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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Cybercrime ]]></title>
                <link>https://global.techradar.com/computing/computing-security/cybercrime</link>
        <description><![CDATA[ All the latest cybercrime content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Thu, 19 Dec 2024 08:41:45 +0000</lastBuildDate>
                            <language>it-it</language>
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                                                            <title><![CDATA[ L'UE indaga su TikTok per sospette interferenze nelle elezioni rumene ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le autorità di regolamentazione dell&apos;Unione Europea hanno annunciato di aver avviato un&apos;indagine su TikTok per verificare se la piattaforma abbia violato il Digital Services Act (DSA) in relazione ai suoi obblighi di valutare e mitigare i rischi legati all&apos;integrità delle elezioni, con un focus particolare sulle elezioni rumene.</p><p>L&apos;inchiesta si concentrerà sui sistemi di raccomandazione di TikTok e sui rischi di manipolazione coordinata non autentica o di sfruttamento automatizzato del servizio. Verranno analizzate anche le politiche della piattaforma in materia di contenuti politici e pubblicità a pagamento, per verificare se siano conformi ai requisiti stabiliti dal DSA.</p><p>Questa indagine arriva in un contesto delicato: le elezioni rumene sono state recentemente annullate dopo una serie di attacchi informatici mirati ai sistemi elettorali. Prima del primo turno, i sistemi hanno subito oltre 85.000 attacchi, durante i quali sono state rubate credenziali di accesso ai siti elettorali da parte di attori malevoli.</p><p>L&apos;Unione Europea sembra intenzionata a garantire che piattaforme come TikTok, con un enorme potere di influenza, rispettino le normative per proteggere l&apos;integrità dei processi democratici e prevenire interferenze o manipolazioni online.</p><h2 id="libert-xe0-di-parola-o-interferenza-elettorale">Libertà di parola o interferenza elettorale?</h2><p>L&apos;indagine dell&apos;Unione Europea su TikTok ha suscitato reazioni contrastanti, con forti critiche provenienti dai gruppi di estrema destra del Parlamento europeo. Il parlamentare polacco Patryk Jaki ha definito l&apos;indagine una forma di "censura", mentre la francese Catherine Griset ha accusato l&apos;UE di comportarsi come un "regime totalitario" nella sua lotta contro la disinformazione.</p><p>Il problema delle interferenze straniere nelle elezioni è stato un tema ricorrente quest’anno, con numerosi episodi registrati a livello globale. I social media, come TikTok, sono spesso al centro di queste accuse, poiché fungono da canali per la diffusione di propaganda e disinformazione. Questa indagine potrebbe avere implicazioni significative, potenzialmente portando a misure contro la piattaforma e stabilendo un precedente per altre aziende tecnologiche.</p><p>Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha sottolineato l&apos;importanza di proteggere i processi democratici da qualsiasi tipo di interferenza. "Dobbiamo proteggere le nostre democrazie da qualsiasi tipo di interferenza straniera. Ogni volta che sospettiamo tali interferenze, soprattutto durante le elezioni, dobbiamo agire rapidamente e con fermezza", ha dichiarato.</p><p>Von der Leyen ha aggiunto che ci sono "gravi indizi" che TikTok sia stato utilizzato da attori stranieri per interferire nelle elezioni presidenziali rumene. "Stiamo ora indagando a fondo per verificare se TikTok abbia violato la legge sui servizi digitali non affrontando tali rischi. Dovrebbe essere chiaro che nell&apos;UE tutte le piattaforme online, compreso TikTok, devono essere ritenute responsabili".</p><p>L&apos;esito dell&apos;indagine non solo influenzerà il futuro della piattaforma in Europa, ma potrebbe anche definire nuove regole e standard per garantire la sicurezza e l&apos;integrità delle elezioni nel contesto digitale.</p><p>Via <a href="https://www.politico.eu/article/eu-opens-investigation-into-tiktok-over-romanian-election/">Politico</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/lue-indaga-su-tiktok-per-sospette-interferenze-nelle-elezioni-rumene</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ È stato avviato un procedimento formale contro TikTok in relazione alle elezioni rumene. ]]>
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                                <p>Le autorità di regolamentazione dell&apos;Unione Europea hanno annunciato di aver avviato un&apos;indagine su TikTok per verificare se la piattaforma abbia violato il Digital Services Act (DSA) in relazione ai suoi obblighi di valutare e mitigare i rischi legati all&apos;integrità delle elezioni, con un focus particolare sulle elezioni rumene.</p><p>L&apos;inchiesta si concentrerà sui sistemi di raccomandazione di TikTok e sui rischi di manipolazione coordinata non autentica o di sfruttamento automatizzato del servizio. Verranno analizzate anche le politiche della piattaforma in materia di contenuti politici e pubblicità a pagamento, per verificare se siano conformi ai requisiti stabiliti dal DSA.</p><p>Questa indagine arriva in un contesto delicato: le elezioni rumene sono state recentemente annullate dopo una serie di attacchi informatici mirati ai sistemi elettorali. Prima del primo turno, i sistemi hanno subito oltre 85.000 attacchi, durante i quali sono state rubate credenziali di accesso ai siti elettorali da parte di attori malevoli.</p><p>L&apos;Unione Europea sembra intenzionata a garantire che piattaforme come TikTok, con un enorme potere di influenza, rispettino le normative per proteggere l&apos;integrità dei processi democratici e prevenire interferenze o manipolazioni online.</p><h2 id="libert-xe0-di-parola-o-interferenza-elettorale">Libertà di parola o interferenza elettorale?</h2><p>L&apos;indagine dell&apos;Unione Europea su TikTok ha suscitato reazioni contrastanti, con forti critiche provenienti dai gruppi di estrema destra del Parlamento europeo. Il parlamentare polacco Patryk Jaki ha definito l&apos;indagine una forma di "censura", mentre la francese Catherine Griset ha accusato l&apos;UE di comportarsi come un "regime totalitario" nella sua lotta contro la disinformazione.</p><p>Il problema delle interferenze straniere nelle elezioni è stato un tema ricorrente quest’anno, con numerosi episodi registrati a livello globale. I social media, come TikTok, sono spesso al centro di queste accuse, poiché fungono da canali per la diffusione di propaganda e disinformazione. Questa indagine potrebbe avere implicazioni significative, potenzialmente portando a misure contro la piattaforma e stabilendo un precedente per altre aziende tecnologiche.</p><p>Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha sottolineato l&apos;importanza di proteggere i processi democratici da qualsiasi tipo di interferenza. "Dobbiamo proteggere le nostre democrazie da qualsiasi tipo di interferenza straniera. Ogni volta che sospettiamo tali interferenze, soprattutto durante le elezioni, dobbiamo agire rapidamente e con fermezza", ha dichiarato.</p><p>Von der Leyen ha aggiunto che ci sono "gravi indizi" che TikTok sia stato utilizzato da attori stranieri per interferire nelle elezioni presidenziali rumene. "Stiamo ora indagando a fondo per verificare se TikTok abbia violato la legge sui servizi digitali non affrontando tali rischi. Dovrebbe essere chiaro che nell&apos;UE tutte le piattaforme online, compreso TikTok, devono essere ritenute responsabili".</p><p>L&apos;esito dell&apos;indagine non solo influenzerà il futuro della piattaforma in Europa, ma potrebbe anche definire nuove regole e standard per garantire la sicurezza e l&apos;integrità delle elezioni nel contesto digitale.</p><p>Via <a href="https://www.politico.eu/article/eu-opens-investigation-into-tiktok-over-romanian-election/">Politico</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Il quishing è la nuova truffa del codice QR, state attenti ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il phishing con codice QR sta diventando sempre più sofisticato ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A person scanning a QR code on a smartphone]]></media:title>
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                                <ul><li>Banche e autorità di regolamentazione hanno messo in guardia dal rischio crescente di quishing</li><li>Un tipo di phishing che utilizza codici QR fraudolenti per rubare informazioni.</li><li>Questi link dannosi non sono facilmente riconoscibili dagli utenti o dagli scanner di posta elettronica.</li></ul><p>Non si tratta solo di link sospetti da tenere d&apos;occhio nella casella di posta elettronica: il phishing con codice QR, noto anche come "quishing", sta diventando una minaccia sempre più diffusa. I codici fraudolenti sono progettati per eludere i sistemi di sicurezza e indurre le vittime a fornire informazioni finanziarie sensibili. </p><p>Diversi istituti bancari britannici, insieme al National Cyber Security Centre del Regno Unito e alla Federal Trade Commission degli Stati Uniti, hanno recentemente avvertito sui pericoli di queste truffe di quishing, che si stanno facendo sempre più sofisticate. </p><p>In un attacco di quishing, un codice QR viene solitamente inviato come allegato a un&apos;e-mail, che appare provenire da una fonte affidabile, come una banca. Quando il codice viene scansionato, l&apos;utente viene indirizzato a un link dannoso, che solitamente richiede l&apos;invio di dati personali. In alcuni casi, il codice potrebbe anche tentare di installare malware o di acquisire un token MFA per aggirare i sistemi di autenticazione. </p><p>Inoltre, gli attacchi di quishing si sono estesi anche al mondo fisico. All&apos;inizio di quest&apos;anno, il RAC ha messo in guardia gli automobilisti contro codici QR fraudolenti applicati sulle macchine per il parcheggio. Scansionando questi codici, gli utenti vengono indirizzati a siti web progettati per rubare dati e informazioni di pagamento da chi crede di stare pagando per il parcheggio. </p><p>Questi attacchi sono aumentati dopo la pandemia, quando l&apos;uso dei codici QR è diventato più comune. Utilizzati come strumento per un accesso facile e senza mani a tutto, dai menu ai moduli medici, i codici QR sono diventati un metodo familiare e apparentemente sicuro per ottenere informazioni e servizi.</p><h2 id="l-apos-ennesima-truffa-xa0">L&apos;ennesima truffa </h2><p>Come nelle tradizionali truffe di phishing, il quishing cerca di farvi credere che il link provenga da una fonte affidabile. Di solito, l&apos;e-mail sembra essere inviata da una banca o da un provider di posta elettronica, chiedendovi di confermare i vostri dati per "proteggere" il vostro account. La truffa utilizza un sito web falso che imita quello reale, inducendovi a credere che sia legittimo.</p><p>Poiché il contenuto di un codice QR non è immediatamente visibile a occhio nudo, è difficile verificarne la legittimità. Inoltre, questi codici spesso sfuggono agli strumenti di sicurezza informatica, che non sono facilmente in grado di stabilire se un codice allegato sia autentico.</p><p>I truffatori continuano a perfezionare le loro tecniche per eludere i sistemi di sicurezza. Oltre a dirottare account di posta elettronica legittimi, alcune truffe con codice QR sfruttano informazioni personali reperite su siti come LinkedIn per personalizzare le e-mail, facendole sembrare più rilevanti per un singolo individuo. Inoltre, il reindirizzamento tramite domini diversi viene spesso utilizzato per far passare gli utenti attraverso più URL, impedendo agli scanner di e-mail di rilevare il vero link dannoso dietro il codice QR.</p><p>Una variante di questa truffa, descritta in un rapporto di <a href="https://perception-point.io/blog/quishing-evolves-two-step-attacks-sharepoint-abuse/">Perception Point</a>, porta gli utenti su me-QR.com, un sito legittimo per la creazione di codici QR. Una volta lì, il servizio scansiona un secondo codice QR, che reindirizza a una pagina dannosa ospitata su SharePoint, la piattaforma di collaborazione web di Microsoft.</p><p>Abbiamo approfondito l&apos;evoluzione degli attacchi di phishing e su come proteggersi dalle minacce del quishing. Nel mese di maggio, McAfee, azienda leader nella sicurezza informatica, ha condotto un&apos;indagine che ha rivelato che oltre il 20% delle truffe online nel Regno Unito potrebbe coinvolgere codici QR. Con le preoccupazioni sollevate da istituti bancari e autorità di regolamentazione, il quishing si sta configurando come la prossima grande minaccia nel panorama delle truffe online.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Human Rights Watch critica la convenzione ONU sul cybercrimine: "Inadeguata per le sfide moderne" ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica, recentemente approvata con voto unanime, ha suscitato critiche da parte di aziende tecnologiche e gruppi per i diritti umani.</p><p>Tra i critici c&apos;è Cisco, che sostiene che l&apos;iniziativa non fa abbastanza per "proteggere sufficientemente i diritti umani fondamentali".</p><p>Il lancio è stato criticato anche dal gruppo di attivisti Human Rights Watch, che ha avvertito che la convenzione espande la sorveglianza governativa in un tentativo poco velato di controllare il dissenso.</p><h2 id="non-abbastanza-lontano">Non abbastanza lontano</h2><p>Invece di concentrarsi su reati come il ransomware o l&apos;hacking, commessi contro i sistemi informatici, il trattato si è concentrato sui reati che utilizzano i sistemi di comunicazione digitale (come la "diffamazione" sui social media).</p><p>Questo servirebbe a facilitare la repressione nazionale, ha dichiarato Tirana Hassan, direttore esecutivo di Human Rights Watch, <a href="https://therecord.media/activists-slam-proposed-un-cybercrime-treaty-surveillance-repression">secondo cui</a> "alimenterebbe la riscrittura delle leggi penali in tutto il mondo per stabilire nuovi poteri di polizia espansivi", etichettandolo come uno "strumento multilaterale senza precedenti per la sorveglianza da parte delle forze dell&apos;ordine senza adeguate garanzie per i diritti umani"."</p><p>L&apos;attuale bozza di legge rinvia al diritto nazionale la definizione delle garanzie per i diritti umani, il che significa che i cittadini non beneficiano degli standard internazionali sui diritti umani, ma sono lasciati alla mercé del loro governo nazionale. Ciò significa che nei Paesi in cui le persone sono più a rischio di abusi dei diritti umani, i governi potenzialmente repressivi stabiliscono i precedenti.</p><p>Sia la Cina che la Russia hanno spinto per la convenzione e l&apos;ampia portata del trattato consente di perseguire chiunque commetta reati utilizzando i sistemi di tecnologia dell&apos;informazione e della comunicazione, il che significa che qualsiasi legge repressiva approvata da un governo autoritario può essere utilizzata per limitare la parola online. Ciò significa, ad esempio, che qualsiasi Paese che abbia criminalizzato le relazioni omosessuali può perseguire chiunque si batta per i diritti degli omosessuali online.</p><p>Nella sua denuncia, Cisco ha anche <a href="https://blogs.cisco.com/gov/un-convention-against-cybercrime-2024">avvertito che</a> la Convenzione dovrebbe essere emendata per allinearsi maggiormente alla Convenzione di Budapest, che offre migliori tutele e riflette equilibri "attentamente negoziati" tra interessi contrastanti.</p><p>Via <a href="https://www.hrw.org/news/2024/08/07/upcoming-cybercrime-treaty-will-be-nothing-trouble">Human Rights Watch</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/human-rights-watch-critica-la-convenzione-onu-sul-cybercrimine-inadeguata-per-le-sfide-moderne</link>
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                            <![CDATA[ Secondo le aziende tecnologiche e gli attivisti, il trattato ONU non protegge le libertà digitali. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[United Nations Relief and Works Agency logo]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>La convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità informatica, recentemente approvata con voto unanime, ha suscitato critiche da parte di aziende tecnologiche e gruppi per i diritti umani.</p><p>Tra i critici c&apos;è Cisco, che sostiene che l&apos;iniziativa non fa abbastanza per "proteggere sufficientemente i diritti umani fondamentali".</p><p>Il lancio è stato criticato anche dal gruppo di attivisti Human Rights Watch, che ha avvertito che la convenzione espande la sorveglianza governativa in un tentativo poco velato di controllare il dissenso.</p><h2 id="non-abbastanza-lontano">Non abbastanza lontano</h2><p>Invece di concentrarsi su reati come il ransomware o l&apos;hacking, commessi contro i sistemi informatici, il trattato si è concentrato sui reati che utilizzano i sistemi di comunicazione digitale (come la "diffamazione" sui social media).</p><p>Questo servirebbe a facilitare la repressione nazionale, ha dichiarato Tirana Hassan, direttore esecutivo di Human Rights Watch, <a href="https://therecord.media/activists-slam-proposed-un-cybercrime-treaty-surveillance-repression">secondo cui</a> "alimenterebbe la riscrittura delle leggi penali in tutto il mondo per stabilire nuovi poteri di polizia espansivi", etichettandolo come uno "strumento multilaterale senza precedenti per la sorveglianza da parte delle forze dell&apos;ordine senza adeguate garanzie per i diritti umani"."</p><p>L&apos;attuale bozza di legge rinvia al diritto nazionale la definizione delle garanzie per i diritti umani, il che significa che i cittadini non beneficiano degli standard internazionali sui diritti umani, ma sono lasciati alla mercé del loro governo nazionale. Ciò significa che nei Paesi in cui le persone sono più a rischio di abusi dei diritti umani, i governi potenzialmente repressivi stabiliscono i precedenti.</p><p>Sia la Cina che la Russia hanno spinto per la convenzione e l&apos;ampia portata del trattato consente di perseguire chiunque commetta reati utilizzando i sistemi di tecnologia dell&apos;informazione e della comunicazione, il che significa che qualsiasi legge repressiva approvata da un governo autoritario può essere utilizzata per limitare la parola online. Ciò significa, ad esempio, che qualsiasi Paese che abbia criminalizzato le relazioni omosessuali può perseguire chiunque si batta per i diritti degli omosessuali online.</p><p>Nella sua denuncia, Cisco ha anche <a href="https://blogs.cisco.com/gov/un-convention-against-cybercrime-2024">avvertito che</a> la Convenzione dovrebbe essere emendata per allinearsi maggiormente alla Convenzione di Budapest, che offre migliori tutele e riflette equilibri "attentamente negoziati" tra interessi contrastanti.</p><p>Via <a href="https://www.hrw.org/news/2024/08/07/upcoming-cybercrime-treaty-will-be-nothing-trouble">Human Rights Watch</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ La Cina ha formato un esercito di hacker al servizio del governo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Fin dai primi anni 2000 gli “hacker cinesi” sono il terrore di governi e grandi gruppi industriali. Nell’ultimo ventennio, i pirati informatici della RPC hanno sottratto database governativi, proprietà intellettuali e progetti militari a enti pubblici e aziende multinazionali del calibro di Marriott e <a href="https://www.fbi.gov/news/stories/chinese-hackers-charged-in-equifax-breach-021020"><u>Equifax</u></a>.</p><p> Con l’evolversi della digitalizzazione, le nazioni sono sempre più connesse tra loro e dipendenti dai sistemi informatici, motivo per cui, come stiamo vedendo nella guerra tra Russia e Ucraina, avere un buon team di hacker al proprio servizio può rivelarsi un’arma potentissima. </p><p>Lo sa bene il presidente cinese Xi Jinping, che dopo il suo insediamento nel 2013 ha posto grande attenzione al tema della cybersecurity, rendendola di fatto un affare di stato. Per chiarire da subito le sue intenzioni, il presidente cinese ha <strong>investito capitali enormi</strong> sulla ricerca e sulla formazione di nuovi “talenti” da arruolare tra le sue fila e utilizzare in caso di necessità.</p><p>Durante il mandato di Xi Jinping, lo Stato cinese ha sistematizzato la formazione di esperti in cybersecurity, alimentato l’accesso degli studenti alle attività pratiche, promosso gare di hacking e, in questo contesto, ha raccolto vulnerabilità da utilizzare negli attacchi informatici rivolti ai competitor esteri.</p><p>Oggi, dopo anni di finanziamenti e formazione, le squadre di hacker cinesi rappresentano una seria <strong>minaccia alla sicurezza informatica mondiale, </strong><a href="https://www.cyberscoop.com/china-hacking-talent-xi-jinping-education-policies/"><u>racconta Cyberscoop</u></a>. Le schiere di esperti di cyber sicurezza al servizio del governo costituiscono a tutti gli effetti un esercito informatico composto da centinaia di migliaia di esperti formati nelle università cinesi. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="abAdPvAymwxfL59qPnT4in" name="shutterstock_1346380844.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/abAdPvAymwxfL59qPnT4in-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ozrimoz / Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="dalla-scoperta-dei-primi-x201c-talenti-x201d-al-reclutamento-universitario">Dalla scoperta dei primi “talenti” al reclutamento universitario</h2><p>Il reclutamento è iniziato negli anni 2000, quando gli hacker erano pochi e difficili da trovare. In quegli anni, un politico cinese paragonò la ricerca di “nuovi talenti” a “trovare dei fiori in un campo di grano”. </p><p>Tra questi “fiori” possiamo citare <strong>Tan Dailin del gruppo APT41</strong>. Cominciò la sua attività di “hacker patriottico” negli anni 2000, quando operava dalla sua stanza nel dormitorio di Sichuan. Prima di diventare un hacker al servizio della Repubblica Popolare Cinese, Tan fondò il <strong>Network Crack Program Hacker</strong>, ponendo così una base allo sviluppo dell’hacking in terra cinese. </p><p>Tuttavia, la Cina voleva di più. A pochi mesi dalla nomina, il presidente Xi affermò che "la competizione nel cyberspazio è, in ultima analisi, una competizione per il talento". Nel <strong>2014</strong>, il governo cinese fondò il Cybersecurity and Informatization Leading Small Group; in seguito, il Ministero dell&apos;Istruzione ricevette l’ordine di standardizzare i contenuti per i diplomi universitari in materia di cybersicurezza. </p><p>Il programma prese ispirazione dal National Initiative for Cybersecurity Education degli Stati Uniti e fu redatto da un comitato di accademici provenienti dalle principali università cinesi. Al suo interno veniva indicato un elenco di competenze fondamentali necessarie per conseguire una laurea in cybersicurezza nelle università cinesi. </p><p>Nel <strong>2015</strong>, il Ministero dell&apos;Istruzione diffuse gli standard a livello nazionale. Subito dopo, nel 2016, Xi promosse il suo <strong>Leading Small Group</strong> (originariamente concepito come una sorta di comitato temporaneo) a Comitato per la sicurezza informatica e l&apos;Informatizzazione del Comitato Centrale del PCC (<strong>CIC</strong>). All’epoca era solo uno dei 25 comitati facenti parte del nucleo centrale del Partito e Xi ne assunse la guida.</p><p>Sempre nel 2016, Xi lanciò un&apos;agenzia governativa chiamata <strong>Cyberspace Administration of China</strong> (<strong>CAC</strong>), allo scopo di istituzionalizzare il lavoro della CIC agli occhi di governi e imprese. Questa mossa consentì di far passare le decisioni prese dal Comitato centrale del PCC come azioni intraprese da un&apos;agenzia di regolamentazione governativa.</p><p>Tra i primi atti del CAC ci fu la pubblicazione di una <strong>Strategia Nazionale di Sicurezza Informatica</strong> per la Cina. Questa portò al passaggio dalla ricerca alla coltivazione dei talenti tramite <strong>9 punti strategici</strong> che andavano dall&apos;aumento della consapevolezza della cybersicurezza ai metodi formativi. </p><p>Il documento non fu redatto in forma restrittiva per consentire ai governi provinciali di contribuire all’innovazione delle strategie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="ZZAHvJaf6Aj3ZwWU8JpckM" name="china.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZZAHvJaf6Aj3ZwWU8JpckM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1124" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="i-primi-modelli-formativi-per-le-universit-xe0">I primi modelli formativi per le università</h2><p>In seguito alla pubblicazione della Strategia Nazionale per la Sicurezza Informatica furono proprio due modelli regionali a prendere il sopravvento. Il <strong>primo</strong> è quello della <strong>National Cybersecurity Talent and Innovation Base</strong> cinese, situata nella tristemente nota città di <strong>Wuhan</strong>, in prossimità di due linee ferroviarie che la rendono facilmente accessibile.</p><p>In quest’area sorge un campus di circa 40 km quadrati, di cui un quarto interamente dedicato alla Scuola Nazionale di Cybersecurity, al Laboratorio di Difesa Offensiva, all&apos;Istituto di Ricerca Combinata sulla Cybersecurity e alle strutture di supporto per il calcolo, l&apos;archiviazione dei dati e il poligono informatico. </p><p>Il <strong>secondo</strong> è il <strong>Big Data Cyber Range</strong> di <strong>Guiyang</strong>, nato come progetto provinciale nel 2015 e divenuto il teatro prediletto per le gare di cybersicurezza a livello nazionale. Proprio come accaduto per il centro di Wuhan, i politici di Pechino hanno nazionalizzato la struttura con il nome di <strong>Guiyang National Big Data Cyber Range</strong> nel 2017.</p><p>Nel 2017, la Cina divulgò delle riforme per le sue lauree in cyber sicurezza ispirate all&apos;Iniziativa nazionale statunitense e iniziò a designare gli istituti meritevoli con il titolo di World-Class Cybersecurity Schools (WCCS).</p><p>La designazione WCCS non fu collegata ad alcun finanziamento o risorsa aggiuntiva, ma ebbe lo scopo di dare prestigio ai singoli istituti. Il titolo prese ispirazione dalla certificazione Center for Academic Excellence-Cyber Operations assegnata dalle agenzie statunitensi, tra cui la National Security Agency e il Department of Homeland Security. La prima tranche di premiati della Cina nel 2017 comprendeva sette università.</p><p>In quel periodo, la RPC organizzava delle competizioni nazionali annuali di Hacking per reclutare nuovi studenti. Nel 2016, i migliori hacker cinesi viaggiavano il mondo per partecipare a competizioni simili e spesso portavano a casa il primo posto. Oggi è la Cina ad ospitare centinaia di gare di cybersicurezza alle quali partecipano migliaia di team.</p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fGSYMdB7kxvXoXXwLZJLcS" name="1080(2).jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fGSYMdB7kxvXoXXwLZJLcS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 123RF)</span></figcaption></figure><p>Aumentare il numero di competizioni nazionali permise alla Cina di ottenere un <strong>flusso costante di nuove vulnerabilità</strong> da utilizzare nelle operazioni di hacking. Non a caso i maggiori esponenti del settore, come il fondatore dell&apos;azienda di sicurezza <strong>Qihoo360</strong>, dichiararono che le vulnerabilità del software rappresentavano una "risorsa nazionale", al pari di legname e carbone. </p><p>Nel 2017, il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese impose un limite a questo tipo di attività qualora fossero svolte all’estero: da quel momento in poi, i ricercatori di vulnerabilità software cinesi potevano recarsi all&apos;estero per partecipare alle competizioni solo con l&apos;esplicita approvazione del ministero.</p><p>Il PCC voleva che i migliori hacker del Paese mostrassero le loro abilità in patria e ispirassero altri a fare lo stesso. Per attirare gli studenti universitari, nel 2016 il Ministero dell&apos;Istruzione intraprese una collaborazione con il China Information Technology Security Evaluation Center (il 13° Ufficio del Ministero della Sicurezza di Stato, responsabile di alcune operazioni di hacking dell&apos;MSS) per creare una competizione nazionale chiamata <strong>Information Security Ironman</strong>. La gara che si svolge con cadenza annuale si estende a tutte le province della Cina, coinvolgendo centinaia di università selezionate in base al merito. </p><p>Per creare delle realtà simili a quelle delle competizioni estere alle quali gli informatici cinesi non potevano più partecipare (come Pwn2Own), la comunità cinese di infosec lanciò la <strong>Tianfu Cup</strong> nel<strong> 2018</strong>. In seguito nacquero altre competizioni mirate allo sfruttamento automatizzato delle vulnerabilità simili alla <strong>Cyber Grand Challenge</strong> della <strong>DARPA</strong>.</p><p>Per aiutare i team di hacker cinesi, il governo chiese ai ricercatori di <strong>divulgare le vulnerabilità</strong> trovate <strong>entro 48 ore</strong> dalla scoperta. </p><p>Secondo il Digital Defense Report 2022 di Microsoft, questa politica ha portato la RPC a raccogliere e distribuire <strong>un numero enorme di 0-days</strong>. </p><p>Le politiche per impedire che i ricercatori partecipino a competizioni estere, l&apos;<strong>obbligo di rivelare le vulnerabilità al governo</strong> entro 48 ore e gli ingenti investimenti in tecnologie per trovare automaticamente le vulnerabilità fanno tutti parte di un piano ben studiato e molto lineare.</p><h2 id="lo-stato-delle-cose">Lo stato delle cose</h2><p>Il rapporto redatto da alcune delle università premiate con il titolo di World-Class Cybersecurity Schools in collaborazione con l&apos;Accademia delle Scienze cinese, il Ministero dell&apos;Istruzione e l&apos;azienda di cybersecurity Beijing Integrity Technology, ci da un’idea abbastanza chiara del panorama attuale. </p><p>Secondo gli autori, al momento, la Cina ha un deficit di esperti in cybersicurezza che dovrebbe scendere a 370.000 entro il 2027. Anche se sembra un numero enorme, bisogna considerare che il report del 2017 indicava un deficit di circa 1,4 milioni. I dati indicano la formazione di 30.000 nuovi esperti di cybersicurezza all’anno.</p><p>Del resto, l’obiettivo principale della ricerca è di definire il cosiddetto "<strong>Metodo 4+3"</strong> per le competenze e lo sviluppo del confronto informatico, un approccio pensato per armonizzare i precedenti sette anni di politiche pubbliche in Cina.</p><p>Il "<strong>4</strong>" rappresenta <strong>quattro competenze chiave</strong> per i professionisti della sicurezza informatica: confronto reale, scoperta delle vulnerabilità del software, "valutazione dell&apos;impatto del combattimento" (probabilmente un eufemismo per la valutazione della sicurezza) e capacità di ingegneria e sviluppo. </p><p>Il "<strong>3</strong>" rappresenta <strong>tre metodi</strong> per dimostrare le 4 capacità: competizioni di cybersecurity (confronto, esercitazioni difensive e scoperta delle vulnerabilità), "pratiche di confronto" (esercitazioni al poligono informatico e confronto effettivo con la rete) e "crowd testing e risposta agli incidenti" (test di sicurezza aperti, premi per le vulnerabilità del software, competizioni di sicurezza e condivisione della tecnologia).</p><p>Il Metodo 4+3 citato dal rapporto servirà alla formazione della nuova massa di hacker che Xi mirava ad arruolare da quando è salito al potere nel 2013. Ciò significa che le squadre di hacker cinesi, se considerate nel loro complesso, non saranno più dominate da singole personalità come Tan Dailin, bensì <strong>totalmente asservite al governo cinese</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="oaWWhLpQud7jvU5QxdVDNj" name="d7bFetHvvxVFwiq8cp6nnM-970-80.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oaWWhLpQud7jvU5QxdVDNj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Nonostante l&apos;impegno profuso dalla Cina in questa attività, le verità fondamentali sulle dinamiche di conflitto nel dominio cibernetico ne limitano il dominio assoluto. Un esempio? Lo sfruttamento di una vulnerabilità può avere un impatto maggiore su un Paese rispetto a un altro: basti pensare all&apos;esposizione del governo statunitense alla compromissione di Solar Winds rispetto a quella della Cina per lo stesso sistema. </p><p>Inoltre, le dipendenze condivise, come l&apos;uso diffuso di Windows, possono limitare alcune operazioni. Non a caso il governo cinese spinge da diversi anni per la creazione di un sistema operativo competitivo per il mercato cinese. Al momento non ci sono esempi utili allo scopo, ma se si pensa a quello che sta cercando di fare Huawei dopo l’esclusione dai servizi Google è facile immaginare che nei prossimi anni la Cina investirà parecchio in quest’ambito.</p><p>Se la Cina riuscisse a realizzare un ecosistema informatico più autonomo, il panorama internazionale potrebbe cambiare drasticamente. Con un sistema operativo autonomo e svincolato da eventuali contraccolpi, le operazioni potrebbero aumentare in velocità e persistenza offrendo alla Cina un campo di gioco molto più ampio e meno rischioso da attraversare. </p><p>Non è passato nemmeno un decennio da quando Xi è salito al potere ma il suo piano di incrementare le capacità informatiche cinesi sta dando i suoi frutti e presto potrebbe diventare <strong>l’arma più potente nelle mani della Repubblica Popolare Cinese</strong>. </p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Sono bastati meno di dieci anni per passare da una posizione arretrata a diventare una super potenza, in termini di sicurezza informatica e capacità di attacco. Un altro strumento nelle mani di Pechino. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Fin dai primi anni 2000 gli “hacker cinesi” sono il terrore di governi e grandi gruppi industriali. Nell’ultimo ventennio, i pirati informatici della RPC hanno sottratto database governativi, proprietà intellettuali e progetti militari a enti pubblici e aziende multinazionali del calibro di Marriott e <a href="https://www.fbi.gov/news/stories/chinese-hackers-charged-in-equifax-breach-021020"><u>Equifax</u></a>.</p><p> Con l’evolversi della digitalizzazione, le nazioni sono sempre più connesse tra loro e dipendenti dai sistemi informatici, motivo per cui, come stiamo vedendo nella guerra tra Russia e Ucraina, avere un buon team di hacker al proprio servizio può rivelarsi un’arma potentissima. </p><p>Lo sa bene il presidente cinese Xi Jinping, che dopo il suo insediamento nel 2013 ha posto grande attenzione al tema della cybersecurity, rendendola di fatto un affare di stato. Per chiarire da subito le sue intenzioni, il presidente cinese ha <strong>investito capitali enormi</strong> sulla ricerca e sulla formazione di nuovi “talenti” da arruolare tra le sue fila e utilizzare in caso di necessità.</p><p>Durante il mandato di Xi Jinping, lo Stato cinese ha sistematizzato la formazione di esperti in cybersecurity, alimentato l’accesso degli studenti alle attività pratiche, promosso gare di hacking e, in questo contesto, ha raccolto vulnerabilità da utilizzare negli attacchi informatici rivolti ai competitor esteri.</p><p>Oggi, dopo anni di finanziamenti e formazione, le squadre di hacker cinesi rappresentano una seria <strong>minaccia alla sicurezza informatica mondiale, </strong><a href="https://www.cyberscoop.com/china-hacking-talent-xi-jinping-education-policies/"><u>racconta Cyberscoop</u></a>. Le schiere di esperti di cyber sicurezza al servizio del governo costituiscono a tutti gli effetti un esercito informatico composto da centinaia di migliaia di esperti formati nelle università cinesi. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="abAdPvAymwxfL59qPnT4in" name="shutterstock_1346380844.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/abAdPvAymwxfL59qPnT4in-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ozrimoz / Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="dalla-scoperta-dei-primi-x201c-talenti-x201d-al-reclutamento-universitario">Dalla scoperta dei primi “talenti” al reclutamento universitario</h2><p>Il reclutamento è iniziato negli anni 2000, quando gli hacker erano pochi e difficili da trovare. In quegli anni, un politico cinese paragonò la ricerca di “nuovi talenti” a “trovare dei fiori in un campo di grano”. </p><p>Tra questi “fiori” possiamo citare <strong>Tan Dailin del gruppo APT41</strong>. Cominciò la sua attività di “hacker patriottico” negli anni 2000, quando operava dalla sua stanza nel dormitorio di Sichuan. Prima di diventare un hacker al servizio della Repubblica Popolare Cinese, Tan fondò il <strong>Network Crack Program Hacker</strong>, ponendo così una base allo sviluppo dell’hacking in terra cinese. </p><p>Tuttavia, la Cina voleva di più. A pochi mesi dalla nomina, il presidente Xi affermò che "la competizione nel cyberspazio è, in ultima analisi, una competizione per il talento". Nel <strong>2014</strong>, il governo cinese fondò il Cybersecurity and Informatization Leading Small Group; in seguito, il Ministero dell&apos;Istruzione ricevette l’ordine di standardizzare i contenuti per i diplomi universitari in materia di cybersicurezza. </p><p>Il programma prese ispirazione dal National Initiative for Cybersecurity Education degli Stati Uniti e fu redatto da un comitato di accademici provenienti dalle principali università cinesi. Al suo interno veniva indicato un elenco di competenze fondamentali necessarie per conseguire una laurea in cybersicurezza nelle università cinesi. </p><p>Nel <strong>2015</strong>, il Ministero dell&apos;Istruzione diffuse gli standard a livello nazionale. Subito dopo, nel 2016, Xi promosse il suo <strong>Leading Small Group</strong> (originariamente concepito come una sorta di comitato temporaneo) a Comitato per la sicurezza informatica e l&apos;Informatizzazione del Comitato Centrale del PCC (<strong>CIC</strong>). All’epoca era solo uno dei 25 comitati facenti parte del nucleo centrale del Partito e Xi ne assunse la guida.</p><p>Sempre nel 2016, Xi lanciò un&apos;agenzia governativa chiamata <strong>Cyberspace Administration of China</strong> (<strong>CAC</strong>), allo scopo di istituzionalizzare il lavoro della CIC agli occhi di governi e imprese. Questa mossa consentì di far passare le decisioni prese dal Comitato centrale del PCC come azioni intraprese da un&apos;agenzia di regolamentazione governativa.</p><p>Tra i primi atti del CAC ci fu la pubblicazione di una <strong>Strategia Nazionale di Sicurezza Informatica</strong> per la Cina. Questa portò al passaggio dalla ricerca alla coltivazione dei talenti tramite <strong>9 punti strategici</strong> che andavano dall&apos;aumento della consapevolezza della cybersicurezza ai metodi formativi. </p><p>Il documento non fu redatto in forma restrittiva per consentire ai governi provinciali di contribuire all’innovazione delle strategie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="ZZAHvJaf6Aj3ZwWU8JpckM" name="china.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZZAHvJaf6Aj3ZwWU8JpckM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1124" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="i-primi-modelli-formativi-per-le-universit-xe0">I primi modelli formativi per le università</h2><p>In seguito alla pubblicazione della Strategia Nazionale per la Sicurezza Informatica furono proprio due modelli regionali a prendere il sopravvento. Il <strong>primo</strong> è quello della <strong>National Cybersecurity Talent and Innovation Base</strong> cinese, situata nella tristemente nota città di <strong>Wuhan</strong>, in prossimità di due linee ferroviarie che la rendono facilmente accessibile.</p><p>In quest’area sorge un campus di circa 40 km quadrati, di cui un quarto interamente dedicato alla Scuola Nazionale di Cybersecurity, al Laboratorio di Difesa Offensiva, all&apos;Istituto di Ricerca Combinata sulla Cybersecurity e alle strutture di supporto per il calcolo, l&apos;archiviazione dei dati e il poligono informatico. </p><p>Il <strong>secondo</strong> è il <strong>Big Data Cyber Range</strong> di <strong>Guiyang</strong>, nato come progetto provinciale nel 2015 e divenuto il teatro prediletto per le gare di cybersicurezza a livello nazionale. Proprio come accaduto per il centro di Wuhan, i politici di Pechino hanno nazionalizzato la struttura con il nome di <strong>Guiyang National Big Data Cyber Range</strong> nel 2017.</p><p>Nel 2017, la Cina divulgò delle riforme per le sue lauree in cyber sicurezza ispirate all&apos;Iniziativa nazionale statunitense e iniziò a designare gli istituti meritevoli con il titolo di World-Class Cybersecurity Schools (WCCS).</p><p>La designazione WCCS non fu collegata ad alcun finanziamento o risorsa aggiuntiva, ma ebbe lo scopo di dare prestigio ai singoli istituti. Il titolo prese ispirazione dalla certificazione Center for Academic Excellence-Cyber Operations assegnata dalle agenzie statunitensi, tra cui la National Security Agency e il Department of Homeland Security. La prima tranche di premiati della Cina nel 2017 comprendeva sette università.</p><p>In quel periodo, la RPC organizzava delle competizioni nazionali annuali di Hacking per reclutare nuovi studenti. Nel 2016, i migliori hacker cinesi viaggiavano il mondo per partecipare a competizioni simili e spesso portavano a casa il primo posto. Oggi è la Cina ad ospitare centinaia di gare di cybersicurezza alle quali partecipano migliaia di team.</p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fGSYMdB7kxvXoXXwLZJLcS" name="1080(2).jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fGSYMdB7kxvXoXXwLZJLcS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 123RF)</span></figcaption></figure><p>Aumentare il numero di competizioni nazionali permise alla Cina di ottenere un <strong>flusso costante di nuove vulnerabilità</strong> da utilizzare nelle operazioni di hacking. Non a caso i maggiori esponenti del settore, come il fondatore dell&apos;azienda di sicurezza <strong>Qihoo360</strong>, dichiararono che le vulnerabilità del software rappresentavano una "risorsa nazionale", al pari di legname e carbone. </p><p>Nel 2017, il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese impose un limite a questo tipo di attività qualora fossero svolte all’estero: da quel momento in poi, i ricercatori di vulnerabilità software cinesi potevano recarsi all&apos;estero per partecipare alle competizioni solo con l&apos;esplicita approvazione del ministero.</p><p>Il PCC voleva che i migliori hacker del Paese mostrassero le loro abilità in patria e ispirassero altri a fare lo stesso. Per attirare gli studenti universitari, nel 2016 il Ministero dell&apos;Istruzione intraprese una collaborazione con il China Information Technology Security Evaluation Center (il 13° Ufficio del Ministero della Sicurezza di Stato, responsabile di alcune operazioni di hacking dell&apos;MSS) per creare una competizione nazionale chiamata <strong>Information Security Ironman</strong>. La gara che si svolge con cadenza annuale si estende a tutte le province della Cina, coinvolgendo centinaia di università selezionate in base al merito. </p><p>Per creare delle realtà simili a quelle delle competizioni estere alle quali gli informatici cinesi non potevano più partecipare (come Pwn2Own), la comunità cinese di infosec lanciò la <strong>Tianfu Cup</strong> nel<strong> 2018</strong>. In seguito nacquero altre competizioni mirate allo sfruttamento automatizzato delle vulnerabilità simili alla <strong>Cyber Grand Challenge</strong> della <strong>DARPA</strong>.</p><p>Per aiutare i team di hacker cinesi, il governo chiese ai ricercatori di <strong>divulgare le vulnerabilità</strong> trovate <strong>entro 48 ore</strong> dalla scoperta. </p><p>Secondo il Digital Defense Report 2022 di Microsoft, questa politica ha portato la RPC a raccogliere e distribuire <strong>un numero enorme di 0-days</strong>. </p><p>Le politiche per impedire che i ricercatori partecipino a competizioni estere, l&apos;<strong>obbligo di rivelare le vulnerabilità al governo</strong> entro 48 ore e gli ingenti investimenti in tecnologie per trovare automaticamente le vulnerabilità fanno tutti parte di un piano ben studiato e molto lineare.</p><h2 id="lo-stato-delle-cose">Lo stato delle cose</h2><p>Il rapporto redatto da alcune delle università premiate con il titolo di World-Class Cybersecurity Schools in collaborazione con l&apos;Accademia delle Scienze cinese, il Ministero dell&apos;Istruzione e l&apos;azienda di cybersecurity Beijing Integrity Technology, ci da un’idea abbastanza chiara del panorama attuale. </p><p>Secondo gli autori, al momento, la Cina ha un deficit di esperti in cybersicurezza che dovrebbe scendere a 370.000 entro il 2027. Anche se sembra un numero enorme, bisogna considerare che il report del 2017 indicava un deficit di circa 1,4 milioni. I dati indicano la formazione di 30.000 nuovi esperti di cybersicurezza all’anno.</p><p>Del resto, l’obiettivo principale della ricerca è di definire il cosiddetto "<strong>Metodo 4+3"</strong> per le competenze e lo sviluppo del confronto informatico, un approccio pensato per armonizzare i precedenti sette anni di politiche pubbliche in Cina.</p><p>Il "<strong>4</strong>" rappresenta <strong>quattro competenze chiave</strong> per i professionisti della sicurezza informatica: confronto reale, scoperta delle vulnerabilità del software, "valutazione dell&apos;impatto del combattimento" (probabilmente un eufemismo per la valutazione della sicurezza) e capacità di ingegneria e sviluppo. </p><p>Il "<strong>3</strong>" rappresenta <strong>tre metodi</strong> per dimostrare le 4 capacità: competizioni di cybersecurity (confronto, esercitazioni difensive e scoperta delle vulnerabilità), "pratiche di confronto" (esercitazioni al poligono informatico e confronto effettivo con la rete) e "crowd testing e risposta agli incidenti" (test di sicurezza aperti, premi per le vulnerabilità del software, competizioni di sicurezza e condivisione della tecnologia).</p><p>Il Metodo 4+3 citato dal rapporto servirà alla formazione della nuova massa di hacker che Xi mirava ad arruolare da quando è salito al potere nel 2013. Ciò significa che le squadre di hacker cinesi, se considerate nel loro complesso, non saranno più dominate da singole personalità come Tan Dailin, bensì <strong>totalmente asservite al governo cinese</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="oaWWhLpQud7jvU5QxdVDNj" name="d7bFetHvvxVFwiq8cp6nnM-970-80.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oaWWhLpQud7jvU5QxdVDNj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Nonostante l&apos;impegno profuso dalla Cina in questa attività, le verità fondamentali sulle dinamiche di conflitto nel dominio cibernetico ne limitano il dominio assoluto. Un esempio? Lo sfruttamento di una vulnerabilità può avere un impatto maggiore su un Paese rispetto a un altro: basti pensare all&apos;esposizione del governo statunitense alla compromissione di Solar Winds rispetto a quella della Cina per lo stesso sistema. </p><p>Inoltre, le dipendenze condivise, come l&apos;uso diffuso di Windows, possono limitare alcune operazioni. Non a caso il governo cinese spinge da diversi anni per la creazione di un sistema operativo competitivo per il mercato cinese. Al momento non ci sono esempi utili allo scopo, ma se si pensa a quello che sta cercando di fare Huawei dopo l’esclusione dai servizi Google è facile immaginare che nei prossimi anni la Cina investirà parecchio in quest’ambito.</p><p>Se la Cina riuscisse a realizzare un ecosistema informatico più autonomo, il panorama internazionale potrebbe cambiare drasticamente. Con un sistema operativo autonomo e svincolato da eventuali contraccolpi, le operazioni potrebbero aumentare in velocità e persistenza offrendo alla Cina un campo di gioco molto più ampio e meno rischioso da attraversare. </p><p>Non è passato nemmeno un decennio da quando Xi è salito al potere ma il suo piano di incrementare le capacità informatiche cinesi sta dando i suoi frutti e presto potrebbe diventare <strong>l’arma più potente nelle mani della Repubblica Popolare Cinese</strong>. </p>
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                                                            <title><![CDATA[ Questo trojan svuota i conti bancari e fa tremare anche l'Italia ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/questo-trojan-svuota-i-conti-bancari-e-fa-tremare-anche-litalia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Godfather è un banking trojan attivo su Android e colpisce oltre 400 app bancarie e crypto-wallet ]]>
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                                <p><strong>Group-IB</strong>, agenzia di cybersicurezza, ha analizzato un trojan di tipo bancario denominato <strong>Godfather</strong>, un malware operativo sulla piattaforma Android in grado di rubare i fondi da conti bancari e wallet di criptovalute.</p><p>Tra le aziende colpite, se ne contano 12 con sede in Italia, 49 negli USA, insieme ad altri provider di servizi finanziari di tutto il mondo, fra cui Canada, Francia e Regno Unito.</p><p>Il trojan sarebbe attivo almeno dal 2021, mentre l&apos;ultimo aggiornamento risale a settembre 2022. Secondo i ricercatori, il malware è stato sviluppato a partire dal codice sorgente di <strong>Anubis</strong>, un trojan molto noto in ambito finanziario, la cui funzionalità è stata limitata dagli ultimi aggiornamenti di Android.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1680px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.77%;"><img id="Y5MBSxm8mWksqkGzJGMFun" name="godfather.jpg" alt="Godfather" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Y5MBSxm8mWksqkGzJGMFun-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1680" height="937" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Diagramma sulla diffusione di Godfather </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Group-IB)</span></figcaption></figure><h2 id="esca-e-trappola">Esca e trappola</h2><p>Godfather è in grado di replicare fedelmente le pagine web di accesso, sovrapponendole sullo schermo dei dispositivi infetti. In questo modo, l&apos;utente effettuerà il login convinto di essere sull&apos;app legittima, quando in realtà il malware recupera le credenziali, aggirando anche l&apos;eventuale <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/autenticazione-a-due-fattori-cose-come-funziona">autenticazione a due fattori</a>.</p><p>Inoltre, i ricercatori di Group-IB hanno scoperto nel codice sorgente del trojan un meccanismo che impedisce al tool di infettare sistemi di utenti che parlano russo o altre lingue dell&apos;ex Unione Sovietica.</p><p>Oltre 400 servizi e app dedicate a servizi bancari, operativi anche sul territorio italiano. Fra questi, si contano anche alcuni <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-bitcoin-wallet">wallet</a> ed <a href="https://www.techradar.com/news/the-best-bitcoin-exchange">exchange di criptovalute</a>, colpiti da Godfather, grazie alla sua distribuzione capillare attraverso app fasulle pubblicate su <strong>Google Play Store</strong>.</p><p>Group-IB consiglia ai lettori attivi su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">smartphone Android</a> e altri dispositivi della piattaforma di aggiornare il sistema con gli ultimi update di sicurezza e assicurarsi di scaricare le app solo ed esclusivamente il Play Store, facendo attenzione all&apos;attendibilità dello sviluppatore e, soprattutto, alle autorizzazioni richieste dall&apos;applicazione che si intende scaricare.</p><p>Un altro accorgimento importante è assicurarsi di utilizzare e mantenere sempre aggiornato uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> che supporti anche la piattaforma Android, dato che i prodotti migliori offrono anche strumenti progettati in modo specifico per monitorare app e pagine web dannose.</p><p><br></p><ul><li><a href="https://blog.group-ib.com/godfather-trojan" target="_blank"><em><strong>Il report completo di Group-IB</strong></em></a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ North Face subisce un attacco hacker, sottratti i dati di 200.000 clienti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il marchio di abbigliamento The North Face è stato vittima di un attacco informatico, e sono stati rubati i dati di quasi 200.000 clienti. Lo ha fatto sapere la società stessa, specificando che gli account potenzialmente compromessi sono 194.905.</p><p>I clienti di The North Face che hanno un account sul sito, dunque, dovrebbero suito cambiare password. E va cambiata anche altrove, almeno per quelle persone che usano la stessa password su più di un sito. </p><p>L&apos;attacco risale allo scorso 11 agosto. Sembra invece che i dati delle carte i credito non siano stati rubati. </p><p>The North Face sta contattando direttamente i clienti coinvolti, per informarli dell&apos;accaduto e chiedere il cambio di password. </p><p>A proposito del cambio password, pare che la tecnica in questo caso sia stata proprio quella di riciclare dati rubati altrove, e poi sfruttare quelli funzionanti per sottrarre altri dati. </p><p>Si ripropone dunque il problema, enorme, di chi usa la stessa password su più di un sito. Anche perché spesso e volentieri si tratta di password semplici da indovinare. </p><p>Fortunately, no payment details were stored on the website, so all credit and debit card data remained safe.</p><p>"We do not keep a copy of payment card details on thenorthface.com. We only retain a "token" linked to your payment card, and only our third-party payment card processor keeps payment card details," the company noted.</p><p>"The token cannot be used to initiate a purchase anywhere other than on thenorthface.com."</p><p>Affected user accounts and passwords have been reset, with users instructed to pick strong and unique new passwords that are not used on any other websites or platforms.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2022</li><li>In <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting" target="_blank">migliori Web Hosting</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup" target="_blank">software di backup</a> del 2022</li></ul><p>Via <a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/200-000-north-face-accounts-hacked-in-credential-stuffing-attack/" target="_blank">BleepingComputer</a></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I clienti North Face dovrebbero cambiare password ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The North Face jacket]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Il marchio di abbigliamento The North Face è stato vittima di un attacco informatico, e sono stati rubati i dati di quasi 200.000 clienti. Lo ha fatto sapere la società stessa, specificando che gli account potenzialmente compromessi sono 194.905.</p><p>I clienti di The North Face che hanno un account sul sito, dunque, dovrebbero suito cambiare password. E va cambiata anche altrove, almeno per quelle persone che usano la stessa password su più di un sito. </p><p>L&apos;attacco risale allo scorso 11 agosto. Sembra invece che i dati delle carte i credito non siano stati rubati. </p><p>The North Face sta contattando direttamente i clienti coinvolti, per informarli dell&apos;accaduto e chiedere il cambio di password. </p><p>A proposito del cambio password, pare che la tecnica in questo caso sia stata proprio quella di riciclare dati rubati altrove, e poi sfruttare quelli funzionanti per sottrarre altri dati. </p><p>Si ripropone dunque il problema, enorme, di chi usa la stessa password su più di un sito. Anche perché spesso e volentieri si tratta di password semplici da indovinare. </p><p>Fortunately, no payment details were stored on the website, so all credit and debit card data remained safe.</p><p>"We do not keep a copy of payment card details on thenorthface.com. We only retain a "token" linked to your payment card, and only our third-party payment card processor keeps payment card details," the company noted.</p><p>"The token cannot be used to initiate a purchase anywhere other than on thenorthface.com."</p><p>Affected user accounts and passwords have been reset, with users instructed to pick strong and unique new passwords that are not used on any other websites or platforms.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2022</li><li>In <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting" target="_blank">migliori Web Hosting</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup" target="_blank">software di backup</a> del 2022</li></ul><p>Via <a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/200-000-north-face-accounts-hacked-in-credential-stuffing-attack/" target="_blank">BleepingComputer</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Amazon ha dato alla polizia le registrazioni private degli utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Cosa succede? </strong>Amazon ha ammesso di aver ceduto dati personali degli utenti alle forze di polizia USA, senza il consenso degli utenti né informandoli</p><p><strong>Perché è importane? </strong>Molti osservatori temono che questo sia un nuovo attacco alla privacy delle persone, e che l&apos;abuso delle tecnologie possa portare a uno stato di sorveglianza e meno libertà personali. </p><p><br></p><p>Tra le molte cose vendute da Amazon c&apos;è anche il Ring Video Doorbell, una specie di videocitofono di nuova generazione, facile da installare e relativamente economico. Comodissimo, permette di vedere chi c&apos;è alla porta dalla TV, dal PC, dallo smartphone  e da altri schermi. E può anche registrare, così per esempio vedi se il corriere tratta male i tuoi pacchi. </p><p>Fantastico, ma c&apos;è anche un lato oscuro. Amazon ha infatti confermato che i dati registrati dal Ring Video Doorbell non sono protetti, almeno negli Stati Uniti. In altre parole, se la polizia va da Amazon a chiedere le regitrazioni del <em>tuo</em> campanello, Amazon cede i dati senza fare domande. Lo ha confermato la stessa Amazon, in risposta all&apos;interrogazione di un senatore. </p><a href="https://eu.wikileaks.shop/"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="tHjdMWZpJyrWazRc5ENxvc" name="wikileaks maglietta.jpg" alt="Wikileaks" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tHjdMWZpJyrWazRc5ENxvc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="600" height="600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikileaks)</span></figcaption></figure></a><p><br></p><p>Inoltre Amazon non notifica gli utenti, quindi le autorità ricevono registrazioni private a insaputa delle persone che abitano in quella casa.  </p><p>Amazon ha poi specificato che i dati vengono concessi solo in casi di emergenza, quando c&apos;è un "immediato pericolo" per le persone. </p><p>Negli Stati Uniti si è aperto un dibattito sull&apos;argomento, chiaramente molto importante. In Europa, invece, Amazon deve rispettare norme più rigide a tutela della privacy e, almeno per come stanno le cose ora, non potrebbe accadere la stessa cosa.  </p><p>Le numerose voci che si sono levate contro la scelta di Ring citano il diritto alla privacy, ma anche il pericolo di avvicinarsi a uno stato di sorveglianza globale. A un certo punto, se alla polizia basta dire che è un&apos;emergenza per ottenere i dati, chi ci assicura che non si tratti di controllo politico in uno stato oppressivo? </p><p>Fortunatamente, è possibile usare sistemi crittografici per proteggere i dati, comprese le registrazioni di Ring Video Doorbell, e renderli inaccessibili a chiunque non abbia le chiavi necessarie. Però non è una cosa semplice, di certo non alla portata di tutti. E soprattutto, se le persone nemmeno sanno che qualcuno potrebbe vedere quei dati, difficilmente sentiranno il bisogno di proteggerli. </p><ul><li>Per avere più sicurezza, meglio usare una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a></li></ul><p><br></p><p>Il che rimanda al problema della impostazioni di default. Amazon, e chiunque altro, tende a creare prodotti che siano prima di tutto facili da usare. Solo che la sicurezza in genere non è la cosa più semplice, anzi richiede che le persone abbiano un approccio attivo. </p><p>Ampliando lo sguardo, la vicenda rientra nell&apos;infinito dibattito che vede da una parte i difensori della "sicurezza" (con le virgolette, perché non in verità è solo un&apos;illusione di controllo), e dall&apos;altra chi teme la minaccia della sorveglianza globale, che in un attimo può trasformarsi in stato di polizia. Una situazione che nessuno vorrebbe, ma solo alcuni temono che sia una possibilità reale nel mondo occidentale. </p><p>Già, eppure il mondo occidentale non ha un curriculum proprio perfetto quanto a difesa delle libertà civili, basti guardare alla storia di Julian Assange e di Wikileaks. </p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il campanello di Amazon registra tutto, e se non si fa attenzione diffonde immagini e audio ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p><strong>Cosa succede? </strong>Amazon ha ammesso di aver ceduto dati personali degli utenti alle forze di polizia USA, senza il consenso degli utenti né informandoli</p><p><strong>Perché è importane? </strong>Molti osservatori temono che questo sia un nuovo attacco alla privacy delle persone, e che l&apos;abuso delle tecnologie possa portare a uno stato di sorveglianza e meno libertà personali. </p><p><br></p><p>Tra le molte cose vendute da Amazon c&apos;è anche il Ring Video Doorbell, una specie di videocitofono di nuova generazione, facile da installare e relativamente economico. Comodissimo, permette di vedere chi c&apos;è alla porta dalla TV, dal PC, dallo smartphone  e da altri schermi. E può anche registrare, così per esempio vedi se il corriere tratta male i tuoi pacchi. </p><p>Fantastico, ma c&apos;è anche un lato oscuro. Amazon ha infatti confermato che i dati registrati dal Ring Video Doorbell non sono protetti, almeno negli Stati Uniti. In altre parole, se la polizia va da Amazon a chiedere le regitrazioni del <em>tuo</em> campanello, Amazon cede i dati senza fare domande. Lo ha confermato la stessa Amazon, in risposta all&apos;interrogazione di un senatore. </p><a href="https://eu.wikileaks.shop/"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="tHjdMWZpJyrWazRc5ENxvc" name="wikileaks maglietta.jpg" alt="Wikileaks" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tHjdMWZpJyrWazRc5ENxvc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="600" height="600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikileaks)</span></figcaption></figure></a><p><br></p><p>Inoltre Amazon non notifica gli utenti, quindi le autorità ricevono registrazioni private a insaputa delle persone che abitano in quella casa.  </p><p>Amazon ha poi specificato che i dati vengono concessi solo in casi di emergenza, quando c&apos;è un "immediato pericolo" per le persone. </p><p>Negli Stati Uniti si è aperto un dibattito sull&apos;argomento, chiaramente molto importante. In Europa, invece, Amazon deve rispettare norme più rigide a tutela della privacy e, almeno per come stanno le cose ora, non potrebbe accadere la stessa cosa.  </p><p>Le numerose voci che si sono levate contro la scelta di Ring citano il diritto alla privacy, ma anche il pericolo di avvicinarsi a uno stato di sorveglianza globale. A un certo punto, se alla polizia basta dire che è un&apos;emergenza per ottenere i dati, chi ci assicura che non si tratti di controllo politico in uno stato oppressivo? </p><p>Fortunatamente, è possibile usare sistemi crittografici per proteggere i dati, comprese le registrazioni di Ring Video Doorbell, e renderli inaccessibili a chiunque non abbia le chiavi necessarie. Però non è una cosa semplice, di certo non alla portata di tutti. E soprattutto, se le persone nemmeno sanno che qualcuno potrebbe vedere quei dati, difficilmente sentiranno il bisogno di proteggerli. </p><ul><li>Per avere più sicurezza, meglio usare una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a></li></ul><p><br></p><p>Il che rimanda al problema della impostazioni di default. Amazon, e chiunque altro, tende a creare prodotti che siano prima di tutto facili da usare. Solo che la sicurezza in genere non è la cosa più semplice, anzi richiede che le persone abbiano un approccio attivo. </p><p>Ampliando lo sguardo, la vicenda rientra nell&apos;infinito dibattito che vede da una parte i difensori della "sicurezza" (con le virgolette, perché non in verità è solo un&apos;illusione di controllo), e dall&apos;altra chi teme la minaccia della sorveglianza globale, che in un attimo può trasformarsi in stato di polizia. Una situazione che nessuno vorrebbe, ma solo alcuni temono che sia una possibilità reale nel mondo occidentale. </p><p>Già, eppure il mondo occidentale non ha un curriculum proprio perfetto quanto a difesa delle libertà civili, basti guardare alla storia di Julian Assange e di Wikileaks. </p>
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                                                            <title><![CDATA[ Gli hacker sfruttano PayPal per rubare i dati bancari degli utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>A novembre 2021 Avanan, azienda specializzata nell&apos;ambito della sicurezza e-mail e cloud, ha diffuso un report riguardante un <a href="https://www.avanan.com/blog/new-attack-spoofs-amazon-to-obtain-payment-from-end-user">attacco informatico che sfruttava il nome di Amazon</a>. Questo si basava sull’utilizzo di link legittimi di Amazon, e costringeva gli utenti a fare una telefonata per annullare un ordine che in realtà non era mai avvenuto.</p><p>Oggi Anavan torna a segnalare una serie di attacchi molto simili, che questa volta si basano su una delle piattaforme di pagamento più sicure e utilizzate in assoluto: PayPal. Come avvenuto con le mail contenenti gli ordini Amazon fasulli, anche in questo caso, per cancellare il pagamento gli utenti vengono invitati a chiamare un numero di telefono.</p><p>Nel mese di aprile, i ricercatori di Avanan hanno riscontrato un&apos;impennata di attacchi che sfruttano lo spoofing di marchi popolari come PayPal, utilizzando una mail di conferma riferita a ordini / pagamenti mai avvenuti per indurre gli utenti finali a chiamare un numero di telefono fornito dagli hacker. A questo punto, dall&apos;altra parte della cornetta, un "operatore" cercherà di rubare le informazioni bancarie e i dati degli utenti intenzionati ad annullare l&apos;ordine. In questo report sugli attacchi, Avanan spiega in che modo gli hacker stanno utilizzando questa tipologia di attacchi per sottrarre le credenziali di migliaia di utenti.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze">Antivirus a pagamento vs antivirus gratuito</a>: quale scegliere?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratis-funzionano-davvero">Gli antivirus gratis funzionano davvero</a>?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte antivirus(opens in new tab)</a>: i migliori prezzi in circolazione</li></ul><h2 id="come-funziona-l-apos-attacco">Come funziona l&apos;attacco?</h2><ul><li><strong>Vettore:</strong> Email</li><li><strong>Tipologia di attacco:</strong> Furto di credenziali</li><li><strong>Tecniche utilizzate:</strong> falsa identità, furto di numero telefonico</li><li><strong>Obiettivo:</strong> utente finale</li></ul><p>Gli hacker inviano quella che sembra una conferma d&apos;ordine PayPal, la classica mail che arriva quando acquistate un bene o effettuate un pagamento con il noto circuito di pagamento  internazionale. Nello specifico, l&apos;utente viene informato di aver acquistato oltre 500 dollari di DogeCoin. A questo punto, per annullare l&apos;ordine, la vittima viene invitata a chiamare un numero di assistenza clienti fittizio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:613px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:62.48%;"><img id="UxbZPdsm2s5mc5i4RiRhQ3" name="aaaaaa.png" alt="Techradar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UxbZPdsm2s5mc5i4RiRhQ3-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="613" height="383" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techradar)</span></figcaption></figure><p>Lo scopo principale dell&apos;attacco non consiste unicamente nell&apos;ottenere informazioni finanziarie sull&apos;utente, ma anche nell&apos;acquisire il suo numero di telefono. Questo tipo di scam usa quello che in gergo tecnico viene definito “phone number harvesting”, ovvero raccolta del numero ti telefono. </p><p>Invece di provare a ottenere le credenziali per i login dei servizi di online banking, questo attacco mira a ottenere facilmente i numeri di telefono delle vittime. Una volta acquisito il numero di telefono, gli hacker possono effettuare una serie di attacchi tramite messaggi di testo, telefonate o messaggi WhatsApp. Un solo attacco riuscito può portare a conseguenze molto gravi.</p><p>Il numero indicato nell&apos;e-mail appartiene a una società con sede alle Hawaii ed è già stato collegato ad altre truffe in passato. Al momento della chiamata, agli utenti viene chiesto il numero di carta di credito e il CVV per "annullare" l&apos;addebito. </p><p>L&apos;attacco funziona molto bene anche perché non ci sono link nel corpo dell&apos;e-mail. Quando c&apos;è un link, il sistema di sicurezza interno delle e-mail può verificarlo per vedere se è dannoso o meno, mandando di fatto a monte l&apos;attacco. Senza link, identificare una mail pericolosa diventa molto più difficile.</p><p>Grazie a questo espediente, l&apos;attacco si rivela particolarmente insidioso e difficile da fermare. </p><p><br></p><h2 id="come-prevenire-questo-tipo-di-attacchi">Come prevenire questo tipo di attacchi</h2><p>Oltre a diffondere informazioni sulle modalità d&apos;attacco, Anavan ha fornito delle linee guida che, se seguite alla lettera, possono ridurre notevolmente i rischi legati a questo tipo di attacchi:</p><p>⦁Verificare con attenzione l&apos;indirizzo e-mail del mittente.</p><p>⦁Verificare le transazioni recenti direttamente sul proprio account PayPal.</p><p>⦁Non chiamare numeri sconosciuti prima di aver verificato l&apos;identità del mittente.</p><p>⦁Fare particolare attenzione ad inserire le grandi aziende come Amazon o PayPal     tra gli indirizzi email autorizzati; i nomi noti sono tra i più utilizzati per le truffe.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">migliori antivirus</a> del 2022</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/gli-hacker-sfruttano-paypal-per-rubare-i-dati-bancari-degli-utenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Come successo qualche mese fa con Amazon, gli hacker utilizzano link legittimi e chiedono di effettuare una chiamata per cancellare l'ordine. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[PayPal ]]></media:title>
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                                <p>A novembre 2021 Avanan, azienda specializzata nell&apos;ambito della sicurezza e-mail e cloud, ha diffuso un report riguardante un <a href="https://www.avanan.com/blog/new-attack-spoofs-amazon-to-obtain-payment-from-end-user">attacco informatico che sfruttava il nome di Amazon</a>. Questo si basava sull’utilizzo di link legittimi di Amazon, e costringeva gli utenti a fare una telefonata per annullare un ordine che in realtà non era mai avvenuto.</p><p>Oggi Anavan torna a segnalare una serie di attacchi molto simili, che questa volta si basano su una delle piattaforme di pagamento più sicure e utilizzate in assoluto: PayPal. Come avvenuto con le mail contenenti gli ordini Amazon fasulli, anche in questo caso, per cancellare il pagamento gli utenti vengono invitati a chiamare un numero di telefono.</p><p>Nel mese di aprile, i ricercatori di Avanan hanno riscontrato un&apos;impennata di attacchi che sfruttano lo spoofing di marchi popolari come PayPal, utilizzando una mail di conferma riferita a ordini / pagamenti mai avvenuti per indurre gli utenti finali a chiamare un numero di telefono fornito dagli hacker. A questo punto, dall&apos;altra parte della cornetta, un "operatore" cercherà di rubare le informazioni bancarie e i dati degli utenti intenzionati ad annullare l&apos;ordine. In questo report sugli attacchi, Avanan spiega in che modo gli hacker stanno utilizzando questa tipologia di attacchi per sottrarre le credenziali di migliaia di utenti.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze">Antivirus a pagamento vs antivirus gratuito</a>: quale scegliere?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratis-funzionano-davvero">Gli antivirus gratis funzionano davvero</a>?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte antivirus(opens in new tab)</a>: i migliori prezzi in circolazione</li></ul><h2 id="come-funziona-l-apos-attacco">Come funziona l&apos;attacco?</h2><ul><li><strong>Vettore:</strong> Email</li><li><strong>Tipologia di attacco:</strong> Furto di credenziali</li><li><strong>Tecniche utilizzate:</strong> falsa identità, furto di numero telefonico</li><li><strong>Obiettivo:</strong> utente finale</li></ul><p>Gli hacker inviano quella che sembra una conferma d&apos;ordine PayPal, la classica mail che arriva quando acquistate un bene o effettuate un pagamento con il noto circuito di pagamento  internazionale. Nello specifico, l&apos;utente viene informato di aver acquistato oltre 500 dollari di DogeCoin. A questo punto, per annullare l&apos;ordine, la vittima viene invitata a chiamare un numero di assistenza clienti fittizio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:613px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:62.48%;"><img id="UxbZPdsm2s5mc5i4RiRhQ3" name="aaaaaa.png" alt="Techradar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UxbZPdsm2s5mc5i4RiRhQ3-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="613" height="383" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techradar)</span></figcaption></figure><p>Lo scopo principale dell&apos;attacco non consiste unicamente nell&apos;ottenere informazioni finanziarie sull&apos;utente, ma anche nell&apos;acquisire il suo numero di telefono. Questo tipo di scam usa quello che in gergo tecnico viene definito “phone number harvesting”, ovvero raccolta del numero ti telefono. </p><p>Invece di provare a ottenere le credenziali per i login dei servizi di online banking, questo attacco mira a ottenere facilmente i numeri di telefono delle vittime. Una volta acquisito il numero di telefono, gli hacker possono effettuare una serie di attacchi tramite messaggi di testo, telefonate o messaggi WhatsApp. Un solo attacco riuscito può portare a conseguenze molto gravi.</p><p>Il numero indicato nell&apos;e-mail appartiene a una società con sede alle Hawaii ed è già stato collegato ad altre truffe in passato. Al momento della chiamata, agli utenti viene chiesto il numero di carta di credito e il CVV per "annullare" l&apos;addebito. </p><p>L&apos;attacco funziona molto bene anche perché non ci sono link nel corpo dell&apos;e-mail. Quando c&apos;è un link, il sistema di sicurezza interno delle e-mail può verificarlo per vedere se è dannoso o meno, mandando di fatto a monte l&apos;attacco. Senza link, identificare una mail pericolosa diventa molto più difficile.</p><p>Grazie a questo espediente, l&apos;attacco si rivela particolarmente insidioso e difficile da fermare. </p><p><br></p><h2 id="come-prevenire-questo-tipo-di-attacchi">Come prevenire questo tipo di attacchi</h2><p>Oltre a diffondere informazioni sulle modalità d&apos;attacco, Anavan ha fornito delle linee guida che, se seguite alla lettera, possono ridurre notevolmente i rischi legati a questo tipo di attacchi:</p><p>⦁Verificare con attenzione l&apos;indirizzo e-mail del mittente.</p><p>⦁Verificare le transazioni recenti direttamente sul proprio account PayPal.</p><p>⦁Non chiamare numeri sconosciuti prima di aver verificato l&apos;identità del mittente.</p><p>⦁Fare particolare attenzione ad inserire le grandi aziende come Amazon o PayPal     tra gli indirizzi email autorizzati; i nomi noti sono tra i più utilizzati per le truffe.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">migliori antivirus</a> del 2022</li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Ucraina, hacker russi tentano di provocare un blackout ma falliscono ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il team ucraino CERT-UA (Computer Emergency Response Team of Ukraine) ha sventato un attacco informatico mirato a mettere fuori uso uno dei principali distributori di energia del paese.</p><p>Dietro all&apos;ennesimo atto di cyberwar nei confronti della già assediata Ucraina si celano i membri del team Sandworm, un gruppo di hacker più volte collegato all&apos;intelligence militare russa.</p><p>L&apos;obiettivo dell&apos;attacco era quello di disconnettere uno dei principali fornitori di energia elettrica (rimasto anonimo) utilizzando una nuova variante del malware Industroyer, come testimoniato dal <a href="https://cert.gov.ua/article/39518">report</a> del team CERT-UA. </p><p>Questo tipo di malware è diventato famoso per aver causato un blackout di grandi dimensioni nel 2016, lasciando senza luce centinaia di migliaia di cittadini ucraini a pochi giorni dalle festività natalizie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.85%;"><img id="WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe" name="bitdefender-phishing-3.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1418" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>La nuova variante del malware, ribattezzata Industroyer2, avrebbe dovuto causare un malfunzionamento delle sottostazioni elettriche ad alta tensione. A tale scopo gli hacker hanno utilizzato anche un altro malware, CaddyWiper, già protagonista di un attacco avvenuto a marzo nei confronti di una banca ucraina. </p><p>Stando all&apos;avviso di sicurezza scoperto dal team CERT-UA, gli hacker Russi sarebbero entrati nella rete del fornitore ucraino nel mese di febbraio e avrebbero pianificato il blackout di una regione ucraina in data 8 aprile. </p><p>Nonostante le rassicurazioni del team CERT-UA, ESET, noto produttore di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a>, afferma di non avere informazioni certe sui reali danni provocati dall&apos;attacco e se questo ha in qualche modo compromesso la rete interna del fornitore. Tra i misteri irrisolti c&apos;è anche il metodo utilizzato dagli attaccanti per accedere alla rete ICS.</p><p>Si tratta di uno dei tanti attacchi avvenuti nel contesto della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-russia-cyberwarfare-la-guerra-a-colpi-di-hack">guerra informatica tra i due paesi</a> e siamo certi che non sarà l&apos;ultimo.</p><p>Fonte: <a href="https://techcrunch.com/2022/04/12/ukraine-disrupts-attempt-by-russian-hackers-to-take-down-energy-provider/?guccounter=1" target="_blank">TechCrunch</a></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte Antivirus</a>: i migliori software di protezione scontati</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-hacker-russi-tentano-di-provocare-un-blackout-ma-falliscono</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli esperti di sicurezza informatica del team CERT-UA hanno sventato un attacco del team russo Sandworm rivolto a un distributore di energia elettrica. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                <p>Il team ucraino CERT-UA (Computer Emergency Response Team of Ukraine) ha sventato un attacco informatico mirato a mettere fuori uso uno dei principali distributori di energia del paese.</p><p>Dietro all&apos;ennesimo atto di cyberwar nei confronti della già assediata Ucraina si celano i membri del team Sandworm, un gruppo di hacker più volte collegato all&apos;intelligence militare russa.</p><p>L&apos;obiettivo dell&apos;attacco era quello di disconnettere uno dei principali fornitori di energia elettrica (rimasto anonimo) utilizzando una nuova variante del malware Industroyer, come testimoniato dal <a href="https://cert.gov.ua/article/39518">report</a> del team CERT-UA. </p><p>Questo tipo di malware è diventato famoso per aver causato un blackout di grandi dimensioni nel 2016, lasciando senza luce centinaia di migliaia di cittadini ucraini a pochi giorni dalle festività natalizie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.85%;"><img id="WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe" name="bitdefender-phishing-3.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1418" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>La nuova variante del malware, ribattezzata Industroyer2, avrebbe dovuto causare un malfunzionamento delle sottostazioni elettriche ad alta tensione. A tale scopo gli hacker hanno utilizzato anche un altro malware, CaddyWiper, già protagonista di un attacco avvenuto a marzo nei confronti di una banca ucraina. </p><p>Stando all&apos;avviso di sicurezza scoperto dal team CERT-UA, gli hacker Russi sarebbero entrati nella rete del fornitore ucraino nel mese di febbraio e avrebbero pianificato il blackout di una regione ucraina in data 8 aprile. </p><p>Nonostante le rassicurazioni del team CERT-UA, ESET, noto produttore di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a>, afferma di non avere informazioni certe sui reali danni provocati dall&apos;attacco e se questo ha in qualche modo compromesso la rete interna del fornitore. Tra i misteri irrisolti c&apos;è anche il metodo utilizzato dagli attaccanti per accedere alla rete ICS.</p><p>Si tratta di uno dei tanti attacchi avvenuti nel contesto della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-russia-cyberwarfare-la-guerra-a-colpi-di-hack">guerra informatica tra i due paesi</a> e siamo certi che non sarà l&apos;ultimo.</p><p>Fonte: <a href="https://techcrunch.com/2022/04/12/ukraine-disrupts-attempt-by-russian-hackers-to-take-down-energy-provider/?guccounter=1" target="_blank">TechCrunch</a></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte Antivirus</a>: i migliori software di protezione scontati</li></ul>
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Il primo è avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, causando gravi disservizi sui siti delle principali istituzioni ucraine tra cui il ministero Esteri, delle politiche agrarie, dell&apos;Istruzione e della Scienza e via dicendo.</p><p>Nelle home page dei domini attaccati appariva un messaggio scritto in tre lingue (russo, ucraino e polacco) nel quale gli hacker affermavano di essere entrati in possesso dei dati sensibili dei cittadini ucraini, minacciando poi di renderli pubblici.</p><p>Il cyber attacco è stato identificato dal Microsoft Threat Intelligence Center con il nome di WhisperGate e in seguito collegato a un gruppo hacker russi.</p><p>Nei giorni successivi, la Russia ha messo in atto una seconda ondata di attacchi basati su dei malware, molti dei quali sono risultati inediti e quindi creati appositamente per sfuggire agli attuali sistemi di detezione. Il primo malware identificato il 22 febbraio scorso risponde al nome di Hermetic Wiper; questo attacco ha la capacità di danneggiare irrimediabilmente i dati di sistema che vengono utilizzati nella fase di avvio del dispositivo infetto, oltre a sovrascrivere i file memorizzati in modo da renderli inutilizzabili.</p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xXaZ3Lb4ZEejUv9ipwK3ha" name="hacker-1944688_1280.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xXaZ3Lb4ZEejUv9ipwK3ha-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock.com)</span></figcaption></figure><p>A poche ore dall&apos;annuncio ufficiale di invasione pronunciato da Putin, l&apos;intelligence statunitense ha rilevato un triplice attacco hacker iniziato alle 4 di notte (ora italiana). Intorno alle 16:00 del 23 febbraio, un serie di attacchi DDoS ha colpito le principali agenzie governative ucraine, tra cui il sito della presidenza e del parlamento, il ministero degli Affari Interni e quello degli Affari Esteri e persino gli istituti bancari più importanti del Paese, Uvraini PrivatBank e Oschadbank.</p><p>In realtà l&apos;attacco si è svolto in due fasi: la prima iniziata alle 16:00 e durata circa 40 minuti. La seconda iniziata alle 17:00 e protrattasi fino alle 19:00 creando una serie di gravi disservizi su diversi siti governativi ucraini.</p><p>Un analisi condotta da Cloudflare in collaborazione con il governo ucraino ha permesso di individuare la localizzazione dei responsabili che, da quanto emerso, hanno utilizzato IP Russi (il che è tutto dire). La strategia sembra la stessa utilizzata contro i siti del governo Ucraino nelle giornate del 15-16 febbraio.</p><p>Subito dopo, alle 21:00 del 23 febbraio, è partito un altro attacco identificato come Hermetic Wiper, un malware specializzato nella cancellazione dei dati salvati sul disco rigido dei dispositivi colpiti.</p><p>Una volta cancellati, i file non si possono più recuperare e i PC risultano inutilizzabili. Hermetic Wiper non è pensato allo scopo di sottrarre informazioni, ma serve a distruggerle. Questo malware è particolarmente difficile da scoprire facendo uso di diverse tecniche di occultamento molto efficaci che ne ostacolano l’identificazione in tempo reale. Il malware è stato identificato da due aziende specializzate nella sicurezza informatica, ESET e Symantec. </p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3936px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="gpN7iXV3Snrj4g4SfBm4MT" name="pexels-tima-miroshnichenko-5380642.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gpN7iXV3Snrj4g4SfBm4MT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3936" height="2624" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tima Miroshnichenko from Pexels)</span></figcaption></figure><p>Per aumentare la diffusione del malware sui PC dei cittadini ucraini, gli attaccanti hanno poi creato dei siti civetta clonando i corrispettivi siti governativi. In questo modo i cittadini che accedevano agli indirizzi per ottenere informazioni digitavano i loro dati su un "clone" e scaricavano sui loro PC dei file PDF che in teoria avrebbero dovuto contenere informazioni importanti e linee guida, ma in realtà erano dei malware.</p><p>Il 24 febbraio è stato diffuso un secondo malware denominato Cyclops Blink attribuito a Sandworm, un gruppo di hacker russi schierati con Putin. Il malware ha infettato i firewall di WatchGuard (che di norma si usano per la protezione degli account business), per poi estrarre dati sensibili dai dispositivi e inviarli a un centro di comando e controllo esterno.</p><p>Cyclops Blink è un malware persistente che colpisce il firmware del PC infettato e non può essere rimosso con un semplice ripristino dell&apos;OS.</p><p>Ai malware e agli attacchi DDoS si sono sommati numerosi furti di dati (data breach) contenenti le credenziali sottratte dai database degli enti governativi hackerati, poi diffusi nel Dark Web. Stiamo parlando di una grande quantità di informazioni sensibili sottratti non solo dai siti governativi, ma anche da altri portali come quello della motorizzazione ucraina.</p><p>Nel Dark Web sono state rivenute numerose tracce di un database compilato a partire dal servizio di tassazione dell&apos;Ucraina del 2006, informazioni sull&apos;immunizzazione da Covid-19 dei cittadini e perfino dati sensibili legati a PrivatBank, la più importante banca commerciale del Paese.</p><p>Di pari passo con l&apos;intensificarsi degli scontri si sono moltiplicati anche gli attacchi informatici da ambedue le parti, e nell&apos;ultima settimana di febbraio abbiamo assistito a una vera e propria battaglia informatica tra le due superpotenze, appoggiate da gruppi di hacker filogovernativi, oltre che dai più noti collettivi indipendenti.</p><p>Ma chi si cela dietro questi attacchi informatici e con chi sono schierati i diversi gruppi hacker?</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ransomware-come-difendersi" target="_blank">Ransomware: come difendersi?</a></li></ul><h2 id="anonymous-vs-russia">Anonymous Vs Russia</h2><p>L&apos;Ucraina si è trovata a fronteggiare un numero di attacchi informatici insostenibile, tanto che il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto pubblicamente aiuto ricevendo l&apos;appoggio del noto gruppo internazionale “Anonymous”, che sul proprio account Twitter ha dichiarato “guerra cibernetica” alla Russia.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/YourAnonOne/status/1496965766435926039"><p lang="en" dir="ltr">The Anonymous collective is officially in cyber war against the Russian government. #Anonymous #Ukraine<a href="https://twitter.com/YourAnonOne/status/1496965766435926039">February 24, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Nei giorni successivi, Anonymous ha attaccato il ministero della Difesa russo pubblicando in rete tutti i database contenuti al suo interno.</p><p>Il contrattacco è iniziato tra il 24 e il 25 di febbraio ai danni dei siti del Cremlino e delle forze armate russe. In seguito, con l&apos;escalation della violenza nelle strade ucraine e i bombardamenti su Kiev, gli attacchi si sono intensificati.</p><p>Tra sabato 26 e domenica 27 febbraio, Anonymous ha attaccato la TV russa trasmettendo immagini di Kiev per mostrare cosa stava realmente accadendo fomentando delle rivolte che hanno portato all&apos;arresto di centinaia di manifestanti russi. Al contempo, su tutti i canali attaccati sono state trasmesse canzoni tradizionali ucraine. </p><p><br></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/YourAnonTV/status/1497678663046905863"><p lang="en" dir="ltr">JUST IN: #Russian state TV channels have been hacked by #Anonymous to broadcast the truth about what happens in #Ukraine. #OpRussia #OpKremlin #FckPutin #StandWithUkriane pic.twitter.com/vBq8pQnjPc<a href="https://twitter.com/YourAnonTV/status/1497678663046905863">February 26, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Subito dopo, su uno degli account Twitter di Anonymous, il collettivo ha ribadito la sua posizione nei confronti della Russia, minacciando altri attacchi nel caso in cui le ostilità non si fossero interrotte:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/Agenzia_Ansa/status/1497945901435965448"><p lang="en" dir="ltr">UCRAINA | Anonymous sfida Putin: "Se continui la guerra, attacchi hacker mai visti". Il gruppo avverte: "I tuoi segreti non saranno piu' al sicuro, presto sentirai la nostra rabbia". #ANSA pic.twitter.com/lv2g5g6ouV<a href="https://twitter.com/Agenzia_Ansa/status/1497945901435965448">February 27, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Non contenti, gli hacker del gruppo Anonymous hanno continuato la loro serie di attacchi passando sul piano personale e prendendo di mira lo yacht di Putin.</p><p>Gli hacker sono riusciti a bucare l&apos;Automatic Identification System dello yacht, chiamato “Graceful” , e hanno cambiato il codice identificativo rinominandolo “FCKPTN” (la versione senza vocali di "Fuck Putin”) per poi cambiare la destinazione verso “HELL” (“Inferno”).</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/williamlegate/status/1498086888766423047"><p lang="en" dir="ltr">Hackers have manipulated the official callsign of Putin’s $100 million personal yacht to “FCKPTN” and changed its current maritime position to “hell” 🙃 pic.twitter.com/Sl2xLNakfv<a href="https://twitter.com/williamlegate/status/1498086888766423047">February 28, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Sempre in questi giorni diversi account Twitter collegati al collettivo Anonymous hanno indicato attacchi al sito del governo ceceno e nei confronti dell’azienda di armi bielorussa Tetraedr. Quest&apos;ultimo avrebbe portato all&apos;esfiltrazione di più di 200 GB di e-mail e documenti che contengono i dati di fabbricazione delle armi. </p><p>Il 28 febbraio, Anonymous ha annunciato di aver attaccato l’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca, sottraendo decine di migliaia di documenti riservati.</p><p>A fianco di Kiev si sono schierati anche i gruppi Liberland e Pwn-Bär Hack Team, che si sono resi responsabili della pubblicazione di diversi documenti riservati collegati a un noto produttore di armi bielorusso. </p><p>Tra gli hacker che si sono schierati a sostegno dell&apos;Ucraina c&apos;è anche GhostSecurity, gruppo già noto per aver attaccato l&apos;apparato informatico dell’Isis.</p><p>L&apos;azione più incisiva è stata quella del gruppo di hacker bielorusso Belarus Cyber-Partisan, in aperto contrasto con il governo di Minsk, che è riuscito a penetrare nella rete ferroviaria mettendo fuori uso diversi servizi e bloccando alcune tratte ferroviarie per rallentare il trasferimento delle truppe russe dalla capitale. </p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RzdqY6hhVUXJjJYEgfCrVe" name="shutterstock_313805942.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RzdqY6hhVUXJjJYEgfCrVe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Dalla parte opposta, la Russia ha ricevuto il sostegno di Sandworm, responsabile dell&apos;attacco Cyclops Blink del 24 febbraio, oltre che del noto collettivo Conti e di Coming Projects, gruppo conosciuto per la creazione di ransomware.</p><p>Del resto, dopo le prime dichiarazioni in favore del governo di Mosca, Conti sembra aver subito una divisione interna che ha portato alla pubblicazione di centinaia di chat riservate del gruppo. In seguito, Conti sembra aver cambiato posizione esprimendosi pubblicamente contro la guerra in corso.</p><p>Come potete immaginare, parte di questi gruppi è legata in modo diretto ai governi centrali, altri agiscono in modo indipendente, quindi è chiaro che anche all&apos;interno dei diversi collettivi possano esserci posizioni contrastanti.</p><p>Al contempo i governi impegnati nel conflitto, come gli alleati NATO e i Paesi che appoggiano l&apos;invasione Russa in Ucraina, dispongono di un numero non identificato di hacker al loro servizio che possono attaccare in maniera del tutto anonima. Queste attività sono svolte principalmente dai servizi segreti dei governi e raramente si riesce a individuare gli attori responsabili.</p><p>In sostanza, ciò che stiamo vedendo è solo la punta dell&apos;iceberg. Possiamo vedere solo gli effetti più eclatanti dei singoli attacchi, mentre nelle retrovie gli hacker stanno lavorando a tempo pieno a nuovi attacchi che si intrecciano con gli obiettivi militari delle due fazioni.</p><p>A dirlo è il numero sempre crescente di cyberattacchi che si stanno susseguendo a ritmo giornaliero, di cui sappiamo ben poco oltre a quello che dichiarano i governi attaccati e, in alcuni casi, gli attaccanti stessi.</p><p>Appare quindi chiaro che non esiste un fronte comune, ma una moltitudine di realtà differenti più o meno legate alle istituzioni e ai servizi militari dei Paesi belligeranti che possono in qualche modo influenzare il corso degli eventi.</p><h2 id="cyberwarfare-la-guerra-digitale-pu-xf2-fare-la-differenza">Cyberwarfare, la guerra digitale può fare la differenza?</h2><p>Proviamo a rispondere a una domanda che si stanno ponendo in molti.</p><p>Secondo la definizione contenuta nel trattato di Diritto penale intitolato <em>Cybercrime </em>di Utet Giuridica, la guerra cibernetica: "consiste nell’impiego di incisive tecniche di intrusione o sabotaggio delle risorse informatiche e fisiche di un Paese avversario, effettuate in un contesto bellico, attraverso l’impiego di computer e reti di telecomunicazioni informatiche, volte a compromettere le difese, il funzionamento e la stabilità economica e socio-politica del nemico."</p><p>La guerra cibernetica (cyberwar / cyberwarfare), si svolge su un terreno diverso dal campo di battaglia convenzionale, comunemente definito "quinta dimensione". Di fatto, oltre ai tipici scenari di guerra che comprendono scontri di terra, mare, cielo e spazio, lo spazio cibernetico rappresenta il quinto dominio. </p><p>La continua evoluzione dei sistemi informatici e delle reti internet hanno favorito la nascita di nuove modalità di aggressione che stiamo vedendo nel conflitto attuale.</p><p>Le forze in campo sono oggi in grado di effettuare attacchi informatici tali da compromettere, con minimo sforzo, le difese e le capacità militari di una intera nazione o il funzionamento di interi apparati governativi.</p><p>Per rispondere al quesito, i cyberattacchi messi in campo finora dalle due fazioni hanno sicuramente influenzato il conflitto, ma (almeno per ora) non si possono definire decisivi al pari delle operazioni militari che si stanno svolgendo sul territorio Ucraino.</p><p>Non possiamo dire con certezza quando e se gruppi come Anonymous e Conti decideranno di alzare il livello dello scontro, ma se dovesse succedere potremmo trovarci di fronte alla più grande cyberwar mai vista finora, nel vero senso del termine.</p><p>Nel frattempo, entrambi i governi hanno a disposizione degli strumenti più incisivi di quelli messi in campo finora, e potrebbero a loro volta decidere di utilizzarli se la situazione dovesse degenerare ulteriormente.</p><p>Oggi più che la cyberwar potrebbe essere un elemento importante, se non decisivo, per le sorti del conflitto tra Ucraina e Russia.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona" target="_blank">Ransomware</a>: cos'è e come funziona?<br></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-russia-cyberwarfare-la-guerra-a-colpi-di-hack</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il conflitto tra Russia e Ucraina si combatte anche con mezzi informatici. Ma è possibile che siano proprio gli hacker a cambiare le sorti della guerra? ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                <p>Mai come nel conflitto tra Russia e Ucraina sembra evidente che, nel 2022, la guerra si combatte anche con i mezzi informatici. </p><p>Nei conflitti odierni gli attacchi informatici vengono utilizzati per colpire e disabilitare obiettivi strategici come reti elettriche, ferroviarie, sistemi informatici o per sottrarre dati alle organizzazioni politiche e militari dei Paesi nemici.</p><p>Lo dimostra il fatto che nell&apos;attuale scontro tra Ucraina e Russia, i cyberattacchi si stanno susseguendo a un ritmo incredibile e molti si chiedono se la cosiddetta "quinta dimensione" della guerra, definizione che approfondiremo nei prossimi paragrafi, sia davvero il terreno di gioco sul quale si deciderà l&apos;esito del conflitto in atto.</p><p>Ma proviamo innanzitutto a capire quando sono iniziati gli attacchi e quali sono stati gli effetti che hanno sortito e come questi stiano aumentando per numero e gravità di pari passo con l&apos;escalation del conflitto bellico.</p><h2 id="cronologia-degli-attacchi-i-primi-risalgono-a-gennaio">Cronologia degli attacchi, i primi risalgono a gennaio</h2><p>Gli attacchi informatici ai danni dell&apos;Ucraina sono iniziati mesi prima del conflitto armato al quale stiamo assistendo in questi giorni.</p><p>Nel mese di gennaio 2022 sono stati rilevati numerosi attacchi DDoS (Denial of Service) rivolti ai principali portali governativi ucraini. Il primo è avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, causando gravi disservizi sui siti delle principali istituzioni ucraine tra cui il ministero Esteri, delle politiche agrarie, dell&apos;Istruzione e della Scienza e via dicendo.</p><p>Nelle home page dei domini attaccati appariva un messaggio scritto in tre lingue (russo, ucraino e polacco) nel quale gli hacker affermavano di essere entrati in possesso dei dati sensibili dei cittadini ucraini, minacciando poi di renderli pubblici.</p><p>Il cyber attacco è stato identificato dal Microsoft Threat Intelligence Center con il nome di WhisperGate e in seguito collegato a un gruppo hacker russi.</p><p>Nei giorni successivi, la Russia ha messo in atto una seconda ondata di attacchi basati su dei malware, molti dei quali sono risultati inediti e quindi creati appositamente per sfuggire agli attuali sistemi di detezione. Il primo malware identificato il 22 febbraio scorso risponde al nome di Hermetic Wiper; questo attacco ha la capacità di danneggiare irrimediabilmente i dati di sistema che vengono utilizzati nella fase di avvio del dispositivo infetto, oltre a sovrascrivere i file memorizzati in modo da renderli inutilizzabili.</p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xXaZ3Lb4ZEejUv9ipwK3ha" name="hacker-1944688_1280.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xXaZ3Lb4ZEejUv9ipwK3ha-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock.com)</span></figcaption></figure><p>A poche ore dall&apos;annuncio ufficiale di invasione pronunciato da Putin, l&apos;intelligence statunitense ha rilevato un triplice attacco hacker iniziato alle 4 di notte (ora italiana). Intorno alle 16:00 del 23 febbraio, un serie di attacchi DDoS ha colpito le principali agenzie governative ucraine, tra cui il sito della presidenza e del parlamento, il ministero degli Affari Interni e quello degli Affari Esteri e persino gli istituti bancari più importanti del Paese, Uvraini PrivatBank e Oschadbank.</p><p>In realtà l&apos;attacco si è svolto in due fasi: la prima iniziata alle 16:00 e durata circa 40 minuti. La seconda iniziata alle 17:00 e protrattasi fino alle 19:00 creando una serie di gravi disservizi su diversi siti governativi ucraini.</p><p>Un analisi condotta da Cloudflare in collaborazione con il governo ucraino ha permesso di individuare la localizzazione dei responsabili che, da quanto emerso, hanno utilizzato IP Russi (il che è tutto dire). La strategia sembra la stessa utilizzata contro i siti del governo Ucraino nelle giornate del 15-16 febbraio.</p><p>Subito dopo, alle 21:00 del 23 febbraio, è partito un altro attacco identificato come Hermetic Wiper, un malware specializzato nella cancellazione dei dati salvati sul disco rigido dei dispositivi colpiti.</p><p>Una volta cancellati, i file non si possono più recuperare e i PC risultano inutilizzabili. Hermetic Wiper non è pensato allo scopo di sottrarre informazioni, ma serve a distruggerle. Questo malware è particolarmente difficile da scoprire facendo uso di diverse tecniche di occultamento molto efficaci che ne ostacolano l’identificazione in tempo reale. Il malware è stato identificato da due aziende specializzate nella sicurezza informatica, ESET e Symantec. </p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3936px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="gpN7iXV3Snrj4g4SfBm4MT" name="pexels-tima-miroshnichenko-5380642.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gpN7iXV3Snrj4g4SfBm4MT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3936" height="2624" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tima Miroshnichenko from Pexels)</span></figcaption></figure><p>Per aumentare la diffusione del malware sui PC dei cittadini ucraini, gli attaccanti hanno poi creato dei siti civetta clonando i corrispettivi siti governativi. In questo modo i cittadini che accedevano agli indirizzi per ottenere informazioni digitavano i loro dati su un "clone" e scaricavano sui loro PC dei file PDF che in teoria avrebbero dovuto contenere informazioni importanti e linee guida, ma in realtà erano dei malware.</p><p>Il 24 febbraio è stato diffuso un secondo malware denominato Cyclops Blink attribuito a Sandworm, un gruppo di hacker russi schierati con Putin. Il malware ha infettato i firewall di WatchGuard (che di norma si usano per la protezione degli account business), per poi estrarre dati sensibili dai dispositivi e inviarli a un centro di comando e controllo esterno.</p><p>Cyclops Blink è un malware persistente che colpisce il firmware del PC infettato e non può essere rimosso con un semplice ripristino dell&apos;OS.</p><p>Ai malware e agli attacchi DDoS si sono sommati numerosi furti di dati (data breach) contenenti le credenziali sottratte dai database degli enti governativi hackerati, poi diffusi nel Dark Web. Stiamo parlando di una grande quantità di informazioni sensibili sottratti non solo dai siti governativi, ma anche da altri portali come quello della motorizzazione ucraina.</p><p>Nel Dark Web sono state rivenute numerose tracce di un database compilato a partire dal servizio di tassazione dell&apos;Ucraina del 2006, informazioni sull&apos;immunizzazione da Covid-19 dei cittadini e perfino dati sensibili legati a PrivatBank, la più importante banca commerciale del Paese.</p><p>Di pari passo con l&apos;intensificarsi degli scontri si sono moltiplicati anche gli attacchi informatici da ambedue le parti, e nell&apos;ultima settimana di febbraio abbiamo assistito a una vera e propria battaglia informatica tra le due superpotenze, appoggiate da gruppi di hacker filogovernativi, oltre che dai più noti collettivi indipendenti.</p><p>Ma chi si cela dietro questi attacchi informatici e con chi sono schierati i diversi gruppi hacker?</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ransomware-come-difendersi" target="_blank">Ransomware: come difendersi?</a></li></ul><h2 id="anonymous-vs-russia">Anonymous Vs Russia</h2><p>L&apos;Ucraina si è trovata a fronteggiare un numero di attacchi informatici insostenibile, tanto che il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto pubblicamente aiuto ricevendo l&apos;appoggio del noto gruppo internazionale “Anonymous”, che sul proprio account Twitter ha dichiarato “guerra cibernetica” alla Russia.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/YourAnonOne/status/1496965766435926039"><p lang="en" dir="ltr">The Anonymous collective is officially in cyber war against the Russian government. #Anonymous #Ukraine<a href="https://twitter.com/YourAnonOne/status/1496965766435926039">February 24, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Nei giorni successivi, Anonymous ha attaccato il ministero della Difesa russo pubblicando in rete tutti i database contenuti al suo interno.</p><p>Il contrattacco è iniziato tra il 24 e il 25 di febbraio ai danni dei siti del Cremlino e delle forze armate russe. In seguito, con l&apos;escalation della violenza nelle strade ucraine e i bombardamenti su Kiev, gli attacchi si sono intensificati.</p><p>Tra sabato 26 e domenica 27 febbraio, Anonymous ha attaccato la TV russa trasmettendo immagini di Kiev per mostrare cosa stava realmente accadendo fomentando delle rivolte che hanno portato all&apos;arresto di centinaia di manifestanti russi. Al contempo, su tutti i canali attaccati sono state trasmesse canzoni tradizionali ucraine. </p><p><br></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/YourAnonTV/status/1497678663046905863"><p lang="en" dir="ltr">JUST IN: #Russian state TV channels have been hacked by #Anonymous to broadcast the truth about what happens in #Ukraine. #OpRussia #OpKremlin #FckPutin #StandWithUkriane pic.twitter.com/vBq8pQnjPc<a href="https://twitter.com/YourAnonTV/status/1497678663046905863">February 26, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Subito dopo, su uno degli account Twitter di Anonymous, il collettivo ha ribadito la sua posizione nei confronti della Russia, minacciando altri attacchi nel caso in cui le ostilità non si fossero interrotte:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/Agenzia_Ansa/status/1497945901435965448"><p lang="en" dir="ltr">UCRAINA | Anonymous sfida Putin: "Se continui la guerra, attacchi hacker mai visti". Il gruppo avverte: "I tuoi segreti non saranno piu' al sicuro, presto sentirai la nostra rabbia". #ANSA pic.twitter.com/lv2g5g6ouV<a href="https://twitter.com/Agenzia_Ansa/status/1497945901435965448">February 27, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Non contenti, gli hacker del gruppo Anonymous hanno continuato la loro serie di attacchi passando sul piano personale e prendendo di mira lo yacht di Putin.</p><p>Gli hacker sono riusciti a bucare l&apos;Automatic Identification System dello yacht, chiamato “Graceful” , e hanno cambiato il codice identificativo rinominandolo “FCKPTN” (la versione senza vocali di "Fuck Putin”) per poi cambiare la destinazione verso “HELL” (“Inferno”).</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/williamlegate/status/1498086888766423047"><p lang="en" dir="ltr">Hackers have manipulated the official callsign of Putin’s $100 million personal yacht to “FCKPTN” and changed its current maritime position to “hell” 🙃 pic.twitter.com/Sl2xLNakfv<a href="https://twitter.com/williamlegate/status/1498086888766423047">February 28, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Sempre in questi giorni diversi account Twitter collegati al collettivo Anonymous hanno indicato attacchi al sito del governo ceceno e nei confronti dell’azienda di armi bielorussa Tetraedr. Quest&apos;ultimo avrebbe portato all&apos;esfiltrazione di più di 200 GB di e-mail e documenti che contengono i dati di fabbricazione delle armi. </p><p>Il 28 febbraio, Anonymous ha annunciato di aver attaccato l’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca, sottraendo decine di migliaia di documenti riservati.</p><p>A fianco di Kiev si sono schierati anche i gruppi Liberland e Pwn-Bär Hack Team, che si sono resi responsabili della pubblicazione di diversi documenti riservati collegati a un noto produttore di armi bielorusso. </p><p>Tra gli hacker che si sono schierati a sostegno dell&apos;Ucraina c&apos;è anche GhostSecurity, gruppo già noto per aver attaccato l&apos;apparato informatico dell’Isis.</p><p>L&apos;azione più incisiva è stata quella del gruppo di hacker bielorusso Belarus Cyber-Partisan, in aperto contrasto con il governo di Minsk, che è riuscito a penetrare nella rete ferroviaria mettendo fuori uso diversi servizi e bloccando alcune tratte ferroviarie per rallentare il trasferimento delle truppe russe dalla capitale. </p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RzdqY6hhVUXJjJYEgfCrVe" name="shutterstock_313805942.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RzdqY6hhVUXJjJYEgfCrVe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Dalla parte opposta, la Russia ha ricevuto il sostegno di Sandworm, responsabile dell&apos;attacco Cyclops Blink del 24 febbraio, oltre che del noto collettivo Conti e di Coming Projects, gruppo conosciuto per la creazione di ransomware.</p><p>Del resto, dopo le prime dichiarazioni in favore del governo di Mosca, Conti sembra aver subito una divisione interna che ha portato alla pubblicazione di centinaia di chat riservate del gruppo. In seguito, Conti sembra aver cambiato posizione esprimendosi pubblicamente contro la guerra in corso.</p><p>Come potete immaginare, parte di questi gruppi è legata in modo diretto ai governi centrali, altri agiscono in modo indipendente, quindi è chiaro che anche all&apos;interno dei diversi collettivi possano esserci posizioni contrastanti.</p><p>Al contempo i governi impegnati nel conflitto, come gli alleati NATO e i Paesi che appoggiano l&apos;invasione Russa in Ucraina, dispongono di un numero non identificato di hacker al loro servizio che possono attaccare in maniera del tutto anonima. Queste attività sono svolte principalmente dai servizi segreti dei governi e raramente si riesce a individuare gli attori responsabili.</p><p>In sostanza, ciò che stiamo vedendo è solo la punta dell&apos;iceberg. Possiamo vedere solo gli effetti più eclatanti dei singoli attacchi, mentre nelle retrovie gli hacker stanno lavorando a tempo pieno a nuovi attacchi che si intrecciano con gli obiettivi militari delle due fazioni.</p><p>A dirlo è il numero sempre crescente di cyberattacchi che si stanno susseguendo a ritmo giornaliero, di cui sappiamo ben poco oltre a quello che dichiarano i governi attaccati e, in alcuni casi, gli attaccanti stessi.</p><p>Appare quindi chiaro che non esiste un fronte comune, ma una moltitudine di realtà differenti più o meno legate alle istituzioni e ai servizi militari dei Paesi belligeranti che possono in qualche modo influenzare il corso degli eventi.</p><h2 id="cyberwarfare-la-guerra-digitale-pu-xf2-fare-la-differenza">Cyberwarfare, la guerra digitale può fare la differenza?</h2><p>Proviamo a rispondere a una domanda che si stanno ponendo in molti.</p><p>Secondo la definizione contenuta nel trattato di Diritto penale intitolato <em>Cybercrime </em>di Utet Giuridica, la guerra cibernetica: "consiste nell’impiego di incisive tecniche di intrusione o sabotaggio delle risorse informatiche e fisiche di un Paese avversario, effettuate in un contesto bellico, attraverso l’impiego di computer e reti di telecomunicazioni informatiche, volte a compromettere le difese, il funzionamento e la stabilità economica e socio-politica del nemico."</p><p>La guerra cibernetica (cyberwar / cyberwarfare), si svolge su un terreno diverso dal campo di battaglia convenzionale, comunemente definito "quinta dimensione". Di fatto, oltre ai tipici scenari di guerra che comprendono scontri di terra, mare, cielo e spazio, lo spazio cibernetico rappresenta il quinto dominio. </p><p>La continua evoluzione dei sistemi informatici e delle reti internet hanno favorito la nascita di nuove modalità di aggressione che stiamo vedendo nel conflitto attuale.</p><p>Le forze in campo sono oggi in grado di effettuare attacchi informatici tali da compromettere, con minimo sforzo, le difese e le capacità militari di una intera nazione o il funzionamento di interi apparati governativi.</p><p>Per rispondere al quesito, i cyberattacchi messi in campo finora dalle due fazioni hanno sicuramente influenzato il conflitto, ma (almeno per ora) non si possono definire decisivi al pari delle operazioni militari che si stanno svolgendo sul territorio Ucraino.</p><p>Non possiamo dire con certezza quando e se gruppi come Anonymous e Conti decideranno di alzare il livello dello scontro, ma se dovesse succedere potremmo trovarci di fronte alla più grande cyberwar mai vista finora, nel vero senso del termine.</p><p>Nel frattempo, entrambi i governi hanno a disposizione degli strumenti più incisivi di quelli messi in campo finora, e potrebbero a loro volta decidere di utilizzarli se la situazione dovesse degenerare ulteriormente.</p><p>Oggi più che la cyberwar potrebbe essere un elemento importante, se non decisivo, per le sorti del conflitto tra Ucraina e Russia.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona" target="_blank">Ransomware</a>: cos'è e come funziona?<br></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Ransomware, 5 idee per restare al sicuro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona"><u>ransomware</u></a> è una forma di malware che si sta diffondendo sempre di più. Si tratta di una minaccia informatica che prevede il blocco di file o addirittura dell’intero sistema da parte di malintenzionati, che poi vi chiederanno un riscatto per potervi restituire l’accesso ai vostri dati.</p><p>Esistono diversi tipi di ransomware, come Cryptolocker 2020, Petya o Anatova, che in modi leggermente diversi penetrano i sistemi bloccandone i dati più importanti o sottoponendo l’intero computer a un blocco con crittografia, con lo scopo di estorcere denaro al malcapitato utente che subisce l’attacco in cambio di una password che va a sbloccare i dati.</p><p>Di questa tremenda minaccia informatica vi abbiamo già parlato, approfondendo anche alcune tecniche per <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ransomware-come-difendersi"><u>difendersi dal ransomware</u></a>, ma in questo articolo desideriamo darvi 5 consigli pratici per prevenire possibili attacchi o gestire al meglio l’eventualità in cui un malware riesca a infettare un vostro dispositivo.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> del 2021</li><li>Proteggete anche la vostra privacy con una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2021</li><li>Preparatevi al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><u><strong>Prime Day</strong></u></a> 2021 </li></ul><h2 id="1-la-prudenza-non-xe8-mai-troppa">1 - La prudenza non è mai troppa</h2><p>La nostra vita è sempre più interconnessa, siamo sempre più presenti online, con tanti vantaggi (basti pensare alla praticità dell’home banking o la possibilità di lavorare da casa in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a> e di restare in contatto con amici e colleghi tramite le <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-videoconferenze"><u>videoconferenze</u></a>. Questo, però, ci espone di più ai rischi e alle minacce che circolano in rete.</p><p>Dunque aumentano le e-mail di phishing che arrivano alle nostre caselle e-mail, così come cresce la diffusione di fake news e contenuti dannosi che vengono condivisi sui social per ingannare gli utenti meno preparati.</p><p>Occorre sempre fare attenzione ai messaggi e alle mail che ricevete: se notate che un vostro contatto vi scrive un messaggio strano, ad esempio senza oggetto, contenente solo un link, o se vi viene fatta qualche richiesta insolita (un prestito, un aiuto con delle credenziali bancarie), fate sempre attenzione. Noterete senz’altro delle anomalie, ad errori ortografici e grammaticali.</p><p>Inoltre, tenete sempre presente che la vostra banca non vi chiederà mai le credenziali o le password via mail, dunque diffidate sempre da questo tipo di messaggi.</p><p>A volte potrebbe arrivarvi un SMS in cui vi viene comunicato l’arrivo di un pacco o la necessità di prendere un appuntamento urgente con la vostra banca cliccando su un certo link o numero di telefono: verificate sempre i numeri e gli indirizzi e-mail, fate una ricerca per assicurarvi che quei messaggi siano legittimi. Nel 99% dei casi non lo saranno.</p><p>Cliccare su link contenuti in messaggi di questo tipo potrebbe causare l’installazione di un software indesiderato sul vostro dispositivo e, spesso, si tratta proprio di un ransomware.</p><p>Il nostro consiglio? Cestinare sempre. Eventualmente contattare il vostro istituto bancario o la persona da cui proveniva il messaggio per segnalare una possibile violazione dell’account.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="pMfzLC5B5bDaupGWaa9DWN" name="shutterstock_1086090845.jpg" alt="Cartoon Phishing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pMfzLC5B5bDaupGWaa9DWN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / DRogatnev)</span></figcaption></figure><h2 id="2-evitate-rischi-inutili">2 - Evitate rischi inutili</h2><p>A volte potreste sentire la tentazione di visitare uno dei tanti siti di streaming per guardare un film o una serie non ancora disponibile su Netflix o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime-video-cose-come-funziona-quanto-costa"><u>Amazon Prime Video</u></a>, oppure scaricare un software che costa troppo ma che vi serve. Vi diciamo subito che è una pessima idea.</p><p>Innanzitutto andreste a compiere un reato, in secondo luogo i siti di streaming illegale o di software pirata sono una fucina inesauribile di minacce informatiche, ransomware incluso.</p><p>Senza rendervene conto, cliccando sui vari banner che vi dovrebbero dare l’accesso al film che desiderate guardare, potreste trovarvi infetti da diversi tipi di malware, alcuni dei quali abbastanza difficili da rimuovere senza interventi radicali, inclusa la formattazione del sistema operativo.</p><p>Se proprio non potete più aspettare, ci sono delle alternative legali, come richiedere il periodo di prova a un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliore-servizio-streaming"><u>servizio di streaming</u></a> che include quel contenuto che desiderate tanto guardare, oppure noleggiare il film sulle varie piattaforme che lo consentono, ad esempio <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-con-prime-video-store-ora-si-possono-acquistare-e-noleggiare-i-film"><u>Prime Video offre questo tipo di servizio</u></a> già da qualche tempo.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dpnvLZuYef6xLpgAsUYt3c" name="online piracy.jpg" alt="pixabay" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dpnvLZuYef6xLpgAsUYt3c-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><h2 id="3-dotatevi-degli-strumenti-giusti">3 - Dotatevi degli strumenti giusti</h2><p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-defender-e-abbastanza-per-la-protezione-del-vostro-pc-clone-is-microsoft-defender-good-enough-for-your-pc-or-do-you-need-a-better-free-antivirus"><u>Windows Defender</u></a> è una protezione basilare del vostro sistema contro le minacce più comuni, tuttavia malware e ransomware più raffinati potrebbero facilmente aggirare i controlli di sicurezza standard di Windows e penetrare nel sistema in modo devastante.</p><p>Valutate l’uso di strumenti adatti per la vostra protezione, come uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a>. Inoltre, potete installare delle ulteriori protezioni come <a href="https://www.cybereason.com/press/cybereason-launches-newest-version-of-ransomfree"><u>Ransomfree</u></a> di Cybereason, uno strumento gratuito che aiuta a prevenire gli attacchi ransomware, come NotPetya e altri. Non sarà efficace al 100%, ma la prevenzione è molto importante.</p><p>Purtroppo anche gli utenti più smaliziati possono cadere nelle trappole della rete, come malware, virus e ransomware, dunque poter contare su degli strumenti più avanzati per la vostra protezione dovrebbe essere una delle vostre priorità.</p><p>A seconda dei vostri obiettivi e dell’importanza dei vostri dati, potreste valutare se scegliere un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze"><u>antivirus gratuito o a pagamento</u></a>, ma se usate i vostri dispositivi per lavoro, la scelta dovrebbe ricadere naturalmente su una suite premium, in grado di garantirvi la massima sicurezza durante le vostre sessioni online e offline.</p><p>Un altro strumento, forse il più importante, è quello di dotarvi di password uniche ed efficaci. Non riutilizzate MAI le vostre password su più siti e, soprattutto, adottate un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> che vi consenta di creare e archiviare in modo protetto password molto difficili da indovinare e, soprattutto, univoche.</p><p>In questo modo, sarà più difficile che un criminale informatico riesca ad accedere alla vostra rete o ai vostri dati sensibili per rubare i vostri file o bloccarli con un ransomware.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa" name="mobile antivirus.jpg" alt="malware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="xa0-4-backup-come-se-non-ci-fosse-un-domani-xa0"> 4 - Backup come se non ci fosse un domani </h2><p>Prevenire e proteggersi sono consigli assolutamente imprescindibili, così come è imprescindibile utilizzare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup"><u>software di backup</u></a> regolarmente per mettere al sicuro tutti i vostri dati. In base all’importanza dei file e dei documenti presenti sul vostro computer potreste scegliere tra i migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-di-backup-gratuiti"><u>software di backup gratuiti</u></a>, oppure seguire le procedure integrate in <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-fare-backup-windows-10"><u>Windows 10</u></a>. Se il vostro dispositivo è una delle vostre principali fonti di sostentamento, allora non dovreste risparmiare nemmeno un centesimo sulla soluzione di backup.</p><p>In caso di attacco ransomware, avere un backup aggiornato dei vostri dati su un’altra destinazione (che sia un drive esterno, un servizio cloud o un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas"><u>NAS</u></a> configurato da voi) vi consente di formattare il sistema senza troppi patemi d’animo, per poi recuperare tutto quello che vi serve dalla vostra replica di backup.</p><p>Possedere una copia di tutto il vostro lavoro al sicuro su un’altra destinazione è uno dei modi migliori per neutralizzare i possibili danni perpetrati da un’infezione ransomware. E credeteci se vi diciamo che accorgimenti del genere potrebbero anche evitare che si <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>piangano delle vittime</u></a>.</p><p>Ultimamente, tuttavia, si stanno diffondendo dei nuovi attacchi ransomware che vanificano i backup, noti come "estrazione ed estorsione", in cui gli hacker rubano i dati e minacciano di divulgarli o venderli. Vi consigliamo la lettura di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-i-backup-di-sistema-non-bastano-piu"><strong>questo articolo</strong></a> di approfondimento, dove potrete trovare ulteriori consigli per proteggervi, sebbene il problema riguardi principalmente le aziende. Ma la prudenza non è mai troppa, nemmeno se siete dei normali utenti domestici.</p><p>In ogni caso, fare il backup è sempre consigliabile, meglio ancora se abbinato a una gestione oculata e prudente delle password (vedi sopra).</p><h2 id="5-niente-panico">5 - Niente panico</h2><p>Se avete subito un attacco ransomware ma avete rispettato tutti e quattro i punti precedenti, allora potete stare tranquilli: formattate il sistema, reinstallate tutto e recuperate il backup, cercando di fare attenzione la prossima volta.</p><p>Se invece, ad esempio, avete subito un attacco ransomware e per qualche ragione non potete contare su un piano di ripristino di emergenza, non andate nel pallone, non ancora.</p><p>Spesso i dati sono recuperabili, anche se molto spesso le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-le-vittime-pagano-anche-se-i-dati-si-possono-recuperare"><u>vittime tendono a pagare comunque</u></a>. Tuttavia, esistono dei servizi che potrebbero fare al caso vostro e tirarvi fuori dai guai.</p><p>Ad esempio, Kaspersky RakhniDecryptor è uno strumento gratuito che consente lo sblocco dei file con estensione .locked and .kraken e che si contrappone a un altro noto trojan noto come Trojan-Ransom.Win32.Rakhni. Il tool è disponibile a <a href="https://www.techspot.com/downloads/6229-kaspersky-rakhnidecryptor.html#:~:text=%20To%20decrypt%20the%20files%2C%20do%20the%20following%3A,%2F%20network%20drives%29.%205%20Click%20%D0%9E%D0%9A.%20More%20"><u>questo indirizzo</u></a>.</p><p>Inoltre, l’organizzazione <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>No More Ransom</u></a> aiuta gli utenti a prevenire e a reagire agli attacchi ransomware. NMR ha elaborato un database (noto come repository) delle chiavi e delle applicazioni in grado di sbloccare e decodificare i dati colpiti da diversi tipi di ransomware.</p><p>Dunque, prima di strapparvi i capelli, o peggio, mettere mano al portafoglio o al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-bitcoin-wallet"><u>Bitcoin wallet</u></a>, sappiate che non tutto è perduto. Gli strumenti e le persone che possono aiutarvi esistono e non dovete sentirvi in imbarazzo nel chiedere aiuto.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Petya nagscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><h2 id="prima-di-salutarci">Prima di salutarci</h2><p>Il mondo del malware in generale e del ransomware nello specifico è complesso e sfaccettato. Questa piccola guida probabilmente è solo un primo passo per proteggervi al meglio sulla rete, ma siamo certi che vi aiuterà ad acquisire maggiore consapevolezza sul problema ed evitare di commettere errori che, in fin dei conti, non sono sempre irrimediabili come potreste immaginare.</p><p>Per noi di TechRadar, la sicurezza informatica è un tema delicato e importante, continuate a seguirci per tutte le guide e gli approfondimenti su questo argomento.</p><ul><li>La <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici"><u>sicurezza aziendale</u></a> non passa solo dai sistemi informatici</li></ul> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Il ransomware continua a mietere vittime fra aziende e privati. Ecco a voi 5 consigli per proteggervi ed evitare il peggio. ]]>
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                                <p>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona"><u>ransomware</u></a> è una forma di malware che si sta diffondendo sempre di più. Si tratta di una minaccia informatica che prevede il blocco di file o addirittura dell’intero sistema da parte di malintenzionati, che poi vi chiederanno un riscatto per potervi restituire l’accesso ai vostri dati.</p><p>Esistono diversi tipi di ransomware, come Cryptolocker 2020, Petya o Anatova, che in modi leggermente diversi penetrano i sistemi bloccandone i dati più importanti o sottoponendo l’intero computer a un blocco con crittografia, con lo scopo di estorcere denaro al malcapitato utente che subisce l’attacco in cambio di una password che va a sbloccare i dati.</p><p>Di questa tremenda minaccia informatica vi abbiamo già parlato, approfondendo anche alcune tecniche per <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ransomware-come-difendersi"><u>difendersi dal ransomware</u></a>, ma in questo articolo desideriamo darvi 5 consigli pratici per prevenire possibili attacchi o gestire al meglio l’eventualità in cui un malware riesca a infettare un vostro dispositivo.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> del 2021</li><li>Proteggete anche la vostra privacy con una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2021</li><li>Preparatevi al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><u><strong>Prime Day</strong></u></a> 2021 </li></ul><h2 id="1-la-prudenza-non-xe8-mai-troppa">1 - La prudenza non è mai troppa</h2><p>La nostra vita è sempre più interconnessa, siamo sempre più presenti online, con tanti vantaggi (basti pensare alla praticità dell’home banking o la possibilità di lavorare da casa in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a> e di restare in contatto con amici e colleghi tramite le <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-videoconferenze"><u>videoconferenze</u></a>. Questo, però, ci espone di più ai rischi e alle minacce che circolano in rete.</p><p>Dunque aumentano le e-mail di phishing che arrivano alle nostre caselle e-mail, così come cresce la diffusione di fake news e contenuti dannosi che vengono condivisi sui social per ingannare gli utenti meno preparati.</p><p>Occorre sempre fare attenzione ai messaggi e alle mail che ricevete: se notate che un vostro contatto vi scrive un messaggio strano, ad esempio senza oggetto, contenente solo un link, o se vi viene fatta qualche richiesta insolita (un prestito, un aiuto con delle credenziali bancarie), fate sempre attenzione. Noterete senz’altro delle anomalie, ad errori ortografici e grammaticali.</p><p>Inoltre, tenete sempre presente che la vostra banca non vi chiederà mai le credenziali o le password via mail, dunque diffidate sempre da questo tipo di messaggi.</p><p>A volte potrebbe arrivarvi un SMS in cui vi viene comunicato l’arrivo di un pacco o la necessità di prendere un appuntamento urgente con la vostra banca cliccando su un certo link o numero di telefono: verificate sempre i numeri e gli indirizzi e-mail, fate una ricerca per assicurarvi che quei messaggi siano legittimi. Nel 99% dei casi non lo saranno.</p><p>Cliccare su link contenuti in messaggi di questo tipo potrebbe causare l’installazione di un software indesiderato sul vostro dispositivo e, spesso, si tratta proprio di un ransomware.</p><p>Il nostro consiglio? Cestinare sempre. Eventualmente contattare il vostro istituto bancario o la persona da cui proveniva il messaggio per segnalare una possibile violazione dell’account.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="pMfzLC5B5bDaupGWaa9DWN" name="shutterstock_1086090845.jpg" alt="Cartoon Phishing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pMfzLC5B5bDaupGWaa9DWN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / DRogatnev)</span></figcaption></figure><h2 id="2-evitate-rischi-inutili">2 - Evitate rischi inutili</h2><p>A volte potreste sentire la tentazione di visitare uno dei tanti siti di streaming per guardare un film o una serie non ancora disponibile su Netflix o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime-video-cose-come-funziona-quanto-costa"><u>Amazon Prime Video</u></a>, oppure scaricare un software che costa troppo ma che vi serve. Vi diciamo subito che è una pessima idea.</p><p>Innanzitutto andreste a compiere un reato, in secondo luogo i siti di streaming illegale o di software pirata sono una fucina inesauribile di minacce informatiche, ransomware incluso.</p><p>Senza rendervene conto, cliccando sui vari banner che vi dovrebbero dare l’accesso al film che desiderate guardare, potreste trovarvi infetti da diversi tipi di malware, alcuni dei quali abbastanza difficili da rimuovere senza interventi radicali, inclusa la formattazione del sistema operativo.</p><p>Se proprio non potete più aspettare, ci sono delle alternative legali, come richiedere il periodo di prova a un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliore-servizio-streaming"><u>servizio di streaming</u></a> che include quel contenuto che desiderate tanto guardare, oppure noleggiare il film sulle varie piattaforme che lo consentono, ad esempio <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-con-prime-video-store-ora-si-possono-acquistare-e-noleggiare-i-film"><u>Prime Video offre questo tipo di servizio</u></a> già da qualche tempo.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dpnvLZuYef6xLpgAsUYt3c" name="online piracy.jpg" alt="pixabay" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dpnvLZuYef6xLpgAsUYt3c-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><h2 id="3-dotatevi-degli-strumenti-giusti">3 - Dotatevi degli strumenti giusti</h2><p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-defender-e-abbastanza-per-la-protezione-del-vostro-pc-clone-is-microsoft-defender-good-enough-for-your-pc-or-do-you-need-a-better-free-antivirus"><u>Windows Defender</u></a> è una protezione basilare del vostro sistema contro le minacce più comuni, tuttavia malware e ransomware più raffinati potrebbero facilmente aggirare i controlli di sicurezza standard di Windows e penetrare nel sistema in modo devastante.</p><p>Valutate l’uso di strumenti adatti per la vostra protezione, come uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a>. Inoltre, potete installare delle ulteriori protezioni come <a href="https://www.cybereason.com/press/cybereason-launches-newest-version-of-ransomfree"><u>Ransomfree</u></a> di Cybereason, uno strumento gratuito che aiuta a prevenire gli attacchi ransomware, come NotPetya e altri. Non sarà efficace al 100%, ma la prevenzione è molto importante.</p><p>Purtroppo anche gli utenti più smaliziati possono cadere nelle trappole della rete, come malware, virus e ransomware, dunque poter contare su degli strumenti più avanzati per la vostra protezione dovrebbe essere una delle vostre priorità.</p><p>A seconda dei vostri obiettivi e dell’importanza dei vostri dati, potreste valutare se scegliere un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze"><u>antivirus gratuito o a pagamento</u></a>, ma se usate i vostri dispositivi per lavoro, la scelta dovrebbe ricadere naturalmente su una suite premium, in grado di garantirvi la massima sicurezza durante le vostre sessioni online e offline.</p><p>Un altro strumento, forse il più importante, è quello di dotarvi di password uniche ed efficaci. Non riutilizzate MAI le vostre password su più siti e, soprattutto, adottate un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> che vi consenta di creare e archiviare in modo protetto password molto difficili da indovinare e, soprattutto, univoche.</p><p>In questo modo, sarà più difficile che un criminale informatico riesca ad accedere alla vostra rete o ai vostri dati sensibili per rubare i vostri file o bloccarli con un ransomware.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa" name="mobile antivirus.jpg" alt="malware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="xa0-4-backup-come-se-non-ci-fosse-un-domani-xa0"> 4 - Backup come se non ci fosse un domani </h2><p>Prevenire e proteggersi sono consigli assolutamente imprescindibili, così come è imprescindibile utilizzare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup"><u>software di backup</u></a> regolarmente per mettere al sicuro tutti i vostri dati. In base all’importanza dei file e dei documenti presenti sul vostro computer potreste scegliere tra i migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-di-backup-gratuiti"><u>software di backup gratuiti</u></a>, oppure seguire le procedure integrate in <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-fare-backup-windows-10"><u>Windows 10</u></a>. Se il vostro dispositivo è una delle vostre principali fonti di sostentamento, allora non dovreste risparmiare nemmeno un centesimo sulla soluzione di backup.</p><p>In caso di attacco ransomware, avere un backup aggiornato dei vostri dati su un’altra destinazione (che sia un drive esterno, un servizio cloud o un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas"><u>NAS</u></a> configurato da voi) vi consente di formattare il sistema senza troppi patemi d’animo, per poi recuperare tutto quello che vi serve dalla vostra replica di backup.</p><p>Possedere una copia di tutto il vostro lavoro al sicuro su un’altra destinazione è uno dei modi migliori per neutralizzare i possibili danni perpetrati da un’infezione ransomware. E credeteci se vi diciamo che accorgimenti del genere potrebbero anche evitare che si <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>piangano delle vittime</u></a>.</p><p>Ultimamente, tuttavia, si stanno diffondendo dei nuovi attacchi ransomware che vanificano i backup, noti come "estrazione ed estorsione", in cui gli hacker rubano i dati e minacciano di divulgarli o venderli. Vi consigliamo la lettura di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-i-backup-di-sistema-non-bastano-piu"><strong>questo articolo</strong></a> di approfondimento, dove potrete trovare ulteriori consigli per proteggervi, sebbene il problema riguardi principalmente le aziende. Ma la prudenza non è mai troppa, nemmeno se siete dei normali utenti domestici.</p><p>In ogni caso, fare il backup è sempre consigliabile, meglio ancora se abbinato a una gestione oculata e prudente delle password (vedi sopra).</p><h2 id="5-niente-panico">5 - Niente panico</h2><p>Se avete subito un attacco ransomware ma avete rispettato tutti e quattro i punti precedenti, allora potete stare tranquilli: formattate il sistema, reinstallate tutto e recuperate il backup, cercando di fare attenzione la prossima volta.</p><p>Se invece, ad esempio, avete subito un attacco ransomware e per qualche ragione non potete contare su un piano di ripristino di emergenza, non andate nel pallone, non ancora.</p><p>Spesso i dati sono recuperabili, anche se molto spesso le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-le-vittime-pagano-anche-se-i-dati-si-possono-recuperare"><u>vittime tendono a pagare comunque</u></a>. Tuttavia, esistono dei servizi che potrebbero fare al caso vostro e tirarvi fuori dai guai.</p><p>Ad esempio, Kaspersky RakhniDecryptor è uno strumento gratuito che consente lo sblocco dei file con estensione .locked and .kraken e che si contrappone a un altro noto trojan noto come Trojan-Ransom.Win32.Rakhni. Il tool è disponibile a <a href="https://www.techspot.com/downloads/6229-kaspersky-rakhnidecryptor.html#:~:text=%20To%20decrypt%20the%20files%2C%20do%20the%20following%3A,%2F%20network%20drives%29.%205%20Click%20%D0%9E%D0%9A.%20More%20"><u>questo indirizzo</u></a>.</p><p>Inoltre, l’organizzazione <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>No More Ransom</u></a> aiuta gli utenti a prevenire e a reagire agli attacchi ransomware. NMR ha elaborato un database (noto come repository) delle chiavi e delle applicazioni in grado di sbloccare e decodificare i dati colpiti da diversi tipi di ransomware.</p><p>Dunque, prima di strapparvi i capelli, o peggio, mettere mano al portafoglio o al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-bitcoin-wallet"><u>Bitcoin wallet</u></a>, sappiate che non tutto è perduto. Gli strumenti e le persone che possono aiutarvi esistono e non dovete sentirvi in imbarazzo nel chiedere aiuto.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Petya nagscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><h2 id="prima-di-salutarci">Prima di salutarci</h2><p>Il mondo del malware in generale e del ransomware nello specifico è complesso e sfaccettato. Questa piccola guida probabilmente è solo un primo passo per proteggervi al meglio sulla rete, ma siamo certi che vi aiuterà ad acquisire maggiore consapevolezza sul problema ed evitare di commettere errori che, in fin dei conti, non sono sempre irrimediabili come potreste immaginare.</p><p>Per noi di TechRadar, la sicurezza informatica è un tema delicato e importante, continuate a seguirci per tutte le guide e gli approfondimenti su questo argomento.</p><ul><li>La <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici"><u>sicurezza aziendale</u></a> non passa solo dai sistemi informatici</li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Ransomware: come difendersi? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona"><u>ransomware</u></a> sono tra le minacce informatiche più temute in assoluto, e dal 2017 a oggi sono cresciuti esponenzialmente per numero e pericolosità. Basti pensare che tra il 2018 e il 2020 il costo globale di questi virus ha toccato i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><u>1000 miliardi di dollari</u></a>, di cui circa 200 miliardi derivanti dai riscatti pagati dalle vittime. </p><p>Ogni anno migliaia di privati e aziende si trovano a dover fare i conti con veri e propri ricatti di hacker o gruppi di malintenzionati che utilizzano i ransomware per accedere ai sistemi e impedire l’accesso a file e cartelle, per poi chiedere un riscatto in Bitcoin.</p><p>Non solo, alcuni ransomware come TeslaCrypt o il più recente Locky, una volta infettato il PC, attaccano tutti i dispositivi di archiviazione ad esso collegati come SSD esterni, server via dicendo. Altri, come CryptoLocker 2020 (presente in due varianti) e Cryptowall, bloccano il sistema limitando l’accesso a file e cartelle per poi chiedere alle vittime un pagamento in criptovaluta in cambio di un codice di sblocco. </p><p>Petya, un ransomware che circola dal 2016, agisce direttamente sui file MFT, bloccando l’intero sistema piuttosto che criptare i singoli file. Infine ci sono ransomware come Anatova, che utilizzano file di dimensioni piccolissime come icone e piccole immagini gif per fare breccia nel sistema e bloccarlo per poi chiedere un riscatto.</p><p>Data la pericolosità e la grande varietà di ransomware che circolano in rete, è molto importante comprendere la natura di questi virus e le modalità di trasmissione per imparare a difendersi al meglio. Se pensate sia sufficiente scaricare un antivirus, siete fuori strada.</p><p>Come se non bastasse, con l’avvento della pandemia da Covid-19 e l’enorme diffusione dello <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a>, sempre più utenti che operano al di fuori della rete aziendale o lavorano su dispositivi non aggiornati cadono vittima di ransomware e, per paura o inesperienza, decidono di pagare il riscatto.</p><p>In questo articolo vedremo quali sono i migliori modi per proteggersi dai ransomware e parleremo delle pratiche più efficaci per tenere al sicuro i propri file.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">antivirus</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratuito-quale-scegliere">Antivirus a pagamento vs antivirus gratuito</a>: quale scegliere?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratuiti-a-cosa-servono">Antivirus gratuiti, a cosa servono</a>?</li></ul><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Ransomware: Petya" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><h2 id="ransomware-come-attaccano-xa0">Ransomware: come attaccano? </h2><p>In generale, per difendersi da una attacco, bisogna prima vederlo arrivare. Sembra un’affermazione ovvia, ma diventa particolarmente importante se ciò da cui dovete difendervi non è un’entità ben definita, ma un software in grado di entrare nel vostro PC e criptare i vostri file rendendoli inaccessibili. </p><p>I ransomware fanno parte della famiglia dei Trojan, virus divenuti popolari già negli anni 90’ e conosciuti per le loro modalità di attacco riconducibili al famoso “cavallo” della mitologia greca. La similitudine è legata al fatto che questi software malevoli riescono a fare breccia tra le difese delle vittime camuffandosi tra altre tipologie di file.</p><p>Nella maggior parte dei casi sono gli utenti stessi a scaricare i file dannosi, spacciati per eseguibili di applicazioni conosciute, immagini, o inseriti come allegato da scaricare nelle sempre più diffuse mail di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/phishing-quasi-mezzo-milione-di-utenti-colpiti-su-facebook"><u>phishing</u></a>. Una volta scaricato e aperto il file, il dispositivo ne diventa automaticamente ostaggio. In seguito viene inviata una richiesta di riscatto che, se esaudita, porta all’invio di un codice che consente di “sbloccare” i file resi inaccessibili dal software malevolo.</p><p>Come confermano i dati relativi agli attacchi ransomware degli ultimi quattro anni, gran parte di questi virus vengono diffusi tramite ingegneria civile, una pratica basata sull’invio di messaggi di posta elettronica o spam a utenti e aziende. Basta che un solo dipendente in una rete di PC aziendali scarichi il file malevolo su un PC non aggiornato o protetto da un software antivirus e il gioco è fatto.</p><p>Data la natura multiforme dei ransomware è difficile inquadrare la loro provenienza o la tipologia di file ai quali vengono associati, ma ci sono diversi modi per evitare di incappare in una minaccia e di prevenire danni gravi alle proprie reti aziendali e private.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="zjafjw6AeTXTuuLetiazgC" name="shutterstock_1007525926.jpg" alt="ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zjafjw6AeTXTuuLetiazgC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-defender-e-abbastanza-per-la-protezione-del-vostro-pc-clone-is-microsoft-defender-good-enough-for-your-pc-or-do-you-need-a-better-free-antivirus">Windows Defender è abbastanza</a> per la protezione del vostro PC?</li></ul><h2 id="ransomware-come-evitarli-xa0">Ransomware: come evitarli </h2><p><strong>Formazione personale e responsabilizzazione</strong></p><p>Come abbiamo detto in precedenza, spesso i ransomware riescono a fare breccia nei computer delle loro vittime senza incontrare ostacoli, dato che sono proprio queste a spalancare il portone d’ingresso. Anche se molti servizi di posta elettronica come Gmail e Outlook già da tempo segnalano i messaggi di posta elettronica sospetti, questi rimangono una delle vie predilette dai ransomware per far breccia nei sistemi. </p><p>L’unico modo per evitare di cadere in queste trappole è prestare la massima attenzione quando si apre una mail, controllando sempre chi l’ha inviata. Se non aspettavate nessuna “foto di quella gita del 2002” o “report degli introiti del 2020” e ricevete un messaggio con un allegato simile, non apritelo per nessun motivo. Tenete a bada la curiosità, imparate a riconoscere lo spam e i messaggi di phishing e ridurrete enormemente il rischio di attacchi. </p><p>Un antivirus può riconoscere e individuare un file dannoso, mandarvi una notifica per avvertirvi della sua presenza e in alcuni casi (se si tratta di una minaccia nota) metterlo in quarantena, ma niente potrà impedirvi di cliccare su un eseguibile ed aprirlo infettando la rete aziendale o di casa vostra. </p><p>Per questo è fondamentale, oggi più che mai, che i dipendenti ma anche i liberi professionisti in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">smart working</a>, i professori e gli studenti in DAD e i dipendenti degli uffici pubblici dedichino parte del loro tempo alla formazione e all’aggiornamento nell’ambito della sicurezza informatica. La responsabilizzazione è fondamentale in un mondo dove una piccola distrazione o la mancanza di alcune conoscenze di base possono portare al fallimento di un’attività.</p><p><strong>Antivirus e Firewall</strong></p><p>Ovviamente l’errore umano esiste e duole dirlo, ma in Italia l’alfabetizzazione informatica dell’utente medio è ancora piuttosto bassa. Questo vuol dire che, per quanto si investa in formazione e si presti attenzione, bisogna sempre tenere presenti i possibili rischi derivanti da un errore. </p><p>Nel 2020 i ransomware sono entrati nella storia come il primo virus ad aver causato un decesso. Stiamo parlando di quanto accaduto in Germania lo scorso settembre, quando un ransomware ha bloccato completamente il sistema informatico dell’ospedale di Düsseldorf impedendo ai medici di monitorare i propri pazienti e causando il decesso di una donna che si trovava in terapia intensiva. </p><p>Si tratta di un caso limite, ma è un esempio che abbiamo scelto per sottolineare quanto importante sia avere un sistema di sicurezza informatica aggiornato e monitorato costantemente.</p><p>Esistono una miriade di antivirus gratuiti e a pagamento tra cui scegliere, e in base alle dimensioni della vostra azienda/attività sarete voi a decidere quanto investire nella prevenzione, ma ricordate che risparmiare potrebbe voler dire dover chiudere baracca al primo “ricatto”. </p><p>Se siete dei privati e lavorate da casa, tenete presente che il Firewall di Windows 10 include delle funzioni specifiche per la protezione dai ransomware e, se unito a un uso consapevole del PC può tenervi al sicuro da gran parte delle minacce che circolano in rete. </p><p>Esistono anche dei software gratuiti dedicati alla protezione dai ransomware come <a href="https://ransomfree.it.malavida.com/"><u>RansomFree</u></a> e persino portali informativi come il progetto <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>no more ransome</u></a>, dove potrete trovare ottimi consigli per la prevenzione. Se nella vostra azienda non sono presenti figure formate nell’ambito della sicurezza informatica, rivolgetevi senza esitazione a un consulente esterno. Esistono numerose alternative e l’unica non contemplabile è rimanere con le mani in mano sperando che “non accada proprio a voi”.</p><p><strong>Aggiornamento costante dei software di sicurezza e dei sistemi operativi</strong></p><p>Ogni volta che un ransomware viene scoperto, individuato e studiato, i maggiori sviluppatori di antivirus e sistemi operativi aggiornano le loro difese/firewall per permettergli di individuare queste minacce e isolare o impedirne l’esecuzione, prevenendo così la diffusione del virus. Spesso, per pigrizia o disattenzione, molti utenti non aggiornano i propri sistemi operativi o rimandano il download dell’ultima versione dell’antivirus che utilizzano sentendosi “abbastanza protetti” da quella attuale. </p><p>Sappiate che i ransomware vengono creati a ritmi elevati e sono concepiti per aggirare le difese dei vostri sistemi operativi e software di protezione, quindi un aggiornamento fatto nel momento giusto può fare la differenza, ma non garantirà mai una protezione assoluta. </p><p>Spesso questi virus vengono individuati dai sistemi di sicurezza come minacce secondarie e non ricevono la giusta priorità, quindi riescono a diffondersi con facilità nei sistemi creando danni enormi e contagiando anche tutti i dispositivi associati. Solo un costante monitoraggio e l’aggiornamento del proprio sistema di sicurezza possono garantire una buona protezione dai ransomware.</p><p><strong>Backup dei file di sistema</strong></p><p>Un altro espediente che può letteralmente salvarvi in caso veniate colpiti da un ransomware è il backup. Creando una copia dei file o dell’intero sistema, in caso di attacco sarete in grado di tornare allo stato precedente all’azione del virus, annullandone immediatamente gli effetti. Il backup è un modo efficace di mettere in sicurezza i propri dati, ma protegge solo parzialmente a causa della lunghezza dell’intervallo tra un salvataggio e il successivo (che di norma avviene nelle 24 ore). </p><p>Potete optare per un classico backup su una memoria esterna o per una soluzione cloud, tenendo sempre presente che utilizzare entrambe le soluzioni rappresentano un’ulteriore garanzia di sicurezza.</p><ul><li>Tutti i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">migliori password manager</a></li></ul><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oyeak7xZpCgbD69FFSjk7Y" name="ransomware.jpg" alt="Ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oyeak7xZpCgbD69FFSjk7Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="ransomware-a-che-punto-siamo">Ransomware: a che punto siamo?</h2><p>Degli studi condotti nel 2020 da <a href="https://purplesec.us/" target="_blank">Purplesec</a>, azienda statunitense specializzata in cybersicurezza, su 582 esperti di sicurezza informatica intervistati il 50% sostiene che le proprie aziende non abbiano dei sistemi di sicurezza adeguati.</p><p>Fino a pochi anni fa dedicare una parte del budget alla sicurezza dei propri sistemi informatici (per molti) era importante, ma non prioritario. Non a caso, i costi derivanti dagli attacchi informatici sono cresciuti enormemente interessano sempre più spesso strutture pubbliche come ospedali e servizi postali, tanto che possiamo affermare con certezza che nessun utente che naviga online può sentirsi completamente al sicuro da queste minacce. </p><p>Oggi, continuare a lavorare senza un software di protezione aggiornato, non avere un backup dei propri file o cercare di risparmiare sulle consulenze informatiche può portare a danni irreparabili e segnare la fine di tutte quelle aziende che non sono riuscite a rimanere al passo con i tempi, comprendendo l’attuale importanza delle pratiche di sicurezza informatica.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali" target="_blank">software di accesso remoto</a></li></ul> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ I ransomware costano ogni anno miliardi di dollari a privati e aziende, ma ci sono diversi accorgimenti che permettono di difendersi al meglio da questa tipologia di virus. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                <p>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona"><u>ransomware</u></a> sono tra le minacce informatiche più temute in assoluto, e dal 2017 a oggi sono cresciuti esponenzialmente per numero e pericolosità. Basti pensare che tra il 2018 e il 2020 il costo globale di questi virus ha toccato i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><u>1000 miliardi di dollari</u></a>, di cui circa 200 miliardi derivanti dai riscatti pagati dalle vittime. </p><p>Ogni anno migliaia di privati e aziende si trovano a dover fare i conti con veri e propri ricatti di hacker o gruppi di malintenzionati che utilizzano i ransomware per accedere ai sistemi e impedire l’accesso a file e cartelle, per poi chiedere un riscatto in Bitcoin.</p><p>Non solo, alcuni ransomware come TeslaCrypt o il più recente Locky, una volta infettato il PC, attaccano tutti i dispositivi di archiviazione ad esso collegati come SSD esterni, server via dicendo. Altri, come CryptoLocker 2020 (presente in due varianti) e Cryptowall, bloccano il sistema limitando l’accesso a file e cartelle per poi chiedere alle vittime un pagamento in criptovaluta in cambio di un codice di sblocco. </p><p>Petya, un ransomware che circola dal 2016, agisce direttamente sui file MFT, bloccando l’intero sistema piuttosto che criptare i singoli file. Infine ci sono ransomware come Anatova, che utilizzano file di dimensioni piccolissime come icone e piccole immagini gif per fare breccia nel sistema e bloccarlo per poi chiedere un riscatto.</p><p>Data la pericolosità e la grande varietà di ransomware che circolano in rete, è molto importante comprendere la natura di questi virus e le modalità di trasmissione per imparare a difendersi al meglio. Se pensate sia sufficiente scaricare un antivirus, siete fuori strada.</p><p>Come se non bastasse, con l’avvento della pandemia da Covid-19 e l’enorme diffusione dello <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a>, sempre più utenti che operano al di fuori della rete aziendale o lavorano su dispositivi non aggiornati cadono vittima di ransomware e, per paura o inesperienza, decidono di pagare il riscatto.</p><p>In questo articolo vedremo quali sono i migliori modi per proteggersi dai ransomware e parleremo delle pratiche più efficaci per tenere al sicuro i propri file.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">antivirus</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratuito-quale-scegliere">Antivirus a pagamento vs antivirus gratuito</a>: quale scegliere?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratuiti-a-cosa-servono">Antivirus gratuiti, a cosa servono</a>?</li></ul><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Ransomware: Petya" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><h2 id="ransomware-come-attaccano-xa0">Ransomware: come attaccano? </h2><p>In generale, per difendersi da una attacco, bisogna prima vederlo arrivare. Sembra un’affermazione ovvia, ma diventa particolarmente importante se ciò da cui dovete difendervi non è un’entità ben definita, ma un software in grado di entrare nel vostro PC e criptare i vostri file rendendoli inaccessibili. </p><p>I ransomware fanno parte della famiglia dei Trojan, virus divenuti popolari già negli anni 90’ e conosciuti per le loro modalità di attacco riconducibili al famoso “cavallo” della mitologia greca. La similitudine è legata al fatto che questi software malevoli riescono a fare breccia tra le difese delle vittime camuffandosi tra altre tipologie di file.</p><p>Nella maggior parte dei casi sono gli utenti stessi a scaricare i file dannosi, spacciati per eseguibili di applicazioni conosciute, immagini, o inseriti come allegato da scaricare nelle sempre più diffuse mail di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/phishing-quasi-mezzo-milione-di-utenti-colpiti-su-facebook"><u>phishing</u></a>. Una volta scaricato e aperto il file, il dispositivo ne diventa automaticamente ostaggio. In seguito viene inviata una richiesta di riscatto che, se esaudita, porta all’invio di un codice che consente di “sbloccare” i file resi inaccessibili dal software malevolo.</p><p>Come confermano i dati relativi agli attacchi ransomware degli ultimi quattro anni, gran parte di questi virus vengono diffusi tramite ingegneria civile, una pratica basata sull’invio di messaggi di posta elettronica o spam a utenti e aziende. Basta che un solo dipendente in una rete di PC aziendali scarichi il file malevolo su un PC non aggiornato o protetto da un software antivirus e il gioco è fatto.</p><p>Data la natura multiforme dei ransomware è difficile inquadrare la loro provenienza o la tipologia di file ai quali vengono associati, ma ci sono diversi modi per evitare di incappare in una minaccia e di prevenire danni gravi alle proprie reti aziendali e private.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="zjafjw6AeTXTuuLetiazgC" name="shutterstock_1007525926.jpg" alt="ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zjafjw6AeTXTuuLetiazgC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-defender-e-abbastanza-per-la-protezione-del-vostro-pc-clone-is-microsoft-defender-good-enough-for-your-pc-or-do-you-need-a-better-free-antivirus">Windows Defender è abbastanza</a> per la protezione del vostro PC?</li></ul><h2 id="ransomware-come-evitarli-xa0">Ransomware: come evitarli </h2><p><strong>Formazione personale e responsabilizzazione</strong></p><p>Come abbiamo detto in precedenza, spesso i ransomware riescono a fare breccia nei computer delle loro vittime senza incontrare ostacoli, dato che sono proprio queste a spalancare il portone d’ingresso. Anche se molti servizi di posta elettronica come Gmail e Outlook già da tempo segnalano i messaggi di posta elettronica sospetti, questi rimangono una delle vie predilette dai ransomware per far breccia nei sistemi. </p><p>L’unico modo per evitare di cadere in queste trappole è prestare la massima attenzione quando si apre una mail, controllando sempre chi l’ha inviata. Se non aspettavate nessuna “foto di quella gita del 2002” o “report degli introiti del 2020” e ricevete un messaggio con un allegato simile, non apritelo per nessun motivo. Tenete a bada la curiosità, imparate a riconoscere lo spam e i messaggi di phishing e ridurrete enormemente il rischio di attacchi. </p><p>Un antivirus può riconoscere e individuare un file dannoso, mandarvi una notifica per avvertirvi della sua presenza e in alcuni casi (se si tratta di una minaccia nota) metterlo in quarantena, ma niente potrà impedirvi di cliccare su un eseguibile ed aprirlo infettando la rete aziendale o di casa vostra. </p><p>Per questo è fondamentale, oggi più che mai, che i dipendenti ma anche i liberi professionisti in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">smart working</a>, i professori e gli studenti in DAD e i dipendenti degli uffici pubblici dedichino parte del loro tempo alla formazione e all’aggiornamento nell’ambito della sicurezza informatica. La responsabilizzazione è fondamentale in un mondo dove una piccola distrazione o la mancanza di alcune conoscenze di base possono portare al fallimento di un’attività.</p><p><strong>Antivirus e Firewall</strong></p><p>Ovviamente l’errore umano esiste e duole dirlo, ma in Italia l’alfabetizzazione informatica dell’utente medio è ancora piuttosto bassa. Questo vuol dire che, per quanto si investa in formazione e si presti attenzione, bisogna sempre tenere presenti i possibili rischi derivanti da un errore. </p><p>Nel 2020 i ransomware sono entrati nella storia come il primo virus ad aver causato un decesso. Stiamo parlando di quanto accaduto in Germania lo scorso settembre, quando un ransomware ha bloccato completamente il sistema informatico dell’ospedale di Düsseldorf impedendo ai medici di monitorare i propri pazienti e causando il decesso di una donna che si trovava in terapia intensiva. </p><p>Si tratta di un caso limite, ma è un esempio che abbiamo scelto per sottolineare quanto importante sia avere un sistema di sicurezza informatica aggiornato e monitorato costantemente.</p><p>Esistono una miriade di antivirus gratuiti e a pagamento tra cui scegliere, e in base alle dimensioni della vostra azienda/attività sarete voi a decidere quanto investire nella prevenzione, ma ricordate che risparmiare potrebbe voler dire dover chiudere baracca al primo “ricatto”. </p><p>Se siete dei privati e lavorate da casa, tenete presente che il Firewall di Windows 10 include delle funzioni specifiche per la protezione dai ransomware e, se unito a un uso consapevole del PC può tenervi al sicuro da gran parte delle minacce che circolano in rete. </p><p>Esistono anche dei software gratuiti dedicati alla protezione dai ransomware come <a href="https://ransomfree.it.malavida.com/"><u>RansomFree</u></a> e persino portali informativi come il progetto <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>no more ransome</u></a>, dove potrete trovare ottimi consigli per la prevenzione. Se nella vostra azienda non sono presenti figure formate nell’ambito della sicurezza informatica, rivolgetevi senza esitazione a un consulente esterno. Esistono numerose alternative e l’unica non contemplabile è rimanere con le mani in mano sperando che “non accada proprio a voi”.</p><p><strong>Aggiornamento costante dei software di sicurezza e dei sistemi operativi</strong></p><p>Ogni volta che un ransomware viene scoperto, individuato e studiato, i maggiori sviluppatori di antivirus e sistemi operativi aggiornano le loro difese/firewall per permettergli di individuare queste minacce e isolare o impedirne l’esecuzione, prevenendo così la diffusione del virus. Spesso, per pigrizia o disattenzione, molti utenti non aggiornano i propri sistemi operativi o rimandano il download dell’ultima versione dell’antivirus che utilizzano sentendosi “abbastanza protetti” da quella attuale. </p><p>Sappiate che i ransomware vengono creati a ritmi elevati e sono concepiti per aggirare le difese dei vostri sistemi operativi e software di protezione, quindi un aggiornamento fatto nel momento giusto può fare la differenza, ma non garantirà mai una protezione assoluta. </p><p>Spesso questi virus vengono individuati dai sistemi di sicurezza come minacce secondarie e non ricevono la giusta priorità, quindi riescono a diffondersi con facilità nei sistemi creando danni enormi e contagiando anche tutti i dispositivi associati. Solo un costante monitoraggio e l’aggiornamento del proprio sistema di sicurezza possono garantire una buona protezione dai ransomware.</p><p><strong>Backup dei file di sistema</strong></p><p>Un altro espediente che può letteralmente salvarvi in caso veniate colpiti da un ransomware è il backup. Creando una copia dei file o dell’intero sistema, in caso di attacco sarete in grado di tornare allo stato precedente all’azione del virus, annullandone immediatamente gli effetti. Il backup è un modo efficace di mettere in sicurezza i propri dati, ma protegge solo parzialmente a causa della lunghezza dell’intervallo tra un salvataggio e il successivo (che di norma avviene nelle 24 ore). </p><p>Potete optare per un classico backup su una memoria esterna o per una soluzione cloud, tenendo sempre presente che utilizzare entrambe le soluzioni rappresentano un’ulteriore garanzia di sicurezza.</p><ul><li>Tutti i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">migliori password manager</a></li></ul><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oyeak7xZpCgbD69FFSjk7Y" name="ransomware.jpg" alt="Ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oyeak7xZpCgbD69FFSjk7Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="ransomware-a-che-punto-siamo">Ransomware: a che punto siamo?</h2><p>Degli studi condotti nel 2020 da <a href="https://purplesec.us/" target="_blank">Purplesec</a>, azienda statunitense specializzata in cybersicurezza, su 582 esperti di sicurezza informatica intervistati il 50% sostiene che le proprie aziende non abbiano dei sistemi di sicurezza adeguati.</p><p>Fino a pochi anni fa dedicare una parte del budget alla sicurezza dei propri sistemi informatici (per molti) era importante, ma non prioritario. Non a caso, i costi derivanti dagli attacchi informatici sono cresciuti enormemente interessano sempre più spesso strutture pubbliche come ospedali e servizi postali, tanto che possiamo affermare con certezza che nessun utente che naviga online può sentirsi completamente al sicuro da queste minacce. </p><p>Oggi, continuare a lavorare senza un software di protezione aggiornato, non avere un backup dei propri file o cercare di risparmiare sulle consulenze informatiche può portare a danni irreparabili e segnare la fine di tutte quelle aziende che non sono riuscite a rimanere al passo con i tempi, comprendendo l’attuale importanza delle pratiche di sicurezza informatica.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali" target="_blank">software di accesso remoto</a></li></ul>
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Da sempre, chi usa un PC deve scegliere, fra le altre cose, un buon software <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> per proteggersi dalle cyber-minacce che circolano sulla rete (e che un tempo venivano trasmesse tramite floppy disk da un sistema infetto all’altro).</p><p>Ovviamente, oltre che dotarsi degli strumenti di protezione adeguati, occorre prestare anche molta attenzione ai propri comportamenti online, come vedremo nel dettaglio più avanti.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze"><u>Antivirus gratis vs antivirus a pagamento</u></a>: tutto quello che c’è da sapere</li><li>Proteggete anche la vostra privacy con una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2021</li></ul><h2 id="ransomware-di-che-si-tratta">Ransomware, di che si tratta?</h2><p>Il ransomware appartiene alla categoria dei trojan, ovvero dei file che infettano un computer all’insaputa dell’utente, per poter inoculare programmi dannosi o danneggiare il sistema.</p><p>Nel caso specifico, gli attacchi ransomware (dall’inglese “ransom”, ricatto e “ware”, abbreviazione di software), impediscono l’accesso ai file o all’intero sistema tramite la crittografia dei dati sul disco o il blocco dell’accesso tramite una password molto complessa, conosciuta solo dagli autori dell’attacco.</p><p>Infatti, una volta operativo, il ransomware installato presenta all’utente un vero e proprio ricatto: per poter accedere nuovamente ai propri dati o all’intero sistema, la vittima dovrà pagare una certa somma di denaro, altrimenti dovrà rassegnarsi a formattare tutto il sistema e perdere ogni singolo contenuto.</p><p>A seconda della tipologia di vittima, un attacco di questo genere può avere effetti devastanti, basti pensare che solo nel 2020, le attività dei criminali informatici hanno generato qualcosa come <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><u>1000 miliardi di dollari</u></a> di danni.</p><p>A cadere nella rete del ransomware sono principalmente aziende, istituti pubblici (come <a href="https://www.securityinfo.it/2021/04/07/un-attacco-ransomware-ad-axios-mette-k-o-il-40-delle-scuole-italiane/"><u>scuole</u></a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>ospedali</u></a>), con conseguenze spesso disastrose, soprattutto quando non dispongono di un’adeguata protezione.</p><p>Inoltre, a causa della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/immuni-attenzione-alle-mail-relative-allapp-di-tracciamento-dei-contatti"><u>pandemia di COVID-19</u></a>, molti utenti si sono ritrovati a dover lavorare da casa, tramite lavoro da remoto, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a> o in lavoro agile rimanendo più esposti agli attacchi informatici, <a href="https://danielmiessler.com/blog/explanation-sudden-rise-in-ransomware/"><u>ransomware inclusi</u></a>.</p><p>Questo non deve stupire, dato che con il lavoro in digitale aumenta notevolmente la quantità di dati importanti gestiti degli utenti, oltre al bacino d’utenza, con molte persone che si ritrovano a usare un computer con maggiore intensità a fronte di una scarsa alfabetizzazione informatica.</p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="G8SSmgihtdUePSjkJqSadi" name="ransomware.jpg" alt="Ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G8SSmgihtdUePSjkJqSadi-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Nel 2020, gli attacchi informatici hanno causato danni per 1000 miliardi di dollari. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / binarydesign)</span></figcaption></figure></a><h2 id="i-tipi-di-ransomware-pi-xf9-comuni">I tipi di ransomware più comuni</h2><p>Come dicevamo, gli attacchi ransomware si basano sull’installazione di un programma malevolo all’interno del computer, che blocca il sistema o rende i file inaccessibili tramite crittografia.</p><p>Dunque, esistono vari tipi di ransomware, che si comportano in modo leggermente diverso e che richiedono interventi specifici per essere rimossi dai sistemi.</p><p>Uno dei più noti e diffusi è CryptoLocker, un trojan che ha fatto la sua comparsa nel 2013 e che nel corso degli anni si è evoluto, tanto da rappresentare tuttora una minaccia terribile.</p><p>CryptoLocker 2020, nelle sue diverse varianti, agisce in due fasi: nella prima blocca o sottopone a crittografia il sistema e i dati, nella seconda presenta alle vittime la richiesta di riscatto. Il pagamento può avvenire in vari modi, ma avviene sempre più spesso tramite criptovalute, che rappresentano un ottimo modo per “coprire” le tracce dei criminali e rendere la transazione più difficile da tracciare. Questo deve fare riflettere: infatti non è detto che pagando il riscatto si riesca a riottenere l’accesso ai propri dati, un aspetto da considerare bene prima di mettere mani al portafoglio, come vedremo poco più avanti.</p><p>CryptoWall è un ransomware dalle caratteristiche simili, che si distingue per la velocità con cui si diffonde e duplica all’interno di un sistema bersaglio e per la sua estrema adattabilità all’ambiente di destinazione. Anche in questo caso, il pagamento del riscatto avviene tramite criptovaluta e attraverso la rete anonima TOR.</p><p>La sua particolarità è quella di insinuarsi anche nel registro di sistema, rendendo vano il tentativo di riavvio per impedirne la diffusione.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Petya nagscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">La schermata di blocco creata da Petya </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><p>Nel 2016 fa la sua prima apparizione Petya, un tipo di ransomware che ha un pattern d’attacco diverso dagli altri due citati in precedenza. Infatti, mentre CryptoWall e CryptoLocker si diffondono nel sistema infettando i file uno a uno, Petya blocca con crittografia l’intero disco, aggredendo la tabella file master (MFT).</p><p>Non si conosce ancora l’origine di questo ransomware, anche se negli anni sono stati riscontrati diversi attacchi in Ucraina, Russia e India, con vittime illustri come <a href="https://www.zdnet.com/article/petya-ransomware-cyber-attack-costs-could-hit-300m-for-shipping-giant-maersk/">Maersk</a> e <a href="https://www.birminghammail.co.uk/news/midlands-news/cadbury-owner-mondelez-hit-petya-13249432">Mondelez</a>.</p><p>Un altro nome che fa tremare gli addetti ai lavori è Anatova, un insidioso trojan scoperto da <a href="https://www.mcafee.com/enterprise/it-it/threat-center/threat-landscape-dashboard/ransomware-details.anatova-ransomware.html">McAfee</a> che si nasconde dietro file di piccolissime dimensioni (come le icone) e che ha colpito duramente anche l’Italia. Anche in questo caso, il riscatto viene richiesto tramite pagamento con criptovaluta.</p><p>La sua natura e le sue dimensioni ridotte hanno contribuito alla sua diffusione: nascondendosi dietro un’icona o un piccolo file eseguibile, ha indotto molti utenti a concedere le autorizzazioni di amministrazione, con le note e disastrose conseguenze.</p><h2 id="come-difendersi-dal-ransomware">Come difendersi dal ransomware?</h2><p>Purtroppo il ransomware può colpire chiunque: una piccola distrazione, una mail letta con poca attenzione, magari per via della quantità enorme di informazioni a cui siamo esposti ogni giorno e il gioco è fatto.</p><p>Sicuramente l’arma più efficace a nostra disposizione è la prevenzione: evitare i siti pericolosi (ad esempio quelli correlati alla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pirateria-denunciati-anche-gli-utenti-finali"><u>pirateria</u></a> o allo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pirateria-i-produttori-cinematografici-denunciano-per-la-prima-volta-una-vpn"><u>streaming illegale</u></a>), non accettare mai file e allegati da mittenti sconosciuti o sospetti, leggere con attenzione le e-mail e distinguere i messaggi reali dai tentativi di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/phishing-quasi-mezzo-milione-di-utenti-colpiti-su-facebook"><u>phishing</u></a>.</p><p>Un’altra arma è l’informazione: cercare di sensibilizzare le persone a voi vicine sulla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici"><u>sicurezza informatica</u></a>, magari aiutando i nostri genitori o i nostri familiari che si avvicinano per la prima volta al mondo del computer o che iniziano a usarlo in modo più frequente a evitare le trappole più ovvie.</p><p>Infine, la più importante contromisura a vostra disposizione sono i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iperius-backup-soluzione-sicura-per-il-salvataggio-e-il-ripristino-dei-dati-e-in-sconto-del-15"><u>backup</u></a>: fatelo spesso, fatelo bene. Tenete sempre una copia aggiornata dei vostri dati su un supporto esterno e protetto, non fatevi mai cogliere impreparati!</p><p>Poi, ovviamente, tutto questo non può prescindere dall’uso di uno strumento di protezione adeguato, come uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> che vi abbiamo segnalato noi di TechRadar.</p><p>Un altro strumento da prendere in considerazione è <a href="https://www.cybereason.com/press/cybereason-launches-newest-version-of-ransomfree"><u>Ransomfree</u></a>, prodotto da Cybereason, uno strumento gratuito che aiuta a prevenire gli attacchi ransomware, come NotPetya e altri. Non sarà efficace al 100%, ma la prevenzione, come abbiamo detto, è molto importante.</p><h2 id="cosa-fare-in-caso-di-attacco-ransomware">Cosa fare in caso di attacco ransomware?</h2><p>Innanzitutto è fondamentale non farsi prendere dal panico: potreste sentirvi sotto pressione e voler cedere al riscatto. Questa è la prima cosa da evitare. Nella maggior parte dei casi, i dati sono recuperabili abbastanza facilmente, anche se in molti tendono a <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-le-vittime-pagano-anche-se-i-dati-si-possono-recuperare"><u>cadere nella trappola e pagare</u></a>.</p><p>Anche se gli attacchi diventano sempre più complessi con <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/sicurezza-informatica-aumentano-gli-attacchi-basati-sullintelligenza-artificiale"><u>l’introduzione dell’intelligenza artificiale</u></a>, oltre ai normali programmi antivirus esistono diversi strumenti a vostra disposizione.</p><p>Innanzitutto, Kaspersky RakhniDecryptor è un tool gratuito messo a disposizione della nota azienda di antivirus, dedicato allo sblocco dei file con estensione .locked and .kraken, che va a contrastare un altro noto trojan noto come Trojan-Ransom.Win32.Rakhni. Potete scaricarlo a <a href="https://www.techspot.com/downloads/6229-kaspersky-rakhnidecryptor.html#:~:text=%20To%20decrypt%20the%20files%2C%20do%20the%20following%3A,%2F%20network%20drives%29.%205%20Click%20%D0%9E%D0%9A.%20More%20" target="_blank"><u>questo indirizzo</u></a>.</p><p>Ma se anche gli strumenti a vostra disposizione non risultassero efficaci, esiste un’organizzazione chiamata <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>No More Ransom</u></a> che aiuta gli utenti sia in fase di prevenzione che a seguito di un attacco riuscito. L’organizzazione ha infatti elaborato un database (repository) delle chiavi e delle applicazioni in grado di sbloccare e decodificare i dati colpiti da diversi tipi di ransomware.</p><h2 id="tirando-le-somme">Tirando le somme</h2><p>Il ransomware è un argomento serio e delicato che richiede molta attenzione, soprattutto da parte di chi si affida principalmente ai mezzi informatici per motivi di lavoro o per gestire i dati più importanti per la propria vita.</p><p>La prevenzione è l’aspetto più importante, così come la conoscenza dell’argomento. Il ransomware può essere spaventoso e devastante, ma esistono mezzi per contrastarlo sia prima che dopo un attacco.</p><p>Noi di TechRadar abbiamo particolarmente a cuore l’argomento, pertanto vi invitiamo a seguirci spesso per ulteriori approfondimenti sul ransomware e su quello che potete fare per restare al sicuro.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il ransomware è una minaccia informatica di cui si sente parlare sempre più spesso, scopriamo di cosa si tratta esattamente. ]]>
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                                <p>Da alcuni anni, il ransomware è un elemento di minaccia che fa sudare freddo sia gli utenti che gli amministratori dei sistemi, con alcuni casi che hanno anche raggiunto gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>onori della cronaca</u></a>. In questo articolo, vogliamo fare un po’ di chiarezza e fornirvi le informazioni di base per conoscere meglio il ransomware e come funziona, così da ridurre la possibile esposizione a questo genere di attacco informatico.</p><p>I virus e le minacce informatiche come malware, spyware, adware e via dicendo, sono delle presenze costanti nel mondo del computer. Da sempre, chi usa un PC deve scegliere, fra le altre cose, un buon software <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> per proteggersi dalle cyber-minacce che circolano sulla rete (e che un tempo venivano trasmesse tramite floppy disk da un sistema infetto all’altro).</p><p>Ovviamente, oltre che dotarsi degli strumenti di protezione adeguati, occorre prestare anche molta attenzione ai propri comportamenti online, come vedremo nel dettaglio più avanti.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze"><u>Antivirus gratis vs antivirus a pagamento</u></a>: tutto quello che c’è da sapere</li><li>Proteggete anche la vostra privacy con una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2021</li></ul><h2 id="ransomware-di-che-si-tratta">Ransomware, di che si tratta?</h2><p>Il ransomware appartiene alla categoria dei trojan, ovvero dei file che infettano un computer all’insaputa dell’utente, per poter inoculare programmi dannosi o danneggiare il sistema.</p><p>Nel caso specifico, gli attacchi ransomware (dall’inglese “ransom”, ricatto e “ware”, abbreviazione di software), impediscono l’accesso ai file o all’intero sistema tramite la crittografia dei dati sul disco o il blocco dell’accesso tramite una password molto complessa, conosciuta solo dagli autori dell’attacco.</p><p>Infatti, una volta operativo, il ransomware installato presenta all’utente un vero e proprio ricatto: per poter accedere nuovamente ai propri dati o all’intero sistema, la vittima dovrà pagare una certa somma di denaro, altrimenti dovrà rassegnarsi a formattare tutto il sistema e perdere ogni singolo contenuto.</p><p>A seconda della tipologia di vittima, un attacco di questo genere può avere effetti devastanti, basti pensare che solo nel 2020, le attività dei criminali informatici hanno generato qualcosa come <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><u>1000 miliardi di dollari</u></a> di danni.</p><p>A cadere nella rete del ransomware sono principalmente aziende, istituti pubblici (come <a href="https://www.securityinfo.it/2021/04/07/un-attacco-ransomware-ad-axios-mette-k-o-il-40-delle-scuole-italiane/"><u>scuole</u></a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>ospedali</u></a>), con conseguenze spesso disastrose, soprattutto quando non dispongono di un’adeguata protezione.</p><p>Inoltre, a causa della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/immuni-attenzione-alle-mail-relative-allapp-di-tracciamento-dei-contatti"><u>pandemia di COVID-19</u></a>, molti utenti si sono ritrovati a dover lavorare da casa, tramite lavoro da remoto, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a> o in lavoro agile rimanendo più esposti agli attacchi informatici, <a href="https://danielmiessler.com/blog/explanation-sudden-rise-in-ransomware/"><u>ransomware inclusi</u></a>.</p><p>Questo non deve stupire, dato che con il lavoro in digitale aumenta notevolmente la quantità di dati importanti gestiti degli utenti, oltre al bacino d’utenza, con molte persone che si ritrovano a usare un computer con maggiore intensità a fronte di una scarsa alfabetizzazione informatica.</p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="G8SSmgihtdUePSjkJqSadi" name="ransomware.jpg" alt="Ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G8SSmgihtdUePSjkJqSadi-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Nel 2020, gli attacchi informatici hanno causato danni per 1000 miliardi di dollari. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / binarydesign)</span></figcaption></figure></a><h2 id="i-tipi-di-ransomware-pi-xf9-comuni">I tipi di ransomware più comuni</h2><p>Come dicevamo, gli attacchi ransomware si basano sull’installazione di un programma malevolo all’interno del computer, che blocca il sistema o rende i file inaccessibili tramite crittografia.</p><p>Dunque, esistono vari tipi di ransomware, che si comportano in modo leggermente diverso e che richiedono interventi specifici per essere rimossi dai sistemi.</p><p>Uno dei più noti e diffusi è CryptoLocker, un trojan che ha fatto la sua comparsa nel 2013 e che nel corso degli anni si è evoluto, tanto da rappresentare tuttora una minaccia terribile.</p><p>CryptoLocker 2020, nelle sue diverse varianti, agisce in due fasi: nella prima blocca o sottopone a crittografia il sistema e i dati, nella seconda presenta alle vittime la richiesta di riscatto. Il pagamento può avvenire in vari modi, ma avviene sempre più spesso tramite criptovalute, che rappresentano un ottimo modo per “coprire” le tracce dei criminali e rendere la transazione più difficile da tracciare. Questo deve fare riflettere: infatti non è detto che pagando il riscatto si riesca a riottenere l’accesso ai propri dati, un aspetto da considerare bene prima di mettere mani al portafoglio, come vedremo poco più avanti.</p><p>CryptoWall è un ransomware dalle caratteristiche simili, che si distingue per la velocità con cui si diffonde e duplica all’interno di un sistema bersaglio e per la sua estrema adattabilità all’ambiente di destinazione. Anche in questo caso, il pagamento del riscatto avviene tramite criptovaluta e attraverso la rete anonima TOR.</p><p>La sua particolarità è quella di insinuarsi anche nel registro di sistema, rendendo vano il tentativo di riavvio per impedirne la diffusione.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Petya nagscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">La schermata di blocco creata da Petya </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><p>Nel 2016 fa la sua prima apparizione Petya, un tipo di ransomware che ha un pattern d’attacco diverso dagli altri due citati in precedenza. Infatti, mentre CryptoWall e CryptoLocker si diffondono nel sistema infettando i file uno a uno, Petya blocca con crittografia l’intero disco, aggredendo la tabella file master (MFT).</p><p>Non si conosce ancora l’origine di questo ransomware, anche se negli anni sono stati riscontrati diversi attacchi in Ucraina, Russia e India, con vittime illustri come <a href="https://www.zdnet.com/article/petya-ransomware-cyber-attack-costs-could-hit-300m-for-shipping-giant-maersk/">Maersk</a> e <a href="https://www.birminghammail.co.uk/news/midlands-news/cadbury-owner-mondelez-hit-petya-13249432">Mondelez</a>.</p><p>Un altro nome che fa tremare gli addetti ai lavori è Anatova, un insidioso trojan scoperto da <a href="https://www.mcafee.com/enterprise/it-it/threat-center/threat-landscape-dashboard/ransomware-details.anatova-ransomware.html">McAfee</a> che si nasconde dietro file di piccolissime dimensioni (come le icone) e che ha colpito duramente anche l’Italia. Anche in questo caso, il riscatto viene richiesto tramite pagamento con criptovaluta.</p><p>La sua natura e le sue dimensioni ridotte hanno contribuito alla sua diffusione: nascondendosi dietro un’icona o un piccolo file eseguibile, ha indotto molti utenti a concedere le autorizzazioni di amministrazione, con le note e disastrose conseguenze.</p><h2 id="come-difendersi-dal-ransomware">Come difendersi dal ransomware?</h2><p>Purtroppo il ransomware può colpire chiunque: una piccola distrazione, una mail letta con poca attenzione, magari per via della quantità enorme di informazioni a cui siamo esposti ogni giorno e il gioco è fatto.</p><p>Sicuramente l’arma più efficace a nostra disposizione è la prevenzione: evitare i siti pericolosi (ad esempio quelli correlati alla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pirateria-denunciati-anche-gli-utenti-finali"><u>pirateria</u></a> o allo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pirateria-i-produttori-cinematografici-denunciano-per-la-prima-volta-una-vpn"><u>streaming illegale</u></a>), non accettare mai file e allegati da mittenti sconosciuti o sospetti, leggere con attenzione le e-mail e distinguere i messaggi reali dai tentativi di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/phishing-quasi-mezzo-milione-di-utenti-colpiti-su-facebook"><u>phishing</u></a>.</p><p>Un’altra arma è l’informazione: cercare di sensibilizzare le persone a voi vicine sulla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici"><u>sicurezza informatica</u></a>, magari aiutando i nostri genitori o i nostri familiari che si avvicinano per la prima volta al mondo del computer o che iniziano a usarlo in modo più frequente a evitare le trappole più ovvie.</p><p>Infine, la più importante contromisura a vostra disposizione sono i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iperius-backup-soluzione-sicura-per-il-salvataggio-e-il-ripristino-dei-dati-e-in-sconto-del-15"><u>backup</u></a>: fatelo spesso, fatelo bene. Tenete sempre una copia aggiornata dei vostri dati su un supporto esterno e protetto, non fatevi mai cogliere impreparati!</p><p>Poi, ovviamente, tutto questo non può prescindere dall’uso di uno strumento di protezione adeguato, come uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> che vi abbiamo segnalato noi di TechRadar.</p><p>Un altro strumento da prendere in considerazione è <a href="https://www.cybereason.com/press/cybereason-launches-newest-version-of-ransomfree"><u>Ransomfree</u></a>, prodotto da Cybereason, uno strumento gratuito che aiuta a prevenire gli attacchi ransomware, come NotPetya e altri. Non sarà efficace al 100%, ma la prevenzione, come abbiamo detto, è molto importante.</p><h2 id="cosa-fare-in-caso-di-attacco-ransomware">Cosa fare in caso di attacco ransomware?</h2><p>Innanzitutto è fondamentale non farsi prendere dal panico: potreste sentirvi sotto pressione e voler cedere al riscatto. Questa è la prima cosa da evitare. Nella maggior parte dei casi, i dati sono recuperabili abbastanza facilmente, anche se in molti tendono a <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-le-vittime-pagano-anche-se-i-dati-si-possono-recuperare"><u>cadere nella trappola e pagare</u></a>.</p><p>Anche se gli attacchi diventano sempre più complessi con <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/sicurezza-informatica-aumentano-gli-attacchi-basati-sullintelligenza-artificiale"><u>l’introduzione dell’intelligenza artificiale</u></a>, oltre ai normali programmi antivirus esistono diversi strumenti a vostra disposizione.</p><p>Innanzitutto, Kaspersky RakhniDecryptor è un tool gratuito messo a disposizione della nota azienda di antivirus, dedicato allo sblocco dei file con estensione .locked and .kraken, che va a contrastare un altro noto trojan noto come Trojan-Ransom.Win32.Rakhni. Potete scaricarlo a <a href="https://www.techspot.com/downloads/6229-kaspersky-rakhnidecryptor.html#:~:text=%20To%20decrypt%20the%20files%2C%20do%20the%20following%3A,%2F%20network%20drives%29.%205%20Click%20%D0%9E%D0%9A.%20More%20" target="_blank"><u>questo indirizzo</u></a>.</p><p>Ma se anche gli strumenti a vostra disposizione non risultassero efficaci, esiste un’organizzazione chiamata <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>No More Ransom</u></a> che aiuta gli utenti sia in fase di prevenzione che a seguito di un attacco riuscito. L’organizzazione ha infatti elaborato un database (repository) delle chiavi e delle applicazioni in grado di sbloccare e decodificare i dati colpiti da diversi tipi di ransomware.</p><h2 id="tirando-le-somme">Tirando le somme</h2><p>Il ransomware è un argomento serio e delicato che richiede molta attenzione, soprattutto da parte di chi si affida principalmente ai mezzi informatici per motivi di lavoro o per gestire i dati più importanti per la propria vita.</p><p>La prevenzione è l’aspetto più importante, così come la conoscenza dell’argomento. Il ransomware può essere spaventoso e devastante, ma esistono mezzi per contrastarlo sia prima che dopo un attacco.</p><p>Noi di TechRadar abbiamo particolarmente a cuore l’argomento, pertanto vi invitiamo a seguirci spesso per ulteriori approfondimenti sul ransomware e su quello che potete fare per restare al sicuro.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Attacchi informatici, il rischio è reale per ciascuno di noi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Ogni tanto, troppo spesso in effetti, si legge di crimini informatici. Ci sono problemi di diverso tipo ma si può riconoscere un copione comune: una grossa azienda subisce un attacco informatico di qualche tipo e perde dei dati.</p><p>In genere si tratta dei dati personali di consumatori, a volte milioni, che sono clienti di quell’azienda. In Italia un caso recente è quello che ha visto protagonista Ho Mobile.</p><p>I clienti delle aziende stesse difficilmente sono i bersagli primari, anche se poi sono spesso quelli che ci rimettono in prima persona. O almeno si pensa così, ma è vero?</p><p><em>Io? Figurati se vengono a prendere me. E poi tanto cosa vuoi che mi rubino?</em></p><p>Probabilmente avete sentito o pronunciato frasi simili, vero?</p><p>Peccato che le cose stanno diversamente: anche i singoli consumatori possono rappresentare un bersaglio valido. Soprattutto in operazioni “di massa”: i criminali in questo senso spesso fanno come i pescatori (e infatti si parla di <em>phishing</em>), nel senso che gettano esche a destra e a manca <em>sapendo</em> che almeno qualcuno finirà per abboccare.</p><p>Basta lanciare centinaia di migliaia di ami, con la certezza di portare a casa un risultato anche nel peggiore dei casi. Vale a dire un bel po’ di dati personali da rivendere al miglior offerente.</p><h2 id="vita-digitale-porte-d-x2019-ingresso-ovunque-xa0">Vita digitale: porte d’ingresso ovunque </h2><p>Proviamo a considerare un profilo generico della “persona qualsiasi”: fa spese su Amazon ed eBay, usa Google per fare ricerche, usa Gmail e Google Maps, comunica tramite Facebook e Whatsapp. Quando arriva il momento di rilassarsi, ha una vasta scelta di proposte offerte da Netflix, Amazon Prime Video, Disney+ e così via. Oppure potrebbe preferire godersi il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-pc"><u>gaming su PC</u></a>, su <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-xbox-series-x"><u>Xbox Series X</u></a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/ps5-recensione">PS5</a>.</p><p>Chiaramente per ognuno di noi gran parte della vita è online, e con la pandemia da COVID-19 la “porzione digitale” è aumentata sensibilmente.</p><p>Siamo i nuovi maestri del multitasking digitale, in effetti: lavoriamo da casa (o da qualsiasi luogo), controlliamo la posta, ascoltiamo musica, impartiamo comandi vocali… il tutto mentre mettiamo su il caffè o facciamo la lavatrice.</p><p>Uno scenario che si fa sempre più intenso, tra l’altro: secondo <a href="https://www.statista.com/statistics/617136/digital-population-worldwide/"><u>statista.com</u></a> l’uso di Internet da smartphone sarà di 155 minuti al giorno nel 2021, a fronte dei 32 minuti del 2011. E le persone connesse a Internet sono già 4,6 miliardi.</p><p>Internet e i dispositivi intelligenti ci circondano, e ci rendono la vita più facile, ma anche più vulnerabile.</p><p>Ogni connessione, ogni “smart device”, ogni app… tutto ciò che usiamo è una possibile porta aperta, che potrebbe far entrare degli ospiti indesiderati.</p><p>E visto che si verifica <a href="https://www.fintechnews.org/the-2020-cybersecurity-stats-you-need-to-know/"><u>un attacco ogni 39 secondi</u></a>, non è nemmeno inverosimile che prima o poi tocchi anche a noi. Anche perché sono tanti i compratori interessati ai dati dei singoli consumatori, e sono pronti a pagarli cifre del tutto interessanti.</p><h2 id="cosa-accade">Cosa accade?</h2><p>Il rischio continuo ci spinge, pertanto, ad essere vigili 24 ore al giorno. I pericoli sono davvero ovunque, ma ecco una lista sintetica dei “luoghi” più comuni dove trovare un link sospetto.</p><p>La lista potrebbe essere anche più lunga, e bisogna aggiungere le truffe del commercio online; capita anche su negozi apprezzati come Amazon, dove alcuni “venditori terzi” sono tutt’altro che onesti. </p><p>Si capisce che ognuno di noi ha davvero molte possibilità di cliccare sul link sbagliato, ogni giorno. Se capita, le conseguenze possono molto variegate: si va da cose innocue come la visualizzazione forzata di un banner pubblicitario, fino a conseguenze più gravi come il furto d’identità. Con tutto quello che ci può stare in mezzo.</p><p>Magari siete utenti abili e consapevoli, più che in grado di proteggervi da soli.</p><p>Fantastico! Ma ci sono anche i ragazzi, le mogli, gli zii e gli amici… una serie di persone che non potrà sempre contare sul vostro aiuto. La sicurezza di un singolo non è abbastanza, ed è sicuramente preferibile che siano in molti ad avere la migliore protezione possibile. E quanto si parla di grandi numeri, di migliaia o milioni persone, il discorso sulla sicurezza si fa sempre piuttosto delicato.</p><h2 id="profilo-della-vittima-ideale">Profilo della vittima ideale</h2><p>Esperti di sicurezza o anche semplici smanettoni sono probabilmente bersagli poco appetibili, soprattutto considerando che ci sono miliardi di persone che non hanno nemmeno una formazione di base quando si tratta di tecnologia e cybersicurezza. Ma allora chi sono le vittime? Chi è maggiormente a rischio?</p><p>Ecco alcuni segnali utili a definire una vittima ideale. Ognuno rappresenta un possibile punto debole, e molte persone soddisfano più di un requisito nella lista.</p><ul><li>Ha un profilo Social Media ricco di informazioni personali</li><li>Clicca facilmente sui link che riceve</li><li>Usa reti Wi-Fi pubbliche in bar o centri commerciali</li><li>Si lascia tentare da offerte e sconti incredibili</li><li>Non ci vede nulla di strano se il venditore fa richieste non standard, come “non pagare subito, scrivimi”.</li><li>Installa qualunque applicazioni sembri anche solo vagamente divertente</li><li>Usa password troppo molto semplici, come “123456” oppure “Vivalamamma2021”</li><li>Usa quelle stesse password per più di un servizio, compresa la mail</li><li>Non aggiorna i suoi dispositivi perché è una cosa noiosa da fare e/o una perdita di tempo</li><li>Crede che i criminali abbiano “pesci più grossi a cui dare la caccia”</li></ul><h2 id="soluzioni-a-breve-e-a-lungo-termine">Soluzioni a breve e a lungo termine</h2><p>La soluzione vera è anche quella più difficile da mettere in pratica: sviluppare una propria consapevolezza, competenze e abilità specifiche, così da saper riconoscere situazioni potenzialmente pericolose “a prima vista”.</p><p>Imparare cose nuove per riuscire a migliorare se stessi è il modo più sicuro di usare la tecnologia.</p><p>Nel frattempo però, un’ottima idea è usare uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>migliori antivirus</u></a>, tanto sul PC quanto sullo smartphone. Ce ne sono molti tra cui scegliere, come <a href="https://www.avira.com/it/avira-prime-techradar"><u>Avira Prime che al momento è in promozione</u></a>.</p><p>Usare un software di sicurezza sul PC, sul Mac o sullo smartphone diminuisce sensibilmente i rischi. Vale per tutti, ma a maggior ragione i meno esperti non dovrebbero avere dubbi sull&apos;usarne uno.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/attacchi-informatici-il-rischio-e-reale-anche-per-le-singole-persone</link>
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                            <![CDATA[ Dalle truffe al furto di dati personali, ci sono molte cose a cui bisogna fare attenzione. E se non si è esperti, difendersi può risultare piuttosto difficile. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                    <sponsoredContent>true</sponsoredContent>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Future]]></media:credit>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Ogni tanto, troppo spesso in effetti, si legge di crimini informatici. Ci sono problemi di diverso tipo ma si può riconoscere un copione comune: una grossa azienda subisce un attacco informatico di qualche tipo e perde dei dati.</p><p>In genere si tratta dei dati personali di consumatori, a volte milioni, che sono clienti di quell’azienda. In Italia un caso recente è quello che ha visto protagonista Ho Mobile.</p><p>I clienti delle aziende stesse difficilmente sono i bersagli primari, anche se poi sono spesso quelli che ci rimettono in prima persona. O almeno si pensa così, ma è vero?</p><p><em>Io? Figurati se vengono a prendere me. E poi tanto cosa vuoi che mi rubino?</em></p><p>Probabilmente avete sentito o pronunciato frasi simili, vero?</p><p>Peccato che le cose stanno diversamente: anche i singoli consumatori possono rappresentare un bersaglio valido. Soprattutto in operazioni “di massa”: i criminali in questo senso spesso fanno come i pescatori (e infatti si parla di <em>phishing</em>), nel senso che gettano esche a destra e a manca <em>sapendo</em> che almeno qualcuno finirà per abboccare.</p><p>Basta lanciare centinaia di migliaia di ami, con la certezza di portare a casa un risultato anche nel peggiore dei casi. Vale a dire un bel po’ di dati personali da rivendere al miglior offerente.</p><h2 id="vita-digitale-porte-d-x2019-ingresso-ovunque-xa0">Vita digitale: porte d’ingresso ovunque </h2><p>Proviamo a considerare un profilo generico della “persona qualsiasi”: fa spese su Amazon ed eBay, usa Google per fare ricerche, usa Gmail e Google Maps, comunica tramite Facebook e Whatsapp. Quando arriva il momento di rilassarsi, ha una vasta scelta di proposte offerte da Netflix, Amazon Prime Video, Disney+ e così via. Oppure potrebbe preferire godersi il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-pc"><u>gaming su PC</u></a>, su <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-xbox-series-x"><u>Xbox Series X</u></a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/ps5-recensione">PS5</a>.</p><p>Chiaramente per ognuno di noi gran parte della vita è online, e con la pandemia da COVID-19 la “porzione digitale” è aumentata sensibilmente.</p><p>Siamo i nuovi maestri del multitasking digitale, in effetti: lavoriamo da casa (o da qualsiasi luogo), controlliamo la posta, ascoltiamo musica, impartiamo comandi vocali… il tutto mentre mettiamo su il caffè o facciamo la lavatrice.</p><p>Uno scenario che si fa sempre più intenso, tra l’altro: secondo <a href="https://www.statista.com/statistics/617136/digital-population-worldwide/"><u>statista.com</u></a> l’uso di Internet da smartphone sarà di 155 minuti al giorno nel 2021, a fronte dei 32 minuti del 2011. E le persone connesse a Internet sono già 4,6 miliardi.</p><p>Internet e i dispositivi intelligenti ci circondano, e ci rendono la vita più facile, ma anche più vulnerabile.</p><p>Ogni connessione, ogni “smart device”, ogni app… tutto ciò che usiamo è una possibile porta aperta, che potrebbe far entrare degli ospiti indesiderati.</p><p>E visto che si verifica <a href="https://www.fintechnews.org/the-2020-cybersecurity-stats-you-need-to-know/"><u>un attacco ogni 39 secondi</u></a>, non è nemmeno inverosimile che prima o poi tocchi anche a noi. Anche perché sono tanti i compratori interessati ai dati dei singoli consumatori, e sono pronti a pagarli cifre del tutto interessanti.</p><h2 id="cosa-accade">Cosa accade?</h2><p>Il rischio continuo ci spinge, pertanto, ad essere vigili 24 ore al giorno. I pericoli sono davvero ovunque, ma ecco una lista sintetica dei “luoghi” più comuni dove trovare un link sospetto.</p><p>La lista potrebbe essere anche più lunga, e bisogna aggiungere le truffe del commercio online; capita anche su negozi apprezzati come Amazon, dove alcuni “venditori terzi” sono tutt’altro che onesti. </p><p>Si capisce che ognuno di noi ha davvero molte possibilità di cliccare sul link sbagliato, ogni giorno. Se capita, le conseguenze possono molto variegate: si va da cose innocue come la visualizzazione forzata di un banner pubblicitario, fino a conseguenze più gravi come il furto d’identità. Con tutto quello che ci può stare in mezzo.</p><p>Magari siete utenti abili e consapevoli, più che in grado di proteggervi da soli.</p><p>Fantastico! Ma ci sono anche i ragazzi, le mogli, gli zii e gli amici… una serie di persone che non potrà sempre contare sul vostro aiuto. La sicurezza di un singolo non è abbastanza, ed è sicuramente preferibile che siano in molti ad avere la migliore protezione possibile. E quanto si parla di grandi numeri, di migliaia o milioni persone, il discorso sulla sicurezza si fa sempre piuttosto delicato.</p><h2 id="profilo-della-vittima-ideale">Profilo della vittima ideale</h2><p>Esperti di sicurezza o anche semplici smanettoni sono probabilmente bersagli poco appetibili, soprattutto considerando che ci sono miliardi di persone che non hanno nemmeno una formazione di base quando si tratta di tecnologia e cybersicurezza. Ma allora chi sono le vittime? Chi è maggiormente a rischio?</p><p>Ecco alcuni segnali utili a definire una vittima ideale. Ognuno rappresenta un possibile punto debole, e molte persone soddisfano più di un requisito nella lista.</p><ul><li>Ha un profilo Social Media ricco di informazioni personali</li><li>Clicca facilmente sui link che riceve</li><li>Usa reti Wi-Fi pubbliche in bar o centri commerciali</li><li>Si lascia tentare da offerte e sconti incredibili</li><li>Non ci vede nulla di strano se il venditore fa richieste non standard, come “non pagare subito, scrivimi”.</li><li>Installa qualunque applicazioni sembri anche solo vagamente divertente</li><li>Usa password troppo molto semplici, come “123456” oppure “Vivalamamma2021”</li><li>Usa quelle stesse password per più di un servizio, compresa la mail</li><li>Non aggiorna i suoi dispositivi perché è una cosa noiosa da fare e/o una perdita di tempo</li><li>Crede che i criminali abbiano “pesci più grossi a cui dare la caccia”</li></ul><h2 id="soluzioni-a-breve-e-a-lungo-termine">Soluzioni a breve e a lungo termine</h2><p>La soluzione vera è anche quella più difficile da mettere in pratica: sviluppare una propria consapevolezza, competenze e abilità specifiche, così da saper riconoscere situazioni potenzialmente pericolose “a prima vista”.</p><p>Imparare cose nuove per riuscire a migliorare se stessi è il modo più sicuro di usare la tecnologia.</p><p>Nel frattempo però, un’ottima idea è usare uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>migliori antivirus</u></a>, tanto sul PC quanto sullo smartphone. Ce ne sono molti tra cui scegliere, come <a href="https://www.avira.com/it/avira-prime-techradar"><u>Avira Prime che al momento è in promozione</u></a>.</p><p>Usare un software di sicurezza sul PC, sul Mac o sullo smartphone diminuisce sensibilmente i rischi. Vale per tutti, ma a maggior ragione i meno esperti non dovrebbero avere dubbi sull&apos;usarne uno.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Le migliori offerte del Cyber Monday Amazon a meno di 50 euro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Come tutti gli anni, questo è un periodo particolarmente interessante per risparmiare sui vostri regali di Natale o per comprare qualcosa che volevate da tempo risparmiando un po&apos;.</p><p>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte" target="_blank">Black Friday</a> 2020 ce lo siamo ormai lasciati alle spalle, ma prima di riporre le carte di credito nella fondina, c&apos;è un ultimo appuntamento con i saldi prima del prossimo Natale.</p><p>Il Cyber Monday è qui! E se volete approfittare ancora di qualche offerta per ultimare la lista dei regali senza spendere un capitale, ecco a voi le migliori offerte a meno di 50 euro.</p><ul><li>Tutte le offerte del <a href="https://global.techradar.com/it-it/cyber-monday/cyber-monday-italia">Cyber Monday</a> 2020</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/cyber-monday-e-questo-il-momento-migliore-per-comprare-una-ps4">Cyber Monday, è questo il momento migliore per comprare una PS4?</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-e-cyber-monday-guida-alle-migliori-fotocamere-in-offerta">Black Friday e Cyber Monday: guida alle migliori fotocamere in offerta</a></li></ul><div class="product"><a data-dimension112="9d634064-5cd2-42c7-ad00-e3d331ae96be" data-action="Deal Block" data-label="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a" data-dimension48="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a" href="https://www.amazon.it/dp/B00A0VCJPI" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:991px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:151.36%;"><img id="qHYYmBGUjc2z9fE2xTpX4E" name="61ChXvEddsL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qHYYmBGUjc2z9fE2xTpX4E-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="991" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B00A0VCJPI" target="_blank" data-dimension112="9d634064-5cd2-42c7-ad00-e3d331ae96be" data-action="Deal Block" data-label="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a" data-dimension48="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a"><strong>TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a </strong><del><strong>€19,90</strong></del><strong> €14,62</strong></a></p><p>Ripetitore Wireless, Wi-fi Extender e Access Point per ampliare la portate della vostra rete domestica. Dotato di una porta LAN e con una velocità Single Band di 300 Mbps, questo dispositivo è compatibile con tutti i modem router Wi-Fi in commercio.<strong><br></strong><a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B00A0VCJPI" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="9d634064-5cd2-42c7-ad00-e3d331ae96be" data-action="Deal Block" data-label="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a" data-dimension48="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="bfff21c7-27ce-4c11-8bf9-02b2414d2ddd" data-action="Deal Block" data-label="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a" data-dimension48="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a" href="https://www.amazon.it/dp/B07MGSW2GQ" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:948px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:98.21%;"><img id="cKURrcZcJZiPDnjk7cQRwm" name="51ZO0rI+bfL._AC_SL1000_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cKURrcZcJZiPDnjk7cQRwm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="948" height="931" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07MGSW2GQ" target="_blank" data-dimension112="bfff21c7-27ce-4c11-8bf9-02b2414d2ddd" data-action="Deal Block" data-label="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a" data-dimension48="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a"><strong>HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a </strong><del><strong>€29,90</strong></del><strong> €15,73</strong></a></p><p>Prodotto Amazon's Choice che sta riscuotendo parecchi consensi fra gli utenti. Comodi da indossare, ideali per chi fa sport, questi auricolari oggi sono venduti praticamente a metà prezzo. Una simpatica idea regalo senza necessariamente spendere un capitale.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07MGSW2GQ" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bfff21c7-27ce-4c11-8bf9-02b2414d2ddd" data-action="Deal Block" data-label="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a" data-dimension48="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="048a27b5-e491-4f25-91d2-07fd200e74b1" data-action="Deal Block" data-label="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a" data-dimension48="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a" href="https://www.amazon.it/dp/B07R9ZNPTH" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:466px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:210.73%;"><img id="TcSEe5YvHgujWyfs6f9rtX" name="51Qx03FEAcL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TcSEe5YvHgujWyfs6f9rtX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="466" height="982" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07R9ZNPTH" target="_blank" data-dimension112="048a27b5-e491-4f25-91d2-07fd200e74b1" data-action="Deal Block" data-label="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a" data-dimension48="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a"><strong>Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a </strong><del><strong>€69</strong></del><strong> €43</strong></a></p><p>Un mouse da gaming con sensore ottico 5G da 16.000 DPI, rotella con resistenza personalizzabile ed effetti RGB. E i tasti sono meccanici. Una bella idea regalo a un prezzo conveniente.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07R9ZNPTH" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="048a27b5-e491-4f25-91d2-07fd200e74b1" data-action="Deal Block" data-label="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a" data-dimension48="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="62fc1ff0-3322-40ee-9c33-8d3b3674c29d" data-action="Deal Block" data-label="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16" data-dimension48="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16" href="https://www.amazon.it/dp/B07XFF6CLZ" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:841px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:178.36%;"><img id="2973g6ZUH3ZJwZxSugXs95" name="71rQ1tq+7xL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2973g6ZUH3ZJwZxSugXs95-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="841" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07XFF6CLZ" target="_blank" data-dimension112="62fc1ff0-3322-40ee-9c33-8d3b3674c29d" data-action="Deal Block" data-label="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16" data-dimension48="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16"><strong>Cover per iPhone 11 Pro Max a €16</strong></a></p><p>Cover in TPU +PC rosa per l'iPhone 11 Pro Max. Un design studiato appositamente per proteggere il vostro smartphone, dalla colorazione vivace e che esalta la tonalità dell'iPhone 11 Pro Max.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07XFF6CLZ" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="62fc1ff0-3322-40ee-9c33-8d3b3674c29d" data-action="Deal Block" data-label="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16" data-dimension48="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="4d8a010f-6430-43d8-8479-1961190a4fab" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a" data-dimension48="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a" href="https://www.amazon.it/dp/B08CNNC9DG" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:88.20%;"><img id="CaRd4SS4ybqUcj26QvsjJQ" name="61JzC-6zghL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CaRd4SS4ybqUcj26QvsjJQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="1323" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B08CNNC9DG" target="_blank" data-dimension112="4d8a010f-6430-43d8-8479-1961190a4fab" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a" data-dimension48="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a"><strong>Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a </strong><del><strong>€89</strong></del><strong> €42</strong></a></p><p>Cuffie in ear con protezione IPX4 dagli schizzi, tecnologia true wireless e custodia di ricarica USB-C. Le batterie vantano una durata di 5 ore + 15 grazie alla custodia. Un'ottima idea regalo o per sostituire le vostre vecchie cuffie.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B08CNNC9DG" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="4d8a010f-6430-43d8-8479-1961190a4fab" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a" data-dimension48="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="750627fb-ce63-412a-8dcc-3ec1b0355bc7" data-action="Deal Block" data-label="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€" data-dimension48="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€" href="https://www.amazon.it/dp/B07X2YKG83" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1426px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.77%;"><img id="gmPEjX8seei99EUbB4AhsV" name="61z2U6l0rpL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gmPEjX8seei99EUbB4AhsV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1426" height="1052" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07X2YKG83" target="_blank" data-dimension112="750627fb-ce63-412a-8dcc-3ec1b0355bc7" data-action="Deal Block" data-label="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€" data-dimension48="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€"><strong>Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€</strong></a></p><p>Un power bank, si sa, è molto utile per chi è spesso fuori casa e necessita di ricaricare regolarmente lo smartphone. Questo è molto leggero, poco ingombrante e si distingue per la grafica a tema Harry Potter, perfetto quindi per tutti i fan del famoso mago con gli occhiali. Supporta la ricarica fino a un massimo di due dispositivi contemporaneamente. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07X2YKG83" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="750627fb-ce63-412a-8dcc-3ec1b0355bc7" data-action="Deal Block" data-label="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€" data-dimension48="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="095d173d-b7b8-4c59-862b-2336172dff4c" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Dot 4" data-dimension48="Amazon Echo Dot 4" href="https://www.amazon.it/nuovo-echo-dot-4a-generazione-altoparlante-intelligente-con-alexa-antracite/dp/B084DWG2VQ" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:678px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="zCYGb9sBcQcFYvBANmeUQX" name="Amazon Echo Dot 4th gen.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zCYGb9sBcQcFYvBANmeUQX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="678" height="678" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/nuovo-echo-dot-4a-generazione-altoparlante-intelligente-con-alexa-antracite/dp/B084DWG2VQ" target="_blank" data-dimension112="095d173d-b7b8-4c59-862b-2336172dff4c" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Dot 4" data-dimension48="Amazon Echo Dot 4"><strong>Amazon Echo Dot 4 </strong><del><strong>€59,99</strong></del><strong> €29,99</strong></a></p><p>Il nuovo Amazon Echo Dot 4 è bello da vedere, ha un'eccellente qualità audio e permette di avere Alexa praticamente ovunque. Ma costa più di Echo Dot 3, rispetto a cui ci sono poche novità. Con questa offerta però Echo Dot 4 vale la pena. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/nuovo-echo-dot-4a-generazione-altoparlante-intelligente-con-alexa-antracite/dp/B084DWG2VQ" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="095d173d-b7b8-4c59-862b-2336172dff4c" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Dot 4" data-dimension48="Amazon Echo Dot 4">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="495690db-05d9-4687-bf2a-27dfbd9a5298" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Show 5 a €44,99" data-dimension48="Amazon Echo Show 5 a €44,99" href="https://www.amazon.it/amazon-echo-show-5-schermo-compatto-e-intelligente-con-alexa/dp/B07KD6624B" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="CJDmb7EvE8Tjkdj7d5q9mG" name="Amazon Echo Show 5.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CJDmb7EvE8Tjkdj7d5q9mG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="600" height="600" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/amazon-echo-show-5-schermo-compatto-e-intelligente-con-alexa/dp/B07KD6624B" target="_blank" data-dimension112="495690db-05d9-4687-bf2a-27dfbd9a5298" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Show 5 a €44,99" data-dimension48="Amazon Echo Show 5 a €44,99"><strong>Amazon Echo Show 5 a €44,99</strong></a></p><p>Questo smart speaker supporta l'assistente vocale Alexa e presenta un display intelligente da 5.5", perfetto per le videochiamate e per guardare film, serie TV e notiziari, ovunque siate in casa vostra e qualunque attività stiate svolgendo in parallelo. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/amazon-echo-show-5-schermo-compatto-e-intelligente-con-alexa/dp/B07KD6624B" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="495690db-05d9-4687-bf2a-27dfbd9a5298" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Show 5 a €44,99" data-dimension48="Amazon Echo Show 5 a €44,99">View Deal</a></p></div><div class="product star-deal"><a data-dimension112="5ca23e34-181e-4d54-b1be-e234689e5681" data-action="Star Deal Block" data-label="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99" data-dimension48="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99" href="https://www.amazon.it/Razer-Virtual-Surround-Compatibilit%C3%A0-Multipiattaforma/dp/B07RMBB4HM" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:956px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:147.49%;"><img id="9j6cVVfx6CpS2x6Jujp33j" name="c.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9j6cVVfx6CpS2x6Jujp33j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="956" height="1410" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><div><span class="product__star-deal-label">ESAURITO</span><p><a href="https://www.amazon.it/Razer-Virtual-Surround-Compatibilit%C3%A0-Multipiattaforma/dp/B07RMBB4HM" target="_blank" data-dimension112="5ca23e34-181e-4d54-b1be-e234689e5681" data-action="Star Deal Block" data-label="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99" data-dimension48="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99"><del><strong>Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99</strong></del></a></p><p>Le cuffie di Kraken offrono il surround virtuale in un modello leggero, dall'estetica non eccessiva e dal peso limitato. E ora costano anche poco. Essendo compatibili con tutte le piattaforme di gioco è davvero difficile poter chiedere di più, a questo prezzo.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Razer-Virtual-Surround-Compatibilit%C3%A0-Multipiattaforma/dp/B07RMBB4HM" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="5ca23e34-181e-4d54-b1be-e234689e5681" data-action="Star Deal Block" data-label="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99" data-dimension48="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99">View Deal</a></p></div></div><div class="product"><a data-dimension112="5f4d0832-3f85-42ff-988c-838448782ef6" data-action="Deal Block" data-label="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35" data-dimension48="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35" href="https://www.amazon.it/dp/B07W5JKFQC" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1342px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:103.87%;"><img id="TwdJQWq4fBQWnFZdeFQ5ST" name="61UxfXTUyvL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TwdJQWq4fBQWnFZdeFQ5ST-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1342" height="1394" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07W5JKFQC" target="_blank" data-dimension112="5f4d0832-3f85-42ff-988c-838448782ef6" data-action="Deal Block" data-label="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35" data-dimension48="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35"><strong>Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35</strong></a></p><p>Un mouse bello da vedere e comodo da usare, con sensore da 8000 dpi. Ideale per il gaming, grazie ai pulsanti programmabili e al peso ridotto. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07W5JKFQC" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="5f4d0832-3f85-42ff-988c-838448782ef6" data-action="Deal Block" data-label="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35" data-dimension48="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="811707c6-dc12-4362-acc3-1836635aa740" data-action="Deal Block" data-label="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98" data-dimension48="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98" href="https://www.amazon.it/Trust-Tastiera-Gaming-Illuminata-Italiano/dp/B077GWN8RS/" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:48.93%;"><img id="e9UwaUniAcPmjcc6DfUJu4" name="71qI-ciyV8L._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/e9UwaUniAcPmjcc6DfUJu4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="734" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/Trust-Tastiera-Gaming-Illuminata-Italiano/dp/B077GWN8RS/" target="_blank" data-dimension112="811707c6-dc12-4362-acc3-1836635aa740" data-action="Deal Block" data-label="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98" data-dimension48="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98"><strong>Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98</strong></a></p><p>Trust GXT 830-RW Avonn è una tastiera da gaming con layout integrale, dotata di 12 tasti multimediali e illuminazione RGB completamente personalizzabile. In questi giorni potete acquistarla a metà prezzo su Amazon.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Trust-Tastiera-Gaming-Illuminata-Italiano/dp/B077GWN8RS/" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="811707c6-dc12-4362-acc3-1836635aa740" data-action="Deal Block" data-label="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98" data-dimension48="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="becf0727-538d-4025-a421-0522f68bc32c" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie Trust Gaming GXT 488 PlayStation a €46,99" data-dimension48="Cuffie Trust Gaming GXT 488 PlayStation a €46,99" href="https://www.amazon.it/Trust-Gaming-PlayStation-Ripiegabile-Regolabile/dp/B084X9L2Q4" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:828px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:120.77%;"><img id="tXsVWerf9B3Ku3VJcmnHU9" name="61wreu7tObL._AC_SL1000_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tXsVWerf9B3Ku3VJcmnHU9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="828" height="1000" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/Trust-Gaming-PlayStation-Ripiegabile-Regolabile/dp/B084X9L2Q4" target="_blank" data-dimension112="becf0727-538d-4025-a421-0522f68bc32c" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie Trust Gaming GXT 488 PlayStation a €46,99" data-dimension48="Cuffie Trust Gaming GXT 488 PlayStation a €46,99"><strong>Cuffie Trust Gaming GXT 488 PlayStation a €46,99</strong></a></p><p>Cuffie gaming attive Trust GTX 488 con licenza ufficiale PlayStation 4. Dotate di telecomando integrato per escludere il microfono, jack da 3,5mm e cavo a treccia in nylon da 1,2m.</p><p><br><a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Trust-Gaming-PlayStation-Ripiegabile-Regolabile/dp/B084X9L2Q4" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="becf0727-538d-4025-a421-0522f68bc32c" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie Trust Gaming GXT 488 PlayStation a €46,99" data-dimension48="Cuffie Trust Gaming GXT 488 PlayStation a €46,99">View Deal</a></p></div><div class="product star-deal"><a data-dimension112="ab740fbd-faaf-4a2f-a9be-76eda9aa155a" data-action="Star Deal Block" data-label="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99" data-dimension48="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99" href="https://www.amazon.it/Electronic-Arts-Fifa-21-Xbox/dp/B08B9Z6573" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:124.58%;"><img id="VVgALgVy5MBWMNZZXuV6CL" name="FIFA 21.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VVgALgVy5MBWMNZZXuV6CL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1204" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><div><span class="product__star-deal-label">Prezzo al minimo storico!</span><p><a href="https://www.amazon.it/Electronic-Arts-Fifa-21-Xbox/dp/B08B9Z6573" target="_blank" data-dimension112="ab740fbd-faaf-4a2f-a9be-76eda9aa155a" data-action="Star Deal Block" data-label="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99" data-dimension48="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99"><strong>FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99</strong></a></p><p>Il gioco più amato dagli italiani torna nella sua nuova edizione, con nuove strategia e squadre aggiornate. Oltre dieci euro di sconto per chi vuole comprarlo ora e riceverlo con spedizione immediata. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Electronic-Arts-Fifa-21-Xbox/dp/B08B9Z6573" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ab740fbd-faaf-4a2f-a9be-76eda9aa155a" data-action="Star Deal Block" data-label="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99" data-dimension48="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99">View Deal</a></p></div></div><div class="product"><a data-dimension112="ce3318d8-f5e4-4cc1-80ae-9dd09582be21" data-action="Deal Block" data-label="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35" data-dimension48="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35" href="https://www.amazon.it/HyperX-Stinger-HX-HSCS-BK-EM-Cuffie/dp/B01LRX2DSA" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1290px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:92.71%;"><img id="FJ8uzXFB4nkF4jP5hTKA2i" name="a.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FJ8uzXFB4nkF4jP5hTKA2i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1290" height="1196" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/HyperX-Stinger-HX-HSCS-BK-EM-Cuffie/dp/B01LRX2DSA" target="_blank" data-dimension112="ce3318d8-f5e4-4cc1-80ae-9dd09582be21" data-action="Deal Block" data-label="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35" data-dimension48="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35"><strong>HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35</strong></a></p><p>Se siete appassionati di gaming conoscerete sicuramente il marchio HyperX, famoso per le sue memorie Fury. Oggi l'azienda propone le cuffie Cloud Stinger a un prezzo davvero basso. A questa cifra non possiamo che consigliarle.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/HyperX-Stinger-HX-HSCS-BK-EM-Cuffie/dp/B01LRX2DSA" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ce3318d8-f5e4-4cc1-80ae-9dd09582be21" data-action="Deal Block" data-label="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35" data-dimension48="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="7b5fff60-ec7e-4b45-b5e3-1fbe905606e1" data-action="Deal Block" data-label="The Witcher 3 (PS4) a €18,98" data-dimension48="The Witcher 3 (PS4) a €18,98" href="https://www.amazon.it/Witcher-III-Game-Year-PlayStation/dp/B01KJZYXW6" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1178px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:127.33%;"><img id="YMsvZQAJhfbP5DBVZxV9gP" name="91Fv66NHk1L._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" 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data-dimension112="7b5fff60-ec7e-4b45-b5e3-1fbe905606e1" data-action="Deal Block" data-label="The Witcher 3 (PS4) a €18,98" data-dimension48="The Witcher 3 (PS4) a €18,98">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="1851cc69-7462-423a-acd1-d9e1f4576ad9" data-action="Deal Block" data-label="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99" data-dimension48="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99" href="https://www.amazon.it/Fallout-76-Esclusiva-Amazon-PlayStation/dp/B07H7PCBZD" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:540px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="AyiX3iogCdMwnGJoSk6RoW" name="fp.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AyiX3iogCdMwnGJoSk6RoW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="540" height="540" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/Fallout-76-Esclusiva-Amazon-PlayStation/dp/B07H7PCBZD" target="_blank" data-dimension112="1851cc69-7462-423a-acd1-d9e1f4576ad9" data-action="Deal Block" data-label="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99" data-dimension48="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99"><strong>Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99</strong></a></p><p>Offerta imperdibile sull'edizione S.P.E.C.I.A.L di Fallout 4 per PS4 in esclusiva per Amazon<strong>.</strong> Comprende un set di tre spille della gamma di attributi S.P.E.C.I.A.L di Fallout.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Fallout-76-Esclusiva-Amazon-PlayStation/dp/B07H7PCBZD" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1851cc69-7462-423a-acd1-d9e1f4576ad9" data-action="Deal Block" data-label="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99" data-dimension48="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="1c809f2c-a732-4712-95cb-1882a2a977ca" data-action="Deal Block" data-label="Tekken 7 (Xbox) a €19,99" data-dimension48="Tekken 7 (Xbox) a €19,99" href="https://www.amazon.it/Namco-112060-Tekken-7-Xbox/dp/B01H1ZINOG" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:124.58%;"><img id="Ps2RhfAFLShLn6UKJEvVhe" name="81y6dKtS3UL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ps2RhfAFLShLn6UKJEvVhe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1204" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/Namco-112060-Tekken-7-Xbox/dp/B01H1ZINOG" target="_blank" data-dimension112="1c809f2c-a732-4712-95cb-1882a2a977ca" data-action="Deal Block" data-label="Tekken 7 (Xbox) a €19,99" data-dimension48="Tekken 7 (Xbox) a €19,99"><strong>Tekken 7 (Xbox) a €19,99</strong></a></p><p>L'ultimo capitolo di una delle saghe di picchiaduro più famose e longeve della storia dei videogames, Tekken 7 mette a disposizione oltre 30 personaggi tra cui vecchie glorie e nuovi lottatori.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Namco-112060-Tekken-7-Xbox/dp/B01H1ZINOG" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1c809f2c-a732-4712-95cb-1882a2a977ca" data-action="Deal Block" data-label="Tekken 7 (Xbox) a €19,99" data-dimension48="Tekken 7 (Xbox) a €19,99">View Deal</a></p></div> ]]></dc:content>
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                                <p>Come tutti gli anni, questo è un periodo particolarmente interessante per risparmiare sui vostri regali di Natale o per comprare qualcosa che volevate da tempo risparmiando un po&apos;.</p><p>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte" target="_blank">Black Friday</a> 2020 ce lo siamo ormai lasciati alle spalle, ma prima di riporre le carte di credito nella fondina, c&apos;è un ultimo appuntamento con i saldi prima del prossimo Natale.</p><p>Il Cyber Monday è qui! E se volete approfittare ancora di qualche offerta per ultimare la lista dei regali senza spendere un capitale, ecco a voi le migliori offerte a meno di 50 euro.</p><ul><li>Tutte le offerte del <a href="https://global.techradar.com/it-it/cyber-monday/cyber-monday-italia">Cyber Monday</a> 2020</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/cyber-monday-e-questo-il-momento-migliore-per-comprare-una-ps4">Cyber Monday, è questo il momento migliore per comprare una PS4?</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-e-cyber-monday-guida-alle-migliori-fotocamere-in-offerta">Black Friday e Cyber Monday: guida alle migliori fotocamere in offerta</a></li></ul><div class="product"><a data-dimension112="9d634064-5cd2-42c7-ad00-e3d331ae96be" data-action="Deal Block" data-label="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a" data-dimension48="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a" href="https://www.amazon.it/dp/B00A0VCJPI" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:991px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:151.36%;"><img id="qHYYmBGUjc2z9fE2xTpX4E" name="61ChXvEddsL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qHYYmBGUjc2z9fE2xTpX4E-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="991" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B00A0VCJPI" target="_blank" data-dimension112="9d634064-5cd2-42c7-ad00-e3d331ae96be" data-action="Deal Block" data-label="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a" data-dimension48="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a"><strong>TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a </strong><del><strong>€19,90</strong></del><strong> €14,62</strong></a></p><p>Ripetitore Wireless, Wi-fi Extender e Access Point per ampliare la portate della vostra rete domestica. Dotato di una porta LAN e con una velocità Single Band di 300 Mbps, questo dispositivo è compatibile con tutti i modem router Wi-Fi in commercio.<strong><br></strong><a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B00A0VCJPI" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="9d634064-5cd2-42c7-ad00-e3d331ae96be" data-action="Deal Block" data-label="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a" data-dimension48="TP-Link TL-WA850RE, ripetitore Wi-Fi a">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="bfff21c7-27ce-4c11-8bf9-02b2414d2ddd" data-action="Deal Block" data-label="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a" data-dimension48="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a" href="https://www.amazon.it/dp/B07MGSW2GQ" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:948px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:98.21%;"><img id="cKURrcZcJZiPDnjk7cQRwm" name="51ZO0rI+bfL._AC_SL1000_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cKURrcZcJZiPDnjk7cQRwm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="948" height="931" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07MGSW2GQ" target="_blank" data-dimension112="bfff21c7-27ce-4c11-8bf9-02b2414d2ddd" data-action="Deal Block" data-label="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a" data-dimension48="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a"><strong>HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a </strong><del><strong>€29,90</strong></del><strong> €15,73</strong></a></p><p>Prodotto Amazon's Choice che sta riscuotendo parecchi consensi fra gli utenti. Comodi da indossare, ideali per chi fa sport, questi auricolari oggi sono venduti praticamente a metà prezzo. Una simpatica idea regalo senza necessariamente spendere un capitale.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07MGSW2GQ" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bfff21c7-27ce-4c11-8bf9-02b2414d2ddd" data-action="Deal Block" data-label="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a" data-dimension48="HOMSCAM, auricolari Bluetooth 5.0 a">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="048a27b5-e491-4f25-91d2-07fd200e74b1" data-action="Deal Block" data-label="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a" data-dimension48="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a" href="https://www.amazon.it/dp/B07R9ZNPTH" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:466px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:210.73%;"><img id="TcSEe5YvHgujWyfs6f9rtX" name="51Qx03FEAcL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TcSEe5YvHgujWyfs6f9rtX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="466" height="982" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07R9ZNPTH" target="_blank" data-dimension112="048a27b5-e491-4f25-91d2-07fd200e74b1" data-action="Deal Block" data-label="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a" data-dimension48="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a"><strong>Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a </strong><del><strong>€69</strong></del><strong> €43</strong></a></p><p>Un mouse da gaming con sensore ottico 5G da 16.000 DPI, rotella con resistenza personalizzabile ed effetti RGB. E i tasti sono meccanici. Una bella idea regalo a un prezzo conveniente.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07R9ZNPTH" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="048a27b5-e491-4f25-91d2-07fd200e74b1" data-action="Deal Block" data-label="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a" data-dimension48="Razer Basilisk Mercury, mouse da gaming a">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="62fc1ff0-3322-40ee-9c33-8d3b3674c29d" data-action="Deal Block" data-label="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16" data-dimension48="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16" href="https://www.amazon.it/dp/B07XFF6CLZ" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:841px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:178.36%;"><img id="2973g6ZUH3ZJwZxSugXs95" name="71rQ1tq+7xL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2973g6ZUH3ZJwZxSugXs95-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="841" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07XFF6CLZ" target="_blank" data-dimension112="62fc1ff0-3322-40ee-9c33-8d3b3674c29d" data-action="Deal Block" data-label="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16" data-dimension48="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16"><strong>Cover per iPhone 11 Pro Max a €16</strong></a></p><p>Cover in TPU +PC rosa per l'iPhone 11 Pro Max. Un design studiato appositamente per proteggere il vostro smartphone, dalla colorazione vivace e che esalta la tonalità dell'iPhone 11 Pro Max.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07XFF6CLZ" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="62fc1ff0-3322-40ee-9c33-8d3b3674c29d" data-action="Deal Block" data-label="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16" data-dimension48="Cover per iPhone 11 Pro Max a €16">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="4d8a010f-6430-43d8-8479-1961190a4fab" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a" data-dimension48="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a" href="https://www.amazon.it/dp/B08CNNC9DG" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:88.20%;"><img id="CaRd4SS4ybqUcj26QvsjJQ" name="61JzC-6zghL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CaRd4SS4ybqUcj26QvsjJQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="1323" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B08CNNC9DG" target="_blank" data-dimension112="4d8a010f-6430-43d8-8479-1961190a4fab" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a" data-dimension48="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a"><strong>Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a </strong><del><strong>€89</strong></del><strong> €42</strong></a></p><p>Cuffie in ear con protezione IPX4 dagli schizzi, tecnologia true wireless e custodia di ricarica USB-C. Le batterie vantano una durata di 5 ore + 15 grazie alla custodia. Un'ottima idea regalo o per sostituire le vostre vecchie cuffie.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B08CNNC9DG" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="4d8a010f-6430-43d8-8479-1961190a4fab" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a" data-dimension48="Cuffie In Ear True Wireless Philips T3215BK/00 a">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="750627fb-ce63-412a-8dcc-3ec1b0355bc7" data-action="Deal Block" data-label="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€" data-dimension48="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€" href="https://www.amazon.it/dp/B07X2YKG83" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1426px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.77%;"><img id="gmPEjX8seei99EUbB4AhsV" name="61z2U6l0rpL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gmPEjX8seei99EUbB4AhsV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1426" height="1052" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07X2YKG83" target="_blank" data-dimension112="750627fb-ce63-412a-8dcc-3ec1b0355bc7" data-action="Deal Block" data-label="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€" data-dimension48="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€"><strong>Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€</strong></a></p><p>Un power bank, si sa, è molto utile per chi è spesso fuori casa e necessita di ricaricare regolarmente lo smartphone. Questo è molto leggero, poco ingombrante e si distingue per la grafica a tema Harry Potter, perfetto quindi per tutti i fan del famoso mago con gli occhiali. Supporta la ricarica fino a un massimo di due dispositivi contemporaneamente. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07X2YKG83" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="750627fb-ce63-412a-8dcc-3ec1b0355bc7" data-action="Deal Block" data-label="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€" data-dimension48="Power Bank Harry Potter da 6.000 mAh a 21€">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="095d173d-b7b8-4c59-862b-2336172dff4c" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Dot 4" data-dimension48="Amazon Echo Dot 4" href="https://www.amazon.it/nuovo-echo-dot-4a-generazione-altoparlante-intelligente-con-alexa-antracite/dp/B084DWG2VQ" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:678px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="zCYGb9sBcQcFYvBANmeUQX" name="Amazon Echo Dot 4th gen.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zCYGb9sBcQcFYvBANmeUQX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="678" height="678" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/nuovo-echo-dot-4a-generazione-altoparlante-intelligente-con-alexa-antracite/dp/B084DWG2VQ" target="_blank" data-dimension112="095d173d-b7b8-4c59-862b-2336172dff4c" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Dot 4" data-dimension48="Amazon Echo Dot 4"><strong>Amazon Echo Dot 4 </strong><del><strong>€59,99</strong></del><strong> €29,99</strong></a></p><p>Il nuovo Amazon Echo Dot 4 è bello da vedere, ha un'eccellente qualità audio e permette di avere Alexa praticamente ovunque. Ma costa più di Echo Dot 3, rispetto a cui ci sono poche novità. Con questa offerta però Echo Dot 4 vale la pena. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/nuovo-echo-dot-4a-generazione-altoparlante-intelligente-con-alexa-antracite/dp/B084DWG2VQ" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="095d173d-b7b8-4c59-862b-2336172dff4c" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Dot 4" data-dimension48="Amazon Echo Dot 4">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="495690db-05d9-4687-bf2a-27dfbd9a5298" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Show 5 a €44,99" data-dimension48="Amazon Echo Show 5 a €44,99" href="https://www.amazon.it/amazon-echo-show-5-schermo-compatto-e-intelligente-con-alexa/dp/B07KD6624B" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="CJDmb7EvE8Tjkdj7d5q9mG" name="Amazon Echo Show 5.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CJDmb7EvE8Tjkdj7d5q9mG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="600" height="600" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/amazon-echo-show-5-schermo-compatto-e-intelligente-con-alexa/dp/B07KD6624B" target="_blank" data-dimension112="495690db-05d9-4687-bf2a-27dfbd9a5298" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Show 5 a €44,99" data-dimension48="Amazon Echo Show 5 a €44,99"><strong>Amazon Echo Show 5 a €44,99</strong></a></p><p>Questo smart speaker supporta l'assistente vocale Alexa e presenta un display intelligente da 5.5", perfetto per le videochiamate e per guardare film, serie TV e notiziari, ovunque siate in casa vostra e qualunque attività stiate svolgendo in parallelo. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/amazon-echo-show-5-schermo-compatto-e-intelligente-con-alexa/dp/B07KD6624B" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="495690db-05d9-4687-bf2a-27dfbd9a5298" data-action="Deal Block" data-label="Amazon Echo Show 5 a €44,99" data-dimension48="Amazon Echo Show 5 a €44,99">View Deal</a></p></div><div class="product star-deal"><a data-dimension112="5ca23e34-181e-4d54-b1be-e234689e5681" data-action="Star Deal Block" data-label="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99" data-dimension48="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99" href="https://www.amazon.it/Razer-Virtual-Surround-Compatibilit%C3%A0-Multipiattaforma/dp/B07RMBB4HM" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:956px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:147.49%;"><img id="9j6cVVfx6CpS2x6Jujp33j" name="c.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9j6cVVfx6CpS2x6Jujp33j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="956" height="1410" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><div><span class="product__star-deal-label">ESAURITO</span><p><a href="https://www.amazon.it/Razer-Virtual-Surround-Compatibilit%C3%A0-Multipiattaforma/dp/B07RMBB4HM" target="_blank" data-dimension112="5ca23e34-181e-4d54-b1be-e234689e5681" data-action="Star Deal Block" data-label="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99" data-dimension48="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99"><del><strong>Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99</strong></del></a></p><p>Le cuffie di Kraken offrono il surround virtuale in un modello leggero, dall'estetica non eccessiva e dal peso limitato. E ora costano anche poco. Essendo compatibili con tutte le piattaforme di gioco è davvero difficile poter chiedere di più, a questo prezzo.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Razer-Virtual-Surround-Compatibilit%C3%A0-Multipiattaforma/dp/B07RMBB4HM" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="5ca23e34-181e-4d54-b1be-e234689e5681" data-action="Star Deal Block" data-label="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99" data-dimension48="Razer Kraken X 7.1 Virtual Surround Sound a €39,99">View Deal</a></p></div></div><div class="product"><a data-dimension112="5f4d0832-3f85-42ff-988c-838448782ef6" data-action="Deal Block" data-label="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35" data-dimension48="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35" href="https://www.amazon.it/dp/B07W5JKFQC" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1342px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:103.87%;"><img id="TwdJQWq4fBQWnFZdeFQ5ST" name="61UxfXTUyvL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TwdJQWq4fBQWnFZdeFQ5ST-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1342" height="1394" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/dp/B07W5JKFQC" target="_blank" data-dimension112="5f4d0832-3f85-42ff-988c-838448782ef6" data-action="Deal Block" data-label="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35" data-dimension48="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35"><strong>Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35</strong></a></p><p>Un mouse bello da vedere e comodo da usare, con sensore da 8000 dpi. Ideale per il gaming, grazie ai pulsanti programmabili e al peso ridotto. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/dp/B07W5JKFQC" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="5f4d0832-3f85-42ff-988c-838448782ef6" data-action="Deal Block" data-label="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35" data-dimension48="Logitech G203 LIGHTSYNC, mouse da gaming RGB a €35">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="811707c6-dc12-4362-acc3-1836635aa740" data-action="Deal Block" data-label="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98" data-dimension48="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98" href="https://www.amazon.it/Trust-Tastiera-Gaming-Illuminata-Italiano/dp/B077GWN8RS/" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:48.93%;"><img id="e9UwaUniAcPmjcc6DfUJu4" name="71qI-ciyV8L._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/e9UwaUniAcPmjcc6DfUJu4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="734" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/Trust-Tastiera-Gaming-Illuminata-Italiano/dp/B077GWN8RS/" target="_blank" data-dimension112="811707c6-dc12-4362-acc3-1836635aa740" data-action="Deal Block" data-label="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98" data-dimension48="Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98"><strong>Trust Gaming GXT 830-RW Avonn a €16,98</strong></a></p><p>Trust GXT 830-RW Avonn è una tastiera da gaming con layout integrale, dotata di 12 tasti multimediali e illuminazione RGB completamente personalizzabile. 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Dotate di telecomando integrato per escludere il microfono, jack da 3,5mm e cavo a treccia in nylon da 1,2m.</p><p><br><a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Trust-Gaming-PlayStation-Ripiegabile-Regolabile/dp/B084X9L2Q4" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="becf0727-538d-4025-a421-0522f68bc32c" data-action="Deal Block" data-label="Cuffie Trust Gaming GXT 488 PlayStation a €46,99" data-dimension48="Cuffie Trust Gaming GXT 488 PlayStation a €46,99">View Deal</a></p></div><div class="product star-deal"><a data-dimension112="ab740fbd-faaf-4a2f-a9be-76eda9aa155a" data-action="Star Deal Block" data-label="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99" data-dimension48="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99" href="https://www.amazon.it/Electronic-Arts-Fifa-21-Xbox/dp/B08B9Z6573" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:124.58%;"><img id="VVgALgVy5MBWMNZZXuV6CL" name="FIFA 21.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VVgALgVy5MBWMNZZXuV6CL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1204" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><div><span class="product__star-deal-label">Prezzo al minimo storico!</span><p><a href="https://www.amazon.it/Electronic-Arts-Fifa-21-Xbox/dp/B08B9Z6573" target="_blank" data-dimension112="ab740fbd-faaf-4a2f-a9be-76eda9aa155a" data-action="Star Deal Block" data-label="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99" data-dimension48="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99"><strong>FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99</strong></a></p><p>Il gioco più amato dagli italiani torna nella sua nuova edizione, con nuove strategia e squadre aggiornate. Oltre dieci euro di sconto per chi vuole comprarlo ora e riceverlo con spedizione immediata. <a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Electronic-Arts-Fifa-21-Xbox/dp/B08B9Z6573" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ab740fbd-faaf-4a2f-a9be-76eda9aa155a" data-action="Star Deal Block" data-label="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99" data-dimension48="FIFA 21 - PlayStation 4 e Xbox One €39,99">View Deal</a></p></div></div><div class="product"><a data-dimension112="ce3318d8-f5e4-4cc1-80ae-9dd09582be21" data-action="Deal Block" data-label="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35" data-dimension48="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35" href="https://www.amazon.it/HyperX-Stinger-HX-HSCS-BK-EM-Cuffie/dp/B01LRX2DSA" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1290px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:92.71%;"><img id="FJ8uzXFB4nkF4jP5hTKA2i" name="a.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FJ8uzXFB4nkF4jP5hTKA2i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1290" height="1196" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/HyperX-Stinger-HX-HSCS-BK-EM-Cuffie/dp/B01LRX2DSA" target="_blank" data-dimension112="ce3318d8-f5e4-4cc1-80ae-9dd09582be21" data-action="Deal Block" data-label="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35" data-dimension48="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35"><strong>HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35</strong></a></p><p>Se siete appassionati di gaming conoscerete sicuramente il marchio HyperX, famoso per le sue memorie Fury. Oggi l'azienda propone le cuffie Cloud Stinger a un prezzo davvero basso. A questa cifra non possiamo che consigliarle.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/HyperX-Stinger-HX-HSCS-BK-EM-Cuffie/dp/B01LRX2DSA" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ce3318d8-f5e4-4cc1-80ae-9dd09582be21" data-action="Deal Block" data-label="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35" data-dimension48="HyperX HX-HSCS-BK Cloud Stinger a €35">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="7b5fff60-ec7e-4b45-b5e3-1fbe905606e1" data-action="Deal Block" data-label="The Witcher 3 (PS4) a €18,98" data-dimension48="The Witcher 3 (PS4) a €18,98" href="https://www.amazon.it/Witcher-III-Game-Year-PlayStation/dp/B01KJZYXW6" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1178px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:127.33%;"><img id="YMsvZQAJhfbP5DBVZxV9gP" name="91Fv66NHk1L._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YMsvZQAJhfbP5DBVZxV9gP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1178" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/Witcher-III-Game-Year-PlayStation/dp/B01KJZYXW6" target="_blank" data-dimension112="7b5fff60-ec7e-4b45-b5e3-1fbe905606e1" data-action="Deal Block" data-label="The Witcher 3 (PS4) a €18,98" data-dimension48="The Witcher 3 (PS4) a €18,98"><strong>The Witcher 3 (PS4) a €18,98</strong></a></p><p>Pluripremiato titolo di CD Project Red, questa edizione PS4 del celebre capolavoro open world include le espansioni Hearts of Stone e Blood & Wine, che offrono ben 50 ore di narrativa aggiuntiva, oltre a nuove caratteristiche e aree che aumentano il mondo da esplorare di un terzo<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Witcher-III-Game-Year-PlayStation/dp/B01KJZYXW6" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="7b5fff60-ec7e-4b45-b5e3-1fbe905606e1" data-action="Deal Block" data-label="The Witcher 3 (PS4) a €18,98" data-dimension48="The Witcher 3 (PS4) a €18,98">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="1851cc69-7462-423a-acd1-d9e1f4576ad9" data-action="Deal Block" data-label="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99" data-dimension48="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99" href="https://www.amazon.it/Fallout-76-Esclusiva-Amazon-PlayStation/dp/B07H7PCBZD" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:540px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="AyiX3iogCdMwnGJoSk6RoW" name="fp.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AyiX3iogCdMwnGJoSk6RoW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="540" height="540" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/Fallout-76-Esclusiva-Amazon-PlayStation/dp/B07H7PCBZD" target="_blank" data-dimension112="1851cc69-7462-423a-acd1-d9e1f4576ad9" data-action="Deal Block" data-label="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99" data-dimension48="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99"><strong>Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99</strong></a></p><p>Offerta imperdibile sull'edizione S.P.E.C.I.A.L di Fallout 4 per PS4 in esclusiva per Amazon<strong>.</strong> Comprende un set di tre spille della gamma di attributi S.P.E.C.I.A.L di Fallout.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Fallout-76-Esclusiva-Amazon-PlayStation/dp/B07H7PCBZD" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1851cc69-7462-423a-acd1-d9e1f4576ad9" data-action="Deal Block" data-label="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99" data-dimension48="Fallout 4 Special Edition (PS4) a €7,99">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="1c809f2c-a732-4712-95cb-1882a2a977ca" data-action="Deal Block" data-label="Tekken 7 (Xbox) a €19,99" data-dimension48="Tekken 7 (Xbox) a €19,99" href="https://www.amazon.it/Namco-112060-Tekken-7-Xbox/dp/B01H1ZINOG" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:124.58%;"><img id="Ps2RhfAFLShLn6UKJEvVhe" name="81y6dKtS3UL._AC_SL1500_.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ps2RhfAFLShLn6UKJEvVhe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1204" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://www.amazon.it/Namco-112060-Tekken-7-Xbox/dp/B01H1ZINOG" target="_blank" data-dimension112="1c809f2c-a732-4712-95cb-1882a2a977ca" data-action="Deal Block" data-label="Tekken 7 (Xbox) a €19,99" data-dimension48="Tekken 7 (Xbox) a €19,99"><strong>Tekken 7 (Xbox) a €19,99</strong></a></p><p>L'ultimo capitolo di una delle saghe di picchiaduro più famose e longeve della storia dei videogames, Tekken 7 mette a disposizione oltre 30 personaggi tra cui vecchie glorie e nuovi lottatori.<a class="view-deal button" href="https://www.amazon.it/Namco-112060-Tekken-7-Xbox/dp/B01H1ZINOG" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1c809f2c-a732-4712-95cb-1882a2a977ca" data-action="Deal Block" data-label="Tekken 7 (Xbox) a €19,99" data-dimension48="Tekken 7 (Xbox) a €19,99">View Deal</a></p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Ransomware, il crimine informatico ha fatto una vittima ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>In Germania una paziente ospedaliera è deceduta perché nell&apos;ospedale di Dusseldorf non hanno potuto darle supporto a causa di un ransomware che aveva colpito i sistemi informatici. La donna è stata inviata a una struttura più lontana, ma il tempo non è bastato.</p><p>È il drammatico apice di una tendenza che vediamo ormai da molti anni: gli ospedali sono tra i bersagli preferiti dai criminali informatici, da una parte perché nella maggior parte dei casi le loro difese informatiche sono un disastro. E dall&apos;altra perché spesso finiscono per pagare il riscatto (<em>ransom</em>) proprio per riprendere le attività in fretta. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">I migliori antivirus</a> del 2020</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">Le migliori VPN del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-gratuite" target="_blank">Le migliori VPN gratuite del 2020</a></li></ul><p>Il ransomware, infatti, è quel tipo di malware che blocca i dati con un sistema crittografico. Chi vuole riprenderne il controllo può pagare un riscatto per avere la password. In genere si può recuperare il proprio sistema anche in altri modi, ma ci vuole più tempo. E gli ospedali, con pazienti e urgenze da gestire, non hanno tempo.</p><p>Ed è proprio su questo aspetto che puntano i criminali informatici: negli ultimi anni ospedali grandi e piccoli, in tutto il mondo, sono diventati il loro bersaglio preferito.</p><p>Secondo le fonti tedesche, l&apos;infezione aveva colpito l&apos;ospedale universitario di Dusseldorf circa 24 prima dei fatti: il ransomware ha crittografato una trentina di server, e come di consueto poco dopo è arrivata la richiesta di riscatto.</p><p>La polizia successivamente ha contattato i criminali, spiegando loro che invece dell&apos;università hanno colpito una struttura ospedaliera, con emergenze da gestire. In risposta l&apos;attacco è stato interrotto e la password è stata fornita gratuitamente. Dopodiché se ne sono perse le tracce, almeno finora.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli attacchi ransomware bloccano i sistemi, e quando si tratta di un ospedale i rischi sono molto seri ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">wyNBcT9Nxc8hUaWFdYUbxA</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Ransomware]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Ransomware]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Ransomware]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>In Germania una paziente ospedaliera è deceduta perché nell&apos;ospedale di Dusseldorf non hanno potuto darle supporto a causa di un ransomware che aveva colpito i sistemi informatici. La donna è stata inviata a una struttura più lontana, ma il tempo non è bastato.</p><p>È il drammatico apice di una tendenza che vediamo ormai da molti anni: gli ospedali sono tra i bersagli preferiti dai criminali informatici, da una parte perché nella maggior parte dei casi le loro difese informatiche sono un disastro. E dall&apos;altra perché spesso finiscono per pagare il riscatto (<em>ransom</em>) proprio per riprendere le attività in fretta. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">I migliori antivirus</a> del 2020</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">Le migliori VPN del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-gratuite" target="_blank">Le migliori VPN gratuite del 2020</a></li></ul><p>Il ransomware, infatti, è quel tipo di malware che blocca i dati con un sistema crittografico. Chi vuole riprenderne il controllo può pagare un riscatto per avere la password. In genere si può recuperare il proprio sistema anche in altri modi, ma ci vuole più tempo. E gli ospedali, con pazienti e urgenze da gestire, non hanno tempo.</p><p>Ed è proprio su questo aspetto che puntano i criminali informatici: negli ultimi anni ospedali grandi e piccoli, in tutto il mondo, sono diventati il loro bersaglio preferito.</p><p>Secondo le fonti tedesche, l&apos;infezione aveva colpito l&apos;ospedale universitario di Dusseldorf circa 24 prima dei fatti: il ransomware ha crittografato una trentina di server, e come di consueto poco dopo è arrivata la richiesta di riscatto.</p><p>La polizia successivamente ha contattato i criminali, spiegando loro che invece dell&apos;università hanno colpito una struttura ospedaliera, con emergenze da gestire. In risposta l&apos;attacco è stato interrotto e la password è stata fornita gratuitamente. Dopodiché se ne sono perse le tracce, almeno finora.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Immuni, attenzione alle mail relative all’app di tracciamento dei contatti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Immuni, l’app scelta per il tracciamento dei contatti in Italia, sarà disponibile a partire da oggi per alcune regioni tra cui Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia. Tuttavia, bisogna fare attenzione a come e dove scaricare l’applicazione, dal momento che sta circolando una mail che invita a  scaricare un file chiamato Immuni, ma che in realtà è un virus.</p><p>Come riporta <a href="https://www.lastampa.it/politica/2020/06/01/news/oggi-al-via-la-app-immuni-in-quattro-regioni-1.38914603" target="_blank"><u>LaStampa</u></a>, Agid-Cert (una struttura governativa che si occupa di cybersicurezza) ha segnalato l’esistenza di un virus chiamato <em>FuckUnicorn</em>, che invita a cliccare su un link che porta a un sito che emula quello della federazione ordini dei farmacisti italiani (Fofi) e successivamente permette di scaricare un file chiamato Immuni. </p><p>FuckUnicorn non ha nulla a che fare con l&apos;app immuni ed è in realtà un ransomware, ovvero un virus di tipo malware che infetta il dispositivo sul quale viene scaricato limitandone l’accesso ai file e richiedendo un riscatto per recuperare i propri dati</p><p>Invitiamo quindi i nostri lettori a fare molta attenzione. Qualora riceviate mail sospette, non scaricate nessuna applicazione che si spaccia per Immuni, dal momento che quella ufficiale sarà disponibile su Play Store e App Store, rispettivamente per Android e iOS. </p><p>Inoltre, ricordiamo che l’app userà chiavi univoche generate in modo casuale e la crittografia Bluetooth renderà difficile risalire all’identità delle persone. Immuni invierà una notifica qualora siate entrati in contatto con un individuo risultato positivo al Covid-19, ma non fornirà ulteriori informazioni in merito alla sua identità. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-rimanere-produttivi-quando-si-lavora-da-remoto"><u>Come rimanere produttivi anche in smart working</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>Smart working, cos’è, come funziona e a cosa serve</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-7-modi-per-lavorare-da-casa-in-sicurezza"><u>Smart working, 7 modi per lavorare in sicurezza da casa</u></a> </li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/immuni-attenzione-alle-mail-relative-allapp-di-tracciamento-dei-contatti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Alcuni malintenzionati stanno sfruttando il nome Immuni per far circolare dei ransomware ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">erLBmRCrNqqEaxPpCpgGSV</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Dario De Vita ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Immuni, l’app scelta per il tracciamento dei contatti in Italia, sarà disponibile a partire da oggi per alcune regioni tra cui Liguria, Marche, Abruzzo e Puglia. Tuttavia, bisogna fare attenzione a come e dove scaricare l’applicazione, dal momento che sta circolando una mail che invita a  scaricare un file chiamato Immuni, ma che in realtà è un virus.</p><p>Come riporta <a href="https://www.lastampa.it/politica/2020/06/01/news/oggi-al-via-la-app-immuni-in-quattro-regioni-1.38914603" target="_blank"><u>LaStampa</u></a>, Agid-Cert (una struttura governativa che si occupa di cybersicurezza) ha segnalato l’esistenza di un virus chiamato <em>FuckUnicorn</em>, che invita a cliccare su un link che porta a un sito che emula quello della federazione ordini dei farmacisti italiani (Fofi) e successivamente permette di scaricare un file chiamato Immuni. </p><p>FuckUnicorn non ha nulla a che fare con l&apos;app immuni ed è in realtà un ransomware, ovvero un virus di tipo malware che infetta il dispositivo sul quale viene scaricato limitandone l’accesso ai file e richiedendo un riscatto per recuperare i propri dati</p><p>Invitiamo quindi i nostri lettori a fare molta attenzione. Qualora riceviate mail sospette, non scaricate nessuna applicazione che si spaccia per Immuni, dal momento che quella ufficiale sarà disponibile su Play Store e App Store, rispettivamente per Android e iOS. </p><p>Inoltre, ricordiamo che l’app userà chiavi univoche generate in modo casuale e la crittografia Bluetooth renderà difficile risalire all’identità delle persone. Immuni invierà una notifica qualora siate entrati in contatto con un individuo risultato positivo al Covid-19, ma non fornirà ulteriori informazioni in merito alla sua identità. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-rimanere-produttivi-quando-si-lavora-da-remoto"><u>Come rimanere produttivi anche in smart working</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>Smart working, cos’è, come funziona e a cosa serve</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-7-modi-per-lavorare-da-casa-in-sicurezza"><u>Smart working, 7 modi per lavorare in sicurezza da casa</u></a> </li></ul>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Rubati i dati di più di 20 milioni di persone... ma non si sa da dove arrivino ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un elenco di oltre 100 milioni di righe riguardante oltre venti milioni di persone. Questo è ciò che contiene il data breach “db8151dd”: ben 90 GB di informazioni personali rubate tra username, password e informazioni correlate. Tutte le informazioni sono disponibili online ma, a differenza del solito, questa volta non se ne conosce l’origine.</p><p>Ne ha parlato oggi sul <a href="https://www.troyhunt.com/the-unattributable-db8151dd-data-breach/"><u>suo blog</u></a> Troy Hunt, ethical hacker, fondatore e gestore di <a href="https://haveibeenpwned.com/"><u>Have i been pwned</u></a>. Nonostante l’esperienza sul tema e le capacità di Troy Hunt, le sue stesse informazioni sono state oggetto di furto e rese disponibili in questo file.</p><p>Nel post sul blog viene sottolineato che sono state rese pubbliche alcune sue informazioni particolarmente riservate, tra cui il numero di telefono, che è sempre stato attento a proteggere per mantenerlo il più riservato possibile.</p><p>Immediatamente accanto alle sue informazioni, Hunt ha trovato dati di alcune persone con cui ha interagito in passato. Proseguendo nelle righe successive ha anche individuato informazioni relative ad alcuni appuntamenti , o dei promemoria relativi a impegni futuri, come se queste informazioni arrivassero direttamente da agende personali.</p><p>Le ricerche sull’origine del file si concludono in un nulla di fatto:  Hunt suppone che moltissime di queste informazioni arrivino direttamente da un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-crm-del-2020-come-ottimizzare-la-gestione-delle-relazioni-con-i-clienti"><u>CRM</u></a>, ma anche confrontandosi con colleghi e giornalisti (alcuni dei quali presenti nel file) non è riuscito a risalirvi con certezza.</p><p>Hunt ha caricato su <a href="https://haveibeenpwned.com/"><u>Have i been pwned</u></a> gli oltre venti milioni di indirizzi mail reperibili in quel file: per assicurarvi di non aver subito furti di dati sensibili basterà inserire la vostra mail su quel sito, verrà cercata nell’enorme archivio contenente le informazioni che sono state oggetto di furto o data breach scoperte a oggi e vi informerà se e dove sono presenti le vostre informazioni personali (senza dirvi quali: il database contiene solo gli indirizzi email, Have I been pwned non tiene traccia di nient’altro). Nel caso siate stati oggetto di furto di informazioni, una delle prevenzioni migliori è cambiare le vostre password, possibilmente scegliendone una diversa per ogni vostro account online.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/controllo-remoto-e-backup-ecco-dove-investire-per-rispondere-a-covid-19"><u>Controllo remoto e backup, ecco dove investire per rispondere a covid 19</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/qwertycard-cosa-sono-e-come-funzionano"><u>Password sicure, Qwertycards è un sistema geniale, tascabile ed economico</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>I migliori antivirus del 2020</u></a></li></ul><p><em><strong>Fonte: </strong></em><a href="https://www.troyhunt.com/the-unattributable-db8151dd-data-breach/"><em>https://www.troyhunt.com/the-unattributable-db8151dd-data-breach/</em></a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/rubati-i-dati-di-piu-di-20-milioni-di-persone-ma-non-si-sa-da-dove-arrivino</link>
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                            <![CDATA[ Con oltre venti milioni di indirizzi mail e altre informazioni, il data breach db8151dd mette in pericolo la nostra sicurezza. L'origine rimane sconosciuta. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">n8JDa59MaHvoV7CU9TWi8c</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Francesco Secoli ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Data Breach]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Un elenco di oltre 100 milioni di righe riguardante oltre venti milioni di persone. Questo è ciò che contiene il data breach “db8151dd”: ben 90 GB di informazioni personali rubate tra username, password e informazioni correlate. Tutte le informazioni sono disponibili online ma, a differenza del solito, questa volta non se ne conosce l’origine.</p><p>Ne ha parlato oggi sul <a href="https://www.troyhunt.com/the-unattributable-db8151dd-data-breach/"><u>suo blog</u></a> Troy Hunt, ethical hacker, fondatore e gestore di <a href="https://haveibeenpwned.com/"><u>Have i been pwned</u></a>. Nonostante l’esperienza sul tema e le capacità di Troy Hunt, le sue stesse informazioni sono state oggetto di furto e rese disponibili in questo file.</p><p>Nel post sul blog viene sottolineato che sono state rese pubbliche alcune sue informazioni particolarmente riservate, tra cui il numero di telefono, che è sempre stato attento a proteggere per mantenerlo il più riservato possibile.</p><p>Immediatamente accanto alle sue informazioni, Hunt ha trovato dati di alcune persone con cui ha interagito in passato. Proseguendo nelle righe successive ha anche individuato informazioni relative ad alcuni appuntamenti , o dei promemoria relativi a impegni futuri, come se queste informazioni arrivassero direttamente da agende personali.</p><p>Le ricerche sull’origine del file si concludono in un nulla di fatto:  Hunt suppone che moltissime di queste informazioni arrivino direttamente da un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-crm-del-2020-come-ottimizzare-la-gestione-delle-relazioni-con-i-clienti"><u>CRM</u></a>, ma anche confrontandosi con colleghi e giornalisti (alcuni dei quali presenti nel file) non è riuscito a risalirvi con certezza.</p><p>Hunt ha caricato su <a href="https://haveibeenpwned.com/"><u>Have i been pwned</u></a> gli oltre venti milioni di indirizzi mail reperibili in quel file: per assicurarvi di non aver subito furti di dati sensibili basterà inserire la vostra mail su quel sito, verrà cercata nell’enorme archivio contenente le informazioni che sono state oggetto di furto o data breach scoperte a oggi e vi informerà se e dove sono presenti le vostre informazioni personali (senza dirvi quali: il database contiene solo gli indirizzi email, Have I been pwned non tiene traccia di nient’altro). Nel caso siate stati oggetto di furto di informazioni, una delle prevenzioni migliori è cambiare le vostre password, possibilmente scegliendone una diversa per ogni vostro account online.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/controllo-remoto-e-backup-ecco-dove-investire-per-rispondere-a-covid-19"><u>Controllo remoto e backup, ecco dove investire per rispondere a covid 19</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/qwertycard-cosa-sono-e-come-funzionano"><u>Password sicure, Qwertycards è un sistema geniale, tascabile ed economico</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>I migliori antivirus del 2020</u></a></li></ul><p><em><strong>Fonte: </strong></em><a href="https://www.troyhunt.com/the-unattributable-db8151dd-data-breach/"><em>https://www.troyhunt.com/the-unattributable-db8151dd-data-breach/</em></a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Air-Viber, l'hack che sfrutta le vibrazioni delle ventole ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un decennio fa sarebbe stato impensabile immaginare un attacco informatico capace di accedere a un dispositivo veicolando un codice tramite un fascio di luce, o un hack in grado di sfruttare i dati biometrici di un volto per accedere a un PC. Oggi questi attacchi sono divenuti realtà e fanno parte di una miriade di nuovi metodi che vengono usati per violare la sicurezza di reti e dispositivi elettronici di ogni sorta. </p><p>Del resto la sicurezza informatica sta facendo passi da gigante e al contempo il mondo dell’hacking si sta evolvendo, imparando a sfruttare nuovi canali per superare le difese costituite da antivirus e firewall. </p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.85%;"><img id="WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe" name="bitdefender-phishing-3.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1418" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Ne è un esempio lampante l’esperimento effettuato da Mordechai Guri, ricercatore presso il Cyber Security Research Center della Ben-Gurion University di Israele, grazie al quale l’informatico è riuscito ad estrarre dei dati da un PC sfruttando le vibrazioni emesse dalle ventole al suo interno.</p><p>L’hack prende il nome di Air-Viber e per funzionare ha bisogno di ottenere l&apos;accesso ad un PC e ad un secondo dispositivo che si trova nelle sue immediate vicinanze, come ad esempio uno smartphone. Tramite questo espediente, l’hack consente di estrarre dei file dal computer convertendoli in segnali emessi sotto forma di codice binario (0-1) a un&apos;apposita pagina web o a un destinatario per poi essere decifrati.</p><p>Vi sembra impossibile? Guardate il video qui sotto.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/XGD343nq1dg" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="non-ci-sono-rischi-concreti">Non ci sono rischi concreti</h2><p>Come potrete immaginare, essendo concepito nell&apos;ambito della ricerca, l’attacco è stato concepito a scopo puramente sperimentale e non ci sono rischi concreti per la sicurezza dei vostri PC. </p><p>Tra l&apos;altro Air-Viber presenta dei limiti intrinsechi, costituiti dall’esigua quantità di dati che si possono trasferire e dalla necessità di controllare due dispositivi infetti nello stesso ambiente per diverse ore, tempo necessario per trasferire un file di medie dimensioni. D’altro canto, il software potrebbe risultare più efficace se venisse utilizzato per sottrarre un file specifico con un peso ridotto, come ad esempio un documento di testo o una singola immagine. </p><p>A rendere potenzialmente insidioso questo espediente è piuttosto la possibilità concreta di estrarre dei dati da un PC anche in caso non sia connesso a una rete. La modalità di acquisizione "analogica" basata sulle vibrazioni bypassa di fatto ogni difesa convenzionale ed espone il PC infetto a rischi concreti.</p><p>Nonostante i suoi limiti, l’attacco ideato da Mordechai Guri è tanto semplice quanto geniale e, in un futuro ipotetico, potrebbe evolvere in una versione più avanzata ed efficace, quindi potenzialmente pericolosa. </p><p>Per ora Air-Viber rimane un esperimento interessante che dimostra l’incredibile range di attacchi di cui, seppure in via teorica, dispongono gli hacker moderni.</p><p>Fonte: Techpowerup.com</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali">I migliori software per desktop remoto del 2020</a>: gratuiti, a pagamento e aziendali</li></ul> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il metodo usato da Air-Viber è tanto semplice quanto ingegnoso ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Un decennio fa sarebbe stato impensabile immaginare un attacco informatico capace di accedere a un dispositivo veicolando un codice tramite un fascio di luce, o un hack in grado di sfruttare i dati biometrici di un volto per accedere a un PC. Oggi questi attacchi sono divenuti realtà e fanno parte di una miriade di nuovi metodi che vengono usati per violare la sicurezza di reti e dispositivi elettronici di ogni sorta. </p><p>Del resto la sicurezza informatica sta facendo passi da gigante e al contempo il mondo dell’hacking si sta evolvendo, imparando a sfruttare nuovi canali per superare le difese costituite da antivirus e firewall. </p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.85%;"><img id="WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe" name="bitdefender-phishing-3.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1418" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Ne è un esempio lampante l’esperimento effettuato da Mordechai Guri, ricercatore presso il Cyber Security Research Center della Ben-Gurion University di Israele, grazie al quale l’informatico è riuscito ad estrarre dei dati da un PC sfruttando le vibrazioni emesse dalle ventole al suo interno.</p><p>L’hack prende il nome di Air-Viber e per funzionare ha bisogno di ottenere l&apos;accesso ad un PC e ad un secondo dispositivo che si trova nelle sue immediate vicinanze, come ad esempio uno smartphone. Tramite questo espediente, l’hack consente di estrarre dei file dal computer convertendoli in segnali emessi sotto forma di codice binario (0-1) a un&apos;apposita pagina web o a un destinatario per poi essere decifrati.</p><p>Vi sembra impossibile? Guardate il video qui sotto.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/XGD343nq1dg" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="non-ci-sono-rischi-concreti">Non ci sono rischi concreti</h2><p>Come potrete immaginare, essendo concepito nell&apos;ambito della ricerca, l’attacco è stato concepito a scopo puramente sperimentale e non ci sono rischi concreti per la sicurezza dei vostri PC. </p><p>Tra l&apos;altro Air-Viber presenta dei limiti intrinsechi, costituiti dall’esigua quantità di dati che si possono trasferire e dalla necessità di controllare due dispositivi infetti nello stesso ambiente per diverse ore, tempo necessario per trasferire un file di medie dimensioni. D’altro canto, il software potrebbe risultare più efficace se venisse utilizzato per sottrarre un file specifico con un peso ridotto, come ad esempio un documento di testo o una singola immagine. </p><p>A rendere potenzialmente insidioso questo espediente è piuttosto la possibilità concreta di estrarre dei dati da un PC anche in caso non sia connesso a una rete. La modalità di acquisizione "analogica" basata sulle vibrazioni bypassa di fatto ogni difesa convenzionale ed espone il PC infetto a rischi concreti.</p><p>Nonostante i suoi limiti, l’attacco ideato da Mordechai Guri è tanto semplice quanto geniale e, in un futuro ipotetico, potrebbe evolvere in una versione più avanzata ed efficace, quindi potenzialmente pericolosa. </p><p>Per ora Air-Viber rimane un esperimento interessante che dimostra l’incredibile range di attacchi di cui, seppure in via teorica, dispongono gli hacker moderni.</p><p>Fonte: Techpowerup.com</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali">I migliori software per desktop remoto del 2020</a>: gratuiti, a pagamento e aziendali</li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Email.it è stato hackerato: i dati di 600.000 utenti sono in vendita ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Brutte notizie per coloro che utilizzano o hanno usato in passato il provider di posta elettronica Email.it. L&apos;azienda italiana leader nell&apos;erogazione di servizi professionali di posta elettronica è stata infatti hackerata, mettendo a rischio i dati di centinaia di migliaia di utenti.</p><p>Come riporta il sito <a href="https://www.zdnet.com/article/email-provider-got-hacked-data-of-600000-users-now-sold-on-the-dark-web/" target="_blank"><u>ZDNet</u></a>, il provider di posta elettronica è stato hackerato già a gennaio 2018, quando gli hacker hanno chiesto una ricompensa per svelare quale fosse la falla nella sicurezza.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-funziona-una-vpn"><u>Come funziona una VPN?</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/vpn-5-buoni-motivi-per-abbonarsi"><u>VPN: 5 buoni motivi per abbonarsi</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>Le migliori VPN del 2020</u></a> </li></ul><p>Un altro tentativo di violazione alla sicurezza da parte degli stessi hacker, che prendono il nome di NN (No Name) Hacking Group, è avvenuto il 1 febbraio, quando gli hacker hanno nuovamente chiesto una piccola ricompensa che il provider si è rifiutato di pagare, optando invece per denunciare il caso alla Polizia Postale.</p><p>Arrivati a questo punto, il gruppo di hacker ha messo in vendita i dati di 600.000 utenti nel deep web, a un prezzo che varia a seconda del tipo di informazioni richieste. I prezzi sono indicati in Bitcoin, ma al cambio attuale corrispondono a circa 3000 euro per le informazioni considerate poco sensibili e arrivano fino a circa 20.000 euro per quelle considerate più importanti.</p><p>Il database violato di Email.it contiene informazioni degli utenti dal 2007 al 2020 e un potenziale acquirente potrebbe accedere a contenuti come password, domande di sicurezza, allegati e-mail, SMS, oltre a indirizzi di fatturazione e dati per le comunicazioni di servizio.</p><p>Fortunatamente, secondo quanto riferito dal provider, le informazioni finanziarie (e quindi eventuali codici e PIN di carte di credito e debito) non sono state violate. Inoltre, non sono state rese note le informazioni delle aziende perchè quest’ultime vengono memorizzate in un altro server.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/emailit-e-stato-hackerato-i-dati-di-600000-utenti-sono-in-vendita</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il provider italiano Email.it è stato pesantemente attaccato. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Dario De Vita ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Email.it]]></media:title>
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                                <p>Brutte notizie per coloro che utilizzano o hanno usato in passato il provider di posta elettronica Email.it. L&apos;azienda italiana leader nell&apos;erogazione di servizi professionali di posta elettronica è stata infatti hackerata, mettendo a rischio i dati di centinaia di migliaia di utenti.</p><p>Come riporta il sito <a href="https://www.zdnet.com/article/email-provider-got-hacked-data-of-600000-users-now-sold-on-the-dark-web/" target="_blank"><u>ZDNet</u></a>, il provider di posta elettronica è stato hackerato già a gennaio 2018, quando gli hacker hanno chiesto una ricompensa per svelare quale fosse la falla nella sicurezza.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-funziona-una-vpn"><u>Come funziona una VPN?</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/vpn-5-buoni-motivi-per-abbonarsi"><u>VPN: 5 buoni motivi per abbonarsi</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>Le migliori VPN del 2020</u></a> </li></ul><p>Un altro tentativo di violazione alla sicurezza da parte degli stessi hacker, che prendono il nome di NN (No Name) Hacking Group, è avvenuto il 1 febbraio, quando gli hacker hanno nuovamente chiesto una piccola ricompensa che il provider si è rifiutato di pagare, optando invece per denunciare il caso alla Polizia Postale.</p><p>Arrivati a questo punto, il gruppo di hacker ha messo in vendita i dati di 600.000 utenti nel deep web, a un prezzo che varia a seconda del tipo di informazioni richieste. I prezzi sono indicati in Bitcoin, ma al cambio attuale corrispondono a circa 3000 euro per le informazioni considerate poco sensibili e arrivano fino a circa 20.000 euro per quelle considerate più importanti.</p><p>Il database violato di Email.it contiene informazioni degli utenti dal 2007 al 2020 e un potenziale acquirente potrebbe accedere a contenuti come password, domande di sicurezza, allegati e-mail, SMS, oltre a indirizzi di fatturazione e dati per le comunicazioni di servizio.</p><p>Fortunatamente, secondo quanto riferito dal provider, le informazioni finanziarie (e quindi eventuali codici e PIN di carte di credito e debito) non sono state violate. Inoltre, non sono state rese note le informazioni delle aziende perchè quest’ultime vengono memorizzate in un altro server.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Whisper, l'app svela i segreti privati di quasi un miliardo di utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Whisper è una piattaforma social e un&apos;app che attraverso messaggi anonimi permette di comunicare tra gli utenti, dando così la possibilità di condividere dettagli della propria vita, spesso di natura intima, e di chattare con persone che condividono gli stessi interessi.</p><p>Un&apos;indagine del <a href="https://www.washingtonpost.com/gdpr-consent/?next_url=https%3a%2f%2fwww.washingtonpost.com%2ftechnology%2f2020%2f03%2f10%2fsecret-sharing-app-whisper-left-users-locations-fetishes-exposed-web%2f"><u>Washington Post</u></a>, tuttavia, ha rivelato che Whisper ha lasciato esposte le informazioni di quasi 900 milioni di utenti a chiunque volesse visualizzarle in un database che non era protetto da password e accessibile al pubblico.</p><p>Il database conteneva una serie di dettagli compromettenti legati a ciascun "sussurro" (il post è chiamato così sulla piattaforma), inclusi orientamento sessuale, sesso, età, etnia, soprannome, luogo di lavoro e dati sulla posizione dell&apos;ultimo messaggio.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> del 2020</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet">tablet</a> del 2020</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili">portatili</a> del 2020</li></ul><p>Sebbene il database non contenesse i nomi reali degli utenti, i ricercatori che lo hanno scoperto si sono preoccupati per la quantità di informazioni contenute che avrebbe potuto portare allo scoperto ogni singolo individuo ed esporlo persino al ricatto data la natura privata della piattaforma.</p><p>Chiaramente ciò riguarda tutti gli utenti, ma è particolarmente preoccupante il fatto che Whisper consente a qualsiasi utente di età superiore ai 13 anni di registrarsi. Un giornalista del Washington Post ha trovato 1,3 milioni di risultati cercando nel database degli utenti che avevano registrato la loro età sotto i 15 anni.</p><p>Subito dopo che i ricercatori avevano allertato sia l&apos;azienda che le forze dell&apos;ordine sullo stato del database, l&apos;accesso è stato bloccato. Per tutta risposta, un rappresentante di Whisper ha dichiarato alla testata che i dati ulteriori allegati ai messaggi erano "una funzionalità dell&apos;applicazione rivolta al consumatore che gli utenti possono scegliere di condividere oppure no".</p><p>Dopo essere stato “beccato” nel 2014  a raccogliere dati sulla posizione dei suoi utenti, anche se questi avevano rinunciato all’opzione, Whisper ha dichiarato che non segue né traccia i suoi utenti e che il suo database non è accessibile al pubblico. L&apos;app è stata lanciata per la prima volta nel 2012, ma non è esattamente chiaro per quanti anni questo database sia stato esposto al pubblico.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/disney-plus-prezzo-quando-esce-esclusive">Disney Plus: esclusive e film in arrivo nel 2020 </a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/whisper-lapp-svela-i-segreti-privati-di-quasi-un-miliardo-di-utenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Si è scoperto che il database degli utenti di Whisper, contenente informazioni specifiche e compromettenti, è accessibile al pubblico. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Zh68634yDMVKjzzX6b2JHZ</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ harry.domanski@futurenet.com (Harry Domanski) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Harry Domanski ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AxysQxKLCZ87VsnXMkiD87-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Whisper è una piattaforma social e un&apos;app che attraverso messaggi anonimi permette di comunicare tra gli utenti, dando così la possibilità di condividere dettagli della propria vita, spesso di natura intima, e di chattare con persone che condividono gli stessi interessi.</p><p>Un&apos;indagine del <a href="https://www.washingtonpost.com/gdpr-consent/?next_url=https%3a%2f%2fwww.washingtonpost.com%2ftechnology%2f2020%2f03%2f10%2fsecret-sharing-app-whisper-left-users-locations-fetishes-exposed-web%2f"><u>Washington Post</u></a>, tuttavia, ha rivelato che Whisper ha lasciato esposte le informazioni di quasi 900 milioni di utenti a chiunque volesse visualizzarle in un database che non era protetto da password e accessibile al pubblico.</p><p>Il database conteneva una serie di dettagli compromettenti legati a ciascun "sussurro" (il post è chiamato così sulla piattaforma), inclusi orientamento sessuale, sesso, età, etnia, soprannome, luogo di lavoro e dati sulla posizione dell&apos;ultimo messaggio.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> del 2020</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet">tablet</a> del 2020</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili">portatili</a> del 2020</li></ul><p>Sebbene il database non contenesse i nomi reali degli utenti, i ricercatori che lo hanno scoperto si sono preoccupati per la quantità di informazioni contenute che avrebbe potuto portare allo scoperto ogni singolo individuo ed esporlo persino al ricatto data la natura privata della piattaforma.</p><p>Chiaramente ciò riguarda tutti gli utenti, ma è particolarmente preoccupante il fatto che Whisper consente a qualsiasi utente di età superiore ai 13 anni di registrarsi. Un giornalista del Washington Post ha trovato 1,3 milioni di risultati cercando nel database degli utenti che avevano registrato la loro età sotto i 15 anni.</p><p>Subito dopo che i ricercatori avevano allertato sia l&apos;azienda che le forze dell&apos;ordine sullo stato del database, l&apos;accesso è stato bloccato. Per tutta risposta, un rappresentante di Whisper ha dichiarato alla testata che i dati ulteriori allegati ai messaggi erano "una funzionalità dell&apos;applicazione rivolta al consumatore che gli utenti possono scegliere di condividere oppure no".</p><p>Dopo essere stato “beccato” nel 2014  a raccogliere dati sulla posizione dei suoi utenti, anche se questi avevano rinunciato all’opzione, Whisper ha dichiarato che non segue né traccia i suoi utenti e che il suo database non è accessibile al pubblico. L&apos;app è stata lanciata per la prima volta nel 2012, ma non è esattamente chiaro per quanti anni questo database sia stato esposto al pubblico.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/disney-plus-prezzo-quando-esce-esclusive">Disney Plus: esclusive e film in arrivo nel 2020 </a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Tesla Cybertruck: Hot Wheels ne realizza due versioni telecomandate. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Mattel, una delle più grandi case produttrici di giocattoli del mondo, ha annunciato che realizzerà due versioni telecomandate del Tesla Cybertruck con il marchio Hot Wheels. </p><p>Come riporta il sito <a href="https://www.theverge.com/2020/2/21/21147004/hot-wheels-tesla-cybertruck-rc-car-remote-controlled-toy"><u>The Verge</u></a>, è possibile già preordinare il prodotto sul <a href="https://www.mattelcreations.com/?icid=home_body-1_aspot_mattel-creations_p1"><u>sito ufficiale</u></a>, scegliendo quale versione si desidera ricevere. Come detto precedentemente, il Cybertruck telecomandato sarà disponibile in due versioni: il più piccolo in scala 1:64 e il più grande in scala 1:10, al costo rispettivamente di 20 e 400 dollari, che al cambio attuale corrispondono a circa 18 e 370 euro.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s20-vs-galaxy-s10-generazioni-a-confronto"><u>Samsung Galaxy S20 vs Galaxy S10: generazioni a confronto</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/galaxy-buds-plus-ufficiali-ecco-i-rivali-degli-apple-airpods"><u>Galaxy Buds Plus ufficiali: ecco i rivali degli Apple Airpods</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s20-vs-galaxy-s20-plus-vs-galaxy-s20-ultra-quali-sono-le-differenze"><u>Samsung Galaxy S20 vs Galaxy S20 Plus vs Galaxy S20 Ultra: quali sono le differenze?</u></a> </li></ul><p>La spedizione di entrambi i modelli è prevista a dicembre 2020, ma bisogna sottolineare che si tratta di edizioni limitate.</p><p>Secondo la descrizione del sito ufficiale, il modello più grande può essere usato per fare fuoristrada. Il corpo della macchina può essere tolto per accedere alla batteria e al sistema di trasmissione, quindi un eventuale guasto potrebbe essere di facile riparazione. </p><p>Se vi piace il Tesla Cybertruck ma non avete i soldi necessari per comprarne uno (quello vero), forse la versione realizzata da Mattel potrebbe in qualche modo rendervi ugualmente felici.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-bloccare-gli-aggiornamenti-di-windows-10"><u>Come bloccare gli aggiornamenti di Windows 10</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cuffie-auricolari-impermeabili"><u>Le migliori cuffie impermeabili del 2019 per andare a nuotare</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cuffie-over-ear"><u>Le migliori cuffie over-ear del 2020, le prime per qualità audio e comfort</u></a> </li></ul><p>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2020/2/21/21147004/hot-wheels-tesla-cybertruck-rc-car-remote-controlled-toy"><strong>The Verge</strong></a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/tesla-cybertruck-hot-wheels-ne-realizza-due-versioni-telecomandate</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il Tesla Cybertruck avrà una versione telecomandata in edizione limitata ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Dario De Vita ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Hot Wheels]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Mattel, una delle più grandi case produttrici di giocattoli del mondo, ha annunciato che realizzerà due versioni telecomandate del Tesla Cybertruck con il marchio Hot Wheels. </p><p>Come riporta il sito <a href="https://www.theverge.com/2020/2/21/21147004/hot-wheels-tesla-cybertruck-rc-car-remote-controlled-toy"><u>The Verge</u></a>, è possibile già preordinare il prodotto sul <a href="https://www.mattelcreations.com/?icid=home_body-1_aspot_mattel-creations_p1"><u>sito ufficiale</u></a>, scegliendo quale versione si desidera ricevere. Come detto precedentemente, il Cybertruck telecomandato sarà disponibile in due versioni: il più piccolo in scala 1:64 e il più grande in scala 1:10, al costo rispettivamente di 20 e 400 dollari, che al cambio attuale corrispondono a circa 18 e 370 euro.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s20-vs-galaxy-s10-generazioni-a-confronto"><u>Samsung Galaxy S20 vs Galaxy S10: generazioni a confronto</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/galaxy-buds-plus-ufficiali-ecco-i-rivali-degli-apple-airpods"><u>Galaxy Buds Plus ufficiali: ecco i rivali degli Apple Airpods</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s20-vs-galaxy-s20-plus-vs-galaxy-s20-ultra-quali-sono-le-differenze"><u>Samsung Galaxy S20 vs Galaxy S20 Plus vs Galaxy S20 Ultra: quali sono le differenze?</u></a> </li></ul><p>La spedizione di entrambi i modelli è prevista a dicembre 2020, ma bisogna sottolineare che si tratta di edizioni limitate.</p><p>Secondo la descrizione del sito ufficiale, il modello più grande può essere usato per fare fuoristrada. Il corpo della macchina può essere tolto per accedere alla batteria e al sistema di trasmissione, quindi un eventuale guasto potrebbe essere di facile riparazione. </p><p>Se vi piace il Tesla Cybertruck ma non avete i soldi necessari per comprarne uno (quello vero), forse la versione realizzata da Mattel potrebbe in qualche modo rendervi ugualmente felici.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-bloccare-gli-aggiornamenti-di-windows-10"><u>Come bloccare gli aggiornamenti di Windows 10</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cuffie-auricolari-impermeabili"><u>Le migliori cuffie impermeabili del 2019 per andare a nuotare</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cuffie-over-ear"><u>Le migliori cuffie over-ear del 2020, le prime per qualità audio e comfort</u></a> </li></ul><p>Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2020/2/21/21147004/hot-wheels-tesla-cybertruck-rc-car-remote-controlled-toy"><strong>The Verge</strong></a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Hackerare una Tesla e rischiare l'incidente? Non tanto difficile ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un gruppo di ricercatori di McAfee, azienda che si occupa di sicurezza informatica, è riuscito ad ingannare, il pilota automatico di una Tesla Model X 2016 e di una Tesla Model S.</p><p>Il test, come sottolineato dal sito <a href="https://bgr.com/2020/02/19/tesla-autopilot-hack-speed-limit-increase-50-mph/" target="_blank"><u>BGR</u></a>, è stato svolto in un ambiente controllato, e dimostra come il pilota automatico delle auto Tesla sia vulnerabile e potenzialmente pericoloso, sia per il conducente che per i passeggeri e gli altri guidatori.  </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s20-vs-galaxy-s10-generazioni-a-confronto"><u>Samsung Galaxy S20 vs Galaxy S10: generazioni a confronto</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/galaxy-buds-plus-ufficiali-ecco-i-rivali-degli-apple-airpods"><u>Galaxy Buds Plus ufficiali: ecco i rivali degli Apple Airpods</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s20-vs-galaxy-s20-plus-vs-galaxy-s20-ultra-quali-sono-le-differenze"><u>Samsung Galaxy S20 vs Galaxy S20 Plus vs Galaxy S20 Ultra: quali sono le differenze?</u></a> </li></ul><p>Per ingannare le vetture, un piccolo adesivo è stato posizionato su un segnale di limite massimo di velocità di 35 miglia (circa 55 chilometri orari) ed entrambe le vetture hanno interpretato il limite di velocità a 85 miglia (circa 135 chilometri orari); di conseguenza le auto hanno iniziato ad accelerare per raggiungere la velocità massima consentita. </p><p>L’esperimento condotto dal team di McAfee dimostra come il pilota automatico sia un sistema ancora distante dall’essere affidabile per la maggior parte delle persone. Negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante, ma i rischi sono ancora troppo grandi. </p><p>Diversi anni fa, Elon Musk aveva promesso che la tecnologia su cui stava lavorando Tesla avrebbe permesso di lasciare totalmente all’auto il compito di guidare, senza che il conducente dovesse occuparsi di nulla. Il risultato è stato effettivamente raggiunto, ma la totale assenza di un supervisore alla guida potrebbe ancora potrebbe essere ancora troppo rischioso. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/tesla-cancella-autopilot-da-una-model-s-usata-il-nuovo-proprietario-deve-pagarlo-di-nuovo"><u>Tesla cancella Autopilot da una Model S usata, il nuovo proprietario deve pagarlo di nuovo</u></a> </li></ul><p>Fonte: <a href="https://bgr.com/2020/02/19/tesla-autopilot-hack-speed-limit-increase-50-mph/" target="_blank"><strong>BGR</strong></a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/tesla-il-pilota-automatico-ingannato-potrebbe-accelerare-per-errore</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Le auto Tesla possono essere ingannate con estrema facilità ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
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                                <p>Un gruppo di ricercatori di McAfee, azienda che si occupa di sicurezza informatica, è riuscito ad ingannare, il pilota automatico di una Tesla Model X 2016 e di una Tesla Model S.</p><p>Il test, come sottolineato dal sito <a href="https://bgr.com/2020/02/19/tesla-autopilot-hack-speed-limit-increase-50-mph/" target="_blank"><u>BGR</u></a>, è stato svolto in un ambiente controllato, e dimostra come il pilota automatico delle auto Tesla sia vulnerabile e potenzialmente pericoloso, sia per il conducente che per i passeggeri e gli altri guidatori.  </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s20-vs-galaxy-s10-generazioni-a-confronto"><u>Samsung Galaxy S20 vs Galaxy S10: generazioni a confronto</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/galaxy-buds-plus-ufficiali-ecco-i-rivali-degli-apple-airpods"><u>Galaxy Buds Plus ufficiali: ecco i rivali degli Apple Airpods</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/samsung-galaxy-s20-vs-galaxy-s20-plus-vs-galaxy-s20-ultra-quali-sono-le-differenze"><u>Samsung Galaxy S20 vs Galaxy S20 Plus vs Galaxy S20 Ultra: quali sono le differenze?</u></a> </li></ul><p>Per ingannare le vetture, un piccolo adesivo è stato posizionato su un segnale di limite massimo di velocità di 35 miglia (circa 55 chilometri orari) ed entrambe le vetture hanno interpretato il limite di velocità a 85 miglia (circa 135 chilometri orari); di conseguenza le auto hanno iniziato ad accelerare per raggiungere la velocità massima consentita. </p><p>L’esperimento condotto dal team di McAfee dimostra come il pilota automatico sia un sistema ancora distante dall’essere affidabile per la maggior parte delle persone. Negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante, ma i rischi sono ancora troppo grandi. </p><p>Diversi anni fa, Elon Musk aveva promesso che la tecnologia su cui stava lavorando Tesla avrebbe permesso di lasciare totalmente all’auto il compito di guidare, senza che il conducente dovesse occuparsi di nulla. Il risultato è stato effettivamente raggiunto, ma la totale assenza di un supervisore alla guida potrebbe ancora potrebbe essere ancora troppo rischioso. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/tesla-cancella-autopilot-da-una-model-s-usata-il-nuovo-proprietario-deve-pagarlo-di-nuovo"><u>Tesla cancella Autopilot da una Model S usata, il nuovo proprietario deve pagarlo di nuovo</u></a> </li></ul><p>Fonte: <a href="https://bgr.com/2020/02/19/tesla-autopilot-hack-speed-limit-increase-50-mph/" target="_blank"><strong>BGR</strong></a></p>
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