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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Internet ]]></title>
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        <description><![CDATA[ All the latest internet content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Wed, 28 Jan 2026 11:12:30 +0000</lastBuildDate>
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                                                            <title><![CDATA[ Il presidente francese attacca le "piattaforme americane" e gli "algoritmi cinesi" mentre vieta i social media ai minori di 15 anni ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I deputati francesi hanno votato a favore della legge per vietare i social media ai minori</strong></li><li><strong>Il provvedimento non è ancora legge; deve prima passare al vaglio del Senato francese</strong></li><li><strong>Una volta approvata, i minori di 15 anni non potranno più accedere alle piattaforme social</strong></li></ul><p>I deputati francesi hanno votato a favore del bando dei social media per i minori con 116 voti favorevoli e 23 contrari: quello che viene celebrato come un "passo fondamentale" verso la protezione di bambini e adolescenti online.</p><p>Come prevedibile, non tutti sono soddisfatti delle regole proposte. La proposta di legge non è ancora entrata in vigore — deve infatti ricevere l'approvazione del Senato francese — e alcuni si chiedono se verrà bloccata dal diritto europeo, dopo che un progetto simile era stato fermato nel 2023. Tuttavia, l'iniziativa segue la scia di normative analoghe già viste in Australia, nel Regno Unito e in alcuni Stati americani.</p><p>In un video diffuso in merito al provvedimento, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: "Le emozioni dei nostri bambini e adolescenti non sono in vendita né devono essere manipolate, né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi" — un chiaro riferimento a realtà come Instagram, X e TikTok.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo" name="social-media-shutterstock_2452297177" alt="Social Media" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Una volta introdotte, queste e altre piattaforme social dovranno verificare l'età degli utenti francesi o impedire loro l'accesso ai contenuti. Dato che un sistema di verifica dell'età potrebbe essere adottato a livello europeo, la Francia sarà probabilmente solo la prima nazione dell'UE a imporre tale divieto: basti pensare che anche Irlanda, Spagna e Danimarca stanno valutando norme simili.</p><p>Mentre molti genitori, legislatori e persino alcuni ragazzi hanno reagito positivamente, altri hanno espresso pareri decisamente meno favorevoli.</p><p>Scorrendo (ironicamente) proprio i social media, si trovano numerosi commenti che definiscono questa mossa un "eccesso legislativo". Altri utenti sono invece preoccupati dal dover condividere i propri documenti d'identità online, specialmente in seguito a vari leak di dati che hanno coinvolto documenti in paesi con normative simili (come la violazione di Discord, in cui gli hacker hanno rubato migliaia di foto di documenti d'identità governativi).</p><h2 id="il-migliore-di-due-mali">Il migliore di due mali</h2><p>Non serve cercare lontano per trovare report che mostrano gli effetti dannosi dei social media sulla salute mentale, alcuni dei quali provenienti dalle aziende stesse. Né per trovare esempi dei modi in cui le piattaforme possano essere utilizzate e abusate dagli utenti e dai loro stessi creatori: si pensi al recente caso di Grok, usato per creare immagini esplicite di donne e bambini, o alle accuse dei whistleblower secondo cui le piattaforme di Meta potrebbero profilare gli utenti con annunci basati sul loro stato emotivo (pratica che Meta ha negato di attuare, pur ammettendo di aver condotto ricerche in merito in una serie di dichiarazioni risalenti al 2017).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8256px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA" name="shutterstock_2396034017 copy" alt="Elon Musk and Grok." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8256" height="4644" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock/JR des)</span></figcaption></figure><p>Al tempo stesso, so quanto i social media possano essere preziosi. YouTube e TikTok possono trasformarsi in incredibili piattaforme educative; i social possono fornire l'accesso a fonti di informazione inestimabili, creare spazi per organizzare azioni collettive attorno a cause importanti o, semplicemente, offrire alle persone la possibilità di trovare una comunità in cui integrarsi che faticherebbero a trovare a livello locale.</p><p>Ma i benefici superano i lati oscuri?</p><p>Sinceramente, non ne sono sicuro. Se fossi costretto a scegliere tra un estremo e l'altro, sarei favorevole a un bando, in parte perché divieti diffusi potrebbero essere ciò che finalmente costringerà le piattaforme a cambiare rotta.</p><p>Tuttavia, continuerei a preferire un approccio più sfumato.</p><p>Qualcosa che preveda una verifica dell'identità sicura e privata per accertare l'età e la natura umana dell'utente; che affronti le problematiche dei social media che vanno oltre quelle dei minori, colpendo utenti di ogni fascia d'età; e che offra ai genitori la possibilità di decidere per i propri figli (scegliendo di consentire l'accesso a determinate piattaforme quando ritengono che il ragazzo sia pronto).</p><p>Forse, però, è chiedere troppo a una classe politica che non ha la competenza digitale che dovrebbe avere. Magari, mentre vedremo aumentare i divieti nel corso del prossimo anno, mi smentiranno trovando un approccio che funzioni per tutti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/il-presidente-francese-attacca-le-piattaforme-americane-e-gli-algoritmi-cinesi-mentre-vieta-i-social-media-ai-minori-di-15-anni</link>
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                            <![CDATA[ "Le emozioni dei nostri bambini e adolescenti non sono in vendita" – la Francia punta al bando dei social media per i minori, e non sarà l'ultimo provvedimento di questo tipo che vedremo nel 2026. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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Tuttavia, l'iniziativa segue la scia di normative analoghe già viste in Australia, nel Regno Unito e in alcuni Stati americani.</p><p>In un video diffuso in merito al provvedimento, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: "Le emozioni dei nostri bambini e adolescenti non sono in vendita né devono essere manipolate, né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi" — un chiaro riferimento a realtà come Instagram, X e TikTok.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo" name="social-media-shutterstock_2452297177" alt="Social Media" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Una volta introdotte, queste e altre piattaforme social dovranno verificare l'età degli utenti francesi o impedire loro l'accesso ai contenuti. Dato che un sistema di verifica dell'età potrebbe essere adottato a livello europeo, la Francia sarà probabilmente solo la prima nazione dell'UE a imporre tale divieto: basti pensare che anche Irlanda, Spagna e Danimarca stanno valutando norme simili.</p><p>Mentre molti genitori, legislatori e persino alcuni ragazzi hanno reagito positivamente, altri hanno espresso pareri decisamente meno favorevoli.</p><p>Scorrendo (ironicamente) proprio i social media, si trovano numerosi commenti che definiscono questa mossa un "eccesso legislativo". Altri utenti sono invece preoccupati dal dover condividere i propri documenti d'identità online, specialmente in seguito a vari leak di dati che hanno coinvolto documenti in paesi con normative simili (come la violazione di Discord, in cui gli hacker hanno rubato migliaia di foto di documenti d'identità governativi).</p><h2 id="il-migliore-di-due-mali">Il migliore di due mali</h2><p>Non serve cercare lontano per trovare report che mostrano gli effetti dannosi dei social media sulla salute mentale, alcuni dei quali provenienti dalle aziende stesse. Né per trovare esempi dei modi in cui le piattaforme possano essere utilizzate e abusate dagli utenti e dai loro stessi creatori: si pensi al recente caso di Grok, usato per creare immagini esplicite di donne e bambini, o alle accuse dei whistleblower secondo cui le piattaforme di Meta potrebbero profilare gli utenti con annunci basati sul loro stato emotivo (pratica che Meta ha negato di attuare, pur ammettendo di aver condotto ricerche in merito in una serie di dichiarazioni risalenti al 2017).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8256px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA" name="shutterstock_2396034017 copy" alt="Elon Musk and Grok." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8256" height="4644" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock/JR des)</span></figcaption></figure><p>Al tempo stesso, so quanto i social media possano essere preziosi. YouTube e TikTok possono trasformarsi in incredibili piattaforme educative; i social possono fornire l'accesso a fonti di informazione inestimabili, creare spazi per organizzare azioni collettive attorno a cause importanti o, semplicemente, offrire alle persone la possibilità di trovare una comunità in cui integrarsi che faticherebbero a trovare a livello locale.</p><p>Ma i benefici superano i lati oscuri?</p><p>Sinceramente, non ne sono sicuro. Se fossi costretto a scegliere tra un estremo e l'altro, sarei favorevole a un bando, in parte perché divieti diffusi potrebbero essere ciò che finalmente costringerà le piattaforme a cambiare rotta.</p><p>Tuttavia, continuerei a preferire un approccio più sfumato.</p><p>Qualcosa che preveda una verifica dell'identità sicura e privata per accertare l'età e la natura umana dell'utente; che affronti le problematiche dei social media che vanno oltre quelle dei minori, colpendo utenti di ogni fascia d'età; e che offra ai genitori la possibilità di decidere per i propri figli (scegliendo di consentire l'accesso a determinate piattaforme quando ritengono che il ragazzo sia pronto).</p><p>Forse, però, è chiedere troppo a una classe politica che non ha la competenza digitale che dovrebbe avere. Magari, mentre vedremo aumentare i divieti nel corso del prossimo anno, mi smentiranno trovando un approccio che funzioni per tutti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Problemi di spam su Gmail? Non siete i soli, ma è in arrivo un fix ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Google ha riconosciuto ufficialmente diverse anomalie che hanno colpito Gmail.</strong></li><li><strong>I problemi riguardano i filtri automatici, la gestione dello spam e ritardi nella consegna dei messaggi.</strong></li><li><strong>L'app di Gmail dovrebbe ora tornare alla normalità per tutti gli utenti.</strong></li></ul><p>Potreste aver notato problemi con i filtri automatici e la scansione dello spam nella vostra casella Gmail durante il fine settimana: si tratta di anomalie riconosciute ufficialmente da Google e una soluzione dovrebbe essere ormai in fase di distribuzione per tutti gli utenti.</p><p>Secondo quanto riportato dalla Google Workspace Status Dashboard (via Engadget), nel corso di sabato numerosi problemi hanno interessato gli utenti dell'app di posta di Google. Tra questi, è stata segnalata una "errata classificazione delle email" da parte dei filtri automatici integrati in Gmail.</p><p>Questo sistema di filtraggio dovrebbe smistare i messaggi meno importanti (come promozioni e aggiornamenti dai social media) in schede separate, lontano dalla posta in arrivo principale. Si tratta di una funzione intelligente attiva da anni — quando funziona correttamente — che può essere anche personalizzata manualmente trascinando le email tra le diverse schede.</p><p>A causa di questi problemi di "errata classificazione", potreste esservi ritrovati con la scheda Principale invasa da offerte speciali, newsletter e aggiornamenti dai siti a cui siete iscritti, anziché dalle email inviate da persone reali.</p><h2 id="spam-e-ritardi">Spam e ritardi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wHozmezVLmTeY3bWSLuSk4" name="shutterstock_98719250.jpg" alt="Spam messages" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wHozmezVLmTeY3bWSLuSk4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Spam messages have been affected too </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il malfunzionamento dei filtri automatici non è stato l'unico grattacapo per gli utenti di Gmail. Google ha riferito la comparsa di "avvisi di spam classificati erroneamente", segnalando che diverse email non erano state sottoposte ai controlli di sicurezza.</p><p>Molti utenti hanno visualizzato il messaggio "Gmail non ha scansionato questo messaggio per spam, mittenti non verificati o software dannosi": non è tuttavia chiaro se le scansioni stiano effettivamente fallendo o se l'avviso sia apparso in modo inappropriato. A tutto ciò si sono aggiunti i "ritardi nella ricezione delle email", segnalati sia dagli utenti che dalla stessa Google.</p><p>C'è comunque una buona notizia: il problema è stato contrassegnato come "risolto" domenica mattina, nonostante sembrino esserci alcune discrepanze nei log ufficiali di Google sulla durata effettiva dei disservizi e sulle tempistiche di rilascio del fix.</p><p>La posta in arrivo di Gmail dovrebbe ora essere tornata alla normalità, anche se Google avverte che alcuni avvisi "potrebbero persistere" per le email inviate prima della risoluzione del bug. È stata inoltre promessa un'analisi dettagliata sulle cause dell'incidente, una volta conclusa l'indagine interna.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/email-messaging/problemi-di-spam-su-gmail-non-siete-i-soli-ma-e-in-arrivo-un-fix</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Durante lo scorso fine settimana, diverse anomalie hanno colpito le caselle di posta Gmail, ma Google sembra aver preso in mano la situazione. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">ViTxtTnhf4cMcLi3ofCYdN</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Email & Messaging]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ David Nield ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mbi9b6isV6ML9Tr4bSPhyR-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Dave is a freelance tech journalist who has been writing about gadgets, apps and the web for more than two decades. Based out of Stockport, England, on TechRadar you&#039;ll find him covering news, features and reviews, particularly for phones, tablets and wearables. Working to ensure our breaking news coverage is the best in the business over weekends, David also has bylines at Gizmodo, T3, PopSci and a few other places besides, as well as being many years editing the likes of PC Explorer and The Hardware Handbook.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A closeup of the Gmail App Store listing on iPhone ]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li><strong>Google ha riconosciuto ufficialmente diverse anomalie che hanno colpito Gmail.</strong></li><li><strong>I problemi riguardano i filtri automatici, la gestione dello spam e ritardi nella consegna dei messaggi.</strong></li><li><strong>L'app di Gmail dovrebbe ora tornare alla normalità per tutti gli utenti.</strong></li></ul><p>Potreste aver notato problemi con i filtri automatici e la scansione dello spam nella vostra casella Gmail durante il fine settimana: si tratta di anomalie riconosciute ufficialmente da Google e una soluzione dovrebbe essere ormai in fase di distribuzione per tutti gli utenti.</p><p>Secondo quanto riportato dalla Google Workspace Status Dashboard (via Engadget), nel corso di sabato numerosi problemi hanno interessato gli utenti dell'app di posta di Google. Tra questi, è stata segnalata una "errata classificazione delle email" da parte dei filtri automatici integrati in Gmail.</p><p>Questo sistema di filtraggio dovrebbe smistare i messaggi meno importanti (come promozioni e aggiornamenti dai social media) in schede separate, lontano dalla posta in arrivo principale. Si tratta di una funzione intelligente attiva da anni — quando funziona correttamente — che può essere anche personalizzata manualmente trascinando le email tra le diverse schede.</p><p>A causa di questi problemi di "errata classificazione", potreste esservi ritrovati con la scheda Principale invasa da offerte speciali, newsletter e aggiornamenti dai siti a cui siete iscritti, anziché dalle email inviate da persone reali.</p><h2 id="spam-e-ritardi">Spam e ritardi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wHozmezVLmTeY3bWSLuSk4" name="shutterstock_98719250.jpg" alt="Spam messages" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wHozmezVLmTeY3bWSLuSk4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Spam messages have been affected too </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il malfunzionamento dei filtri automatici non è stato l'unico grattacapo per gli utenti di Gmail. Google ha riferito la comparsa di "avvisi di spam classificati erroneamente", segnalando che diverse email non erano state sottoposte ai controlli di sicurezza.</p><p>Molti utenti hanno visualizzato il messaggio "Gmail non ha scansionato questo messaggio per spam, mittenti non verificati o software dannosi": non è tuttavia chiaro se le scansioni stiano effettivamente fallendo o se l'avviso sia apparso in modo inappropriato. A tutto ciò si sono aggiunti i "ritardi nella ricezione delle email", segnalati sia dagli utenti che dalla stessa Google.</p><p>C'è comunque una buona notizia: il problema è stato contrassegnato come "risolto" domenica mattina, nonostante sembrino esserci alcune discrepanze nei log ufficiali di Google sulla durata effettiva dei disservizi e sulle tempistiche di rilascio del fix.</p><p>La posta in arrivo di Gmail dovrebbe ora essere tornata alla normalità, anche se Google avverte che alcuni avvisi "potrebbero persistere" per le email inviate prima della risoluzione del bug. È stata inoltre promessa un'analisi dettagliata sulle cause dell'incidente, una volta conclusa l'indagine interna.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Airbnb potrebbe aver confermato l'esistenza dell'auto a guida autonoma di Apple ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>L'annuncio della nomina del nuovo CTO di Airbnb sembra confermare il progetto dell'auto a guida autonoma di Apple, oggetto di indiscrezioni per anni</li><li>La notizia arricchisce il contesto della più ampia strategia di Apple nell'IA, specialmente alla luce delle recenti novità sulla partnership con Google</li><li>L'operazione mette in luce anche le ambizioni di Airbnb nel settore dell'intelligenza artificiale, che appaiono decisamente orientate verso la dimensione umana</li></ul><p>Apple è nota per essere una delle aziende più riservate del settore tecnologico, solita confermare raramente i progetti in fase di sviluppo e annunciare nuovi hardware o software solo quando i tempi sono maturi. Intere iniziative possono nascere – e morire silenziosamente – all'interno di Cupertino senza mai essere riconosciute pubblicamente.</p><p>Per questo motivo è significativo che, dopo anni di indiscrezioni sul lavoro di Apple nei veicoli autonomi, un'inaspettata conferma sembri arrivare proprio da Airbnb.</p><p>In una nota interna diffusa pubblicamente per la nomina di Ahmad Al-Dahle come nuovo Chief Technology Officer di Airbnb, si legge:</p><p>“Nel 2014, Ahmad ha creato e guidato il gruppo di tecnologie autonome di Apple, con la responsabilità di sviluppare i sistemi di intelligenza artificiale alla base del progetto dell'auto a guida autonoma dell'azienda”.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1391px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.22%;"><img id="pu5Lt4VPSDqZgAGWZjFFCV" name="Airbnb hiring blog post" alt="Airbnb hiring blog post (Airbnb announces Ahmad Al-Dahle as Chief Technology Officer)" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pu5Lt4VPSDqZgAGWZjFFCV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1391" height="782" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Airbnb)</span></figcaption></figure><p>Sebbene Apple non abbia mai confermato ufficialmente il progetto, la dichiarazione coincide con quanto riportato da tempo dalla stampa e offre uno dei riconoscimenti più chiari finora sul fatto che tale sforzo sia esistito in modo serio e costante.</p><p>La nota evidenzia inoltre la durata e l'importanza del percorso di Al-Dahle in Apple. Entrato in azienda due anni prima del lancio del primo iPhone, ha lavorato sui sistemi multitouch e sui display, contribuendo poi allo sviluppo dell'Apple Watch e di altre iniziative hardware, prima di approdare alla guida dei sistemi autonomi.</p><p>Al-Dahle ha lasciato Apple nel 2020 per unirsi a Meta, concentrandosi sull'IA e, dal 2023, lavorando nel gruppo di IA generativa della società. In quel contesto, ha contribuito al lancio di Llama e all'implementazione di funzioni di intelligenza artificiale nella suite di app di Meta.</p><p>Ciò che rende questa rivelazione particolarmente sorprendente non è solo il contenuto, ma il modo in cui è emersa. Piuttosto che tramite un annuncio ufficiale di Apple o un documento normativo, la conferma è arrivata attraverso l'annuncio di assunzione di Airbnb: un percorso insolito ma rivelatore per un progetto di tale portata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vZXLP9tyP9k958Wnv4W6jL" name="Apple-Gemini-Siri-GettyImages-2252639544" alt="Apple Google Gemini deal" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vZXLP9tyP9k958Wnv4W6jL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Il tempismo dell'operazione fornisce inoltre un ulteriore contesto alla più ampia strategia di Apple nel campo dell'intelligenza artificiale, inclusa la recente partnership con Google per l'integrazione di Gemini come base per la Siri di prossima generazione e altre funzionalità basate sull'IA. Considerati nel loro insieme, questi sviluppi suggeriscono non tanto una ritirata, quanto una ricalibrazione.</p><p>I veicoli autonomi rappresentano una delle intersezioni più complesse tra hardware, software e intelligenza artificiale; la decisione di Apple di ridimensionare il progetto appare coerente con la volontà di concentrarsi nuovamente su settori in cui è possibile distribuire prodotti su larga scala all'interno del proprio ecosistema.</p><p>Allo stesso modo, la collaborazione con Google sui modelli linguistici riflette un approccio pragmatico: una scelta che permette di accelerare e potenzialmente delegare alcune delle proprie capacità di calcolo nell'IA, mantenendo internamente il focus sul prodotto finito, sull'esperienza utente e sulla centralità della privacy.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="Dh7pCfnfTsiHbkEubcKgEH" name="Airbnb Experiences" alt="Airbnb Experiences" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dh7pCfnfTsiHbkEubcKgEH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1686" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Airbnb)</span></figcaption></figure><p>Per Airbnb, questa assunzione sottolinea quanto l'intelligenza artificiale sia diventata centrale per il proprio futuro. Al-Dahle porta con sé l'esperienza nella creazione e nella scalabilità di grandi sistemi di IA, in linea con il crescente utilizzo di questa tecnologia da parte di Airbnb su tutta la sua piattaforma.</p><p>Nel 2025, Airbnb ha lanciato un restyling completo delle sue app per iOS e Android, puntando su una navigazione più fluida, una ricerca migliorata ed esperienze che vanno oltre i semplici affitti. L'azienda ha inoltre introdotto strumenti di assistenza clienti basati sull'IA e raccomandazioni personalizzate, continuando al contempo a sperimentare funzionalità social.</p><p>Il CEO e co-fondatore di Airbnb, Brian Chesky, si è espresso con frequenza crescente sul ruolo dell'IA nella vita quotidiana. Nella stessa comunicazione ai dipendenti, ha enfatizzato un approccio che mette l'uomo al primo posto:</p><p>"In un mondo che diventa sempre più artificiale, le persone desiderano ciò che è autentico: connessioni reali con persone reali nel mondo reale. Nessuna azienda è posizionata meglio di Airbnb per soddisfare questo bisogno".</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wNAzxvY8hDxzUFiUpDrqMN" name="airbnb 1.jpg" alt="Aribnb logo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wNAzxvY8hDxzUFiUpDrqMN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Airbnb)</span></figcaption></figure><p>Chesky ha aggiunto che Al-Dahle "condivide la nostra convinzione che la tecnologia debba servire le persone, e non viceversa, e che il suo scopo più alto sia quello di avvicinarci".</p><p>È improbabile che Airbnb si avventuri nel settore dei veicoli autonomi, ma dalle dichiarazioni di Chesky emerge chiaramente l'intenzione di mantenere il focus sull'esperienza del cliente e sull'incoraggiare le persone a connettersi nel mondo reale.</p><p>L'annuncio della nomina del CTO da parte di Chesky offre inoltre una rara finestra sulle passate ambizioni di Apple e sulle modalità in continua evoluzione con cui le grandi aziende tecnologiche approcciano l'IA. Sebbene la conferma sia arrivata in modo del tutto singolare, il progetto non è ancora stato confermato ufficialmente da Apple.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/websites-apps/airbnb-sembra-confermare-lauto-a-guida-autonoma-di-apple-cosa-rivela-questo-indizio-sulla-svolta-di-apple-nellia-e-sul-futuro-di-airbnb</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'ultimo annuncio di assunzioni di Airbnb sembra confermare involontariamente il progetto, a lungo vociferato, dell'auto a guida autonoma di Apple, offrendo al contempo nuovi spunti sulla strategia IA in evoluzione di Cupertino e sulle ambizioni di Airbnb nel campo dell'intelligenza artificiale. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Vehicle Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ jacob.krol@futurenet.com (Jacob Krol) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Jacob Krol ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hKSCqxtWYDuUtwZseV9E3C-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Jacob Krol is the US Managing Editor for News at TechRadar overseeing the daily rollout of content and coordinating with various section leads. He joined TechRadar in May of 2024 and is based out of New York City. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Prior to joining TechRadar, Jacob was Senior Editor, Technology and Commerce at TheStreet focusing on covering the latest products in the consumer tech space from how to pre-order to finding the best deals with reviews, analysis, and features in between. Before that, Jacob was a founding member at CNN Underscored, building and growing the electronics section. He also assisted in building out social media channels, programming the homepage, and establishing protocols for testing various products for one-off reviews and best-of guides. Prior to starting at CNN, Jacob was a Tech Writer at Mashable focusing on news, reviews, and evergreen content. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;He has experience covering major players in the space like Apple, Samsung, Google, and Microsoft as well as testing products like smartphones, tablets, smartwatches, smart home gadgets, speakers, earbuds, headphones, TVs, and more futuristic tech like smart glasses.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Jacob received a Bachelor of Arts in Media &amp; Communication cum laude with a minor in Innovation and Entrepreneurship from Muhlenberg College. During his time on campus, he interned at CNET, Fox News, CNN, and CNBC, while also running his own tech blog, NJTechReviews, which he founded in 2010.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;When not playing with a new gadget or breaking down the latest news, you can find Jacob listening to Bruce Springsteen, posting on TikTok, building a Lego set, watching a Star Wars show, or playing with his family dogs, Georgia and Charlie.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Apple Car Concept]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li>L'annuncio della nomina del nuovo CTO di Airbnb sembra confermare il progetto dell'auto a guida autonoma di Apple, oggetto di indiscrezioni per anni</li><li>La notizia arricchisce il contesto della più ampia strategia di Apple nell'IA, specialmente alla luce delle recenti novità sulla partnership con Google</li><li>L'operazione mette in luce anche le ambizioni di Airbnb nel settore dell'intelligenza artificiale, che appaiono decisamente orientate verso la dimensione umana</li></ul><p>Apple è nota per essere una delle aziende più riservate del settore tecnologico, solita confermare raramente i progetti in fase di sviluppo e annunciare nuovi hardware o software solo quando i tempi sono maturi. Intere iniziative possono nascere – e morire silenziosamente – all'interno di Cupertino senza mai essere riconosciute pubblicamente.</p><p>Per questo motivo è significativo che, dopo anni di indiscrezioni sul lavoro di Apple nei veicoli autonomi, un'inaspettata conferma sembri arrivare proprio da Airbnb.</p><p>In una nota interna diffusa pubblicamente per la nomina di Ahmad Al-Dahle come nuovo Chief Technology Officer di Airbnb, si legge:</p><p>“Nel 2014, Ahmad ha creato e guidato il gruppo di tecnologie autonome di Apple, con la responsabilità di sviluppare i sistemi di intelligenza artificiale alla base del progetto dell'auto a guida autonoma dell'azienda”.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1391px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.22%;"><img id="pu5Lt4VPSDqZgAGWZjFFCV" name="Airbnb hiring blog post" alt="Airbnb hiring blog post (Airbnb announces Ahmad Al-Dahle as Chief Technology Officer)" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pu5Lt4VPSDqZgAGWZjFFCV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1391" height="782" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Airbnb)</span></figcaption></figure><p>Sebbene Apple non abbia mai confermato ufficialmente il progetto, la dichiarazione coincide con quanto riportato da tempo dalla stampa e offre uno dei riconoscimenti più chiari finora sul fatto che tale sforzo sia esistito in modo serio e costante.</p><p>La nota evidenzia inoltre la durata e l'importanza del percorso di Al-Dahle in Apple. Entrato in azienda due anni prima del lancio del primo iPhone, ha lavorato sui sistemi multitouch e sui display, contribuendo poi allo sviluppo dell'Apple Watch e di altre iniziative hardware, prima di approdare alla guida dei sistemi autonomi.</p><p>Al-Dahle ha lasciato Apple nel 2020 per unirsi a Meta, concentrandosi sull'IA e, dal 2023, lavorando nel gruppo di IA generativa della società. In quel contesto, ha contribuito al lancio di Llama e all'implementazione di funzioni di intelligenza artificiale nella suite di app di Meta.</p><p>Ciò che rende questa rivelazione particolarmente sorprendente non è solo il contenuto, ma il modo in cui è emersa. Piuttosto che tramite un annuncio ufficiale di Apple o un documento normativo, la conferma è arrivata attraverso l'annuncio di assunzione di Airbnb: un percorso insolito ma rivelatore per un progetto di tale portata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vZXLP9tyP9k958Wnv4W6jL" name="Apple-Gemini-Siri-GettyImages-2252639544" alt="Apple Google Gemini deal" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vZXLP9tyP9k958Wnv4W6jL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Il tempismo dell'operazione fornisce inoltre un ulteriore contesto alla più ampia strategia di Apple nel campo dell'intelligenza artificiale, inclusa la recente partnership con Google per l'integrazione di Gemini come base per la Siri di prossima generazione e altre funzionalità basate sull'IA. Considerati nel loro insieme, questi sviluppi suggeriscono non tanto una ritirata, quanto una ricalibrazione.</p><p>I veicoli autonomi rappresentano una delle intersezioni più complesse tra hardware, software e intelligenza artificiale; la decisione di Apple di ridimensionare il progetto appare coerente con la volontà di concentrarsi nuovamente su settori in cui è possibile distribuire prodotti su larga scala all'interno del proprio ecosistema.</p><p>Allo stesso modo, la collaborazione con Google sui modelli linguistici riflette un approccio pragmatico: una scelta che permette di accelerare e potenzialmente delegare alcune delle proprie capacità di calcolo nell'IA, mantenendo internamente il focus sul prodotto finito, sull'esperienza utente e sulla centralità della privacy.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="Dh7pCfnfTsiHbkEubcKgEH" name="Airbnb Experiences" alt="Airbnb Experiences" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dh7pCfnfTsiHbkEubcKgEH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1686" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Airbnb)</span></figcaption></figure><p>Per Airbnb, questa assunzione sottolinea quanto l'intelligenza artificiale sia diventata centrale per il proprio futuro. Al-Dahle porta con sé l'esperienza nella creazione e nella scalabilità di grandi sistemi di IA, in linea con il crescente utilizzo di questa tecnologia da parte di Airbnb su tutta la sua piattaforma.</p><p>Nel 2025, Airbnb ha lanciato un restyling completo delle sue app per iOS e Android, puntando su una navigazione più fluida, una ricerca migliorata ed esperienze che vanno oltre i semplici affitti. L'azienda ha inoltre introdotto strumenti di assistenza clienti basati sull'IA e raccomandazioni personalizzate, continuando al contempo a sperimentare funzionalità social.</p><p>Il CEO e co-fondatore di Airbnb, Brian Chesky, si è espresso con frequenza crescente sul ruolo dell'IA nella vita quotidiana. Nella stessa comunicazione ai dipendenti, ha enfatizzato un approccio che mette l'uomo al primo posto:</p><p>"In un mondo che diventa sempre più artificiale, le persone desiderano ciò che è autentico: connessioni reali con persone reali nel mondo reale. Nessuna azienda è posizionata meglio di Airbnb per soddisfare questo bisogno".</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wNAzxvY8hDxzUFiUpDrqMN" name="airbnb 1.jpg" alt="Aribnb logo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wNAzxvY8hDxzUFiUpDrqMN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Airbnb)</span></figcaption></figure><p>Chesky ha aggiunto che Al-Dahle "condivide la nostra convinzione che la tecnologia debba servire le persone, e non viceversa, e che il suo scopo più alto sia quello di avvicinarci".</p><p>È improbabile che Airbnb si avventuri nel settore dei veicoli autonomi, ma dalle dichiarazioni di Chesky emerge chiaramente l'intenzione di mantenere il focus sull'esperienza del cliente e sull'incoraggiare le persone a connettersi nel mondo reale.</p><p>L'annuncio della nomina del CTO da parte di Chesky offre inoltre una rara finestra sulle passate ambizioni di Apple e sulle modalità in continua evoluzione con cui le grandi aziende tecnologiche approcciano l'IA. Sebbene la conferma sia arrivata in modo del tutto singolare, il progetto non è ancora stato confermato ufficialmente da Apple.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Non ho abbandonato i social media nel 2025, ma potrei essere costretto a farlo se questo pessimo trend dovesse continuare nel 2026. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Alla fine del 2024 scrissi che nel 2025 mi sarei allontanato dai social media a causa del loro impatto sulla mia routine quotidiana. Come Staff Writer di TechRadar per tutto ciò che riguarda il mondo mobile, so fin troppo bene che usare il mio supercomputer tascabile per scorrere video verticali non è esattamente il modo migliore per sfruttare il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">miglior smartphone</a> a disposizione.</p><p>Non servono premi per indovinare com'è andata a finire: non ho smesso. Anzi, se dovessi scommettere, credo di aver usato l'app di Instagram più quest'anno che nel 2024.</p><p>E nello spirito del Natale (o qualcosa del genere), mi perdono per questa trasgressione. Negli ultimi 12 mesi ho accettato il fatto che, sebbene debba ancora ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo, i social media restano uno strumento indispensabile per fare programmi e restare in contatto; posso trarne i benefici senza sciogliermi in un brodo primordiale di neuroni alimentato dai Reel.</p><p>Tuttavia, l'ultimo anno ha visto crescere esponenzialmente sui social la diffusione di foto, video e audio generati dall'intelligenza artificiale, dando vita a meme e incomprensioni in egual misura. Come abbiamo riportato di recente, "slop" è stata eletta parola dell'anno dal dizionario Merriam-Webster, in risposta alla valanga di contenuti IA di bassa qualità che ha invaso i nostri schermi negli ultimi 12 mesi.</p><p>Ho sempre pensato che fosse ingiusto giudicare una piattaforma esclusivamente in base ai contenuti caricati dagli utenti, quindi ho ampiamente chiuso un occhio su ogni ondata di "AI slop" che ha colpito Meta, anche se avrei preferito non averci nulla a che fare.</p><p>Ma sembra sempre più evidente che Instagram – storicamente la casa dei creativi visivi e linfa vitale per musicisti, attori e comici – stia virando proprio verso quel tipo di contenuto IA vacuo, insulso e alienante che sta ormai intasando i feed degli utenti. Per chi vuole staccare da questo flusso, l'unica soluzione sembra affidarsi ai <a href="https://www.google.com/search?q=https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-iphone" target="_blank">migliori giochi per iPhone</a> per ritrovare un po' di intrattenimento di qualità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6" name="StrawbZuck" alt="A screenshot of a mid-feed advert for Meta AI, showing a strawberry-baby hybrid and an overweight Mark Zuckerberg running on a treadmill" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Ma che diavolo stiamo facendo, Meta? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Sono francamente turbato dalle inserzioni di Meta AI che compaiono a metà feed, presentate come caroselli di video generati dall'intelligenza artificiale e spesso decisamente inquietanti. Ho visto grotteschi ibridi tra frutti e neonati, un Barack Obama in versione DJ (dubito che la cosa sia stata autorizzata) e, cosa ancor più bizzarra, un Mark Zuckerberg sovrappeso che corre a torso nudo su un tapis roulant; non credo che il boss di Meta ne sarebbe entusiasta.</p><p>Oltre a essere sgradevoli alla vista, queste clip sembrano funzionalmente inutili e persino antitetiche allo scopo stesso dei social media. Meta spera davvero che io le condivida sul mio feed o con i miei amici? Chi ha voglia di vedere roba simile? Si tratta di auto-espressione o di un modo per connettersi socialmente? Quale parte dello slogan di Instagram, "Cattura, crea e condividi ciò che ami", viene rispettata appiccicando nelle mie storie un sosia di Michael Jackson renderizzato malissimo? Per fortuna, i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year" target="_blank">migliori generatori di immagini IA</a> mostrano che la tecnologia può fare molto di meglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j" name="DJBarack" alt="A mid-feed ad for Meta AI, showing Barack Obama DJing and a dragon breathing fire" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non ho davvero parole per questo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre a ciò, questo fenomeno non mi convince affatto che Instagram sia un buon modo per impiegare il mio tempo al telefono. Sto lavorando ad alcuni nuovi buoni propositi per l'anno nuovo che mi aiutino a sfruttare meglio il supercomputer che ho in tasca, e questa spinta verso Meta AI mi rende felice di essermi concentrato su cose più produttive nella mia nuova lista (come, ad esempio, giocare di più a Fortnite).</p><p>Francamente, se Instagram continuerà a investire in questa spazzatura invece di introdurre, che so, funzioni utili, potrei dover rilanciare la mia missione di rimuovere l'app dalla memoria del mio smartphone. I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sono così potenti e versatili che mi sentirei in colpa a passare anche solo un secondo a guardare roba del genere.</p><p>Potete quindi considerare questo un proposito provvisorio, influenzato dalla mia dichiarata ed eccessiva dipendenza da Instagram come piattaforma e social network. Se continuerò a vedere i contenuti di Meta AI nel mio feed, potrebbe essere il segno che il posto di Instagram nella home page del mio telefono potrebbe presto tornare vacante.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/non-ho-abbandonato-i-social-media-nel-2025-ma-potrei-essere-costretto-a-farlo-se-questo-pessimo-trend-dovesse-continuare-nel-2026</link>
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                            <![CDATA[ nstagram si sta trasformando in una discarica di "AI slop" e, a quanto pare, la spinta arriva ora dalla stessa Meta. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Instagram]]></category>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Jamie is a Mobile Computing Staff Writer for TechRadar, responsible for covering phones and tablets. A lifelong tech-obsessive, Jamie began his writing career as a music blogger before studying journalism at Goldsmiths College, and joined TechRadar in 2024. He thinks the iPhone 5S is the greatest phone of all time, but is currently an Android user. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;As well as reporting on the latest in mobile hardware, software, and industry developments, Jamie specialises in features and long-form pieces that dive into the latest phone and tablet trends. He can also be found writing for the site&#039;s Audio and Streaming sections from time to time, or behind the decks as a DJ at local venues around London.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Composite image: Instagram logo on left, AI-generated Barack Obama DJing on right]]></media:title>
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                                <p>Alla fine del 2024 scrissi che nel 2025 mi sarei allontanato dai social media a causa del loro impatto sulla mia routine quotidiana. Come Staff Writer di TechRadar per tutto ciò che riguarda il mondo mobile, so fin troppo bene che usare il mio supercomputer tascabile per scorrere video verticali non è esattamente il modo migliore per sfruttare il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">miglior smartphone</a> a disposizione.</p><p>Non servono premi per indovinare com'è andata a finire: non ho smesso. Anzi, se dovessi scommettere, credo di aver usato l'app di Instagram più quest'anno che nel 2024.</p><p>E nello spirito del Natale (o qualcosa del genere), mi perdono per questa trasgressione. Negli ultimi 12 mesi ho accettato il fatto che, sebbene debba ancora ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo, i social media restano uno strumento indispensabile per fare programmi e restare in contatto; posso trarne i benefici senza sciogliermi in un brodo primordiale di neuroni alimentato dai Reel.</p><p>Tuttavia, l'ultimo anno ha visto crescere esponenzialmente sui social la diffusione di foto, video e audio generati dall'intelligenza artificiale, dando vita a meme e incomprensioni in egual misura. Come abbiamo riportato di recente, "slop" è stata eletta parola dell'anno dal dizionario Merriam-Webster, in risposta alla valanga di contenuti IA di bassa qualità che ha invaso i nostri schermi negli ultimi 12 mesi.</p><p>Ho sempre pensato che fosse ingiusto giudicare una piattaforma esclusivamente in base ai contenuti caricati dagli utenti, quindi ho ampiamente chiuso un occhio su ogni ondata di "AI slop" che ha colpito Meta, anche se avrei preferito non averci nulla a che fare.</p><p>Ma sembra sempre più evidente che Instagram – storicamente la casa dei creativi visivi e linfa vitale per musicisti, attori e comici – stia virando proprio verso quel tipo di contenuto IA vacuo, insulso e alienante che sta ormai intasando i feed degli utenti. Per chi vuole staccare da questo flusso, l'unica soluzione sembra affidarsi ai <a href="https://www.google.com/search?q=https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-iphone" target="_blank">migliori giochi per iPhone</a> per ritrovare un po' di intrattenimento di qualità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6" name="StrawbZuck" alt="A screenshot of a mid-feed advert for Meta AI, showing a strawberry-baby hybrid and an overweight Mark Zuckerberg running on a treadmill" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Ma che diavolo stiamo facendo, Meta? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Sono francamente turbato dalle inserzioni di Meta AI che compaiono a metà feed, presentate come caroselli di video generati dall'intelligenza artificiale e spesso decisamente inquietanti. Ho visto grotteschi ibridi tra frutti e neonati, un Barack Obama in versione DJ (dubito che la cosa sia stata autorizzata) e, cosa ancor più bizzarra, un Mark Zuckerberg sovrappeso che corre a torso nudo su un tapis roulant; non credo che il boss di Meta ne sarebbe entusiasta.</p><p>Oltre a essere sgradevoli alla vista, queste clip sembrano funzionalmente inutili e persino antitetiche allo scopo stesso dei social media. Meta spera davvero che io le condivida sul mio feed o con i miei amici? Chi ha voglia di vedere roba simile? Si tratta di auto-espressione o di un modo per connettersi socialmente? Quale parte dello slogan di Instagram, "Cattura, crea e condividi ciò che ami", viene rispettata appiccicando nelle mie storie un sosia di Michael Jackson renderizzato malissimo? Per fortuna, i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year" target="_blank">migliori generatori di immagini IA</a> mostrano che la tecnologia può fare molto di meglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j" name="DJBarack" alt="A mid-feed ad for Meta AI, showing Barack Obama DJing and a dragon breathing fire" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non ho davvero parole per questo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre a ciò, questo fenomeno non mi convince affatto che Instagram sia un buon modo per impiegare il mio tempo al telefono. Sto lavorando ad alcuni nuovi buoni propositi per l'anno nuovo che mi aiutino a sfruttare meglio il supercomputer che ho in tasca, e questa spinta verso Meta AI mi rende felice di essermi concentrato su cose più produttive nella mia nuova lista (come, ad esempio, giocare di più a Fortnite).</p><p>Francamente, se Instagram continuerà a investire in questa spazzatura invece di introdurre, che so, funzioni utili, potrei dover rilanciare la mia missione di rimuovere l'app dalla memoria del mio smartphone. I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sono così potenti e versatili che mi sentirei in colpa a passare anche solo un secondo a guardare roba del genere.</p><p>Potete quindi considerare questo un proposito provvisorio, influenzato dalla mia dichiarata ed eccessiva dipendenza da Instagram come piattaforma e social network. Se continuerò a vedere i contenuti di Meta AI nel mio feed, potrebbe essere il segno che il posto di Instagram nella home page del mio telefono potrebbe presto tornare vacante.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ La tanto attesa vendita di TikTok negli Stati Uniti potrebbe finalmente concretizzarsi, secondo nuovi rapporti. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La vendita di TikTok negli Stati Uniti potrebbe concludersi il 22 gennaio 2026</strong></li><li><strong>Una nuova joint venture a guida statunitense assumerà il controllo delle operazioni</strong></li></ul><p>Il destino di TikTok negli Stati Uniti è rimasto in sospeso da quando il Congresso ha approvato una legge che ne imponeva la vendita a proprietari statunitensi e, dopo diverse proroghe concesse dalla Casa Bianca di Trump, l'atteso accordo potrebbe finalmente essere stato avviato.</p><p>Secondo i rapporti di CNBC e Axios, il CEO di TikTok Shou Zi Chew ha confermato che, con un accordo che dovrebbe chiudersi il 22 gennaio 2026, TikTok negli USA farà parte di una nuova joint venture denominata "TikTok USDS Joint Venture LLC". Oracle, Silver Lake e la società MGX di Abu Dhabi saranno i tre partner principali, insieme ad altri nuovi investitori, ma la proprietà sarà condivisa con la cinese ByteDance — l'originale proprietario di TikTok — che manterrà comunque una percentuale.</p><p>Si tratta di un grande cambiamento per TikTok, che ha vissuto un anno tumultuoso negli Stati Uniti. Tutto è iniziato con un bando, seguito dall'amministrazione Trump che ha offerto alcune proroghe e la promessa di una proprietà statunitense all'orizzonte — non totale, ma almeno dell'80%. Questo permetterà effettivamente a TikTok di restare disponibile, ma cambierà l'esperienza dell'app, poiché è probabile che l'algoritmo non rimarrà intatto.</p><p>Nel promemoria visionato dalla CNBC, viene riportato che Shou Zi Chew ha scritto che la joint venture sarà "di proprietà maggioritaria di investitori americani, governata da un nuovo consiglio di amministrazione di sette membri a maggioranza americana e soggetta a termini che proteggono i dati degli americani e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti".</p><p>Una grande parte di questa impresa è focalizzata sulle operazioni negli Stati Uniti, e un principio chiave sarebbe risolvere – o almeno alleviare – le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale, che erano la ragione originaria dietro la proposta di bando e che ci hanno portato su questa strada.</p><p>La joint venture avrà il compito di proteggere i dati statunitensi sull'app, incluso l'importantissimo algoritmo che alimenta il feed "Per te" e ciò che ogni utente vede nell'app, così come la moderazione dei contenuti. Axios, che ha visionato il promemoria, riporta quanto segue: "riaddestrare l'algoritmo di raccomandazione dei contenuti sui dati degli utenti statunitensi per garantire che il feed dei contenuti sia libero da manipolazioni esterne".</p><p>Tuttavia, gli aspetti globali di TikTok non scompariranno del tutto. ByteDance, l'attuale società madre di TikTok, manterrà comunque una quota di proprietà della "TikTok USDS Joint Venture LLC" e garantirà inoltre che la versione statunitense di TikTok funzioni con le altre versioni dell'app.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Caa2mzJkJUGpLHopsEdCMZ" name="GettyImages-2161838567" alt="The TikTok logo is seen on a mobile device, with a picture of US President Trump in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Caa2mzJkJUGpLHopsEdCMZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Photo by Jaap Arriens/NurPhoto via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Resta da vedere se questo accordo si chiuderà ufficialmente, ma anche cosa significhi realmente per TikTok e come potrebbe cambiare l'esperienza per gli innumerevoli utenti negli Stati Uniti. TechRadar ha contattato TikTok per ulteriori commenti sulle indiscrezioni e per dettagli su questa vendita.</p><p>Come promemoria, l'ultimo aggiornamento importante risale a settembre 2025, quando la Casa Bianca ha dichiarato di aver lavorato a un accordo con la Cina per vendere le operazioni statunitensi di TikTok a una nuova joint venture e a un gruppo americano. Nel 2020, la prima amministrazione Trump emise un ordine esecutivo che imponeva la vendita, dando inizio a questo processo durato anni.</p><p>Sembra, tuttavia, che le operazioni di TikTok negli Stati Uniti potrebbero presto passare dalla cinese ByteDance a una nuova impresa gestita dagli USA — un cambiamento che potrebbe entrare in vigore il 22 gennaio 2026.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/la-tanto-attesa-vendita-di-tiktok-negli-stati-uniti-potrebbe-finalmente-concretizzarsi-secondo-nuovi-rapporti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La lunga saga sulla proprietà di TikTok negli Stati Uniti potrebbe essere vicina a una risoluzione: alcuni rapporti suggeriscono che le sue operazioni statunitensi potrebbero passare da ByteDance a una nuova joint venture a guida americana già nel gennaio 2026. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[TikTok ban]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>La vendita di TikTok negli Stati Uniti potrebbe concludersi il 22 gennaio 2026</strong></li><li><strong>Una nuova joint venture a guida statunitense assumerà il controllo delle operazioni</strong></li></ul><p>Il destino di TikTok negli Stati Uniti è rimasto in sospeso da quando il Congresso ha approvato una legge che ne imponeva la vendita a proprietari statunitensi e, dopo diverse proroghe concesse dalla Casa Bianca di Trump, l'atteso accordo potrebbe finalmente essere stato avviato.</p><p>Secondo i rapporti di CNBC e Axios, il CEO di TikTok Shou Zi Chew ha confermato che, con un accordo che dovrebbe chiudersi il 22 gennaio 2026, TikTok negli USA farà parte di una nuova joint venture denominata "TikTok USDS Joint Venture LLC". Oracle, Silver Lake e la società MGX di Abu Dhabi saranno i tre partner principali, insieme ad altri nuovi investitori, ma la proprietà sarà condivisa con la cinese ByteDance — l'originale proprietario di TikTok — che manterrà comunque una percentuale.</p><p>Si tratta di un grande cambiamento per TikTok, che ha vissuto un anno tumultuoso negli Stati Uniti. Tutto è iniziato con un bando, seguito dall'amministrazione Trump che ha offerto alcune proroghe e la promessa di una proprietà statunitense all'orizzonte — non totale, ma almeno dell'80%. Questo permetterà effettivamente a TikTok di restare disponibile, ma cambierà l'esperienza dell'app, poiché è probabile che l'algoritmo non rimarrà intatto.</p><p>Nel promemoria visionato dalla CNBC, viene riportato che Shou Zi Chew ha scritto che la joint venture sarà "di proprietà maggioritaria di investitori americani, governata da un nuovo consiglio di amministrazione di sette membri a maggioranza americana e soggetta a termini che proteggono i dati degli americani e la sicurezza nazionale degli Stati Uniti".</p><p>Una grande parte di questa impresa è focalizzata sulle operazioni negli Stati Uniti, e un principio chiave sarebbe risolvere – o almeno alleviare – le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale, che erano la ragione originaria dietro la proposta di bando e che ci hanno portato su questa strada.</p><p>La joint venture avrà il compito di proteggere i dati statunitensi sull'app, incluso l'importantissimo algoritmo che alimenta il feed "Per te" e ciò che ogni utente vede nell'app, così come la moderazione dei contenuti. Axios, che ha visionato il promemoria, riporta quanto segue: "riaddestrare l'algoritmo di raccomandazione dei contenuti sui dati degli utenti statunitensi per garantire che il feed dei contenuti sia libero da manipolazioni esterne".</p><p>Tuttavia, gli aspetti globali di TikTok non scompariranno del tutto. ByteDance, l'attuale società madre di TikTok, manterrà comunque una quota di proprietà della "TikTok USDS Joint Venture LLC" e garantirà inoltre che la versione statunitense di TikTok funzioni con le altre versioni dell'app.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Caa2mzJkJUGpLHopsEdCMZ" name="GettyImages-2161838567" alt="The TikTok logo is seen on a mobile device, with a picture of US President Trump in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Caa2mzJkJUGpLHopsEdCMZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Photo by Jaap Arriens/NurPhoto via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Resta da vedere se questo accordo si chiuderà ufficialmente, ma anche cosa significhi realmente per TikTok e come potrebbe cambiare l'esperienza per gli innumerevoli utenti negli Stati Uniti. TechRadar ha contattato TikTok per ulteriori commenti sulle indiscrezioni e per dettagli su questa vendita.</p><p>Come promemoria, l'ultimo aggiornamento importante risale a settembre 2025, quando la Casa Bianca ha dichiarato di aver lavorato a un accordo con la Cina per vendere le operazioni statunitensi di TikTok a una nuova joint venture e a un gruppo americano. Nel 2020, la prima amministrazione Trump emise un ordine esecutivo che imponeva la vendita, dando inizio a questo processo durato anni.</p><p>Sembra, tuttavia, che le operazioni di TikTok negli Stati Uniti potrebbero presto passare dalla cinese ByteDance a una nuova impresa gestita dagli USA — un cambiamento che potrebbe entrare in vigore il 22 gennaio 2026.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Netflix ha eliminato Google Cast — ora Apple TV per Android lo ha riportato in auge ]]></title>
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                            <![CDATA[ Apple ha appena rilasciato un nuovo aggiornamento per l'app Apple TV su Android, che aggiunge il supporto per Google Cast. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Websites & Apps]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Streaming]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li><strong>L'app Apple TV su Android ora supporta Google Cast</strong></li><li><strong>Netflix ha rimosso questa funzionalità poche settimane fa</strong></li><li><strong>È un modo semplice per inviare contenuti a grandi schermi compatibili</strong></li></ul><p>Con successi come <em>Pluribus</em>, <em>Severance</em>, <em>Ted Lasso</em> e <em>Shrinking</em>, Apple TV è uno dei migliori servizi di streaming in circolazione e, nel bel mezzo delle festività natalizie, sta diffondendo un'ottima notizia per i suoi utenti Android.</p><p>L'app Apple TV è stata lanciata su Android nel febbraio 2025 e, sebbene al lancio mancasse il supporto a Google Cast, l'ultimo aggiornamento – in fase di rilascio – non solo risolve questo problema, ma potrebbe anche incoraggiare alcuni utenti Netflix a iscriversi alla piattaforma. Su Android, ora è possibile inviare facilmente il programma o il film che si sta guardando al grande schermo sui TV compatibili con Google Cast.</p><p>È semplice come toccare l'icona di Google Cast sullo schermo e selezionare il TV o il display a cui si desidera inviare il contenuto. A questo punto, si connette e la riproduzione inizia, ma i controlli rimangono sul dispositivo Android all'interno dell'app Apple TV.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2432px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="s3XozBFHnMuhsH76oUqFhL" name="Apple TV app on Android" alt="Apple TV app on Android" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s3XozBFHnMuhsH76oUqFhL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2432" height="1368" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Molto semplice – e non è solo un ottimo modo per portare facilmente i contenuti sul grande schermo a casa, ma è utile anche per gli hotel con TV compatibili e per gli affitti su Airbnb. Puoi guardare facilmente qualcosa in TV senza la seccatura di dover accedere a un servizio su uno schermo che non è permanentemente tuo.</p><p>La decisione di Apple di implementare questa funzionalità ora non solo aggiunge una <em>feature</em> che mancava dal debutto di Apple TV su Android, ma arriva anche poche settimane dopo che Netflix ha rimosso gran parte di tale funzionalità dalla sua app – una mossa che non è stata universalmente apprezzata da consumatori e abbonati.</p><p>Non so se vedremo mai Netflix reintegrare la funzione, considerando che la rimozione è avvenuta in sordina, ma il fatto che Apple TV abbia ottenuto il supporto Cast è un punto a suo favore. È inclusa nella versione 2.2 dell'app Apple TV e, dopo un rapido aggiornamento, vedrai l'icona di Google Cast apparire durante la riproduzione.</p><p>Apple non sta aggiungendo Google Cast all'app iOS per il momento, ma Apple TV su tale piattaforma supporta da tempo AirPlay, che è un altro modo semplice per portare i contenuti sul grande schermo con TV o display compatibili.</p><p>Tutto sommato, si tratta di un aggiornamento positivo – e fortunatamente ben tempisticamente – da parte di Apple per l'app Apple TV su Android. Fateci sapere nei commenti se avete intenzione di provare questa funzionalità durante le festività natalizie e cosa desiderate guardare su Apple TV.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Windows 11 dice basta a Edge?  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft ha deciso di allentare le continue richieste agli utenti per utilizzare <strong>Edge</strong> come browser predefinito in <strong>Windows 11</strong>, ma questa novità riguarda <strong>esclusivamente l’Area Economica Europea (EEA)</strong>, in risposta alle normative imposte dal <strong>Digital Markets Act</strong>.</p><p>Purtroppo, al di fuori di questa area, tra cui anche l’Italia, queste modifiche <strong>non verranno implementate</strong>, almeno per il momento, in assenza di pressioni regolatorie equivalenti.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.techspot.com/news/108164-edge-stop-bugging-you-windows-default-browser-if.html" target="_blank"><strong>TechSpot</strong></a>, il cambiamento principale consiste nel fatto che <strong>Edge non chiederà più automaticamente di diventare il browser predefinito</strong> su <strong>Windows 10</strong> e <strong>Windows 11</strong>. La richiesta verrà mostrata solo se si apre volontariamente Edge. Questa funzione è già attiva con la versione <strong>137.0.3296.52</strong>, rilasciata a fine maggio.</p><p>Un’altra modifica importante è che <strong>una volta disinstallato Edge, le altre applicazioni Microsoft non suggeriranno più di reinstallarlo</strong>. Inoltre, quando si imposta un altro browser come predefinito, questo sarà associato a <strong>molti più formati di file e tipi di collegamento</strong>, evitando così che determinati contenuti vengano aperti comunque con Edge, una pratica che Microsoft aveva mantenuto per tenere il proprio browser in primo piano.</p><p>Cambia anche il comportamento della <strong>casella di ricerca di Windows</strong>: i risultati web cliccati saranno aperti direttamente nel browser scelto dagli utenti, e non più automaticamente in Edge tramite <strong>Bing</strong>.</p><p>Tutte queste modifiche verranno distribuite <strong>nel corso di giugno</strong> nei paesi dell’<strong>Area Economica Europea</strong>, con l’eccezione dell’aggiornamento principale – quello già disponibile con la nuova versione di Edge.</p><p>Un’ulteriore novità rilevante riguarda la <strong>possibilità futura di disinstallare completamente il Microsoft Store</strong>: una funzione richiesta da tempo dagli utenti più esperti, prevista però <strong>non prima della fine del 2025</strong>.</p><p>Microsoft ha comunque chiarito che, anche dopo la rimozione dello Store, le applicazioni installate tramite quest’ultimo <strong>continueranno a ricevere aggiornamenti di sicurezza</strong>, garantendo così la protezione del sistema.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/edge/windows-11-dice-basta-a-edge</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Stop ai messaggi insistenti per usare Edge, ma solo per chi vive in Europa: altrove, Microsoft continuerà a forzare la mano. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Edge]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Browsers]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Unhappy]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Unhappy]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Unhappy]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Microsoft ha deciso di allentare le continue richieste agli utenti per utilizzare <strong>Edge</strong> come browser predefinito in <strong>Windows 11</strong>, ma questa novità riguarda <strong>esclusivamente l’Area Economica Europea (EEA)</strong>, in risposta alle normative imposte dal <strong>Digital Markets Act</strong>.</p><p>Purtroppo, al di fuori di questa area, tra cui anche l’Italia, queste modifiche <strong>non verranno implementate</strong>, almeno per il momento, in assenza di pressioni regolatorie equivalenti.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.techspot.com/news/108164-edge-stop-bugging-you-windows-default-browser-if.html" target="_blank"><strong>TechSpot</strong></a>, il cambiamento principale consiste nel fatto che <strong>Edge non chiederà più automaticamente di diventare il browser predefinito</strong> su <strong>Windows 10</strong> e <strong>Windows 11</strong>. La richiesta verrà mostrata solo se si apre volontariamente Edge. Questa funzione è già attiva con la versione <strong>137.0.3296.52</strong>, rilasciata a fine maggio.</p><p>Un’altra modifica importante è che <strong>una volta disinstallato Edge, le altre applicazioni Microsoft non suggeriranno più di reinstallarlo</strong>. Inoltre, quando si imposta un altro browser come predefinito, questo sarà associato a <strong>molti più formati di file e tipi di collegamento</strong>, evitando così che determinati contenuti vengano aperti comunque con Edge, una pratica che Microsoft aveva mantenuto per tenere il proprio browser in primo piano.</p><p>Cambia anche il comportamento della <strong>casella di ricerca di Windows</strong>: i risultati web cliccati saranno aperti direttamente nel browser scelto dagli utenti, e non più automaticamente in Edge tramite <strong>Bing</strong>.</p><p>Tutte queste modifiche verranno distribuite <strong>nel corso di giugno</strong> nei paesi dell’<strong>Area Economica Europea</strong>, con l’eccezione dell’aggiornamento principale – quello già disponibile con la nuova versione di Edge.</p><p>Un’ulteriore novità rilevante riguarda la <strong>possibilità futura di disinstallare completamente il Microsoft Store</strong>: una funzione richiesta da tempo dagli utenti più esperti, prevista però <strong>non prima della fine del 2025</strong>.</p><p>Microsoft ha comunque chiarito che, anche dopo la rimozione dello Store, le applicazioni installate tramite quest’ultimo <strong>continueranno a ricevere aggiornamenti di sicurezza</strong>, garantendo così la protezione del sistema.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft Edge vuole mettere Copilot al centro della scena (ma potrebbe non essere una cattiva idea) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Microsoft Edge</strong> integra già l’assistente IA <strong>Copilot</strong>, ma nelle versioni di test più recenti sta assumendo un ruolo centrale all’interno della pagina <strong>Nuova Scheda</strong> (New Tab Page, o NTP). La novità è emersa nel canale <strong>Canary</strong>, la versione sperimentale più avanzata del browser, e richiede l’attivazione manuale di alcune <strong>funzionalità sperimentali</strong>.</p><p>Attualmente, nella versione stabile di Edge, la NTP presenta un campo centrale per le ricerche Bing e, facoltativamente, un feed informativo basato su contenuti di MSN. Gli utenti possono personalizzare l’interfaccia riducendo o espandendo la visibilità del feed.</p><p>Nel nuovo layout in fase di test, tutto ciò viene sostituito da un <strong>prompt centrale per Copilot</strong>, attraverso il quale è possibile digitare una ricerca tradizionale oppure interagire direttamente con l’assistente IA, come già avviene nel pannello laterale di Edge o tramite Copilot in Windows.</p><p>Sotto il prompt sono presenti <strong>pulsanti rapidi</strong> per avviare azioni comuni, come “scrivere una bozza” o “scoprire qualcosa di nuovo”. Inoltre, un <strong>menu a tendina</strong> consente di selezionare il comportamento della NTP:</p><p><strong>- Default</strong>: una combinazione tra suggerimenti di ricerca e risposte AI, con Edge che sceglie dinamicamente il tipo di risposta in base all’input.</p><p><strong>- Search and Navigate</strong>: modalità più tradizionale, focalizzata sulla ricerca web senza intervento dell’IA.</p><p><strong>- Chat</strong>: esperienza conversazionale completa con Copilot.</p><p>Questa nuova impostazione mira a offrire agli utenti <strong>un controllo flessibile</strong> su come interagire con il browser, combinando funzioni di ricerca classiche con strumenti avanzati basati su intelligenza artificiale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1645px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:54.35%;"><img id="XpohJbboNKywRBptSF327K" name="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" alt="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XpohJbboNKywRBptSF327K-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1645" height="894" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Windows Latest / Microsoft)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-piu-ia-ma-piu-snella-per-ora">Analisi: Più IA, ma più snella (per ora)</h2><p>È importante precisare che queste modifiche alla <strong>Nuova Scheda</strong> (NTP) di <strong>Microsoft Edge</strong> non sono ancora ufficialmente in fase di test: si trovano attualmente in una fase iniziale di sviluppo, in preparazione per il <strong>canale Canary</strong>. Alcune funzioni, come la modalità <em>Chat</em>, non sono ancora operative e attualmente restituiscono semplicemente risultati di ricerca tramite Bing. Anche i pulsanti rapidi, come quello per scrivere una bozza, non risultano ancora funzionanti. In sostanza, si tratta di un’idea embrionale, soggetta a cambiamenti prima di essere distribuita anche agli utenti tester.</p><p>Nonostante ciò, è chiara la direzione intrapresa da Microsoft. La nuova impostazione della pagina Nuova Scheda appare più ordinata, con un'interfaccia semplificata che elimina il feed di contenuti MSN, spesso considerato superfluo da molti utenti.</p><p>Alcuni osservatori potrebbero interpretare questo aggiornamento come un ulteriore tentativo di Microsoft di integrare e promuovere <strong>Copilot</strong> e le funzionalità basate su IA. Tuttavia, va riconosciuto che è possibile <strong>disattivare le risposte AI</strong>, selezionando l’opzione dedicata alla sola ricerca web. Se l’eliminazione del contenuto promozionale di MSN è una conseguenza di questa integrazione, per molti potrebbe rappresentare un compromesso accettabile.</p><p>Detto ciò, <strong>Windows Latest</strong> segnala che Microsoft sta testando l’integrazione di contenuti MSN personalizzati anche all’interno di <strong>Copilot su Android</strong>. È quindi plausibile che, in futuro, parte di questi contenuti venga reintrodotta attraverso il box Copilot nella NTP aggiornata. Sebbene la configurazione finale non sia ancora definita, è improbabile che Microsoft rinunci completamente alla promozione del proprio ecosistema editoriale.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Copilot al centro della nuova scheda di Edge, in un design più pulito e personalizzabile. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Edge]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <p><strong>Microsoft Edge</strong> integra già l’assistente IA <strong>Copilot</strong>, ma nelle versioni di test più recenti sta assumendo un ruolo centrale all’interno della pagina <strong>Nuova Scheda</strong> (New Tab Page, o NTP). La novità è emersa nel canale <strong>Canary</strong>, la versione sperimentale più avanzata del browser, e richiede l’attivazione manuale di alcune <strong>funzionalità sperimentali</strong>.</p><p>Attualmente, nella versione stabile di Edge, la NTP presenta un campo centrale per le ricerche Bing e, facoltativamente, un feed informativo basato su contenuti di MSN. Gli utenti possono personalizzare l’interfaccia riducendo o espandendo la visibilità del feed.</p><p>Nel nuovo layout in fase di test, tutto ciò viene sostituito da un <strong>prompt centrale per Copilot</strong>, attraverso il quale è possibile digitare una ricerca tradizionale oppure interagire direttamente con l’assistente IA, come già avviene nel pannello laterale di Edge o tramite Copilot in Windows.</p><p>Sotto il prompt sono presenti <strong>pulsanti rapidi</strong> per avviare azioni comuni, come “scrivere una bozza” o “scoprire qualcosa di nuovo”. Inoltre, un <strong>menu a tendina</strong> consente di selezionare il comportamento della NTP:</p><p><strong>- Default</strong>: una combinazione tra suggerimenti di ricerca e risposte AI, con Edge che sceglie dinamicamente il tipo di risposta in base all’input.</p><p><strong>- Search and Navigate</strong>: modalità più tradizionale, focalizzata sulla ricerca web senza intervento dell’IA.</p><p><strong>- Chat</strong>: esperienza conversazionale completa con Copilot.</p><p>Questa nuova impostazione mira a offrire agli utenti <strong>un controllo flessibile</strong> su come interagire con il browser, combinando funzioni di ricerca classiche con strumenti avanzati basati su intelligenza artificiale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1645px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:54.35%;"><img id="XpohJbboNKywRBptSF327K" name="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" alt="Microsoft Edge Copilot on New Tab Page in testing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XpohJbboNKywRBptSF327K-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1645" height="894" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Windows Latest / Microsoft)</span></figcaption></figure><h2 id="analisi-piu-ia-ma-piu-snella-per-ora">Analisi: Più IA, ma più snella (per ora)</h2><p>È importante precisare che queste modifiche alla <strong>Nuova Scheda</strong> (NTP) di <strong>Microsoft Edge</strong> non sono ancora ufficialmente in fase di test: si trovano attualmente in una fase iniziale di sviluppo, in preparazione per il <strong>canale Canary</strong>. Alcune funzioni, come la modalità <em>Chat</em>, non sono ancora operative e attualmente restituiscono semplicemente risultati di ricerca tramite Bing. Anche i pulsanti rapidi, come quello per scrivere una bozza, non risultano ancora funzionanti. In sostanza, si tratta di un’idea embrionale, soggetta a cambiamenti prima di essere distribuita anche agli utenti tester.</p><p>Nonostante ciò, è chiara la direzione intrapresa da Microsoft. La nuova impostazione della pagina Nuova Scheda appare più ordinata, con un'interfaccia semplificata che elimina il feed di contenuti MSN, spesso considerato superfluo da molti utenti.</p><p>Alcuni osservatori potrebbero interpretare questo aggiornamento come un ulteriore tentativo di Microsoft di integrare e promuovere <strong>Copilot</strong> e le funzionalità basate su IA. Tuttavia, va riconosciuto che è possibile <strong>disattivare le risposte AI</strong>, selezionando l’opzione dedicata alla sola ricerca web. Se l’eliminazione del contenuto promozionale di MSN è una conseguenza di questa integrazione, per molti potrebbe rappresentare un compromesso accettabile.</p><p>Detto ciò, <strong>Windows Latest</strong> segnala che Microsoft sta testando l’integrazione di contenuti MSN personalizzati anche all’interno di <strong>Copilot su Android</strong>. È quindi plausibile che, in futuro, parte di questi contenuti venga reintrodotta attraverso il box Copilot nella NTP aggiornata. Sebbene la configurazione finale non sia ancora definita, è improbabile che Microsoft rinunci completamente alla promozione del proprio ecosistema editoriale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ YouTube compie 20 anni: siamo cresciuti con lui, e lui ha cambiato noi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>In vent'anni dal primo video pubblicato da Jawed Karim allo zoo, YouTube è diventato una forza centrale nella creazione e nella fruizione dei contenuti digitali. La piattaforma ha dato vita a nuove industrie, lanciato carriere e modificato profondamente le abitudini di visione.</p><p>YouTube ha contribuito in modo significativo alla diffusione dell’informazione tramite video, diventando uno dei principali canali per l'apprendimento e la consultazione di contenuti visivi. Anche in un contesto in cui l’intelligenza artificiale si sta affermando come fonte alternativa di risposte e generazione automatica di video, YouTube continua a rappresentare uno strumento fondamentale per la guida e il supporto nella vita quotidiana.</p><p>Il suo impatto sul panorama dei media è stato tale da trasformare non solo le modalità con cui si condividono e si consumano contenuti, ma anche le aspettative del pubblico rispetto all'informazione e all'intrattenimento.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/p-12Xo-U90Q" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Il video "Ghost Carves Halloween Pumpkin", pubblicato nel 2006, riflette lo stato della tecnologia dell’epoca: un’animazione silenziosa e a bassa risoluzione (800x600), oggi visivamente superata, ma rappresentativa delle prime fasi evolutive di YouTube. Nonostante l’aspetto rudimentale, il contenuto incorporava già elementi che avrebbero caratterizzato il formato della piattaforma: un titolo mirato, una descrizione concisa ma accurata, il sistema di valutazione con i "pollici in su" e una sezione commenti attiva.</p><p>Nei primi anni, la funzione esatta di YouTube non era ancora ben definita. Persino i fondatori – Chad Hurley, Jawed Karim e Steven Chen – avevano versioni diverse sull’idea iniziale: per alcuni, la piattaforma doveva servire a raccogliere video di eventi importanti; per altri, a facilitare la diffusione di contenuti virali e di tendenza. Di fatto, i primi anni di YouTube hanno accolto entrambe le visioni, diventando uno spazio eterogeneo per racconti personali, notizie, creatività e intrattenimento.</p><p>Un esempio emblematico dell’evoluzione narrativa su YouTube è Lonelygirl15, una serie che sfruttava lo stile confidenziale dei vlog per raccontare una storia strutturata che, per un periodo, fu creduta autentica da molti spettatori. Questo progetto ha segnato uno dei primi utilizzi della piattaforma come mezzo narrativo complesso.</p><p>Negli anni successivi, YouTube ha assistito a un’esplosione di creatività e contenuti, con creator impegnati in monologhi, approfondimenti su scienza e tecnologia, intrattenimento, tutorial fai-da-te e molto altro, trasformando la piattaforma in uno dei principali centri di produzione e consumo multimediale a livello globale.</p><h2 id="siamo-tutti-fatti-di-stelle">Siamo tutti fatti di stelle</h2><p>YouTube è stata la prima piattaforma a ridurre drasticamente la distanza tra la creazione di contenuti video e il pubblico. Non era più necessario il supporto di una rete televisiva o di una casa di produzione: bastava avere un’idea, una videocamera e un software di montaggio per poter raggiungere un’audience globale.</p><p>Con l’ascesa di YouTube, è diventato possibile ottenere visibilità anche con produzioni semplici. L’inclusione di un breve video nella homepage della piattaforma, ad esempio, poteva generare centinaia di migliaia di visualizzazioni in breve tempo. Tuttavia, questo ha anche evidenziato una realtà fondamentale della piattaforma: la viralità non è mai garantita. Il successo improvviso può essere difficile da replicare, e gli algoritmi attuali non assicurano esposizione costante.</p><p>YouTube ha contribuito al lancio di carriere internazionali, come quelle di Justin Bieber e Shawn Mendes, dimostrando che non era solo Vine a generare star. Creator come MKBHD e iJustine hanno costruito comunità solide e durature, in grado di rivaleggiare con i programmi televisivi più seguiti.</p><p>Un esercizio interessante per chi esplora la crescita dei creator digitali è quello di visitare i loro canali, aprire la sezione video e filtrare per contenuti più vecchi. È un modo per osservare l’evoluzione del linguaggio visivo e narrativo che ha caratterizzato l’era della video-creation online.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/68_lrc5Jo_g" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Nel frattempo, YouTube ha profondamente modificato le abitudini di visione, contribuendo indirettamente a spianare la strada a piattaforme di streaming come Netflix, che ha lanciato il proprio servizio due anni dopo YouTube.</p><p>Quando Netflix pubblicò Lilyhammer, l’abitudine a guardare video di alta qualità online era già radicata, e fu subito seguita da contenuti di maggiore impatto come House of Cards. Parallelamente, YouTube stava evolvendo: da piattaforma per brevi video curiosi a spazio per contenuti più lunghi e strutturati. Oggi ospita video podcast, contenuti da un’ora o più, impensabili su formati più rapidi come TikTok.</p><p>Il passaggio da contenuti virali a contenuti informativi è avvenuto già da tempo. Nel 2025, YouTube è tanto una fonte di informazione quanto di intrattenimento. Il supporto della società madre, Google, ha favorito questa transizione: è sempre più comune cercare una guida su Google e trovarsi davanti a un video YouTube che mostra come svolgere una determinata attività.</p><p>Questa funzione educativa ha reso la piattaforma un punto di riferimento in moltissimi ambiti, dalla manutenzione domestica alle competenze tecniche. L’estensione e la varietà dei contenuti disponibili rendono YouTube una vera e propria enciclopedia visuale, con decine di tutorial disponibili per quasi ogni argomento.</p><p>YouTube ha cambiato il modo in cui il mondo apprende, rendendo l’apprendimento visivo parte integrante della quotidianità digitale.</p><h2 id="generazione-youtube">Generazione YouTube</h2><p>Uno studio del Pew Research Center del 2022 ha rilevato che il 95% degli adolescenti utilizza YouTube. TikTok segue da vicino, e oggi le due piattaforme potrebbero essere vicine in termini di diffusione. Tuttavia, è stato YouTube a introdurre e consolidare l’uso del video online come fonte primaria di apprendimento, informazione e formazione delle opinioni.</p><p>L’impatto della piattaforma non si limita alle nuove generazioni. Secondo Statista, il consumo di video online interessa tutte le fasce d’età. Inoltre, l’80% dei genitori ha dichiarato che i propri figli sotto gli 11 anni guardano regolarmente contenuti su YouTube, segno che anche le generazioni più giovani stanno crescendo con la piattaforma come punto di riferimento.</p><p>Con l’ingresso nel terzo decennio di attività, YouTube rappresenta un elemento culturale e formativo per milioni di persone che non hanno mai conosciuto un mondo senza la sua presenza. Le aspettative nei confronti dei contenuti digitali sono in gran parte modellate dall’esperienza maturata proprio su questa piattaforma.</p><p>In definitiva, YouTube ha trasformato il modo in cui si accede e si interagisce con l’informazione e l’intrattenimento, influenzando profondamente la comunicazione e la cultura digitale contemporanea.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/youtube-compie-20-anni-siamo-cresciuti-con-lui-e-lui-ha-cambiato-noi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dalla prima clip allo zoo a milioni di tutorial, YouTube ha riscritto il nostro modo di imparare, creare e vivere online ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <p>In vent'anni dal primo video pubblicato da Jawed Karim allo zoo, YouTube è diventato una forza centrale nella creazione e nella fruizione dei contenuti digitali. La piattaforma ha dato vita a nuove industrie, lanciato carriere e modificato profondamente le abitudini di visione.</p><p>YouTube ha contribuito in modo significativo alla diffusione dell’informazione tramite video, diventando uno dei principali canali per l'apprendimento e la consultazione di contenuti visivi. Anche in un contesto in cui l’intelligenza artificiale si sta affermando come fonte alternativa di risposte e generazione automatica di video, YouTube continua a rappresentare uno strumento fondamentale per la guida e il supporto nella vita quotidiana.</p><p>Il suo impatto sul panorama dei media è stato tale da trasformare non solo le modalità con cui si condividono e si consumano contenuti, ma anche le aspettative del pubblico rispetto all'informazione e all'intrattenimento.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/p-12Xo-U90Q" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Il video "Ghost Carves Halloween Pumpkin", pubblicato nel 2006, riflette lo stato della tecnologia dell’epoca: un’animazione silenziosa e a bassa risoluzione (800x600), oggi visivamente superata, ma rappresentativa delle prime fasi evolutive di YouTube. Nonostante l’aspetto rudimentale, il contenuto incorporava già elementi che avrebbero caratterizzato il formato della piattaforma: un titolo mirato, una descrizione concisa ma accurata, il sistema di valutazione con i "pollici in su" e una sezione commenti attiva.</p><p>Nei primi anni, la funzione esatta di YouTube non era ancora ben definita. Persino i fondatori – Chad Hurley, Jawed Karim e Steven Chen – avevano versioni diverse sull’idea iniziale: per alcuni, la piattaforma doveva servire a raccogliere video di eventi importanti; per altri, a facilitare la diffusione di contenuti virali e di tendenza. Di fatto, i primi anni di YouTube hanno accolto entrambe le visioni, diventando uno spazio eterogeneo per racconti personali, notizie, creatività e intrattenimento.</p><p>Un esempio emblematico dell’evoluzione narrativa su YouTube è Lonelygirl15, una serie che sfruttava lo stile confidenziale dei vlog per raccontare una storia strutturata che, per un periodo, fu creduta autentica da molti spettatori. Questo progetto ha segnato uno dei primi utilizzi della piattaforma come mezzo narrativo complesso.</p><p>Negli anni successivi, YouTube ha assistito a un’esplosione di creatività e contenuti, con creator impegnati in monologhi, approfondimenti su scienza e tecnologia, intrattenimento, tutorial fai-da-te e molto altro, trasformando la piattaforma in uno dei principali centri di produzione e consumo multimediale a livello globale.</p><h2 id="siamo-tutti-fatti-di-stelle">Siamo tutti fatti di stelle</h2><p>YouTube è stata la prima piattaforma a ridurre drasticamente la distanza tra la creazione di contenuti video e il pubblico. Non era più necessario il supporto di una rete televisiva o di una casa di produzione: bastava avere un’idea, una videocamera e un software di montaggio per poter raggiungere un’audience globale.</p><p>Con l’ascesa di YouTube, è diventato possibile ottenere visibilità anche con produzioni semplici. L’inclusione di un breve video nella homepage della piattaforma, ad esempio, poteva generare centinaia di migliaia di visualizzazioni in breve tempo. Tuttavia, questo ha anche evidenziato una realtà fondamentale della piattaforma: la viralità non è mai garantita. Il successo improvviso può essere difficile da replicare, e gli algoritmi attuali non assicurano esposizione costante.</p><p>YouTube ha contribuito al lancio di carriere internazionali, come quelle di Justin Bieber e Shawn Mendes, dimostrando che non era solo Vine a generare star. Creator come MKBHD e iJustine hanno costruito comunità solide e durature, in grado di rivaleggiare con i programmi televisivi più seguiti.</p><p>Un esercizio interessante per chi esplora la crescita dei creator digitali è quello di visitare i loro canali, aprire la sezione video e filtrare per contenuti più vecchi. È un modo per osservare l’evoluzione del linguaggio visivo e narrativo che ha caratterizzato l’era della video-creation online.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/68_lrc5Jo_g" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Nel frattempo, YouTube ha profondamente modificato le abitudini di visione, contribuendo indirettamente a spianare la strada a piattaforme di streaming come Netflix, che ha lanciato il proprio servizio due anni dopo YouTube.</p><p>Quando Netflix pubblicò Lilyhammer, l’abitudine a guardare video di alta qualità online era già radicata, e fu subito seguita da contenuti di maggiore impatto come House of Cards. Parallelamente, YouTube stava evolvendo: da piattaforma per brevi video curiosi a spazio per contenuti più lunghi e strutturati. Oggi ospita video podcast, contenuti da un’ora o più, impensabili su formati più rapidi come TikTok.</p><p>Il passaggio da contenuti virali a contenuti informativi è avvenuto già da tempo. Nel 2025, YouTube è tanto una fonte di informazione quanto di intrattenimento. Il supporto della società madre, Google, ha favorito questa transizione: è sempre più comune cercare una guida su Google e trovarsi davanti a un video YouTube che mostra come svolgere una determinata attività.</p><p>Questa funzione educativa ha reso la piattaforma un punto di riferimento in moltissimi ambiti, dalla manutenzione domestica alle competenze tecniche. L’estensione e la varietà dei contenuti disponibili rendono YouTube una vera e propria enciclopedia visuale, con decine di tutorial disponibili per quasi ogni argomento.</p><p>YouTube ha cambiato il modo in cui il mondo apprende, rendendo l’apprendimento visivo parte integrante della quotidianità digitale.</p><h2 id="generazione-youtube">Generazione YouTube</h2><p>Uno studio del Pew Research Center del 2022 ha rilevato che il 95% degli adolescenti utilizza YouTube. TikTok segue da vicino, e oggi le due piattaforme potrebbero essere vicine in termini di diffusione. Tuttavia, è stato YouTube a introdurre e consolidare l’uso del video online come fonte primaria di apprendimento, informazione e formazione delle opinioni.</p><p>L’impatto della piattaforma non si limita alle nuove generazioni. Secondo Statista, il consumo di video online interessa tutte le fasce d’età. Inoltre, l’80% dei genitori ha dichiarato che i propri figli sotto gli 11 anni guardano regolarmente contenuti su YouTube, segno che anche le generazioni più giovani stanno crescendo con la piattaforma come punto di riferimento.</p><p>Con l’ingresso nel terzo decennio di attività, YouTube rappresenta un elemento culturale e formativo per milioni di persone che non hanno mai conosciuto un mondo senza la sua presenza. Le aspettative nei confronti dei contenuti digitali sono in gran parte modellate dall’esperienza maturata proprio su questa piattaforma.</p><p>In definitiva, YouTube ha trasformato il modo in cui si accede e si interagisce con l’informazione e l’intrattenimento, influenzando profondamente la comunicazione e la cultura digitale contemporanea.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram lancia Edits, il rivale gratuito di CapCut per creare Reels con AI e strumenti avanzati ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo mesi di attesa e rinvii, Instagram Edits è ufficialmente arrivato su Android e iOS. Anticipata a gennaio da Adam Mosseri, responsabile della piattaforma, l’app è stata presentata nel pieno delle tensioni tra TikTok e il governo USA, e ora si propone come la vera alternativa firmata Meta per la creazione di contenuti video.</p><p>Edits si presenta come un editor video basato su timeline, con una profonda integrazione nell’ecosistema di Instagram. Gli utenti possono non solo modificare i propri contenuti, ma anche accedere a metriche, effetti, suoni, clip audio e tendenze direttamente dalla piattaforma. Il tutto in un’interfaccia pensata per semplificare la creazione e la pubblicazione di Reels.</p><p>A differenza di CapCut (di proprietà di ByteDance, come TikTok), Edits punta a essere un hub creativo completo: non solo editing, ma anche gestione dei progetti. Tra le funzioni inedite, c’è la possibilità di usare "sticky notes" per annotare idee, pianificare contenuti e tenere traccia di ciò che si sta producendo, un chiaro segnale dell’intento di Meta di conquistare anche il dietro le quinte della content creation.</p><p>Con il debutto di Edits, Instagram entra ufficialmente nel territorio delle app di montaggio video, offrendo agli utenti uno strumento nativo per produrre contenuti senza passaggi esterni. Un passo strategico che potrebbe ridefinire il modo in cui i creator lavorano sulla piattaforma.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3022px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LHdPBdtWHKXdEngNzvuQNQ" name="Instagram Edits in app screengrab" alt="Instagram Edits in app screengrab" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LHdPBdtWHKXdEngNzvuQNQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3022" height="1700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Instagram ha finalmente lanciato Edits, la sua nuova app gratuita per l’editing video su Android e iOS. Dopo mesi di attesa, rinvii e anticipazioni da parte di Adam Mosseri, responsabile della piattaforma, Meta ha ufficializzato il debutto del suo strumento pensato per offrire un’esperienza creativa completa e perfettamente integrata con Reels.</p><p>Edits punta a diventare il centro nevralgico della creazione video su Instagram. Oltre a modificare i propri contenuti con una timeline classica in stile iMovie o CapCut, l’app permette di esplorare altri Reels direttamente al suo interno. È possibile salvare note associate a contenuti d’ispirazione, come clip che si vogliono remixare o audio personalizzati da riutilizzare. In questo modo, si abbattono le barriere tra ricerca, ideazione e montaggio.</p><p>Uno degli elementi più interessanti per chi usa Instagram quotidianamente è la nuova videocamera ad alta qualità pensata per le registrazioni avanzate. L’obiettivo è chiaro: permettere di girare, editare e pubblicare tutto dentro l’app, senza bisogno di app esterne. Un approccio che riflette una tendenza sempre più evidente da parte di Meta, decisa a controllare l’intero processo creativo.</p><p>Dal punto di vista degli strumenti, ci sono tutte le funzionalità classiche: tagli, testo, effetti, tracce audio. Ma Instagram ha aggiunto anche opzioni più avanzate, come la funzione Cutouts, che isola automaticamente persone o oggetti con tracciamento, e Antimate, che probabilmente sfrutta modelli linguistici Meta per trasformare immagini in brevi animazioni video. A queste si affiancano effetti popolari come il green screen e strumenti per creare elenchi, note e bozze, pensati per aiutare i creator a pianificare contenuti e gestire progetti.</p><p>La parte inferiore dell’interfaccia ospita la barra degli strumenti, mentre sopra si trova la timeline con tracce video, audio e spazi dedicati a testo e overlay. Un layout familiare per chi ha già usato app come CapCut, ma con il vantaggio dell’integrazione diretta con Instagram.</p><p>Con Edits, Meta lancia un segnale chiaro: il futuro dei contenuti video passa da un ecosistema chiuso, potente e immediato. Ora resta da vedere se i creator migreranno davvero da soluzioni esterne a questo nuovo strumento.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3022px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PTceGLDWQYsMhCjNxJCZKa" name="Instagram Edits" alt="Instagram Edits" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PTceGLDWQYsMhCjNxJCZKa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3022" height="1700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Anche se non l’ho ancora provato personalmente, Instagram Edits sembra offrire tutte le funzioni di base che ci si aspetta da un editor video moderno. Il sistema drag-and-drop, insieme a strumenti per tagliare, dividere le clip e montare in modo semplice, dovrebbe rendere l’esperienza piuttosto immediata per chiunque voglia creare contenuti velocemente. Non mancano funzioni come i sottotitoli automatici, la possibilità di registrare voice-over e l'aggiunta di elementi visivi e testuali.</p><p>Una delle promesse più interessanti riguarda il futuro dell’app. Instagram ha infatti già annunciato che ascolterà attivamente i feedback degli utenti per plasmare lo sviluppo di Edits. Tra le novità in arrivo ci sono il supporto all’intelligenza artificiale per modificare i video con semplici prompt, l’introduzione dei keyframe, strumenti per la collaborazione tra creator e un ampliamento degli elementi interni come font, filtri ed effetti vocali.</p><p>Al momento è possibile montare video fino a 10 minuti e salvare i progetti sia sul dispositivo sia direttamente su Instagram, senza watermark. Un’ottima notizia per chi vuole mantenere alta la qualità dei propri contenuti senza compromessi.</p><p>Personalmente, sono curioso di vedere come Edits si comporterà rispetto a CapCut, che ho usato parecchio e che aveva subito limitazioni durante le recenti tensioni legate a TikTok. È vero che visivamente l’interfaccia di Edits ricorda quella di CapCut, ma non si può dire che CapCut abbia rivoluzionato il montaggio video mobile. Instagram potrebbe quindi avere l’opportunità di alzare l’asticella, soprattutto se le funzioni AI come Cutouts verranno affinate e rese accessibili davvero a tutti.</p><p>Il lancio di Edits come app gratuita sia su Android sia su iOS è una mossa importante. Non solo semplifica la vita ai creator, ma potrebbe anche spingere la concorrenza a introdurre nuove funzionalità per tenere il passo. Se siete curiosi di provarla, Edits è già in fase di distribuzione.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/instagram/instagram-lancia-edits-il-rivale-gratuito-di-capcut-per-creare-reels-con-ai-e-strumenti-avanzati</link>
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                            <![CDATA[ Disponibile su Android e iOS, Edits integra effetti, timeline e funzioni AI per montare video da zero all’interno dell’app. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Dopo mesi di attesa e rinvii, Instagram Edits è ufficialmente arrivato su Android e iOS. Anticipata a gennaio da Adam Mosseri, responsabile della piattaforma, l’app è stata presentata nel pieno delle tensioni tra TikTok e il governo USA, e ora si propone come la vera alternativa firmata Meta per la creazione di contenuti video.</p><p>Edits si presenta come un editor video basato su timeline, con una profonda integrazione nell’ecosistema di Instagram. Gli utenti possono non solo modificare i propri contenuti, ma anche accedere a metriche, effetti, suoni, clip audio e tendenze direttamente dalla piattaforma. Il tutto in un’interfaccia pensata per semplificare la creazione e la pubblicazione di Reels.</p><p>A differenza di CapCut (di proprietà di ByteDance, come TikTok), Edits punta a essere un hub creativo completo: non solo editing, ma anche gestione dei progetti. Tra le funzioni inedite, c’è la possibilità di usare "sticky notes" per annotare idee, pianificare contenuti e tenere traccia di ciò che si sta producendo, un chiaro segnale dell’intento di Meta di conquistare anche il dietro le quinte della content creation.</p><p>Con il debutto di Edits, Instagram entra ufficialmente nel territorio delle app di montaggio video, offrendo agli utenti uno strumento nativo per produrre contenuti senza passaggi esterni. Un passo strategico che potrebbe ridefinire il modo in cui i creator lavorano sulla piattaforma.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3022px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LHdPBdtWHKXdEngNzvuQNQ" name="Instagram Edits in app screengrab" alt="Instagram Edits in app screengrab" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LHdPBdtWHKXdEngNzvuQNQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3022" height="1700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Instagram ha finalmente lanciato Edits, la sua nuova app gratuita per l’editing video su Android e iOS. Dopo mesi di attesa, rinvii e anticipazioni da parte di Adam Mosseri, responsabile della piattaforma, Meta ha ufficializzato il debutto del suo strumento pensato per offrire un’esperienza creativa completa e perfettamente integrata con Reels.</p><p>Edits punta a diventare il centro nevralgico della creazione video su Instagram. Oltre a modificare i propri contenuti con una timeline classica in stile iMovie o CapCut, l’app permette di esplorare altri Reels direttamente al suo interno. È possibile salvare note associate a contenuti d’ispirazione, come clip che si vogliono remixare o audio personalizzati da riutilizzare. In questo modo, si abbattono le barriere tra ricerca, ideazione e montaggio.</p><p>Uno degli elementi più interessanti per chi usa Instagram quotidianamente è la nuova videocamera ad alta qualità pensata per le registrazioni avanzate. L’obiettivo è chiaro: permettere di girare, editare e pubblicare tutto dentro l’app, senza bisogno di app esterne. Un approccio che riflette una tendenza sempre più evidente da parte di Meta, decisa a controllare l’intero processo creativo.</p><p>Dal punto di vista degli strumenti, ci sono tutte le funzionalità classiche: tagli, testo, effetti, tracce audio. Ma Instagram ha aggiunto anche opzioni più avanzate, come la funzione Cutouts, che isola automaticamente persone o oggetti con tracciamento, e Antimate, che probabilmente sfrutta modelli linguistici Meta per trasformare immagini in brevi animazioni video. A queste si affiancano effetti popolari come il green screen e strumenti per creare elenchi, note e bozze, pensati per aiutare i creator a pianificare contenuti e gestire progetti.</p><p>La parte inferiore dell’interfaccia ospita la barra degli strumenti, mentre sopra si trova la timeline con tracce video, audio e spazi dedicati a testo e overlay. Un layout familiare per chi ha già usato app come CapCut, ma con il vantaggio dell’integrazione diretta con Instagram.</p><p>Con Edits, Meta lancia un segnale chiaro: il futuro dei contenuti video passa da un ecosistema chiuso, potente e immediato. Ora resta da vedere se i creator migreranno davvero da soluzioni esterne a questo nuovo strumento.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3022px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PTceGLDWQYsMhCjNxJCZKa" name="Instagram Edits" alt="Instagram Edits" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PTceGLDWQYsMhCjNxJCZKa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3022" height="1700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Anche se non l’ho ancora provato personalmente, Instagram Edits sembra offrire tutte le funzioni di base che ci si aspetta da un editor video moderno. Il sistema drag-and-drop, insieme a strumenti per tagliare, dividere le clip e montare in modo semplice, dovrebbe rendere l’esperienza piuttosto immediata per chiunque voglia creare contenuti velocemente. Non mancano funzioni come i sottotitoli automatici, la possibilità di registrare voice-over e l'aggiunta di elementi visivi e testuali.</p><p>Una delle promesse più interessanti riguarda il futuro dell’app. Instagram ha infatti già annunciato che ascolterà attivamente i feedback degli utenti per plasmare lo sviluppo di Edits. Tra le novità in arrivo ci sono il supporto all’intelligenza artificiale per modificare i video con semplici prompt, l’introduzione dei keyframe, strumenti per la collaborazione tra creator e un ampliamento degli elementi interni come font, filtri ed effetti vocali.</p><p>Al momento è possibile montare video fino a 10 minuti e salvare i progetti sia sul dispositivo sia direttamente su Instagram, senza watermark. Un’ottima notizia per chi vuole mantenere alta la qualità dei propri contenuti senza compromessi.</p><p>Personalmente, sono curioso di vedere come Edits si comporterà rispetto a CapCut, che ho usato parecchio e che aveva subito limitazioni durante le recenti tensioni legate a TikTok. È vero che visivamente l’interfaccia di Edits ricorda quella di CapCut, ma non si può dire che CapCut abbia rivoluzionato il montaggio video mobile. Instagram potrebbe quindi avere l’opportunità di alzare l’asticella, soprattutto se le funzioni AI come Cutouts verranno affinate e rese accessibili davvero a tutti.</p><p>Il lancio di Edits come app gratuita sia su Android sia su iOS è una mossa importante. Non solo semplifica la vita ai creator, ma potrebbe anche spingere la concorrenza a introdurre nuove funzionalità per tenere il passo. Se siete curiosi di provarla, Edits è già in fase di distribuzione.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Amazon sfida Starlink: i satelliti Kuiper pronti al lancio, ufficiale la data  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La nuova corsa allo spazio si fa sempre più accesa: Amazon ha annunciato che lancerà i primi satelliti del progetto Kuiper il 9 aprile, con l’obiettivo di sfidare direttamente Starlink di SpaceX nella fornitura di internet ad alta velocità via satellite.</p><p>Il lancio inizierà con 27 satelliti – i primi di circa 3.200 previsti – e avverrà alle 18:00 italiane, condizioni meteo permettendo. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: iniziare a offrire il servizio agli utenti entro la fine del 2024.</p><p>Proprio come Starlink, anche Project Kuiper sarà un servizio globale. Amazon promette di portare "internet veloce e a bassa latenza praticamente ovunque nel mondo". Per completare il piano di distribuzione serviranno circa 80 lanci, ma l’azienda assicura che il servizio sarà disponibile entro il 2025.</p><p>I primi due prototipi erano stati inviati nello spazio a ottobre 2023, ma i nuovi modelli KA-01 (Kuiper Atlas 1), che saranno lanciati a bordo di un razzo Atlas V, sono un notevole passo avanti: migliori antenne, processori più potenti e un rivestimento speciale chiamato “dielectric mirror film” pensato per ridurre l’inquinamento visivo per gli astronomi.</p><h2 id="quanto-sara-veloce-la-banda-larga">Quanto sarà veloce la banda larga?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EjLQTmVB8ai4NGbaoYfw65" name="AmazonProjectKuiper" alt="A rocket taking off and an Amazon Project Kuiper terminal on a roof" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EjLQTmVB8ai4NGbaoYfw65-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><p>Amazon ha dichiarato che l'obiettivo principale di Project Kuiper è offrire "banda larga veloce e accessibile alle comunità di tutto il mondo che oggi non sono servite dalle tradizionali opzioni di connettività". Questo vale sia per i Paesi in via di sviluppo sia per le aree rurali di nazioni come Stati Uniti e Regno Unito, dove l'azienda punta a competere con Starlink offrendo un'alternativa economica.</p><p>Nella fase iniziale del progetto sarà necessario acquistare uno dei tre terminali (o antenne) per connettersi ai satelliti in orbita bassa. Il modello più compatto offrirà velocità fino a 100 Mbps, quello intermedio fino a 400 Mbps e il più grande – pensato per aziende e enti pubblici – potrà raggiungere velocità fino a 1 Gbps.</p><p>Naturalmente, quei "fino a" vanno presi con cautela: sarà necessario attendere i primi test reali per avere un'idea concreta delle prestazioni. A titolo di confronto, Starlink nei nostri test ha fornito circa 71 Mbps in download e 15 Mbps in upload, rientrando nel range promesso di 25-100 Mbps.</p><p>Amazon non ha ancora rivelato i prezzi, ma ha assicurato che la "convenienza economica" sarà un principio fondamentale, paragonando la strategia commerciale a quella di dispositivi come Echo Dot e Fire TV Stick. In futuro è prevista anche una funzione di connessione diretta a smartphone e tablet, ma non è ancora stata confermata una finestra di lancio.</p><p>Per ora, l'obiettivo è mandare i primi satelliti in orbita: se tutto andrà secondo i piani, il primo lancio sarà completato entro la prossima settimana.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/wi-fi-broadband/amazon-sfida-starlink-i-satelliti-kuiper-pronti-al-lancio-ufficiale-la-data</link>
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                            <![CDATA[ Il colosso di Bezos porterà internet via satellite nelle aree più isolate entro fine anno. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>La nuova corsa allo spazio si fa sempre più accesa: Amazon ha annunciato che lancerà i primi satelliti del progetto Kuiper il 9 aprile, con l’obiettivo di sfidare direttamente Starlink di SpaceX nella fornitura di internet ad alta velocità via satellite.</p><p>Il lancio inizierà con 27 satelliti – i primi di circa 3.200 previsti – e avverrà alle 18:00 italiane, condizioni meteo permettendo. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: iniziare a offrire il servizio agli utenti entro la fine del 2024.</p><p>Proprio come Starlink, anche Project Kuiper sarà un servizio globale. Amazon promette di portare "internet veloce e a bassa latenza praticamente ovunque nel mondo". Per completare il piano di distribuzione serviranno circa 80 lanci, ma l’azienda assicura che il servizio sarà disponibile entro il 2025.</p><p>I primi due prototipi erano stati inviati nello spazio a ottobre 2023, ma i nuovi modelli KA-01 (Kuiper Atlas 1), che saranno lanciati a bordo di un razzo Atlas V, sono un notevole passo avanti: migliori antenne, processori più potenti e un rivestimento speciale chiamato “dielectric mirror film” pensato per ridurre l’inquinamento visivo per gli astronomi.</p><h2 id="quanto-sara-veloce-la-banda-larga">Quanto sarà veloce la banda larga?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EjLQTmVB8ai4NGbaoYfw65" name="AmazonProjectKuiper" alt="A rocket taking off and an Amazon Project Kuiper terminal on a roof" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EjLQTmVB8ai4NGbaoYfw65-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><p>Amazon ha dichiarato che l'obiettivo principale di Project Kuiper è offrire "banda larga veloce e accessibile alle comunità di tutto il mondo che oggi non sono servite dalle tradizionali opzioni di connettività". Questo vale sia per i Paesi in via di sviluppo sia per le aree rurali di nazioni come Stati Uniti e Regno Unito, dove l'azienda punta a competere con Starlink offrendo un'alternativa economica.</p><p>Nella fase iniziale del progetto sarà necessario acquistare uno dei tre terminali (o antenne) per connettersi ai satelliti in orbita bassa. Il modello più compatto offrirà velocità fino a 100 Mbps, quello intermedio fino a 400 Mbps e il più grande – pensato per aziende e enti pubblici – potrà raggiungere velocità fino a 1 Gbps.</p><p>Naturalmente, quei "fino a" vanno presi con cautela: sarà necessario attendere i primi test reali per avere un'idea concreta delle prestazioni. A titolo di confronto, Starlink nei nostri test ha fornito circa 71 Mbps in download e 15 Mbps in upload, rientrando nel range promesso di 25-100 Mbps.</p><p>Amazon non ha ancora rivelato i prezzi, ma ha assicurato che la "convenienza economica" sarà un principio fondamentale, paragonando la strategia commerciale a quella di dispositivi come Echo Dot e Fire TV Stick. In futuro è prevista anche una funzione di connessione diretta a smartphone e tablet, ma non è ancora stata confermata una finestra di lancio.</p><p>Per ora, l'obiettivo è mandare i primi satelliti in orbita: se tutto andrà secondo i piani, il primo lancio sarà completato entro la prossima settimana.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok di nuovo a rischio ban negli USA: il tempo stringe ]]></title>
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La leadership statunitense della piattaforma, incluso il CEO Shou Zi Chew, ha elogiato pubblicamente l’intervento del presidente Trump, ma da allora ha mantenuto il silenzio.</p><p>Nel frattempo, TikTok ha speso milioni in pubblicità e spot TV per difendere la sua presenza negli Stati Uniti, sottolineando il proprio impatto positivo sulle persone e sulle imprese locali. L’azienda sostiene di avere circa 7,5 milioni di attività commerciali attive sulla piattaforma e, secondo un recente report, queste avrebbero generato 15 miliardi di dollari di ricavi solo nel 2023.</p><p>Nessuno può negare quanto TikTok abbia influenzato la cultura americana, soprattutto durante il periodo della pandemia. Ma da gennaio a oggi, il contesto è cambiato: l’attenzione pubblica potrebbe essersi spostata verso altri temi, considerando anche che il secondo mandato del presidente Trump è entrato nel vivo con decine di ordini esecutivi che riguardano molti aspetti della vita quotidiana, tecnologia inclusa (come dimostra il recente provvedimento sull’intelligenza artificiale).</p><p>Eppure, il destino di TikTok resta incerto. Cosa succederà se non ci sarà un nuovo rinvio? Abbiamo contattato la Casa Bianca, Apple, Google e TikTok per cercare di capirlo. Al momento, solo Google ha risposto, ma senza fornire dettagli concreti.</p><p>Anche se non ci sono segnali ufficiali di avanzamenti nelle trattative, sappiamo che diversi gruppi sono ancora interessati all’acquisizione, tra cui: </p><ul><li><a href="https://www.cnn.com/2025/01/21/business/mr-beast-buy-tiktok-ceo/index.html" target="_blank">Mr Beast</a></li><li><a href="https://www.perplexity.ai/hub/blog/rebuilding-tiktok-in-america" target="_blank">Perplexity AI</a></li><li><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/18/technology/oracle-tiktok.html" target="_blank">Oracle</a></li><li><a href="https://www.cnbc.com/2025/01/22/kevin-oleary-says-he-will-love-to-do-a-tiktok-deal-but-law-prevents-its-acquisition.html" target="_blank">Shark Tank's Kevin O'Leary</a></li><li><a href="https://www.reuters.com/world/us/white-houses-unusual-role-dealmaker-tiktok-sale-2025-03-17/" target="_blank">La Casa Bianca</a></li></ul><p>Tra i possibili acquirenti, il nome più forte al momento è Oracle, che già gestisce i dati degli utenti statunitensi di TikTok. Questo ruolo operativo la mette in una posizione privilegiata per un’eventuale acquisizione.</p><p>Un’altra ipotesi ventilata riguarda un possibile coinvolgimento diretto della Casa Bianca, che potrebbe ottenere una quota nella versione americana dell’azienda. Tuttavia, questa opzione solleva non pochi dubbi legali: un presidente in carica che partecipa alla gestione di un'attività privata o extra-governativa creerebbe infatti un delicato conflitto d’interessi.</p><p>Tra i pretendenti più inaspettati c’è anche Perplexity AI, una società emergente nel campo della ricerca basata sull’intelligenza artificiale. In un lungo post pubblicato sul proprio blog, l’azienda ha lanciato una proposta ambiziosa per “ricostruire TikTok in America”, presentandosi come una valida alternativa ai colossi più tradizionali.</p><p>Nel frattempo, sia ByteDance che la Casa Bianca continuano a non rilasciare commenti ufficiali sullo stato delle trattative o su eventuali progressi concreti. Tuttavia, diversi senatori statunitensi stanno esercitando pressioni affinché il governo conceda una nuova proroga, spostando la scadenza del divieto a ottobre di quest’anno.</p><p>La Casa Bianca, da parte sua, ha dichiarato questa settimana che l’accordo sarà finalizzato prima del 5 aprile, ma non ha fornito ulteriori dettagli, se non ribadire che ci sono “molti potenziali acquirenti” e un “interesse enorme”.</p><h2 id="il-prossimo-passo">Il prossimo passo? </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WwEFUPguXBJ4S7avHFKFc9" name="TikTok-Ban-GettyImages-2193452326" alt="TikTok ban" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WwEFUPguXBJ4S7avHFKFc9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se entro la scadenza non si arriverà a un accordo, TikTok potrebbe affrontare un nuovo divieto negli Stati Uniti. Questo non riguarderebbe solo l’app principale, ma anche tutte le altre app americane di ByteDance, tra cui Lemon8 e il popolarissimo editor video CapCut.</p><p>Apple e Google hanno già rimosso queste app in passato e, anche dopo l’estensione concessa dal presidente, sono rimaste indisponibili sugli store per settimane. Apple non ha risposto alle richieste di commento, mentre Google – come già accennato – ha dichiarato di non avere aggiornamenti da condividere.</p><p>Ad oggi, la situazione è la seguente: si parla molto di una possibile vendita, coinvolgendo grandi nomi del business e investitori americani, ma non c’è nulla di concreto. Nessuna trattativa trapelata, nessuna indiscrezione su un accordo vicino. Solo promesse del presidente Trump e un silenzio quasi totale da parte di TikTok e ByteDance.</p><p>Alla fine, tutto si riduce a questo: non si può comprare qualcosa che non è in vendita. ByteDance, infatti, non ha mai dichiarato pubblicamente di voler cedere TikTok, e la filiale statunitense della piattaforma – pur avendo accolto positivamente l’estensione del termine – potrebbe non avere alcun potere decisionale senza l’ok della casa madre. TikTok, in altre parole, potrebbe trovarsi senza alternative.</p><p>Con soli cinque giorni rimasti prima della scadenza fissata dal governo, tutto può ancora succedere. Ma realisticamente, è passato quasi un anno da quando l’ex presidente Joe Biden ha firmato la legge che ha dato il via al conto alla rovescia per il ban.</p><p>E da allora, nulla di concreto è cambiato. E il tempo sta per scadere.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/tiktok-di-nuovo-a-rischio-ban-negli-usa-il-tempo-stringe</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con la scadenza del 5 aprile sempre più vicina, ByteDance tace, i compratori tentennano e il destino della piattaforma resta appeso a un filo. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[TikTok Ban]]></media:title>
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                                <p>Ricordate quando TikTok è sparito dagli store americani? È successo di recente: per circa 12 ore, il 19 gennaio, l’app è stata rimossa, lasciando oltre 175 milioni di utenti statunitensi senza accesso. Solo un ordine esecutivo firmato dal presidente ha posticipato la scadenza del divieto di 75 giorni. Secondo la Casa Bianca, entro quel termine dovrebbe essere completata la vendita della piattaforma a un’azienda americana.</p><p>Ma a oggi, nonostante l’interesse di diversi potenziali acquirenti, nessuna società statunitense – e tantomeno il governo – ha acquistato una parte di TikTok o della sua casa madre, ByteDance.</p><p>Nel corso di questo processo, ByteDance, con sede in Cina, non ha mai commentato ufficialmente la possibilità di una cessione. La leadership statunitense della piattaforma, incluso il CEO Shou Zi Chew, ha elogiato pubblicamente l’intervento del presidente Trump, ma da allora ha mantenuto il silenzio.</p><p>Nel frattempo, TikTok ha speso milioni in pubblicità e spot TV per difendere la sua presenza negli Stati Uniti, sottolineando il proprio impatto positivo sulle persone e sulle imprese locali. L’azienda sostiene di avere circa 7,5 milioni di attività commerciali attive sulla piattaforma e, secondo un recente report, queste avrebbero generato 15 miliardi di dollari di ricavi solo nel 2023.</p><p>Nessuno può negare quanto TikTok abbia influenzato la cultura americana, soprattutto durante il periodo della pandemia. Ma da gennaio a oggi, il contesto è cambiato: l’attenzione pubblica potrebbe essersi spostata verso altri temi, considerando anche che il secondo mandato del presidente Trump è entrato nel vivo con decine di ordini esecutivi che riguardano molti aspetti della vita quotidiana, tecnologia inclusa (come dimostra il recente provvedimento sull’intelligenza artificiale).</p><p>Eppure, il destino di TikTok resta incerto. Cosa succederà se non ci sarà un nuovo rinvio? Abbiamo contattato la Casa Bianca, Apple, Google e TikTok per cercare di capirlo. Al momento, solo Google ha risposto, ma senza fornire dettagli concreti.</p><p>Anche se non ci sono segnali ufficiali di avanzamenti nelle trattative, sappiamo che diversi gruppi sono ancora interessati all’acquisizione, tra cui: </p><ul><li><a href="https://www.cnn.com/2025/01/21/business/mr-beast-buy-tiktok-ceo/index.html" target="_blank">Mr Beast</a></li><li><a href="https://www.perplexity.ai/hub/blog/rebuilding-tiktok-in-america" target="_blank">Perplexity AI</a></li><li><a href="https://www.nytimes.com/2025/03/18/technology/oracle-tiktok.html" target="_blank">Oracle</a></li><li><a href="https://www.cnbc.com/2025/01/22/kevin-oleary-says-he-will-love-to-do-a-tiktok-deal-but-law-prevents-its-acquisition.html" target="_blank">Shark Tank's Kevin O'Leary</a></li><li><a href="https://www.reuters.com/world/us/white-houses-unusual-role-dealmaker-tiktok-sale-2025-03-17/" target="_blank">La Casa Bianca</a></li></ul><p>Tra i possibili acquirenti, il nome più forte al momento è Oracle, che già gestisce i dati degli utenti statunitensi di TikTok. Questo ruolo operativo la mette in una posizione privilegiata per un’eventuale acquisizione.</p><p>Un’altra ipotesi ventilata riguarda un possibile coinvolgimento diretto della Casa Bianca, che potrebbe ottenere una quota nella versione americana dell’azienda. Tuttavia, questa opzione solleva non pochi dubbi legali: un presidente in carica che partecipa alla gestione di un'attività privata o extra-governativa creerebbe infatti un delicato conflitto d’interessi.</p><p>Tra i pretendenti più inaspettati c’è anche Perplexity AI, una società emergente nel campo della ricerca basata sull’intelligenza artificiale. In un lungo post pubblicato sul proprio blog, l’azienda ha lanciato una proposta ambiziosa per “ricostruire TikTok in America”, presentandosi come una valida alternativa ai colossi più tradizionali.</p><p>Nel frattempo, sia ByteDance che la Casa Bianca continuano a non rilasciare commenti ufficiali sullo stato delle trattative o su eventuali progressi concreti. Tuttavia, diversi senatori statunitensi stanno esercitando pressioni affinché il governo conceda una nuova proroga, spostando la scadenza del divieto a ottobre di quest’anno.</p><p>La Casa Bianca, da parte sua, ha dichiarato questa settimana che l’accordo sarà finalizzato prima del 5 aprile, ma non ha fornito ulteriori dettagli, se non ribadire che ci sono “molti potenziali acquirenti” e un “interesse enorme”.</p><h2 id="il-prossimo-passo">Il prossimo passo? </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WwEFUPguXBJ4S7avHFKFc9" name="TikTok-Ban-GettyImages-2193452326" alt="TikTok ban" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WwEFUPguXBJ4S7avHFKFc9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se entro la scadenza non si arriverà a un accordo, TikTok potrebbe affrontare un nuovo divieto negli Stati Uniti. Questo non riguarderebbe solo l’app principale, ma anche tutte le altre app americane di ByteDance, tra cui Lemon8 e il popolarissimo editor video CapCut.</p><p>Apple e Google hanno già rimosso queste app in passato e, anche dopo l’estensione concessa dal presidente, sono rimaste indisponibili sugli store per settimane. Apple non ha risposto alle richieste di commento, mentre Google – come già accennato – ha dichiarato di non avere aggiornamenti da condividere.</p><p>Ad oggi, la situazione è la seguente: si parla molto di una possibile vendita, coinvolgendo grandi nomi del business e investitori americani, ma non c’è nulla di concreto. Nessuna trattativa trapelata, nessuna indiscrezione su un accordo vicino. Solo promesse del presidente Trump e un silenzio quasi totale da parte di TikTok e ByteDance.</p><p>Alla fine, tutto si riduce a questo: non si può comprare qualcosa che non è in vendita. ByteDance, infatti, non ha mai dichiarato pubblicamente di voler cedere TikTok, e la filiale statunitense della piattaforma – pur avendo accolto positivamente l’estensione del termine – potrebbe non avere alcun potere decisionale senza l’ok della casa madre. TikTok, in altre parole, potrebbe trovarsi senza alternative.</p><p>Con soli cinque giorni rimasti prima della scadenza fissata dal governo, tutto può ancora succedere. Ma realisticamente, è passato quasi un anno da quando l’ex presidente Joe Biden ha firmato la legge che ha dato il via al conto alla rovescia per il ban.</p><p>E da allora, nulla di concreto è cambiato. E il tempo sta per scadere.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp prepara un aggiornamento che potrebbe rivoluzionare le chat ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La versione beta 2.25.7.7 di WhatsApp per Android introduce una nuova funzione che raggruppa i messaggi correlati in un thread.</strong></li><li><strong>Questa novità potrebbe semplificare notevolmente la lettura delle conversazioni più lunghe e caotiche.</strong></li><li><strong>Sono contento che si tratti di un miglioramento pratico e non di un’altra funzione basata sull’intelligenza artificiale.</strong></li></ul><p>Mentre molte aziende stanno cercando di integrare strumenti di intelligenza artificiale in ogni servizio possibile, WhatsApp sembra seguire una strada diversa. L’app di messaggistica sta testando una funzione che permette di raggruppare risposte specifiche in un thread, invece di lasciarle disperse nella chat.</p><p>La novità è stata individuata da WABetaInfo nella beta 2.25.7.7 di WhatsApp per Android. Le funzioni presenti in queste versioni di test spesso anticipano gli aggiornamenti futuri dell’app.</p><p>Questa aggiunta potrebbe semplificare la gestione delle conversazioni complesse. Attualmente, WhatsApp consente solo di rispondere a un singolo messaggio alla volta, senza un vero sistema di discussioni organizzate. Per chi ha amici che parlano di più argomenti contemporaneamente, seguire il filo del discorso può diventare un’impresa frustrante.</p><p>Quello che sembra un piccolo miglioramento potrebbe in realtà fare una grande differenza. Inoltre, è positivo vedere WhatsApp concentrarsi su un aggiornamento utile nella vita reale, anziché puntare su funzioni di AI per modificare il tono dei messaggi o creare nuove combinazioni di emoji.</p><p>Gli utenti iPhone conosceranno già questa funzione grazie all’app Messaggi di iOS, ma il sistema Apple non è perfetto. Se WhatsApp riuscisse a sviluppare un’implementazione più intuitiva, sarebbe un’ottima notizia.</p><p>Non è chiaro quando questa funzione verrà rilasciata per tutti, ma potrebbe arrivare con uno dei prossimi aggiornamenti. Nel frattempo, non resta che aspettare e sperare che WhatsApp la introduca presto, prima che alcune conversazioni diventino ancora più caotiche.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ In arrivo una funzione per organizzare i messaggi in thread, rendendo le conversazioni più chiare e gestibili. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>La versione beta 2.25.7.7 di WhatsApp per Android introduce una nuova funzione che raggruppa i messaggi correlati in un thread.</strong></li><li><strong>Questa novità potrebbe semplificare notevolmente la lettura delle conversazioni più lunghe e caotiche.</strong></li><li><strong>Sono contento che si tratti di un miglioramento pratico e non di un’altra funzione basata sull’intelligenza artificiale.</strong></li></ul><p>Mentre molte aziende stanno cercando di integrare strumenti di intelligenza artificiale in ogni servizio possibile, WhatsApp sembra seguire una strada diversa. L’app di messaggistica sta testando una funzione che permette di raggruppare risposte specifiche in un thread, invece di lasciarle disperse nella chat.</p><p>La novità è stata individuata da WABetaInfo nella beta 2.25.7.7 di WhatsApp per Android. Le funzioni presenti in queste versioni di test spesso anticipano gli aggiornamenti futuri dell’app.</p><p>Questa aggiunta potrebbe semplificare la gestione delle conversazioni complesse. Attualmente, WhatsApp consente solo di rispondere a un singolo messaggio alla volta, senza un vero sistema di discussioni organizzate. Per chi ha amici che parlano di più argomenti contemporaneamente, seguire il filo del discorso può diventare un’impresa frustrante.</p><p>Quello che sembra un piccolo miglioramento potrebbe in realtà fare una grande differenza. Inoltre, è positivo vedere WhatsApp concentrarsi su un aggiornamento utile nella vita reale, anziché puntare su funzioni di AI per modificare il tono dei messaggi o creare nuove combinazioni di emoji.</p><p>Gli utenti iPhone conosceranno già questa funzione grazie all’app Messaggi di iOS, ma il sistema Apple non è perfetto. Se WhatsApp riuscisse a sviluppare un’implementazione più intuitiva, sarebbe un’ottima notizia.</p><p>Non è chiaro quando questa funzione verrà rilasciata per tutti, ma potrebbe arrivare con uno dei prossimi aggiornamenti. Nel frattempo, non resta che aspettare e sperare che WhatsApp la introduca presto, prima che alcune conversazioni diventino ancora più caotiche.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Apple: nuove funzioni per la sicurezza dei minori su App Store ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Apple sta potenziando il controllo parentale e l’esperienza degli account per bambini</strong></li><li><strong>Entro la fine del 2025, le classificazioni per età verranno ampliate a livello globale e sarà possibile convertire qualsiasi account standard in un account per bambini</strong></li><li><strong>È stata introdotta anche una nuova API per personalizzare l’esperienza in-app in base all’età</strong></li></ul><p>Apple ha da tempo implementato controlli parentali e account per bambini, ma ora sta introducendo nuove modifiche per rendere l’esperienza più sicura e completa per tutti. Alcuni cambiamenti riguardano direttamente gli utenti, come la creazione di account per bambini e gli aggiustamenti nell’App Store, mentre altri sono rivolti agli sviluppatori, attraverso nuove API.</p><p>Le novità sono state presentate in un whitepaper intitolato Helping Protect Kids Online, disponibile per la lettura completa. Tra gli aggiornamenti principali c’è la semplificazione del processo di creazione di un account per bambini. Come emerso nelle ultime beta di iOS 18.4 e iPadOS 18.4, ora è possibile selezionare una fascia d’età al momento della registrazione; questa scelta imposta automaticamente le restrizioni appropriate per i controlli parentali.</p><p>Creare un account per bambini aggiunge automaticamente il minore come utente e abilita la condivisione familiare per i servizi iCloud e gli acquisti su App Store. Tuttavia, per semplificare ulteriormente il processo, è possibile fornire l’accesso al nuovo dispositivo con funzionalità limitate, permettendo di completare la configurazione dell’account in un secondo momento.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RAHoLk3WLSriyEZV76vPCJ" name="13-Apple iPhone 16 Review, Rear.jpg" alt="Apple iPhone 16 Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RAHoLk3WLSriyEZV76vPCJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un cambiamento ancora più significativo, e una buona notizia per molti, è che entro la fine del 2025 Apple permetterà di aggiornare l’età associata a un Apple ID. Questo significa che, in caso di errore nell’inserimento della data di nascita, sarà possibile correggerla.</p><p>Negli Stati Uniti, Apple richiede che i minori di 13 anni abbiano un Child Account collegato all’Apple ID di un genitore. Per chi ha meno di 18 anni, è possibile scegliere questa configurazione per usufruire di protezioni avanzate e impostazioni predefinite più sicure.</p><p>Attualmente, l’App Store utilizza quattro fasce di classificazione per età a livello globale, tra cui 12+ e 17+. Per rendere l’esperienza più sicura e mirata, Apple ha annunciato che amplierà le classificazioni per età nel corso dell’anno. Questo aggiornamento allineerà le valutazioni di età di Apple a quelle di Google e del Play Store, che già adottano sistemi basati sull’età con variazioni regionali.</p><p>L’espansione di Apple, però, sarà più uniforme e standardizzata a livello globale, introducendo quattro nuove categorie pensate per fasce d’età specifiche.</p><ul><li><strong>4+</strong>: L'app non contiene contenuti discutibili.</li><li><strong>9+</strong>: Potrebbe includere elementi non adatti ai bambini sotto i nove anni, come violenza leggera o occasionale in stile cartone animato o fantasy, linguaggio volgare lieve, umorismo crudo, contenuti maturi o con elementi horror e paura.</li><li><strong>13+</strong>: Può presentare riferimenti sporadici a contenuti medici o trattamenti, alcol, tabacco, droghe, nudità, violenza realistica o gioco d’azzardo simulato. Potrebbe anche includere concorsi frequenti o intensi, linguaggio volgare, umorismo crudo, horror e paura o violenza in stile cartone animato o fantasy.</li><li><strong>16+</strong>: Può includere accesso illimitato al web, contenuti maturi o suggestivi frequenti o intensi, oppure elementi legati a trattamenti medici.</li><li><strong>19+</strong>: Può contenere scene di gioco d’azzardo, simulazioni frequenti o intense di scommesse, riferimenti ad alcol, tabacco, droghe, nudità, violenza realistica o contenuti sessuali.</li></ul><p>Queste nuove categorie rappresenteranno l'età minima consigliata per un'app, aiutando gli sviluppatori a definire in modo più preciso la classificazione della loro esperienza. Per i genitori, questo potrebbe rendere più semplice capire se un’app è adatta ai propri figli. Inoltre, se i controlli parentali per i download sono attivi, l’App Store mostrerà solo le app compatibili con l’età impostata una volta che il sistema entrerà in funzione nel tardo 2025.</p><p>Questa iniziativa arriva in un periodo in cui, negli Stati Uniti, sia a livello statale che federale, è in corso un dibattito su chi debba gestire la verifica dell’età per l’uso delle app: gli store, come l’App Store di Apple, o gli sviluppatori stessi. Il tema rientra in discussioni più ampie sulle leggi per la protezione dei minori nel digitale e sui dispositivi connessi.</p><p>Apple ritiene che un sistema basato su ogni singola app sia più efficace per la verifica dell’età e riduca la necessità di condividere dati in modo indiscriminato. A questo scopo, verrà introdotta la Declared Age Range API, che permetterà agli sviluppatori di determinare l’età dell’utente senza chiedere direttamente la data di nascita. Se l’utente accetta tramite un pop-up, l’app otterrà l’intervallo d’età direttamente dall’Apple ID, senza richiedere ulteriori informazioni.</p><p>Il funzionamento sarà simile a quello delle autorizzazioni per fotocamera, microfono o notifiche. L’idea di Apple è ridurre il rischio di eccessiva condivisione di dati, mantenendo comunque un’esperienza sicura.</p><p>Nel whitepaper, l’azienda paragona il sistema alla vendita di alcolici in un centro commerciale: </p><p>"Chiediamo ai negozianti che vendono alcol di controllare l’età dei clienti verificando i documenti, ma non chiediamo a chiunque entri nel centro commerciale di fornire la propria data di nascita solo per andare nell’area ristorazione."</p><p>L’approccio di Apple è diverso da quello di altre aziende e persino da quello di alcuni legislatori, che preferirebbero affidare l’applicazione delle restrizioni direttamente allo store. Apple, invece, vuole che la verifica dell’età venga gestita in modo sicuro tramite l’API, senza trasmettere informazioni sensibili agli sviluppatori.</p><div><blockquote><p>L’approccio di Apple alla verifica dell’età offre probabilmente maggiore tutela della privacy per tutti gli utenti, ma richiede un **coinvolgimento attivo dei genitori.</p><p>Avi Greengart, Techsponental</p></blockquote></div><p>Avi Greengart, fondatore di Techsponential, ha dichiarato a TechRadar: </p><p>"Apple sta cercando di trovare un equilibrio tra obbligare tutti a condividere dati per dimostrare la propria età e fornire ai genitori gli strumenti per proteggere i propri figli da contenuti inappropriati. Il suo approccio alla verifica dell’età è probabilmente migliore dal punto di vista della privacy, ma richiede un coinvolgimento attivo dei genitori. Inoltre, non affronta – e forse non può farlo – la responsabilità delle piattaforme social nel controllare i propri algoritmi per evitare danni ai minori."</p><p>L’integrazione della Declared Age Range API rientra nella strategia di Apple per rafforzare ulteriormente la gestione degli account per bambini, rendendoli più facili da creare e controllare, e aumentando la sicurezza nell’uso di dispositivi come iPhone e iPad e dei servizi collegati.</p><p>Alcuni di questi cambiamenti sono già visibili, come la selezione dell’intervallo d’età nella configurazione di un account per bambini. Tuttavia, le nuove classificazioni per età nelle app, la possibilità di modificare l’età di un account e l’introduzione dell’API per la verifica dell’età arriveranno entro la fine del 2025.</p><p>Alla fine, sarà il tempo a determinare chi avrà la responsabilità della verifica dell’età, ma è positivo vedere Apple impegnarsi per rendere più semplice la creazione di account per bambini, offrendo maggiore protezione e sicurezza. Il whitepaper completo pubblicato da Apple è disponibile qui.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Apple introduce nuove fasce di età per le app e semplifica la creazione di account per minori, migliorando il controllo parentale. ]]>
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Tra gli aggiornamenti principali c’è la semplificazione del processo di creazione di un account per bambini. Come emerso nelle ultime beta di iOS 18.4 e iPadOS 18.4, ora è possibile selezionare una fascia d’età al momento della registrazione; questa scelta imposta automaticamente le restrizioni appropriate per i controlli parentali.</p><p>Creare un account per bambini aggiunge automaticamente il minore come utente e abilita la condivisione familiare per i servizi iCloud e gli acquisti su App Store. Tuttavia, per semplificare ulteriormente il processo, è possibile fornire l’accesso al nuovo dispositivo con funzionalità limitate, permettendo di completare la configurazione dell’account in un secondo momento.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RAHoLk3WLSriyEZV76vPCJ" name="13-Apple iPhone 16 Review, Rear.jpg" alt="Apple iPhone 16 Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RAHoLk3WLSriyEZV76vPCJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un cambiamento ancora più significativo, e una buona notizia per molti, è che entro la fine del 2025 Apple permetterà di aggiornare l’età associata a un Apple ID. Questo significa che, in caso di errore nell’inserimento della data di nascita, sarà possibile correggerla.</p><p>Negli Stati Uniti, Apple richiede che i minori di 13 anni abbiano un Child Account collegato all’Apple ID di un genitore. Per chi ha meno di 18 anni, è possibile scegliere questa configurazione per usufruire di protezioni avanzate e impostazioni predefinite più sicure.</p><p>Attualmente, l’App Store utilizza quattro fasce di classificazione per età a livello globale, tra cui 12+ e 17+. Per rendere l’esperienza più sicura e mirata, Apple ha annunciato che amplierà le classificazioni per età nel corso dell’anno. Questo aggiornamento allineerà le valutazioni di età di Apple a quelle di Google e del Play Store, che già adottano sistemi basati sull’età con variazioni regionali.</p><p>L’espansione di Apple, però, sarà più uniforme e standardizzata a livello globale, introducendo quattro nuove categorie pensate per fasce d’età specifiche.</p><ul><li><strong>4+</strong>: L'app non contiene contenuti discutibili.</li><li><strong>9+</strong>: Potrebbe includere elementi non adatti ai bambini sotto i nove anni, come violenza leggera o occasionale in stile cartone animato o fantasy, linguaggio volgare lieve, umorismo crudo, contenuti maturi o con elementi horror e paura.</li><li><strong>13+</strong>: Può presentare riferimenti sporadici a contenuti medici o trattamenti, alcol, tabacco, droghe, nudità, violenza realistica o gioco d’azzardo simulato. Potrebbe anche includere concorsi frequenti o intensi, linguaggio volgare, umorismo crudo, horror e paura o violenza in stile cartone animato o fantasy.</li><li><strong>16+</strong>: Può includere accesso illimitato al web, contenuti maturi o suggestivi frequenti o intensi, oppure elementi legati a trattamenti medici.</li><li><strong>19+</strong>: Può contenere scene di gioco d’azzardo, simulazioni frequenti o intense di scommesse, riferimenti ad alcol, tabacco, droghe, nudità, violenza realistica o contenuti sessuali.</li></ul><p>Queste nuove categorie rappresenteranno l'età minima consigliata per un'app, aiutando gli sviluppatori a definire in modo più preciso la classificazione della loro esperienza. Per i genitori, questo potrebbe rendere più semplice capire se un’app è adatta ai propri figli. Inoltre, se i controlli parentali per i download sono attivi, l’App Store mostrerà solo le app compatibili con l’età impostata una volta che il sistema entrerà in funzione nel tardo 2025.</p><p>Questa iniziativa arriva in un periodo in cui, negli Stati Uniti, sia a livello statale che federale, è in corso un dibattito su chi debba gestire la verifica dell’età per l’uso delle app: gli store, come l’App Store di Apple, o gli sviluppatori stessi. Il tema rientra in discussioni più ampie sulle leggi per la protezione dei minori nel digitale e sui dispositivi connessi.</p><p>Apple ritiene che un sistema basato su ogni singola app sia più efficace per la verifica dell’età e riduca la necessità di condividere dati in modo indiscriminato. A questo scopo, verrà introdotta la Declared Age Range API, che permetterà agli sviluppatori di determinare l’età dell’utente senza chiedere direttamente la data di nascita. Se l’utente accetta tramite un pop-up, l’app otterrà l’intervallo d’età direttamente dall’Apple ID, senza richiedere ulteriori informazioni.</p><p>Il funzionamento sarà simile a quello delle autorizzazioni per fotocamera, microfono o notifiche. L’idea di Apple è ridurre il rischio di eccessiva condivisione di dati, mantenendo comunque un’esperienza sicura.</p><p>Nel whitepaper, l’azienda paragona il sistema alla vendita di alcolici in un centro commerciale: </p><p>"Chiediamo ai negozianti che vendono alcol di controllare l’età dei clienti verificando i documenti, ma non chiediamo a chiunque entri nel centro commerciale di fornire la propria data di nascita solo per andare nell’area ristorazione."</p><p>L’approccio di Apple è diverso da quello di altre aziende e persino da quello di alcuni legislatori, che preferirebbero affidare l’applicazione delle restrizioni direttamente allo store. Apple, invece, vuole che la verifica dell’età venga gestita in modo sicuro tramite l’API, senza trasmettere informazioni sensibili agli sviluppatori.</p><div><blockquote><p>L’approccio di Apple alla verifica dell’età offre probabilmente maggiore tutela della privacy per tutti gli utenti, ma richiede un **coinvolgimento attivo dei genitori.</p><p>Avi Greengart, Techsponental</p></blockquote></div><p>Avi Greengart, fondatore di Techsponential, ha dichiarato a TechRadar: </p><p>"Apple sta cercando di trovare un equilibrio tra obbligare tutti a condividere dati per dimostrare la propria età e fornire ai genitori gli strumenti per proteggere i propri figli da contenuti inappropriati. Il suo approccio alla verifica dell’età è probabilmente migliore dal punto di vista della privacy, ma richiede un coinvolgimento attivo dei genitori. Inoltre, non affronta – e forse non può farlo – la responsabilità delle piattaforme social nel controllare i propri algoritmi per evitare danni ai minori."</p><p>L’integrazione della Declared Age Range API rientra nella strategia di Apple per rafforzare ulteriormente la gestione degli account per bambini, rendendoli più facili da creare e controllare, e aumentando la sicurezza nell’uso di dispositivi come iPhone e iPad e dei servizi collegati.</p><p>Alcuni di questi cambiamenti sono già visibili, come la selezione dell’intervallo d’età nella configurazione di un account per bambini. Tuttavia, le nuove classificazioni per età nelle app, la possibilità di modificare l’età di un account e l’introduzione dell’API per la verifica dell’età arriveranno entro la fine del 2025.</p><p>Alla fine, sarà il tempo a determinare chi avrà la responsabilità della verifica dell’età, ma è positivo vedere Apple impegnarsi per rendere più semplice la creazione di account per bambini, offrendo maggiore protezione e sicurezza. Il whitepaper completo pubblicato da Apple è disponibile qui.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram: maggiori funzionalità dei DM, messaggi programmati, traduzioni e musica condivisa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Instagram continua ad ampliare le funzionalità nei messaggi diretti</strong></li><li><strong>Ora è possibile programmare un messaggio e tradurlo facilmente</strong></li><li><strong>La novità più interessante arriva da JENNIE e Doechii: ora si possono condividere brani musicali</strong></li></ul><p>Instagram DMs sono spesso usati per mandare un messaggio a qualcuno o condividere Reels con amici che hanno interessi comuni, ma Meta vuole trasformarli in un vero e proprio servizio di messaggistica centrale. Questo è ciò che sembra suggerire la nuova espansione delle funzionalità, attualmente in fase di rilascio.</p><p>A pochi giorni dall’introduzione della possibilità di assegnare un soprannome a un utente per San Valentino, Instagram ha annunciato quattro importanti novità per i messaggi diretti. La prima riguarda la possibilità di programmare un messaggio, una funzione sorprendentemente assente fino a ora. Con questa novità, Instagram sta recuperando terreno rispetto a servizi come iMessage, che ha introdotto questa opzione solo con iOS 18, Messenger e WhatsApp.</p><p>All’interno dell’app, ora è possibile scrivere un messaggio – incluse emoji e GIF – e impostarlo per l’invio in un secondo momento, sia nelle chat singole che nei gruppi. Il messaggio può essere programmato fino a 29 giorni in anticipo, un'opzione utile per non dimenticare appuntamenti importanti, come il compleanno di un amico o un anniversario.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3XAbysrukjUwfSezFiWqrN" name="Instagram DMs Scheduling Messages" alt="Instagram DMs Scheduling Messages" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3XAbysrukjUwfSezFiWqrN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Instagram è consapevole della sua dimensione globale e del fatto che gli utenti possano comunicare con persone che parlano lingue diverse. Per semplificare le conversazioni senza dover copiare e incollare i messaggi in un’app di traduzione o su un browser, ora è possibile tradurre direttamente un messaggio in 99 lingue all’interno di Instagram. Basta tenere premuto sul messaggio e selezionare l’opzione di traduzione, una funzione che potrebbe rivelarsi molto utile.</p><p>Un’altra novità riguarda i messaggi di gruppo, che spesso diventano un flusso continuo di contenuti, rendendo difficile recuperare informazioni importanti. Per aiutare gli utenti a gestire meglio le conversazioni, Instagram ora permette di fissare fino a tre messaggi in cima a una chat singola o di gruppo. Se, ad esempio, si sta organizzando un viaggio con gli amici, i dettagli essenziali rimarranno sempre visibili.</p><p>Infine, Instagram ha ampliato l’integrazione della musica nei messaggi. Dopo aver reso possibile l’aggiunta di brani alle Storie e ai Reel con effetti visivi come un disco in vinile che gira, ora si possono condividere e ascoltare brani direttamente nelle chat individuali o di gruppo.</p><p>Non è necessario uscire dall’app per cercare una canzone su Apple Music o Spotify, poiché è possibile trovarla e condividerla direttamente da un nuovo menu pop-up all’interno della chat. Il funzionamento è simile alla selezione di un brano per le Storie o come sottofondo per un Reel. Per lanciare questa nuova funzione, Instagram ha collaborato con JENNIE e Doechii.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hS9ZMMXFQvT9mvqctHMdsB" name="Instagram DMs music sharing" alt="Instagram DMs music sharing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hS9ZMMXFQvT9mvqctHMdsB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Tutte queste novità rendono i messaggi diretti su Instagram più fluidi e pratici, ma allo stesso tempo incentivano gli utenti a restare all’interno dell’app invece di passare ad altre piattaforme.</p><p>Un’ulteriore funzione introdotta è la possibilità di generare un QR code che permette a un altro utente di unirsi facilmente a una chat di gruppo semplicemente scansionandolo.</p><p>Quale di queste nuove funzioni ti piace di più? Faccelo sapere nei commenti. Nel frattempo, io andrò a condividere un po’ di nuova musica in un DM con i miei amici.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/instagram/instagram-maggiori-funzionalita-dei-dm-messaggi-programmati-traduzioni-e-musica-condivisa</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Instagram introduce nuove funzionalità per i messaggi diretti, tra cui la programmazione dei messaggi, la traduzione in 99 lingue e la condivisione musicale. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">cTuAoWXSaozcDTtzyeqqUN</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Instagram app logo on iOS]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>Instagram continua ad ampliare le funzionalità nei messaggi diretti</strong></li><li><strong>Ora è possibile programmare un messaggio e tradurlo facilmente</strong></li><li><strong>La novità più interessante arriva da JENNIE e Doechii: ora si possono condividere brani musicali</strong></li></ul><p>Instagram DMs sono spesso usati per mandare un messaggio a qualcuno o condividere Reels con amici che hanno interessi comuni, ma Meta vuole trasformarli in un vero e proprio servizio di messaggistica centrale. Questo è ciò che sembra suggerire la nuova espansione delle funzionalità, attualmente in fase di rilascio.</p><p>A pochi giorni dall’introduzione della possibilità di assegnare un soprannome a un utente per San Valentino, Instagram ha annunciato quattro importanti novità per i messaggi diretti. La prima riguarda la possibilità di programmare un messaggio, una funzione sorprendentemente assente fino a ora. Con questa novità, Instagram sta recuperando terreno rispetto a servizi come iMessage, che ha introdotto questa opzione solo con iOS 18, Messenger e WhatsApp.</p><p>All’interno dell’app, ora è possibile scrivere un messaggio – incluse emoji e GIF – e impostarlo per l’invio in un secondo momento, sia nelle chat singole che nei gruppi. Il messaggio può essere programmato fino a 29 giorni in anticipo, un'opzione utile per non dimenticare appuntamenti importanti, come il compleanno di un amico o un anniversario.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3XAbysrukjUwfSezFiWqrN" name="Instagram DMs Scheduling Messages" alt="Instagram DMs Scheduling Messages" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3XAbysrukjUwfSezFiWqrN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Instagram è consapevole della sua dimensione globale e del fatto che gli utenti possano comunicare con persone che parlano lingue diverse. Per semplificare le conversazioni senza dover copiare e incollare i messaggi in un’app di traduzione o su un browser, ora è possibile tradurre direttamente un messaggio in 99 lingue all’interno di Instagram. Basta tenere premuto sul messaggio e selezionare l’opzione di traduzione, una funzione che potrebbe rivelarsi molto utile.</p><p>Un’altra novità riguarda i messaggi di gruppo, che spesso diventano un flusso continuo di contenuti, rendendo difficile recuperare informazioni importanti. Per aiutare gli utenti a gestire meglio le conversazioni, Instagram ora permette di fissare fino a tre messaggi in cima a una chat singola o di gruppo. Se, ad esempio, si sta organizzando un viaggio con gli amici, i dettagli essenziali rimarranno sempre visibili.</p><p>Infine, Instagram ha ampliato l’integrazione della musica nei messaggi. Dopo aver reso possibile l’aggiunta di brani alle Storie e ai Reel con effetti visivi come un disco in vinile che gira, ora si possono condividere e ascoltare brani direttamente nelle chat individuali o di gruppo.</p><p>Non è necessario uscire dall’app per cercare una canzone su Apple Music o Spotify, poiché è possibile trovarla e condividerla direttamente da un nuovo menu pop-up all’interno della chat. Il funzionamento è simile alla selezione di un brano per le Storie o come sottofondo per un Reel. Per lanciare questa nuova funzione, Instagram ha collaborato con JENNIE e Doechii.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hS9ZMMXFQvT9mvqctHMdsB" name="Instagram DMs music sharing" alt="Instagram DMs music sharing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hS9ZMMXFQvT9mvqctHMdsB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Tutte queste novità rendono i messaggi diretti su Instagram più fluidi e pratici, ma allo stesso tempo incentivano gli utenti a restare all’interno dell’app invece di passare ad altre piattaforme.</p><p>Un’ulteriore funzione introdotta è la possibilità di generare un QR code che permette a un altro utente di unirsi facilmente a una chat di gruppo semplicemente scansionandolo.</p><p>Quale di queste nuove funzioni ti piace di più? Faccelo sapere nei commenti. Nel frattempo, io andrò a condividere un po’ di nuova musica in un DM con i miei amici.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok vietato negli Stati Uniti, ma il blocco potrebbe essere temporaneo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>TikTok non può più essere scaricato negli Stati Uniti</li><li>L'app vi permetterà comunque di accedere ai vostri dati</li><li>Il Presidente Trump potrebbe revocare la decisione del divieto</li></ul><p>TikTok è stato ufficialmente vietato negli Stati Uniti. Per chi si trova nel Paese, l&apos;app non è più disponibile sugli store di Android e iOS, e gli utenti che la hanno già installata non possono utilizzarla, se non per scaricare i propri dati personali.</p><p>Come riportato, tentando di accedere all&apos;app compare un messaggio che informa: "Per ora non puoi utilizzare TikTok". Le uniche opzioni disponibili sono chiudere l&apos;app o accedere per scaricare i dati personali.</p><p>Nonostante il blocco, sembra che l&apos;app potrebbe tornare disponibile. Nel messaggio, TikTok indica: "Siamo fortunati che il presidente Trump abbia dichiarato di voler collaborare con noi per trovare una soluzione che permetta il ripristino di TikTok una volta entrato in carica. Restate sintonizzati!".</p><p>ByteDance, l&apos;azienda proprietaria di TikTok, sembra puntare molto sulle decisioni del nuovo presidente. Ieri Trump ha affermato a NBCNews che "molto probabilmente" concederà una tregua di 90 giorni all&apos;app, a partire da domani, 20 gennaio.</p><h2 id="seguire-la-legge">Seguire la legge</h2><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1880867460599218559"><p lang="en" dir="ltr">Apple posted a support document on the TikTok ban. Have never seen one of these before for an app removal. But then again this is all pretty unprecedented. All this for a 48 hour ban. https://t.co/V4XpFhKwoe<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1880867460599218559">January 19, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Anche se TikTok potrebbe non essere definitivamente scomparso negli Stati Uniti, gli utenti dovranno rinunciare alla loro dose quotidiana di video brevi almeno per un paio di giorni. La rimozione e il blocco dell&apos;app sono stati tempestivi e completi.</p><p>Mark Gurman, analista Apple e giornalista di Bloomberg, ha segnalato che Apple ha adottato un passo insolito pubblicando un documento di supporto relativo al divieto. Questo documento appare quando si cerca TikTok sull&apos;App Store e spiega la situazione: "Le applicazioni di TikTok e ByteDance Ltd. non sono più disponibili negli Stati Uniti e i visitatori degli Stati Uniti potrebbero avere un accesso limitato alle funzionalità. Apple è obbligata a seguire le leggi delle giurisdizioni in cui opera."</p><p>Il futuro di TikTok nel Paese rimane incerto. Secondo CNBC, Perplexity AI ha avanzato un&apos;offerta per gestire TikTok negli Stati Uniti. Questo potrebbe rappresentare una soluzione per consentire all&apos;app di continuare a operare nel mercato statunitense.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/tiktok/tiktok-vietato-negli-stati-uniti-ma-il-blocco-potrebbe-essere-temporaneo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ TikTok è sparito dagli app store negli Stati Uniti, ma potrebbe tornare quando il presidente Trump entrerà in carica. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">KrThqEqDbciEG53qVA93B</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[TikTok on a phone in front of the USA flag]]></media:title>
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                                <ul><li>TikTok non può più essere scaricato negli Stati Uniti</li><li>L'app vi permetterà comunque di accedere ai vostri dati</li><li>Il Presidente Trump potrebbe revocare la decisione del divieto</li></ul><p>TikTok è stato ufficialmente vietato negli Stati Uniti. Per chi si trova nel Paese, l&apos;app non è più disponibile sugli store di Android e iOS, e gli utenti che la hanno già installata non possono utilizzarla, se non per scaricare i propri dati personali.</p><p>Come riportato, tentando di accedere all&apos;app compare un messaggio che informa: "Per ora non puoi utilizzare TikTok". Le uniche opzioni disponibili sono chiudere l&apos;app o accedere per scaricare i dati personali.</p><p>Nonostante il blocco, sembra che l&apos;app potrebbe tornare disponibile. Nel messaggio, TikTok indica: "Siamo fortunati che il presidente Trump abbia dichiarato di voler collaborare con noi per trovare una soluzione che permetta il ripristino di TikTok una volta entrato in carica. Restate sintonizzati!".</p><p>ByteDance, l&apos;azienda proprietaria di TikTok, sembra puntare molto sulle decisioni del nuovo presidente. Ieri Trump ha affermato a NBCNews che "molto probabilmente" concederà una tregua di 90 giorni all&apos;app, a partire da domani, 20 gennaio.</p><h2 id="seguire-la-legge">Seguire la legge</h2><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1880867460599218559"><p lang="en" dir="ltr">Apple posted a support document on the TikTok ban. Have never seen one of these before for an app removal. But then again this is all pretty unprecedented. All this for a 48 hour ban. https://t.co/V4XpFhKwoe<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1880867460599218559">January 19, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Anche se TikTok potrebbe non essere definitivamente scomparso negli Stati Uniti, gli utenti dovranno rinunciare alla loro dose quotidiana di video brevi almeno per un paio di giorni. La rimozione e il blocco dell&apos;app sono stati tempestivi e completi.</p><p>Mark Gurman, analista Apple e giornalista di Bloomberg, ha segnalato che Apple ha adottato un passo insolito pubblicando un documento di supporto relativo al divieto. Questo documento appare quando si cerca TikTok sull&apos;App Store e spiega la situazione: "Le applicazioni di TikTok e ByteDance Ltd. non sono più disponibili negli Stati Uniti e i visitatori degli Stati Uniti potrebbero avere un accesso limitato alle funzionalità. Apple è obbligata a seguire le leggi delle giurisdizioni in cui opera."</p><p>Il futuro di TikTok nel Paese rimane incerto. Secondo CNBC, Perplexity AI ha avanzato un&apos;offerta per gestire TikTok negli Stati Uniti. Questo potrebbe rappresentare una soluzione per consentire all&apos;app di continuare a operare nel mercato statunitense.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ QNAP lancia ufficialmente myQNAPcloud Storage, il cloud perfetto per drive file e destinazione di backup ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>QNAP ha annunciato oggi il rilascio ufficiale di <a href="https://www.qnap.com/go/software/myqnapcloud-storage" target="_blank">myQNAPcloud Storage</a> a seguito del successo della versione beta. Progettato per soddisfare le esigenze di archiviazione e protezione dei dati a prova di disastro per privati e aziende, la piattaforma offre un’archiviazione cloud semplice, ad alte prestazioni e sicura, con altri vantaggi come la trasmissione gratuita dei dati.</p><p>myQNAPcloud Storage si integra perfettamente con le soluzioni di backup NAS QNAP, incluso il popolare <a href="https://www.qnap.com/go/software/hybrid-backup-sync" target="_blank">Hybrid Backup Sync</a>, fornendo agli utenti una soluzione di archiviazione cloud ibrida che semplifica il backup, la sincronizzazione e la condivisione dei file. Combinando l’affidabilità di un NAS on-premise con la scalabilità del cloud storage, gli utenti possono sfruttare opzioni di archiviazione flessibili ed economiche che si adattato alle esigenze specifiche.</p><h2 id="caratteristiche-e-vantaggi-principali">Caratteristiche e vantaggi principali</h2><p><ul>  <li><strong>16GB di storage gratuito:</strong> Tutti coloro che possiedono un account QNAP hanno diritto a 16GB di spazio di archiviazione gratuito come standard.</li>  <li><strong>Sottoscrizioni convenienti:</strong> Costi di sottoscrizione significativamente più bassi rispetto ad altri servizi cloud, lo rendono una scelta economica per le aziende.</li>  <li><strong>Nessun costo di trasmissione dei dati:</strong> Risparmia di più grazie a myQNAPcloud Storage, che elimina i costi aggiuntivi per la trasmissione dei dati.</li>  <li><strong>13 Data Center Globali:</strong> Prestazioni e velocità uniche con 13 data center strategicamente ubicati in tutto il mondo.</li>  <li><strong>Immutabilità dei dati:</strong> Grazie alla tecnologia WORM (Write Once, Read Many) e Object Lock, i dati critici sono protetti da ransomware e modifiche accidentali.</li>  <li><strong>Gestione semplificata dei dati:</strong> Le funzioni includono il controllo delle versioni, impostazioni del ciclo di vita, i privilegi di accesso e il monitoraggio delle attività, per migliorare l’efficienza della gestione dei dati aziendali.</li>  <li><strong>Sicurezza totale:</strong> La protezione dei dati con la crittografia lato server e il vault personale, garantiscono una protezione e privacy eccezionali contro accessi non autorizzati.</li>  <li><strong>Accessibilità globale:</strong> Accedere ai dati sempre e ovunque, utilizzando un’ampia gamma di dispositivi e piattaforme, inclusa l&apos;applicazione mobile di Qfile Pro.</li></ul></p><p>“Siamo entusiasti di lanciare ufficialmente il servizio myQNAPcloud Storage nel 2025, offrendo agli utenti una soluzione cloud affidabile e scalabile per l’archiviazione e il backup dei dati,” ha dichiarato Andy Fung, Product Manager di QNAP. “Questo traguardo sottolinea il nostro impegno nel fornire innovazioni che migliorano l’esperienze NAS e creano un collegamento tra storage locale e cloud.”</p><p>myQNAPcloud Storage è ufficialmente disponibile, e ogni account QNAP da diritto a 16GB di spazio di storage gratuito.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Include 16GB di spazio di archiviazione cloud gratuito per tutti gli utenti QNAP ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                                            <title><![CDATA[ Google Foto introduce Recap: il tuo anno in video in stile Spotify Wrapped ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>Google Foto lancia oggi una nuova funzione Recap.</li><li>I video Recap offrono un riassunto dell'anno in stile Spotify Wrapped.</li><li>La funzione include i punti salienti e le statistiche, come la tua striscia di foto più lunga</li></ul><p>Se siete appassionati di Google Foto, il servizio conosce molto della vostra vita e da oggi sfrutta questi dati per creare un nuovo video di highlights annuali, simile a Spotify Wrapped, chiamato "Recap".</p><p>Disponibile da oggi nell&apos;app Google Foto, Recap va oltre la funzione "Ricordi" su cui si basa. Include i consueti highlight di foto e video, ma aggiunge statistiche come la sequenza di foto più lunga e i colori predominanti nelle immagini del 2024.</p><p>Recap può anche indicare con chi avete sorriso di più durante l’anno, ma per usufruire di questa funzione è necessario attivare l&apos;impostazione "Gruppi di volti" in Google Foto. Per farlo, accedete all’app, cliccate sulla foto del profilo o sulle iniziali in alto a destra, quindi navigate su Impostazioni > Privacy > Gruppi di volti.</p><p>Il Recap viene presentato sotto forma di un breve video all’interno del carosello "Ricordi" e, una volta pronto, riceverete una notifica nell’app. Google assicura che il video rimarrà disponibile nel carosello per tutto il mese di dicembre, in modo da poterlo condividere durante le festività, ma è anche possibile condividerlo sui social direttamente dall’app.</p><p>Inoltre, "alcuni utenti selezionati" negli Stati Uniti possono scegliere di ricevere una versione personalizzata del loro video Recap con didascalie generate da Google Gemini. Per accedere a questa funzione, è necessario abilitare le impostazioni di Gemini all&apos;interno dell&apos;app.</p><h2 id="quanto-volete-che-sappia-google-photos">Quanto volete che sappia Google Photos?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FrMthKWZNQ89axagk44u6b" name="GooglePhotosRecap-2" alt="Two phones on an orange background showing the Google Photos Recap highlights reel" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FrMthKWZNQ89axagk44u6b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Le nuove funzionalità di Google Foto, come Recap e "Chiedi a Foto", potrebbero suscitare opinioni contrastanti. Per alcuni rappresentano strumenti utili e divertenti, che permettono di risparmiare tempo e superare l’impegno dei tradizionali progetti di fotolibri. Per altri, però, l’analisi approfondita delle librerie fotografiche potrebbe risultare invasiva o inquietante.</p><p>Recap va oltre il classico "highlights reel", includendo statistiche come il numero di sorrisi catturati, le persone con cui si è sorriso di più e i colori preferiti del 2024. Sebbene queste funzioni sembrino innocenti, c&apos;è il rischio che chi non ha configurato accuratamente impostazioni come "nascondi un volto" possa ricevere un video Recap che tocchi argomenti delicati.</p><p>Un portavoce di Google ha spiegato: "Non tutti i ricordi sono degni di essere rivisitati, quindi utilizziamo dei filtri e facciamo del nostro meglio per evitare di far riaffiorare ricordi sconvolgenti. Tuttavia, a volte può capitare che non ci riusciamo. Per questo Google Foto offre controlli per nascondere foto di determinate persone o periodi di tempo all&apos;interno dei Ricordi. Le persone e le date nascoste non appariranno nel Recap".</p><p>Anche le funzioni legate a Gemini, come "Chiedi a Foto" e le didascalie personalizzate per Recap (attualmente disponibili solo per utenti selezionati negli Stati Uniti), sono opzionali. Questo dimostra che Google è consapevole della sensibilità di applicare le sue funzioni AI avanzate ai dati personali di Google Foto.</p><p>Google sottolinea nel suo hub sulla privacy che i dati personali archiviati in Google Foto "non vengono mai utilizzati per la pubblicità" e che le risposte di "Chiedi a Foto" "non vengono esaminate da esseri umani". Tuttavia, con librerie fotografiche cloud sempre più intelligenti, è importante valutare fino a che punto si desidera che questi servizi conoscano dettagli della propria vita.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/websites-apps/google-foto-introduce-recap-il-tuo-anno-in-video-in-stile-spotify-wrapped</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il nuovo video offre statistiche fotografiche, highlights e molto altro ancora ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">nvyAMsKUxvsYUZpqvWKEhR</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Three phones on an orange background showing the Google Photos Recap highlights reel]]></media:title>
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                                <ul><li>Google Foto lancia oggi una nuova funzione Recap.</li><li>I video Recap offrono un riassunto dell'anno in stile Spotify Wrapped.</li><li>La funzione include i punti salienti e le statistiche, come la tua striscia di foto più lunga</li></ul><p>Se siete appassionati di Google Foto, il servizio conosce molto della vostra vita e da oggi sfrutta questi dati per creare un nuovo video di highlights annuali, simile a Spotify Wrapped, chiamato "Recap".</p><p>Disponibile da oggi nell&apos;app Google Foto, Recap va oltre la funzione "Ricordi" su cui si basa. Include i consueti highlight di foto e video, ma aggiunge statistiche come la sequenza di foto più lunga e i colori predominanti nelle immagini del 2024.</p><p>Recap può anche indicare con chi avete sorriso di più durante l’anno, ma per usufruire di questa funzione è necessario attivare l&apos;impostazione "Gruppi di volti" in Google Foto. Per farlo, accedete all’app, cliccate sulla foto del profilo o sulle iniziali in alto a destra, quindi navigate su Impostazioni > Privacy > Gruppi di volti.</p><p>Il Recap viene presentato sotto forma di un breve video all’interno del carosello "Ricordi" e, una volta pronto, riceverete una notifica nell’app. Google assicura che il video rimarrà disponibile nel carosello per tutto il mese di dicembre, in modo da poterlo condividere durante le festività, ma è anche possibile condividerlo sui social direttamente dall’app.</p><p>Inoltre, "alcuni utenti selezionati" negli Stati Uniti possono scegliere di ricevere una versione personalizzata del loro video Recap con didascalie generate da Google Gemini. Per accedere a questa funzione, è necessario abilitare le impostazioni di Gemini all&apos;interno dell&apos;app.</p><h2 id="quanto-volete-che-sappia-google-photos">Quanto volete che sappia Google Photos?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FrMthKWZNQ89axagk44u6b" name="GooglePhotosRecap-2" alt="Two phones on an orange background showing the Google Photos Recap highlights reel" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FrMthKWZNQ89axagk44u6b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Le nuove funzionalità di Google Foto, come Recap e "Chiedi a Foto", potrebbero suscitare opinioni contrastanti. Per alcuni rappresentano strumenti utili e divertenti, che permettono di risparmiare tempo e superare l’impegno dei tradizionali progetti di fotolibri. Per altri, però, l’analisi approfondita delle librerie fotografiche potrebbe risultare invasiva o inquietante.</p><p>Recap va oltre il classico "highlights reel", includendo statistiche come il numero di sorrisi catturati, le persone con cui si è sorriso di più e i colori preferiti del 2024. Sebbene queste funzioni sembrino innocenti, c&apos;è il rischio che chi non ha configurato accuratamente impostazioni come "nascondi un volto" possa ricevere un video Recap che tocchi argomenti delicati.</p><p>Un portavoce di Google ha spiegato: "Non tutti i ricordi sono degni di essere rivisitati, quindi utilizziamo dei filtri e facciamo del nostro meglio per evitare di far riaffiorare ricordi sconvolgenti. Tuttavia, a volte può capitare che non ci riusciamo. Per questo Google Foto offre controlli per nascondere foto di determinate persone o periodi di tempo all&apos;interno dei Ricordi. Le persone e le date nascoste non appariranno nel Recap".</p><p>Anche le funzioni legate a Gemini, come "Chiedi a Foto" e le didascalie personalizzate per Recap (attualmente disponibili solo per utenti selezionati negli Stati Uniti), sono opzionali. Questo dimostra che Google è consapevole della sensibilità di applicare le sue funzioni AI avanzate ai dati personali di Google Foto.</p><p>Google sottolinea nel suo hub sulla privacy che i dati personali archiviati in Google Foto "non vengono mai utilizzati per la pubblicità" e che le risposte di "Chiedi a Foto" "non vengono esaminate da esseri umani". Tuttavia, con librerie fotografiche cloud sempre più intelligenti, è importante valutare fino a che punto si desidera che questi servizi conoscano dettagli della propria vita.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Game Assist su Microsoft Edge: guide e giochi senza interruzioni ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>La modalità Game Assist fa parte della Game Bar ed è ora in fase di test.</li><li>Visualizza un pannello Edge compatto proprio durante la sessione di gioco</li><li>È possibile consultare suggerimenti e guide online senza dover uscire dal gioco con l'Alt-Tab.</li></ul><p>Microsoft sta introducendo una nuova funzionalità nel browser Edge che potrebbe conferire un vantaggio significativo rispetto a Chrome (e ad altri concorrenti), almeno per i giocatori PC. Si tratta della modalità Game Assist, attualmente in fase di anteprima (test) con la versione beta 132 di Microsoft Edge, che fa parte delle funzionalità integrate nella Game Bar di Windows 11. L&apos;obiettivo principale è permettere l&apos;accesso a guide o suggerimenti di gioco mentre si è impegnati nelle sessioni di gioco.</p><p>Invece di dover interrompere continuamente il gioco per consultare la guida nel browser o di doverla tenere aperta sul telefono, con uno schermo più piccolo, ora sarà possibile avere tutto direttamente all&apos;interno della sessione di gioco. Game Assist è fondamentalmente una versione semplificata di Edge che gira nella barra di gioco, consentendo di visualizzare suggerimenti e altre informazioni senza interrompere l&apos;esperienza di gioco. Questo avviene anche in situazioni critiche, come quando si è sul punto di essere attaccati da un mostro, evitando di uscire dalla modalità gioco tramite Alt-Tab.</p><p>Il pannello Edge focalizzato sul gioco condivide gli stessi dati del browser principale, come preferiti e cookie, ma è stato ridotto e ottimizzato per non consumare troppe risorse, come sottolinea Microsoft, evitando di compromettere le prestazioni di gioco. Inoltre, Game Assist è in grado di riconoscere il gioco in corso e di fornire suggerimenti o spiegazioni specifiche per quello che si sta giocando.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/B_uEt9aRr5E" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="la-partita-xe8-iniziata">La partita è iniziata!</h2><p>In generale, sembra un&apos;ottima idea, a condizione che quanto affermato da Microsoft riguardo al fatto che la funzione Game Assist non consuma troppe risorse sia corretto. Ovviamente, trattandosi di una versione beta, è possibile che la funzionalità presenti dei problemi.</p><p>Al momento, la versione di prova supporta solo la lingua inglese e una selezione limitata di giochi popolari. Tra i giochi per PC inizialmente supportati ci sono Baldur&apos;s Gate 3, Diablo IV, Fortnite e League of Legends, ma è probabile che ne vengano aggiunti altri con il tempo, sempre che Game Assist superi i test.</p><p>Non vediamo motivo per cui ciò non dovrebbe accadere, poiché si tratta di un&apos;idea interessante per i giocatori che non hanno una configurazione con più monitor, permettendo loro di consultare guide o suggerimenti su uno schermo più grande (anziché su uno schermo piccolo del telefono). Inoltre, elimina il problema dell&apos;Alt-Tabbing, come già sottolineato.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/edge/game-assist-su-microsoft-edge-guide-e-giochi-senza-interruzioni</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I giocatori di Windows 11 possono utilizzare questa nuova modalità per accedere in modo semplice e comodo a guide e suggerimenti durante l'esecuzione di un gioco. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">8DJctzHAzctyE7k8FGRdFH</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <ul><li>La modalità Game Assist fa parte della Game Bar ed è ora in fase di test.</li><li>Visualizza un pannello Edge compatto proprio durante la sessione di gioco</li><li>È possibile consultare suggerimenti e guide online senza dover uscire dal gioco con l'Alt-Tab.</li></ul><p>Microsoft sta introducendo una nuova funzionalità nel browser Edge che potrebbe conferire un vantaggio significativo rispetto a Chrome (e ad altri concorrenti), almeno per i giocatori PC. Si tratta della modalità Game Assist, attualmente in fase di anteprima (test) con la versione beta 132 di Microsoft Edge, che fa parte delle funzionalità integrate nella Game Bar di Windows 11. L&apos;obiettivo principale è permettere l&apos;accesso a guide o suggerimenti di gioco mentre si è impegnati nelle sessioni di gioco.</p><p>Invece di dover interrompere continuamente il gioco per consultare la guida nel browser o di doverla tenere aperta sul telefono, con uno schermo più piccolo, ora sarà possibile avere tutto direttamente all&apos;interno della sessione di gioco. Game Assist è fondamentalmente una versione semplificata di Edge che gira nella barra di gioco, consentendo di visualizzare suggerimenti e altre informazioni senza interrompere l&apos;esperienza di gioco. Questo avviene anche in situazioni critiche, come quando si è sul punto di essere attaccati da un mostro, evitando di uscire dalla modalità gioco tramite Alt-Tab.</p><p>Il pannello Edge focalizzato sul gioco condivide gli stessi dati del browser principale, come preferiti e cookie, ma è stato ridotto e ottimizzato per non consumare troppe risorse, come sottolinea Microsoft, evitando di compromettere le prestazioni di gioco. Inoltre, Game Assist è in grado di riconoscere il gioco in corso e di fornire suggerimenti o spiegazioni specifiche per quello che si sta giocando.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/B_uEt9aRr5E" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="la-partita-xe8-iniziata">La partita è iniziata!</h2><p>In generale, sembra un&apos;ottima idea, a condizione che quanto affermato da Microsoft riguardo al fatto che la funzione Game Assist non consuma troppe risorse sia corretto. Ovviamente, trattandosi di una versione beta, è possibile che la funzionalità presenti dei problemi.</p><p>Al momento, la versione di prova supporta solo la lingua inglese e una selezione limitata di giochi popolari. Tra i giochi per PC inizialmente supportati ci sono Baldur&apos;s Gate 3, Diablo IV, Fortnite e League of Legends, ma è probabile che ne vengano aggiunti altri con il tempo, sempre che Game Assist superi i test.</p><p>Non vediamo motivo per cui ciò non dovrebbe accadere, poiché si tratta di un&apos;idea interessante per i giocatori che non hanno una configurazione con più monitor, permettendo loro di consultare guide o suggerimenti su uno schermo più grande (anziché su uno schermo piccolo del telefono). Inoltre, elimina il problema dell&apos;Alt-Tabbing, come già sottolineato.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ La morte di Internet: perché il futuro è terrificante e come possiamo risolverlo ]]></title>
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Questo non è solo un punto di vista nostalgico. Le aziende che hanno contribuito a questa rivoluzione sono state incredibili, quasi rivoluzionarie. Spotify, Netflix, Amazon, Facebook, Twitter e Uber: tutte idee straordinarie che hanno trasformato il mercato, attirando masse di clienti, utenti e consumatori con caratteristiche innovative e prezzi accessibili.</p><p>Tuttavia, nel corso del tempo, quelle stesse caratteristiche e quegli stessi costi sono peggiorati per l&apos;utente medio, poiché le aziende hanno ridotto gli investimenti nel servizio per ottenere margini più alti. Questo accade di solito quando le aziende diventano entità quotate in borsa, guidate da azionisti, investitori e membri del consiglio che chiedono a gran voce maggiori profitti, piuttosto che perseguire gli ideali e i concetti che le avevano inizialmente ispirate.</p><h2 id="un-mondo-digitale-in-declino">Un mondo digitale in declino</h2><p>Lo stesso vale purtroppo per gli sforzi scientifici. Anche gli strumenti educativi e l&apos;accesso alle informazioni stanno andando in pezzi. Gran parte delle informazioni in circolazione sono ormai distorte e diluite da migliaia di TikTok Reel e YouTube Shorts, che diffondono ogni sorta di falsità da chiunque abbia un telefono e possa girare un video di 60 secondi. Terrestri piatti, influencer del fitness e delle diete, negazionisti del cambiamento climatico, teorie sulla luna, "attivisti" politici di ogni schieramento, sedicenti giornalisti che alimentano il clickbait: le categorie sono infinite. È sempre più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, ciò che è un fatto verificato da ciò che è inventato. Questo è in parte il motivo per cui Google cambia così spesso i suoi algoritmi di ricerca, cercando di promuovere informazioni corrette e verificate rispetto ai contenuti generati dall&apos;intelligenza artificiale e alla disinformazione che ormai invade la rete.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SJ9WkxVmgLqE76ZrfTJ5qP" name="Shutterstock_2159904237.jpg" alt="young woman with her friend tiktoker created her dancing video by smartphone camera together. To share video on social media application" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SJ9WkxVmgLqE76ZrfTJ5qP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4800" height="2700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nattakorn_Maneerat via Shutterstock )</span></figcaption></figure><p>Viviamo in un mondo dominato da demagoghi e personalità dei social media, dove la portata e il numero di visualizzazioni dei vostri contenuti determinano se sarete presi sul serio o meno, se i vostri fatti e le vostre affermazioni verranno considerati verità. Lo abbiamo visto durante la pandemia di COVID, durante le elezioni americane, con la guerra in Ucraina e con le recenti rivolte nel Regno Unito. La situazione non sta rallentando, e il suo impatto sta probabilmente peggiorando.</p><p>Oggi esistono persino servizi che sfruttano questa dinamica. Notizie di base, che aggregano i media per offrirvi un panorama completo delle opinioni politiche su un determinato evento, verificatori di fatti che monitorano una miriade di piattaforme social, e Community Notes che evidenziano quando personaggi influenti diffondono sciocchezze. E non dimentichiamo che ci sono addirittura intere divisioni di scienziati che si guadagnano da vivere smentendo le teorie empiricamente sbagliate promosse da altri influencer dei social media. È assolutamente folle.</p><h2 id="camere-d-apos-eco-algoritmiche">Camere d&apos;eco algoritmiche</h2><p>Il problema è sistemico. È iniziato sui social media, con gli algoritmi che offrono contenuti "curati" invece di semplicemente mostrarvi una cronologia cronologica di ciò che le persone che seguite pubblicano. I vostri gusti e le vostre preferenze, ciò che guardate, leggete e ascoltate, sono diventati carburante per il motore. Facebook, Instagram, Twitter: tutti funzionano in questo modo. Che si tratti di politica di destra o di sinistra, di teorie cospirative sull&apos;11 settembre o di simpatici labrador neri, non importa: l&apos;obiettivo è che l&apos;utente resti sulla piattaforma e continui a consumare contenuti e visualizzare annunci. In effetti, questa pratica è diventata così diffusa che oggi è difficile trovare un feed su qualsiasi piattaforma di social media che non funzioni così.</p><p>Il problema è che tutto ciò ha di fatto soffocato il dibattito creativo. Non si mettono più in discussione le opinioni, non ci sono più conversazioni o discussioni significative, ma si viene alimentati sempre più con gli stessi contenuti. Questo, a sua volta, rafforza e influenza le vostre convinzioni, poiché vi trovate immersi in una camera dell&apos;eco, circondati da persone che la pensano come voi e che ripetono gli stessi concetti. Non è difficile capire come questo contribuisca ad alimentare credenze e opinioni sempre più estremiste.</p><p>Come si può cambiare o evolvere la propria opinione se non c&apos;è nessuno a metterla in discussione? Questo è uno dei motivi per cui molti, durante le ultime elezioni in tutto il mondo, si sono sentiti increduli quando il loro candidato politico preferito non ha vinto. Per loro, ciò che vedono è un diluvio di sostegno online per il partito che hanno scelto, e nient&apos;altro.</p><h2 id="speranza-per-chi-non-ha-speranza">Speranza per chi non ha speranza?</h2><p>Un mercato relativamente libero, regolato solo da normative minime. 31 anni: è questo il tempo trascorso da quando il World Wide Web ha fatto la sua prima incursione nell&apos;arena pubblica. È difficile immaginare cosa Sir Tim Berners-Lee avesse in mente per il futuro. Dubito che avrebbe previsto questo scenario (anche se Tim, se stai leggendo questo articolo e hai tempo per una chiacchierata, contattami, sarei felice di farlo).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:49.08%;"><img id="cDsdBtwRfKHfSmRqCWx67f" name="1731085597.jpg" alt="Sir Tim Berners-Lee, credited as the inventor of the World Wide Web." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cDsdBtwRfKHfSmRqCWx67f-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="589" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Paul Clarke)</span></figcaption></figure><p>Detto questo, c&apos;è ancora speranza. La quantità di cose positive che sono emerse dal WWW fin dalla sua nascita, e che continuano a emergere oggi, è ancora di gran lunga superiore agli aspetti negativi complessivi (non è un gioco di parole). Anche se tra dieci anni sarà pieno di articoli generati dall&apos;intelligenza artificiale e di meme che si degradano progressivamente, mentre Amazon vi farà pagare 90 dollari al mese per la consegna settimanale, finché le persone continueranno a usarlo per comunicare attivamente e apertamente tra loro, sarà comunque un bene netto.</p><p>Non sentiamo parlare del numero di scoperte scientifiche che sono state accelerate da Internet, delle cure per malattie trovate grazie alla rete, degli aiuti umanitari organizzati online; non sentiamo parlare di tutto questo perché non è ciò che fa notizia. Non è interessante. Non viene celebrato nelle riviste scientifiche o nei documenti. Non si parla delle relazioni che si formano online o di quanto Internet sia ormai parte integrante dell&apos;infrastruttura della nostra società moderna nel suo complesso.</p><p>Come si fa, allora, a risolvere il problema? Beh, non è così semplice come mettere un cerotto su qualcosa. Per sua stessa natura, il World Wide Web è globale. Per ottenere una qualche forma di consenso su come migliorare l&apos;attuale pozzo nero che è, occorre uno sforzo collettivo. Lo abbiamo già visto nell&apos;industria tecnologica. C&apos;è un motivo per cui esistono organizzazioni come il JEDEC e standard come l&apos;USB e il DDR; ne serve uno anche per Internet, uno con una portata molto più ampia. Un&apos;iniziativa che coinvolga menti brillanti, che si occupi della monopolizzazione di segmenti di Internet e spinga i governi ad agire. Proponendo leggi, osservando i modelli e prevedendo ciò che potrebbe accadere. Una persona in grado di reagire rapidamente senza essere necessariamente ostacolata da assurdità burocratiche.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sd5rKXf49oSfMAGg3oamgg" name="USB-C.jpg" alt="USB-C charging" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sd5rKXf49oSfMAGg3oamgg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ShutterStock / kontrymphoto)</span></figcaption></figure><p>Poi c&apos;è l&apos;istruzione, e non parlo solo di bambini e giovani adulti, ma di tutte le età. Proprio come ci siamo impegnati per raggiungere una completa alfabetizzazione degli adulti, dobbiamo fare uno sforzo simile per rendere ogni Stato nazionale alfabetizzato in termini di competenze digitali. Questo va oltre il semplice "come accendere il PC" e "questo è Internet", ma include l&apos;insegnamento su come identificare i messaggi falsi, come verificare i fatti, come consultare più fonti, e la comprensione delle leggi che regolano ciò che si pubblica e come lo si pubblica online. Molte di queste competenze non sono disponibili o non sono conosciute dal pubblico di tutte le età.</p><p>Imparare nuove abilità critiche come società globale è una sfida. Ma lo abbiamo fatto per affrontare la minaccia di annientamento nucleare durante la Guerra Fredda, lo abbiamo fatto con l&apos;introduzione delle cinture di sicurezza nelle automobili, lo abbiamo fatto per promuovere la lettura. Ora bisogna farlo di nuovo, ma per l&apos;era digitale. È una sfida? Certamente. Ma non è la prima volta che affrontiamo turbolenze tecnologiche, né sarà l&apos;ultima.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Viviamo in un'eco-camera di IA, pubblicità e profitti che si sta lentamente degradando. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <p>Internet si trova in una situazione precaria. Non è minacciato tanto da problemi tecnologici, quanto da problemi sociali. La disinformazione è dilagante, il marketing e la pubblicità dominano ogni angolo del web, e un esercito di bot politicizzati e automatizzati infestano i territori selvaggi dei social media, il tutto filtrato attraverso post algoritmici accuratamente progettati per indurvi a scaricare endorfine e tenervi ancorati alla vostra piattaforma preferita. In questo momento, tutto sta cambiando, e non necessariamente in meglio.</p><p>Per molti di noi, guardando indietro di 10 o 20 anni, il "world wide web" appariva radicalmente diverso in quell&apos;epoca d&apos;oro. Le piattaforme social, le comunità, il panorama dei giochi, l&apos;accessibilità alla conoscenza, gli acquisti: tutto sembrava diverso, e in effetti lo era. Questo non è solo un punto di vista nostalgico. Le aziende che hanno contribuito a questa rivoluzione sono state incredibili, quasi rivoluzionarie. Spotify, Netflix, Amazon, Facebook, Twitter e Uber: tutte idee straordinarie che hanno trasformato il mercato, attirando masse di clienti, utenti e consumatori con caratteristiche innovative e prezzi accessibili.</p><p>Tuttavia, nel corso del tempo, quelle stesse caratteristiche e quegli stessi costi sono peggiorati per l&apos;utente medio, poiché le aziende hanno ridotto gli investimenti nel servizio per ottenere margini più alti. Questo accade di solito quando le aziende diventano entità quotate in borsa, guidate da azionisti, investitori e membri del consiglio che chiedono a gran voce maggiori profitti, piuttosto che perseguire gli ideali e i concetti che le avevano inizialmente ispirate.</p><h2 id="un-mondo-digitale-in-declino">Un mondo digitale in declino</h2><p>Lo stesso vale purtroppo per gli sforzi scientifici. Anche gli strumenti educativi e l&apos;accesso alle informazioni stanno andando in pezzi. Gran parte delle informazioni in circolazione sono ormai distorte e diluite da migliaia di TikTok Reel e YouTube Shorts, che diffondono ogni sorta di falsità da chiunque abbia un telefono e possa girare un video di 60 secondi. Terrestri piatti, influencer del fitness e delle diete, negazionisti del cambiamento climatico, teorie sulla luna, "attivisti" politici di ogni schieramento, sedicenti giornalisti che alimentano il clickbait: le categorie sono infinite. È sempre più difficile distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, ciò che è un fatto verificato da ciò che è inventato. Questo è in parte il motivo per cui Google cambia così spesso i suoi algoritmi di ricerca, cercando di promuovere informazioni corrette e verificate rispetto ai contenuti generati dall&apos;intelligenza artificiale e alla disinformazione che ormai invade la rete.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SJ9WkxVmgLqE76ZrfTJ5qP" name="Shutterstock_2159904237.jpg" alt="young woman with her friend tiktoker created her dancing video by smartphone camera together. To share video on social media application" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SJ9WkxVmgLqE76ZrfTJ5qP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4800" height="2700" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nattakorn_Maneerat via Shutterstock )</span></figcaption></figure><p>Viviamo in un mondo dominato da demagoghi e personalità dei social media, dove la portata e il numero di visualizzazioni dei vostri contenuti determinano se sarete presi sul serio o meno, se i vostri fatti e le vostre affermazioni verranno considerati verità. Lo abbiamo visto durante la pandemia di COVID, durante le elezioni americane, con la guerra in Ucraina e con le recenti rivolte nel Regno Unito. La situazione non sta rallentando, e il suo impatto sta probabilmente peggiorando.</p><p>Oggi esistono persino servizi che sfruttano questa dinamica. Notizie di base, che aggregano i media per offrirvi un panorama completo delle opinioni politiche su un determinato evento, verificatori di fatti che monitorano una miriade di piattaforme social, e Community Notes che evidenziano quando personaggi influenti diffondono sciocchezze. E non dimentichiamo che ci sono addirittura intere divisioni di scienziati che si guadagnano da vivere smentendo le teorie empiricamente sbagliate promosse da altri influencer dei social media. È assolutamente folle.</p><h2 id="camere-d-apos-eco-algoritmiche">Camere d&apos;eco algoritmiche</h2><p>Il problema è sistemico. È iniziato sui social media, con gli algoritmi che offrono contenuti "curati" invece di semplicemente mostrarvi una cronologia cronologica di ciò che le persone che seguite pubblicano. I vostri gusti e le vostre preferenze, ciò che guardate, leggete e ascoltate, sono diventati carburante per il motore. Facebook, Instagram, Twitter: tutti funzionano in questo modo. Che si tratti di politica di destra o di sinistra, di teorie cospirative sull&apos;11 settembre o di simpatici labrador neri, non importa: l&apos;obiettivo è che l&apos;utente resti sulla piattaforma e continui a consumare contenuti e visualizzare annunci. In effetti, questa pratica è diventata così diffusa che oggi è difficile trovare un feed su qualsiasi piattaforma di social media che non funzioni così.</p><p>Il problema è che tutto ciò ha di fatto soffocato il dibattito creativo. Non si mettono più in discussione le opinioni, non ci sono più conversazioni o discussioni significative, ma si viene alimentati sempre più con gli stessi contenuti. Questo, a sua volta, rafforza e influenza le vostre convinzioni, poiché vi trovate immersi in una camera dell&apos;eco, circondati da persone che la pensano come voi e che ripetono gli stessi concetti. Non è difficile capire come questo contribuisca ad alimentare credenze e opinioni sempre più estremiste.</p><p>Come si può cambiare o evolvere la propria opinione se non c&apos;è nessuno a metterla in discussione? Questo è uno dei motivi per cui molti, durante le ultime elezioni in tutto il mondo, si sono sentiti increduli quando il loro candidato politico preferito non ha vinto. Per loro, ciò che vedono è un diluvio di sostegno online per il partito che hanno scelto, e nient&apos;altro.</p><h2 id="speranza-per-chi-non-ha-speranza">Speranza per chi non ha speranza?</h2><p>Un mercato relativamente libero, regolato solo da normative minime. 31 anni: è questo il tempo trascorso da quando il World Wide Web ha fatto la sua prima incursione nell&apos;arena pubblica. È difficile immaginare cosa Sir Tim Berners-Lee avesse in mente per il futuro. Dubito che avrebbe previsto questo scenario (anche se Tim, se stai leggendo questo articolo e hai tempo per una chiacchierata, contattami, sarei felice di farlo).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:49.08%;"><img id="cDsdBtwRfKHfSmRqCWx67f" name="1731085597.jpg" alt="Sir Tim Berners-Lee, credited as the inventor of the World Wide Web." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cDsdBtwRfKHfSmRqCWx67f-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="589" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Paul Clarke)</span></figcaption></figure><p>Detto questo, c&apos;è ancora speranza. La quantità di cose positive che sono emerse dal WWW fin dalla sua nascita, e che continuano a emergere oggi, è ancora di gran lunga superiore agli aspetti negativi complessivi (non è un gioco di parole). Anche se tra dieci anni sarà pieno di articoli generati dall&apos;intelligenza artificiale e di meme che si degradano progressivamente, mentre Amazon vi farà pagare 90 dollari al mese per la consegna settimanale, finché le persone continueranno a usarlo per comunicare attivamente e apertamente tra loro, sarà comunque un bene netto.</p><p>Non sentiamo parlare del numero di scoperte scientifiche che sono state accelerate da Internet, delle cure per malattie trovate grazie alla rete, degli aiuti umanitari organizzati online; non sentiamo parlare di tutto questo perché non è ciò che fa notizia. Non è interessante. Non viene celebrato nelle riviste scientifiche o nei documenti. Non si parla delle relazioni che si formano online o di quanto Internet sia ormai parte integrante dell&apos;infrastruttura della nostra società moderna nel suo complesso.</p><p>Come si fa, allora, a risolvere il problema? Beh, non è così semplice come mettere un cerotto su qualcosa. Per sua stessa natura, il World Wide Web è globale. Per ottenere una qualche forma di consenso su come migliorare l&apos;attuale pozzo nero che è, occorre uno sforzo collettivo. Lo abbiamo già visto nell&apos;industria tecnologica. C&apos;è un motivo per cui esistono organizzazioni come il JEDEC e standard come l&apos;USB e il DDR; ne serve uno anche per Internet, uno con una portata molto più ampia. Un&apos;iniziativa che coinvolga menti brillanti, che si occupi della monopolizzazione di segmenti di Internet e spinga i governi ad agire. Proponendo leggi, osservando i modelli e prevedendo ciò che potrebbe accadere. Una persona in grado di reagire rapidamente senza essere necessariamente ostacolata da assurdità burocratiche.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sd5rKXf49oSfMAGg3oamgg" name="USB-C.jpg" alt="USB-C charging" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sd5rKXf49oSfMAGg3oamgg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ShutterStock / kontrymphoto)</span></figcaption></figure><p>Poi c&apos;è l&apos;istruzione, e non parlo solo di bambini e giovani adulti, ma di tutte le età. Proprio come ci siamo impegnati per raggiungere una completa alfabetizzazione degli adulti, dobbiamo fare uno sforzo simile per rendere ogni Stato nazionale alfabetizzato in termini di competenze digitali. Questo va oltre il semplice "come accendere il PC" e "questo è Internet", ma include l&apos;insegnamento su come identificare i messaggi falsi, come verificare i fatti, come consultare più fonti, e la comprensione delle leggi che regolano ciò che si pubblica e come lo si pubblica online. Molte di queste competenze non sono disponibili o non sono conosciute dal pubblico di tutte le età.</p><p>Imparare nuove abilità critiche come società globale è una sfida. Ma lo abbiamo fatto per affrontare la minaccia di annientamento nucleare durante la Guerra Fredda, lo abbiamo fatto con l&apos;introduzione delle cinture di sicurezza nelle automobili, lo abbiamo fatto per promuovere la lettura. Ora bisogna farlo di nuovo, ma per l&apos;era digitale. È una sfida? Certamente. Ma non è la prima volta che affrontiamo turbolenze tecnologiche, né sarà l&apos;ultima.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Google testa la ricerca vocale interattiva con risultati in tempo reale ]]></title>
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                            <![CDATA[ Google vuole rendere più facile parlare con il suo motore di ricerca e ottenere risposte più rapide. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram introduce le Profile Card: un nuovo modo di condividere il tuo profilo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Instagram ha appena semplificato la condivisione e la crescita dei profili con le nuove Profile Card. Queste carte d&apos;identità, portatili e a doppia faccia, contengono informazioni chiave su di voi e sul vostro account, rendendole facilmente condivisibili in vari modi.</p><p>Le Profile Card sono state rese disponibili a livello globale martedì mattina, e appaiono vicino alla parte superiore del vostro profilo, accanto al pulsante "Modifica profilo". Cliccando su "Condividi profilo", si apre una scheda che può essere ruotata per vedere entrambi i lati. È importante notare che, sebbene non si possano escludere le schede, le persone possono visualizzarle solo se le condividete.</p><p>Su un lato della scheda, trovate il vostro avatar, nome utente, nome completo, pronomi, biografia e il primo link della vostra lista. Questo lato riassume praticamente tutto ciò che avete inserito nel profilo. Sul retro, invece, c’è il nome utente e un codice QR scansionabile, che permette alle persone di trovare facilmente il vostro account su Instagram. La funzionalità ricorda molto le schede profilo di Snapchat.</p><p>Inoltre, è possibile personalizzare lo sfondo del retro della scheda, ma non quello del fronte.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UoH2WXRYr3d8H4PhGeAcJR" name="Instagram-Profile-Cards-Lance" alt="Instagram Profile Cards" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UoH2WXRYr3d8H4PhGeAcJR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>Le opzioni di condivisione delle nuove Profile Card di Instagram sono davvero versatili. Puoi copiare il link e inviarlo tramite WhatsApp, Threads, Messenger, X (ex Twitter), Facebook e persino Snapchat. Inoltre, hai la possibilità di aggiungere la scheda alla tua storia. Queste funzionalità potrebbero rivelarsi utili per aumentare il numero di follower, poiché consentono alle persone di scoprire chi sei e come connettersi al tuo account.</p><p>Quando qualcuno scansiona il codice QR con la fotocamera dello smartphone, non viene portato immediatamente al profilo completo di Instagram, ma alla scheda profilo rotante. Una volta chiusa, l&apos;utente viene reindirizzato alla pagina del tuo profilo.</p><p>Instagram paragona la scheda profilo a un biglietto da visita, ma con un tocco più personale e sociale. L&apos;obiettivo è facilitare il contatto e aprire opportunità di business condividendo la scheda con marchi e potenziali collaboratori, offrendo una sintesi efficace della tua presenza su Instagram.</p><p>Le Profile Card dovrebbero essere disponibili su entrambe le versioni iOS e Android di Instagram, anche se al momento non sono visibili sulla versione desktop. Questo rappresenta il primo cambiamento significativo dalla possibilità di pubblicare gallerie con 20 foto. Mentre quell’aggiornamento mirava a migliorare l&apos;engagement e a trattenere gli utenti sulla piattaforma, questa volta l&apos;accento è posto sulla crescita degli account e sull&apos;attrazione di nuovi utenti.</p><p>Instagram ha mantenuto una posizione dominante nel panorama dei social media, superando anche la concorrenza di Snapchat. Tuttavia, con TikTok che continua a lanciare strumenti innovativi, Instagram sembra riconoscere l&apos;importanza di adattarsi per rimanere competitiva.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/instagram-introduce-le-profile-card-un-nuovo-modo-di-condividere-il-tuo-profilo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Le schede profilo sono qui ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">nAzPqqhG4m6gE9BXdhd98E</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Instagram Profile Cards]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Instagram ha appena semplificato la condivisione e la crescita dei profili con le nuove Profile Card. Queste carte d&apos;identità, portatili e a doppia faccia, contengono informazioni chiave su di voi e sul vostro account, rendendole facilmente condivisibili in vari modi.</p><p>Le Profile Card sono state rese disponibili a livello globale martedì mattina, e appaiono vicino alla parte superiore del vostro profilo, accanto al pulsante "Modifica profilo". Cliccando su "Condividi profilo", si apre una scheda che può essere ruotata per vedere entrambi i lati. È importante notare che, sebbene non si possano escludere le schede, le persone possono visualizzarle solo se le condividete.</p><p>Su un lato della scheda, trovate il vostro avatar, nome utente, nome completo, pronomi, biografia e il primo link della vostra lista. Questo lato riassume praticamente tutto ciò che avete inserito nel profilo. Sul retro, invece, c’è il nome utente e un codice QR scansionabile, che permette alle persone di trovare facilmente il vostro account su Instagram. La funzionalità ricorda molto le schede profilo di Snapchat.</p><p>Inoltre, è possibile personalizzare lo sfondo del retro della scheda, ma non quello del fronte.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UoH2WXRYr3d8H4PhGeAcJR" name="Instagram-Profile-Cards-Lance" alt="Instagram Profile Cards" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UoH2WXRYr3d8H4PhGeAcJR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>Le opzioni di condivisione delle nuove Profile Card di Instagram sono davvero versatili. Puoi copiare il link e inviarlo tramite WhatsApp, Threads, Messenger, X (ex Twitter), Facebook e persino Snapchat. Inoltre, hai la possibilità di aggiungere la scheda alla tua storia. Queste funzionalità potrebbero rivelarsi utili per aumentare il numero di follower, poiché consentono alle persone di scoprire chi sei e come connettersi al tuo account.</p><p>Quando qualcuno scansiona il codice QR con la fotocamera dello smartphone, non viene portato immediatamente al profilo completo di Instagram, ma alla scheda profilo rotante. Una volta chiusa, l&apos;utente viene reindirizzato alla pagina del tuo profilo.</p><p>Instagram paragona la scheda profilo a un biglietto da visita, ma con un tocco più personale e sociale. L&apos;obiettivo è facilitare il contatto e aprire opportunità di business condividendo la scheda con marchi e potenziali collaboratori, offrendo una sintesi efficace della tua presenza su Instagram.</p><p>Le Profile Card dovrebbero essere disponibili su entrambe le versioni iOS e Android di Instagram, anche se al momento non sono visibili sulla versione desktop. Questo rappresenta il primo cambiamento significativo dalla possibilità di pubblicare gallerie con 20 foto. Mentre quell’aggiornamento mirava a migliorare l&apos;engagement e a trattenere gli utenti sulla piattaforma, questa volta l&apos;accento è posto sulla crescita degli account e sull&apos;attrazione di nuovi utenti.</p><p>Instagram ha mantenuto una posizione dominante nel panorama dei social media, superando anche la concorrenza di Snapchat. Tuttavia, con TikTok che continua a lanciare strumenti innovativi, Instagram sembra riconoscere l&apos;importanza di adattarsi per rimanere competitiva.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ AVM FRITZ!Box 7690, ecco il nuovo top di gamma, non gli manca niente! ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il <strong>FRITZ!Box 7690</strong> apre nuovi orizzonti per le connessioni DSL, grazie all&apos;innovativo Wi-Fi 7 assicura connessioni Wi-Fi con velocità di trasferimento fino a 7.200 Mbit/s. Questa tecnologia avanzata consente a un maggior numero di utenti di utilizzare la rete locale senza alcun problemi a un maggior numero di utenti contemporaneamente. La porta WAN/LAN a 2,5 Gbit, la porta LAN a 2,5 Gbit e le due porte LAN Gigabit garantiscono connessioni ancora più veloci dei dispositivi alla rete locale. </p><p>Il FRITZ!Box 7690 amplia le possibilità della Smart Home: la compatibilità con lo standard Zigbee permette di integrare comodamente nella rete locale dispositivi di altri produttori. Grazie al sistema operativo FRITZ!OS si possono collegare e controllare in modo semplice tutti i dispositivi. Infine, lo standard di sicurezza (WPA3/WPA2) garantisce un alto livello di protezione. FRITZ!Box 7690 è ora disponibile al prezzo suggerito al pubblico di 329 € iva inclusa.</p><h2 id="wi-fi-7-la-nuova-generazione-di-tecnologia-wireless">Wi-Fi 7: la nuova generazione di tecnologia wireless</h2><p>Il FRITZ!Box 7690 porta le velocità elevate del Wi-Fi 7 sulle connessioni DSL. Il nuovo standard Wi-Fi 7 offre numerosi vantaggi sulle bande di frequenza a 2,4 e a 5 GHz e mette a disposizione una potente rete Wi-Fi Mesh ad alte prestazioni. La combinazione di latenze basse e throughput elevato rende possibile una comunicazione wireless efficiente per le future applicazioni in tempo reale come realtà virtuale, streaming, cloud computing e gaming. E anche le applicazioni più recenti traggono vantaggio da connessioni più veloci, anche su lunghe distanze e con molti dispositivi mobili collegati.</p><h2 id="la-smart-home-del-futuro">La Smart Home del futuro</h2><p>Con il FRITZ!Box 7690 è facilissimo integrare nella Smart Home del FRITZ!Box e controllare tramite app le lampadine a LED con standard Zigbee e lampadine DECT-ULE di vari produttori. Sarà presto disponibile l&apos;integrazione di Matter, il nuovo standard per Smart Home basato su IP che consentirà alle app per Smart Home di produttori terzi di controllare i dispositivi per Smart Home di FRITZ!. </p><h2 id="telefonia-e-numerose-funzioni-multimediali">Telefonia e numerose funzioni multimediali</h2><p>Sul centralino integrato si possono registrare un telefono analogico e fino a sei cordless. All&apos;ampia gamma di funzioni si aggiungono cinque segreterie telefoniche integrate, rubriche locali e online e numerose altre funzioni. Il server multimediale mette a disposizione all&apos;interno della rete locale film, musica e fotografie archiviate. Il FRITZ!Box 7690 dispone anche di porta WAN/LAN a 2,5 Gbit, una porta LAN a 2,5 Gbit/s e due porte LAN Gigabit per integrare facilmente nella rete locale dispositivi come stampanti e supporti di memoria.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il FRITZ!Box 7690 di AVM arriva finalmente in Italia, ecco tutti i dettagli ]]>
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                                <p>Il <strong>FRITZ!Box 7690</strong> apre nuovi orizzonti per le connessioni DSL, grazie all&apos;innovativo Wi-Fi 7 assicura connessioni Wi-Fi con velocità di trasferimento fino a 7.200 Mbit/s. Questa tecnologia avanzata consente a un maggior numero di utenti di utilizzare la rete locale senza alcun problemi a un maggior numero di utenti contemporaneamente. La porta WAN/LAN a 2,5 Gbit, la porta LAN a 2,5 Gbit e le due porte LAN Gigabit garantiscono connessioni ancora più veloci dei dispositivi alla rete locale. </p><p>Il FRITZ!Box 7690 amplia le possibilità della Smart Home: la compatibilità con lo standard Zigbee permette di integrare comodamente nella rete locale dispositivi di altri produttori. Grazie al sistema operativo FRITZ!OS si possono collegare e controllare in modo semplice tutti i dispositivi. Infine, lo standard di sicurezza (WPA3/WPA2) garantisce un alto livello di protezione. FRITZ!Box 7690 è ora disponibile al prezzo suggerito al pubblico di 329 € iva inclusa.</p><h2 id="wi-fi-7-la-nuova-generazione-di-tecnologia-wireless">Wi-Fi 7: la nuova generazione di tecnologia wireless</h2><p>Il FRITZ!Box 7690 porta le velocità elevate del Wi-Fi 7 sulle connessioni DSL. Il nuovo standard Wi-Fi 7 offre numerosi vantaggi sulle bande di frequenza a 2,4 e a 5 GHz e mette a disposizione una potente rete Wi-Fi Mesh ad alte prestazioni. La combinazione di latenze basse e throughput elevato rende possibile una comunicazione wireless efficiente per le future applicazioni in tempo reale come realtà virtuale, streaming, cloud computing e gaming. E anche le applicazioni più recenti traggono vantaggio da connessioni più veloci, anche su lunghe distanze e con molti dispositivi mobili collegati.</p><h2 id="la-smart-home-del-futuro">La Smart Home del futuro</h2><p>Con il FRITZ!Box 7690 è facilissimo integrare nella Smart Home del FRITZ!Box e controllare tramite app le lampadine a LED con standard Zigbee e lampadine DECT-ULE di vari produttori. Sarà presto disponibile l&apos;integrazione di Matter, il nuovo standard per Smart Home basato su IP che consentirà alle app per Smart Home di produttori terzi di controllare i dispositivi per Smart Home di FRITZ!. </p><h2 id="telefonia-e-numerose-funzioni-multimediali">Telefonia e numerose funzioni multimediali</h2><p>Sul centralino integrato si possono registrare un telefono analogico e fino a sei cordless. All&apos;ampia gamma di funzioni si aggiungono cinque segreterie telefoniche integrate, rubriche locali e online e numerose altre funzioni. Il server multimediale mette a disposizione all&apos;interno della rete locale film, musica e fotografie archiviate. Il FRITZ!Box 7690 dispone anche di porta WAN/LAN a 2,5 Gbit, una porta LAN a 2,5 Gbit/s e due porte LAN Gigabit per integrare facilmente nella rete locale dispositivi come stampanti e supporti di memoria.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Wi-Fi 7, velocità da capogiro e Zigbee: il nuovo FRITZ!Box 5690 Pro è il router che stavi aspettando! ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il <strong>FRITZ!Box 5690</strong> Pro apre nuovi orizzonti: questo modello di fascia alta è infatti utilizzabile sia su connessioni in fibra ottica (GPON e AON) sia su connessioni DSL. Grazie alla tecnologia <strong>Wi-Fi 7</strong> e alla <strong>nuova banda da 6 GHz</strong>, il FRITZ!Box 5690 Pro ha latenze più basse e velocità e throughput più elevati e garantisce così prestazioni ottimali nella rete locale. L&apos;integrazione dello <strong>standard radio Zigbee</strong> consente di utilizzare molte applicazioni smart per l&apos;efficienza energetica, il riscaldamento e la luce.</p><p>All&apos;ampia gamma di funzioni si aggiungono le porte LAN Gigabit, una porta LAN/WAN a 2,5 Gbit, funzioni per la telefonia, la rete VPN, l&apos;accesso ospite Wi-Fi, il firewall e una porta USB 3.1 per supporti di memoria. Il FRITZ!Box 5690 Pro rappresenta il livello successivo per le applicazioni a banda larga ed è in grado di gestire applicazioni in tempo reale come realtà virtuale, cloud computing, streaming e gaming. FRITZ!Box 5690 Pro è ora disponibile al prezzo suggerito al pubblico di 369 € iva inclusa.</p><p><br></p><h2 id="connessione-in-fibra-ottica-e-dsl-in-un-solo-fritz-box-per-una-maggiore-flessibilit-xe0">Connessione in fibra ottica e DSL in un solo FRITZ!Box per una maggiore flessibilità</h2><p>Il <strong>FRITZ!Box 5690 Pro</strong> offre la massima flessibilità consentendo di passare in modo semplice dalla connessione DSL a quella in fibra ottica. Questo nuovo modello è adatto per le connessioni in fibra ottica più diffuse. La dotazione include due moduli SFP per gli standard GPON e AON e una porta WAN da 2,5 Gbit/s per il collegamento a un modem per fibra ottica. In alternativa è possibile usare il FRITZ!Box 5690 Pro su tutte le connessioni DSL e raggiungere così velocità fino a 300 Mbit/s.</p><h2 id="wi-fi-7-la-nuova-generazione-di-tecnologia-wireless-per-velocit-xe0-multi-gigabit">Wi-Fi 7: la nuova generazione di tecnologia wireless per velocità multi-gigabit</h2><p>Il FRITZ!Box 5690 Pro porta la tecnologia Wi-Fi 7 con velocità multi-gigabit sulle connessioni in fibra ottica o DSL. La banda di frequenza a 6 GHz con larghezza del canale fino a 320 MHz garantisce elevate velocità di trasferimento nella rete Wi-Fi. Questa combinazione di latenze basse e throughput elevato rende possibile una comunicazione wireless efficiente anche per future applicazioni in tempo reale. Anche le applicazioni attuali traggono vantaggio da connessioni più veloci, persino su lunghe distanze e con molti dispositivi mobili collegati. Le funzionalità integrate nel Wi-Fi 7 rendono le connessioni ancora più efficienti, perché rilevano eventuali aree disturbate e consentono di escluderle dalla comunicazione.</p><h2 id="tri-band-e-rete-wi-fi-mesh-prestazioni-elevate-con-la-nuova-banda-da-6-ghz">Tri-band e rete Wi-Fi Mesh: prestazioni elevate con la nuova banda da 6 GHz</h2><p>Grazie alle bande di frequenza a 2,4 GHz e a 5 GHz, e per la prima volta alla banda a 6 GHz, il FRITZ!Box 5690 Pro può raggiungere velocità di trasferimento fino a circa 18,5 Gbit/s. Il FRITZ!Box 5690 Pro sfrutta appieno i vantaggi del Wi-Fi 7 sulle bande a 5 e a 6 GHz.</p><h2 id="centrale-della-smart-home-per-dispositivi-dect-e-zigbee">Centrale della Smart Home per dispositivi DECT e Zigbee</h2><p>Con il FRITZ!Box 5690 Pro è facilissimo integrare nella Smart Home del FRITZ!Box e controllare tramite app le lampadine a LED con standard Zigbee e DECT-ULE. Tramite la base DECT integrata è possibile controllare con il FRITZ!Box i dispositivi per Smart Home come le termovalvole FRITZ!DECT 302 e FRITZ!DECT 301, le prese intelligenti FRITZ!DECT 200 e FRITZ!DECT 210, l&apos;interruttore FRITZ!DECT 440 o la lampadina LED FRITZ!DECT 500. Inoltre, sarà presto disponibile l&apos;integrazione con Matter, il nuovo standard per Smart Home basato su IP, che consentirà alle app per Smart Home di produttori terzi di controllare i dispositivi per Smart Home di FRITZ!.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/wi-fi-broadband/wi-fi-7-velocita-da-capogiro-e-zigbee-il-nuovo-fritzbox-5690-pro-e-il-router-che-stavi-aspettando</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Connessione in fibra ottica e DSL in un solo FRITZ!Box per una maggiore flessibilità ]]>
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                                <p>Il <strong>FRITZ!Box 5690</strong> Pro apre nuovi orizzonti: questo modello di fascia alta è infatti utilizzabile sia su connessioni in fibra ottica (GPON e AON) sia su connessioni DSL. Grazie alla tecnologia <strong>Wi-Fi 7</strong> e alla <strong>nuova banda da 6 GHz</strong>, il FRITZ!Box 5690 Pro ha latenze più basse e velocità e throughput più elevati e garantisce così prestazioni ottimali nella rete locale. L&apos;integrazione dello <strong>standard radio Zigbee</strong> consente di utilizzare molte applicazioni smart per l&apos;efficienza energetica, il riscaldamento e la luce.</p><p>All&apos;ampia gamma di funzioni si aggiungono le porte LAN Gigabit, una porta LAN/WAN a 2,5 Gbit, funzioni per la telefonia, la rete VPN, l&apos;accesso ospite Wi-Fi, il firewall e una porta USB 3.1 per supporti di memoria. Il FRITZ!Box 5690 Pro rappresenta il livello successivo per le applicazioni a banda larga ed è in grado di gestire applicazioni in tempo reale come realtà virtuale, cloud computing, streaming e gaming. FRITZ!Box 5690 Pro è ora disponibile al prezzo suggerito al pubblico di 369 € iva inclusa.</p><p><br></p><h2 id="connessione-in-fibra-ottica-e-dsl-in-un-solo-fritz-box-per-una-maggiore-flessibilit-xe0">Connessione in fibra ottica e DSL in un solo FRITZ!Box per una maggiore flessibilità</h2><p>Il <strong>FRITZ!Box 5690 Pro</strong> offre la massima flessibilità consentendo di passare in modo semplice dalla connessione DSL a quella in fibra ottica. Questo nuovo modello è adatto per le connessioni in fibra ottica più diffuse. La dotazione include due moduli SFP per gli standard GPON e AON e una porta WAN da 2,5 Gbit/s per il collegamento a un modem per fibra ottica. In alternativa è possibile usare il FRITZ!Box 5690 Pro su tutte le connessioni DSL e raggiungere così velocità fino a 300 Mbit/s.</p><h2 id="wi-fi-7-la-nuova-generazione-di-tecnologia-wireless-per-velocit-xe0-multi-gigabit">Wi-Fi 7: la nuova generazione di tecnologia wireless per velocità multi-gigabit</h2><p>Il FRITZ!Box 5690 Pro porta la tecnologia Wi-Fi 7 con velocità multi-gigabit sulle connessioni in fibra ottica o DSL. La banda di frequenza a 6 GHz con larghezza del canale fino a 320 MHz garantisce elevate velocità di trasferimento nella rete Wi-Fi. Questa combinazione di latenze basse e throughput elevato rende possibile una comunicazione wireless efficiente anche per future applicazioni in tempo reale. Anche le applicazioni attuali traggono vantaggio da connessioni più veloci, persino su lunghe distanze e con molti dispositivi mobili collegati. Le funzionalità integrate nel Wi-Fi 7 rendono le connessioni ancora più efficienti, perché rilevano eventuali aree disturbate e consentono di escluderle dalla comunicazione.</p><h2 id="tri-band-e-rete-wi-fi-mesh-prestazioni-elevate-con-la-nuova-banda-da-6-ghz">Tri-band e rete Wi-Fi Mesh: prestazioni elevate con la nuova banda da 6 GHz</h2><p>Grazie alle bande di frequenza a 2,4 GHz e a 5 GHz, e per la prima volta alla banda a 6 GHz, il FRITZ!Box 5690 Pro può raggiungere velocità di trasferimento fino a circa 18,5 Gbit/s. Il FRITZ!Box 5690 Pro sfrutta appieno i vantaggi del Wi-Fi 7 sulle bande a 5 e a 6 GHz.</p><h2 id="centrale-della-smart-home-per-dispositivi-dect-e-zigbee">Centrale della Smart Home per dispositivi DECT e Zigbee</h2><p>Con il FRITZ!Box 5690 Pro è facilissimo integrare nella Smart Home del FRITZ!Box e controllare tramite app le lampadine a LED con standard Zigbee e DECT-ULE. Tramite la base DECT integrata è possibile controllare con il FRITZ!Box i dispositivi per Smart Home come le termovalvole FRITZ!DECT 302 e FRITZ!DECT 301, le prese intelligenti FRITZ!DECT 200 e FRITZ!DECT 210, l&apos;interruttore FRITZ!DECT 440 o la lampadina LED FRITZ!DECT 500. Inoltre, sarà presto disponibile l&apos;integrazione con Matter, il nuovo standard per Smart Home basato su IP, che consentirà alle app per Smart Home di produttori terzi di controllare i dispositivi per Smart Home di FRITZ!.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ TikTok si aggiorna, arrivano finalmente le chat di gruppo  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Oggi TikTok <a href="https://newsroom.tiktok.com/en-us/share-your-favorite-tiktok-moments-with-direct-messaging">ha annunciato che la chat di gruppo</a>, una delle funzioni più richieste dalla piattaforma, sarà finalmente introdotta in un nuovo aggiornamento. La chat di gruppo consentirà agli utenti di condividere i loro video preferiti, le ultime tendenze e i più bei meme con i loro amici senza dover cambiare app.</p><p>Tuttavia, come la messaggistica diretta su TikTok, questa funzionalità di chat di gruppo non sarà accessibile a tutti. </p><p>Le chat di gruppo non sono disponibili per gli utenti di TikTok di età inferiore ai 15 anni e sono state implementate ulteriori misure di sicurezza per proteggere gli utenti di età inferiore ai 18 anni che si impegnano nella "esperienza di visualizzazione condivisa" delle chat di gruppo, che consente agli utenti di guardare e reagire insieme in tempo reale.</p><p>Gli utenti possono essere aggiunti a una chat di gruppo solo da un amico, cioè da una persona che seguono e che segue anche loro. Per gli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, è possibile unirsi a una chat di gruppo tramite un link solo se la chat include un amico comune. In questi casi, gli adolescenti devono scegliere attivamente di unirsi al gruppo, invece di essere aggiunti automaticamente, e ogni persona che crea una chat deve controllare e approvare tutte le nuove aggiunte.</p><h2 id="sicurezza-e-connettivit-xe0-sociale">Sicurezza e connettività sociale</h2><p>Questa mossa di TikTok non è del tutto altruistica. Se da un lato fa risparmiare agli utenti i pochi secondi necessari per condividere un link in un&apos;app di chat esterna, dall&apos;altro riduce la necessità di uscire dall&apos;app di TikTok, mantenendo gli utenti più impegnati con il suo algoritmo.</p><p>Ma per un&apos;azienda che ha affrontato controversie fin dalla sua nascita e che è attualmente <a href="https://www.justice.gov/opa/pr/justice-department-sues-tiktok-and-parent-company-bytedance-widespread-violations-childrens">citata in giudizio dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti</a> per "diffuse violazioni delle leggi sulla privacy dei bambini", è incoraggiante vedere TikTok prendere provvedimenti per migliorare la sicurezza degli utenti più giovani.</p><p>TikTok ha già un&apos;età minima di 13 anni e gli utenti al di sotto dei 16 anni sono esclusi dalle funzioni più rischiose come il live streaming e la messaggistica diretta. Tuttavia, queste garanzie sono probabilmente compromesse dalla facilità con cui un tredicenne può mentire sulla propria età e quindi accedere a contenuti riservati. Per questo motivo sono fondamentali ulteriori funzioni di sicurezza per tutti gli utenti, come la richiesta di amicizie reciproche prima di aggiungere qualcuno a una chat di gruppo.</p><p>Anche se queste misure potrebbero rendere il processo più complicato per gli utenti adulti, man mano che TikTok continua a espandersi, mantenere la sicurezza degli utenti in primo piano sarà la chiave per mantenere la fiducia - e per restare dalla parte giusta della legge.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/tiktok/tiktok-si-aggiorna-arrivano-finalmente-le-chat-di-gruppo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Le chat di gruppo di TikTok consentono di guardare e reagire ai propri TikTok preferiti con gli amici in tempo reale, ma non tutti possono utilizzarle. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">SZgjqWT4JWd9Ux65ur3q9e</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Unsplash / TikTok / Solen Feyissa]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Close-up of TikTok app icon on a phone in a dark room]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Close-up of TikTok app icon on a phone in a dark room]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Close-up of TikTok app icon on a phone in a dark room]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Oggi TikTok <a href="https://newsroom.tiktok.com/en-us/share-your-favorite-tiktok-moments-with-direct-messaging">ha annunciato che la chat di gruppo</a>, una delle funzioni più richieste dalla piattaforma, sarà finalmente introdotta in un nuovo aggiornamento. La chat di gruppo consentirà agli utenti di condividere i loro video preferiti, le ultime tendenze e i più bei meme con i loro amici senza dover cambiare app.</p><p>Tuttavia, come la messaggistica diretta su TikTok, questa funzionalità di chat di gruppo non sarà accessibile a tutti. </p><p>Le chat di gruppo non sono disponibili per gli utenti di TikTok di età inferiore ai 15 anni e sono state implementate ulteriori misure di sicurezza per proteggere gli utenti di età inferiore ai 18 anni che si impegnano nella "esperienza di visualizzazione condivisa" delle chat di gruppo, che consente agli utenti di guardare e reagire insieme in tempo reale.</p><p>Gli utenti possono essere aggiunti a una chat di gruppo solo da un amico, cioè da una persona che seguono e che segue anche loro. Per gli adolescenti di età inferiore ai 18 anni, è possibile unirsi a una chat di gruppo tramite un link solo se la chat include un amico comune. In questi casi, gli adolescenti devono scegliere attivamente di unirsi al gruppo, invece di essere aggiunti automaticamente, e ogni persona che crea una chat deve controllare e approvare tutte le nuove aggiunte.</p><h2 id="sicurezza-e-connettivit-xe0-sociale">Sicurezza e connettività sociale</h2><p>Questa mossa di TikTok non è del tutto altruistica. Se da un lato fa risparmiare agli utenti i pochi secondi necessari per condividere un link in un&apos;app di chat esterna, dall&apos;altro riduce la necessità di uscire dall&apos;app di TikTok, mantenendo gli utenti più impegnati con il suo algoritmo.</p><p>Ma per un&apos;azienda che ha affrontato controversie fin dalla sua nascita e che è attualmente <a href="https://www.justice.gov/opa/pr/justice-department-sues-tiktok-and-parent-company-bytedance-widespread-violations-childrens">citata in giudizio dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti</a> per "diffuse violazioni delle leggi sulla privacy dei bambini", è incoraggiante vedere TikTok prendere provvedimenti per migliorare la sicurezza degli utenti più giovani.</p><p>TikTok ha già un&apos;età minima di 13 anni e gli utenti al di sotto dei 16 anni sono esclusi dalle funzioni più rischiose come il live streaming e la messaggistica diretta. Tuttavia, queste garanzie sono probabilmente compromesse dalla facilità con cui un tredicenne può mentire sulla propria età e quindi accedere a contenuti riservati. Per questo motivo sono fondamentali ulteriori funzioni di sicurezza per tutti gli utenti, come la richiesta di amicizie reciproche prima di aggiungere qualcuno a una chat di gruppo.</p><p>Anche se queste misure potrebbero rendere il processo più complicato per gli utenti adulti, man mano che TikTok continua a espandersi, mantenere la sicurezza degli utenti in primo piano sarà la chiave per mantenere la fiducia - e per restare dalla parte giusta della legge.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram ora vi permetterà di postare fino a 20 foto o video in una galleria: i vostri amici ne saranno entusiasti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Se avete sognato di pubblicare un carosello di post più lungo su <a href="https://www.techradar.com/computing/internet/social-media/instagram">Instagram</a> - che si tratti di foto e video del vostro cane, di condividere la vostra ultima epica avventura di viaggio o magari semplicemente di un dump mensile - l&apos;ultimo aggiornamento della funzione del gigante dei social media renderà il vostro sogno un po&apos; più vicino.</p><p>Instagram, di proprietà di Meta, ha annunciato oggi che il feed, i post carosello, possono ora contenere fino a 20 foto o video. Si tratta di un raddoppio rispetto al precedente limite di 10 e, anche se non lo si usa quotidianamente, è comodo poter condividere di più se si decide di farlo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1173px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="bjFv8iXJR9jXaFhV272i5T" name="Instagram ups the limit for feed posts.jpg" alt="Instagram will now let you post up to 20 photos or videos in a gallery – your friends should be thrilled" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bjFv8iXJR9jXaFhV272i5T-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1173" height="1173" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Questi tipi di post di gallerie non solo hanno un effetto gradevole che consente di scorrere rapidamente le foto utilizzando i punti sotto la foto, ma sono anche un ottimo modo per condividere più contenuti di tipo simile in un solo post.<a href="https://www.tiktok.com/discover/instagram-monthly-recap-ideas?lang=en">I dumps mensili</a> - con didascalia "Riassunto di luglio" o "Agosto fino ad ora" - sono diventati molto popolari sulla piattaforma ed è probabile che chi pubblica dumps mensili ne tragga un vantaggio maggiore.</p><p>Vale la pena notare che non si tratta di un limite da raggiungere; è possibile creare e pubblicare un post carosello con un numero di foto, video o entrambi i tipi di media compreso tra 1 e 20. Il nuovo limite si avvicina a quello di Tyler. Il nuovo limite si avvicina di più al limite di 35 <a href="https://www.techradar.com/computing/internet/social-media/tiktok">di</a> TikTok, che potrebbe essere visto come un tentativo di Instagram di aumentare il coinvolgimento rispetto all&apos;app che è nota soprattutto per i video verticali.</p><p>Quest&apos;ultima modifica si sta diffondendo a livello globale a tutti gli utenti di Instagram e potrebbe già essere un&apos;opzione per voi se provate a postare. Anche Instagram sembra essere in piena attività con aggiornamenti e annunci: alla fine di luglioè stato lanciato "<a href="https://www.techradar.com/computing/artificial-intelligence/your-digital-twin-is-here-metas-new-ai-studio-lets-you-create-ai-versions-of-yourself-for-instagram">AI Studio</a>" per aiutare gli utenti più grandi della piattaforma a coinvolgere i follower.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con un piccolo ma significativo aggiornamento, Instagram consentirà a qualsiasi utente di pubblicare feed e caroselli di post con un massimo di 20 foto e video. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Instagram dark mode]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Instagram dark mode]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Instagram dark mode]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Se avete sognato di pubblicare un carosello di post più lungo su <a href="https://www.techradar.com/computing/internet/social-media/instagram">Instagram</a> - che si tratti di foto e video del vostro cane, di condividere la vostra ultima epica avventura di viaggio o magari semplicemente di un dump mensile - l&apos;ultimo aggiornamento della funzione del gigante dei social media renderà il vostro sogno un po&apos; più vicino.</p><p>Instagram, di proprietà di Meta, ha annunciato oggi che il feed, i post carosello, possono ora contenere fino a 20 foto o video. Si tratta di un raddoppio rispetto al precedente limite di 10 e, anche se non lo si usa quotidianamente, è comodo poter condividere di più se si decide di farlo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1173px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="bjFv8iXJR9jXaFhV272i5T" name="Instagram ups the limit for feed posts.jpg" alt="Instagram will now let you post up to 20 photos or videos in a gallery – your friends should be thrilled" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bjFv8iXJR9jXaFhV272i5T-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1173" height="1173" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Questi tipi di post di gallerie non solo hanno un effetto gradevole che consente di scorrere rapidamente le foto utilizzando i punti sotto la foto, ma sono anche un ottimo modo per condividere più contenuti di tipo simile in un solo post.<a href="https://www.tiktok.com/discover/instagram-monthly-recap-ideas?lang=en">I dumps mensili</a> - con didascalia "Riassunto di luglio" o "Agosto fino ad ora" - sono diventati molto popolari sulla piattaforma ed è probabile che chi pubblica dumps mensili ne tragga un vantaggio maggiore.</p><p>Vale la pena notare che non si tratta di un limite da raggiungere; è possibile creare e pubblicare un post carosello con un numero di foto, video o entrambi i tipi di media compreso tra 1 e 20. Il nuovo limite si avvicina a quello di Tyler. Il nuovo limite si avvicina di più al limite di 35 <a href="https://www.techradar.com/computing/internet/social-media/tiktok">di</a> TikTok, che potrebbe essere visto come un tentativo di Instagram di aumentare il coinvolgimento rispetto all&apos;app che è nota soprattutto per i video verticali.</p><p>Quest&apos;ultima modifica si sta diffondendo a livello globale a tutti gli utenti di Instagram e potrebbe già essere un&apos;opzione per voi se provate a postare. Anche Instagram sembra essere in piena attività con aggiornamenti e annunci: alla fine di luglioè stato lanciato "<a href="https://www.techradar.com/computing/artificial-intelligence/your-digital-twin-is-here-metas-new-ai-studio-lets-you-create-ai-versions-of-yourself-for-instagram">AI Studio</a>" per aiutare gli utenti più grandi della piattaforma a coinvolgere i follower.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ La "schermata blu della morte" di Windows colpisce ancora: cosa sappiamo finora ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le aziende di tutto il mondo sono state colpite da una grave interruzione dell&apos;attività informatica che sta causando alle macchine Windows la temuta "schermata blu della morte" (BSOD), con effetti a catena che hanno colpito compagnie aeree, banche e servizi online e che hanno persino portato all&apos;interruzione della trasmissione dei canali televisivi.</p><p>L&apos;interruzione è stata apparentemente causata da un aggiornamento di sicurezza difettoso distribuito dalla società di cybersicurezza CrowdStrike. Le aziende in Australia e in Asia sono state le prime a riscontrare problemi, in quanto i computer con Windows sono andati offline, e successivamente sono stati segnalati problemi maggiori in Europa e negli Stati Uniti. Microsoft ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che: "Siamo a conoscenza di un problema che interessa i dispositivi Windows a causa di un aggiornamento di una piattaforma software di terze parti. Prevediamo una risoluzione imminente". CrowdStrike ha pubblicato sul proprio sito web di assistenza clienti che "Abbiamo ricevuto segnalazioni diffuse di BSOD su host Windows, che si verificano su più versioni del sensore". Ha inoltre dichiarato che l&apos;interruzione non è stata causata da un attacco informatico.</p><p><a href="https://www.techradar.com/news/live/windows-outage-july-2024-live">Abbiamo un blog che raccoglie tutte le notizie in corso minuto per minuto</a>, aggiorneremo questa pagina con tutto ciò che sappiamo sulla questione e su come potrebbe interessarvi.</p><p>Articolo in aggiornamento</p><p>Milioni di aziende in tutto il mondo si affidano ai PC Windows e, nelle prime ore del 19 luglio, sono iniziate ad arrivare segnalazioni diffuse sul fatto che molti di questi PC stavano incontrando errori di "schermata blu della morte" (BSOD), mettendo offline servizi e sistemi.</p><p>Chiunque abbia usato un PC Windows negli ultimi 40 anni saprà che un errore BSOD può essere piuttosto spiacevole: in sostanza, costringe il computer a interrompere le sue attività e l&apos;unica cosa che si può fare è riavviare il PC e sperare che il problema non si ripresenti. In caso contrario, il PC è in pessime condizioni e sarà necessario eseguire la risoluzione dei problemi per <a href="https://www.techradar.com/pro/security/the-blue-screen-of-death-survival-guide">cercare di risolvere l&apos;errore BSOD</a>.</p><p>Questo può essere estremamente frustrante per le persone che scoprono che il loro PC o laptop <a href="https://www.techradar.com/reviews/windows-11">Windows 11</a> non può più funzionare, ma quando i PC utilizzati da ospedali, compagnie aeree e banche iniziano a essere colpiti, le cose possono diventare davvero brutte e, purtroppo, questo sembra essere il caso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="EaVXEjwuDms8XLiafqP3Ak" name="blue.jpg" alt="BSOD" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EaVXEjwuDms8XLiafqP3Ak-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Chi è interessato da questa interruzione di BSOD? Finora sembra che centinaia di grandi aziende e organizzazioni in tutto il mondo stiano avendo problemi, il che significa che migliaia, se non milioni, di clienti, pazienti ospedalieri, viaggiatori e chiunque faccia affidamento su questi servizi sarà colpito. Ci sono state segnalazioni di centinaia di voli in ritardo o cancellati e di appuntamenti in ospedale annullati.</p><p>Nel Regno Unito Sky News ha interrotto la trasmissione per un certo periodo e la compagnia aerea <a href="https://www.ryanair.com/ie/en/lp/travel-updates/articles/potential-disruptions-across-the-network">Ryanair ha pubblicato sul</a> sito che "Stiamo attualmente subendo disagi in tutta la rete a causa di un&apos;interruzione informatica globale di terze parti, che è completamente fuori dal nostro controllo. Ryanair raccomanda a chi deve viaggiare oggi di effettuare il check-in in aeroporto, piuttosto che provare a farlo online.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/SkyJacquie/status/1814175380556710308"><p lang="en" dir="ltr">We’re obviously not on air - we’re trying 🤞@SkyNews Breakfast pic.twitter.com/ZKvVacRgUY<a href="https://twitter.com/SkyJacquie/status/1814175380556710308">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Finora non sembra che siano stati colpiti i PC Windows 11 personali. Queste sono le aziende e le istituzioni che hanno confermato di essere state colpite finora:</p><ul><li>Microsoft</li><li>Microsoft 365</li><li>BetMGM</li><li>Amazon</li><li>Visa</li><li>Sainsbury's</li><li>Tesco</li><li>RyanAir</li><li>Waitrose (UK)</li><li>Morrisons (UK)</li><li>Wetherspoons (UK)</li><li>Waterstones (UK)</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/FalkirkWtstones/status/1814211817507340614"><p lang="en" dir="ltr">Good morning!! Unfortunately due to technical issues, we will be CASH ONLY today.Apologies for any inconvenience caused ❤️ pic.twitter.com/Og7LRFJ1PU<a href="https://twitter.com/FalkirkWtstones/status/1814211817507340614">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>Sky News UK (back on air)</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/SkyNews/status/1814214577862701206"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: Airports, businesses, banks and broadcasters, including Sky News, experiencing issues worldwide after mass IT outage.Follow the latest and find out more on what companies have been impacted: https://t.co/Vljs0MTuQW📺 Sky 501, Virgin 602, Freeview 233 and YouTube pic.twitter.com/LqmYO0AAYs<a href="https://twitter.com/SkyNews/status/1814214577862701206">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>BT</li><li>Ladbrokes</li><li>Santander</li><li>Nationwide</li><li>Royal Mail</li><li>Southern Rail (UK)</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/SouthernRailUK/status/1814189903560782192"><p lang="en" dir="ltr">⚠️ We are currently experiencing widespread IT issues across our entire network. Our IT teams are actively investigating to determine the root cause of the problem.We are unable to access driver diagrams at certain locations, leading to potential short-notice cancellations,…<a href="https://twitter.com/SouthernRailUK/status/1814189903560782192">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>Swiss International Air Lines</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/FlySWISS/status/1814218758770000026"><p lang="en" dir="ltr">SWISS's flight operations are affected due to IT disruptions at partner organizations and air traffic control. We ask our passengers to please check the status of your flight before traveling to the airport. https://t.co/C3liPTPlH1 pic.twitter.com/ffoNVWngZy<a href="https://twitter.com/FlySWISS/status/1814218758770000026">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>National Pharmacy Association (UK)</li><li>Schleswig-Holstein university hospital (Germany)</li><li>Berlin BER airport</li><li>KLM</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/KLM/status/1814215826301448539"><p lang="en" dir="ltr">KLM and other airlines and airports have been affected by a global computer outage, making flight handling impossible. We realise that this is very inconvenient for our customers and staff, particularly in the midst of the summer holiday season. We’re working hard to resolve the… pic.twitter.com/O4gm7u0DIW<a href="https://twitter.com/KLM/status/1814215826301448539">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>Delta (US)</li><li>United (US)</li><li>American Airlines (US)</li><li>Aemet (Spain)</li><li>IndiGo (India)</li><li>NHS (UK)</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/NHSEngland/status/1814228385427493021"><p lang="en" dir="ltr">The NHS is aware of a global IT outage and an issue with a GP appointment and patient record system.If you have an appointment please do attend unless you are told otherwise. If you need help use 111 online or by phone and in an emergency call 999.➡️https://t.co/M4QxHP2GqM<a href="https://twitter.com/NHSEngland/status/1814228385427493021">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Non siamo ancora del tutto sicuri cosa abbia causato questa interruzione, ma sembra che riguardi i dispositivi Windows utilizzati dalle aziende. Le prime notizie suggeriscono che la colpa potrebbe essere dell&apos;azienda di sicurezza informatica CrowdStrike, che ha rilasciato un aggiornamento di sicurezza per il suo prodotto che presenta un bug.</p><p>George Kurtz, CEO di CrowdStrike, ha rilasciato una dichiarazione su X:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/George_Kurtz/status/1814235001745027317"><p lang="en" dir="ltr">CrowdStrike is actively working with customers impacted by a defect found in a single content update for Windows hosts. Mac and Linux hosts are not impacted. This is not a security incident or cyberattack. The issue has been identified, isolated and a fix has been deployed. We…<a href="https://twitter.com/George_Kurtz/status/1814235001745027317">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Nella dichiarazione, Kurtz afferma che è stato riscontrato un difetto "in un singolo aggiornamento dei contenuti per gli host Windows" e che i dispositivi Mac e Linux non sono interessati.</p><p>Continua affermando che "non si tratta di un incidente di sicurezza o di un attacco informatico".</p><p>Per saperne di più su CrowdStrike e sul motivo per cui il suo prodotto sembra aver mandato in tilt così tanti sistemi in tutto il mondo, consultate la nostra spiegazione: <a href="https://www.techradar.com/pro/security/what-is-crowdstrike-and-how-did-it-crash-so-many-business-computers">Cos&apos;è CrowdStrike e come ha fatto a mandare in tilt così tanti computer aziendali?</a></p><p>Potrebbe volerci un po&apos; di tempo per risolvere questo problema, ma CrowdStrike ha dichiarato di aver identificato una "distribuzione di contenuti correlata a questo problema e di aver ripristinato tali modifiche". Questo avvalora la tesi che il problema sia stato causato da un bug in un aggiornamento e siamo abbastanza sicuri che ci sarà molta pressione sui dipendenti di CrowdStrike per trovare una soluzione, così come sugli amministratori IT delle aziende di tutto il mondo.</p><p>Nel frattempo, Microsoft ha confermato a Tom Warren di The Verge di essere a conoscenza del problema e di aspettarsi una soluzione a breve.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/tomwarren/status/1814230350286958604"><p lang="en" dir="ltr">UPDATE: Microsoft tells me it's "aware of an issue affecting Windows devices due to an update from a third-party software platform. We anticipate a resolution is forthcoming." #Crowdstrike #BSOD #windows https://t.co/uFN8bHbW2I<a href="https://twitter.com/tomwarren/status/1814230350286958604">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Non abbiamo quindi un&apos;idea chiara di quanto durerà questo incidente, ma CrowdStrike ha pubblicato una procedura di workaround per chiunque abbia riscontrato questo problema:</p><ol><li>Avviare Windows in modalità provvisoria o nell'ambiente di ripristino di Windows.</li><li>Accedere alla directory C:\Windows\System32\drivers\CrowdStrike</li><li>Individuare il file corrispondente a "C-00000291*.sys" ed eliminarlo.</li><li>Avviare normalmente l'host</li></ol><p>C&apos;è quindi una buona notizia: le aziende all&apos;origine del problema, Microsoft e CrowdStrike, sembrano avere un&apos;idea chiara e stanno lavorando a una soluzione.</p><p>Tuttavia, l&apos;implementazione di tale soluzione potrebbe richiedere ancora un po&apos; di tempo e dovrà essere estesa a milioni di PC in tutto il mondo. L&apos;operazione potrebbe essere particolarmente difficile se i PC sono bloccati in un ciclo BSOD, il che significa essenzialmente che un PC incontra un BSOD, ma quando viene riavviato, la schermata blu della morte riappare immediatamente.</p><p>La soluzione prevede l&apos;avvio in modalità provvisoria, la ricerca manuale di un file e la sua eliminazione. Per un PC, questo potrebbe non essere un problema, ma per le organizzazioni con centinaia di PC sarà un incubo.</p><p><a href="https://www.neowin.net/news/how-to-fix-crowdstrike-bsod-issue-on-windows-pcs/">Neowin ha pubblicato anche alcune soluzioni alternative</a> che potrebbero essere un modo più rapido per evitare questo disagio:</p><h2 id="alternativa-uno">Alternativa uno:</h2><ol><li>Accedere al Prompt dei comandi dalle opzioni di ripristino</li><li>Navigare in C:\Windows\System32\Drivers</li><li>Rinominare CrowdStrike in Crowdstrike_Old</li><li>Riavviare il PC</li></ol><h2 id="alternativa-due">Alternativa due:</h2><ol><li>Avviare il PC Windows in modalità provvisoria o in ambiente di ripristino di Windows.</li><li>Accedere al Registro di sistema di Windows</li><li>Modificare la seguente chiave per disabilitare il caricamento di csagent.sys.</li><li>HKLM:\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\CSAgent\Start da 1 a 4</li></ol><p>George Kurtz, CEO di CrowdStrike, ha rilasciato una dichiarazione su X, in cui afferma che "il problema è stato identificato, isolato e una correzione è stata distribuita. Rimandiamo i clienti al portale di supporto per gli ultimi aggiornamenti e continueremo a fornire aggiornamenti completi e continui sul nostro sito web".</p><p>Chi spera che questa sia una soluzione rapida potrebbe però rimanere deluso. Tom Kidwell, cofondatore di Ecliptic Dynamics ed ex specialista di intelligence dell&apos;esercito britannico e del governo del Regno Unito, si è messo in contatto con noi per dire che "l&apos;interruzione di corrente che ha colpito i dispositivi Windows questa mattina sembra essere stata causata da un aggiornamento dei driver da parte di CrowdStrike, che ha mandato in tilt i dispositivi e i server Windows più vecchi, che saranno i più colpiti. Sfortunatamente per CrowdStrike, se questo fosse il caso, potrebbe essere stucchevole da risolvere. A causa della natura dell&apos;aggiornamento,  l&apos;utente di ogni organizzazione dovrà avviare la modalità provvisoria, rimuovere il file/driver in questione e quindi eseguire il rollback o l&apos;aggiornamento a una nuova versione, cosa che CrowdStrike dovrà rilasciare molto rapidamente".</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un'importante interruzione sta colpendo i dispositivi Windows in tutto il mondo: ecco cosa sappiamo finora. ]]>
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                                                                        <pubDate>Fri, 19 Jul 2024 14:31:12 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Workers at computers in an office]]></media:title>
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                                <p>Le aziende di tutto il mondo sono state colpite da una grave interruzione dell&apos;attività informatica che sta causando alle macchine Windows la temuta "schermata blu della morte" (BSOD), con effetti a catena che hanno colpito compagnie aeree, banche e servizi online e che hanno persino portato all&apos;interruzione della trasmissione dei canali televisivi.</p><p>L&apos;interruzione è stata apparentemente causata da un aggiornamento di sicurezza difettoso distribuito dalla società di cybersicurezza CrowdStrike. Le aziende in Australia e in Asia sono state le prime a riscontrare problemi, in quanto i computer con Windows sono andati offline, e successivamente sono stati segnalati problemi maggiori in Europa e negli Stati Uniti. Microsoft ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che: "Siamo a conoscenza di un problema che interessa i dispositivi Windows a causa di un aggiornamento di una piattaforma software di terze parti. Prevediamo una risoluzione imminente". CrowdStrike ha pubblicato sul proprio sito web di assistenza clienti che "Abbiamo ricevuto segnalazioni diffuse di BSOD su host Windows, che si verificano su più versioni del sensore". Ha inoltre dichiarato che l&apos;interruzione non è stata causata da un attacco informatico.</p><p><a href="https://www.techradar.com/news/live/windows-outage-july-2024-live">Abbiamo un blog che raccoglie tutte le notizie in corso minuto per minuto</a>, aggiorneremo questa pagina con tutto ciò che sappiamo sulla questione e su come potrebbe interessarvi.</p><p>Articolo in aggiornamento</p><p>Milioni di aziende in tutto il mondo si affidano ai PC Windows e, nelle prime ore del 19 luglio, sono iniziate ad arrivare segnalazioni diffuse sul fatto che molti di questi PC stavano incontrando errori di "schermata blu della morte" (BSOD), mettendo offline servizi e sistemi.</p><p>Chiunque abbia usato un PC Windows negli ultimi 40 anni saprà che un errore BSOD può essere piuttosto spiacevole: in sostanza, costringe il computer a interrompere le sue attività e l&apos;unica cosa che si può fare è riavviare il PC e sperare che il problema non si ripresenti. In caso contrario, il PC è in pessime condizioni e sarà necessario eseguire la risoluzione dei problemi per <a href="https://www.techradar.com/pro/security/the-blue-screen-of-death-survival-guide">cercare di risolvere l&apos;errore BSOD</a>.</p><p>Questo può essere estremamente frustrante per le persone che scoprono che il loro PC o laptop <a href="https://www.techradar.com/reviews/windows-11">Windows 11</a> non può più funzionare, ma quando i PC utilizzati da ospedali, compagnie aeree e banche iniziano a essere colpiti, le cose possono diventare davvero brutte e, purtroppo, questo sembra essere il caso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="EaVXEjwuDms8XLiafqP3Ak" name="blue.jpg" alt="BSOD" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EaVXEjwuDms8XLiafqP3Ak-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Chi è interessato da questa interruzione di BSOD? Finora sembra che centinaia di grandi aziende e organizzazioni in tutto il mondo stiano avendo problemi, il che significa che migliaia, se non milioni, di clienti, pazienti ospedalieri, viaggiatori e chiunque faccia affidamento su questi servizi sarà colpito. Ci sono state segnalazioni di centinaia di voli in ritardo o cancellati e di appuntamenti in ospedale annullati.</p><p>Nel Regno Unito Sky News ha interrotto la trasmissione per un certo periodo e la compagnia aerea <a href="https://www.ryanair.com/ie/en/lp/travel-updates/articles/potential-disruptions-across-the-network">Ryanair ha pubblicato sul</a> sito che "Stiamo attualmente subendo disagi in tutta la rete a causa di un&apos;interruzione informatica globale di terze parti, che è completamente fuori dal nostro controllo. Ryanair raccomanda a chi deve viaggiare oggi di effettuare il check-in in aeroporto, piuttosto che provare a farlo online.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/SkyJacquie/status/1814175380556710308"><p lang="en" dir="ltr">We’re obviously not on air - we’re trying 🤞@SkyNews Breakfast pic.twitter.com/ZKvVacRgUY<a href="https://twitter.com/SkyJacquie/status/1814175380556710308">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Finora non sembra che siano stati colpiti i PC Windows 11 personali. Queste sono le aziende e le istituzioni che hanno confermato di essere state colpite finora:</p><ul><li>Microsoft</li><li>Microsoft 365</li><li>BetMGM</li><li>Amazon</li><li>Visa</li><li>Sainsbury's</li><li>Tesco</li><li>RyanAir</li><li>Waitrose (UK)</li><li>Morrisons (UK)</li><li>Wetherspoons (UK)</li><li>Waterstones (UK)</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/FalkirkWtstones/status/1814211817507340614"><p lang="en" dir="ltr">Good morning!! Unfortunately due to technical issues, we will be CASH ONLY today.Apologies for any inconvenience caused ❤️ pic.twitter.com/Og7LRFJ1PU<a href="https://twitter.com/FalkirkWtstones/status/1814211817507340614">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>Sky News UK (back on air)</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/SkyNews/status/1814214577862701206"><p lang="en" dir="ltr">BREAKING: Airports, businesses, banks and broadcasters, including Sky News, experiencing issues worldwide after mass IT outage.Follow the latest and find out more on what companies have been impacted: https://t.co/Vljs0MTuQW📺 Sky 501, Virgin 602, Freeview 233 and YouTube pic.twitter.com/LqmYO0AAYs<a href="https://twitter.com/SkyNews/status/1814214577862701206">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>BT</li><li>Ladbrokes</li><li>Santander</li><li>Nationwide</li><li>Royal Mail</li><li>Southern Rail (UK)</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/SouthernRailUK/status/1814189903560782192"><p lang="en" dir="ltr">⚠️ We are currently experiencing widespread IT issues across our entire network. Our IT teams are actively investigating to determine the root cause of the problem.We are unable to access driver diagrams at certain locations, leading to potential short-notice cancellations,…<a href="https://twitter.com/SouthernRailUK/status/1814189903560782192">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>Swiss International Air Lines</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/FlySWISS/status/1814218758770000026"><p lang="en" dir="ltr">SWISS's flight operations are affected due to IT disruptions at partner organizations and air traffic control. We ask our passengers to please check the status of your flight before traveling to the airport. https://t.co/C3liPTPlH1 pic.twitter.com/ffoNVWngZy<a href="https://twitter.com/FlySWISS/status/1814218758770000026">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>National Pharmacy Association (UK)</li><li>Schleswig-Holstein university hospital (Germany)</li><li>Berlin BER airport</li><li>KLM</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/KLM/status/1814215826301448539"><p lang="en" dir="ltr">KLM and other airlines and airports have been affected by a global computer outage, making flight handling impossible. We realise that this is very inconvenient for our customers and staff, particularly in the midst of the summer holiday season. We’re working hard to resolve the… pic.twitter.com/O4gm7u0DIW<a href="https://twitter.com/KLM/status/1814215826301448539">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>Delta (US)</li><li>United (US)</li><li>American Airlines (US)</li><li>Aemet (Spain)</li><li>IndiGo (India)</li><li>NHS (UK)</li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/NHSEngland/status/1814228385427493021"><p lang="en" dir="ltr">The NHS is aware of a global IT outage and an issue with a GP appointment and patient record system.If you have an appointment please do attend unless you are told otherwise. If you need help use 111 online or by phone and in an emergency call 999.➡️https://t.co/M4QxHP2GqM<a href="https://twitter.com/NHSEngland/status/1814228385427493021">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Non siamo ancora del tutto sicuri cosa abbia causato questa interruzione, ma sembra che riguardi i dispositivi Windows utilizzati dalle aziende. Le prime notizie suggeriscono che la colpa potrebbe essere dell&apos;azienda di sicurezza informatica CrowdStrike, che ha rilasciato un aggiornamento di sicurezza per il suo prodotto che presenta un bug.</p><p>George Kurtz, CEO di CrowdStrike, ha rilasciato una dichiarazione su X:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/George_Kurtz/status/1814235001745027317"><p lang="en" dir="ltr">CrowdStrike is actively working with customers impacted by a defect found in a single content update for Windows hosts. Mac and Linux hosts are not impacted. This is not a security incident or cyberattack. The issue has been identified, isolated and a fix has been deployed. We…<a href="https://twitter.com/George_Kurtz/status/1814235001745027317">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Nella dichiarazione, Kurtz afferma che è stato riscontrato un difetto "in un singolo aggiornamento dei contenuti per gli host Windows" e che i dispositivi Mac e Linux non sono interessati.</p><p>Continua affermando che "non si tratta di un incidente di sicurezza o di un attacco informatico".</p><p>Per saperne di più su CrowdStrike e sul motivo per cui il suo prodotto sembra aver mandato in tilt così tanti sistemi in tutto il mondo, consultate la nostra spiegazione: <a href="https://www.techradar.com/pro/security/what-is-crowdstrike-and-how-did-it-crash-so-many-business-computers">Cos&apos;è CrowdStrike e come ha fatto a mandare in tilt così tanti computer aziendali?</a></p><p>Potrebbe volerci un po&apos; di tempo per risolvere questo problema, ma CrowdStrike ha dichiarato di aver identificato una "distribuzione di contenuti correlata a questo problema e di aver ripristinato tali modifiche". Questo avvalora la tesi che il problema sia stato causato da un bug in un aggiornamento e siamo abbastanza sicuri che ci sarà molta pressione sui dipendenti di CrowdStrike per trovare una soluzione, così come sugli amministratori IT delle aziende di tutto il mondo.</p><p>Nel frattempo, Microsoft ha confermato a Tom Warren di The Verge di essere a conoscenza del problema e di aspettarsi una soluzione a breve.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/tomwarren/status/1814230350286958604"><p lang="en" dir="ltr">UPDATE: Microsoft tells me it's "aware of an issue affecting Windows devices due to an update from a third-party software platform. We anticipate a resolution is forthcoming." #Crowdstrike #BSOD #windows https://t.co/uFN8bHbW2I<a href="https://twitter.com/tomwarren/status/1814230350286958604">July 19, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Non abbiamo quindi un&apos;idea chiara di quanto durerà questo incidente, ma CrowdStrike ha pubblicato una procedura di workaround per chiunque abbia riscontrato questo problema:</p><ol><li>Avviare Windows in modalità provvisoria o nell'ambiente di ripristino di Windows.</li><li>Accedere alla directory C:\Windows\System32\drivers\CrowdStrike</li><li>Individuare il file corrispondente a "C-00000291*.sys" ed eliminarlo.</li><li>Avviare normalmente l'host</li></ol><p>C&apos;è quindi una buona notizia: le aziende all&apos;origine del problema, Microsoft e CrowdStrike, sembrano avere un&apos;idea chiara e stanno lavorando a una soluzione.</p><p>Tuttavia, l&apos;implementazione di tale soluzione potrebbe richiedere ancora un po&apos; di tempo e dovrà essere estesa a milioni di PC in tutto il mondo. L&apos;operazione potrebbe essere particolarmente difficile se i PC sono bloccati in un ciclo BSOD, il che significa essenzialmente che un PC incontra un BSOD, ma quando viene riavviato, la schermata blu della morte riappare immediatamente.</p><p>La soluzione prevede l&apos;avvio in modalità provvisoria, la ricerca manuale di un file e la sua eliminazione. Per un PC, questo potrebbe non essere un problema, ma per le organizzazioni con centinaia di PC sarà un incubo.</p><p><a href="https://www.neowin.net/news/how-to-fix-crowdstrike-bsod-issue-on-windows-pcs/">Neowin ha pubblicato anche alcune soluzioni alternative</a> che potrebbero essere un modo più rapido per evitare questo disagio:</p><h2 id="alternativa-uno">Alternativa uno:</h2><ol><li>Accedere al Prompt dei comandi dalle opzioni di ripristino</li><li>Navigare in C:\Windows\System32\Drivers</li><li>Rinominare CrowdStrike in Crowdstrike_Old</li><li>Riavviare il PC</li></ol><h2 id="alternativa-due">Alternativa due:</h2><ol><li>Avviare il PC Windows in modalità provvisoria o in ambiente di ripristino di Windows.</li><li>Accedere al Registro di sistema di Windows</li><li>Modificare la seguente chiave per disabilitare il caricamento di csagent.sys.</li><li>HKLM:\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\CSAgent\Start da 1 a 4</li></ol><p>George Kurtz, CEO di CrowdStrike, ha rilasciato una dichiarazione su X, in cui afferma che "il problema è stato identificato, isolato e una correzione è stata distribuita. Rimandiamo i clienti al portale di supporto per gli ultimi aggiornamenti e continueremo a fornire aggiornamenti completi e continui sul nostro sito web".</p><p>Chi spera che questa sia una soluzione rapida potrebbe però rimanere deluso. Tom Kidwell, cofondatore di Ecliptic Dynamics ed ex specialista di intelligence dell&apos;esercito britannico e del governo del Regno Unito, si è messo in contatto con noi per dire che "l&apos;interruzione di corrente che ha colpito i dispositivi Windows questa mattina sembra essere stata causata da un aggiornamento dei driver da parte di CrowdStrike, che ha mandato in tilt i dispositivi e i server Windows più vecchi, che saranno i più colpiti. Sfortunatamente per CrowdStrike, se questo fosse il caso, potrebbe essere stucchevole da risolvere. A causa della natura dell&apos;aggiornamento,  l&apos;utente di ogni organizzazione dovrà avviare la modalità provvisoria, rimuovere il file/driver in questione e quindi eseguire il rollback o l&apos;aggiornamento a una nuova versione, cosa che CrowdStrike dovrà rilasciare molto rapidamente".</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft Edge ha appena ricevuto nuove funzioni IA che ne migliorano interfaccia e fruibilità ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Microsoft sta portando avanti la sua missione di riempire il browser Edge di funzioni IA e con l&apos;ultimo aggiornamento, tra le varie novità, c&apos;è anche un opzione per creare nuovi temi personalizzati.</p><p>Questa funzione utilizza l&apos;intelligenza artificiale generativa per creare temi come, guardando gli esempi raccolti in un post sul <a href="https://blogs.windows.com/msedgedev/2024/06/20/ai-powered-edge-to-personalize-and-streamline-browsing/" target="_blank"><u>blog Microsoft</u></a>, paesaggi estivi o a tema fantacalcio. Anche il colore della cornice del browser può essere modificato per adattarsi al tema, il che è un bel tocco in più in termini di uniformità dell&apos;aspetto generale.</p><p>È possibile visitare il sito <a href="https://www.microsoft.com/en-gb/edge/create-a-theme?form=MO12KG&OCID=MO12KG" target="_blank"><u>AI Theme Generator</u></a> e dare un&apos;occhiata ad alcuni esempi di ciò che ci si può aspettare da questa funzione, che a dire il vero sembrano davvero straordinari. In effetti, alcuni esempi assomigliano al mio layout di Google Chrome!</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:996px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.22%;"><img id="nfEoiY52HiqHvFiGpGdaXn" name="Edge Theme Generator.jpg" alt="Edge Theme Generator" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nfEoiY52HiqHvFiGpGdaXn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="996" height="560" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Per creare il proprio tema è sufficiente visitare il sito e digitare una descrizione del tema desiderato: l&apos;intelligenza artificiale si occuperà di creare qualcosa di adatto alla vostra visione.</p><h2 id="anche-l-apos-ia-migliora-le-schermate">Anche l&apos;IA migliora le schermate?</h2><p>Volete altra AI in Edge oltre a questa nuova funzione di creazione di temi? Beh, potreste essere fortunati, almeno se gli indizi individuati nel browser da <a href="https://www.windowslatest.com/2024/06/19/microsoft-edge-is-getting-more-ai-features-including-copilot-in-screenshot-tool/" target="_blank">Windows Latest</a> sono attendibili.</p><p>Se non lo sapevate, Edge ha una funzione di screenshot e sembra che Microsoft stia valutando l&apos;idea di collegarla in qualche modo a Copilot.</p><p>La teoria si basa sulla scoperta da parte di Windows Latest di una funzione nascosta in una recente build di test di Edge (nel canale Canary), vale a dire: msEdgeWebCaptureAskCopilotMenu".</p><p>Questa funzionalità non è ancora operativa, ma Windows Latest ipotizza che possa indicare la comparsa di un&apos;opzione "Ask Copilot" nella finestra che si apre dopo aver catturato una cattura con Edge. Oppure potrebbe semplicemente inviare uno screenshot appena scattato direttamente a Copilot nella barra laterale del browser, eseguendo una query su di esso.</p><p>La scommessa è che si tratti di una di queste comode scorciatoie, anche se naturalmente, non essendo ancora funzionante nelle versioni di anteprima di Edge, non è detto che si realizzi mai. Tuttavia, vista la grande spinta di Microsoft a inserire quanta più intelligenza artificiale possibile in Edge e in Windows 11 in generale, non sarebbe una sorpresa vedere questa funzione in arrivo molto presto.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/browsers/microsoft-edge-ha-appena-ricevuto-nuove-funzioni-ia-che-ne-migliorano-interfaccia-e-fruibilita</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft è impegnata a dotare Edge di vari nuovi poteri di intelligenza artificiale nella sua missione di rubare quote di mercato a Chrome. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">bC5yctYA5rhrRXdPgR3LUZ</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ muskaan.saxena@futurenet.com (Muskaan Saxena) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Muskaan Saxena ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YG8FY9rg5imPWykiSuDrTk-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Muskaan is TechRadar’s UK-based Computing writer. She is a passionate writer, and has had her creative work published in several literary journals and magazines.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Her debut into the writing world was a poem published in The Times of Zambia, on the subject of sunflowers and the insignificance of human existence in comparison.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;She is a very proud Zambian and will often go around teaching people random words and phrases in her mother tongue, and is always advocating for the inclusion of African thought&amp;nbsp;in all contexts. She is an avid reader and TikTok doom scroller. She will also talk endlessly about Neon Genesis Evangelion and her favourite bits of media include&amp;nbsp;Gone Girl (book and film!), Tender is the Flesh, and Avatar the last Airbender. You will often find her aimlessly wandering around Hyrule.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Darren Allan ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Wachiwit / Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Microsoft Edge]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Microsoft Edge]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft Edge]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Microsoft sta portando avanti la sua missione di riempire il browser Edge di funzioni IA e con l&apos;ultimo aggiornamento, tra le varie novità, c&apos;è anche un opzione per creare nuovi temi personalizzati.</p><p>Questa funzione utilizza l&apos;intelligenza artificiale generativa per creare temi come, guardando gli esempi raccolti in un post sul <a href="https://blogs.windows.com/msedgedev/2024/06/20/ai-powered-edge-to-personalize-and-streamline-browsing/" target="_blank"><u>blog Microsoft</u></a>, paesaggi estivi o a tema fantacalcio. Anche il colore della cornice del browser può essere modificato per adattarsi al tema, il che è un bel tocco in più in termini di uniformità dell&apos;aspetto generale.</p><p>È possibile visitare il sito <a href="https://www.microsoft.com/en-gb/edge/create-a-theme?form=MO12KG&OCID=MO12KG" target="_blank"><u>AI Theme Generator</u></a> e dare un&apos;occhiata ad alcuni esempi di ciò che ci si può aspettare da questa funzione, che a dire il vero sembrano davvero straordinari. In effetti, alcuni esempi assomigliano al mio layout di Google Chrome!</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:996px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.22%;"><img id="nfEoiY52HiqHvFiGpGdaXn" name="Edge Theme Generator.jpg" alt="Edge Theme Generator" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nfEoiY52HiqHvFiGpGdaXn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="996" height="560" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Per creare il proprio tema è sufficiente visitare il sito e digitare una descrizione del tema desiderato: l&apos;intelligenza artificiale si occuperà di creare qualcosa di adatto alla vostra visione.</p><h2 id="anche-l-apos-ia-migliora-le-schermate">Anche l&apos;IA migliora le schermate?</h2><p>Volete altra AI in Edge oltre a questa nuova funzione di creazione di temi? Beh, potreste essere fortunati, almeno se gli indizi individuati nel browser da <a href="https://www.windowslatest.com/2024/06/19/microsoft-edge-is-getting-more-ai-features-including-copilot-in-screenshot-tool/" target="_blank">Windows Latest</a> sono attendibili.</p><p>Se non lo sapevate, Edge ha una funzione di screenshot e sembra che Microsoft stia valutando l&apos;idea di collegarla in qualche modo a Copilot.</p><p>La teoria si basa sulla scoperta da parte di Windows Latest di una funzione nascosta in una recente build di test di Edge (nel canale Canary), vale a dire: msEdgeWebCaptureAskCopilotMenu".</p><p>Questa funzionalità non è ancora operativa, ma Windows Latest ipotizza che possa indicare la comparsa di un&apos;opzione "Ask Copilot" nella finestra che si apre dopo aver catturato una cattura con Edge. Oppure potrebbe semplicemente inviare uno screenshot appena scattato direttamente a Copilot nella barra laterale del browser, eseguendo una query su di esso.</p><p>La scommessa è che si tratti di una di queste comode scorciatoie, anche se naturalmente, non essendo ancora funzionante nelle versioni di anteprima di Edge, non è detto che si realizzi mai. Tuttavia, vista la grande spinta di Microsoft a inserire quanta più intelligenza artificiale possibile in Edge e in Windows 11 in generale, non sarebbe una sorpresa vedere questa funzione in arrivo molto presto.</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Google Art Selfie 2 usa l'AI per scattare selfie in un contesto storico/artistico ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Se avete voglia di rinfrescare le vostre foto profilo sui social con un&apos;immagine divertente, Google ha appena rilasciato un nuovo strumento basato sull&apos;intelligenza artificiale che vi aiuterà a scattare dei selfie artistici o a tema storico.</p><p><strong>Art Selfie 2</strong> si trova nell&apos;applicazione Google Arts & Culture per iOS / Android è una nuova versione della funzione originale di Google, lanciata nel 2018, che permetteva di applicare sfondi a tema storico o artistico ai propri selfie.</p><p>Questa nuova versione utilizza invece l&apos;intelligenza artificiale generativa per modificare il vostro selfie e collocarvi in un momento storico o artistico a vostra scelta. L&apos;elenco di 27 opzioni comprende un&apos;ampia varietà di opzioni, dal Festival di Woodstock al Gaucho e alla Giungla di Rousseau, passando per vari sottogeneri dell&apos;arte, della storia e dei viaggi.</p><p>Abbiamo già visto funzioni simili in applicazioni come Lensa, ma la versione offerta da Google<strong> è completamente gratuita</strong> e molto semplice da usare. Mentre aspettate che la vostra immagine venga generata (ci vogliono circa dieci secondi) potete leggere il significato storico del tema che avete scelto cosi da fare un ripassino di storia (che non guasta mai).</p><p>Purtroppo, Art Selfie 2 non è ancora disponibile per gli animali domestici: l&apos;app Arts & Culture vi offre solo l&apos;opzione Art Selfie originale (nella sezione Ritratti di animali domestici) per collocare il vostro gatto all&apos;interno di un quadro o in un momento storico preciso.</p><h2 id="come-scattare-un-selfie-artistico">Come scattare un selfie artistico</h2><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/aNse1gSOWkw" allowfullscreen></iframe></div></div><p>La funzione Art Selfie 2 è disponibile nell&apos;app Google Arts & Culture, che potete scaricare dal Play Store o dall&apos;App Store di Apple.</p><p>Una volta scaricata l&apos;app, andate nella sezione Play del menu inferiore, scegliete Art Selfie 2 e scattate un selfie (dopo aver abilitato l&apos;app all&apos;uso della fotocamera). È possibile scattare una foto da soli o con gli amici.</p><p>Potete modificare le foto premendo il pulsante "Retake" e, una volta soddisfatti, basterà scorrere verso il basso per vedere i diversi stili di AI. Toccare uno di questi per generare l&apos;immagine e vedere una descrizione del momento storico o del dipinto.</p><p>Non siete soddisfatti dei risultati? È possibile premere il pulsante di aggiornamento nell&apos;angolo in alto a destra per generare una nuova versione. Una volta finito, potrete condividerla direttamente sui social media o scaricarla nel rullino fotografico.</p><p>Vale la pena di esplorare anche il resto dell&apos;app Arts & Culture oltre ad app come Google Family Link, Google Scholar, Google Flights e altre ancora. C&apos;è un mondo da scoprire per gli utenti Google e dato che si tratta di funzioni gratuite, perchè non approfittarne?</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/websites-apps/google-art-selfie-2-usa-lai-per-scattare-selfie-in-un-contesto-storicoartistico</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Arts & Culture di Google ha un nuovo divertente strumento per i selfie che utilizza l'intelligenza artificiale generativa per collocarvi in altre epoche storiche e dipinti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Websites & Apps]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Mark Wilson ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Google]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Two phones on an orange background showing selfies taken with Google&#039;s Art Selfie 2]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Two phones on an orange background showing selfies taken with Google&#039;s Art Selfie 2]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Two phones on an orange background showing selfies taken with Google&#039;s Art Selfie 2]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FZ7VCudfZDUWhry7yuCi4g-1920-80.jpg" />
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Se avete voglia di rinfrescare le vostre foto profilo sui social con un&apos;immagine divertente, Google ha appena rilasciato un nuovo strumento basato sull&apos;intelligenza artificiale che vi aiuterà a scattare dei selfie artistici o a tema storico.</p><p><strong>Art Selfie 2</strong> si trova nell&apos;applicazione Google Arts & Culture per iOS / Android è una nuova versione della funzione originale di Google, lanciata nel 2018, che permetteva di applicare sfondi a tema storico o artistico ai propri selfie.</p><p>Questa nuova versione utilizza invece l&apos;intelligenza artificiale generativa per modificare il vostro selfie e collocarvi in un momento storico o artistico a vostra scelta. L&apos;elenco di 27 opzioni comprende un&apos;ampia varietà di opzioni, dal Festival di Woodstock al Gaucho e alla Giungla di Rousseau, passando per vari sottogeneri dell&apos;arte, della storia e dei viaggi.</p><p>Abbiamo già visto funzioni simili in applicazioni come Lensa, ma la versione offerta da Google<strong> è completamente gratuita</strong> e molto semplice da usare. Mentre aspettate che la vostra immagine venga generata (ci vogliono circa dieci secondi) potete leggere il significato storico del tema che avete scelto cosi da fare un ripassino di storia (che non guasta mai).</p><p>Purtroppo, Art Selfie 2 non è ancora disponibile per gli animali domestici: l&apos;app Arts & Culture vi offre solo l&apos;opzione Art Selfie originale (nella sezione Ritratti di animali domestici) per collocare il vostro gatto all&apos;interno di un quadro o in un momento storico preciso.</p><h2 id="come-scattare-un-selfie-artistico">Come scattare un selfie artistico</h2><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/aNse1gSOWkw" allowfullscreen></iframe></div></div><p>La funzione Art Selfie 2 è disponibile nell&apos;app Google Arts & Culture, che potete scaricare dal Play Store o dall&apos;App Store di Apple.</p><p>Una volta scaricata l&apos;app, andate nella sezione Play del menu inferiore, scegliete Art Selfie 2 e scattate un selfie (dopo aver abilitato l&apos;app all&apos;uso della fotocamera). È possibile scattare una foto da soli o con gli amici.</p><p>Potete modificare le foto premendo il pulsante "Retake" e, una volta soddisfatti, basterà scorrere verso il basso per vedere i diversi stili di AI. Toccare uno di questi per generare l&apos;immagine e vedere una descrizione del momento storico o del dipinto.</p><p>Non siete soddisfatti dei risultati? È possibile premere il pulsante di aggiornamento nell&apos;angolo in alto a destra per generare una nuova versione. Una volta finito, potrete condividerla direttamente sui social media o scaricarla nel rullino fotografico.</p><p>Vale la pena di esplorare anche il resto dell&apos;app Arts & Culture oltre ad app come Google Family Link, Google Scholar, Google Flights e altre ancora. C&apos;è un mondo da scoprire per gli utenti Google e dato che si tratta di funzioni gratuite, perchè non approfittarne?</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Google diventa più trasparente e ammette la raccolta dati in modalità incognito ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Google sta facendo del suo meglio per essere più trasparente con gli utenti che utilizzano Chrome e ha recentemente aggiornato il testo che compare quando si apre una nuova scheda di navigazione in incognito.</p><p>È stata aggiunta una riga in più che recita: <em>"Questo non cambierà il modo in cui i dati vengono raccolti dai siti web che visitate e dai servizi che utilizzano, incluso Google"</em>. La nuova formulazione è stata inizialmente scoperta da <a href="https://mspoweruser.com/google-updates-chrome-incognito-disclaimer-amid-5-billion-lawsuit-settlement/">MSPowerUser sull&apos;ultimo aggiornamento di Chrome Canary</a> per desktop e dispositivi mobili. Abbiamo installato la versione beta del browser sui nostri dispositivi per ricontrollare e possiamo confermare che la frase è effettivamente presente. </p><p>I punti presenti nell&apos;elenco sotto l&apos;esclusione di responsabilità sono per lo più gli stessi. Una delle intestazioni ha qualche parola in più: ora dice <em>"Chrome non salverà le seguenti informazioni"</em>.</p><p>Sebbene non sia stato confermato, l&apos;aggiornamento è probabilmente il risultato di un recente accordo legale. Nel 2020, Google ha dovuto affrontare una class action da 5 miliardi di dollari che accusava il gigante tecnologico di raccogliere i dati degli utenti dai <em>"browser web che operano in modalità privata"</em>. <a href="https://www.theverge.com/2023/8/7/23823878/google-privacy-tracking-incognito-mode-lawsuit-summary-judgment-denied">L&apos;azienda si è difesa</a> sostenendo che ogni volta che si apriva una scheda in incognito, Chrome informava chiaramente le persone che esso o altri siti web potevano raccogliere informazioni sugli utenti.</p><p>Tuttavia, il giudice che presiede il caso <a href="https://twitter.com/Swiftstories/status/1688718381728374784">non ha convalidato la linea difensiva dell&apos;azienda</a> affermando che <em>"Google non ha mai detto esplicitamente agli utenti che lo fa"</em>. Le due parti coinvolte hanno infine raggiunto un accordo il 28 dicembre 2023 per un importo non rivelato.</p><h2 id="in-attesa-di-aggiornamento">In attesa di aggiornamento</h2><p>Al momento non sappiamo quando la nuova dicitura che mette gli utenti al corrente delle informazioni raccolte dal browser in modalità incognito passerà dalla versione Canary alla versione stabile del browser. </p><p>Se non la conoscete, Canary è una versione sperimentale di Chrome destinata principalmente agli sviluppatori che vogliono provare le nuove funzionalità prima del loro lancio. Non è pensata per l&apos;utente comune perché è instabile e può andare in crash molto più facilmente rispetto alla versione stabile.</p><p>Tornando al disclaimer, dato che si tratta solo di poche righe di testo, potremmo vedere l&apos;aggiornamento nel giro di poche settimane. Secondo un report di <a href="https://arstechnica.com/tech-policy/2023/12/google-agrees-to-settle-in-chrome-incognito-mode-class-action-lawsuit/?comments=1&comments-page=1" target="_blank">Ars Technica risalente a dicembre</a>, il nuovo testo dovrà essere <em>"presentato al tribunale entro la fine di gennaio"</em>. Il tribunale dovrà approvare le modifiche entro la fine di febbraio. </p><p>Abbiamo contattato Google per ulteriori dettagli e vi aggiorneremo non appena ci sarà una data definitiva.</p><p>Tenete presente che questo non cambia il comportamento del browser. Continuerà a raccogliere dati sulla navigazione come ha sempre fatto. L&apos;unica differenza è che ora Google informa le persone che sta raccogliendo dati.</p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbe-interessarti-anche"><span>Potrebbe interessarti anche</span></h3><ul><li><br></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/browsers/google-diventa-piu-trasparente-e-ammette-la-raccolta-dati-in-modalita-incognito</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google prova a essere più trasparente aggiornando il disclaimer della modalità Incognito di Chrome. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">mwXredL27c3GxowYvZeUbW</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Browsers]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Cesar Cadenas ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[New features are coming to Google Chrome]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Google Chrome on macOS]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Google Chrome on macOS]]></media:title>
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                            <article>
                                <p>Google sta facendo del suo meglio per essere più trasparente con gli utenti che utilizzano Chrome e ha recentemente aggiornato il testo che compare quando si apre una nuova scheda di navigazione in incognito.</p><p>È stata aggiunta una riga in più che recita: <em>"Questo non cambierà il modo in cui i dati vengono raccolti dai siti web che visitate e dai servizi che utilizzano, incluso Google"</em>. La nuova formulazione è stata inizialmente scoperta da <a href="https://mspoweruser.com/google-updates-chrome-incognito-disclaimer-amid-5-billion-lawsuit-settlement/">MSPowerUser sull&apos;ultimo aggiornamento di Chrome Canary</a> per desktop e dispositivi mobili. Abbiamo installato la versione beta del browser sui nostri dispositivi per ricontrollare e possiamo confermare che la frase è effettivamente presente. </p><p>I punti presenti nell&apos;elenco sotto l&apos;esclusione di responsabilità sono per lo più gli stessi. Una delle intestazioni ha qualche parola in più: ora dice <em>"Chrome non salverà le seguenti informazioni"</em>.</p><p>Sebbene non sia stato confermato, l&apos;aggiornamento è probabilmente il risultato di un recente accordo legale. Nel 2020, Google ha dovuto affrontare una class action da 5 miliardi di dollari che accusava il gigante tecnologico di raccogliere i dati degli utenti dai <em>"browser web che operano in modalità privata"</em>. <a href="https://www.theverge.com/2023/8/7/23823878/google-privacy-tracking-incognito-mode-lawsuit-summary-judgment-denied">L&apos;azienda si è difesa</a> sostenendo che ogni volta che si apriva una scheda in incognito, Chrome informava chiaramente le persone che esso o altri siti web potevano raccogliere informazioni sugli utenti.</p><p>Tuttavia, il giudice che presiede il caso <a href="https://twitter.com/Swiftstories/status/1688718381728374784">non ha convalidato la linea difensiva dell&apos;azienda</a> affermando che <em>"Google non ha mai detto esplicitamente agli utenti che lo fa"</em>. Le due parti coinvolte hanno infine raggiunto un accordo il 28 dicembre 2023 per un importo non rivelato.</p><h2 id="in-attesa-di-aggiornamento">In attesa di aggiornamento</h2><p>Al momento non sappiamo quando la nuova dicitura che mette gli utenti al corrente delle informazioni raccolte dal browser in modalità incognito passerà dalla versione Canary alla versione stabile del browser. </p><p>Se non la conoscete, Canary è una versione sperimentale di Chrome destinata principalmente agli sviluppatori che vogliono provare le nuove funzionalità prima del loro lancio. Non è pensata per l&apos;utente comune perché è instabile e può andare in crash molto più facilmente rispetto alla versione stabile.</p><p>Tornando al disclaimer, dato che si tratta solo di poche righe di testo, potremmo vedere l&apos;aggiornamento nel giro di poche settimane. Secondo un report di <a href="https://arstechnica.com/tech-policy/2023/12/google-agrees-to-settle-in-chrome-incognito-mode-class-action-lawsuit/?comments=1&comments-page=1" target="_blank">Ars Technica risalente a dicembre</a>, il nuovo testo dovrà essere <em>"presentato al tribunale entro la fine di gennaio"</em>. Il tribunale dovrà approvare le modifiche entro la fine di febbraio. </p><p>Abbiamo contattato Google per ulteriori dettagli e vi aggiorneremo non appena ci sarà una data definitiva.</p><p>Tenete presente che questo non cambia il comportamento del browser. Continuerà a raccogliere dati sulla navigazione come ha sempre fatto. L&apos;unica differenza è che ora Google informa le persone che sta raccogliendo dati.</p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbe-interessarti-anche"><span>Potrebbe interessarti anche</span></h3><ul><li><br></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Questo malware ruba i vostri dati anche se cambiate la password ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un preoccupante exploit zero-day che minaccia la sicurezza degli account Google è stato inizialmente presentato da un criminale informatico conosciuto come "PRISMA" nell&apos;ottobre del 2023. Questo exploit ha guadagnato notorietà per la sua capacità di mantenere l&apos;accesso agli account delle vittime anche dopo che hanno cambiato le loro password. </p><p>Il malware sfrutta questa vulnerabilità per accedere nuovamente agli account delle vittime e generare nuovi token di sessione, principalmente su Windows. Questi malware "ruba-informazioni" operano silenziosamente sul computer della vittima, cercando e sottraendo informazioni sensibili come credenziali di desktop remoto, cookie di siti web e portafogli crittografici.</p><p>La radice di questo exploit è stata individuata nell&apos;endpoint OAuth "MultiLogin" di Google. L&apos;exploit si basa sul furto dei token di sessione delle vittime, che vengono estratti dal file Local State di Chrome: anche se l&apos;utente cambia la password di Google, il malware può utilizzare questi token per accedere nuovamente agli account.</p><p>I <a href="https://www.cloudsek.com/blog/compromising-google-accounts-malwares-exploiting-undocumented-oauth2-functionality-for-session-hijacking" target="_blank">ricercatori di CloudSEK hanno scoperto</a> che il malware crittografa le coppie token:GAIA ID, mascherando così il suo funzionamento interno. Lumma, uno dei malware coinvolti, ha recentemente introdotto proxy SOCKS per eludere le restrizioni IP di Google sulla rigenerazione dei token, evidenziando la costante evoluzione di queste minacce.</p><p>Pavan Karthick M, ricercatore di intelligence sulle minacce presso CloudSEK, sottolinea la sofisticazione dei criminali informatici dietro a questo exploit. La crittografia del traffico tra il malware e MultiLogin contribuisce a nascondere l&apos;attività dannosa, dimostrando una chiara tendenza verso minacce informatiche avanzate e stealth.</p><p>Via <a href="https://www.theregister.com/2024/01/02/infostealer_google_account_exploit/" target="_blank">The Register</a></p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbe-interessarti-anche"><span>Potrebbe interessarti anche</span></h3><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2024</li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori VPN</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">migliori browser</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/chrome/questo-malware-ruba-i-vostri-dati-anche-se-cambiate-la-password</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Se il vostro account Google è ormai compromesso, questo malware può accedervi anche se avete cambiato la password. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Chrome]]></category>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[chrome logo pointed at on laptop]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[chrome logo pointed at on laptop]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[chrome logo pointed at on laptop]]></media:title>
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                            <article>
                                <p>Un preoccupante exploit zero-day che minaccia la sicurezza degli account Google è stato inizialmente presentato da un criminale informatico conosciuto come "PRISMA" nell&apos;ottobre del 2023. Questo exploit ha guadagnato notorietà per la sua capacità di mantenere l&apos;accesso agli account delle vittime anche dopo che hanno cambiato le loro password. </p><p>Il malware sfrutta questa vulnerabilità per accedere nuovamente agli account delle vittime e generare nuovi token di sessione, principalmente su Windows. Questi malware "ruba-informazioni" operano silenziosamente sul computer della vittima, cercando e sottraendo informazioni sensibili come credenziali di desktop remoto, cookie di siti web e portafogli crittografici.</p><p>La radice di questo exploit è stata individuata nell&apos;endpoint OAuth "MultiLogin" di Google. L&apos;exploit si basa sul furto dei token di sessione delle vittime, che vengono estratti dal file Local State di Chrome: anche se l&apos;utente cambia la password di Google, il malware può utilizzare questi token per accedere nuovamente agli account.</p><p>I <a href="https://www.cloudsek.com/blog/compromising-google-accounts-malwares-exploiting-undocumented-oauth2-functionality-for-session-hijacking" target="_blank">ricercatori di CloudSEK hanno scoperto</a> che il malware crittografa le coppie token:GAIA ID, mascherando così il suo funzionamento interno. Lumma, uno dei malware coinvolti, ha recentemente introdotto proxy SOCKS per eludere le restrizioni IP di Google sulla rigenerazione dei token, evidenziando la costante evoluzione di queste minacce.</p><p>Pavan Karthick M, ricercatore di intelligence sulle minacce presso CloudSEK, sottolinea la sofisticazione dei criminali informatici dietro a questo exploit. La crittografia del traffico tra il malware e MultiLogin contribuisce a nascondere l&apos;attività dannosa, dimostrando una chiara tendenza verso minacce informatiche avanzate e stealth.</p><p>Via <a href="https://www.theregister.com/2024/01/02/infostealer_google_account_exploit/" target="_blank">The Register</a></p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbe-interessarti-anche"><span>Potrebbe interessarti anche</span></h3><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2024</li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori VPN</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">migliori browser</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN Set con Wi-Fi 6: connessione veloce e sicura in tutta la casa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Lo scorso 21 dicembre AVM ha presentato il suo nuovo kit <strong>FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN</strong> composto da un<strong> FRITZ!Powerline 1240 AX</strong> e un<strong> FRITZ!Powerline 1210</strong>.</p><p>Questo sistema estende la rete locale in modo facile e sicuro con un Powerline gigabit e la moderna tecnologia Wi-Fi 6. Il punto di accesso Wi-Fi 6 integrato permette di collegare alla rete locale tutti i dispositivi mobili come smartphone, tablet, TV o console di gioco semplicemente premendo un pulsante.</p><p>Il Powerline gigabit con velocità fino a 1.200 Mbit/s e la tecnologia MIMO 2 x 2 assicurano connessioni stabili, portate ampie e velocità di trasferimento dati elevate per applicazioni con uso intensivo di banda larga, mantenendo basso il consumo di energia. Il kit è ideale anche per scenari complessi come gaming, streaming video in 4K e connessioni NAS ed è disponibile in Italia al prezzo suggerito al pubblico di 169 euro.</p><h2 id="perfetto-per-le-reti-domestiche">Perfetto per le reti domestiche</h2><p>Il FRITZ!Powerline 1240 AX è perfettamente compatibile con la rete Mesh del FRITZ!Box e raggiunge velocità<strong> fino a 1.200 Mbit/s</strong> sulla linea elettrica e <strong>fino a 600 Mbit/s tramite Wi-Fi 6 sulla banda da 2,4 GHz</strong>. </p><p>Grazie a FRITZ!OS e alla rete Wi-Fi Mesh è possibile integrare il FRITZ!Powerline 1240 AX nella rete locale semplicemente premendo un pulsante che consente di creare una rete Wi-Fi con altri prodotti FRITZ!. <strong>Le impostazioni del FRITZ!Box vengono acquisite automaticamente e sincronizzate in modo permanente</strong>. Queste comprendono tutte le impostazioni Wi-Fi, come ad esempio la rete Wi-Fi selezionata, il canale radio, la password della rete Wi-Fi e l&apos;accesso ospite Wi-Fi. In combinazione con Wi-Fi 6, l&apos;utente ha a disposizione una potente rete Wi-Fi Mesh con massime prestazioni per navigazione, riproduzione di video, gaming e smart working.</p><p>Inoltre, con il FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN Set è possibile connettere i dispositivi collegabili in rete tramite rete Wi-Fi o porta LAN gigabit. La tecnologia <strong>Powerline gigabit</strong> conforme allo standard HomePlug AV con MIMO 2 x 2 garantisce connessioni Powerline stabili e, grazie all&apos;utilizzo di MIMO e Diversity, raggiunge velocità di trasferimento fino a 1.200 Mbit/s sulla linea elettrica esistente.</p><h2 id="facile-e-sicuro">Facile e sicuro</h2><p>Il kit FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN non è solo affidabile e potente, ma anche estremamente facile e sicuro. FRITZ!Powerline 1240 AX va semplicemente inserito nella presa di corrente, mentre il FRITZ!Powerline 1210, incluso nel set, si collega al FRITZ!Box tramite cavo LAN. </p><p>La particolarità del set è la crittografia individuale impostata di fabbrica. Grazie alla crittografia AES a 128 bit, il FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN Set si collega alla rete locale in modo sicuro automaticamente ed è subito pronto per l&apos;uso. Con la massima sicurezza della crittografia WPA3. la facilità di collegamento di dispositivi wireless tramite WPS (Wi-Fi Protected Setup) e la potente tecnologia Wi-Fi 6, il FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN Set offre il massimo in termini di comfort e flessibilità per la navigazione wireless.</p><h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2><ul><li>Estende la rete locale con la rete Wi-Fi Mesh tramite la linea elettrica</li><li>Powerline gigabit fino a 1.200 Mbit/s</li><li>Wi-Fi 6 (wireless AX) fino a 600 Mbit/s (2,4 GHz)</li><li>Per scenari complessi (ad es. streaming in 4K in parallelo) in una rete locale con connessione Internet veloce e molti dispositivi wireless utilizzati contemporaneamente</li><li>Wi-Fi Mesh: in combinazione con un FRITZ!Box vengono riuniti più punti di accesso in un'unica rete Wi-Fi intelligente con prestazioni ottimali - Aumento della portata con tecnologia MIMO 2 x 2 e sistema Diversity conformi allo standard HomePlug AV2</li><li>2 porte LAN gigabit per il collegamento di PC, smart TV, sistemi multimediali NAS, Hi-Fi e console di gioco</li><li>Compatibile con tutti i Powerline più diffusi sul mercato grazie allo standard HomePlug AV</li><li>Rete Wi-Fi sicura grazie a WPA3 (SAE) con modalità di transizione WPA2/3</li><li>Connessione semplice e sicura tramite pulsante (WPS)</li><li>Crittografia sicura integrata con AES a 128 bit</li><li>Funzionamento a basso consumo energetico grazie alla gestione intelligente dell'energia per Powerline e rete Wi-Fi</li><li>Possibilità di aggiornamento anche tramite l'interfaccia utente del FRITZ!Box</li><li>Integrazione ottimale nella rete locale del FRITZ!Box con aggiornamento e controllo via browser web (fritz.box e fritz.powerline) - Interfaccia utente intuitiva per Microsoft Windows e macOS scaricabile alla pagina</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/wi-fi-broadband/fritzpowerline-1240-ax-wlan-set-con-wi-fi-6-internet-veloce-in-tutta-la-casa</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il kit FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN consente di ottenere una connessione Wi-Fi veloce e stabile in tutti gli ambienti domestici. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">9UE933dgQpTF2Rkz66akgF</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Lo scorso 21 dicembre AVM ha presentato il suo nuovo kit <strong>FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN</strong> composto da un<strong> FRITZ!Powerline 1240 AX</strong> e un<strong> FRITZ!Powerline 1210</strong>.</p><p>Questo sistema estende la rete locale in modo facile e sicuro con un Powerline gigabit e la moderna tecnologia Wi-Fi 6. Il punto di accesso Wi-Fi 6 integrato permette di collegare alla rete locale tutti i dispositivi mobili come smartphone, tablet, TV o console di gioco semplicemente premendo un pulsante.</p><p>Il Powerline gigabit con velocità fino a 1.200 Mbit/s e la tecnologia MIMO 2 x 2 assicurano connessioni stabili, portate ampie e velocità di trasferimento dati elevate per applicazioni con uso intensivo di banda larga, mantenendo basso il consumo di energia. Il kit è ideale anche per scenari complessi come gaming, streaming video in 4K e connessioni NAS ed è disponibile in Italia al prezzo suggerito al pubblico di 169 euro.</p><h2 id="perfetto-per-le-reti-domestiche">Perfetto per le reti domestiche</h2><p>Il FRITZ!Powerline 1240 AX è perfettamente compatibile con la rete Mesh del FRITZ!Box e raggiunge velocità<strong> fino a 1.200 Mbit/s</strong> sulla linea elettrica e <strong>fino a 600 Mbit/s tramite Wi-Fi 6 sulla banda da 2,4 GHz</strong>. </p><p>Grazie a FRITZ!OS e alla rete Wi-Fi Mesh è possibile integrare il FRITZ!Powerline 1240 AX nella rete locale semplicemente premendo un pulsante che consente di creare una rete Wi-Fi con altri prodotti FRITZ!. <strong>Le impostazioni del FRITZ!Box vengono acquisite automaticamente e sincronizzate in modo permanente</strong>. Queste comprendono tutte le impostazioni Wi-Fi, come ad esempio la rete Wi-Fi selezionata, il canale radio, la password della rete Wi-Fi e l&apos;accesso ospite Wi-Fi. In combinazione con Wi-Fi 6, l&apos;utente ha a disposizione una potente rete Wi-Fi Mesh con massime prestazioni per navigazione, riproduzione di video, gaming e smart working.</p><p>Inoltre, con il FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN Set è possibile connettere i dispositivi collegabili in rete tramite rete Wi-Fi o porta LAN gigabit. La tecnologia <strong>Powerline gigabit</strong> conforme allo standard HomePlug AV con MIMO 2 x 2 garantisce connessioni Powerline stabili e, grazie all&apos;utilizzo di MIMO e Diversity, raggiunge velocità di trasferimento fino a 1.200 Mbit/s sulla linea elettrica esistente.</p><h2 id="facile-e-sicuro">Facile e sicuro</h2><p>Il kit FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN non è solo affidabile e potente, ma anche estremamente facile e sicuro. FRITZ!Powerline 1240 AX va semplicemente inserito nella presa di corrente, mentre il FRITZ!Powerline 1210, incluso nel set, si collega al FRITZ!Box tramite cavo LAN. </p><p>La particolarità del set è la crittografia individuale impostata di fabbrica. Grazie alla crittografia AES a 128 bit, il FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN Set si collega alla rete locale in modo sicuro automaticamente ed è subito pronto per l&apos;uso. Con la massima sicurezza della crittografia WPA3. la facilità di collegamento di dispositivi wireless tramite WPS (Wi-Fi Protected Setup) e la potente tecnologia Wi-Fi 6, il FRITZ!Powerline 1240 AX WLAN Set offre il massimo in termini di comfort e flessibilità per la navigazione wireless.</p><h2 id="in-sintesi">In sintesi</h2><ul><li>Estende la rete locale con la rete Wi-Fi Mesh tramite la linea elettrica</li><li>Powerline gigabit fino a 1.200 Mbit/s</li><li>Wi-Fi 6 (wireless AX) fino a 600 Mbit/s (2,4 GHz)</li><li>Per scenari complessi (ad es. streaming in 4K in parallelo) in una rete locale con connessione Internet veloce e molti dispositivi wireless utilizzati contemporaneamente</li><li>Wi-Fi Mesh: in combinazione con un FRITZ!Box vengono riuniti più punti di accesso in un'unica rete Wi-Fi intelligente con prestazioni ottimali - Aumento della portata con tecnologia MIMO 2 x 2 e sistema Diversity conformi allo standard HomePlug AV2</li><li>2 porte LAN gigabit per il collegamento di PC, smart TV, sistemi multimediali NAS, Hi-Fi e console di gioco</li><li>Compatibile con tutti i Powerline più diffusi sul mercato grazie allo standard HomePlug AV</li><li>Rete Wi-Fi sicura grazie a WPA3 (SAE) con modalità di transizione WPA2/3</li><li>Connessione semplice e sicura tramite pulsante (WPS)</li><li>Crittografia sicura integrata con AES a 128 bit</li><li>Funzionamento a basso consumo energetico grazie alla gestione intelligente dell'energia per Powerline e rete Wi-Fi</li><li>Possibilità di aggiornamento anche tramite l'interfaccia utente del FRITZ!Box</li><li>Integrazione ottimale nella rete locale del FRITZ!Box con aggiornamento e controllo via browser web (fritz.box e fritz.powerline) - Interfaccia utente intuitiva per Microsoft Windows e macOS scaricabile alla pagina</li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ YouTube ti blocca se ci tieni troppo alla tua privacy ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Gli utenti di Microsoft Edge che utilizzano impostazioni di privacy online più rigide hanno scoperto che Google blocca loro la visualizzazione dei video di YouTube, almeno in alcuni casi.</p><p>Per fare un rapido punto della situazione, all&apos;inizio di quest&apos;anno Google ha iniziato a sperimentare il blocco degli utenti che utilizzavano ad-blocker. Come abbiamo visto all&apos;epoca, se si utilizzava un ad-blocker, YouTube era in grado di rilevarlo e di rifiutarsi di mostrare i contenuti fino a quando non veniva disattivato.</p><p>Come riferisce <a href="https://www.windowslatest.com/2023/10/10/google-blocks-youtube-in-windows-11-microsoft-edge-with-strict-tracking-protection/" target="_blank">Windows Latest</a>, sembra che questo accada ora ad alcuni utenti di Edge che hanno scelto l&apos;opzione con la funzione di prevenzione del tracciamento del <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">browser</a>, che blocca i tracker e garantisce che le pubblicità abbiano un livello minimo di personalizzazione. (In altre parole, limita i dati personali che Google può estrapolare dal browser per offrire annunci più mirati).</p><p>Il sito ha osservato personalmente questo comportamento e ha fatto notare che, se interessati, gli utenti di Edge dovranno passare dall&apos;impostazione più severa alla modalità intermedia per la protezione dal tracciamento.</p><h2 id="cosa-sta-facendo-google">Cosa sta facendo Google?</h2><p>Sembra quindi che Google abbia deciso che questa particolare scelta di privacy su Edge interferisca troppo con il suo lavoro pubblicitario su YouTube, e che quindi debba essere trattata di conseguenza, proprio come un ad blocker.</p><p>Google naturalmente sosterrà che coloro che guardano YouTube gratuitamente devono offrire qualcosa in termini di monetizzazione per l&apos;azienda e che, se non vogliono gli annunci, devono abbonarsi a YouTube Premium (che purtroppo ha subito un aumento di prezzo non molto tempo fa).</p><p>Secondo il report, però, non tutti coloro che utilizzano Edge sembrano essere interessati, quindi è possibile che Google stia ancora facendo dei test.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/edge/youtube-ti-blocca-se-ci-tieni-troppo-alla-tua-privacy</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Siete stati improvvisamente bloccati da YouTube? Ecco perché potrebbe essere successo se utilizzate Microsoft Edge. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Edge]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Browsers]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Darren Allan ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[A man getting angry with his laptop.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[A man getting angry with his laptop.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[A man getting angry with his laptop.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Gli utenti di Microsoft Edge che utilizzano impostazioni di privacy online più rigide hanno scoperto che Google blocca loro la visualizzazione dei video di YouTube, almeno in alcuni casi.</p><p>Per fare un rapido punto della situazione, all&apos;inizio di quest&apos;anno Google ha iniziato a sperimentare il blocco degli utenti che utilizzavano ad-blocker. Come abbiamo visto all&apos;epoca, se si utilizzava un ad-blocker, YouTube era in grado di rilevarlo e di rifiutarsi di mostrare i contenuti fino a quando non veniva disattivato.</p><p>Come riferisce <a href="https://www.windowslatest.com/2023/10/10/google-blocks-youtube-in-windows-11-microsoft-edge-with-strict-tracking-protection/" target="_blank">Windows Latest</a>, sembra che questo accada ora ad alcuni utenti di Edge che hanno scelto l&apos;opzione con la funzione di prevenzione del tracciamento del <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">browser</a>, che blocca i tracker e garantisce che le pubblicità abbiano un livello minimo di personalizzazione. (In altre parole, limita i dati personali che Google può estrapolare dal browser per offrire annunci più mirati).</p><p>Il sito ha osservato personalmente questo comportamento e ha fatto notare che, se interessati, gli utenti di Edge dovranno passare dall&apos;impostazione più severa alla modalità intermedia per la protezione dal tracciamento.</p><h2 id="cosa-sta-facendo-google">Cosa sta facendo Google?</h2><p>Sembra quindi che Google abbia deciso che questa particolare scelta di privacy su Edge interferisca troppo con il suo lavoro pubblicitario su YouTube, e che quindi debba essere trattata di conseguenza, proprio come un ad blocker.</p><p>Google naturalmente sosterrà che coloro che guardano YouTube gratuitamente devono offrire qualcosa in termini di monetizzazione per l&apos;azienda e che, se non vogliono gli annunci, devono abbonarsi a YouTube Premium (che purtroppo ha subito un aumento di prezzo non molto tempo fa).</p><p>Secondo il report, però, non tutti coloro che utilizzano Edge sembrano essere interessati, quindi è possibile che Google stia ancora facendo dei test.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Instagram e Facebook diventano a pagamento in Europa: ecco perchè ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un piano a pagamento potrebbe essere l'unico modo in cui gli utenti europei possono proteggere i propri dati da Meta. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Meta logo on a smartphone in front of the Facebook logo a little bit blurred in the background]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Meta ha avuto problemi con il mercato europeo per le sue due principali applicazioni, Facebook e Instagram, a causa delle severe norme sulla privacy. Nel maggio 2023, infatti, il gigante tecnologico è stato colpito da una multa record di 1,3 miliardi di dollari per la cattiva gestione dei dati degli utenti europei e da allora Meta ha cercato di evitare di scontrarsi direttamente con le autorità di regolamentazione.</p><p>Ma in un nuovo report esclusivo del <a href="https://www.wsj.com/tech/meta-floats-charging-14-a-month-for-ad-free-instagram-or-facebook-5dbaf4d5" target="_blank">Wall Street Journal</a>, Meta sembra aver trovato una soluzione ai suoi problemi di regolamentazione, sollevati per la prima volta a settembre: offrire agli utenti europei un abbonamento senza pubblicità, che consenta loro di scegliere che i propri dati non vengano raccolti. </p><p>Secondo il piano, Meta dovrebbe far pagare 10 euro al mese per gli utenti desktop di Facebook e Instagram e 6 euro per ogni account aggiuntivo collegato. Il prezzo salirebbe a 13 euro al mese per gli utenti di dispositivi mobili, a causa delle commissioni applicate dagli app store di Apple e Google. E coloro che non possono o non vogliono pagare? È molto probabile che si "oppongano" agli annunci pubblicitari e al tracciamento del loro utilizzo dei social media da parte del gigante tecnologico.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4499px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK" name="shutterstock_2193689351.jpg" alt="Phone screen closeup showing the download page for the Facebook app in the app store." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4499" height="2531" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock, Meta)</span></figcaption></figure><p>TechRadar ha contattato Meta per un commento al fine di chiarire l&apos;accordo riferito e confermare che gli utenti dovranno pagare per avere un&apos;utenza gratuita. Il portavoce Matt Pollard ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Meta crede nel valore dei servizi gratuiti supportati da annunci pubblicitari personalizzati. Tuttavia, continuiamo a esplorare le opzioni per garantire la conformità ai requisiti normativi in evoluzione. Al momento non abbiamo altro da condividere".</p><p>La dichiarazione, pur non confermando né smentendo la notizia riportata dal WSJ, fa riferimento alla recente sentenza della Corte di giustizia dell&apos;UE, secondo cui agli utenti non dovrebbe essere negato l&apos;uso di un servizio se non acconsentono al trattamento dei dati. Ma "agli utenti deve essere offerta, se necessario dietro pagamento di una tariffa adeguata, un&apos;alternativa equivalente non accompagnata da tali operazioni di trattamento dei dati". Ciò lascia intendere che Meta sia interessata a far pagare l&apos;opzione.</p><p>Altre prove che puntano in questa direzione provengono da un precedente post del blog di Meta sull&apos;intenzione di passare al consenso per il tracciamento degli annunci nell&apos;UE. Tuttavia, a questo post seguiva questa dichiarazione: "Una volta attuato questo cambiamento, gli inserzionisti saranno ancora in grado di eseguire campagne pubblicitarie personalizzate per raggiungere potenziali clienti e far crescere le loro attività".</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Reddit introduce le pubblicità mirate e rimuove gli Ads opzionali ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un post pubblicato sul profilo ufficiale del responsabile della privacy di Reddit ha illustrato i prossimi piani del sito di social media rispetto al modo in cui gli inserzionisti possono tracciare l&apos;attività degli utenti.</p><p>In breve, <a href="https://www.reddit.com/r/reddit/comments/16tqihd/settings_updateschanges_to_ad_personalization/?rdt=50190" target="_blank"><u>gli utenti Reddit non saranno più in grado di scegliere</u></a> il tracciamento in base alla attività sul sito. Infatti, confrontando le schermate "prima" e "dopo" mostrate nel post, possiamo notare che la maggior parte delle impostazioni sulla privacy non sono più disponibili. Tra queste: <em>"Personalizza Reddit in base ai link in uscita su cui fai clic"</em>, <em>"in base alla tua attività su Reddit e alle informazioni sul tuo account"</em>, <em>"in base alla tua posizione"</em> e <em>"annunci/raccomandazioni in base alla tua attività con i nostri partner"</em>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kRKdktnFs7MRp2KHmoMRd7-1920-80.jpg" alt="Reddit privacy settings menu" /><figcaption><small role="credit">Reddit</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xMWGW3G5qSrCWqBSvbd3X7-1920-80.jpg" alt="Reddit privacy settings menu" /><figcaption><small role="credit">Reddit</small></figcaption></figure></figure><p>Rimane disponibile l&apos;opzione: "annunci personalizzati su Reddit basati su informazioni e attività dei nostri partner" nella maggior parte delle regioni, con un&apos;opzione aggiuntiva che consente di disattivare "la tua attività su Reddit" in alcune aree che non sono state specificate nel post. Molto probabilmente si tratta di Paesi europei protetti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che impone a Reddit di offrire impostazioni sulla privacy che proteggano i dati degli utenti.</p><p>Reddit ha anche dichiarato che sta per introdurre una serie di controlli per limitare alcune categorie di pubblicità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9AMJZwTP5zHySFwWLUEEiP" name="Reddit privacy.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9AMJZwTP5zHySFwWLUEEiP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Reddit)</span></figcaption></figure><p>Le attuali categorie che si trovano nella sezione Sicurezza e privacy delle Impostazioni utente sono: <em>alcol, appuntamenti, gioco d&apos;azzardo, gravidanza e genitorialità e perdita di peso</em>. La religione, invece, è assente dall&apos;elenco delle categorie escludibili.</p><h2 id="reddit-punta-a-monetizzare-come-tutti">Reddit punta a monetizzare, come tutti</h2><p>Da mesi l&apos;amministratore delegato di Reddit, Steve Huffman, sta cercando di aumentare le entrate del sito - entrate che già riceveva dal lavoro non retribuito degli utenti - attraverso un numero crescente di mosse "anti-utente". La più notevole è stata quella di eliminare dal sito i servizi API di terze parti per poter vendere le proprie opzioni di prima parte, mossa che ha provocato proteste durate settimane (fino a quando l&apos;amministratore delegato non ha riaperto con la forza i subreddit oscurati).<br><br>Ora Reddit ha deciso che gli utenti non devono avere il diritto di controllare come vengono utilizzati i dati raccolti, sostituendo gran parte delle opzioni con un&apos;unica voce estremamente vaga che potrebbe riguardare tutto e niente. Probabilmente, se non il GDPR non fosse esistito, il sito non avrebbe nemmeno offerto l&apos;opzione aggiuntiva <em>"in luoghi selezionati"</em>. </p><p>Un altro problema è che le categorie di annunci sensibili limitano solo il numero di annunci visualizzati e non consentono la loro completa rimozione. Si noti inoltre che la religione non rientra in queste categorie (speriamo si tratti di una svista). Ma se dovessimo essere un po&apos; più cinici, è molto probabile che ciò sia dovuto al fatto che gli annunci religiosi sono una fonte di guadagno importante e quindi Reddit non ha alcuna motivazione per limitarli.<br><br>Anno dopo anno la centralizzazione e la capitalizzazione di Internet continuano ad avanzare inesorabilmente.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/reddit-introduce-le-pubblicita-mirate-e-rimuove-gli-ads-opzionali</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Reddit intende rimuovere le opzioni degli utenti per controllare l'utilizzo dei dati raccolti da parte degli inserzionisti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A phone screen showing a sad version of the Reddit logo]]></media:title>
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                                <p>Un post pubblicato sul profilo ufficiale del responsabile della privacy di Reddit ha illustrato i prossimi piani del sito di social media rispetto al modo in cui gli inserzionisti possono tracciare l&apos;attività degli utenti.</p><p>In breve, <a href="https://www.reddit.com/r/reddit/comments/16tqihd/settings_updateschanges_to_ad_personalization/?rdt=50190" target="_blank"><u>gli utenti Reddit non saranno più in grado di scegliere</u></a> il tracciamento in base alla attività sul sito. Infatti, confrontando le schermate "prima" e "dopo" mostrate nel post, possiamo notare che la maggior parte delle impostazioni sulla privacy non sono più disponibili. Tra queste: <em>"Personalizza Reddit in base ai link in uscita su cui fai clic"</em>, <em>"in base alla tua attività su Reddit e alle informazioni sul tuo account"</em>, <em>"in base alla tua posizione"</em> e <em>"annunci/raccomandazioni in base alla tua attività con i nostri partner"</em>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kRKdktnFs7MRp2KHmoMRd7-1920-80.jpg" alt="Reddit privacy settings menu" /><figcaption><small role="credit">Reddit</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xMWGW3G5qSrCWqBSvbd3X7-1920-80.jpg" alt="Reddit privacy settings menu" /><figcaption><small role="credit">Reddit</small></figcaption></figure></figure><p>Rimane disponibile l&apos;opzione: "annunci personalizzati su Reddit basati su informazioni e attività dei nostri partner" nella maggior parte delle regioni, con un&apos;opzione aggiuntiva che consente di disattivare "la tua attività su Reddit" in alcune aree che non sono state specificate nel post. Molto probabilmente si tratta di Paesi europei protetti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che impone a Reddit di offrire impostazioni sulla privacy che proteggano i dati degli utenti.</p><p>Reddit ha anche dichiarato che sta per introdurre una serie di controlli per limitare alcune categorie di pubblicità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9AMJZwTP5zHySFwWLUEEiP" name="Reddit privacy.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9AMJZwTP5zHySFwWLUEEiP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Reddit)</span></figcaption></figure><p>Le attuali categorie che si trovano nella sezione Sicurezza e privacy delle Impostazioni utente sono: <em>alcol, appuntamenti, gioco d&apos;azzardo, gravidanza e genitorialità e perdita di peso</em>. La religione, invece, è assente dall&apos;elenco delle categorie escludibili.</p><h2 id="reddit-punta-a-monetizzare-come-tutti">Reddit punta a monetizzare, come tutti</h2><p>Da mesi l&apos;amministratore delegato di Reddit, Steve Huffman, sta cercando di aumentare le entrate del sito - entrate che già riceveva dal lavoro non retribuito degli utenti - attraverso un numero crescente di mosse "anti-utente". La più notevole è stata quella di eliminare dal sito i servizi API di terze parti per poter vendere le proprie opzioni di prima parte, mossa che ha provocato proteste durate settimane (fino a quando l&apos;amministratore delegato non ha riaperto con la forza i subreddit oscurati).<br><br>Ora Reddit ha deciso che gli utenti non devono avere il diritto di controllare come vengono utilizzati i dati raccolti, sostituendo gran parte delle opzioni con un&apos;unica voce estremamente vaga che potrebbe riguardare tutto e niente. Probabilmente, se non il GDPR non fosse esistito, il sito non avrebbe nemmeno offerto l&apos;opzione aggiuntiva <em>"in luoghi selezionati"</em>. </p><p>Un altro problema è che le categorie di annunci sensibili limitano solo il numero di annunci visualizzati e non consentono la loro completa rimozione. Si noti inoltre che la religione non rientra in queste categorie (speriamo si tratti di una svista). Ma se dovessimo essere un po&apos; più cinici, è molto probabile che ciò sia dovuto al fatto che gli annunci religiosi sono una fonte di guadagno importante e quindi Reddit non ha alcuna motivazione per limitarli.<br><br>Anno dopo anno la centralizzazione e la capitalizzazione di Internet continuano ad avanzare inesorabilmente.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp, finalmente arrivano le foto in HD ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>WhatsApp, una delle applicazioni di messaggistica più popolari al mondo, ha annunciato l&apos;introduzione della possibilità di inviare foto in HD. E, secondo Meta, anche i video riceveranno lo stesso trattamento più avanti.</p><p>Secondo l&apos;annuncio diffuso <a href="https://www.facebook.com/zuck?ref=embed_video" target="_blank">attraverso il canale di trasmissione del CEO di Meta</a>, Mark Zuckerberg, su Instagram, "La condivisione di foto su WhatsApp ha appena ricevuto un aggiornamento. Ora puoi inviarle in HD". La nuova funzione sarà introdotta in tutto il mondo nelle prossime settimane, con la possibilità di inviare foto in HD su Android, iOS o sulla versione desktop. I destinatari sapranno che si tratta di risoluzione HD grazie all&apos;icona evidenziata nella parte superiore dello schermo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kvGECpta4CFJ5Mdn96gCJc" name="techradar deals_final_template.jpg" alt="screenshots of hd photos for whatsapp" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kvGECpta4CFJ5Mdn96gCJc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WABetaInfo)</span></figcaption></figure><p>Le foto scattate da WABetaInfo (visibili qui sopra) quando questa funzione era ancora in fase beta mostrano come apparirà la formattazione dopo il lancio ufficiale. Toccando l&apos;icona HD, appariranno due opzioni di risoluzione: qualità standard (1600 x 1052) e qualità HD (4096 x 2692). Le immagini HD continueranno ad avere la crittografia end-to-end per cui WhatsApp è noto.</p><p>I destinatari possono scegliere se mantenere la qualità standard o passare alla qualità HD, il che sarà un sollievo per chi dispone di una connessione più lenta. Per coloro che sono preoccupati per i problemi di spazio di archiviazione che potrebbero derivare dall&apos;invio di un numero eccessivo di foto in HD, la qualità standard rimarrà quella predefinita per i mittenti.</p><h2 id="un-po-apos-in-ritardo">Un po&apos; in ritardo</h2><p>È sorprendente che, con tutti i cambiamenti e gli aggiornamenti della qualità di WhatsApp nel corso degli anni, l&apos;opzione di inviare foto ed eventualmente video in HD sia arrivata agli utenti solo ora. L&apos;invio di foto di alta qualità sembra essere un&apos;opzione non scontata in termini di miglioramenti, ma è meglio tardi che mai.</p><p>E non è nemmeno la prima volta che un&apos;azienda trascura una funzione così ovvia e spesso richiesta. Già nell&apos;aprile del 2023, Discord aveva annunciato che avrebbe aumentato il limite di upload da 8MB a 25MB, in risposta al fatto che le immagini e le dimensioni dei file erano diventate più grandi nel tempo.</p><p>Inoltre, a differenza di molte altre applicazioni, WhatsApp è un servizio completamente gratuito e non prevede alcun pagamento per la fruizione completa delle sue funzioni.</p><p>Ci auguriamo quindi di vedere un numero maggiore di aggiornamenti di questo tipo ai contenuti inviati, per mantenere WhatsApp al passo con i tempi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/whatsapp-finalmente-arrivano-le-foto-in-hd</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo Meta, WhatsApp offrirà presto agli utenti la possibilità di inviare e ricevere foto in HD, e successivamente anche video. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Pexels / Torsten Dettlaff]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[WhatsApp on iPhone]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[WhatsApp on iPhone]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[WhatsApp on iPhone]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>WhatsApp, una delle applicazioni di messaggistica più popolari al mondo, ha annunciato l&apos;introduzione della possibilità di inviare foto in HD. E, secondo Meta, anche i video riceveranno lo stesso trattamento più avanti.</p><p>Secondo l&apos;annuncio diffuso <a href="https://www.facebook.com/zuck?ref=embed_video" target="_blank">attraverso il canale di trasmissione del CEO di Meta</a>, Mark Zuckerberg, su Instagram, "La condivisione di foto su WhatsApp ha appena ricevuto un aggiornamento. Ora puoi inviarle in HD". La nuova funzione sarà introdotta in tutto il mondo nelle prossime settimane, con la possibilità di inviare foto in HD su Android, iOS o sulla versione desktop. I destinatari sapranno che si tratta di risoluzione HD grazie all&apos;icona evidenziata nella parte superiore dello schermo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kvGECpta4CFJ5Mdn96gCJc" name="techradar deals_final_template.jpg" alt="screenshots of hd photos for whatsapp" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kvGECpta4CFJ5Mdn96gCJc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WABetaInfo)</span></figcaption></figure><p>Le foto scattate da WABetaInfo (visibili qui sopra) quando questa funzione era ancora in fase beta mostrano come apparirà la formattazione dopo il lancio ufficiale. Toccando l&apos;icona HD, appariranno due opzioni di risoluzione: qualità standard (1600 x 1052) e qualità HD (4096 x 2692). Le immagini HD continueranno ad avere la crittografia end-to-end per cui WhatsApp è noto.</p><p>I destinatari possono scegliere se mantenere la qualità standard o passare alla qualità HD, il che sarà un sollievo per chi dispone di una connessione più lenta. Per coloro che sono preoccupati per i problemi di spazio di archiviazione che potrebbero derivare dall&apos;invio di un numero eccessivo di foto in HD, la qualità standard rimarrà quella predefinita per i mittenti.</p><h2 id="un-po-apos-in-ritardo">Un po&apos; in ritardo</h2><p>È sorprendente che, con tutti i cambiamenti e gli aggiornamenti della qualità di WhatsApp nel corso degli anni, l&apos;opzione di inviare foto ed eventualmente video in HD sia arrivata agli utenti solo ora. L&apos;invio di foto di alta qualità sembra essere un&apos;opzione non scontata in termini di miglioramenti, ma è meglio tardi che mai.</p><p>E non è nemmeno la prima volta che un&apos;azienda trascura una funzione così ovvia e spesso richiesta. Già nell&apos;aprile del 2023, Discord aveva annunciato che avrebbe aumentato il limite di upload da 8MB a 25MB, in risposta al fatto che le immagini e le dimensioni dei file erano diventate più grandi nel tempo.</p><p>Inoltre, a differenza di molte altre applicazioni, WhatsApp è un servizio completamente gratuito e non prevede alcun pagamento per la fruizione completa delle sue funzioni.</p><p>Ci auguriamo quindi di vedere un numero maggiore di aggiornamenti di questo tipo ai contenuti inviati, per mantenere WhatsApp al passo con i tempi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Quattro modi in cui l'AI migliorerà la ricerca su Google ]]></title>
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Per provare le novità che verranno introdotte a libello globale nei prossimi mesi dovete essere iscritti alla piattaforma di test "<a href="https://labs.google.com/search/error?is=i">Search Labs</a>" (non tutti gli account Google sono autorizzati ad aderire al programma).<br><br>Con l&apos;"<em>esperienza di ricerca generativa</em>" alimentata dall&apos;intelligenza artificiale di Google (annunciata all&apos;inizio di quest&apos;anno al Google I/O e abbreviata in SGE) sarà possibile inserire una richiesta nella barra di ricerca ricevendo risposte generate dall&apos;intelligenza artificiale sull&apos;argomento, foto e altre informazioni pertinenti dal web. In questo modo, invece di vedere i primi risultati da diversi siti web o piattaforme come avviene normalmente, si otterranno prima i risultati generati dall&apos;intelligenza artificiale in una sorta di breve riepilogo, e poi si potrà scorrere verso il basso per trovare i risultati abituali.<br><br>Ma in che modo questa nuova forma di <em>googling </em>- un&apos;attività che a questo punto è letteralmente entrata nella maggior parte dei dizionari - è in grado di migliorare le nostre esperienze di ricerca online? Google ha indicato quattro modi in cui l&apos;SGE farà la differenza; andiamo a vedere di cosa si tratta!</p><h2 id="1-vedere-per-capire">1. Vedere per capire</h2><p>Il blog ufficiale di Google fornisce un esempio di come i risultati visivi miglioreranno grazie alla nuova funzione di ricerca. Cercando ad esempio <em>"i più piccoli uccelli rapaci"</em> si otterranno prima le immagini dei volatili, poi la risposta testuale generata (descrizione) e infine i link pertinenti in basso. In precedenza, era necessario recarsi su una pagina apposita per le immagini e accedere a un sito web specifico per ricevere informazioni approfondite sul tema.</p><h2 id="2-panoramiche-pi-xf9-veloci-basate-sull-apos-intelligenza-artificiale">2. Panoramiche più veloci basate sull&apos;intelligenza artificiale</h2><p>Grazie al nuovo layout del motore di ricerca, Google vuole dimezzare i tempi di risposta dell&apos;intelligenza artificiale sfruttando un recente aggiornamento che consentirà di ottenere risultati molto più rapidamente. Se state cercando consigli per la meta del vostro prossimo viaggio, un posto dove andare a pranzo o una guida su come fare la lavatrice con i bianchi, vorrete ricevere l&apos;informazione che vi interessa nel minor tempo possibile, senza fronzoli. Stando a quanto sostiene Google, le risposte generate dall&apos;intelligenza artificiale possono contribuire a ridurre notevolmente il tempo di ricerca delle risposte alle vostre domande. In sostanza otterrete informazioni più rapide e al contempo più precise.</p><h2 id="3-imparare-di-pi-xf9-su-ci-xf2-che-vi-interessa">3. Imparare di più su ciò che vi interessa</h2><p>Google descrive SGE come un<em> "punto di partenza per l&apos;esplorazione di informazioni utili"</em>; il sistema di ricerca AI includerà link diretti alle fonti e aggiungerà le date di pubblicazione a questi link per assicurarsi che l&apos;utente possa accedere sempre a contenuti aggiornati. In altre parole, SGE aiuterà a non imbattersi in informazioni obsolete e fornirà fonti selezionate e analizzate dall&apos;AI per approfondire l&apos;argomento al quale siete interessati.</p><h2 id="4-ottenere-istantaneamente-consigli-sui-prodotti">4. Ottenere istantaneamente consigli sui prodotti</h2><p>Non fraintendeteci: se volete un elenco curato di recensioni di prodotti (ad esempio, una classifica dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili">migliori computer portatili</a>), in genere dovete rivolgervi a un sito web specialistico. Tuttavia, SGE può fornirvi una sorta di riassunto preso dalle recensioni e dalle schede tecniche per facilitare la ricerca. Cercando un prodotto specifico che desiderate acquistare otterrete un elenco delle migliori opzioni con link ai rivenditori, insieme a una sezione di approfondimento dedicata al prodotto che state cercando. Si tratta di un&apos;alternativa potenzialmente utile per gli utenti del web che non sanno di quali siti fidarsi o vogliono sentire più campane senza perdere ore a svolgere ricerche sui vari siti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/search-engines/quattro-modi-in-cui-lai-migliorera-la-ricerca-su-google</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google sta integrando l'intelligenza artificiale nel suo motore di ricerca e ci sono alcuni aspetti che potrebbero migliorare drasticamente grazie all'implementazione di nuovi algoritmi. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">PsQqyNmYegYMYnehKotbCL</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Search Engines]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Muskaan Saxena ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Google I/O 2023 Search AI]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Google Search è il motore di ricerca più utilizzato a livello globale. Spesso è la prima cosa che si vede quando si avvia il computer al mattino e il primo posto in cui si va a cercare informazioni disparate che vanno dai prezzi dei voli al meteo.</p><p>Il gigante dei motori di ricerca ha già dato prova delle sue capacità nel campo dell&apos;intelligenza artificiale con <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-bard-il-rivale-di-chatgpt-che-promette-di-cambiare-il-web">Google Bard</a>, il chiacchierato chatbot rivale del popolarissimo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/chatgpt-4-tutto-quello-che-ce-da-sapere">ChatGPT</a> di OpenAI. Ora Google intende fare del suo meglio per migliorare le potenzialità del suo motore di ricerca con l&apos;intelligenza artificiale. Per provare le novità che verranno introdotte a libello globale nei prossimi mesi dovete essere iscritti alla piattaforma di test "<a href="https://labs.google.com/search/error?is=i">Search Labs</a>" (non tutti gli account Google sono autorizzati ad aderire al programma).<br><br>Con l&apos;"<em>esperienza di ricerca generativa</em>" alimentata dall&apos;intelligenza artificiale di Google (annunciata all&apos;inizio di quest&apos;anno al Google I/O e abbreviata in SGE) sarà possibile inserire una richiesta nella barra di ricerca ricevendo risposte generate dall&apos;intelligenza artificiale sull&apos;argomento, foto e altre informazioni pertinenti dal web. In questo modo, invece di vedere i primi risultati da diversi siti web o piattaforme come avviene normalmente, si otterranno prima i risultati generati dall&apos;intelligenza artificiale in una sorta di breve riepilogo, e poi si potrà scorrere verso il basso per trovare i risultati abituali.<br><br>Ma in che modo questa nuova forma di <em>googling </em>- un&apos;attività che a questo punto è letteralmente entrata nella maggior parte dei dizionari - è in grado di migliorare le nostre esperienze di ricerca online? Google ha indicato quattro modi in cui l&apos;SGE farà la differenza; andiamo a vedere di cosa si tratta!</p><h2 id="1-vedere-per-capire">1. Vedere per capire</h2><p>Il blog ufficiale di Google fornisce un esempio di come i risultati visivi miglioreranno grazie alla nuova funzione di ricerca. Cercando ad esempio <em>"i più piccoli uccelli rapaci"</em> si otterranno prima le immagini dei volatili, poi la risposta testuale generata (descrizione) e infine i link pertinenti in basso. In precedenza, era necessario recarsi su una pagina apposita per le immagini e accedere a un sito web specifico per ricevere informazioni approfondite sul tema.</p><h2 id="2-panoramiche-pi-xf9-veloci-basate-sull-apos-intelligenza-artificiale">2. Panoramiche più veloci basate sull&apos;intelligenza artificiale</h2><p>Grazie al nuovo layout del motore di ricerca, Google vuole dimezzare i tempi di risposta dell&apos;intelligenza artificiale sfruttando un recente aggiornamento che consentirà di ottenere risultati molto più rapidamente. Se state cercando consigli per la meta del vostro prossimo viaggio, un posto dove andare a pranzo o una guida su come fare la lavatrice con i bianchi, vorrete ricevere l&apos;informazione che vi interessa nel minor tempo possibile, senza fronzoli. Stando a quanto sostiene Google, le risposte generate dall&apos;intelligenza artificiale possono contribuire a ridurre notevolmente il tempo di ricerca delle risposte alle vostre domande. In sostanza otterrete informazioni più rapide e al contempo più precise.</p><h2 id="3-imparare-di-pi-xf9-su-ci-xf2-che-vi-interessa">3. Imparare di più su ciò che vi interessa</h2><p>Google descrive SGE come un<em> "punto di partenza per l&apos;esplorazione di informazioni utili"</em>; il sistema di ricerca AI includerà link diretti alle fonti e aggiungerà le date di pubblicazione a questi link per assicurarsi che l&apos;utente possa accedere sempre a contenuti aggiornati. In altre parole, SGE aiuterà a non imbattersi in informazioni obsolete e fornirà fonti selezionate e analizzate dall&apos;AI per approfondire l&apos;argomento al quale siete interessati.</p><h2 id="4-ottenere-istantaneamente-consigli-sui-prodotti">4. Ottenere istantaneamente consigli sui prodotti</h2><p>Non fraintendeteci: se volete un elenco curato di recensioni di prodotti (ad esempio, una classifica dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili">migliori computer portatili</a>), in genere dovete rivolgervi a un sito web specialistico. Tuttavia, SGE può fornirvi una sorta di riassunto preso dalle recensioni e dalle schede tecniche per facilitare la ricerca. Cercando un prodotto specifico che desiderate acquistare otterrete un elenco delle migliori opzioni con link ai rivenditori, insieme a una sezione di approfondimento dedicata al prodotto che state cercando. Si tratta di un&apos;alternativa potenzialmente utile per gli utenti del web che non sanno di quali siti fidarsi o vogliono sentire più campane senza perdere ore a svolgere ricerche sui vari siti.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Twitter cambia faccia e dice addio all'uccellino blu: si chiamerà X ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Twitter sta per subire un restyling totale che va dal logo al nome della piattaforma che, a breve, cambierà nome in <em>X</em>, lettera dell&apos;alfabeto latino che diventerà anche il simbolo del "nuovo" social.</p><p>Dopo aver speso 44 miliardi di dollari per l&apos;acquisizione di Twitter, Elon Musk ha da subito fatto capire che intendeva trasformare la piattaforma social a suo piacimento con interventi radicali operati fin dalle prime settimane di attività, anche se non pensavamo arrivasse a un rebranding totale.</p><p>Per coloro che non conoscono la storia dell&apos;azienda di Elon Musk, <em>X</em> era la sua banca online che ha preceduto PayPal, o meglio <strong>X.com</strong>, dominio tutt&apos;ora di proprietà di Elon Musk che attualmente reindirizza a Twitter.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/lindayacc/status/1683357189589663744"><p lang="en" dir="ltr">Lights. Camera. X! pic.twitter.com/K9Ou47Qb4R<a href="https://twitter.com/lindayacc/status/1683357189589663744">July 24, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Sembra che Elon Musk e l&apos;amministratore delegato di Twitter, Linda Yaccarino, abbiano grandi progetti per <em>X</em>:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/lindayacc/status/1683213798386147329"><p lang="en" dir="ltr">It’s an exceptionally rare thing – in life or in business – that you get a second chance to make another big impression. Twitter made one massive impression and changed the way we communicate. Now, X will go further, transforming the global town square.<a href="https://twitter.com/lindayacc/status/1683213798386147329">July 23, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Stando alle parole del CEO Linda Yaccarino la ventata di rinnovamento non si limiterà al simbolo e al nome, ma interesserà molti aspetti strutturali della piattaforma social:</p><p>In un post su Twitter, Yaccarino afferma che <em>"X è lo stato futuro dell&apos;interattività illimitata - incentrata su audio, video, messaggistica, pagamenti/bancari - che crea un mercato globale per idee, beni, servizi e opportunità. Alimentato dall&apos;intelligenza artificiale, X ci connetterà tutti in modi che stiamo appena iniziando a immaginare".</em></p><p>Non ci è dato sapere cosa comporteranno queste novità per gli utenti Twitter ma lo scopriremo di certo nei prossimi giorni.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/twitter-cambia-faccia-e-dice-addio-alluccellino-blu-si-chiamera-x</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo le parole di Elon Musk il social sta per subire un restyling totale: si chiamerà X. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">F57ZRnVN8AKo5xhpEPgZe7</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Twitter&#039;s new X logo next to its blue bird logo on a black background]]></media:title>
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                                <p>Twitter sta per subire un restyling totale che va dal logo al nome della piattaforma che, a breve, cambierà nome in <em>X</em>, lettera dell&apos;alfabeto latino che diventerà anche il simbolo del "nuovo" social.</p><p>Dopo aver speso 44 miliardi di dollari per l&apos;acquisizione di Twitter, Elon Musk ha da subito fatto capire che intendeva trasformare la piattaforma social a suo piacimento con interventi radicali operati fin dalle prime settimane di attività, anche se non pensavamo arrivasse a un rebranding totale.</p><p>Per coloro che non conoscono la storia dell&apos;azienda di Elon Musk, <em>X</em> era la sua banca online che ha preceduto PayPal, o meglio <strong>X.com</strong>, dominio tutt&apos;ora di proprietà di Elon Musk che attualmente reindirizza a Twitter.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/lindayacc/status/1683357189589663744"><p lang="en" dir="ltr">Lights. Camera. X! pic.twitter.com/K9Ou47Qb4R<a href="https://twitter.com/lindayacc/status/1683357189589663744">July 24, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Sembra che Elon Musk e l&apos;amministratore delegato di Twitter, Linda Yaccarino, abbiano grandi progetti per <em>X</em>:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/lindayacc/status/1683213798386147329"><p lang="en" dir="ltr">It’s an exceptionally rare thing – in life or in business – that you get a second chance to make another big impression. Twitter made one massive impression and changed the way we communicate. Now, X will go further, transforming the global town square.<a href="https://twitter.com/lindayacc/status/1683213798386147329">July 23, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Stando alle parole del CEO Linda Yaccarino la ventata di rinnovamento non si limiterà al simbolo e al nome, ma interesserà molti aspetti strutturali della piattaforma social:</p><p>In un post su Twitter, Yaccarino afferma che <em>"X è lo stato futuro dell&apos;interattività illimitata - incentrata su audio, video, messaggistica, pagamenti/bancari - che crea un mercato globale per idee, beni, servizi e opportunità. Alimentato dall&apos;intelligenza artificiale, X ci connetterà tutti in modi che stiamo appena iniziando a immaginare".</em></p><p>Non ci è dato sapere cosa comporteranno queste novità per gli utenti Twitter ma lo scopriremo di certo nei prossimi giorni.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Threads spunta sul Play Store: l'alternativa a Twitter targata Meta è sempre più vicina ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/threads-spunta-sul-play-store-lalternativa-a-twitter-targata-meta-e-sempre-piu-vicina</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La nuova app di Meta, Threads, è un'alternativa diretta a Twitter apparsa di recente sul Google Play Store, anche se per poco tempo. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">HeDRmG2Ct9yhE7DGUq5vYW</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Muskaan Saxena ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Instagram on a phone]]></media:title>
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                                <p>Threads, la versione alternativa di Twitter firmata Meta, ha fatto parlare di sé fin dall&apos;inizio dell&apos;anno, quando il ricercatore italiano Allesandro Paluzzi ha condiviso su Twitter le immagini dell&apos;app (all&apos;epoca chiamata "Barcellona") definendola come una versione di "Instagram per i vostri pensieri".</p><p>L&apos;app è comparsa per breve tempo sul Google Play Store e a quanto pare potremmo essere molto vicini al lancio effettivo. Sebbene l&apos;annuncio sia stato rimosso quasi subito, la pagina di download offriva alcune informazioni interessanti su Threads.</p><p><a href="https://twitter.com/alex193a" target="_blank">Paluzzi</a> ha confermato la comparsa dell&apos;app sul Play Store pubblicando su Twitter alcuni screenshot che mostravano diversi dettagli dell&apos;app, come la schermata di accesso (con l&apos;opzione "accedi con Instagram") e il design del feed della timeline principale dell&apos;app.</p><p>A prima vista, sembra che gli utenti potranno scorrere l&apos;elenco dei loro follower / account seguiti su Instagram e scegliere chi seguire su Threads.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/alex193a/status/1675064354549518336"><p lang="en" dir="ltr">Here's the store listing screenshots 👇🏻 pic.twitter.com/kBK9OSRhNF<a href="https://twitter.com/alex193a/status/1675064354549518336">July 1, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Come ci si poteva aspettare, Threads assomiglia molto a Twitter. Ci sono i noti pulsanti "like", "comment", "retweet" (re-thread?) e "share" in fondo a ogni post, oltre alle tipiche spunte blu già presenti su Instagram.</p><p>Threads è in fase di sviluppo già da un po&apos; di tempo; inizialmente il progetto aveva il nome in codice "P92", poi ha assunto il nome "Barcelona". Meta ha confermato che stava "pensando a un social network decentralizzato autonomo per la condivisione di aggiornamenti testuali" e, sebbene non si trattasse di una frecciata diretta a Twitter, l&apos;azienda alle spalle di Mark Zuckerberg si è chiaramente ispirata al social di Elon Musk quando ha concepito il suo Threads.</p><p>La fuga di notizie dal Play Store ci fa sperare che non manchi molto all&apos;arrivo di Threads.</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ YouTube, se usate AdBlock potrete vedere solo tre video ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>A maggio era stato riferito che Google stava testando un modo per limitare l&apos;utilizzo di ad-blocker per YouTube, che prevedeva l&apos;apparizione un pop-up in cui si afferma che gli ad-blocker non sono più consentiti sul sito web. In seguito, all&apos;utente veniva impedito di utilizzare il sito a meno che non disattivasse l&apos;ad-blocker o si abbonasse a YouTube Premium.</p><p>Ora il gigante tecnologico starebbe diventando più aggressivo nella sua guerra contro gli ad-blocker, con un nuovo sistema. <a href="https://www.reddit.com/r/youtube/comments/14kmd07/youtube_cracking_down_on_if_youre_not_paying_them/" target="_blank">L&apos;utente Reddit Reddit_n_Me</a> ha individuato per primo questo pop-up, che include tre caselle numerate insieme al messaggio "YouTube verrà bloccato dopo 3 video". </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uVfJivHUxwHCyowbBqrtJj" name="YouTube ad block.jpg" alt="a screenshot of a youtube warning" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uVfJivHUxwHCyowbBqrtJj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Reddit)</span></figcaption></figure><p>Secondo altri utenti Reddit nei commenti di quel post, coloro che utilizzano uBlock Origin non avrebbero visto questa schermata. Naturalmente, per il momento si tratta di un elenco piuttosto ristretto di utenti sottoposti a test, quindi non conosciamo la portata di questo nuovo esperimento.</p><h2 id="guerra-agli-ad-blocker">Guerra agli ad-blocker</h2><p>Prima di questi esperimenti, Google aveva già intrapreso una guerra contro gli ad-blocker. All&apos;inizio del 2016, l&apos;azienda aveva brevemente bandito gli ad-blocker dal Play Store, per poi ritornare sui suoi passi poco tempo dopo. Ma non si è fermata lì. </p><p>Nel 2022, Google aveva bandito dal Play Store le app <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-android">VPN per Android</a> che non utilizzavano l&apos;API (Application Programming Interface) VPNService, sostenendo che interferissero con la pubblicità. Nello stesso anno, YouTube Vanced, utilizzato come alternativa senza pubblicità al sito di social media, è stato ritirato dal Play Store.</p><p>Per non parlare del fatto che il passaggio all&apos;API Manifest v3 per Google Chrome disabiliterebbe la maggior parte degli ad-blocker. Google sostiene che questo passaggio serve a proteggere la sicurezza e la privacy degli utenti, oltre che a offrire un incremento materiale delle prestazioni. Tuttavia, considerando l&apos;aggressività del gigante tecnologico, è più probabile che si tratti di un tentativo di eliminare la maggior parte degli ad-blocker, soprattutto perché Chrome detiene la stragrande maggioranza del mercato dei browser.</p><p>E siamo sinceri: gli annunci su YouTube stanno diventando insopportabili, perché durano più a lungo e si ripetono più spesso. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/youtube-se-usate-adblock-potrete-vedere-solo-tre-video</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google sta sperimentando un pop-up che applica una nuova regola nella guerra contro gli ad-blocker. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Finger touches the Youtube application on smartphone screen on red background]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Finger touches the Youtube application on smartphone screen on red background]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Finger touches the Youtube application on smartphone screen on red background]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>A maggio era stato riferito che Google stava testando un modo per limitare l&apos;utilizzo di ad-blocker per YouTube, che prevedeva l&apos;apparizione un pop-up in cui si afferma che gli ad-blocker non sono più consentiti sul sito web. In seguito, all&apos;utente veniva impedito di utilizzare il sito a meno che non disattivasse l&apos;ad-blocker o si abbonasse a YouTube Premium.</p><p>Ora il gigante tecnologico starebbe diventando più aggressivo nella sua guerra contro gli ad-blocker, con un nuovo sistema. <a href="https://www.reddit.com/r/youtube/comments/14kmd07/youtube_cracking_down_on_if_youre_not_paying_them/" target="_blank">L&apos;utente Reddit Reddit_n_Me</a> ha individuato per primo questo pop-up, che include tre caselle numerate insieme al messaggio "YouTube verrà bloccato dopo 3 video". </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uVfJivHUxwHCyowbBqrtJj" name="YouTube ad block.jpg" alt="a screenshot of a youtube warning" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uVfJivHUxwHCyowbBqrtJj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Reddit)</span></figcaption></figure><p>Secondo altri utenti Reddit nei commenti di quel post, coloro che utilizzano uBlock Origin non avrebbero visto questa schermata. Naturalmente, per il momento si tratta di un elenco piuttosto ristretto di utenti sottoposti a test, quindi non conosciamo la portata di questo nuovo esperimento.</p><h2 id="guerra-agli-ad-blocker">Guerra agli ad-blocker</h2><p>Prima di questi esperimenti, Google aveva già intrapreso una guerra contro gli ad-blocker. All&apos;inizio del 2016, l&apos;azienda aveva brevemente bandito gli ad-blocker dal Play Store, per poi ritornare sui suoi passi poco tempo dopo. Ma non si è fermata lì. </p><p>Nel 2022, Google aveva bandito dal Play Store le app <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-android">VPN per Android</a> che non utilizzavano l&apos;API (Application Programming Interface) VPNService, sostenendo che interferissero con la pubblicità. Nello stesso anno, YouTube Vanced, utilizzato come alternativa senza pubblicità al sito di social media, è stato ritirato dal Play Store.</p><p>Per non parlare del fatto che il passaggio all&apos;API Manifest v3 per Google Chrome disabiliterebbe la maggior parte degli ad-blocker. Google sostiene che questo passaggio serve a proteggere la sicurezza e la privacy degli utenti, oltre che a offrire un incremento materiale delle prestazioni. Tuttavia, considerando l&apos;aggressività del gigante tecnologico, è più probabile che si tratti di un tentativo di eliminare la maggior parte degli ad-blocker, soprattutto perché Chrome detiene la stragrande maggioranza del mercato dei browser.</p><p>E siamo sinceri: gli annunci su YouTube stanno diventando insopportabili, perché durano più a lungo e si ripetono più spesso. </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp, addio alla versione desktop tradizionale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L&apos;accesso a WhatsApp su desktop è sempre stato facile grazie a Whatsapp web, l&apos;app nativa e l&apos;app indipendente dalla piattaforma costruita sul framework open source Electron.</p><p>Ora <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-desktop-built-with-the-electron-framework-officially-reaches-end-of-life-stage/" target="_blank">WhatsApp ha annunciato</a> la dismissione di quest&apos;ultima e chi utilizza ancora l&apos;app basata su Electron dovrà passare all&apos;app nativa per il proprio sistema operativo se vuole continuare a usare WhatsApp su desktop.</p><p>Quando WhatsApp era nelle prime fasi di sviluppo, gli sviluppatori avevano creato la suddetta app per desktop, basata sul framework Electron JavaScript. Questo ha permesso di condividere una base di codice tra WhatsApp Web e la nuova app desktop, che funzionava sia su Windows che su macOS. Circa quattro settimane fa, nella schermata principale di questa app per desktop è apparso un timer per il conto alla rovescia che ne annunciava la chiusura.</p><p>Se si visita l&apos;app basata su Electron ora si vedrà solo una schermata con scritto "App scaduta", con un rimando all&apos;app nativa di WhatsApp per desktop disponibile sul Microsoft Store o sul Mac App Store: ottimizzata per ogni sistema operativo desktop, offre una maggiore stabilità e occupa meno risorse di sistema.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ WhatsApp dice basta all'app desktop basata su Electron, costringendo gli utenti a passare alla versione nativa. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Email & Messaging]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[WhatsApp]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[WhatsApp]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[WhatsApp]]></media:title>
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                                <p>L&apos;accesso a WhatsApp su desktop è sempre stato facile grazie a Whatsapp web, l&apos;app nativa e l&apos;app indipendente dalla piattaforma costruita sul framework open source Electron.</p><p>Ora <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-desktop-built-with-the-electron-framework-officially-reaches-end-of-life-stage/" target="_blank">WhatsApp ha annunciato</a> la dismissione di quest&apos;ultima e chi utilizza ancora l&apos;app basata su Electron dovrà passare all&apos;app nativa per il proprio sistema operativo se vuole continuare a usare WhatsApp su desktop.</p><p>Quando WhatsApp era nelle prime fasi di sviluppo, gli sviluppatori avevano creato la suddetta app per desktop, basata sul framework Electron JavaScript. Questo ha permesso di condividere una base di codice tra WhatsApp Web e la nuova app desktop, che funzionava sia su Windows che su macOS. Circa quattro settimane fa, nella schermata principale di questa app per desktop è apparso un timer per il conto alla rovescia che ne annunciava la chiusura.</p><p>Se si visita l&apos;app basata su Electron ora si vedrà solo una schermata con scritto "App scaduta", con un rimando all&apos;app nativa di WhatsApp per desktop disponibile sul Microsoft Store o sul Mac App Store: ottimizzata per ogni sistema operativo desktop, offre una maggiore stabilità e occupa meno risorse di sistema.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Meta ha una soluzione per supervisionare i ragazzi su Instagram e Messenger ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Meta sta dando il via a un consistente aggiornamento della sicurezza che mira a introdurre nuovi strumenti di controllo dedicati ai genitori su app come Messenger, Facebook e Instagram.</p><p>L&apos;obiettivo è quello di dare ai genitori e ai tutori legali <a href="https://about.fb.com/news/2023/06/parental-supervision-and-teen-time-management-on-metas-apps/">molto più controllo sull&apos;uso che i ragazzi fanno di queste app</a>. Gli strumenti per il controllo di Messenger saranno ospitati nel nuovo Hub per la supervisione dei genitori, dove gli utenti potranno sapere <em>"quanto tempo i loro ragazzi trascorrono sulla piattaforma"</em>, ricevere notifiche ogni volta che qualcuno di nuovo viene aggiunto all&apos;elenco dei contatti e stabilire chi può inviare messaggi. I genitori possono limitare i messaggi in arrivo <em>"solo agli amici [del figlio], agli amici degli amici o a nessuno"</em>. I genitori potranno anche controllare "<em>chi può vedere le storie dei loro [figli]"</em> e saranno informati quando qualcuno viene segnalato sull&apos;account. Gli adolescenti possono modificare da soli alcune impostazioni di sicurezza, ma se lo fanno, i loro tutori riceveranno una notifica che li informerà di ogni modifica.</p><p>Le nuove funzioni sono <em>"disponibili negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada... con l&apos;intenzione di estenderli ad altri Paesi del mondo nei prossimi mesi"</em>. In seguito, Meta ha dichiarato di voler aggiungere altri strumenti di gestione del tempo trascorso su Messenger.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY" name="messenger update 1.jpg" alt="Messenger" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><h2 id="maggiore-trasparenza">Maggiore trasparenza</h2><p>L&apos;hub Parental Supervision di Instagram sta ricevendo un aggiornamento simile a quello di Messenger allo scopo di migliorare la trasparenza tra gli adolescenti e i loro genitori.</p><p>Al momento, la piattaforma mostra ai genitori gli account che i loro figli seguono e chi li segue a sua volta. Questo strumento è in fase di espansione e permetterà di di verificare i contenuti che questi account possono condividere con l&apos;adolescente. Inoltre, ogni volta che un minore blocca qualcuno, apparirà un avviso che raccomanda di aggiungere il proprio tutore per aiutare a supervisionare l&apos;account.</p><p>Meta sta testando anche una nuova funzione dedicata alla privacy per Instagram, in cui le persone devono inviare un invito prima di poter mandare qualsiasi messaggio. Gli inviti saranno limitati al solo testo, senza immagini, video o altro. Non si sa se tutti potranno provarla o se sarà una funzione di prova destinata a un gruppo ristretto di tester, ma si spera che venga presto lanciata a livello globale in veste ufficiale. A proposito di lanci globali, la Modalità silenziosa di Instagram che disattiva le notifiche uditive sarà disponibile in altri Paesi <em>"nelle prossime settimane"</em>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD" name="instagram update 1.jpg" alt="Instagram new parental tools" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Meta non sta facendo molto su Facebook. L&apos;azienda sembra accontentarsi di importare lo strumento Take a Break da Instagram. Secondo quanto dichiarato dall&apos;azienda, gli adolescenti riceveranno un avviso che li inviterà a prendersi una pausa dall&apos;app dopo 20 minuti. I genitori possono anche impostare dei promemoria giornalieri se vogliono tenere sotto controllo la situazione. Assicuratevi di tenere d&apos;occhio la patch quando arriverà. Di solito gli aggiornamenti vengono rilasciati a ondate, quindi potrebbe volerci un po&apos;.</p><p>Se da una parte fa un po&apos; specie pensare al controllo totale dei genitori sulle app dei figli, dall&apos;altra, considerando il livello dei contenuti che girano sui social del gruppo Meta, una suite di strumenti dedicati alla supervisione da remoto sembra un&apos;idea piuttosto sensata. Al contempo gli strumenti di controllo del tempo trascorso sui social possono aiutare a combattere la dipendenza dagli smartphone sempre più diffusa tra i giovanissimi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/meta-ha-una-soluzione-per-supervisionare-i-ragazzi-su-instagram-e-messenger</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Meta ha sviluppato degli strumenti per aiutare i genitori ad impedire ai loro ragazzi di fare un uso eccessivo di Messanger e Instagram. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">jKbry3R5ZidgnE5qUA7M6G</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Cesar Cadenas ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Facebook Messenger App]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Facebook Messenger App]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facebook Messenger App]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Meta sta dando il via a un consistente aggiornamento della sicurezza che mira a introdurre nuovi strumenti di controllo dedicati ai genitori su app come Messenger, Facebook e Instagram.</p><p>L&apos;obiettivo è quello di dare ai genitori e ai tutori legali <a href="https://about.fb.com/news/2023/06/parental-supervision-and-teen-time-management-on-metas-apps/">molto più controllo sull&apos;uso che i ragazzi fanno di queste app</a>. Gli strumenti per il controllo di Messenger saranno ospitati nel nuovo Hub per la supervisione dei genitori, dove gli utenti potranno sapere <em>"quanto tempo i loro ragazzi trascorrono sulla piattaforma"</em>, ricevere notifiche ogni volta che qualcuno di nuovo viene aggiunto all&apos;elenco dei contatti e stabilire chi può inviare messaggi. I genitori possono limitare i messaggi in arrivo <em>"solo agli amici [del figlio], agli amici degli amici o a nessuno"</em>. I genitori potranno anche controllare "<em>chi può vedere le storie dei loro [figli]"</em> e saranno informati quando qualcuno viene segnalato sull&apos;account. Gli adolescenti possono modificare da soli alcune impostazioni di sicurezza, ma se lo fanno, i loro tutori riceveranno una notifica che li informerà di ogni modifica.</p><p>Le nuove funzioni sono <em>"disponibili negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada... con l&apos;intenzione di estenderli ad altri Paesi del mondo nei prossimi mesi"</em>. In seguito, Meta ha dichiarato di voler aggiungere altri strumenti di gestione del tempo trascorso su Messenger.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY" name="messenger update 1.jpg" alt="Messenger" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><h2 id="maggiore-trasparenza">Maggiore trasparenza</h2><p>L&apos;hub Parental Supervision di Instagram sta ricevendo un aggiornamento simile a quello di Messenger allo scopo di migliorare la trasparenza tra gli adolescenti e i loro genitori.</p><p>Al momento, la piattaforma mostra ai genitori gli account che i loro figli seguono e chi li segue a sua volta. Questo strumento è in fase di espansione e permetterà di di verificare i contenuti che questi account possono condividere con l&apos;adolescente. Inoltre, ogni volta che un minore blocca qualcuno, apparirà un avviso che raccomanda di aggiungere il proprio tutore per aiutare a supervisionare l&apos;account.</p><p>Meta sta testando anche una nuova funzione dedicata alla privacy per Instagram, in cui le persone devono inviare un invito prima di poter mandare qualsiasi messaggio. Gli inviti saranno limitati al solo testo, senza immagini, video o altro. Non si sa se tutti potranno provarla o se sarà una funzione di prova destinata a un gruppo ristretto di tester, ma si spera che venga presto lanciata a livello globale in veste ufficiale. A proposito di lanci globali, la Modalità silenziosa di Instagram che disattiva le notifiche uditive sarà disponibile in altri Paesi <em>"nelle prossime settimane"</em>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD" name="instagram update 1.jpg" alt="Instagram new parental tools" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Meta non sta facendo molto su Facebook. L&apos;azienda sembra accontentarsi di importare lo strumento Take a Break da Instagram. Secondo quanto dichiarato dall&apos;azienda, gli adolescenti riceveranno un avviso che li inviterà a prendersi una pausa dall&apos;app dopo 20 minuti. I genitori possono anche impostare dei promemoria giornalieri se vogliono tenere sotto controllo la situazione. Assicuratevi di tenere d&apos;occhio la patch quando arriverà. Di solito gli aggiornamenti vengono rilasciati a ondate, quindi potrebbe volerci un po&apos;.</p><p>Se da una parte fa un po&apos; specie pensare al controllo totale dei genitori sulle app dei figli, dall&apos;altra, considerando il livello dei contenuti che girano sui social del gruppo Meta, una suite di strumenti dedicati alla supervisione da remoto sembra un&apos;idea piuttosto sensata. Al contempo gli strumenti di controllo del tempo trascorso sui social possono aiutare a combattere la dipendenza dagli smartphone sempre più diffusa tra i giovanissimi.</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Odiate scrivere le e-mail? Presto Gmail lo farà per voi su iOS e Android ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Stanchi di scrivere e-mail dalle anguste tastiere del vostro smartphone? Lo strumento <strong>Help Me Write</strong> di Google verrà presto introdotto su Android e iOS per aiutarvi a redigere le risposte in un batter d&apos;occhio con l&apos;aiuto dell&apos;intelligenza artificiale.</p><p>In occasione del Google I/O 2023 l&apos;azienda ha presentato al pubblico una serie di strumenti AI in fase di sviluppo, come il chatbot aggiornato Google Bard e Help Me Write, il nuovo assistente di scrittura. In precedenza Help Me Write era disponibile solo per i tester iscritti al Workspace di Google, ma ora questi utenti potranno utilizzarlo all&apos;interno dell&apos;app Gmail sul proprio smartphone. Si spera che Google si diriga verso un&apos;implementazione più ampia nei prossimi mesi.<br><br>Help Me Write può essere usato in due modi: per modificare una mail già scritta, ad esempio accorciandola se è troppo prolissa, rendendola più formale o inserendo emoji per creare un&apos;atmosfera più informale con l&apos;opzione "Mi sento fortunato". </p><p>In alternativa lo strumento può redigere l&apos;intero testo per voi, a patto che gli forniate le informazioni necessarie. Potrete poi modificarlo da soli o usare gli stessi perfezionamenti (vedi immagine sotto) per aggiustare la lunghezza e il tono desiderati.</p><p>Nei test abbiamo riscontrato che l&apos;intelligenza artificiale è generalmente migliore come editor che come scrittore, ma se dovete rispondere a una catasta di e-mail noiose lo strumento AI può farvi risparmiare parecchio tempo.</p><p>Per iniziare a utilizzare Help Me Write su Android o iOS è necessario scaricare l&apos;app Gmail e accedere all&apos;account collegato a Workspace. Quando si compone una mail, nell&apos;angolo in basso a destra dello schermo dovrebbe esserci un&apos;icona dedicata alla funzione Help Me Write.</p><p>L&apos;aggiornamento è in fase di rilascio costante, quindi anche se siete iscritti a Workspace Labs potreste non vedere ancora l&apos;opzione sull&apos;app di Gmail del vostro smartphone.</p><h2 id="come-ottenere-help-me-write">Come ottenere Help Me Write</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AbsYAK6KXTyRcHYxw7xxH3" name="GmailHelpMeWrite2.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AbsYAK6KXTyRcHYxw7xxH3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per avere accesso a Help Me Write e ad altri strumenti AI di Google è necessario iscriversi al programma su invito <a href="https://workspace.google.com/labs-sign-up/" target="_blank">Google Workspace Labs</a> e ottenere l&apos;approvazione.</p><p>Per ottenerla, assicuratevi di aver effettuato l&apos;accesso al vostro account Google sul vostro browser preferito e andate alla pagina ufficiale di registrazione di Workspace Labs. Dopo aver letto alcuni dettagli, troverete alcune voci che dovrete spuntare prima di poter premere "Invia". In questo modo effettuerete l&apos;iscrizione a Workspace Labs.</p><p>Poiché gli strumenti sono solo in fase beta, non aspettatevi che siano perfetti: vi consigliamo di leggere con attenzione tutte le mail scritte dall&apos;intelligenza artificiale prima di inviarle per evitare problemi e incomprensioni. Questa funzione è sviluppata in lingua inglese, quindi ci vorrà un po&apos; prima che sia disponibile anche in Italia.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/odiate-scrivere-le-e-mail-presto-gmail-lo-fara-per-voi-su-ios-e-android</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La nuova funzione AI di Gmail si chiama Help Me Write ed è in fase di beta testing su iOS e Android. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Qks9HU36qHvZnGcmtf28Jh</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Email & Messaging]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Hamish Hector ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Future]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Two phones on an orange background showing the Gmail Help Me Write feature in an email]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Two phones on an orange background showing the Gmail Help Me Write feature in an email]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Two phones on an orange background showing the Gmail Help Me Write feature in an email]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Stanchi di scrivere e-mail dalle anguste tastiere del vostro smartphone? Lo strumento <strong>Help Me Write</strong> di Google verrà presto introdotto su Android e iOS per aiutarvi a redigere le risposte in un batter d&apos;occhio con l&apos;aiuto dell&apos;intelligenza artificiale.</p><p>In occasione del Google I/O 2023 l&apos;azienda ha presentato al pubblico una serie di strumenti AI in fase di sviluppo, come il chatbot aggiornato Google Bard e Help Me Write, il nuovo assistente di scrittura. In precedenza Help Me Write era disponibile solo per i tester iscritti al Workspace di Google, ma ora questi utenti potranno utilizzarlo all&apos;interno dell&apos;app Gmail sul proprio smartphone. Si spera che Google si diriga verso un&apos;implementazione più ampia nei prossimi mesi.<br><br>Help Me Write può essere usato in due modi: per modificare una mail già scritta, ad esempio accorciandola se è troppo prolissa, rendendola più formale o inserendo emoji per creare un&apos;atmosfera più informale con l&apos;opzione "Mi sento fortunato". </p><p>In alternativa lo strumento può redigere l&apos;intero testo per voi, a patto che gli forniate le informazioni necessarie. Potrete poi modificarlo da soli o usare gli stessi perfezionamenti (vedi immagine sotto) per aggiustare la lunghezza e il tono desiderati.</p><p>Nei test abbiamo riscontrato che l&apos;intelligenza artificiale è generalmente migliore come editor che come scrittore, ma se dovete rispondere a una catasta di e-mail noiose lo strumento AI può farvi risparmiare parecchio tempo.</p><p>Per iniziare a utilizzare Help Me Write su Android o iOS è necessario scaricare l&apos;app Gmail e accedere all&apos;account collegato a Workspace. Quando si compone una mail, nell&apos;angolo in basso a destra dello schermo dovrebbe esserci un&apos;icona dedicata alla funzione Help Me Write.</p><p>L&apos;aggiornamento è in fase di rilascio costante, quindi anche se siete iscritti a Workspace Labs potreste non vedere ancora l&apos;opzione sull&apos;app di Gmail del vostro smartphone.</p><h2 id="come-ottenere-help-me-write">Come ottenere Help Me Write</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AbsYAK6KXTyRcHYxw7xxH3" name="GmailHelpMeWrite2.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AbsYAK6KXTyRcHYxw7xxH3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per avere accesso a Help Me Write e ad altri strumenti AI di Google è necessario iscriversi al programma su invito <a href="https://workspace.google.com/labs-sign-up/" target="_blank">Google Workspace Labs</a> e ottenere l&apos;approvazione.</p><p>Per ottenerla, assicuratevi di aver effettuato l&apos;accesso al vostro account Google sul vostro browser preferito e andate alla pagina ufficiale di registrazione di Workspace Labs. Dopo aver letto alcuni dettagli, troverete alcune voci che dovrete spuntare prima di poter premere "Invia". In questo modo effettuerete l&apos;iscrizione a Workspace Labs.</p><p>Poiché gli strumenti sono solo in fase beta, non aspettatevi che siano perfetti: vi consigliamo di leggere con attenzione tutte le mail scritte dall&apos;intelligenza artificiale prima di inviarle per evitare problemi e incomprensioni. Questa funzione è sviluppata in lingua inglese, quindi ci vorrà un po&apos; prima che sia disponibile anche in Italia.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp, questo link manda in crash lo smartphone: ecco come risolvere ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Per WhatsApp bug e violazioni di sicurezza non sono certo una novità. Ora sta circolando un link nella la versione per <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">smartphone Android</a> di WhatsApp che, se cliccato, causa il crash del telefono non appena si apre una chat di gruppo o individuale che lo contiene. Fortunatamente in seguito l&apos;app si riavvia normalmente, a meno che non si apra di nuovo il messaggio.</p><p>Il link incriminato rimanda alla pagina delle impostazioni dell&apos;app. L&apos;utente Twitter <a href="https://twitter.com/BruteBee/status/1663169721263431681" target="_blank">BruteBee</a> ha scoperto per primo il bug, mentre <a href="https://www.androidauthority.com/whatsapp-crash-loop-may-2023-3330485/" target="_blank">Android Authority</a> ha confermato che la versione 2.23.10.77 dell&apos;app è attualmente quella interessata, anche se non è ancora noto se altre versioni siano state colpite da questo link difettoso.</p><p>Si tratta di un bug simile a quelli precedenti, in cui un link o un&apos;immagine altrimenti innocua nasconde una funzione dannosa che crea scompiglio nel telefono e ne provoca il crash. </p><p>La causa di questo problema è probabilmente il modo in cui WhatsApp risolve l&apos;URL per il link abbreviato. Sebbene non ci sia ancora una soluzione ufficiale per il bug, Android Police riferisce di un modo per aggirare il link difettoso fino a quando WhatsApp non distribuirà ufficialmente una patch: sembra che WhatsApp Web sia immune agli effetti del link, quindi se siete vittime di continui crash del telefono, accedete al vostro account tramite il browser ed eliminate il messaggio con il link.</p><p>Tecnicamente questo significa che è possibile inviare il link in modo sicuro anche attraverso WhatsApp Web, anche se probabilmente non è saggio farlo finché il bug non sarà completamente risolto. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-questo-link-manda-in-crash-lo-smartphone-ecco-come-risolvere</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un nuovo link buggato in grado di mandare in crash il vostro smartphone Android sta circolando su WhatsApp. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">T9YxRmom586sVf5PB52f23</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Email & Messaging]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[a person holding a phone with the WhatsApp logo on it]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[a person holding a phone with the WhatsApp logo on it]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[a person holding a phone with the WhatsApp logo on it]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Per WhatsApp bug e violazioni di sicurezza non sono certo una novità. Ora sta circolando un link nella la versione per <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">smartphone Android</a> di WhatsApp che, se cliccato, causa il crash del telefono non appena si apre una chat di gruppo o individuale che lo contiene. Fortunatamente in seguito l&apos;app si riavvia normalmente, a meno che non si apra di nuovo il messaggio.</p><p>Il link incriminato rimanda alla pagina delle impostazioni dell&apos;app. L&apos;utente Twitter <a href="https://twitter.com/BruteBee/status/1663169721263431681" target="_blank">BruteBee</a> ha scoperto per primo il bug, mentre <a href="https://www.androidauthority.com/whatsapp-crash-loop-may-2023-3330485/" target="_blank">Android Authority</a> ha confermato che la versione 2.23.10.77 dell&apos;app è attualmente quella interessata, anche se non è ancora noto se altre versioni siano state colpite da questo link difettoso.</p><p>Si tratta di un bug simile a quelli precedenti, in cui un link o un&apos;immagine altrimenti innocua nasconde una funzione dannosa che crea scompiglio nel telefono e ne provoca il crash. </p><p>La causa di questo problema è probabilmente il modo in cui WhatsApp risolve l&apos;URL per il link abbreviato. Sebbene non ci sia ancora una soluzione ufficiale per il bug, Android Police riferisce di un modo per aggirare il link difettoso fino a quando WhatsApp non distribuirà ufficialmente una patch: sembra che WhatsApp Web sia immune agli effetti del link, quindi se siete vittime di continui crash del telefono, accedete al vostro account tramite il browser ed eliminate il messaggio con il link.</p><p>Tecnicamente questo significa che è possibile inviare il link in modo sicuro anche attraverso WhatsApp Web, anche se probabilmente non è saggio farlo finché il bug non sarà completamente risolto. </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp introduce la condivisione dello schermo su Android: ecco come attivarla ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Come FaceTime di Apple, Zoom e Microsoft Teams prima di lei, WhatsApp potrebbe presto consentire ai suoi utenti di <strong>condividere il proprio schermo</strong> durante le videochiamate.</p><p>La notizia è stata condivisa da WABetaInfo, che ha scoperto alcuni dettagli sulla funzione scavando tra i file dell&apos;ultima beta di Android. Stando al <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-beta-for-android-2-23-11-19-whats-new/" target="_blank"><u>report</u></a>, è stata introdotta una <strong>nuova icona</strong> che compare durante le videochiamate: toccandola si <em>"condividerà il proprio schermo"</em> con l&apos;altra persona e <em>"tutto ciò che viene visualizzato... verrà registrato</em>". Naturalmente, è possibile interrompere la trasmissione in qualsiasi momento revocando l&apos;autorizzazione.</p><p>Ci sono alcuni <strong>requisiti da soddisfare </strong>prima di poter provare la condivisione dello schermo. WABetaInfo afferma che <em>"la funzione potrebbe non essere disponibile sulle vecchie versioni di Android"</em>, inoltre sarà necessario scaricare l&apos;ultima versione di WhatsApp. È anche possibile che la condivisione dello schermo non funzioni nelle chiamate di gruppo con molti partecipanti. È difficile dire con certezza quali siano esattamente le limitazioni di questo aggiornamento, dato che non è ancora stato rilasciato ufficialmente. Ricordiamo che si tratta di una beta, quindi c&apos;è ancora del lavoro da fare.</p><p>Detto questo, <strong>se volete provare la nuova funzione</strong> dovrete prima <strong>accedere al </strong><a href="https://play.google.com/apps/testing/com.whatsapp" target="_blank"><u><strong>Google Play Beta Program</strong></u></a> e poi <strong>installare la versione beta dalla piattaforma</strong>. Per il momento la condivisione dello schermo è disponibile solo per alcuni tester, ma verrà estesa a un numero maggiore di persone <em>"nei prossimi giorni"</em>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="khxhA6hsSXgaXi6zV6aRsH" name="whatsapp screen sharing android 1.jpg" alt="Condivisione dello schermo su Android" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/khxhA6hsSXgaXi6zV6aRsH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WABetaInfo)</span></figcaption></figure><h2 id="e-per-gli-utenti-ios">E per gli utenti iOS?</h2><p>Non sappiamo se la funzione arriverà anche sugli iPhone, soprattutto perché è già disponibile su FaceTime. Detto questo, la versione di WhatsApp dedicata a iOS sta per introdurre la<strong> modalità Companion</strong>, che consentirà alle persone di collegare il proprio account su un massimo di <em>"quattro dispositivi contemporaneamente", "mantenendo lo stesso livello di privacy"</em>. Meta non ha fatto un annuncio formale della nuova modalità, ma <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-for-ios-23-10-76-whats-new/" target="_blank"><u>WABetaInfo</u></a> afferma che la patch è già reperibile sull&apos;App Store. </p><p>A prima vista il collegamento tra dispositivi sembra molto semplice. Tutto ciò che si deve fare è scansionare un codice QR su un iPhone con WhatsApp aperto sull&apos;altro dispositivo iOS che si desidera collegare. <em>"La cronologia delle chat verrà sincronizzata in modo sicuro su tutti gli smartphone collegati".</em> Similmente alla condivisione dello schermo su Android, la Modalità Companion potrebbe non essere disponibile da subito per tutti; tuttavia, il changelog sull&apos;elenco dell&apos;App Store afferma che l&apos;aggiornamento verrà  rilasciato <em>"nelle prossime settimane"</em>. </p><p>Queste modifiche rientrano in un ampio piano di rinnovamento dell&apos;app messo in atto dal produttore e iniziato a marzo. Per tutto il mese di maggio, Meta ha sfornato aggiornamenti di WhatsApp a ritmo incessante come la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-arriva-il-nomeutente-ecco-cosa-significa-per-la-privacy">funzione @nomeutente</a> e l&apos;opzione che consente di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-ora-si-possono-modificare-i-messaggi-ma-a-una-condizione">modificare i messagg</a><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-ora-si-possono-modificare-i-messaggi-ma-a-una-condizione">i</a>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-introduce-la-condivisione-dello-schermo-su-android-ecco-come-attivarla</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La nuova condivisione dello schermo potrebbe avere alcune limitazioni, come l'incompatibilità con le versioni precedenti del sistema operativo Android. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">9rxMth7LKMxWih7E3K7pbC</guid>
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                                                                        <pubDate>Wed, 31 May 2023 09:56:00 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Wed, 31 May 2023 09:56:09 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Email & Messaging]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Cesar Cadenas ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Unsplash / Amin Moshrefi]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[WhatsApp]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[WhatsApp]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[WhatsApp]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Come FaceTime di Apple, Zoom e Microsoft Teams prima di lei, WhatsApp potrebbe presto consentire ai suoi utenti di <strong>condividere il proprio schermo</strong> durante le videochiamate.</p><p>La notizia è stata condivisa da WABetaInfo, che ha scoperto alcuni dettagli sulla funzione scavando tra i file dell&apos;ultima beta di Android. Stando al <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-beta-for-android-2-23-11-19-whats-new/" target="_blank"><u>report</u></a>, è stata introdotta una <strong>nuova icona</strong> che compare durante le videochiamate: toccandola si <em>"condividerà il proprio schermo"</em> con l&apos;altra persona e <em>"tutto ciò che viene visualizzato... verrà registrato</em>". Naturalmente, è possibile interrompere la trasmissione in qualsiasi momento revocando l&apos;autorizzazione.</p><p>Ci sono alcuni <strong>requisiti da soddisfare </strong>prima di poter provare la condivisione dello schermo. WABetaInfo afferma che <em>"la funzione potrebbe non essere disponibile sulle vecchie versioni di Android"</em>, inoltre sarà necessario scaricare l&apos;ultima versione di WhatsApp. È anche possibile che la condivisione dello schermo non funzioni nelle chiamate di gruppo con molti partecipanti. È difficile dire con certezza quali siano esattamente le limitazioni di questo aggiornamento, dato che non è ancora stato rilasciato ufficialmente. Ricordiamo che si tratta di una beta, quindi c&apos;è ancora del lavoro da fare.</p><p>Detto questo, <strong>se volete provare la nuova funzione</strong> dovrete prima <strong>accedere al </strong><a href="https://play.google.com/apps/testing/com.whatsapp" target="_blank"><u><strong>Google Play Beta Program</strong></u></a> e poi <strong>installare la versione beta dalla piattaforma</strong>. Per il momento la condivisione dello schermo è disponibile solo per alcuni tester, ma verrà estesa a un numero maggiore di persone <em>"nei prossimi giorni"</em>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="khxhA6hsSXgaXi6zV6aRsH" name="whatsapp screen sharing android 1.jpg" alt="Condivisione dello schermo su Android" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/khxhA6hsSXgaXi6zV6aRsH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WABetaInfo)</span></figcaption></figure><h2 id="e-per-gli-utenti-ios">E per gli utenti iOS?</h2><p>Non sappiamo se la funzione arriverà anche sugli iPhone, soprattutto perché è già disponibile su FaceTime. Detto questo, la versione di WhatsApp dedicata a iOS sta per introdurre la<strong> modalità Companion</strong>, che consentirà alle persone di collegare il proprio account su un massimo di <em>"quattro dispositivi contemporaneamente", "mantenendo lo stesso livello di privacy"</em>. Meta non ha fatto un annuncio formale della nuova modalità, ma <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-for-ios-23-10-76-whats-new/" target="_blank"><u>WABetaInfo</u></a> afferma che la patch è già reperibile sull&apos;App Store. </p><p>A prima vista il collegamento tra dispositivi sembra molto semplice. Tutto ciò che si deve fare è scansionare un codice QR su un iPhone con WhatsApp aperto sull&apos;altro dispositivo iOS che si desidera collegare. <em>"La cronologia delle chat verrà sincronizzata in modo sicuro su tutti gli smartphone collegati".</em> Similmente alla condivisione dello schermo su Android, la Modalità Companion potrebbe non essere disponibile da subito per tutti; tuttavia, il changelog sull&apos;elenco dell&apos;App Store afferma che l&apos;aggiornamento verrà  rilasciato <em>"nelle prossime settimane"</em>. </p><p>Queste modifiche rientrano in un ampio piano di rinnovamento dell&apos;app messo in atto dal produttore e iniziato a marzo. Per tutto il mese di maggio, Meta ha sfornato aggiornamenti di WhatsApp a ritmo incessante come la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-arriva-il-nomeutente-ecco-cosa-significa-per-la-privacy">funzione @nomeutente</a> e l&apos;opzione che consente di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-ora-si-possono-modificare-i-messaggi-ma-a-una-condizione">modificare i messagg</a><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-ora-si-possono-modificare-i-messaggi-ma-a-una-condizione">i</a>.</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp, arriva il @nomeutente. Ecco cosa significa per la privacy ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Ultimamente WhatsApp sta vivendo un vero e proprio momento di gloria, con l&apos;introduzione continua di una nuova funzione dopo l&apos;altra a partire dal mese di marzo. A quanto pare, ora la piattaforma starebbe lavorando per aggiungere i nomi utente alla sua applicazione per Android.</p><p>Questa informazione proviene da <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-beta-for-android-2-23-11-15-whats-new/" target="_blank">WABetaInfo</a>, che ha scoperto dai file dell&apos;ultima beta che l&apos;aggiornamento si trova nel menu delle impostazioni sotto la pagina del profilo di un account. Sembra che sarà possibile darsi un nome utente unico toccando l&apos;icona della matita. WABetaInfo ha anche potuto confermare che "le conversazioni avviate attraverso i nomi utente saranno comunque protette dalla crittografia end-to-end". </p><p>Oltre a queste poche informazioni, non si sa molto della funzione. È ancora in fase di sviluppo, anche se WABetaInfo sostiene che potrebbe essere utilizzata come "livello di privacy superiore". Invece di dover obbligatoriamente condividere e mostrare il vostro numero di telefono, è possibile nasconderlo con un nome utente. Inoltre, questo può rendere più facile il riconoscimento e l&apos;individuazione di altre persone, senza che sia necessario ricordare un numero di telefono.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-arriva-il-nomeutente-ecco-cosa-significa-per-la-privacy</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Secondo le ultime informazioni individuate in una beta WhatsApp, presto sarebbe in arrivo il nome utente per una maggiore sicurezza e comodità per l'utente. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">zcGd8rmtiunKcPQ6nQMMcS</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Email & Messaging]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Cesar Cadenas ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[WhatsApp]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[WhatsApp]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[WhatsApp]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Ultimamente WhatsApp sta vivendo un vero e proprio momento di gloria, con l&apos;introduzione continua di una nuova funzione dopo l&apos;altra a partire dal mese di marzo. A quanto pare, ora la piattaforma starebbe lavorando per aggiungere i nomi utente alla sua applicazione per Android.</p><p>Questa informazione proviene da <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-beta-for-android-2-23-11-15-whats-new/" target="_blank">WABetaInfo</a>, che ha scoperto dai file dell&apos;ultima beta che l&apos;aggiornamento si trova nel menu delle impostazioni sotto la pagina del profilo di un account. Sembra che sarà possibile darsi un nome utente unico toccando l&apos;icona della matita. WABetaInfo ha anche potuto confermare che "le conversazioni avviate attraverso i nomi utente saranno comunque protette dalla crittografia end-to-end". </p><p>Oltre a queste poche informazioni, non si sa molto della funzione. È ancora in fase di sviluppo, anche se WABetaInfo sostiene che potrebbe essere utilizzata come "livello di privacy superiore". Invece di dover obbligatoriamente condividere e mostrare il vostro numero di telefono, è possibile nasconderlo con un nome utente. Inoltre, questo può rendere più facile il riconoscimento e l&apos;individuazione di altre persone, senza che sia necessario ricordare un numero di telefono.</p>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp, ora si possono modificare i messaggi (ma a una condizione) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>WhatsApp finalmente vi salverà da quegli imbarazzanti errori di ortografia e dalle virgole mancanti, dandovi la possibilità di modificare i messaggi - entro certi limiti. </p><p>Abbiamo visto per la prima volta gli indizi di questo aggiornamento in una beta alla <a href="https://www.techradar.com/news/the-latest-whatsapp-beta-is-teasing-a-much-requested-messaging-feature">fine di marzo</a>. All&apos;epoca la funzione non si poteva utilizzare, ma il suo funzionamento si poteva intuire. A quanto pare, non è cambiato molto da allora.</p><p>Per correggere un testo, <a href="https://blog.whatsapp.com/now-you-can-edit-your-whatsapp-messages">Meta afferma</a> che è necessario premere a lungo su un messaggio inviato e selezionare Modifica dal menu che appare. Gli utenti hanno 15 minuti di tempo per apportare le loro correzioni. I testi non possono essere modificati oltre il tempo limite.</p><p>I messaggi che sono stati modificati mostreranno la dicitura "Modificato", rendendo chiaro agli altri utenti della chat che sono state apportate delle correzioni. Il tutto funziona in modo simile alla modifica di iMessage su <a href="https://global.techradar.com/sv-se/news/ios-16-quando-esce-iphone-compatibili-novita-funzioni">iOS 16</a>. WhatsApp, tuttavia, non salverà alcun tipo di cronologia delle modifiche, il che significa che gli altri non saranno in grado di vedere le versioni precedenti dei testi.</p><p>I messaggi modificabili sono attualmente "in fase di distribuzione per gli utenti a livello globale e saranno disponibili per tutti nelle prossime settimane", quindi tenete d&apos;occhio la nuova patch.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oyX9V8L4ukxNETySrF8uTd" name="WhatsApp-Message-Editing_Header.jpg" alt="WhatsApp Message Editing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oyX9V8L4ukxNETySrF8uTd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">WhatsApp Message Editing </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WhatsApp)</span></figcaption></figure><h2 id="a-very-busy-month">A very busy month</h2><p>WhatsApp ha avuto un mese piuttosto movimentato: la piattaforma ha ricevuto diversi aggiornamenti in un breve lasso di tempo. La scorsa settimana l&apos;app ha introdotto lo strumento Chat Lock, che garantisce che le conversazioni private rimangano tali, il che può essere utile se si utilizza un telefono condiviso. Prima di ciò, abbiamo visto l&apos;introduzione di sondaggi a voto singolo "per impedire alle persone di alterare [i risultati] con più voti".</p><p>Per quanto riguarda il prossimo futuro, sembra che Meta lancerà presto una "funzione di promemoria della password per i backup crittografati end-to-end", secondo un recente post di WABetaInfo. L&apos;applicazione chiederà di verificare la password in modo da avere sempre accesso al backup nel caso in cui si dimentichino le credenziali di accesso. Questo particolare aggiornamento sarà distribuito sia su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">smartphone Android</a> che su iOS "nelle prossime settimane".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-ora-si-possono-modificare-i-messaggi-ma-a-una-condizione</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ WhatsApp concede agli utenti solo 15 minuti per modificare i messaggi. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UxPpv865qcUYAAYtyAWuhU-320-70.jpg ]]></dc:source>
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&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Cesar Cadenas ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <p>WhatsApp finalmente vi salverà da quegli imbarazzanti errori di ortografia e dalle virgole mancanti, dandovi la possibilità di modificare i messaggi - entro certi limiti. </p><p>Abbiamo visto per la prima volta gli indizi di questo aggiornamento in una beta alla <a href="https://www.techradar.com/news/the-latest-whatsapp-beta-is-teasing-a-much-requested-messaging-feature">fine di marzo</a>. All&apos;epoca la funzione non si poteva utilizzare, ma il suo funzionamento si poteva intuire. A quanto pare, non è cambiato molto da allora.</p><p>Per correggere un testo, <a href="https://blog.whatsapp.com/now-you-can-edit-your-whatsapp-messages">Meta afferma</a> che è necessario premere a lungo su un messaggio inviato e selezionare Modifica dal menu che appare. Gli utenti hanno 15 minuti di tempo per apportare le loro correzioni. I testi non possono essere modificati oltre il tempo limite.</p><p>I messaggi che sono stati modificati mostreranno la dicitura "Modificato", rendendo chiaro agli altri utenti della chat che sono state apportate delle correzioni. Il tutto funziona in modo simile alla modifica di iMessage su <a href="https://global.techradar.com/sv-se/news/ios-16-quando-esce-iphone-compatibili-novita-funzioni">iOS 16</a>. WhatsApp, tuttavia, non salverà alcun tipo di cronologia delle modifiche, il che significa che gli altri non saranno in grado di vedere le versioni precedenti dei testi.</p><p>I messaggi modificabili sono attualmente "in fase di distribuzione per gli utenti a livello globale e saranno disponibili per tutti nelle prossime settimane", quindi tenete d&apos;occhio la nuova patch.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oyX9V8L4ukxNETySrF8uTd" name="WhatsApp-Message-Editing_Header.jpg" alt="WhatsApp Message Editing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oyX9V8L4ukxNETySrF8uTd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">WhatsApp Message Editing </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WhatsApp)</span></figcaption></figure><h2 id="a-very-busy-month">A very busy month</h2><p>WhatsApp ha avuto un mese piuttosto movimentato: la piattaforma ha ricevuto diversi aggiornamenti in un breve lasso di tempo. La scorsa settimana l&apos;app ha introdotto lo strumento Chat Lock, che garantisce che le conversazioni private rimangano tali, il che può essere utile se si utilizza un telefono condiviso. Prima di ciò, abbiamo visto l&apos;introduzione di sondaggi a voto singolo "per impedire alle persone di alterare [i risultati] con più voti".</p><p>Per quanto riguarda il prossimo futuro, sembra che Meta lancerà presto una "funzione di promemoria della password per i backup crittografati end-to-end", secondo un recente post di WABetaInfo. L&apos;applicazione chiederà di verificare la password in modo da avere sempre accesso al backup nel caso in cui si dimentichino le credenziali di accesso. Questo particolare aggiornamento sarà distribuito sia su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">smartphone Android</a> che su iOS "nelle prossime settimane".</p>
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                                                            <title><![CDATA[ YouTube: aumentano le pubblicità non skippabili sull'app per smart TV ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Se guardate regolarmente YouTube sul televisore, forse avrete notato che gli annunci pubblicitari si stanno facendo sempre più lunghi e insistenti. Purtroppo, a breve la situaizone potrebbe peggiorare.</p><p>Un nuovo post pubblicato sul blog di <a href="https://blog.youtube/news-and-events/brandcast-2023-highlights-trends/" target="_blank">YouTube Ads Marketing</a> spiega come Google sia intenzionata a potenziare gli annunci pubblicitari su CTV (acronimo di connected TV) in due modi. In primo luogo, <strong>verranno introdotte nuove pubblicità non skippabili </strong>(impossibili da saltare) della durata di 30 secondi. </p><p>Queste potrebbero sostituire gli spazi pubblicitari consecutivi della durata di 15 secondi già attivi quando si usa il servizio dal televisore.</p><p>Tuttavia, il fatto più preoccupante è che YouTube sembra decisa a "introdurre nuovi annunci nei momenti di pausa". Ciò significa che presto <strong>le pubblicità potrebbero andare in onda anche quando mettete i video in pausa</strong>.</p><p>In questo contesto, YouTube ha promesso ai suoi inserzionisti che l&apos;esperienza sarà<em> "senza soluzione di continuità per gli spettatori e consentirà loro di saperne di più sul vostro marchio".</em></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:956px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.28%;"><img id="9yWESckEDad2fsp9VULP6P" name="YouTubeads-2.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9yWESckEDad2fsp9VULP6P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="956" height="538" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: AdWeek)</span></figcaption></figure><p>Secondo un&apos;immagine ripresa da <a href="https://www.adweek.com/convergent-tv/youtube-unveils-30-second-select-spots-pause-ads-at-brandcast-event/" target="_blank">Adweek</a> (qui sopra), il video in pausa verrà ridotto dimensionalmente e la pubblicità apparirà in un riquadro accanto ad esso. Tuttavia, sembra che ci sarà un&apos;opzione per liberarsene.</p><p>È evidente che in un anno finanziariamente difficile come quello passato, Google veda nella pubblicità su YouTube una mucca da mungere affidabile, ed è facile capire perché. Come si legge nel post pubblicato sul blog, secondo un recente report di <a href="https://www.nielsen.com/insights/2023/an-active-news-cycle-provides-a-back-to-back-tv-share-increase-for-cable-in-april/" target="_blank">Nielsen Gauge</a>, il mese scorso gli spettatori del servizio di streaming video sono aumentati e ora <strong>YouTube è il servizio di streaming televisivo più seguito del Nord America</strong>.</p><p>Non sappiamo con certezza quando verranno introdotti gli annunci da 30 secondi non skippabili, ma ci aspettiamo di vederli presto sia sulle smart TV che sui dispositivi per lo streaming come <strong>Apple TV 4K </strong>e <strong>Amazon Fire TV Stick</strong>, che sono tradizionalmente inclusi nel segmento "CTV".</p><h2 id="analisi-xe8-un-modo-per-promuovere-youtube-premium">Analisi: è un modo per promuovere YouTube Premium?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9tw9woCiURGBg87pbD7UQe" name="YouTubePremium.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9tw9woCiURGBg87pbD7UQe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Alzare il volume della pubblicità su YouTube è un buon modo per aumentare i profitti: d&apos;altro canto, chi vuole vedere i video senza interruzioni è costretto a sottoscrivere un abbonamento a YouTube Premium (11,99€ al mese).</p><p><strong>YouTube Premium </strong>offre diversi vantaggi oltre all&apos;assenza di pubblicità. Abbonandosi si possono <strong>riprodurre video in background</strong> (consentendo di utilizzare YouTube mentre ci sono altre app in primo piano o quando lo schermo è bloccato) e si ottiene l&apos;accesso a <strong>YouTube Music</strong> Premium (un&apos;alternativa a Spotify che dispone di un&apos;app per desktop e permette di ascoltare musica offline dallo smartphone).</p><p>Detto questo, YouTube Premium costringe a un esborso mensile elevato in tempi di crisi finanziaria e non tutti sono propensi ad abbonarsi. Google lo sa bene, motivo per cui di recente ha deciso di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/youtube-vieta-laccesso-agli-utenti-con-ad-blocker">dare un giro di vite agli ad-blocker</a> di YouTube per impedire agli utenti di skippare le pubblicità con questo escamotage.</p><p>Sebbene gli annunci pubblicitari siano comprensibili su un servizio gratuito, Google sta chiaramente ponendo i suoi utenti di fronte a un bivio: <strong>abbonarsi al piano Premium o sopportare un numero crescente di pubblicità</strong>. Alcuni utenti hanno già lamentato casi specifici che li hanno costretti a vedere 10 spot non skippabili di fila su un singolo video, anche se per fortuna si tratta di casi isolati. </p><p>Purtroppo, sembra che questa situazione sia destinata a continuare per tutti coloro che non si abboneranno a YouTube premium.<br></p><ul><li><a href="https://www.androidauthority.com/youtube-tv-ads-3326320/" target="_blank">via 9to5Google</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/guardate-youtube-sulla-tv-presto-le-pubblicita-diventeranno-insopportabili</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ YouTube ha annunciato che presto aumenterà la frequenza degli annunci pubblicitari: è una mossa per promuovere YouTube Premium? ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Mark Wilson ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Se guardate regolarmente YouTube sul televisore, forse avrete notato che gli annunci pubblicitari si stanno facendo sempre più lunghi e insistenti. Purtroppo, a breve la situaizone potrebbe peggiorare.</p><p>Un nuovo post pubblicato sul blog di <a href="https://blog.youtube/news-and-events/brandcast-2023-highlights-trends/" target="_blank">YouTube Ads Marketing</a> spiega come Google sia intenzionata a potenziare gli annunci pubblicitari su CTV (acronimo di connected TV) in due modi. In primo luogo, <strong>verranno introdotte nuove pubblicità non skippabili </strong>(impossibili da saltare) della durata di 30 secondi. </p><p>Queste potrebbero sostituire gli spazi pubblicitari consecutivi della durata di 15 secondi già attivi quando si usa il servizio dal televisore.</p><p>Tuttavia, il fatto più preoccupante è che YouTube sembra decisa a "introdurre nuovi annunci nei momenti di pausa". Ciò significa che presto <strong>le pubblicità potrebbero andare in onda anche quando mettete i video in pausa</strong>.</p><p>In questo contesto, YouTube ha promesso ai suoi inserzionisti che l&apos;esperienza sarà<em> "senza soluzione di continuità per gli spettatori e consentirà loro di saperne di più sul vostro marchio".</em></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:956px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.28%;"><img id="9yWESckEDad2fsp9VULP6P" name="YouTubeads-2.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9yWESckEDad2fsp9VULP6P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="956" height="538" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: AdWeek)</span></figcaption></figure><p>Secondo un&apos;immagine ripresa da <a href="https://www.adweek.com/convergent-tv/youtube-unveils-30-second-select-spots-pause-ads-at-brandcast-event/" target="_blank">Adweek</a> (qui sopra), il video in pausa verrà ridotto dimensionalmente e la pubblicità apparirà in un riquadro accanto ad esso. Tuttavia, sembra che ci sarà un&apos;opzione per liberarsene.</p><p>È evidente che in un anno finanziariamente difficile come quello passato, Google veda nella pubblicità su YouTube una mucca da mungere affidabile, ed è facile capire perché. Come si legge nel post pubblicato sul blog, secondo un recente report di <a href="https://www.nielsen.com/insights/2023/an-active-news-cycle-provides-a-back-to-back-tv-share-increase-for-cable-in-april/" target="_blank">Nielsen Gauge</a>, il mese scorso gli spettatori del servizio di streaming video sono aumentati e ora <strong>YouTube è il servizio di streaming televisivo più seguito del Nord America</strong>.</p><p>Non sappiamo con certezza quando verranno introdotti gli annunci da 30 secondi non skippabili, ma ci aspettiamo di vederli presto sia sulle smart TV che sui dispositivi per lo streaming come <strong>Apple TV 4K </strong>e <strong>Amazon Fire TV Stick</strong>, che sono tradizionalmente inclusi nel segmento "CTV".</p><h2 id="analisi-xe8-un-modo-per-promuovere-youtube-premium">Analisi: è un modo per promuovere YouTube Premium?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9tw9woCiURGBg87pbD7UQe" name="YouTubePremium.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9tw9woCiURGBg87pbD7UQe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Alzare il volume della pubblicità su YouTube è un buon modo per aumentare i profitti: d&apos;altro canto, chi vuole vedere i video senza interruzioni è costretto a sottoscrivere un abbonamento a YouTube Premium (11,99€ al mese).</p><p><strong>YouTube Premium </strong>offre diversi vantaggi oltre all&apos;assenza di pubblicità. Abbonandosi si possono <strong>riprodurre video in background</strong> (consentendo di utilizzare YouTube mentre ci sono altre app in primo piano o quando lo schermo è bloccato) e si ottiene l&apos;accesso a <strong>YouTube Music</strong> Premium (un&apos;alternativa a Spotify che dispone di un&apos;app per desktop e permette di ascoltare musica offline dallo smartphone).</p><p>Detto questo, YouTube Premium costringe a un esborso mensile elevato in tempi di crisi finanziaria e non tutti sono propensi ad abbonarsi. Google lo sa bene, motivo per cui di recente ha deciso di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/youtube-vieta-laccesso-agli-utenti-con-ad-blocker">dare un giro di vite agli ad-blocker</a> di YouTube per impedire agli utenti di skippare le pubblicità con questo escamotage.</p><p>Sebbene gli annunci pubblicitari siano comprensibili su un servizio gratuito, Google sta chiaramente ponendo i suoi utenti di fronte a un bivio: <strong>abbonarsi al piano Premium o sopportare un numero crescente di pubblicità</strong>. Alcuni utenti hanno già lamentato casi specifici che li hanno costretti a vedere 10 spot non skippabili di fila su un singolo video, anche se per fortuna si tratta di casi isolati. </p><p>Purtroppo, sembra che questa situazione sia destinata a continuare per tutti coloro che non si abboneranno a YouTube premium.<br></p><ul><li><a href="https://www.androidauthority.com/youtube-tv-ads-3326320/" target="_blank">via 9to5Google</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Twitter rimuove le spunte blu: il servizio diventa a pagamento ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Come promesso, le famose spunte blu di Twitter hanno iniziato a scomparire silenziosamente dagli account degli utenti giovedì pomeriggio. Ora l&apos;unico modo per mantenere l&apos;ambito segno di riconoscimento è pagare a Twitter un abbonamento chiamato "Twitter Blue" dal costo di 8 dollari al mese.</p><p>La scorsa settimana, Elon Musk ha annunciato l&apos;<strong>ultimo giorno utile per pagare</strong> e - anche mentre era alle prese con il lancio della prima astronave di SpaceX (che si è concluso con una spettacolare esplosione a mezz&apos;aria) - Musk ha trovato il tempo di mettere in moto il suo piano draconiano.</p><p>Il cambiamento sembra aver avuto un impatto su molti account verificati dalla spunta legacy, compresi quelli di Papa Francesco, che si fa chiamare <a href="https://twitter.com/Pontifex" target="_blank">Pontifex</a> su Twitter e dell&apos;attrice <a href="https://twitter.com/halleberry" target="_blank">Halle Berry</a>, che ha subito chiarito di non essere intenzionata a pagare. Anche <a href="https://twitter.com/Beyonce" target="_blank">Beyoncé</a> e <a href="https://twitter.com/ladygaga">Lady Gaga</a> hanno perso le loro spunte blu.</p><p>Alcuni personaggi noti come <a href="https://twitter.com/KingJames/status/1641836984195743749" target="_blank">Lebron James</a>, per citarne uno, hanno deciso di iscriversi a Twitter Blue conservando la spunta. Questo nonostante James avesse twittato il 31 marzo: <em>"Beh, credo che il mio blu se ne andrà presto perché se mi conoscete sapere non pagherò i 5"</em>.</p><h2 id="chi-sei-su-twitter">Chi sei su Twitter?</h2><p>A coloro che vengono verificati con la spunta blu viene chiesto qualcosa in più di una semplice carta di credito. Ora, quando si fa clic su una verifica blu, viene visualizzato questo messaggio: <em>"Questo account è verificato perché è iscritto a Twitter Blue e ha verificato il suo numero di telefono"</em>.</p><p>Il numero di telefono serve ad <strong>evitare il proliferare di account falsi</strong>. Ma è davvero utile? Dopotutto, è sempre possibile avere un numero di telefono e dichiarare di essere Beyoncé anche se non lo si è. Non c&apos;è nulla che impedisca a qualcuno di cambiare il proprio nome su Twitter (ma non la "@") con il nome di qualcun altro.</p><p>Come ha scritto giovedì su Twitter il giornalista Ed Krassenstien (un membro pagante di Twitter Blue), potrebbe verificarsi <strong>casi di appropriazione dell&apos;identità</strong> per coloro che hanno dedicato del tempo alla creazione di un seguito su Twitter e ora hanno perso la spunta blu.<em> "Alcune persone hanno passato anni a creare account e a costruire una presenza su questa piattaforma. Lo hanno fatto senza il presupposto di dover pagare per la spunta blu. Ora per i loro fan è estremamente difficile distinguere i loro post da quelli degli impostori, a meno che non paghino".</em></p><h2 id="cosa-si-ottiene-con-twitter-blue">Cosa si ottiene con Twitter Blue?</h2><p>Twitter Blue non si limita solo alla spunta blu. L&apos;abbonamento ha i suoi privilegi, tra cui tweet<strong> fino a 10.000 caratteri</strong>, <strong>meno pubblicità</strong>, la possibilità di pubblicare <strong>video più lunghi e di qualità superiore</strong> e <strong>classifiche prioritarie</strong>.</p><p>Quest&apos;ultimo aspetto potrebbe risultare frustrante per coloro che sono stati verificati in precedenza, poiché con l&apos;introduzione delle classifiche prioritarie potrebbe essere più difficile far notare e trovare i loro tweet attraverso la ricerca. Tuttavia, il sistema pay-to-play di Musk potrebbe essere necessario in quanto Twitter sta lottando per rimanere a galla. </p><p>I precedenti sforzi di Musk hanno incluso tagli massicci al personale. Il magnate ha anche minato la sua base di finanziatori con tweet e azioni che hanno preoccupato diversi inserzionisti dalla piattaforma tanto da farli fuggire. Ci sono però alcuni segnali che indicano un loro graduale ritorno.</p><p>Oggi è un nuovo giorno per Twitter. Se non altro, è un panorama di social media in cui chiunque può avere una spunta blu, se è disposto a pagare. Sarà sufficiente per tenere a galla il social? Lo scopriremo nei prossimi mesi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-rimuove-le-spunte-blu-il-servizio-diventa-a-pagamento</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Twitter ed Elon Musk portano avanti la promessa di rimuovere le spunte per chi si rifiuta di pagare. ]]>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Lance Ulanoff ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Come promesso, le famose spunte blu di Twitter hanno iniziato a scomparire silenziosamente dagli account degli utenti giovedì pomeriggio. Ora l&apos;unico modo per mantenere l&apos;ambito segno di riconoscimento è pagare a Twitter un abbonamento chiamato "Twitter Blue" dal costo di 8 dollari al mese.</p><p>La scorsa settimana, Elon Musk ha annunciato l&apos;<strong>ultimo giorno utile per pagare</strong> e - anche mentre era alle prese con il lancio della prima astronave di SpaceX (che si è concluso con una spettacolare esplosione a mezz&apos;aria) - Musk ha trovato il tempo di mettere in moto il suo piano draconiano.</p><p>Il cambiamento sembra aver avuto un impatto su molti account verificati dalla spunta legacy, compresi quelli di Papa Francesco, che si fa chiamare <a href="https://twitter.com/Pontifex" target="_blank">Pontifex</a> su Twitter e dell&apos;attrice <a href="https://twitter.com/halleberry" target="_blank">Halle Berry</a>, che ha subito chiarito di non essere intenzionata a pagare. Anche <a href="https://twitter.com/Beyonce" target="_blank">Beyoncé</a> e <a href="https://twitter.com/ladygaga">Lady Gaga</a> hanno perso le loro spunte blu.</p><p>Alcuni personaggi noti come <a href="https://twitter.com/KingJames/status/1641836984195743749" target="_blank">Lebron James</a>, per citarne uno, hanno deciso di iscriversi a Twitter Blue conservando la spunta. Questo nonostante James avesse twittato il 31 marzo: <em>"Beh, credo che il mio blu se ne andrà presto perché se mi conoscete sapere non pagherò i 5"</em>.</p><h2 id="chi-sei-su-twitter">Chi sei su Twitter?</h2><p>A coloro che vengono verificati con la spunta blu viene chiesto qualcosa in più di una semplice carta di credito. Ora, quando si fa clic su una verifica blu, viene visualizzato questo messaggio: <em>"Questo account è verificato perché è iscritto a Twitter Blue e ha verificato il suo numero di telefono"</em>.</p><p>Il numero di telefono serve ad <strong>evitare il proliferare di account falsi</strong>. Ma è davvero utile? Dopotutto, è sempre possibile avere un numero di telefono e dichiarare di essere Beyoncé anche se non lo si è. Non c&apos;è nulla che impedisca a qualcuno di cambiare il proprio nome su Twitter (ma non la "@") con il nome di qualcun altro.</p><p>Come ha scritto giovedì su Twitter il giornalista Ed Krassenstien (un membro pagante di Twitter Blue), potrebbe verificarsi <strong>casi di appropriazione dell&apos;identità</strong> per coloro che hanno dedicato del tempo alla creazione di un seguito su Twitter e ora hanno perso la spunta blu.<em> "Alcune persone hanno passato anni a creare account e a costruire una presenza su questa piattaforma. Lo hanno fatto senza il presupposto di dover pagare per la spunta blu. Ora per i loro fan è estremamente difficile distinguere i loro post da quelli degli impostori, a meno che non paghino".</em></p><h2 id="cosa-si-ottiene-con-twitter-blue">Cosa si ottiene con Twitter Blue?</h2><p>Twitter Blue non si limita solo alla spunta blu. L&apos;abbonamento ha i suoi privilegi, tra cui tweet<strong> fino a 10.000 caratteri</strong>, <strong>meno pubblicità</strong>, la possibilità di pubblicare <strong>video più lunghi e di qualità superiore</strong> e <strong>classifiche prioritarie</strong>.</p><p>Quest&apos;ultimo aspetto potrebbe risultare frustrante per coloro che sono stati verificati in precedenza, poiché con l&apos;introduzione delle classifiche prioritarie potrebbe essere più difficile far notare e trovare i loro tweet attraverso la ricerca. Tuttavia, il sistema pay-to-play di Musk potrebbe essere necessario in quanto Twitter sta lottando per rimanere a galla. </p><p>I precedenti sforzi di Musk hanno incluso tagli massicci al personale. Il magnate ha anche minato la sua base di finanziatori con tweet e azioni che hanno preoccupato diversi inserzionisti dalla piattaforma tanto da farli fuggire. Ci sono però alcuni segnali che indicano un loro graduale ritorno.</p><p>Oggi è un nuovo giorno per Twitter. Se non altro, è un panorama di social media in cui chiunque può avere una spunta blu, se è disposto a pagare. Sarà sufficiente per tenere a galla il social? Lo scopriremo nei prossimi mesi.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp, ora si possono creare nuovi contatti senza uscire dall'app ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ WhatsApp sta per ricevere un aggiornamento che ne migliorerà l'usabilità. Si possono creare nuovi contatti direttamente in-app. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Michael Benetti ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
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                                <p>L&apos;ultima beta di <strong>WhatsApp</strong> su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">Android</a> sta ricevendo un piccolo aggiornamento: finalmente gli utenti potranno modificare e <strong>aggiungere nuovi contatti dall&apos;interno dell&apos;applicazione</strong>.</p><p>Attualmente, se cercate di modificare i vostri contatti, WhatsApp vi reindirizzerà all&apos;elenco del vostro <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a>. Secondo <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-beta-for-android-gets-a-new-feature-to-add-and-edit-contacts-within-the-app/">WABetaInfo</a>, chi possiede la versione beta 2.23.8.2, 8.4, 8.5 o 8.6 di WhatsApp dovrebbe ora vedere un&apos;interfaccia utente diversa quando si modificano o si aggiungono contatti, che rispecchia maggiormente lo stile dell&apos;app. Quando si aggiunge qualcuno, le sue informazioni vengono immediatamente salvate nell&apos;elenco del dispositivo o nell&apos;account Google, a seconda di quale sia disponibile.</p><p>Ora la domanda è: questo aggiornamento avrà qualche tipo di impatto? Come sottolinea WABetaInfo, forse solo un po&apos; perché si toglie un passaggio e non si dovrà avviare un’altra app.</p><p>Se siete interessati a provare l&apos;elenco dei contatti in app, potete <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-beta-for-android-gets-a-new-feature-to-add-and-edit-contacts-within-the-app/">installare la versione beta di WhatsApp</a> dal <strong>Google Play Store</strong> in qualsiasi momento. Tenete presente che l&apos;aggiornamento viene distribuito a blocchi, quindi potreste non riceverlo inizialmente. In questo caso, si dovrà aspettare il lancio ufficiale su tutti i dispositivi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-attivare-la-verifica-in-due-passaggi-su-whatsapp">Come attivare la verifica in due passaggi su WhatsApp</a></li></ul><h2 id="altri-aggiornamenti-in-arrivo">Altri aggiornamenti in arrivo</h2><p>Per quanto riguarda il futuro di WhatsApp su Android, c&apos;è molto in serbo. All&apos;inizio di marzo, un&apos;altra beta ha introdotto la funzione <strong>Silence Unknown Callers</strong> per bloccare le chiamate da numeri non riconosciuti. C&apos;è anche la misteriosa <strong>Chat audio</strong>, sulla quale non ci sono molte informazioni, anche se in rete si ipotizza che sia il tentativo dell&apos;app di emulare le chat vocali di Discord. Inoltre, Meta sta estendendo a tutti i beta tester la <strong>modalità Companion</strong>, che consente agli utenti di collegare il proprio account WhatsApp a un dispositivo completamente diverso.</p><p>Per <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone">iOS</a>, gli sviluppatori stanno lavorando a un modo per consentire agli utenti di caricare gli aggiornamenti di stato direttamente su Facebook senza uscire da WhatsApp.</p>
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