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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Facebook ]]></title>
                <link>https://global.techradar.com/computing/internet/social-media/facebook</link>
        <description><![CDATA[ All the latest facebook content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Wed, 28 Jan 2026 11:12:30 +0000</lastBuildDate>
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                                                            <title><![CDATA[ Il presidente francese attacca le "piattaforme americane" e gli "algoritmi cinesi" mentre vieta i social media ai minori di 15 anni ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>I deputati francesi hanno votato a favore della legge per vietare i social media ai minori</strong></li><li><strong>Il provvedimento non è ancora legge; deve prima passare al vaglio del Senato francese</strong></li><li><strong>Una volta approvata, i minori di 15 anni non potranno più accedere alle piattaforme social</strong></li></ul><p>I deputati francesi hanno votato a favore del bando dei social media per i minori con 116 voti favorevoli e 23 contrari: quello che viene celebrato come un "passo fondamentale" verso la protezione di bambini e adolescenti online.</p><p>Come prevedibile, non tutti sono soddisfatti delle regole proposte. La proposta di legge non è ancora entrata in vigore — deve infatti ricevere l'approvazione del Senato francese — e alcuni si chiedono se verrà bloccata dal diritto europeo, dopo che un progetto simile era stato fermato nel 2023. Tuttavia, l'iniziativa segue la scia di normative analoghe già viste in Australia, nel Regno Unito e in alcuni Stati americani.</p><p>In un video diffuso in merito al provvedimento, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: "Le emozioni dei nostri bambini e adolescenti non sono in vendita né devono essere manipolate, né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi" — un chiaro riferimento a realtà come Instagram, X e TikTok.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo" name="social-media-shutterstock_2452297177" alt="Social Media" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Una volta introdotte, queste e altre piattaforme social dovranno verificare l'età degli utenti francesi o impedire loro l'accesso ai contenuti. Dato che un sistema di verifica dell'età potrebbe essere adottato a livello europeo, la Francia sarà probabilmente solo la prima nazione dell'UE a imporre tale divieto: basti pensare che anche Irlanda, Spagna e Danimarca stanno valutando norme simili.</p><p>Mentre molti genitori, legislatori e persino alcuni ragazzi hanno reagito positivamente, altri hanno espresso pareri decisamente meno favorevoli.</p><p>Scorrendo (ironicamente) proprio i social media, si trovano numerosi commenti che definiscono questa mossa un "eccesso legislativo". Altri utenti sono invece preoccupati dal dover condividere i propri documenti d'identità online, specialmente in seguito a vari leak di dati che hanno coinvolto documenti in paesi con normative simili (come la violazione di Discord, in cui gli hacker hanno rubato migliaia di foto di documenti d'identità governativi).</p><h2 id="il-migliore-di-due-mali">Il migliore di due mali</h2><p>Non serve cercare lontano per trovare report che mostrano gli effetti dannosi dei social media sulla salute mentale, alcuni dei quali provenienti dalle aziende stesse. Né per trovare esempi dei modi in cui le piattaforme possano essere utilizzate e abusate dagli utenti e dai loro stessi creatori: si pensi al recente caso di Grok, usato per creare immagini esplicite di donne e bambini, o alle accuse dei whistleblower secondo cui le piattaforme di Meta potrebbero profilare gli utenti con annunci basati sul loro stato emotivo (pratica che Meta ha negato di attuare, pur ammettendo di aver condotto ricerche in merito in una serie di dichiarazioni risalenti al 2017).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8256px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA" name="shutterstock_2396034017 copy" alt="Elon Musk and Grok." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8256" height="4644" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock/JR des)</span></figcaption></figure><p>Al tempo stesso, so quanto i social media possano essere preziosi. YouTube e TikTok possono trasformarsi in incredibili piattaforme educative; i social possono fornire l'accesso a fonti di informazione inestimabili, creare spazi per organizzare azioni collettive attorno a cause importanti o, semplicemente, offrire alle persone la possibilità di trovare una comunità in cui integrarsi che faticherebbero a trovare a livello locale.</p><p>Ma i benefici superano i lati oscuri?</p><p>Sinceramente, non ne sono sicuro. Se fossi costretto a scegliere tra un estremo e l'altro, sarei favorevole a un bando, in parte perché divieti diffusi potrebbero essere ciò che finalmente costringerà le piattaforme a cambiare rotta.</p><p>Tuttavia, continuerei a preferire un approccio più sfumato.</p><p>Qualcosa che preveda una verifica dell'identità sicura e privata per accertare l'età e la natura umana dell'utente; che affronti le problematiche dei social media che vanno oltre quelle dei minori, colpendo utenti di ogni fascia d'età; e che offra ai genitori la possibilità di decidere per i propri figli (scegliendo di consentire l'accesso a determinate piattaforme quando ritengono che il ragazzo sia pronto).</p><p>Forse, però, è chiedere troppo a una classe politica che non ha la competenza digitale che dovrebbe avere. Magari, mentre vedremo aumentare i divieti nel corso del prossimo anno, mi smentiranno trovando un approccio che funzioni per tutti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/il-presidente-francese-attacca-le-piattaforme-americane-e-gli-algoritmi-cinesi-mentre-vieta-i-social-media-ai-minori-di-15-anni</link>
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                            <![CDATA[ "Le emozioni dei nostri bambini e adolescenti non sono in vendita" – la Francia punta al bando dei social media per i minori, e non sarà l'ultimo provvedimento di questo tipo che vedremo nel 2026. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ hamish.hector@futurenet.com (Hamish Hector) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Hamish Hector ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ePxhxWMJAFXSVFL4333tHB-320-70.png ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
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Tuttavia, l'iniziativa segue la scia di normative analoghe già viste in Australia, nel Regno Unito e in alcuni Stati americani.</p><p>In un video diffuso in merito al provvedimento, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: "Le emozioni dei nostri bambini e adolescenti non sono in vendita né devono essere manipolate, né dalle piattaforme americane né dagli algoritmi cinesi" — un chiaro riferimento a realtà come Instagram, X e TikTok.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo" name="social-media-shutterstock_2452297177" alt="Social Media" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hMRboqQ2jtPbk2mchPkiDo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Una volta introdotte, queste e altre piattaforme social dovranno verificare l'età degli utenti francesi o impedire loro l'accesso ai contenuti. Dato che un sistema di verifica dell'età potrebbe essere adottato a livello europeo, la Francia sarà probabilmente solo la prima nazione dell'UE a imporre tale divieto: basti pensare che anche Irlanda, Spagna e Danimarca stanno valutando norme simili.</p><p>Mentre molti genitori, legislatori e persino alcuni ragazzi hanno reagito positivamente, altri hanno espresso pareri decisamente meno favorevoli.</p><p>Scorrendo (ironicamente) proprio i social media, si trovano numerosi commenti che definiscono questa mossa un "eccesso legislativo". Altri utenti sono invece preoccupati dal dover condividere i propri documenti d'identità online, specialmente in seguito a vari leak di dati che hanno coinvolto documenti in paesi con normative simili (come la violazione di Discord, in cui gli hacker hanno rubato migliaia di foto di documenti d'identità governativi).</p><h2 id="il-migliore-di-due-mali">Il migliore di due mali</h2><p>Non serve cercare lontano per trovare report che mostrano gli effetti dannosi dei social media sulla salute mentale, alcuni dei quali provenienti dalle aziende stesse. Né per trovare esempi dei modi in cui le piattaforme possano essere utilizzate e abusate dagli utenti e dai loro stessi creatori: si pensi al recente caso di Grok, usato per creare immagini esplicite di donne e bambini, o alle accuse dei whistleblower secondo cui le piattaforme di Meta potrebbero profilare gli utenti con annunci basati sul loro stato emotivo (pratica che Meta ha negato di attuare, pur ammettendo di aver condotto ricerche in merito in una serie di dichiarazioni risalenti al 2017).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8256px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA" name="shutterstock_2396034017 copy" alt="Elon Musk and Grok." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yMguaFi7ETMzhwX9CPQrgA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8256" height="4644" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock/JR des)</span></figcaption></figure><p>Al tempo stesso, so quanto i social media possano essere preziosi. YouTube e TikTok possono trasformarsi in incredibili piattaforme educative; i social possono fornire l'accesso a fonti di informazione inestimabili, creare spazi per organizzare azioni collettive attorno a cause importanti o, semplicemente, offrire alle persone la possibilità di trovare una comunità in cui integrarsi che faticherebbero a trovare a livello locale.</p><p>Ma i benefici superano i lati oscuri?</p><p>Sinceramente, non ne sono sicuro. Se fossi costretto a scegliere tra un estremo e l'altro, sarei favorevole a un bando, in parte perché divieti diffusi potrebbero essere ciò che finalmente costringerà le piattaforme a cambiare rotta.</p><p>Tuttavia, continuerei a preferire un approccio più sfumato.</p><p>Qualcosa che preveda una verifica dell'identità sicura e privata per accertare l'età e la natura umana dell'utente; che affronti le problematiche dei social media che vanno oltre quelle dei minori, colpendo utenti di ogni fascia d'età; e che offra ai genitori la possibilità di decidere per i propri figli (scegliendo di consentire l'accesso a determinate piattaforme quando ritengono che il ragazzo sia pronto).</p><p>Forse, però, è chiedere troppo a una classe politica che non ha la competenza digitale che dovrebbe avere. Magari, mentre vedremo aumentare i divieti nel corso del prossimo anno, mi smentiranno trovando un approccio che funzioni per tutti.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook dice addio alle password: arrivano i passkey su mobile ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Meta ha ufficialmente introdotto il supporto alle <strong>passkey su Facebook</strong>, una novità pensata per <strong>migliorare la sicurezza degli account</strong> e rendere l'accesso più semplice ed efficace sui dispositivi mobili.</p><p>Al posto delle classiche password, spesso deboli o facilmente indovinabili, gli utenti possono ora <strong>accedere tramite impronta digitale, riconoscimento facciale o PIN</strong>, garantendo un'autenticazione più sicura e personale.</p><p>Oltre a essere più sicure, le passkey risultano anche <strong>più rapide</strong> da usare rispetto alle credenziali tradizionali, offrendo un’esperienza Facebook più fluida, veloce e protetta.</p><h2 id="piu-sicurezza-meno-password">Più sicurezza, meno password</h2><p>Meta ha annunciato l’arrivo delle <strong>passkey per Facebook</strong> su dispositivi mobili <strong>iOS e Android</strong>, con il supporto a <strong>Messenger previsto nei prossimi mesi</strong>. Le passkey rappresentano una soluzione molto più sicura rispetto a password tradizionali o codici OTP, grazie alla loro resistenza ai furti e alle truffe di phishing, come i siti clone basati su errori di digitazione.</p><p>A differenza delle password, le passkey sono <strong>memorizzate localmente sul dispositivo</strong> dell’utente, rendendole inaccessibili anche per Meta. Non solo sono più sicure, ma evitano anche il continuo passaggio tra app necessario con i gestori di password.</p><p>Tra le funzionalità future, Meta ha confermato che le passkey verranno usate anche per <strong>autenticare i pagamenti tramite Meta Pay</strong> e per <strong>proteggere i backup crittografati di Messenger</strong>, una volta che il supporto sarà attivo. L’unico limite è che, in caso di smarrimento del dispositivo, il recupero dell’account e la generazione di una nuova passkey possono risultare complessi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:960px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:87.08%;"><img id="m2USAEjDbZnSCgoHKnqGyD" name="02_Passkeys-Set-up" alt="Facebook passkey setup process" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/m2USAEjDbZnSCgoHKnqGyD-1920-80.webp" mos="" align="middle" fullscreen="" width="960" height="836" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Per configurare una passkey, è sufficiente aprire l’app di Facebook, accedere al <strong>menu Impostazioni</strong>, quindi seguire il percorso <strong>Centro gestione account → Password e sicurezza → Passkey</strong>. Se la funzione è già disponibile sul vostro dispositivo, <strong>Facebook potrebbe anche suggerirvi di attivarla automaticamente</strong> al prossimo accesso.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/facebook-dice-addio-alle-password-arrivano-i-passkey-su-mobile</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Meta introduce l’accesso tramite impronta, volto o PIN: più sicurezza e meno phishing, anche per Messenger e Meta Pay. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[ Facebook social media app logo on log-in, sign-up registration page]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Meta ha ufficialmente introdotto il supporto alle <strong>passkey su Facebook</strong>, una novità pensata per <strong>migliorare la sicurezza degli account</strong> e rendere l'accesso più semplice ed efficace sui dispositivi mobili.</p><p>Al posto delle classiche password, spesso deboli o facilmente indovinabili, gli utenti possono ora <strong>accedere tramite impronta digitale, riconoscimento facciale o PIN</strong>, garantendo un'autenticazione più sicura e personale.</p><p>Oltre a essere più sicure, le passkey risultano anche <strong>più rapide</strong> da usare rispetto alle credenziali tradizionali, offrendo un’esperienza Facebook più fluida, veloce e protetta.</p><h2 id="piu-sicurezza-meno-password">Più sicurezza, meno password</h2><p>Meta ha annunciato l’arrivo delle <strong>passkey per Facebook</strong> su dispositivi mobili <strong>iOS e Android</strong>, con il supporto a <strong>Messenger previsto nei prossimi mesi</strong>. Le passkey rappresentano una soluzione molto più sicura rispetto a password tradizionali o codici OTP, grazie alla loro resistenza ai furti e alle truffe di phishing, come i siti clone basati su errori di digitazione.</p><p>A differenza delle password, le passkey sono <strong>memorizzate localmente sul dispositivo</strong> dell’utente, rendendole inaccessibili anche per Meta. Non solo sono più sicure, ma evitano anche il continuo passaggio tra app necessario con i gestori di password.</p><p>Tra le funzionalità future, Meta ha confermato che le passkey verranno usate anche per <strong>autenticare i pagamenti tramite Meta Pay</strong> e per <strong>proteggere i backup crittografati di Messenger</strong>, una volta che il supporto sarà attivo. L’unico limite è che, in caso di smarrimento del dispositivo, il recupero dell’account e la generazione di una nuova passkey possono risultare complessi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:960px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:87.08%;"><img id="m2USAEjDbZnSCgoHKnqGyD" name="02_Passkeys-Set-up" alt="Facebook passkey setup process" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/m2USAEjDbZnSCgoHKnqGyD-1920-80.webp" mos="" align="middle" fullscreen="" width="960" height="836" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Per configurare una passkey, è sufficiente aprire l’app di Facebook, accedere al <strong>menu Impostazioni</strong>, quindi seguire il percorso <strong>Centro gestione account → Password e sicurezza → Passkey</strong>. Se la funzione è già disponibile sul vostro dispositivo, <strong>Facebook potrebbe anche suggerirvi di attivarla automaticamente</strong> al prossimo accesso.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook, hacker rivendica il furto record di 1,2 miliardi di profili: è davvero un nuovo attacco? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un hacker sostiene di aver sottratto <strong>1,2 miliardi di dati utente da Facebook</strong>, tra cui <strong>nomi, numeri di telefono e posizioni geografiche</strong>. La segnalazione arriva dai ricercatori di <strong>Cybernews</strong>, che hanno scoperto un nuovo thread su un <strong>forum del dark web</strong> dove veniva pubblicizzata questa enorme banca dati.</p><p>Secondo quanto riportato, l’autore della minaccia afferma di <strong>aver creato un nuovo database da zero</strong>, anziché aver semplicemente aggregato dati già disponibili online. L’archivio conterrebbe <strong>ID utente, nomi, email, nomi utente, numeri di telefono, località, date di nascita e genere</strong>.</p><p>I ricercatori di <strong>Cybernews</strong> hanno analizzato alcune sezioni del database e confermato l’<strong>autenticità dei dati esaminati</strong>. Se questi dati finissero nelle mani sbagliate, potrebbero essere utilizzati per <strong>attacchi di phishing altamente credibili</strong>, <strong>furti di identità</strong> e <strong>frodi bancarie</strong>.</p><h2 id="dubbi-sulla-veridicita-del-leak">Dubbi sulla veridicità del leak</h2><p>Nonostante l’allarme, <strong>Cybernews invita alla cautela</strong>: la presunta violazione di <strong>1,2 miliardi di profili Facebook</strong> va presa <strong>con le pinze</strong>, per diversi motivi.</p><p>Innanzitutto, <strong>l'autore del thread ha pubblicato un solo messaggio in precedenza</strong>, quindi <strong>la sua credibilità è dubbia</strong>. Inoltre, in passato c’è già stato un <strong>leak simile ma di minori dimensioni</strong>, il che fa ipotizzare ai ricercatori che <strong>si tratti dello stesso archivio riutilizzato</strong>, magari arricchito con <strong>qualche dato aggiuntivo</strong> per farlo apparire nuovo.</p><p>I dati sarebbero stati raccolti <strong>abusando di un’API di Facebook</strong>. Meta, la società madre della piattaforma, <strong>non ha negato esplicitamente</strong>, ma ha risposto affermando che <strong>si tratta di una vecchia violazione riproposta da truffatori</strong>.</p><p><em>"Non si tratta di una nuova segnalazione. Ne abbiamo parlato anni fa e abbiamo adottato misure per evitare che simili episodi si ripetano,"</em> ha dichiarato un portavoce di Meta a <strong>Cybernews</strong>, allegando anche un link a un post ufficiale del blog aziendale su come l’azienda combatte il fenomeno dello scraping.</p><p>Nonostante tutto, <strong>i ricercatori di Cybernews</strong> ritengono che potrebbe trattarsi <strong>di uno dei più grandi scraping mai avvenuti su Facebook</strong>, sottolineando <strong>una gestione discutibile della sicurezza e della privacy degli utenti</strong>:</p><p><em>"Gli episodi ricorrenti dimostrano un approccio reattivo più che proattivo alla sicurezza, soprattutto nella protezione dei dati pubblicamente visibili ma comunque sensibili. L’assenza di tutele più forti e di maggiore trasparenza mina la fiducia e lascia milioni di utenti potenzialmente esposti a phishing, truffe, furti d’identità e conseguenze di lungo termine sulla privacy."</em></p><p><em>Via </em><a href="https://cybernews.com/security/facebook-leak-exposes-users-hackers-claim/" target="_blank"><em>Cybernews</em></a></p><h3 class="article-body__section" id="section-you-might-also-like"><span>You might also like</span></h3><ul><li><a href="https://www.techradar.com/pro/meta-admits-it-has-scraped-all-facebook-posts-since-2007-to-train-ai" target="_blank">Meta admits it scraped all Australian Facebook posts since 2007 to train its AI</a></li><li>We've rounded up the <a href="https://www.techradar.com/best/password-manager" target="_blank">best password managers</a></li><li>Take a look at our guide to the <a href="https://www.techradar.com/best/best-authenticator-apps" target="_blank">best authenticator app</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/facebook-hacker-rivendica-il-furto-record-di-1-2-miliardi-di-profili-e-davvero-un-nuovo-attacco</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I dati sarebbero autentici, ma per Meta si tratta di una vecchia violazione già nota: la minaccia resta concreta. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[ Facebook social media app logo on log-in, sign-up registration page]]></media:title>
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                                <p>Un hacker sostiene di aver sottratto <strong>1,2 miliardi di dati utente da Facebook</strong>, tra cui <strong>nomi, numeri di telefono e posizioni geografiche</strong>. La segnalazione arriva dai ricercatori di <strong>Cybernews</strong>, che hanno scoperto un nuovo thread su un <strong>forum del dark web</strong> dove veniva pubblicizzata questa enorme banca dati.</p><p>Secondo quanto riportato, l’autore della minaccia afferma di <strong>aver creato un nuovo database da zero</strong>, anziché aver semplicemente aggregato dati già disponibili online. L’archivio conterrebbe <strong>ID utente, nomi, email, nomi utente, numeri di telefono, località, date di nascita e genere</strong>.</p><p>I ricercatori di <strong>Cybernews</strong> hanno analizzato alcune sezioni del database e confermato l’<strong>autenticità dei dati esaminati</strong>. Se questi dati finissero nelle mani sbagliate, potrebbero essere utilizzati per <strong>attacchi di phishing altamente credibili</strong>, <strong>furti di identità</strong> e <strong>frodi bancarie</strong>.</p><h2 id="dubbi-sulla-veridicita-del-leak">Dubbi sulla veridicità del leak</h2><p>Nonostante l’allarme, <strong>Cybernews invita alla cautela</strong>: la presunta violazione di <strong>1,2 miliardi di profili Facebook</strong> va presa <strong>con le pinze</strong>, per diversi motivi.</p><p>Innanzitutto, <strong>l'autore del thread ha pubblicato un solo messaggio in precedenza</strong>, quindi <strong>la sua credibilità è dubbia</strong>. Inoltre, in passato c’è già stato un <strong>leak simile ma di minori dimensioni</strong>, il che fa ipotizzare ai ricercatori che <strong>si tratti dello stesso archivio riutilizzato</strong>, magari arricchito con <strong>qualche dato aggiuntivo</strong> per farlo apparire nuovo.</p><p>I dati sarebbero stati raccolti <strong>abusando di un’API di Facebook</strong>. Meta, la società madre della piattaforma, <strong>non ha negato esplicitamente</strong>, ma ha risposto affermando che <strong>si tratta di una vecchia violazione riproposta da truffatori</strong>.</p><p><em>"Non si tratta di una nuova segnalazione. Ne abbiamo parlato anni fa e abbiamo adottato misure per evitare che simili episodi si ripetano,"</em> ha dichiarato un portavoce di Meta a <strong>Cybernews</strong>, allegando anche un link a un post ufficiale del blog aziendale su come l’azienda combatte il fenomeno dello scraping.</p><p>Nonostante tutto, <strong>i ricercatori di Cybernews</strong> ritengono che potrebbe trattarsi <strong>di uno dei più grandi scraping mai avvenuti su Facebook</strong>, sottolineando <strong>una gestione discutibile della sicurezza e della privacy degli utenti</strong>:</p><p><em>"Gli episodi ricorrenti dimostrano un approccio reattivo più che proattivo alla sicurezza, soprattutto nella protezione dei dati pubblicamente visibili ma comunque sensibili. L’assenza di tutele più forti e di maggiore trasparenza mina la fiducia e lascia milioni di utenti potenzialmente esposti a phishing, truffe, furti d’identità e conseguenze di lungo termine sulla privacy."</em></p><p><em>Via </em><a href="https://cybernews.com/security/facebook-leak-exposes-users-hackers-claim/" target="_blank"><em>Cybernews</em></a></p><h3 class="article-body__section" id="section-you-might-also-like"><span>You might also like</span></h3><ul><li><a href="https://www.techradar.com/pro/meta-admits-it-has-scraped-all-facebook-posts-since-2007-to-train-ai" target="_blank">Meta admits it scraped all Australian Facebook posts since 2007 to train its AI</a></li><li>We've rounded up the <a href="https://www.techradar.com/best/password-manager" target="_blank">best password managers</a></li><li>Take a look at our guide to the <a href="https://www.techradar.com/best/best-authenticator-apps" target="_blank">best authenticator app</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Meta lancia l'allarme su una grave falla di sicurezza nel software open-source ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Facebook ha segnalato una vulnerabilità in FreeType che potrebbe consentire l'esecuzione di codice da remoto.</strong></li><li><strong>Il problema "potrebbe essere stato sfruttato", ha avvertito l'azienda.</strong></li><li><strong>Una patch è stata rilasciata per risolvere il difetto di sicurezza.</strong></li></ul><p>Facebook ha segnalato una vulnerabilità di scrittura fuori dai limiti in FreeType, che potrebbe consentire a malintenzionati di eseguire codice arbitrario da remoto. In un avviso di sicurezza, l’azienda ha dichiarato che il problema “potrebbe essere stato sfruttato attivamente”.</p><p>FreeType è una libreria open-source utilizzata per la gestione dei caratteri, supportando formati come TrueType, OpenType e Type1. È ampiamente integrata in applicazioni grafiche, motori di gioco e sistemi operativi per migliorare la resa del testo.</p><p>Progetti importanti come Android, Linux, Unreal Engine e ChromeOS si affidano a FreeType per il rendering dei font, rendendo questa vulnerabilità particolarmente rilevante.</p><h2 id="correzione-del-bug">Correzione del bug</h2><p>La vulnerabilità, identificata come CVE-2025-27363, ha ricevuto un punteggio di gravità pari a 8.1 (alto) e riguarda le versioni 2.13.0 e precedenti della libreria FreeType.</p><p>Secondo Facebook, il problema si verifica durante l’analisi delle strutture dei sottoglifi dei font TrueType GX e dei file di font variabili. L’errore deriva dall’assegnazione errata di un valore signed short a una variabile unsigned long, che porta a un’allocazione errata della memoria. Di conseguenza, il codice può scrivere fino a sei valori signed long fuori dai limiti del buffer di memoria assegnato.</p><p>Non è chiaro se Facebook utilizzi direttamente FreeType e in quale misura. Inoltre, pur affermando che la vulnerabilità potrebbe essere stata sfruttata attivamente, la società non ha specificato se gli attacchi siano stati rilevati sulla propria piattaforma o altrove.</p><p>Per risolvere il problema, gli sviluppatori dovrebbero aggiornare FreeType alla versione 2.13.3 il prima possibile. La prima versione sicura è la 2.13.1, sebbene il sito ufficiale di FreeType non menzioni esplicitamente aggiornamenti di sicurezza, descrivendo l’update solo come una versione di manutenzione con cambiamenti minori.</p><p>Via <a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/facebook-discloses-freetype-2-flaw-exploited-in-attacks/" target="_blank">BleepingComputer</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/meta-lancia-lallarme-su-una-grave-falla-di-sicurezza-nel-software-open-source</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La vulnerabilità in FreeType potrebbe consentire l'esecuzione remota di codice: disponibile una patch, aggiornate subito. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Computer Hacked, System Error, Virus, Cyber attack, Malware Concept. Danger Symbol]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Facebook ha segnalato una vulnerabilità in FreeType che potrebbe consentire l'esecuzione di codice da remoto.</strong></li><li><strong>Il problema "potrebbe essere stato sfruttato", ha avvertito l'azienda.</strong></li><li><strong>Una patch è stata rilasciata per risolvere il difetto di sicurezza.</strong></li></ul><p>Facebook ha segnalato una vulnerabilità di scrittura fuori dai limiti in FreeType, che potrebbe consentire a malintenzionati di eseguire codice arbitrario da remoto. In un avviso di sicurezza, l’azienda ha dichiarato che il problema “potrebbe essere stato sfruttato attivamente”.</p><p>FreeType è una libreria open-source utilizzata per la gestione dei caratteri, supportando formati come TrueType, OpenType e Type1. È ampiamente integrata in applicazioni grafiche, motori di gioco e sistemi operativi per migliorare la resa del testo.</p><p>Progetti importanti come Android, Linux, Unreal Engine e ChromeOS si affidano a FreeType per il rendering dei font, rendendo questa vulnerabilità particolarmente rilevante.</p><h2 id="correzione-del-bug">Correzione del bug</h2><p>La vulnerabilità, identificata come CVE-2025-27363, ha ricevuto un punteggio di gravità pari a 8.1 (alto) e riguarda le versioni 2.13.0 e precedenti della libreria FreeType.</p><p>Secondo Facebook, il problema si verifica durante l’analisi delle strutture dei sottoglifi dei font TrueType GX e dei file di font variabili. L’errore deriva dall’assegnazione errata di un valore signed short a una variabile unsigned long, che porta a un’allocazione errata della memoria. Di conseguenza, il codice può scrivere fino a sei valori signed long fuori dai limiti del buffer di memoria assegnato.</p><p>Non è chiaro se Facebook utilizzi direttamente FreeType e in quale misura. Inoltre, pur affermando che la vulnerabilità potrebbe essere stata sfruttata attivamente, la società non ha specificato se gli attacchi siano stati rilevati sulla propria piattaforma o altrove.</p><p>Per risolvere il problema, gli sviluppatori dovrebbero aggiornare FreeType alla versione 2.13.3 il prima possibile. La prima versione sicura è la 2.13.1, sebbene il sito ufficiale di FreeType non menzioni esplicitamente aggiornamenti di sicurezza, descrivendo l’update solo come una versione di manutenzione con cambiamenti minori.</p><p>Via <a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/facebook-discloses-freetype-2-flaw-exploited-in-attacks/" target="_blank">BleepingComputer</a></p>
                                                            </article>
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                            <![CDATA[ Meta punta su QLC flash per un futuro più veloce ed efficiente, con SSD fino a 512TB ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Meta QLC Server]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Gli hard disk continuano a crescere in capacità, ma la velocità resta un limite nei data center.</strong></li><li><strong>Meta punta sulla memoria QLC flash per colmare il divario tra HDD e TLC.</strong></li><li><strong>Con SSD QLC da 512TB in arrivo, Meta abbandona gradualmente E1.S ed E3.</strong></li></ul><p>Gli hard disk restano la soluzione principale per l’archiviazione nei data center, soprattutto per il loro costo inferiore e il consumo energetico più contenuto rispetto alla memoria TLC flash. Tuttavia, mentre la capacità degli HDD continua a crescere, le loro prestazioni in lettura e scrittura non sono migliorate di pari passo. Questo ha portato a una riduzione della larghezza di banda per terabyte, costringendo i data center a spostare i dati più utilizzati su memoria TLC flash o a sovradimensionare lo spazio di archiviazione.</p><p>In un recente post sul blog di Facebook Engineering, Meta ha descritto la propria strategia per integrare la memoria QLC flash come alternativa. Nonostante la tecnologia QLC esista dal 2009, la sua diffusione è stata lenta a causa della capacità inizialmente limitata, dei costi elevati e della minore resistenza alle scritture.</p><h2 id="le-unita-ssd-qlc-sono-il-futuro">Le unità SSD QLC sono il futuro</h2><p>Meta considera la memoria QLC come un punto intermedio tra gli HDD tradizionali e gli SSD TLC. Questa tecnologia offre prestazioni sufficienti per carichi di lavoro che in passato si affidavano a HDD da 16TB e 20TB, permettendo una gestione più efficiente delle operazioni di I/O in batch, che superano le capacità dei dischi rigidi. Inoltre, poiché la maggior parte del consumo energetico degli SSD deriva dalle operazioni di scrittura, la minore attività di scrittura della memoria QLC la rende un’opzione più sostenibile ed efficiente dal punto di vista energetico.</p><p>Attualmente, la QLC è più economica rispetto alla TLC, ma non ancora abbastanza conveniente per una diffusione su larga scala. Tuttavia, i risparmi energetici la rendono una scelta interessante per determinati carichi di lavoro e i recenti progressi stanno rendendo questa tecnologia sempre più praticabile. L’introduzione dei chip NAND QLC da 2Tb e l’uso diffuso di stack da 32 die stanno aumentando la densità di archiviazione, consentendo alle unità QLC di crescere più rapidamente rispetto alla TLC. Questo sviluppo contribuirà a migliorare l’efficienza dei server, riducendo al contempo i costi.</p><p>Meta prevede che gli SSD QLC raggiungano capacità fino a 512TB e considera i formati E1.S ed E3 non adatti alle proprie esigenze. Per questo motivo, l'azienda ha deciso di puntare su U.2-15mm e sul DirectFlash Module di Pure Storage per integrare e scalare la tecnologia QLC nella propria infrastruttura.</p><p>Parallelamente, Meta sta ottimizzando il proprio software di archiviazione per gestire al meglio l’alta densità degli SSD QLC. Poiché questi dispositivi presentano un divario significativo tra le velocità di lettura e scrittura, è fondamentale adottare un sistema di pianificazione efficace per mantenere prestazioni costanti.</p><p>Con il progresso della tecnologia QLC, Meta prevede un ruolo sempre più centrale per questi SSD nei data center, una prospettiva condivisa anche da StorageReview.</p><p>Brian Beeler, del sito specializzato, afferma: </p><p>"I nostri test hanno confermato il valore degli SSD QLC per l'archiviazione AI. Un'analisi approfondita sulle prestazioni dell'SSD QLC Solidigm D5-P5336 nei carichi di checkpointing per l'addestramento dei modelli AI ha evidenziato che, sebbene gli SSD TLC restino la scelta migliore per ambienti con scritture intensive, i QLC offrono un’ottima combinazione di capacità, efficienza e prestazioni in lettura, rendendoli un'opzione solida per le pipeline AI."</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Zuckerberg chiede a Trump di fermare le multe UE contro le aziende americane ]]></title>
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                            <![CDATA[ L'amministratore delegato di Meta afferma che le aziende americane non dovrebbero pagare per aver violato le normative dell'UE. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>Mark Zuckerberg, CEO di Meta, ha esortato il presidente eletto Donald Trump a contrastare le multe imposte dall&apos;Unione Europea alle aziende statunitensi per violazioni antitrust, protezione dei dati e altre normative.</p><p>Durante un&apos;intervista al podcast Joe Rogan Experience, Zuckerberg ha dichiarato: "Credo che sia un vantaggio strategico per gli Stati Uniti avere alcune delle aziende più forti al mondo. Proteggere queste realtà dovrebbe far parte della strategia nazionale per il futuro".</p><p>Meta è stata pesantemente sanzionata dall&apos;UE, con multe che hanno raggiunto 2,619 miliardi di euro a partire dal 2022, legate a violazioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR). Inoltre, nel 2024, la società ha ricevuto una multa di 797,72 milioni di euro per infrazioni alle norme antitrust europee.</p><h2 id="zuckerberg-si-avvicina-a-trump">Zuckerberg si avvicina a Trump</h2><p>Mark Zuckerberg ha definito le normative europee in materia di concorrenza e protezione dei dati "simili a una tariffa" che colpisce le aziende statunitensi, facendo riferimento alle recenti dichiarazioni di Donald Trump sull&apos;introduzione di dazi più elevati sui beni importati. Se Trump dovesse adottare l&apos;approccio suggerito da Zuckerberg, le aziende americane potrebbero trovarsi in una posizione di non conformità alle rigide norme dell&apos;UE, con il rischio di perdere l&apos;accesso a uno dei mercati più redditizi e sviluppati del mondo occidentale.</p><p>Nonostante l&apos;idea sembri poco realistica, molte aziende hanno cercato di guadagnare favore con il neo-eletto Presidente Trump attraverso donazioni al fondo per il suo insediamento, tra cui Meta con un contributo di 1 milione di dollari.</p><p>Zuckerberg, intervistato da Joe Rogan, ha descritto la sua visione dei social media come piattaforme per "dare voce alle persone". Ha inoltre anticipato che Facebook e Instagram elimineranno i programmi di fact-checking, giudicati "troppo politicizzati", a favore di un sistema simile alle note della comunità introdotte su X (ex Twitter). Questo rappresenta, secondo Zuckerberg, un "punto di svolta culturale" per valorizzare nuovamente la libertà di parola.</p><p>Parallelamente, Meta ha annunciato la chiusura dei programmi legati alla diversità, equità e inclusione, una mossa che ha sollevato polemiche in diversi ambienti. Nel Regno Unito, il segretario alla tecnologia Peter Kyle ha ribadito che la nuova legge sulla sicurezza online non sarà oggetto di compromessi. "L&apos;accesso al nostro Paese e alla nostra economia è un privilegio, non un diritto. Non negozieremo sulle protezioni fondamentali per bambini e persone vulnerabili", ha dichiarato Kyle in un&apos;intervista <a href="https://www.theguardian.com/technology/2025/jan/11/tech-giants-told-uk-online-safety-laws-not-up-for-negotiation">all&apos;Observer</a>, sottolineando che il rispetto delle leggi britanniche sarà un requisito essenziale per le aziende tecnologiche globali.</p>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Patto dell'UE per l'IA: Microsoft e Google in prima linea per la sicurezza ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L&apos;UE ha rivelato che oltre un centinaio di aziende hanno sottoscritto il nuovo <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_24_4864">Patto sull&apos;intelligenza artificiale</a>, tra cui giganti tecnologici come Microsoft, Google e Vodafone.</p><p>Il patto prevede l&apos;impegno a realizzare tre azioni fondamentali. La prima è l&apos;adozione di una strategia di governance per incoraggiare l&apos;implementazione dell&apos;IA nell&apos;organizzazione e lavorare per la futura conformità con l&apos;AI Act.</p><p>In secondo luogo, le aziende hanno concordato di identificare e mappare i sistemi di IA che potrebbero essere classificati come ad alto rischio ai sensi dell&apos;AI Act: si tratta dei sistemi con il più alto impatto sulla vita delle persone, come le infrastrutture critiche, i servizi per l&apos;impiego e le forze dell&apos;ordine.</p><h2 id="una-misura-temporanea">Una misura temporanea?</h2><p>Infine, il patto prevede l&apos;impegno a promuovere l&apos;alfabetizzazione e la consapevolezza dell&apos;IA tra il personale, per garantire uno sviluppo responsabile ed etico.</p><p>Essendo un impegno volontario, il patto non è legalmente vincolante e le aziende che non vi aderiscono non incorreranno in sanzioni. Dalla lista mancava Meta, ma l&apos;azienda ha dichiarato di essere aperta a future discussioni.</p><p>Tuttavia, il patto è un precursore del già citato AI Act, che sarà introdotto nel 2026 e costituirà il più grande quadro giuridico per l&apos;IA al mondo.</p><p>Nel 2026, si prevede che le piattaforme di IA dovranno rispettare le leggi sul copyright o incorrere in multe fino al 7% del fatturato globale. I sistemi identificati come "ad alto rischio" dovranno aderire a requisiti rigorosi, come la registrazione delle attività, la sicurezza informatica e i sistemi di mitigazione dei rischi.</p><p>Negli ultimi tempile Big Tech sono state oggetto di una nuova e significativa legislazione dell&apos;UE, con il Digital Service Act e il Digital Market Act che mirano a limitare i poteri delle aziende tecnologiche e a introdurre norme più severe in materia di privacy.</p><p>L&apos;UE ha dimostrato di non aver paura di comminare sanzioni enormi alle organizzazioni che non rispettano la normativa, con aziende come Apple che hanno semplicemente scelto di non implementare funzioni di intelligenza artificiale nell&apos;UE a causa di "incertezze normative".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/patto-dellue-per-lia-microsoft-e-google-in-prima-linea-per-la-sicurezza</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google, Samsung e Microsoft sono tra coloro che hanno sottoscritto impegni volontari, ma Meta ha scelto di non farlo. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">LK2ixZWCaZRkufKS2Cwq8P</guid>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Photo Illustration by Rafael Henrique/SOPA Images/LightRocket via Getty Images]]></media:credit>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[In this photo illustration, the ChatGPT logo is seen displayed on a smartphone and the flag of the European Union on the background.]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>L&apos;UE ha rivelato che oltre un centinaio di aziende hanno sottoscritto il nuovo <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_24_4864">Patto sull&apos;intelligenza artificiale</a>, tra cui giganti tecnologici come Microsoft, Google e Vodafone.</p><p>Il patto prevede l&apos;impegno a realizzare tre azioni fondamentali. La prima è l&apos;adozione di una strategia di governance per incoraggiare l&apos;implementazione dell&apos;IA nell&apos;organizzazione e lavorare per la futura conformità con l&apos;AI Act.</p><p>In secondo luogo, le aziende hanno concordato di identificare e mappare i sistemi di IA che potrebbero essere classificati come ad alto rischio ai sensi dell&apos;AI Act: si tratta dei sistemi con il più alto impatto sulla vita delle persone, come le infrastrutture critiche, i servizi per l&apos;impiego e le forze dell&apos;ordine.</p><h2 id="una-misura-temporanea">Una misura temporanea?</h2><p>Infine, il patto prevede l&apos;impegno a promuovere l&apos;alfabetizzazione e la consapevolezza dell&apos;IA tra il personale, per garantire uno sviluppo responsabile ed etico.</p><p>Essendo un impegno volontario, il patto non è legalmente vincolante e le aziende che non vi aderiscono non incorreranno in sanzioni. Dalla lista mancava Meta, ma l&apos;azienda ha dichiarato di essere aperta a future discussioni.</p><p>Tuttavia, il patto è un precursore del già citato AI Act, che sarà introdotto nel 2026 e costituirà il più grande quadro giuridico per l&apos;IA al mondo.</p><p>Nel 2026, si prevede che le piattaforme di IA dovranno rispettare le leggi sul copyright o incorrere in multe fino al 7% del fatturato globale. I sistemi identificati come "ad alto rischio" dovranno aderire a requisiti rigorosi, come la registrazione delle attività, la sicurezza informatica e i sistemi di mitigazione dei rischi.</p><p>Negli ultimi tempile Big Tech sono state oggetto di una nuova e significativa legislazione dell&apos;UE, con il Digital Service Act e il Digital Market Act che mirano a limitare i poteri delle aziende tecnologiche e a introdurre norme più severe in materia di privacy.</p><p>L&apos;UE ha dimostrato di non aver paura di comminare sanzioni enormi alle organizzazioni che non rispettano la normativa, con aziende come Apple che hanno semplicemente scelto di non implementare funzioni di intelligenza artificiale nell&apos;UE a causa di "incertezze normative".</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Occhio alle app AI che girano su Facebook, tante sono malware pericolosi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Gli aggressori hanno sfruttato la popolarità degli strumenti di<a href="https://www.techradar.com/news/best-photo-editor">modifica delle immagini</a>AI per indurre gli utenti a installare applicazioni che simulano strumenti legittimi, ma che sono cariche di malware.</p><p>La campagna utilizza account Facebook dirottati per spingere le applicazioni sui social media utilizzando pubblicità a pagamento per diffondere il <a href="https://www.techradar.com/best/best-malware-removal">malware</a>.</p><p>Gli aggressori ingannano le pagine di Facebook e le costringono a cedere le loro credenziali con messaggi di phishing che portano gli utenti a false pagine di protezione dell&apos;account che poi rubano la loro password.</p><h2 id="facebook-malvertising">Facebook malvertising</h2><p>Jaromir Horejsi, un ricercatore di minacce di Trend Micro che ha analizzato la campagna, ha dichiarato: "Abbiamo scoperto una campagna di malvertising che coinvolge un attore di minacce che ruba le pagine dei social media, cambiando i loro nomi per farli sembrare collegati a popolari editor di foto AI. L&apos;attore crea quindi post dannosi con link a siti web falsi che assomigliano al sito web dell&apos;editor fotografico legittimo. Per aumentare il traffico, l&apos;autore del reato potenzia i post dannosi con annunci a pagamento" (via BleepingComputer).</p><p>Il pacchetto software che le vittime installano non è l&apos;editor di immagini AI, bensì lo strumento di desktop remoto Itarian che lancia un downloader sul dispositivo delle vittime che installa il malware Lumma Stealer. Questo malware sniffa segretamente i file delle vittime alla ricerca di dati preziosi, come i file dei portafogli di criptovalute, le credenziali, i file del <a href="https://www.techradar.com/best/password-manager">gestore di password</a> e i dati<a href="https://www.techradar.com/best/browser">del browser</a>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:80.31%;"><img id="jARMoHWKh2WvzWe9TBThd" name="Attack flow.jpg" alt="Trend Micro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jARMoHWKh2WvzWe9TBThd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="1285" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Trend Micro)</span></figcaption></figure><p>Questi dati vengono poi venduti sul dark web o utilizzati per rilevare altri account utilizzando le credenziali compromesse al fine di promuovere altre truffe.</p><p>In risposta alla campagna, Horejsi ha fornito alcuni modi per proteggersi dalla campagna, affermando: "Gli utenti dovrebbero attivare l&apos;autenticazione a più fattori (MFA) su tutti gli account dei social media per aggiungere un ulteriore livello di protezione contro gli accessi non autorizzati. Le organizzazioni dovrebbero educare i propri dipendenti sui pericoli degli attacchi di phishing e su come riconoscere messaggi e link sospetti. Gli utenti dovrebbero sempre verificare la legittimità dei link, soprattutto di quelli che richiedono informazioni personali o credenziali di accesso".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/occhio-alle-app-ai-che-girano-su-facebook-tante-sono-malware-pericolosi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I criminali informatici sfruttano il malvertising di Facebook e la popolarità degli editor di immagini AI per diffondere il malware. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[(Image credit: Pixabay)]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[AI]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[AI]]></media:title>
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                                <p>Gli aggressori hanno sfruttato la popolarità degli strumenti di<a href="https://www.techradar.com/news/best-photo-editor">modifica delle immagini</a>AI per indurre gli utenti a installare applicazioni che simulano strumenti legittimi, ma che sono cariche di malware.</p><p>La campagna utilizza account Facebook dirottati per spingere le applicazioni sui social media utilizzando pubblicità a pagamento per diffondere il <a href="https://www.techradar.com/best/best-malware-removal">malware</a>.</p><p>Gli aggressori ingannano le pagine di Facebook e le costringono a cedere le loro credenziali con messaggi di phishing che portano gli utenti a false pagine di protezione dell&apos;account che poi rubano la loro password.</p><h2 id="facebook-malvertising">Facebook malvertising</h2><p>Jaromir Horejsi, un ricercatore di minacce di Trend Micro che ha analizzato la campagna, ha dichiarato: "Abbiamo scoperto una campagna di malvertising che coinvolge un attore di minacce che ruba le pagine dei social media, cambiando i loro nomi per farli sembrare collegati a popolari editor di foto AI. L&apos;attore crea quindi post dannosi con link a siti web falsi che assomigliano al sito web dell&apos;editor fotografico legittimo. Per aumentare il traffico, l&apos;autore del reato potenzia i post dannosi con annunci a pagamento" (via BleepingComputer).</p><p>Il pacchetto software che le vittime installano non è l&apos;editor di immagini AI, bensì lo strumento di desktop remoto Itarian che lancia un downloader sul dispositivo delle vittime che installa il malware Lumma Stealer. Questo malware sniffa segretamente i file delle vittime alla ricerca di dati preziosi, come i file dei portafogli di criptovalute, le credenziali, i file del <a href="https://www.techradar.com/best/password-manager">gestore di password</a> e i dati<a href="https://www.techradar.com/best/browser">del browser</a>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:80.31%;"><img id="jARMoHWKh2WvzWe9TBThd" name="Attack flow.jpg" alt="Trend Micro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jARMoHWKh2WvzWe9TBThd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="1285" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Trend Micro)</span></figcaption></figure><p>Questi dati vengono poi venduti sul dark web o utilizzati per rilevare altri account utilizzando le credenziali compromesse al fine di promuovere altre truffe.</p><p>In risposta alla campagna, Horejsi ha fornito alcuni modi per proteggersi dalla campagna, affermando: "Gli utenti dovrebbero attivare l&apos;autenticazione a più fattori (MFA) su tutti gli account dei social media per aggiungere un ulteriore livello di protezione contro gli accessi non autorizzati. Le organizzazioni dovrebbero educare i propri dipendenti sui pericoli degli attacchi di phishing e su come riconoscere messaggi e link sospetti. Gli utenti dovrebbero sempre verificare la legittimità dei link, soprattutto di quelli che richiedono informazioni personali o credenziali di accesso".</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook e Instagram introducono l'etichetta per i contenuti creati con l'AI ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>A giorni Meta inizierà a segnalare le immagini generate dall&apos;intelligenza artificiale su Facebook, Instagram e Threads nel tentativo di sostenere la trasparenza online.</p><p>Il gigante tecnologico etichetta già i contenuti realizzati dal suo motore <strong>Imagine AI </strong>con una filigrana visibile. In futuro, farà qualcosa di simile per le immagini provenienti da fonti di terze parti come OpenAI, Google e Midjourney, solo per citarne alcune. </p><p>Non si sa esattamente quale sarà l&apos;aspetto di queste etichette, anche se, guardando le immagini riportate nel <a href="https://about.fb.com/news/2024/02/labeling-ai-generated-images-on-facebook-instagram-and-threads/" target="_blank">post</a> pubblicato da Meta, potrebbe consistere semplicemente in una dicitura "AI Info" posta accanto al contenuto generato. Meta afferma che questo design non è definitivo, lasciando intendere che potrebbe cambiare una volta lanciato ufficialmente l&apos;aggiornamento.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1919px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.28%;"><img id="3ZvdoLCE78QXAExRLJPLvP" name="Facebook AI Label_1.jpg" alt="Facebook's new AI label" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3ZvdoLCE78QXAExRLJPLvP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1919" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Oltre alle etichette visibili, l&apos;azienda dichiara di essere al lavoro anche a strumenti per<em> "identificare i marcatori invisibili"</em> nelle immagini provenienti da generatori di terze parti. Imagine AI fa anche questo incorporando filigrane nei metadati dei suoi contenuti. Lo scopo è quello di includere un tag unico che non può essere manipolato dagli strumenti di editing. Meta afferma che altre piattaforme hanno in programma di fare lo stesso e intendono implementare un sistema per rilevare i metadati contenenti dei tag.</p><h2 id="etichettatura-audio-e-video">Etichettatura audio e video</h2><p>Finora tutto si è incentrato sul branding delle immagini, ma che dire di audio e video generati dall&apos;AI? Lumiere di Google è in grado di creare clip incredibilmente realistiche e OpenAI sta lavorando per implementare la creazione di video in ChatGPT. Esiste qualcosa per rilevare forme più complesse di contenuti AI? Beh, più o meno.</p><p>Meta ammette che al momento non c&apos;è modo di rilevare audio e video generati dall&apos;AI allo stesso livello delle immagini. La tecnologia non è ancora disponibile. Tuttavia, l&apos;industria sta lavorando<em> "per raggiungere questo scopo"</em>. Fino ad allora, l&apos;azienda si affiderà al buon senso delle persone. </p><p>Gli utenti dovranno dichiarare se il video o il file audio che vogliono caricare è stato prodotto o modificato dall&apos;intelligenza artificiale. In caso venga dichiarato il falso, verrà applicata una<em> "sanzione"</em>. Inoltre, se un file multimediale è così realistico da rischiare di ingannare il pubblico, Meta apporrà <em>"un&apos;etichetta più evidente"</em> per renderlo facilmente riconoscibile.</p><h2 id="aggiornamenti-futuri">Aggiornamenti futuri</h2><p>Meta sta lavorando per migliorare anche gli strumenti di prima parte. </p><p>Il laboratorio di ricerca sull&apos;intelligenza artificiale<strong> FAIR</strong> dell&apos;azienda sta sviluppando un nuovo tipo di tecnologia di watermarking chiamata<strong> Stable Signature</strong>. A quanto pare, è possibile rimuovere i marcatori invisibili dai metadati dei contenuti generati dall&apos;intelligenza artificiale. </p><p>Stable Signature dovrebbe impedire questa pratica, rendendo i watermark parte integrante del <em>"processo di generazione delle immagini"</em>. Oltre a tutto questo, Meta ha iniziato ad addestrare diversi LLM (Large Language Models) sugli standard della comunità, in modo che le IA possano determinare se determinati contenuti violano la politica.</p><p>Le etichette per i social media saranno disponibili nei prossimi mesi. La tempistica del rilascio non deve sorprendere: il 2024 è un anno di elezioni importanti per molti Paesi, in particolare per gli Stati Uniti. Meta sta cercando di mitigare il più possibile la diffusione della disinformazione sulle sue piattaforme. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/software/facebook-e-instagram-arriva-letichetta-per-i-contenuti-creati-con-lai</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Meta etichetterà le immagini realizzate dall'AI generativa di terze parti e richiederà agli utenti di etichettare i video AI sulle loro piattaforme. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">yES2tD9Q9SeN6sDAwkDeDK</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Cesar Cadenas ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Instagram&#039;s profile on Instagram]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                                <p>A giorni Meta inizierà a segnalare le immagini generate dall&apos;intelligenza artificiale su Facebook, Instagram e Threads nel tentativo di sostenere la trasparenza online.</p><p>Il gigante tecnologico etichetta già i contenuti realizzati dal suo motore <strong>Imagine AI </strong>con una filigrana visibile. In futuro, farà qualcosa di simile per le immagini provenienti da fonti di terze parti come OpenAI, Google e Midjourney, solo per citarne alcune. </p><p>Non si sa esattamente quale sarà l&apos;aspetto di queste etichette, anche se, guardando le immagini riportate nel <a href="https://about.fb.com/news/2024/02/labeling-ai-generated-images-on-facebook-instagram-and-threads/" target="_blank">post</a> pubblicato da Meta, potrebbe consistere semplicemente in una dicitura "AI Info" posta accanto al contenuto generato. Meta afferma che questo design non è definitivo, lasciando intendere che potrebbe cambiare una volta lanciato ufficialmente l&apos;aggiornamento.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1919px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.28%;"><img id="3ZvdoLCE78QXAExRLJPLvP" name="Facebook AI Label_1.jpg" alt="Facebook's new AI label" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3ZvdoLCE78QXAExRLJPLvP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1919" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Oltre alle etichette visibili, l&apos;azienda dichiara di essere al lavoro anche a strumenti per<em> "identificare i marcatori invisibili"</em> nelle immagini provenienti da generatori di terze parti. Imagine AI fa anche questo incorporando filigrane nei metadati dei suoi contenuti. Lo scopo è quello di includere un tag unico che non può essere manipolato dagli strumenti di editing. Meta afferma che altre piattaforme hanno in programma di fare lo stesso e intendono implementare un sistema per rilevare i metadati contenenti dei tag.</p><h2 id="etichettatura-audio-e-video">Etichettatura audio e video</h2><p>Finora tutto si è incentrato sul branding delle immagini, ma che dire di audio e video generati dall&apos;AI? Lumiere di Google è in grado di creare clip incredibilmente realistiche e OpenAI sta lavorando per implementare la creazione di video in ChatGPT. Esiste qualcosa per rilevare forme più complesse di contenuti AI? Beh, più o meno.</p><p>Meta ammette che al momento non c&apos;è modo di rilevare audio e video generati dall&apos;AI allo stesso livello delle immagini. La tecnologia non è ancora disponibile. Tuttavia, l&apos;industria sta lavorando<em> "per raggiungere questo scopo"</em>. Fino ad allora, l&apos;azienda si affiderà al buon senso delle persone. </p><p>Gli utenti dovranno dichiarare se il video o il file audio che vogliono caricare è stato prodotto o modificato dall&apos;intelligenza artificiale. In caso venga dichiarato il falso, verrà applicata una<em> "sanzione"</em>. Inoltre, se un file multimediale è così realistico da rischiare di ingannare il pubblico, Meta apporrà <em>"un&apos;etichetta più evidente"</em> per renderlo facilmente riconoscibile.</p><h2 id="aggiornamenti-futuri">Aggiornamenti futuri</h2><p>Meta sta lavorando per migliorare anche gli strumenti di prima parte. </p><p>Il laboratorio di ricerca sull&apos;intelligenza artificiale<strong> FAIR</strong> dell&apos;azienda sta sviluppando un nuovo tipo di tecnologia di watermarking chiamata<strong> Stable Signature</strong>. A quanto pare, è possibile rimuovere i marcatori invisibili dai metadati dei contenuti generati dall&apos;intelligenza artificiale. </p><p>Stable Signature dovrebbe impedire questa pratica, rendendo i watermark parte integrante del <em>"processo di generazione delle immagini"</em>. Oltre a tutto questo, Meta ha iniziato ad addestrare diversi LLM (Large Language Models) sugli standard della comunità, in modo che le IA possano determinare se determinati contenuti violano la politica.</p><p>Le etichette per i social media saranno disponibili nei prossimi mesi. La tempistica del rilascio non deve sorprendere: il 2024 è un anno di elezioni importanti per molti Paesi, in particolare per gli Stati Uniti. Meta sta cercando di mitigare il più possibile la diffusione della disinformazione sulle sue piattaforme. </p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Instagram e Facebook diventano a pagamento in Europa: ecco perchè ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Meta ha avuto problemi con il mercato europeo per le sue due principali applicazioni, Facebook e Instagram, a causa delle severe norme sulla privacy. Nel maggio 2023, infatti, il gigante tecnologico è stato colpito da una multa record di 1,3 miliardi di dollari per la cattiva gestione dei dati degli utenti europei e da allora Meta ha cercato di evitare di scontrarsi direttamente con le autorità di regolamentazione.</p><p>Ma in un nuovo report esclusivo del <a href="https://www.wsj.com/tech/meta-floats-charging-14-a-month-for-ad-free-instagram-or-facebook-5dbaf4d5" target="_blank">Wall Street Journal</a>, Meta sembra aver trovato una soluzione ai suoi problemi di regolamentazione, sollevati per la prima volta a settembre: offrire agli utenti europei un abbonamento senza pubblicità, che consenta loro di scegliere che i propri dati non vengano raccolti. </p><p>Secondo il piano, Meta dovrebbe far pagare 10 euro al mese per gli utenti desktop di Facebook e Instagram e 6 euro per ogni account aggiuntivo collegato. Il prezzo salirebbe a 13 euro al mese per gli utenti di dispositivi mobili, a causa delle commissioni applicate dagli app store di Apple e Google. E coloro che non possono o non vogliono pagare? È molto probabile che si "oppongano" agli annunci pubblicitari e al tracciamento del loro utilizzo dei social media da parte del gigante tecnologico.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4499px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK" name="shutterstock_2193689351.jpg" alt="Phone screen closeup showing the download page for the Facebook app in the app store." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4499" height="2531" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock, Meta)</span></figcaption></figure><p>TechRadar ha contattato Meta per un commento al fine di chiarire l&apos;accordo riferito e confermare che gli utenti dovranno pagare per avere un&apos;utenza gratuita. Il portavoce Matt Pollard ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Meta crede nel valore dei servizi gratuiti supportati da annunci pubblicitari personalizzati. Tuttavia, continuiamo a esplorare le opzioni per garantire la conformità ai requisiti normativi in evoluzione. Al momento non abbiamo altro da condividere".</p><p>La dichiarazione, pur non confermando né smentendo la notizia riportata dal WSJ, fa riferimento alla recente sentenza della Corte di giustizia dell&apos;UE, secondo cui agli utenti non dovrebbe essere negato l&apos;uso di un servizio se non acconsentono al trattamento dei dati. Ma "agli utenti deve essere offerta, se necessario dietro pagamento di una tariffa adeguata, un&apos;alternativa equivalente non accompagnata da tali operazioni di trattamento dei dati". Ciò lascia intendere che Meta sia interessata a far pagare l&apos;opzione.</p><p>Altre prove che puntano in questa direzione provengono da un precedente post del blog di Meta sull&apos;intenzione di passare al consenso per il tracciamento degli annunci nell&apos;UE. Tuttavia, a questo post seguiva questa dichiarazione: "Una volta attuato questo cambiamento, gli inserzionisti saranno ancora in grado di eseguire campagne pubblicitarie personalizzate per raggiungere potenziali clienti e far crescere le loro attività".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/instagram-e-facebook-diventano-a-pagamento-in-europa-ecco-perche</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un piano a pagamento potrebbe essere l'unico modo in cui gli utenti europei possono proteggere i propri dati da Meta. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">T82SmYPkGKVSsV2A5gEqRi</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Allisa James ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[The Meta logo on a smartphone in front of the Facebook logo a little bit blurred in the background]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[The Meta logo on a smartphone in front of the Facebook logo a little bit blurred in the background]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Meta logo on a smartphone in front of the Facebook logo a little bit blurred in the background]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Meta ha avuto problemi con il mercato europeo per le sue due principali applicazioni, Facebook e Instagram, a causa delle severe norme sulla privacy. Nel maggio 2023, infatti, il gigante tecnologico è stato colpito da una multa record di 1,3 miliardi di dollari per la cattiva gestione dei dati degli utenti europei e da allora Meta ha cercato di evitare di scontrarsi direttamente con le autorità di regolamentazione.</p><p>Ma in un nuovo report esclusivo del <a href="https://www.wsj.com/tech/meta-floats-charging-14-a-month-for-ad-free-instagram-or-facebook-5dbaf4d5" target="_blank">Wall Street Journal</a>, Meta sembra aver trovato una soluzione ai suoi problemi di regolamentazione, sollevati per la prima volta a settembre: offrire agli utenti europei un abbonamento senza pubblicità, che consenta loro di scegliere che i propri dati non vengano raccolti. </p><p>Secondo il piano, Meta dovrebbe far pagare 10 euro al mese per gli utenti desktop di Facebook e Instagram e 6 euro per ogni account aggiuntivo collegato. Il prezzo salirebbe a 13 euro al mese per gli utenti di dispositivi mobili, a causa delle commissioni applicate dagli app store di Apple e Google. E coloro che non possono o non vogliono pagare? È molto probabile che si "oppongano" agli annunci pubblicitari e al tracciamento del loro utilizzo dei social media da parte del gigante tecnologico.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4499px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK" name="shutterstock_2193689351.jpg" alt="Phone screen closeup showing the download page for the Facebook app in the app store." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6YiLNcGdAwSKwSe5m465UK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4499" height="2531" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock, Meta)</span></figcaption></figure><p>TechRadar ha contattato Meta per un commento al fine di chiarire l&apos;accordo riferito e confermare che gli utenti dovranno pagare per avere un&apos;utenza gratuita. Il portavoce Matt Pollard ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Meta crede nel valore dei servizi gratuiti supportati da annunci pubblicitari personalizzati. Tuttavia, continuiamo a esplorare le opzioni per garantire la conformità ai requisiti normativi in evoluzione. Al momento non abbiamo altro da condividere".</p><p>La dichiarazione, pur non confermando né smentendo la notizia riportata dal WSJ, fa riferimento alla recente sentenza della Corte di giustizia dell&apos;UE, secondo cui agli utenti non dovrebbe essere negato l&apos;uso di un servizio se non acconsentono al trattamento dei dati. Ma "agli utenti deve essere offerta, se necessario dietro pagamento di una tariffa adeguata, un&apos;alternativa equivalente non accompagnata da tali operazioni di trattamento dei dati". Ciò lascia intendere che Meta sia interessata a far pagare l&apos;opzione.</p><p>Altre prove che puntano in questa direzione provengono da un precedente post del blog di Meta sull&apos;intenzione di passare al consenso per il tracciamento degli annunci nell&apos;UE. Tuttavia, a questo post seguiva questa dichiarazione: "Una volta attuato questo cambiamento, gli inserzionisti saranno ancora in grado di eseguire campagne pubblicitarie personalizzate per raggiungere potenziali clienti e far crescere le loro attività".</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook: arrivano gli account alternativi per separare il lavoro dalla vita privata ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/facebook-arrivano-gli-account-alternativi-per-separare-il-lavoro-dalla-vita-privata</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La funzione di Facebook consentirà di tenere separate le vite personali e professionali degli utenti, ma sarà possibile creare gli account solo da mobile. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Cesar Cadenas ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facebook alt accounts]]></media:title>
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                                <p>Facebook sta per offrire ai suoi utenti la possibilità di creare più account in modo da consentire a ciascuno di decidere come interagire con la piattaforma e sotto quale veste.</p><p><a href="https://about.fb.com/news/2023/09/you-can-now-have-multiple-personal-profiles-on-facebook/" target="_blank">Meta ha annunciato la novità in un post</a> chiarendo che la società intende dare alle persone un modo per compartimentare i diversi aspetti della loro vita online. Così facendo, si potrà tenere separato l&apos;account personale da quello professionale o avere profili diversi per determinati pubblici. È possibile far seguire alla famiglia un profilo e agli amici un altro, per organizzare meglio i contenuti che si desidera condividere o vedere. </p><p>Il vostro feed non sarà più un miscuglio di cose buttate insieme a casaccio. Ora potete mantenere la bacheca in ordine senza problemi. Inoltre, Facebook non mostrerà che avete creato altri profili sulla vostra pagina principale, quindi manterrete la privacy condividendo i contenuti solo con le persone che hanno accesso al vostro profilo secondario.</p><p>Quando si crea un profilo aggiuntivo, occorre tenere presente che le impostazioni personali non verranno trasferite, bensì dovrete impostare da capo. Inoltre, le impostazioni di ciascun profilo saranno "gestite separatamente". </p><p>Sembra che questo aggiornamento sarà esclusivo dell&apos;applicazione mobile di Facebook. Al momento, Meta non ha confermato se sarà possibile o meno creare altri account sull&apos;interfaccia web di Facebook.</p><h2 id="creare-un-profilo-aggiuntivo">Creare un profilo aggiuntivo</h2><p>Aprire un altro profilo secondario è davvero facile. </p><p>Andate sul menu Impostazioni, selezionate la vostra immagine profilo nell&apos;angolo in basso a destra dell&apos;applicazione. Sotto il vostro nome nel menu apparirà una casella in cui potrete inserire un nuovo nome utente. Date un nome al vostro nuovo account, quindi attendete qualche secondo per completare il processo. </p><p>A questo punto è possibile seguire i propri amici o scoprire altre comunità per creare un feed unico. È altrettanto facile passare da un profilo all&apos;altro. È sufficiente toccare l&apos;immagine di un altro account, senza bisogno di effettuare il login.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="eQJkhcAEoBJPdWdAHwKCjU" name="Facebook alt accounts_2.jpg" alt="Facebook alt accounts" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eQJkhcAEoBJPdWdAHwKCjU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Detto questo, ci sono alcune restrizioni di cui dovete essere consapevoli. Secondo Meta, questo aggiornamento sarà disponibile solo per gli "account adulti idonei". Alcune funzioni come Facebook Dating, Facebook Marketplace, Modalità professionale e pagamenti "non saranno disponibili per i profili personali aggiuntivi": solo quello principale avrà accesso a questi strumenti. Inoltre, il supporto per Messenger sarà disabilitato sui profili secondari. </p><p>È possibile inviare messaggi, ma Messenger stesso è inaccessibile.</p><h2 id="disponibilit-xe0">Disponibilità</h2><p>È un po&apos; sorprendente che Facebook abbia impiegato così tanto tempo per implementare gli account multipli, soprattutto se si considera che Instagram dispone di questa funzionalità da oltre sette anni. Meglio tardi che mai. Meta afferma che l&apos;aggiornamento è attualmente in fase di distribuzione su Facebook per i dispositivi mobili a livello globale "e continuerà nei prossimi mesi". Non si sa nulla della versione desktop.</p><p>Abbiamo contattato Meta chiedendo se un giorno consentirà agli utenti di creare nuovi profili sul desktop e se potrà chiarire cosa significa esattamente "account adulto idoneo" e vi aggiorneremo non appena riceveremo una risposta.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Meta ha una soluzione per supervisionare i ragazzi su Instagram e Messenger ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Meta sta dando il via a un consistente aggiornamento della sicurezza che mira a introdurre nuovi strumenti di controllo dedicati ai genitori su app come Messenger, Facebook e Instagram.</p><p>L&apos;obiettivo è quello di dare ai genitori e ai tutori legali <a href="https://about.fb.com/news/2023/06/parental-supervision-and-teen-time-management-on-metas-apps/">molto più controllo sull&apos;uso che i ragazzi fanno di queste app</a>. Gli strumenti per il controllo di Messenger saranno ospitati nel nuovo Hub per la supervisione dei genitori, dove gli utenti potranno sapere <em>"quanto tempo i loro ragazzi trascorrono sulla piattaforma"</em>, ricevere notifiche ogni volta che qualcuno di nuovo viene aggiunto all&apos;elenco dei contatti e stabilire chi può inviare messaggi. I genitori possono limitare i messaggi in arrivo <em>"solo agli amici [del figlio], agli amici degli amici o a nessuno"</em>. I genitori potranno anche controllare "<em>chi può vedere le storie dei loro [figli]"</em> e saranno informati quando qualcuno viene segnalato sull&apos;account. Gli adolescenti possono modificare da soli alcune impostazioni di sicurezza, ma se lo fanno, i loro tutori riceveranno una notifica che li informerà di ogni modifica.</p><p>Le nuove funzioni sono <em>"disponibili negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada... con l&apos;intenzione di estenderli ad altri Paesi del mondo nei prossimi mesi"</em>. In seguito, Meta ha dichiarato di voler aggiungere altri strumenti di gestione del tempo trascorso su Messenger.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY" name="messenger update 1.jpg" alt="Messenger" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><h2 id="maggiore-trasparenza">Maggiore trasparenza</h2><p>L&apos;hub Parental Supervision di Instagram sta ricevendo un aggiornamento simile a quello di Messenger allo scopo di migliorare la trasparenza tra gli adolescenti e i loro genitori.</p><p>Al momento, la piattaforma mostra ai genitori gli account che i loro figli seguono e chi li segue a sua volta. Questo strumento è in fase di espansione e permetterà di di verificare i contenuti che questi account possono condividere con l&apos;adolescente. Inoltre, ogni volta che un minore blocca qualcuno, apparirà un avviso che raccomanda di aggiungere il proprio tutore per aiutare a supervisionare l&apos;account.</p><p>Meta sta testando anche una nuova funzione dedicata alla privacy per Instagram, in cui le persone devono inviare un invito prima di poter mandare qualsiasi messaggio. Gli inviti saranno limitati al solo testo, senza immagini, video o altro. Non si sa se tutti potranno provarla o se sarà una funzione di prova destinata a un gruppo ristretto di tester, ma si spera che venga presto lanciata a livello globale in veste ufficiale. A proposito di lanci globali, la Modalità silenziosa di Instagram che disattiva le notifiche uditive sarà disponibile in altri Paesi <em>"nelle prossime settimane"</em>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD" name="instagram update 1.jpg" alt="Instagram new parental tools" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Meta non sta facendo molto su Facebook. L&apos;azienda sembra accontentarsi di importare lo strumento Take a Break da Instagram. Secondo quanto dichiarato dall&apos;azienda, gli adolescenti riceveranno un avviso che li inviterà a prendersi una pausa dall&apos;app dopo 20 minuti. I genitori possono anche impostare dei promemoria giornalieri se vogliono tenere sotto controllo la situazione. Assicuratevi di tenere d&apos;occhio la patch quando arriverà. Di solito gli aggiornamenti vengono rilasciati a ondate, quindi potrebbe volerci un po&apos;.</p><p>Se da una parte fa un po&apos; specie pensare al controllo totale dei genitori sulle app dei figli, dall&apos;altra, considerando il livello dei contenuti che girano sui social del gruppo Meta, una suite di strumenti dedicati alla supervisione da remoto sembra un&apos;idea piuttosto sensata. Al contempo gli strumenti di controllo del tempo trascorso sui social possono aiutare a combattere la dipendenza dagli smartphone sempre più diffusa tra i giovanissimi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/social-media/meta-ha-una-soluzione-per-supervisionare-i-ragazzi-su-instagram-e-messenger</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Meta ha sviluppato degli strumenti per aiutare i genitori ad impedire ai loro ragazzi di fare un uso eccessivo di Messanger e Instagram. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">jKbry3R5ZidgnE5qUA7M6G</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eSDkBnoP8JfdoVxmqk3tjY-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Cesar Cadenas ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facebook Messenger App]]></media:title>
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                                <p>Meta sta dando il via a un consistente aggiornamento della sicurezza che mira a introdurre nuovi strumenti di controllo dedicati ai genitori su app come Messenger, Facebook e Instagram.</p><p>L&apos;obiettivo è quello di dare ai genitori e ai tutori legali <a href="https://about.fb.com/news/2023/06/parental-supervision-and-teen-time-management-on-metas-apps/">molto più controllo sull&apos;uso che i ragazzi fanno di queste app</a>. Gli strumenti per il controllo di Messenger saranno ospitati nel nuovo Hub per la supervisione dei genitori, dove gli utenti potranno sapere <em>"quanto tempo i loro ragazzi trascorrono sulla piattaforma"</em>, ricevere notifiche ogni volta che qualcuno di nuovo viene aggiunto all&apos;elenco dei contatti e stabilire chi può inviare messaggi. I genitori possono limitare i messaggi in arrivo <em>"solo agli amici [del figlio], agli amici degli amici o a nessuno"</em>. I genitori potranno anche controllare "<em>chi può vedere le storie dei loro [figli]"</em> e saranno informati quando qualcuno viene segnalato sull&apos;account. Gli adolescenti possono modificare da soli alcune impostazioni di sicurezza, ma se lo fanno, i loro tutori riceveranno una notifica che li informerà di ogni modifica.</p><p>Le nuove funzioni sono <em>"disponibili negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada... con l&apos;intenzione di estenderli ad altri Paesi del mondo nei prossimi mesi"</em>. In seguito, Meta ha dichiarato di voler aggiungere altri strumenti di gestione del tempo trascorso su Messenger.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY" name="messenger update 1.jpg" alt="Messenger" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/L3Lzb5ZQTD2PaKv9j2CLEY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><h2 id="maggiore-trasparenza">Maggiore trasparenza</h2><p>L&apos;hub Parental Supervision di Instagram sta ricevendo un aggiornamento simile a quello di Messenger allo scopo di migliorare la trasparenza tra gli adolescenti e i loro genitori.</p><p>Al momento, la piattaforma mostra ai genitori gli account che i loro figli seguono e chi li segue a sua volta. Questo strumento è in fase di espansione e permetterà di di verificare i contenuti che questi account possono condividere con l&apos;adolescente. Inoltre, ogni volta che un minore blocca qualcuno, apparirà un avviso che raccomanda di aggiungere il proprio tutore per aiutare a supervisionare l&apos;account.</p><p>Meta sta testando anche una nuova funzione dedicata alla privacy per Instagram, in cui le persone devono inviare un invito prima di poter mandare qualsiasi messaggio. Gli inviti saranno limitati al solo testo, senza immagini, video o altro. Non si sa se tutti potranno provarla o se sarà una funzione di prova destinata a un gruppo ristretto di tester, ma si spera che venga presto lanciata a livello globale in veste ufficiale. A proposito di lanci globali, la Modalità silenziosa di Instagram che disattiva le notifiche uditive sarà disponibile in altri Paesi <em>"nelle prossime settimane"</em>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD" name="instagram update 1.jpg" alt="Instagram new parental tools" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8DCLsFqQR9gN7nbUDou2nD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Meta non sta facendo molto su Facebook. L&apos;azienda sembra accontentarsi di importare lo strumento Take a Break da Instagram. Secondo quanto dichiarato dall&apos;azienda, gli adolescenti riceveranno un avviso che li inviterà a prendersi una pausa dall&apos;app dopo 20 minuti. I genitori possono anche impostare dei promemoria giornalieri se vogliono tenere sotto controllo la situazione. Assicuratevi di tenere d&apos;occhio la patch quando arriverà. Di solito gli aggiornamenti vengono rilasciati a ondate, quindi potrebbe volerci un po&apos;.</p><p>Se da una parte fa un po&apos; specie pensare al controllo totale dei genitori sulle app dei figli, dall&apos;altra, considerando il livello dei contenuti che girano sui social del gruppo Meta, una suite di strumenti dedicati alla supervisione da remoto sembra un&apos;idea piuttosto sensata. Al contempo gli strumenti di controllo del tempo trascorso sui social possono aiutare a combattere la dipendenza dagli smartphone sempre più diffusa tra i giovanissimi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Elon Musk e l'ipotetica versione 'anti-woke' di ChatGPT ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L&apos;esplosione di popolarità del chatbot AI <strong>ChatGPT</strong> rappresenta un punto di svolta importante nella storia delle intelligenze artificiali.</p><p>Basti pensare che questo settore, fino a poco fa riservato a una certa nicchia di utenti, è diventato rapidamente noto al grande pubblico e un gran numero di aziende stanno facendo letteralmente a gara per inserirlo nelle loro piattaforme il più rapidamente possibile. </p><p>Tra le più importanti cis sono <strong>Meta (Facebook, Instagram) </strong>e <strong>Twitter, </strong>entrambe fortemente intenzionate a implementare un chatbot AI all&apos;interno dei loro social.</p><p>Finora abbiamo assistito a <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/bing-primi-strafalcioni-per-la-versione-integrata-di-chatgpt"><strong>diversi episodi preoccupanti</strong></a> scaturiti dall&apos;uso (più o meno improprio) del nuovo Bing alimentato da ChatGPT, per fortuna in gran parte risolti tempestivamente da Microsoft. Molte delle correzioni apportate riguardavano il modo in cui le persone interagivano con l&apos;intelligenza artificiale di Bing, il "jailbreak" del bot, l&apos;ottenimento di risposte imprecise e il modo in cui il bot, in generale, andava fuori di testa quando si confrontava con la sua stessa esistenza. </p><p>Ci sono stati persino degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/chatgpt-utilizzato-dagli-hacker-per-scrivere-i-malware">hacker che hanno usato il chatbot per scrivere dei malware</a>.</p><p>Probabilmente, i primi anni dei chatbot AI saranno segnati da numerosi errori di questo tipo (e correzioni affrettate), poiché la tecnologia alimentata dall&apos;intelligenza artificiale è imprevedibile e a volte divisiva. Basti pensare che gli stessi dipendenti di Google non sono molto entusiasti del chatbot dell&apos;azienda, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apprendista-bardo-e-lalternativa-a-chatgpt-targata-google">Google Bard</a>.</p><p>Per questo motivo riteniamo preoccupante che i giganti dei social media stiano pensando di accodarsi al boom dell&apos;intelligenza artificiale introducendo su delle piattaforme notoriamente frequentate da un pubblico eterogeneo dei <strong>chatbot "incompleti"</strong>, non ancora in grado di gestire al meglio le interazioni.</p><p>Twitter sta pensando di implementare l&apos;intelligenza artificiale nella piattaforma sviluppando un&apos;alternativa a ChatGPT. Alla fine dello scorso anno, il CEO di Twitter <strong>Elon Musk ha criticato OpenAI</strong> - gli sviluppatori di ChatGPT - per aver messo in atto delle misure di salvaguardia che avrebbero impedito al chatbot di produrre risposte offensive per gli utenti.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1603836383885332480"><p lang="en" dir="ltr">The danger of training AI to be woke – in other words, lie – is deadly<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1603836383885332480">December 16, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il bot che secondo Musk è stato addestrato alla cultura "woke" ripeteva insulti razziali, proponeva ideologie sessiste e redigeva altri contenuti offensivi verso categorie specifiche. Musk ha definito le misure di salvaguardia di ChatGPT come "addestramento dell&apos;intelligenza artificiale alla mentalità woke", il che, sebbene sia una cosa bizzarra da dire, ci da un&apos;idea di come potrebbe essere il chatbot firmato Musk.</p><p>Il CEO di Twitter ha reclutato <strong>Igor Babuschkin</strong>, un ricercatore specializzato in modelli di apprendimento automatico che ha recentemente lasciato l&apos;unità DeepMind AI di Google. </p><p>Non abbiamo idea di come si possa integrare un chatbot AI su una piattaforma come Twitter, ma i precedenti commenti di Musk non fanno ben sperare.</p><h2 id="facebook-si-xe8-unito-alla-chat-xa0">Facebook si è unito alla chat </h2><p>Twitter non è l&apos;unica piattaforma social a puntare sull&apos;intelligenza artificiale. </p><p>L&apos;AD di <strong>Meta</strong>, Mark Zuckerberg, ha pubblicato un <a href="https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid0vvSykpAEXpHHaKKyWMZ423TCq3qQDKtLu7m4XiRfUEYRrxzwpdewh3yYepnc1Bsrl&id=4&mibextid=qC1gEa&_rdr" target="_blank">post</a> nel quale annuncia l&apos;istituzione di un nuovo gruppo presso Meta (la società madre di Facebook) che si occuperà di "AI generativa" per potenziare i suoi prodotti. </p><p>L&apos;attenzione verrà posta sulla creazione di strumenti propri basati sull&apos;IA nel breve termine (probabilmente simili ai modelli di Microsoft e Google) e, nel lungo termine, sull<strong>&apos;integrazione dell&apos;AI su Whatsapp, Facebook Messenger e Instagram</strong>. </p><p>Insomma, brutte notizie per chi non si fida dei chatbot.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1073px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:46.97%;"><img id="uYp46upRunskuzYEF4vuam" name="Capture.JPG" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uYp46upRunskuzYEF4vuam-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1073" height="504" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uYp46upRunskuzYEF4vuam-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: META)</span></figcaption></figure><p>L&apos;annuncio di Zuckerberg è un po&apos; vago, ma alcuni degli esempi che ha fornito includono f<strong>iltri creativi e formati pubblicitari </strong>su <strong>Instagram </strong>e <strong>funzioni di testo migliorate per Whatsapp e Messenger</strong>. Zuckerberg ammette che c&apos;è molto "lavoro di base da fare" prima che queste funzioni vengano lanciate, il che ci fa sperare che siano più ponderate delle precedenti.</p><p>Da parte nostra, ci auguriamo che il CEO di Meta ponderi con attenzione il modo in cui introdurrà il chatbot sulle piattaforme social gestite dall&apos;azienda. Stiamo parlando di milioni di utenti in tutto il mondo ai quali potrebbe essere data in pasto un chatbot incompleto e potenzialmente pericoloso. </p><p><strong>ChatGPT</strong>, nonostante il monitoraggio continuo di Microsoft e le costanti segnalazioni degli insider, <strong>è ancora incline ad utilizzare un linguaggio carico d&apos;odio</strong> se viene sollecitato a farlo. L&apos;idea che la retorica "anti-woke" di Musk si infiltri in qualcosa di così complesso e imprevedibile come la tecnologia AI non fa altro che creare preoccupazione tra gli utenti che stanno seguendo l&apos;evoluzione dei chatbot AI.</p><p>Sembra che nella folle corsa a fare le cose in fretta e a farle meglio degli altri, le aziende non abbiano considerato come la tecnologia AI si diffonderà anche tra utenti meno informati, meno abili nel controllarla o, ancora peggio, intenzionati ad usarla per scopi "poco nobili".</p><p>In generale, pur non volendo fare un processo alle intenzioni, c&apos;è grande preoccupazione sui possibili usi di una tecnologia che potrebbe dare tanto al genere umano ma, nelle mani sbagliate, rischia al contempo di diventare una lama a doppio taglio.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ A breve l'intelligenza artificiale potrebbe essere implementata su tutte le piattaforme, ma non è per forza un bene. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>L&apos;esplosione di popolarità del chatbot AI <strong>ChatGPT</strong> rappresenta un punto di svolta importante nella storia delle intelligenze artificiali.</p><p>Basti pensare che questo settore, fino a poco fa riservato a una certa nicchia di utenti, è diventato rapidamente noto al grande pubblico e un gran numero di aziende stanno facendo letteralmente a gara per inserirlo nelle loro piattaforme il più rapidamente possibile. </p><p>Tra le più importanti cis sono <strong>Meta (Facebook, Instagram) </strong>e <strong>Twitter, </strong>entrambe fortemente intenzionate a implementare un chatbot AI all&apos;interno dei loro social.</p><p>Finora abbiamo assistito a <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/bing-primi-strafalcioni-per-la-versione-integrata-di-chatgpt"><strong>diversi episodi preoccupanti</strong></a> scaturiti dall&apos;uso (più o meno improprio) del nuovo Bing alimentato da ChatGPT, per fortuna in gran parte risolti tempestivamente da Microsoft. Molte delle correzioni apportate riguardavano il modo in cui le persone interagivano con l&apos;intelligenza artificiale di Bing, il "jailbreak" del bot, l&apos;ottenimento di risposte imprecise e il modo in cui il bot, in generale, andava fuori di testa quando si confrontava con la sua stessa esistenza. </p><p>Ci sono stati persino degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/chatgpt-utilizzato-dagli-hacker-per-scrivere-i-malware">hacker che hanno usato il chatbot per scrivere dei malware</a>.</p><p>Probabilmente, i primi anni dei chatbot AI saranno segnati da numerosi errori di questo tipo (e correzioni affrettate), poiché la tecnologia alimentata dall&apos;intelligenza artificiale è imprevedibile e a volte divisiva. Basti pensare che gli stessi dipendenti di Google non sono molto entusiasti del chatbot dell&apos;azienda, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apprendista-bardo-e-lalternativa-a-chatgpt-targata-google">Google Bard</a>.</p><p>Per questo motivo riteniamo preoccupante che i giganti dei social media stiano pensando di accodarsi al boom dell&apos;intelligenza artificiale introducendo su delle piattaforme notoriamente frequentate da un pubblico eterogeneo dei <strong>chatbot "incompleti"</strong>, non ancora in grado di gestire al meglio le interazioni.</p><p>Twitter sta pensando di implementare l&apos;intelligenza artificiale nella piattaforma sviluppando un&apos;alternativa a ChatGPT. Alla fine dello scorso anno, il CEO di Twitter <strong>Elon Musk ha criticato OpenAI</strong> - gli sviluppatori di ChatGPT - per aver messo in atto delle misure di salvaguardia che avrebbero impedito al chatbot di produrre risposte offensive per gli utenti.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/elonmusk/status/1603836383885332480"><p lang="en" dir="ltr">The danger of training AI to be woke – in other words, lie – is deadly<a href="https://twitter.com/elonmusk/status/1603836383885332480">December 16, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il bot che secondo Musk è stato addestrato alla cultura "woke" ripeteva insulti razziali, proponeva ideologie sessiste e redigeva altri contenuti offensivi verso categorie specifiche. Musk ha definito le misure di salvaguardia di ChatGPT come "addestramento dell&apos;intelligenza artificiale alla mentalità woke", il che, sebbene sia una cosa bizzarra da dire, ci da un&apos;idea di come potrebbe essere il chatbot firmato Musk.</p><p>Il CEO di Twitter ha reclutato <strong>Igor Babuschkin</strong>, un ricercatore specializzato in modelli di apprendimento automatico che ha recentemente lasciato l&apos;unità DeepMind AI di Google. </p><p>Non abbiamo idea di come si possa integrare un chatbot AI su una piattaforma come Twitter, ma i precedenti commenti di Musk non fanno ben sperare.</p><h2 id="facebook-si-xe8-unito-alla-chat-xa0">Facebook si è unito alla chat </h2><p>Twitter non è l&apos;unica piattaforma social a puntare sull&apos;intelligenza artificiale. </p><p>L&apos;AD di <strong>Meta</strong>, Mark Zuckerberg, ha pubblicato un <a href="https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid0vvSykpAEXpHHaKKyWMZ423TCq3qQDKtLu7m4XiRfUEYRrxzwpdewh3yYepnc1Bsrl&id=4&mibextid=qC1gEa&_rdr" target="_blank">post</a> nel quale annuncia l&apos;istituzione di un nuovo gruppo presso Meta (la società madre di Facebook) che si occuperà di "AI generativa" per potenziare i suoi prodotti. </p><p>L&apos;attenzione verrà posta sulla creazione di strumenti propri basati sull&apos;IA nel breve termine (probabilmente simili ai modelli di Microsoft e Google) e, nel lungo termine, sull<strong>&apos;integrazione dell&apos;AI su Whatsapp, Facebook Messenger e Instagram</strong>. </p><p>Insomma, brutte notizie per chi non si fida dei chatbot.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1073px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:46.97%;"><img id="uYp46upRunskuzYEF4vuam" name="Capture.JPG" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uYp46upRunskuzYEF4vuam-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1073" height="504" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uYp46upRunskuzYEF4vuam-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: META)</span></figcaption></figure><p>L&apos;annuncio di Zuckerberg è un po&apos; vago, ma alcuni degli esempi che ha fornito includono f<strong>iltri creativi e formati pubblicitari </strong>su <strong>Instagram </strong>e <strong>funzioni di testo migliorate per Whatsapp e Messenger</strong>. Zuckerberg ammette che c&apos;è molto "lavoro di base da fare" prima che queste funzioni vengano lanciate, il che ci fa sperare che siano più ponderate delle precedenti.</p><p>Da parte nostra, ci auguriamo che il CEO di Meta ponderi con attenzione il modo in cui introdurrà il chatbot sulle piattaforme social gestite dall&apos;azienda. Stiamo parlando di milioni di utenti in tutto il mondo ai quali potrebbe essere data in pasto un chatbot incompleto e potenzialmente pericoloso. </p><p><strong>ChatGPT</strong>, nonostante il monitoraggio continuo di Microsoft e le costanti segnalazioni degli insider, <strong>è ancora incline ad utilizzare un linguaggio carico d&apos;odio</strong> se viene sollecitato a farlo. L&apos;idea che la retorica "anti-woke" di Musk si infiltri in qualcosa di così complesso e imprevedibile come la tecnologia AI non fa altro che creare preoccupazione tra gli utenti che stanno seguendo l&apos;evoluzione dei chatbot AI.</p><p>Sembra che nella folle corsa a fare le cose in fretta e a farle meglio degli altri, le aziende non abbiano considerato come la tecnologia AI si diffonderà anche tra utenti meno informati, meno abili nel controllarla o, ancora peggio, intenzionati ad usarla per scopi "poco nobili".</p><p>In generale, pur non volendo fare un processo alle intenzioni, c&apos;è grande preoccupazione sui possibili usi di una tecnologia che potrebbe dare tanto al genere umano ma, nelle mani sbagliate, rischia al contempo di diventare una lama a doppio taglio.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook e Instagram come Twitter: arriva la spunta blu a pagamento ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>A quanto pare l’idea di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-sta-bannando-i-suoi-nemici-da-twitter-le-chat-interne-lo-dimostrano">Elon Musk</a> di proporre una tariffa per avere la “<strong>spunta blu</strong>” su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-ha-ufficialmente-bannato-tutte-le-app-di-terze-parti">Twitter</a>, nonostante le molte lamentele, a qualcuno è piaciuta e forse anche troppo. </p><p>Si tratta di <strong>Mark Zuckerberg</strong>, CEO di Meta e mente dietro a <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong>, che sta iniziando ad introdurre lo stesso sistema nelle due piattaforme al prezzo di 11,99 dollari per la versione web e 14,99 dollari per la versione mobile, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet">tablet</a> che sia.</p><p>A spiegare gli effetti dell’account verificato è lo stesso Zuckerberg che sottolinea come la spunta blu darà <strong>più visibilità</strong> agli account, <strong>priorità nel ricevere assistenza</strong> e altri vantaggi. Al momento, la nuova funzione è stata introdotto in Australia e Nuova Zelanda, ma presto verrà estesa ad altri Paesi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="V9zDeZTReyq47FzqtkjFXF" name="iphone social apps.jpg" alt="Facebook, Instagram e Twitter" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V9zDeZTReyq47FzqtkjFXF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: dole777 / Unsplash)</span></figcaption></figure><p>La differenza principale, rispetto al progetto di Musk, si riscontra nel modo in cui il nuovo processo di verifica si integrerà o meno con gli account che hanno già la spunta blu. Nel caso di Meta, <strong>un profilo già verificato con il metodo vecchio</strong> non dovrà sottoporsi nuovamente alla validazione. Per il resto, la verifica del proprio account è soggetta ad alcuni requisiti: è necessario <strong>aver compiuto i 18 anni di età</strong> e inviare una <strong>copia della propria carta di identità</strong> che corrisponda al nome e alla foto che si hanno su Facebook o Instagram.</p><p>Infine, i profili che si iscrivono al servizio otterranno adesivi esclusivi per le Storie e i Reel e riceveranno anche 100 stelle gratuite al mese, ovvero la moneta digitale che si può usare per premiare i <strong>content creator</strong> su Facebook. Meta fa notare che le aziende non possono ancora richiedere il badge <strong>Meta Verified</strong> e che non è possibile cambiare il nome del profilo, il nome utente, la data di nascita o la foto del profilo senza dover ripetere il processo di verifica.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2023/2/19/23606268/meta-instagram-facebook-test-paid-verification">The Verge</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-e-instagram-come-twitter-arriva-la-spunta-blu-a-pagamento</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook e Instagram potrebbero introdurre un badge simile a quello di Twitter ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Mark Zuckerberg]]></media:title>
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                                <p>A quanto pare l’idea di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-sta-bannando-i-suoi-nemici-da-twitter-le-chat-interne-lo-dimostrano">Elon Musk</a> di proporre una tariffa per avere la “<strong>spunta blu</strong>” su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/twitter-ha-ufficialmente-bannato-tutte-le-app-di-terze-parti">Twitter</a>, nonostante le molte lamentele, a qualcuno è piaciuta e forse anche troppo. </p><p>Si tratta di <strong>Mark Zuckerberg</strong>, CEO di Meta e mente dietro a <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong>, che sta iniziando ad introdurre lo stesso sistema nelle due piattaforme al prezzo di 11,99 dollari per la versione web e 14,99 dollari per la versione mobile, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet">tablet</a> che sia.</p><p>A spiegare gli effetti dell’account verificato è lo stesso Zuckerberg che sottolinea come la spunta blu darà <strong>più visibilità</strong> agli account, <strong>priorità nel ricevere assistenza</strong> e altri vantaggi. Al momento, la nuova funzione è stata introdotto in Australia e Nuova Zelanda, ma presto verrà estesa ad altri Paesi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="V9zDeZTReyq47FzqtkjFXF" name="iphone social apps.jpg" alt="Facebook, Instagram e Twitter" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V9zDeZTReyq47FzqtkjFXF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: dole777 / Unsplash)</span></figcaption></figure><p>La differenza principale, rispetto al progetto di Musk, si riscontra nel modo in cui il nuovo processo di verifica si integrerà o meno con gli account che hanno già la spunta blu. Nel caso di Meta, <strong>un profilo già verificato con il metodo vecchio</strong> non dovrà sottoporsi nuovamente alla validazione. Per il resto, la verifica del proprio account è soggetta ad alcuni requisiti: è necessario <strong>aver compiuto i 18 anni di età</strong> e inviare una <strong>copia della propria carta di identità</strong> che corrisponda al nome e alla foto che si hanno su Facebook o Instagram.</p><p>Infine, i profili che si iscrivono al servizio otterranno adesivi esclusivi per le Storie e i Reel e riceveranno anche 100 stelle gratuite al mese, ovvero la moneta digitale che si può usare per premiare i <strong>content creator</strong> su Facebook. Meta fa notare che le aziende non possono ancora richiedere il badge <strong>Meta Verified</strong> e che non è possibile cambiare il nome del profilo, il nome utente, la data di nascita o la foto del profilo senza dover ripetere il processo di verifica.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2023/2/19/23606268/meta-instagram-facebook-test-paid-verification">The Verge</a></li></ul>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Perché Google e le altre grandi aziende tech tracciano così tanto i propri utenti? Una descrizione del business della pubblicità online. ]]>
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                                <p>Il business principale di <strong>Google</strong> sono gli annunci pubblicitari, gli spazi che l’azienda di Mountain View vende a chi vuole promuoversi sul suo motore di ricerca e far visualizzare il proprio annuncio alle persone giuste, che vengono raggiunte nel momento in cui sono più propense ad effettuare un acquisto.</p><p>Per ottenere questo risultato è necessario avere a disposizione dei profili dei potenziali acquirenti che siano il più possibile accurati nel descriverne gli interessi. Dunque, non sorprende che quasi il 50% dei tracker presenti nella totalità del web appartenga a Google, come ha recentemente riportato il servizio <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a>, <strong>Atlas VPN</strong> analizzando i dati presenti nel report biennale di <strong>Lokker</strong> sulla privacy online.</p><p>Un tracker è una porzione di codice, inserita nelle pagine web, che raccoglie dati sugli utenti, come lingua e tipo di browser, indirizzo IP, tempo di permanenza su una pagina e molto altro. Come mostrato nel report, <strong>il 49,9% dei tracker presenti sul web invia informazioni a Google</strong>, YouTube e Doubleclick, ambedue afferenti a Google, possiedono invece il 13,8% e l’8,3%, mentre Facebook il 15%. Seguono Hotjar, uno strumento per l’analisi del comportamento dell’utente al fine di migliorare la navigazione su un determinato sito, con il 6,3% e Microsoft con il 6%.</p><h2 id="tracciare-per-vendere">Tracciare per vendere</h2><p>Nel mondo del marketing esiste un concetto che prende il nome di <strong>Buyer Persona</strong>, vale a dire un profilo che descrivere il cliente ideale per un certo tipo di prodotto, elencandone alcune caratteristiche generali. Per esempio, il cliente “tipo” di un prodotto potrebbe essere un uomo, con età compresa tra i 40 e i 50 anni, sposato e con un figlio.</p><p>Creare i profili dei clienti è un’operazione fondamentale se si vuole proporre un servizio pubblicitario alle altre aziende, poiché serve a dimostrare che gli annunci per cui pagano avranno effettivamente successo. Avendo a disposizione il principale motore di ricerca, Google si trova nella posizione più adatta a vendere i profili ai propri clienti.</p><p>Inoltre, va considerato che lo strumento di analisi del traffico web creato da Google, <strong>Google Analytics</strong>, è tra i software più utilizzati e, sebbene serva a chi gestisce il sito per farsi un’idea del suo pubblico, è inevitabile che quei dati entrino a far parte dell’ecosistema Google.     </p>
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                                                            <title><![CDATA[ Il metaverso è un gioco "fatto con i piedi" ]]></title>
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                            <![CDATA[ Il metaverso di Mark Zuckerberg non ha nulla da offrire ai suoi visitatori. Per Il CEO di Microsoft Gaming Phil Spencer non è altro che un videogioco "fatto male". ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/cose-il-metaverso">metaverso</a> di <strong>Mark Zuckerberg</strong> continua a non piacere, perlomeno allo stato attuale. Dopo aver puntato talmente tanto sulla presunta “innovazione”, al punto da rinominare l’azienda da Facebook a <strong>Meta</strong>, la realtà virtuale di Zuckerberg ha generato più <strong>meme</strong> che critiche costruttive. Esemplari a tal proposito sono i numerosi “sfottò” che il modello virtuale del noto imprenditore ha ricevuto online.</p><p>Tuttavia, in mezzo alla valanga ogni tanto emergono dei pareri da esperti del settore che ne evidenziano le reali problematiche, come quello del <strong>CEO di Microsoft Gaming,</strong> Phil Spencer. Durante la conferenza <strong>Tech Live</strong> del Wall Street Journal, Spencer ha confessato il suo disappunto riguardo all’opera di Meta, indicando come problematico l’eccessivo focus sull’ambiente lavorativo.</p><p>Per il resto, stando a quanto affermato dal CEO, l’intero prodotto non è altro che un “<strong>videogioco fatto male</strong>”, o “con i piedi”, come diremmo noi.  </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte">Le migliori offerte del Black Friday</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-visori-vr">migliori visori VR</a> del 2022</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi">migliori giochi</a> del 2022</li></ul><h2 id="metaverso-perch-xe9-non-piace-xa0">Metaverso: perché non piace?  </h2><p>Il metaverso è stato annunciato come uno spazio virtuale dedicato alla <strong>socializzazione</strong>, ma che può anche essere utilizzato per simulare <strong>incontri lavorativi</strong> o riunioni in un ambiente che tenta di riprodurre la realtà. Questo è il punto problematico: a conti fatti, il metaverso risulta essere una versione peggiore del mondo reale che non ha nulla a che vedere con la sua ambizione di trasformarsi in un universo parallelo.</p><p>Le parole di Spencer ben descrivono questa sensazione: “Gli sviluppatori di videogiochi creano mondi affascinanti in cui si vuole passare il proprio tempo. Una realtà virtuale che <strong>riproduce una sala riunioni</strong> non mi fa questo effetto”.</p><p>Il parere di Spencer è condivisibile, soprattutto quando il metaverso proposto risulta essere uno <strong>spazio spoglio e privo di personalità</strong>. La realtà virtuale di Zuckerberg non ha una ragion d’essere allo stato in cui versa al momento e Meta dovrebbe rielaborarla per dargli un’identità, se vuole evitarne la scomparsa.</p><p>Nel frattempo, <strong>Microsoft</strong> sta lavorando all’implementazione su VR di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-attivare-windows-11-gratis">Windows</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/xbox-game-pass-vs-xbox-game-pass-ultimate-quale-conviene-scegliere">XBox</a> e della piattaforma <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-teams-cose-come-funziona-suggerimenti-e-quali-sono-le-alternative-migliori">Microsoft Teams</a>.  </p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/10/26/23425128/xbox-phil-spencer-metaverse-poorly-built-video-game-microsoft">The Verge</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook e Instagram a pagamento potrebbero affossare Meta ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Di che si tratta?</strong> Un documento interno trapelato indica che Meta introdurrà funzioni a pagamento su Instagram e Facebook</li><li><strong>Perché è importante?</strong> Una scelta del genere potrebbe affossare Meta, dato che Facebook e Instagram sono sempre meno rilevanti</li></ul><p>A breve, potrebbero arrivare delle funzioni premium a pagamento su Facebook, Instagram e WhatsApp. Senza girarci troppo intorno, potrebbero determinare l&apos;abbandono da parte di molti utenti, me compreso.</p><p><a href="https://www.theverge.com/2022/8/31/23331342/meta-plans-paid-features-facebook-instagram-whatsapp" target="_blank">The Verge</a> ha riportato una nota trapelata, secondo cui Meta ha creato un nuovo gruppo chiamato "New Monetization Experiences" (<em>nuove esperienze di monetizzazione, ndr</em>) con l&apos;obiettivo di individuare nuovi modi per generare ricavi, per via delle nuove policy sulla privacy imposte da Apple che hanno limitato le strategie pubblicitarie di Meta.</p><p>Altre app, come Snapchat e Telegram, hanno introdotto opzioni di monetizzazione in cambio di funzioni esclusive, ma un possibile "Facebook Plus" o "Instagram Plus" potrebbe essere troppo per alcuni.</p><p>Al momento, Instagram sta vivendo un periodo di crisi, causato da alcune <a href="https://www.techradar.com/news/instagram-strays-further-from-its-roots-by-making-all-new-videos-as-reels-but-why">funzioni accolte molto negativamente</a>, e se a ciò si aggiungesse un&apos;opzione a pagamento, il social potrebbe davvero giungere alla frutta, con un esodo in massa di utenti verso altre piattaforme.</p><h2 id="meta-continua-ad-alienarsi-l-apos-utenza">Meta continua ad alienarsi l&apos;utenza</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QdzhPWTjuq5Qpp36EM3Evm" name="Instagram NFT.png" alt="Instagram feature showcasing NFT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QdzhPWTjuq5Qpp36EM3Evm-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Nel 2008, durante i primi giorni di Facebook, giravano tanti post virali che mettevano in guardia gli utenti circa il passaggio a pagamento del servizio.</p><p>A quel tempo, usare una piattaforma social come Facebook era una grossa novità, un punto di rottura rispetto a MySpace e Bebo, e la paura di trovarsi l&apos;account a pagamento era diffusa su tutta la bacheca, anche se alla fine la notizia è stata smentita.</p><p>Oggi, però, una novità del genere sarebbe solo un motivo in più per abbandonare la piattaforma, anziché sperare che si riveli una bufala. È sempre più diffusa l&apos;opinione che Facebook e, più di recente anche Instagram, siano diventati irrilevanti, lontano dai gusti e dalle esigenze degli utenti.</p><p>Dagli <a href="https://www.techradar.com/news/meta-makes-instagram-users-suffer-with-new-nft-features">NFT</a> alla visualizzazione a schermo intero su Instagram, senza dimenticare i post su Facebook sempre meno rilevanti, sembra che Meta non sia certa su cosa focalizzarsi. E vedere nuove funzioni che gli utenti non saranno disposti a pagare potrebbe solo inasprire la situazione, generando, ancora una volta, il passaggio ad altre piattaforme, come Glass e Twitter.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VKsHCSDmoYdz6sY3dr7LyM" name="Instagram Reels iOS.png" alt="Instagram Reels Remix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VKsHCSDmoYdz6sY3dr7LyM-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Personalmente, ho abbandonato Instagram da tempo, cancellando i miei due profili (uno personale e uno dedicato alla mia collezione di dischi), stanco di vedere post suggeriti sempre più irritanti e lontani dai miei interessi.</p><p>Su Facebook sono sempre meno presente, il mio ultimo post risale al 5 maggio, quando ho condiviso la bellissima <a href="https://global.techradar.com/it-it/features/ce-ancora-speranza-per-i-social-ecco-una-storia-incredibile">storia di Noah Grey</a>, che vi invito a recuperare qualora ve la foste persa. Ma in generale, a parte la tossicità dilagante, sono stanco di vedere la mia home invasa da post assolutamente irrilevanti per me, così come sono davvero nauseato dalle polemiche inutili e sterili fatte ovunque solo per il gusto di farle.</p><p>Passando a WhatsApp, forse questa è l&apos;unica piattaforma dove avrebbe senso vedere degli extra a pagamento, magari in ambito business, considerata anche la concorrenza con iMessage e WeChat. Tuttavia, per gli utenti casuali che usano solo Facebook, vedere funzioni a pagamento potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso, un&apos;ulteriore prova che Meta sia nel panico, alla ricerca spasmodica di un modo per trarre vantaggio dai propri utenti nel lungo termine.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-e-instagram-a-pagamento-potrebbero-affossare-meta</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ È trapelata una nota di Meta allo staff che confermerebbe il piano dell'azienda relativo a nuove funzioni a pagamento. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Daryl Baxter ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facebook Groups]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li><strong>Di che si tratta?</strong> Un documento interno trapelato indica che Meta introdurrà funzioni a pagamento su Instagram e Facebook</li><li><strong>Perché è importante?</strong> Una scelta del genere potrebbe affossare Meta, dato che Facebook e Instagram sono sempre meno rilevanti</li></ul><p>A breve, potrebbero arrivare delle funzioni premium a pagamento su Facebook, Instagram e WhatsApp. Senza girarci troppo intorno, potrebbero determinare l&apos;abbandono da parte di molti utenti, me compreso.</p><p><a href="https://www.theverge.com/2022/8/31/23331342/meta-plans-paid-features-facebook-instagram-whatsapp" target="_blank">The Verge</a> ha riportato una nota trapelata, secondo cui Meta ha creato un nuovo gruppo chiamato "New Monetization Experiences" (<em>nuove esperienze di monetizzazione, ndr</em>) con l&apos;obiettivo di individuare nuovi modi per generare ricavi, per via delle nuove policy sulla privacy imposte da Apple che hanno limitato le strategie pubblicitarie di Meta.</p><p>Altre app, come Snapchat e Telegram, hanno introdotto opzioni di monetizzazione in cambio di funzioni esclusive, ma un possibile "Facebook Plus" o "Instagram Plus" potrebbe essere troppo per alcuni.</p><p>Al momento, Instagram sta vivendo un periodo di crisi, causato da alcune <a href="https://www.techradar.com/news/instagram-strays-further-from-its-roots-by-making-all-new-videos-as-reels-but-why">funzioni accolte molto negativamente</a>, e se a ciò si aggiungesse un&apos;opzione a pagamento, il social potrebbe davvero giungere alla frutta, con un esodo in massa di utenti verso altre piattaforme.</p><h2 id="meta-continua-ad-alienarsi-l-apos-utenza">Meta continua ad alienarsi l&apos;utenza</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QdzhPWTjuq5Qpp36EM3Evm" name="Instagram NFT.png" alt="Instagram feature showcasing NFT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QdzhPWTjuq5Qpp36EM3Evm-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Instagram)</span></figcaption></figure><p>Nel 2008, durante i primi giorni di Facebook, giravano tanti post virali che mettevano in guardia gli utenti circa il passaggio a pagamento del servizio.</p><p>A quel tempo, usare una piattaforma social come Facebook era una grossa novità, un punto di rottura rispetto a MySpace e Bebo, e la paura di trovarsi l&apos;account a pagamento era diffusa su tutta la bacheca, anche se alla fine la notizia è stata smentita.</p><p>Oggi, però, una novità del genere sarebbe solo un motivo in più per abbandonare la piattaforma, anziché sperare che si riveli una bufala. È sempre più diffusa l&apos;opinione che Facebook e, più di recente anche Instagram, siano diventati irrilevanti, lontano dai gusti e dalle esigenze degli utenti.</p><p>Dagli <a href="https://www.techradar.com/news/meta-makes-instagram-users-suffer-with-new-nft-features">NFT</a> alla visualizzazione a schermo intero su Instagram, senza dimenticare i post su Facebook sempre meno rilevanti, sembra che Meta non sia certa su cosa focalizzarsi. E vedere nuove funzioni che gli utenti non saranno disposti a pagare potrebbe solo inasprire la situazione, generando, ancora una volta, il passaggio ad altre piattaforme, come Glass e Twitter.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VKsHCSDmoYdz6sY3dr7LyM" name="Instagram Reels iOS.png" alt="Instagram Reels Remix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VKsHCSDmoYdz6sY3dr7LyM-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta)</span></figcaption></figure><p>Personalmente, ho abbandonato Instagram da tempo, cancellando i miei due profili (uno personale e uno dedicato alla mia collezione di dischi), stanco di vedere post suggeriti sempre più irritanti e lontani dai miei interessi.</p><p>Su Facebook sono sempre meno presente, il mio ultimo post risale al 5 maggio, quando ho condiviso la bellissima <a href="https://global.techradar.com/it-it/features/ce-ancora-speranza-per-i-social-ecco-una-storia-incredibile">storia di Noah Grey</a>, che vi invito a recuperare qualora ve la foste persa. Ma in generale, a parte la tossicità dilagante, sono stanco di vedere la mia home invasa da post assolutamente irrilevanti per me, così come sono davvero nauseato dalle polemiche inutili e sterili fatte ovunque solo per il gusto di farle.</p><p>Passando a WhatsApp, forse questa è l&apos;unica piattaforma dove avrebbe senso vedere degli extra a pagamento, magari in ambito business, considerata anche la concorrenza con iMessage e WeChat. Tuttavia, per gli utenti casuali che usano solo Facebook, vedere funzioni a pagamento potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso, un&apos;ulteriore prova che Meta sia nel panico, alla ricerca spasmodica di un modo per trarre vantaggio dai propri utenti nel lungo termine.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ USA, boom di account fake sui principali social media ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nei giorni scorsi il sito americano <a href="https://uscasinos.com/blog/owning-fake-social-media-accounts/"><u>USCasinos</u></a> ha pubblicato un sondaggio utilizzando le risposte fornite da 1500 utenti di social network a cui è stato chiesto se possedessero uno o più account fake.</p><p>Le risposte sono state, almeno fino a un certo punto, abbastanza sconcertanti. Forse 1500 utenti non sono abbastanza per rappresentare una fetta significativa degli abitanti degli Stati Uniti, tuttavia l&apos;indagine ci permette di avere un’idea di come la popolazione americana si relaziona con l’argomento. I social media di riferimento sono i classici, Facebook, Twitter e Instagram.</p><p>Dalle risposte fornite, metà delle persone che hanno creato account fake ne possiedono solo uno, oltre un quarto due e circa il 20 percento delle persone ha tre o più account fasulli, un numero davvero significativo dato che si parla di circa quasi il 7% degli utenti social totali USA.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu">processori</a></li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">schede video</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ssd">SSD</a></li></ul><p>I motivi per cui le persone aprono account falsi sono i più svariati, anche se prevalgono la voglia di potersi esprimere senza essere giudicati (41%) e la necessità di non venire spiati (38%). Motivi di convenienza per poter partecipare a sondaggi o per spingere le proprie pagine rappresentano il 18% delle risposte, mentre solo il 2% crea un profilo falso per fare scherzi o truffe ad altri utenti, un numero piuttosto basso ma certamente significativo.</p><p>Leggendo i dati del sondaggio ci si rende conto che gli account fake vengono creati maggiormente da utenti maschi adulti nelle aree a sud del paese.</p><p>In particolar modo, quattro utenti su cinque scelgono di creare semplicemente un alter ego di se stessi, ma un 13% sceglie di passare all’altro sesso, con una piccola percentuale (circa il 6%) che finge di essere un azienda o personaggio famoso.</p><p>Inquietante che nonostante i controlli serrati delle piattaforme social, solo il 6% di questi account sia stato segnalato, cosa valida in particolar modo per gli utenti di Instagram dove non si arriva nemmeno a questa percentuale.</p><p>Infine, alla domanda se qualcuno fosse a conoscenza del loro “piccolo segreto”, gli utenti possessori di fake hanno risposto per oltre la metà di no. Tra chi ha risposto sì, la maggioranza (30%) lo ha detto agli amici, mentre solo una esigua minoranza (17%) ha ammesso di averlo riferito al proprio partner o alla propria famiglia.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/usa-boom-di-account-fake-sui-principali-social-media</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un sondaggio USA fornisce interessanti delucidazioni sul rapporto tra utenti delle piattaforme social e i propri fake ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Paolo D&#039;Angelo ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Meta logo on a smartphone in front of the Facebook logo a little bit blurred in the background]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Nei giorni scorsi il sito americano <a href="https://uscasinos.com/blog/owning-fake-social-media-accounts/"><u>USCasinos</u></a> ha pubblicato un sondaggio utilizzando le risposte fornite da 1500 utenti di social network a cui è stato chiesto se possedessero uno o più account fake.</p><p>Le risposte sono state, almeno fino a un certo punto, abbastanza sconcertanti. Forse 1500 utenti non sono abbastanza per rappresentare una fetta significativa degli abitanti degli Stati Uniti, tuttavia l&apos;indagine ci permette di avere un’idea di come la popolazione americana si relaziona con l’argomento. I social media di riferimento sono i classici, Facebook, Twitter e Instagram.</p><p>Dalle risposte fornite, metà delle persone che hanno creato account fake ne possiedono solo uno, oltre un quarto due e circa il 20 percento delle persone ha tre o più account fasulli, un numero davvero significativo dato che si parla di circa quasi il 7% degli utenti social totali USA.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu">processori</a></li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">schede video</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ssd">SSD</a></li></ul><p>I motivi per cui le persone aprono account falsi sono i più svariati, anche se prevalgono la voglia di potersi esprimere senza essere giudicati (41%) e la necessità di non venire spiati (38%). Motivi di convenienza per poter partecipare a sondaggi o per spingere le proprie pagine rappresentano il 18% delle risposte, mentre solo il 2% crea un profilo falso per fare scherzi o truffe ad altri utenti, un numero piuttosto basso ma certamente significativo.</p><p>Leggendo i dati del sondaggio ci si rende conto che gli account fake vengono creati maggiormente da utenti maschi adulti nelle aree a sud del paese.</p><p>In particolar modo, quattro utenti su cinque scelgono di creare semplicemente un alter ego di se stessi, ma un 13% sceglie di passare all’altro sesso, con una piccola percentuale (circa il 6%) che finge di essere un azienda o personaggio famoso.</p><p>Inquietante che nonostante i controlli serrati delle piattaforme social, solo il 6% di questi account sia stato segnalato, cosa valida in particolar modo per gli utenti di Instagram dove non si arriva nemmeno a questa percentuale.</p><p>Infine, alla domanda se qualcuno fosse a conoscenza del loro “piccolo segreto”, gli utenti possessori di fake hanno risposto per oltre la metà di no. Tra chi ha risposto sì, la maggioranza (30%) lo ha detto agli amici, mentre solo una esigua minoranza (17%) ha ammesso di averlo riferito al proprio partner o alla propria famiglia.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook e la  "cura per il cancro". Proprio non ce la fanno a fare le cose per bene  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Sembra proprio che Facebook non riesca ad imparare la lezione. Ma d&apos;altra parte non potrebbe nemmeno volendo, e lo stesso vale per Google (Youtube), TikTok, Twitch... e bene o male chiunque nel mondo guadagni del denaro dalla circolazione di informazioni. </p><p>Anche se quelle informazioni sono false. Anche se quelle informazioni sono pericolose. Anche se quelle informazioni riguardano "cure per il cancro" inefficaci e forse dannose, il cui unico beneficio riguarda le tasche di chi le spaccia per rimedi miracolosi.</p><p>Facebook si era impegnata a prendere iniziative concrete per impedire la circolazione di fake news, in particolar modo in tema sanitario. E magari si poteva persino pensare che ci avrebbero pensato sul serio, dopo lo scandalo di Cambrydge Analytica. Ma Cambrydge Analytica interessò a pochi, all&apos;epoca, e ancora meno oggi ricordano di che si tratta. </p><ul><li>Ci stiamo preparando al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day</a> 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/amazon-prime-day/prime-day-tv-e-soundbar" target="_blank">Prime Day: soundbar e TV</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/amazon-prime-day/amazon-prime-day-hardware-per-pc-e-notebook" target="_blank">Prime Day: notebook e accessori</a></li></ul><p><br></p><p>Così, in casa Facebook forse si sono distratti, e cliniche con pochi scrupoli hanno comprato annunci e sono riusciti a promuovere i loro "rimedi anti cancro". Cure miracolose ma, guarda un po&apos;, per averle bisogna raggiungere paesi con leggi un po&apos; meno rigide in tema di salute. </p><p>Una volta, se non altro, i ciarlatani dovevano andare per strada a vendere la loro robaccia, doveva venire sotto casa tua e sgolarsi. Potevano ingannare qualcuno, ma di certo non potevano raggiungere decine di migliaia di persone spendendo poche decine di euro. Per dar loro tale potenza di fuoco, ci voleva Facebook. </p><p>Meta, la società che controlla Facebook, è intervenuta a posteriori: dopo che un giornalista della rivista del MIT ha segnalato annunci contrari alle regole, le pubblicità sono state rimosse. Alcune almeno, ma non è chiaro se sono tutte.  </p><p>Già, ma intanto gli annunci erano passati e avevano raggiunto decine di migliaia di persone. Il che è davvero notevole, perché Facebook e altre aziende hanno algoritmi di una precisione chirurgica, che possono bloccare un video se per caso un bambino, sullo sfondo, canticchia una canzone protetta da copyright.</p><p>Eppure, e qui è quasi miracoloso , se in una pubblicità c&apos;è scritto "cancro", non scatta nessun allarme; gli algoritmi proprio non riescono a individuare a priori problemi di questo tipo. Uno potrebbe pensare che individuare una parola di sei lettere sia facile per un algoritmo, ma forse tutta la potenza è impegnata a fare qualcos&apos;altro. Che so, escogitare nuovi modi per vendere aria fritta sul metaverso? O magari inventarsi sistemi che creino più dipendenza nei giovanissimi, così da competere meglio con TikTok? O forse quelli che fanno queste pubblicità hanno trovato un qualche sistema super raffinato per ingannare gli algoritmi? </p><p>O forse c&apos;è una spiegazione più semplice, così semplice che il vecchio Occam uscirebbe dalla tomba per festeggiare: quelli che diffondono false cure hanno soldi da spendere, e quelli che vi si oppongono invece no. E a Meta i soldi piacciono più di ogni altra cosa. </p><p>E i social network alla fine sono sempre la stessa roba: si fa passare la qualunque finché qualcuno non si lamenta. E quando succede, aspetta un attimo, facciamo due conti e vediamo se conviene "censurare" o lasciar correre. </p><p>E non è che guardando altrove le cose cambino. In un vecchio film, <em>Fight Club</em>, a un certo punto il protagonista spiega come la sua azienda decida se ritirare un&apos;auto difettosa, che molto probabilmente ucciderà gli occupanti. Se risarcire le vittime costa meno che ritirare le auto, non la ritiriamo. Il che è l&apos;estrema e perfetta sintesi del rapporto tra noi consumatori e tutte le aziende a cui ci rivolgiamo. </p><p>Sì, proprio tutte: vorrei dirvi che è solo Meta ad essere brutta e cattiva, ma invece posso solo dirvi che tra le eccezioni che conosco, nessuna è davvero rilevante (probabilmente perché non pensano abbastanza a fare soldi) </p><p>Chiaro e semplice.  I social network ci raccontano e ci racconteranno sempre che loro non vogliono assumersi il ruolo di editori, che bisogna rispettare la libertà di parola, che è una questione di democrazia. E quando capitano situazioni come queste, cancellare i posto <em>dopo </em>serve comunque per costruire e rafforzare la narrazione, al centro della quale ci sono aziende di buon cuore, impegnate per il nostro benessere. </p><p>Io, abbiate pazienza, proprio non riesco a crederci. Forse, a ben guardare, sono più propenso a credere a una cura miracolosa per il cancro; il che, mi rendo conto, è tutto dire. </p><p>Via: <a href="https://www.technologyreview.com/2022/06/27/1054784/facebook-meta-cancer-treatment-ads-misinformation/">MIT Technology Review</a><br>Immagine di copertina: <a href="https://it.123rf.com/photo_73073960_bangkok-tailandia-5-marzo-2017-icone-di-facebook-dello-schermo-di-connessione-sul-macbook-pro-della-.html?vti=mc0tjpttig9ck31lf5-1-21">123RF</a></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook sotto accusa per aver fatto circolare disinformazione in tema sanitario ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[facebook]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Sembra proprio che Facebook non riesca ad imparare la lezione. Ma d&apos;altra parte non potrebbe nemmeno volendo, e lo stesso vale per Google (Youtube), TikTok, Twitch... e bene o male chiunque nel mondo guadagni del denaro dalla circolazione di informazioni. </p><p>Anche se quelle informazioni sono false. Anche se quelle informazioni sono pericolose. Anche se quelle informazioni riguardano "cure per il cancro" inefficaci e forse dannose, il cui unico beneficio riguarda le tasche di chi le spaccia per rimedi miracolosi.</p><p>Facebook si era impegnata a prendere iniziative concrete per impedire la circolazione di fake news, in particolar modo in tema sanitario. E magari si poteva persino pensare che ci avrebbero pensato sul serio, dopo lo scandalo di Cambrydge Analytica. Ma Cambrydge Analytica interessò a pochi, all&apos;epoca, e ancora meno oggi ricordano di che si tratta. </p><ul><li>Ci stiamo preparando al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day</a> 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/amazon-prime-day/prime-day-tv-e-soundbar" target="_blank">Prime Day: soundbar e TV</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/amazon-prime-day/amazon-prime-day-hardware-per-pc-e-notebook" target="_blank">Prime Day: notebook e accessori</a></li></ul><p><br></p><p>Così, in casa Facebook forse si sono distratti, e cliniche con pochi scrupoli hanno comprato annunci e sono riusciti a promuovere i loro "rimedi anti cancro". Cure miracolose ma, guarda un po&apos;, per averle bisogna raggiungere paesi con leggi un po&apos; meno rigide in tema di salute. </p><p>Una volta, se non altro, i ciarlatani dovevano andare per strada a vendere la loro robaccia, doveva venire sotto casa tua e sgolarsi. Potevano ingannare qualcuno, ma di certo non potevano raggiungere decine di migliaia di persone spendendo poche decine di euro. Per dar loro tale potenza di fuoco, ci voleva Facebook. </p><p>Meta, la società che controlla Facebook, è intervenuta a posteriori: dopo che un giornalista della rivista del MIT ha segnalato annunci contrari alle regole, le pubblicità sono state rimosse. Alcune almeno, ma non è chiaro se sono tutte.  </p><p>Già, ma intanto gli annunci erano passati e avevano raggiunto decine di migliaia di persone. Il che è davvero notevole, perché Facebook e altre aziende hanno algoritmi di una precisione chirurgica, che possono bloccare un video se per caso un bambino, sullo sfondo, canticchia una canzone protetta da copyright.</p><p>Eppure, e qui è quasi miracoloso , se in una pubblicità c&apos;è scritto "cancro", non scatta nessun allarme; gli algoritmi proprio non riescono a individuare a priori problemi di questo tipo. Uno potrebbe pensare che individuare una parola di sei lettere sia facile per un algoritmo, ma forse tutta la potenza è impegnata a fare qualcos&apos;altro. Che so, escogitare nuovi modi per vendere aria fritta sul metaverso? O magari inventarsi sistemi che creino più dipendenza nei giovanissimi, così da competere meglio con TikTok? O forse quelli che fanno queste pubblicità hanno trovato un qualche sistema super raffinato per ingannare gli algoritmi? </p><p>O forse c&apos;è una spiegazione più semplice, così semplice che il vecchio Occam uscirebbe dalla tomba per festeggiare: quelli che diffondono false cure hanno soldi da spendere, e quelli che vi si oppongono invece no. E a Meta i soldi piacciono più di ogni altra cosa. </p><p>E i social network alla fine sono sempre la stessa roba: si fa passare la qualunque finché qualcuno non si lamenta. E quando succede, aspetta un attimo, facciamo due conti e vediamo se conviene "censurare" o lasciar correre. </p><p>E non è che guardando altrove le cose cambino. In un vecchio film, <em>Fight Club</em>, a un certo punto il protagonista spiega come la sua azienda decida se ritirare un&apos;auto difettosa, che molto probabilmente ucciderà gli occupanti. Se risarcire le vittime costa meno che ritirare le auto, non la ritiriamo. Il che è l&apos;estrema e perfetta sintesi del rapporto tra noi consumatori e tutte le aziende a cui ci rivolgiamo. </p><p>Sì, proprio tutte: vorrei dirvi che è solo Meta ad essere brutta e cattiva, ma invece posso solo dirvi che tra le eccezioni che conosco, nessuna è davvero rilevante (probabilmente perché non pensano abbastanza a fare soldi) </p><p>Chiaro e semplice.  I social network ci raccontano e ci racconteranno sempre che loro non vogliono assumersi il ruolo di editori, che bisogna rispettare la libertà di parola, che è una questione di democrazia. E quando capitano situazioni come queste, cancellare i posto <em>dopo </em>serve comunque per costruire e rafforzare la narrazione, al centro della quale ci sono aziende di buon cuore, impegnate per il nostro benessere. </p><p>Io, abbiate pazienza, proprio non riesco a crederci. Forse, a ben guardare, sono più propenso a credere a una cura miracolosa per il cancro; il che, mi rendo conto, è tutto dire. </p><p>Via: <a href="https://www.technologyreview.com/2022/06/27/1054784/facebook-meta-cancer-treatment-ads-misinformation/">MIT Technology Review</a><br>Immagine di copertina: <a href="https://it.123rf.com/photo_73073960_bangkok-tailandia-5-marzo-2017-icone-di-facebook-dello-schermo-di-connessione-sul-macbook-pro-della-.html?vti=mc0tjpttig9ck31lf5-1-21">123RF</a></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Mark Zuckerberg sta preparando il suo anti-iPhone ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Zuckerberg <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-detesta-questa-funzione-di-ios-14">detesta</a> la presa dei sistemi operativi mobili sulla sua piattaforma, e soprattutto quella dell’<a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-se-2022-recensione">iPhone</a> di Apple. Non è un segreto, come non lo è neanche il piano del CEO di Facebook (ora Meta) di sferrare un colpo mortale all’<a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-13-recensione">iPhone</a>. Come? Vi starete chiedendo. Grazie agli occhiali per la realtà aumentata (<a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-visori-vr">AR</a>). </p><p>Questo innovativo tipo di tecnologia non ha bisogno di essere accoppiato a uno smartphone per poter funzionare.</p><p>Negli anni precedenti, Zuckerberg si era burlato in più occasioni dei gadget tecnologici, ma a quanto pare l’idea di mettere sul mercato degli ambiziosi occhiali AR targati Meta non gli dispiace poi così tanto (via <a href="https://bgr.com/tech/mark-zuckerbergs-plan-to-kill-the-iphone-metas-ar-glasses/">BGR</a>). </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sMmFDLCEXQR6FaxdHykKf" name="AR Glasses.png" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sMmFDLCEXQR6FaxdHykKf-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TechRadar)</span></figcaption></figure><p>A rivelarcelo è una soffiata recentemente finita tra le mani di <a href="https://www.theverge.com/23022611/meta-facebook-nazare-ar-glasses-roadmap-2024">The Verge</a>. Un ex dipendente del marchio Meta avrebbe dichiarato alla redazione che “L’ego di Zuck è tutt’uno con [quegli occhiali]”, e che il fondatore di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/russia-facebook-e-twitter-bloccati">Facebook</a> vorrebbe dare al loro lancio la stessa portata di un “evento iPhone”. </p><p>Anche <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-visore-apple-finora-non-entusiasma">Apple</a> sembra aver messo (letteralmente) gli occhi su tali dispositivi: degli occhiali per realtà mista saranno immessi sul mercato per la fine del 2022 o, al massimo, entro l’inizio del prossimo anno. Ironicamente, le alte aspettative covate dalla casa di produzione potrebbero far si che anche gli occhiali AR di Apple si rivelino un “nemico” dell’iPhone. </p><p>Stando a The Verge, Meta intende sviluppare una vera e propria linea generazionale di occhiali AR. Il primissimo di questi modelli vedrà la luce nel 2024 e si chiamerà Project Nazare. Se i piani verranno rispettati, gli occhiali di seconda e terza generazione usciranno rispettivamente nel 2026 e nel 2028. </p><p>Il punto di forza di Nazare è che non ci sarà bisogno di una connessione tramite smartphone. Il collegamento avverrà in modalità wireless con un dispositivo simile a un telefono, che includerà elementi informatici. </p><p>A quanto pare, esisterebbe anche una variante economica del progetto: un dispositivo Hypernova che, per visualizzare messaggi e notifiche, dovrà però essere sincronizzato con uno smartphone. </p><p>Zuckerberg vuole che Nazare offra un’esperienza AR completa, con tanto di grafica 3D. Il campo visivo dovrà essere ampio (70 gradi al massimo) e il design “socialmente accettabile”. Tuttavia, si tratterebbe di ambizioni al momento irrealizzabili, con The Verge che sottolinea come il design attuale richiami piuttosto gli occhialoni neri di Clark Kent. </p><p>L’anti-iPhone peserà circa 100 grammi e sarà quattro volte più grande degli occhiali normali. La montatura includerà anche degli altoparlanti stereo. A dirigere lo spettacolo, infine, sarà una versione personalizzata di Android, che Meta starebbe sviluppando internamente. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13-pro-vs-iphone-12-pro-confronto" target="_blank">iPhone 13 Pro vs iPhone 12 Pro</a></li></ul> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Zuckerberg ha il suo asso nella manica per distruggere l'iPhone, vediamo di che si tratta. ]]>
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                                <p>Zuckerberg <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-detesta-questa-funzione-di-ios-14">detesta</a> la presa dei sistemi operativi mobili sulla sua piattaforma, e soprattutto quella dell’<a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-se-2022-recensione">iPhone</a> di Apple. Non è un segreto, come non lo è neanche il piano del CEO di Facebook (ora Meta) di sferrare un colpo mortale all’<a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-13-recensione">iPhone</a>. Come? Vi starete chiedendo. Grazie agli occhiali per la realtà aumentata (<a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-visori-vr">AR</a>). </p><p>Questo innovativo tipo di tecnologia non ha bisogno di essere accoppiato a uno smartphone per poter funzionare.</p><p>Negli anni precedenti, Zuckerberg si era burlato in più occasioni dei gadget tecnologici, ma a quanto pare l’idea di mettere sul mercato degli ambiziosi occhiali AR targati Meta non gli dispiace poi così tanto (via <a href="https://bgr.com/tech/mark-zuckerbergs-plan-to-kill-the-iphone-metas-ar-glasses/">BGR</a>). </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sMmFDLCEXQR6FaxdHykKf" name="AR Glasses.png" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sMmFDLCEXQR6FaxdHykKf-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TechRadar)</span></figcaption></figure><p>A rivelarcelo è una soffiata recentemente finita tra le mani di <a href="https://www.theverge.com/23022611/meta-facebook-nazare-ar-glasses-roadmap-2024">The Verge</a>. Un ex dipendente del marchio Meta avrebbe dichiarato alla redazione che “L’ego di Zuck è tutt’uno con [quegli occhiali]”, e che il fondatore di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/russia-facebook-e-twitter-bloccati">Facebook</a> vorrebbe dare al loro lancio la stessa portata di un “evento iPhone”. </p><p>Anche <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-visore-apple-finora-non-entusiasma">Apple</a> sembra aver messo (letteralmente) gli occhi su tali dispositivi: degli occhiali per realtà mista saranno immessi sul mercato per la fine del 2022 o, al massimo, entro l’inizio del prossimo anno. Ironicamente, le alte aspettative covate dalla casa di produzione potrebbero far si che anche gli occhiali AR di Apple si rivelino un “nemico” dell’iPhone. </p><p>Stando a The Verge, Meta intende sviluppare una vera e propria linea generazionale di occhiali AR. Il primissimo di questi modelli vedrà la luce nel 2024 e si chiamerà Project Nazare. Se i piani verranno rispettati, gli occhiali di seconda e terza generazione usciranno rispettivamente nel 2026 e nel 2028. </p><p>Il punto di forza di Nazare è che non ci sarà bisogno di una connessione tramite smartphone. Il collegamento avverrà in modalità wireless con un dispositivo simile a un telefono, che includerà elementi informatici. </p><p>A quanto pare, esisterebbe anche una variante economica del progetto: un dispositivo Hypernova che, per visualizzare messaggi e notifiche, dovrà però essere sincronizzato con uno smartphone. </p><p>Zuckerberg vuole che Nazare offra un’esperienza AR completa, con tanto di grafica 3D. Il campo visivo dovrà essere ampio (70 gradi al massimo) e il design “socialmente accettabile”. Tuttavia, si tratterebbe di ambizioni al momento irrealizzabili, con The Verge che sottolinea come il design attuale richiami piuttosto gli occhialoni neri di Clark Kent. </p><p>L’anti-iPhone peserà circa 100 grammi e sarà quattro volte più grande degli occhiali normali. La montatura includerà anche degli altoparlanti stereo. A dirigere lo spettacolo, infine, sarà una versione personalizzata di Android, che Meta starebbe sviluppando internamente. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13-pro-vs-iphone-12-pro-confronto" target="_blank">iPhone 13 Pro vs iPhone 12 Pro</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Russia, Facebook e Twitter bloccati ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Mentre la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-russia-cyberwarfare-la-guerra-a-colpi-di-hack">guerra in Ucraina</a> continua, procede anche la battaglia per l&apos;accesso alle informazioni. Infatti, le autorità Russe hanno bloccato l&apos;accesso a Facebook e Twitter nel Paese, citando come motivo la discriminazione nei confronti dei media e delle fonti di origine russa.</p><p>La decisione, annunciata da <a href="https://rkn.gov.ru/news/rsoc/news74156.htm" target="_blank">Roskomnadzor</a> (l&apos;organo di stato preposto alla regolamentazione delle comunicazioni in Russia), e riportata dal <a href="https://www.theguardian.com/world/2022/mar/04/russia-completely-blocks-access-to-facebook-and-twitter" target="_blank">Guardian</a> e altre testate, segue le restrizioni imposte dalle aziende tech degli USA all&apos;accesso a i servizi giornalistici nazionali russi, nel tentativo di <a href="https://www.techradar.com/news/apple-and-google-pull-russian-state-owned-media-outlets-rt-and-sputnik-from-global-app-stores">controllare il flusso di disinformazione</a>.</p><p>Venerdì scorso, il governo russo ha approvato anche un decreto che rende illegale la diffusione di fake news, ovvero qualsiasi notizia che vada contro le dichiarazioni ufficiali sulla guerra. Di conseguenza, diverse agenzie come la BBC hanno sospeso le operazioni in Russia per proteggere i propri giornalisti dall&apos;eventuale arresto.</p><p>Nick Clegg, President of Global Affairs di Meta, <a href="https://twitter.com/nickclegg/status/1499819557870989316" target="_blank">ha dichiarato che il ban</a> ha determinato l&apos;esclusione di milioni di cittadini russi da fonti di informazioni attendibili. Questi sono anche stati "messi a tacere", sempre secondo Clegg, che ha confermato che l&apos;azienda continua a lavorare per ripristinare l&apos;accesso a Facebook in Russia.</p><h2 id="una-situazione-instabile">Una situazione instabile</h2><p>La situazione in Ucraina e gli eventi connessi alla guerra continuano a cambiare ora dopo ora. In risposta all&apos;invasione russa dell&apos;Ucraina, diverse aziende tecnologiche hanno <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/intel-e-amd-sospendono-la-vendita-di-chip-alla-russia">sospeso la vendita dei propri prodotti in Russa</a>.</p><p>Le aziende russe ritrovano impossibilitate a promuovere le proprie attività nel resto del mondo. Dopo il ban nel Paese, Facebook <a href="https://about.fb.com/news/2022/02/metas-ongoing-efforts-regarding-russias-invasion-of-ukraine/" target="_blank">non pubblica più annunci pubblicitari</a> provenienti da inserzionisti russi, inoltre non rivolge più le inserzioni presenti sulla piattaforma agli utenti in Russia. Google, Snapchat e Twitter hanno preso decisioni simili.</p><p>In ogni caso, anche prima l&apos;accesso ai social media come Facebook e Twitter era soggetto a limitazioni, ma ora è stato bloccato del tutto. Altre piattaforme, come YouTube e TikTok potrebbero subire lo stesso destino, se la guerra si protrarrà ancora.</p><p>La Russia ha sempre esercitato un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-russia-si-e-appena-disconnessa-da-internet">controllo molto rigido su Internet</a> sia al livello mondiale che governativo, e ora le persone hanno a disposizione sempre meno fonti indipendenti al di fuori di quelle gestite dallo stato.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/anonymous-dichiara-guerra-alla-russia">Anonymous dichiara guerra alla Russia</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/russia-facebook-e-twitter-bloccati</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ In Russia non è più possibile accedere a Facebook e Twitter, inoltre Facebook impone il ban alle inserzioni russe. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Icone delle app social sullo schermo di uno smartphone]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Mentre la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-russia-cyberwarfare-la-guerra-a-colpi-di-hack">guerra in Ucraina</a> continua, procede anche la battaglia per l&apos;accesso alle informazioni. Infatti, le autorità Russe hanno bloccato l&apos;accesso a Facebook e Twitter nel Paese, citando come motivo la discriminazione nei confronti dei media e delle fonti di origine russa.</p><p>La decisione, annunciata da <a href="https://rkn.gov.ru/news/rsoc/news74156.htm" target="_blank">Roskomnadzor</a> (l&apos;organo di stato preposto alla regolamentazione delle comunicazioni in Russia), e riportata dal <a href="https://www.theguardian.com/world/2022/mar/04/russia-completely-blocks-access-to-facebook-and-twitter" target="_blank">Guardian</a> e altre testate, segue le restrizioni imposte dalle aziende tech degli USA all&apos;accesso a i servizi giornalistici nazionali russi, nel tentativo di <a href="https://www.techradar.com/news/apple-and-google-pull-russian-state-owned-media-outlets-rt-and-sputnik-from-global-app-stores">controllare il flusso di disinformazione</a>.</p><p>Venerdì scorso, il governo russo ha approvato anche un decreto che rende illegale la diffusione di fake news, ovvero qualsiasi notizia che vada contro le dichiarazioni ufficiali sulla guerra. Di conseguenza, diverse agenzie come la BBC hanno sospeso le operazioni in Russia per proteggere i propri giornalisti dall&apos;eventuale arresto.</p><p>Nick Clegg, President of Global Affairs di Meta, <a href="https://twitter.com/nickclegg/status/1499819557870989316" target="_blank">ha dichiarato che il ban</a> ha determinato l&apos;esclusione di milioni di cittadini russi da fonti di informazioni attendibili. Questi sono anche stati "messi a tacere", sempre secondo Clegg, che ha confermato che l&apos;azienda continua a lavorare per ripristinare l&apos;accesso a Facebook in Russia.</p><h2 id="una-situazione-instabile">Una situazione instabile</h2><p>La situazione in Ucraina e gli eventi connessi alla guerra continuano a cambiare ora dopo ora. In risposta all&apos;invasione russa dell&apos;Ucraina, diverse aziende tecnologiche hanno <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/intel-e-amd-sospendono-la-vendita-di-chip-alla-russia">sospeso la vendita dei propri prodotti in Russa</a>.</p><p>Le aziende russe ritrovano impossibilitate a promuovere le proprie attività nel resto del mondo. Dopo il ban nel Paese, Facebook <a href="https://about.fb.com/news/2022/02/metas-ongoing-efforts-regarding-russias-invasion-of-ukraine/" target="_blank">non pubblica più annunci pubblicitari</a> provenienti da inserzionisti russi, inoltre non rivolge più le inserzioni presenti sulla piattaforma agli utenti in Russia. Google, Snapchat e Twitter hanno preso decisioni simili.</p><p>In ogni caso, anche prima l&apos;accesso ai social media come Facebook e Twitter era soggetto a limitazioni, ma ora è stato bloccato del tutto. Altre piattaforme, come YouTube e TikTok potrebbero subire lo stesso destino, se la guerra si protrarrà ancora.</p><p>La Russia ha sempre esercitato un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-russia-si-e-appena-disconnessa-da-internet">controllo molto rigido su Internet</a> sia al livello mondiale che governativo, e ora le persone hanno a disposizione sempre meno fonti indipendenti al di fuori di quelle gestite dallo stato.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/anonymous-dichiara-guerra-alla-russia">Anonymous dichiara guerra alla Russia</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft: Amazon, Google e Facebook sono concorrenti forti (più di Sony) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>In un&apos;intervista con il Wall Street Journal, il CEO di Microsoft Gaming Phil Spencer ha affermato di considerare Facebook, Amazon e Google come veri competitor nel settore dei videogiochi.</p><p>Phil si dice essere più preoccupato proprio da questi giganti piuttosto che dalla classica e storica concorrenza di Sony e <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/giochi-nintendo-switch">Nintendo</a>. Google, Amazon e Facebook riescono infatti a raggiungere facilmente un numero enorme di consumatori, grazie ai loro servizi su larga scala.</p><p>Il CEO continua, discutendo di come Microsoft potrebbe prendere ispirazione da ciò, puntando sempre più in alto sui videogiochi grazie ad una visione non limitata ad un dispositivo. Lo abbiamo visto con servizi come <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/project-xcloud-anteprima">Xbox Cloud Gaming</a>, che permette di giocare alle esclusive della casa letteralmente ovunque, a patto di avere un abbonamento al <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-xbox-game-pass">Game Pass</a> Ultimate.</p><p>L&apos;azienda considera questo come un&apos;opportunità con cui ottenere lo stesso impatto e raggiungere un numero sempre più alto di giocatori.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="f3uEBxUhUbizZeoPjPoNyM" name="Amazon-New-World-MMORPG-Cover-Art.jpg" alt="New World promotional image showing a battlefield" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/f3uEBxUhUbizZeoPjPoNyM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-giochi-xbox-series-xs">migliori giochi Xbox Series X</a></li><li>Recensione <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-xbox-series-s">Xbox Series S</a></li><li>Recensione <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-xbox-game-pass-ultimate">Xbox Game Pass Ultimate</a></li></ul><p>Forse la prospettiva potrebbe non piacere a tutti, pensando a una possibile ulteriore frammentazione del mondo dei videogames. Ma è probabilmente una cosa inevitabile. </p><p>Questo è tuttavia lo scenario che dobbiamo aspettarci per gli anni a venire. Servizi come <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-configurare-google-stadia-su-smartphone">Stadia</a> di Google, GeForce Now di Nvidia e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-luna-uscita-prezzo-giochi">Amazon Luna</a>, sono destinati a competere con Xbox Cloud Gaming di Microsoft e l&apos;azienda non vuole sottovalutarne il potenziale, sebbene i primi tentativi della futura concorrenza non siano stati finora positivi. </p><p>Tra l&apos;altro c&apos;è anche una nota curiosa: nel 2014 Erich Schmidt, all&apos;epoca CEO di Google, affermò che il loro principale concorrente nella ricerca era Amazon, non Microsoft Bing. Perché, ed è vero anche oggi, Amazon era il luogo dove le persone andavano per <em>cercare</em> qualcosa da comprare.</p><p>Oggi, e negli anni futuri, Amazon sarà di nuovo un <em>luogo dove le persone vanno</em> per giocare (Amazon Luna) ma anche per partecipare alla socialità del gaming, con il popolare servizio Twitch. Google Stadia probabilmente continuerà a crescere, insieme a Youtube gaming, e Facebook è in prima linea per lo sviluppo del suo metaverso - dove ovviamente il gaming avrà un ruolo centrale.</p><p>Viene da chiedersi se uno di questi colossi non tenterà di comprarsi Sony o Nintendo. Sarebbe un terremoto di proporzioni mai viste, ma mai dire mai ... </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/australian-open-2022-come-vederlo-in-streaming-gratis" target="_blank">Australian Open streaming gratis</a></li></ul><div data-model-name="Xbox Game Pass" data-widget-type="review"></div> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Phil Spencer, dirigente Microsoft per il gaming, vede in Facebook e Amazon i concorrenti principali. Non Sony, né Nintendo. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Xbox]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Consoles & PC]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Gabriele Giumento ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Phil Spencer]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>In un&apos;intervista con il Wall Street Journal, il CEO di Microsoft Gaming Phil Spencer ha affermato di considerare Facebook, Amazon e Google come veri competitor nel settore dei videogiochi.</p><p>Phil si dice essere più preoccupato proprio da questi giganti piuttosto che dalla classica e storica concorrenza di Sony e <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/giochi-nintendo-switch">Nintendo</a>. Google, Amazon e Facebook riescono infatti a raggiungere facilmente un numero enorme di consumatori, grazie ai loro servizi su larga scala.</p><p>Il CEO continua, discutendo di come Microsoft potrebbe prendere ispirazione da ciò, puntando sempre più in alto sui videogiochi grazie ad una visione non limitata ad un dispositivo. Lo abbiamo visto con servizi come <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/project-xcloud-anteprima">Xbox Cloud Gaming</a>, che permette di giocare alle esclusive della casa letteralmente ovunque, a patto di avere un abbonamento al <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-xbox-game-pass">Game Pass</a> Ultimate.</p><p>L&apos;azienda considera questo come un&apos;opportunità con cui ottenere lo stesso impatto e raggiungere un numero sempre più alto di giocatori.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="f3uEBxUhUbizZeoPjPoNyM" name="Amazon-New-World-MMORPG-Cover-Art.jpg" alt="New World promotional image showing a battlefield" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/f3uEBxUhUbizZeoPjPoNyM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-giochi-xbox-series-xs">migliori giochi Xbox Series X</a></li><li>Recensione <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-xbox-series-s">Xbox Series S</a></li><li>Recensione <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-xbox-game-pass-ultimate">Xbox Game Pass Ultimate</a></li></ul><p>Forse la prospettiva potrebbe non piacere a tutti, pensando a una possibile ulteriore frammentazione del mondo dei videogames. Ma è probabilmente una cosa inevitabile. </p><p>Questo è tuttavia lo scenario che dobbiamo aspettarci per gli anni a venire. Servizi come <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-configurare-google-stadia-su-smartphone">Stadia</a> di Google, GeForce Now di Nvidia e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-luna-uscita-prezzo-giochi">Amazon Luna</a>, sono destinati a competere con Xbox Cloud Gaming di Microsoft e l&apos;azienda non vuole sottovalutarne il potenziale, sebbene i primi tentativi della futura concorrenza non siano stati finora positivi. </p><p>Tra l&apos;altro c&apos;è anche una nota curiosa: nel 2014 Erich Schmidt, all&apos;epoca CEO di Google, affermò che il loro principale concorrente nella ricerca era Amazon, non Microsoft Bing. Perché, ed è vero anche oggi, Amazon era il luogo dove le persone andavano per <em>cercare</em> qualcosa da comprare.</p><p>Oggi, e negli anni futuri, Amazon sarà di nuovo un <em>luogo dove le persone vanno</em> per giocare (Amazon Luna) ma anche per partecipare alla socialità del gaming, con il popolare servizio Twitch. Google Stadia probabilmente continuerà a crescere, insieme a Youtube gaming, e Facebook è in prima linea per lo sviluppo del suo metaverso - dove ovviamente il gaming avrà un ruolo centrale.</p><p>Viene da chiedersi se uno di questi colossi non tenterà di comprarsi Sony o Nintendo. Sarebbe un terremoto di proporzioni mai viste, ma mai dire mai ... </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/australian-open-2022-come-vederlo-in-streaming-gratis" target="_blank">Australian Open streaming gratis</a></li></ul><div data-model-name="Xbox Game Pass" data-widget-type="review"></div>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp: in arrivo una sezione per creare adesivi personalizzati ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nell&apos;ultima beta dell&apos;app desktop di <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-fare-backup-whatsapp">WhatsApp</a> è stata scovata un&apos;inedita sezione dedicata alla creazione di adesivi personalizzati, attraverso la trasformazione di foto o immagini.</p><p>La nuova funzione è stata condivisa per la prima volta da un insider attraverso un post su Twitter.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/stufflistings/status/1463388399486652416"><p lang="en" dir="ltr">WhatsApp to get ‘create your own stickers’ feature soon, spotted in beta.https://t.co/37KWUM2WBL pic.twitter.com/8UiKCgtTP6<a href="https://twitter.com/stufflistings/status/1463388399486652416">November 24, 2021</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il nuovo strumento per la creazione di adesivi è abbastanza facile ed immediato da usare.</p><p>Importando un&apos;immagine dal computer, sarà possibile usare gli strumenti di modifica per ritagliare la parte interessata, ruotare le immagini, aggiungere testo, disegnare, inserire forme ed altri elementi.</p><p>Al momento non esiste tuttavia una data di rilascio nella versione stabile, ne è possibile sapere quando la nuova funzione sarà disponibile nell&apos;app mobile, anche se è più che probabile che questa verrà successivamente rilasciata su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a>.</p><p>La nuova sezione, molto richiesta dalla base di utenza, è una buona aggiunta che permette di fare a meno di pacchetti adesivi di terze parti, grazie alla facile creazione di pacchetti personalizzati con un piacevole accento sulla personalizzazione.</p><p>Gli adesivi e le emoji ricoprono una buona parte della comunicazione che avviene nella piattaforma di messagistica verde e sebbene WhatsApp include già una discreta gamma di pacchetti adesivi, non è solitamente facile trovarne ed aggiungere di nuovi e non sempre questi sono accessibili gratuitamente.</p><p>Non resta che attendere il rilascio per saggiare le funzionalità del nuovo strumento di creazione degli adesivi.</p><ul><li><strong>Via:</strong> <a href="https://www.91mobiles.com/hub/whatsapp-create-your-own-stickers-feature-beta/" target="_blank">91mobiles</a> / <a href="https://www.androidauthority.com/whatsapp-create-own-stickers-3064976/" target="_blank">Android Authority</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-in-arrivo-una-sezione-per-creare-adesivi-personalizzati</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ WhatsApp prepara una nuova sezione per la creazione di adesivi personalizzati ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Gabriele Giumento ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[WhatsApp]]></media:title>
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                                <p>Nell&apos;ultima beta dell&apos;app desktop di <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-fare-backup-whatsapp">WhatsApp</a> è stata scovata un&apos;inedita sezione dedicata alla creazione di adesivi personalizzati, attraverso la trasformazione di foto o immagini.</p><p>La nuova funzione è stata condivisa per la prima volta da un insider attraverso un post su Twitter.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/stufflistings/status/1463388399486652416"><p lang="en" dir="ltr">WhatsApp to get ‘create your own stickers’ feature soon, spotted in beta.https://t.co/37KWUM2WBL pic.twitter.com/8UiKCgtTP6<a href="https://twitter.com/stufflistings/status/1463388399486652416">November 24, 2021</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il nuovo strumento per la creazione di adesivi è abbastanza facile ed immediato da usare.</p><p>Importando un&apos;immagine dal computer, sarà possibile usare gli strumenti di modifica per ritagliare la parte interessata, ruotare le immagini, aggiungere testo, disegnare, inserire forme ed altri elementi.</p><p>Al momento non esiste tuttavia una data di rilascio nella versione stabile, ne è possibile sapere quando la nuova funzione sarà disponibile nell&apos;app mobile, anche se è più che probabile che questa verrà successivamente rilasciata su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a>.</p><p>La nuova sezione, molto richiesta dalla base di utenza, è una buona aggiunta che permette di fare a meno di pacchetti adesivi di terze parti, grazie alla facile creazione di pacchetti personalizzati con un piacevole accento sulla personalizzazione.</p><p>Gli adesivi e le emoji ricoprono una buona parte della comunicazione che avviene nella piattaforma di messagistica verde e sebbene WhatsApp include già una discreta gamma di pacchetti adesivi, non è solitamente facile trovarne ed aggiungere di nuovi e non sempre questi sono accessibili gratuitamente.</p><p>Non resta che attendere il rilascio per saggiare le funzionalità del nuovo strumento di creazione degli adesivi.</p><ul><li><strong>Via:</strong> <a href="https://www.91mobiles.com/hub/whatsapp-create-your-own-stickers-feature-beta/" target="_blank">91mobiles</a> / <a href="https://www.androidauthority.com/whatsapp-create-own-stickers-3064976/" target="_blank">Android Authority</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp, dopo la multa arriva la nuova privacy ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Whatsapp sta modificando la propria politica sulla privacy, dopo che lo scorso settembre le autorità europee l&apos;avevano multata: 225 milioni di euro per non aver rispettato il GDPR, cioè il regolamento europeo per la protezione dei dati personali. </p><p>Meta ha annunciato le novità, anche se tecnicamente ha fatto appello in risposta alla sanzione. Il cambiamento consiste soprattutto in una riorganizzazione dei documenti, con l&apos;obiettivo di rendere più chiaro al consumatore in che modo Whatsapp raccoglie e usa i dati personali. Il cambiamento riguarda solo gli utenti in Europa e Regno Unito. </p><p>Non ci sono dunque cambiamenti di sostanza nel modo in Whatsapp raccoglie e utilizza i dati, ma solo modifiche al modo in cui certe azioni vengono spiegate al pubblico. </p><p>Chi usa Whatsapp (ma chi non ce l&apos;ha oggi) vedrà un nuovo banner, nei prossimi giorni, con l&apos;invito a leggere il nuovo documento sulla privacy. 35 pagine che la maggior parte delle persone ignorerà senza farsi domande. </p><p>Anche perché non serve un nuovo consenso, dato che non ci sono modifiche sostanziali. </p><p>Via <a href="https://www.rte.ie/news/business/2021/1122/1262338-whatsapp-privacy-policy/">RTE</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-dopo-la-multa-arriva-la-nuova-privacy</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Whatsapp era stata multata per 225 milioni di euro, una cifra record ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[WhatsApp]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[WhatsApp]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[WhatsApp]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Whatsapp sta modificando la propria politica sulla privacy, dopo che lo scorso settembre le autorità europee l&apos;avevano multata: 225 milioni di euro per non aver rispettato il GDPR, cioè il regolamento europeo per la protezione dei dati personali. </p><p>Meta ha annunciato le novità, anche se tecnicamente ha fatto appello in risposta alla sanzione. Il cambiamento consiste soprattutto in una riorganizzazione dei documenti, con l&apos;obiettivo di rendere più chiaro al consumatore in che modo Whatsapp raccoglie e usa i dati personali. Il cambiamento riguarda solo gli utenti in Europa e Regno Unito. </p><p>Non ci sono dunque cambiamenti di sostanza nel modo in Whatsapp raccoglie e utilizza i dati, ma solo modifiche al modo in cui certe azioni vengono spiegate al pubblico. </p><p>Chi usa Whatsapp (ma chi non ce l&apos;ha oggi) vedrà un nuovo banner, nei prossimi giorni, con l&apos;invito a leggere il nuovo documento sulla privacy. 35 pagine che la maggior parte delle persone ignorerà senza farsi domande. </p><p>Anche perché non serve un nuovo consenso, dato che non ci sono modifiche sostanziali. </p><p>Via <a href="https://www.rte.ie/news/business/2021/1122/1262338-whatsapp-privacy-policy/">RTE</a></p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp per iPad sta per arrivare (finalmente) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il mese scorso, WhatsApp ha <a href="https://www.techradar.com/news/we-speak-to-whatsapp-about-the-new-features-coming-up-for-your-device">confermato a TechRadar</a> che avrebbe a breve reso possibile utilizzare gli account su più dispositivi. E ora sembrano arrivare ulteriori conferme sul fatto che arriverà anche un&apos;app di WhatsApp per iPad.</p><p>Il sempre affidabile profilo Twitter <a href="https://twitter.com/WABetaInfo/status/1428866480767127556" target="_blank">@WABetaInfo</a> ha mostrato uno screenshot di WhatsApp su iPad, con un elenco di dispositivi collegati all&apos;account. Al momento, il supporto di più dispositivi è in fase di test con un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-multi-device-al-via-i-test-per-luso-su-piu-dispositivi">numero limitato di utenti</a>.</p><p>Il tweet fa riferimento a "multi-device 2.0", suggerendo che altri dispositivi (nello specifico iPad e tablet Android) saranno aggiunti a breve. Al momento, fanno parte della configurazione multi-dispositivo solo le app web e desktop, nonché i gadget di <a href="https://www.techradar.com/reviews/facebook-portal-tv">Facebook Portal</a>.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/WABetaInfo/status/1428866480767127556"><p lang="en" dir="ltr">NEWS: WhatsApp is finally working on multi-device 2.0, and you can use iPad as new linked device ☄️Android tablets are also planned to support multi-device on WhatsApp for Android!It's under development and it will be released in a future update. Follow me to discover more 💚 pic.twitter.com/rND4xQfBDj<a href="https://twitter.com/WABetaInfo/status/1428866480767127556">August 20, 2021</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet">tablet</a> del 2021</li><li>Preparatevi al meglio al <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ritorno-a-scuola-ecco-i-nostri-consigli-per-gli-acquisti">ritorno a scuola</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> del 2021</li></ul><h2 id="un-ambito-da-tenere-d-apos-occhio">Un ambito da tenere d&apos;occhio</h2><p>Il CEO di WhatsApp Will Cathcart aveva già espresso l&apos;interesse verso un&apos;app per iPad, e ciò promette bene per chi vuole utilizzare WhatsApp anche sul proprio tablet Apple.</p><p>Il supporto multi-dispositivo parte dalla premessa che ogni device avrà una connessione separata a WhatsApp. Al momento se aprite l&apos;app web o desktop, le conversazioni vengono sincronizzate con lo smartphone. In futuro, le app comunicheranno direttamente con i server del servizio, pur mantenendo la crittografia end-to-end che conoscete già.</p><p>Secondo questo nuovo leak, il supporto per i tablet Android e iPad è al momento "in fase di sviluppo" e sarà disponibile in un "futuro aggiornamento", tuttavia non abbiamo altri dettagli in termini di tempistiche. In base a questi elementi, però, non dovrebbe mancare molto.</p><h2 id="analisi-whatsapp-sa-bene-che-deve-evolversi">Analisi: WhatsApp sa bene che deve evolversi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3765px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="ttEsKxpzGfafw5NcYkYPui" name="shutterstock_1710613483.jpg" alt="WhatsApp" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ttEsKxpzGfafw5NcYkYPui-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3765" height="2117" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tada Images / Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il supporto multi-dispositivo è un argomento di cui parliamo già da diversi anni, ma ora l&apos;attesa sembra volgere al termine.</p><p>La maggior parte delle app di messaggistica più famose, come Telegram e Messenger, per citarne un paio, oggi funziona alla perfezione su più dispositivi contemporaneamente, e Facebook (che possiede WhatsApp) sa bene che i suoi utenti vogliono poter accedere da diversi punti. Dunque, il servizio deve continuare ad accrescere le proprie funzionalità, se spera di sopravvivere.</p><p>In ogni caso, anche con il nuovo supporto di più dispositivi, ci sarà una grossa limitazione: sarà possibile utilizzare WhatsApp con un solo smartphone alla volta. I dispositivi secondari dovranno essere computer e (come abbiamo appena visto) tablet.</p><p>Con un <a href="https://twitter.com/WABetaInfo/status/1429043907720065031" target="_blank">secondo tweet</a>, @WABetaInfo ha confermato che l&apos;app per iPad sarà nativa e non una web app. Inoltre funzionerà in modo indipendente rispetto a iPhone e altri dispositivi. Il modo più veloce per accedere alla nuova funzionalità <a href="https://faq.whatsapp.com/web/download-and-installation/how-to-join-or-leave-the-multi-device-beta/" target="_blank">partecipare al programma beta di WhatsApp</a></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-arrivano-nuove-opzioni-per-i-messaggi-effimeri">WhatsApp, arrivano nuove opzioni per i messaggi effimeri</a></li></ul> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il supporto multi-dispositivo di WhatsApp è in fase di test, e sembra che a breve riguarderà anche gli iPad e i tablet Android. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Logo WhatsApp su uno smartphone]]></media:title>
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                                <p>Il mese scorso, WhatsApp ha <a href="https://www.techradar.com/news/we-speak-to-whatsapp-about-the-new-features-coming-up-for-your-device">confermato a TechRadar</a> che avrebbe a breve reso possibile utilizzare gli account su più dispositivi. E ora sembrano arrivare ulteriori conferme sul fatto che arriverà anche un&apos;app di WhatsApp per iPad.</p><p>Il sempre affidabile profilo Twitter <a href="https://twitter.com/WABetaInfo/status/1428866480767127556" target="_blank">@WABetaInfo</a> ha mostrato uno screenshot di WhatsApp su iPad, con un elenco di dispositivi collegati all&apos;account. Al momento, il supporto di più dispositivi è in fase di test con un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-multi-device-al-via-i-test-per-luso-su-piu-dispositivi">numero limitato di utenti</a>.</p><p>Il tweet fa riferimento a "multi-device 2.0", suggerendo che altri dispositivi (nello specifico iPad e tablet Android) saranno aggiunti a breve. Al momento, fanno parte della configurazione multi-dispositivo solo le app web e desktop, nonché i gadget di <a href="https://www.techradar.com/reviews/facebook-portal-tv">Facebook Portal</a>.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/WABetaInfo/status/1428866480767127556"><p lang="en" dir="ltr">NEWS: WhatsApp is finally working on multi-device 2.0, and you can use iPad as new linked device ☄️Android tablets are also planned to support multi-device on WhatsApp for Android!It's under development and it will be released in a future update. Follow me to discover more 💚 pic.twitter.com/rND4xQfBDj<a href="https://twitter.com/WABetaInfo/status/1428866480767127556">August 20, 2021</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet">tablet</a> del 2021</li><li>Preparatevi al meglio al <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ritorno-a-scuola-ecco-i-nostri-consigli-per-gli-acquisti">ritorno a scuola</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> del 2021</li></ul><h2 id="un-ambito-da-tenere-d-apos-occhio">Un ambito da tenere d&apos;occhio</h2><p>Il CEO di WhatsApp Will Cathcart aveva già espresso l&apos;interesse verso un&apos;app per iPad, e ciò promette bene per chi vuole utilizzare WhatsApp anche sul proprio tablet Apple.</p><p>Il supporto multi-dispositivo parte dalla premessa che ogni device avrà una connessione separata a WhatsApp. Al momento se aprite l&apos;app web o desktop, le conversazioni vengono sincronizzate con lo smartphone. In futuro, le app comunicheranno direttamente con i server del servizio, pur mantenendo la crittografia end-to-end che conoscete già.</p><p>Secondo questo nuovo leak, il supporto per i tablet Android e iPad è al momento "in fase di sviluppo" e sarà disponibile in un "futuro aggiornamento", tuttavia non abbiamo altri dettagli in termini di tempistiche. In base a questi elementi, però, non dovrebbe mancare molto.</p><h2 id="analisi-whatsapp-sa-bene-che-deve-evolversi">Analisi: WhatsApp sa bene che deve evolversi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3765px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="ttEsKxpzGfafw5NcYkYPui" name="shutterstock_1710613483.jpg" alt="WhatsApp" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ttEsKxpzGfafw5NcYkYPui-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3765" height="2117" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tada Images / Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il supporto multi-dispositivo è un argomento di cui parliamo già da diversi anni, ma ora l&apos;attesa sembra volgere al termine.</p><p>La maggior parte delle app di messaggistica più famose, come Telegram e Messenger, per citarne un paio, oggi funziona alla perfezione su più dispositivi contemporaneamente, e Facebook (che possiede WhatsApp) sa bene che i suoi utenti vogliono poter accedere da diversi punti. Dunque, il servizio deve continuare ad accrescere le proprie funzionalità, se spera di sopravvivere.</p><p>In ogni caso, anche con il nuovo supporto di più dispositivi, ci sarà una grossa limitazione: sarà possibile utilizzare WhatsApp con un solo smartphone alla volta. I dispositivi secondari dovranno essere computer e (come abbiamo appena visto) tablet.</p><p>Con un <a href="https://twitter.com/WABetaInfo/status/1429043907720065031" target="_blank">secondo tweet</a>, @WABetaInfo ha confermato che l&apos;app per iPad sarà nativa e non una web app. Inoltre funzionerà in modo indipendente rispetto a iPhone e altri dispositivi. Il modo più veloce per accedere alla nuova funzionalità <a href="https://faq.whatsapp.com/web/download-and-installation/how-to-join-or-leave-the-multi-device-beta/" target="_blank">partecipare al programma beta di WhatsApp</a></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-arrivano-nuove-opzioni-per-i-messaggi-effimeri">WhatsApp, arrivano nuove opzioni per i messaggi effimeri</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ I siti web pirata guadagnano miliardi di dollari con la pubblicità ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Secondo un nuovo studio, i siti web e le app che consentono di usufruire di film e programmi TV pirata incassano circa 1,3 miliardi di dollari ogni anno dalla sola pubblicità. Lo studio è stato condotto da Digital Citizens Alliance e White Bullet Solutions Limited ed è il risultato di un&apos;indagine durata un anno. </p><p>Ecco le dichiarazioni rilasciate dalle società: “la pirateria causa danni diretti sia ai creatori di contenuti che alle società che ne detengono i diritti, ma l&apos;impatto va ben oltre l&apos;industria dell&apos;intrattenimento. I consumatori che sfruttano siti web e app di pirateria hanno tre volte più probabilità di essere esposti a malware".  La pirateria influisce anche sulla reputazione dei marchi, la cui pubblicità appare su siti web illeciti.  </p><ul><li>Here are the <a href="https://www.techradar.com/web-hosting/best-web-hosting-service-websites" target="_blank"><u>best web hosting services</u></a> currently available</li><li>Also take a look at the <a href="https://www.techradar.com/news/best-dedicated-server-hosting-providers" target="_blank"><u>best dedicated hosting providers</u></a></li><li>We’ve also compiled a list of the <a href="https://www.techradar.com/web-hosting/best-shared-web-hosting" target="_blank"><u>best shared hosting services</u></a></li></ul><h2 id="il-ruolo-involontario-di-google">Il ruolo involontario di Google</h2><p>Il rapporto si basa sul monitoraggio delle entrate pubblicitarie di circa 6000 siti web e 900 app che ospitano contenuti piratati tra giugno 2020 e maggio 2021. Secondo l’analisi di Bloomberg, i marchi più blasonati (Amazon, Facebook, Google, ecc.) rappresentavano circa il 4% della pubblicità sui siti web e il 24% degli annunci sulle app pirata. La maggior parte della pubblicità, tuttavia, non proveniva da annunci pubblicitari, ma da contenuti sponsorizzati con titoli clickbait. </p><p>L’indagine evidenzia anche il coinvolgimento di Google: "Sebbene abbia un programma sofisticato e dedicato per proteggere gli inserzionisti e bloccare gli annunci illegali, Google contribuisce in modo significativo all&apos;ecosistema della pirateria, sia come inserzionista (paga siti Web e app di pirateria per lo spazio pubblicitario), sia come servizio per il posizionamento degli annunci di terze parti".<br><br>Insomma, Google è vittima e carnefice di questo sgradevole fenomeno, tuttavia ha anche le conoscenze e le competenze per ostacolare questo flusso di denaro.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-smartphone-rugged"><u>Smartphone rugged</u></a>: i migliori modelli del 2021 </li></ul><p>Via <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-08-12/pirated-entertainment-sites-are-making-billions-off-of-ads" target="_blank"><u>Bloomberg</u></a></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Le pubblicità online e i contenuti sponsorizzati permettono ai siti pirata di fatturare più di un miliardo di dollari all’anno. ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">EeV8BEkwobUzuNAecMM9CC</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Facebook]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[pubblicità online]]></category>
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                                <p>Secondo un nuovo studio, i siti web e le app che consentono di usufruire di film e programmi TV pirata incassano circa 1,3 miliardi di dollari ogni anno dalla sola pubblicità. Lo studio è stato condotto da Digital Citizens Alliance e White Bullet Solutions Limited ed è il risultato di un&apos;indagine durata un anno. </p><p>Ecco le dichiarazioni rilasciate dalle società: “la pirateria causa danni diretti sia ai creatori di contenuti che alle società che ne detengono i diritti, ma l&apos;impatto va ben oltre l&apos;industria dell&apos;intrattenimento. I consumatori che sfruttano siti web e app di pirateria hanno tre volte più probabilità di essere esposti a malware".  La pirateria influisce anche sulla reputazione dei marchi, la cui pubblicità appare su siti web illeciti.  </p><ul><li>Here are the <a href="https://www.techradar.com/web-hosting/best-web-hosting-service-websites" target="_blank"><u>best web hosting services</u></a> currently available</li><li>Also take a look at the <a href="https://www.techradar.com/news/best-dedicated-server-hosting-providers" target="_blank"><u>best dedicated hosting providers</u></a></li><li>We’ve also compiled a list of the <a href="https://www.techradar.com/web-hosting/best-shared-web-hosting" target="_blank"><u>best shared hosting services</u></a></li></ul><h2 id="il-ruolo-involontario-di-google">Il ruolo involontario di Google</h2><p>Il rapporto si basa sul monitoraggio delle entrate pubblicitarie di circa 6000 siti web e 900 app che ospitano contenuti piratati tra giugno 2020 e maggio 2021. Secondo l’analisi di Bloomberg, i marchi più blasonati (Amazon, Facebook, Google, ecc.) rappresentavano circa il 4% della pubblicità sui siti web e il 24% degli annunci sulle app pirata. La maggior parte della pubblicità, tuttavia, non proveniva da annunci pubblicitari, ma da contenuti sponsorizzati con titoli clickbait. </p><p>L’indagine evidenzia anche il coinvolgimento di Google: "Sebbene abbia un programma sofisticato e dedicato per proteggere gli inserzionisti e bloccare gli annunci illegali, Google contribuisce in modo significativo all&apos;ecosistema della pirateria, sia come inserzionista (paga siti Web e app di pirateria per lo spazio pubblicitario), sia come servizio per il posizionamento degli annunci di terze parti".<br><br>Insomma, Google è vittima e carnefice di questo sgradevole fenomeno, tuttavia ha anche le conoscenze e le competenze per ostacolare questo flusso di denaro.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-smartphone-rugged"><u>Smartphone rugged</u></a>: i migliori modelli del 2021 </li></ul><p>Via <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-08-12/pirated-entertainment-sites-are-making-billions-off-of-ads" target="_blank"><u>Bloomberg</u></a></p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp multi-device, al via i test per l'uso su più dispositivi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Poche settimane fa il CEO di Facebook Mark Zuckerberg aveva confermato che Whatsapp era destinata a diventare un&apos;app multi-device, capace cioè di funzionare su più di un dispositivo, con un sistema di accesso svincolato dal numero di telefono. Oggi <a href="https://engineering.fb.com/2021/07/14/security/whatsapp-multi-device/" target="_blank">comincia il beta testing</a> di questa novità. </p><p>Il test, come d&apos;abitudine, è riservato a un ristretto numero di utenti già iscritti al programma di Whatsapp Beta. Con il tempo, via via che vengono corretti gli inevitabili bug, la funzione multi-device arriverà a sempre più persone, fino a diventare per tutti. </p><p>Si tratta di una funzione che tutti abbiamo richiesto per molto tempo. E che metterebbe Whatsapp finalmente alla pari con altri strumenti di comunicazione come Skype/Teams, Google Meet, Telegram e tanti altri.</p><p>Il dettaglio importante è che stiamo parlando di usare Whatsapp anche senza lo smartphone. Una cosa diversa, quindi, da ciò che abbiamo oggi tramite Whatsapp Web. </p><ul><li>I <a href="https://www.techradar.com/news/i-migliori-smartwatch-del-2019-la-nostra-lista-di-modelli-che-vale-la-pena-comprare" target="_blank">migliori smartwatch</a> del 2021</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-fitness-tracker" target="_blank">migliori fitness tracker</a> del 2021</li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/le-migliori-distro-linux-del-2020-per-principianti-ed-esperti" target="_blank">migliori distribuzioni Linux</a> del 2021</li></ul><p>Con la nuova funzione, invece, le versioni di Whatsapp su tablet o PC continueranno a funzionare anche se il telefono viene spento o scollegato dalla rete - oggi, con Whatsapp Web, invece lo smartphone deve essere sempre connesso e funzionante. Altrimenti Whatsapp Web si blocca. </p><p>Comprensibilmente, per rendere possibile un cambiamento così profondo, gli ingegneri di Facebook hanno dovuto rivedere l&apos;intera architettura di Whatsapp. </p><h2 id="whatsapp-multi-device-come-funziona">WhatsApp Multi-Device, come funziona</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9BsRQoGguyKGUxQbk57tWX" name="WhatsApp-Multi-Device_Multi-Device_FINAL.png" alt="WhatsApp Multi-Device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9BsRQoGguyKGUxQbk57tWX-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="576" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Facebook non ha ancora spiegato i dettagli sul funzionamento di Whatsapp multi-device, ma sappiamo qualcosa: per esempio saranno quattro al massimo i dispositivi utilizzabili allo stesso tempo con uno stesso account. E di questi solo uno può essere uno smartphone - un limite quest&apos;ultimo che potrebbe almeno aiutare a limitare i prevedibili tentativi di stalking e spionaggio. </p><p>Inoltre per il primo accesso sarà comunque necessario usare lo smartphone, a mo&apos; di token. Dopo questo primo accesso le app resteranno indipendenti, a meno di scollegarle (ancora una volta dallo smartphone). La disconnessione, poi, è automatica se lo smartphone principale resta scollegato per 14 giorni di seguito. </p><p>Non è ancora chiaro quali paesi potranno partecipare al test, ma le <a href="https://faq.whatsapp.com/web/download-and-installation/how-to-join-or-leave-the-multi-device-beta?lang=it">istruzioni di Whatsapp</a> a riguardo esistono anche in Italiano, quindi sembra che il nostro Paese sia incluso.  </p><p>Considerando la complessità tecnica di questa novità, dovuta alla necessità di garantire la sicurezza dei dati e la crittografia anche su più dispositivi, è lecito (e probabilmente saggio) aspettarsi più di un problema tecnico durante i test. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-multi-device-al-via-i-test-per-luso-su-piu-dispositivi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli sviluppatori di WhatsApp hanno riprogettato la struttura della popolare app per rendere possibile il multi-device, cioè l'utilizzo su più di un dispositivo. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">reeEWvggAJjxAqJfxeZYk</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[WhatsApp Multi-Device feature]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[WhatsApp Multi-Device feature]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[WhatsApp Multi-Device feature]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Poche settimane fa il CEO di Facebook Mark Zuckerberg aveva confermato che Whatsapp era destinata a diventare un&apos;app multi-device, capace cioè di funzionare su più di un dispositivo, con un sistema di accesso svincolato dal numero di telefono. Oggi <a href="https://engineering.fb.com/2021/07/14/security/whatsapp-multi-device/" target="_blank">comincia il beta testing</a> di questa novità. </p><p>Il test, come d&apos;abitudine, è riservato a un ristretto numero di utenti già iscritti al programma di Whatsapp Beta. Con il tempo, via via che vengono corretti gli inevitabili bug, la funzione multi-device arriverà a sempre più persone, fino a diventare per tutti. </p><p>Si tratta di una funzione che tutti abbiamo richiesto per molto tempo. E che metterebbe Whatsapp finalmente alla pari con altri strumenti di comunicazione come Skype/Teams, Google Meet, Telegram e tanti altri.</p><p>Il dettaglio importante è che stiamo parlando di usare Whatsapp anche senza lo smartphone. Una cosa diversa, quindi, da ciò che abbiamo oggi tramite Whatsapp Web. </p><ul><li>I <a href="https://www.techradar.com/news/i-migliori-smartwatch-del-2019-la-nostra-lista-di-modelli-che-vale-la-pena-comprare" target="_blank">migliori smartwatch</a> del 2021</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-fitness-tracker" target="_blank">migliori fitness tracker</a> del 2021</li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/le-migliori-distro-linux-del-2020-per-principianti-ed-esperti" target="_blank">migliori distribuzioni Linux</a> del 2021</li></ul><p>Con la nuova funzione, invece, le versioni di Whatsapp su tablet o PC continueranno a funzionare anche se il telefono viene spento o scollegato dalla rete - oggi, con Whatsapp Web, invece lo smartphone deve essere sempre connesso e funzionante. Altrimenti Whatsapp Web si blocca. </p><p>Comprensibilmente, per rendere possibile un cambiamento così profondo, gli ingegneri di Facebook hanno dovuto rivedere l&apos;intera architettura di Whatsapp. </p><h2 id="whatsapp-multi-device-come-funziona">WhatsApp Multi-Device, come funziona</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9BsRQoGguyKGUxQbk57tWX" name="WhatsApp-Multi-Device_Multi-Device_FINAL.png" alt="WhatsApp Multi-Device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9BsRQoGguyKGUxQbk57tWX-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="576" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Facebook non ha ancora spiegato i dettagli sul funzionamento di Whatsapp multi-device, ma sappiamo qualcosa: per esempio saranno quattro al massimo i dispositivi utilizzabili allo stesso tempo con uno stesso account. E di questi solo uno può essere uno smartphone - un limite quest&apos;ultimo che potrebbe almeno aiutare a limitare i prevedibili tentativi di stalking e spionaggio. </p><p>Inoltre per il primo accesso sarà comunque necessario usare lo smartphone, a mo&apos; di token. Dopo questo primo accesso le app resteranno indipendenti, a meno di scollegarle (ancora una volta dallo smartphone). La disconnessione, poi, è automatica se lo smartphone principale resta scollegato per 14 giorni di seguito. </p><p>Non è ancora chiaro quali paesi potranno partecipare al test, ma le <a href="https://faq.whatsapp.com/web/download-and-installation/how-to-join-or-leave-the-multi-device-beta?lang=it">istruzioni di Whatsapp</a> a riguardo esistono anche in Italiano, quindi sembra che il nostro Paese sia incluso.  </p><p>Considerando la complessità tecnica di questa novità, dovuta alla necessità di garantire la sicurezza dei dati e la crittografia anche su più dispositivi, è lecito (e probabilmente saggio) aspettarsi più di un problema tecnico durante i test. </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Deepfake, la più grande minaccia futura alla sicurezza aziendale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Moltissime aziende ritengono che contenuti online e media manipolati tramite deepfake rappresentino un serio rischio per la sicurezza della propria attività.</p><p>Come già dimostrato, i deepfake sono una seria minaccia per le persone ritratte nei video manipolati, ma potrebbero esserci ripercussioni ancora più gravi, se l&apos;individuo ritratto occupasse una posizione di rilievo, come nel caso del leader di un paese o di un alto dirigente di una grande compagnia.</p><p>All&apos;inizio del 2021, la divisione informatica dell&apos;FBI <a href="https://www.lawfareblog.com/fbi-warns-deepfakes-will-be-used-increasingly-foreign-influence-operations" target="_blank">ha reso noto</a> che i deepfake sono una minaccia emergente molto grave poichè possono essere utilizzati in maniera fraudolenta per portare attacchi di ingegneria sociale, in particolar modo verso le aziende.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-di-backup-gratuiti">software di backup gratuiti</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup">software di backup</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-scaricare-e-ascoltare-gli-audiolibri">Come scaricare audiolibri gratis</a>?</li></ul><p>Il sondaggio della startup Attestiv, che si occupa di servizi per l&apos;autenticazione dei dati, rivela che pur essendo consapevole dei pericoli, quasi la metà (46%) degli intervistati riconosce che le proprie organizzazioni non possiedono un piano per affrontare e gestire la crescente minaccia relativa ai deepfake.</p><p>Più dell&apos;80% degli intervistati pensa che la manipolazione dei media rappresenti un potenziale rischio per la propria società, anche se meno del 30% afferma di aver adottato misure capaci di mitigare le ricadute di un attacco deepfake.</p><h2 id="ripristinare-la-fiducia">Ripristinare la fiducia</h2><p>I giganti della tecnologia hanno deciso di affrontare la sfida, poichè sono consapevoli della sempre crescente difficoltà nel riconoscere i deepfake, anche se i malintenzionati stanno perfezionando i loro algoritmi per creare deepfake ancora più convincenti di quelli di prima generazione.</p><p>VentureBeat ha riferito che diverse grandi aziende tecnologiche intendono combattere la diffusione della minaccia deepfake con tutti i mezzi in loro possesso.</p><p>Facebook, insieme a Microsoft, Amazon e molte altre società hanno guidato la <em>Deepfake Detection Challenge</em> per creare set di dati open source, favorendo i ricercatori nel realizzare gli strumenti necessari per individuare i video falsi. D&apos;altro canto, Google aveva già rilasciato un proprio set di dati in precedenza, mentre all&apos;inizio del 2021, Adobe, Arm, Intel e Microsoft avevano annunciato <a href="https://www.techradar.com/news/microsoft-and-other-tech-giants-are-teaming-up-to-cut-down-on-fake-images-online" target="_blank">una nuova alleanza</a> con lo scopo di ridurre le frodi sui contenuti online.</p><p>Tuttavia, anche gli strumenti più evoluti non potranno colpire nel segno, se non verranno integrati nei flussi di lavoro digitali delle aziende al fine di evitare, o contenere, i danni creati da media manipolati come i deepfake.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/oneplus-9-pro-vs-iphone-12-pro-il-confronto">OnePlus 9 Pro vs iPhone 12 Pro</a> il confronto</li></ul><p>Fonte: <a href="https://venturebeat.com/2021/05/24/less-than-30-of-business-have-a-plan-to-combat-deepfakes-survey-finds/" target="_blank"><u>VentureBeat</u></a></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La maggior parte delle aziende riconosce la minaccia dei deepfake, ma pochi possiedono un piano per contrastarla. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Paolo D&#039;Angelo ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mw7gfvRprUXg4UdunUJcEg-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Deepfake]]></media:title>
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                            <article>
                                <p>Moltissime aziende ritengono che contenuti online e media manipolati tramite deepfake rappresentino un serio rischio per la sicurezza della propria attività.</p><p>Come già dimostrato, i deepfake sono una seria minaccia per le persone ritratte nei video manipolati, ma potrebbero esserci ripercussioni ancora più gravi, se l&apos;individuo ritratto occupasse una posizione di rilievo, come nel caso del leader di un paese o di un alto dirigente di una grande compagnia.</p><p>All&apos;inizio del 2021, la divisione informatica dell&apos;FBI <a href="https://www.lawfareblog.com/fbi-warns-deepfakes-will-be-used-increasingly-foreign-influence-operations" target="_blank">ha reso noto</a> che i deepfake sono una minaccia emergente molto grave poichè possono essere utilizzati in maniera fraudolenta per portare attacchi di ingegneria sociale, in particolar modo verso le aziende.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-di-backup-gratuiti">software di backup gratuiti</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup">software di backup</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-scaricare-e-ascoltare-gli-audiolibri">Come scaricare audiolibri gratis</a>?</li></ul><p>Il sondaggio della startup Attestiv, che si occupa di servizi per l&apos;autenticazione dei dati, rivela che pur essendo consapevole dei pericoli, quasi la metà (46%) degli intervistati riconosce che le proprie organizzazioni non possiedono un piano per affrontare e gestire la crescente minaccia relativa ai deepfake.</p><p>Più dell&apos;80% degli intervistati pensa che la manipolazione dei media rappresenti un potenziale rischio per la propria società, anche se meno del 30% afferma di aver adottato misure capaci di mitigare le ricadute di un attacco deepfake.</p><h2 id="ripristinare-la-fiducia">Ripristinare la fiducia</h2><p>I giganti della tecnologia hanno deciso di affrontare la sfida, poichè sono consapevoli della sempre crescente difficoltà nel riconoscere i deepfake, anche se i malintenzionati stanno perfezionando i loro algoritmi per creare deepfake ancora più convincenti di quelli di prima generazione.</p><p>VentureBeat ha riferito che diverse grandi aziende tecnologiche intendono combattere la diffusione della minaccia deepfake con tutti i mezzi in loro possesso.</p><p>Facebook, insieme a Microsoft, Amazon e molte altre società hanno guidato la <em>Deepfake Detection Challenge</em> per creare set di dati open source, favorendo i ricercatori nel realizzare gli strumenti necessari per individuare i video falsi. D&apos;altro canto, Google aveva già rilasciato un proprio set di dati in precedenza, mentre all&apos;inizio del 2021, Adobe, Arm, Intel e Microsoft avevano annunciato <a href="https://www.techradar.com/news/microsoft-and-other-tech-giants-are-teaming-up-to-cut-down-on-fake-images-online" target="_blank">una nuova alleanza</a> con lo scopo di ridurre le frodi sui contenuti online.</p><p>Tuttavia, anche gli strumenti più evoluti non potranno colpire nel segno, se non verranno integrati nei flussi di lavoro digitali delle aziende al fine di evitare, o contenere, i danni creati da media manipolati come i deepfake.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/oneplus-9-pro-vs-iphone-12-pro-il-confronto">OnePlus 9 Pro vs iPhone 12 Pro</a> il confronto</li></ul><p>Fonte: <a href="https://venturebeat.com/2021/05/24/less-than-30-of-business-have-a-plan-to-combat-deepfakes-survey-finds/" target="_blank"><u>VentureBeat</u></a></p>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook diventerà a pagamento!? Lo dicono loro stavolta (sul serio) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Con l&apos;arrivo di iOS 4.5 è arrivato anche il nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-145-arriva-la-novita-anti-facebook">App Tracking</a>. O meglio, non è tanto nuovo perché anche prima gli utenti iOS potevano <em>scegliere </em>di bloccare il tracciamento da parte delle singole applicazioni. La novità è che adesso, invece, sono  le app a dover chiedere il permesso. </p><p>L&apos;aggiornamento si chiama  <a href="https://www.techradar.com/au/news/what-is-app-tracking-transparency-on-iphone-ios-145s-big-update-explained">app tracking transparency</a> e per alcune aziende significa perdere denaro. Tra queste c&apos;è Facebook, la cui preoccupazione si spiega facilmente: se non potrà più controllare gli utenti anche <em>fuori da facebook</em>, non potrà più vendere pubblicità ai prezzi attuali. E il fatturato ne risentirebbe.</p><p>L&apos;idea è quindi di chiedere alle persone, agli utenti iPhone in particolare, di concedere quella specifica autorizzazione. Ci si aspetta che succeda però l&apos;esatto contrario: se mi trovo davanti un&apos;app che vuole tracciare il mio comportamento online, molto probabilmente dirò di no. </p><p>Ed che Facebook si è inventata un avviso pop-up per gli utenti, per spiegare le proprie ragioni e convincere le persone. Tutto normale? Forse, ma fino a un certo punto.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AiqKNqLifKngEeEFExBxGX" name="Facebook-Instagram-iOS-14.5.jpg" alt="Facebook and Instagram's iOS 14.5 prompt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AiqKNqLifKngEeEFExBxGX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Già perché tra le "spiegazioni" si legge anche che l&apos;obiettivo è "mantenere Facebook gratuito". E lo stesso messaggio è ripetuto anche per Instagram.</p><p>Facebook, cioè, sta facendo come quelle catene che girano ogni tanto proprio .... su Facebook. Dicono che "per evitare che Facebook diventi a pagamento devi copiare e incollare questo messaggio...", tutti le abbiamo viste almeno una volta.</p><p>Ora però è la stessa Facebook a immaginare che il social network diventi a pagamento. </p><p>Ma è una minaccia credibile? Facebook potrebbe davvero decidere di chiedere a tutti a noi un abbonamento? Sarebbe una mossa dettata dalla disperazione, e la maggior parte delle persone probabilmente si rifiuterebbe. Ma magari con i pochi clienti paganti l&apos;azienda potrebbe reinventarsi in qualcosa di nuovo. Dopotutto esistono diversi social network più piccoli e specifici che riescono a sopravvivere. </p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone" target="_blank">iPhone</a> del 2021</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/migliori-ipad" target="_blank">iPad</a> del 2021</li><li>Tutto ciò che sappiamo su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13" target="_blank">iPhone 13</a></li></ul><h2 id="app-tracking-e-app-transparency-cos-apos-xe8-e-cosa-vuole-dire-xa0">App tracking e app transparency, cos&apos;è e cosa vuole dire </h2><p>iOS 14.5 mette ognuno di noi in grado di bloccare le applicazioni e impedire loro di raccogliere e condividere informazioni sulle nostre attività con iPhone. L&apos;applicazione deve ottenere il permesso per farlo, altrimenti iPhone impedisce la raccolta di dati.</p><p>Si parla di ciò che facciamo quando <em>non </em>stiamo usando quella specifica applicazione. Mentre usiamo Facebook, invece, può raccogliere le informazioni che vuole.</p><p>Apple, inoltre, proibisce agli sviluppatori di offrire incentivi agli utenti affinché diano l&apos;autorizzazione. In caso di violazione, l&apos;app sarà bannata dall&apos;App Store. </p><p>Il punto della discordia è che questa nuova politica impatta direttamente sui profitti delle app stesse. È il mercato pubblicitario: più cose si sanno di una persona e più precisa sarà la pubblicità che gli si può mostrare, e quindi la sua attenzione si può rivendere a prezzi maggiori. </p><p>Facebook, poi, dipinge un problema per le piccole e medie imprese. Se all&apos;interno di Facebook gli annunci saranno meno precisi, allora gli inserzionisti (la pizzeria sotto casa oppure un Bed&Breakfast a 500 chilometri) potrebbero soffrirne, perché non riusciranno a raggiungere i loro clienti ideali. Il che è probabilmente vero, così come lo è il fatto che magari questi inserzionisti potrebbero decidere che non vale più la pena di spendere il loro budget pubblicitario su Facebook. </p><p>Ed ecco perché Facebook sta facendo un&apos;opposizione così fiera. Ma nemmeno loro, probabilmente, saranno in grado di far cambiare idea ad Apple. </p><p>Da una parte l&apos;azienda di Cupertino non fa mai marcia indietro su cose del genere. E dall&apos;altra Tim Cook ha sempre sottolineato come la maggiore privacy sia in effetti il grande valore aggiunto per chi sceglie iPhone, iPad e Mac. iOS 14.5, dunque, è coerente con la politica di Apple finora. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-diventera-a-pagamento-lo-dicono-loro-stavolta-sul-serio</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook sembra davvero irritata dalla nuova politica di Apple e chiede agli utenti un cambiamento facendo leva sull'idea che potrebbe non essere più gratis. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Facebook Messenger]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Facebook Messenger]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facebook Messenger]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Con l&apos;arrivo di iOS 4.5 è arrivato anche il nuovo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-145-arriva-la-novita-anti-facebook">App Tracking</a>. O meglio, non è tanto nuovo perché anche prima gli utenti iOS potevano <em>scegliere </em>di bloccare il tracciamento da parte delle singole applicazioni. La novità è che adesso, invece, sono  le app a dover chiedere il permesso. </p><p>L&apos;aggiornamento si chiama  <a href="https://www.techradar.com/au/news/what-is-app-tracking-transparency-on-iphone-ios-145s-big-update-explained">app tracking transparency</a> e per alcune aziende significa perdere denaro. Tra queste c&apos;è Facebook, la cui preoccupazione si spiega facilmente: se non potrà più controllare gli utenti anche <em>fuori da facebook</em>, non potrà più vendere pubblicità ai prezzi attuali. E il fatturato ne risentirebbe.</p><p>L&apos;idea è quindi di chiedere alle persone, agli utenti iPhone in particolare, di concedere quella specifica autorizzazione. Ci si aspetta che succeda però l&apos;esatto contrario: se mi trovo davanti un&apos;app che vuole tracciare il mio comportamento online, molto probabilmente dirò di no. </p><p>Ed che Facebook si è inventata un avviso pop-up per gli utenti, per spiegare le proprie ragioni e convincere le persone. Tutto normale? Forse, ma fino a un certo punto.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AiqKNqLifKngEeEFExBxGX" name="Facebook-Instagram-iOS-14.5.jpg" alt="Facebook and Instagram's iOS 14.5 prompt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AiqKNqLifKngEeEFExBxGX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Già perché tra le "spiegazioni" si legge anche che l&apos;obiettivo è "mantenere Facebook gratuito". E lo stesso messaggio è ripetuto anche per Instagram.</p><p>Facebook, cioè, sta facendo come quelle catene che girano ogni tanto proprio .... su Facebook. Dicono che "per evitare che Facebook diventi a pagamento devi copiare e incollare questo messaggio...", tutti le abbiamo viste almeno una volta.</p><p>Ora però è la stessa Facebook a immaginare che il social network diventi a pagamento. </p><p>Ma è una minaccia credibile? Facebook potrebbe davvero decidere di chiedere a tutti a noi un abbonamento? Sarebbe una mossa dettata dalla disperazione, e la maggior parte delle persone probabilmente si rifiuterebbe. Ma magari con i pochi clienti paganti l&apos;azienda potrebbe reinventarsi in qualcosa di nuovo. Dopotutto esistono diversi social network più piccoli e specifici che riescono a sopravvivere. </p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone" target="_blank">iPhone</a> del 2021</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/migliori-ipad" target="_blank">iPad</a> del 2021</li><li>Tutto ciò che sappiamo su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13" target="_blank">iPhone 13</a></li></ul><h2 id="app-tracking-e-app-transparency-cos-apos-xe8-e-cosa-vuole-dire-xa0">App tracking e app transparency, cos&apos;è e cosa vuole dire </h2><p>iOS 14.5 mette ognuno di noi in grado di bloccare le applicazioni e impedire loro di raccogliere e condividere informazioni sulle nostre attività con iPhone. L&apos;applicazione deve ottenere il permesso per farlo, altrimenti iPhone impedisce la raccolta di dati.</p><p>Si parla di ciò che facciamo quando <em>non </em>stiamo usando quella specifica applicazione. Mentre usiamo Facebook, invece, può raccogliere le informazioni che vuole.</p><p>Apple, inoltre, proibisce agli sviluppatori di offrire incentivi agli utenti affinché diano l&apos;autorizzazione. In caso di violazione, l&apos;app sarà bannata dall&apos;App Store. </p><p>Il punto della discordia è che questa nuova politica impatta direttamente sui profitti delle app stesse. È il mercato pubblicitario: più cose si sanno di una persona e più precisa sarà la pubblicità che gli si può mostrare, e quindi la sua attenzione si può rivendere a prezzi maggiori. </p><p>Facebook, poi, dipinge un problema per le piccole e medie imprese. Se all&apos;interno di Facebook gli annunci saranno meno precisi, allora gli inserzionisti (la pizzeria sotto casa oppure un Bed&Breakfast a 500 chilometri) potrebbero soffrirne, perché non riusciranno a raggiungere i loro clienti ideali. Il che è probabilmente vero, così come lo è il fatto che magari questi inserzionisti potrebbero decidere che non vale più la pena di spendere il loro budget pubblicitario su Facebook. </p><p>Ed ecco perché Facebook sta facendo un&apos;opposizione così fiera. Ma nemmeno loro, probabilmente, saranno in grado di far cambiare idea ad Apple. </p><p>Da una parte l&apos;azienda di Cupertino non fa mai marcia indietro su cose del genere. E dall&apos;altra Tim Cook ha sempre sottolineato come la maggiore privacy sia in effetti il grande valore aggiunto per chi sceglie iPhone, iPad e Mac. iOS 14.5, dunque, è coerente con la politica di Apple finora. </p>
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                                                            <title><![CDATA[ iOS 14.5, arriva la novità anti-Facebook ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-14-data-di-uscita-caratteristiche-funzioni-compatibilita">iOS 14.5</a> (e iPad OS 14.5) sono in distribuzione da qualche ora e tra le varie novità ce n&apos;è una che sta facendo arrabbiare Facebook. </p><p>Si tratta di una novità legata alla privacy, che risponde al nome di “App Tracking Transparency," cioè <em>Trasparenza del Tracciamento. </em>In poche parole, se un&apos;applicazione vuole seguire l&apos;utente anche fuori dall&apos;app stessa, dovrà farsi dare il permesso esplicito. Fino a ieri, invece, questo permesso non era richiesto ed era integrato nelle altre autorizzazioni. </p><p>Secondo Facebook la novità porterà a perdite dei profitti da pubblicità. </p><ul><li>Stiamo seguendo da vicino l&apos;arrivo di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13">iPhone 13</a></li><li>Il prossimo sistema operativo Apple è <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-15-data-di-uscita-notizie-e-indiscrezioni">iOS 15</a></li><li>Apple ha appena presentato le nuove <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apple-airtag-prezzo-uscita-come-funziona">Apple AirTag</a></li></ul><h2 id="che-cosa-fa-apos-app-tracking-transparency-apos-in-ios-14-5">Che cosa fa &apos;App Tracking Transparency&apos; in iOS 14.5</h2><p>Apple ha dichiarato apertamente di voler mettere un freno alle applicazioni che tracciano gli utenti senza farlo sapere chiaramente, su iPhone, come mezzo per incrementare gli introiti pubblicitari. </p><p>In effetti questa nuova funzione sarebbe dovuta arrivare prima, ma l&apos;opposizione di Facebook e le seguenti trattative hanno un po&apos; dilatato i tempi. </p><p>Fino a ieri e fino ad iOS 4.5 ogni app poteva tracciare le attività online degli utenti, usando altre autorizzazioni relative alla privacy. Con la nuova versione del software invece Facebook (e qualunque altra app) dovrà chiedere il permesso all&apos;utente. Un permesso che, probabilmente, sarà negato nella maggior parte dei casi.</p><p>In effetti, perché dovrei autorizzare Facebook a seguirmi anche quando non lo sto usando? Giusto? </p><p>Il blocco, tra l&apos;altro, proibisce anche di vendere a società terze i dati raccolti. </p><p><br></p><p><strong>Come funziona: </strong>Impostazioni>Privacy>Tracking.</p><p>Qui si seleziona "Permetti alle app di chiedere il tracciamento", e si vedrà una lista delle applicazioni che hanno chiesto questa specifica autorizzazione. I permessi si possono attivare o revocare per ogni singola app. </p><p>Facebook perde dunque la possibilità di seguire le persone per <em>tutte</em> le attività online. O meglio, potrà continuare a farlo se gli diamo il permesso. </p><p>Prima, invece, bisognava andare <em>apposta</em> nelle impostazioni e modificare questa scelta. Una cosa che la maggior parte delle persone non fa, per pigrizia o perché non sanno nemmeno di poterlo fare.</p><p><br></p><h2 id="guerra-tra-apple-e-facebook">Guerra tra Apple e Facebook</h2><p>Facebook ha contestato la scelta di Apple, sostenendo che così facendo si obbligano le applicazioni a cambiare modello di business, quando fino a oggi si sono sostenute con la pubblicità. </p><p>Ad Apple viene contestato anche un secondo interesse: se un&apos;applicazione mette un abbonamento (perché la pubblicità non basta più), allora Apple prende una commissione del 15% o del 30%. </p><p>Le lamentele di Facebook sono <a href="https://www.facebook.com/business/help/331612538028890?id=428636648170202">esplicite da tempo ormai</a>, ed è facile capire il perché. L&apos;azienda genera 86 miliardi di fatturato all&apos;anno, con la pubblicità mirata. L&apos;argomentazione che usano è che Apple sta facendo i propri interessi finanziari, più che proteggere la privacy degli utenti. </p><p>"Apple dice che lo stanno facendo per aiutare le persone, ma è chiaramente una mossa per avvantaggiarsi sulla concorrenza", ha detto il CEO di Facebook Mark Zuckerberg, lo scorso gennaio.</p><p>Apple, da parte sua, può accusare Facebook e altri di "spiare" le vite degli altri. </p><p>"Stiamo dando alle persone la possibilità di scegliere se essere tracciati oppure no, e non credo che sia una politica su cui si possa discutere", ha risposto Tim Cook (CEO, Apple) di recente. </p><h2 id="anche-google-sulla-stessa-strada">Anche Google sulla stessa strada</h2><p>Non è solo Apple. Anche Google ha sta facendo qualcosa di simile: a partire dal 2022 Google Chrome, il browser più diffuso al mondo, bloccherà i cookie di tracciamento di terze parti. </p><p>E anche in questo caso il mondo della pubblicità online è in grande subbuglio e c&apos;è molta preoccupazione per le possibili ricadute economiche e finanziarie. Sicuramente qualcuno di perderà parecchi soldi, ma di solito in questi momenti c&apos;è anche qualcuno che ci guadagna. </p><p>Apple e Google, in effetti, grazie ai rispettivi monopoli possono stare tranquilli: più privacy per gli utenti non significa meno denaro per loro. E questa è una buona cosa. Per tutti gli altri, tuttavia, la situazione potrebbe essere meno rosea. </p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ iOS 4.5 modifica le impostazioni di privacy e Facebook si sta lamentando parecchio ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-14-data-di-uscita-caratteristiche-funzioni-compatibilita">iOS 14.5</a> (e iPad OS 14.5) sono in distribuzione da qualche ora e tra le varie novità ce n&apos;è una che sta facendo arrabbiare Facebook. </p><p>Si tratta di una novità legata alla privacy, che risponde al nome di “App Tracking Transparency," cioè <em>Trasparenza del Tracciamento. </em>In poche parole, se un&apos;applicazione vuole seguire l&apos;utente anche fuori dall&apos;app stessa, dovrà farsi dare il permesso esplicito. Fino a ieri, invece, questo permesso non era richiesto ed era integrato nelle altre autorizzazioni. </p><p>Secondo Facebook la novità porterà a perdite dei profitti da pubblicità. </p><ul><li>Stiamo seguendo da vicino l&apos;arrivo di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13">iPhone 13</a></li><li>Il prossimo sistema operativo Apple è <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-15-data-di-uscita-notizie-e-indiscrezioni">iOS 15</a></li><li>Apple ha appena presentato le nuove <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apple-airtag-prezzo-uscita-come-funziona">Apple AirTag</a></li></ul><h2 id="che-cosa-fa-apos-app-tracking-transparency-apos-in-ios-14-5">Che cosa fa &apos;App Tracking Transparency&apos; in iOS 14.5</h2><p>Apple ha dichiarato apertamente di voler mettere un freno alle applicazioni che tracciano gli utenti senza farlo sapere chiaramente, su iPhone, come mezzo per incrementare gli introiti pubblicitari. </p><p>In effetti questa nuova funzione sarebbe dovuta arrivare prima, ma l&apos;opposizione di Facebook e le seguenti trattative hanno un po&apos; dilatato i tempi. </p><p>Fino a ieri e fino ad iOS 4.5 ogni app poteva tracciare le attività online degli utenti, usando altre autorizzazioni relative alla privacy. Con la nuova versione del software invece Facebook (e qualunque altra app) dovrà chiedere il permesso all&apos;utente. Un permesso che, probabilmente, sarà negato nella maggior parte dei casi.</p><p>In effetti, perché dovrei autorizzare Facebook a seguirmi anche quando non lo sto usando? Giusto? </p><p>Il blocco, tra l&apos;altro, proibisce anche di vendere a società terze i dati raccolti. </p><p><br></p><p><strong>Come funziona: </strong>Impostazioni>Privacy>Tracking.</p><p>Qui si seleziona "Permetti alle app di chiedere il tracciamento", e si vedrà una lista delle applicazioni che hanno chiesto questa specifica autorizzazione. I permessi si possono attivare o revocare per ogni singola app. </p><p>Facebook perde dunque la possibilità di seguire le persone per <em>tutte</em> le attività online. O meglio, potrà continuare a farlo se gli diamo il permesso. </p><p>Prima, invece, bisognava andare <em>apposta</em> nelle impostazioni e modificare questa scelta. Una cosa che la maggior parte delle persone non fa, per pigrizia o perché non sanno nemmeno di poterlo fare.</p><p><br></p><h2 id="guerra-tra-apple-e-facebook">Guerra tra Apple e Facebook</h2><p>Facebook ha contestato la scelta di Apple, sostenendo che così facendo si obbligano le applicazioni a cambiare modello di business, quando fino a oggi si sono sostenute con la pubblicità. </p><p>Ad Apple viene contestato anche un secondo interesse: se un&apos;applicazione mette un abbonamento (perché la pubblicità non basta più), allora Apple prende una commissione del 15% o del 30%. </p><p>Le lamentele di Facebook sono <a href="https://www.facebook.com/business/help/331612538028890?id=428636648170202">esplicite da tempo ormai</a>, ed è facile capire il perché. L&apos;azienda genera 86 miliardi di fatturato all&apos;anno, con la pubblicità mirata. L&apos;argomentazione che usano è che Apple sta facendo i propri interessi finanziari, più che proteggere la privacy degli utenti. </p><p>"Apple dice che lo stanno facendo per aiutare le persone, ma è chiaramente una mossa per avvantaggiarsi sulla concorrenza", ha detto il CEO di Facebook Mark Zuckerberg, lo scorso gennaio.</p><p>Apple, da parte sua, può accusare Facebook e altri di "spiare" le vite degli altri. </p><p>"Stiamo dando alle persone la possibilità di scegliere se essere tracciati oppure no, e non credo che sia una politica su cui si possa discutere", ha risposto Tim Cook (CEO, Apple) di recente. </p><h2 id="anche-google-sulla-stessa-strada">Anche Google sulla stessa strada</h2><p>Non è solo Apple. Anche Google ha sta facendo qualcosa di simile: a partire dal 2022 Google Chrome, il browser più diffuso al mondo, bloccherà i cookie di tracciamento di terze parti. </p><p>E anche in questo caso il mondo della pubblicità online è in grande subbuglio e c&apos;è molta preoccupazione per le possibili ricadute economiche e finanziarie. Sicuramente qualcuno di perderà parecchi soldi, ma di solito in questi momenti c&apos;è anche qualcuno che ci guadagna. </p><p>Apple e Google, in effetti, grazie ai rispettivi monopoli possono stare tranquilli: più privacy per gli utenti non significa meno denaro per loro. E questa è una buona cosa. Per tutti gli altri, tuttavia, la situazione potrebbe essere meno rosea. </p>
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                                                            <title><![CDATA[ Valve Index vs HTC Vive Pro vs Oculus Rift S: il confronto ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il 2019 è stato un anno molto importante per la realtà virtuale: Facebook ha presentato il nuovo visore <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/oculus-rift-s-review"><u>Oculus Rift S</u></a>, il successore dell&apos;Oculus Rift, e, poco dopo, Valve ha presentato il visore di fascia alta, <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/valve-index"><u>Valve Index</u></a>.</p><p>L’arrivo di questi modelli ha rinnovato il mercato dei visori VR, che poteva contare già sull’ottimo <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/htc-vive-pro"><u>HTC Vive Pro</u></a>. Ciò ci porta a una semplice domanda: qual è il migliore?</p><p>Se non avete esperienza, un PC di fascia alta o un buon budget, date un’occhiata a <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/oculus-quest-review"><u>Oculus Quest</u></a> e <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/oculus-quest-2-review"><u>Oculus Quest 2</u></a>: costano relativamente poco e vi aiuteranno a comprendere tali prodotti. </p><p>Se però siete interessati a un&apos;esperienza VR di fascia alta, e siete indecisi su quale prendere, questo articolo vi tornerà utile.</p><h2 id="design">Design</h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZmBjfXNkcH5knCV49u2qcU-1920-80.jpg" alt="" /><figcaption>Image Credit: HTC</figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hMmJgByasJdmRYMkghtqAS-1920-80.jpg" alt="" /><figcaption>Image Credit: Techradar</figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hntZcxbmqCTPYBUjjHpeYj-1920-80.jpg" alt="" /><figcaption>Image Credit: Valve</figcaption></figure></figure><p>I modelli sopra citati hanno uno chassis grossomodo identico, ma con approcci leggermente diversi.</p><p>Oculus Rift S ha un design “standard” con una fascia circolare che poggia sulla parte superiore della fronte; ne consegue una minore pressione sul viso. HTC Vive Pro ha una peculiare struttura ad archetto, oltre alla fascia di serraggio che gira intorno ai lati della testa e una cinghia superiore (discorso simile per Valve Index); questo design può provocare una maggiore pressione sul viso. Tutti e tre presentano una manopola per regolare la vestibilità del dispositivo.</p><h2 id="audio">Audio</h2><p>Rift S è dotato di piccoli altoparlanti integrati nell&apos;archetto che offrono un audio stereo, inoltre presenta anche un jack per cuffie da 3,5 mm, qualora si desiderasse usare delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cuffie"><u>cuffie</u></a> o degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-auricolari"><u>auricolari</u></a>. Vive Pro dispone di cuffie separate da posizionare sulle orecchie, mentre Valve Index ha un design simile a Vive Pro, ma le “cuffiette” sono leggermente distanziati dalle orecchie. </p><h2 id="configurazione-sensori-e-connettivit-xe0">Configurazione, sensori e connettività</h2><p>I tre visori devono essere collegati a un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-pc-gaming"><u>PC da gaming</u></a> tramite cavo: Valve Index ne ha uno la cui estremità si divide in connettori USB 3.0, DisplayPort 1.2 e di alimentazione; quello di HTC Vive Pro presenta una sola porta, poiché si collega a un box con le connessioni necessarie (un po’ come la One Connect box di Samsung); infine, il cavo di Oculus Rift S si divide in connettori USB 3.0 e HDMI.</p><p>Come qualsiasi visore VR, tutti e tre dispongono di sensori per il rilevamento dei movimenti: Valve Index include due fotocamere sulla parte anteriore che puntano leggermente verso il basso, ma al momento non hanno alcuna funzione; HTC Vive Pro ne ha due sulla parte anteriore rivolte in avanti e consentono il tracciamento di mani e dita (in alcuni giochi); Rift S ha cinque telecamere (due davanti, due ai lati e una sopra) che sono utilizzate per il monitoraggio e il passaggio dell&apos;ambiente circostante; approfondiremo questo aspetto nella sezione “Tracciamento”. Rift S necessita solo delle telecamere integrate per la realtà virtuale, mentre Vive Pro e Valve Index necessitano di telecamere esterne per tracciare il movimento di cuffie e controller.</p><h2 id="display">Display</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1777px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="RkXKUpMr6xxg26emkoLRQ3" name="" alt="Image Credit: Valve" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RkXKUpMr6xxg26emkoLRQ3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1777" height="1000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Image Credit: Valve </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Valve)</span></figcaption></figure><p>La qualità del display è fondamentale per dei visori VR, in quanto possono esaltare o rovinare l&apos;esperienza dell’utente, e tra Vive Pro, Valve Index e Rift S ci sono notevoli differenze.</p><p>Oculus Rift S è il peggiore: monta un pannello LCD a commutazione rapida con risoluzione di 2560 x 1440 pixel e frequenza di aggiornamento di 80 Hz; rispetto al predecessore, il refresh rate è diminuito e la tecnologia LCD non offre i neri assoluti dei pannelli OLED; se non altro, le lenti sono migliori e riducono i riflessi che abbiamo notato sul predecessore e la risoluzione è aumentata. La regolazione IPD (distanza interpupillare) avviene via software e non è efficace quanto lo spostamento delle lenti.</p><p>HTC Vive Pro monta due display AMOLED separati per una risoluzione totale di 2880 x 1600 pixel e un refresh rate di 90 Hz. I display AMOLED dei visori soffrono di screen-door (si nota un reticolo nero nelle immagini), ma l’elevata risoluzione di Vive Pro elimina tale inconveniente; offre un campo visivo di 110 gradi e una regolazione IPD hardware.</p><p>Valve Index è il migliore: vanta un doppio display inclinato di 5 gradi per un campo visivo di 130 gradi e la regolazione IPD hardware; la risoluzione combinata dei due display è di 2880 x 1600 pixel, inoltre Valve utilizza pannelli LCD che hanno più subpixel rispetto ai tipici display OLED per immagini più nitide. Valve Index ha una frequenza di aggiornamento variabile tra 80/90/120 e 144 Hz.</p><p>Sì, i display LCD non offrono il contrasto delle controparti OLED, ma il resto del pacchetto pone Valve Index sopra la concorrenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1832px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.28%;"><img id="wd9wdG6kQDUTg7t4jLV3u4" name="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wd9wdG6kQDUTg7t4jLV3u4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1832" height="1031" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure><h2 id="tracking">Tracking</h2><p>Inizieremo con Oculus Rift S poiché ha un sistema unico rispetto agli altri: utilizza quello che viene chiamato monitoraggio interno. Il visore presenta cinque telecamere integrate che mappano l&apos;area intorno all’utente e, durante il gameplay, modifica la visuale di conseguenza; non necessita di telecamere esterne per tracciare i movimenti dell’utente. Tutto ciò lo rende molto semplice da configurare, inoltre suddette telecamere tracciano anche i movimenti del controller. Detto questo, a causa della mancanza di telecamere posteriori, Rift S non può seguire i movimenti dei controller quando escono dal campo visivo dell’utente.</p><p>Sia HTC Vive Pro che Valve Index si servono del monitoraggio esterno, in altre parole sfruttano dei sensori esterni per delimitare l’area di gioco dell’utente e registrare i suoi movimenti. Due sensori/telecamere assicurano un ampio spazio di gioco e permettono di tenere sempre traccia del movimento dei controller. Il processo di installazione è però più complicato. Sia HTC Vive Pro che Valve Index sono compatibili con le Base Station SteamVR 1.0 e 2.0.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b8sscm749Wt6dqPdtcehKU-1920-80.jpg" alt="" /></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDVKRBtDN26FD4GgeDwjbN-1920-80.jpg" alt="An image of the Oculus Quest controllers" /><figcaption><small role="credit">TechRadar</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RJARs9ktmQvZ6ZV9K3uYma-1920-80.jpg" alt="" /></figure></figure><h2 id="controller">Controller</h2><p>HTC Vive Pro presenta gli stessi controller del predecessore che hanno pulsanti laterale, grilletti, due pulsanti per il pollice e una rotella sulla parte superiore.</p><p>Oculus Rift S utilizza nuovi controller con impugnature laterali, grilletti, due pulsanti per il pollice, un pulsante menu e una levetta analogica. Suddetti pulsanti sono capacitivi, quindi non occorre esercitare alcuna pressione, basta un tap, come su smartphone.</p><p>I controller Valve Index sono i migliori: innanzitutto, presentano delle cinghie che li fissano alle mani, quindi non è necessario afferrarli per usarli; hanno dei grilletti, due pulsanti per il pollice, un pulsante di sistema, un touchpad verticale per i pollici, una levetta analogica e sensori di presa. Tutto ciò consente al controller di tracciare i movimenti di ogni dito e offrire un’esperienza più realistica.</p><h2 id="prezzi">Prezzi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="W5zvHjY5DTX52DWuuqTJVU" name="" alt="Image Credit: TechRadar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W5zvHjY5DTX52DWuuqTJVU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Image Credit: TechRadar </span></figcaption></figure><p>Oculus Rift S non offre il miglior hardware, ma è anche quello che costa meno (il kit completo costa circa 450 euro); offre anche un facile accesso a giochi esclusivi di Oculus (anche se la concorrenza può accedere a molti di questi attraverso soluzioni alternative). Per facilità d’uso, Rift S è sicuramente il vincitore, senza contare che non ha troppe pretese in quanto a potenza di calcolo.</p><p>I kit completi di HTC Vive Pro e Valve Index sono molto più costosi: il primo costa ben 1.490 euro, mentre il secondo 1.079 euro.</p><p>La buona notizia è che è possibile acquistare le singole componenti separatamente e risparmiare un po’ di soldi qualora si disponga già di periferiche compatibili. Entrambe i visori possono utilizzare i controller e le Base Station dell&apos;altra, quindi chi possiede delle periferiche Vive, può comodamente acquistare un visore Index e viceversa.</p><p>Vale la pena ricordare che per via dei loro display ad alta risoluzione e ad alta frequenza di aggiornamento, HTC Vive Pro e Valve Index necessitano anche di PC più performanti (e quindi costosi).</p><h2 id="quale-conviene-acquistare">Quale conviene acquistare?</h2><p>Considerato il prezzo e il modo in cui traccia i movimenti senza l&apos;uso di telecamere esterne, Oculus Rift S è il modello ideale per utenti alle prime armi e con un budget limitato. </p><p>Coloro che desiderano un’esperienza premium e non badano a spese, dovrebbero acquistare Valve Index; i suoi controller offrono un livello di immersione senza eguali e le lenti hanno un campo visivo molto ampio, una specifica fondamentale per i giochi VR.</p><p>HTC Vive Pro costa moltissimo e, display AMOLED a parte, non offre poi molti vantaggi rispetto a Valve Index. </p><p>Nel complesso, Valve Index è uno dei migliori visori al mondo per la realtà virtuale.</p><div data-model-name="Valve Index,HTC Vive Pro,Oculus Rift S," data-widget-type="review"></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu"><u>I migliori processori del 2021: potenza di calcolo per il vostro PC</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche"><u>Le migliori schede video del 2021</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-amazon-fire-tv-cube-2"><u>Recensione Amazon Fire TV Cube (2a generazione)</u></a> </li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/valve-index-vs-htc-vive-pro-vs-oculus-rift-s-il-confronto</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Abbiamo redatto un confronto su prezzo, prestazioni e design dei visori VR di ultima generazione (Valve Index, Oculus Rift S e HTC Vive Pro). ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">sMmAAHuYvtMj8mzwuAvPpJ</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[HTC]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[oculus rift s]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Oculus Rift]]></category>
                                                    <category><![CDATA[HTC Vive]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[Steam VR]]></category>
                                                    <category><![CDATA[contribscontent]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Meta Quest]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Jacopo Ferrante ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i5YmbfHMgawfjNJCbYf7cm-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Il 2019 è stato un anno molto importante per la realtà virtuale: Facebook ha presentato il nuovo visore <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/oculus-rift-s-review"><u>Oculus Rift S</u></a>, il successore dell&apos;Oculus Rift, e, poco dopo, Valve ha presentato il visore di fascia alta, <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/valve-index"><u>Valve Index</u></a>.</p><p>L’arrivo di questi modelli ha rinnovato il mercato dei visori VR, che poteva contare già sull’ottimo <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/htc-vive-pro"><u>HTC Vive Pro</u></a>. Ciò ci porta a una semplice domanda: qual è il migliore?</p><p>Se non avete esperienza, un PC di fascia alta o un buon budget, date un’occhiata a <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/oculus-quest-review"><u>Oculus Quest</u></a> e <a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/oculus-quest-2-review"><u>Oculus Quest 2</u></a>: costano relativamente poco e vi aiuteranno a comprendere tali prodotti. </p><p>Se però siete interessati a un&apos;esperienza VR di fascia alta, e siete indecisi su quale prendere, questo articolo vi tornerà utile.</p><h2 id="design">Design</h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZmBjfXNkcH5knCV49u2qcU-1920-80.jpg" alt="" /><figcaption>Image Credit: HTC</figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hMmJgByasJdmRYMkghtqAS-1920-80.jpg" alt="" /><figcaption>Image Credit: Techradar</figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hntZcxbmqCTPYBUjjHpeYj-1920-80.jpg" alt="" /><figcaption>Image Credit: Valve</figcaption></figure></figure><p>I modelli sopra citati hanno uno chassis grossomodo identico, ma con approcci leggermente diversi.</p><p>Oculus Rift S ha un design “standard” con una fascia circolare che poggia sulla parte superiore della fronte; ne consegue una minore pressione sul viso. HTC Vive Pro ha una peculiare struttura ad archetto, oltre alla fascia di serraggio che gira intorno ai lati della testa e una cinghia superiore (discorso simile per Valve Index); questo design può provocare una maggiore pressione sul viso. Tutti e tre presentano una manopola per regolare la vestibilità del dispositivo.</p><h2 id="audio">Audio</h2><p>Rift S è dotato di piccoli altoparlanti integrati nell&apos;archetto che offrono un audio stereo, inoltre presenta anche un jack per cuffie da 3,5 mm, qualora si desiderasse usare delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cuffie"><u>cuffie</u></a> o degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-auricolari"><u>auricolari</u></a>. Vive Pro dispone di cuffie separate da posizionare sulle orecchie, mentre Valve Index ha un design simile a Vive Pro, ma le “cuffiette” sono leggermente distanziati dalle orecchie. </p><h2 id="configurazione-sensori-e-connettivit-xe0">Configurazione, sensori e connettività</h2><p>I tre visori devono essere collegati a un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-pc-gaming"><u>PC da gaming</u></a> tramite cavo: Valve Index ne ha uno la cui estremità si divide in connettori USB 3.0, DisplayPort 1.2 e di alimentazione; quello di HTC Vive Pro presenta una sola porta, poiché si collega a un box con le connessioni necessarie (un po’ come la One Connect box di Samsung); infine, il cavo di Oculus Rift S si divide in connettori USB 3.0 e HDMI.</p><p>Come qualsiasi visore VR, tutti e tre dispongono di sensori per il rilevamento dei movimenti: Valve Index include due fotocamere sulla parte anteriore che puntano leggermente verso il basso, ma al momento non hanno alcuna funzione; HTC Vive Pro ne ha due sulla parte anteriore rivolte in avanti e consentono il tracciamento di mani e dita (in alcuni giochi); Rift S ha cinque telecamere (due davanti, due ai lati e una sopra) che sono utilizzate per il monitoraggio e il passaggio dell&apos;ambiente circostante; approfondiremo questo aspetto nella sezione “Tracciamento”. Rift S necessita solo delle telecamere integrate per la realtà virtuale, mentre Vive Pro e Valve Index necessitano di telecamere esterne per tracciare il movimento di cuffie e controller.</p><h2 id="display">Display</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1777px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="RkXKUpMr6xxg26emkoLRQ3" name="" alt="Image Credit: Valve" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RkXKUpMr6xxg26emkoLRQ3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1777" height="1000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Image Credit: Valve </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Valve)</span></figcaption></figure><p>La qualità del display è fondamentale per dei visori VR, in quanto possono esaltare o rovinare l&apos;esperienza dell’utente, e tra Vive Pro, Valve Index e Rift S ci sono notevoli differenze.</p><p>Oculus Rift S è il peggiore: monta un pannello LCD a commutazione rapida con risoluzione di 2560 x 1440 pixel e frequenza di aggiornamento di 80 Hz; rispetto al predecessore, il refresh rate è diminuito e la tecnologia LCD non offre i neri assoluti dei pannelli OLED; se non altro, le lenti sono migliori e riducono i riflessi che abbiamo notato sul predecessore e la risoluzione è aumentata. La regolazione IPD (distanza interpupillare) avviene via software e non è efficace quanto lo spostamento delle lenti.</p><p>HTC Vive Pro monta due display AMOLED separati per una risoluzione totale di 2880 x 1600 pixel e un refresh rate di 90 Hz. I display AMOLED dei visori soffrono di screen-door (si nota un reticolo nero nelle immagini), ma l’elevata risoluzione di Vive Pro elimina tale inconveniente; offre un campo visivo di 110 gradi e una regolazione IPD hardware.</p><p>Valve Index è il migliore: vanta un doppio display inclinato di 5 gradi per un campo visivo di 130 gradi e la regolazione IPD hardware; la risoluzione combinata dei due display è di 2880 x 1600 pixel, inoltre Valve utilizza pannelli LCD che hanno più subpixel rispetto ai tipici display OLED per immagini più nitide. Valve Index ha una frequenza di aggiornamento variabile tra 80/90/120 e 144 Hz.</p><p>Sì, i display LCD non offrono il contrasto delle controparti OLED, ma il resto del pacchetto pone Valve Index sopra la concorrenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1832px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.28%;"><img id="wd9wdG6kQDUTg7t4jLV3u4" name="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wd9wdG6kQDUTg7t4jLV3u4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1832" height="1031" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure><h2 id="tracking">Tracking</h2><p>Inizieremo con Oculus Rift S poiché ha un sistema unico rispetto agli altri: utilizza quello che viene chiamato monitoraggio interno. Il visore presenta cinque telecamere integrate che mappano l&apos;area intorno all’utente e, durante il gameplay, modifica la visuale di conseguenza; non necessita di telecamere esterne per tracciare i movimenti dell’utente. Tutto ciò lo rende molto semplice da configurare, inoltre suddette telecamere tracciano anche i movimenti del controller. Detto questo, a causa della mancanza di telecamere posteriori, Rift S non può seguire i movimenti dei controller quando escono dal campo visivo dell’utente.</p><p>Sia HTC Vive Pro che Valve Index si servono del monitoraggio esterno, in altre parole sfruttano dei sensori esterni per delimitare l’area di gioco dell’utente e registrare i suoi movimenti. Due sensori/telecamere assicurano un ampio spazio di gioco e permettono di tenere sempre traccia del movimento dei controller. Il processo di installazione è però più complicato. Sia HTC Vive Pro che Valve Index sono compatibili con le Base Station SteamVR 1.0 e 2.0.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b8sscm749Wt6dqPdtcehKU-1920-80.jpg" alt="" /></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDVKRBtDN26FD4GgeDwjbN-1920-80.jpg" alt="An image of the Oculus Quest controllers" /><figcaption><small role="credit">TechRadar</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RJARs9ktmQvZ6ZV9K3uYma-1920-80.jpg" alt="" /></figure></figure><h2 id="controller">Controller</h2><p>HTC Vive Pro presenta gli stessi controller del predecessore che hanno pulsanti laterale, grilletti, due pulsanti per il pollice e una rotella sulla parte superiore.</p><p>Oculus Rift S utilizza nuovi controller con impugnature laterali, grilletti, due pulsanti per il pollice, un pulsante menu e una levetta analogica. Suddetti pulsanti sono capacitivi, quindi non occorre esercitare alcuna pressione, basta un tap, come su smartphone.</p><p>I controller Valve Index sono i migliori: innanzitutto, presentano delle cinghie che li fissano alle mani, quindi non è necessario afferrarli per usarli; hanno dei grilletti, due pulsanti per il pollice, un pulsante di sistema, un touchpad verticale per i pollici, una levetta analogica e sensori di presa. Tutto ciò consente al controller di tracciare i movimenti di ogni dito e offrire un’esperienza più realistica.</p><h2 id="prezzi">Prezzi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="W5zvHjY5DTX52DWuuqTJVU" name="" alt="Image Credit: TechRadar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W5zvHjY5DTX52DWuuqTJVU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Image Credit: TechRadar </span></figcaption></figure><p>Oculus Rift S non offre il miglior hardware, ma è anche quello che costa meno (il kit completo costa circa 450 euro); offre anche un facile accesso a giochi esclusivi di Oculus (anche se la concorrenza può accedere a molti di questi attraverso soluzioni alternative). Per facilità d’uso, Rift S è sicuramente il vincitore, senza contare che non ha troppe pretese in quanto a potenza di calcolo.</p><p>I kit completi di HTC Vive Pro e Valve Index sono molto più costosi: il primo costa ben 1.490 euro, mentre il secondo 1.079 euro.</p><p>La buona notizia è che è possibile acquistare le singole componenti separatamente e risparmiare un po’ di soldi qualora si disponga già di periferiche compatibili. Entrambe i visori possono utilizzare i controller e le Base Station dell&apos;altra, quindi chi possiede delle periferiche Vive, può comodamente acquistare un visore Index e viceversa.</p><p>Vale la pena ricordare che per via dei loro display ad alta risoluzione e ad alta frequenza di aggiornamento, HTC Vive Pro e Valve Index necessitano anche di PC più performanti (e quindi costosi).</p><h2 id="quale-conviene-acquistare">Quale conviene acquistare?</h2><p>Considerato il prezzo e il modo in cui traccia i movimenti senza l&apos;uso di telecamere esterne, Oculus Rift S è il modello ideale per utenti alle prime armi e con un budget limitato. </p><p>Coloro che desiderano un’esperienza premium e non badano a spese, dovrebbero acquistare Valve Index; i suoi controller offrono un livello di immersione senza eguali e le lenti hanno un campo visivo molto ampio, una specifica fondamentale per i giochi VR.</p><p>HTC Vive Pro costa moltissimo e, display AMOLED a parte, non offre poi molti vantaggi rispetto a Valve Index. </p><p>Nel complesso, Valve Index è uno dei migliori visori al mondo per la realtà virtuale.</p><div data-model-name="Valve Index,HTC Vive Pro,Oculus Rift S," data-widget-type="review"></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu"><u>I migliori processori del 2021: potenza di calcolo per il vostro PC</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche"><u>Le migliori schede video del 2021</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-amazon-fire-tv-cube-2"><u>Recensione Amazon Fire TV Cube (2a generazione)</u></a> </li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Questo pericoloso malware vi ruberà le password di Facebook, Google e Apple ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>I ricercatori dell&apos;azienda di sicurezza informatica <a href="https://www.techradar.com/news/cybercriminals-are-impersonating-parents-for-ransomware-attacks-on-teachers" target="_blank">Proofpoint</a> hanno scoperto un nuovo tipo di <a href="https://www.techradar.com/news/what-is-malware-and-how-dangerous-is-it" target="_blank">malware</a> in grado di rubare le credenziali utente da Google, Facebook, Amazon, Apple e altri servizi online.</p><p>È stato chiamato <a href="https://www.proofpoint.com/us/blog/threat-insight/now-you-see-it-now-you-dont-copperstealer-performs-widespread-theft" target="_blank">CopperStealer</a> dai ricercatori ed è uno strumento pensato appositamente per rubare password e cookie in fase di sviluppo attivo. Inoltre, contiene una funzione di download che consente ai propri operatori di installare ulteriori payload dannosi sui dispositivi colpiti.</p><p>Contemporaneamente, i responsabili del malware hanno utilizzato account compromessi per pubblicare pubblicità dannose e altri malware attraverso campagne di <em>malvertising</em>, che prevedono appunto l&apos;uso di inserzioni pubblicitarie civetta per indurre gli utenti ignari a installare un malware sul proprio sistema.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> del 2021</li><li>Gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratuiti-a-cosa-servono">antivirus gratuiti</a> sono davvero utili?</li><li>La <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici">sicurezza aziendale</a> non passa solo dai sistemi informatici</li></ul><p>Le prime versioni di CopperStealer risalgono a luglio 2019 e, durante le proprie indagini, Proofpoint ha analizzato un campione che puntava contro account di aziende e inserzionisti su Facebook e Instagram. Inoltre, l&apos;azienda ha individuato ulteriori versioni del malware indirizzate a Bing, PayPal, Tumblr e Twitter.</p><h2 id="il-malware-copperstealer">Il malware CopperStealer</h2><p>Nel corso delle analisi, Proofpoint ha riscontrato che CopperStealer utilizza diversi dei metodi di targeting e delivery della linea di malware cinesi SilentFade, segnalata per la prima volta da Facebook nel 2019 e responsabile per danni pari a oltre 4 miliardi di dollari. Per questo motivo, l&apos;azienda ritiene che CopperStealer sia una serie mai documentata in precedenza della stessa classe di malware di SilentFade, StressPaint, FacebookRobot e Scranos.</p><p>CopperStealer è stato distribuito su siti web sospetti, pubblicizzati come siti per KeyGen e crack, come keygenninja[.]com, piratewares[.]com, startcrack[.]com e crackheap[.]net. Sebbene i siti si presentano come un supporto agli utenti per aggirare le limitazioni di licenza di software legittimo, in realtà distribuiscono programmi/applicazioni potenzialmente indesiderate (PUP/PUA) o eseguono exe dannosi in grado di scaricare e installare payload aggiuntivi.</p><p>Proofpoint ha collaborato anche con Facebook, Cloudflare e altri fornitori di servizi durante le indagini per coordinare un intervento volto a fermare la minaccia. Ad esempio, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/warp-vpn-la-nuova-vpn-firmata-cloudflare" target="_blank">Cloudflare</a> ha inserito una pagina interstitial di avvertimento prima dei domini dannosi e ha creato un cosiddetto <em>sinkhole</em> per deviare il traffico da uno o due siti prima che possano essere registrati dal responsabile della minaccia.</p><p>Il sinkhole, infatti, è un metodo impiegato per limitare la possibilità di raccogliere dati sulle vittime da parte del soggetto che vuole effettuare l&apos;attacco, consentendo al contempo ai ricercatori di ottenere uno sguardo approfondito sui dati demografici delle vittime. Durante le prime 24 di funzionamento del sinkhole, sono state registrate 69.992 richieste HTTP da 5.046 IP unici provenienti da 159 diversi Paesi. I primi cinque, in base alle infezioni uniche, erano India, Indonesia, Brasile, Pakistan e Filippine.</p><p>Il modo più semplice per evitare il malware CopperStealer è non visitare i siti contenenti KeyGen e crack sites per piratare il software.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a></li></ul><p>Fonte: <a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/new-copperstealer-malware-steals-google-apple-facebook-accounts/" target="_blank">BleepingComputer</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/questo-pericoloso-malware-vi-rubera-le-password-di-facebook-google-e-apple</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il malware CopperStealer può rubare password e cookie dai servizi online e installare altri payload pericolosi. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ anthony.spadafora@futurenet.com (Anthony Spadafora) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Anthony Spadafora ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LAxve57aTNZVpzhm6tGaU7-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <p>I ricercatori dell&apos;azienda di sicurezza informatica <a href="https://www.techradar.com/news/cybercriminals-are-impersonating-parents-for-ransomware-attacks-on-teachers" target="_blank">Proofpoint</a> hanno scoperto un nuovo tipo di <a href="https://www.techradar.com/news/what-is-malware-and-how-dangerous-is-it" target="_blank">malware</a> in grado di rubare le credenziali utente da Google, Facebook, Amazon, Apple e altri servizi online.</p><p>È stato chiamato <a href="https://www.proofpoint.com/us/blog/threat-insight/now-you-see-it-now-you-dont-copperstealer-performs-widespread-theft" target="_blank">CopperStealer</a> dai ricercatori ed è uno strumento pensato appositamente per rubare password e cookie in fase di sviluppo attivo. Inoltre, contiene una funzione di download che consente ai propri operatori di installare ulteriori payload dannosi sui dispositivi colpiti.</p><p>Contemporaneamente, i responsabili del malware hanno utilizzato account compromessi per pubblicare pubblicità dannose e altri malware attraverso campagne di <em>malvertising</em>, che prevedono appunto l&apos;uso di inserzioni pubblicitarie civetta per indurre gli utenti ignari a installare un malware sul proprio sistema.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> del 2021</li><li>Gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratuiti-a-cosa-servono">antivirus gratuiti</a> sono davvero utili?</li><li>La <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici">sicurezza aziendale</a> non passa solo dai sistemi informatici</li></ul><p>Le prime versioni di CopperStealer risalgono a luglio 2019 e, durante le proprie indagini, Proofpoint ha analizzato un campione che puntava contro account di aziende e inserzionisti su Facebook e Instagram. Inoltre, l&apos;azienda ha individuato ulteriori versioni del malware indirizzate a Bing, PayPal, Tumblr e Twitter.</p><h2 id="il-malware-copperstealer">Il malware CopperStealer</h2><p>Nel corso delle analisi, Proofpoint ha riscontrato che CopperStealer utilizza diversi dei metodi di targeting e delivery della linea di malware cinesi SilentFade, segnalata per la prima volta da Facebook nel 2019 e responsabile per danni pari a oltre 4 miliardi di dollari. Per questo motivo, l&apos;azienda ritiene che CopperStealer sia una serie mai documentata in precedenza della stessa classe di malware di SilentFade, StressPaint, FacebookRobot e Scranos.</p><p>CopperStealer è stato distribuito su siti web sospetti, pubblicizzati come siti per KeyGen e crack, come keygenninja[.]com, piratewares[.]com, startcrack[.]com e crackheap[.]net. Sebbene i siti si presentano come un supporto agli utenti per aggirare le limitazioni di licenza di software legittimo, in realtà distribuiscono programmi/applicazioni potenzialmente indesiderate (PUP/PUA) o eseguono exe dannosi in grado di scaricare e installare payload aggiuntivi.</p><p>Proofpoint ha collaborato anche con Facebook, Cloudflare e altri fornitori di servizi durante le indagini per coordinare un intervento volto a fermare la minaccia. Ad esempio, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/warp-vpn-la-nuova-vpn-firmata-cloudflare" target="_blank">Cloudflare</a> ha inserito una pagina interstitial di avvertimento prima dei domini dannosi e ha creato un cosiddetto <em>sinkhole</em> per deviare il traffico da uno o due siti prima che possano essere registrati dal responsabile della minaccia.</p><p>Il sinkhole, infatti, è un metodo impiegato per limitare la possibilità di raccogliere dati sulle vittime da parte del soggetto che vuole effettuare l&apos;attacco, consentendo al contempo ai ricercatori di ottenere uno sguardo approfondito sui dati demografici delle vittime. Durante le prime 24 di funzionamento del sinkhole, sono state registrate 69.992 richieste HTTP da 5.046 IP unici provenienti da 159 diversi Paesi. I primi cinque, in base alle infezioni uniche, erano India, Indonesia, Brasile, Pakistan e Filippine.</p><p>Il modo più semplice per evitare il malware CopperStealer è non visitare i siti contenenti KeyGen e crack sites per piratare il software.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a></li></ul><p>Fonte: <a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/new-copperstealer-malware-steals-google-apple-facebook-accounts/" target="_blank">BleepingComputer</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Phishing, quasi mezzo milione di utenti colpiti su Facebook ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo aver analizzato un messaggio con contenuti dannosi inviato tramite Facebook Messenger, i ricercatori di <a href="https://www.techradar.com/news/more-than-three-billion-emails-and-passwords-were-just-leaked-online" target="_blank"><em>CyberNews</em></a> hanno scoperto una campagna di <a href="https://www.techradar.com/news/what-is-phishing-and-how-dangerous-is-it" target="_blank">phishing</a> su vasta scala che ha colpito quasi 500 mila utenti Facebook.</p><p>Il famoso attacco "Is that you?" (Sei tu?) ha iniziato a circolare sul social network nel 2017. La truffa inizia con un messaggio inviato da uno degli amici dell&apos;utente destinatario, in cui il mittente afferma di aver trovato una foto o un video compromettente che lo ritrae.</p><p>Tuttavia, facendo clic sull&apos;allegato che ha tutto l&apos;aspetto di un video, l&apos;utente si ritrova indirizzato a una serie di siti web infetti da script dannosi, in grado di individuare la posizione, il dispositivo in uso e il sistema operativo.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratis-funzionano-davvero">Gli antivirus gratis funzionano davvero?</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-e-sicurezza-informatica">Smart working e sicurezza informatica</a></li></ul><p>Da qui, gli script mandano l&apos;utente a pagine di phishing su Facebook per acquisire le sue credenziali e, se possibile, infettare il dispositivo con <a href="https://www.techradar.com/news/adware-apps-still-common-on-google-play-store" target="_blank">adware</a> o altri tipi di <a href="https://www.techradar.com/news/what-is-malware-and-how-dangerous-is-it" target="_blank">malware</a>.</p><h2 id="quot-is-that-you-quot">"Is that you?"</h2><p>Sebbene l&apos;attacco phishing "Is that you" si verifichi già da anni, la campagna scoperta da <em>CyberNews</em> è operativa da gennaio 2020 e a oggi ha fatto 480 mila vittime, il 77% delle quali risiede in Germania.</p><p>Data la natura su vasta scala della campagna e considerato che sembra rivolgersi principalmente agli utenti tedeschi, il sito di notizie ha condiviso le sue scoperte con CERT Germany, Facebook e il servizio di abbreviazione URL wal.ee, impiegato dai responsabili degli attacchi.</p><p>Contemporaneamente, i cyber criminali hanno utilizzato un servizio di <a href="https://www.techradar.com/uk/best/best-cloud-analytics" target="_blank">statistiche web </a>di terzi, assolutamente legittimo, per monitorare la campagna. E ciò ha consentito a <em>CyberNews</em> di scoprire la minaccia e il numero di utenti colpiti.</p><p>Gli utenti interessati possono leggere il rapporto completo <a href="https://cybernews.com/security/we-uncovered-a-facebook-phishing-campaign-that-tricked-nearly-500000-users-in-two-weeks/" target="_blank">qui</a>. Inoltre <em>CyberNews</em> consiglia alle persone sottoposte a rischio di attacchi phishing, di utilizzare un <a href="https://www.techradar.com/best/password-manager" target="_blank">sistema di gestione delle password manager</a>, l&apos;<a href="https://www.techradar.com/news/what-is-2fa" target="_blank">autenticazione a due fattori</a> e a fare molta attenzione nella lettura dei messaggi, per evitare di cadere in questo o in altri tipi di attacchi.</p><ul><li>Proteggersi è importante anche al di fuori del computer, ecco le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-videocamere-sicurezza">migliori videocamera di sicurezza</a> del 2021</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/phishing-quasi-mezzo-milione-di-utenti-colpiti-su-facebook</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Uno degli attacchi phishing più diffusi è tornato a colpire gli utenti Facebook, soprattutto in Germania. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Security]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[persona che digita]]></media:title>
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                                <p>Dopo aver analizzato un messaggio con contenuti dannosi inviato tramite Facebook Messenger, i ricercatori di <a href="https://www.techradar.com/news/more-than-three-billion-emails-and-passwords-were-just-leaked-online" target="_blank"><em>CyberNews</em></a> hanno scoperto una campagna di <a href="https://www.techradar.com/news/what-is-phishing-and-how-dangerous-is-it" target="_blank">phishing</a> su vasta scala che ha colpito quasi 500 mila utenti Facebook.</p><p>Il famoso attacco "Is that you?" (Sei tu?) ha iniziato a circolare sul social network nel 2017. La truffa inizia con un messaggio inviato da uno degli amici dell&apos;utente destinatario, in cui il mittente afferma di aver trovato una foto o un video compromettente che lo ritrae.</p><p>Tuttavia, facendo clic sull&apos;allegato che ha tutto l&apos;aspetto di un video, l&apos;utente si ritrova indirizzato a una serie di siti web infetti da script dannosi, in grado di individuare la posizione, il dispositivo in uso e il sistema operativo.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratis-funzionano-davvero">Gli antivirus gratis funzionano davvero?</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-e-sicurezza-informatica">Smart working e sicurezza informatica</a></li></ul><p>Da qui, gli script mandano l&apos;utente a pagine di phishing su Facebook per acquisire le sue credenziali e, se possibile, infettare il dispositivo con <a href="https://www.techradar.com/news/adware-apps-still-common-on-google-play-store" target="_blank">adware</a> o altri tipi di <a href="https://www.techradar.com/news/what-is-malware-and-how-dangerous-is-it" target="_blank">malware</a>.</p><h2 id="quot-is-that-you-quot">"Is that you?"</h2><p>Sebbene l&apos;attacco phishing "Is that you" si verifichi già da anni, la campagna scoperta da <em>CyberNews</em> è operativa da gennaio 2020 e a oggi ha fatto 480 mila vittime, il 77% delle quali risiede in Germania.</p><p>Data la natura su vasta scala della campagna e considerato che sembra rivolgersi principalmente agli utenti tedeschi, il sito di notizie ha condiviso le sue scoperte con CERT Germany, Facebook e il servizio di abbreviazione URL wal.ee, impiegato dai responsabili degli attacchi.</p><p>Contemporaneamente, i cyber criminali hanno utilizzato un servizio di <a href="https://www.techradar.com/uk/best/best-cloud-analytics" target="_blank">statistiche web </a>di terzi, assolutamente legittimo, per monitorare la campagna. E ciò ha consentito a <em>CyberNews</em> di scoprire la minaccia e il numero di utenti colpiti.</p><p>Gli utenti interessati possono leggere il rapporto completo <a href="https://cybernews.com/security/we-uncovered-a-facebook-phishing-campaign-that-tricked-nearly-500000-users-in-two-weeks/" target="_blank">qui</a>. Inoltre <em>CyberNews</em> consiglia alle persone sottoposte a rischio di attacchi phishing, di utilizzare un <a href="https://www.techradar.com/best/password-manager" target="_blank">sistema di gestione delle password manager</a>, l&apos;<a href="https://www.techradar.com/news/what-is-2fa" target="_blank">autenticazione a due fattori</a> e a fare molta attenzione nella lettura dei messaggi, per evitare di cadere in questo o in altri tipi di attacchi.</p><ul><li>Proteggersi è importante anche al di fuori del computer, ecco le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-videocamere-sicurezza">migliori videocamera di sicurezza</a> del 2021</li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Bing più forte di Google? Microsoft ci crede tantissimo ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft ritiene che Bing possa superare Google se il motore di ricerca subirà gli effetti di una nuova normativa australiana. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Software & Services]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Barclay Ballard ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/47RxLqUZveLSway4EXKXMk-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Barclay has been writing about technology for a decade, starting out as a freelancer with ITProPortal covering everything from London’s start-up scene to comparisons of the best cloud storage services. &amp;nbsp;After that, he spent some time as the managing editor of an online outlet focusing on cloud computing, furthering his interest in virtualization, Big Data, and the Internet of Things.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The role also allowed him to gain knowledge of SEO and social media hashtags, as well as take part in a press trip or two. A visit to Prague for the Huawei Cloud Congress Europe 2016 was a particular highlight. He eventually returned to freelancing, writing news and feature pieces for TechRadar Pro. Cloud remains a primary interest but he’s also happy covering the hardware and software that powers productivity in workplaces around the world as they attempt to manage the transition to hybrid working.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Microsoft Bing]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Microsoft Bing]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft Bing]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Microsoft ritiene che Bing possa spodestare Google in Australia, se le nuove normative saranno in grado di escludere il motore di ricerca più popolare al mondo dal Paese. Google ha minacciato di rimuovere i propri servizi dal mercato australiano, se le nuove normative costringeranno le aziende tecnologiche a negoziare con i media locali circa l&apos;utilizzo dei loro contenuti.</p><p>I principali fornitori di servizi tecnologici hanno criticato aspramente la nuova normativa, ritenendola scorretta e impraticabile. Secondo la nuova legge, le aziende operanti nel settore dei media sarebbero invitate a stipulare accordi commerciali con Facebook e Google. Tuttavia, qualora non si raggiungesse un accordo, si procederà tramite arbitrato nella definizione dei compensi che le aziende tecnologiche dovranno riconoscere alle suddette aziende per l&apos;uso dei contenuti da esse prodotti.</p><p>Inoltre, la nuova normativa australiana sancisce che le piattaforme digitali devono informare i media almeno 14 giorni prima di qualsiasi modifica agli algoritmi. Google, dunque, ha minacciato di abbandonare il Paese, mentre Facebook ha lasciato intendere che gli utenti australiani potrebbero non essere più in grado di condividere notizie sulla piattaforma.</p><ul><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori VPN</a> del 2021</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">migliori browser</a></li><li>Come e dove <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-e-dove-acquistare-windows-10-legalmente">acquistare Windows 10</a> legalmente</li></ul><h2 id="nuove-regole">Nuove regole</h2><p>Sembra che almeno un&apos;azienda tecnologica abbia accolto positivamente la nuova normativa. Il Primo Ministro australiano Scott Morrison ha rivelato che, in seguito alle conversazioni con il CEO di Microsoft Satya Nadella, il colosso di Redmond ha espresso molta fiducia sul fatto che Bing possa assurgere al primo posto fra i motori di ricerca più popolari in Australia.</p><p>Sussistono preoccupazioni circa il fatto che le grandi aziende tecnologiche possano danneggiare i produttori di notizie locali, tramite il dominio del sistema pubblicitario. Tutto il mondo sta osservando la situazione australiana, dato che misure analoghe potrebbero essere implementate in altri mercati.</p><p>Se Bing diventerà l&apos;attore di primo piano in Australia, ciò potrebbe determinare un cambiamento significativo per la maggior parte degli utenti. Secondo le stime, al momento Google è responsabile della gestione del 94% del traffico di ricerca nel Paese.</p><ul><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-vpn-cina">migliori VPN per la Cina</a> del 2021</li></ul><p>Fonte: <a href="https://www.reuters.com/article/us-australia-media-microsoft/as-google-eyes-australia-exit-microsoft-talks-bing-with-pm-idUSKBN2A118A" target="_blank">Reuters</a></p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Facebook detesta questa funzione di iOS 14 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-14-data-di-uscita-caratteristiche-funzioni-compatibilita">iOS 14</a> sta per attivare una nuova funzione per la tutela della privacy, App Tracking Transparency. Da quel momento le app saranno <em>obbligate </em>a chiedere e ottenere il consenso per condividere i dati di tracciamento pubblicitari. La novità sarà attivata nella beta entro i prossimi giorni e dovrebbe arrivare per tutti i primavera, spiega <a href="https://www.theverge.com/2021/1/28/22253366/apple-app-tracking-transparency-opt-in-requirement-beta-launch" target="_blank" rel="nofollow">The Verge</a>. </p><p>A dire il vero sarebbe dovuta essere live dallo scorso autunno ma Apple ha accettato le numerose richiesta di rinvio da parte degli sviluppatori. </p><p>App Tracking Transparency rappresenta una specie di rivoluzione e molti sviluppatori ne sono preoccupati. A ragion veduta se si considera il terremoto che si è sollevato qualche giorno fa quanto Whatsapp ha chiesto il consenso per i suoi nuovi ToS (Terms of Service). Molti hanno interpretato il messaggio nel peggiore dei modi e ne è nato un vero e proprio tentativo di boicottaggio verso Whatsapp (ancora in corso). </p><p>E nel caso degli iPhone cosa cambia: ad oggi è possibile addentrarsi nei menu per disabilitare il tracking pubblicitario. Con App Tracking Transparency invece Apple spinge per un approccio contrario: la condivisione dei dati è disabilitata di default, e le app devono chiedere il permesso per attivarlo.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-12-vs-iphone-12-pro-quale-scegliere" target="_blank">iPhone 12 vs iPhone 12 Pro</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-offerte-iphone">iPhone 12 al miglior prezzo e le migliori offerte</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-12-pro-max-recensione">Recensione iPhone 12 Pro Max</a></li></ul><p>Il tracking infatti permette ai network pubblicitari di sapere cosa facciamo, quando compriamo qualcosa, quali sono le nostre preferenze e molte altre cose. Tutte informazioni che poi vengono usate per mostrarci pubblicità (in teoria) molto più efficaci, che si vendono a prezzi più alti. L&apos;identificazione dell&apos;utenza aiuta anche a capire se una pubblicità ha funzionato, cioè se ci ha spinto a comprare qualcosa oppure a installare un&apos;app.</p><p>La singola applicazione raccoglie e usa i dati. Ma soprattutto può condividerli con i grandi network pubblicitari, ed è questo che fa la differenza. Non è tanto il singolo gioco o l&apos;app del negozio di scarpe. Sono colossi come Google o Facebook che possono comprare dalle app i dati di miliardi di persone. Informazioni preziose che permettono a queste aziende di diventare i colossi finanziari che conosciamo oggi.</p><p>Ora, con App Tracking Transparency Apple in sostanza dice: "sì, come singola app puoi continuare a tracciare i miei utenti e a usare i dati per la tua pubblicità. Ma devi farti dare il permesso se vuoi condividere quei dati con qualcun altro".</p><p>Apple inoltre proibisce espressamene agli sviluppatori di bloccare parti delle app se l&apos;utente non dà il permesso. Né potranno usare altri sistemi per convincerlo a dare il permesso, come premi all&apos;interno del gioco. Né potranno fare una versione a pagamento dell&apos;app "in cambio" di un permesso negato. E nemmeno potranno tentare di sostituire il codice di identificazione pubblicitario (IDFA) con un&apos;altra informazione, come l&apos;indirizzo email.</p><p>Saranno molti a subire un impatto finanziario da questo cambiamento, e tra questi c&apos;è anche Facebook. Il fondatore e AD Mark Zuckerberg accusa Apple di pratica anticoncorrenziali, di aver creato una pratica che affosserà le piccole e medie imprese che fanno pubblicità online.</p><p>Facebook si è spinta a etichettare Apple di ipocrisia, accusandola di fare regole valide solo per i propri interessi. L&apos;idea sostenuta da Facebook è che riducendo i profitti pubblicitari gli sviluppatori saranno spinti a fare applicazioni in abbonamento. Ma quando un utente sottoscrive un abbonamento tramite il suo iPhone, Apple guadagna una commissione. Facebook ha comprato annunci a pagina intera su alcuni giornali statunitensi per difendere la sua posizione.</p><p>"Apple può affermare che lo fa per aiutare le persone ma questa mossa è chiaramene un colpo mirato agli interessi dei suoi concorrenti", ha detto ieri Zuckerberg.</p><p>Il dibattito prosegue poi con il documento <a href="https://www.apple.com/privacy/docs/A_Day_in_the_Life_of_Your_Data.pdf">A Day in the Life of Your Data</a>, un tentativo di far comprendere a tutti che cos&apos;è il tracking pubblicitario, quali dati vengono raccolti e come vengono usati. Ogni giorno. Una lettura davvero interessante, soprattutto per chi non è avvezzo a questi temi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-detesta-questa-funzione-di-ios-14</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Apple mette un freno alla condivisione dei dati degli utenti, Facebook altri non sono contenti ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Facebook]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[social apps iPhone]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[social apps iPhone]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[social apps iPhone]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-14-data-di-uscita-caratteristiche-funzioni-compatibilita">iOS 14</a> sta per attivare una nuova funzione per la tutela della privacy, App Tracking Transparency. Da quel momento le app saranno <em>obbligate </em>a chiedere e ottenere il consenso per condividere i dati di tracciamento pubblicitari. La novità sarà attivata nella beta entro i prossimi giorni e dovrebbe arrivare per tutti i primavera, spiega <a href="https://www.theverge.com/2021/1/28/22253366/apple-app-tracking-transparency-opt-in-requirement-beta-launch" target="_blank" rel="nofollow">The Verge</a>. </p><p>A dire il vero sarebbe dovuta essere live dallo scorso autunno ma Apple ha accettato le numerose richiesta di rinvio da parte degli sviluppatori. </p><p>App Tracking Transparency rappresenta una specie di rivoluzione e molti sviluppatori ne sono preoccupati. A ragion veduta se si considera il terremoto che si è sollevato qualche giorno fa quanto Whatsapp ha chiesto il consenso per i suoi nuovi ToS (Terms of Service). Molti hanno interpretato il messaggio nel peggiore dei modi e ne è nato un vero e proprio tentativo di boicottaggio verso Whatsapp (ancora in corso). </p><p>E nel caso degli iPhone cosa cambia: ad oggi è possibile addentrarsi nei menu per disabilitare il tracking pubblicitario. Con App Tracking Transparency invece Apple spinge per un approccio contrario: la condivisione dei dati è disabilitata di default, e le app devono chiedere il permesso per attivarlo.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-12-vs-iphone-12-pro-quale-scegliere" target="_blank">iPhone 12 vs iPhone 12 Pro</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-offerte-iphone">iPhone 12 al miglior prezzo e le migliori offerte</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-12-pro-max-recensione">Recensione iPhone 12 Pro Max</a></li></ul><p>Il tracking infatti permette ai network pubblicitari di sapere cosa facciamo, quando compriamo qualcosa, quali sono le nostre preferenze e molte altre cose. Tutte informazioni che poi vengono usate per mostrarci pubblicità (in teoria) molto più efficaci, che si vendono a prezzi più alti. L&apos;identificazione dell&apos;utenza aiuta anche a capire se una pubblicità ha funzionato, cioè se ci ha spinto a comprare qualcosa oppure a installare un&apos;app.</p><p>La singola applicazione raccoglie e usa i dati. Ma soprattutto può condividerli con i grandi network pubblicitari, ed è questo che fa la differenza. Non è tanto il singolo gioco o l&apos;app del negozio di scarpe. Sono colossi come Google o Facebook che possono comprare dalle app i dati di miliardi di persone. Informazioni preziose che permettono a queste aziende di diventare i colossi finanziari che conosciamo oggi.</p><p>Ora, con App Tracking Transparency Apple in sostanza dice: "sì, come singola app puoi continuare a tracciare i miei utenti e a usare i dati per la tua pubblicità. Ma devi farti dare il permesso se vuoi condividere quei dati con qualcun altro".</p><p>Apple inoltre proibisce espressamene agli sviluppatori di bloccare parti delle app se l&apos;utente non dà il permesso. Né potranno usare altri sistemi per convincerlo a dare il permesso, come premi all&apos;interno del gioco. Né potranno fare una versione a pagamento dell&apos;app "in cambio" di un permesso negato. E nemmeno potranno tentare di sostituire il codice di identificazione pubblicitario (IDFA) con un&apos;altra informazione, come l&apos;indirizzo email.</p><p>Saranno molti a subire un impatto finanziario da questo cambiamento, e tra questi c&apos;è anche Facebook. Il fondatore e AD Mark Zuckerberg accusa Apple di pratica anticoncorrenziali, di aver creato una pratica che affosserà le piccole e medie imprese che fanno pubblicità online.</p><p>Facebook si è spinta a etichettare Apple di ipocrisia, accusandola di fare regole valide solo per i propri interessi. L&apos;idea sostenuta da Facebook è che riducendo i profitti pubblicitari gli sviluppatori saranno spinti a fare applicazioni in abbonamento. Ma quando un utente sottoscrive un abbonamento tramite il suo iPhone, Apple guadagna una commissione. Facebook ha comprato annunci a pagina intera su alcuni giornali statunitensi per difendere la sua posizione.</p><p>"Apple può affermare che lo fa per aiutare le persone ma questa mossa è chiaramene un colpo mirato agli interessi dei suoi concorrenti", ha detto ieri Zuckerberg.</p><p>Il dibattito prosegue poi con il documento <a href="https://www.apple.com/privacy/docs/A_Day_in_the_Life_of_Your_Data.pdf">A Day in the Life of Your Data</a>, un tentativo di far comprendere a tutti che cos&apos;è il tracking pubblicitario, quali dati vengono raccolti e come vengono usati. Ogni giorno. Una lettura davvero interessante, soprattutto per chi non è avvezzo a questi temi.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ L'esodo da WhatsApp rappresenta la più grande migrazione digitale della storia  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La nuova e controversa politica sulla privacy di WhatsApp ha spinto all&apos;esodo centinaia di migliaia di utenti, mossi dalla paura che la piattaforma di messaggistica istantanea condividesse i loro dati sensibili con la società madre Facebook.</p><p>La migrazione da WhatsApp ha favorito tutte le altre piattaforme di messaggistica e Pavel Durov, il fondatore di Telegram, ha descritto l&apos;esodo come "la più grande migrazione digitale nella storia umana."</p><p>In un <a href="https://t.me/s/durov" target="_blank">post</a> pubblicato sul suo canale Telegram, Durov ha spiegato in dettaglio come la sua piattaforma abbia beneficiato della debacle di WhatsApp.</p><p>Il 14 gennaio scorso Durov ha scritto quanto segue: "Potremmo essere di fronte alla più grande migrazione digitale della storia" per poi affermare che i presidenti di Brasile e Turchia, ovvero Jairo Bolsonaro e Recep Tayyip Erdogan, sono solo due tra i molti personaggi noti che hanno recentemente lasciato WA per passare a Telegram.</p><p>Il primo a fare il grande passo con qualche giorno d&apos;anticipo era stato il presidente francese, Emmanuel Macron.</p><p>"Siamo onorati che i leader politici, come anche molte organizzazioni pubbliche, si siano affidati a Telegram per combattere la disinformazione e diffondere la consapevolezza sui problemi importanti delle loro società," ha detto Durov.</p><p><br></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/i-migliori-servizi-di-web-hosting-linux-del-2020" target="_blank">I migliori servizi di web hosting Linux</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali" target="_blank">I migliori software per il remote desktop</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/le-migliori-distro-linux-del-2020-per-principianti-ed-esperti" target="_blank">Le migliori distribuzioni Linux</a></li></ul><p>Tra le parole del patron di Telegram si leggono anche degli attacchi indiretti verso Facebook, accusata di utilizzare algoritmi poco trasparenti per determinare i contenuti visualizzati dai suoi utenti.</p><p>In un post risalente al 12 gennaio, Durov dichiarava che Telegram ha superato i 500 milioni di utenti attivi nella prima settimana di gennaio, e che la crescita è aumentata esponenzialmente portando altri 25 milioni di utenti su Telegram in 72 ore.</p><p>Durov sostiene inoltre che molte persone non siano più intenzionate a barattare la propria privacy per un servizio "gratuito" e "non vogliano più sentirsi tenute in ostaggio da monopoli tecnologici che pensano di poter fare ciò che vogliono data l&apos;enorme utenza di cui dispongono."</p><p>WhatsApp ha tentato di porre rimedio ma, come si suol dire, il dado è tratto, e molti personaggi influenti a livello globale tra cui Edward Snowden e Elon Musk hanno pubblicamente invitato gli utenti a passare a piattaforme di messaggistica più sicure come Telegram e Signal.</p><p>Vista la situazione, WhatsApp ha dovuto fare un passo indietro rimandando il controverso aggiornamento sulla privacy al mese di maggio.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-client-email" target="_blank">I migliori client e-mail del 2021</a>: app e software gratuiti e a pagamento</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/lesodo-da-whatsapp-rappresenta-la-piu-grande-migrazione-digitale-della-storia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'aggiornamento dei termini sulla privacy ha provocato un vero e proprio esodo da WhatsApp verso piattaforme alternative come Telegram e Signal ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Websites & Apps]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Telegram]]></media:title>
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                            <article>
                                <p>La nuova e controversa politica sulla privacy di WhatsApp ha spinto all&apos;esodo centinaia di migliaia di utenti, mossi dalla paura che la piattaforma di messaggistica istantanea condividesse i loro dati sensibili con la società madre Facebook.</p><p>La migrazione da WhatsApp ha favorito tutte le altre piattaforme di messaggistica e Pavel Durov, il fondatore di Telegram, ha descritto l&apos;esodo come "la più grande migrazione digitale nella storia umana."</p><p>In un <a href="https://t.me/s/durov" target="_blank">post</a> pubblicato sul suo canale Telegram, Durov ha spiegato in dettaglio come la sua piattaforma abbia beneficiato della debacle di WhatsApp.</p><p>Il 14 gennaio scorso Durov ha scritto quanto segue: "Potremmo essere di fronte alla più grande migrazione digitale della storia" per poi affermare che i presidenti di Brasile e Turchia, ovvero Jairo Bolsonaro e Recep Tayyip Erdogan, sono solo due tra i molti personaggi noti che hanno recentemente lasciato WA per passare a Telegram.</p><p>Il primo a fare il grande passo con qualche giorno d&apos;anticipo era stato il presidente francese, Emmanuel Macron.</p><p>"Siamo onorati che i leader politici, come anche molte organizzazioni pubbliche, si siano affidati a Telegram per combattere la disinformazione e diffondere la consapevolezza sui problemi importanti delle loro società," ha detto Durov.</p><p><br></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/i-migliori-servizi-di-web-hosting-linux-del-2020" target="_blank">I migliori servizi di web hosting Linux</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali" target="_blank">I migliori software per il remote desktop</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/le-migliori-distro-linux-del-2020-per-principianti-ed-esperti" target="_blank">Le migliori distribuzioni Linux</a></li></ul><p>Tra le parole del patron di Telegram si leggono anche degli attacchi indiretti verso Facebook, accusata di utilizzare algoritmi poco trasparenti per determinare i contenuti visualizzati dai suoi utenti.</p><p>In un post risalente al 12 gennaio, Durov dichiarava che Telegram ha superato i 500 milioni di utenti attivi nella prima settimana di gennaio, e che la crescita è aumentata esponenzialmente portando altri 25 milioni di utenti su Telegram in 72 ore.</p><p>Durov sostiene inoltre che molte persone non siano più intenzionate a barattare la propria privacy per un servizio "gratuito" e "non vogliano più sentirsi tenute in ostaggio da monopoli tecnologici che pensano di poter fare ciò che vogliono data l&apos;enorme utenza di cui dispongono."</p><p>WhatsApp ha tentato di porre rimedio ma, come si suol dire, il dado è tratto, e molti personaggi influenti a livello globale tra cui Edward Snowden e Elon Musk hanno pubblicamente invitato gli utenti a passare a piattaforme di messaggistica più sicure come Telegram e Signal.</p><p>Vista la situazione, WhatsApp ha dovuto fare un passo indietro rimandando il controverso aggiornamento sulla privacy al mese di maggio.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-client-email" target="_blank">I migliori client e-mail del 2021</a>: app e software gratuiti e a pagamento</li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Parler è offline, il social network di Trump e Salvini bloccato da Amazon ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Parler è (era?) un social network "alternativo". Praticamente privo di regole, ha riscosso un successo notevole tra rappresentanti dell&apos;alt-right, estremisti, violenti, razzisti, omofobi e così via.</p><p>Tutte persone che si dicono stanche della "dittatura del politicamente corretto", in un contesto nel quale i principi democratici non esistono e l&apos;idea di libertà di espressione viene distorta in una nuova versione maligna e putrescente, un terreno dove coltivare nuove forme di politica.</p><p>La lista degli iscritti include i sostenitori più fervidi di Donald Trump, lo stesso Trump e diversi personaggi politici, anche italiani. È di poche ore fa la "notizia" riguardante l&apos;iscrizione di Matteo Salvini, che ha avuto però poco tempo per costruirsi una rinnovata popolarità anche su questo social network.</p><p>Parler infatti per il momento è morto. Qualche giorno fa Apple e Google ne hanno rimosso l&apos;app dai rispettivi store: una scelta che è arrivata con colpevole ritardo, ma comunque non sufficiente, visto che il servizio ha continuato a funzionare più o meno quanto prima.</p><p>Poi però Amazon ha deciso di "staccare la spina" spegnendo i server di Parler all&apos;interno del servizio AWS (Amazon Web Services). Al momento, dunque, Parler è del tutto irrangiungibile. Amazon ha argomentato la propria scelta con le stesse ragioni usate da Google ed Apple, o anche più recentemente da Twitter e Facebook: la volontà di limitare ed eliminare pubblicazioni che incitano odio e violenza.</p><p>Parler può senz&apos;altro tornare. Anzi, probabilmente tornerà online non appena avrà avuto il tempo di riorganizzarsi con un altro fornitore, o più probabilmente con server propri, visto che al momento sembra che pochi siano disposti ad avere a che fare con questo interlocutore.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/parler-e-offline-il-social-network-di-trump-e-salvini-bloccato-da-amazon</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Parler offriva libertà di parola agli estremisti dell'odio online, ma ora non è più raggiungibile. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Websites & Apps]]></category>
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                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Parler è (era?) un social network "alternativo". Praticamente privo di regole, ha riscosso un successo notevole tra rappresentanti dell&apos;alt-right, estremisti, violenti, razzisti, omofobi e così via.</p><p>Tutte persone che si dicono stanche della "dittatura del politicamente corretto", in un contesto nel quale i principi democratici non esistono e l&apos;idea di libertà di espressione viene distorta in una nuova versione maligna e putrescente, un terreno dove coltivare nuove forme di politica.</p><p>La lista degli iscritti include i sostenitori più fervidi di Donald Trump, lo stesso Trump e diversi personaggi politici, anche italiani. È di poche ore fa la "notizia" riguardante l&apos;iscrizione di Matteo Salvini, che ha avuto però poco tempo per costruirsi una rinnovata popolarità anche su questo social network.</p><p>Parler infatti per il momento è morto. Qualche giorno fa Apple e Google ne hanno rimosso l&apos;app dai rispettivi store: una scelta che è arrivata con colpevole ritardo, ma comunque non sufficiente, visto che il servizio ha continuato a funzionare più o meno quanto prima.</p><p>Poi però Amazon ha deciso di "staccare la spina" spegnendo i server di Parler all&apos;interno del servizio AWS (Amazon Web Services). Al momento, dunque, Parler è del tutto irrangiungibile. Amazon ha argomentato la propria scelta con le stesse ragioni usate da Google ed Apple, o anche più recentemente da Twitter e Facebook: la volontà di limitare ed eliminare pubblicazioni che incitano odio e violenza.</p><p>Parler può senz&apos;altro tornare. Anzi, probabilmente tornerà online non appena avrà avuto il tempo di riorganizzarsi con un altro fornitore, o più probabilmente con server propri, visto che al momento sembra che pochi siano disposti ad avere a che fare con questo interlocutore.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Samsung rimuove un post Facebook che deride Apple per aver eliminato i caricabatterie ]]></title>
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                            <![CDATA[ Samsung ride di Apple, ma poi torna sui suoi passi e copia la rivale nelle politiche sugli accessori di vendita. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Samsung ha deciso di rimuovere un post di Facebook che derideva <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-12-vs-iphone-12-mini-vs-iphone-12-pro-vs-iphone-12-pro-max-confronto">iPhone 12</a> per non essere fornito di caricabatterie nella confezione. L&apos;azienda lo aveva pubblicato dopo che Apple ha annunciato il nuovo smartphone a metà dello scorso ottobre. </p><p>Chi ha comprato un iPhone nell’ultimo periodo si sarà accorto immediatamente che la confezione dello smartphone è estremamente compatta. Salvo rare eccezioni, tutti gli iPhone a partire da <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-iphone-xr">iPhone XR</a> vengono infatti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-vuole-eliminare-il-caricabatterie-dalla-confezione-dei-suoi-smartphone">venduti senza caricabatterie</a> o auricolari inclusi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-natale">I migliori regali di Natale Amazon</a> in offerta</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-natale-videogiochi">I migliori giochi in offerta</a> per Natale su Amazon</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-regali-natale">I migliori regali di Natale </a>per gli amanti della tecnologia</li></ul><p>La mossa di Samsung potrebbe però essere la conferma di come l’azienda abbia intenzione di adottare una politica simile a quella di Apple per quanto riguarda l’inclusione di accessori nella confezione dei propri smartphone.</p><p>Qualche giorno fa un’indiscrezione giunta da Anatel, l’ente regolatore delle telecomunicazioni brasiliano, ha infatti indicato che i prossimi smartphone della serie <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s30-data-di-uscita-prezzo-ultime-novita">Samsung Galaxy S21</a> non saranno forniti di caricabatterie o auricolari nella confezione.</p><p>Non è una novità che Samsung copi le mosse dell’azienda rivale, è noto che prima di implementare qualche novità troppo spinta sui propri smartphone la società coreana preferisca attendere la concorrenza, e Apple è spesso e volentieri il precursore di alcune importanti innovazioni, comprese alcune delle più controverse degli ultimi anni.</p><p>Anche se Samsung è sempre stata molto avanti per quanto riguarda alcune caratteristiche dei propri smartphone, come l’utilizzo di pannelli AMOLED, difficilmente tende a fare scelte troppo azzardate quando si tratta di scelte evolutive, come l&apos;eliminazione di caratteristiche presenti da decenni su qualsiasi telefono.</p><p>Ricordiamo che alcuni anni fa Samsung aveva deriso Apple tramite una specifica campagna di marketing, rinfacciando al rivale di aver rimosso il classico jack per cuffie da 3,5mm, salvo eliminarne le tracce lo scorso anno dopo che anche lei aveva deciso di rimuovere il jack audio dai propri modelli.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">Le migliori VPN del 2021</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-set-lego">I migliori set Lego del 2021</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-strumenti-di-pagamento-migliori-carte-prepagate">I migliori conti a zero spese e le migliori carte prepagate del 2020</a></li></ul><h2 id="contenuto-non-disponibile">Contenuto non disponibile</h2><p>Adesso, <a href="https://www.imore.com/samsung-deletes-facebook-post-mocking-absence-iphone-12-charger" target="_blank">iMore</a> riferisce che Samsung ha cancellato i post da Facebook riguardanti i caricabatterie, giusto poco prima del lancio di Galaxy S21.</p><p>Su tali post è possibile ora leggere il classico messaggio di Facebook: “Questo contenuto non è al momento disponibile.”</p><p>Come dicevamo, non si tratta solo di mere speculazioni sul fatto Galaxy S21 non sarà dotato del caricabatterie o degli auricolari “di ordinanza” nella confezione. Con la conferma dell’ente Brasiliano Anatel, è praticamente certo che Samsung abbia iniziato a perseguire una politica simile a quella di Apple verso l’inclusione di accessori nella confezione di vendita.</p><p>Non è però ancora chiaro al momento quali dei Galaxy 2020 subiranno lo stesso trattamento. Samsung spinge i propri clienti al preordine dei modelli in uscita tramite incentivi che possono venire usati per acquistare degli accessori, ma questo vale principalmente fino alla data di lancio. In questo senso, è quasi certo che Galaxy S21 verrà lanciato il prossimo 14 gennaio, mentre le consegne agli acquirenti inizieranno poche settimane dopo.</p><ul><li><strong>Fonte: </strong><a href="https://bgr.com/2020/12/22/galaxy-s21-charger-vs-iphone-12-facebook-post-deleted/" target="_blank">BGR</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ USA, la Commissione Parlamentare contro il monopolio di Apple, Amazon, Facebook e Google ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Apple, Facebook, Google e Amazon sono state indagate dal Comitato Giudiziario della Camera, ovvero l&apos;autorità antitrust statunitense. Le grandi società tecnologiche della Silicon Valley sono finite nel mirino dei deputati a causa del tipo di monopolio che esercitano, assimilabile a quello che a suo tempo era stato visto con il petrolio, le ferrovie e il telefono.</p><p>Come delineato dalla <a href="https://www.cnbc.com/2020/10/06/house-democrats-say-facebook-amazon-alphabet-apple-enjoy-monopoly-power.html" target="_blank">CNBC</a>, dopo 15 mesi di indagini la subcommissione ha presentato un <a href="https://judiciary.house.gov/uploadedfiles/investigation_of_competition_in_digital_markets_majority_staff_report_and_recommendations.pdf" target="_blank">report di 450 pagine</a> che evidenzia gli esiti di più udienze, sottolineando che le aziende indagate hanno abusato della loro posizione di potere ed esercitato una forma di monopolio, dettando le regole e i prezzi nel loro settore operativo.</p><p>Il report include anche interviste e più di 1.3 milioni di documenti, oltre a indicazioni per nuove normative antitrust che si concentrano su una concorrenza leale nel mondo dei mercati digitali, leggi rafforzate per quanto riguarda fusioni e monopolizzazioni, e la ristabilizzazione di una politica di sorveglianza e controllo rinforzata sull&apos;attuazione delle normative varate.</p><p>Il comitato richiede che il Congresso predisponga i requisiti per offrire pari condizioni, prodotti e servizi, impedendo ai big della Silicon Valley di imporre i propri servizi dominanti come default e incoraggiando anzi le grandi società a renderli compatibili con i competitor.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-kindle-migliori-offerte-sconti">Amazon Kindle: tutte le migliori offerte</a></li><li>Sta arrivando il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-amazon-echo">Amazon Echo: sconti e offerte per Alexa</a></li></ul><p>Apple nello specifico è stata accusata di detenere il monopolio quando si parla delle app distribuite sui dispositivi iOS. Il comitato ha citato vari colloqui con gli sviluppatori dell&apos;App Store, anche coloro che di recente sono stati protagonisti di alcuni attriti con Apple per quanto riguarda il pagamento delle commissioni.</p><p>Apple non si è dichiarata d&apos;accordo con le constatazioni del report, negando di monopolizzare la quota principale di mercato nelle varie categorie di app e affermando che in futuro indicherà nel dettaglio i motivi della contestazione.</p><p>Anche le altre società hanno reagito in maniera similare, difendendo il proprio ruolo di rilievo nel progresso e nella crescita economica degli USA.</p><p>Google è finita nel mirino per il monopolio nel mondo dei motori di ricerca e nella raccolta pubblicitaria, e viene accusata di adottare pratiche anti-concorrenziali per migliorare gli esiti delle ricerche. Amazon, invece, domina nel mondo del commercio, promuovendo i propri prodotti a scapito di altri.</p><p>Amazon afferma che le normative indicate nel report rischierebbero di danneggiare le aziende più piccole, e la concorrenza non sarebbe facilitata, mentre Facebook difende ancora le acquisizioni di WhatsApp e Instagram, a loro tempo approvate e ora sotto accusa di aver sbaragliato la concorrenza di altri potenziali servizi.</p><ul><li>Via <a href="https://www.macrumors.com/2020/10/06/us-antitrust-report-apple-recommendations/" target="_blank">Mac Rumors</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/usa-la-commissione-parlamentare-contro-il-monopolio-di-apple-amazon-facebook-e-google</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Pare che i big della tecnologia al giorno d'oggi detengano un monopolio assimilabile a quello visto durante l'era del petrolio e delle ferrovie. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UxPpv865qcUYAAYtyAWuhU-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Apple, Facebook, Google e Amazon sono state indagate dal Comitato Giudiziario della Camera, ovvero l&apos;autorità antitrust statunitense. Le grandi società tecnologiche della Silicon Valley sono finite nel mirino dei deputati a causa del tipo di monopolio che esercitano, assimilabile a quello che a suo tempo era stato visto con il petrolio, le ferrovie e il telefono.</p><p>Come delineato dalla <a href="https://www.cnbc.com/2020/10/06/house-democrats-say-facebook-amazon-alphabet-apple-enjoy-monopoly-power.html" target="_blank">CNBC</a>, dopo 15 mesi di indagini la subcommissione ha presentato un <a href="https://judiciary.house.gov/uploadedfiles/investigation_of_competition_in_digital_markets_majority_staff_report_and_recommendations.pdf" target="_blank">report di 450 pagine</a> che evidenzia gli esiti di più udienze, sottolineando che le aziende indagate hanno abusato della loro posizione di potere ed esercitato una forma di monopolio, dettando le regole e i prezzi nel loro settore operativo.</p><p>Il report include anche interviste e più di 1.3 milioni di documenti, oltre a indicazioni per nuove normative antitrust che si concentrano su una concorrenza leale nel mondo dei mercati digitali, leggi rafforzate per quanto riguarda fusioni e monopolizzazioni, e la ristabilizzazione di una politica di sorveglianza e controllo rinforzata sull&apos;attuazione delle normative varate.</p><p>Il comitato richiede che il Congresso predisponga i requisiti per offrire pari condizioni, prodotti e servizi, impedendo ai big della Silicon Valley di imporre i propri servizi dominanti come default e incoraggiando anzi le grandi società a renderli compatibili con i competitor.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-kindle-migliori-offerte-sconti">Amazon Kindle: tutte le migliori offerte</a></li><li>Sta arrivando il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-amazon-echo">Amazon Echo: sconti e offerte per Alexa</a></li></ul><p>Apple nello specifico è stata accusata di detenere il monopolio quando si parla delle app distribuite sui dispositivi iOS. Il comitato ha citato vari colloqui con gli sviluppatori dell&apos;App Store, anche coloro che di recente sono stati protagonisti di alcuni attriti con Apple per quanto riguarda il pagamento delle commissioni.</p><p>Apple non si è dichiarata d&apos;accordo con le constatazioni del report, negando di monopolizzare la quota principale di mercato nelle varie categorie di app e affermando che in futuro indicherà nel dettaglio i motivi della contestazione.</p><p>Anche le altre società hanno reagito in maniera similare, difendendo il proprio ruolo di rilievo nel progresso e nella crescita economica degli USA.</p><p>Google è finita nel mirino per il monopolio nel mondo dei motori di ricerca e nella raccolta pubblicitaria, e viene accusata di adottare pratiche anti-concorrenziali per migliorare gli esiti delle ricerche. Amazon, invece, domina nel mondo del commercio, promuovendo i propri prodotti a scapito di altri.</p><p>Amazon afferma che le normative indicate nel report rischierebbero di danneggiare le aziende più piccole, e la concorrenza non sarebbe facilitata, mentre Facebook difende ancora le acquisizioni di WhatsApp e Instagram, a loro tempo approvate e ora sotto accusa di aver sbaragliato la concorrenza di altri potenziali servizi.</p><ul><li>Via <a href="https://www.macrumors.com/2020/10/06/us-antitrust-report-apple-recommendations/" target="_blank">Mac Rumors</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp Web, per accedere basterà un dito ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-web-per-accedere-bastera-un-dito</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Niente più codici QR: per accedere a WhatsApp sul grande schermo basterà l'impronta digitale. ]]>
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                                <p>WhatsApp viene usato soprattutto sui dispositivi mobile, ma è disponibile anche l&apos;app per desktop, oltre che l&apos;app web. Dal momento che il servizio di messaggistica è collegato al numero di telefono dell&apos;utente, è comunque necessario avere il proprio smartphone a portata di mano per l&apos;autenticazione prima di collegarvi da PC.</p><p>Attualmente per l&apos;identificazione e per accedere a WhatsApp da PC bisogna scannerizzare un codice QR con la fotocamera del proprio smartphone. Se è una cosa che trovate macchinosa e magari un po&apos; irritante, sarete contenti di sapere che le cose stanno per cambiare.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-accessori-per-notebook">migliori accessori per notebook</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/hdmi-21-tutto-cio-che-dovete-sapere-sul-nuovo-standard">HDMI 2.1</a>: tutto ciò che c&apos;è da sapere sul nuovo standard</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-14-data-di-uscita-caratteristiche-funzioni-compatibilita">iOS 14</a> è arrivato</li></ul><p>Nell&apos;ultima beta di WhatsApp per Android, <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-beta-for-android-2-20-200-10-whats-new/" target="_blank">WABetaInfo</a> ha trovato degli indizi che segnalano la possibilità di effettuare il log-in da desktop o portatile tramite scansione dell&apos;impronta digitale. La novità sembrerebbe essere presto in arrivo.</p><h2 id="toccata-e-fuga">Toccata e fuga</h2><p>Questo nuovo modo di effettuare il log-in per WhatsApp Web porterebbe alcuni vantaggi non indifferenti. Innanzitutto si tratta di un metodo più sicuro, che azzera il rischio che qualcuno, ritrovandosi in possesso del vostro smartphone, effettui l&apos;accesso da un PC. In secondo luogo è un metodo più veloce, perchè sarà sufficiente toccare il vostro smartphone per effettuare il log-in. Decisamente più rapido rispetto a prendere in mano il telefono e accedere alla fotocamera.</p><p>Non sappiamo di preciso quando arriverà questa novità (e neanche <em>se </em>effettivamente arriverà), ma vi terremo aggiornati.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Amazon Prime Day 2020</a>: tutte le migliori offerte tecnologiche</li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Whatsapp: un aggiornamento mette a tacere i gruppi per sempre ]]></title>
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                            <![CDATA[ Presto potrete silenziare le notifiche di un gruppo per sempre. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <p>WhatsApp presto vi permetterà di silenziare le notifiche dei gruppi per sempre, e non più solo per un giorno, una settimana o un anno. Finalmente una soluzione permanente per tutte le notifiche che arrivano dai gruppi WhatsApp che non volete lasciare, ma a cui non siete interessati.</p><p>L&apos;aggiornamento in questione è stato notato da <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-beta-for-android-2-20-197-3-whats-new/" target="_blank">WABetaInfo</a>, che scandaglia i file di installazione delle beta per trovare indizi riguardo le funzioni di prossimo arrivo. L&apos;opzione al momento non si può provare, ma si trova in fase di sviluppo e speriamo arrivi presto su tutti i dispositivi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-android">Le migliori VPN per Android del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">I migliori smartphone del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-iphone">I migliori giochi per iPhone del 2020</a></li></ul><p>Senz&apos;altro si tratta di un aggiornamento minore, ma molto utile. Silenziare le notifiche per solo 8 ore vi permette di trascorrere la vostra giornata lavorativa senza stress, mentre silenziarle per una settimana vi farà trascorrere le vostre ferie in pace. Se però per molti gruppi scegliete l&apos;opzione di silenziamento per un anno, significa che con ogni probabilità non vi interessa più ricevere notifiche da quel gruppo.</p><h2 id="cambiamenti-in-arrivo">Cambiamenti in arrivo</h2><p>Questa è davvero una bella notizia, soprattutto per la gestione di gruppi con tantissimi utenti, i cui contenuti condivisi non vi interessano poi molto. Se l&apos;idea di lasciare il gruppo vi mette in imbarazzo, no problem. Finalmente è in arrivo la funzione che fa per voi.</p><p>Un altro aggiornamento che arriverà prossimamente dovrebbe permettervi di usare lo stesso account WhatsApp su due o più dispositivi contemporaneamente. Anche questa una bella novità per chi è stanco di fare log-out e log-in continui per usare WhatsApp su più dispositivi, magari per lavoro e per uso personale.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-smartphone-da-giocare-in-famiglia">I migliori giochi per smartphone da giocare in famiglia</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp e Messenger: le chat verranno integrate, spuntano altri indizi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>I piani di Facebook di integrare Messenger all’interno di WhatsApp e Instagram non sono una novità, e di recente sono trapelati nuovi dettagli in merito all’unione delle chat tra le varie piattaforme.</p><p>Lo sviluppatore indipendente @Alex193a (come riporta <a href="https://www.gsmarena.com/facebook_messenger_shows_early_signs_of_crosschat_support_with_whatsapp_-news-44130.php" target="_blank"><u>GSMArena</u></a>) ha scoperto diversi indizi in merito all’integrazione delle principali app social, suggerendo che potrebbe esserci la possibilità di comunicare con un account WhatsApp attraverso l’app di Facebook.</p><p>L’indiscrezione mostra la presenza di un database nell’app di Facebook per gestire le chat con gli account WhatsApp, insieme a diversi elementi che consentirebbero a Facebook Messenger di capire se un determinato contatto è bloccato, inviare notifiche da WhatsApp e i dettagli di un destinatario della chat.</p><p>Il contenuto del messaggio non andrà a finire sui server di Facebook, quindi Messenger dovrebbe implementare un nuovo protocollo di sicurezza se intende portare a termine questa integrazione. Al momento non è chiaro se si potrà inviare e ricevere chat da più dispositivi contemporaneamente.</p><p>Si tratta al momento solo di indiscrezioni, anche se Mark Zuckerberg sembra stia continuando a lavorare per completare questa integrazione.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/windows-10x-quando-esce-compatibilita-e-funzioni-esclusive"><u>Windows 10X, quando esce, compatibilità e funzioni esclusive</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone"><u>I migliori smartphone del 2020</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-smartphone-da-giocare-in-famiglia"><u>I migliori giochi per smartphone da giocare in famiglia</u></a> </li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-e-messenger-le-chat-verranno-integrate-spuntano-altri-indizi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook sembra stia continuando a lavorare per completare questa integrazione con altre app di messaggistica. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
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                                <p>I piani di Facebook di integrare Messenger all’interno di WhatsApp e Instagram non sono una novità, e di recente sono trapelati nuovi dettagli in merito all’unione delle chat tra le varie piattaforme.</p><p>Lo sviluppatore indipendente @Alex193a (come riporta <a href="https://www.gsmarena.com/facebook_messenger_shows_early_signs_of_crosschat_support_with_whatsapp_-news-44130.php" target="_blank"><u>GSMArena</u></a>) ha scoperto diversi indizi in merito all’integrazione delle principali app social, suggerendo che potrebbe esserci la possibilità di comunicare con un account WhatsApp attraverso l’app di Facebook.</p><p>L’indiscrezione mostra la presenza di un database nell’app di Facebook per gestire le chat con gli account WhatsApp, insieme a diversi elementi che consentirebbero a Facebook Messenger di capire se un determinato contatto è bloccato, inviare notifiche da WhatsApp e i dettagli di un destinatario della chat.</p><p>Il contenuto del messaggio non andrà a finire sui server di Facebook, quindi Messenger dovrebbe implementare un nuovo protocollo di sicurezza se intende portare a termine questa integrazione. Al momento non è chiaro se si potrà inviare e ricevere chat da più dispositivi contemporaneamente.</p><p>Si tratta al momento solo di indiscrezioni, anche se Mark Zuckerberg sembra stia continuando a lavorare per completare questa integrazione.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/windows-10x-quando-esce-compatibilita-e-funzioni-esclusive"><u>Windows 10X, quando esce, compatibilità e funzioni esclusive</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone"><u>I migliori smartphone del 2020</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-smartphone-da-giocare-in-famiglia"><u>I migliori giochi per smartphone da giocare in famiglia</u></a> </li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Google ha rimosso 25 app Android che rubavano le credenziali Facebook  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Google ha rimosso 25 applicazioni Android dal Google Play Store dopo aver scoperto che erano in grado di rubare le credenziali Facebook degli utenti.</p><p>Queste app, che collettivamente sono state scaricate più di 2,34 milioni di volte, provengono tutte dallo stesso sviluppatore. Anche se sembravano diverse l&apos;una dall’altra, le applicazioni condividevano il medesimo codice che permetteva di ottenere i dati di accesso dell’account Facebook degli utenti che le scaricavano.</p><p>Gli esperti di sicurezza informatica del team francese Evina, sono stati i primi a scoprirne l’esistenza per poi segnalarle a Google. Alcune di queste app si spacciavano per contatori di passi, programmi di editing video e foto, per la gestione dei file e persino per videogames. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-app-gestione-tempo-time-management">Le migliori app per il time management. Gestite il tempo da professionisti</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/le-migliori-app-di-gestione-delle-attivita-del-2020-per-organizzare-e-svolgere-al-meglio-il-lavoro">Le migliori app di gestione delle attività del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-client-e-mail-del-2020-app-e-software-gratuiti-e-a-pagamento">I migliori client e-mail del 2020: app e software gratuiti e a pagamento</a></li></ul><h2 id="come-venivano-rubati-i-dati">Come venivano rubati i dati</h2><p>In un <a href="https://www.evina.com/they-steal-your-facebook/">post</a> pubblicato sul suo blog, Evina ha fornito ulteriori dettagli su come queste applicazioni malevole riuscissero a sottrarre le credenziali Facebook degli utenti: </p><p>“Quando un’applicazione viene lanciata sul vostro telefono, il malware invia automaticamente una richiesta per conoscerne il nome”. Se si tratta dell’app Facebook, questa apre automaticamente una scheda all&apos;interno di un browser che mostra la pagina di log-in di Facebook  Il browser appare in primo piano, facendo credere all’utente che sia stata l’app di Facebook a lanciarlo. Quando inserite le credenziali nella pagina compare nel browser il malware esegue automaticamente uno script java per rubarle. Una volta sottratti i dati di accesso, il malware li invia automaticamente ad un server.”</p><p>Evina ha scoperto 25 app malevole prodotte da Rio Reader LLC e le ha segnalate a Google alla fine di maggio. Dopo averle esaminate, Google ha rimosso le app dal Play Store agli inizi di giugno..</p><p>Tuttavia, alcune delle applicazioni circolavano sul Play Store da più di un anno prima di essere scoperte, il che significa che chi le ha sviluppate ha avuto modo di sottrarre i dati d’accesso Facebook di un numero molto elevato di utenti prima di essere scoperto.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">I migliori antivirus del 2020</a></li></ul><p>Via <a href="https://www.zdnet.com/article/google-removes-25-android-apps-caught-stealing-facebook-credentials/" target="_blank" rel="nofollow">ZDNet</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/google-ha-rimosso-25-app-android-che-rubavano-le-credenziali-facebook</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'azienda di cybersicurezza Evina ha scoperto  25 app Android che, una volta installate, rubavano i dati di accesso Facebook. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Google ha rimosso 25 applicazioni Android dal Google Play Store dopo aver scoperto che erano in grado di rubare le credenziali Facebook degli utenti.</p><p>Queste app, che collettivamente sono state scaricate più di 2,34 milioni di volte, provengono tutte dallo stesso sviluppatore. Anche se sembravano diverse l&apos;una dall’altra, le applicazioni condividevano il medesimo codice che permetteva di ottenere i dati di accesso dell’account Facebook degli utenti che le scaricavano.</p><p>Gli esperti di sicurezza informatica del team francese Evina, sono stati i primi a scoprirne l’esistenza per poi segnalarle a Google. Alcune di queste app si spacciavano per contatori di passi, programmi di editing video e foto, per la gestione dei file e persino per videogames. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-app-gestione-tempo-time-management">Le migliori app per il time management. Gestite il tempo da professionisti</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/le-migliori-app-di-gestione-delle-attivita-del-2020-per-organizzare-e-svolgere-al-meglio-il-lavoro">Le migliori app di gestione delle attività del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-client-e-mail-del-2020-app-e-software-gratuiti-e-a-pagamento">I migliori client e-mail del 2020: app e software gratuiti e a pagamento</a></li></ul><h2 id="come-venivano-rubati-i-dati">Come venivano rubati i dati</h2><p>In un <a href="https://www.evina.com/they-steal-your-facebook/">post</a> pubblicato sul suo blog, Evina ha fornito ulteriori dettagli su come queste applicazioni malevole riuscissero a sottrarre le credenziali Facebook degli utenti: </p><p>“Quando un’applicazione viene lanciata sul vostro telefono, il malware invia automaticamente una richiesta per conoscerne il nome”. Se si tratta dell’app Facebook, questa apre automaticamente una scheda all&apos;interno di un browser che mostra la pagina di log-in di Facebook  Il browser appare in primo piano, facendo credere all’utente che sia stata l’app di Facebook a lanciarlo. Quando inserite le credenziali nella pagina compare nel browser il malware esegue automaticamente uno script java per rubarle. Una volta sottratti i dati di accesso, il malware li invia automaticamente ad un server.”</p><p>Evina ha scoperto 25 app malevole prodotte da Rio Reader LLC e le ha segnalate a Google alla fine di maggio. Dopo averle esaminate, Google ha rimosso le app dal Play Store agli inizi di giugno..</p><p>Tuttavia, alcune delle applicazioni circolavano sul Play Store da più di un anno prima di essere scoperte, il che significa che chi le ha sviluppate ha avuto modo di sottrarre i dati d’accesso Facebook di un numero molto elevato di utenti prima di essere scoperto.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">I migliori antivirus del 2020</a></li></ul><p>Via <a href="https://www.zdnet.com/article/google-removes-25-android-apps-caught-stealing-facebook-credentials/" target="_blank" rel="nofollow">ZDNet</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Realtà virtuale, il nuovo visore di Facebook è più simile a un paio di occhiali che a un casco ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Pochi giorni fa Facebook ha annunciato che il suo visore entry-level Oculus Go andrà fuori produzione per permettere all’azienda di concentrarsi al meglio su «un nuovo capitolo della realtà virtuale». Qualche anticipazione su come sarà questo prossimo capitolo arriva da un nuovo, inedito prototipo.</p><p>Il nuovo visore è stato mostrato da Facebook Reality Labs in vista del Siggraph 2020, ovvero un evento annuale dedicato alla computer grafica e alla tecnologia che quest’anno si terrà in forma virtuale il 17 agosto. Una demo è attesa durante lo show ma il blog Facebook Research <a href="https://research.fb.com/blog/2020/06/holographic-optics-for-thin-and-lightweight-virtual-reality/">ha dato qualche informazione in anteprima</a>.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:47.06%;"><img id="ZgKrwpRvnM9HDjccXdAYKk" name="Holographic-optics_2.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZgKrwpRvnM9HDjccXdAYKk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="753" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook Research)</span></figcaption></figure><p>Sicuramente il fatto che più sorprende è che non si tratta di un casco ma di lenti che hanno un aspetto molto simile a dei semplici occhiali da sole. Al di là dell’aspetto, queste lenti sono basate sulla tecnologia dei display olografici e sfruttano una combinazione di illuminazione laser e un particolare tipo di polarizzazione per far rimbalzare la luce e ridurre notevolmente la distanza necessaria tra l’occhio e la lente rispetto a un paio di lenti tradizionali. </p><p>Se dunque nelle lenti normali la luce segue un percorso lineare per concentrarsi in un unico punto dell’occhio, nel caso del prototipo degli occhiali VR le lenti polarizzate riflettono la luce numerose volte per ottenere un effetto simile. Lo spazio fisico tra la lente e l’occhio può essere così ridotto a una distanza inedita di 9 millimetri rispetto ai 2-7 centimetri degli attuali visori.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:63.18%;"><img id="VgNN9226cz6kkWRadZSUZY" name="Holographic-optics_3.gif" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VgNN9226cz6kkWRadZSUZY-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="647" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook Research)</span></figcaption></figure><p>Oltre a essere meno ingombranti, gli occhiali saranno molto più leggeri delle tecnologie attuali. Le lenti-prototipo di Facebook pesano 17,8 grammi ma bisogna tenere in considerazione che non hanno una batteria o componenti hardware che aggiungerebbero molto più peso. Giusto per dare un riferimento, di solito una batteria da 10.000 mAh ha un peso intorno ai 27 grammi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-giochi-vr">I migliori giochi VR per mobile, console e PC</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/giochi-ps5-tutti-i-giochi-confermati-e-attesi-per-playstation5">Giochi PS5: tutti i giochi confermati e attesi</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/giochi-nintendo-switch">I migliori giochi per Nintento Switch del 2020</a></li></ul><p>Spiegata così la tecnologia di Facebook sembra rivoluzionaria ma ci sono due aspetti da considerare. Il primo è che al momento il prototipo è in grado di trasmettere all’occhio umano <em>solo</em> luce verde. Quindi gli ambienti virtuali sono inevitabilmente di questo colore, un po’ come successe con il Virtual Boy, <a href="https://www.androidcentral.com/facebooks-new-vr-prototype-looks-snazzy-pair-sunglasses">ricorda AndroidCentral</a>, la fallimentare console Nintendo apparsa nel 1995 che prendeva ispirazione dalla realtà virtuale mostrando però solo grafica con il colore rosso.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:37.50%;"><img id="FxDdFJb3kRS29uwLgEb7aZ" name="facebook-holographic-optics_graphic.png" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FxDdFJb3kRS29uwLgEb7aZ-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4800" height="1800" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook Research)</span></figcaption></figure><p>Le lenti hanno inoltre un campo visivo molto ristretto, di appena 90° rispetto ai 100-130° degli attuali visori riducendo dunque l’immersività. Insomma, il prototipo per quanto interessante richiede ancora molto lavoro e sicuramente ne sapremo qualcosa di più al prossimo Siggraph del 17 agosto.</p><p><strong> Fonte:</strong> <a href="https://www.androidcentral.com/facebooks-new-vr-prototype-looks-snazzy-pair-sunglasses"><u>AndroidCentral</u></a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/realta-virtuale-il-nuovo-visore-di-facebook-e-piu-simile-a-un-paio-di-occhiali-che-a-un-casco</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook presenta un prototipo che in futuro potrebbe permettere di fruire della realtà virtuale in maniera più facile e leggera rispetto ai visori attuali. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Facebook]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Luca Salerno ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                            <article>
                                <p>Pochi giorni fa Facebook ha annunciato che il suo visore entry-level Oculus Go andrà fuori produzione per permettere all’azienda di concentrarsi al meglio su «un nuovo capitolo della realtà virtuale». Qualche anticipazione su come sarà questo prossimo capitolo arriva da un nuovo, inedito prototipo.</p><p>Il nuovo visore è stato mostrato da Facebook Reality Labs in vista del Siggraph 2020, ovvero un evento annuale dedicato alla computer grafica e alla tecnologia che quest’anno si terrà in forma virtuale il 17 agosto. Una demo è attesa durante lo show ma il blog Facebook Research <a href="https://research.fb.com/blog/2020/06/holographic-optics-for-thin-and-lightweight-virtual-reality/">ha dato qualche informazione in anteprima</a>.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:47.06%;"><img id="ZgKrwpRvnM9HDjccXdAYKk" name="Holographic-optics_2.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZgKrwpRvnM9HDjccXdAYKk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="753" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook Research)</span></figcaption></figure><p>Sicuramente il fatto che più sorprende è che non si tratta di un casco ma di lenti che hanno un aspetto molto simile a dei semplici occhiali da sole. Al di là dell’aspetto, queste lenti sono basate sulla tecnologia dei display olografici e sfruttano una combinazione di illuminazione laser e un particolare tipo di polarizzazione per far rimbalzare la luce e ridurre notevolmente la distanza necessaria tra l’occhio e la lente rispetto a un paio di lenti tradizionali. </p><p>Se dunque nelle lenti normali la luce segue un percorso lineare per concentrarsi in un unico punto dell’occhio, nel caso del prototipo degli occhiali VR le lenti polarizzate riflettono la luce numerose volte per ottenere un effetto simile. Lo spazio fisico tra la lente e l’occhio può essere così ridotto a una distanza inedita di 9 millimetri rispetto ai 2-7 centimetri degli attuali visori.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:63.18%;"><img id="VgNN9226cz6kkWRadZSUZY" name="Holographic-optics_3.gif" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VgNN9226cz6kkWRadZSUZY-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="647" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook Research)</span></figcaption></figure><p>Oltre a essere meno ingombranti, gli occhiali saranno molto più leggeri delle tecnologie attuali. Le lenti-prototipo di Facebook pesano 17,8 grammi ma bisogna tenere in considerazione che non hanno una batteria o componenti hardware che aggiungerebbero molto più peso. Giusto per dare un riferimento, di solito una batteria da 10.000 mAh ha un peso intorno ai 27 grammi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-giochi-vr">I migliori giochi VR per mobile, console e PC</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/giochi-ps5-tutti-i-giochi-confermati-e-attesi-per-playstation5">Giochi PS5: tutti i giochi confermati e attesi</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/giochi-nintendo-switch">I migliori giochi per Nintento Switch del 2020</a></li></ul><p>Spiegata così la tecnologia di Facebook sembra rivoluzionaria ma ci sono due aspetti da considerare. Il primo è che al momento il prototipo è in grado di trasmettere all’occhio umano <em>solo</em> luce verde. Quindi gli ambienti virtuali sono inevitabilmente di questo colore, un po’ come successe con il Virtual Boy, <a href="https://www.androidcentral.com/facebooks-new-vr-prototype-looks-snazzy-pair-sunglasses">ricorda AndroidCentral</a>, la fallimentare console Nintendo apparsa nel 1995 che prendeva ispirazione dalla realtà virtuale mostrando però solo grafica con il colore rosso.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:37.50%;"><img id="FxDdFJb3kRS29uwLgEb7aZ" name="facebook-holographic-optics_graphic.png" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FxDdFJb3kRS29uwLgEb7aZ-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4800" height="1800" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook Research)</span></figcaption></figure><p>Le lenti hanno inoltre un campo visivo molto ristretto, di appena 90° rispetto ai 100-130° degli attuali visori riducendo dunque l’immersività. Insomma, il prototipo per quanto interessante richiede ancora molto lavoro e sicuramente ne sapremo qualcosa di più al prossimo Siggraph del 17 agosto.</p><p><strong> Fonte:</strong> <a href="https://www.androidcentral.com/facebooks-new-vr-prototype-looks-snazzy-pair-sunglasses"><u>AndroidCentral</u></a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook e Wikipedia uniti contro la disinformazione ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-come-attivare-la-dark-mode-con-la-nuova-grafica"><u>Facebook</u></a> ha integrato dei box di approfondimento di Wikipedia quando si fa una ricerca sulla piattaforma. Questa funzione ricorda molto l’integrazione di Google con Wikipedia fatta nel 2012. </p><p>In aggiunta rispetto all’integrazione con Google, sono presenti i link agli account Instagram collegati a Facebook. </p><p>Un’altra differenza è la propensione a mantenere gli utenti all’interno dell’ecosistema Facebook. Questa nuova funzione fa parte della lotta del social network contro la disinformazione, in quanto rende molto più semplice la ricerca delle fonti senza dover lasciare Facebook per rivolgersi a un altro sito. </p><p>Non molto tempo fa, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha dichiarato che Facebook è un ecosistema ricco di contenuti unici in grado di rispondere a domande a cui altri tipi di servizi non sono in grado di dare una risposta. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-rileva-giphy-in-arrivo-su-instagram-nuove-gif-animate"><u>Facebook rileva Giphy e presto aggiungerà nuove GIF animate a Instagram</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-presenta-messenger-rooms-lalternativa-a-zoom-per-le-videochiamate"><u>Facebook presenta Messenger Rooms, l&apos;alternativa a Zoom per le videochiamate</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-e-facebook-gli-investimenti-pubblicitari-superano-per-la-prima-volta-il-settore-televisivo"><u>Google e Facebook, gli investimenti pubblicitari superano per la prima volta il settore televisivo</u></a> </li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/MattNavarra/status/1270302837780537351"><p lang="en" dir="ltr">New? Facebook shows Wikipedia snippits in search results h/t @jc_zijl pic.twitter.com/zcbQJmauhE<a href="https://twitter.com/MattNavarra/status/1270302837780537351">June 9, 2020</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:821px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="U34crBiLdMvSNcDEvzRqjQ" name="Modi Cropped.jpg" alt="Screenshot of a search on Narendra Modi with Wiki link at the right" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U34crBiLdMvSNcDEvzRqjQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="821" height="461" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Screenshot)</span></figcaption></figure><p>In un&apos;intervista con <em>TechCrunch</em>, Facebook ha rivelato che questa nuova funzionalità è in fase di test sulla versione classica di Facebook accessibile da PC, sull’app per iOS e sulla versione desktop per i dispositivi mobile in lingua inglese. Per questo motivo potrebbe non essere visibile a tutti gli utenti. Al momento non ci sono informazioni riguardo la durata dei test. </p><p>Molti utenti si sono lamentati dei box di approfondimenti di Wikipedia apparsi su Facebook. Spesso i risultati non sono coerenti con la parola cercata, ad esempio se si cercano informazioni sul film <em>Parasite</em> appaiono risultati inerenti ai parassiti. I problemi di collegamento ai box di Wikipedia resteranno per un po’ finchè Facebook non troverà l’algoritmo di ricerca corretto.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zoom-cose-come-funziona-trucchi-e-consigli"><u>Zoom: cos’è, come funziona, trucchi e consigli</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zoom-ecco-le-migliori-app-alternative-per-la-videoconferenza"><u>Zoom, ecco le migliori app alternative per la videoconferenza</u></a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-e-wikipedia-uniti-contro-la-disinformazione</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook ha introdotto i box di approfondimento di Wikipedia nei suoi risultati di ricerca. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Facebook]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ TechRadar India Bureau ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Facebook]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Facebook]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facebook]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
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                                <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-come-attivare-la-dark-mode-con-la-nuova-grafica"><u>Facebook</u></a> ha integrato dei box di approfondimento di Wikipedia quando si fa una ricerca sulla piattaforma. Questa funzione ricorda molto l’integrazione di Google con Wikipedia fatta nel 2012. </p><p>In aggiunta rispetto all’integrazione con Google, sono presenti i link agli account Instagram collegati a Facebook. </p><p>Un’altra differenza è la propensione a mantenere gli utenti all’interno dell’ecosistema Facebook. Questa nuova funzione fa parte della lotta del social network contro la disinformazione, in quanto rende molto più semplice la ricerca delle fonti senza dover lasciare Facebook per rivolgersi a un altro sito. </p><p>Non molto tempo fa, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha dichiarato che Facebook è un ecosistema ricco di contenuti unici in grado di rispondere a domande a cui altri tipi di servizi non sono in grado di dare una risposta. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-rileva-giphy-in-arrivo-su-instagram-nuove-gif-animate"><u>Facebook rileva Giphy e presto aggiungerà nuove GIF animate a Instagram</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-presenta-messenger-rooms-lalternativa-a-zoom-per-le-videochiamate"><u>Facebook presenta Messenger Rooms, l&apos;alternativa a Zoom per le videochiamate</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-e-facebook-gli-investimenti-pubblicitari-superano-per-la-prima-volta-il-settore-televisivo"><u>Google e Facebook, gli investimenti pubblicitari superano per la prima volta il settore televisivo</u></a> </li></ul><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/MattNavarra/status/1270302837780537351"><p lang="en" dir="ltr">New? Facebook shows Wikipedia snippits in search results h/t @jc_zijl pic.twitter.com/zcbQJmauhE<a href="https://twitter.com/MattNavarra/status/1270302837780537351">June 9, 2020</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:821px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="U34crBiLdMvSNcDEvzRqjQ" name="Modi Cropped.jpg" alt="Screenshot of a search on Narendra Modi with Wiki link at the right" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U34crBiLdMvSNcDEvzRqjQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="821" height="461" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Screenshot)</span></figcaption></figure><p>In un&apos;intervista con <em>TechCrunch</em>, Facebook ha rivelato che questa nuova funzionalità è in fase di test sulla versione classica di Facebook accessibile da PC, sull’app per iOS e sulla versione desktop per i dispositivi mobile in lingua inglese. Per questo motivo potrebbe non essere visibile a tutti gli utenti. Al momento non ci sono informazioni riguardo la durata dei test. </p><p>Molti utenti si sono lamentati dei box di approfondimenti di Wikipedia apparsi su Facebook. Spesso i risultati non sono coerenti con la parola cercata, ad esempio se si cercano informazioni sul film <em>Parasite</em> appaiono risultati inerenti ai parassiti. I problemi di collegamento ai box di Wikipedia resteranno per un po’ finchè Facebook non troverà l’algoritmo di ricerca corretto.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zoom-cose-come-funziona-trucchi-e-consigli"><u>Zoom: cos’è, come funziona, trucchi e consigli</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zoom-ecco-le-migliori-app-alternative-per-la-videoconferenza"><u>Zoom, ecco le migliori app alternative per la videoconferenza</u></a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ IBM annuncia lo stop a ricerca, sviluppo e fornitura della tecnologia di riconoscimento facciale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il CEO di IBM Arvind Krishna, per mezzo di una lettera inviata ai membri del Congresso degli Stati Uniti (l&apos;organo legislativo del governo federale degli USA), ha dichiarato che l’azienda ha cessato ufficialmente di effettuare ricerca, sviluppo e fornitura della propria tecnologia di riconoscimento facciale.</p><p>Mentre gli Stati Uniti si trovano a dover fare i conti con una vera e propria guerra civile innescata dall’omicidio di George Floyd, che ha portato a una maggiore riflessione da parte di tutto il mondo nei confronti di un tema delicato come quello del razzismo, Krishna si è dichiarato favorevole al <a href="https://judiciary.house.gov/news/documentsingle.aspx?DocumentID=3005">Justice in Policing Act</a> (la riforma statunitense che coinvolge i diritti civili e quelli degli organi di polizia) e ha invitato il popolo a una maggiore responsabilità. </p><p>"IBM si oppone fermamente e non perdonerà l&apos;uso di tecnologie offerte da altri fornitori, tra cui quella di riconoscimento facciale, che portino alla sorveglianza di massa, la profilazione razziale, le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali o con qualsiasi scopo che non sia coerente con i nostri valori e <a href="https://www.ibm.com/blogs/policy/trust-principles/"><u>Principi di Fiducia e Trasparenza</u></a>", ha affermato Krishna nella lettera. "Riteniamo che sia giunto il momento di avviare un dialogo nazionale su se e come la tecnologia di riconoscimento facciale debba essere impiegata dalle forze dell&apos;ordine nazionali". </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-pixel-4-una-nuova-funzione-migliora-il-riconoscimento-facciale"><u>Google Pixel 4, una nuova funzione migliora il riconoscimento facciale</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-135-iphone-si-potra-sbloccare-anche-con-la-mascherina"><u>iOS 13.5: iPhone si potrà sbloccare anche con la mascherina</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/intelligenza-artificiale-il-problema-del-pregiudizio-e-insormontabile-per-ora"><u>Intelligenza Artificiale, il problema del pregiudizio è insormontabile (per ora)</u></a> </li></ul><h2 id="riconoscimento-facciale-una-scienza-non-esatta-xa0">Riconoscimento facciale, una scienza non esatta </h2><p>I notevoli passi in avanti fatti dall’intelligenza artificiale nell’ultimo decennio hanno portato a miglioramenti anche nel software di riconoscimento facciale. Tuttavia, capita spesso che i fornitori di questa tecnologia siano aziende private soggette a una scarsa regolamentazione e supervisione. Ciò conduce a una certa inaffidabilità degli strumenti di riconoscimento facciale che, in caso di errore, portano a violazioni di sicurezza o a errate applicazioni di legge. Nel peggiore dei casi, si rischia di scaturire in pregiudizi etnici, con la tecnologia che si trasforma in un pericolo potenziale per i diritti civili.</p><p>Come riportato dal sito <a href="https://www.theverge.com/2020/6/8/21284683/ibm-no-longer-general-purpose-facial-recognition-analysis-software"><u>The Verge</u></a>, nel 2018, un pool di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge ha condotto un progetto denominato <a href="http://gendershades.org/overview.html"><u>Gender Shades</u></a>, che ha dimostrato come il software di riconoscimento facciale di molti sistemi commerciali sia soggetto a distorsioni. </p><p>Nel dicembre 2019, invece, uno <a href="https://www.nist.gov/news-events/news/2019/12/nist-study-evaluates-effects-race-age-sex-face-recognition-software"><u>studio condotto dal National Institute of Standards and Technology</u></a> (un&apos;agenzia del governo degli Stati Uniti d&apos;America che si occupa della gestione delle tecnologie) ha individuato "prove empiriche dell&apos;esistenza di discriminanti demografiche nella maggior parte degli algoritmi di riconoscimento facciale che abbiamo studiato”.</p><p>Patrick Grother, uno degli informatici a capo della ricerca del NIST, ha poi aggiunto: “Questi dati saranno utili ai responsabili della politica, agli sviluppatori e agli utenti per riflettere sui limiti e sull&apos;uso appropriato di questi algoritmi."</p><p>La tecnologia di riconoscimento facciale presenta anche altri limiti di accuratezza che potrebbero condurre a potenziali violazioni della privacy. Uno dei maggiori esempi è rappresentato da Rekognition, la tecnologia sviluppata da Amazon che, nel corso di alcuni esperimenti condotti dall’American Civil Liberties Union (un&apos;organizzazione non governativa per la difesa dei diritti civili e le libertà individuali negli USA) nel 2018, ha fatto registrare scambi di persona abbastanza grossolani.</p><p>Come riportato in un articolo del quotidiano <a href="https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2018/07/27/news/il_riconoscimento_facciale_di_amazon_scambia_parlamentari_per_criminali-202813538/"><u>La Repubblica</u></a>, l’affidabilità di Rekognition è stata testata attraverso un confronto tra un database di 25000 foto segnaletiche di criminali e i volti dei 535 parlamentari del Congresso degli Stati Uniti. In ventotto occasioni il software ha associato erroneamente il volto di un politico a quello di un malvivente. </p><p>In base al risultato di questo esperimento, “non è difficile immaginare un futuro in cui le persone verranno interrogate o perquisite solo perché un software ha trovato una corrispondenza tra il loro viso e quelli di un archivio di criminali. Un futuro in cui “un’identificazione, che sia accurata o meno, potrebbe costare la libertà o persino la vita” a un cittadino innocente.</p><h2 id="i-casi-facebook-e-x2026-ibm-xa0">I casi Facebook e… IBM </h2><p>Neanche Facebook è riuscita a scampare alla gogna dell’errato utilizzo del riconoscimento facciale: nel gennaio 2020, nell’ambito di una causa legale con diverse associazioni dell’Illinois, l’azienda di Zuckerberg è stata punita con il pagamento della somma di 550 milioni di dollari per aver violato una legge statale che consente alle aziende tecnologiche di raccogliere dati biometrici, come le impronte digitali o i tratti del volto, previa concessione scritta obbligatoria.</p><p>La stessa IBM è stata <a href="https://www.lastampa.it/tecnologia/news/2019/03/20/news/riconoscimento-facciale-ibm-ha-usato-una-nostra-foto-presa-su-flickr-ecco-come-scoprirlo-1.33689274"><u>nell’occhio del ciclone nel 2019</u></a> per aver utilizzato un database di oltre 99 milioni di foto degli utenti del sito web Flickr, senza però richiedere alcun permesso. L’azienda ha difeso la legittimità della propria azione affermando che le foto sono condivise con licenza Creative Commons (che rende lecito l’utilizzo purché non a scopo di lucro). </p><p>Se siete curiosi di scoprire se le vostre foto figurano nel database Flickr in possesso di IBM, potete utilizzare lo <a href="https://dataviz.nbcnews.com/projects/20190306-ibm-flickr-usernames/index.html?initialWidth=528&childId=embed-20190306-ibm-flickr-usernames&parentTitle=Facial%20recognition%27s%20%27dirty%20little%20secret%27%3A%20Millions%20of%20online%20photos%20scraped%20without%20consent&parentUrl=https%3A%2F%2Fwww.nbcnews.com%2Ftech%2Finternet%2Ffacial-recognition-s-dirty-little-secret-millions-online-photos-scraped-n981921"><u>strumento online</u></a> messo a disposizione dall’emittente statunitense NBC. Nel caso in cui non vogliate che queste vengano utilizzate da IBM, non dovete far altro che contattare l&apos;azienda statunitense e indicare i link dei contenuti da eliminare. </p><p>Fate attenzione, però: le foto scompariranno dal database IBM, ma saranno ancora a disposizione delle società di ricerca che hanno utilizzato finora la tecnologia di riconoscimento facciale del colosso statunitense. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/scanner-lidar-in-cosa-consiste-laggiornamento-della-fotocamera-di-iphone-12-pro"><u>Scanner LiDAR, in cosa consiste l&apos;aggiornamento della fotocamera di iPhone 12 Pro?</u></a> </li></ul><p>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2020/6/8/21284683/ibm-no-longer-general-purpose-facial-recognition-analysis-software"><u>The Verge</u></a> </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ibm-annuncia-lo-stop-a-ricerca-sviluppo-e-fornitura-della-tecnologia-di-riconoscimento-facciale</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ IBM annuncia che si opporrà fermamente all’utilizzo della tecnologia come portatrice di "violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali". ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facial recognition]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Il CEO di IBM Arvind Krishna, per mezzo di una lettera inviata ai membri del Congresso degli Stati Uniti (l&apos;organo legislativo del governo federale degli USA), ha dichiarato che l’azienda ha cessato ufficialmente di effettuare ricerca, sviluppo e fornitura della propria tecnologia di riconoscimento facciale.</p><p>Mentre gli Stati Uniti si trovano a dover fare i conti con una vera e propria guerra civile innescata dall’omicidio di George Floyd, che ha portato a una maggiore riflessione da parte di tutto il mondo nei confronti di un tema delicato come quello del razzismo, Krishna si è dichiarato favorevole al <a href="https://judiciary.house.gov/news/documentsingle.aspx?DocumentID=3005">Justice in Policing Act</a> (la riforma statunitense che coinvolge i diritti civili e quelli degli organi di polizia) e ha invitato il popolo a una maggiore responsabilità. </p><p>"IBM si oppone fermamente e non perdonerà l&apos;uso di tecnologie offerte da altri fornitori, tra cui quella di riconoscimento facciale, che portino alla sorveglianza di massa, la profilazione razziale, le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali o con qualsiasi scopo che non sia coerente con i nostri valori e <a href="https://www.ibm.com/blogs/policy/trust-principles/"><u>Principi di Fiducia e Trasparenza</u></a>", ha affermato Krishna nella lettera. "Riteniamo che sia giunto il momento di avviare un dialogo nazionale su se e come la tecnologia di riconoscimento facciale debba essere impiegata dalle forze dell&apos;ordine nazionali". </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-pixel-4-una-nuova-funzione-migliora-il-riconoscimento-facciale"><u>Google Pixel 4, una nuova funzione migliora il riconoscimento facciale</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-135-iphone-si-potra-sbloccare-anche-con-la-mascherina"><u>iOS 13.5: iPhone si potrà sbloccare anche con la mascherina</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/intelligenza-artificiale-il-problema-del-pregiudizio-e-insormontabile-per-ora"><u>Intelligenza Artificiale, il problema del pregiudizio è insormontabile (per ora)</u></a> </li></ul><h2 id="riconoscimento-facciale-una-scienza-non-esatta-xa0">Riconoscimento facciale, una scienza non esatta </h2><p>I notevoli passi in avanti fatti dall’intelligenza artificiale nell’ultimo decennio hanno portato a miglioramenti anche nel software di riconoscimento facciale. Tuttavia, capita spesso che i fornitori di questa tecnologia siano aziende private soggette a una scarsa regolamentazione e supervisione. Ciò conduce a una certa inaffidabilità degli strumenti di riconoscimento facciale che, in caso di errore, portano a violazioni di sicurezza o a errate applicazioni di legge. Nel peggiore dei casi, si rischia di scaturire in pregiudizi etnici, con la tecnologia che si trasforma in un pericolo potenziale per i diritti civili.</p><p>Come riportato dal sito <a href="https://www.theverge.com/2020/6/8/21284683/ibm-no-longer-general-purpose-facial-recognition-analysis-software"><u>The Verge</u></a>, nel 2018, un pool di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge ha condotto un progetto denominato <a href="http://gendershades.org/overview.html"><u>Gender Shades</u></a>, che ha dimostrato come il software di riconoscimento facciale di molti sistemi commerciali sia soggetto a distorsioni. </p><p>Nel dicembre 2019, invece, uno <a href="https://www.nist.gov/news-events/news/2019/12/nist-study-evaluates-effects-race-age-sex-face-recognition-software"><u>studio condotto dal National Institute of Standards and Technology</u></a> (un&apos;agenzia del governo degli Stati Uniti d&apos;America che si occupa della gestione delle tecnologie) ha individuato "prove empiriche dell&apos;esistenza di discriminanti demografiche nella maggior parte degli algoritmi di riconoscimento facciale che abbiamo studiato”.</p><p>Patrick Grother, uno degli informatici a capo della ricerca del NIST, ha poi aggiunto: “Questi dati saranno utili ai responsabili della politica, agli sviluppatori e agli utenti per riflettere sui limiti e sull&apos;uso appropriato di questi algoritmi."</p><p>La tecnologia di riconoscimento facciale presenta anche altri limiti di accuratezza che potrebbero condurre a potenziali violazioni della privacy. Uno dei maggiori esempi è rappresentato da Rekognition, la tecnologia sviluppata da Amazon che, nel corso di alcuni esperimenti condotti dall’American Civil Liberties Union (un&apos;organizzazione non governativa per la difesa dei diritti civili e le libertà individuali negli USA) nel 2018, ha fatto registrare scambi di persona abbastanza grossolani.</p><p>Come riportato in un articolo del quotidiano <a href="https://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2018/07/27/news/il_riconoscimento_facciale_di_amazon_scambia_parlamentari_per_criminali-202813538/"><u>La Repubblica</u></a>, l’affidabilità di Rekognition è stata testata attraverso un confronto tra un database di 25000 foto segnaletiche di criminali e i volti dei 535 parlamentari del Congresso degli Stati Uniti. In ventotto occasioni il software ha associato erroneamente il volto di un politico a quello di un malvivente. </p><p>In base al risultato di questo esperimento, “non è difficile immaginare un futuro in cui le persone verranno interrogate o perquisite solo perché un software ha trovato una corrispondenza tra il loro viso e quelli di un archivio di criminali. Un futuro in cui “un’identificazione, che sia accurata o meno, potrebbe costare la libertà o persino la vita” a un cittadino innocente.</p><h2 id="i-casi-facebook-e-x2026-ibm-xa0">I casi Facebook e… IBM </h2><p>Neanche Facebook è riuscita a scampare alla gogna dell’errato utilizzo del riconoscimento facciale: nel gennaio 2020, nell’ambito di una causa legale con diverse associazioni dell’Illinois, l’azienda di Zuckerberg è stata punita con il pagamento della somma di 550 milioni di dollari per aver violato una legge statale che consente alle aziende tecnologiche di raccogliere dati biometrici, come le impronte digitali o i tratti del volto, previa concessione scritta obbligatoria.</p><p>La stessa IBM è stata <a href="https://www.lastampa.it/tecnologia/news/2019/03/20/news/riconoscimento-facciale-ibm-ha-usato-una-nostra-foto-presa-su-flickr-ecco-come-scoprirlo-1.33689274"><u>nell’occhio del ciclone nel 2019</u></a> per aver utilizzato un database di oltre 99 milioni di foto degli utenti del sito web Flickr, senza però richiedere alcun permesso. L’azienda ha difeso la legittimità della propria azione affermando che le foto sono condivise con licenza Creative Commons (che rende lecito l’utilizzo purché non a scopo di lucro). </p><p>Se siete curiosi di scoprire se le vostre foto figurano nel database Flickr in possesso di IBM, potete utilizzare lo <a href="https://dataviz.nbcnews.com/projects/20190306-ibm-flickr-usernames/index.html?initialWidth=528&childId=embed-20190306-ibm-flickr-usernames&parentTitle=Facial%20recognition%27s%20%27dirty%20little%20secret%27%3A%20Millions%20of%20online%20photos%20scraped%20without%20consent&parentUrl=https%3A%2F%2Fwww.nbcnews.com%2Ftech%2Finternet%2Ffacial-recognition-s-dirty-little-secret-millions-online-photos-scraped-n981921"><u>strumento online</u></a> messo a disposizione dall’emittente statunitense NBC. Nel caso in cui non vogliate che queste vengano utilizzate da IBM, non dovete far altro che contattare l&apos;azienda statunitense e indicare i link dei contenuti da eliminare. </p><p>Fate attenzione, però: le foto scompariranno dal database IBM, ma saranno ancora a disposizione delle società di ricerca che hanno utilizzato finora la tecnologia di riconoscimento facciale del colosso statunitense. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/scanner-lidar-in-cosa-consiste-laggiornamento-della-fotocamera-di-iphone-12-pro"><u>Scanner LiDAR, in cosa consiste l&apos;aggiornamento della fotocamera di iPhone 12 Pro?</u></a> </li></ul><p>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2020/6/8/21284683/ibm-no-longer-general-purpose-facial-recognition-analysis-software"><u>The Verge</u></a> </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook, un nuovo strumento consente di eliminare facilmente i vecchi post  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Condividiamo molte cose su siti di social media come Facebook e spesso questi contenuti diventano imbarazzanti col passare degli anni. Per questo motivo, molti utenti hanno sempre desiderato uno strumento con cui eliminare comodamente i vecchi post.</p><p>Ebbene, Facebook ha <a href="https://about.fb.com/news/2020/06/introducing-manage-activity/"><u>introdotto</u></a> un nuovo tool di gestione delle attività che non solo ci aiuterà a eliminare o nascondere vecchi e irritanti post, ma ci permetterà anche di farlo in blocco.</p><p>La funzionalità verrà gradualmente implementata sull&apos;app mobile di Facebook e sull&apos;app Facebook Lite e successivamente sarà introdotta anche nella versione desktop, stando alle dichiarazioni dell’azienda.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-crm-del-2020-come-ottimizzare-la-gestione-delle-relazioni-con-i-clienti"><u>I migliori software CRM del 2020: come ottimizzare la gestione delle relazioni con i clienti</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-collaborazione"><u>I migliori software di collaborazione online del 2020: programmi gratuiti e a pagamento per lavorare e comunicare a distanza</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali"><u>I migliori software per desktop remoto del 2020: gratuiti, a pagamento e aziendali</u></a> </li></ul><h2 id="come-eliminare-pi-xf9-post-su-facebook-xa0">Come eliminare più post su Facebook? </h2><p>Quando la funzione sarà disponibile sull’applicazione Facebook, andate alla pagina del profilo e completate la seguente procedura: </p><ul><li>Cliccare su Registro attività</li><li>Cliccare su Gestisci attività</li><li>Cliccare su "I tuoi post" nel nuovo menu a scorrimento</li><li>Cliccare su Filtri</li><li>Selezionare i post da eliminare. Potete selezionare ed eliminare più post contemporaneamente.</li></ul><p>I post eliminati rimarranno nell&apos;account per 30 giorni prima di essere rimossi definitivamente, nel caso l’utente volesse ripristinarli. Questo strumento permette solo di eliminare i post creati sul vostro account, quelli pubblicati dai vostri amici e nei quali siete taggati devono essere eliminati direttamente dai loro account.</p><p><em>Gestisci attività</em> consente anche di nascondere i vecchi post archiviandoli, in questo modo gli utenti potranno comunque rivivere i vecchi ricordi quando lo desiderano. Questo strumento di controllo della privacy era atteso da tempo e finalmente migliorerà il controllo delle informazioni condivise su Facebook.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-per-la-gestione-aziendale-del-2020"><u>I migliori software per la gestione aziendale del 2020</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-per-videoconferenze-del-2020-soluzioni-gratuite-e-a-pagamento-per-le-aziende"><u>I migliori software per videoconferenze del 2020: soluzioni gratuite e a pagamento per le aziende</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>I migliori antivirus del 2020</u></a> </li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-un-nuovo-strumento-consente-di-eliminare-facilmente-i-vecchi-post</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Lo strumento Gestione attività di Facebook consente agli utenti di filtrare vecchi post imbarazzanti sul social media ed eliminarli in blocco o nasconderli ad altri utenti ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">5UbAHPa76vGq7T2rQ2DZAJ</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Facebook]]></category>
                                                    <category><![CDATA[user privacy]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Manage Activity ]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Jacopo Ferrante ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vgyEQpyq32ndsK6ihEbkih-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Facebook]]></media:title>
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                                <p>Condividiamo molte cose su siti di social media come Facebook e spesso questi contenuti diventano imbarazzanti col passare degli anni. Per questo motivo, molti utenti hanno sempre desiderato uno strumento con cui eliminare comodamente i vecchi post.</p><p>Ebbene, Facebook ha <a href="https://about.fb.com/news/2020/06/introducing-manage-activity/"><u>introdotto</u></a> un nuovo tool di gestione delle attività che non solo ci aiuterà a eliminare o nascondere vecchi e irritanti post, ma ci permetterà anche di farlo in blocco.</p><p>La funzionalità verrà gradualmente implementata sull&apos;app mobile di Facebook e sull&apos;app Facebook Lite e successivamente sarà introdotta anche nella versione desktop, stando alle dichiarazioni dell’azienda.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-crm-del-2020-come-ottimizzare-la-gestione-delle-relazioni-con-i-clienti"><u>I migliori software CRM del 2020: come ottimizzare la gestione delle relazioni con i clienti</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-collaborazione"><u>I migliori software di collaborazione online del 2020: programmi gratuiti e a pagamento per lavorare e comunicare a distanza</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali"><u>I migliori software per desktop remoto del 2020: gratuiti, a pagamento e aziendali</u></a> </li></ul><h2 id="come-eliminare-pi-xf9-post-su-facebook-xa0">Come eliminare più post su Facebook? </h2><p>Quando la funzione sarà disponibile sull’applicazione Facebook, andate alla pagina del profilo e completate la seguente procedura: </p><ul><li>Cliccare su Registro attività</li><li>Cliccare su Gestisci attività</li><li>Cliccare su "I tuoi post" nel nuovo menu a scorrimento</li><li>Cliccare su Filtri</li><li>Selezionare i post da eliminare. Potete selezionare ed eliminare più post contemporaneamente.</li></ul><p>I post eliminati rimarranno nell&apos;account per 30 giorni prima di essere rimossi definitivamente, nel caso l’utente volesse ripristinarli. Questo strumento permette solo di eliminare i post creati sul vostro account, quelli pubblicati dai vostri amici e nei quali siete taggati devono essere eliminati direttamente dai loro account.</p><p><em>Gestisci attività</em> consente anche di nascondere i vecchi post archiviandoli, in questo modo gli utenti potranno comunque rivivere i vecchi ricordi quando lo desiderano. Questo strumento di controllo della privacy era atteso da tempo e finalmente migliorerà il controllo delle informazioni condivise su Facebook.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-per-la-gestione-aziendale-del-2020"><u>I migliori software per la gestione aziendale del 2020</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-per-videoconferenze-del-2020-soluzioni-gratuite-e-a-pagamento-per-le-aziende"><u>I migliori software per videoconferenze del 2020: soluzioni gratuite e a pagamento per le aziende</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>I migliori antivirus del 2020</u></a> </li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp, ecco tutte le novità in arrivo prossimamente ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Sono stati mesi impegnativi per WhatsApp: a febbraio è arrivata la tanto attesa Dark Mode, insieme a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=DoPYlgsEKvk" target="_blank">un video ironico</a> con la canzone <em>The Sound of Silence</em> di Paul Simon. La creazione di un nuovo look per un&apos;app usata da 1,5 miliardi di persone ha richiesto diversi mesi di lavoro e in molti ne sono stati naturalmente entusiasti, ma gli sviluppatori si sono ritrovati ad affrontare una sfida molto più grande: la crisi di coronavirus.</p><p>Gli sviluppatori hanno dovuto muoversi rapidamente per stare al passo con le esigenze di milioni di utenti di rimanere in contatto con i loro cari. Funzioni aggiuntive come gli sticker animati sono diventate di secondaria importanza, mentre le novità e i potenziamenti nell&apos;ambito delle videochiamate sono diventati più urgenti.</p><p>Un portavoce di WhatsApp ci ha detto che "nel corso della pandemia di Covid-19, abbiamo visto che l&apos;uso di chiamate vocali e video è aumentato esponenzialmente su WhatsApp".</p><p>"Abbiamo esteso il numero di partecipanti per le chiamate vocali e video a otto utenti al fine di aiutare le famiglie più numerose e gruppi di amici a rimanere in contatto in questo momento difficile, sicuri nella consapevolezza che le loro chiamate private fossero protette dalla crittografia end-to-end".</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zoom-cose-come-funziona-trucchi-e-consigli"><u>Zoom, cos’è, come funziona, trucchi e consigli</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zoom-ecco-le-migliori-app-alternative-per-la-videoconferenza"><u>Zoom, ecco le migliori alternative per la videoconferenza</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>Smart working, cos’è, come funziona e a cosa serve</u></a> </li></ul><h2 id="messenger-rooms">Messenger Rooms</h2><p>Il servizio di videochiamate di WhatsApp presto vedrà l’implementazione di Messenger Rooms. Rooms è stato presentato inizialmente come parte di Facebook Messenger, ma l’azienda lo sta integrando anche in altre app e prodotti, incluse le piattaforme WhatsApp e Instagram e i dispositivi Portal.</p><p>Le stanze di Messenger Rooms si differenziano dalle videochiamate di WhatsApp in diversi modi, consentendo a un massimo di 50 persone di partecipare a una conversazione. Zoom o Google Meet permettono di pianificare una riunione in un momento specifico, ma con Rooms basta aprire una “stanza” virtuale e gli amici possono entrare.</p><p>Tiffany Dohzen, product manager di Messenger Rooms, ha raccontato a TechRadar la sua esperienza nella creazione della nuova app e quello che la distingue da Zoom, Skype e Google Meet. Dohzen ha spiegato che Facebook stava già pensando a come espandere ulteriormente il proprio sistema di videochiamate, ma la pandemia di coronavirus è stato il pretesto giusto per dare il via alla fase di sviluppo.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.81%;"><img id="Kfm4fxq7ppmH9j24WfMWL7" name="whatsapp-8-people-video-call.jpg" alt="Fino a 8 persone ora possono partecipare alle videochiamate su WhatsApp." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Kfm4fxq7ppmH9j24WfMWL7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1480" height="826" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Fino a 8 persone ora possono partecipare alle videochiamate su WhatsApp. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WhatsApp)</span></figcaption></figure><p>Dohzen continua dicendo che "l&apos;idea delle stanze è emersa quando abbiamo capito che numerose persone erano alla ricerca di una piattaforma in cui si potessero comodamente organizzare ritrovi online".</p><p>“Alcune delle caratteristiche interessanti, oltre alle videochiamate, sono i controlli di sicurezza. Diamo grande importanza non solo al fatto che le nostre stanze virtuali siano divertenti, ma anche sicure. Il creatore della stanza può decidere di bloccare ed espellere qualcuno se necessario".</p><p>"Abbiamo anche aggiunto molte funzioni per la collaborazione e nuovi effetti sull’app mobile, come la possibilità di aggiungere sfondi personalizzati. Questi sono davvero fantastici, alcuni sono animati e si possono spostare".</p><p>L’implementazione con le Messenger Rooms è già stata individuata nelle beta di WhatsApp per iPhone e Android e, sebbene non sappiamo ancora quando l’integrazione sarà completata, gli sviluppatori non stanno certo perdendo tempo.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hpMggPefMoi4ps2xkGyDud" name="messenger-rooms.jpg" alt="Messenger Rooms" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hpMggPefMoi4ps2xkGyDud-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Messenger Rooms on the desktop </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Come spiega Dohzen, lo stesso team di Messenger Rooms sta usando lo strumento per tenersi in contatto quotidianamente, il che ha portato a uno sviluppo più rapido di quanto sarebbe stato possibile in un altro periodo storico.</p><p>Dohzen continua: "siamo solo agli inizi, vogliamo adattarci e rispondere ai bisogni reali delle persone. Siamo davvero entusiasti di essere riusciti a ultimare la creazione di una piattaforma lavorando da remoto, anche tramite  l’utilizzo del prodotto stesso”.</p><p>“Non capita spesso di avere l’opportunità di usare un prodotto come questo ogni giorno perché ce n’è un reale bisogno. Siamo riusciti a rilasciare una versione definitiva molto più velocemente del previsto e non sarebbe stato lo stesso se non avessimo utilizzato lo strumento quotidianamente. Vedendo che la piattaforma poteva potenzialmente venire usata per scopi diversi in tutto il mondo, abbiamo deciso di rilasciare il servizio gratuitamente e senza limiti di tempo".</p><h2 id="sticker-backup-crittografati-e-molto-altro-xa0">Sticker, backup crittografati e molto altro </h2><p>Gli sticker animati menzionati sopra erano stati scoperti ad aprile da <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-is-working-to-implement-animated-stickers/" target="_blank">WABetaInfo</a>, ma non sono ancora arrivati.  Sembrano però essere in fase di sviluppo e potrebbero arrivare entro la fine dell&apos;anno, una volta che la situazione si sarà stabilizzata.</p><p>Le nuove impostazioni per il download automatico sembrano un&apos;altra implementazione che potrebbe rivelarsi utile. Se e quando implementate, impedirebbero il download automatico di immagini, video e documenti inoltrati di frequente, risparmiando spazio di archiviazione sullo smartphone.</p><p>Probabilmente anche gli utenti business verranno accontentati, poiché backup crittografati e codici QR sono recentemente trapelati in una beta. Una volta implementati, questi consentirebbero agli utenti di iPhone di scegliere se i loro backup debbano essere archiviati su iCloud e di impostare una password necessaria per il ripristino dei backup. Le aziende sarebbero quindi in grado di condividere i propri dati con i clienti tramite la scansione di un codice visualizzato sullo schermo.</p><p>Tuttavia, con la richiesta in continuo aumento di strumenti per videoconferenze e chat di gruppo, sembra che le scorciatoie per Messenger Rooms saranno la prossima grande funzione ad arrivare su WhatsApp.</p><p>Dohzen ha spiegato che "al momento, queste scorciatoie sono state implementate a livello globale su Messenger, sia per la versione desktop che per quella mobile. Stiamo lavorando per portarle anche su WhatsApp e Instagram e sono già in fase di test. Inoltre, ci sarà la possibilità di creare una stanza virtuale anche da PC, usufruendo quindi di uno schermo più grande, ma non abbiamo ancora una data specifica per questo”.</p><p>Vi terremo informati non appena ci saranno ulteriori aggiornamenti.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dalle videochiamate fino a 50 partecipanti agli adesivi animati. Abbiamo fatto una chiacchierata con gli sviluppatori che stanno lavorando alle prossime, grandi novità. ]]>
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                                <p>Sono stati mesi impegnativi per WhatsApp: a febbraio è arrivata la tanto attesa Dark Mode, insieme a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=DoPYlgsEKvk" target="_blank">un video ironico</a> con la canzone <em>The Sound of Silence</em> di Paul Simon. La creazione di un nuovo look per un&apos;app usata da 1,5 miliardi di persone ha richiesto diversi mesi di lavoro e in molti ne sono stati naturalmente entusiasti, ma gli sviluppatori si sono ritrovati ad affrontare una sfida molto più grande: la crisi di coronavirus.</p><p>Gli sviluppatori hanno dovuto muoversi rapidamente per stare al passo con le esigenze di milioni di utenti di rimanere in contatto con i loro cari. Funzioni aggiuntive come gli sticker animati sono diventate di secondaria importanza, mentre le novità e i potenziamenti nell&apos;ambito delle videochiamate sono diventati più urgenti.</p><p>Un portavoce di WhatsApp ci ha detto che "nel corso della pandemia di Covid-19, abbiamo visto che l&apos;uso di chiamate vocali e video è aumentato esponenzialmente su WhatsApp".</p><p>"Abbiamo esteso il numero di partecipanti per le chiamate vocali e video a otto utenti al fine di aiutare le famiglie più numerose e gruppi di amici a rimanere in contatto in questo momento difficile, sicuri nella consapevolezza che le loro chiamate private fossero protette dalla crittografia end-to-end".</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zoom-cose-come-funziona-trucchi-e-consigli"><u>Zoom, cos’è, come funziona, trucchi e consigli</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zoom-ecco-le-migliori-app-alternative-per-la-videoconferenza"><u>Zoom, ecco le migliori alternative per la videoconferenza</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>Smart working, cos’è, come funziona e a cosa serve</u></a> </li></ul><h2 id="messenger-rooms">Messenger Rooms</h2><p>Il servizio di videochiamate di WhatsApp presto vedrà l’implementazione di Messenger Rooms. Rooms è stato presentato inizialmente come parte di Facebook Messenger, ma l’azienda lo sta integrando anche in altre app e prodotti, incluse le piattaforme WhatsApp e Instagram e i dispositivi Portal.</p><p>Le stanze di Messenger Rooms si differenziano dalle videochiamate di WhatsApp in diversi modi, consentendo a un massimo di 50 persone di partecipare a una conversazione. Zoom o Google Meet permettono di pianificare una riunione in un momento specifico, ma con Rooms basta aprire una “stanza” virtuale e gli amici possono entrare.</p><p>Tiffany Dohzen, product manager di Messenger Rooms, ha raccontato a TechRadar la sua esperienza nella creazione della nuova app e quello che la distingue da Zoom, Skype e Google Meet. Dohzen ha spiegato che Facebook stava già pensando a come espandere ulteriormente il proprio sistema di videochiamate, ma la pandemia di coronavirus è stato il pretesto giusto per dare il via alla fase di sviluppo.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.81%;"><img id="Kfm4fxq7ppmH9j24WfMWL7" name="whatsapp-8-people-video-call.jpg" alt="Fino a 8 persone ora possono partecipare alle videochiamate su WhatsApp." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Kfm4fxq7ppmH9j24WfMWL7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1480" height="826" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Fino a 8 persone ora possono partecipare alle videochiamate su WhatsApp. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: WhatsApp)</span></figcaption></figure><p>Dohzen continua dicendo che "l&apos;idea delle stanze è emersa quando abbiamo capito che numerose persone erano alla ricerca di una piattaforma in cui si potessero comodamente organizzare ritrovi online".</p><p>“Alcune delle caratteristiche interessanti, oltre alle videochiamate, sono i controlli di sicurezza. Diamo grande importanza non solo al fatto che le nostre stanze virtuali siano divertenti, ma anche sicure. Il creatore della stanza può decidere di bloccare ed espellere qualcuno se necessario".</p><p>"Abbiamo anche aggiunto molte funzioni per la collaborazione e nuovi effetti sull’app mobile, come la possibilità di aggiungere sfondi personalizzati. Questi sono davvero fantastici, alcuni sono animati e si possono spostare".</p><p>L’implementazione con le Messenger Rooms è già stata individuata nelle beta di WhatsApp per iPhone e Android e, sebbene non sappiamo ancora quando l’integrazione sarà completata, gli sviluppatori non stanno certo perdendo tempo.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hpMggPefMoi4ps2xkGyDud" name="messenger-rooms.jpg" alt="Messenger Rooms" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hpMggPefMoi4ps2xkGyDud-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Messenger Rooms on the desktop </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Facebook)</span></figcaption></figure><p>Come spiega Dohzen, lo stesso team di Messenger Rooms sta usando lo strumento per tenersi in contatto quotidianamente, il che ha portato a uno sviluppo più rapido di quanto sarebbe stato possibile in un altro periodo storico.</p><p>Dohzen continua: "siamo solo agli inizi, vogliamo adattarci e rispondere ai bisogni reali delle persone. Siamo davvero entusiasti di essere riusciti a ultimare la creazione di una piattaforma lavorando da remoto, anche tramite  l’utilizzo del prodotto stesso”.</p><p>“Non capita spesso di avere l’opportunità di usare un prodotto come questo ogni giorno perché ce n’è un reale bisogno. Siamo riusciti a rilasciare una versione definitiva molto più velocemente del previsto e non sarebbe stato lo stesso se non avessimo utilizzato lo strumento quotidianamente. Vedendo che la piattaforma poteva potenzialmente venire usata per scopi diversi in tutto il mondo, abbiamo deciso di rilasciare il servizio gratuitamente e senza limiti di tempo".</p><h2 id="sticker-backup-crittografati-e-molto-altro-xa0">Sticker, backup crittografati e molto altro </h2><p>Gli sticker animati menzionati sopra erano stati scoperti ad aprile da <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-is-working-to-implement-animated-stickers/" target="_blank">WABetaInfo</a>, ma non sono ancora arrivati.  Sembrano però essere in fase di sviluppo e potrebbero arrivare entro la fine dell&apos;anno, una volta che la situazione si sarà stabilizzata.</p><p>Le nuove impostazioni per il download automatico sembrano un&apos;altra implementazione che potrebbe rivelarsi utile. Se e quando implementate, impedirebbero il download automatico di immagini, video e documenti inoltrati di frequente, risparmiando spazio di archiviazione sullo smartphone.</p><p>Probabilmente anche gli utenti business verranno accontentati, poiché backup crittografati e codici QR sono recentemente trapelati in una beta. Una volta implementati, questi consentirebbero agli utenti di iPhone di scegliere se i loro backup debbano essere archiviati su iCloud e di impostare una password necessaria per il ripristino dei backup. Le aziende sarebbero quindi in grado di condividere i propri dati con i clienti tramite la scansione di un codice visualizzato sullo schermo.</p><p>Tuttavia, con la richiesta in continuo aumento di strumenti per videoconferenze e chat di gruppo, sembra che le scorciatoie per Messenger Rooms saranno la prossima grande funzione ad arrivare su WhatsApp.</p><p>Dohzen ha spiegato che "al momento, queste scorciatoie sono state implementate a livello globale su Messenger, sia per la versione desktop che per quella mobile. Stiamo lavorando per portarle anche su WhatsApp e Instagram e sono già in fase di test. Inoltre, ci sarà la possibilità di creare una stanza virtuale anche da PC, usufruendo quindi di uno schermo più grande, ma non abbiamo ancora una data specifica per questo”.</p><p>Vi terremo informati non appena ci saranno ulteriori aggiornamenti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ WhatsApp si aggiorna: accesso diretto a Messenger Rooms disponibile nella beta ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-si-aggiorna-accesso-diretto-a-messenger-rooms-disponibile-nella-beta</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La beta di WhatsApp per Android e iOS ha un nuova funzionalità, ma al momento non è disponibile per tutti gli utenti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[contribscontent]]></category>
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                                <p>Facebook sfida Zoom <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-web-lintegrazione-con-messenger-permettera-videochiamate-di-gruppo"><u>lanciando Messenger Rooms</u></a>, un tool per le videoconferenze che supporta fino a 50 partecipanti. Come precedentemente annunciato, adesso ci si può collegare a Rooms direttamente tramite l’app di WhatsApp.</p><p>Come notato dal team di <a href="https://wabetainfo.com/whatsapp-is-rolling-out-messenger-rooms-shortcuts-for-android-beta/#more-6767"><u>WABetaInfo</u></a>, la versione beta di WhatsApp per Android e iOS dispone adesso di apposite scorciatoie per Messenger Rooms, consentendo quindi agli utenti di poter passare direttamente da un&apos;app all&apos;altra.</p><p>Al momento, tuttavia, la nuova funzionalità non è ancora disponibile in tutti i Paesi, quindi anche se dovreste scaricare l’ultima beta di WhatsApp, non è detto che potrete usufruirne.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android"><u>I migliori smartphone Android del 2020</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone"><u>I migliori iPhone del 2020</u></a></li><li><a href="https://www.techradar.com/news/i-migliori-smartwatch-del-2019-la-nostra-lista-di-modelli-che-vale-la-pena-comprare"><u>I migliori smartwatch del 2020</u></a></li></ul><p>Quando venne annunciato Messenger Rooms, Facebook dichiarò che sarebbe diventato parte integrante di Facebook Messenger, Instagram e WhatsApp, e sembra proprio che il team di sviluppo abbia deciso di iniziare proprio da quest&apos;ultima.</p><h2 id="una-piattaforma-di-messaggistica-unificata">Una piattaforma di messaggistica unificata</h2><p>Pochi giorni fa abbiamo visto l&apos;integrazione di Messenger Rooms su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-potrebbe-alzare-a-50-il-limite-di-partecipanti-alle-video-call"><u>WhatsApp web</u></a>, quindi ci sono tutte le carte in regola per il lancio su vasta scala. Se i primi test dovessero andare bene, la nuova funzionalità dovrebbe essere resa disponibile per tutti gli utenti in poco tempo.</p><p>Messenger Rooms fa tutto quello che vi aspettereste da un&apos;app per videochiamate. Si può partecipare anche senza un account Facebook e vi è un supporto per gli sfondi virtuali.</p><p>Con molti utenti bloccati a casa, WhatsApp sta inoltre migliorando le funzionalità delle sue videochiamate, infatti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/whatsapp-videochiamate-di-gruppo-allargate-fino-a-otto-persone"><u>è appena stato aggiunto</u></a> il supporto per arrivare fino a 8 utenti. Ma anche i principali competitor, come Google, stanno aggiornando i propri strumenti per le videochiamate.</p><p>L&apos;anno scorso Facebook ha dichiarato di voler <a href="https://www.techradar.com/news/facebook-is-integrating-whatsapp-instagram-and-messenger"><u>unificare il servizio di messaggistica istantanea fornito da tutte le sue app</u></a> (Facebook, Instagram e WhatsApp), anche se da allora non ne abbiamo più sentito parlare. Adesso che stanno venendo lanciate le basi, aspettatevi molti più collegamenti tra queste app nei prossimi mesi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/siete-in-smart-working-approfittate-del-68-di-sconto-su-vpn-proxy-master"><u>Siete in smart working? Approfittate del 68% di sconto su VPN Proxy Master</u></a></li></ul><p>Tramite<a href="https://www.xda-developers.com/whatsapp-shortcut-facebook-messenger-rooms-video-calls/"> <u>XDA Developers</u></a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Facebook rileva Giphy, in arrivo su Instagram nuove GIF animate ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Di sicuro vi sarà capitato spesso di cercare un’immagine in formato GIF sul web e di imbattervi nel sito <a href="https://giphy.com/">Giphy</a>. Ebbene oggi il popolare motore di ricerca per GIF è stato rilevato da Facebook per la cifra di 400 milioni di dollari (circa 370 milioni di euro).</p><p>Tale mossa evidenzia la volontà di Facebook di integrare il team di Giphy all’interno della macchina Instagram, in modo da facilitare come mai prima d’ora la ricerca di GIF nell’app social. Inoltre, il sito e l’applicazione di Giphy non dovrebbero subire modifiche, almeno per il momento.</p><p>"Giphy, leader nell&apos;espressione visiva e nella creazione, si unisce oggi all’azienda Facebook come parte del team di Instagram", scrive il vicepresidente di prodotto per Instagram, Vishal Shah, in un <a href="https://about.fb.com/news/2020/05/welcome-giphy/"><u>post pubblicato sul blog ufficiale</u></a> di Facebook.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/siete-in-smart-working-approfittate-del-68-di-sconto-su-vpn-proxy-master"><u>Siete in smart working? Approfittate del 68% di sconto su VPN Proxy Master</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/coronavirus-bar-e-pub-registrano-un-aumento-del-55-di-pagamenti-digitali"><u>Fase 2, gli italiani usano sempre meno contante</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/netflix-migliora-la-qualita-dello-streaming-video-in-europa"><u>Netflix, migliora la qualità dello streaming video in Europa</u></a> </li></ul><p>"Giphy rende le conversazioni quotidiane più divertenti e quindi abbiamo in programma di integrare la loro libreria GIF in Instagram e nelle nostre altre app, in modo che gli utenti della community possano continuare a creare contenuti fantastici".</p><h2 id="l-apos-ultima-di-una-lunga-serie-di-acquisizioni">L&apos;ultima di una lunga serie di acquisizioni</h2><p>Al momento, non è chiaro quale sorte possa toccare ai vari prodotti Giphy, tra cui l’app ufficiale del popolare motore di ricerca. Facebook sostiene che gli utenti saranno ancora in grado di caricare nuove GIF sul sito e che anche altre app continueranno ad avere accesso all&apos;API di Giphy.</p><p>Nel post, pubblicato sul blog ufficiale di Facebook, si evidenzia come il 50% del traffico generato da Giphy provenga già dalla "famiglia di app di Facebook". D’altro canto, rispondere con una GIF a un messaggio ricevuto su Facebook o Instagram è oggi un fenomeno molto popolare tra gli utenti. </p><p>Il rilevamento di Giphy è soltanto l’ultima di una lunga serie di acquisizioni di app e siti Web effettuate da Facebook negli ultimi anni. Tutti voi ricorderete l’acquisto di Instagram avvenuto nel 2012 per un miliardo di dollari, un’operazione avvenuta proprio in un momento in cui il social network stava diventando una minaccia per il colosso di Zuckerberg.</p><p>Nel 2014, è stata la volta di WhatsApp: la nota app di messaggistica è costata ben 19 miliardi di dollari, tra azioni e denaro cash. Tuttavia, sembrerebbe che il CEO di Facebook Mark Zuckerberg non vada molto d’accordo con gli ex dirigenti delle aziende acquisite: i co-fondatori di Instagram, Mike Krieger e Kevin Systrom, si sono dimessi nel 2018, in seguito a tensioni avute proprio con il numero uno di Facebook, mentre il co-fondatore di WhatsApp sta mettendo in atto una campagna affinché gli utenti cancellino l’app di Facebook. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ghost-of-tsushima-sembra-un-mix-tra-un-film-di-kurosawa-e-assassins-creed"><u>Ghost of Tsushima sembra un mix tra un film di Kurosawa e Assassin&apos;s Creed</u></a> </li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/facebook-rileva-giphy-in-arrivo-su-instagram-nuove-gif-animate</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Facebook acquisisce il noto motore di ricerca per GIF animate Giphy per permettere ai propri utenti di inviare e ricevere contenuti sempre più originali. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[contribscontent]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Facebook]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Giphy]]></category>
                                                    <category><![CDATA[GIFs]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[contenuti]]></category>
                                                    <category><![CDATA[immagini]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[WhatsApp]]></category>
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                                <p>Di sicuro vi sarà capitato spesso di cercare un’immagine in formato GIF sul web e di imbattervi nel sito <a href="https://giphy.com/">Giphy</a>. Ebbene oggi il popolare motore di ricerca per GIF è stato rilevato da Facebook per la cifra di 400 milioni di dollari (circa 370 milioni di euro).</p><p>Tale mossa evidenzia la volontà di Facebook di integrare il team di Giphy all’interno della macchina Instagram, in modo da facilitare come mai prima d’ora la ricerca di GIF nell’app social. Inoltre, il sito e l’applicazione di Giphy non dovrebbero subire modifiche, almeno per il momento.</p><p>"Giphy, leader nell&apos;espressione visiva e nella creazione, si unisce oggi all’azienda Facebook come parte del team di Instagram", scrive il vicepresidente di prodotto per Instagram, Vishal Shah, in un <a href="https://about.fb.com/news/2020/05/welcome-giphy/"><u>post pubblicato sul blog ufficiale</u></a> di Facebook.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/siete-in-smart-working-approfittate-del-68-di-sconto-su-vpn-proxy-master"><u>Siete in smart working? Approfittate del 68% di sconto su VPN Proxy Master</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/coronavirus-bar-e-pub-registrano-un-aumento-del-55-di-pagamenti-digitali"><u>Fase 2, gli italiani usano sempre meno contante</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/netflix-migliora-la-qualita-dello-streaming-video-in-europa"><u>Netflix, migliora la qualità dello streaming video in Europa</u></a> </li></ul><p>"Giphy rende le conversazioni quotidiane più divertenti e quindi abbiamo in programma di integrare la loro libreria GIF in Instagram e nelle nostre altre app, in modo che gli utenti della community possano continuare a creare contenuti fantastici".</p><h2 id="l-apos-ultima-di-una-lunga-serie-di-acquisizioni">L&apos;ultima di una lunga serie di acquisizioni</h2><p>Al momento, non è chiaro quale sorte possa toccare ai vari prodotti Giphy, tra cui l’app ufficiale del popolare motore di ricerca. Facebook sostiene che gli utenti saranno ancora in grado di caricare nuove GIF sul sito e che anche altre app continueranno ad avere accesso all&apos;API di Giphy.</p><p>Nel post, pubblicato sul blog ufficiale di Facebook, si evidenzia come il 50% del traffico generato da Giphy provenga già dalla "famiglia di app di Facebook". D’altro canto, rispondere con una GIF a un messaggio ricevuto su Facebook o Instagram è oggi un fenomeno molto popolare tra gli utenti. </p><p>Il rilevamento di Giphy è soltanto l’ultima di una lunga serie di acquisizioni di app e siti Web effettuate da Facebook negli ultimi anni. Tutti voi ricorderete l’acquisto di Instagram avvenuto nel 2012 per un miliardo di dollari, un’operazione avvenuta proprio in un momento in cui il social network stava diventando una minaccia per il colosso di Zuckerberg.</p><p>Nel 2014, è stata la volta di WhatsApp: la nota app di messaggistica è costata ben 19 miliardi di dollari, tra azioni e denaro cash. Tuttavia, sembrerebbe che il CEO di Facebook Mark Zuckerberg non vada molto d’accordo con gli ex dirigenti delle aziende acquisite: i co-fondatori di Instagram, Mike Krieger e Kevin Systrom, si sono dimessi nel 2018, in seguito a tensioni avute proprio con il numero uno di Facebook, mentre il co-fondatore di WhatsApp sta mettendo in atto una campagna affinché gli utenti cancellino l’app di Facebook. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ghost-of-tsushima-sembra-un-mix-tra-un-film-di-kurosawa-e-assassins-creed"><u>Ghost of Tsushima sembra un mix tra un film di Kurosawa e Assassin&apos;s Creed</u></a> </li></ul>
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