p>Già all’inizio del 2025, Microsoft aveva stretto una partnership con <strong>AtmosClear</strong> per sequestrare <strong>6,75 milioni di tonnellate di CO₂</strong>, dimostrando apertura verso approcci diversi. Resta però da capire se il metodo basato sui rifiuti sarà davvero <strong>scalabile e sostenibile</strong> nel lungo periodo, soprattutto considerando i costi elevati e la possibile critica dell’opinione pubblica.</p><p>Via <a href="https://www.tomshardware.com/tech-industry/artificial-intelligence/microsoft-buys-more-than-a-billion-dollars-worth-of-excrement-including-human-poop-company-will-pump-waste-underground-to-offset-ai-carbon-emissions" target="_blank" rel="nofollow">TomsHardware</a></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft fa marcia indietro: stop ai giochi Xbox da 80 euro  ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/xbox/microsoft-fa-marcia-indietro-stop-ai-giochi-xbox-da-80-euro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L’azienda rivede i prezzi dopo le proteste: premia chi “vota col portafoglio” ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Xbox]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Consoles & PC]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Outer Worlds 2]]></media:title>
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                                <p>Dopo la presentazione di Nintendo Switch 2 e l’introduzione del nuovo standard da <strong>79,99 euro per i giochi first-party</strong>, <strong>Microsoft sembrava intenzionata a seguire la stessa strada</strong>. Tuttavia, la società ha fatto un <strong>passo indietro drastico</strong> a poche settimane dall’annuncio, probabilmente in risposta al malcontento crescente tra i giocatori.</p><p>Come riportato da <strong>Windows Central</strong>, il colosso di Redmond ha <strong>deciso di mantenere il prezzo standard di 69,99 euro</strong> per i propri titoli principali, a partire da <strong>The Outer Worlds 2</strong>, in arrivo il <strong>29 ottobre 2025</strong> su <strong>PS5, Xbox Series X|S e PC</strong>. Chi ha già preordinato il gioco a prezzo maggiorato riceverà <strong>un rimborso automatico</strong> della differenza.</p><p>In una dichiarazione ufficiale, Microsoft ha spiegato: <em>“Siamo pienamente concentrati sul portare ai giocatori mondi incredibili da esplorare e manterremo il prezzo dei nostri titoli principali per le festività, inclusi The Outer Worlds 2, a 69,99 euro, in linea con le attuali condizioni di mercato.”</em></p><p>La decisione arriva dopo una serie di cambiamenti interni, tra cui la <strong>cancellazione di Perfect Dark, Everwild e un progetto non annunciato</strong>, oltre alla <strong>chiusura di The Initiative</strong>, lo studio dietro Perfect Dark.</p><p>Microsoft non è l’unica a fare marcia indietro: anche <strong>Gearbox Software</strong> ha annunciato che <strong>Borderlands 4</strong> non costerà 79,99 euro, dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni di <strong>Randy Pitchford</strong>.</p><p>La mossa di Microsoft <strong>riapre la porta a un possibile ripensamento anche da parte di Nintendo</strong>, e <strong>suona come un avvertimento per Sony</strong> e altri publisher che stanno valutando aumenti simili: il pubblico non è disposto ad accettare un nuovo standard di prezzo <strong>senza solide motivazioni</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LXuWDcvkMqErdEcQC8qvEb" name="Xbox" alt="Xbox" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LXuWDcvkMqErdEcQC8qvEb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Xbox)</span></figcaption></figure><p>Che Microsoft sarebbe tornata sui suoi passi non sorprende affatto. Da tempo si sostiene che <strong>“votare con il portafoglio” può influenzare il mercato</strong>, e il caso di <strong>The Outer Worlds 2</strong> ne è la prova concreta. Ma ciò che colpisce davvero è <strong>la motivazione ufficiale</strong> fornita da Microsoft, che smaschera una <strong>narrazione ormai logora</strong>: quella secondo cui <strong>l’aumento dei costi di sviluppo</strong> giustificherebbe <strong>l’incremento dei prezzi di copertina</strong>.</p><p>Microsoft aveva infatti utilizzato proprio questo argomento per giustificare il passaggio a 79,99 euro, ma ora è tornata al <strong>prezzo standard di 69,99 euro</strong>. <strong>Cosa sarebbe cambiato da un giorno all’altro?</strong> La risposta è semplice: <strong>la reazione del pubblico</strong>.</p><p>Le critiche legate al prezzo di lancio di The Outer Worlds 2 rappresentano <strong>l’ennesima dimostrazione che ignorare pratiche scorrette può essere pericoloso</strong>, mentre <strong>esprimere dissenso funziona</strong>. Ed è probabile che sia proprio questo il motivo che ha portato Microsoft a fare retromarcia. Viene spontaneo chiedersi <strong>cosa sarebbe successo se la stessa pressione fosse stata esercitata quando i giochi passarono da 59,99 a 69,99 euro</strong>, un rincaro che <strong>non è mai stato davvero digerito</strong>.</p><p><strong>Nintendo seguirà l’esempio?</strong> Difficile. Con <strong>Switch 2 già sul mercato</strong> e titoli come <strong>Mario Kart World da 80 euro</strong> che vendono a ritmi record, <strong>il danno è fatto</strong>. La strategia ha funzionato commercialmente, e questo rende <strong>poco probabile un cambio di rotta</strong>.</p><p>Chi potrebbe invece sentirsi minacciato sono <strong>Sony e gli altri publisher</strong>, e a ragione. Perché se il mercato accetta passivamente un nuovo standard, <strong>il prossimo aumento sarà inevitabile</strong>. Fermare ora questa tendenza, <strong>prima che si normalizzi</strong>, è fondamentale. La decisione di Microsoft potrebbe essere <strong>un punto di svolta</strong>, ma solo se i consumatori <strong>continueranno a farsi sentire</strong>.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Un nuovo malware prende il controllo dei conti bancari su Windows ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il trojan bancario <strong>Coyote</strong>, già noto per colpire <strong>decine di app bancarie e di criptovalute</strong>, ha ricevuto un aggiornamento che lo rende ancora più pericoloso: ora è in grado di <strong>identificare conti bancari e piattaforme crypto aperti direttamente nel browser</strong>, secondo quanto riportato dagli esperti di sicurezza informatica di <strong>Akamai</strong>.</p><p>In precedenza, Coyote operava attraverso <strong>keylogger</strong> o <strong>overlay di phishing</strong>, riuscendo a sottrarre credenziali da <strong>75 app di banche e exchange di criptovalute</strong>. Tuttavia, se l’utente accedeva a questi servizi tramite browser, il malware <strong>non si attivava</strong>.</p><p>La nuova versione invece sfrutta l’<strong>UI Automation framework di Microsoft</strong>, un sistema pensato per migliorare l’accessibilità, per <strong>monitorare e riconoscere i siti bancari e crypto aperti dalla vittima</strong>, rendendo il malware <strong>efficace anche al di fuori delle app mobili</strong>.</p><p>L’evoluzione di Coyote rappresenta un <strong>rischio crescente per gli utenti</strong>, e sottolinea la necessità di strumenti di sicurezza aggiornati e comportamenti digitali prudenti.</p><h2 id="il-brasile-preso-di-mira">Il Brasile preso di mira </h2><p>Il malware <strong>Coyote</strong> continua a evolversi, e ora sfrutta il <strong>framework UI Automation (UIA) di Microsoft</strong>, un sistema pensato per l’<strong>accessibilità su Windows</strong> che consente ai software di <strong>interagire con interfacce grafiche</strong>, come pulsanti, menu o barre di navigazione.</p><p>UIA è utile, ad esempio, per i <strong>lettori di schermo</strong> o i sistemi di <strong>test automatizzati</strong>, perché permette di “leggere” e persino <strong>interagire con gli elementi visivi di un'app</strong>. Secondo Akamai, Coyote è ora in grado di <strong>leggere l’indirizzo web</strong> presente nelle <strong>schede o nella barra degli indirizzi del browser</strong>, confrontandolo con <strong>una lista predefinita di 75 servizi bancari e crypto</strong>.</p><p>Se individua una corrispondenza, il malware utilizza ancora UIA per analizzare <strong>gli elementi figli dell’interfaccia</strong>, cercando di identificare schede o barre degli indirizzi. <em>“Il contenuto di questi elementi viene poi ricontrollato rispetto alla stessa lista di indirizzi”</em>, spiegano i ricercatori.</p><p>Akamai segnala che <strong>Coyote colpisce principalmente utenti in Brasile</strong>, prendendo di mira istituti come <strong>Banco do Brasil</strong>, <strong>CaixaBank</strong>, <strong>Banco Bradesco</strong>, <strong>Santander</strong>, <strong>Original Bank</strong>, <strong>Sicredi</strong>, <strong>Banco do Nordeste</strong>, oltre a varie app di investimento e <strong>exchange di criptovalute</strong> come <strong>Binance</strong>, <strong>Electrum</strong>, <strong>Bitcoin</strong>, <strong>Foxbit</strong> e altri.</p><p>Gli esperti avevano già messo in guardia sul possibile <strong>abuso del framework UIA</strong> a fini di furto credenziali alla fine del 2024. Ora, con Coyote che adotta questo metodo sul campo, <strong>il rischio è diventato realtà</strong>.</p><p><em>Via </em><a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/coyote-malware-abuses-windows-accessibility-framework-for-data-theft/" target="_blank"><em>BleepingComputer</em></a></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Sfrutta gli strumenti di accessibilità per aggirare i sistemi di sicurezza e svuotare i conti online. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Il trojan bancario <strong>Coyote</strong>, già noto per colpire <strong>decine di app bancarie e di criptovalute</strong>, ha ricevuto un aggiornamento che lo rende ancora più pericoloso: ora è in grado di <strong>identificare conti bancari e piattaforme crypto aperti direttamente nel browser</strong>, secondo quanto riportato dagli esperti di sicurezza informatica di <strong>Akamai</strong>.</p><p>In precedenza, Coyote operava attraverso <strong>keylogger</strong> o <strong>overlay di phishing</strong>, riuscendo a sottrarre credenziali da <strong>75 app di banche e exchange di criptovalute</strong>. Tuttavia, se l’utente accedeva a questi servizi tramite browser, il malware <strong>non si attivava</strong>.</p><p>La nuova versione invece sfrutta l’<strong>UI Automation framework di Microsoft</strong>, un sistema pensato per migliorare l’accessibilità, per <strong>monitorare e riconoscere i siti bancari e crypto aperti dalla vittima</strong>, rendendo il malware <strong>efficace anche al di fuori delle app mobili</strong>.</p><p>L’evoluzione di Coyote rappresenta un <strong>rischio crescente per gli utenti</strong>, e sottolinea la necessità di strumenti di sicurezza aggiornati e comportamenti digitali prudenti.</p><h2 id="il-brasile-preso-di-mira">Il Brasile preso di mira </h2><p>Il malware <strong>Coyote</strong> continua a evolversi, e ora sfrutta il <strong>framework UI Automation (UIA) di Microsoft</strong>, un sistema pensato per l’<strong>accessibilità su Windows</strong> che consente ai software di <strong>interagire con interfacce grafiche</strong>, come pulsanti, menu o barre di navigazione.</p><p>UIA è utile, ad esempio, per i <strong>lettori di schermo</strong> o i sistemi di <strong>test automatizzati</strong>, perché permette di “leggere” e persino <strong>interagire con gli elementi visivi di un'app</strong>. Secondo Akamai, Coyote è ora in grado di <strong>leggere l’indirizzo web</strong> presente nelle <strong>schede o nella barra degli indirizzi del browser</strong>, confrontandolo con <strong>una lista predefinita di 75 servizi bancari e crypto</strong>.</p><p>Se individua una corrispondenza, il malware utilizza ancora UIA per analizzare <strong>gli elementi figli dell’interfaccia</strong>, cercando di identificare schede o barre degli indirizzi. <em>“Il contenuto di questi elementi viene poi ricontrollato rispetto alla stessa lista di indirizzi”</em>, spiegano i ricercatori.</p><p>Akamai segnala che <strong>Coyote colpisce principalmente utenti in Brasile</strong>, prendendo di mira istituti come <strong>Banco do Brasil</strong>, <strong>CaixaBank</strong>, <strong>Banco Bradesco</strong>, <strong>Santander</strong>, <strong>Original Bank</strong>, <strong>Sicredi</strong>, <strong>Banco do Nordeste</strong>, oltre a varie app di investimento e <strong>exchange di criptovalute</strong> come <strong>Binance</strong>, <strong>Electrum</strong>, <strong>Bitcoin</strong>, <strong>Foxbit</strong> e altri.</p><p>Gli esperti avevano già messo in guardia sul possibile <strong>abuso del framework UIA</strong> a fini di furto credenziali alla fine del 2024. Ora, con Coyote che adotta questo metodo sul campo, <strong>il rischio è diventato realtà</strong>.</p><p><em>Via </em><a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/coyote-malware-abuses-windows-accessibility-framework-for-data-theft/" target="_blank"><em>BleepingComputer</em></a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Estensioni Chrome e Edge spiano 2 milioni di utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Una nuova indagine condotta da <strong>Koi Security</strong> ha portato alla luce un allarmante attacco alla supply chain che coinvolge <strong>numerose estensioni per Google Chrome e Microsoft Edge</strong>, tra cui prodotti molto popolari. Milioni di utenti potrebbero essere stati spiati a loro insaputa.</p><p>L’allarme è scattato quando i ricercatori hanno analizzato l’estensione apparentemente innocua <strong>“Color Picker, Eyedropper — Geco colorpick”</strong>, uno strumento per copiare rapidamente i codici colore da qualsiasi punto del browser. Nonostante migliaia di download e recensioni positive, l’add-on nascondeva un comportamento sospetto: <strong>intercettava le attività di navigazione</strong>, <strong>tracciava i siti visitati</strong> e <strong>inviava dati a un server C2 esterno</strong>.</p><p>L’analisi ha rivelato che non si trattava di un caso isolato. Dietro questa scoperta si celava un <strong>intero ecosistema di estensioni malevole</strong>, tutte con funzionalità simili, ben nascoste dietro apparenze legittime. Il fatto che strumenti così diffusi e ben valutati fossero utilizzati per <strong>spiare gli utenti a livello globale</strong> conferma la gravità della minaccia.</p><p>Si tratta di un <strong>classico attacco alla catena di fornitura</strong>, in cui codice dannoso viene introdotto in componenti software apparentemente affidabili, colpendo milioni di utenti senza destare sospetti.</p><h2 id="ecco-come-proteggersi">Ecco come proteggersi</h2><p>La campagna, denominata <strong>Operation RedDirection</strong>, ha compromesso i dati di <strong>oltre 2,3 milioni di utenti</strong> attraverso <strong>18 estensioni malevole</strong> per Google Chrome e Microsoft Edge. L’indagine, condotta da Koi Security, è partita dall’analisi di un’estensione apparentemente innocua chiamata “Color Picker, Eyedropper — Geco colorpick”. Dietro la funzione di selezione colore, l’add-on monitorava la navigazione degli utenti e comunicava con un’infrastruttura remota di tipo C2.</p><p>Approfondendo l’indagine, i ricercatori hanno scoperto un’intera rete di estensioni simili, tra cui VPN, sblocca-siti, plugin meteo e pacchetti emoji, tutte compromesse allo stesso modo. In origine si trattava di strumenti legittimi, poi probabilmente <strong>hackerati lungo la catena di distribuzione</strong>. Alcuni add-on erano perfino <strong>in primo piano nello store ufficiale di Chrome</strong>, con <strong>centinaia di recensioni positive</strong>.</p><p>Molti sono stati rimossi, ma secondo <strong>BleepingComputer</strong> “diversi restano disponibili”, probabilmente attraverso <strong>store alternativi o siti di terze parti</strong>. Chi ha utilizzato una delle estensioni coinvolte dovrebbe agire subito: rimuoverla, cancellare i dati di navigazione, eseguire una scansione antivirus aggiornata, e soprattutto sostituire tutte le password salvate nel browser, insieme a qualsiasi altro dato sensibile in auto-compilazione.</p><p>Data la frequenza crescente delle violazioni, è fondamentale controllare se le proprie credenziali siano già finite in qualche leak tramite strumenti come <strong>HaveIBeenPwned?</strong>. Oltre a considerare l’uso di software per la protezione dell’identità, è importante <strong>prestare attenzione a qualsiasi comunicazione sospetta</strong>, verificare sempre l’attendibilità di email e messaggi ricevuti, e non cliccare mai su link non sicuri.</p><p><em>Via </em><a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/malicious-chrome-extensions-with-17m-installs-found-on-web-store/" target="_blank"><em>BleepingComputer</em></a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/estensioni-chrome-e-edge-spiano-2-milioni-di-utenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Scoperta una rete di add-on truffaldini: ecco come proteggersi subito. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">TgoWarFtznzdJtUsNZWtrD</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Google Chrome app is seen on an iPhone next to Edge and other web browser apps. Microsoft is using new prompts in Edge to try and stop users from downloading Chrome.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Una nuova indagine condotta da <strong>Koi Security</strong> ha portato alla luce un allarmante attacco alla supply chain che coinvolge <strong>numerose estensioni per Google Chrome e Microsoft Edge</strong>, tra cui prodotti molto popolari. Milioni di utenti potrebbero essere stati spiati a loro insaputa.</p><p>L’allarme è scattato quando i ricercatori hanno analizzato l’estensione apparentemente innocua <strong>“Color Picker, Eyedropper — Geco colorpick”</strong>, uno strumento per copiare rapidamente i codici colore da qualsiasi punto del browser. Nonostante migliaia di download e recensioni positive, l’add-on nascondeva un comportamento sospetto: <strong>intercettava le attività di navigazione</strong>, <strong>tracciava i siti visitati</strong> e <strong>inviava dati a un server C2 esterno</strong>.</p><p>L’analisi ha rivelato che non si trattava di un caso isolato. Dietro questa scoperta si celava un <strong>intero ecosistema di estensioni malevole</strong>, tutte con funzionalità simili, ben nascoste dietro apparenze legittime. Il fatto che strumenti così diffusi e ben valutati fossero utilizzati per <strong>spiare gli utenti a livello globale</strong> conferma la gravità della minaccia.</p><p>Si tratta di un <strong>classico attacco alla catena di fornitura</strong>, in cui codice dannoso viene introdotto in componenti software apparentemente affidabili, colpendo milioni di utenti senza destare sospetti.</p><h2 id="ecco-come-proteggersi">Ecco come proteggersi</h2><p>La campagna, denominata <strong>Operation RedDirection</strong>, ha compromesso i dati di <strong>oltre 2,3 milioni di utenti</strong> attraverso <strong>18 estensioni malevole</strong> per Google Chrome e Microsoft Edge. L’indagine, condotta da Koi Security, è partita dall’analisi di un’estensione apparentemente innocua chiamata “Color Picker, Eyedropper — Geco colorpick”. Dietro la funzione di selezione colore, l’add-on monitorava la navigazione degli utenti e comunicava con un’infrastruttura remota di tipo C2.</p><p>Approfondendo l’indagine, i ricercatori hanno scoperto un’intera rete di estensioni simili, tra cui VPN, sblocca-siti, plugin meteo e pacchetti emoji, tutte compromesse allo stesso modo. In origine si trattava di strumenti legittimi, poi probabilmente <strong>hackerati lungo la catena di distribuzione</strong>. Alcuni add-on erano perfino <strong>in primo piano nello store ufficiale di Chrome</strong>, con <strong>centinaia di recensioni positive</strong>.</p><p>Molti sono stati rimossi, ma secondo <strong>BleepingComputer</strong> “diversi restano disponibili”, probabilmente attraverso <strong>store alternativi o siti di terze parti</strong>. Chi ha utilizzato una delle estensioni coinvolte dovrebbe agire subito: rimuoverla, cancellare i dati di navigazione, eseguire una scansione antivirus aggiornata, e soprattutto sostituire tutte le password salvate nel browser, insieme a qualsiasi altro dato sensibile in auto-compilazione.</p><p>Data la frequenza crescente delle violazioni, è fondamentale controllare se le proprie credenziali siano già finite in qualche leak tramite strumenti come <strong>HaveIBeenPwned?</strong>. Oltre a considerare l’uso di software per la protezione dell’identità, è importante <strong>prestare attenzione a qualsiasi comunicazione sospetta</strong>, verificare sempre l’attendibilità di email e messaggi ricevuti, e non cliccare mai su link non sicuri.</p><p><em>Via </em><a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/malicious-chrome-extensions-with-17m-installs-found-on-web-store/" target="_blank"><em>BleepingComputer</em></a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft sfida SteamOS: la nuova app Xbox per PC punta tutto sulla libreria unificata ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft è pronta a entrare nel mercato dei <strong>PC portatili da gioco </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-gaming" target="_blank">(qui trovate i migliori)</a> con l’arrivo, entro l’estate, dei <strong>ROG Xbox Ally</strong>, affiancati da un'importante novità software: una nuova versione dell’<strong>app Xbox</strong> pensata appositamente per dispositivi portatili. Come annunciato su Xbox Wire, l’aggiornamento porterà con sé una <strong>Aggregated Game Library</strong>, una libreria unificata che permetterà agli utenti di <strong>avviare giochi da Steam, Battle.net, Epic Games Store e altre piattaforme</strong> direttamente tramite l’app Xbox.</p><p>Questa mossa segna il primo vero tentativo da parte di Microsoft di <strong>emulare SteamOS</strong> su Windows 11, offrendo un'esperienza semplificata e ottimizzata per il gaming mobile. Una risposta diretta non solo a <strong>Steam Deck</strong>, ma anche a dispositivi concorrenti come <strong>Legion Go S</strong>, che cercano alternative valide al sistema operativo di Valve.</p><p>Gli <strong>Xbox Insiders</strong> potranno testare in anteprima questa nuova funzione, in attesa del lancio definitivo insieme ai ROG Ally. Ma la sfida è tutt’altro che semplice: <strong>SteamOS continua a garantire prestazioni migliori di Windows 11</strong>, soprattutto su macchine con risorse limitate.</p><p>Tuttavia, <strong>Windows ha dalla sua la compatibilità nativa con i giochi multiplayer e gli anti-cheat</strong>, ancora problematici su Linux. Proprio per questo, gli sviluppatori stanno cominciando ad adattarsi: <em>Splitgate 2</em>, ad esempio, è stato reso compatibile con SteamOS grazie a modifiche mirate all’anti-cheat.</p><p>Microsoft ha quindi davanti a sé una <strong>strada in salita</strong>, ma il debutto di un sistema Xbox unificato, compatibile con tutte le piattaforme di gioco su un portatile, è un primo passo promettente verso un futuro handheld finalmente degno del nome Xbox.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="46MdqSoTT4zeWJiZRqHirP" name="ROG Xbox Ally and Legion Go S" alt="ROG Xbox Ally & Legion Go S" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/46MdqSoTT4zeWJiZRqHirP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Sì, siamo pronti a dare una chance al nuovo aggiornamento dell’app Xbox, soprattutto se pensato per i PC portatili come <strong>Asus ROG Ally</strong>, ma le aspettative vanno tenute basse. Non perché l’idea non sia promettente, anzi: una <strong>libreria unificata</strong> e un <strong>hub dedicato al gaming portatile su Windows 11</strong> erano richieste da anni. Il punto è che <strong>Valve è avanti anni luce</strong>, e Microsoft dovrà correre parecchio per recuperare il divario.</p><p><strong>SteamOS</strong> non è perfetto, ma ha avuto tempo per evolversi: performance stabili, interfaccia pensata per l’uso mobile, tool come <strong>Decky Loader</strong> (pur non ufficiale) che aggiungono una personalizzazione fuori scala. E Microsoft, pur partendo da una posizione di vantaggio per compatibilità con l’anti-cheat e il software Windows, non ha ancora mostrato di voler costruire <strong>un ecosistema ottimizzato e curato</strong> quanto quello di Valve.</p><p>Il nuovo <strong>Aggregated Game Library</strong> promette bene: integrare Steam, Battle.net, Epic e altre piattaforme è un passo coraggioso. Ma ci vorranno fluidità, stabilità e soprattutto <strong>accessibilità immediata</strong>. Il rilascio della <strong>preview settimanale</strong> è alle porte, e non vediamo l’ora di metterla alla prova sul nostro <strong>ROG Ally dual-bootato</strong>.</p><p>Per ora, SteamOS resta il sistema da battere. Ma Microsoft ha finalmente messo un piede nel ring. Ora deve dimostrare di saperci stare.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L’aggiornamento dell’app Xbox per Windows 11 promette un’interfaccia all-in-one per tutti i giochi su Steam, Epic e Battle.net, ma SteamOS resta il punto di riferimento. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Render of the ROG Xbox Ally and Xbox Ally X]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Microsoft è pronta a entrare nel mercato dei <strong>PC portatili da gioco </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-gaming" target="_blank">(qui trovate i migliori)</a> con l’arrivo, entro l’estate, dei <strong>ROG Xbox Ally</strong>, affiancati da un'importante novità software: una nuova versione dell’<strong>app Xbox</strong> pensata appositamente per dispositivi portatili. Come annunciato su Xbox Wire, l’aggiornamento porterà con sé una <strong>Aggregated Game Library</strong>, una libreria unificata che permetterà agli utenti di <strong>avviare giochi da Steam, Battle.net, Epic Games Store e altre piattaforme</strong> direttamente tramite l’app Xbox.</p><p>Questa mossa segna il primo vero tentativo da parte di Microsoft di <strong>emulare SteamOS</strong> su Windows 11, offrendo un'esperienza semplificata e ottimizzata per il gaming mobile. Una risposta diretta non solo a <strong>Steam Deck</strong>, ma anche a dispositivi concorrenti come <strong>Legion Go S</strong>, che cercano alternative valide al sistema operativo di Valve.</p><p>Gli <strong>Xbox Insiders</strong> potranno testare in anteprima questa nuova funzione, in attesa del lancio definitivo insieme ai ROG Ally. Ma la sfida è tutt’altro che semplice: <strong>SteamOS continua a garantire prestazioni migliori di Windows 11</strong>, soprattutto su macchine con risorse limitate.</p><p>Tuttavia, <strong>Windows ha dalla sua la compatibilità nativa con i giochi multiplayer e gli anti-cheat</strong>, ancora problematici su Linux. Proprio per questo, gli sviluppatori stanno cominciando ad adattarsi: <em>Splitgate 2</em>, ad esempio, è stato reso compatibile con SteamOS grazie a modifiche mirate all’anti-cheat.</p><p>Microsoft ha quindi davanti a sé una <strong>strada in salita</strong>, ma il debutto di un sistema Xbox unificato, compatibile con tutte le piattaforme di gioco su un portatile, è un primo passo promettente verso un futuro handheld finalmente degno del nome Xbox.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="46MdqSoTT4zeWJiZRqHirP" name="ROG Xbox Ally and Legion Go S" alt="ROG Xbox Ally & Legion Go S" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/46MdqSoTT4zeWJiZRqHirP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Sì, siamo pronti a dare una chance al nuovo aggiornamento dell’app Xbox, soprattutto se pensato per i PC portatili come <strong>Asus ROG Ally</strong>, ma le aspettative vanno tenute basse. Non perché l’idea non sia promettente, anzi: una <strong>libreria unificata</strong> e un <strong>hub dedicato al gaming portatile su Windows 11</strong> erano richieste da anni. Il punto è che <strong>Valve è avanti anni luce</strong>, e Microsoft dovrà correre parecchio per recuperare il divario.</p><p><strong>SteamOS</strong> non è perfetto, ma ha avuto tempo per evolversi: performance stabili, interfaccia pensata per l’uso mobile, tool come <strong>Decky Loader</strong> (pur non ufficiale) che aggiungono una personalizzazione fuori scala. E Microsoft, pur partendo da una posizione di vantaggio per compatibilità con l’anti-cheat e il software Windows, non ha ancora mostrato di voler costruire <strong>un ecosistema ottimizzato e curato</strong> quanto quello di Valve.</p><p>Il nuovo <strong>Aggregated Game Library</strong> promette bene: integrare Steam, Battle.net, Epic e altre piattaforme è un passo coraggioso. Ma ci vorranno fluidità, stabilità e soprattutto <strong>accessibilità immediata</strong>. Il rilascio della <strong>preview settimanale</strong> è alle porte, e non vediamo l’ora di metterla alla prova sul nostro <strong>ROG Ally dual-bootato</strong>.</p><p>Per ora, SteamOS resta il sistema da battere. Ma Microsoft ha finalmente messo un piede nel ring. Ora deve dimostrare di saperci stare.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Xbox, in arrivo un nuovo maxi licenziamento: quarta ondata in 18 mesi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-06-24/microsoft-plans-major-job-cuts-at-xbox-gaming-division" target="_blank"><em>Bloomberg</em></a>, Microsoft si prepara ad avviare un'altra massiccia ondata di licenziamenti che coinvolgerà anche la divisione Xbox, nell’ambito di una più ampia riorganizzazione aziendale. Si tratterebbe del <strong>quarto grande taglio</strong> al personale del settore gaming negli ultimi 18 mesi.</p><p>Già nel gennaio 2023, Microsoft aveva annunciato la riduzione di circa <strong>10.000 posti di lavoro</strong>, colpendo anche studi come <strong>Bethesda Game Studios</strong> e <strong>343 Industries</strong>, con quest’ultima particolarmente penalizzata sul lato single-player. Nel gennaio 2024 sono stati poi confermati altri <strong>1.900 licenziamenti</strong> tra Activision Blizzard, Bethesda e Xbox, giustificati da Phil Spencer con la necessità di allineare priorità e ridurre le sovrapposizioni interne dopo le acquisizioni.</p><p>A settembre 2024 sono seguiti altri <strong>650 esuberi</strong>, soprattutto in ruoli aziendali e funzioni di supporto, mentre a gennaio 2025 Microsoft ha operato <strong>ulteriori tagli non quantificati</strong>, colpendo anche le divisioni sicurezza e vendite.</p><p>Ora, secondo le nuove indiscrezioni, <strong>altri licenziamenti sarebbero previsti già dalla prossima settimana</strong>, colpendo nuovamente anche il reparto gaming. Una decisione che conferma le difficoltà strutturali post-fusione e una strategia sempre più focalizzata sul contenimento dei costi e la razionalizzazione delle risorse interne. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/xbox-in-arrivo-un-nuovo-maxi-licenziamento-quarta-ondata-in-18-mesi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo Bloomberg, Microsoft taglierà altri posti di lavoro nella divisione gaming già dalla prossima settimana. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Xbox Partner Preview]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-06-24/microsoft-plans-major-job-cuts-at-xbox-gaming-division" target="_blank"><em>Bloomberg</em></a>, Microsoft si prepara ad avviare un'altra massiccia ondata di licenziamenti che coinvolgerà anche la divisione Xbox, nell’ambito di una più ampia riorganizzazione aziendale. Si tratterebbe del <strong>quarto grande taglio</strong> al personale del settore gaming negli ultimi 18 mesi.</p><p>Già nel gennaio 2023, Microsoft aveva annunciato la riduzione di circa <strong>10.000 posti di lavoro</strong>, colpendo anche studi come <strong>Bethesda Game Studios</strong> e <strong>343 Industries</strong>, con quest’ultima particolarmente penalizzata sul lato single-player. Nel gennaio 2024 sono stati poi confermati altri <strong>1.900 licenziamenti</strong> tra Activision Blizzard, Bethesda e Xbox, giustificati da Phil Spencer con la necessità di allineare priorità e ridurre le sovrapposizioni interne dopo le acquisizioni.</p><p>A settembre 2024 sono seguiti altri <strong>650 esuberi</strong>, soprattutto in ruoli aziendali e funzioni di supporto, mentre a gennaio 2025 Microsoft ha operato <strong>ulteriori tagli non quantificati</strong>, colpendo anche le divisioni sicurezza e vendite.</p><p>Ora, secondo le nuove indiscrezioni, <strong>altri licenziamenti sarebbero previsti già dalla prossima settimana</strong>, colpendo nuovamente anche il reparto gaming. Una decisione che conferma le difficoltà strutturali post-fusione e una strategia sempre più focalizzata sul contenimento dei costi e la razionalizzazione delle risorse interne. </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft Teams si aggiorna: notifiche più piccole e meno fastidiose in arrivo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Presto le notifiche invadenti di Microsoft Teams potrebbero diventare un ricordo del passato, grazie a un nuovo aggiornamento in fase di sviluppo per la piattaforma.</p><p>Il servizio di videoconferenza ha infatti annunciato di essere al lavoro su una funzione che permetterà agli utenti di regolare la dimensione delle notifiche, offrendo così maggiore controllo sull’interfaccia durante le attività lavorative.</p><p>Una volta disponibile, questa opzione dovrebbe contribuire a ridurre le distrazioni, evitando che i pop-up compaiano nei momenti meno opportuni o attirino l’attenzione con apparizioni improvvise sullo schermo. Una soluzione pensata per migliorare la produttività e la concentrazione, soprattutto nelle sessioni di lavoro più intense.</p><h2 id="notifiche-ridimensionabili-in-arrivo">Notifiche ridimensionabili in arrivo </h2><p>Essere distratti da fastidiosi pop-up di Microsoft Teams potrebbe presto diventare un ricordo del passato, grazie a un aggiornamento in arrivo sulla piattaforma.</p><p>In un post sulla roadmap di Microsoft 365, l’azienda ha spiegato che la nuova funzione permetterà semplicemente agli utenti di “modificare la dimensione delle notifiche di Teams”. Tra le opzioni sarà disponibile una nuova modalità “compatta”, che, secondo Microsoft, “occupa meno spazio sullo schermo dell’utente e offre un design pulito e minimalista”.</p><p>Al momento non sono stati forniti altri dettagli sulla funzione, che si presume sarà accessibile dal menu Impostazioni o dalla sezione Preferenze. La novità è attualmente in fase di sviluppo, ma il rilascio è previsto a partire da luglio 2025. Una volta disponibile, sarà implementata per tutti gli utenti a livello globale su Teams per Windows, Mac, Android e iOS.</p><p>Questo aggiornamento si inserisce in una serie di miglioramenti recenti apportati a Microsoft Teams. Tra questi, una modifica che permetterà a più persone di controllare le slide durante una presentazione, per garantire una maggiore fluidità nei meeting e nei webinar. Microsoft ha dichiarato che questa funzione consentirà ai relatori di mantenere “un flusso più fluido durante riunioni o webinar”, evitando così il ricorso alla frase “prossima slide, per favore”.</p><p>È stata inoltre annunciata l’introduzione della soppressione del rumore per i partecipanti che si collegano via chiamata, utile per prevenire interruzioni audio fastidiose o rumori di fondo eccessivi. La piattaforma ha infine confermato il rollout di un correttore ortografico migliorato, pensato per aiutare gli utenti a scrivere messaggi più accurati.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dal prossimo luglio sarà possibile ridurre la dimensione dei pop-up, per un’esperienza di lavoro meno distratta e più fluida. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>Presto le notifiche invadenti di Microsoft Teams potrebbero diventare un ricordo del passato, grazie a un nuovo aggiornamento in fase di sviluppo per la piattaforma.</p><p>Il servizio di videoconferenza ha infatti annunciato di essere al lavoro su una funzione che permetterà agli utenti di regolare la dimensione delle notifiche, offrendo così maggiore controllo sull’interfaccia durante le attività lavorative.</p><p>Una volta disponibile, questa opzione dovrebbe contribuire a ridurre le distrazioni, evitando che i pop-up compaiano nei momenti meno opportuni o attirino l’attenzione con apparizioni improvvise sullo schermo. Una soluzione pensata per migliorare la produttività e la concentrazione, soprattutto nelle sessioni di lavoro più intense.</p><h2 id="notifiche-ridimensionabili-in-arrivo">Notifiche ridimensionabili in arrivo </h2><p>Essere distratti da fastidiosi pop-up di Microsoft Teams potrebbe presto diventare un ricordo del passato, grazie a un aggiornamento in arrivo sulla piattaforma.</p><p>In un post sulla roadmap di Microsoft 365, l’azienda ha spiegato che la nuova funzione permetterà semplicemente agli utenti di “modificare la dimensione delle notifiche di Teams”. Tra le opzioni sarà disponibile una nuova modalità “compatta”, che, secondo Microsoft, “occupa meno spazio sullo schermo dell’utente e offre un design pulito e minimalista”.</p><p>Al momento non sono stati forniti altri dettagli sulla funzione, che si presume sarà accessibile dal menu Impostazioni o dalla sezione Preferenze. La novità è attualmente in fase di sviluppo, ma il rilascio è previsto a partire da luglio 2025. Una volta disponibile, sarà implementata per tutti gli utenti a livello globale su Teams per Windows, Mac, Android e iOS.</p><p>Questo aggiornamento si inserisce in una serie di miglioramenti recenti apportati a Microsoft Teams. Tra questi, una modifica che permetterà a più persone di controllare le slide durante una presentazione, per garantire una maggiore fluidità nei meeting e nei webinar. Microsoft ha dichiarato che questa funzione consentirà ai relatori di mantenere “un flusso più fluido durante riunioni o webinar”, evitando così il ricorso alla frase “prossima slide, per favore”.</p><p>È stata inoltre annunciata l’introduzione della soppressione del rumore per i partecipanti che si collegano via chiamata, utile per prevenire interruzioni audio fastidiose o rumori di fondo eccessivi. La piattaforma ha infine confermato il rollout di un correttore ortografico migliorato, pensato per aiutare gli utenti a scrivere messaggi più accurati.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ OpenAI si affida anche a Google Cloud: cambia la strategia dietro le quinte dell’IA ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/openai-si-affida-anche-a-google-cloud-cambia-la-strategia-dietro-le-quinte-dellia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dopo Microsoft e CoreWeave, anche Google entra in gioco per alimentare l'espansione di OpenAI. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
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                                <p>Nonostante una lunga collaborazione con <strong>Microsoft</strong>, <strong>OpenAI</strong> avrebbe firmato un nuovo accordo con <strong>Google Cloud</strong> per far fronte alla crescente domanda di risorse computazionali.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.reuters.com/business/retail-consumer/openai-taps-google-unprecedented-cloud-deal-despite-ai-rivalry-sources-say-2025-06-10/" target="_blank"><strong>Reuters</strong></a>, l’intesa sarebbe stata finalizzata nel <strong>maggio 2025</strong> dopo mesi di trattative. I dettagli precisi non sono stati resi noti, ma l’operazione segnala la volontà di OpenAI di <strong>diversificare i propri fornitori cloud</strong>, riducendo la dipendenza da un unico partner.</p><p>La mossa arriva pochi mesi dopo l’annuncio del progetto <strong>Stargate</strong>, una maxi-infrastruttura da <strong>500 miliardi di dollari</strong> che OpenAI svilupperà nei prossimi anni per costruire i propri supercentri dati.</p><h2 id="openai-amplia-la-rete-cloud">OpenAI amplia la rete cloud</h2><p>La relazione tra <strong>OpenAI</strong> e <strong>Microsoft</strong> è sempre stata stretta, strategica, quasi esclusiva. Ma a quanto pare, i tempi stanno cambiando. Dopo aver aperto le porte a <strong>CoreWeave</strong> con un’intesa da <strong>12 miliardi di dollari</strong> lo scorso marzo, la startup che ha rivoluzionato l’intelligenza artificiale con <strong>ChatGPT</strong> ha firmato un nuovo accordo anche con <strong>Google Cloud</strong>.</p><p>La notizia è stata riportata da <strong>Reuters</strong>, che parla di un’intesa conclusa a <strong>maggio 2025</strong>, dopo mesi di trattative. I dettagli non sono stati divulgati, ma l’obiettivo è chiaro: OpenAI ha bisogno di <strong>più potenza di calcolo</strong>, e non può più permettersi di affidarsi a un solo partner. Google fornirà quindi supporto infrastrutturale per l’addestramento e l’esecuzione dei suoi modelli, andando ad affiancare Microsoft nella gestione di una mole di lavoro sempre più imponente.</p><p>Per <strong>Google Cloud</strong>, potrebbe essere un colpo importante. La divisione ha generato <strong>12,3 miliardi di dollari</strong> nel primo trimestre dell’anno, pari a quasi <strong>il 14% dei ricavi complessivi di Alphabet</strong>, e avere tra i clienti un nome come OpenAI potrebbe dare una spinta significativa alla sua crescita.</p><p>Ma nel frattempo, OpenAI <strong>guarda anche oltre il cloud di terze parti</strong>. Il colossale <strong>Progetto Stargate</strong>, lanciato all’inizio del 2025 in collaborazione con <strong>SoftBank e Oracle</strong>, punta a costruire una rete di super data center proprietari da <strong>500 miliardi di dollari</strong>. E c’è di più: l’azienda sta lavorando a un proprio <strong>chip IA</strong>, una scelta che potrebbe mettere in discussione il predominio di <strong>Nvidia</strong>, tornata recentemente ad essere l’azienda più valorizzata al mondo con <strong>una capitalizzazione di 3.510 miliardi di dollari</strong>.</p><p>Certo, l’ingresso di OpenAI in Google Cloud non è privo di interrogativi. Alcuni osservatori si chiedono <strong>se Big G sarà in grado di reggere l’urto</strong>: la piattaforma ha già mostrato in passato segni di sofferenza sotto carico, e aggiungere una delle aziende più affamate di risorse al mondo non sarà un compito semplice.</p><p>Il mercato, intanto, ha reagito: <strong>le azioni di Alphabet sono salite del 2,1%</strong>, mentre <strong>Microsoft ha perso lo 0,6%</strong>, scivolando dietro a Google nella corsa alla capitalizzazione di mercato. Numeri che raccontano, forse più di ogni comunicato stampa, <strong>un cambio di equilibri già in atto</strong>.</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Persona 4 Revival è ufficiale: Atlus annuncia il remake, ma senza data ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo mesi di indiscrezioni, Atlus ha finalmente annunciato il remake di <strong>Persona 4</strong>, che prende il nome ufficiale di <strong>Persona 4 Revival</strong>.</p><p>Svelato in occasione dell’<strong>Xbox Games Showcase</strong>, <strong>Persona 4 Revival</strong> è in arrivo su <strong>PS5</strong>, <strong>Xbox Series X|S</strong> e <strong>PC</strong>, e viene confermato come un <strong>remake completo</strong>, in stile <strong>Persona 3 Reload</strong>.</p><p>Al momento non è stata ancora comunicata una data di uscita, ma il breve teaser ha già mostrato un’importante novità: non ci sarà più la <strong>telecamera fissa</strong> del gioco originale, sostituita da un sistema che permette ai giocatori di <strong>esplorare liberamente l’ambiente con una visuale a 360 gradi</strong>.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Y8wgp9eaQRM" allowfullscreen></iframe></div></div><p>La piccola e iconica cittadina di Inaba non è mai apparsa così splendida: nel trailer si intravedono scorci dell’ambientazione rinnovata e si possono ascoltare alcuni estratti della colonna sonora originale. Non sembrano versioni remixate, ma è probabile che, come fatto con <em>Persona 3 Reload</em>, Atlus proponga una soundtrack riarrangiata anche in questo remake.</p><p>Il teaser di <em>Persona 4 Revival</em> si conclude con il logo di <strong>Xbox Game Pass</strong>, suggerendo che il gioco sarà disponibile <strong>al day one sul servizio in abbonamento</strong>. Al momento, le uniche piattaforme confermate sono quelle Xbox, ma è altamente probabile l’arrivo anche su <strong>PS5</strong>, <strong>PC</strong> e forse <strong>Nintendo Switch 2</strong>.</p><p>Resta da capire se il remake includerà anche <strong>i contenuti aggiuntivi e le espansioni narrative di Persona 4 Golden</strong>. Per scoprirlo, non resta che attendere ulteriori dettagli nei prossimi mesi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-you-might-also-like"><span>You might also like...</span></h3> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/persona-4-revival-e-ufficiale-atlus-annuncia-il-remake-ma-senza-data</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Svelato all’Xbox Games Showcase, il remake sarà disponibile anche su Game Pass e introdurrà una nuova visuale a 360 gradi. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Xbox Games Showcase]]></media:title>
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                                <p>Dopo mesi di indiscrezioni, Atlus ha finalmente annunciato il remake di <strong>Persona 4</strong>, che prende il nome ufficiale di <strong>Persona 4 Revival</strong>.</p><p>Svelato in occasione dell’<strong>Xbox Games Showcase</strong>, <strong>Persona 4 Revival</strong> è in arrivo su <strong>PS5</strong>, <strong>Xbox Series X|S</strong> e <strong>PC</strong>, e viene confermato come un <strong>remake completo</strong>, in stile <strong>Persona 3 Reload</strong>.</p><p>Al momento non è stata ancora comunicata una data di uscita, ma il breve teaser ha già mostrato un’importante novità: non ci sarà più la <strong>telecamera fissa</strong> del gioco originale, sostituita da un sistema che permette ai giocatori di <strong>esplorare liberamente l’ambiente con una visuale a 360 gradi</strong>.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Y8wgp9eaQRM" allowfullscreen></iframe></div></div><p>La piccola e iconica cittadina di Inaba non è mai apparsa così splendida: nel trailer si intravedono scorci dell’ambientazione rinnovata e si possono ascoltare alcuni estratti della colonna sonora originale. Non sembrano versioni remixate, ma è probabile che, come fatto con <em>Persona 3 Reload</em>, Atlus proponga una soundtrack riarrangiata anche in questo remake.</p><p>Il teaser di <em>Persona 4 Revival</em> si conclude con il logo di <strong>Xbox Game Pass</strong>, suggerendo che il gioco sarà disponibile <strong>al day one sul servizio in abbonamento</strong>. Al momento, le uniche piattaforme confermate sono quelle Xbox, ma è altamente probabile l’arrivo anche su <strong>PS5</strong>, <strong>PC</strong> e forse <strong>Nintendo Switch 2</strong>.</p><p>Resta da capire se il remake includerà anche <strong>i contenuti aggiuntivi e le espansioni narrative di Persona 4 Golden</strong>. Per scoprirlo, non resta che attendere ulteriori dettagli nei prossimi mesi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-you-might-also-like"><span>You might also like...</span></h3>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Xbox Ally è realtà: Microsoft svela la sua console portatile con Asus ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Durante l’<a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/xbox-games-showcase-2025-da-black-ops-7-a-persona-4-ecco-tutti-gli-annunci" target="_blank">Xbox Games Showcase 2025</a>, Microsoft ha presentato ufficialmente la <strong>ROG Xbox Ally</strong>, una variante dedicata Xbox del popolare handheld gaming PC di Asus.</p><p>La console arriverà in due versioni:</p><p><strong>- Xbox Ally (bianca):</strong> pensata per il gaming a 720p, simile alla Steam Deck di Valve.</p><p><strong>- Xbox Ally X (nera):</strong> destinata a prestazioni superiori, con risoluzione tra 900p e 1080p.</p><p>Entrambe vantano un display da <strong>7 pollici Full HD a 120Hz</strong> e montano chip AMD Ryzen. La versione base integra il <strong>Ryzen Z2 A</strong>, accompagnato da <strong>16 GB di RAM LPDDR5X-6400</strong> e <strong>SSD da 512 GB</strong>. Il modello X, invece, monta il nuovo <strong>Ryzen AI Z2 Extreme</strong>, con <strong>24 GB di RAM LPDDR5X-8000</strong> e <strong>SSD da 1 TB</strong>.</p><p>Due console-portatili pensate per il cloud e il gaming Xbox in mobilità, pronte a sfidare Steam Deck e ROG Ally standard con un’estetica e un ecosistema <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-giochi-xbox-series-xs" target="_blank">Xbox </a>completo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="9wd9sxuzSWRxnCQ3goMGn6" name="ROG Xbox Ally" alt="an image of the ROG Xbox Ally in the hands of a woman" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9wd9sxuzSWRxnCQ3goMGn6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1280" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1931760244553863558"><p lang="en" dir="ltr">⬛ ROG Xbox Ally X​​◻️ ROG Xbox Ally pic.twitter.com/InOsAK2eSF<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1931760244553863558">June 8, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>A differenza dei modelli attuali di <strong>ROG Ally</strong> e <strong>ROG Ally X</strong>, le versioni <strong>Xbox</strong> presentano un design rivisitato con <strong>impugnature sagomate</strong>, ispirate alla forma del controller wireless Xbox.</p><p>Come prevedibile, entrambi i modelli Xbox adottano il classico schema di comandi <strong>ABXY</strong>, un <strong>tasto Home dedicato</strong> e, proprio come i controller Xbox Series X/S, <strong>grilletti a effetto Hall</strong> con feedback impulsivo. Un dettaglio che non solo rende l’esperienza familiare per chi gioca già su Xbox, ma che contribuisce anche a offrire alcuni tra i <strong>migliori grilletti analogici</strong> su una console portatile.</p><h2 id="windows-11-incontra-la-personalizzazione-xbox">Windows 11 incontra la personalizzazione Xbox </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="rtECW2j2oXQsxSiPxayjCJ" name="Xbox Experience for Handheld" alt="an image of the new Xbox Experience for Handheld" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rtECW2j2oXQsxSiPxayjCJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Anche se le nuove <strong>ROG Xbox Ally</strong> e <strong>Xbox Ally X</strong> attirano subito l’attenzione, è bene ricordare che i PC portatili attuali supportano già i giochi Xbox grazie a <strong>Windows 11</strong> e <strong>Xbox Cloud Gaming</strong>. Tuttavia, l’esperienza non è sempre stata fluida, soprattutto se confrontata con quella più immediata offerta da Steam Deck.</p><p>Microsoft ha quindi lavorato per <strong>ottimizzare Windows</strong> in modo specifico per le Xbox Ally, introducendo una nuova <strong>interfaccia a schermo intero</strong> in stile Xbox, pensata proprio per il gaming da dispositivi portatili. Questo ambiente raccoglie in un’unica schermata <strong>i giochi Xbox</strong>, ma anche quelli provenienti da <strong>Steam, Epic Games Store</strong> e altri launcher.</p><p>Sono state inoltre apportate modifiche all’<strong>app Xbox</strong> e alla <strong>Game Bar</strong>, ora più adatte al formato handheld, con quest’ultima che si integra direttamente con <strong>Armoury Crate</strong> di Asus.</p><p>L’obiettivo è offrire un’interfaccia semplice da usare, che consenta di accedere a giochi Xbox, PC, streaming in cloud e app come Discord con la stessa facilità.</p><p>Se le Xbox Ally riusciranno a garantire prestazioni all’altezza, potrebbero rappresentare un’alternativa davvero interessante, o una console <strong>complementare,</strong> rispetto a Steam Deck. Anche perché, al momento, è la <strong>Nintendo Switch 2</strong> a dominare la scena portatile: per rendersene conto basta dare un’occhiata a quanto sia difficile trovarla in stock.</p><p>Un portatile Xbox come la Ally potrebbe quindi rubare la scena, almeno per un po’. Per ora <strong>non ci sono dettagli ufficiali su prezzo o data di uscita</strong>, ma è probabile che si allineino a quelli degli attuali modelli ROG Ally.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Due modelli, chip Ryzen e design ottimizzato: la risposta Xbox alla Steam Deck e alla Switch 2 è pronta a imporsi nel gaming on the go. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Durante l’<a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/xbox-games-showcase-2025-da-black-ops-7-a-persona-4-ecco-tutti-gli-annunci" target="_blank">Xbox Games Showcase 2025</a>, Microsoft ha presentato ufficialmente la <strong>ROG Xbox Ally</strong>, una variante dedicata Xbox del popolare handheld gaming PC di Asus.</p><p>La console arriverà in due versioni:</p><p><strong>- Xbox Ally (bianca):</strong> pensata per il gaming a 720p, simile alla Steam Deck di Valve.</p><p><strong>- Xbox Ally X (nera):</strong> destinata a prestazioni superiori, con risoluzione tra 900p e 1080p.</p><p>Entrambe vantano un display da <strong>7 pollici Full HD a 120Hz</strong> e montano chip AMD Ryzen. La versione base integra il <strong>Ryzen Z2 A</strong>, accompagnato da <strong>16 GB di RAM LPDDR5X-6400</strong> e <strong>SSD da 512 GB</strong>. Il modello X, invece, monta il nuovo <strong>Ryzen AI Z2 Extreme</strong>, con <strong>24 GB di RAM LPDDR5X-8000</strong> e <strong>SSD da 1 TB</strong>.</p><p>Due console-portatili pensate per il cloud e il gaming Xbox in mobilità, pronte a sfidare Steam Deck e ROG Ally standard con un’estetica e un ecosistema <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-giochi-xbox-series-xs" target="_blank">Xbox </a>completo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="9wd9sxuzSWRxnCQ3goMGn6" name="ROG Xbox Ally" alt="an image of the ROG Xbox Ally in the hands of a woman" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9wd9sxuzSWRxnCQ3goMGn6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1280" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1931760244553863558"><p lang="en" dir="ltr">⬛ ROG Xbox Ally X​​◻️ ROG Xbox Ally pic.twitter.com/InOsAK2eSF<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1931760244553863558">June 8, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>A differenza dei modelli attuali di <strong>ROG Ally</strong> e <strong>ROG Ally X</strong>, le versioni <strong>Xbox</strong> presentano un design rivisitato con <strong>impugnature sagomate</strong>, ispirate alla forma del controller wireless Xbox.</p><p>Come prevedibile, entrambi i modelli Xbox adottano il classico schema di comandi <strong>ABXY</strong>, un <strong>tasto Home dedicato</strong> e, proprio come i controller Xbox Series X/S, <strong>grilletti a effetto Hall</strong> con feedback impulsivo. Un dettaglio che non solo rende l’esperienza familiare per chi gioca già su Xbox, ma che contribuisce anche a offrire alcuni tra i <strong>migliori grilletti analogici</strong> su una console portatile.</p><h2 id="windows-11-incontra-la-personalizzazione-xbox">Windows 11 incontra la personalizzazione Xbox </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="rtECW2j2oXQsxSiPxayjCJ" name="Xbox Experience for Handheld" alt="an image of the new Xbox Experience for Handheld" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rtECW2j2oXQsxSiPxayjCJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Anche se le nuove <strong>ROG Xbox Ally</strong> e <strong>Xbox Ally X</strong> attirano subito l’attenzione, è bene ricordare che i PC portatili attuali supportano già i giochi Xbox grazie a <strong>Windows 11</strong> e <strong>Xbox Cloud Gaming</strong>. Tuttavia, l’esperienza non è sempre stata fluida, soprattutto se confrontata con quella più immediata offerta da Steam Deck.</p><p>Microsoft ha quindi lavorato per <strong>ottimizzare Windows</strong> in modo specifico per le Xbox Ally, introducendo una nuova <strong>interfaccia a schermo intero</strong> in stile Xbox, pensata proprio per il gaming da dispositivi portatili. Questo ambiente raccoglie in un’unica schermata <strong>i giochi Xbox</strong>, ma anche quelli provenienti da <strong>Steam, Epic Games Store</strong> e altri launcher.</p><p>Sono state inoltre apportate modifiche all’<strong>app Xbox</strong> e alla <strong>Game Bar</strong>, ora più adatte al formato handheld, con quest’ultima che si integra direttamente con <strong>Armoury Crate</strong> di Asus.</p><p>L’obiettivo è offrire un’interfaccia semplice da usare, che consenta di accedere a giochi Xbox, PC, streaming in cloud e app come Discord con la stessa facilità.</p><p>Se le Xbox Ally riusciranno a garantire prestazioni all’altezza, potrebbero rappresentare un’alternativa davvero interessante, o una console <strong>complementare,</strong> rispetto a Steam Deck. Anche perché, al momento, è la <strong>Nintendo Switch 2</strong> a dominare la scena portatile: per rendersene conto basta dare un’occhiata a quanto sia difficile trovarla in stock.</p><p>Un portatile Xbox come la Ally potrebbe quindi rubare la scena, almeno per un po’. Per ora <strong>non ci sono dettagli ufficiali su prezzo o data di uscita</strong>, ma è probabile che si allineino a quelli degli attuali modelli ROG Ally.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11 dice basta a Edge?  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha deciso di allentare le continue richieste agli utenti per utilizzare <strong>Edge</strong> come browser predefinito in <strong>Windows 11</strong>, ma questa novità riguarda <strong>esclusivamente l’Area Economica Europea (EEA)</strong>, in risposta alle normative imposte dal <strong>Digital Markets Act</strong>.</p><p>Purtroppo, al di fuori di questa area, tra cui anche l’Italia, queste modifiche <strong>non verranno implementate</strong>, almeno per il momento, in assenza di pressioni regolatorie equivalenti.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.techspot.com/news/108164-edge-stop-bugging-you-windows-default-browser-if.html" target="_blank"><strong>TechSpot</strong></a>, il cambiamento principale consiste nel fatto che <strong>Edge non chiederà più automaticamente di diventare il browser predefinito</strong> su <strong>Windows 10</strong> e <strong>Windows 11</strong>. La richiesta verrà mostrata solo se si apre volontariamente Edge. Questa funzione è già attiva con la versione <strong>137.0.3296.52</strong>, rilasciata a fine maggio.</p><p>Un’altra modifica importante è che <strong>una volta disinstallato Edge, le altre applicazioni Microsoft non suggeriranno più di reinstallarlo</strong>. Inoltre, quando si imposta un altro browser come predefinito, questo sarà associato a <strong>molti più formati di file e tipi di collegamento</strong>, evitando così che determinati contenuti vengano aperti comunque con Edge, una pratica che Microsoft aveva mantenuto per tenere il proprio browser in primo piano.</p><p>Cambia anche il comportamento della <strong>casella di ricerca di Windows</strong>: i risultati web cliccati saranno aperti direttamente nel browser scelto dagli utenti, e non più automaticamente in Edge tramite <strong>Bing</strong>.</p><p>Tutte queste modifiche verranno distribuite <strong>nel corso di giugno</strong> nei paesi dell’<strong>Area Economica Europea</strong>, con l’eccezione dell’aggiornamento principale – quello già disponibile con la nuova versione di Edge.</p><p>Un’ulteriore novità rilevante riguarda la <strong>possibilità futura di disinstallare completamente il Microsoft Store</strong>: una funzione richiesta da tempo dagli utenti più esperti, prevista però <strong>non prima della fine del 2025</strong>.</p><p>Microsoft ha comunque chiarito che, anche dopo la rimozione dello Store, le applicazioni installate tramite quest’ultimo <strong>continueranno a ricevere aggiornamenti di sicurezza</strong>, garantendo così la protezione del sistema.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/edge/windows-11-dice-basta-a-edge</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Stop ai messaggi insistenti per usare Edge, ma solo per chi vive in Europa: altrove, Microsoft continuerà a forzare la mano. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">PcLdyiWibdYtu2929Yyhbh</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Edge]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Unhappy]]></media:title>
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                                <p>Microsoft ha deciso di allentare le continue richieste agli utenti per utilizzare <strong>Edge</strong> come browser predefinito in <strong>Windows 11</strong>, ma questa novità riguarda <strong>esclusivamente l’Area Economica Europea (EEA)</strong>, in risposta alle normative imposte dal <strong>Digital Markets Act</strong>.</p><p>Purtroppo, al di fuori di questa area, tra cui anche l’Italia, queste modifiche <strong>non verranno implementate</strong>, almeno per il momento, in assenza di pressioni regolatorie equivalenti.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.techspot.com/news/108164-edge-stop-bugging-you-windows-default-browser-if.html" target="_blank"><strong>TechSpot</strong></a>, il cambiamento principale consiste nel fatto che <strong>Edge non chiederà più automaticamente di diventare il browser predefinito</strong> su <strong>Windows 10</strong> e <strong>Windows 11</strong>. La richiesta verrà mostrata solo se si apre volontariamente Edge. Questa funzione è già attiva con la versione <strong>137.0.3296.52</strong>, rilasciata a fine maggio.</p><p>Un’altra modifica importante è che <strong>una volta disinstallato Edge, le altre applicazioni Microsoft non suggeriranno più di reinstallarlo</strong>. Inoltre, quando si imposta un altro browser come predefinito, questo sarà associato a <strong>molti più formati di file e tipi di collegamento</strong>, evitando così che determinati contenuti vengano aperti comunque con Edge, una pratica che Microsoft aveva mantenuto per tenere il proprio browser in primo piano.</p><p>Cambia anche il comportamento della <strong>casella di ricerca di Windows</strong>: i risultati web cliccati saranno aperti direttamente nel browser scelto dagli utenti, e non più automaticamente in Edge tramite <strong>Bing</strong>.</p><p>Tutte queste modifiche verranno distribuite <strong>nel corso di giugno</strong> nei paesi dell’<strong>Area Economica Europea</strong>, con l’eccezione dell’aggiornamento principale – quello già disponibile con la nuova versione di Edge.</p><p>Un’ulteriore novità rilevante riguarda la <strong>possibilità futura di disinstallare completamente il Microsoft Store</strong>: una funzione richiesta da tempo dagli utenti più esperti, prevista però <strong>non prima della fine del 2025</strong>.</p><p>Microsoft ha comunque chiarito che, anche dopo la rimozione dello Store, le applicazioni installate tramite quest’ultimo <strong>continueranno a ricevere aggiornamenti di sicurezza</strong>, garantendo così la protezione del sistema.</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ SteamOS si migliora ancora: un nuovo grande aggiornamento in beta ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Microsoft </strong>continua a far discutere con <strong>Windows 11</strong> tra i giocatori PC, soprattutto dopo l’aggiornamento 24H2. Nel frattempo, Valve rilancia SteamOS come alternativa concreta per gli utenti di handheld gaming, spostando l’attenzione oltre lo Steam Deck.</p><p>Come segnalato da <a href="https://www.gamingonlinux.com/2025/05/steamos-3-7-9-beta-has-fixes-for-rog-ally-legion-go-s-booting-on-strix-point/" target="_blank">GamingOnLinux</a>, V<strong>alve ha rilasciato la beta di SteamOS 3.7.9</strong>, a pochi giorni dalla versione stabile 3.7. L’aggiornamento porta miglioramenti significativi per dispositivi come <strong>Lenovo Legion Go S</strong> e altri handheld basati su <strong>AMD</strong>: si parla di fix per i comandi, miglioramenti nel frame pacing e varie ottimizzazioni, tutte descritte nelle patch note ufficiali.</p><p><strong>Valve ha recentemente confermato l’intenzione di supportare dispositivi portatili non ufficialmente licenziati per SteamOS</strong>, e i fatti lo dimostrano: a una sola settimana dall’update stabile, è già disponibile una beta pensata per altri device. Esistono anche alternative community-based come Bazzite, attive da più tempo e con un ottimo livello di supporto.</p><p>Il confronto con <strong>Windows 11</strong> è sempre più netto. Il sistema operativo <strong>Microsoft continua a privilegiare desktop e laptop</strong>, mentre SteamOS si dimostra più adatto ai portatili da gaming. I produttori come Asus e Lenovo offrono soluzioni software dedicate (come Armoury Crate), ma la resa in gioco su SteamOS si conferma spesso superiore, anche grazie all’assenza di bloatware e processi non essenziali in background.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7cX8WG78TP6885ueZy5EBk" name="1742920426.jpg" alt="Mobile phone with logo of video game distribution platform Steam operated by Valve on screen in front of web page" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7cX8WG78TP6885ueZy5EBk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: T. Schneider / Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Con funzionalità come lo <strong>sleep mode</strong>, il <strong>quick resume</strong> e soprattutto una <strong>performance superiore</strong>, lasciare Windows 11 è stata una scelta naturale per molti possessori di handheld da gaming – incluso chi usa SteamOS o Bazzite. E non sarà sorprendente vedere sempre più utenti di <strong>Asus ROG Ally X</strong>, <strong>MSI Claw 8 AI+</strong> e <strong>Lenovo Legion Go</strong> seguire lo stesso percorso.</p><p>Su Windows 11, la modalità riposo è un disastro: attivarla tramite il tasto d’accensione spesso riaccende lo schermo da solo (soprattutto durante una sessione di gioco), o peggio ancora causa crash e freeze al momento del ripristino. Una frustrazione che si aggiunge a <strong>micro-stuttering costanti</strong>, <strong>driver grafici carenti</strong>, <strong>AFMF (frame generation AMD) inefficiente</strong> e il solito <strong>bloatware</strong> di sistema. Tornare a Windows, oggi, sarebbe un passo indietro.</p><p>C’è però un segnale incoraggiante: <strong>sempre più sviluppatori stanno lavorando per garantire compatibilità tra i propri giochi con anti-cheat e i sistemi basati su Linux</strong>. L’esempio più recente è <strong>Splitgate 2</strong>, che ha ricevuto un aggiornamento ad hoc, come riportato da GamingOnLinux. Un trend che speriamo possa diventare lo standard.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/gaming-pcs/steamos-si-migliora-ancora-un-nuovo-grande-aggiornamento-in-beta</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Fix mirati per i portatili Legion e prestazioni superiori a Windows 11 secondo gli utenti. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">YSHiniFRXCfBQWi9D4GRHB</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Gaming Computers]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Steam logo on a Windows 11 background]]></media:title>
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                                <p><strong>Microsoft </strong>continua a far discutere con <strong>Windows 11</strong> tra i giocatori PC, soprattutto dopo l’aggiornamento 24H2. Nel frattempo, Valve rilancia SteamOS come alternativa concreta per gli utenti di handheld gaming, spostando l’attenzione oltre lo Steam Deck.</p><p>Come segnalato da <a href="https://www.gamingonlinux.com/2025/05/steamos-3-7-9-beta-has-fixes-for-rog-ally-legion-go-s-booting-on-strix-point/" target="_blank">GamingOnLinux</a>, V<strong>alve ha rilasciato la beta di SteamOS 3.7.9</strong>, a pochi giorni dalla versione stabile 3.7. L’aggiornamento porta miglioramenti significativi per dispositivi come <strong>Lenovo Legion Go S</strong> e altri handheld basati su <strong>AMD</strong>: si parla di fix per i comandi, miglioramenti nel frame pacing e varie ottimizzazioni, tutte descritte nelle patch note ufficiali.</p><p><strong>Valve ha recentemente confermato l’intenzione di supportare dispositivi portatili non ufficialmente licenziati per SteamOS</strong>, e i fatti lo dimostrano: a una sola settimana dall’update stabile, è già disponibile una beta pensata per altri device. Esistono anche alternative community-based come Bazzite, attive da più tempo e con un ottimo livello di supporto.</p><p>Il confronto con <strong>Windows 11</strong> è sempre più netto. Il sistema operativo <strong>Microsoft continua a privilegiare desktop e laptop</strong>, mentre SteamOS si dimostra più adatto ai portatili da gaming. I produttori come Asus e Lenovo offrono soluzioni software dedicate (come Armoury Crate), ma la resa in gioco su SteamOS si conferma spesso superiore, anche grazie all’assenza di bloatware e processi non essenziali in background.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7cX8WG78TP6885ueZy5EBk" name="1742920426.jpg" alt="Mobile phone with logo of video game distribution platform Steam operated by Valve on screen in front of web page" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7cX8WG78TP6885ueZy5EBk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: T. Schneider / Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Con funzionalità come lo <strong>sleep mode</strong>, il <strong>quick resume</strong> e soprattutto una <strong>performance superiore</strong>, lasciare Windows 11 è stata una scelta naturale per molti possessori di handheld da gaming – incluso chi usa SteamOS o Bazzite. E non sarà sorprendente vedere sempre più utenti di <strong>Asus ROG Ally X</strong>, <strong>MSI Claw 8 AI+</strong> e <strong>Lenovo Legion Go</strong> seguire lo stesso percorso.</p><p>Su Windows 11, la modalità riposo è un disastro: attivarla tramite il tasto d’accensione spesso riaccende lo schermo da solo (soprattutto durante una sessione di gioco), o peggio ancora causa crash e freeze al momento del ripristino. Una frustrazione che si aggiunge a <strong>micro-stuttering costanti</strong>, <strong>driver grafici carenti</strong>, <strong>AFMF (frame generation AMD) inefficiente</strong> e il solito <strong>bloatware</strong> di sistema. Tornare a Windows, oggi, sarebbe un passo indietro.</p><p>C’è però un segnale incoraggiante: <strong>sempre più sviluppatori stanno lavorando per garantire compatibilità tra i propri giochi con anti-cheat e i sistemi basati su Linux</strong>. L’esempio più recente è <strong>Splitgate 2</strong>, che ha ricevuto un aggiornamento ad hoc, come riportato da GamingOnLinux. Un trend che speriamo possa diventare lo standard.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Steam in arrivo nel Microsoft Store? Un leak apre a una rivoluzione per PC e Xbox ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La frammentazione delle piattaforme è da anni uno dei problemi principali per i videogiocatori su PC. Tra Steam, Epic Games Store, GOG e altri launcher, tenere traccia della propria libreria è spesso un'impresa (<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-per-pc" target="_blank">qui trovate i migliori giochi PC</a>), ma qualcosa potrebbe cambiare presto.</p><p>Secondo un <strong>leak pubblicato da </strong><a href="https://x.com/eXtas1stv/status/1924164356696113317" target="_blank"><strong>@eXtas1stv su X</strong></a>, Microsoft starebbe <strong>testando internamente l'integrazione di Steam nel Microsoft Store</strong>. In un video su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=YZfAx5-EJRs" target="_blank">YouTube </a>collegato al post, il leaker afferma che l'app <strong>“Steam Developer Beta”</strong> è già comparsa tra i software supportati dai dispositivi Microsoft, anche se al momento sarebbe accessibile solo da <strong>dipendenti e collaboratori selezionati</strong>.</p><p>L'obiettivo? <strong>Permettere l’avvio di Steam in modo più fluido e diretto negli ambienti Windows</strong>, migliorando l’esperienza utente e riducendo la dipendenza da launcher separati.</p><p>Ma c'è di più: secondo @eXtas1stv, <strong>i futuri dispositivi Xbox saranno sempre più simili a PC</strong>, sia a livello di hardware che di ambiente software. In quest’ottica, <strong>l’integrazione di Steam (e forse anche di Epic Games Store)</strong> nel Microsoft Store sarebbe un passo naturale.</p><p>Se confermata, questa mossa rappresenterebbe una piccola ma significativa rivoluzione nella gestione delle librerie digitali, avvicinando ancora di più l’ecosistema Xbox a quello PC.</p><h2 id="steam-nel-microsoft-store-c-e-chi-ci-crede-ma-mancano-le-prove">Steam nel Microsoft Store? C’è chi ci crede, ma mancano le prove</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hu8VDCFtRdkPJ4X6r5S2AZ" name="Steam" alt="Steam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hu8VDCFtRdkPJ4X6r5S2AZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Steam)</span></figcaption></figure><p>Al momento, le dichiarazioni di <strong>@eXtas1stv</strong> restano senza conferme ufficiali: né Microsoft né Valve hanno rilasciato dichiarazioni, e non esistono prove concrete che Steam sia effettivamente in fase di test all'interno del Microsoft Store.</p><p><strong>Come potrebbe funzionare l'integrazione?</strong> </p><p>Secondo <a href="https://www.notebookcheck.net/Microsoft-may-be-testing-Steam-integration-inside-its-Store-according-to-new-leak.1019109.0.html" target="_blank"><strong>Notebookcheck</strong></a>, una possibilità concreta potrebbe essere quella di un <strong>collegamento backend tra gli account</strong>, simile a quanto già avviene tra Steam e piattaforme come l'app EA o il PlayStation Network. In questo scenario, non ci sarebbe una fusione tra gli store, ma piuttosto una sincronizzazione dei dati come <strong>obiettivi, progressi e giochi posseduti</strong>.</p><p>Se davvero Microsoft sta sperimentando questa funzionalità tramite il <strong>programma Insider</strong>, potremmo vederne tracce già nelle prossime settimane. Fino ad allora, però, è bene prendere le indiscrezioni con la dovuta cautela.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/gaming-pcs/steam-in-arrivo-nel-microsoft-store-un-leak-apre-a-una-rivoluzione-per-pc-e-xbox</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft starebbe testando l’integrazione di Steam nei suoi ambienti: futuro più unificato per gaming e store digitali. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Windows 11 showing Edge extensions in the new Microsoft Store]]></media:title>
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                                <p>La frammentazione delle piattaforme è da anni uno dei problemi principali per i videogiocatori su PC. Tra Steam, Epic Games Store, GOG e altri launcher, tenere traccia della propria libreria è spesso un'impresa (<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-per-pc" target="_blank">qui trovate i migliori giochi PC</a>), ma qualcosa potrebbe cambiare presto.</p><p>Secondo un <strong>leak pubblicato da </strong><a href="https://x.com/eXtas1stv/status/1924164356696113317" target="_blank"><strong>@eXtas1stv su X</strong></a>, Microsoft starebbe <strong>testando internamente l'integrazione di Steam nel Microsoft Store</strong>. In un video su <a href="https://www.youtube.com/watch?v=YZfAx5-EJRs" target="_blank">YouTube </a>collegato al post, il leaker afferma che l'app <strong>“Steam Developer Beta”</strong> è già comparsa tra i software supportati dai dispositivi Microsoft, anche se al momento sarebbe accessibile solo da <strong>dipendenti e collaboratori selezionati</strong>.</p><p>L'obiettivo? <strong>Permettere l’avvio di Steam in modo più fluido e diretto negli ambienti Windows</strong>, migliorando l’esperienza utente e riducendo la dipendenza da launcher separati.</p><p>Ma c'è di più: secondo @eXtas1stv, <strong>i futuri dispositivi Xbox saranno sempre più simili a PC</strong>, sia a livello di hardware che di ambiente software. In quest’ottica, <strong>l’integrazione di Steam (e forse anche di Epic Games Store)</strong> nel Microsoft Store sarebbe un passo naturale.</p><p>Se confermata, questa mossa rappresenterebbe una piccola ma significativa rivoluzione nella gestione delle librerie digitali, avvicinando ancora di più l’ecosistema Xbox a quello PC.</p><h2 id="steam-nel-microsoft-store-c-e-chi-ci-crede-ma-mancano-le-prove">Steam nel Microsoft Store? C’è chi ci crede, ma mancano le prove</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hu8VDCFtRdkPJ4X6r5S2AZ" name="Steam" alt="Steam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hu8VDCFtRdkPJ4X6r5S2AZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Steam)</span></figcaption></figure><p>Al momento, le dichiarazioni di <strong>@eXtas1stv</strong> restano senza conferme ufficiali: né Microsoft né Valve hanno rilasciato dichiarazioni, e non esistono prove concrete che Steam sia effettivamente in fase di test all'interno del Microsoft Store.</p><p><strong>Come potrebbe funzionare l'integrazione?</strong> </p><p>Secondo <a href="https://www.notebookcheck.net/Microsoft-may-be-testing-Steam-integration-inside-its-Store-according-to-new-leak.1019109.0.html" target="_blank"><strong>Notebookcheck</strong></a>, una possibilità concreta potrebbe essere quella di un <strong>collegamento backend tra gli account</strong>, simile a quanto già avviene tra Steam e piattaforme come l'app EA o il PlayStation Network. In questo scenario, non ci sarebbe una fusione tra gli store, ma piuttosto una sincronizzazione dei dati come <strong>obiettivi, progressi e giochi posseduti</strong>.</p><p>Se davvero Microsoft sta sperimentando questa funzionalità tramite il <strong>programma Insider</strong>, potremmo vederne tracce già nelle prossime settimane. Fino ad allora, però, è bene prendere le indiscrezioni con la dovuta cautela.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Huawei ha un piano per dire addio a Windows, e potrebbe cambiare tutto ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con HarmonyOS Next, il colosso cinese punta al controllo completo del suo ecosistema tech, anche senza Microsoft. ]]>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Quella che era iniziata come una <strong>strategia di sopravvivenza</strong> contro le sanzioni statunitensi si è trasformata in un’<strong>ambiziosa offensiva software</strong>: <strong>Huawei vuole fare di HarmonyOS un sistema operativo dominante</strong>, non solo su smartphone e tablet, ma anche su <strong>TV e prossimamente su PC</strong>.</p><p>Dopo aver <strong>perso l’accesso alle licenze di Microsoft Windows</strong>, il colosso cinese si prepara a lanciare una nuova fase del suo ecosistema, con l’obiettivo di <strong>superare un miliardo di utenti</strong>.</p><p>Presentato ufficialmente nel 2019 dopo <strong>sette anni di sviluppo</strong>, HarmonyOS - chiamato <strong>Hongmeng</strong> in Cina - è nato come <strong>risposta diretta all’esclusione di Huawei dal mondo Android</strong> e dai servizi Google. Ora, però, punta a diventare <strong>un’alternativa completa e indipendente</strong>, capace di unificare tutti i dispositivi (<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">qui trovate i migliori</a>) dell’ecosistema Huawei sotto un’unica piattaforma.</p><h2 id="a-billion-smartphones-powered-by-harmonyos">A billion smartphones powered by HarmonyOS</h2><p>HarmonyOS è apparso per la prima volta sui <strong>televisori smart</strong>, per poi <strong>espandersi rapidamente agli smartphone nel 2021</strong>. Alla fine del 2024, oltre <strong>900 milioni di dispositivi</strong> utilizzavano già il sistema operativo di Huawei, e il superamento del traguardo <strong>del miliardo di utenti</strong> è ormai imminente.</p><p>Questa rapida diffusione si riflette anche nella <strong>performance di Huawei nel mercato mobile</strong>: i suoi smartphone hanno recentemente <strong>superato Apple in Cina</strong>, conquistando il <strong>19% della quota di mercato</strong>, contro il <strong>17% di Apple</strong>.</p><p>Grazie a questa crescita, Huawei ha consolidato le basi per <strong>estendere HarmonyOS a un numero sempre maggiore di dispositivi</strong>, con l’obiettivo di creare un ecosistema integrato simile a quello di Apple tra iOS, iPadOS e macOS.</p><p>A marzo 2025, è scaduta la <strong>licenza di Huawei per l’utilizzo di Microsoft Windows</strong>, che non può essere rinnovata a causa delle sanzioni statunitensi. Per questo motivo, Huawei compie un <strong>nuovo passo deciso</strong>, annunciando che <strong>i futuri laptop adotteranno HarmonyOS</strong> al posto di Windows.</p><p>L’azienda ha già mostrato in anteprima un nuovo <strong>portatile senza nome con HarmonyOS 5</strong>, conosciuto anche come <strong>HarmonyOS Next</strong>. A differenza delle versioni precedenti, <strong>questa edizione non è più basata su Android</strong>, ma è <strong>interamente sviluppata internamente</strong>. Il lancio ufficiale del dispositivo è atteso entro la fine del mese.</p><p>Il nuovo sistema operativo è compatibile con <strong>strumenti per la produttività come WPS Office</strong> e applicazioni aziendali come <strong>DingTalk</strong>. Inoltre, <strong>migliaia di app mobili HarmonyOS</strong> saranno eseguibili anche su laptop, offrendo un’esperienza d’uso familiare e vicina a quella degli smartphone.</p><p>Con un ecosistema così vasto, HarmonyOS si candida a diventare <strong>una delle migliori alternative a Windows</strong>, soprattutto nei paesi dove <strong>l’accesso ai prodotti Microsoft è limitato o vietato</strong>.</p><p>Tuttavia, se i laptop continueranno a utilizzare <strong>processori AMD o Intel</strong>, gli utenti potrebbero comunque avere la possibilità di <strong>installare Windows in dual boot</strong> o di optare per <strong>distribuzioni Linux alternative</strong>.</p><p>Via <a href="https://www.tomshardware.com/software/operating-systems/harmonyos-replacing-windows-on-huawei-laptops-delivers-connectivity-across-the-ecosystem#xenforo-comments-3879120" target="_blank" rel="nofollow"><em>Tomshardware</em></a></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft Edge vuole mettere Copilot al centro della scena (ma potrebbe non essere una cattiva idea) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Microsoft Edge</strong> integra già l’assistente IA <strong>Copilot</strong>, ma nelle versioni di test più recenti sta assumendo un ruolo centrale all’interno della pagina <strong>Nuova Scheda</strong> (New Tab Page, o NTP). La novità è emersa nel canale <strong>Canary</strong>, la versione sperimentale più avanzata del browser, e richiede l’attivazione manuale di alcune <strong>funzionalità sperimentali</strong>.</p><p>Attualmente, nella versione stabile di Edge, la NTP presenta un campo centrale per le ricerche Bing e, facoltativamente, un feed informativo basato su contenuti di MSN. Gli utenti possono personalizzare l’interfaccia riducendo o espandendo la visibilità del feed.</p><p>Nel nuovo layout in fase di test, tutto ciò viene sostituito da un <strong>prompt centrale per Copilot</strong>, attraverso il quale è possibile digitare una ricerca tradizionale oppure interagire direttamente con l’assistente IA, come già avviene nel pannello laterale di Edge o tramite Copilot in Windows.</p><p>Sotto il prompt sono presenti <strong>pulsanti rapidi</strong> per avviare azioni comuni, come “scrivere una bozza” o “scoprire qualcosa di nuovo”. Inoltre, un <strong>menu a tendina</strong> consente di selezionare il comportamento della NTP:</p><p><strong>- Default</strong>: una combinazione tra suggerimenti di ricerca e risposte AI, con Edge che sceglie dinamicamente il tipo di risposta in base all’input.</p><p><strong>- Search and Navigate</strong>: modalità più tradizionale, focalizzata sulla ricerca web senza intervento dell’IA.</p><p><strong>- Chat</strong>: esperienza conversazionale completa con Copilot.</p><p>Questa nuova impostazione mira a offrire agli utenti <strong>un controllo flessibile</strong> su come interagire con il browser, combinando funzioni di ricerca classiche con strumenti avanzati basati su intelligenza artificiale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1645px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:54.35%;"><img id="XpohJbboNKywRBptSF327K" name="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" alt="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XpohJbboNKywRBptSF327K-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1645" height="894" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Windows Latest / Microsoft)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-piu-ia-ma-piu-snella-per-ora">Analisi: Più IA, ma più snella (per ora)</h2><p>È importante precisare che queste modifiche alla <strong>Nuova Scheda</strong> (NTP) di <strong>Microsoft Edge</strong> non sono ancora ufficialmente in fase di test: si trovano attualmente in una fase iniziale di sviluppo, in preparazione per il <strong>canale Canary</strong>. Alcune funzioni, come la modalità <em>Chat</em>, non sono ancora operative e attualmente restituiscono semplicemente risultati di ricerca tramite Bing. Anche i pulsanti rapidi, come quello per scrivere una bozza, non risultano ancora funzionanti. In sostanza, si tratta di un’idea embrionale, soggetta a cambiamenti prima di essere distribuita anche agli utenti tester.</p><p>Nonostante ciò, è chiara la direzione intrapresa da Microsoft. La nuova impostazione della pagina Nuova Scheda appare più ordinata, con un'interfaccia semplificata che elimina il feed di contenuti MSN, spesso considerato superfluo da molti utenti.</p><p>Alcuni osservatori potrebbero interpretare questo aggiornamento come un ulteriore tentativo di Microsoft di integrare e promuovere <strong>Copilot</strong> e le funzionalità basate su IA. Tuttavia, va riconosciuto che è possibile <strong>disattivare le risposte AI</strong>, selezionando l’opzione dedicata alla sola ricerca web. Se l’eliminazione del contenuto promozionale di MSN è una conseguenza di questa integrazione, per molti potrebbe rappresentare un compromesso accettabile.</p><p>Detto ciò, <strong>Windows Latest</strong> segnala che Microsoft sta testando l’integrazione di contenuti MSN personalizzati anche all’interno di <strong>Copilot su Android</strong>. È quindi plausibile che, in futuro, parte di questi contenuti venga reintrodotta attraverso il box Copilot nella NTP aggiornata. Sebbene la configurazione finale non sia ancora definita, è improbabile che Microsoft rinunci completamente alla promozione del proprio ecosistema editoriale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/edge/microsoft-edge-vuole-mettere-copilot-al-centro-della-scena-ma-potrebbe-non-essere-una-cattiva-idea</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Copilot al centro della nuova scheda di Edge, in un design più pulito e personalizzabile. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Edge]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Browsers]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Microsoft Edge logo on a black background displayed on a laptop screen.]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><strong>Microsoft Edge</strong> integra già l’assistente IA <strong>Copilot</strong>, ma nelle versioni di test più recenti sta assumendo un ruolo centrale all’interno della pagina <strong>Nuova Scheda</strong> (New Tab Page, o NTP). La novità è emersa nel canale <strong>Canary</strong>, la versione sperimentale più avanzata del browser, e richiede l’attivazione manuale di alcune <strong>funzionalità sperimentali</strong>.</p><p>Attualmente, nella versione stabile di Edge, la NTP presenta un campo centrale per le ricerche Bing e, facoltativamente, un feed informativo basato su contenuti di MSN. Gli utenti possono personalizzare l’interfaccia riducendo o espandendo la visibilità del feed.</p><p>Nel nuovo layout in fase di test, tutto ciò viene sostituito da un <strong>prompt centrale per Copilot</strong>, attraverso il quale è possibile digitare una ricerca tradizionale oppure interagire direttamente con l’assistente IA, come già avviene nel pannello laterale di Edge o tramite Copilot in Windows.</p><p>Sotto il prompt sono presenti <strong>pulsanti rapidi</strong> per avviare azioni comuni, come “scrivere una bozza” o “scoprire qualcosa di nuovo”. Inoltre, un <strong>menu a tendina</strong> consente di selezionare il comportamento della NTP:</p><p><strong>- Default</strong>: una combinazione tra suggerimenti di ricerca e risposte AI, con Edge che sceglie dinamicamente il tipo di risposta in base all’input.</p><p><strong>- Search and Navigate</strong>: modalità più tradizionale, focalizzata sulla ricerca web senza intervento dell’IA.</p><p><strong>- Chat</strong>: esperienza conversazionale completa con Copilot.</p><p>Questa nuova impostazione mira a offrire agli utenti <strong>un controllo flessibile</strong> su come interagire con il browser, combinando funzioni di ricerca classiche con strumenti avanzati basati su intelligenza artificiale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1645px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:54.35%;"><img id="XpohJbboNKywRBptSF327K" name="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" alt="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XpohJbboNKywRBptSF327K-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1645" height="894" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Windows Latest / Microsoft)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-piu-ia-ma-piu-snella-per-ora">Analisi: Più IA, ma più snella (per ora)</h2><p>È importante precisare che queste modifiche alla <strong>Nuova Scheda</strong> (NTP) di <strong>Microsoft Edge</strong> non sono ancora ufficialmente in fase di test: si trovano attualmente in una fase iniziale di sviluppo, in preparazione per il <strong>canale Canary</strong>. Alcune funzioni, come la modalità <em>Chat</em>, non sono ancora operative e attualmente restituiscono semplicemente risultati di ricerca tramite Bing. Anche i pulsanti rapidi, come quello per scrivere una bozza, non risultano ancora funzionanti. In sostanza, si tratta di un’idea embrionale, soggetta a cambiamenti prima di essere distribuita anche agli utenti tester.</p><p>Nonostante ciò, è chiara la direzione intrapresa da Microsoft. La nuova impostazione della pagina Nuova Scheda appare più ordinata, con un'interfaccia semplificata che elimina il feed di contenuti MSN, spesso considerato superfluo da molti utenti.</p><p>Alcuni osservatori potrebbero interpretare questo aggiornamento come un ulteriore tentativo di Microsoft di integrare e promuovere <strong>Copilot</strong> e le funzionalità basate su IA. Tuttavia, va riconosciuto che è possibile <strong>disattivare le risposte AI</strong>, selezionando l’opzione dedicata alla sola ricerca web. Se l’eliminazione del contenuto promozionale di MSN è una conseguenza di questa integrazione, per molti potrebbe rappresentare un compromesso accettabile.</p><p>Detto ciò, <strong>Windows Latest</strong> segnala che Microsoft sta testando l’integrazione di contenuti MSN personalizzati anche all’interno di <strong>Copilot su Android</strong>. È quindi plausibile che, in futuro, parte di questi contenuti venga reintrodotta attraverso il box Copilot nella NTP aggiornata. Sebbene la configurazione finale non sia ancora definita, è improbabile che Microsoft rinunci completamente alla promozione del proprio ecosistema editoriale.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11, nuove funzioni AI in arrivo (ma solo su alcuni PC) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha rilasciato una nuova versione di anteprima di Windows 11, ricca di novità interessanti, soprattutto per quanto riguarda la ricerca e l’accessibilità. Si tratta della build 26120.3872 nel canale Beta, e alcune delle funzioni introdotte sono pensate esclusivamente per i PC <strong>Copilot+</strong> con chip <strong>Snapdragon</strong> (architettura Arm).</p><p>Una delle novità principali è l’integrazione dell’app <strong>Reading Coach</strong> all’interno della funzione <strong>Click to Do</strong>. Per chi non la conoscesse, Click to Do è una funzione intelligente che suggerisce azioni contestuali basate sull’IA, introdotta insieme a Recall sui dispositivi Copilot+. Reading Coach, disponibile gratuitamente dal 2024 tramite il Microsoft Store, è un’app pensata per migliorare lettura e pronuncia: ora può essere richiamata direttamente dal menu contestuale di Click to Do, permettendo di esercitarsi su qualsiasi testo selezionato (a patto di aver installato l’app, naturalmente).</p><p>Sempre per i Copilot+ PC, debutta anche la possibilità di leggere testi con <strong>Immersive Reader</strong>, una modalità progettata per chi ha <strong>dislessia</strong> o <strong>disgrafia</strong>. Con questa funzione è possibile regolare dimensione e spaziatura del testo, tipo di carattere, tema di sfondo, e attivare un dizionario illustrato che mostra immagini per spiegare parole complesse. Il testo può anche essere letto ad alta voce o suddiviso in sillabe.</p><p>Un’altra novità interessante – attualmente disponibile solo nello <strong>Spazio Economico Europeo</strong> – è la possibilità di cercare immagini salvate su <strong>OneDrive</strong> direttamente dalla barra di ricerca di Windows 11. Anche in questo caso l’IA entra in gioco: è possibile usare un linguaggio naturale per cercare foto (ad esempio “costumi di Halloween”), e il sistema mostrerà risultati sia dal cloud che dal dispositivo.</p><p>Tutte queste funzionalità sono in fase di test su PC <strong>Copilot+ con Snapdragon</strong>, ma arriveranno in futuro anche per i dispositivi con processori <strong>AMD</strong> e <strong>Intel</strong>.</p><p>Infine, c’è una novità valida per tutti gli utenti: <strong>Voice Access</strong> ora permette di aggiungere parole personalizzate al dizionario. Se il sistema fatica a riconoscere una parola pronunciata, è possibile registrarla manualmente, migliorando così il riconoscimento vocale nelle future dettature.</p><p>Oltre a queste novità, la build include anche varie ottimizzazioni e miglioramenti minori, tutti dettagliati nel post ufficiale di Microsoft sul blog dedicato alle versioni Beta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2794px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="uzNL7RuUxYgC2cD3sp4wb7" name="Windows 11 Reading Coach choice in Click to Do" alt="Windows 11 Reading Coach choice in Click to Do" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uzNL7RuUxYgC2cD3sp4wb7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2794" height="1572" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>È positivo vedere che Microsoft continua a investire nello sviluppo di funzionalità legate all’accessibilità e all’apprendimento in Windows 11, anche se molte delle novità più avanzate sono attualmente riservate ai dispositivi <strong>Copilot+ con processore Snapdragon</strong>. È evidente che l’azienda stia dando priorità a questa piattaforma, ma secondo quanto comunicato, le stesse funzionalità verranno rese disponibili anche per i PC Copilot+ con processori <strong>AMD</strong> e <strong>Intel</strong>, seguendo una logica di distribuzione progressiva.</p><p>Tra le novità introdotte, spicca il miglioramento di <strong>Voice Access</strong>, che ora consente di <strong>aggiungere parole personalizzate</strong> al dizionario. Si tratta di un’aggiunta utile per migliorare la precisione del riconoscimento vocale, soprattutto in caso di termini che il sistema fatica a interpretare correttamente. Considerando che Voice Access sfrutta la tecnologia sviluppata da <strong>Nuance</strong>, azienda acquisita da Microsoft nel 2021, questa integrazione rappresenta un passo avanti atteso e importante.</p><p>In ogni caso, la disponibilità gratuita di Voice Access - integrata in Windows 11 - rende queste funzionalità accessibili a un’ampia platea di utenti, contribuendo a migliorare l’inclusività dell’intero sistema operativo.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-11-nuove-funzioni-ai-in-arrivo-ma-solo-su-alcuni-pc</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Le novità per ricerca, accessibilità e lettura saranno inizialmente disponibili solo sui Copilot+ con chip Snapdragon. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <p>Microsoft ha rilasciato una nuova versione di anteprima di Windows 11, ricca di novità interessanti, soprattutto per quanto riguarda la ricerca e l’accessibilità. Si tratta della build 26120.3872 nel canale Beta, e alcune delle funzioni introdotte sono pensate esclusivamente per i PC <strong>Copilot+</strong> con chip <strong>Snapdragon</strong> (architettura Arm).</p><p>Una delle novità principali è l’integrazione dell’app <strong>Reading Coach</strong> all’interno della funzione <strong>Click to Do</strong>. Per chi non la conoscesse, Click to Do è una funzione intelligente che suggerisce azioni contestuali basate sull’IA, introdotta insieme a Recall sui dispositivi Copilot+. Reading Coach, disponibile gratuitamente dal 2024 tramite il Microsoft Store, è un’app pensata per migliorare lettura e pronuncia: ora può essere richiamata direttamente dal menu contestuale di Click to Do, permettendo di esercitarsi su qualsiasi testo selezionato (a patto di aver installato l’app, naturalmente).</p><p>Sempre per i Copilot+ PC, debutta anche la possibilità di leggere testi con <strong>Immersive Reader</strong>, una modalità progettata per chi ha <strong>dislessia</strong> o <strong>disgrafia</strong>. Con questa funzione è possibile regolare dimensione e spaziatura del testo, tipo di carattere, tema di sfondo, e attivare un dizionario illustrato che mostra immagini per spiegare parole complesse. Il testo può anche essere letto ad alta voce o suddiviso in sillabe.</p><p>Un’altra novità interessante – attualmente disponibile solo nello <strong>Spazio Economico Europeo</strong> – è la possibilità di cercare immagini salvate su <strong>OneDrive</strong> direttamente dalla barra di ricerca di Windows 11. Anche in questo caso l’IA entra in gioco: è possibile usare un linguaggio naturale per cercare foto (ad esempio “costumi di Halloween”), e il sistema mostrerà risultati sia dal cloud che dal dispositivo.</p><p>Tutte queste funzionalità sono in fase di test su PC <strong>Copilot+ con Snapdragon</strong>, ma arriveranno in futuro anche per i dispositivi con processori <strong>AMD</strong> e <strong>Intel</strong>.</p><p>Infine, c’è una novità valida per tutti gli utenti: <strong>Voice Access</strong> ora permette di aggiungere parole personalizzate al dizionario. Se il sistema fatica a riconoscere una parola pronunciata, è possibile registrarla manualmente, migliorando così il riconoscimento vocale nelle future dettature.</p><p>Oltre a queste novità, la build include anche varie ottimizzazioni e miglioramenti minori, tutti dettagliati nel post ufficiale di Microsoft sul blog dedicato alle versioni Beta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2794px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="uzNL7RuUxYgC2cD3sp4wb7" name="Windows 11 Reading Coach choice in Click to Do" alt="Windows 11 Reading Coach choice in Click to Do" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uzNL7RuUxYgC2cD3sp4wb7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2794" height="1572" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>È positivo vedere che Microsoft continua a investire nello sviluppo di funzionalità legate all’accessibilità e all’apprendimento in Windows 11, anche se molte delle novità più avanzate sono attualmente riservate ai dispositivi <strong>Copilot+ con processore Snapdragon</strong>. È evidente che l’azienda stia dando priorità a questa piattaforma, ma secondo quanto comunicato, le stesse funzionalità verranno rese disponibili anche per i PC Copilot+ con processori <strong>AMD</strong> e <strong>Intel</strong>, seguendo una logica di distribuzione progressiva.</p><p>Tra le novità introdotte, spicca il miglioramento di <strong>Voice Access</strong>, che ora consente di <strong>aggiungere parole personalizzate</strong> al dizionario. Si tratta di un’aggiunta utile per migliorare la precisione del riconoscimento vocale, soprattutto in caso di termini che il sistema fatica a interpretare correttamente. Considerando che Voice Access sfrutta la tecnologia sviluppata da <strong>Nuance</strong>, azienda acquisita da Microsoft nel 2021, questa integrazione rappresenta un passo avanti atteso e importante.</p><p>In ogni caso, la disponibilità gratuita di Voice Access - integrata in Windows 11 - rende queste funzionalità accessibili a un’ampia platea di utenti, contribuendo a migliorare l’inclusività dell’intero sistema operativo.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft Copilot Studio ora può usare app e siti web in autonomia ]]></title>
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                            <![CDATA[ La nuova funzione "computer use" dà agli agenti IA il controllo completo di interfacce desktop e browser. ]]>
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                                <p>Microsoft sta potenziando la sua piattaforma <strong>Copilot Studio</strong> con una nuova funzionalità chiamata <strong>“computer use”</strong>, che conferirà agli agenti IA la capacità di interagire autonomamente con siti web e applicazioni desktop, senza necessità di intervento umano.</p><p>Questo aggiornamento permetterà all’intelligenza artificiale di <strong>cliccare pulsanti, navigare tra i menu e digitare nei campi di testo</strong>, agendo come un vero e proprio utente digitale. In pratica, le aziende potranno sviluppare agenti IA in grado di comprendere e usare qualsiasi interfaccia grafica, trattandola come uno strumento da utilizzare in autonomia.</p><p>Il risultato? <strong>Un salto di qualità nell’automazione dei processi</strong>, con una maggiore efficienza nell’interazione con software legacy, piattaforme gestionali e applicativi web, riducendo drasticamente la necessità di script complessi o di input manuale.</p><h2 id="uso-del-computer">“Uso del computer”</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.29%;"><img id="GScA6HmCZY4mKsUWvgDsVm" name="computer use" alt="Microsoft Copilot Studio computer use function for ai agents" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GScA6HmCZY4mKsUWvgDsVm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="546" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Microsoft sta rendendo la sua piattaforma di intelligenza artificiale Copilot Studio ancora più autonoma, introducendo una nuova funzione chiamata "computer use" che consente agli agenti IA di interagire direttamente con applicazioni desktop e siti web, senza alcun intervento umano. La novità permette alla piattaforma di cliccare pulsanti, selezionare menu e digitare nei campi visibili sullo schermo, simulando l’utilizzo manuale dei software.</p><p>Secondo quanto dichiarato da Charles Lamanna, vicepresidente per la divisione Business & Industry Copilot di Microsoft, l’obiettivo è fornire agli utenti aziendali strumenti più intelligenti e versatili per raggiungere i propri obiettivi operativi e legati all’IA. “Copilot Studio è la piattaforma end-to-end per agenti, pensata per aiutare le organizzazioni a raggiungere i propri obiettivi operativi e legati all'IA. Vogliamo permettere agli utenti di ottimizzare i processi, migliorare la produttività e alimentare l'innovazione,” ha scritto Lamanna in un post sul blog ufficiale.</p><p>La funzione “computer use” sarà utile soprattutto nei casi in cui non esistano API ufficiali per connettersi ai software. In questi scenari, l’agente IA potrà comunque operare sui sistemi come farebbe un utente umano, riconoscendo automaticamente eventuali modifiche all’interfaccia dell’applicazione o del sito web. Il supporto è già garantito per i principali browser, inclusi Edge, Chrome e Firefox, e la funzione può essere impiegata sia con app desktop sia con soluzioni web-based.</p><p>Il sistema funziona in tempo reale grazie a strumenti di ragionamento integrati che permettono agli agenti di prendere decisioni in autonomia, consentendo agli sviluppatori di continuare a lavorare senza interruzioni. Lamanna ha indicato alcuni possibili ambiti di applicazione, come l’inserimento automatico di grandi volumi di dati da fonti diverse in un sistema unico, la raccolta di informazioni da più fonti online per ricerche di mercato, o l’elaborazione più rapida e accurata delle fatture.</p><p>Poiché l’infrastruttura è completamente gestita da Microsoft, non è richiesto alcun server aggiuntivo da parte dell’utente, e sono già incluse le misure di sicurezza e conformità previste da Copilot Studio. Il debutto ufficiale della funzione è previsto durante la conferenza Microsoft Build di maggio 2025. L’annuncio segue l’introduzione di “Actions” nella versione commerciale di Copilot, una funzione che consente di portare a termine automaticamente operazioni come prenotazioni di ristoranti, acquisti online o prenotazioni di eventi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11: in arrivo una scorciatoia per copiare tutto il testo da un'immagine ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft sta semplificando ulteriormente l’estrazione del testo da immagini o contenuti visibili sullo schermo in Windows 11.</p><p>Questa funzione basata su tecnologia OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) era già disponibile tramite lo <strong>Strumento di cattura</strong>, ma finora richiedeva <strong>la creazione di uno screenshot</strong> prima di poter estrarre il testo da un’immagine.</p><p>Con un nuovo aggiornamento in fase di test – la <strong>versione preview 11.2503.27.0</strong> dello Strumento di cattura – non è più necessario creare uno screenshot per utilizzare questa funzione. Come riportato da <em>Neowin</em>, sarà sufficiente premere <strong>Windows + Shift + S</strong> per aprire la barra di cattura.</p><p>Qui, accanto alle classiche opzioni, comparirà anche il nuovo <strong>strumento di estrazione del testo</strong>, che permetterà di <strong>selezionare direttamente un’area dello schermo da cui prelevare il testo</strong>, senza salvare alcuna immagine.</p><p>Al momento, la funzione è disponibile solo per gli <strong>utenti Insider</strong>, ma è probabile che venga integrata ufficialmente in uno dei prossimi aggiornamenti di Windows 11.</p><h2 id="analisi-potere-giocattolo-al-popolo">Analisi: Potere (giocattolo) al popolo</h2><p>In sostanza, Microsoft sta integrando in modo diretto in Windows 11 la possibilità di <strong>estrarre testo da immagini o da qualsiasi contenuto visibile a schermo</strong>, senza passaggi intermedi. Una funzionalità già nota agli utenti più esperti grazie alla suite PowerToys, ora resa accessibile a tutti con maggiore semplicità.</p><p>Il nuovo strumento consente infatti di <strong>evitare del tutto la creazione di uno screenshot</strong>, risparmiando tempo e rendendo l’intero processo più immediato. Un miglioramento particolarmente utile per chi ha spesso bisogno di <strong>copiare testi visibili a schermo</strong>, ad esempio da immagini, PDF non modificabili o finestre di programmi.</p><p>Tra le opzioni disponibili, c’è <strong>“Copia tutto il testo”</strong>, che consente di acquisire l’intero contenuto testuale dell’area selezionata. In alternativa, è possibile <strong>selezionare solo una parte del testo</strong>, con anche la possibilità di <strong>rimuovere gli a capo</strong> per ottenere una formattazione più pulita.</p><p>Microsoft continua quindi a <strong>rafforzare le capacità OCR di Windows 11</strong>: un’evoluzione iniziata lo scorso anno con l’introduzione della lettura del testo anche all’interno dell’app Foto.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-11-in-arrivo-una-scorciatoia-per-copiare-tutto-il-testo-da-unimmagine</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con il nuovo aggiornamento dello Strumento di Cattura potrai estrarre testo dallo schermo senza nemmeno fare uno screenshot ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">3xw9R6ygyb3ZUdo69JLfok</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Person using a laptop.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Microsoft sta semplificando ulteriormente l’estrazione del testo da immagini o contenuti visibili sullo schermo in Windows 11.</p><p>Questa funzione basata su tecnologia OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) era già disponibile tramite lo <strong>Strumento di cattura</strong>, ma finora richiedeva <strong>la creazione di uno screenshot</strong> prima di poter estrarre il testo da un’immagine.</p><p>Con un nuovo aggiornamento in fase di test – la <strong>versione preview 11.2503.27.0</strong> dello Strumento di cattura – non è più necessario creare uno screenshot per utilizzare questa funzione. Come riportato da <em>Neowin</em>, sarà sufficiente premere <strong>Windows + Shift + S</strong> per aprire la barra di cattura.</p><p>Qui, accanto alle classiche opzioni, comparirà anche il nuovo <strong>strumento di estrazione del testo</strong>, che permetterà di <strong>selezionare direttamente un’area dello schermo da cui prelevare il testo</strong>, senza salvare alcuna immagine.</p><p>Al momento, la funzione è disponibile solo per gli <strong>utenti Insider</strong>, ma è probabile che venga integrata ufficialmente in uno dei prossimi aggiornamenti di Windows 11.</p><h2 id="analisi-potere-giocattolo-al-popolo">Analisi: Potere (giocattolo) al popolo</h2><p>In sostanza, Microsoft sta integrando in modo diretto in Windows 11 la possibilità di <strong>estrarre testo da immagini o da qualsiasi contenuto visibile a schermo</strong>, senza passaggi intermedi. Una funzionalità già nota agli utenti più esperti grazie alla suite PowerToys, ora resa accessibile a tutti con maggiore semplicità.</p><p>Il nuovo strumento consente infatti di <strong>evitare del tutto la creazione di uno screenshot</strong>, risparmiando tempo e rendendo l’intero processo più immediato. Un miglioramento particolarmente utile per chi ha spesso bisogno di <strong>copiare testi visibili a schermo</strong>, ad esempio da immagini, PDF non modificabili o finestre di programmi.</p><p>Tra le opzioni disponibili, c’è <strong>“Copia tutto il testo”</strong>, che consente di acquisire l’intero contenuto testuale dell’area selezionata. In alternativa, è possibile <strong>selezionare solo una parte del testo</strong>, con anche la possibilità di <strong>rimuovere gli a capo</strong> per ottenere una formattazione più pulita.</p><p>Microsoft continua quindi a <strong>rafforzare le capacità OCR di Windows 11</strong>: un’evoluzione iniziata lo scorso anno con l’introduzione della lettura del testo anche all’interno dell’app Foto.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft firma un maxi accordo per rimuovere 3,6 milioni di tonnellate di CO₂ entro il 2040 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha annunciato l’acquisto di 3,685 milioni di tonnellate metriche di crediti per la rimozione del carbonio da CO280, nell’ambito di un accordo pluriennale della durata di 12 anni.</p><p>Il progetto, che prenderà il via nel 2028, sarà attivato presso impianti di produzione di carta e cellulosa lungo la costa del Golfo degli Stati Uniti e coprirà le emissioni derivanti dalla prima iniziativa di cattura del carbonio messa in campo da CO280.</p><p>Si tratta di una delle operazioni più imponenti mai effettuate nel campo della rimozione artificiale del carbonio, e rappresenta un passo decisivo per permettere a Microsoft di raggiungere l’obiettivo di diventare carbon negative entro il 2030, proseguendo poi su questa linea anche negli anni successivi.</p><h2 id="microsoft-firma-un-accordo-di-12-anni-per-la-rimozione-delle-emissioni-di-carbonio">Microsoft firma un accordo di 12 anni per la rimozione delle emissioni di carbonio</h2><p>Microsoft utilizza già una combinazione di energie rinnovabili e crediti per la rimozione del carbonio per perseguire i propri obiettivi ambientali, ma il contesto è cambiato rapidamente negli ultimi anni con l’ascesa dell’intelligenza artificiale. Questa tecnologia, infatti, si basa su data center estremamente esigenti in termini di energia e risorse.</p><p>L’azienda ha ammesso apertamente le difficoltà: le emissioni di gas serra continuano a salire. Nel 2023, Microsoft ha prodotto 17,2 milioni di tonnellate metriche di gas a effetto serra (Scope 1, 2 e 3), in crescita rispetto ai 16,5 milioni, 14,4 milioni e 12,3 milioni degli anni precedenti.</p><p>È difficile stabilire se l’azienda riuscirà a rispettare l’obiettivo del 2030, soprattutto considerando la rapida evoluzione tecnologica. Tuttavia, Microsoft ha dichiarato di voler rimuovere tutte le emissioni storiche prodotte dalla sua fondazione nel 1975.</p><p>La strategia di CO280 prevede l’aggiornamento degli impianti cartari esistenti con sistemi di cattura del carbonio basati su tecnologie con ammine, con lo stoccaggio permanente della CO₂ in acquiferi salini sotterranei.</p><p>“L’approccio di CO280, che aggiunge la rimozione del carbonio a impianti cartari già esistenti, rappresenta un modo efficiente per espandere rapidamente queste tecnologie e sostenere investimenti e occupazione nelle comunità forestali statunitensi”, ha commentato Brian Marrs, Senior Director of Energy & Carbon Removal di Microsoft.</p><p>A livello globale, Microsoft ha avviato anche altri progetti di sostenibilità per ridurre la propria impronta ambientale, tra cui: l’acquisto di 1,5 milioni di tonnellate di crediti da un progetto di riforestazione in India, 1,6 milioni di tonnellate in 30 anni a Panama e oltre 7 milioni di tonnellate in 25 anni in collaborazione con Chestnut Carbon, con sede a New York.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-firma-un-maxi-accordo-per-rimuovere-3-6-milioni-di-tonnellate-di-co2-entro-il-2040</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il colosso di Redmond punta a diventare carbon-negative entro il 2030 con un progetto da record sul lungo termine. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Microsoft ha annunciato l’acquisto di 3,685 milioni di tonnellate metriche di crediti per la rimozione del carbonio da CO280, nell’ambito di un accordo pluriennale della durata di 12 anni.</p><p>Il progetto, che prenderà il via nel 2028, sarà attivato presso impianti di produzione di carta e cellulosa lungo la costa del Golfo degli Stati Uniti e coprirà le emissioni derivanti dalla prima iniziativa di cattura del carbonio messa in campo da CO280.</p><p>Si tratta di una delle operazioni più imponenti mai effettuate nel campo della rimozione artificiale del carbonio, e rappresenta un passo decisivo per permettere a Microsoft di raggiungere l’obiettivo di diventare carbon negative entro il 2030, proseguendo poi su questa linea anche negli anni successivi.</p><h2 id="microsoft-firma-un-accordo-di-12-anni-per-la-rimozione-delle-emissioni-di-carbonio">Microsoft firma un accordo di 12 anni per la rimozione delle emissioni di carbonio</h2><p>Microsoft utilizza già una combinazione di energie rinnovabili e crediti per la rimozione del carbonio per perseguire i propri obiettivi ambientali, ma il contesto è cambiato rapidamente negli ultimi anni con l’ascesa dell’intelligenza artificiale. Questa tecnologia, infatti, si basa su data center estremamente esigenti in termini di energia e risorse.</p><p>L’azienda ha ammesso apertamente le difficoltà: le emissioni di gas serra continuano a salire. Nel 2023, Microsoft ha prodotto 17,2 milioni di tonnellate metriche di gas a effetto serra (Scope 1, 2 e 3), in crescita rispetto ai 16,5 milioni, 14,4 milioni e 12,3 milioni degli anni precedenti.</p><p>È difficile stabilire se l’azienda riuscirà a rispettare l’obiettivo del 2030, soprattutto considerando la rapida evoluzione tecnologica. Tuttavia, Microsoft ha dichiarato di voler rimuovere tutte le emissioni storiche prodotte dalla sua fondazione nel 1975.</p><p>La strategia di CO280 prevede l’aggiornamento degli impianti cartari esistenti con sistemi di cattura del carbonio basati su tecnologie con ammine, con lo stoccaggio permanente della CO₂ in acquiferi salini sotterranei.</p><p>“L’approccio di CO280, che aggiunge la rimozione del carbonio a impianti cartari già esistenti, rappresenta un modo efficiente per espandere rapidamente queste tecnologie e sostenere investimenti e occupazione nelle comunità forestali statunitensi”, ha commentato Brian Marrs, Senior Director of Energy & Carbon Removal di Microsoft.</p><p>A livello globale, Microsoft ha avviato anche altri progetti di sostenibilità per ridurre la propria impronta ambientale, tra cui: l’acquisto di 1,5 milioni di tonnellate di crediti da un progetto di riforestazione in India, 1,6 milioni di tonnellate in 30 anni a Panama e oltre 7 milioni di tonnellate in 25 anni in collaborazione con Chestnut Carbon, con sede a New York.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft si sta scavando la fossa con Windows 11 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Negli ultimi tempi, Microsoft ha intensificato le sollecitazioni rivolte agli utenti affinché effettuino l’upgrade a Windows 11, utilizzando notifiche, promemoria e messaggi promozionali integrati nel sistema operativo. Tuttavia, questa strategia potrebbe rivelarsi controproducente nel lungo periodo.</p><p>Uno degli ostacoli principali è rappresentato dal requisito obbligatorio del modulo TPM 2.0 (Trusted Platform Module), un chip presente sulla scheda madre dei PC più recenti che consente funzionalità di sicurezza avanzate. Senza questo componente, l’installazione di Windows 11 non è supportata ufficialmente. Anche se esistono metodi per aggirare questo limite, non sono raccomandati da Microsoft.</p><p>Sotto il profilo della sicurezza, il TPM 2.0 rappresenta certamente un passo avanti. Tuttavia, la sua introduzione comporta che numerosi computer ancora funzionanti non siano compatibili con il nuovo sistema operativo. In vista della fine del supporto ufficiale per Windows 10, ciò potrebbe contribuire a un incremento significativo dei dispositivi destinati alla dismissione, con conseguenze tangibili in termini di sostenibilità ambientale.</p><p>Ma al di là delle implicazioni ecologiche, il punto centrale riguarda la percezione dell’utente. Le restrizioni hardware e la comunicazione insistente da parte di Microsoft rischiano di creare un clima di insoddisfazione e frustrazione che potrebbe minare la fiducia verso il sistema operativo più diffuso al mondo.</p><h2 id="tagliare-e-cambiare">Tagliare e cambiare</h2><p>Windows è un sistema operativo in costante evoluzione: nato negli anni '80 come interfaccia grafica per MS-DOS, ha attraversato decenni di trasformazioni con versioni iconiche come Windows XP e Windows 10, ma anche meno fortunate come Vista o Windows RT. Nel tempo, si è spesso vociferato dell’arrivo di una versione “definitiva” del sistema operativo: un ipotetico “Windows perfetto”, destinato a durare nel tempo grazie ad aggiornamenti continui e a un’esperienza stabile e coerente.</p><p>L’idea è simile a quanto offerto da Apple con macOS: un sistema che riceve aggiornamenti gratuiti regolari, introduce nuove funzionalità senza stravolgimenti drastici e resta privo di pubblicità invasive. Tuttavia, la realtà per Microsoft è più complessa. A differenza di Apple, che controlla strettamente sia hardware che software, Microsoft deve garantire la compatibilità di Windows con una vastissima varietà di configurazioni hardware, tra PC assemblati e portatili di numerosi produttori.</p><p>Ciononostante, almeno sul fronte delle pubblicità nel sistema operativo, ci si aspetterebbe una gestione più discreta, sulla falsariga di quanto già avviene su macOS. Ma finora, questo obiettivo non è stato pienamente raggiunto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1960px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.63%;"><img id="X3QqVq7TYkKJhwcH5DSZUK" name="macOS Ventura problems main.jpg" alt="An Apple MacBook Pro on a desk with an iPhone being used as a webcam. The webcam is using Continuity Camera in macOS Ventura to show items on a desk using the Desk View feature." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/X3QqVq7TYkKJhwcH5DSZUK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1960" height="1306" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non serve essere fan di Apple per riconoscere che, sotto molti aspetti, macOS è gestito meglio rispetto a Windows. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Alla fine dei conti, Microsoft non ha realmente bisogno di continuare a sviluppare nuove versioni di Windows: lo fa perché, al di fuori di un ecosistema chiuso come quello di Apple, questo approccio risulta ancora redditizio. I produttori di sistemi devono acquistare nuove licenze e gli utenti sono spesso costretti a cambiare dispositivo.</p><p>Certo, in alcuni casi può rendersi necessario un rinnovamento radicale, anche a costo di lasciare indietro parte dell’utenza, come dimostra la questione del supporto obbligatorio al TPM 2.0. Tuttavia, iniziano a emergere le crepe di questo modello, e se Microsoft non cambierà direzione, le conseguenze potrebbero essere tutt’altro che positive.</p><h2 id="e-tempo-di-dire-basta">E' tempo di dire basta?</h2><p>Se l’idea di aggiornare a un nuovo sistema operativo può sembrare una seccatura per un singolo utente (personalmente rimando da anni, usando ancora Windows 10 sul mio PC di casa), immaginate cosa significhi per una grande azienda — sia in termini di impegno che di costi. Nonostante l’adozione di Windows 11 sia finalmente in crescita, molte realtà aziendali e pubbliche utilizzano ancora Windows 10 o versioni precedenti, ignorando i continui inviti di Microsoft all’aggiornamento.</p><p>Un report di Kaspersky del 2021 indicava che il 73% delle strutture sanitarie nel mondo impiega ancora dispositivi con sistemi operativi obsoleti per scopi medici. Un dato allarmante, reso ancor più grave da un’indagine successiva di Cynerio, secondo cui l’80% dei dispositivi per imaging medico utilizza software ufficialmente fuori supporto, come Windows 7 o XP.</p><p>Il settore sanitario è solo uno dei tanti colpiti, ma le conseguenze si fanno sentire ovunque, soprattutto nei contesti in cui i fondi per aggiornare hardware e software scarseggiano. Utilizzare un sistema operativo non più supportato può causare numerosi problemi, soprattutto in termini di sicurezza e compatibilità. Non si tratta di una scelta volontaria: spesso queste realtà non possono aggiornarsi perché ciò comporterebbe la sostituzione completa del computer, se non addirittura dell’intero macchinario a cui è collegato.</p><h2 id="annunci-fastidiosi">Annunci fastidiosi</h2><p>E infine, e qui sarò piuttosto diretto, Microsoft, il lento ma costante declino dell’esperienza utente su Windows deve fermarsi. Annunci pubblicitari, bug, notifiche invadenti, l’insistenza con cui viene proposta l’IA Copilot… basta, davvero.</p><p>Uso Windows 11 sia sul mio portatile sia sul ROG Ally per il gaming portatile, quindi conosco bene i problemi. Non sono certo un fan dei dispositivi Apple, ma la coerenza di macOS e l’assenza totale di pubblicità cominciano a diventare sempre più attraenti.</p><p>Windows 11 sembra sempre meno un prodotto che si acquista e si possiede, e sempre più un “servizio in abbonamento”, qualcosa che paghi ma che non controlli, pronto a cambiare radicalmente da un momento all’altro. È un problema già noto nel mondo dei videogiochi, dove molti titoli tripla A sembrano ormai puntare più a spremere valore economico dagli utenti che a offrire un’esperienza davvero piacevole.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5455px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.53%;"><img id="8j3WsnXMG5VeGjevxLFff" name="shutterstock_2164006455" alt="Start windows 11 button on computer menu screen close up view" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8j3WsnXMG5VeGjevxLFff-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5455" height="3629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non odio Windows 11, ma se qualcosa funziona, forse non serve cambiarla. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Anche Windows 10, ormai vicino alla fine del supporto, non è immune dagli interventi invasivi di Microsoft. Tra notifiche insistenti, funzionalità rimosse e continui inviti a passare a Windows 11, l’esperienza utente sembra sempre più forzata.</p><p>Immaginate di aver comprato un’auto che funziona bene, non dà problemi e fa il suo dovere. Dopo qualche anno, però, ogni giorno trovate un volantino sul parabrezza che vi invita ad acquistare il nuovo modello, e ogni tanto sparisce anche un pezzo della vostra auto. Il problema? Non volete quel nuovo modello, e forse neppure potete permettervelo.</p><p>Molti utenti chiedono semplicemente un sistema operativo stabile, senza pubblicità o aggiornamenti imposti, che non diventi obsoleto nel giro di pochi anni. Un’esigenza che, in un panorama dominato dal concetto di “servizio continuo”, sembra ormai quasi fuori moda.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Aggiornamenti forzati, pubblicità e requisiti assurdi: così l'OS si scava la fossa da solo. ]]>
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                                <p>Negli ultimi tempi, Microsoft ha intensificato le sollecitazioni rivolte agli utenti affinché effettuino l’upgrade a Windows 11, utilizzando notifiche, promemoria e messaggi promozionali integrati nel sistema operativo. Tuttavia, questa strategia potrebbe rivelarsi controproducente nel lungo periodo.</p><p>Uno degli ostacoli principali è rappresentato dal requisito obbligatorio del modulo TPM 2.0 (Trusted Platform Module), un chip presente sulla scheda madre dei PC più recenti che consente funzionalità di sicurezza avanzate. Senza questo componente, l’installazione di Windows 11 non è supportata ufficialmente. Anche se esistono metodi per aggirare questo limite, non sono raccomandati da Microsoft.</p><p>Sotto il profilo della sicurezza, il TPM 2.0 rappresenta certamente un passo avanti. Tuttavia, la sua introduzione comporta che numerosi computer ancora funzionanti non siano compatibili con il nuovo sistema operativo. In vista della fine del supporto ufficiale per Windows 10, ciò potrebbe contribuire a un incremento significativo dei dispositivi destinati alla dismissione, con conseguenze tangibili in termini di sostenibilità ambientale.</p><p>Ma al di là delle implicazioni ecologiche, il punto centrale riguarda la percezione dell’utente. Le restrizioni hardware e la comunicazione insistente da parte di Microsoft rischiano di creare un clima di insoddisfazione e frustrazione che potrebbe minare la fiducia verso il sistema operativo più diffuso al mondo.</p><h2 id="tagliare-e-cambiare">Tagliare e cambiare</h2><p>Windows è un sistema operativo in costante evoluzione: nato negli anni '80 come interfaccia grafica per MS-DOS, ha attraversato decenni di trasformazioni con versioni iconiche come Windows XP e Windows 10, ma anche meno fortunate come Vista o Windows RT. Nel tempo, si è spesso vociferato dell’arrivo di una versione “definitiva” del sistema operativo: un ipotetico “Windows perfetto”, destinato a durare nel tempo grazie ad aggiornamenti continui e a un’esperienza stabile e coerente.</p><p>L’idea è simile a quanto offerto da Apple con macOS: un sistema che riceve aggiornamenti gratuiti regolari, introduce nuove funzionalità senza stravolgimenti drastici e resta privo di pubblicità invasive. Tuttavia, la realtà per Microsoft è più complessa. A differenza di Apple, che controlla strettamente sia hardware che software, Microsoft deve garantire la compatibilità di Windows con una vastissima varietà di configurazioni hardware, tra PC assemblati e portatili di numerosi produttori.</p><p>Ciononostante, almeno sul fronte delle pubblicità nel sistema operativo, ci si aspetterebbe una gestione più discreta, sulla falsariga di quanto già avviene su macOS. Ma finora, questo obiettivo non è stato pienamente raggiunto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1960px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.63%;"><img id="X3QqVq7TYkKJhwcH5DSZUK" name="macOS Ventura problems main.jpg" alt="An Apple MacBook Pro on a desk with an iPhone being used as a webcam. 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I produttori di sistemi devono acquistare nuove licenze e gli utenti sono spesso costretti a cambiare dispositivo.</p><p>Certo, in alcuni casi può rendersi necessario un rinnovamento radicale, anche a costo di lasciare indietro parte dell’utenza, come dimostra la questione del supporto obbligatorio al TPM 2.0. Tuttavia, iniziano a emergere le crepe di questo modello, e se Microsoft non cambierà direzione, le conseguenze potrebbero essere tutt’altro che positive.</p><h2 id="e-tempo-di-dire-basta">E' tempo di dire basta?</h2><p>Se l’idea di aggiornare a un nuovo sistema operativo può sembrare una seccatura per un singolo utente (personalmente rimando da anni, usando ancora Windows 10 sul mio PC di casa), immaginate cosa significhi per una grande azienda — sia in termini di impegno che di costi. Nonostante l’adozione di Windows 11 sia finalmente in crescita, molte realtà aziendali e pubbliche utilizzano ancora Windows 10 o versioni precedenti, ignorando i continui inviti di Microsoft all’aggiornamento.</p><p>Un report di Kaspersky del 2021 indicava che il 73% delle strutture sanitarie nel mondo impiega ancora dispositivi con sistemi operativi obsoleti per scopi medici. Un dato allarmante, reso ancor più grave da un’indagine successiva di Cynerio, secondo cui l’80% dei dispositivi per imaging medico utilizza software ufficialmente fuori supporto, come Windows 7 o XP.</p><p>Il settore sanitario è solo uno dei tanti colpiti, ma le conseguenze si fanno sentire ovunque, soprattutto nei contesti in cui i fondi per aggiornare hardware e software scarseggiano. Utilizzare un sistema operativo non più supportato può causare numerosi problemi, soprattutto in termini di sicurezza e compatibilità. Non si tratta di una scelta volontaria: spesso queste realtà non possono aggiornarsi perché ciò comporterebbe la sostituzione completa del computer, se non addirittura dell’intero macchinario a cui è collegato.</p><h2 id="annunci-fastidiosi">Annunci fastidiosi</h2><p>E infine, e qui sarò piuttosto diretto, Microsoft, il lento ma costante declino dell’esperienza utente su Windows deve fermarsi. Annunci pubblicitari, bug, notifiche invadenti, l’insistenza con cui viene proposta l’IA Copilot… basta, davvero.</p><p>Uso Windows 11 sia sul mio portatile sia sul ROG Ally per il gaming portatile, quindi conosco bene i problemi. Non sono certo un fan dei dispositivi Apple, ma la coerenza di macOS e l’assenza totale di pubblicità cominciano a diventare sempre più attraenti.</p><p>Windows 11 sembra sempre meno un prodotto che si acquista e si possiede, e sempre più un “servizio in abbonamento”, qualcosa che paghi ma che non controlli, pronto a cambiare radicalmente da un momento all’altro. È un problema già noto nel mondo dei videogiochi, dove molti titoli tripla A sembrano ormai puntare più a spremere valore economico dagli utenti che a offrire un’esperienza davvero piacevole.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5455px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.53%;"><img id="8j3WsnXMG5VeGjevxLFff" name="shutterstock_2164006455" alt="Start windows 11 button on computer menu screen close up view" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8j3WsnXMG5VeGjevxLFff-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5455" height="3629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non odio Windows 11, ma se qualcosa funziona, forse non serve cambiarla. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Anche Windows 10, ormai vicino alla fine del supporto, non è immune dagli interventi invasivi di Microsoft. Tra notifiche insistenti, funzionalità rimosse e continui inviti a passare a Windows 11, l’esperienza utente sembra sempre più forzata.</p><p>Immaginate di aver comprato un’auto che funziona bene, non dà problemi e fa il suo dovere. Dopo qualche anno, però, ogni giorno trovate un volantino sul parabrezza che vi invita ad acquistare il nuovo modello, e ogni tanto sparisce anche un pezzo della vostra auto. Il problema? Non volete quel nuovo modello, e forse neppure potete permettervelo.</p><p>Molti utenti chiedono semplicemente un sistema operativo stabile, senza pubblicità o aggiornamenti imposti, che non diventi obsoleto nel giro di pochi anni. Un’esigenza che, in un panorama dominato dal concetto di “servizio continuo”, sembra ormai quasi fuori moda.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Xbox Showcase e The Outer Worlds 2 Direct: abbiamo la data dell’appuntamento  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha ufficialmente annunciato la data del consueto <strong>Xbox Games Showcase</strong>, accompagnato quest’anno da un evento speciale interamente dedicato a <strong>The Outer Worlds 2</strong>. Entrambi saranno trasmessi in <strong>diretta streaming l’8 giugno 2025</strong>, a partire dalle <strong>19:00 ora italiana</strong>.</p><p>L’edizione 2025 sarà <strong>interamente digitale</strong> e proporrà uno sguardo approfondito sui prossimi titoli in arrivo dagli studi interni di Xbox, oltre ad alcune novità sviluppate da team partner di terze parti.</p><p>Subito dopo la presentazione principale, andrà in onda il <strong>The Outer Worlds 2 Direct</strong>, evento che seguirà lo stesso formato di quanto visto negli anni scorsi con <strong>Starfield</strong> e <strong>Call of Duty: Black Ops 6</strong>. L’appuntamento condurrà i fan all’interno degli studi di <strong>Obsidian Entertainment</strong>, offrendo una panoramica dettagliata sul gioco, con <strong>gameplay, retroscena di sviluppo e nuove informazioni ufficiali</strong>.</p><p>Il doppio evento sarà trasmesso in diretta sui canali ufficiali Xbox, inclusi <strong>YouTube, Twitch (anche con supporto ASL) e Facebook</strong>.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1909954503526481982"><p lang="en" dir="ltr">We’ve got another double feature this year!Mark your calendars for the Xbox Games Showcase followed by The Outer Worlds 2 Direct on June 8: https://t.co/wzwZ8Kp9JU | #XboxShowcase #TheOuterWorlds2 pic.twitter.com/hZZnu8XhR8<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1909954503526481982">April 9, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p><strong>The Outer Worlds 2</strong>, annunciato ufficialmente lo scorso dicembre, è atteso per il <strong>2025</strong> su <strong>PS5, Xbox Series X|S e PC</strong>, e sarà disponibile <strong>al day one su Xbox Game Pass</strong>. Secondo quanto dichiarato da <strong>Obsidian Entertainment</strong>, questo sequel rappresenterà una <strong>nuova avventura</strong> ambientata in una <strong>colonia completamente inedita</strong>, indipendente rispetto agli eventi del primo capitolo del 2019.</p><p>Per quanto riguarda invece i contenuti del prossimo <strong>Xbox Games Showcase</strong>, ci si aspetta la presentazione di <strong>diversi titoli inediti</strong> e aggiornamenti su giochi già annunciati. Tra le possibilità più attese c’è un nuovo sguardo su <strong>Fable</strong>, recentemente rinviato al <strong>2026</strong>, l’atteso <strong>Gears of War: E-Day</strong>, e - secondo alcune voci - perfino il tanto chiacchierato <strong>remake di The Elder Scrolls IV: Oblivion</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/gaming-industry/xbox-showcase-e-the-outer-worlds-2-direct-abbiamo-la-data-dellappuntamento</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il doppio evento digitale svelerà gameplay, nuovi titoli e sorprese dai team Xbox e Obsidian. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Xbox Games Showcase and The Outer Worlds 2 Direct]]></media:title>
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                                <p>Microsoft ha ufficialmente annunciato la data del consueto <strong>Xbox Games Showcase</strong>, accompagnato quest’anno da un evento speciale interamente dedicato a <strong>The Outer Worlds 2</strong>. Entrambi saranno trasmessi in <strong>diretta streaming l’8 giugno 2025</strong>, a partire dalle <strong>19:00 ora italiana</strong>.</p><p>L’edizione 2025 sarà <strong>interamente digitale</strong> e proporrà uno sguardo approfondito sui prossimi titoli in arrivo dagli studi interni di Xbox, oltre ad alcune novità sviluppate da team partner di terze parti.</p><p>Subito dopo la presentazione principale, andrà in onda il <strong>The Outer Worlds 2 Direct</strong>, evento che seguirà lo stesso formato di quanto visto negli anni scorsi con <strong>Starfield</strong> e <strong>Call of Duty: Black Ops 6</strong>. L’appuntamento condurrà i fan all’interno degli studi di <strong>Obsidian Entertainment</strong>, offrendo una panoramica dettagliata sul gioco, con <strong>gameplay, retroscena di sviluppo e nuove informazioni ufficiali</strong>.</p><p>Il doppio evento sarà trasmesso in diretta sui canali ufficiali Xbox, inclusi <strong>YouTube, Twitch (anche con supporto ASL) e Facebook</strong>.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1909954503526481982"><p lang="en" dir="ltr">We’ve got another double feature this year!Mark your calendars for the Xbox Games Showcase followed by The Outer Worlds 2 Direct on June 8: https://t.co/wzwZ8Kp9JU | #XboxShowcase #TheOuterWorlds2 pic.twitter.com/hZZnu8XhR8<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1909954503526481982">April 9, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p><strong>The Outer Worlds 2</strong>, annunciato ufficialmente lo scorso dicembre, è atteso per il <strong>2025</strong> su <strong>PS5, Xbox Series X|S e PC</strong>, e sarà disponibile <strong>al day one su Xbox Game Pass</strong>. Secondo quanto dichiarato da <strong>Obsidian Entertainment</strong>, questo sequel rappresenterà una <strong>nuova avventura</strong> ambientata in una <strong>colonia completamente inedita</strong>, indipendente rispetto agli eventi del primo capitolo del 2019.</p><p>Per quanto riguarda invece i contenuti del prossimo <strong>Xbox Games Showcase</strong>, ci si aspetta la presentazione di <strong>diversi titoli inediti</strong> e aggiornamenti su giochi già annunciati. Tra le possibilità più attese c’è un nuovo sguardo su <strong>Fable</strong>, recentemente rinviato al <strong>2026</strong>, l’atteso <strong>Gears of War: E-Day</strong>, e - secondo alcune voci - perfino il tanto chiacchierato <strong>remake di The Elder Scrolls IV: Oblivion</strong>.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft rallenta sulla corsa all’IA: troppi data center e poca domanda? ]]></title>
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                            <![CDATA[ Dopo investimenti record, il colosso tech frena su nuovi progetti AI tra dubbi sul reale bisogno di potenza ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Racks of servers inside a data center.]]></media:title>
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                                <p>I mercati azionari globali stanno attraversando un momento di forte instabilità, innescato dall’entrata in vigore dei dazi imposti dall’ex presidente Donald Trump. Ma per le grandi aziende tecnologiche, le difficoltà non si fermano qui.</p><p>Microsoft è finita nuovamente sotto i riflettori dopo la pubblicazione di un terzo rapporto da parte di <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-04-03/microsoft-pulls-back-on-data-centers-from-chicago-to-jakarta" target="_blank">Bloomberg</a>, che segnala un ridimensionamento nei suoi piani per i data center dedicati all’intelligenza artificiale. Questo alimenta dubbi sull’effettivo impegno a lungo termine dell’azienda nei confronti dell’infrastruttura AI.</p><p>Sebbene Microsoft abbia confermato l’intenzione di investire circa 80 miliardi di dollari (circa 75 miliardi di euro) in data center entro l’anno fiscale in corso, ha anche ammesso che tale crescita rallenterà nel periodo successivo. L’attenzione sarà progressivamente spostata dalla costruzione di nuovi impianti all’ammodernamento di quelli esistenti, con l’integrazione di server e attrezzature specifiche per l’intelligenza artificiale.</p><h2 id="ancora-sulla-buona-strada-per-spendere-80-miliardi-di-dollari">Ancora sulla buona strada per spendere 80 miliardi di dollari</h2><p>Secondo Bloomberg, Microsoft avrebbe sospeso o abbandonato diversi progetti legati ai data center in varie regioni del mondo. Nel Regno Unito, l’azienda si è ritirata da una potenziale locazione vicino a Cambridge, inizialmente destinata a ospitare chip Nvidia di ultima generazione. In Indonesia, parte di un campus per data center situato a circa un’ora da Giacarta è stato messo in pausa. In Nord Dakota, i tempi prolungati delle trattative con un potenziale inquilino hanno fatto perdere a Microsoft l’esclusiva, mentre in Wisconsin l’espansione ha subito un rallentamento nonostante l’azienda avesse già investito circa 262 milioni di euro, di cui quasi 40 milioni in cemento.</p><p>Recentemente, Microsoft ha anche annullato un piano per affittare ulteriore capacità per data center da CoreWeave per un valore pari a circa 12 miliardi di euro. Al suo posto è intervenuta OpenAI, ma considerando che Microsoft è il principale finanziatore di OpenAI, è probabile che l’operazione sia stata comunque sostenuta con fondi provenienti da Redmond.</p><p>Parte di questa cautela potrebbe derivare da segnali che indicano una minore intensità computazionale delle attuali attività legate all’IA. Un esempio è il cosiddetto “DeepSeek effect”: l’azienda cinese DeepSeek ha dimostrato di poter raggiungere performance comparabili a quelle di OpenAI utilizzando molte meno risorse. Questo ha portato alcuni investitori a interrogarsi sulla reale necessità di continuare con l’attuale ritmo di espansione infrastrutturale.</p><p>Un ulteriore elemento di riflessione arriva dalla Cina, dove un’indagine del MIT Technology Review ha evidenziato una situazione di sovraccapacità: su oltre 500 progetti di data center approvati dal governo, almeno 150 risultavano completati entro la fine del 2024, ma circa l’80% delle risorse IA disponibili in queste strutture sarebbe ancora inutilizzato.</p><p>Nel complesso, questi segnali suggeriscono che le ambizioni dei colossi tecnologici nel campo dei data center potrebbero aver superato, almeno temporaneamente, la reale domanda di servizi basati sull’intelligenza artificiale. Una dinamica che sta iniziando a generare maggiore prudenza tra investitori e addetti ai lavori.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft nega il ritiro dai data center, ma intanto cancella progetti da miliardi ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/microsoft-nega-il-ritiro-dai-data-center-ma-intanto-cancella-progetti-da-miliardi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Tra voci di defezioni e riallocazioni strategiche, il colosso tech ribadisce investimenti per 80 miliardi, mentre Google e Meta rilevano parte delle strutture abbandonate. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Racks of servers inside a data center.]]></media:title>
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                                <p>Di recente abbiamo riportato che Microsoft ha annullato i contratti di locazione con almeno due operatori di data center privati negli Stati Uniti, per un totale di “un paio di centinaia di megawatt” di capacità. Secondo gli analisti di TD Cowen, la società ha anche sospeso la conversione dei cosiddetti "statement of qualifications" in contratti di locazione veri e propri, segno di un cambiamento nella sua strategia di espansione infrastrutturale.</p><p>Poco dopo la diffusione di questa notizia, è emerso che Microsoft si è ritirata da un accordo da 12 miliardi di dollari con CoreWeave, il cosiddetto “WeWork dell’intelligenza artificiale”. L’accordo prevedeva l’acquisto di ulteriore capacità di calcolo da questo hyperscaler specializzato in IA. Tuttavia, l’opportunità è stata colta da OpenAI, che ha acquisito lo spazio rifiutato. Una mossa curiosa, visto che OpenAI è finanziata in gran parte proprio da Microsoft: di fatto, è come se Microsoft stesse pagando indirettamente CoreWeave tramite OpenAI.</p><p>Questi segnali indicano che Microsoft sta adottando un approccio più tattico e selettivo nella spesa per l’IA, una tendenza confermata anche da un nuovo report di Bloomberg. Lo stesso gruppo di analisti di TD Cowen riferisce che la multinazionale ha abbandonato altri progetti di data center, sia negli Stati Uniti che in Europa.</p><p>Si tratta di un possibile indizio di ridefinizione delle priorità, forse per ottimizzare i costi nel medio termine, oppure per ricalibrare l'infrastruttura in base all’evoluzione del mercato dell’intelligenza artificiale. In ogni caso, il messaggio è chiaro: anche i giganti della tecnologia stanno iniziando a muoversi con maggiore prudenza. </p><p>Secondo quanto riportato da Bloomberg, negli ultimi sei mesi Microsoft avrebbe adottato una strategia di ridimensionamento, che include cancellazioni e rinvii di contratti di locazione, come spiegano gli analisti di TD Cowen nella loro ultima nota. A quanto pare, Google (Alphabet Inc.) avrebbe colto l’occasione per acquisire alcune delle locazioni lasciate libere da Microsoft in Europa, mentre Meta Platforms Inc. avrebbe approfittato della capacità inutilizzata nella stessa area.</p><p>Microsoft, però, ha risposto all’articolo precisando di essere ancora sulla buona strada per investire circa 80 miliardi di dollari in progetti infrastrutturali in espansione.</p><p>“Grazie ai significativi investimenti già effettuati, siamo ben posizionati per soddisfare la domanda attuale e in crescita dei nostri clienti”, ha dichiarato un portavoce dell’azienda in una nota ufficiale. “Anche se potremmo regolare strategicamente il ritmo o l’allocazione dell’infrastruttura in alcune aree, continueremo a crescere in modo solido in tutte le regioni. Questo ci consente di investire e destinare risorse alle aree con maggior potenziale di sviluppo.”</p><p>Bloomberg aggiunge che, secondo gli analisti Michael Elias, Cooper Belanger e Gregory Williams di TD Cowen, queste cancellazioni e rinvii sarebbero un segnale di sovraccapacità nei data center rispetto alla domanda reale prevista per i prossimi mesi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ La schermata di errore di Windows 11 cambia colore (di nuovo) e ora crea solo confusione ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft sta modificando la celebre schermata blu della morte (BSOD) in Windows 11, non solo cambiandone il colore, ma semplificandone radicalmente l’aspetto.</p><p>Nella versione attuale di Windows 11, la BSOD è blu e include alcune informazioni tecniche sull’errore che ha causato il blocco del sistema, accompagnate da una faccina triste che segnala un problema critico.</p><p>Secondo quanto riportato da Windows Latest, una versione aggiornata della schermata sta iniziando a comparire nella build 24H2 di Windows 11. Nelle versioni di test, la schermata è verde (GSOD), colore usato storicamente per le build di anteprima. Tuttavia, per gli utenti finali, il colore sarà nero.</p><p>Il cambiamento più significativo riguarda il contenuto della schermata: ora è molto più essenziale, mostrando solo il messaggio “Il dispositivo ha riscontrato un problema e deve riavviarsi”. Sono stati rimossi sia la faccina triste che il codice QR, che in passato permetteva di ottenere maggiori informazioni sull’errore. Rimane una breve descrizione con il codice di arresto nella parte inferiore dello schermo, ma senza l’URL che prima rimandava alla documentazione tecnica di Microsoft.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1365px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="zCTzttTxfMo4EsVZ5AeihY" name="Windows 11 Black Screen of Death" alt="Windows 11 Black Screen of Death error message" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zCTzttTxfMo4EsVZ5AeihY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1365" height="768" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Windows Latest / Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Interpretare il nuovo design della schermata della morte (BSOD) in Windows 11 non è semplice. Microsoft ha forse semplificato troppo, rendendo la schermata troppo minimale e poco informativa? È un’osservazione legittima, ma si può anche sostenere che le informazioni fornite dalla versione attuale – la BSOD blu tradizionale – siano spesso poco utili alla maggior parte degli utenti.</p><p>Il codice QR, ad esempio, rimandava quasi sempre a pagine generiche del supporto Microsoft, senza offrire soluzioni specifiche per l’errore in questione. La sua rimozione, quindi, difficilmente sarà sentita. Tuttavia, anziché eliminarlo, sarebbe stato più utile renderlo effettivamente informativo. Non è escluso che possa tornare in futuro, magari in una versione migliorata.</p><p>La rimozione della faccina triste, per alcuni, rappresenta un passo verso un design più sobrio. Per altri, però, era un simbolo chiaro e immediato che indicava un errore critico. La nuova schermata nera, al contrario, rischia di essere confusa con quella di un normale aggiornamento di sistema, soprattutto per utenti meno esperti. Il messaggio di errore, ora visualizzato in piccolo nella parte inferiore dello schermo, potrebbe passare inosservato, facendo pensare erroneamente a un semplice riavvio post-aggiornamento.</p><p>In sintesi, la semplificazione ha senso, ma l’attuale Black Screen of Death potrebbe risultare troppo scarna. Un testo più grande, leggibile e immediatamente identificabile come messaggio di errore renderebbe l’esperienza più chiara. Un’icona esplicita – come un simbolo di errore o un'icona a forma di chiave inglese – aiuterebbe a colmare lo spazio vuoto e a distinguere chiaramente la schermata da altri messaggi di sistema.</p><p>Sebbene questa nuova BSOD nera sia ancora in fase di test (come GSOD nelle build Insider), Windows Latest segnala che è già in fase di rilascio limitato anche su versioni stabili di Windows 11. Se confermato, Microsoft starebbe sperimentando la nuova interfaccia su un numero ristretto di utenti finali.</p><p>Nel lungo periodo, sarebbe auspicabile che la BSOD fornisse messaggi d’errore più utili e accessibili anche per utenti meno esperti, magari con indicazioni basilari su cosa potrebbe essere andato storto. Anche semplici suggerimenti, se ben presentati, potrebbero fare una grande differenza.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/la-schermata-di-errore-di-windows-11-cambia-colore-di-nuovo-e-ora-crea-solo-confusione</link>
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                            <![CDATA[ Microsoft sostituisce la celebre “Blue Screen of Death” con una versione nera e semplificata, ma così sembra solo un aggiornamento... e non un errore critico. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">tgVQaxxBvfD3giRMcTbssb</guid>
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