<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
     xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
     xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
     xmlns:dcterms="http://purl.org/dc/terms/"
     xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
     xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
     xmlns:cf="https://www.futureplc.com/rss/content-flags"
>
    <channel>
                    <atom:link href="https://global.techradar.com/it-it/feeds/tag/computing-security" rel="self" type="application/rss+xml" />
                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Computing-security ]]></title>
                <link>https://global.techradar.com/computing/computing-security</link>
        <description><![CDATA[ All the latest computing-security content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Thu, 20 Nov 2025 13:07:50 +0000</lastBuildDate>
                            <language>it-it</language>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ truffatori stanno prendendo di mira gli utenti Apple con questo nuovo stratagemma diabolicamente ingegnoso. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>I phisher prendono di mira gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone" target="_blank">utenti Apple</a> in una nuova truffa volta a rubare gli ID Apple.</li><li>La truffa sfrutta email autentiche del Supporto Apple per ingannare le vittime.</li><li>Verificate sempre contattando i canali ufficiali Apple e non fornite mai i vostri <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">codici di autenticazione</a>.</li></ul><p>Ti fideresti di un interlocutore sconosciuto che afferma di chiamare da Apple se la sua telefonata coincidesse con avvisi autentici provenienti dal sito ufficiale di Apple? Tutto ciò crea un senso di fiducia ed è esattamente questa sensazione di autenticità che i truffatori stanno sfruttando in una campagna attiva che prende di mira gli utenti Apple, nel tentativo di rubarne i dettagli degli account.</p><p>Per l'utente Apple Eric Moret, questo rischio era fin troppo reale. Come descritto in un post sul blog Medium, Moret ha ricevuto all'improvviso un messaggio di testo contenente un codice di accesso per l'autenticazione a due fattori (2FA), anche se non stava tentando di accedere a nessuno dei suoi account. Un minuto dopo, ha ricevuto una chiamata automatizzata da Apple che recitava ad alta voce un codice 2FA. Era chiaro che qualcuno stava tentando di entrare nel suo account.</p><p>Poco dopo, Moret ha ricevuto una chiamata da un numero di Atlanta. L'interlocutore ha detto di essere del Supporto Apple, ha spiegato che l'account di Moret era sotto attacco e ha aggiunto che un altro rappresentante lo avrebbe richiamato presto. La richiamata è arrivata nel giro di dieci minuti, dando il via a una "truffa di 25 minuti" in cui il finto operatore ha guidato Moret attraverso il processo di ripristino della password di iCloud.</p><p>Ed ecco la parte più astuta: il truffatore ha creato un ticket di Supporto Apple autentico per Moret e, mentre erano in linea, gli ha fatto verificare che il messaggio provenisse da un indirizzo email Apple reale. L'interlocutore era calmo e professionale e tutto ciò ha rassicurato Moret sul fatto che la procedura fosse pienamente legittima.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:872px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.31%;"><img id="hBAYLGEtDhGYiR4T2hXYHH" name="Apple Support scam Eric Moret" alt="A spoof message sent by a phisher to Eric Moret as part of an Apple Support scam." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hBAYLGEtDhGYiR4T2hXYHH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="872" height="491" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Eric Moret)</span></figcaption></figure><p>A Moret è stato chiesto di resettare la password di iCloud, e l'interlocutore non gli ha mai chiesto di condividerla. Tuttavia, il passo successivo è stato decisivo: gli è stato comunicato che a breve avrebbe ricevuto un SMS "con un link per chiudere la pratica".</p><p>L'SMS è arrivato e conteneva un link a un sito web fraudolento: appeal-apple.com. La pagina indicava che il processo di messa in sicurezza dell'account di Moret era in corso e che tutto ciò che doveva fare era inserire un codice per chiudere la pratica. In quel momento, Moret ha ricevuto un codice di verifica a sei cifre tramite SMS, che ha subito digitato nel sito web.</p><p>Quello era il raggiro. Invece di chiudere la pratica, il numero che Moret aveva ricevuto era in realtà un codice 2FA utilizzato per accedere al suo account. Pochi secondi dopo averlo inserito, ha ricevuto un'e-mail che, a suo dire, "mi ha fatto gelare il sangue". L'e-mail in questione lo informava che il suo account era stato utilizzato per effettuare l'accesso su un Mac mini, sebbene non possedesse un tale dispositivo. Era ormai chiaro che i truffatori avevano ottenuto l'accesso al suo account e, con esso, alla sua "intera vita digitale", inclusi file, foto, e-mail e altro ancora.</p><p>Cercando di rassicurarlo, il finto operatore ha detto a Moret che tutto ciò era "previsto come parte della procedura di sicurezza", ma Moret non era convinto. Pensando rapidamente, ha resettato la sua password di iCloud una seconda volta; subito dopo, il Mac mini è scomparso dal suo account e il sito web fasullo ha iniziato a reindirizzare a Google. Era scampato al disastro, ma per un soffio.</p><h3 class="article-body__section" id="section-come-proteggersi-da-attacchi-come-questo"><span>Come proteggersi da attacchi come questo</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.88%;"><img id="WLC2sryWjZwr4rCAhPFTbC" name="yubikey.jpg" alt="A person using a YubiKey security key with their laptop." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WLC2sryWjZwr4rCAhPFTbC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="542" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Yubico)</span></figcaption></figure><p>L'attacco ha funzionato perché i truffatori sono rimasti calmi per tutto il tempo e non si sono affrettati né hanno fatto pressioni su Moret, cosa che altrimenti avrebbe potuto sollevare i suoi sospetti.</p><p>Ma il punto cruciale è stata l'email autentica del Supporto Apple, che ha sfruttato una falla nei sistemi Apple: chiunque può creare un ticket di Supporto Apple per chiunque altro, senza alcuna verifica. Ciò significa che gli aggressori potevano avviare una pratica utilizzando l'indirizzo e-mail di Moret e ricevere lì l'email del Supporto Apple, conferendo credibilità al loro piano.</p><p>Tuttavia, ci sono modi per proteggersi da attacchi come questo. Il più semplice è riagganciare se si riceve una chiamata inaspettata da qualcuno che afferma di lavorare per Apple, quindi chiamare direttamente Apple per verificare se si è effettivamente a rischio.</p><p>Oltre a ciò, fate attenzione ai codici 2FA e non forniteli mai a nessuno, anche se affermano di essere di Apple. Non comunicate mai questi codici al telefono né condividete "codici di conferma" con altre persone. E verificate sempre che un sito web sia un dominio Apple autentico, e non uno che utilizzi semplicemente il nome dell'azienda in mezzo ad altri elementi dell'URL, come hanno fatto i phisher in questo caso.</p><p>E se volete davvero stare al sicuro, utilizzate una chiave di sicurezza hardware. Queste richiedono di collegare fisicamente la chiave al computer per verificare la vostra identità, cosa che un phisher non sarà mai in grado di fare.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="Yubico YubiKey 5 NFC"></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/utenti-apple-attenzione-questa-truffa-insidiosa-ruba-gli-account-usando-veri-ticket-del-supporto-apple</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ C'è una nuova truffa di phishing che prende di mira gli utenti Apple e utilizza un trucco magistrale per conquistare la fiducia delle vittime: ecco come proteggersi. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">dLoaXWxcP9Xzfm4Grsmf4k</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oKTvbP6DZmi8nX4qPb2btb-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 20 Nov 2025 13:07:50 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ alexblake.techradar@gmail.com (Alex Blake) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Alex Blake ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gwmVRU4zMGnDYsGVAFvRmL-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Alex Blake has been fooling around with computers since the early 1990s, and since that time he&#039;s learned a thing or two about tech. No more than two things, though. That&#039;s all his brain can hold. As well as TechRadar, Alex writes for iMore, Digital Trends and Creative Bloq, among others. He was previously commissioning editor at MacFormat magazine. That means he mostly covers the world of Apple and its latest products, but also Windows, computer peripherals, mobile apps, and much more beyond. When not writing, you can find him hiking the English countryside and gaming on his PC.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oKTvbP6DZmi8nX4qPb2btb-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock / JarTee]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[An iPhone with an Apple logo on a red background]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[An iPhone with an Apple logo on a red background]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[An iPhone with an Apple logo on a red background]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oKTvbP6DZmi8nX4qPb2btb-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li>I phisher prendono di mira gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone" target="_blank">utenti Apple</a> in una nuova truffa volta a rubare gli ID Apple.</li><li>La truffa sfrutta email autentiche del Supporto Apple per ingannare le vittime.</li><li>Verificate sempre contattando i canali ufficiali Apple e non fornite mai i vostri <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">codici di autenticazione</a>.</li></ul><p>Ti fideresti di un interlocutore sconosciuto che afferma di chiamare da Apple se la sua telefonata coincidesse con avvisi autentici provenienti dal sito ufficiale di Apple? Tutto ciò crea un senso di fiducia ed è esattamente questa sensazione di autenticità che i truffatori stanno sfruttando in una campagna attiva che prende di mira gli utenti Apple, nel tentativo di rubarne i dettagli degli account.</p><p>Per l'utente Apple Eric Moret, questo rischio era fin troppo reale. Come descritto in un post sul blog Medium, Moret ha ricevuto all'improvviso un messaggio di testo contenente un codice di accesso per l'autenticazione a due fattori (2FA), anche se non stava tentando di accedere a nessuno dei suoi account. Un minuto dopo, ha ricevuto una chiamata automatizzata da Apple che recitava ad alta voce un codice 2FA. Era chiaro che qualcuno stava tentando di entrare nel suo account.</p><p>Poco dopo, Moret ha ricevuto una chiamata da un numero di Atlanta. L'interlocutore ha detto di essere del Supporto Apple, ha spiegato che l'account di Moret era sotto attacco e ha aggiunto che un altro rappresentante lo avrebbe richiamato presto. La richiamata è arrivata nel giro di dieci minuti, dando il via a una "truffa di 25 minuti" in cui il finto operatore ha guidato Moret attraverso il processo di ripristino della password di iCloud.</p><p>Ed ecco la parte più astuta: il truffatore ha creato un ticket di Supporto Apple autentico per Moret e, mentre erano in linea, gli ha fatto verificare che il messaggio provenisse da un indirizzo email Apple reale. L'interlocutore era calmo e professionale e tutto ciò ha rassicurato Moret sul fatto che la procedura fosse pienamente legittima.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:872px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.31%;"><img id="hBAYLGEtDhGYiR4T2hXYHH" name="Apple Support scam Eric Moret" alt="A spoof message sent by a phisher to Eric Moret as part of an Apple Support scam." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hBAYLGEtDhGYiR4T2hXYHH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="872" height="491" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Eric Moret)</span></figcaption></figure><p>A Moret è stato chiesto di resettare la password di iCloud, e l'interlocutore non gli ha mai chiesto di condividerla. Tuttavia, il passo successivo è stato decisivo: gli è stato comunicato che a breve avrebbe ricevuto un SMS "con un link per chiudere la pratica".</p><p>L'SMS è arrivato e conteneva un link a un sito web fraudolento: appeal-apple.com. La pagina indicava che il processo di messa in sicurezza dell'account di Moret era in corso e che tutto ciò che doveva fare era inserire un codice per chiudere la pratica. In quel momento, Moret ha ricevuto un codice di verifica a sei cifre tramite SMS, che ha subito digitato nel sito web.</p><p>Quello era il raggiro. Invece di chiudere la pratica, il numero che Moret aveva ricevuto era in realtà un codice 2FA utilizzato per accedere al suo account. Pochi secondi dopo averlo inserito, ha ricevuto un'e-mail che, a suo dire, "mi ha fatto gelare il sangue". L'e-mail in questione lo informava che il suo account era stato utilizzato per effettuare l'accesso su un Mac mini, sebbene non possedesse un tale dispositivo. Era ormai chiaro che i truffatori avevano ottenuto l'accesso al suo account e, con esso, alla sua "intera vita digitale", inclusi file, foto, e-mail e altro ancora.</p><p>Cercando di rassicurarlo, il finto operatore ha detto a Moret che tutto ciò era "previsto come parte della procedura di sicurezza", ma Moret non era convinto. Pensando rapidamente, ha resettato la sua password di iCloud una seconda volta; subito dopo, il Mac mini è scomparso dal suo account e il sito web fasullo ha iniziato a reindirizzare a Google. Era scampato al disastro, ma per un soffio.</p><h3 class="article-body__section" id="section-come-proteggersi-da-attacchi-come-questo"><span>Come proteggersi da attacchi come questo</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.88%;"><img id="WLC2sryWjZwr4rCAhPFTbC" name="yubikey.jpg" alt="A person using a YubiKey security key with their laptop." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WLC2sryWjZwr4rCAhPFTbC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="542" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Yubico)</span></figcaption></figure><p>L'attacco ha funzionato perché i truffatori sono rimasti calmi per tutto il tempo e non si sono affrettati né hanno fatto pressioni su Moret, cosa che altrimenti avrebbe potuto sollevare i suoi sospetti.</p><p>Ma il punto cruciale è stata l'email autentica del Supporto Apple, che ha sfruttato una falla nei sistemi Apple: chiunque può creare un ticket di Supporto Apple per chiunque altro, senza alcuna verifica. Ciò significa che gli aggressori potevano avviare una pratica utilizzando l'indirizzo e-mail di Moret e ricevere lì l'email del Supporto Apple, conferendo credibilità al loro piano.</p><p>Tuttavia, ci sono modi per proteggersi da attacchi come questo. Il più semplice è riagganciare se si riceve una chiamata inaspettata da qualcuno che afferma di lavorare per Apple, quindi chiamare direttamente Apple per verificare se si è effettivamente a rischio.</p><p>Oltre a ciò, fate attenzione ai codici 2FA e non forniteli mai a nessuno, anche se affermano di essere di Apple. Non comunicate mai questi codici al telefono né condividete "codici di conferma" con altre persone. E verificate sempre che un sito web sia un dominio Apple autentico, e non uno che utilizzi semplicemente il nome dell'azienda in mezzo ad altri elementi dell'URL, come hanno fatto i phisher in questo caso.</p><p>E se volete davvero stare al sicuro, utilizzate una chiave di sicurezza hardware. Queste richiedono di collegare fisicamente la chiave al computer per verificare la vostra identità, cosa che un phisher non sarà mai in grado di fare.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="Yubico YubiKey 5 NFC"></div>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ L’UE rilancia il “Chat Control”: messaggi tutti nel mirino ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Secondo un memo trapelato, il <strong>Parlamento Europeo</strong> sta cercando di raggiungere un accordo sulla contestata proposta di legge per la <strong>scansione dei contenuti legati agli abusi su minori (CSAM)</strong>.</p><p>Come riportato dall’organizzazione per i diritti digitali <strong>Netzpolitik</strong>, durante una riunione tenutasi l’11 luglio, il Parlamento ha minacciato di <strong>bloccare la proroga del regolamento transitorio sulla scansione volontaria</strong> – una norma temporanea che consente ai fornitori di servizi di messaggistica di analizzare le chat degli utenti su base facoltativa – a meno che il Consiglio non accetti di introdurre la <strong>scansione obbligatoria</strong>.</p><p><em>“Questo ricatto politico costringe a una scelta sbagliata e contraddice la posizione dichiarata del Parlamento contro la sorveglianza di massa,”</em> ha dichiarato a TechRadar <strong>Patrick Breyer</strong>, ex eurodeputato del Partito dei Pirati tedesco.</p><p>La <strong>Danimarca</strong>, nel primo giorno della sua Presidenza dell’UE, ha <strong>rilanciato la proposta di legge</strong>, e ora le <strong>nuove obbligazioni per tutti i servizi di messaggistica attivi in Europa</strong> – che imporrebbero la scansione delle chat degli utenti – potrebbero essere <strong>adottate già a partire da ottobre</strong>.</p><h2 id="a-more-radical-version">"A more radical version"</h2><p>Proposta per la prima volta nel maggio 2022, quella che i critici hanno ribattezzato <strong>“Chat Control”</strong> mira a contrastare la diffusione online di contenuti legati agli abusi su minori (<strong>CSAM</strong>) tramite la scansione di tutte le comunicazioni, <strong>comprese quelle criptate</strong>.</p><p>Nel corso degli anni, tuttavia, la proposta ha subito numerosi cambiamenti, sollevando <strong>forti preoccupazioni da parte di attivisti per la privacy, esperti tecnologici e persino politici</strong>.</p><p>Gli esperti temono soprattutto che le nuove obbligazioni legate alla scansione finiscano per <strong>indebolire la protezione offerta dalla crittografia end-to-end</strong>, una funzionalità cruciale adottata da servizi come <strong>WhatsApp, Signal e Proton Mail</strong>, che rende le comunicazioni illeggibili da terzi non autorizzati.</p><p>Nella sua <strong>prima versione</strong>, la proposta prevedeva che <strong>tutti i fornitori di servizi di messaggistica</strong> dovessero effettuare una <strong>scansione indiscriminata dei messaggi privati</strong> per individuare materiale CSAM. La reazione fu immediata: la <strong>Corte Europea dei Diritti dell’Uomo</strong> è arrivata a vietare qualsiasi tentativo legale di <strong>indebolire la crittografia delle comunicazioni sicure</strong> all’interno dell’Unione.</p><p>Nel <strong>giugno 2024</strong>, il Belgio ha proposto una nuova versione più moderata del testo, mirata esclusivamente a <strong>foto, video e URL condivisi</strong>, e solo <strong>con il consenso dell’utente</strong>. Nel <strong>febbraio 2025</strong>, la Polonia ha cercato un compromesso, proponendo una scansione <strong>volontaria delle chat criptate</strong>, classificata come misura di “prevenzione”.</p><p>Secondo <strong>Patrick Breyer</strong>, però, la proposta danese è <strong>la versione più radicale mai vista</strong>: <em>“Questa proposta prevede la scansione di massa obbligatoria delle comunicazioni private e mira a compromettere la crittografia sicura, imponendo la scansione lato client all’interno delle app di messaggistica. È significativo che account governativi e militari saranno esentati da questa sorveglianza invadente e inaffidabile,”</em> ha spiegato.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1950814065443422405"><p lang="en" dir="ltr">🇬🇧🚨Leak: Many countries that said NO to #ChatControl in 2024 are now undecided—even though the 2025 plan is even more extreme!🗳️ The vote is THIS October.👉 Tell your government to #StopChatControl!Act now: https://t.co/vmOjnucT9i pic.twitter.com/DmfUqn5amk<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1950814065443422405">July 31, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il <strong>memo trapelato</strong> conferma anche che il <strong>Servizio giuridico del Consiglio dell’UE</strong> ritiene ancora che l’attuale proposta <strong>violi i diritti fondamentali dei cittadini europei</strong>, sottolineando che <em>“i problemi centrali relativi all’accesso alle comunicazioni di potenzialmente tutti gli utenti restano invariati”</em>.</p><p>Tuttavia, molti dei Paesi che <strong>si erano opposti a Chat Control nel 2024</strong> sembrano ora <strong>più propensi a trovare un accordo</strong>. Tra le nazioni che <strong>accolgono e sostengono</strong> la proposta danese figurano <strong>Italia, Spagna e Ungheria</strong>. Anche <strong>la Francia</strong> ha dichiarato che <em>“potrebbe sostanzialmente appoggiare la proposta”</em>.</p><p>Al momento, <strong>Belgio, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Slovenia, Lussemburgo e Romania</strong> risultano <strong>indecisi o in attesa di una revisione parlamentare interna</strong>.</p><p>Tutti i governi dovranno finalizzare le loro valutazioni <strong>entro il 12 settembre</strong>, data in cui è previsto il prossimo incontro ufficiale. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una <strong>delibera finale sulla proposta il 14 ottobre</strong> (vedi <strong>pagina 31 dell’agenda</strong>).</p><p>Una cosa è certa: <strong>l’accesso legale ai dati criptati dei cittadini è una priorità assoluta per molti legislatori europei</strong>. Alla fine di giugno, la <strong>Commissione Europea</strong> ha anche pubblicato il primo passo della strategia <strong>ProtectEU</strong>, che punta a permettere <strong>alle forze dell’ordine di decifrare i dati privati entro il 2030</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/lue-rilancia-il-chat-control-messaggi-tutti-nel-mirino</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Una proposta del Consiglio Ue sostenuta da 19 Stati prevede la scansione automatica dei messaggi privati prima della crittografia: allarme privacy. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">fDMYqhhXR7U8yqH7WCauEn</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cY77Z4MD5KdPG9J2Brtxg3-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 07 Aug 2025 09:15:04 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Thu, 07 Aug 2025 09:18:13 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cY77Z4MD5KdPG9J2Brtxg3-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Unsplash]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Image credit: Pixabay]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Eu]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Eu]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cY77Z4MD5KdPG9J2Brtxg3-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Secondo un memo trapelato, il <strong>Parlamento Europeo</strong> sta cercando di raggiungere un accordo sulla contestata proposta di legge per la <strong>scansione dei contenuti legati agli abusi su minori (CSAM)</strong>.</p><p>Come riportato dall’organizzazione per i diritti digitali <strong>Netzpolitik</strong>, durante una riunione tenutasi l’11 luglio, il Parlamento ha minacciato di <strong>bloccare la proroga del regolamento transitorio sulla scansione volontaria</strong> – una norma temporanea che consente ai fornitori di servizi di messaggistica di analizzare le chat degli utenti su base facoltativa – a meno che il Consiglio non accetti di introdurre la <strong>scansione obbligatoria</strong>.</p><p><em>“Questo ricatto politico costringe a una scelta sbagliata e contraddice la posizione dichiarata del Parlamento contro la sorveglianza di massa,”</em> ha dichiarato a TechRadar <strong>Patrick Breyer</strong>, ex eurodeputato del Partito dei Pirati tedesco.</p><p>La <strong>Danimarca</strong>, nel primo giorno della sua Presidenza dell’UE, ha <strong>rilanciato la proposta di legge</strong>, e ora le <strong>nuove obbligazioni per tutti i servizi di messaggistica attivi in Europa</strong> – che imporrebbero la scansione delle chat degli utenti – potrebbero essere <strong>adottate già a partire da ottobre</strong>.</p><h2 id="a-more-radical-version">"A more radical version"</h2><p>Proposta per la prima volta nel maggio 2022, quella che i critici hanno ribattezzato <strong>“Chat Control”</strong> mira a contrastare la diffusione online di contenuti legati agli abusi su minori (<strong>CSAM</strong>) tramite la scansione di tutte le comunicazioni, <strong>comprese quelle criptate</strong>.</p><p>Nel corso degli anni, tuttavia, la proposta ha subito numerosi cambiamenti, sollevando <strong>forti preoccupazioni da parte di attivisti per la privacy, esperti tecnologici e persino politici</strong>.</p><p>Gli esperti temono soprattutto che le nuove obbligazioni legate alla scansione finiscano per <strong>indebolire la protezione offerta dalla crittografia end-to-end</strong>, una funzionalità cruciale adottata da servizi come <strong>WhatsApp, Signal e Proton Mail</strong>, che rende le comunicazioni illeggibili da terzi non autorizzati.</p><p>Nella sua <strong>prima versione</strong>, la proposta prevedeva che <strong>tutti i fornitori di servizi di messaggistica</strong> dovessero effettuare una <strong>scansione indiscriminata dei messaggi privati</strong> per individuare materiale CSAM. La reazione fu immediata: la <strong>Corte Europea dei Diritti dell’Uomo</strong> è arrivata a vietare qualsiasi tentativo legale di <strong>indebolire la crittografia delle comunicazioni sicure</strong> all’interno dell’Unione.</p><p>Nel <strong>giugno 2024</strong>, il Belgio ha proposto una nuova versione più moderata del testo, mirata esclusivamente a <strong>foto, video e URL condivisi</strong>, e solo <strong>con il consenso dell’utente</strong>. Nel <strong>febbraio 2025</strong>, la Polonia ha cercato un compromesso, proponendo una scansione <strong>volontaria delle chat criptate</strong>, classificata come misura di “prevenzione”.</p><p>Secondo <strong>Patrick Breyer</strong>, però, la proposta danese è <strong>la versione più radicale mai vista</strong>: <em>“Questa proposta prevede la scansione di massa obbligatoria delle comunicazioni private e mira a compromettere la crittografia sicura, imponendo la scansione lato client all’interno delle app di messaggistica. È significativo che account governativi e militari saranno esentati da questa sorveglianza invadente e inaffidabile,”</em> ha spiegato.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1950814065443422405"><p lang="en" dir="ltr">🇬🇧🚨Leak: Many countries that said NO to #ChatControl in 2024 are now undecided—even though the 2025 plan is even more extreme!🗳️ The vote is THIS October.👉 Tell your government to #StopChatControl!Act now: https://t.co/vmOjnucT9i pic.twitter.com/DmfUqn5amk<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1950814065443422405">July 31, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il <strong>memo trapelato</strong> conferma anche che il <strong>Servizio giuridico del Consiglio dell’UE</strong> ritiene ancora che l’attuale proposta <strong>violi i diritti fondamentali dei cittadini europei</strong>, sottolineando che <em>“i problemi centrali relativi all’accesso alle comunicazioni di potenzialmente tutti gli utenti restano invariati”</em>.</p><p>Tuttavia, molti dei Paesi che <strong>si erano opposti a Chat Control nel 2024</strong> sembrano ora <strong>più propensi a trovare un accordo</strong>. Tra le nazioni che <strong>accolgono e sostengono</strong> la proposta danese figurano <strong>Italia, Spagna e Ungheria</strong>. Anche <strong>la Francia</strong> ha dichiarato che <em>“potrebbe sostanzialmente appoggiare la proposta”</em>.</p><p>Al momento, <strong>Belgio, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Slovenia, Lussemburgo e Romania</strong> risultano <strong>indecisi o in attesa di una revisione parlamentare interna</strong>.</p><p>Tutti i governi dovranno finalizzare le loro valutazioni <strong>entro il 12 settembre</strong>, data in cui è previsto il prossimo incontro ufficiale. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una <strong>delibera finale sulla proposta il 14 ottobre</strong> (vedi <strong>pagina 31 dell’agenda</strong>).</p><p>Una cosa è certa: <strong>l’accesso legale ai dati criptati dei cittadini è una priorità assoluta per molti legislatori europei</strong>. Alla fine di giugno, la <strong>Commissione Europea</strong> ha anche pubblicato il primo passo della strategia <strong>ProtectEU</strong>, che punta a permettere <strong>alle forze dell’ordine di decifrare i dati privati entro il 2030</strong>.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Meta sotto accusa in UE: l'addestramento di Meta AI potrebbe violare il GDPR ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il gruppo austriaco per i diritti digitali <strong>noyb</strong> ha minacciato <strong>un’ingiunzione contro Meta</strong> a causa dei suoi piani di utilizzare i dati degli utenti europei per addestrare i modelli di <strong>Meta AI</strong>, sostenendo che <strong>non rispettano il GDPR</strong>.</p><p><strong>A partire dal 27 maggio 2025</strong>, Meta inizierà a utilizzare <strong>tutti i post pubblici e le interazioni degli utenti di Facebook e Instagram</strong> per l’addestramento dei suoi sistemi, applicando un sistema di opt-out. Ciò significa che gli utenti europei dovranno <strong>compilare un modulo di opposizione</strong> se non vogliono che i loro dati vengano utilizzati. Ma secondo noyb, <strong>questo approccio viola la normativa europea sulla privacy</strong>, che richiede <strong>un consenso esplicito (opt-in)</strong> per il trattamento di dati personali, soprattutto in scenari come questo.</p><p>Il gruppo guidato dall’attivista <strong>Max Schrems</strong> ha già inviato <strong>una diffida ufficiale a Meta mercoledì 14 maggio</strong>, chiedendo la sospensione immediata dei piani. Schrems ha aggiunto che, se Meta non dovesse fermarsi, <strong>si procederà con un’ingiunzione legale e potenziali class action</strong>, che potrebbero portare a richieste di risarcimento danni da parte degli utenti coinvolti.</p><h2 id="il-legittimo-interesse-e-i-limiti-imposti-dal-gdpr">Il legittimo interesse e i limiti imposti dal GDPR</h2><p>Secondo <strong>noyb</strong>, il problema legale legato a Meta AI riguarda l’intenzione del colosso tech di <strong>invocare la clausola del "legittimo interesse" prevista dall’articolo 6(1)(f) del GDPR</strong>. Questa disposizione consente il trattamento dei dati personali <strong>senza consenso esplicito</strong>, ma solo in casi circoscritti, come la prevenzione di frodi, l’assistenza clienti o la gestione delle risorse umane.</p><p>Nel caso di Meta, però, <strong>noyb contesta l’applicabilità di questa base giuridica per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale</strong>, sostenendo che non sia né legittima né necessaria.</p><p><em>"La Corte di Giustizia Europea ha già stabilito che Meta non può invocare il 'legittimo interesse' per la pubblicità mirata. Come può allora sostenere di avere un 'legittimo interesse' ad assorbire tutti i dati per l’addestramento AI?"</em>, ha dichiarato <strong>Max Schrems</strong>, ribadendo che nel contesto di Meta AI questo principio non può essere applicato.</p><p>In aggiunta, le aziende devono condurre una valutazione articolata del legittimo interesse per verificare che il trattamento non abbia <strong>un impatto negativo sui diritti e le libertà degli utenti</strong>. Ma secondo noyb, <strong>Meta AI non rispetterà nemmeno altri principi chiave del GDPR</strong>, come il <strong>diritto all’oblio</strong> o <strong>il diritto di accesso ai propri dati</strong>. Il motivo? Una volta che i dati vengono inglobati in un modello linguistico di grandi dimensioni, diventa estremamente difficile, se non impossibile, recuperarli o cancellarli in modo selettivo.</p><p><em>"Meta afferma semplicemente che il suo interesse a fare soldi è più importante dei diritti dei suoi utenti"</em>, ha concluso Schrems.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1922533356232692024"><p lang="en" dir="ltr">🚨 Today, noyb has sent a cease and desist letter to Meta regarding its AI training plans in Europe.👉 If Meta doesn't comply with the request, noyb could file an injunction – or launch an EU class action in the future.All the details 👇https://t.co/VKXXdyFqo9<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1922533356232692024">May 14, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p><strong>Meta ha comunicato ufficialmente, il 14 aprile 2025</strong>, l’intenzione di riprendere l’addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale nell’Unione Europea, dopo lo stop forzato avvenuto nel 2024 a causa delle preoccupazioni sollevate da autorità e gruppi per la tutela dei dati personali.</p><p>Tra le voci più critiche figura <strong>noyb</strong>, che già nel giugno dello scorso anno aveva <strong>presentato reclami ufficiali per impedire a Meta di utilizzare i dati degli utenti europei</strong> per l’addestramento dei suoi sistemi di IA.</p><p>Nel suo annuncio, la società madre di <strong>Facebook e Instagram</strong> ha dichiarato di aver <strong>interagito con le autorità europee</strong> e di ritenere che <strong>il proprio approccio sia conforme alla normativa UE</strong> in materia di protezione dei dati.</p><p>In particolare, Meta cita <strong>un parere dell’EDPB (European Data Protection Board) pubblicato a dicembre</strong>, che fornisce linee guida all’Autorità garante per la protezione dei dati irlandese (DPA) per valutare la legittimità dell’utilizzo del "legittimo interesse" come base giuridica per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.</p><div><blockquote><p>Come può Meta sostenere di avere un 'legittimo interesse' ad assorbire tutti i dati per l'addestramento dell'IA?</p><p>Max Schrems, noyb</p></blockquote></div><p>Tuttavia, secondo <strong>Max Schrems</strong>, quanto fatto da Meta <strong>non basta a rendere l’addestramento di Meta AI conforme alla legge</strong>.</p><p><em>"Per quanto ci risulta, Meta ha 'interagito' con le autorità, ma questo non ha portato ad alcun 'via libera'. Sembra che Meta stia semplicemente andando avanti ignorando le autorità europee per la protezione dei dati"</em>, ha dichiarato Schrems.</p><p>Finora, solo un’organizzazione tedesca per la tutela dei consumatori, il Centro di Consulenza della Renania Settentrionale-Vestfalia (VZNRW), ha messo in dubbio la legittimità di Meta AI, inviando una richiesta ufficiale a Meta per bloccare i suoi piani di addestramento nell’UE.</p><p>Come sottolineato da <strong>noyb</strong>, le <strong>Autorità nazionali per la protezione dei dati (DPA)</strong> sono rimaste <strong>perlopiù silenziose</strong>, pur invitando i cittadini europei a esercitare il diritto di opposizione entro il 27 maggio.</p><p>Meta, dal canto suo, ha respinto le accuse del VZNRW, avvertendo che un’ingiunzione contro l’addestramento di Meta AI danneggerebbe sia il mercato tedesco che quello europeo dell’intelligenza artificiale.</p><h2 id="e-adesso">E adesso? </h2><p>Come anticipato, Meta è pronta ad avviare l’addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale utilizzando i post e le interazioni pubbliche degli utenti europei di Facebook e Instagram <strong>a partire dal 27 maggio 2025</strong>.</p><p>Noyb ha fatto sapere di essere al lavoro per valutare <strong>un’ingiunzione o un’azione collettiva</strong> nel caso Meta proceda con il piano, sottolineando ancora una volta come <strong>ottenere il consenso esplicito degli utenti</strong> resti la strada più semplice per risolvere le criticità legate al GDPR.</p><p>Nel frattempo, è importante che gli utenti europei <strong>optino per l’esclusione dal programma</strong>, se non desiderano che i propri dati vengano utilizzati per l’addestramento dell’IA. A ricordarlo è anche <strong>Proton</strong>, azienda specializzata in privacy digitale, che ha scritto su LinkedIn: <em>"È difficile prevedere come verranno usati questi dati in futuro, meglio prevenire che curare."</em></p><p>Per esercitare il diritto di opposizione, basta accedere al proprio account e compilare <strong>il modulo dedicato</strong> (uno per Facebook e uno per Instagram). <strong>Non è necessario fornire una motivazione</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/meta-sotto-accusa-in-ue-laddestramento-di-meta-ai-potrebbe-violare-il-gdpr</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'associazione noyb minaccia un’ingiunzione contro Meta per l’uso dei dati pubblici di Facebook e Instagram a fini di IA, ritenuto “né legale né necessario” secondo il GDPR. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">7cTDJWXs5qW3JUBoQBJWXX</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5fvcVvGofaRsXxUEgefkbN-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 16 May 2025 07:51:59 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5fvcVvGofaRsXxUEgefkbN-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Photo by Dilara Irem Sancar /Anadolu via Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[In this photo illustration the Meta logo and European Union flag are displayed on a mobile phone screen]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[In this photo illustration the Meta logo and European Union flag are displayed on a mobile phone screen]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[In this photo illustration the Meta logo and European Union flag are displayed on a mobile phone screen]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5fvcVvGofaRsXxUEgefkbN-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il gruppo austriaco per i diritti digitali <strong>noyb</strong> ha minacciato <strong>un’ingiunzione contro Meta</strong> a causa dei suoi piani di utilizzare i dati degli utenti europei per addestrare i modelli di <strong>Meta AI</strong>, sostenendo che <strong>non rispettano il GDPR</strong>.</p><p><strong>A partire dal 27 maggio 2025</strong>, Meta inizierà a utilizzare <strong>tutti i post pubblici e le interazioni degli utenti di Facebook e Instagram</strong> per l’addestramento dei suoi sistemi, applicando un sistema di opt-out. Ciò significa che gli utenti europei dovranno <strong>compilare un modulo di opposizione</strong> se non vogliono che i loro dati vengano utilizzati. Ma secondo noyb, <strong>questo approccio viola la normativa europea sulla privacy</strong>, che richiede <strong>un consenso esplicito (opt-in)</strong> per il trattamento di dati personali, soprattutto in scenari come questo.</p><p>Il gruppo guidato dall’attivista <strong>Max Schrems</strong> ha già inviato <strong>una diffida ufficiale a Meta mercoledì 14 maggio</strong>, chiedendo la sospensione immediata dei piani. Schrems ha aggiunto che, se Meta non dovesse fermarsi, <strong>si procederà con un’ingiunzione legale e potenziali class action</strong>, che potrebbero portare a richieste di risarcimento danni da parte degli utenti coinvolti.</p><h2 id="il-legittimo-interesse-e-i-limiti-imposti-dal-gdpr">Il legittimo interesse e i limiti imposti dal GDPR</h2><p>Secondo <strong>noyb</strong>, il problema legale legato a Meta AI riguarda l’intenzione del colosso tech di <strong>invocare la clausola del "legittimo interesse" prevista dall’articolo 6(1)(f) del GDPR</strong>. Questa disposizione consente il trattamento dei dati personali <strong>senza consenso esplicito</strong>, ma solo in casi circoscritti, come la prevenzione di frodi, l’assistenza clienti o la gestione delle risorse umane.</p><p>Nel caso di Meta, però, <strong>noyb contesta l’applicabilità di questa base giuridica per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale</strong>, sostenendo che non sia né legittima né necessaria.</p><p><em>"La Corte di Giustizia Europea ha già stabilito che Meta non può invocare il 'legittimo interesse' per la pubblicità mirata. Come può allora sostenere di avere un 'legittimo interesse' ad assorbire tutti i dati per l’addestramento AI?"</em>, ha dichiarato <strong>Max Schrems</strong>, ribadendo che nel contesto di Meta AI questo principio non può essere applicato.</p><p>In aggiunta, le aziende devono condurre una valutazione articolata del legittimo interesse per verificare che il trattamento non abbia <strong>un impatto negativo sui diritti e le libertà degli utenti</strong>. Ma secondo noyb, <strong>Meta AI non rispetterà nemmeno altri principi chiave del GDPR</strong>, come il <strong>diritto all’oblio</strong> o <strong>il diritto di accesso ai propri dati</strong>. Il motivo? Una volta che i dati vengono inglobati in un modello linguistico di grandi dimensioni, diventa estremamente difficile, se non impossibile, recuperarli o cancellarli in modo selettivo.</p><p><em>"Meta afferma semplicemente che il suo interesse a fare soldi è più importante dei diritti dei suoi utenti"</em>, ha concluso Schrems.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1922533356232692024"><p lang="en" dir="ltr">🚨 Today, noyb has sent a cease and desist letter to Meta regarding its AI training plans in Europe.👉 If Meta doesn't comply with the request, noyb could file an injunction – or launch an EU class action in the future.All the details 👇https://t.co/VKXXdyFqo9<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1922533356232692024">May 14, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p><strong>Meta ha comunicato ufficialmente, il 14 aprile 2025</strong>, l’intenzione di riprendere l’addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale nell’Unione Europea, dopo lo stop forzato avvenuto nel 2024 a causa delle preoccupazioni sollevate da autorità e gruppi per la tutela dei dati personali.</p><p>Tra le voci più critiche figura <strong>noyb</strong>, che già nel giugno dello scorso anno aveva <strong>presentato reclami ufficiali per impedire a Meta di utilizzare i dati degli utenti europei</strong> per l’addestramento dei suoi sistemi di IA.</p><p>Nel suo annuncio, la società madre di <strong>Facebook e Instagram</strong> ha dichiarato di aver <strong>interagito con le autorità europee</strong> e di ritenere che <strong>il proprio approccio sia conforme alla normativa UE</strong> in materia di protezione dei dati.</p><p>In particolare, Meta cita <strong>un parere dell’EDPB (European Data Protection Board) pubblicato a dicembre</strong>, che fornisce linee guida all’Autorità garante per la protezione dei dati irlandese (DPA) per valutare la legittimità dell’utilizzo del "legittimo interesse" come base giuridica per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.</p><div><blockquote><p>Come può Meta sostenere di avere un 'legittimo interesse' ad assorbire tutti i dati per l'addestramento dell'IA?</p><p>Max Schrems, noyb</p></blockquote></div><p>Tuttavia, secondo <strong>Max Schrems</strong>, quanto fatto da Meta <strong>non basta a rendere l’addestramento di Meta AI conforme alla legge</strong>.</p><p><em>"Per quanto ci risulta, Meta ha 'interagito' con le autorità, ma questo non ha portato ad alcun 'via libera'. Sembra che Meta stia semplicemente andando avanti ignorando le autorità europee per la protezione dei dati"</em>, ha dichiarato Schrems.</p><p>Finora, solo un’organizzazione tedesca per la tutela dei consumatori, il Centro di Consulenza della Renania Settentrionale-Vestfalia (VZNRW), ha messo in dubbio la legittimità di Meta AI, inviando una richiesta ufficiale a Meta per bloccare i suoi piani di addestramento nell’UE.</p><p>Come sottolineato da <strong>noyb</strong>, le <strong>Autorità nazionali per la protezione dei dati (DPA)</strong> sono rimaste <strong>perlopiù silenziose</strong>, pur invitando i cittadini europei a esercitare il diritto di opposizione entro il 27 maggio.</p><p>Meta, dal canto suo, ha respinto le accuse del VZNRW, avvertendo che un’ingiunzione contro l’addestramento di Meta AI danneggerebbe sia il mercato tedesco che quello europeo dell’intelligenza artificiale.</p><h2 id="e-adesso">E adesso? </h2><p>Come anticipato, Meta è pronta ad avviare l’addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale utilizzando i post e le interazioni pubbliche degli utenti europei di Facebook e Instagram <strong>a partire dal 27 maggio 2025</strong>.</p><p>Noyb ha fatto sapere di essere al lavoro per valutare <strong>un’ingiunzione o un’azione collettiva</strong> nel caso Meta proceda con il piano, sottolineando ancora una volta come <strong>ottenere il consenso esplicito degli utenti</strong> resti la strada più semplice per risolvere le criticità legate al GDPR.</p><p>Nel frattempo, è importante che gli utenti europei <strong>optino per l’esclusione dal programma</strong>, se non desiderano che i propri dati vengano utilizzati per l’addestramento dell’IA. A ricordarlo è anche <strong>Proton</strong>, azienda specializzata in privacy digitale, che ha scritto su LinkedIn: <em>"È difficile prevedere come verranno usati questi dati in futuro, meglio prevenire che curare."</em></p><p>Per esercitare il diritto di opposizione, basta accedere al proprio account e compilare <strong>il modulo dedicato</strong> (uno per Facebook e uno per Instagram). <strong>Non è necessario fornire una motivazione</strong>.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Meta AI sotto accusa in Europa: la Germania chiede lo stop all’uso dei dati degli utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il gruppo tedesco per la tutela dei consumatori <strong>Verbraucherzentrale Nordrhein-Westfalen</strong> ha formalmente richiesto a <strong>Meta</strong> di sospendere i suoi piani per utilizzare i dati degli utenti dell’<strong>Unione Europea</strong> nell’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.</p><p>In una comunicazione ufficiale del <strong>30 aprile 2025</strong>, l’associazione ha inviato una <strong>lettera di diffida</strong> alla società, esortando le piattaforme <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong> a interrompere immediatamente qualsiasi iniziativa in tal senso. Il gruppo ha inoltre dichiarato di essere pronto a <strong>intraprendere azioni legali</strong> qualora Meta non dovesse adeguarsi.</p><p><em>“È fondamentale intervenire rapidamente, perché una volta che i dati vengono utilizzati per addestrare un’IA, recuperarli diventa estremamente difficile”</em>, ha dichiarato <strong>Christine Steffen</strong>, esperta di protezione dei dati presso il centro consumatori della Renania Settentrionale-Vestfalia.</p><p>Secondo quanto riportato, <strong>a partire dal 27 maggio 2025</strong>, tutti i <strong>post pubblici e le interazioni degli utenti</strong> saranno utilizzati per alimentare <strong>Meta AI</strong>, salvo espressa opposizione. Gli utenti dell’UE che <strong>non desiderano</strong> che i propri dati vengano utilizzati a questo scopo dovranno <strong>effettuare manualmente l’opt-out</strong>.</p><h2 id="meta-nella-bufera-in-europa">Meta nella bufera in Europa</h2><p>Dopo il lancio ufficiale di <strong>Meta AI nell’Unione Europea</strong> avvenuto a marzo, <strong>quasi un anno dopo il rinvio iniziale</strong>, Meta ha dichiarato di operare in <strong>conformità con le normative europee</strong> sulla protezione dei dati. <em>“Accogliamo positivamente il parere dell’EDPB di dicembre, che ha confermato come il nostro approccio iniziale fosse conforme agli obblighi di legge”</em>, si legge nell’annuncio ufficiale dell’azienda.</p><p>Il parere del <strong>Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB)</strong> fornisce indicazioni all’<strong>autorità irlandese per la protezione dei dati (DPA)</strong> sull’utilizzo del cosiddetto <strong>interesse legittimo</strong> come base giuridica per l’addestramento dei modelli IA.</p><p>Tuttavia, <strong>le associazioni dei consumatori tedesche contestano l’adeguatezza di questa motivazione</strong>. Secondo gli esperti, <strong>non è accettabile che le informazioni personali condivise con Meta nel corso degli anni possano ora essere impiegate per l’addestramento dell’intelligenza artificiale</strong>, senza un consenso esplicito.</p><p><em>“Non si può escludere che vengano utilizzati anche dati particolarmente sensibili, protetti in modo rafforzato dal GDPR”</em>, ha dichiarato <strong>Christine Steffen</strong>. <em>“In questi casi, l’opt-out proposto da Meta non basta: è necessario il consenso attivo dell’utente.”</em></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1913203881414131975"><p lang="en" dir="ltr">#Meta Skips Consent, Breaches #GDPR with EU Data AI Training. 📊🚫 #DataProtectionMatters #MakePrivacyReality pic.twitter.com/nYwZQOxtyL<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1913203881414131975">April 18, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Anche il gruppo austriaco per la tutela della privacy <strong>noyb (None of Your Business)</strong> si unisce alle critiche contro i piani di Meta per l’addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale con i dati degli utenti europei.</p><p><em>"Meta sta deliberatamente cercando di ignorare la legge europea, mettendo i propri interessi commerciali al di sopra del diritto fondamentale alla protezione dei dati personali"</em>, ha dichiarato <strong>Max Schrems</strong>, avvocato e co-fondatore di noyb, in un comunicato ufficiale, esprimendo <strong>pieno sostegno alle azioni del Verbraucherzentrale NRW</strong>.</p><p><em>"Meta dovrebbe semplicemente chiedere il consenso alle persone interessate. Se continuerà a ignorare il diritto dell’UE, ci saranno conseguenze per tutta l’Europa"</em>, ha aggiunto Schrems.</p><p>Con il lancio ufficiale di <strong>Meta AI previsto tra circa due settimane</strong>, ci si aspetta che <strong>anche altre organizzazioni europee per la privacy</strong>, le autorità competenti o persino la <strong>DPA irlandese</strong> possano intervenire con iniziative simili.</p><p>Nel frattempo, esperti e aziende del settore privacy, come <strong>Proton</strong> – noto fornitore di servizi di posta elettronica cifrata e VPN – <strong>invocano maggiore attenzione</strong>. In un post su LinkedIn, Proton scrive: <em>"È difficile prevedere come verranno usati questi dati in futuro – meglio prevenire che curare."</em></p><p>Gli utenti dell’<strong>Unione Europea hanno tempo fino al 27 maggio 2025</strong> per impedire che <strong>Facebook e Instagram utilizzino i propri dati per addestrare i modelli di IA</strong>. Per farlo, è necessario <strong>accedere al proprio account</strong> e <strong>compilare un modulo di opposizione</strong> (uno per Facebook e uno per Instagram). <strong>Non è necessario fornire una motivazione</strong> per esercitare questo diritto.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/meta-ai-sotto-accusa-in-europa-la-germania-chiede-lo-stop-alluso-dei-dati-degli-utenti-per-laddestramento</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dal 27 maggio, post e interazioni pubbliche alimenteranno l’IA di Meta: i consumatori tedeschi insorgono, mentre il resto d’Europa osserva con attenzione ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">QzNZ7inSXRMhor6BHAvfNg</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/F29me6S2xf8Vgih8SXuGve-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Tue, 13 May 2025 07:35:24 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Tue, 13 May 2025 07:36:01 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/F29me6S2xf8Vgih8SXuGve-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Photo Illustration by Thomas Fuller/SOPA Images/LightRocket via Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[In this photo illustration, the Meta AI logo is seen displayed on a smartphone screen]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[In this photo illustration, the Meta AI logo is seen displayed on a smartphone screen]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[In this photo illustration, the Meta AI logo is seen displayed on a smartphone screen]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/F29me6S2xf8Vgih8SXuGve-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il gruppo tedesco per la tutela dei consumatori <strong>Verbraucherzentrale Nordrhein-Westfalen</strong> ha formalmente richiesto a <strong>Meta</strong> di sospendere i suoi piani per utilizzare i dati degli utenti dell’<strong>Unione Europea</strong> nell’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.</p><p>In una comunicazione ufficiale del <strong>30 aprile 2025</strong>, l’associazione ha inviato una <strong>lettera di diffida</strong> alla società, esortando le piattaforme <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong> a interrompere immediatamente qualsiasi iniziativa in tal senso. Il gruppo ha inoltre dichiarato di essere pronto a <strong>intraprendere azioni legali</strong> qualora Meta non dovesse adeguarsi.</p><p><em>“È fondamentale intervenire rapidamente, perché una volta che i dati vengono utilizzati per addestrare un’IA, recuperarli diventa estremamente difficile”</em>, ha dichiarato <strong>Christine Steffen</strong>, esperta di protezione dei dati presso il centro consumatori della Renania Settentrionale-Vestfalia.</p><p>Secondo quanto riportato, <strong>a partire dal 27 maggio 2025</strong>, tutti i <strong>post pubblici e le interazioni degli utenti</strong> saranno utilizzati per alimentare <strong>Meta AI</strong>, salvo espressa opposizione. Gli utenti dell’UE che <strong>non desiderano</strong> che i propri dati vengano utilizzati a questo scopo dovranno <strong>effettuare manualmente l’opt-out</strong>.</p><h2 id="meta-nella-bufera-in-europa">Meta nella bufera in Europa</h2><p>Dopo il lancio ufficiale di <strong>Meta AI nell’Unione Europea</strong> avvenuto a marzo, <strong>quasi un anno dopo il rinvio iniziale</strong>, Meta ha dichiarato di operare in <strong>conformità con le normative europee</strong> sulla protezione dei dati. <em>“Accogliamo positivamente il parere dell’EDPB di dicembre, che ha confermato come il nostro approccio iniziale fosse conforme agli obblighi di legge”</em>, si legge nell’annuncio ufficiale dell’azienda.</p><p>Il parere del <strong>Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB)</strong> fornisce indicazioni all’<strong>autorità irlandese per la protezione dei dati (DPA)</strong> sull’utilizzo del cosiddetto <strong>interesse legittimo</strong> come base giuridica per l’addestramento dei modelli IA.</p><p>Tuttavia, <strong>le associazioni dei consumatori tedesche contestano l’adeguatezza di questa motivazione</strong>. Secondo gli esperti, <strong>non è accettabile che le informazioni personali condivise con Meta nel corso degli anni possano ora essere impiegate per l’addestramento dell’intelligenza artificiale</strong>, senza un consenso esplicito.</p><p><em>“Non si può escludere che vengano utilizzati anche dati particolarmente sensibili, protetti in modo rafforzato dal GDPR”</em>, ha dichiarato <strong>Christine Steffen</strong>. <em>“In questi casi, l’opt-out proposto da Meta non basta: è necessario il consenso attivo dell’utente.”</em></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1913203881414131975"><p lang="en" dir="ltr">#Meta Skips Consent, Breaches #GDPR with EU Data AI Training. 📊🚫 #DataProtectionMatters #MakePrivacyReality pic.twitter.com/nYwZQOxtyL<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1913203881414131975">April 18, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Anche il gruppo austriaco per la tutela della privacy <strong>noyb (None of Your Business)</strong> si unisce alle critiche contro i piani di Meta per l’addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale con i dati degli utenti europei.</p><p><em>"Meta sta deliberatamente cercando di ignorare la legge europea, mettendo i propri interessi commerciali al di sopra del diritto fondamentale alla protezione dei dati personali"</em>, ha dichiarato <strong>Max Schrems</strong>, avvocato e co-fondatore di noyb, in un comunicato ufficiale, esprimendo <strong>pieno sostegno alle azioni del Verbraucherzentrale NRW</strong>.</p><p><em>"Meta dovrebbe semplicemente chiedere il consenso alle persone interessate. Se continuerà a ignorare il diritto dell’UE, ci saranno conseguenze per tutta l’Europa"</em>, ha aggiunto Schrems.</p><p>Con il lancio ufficiale di <strong>Meta AI previsto tra circa due settimane</strong>, ci si aspetta che <strong>anche altre organizzazioni europee per la privacy</strong>, le autorità competenti o persino la <strong>DPA irlandese</strong> possano intervenire con iniziative simili.</p><p>Nel frattempo, esperti e aziende del settore privacy, come <strong>Proton</strong> – noto fornitore di servizi di posta elettronica cifrata e VPN – <strong>invocano maggiore attenzione</strong>. In un post su LinkedIn, Proton scrive: <em>"È difficile prevedere come verranno usati questi dati in futuro – meglio prevenire che curare."</em></p><p>Gli utenti dell’<strong>Unione Europea hanno tempo fino al 27 maggio 2025</strong> per impedire che <strong>Facebook e Instagram utilizzino i propri dati per addestrare i modelli di IA</strong>. Per farlo, è necessario <strong>accedere al proprio account</strong> e <strong>compilare un modulo di opposizione</strong> (uno per Facebook e uno per Instagram). <strong>Non è necessario fornire una motivazione</strong> per esercitare questo diritto.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Meta userà i dati pubblici degli europei per addestrare l’IA, ma potete impedirglielo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Meta ha annunciato il 14 aprile 2025 di aver ripreso il suo piano per utilizzare i dati degli utenti europei nell’addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale. A breve, tutti i post e i commenti pubblici condivisi dagli utenti adulti sulle piattaforme social del gruppo verranno inclusi nel processo di training di Meta AI, insieme alle interazioni dirette con il chatbot.</p><p>La decisione segue il lancio ufficiale di Meta AI anche nell’Unione Europea, avvenuto a marzo, dopo che l’implementazione era stata temporaneamente sospesa a causa delle preoccupazioni sollevate dai garanti della privacy dei Paesi membri.</p><h2 id="cos-e-l-addestramento-meta-ai-e-come-abbandonarlo">Cos'è l'addestramento Meta AI e come abbandonarlo</h2><p>Nel comunicato ufficiale, Meta ha dichiarato: “Riteniamo di avere la responsabilità di sviluppare un’IA non solo accessibile agli europei, ma pensata per loro. Per questo è fondamentale che i nostri modelli generativi vengano addestrati su una varietà di dati in grado di riflettere le incredibili sfumature e complessità che caratterizzano le comunità europee”.</p><p>Secondo l’azienda, questo tipo di addestramento non è una pratica esclusiva né di Meta né dell’Europa: lo stesso approccio viene infatti adottato in tutte le aree in cui Meta AI è attiva. Come già spiegato, il sistema utilizzerà per l’addestramento tutti i post pubblici e i dati relativi alle interazioni degli utenti adulti. I contenuti pubblici degli utenti europei di età inferiore ai 18 anni non verranno inclusi.</p><p>Meta assicura inoltre che i messaggi privati scambiati tramite WhatsApp o iMessage non saranno in alcun modo impiegati per scopi di addestramento dell’intelligenza artificiale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MyZGd9Wzm5FUMmDQ3QiS9W" name="WhatsAppMetaAIring" alt="Two hands holding a phone showing WhatsApp's new Meta AI ring" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MyZGd9Wzm5FUMmDQ3QiS9W-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta / Future)</span></figcaption></figure><p>A partire da questa settimana, tutti gli utenti europei delle piattaforme Meta inizieranno a ricevere notifiche, via app o email, riguardo ai nuovi termini relativi all’uso dei propri dati per l’addestramento dell’intelligenza artificiale. Queste comunicazioni includeranno un link diretto a un modulo tramite il quale sarà possibile negare il consenso al trattamento dei dati per finalità di training di Meta AI.</p><p>“Abbiamo reso questo modulo di opposizione facile da trovare, leggere e compilare, e daremo seguito a tutte le richieste già ricevute così come a quelle che arriveranno”, ha dichiarato l’azienda. Tuttavia, è importante comprendere che, una volta che le informazioni entrano nel database di un modello linguistico di grandi dimensioni, diventa estremamente difficile – se non impossibile – esercitare il diritto all’oblio previsto dal GDPR.</p><p>È proprio per questo motivo che esperti in tutela della privacy, come Proton (noto provider di soluzioni come VPN e email criptate), stanno invitando gli utenti europei più attenti alla propria riservatezza a rifiutare l’uso dei propri dati per l’addestramento di Meta AI. “Raccomandiamo a tutti di compilare il modulo quando lo riceveranno, per tutelare la propria privacy. È difficile prevedere come questi dati verranno usati in futuro – meglio essere prudenti,” si legge in un post pubblicato da Proton su LinkedIn.</p><p>L’annuncio di Meta coincide con l’apertura, da parte del garante irlandese, di un’indagine su Grok AI, la piattaforma di intelligenza artificiale gestita da X. L’obiettivo è verificare se i contenuti pubblicamente accessibili su X vengano usati per addestrare l’IA in modo conforme alle normative del GDPR.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/meta-usera-i-dati-pubblici-degli-europei-per-addestrare-lia-ma-potete-impedirglielo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Post e interazioni degli utenti adulti saranno usati per Meta AI: ecco come rifiutare il consenso. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">XQoXYaWo3exy3CfFWHbse4</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hRDPSVskv7qzShKnFNsunJ-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 18 Apr 2025 07:30:52 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hRDPSVskv7qzShKnFNsunJ-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Photo by VINCENT FEURAY/Hans Lucas/AFP via Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Double exposure photograph of a portrait of Mark Zuckerberg and a telephone displaying the Meta group s artificial intelligence logo at Kerlouan in Brittany in France on April 11 2025.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Double exposure photograph of a portrait of Mark Zuckerberg and a telephone displaying the Meta group s artificial intelligence logo at Kerlouan in Brittany in France on April 11 2025.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Double exposure photograph of a portrait of Mark Zuckerberg and a telephone displaying the Meta group s artificial intelligence logo at Kerlouan in Brittany in France on April 11 2025.]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hRDPSVskv7qzShKnFNsunJ-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Meta ha annunciato il 14 aprile 2025 di aver ripreso il suo piano per utilizzare i dati degli utenti europei nell’addestramento dei suoi modelli di intelligenza artificiale. A breve, tutti i post e i commenti pubblici condivisi dagli utenti adulti sulle piattaforme social del gruppo verranno inclusi nel processo di training di Meta AI, insieme alle interazioni dirette con il chatbot.</p><p>La decisione segue il lancio ufficiale di Meta AI anche nell’Unione Europea, avvenuto a marzo, dopo che l’implementazione era stata temporaneamente sospesa a causa delle preoccupazioni sollevate dai garanti della privacy dei Paesi membri.</p><h2 id="cos-e-l-addestramento-meta-ai-e-come-abbandonarlo">Cos'è l'addestramento Meta AI e come abbandonarlo</h2><p>Nel comunicato ufficiale, Meta ha dichiarato: “Riteniamo di avere la responsabilità di sviluppare un’IA non solo accessibile agli europei, ma pensata per loro. Per questo è fondamentale che i nostri modelli generativi vengano addestrati su una varietà di dati in grado di riflettere le incredibili sfumature e complessità che caratterizzano le comunità europee”.</p><p>Secondo l’azienda, questo tipo di addestramento non è una pratica esclusiva né di Meta né dell’Europa: lo stesso approccio viene infatti adottato in tutte le aree in cui Meta AI è attiva. Come già spiegato, il sistema utilizzerà per l’addestramento tutti i post pubblici e i dati relativi alle interazioni degli utenti adulti. I contenuti pubblici degli utenti europei di età inferiore ai 18 anni non verranno inclusi.</p><p>Meta assicura inoltre che i messaggi privati scambiati tramite WhatsApp o iMessage non saranno in alcun modo impiegati per scopi di addestramento dell’intelligenza artificiale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MyZGd9Wzm5FUMmDQ3QiS9W" name="WhatsAppMetaAIring" alt="Two hands holding a phone showing WhatsApp's new Meta AI ring" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MyZGd9Wzm5FUMmDQ3QiS9W-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta / Future)</span></figcaption></figure><p>A partire da questa settimana, tutti gli utenti europei delle piattaforme Meta inizieranno a ricevere notifiche, via app o email, riguardo ai nuovi termini relativi all’uso dei propri dati per l’addestramento dell’intelligenza artificiale. Queste comunicazioni includeranno un link diretto a un modulo tramite il quale sarà possibile negare il consenso al trattamento dei dati per finalità di training di Meta AI.</p><p>“Abbiamo reso questo modulo di opposizione facile da trovare, leggere e compilare, e daremo seguito a tutte le richieste già ricevute così come a quelle che arriveranno”, ha dichiarato l’azienda. Tuttavia, è importante comprendere che, una volta che le informazioni entrano nel database di un modello linguistico di grandi dimensioni, diventa estremamente difficile – se non impossibile – esercitare il diritto all’oblio previsto dal GDPR.</p><p>È proprio per questo motivo che esperti in tutela della privacy, come Proton (noto provider di soluzioni come VPN e email criptate), stanno invitando gli utenti europei più attenti alla propria riservatezza a rifiutare l’uso dei propri dati per l’addestramento di Meta AI. “Raccomandiamo a tutti di compilare il modulo quando lo riceveranno, per tutelare la propria privacy. È difficile prevedere come questi dati verranno usati in futuro – meglio essere prudenti,” si legge in un post pubblicato da Proton su LinkedIn.</p><p>L’annuncio di Meta coincide con l’apertura, da parte del garante irlandese, di un’indagine su Grok AI, la piattaforma di intelligenza artificiale gestita da X. L’obiettivo è verificare se i contenuti pubblicamente accessibili su X vengano usati per addestrare l’IA in modo conforme alle normative del GDPR.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Siri sotto accusa in Francia: Apple violerebbe la privacy degli utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L'organizzazione francese per i diritti umani, Ligue des droits de l'Homme, ha accusato Apple di violazioni della privacy, trattamento illecito di dati personali e pratiche commerciali ingannevoli, come riportato da Radio France e Le Monde.</p><p>La denuncia sulla privacy si basa su informazioni fornite da un ex dipendente, che avrebbe condiviso prove della raccolta e del trattamento su larga scala delle registrazioni vocali di Siri senza il consenso degli utenti.</p><p>Il reclamo è stato presentato alla Procura di Parigi giovedì 13 febbraio 2025, solo poche settimane dopo che il colosso tecnologico ha accettato di pagare 95 milioni di dollari per chiudere una causa simile in California, senza però ammettere alcuna responsabilità.</p><h2 id="invasione-della-privacy-e-violazione-del-gdpr">Invasione della privacy e violazione del GDPR</h2><p>Il francese Thomas Le Bonniec ha iniziato a lavorare per Globe Technical Services (GTS) a Cork, in Irlanda, nella primavera del 2019. Faceva parte di un team incaricato di migliorare le risposte multilingue di Siri, ascoltando, trascrivendo e catalogando le registrazioni attivate dall'assistente vocale di Apple.</p><p>"Il primo giorno ci è stato detto che avremmo lavorato su registrazioni di persone che parlavano con Siri o su registrazioni catturate senza il loro consenso, quando il dispositivo si attivava per errore", ha raccontato Le Bonniec a Radio France.</p><p>Il suo compito principale era verificare l'accuratezza delle trascrizioni di Siri e determinare se una registrazione fosse stata attivata accidentalmente. Durante il periodo trascorso presso GTS, ha riferito di aver ascoltato, insieme ai colleghi, un numero significativo di conversazioni private, registrate involontariamente dall'assistente vocale.</p><p>Alcuni membri del team si occupavano anche della catalogazione dei dati. "Dovevano confrontare le parole chiave pronunciate in una registrazione con le informazioni memorizzate nei dispositivi, come contatti, posizione geografica, musica, film, marchi, e così via. Questi dati venivano poi associati a specifiche etichette", ha spiegato Le Bonniec.</p><p>Secondo i documenti esaminati dall'unità investigativa di Radio France, la denuncia della Ligue des droits de l'Homme (LDH) accusa Apple di violare le normative GDPR sulla protezione dei dati e sul consenso informato.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1890345423753126111"><p lang="en" dir="ltr">La @LDH_Fr dépose plainte contre Apple et son assistant vocal "Siri" pour violation de la vie privée, traitement illicite des données personnelles et pratique commerciale trompeuse. Pour lire l'enquête de Stéphane Pair à lire dans son intégralité ⬇️ https://t.co/GFQGaF5oBe pic.twitter.com/3MqY9b5P00<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1890345423753126111">February 14, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Parlando a un'emittente televisiva francese, la presidente della Ligue des droits de l'Homme (LDH), Nathalie Tehio, ha spiegato che la denuncia si concentra su due principali violazioni: l’invasione della privacy, attraverso registrazioni effettuate senza il consenso degli utenti, e la violazione delle leggi europee sulla protezione dei dati personali.</p><p>"Non si tratta solo di essere spiati, ma anche registrati. C'è ascolto, registrazione e persino trasmissione," ha dichiarato Tehio. "Le registrazioni avvengono senza che le persone ne siano a conoscenza, il che costituisce un’infrazione. Inoltre, c’è una violazione del GDPR, perché non è stato dato un consenso informato per questa raccolta di dati personali. Si tratta di due reati."</p><p>Contattata da TechRadar, un portavoce di Apple ha precisato che il caso in Francia, al momento, è solo una denuncia sulla privacy, e che non è stata ancora aperta alcuna indagine ufficiale.</p><p>Apple ha anche sottolineato di aver apportato modifiche nel 2019 per garantire che Siri rispetti gli standard sulla privacy dell'azienda. Tra le misure adottate, l’eliminazione della memorizzazione delle registrazioni audio delle interazioni con Siri e la possibilità per gli utenti di scegliere se autorizzare o meno l’utilizzo dei propri campioni audio per migliorare il sistema.</p><p>Nel comunicato ufficiale pubblicato a gennaio 2025, Apple ha dichiarato: "Apple non ha mai utilizzato i dati di Siri per creare profili di marketing, non li ha mai resi disponibili per la pubblicità e non li ha mai venduti a nessuno per alcuno scopo. Stiamo continuamente sviluppando tecnologie per rendere Siri ancora più privato e continueremo a farlo."</p><h2 id="cosa-c-e-dopo">Cosa c'è dopo?</h2><p>Se la denuncia della Ligue des droits de l'Homme (LDH) porterà all'apertura di un'indagine più ampia sulle pratiche di gestione dei dati di Apple è ancora troppo presto per dirlo con certezza.</p><p>Tuttavia, come già accennato, Apple sta affrontando problematiche simili anche negli Stati Uniti. La class action in California, Lopez et al v. Apple Inc, accusa Siri di aver divulgato conversazioni private agli inserzionisti.</p><p>Pur non confermando queste accuse, Apple ha deciso di chiudere la causa con un accordo da 95 milioni di dollari. "Abbiamo scelto di risolvere la questione per evitare ulteriori contenziosi e andare avanti rispetto alle preoccupazioni sulla revisione dei dati da parte di terzi, un problema già affrontato nel 2019," ha dichiarato un portavoce dell'azienda a TechRadar.</p><p>Secondo un'indagine di Proton VPN, uno dei principali fornitori di servizi VPN, nel 2024 le Big Tech hanno pagato oltre 8 miliardi di dollari in multe in meno di tre settimane. In questo contesto, la transazione da 95 milioni di dollari per la causa in California sembra rientrare nei costi operativi dell’azienda piuttosto che rappresentare un impatto significativo sulle sue pratiche.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/siri-sotto-accusa-in-francia-apple-violerebbe-la-privacy-degli-utenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Apple affronta una denuncia in Francia per violazioni della privacy legate alla raccolta e gestione dei dati vocali di Siri, senza il consenso degli utenti. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">UXru4mfBb4x6ogP2huXdYh</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5pJ6jfjPhPfKGJhfsfH3eg-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 20 Feb 2025 15:10:47 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5pJ6jfjPhPfKGJhfsfH3eg-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Photo by PHILIPPE LOPEZ/AFP via Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[This photograph shows wordmark of Siri, a digital assistant developed by Apple Inc., displayed on a smartphone]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[This photograph shows wordmark of Siri, a digital assistant developed by Apple Inc., displayed on a smartphone]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[This photograph shows wordmark of Siri, a digital assistant developed by Apple Inc., displayed on a smartphone]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5pJ6jfjPhPfKGJhfsfH3eg-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>L'organizzazione francese per i diritti umani, Ligue des droits de l'Homme, ha accusato Apple di violazioni della privacy, trattamento illecito di dati personali e pratiche commerciali ingannevoli, come riportato da Radio France e Le Monde.</p><p>La denuncia sulla privacy si basa su informazioni fornite da un ex dipendente, che avrebbe condiviso prove della raccolta e del trattamento su larga scala delle registrazioni vocali di Siri senza il consenso degli utenti.</p><p>Il reclamo è stato presentato alla Procura di Parigi giovedì 13 febbraio 2025, solo poche settimane dopo che il colosso tecnologico ha accettato di pagare 95 milioni di dollari per chiudere una causa simile in California, senza però ammettere alcuna responsabilità.</p><h2 id="invasione-della-privacy-e-violazione-del-gdpr">Invasione della privacy e violazione del GDPR</h2><p>Il francese Thomas Le Bonniec ha iniziato a lavorare per Globe Technical Services (GTS) a Cork, in Irlanda, nella primavera del 2019. Faceva parte di un team incaricato di migliorare le risposte multilingue di Siri, ascoltando, trascrivendo e catalogando le registrazioni attivate dall'assistente vocale di Apple.</p><p>"Il primo giorno ci è stato detto che avremmo lavorato su registrazioni di persone che parlavano con Siri o su registrazioni catturate senza il loro consenso, quando il dispositivo si attivava per errore", ha raccontato Le Bonniec a Radio France.</p><p>Il suo compito principale era verificare l'accuratezza delle trascrizioni di Siri e determinare se una registrazione fosse stata attivata accidentalmente. Durante il periodo trascorso presso GTS, ha riferito di aver ascoltato, insieme ai colleghi, un numero significativo di conversazioni private, registrate involontariamente dall'assistente vocale.</p><p>Alcuni membri del team si occupavano anche della catalogazione dei dati. "Dovevano confrontare le parole chiave pronunciate in una registrazione con le informazioni memorizzate nei dispositivi, come contatti, posizione geografica, musica, film, marchi, e così via. Questi dati venivano poi associati a specifiche etichette", ha spiegato Le Bonniec.</p><p>Secondo i documenti esaminati dall'unità investigativa di Radio France, la denuncia della Ligue des droits de l'Homme (LDH) accusa Apple di violare le normative GDPR sulla protezione dei dati e sul consenso informato.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1890345423753126111"><p lang="en" dir="ltr">La @LDH_Fr dépose plainte contre Apple et son assistant vocal "Siri" pour violation de la vie privée, traitement illicite des données personnelles et pratique commerciale trompeuse. Pour lire l'enquête de Stéphane Pair à lire dans son intégralité ⬇️ https://t.co/GFQGaF5oBe pic.twitter.com/3MqY9b5P00<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1890345423753126111">February 14, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Parlando a un'emittente televisiva francese, la presidente della Ligue des droits de l'Homme (LDH), Nathalie Tehio, ha spiegato che la denuncia si concentra su due principali violazioni: l’invasione della privacy, attraverso registrazioni effettuate senza il consenso degli utenti, e la violazione delle leggi europee sulla protezione dei dati personali.</p><p>"Non si tratta solo di essere spiati, ma anche registrati. C'è ascolto, registrazione e persino trasmissione," ha dichiarato Tehio. "Le registrazioni avvengono senza che le persone ne siano a conoscenza, il che costituisce un’infrazione. Inoltre, c’è una violazione del GDPR, perché non è stato dato un consenso informato per questa raccolta di dati personali. Si tratta di due reati."</p><p>Contattata da TechRadar, un portavoce di Apple ha precisato che il caso in Francia, al momento, è solo una denuncia sulla privacy, e che non è stata ancora aperta alcuna indagine ufficiale.</p><p>Apple ha anche sottolineato di aver apportato modifiche nel 2019 per garantire che Siri rispetti gli standard sulla privacy dell'azienda. Tra le misure adottate, l’eliminazione della memorizzazione delle registrazioni audio delle interazioni con Siri e la possibilità per gli utenti di scegliere se autorizzare o meno l’utilizzo dei propri campioni audio per migliorare il sistema.</p><p>Nel comunicato ufficiale pubblicato a gennaio 2025, Apple ha dichiarato: "Apple non ha mai utilizzato i dati di Siri per creare profili di marketing, non li ha mai resi disponibili per la pubblicità e non li ha mai venduti a nessuno per alcuno scopo. Stiamo continuamente sviluppando tecnologie per rendere Siri ancora più privato e continueremo a farlo."</p><h2 id="cosa-c-e-dopo">Cosa c'è dopo?</h2><p>Se la denuncia della Ligue des droits de l'Homme (LDH) porterà all'apertura di un'indagine più ampia sulle pratiche di gestione dei dati di Apple è ancora troppo presto per dirlo con certezza.</p><p>Tuttavia, come già accennato, Apple sta affrontando problematiche simili anche negli Stati Uniti. La class action in California, Lopez et al v. Apple Inc, accusa Siri di aver divulgato conversazioni private agli inserzionisti.</p><p>Pur non confermando queste accuse, Apple ha deciso di chiudere la causa con un accordo da 95 milioni di dollari. "Abbiamo scelto di risolvere la questione per evitare ulteriori contenziosi e andare avanti rispetto alle preoccupazioni sulla revisione dei dati da parte di terzi, un problema già affrontato nel 2019," ha dichiarato un portavoce dell'azienda a TechRadar.</p><p>Secondo un'indagine di Proton VPN, uno dei principali fornitori di servizi VPN, nel 2024 le Big Tech hanno pagato oltre 8 miliardi di dollari in multe in meno di tre settimane. In questo contesto, la transazione da 95 milioni di dollari per la causa in California sembra rientrare nei costi operativi dell’azienda piuttosto che rappresentare un impatto significativo sulle sue pratiche.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ DeepSeek accusata di condividere dati con ByteDance, cresce l’allarme sulla privacy ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L&apos;autorità per la protezione dei dati della Corea del Sud ha accusato DeepSeek di aver inviato informazioni degli utenti al colosso cinese ByteDance, proprietario di TikTok, tramite il suo chatbot AI. L’accusa arriva appena un giorno dopo la decisione di bloccare temporaneamente i nuovi download di DeepSeek per questioni legate alla privacy.</p><p>"Abbiamo confermato che DeepSeek ha comunicato con ByteDance", ha dichiarato un rappresentante della Commissione per la Protezione delle Informazioni Personali (PIPC) all&apos;agenzia Yonhap, aggiungendo però che "non è ancora chiaro quali dati siano stati trasferiti e in che misura".</p><p>Sebbene non abbia commentato direttamente l’accusa, DeepSeek avrebbe ammesso di non aver tenuto sufficientemente conto delle leggi locali sulla protezione dei dati e si è detto disponibile a collaborare con l&apos;ente regolatore per chiarire la questione.</p><h2 id="la-tecnologia-cinese-xe8-sottoposta-a-maggiori-controlli">La tecnologia cinese è sottoposta a maggiori controlli</h2><p>La Corea del Sud potrebbe essere la prima a formalmente accusare DeepSeek di aver condiviso illegalmente i dati degli utenti con ByteDance, la controversa società proprietaria di TikTok, ma non è l’unico paese a muoversi contro il nuovo chatbot AI cinese per motivi di privacy.</p><p>Dal suo lancio a gennaio, DeepSeek ha suscitato forti reazioni a livello globale. Con <strong>12 milioni di download nelle prime 48 ore</strong>, l’app ha attirato l’attenzione dei governi, che stanno guardando con crescente sospetto al fenomeno.</p><p>Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Taiwan, Australia e Corea del Sud sono solo alcuni dei paesi che stanno esaminando DeepSeek AI, accusandolo in gran parte di violare le normative nazionali sulla protezione dei dati.</p><p>Le problematiche principali riguardano l’archiviazione delle informazioni degli utenti sui server cinesi. Secondo l’informativa sulla privacy della piattaforma, i dati raccolti possono essere utilizzati per “rispettare gli obblighi legali, svolgere compiti di interesse pubblico o proteggere gli interessi vitali degli utenti e di altre persone”.</p><p>Le recenti accuse della Commissione per la Protezione delle Informazioni Personali della Corea del Sud stanno rafforzando le preoccupazioni dei governi occidentali su come aziende di questo tipo gestiscono i dati dei loro cittadini.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:58.01%;"><img id="8hgLAbGpUKiEpH6hUx3L9R" name="shutterstock_2360820155" alt="A phone showing the TikTok logo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8hgLAbGpUKiEpH6hUx3L9R-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2339" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / Daniel Constante)</span></figcaption></figure><p>Le preoccupazioni sul possibile accesso del governo cinese ai dati degli americani sono tra i motivi che spingono gli Stati Uniti verso un possibile divieto di TikTok.</p><p>Anche al di fuori degli USA, diversi paesi, tra cui il Regno Unito e alcune nazioni europee, hanno vietato l’uso di TikTok sui dispositivi ufficiali per motivi di sicurezza.</p><p>ByteDance, però, ha sempre respinto queste accuse, e lo stesso ha fatto di fronte alle recenti contestazioni della Corea del Sud.</p><p>Secondo quanto riportato da The Independent, la società madre di TikTok ritiene che il suo legame con DeepSeek sia dovuto esclusivamente all’uso dei servizi cloud di Volcano Engine, che appartiene a ByteDance. Tuttavia, secondo il quotidiano, questo "non significa che abbia accesso ai dati di DeepSeek".</p><p>La Corea del Sud non è l’unica a suggerire che le due aziende cinesi stiano comunicando. Un recente rapporto della società di cybersecurity SecurityScorecard ha individuato elementi di "integrazione con i servizi di ByteDance" all&apos;interno del codice di DeepSeek.</p><p>Quel che è certo è che l’operatore di DeepSeek dovrà rispondere alle richieste di chiarimento delle autorità sudcoreane, ora che è stata avviata un’indagine ufficiale sulle sue pratiche di gestione dei dati.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/deepseek-accusata-di-condividere-dati-con-bytedance-cresce-lallarme-sulla-privacy</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L’autorità sudcoreana per la protezione dei dati accusa DeepSeek di trasmettere informazioni degli utenti a ByteDance, rafforzando le preoccupazioni globali sulla privacy. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">WsnR9MDij9GUDM75uuLMYk</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RFHhebaafuggVviVNzSsy-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 19 Feb 2025 15:48:15 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RFHhebaafuggVviVNzSsy-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[DeepSeek]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[DeepSeek]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[DeepSeek]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RFHhebaafuggVviVNzSsy-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>L&apos;autorità per la protezione dei dati della Corea del Sud ha accusato DeepSeek di aver inviato informazioni degli utenti al colosso cinese ByteDance, proprietario di TikTok, tramite il suo chatbot AI. L’accusa arriva appena un giorno dopo la decisione di bloccare temporaneamente i nuovi download di DeepSeek per questioni legate alla privacy.</p><p>"Abbiamo confermato che DeepSeek ha comunicato con ByteDance", ha dichiarato un rappresentante della Commissione per la Protezione delle Informazioni Personali (PIPC) all&apos;agenzia Yonhap, aggiungendo però che "non è ancora chiaro quali dati siano stati trasferiti e in che misura".</p><p>Sebbene non abbia commentato direttamente l’accusa, DeepSeek avrebbe ammesso di non aver tenuto sufficientemente conto delle leggi locali sulla protezione dei dati e si è detto disponibile a collaborare con l&apos;ente regolatore per chiarire la questione.</p><h2 id="la-tecnologia-cinese-xe8-sottoposta-a-maggiori-controlli">La tecnologia cinese è sottoposta a maggiori controlli</h2><p>La Corea del Sud potrebbe essere la prima a formalmente accusare DeepSeek di aver condiviso illegalmente i dati degli utenti con ByteDance, la controversa società proprietaria di TikTok, ma non è l’unico paese a muoversi contro il nuovo chatbot AI cinese per motivi di privacy.</p><p>Dal suo lancio a gennaio, DeepSeek ha suscitato forti reazioni a livello globale. Con <strong>12 milioni di download nelle prime 48 ore</strong>, l’app ha attirato l’attenzione dei governi, che stanno guardando con crescente sospetto al fenomeno.</p><p>Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Taiwan, Australia e Corea del Sud sono solo alcuni dei paesi che stanno esaminando DeepSeek AI, accusandolo in gran parte di violare le normative nazionali sulla protezione dei dati.</p><p>Le problematiche principali riguardano l’archiviazione delle informazioni degli utenti sui server cinesi. Secondo l’informativa sulla privacy della piattaforma, i dati raccolti possono essere utilizzati per “rispettare gli obblighi legali, svolgere compiti di interesse pubblico o proteggere gli interessi vitali degli utenti e di altre persone”.</p><p>Le recenti accuse della Commissione per la Protezione delle Informazioni Personali della Corea del Sud stanno rafforzando le preoccupazioni dei governi occidentali su come aziende di questo tipo gestiscono i dati dei loro cittadini.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:58.01%;"><img id="8hgLAbGpUKiEpH6hUx3L9R" name="shutterstock_2360820155" alt="A phone showing the TikTok logo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8hgLAbGpUKiEpH6hUx3L9R-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2339" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / Daniel Constante)</span></figcaption></figure><p>Le preoccupazioni sul possibile accesso del governo cinese ai dati degli americani sono tra i motivi che spingono gli Stati Uniti verso un possibile divieto di TikTok.</p><p>Anche al di fuori degli USA, diversi paesi, tra cui il Regno Unito e alcune nazioni europee, hanno vietato l’uso di TikTok sui dispositivi ufficiali per motivi di sicurezza.</p><p>ByteDance, però, ha sempre respinto queste accuse, e lo stesso ha fatto di fronte alle recenti contestazioni della Corea del Sud.</p><p>Secondo quanto riportato da The Independent, la società madre di TikTok ritiene che il suo legame con DeepSeek sia dovuto esclusivamente all’uso dei servizi cloud di Volcano Engine, che appartiene a ByteDance. Tuttavia, secondo il quotidiano, questo "non significa che abbia accesso ai dati di DeepSeek".</p><p>La Corea del Sud non è l’unica a suggerire che le due aziende cinesi stiano comunicando. Un recente rapporto della società di cybersecurity SecurityScorecard ha individuato elementi di "integrazione con i servizi di ByteDance" all&apos;interno del codice di DeepSeek.</p><p>Quel che è certo è che l’operatore di DeepSeek dovrà rispondere alle richieste di chiarimento delle autorità sudcoreane, ora che è stata avviata un’indagine ufficiale sulle sue pratiche di gestione dei dati.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Scansione delle chat su WhatsApp: l’UE torna a discutere la controversa proposta ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il 5 dicembre 2024, il Partito Pirata Europeo ha riportato una voce non confermata secondo cui un governo critico potrebbe unirsi ai sostenitori della proposta dell&apos;UE di monitorare le comunicazioni private per contrastare la diffusione di materiale pedopornografico (CSAM). Questa proposta, conosciuta dai critici come "Chat Control", è stata oggetto di accesi dibattiti sin dalla sua presentazione iniziale nel maggio 2022.</p><p>L&apos;attuale scenario vede il Consiglio dell&apos;UE diviso sulla questione, con il voto decisivo previsto per il 6 dicembre 2024. La proposta è già stata modificata per mitigare le minacce alla crittografia end-to-end, con il Parlamento europeo che ha adottato emendamenti pro-privacy, sebbene il Consiglio non abbia ancora raggiunto un consenso definitivo. Il voto sarà cruciale per determinare il futuro della privacy digitale in Europa, dato che alcuni Stati membri chiave devono ancora dichiarare la propria posizione definitiva.</p><h2 id="che-cos-apos-xe8-la-fattura-di-scansione-csam-dell-apos-ue">Che cos&apos;è la fattura di scansione CSAM dell&apos;UE?</h2><p>Il disegno di legge dell&apos;UE contro il materiale pedopornografico (CSAM) ha subito modifiche significative, ma continua a suscitare critiche, soprattutto per l&apos;impiego della "scansione lato client" (client-side scanning). Questa tecnologia obbligherebbe le applicazioni di messaggistica a scansionare i contenuti degli utenti prima che siano crittografati, sollevando timori sulla violazione della crittografia end-to-end. Meredith Whittaker, presidente della Signal Foundation, ha definito la "moderazione dell&apos;upload" un&apos;operazione che compromette la sicurezza e la privacy, creando vulnerabilità sfruttabili da attori malevoli o governi autoritari. Inoltre, esperti di privacy e crittografi sottolineano il pericolo per i diritti democratici e la sicurezza digitale globale.</p><p>Una seconda versione della proposta, presentata nel giugno 2024, si concentra sulla scansione di foto, video e URL anziché dei messaggi testuali e vocali, ma richiede comunque il consenso preventivo dell&apos;utente per la scansione. Questa formulazione continua a sollevare polemiche tra gli esperti, che la considerano una minaccia alla protezione crittografica e una potenziale vulnerabilità per l&apos;intero ecosistema digitale europeo, simile alle preoccupazioni emerse nel Regno Unito con l&apos;Online Safety Act, che ha sospeso l&apos;implementazione di tali tecnologie fino a quando non saranno tecnicamente sicure.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/mer__edith/status/1802612199426306150"><p lang="en" dir="ltr">📣Official statement: the new EU chat controls proposal for mass scanning is the same old surveillance with new branding.Whether you call it a backdoor, a front door, or “upload moderation” it undermines encryption & creates significant vulnerabilitieshttps://t.co/g0xNNKqquA pic.twitter.com/3L1hqbBRgq<a href="https://twitter.com/mer__edith/status/1802612199426306150">June 17, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>A settembre 2024, Politico ha rivelato una versione trapelata della proposta di legge dell&apos;UE sul "Chat Control", in cui si afferma che i fornitori di comunicazioni avranno facoltà di scegliere se utilizzare l&apos;intelligenza artificiale per segnalare contenuti sospetti. Tuttavia, saranno comunque obbligati per legge a monitorare tutte le chat degli utenti e segnalare eventuali materiali illegali. Questa proposta è stata ampiamente criticata perché comprometterebbe la privacy degli utenti, introducendo una sorveglianza massiva senza precedenti.</p><p>Secondo il Partito Pirata Europeo, la maggioranza degli Stati membri sostiene ormai la proposta, inclusa la Francia, inizialmente contraria. Solo pochi paesi, tra cui Italia, Portogallo e Finlandia, rimangono indecisi, mentre Austria, Belgio, Germania e altri si oppongono fermamente. Patrick Breyer ha dichiarato che esistono "voci non confermate" secondo cui un Paese critico potrebbe cambiare posizione, modificando potenzialmente l&apos;esito del voto previsto per il 6 dicembre.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/scansione-delle-chat-su-whatsapp-lue-torna-a-discutere-la-controversa-proposta</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il controverso piano di scansione CSAM continua a tornare in auge. Ecco cosa sappiamo finora. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">ye3rdYQu8cbyHRVNzvDFKm</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 05 Dec 2024 14:33:52 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[European Union flag overlaid on a map of Europe with an encryption concept and padlock visual.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[European Union flag overlaid on a map of Europe with an encryption concept and padlock visual.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[European Union flag overlaid on a map of Europe with an encryption concept and padlock visual.]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il 5 dicembre 2024, il Partito Pirata Europeo ha riportato una voce non confermata secondo cui un governo critico potrebbe unirsi ai sostenitori della proposta dell&apos;UE di monitorare le comunicazioni private per contrastare la diffusione di materiale pedopornografico (CSAM). Questa proposta, conosciuta dai critici come "Chat Control", è stata oggetto di accesi dibattiti sin dalla sua presentazione iniziale nel maggio 2022.</p><p>L&apos;attuale scenario vede il Consiglio dell&apos;UE diviso sulla questione, con il voto decisivo previsto per il 6 dicembre 2024. La proposta è già stata modificata per mitigare le minacce alla crittografia end-to-end, con il Parlamento europeo che ha adottato emendamenti pro-privacy, sebbene il Consiglio non abbia ancora raggiunto un consenso definitivo. Il voto sarà cruciale per determinare il futuro della privacy digitale in Europa, dato che alcuni Stati membri chiave devono ancora dichiarare la propria posizione definitiva.</p><h2 id="che-cos-apos-xe8-la-fattura-di-scansione-csam-dell-apos-ue">Che cos&apos;è la fattura di scansione CSAM dell&apos;UE?</h2><p>Il disegno di legge dell&apos;UE contro il materiale pedopornografico (CSAM) ha subito modifiche significative, ma continua a suscitare critiche, soprattutto per l&apos;impiego della "scansione lato client" (client-side scanning). Questa tecnologia obbligherebbe le applicazioni di messaggistica a scansionare i contenuti degli utenti prima che siano crittografati, sollevando timori sulla violazione della crittografia end-to-end. Meredith Whittaker, presidente della Signal Foundation, ha definito la "moderazione dell&apos;upload" un&apos;operazione che compromette la sicurezza e la privacy, creando vulnerabilità sfruttabili da attori malevoli o governi autoritari. Inoltre, esperti di privacy e crittografi sottolineano il pericolo per i diritti democratici e la sicurezza digitale globale.</p><p>Una seconda versione della proposta, presentata nel giugno 2024, si concentra sulla scansione di foto, video e URL anziché dei messaggi testuali e vocali, ma richiede comunque il consenso preventivo dell&apos;utente per la scansione. Questa formulazione continua a sollevare polemiche tra gli esperti, che la considerano una minaccia alla protezione crittografica e una potenziale vulnerabilità per l&apos;intero ecosistema digitale europeo, simile alle preoccupazioni emerse nel Regno Unito con l&apos;Online Safety Act, che ha sospeso l&apos;implementazione di tali tecnologie fino a quando non saranno tecnicamente sicure.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/mer__edith/status/1802612199426306150"><p lang="en" dir="ltr">📣Official statement: the new EU chat controls proposal for mass scanning is the same old surveillance with new branding.Whether you call it a backdoor, a front door, or “upload moderation” it undermines encryption & creates significant vulnerabilitieshttps://t.co/g0xNNKqquA pic.twitter.com/3L1hqbBRgq<a href="https://twitter.com/mer__edith/status/1802612199426306150">June 17, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>A settembre 2024, Politico ha rivelato una versione trapelata della proposta di legge dell&apos;UE sul "Chat Control", in cui si afferma che i fornitori di comunicazioni avranno facoltà di scegliere se utilizzare l&apos;intelligenza artificiale per segnalare contenuti sospetti. Tuttavia, saranno comunque obbligati per legge a monitorare tutte le chat degli utenti e segnalare eventuali materiali illegali. Questa proposta è stata ampiamente criticata perché comprometterebbe la privacy degli utenti, introducendo una sorveglianza massiva senza precedenti.</p><p>Secondo il Partito Pirata Europeo, la maggioranza degli Stati membri sostiene ormai la proposta, inclusa la Francia, inizialmente contraria. Solo pochi paesi, tra cui Italia, Portogallo e Finlandia, rimangono indecisi, mentre Austria, Belgio, Germania e altri si oppongono fermamente. Patrick Breyer ha dichiarato che esistono "voci non confermate" secondo cui un Paese critico potrebbe cambiare posizione, modificando potenzialmente l&apos;esito del voto previsto per il 6 dicembre.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ L'UE ripropone la scansione di WhatsApp per fermare il CSAM ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La proposta dell&apos;UE di scansionare tutte le comunicazioni private per fermare la diffusione di materiale pedopornografico (CSAM) è nuovamente al centro delle discussioni delle autorità di regolamentazione. Quello che è stato definito dai critici come il "Chat Control" ha avuto diversi colpi di scena da quando la Commissione europea ha presentato la prima versione del progetto di legge nel maggio 2022. L&apos;ultimo sviluppo risale a ottobre 2024, quando la decisione dell&apos;ultimo minuto dei Paesi Bassi di astenersi dal voto ha portato la Presidenza del Consiglio ungherese a rimuovere la questione dalla discussione prevista. Ora, a circa due mesi di distanza, la proposta controversa è tornata tra i temi che il Consiglio dell&apos;UE discuterà oggi, 4 dicembre 2024.</p><h2 id="che-cos-apos-xe8-la-scansione-csam-dell-apos-ue">Che cos&apos;è la scansione CSAM dell&apos;UE?</h2><p>Come accennato, i legislatori hanno apportato alcune modifiche al disegno di legge CSAM dell&apos;UE in risposta alle crescenti critiche da parte dei settori della privacy, della tecnologia e della politica. Inizialmente, il piano prevedeva l&apos;obbligo per i servizi di messaggistica e i provider di e-mail di scansionare tutti i messaggi alla ricerca di materiale illegale, indipendentemente dal fatto che fossero criptati, come nel caso delle chat di WhatsApp o Signal, per garantire che le comunicazioni rimanessero private tra mittente e destinatario.</p><p>I legislatori avevano suggerito di utilizzare la cosiddetta scansione laterale del client, una tecnica contro la quale gli esperti, tra cui alcuni dei principali fornitori di VPN e app di messaggistica, hanno da tempo messo in guardia, poiché non può essere eseguita senza violare la protezione della crittografia. Anche il Regno Unito ha bloccato questo requisito nell&apos;ambito del suo Online Safety Act fino a quando "non sarà tecnicamente possibile farlo".</p><p>Nel giugno 2024, la seconda versione della proposta dell&apos;UE si è concentrata su foto, video e URL condivisi, anziché su messaggi di testo e audio, previa autorizzazione degli utenti. Tuttavia, c&apos;è un&apos;avvertenza: per continuare a utilizzare la funzionalità, gli utenti devono acconsentire alla scansione del materiale condiviso prima che venga crittografato. Questa formulazione ha suscitato la protesta degli esperti di privacy, tra cui Meredith Whittaker, presidente della Signal Foundation, che ha definito la cosiddetta "moderazione dell&apos;upload" un "gioco retorico".</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/mer__edith/status/1802612199426306150"><p lang="en" dir="ltr">📣Official statement: the new EU chat controls proposal for mass scanning is the same old surveillance with new branding.Whether you call it a backdoor, a front door, or “upload moderation” it undermines encryption & creates significant vulnerabilitieshttps://t.co/g0xNNKqquA pic.twitter.com/3L1hqbBRgq<a href="https://twitter.com/mer__edith/status/1802612199426306150">June 17, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>A settembre, una nuova versione della proposta è stata diffusa da Politico. I fornitori di comunicazioni sarebbero liberi di decidere se utilizzare o meno l&apos;intelligenza artificiale per segnalare immagini e chat di testo sospette. Tuttavia, queste aziende sarebbero obbligate per legge a scansionare tutte le chat degli utenti e a segnalare la presenza di contenuti illegali.</p><p>Secondo gli ultimi dati del Partito Pirata Europeo, la maggior parte dei Paesi ha già espresso il proprio sostegno alla nuova proposta. Anche nazioni come la Francia, che in precedenza erano tra i governi contrari, si sono ora unite alla lista dei favorevoli.</p><p>Al momento in cui scriviamo, solo alcuni membri dell&apos;UE rimangono indecisi (Italia, Portogallo e Finlandia) o contrari (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia e Slovenia). La situazione, tuttavia, potrebbe cambiare dopo la riunione del 4 dicembre.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/lue-ripropone-la-scansione-di-whatsapp-per-fermare-il-csam</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il controverso piano di scansione CSAM continua a tornare in auge. Ecco cosa sappiamo finora. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">iVkoE24YMMGmKWuoJq2pvT</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 04 Dec 2024 08:27:15 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Thu, 05 Dec 2024 15:11:47 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[European Union flag overlaid on a map of Europe with an encryption concept and padlock visual.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[European Union flag overlaid on a map of Europe with an encryption concept and padlock visual.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[European Union flag overlaid on a map of Europe with an encryption concept and padlock visual.]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>La proposta dell&apos;UE di scansionare tutte le comunicazioni private per fermare la diffusione di materiale pedopornografico (CSAM) è nuovamente al centro delle discussioni delle autorità di regolamentazione. Quello che è stato definito dai critici come il "Chat Control" ha avuto diversi colpi di scena da quando la Commissione europea ha presentato la prima versione del progetto di legge nel maggio 2022. L&apos;ultimo sviluppo risale a ottobre 2024, quando la decisione dell&apos;ultimo minuto dei Paesi Bassi di astenersi dal voto ha portato la Presidenza del Consiglio ungherese a rimuovere la questione dalla discussione prevista. Ora, a circa due mesi di distanza, la proposta controversa è tornata tra i temi che il Consiglio dell&apos;UE discuterà oggi, 4 dicembre 2024.</p><h2 id="che-cos-apos-xe8-la-scansione-csam-dell-apos-ue">Che cos&apos;è la scansione CSAM dell&apos;UE?</h2><p>Come accennato, i legislatori hanno apportato alcune modifiche al disegno di legge CSAM dell&apos;UE in risposta alle crescenti critiche da parte dei settori della privacy, della tecnologia e della politica. Inizialmente, il piano prevedeva l&apos;obbligo per i servizi di messaggistica e i provider di e-mail di scansionare tutti i messaggi alla ricerca di materiale illegale, indipendentemente dal fatto che fossero criptati, come nel caso delle chat di WhatsApp o Signal, per garantire che le comunicazioni rimanessero private tra mittente e destinatario.</p><p>I legislatori avevano suggerito di utilizzare la cosiddetta scansione laterale del client, una tecnica contro la quale gli esperti, tra cui alcuni dei principali fornitori di VPN e app di messaggistica, hanno da tempo messo in guardia, poiché non può essere eseguita senza violare la protezione della crittografia. Anche il Regno Unito ha bloccato questo requisito nell&apos;ambito del suo Online Safety Act fino a quando "non sarà tecnicamente possibile farlo".</p><p>Nel giugno 2024, la seconda versione della proposta dell&apos;UE si è concentrata su foto, video e URL condivisi, anziché su messaggi di testo e audio, previa autorizzazione degli utenti. Tuttavia, c&apos;è un&apos;avvertenza: per continuare a utilizzare la funzionalità, gli utenti devono acconsentire alla scansione del materiale condiviso prima che venga crittografato. Questa formulazione ha suscitato la protesta degli esperti di privacy, tra cui Meredith Whittaker, presidente della Signal Foundation, che ha definito la cosiddetta "moderazione dell&apos;upload" un "gioco retorico".</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/mer__edith/status/1802612199426306150"><p lang="en" dir="ltr">📣Official statement: the new EU chat controls proposal for mass scanning is the same old surveillance with new branding.Whether you call it a backdoor, a front door, or “upload moderation” it undermines encryption & creates significant vulnerabilitieshttps://t.co/g0xNNKqquA pic.twitter.com/3L1hqbBRgq<a href="https://twitter.com/mer__edith/status/1802612199426306150">June 17, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>A settembre, una nuova versione della proposta è stata diffusa da Politico. I fornitori di comunicazioni sarebbero liberi di decidere se utilizzare o meno l&apos;intelligenza artificiale per segnalare immagini e chat di testo sospette. Tuttavia, queste aziende sarebbero obbligate per legge a scansionare tutte le chat degli utenti e a segnalare la presenza di contenuti illegali.</p><p>Secondo gli ultimi dati del Partito Pirata Europeo, la maggior parte dei Paesi ha già espresso il proprio sostegno alla nuova proposta. Anche nazioni come la Francia, che in precedenza erano tra i governi contrari, si sono ora unite alla lista dei favorevoli.</p><p>Al momento in cui scriviamo, solo alcuni membri dell&apos;UE rimangono indecisi (Italia, Portogallo e Finlandia) o contrari (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia e Slovenia). La situazione, tuttavia, potrebbe cambiare dopo la riunione del 4 dicembre.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Nuova truffa phishing: non cadere nella falsa sospensione del tuo Apple ID ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>Una nuova truffa di phishing si presenta come un'e-mail ufficiale di Apple</li><li>Collegamenti a false schermate di login Apple che rubano le vostre credenziali</li><li>Verificate che l'e-mail provenga da un indirizzo Apple.com</li></ul><p>I truffatori provano sempre nuove tattiche per rubare le vostre informazioni personali. L&apos;ultima truffa di phishing non fa eccezione: i criminali informatici stanno inviando e-mail che sembrano provenire da Apple, sostenendo che il vostro ID Apple è sospeso e richiede un&apos;azione urgente.</p><p>L&apos;e-mail, che appare convincente, chiede di agire per recuperare l&apos;ID Apple sospeso (che da iOS 18 è stato ribattezzato "Account Apple"). Facendo clic sul link contenuto nell&apos;e-mail, si accede a una finta schermata di login Apple. Se inserite i vostri dati, gli hacker ruberanno le vostre credenziali e saranno potenzialmente in grado di accedere al vostro account Apple.</p><p>A seconda della sicurezza con cui è impostato l&apos;account Apple, il nome utente e la password potrebbero consentire ai criminali informatici di effettuare acquisti fraudolenti con i metodi di pagamento salvati. Potrebbero anche ottenere accesso a dati personali, come file e foto salvati nel vostro account iCloud.</p><p>La truffa si basa su tutte le tecniche utilizzate nelle classiche truffe di phishing. L&apos;e-mail è progettata per sembrare esattamente una comunicazione ufficiale di Apple, con loghi, colori e caratteri che la rendono altamente credibile. Questa coerenza ha lo scopo di guadagnare la fiducia dell&apos;utente.</p><p>L&apos;avviso sull&apos;account provoca anche una reazione emotiva. Potreste provare paura o panico al pensiero che il vostro ID Apple sia stato sospeso. Questo è il gancio che potrebbe spingervi ad agire. La truffa combina questo aspetto con un senso di urgenza, richiedendovi di agire rapidamente per recuperare il vostro account. L&apos;idea è di farvi agire in fretta, trascurando eventuali incongruenze nell&apos;e-mail.</p><h2 id="non-abboccate-all-apos-esca">Non abboccate all&apos;esca</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JKMGFrEKyrnPZz6XhwWdk9" name="AppleIDscam-2" alt="An iPhone on a red background showing a genuine email from Apple" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JKMGFrEKyrnPZz6XhwWdk9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Con oltre due miliardi di dispositivi Apple attivi in tutto il mondo, non sorprende che i truffatori prendano di mira gli utenti di questi prodotti. Che possediate un iPhone, un iPad, un MacBook o altro, l&apos;ID Apple è la vostra chiave di accesso all&apos;ecosistema Apple. Se viene compromesso, i criminali informatici possono potenzialmente accedere a una vasta gamma di dati.</p><p>Questa non è la prima truffa legata all&apos;ID Apple che vediamo: all&apos;inizio dell&apos;anno abbiamo riportato un attacco via SMS che tentava di rubare i dati degli utenti. Con gli attacchi di phishing sempre più comuni, complessi e difficili da individuare, in particolare grazie all&apos;uso dell&apos;intelligenza artificiale, non ci aspettiamo che le truffe relative all&apos;ID Apple (o all&apos;account Apple) scompaiano presto.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Come stare al sicuro</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="en4s3eHQpPJZthdov5YfJ7" name="Shutterstock_1585154896.jpg" caption="" alt="Sign in with Apple Button for your privacy. Man holds a smartphone and authorizes the Internet service" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/en4s3eHQpPJZthdov5YfJ7-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Konstantin Savusia via Shutterstock)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">1. Controllate l&apos;indirizzo dell&apos;e-mail (le e-mail Apple finiscono con “@email.apple.com”).</p><p class="fancy-box__body-text">2. Fate attenzione alle incongruenze nell&apos;e-mail (come gli errori grammaticali).</p><p class="fancy-box__body-text">3. Ricordate che Apple non vi chiederà mai di accedere a un sito web.</p><p class="fancy-box__body-text">4. Attivate l&apos;autenticazione a due fattori per una maggiore sicurezza.</p></div></div><p>Ci sono alcune cose che potete fare per proteggere voi stessi e il vostro ID Apple. Innanzitutto, ogni volta che ricevete un&apos;e-mail relativa al vostro ID Apple, controllate l&apos;indirizzo da cui è stata inviata. Se si tratta di un&apos;e-mail autentica di Apple, l&apos;account terminerà con @email.apple.com. In caso contrario, si tratta quasi certamente di un messaggio fraudolento.</p><p>In secondo luogo, è importante controllare attentamente l&apos;e-mail per individuare eventuali incongruenze. Cercate errori di ortografia, errori grammaticali e problemi di formattazione, tutti segni rivelatori di un&apos;e-mail fraudolenta.</p><p>Come regola generale, le e-mail di avviso dell&apos;account devono essere viste con una sana dose di sospetto. Apple ha pubblicato un articolo su come stare al sicuro dalle truffe, in cui offre il seguente consiglio: "Se un messaggio, una chiamata o una richiesta inaspettata di informazioni personali, come l&apos;indirizzo e-mail, il numero di telefono, la password, il codice di sicurezza o il denaro, vi insospettisce, è meglio presumere che si tratti di una truffa e, se necessario, contattare direttamente l&apos;azienda".</p><p>Apple chiarisce inoltre che non vi chiederà mai di accedere a un sito web, di fornire il vostro codice di accesso o di bypassare l&apos;autenticazione a due fattori. Se un&apos;e-mail vi chiede di fare una di queste cose, sapete che si tratta di una truffa.</p><p>Se ritenete che un&apos;e-mail ricevuta in merito al vostro ID Apple non sia autentica, non fate clic su alcun link contenuto. Potete invece inoltrare l&apos;e-mail a <a href="mailto:reportphishing@apple.com">reportphishing@apple.com</a> e contrassegnare il messaggio come spam.</p><p>Se ritenete che il vostro ID Apple sia stato compromesso, cambiate la password andando direttamente sul sito web di Apple. È inoltre buona norma attivare l&apos;autenticazione a due fattori, che renderà molto più difficile per gli hacker accedere al vostro account Apple, anche se dispongono di nome utente e password.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/nuova-truffa-phishing-non-cadere-nella-falsa-sospensione-del-tuo-apple-id</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Una nuova truffa di phishing dell'ID Apple è una nuova versione di una vecchia truffa preferita: ecco come evitarla. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">GXpMRGCzFB234ava8dEUqX</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cwGqU3Ejh9wcoEs8JuQnSF-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 28 Nov 2024 09:17:56 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cwGqU3Ejh9wcoEs8JuQnSF-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Apple]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[An iPhone on a red and orange background showing a scam phishing email for Apple ID.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[An iPhone on a red and orange background showing a scam phishing email for Apple ID.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[An iPhone on a red and orange background showing a scam phishing email for Apple ID.]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cwGqU3Ejh9wcoEs8JuQnSF-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li>Una nuova truffa di phishing si presenta come un'e-mail ufficiale di Apple</li><li>Collegamenti a false schermate di login Apple che rubano le vostre credenziali</li><li>Verificate che l'e-mail provenga da un indirizzo Apple.com</li></ul><p>I truffatori provano sempre nuove tattiche per rubare le vostre informazioni personali. L&apos;ultima truffa di phishing non fa eccezione: i criminali informatici stanno inviando e-mail che sembrano provenire da Apple, sostenendo che il vostro ID Apple è sospeso e richiede un&apos;azione urgente.</p><p>L&apos;e-mail, che appare convincente, chiede di agire per recuperare l&apos;ID Apple sospeso (che da iOS 18 è stato ribattezzato "Account Apple"). Facendo clic sul link contenuto nell&apos;e-mail, si accede a una finta schermata di login Apple. Se inserite i vostri dati, gli hacker ruberanno le vostre credenziali e saranno potenzialmente in grado di accedere al vostro account Apple.</p><p>A seconda della sicurezza con cui è impostato l&apos;account Apple, il nome utente e la password potrebbero consentire ai criminali informatici di effettuare acquisti fraudolenti con i metodi di pagamento salvati. Potrebbero anche ottenere accesso a dati personali, come file e foto salvati nel vostro account iCloud.</p><p>La truffa si basa su tutte le tecniche utilizzate nelle classiche truffe di phishing. L&apos;e-mail è progettata per sembrare esattamente una comunicazione ufficiale di Apple, con loghi, colori e caratteri che la rendono altamente credibile. Questa coerenza ha lo scopo di guadagnare la fiducia dell&apos;utente.</p><p>L&apos;avviso sull&apos;account provoca anche una reazione emotiva. Potreste provare paura o panico al pensiero che il vostro ID Apple sia stato sospeso. Questo è il gancio che potrebbe spingervi ad agire. La truffa combina questo aspetto con un senso di urgenza, richiedendovi di agire rapidamente per recuperare il vostro account. L&apos;idea è di farvi agire in fretta, trascurando eventuali incongruenze nell&apos;e-mail.</p><h2 id="non-abboccate-all-apos-esca">Non abboccate all&apos;esca</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JKMGFrEKyrnPZz6XhwWdk9" name="AppleIDscam-2" alt="An iPhone on a red background showing a genuine email from Apple" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JKMGFrEKyrnPZz6XhwWdk9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Con oltre due miliardi di dispositivi Apple attivi in tutto il mondo, non sorprende che i truffatori prendano di mira gli utenti di questi prodotti. Che possediate un iPhone, un iPad, un MacBook o altro, l&apos;ID Apple è la vostra chiave di accesso all&apos;ecosistema Apple. Se viene compromesso, i criminali informatici possono potenzialmente accedere a una vasta gamma di dati.</p><p>Questa non è la prima truffa legata all&apos;ID Apple che vediamo: all&apos;inizio dell&apos;anno abbiamo riportato un attacco via SMS che tentava di rubare i dati degli utenti. Con gli attacchi di phishing sempre più comuni, complessi e difficili da individuare, in particolare grazie all&apos;uso dell&apos;intelligenza artificiale, non ci aspettiamo che le truffe relative all&apos;ID Apple (o all&apos;account Apple) scompaiano presto.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Come stare al sicuro</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="en4s3eHQpPJZthdov5YfJ7" name="Shutterstock_1585154896.jpg" caption="" alt="Sign in with Apple Button for your privacy. Man holds a smartphone and authorizes the Internet service" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/en4s3eHQpPJZthdov5YfJ7-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Konstantin Savusia via Shutterstock)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">1. Controllate l&apos;indirizzo dell&apos;e-mail (le e-mail Apple finiscono con “@email.apple.com”).</p><p class="fancy-box__body-text">2. Fate attenzione alle incongruenze nell&apos;e-mail (come gli errori grammaticali).</p><p class="fancy-box__body-text">3. Ricordate che Apple non vi chiederà mai di accedere a un sito web.</p><p class="fancy-box__body-text">4. Attivate l&apos;autenticazione a due fattori per una maggiore sicurezza.</p></div></div><p>Ci sono alcune cose che potete fare per proteggere voi stessi e il vostro ID Apple. Innanzitutto, ogni volta che ricevete un&apos;e-mail relativa al vostro ID Apple, controllate l&apos;indirizzo da cui è stata inviata. Se si tratta di un&apos;e-mail autentica di Apple, l&apos;account terminerà con @email.apple.com. In caso contrario, si tratta quasi certamente di un messaggio fraudolento.</p><p>In secondo luogo, è importante controllare attentamente l&apos;e-mail per individuare eventuali incongruenze. Cercate errori di ortografia, errori grammaticali e problemi di formattazione, tutti segni rivelatori di un&apos;e-mail fraudolenta.</p><p>Come regola generale, le e-mail di avviso dell&apos;account devono essere viste con una sana dose di sospetto. Apple ha pubblicato un articolo su come stare al sicuro dalle truffe, in cui offre il seguente consiglio: "Se un messaggio, una chiamata o una richiesta inaspettata di informazioni personali, come l&apos;indirizzo e-mail, il numero di telefono, la password, il codice di sicurezza o il denaro, vi insospettisce, è meglio presumere che si tratti di una truffa e, se necessario, contattare direttamente l&apos;azienda".</p><p>Apple chiarisce inoltre che non vi chiederà mai di accedere a un sito web, di fornire il vostro codice di accesso o di bypassare l&apos;autenticazione a due fattori. Se un&apos;e-mail vi chiede di fare una di queste cose, sapete che si tratta di una truffa.</p><p>Se ritenete che un&apos;e-mail ricevuta in merito al vostro ID Apple non sia autentica, non fate clic su alcun link contenuto. Potete invece inoltrare l&apos;e-mail a <a href="mailto:reportphishing@apple.com">reportphishing@apple.com</a> e contrassegnare il messaggio come spam.</p><p>Se ritenete che il vostro ID Apple sia stato compromesso, cambiate la password andando direttamente sul sito web di Apple. È inoltre buona norma attivare l&apos;autenticazione a due fattori, che renderà molto più difficile per gli hacker accedere al vostro account Apple, anche se dispongono di nome utente e password.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Il quishing è la nuova truffa del codice QR, state attenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>Banche e autorità di regolamentazione hanno messo in guardia dal rischio crescente di quishing</li><li>Un tipo di phishing che utilizza codici QR fraudolenti per rubare informazioni.</li><li>Questi link dannosi non sono facilmente riconoscibili dagli utenti o dagli scanner di posta elettronica.</li></ul><p>Non si tratta solo di link sospetti da tenere d&apos;occhio nella casella di posta elettronica: il phishing con codice QR, noto anche come "quishing", sta diventando una minaccia sempre più diffusa. I codici fraudolenti sono progettati per eludere i sistemi di sicurezza e indurre le vittime a fornire informazioni finanziarie sensibili. </p><p>Diversi istituti bancari britannici, insieme al National Cyber Security Centre del Regno Unito e alla Federal Trade Commission degli Stati Uniti, hanno recentemente avvertito sui pericoli di queste truffe di quishing, che si stanno facendo sempre più sofisticate. </p><p>In un attacco di quishing, un codice QR viene solitamente inviato come allegato a un&apos;e-mail, che appare provenire da una fonte affidabile, come una banca. Quando il codice viene scansionato, l&apos;utente viene indirizzato a un link dannoso, che solitamente richiede l&apos;invio di dati personali. In alcuni casi, il codice potrebbe anche tentare di installare malware o di acquisire un token MFA per aggirare i sistemi di autenticazione. </p><p>Inoltre, gli attacchi di quishing si sono estesi anche al mondo fisico. All&apos;inizio di quest&apos;anno, il RAC ha messo in guardia gli automobilisti contro codici QR fraudolenti applicati sulle macchine per il parcheggio. Scansionando questi codici, gli utenti vengono indirizzati a siti web progettati per rubare dati e informazioni di pagamento da chi crede di stare pagando per il parcheggio. </p><p>Questi attacchi sono aumentati dopo la pandemia, quando l&apos;uso dei codici QR è diventato più comune. Utilizzati come strumento per un accesso facile e senza mani a tutto, dai menu ai moduli medici, i codici QR sono diventati un metodo familiare e apparentemente sicuro per ottenere informazioni e servizi.</p><h2 id="l-apos-ennesima-truffa-xa0">L&apos;ennesima truffa </h2><p>Come nelle tradizionali truffe di phishing, il quishing cerca di farvi credere che il link provenga da una fonte affidabile. Di solito, l&apos;e-mail sembra essere inviata da una banca o da un provider di posta elettronica, chiedendovi di confermare i vostri dati per "proteggere" il vostro account. La truffa utilizza un sito web falso che imita quello reale, inducendovi a credere che sia legittimo.</p><p>Poiché il contenuto di un codice QR non è immediatamente visibile a occhio nudo, è difficile verificarne la legittimità. Inoltre, questi codici spesso sfuggono agli strumenti di sicurezza informatica, che non sono facilmente in grado di stabilire se un codice allegato sia autentico.</p><p>I truffatori continuano a perfezionare le loro tecniche per eludere i sistemi di sicurezza. Oltre a dirottare account di posta elettronica legittimi, alcune truffe con codice QR sfruttano informazioni personali reperite su siti come LinkedIn per personalizzare le e-mail, facendole sembrare più rilevanti per un singolo individuo. Inoltre, il reindirizzamento tramite domini diversi viene spesso utilizzato per far passare gli utenti attraverso più URL, impedendo agli scanner di e-mail di rilevare il vero link dannoso dietro il codice QR.</p><p>Una variante di questa truffa, descritta in un rapporto di <a href="https://perception-point.io/blog/quishing-evolves-two-step-attacks-sharepoint-abuse/">Perception Point</a>, porta gli utenti su me-QR.com, un sito legittimo per la creazione di codici QR. Una volta lì, il servizio scansiona un secondo codice QR, che reindirizza a una pagina dannosa ospitata su SharePoint, la piattaforma di collaborazione web di Microsoft.</p><p>Abbiamo approfondito l&apos;evoluzione degli attacchi di phishing e su come proteggersi dalle minacce del quishing. Nel mese di maggio, McAfee, azienda leader nella sicurezza informatica, ha condotto un&apos;indagine che ha rivelato che oltre il 20% delle truffe online nel Regno Unito potrebbe coinvolgere codici QR. Con le preoccupazioni sollevate da istituti bancari e autorità di regolamentazione, il quishing si sta configurando come la prossima grande minaccia nel panorama delle truffe online.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cybercrime/il-quishing-e-la-nuova-truffa-del-codice-qr-state-attenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il phishing con codice QR sta diventando sempre più sofisticato ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">xMBa73pxvPezbMevXNSFiJ</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jtZhP5y8WYn6wqG4RNdEkT-1920-80.png" type="image/png" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 08:24:25 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/png" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jtZhP5y8WYn6wqG4RNdEkT-1920-80.png">
                                                            <media:credit><![CDATA[Marielle Ursua (Unsplash)]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[A person scanning a QR code on a smartphone]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[A person scanning a QR code on a smartphone]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[A person scanning a QR code on a smartphone]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jtZhP5y8WYn6wqG4RNdEkT-1920-80.png" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li>Banche e autorità di regolamentazione hanno messo in guardia dal rischio crescente di quishing</li><li>Un tipo di phishing che utilizza codici QR fraudolenti per rubare informazioni.</li><li>Questi link dannosi non sono facilmente riconoscibili dagli utenti o dagli scanner di posta elettronica.</li></ul><p>Non si tratta solo di link sospetti da tenere d&apos;occhio nella casella di posta elettronica: il phishing con codice QR, noto anche come "quishing", sta diventando una minaccia sempre più diffusa. I codici fraudolenti sono progettati per eludere i sistemi di sicurezza e indurre le vittime a fornire informazioni finanziarie sensibili. </p><p>Diversi istituti bancari britannici, insieme al National Cyber Security Centre del Regno Unito e alla Federal Trade Commission degli Stati Uniti, hanno recentemente avvertito sui pericoli di queste truffe di quishing, che si stanno facendo sempre più sofisticate. </p><p>In un attacco di quishing, un codice QR viene solitamente inviato come allegato a un&apos;e-mail, che appare provenire da una fonte affidabile, come una banca. Quando il codice viene scansionato, l&apos;utente viene indirizzato a un link dannoso, che solitamente richiede l&apos;invio di dati personali. In alcuni casi, il codice potrebbe anche tentare di installare malware o di acquisire un token MFA per aggirare i sistemi di autenticazione. </p><p>Inoltre, gli attacchi di quishing si sono estesi anche al mondo fisico. All&apos;inizio di quest&apos;anno, il RAC ha messo in guardia gli automobilisti contro codici QR fraudolenti applicati sulle macchine per il parcheggio. Scansionando questi codici, gli utenti vengono indirizzati a siti web progettati per rubare dati e informazioni di pagamento da chi crede di stare pagando per il parcheggio. </p><p>Questi attacchi sono aumentati dopo la pandemia, quando l&apos;uso dei codici QR è diventato più comune. Utilizzati come strumento per un accesso facile e senza mani a tutto, dai menu ai moduli medici, i codici QR sono diventati un metodo familiare e apparentemente sicuro per ottenere informazioni e servizi.</p><h2 id="l-apos-ennesima-truffa-xa0">L&apos;ennesima truffa </h2><p>Come nelle tradizionali truffe di phishing, il quishing cerca di farvi credere che il link provenga da una fonte affidabile. Di solito, l&apos;e-mail sembra essere inviata da una banca o da un provider di posta elettronica, chiedendovi di confermare i vostri dati per "proteggere" il vostro account. La truffa utilizza un sito web falso che imita quello reale, inducendovi a credere che sia legittimo.</p><p>Poiché il contenuto di un codice QR non è immediatamente visibile a occhio nudo, è difficile verificarne la legittimità. Inoltre, questi codici spesso sfuggono agli strumenti di sicurezza informatica, che non sono facilmente in grado di stabilire se un codice allegato sia autentico.</p><p>I truffatori continuano a perfezionare le loro tecniche per eludere i sistemi di sicurezza. Oltre a dirottare account di posta elettronica legittimi, alcune truffe con codice QR sfruttano informazioni personali reperite su siti come LinkedIn per personalizzare le e-mail, facendole sembrare più rilevanti per un singolo individuo. Inoltre, il reindirizzamento tramite domini diversi viene spesso utilizzato per far passare gli utenti attraverso più URL, impedendo agli scanner di e-mail di rilevare il vero link dannoso dietro il codice QR.</p><p>Una variante di questa truffa, descritta in un rapporto di <a href="https://perception-point.io/blog/quishing-evolves-two-step-attacks-sharepoint-abuse/">Perception Point</a>, porta gli utenti su me-QR.com, un sito legittimo per la creazione di codici QR. Una volta lì, il servizio scansiona un secondo codice QR, che reindirizza a una pagina dannosa ospitata su SharePoint, la piattaforma di collaborazione web di Microsoft.</p><p>Abbiamo approfondito l&apos;evoluzione degli attacchi di phishing e su come proteggersi dalle minacce del quishing. Nel mese di maggio, McAfee, azienda leader nella sicurezza informatica, ha condotto un&apos;indagine che ha rivelato che oltre il 20% delle truffe online nel Regno Unito potrebbe coinvolgere codici QR. Con le preoccupazioni sollevate da istituti bancari e autorità di regolamentazione, il quishing si sta configurando come la prossima grande minaccia nel panorama delle truffe online.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ La proposta di legge UE sul controllo delle chat vuole l'autorizzazione a scansionare i vostri messaggi WhatsApp ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L&apos;UE sta valutando un nuovo piano per scansionare le comunicazioni criptate dei cittadini in un altro capitolo della sua lotta contro il materiale pedopornografico online (CSAM). </p><p>Dopo aspre critiche, i legislatori hanno abbandonato l&apos;idea di consentire alle forze dell&apos;ordine di accedere a messaggi di testo e audio. Ora l&apos;obiettivo sono foto, video e URL condivisi. Tuttavia, gli esperti continuano ad avvertire che la privacy dei cittadini è a rischio.</p><p>Il Belgio, che fino al 30 giugno sarà a capo del Consiglio d&apos;Europa, ha proposto la <a href="https://netzpolitik.org/2024/internes-protokoll-belgien-will-nutzer-verpflichten-chatkontrolle-zuzustimmen/" target="_blank">nuova legge</a> che rappresenta un compromesso rispetto a quella che è stata soprannominata legge sul controllo delle chat lo scorso maggio, ed è ora in fase di revisione.</p><p>Tuttavia c&apos;è un cavillo fondamentale: gli utenti devono acconsentire alla scansione del materiale condiviso prima di essere crittografato. Se si sceglie di rifiutare la scansione, agli utenti verrà impedito di utilizzare questa funzionalità. Il mondo tecnologico non ci sta, anzi Romain Digneaux, Senior Public Policy Associate di Proton, lo descrive a TechRadar come "un palese tentativo di ingannarci".</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Lo sapevi?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MxQH2X8BKiPaPkg2gMXPTV" name="3.jpg" caption="" alt="Mullvad campaign poster against EU Chat Control outside Stockholm airport" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MxQH2X8BKiPaPkg2gMXPTV-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mullvad VPN)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">I crittografi, i sostenitori della privacy e le aziende tecnologiche, come i migliori fornitori di VPN e di app di messaggistica, hanno criticato la proposta del Chat Control fin dall&apos;inizio, mettendo in guardia dalla sorveglianza di massa e dai rischi per la sicurezza. Lo scorso febbraio, la Corte europea dei diritti dell&apos;uomo ha persino ritenuto illegali i tentativi di violazione della crittografia.</p></div></div><p>"Questo compromesso della Presidenza belga è un deprimente passo indietro rispetto alla posizione del Parlamento europeo", ha dichiarato Digneaux. </p><p>"Potenzialmente sottoporrà tutti i cittadini dell&apos;UE a una sorveglianza di massa, minando i loro diritti fondamentali e non facendo nulla per affrontare la diffusione del CSAM online, né le critiche del Garante europeo della protezione dei dati e di innumerevoli esperti".</p><p>La crittografia, ovvero il processo di scomposizione dei dati in una forma illeggibile per impedire l&apos;accesso a terzi, è alla base della sicurezza delle comunicazioni online dietro gli attuali software per la privacy.</p><p>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a>, ad esempio, la utilizzano per proteggere le comunicazioni via Internet e nascondere le attività online, ad esempio. Le app di messaggistica più diffuse, come WhatsApp e Signal, o i provider di e-mail sicure come ProtonMail implementano la crittografia per garantire che i messaggi rimangano privati tra l&apos;utente e il mittente (end-to-end). Nemmeno il provider stesso può accedervi. Come dimostra la <a href="https://cdn.netzpolitik.org/wp-upload/2024/05/2024-05-08_Council_Presidency_LEWP_CSAR_Presentation_6697.pdf">presentazione</a> trapelata dal gruppo per i diritti digitali Netzpolitik, i legislatori belgi riconoscono ora la necessità di proteggere la crittografia end-to-end. </p><p>"La normativa non creerà alcun obbligo di decodificare o creare accesso ai dati crittografati end-to-end, né impedirà ai fornitori di offrire servizi crittografati end-to-end", si legge nella formulazione proposta. Come si pensa di implementare la scansione del CSAM?</p><h2 id="consenso-dell-apos-utente-o-ricatto">Consenso dell&apos;utente o ricatto?</h2><p>La chiave è la clausola del "consenso dell&apos;utente". Questo è il modo per rendere la scansione dei file multimediali condivisi privatamente non un obbligo ma una scelta. Il modo in cui si pensa di farlo, tuttavia, assomiglia più a un ricatto. Come abbiamo detto, se si vuole condividere una foto, un video o un URL con un amico su WhatsApp è necessario dare il consenso, oppure limitarsi a messaggi di testo, chiamate e messaggi vocali.</p><p>Commentando questo punto, Digneaux ha detto: "Non c&apos;è consenso. Non c&apos;è scelta. Se gli utenti innocenti non accettano che le autorità ficchino il naso nei loro messaggi, e-mail, foto e video, saranno semplicemente tagliati fuori dal mondo moderno".</p><p>Proton non è l&apos;unico a pensarla così. Un gruppo di oltre 60 organizzazioni, tra cui Proton, Mozilla, Signal, Surfshark e Tuta, insieme a più di 50 individui, hanno firmato <a href="https://www.globalencryption.org/2024/05/joint-statement-on-the-dangers-of-the-may-2024-council-of-the-eu-compromise-proposal-on-eu-csam/" target="_blank">una dichiarazione congiunta</a> per esprimere le loro preoccupazioni contro la nuova proposta.</p><p>Un consenso coercitivo non è un consenso liberamente dato", ha scritto il gruppo. "Se l&apos;utente non ha una vera e propria scelta, si sente costretto ad acconsentire o se, in caso di mancato consenso, gli verrebbe di fatto precluso l&apos;accesso al servizio, allora il consenso dato non sarà libero".</p><p>Peggio ancora, gli esperti hanno anche avvertito che tali poteri intrusivi potrebbero finire per essere inadatti a catturare i cattivi. Questo perché i criminali informatici potrebbero semplicemente incorporare le foto o i video illegali in un altro tipo di file, ad esempio. Inoltre, come ha sottolineato Digneaux, i criminali utilizzano già i propri servizi per condurre attività illegali.</p><h2 id="un-rebrand-della-scansione-lato-client">Un rebrand della scansione lato client</h2><p>Il piano per eseguire la scansione CSAM proteggendo la crittografia comprende anche una nuova disposizione di "moderazione del caricamento". I legislatori cercano di implementare il rilevamento dei contenuti prima di essere trasmessi, quindi prima di essere crittografati. Anche in questo caso, gli esperti di tecnologia ritengono che questo approccio sia piuttosto "un semplice cambiamento estetico" rispetto alla proposta di legge sul controllo delle chat.</p><p>La proposta di legge originale prevedeva invece la scansione lato client, un metodo che prevede che il dispositivo analizzi automaticamente i file alla ricerca di materiale illegale e li segnali alle autorità. Ad oggi, non esiste un modo per farlo senza creare pericolose backdoor nella crittografia. Ciò è ulteriormente confermato dal fatto che il Regno Unito ha rinviato la disposizione sulla scansione laterale prevista dalla legge sulla sicurezza online fino a quando non sarà "tecnicamente fattibile".</p><p>Tuttavia, gli esperti sostengono che la scansione dei messaggi anche nel punto di upload vanifica il principio end-to-end - la protezione completa tra mittente e destinatario - che caratterizza la crittografia forte. Inoltre, avvertono che ciò potrebbe creare nuove vulnerabilità di sicurezza che potrebbero essere sfruttate anche da terzi.</p><p>Digneaux ritiene che la mossa sia solo un "falso rebrand" della scansione lato client. Mi ha detto: "A prescindere da ciò che sostiene la Presidenza, non è una pallottola d&apos;argento per proteggere la privacy. È semplicemente una backdoor per la crittografia sotto mentite spoglie. Gli utenti europei diventeranno bersagli ideali per gli hacker, mettendo ancora più a rischio persone e aziende". </p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/mer__edith/status/1796508893822238881"><p lang="en" dir="ltr">Signal strongly opposes this proposal. Let there be no doubt: we will leave the EU market rather than undermine our privacy guarantees. This proposal--if passed and enforced against us--would require us to make this choice. It's surveillance wine in safety bottles. https://t.co/i8D4Mlcrgd<a href="https://twitter.com/mer__edith/status/1796508893822238881">May 31, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Questo è il motivo per cui le app di messaggistica sicure e crittografate end-to-end come Signal (vedi sopra) stanno già ribadendo che lasceranno il mercato dell&apos;UE piuttosto che minare le protezioni della privacy.   </p><p>Come riportato da <a href="https://netzpolitik.org/2024/interne-dokumente-frankreich-entscheidet-ueber-zukunft-der-chatkontrolle/" target="_blank">Netzpolitik</a>il nuovo approccio rimane ambivalente tra i Paesi membri. Durante una riunione tenutasi alla fine di maggio, la Germania e la Repubblica Ceca hanno espresso perplessità sulle soluzioni di scansione proposte dal Belgio prima della crittografia dei messaggi. Anche Austria, Estonia e Lussemburgo hanno criticato la disposizione sul "consenso dell&apos;utente". Mentre la Francia ha dichiarato di poter accettare la "moderazione dell&apos;upload" nell&apos;ambito del consenso dell&apos;utente, ma ha chiesto che "non venga aggirata la crittografia".</p><p>Nel complesso, però, la Francia sembra più favorevole alla proposta e pronta a trovare un compromesso che possa andare bene per tutti. Anche per questo il sostegno del Paese sarà decisivo per l&apos;accordo finale.</p><p>"Contiamo sul fatto che la Francia mantenga il suo sostegno alla sicurezza informatica, ai servizi criptati e alla privacy", mi ha detto Digneaux. Se queste proposte non vengono respinte ora, rischiamo di smantellare le protezioni vitali per la sicurezza informatica offerte dalla crittografia, mettendo tutti a rischio". Ma la cosa più triste è che i cittadini dell&apos;UE saranno trattati come colpevoli prima di essere dimostrati innocenti proprio dalle persone incaricate di proteggerli".</p><p>Vale la pena notare che i legislatori intendono esentare dalla scansione del CSAM il personale delle agenzie di intelligence, della polizia e delle forze armate.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/la-proposta-di-legge-ue-sul-controllo-delle-chat-vuole-lautorizzazione-a-scansionare-i-vostri-messaggi-whatsapp</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il progetto di legge UE sul controllo della chat è "un deprimente passo indietro", dicono gli esperti, rispetto alla decisione della Corte europea di rendere illegale la violazione della crittografia. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">geeurHB7AEteBgZQLEuazQ</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 07 Jun 2024 15:39:11 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Fri, 07 Jun 2024 15:39:17 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ chiara.castro@futurenet.com (Chiara Castro) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dBfKg5tPHAd74JPLWVCzQg-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Chiara is a multimedia journalist committed to covering stories to help promote the rights and denounce the abuses of the digital side of life – wherever cybersecurity, markets, and politics tangle up. She believes an open, uncensored, and private internet is a basic human need and wants to use her knowledge of VPNs to help readers take back control. She writes news, interviews, and analysis on data privacy, online censorship, digital rights, tech policies, and security software, with a special focus on VPNs, for TechRadar and TechRadar Pro. Got a story, tip-off, or something tech-interesting to say? Reach out to chiara.castro@futurenet.com&lt;/p&gt;&lt;p&gt;With a passion for digital storytelling in all its forms, she also loves photography, video making, and podcasting. When she isn&#039;t working at her laptop, you can find her reading a book with a glass of wine or beer in her hand. Literature was probably the primary reason for her interest in foreign languages. Italian, English, Spanish, and French (in order) so far. She worked and studied across Italy, the UK, and New Zealand, then obtained a MA in International Journalism from Cardiff University. Originally from Milan, Italy, she has been based in Bristol, UK, since 2018.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[European Union flag overlaid on a map of Europe with an encryption concept and padlock visual.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[European Union flag overlaid on a map of Europe with an encryption concept and padlock visual.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[European Union flag overlaid on a map of Europe with an encryption concept and padlock visual.]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>L&apos;UE sta valutando un nuovo piano per scansionare le comunicazioni criptate dei cittadini in un altro capitolo della sua lotta contro il materiale pedopornografico online (CSAM). </p><p>Dopo aspre critiche, i legislatori hanno abbandonato l&apos;idea di consentire alle forze dell&apos;ordine di accedere a messaggi di testo e audio. Ora l&apos;obiettivo sono foto, video e URL condivisi. Tuttavia, gli esperti continuano ad avvertire che la privacy dei cittadini è a rischio.</p><p>Il Belgio, che fino al 30 giugno sarà a capo del Consiglio d&apos;Europa, ha proposto la <a href="https://netzpolitik.org/2024/internes-protokoll-belgien-will-nutzer-verpflichten-chatkontrolle-zuzustimmen/" target="_blank">nuova legge</a> che rappresenta un compromesso rispetto a quella che è stata soprannominata legge sul controllo delle chat lo scorso maggio, ed è ora in fase di revisione.</p><p>Tuttavia c&apos;è un cavillo fondamentale: gli utenti devono acconsentire alla scansione del materiale condiviso prima di essere crittografato. Se si sceglie di rifiutare la scansione, agli utenti verrà impedito di utilizzare questa funzionalità. Il mondo tecnologico non ci sta, anzi Romain Digneaux, Senior Public Policy Associate di Proton, lo descrive a TechRadar come "un palese tentativo di ingannarci".</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Lo sapevi?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MxQH2X8BKiPaPkg2gMXPTV" name="3.jpg" caption="" alt="Mullvad campaign poster against EU Chat Control outside Stockholm airport" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MxQH2X8BKiPaPkg2gMXPTV-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mullvad VPN)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">I crittografi, i sostenitori della privacy e le aziende tecnologiche, come i migliori fornitori di VPN e di app di messaggistica, hanno criticato la proposta del Chat Control fin dall&apos;inizio, mettendo in guardia dalla sorveglianza di massa e dai rischi per la sicurezza. Lo scorso febbraio, la Corte europea dei diritti dell&apos;uomo ha persino ritenuto illegali i tentativi di violazione della crittografia.</p></div></div><p>"Questo compromesso della Presidenza belga è un deprimente passo indietro rispetto alla posizione del Parlamento europeo", ha dichiarato Digneaux. </p><p>"Potenzialmente sottoporrà tutti i cittadini dell&apos;UE a una sorveglianza di massa, minando i loro diritti fondamentali e non facendo nulla per affrontare la diffusione del CSAM online, né le critiche del Garante europeo della protezione dei dati e di innumerevoli esperti".</p><p>La crittografia, ovvero il processo di scomposizione dei dati in una forma illeggibile per impedire l&apos;accesso a terzi, è alla base della sicurezza delle comunicazioni online dietro gli attuali software per la privacy.</p><p>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a>, ad esempio, la utilizzano per proteggere le comunicazioni via Internet e nascondere le attività online, ad esempio. Le app di messaggistica più diffuse, come WhatsApp e Signal, o i provider di e-mail sicure come ProtonMail implementano la crittografia per garantire che i messaggi rimangano privati tra l&apos;utente e il mittente (end-to-end). Nemmeno il provider stesso può accedervi. Come dimostra la <a href="https://cdn.netzpolitik.org/wp-upload/2024/05/2024-05-08_Council_Presidency_LEWP_CSAR_Presentation_6697.pdf">presentazione</a> trapelata dal gruppo per i diritti digitali Netzpolitik, i legislatori belgi riconoscono ora la necessità di proteggere la crittografia end-to-end. </p><p>"La normativa non creerà alcun obbligo di decodificare o creare accesso ai dati crittografati end-to-end, né impedirà ai fornitori di offrire servizi crittografati end-to-end", si legge nella formulazione proposta. Come si pensa di implementare la scansione del CSAM?</p><h2 id="consenso-dell-apos-utente-o-ricatto">Consenso dell&apos;utente o ricatto?</h2><p>La chiave è la clausola del "consenso dell&apos;utente". Questo è il modo per rendere la scansione dei file multimediali condivisi privatamente non un obbligo ma una scelta. Il modo in cui si pensa di farlo, tuttavia, assomiglia più a un ricatto. Come abbiamo detto, se si vuole condividere una foto, un video o un URL con un amico su WhatsApp è necessario dare il consenso, oppure limitarsi a messaggi di testo, chiamate e messaggi vocali.</p><p>Commentando questo punto, Digneaux ha detto: "Non c&apos;è consenso. Non c&apos;è scelta. Se gli utenti innocenti non accettano che le autorità ficchino il naso nei loro messaggi, e-mail, foto e video, saranno semplicemente tagliati fuori dal mondo moderno".</p><p>Proton non è l&apos;unico a pensarla così. Un gruppo di oltre 60 organizzazioni, tra cui Proton, Mozilla, Signal, Surfshark e Tuta, insieme a più di 50 individui, hanno firmato <a href="https://www.globalencryption.org/2024/05/joint-statement-on-the-dangers-of-the-may-2024-council-of-the-eu-compromise-proposal-on-eu-csam/" target="_blank">una dichiarazione congiunta</a> per esprimere le loro preoccupazioni contro la nuova proposta.</p><p>Un consenso coercitivo non è un consenso liberamente dato", ha scritto il gruppo. "Se l&apos;utente non ha una vera e propria scelta, si sente costretto ad acconsentire o se, in caso di mancato consenso, gli verrebbe di fatto precluso l&apos;accesso al servizio, allora il consenso dato non sarà libero".</p><p>Peggio ancora, gli esperti hanno anche avvertito che tali poteri intrusivi potrebbero finire per essere inadatti a catturare i cattivi. Questo perché i criminali informatici potrebbero semplicemente incorporare le foto o i video illegali in un altro tipo di file, ad esempio. Inoltre, come ha sottolineato Digneaux, i criminali utilizzano già i propri servizi per condurre attività illegali.</p><h2 id="un-rebrand-della-scansione-lato-client">Un rebrand della scansione lato client</h2><p>Il piano per eseguire la scansione CSAM proteggendo la crittografia comprende anche una nuova disposizione di "moderazione del caricamento". I legislatori cercano di implementare il rilevamento dei contenuti prima di essere trasmessi, quindi prima di essere crittografati. Anche in questo caso, gli esperti di tecnologia ritengono che questo approccio sia piuttosto "un semplice cambiamento estetico" rispetto alla proposta di legge sul controllo delle chat.</p><p>La proposta di legge originale prevedeva invece la scansione lato client, un metodo che prevede che il dispositivo analizzi automaticamente i file alla ricerca di materiale illegale e li segnali alle autorità. Ad oggi, non esiste un modo per farlo senza creare pericolose backdoor nella crittografia. Ciò è ulteriormente confermato dal fatto che il Regno Unito ha rinviato la disposizione sulla scansione laterale prevista dalla legge sulla sicurezza online fino a quando non sarà "tecnicamente fattibile".</p><p>Tuttavia, gli esperti sostengono che la scansione dei messaggi anche nel punto di upload vanifica il principio end-to-end - la protezione completa tra mittente e destinatario - che caratterizza la crittografia forte. Inoltre, avvertono che ciò potrebbe creare nuove vulnerabilità di sicurezza che potrebbero essere sfruttate anche da terzi.</p><p>Digneaux ritiene che la mossa sia solo un "falso rebrand" della scansione lato client. Mi ha detto: "A prescindere da ciò che sostiene la Presidenza, non è una pallottola d&apos;argento per proteggere la privacy. È semplicemente una backdoor per la crittografia sotto mentite spoglie. Gli utenti europei diventeranno bersagli ideali per gli hacker, mettendo ancora più a rischio persone e aziende". </p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/mer__edith/status/1796508893822238881"><p lang="en" dir="ltr">Signal strongly opposes this proposal. Let there be no doubt: we will leave the EU market rather than undermine our privacy guarantees. This proposal--if passed and enforced against us--would require us to make this choice. It's surveillance wine in safety bottles. https://t.co/i8D4Mlcrgd<a href="https://twitter.com/mer__edith/status/1796508893822238881">May 31, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Questo è il motivo per cui le app di messaggistica sicure e crittografate end-to-end come Signal (vedi sopra) stanno già ribadendo che lasceranno il mercato dell&apos;UE piuttosto che minare le protezioni della privacy.   </p><p>Come riportato da <a href="https://netzpolitik.org/2024/interne-dokumente-frankreich-entscheidet-ueber-zukunft-der-chatkontrolle/" target="_blank">Netzpolitik</a>il nuovo approccio rimane ambivalente tra i Paesi membri. Durante una riunione tenutasi alla fine di maggio, la Germania e la Repubblica Ceca hanno espresso perplessità sulle soluzioni di scansione proposte dal Belgio prima della crittografia dei messaggi. Anche Austria, Estonia e Lussemburgo hanno criticato la disposizione sul "consenso dell&apos;utente". Mentre la Francia ha dichiarato di poter accettare la "moderazione dell&apos;upload" nell&apos;ambito del consenso dell&apos;utente, ma ha chiesto che "non venga aggirata la crittografia".</p><p>Nel complesso, però, la Francia sembra più favorevole alla proposta e pronta a trovare un compromesso che possa andare bene per tutti. Anche per questo il sostegno del Paese sarà decisivo per l&apos;accordo finale.</p><p>"Contiamo sul fatto che la Francia mantenga il suo sostegno alla sicurezza informatica, ai servizi criptati e alla privacy", mi ha detto Digneaux. Se queste proposte non vengono respinte ora, rischiamo di smantellare le protezioni vitali per la sicurezza informatica offerte dalla crittografia, mettendo tutti a rischio". Ma la cosa più triste è che i cittadini dell&apos;UE saranno trattati come colpevoli prima di essere dimostrati innocenti proprio dalle persone incaricate di proteggerli".</p><p>Vale la pena notare che i legislatori intendono esentare dalla scansione del CSAM il personale delle agenzie di intelligence, della polizia e delle forze armate.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Ecco perchè Windows Recall potrebbe essere un grande problema per la privacy ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Quando ho sentito parlare per la prima volta di Recall, ho subito nascosto la faccia tra le mani. Non avrei mai pensato di vedere un obiettivo così evidente creato da Microsoft, per non parlare della sua commercializzazione come funzione.</p><p>Se non ne avete ancora letto, Recall è una funzione AI in arrivo sui PC Windows 11 Copilot+. È progettata per consentirvi di tornare indietro nel tempo sul vostro computer "scattando immagini dello schermo attivo ogni pochi secondi" e analizzandole con l'intelligenza artificiale, secondo le FAQ di Microsoft su Recall. Se qualcuno che non sia l'utente ha accesso ai dati di Recall, la situazione potrebbe essere disastrosa.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/tsarnick/status/1792680674060832829"><p lang="en" dir="ltr">Satya Nadella says Windows PCs will have a photographic memory feature called Recall that will remember and understand everything you do on your computer by taking constant screenshots pic.twitter.com/Gubi4DGHcs<a href="https://twitter.com/tsarnick/status/1792680674060832829">May 20, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Potrebbe suonare familiare, perché è molto simile alla funzione Timeline, fallita e accantonata in Windows 10. Tuttavia, a differenza di Timeline, Recall non si limita a ripristinare una versione dei file del desktop, ma utilizza l'intelligenza artificiale per riportare l'utente a quel momento, aprendo anche le app pertinenti.</p><h2 id="qual-e-il-problema-di-windows-recall">Qual è il problema di Windows Recall?</h2><p>All'apparenza sembra una funzione interessante, ma il purista paranoico della privacy in fondo alla mia mente sta nascondendo la faccia in un cuscino e urlando. Immaginate se quasi tutto quello che avete fatto negli ultimi tre mesi venisse registrato per essere visto da chiunque abbia accesso al vostro computer. Beh, se usate Recall, non dovrete immaginarlo.</p><p>Potrebbe sembrare una reazione eccessiva, ma lasciate che vi spieghi: Recall scatta screenshot ogni pochi secondi e li memorizza sul vostro dispositivo. Se si aggiunge la crittografia, si ottiene un'enorme quantità di dati visivi gonfiati che mostrano quasi tutto ciò che si è fatto sul computer in quel periodo.</p><p>Come spiega Microsoft, "l'allocazione predefinita per Recall su un dispositivo con 256 GB sarà di 25 GB, in grado di memorizzare circa 3 mesi di istantanee. È possibile aumentare l'allocazione di memoria per Recall nelle Impostazioni del PC. Le vecchie istantanee verranno eliminate una volta utilizzata la memoria allocata, consentendo di memorizzarne di nuove".</p><p>Questo è peggio del keylogging! Recall non si limita a registrare ciò che digitate, ma registra tutto ciò che fate, con tanto di foto, ogni tre secondi.</p><p>Dico quasi tutto perché Microsoft sostiene che "Recall non esegue istantanee di alcuni tipi di contenuti, comprese le sessioni di navigazione InPrivate in Microsoft Edge. Tratta in modo simile il materiale protetto da gestione dei diritti digitali (DRM); come altre app di Windows, come lo Snipping Tool, Recall non memorizzerà il contenuto DRM". Si tratta di un'affermazione rassicurante, ma ancora troppo vaga perché si possa fare affidamento su di essa. </p><p>Funzionerà solo su Microsoft Edge o si integrerà anche con Chrome e Firefox? Se funziona solo con Edge, sembra un'ingiustificata esclusione della privacy per chi non utilizza l'impopolare browser web di Microsoft.</p><p>Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Microsoft ammette apertamente che Recall scatterà screenshot delle vostre password e dei vostri dati privati:</p><p>"Si noti che Recall non esegue la moderazione dei contenuti. Non nasconde informazioni come password o numeri di conti finanziari. Tali dati potrebbero essere contenuti nelle istantanee memorizzate sul dispositivo, soprattutto quando i siti non seguono i protocolli Internet standard, come l'occultamento dell'inserimento della password".</p><p>Quindi, potrebbe trattarsi di qualcosa che memorizza le vostre password, le vostre informazioni, i dettagli dei vostri account, ecc. e che è visibile a chiunque sul vostro profilo. Se avete un solo profilo per il vostro dispositivo, significa che chiunque abbia accesso a quel PC sarà in grado di vedere i vostri dati di Recall.</p><p>La parte peggiore di questa situazione è che sarà attiva per impostazione predefinita una volta attivato il dispositivo. Microsoft afferma che: </p><p>"Sui PC Copilot+ dotati di processore Snapdragon® X Series, dopo la prima attivazione del dispositivo viene visualizzata l'icona della barra delle applicazioni di Recall. È possibile utilizzare tale icona per aprire le impostazioni di Recall e scegliere le istantanee che Recall raccoglie e memorizza sul dispositivo".</p><p>Penso che questa sia una cattiva idea. La decisione dovrebbe essere presa dall'individuo e non da Windows. Il fatto che sia immediatamente attivo significa solo che le persone non informate potrebbero non essere in grado di agire. A mio parere, è simile al tracciamento dei cookie e può essere altrettanto invasivo. Tutto ciò mi porta a chiedermi se il consenso ai sensi del GDPR possa essere un ostacolo.</p><h2 id="microsoft-sta-rendendo-sicuro-recall">Microsoft sta rendendo sicuro Recall?</h2><p>In difesa di Microsoft, vorrei che si sapesse che c'è stato un tentativo di renderlo sicuro. Non credo che sia stato molto buono, ma il tentativo c'è stato.</p><p>Microsoft afferma che "le istantanee di richiamo sono conservate sui PC Copilot+ stessi, sul disco rigido locale, e sono protette utilizzando la crittografia dei dati sul dispositivo e (se si dispone di Windows 11 Pro o di una SKU Windows 11 aziendale) BitLocker". Dalla formulazione, sembra che le istantanee saranno crittografate solo se si dispone di Windows Pro o di un codice Windows aziendale. </p><p>L'omissione degli utenti di Windows Home è terrificante. Se così fosse, le persone comuni sarebbero vulnerabili se i loro dispositivi venissero compromessi. Le persone non dovrebbero pagare un sovrapprezzo e fare un upgrade per proteggere la propria privacy su un sistema operativo che scatta istantanee dello schermo ogni pochi secondi.</p><p>La domanda principale, tuttavia, è: che tipo di crittografia viene utilizzata? Da un po' di tempo lavoro con la crittografia delle reti private virtuali (VPN) e il fatto che qualcosa sia "crittografato" non significa che sia sicuro. Infatti, con gli sviluppi dell'informatica quantistica, la crittografia è minacciata e anche i migliori servizi VPN devono trovare metodi di crittografia sicuri dal punto di vista quantistico. Abbiamo già visto che BitLocker può essere violato.</p><p>Un'altra nota a favore di Microsoft è che i dati vengono archiviati localmente e crittografati, anziché essere caricati su un server cloud a cui Microsoft può accedere.</p><p>"Le schermate di Recall sono collegate solo a uno specifico profilo utente e Recall non le condivide con altri utenti, non le rende disponibili per la visualizzazione da parte di Microsoft e non le utilizza per la pubblicità mirata".</p><p>Ciò significa che, per il momento, Microsoft non sta sbirciando dietro le quinte. Ma questo non garantisce che sarà così per sempre. Se Microsoft riuscirà a trovare un modo legale per trarre profitto da questo strumento, credo che ci proverà. Per ora, la spinta sembra essere quella di convincere le persone ad aggiornare il proprio sistema operativo.</p><p>Se siete una di quelle famiglie che hanno profili diversi per ogni persona sul PC di famiglia, potete recuperare un po' di privacy. </p><p>"Gli screenshot sono disponibili solo per la persona il cui profilo è stato utilizzato per accedere al dispositivo. Se due persone condividono un dispositivo con profili diversi, non potranno accedere alle schermate dell'altro. Se utilizzano lo stesso profilo per accedere al dispositivo, condivideranno la cronologia delle schermate. Altrimenti, le schermate di Recall non sono disponibili per altri utenti o accessibili da altre applicazioni o servizi".</p><p>Il problema è che questo è utile solo se si protegge il profilo con una password e se qualcuno imposta il controllo parentale sul profilo, questo potrebbe fornire una backdoor.</p><h2 id="quali-sono-i-rischi-per-la-sicurezza-di-recall">Quali sono i rischi per la sicurezza di Recall?</h2><p>Probabilmente starete pensando "e allora?". Lasciate quindi che vi illustri alcuni scenari in cui questo potrebbe essere un problema: </p><ul><li>State usando un computer pubblico: supponiamo che stiate facendo acquisti online o operazioni bancarie sul computer della biblioteca. Non vi siete accorti che Recall era attivo e ora la persona che sta usando il computer dopo di voi è appena entrata nell'archivio di Recall per recuperare tutti i vostri dati bancari, il vostro indirizzo e le vostre password. È come consegnare le chiavi di casa a un ladro prima di dirgli che si va in vacanza per una settimana.</li><li>Utilizzate il computer aziendale per motivi personali: è capitato a tutti di usare il computer aziendale per guardare i social media durante la pausa pranzo o semplicemente per fare delle commissioni perché non avete il vostro computer portatile. Ora il vostro capo, il team IT e chiunque abbia accesso al vostro dispositivo può controllare e vedere ogni tre secondi come utilizzate le loro apparecchiature. Potrebbero usarlo per tracciare il vostro rendimento lavorativo e vedere quanto siete produttivi, e potrebbero persino leggere i messaggi privati che inviate alle persone.</li><li>State usando il PC di famiglia: se state usando il computer di casa e non avete un profilo protetto da password, chiunque potrebbe entrare e aprire la vostra cronologia di Recall. Se avete fatto qualcosa di sgradevole, sarà evidente, anche se avete cancellato la cronologia delle ricerche.</li><li>Se venite hackerati o vi rubano il portatile: questo è abbastanza ovvio, ma se qualcuno riesce a entrare nel vostro dispositivo, la crittografia non avrà importanza. Allo stesso modo, se qualcuno ruba il vostro computer portatile e non avete una password sicura per bloccarlo, un criminale (informatico o di altro tipo) può usare Recall per togliervi il mondo da sotto i piedi.</li></ul><p>Sono tanti i problemi che possono derivare dall'accesso ai dati di Recall. L'uso di un gestore di password diventa irrilevante se qualcuno può vedervi digitare la vostra password principale, i vostri messaggi privati saranno tutt'altra cosa e non ha senso cancellare la cronologia delle ricerche perché Microsoft conserva le ricevute!</p><h2 id="come-proteggere-la-privacy-con-windows-recall">Come proteggere la privacy con Windows Recall</h2><p>Ci sono alcuni modi per proteggere la vostra privacy da Windows Recall, ma il più ovvio ed efficace è quello di disabilitarlo completamente. Come dice il proverbio, "un grammo di prevenzione vale un chilo di cura". È meglio non avere queste informazioni memorizzate sul dispositivo.</p><p>Se, tuttavia, volete usare Recall, dovrete fare quanto segue:</p><ul><li>Creare un profilo individuale sul PC: questo impedirà alle persone di avere accesso condiviso ai dati di Recall, purché si segua il consiglio successivo.</li><li>Proteggete il vostro profilo con una password: non solo il vostro dispositivo, ma anche il vostro profilo. Non usate una password debole, siate seri. Usate tre parole memorabili con numeri e simboli, e no, non impostate la password come "3-Memorable-worD5!".</li><li>Crittografate i dati di Recall: potreste dover aggiornare il vostro sistema operativo o pagare per BitLocker, ma la crittografia non è negoziabile. Se qualcuno supera la vostra password, non volete che abbia accesso immediato e non controllato a ciò che avete fatto negli ultimi tre mesi.</li><li>Non accedete a dati sensibili quando Recall è attivo: se dovete digitare password personali o guardare contenuti NSFW, spegnetelo. Questo sarà ovviamente fastidioso e richiederà molto tempo, ma è molto meglio dell'alternativa di avere tutto sotto controllo.</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/computing-security/ecco-perche-windows-recall-potrebbe-essere-un-grande-problema-per-la-privacy</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Fare screenshot di tutto ciò che si fa e darlo in pasto a un modello di intelligenza artificiale può diventare un vero disastro. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">3pdaxun6EUHoZ6PBor5Xgf</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tdJehZYyUB9RY3HogJY22n-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 22 May 2024 15:02:15 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Wed, 18 Dec 2024 12:06:56 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ TechRadar Team ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;The TechRadar hive mind. The Megazord. The Voltron. When our powers combine, we become &#039;TECHRADAR TEAM&#039;. You&#039;ll usually see this author name when the entire team has collaborated on a project or an article, whether that&#039;s a run-down ranking of our favorite Marvel films, or a round-up of all the coolest things we&#039;ve collectively seen at annual tech shows like CES and MWC. We are one.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tdJehZYyUB9RY3HogJY22n-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[A person spying through a gap of light]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[A person spying through a gap of light]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[A person spying through a gap of light]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tdJehZYyUB9RY3HogJY22n-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Quando ho sentito parlare per la prima volta di Recall, ho subito nascosto la faccia tra le mani. Non avrei mai pensato di vedere un obiettivo così evidente creato da Microsoft, per non parlare della sua commercializzazione come funzione.</p><p>Se non ne avete ancora letto, Recall è una funzione AI in arrivo sui PC Windows 11 Copilot+. È progettata per consentirvi di tornare indietro nel tempo sul vostro computer "scattando immagini dello schermo attivo ogni pochi secondi" e analizzandole con l'intelligenza artificiale, secondo le FAQ di Microsoft su Recall. Se qualcuno che non sia l'utente ha accesso ai dati di Recall, la situazione potrebbe essere disastrosa.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/tsarnick/status/1792680674060832829"><p lang="en" dir="ltr">Satya Nadella says Windows PCs will have a photographic memory feature called Recall that will remember and understand everything you do on your computer by taking constant screenshots pic.twitter.com/Gubi4DGHcs<a href="https://twitter.com/tsarnick/status/1792680674060832829">May 20, 2024</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Potrebbe suonare familiare, perché è molto simile alla funzione Timeline, fallita e accantonata in Windows 10. Tuttavia, a differenza di Timeline, Recall non si limita a ripristinare una versione dei file del desktop, ma utilizza l'intelligenza artificiale per riportare l'utente a quel momento, aprendo anche le app pertinenti.</p><h2 id="qual-e-il-problema-di-windows-recall">Qual è il problema di Windows Recall?</h2><p>All'apparenza sembra una funzione interessante, ma il purista paranoico della privacy in fondo alla mia mente sta nascondendo la faccia in un cuscino e urlando. Immaginate se quasi tutto quello che avete fatto negli ultimi tre mesi venisse registrato per essere visto da chiunque abbia accesso al vostro computer. Beh, se usate Recall, non dovrete immaginarlo.</p><p>Potrebbe sembrare una reazione eccessiva, ma lasciate che vi spieghi: Recall scatta screenshot ogni pochi secondi e li memorizza sul vostro dispositivo. Se si aggiunge la crittografia, si ottiene un'enorme quantità di dati visivi gonfiati che mostrano quasi tutto ciò che si è fatto sul computer in quel periodo.</p><p>Come spiega Microsoft, "l'allocazione predefinita per Recall su un dispositivo con 256 GB sarà di 25 GB, in grado di memorizzare circa 3 mesi di istantanee. È possibile aumentare l'allocazione di memoria per Recall nelle Impostazioni del PC. Le vecchie istantanee verranno eliminate una volta utilizzata la memoria allocata, consentendo di memorizzarne di nuove".</p><p>Questo è peggio del keylogging! Recall non si limita a registrare ciò che digitate, ma registra tutto ciò che fate, con tanto di foto, ogni tre secondi.</p><p>Dico quasi tutto perché Microsoft sostiene che "Recall non esegue istantanee di alcuni tipi di contenuti, comprese le sessioni di navigazione InPrivate in Microsoft Edge. Tratta in modo simile il materiale protetto da gestione dei diritti digitali (DRM); come altre app di Windows, come lo Snipping Tool, Recall non memorizzerà il contenuto DRM". Si tratta di un'affermazione rassicurante, ma ancora troppo vaga perché si possa fare affidamento su di essa. </p><p>Funzionerà solo su Microsoft Edge o si integrerà anche con Chrome e Firefox? Se funziona solo con Edge, sembra un'ingiustificata esclusione della privacy per chi non utilizza l'impopolare browser web di Microsoft.</p><p>Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Microsoft ammette apertamente che Recall scatterà screenshot delle vostre password e dei vostri dati privati:</p><p>"Si noti che Recall non esegue la moderazione dei contenuti. Non nasconde informazioni come password o numeri di conti finanziari. Tali dati potrebbero essere contenuti nelle istantanee memorizzate sul dispositivo, soprattutto quando i siti non seguono i protocolli Internet standard, come l'occultamento dell'inserimento della password".</p><p>Quindi, potrebbe trattarsi di qualcosa che memorizza le vostre password, le vostre informazioni, i dettagli dei vostri account, ecc. e che è visibile a chiunque sul vostro profilo. Se avete un solo profilo per il vostro dispositivo, significa che chiunque abbia accesso a quel PC sarà in grado di vedere i vostri dati di Recall.</p><p>La parte peggiore di questa situazione è che sarà attiva per impostazione predefinita una volta attivato il dispositivo. Microsoft afferma che: </p><p>"Sui PC Copilot+ dotati di processore Snapdragon® X Series, dopo la prima attivazione del dispositivo viene visualizzata l'icona della barra delle applicazioni di Recall. È possibile utilizzare tale icona per aprire le impostazioni di Recall e scegliere le istantanee che Recall raccoglie e memorizza sul dispositivo".</p><p>Penso che questa sia una cattiva idea. La decisione dovrebbe essere presa dall'individuo e non da Windows. Il fatto che sia immediatamente attivo significa solo che le persone non informate potrebbero non essere in grado di agire. A mio parere, è simile al tracciamento dei cookie e può essere altrettanto invasivo. Tutto ciò mi porta a chiedermi se il consenso ai sensi del GDPR possa essere un ostacolo.</p><h2 id="microsoft-sta-rendendo-sicuro-recall">Microsoft sta rendendo sicuro Recall?</h2><p>In difesa di Microsoft, vorrei che si sapesse che c'è stato un tentativo di renderlo sicuro. Non credo che sia stato molto buono, ma il tentativo c'è stato.</p><p>Microsoft afferma che "le istantanee di richiamo sono conservate sui PC Copilot+ stessi, sul disco rigido locale, e sono protette utilizzando la crittografia dei dati sul dispositivo e (se si dispone di Windows 11 Pro o di una SKU Windows 11 aziendale) BitLocker". Dalla formulazione, sembra che le istantanee saranno crittografate solo se si dispone di Windows Pro o di un codice Windows aziendale. </p><p>L'omissione degli utenti di Windows Home è terrificante. Se così fosse, le persone comuni sarebbero vulnerabili se i loro dispositivi venissero compromessi. Le persone non dovrebbero pagare un sovrapprezzo e fare un upgrade per proteggere la propria privacy su un sistema operativo che scatta istantanee dello schermo ogni pochi secondi.</p><p>La domanda principale, tuttavia, è: che tipo di crittografia viene utilizzata? Da un po' di tempo lavoro con la crittografia delle reti private virtuali (VPN) e il fatto che qualcosa sia "crittografato" non significa che sia sicuro. Infatti, con gli sviluppi dell'informatica quantistica, la crittografia è minacciata e anche i migliori servizi VPN devono trovare metodi di crittografia sicuri dal punto di vista quantistico. Abbiamo già visto che BitLocker può essere violato.</p><p>Un'altra nota a favore di Microsoft è che i dati vengono archiviati localmente e crittografati, anziché essere caricati su un server cloud a cui Microsoft può accedere.</p><p>"Le schermate di Recall sono collegate solo a uno specifico profilo utente e Recall non le condivide con altri utenti, non le rende disponibili per la visualizzazione da parte di Microsoft e non le utilizza per la pubblicità mirata".</p><p>Ciò significa che, per il momento, Microsoft non sta sbirciando dietro le quinte. Ma questo non garantisce che sarà così per sempre. Se Microsoft riuscirà a trovare un modo legale per trarre profitto da questo strumento, credo che ci proverà. Per ora, la spinta sembra essere quella di convincere le persone ad aggiornare il proprio sistema operativo.</p><p>Se siete una di quelle famiglie che hanno profili diversi per ogni persona sul PC di famiglia, potete recuperare un po' di privacy. </p><p>"Gli screenshot sono disponibili solo per la persona il cui profilo è stato utilizzato per accedere al dispositivo. Se due persone condividono un dispositivo con profili diversi, non potranno accedere alle schermate dell'altro. Se utilizzano lo stesso profilo per accedere al dispositivo, condivideranno la cronologia delle schermate. Altrimenti, le schermate di Recall non sono disponibili per altri utenti o accessibili da altre applicazioni o servizi".</p><p>Il problema è che questo è utile solo se si protegge il profilo con una password e se qualcuno imposta il controllo parentale sul profilo, questo potrebbe fornire una backdoor.</p><h2 id="quali-sono-i-rischi-per-la-sicurezza-di-recall">Quali sono i rischi per la sicurezza di Recall?</h2><p>Probabilmente starete pensando "e allora?". Lasciate quindi che vi illustri alcuni scenari in cui questo potrebbe essere un problema: </p><ul><li>State usando un computer pubblico: supponiamo che stiate facendo acquisti online o operazioni bancarie sul computer della biblioteca. Non vi siete accorti che Recall era attivo e ora la persona che sta usando il computer dopo di voi è appena entrata nell'archivio di Recall per recuperare tutti i vostri dati bancari, il vostro indirizzo e le vostre password. È come consegnare le chiavi di casa a un ladro prima di dirgli che si va in vacanza per una settimana.</li><li>Utilizzate il computer aziendale per motivi personali: è capitato a tutti di usare il computer aziendale per guardare i social media durante la pausa pranzo o semplicemente per fare delle commissioni perché non avete il vostro computer portatile. Ora il vostro capo, il team IT e chiunque abbia accesso al vostro dispositivo può controllare e vedere ogni tre secondi come utilizzate le loro apparecchiature. Potrebbero usarlo per tracciare il vostro rendimento lavorativo e vedere quanto siete produttivi, e potrebbero persino leggere i messaggi privati che inviate alle persone.</li><li>State usando il PC di famiglia: se state usando il computer di casa e non avete un profilo protetto da password, chiunque potrebbe entrare e aprire la vostra cronologia di Recall. Se avete fatto qualcosa di sgradevole, sarà evidente, anche se avete cancellato la cronologia delle ricerche.</li><li>Se venite hackerati o vi rubano il portatile: questo è abbastanza ovvio, ma se qualcuno riesce a entrare nel vostro dispositivo, la crittografia non avrà importanza. Allo stesso modo, se qualcuno ruba il vostro computer portatile e non avete una password sicura per bloccarlo, un criminale (informatico o di altro tipo) può usare Recall per togliervi il mondo da sotto i piedi.</li></ul><p>Sono tanti i problemi che possono derivare dall'accesso ai dati di Recall. L'uso di un gestore di password diventa irrilevante se qualcuno può vedervi digitare la vostra password principale, i vostri messaggi privati saranno tutt'altra cosa e non ha senso cancellare la cronologia delle ricerche perché Microsoft conserva le ricevute!</p><h2 id="come-proteggere-la-privacy-con-windows-recall">Come proteggere la privacy con Windows Recall</h2><p>Ci sono alcuni modi per proteggere la vostra privacy da Windows Recall, ma il più ovvio ed efficace è quello di disabilitarlo completamente. Come dice il proverbio, "un grammo di prevenzione vale un chilo di cura". È meglio non avere queste informazioni memorizzate sul dispositivo.</p><p>Se, tuttavia, volete usare Recall, dovrete fare quanto segue:</p><ul><li>Creare un profilo individuale sul PC: questo impedirà alle persone di avere accesso condiviso ai dati di Recall, purché si segua il consiglio successivo.</li><li>Proteggete il vostro profilo con una password: non solo il vostro dispositivo, ma anche il vostro profilo. Non usate una password debole, siate seri. Usate tre parole memorabili con numeri e simboli, e no, non impostate la password come "3-Memorable-worD5!".</li><li>Crittografate i dati di Recall: potreste dover aggiornare il vostro sistema operativo o pagare per BitLocker, ma la crittografia non è negoziabile. Se qualcuno supera la vostra password, non volete che abbia accesso immediato e non controllato a ciò che avete fatto negli ultimi tre mesi.</li><li>Non accedete a dati sensibili quando Recall è attivo: se dovete digitare password personali o guardare contenuti NSFW, spegnetelo. Questo sarà ovviamente fastidioso e richiederà molto tempo, ma è molto meglio dell'alternativa di avere tutto sotto controllo.</li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Le VPN non sono invincibili: ecco 5 cose da cui non possono proteggervi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>È successo a tutti noi. Mentre guardate un video su YouTube o ascoltate un episodio del vostro podcast preferito, una voce vi interrompe per dirvi che <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">un servizio VPN</a> può risolvere tutti i vostri problemi di privacy online. La verità è più complessa di così.</p><p>Una VPN aumenta certamente il vostro anonimato e vi protegge da alcune minacce digitali, ad esempio mascherando la vostra posizione virtuale e nascondendo le vostre abitudini di navigazione e i vostri download. Tuttavia, nemmeno i migliori provider vi rendono totalmente invisibili online.</p><p>Per essere davvero sicuri, è fondamentale essere pienamente consapevoli dei rischi a cui si è esposti ogni volta che si accede a Internet o si utilizza un servizio online. Tuttavia, non c&apos;è minaccia più grande che credere di essere protetti quando non lo si è. Qui di seguito, vi illustro cinque situazioni da cui una VPN non può nascondervi e cosa dovreste invece fare. </p><h2 id="cos-apos-xe8-una-vpn">Cos&apos;è una VPN?</h2><p>Per cominciare, chiariamo cos&apos;è e cos&apos;è una VPN. Abbreviazione di virtual private network, una VPN è un software di sicurezza che cripta tutto il traffico Internet. Lo fa creando un tunnel sicuro attraverso il quale i dati passano per raggiungere il sito che si desidera visitare, e qui vengono crittografati. Ciò significa che i cyber-attaccanti non possono compromettere la vostra connessione quando utilizzate un Wi-Fi pubblico non protetto e che il vostro ISP non potrà vedere ciò che fate online. </p><p>Allo stesso tempo, una VPN falsifica la vostra posizione nascondendo il vostro vero indirizzo IP. In questo modo potete apparire in una parte del mondo completamente diversa. Questo perché ogni volta che vi connettete a un server VPN - e le migliori app vantano un vasto elenco di località internazionali - assegnate un nuovo indirizzo IP al vostro dispositivo. Questo è vantaggioso per la privacy, in quanto riduce il tracciamento del web, ma consente anche di accedere a contenuti altrimenti soggetti a limitazioni geografiche, come le librerie locali di Netflix. È proprio per questo che molte persone utilizzano una VPN per lo streaming per accedere a siti e servizi censurati.</p><p>NordVPN è attualmente in cima alla nostra <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">classifica delle migliori VPN</a>. Oltre alle solide funzioni di sicurezza e all&apos;ottimo sblocco, mi piace soprattutto il fatto che Nord offra una protezione aggiuntiva che va oltre le capacità della maggior parte delle VPN.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.74%;"><img id="vSARto2GVCbV5FU6zWaSdH" name="VPN benefits.png" alt="An illustration of a laptop screen running a VPN service, accompanied by images of a padlock, globe, and a man using a tablet." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vSARto2GVCbV5FU6zWaSdH-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1840" height="1044" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1-fughe-di-dati-dai-social"><span>1. Fughe di dati dai social</span></h2><p>Se da un lato ci sforziamo di nascondere le nostre impronte digitali, dall&apos;altro siamo anche felici di cedere un pezzo della nostra privacy per un post sui social media. Le piattaforme di social media sono un modo semplice per raccogliere le informazioni personali di una persona - lo fanno le forze dell&apos;ordine e, come ci si aspetterebbe, anche gli hacker.</p><p>Sebbene una VPN sicura protegga la vostra identità, non può nascondere le informazioni personali che condividete volontariamente sul vostro account di social media. Queste includono il nome, l&apos;indirizzo e-mail e il numero di telefono, ma anche i "Mi piace", le condivisioni e i post.</p><p>Prima di postare un video o una foto, è sempre bene assicurarsi che i dati sensibili (ad esempio, l&apos;indirizzo di casa) non siano visibili. Vi consiglio anche di rivedere le impostazioni sulla privacy del vostro account per ridurre al minimo i dati che condividete con gli altri.</p><h2 class="article-body__section" id="section-2-attacchi-di-phishing"><span>2. Attacchi di phishing</span></h2><p>Il phishing è una forma di truffa online in cui i malintenzionati utilizzano e-mail, messaggi di testo e persino telefonate per accedere ai vostri dati personali sensibili. Possono farlo inducendovi a rivelare i dati del vostro conto bancario per commettere una frode finanziaria. Un altro modo per farlo è farvi cliccare su un link dannoso che infetterà il vostro dispositivo con malware o virus.</p><p>Una VPN può dissuadere un hacker dal cercare di intercettare il vostro traffico Internet, ma non può impedirvi di finire voi stessi su un sito web truffaldino o di condividere i vostri dati personali con qualcuno sul web.</p><p>Inoltre, grazie agli strumenti basati sull&apos;intelligenza artificiale, gli aggressori possono creare messaggi sempre più convincenti ad alta velocità. Ciò significa che gli attacchi di phishing continueranno a verificarsi in futuro. La buona notizia è che, nonostante i messaggi siano ben fatti, è sempre possibile riconoscere una truffa. Come regola generale, se qualcosa è troppo bello per essere vero, in genere lo è. Quindi, attenzione alle grandi promesse. Raccomando inoltre di controllare gli indirizzi e-mail dei mittenti, poiché gli aggressori tendono a utilizzare e-mail più generiche anziché, ad esempio, quelle aziendali. Fate attenzione agli errori di ortografia e ad altre imprecisioni grammaticali.</p><h2 class="article-body__section" id="section-3-malware-e-virus"><span>3. Malware e virus</span></h2><p>Il phishing non è l&apos;unico modo in cui gli aggressori cercano di compromettere la sicurezza dei vostri dispositivi. Malware e virus sono spesso nascosti in siti web e annunci online, pronti a penetrare nel vostro sistema operativo e a scatenarsi. Anche in questo caso, una VPN di solito non può aiutarvi. </p><p>Esistono tuttavia alcuni servizi VPN che offrono strumenti di blocco del malware. Ad esempio, Threat Protection di NordVPN impedisce automaticamente l&apos;accesso a siti web pericolosi e controlla i download per verificarne la sicurezza. Altri provider, tra cui ExpressVPN e Private Internet Access, sono dotati di protezioni avanzate simili.</p><p>Tuttavia, come spiega Mike Williams, esperto di sicurezza di TechRadar: "[NordVPN] Threat Protection è ben lontano dall&apos;essere un antivirus completo. Ad esempio, non monitora i processi alla ricerca di comportamenti sospetti, quindi è improbabile che riesca a individuare le minacce più recenti". Per questo motivo consiglio di combinare lo strumento di blocco del malware della VPN con un software antivirus affidabile per una protezione completa.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tfTPM2h23pWZ3334EbhVKT" name="malware.jpg" alt="Magnifying glass enlarging the word 'malware' in computer machine code" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tfTPM2h23pWZ3334EbhVKT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-4-cookie-di-tracciamento"><span>4. Cookie di tracciamento </span></h2><p>I cookie di tracciamento, il tipo più comune di tracker web, sono piccoli frammenti di codice che vengono memorizzati nel browser una volta che si accede a un sito web. Alcuni cookie sono essenziali per personalizzare il vostro profilo digitale - ad esempio l&apos;indirizzo di fatturazione e il metodo di pagamento sulle piattaforme di e-commerce - ma altri possono essere molto più invadenti e spiare le vostre attività online anche dopo aver lasciato il sito.</p><p>Sebbene una VPN vi renda più anonimi online, impedendo alcune forme di tracciamento, funziona solo a livello di rete. I cookie di tracciamento, invece, vengono memorizzati direttamente sul vostro browser web. Pertanto, le VPN non sono di grande aiuto contro questi tracker.</p><p>Per ridurre i rischi, vi consiglio di cancellare regolarmente i cookie di Internet sui vostri dispositivi. Perderete un po&apos; di comodità, in quanto verrete disconnessi dai vostri account personali, ma guadagnerete in privacy. </p><h2 class="article-body__section" id="section-5-tracce-degli-account-online"><span>5. Tracce degli account online</span></h2><p>Come nel caso delle interazioni sulle piattaforme di social media, una VPN non può impedire completamente che la vostra identità e le vostre attività vengano tracciate. Ciò significa che, ad esempio, Google conoscerà sempre la cronologia delle vostre ricerche se avete effettuato l&apos;accesso al vostro account, indipendentemente dal fatto che la VPN sia attivata in background.</p><p>Come regola generale, è consigliabile disconnettersi dai propri account quando si svolgono attività sensibili. Ricordate che passare alla modalità Incognito non è una vera soluzione, poiché le vostre attività online verranno comunque registrate ogni volta che accederete ai vostri account. Peggio ancora, si è scoperto che Google ha conservato i dati di navigazione in incognito per anni.</p><p>Consiglio anche di abbandonare il più possibile i prodotti delle Big Tech. Ad esempio, potete optare per un browser più privato e sicuro. Esistono anche provider di posta elettronica alternativi, come Proton Mail e Tutanota, che criptano le vostre comunicazioni e promettono di non registrare mai i vostri dati sensibili.  </p><h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2><p>Come abbiamo visto, le VPN non sono una bacchetta magica che allontana per magia le minacce e i pericoli informatici. Ciononostante, questo software vi protegge comunque da una grande quantità di rischi e migliora notevolmente la vostra postura digitale; quindi, tutto sommato, le VPN sono ancora strumenti di sicurezza fondamentali.</p><p>Se state cercando di acquistarne una, ricordate che non tutte le VPN sono uguali. Suggerisco di trovarne una che offra alcune protezioni di sicurezza avanzate. Queste includono una rigorosa politica di non registrazione (una garanzia che il provider non registrerà mai le vostre attività), un kill switch affidabile e una forte crittografia. Cercate un fornitore affidabile che sostenga regolarmente le sue affermazioni sulla privacy con controlli VPN indipendenti e approfonditi. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/le-vpn-non-sono-invincibili-ecco-5-cose-da-cui-non-possono-proteggervi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Le VPN sono un ottimo modo per aumentare la privacy online, ma nemmeno i migliori servizi sono a prova di bomba contro tutte le minacce digitali. Ecco cosa non possono fare le VPN e cosa invece bisogna fare. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Vox3JN8rN2kmPSU7GYpcK3</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fmsFrq84R6NrFLDSTMqFvV-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Tue, 07 May 2024 12:31:04 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Tue, 07 May 2024 12:31:12 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ chiara.castro@futurenet.com (Chiara Castro) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dBfKg5tPHAd74JPLWVCzQg-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Chiara is a multimedia journalist committed to covering stories to help promote the rights and denounce the abuses of the digital side of life – wherever cybersecurity, markets, and politics tangle up. She believes an open, uncensored, and private internet is a basic human need and wants to use her knowledge of VPNs to help readers take back control. She writes news, interviews, and analysis on data privacy, online censorship, digital rights, tech policies, and security software, with a special focus on VPNs, for TechRadar and TechRadar Pro. Got a story, tip-off, or something tech-interesting to say? Reach out to chiara.castro@futurenet.com&lt;/p&gt;&lt;p&gt;With a passion for digital storytelling in all its forms, she also loves photography, video making, and podcasting. When she isn&#039;t working at her laptop, you can find her reading a book with a glass of wine or beer in her hand. Literature was probably the primary reason for her interest in foreign languages. Italian, English, Spanish, and French (in order) so far. She worked and studied across Italy, the UK, and New Zealand, then obtained a MA in International Journalism from Cardiff University. Originally from Milan, Italy, she has been based in Bristol, UK, since 2018.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fmsFrq84R6NrFLDSTMqFvV-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[VPN on laptop screen]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[VPN on laptop screen]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[VPN on laptop screen]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fmsFrq84R6NrFLDSTMqFvV-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>È successo a tutti noi. Mentre guardate un video su YouTube o ascoltate un episodio del vostro podcast preferito, una voce vi interrompe per dirvi che <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">un servizio VPN</a> può risolvere tutti i vostri problemi di privacy online. La verità è più complessa di così.</p><p>Una VPN aumenta certamente il vostro anonimato e vi protegge da alcune minacce digitali, ad esempio mascherando la vostra posizione virtuale e nascondendo le vostre abitudini di navigazione e i vostri download. Tuttavia, nemmeno i migliori provider vi rendono totalmente invisibili online.</p><p>Per essere davvero sicuri, è fondamentale essere pienamente consapevoli dei rischi a cui si è esposti ogni volta che si accede a Internet o si utilizza un servizio online. Tuttavia, non c&apos;è minaccia più grande che credere di essere protetti quando non lo si è. Qui di seguito, vi illustro cinque situazioni da cui una VPN non può nascondervi e cosa dovreste invece fare. </p><h2 id="cos-apos-xe8-una-vpn">Cos&apos;è una VPN?</h2><p>Per cominciare, chiariamo cos&apos;è e cos&apos;è una VPN. Abbreviazione di virtual private network, una VPN è un software di sicurezza che cripta tutto il traffico Internet. Lo fa creando un tunnel sicuro attraverso il quale i dati passano per raggiungere il sito che si desidera visitare, e qui vengono crittografati. Ciò significa che i cyber-attaccanti non possono compromettere la vostra connessione quando utilizzate un Wi-Fi pubblico non protetto e che il vostro ISP non potrà vedere ciò che fate online. </p><p>Allo stesso tempo, una VPN falsifica la vostra posizione nascondendo il vostro vero indirizzo IP. In questo modo potete apparire in una parte del mondo completamente diversa. Questo perché ogni volta che vi connettete a un server VPN - e le migliori app vantano un vasto elenco di località internazionali - assegnate un nuovo indirizzo IP al vostro dispositivo. Questo è vantaggioso per la privacy, in quanto riduce il tracciamento del web, ma consente anche di accedere a contenuti altrimenti soggetti a limitazioni geografiche, come le librerie locali di Netflix. È proprio per questo che molte persone utilizzano una VPN per lo streaming per accedere a siti e servizi censurati.</p><p>NordVPN è attualmente in cima alla nostra <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">classifica delle migliori VPN</a>. Oltre alle solide funzioni di sicurezza e all&apos;ottimo sblocco, mi piace soprattutto il fatto che Nord offra una protezione aggiuntiva che va oltre le capacità della maggior parte delle VPN.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.74%;"><img id="vSARto2GVCbV5FU6zWaSdH" name="VPN benefits.png" alt="An illustration of a laptop screen running a VPN service, accompanied by images of a padlock, globe, and a man using a tablet." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vSARto2GVCbV5FU6zWaSdH-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1840" height="1044" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1-fughe-di-dati-dai-social"><span>1. Fughe di dati dai social</span></h2><p>Se da un lato ci sforziamo di nascondere le nostre impronte digitali, dall&apos;altro siamo anche felici di cedere un pezzo della nostra privacy per un post sui social media. Le piattaforme di social media sono un modo semplice per raccogliere le informazioni personali di una persona - lo fanno le forze dell&apos;ordine e, come ci si aspetterebbe, anche gli hacker.</p><p>Sebbene una VPN sicura protegga la vostra identità, non può nascondere le informazioni personali che condividete volontariamente sul vostro account di social media. Queste includono il nome, l&apos;indirizzo e-mail e il numero di telefono, ma anche i "Mi piace", le condivisioni e i post.</p><p>Prima di postare un video o una foto, è sempre bene assicurarsi che i dati sensibili (ad esempio, l&apos;indirizzo di casa) non siano visibili. Vi consiglio anche di rivedere le impostazioni sulla privacy del vostro account per ridurre al minimo i dati che condividete con gli altri.</p><h2 class="article-body__section" id="section-2-attacchi-di-phishing"><span>2. Attacchi di phishing</span></h2><p>Il phishing è una forma di truffa online in cui i malintenzionati utilizzano e-mail, messaggi di testo e persino telefonate per accedere ai vostri dati personali sensibili. Possono farlo inducendovi a rivelare i dati del vostro conto bancario per commettere una frode finanziaria. Un altro modo per farlo è farvi cliccare su un link dannoso che infetterà il vostro dispositivo con malware o virus.</p><p>Una VPN può dissuadere un hacker dal cercare di intercettare il vostro traffico Internet, ma non può impedirvi di finire voi stessi su un sito web truffaldino o di condividere i vostri dati personali con qualcuno sul web.</p><p>Inoltre, grazie agli strumenti basati sull&apos;intelligenza artificiale, gli aggressori possono creare messaggi sempre più convincenti ad alta velocità. Ciò significa che gli attacchi di phishing continueranno a verificarsi in futuro. La buona notizia è che, nonostante i messaggi siano ben fatti, è sempre possibile riconoscere una truffa. Come regola generale, se qualcosa è troppo bello per essere vero, in genere lo è. Quindi, attenzione alle grandi promesse. Raccomando inoltre di controllare gli indirizzi e-mail dei mittenti, poiché gli aggressori tendono a utilizzare e-mail più generiche anziché, ad esempio, quelle aziendali. Fate attenzione agli errori di ortografia e ad altre imprecisioni grammaticali.</p><h2 class="article-body__section" id="section-3-malware-e-virus"><span>3. Malware e virus</span></h2><p>Il phishing non è l&apos;unico modo in cui gli aggressori cercano di compromettere la sicurezza dei vostri dispositivi. Malware e virus sono spesso nascosti in siti web e annunci online, pronti a penetrare nel vostro sistema operativo e a scatenarsi. Anche in questo caso, una VPN di solito non può aiutarvi. </p><p>Esistono tuttavia alcuni servizi VPN che offrono strumenti di blocco del malware. Ad esempio, Threat Protection di NordVPN impedisce automaticamente l&apos;accesso a siti web pericolosi e controlla i download per verificarne la sicurezza. Altri provider, tra cui ExpressVPN e Private Internet Access, sono dotati di protezioni avanzate simili.</p><p>Tuttavia, come spiega Mike Williams, esperto di sicurezza di TechRadar: "[NordVPN] Threat Protection è ben lontano dall&apos;essere un antivirus completo. Ad esempio, non monitora i processi alla ricerca di comportamenti sospetti, quindi è improbabile che riesca a individuare le minacce più recenti". Per questo motivo consiglio di combinare lo strumento di blocco del malware della VPN con un software antivirus affidabile per una protezione completa.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tfTPM2h23pWZ3334EbhVKT" name="malware.jpg" alt="Magnifying glass enlarging the word 'malware' in computer machine code" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tfTPM2h23pWZ3334EbhVKT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-4-cookie-di-tracciamento"><span>4. Cookie di tracciamento </span></h2><p>I cookie di tracciamento, il tipo più comune di tracker web, sono piccoli frammenti di codice che vengono memorizzati nel browser una volta che si accede a un sito web. Alcuni cookie sono essenziali per personalizzare il vostro profilo digitale - ad esempio l&apos;indirizzo di fatturazione e il metodo di pagamento sulle piattaforme di e-commerce - ma altri possono essere molto più invadenti e spiare le vostre attività online anche dopo aver lasciato il sito.</p><p>Sebbene una VPN vi renda più anonimi online, impedendo alcune forme di tracciamento, funziona solo a livello di rete. I cookie di tracciamento, invece, vengono memorizzati direttamente sul vostro browser web. Pertanto, le VPN non sono di grande aiuto contro questi tracker.</p><p>Per ridurre i rischi, vi consiglio di cancellare regolarmente i cookie di Internet sui vostri dispositivi. Perderete un po&apos; di comodità, in quanto verrete disconnessi dai vostri account personali, ma guadagnerete in privacy. </p><h2 class="article-body__section" id="section-5-tracce-degli-account-online"><span>5. Tracce degli account online</span></h2><p>Come nel caso delle interazioni sulle piattaforme di social media, una VPN non può impedire completamente che la vostra identità e le vostre attività vengano tracciate. Ciò significa che, ad esempio, Google conoscerà sempre la cronologia delle vostre ricerche se avete effettuato l&apos;accesso al vostro account, indipendentemente dal fatto che la VPN sia attivata in background.</p><p>Come regola generale, è consigliabile disconnettersi dai propri account quando si svolgono attività sensibili. Ricordate che passare alla modalità Incognito non è una vera soluzione, poiché le vostre attività online verranno comunque registrate ogni volta che accederete ai vostri account. Peggio ancora, si è scoperto che Google ha conservato i dati di navigazione in incognito per anni.</p><p>Consiglio anche di abbandonare il più possibile i prodotti delle Big Tech. Ad esempio, potete optare per un browser più privato e sicuro. Esistono anche provider di posta elettronica alternativi, come Proton Mail e Tutanota, che criptano le vostre comunicazioni e promettono di non registrare mai i vostri dati sensibili.  </p><h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2><p>Come abbiamo visto, le VPN non sono una bacchetta magica che allontana per magia le minacce e i pericoli informatici. Ciononostante, questo software vi protegge comunque da una grande quantità di rischi e migliora notevolmente la vostra postura digitale; quindi, tutto sommato, le VPN sono ancora strumenti di sicurezza fondamentali.</p><p>Se state cercando di acquistarne una, ricordate che non tutte le VPN sono uguali. Suggerisco di trovarne una che offra alcune protezioni di sicurezza avanzate. Queste includono una rigorosa politica di non registrazione (una garanzia che il provider non registrerà mai le vostre attività), un kill switch affidabile e una forte crittografia. Cercate un fornitore affidabile che sostenga regolarmente le sue affermazioni sulla privacy con controlli VPN indipendenti e approfonditi. </p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ 5 consigli da un hacker per la vostra sicurezza online ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nel mio lavoro quotidiano di hacker etico (preferisco il termine Pentester, ma non importa) mi imbatto in una serie di comuni errori di sicurezza che mi permettono di accedere senza autorizzazione ai vostri sistemi informatici. La mia giornata lavorativa è molto più facile quando qualcuno ha lasciato una password scritta sulla scrivania, ma non sono l&apos;unico pigro e amante delle vittorie facili.</p><p>Gli hacker che operano in nero, spinti dall&apos;economia, sono soliti cercare i frutti più bassi e, con alcune semplici modifiche, potete rendere molto più difficile per qualcuno violare casualmente la vostra sicurezza e invadere la vostra privacy. A tal fine, ho stilato un elenco delle cinque principali abitudini che dovreste cambiare quando utilizzate Internet, dal punto di vista degli hacker. Forse ne conoscete già un paio, ma le altre potrebbero fare la differenza tra l&apos;essere violati e il mantenersi al sicuro.</p><h2 id="1-usate-una-vpn">1. Usate una VPN</h2><p>La crittografia è importante e, in un mondo ideale, ogni sito web utilizzerebbe come minimo il protocollo TLS con HTTP Strict Transport Security. Purtroppo questo non è un mondo perfetto, quindi per tutto il resto ci sono le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">reti private virtuali (VPN)</a>. Queste creano un tunnel crittografato che instrada il traffico Internet tra il vostro dispositivo e i server VPN di un provider, il che è essenziale se viaggiate e vi collegate spesso a punti Wi-Fi aperti. Davvero. Uscite un giorno con una copia di Wireshark installata sul vostro portatile e guardate che tipo di informazioni state trasmettendo attraverso il Wi-Fi gratuito dell&apos;aeroporto attraverso il vostro telefono. Non è bello.</p><p>È vero che gli esperti di sicurezza discutono sull&apos;opportunità di utilizzare una VPN. Esistono valide argomentazioni contro l&apos;uso delle VPN, principalmente incentrate sull&apos;affidamento dell&apos;instradamento dei vostri dati a una terza parte potenzialmente non affidabile. Il mio argomento è questo: Vi fidate già del vostro ISP, che non può operare senza il consenso del governo. Il vostro governo probabilmente vi sta anche spiando. Perché non rendere le cose un po&apos; più difficili? Sebbene non raccomandi di utilizzare qualsiasi fornitore di VPN, la scelta di una VPN verificata e <a href="https://www.techradar.com/vpn/private-vpn-no-log-anonymous">senza log</a> può fornire un grado di protezione contro la sorveglianza governativa che altrimenti non avreste.</p><p>Soprattutto, una VPN di alta qualità offre due vantaggi fondamentali: in primo luogo, oscura il vostro <a href="https://www.techradar.com/pro/what-is-an-ip-address">indirizzo IP</a>, complicando notevolmente i tentativi di rintracciare la vostra posizione reale; in secondo luogo, filtra i distributori di malware comuni e gli inserzionisti compromessi attraverso il blocco dei DNS. Il blocco degli annunci pubblicitari riduce già un enorme vettore di malware, quindi ne consiglierei una anche solo per questo.</p><h2 id="2-utilizzate-un-blocco-o-una-whitelist-di-javascript">2. Utilizzate un blocco o una whitelist di JavaScript</h2><p>L&apos;architettura di Internet fa sì che gran parte dei contenuti che si incontrano nel browser siano forniti tramite JavaScript. Se da un lato JavaScript può migliorare l&apos;aspetto dei siti web, dall&apos;altro funge da vettore per una vasta gamma di attacchi, tra cui clickjacking, denial of service, cross-site scripting e request forgery e, in alcuni casi, persino l&apos;esecuzione di codice arbitrario.</p><p>Utilizzando un blocco o una whitelist di JavaScript, è possibile consentire selettivamente gli script provenienti da fonti attendibili, riducendo al contempo i rischi associati agli script dannosi o intrusivi. In questo modo si attenuano gli attacchi che nascono da pubblicità dannose e si riducono drasticamente le possibilità di furto delle credenziali di sessione in un attacco drive-by. <a href="https://noscript.net/">NoScript</a> è ancora il gold standard per le suite di blocco Javascript. Lo uso insieme a <a href="https://ublockorigin.com/">uBlock Origin</a> per coprire la maggior parte delle mie esigenze online.</p><h2 id="3-seguite-voi-stessi">3. Seguite voi stessi</h2><p>Pochissime persone hanno idea di quante informazioni sulla loro vita personale si trovino su Internet, in attesa che qualcuno unisca i puntini. Spesso utilizzo LinkedIn per raccogliere informazioni sui dipendenti, le tecnologie e le sedi fisiche di un&apos;azienda, ma per trattare con gli hacker mirati è necessario un approccio leggermente diverso.</p><p>Prendete un&apos;informazione pubblicamente disponibile, come il vostro indirizzo e-mail o il nome utente che utilizzate. Utilizzando le tecniche di base dell&apos;open source intelligence e un po&apos; di ricerca su Google, rimarrete sbalorditi dalla quantità di dati personali facilmente accessibili, tra cui il vostro vero nome, l&apos;indirizzo e altro ancora.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Cosa potete trovare?</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Se lo vedete voi, lo può vedere anche qualcun altro. Controllate la vostra presenza online e tagliate tutto ciò che non volete che un estraneo veda. Non sottovalutate il potere dell&apos;ingegneria sociale quando si tratta di violare i vostri dispositivi.</p></div></div><p>Una volta che vi siete fatti un&apos;idea dei passi che qualcuno dovrebbe compiere per collegare le vostre identità online e reali, la rimozione o l&apos;eliminazione di queste informazioni dai vostri account online può interrompere il collegamento. In questo modo è molto più difficile per i malintenzionati sfruttare le vostre informazioni personali (a sua volta, è molto meno probabile che siate vittime di un giocatore squilibrato di Call of Duty con troppo tempo a disposizione).</p><p>Questo è particolarmente importante per piattaforme come Facebook e Twitter. Sarete sorpresi di quante risposte alle domande di sicurezza potrete trovare scorrendo rapidamente la bacheca di Facebook o il feed di Twitter di qualcuno. Già che ci siete, assicuratevi di esplorare le impostazioni di privacy offerte dai siti di social media per garantire che solo le persone che conoscete possano accedere alle vostre informazioni personali. Diventare un maestro dell&apos;open source intelligence (OSINT) non si ottiene dall&apos;oggi al domani, ma anche un piccolo sforzo è meglio di niente.</p><h2 id="4-aggiornate-le-vostre-app">4. Aggiornate le vostre app</h2><p>Sì, è un consiglio noioso. Purtroppo, sono le precauzioni di base che spesso fanno la differenza tra successo e fallimento nella sicurezza informatica. Le versioni obsolete del software causano grattacapi ai professionisti della sicurezza di tutto il mondo, quindi vi invitiamo ad aggiornare regolarmente il vostro sistema operativo e il vostro software (soprattutto se si connette a Internet). Basta dare un&apos;occhiata all&apos;elenco Common Vulnerabilities and Exposures per farsi un&apos;idea dell&apos;enorme quantità di exploit software esistenti.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Sfruttamenti zero-day</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Un exploit zero-day si verifica quando una vulnerabilità è stata divulgata ma non ancora patchata, quindi i criminali informatici la sfruttano. Gli aggiornamenti di sicurezza sul vostro computer di solito risolvono questi problemi, quindi non sottovalutateli.</p></div></div><p>Ciò è ancora più importante per i dispositivi mobili, che spesso sono depositari di informazioni altamente sensibili: il paradiso degli hacker. Avrete probabilmente sentito parlare dello spyware Pegasus, che ha sfruttato diversi exploit complessi all&apos;interno dei sistemi operativi iOS e Android per violare i telefoni di importanti personaggi dei media in modo completamente remoto tramite messaggi di testo.</p><p>Tuttavia, i telefoni non sono l&apos;unico luogo in cui avvengono questi attacchi. I vecchi browser, in particolare, sono facili bersagli di attacchi malware zero-click che lasciano il computer compromesso con una semplice visita a un link sospetto.</p><p>Se dovete mantenere un vecchio sistema operativo per scopi legacy, come ad esempio l&apos;esecuzione di versioni di software deprecate, prendete in considerazione la possibilità di isolarli come macchine virtuali o sistemi air-gapped privi di connettività Internet.</p><h2 id="5-xa0-smettete-di-riutilizzare-le-vostre-password">5.  Smettete di riutilizzare le vostre password</h2><p>Sono sicuro che ve l&apos;hanno detto mille volte, ma c&apos;è un motivo. Ci sono innumerevoli siti e applicazioni insicuri a cui affidate le vostre password. Alcuni di essi salvano ancora le password in chiaro o in MD5 non salato (in sostanza, una crittografia inutile che non vi protegge).</p><p>Se le riutilizzate, è una bomba a orologeria se una di queste piattaforme viene violata e la vostra password inizia a circolare nel dark web. Una volta che ciò accade, è solo questione di tempo prima che qualcuno provi la vostra combinazione e-mail-password su siti web popolari e ottenga un risultato.</p><p>Anche se le vostre credenziali non sono trapelate, l&apos;uso di password comuni vi rende vulnerabili agli attacchi. Gli attacchi di forza bruta spesso utilizzano elenchi di password compilati da violazioni di dati, riducendo notevolmente il tempo necessario per trovare credenziali di accesso che funzionino.</p><p>Quando cerco di entrare in un sistema, non guardo un utente e provo tutte le password che conosco. Provo le tre password più comuni con ogni utente del sistema. È deprimente constatare quanto spesso funzioni. Cambiate la vostra password!</p><p>Detto questo, può essere difficile ricordare una password per ogni sito a cui si accede. Dovreste prendere in considerazione la possibilità di utilizzare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/pro/security/password-manager-5-cose-da-considerare-prima-di-sceglierlo">gestore di password</a> (o, come minimo, di attivare l&apos;autenticazione a due fattori). Potete anche verificare se uno dei vostri account è stato compromesso o se state usando una password comunemente sfruttata attraverso strumenti come <a href="https://www.haveibeenpwned.com/">haveibeenpwned</a>.</p><h2 id="non-fidatevi-di-niente">Non fidatevi di niente</h2><p>Esistono numerose altre misure che si possono adottare online per salvaguardare i propri dati personali, ma i cinque passi sopra descritti sono fondamentali. Secondo la mia esperienza, gli hacker spesso non hanno successo grazie a straordinarie abilità tecniche o a sofisticate prodezze ingegneristiche, ma piuttosto sfruttando la pigrizia e la svista umana. Se qualcuno ha lasciato la porta sul retro aperta, perché preoccuparsi di forzare la serratura? Modificando le vostre abitudini, potete ridurre significativamente la probabilità di cadere vittima di un attacco hacker (e rendere il mio lavoro molto più difficile).</p><p><strong>Ecco un consiglio in più:</strong> se ricevete una strana e-mail da qualcuno di cui vi fidate che vi chiede di controllare un file, chiamatelo e assicuratevi che sia stato lui a inviarla. Fidatevi di me: lo <a href="https://www.techradar.com/news/internet/new-tactics-mean-spear-phishing-will-become-a-much-greater-danger-1318526">spear phishing</a> funziona molto più spesso di quanto dovrebbe.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/5-consigli-da-un-hacker-per-la-vostra-sicurezza-online</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Ecco i consigli sulla sicurezza da un vero hacker per scoprire come proteggersi online: aumentate la vostra sicurezza su Internet con questi 5 consigli. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">aeBGH8ug23pYydWRqbncpV</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iR3e8vV6LdbDvq6YM3ewf8-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 19 Apr 2024 07:08:20 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Fri, 19 Apr 2024 07:08:27 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Sam Dawson ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nPV9BjvfQerbszFUFUKwkX-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Sam Dawson is a cybersecurity expert who has over four years of experience reviewing security-related software products. He focuses his writing on VPNs and security, previously &lt;a href=&quot;https://proprivacy.com/author/sam&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;writing for ProPrivacy&lt;/a&gt; before freelancing for Future PLC&#039;s brands, including TechRadar. Between running a penetration testing company and finishing a PhD focusing on speculative execution attacks at the University of Kent, he still somehow finds the time to keep an eye on how technology is impacting current affairs.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iR3e8vV6LdbDvq6YM3ewf8-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Future]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[5 tips from a hacker written next to the photo of a hacker]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[5 tips from a hacker written next to the photo of a hacker]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[5 tips from a hacker written next to the photo of a hacker]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iR3e8vV6LdbDvq6YM3ewf8-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Nel mio lavoro quotidiano di hacker etico (preferisco il termine Pentester, ma non importa) mi imbatto in una serie di comuni errori di sicurezza che mi permettono di accedere senza autorizzazione ai vostri sistemi informatici. La mia giornata lavorativa è molto più facile quando qualcuno ha lasciato una password scritta sulla scrivania, ma non sono l&apos;unico pigro e amante delle vittorie facili.</p><p>Gli hacker che operano in nero, spinti dall&apos;economia, sono soliti cercare i frutti più bassi e, con alcune semplici modifiche, potete rendere molto più difficile per qualcuno violare casualmente la vostra sicurezza e invadere la vostra privacy. A tal fine, ho stilato un elenco delle cinque principali abitudini che dovreste cambiare quando utilizzate Internet, dal punto di vista degli hacker. Forse ne conoscete già un paio, ma le altre potrebbero fare la differenza tra l&apos;essere violati e il mantenersi al sicuro.</p><h2 id="1-usate-una-vpn">1. Usate una VPN</h2><p>La crittografia è importante e, in un mondo ideale, ogni sito web utilizzerebbe come minimo il protocollo TLS con HTTP Strict Transport Security. Purtroppo questo non è un mondo perfetto, quindi per tutto il resto ci sono le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">reti private virtuali (VPN)</a>. Queste creano un tunnel crittografato che instrada il traffico Internet tra il vostro dispositivo e i server VPN di un provider, il che è essenziale se viaggiate e vi collegate spesso a punti Wi-Fi aperti. Davvero. Uscite un giorno con una copia di Wireshark installata sul vostro portatile e guardate che tipo di informazioni state trasmettendo attraverso il Wi-Fi gratuito dell&apos;aeroporto attraverso il vostro telefono. Non è bello.</p><p>È vero che gli esperti di sicurezza discutono sull&apos;opportunità di utilizzare una VPN. Esistono valide argomentazioni contro l&apos;uso delle VPN, principalmente incentrate sull&apos;affidamento dell&apos;instradamento dei vostri dati a una terza parte potenzialmente non affidabile. Il mio argomento è questo: Vi fidate già del vostro ISP, che non può operare senza il consenso del governo. Il vostro governo probabilmente vi sta anche spiando. Perché non rendere le cose un po&apos; più difficili? Sebbene non raccomandi di utilizzare qualsiasi fornitore di VPN, la scelta di una VPN verificata e <a href="https://www.techradar.com/vpn/private-vpn-no-log-anonymous">senza log</a> può fornire un grado di protezione contro la sorveglianza governativa che altrimenti non avreste.</p><p>Soprattutto, una VPN di alta qualità offre due vantaggi fondamentali: in primo luogo, oscura il vostro <a href="https://www.techradar.com/pro/what-is-an-ip-address">indirizzo IP</a>, complicando notevolmente i tentativi di rintracciare la vostra posizione reale; in secondo luogo, filtra i distributori di malware comuni e gli inserzionisti compromessi attraverso il blocco dei DNS. Il blocco degli annunci pubblicitari riduce già un enorme vettore di malware, quindi ne consiglierei una anche solo per questo.</p><h2 id="2-utilizzate-un-blocco-o-una-whitelist-di-javascript">2. Utilizzate un blocco o una whitelist di JavaScript</h2><p>L&apos;architettura di Internet fa sì che gran parte dei contenuti che si incontrano nel browser siano forniti tramite JavaScript. Se da un lato JavaScript può migliorare l&apos;aspetto dei siti web, dall&apos;altro funge da vettore per una vasta gamma di attacchi, tra cui clickjacking, denial of service, cross-site scripting e request forgery e, in alcuni casi, persino l&apos;esecuzione di codice arbitrario.</p><p>Utilizzando un blocco o una whitelist di JavaScript, è possibile consentire selettivamente gli script provenienti da fonti attendibili, riducendo al contempo i rischi associati agli script dannosi o intrusivi. In questo modo si attenuano gli attacchi che nascono da pubblicità dannose e si riducono drasticamente le possibilità di furto delle credenziali di sessione in un attacco drive-by. <a href="https://noscript.net/">NoScript</a> è ancora il gold standard per le suite di blocco Javascript. Lo uso insieme a <a href="https://ublockorigin.com/">uBlock Origin</a> per coprire la maggior parte delle mie esigenze online.</p><h2 id="3-seguite-voi-stessi">3. Seguite voi stessi</h2><p>Pochissime persone hanno idea di quante informazioni sulla loro vita personale si trovino su Internet, in attesa che qualcuno unisca i puntini. Spesso utilizzo LinkedIn per raccogliere informazioni sui dipendenti, le tecnologie e le sedi fisiche di un&apos;azienda, ma per trattare con gli hacker mirati è necessario un approccio leggermente diverso.</p><p>Prendete un&apos;informazione pubblicamente disponibile, come il vostro indirizzo e-mail o il nome utente che utilizzate. Utilizzando le tecniche di base dell&apos;open source intelligence e un po&apos; di ricerca su Google, rimarrete sbalorditi dalla quantità di dati personali facilmente accessibili, tra cui il vostro vero nome, l&apos;indirizzo e altro ancora.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Cosa potete trovare?</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Se lo vedete voi, lo può vedere anche qualcun altro. Controllate la vostra presenza online e tagliate tutto ciò che non volete che un estraneo veda. Non sottovalutate il potere dell&apos;ingegneria sociale quando si tratta di violare i vostri dispositivi.</p></div></div><p>Una volta che vi siete fatti un&apos;idea dei passi che qualcuno dovrebbe compiere per collegare le vostre identità online e reali, la rimozione o l&apos;eliminazione di queste informazioni dai vostri account online può interrompere il collegamento. In questo modo è molto più difficile per i malintenzionati sfruttare le vostre informazioni personali (a sua volta, è molto meno probabile che siate vittime di un giocatore squilibrato di Call of Duty con troppo tempo a disposizione).</p><p>Questo è particolarmente importante per piattaforme come Facebook e Twitter. Sarete sorpresi di quante risposte alle domande di sicurezza potrete trovare scorrendo rapidamente la bacheca di Facebook o il feed di Twitter di qualcuno. Già che ci siete, assicuratevi di esplorare le impostazioni di privacy offerte dai siti di social media per garantire che solo le persone che conoscete possano accedere alle vostre informazioni personali. Diventare un maestro dell&apos;open source intelligence (OSINT) non si ottiene dall&apos;oggi al domani, ma anche un piccolo sforzo è meglio di niente.</p><h2 id="4-aggiornate-le-vostre-app">4. Aggiornate le vostre app</h2><p>Sì, è un consiglio noioso. Purtroppo, sono le precauzioni di base che spesso fanno la differenza tra successo e fallimento nella sicurezza informatica. Le versioni obsolete del software causano grattacapi ai professionisti della sicurezza di tutto il mondo, quindi vi invitiamo ad aggiornare regolarmente il vostro sistema operativo e il vostro software (soprattutto se si connette a Internet). Basta dare un&apos;occhiata all&apos;elenco Common Vulnerabilities and Exposures per farsi un&apos;idea dell&apos;enorme quantità di exploit software esistenti.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Sfruttamenti zero-day</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Un exploit zero-day si verifica quando una vulnerabilità è stata divulgata ma non ancora patchata, quindi i criminali informatici la sfruttano. Gli aggiornamenti di sicurezza sul vostro computer di solito risolvono questi problemi, quindi non sottovalutateli.</p></div></div><p>Ciò è ancora più importante per i dispositivi mobili, che spesso sono depositari di informazioni altamente sensibili: il paradiso degli hacker. Avrete probabilmente sentito parlare dello spyware Pegasus, che ha sfruttato diversi exploit complessi all&apos;interno dei sistemi operativi iOS e Android per violare i telefoni di importanti personaggi dei media in modo completamente remoto tramite messaggi di testo.</p><p>Tuttavia, i telefoni non sono l&apos;unico luogo in cui avvengono questi attacchi. I vecchi browser, in particolare, sono facili bersagli di attacchi malware zero-click che lasciano il computer compromesso con una semplice visita a un link sospetto.</p><p>Se dovete mantenere un vecchio sistema operativo per scopi legacy, come ad esempio l&apos;esecuzione di versioni di software deprecate, prendete in considerazione la possibilità di isolarli come macchine virtuali o sistemi air-gapped privi di connettività Internet.</p><h2 id="5-xa0-smettete-di-riutilizzare-le-vostre-password">5.  Smettete di riutilizzare le vostre password</h2><p>Sono sicuro che ve l&apos;hanno detto mille volte, ma c&apos;è un motivo. Ci sono innumerevoli siti e applicazioni insicuri a cui affidate le vostre password. Alcuni di essi salvano ancora le password in chiaro o in MD5 non salato (in sostanza, una crittografia inutile che non vi protegge).</p><p>Se le riutilizzate, è una bomba a orologeria se una di queste piattaforme viene violata e la vostra password inizia a circolare nel dark web. Una volta che ciò accade, è solo questione di tempo prima che qualcuno provi la vostra combinazione e-mail-password su siti web popolari e ottenga un risultato.</p><p>Anche se le vostre credenziali non sono trapelate, l&apos;uso di password comuni vi rende vulnerabili agli attacchi. Gli attacchi di forza bruta spesso utilizzano elenchi di password compilati da violazioni di dati, riducendo notevolmente il tempo necessario per trovare credenziali di accesso che funzionino.</p><p>Quando cerco di entrare in un sistema, non guardo un utente e provo tutte le password che conosco. Provo le tre password più comuni con ogni utente del sistema. È deprimente constatare quanto spesso funzioni. Cambiate la vostra password!</p><p>Detto questo, può essere difficile ricordare una password per ogni sito a cui si accede. Dovreste prendere in considerazione la possibilità di utilizzare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/pro/security/password-manager-5-cose-da-considerare-prima-di-sceglierlo">gestore di password</a> (o, come minimo, di attivare l&apos;autenticazione a due fattori). Potete anche verificare se uno dei vostri account è stato compromesso o se state usando una password comunemente sfruttata attraverso strumenti come <a href="https://www.haveibeenpwned.com/">haveibeenpwned</a>.</p><h2 id="non-fidatevi-di-niente">Non fidatevi di niente</h2><p>Esistono numerose altre misure che si possono adottare online per salvaguardare i propri dati personali, ma i cinque passi sopra descritti sono fondamentali. Secondo la mia esperienza, gli hacker spesso non hanno successo grazie a straordinarie abilità tecniche o a sofisticate prodezze ingegneristiche, ma piuttosto sfruttando la pigrizia e la svista umana. Se qualcuno ha lasciato la porta sul retro aperta, perché preoccuparsi di forzare la serratura? Modificando le vostre abitudini, potete ridurre significativamente la probabilità di cadere vittima di un attacco hacker (e rendere il mio lavoro molto più difficile).</p><p><strong>Ecco un consiglio in più:</strong> se ricevete una strana e-mail da qualcuno di cui vi fidate che vi chiede di controllare un file, chiamatelo e assicuratevi che sia stato lui a inviarla. Fidatevi di me: lo <a href="https://www.techradar.com/news/internet/new-tactics-mean-spear-phishing-will-become-a-much-greater-danger-1318526">spear phishing</a> funziona molto più spesso di quanto dovrebbe.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Europa verso la censura: la legge eIDAS è un attentato alla privacy online ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La censura in rete sta diventando un rischio concreto, anche in Europa.</p><p>Secondo un pool di esperti intervistati da TechRadar, se la nuova legge Europea dovesse passare nella sua forma attuale, nemmeno le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori VPN</a> saranno più in grado di garantire la privacy e l&apos;anonimato online. </p><p>Conosciuta come <a href="https://www.europarl.europa.eu/committees/en/european-digital-identity-provisional-ag/product-details/20231116CAN72103" target="_blank">eIDAS 2.0</a>, la famigerata proposta di legge è una revisione della precedente norma sull&apos;identità digitale dell&apos;UE, un processo iniziato nel 2020 e in procinto di essere finalizzato. La legge mira a due cose: cambiare il modo in cui i browser web gestiscono la sicurezza e l&apos;autenticazione dei siti web e lanciare un&apos;app di identificazione (EU ID Wallet) per tutti gli europei. Si tratterebbe a tutti gli effetti di una carta d&apos;identità che servirebbe a identificare i cittadini una volta connessi alla rete.</p><p>I produttori di browser indipendenti come Mozilla insieme ai crittografi, alla comunità informatica e ai sostenitori della privacy avvertono che le disposizioni proposte nella legge metteranno in pericolo la sicurezza e la privacy dei cittadini di tutto il mondo. Ai fini di questo articolo, ci concentreremo esclusivamente sulle questioni relative all&apos;autenticazione del browser.</p><h2 id="l-apos-articolo-45-incrementa-la-sorveglianza-online">L&apos;articolo 45 incrementa la sorveglianza online</h2><p><em>"Siamo tutti scioccati nella comunità della sicurezza. Non credo che il Parlamento europeo sapesse cosa stava facendo"</em>, ci ha detto Harry Halpin, CEO e co-fondatore di Nym Technologies. <em>"Si tratta di roba super pericolosa, è incredibile che sia passata una norma così idiota"</em>.</p><p>Halpin è un informatico molto attivo sul tema della privacy che combatte da anni la censura dopo aver sperimentato in prima persona l&apos;impatto dell&apos;invasiva sorveglianza governativa. Negli ultimi 15 anni è stato inserito in una lista di sorveglianza per il suo passato coinvolgimento con gruppi di attivisti impegnati nella lotta contro il cambiamento climatico. Lo scorso novembre ha lanciato NymVPN per offrire un anonimato online migliore rispetto alle soluzioni esistenti. Ora, tutti i suoi sforzi potrebbero essere resi obsoleti dalle nuove norme UE.</p><p>Facciamo però un passo indietro per capire qual è il vero problema. Come accennato in precedenza, la Commissione europea sta cercando di cambiare il modo in cui i browser web gestiscono le autenticazioni dei siti web, in un modo che Halpin ha definito <em>"un approccio folle"</em>. </p><p>Ma nel concreto, cosa comporterebbe una norma simile?</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5379px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="H7NZwY8JaVQdagLsvzXMo5" name="GettyImages-478186613.jpg" alt="Secure website padlock on search bar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/H7NZwY8JaVQdagLsvzXMo5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5379" height="3026" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Probabilmente avrete visto il piccolo lucchetto che si trova sul lato sinistro dell&apos;URL dei siti web nella barra di ricerca del browser (vedi immagine sopra). Ciò indica che il sito web a cui state per accedere è protetto da una connessione HTTPS, ovvero la connessione tra il browser e il server che fornisce il servizio è crittografata. </p><p>Facendo clic sul lucchetto, è possibile leggere i dettagli di chi ha rilasciato il cosiddetto certificato radice, approvando la sicurezza della connessione. È questa l&apos;entità che garantisce che il sito web sia esattamente ciò che dichiara di essere.</p><p>Ciò che l&apos;eIDAS vuole cambiare, sollevando molte preoccupazioni all&apos;interno del settore, è il modo in cui vengono gestiti questi certificati. Come ha spiegato Carmela Troncoso, ingegnere informatico e docente all&apos;EPFL, la legge darà agli Stati dell&apos;UE il diritto di emettere queste prove di fiducia che i browser web dovranno accettare come veritiere. Ai fornitori di browser sarà inoltre impedito di rimuovere questi certificati (come avviene attualmente) anche nei casi in cui notino attività dannose, a meno che lo Stato membro non lo consenta.</p><p><em>"La legge cambia l&apos;equilibrio di potere spostando questi controlli di sicurezza sugli Stati membri. Riteniamo che questo sia estremamente pericoloso", </em>ci ha detto Troncoso<em>. "È in gioco la sicurezza dell&apos;intero Internet, perché non si tratta della sicurezza di due pagine, ma dell&apos;intero sistema". </em></p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Lo sapevate? </div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BkxjbaSi4ZACBbphcdjGzW" name="vpn.jpg" caption="" alt="Illustration of the word VPN on a circuit board" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BkxjbaSi4ZACBbphcdjGzW-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div></figure><p class="fancy-box__body-text">Abbreviazione di virtual private network (rete privata virtuale), la VPN è un software per la sicurezza che, oltre a modificare il vostro indirizzo IP per renderlo irriconoscibile, cripta le connessioni Internet. In parole povere, cripta tutti i dati in transito e reindirizza la connessione attraverso uno dei suoi server internazionali. È ampiamente utilizzata per aggirare le restrizioni geografiche online e migliorare la privacy durante la navigazione in rete.</p></div></div><p>Ciò significa che i governi saranno in grado di intercettare tutto il nostro traffico Internet. <em>"Un regime di sorveglianza peggiore di quello che hanno Cina e Russia"</em>, ha detto Halpin.<em> "Non credo che qualcuno sano di mente lo accetterebbe"</em>. </p><p>E, cosa ancora peggiore, sostiene che nemmeno l&apos;applicazione VPN più sicura sarà in grado di impedirlo.</p><p>Questo perché il governo agirà come uomo di mezzo tra la nostra macchina e il sito web, <em>"nel mezzo della nostra connessione"</em>, come ha detto Halpin. </p><p><em>"La VPN è a un livello inferiore: difende la connessione di rete, ma poi c&apos;è anche il sito web o l&apos;applicazione che gira sopra la rete", </em>ha detto<em>. "Non importa se sto usando una VPN, perché il governo può intercettare il traffico a livello di browser web. Possono intercettare legalmente tutto il traffico attraverso il browser web, anche se è criptato, e non vogliono che voi o Google lo sappiate".</em></p><p>Allo stesso tempo, però, Halpin ritiene che una VPN possa ancora offrire alcuni vantaggi, in teoria. Ad esempio, si potrebbe falsificare la posizione del proprio indirizzo IP per fingere di non essere in Europa e scaricare un browser più privato e sicuro. <em>"È relativamente assurdo, ma potrebbe accadere"</em>, ha detto.</p><h2 id="cosa-ci-aspetta-in-futuro">Cosa ci aspetta in futuro?</h2><p>Sebbene la Commissione europea abbia respinto tali preoccupazioni in materia di sicurezza, al momento in cui scriviamo ha accettato solo un testo provvisorio.</p><p>Ecco perché il team del browser norvegese Opera si sente più ottimista. Nonostante sia d&apos;accordo con l&apos;industria in generale sul fatto che nella sua forma attuale la legge non migliorerà la sicurezza del web, il vicepresidente del settore IT e sicurezza Christian Zubel ci ha detto: <em>"Credo davvero che domani potremmo svegliarci e vedere una versione diversa [del testo]"</em>.</p><p>Tuttavia, gli esperti si aspettano che l&apos;accordo finale venga rivelato entro la fine di marzo, poiché il Parlamento sta spingendo per chiudere tutti i processi legislativi aperti prima delle prossime elezioni europee previste per giugno.</p><p>Ciò che è certo è che l&apos;articolo 45 della revisione dell&apos;eIDAS non apre la strada solo a una maggiore sorveglianza. Anche il rischio che la censura online possa aumentare è alto, così come i potenziali attacchi informatici. <em>"Dal punto di vista della sicurezza informatica, l&apos;Europa diventerebbec un posto pericoloso per fare qualsiasi cosa su Internet"</em>, ci ha detto Halpin.</p><p>Vale la pena notare, tuttavia, che i legislatori sembrano aver ascoltato il grido dell&apos;industria, almeno in parte. Non hanno infatti modificato la disposizione in sé, ma hanno aggiunto una clausola che dovrebbe chiarire le ambiguità e lasciare ai fornitori di browser una maggiore libertà nel garantire la sicurezza del web. Nonostante questo sia un buon inizio, resta da vedere quanto valore avrà alla fine dal punto di vista legale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/europa-verso-la-censura-la-legge-eidas-e-un-attentato-alla-privacy-online</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli esperti avvertono che presto in Europa potrebbe arrivare la censura dei contenuti in rete. Ecco cosa significa per la vostra privacy. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">bhKnxRtSgxxQCzMf4PKPTK</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uAz2N8YGWVkiv724fD9gWb-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 16 Feb 2024 09:22:25 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Fri, 16 Feb 2024 09:22:32 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uAz2N8YGWVkiv724fD9gWb-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Electronic identification, authentication and trust services - EIDAS on blue European union flag with map]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Electronic identification, authentication and trust services - EIDAS on blue European union flag with map]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Electronic identification, authentication and trust services - EIDAS on blue European union flag with map]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uAz2N8YGWVkiv724fD9gWb-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>La censura in rete sta diventando un rischio concreto, anche in Europa.</p><p>Secondo un pool di esperti intervistati da TechRadar, se la nuova legge Europea dovesse passare nella sua forma attuale, nemmeno le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori VPN</a> saranno più in grado di garantire la privacy e l&apos;anonimato online. </p><p>Conosciuta come <a href="https://www.europarl.europa.eu/committees/en/european-digital-identity-provisional-ag/product-details/20231116CAN72103" target="_blank">eIDAS 2.0</a>, la famigerata proposta di legge è una revisione della precedente norma sull&apos;identità digitale dell&apos;UE, un processo iniziato nel 2020 e in procinto di essere finalizzato. La legge mira a due cose: cambiare il modo in cui i browser web gestiscono la sicurezza e l&apos;autenticazione dei siti web e lanciare un&apos;app di identificazione (EU ID Wallet) per tutti gli europei. Si tratterebbe a tutti gli effetti di una carta d&apos;identità che servirebbe a identificare i cittadini una volta connessi alla rete.</p><p>I produttori di browser indipendenti come Mozilla insieme ai crittografi, alla comunità informatica e ai sostenitori della privacy avvertono che le disposizioni proposte nella legge metteranno in pericolo la sicurezza e la privacy dei cittadini di tutto il mondo. Ai fini di questo articolo, ci concentreremo esclusivamente sulle questioni relative all&apos;autenticazione del browser.</p><h2 id="l-apos-articolo-45-incrementa-la-sorveglianza-online">L&apos;articolo 45 incrementa la sorveglianza online</h2><p><em>"Siamo tutti scioccati nella comunità della sicurezza. Non credo che il Parlamento europeo sapesse cosa stava facendo"</em>, ci ha detto Harry Halpin, CEO e co-fondatore di Nym Technologies. <em>"Si tratta di roba super pericolosa, è incredibile che sia passata una norma così idiota"</em>.</p><p>Halpin è un informatico molto attivo sul tema della privacy che combatte da anni la censura dopo aver sperimentato in prima persona l&apos;impatto dell&apos;invasiva sorveglianza governativa. Negli ultimi 15 anni è stato inserito in una lista di sorveglianza per il suo passato coinvolgimento con gruppi di attivisti impegnati nella lotta contro il cambiamento climatico. Lo scorso novembre ha lanciato NymVPN per offrire un anonimato online migliore rispetto alle soluzioni esistenti. Ora, tutti i suoi sforzi potrebbero essere resi obsoleti dalle nuove norme UE.</p><p>Facciamo però un passo indietro per capire qual è il vero problema. Come accennato in precedenza, la Commissione europea sta cercando di cambiare il modo in cui i browser web gestiscono le autenticazioni dei siti web, in un modo che Halpin ha definito <em>"un approccio folle"</em>. </p><p>Ma nel concreto, cosa comporterebbe una norma simile?</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5379px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="H7NZwY8JaVQdagLsvzXMo5" name="GettyImages-478186613.jpg" alt="Secure website padlock on search bar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/H7NZwY8JaVQdagLsvzXMo5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5379" height="3026" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Probabilmente avrete visto il piccolo lucchetto che si trova sul lato sinistro dell&apos;URL dei siti web nella barra di ricerca del browser (vedi immagine sopra). Ciò indica che il sito web a cui state per accedere è protetto da una connessione HTTPS, ovvero la connessione tra il browser e il server che fornisce il servizio è crittografata. </p><p>Facendo clic sul lucchetto, è possibile leggere i dettagli di chi ha rilasciato il cosiddetto certificato radice, approvando la sicurezza della connessione. È questa l&apos;entità che garantisce che il sito web sia esattamente ciò che dichiara di essere.</p><p>Ciò che l&apos;eIDAS vuole cambiare, sollevando molte preoccupazioni all&apos;interno del settore, è il modo in cui vengono gestiti questi certificati. Come ha spiegato Carmela Troncoso, ingegnere informatico e docente all&apos;EPFL, la legge darà agli Stati dell&apos;UE il diritto di emettere queste prove di fiducia che i browser web dovranno accettare come veritiere. Ai fornitori di browser sarà inoltre impedito di rimuovere questi certificati (come avviene attualmente) anche nei casi in cui notino attività dannose, a meno che lo Stato membro non lo consenta.</p><p><em>"La legge cambia l&apos;equilibrio di potere spostando questi controlli di sicurezza sugli Stati membri. Riteniamo che questo sia estremamente pericoloso", </em>ci ha detto Troncoso<em>. "È in gioco la sicurezza dell&apos;intero Internet, perché non si tratta della sicurezza di due pagine, ma dell&apos;intero sistema". </em></p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Lo sapevate? </div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BkxjbaSi4ZACBbphcdjGzW" name="vpn.jpg" caption="" alt="Illustration of the word VPN on a circuit board" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BkxjbaSi4ZACBbphcdjGzW-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div></figure><p class="fancy-box__body-text">Abbreviazione di virtual private network (rete privata virtuale), la VPN è un software per la sicurezza che, oltre a modificare il vostro indirizzo IP per renderlo irriconoscibile, cripta le connessioni Internet. In parole povere, cripta tutti i dati in transito e reindirizza la connessione attraverso uno dei suoi server internazionali. È ampiamente utilizzata per aggirare le restrizioni geografiche online e migliorare la privacy durante la navigazione in rete.</p></div></div><p>Ciò significa che i governi saranno in grado di intercettare tutto il nostro traffico Internet. <em>"Un regime di sorveglianza peggiore di quello che hanno Cina e Russia"</em>, ha detto Halpin.<em> "Non credo che qualcuno sano di mente lo accetterebbe"</em>. </p><p>E, cosa ancora peggiore, sostiene che nemmeno l&apos;applicazione VPN più sicura sarà in grado di impedirlo.</p><p>Questo perché il governo agirà come uomo di mezzo tra la nostra macchina e il sito web, <em>"nel mezzo della nostra connessione"</em>, come ha detto Halpin. </p><p><em>"La VPN è a un livello inferiore: difende la connessione di rete, ma poi c&apos;è anche il sito web o l&apos;applicazione che gira sopra la rete", </em>ha detto<em>. "Non importa se sto usando una VPN, perché il governo può intercettare il traffico a livello di browser web. Possono intercettare legalmente tutto il traffico attraverso il browser web, anche se è criptato, e non vogliono che voi o Google lo sappiate".</em></p><p>Allo stesso tempo, però, Halpin ritiene che una VPN possa ancora offrire alcuni vantaggi, in teoria. Ad esempio, si potrebbe falsificare la posizione del proprio indirizzo IP per fingere di non essere in Europa e scaricare un browser più privato e sicuro. <em>"È relativamente assurdo, ma potrebbe accadere"</em>, ha detto.</p><h2 id="cosa-ci-aspetta-in-futuro">Cosa ci aspetta in futuro?</h2><p>Sebbene la Commissione europea abbia respinto tali preoccupazioni in materia di sicurezza, al momento in cui scriviamo ha accettato solo un testo provvisorio.</p><p>Ecco perché il team del browser norvegese Opera si sente più ottimista. Nonostante sia d&apos;accordo con l&apos;industria in generale sul fatto che nella sua forma attuale la legge non migliorerà la sicurezza del web, il vicepresidente del settore IT e sicurezza Christian Zubel ci ha detto: <em>"Credo davvero che domani potremmo svegliarci e vedere una versione diversa [del testo]"</em>.</p><p>Tuttavia, gli esperti si aspettano che l&apos;accordo finale venga rivelato entro la fine di marzo, poiché il Parlamento sta spingendo per chiudere tutti i processi legislativi aperti prima delle prossime elezioni europee previste per giugno.</p><p>Ciò che è certo è che l&apos;articolo 45 della revisione dell&apos;eIDAS non apre la strada solo a una maggiore sorveglianza. Anche il rischio che la censura online possa aumentare è alto, così come i potenziali attacchi informatici. <em>"Dal punto di vista della sicurezza informatica, l&apos;Europa diventerebbec un posto pericoloso per fare qualsiasi cosa su Internet"</em>, ci ha detto Halpin.</p><p>Vale la pena notare, tuttavia, che i legislatori sembrano aver ascoltato il grido dell&apos;industria, almeno in parte. Non hanno infatti modificato la disposizione in sé, ma hanno aggiunto una clausola che dovrebbe chiarire le ambiguità e lasciare ai fornitori di browser una maggiore libertà nel garantire la sicurezza del web. Nonostante questo sia un buon inizio, resta da vedere quanto valore avrà alla fine dal punto di vista legale.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Tre buoni motivi per installare un antivirus di ultima generazione ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>È sempre più difficile proteggere la propria casa e il proprio lavoro dalle ultime minacce di sicurezza, specie perché hacker a spammer continuano ad affinare i loro approcci per scovare i punti deboli.</p><p>Per fortuna, gli ultimi strumenti di sicurezza e la protezione offerta dai <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a>, garantiscono la massima protezione, ovunque tu sia.</p><p>Ma che cosa rende questo nuovo livello di antivirus migliore rispetto alla concorrenza? Ecco alcuni strumenti e servizi chiave che garantiscono la tua protezione online.</p><h2 id="1-maggiori-livelli-di-protezione">1. Maggiori livelli di protezione</h2><p>Forse credi che i tuoi dispositivi domestici o di lavoro non siano un bersaglio appetibile per hacker o spammer. Quanto ti sbagli! I criminali prendono di mira chiunque, specie se il loro livello di protezione è basso.</p><p>Prestare attenzione quando ci si imbatte in qualcosa di sospetto è la migliore condotta da seguire. Tutto inizia dalla propria casella di posta e dal browser. Assicurati che le e-mail e i siti web con cui interagisci siano legittimi, specie se ti chiedono dati personali o aziendali, così da non divulgare dati preziosi in modo inconsapevole.</p><p>Gli antivirus di ultima generazione sono dotati di una t<strong>ecnologia di filtraggio del Web </strong>che evita l’apertura di siti pericolosi, consentendo agli utenti di vedere se i risultati di ricerca sono sicuri prima di accedervi.</p><p>Questi software offrono inoltre una <strong>valutazione di vulnerabilità migliorata</strong>, che verifica la presenza di eventuali vulnerabilità di sicurezza, come patch di sicurezza di Windows mancanti, e potenziali impostazioni di sicurezza non ottimali, prima di suggerire il miglior modo per mantenerti al sicuro.</p><h2 id="2-protezione-anti-phishing">2. Protezione anti-phishing</h2><p>Il phishing è un noto vettore di minacce ed è sempre più diffuso. Tramite questa pratica, gli hacker cercano di indurre le vittime a divulgare informazioni personali o dettagli finanziari con e-mail dall’aspetto legittimo, spesso con immagini o brand di aziende reali, e fare clic su link dannosi.</p><p>I migliori antivirus offrono <strong>funzioni avanzate di protezione anti-phishing</strong> che individuano e bloccano i siti Web pericolosi, progettati per sottrarre dati finanziari, password o numeri di carte di credito.</p><p>I software di protezione più recenti sono anche dotati di avanzati strumenti anti-frode, tra cui sistemi di filtraggio avanzati che avvisano gli utenti quando visitano potenziali siti Web truffa che potrebbero sottrarre i dati finanziari, le password o i numeri delle carte di credito.</p><h2 id="3-protezione-contro-lo-spam-e-mail">3. Protezione contro lo spam e-mail</h2><p>Le e-mail di spam sono vecchie quasi quanto Internet, ma restano ancora una seria minaccia anche per gli utenti odierni. </p><p>Molti tra i principali client di posta elettronica offrono strumenti di filtraggio dello spam, ma per essere certi di proteggere la propria casella di posta, la soluzione ideale è una moderna piattaforma antivirus.</p><p>Gli antivirus di ultima generazione sono dotati di <strong>servizi anti-spam ottimizzati ad hoc </strong>in grado di filtrare i messaggi non pertinenti dalla tua casella di posta. Disponibili per una vasta gamma di client di posta elettronica, tra cui Microsoft Outlook e Thunderbird, questi strumenti eliminano i messaggi fastidiosi o non pertinenti per permetterti di concentrarti solo sulle e-mail importanti. </p><p>Inoltre, i servizi anti-spam evitano che si possa incappare in messaggi apparentemente innocui che celano minacce serie per la privacy e per la sicurezza dei dati presenti sul PC.</p><p><br></p><p><em>Come visto, i nostri dati non sono mai al sicuro. Gli hacker continuano ad affinare le loro tecniche, ma per fortuna anche gli antivirus si aggiornando di continuo. Scopri i </em><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><em>migliori antivirus</em></a><em> e i </em><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/antivirus-mac-2021"><em>migliori antivirus per Mac</em></a><em>. </em></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/antivirus/tre-buoni-motivi-per-installare-un-antivirus-di-ultima-generazione</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Proteggi il tuo lavoro e la tua vita domestica con gli antivirus più recenti ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">poWGFVwq3QVARFzTMWYzHj</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kTvinumQ8rznD8Sd6nrZJP-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 02 Nov 2023 09:55:07 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Thu, 02 Nov 2023 09:55:12 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Antivirus]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Alberto Doria ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kTvinumQ8rznD8Sd6nrZJP-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Antivirus]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Antivirus]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Antivirus]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kTvinumQ8rznD8Sd6nrZJP-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>È sempre più difficile proteggere la propria casa e il proprio lavoro dalle ultime minacce di sicurezza, specie perché hacker a spammer continuano ad affinare i loro approcci per scovare i punti deboli.</p><p>Per fortuna, gli ultimi strumenti di sicurezza e la protezione offerta dai <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a>, garantiscono la massima protezione, ovunque tu sia.</p><p>Ma che cosa rende questo nuovo livello di antivirus migliore rispetto alla concorrenza? Ecco alcuni strumenti e servizi chiave che garantiscono la tua protezione online.</p><h2 id="1-maggiori-livelli-di-protezione">1. Maggiori livelli di protezione</h2><p>Forse credi che i tuoi dispositivi domestici o di lavoro non siano un bersaglio appetibile per hacker o spammer. Quanto ti sbagli! I criminali prendono di mira chiunque, specie se il loro livello di protezione è basso.</p><p>Prestare attenzione quando ci si imbatte in qualcosa di sospetto è la migliore condotta da seguire. Tutto inizia dalla propria casella di posta e dal browser. Assicurati che le e-mail e i siti web con cui interagisci siano legittimi, specie se ti chiedono dati personali o aziendali, così da non divulgare dati preziosi in modo inconsapevole.</p><p>Gli antivirus di ultima generazione sono dotati di una t<strong>ecnologia di filtraggio del Web </strong>che evita l’apertura di siti pericolosi, consentendo agli utenti di vedere se i risultati di ricerca sono sicuri prima di accedervi.</p><p>Questi software offrono inoltre una <strong>valutazione di vulnerabilità migliorata</strong>, che verifica la presenza di eventuali vulnerabilità di sicurezza, come patch di sicurezza di Windows mancanti, e potenziali impostazioni di sicurezza non ottimali, prima di suggerire il miglior modo per mantenerti al sicuro.</p><h2 id="2-protezione-anti-phishing">2. Protezione anti-phishing</h2><p>Il phishing è un noto vettore di minacce ed è sempre più diffuso. Tramite questa pratica, gli hacker cercano di indurre le vittime a divulgare informazioni personali o dettagli finanziari con e-mail dall’aspetto legittimo, spesso con immagini o brand di aziende reali, e fare clic su link dannosi.</p><p>I migliori antivirus offrono <strong>funzioni avanzate di protezione anti-phishing</strong> che individuano e bloccano i siti Web pericolosi, progettati per sottrarre dati finanziari, password o numeri di carte di credito.</p><p>I software di protezione più recenti sono anche dotati di avanzati strumenti anti-frode, tra cui sistemi di filtraggio avanzati che avvisano gli utenti quando visitano potenziali siti Web truffa che potrebbero sottrarre i dati finanziari, le password o i numeri delle carte di credito.</p><h2 id="3-protezione-contro-lo-spam-e-mail">3. Protezione contro lo spam e-mail</h2><p>Le e-mail di spam sono vecchie quasi quanto Internet, ma restano ancora una seria minaccia anche per gli utenti odierni. </p><p>Molti tra i principali client di posta elettronica offrono strumenti di filtraggio dello spam, ma per essere certi di proteggere la propria casella di posta, la soluzione ideale è una moderna piattaforma antivirus.</p><p>Gli antivirus di ultima generazione sono dotati di <strong>servizi anti-spam ottimizzati ad hoc </strong>in grado di filtrare i messaggi non pertinenti dalla tua casella di posta. Disponibili per una vasta gamma di client di posta elettronica, tra cui Microsoft Outlook e Thunderbird, questi strumenti eliminano i messaggi fastidiosi o non pertinenti per permetterti di concentrarti solo sulle e-mail importanti. </p><p>Inoltre, i servizi anti-spam evitano che si possa incappare in messaggi apparentemente innocui che celano minacce serie per la privacy e per la sicurezza dei dati presenti sul PC.</p><p><br></p><p><em>Come visto, i nostri dati non sono mai al sicuro. Gli hacker continuano ad affinare le loro tecniche, ma per fortuna anche gli antivirus si aggiornando di continuo. Scopri i </em><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><em>migliori antivirus</em></a><em> e i </em><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/antivirus-mac-2021"><em>migliori antivirus per Mac</em></a><em>. </em></p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Antivirus a pagamento vs antivirus gratis, ecco le differenze ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Tutti abbiamo almeno sentito parlare del crimine informatico e degli antivirus. E molti di noi sanno che ci sono gli antivirus a pagamento e quelli gratuiti. Ma quali sono le differenze principali tra l’uno e l’altro? Vale la pena di pagare per uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a>? Oppure ci si può accontentare dei prodotti gratuiti? Vediamolo insieme nelle prossime righe.</p><h2 id="antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis">Antivirus a pagamento vs Antivirus gratis</h2><p>Il mondo di Internet, si sa, è pieno di minacce di tutti i tipi, e una di queste è costituita dai virus informatici. Si chiamano virus perché si possono riprodurre e passare da un computer all’altro, e si comportano in modo abbastanza simile ai virus biologici.</p><p>Come si fa a prendersi un virus informatico? Può capitare di “prenderlo” con una chiavetta USB, ma in generale basta usare Internet. La posta elettronica, le pagine web o persino WhatsApp sono veicoli di infezione. Anche gli SMS in effetti - già, perché esistono anche i virus per smartphone (non ci facciamo mancare niente!). In altre parole, è della rete che scaturiscono i pericoli più grandi <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/attacchi-informatici-il-rischio-e-reale-anche-per-le-singole-persone"><u>per la maggior parte di noi</u></a>.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte antivirus</a>: i migliori prezzi in circolazione</li></ul><h2 id="antivirus-gratuito-una-protezione-basilare">Antivirus gratuito, una protezione basilare</h2><p>Un normale antivirus, parliamo dei software più essenziali e gratuiti, in genere può cercare infezioni sul computer e rimuoverle - o almeno bloccare l’accesso ai file più pericolosi. E spesso ha anche un sistema di protezione in tempo reale, che controlla tutto ciò che succede sul computer, cercando di riconoscere e bloccare le minacce.</p><p>Ma ciò è sufficiente per garantire una protezione efficace?</p><p>Sicuramente è un punto di partenza, ma ora non possiamo più considerare questa misura sufficiente per garantire la nostra incolumità digitale. Esistono molte tecniche usate dai cybercriminali per accedere ai sistemi informatici che vanno ben oltre la diffusione di virus.</p><p>La prima (e la più ovvia) considerazione da fare è il budget che avete a disposizione. Se potete permettervi di spendere poco, un&apos;alternativa gratuita è quella che cercherete per prima. La buona notizia è che in circolazione si possono trovare molti buoni antivirus, anche gratuiti.</p><p>Naturalmente la scelta va fatta con attenzione. Non installate un&apos;app qualunque, magari di qualche azienda non molto conosciuta. Scegliete un antivirus aggiornato e, possibilmente, distribuito da un produttore famoso.</p><p>Le pubblicità sono un altro fattore da tenere in considerazione. Con un antivirus gratuito sarete probabilmente disturbati in continuazione da pop-up pubblicitari e varie sponsorizzazioni che vi invitano a scaricare la versione a pagamento. Naturalmente ci sono sempre le eccezioni, ma la maggior parte dei software antivirus gratuiti include anche questo genere di seccature.</p><p>Con un antivirus a pagamento non avrete a che fare con nulla di tutto ciò. Anche stavolta, la scelta dipende da voi. Se i pop-up pubblicitari non vi disturbano e riuscite a lavorare serenamente ignorandoli, scegliere un software gratuito potrebbe essere un&apos;opzione giusta per voi.</p><p>Ad ogni modo la qualità dei prodotti a pagamento è più alta e vi garantisce una sicurezza migliore, quindi scegliete con oculatezza.</p><p>Se volete proteggere i vostri figli e la vostra famiglia, magari installando l&apos;antivirus su più dispositivi, probabilmente la scelta migliore è quella di pagare per un antivirus.</p><p>Con un antivirus gratuito, inoltre, non avrete alcuna garanzia, e soprattutto quasi sicuramente non potrete parlare con nessuno nel caso si presentassero dei problemi. Nella migliore delle ipotesi ci sarà un indirizzo email a cui rivolgervi, ma non è detto che riceverete una risposta, e quasi sicuramente non la riceverete in tempi brevi.</p><h2 id="antivirus-a-pagamento-conviene">Antivirus a pagamento, conviene?</h2><p>La risposta dipende dalle vostre esigenze. Parlando in generale, noi riteniamo che un software antivirus a pagamento sia una scelta più completa che va bene per tutti, grazie anche alle funzioni aggiuntive che garantiscono una sicurezza di livello superiore.</p><p>Nelle suite antivirus a pagamento sono presenti strumenti avanzati che permettono una protezione più estesa e capillare rispetto al singolo antivirus che ovviamente rimane integrato e quasi sempre potenziato.</p><p>Con un antivirus a pagamento in genere si ottengono extra decisamente utili, che garantiscono una protezione di livello superiore sul web. Un&apos;ottima notizia per gli utenti meno esperti o che si sentono insicuri riguardo le insidie in cui si può incappare online.</p><p>Un&apos;altra grande differenza tra antivirus gratuiti e a pagamento è l&apos;assistenza tecnica. Se acquistate un antivirus, è molto probabile che potrete usufruire del supporto tecnico ogni volta che ne avete bisogno, addirittura 24/7. Qualunque problema incontriate potrà essere risolto tramite una chat live o una breve telefonata.</p><p>Se scegliete un&apos;opzione gratuita, invece, molto probabilmente potrete affidarvi solo alla sezione delle domande frequenti per trovare una risposta ai vostri dubbi.</p><h2 id="firewall">Firewall</h2><p>Il firewall fa sì che i malviventi non possano nemmeno avvicinarsi al vostro sistema, controllando le connessioni in uscita e in entrata e permettendo solo quelle considerate legittime secondo una logica interna o seguendo le preferenze dell’utente.</p><p>Spesso anche il vostro <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-router-wi-fi"><u>router</u></a> ha un firewall integrato, ma non sono sempre adeguati alle esigenze e a volte sono difficili da usare. L’applicazione inclusa in una suite di sicurezza, invece, offre ergonomia, semplicità ed efficacia.</p><p>Inoltre, un doppio livello di protezione difficilmente può essere considerato ridondante, dato che ogni prodotto presenta delle peculiarità uniche non presenti negli altri. I firewall si accorgono subito di tutte le attività “strane” che accadono sul PC e le bloccano.</p><p>Ciò è utile perché i malware spesso e volentieri tentano di comunicare con un server (vengono chiamati server C&C), per trasmettere informazioni e ricevere istruzioni. Bloccare tale comunicazione, dunque, annulla di fatto la minaccia.</p><h2 id="vpn">VPN</h2><p>Un’altro dei pericoli nella quale si può incorrere nel corso della propria vita online è di quello di vedersi “sniffare” la propria connessione di rete, in particolar modo quella Wi-Fi, la più vulnerabile. In pratica il criminale, invece di infettare direttamente il computer, cerca di rubare le informazioni dal traffico di rete, quando navigate il Web, mandate email o usate app.</p><p>Un sistema tipico prevede l’uso di reti Wi-Fi gratis: le trovi, magari in aeroporto, ti colleghi e il gioco è fatto. Ma a volte basta anche una rete legittima ma non adeguatamente protetta, come potrebbe essere quella di un centro commerciale: un criminale può penetrarvi e poi spiare gli utenti connessi.</p><p>In queste situazioni potrebbero sottrarvi una o più password o avere accesso ai vostri servizi, magari rubandovi gli account; nei casi più gravi è a rischio anche il conto bancario. Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori VPN</a> esistono per mettervi a riparo questa e altre situazioni: proteggono i dati in entrata e in uscita dal computer (o dallo smartphone), rendendo impossibile a chiunque l’accesso alle informazioni contenute nel vostro traffico. Anche nel caso in cui qualcuno dovesse riuscire a intercettarvi, si troverebbe davanti a sequenze numeriche indecifrabili e senza alcun valore.</p><h2 id="controllo-web">Controllo Web</h2><p>A volte, sempre più spesso in effetti, aprire una semplice pagina web è sufficiente a infettarsi. Un banner pubblicitario, una foto, un link, le minacce purtroppo si nascondono ovunque.</p><p>I software di sicurezza spesso includono anche un sistema, in genere un’estensione per il browser, che ci mette al sicuro da questo tipo di minaccia. In questo modo non solo si bloccano le pagine contenenti virus, ma anche i tentativi di <em>phishing</em>. Queste sono pagine che lavorano “in coppia” con una mail o un messaggio di testo, e che sembrano in tutto e per tutto pagine legittime, come il sito delle Poste o dell’Agenzia delle Entrate.</p><p>Si arriva sulla pagina, si inseriscono i dati (e la password) credendo che vada tutto bene, ma in verità quei dati ci vengono rubati. Succede ogni giorno, come è capitato di recente al giornalista Corrado Augias.</p><p>Spesso i link a queste pagine arrivano apparentemente da persone conosciute e perciò si tende a fidarsi, ma un buon antivirus a pagamento è capace di identificare queste missive al posto vostro e a eliminarle senza che dobbiamo nemmeno preoccuparvi della loro presenza.</p><h2 id="password-manager">Password Manager</h2><p>Avete mai pensato poi a quanti account e relative password avete salvato sul vostro PC, nel browser o nelle app che avete installato? Se ne avete davvero tante, dubitiamo che riusciate a ricordarle tutte a memoria, magari avete iniziato a scriverle in un file di testo “al sicuro” in qualche cartella del vostro computer, o peggio ancora su un foglio di carta lasciato nel primo cassetto della vostra scrivania. Ecco se lo avete fatto, sappiate che esistono soluzioni migliori e molto più sicure.</p><p>Ciò di cui avete bisogno è un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/password-manager-cose-e-come-funziona">password manager</a>, uno strumento software che vi chiede di memorizzare una sola password master che consente lo sblocco di tutte le altre password, così non sarà più necessario memorizzarle o scriverle da qualche parte.</p><p>Potete anche acquistare un password manager dedicato, ma spesso è molto conveniente acquistarlo insieme agli altri prodotti di una suite di sicurezza, in questa maniera potrete utilizzare solamente un interfaccia condivisa e gestire tutto in maniera centralizzata.</p><h2 id="controllo-parentale">Controllo parentale</h2><p>Come gli adulti, i bambini vivono una vita sempre più connessa e spesso i genitori per quanto attenti, faticano conoscere e a seguire le attività online dei propri figli. Bambini e ragazzi passano molte ore del giorno online, tramite lo smartphone o il PC e il rischio che possano accedere a contenuti non adatti alla loro età è tutt’altro che remoto.</p><p>Ma non solo, se viene concesso loro l’utilizzo della rete a fini educativi è necessario verificare che effettivamente stiano facendo il loro dovere. Esiste fortunatamente il Controllo Parentale, uno strumento potente, spesso incluso negli antivirus a pagamento e semplice da usare, che permette ai genitori di verificare le attività dei figli, mettere paletti elettronici alla loro libertà digitale ed evitare che utilizzino social media inadatti o chat poco appropriate.</p><p>In questo modo è possibile eliminare una buona parte dei rischi che i ragazzi corrono online, oltre a consentire un controllo elevato sulle loro attività. Il Controllo parentale è uno strumento che aiuta gli adulti a mantenere i propri ragazzi sicuri mentre sono connessi alla Rete, permettendo loro di attingere a tutto ciò che di buono ha da offrire.</p><h2 id="le-suite-antivirus-a-pagamento">Le suite antivirus a pagamento</h2><p>Nella maggior parte delle suite antivirus a pagamento potete trovare alcune delle caratteristiche degli antivirus gratuiti, ma in aggiunta saranno presenti anche caratteristiche avanzate come un anti-spam evoluto che elimina la posta non richiesta prima che vi venga consegnata, un sistema di backup integrato per salvare i file online o un assistente che vi aiuterà a mantenere il vostro computer aggiornato e ottimizzato al meglio.</p><p>E non mancano nemmeno applicazioni di sicurezza da installare sullo smartphone - perché dopotutto esistono tanti malware anche per Android, e qualche minaccia esiste anche per chi ha un iPhone. </p><p>Tutto considerato, il costo è generalmente davvero contenuto. Con qualche decina di euro all’anno potrete avere la massima protezione su molti dispositivi diversi, che includeranno PC, smartphone e tablet. E potrete anche applicare una barriera alla vostra rete domestica, e proteggervi con una VPN quando non si può accedere a una rete sicura.</p><p>Probabilmente ne vale la pena.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/antivirus/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Antivirus a pagamento o gratuito? Ecco come scegliere l'antivirus in base alle tue esigenze. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">MCZZr9VaeBrst7y8oHwobU</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 26 Oct 2023 10:03:30 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Thu, 26 Oct 2023 10:06:17 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Antivirus]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Giulia Di Venere ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Giulia Di Venere è Editor Senior per TechRadar Italia e lavora con orgoglio al progetto da quando è nato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Image Credit: Flickr]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[malware]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[malware]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Tutti abbiamo almeno sentito parlare del crimine informatico e degli antivirus. E molti di noi sanno che ci sono gli antivirus a pagamento e quelli gratuiti. Ma quali sono le differenze principali tra l’uno e l’altro? Vale la pena di pagare per uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a>? Oppure ci si può accontentare dei prodotti gratuiti? Vediamolo insieme nelle prossime righe.</p><h2 id="antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis">Antivirus a pagamento vs Antivirus gratis</h2><p>Il mondo di Internet, si sa, è pieno di minacce di tutti i tipi, e una di queste è costituita dai virus informatici. Si chiamano virus perché si possono riprodurre e passare da un computer all’altro, e si comportano in modo abbastanza simile ai virus biologici.</p><p>Come si fa a prendersi un virus informatico? Può capitare di “prenderlo” con una chiavetta USB, ma in generale basta usare Internet. La posta elettronica, le pagine web o persino WhatsApp sono veicoli di infezione. Anche gli SMS in effetti - già, perché esistono anche i virus per smartphone (non ci facciamo mancare niente!). In altre parole, è della rete che scaturiscono i pericoli più grandi <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/attacchi-informatici-il-rischio-e-reale-anche-per-le-singole-persone"><u>per la maggior parte di noi</u></a>.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte antivirus</a>: i migliori prezzi in circolazione</li></ul><h2 id="antivirus-gratuito-una-protezione-basilare">Antivirus gratuito, una protezione basilare</h2><p>Un normale antivirus, parliamo dei software più essenziali e gratuiti, in genere può cercare infezioni sul computer e rimuoverle - o almeno bloccare l’accesso ai file più pericolosi. E spesso ha anche un sistema di protezione in tempo reale, che controlla tutto ciò che succede sul computer, cercando di riconoscere e bloccare le minacce.</p><p>Ma ciò è sufficiente per garantire una protezione efficace?</p><p>Sicuramente è un punto di partenza, ma ora non possiamo più considerare questa misura sufficiente per garantire la nostra incolumità digitale. Esistono molte tecniche usate dai cybercriminali per accedere ai sistemi informatici che vanno ben oltre la diffusione di virus.</p><p>La prima (e la più ovvia) considerazione da fare è il budget che avete a disposizione. Se potete permettervi di spendere poco, un&apos;alternativa gratuita è quella che cercherete per prima. La buona notizia è che in circolazione si possono trovare molti buoni antivirus, anche gratuiti.</p><p>Naturalmente la scelta va fatta con attenzione. Non installate un&apos;app qualunque, magari di qualche azienda non molto conosciuta. Scegliete un antivirus aggiornato e, possibilmente, distribuito da un produttore famoso.</p><p>Le pubblicità sono un altro fattore da tenere in considerazione. Con un antivirus gratuito sarete probabilmente disturbati in continuazione da pop-up pubblicitari e varie sponsorizzazioni che vi invitano a scaricare la versione a pagamento. Naturalmente ci sono sempre le eccezioni, ma la maggior parte dei software antivirus gratuiti include anche questo genere di seccature.</p><p>Con un antivirus a pagamento non avrete a che fare con nulla di tutto ciò. Anche stavolta, la scelta dipende da voi. Se i pop-up pubblicitari non vi disturbano e riuscite a lavorare serenamente ignorandoli, scegliere un software gratuito potrebbe essere un&apos;opzione giusta per voi.</p><p>Ad ogni modo la qualità dei prodotti a pagamento è più alta e vi garantisce una sicurezza migliore, quindi scegliete con oculatezza.</p><p>Se volete proteggere i vostri figli e la vostra famiglia, magari installando l&apos;antivirus su più dispositivi, probabilmente la scelta migliore è quella di pagare per un antivirus.</p><p>Con un antivirus gratuito, inoltre, non avrete alcuna garanzia, e soprattutto quasi sicuramente non potrete parlare con nessuno nel caso si presentassero dei problemi. Nella migliore delle ipotesi ci sarà un indirizzo email a cui rivolgervi, ma non è detto che riceverete una risposta, e quasi sicuramente non la riceverete in tempi brevi.</p><h2 id="antivirus-a-pagamento-conviene">Antivirus a pagamento, conviene?</h2><p>La risposta dipende dalle vostre esigenze. Parlando in generale, noi riteniamo che un software antivirus a pagamento sia una scelta più completa che va bene per tutti, grazie anche alle funzioni aggiuntive che garantiscono una sicurezza di livello superiore.</p><p>Nelle suite antivirus a pagamento sono presenti strumenti avanzati che permettono una protezione più estesa e capillare rispetto al singolo antivirus che ovviamente rimane integrato e quasi sempre potenziato.</p><p>Con un antivirus a pagamento in genere si ottengono extra decisamente utili, che garantiscono una protezione di livello superiore sul web. Un&apos;ottima notizia per gli utenti meno esperti o che si sentono insicuri riguardo le insidie in cui si può incappare online.</p><p>Un&apos;altra grande differenza tra antivirus gratuiti e a pagamento è l&apos;assistenza tecnica. Se acquistate un antivirus, è molto probabile che potrete usufruire del supporto tecnico ogni volta che ne avete bisogno, addirittura 24/7. Qualunque problema incontriate potrà essere risolto tramite una chat live o una breve telefonata.</p><p>Se scegliete un&apos;opzione gratuita, invece, molto probabilmente potrete affidarvi solo alla sezione delle domande frequenti per trovare una risposta ai vostri dubbi.</p><h2 id="firewall">Firewall</h2><p>Il firewall fa sì che i malviventi non possano nemmeno avvicinarsi al vostro sistema, controllando le connessioni in uscita e in entrata e permettendo solo quelle considerate legittime secondo una logica interna o seguendo le preferenze dell’utente.</p><p>Spesso anche il vostro <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-router-wi-fi"><u>router</u></a> ha un firewall integrato, ma non sono sempre adeguati alle esigenze e a volte sono difficili da usare. L’applicazione inclusa in una suite di sicurezza, invece, offre ergonomia, semplicità ed efficacia.</p><p>Inoltre, un doppio livello di protezione difficilmente può essere considerato ridondante, dato che ogni prodotto presenta delle peculiarità uniche non presenti negli altri. I firewall si accorgono subito di tutte le attività “strane” che accadono sul PC e le bloccano.</p><p>Ciò è utile perché i malware spesso e volentieri tentano di comunicare con un server (vengono chiamati server C&C), per trasmettere informazioni e ricevere istruzioni. Bloccare tale comunicazione, dunque, annulla di fatto la minaccia.</p><h2 id="vpn">VPN</h2><p>Un’altro dei pericoli nella quale si può incorrere nel corso della propria vita online è di quello di vedersi “sniffare” la propria connessione di rete, in particolar modo quella Wi-Fi, la più vulnerabile. In pratica il criminale, invece di infettare direttamente il computer, cerca di rubare le informazioni dal traffico di rete, quando navigate il Web, mandate email o usate app.</p><p>Un sistema tipico prevede l’uso di reti Wi-Fi gratis: le trovi, magari in aeroporto, ti colleghi e il gioco è fatto. Ma a volte basta anche una rete legittima ma non adeguatamente protetta, come potrebbe essere quella di un centro commerciale: un criminale può penetrarvi e poi spiare gli utenti connessi.</p><p>In queste situazioni potrebbero sottrarvi una o più password o avere accesso ai vostri servizi, magari rubandovi gli account; nei casi più gravi è a rischio anche il conto bancario. Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori VPN</a> esistono per mettervi a riparo questa e altre situazioni: proteggono i dati in entrata e in uscita dal computer (o dallo smartphone), rendendo impossibile a chiunque l’accesso alle informazioni contenute nel vostro traffico. Anche nel caso in cui qualcuno dovesse riuscire a intercettarvi, si troverebbe davanti a sequenze numeriche indecifrabili e senza alcun valore.</p><h2 id="controllo-web">Controllo Web</h2><p>A volte, sempre più spesso in effetti, aprire una semplice pagina web è sufficiente a infettarsi. Un banner pubblicitario, una foto, un link, le minacce purtroppo si nascondono ovunque.</p><p>I software di sicurezza spesso includono anche un sistema, in genere un’estensione per il browser, che ci mette al sicuro da questo tipo di minaccia. In questo modo non solo si bloccano le pagine contenenti virus, ma anche i tentativi di <em>phishing</em>. Queste sono pagine che lavorano “in coppia” con una mail o un messaggio di testo, e che sembrano in tutto e per tutto pagine legittime, come il sito delle Poste o dell’Agenzia delle Entrate.</p><p>Si arriva sulla pagina, si inseriscono i dati (e la password) credendo che vada tutto bene, ma in verità quei dati ci vengono rubati. Succede ogni giorno, come è capitato di recente al giornalista Corrado Augias.</p><p>Spesso i link a queste pagine arrivano apparentemente da persone conosciute e perciò si tende a fidarsi, ma un buon antivirus a pagamento è capace di identificare queste missive al posto vostro e a eliminarle senza che dobbiamo nemmeno preoccuparvi della loro presenza.</p><h2 id="password-manager">Password Manager</h2><p>Avete mai pensato poi a quanti account e relative password avete salvato sul vostro PC, nel browser o nelle app che avete installato? Se ne avete davvero tante, dubitiamo che riusciate a ricordarle tutte a memoria, magari avete iniziato a scriverle in un file di testo “al sicuro” in qualche cartella del vostro computer, o peggio ancora su un foglio di carta lasciato nel primo cassetto della vostra scrivania. Ecco se lo avete fatto, sappiate che esistono soluzioni migliori e molto più sicure.</p><p>Ciò di cui avete bisogno è un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/password-manager-cose-e-come-funziona">password manager</a>, uno strumento software che vi chiede di memorizzare una sola password master che consente lo sblocco di tutte le altre password, così non sarà più necessario memorizzarle o scriverle da qualche parte.</p><p>Potete anche acquistare un password manager dedicato, ma spesso è molto conveniente acquistarlo insieme agli altri prodotti di una suite di sicurezza, in questa maniera potrete utilizzare solamente un interfaccia condivisa e gestire tutto in maniera centralizzata.</p><h2 id="controllo-parentale">Controllo parentale</h2><p>Come gli adulti, i bambini vivono una vita sempre più connessa e spesso i genitori per quanto attenti, faticano conoscere e a seguire le attività online dei propri figli. Bambini e ragazzi passano molte ore del giorno online, tramite lo smartphone o il PC e il rischio che possano accedere a contenuti non adatti alla loro età è tutt’altro che remoto.</p><p>Ma non solo, se viene concesso loro l’utilizzo della rete a fini educativi è necessario verificare che effettivamente stiano facendo il loro dovere. Esiste fortunatamente il Controllo Parentale, uno strumento potente, spesso incluso negli antivirus a pagamento e semplice da usare, che permette ai genitori di verificare le attività dei figli, mettere paletti elettronici alla loro libertà digitale ed evitare che utilizzino social media inadatti o chat poco appropriate.</p><p>In questo modo è possibile eliminare una buona parte dei rischi che i ragazzi corrono online, oltre a consentire un controllo elevato sulle loro attività. Il Controllo parentale è uno strumento che aiuta gli adulti a mantenere i propri ragazzi sicuri mentre sono connessi alla Rete, permettendo loro di attingere a tutto ciò che di buono ha da offrire.</p><h2 id="le-suite-antivirus-a-pagamento">Le suite antivirus a pagamento</h2><p>Nella maggior parte delle suite antivirus a pagamento potete trovare alcune delle caratteristiche degli antivirus gratuiti, ma in aggiunta saranno presenti anche caratteristiche avanzate come un anti-spam evoluto che elimina la posta non richiesta prima che vi venga consegnata, un sistema di backup integrato per salvare i file online o un assistente che vi aiuterà a mantenere il vostro computer aggiornato e ottimizzato al meglio.</p><p>E non mancano nemmeno applicazioni di sicurezza da installare sullo smartphone - perché dopotutto esistono tanti malware anche per Android, e qualche minaccia esiste anche per chi ha un iPhone. </p><p>Tutto considerato, il costo è generalmente davvero contenuto. Con qualche decina di euro all’anno potrete avere la massima protezione su molti dispositivi diversi, che includeranno PC, smartphone e tablet. E potrete anche applicare una barriera alla vostra rete domestica, e proteggervi con una VPN quando non si può accedere a una rete sicura.</p><p>Probabilmente ne vale la pena.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Social media a rischio censura in Europa, l'appello di Macron: istigano all'odio ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Auto in fiamme, vetrine distrutte e violenti scontri tra polizia e manifestanti. Queste le immagini dei disordini durati 8 giorni in Francia, dopo che il 27 giugno un agente ha ucciso il diciassettenne Nahel Merzouk, ragazzo di origine nordafricana, durante un controllo stradale.</p><p>L&apos;età media delle oltre 3.300 persone arrestate nel corso di quella settimana è di 17 anni; tra gli arresti risultano anche alcuni ragazzi di appena 12 anni. Nel pieno delle proteste, il presidente francese Emmanuel Macron ha incolpato le piattaforme social come Snapchat o TikTok, e persino i videogiochi, di incitare alla violenza tra i giovani, minacciando di prendere provvedimenti a riguardo.</p><p>I politici francesi di entrambi gli schieramenti hanno accusato Macron di fare eco a leader autoritari come quelli di Iran, Cina e Russia, dove i cittadini devono rivolgersi ai servizi <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> per accedere alle app bloccate. Tuttavia, il commissario europeo Thierry Breton sostiene l&apos;appello al dibattito di Macron. Secondo il commissario, se le piattaforme non riuscissero a cancellare rapidamente i contenuti che istigano all&apos;odio durante le rivolte, in base alla nuova legge sui servizi digitali si potrebbe ricorrere alla censura.</p><h2 id="dsa-eu-digital-service-act">(DSA) EU Digital Service Act</h2><p><em>"I social media non hanno fatto abbastanza"</em>, ha detto Breton durante un&apos;intervista a France Info. "<em>Se non agiscono immediatamente, allora sì, a quel punto saremo in grado non solo di imporre una multa, ma anche di vietare il funzionamento [delle piattaforme] sul nostro territorio"</em>.</p><p>Analogamente a quanto sta cercando di fare il Regno Unito con l&apos;<strong>Online Safety Bill</strong>, il <strong>Digital Service Act (DSA)</strong> cerca di combattere i pericoli online, dai contenuti che istigano all&apos;odio alle frodi ai danni dei consumatori. I promotori del DSA affermano che il suo obiettivo principale è quello di proteggere i bambini e i valori democratici e che il mancato rispetto delle nuove norme potrebbe comportare <strong>multe fino al 6% del fatturato globale di un&apos;azienda</strong>.</p><div><blockquote><p>Casi come la situazione francese fanno sorgere serie preoccupazioni per alcune disposizioni</p><p>Sebastian Becker Castellaro, EDRi</p></blockquote></div><p>Entrata in vigore il 25 agosto, la <strong>DSA</strong> introduce alcune importanti norme per i servizi digitali, tra cui una <strong>maggiore trasparenza e responsabilità sugli algoritmi</strong> e sulle <strong>pratiche di moderazione</strong> dei contenuti utilizzate, il divieto di design ingannevole e pone particolare attenzione sul monitoraggio delle piattaforme più grandi. Quest&apos;ultimo include l&apos;obbligo di cancellare immediatamente i contenuti che incitano all&apos;odio quando richiesto.</p><p>Sebastian Becker Castellaro, Policy Advisor del gruppo europeo di difesa dei diritti digitali EDRi, ha dichiarato a TechRadar: <em>"Le piattaforme online hanno il dovere di implementare il DSA e i suoi termini e condizioni nel rispetto della libertà di espressione". </em></p><p>Castellaro ha aggiunto: <em>"È problematico che la massima autorità responsabile dell&apos;attuazione delle DSA dichiari quali sono i contenuti odiosi. In base agli standard europei sui diritti fondamentali, &apos;invito alla rivolta&apos; e persino &apos;invito a bruciare auto&apos; non sono contenuti odiosi e quindi non sono illegali".</em></p><p>Proprio la vaghezza e l&apos;ambiguità di alcune disposizioni della DSA preoccupano da tempo gli attivisti per i diritti digitali, che ora chiedono alle autorità di regolamentazione di impegnarsi meglio con questi gruppi per ridurre i rischi.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/EPirkova/status/1676976267881594880"><p lang="en" dir="ltr">The #DSA Human Rights Alliance issued its latest statement, demanding from @EU_Commission to formalize and include global civil society voices when enforcing its content moderation rule book 💪🏻 https://t.co/refjeXxABu<a href="https://twitter.com/EPirkova/status/1676976267881594880">July 6, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Secondo Eliška Pírková, Europe Policy Analyst e Global Freedom of Expression Lead di Access Now, la DSA mira a proteggere, piuttosto che ostacolare i diritti fondamentali dei cittadini dell&apos;UE.</p><p><em>"Il Digital Services Act non contiene alcuna disposizione che richieda una misura così estrema. I messaggi politici che suggeriscono che la legge giustifichi la chiusura di Internet o il blocco arbitrario delle piattaforme online sono fuorvianti", </em>ha dichiarato.</p><p>Come ogni legge che tenta di regolamentare Internet, la DSA è tutt&apos;altro che perfetta. Entrambi gli esperti hanno dichiarato a TechRadar di essere particolarmente preoccupati per l&apos;approccio della legge alle entità incaricate di rilevare e identificare i contenuti illegali online, in quanto consente alle agenzie governative e alle forze dell&apos;ordine di detenere lo status di segnalatori affidabili.<br><br>Secondo Pírková, questo potrebbe <em>"aprire le porte a potenziali avvisi, azioni e abusi dei diritti umani", </em>soprattutto tra gli Stati membri dell&apos;UE con uno Stato di diritto già indebolito. </p><p><em>"Casi come quello francese ci fanno preoccupare per alcune disposizioni", </em>ha detto ancora Becker Castellaro, citando l&apos;enigma dei "segnalatori di fiducia".<em> </em></p><p><em>"È problematico che la situazione politica di uno specifico Paese europeo possa influenzare l&apos;attuazione della DSA".</em></p><h2 id="oscuramento-dei-social-media-quot-un-vero-e-proprio-dibattito-quot-secondo-macron">Oscuramento dei social media: "Un vero e proprio dibattito" secondo Macron</h2><p>Con il quietarsi delle proteste in Francia, il rischio che le app social media vengano bloccate è fuori discussione, almeno per ora. Tuttavia, secondo Macron, la possibilità di imporre il blocco dei social media <em>"quando le cose sfuggono di mano"</em> è un <em>"dibattito reale che dobbiamo fare"</em>. </p><p>Lo scorso 3 luglio il senatore di centro-destra Patrick Chaize ha già proposto un emendamento al disegno di legge francese sulle tecnologie per richiedere alle piattaforme social di <strong>bloccare i contenuti di odio entro due ore </strong>dalla loro pubblicazione. Il 5 luglio, il portavoce del governo Olivier Véran ha accennato alla possibilità di s<strong>ospendere temporaneamente funzioni come la geolocalizzazione</strong> per impedire ai rivoltosi di organizzarsi durante i disordini.<br><br>Sebbene sia stato menzionato pubblicamente, il governo non ha discusso di potenziali chiusure con le aziende che stanno dietro a queste piattaforme quando si sono incontrate il 7 luglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4CnEseFby3zfCEy4bvqiJd" name="GettyImages-1349820297.jpg" alt="Manifestanti si scontrano con la polizia dopo una marcia di protesta per l'uccisione di Nahel, 17 anni, da parte di un agente di polizia nel sobborgo di Nanterre a Parigi, Francia, giovedì 29 giugno 2023." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4CnEseFby3zfCEy4bvqiJd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Un diciassettenne è stato ucciso dalla polizia il 27 giugno durante un blocco del traffico nei pressi di Nanterre, la terza sparatoria mortale in un blocco del traffico quest'anno in Francia, provocando disordini a livello nazionale e scontri con la polizia. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Photographer: Benjamin Girette/Bloomberg via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Dal 27 giugno al 4 luglio, in Francia, un gran numero di manifestanti hanno riempito le strade per chiedere una maggiore responsabilità della polizia e per opporsi al presunto profiling razziale. Le proteste si sono diffuse nelle periferie di diverse città, tra cui Parigi, Lille e Tolosa.</p><p>Si pensa che i danni superino il miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari), dato che oltre 200 attività commerciali sono state saccheggiate e 300 filiali bancarie e 250 tabaccherie sono state distrutte (fonte: <a href="https://fortune.com/2023/07/04/french-riots-business-cost-travel-holiday-cancelations/" target="_blank">Fortune</a>). Questo non include i danni alle scuole, ai municipi, ai centri sociali, agli autobus urbani e alle auto dei cittadini.</p><p>I rivoltosi avrebbero utilizzato le piattaforme dei social media e altre applicazioni di messaggistica per organizzarsi e mobilitare più persone. Da qui le forti prese di posizione contro il loro utilizzo da parte del governo francese, che ha anche invitato le aziende che si occupano di questi servizi a rimuovere l&apos;anonimato di coloro che potrebbero infrangere la legge.</p><p>Tuttavia, Becker Castellaro ha dichiarato che: <em>"Contestare le autorità e organizzare manifestazioni sulle piattaforme sociali sono diritti fondamentali dei cittadini, tutelati dall&apos;UE".</em></p><p>Lo scenario diventa ancora più preoccupante se si considera che il 5 luglio i legislatori francesi hanno votato a favore di ulteriori poteri di polizia per spiare i cittadini attraverso telefoni e altri dispositivi se sospettati di aver violato la legge.</p><h2 id="chiusura-dei-social-media-qual-xe8-la-posta-in-gioco">Chiusura dei social media: qual è la posta in gioco?</h2><p>Purtroppo la chiusura dei social media è una tattica sempre più utilizzata in tutto il mondo.</p><p><em>"Disabilitare l&apos;accesso alle piattaforme online, come i social media, senza adeguate garanzie, è uno strumento utilizzato dai regimi autoritari per censurare e opprimere",</em> ha dichiarato Pírková a TechRadar.<em> "Un&apos;azione così miope significherebbe un duro colpo alla democrazia e ai suoi valori fondamentali, da cui sarebbe molto difficile riprendersi".</em></p><div><blockquote><p>Internet può essere un'ancora di salvezza e dovrebbe essere una priorità per i governi, non una pedina da manipolare.</p><p>Eliška Pírková, Access Now</p></blockquote></div><p><em>La limitazione dell&apos;accesso online si tradurrà sempre in un grave abuso dei diritti fondamentali delle persone"</em>, ha spiegato l&apos;autrice. </p><p>Anche quando i cittadini riescono a eludere questi blocchi utilizzando strumenti di localizzazione come le reti private virtuali (VPN), le interruzioni di Internet hanno un impatto negativo sul benessere delle persone e costano milioni alle economie nazionali. </p><p>L&apos;UE, compresa la Francia, sa bene che queste misure ostacolano i diritti economici, sociali e culturali dei cittadini. Una dichiarazione congiunta della Delegazione dell&apos;Unione Europea presso le Nazioni Unite del 7 luglio ha chiesto, infatti, di non imporre arresti. Anche il governo francese ha appoggiato in passato diverse risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano le interruzioni del servizio.</p><p>Pírková ha dichiarato: "<em>Nessuna autorità dovrebbe mai disconnettere - o minacciare di disconnettere - le popolazioni dall&apos;accesso alle informazioni, soprattutto durante le crisi. Durante i periodi di turbolenza, Internet può essere un&apos;ancora di salvezza e dovrebbe essere una priorità per i governi, non una pedina per la manipolazione". </em></p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:829px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:18.34%;"><img id="ebGZgkd4qVX7mUuvz3WNkH" name="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ebGZgkd4qVX7mUuvz3WNkH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="829" height="152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/social-media-a-rischio-censura-in-europa-lappello-di-macron-istigano-allodio</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il commissario europeo Thierry Breton ha appoggiato l'appello del presidente francese Macron per discutere dei social media e di una nuova legge dedicata ai servizi digitali. Ecco la posta in gioco. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">ds4NEmJz4MBYZvRtFFo5Z8</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NbziqYSoEQfW6Y9sBeBLoU-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 12 Jul 2023 09:06:32 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Wed, 12 Jul 2023 09:06:45 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NbziqYSoEQfW6Y9sBeBLoU-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Photo by LUDOVIC MARIN/POOL/AFP via Getty Images]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[French President Emmanuel Macron (R) shakes hands with EU commissioner for internal market Thierry Breton as he visits the International Paris Air Show at the ParisLe Bourget Airport on June 19, 2023.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[French President Emmanuel Macron (R) shakes hands with EU commissioner for internal market Thierry Breton as he visits the International Paris Air Show at the ParisLe Bourget Airport on June 19, 2023.]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[French President Emmanuel Macron (R) shakes hands with EU commissioner for internal market Thierry Breton as he visits the International Paris Air Show at the ParisLe Bourget Airport on June 19, 2023.]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NbziqYSoEQfW6Y9sBeBLoU-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Auto in fiamme, vetrine distrutte e violenti scontri tra polizia e manifestanti. Queste le immagini dei disordini durati 8 giorni in Francia, dopo che il 27 giugno un agente ha ucciso il diciassettenne Nahel Merzouk, ragazzo di origine nordafricana, durante un controllo stradale.</p><p>L&apos;età media delle oltre 3.300 persone arrestate nel corso di quella settimana è di 17 anni; tra gli arresti risultano anche alcuni ragazzi di appena 12 anni. Nel pieno delle proteste, il presidente francese Emmanuel Macron ha incolpato le piattaforme social come Snapchat o TikTok, e persino i videogiochi, di incitare alla violenza tra i giovani, minacciando di prendere provvedimenti a riguardo.</p><p>I politici francesi di entrambi gli schieramenti hanno accusato Macron di fare eco a leader autoritari come quelli di Iran, Cina e Russia, dove i cittadini devono rivolgersi ai servizi <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> per accedere alle app bloccate. Tuttavia, il commissario europeo Thierry Breton sostiene l&apos;appello al dibattito di Macron. Secondo il commissario, se le piattaforme non riuscissero a cancellare rapidamente i contenuti che istigano all&apos;odio durante le rivolte, in base alla nuova legge sui servizi digitali si potrebbe ricorrere alla censura.</p><h2 id="dsa-eu-digital-service-act">(DSA) EU Digital Service Act</h2><p><em>"I social media non hanno fatto abbastanza"</em>, ha detto Breton durante un&apos;intervista a France Info. "<em>Se non agiscono immediatamente, allora sì, a quel punto saremo in grado non solo di imporre una multa, ma anche di vietare il funzionamento [delle piattaforme] sul nostro territorio"</em>.</p><p>Analogamente a quanto sta cercando di fare il Regno Unito con l&apos;<strong>Online Safety Bill</strong>, il <strong>Digital Service Act (DSA)</strong> cerca di combattere i pericoli online, dai contenuti che istigano all&apos;odio alle frodi ai danni dei consumatori. I promotori del DSA affermano che il suo obiettivo principale è quello di proteggere i bambini e i valori democratici e che il mancato rispetto delle nuove norme potrebbe comportare <strong>multe fino al 6% del fatturato globale di un&apos;azienda</strong>.</p><div><blockquote><p>Casi come la situazione francese fanno sorgere serie preoccupazioni per alcune disposizioni</p><p>Sebastian Becker Castellaro, EDRi</p></blockquote></div><p>Entrata in vigore il 25 agosto, la <strong>DSA</strong> introduce alcune importanti norme per i servizi digitali, tra cui una <strong>maggiore trasparenza e responsabilità sugli algoritmi</strong> e sulle <strong>pratiche di moderazione</strong> dei contenuti utilizzate, il divieto di design ingannevole e pone particolare attenzione sul monitoraggio delle piattaforme più grandi. Quest&apos;ultimo include l&apos;obbligo di cancellare immediatamente i contenuti che incitano all&apos;odio quando richiesto.</p><p>Sebastian Becker Castellaro, Policy Advisor del gruppo europeo di difesa dei diritti digitali EDRi, ha dichiarato a TechRadar: <em>"Le piattaforme online hanno il dovere di implementare il DSA e i suoi termini e condizioni nel rispetto della libertà di espressione". </em></p><p>Castellaro ha aggiunto: <em>"È problematico che la massima autorità responsabile dell&apos;attuazione delle DSA dichiari quali sono i contenuti odiosi. In base agli standard europei sui diritti fondamentali, &apos;invito alla rivolta&apos; e persino &apos;invito a bruciare auto&apos; non sono contenuti odiosi e quindi non sono illegali".</em></p><p>Proprio la vaghezza e l&apos;ambiguità di alcune disposizioni della DSA preoccupano da tempo gli attivisti per i diritti digitali, che ora chiedono alle autorità di regolamentazione di impegnarsi meglio con questi gruppi per ridurre i rischi.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/EPirkova/status/1676976267881594880"><p lang="en" dir="ltr">The #DSA Human Rights Alliance issued its latest statement, demanding from @EU_Commission to formalize and include global civil society voices when enforcing its content moderation rule book 💪🏻 https://t.co/refjeXxABu<a href="https://twitter.com/EPirkova/status/1676976267881594880">July 6, 2023</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Secondo Eliška Pírková, Europe Policy Analyst e Global Freedom of Expression Lead di Access Now, la DSA mira a proteggere, piuttosto che ostacolare i diritti fondamentali dei cittadini dell&apos;UE.</p><p><em>"Il Digital Services Act non contiene alcuna disposizione che richieda una misura così estrema. I messaggi politici che suggeriscono che la legge giustifichi la chiusura di Internet o il blocco arbitrario delle piattaforme online sono fuorvianti", </em>ha dichiarato.</p><p>Come ogni legge che tenta di regolamentare Internet, la DSA è tutt&apos;altro che perfetta. Entrambi gli esperti hanno dichiarato a TechRadar di essere particolarmente preoccupati per l&apos;approccio della legge alle entità incaricate di rilevare e identificare i contenuti illegali online, in quanto consente alle agenzie governative e alle forze dell&apos;ordine di detenere lo status di segnalatori affidabili.<br><br>Secondo Pírková, questo potrebbe <em>"aprire le porte a potenziali avvisi, azioni e abusi dei diritti umani", </em>soprattutto tra gli Stati membri dell&apos;UE con uno Stato di diritto già indebolito. </p><p><em>"Casi come quello francese ci fanno preoccupare per alcune disposizioni", </em>ha detto ancora Becker Castellaro, citando l&apos;enigma dei "segnalatori di fiducia".<em> </em></p><p><em>"È problematico che la situazione politica di uno specifico Paese europeo possa influenzare l&apos;attuazione della DSA".</em></p><h2 id="oscuramento-dei-social-media-quot-un-vero-e-proprio-dibattito-quot-secondo-macron">Oscuramento dei social media: "Un vero e proprio dibattito" secondo Macron</h2><p>Con il quietarsi delle proteste in Francia, il rischio che le app social media vengano bloccate è fuori discussione, almeno per ora. Tuttavia, secondo Macron, la possibilità di imporre il blocco dei social media <em>"quando le cose sfuggono di mano"</em> è un <em>"dibattito reale che dobbiamo fare"</em>. </p><p>Lo scorso 3 luglio il senatore di centro-destra Patrick Chaize ha già proposto un emendamento al disegno di legge francese sulle tecnologie per richiedere alle piattaforme social di <strong>bloccare i contenuti di odio entro due ore </strong>dalla loro pubblicazione. Il 5 luglio, il portavoce del governo Olivier Véran ha accennato alla possibilità di s<strong>ospendere temporaneamente funzioni come la geolocalizzazione</strong> per impedire ai rivoltosi di organizzarsi durante i disordini.<br><br>Sebbene sia stato menzionato pubblicamente, il governo non ha discusso di potenziali chiusure con le aziende che stanno dietro a queste piattaforme quando si sono incontrate il 7 luglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4CnEseFby3zfCEy4bvqiJd" name="GettyImages-1349820297.jpg" alt="Manifestanti si scontrano con la polizia dopo una marcia di protesta per l'uccisione di Nahel, 17 anni, da parte di un agente di polizia nel sobborgo di Nanterre a Parigi, Francia, giovedì 29 giugno 2023." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4CnEseFby3zfCEy4bvqiJd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Un diciassettenne è stato ucciso dalla polizia il 27 giugno durante un blocco del traffico nei pressi di Nanterre, la terza sparatoria mortale in un blocco del traffico quest'anno in Francia, provocando disordini a livello nazionale e scontri con la polizia. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Photographer: Benjamin Girette/Bloomberg via Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Dal 27 giugno al 4 luglio, in Francia, un gran numero di manifestanti hanno riempito le strade per chiedere una maggiore responsabilità della polizia e per opporsi al presunto profiling razziale. Le proteste si sono diffuse nelle periferie di diverse città, tra cui Parigi, Lille e Tolosa.</p><p>Si pensa che i danni superino il miliardo di euro (1,1 miliardi di dollari), dato che oltre 200 attività commerciali sono state saccheggiate e 300 filiali bancarie e 250 tabaccherie sono state distrutte (fonte: <a href="https://fortune.com/2023/07/04/french-riots-business-cost-travel-holiday-cancelations/" target="_blank">Fortune</a>). Questo non include i danni alle scuole, ai municipi, ai centri sociali, agli autobus urbani e alle auto dei cittadini.</p><p>I rivoltosi avrebbero utilizzato le piattaforme dei social media e altre applicazioni di messaggistica per organizzarsi e mobilitare più persone. Da qui le forti prese di posizione contro il loro utilizzo da parte del governo francese, che ha anche invitato le aziende che si occupano di questi servizi a rimuovere l&apos;anonimato di coloro che potrebbero infrangere la legge.</p><p>Tuttavia, Becker Castellaro ha dichiarato che: <em>"Contestare le autorità e organizzare manifestazioni sulle piattaforme sociali sono diritti fondamentali dei cittadini, tutelati dall&apos;UE".</em></p><p>Lo scenario diventa ancora più preoccupante se si considera che il 5 luglio i legislatori francesi hanno votato a favore di ulteriori poteri di polizia per spiare i cittadini attraverso telefoni e altri dispositivi se sospettati di aver violato la legge.</p><h2 id="chiusura-dei-social-media-qual-xe8-la-posta-in-gioco">Chiusura dei social media: qual è la posta in gioco?</h2><p>Purtroppo la chiusura dei social media è una tattica sempre più utilizzata in tutto il mondo.</p><p><em>"Disabilitare l&apos;accesso alle piattaforme online, come i social media, senza adeguate garanzie, è uno strumento utilizzato dai regimi autoritari per censurare e opprimere",</em> ha dichiarato Pírková a TechRadar.<em> "Un&apos;azione così miope significherebbe un duro colpo alla democrazia e ai suoi valori fondamentali, da cui sarebbe molto difficile riprendersi".</em></p><div><blockquote><p>Internet può essere un'ancora di salvezza e dovrebbe essere una priorità per i governi, non una pedina da manipolare.</p><p>Eliška Pírková, Access Now</p></blockquote></div><p><em>La limitazione dell&apos;accesso online si tradurrà sempre in un grave abuso dei diritti fondamentali delle persone"</em>, ha spiegato l&apos;autrice. </p><p>Anche quando i cittadini riescono a eludere questi blocchi utilizzando strumenti di localizzazione come le reti private virtuali (VPN), le interruzioni di Internet hanno un impatto negativo sul benessere delle persone e costano milioni alle economie nazionali. </p><p>L&apos;UE, compresa la Francia, sa bene che queste misure ostacolano i diritti economici, sociali e culturali dei cittadini. Una dichiarazione congiunta della Delegazione dell&apos;Unione Europea presso le Nazioni Unite del 7 luglio ha chiesto, infatti, di non imporre arresti. Anche il governo francese ha appoggiato in passato diverse risoluzioni delle Nazioni Unite che condannano le interruzioni del servizio.</p><p>Pírková ha dichiarato: "<em>Nessuna autorità dovrebbe mai disconnettere - o minacciare di disconnettere - le popolazioni dall&apos;accesso alle informazioni, soprattutto durante le crisi. Durante i periodi di turbolenza, Internet può essere un&apos;ancora di salvezza e dovrebbe essere una priorità per i governi, non una pedina per la manipolazione". </em></p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:829px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:18.34%;"><img id="ebGZgkd4qVX7mUuvz3WNkH" name="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ebGZgkd4qVX7mUuvz3WNkH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="829" height="152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ 2022 anno record per i cyberattacchi, ransomware in testa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Stando ai dati presentati nella <a href="https://www.acn.gov.it/agenzia/relazione-annuale">relazione annuale</a> dell&apos;<strong>ACN</strong>, l&apos;Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, il 2022 è stato un anno record per numero di cyberattacchi, con un totale di 1094 casi, di cui 160 rivolti alla Pubblica Amministrazione. Tra le varie minacce, il ransomware si è rivelato il più impattante. </p><p>Nel solo 2022 l&apos;ACN ha gestito un totale di <strong>1094 attacchi</strong> rivolti sia ad aziende private che Pubbliche Amministrazioni. In particolare, sono stati segnalati 130 attacchi ransomware a danno di enti pubblici e operatori privati.</p><p>Questi sono solo alcuni dei dati evidenziati nella relazione annuale dell&apos;ACN presentata di recente alle Camere. Il documento fornisce una panoramica delle attività, dei dati e dei progetti dell&apos;ACN durante il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2330px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:57.51%;"><img id="5RQynGBDo46bfdJtfRS4P4" name="Schermata-2023-06-19-alle-11.05.20.png" alt="ACN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5RQynGBDo46bfdJtfRS4P4-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2330" height="1340" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ACN)</span></figcaption></figure><p>Secondo la relazione, l&apos;<strong>82% </strong>degli attacchi ha coinvolto il<strong> settore privato</strong>, mentre il restante <strong>18%</strong> ha colpito la <strong>Pubblica Amministrazione</strong>. Tuttavia, questi numeri rappresentano solo una parte degli effettivi attacchi ransomware, poiché molte vittime, soprattutto le Piccole Medie Imprese prive di competenze e infrastrutture dedicate, tendono a non segnalare gli incidenti e a gestirli autonomamente.</p><p>Il settore manifatturiero è stato il più colpito, seguito dai settori tecnologico, commerciale e sanitario.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:78.61%;"><img id="WXruXwVGytsaumnNyW9Tb4" name="Schermata-2023-06-19-alle-11.13.54-1024x805.png" alt="ACN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WXruXwVGytsaumnNyW9Tb4-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="805" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ACN)</span></figcaption></figure><p>Tra le <strong>aree geografiche più colpite</strong> figurano le principali città metropolitane come Roma, Milano, Torino, nonché i distretti manifatturieri del Nord Ovest e Nord Est del Paese. Si ritiene che ciò sia dovuto alla presenza di numerose imprese manifatturiere in queste regioni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1212px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:67.99%;"><img id="8S5mipor2FFxBji7XTeKo4" name="Schermata-2023-06-19-alle-11.40.55.png" alt="ACN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8S5mipor2FFxBji7XTeKo4-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1212" height="824" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ACN)</span></figcaption></figure><p>Anche il sito web istituzionale dell&apos;ACN è stato soggetto a un notevole attacco di tipo DDoS a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina. Tuttavia, grazie ai sistemi di sicurezza dedicati, l&apos;attacco è stato efficacemente contrastato. Nel corso del 2022, CSIRT Italia ha affrontato 44 eventi significativi di tipo DDoS che hanno preso di mira soggetti italiani, distribuiti nel tempo come mostrato nella relazione.</p><p>È stato un anno complesso per l&apos;ACN, che è stata istituita nel corso della seconda metà del 2021. Nonostante ciò, l&apos;Agenzia ha operato per garantire la sicurezza del Paese, sviluppando la Strategia nazionale di cybersicurezza 2022-2026 e il relativo piano di implementazione. Questo documento guida fondamentale comprende 82 misure volte a potenziare le capacità di cybersicurezza del Paese di fronte alle sfide digitali, con particolare attenzione alla protezione, alla risposta e allo sviluppo digitale del Paese.</p><p>L&apos;Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale è inoltre responsabile dell&apos;intervento diretto in caso di incidenti cibernetici. Nel corso del 2022, l&apos;Agenzia ha supportato le vittime di incidenti e attacchi cibernetici, identificando e attuando azioni immediate per contenere gli incidenti e ripristinare l&apos;erogazione dei servizi. Inoltre, il team di specialisti DDFIR (Deployable Digital Forensic Incident Response) è intervenuto in 10 diversi incidenti su tutto il territorio nazionale, in coordinamento con la Polizia postale e delle comunicazioni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:78.61%;"><img id="FpYRciRxqvmUNmG3aByL5N" name="Schermata-2023-06-19-alle-11.09.51-1024x805.png" alt="ACN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FpYRciRxqvmUNmG3aByL5N-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="805" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ACN)</span></figcaption></figure><p>La relazione evidenzia anche le <strong>principali criticità</strong> riscontrate, tra cui politiche di sicurezza errate e gestione inadeguata delle credenziali di accesso. In particolare, sono state rilevate credenziali pubblicamente esposte, talvolta compromesse in precedenti violazioni dei dati, nonché l&apos;assenza di meccanismi di autenticazione forte, come l&apos;uso di autenticazione a più fattori, per l&apos;accesso ai servizi.</p><p>Il direttore generale dell&apos;ACN, il prefetto Bruno Frattasi, ha dichiarato che il 2022 è stato un anno intenso e ricco di sfide. L&apos;Agenzia continuerà a seguire la Strategia Nazionale di Cybersicurezza per implementare attività e progetti innovativi al fine di rendere il Paese più forte e sicuro dal punto di vista cibernetico. Sono previste nuove  assunzioni nell&apos;ottica di un ampliamento del personale, con l&apos;obiettivo di raggiungere 300 persone entro la fine dell&apos;anno. Nelle prossime settimane verrà pubblicata la roadmap del piano di Ricerca e Innovazione sviluppato in collaborazione con il Ministero dell&apos;Università e della Ricerca e saranno presentati nuovi bandi per l&apos;utilizzo delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, seguendo il cronoprogramma stabilito.</p><p>È possibile scaricare la <a href="https://www.acn.gov.it/agenzia/relazione-annuale">relazione annuale</a> per ulteriori dettagli.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.key4biz.it/acn-in-italia-nel-2022-trattati-1094-incidenti-cyber-160-nei-confronti-della-pa-il-ransomware-tra-le-minacce-piu-impattanti-scarica-la-relazione-annuale/450336/">ACN</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cyber-security/2022-anno-record-per-i-cyberattacchi-ransomware-in-testa</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il 2022 ha fatto segnare diversi record in negativo per quanto riguarda i cyberattacchi e i ransomware sono di netto i più diffusi. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">hw7VaXPbAbLMcP2DUqxrR3</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7nFUScNqssCqAANmZefPDm-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 22 Jun 2023 08:48:02 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Thu, 22 Jun 2023 08:48:07 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7nFUScNqssCqAANmZefPDm-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock.com]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[(Image credit: Shutterstock)]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Zero-day attack]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Zero-day attack]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7nFUScNqssCqAANmZefPDm-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Stando ai dati presentati nella <a href="https://www.acn.gov.it/agenzia/relazione-annuale">relazione annuale</a> dell&apos;<strong>ACN</strong>, l&apos;Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, il 2022 è stato un anno record per numero di cyberattacchi, con un totale di 1094 casi, di cui 160 rivolti alla Pubblica Amministrazione. Tra le varie minacce, il ransomware si è rivelato il più impattante. </p><p>Nel solo 2022 l&apos;ACN ha gestito un totale di <strong>1094 attacchi</strong> rivolti sia ad aziende private che Pubbliche Amministrazioni. In particolare, sono stati segnalati 130 attacchi ransomware a danno di enti pubblici e operatori privati.</p><p>Questi sono solo alcuni dei dati evidenziati nella relazione annuale dell&apos;ACN presentata di recente alle Camere. Il documento fornisce una panoramica delle attività, dei dati e dei progetti dell&apos;ACN durante il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2330px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:57.51%;"><img id="5RQynGBDo46bfdJtfRS4P4" name="Schermata-2023-06-19-alle-11.05.20.png" alt="ACN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5RQynGBDo46bfdJtfRS4P4-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2330" height="1340" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ACN)</span></figcaption></figure><p>Secondo la relazione, l&apos;<strong>82% </strong>degli attacchi ha coinvolto il<strong> settore privato</strong>, mentre il restante <strong>18%</strong> ha colpito la <strong>Pubblica Amministrazione</strong>. Tuttavia, questi numeri rappresentano solo una parte degli effettivi attacchi ransomware, poiché molte vittime, soprattutto le Piccole Medie Imprese prive di competenze e infrastrutture dedicate, tendono a non segnalare gli incidenti e a gestirli autonomamente.</p><p>Il settore manifatturiero è stato il più colpito, seguito dai settori tecnologico, commerciale e sanitario.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:78.61%;"><img id="WXruXwVGytsaumnNyW9Tb4" name="Schermata-2023-06-19-alle-11.13.54-1024x805.png" alt="ACN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WXruXwVGytsaumnNyW9Tb4-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="805" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ACN)</span></figcaption></figure><p>Tra le <strong>aree geografiche più colpite</strong> figurano le principali città metropolitane come Roma, Milano, Torino, nonché i distretti manifatturieri del Nord Ovest e Nord Est del Paese. Si ritiene che ciò sia dovuto alla presenza di numerose imprese manifatturiere in queste regioni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1212px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:67.99%;"><img id="8S5mipor2FFxBji7XTeKo4" name="Schermata-2023-06-19-alle-11.40.55.png" alt="ACN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8S5mipor2FFxBji7XTeKo4-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1212" height="824" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ACN)</span></figcaption></figure><p>Anche il sito web istituzionale dell&apos;ACN è stato soggetto a un notevole attacco di tipo DDoS a seguito dello scoppio del conflitto in Ucraina. Tuttavia, grazie ai sistemi di sicurezza dedicati, l&apos;attacco è stato efficacemente contrastato. Nel corso del 2022, CSIRT Italia ha affrontato 44 eventi significativi di tipo DDoS che hanno preso di mira soggetti italiani, distribuiti nel tempo come mostrato nella relazione.</p><p>È stato un anno complesso per l&apos;ACN, che è stata istituita nel corso della seconda metà del 2021. Nonostante ciò, l&apos;Agenzia ha operato per garantire la sicurezza del Paese, sviluppando la Strategia nazionale di cybersicurezza 2022-2026 e il relativo piano di implementazione. Questo documento guida fondamentale comprende 82 misure volte a potenziare le capacità di cybersicurezza del Paese di fronte alle sfide digitali, con particolare attenzione alla protezione, alla risposta e allo sviluppo digitale del Paese.</p><p>L&apos;Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale è inoltre responsabile dell&apos;intervento diretto in caso di incidenti cibernetici. Nel corso del 2022, l&apos;Agenzia ha supportato le vittime di incidenti e attacchi cibernetici, identificando e attuando azioni immediate per contenere gli incidenti e ripristinare l&apos;erogazione dei servizi. Inoltre, il team di specialisti DDFIR (Deployable Digital Forensic Incident Response) è intervenuto in 10 diversi incidenti su tutto il territorio nazionale, in coordinamento con la Polizia postale e delle comunicazioni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:78.61%;"><img id="FpYRciRxqvmUNmG3aByL5N" name="Schermata-2023-06-19-alle-11.09.51-1024x805.png" alt="ACN" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FpYRciRxqvmUNmG3aByL5N-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="805" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ACN)</span></figcaption></figure><p>La relazione evidenzia anche le <strong>principali criticità</strong> riscontrate, tra cui politiche di sicurezza errate e gestione inadeguata delle credenziali di accesso. In particolare, sono state rilevate credenziali pubblicamente esposte, talvolta compromesse in precedenti violazioni dei dati, nonché l&apos;assenza di meccanismi di autenticazione forte, come l&apos;uso di autenticazione a più fattori, per l&apos;accesso ai servizi.</p><p>Il direttore generale dell&apos;ACN, il prefetto Bruno Frattasi, ha dichiarato che il 2022 è stato un anno intenso e ricco di sfide. L&apos;Agenzia continuerà a seguire la Strategia Nazionale di Cybersicurezza per implementare attività e progetti innovativi al fine di rendere il Paese più forte e sicuro dal punto di vista cibernetico. Sono previste nuove  assunzioni nell&apos;ottica di un ampliamento del personale, con l&apos;obiettivo di raggiungere 300 persone entro la fine dell&apos;anno. Nelle prossime settimane verrà pubblicata la roadmap del piano di Ricerca e Innovazione sviluppato in collaborazione con il Ministero dell&apos;Università e della Ricerca e saranno presentati nuovi bandi per l&apos;utilizzo delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, seguendo il cronoprogramma stabilito.</p><p>È possibile scaricare la <a href="https://www.acn.gov.it/agenzia/relazione-annuale">relazione annuale</a> per ulteriori dettagli.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://www.key4biz.it/acn-in-italia-nel-2022-trattati-1094-incidenti-cyber-160-nei-confronti-della-pa-il-ransomware-tra-le-minacce-piu-impattanti-scarica-la-relazione-annuale/450336/">ACN</a></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Come un NAS ha salvato un museo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Leonardo3</strong> è un innovativo museo e centro di ricerca di Milano che si occupa di studiare, interpretare e rendere accessibile al pubblico il patrimonio culturale italiano attraverso l’uso di metodi e tecnologie all’avanguardia. Tra le sue opere più famose ci sono le ricostruzioni digitali e fisiche delle macchine e dei dipinti di Leonardo da Vinci.</p><p>Per realizzare queste opere, <strong>Leonardo3 ha bisogno di gestire una grande quantità di dati digitali</strong>, come immagini ad alta risoluzione, modelli 3D, animazioni e video. Questi devono essere trasmessi velocemente e in modo affidabile tra i vari dispositivi usati, inoltre, devono essere protetti da eventuali perdite o danni causati da guasti hardware o software o da attacchi informatici. Senza dimenticare, poi, che questi dati devono essere archiviati in modo efficiente e scalabile, per ottimizzare lo spazio di archiviazione disponibile e poter espandere la capacità in base alle esigenze future.</p><p>Il bagaglio di competenze in ambito tecnologico ha portato ben presto il museo all’individuazione del <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas"><strong>NAS</strong></a> quale strumento ad hoc per soddisfare tali esigenze, tuttavia, l’esperienza di Leonardo3 insegna che <strong>un prodotto non è sempre sinonimo di risultato</strong>.</p><p>Infatti, dopo aver installato diversi NAS, che col tempo non si sono rivelati in grado di soddisfare le loro esigenze, e a seguito di un guasto durante l’aggiornamento di un firmware, che di fatto aveva inibito l’accesso a tutti i dati, <strong>Leonardo3 ha deciso di affidarsi a QNAP</strong> per una risoluzione efficace e definitiva del problema.</p><p>QNAP è una delle principali aziende produttrici di<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas"> </a>NAS e soluzioni di calcolo, rete e archiviazione e, nel corso degli anni, ha collaborato con diverse aziende e realtà per implementare <strong>soluzioni sicure, efficaci e a prova di perdita di dati</strong>. Senza ovviamente dimenticare il <strong>rapporto qualità-prezzo</strong> che, soprattutto per le piccole e medie imprese, è di fondamentale importanza. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sUVwQYNKmJYNB8pA8PGbd6" name="Qnap.jpg" alt="Qnap" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sUVwQYNKmJYNB8pA8PGbd6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il TS-h1283XU-RP di QNAP </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Qnap)</span></figcaption></figure><p>Dopo un’attenta valutazione del caso, QNAP ha consigliato al museo di installare il<a href="https://www.qnap.com/it-it/product/ts-h1283xu-rp"> <strong>TS-h1283XU-RP</strong></a>, un NAS enterprise all’avanguardia che offre prestazioni server-grade, gestione flessibile dell&apos;archiviazione e protezione completa dei dati grazie al suo <strong>sistema operativo QuTS hero basato su ZFS</strong>.</p><p>Il TS-h1283XU-RP non solo <a href="https://www.qnap.com/it-it/case-studies/ts-h1283xu-rp_leonardo3">ha permesso a Leonardo3 di risolvere il problema</a> nell’immediato, ma, grazie alle sue caratteristiche tecniche e alle funzionalità avanzate, è stato in grado di soddisfare tutte le varie esigenze del museo.</p><p>Infatti, uno dei vantaggi principali derivanti dall’uso di questo NAS, è stata la possibilità di utilizzare la funzione <strong>SnapSync</strong> che permette di creare una replica sincronizzata dei dati tra due NAS in tempo reale, aiutando il museo a eliminare il rischio di perdita di questi ultimi e garantendo un ripristino rapido in caso di emergenza. In caso di guasto del NAS principale, infatti, il NAS secondario può subentrare per continuare le operazioni senza perdere alcun dato, riducendo in questo modo al minimo i tempi di inattività. Inoltre, SnapSync supporta la sincronizzazione delta, ovvero solo le modifiche apportate ai dati vengono trasferite al NAS remoto, riducendo al minimo la quantità di dati da trasferire e l&apos;utilizzo della larghezza di banda e accelerando il processo di replica.</p><p><strong>Oggi più che mai, i dati sono il bene più prezioso</strong> per le aziende e realtà di ogni settore e dimensione. QNAP, con il suo NAS enterprise, è riuscita, come dimostrato, ad offrire una soluzione di archiviazione altamente scalabile, affidabile e sicura che garantisce l&apos;integrità dei dati, massimizza i tempi di attività e semplifica la gestione dei dati, il tutto fornendo il massimo livello di prestazioni e protezione. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/come-un-nas-ha-salvato-un-museo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Tecnologia moderna a protezione dei dati. Così QNAP ha stretto un'alleanza con l'innovativo museo Leonardo3 di Milano, che ora può contare su soluzioni avanzate e affidabili. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">63XDjA94FaXweDuFdJMKAU</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xpyGEZLCzE8duAvt6xYZi3-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 01 Mar 2023 07:54:55 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Sponsored ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                    <sponsoredContent>true</sponsoredContent>
                                <cf:isSponsored>true</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xpyGEZLCzE8duAvt6xYZi3-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Leonardo3]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Leonardo3]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Leonardo3]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Leonardo3]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xpyGEZLCzE8duAvt6xYZi3-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><strong>Leonardo3</strong> è un innovativo museo e centro di ricerca di Milano che si occupa di studiare, interpretare e rendere accessibile al pubblico il patrimonio culturale italiano attraverso l’uso di metodi e tecnologie all’avanguardia. Tra le sue opere più famose ci sono le ricostruzioni digitali e fisiche delle macchine e dei dipinti di Leonardo da Vinci.</p><p>Per realizzare queste opere, <strong>Leonardo3 ha bisogno di gestire una grande quantità di dati digitali</strong>, come immagini ad alta risoluzione, modelli 3D, animazioni e video. Questi devono essere trasmessi velocemente e in modo affidabile tra i vari dispositivi usati, inoltre, devono essere protetti da eventuali perdite o danni causati da guasti hardware o software o da attacchi informatici. Senza dimenticare, poi, che questi dati devono essere archiviati in modo efficiente e scalabile, per ottimizzare lo spazio di archiviazione disponibile e poter espandere la capacità in base alle esigenze future.</p><p>Il bagaglio di competenze in ambito tecnologico ha portato ben presto il museo all’individuazione del <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas"><strong>NAS</strong></a> quale strumento ad hoc per soddisfare tali esigenze, tuttavia, l’esperienza di Leonardo3 insegna che <strong>un prodotto non è sempre sinonimo di risultato</strong>.</p><p>Infatti, dopo aver installato diversi NAS, che col tempo non si sono rivelati in grado di soddisfare le loro esigenze, e a seguito di un guasto durante l’aggiornamento di un firmware, che di fatto aveva inibito l’accesso a tutti i dati, <strong>Leonardo3 ha deciso di affidarsi a QNAP</strong> per una risoluzione efficace e definitiva del problema.</p><p>QNAP è una delle principali aziende produttrici di<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas"> </a>NAS e soluzioni di calcolo, rete e archiviazione e, nel corso degli anni, ha collaborato con diverse aziende e realtà per implementare <strong>soluzioni sicure, efficaci e a prova di perdita di dati</strong>. Senza ovviamente dimenticare il <strong>rapporto qualità-prezzo</strong> che, soprattutto per le piccole e medie imprese, è di fondamentale importanza. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sUVwQYNKmJYNB8pA8PGbd6" name="Qnap.jpg" alt="Qnap" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sUVwQYNKmJYNB8pA8PGbd6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il TS-h1283XU-RP di QNAP </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Qnap)</span></figcaption></figure><p>Dopo un’attenta valutazione del caso, QNAP ha consigliato al museo di installare il<a href="https://www.qnap.com/it-it/product/ts-h1283xu-rp"> <strong>TS-h1283XU-RP</strong></a>, un NAS enterprise all’avanguardia che offre prestazioni server-grade, gestione flessibile dell&apos;archiviazione e protezione completa dei dati grazie al suo <strong>sistema operativo QuTS hero basato su ZFS</strong>.</p><p>Il TS-h1283XU-RP non solo <a href="https://www.qnap.com/it-it/case-studies/ts-h1283xu-rp_leonardo3">ha permesso a Leonardo3 di risolvere il problema</a> nell’immediato, ma, grazie alle sue caratteristiche tecniche e alle funzionalità avanzate, è stato in grado di soddisfare tutte le varie esigenze del museo.</p><p>Infatti, uno dei vantaggi principali derivanti dall’uso di questo NAS, è stata la possibilità di utilizzare la funzione <strong>SnapSync</strong> che permette di creare una replica sincronizzata dei dati tra due NAS in tempo reale, aiutando il museo a eliminare il rischio di perdita di questi ultimi e garantendo un ripristino rapido in caso di emergenza. In caso di guasto del NAS principale, infatti, il NAS secondario può subentrare per continuare le operazioni senza perdere alcun dato, riducendo in questo modo al minimo i tempi di inattività. Inoltre, SnapSync supporta la sincronizzazione delta, ovvero solo le modifiche apportate ai dati vengono trasferite al NAS remoto, riducendo al minimo la quantità di dati da trasferire e l&apos;utilizzo della larghezza di banda e accelerando il processo di replica.</p><p><strong>Oggi più che mai, i dati sono il bene più prezioso</strong> per le aziende e realtà di ogni settore e dimensione. QNAP, con il suo NAS enterprise, è riuscita, come dimostrato, ad offrire una soluzione di archiviazione altamente scalabile, affidabile e sicura che garantisce l&apos;integrità dei dati, massimizza i tempi di attività e semplifica la gestione dei dati, il tutto fornendo il massimo livello di prestazioni e protezione. </p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ 10 miti (falsi) sulla sicurezza informatica ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La cybersecurity non è una cosa tanto complicata, almeno in certi aspetti. Ad esempio, anche qui ci sono un sacco di falsi miti che andrebbero sfatati; perché credere in certe cose sbagliate ci porta ad abbassare la guardia, esponendoci a rischi anche grazi. </p><p>Alcuni di questi miti anno una storia antica, e risalgono a un&apos;epoca in cui quasi nessuno capiva cosa fosse la rete, e le minacce informatiche erano facili da capire, nonché ridotte in numero. </p><p><br></p><p><strong>Gli hacker attaccano solo le grandi aziende</strong></p><p>I cybercriminali sono imprenditori e prendono di mira chiunque, dalla grande impresa <strong>fino al singolo utente</strong> che naviga su Internet, per rubare principalmente dati e credenziali utili a monetizzare il loro sforzo. Spesso e volentieri l&apos;idea è di colpire quante più persone possibili, sapendo che in pochi casi l&apos;investimento sarà ripagato profumatamente. </p><p><strong>Bastano un antivirus e un firewall per essere al sicuro</strong></p><p>L’<a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> e il firewall non sono sufficienti. Di fatto, la cosa più importante e di cui non si può fare a meno – neanche se usi un antivirus – è essere consapevoli e soprattutto <strong>seguire delle buone norme</strong> di comportamento online, come non aprire link sospetti e non impostare password deboli.</p><p><strong>Apple è sempre sicuro</strong></p><p>Questo falso mito è nato anni fa, quando i dispositivi Apple erano pochi e praticamente tutti i virus venivano sviluppati per colpire le piattaforme Microsoft. Oggi invece il mondo Apple rappresenta milioni di possibili bersagli. Mac e iPhone restano molto sicuri, ma attenzione: un sistema operativo non può proteggerti da un attacco che prende di mira la persona (social engineering). A quello dobbiamo pensarci da soli. </p><p><strong>La sicurezza in azienda dipende solo dal reparto IT</strong></p><p>Molte persone che lavorano in ufficio sono abituate a delegare la responsabilità del corretto funzionamento e della sicurezza dei dispositivi al dipartimento di IT, ma oggi non è più possibile. Ogni utente finale ha la responsabilità di utilizzare correttamente i dispositivi e gli account e, tra le altre cose, conoscere le minacce e i rischi online.</p><p><strong>Se subisco un attacco, il computer smette di funzionare</strong></p><p>Questo è un vecchio stereotipo che risale alla fine degli anni ’90 e ai primi anni 2000, quando effettivamente i virus che contagiavano un computer ne impegnavano tutta la capacità di calcolo, finendoli per farli bloccare. </p><p>Oggi, Windows si è evoluto ed è molto più difficile che si blocchi per esaurimento della RAM o sovraccarichi di attività, inoltre i malware sono più sofisticati e funzionano in background cercando di non far scattare gli allarmi.</p><p><strong>I furti di identità sono difficili da realizzare e sono molto rari</strong></p><p>Si tende ancora ad associare il furto di identità online con la sua versione “analogica”, vista nei film o nei romanzi di spionaggio. Oggi, invece, le cose sono completamente diverse: rubare un’identità online significa quasi sempre ottenere l’accesso a un account e utilizzarlo per compiere altri cybercrimini, come diffondere fake news, spiare altre persone o provare ad accedere all’account di home banking</p><p><strong>Se non si scarica niente, non si può prendere malware</strong></p><p>Questo poteva essere vero agli inizi di Internet, quando la prima porta di entrata dei virus erano le reti di file sharing tipo P2P, come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napster">Napster</a> o Emule. Oggi, il codice dannoso è presente sui siti di phishing tramite script, si attiva come macro nei documenti, si nasconde come payload nei pacchetti di installazione legittimi e in mille altri modi che i cybercriminali hanno trovato per aggirare le nostre difese</p><p><strong>La navigazione in incognito tutela la privacy</strong></p><p>La <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/navigazione-in-incognito-cose-e-a-cosa-serve#:~:text=navigazione%20in%20incognito.-,Su%20Windows%2C%20Linux%20e%20Chrome%20OS%20la%20scorciatoia%20da%20tastiera,da%20un%20simbolo%20a%20tema." target="_blank">modalità di navigazione in incognito</a> impedisce ad altre persone che hanno accesso allo stesso dispositivo di controllare l’attività online, ad esempio non salvando la cronologia dei siti visitati, ma non incide sui dati salvati e visibili al produttore del browser e al fornitore di servizi Internet, nonché a eventuali amministratori di reti pubbliche a cui NON dovresti connetterti</p><p><strong>Una buona password è abbastanza</strong></p><p>Innanzitutto, ciò che molte persone definiscono come una “buona password” non lo è assolutamente. Oggi, una buona password è quella suggerita da un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>, ovvero una sequenza di caratteri lunga, aleatoria e difficile da memorizzare. Ma soprattutto, per proteggere un account la coppia di credenziali nome utente + password non è più abbastanza, serve assolutamente l’<a href="https://www.pandasecurity.com/it/mediacenter/tecnologia/autenticazione-a-due-fattori/">autenticazione a 2 fattori</a> (o multifattoriale, se possibile). </p><p><strong>Lo smartphone è sicuro</strong></p><p> </p><p>Ormai, quando si utilizza lo smartphone è necessario fare ancora più attenzione che sul PC o sul portatile e questo per 3 motivi principali:</p><p><br></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/10-miti-falsi-sulla-sicurezza-informatica</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Tanti si sentono al sicuro, usando un PC o uno smartphone, ma è una sicurezza basata su convinzioni sbagliate. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">SxW8NdSR3L7Rgx28Xosj9S</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yEUqzmGqAQgUfCyeuP7vqP-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 02 Feb 2023 14:41:45 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Fri, 03 Feb 2023 10:44:49 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yEUqzmGqAQgUfCyeuP7vqP-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock / Marko Aliaksandr]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Hologram fingerprint hovering above a smartphone]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Hologram fingerprint hovering above a smartphone]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Hologram fingerprint hovering above a smartphone]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yEUqzmGqAQgUfCyeuP7vqP-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>La cybersecurity non è una cosa tanto complicata, almeno in certi aspetti. Ad esempio, anche qui ci sono un sacco di falsi miti che andrebbero sfatati; perché credere in certe cose sbagliate ci porta ad abbassare la guardia, esponendoci a rischi anche grazi. </p><p>Alcuni di questi miti anno una storia antica, e risalgono a un&apos;epoca in cui quasi nessuno capiva cosa fosse la rete, e le minacce informatiche erano facili da capire, nonché ridotte in numero. </p><p><br></p><p><strong>Gli hacker attaccano solo le grandi aziende</strong></p><p>I cybercriminali sono imprenditori e prendono di mira chiunque, dalla grande impresa <strong>fino al singolo utente</strong> che naviga su Internet, per rubare principalmente dati e credenziali utili a monetizzare il loro sforzo. Spesso e volentieri l&apos;idea è di colpire quante più persone possibili, sapendo che in pochi casi l&apos;investimento sarà ripagato profumatamente. </p><p><strong>Bastano un antivirus e un firewall per essere al sicuro</strong></p><p>L’<a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> e il firewall non sono sufficienti. Di fatto, la cosa più importante e di cui non si può fare a meno – neanche se usi un antivirus – è essere consapevoli e soprattutto <strong>seguire delle buone norme</strong> di comportamento online, come non aprire link sospetti e non impostare password deboli.</p><p><strong>Apple è sempre sicuro</strong></p><p>Questo falso mito è nato anni fa, quando i dispositivi Apple erano pochi e praticamente tutti i virus venivano sviluppati per colpire le piattaforme Microsoft. Oggi invece il mondo Apple rappresenta milioni di possibili bersagli. Mac e iPhone restano molto sicuri, ma attenzione: un sistema operativo non può proteggerti da un attacco che prende di mira la persona (social engineering). A quello dobbiamo pensarci da soli. </p><p><strong>La sicurezza in azienda dipende solo dal reparto IT</strong></p><p>Molte persone che lavorano in ufficio sono abituate a delegare la responsabilità del corretto funzionamento e della sicurezza dei dispositivi al dipartimento di IT, ma oggi non è più possibile. Ogni utente finale ha la responsabilità di utilizzare correttamente i dispositivi e gli account e, tra le altre cose, conoscere le minacce e i rischi online.</p><p><strong>Se subisco un attacco, il computer smette di funzionare</strong></p><p>Questo è un vecchio stereotipo che risale alla fine degli anni ’90 e ai primi anni 2000, quando effettivamente i virus che contagiavano un computer ne impegnavano tutta la capacità di calcolo, finendoli per farli bloccare. </p><p>Oggi, Windows si è evoluto ed è molto più difficile che si blocchi per esaurimento della RAM o sovraccarichi di attività, inoltre i malware sono più sofisticati e funzionano in background cercando di non far scattare gli allarmi.</p><p><strong>I furti di identità sono difficili da realizzare e sono molto rari</strong></p><p>Si tende ancora ad associare il furto di identità online con la sua versione “analogica”, vista nei film o nei romanzi di spionaggio. Oggi, invece, le cose sono completamente diverse: rubare un’identità online significa quasi sempre ottenere l’accesso a un account e utilizzarlo per compiere altri cybercrimini, come diffondere fake news, spiare altre persone o provare ad accedere all’account di home banking</p><p><strong>Se non si scarica niente, non si può prendere malware</strong></p><p>Questo poteva essere vero agli inizi di Internet, quando la prima porta di entrata dei virus erano le reti di file sharing tipo P2P, come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Napster">Napster</a> o Emule. Oggi, il codice dannoso è presente sui siti di phishing tramite script, si attiva come macro nei documenti, si nasconde come payload nei pacchetti di installazione legittimi e in mille altri modi che i cybercriminali hanno trovato per aggirare le nostre difese</p><p><strong>La navigazione in incognito tutela la privacy</strong></p><p>La <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/navigazione-in-incognito-cose-e-a-cosa-serve#:~:text=navigazione%20in%20incognito.-,Su%20Windows%2C%20Linux%20e%20Chrome%20OS%20la%20scorciatoia%20da%20tastiera,da%20un%20simbolo%20a%20tema." target="_blank">modalità di navigazione in incognito</a> impedisce ad altre persone che hanno accesso allo stesso dispositivo di controllare l’attività online, ad esempio non salvando la cronologia dei siti visitati, ma non incide sui dati salvati e visibili al produttore del browser e al fornitore di servizi Internet, nonché a eventuali amministratori di reti pubbliche a cui NON dovresti connetterti</p><p><strong>Una buona password è abbastanza</strong></p><p>Innanzitutto, ciò che molte persone definiscono come una “buona password” non lo è assolutamente. Oggi, una buona password è quella suggerita da un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>, ovvero una sequenza di caratteri lunga, aleatoria e difficile da memorizzare. Ma soprattutto, per proteggere un account la coppia di credenziali nome utente + password non è più abbastanza, serve assolutamente l’<a href="https://www.pandasecurity.com/it/mediacenter/tecnologia/autenticazione-a-due-fattori/">autenticazione a 2 fattori</a> (o multifattoriale, se possibile). </p><p><strong>Lo smartphone è sicuro</strong></p><p> </p><p>Ormai, quando si utilizza lo smartphone è necessario fare ancora più attenzione che sul PC o sul portatile e questo per 3 motivi principali:</p><p><br></p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ La Cina ha formato un esercito di hacker al servizio del governo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Fin dai primi anni 2000 gli “hacker cinesi” sono il terrore di governi e grandi gruppi industriali. Nell’ultimo ventennio, i pirati informatici della RPC hanno sottratto database governativi, proprietà intellettuali e progetti militari a enti pubblici e aziende multinazionali del calibro di Marriott e <a href="https://www.fbi.gov/news/stories/chinese-hackers-charged-in-equifax-breach-021020"><u>Equifax</u></a>.</p><p> Con l’evolversi della digitalizzazione, le nazioni sono sempre più connesse tra loro e dipendenti dai sistemi informatici, motivo per cui, come stiamo vedendo nella guerra tra Russia e Ucraina, avere un buon team di hacker al proprio servizio può rivelarsi un’arma potentissima. </p><p>Lo sa bene il presidente cinese Xi Jinping, che dopo il suo insediamento nel 2013 ha posto grande attenzione al tema della cybersecurity, rendendola di fatto un affare di stato. Per chiarire da subito le sue intenzioni, il presidente cinese ha <strong>investito capitali enormi</strong> sulla ricerca e sulla formazione di nuovi “talenti” da arruolare tra le sue fila e utilizzare in caso di necessità.</p><p>Durante il mandato di Xi Jinping, lo Stato cinese ha sistematizzato la formazione di esperti in cybersecurity, alimentato l’accesso degli studenti alle attività pratiche, promosso gare di hacking e, in questo contesto, ha raccolto vulnerabilità da utilizzare negli attacchi informatici rivolti ai competitor esteri.</p><p>Oggi, dopo anni di finanziamenti e formazione, le squadre di hacker cinesi rappresentano una seria <strong>minaccia alla sicurezza informatica mondiale, </strong><a href="https://www.cyberscoop.com/china-hacking-talent-xi-jinping-education-policies/"><u>racconta Cyberscoop</u></a>. Le schiere di esperti di cyber sicurezza al servizio del governo costituiscono a tutti gli effetti un esercito informatico composto da centinaia di migliaia di esperti formati nelle università cinesi. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="abAdPvAymwxfL59qPnT4in" name="shutterstock_1346380844.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/abAdPvAymwxfL59qPnT4in-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ozrimoz / Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="dalla-scoperta-dei-primi-x201c-talenti-x201d-al-reclutamento-universitario">Dalla scoperta dei primi “talenti” al reclutamento universitario</h2><p>Il reclutamento è iniziato negli anni 2000, quando gli hacker erano pochi e difficili da trovare. In quegli anni, un politico cinese paragonò la ricerca di “nuovi talenti” a “trovare dei fiori in un campo di grano”. </p><p>Tra questi “fiori” possiamo citare <strong>Tan Dailin del gruppo APT41</strong>. Cominciò la sua attività di “hacker patriottico” negli anni 2000, quando operava dalla sua stanza nel dormitorio di Sichuan. Prima di diventare un hacker al servizio della Repubblica Popolare Cinese, Tan fondò il <strong>Network Crack Program Hacker</strong>, ponendo così una base allo sviluppo dell’hacking in terra cinese. </p><p>Tuttavia, la Cina voleva di più. A pochi mesi dalla nomina, il presidente Xi affermò che "la competizione nel cyberspazio è, in ultima analisi, una competizione per il talento". Nel <strong>2014</strong>, il governo cinese fondò il Cybersecurity and Informatization Leading Small Group; in seguito, il Ministero dell&apos;Istruzione ricevette l’ordine di standardizzare i contenuti per i diplomi universitari in materia di cybersicurezza. </p><p>Il programma prese ispirazione dal National Initiative for Cybersecurity Education degli Stati Uniti e fu redatto da un comitato di accademici provenienti dalle principali università cinesi. Al suo interno veniva indicato un elenco di competenze fondamentali necessarie per conseguire una laurea in cybersicurezza nelle università cinesi. </p><p>Nel <strong>2015</strong>, il Ministero dell&apos;Istruzione diffuse gli standard a livello nazionale. Subito dopo, nel 2016, Xi promosse il suo <strong>Leading Small Group</strong> (originariamente concepito come una sorta di comitato temporaneo) a Comitato per la sicurezza informatica e l&apos;Informatizzazione del Comitato Centrale del PCC (<strong>CIC</strong>). All’epoca era solo uno dei 25 comitati facenti parte del nucleo centrale del Partito e Xi ne assunse la guida.</p><p>Sempre nel 2016, Xi lanciò un&apos;agenzia governativa chiamata <strong>Cyberspace Administration of China</strong> (<strong>CAC</strong>), allo scopo di istituzionalizzare il lavoro della CIC agli occhi di governi e imprese. Questa mossa consentì di far passare le decisioni prese dal Comitato centrale del PCC come azioni intraprese da un&apos;agenzia di regolamentazione governativa.</p><p>Tra i primi atti del CAC ci fu la pubblicazione di una <strong>Strategia Nazionale di Sicurezza Informatica</strong> per la Cina. Questa portò al passaggio dalla ricerca alla coltivazione dei talenti tramite <strong>9 punti strategici</strong> che andavano dall&apos;aumento della consapevolezza della cybersicurezza ai metodi formativi. </p><p>Il documento non fu redatto in forma restrittiva per consentire ai governi provinciali di contribuire all’innovazione delle strategie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="ZZAHvJaf6Aj3ZwWU8JpckM" name="china.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZZAHvJaf6Aj3ZwWU8JpckM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1124" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="i-primi-modelli-formativi-per-le-universit-xe0">I primi modelli formativi per le università</h2><p>In seguito alla pubblicazione della Strategia Nazionale per la Sicurezza Informatica furono proprio due modelli regionali a prendere il sopravvento. Il <strong>primo</strong> è quello della <strong>National Cybersecurity Talent and Innovation Base</strong> cinese, situata nella tristemente nota città di <strong>Wuhan</strong>, in prossimità di due linee ferroviarie che la rendono facilmente accessibile.</p><p>In quest’area sorge un campus di circa 40 km quadrati, di cui un quarto interamente dedicato alla Scuola Nazionale di Cybersecurity, al Laboratorio di Difesa Offensiva, all&apos;Istituto di Ricerca Combinata sulla Cybersecurity e alle strutture di supporto per il calcolo, l&apos;archiviazione dei dati e il poligono informatico. </p><p>Il <strong>secondo</strong> è il <strong>Big Data Cyber Range</strong> di <strong>Guiyang</strong>, nato come progetto provinciale nel 2015 e divenuto il teatro prediletto per le gare di cybersicurezza a livello nazionale. Proprio come accaduto per il centro di Wuhan, i politici di Pechino hanno nazionalizzato la struttura con il nome di <strong>Guiyang National Big Data Cyber Range</strong> nel 2017.</p><p>Nel 2017, la Cina divulgò delle riforme per le sue lauree in cyber sicurezza ispirate all&apos;Iniziativa nazionale statunitense e iniziò a designare gli istituti meritevoli con il titolo di World-Class Cybersecurity Schools (WCCS).</p><p>La designazione WCCS non fu collegata ad alcun finanziamento o risorsa aggiuntiva, ma ebbe lo scopo di dare prestigio ai singoli istituti. Il titolo prese ispirazione dalla certificazione Center for Academic Excellence-Cyber Operations assegnata dalle agenzie statunitensi, tra cui la National Security Agency e il Department of Homeland Security. La prima tranche di premiati della Cina nel 2017 comprendeva sette università.</p><p>In quel periodo, la RPC organizzava delle competizioni nazionali annuali di Hacking per reclutare nuovi studenti. Nel 2016, i migliori hacker cinesi viaggiavano il mondo per partecipare a competizioni simili e spesso portavano a casa il primo posto. Oggi è la Cina ad ospitare centinaia di gare di cybersicurezza alle quali partecipano migliaia di team.</p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fGSYMdB7kxvXoXXwLZJLcS" name="1080(2).jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fGSYMdB7kxvXoXXwLZJLcS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 123RF)</span></figcaption></figure><p>Aumentare il numero di competizioni nazionali permise alla Cina di ottenere un <strong>flusso costante di nuove vulnerabilità</strong> da utilizzare nelle operazioni di hacking. Non a caso i maggiori esponenti del settore, come il fondatore dell&apos;azienda di sicurezza <strong>Qihoo360</strong>, dichiararono che le vulnerabilità del software rappresentavano una "risorsa nazionale", al pari di legname e carbone. </p><p>Nel 2017, il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese impose un limite a questo tipo di attività qualora fossero svolte all’estero: da quel momento in poi, i ricercatori di vulnerabilità software cinesi potevano recarsi all&apos;estero per partecipare alle competizioni solo con l&apos;esplicita approvazione del ministero.</p><p>Il PCC voleva che i migliori hacker del Paese mostrassero le loro abilità in patria e ispirassero altri a fare lo stesso. Per attirare gli studenti universitari, nel 2016 il Ministero dell&apos;Istruzione intraprese una collaborazione con il China Information Technology Security Evaluation Center (il 13° Ufficio del Ministero della Sicurezza di Stato, responsabile di alcune operazioni di hacking dell&apos;MSS) per creare una competizione nazionale chiamata <strong>Information Security Ironman</strong>. La gara che si svolge con cadenza annuale si estende a tutte le province della Cina, coinvolgendo centinaia di università selezionate in base al merito. </p><p>Per creare delle realtà simili a quelle delle competizioni estere alle quali gli informatici cinesi non potevano più partecipare (come Pwn2Own), la comunità cinese di infosec lanciò la <strong>Tianfu Cup</strong> nel<strong> 2018</strong>. In seguito nacquero altre competizioni mirate allo sfruttamento automatizzato delle vulnerabilità simili alla <strong>Cyber Grand Challenge</strong> della <strong>DARPA</strong>.</p><p>Per aiutare i team di hacker cinesi, il governo chiese ai ricercatori di <strong>divulgare le vulnerabilità</strong> trovate <strong>entro 48 ore</strong> dalla scoperta. </p><p>Secondo il Digital Defense Report 2022 di Microsoft, questa politica ha portato la RPC a raccogliere e distribuire <strong>un numero enorme di 0-days</strong>. </p><p>Le politiche per impedire che i ricercatori partecipino a competizioni estere, l&apos;<strong>obbligo di rivelare le vulnerabilità al governo</strong> entro 48 ore e gli ingenti investimenti in tecnologie per trovare automaticamente le vulnerabilità fanno tutti parte di un piano ben studiato e molto lineare.</p><h2 id="lo-stato-delle-cose">Lo stato delle cose</h2><p>Il rapporto redatto da alcune delle università premiate con il titolo di World-Class Cybersecurity Schools in collaborazione con l&apos;Accademia delle Scienze cinese, il Ministero dell&apos;Istruzione e l&apos;azienda di cybersecurity Beijing Integrity Technology, ci da un’idea abbastanza chiara del panorama attuale. </p><p>Secondo gli autori, al momento, la Cina ha un deficit di esperti in cybersicurezza che dovrebbe scendere a 370.000 entro il 2027. Anche se sembra un numero enorme, bisogna considerare che il report del 2017 indicava un deficit di circa 1,4 milioni. I dati indicano la formazione di 30.000 nuovi esperti di cybersicurezza all’anno.</p><p>Del resto, l’obiettivo principale della ricerca è di definire il cosiddetto "<strong>Metodo 4+3"</strong> per le competenze e lo sviluppo del confronto informatico, un approccio pensato per armonizzare i precedenti sette anni di politiche pubbliche in Cina.</p><p>Il "<strong>4</strong>" rappresenta <strong>quattro competenze chiave</strong> per i professionisti della sicurezza informatica: confronto reale, scoperta delle vulnerabilità del software, "valutazione dell&apos;impatto del combattimento" (probabilmente un eufemismo per la valutazione della sicurezza) e capacità di ingegneria e sviluppo. </p><p>Il "<strong>3</strong>" rappresenta <strong>tre metodi</strong> per dimostrare le 4 capacità: competizioni di cybersecurity (confronto, esercitazioni difensive e scoperta delle vulnerabilità), "pratiche di confronto" (esercitazioni al poligono informatico e confronto effettivo con la rete) e "crowd testing e risposta agli incidenti" (test di sicurezza aperti, premi per le vulnerabilità del software, competizioni di sicurezza e condivisione della tecnologia).</p><p>Il Metodo 4+3 citato dal rapporto servirà alla formazione della nuova massa di hacker che Xi mirava ad arruolare da quando è salito al potere nel 2013. Ciò significa che le squadre di hacker cinesi, se considerate nel loro complesso, non saranno più dominate da singole personalità come Tan Dailin, bensì <strong>totalmente asservite al governo cinese</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="oaWWhLpQud7jvU5QxdVDNj" name="d7bFetHvvxVFwiq8cp6nnM-970-80.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oaWWhLpQud7jvU5QxdVDNj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Nonostante l&apos;impegno profuso dalla Cina in questa attività, le verità fondamentali sulle dinamiche di conflitto nel dominio cibernetico ne limitano il dominio assoluto. Un esempio? Lo sfruttamento di una vulnerabilità può avere un impatto maggiore su un Paese rispetto a un altro: basti pensare all&apos;esposizione del governo statunitense alla compromissione di Solar Winds rispetto a quella della Cina per lo stesso sistema. </p><p>Inoltre, le dipendenze condivise, come l&apos;uso diffuso di Windows, possono limitare alcune operazioni. Non a caso il governo cinese spinge da diversi anni per la creazione di un sistema operativo competitivo per il mercato cinese. Al momento non ci sono esempi utili allo scopo, ma se si pensa a quello che sta cercando di fare Huawei dopo l’esclusione dai servizi Google è facile immaginare che nei prossimi anni la Cina investirà parecchio in quest’ambito.</p><p>Se la Cina riuscisse a realizzare un ecosistema informatico più autonomo, il panorama internazionale potrebbe cambiare drasticamente. Con un sistema operativo autonomo e svincolato da eventuali contraccolpi, le operazioni potrebbero aumentare in velocità e persistenza offrendo alla Cina un campo di gioco molto più ampio e meno rischioso da attraversare. </p><p>Non è passato nemmeno un decennio da quando Xi è salito al potere ma il suo piano di incrementare le capacità informatiche cinesi sta dando i suoi frutti e presto potrebbe diventare <strong>l’arma più potente nelle mani della Repubblica Popolare Cinese</strong>. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/opinion/la-cina-ha-formato-un-esercito-di-hacker-al-servizio-del-governo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Sono bastati meno di dieci anni per passare da una posizione arretrata a diventare una super potenza, in termini di sicurezza informatica e capacità di attacco. Un altro strumento nelle mani di Pechino. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">QNFYFLmxJrZ7vqWRBuMG5S</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/n2u3qWhkEbqXRzD4MJnbgU-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 29 Dec 2022 13:07:28 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/n2u3qWhkEbqXRzD4MJnbgU-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/n2u3qWhkEbqXRzD4MJnbgU-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Fin dai primi anni 2000 gli “hacker cinesi” sono il terrore di governi e grandi gruppi industriali. Nell’ultimo ventennio, i pirati informatici della RPC hanno sottratto database governativi, proprietà intellettuali e progetti militari a enti pubblici e aziende multinazionali del calibro di Marriott e <a href="https://www.fbi.gov/news/stories/chinese-hackers-charged-in-equifax-breach-021020"><u>Equifax</u></a>.</p><p> Con l’evolversi della digitalizzazione, le nazioni sono sempre più connesse tra loro e dipendenti dai sistemi informatici, motivo per cui, come stiamo vedendo nella guerra tra Russia e Ucraina, avere un buon team di hacker al proprio servizio può rivelarsi un’arma potentissima. </p><p>Lo sa bene il presidente cinese Xi Jinping, che dopo il suo insediamento nel 2013 ha posto grande attenzione al tema della cybersecurity, rendendola di fatto un affare di stato. Per chiarire da subito le sue intenzioni, il presidente cinese ha <strong>investito capitali enormi</strong> sulla ricerca e sulla formazione di nuovi “talenti” da arruolare tra le sue fila e utilizzare in caso di necessità.</p><p>Durante il mandato di Xi Jinping, lo Stato cinese ha sistematizzato la formazione di esperti in cybersecurity, alimentato l’accesso degli studenti alle attività pratiche, promosso gare di hacking e, in questo contesto, ha raccolto vulnerabilità da utilizzare negli attacchi informatici rivolti ai competitor esteri.</p><p>Oggi, dopo anni di finanziamenti e formazione, le squadre di hacker cinesi rappresentano una seria <strong>minaccia alla sicurezza informatica mondiale, </strong><a href="https://www.cyberscoop.com/china-hacking-talent-xi-jinping-education-policies/"><u>racconta Cyberscoop</u></a>. Le schiere di esperti di cyber sicurezza al servizio del governo costituiscono a tutti gli effetti un esercito informatico composto da centinaia di migliaia di esperti formati nelle università cinesi. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="abAdPvAymwxfL59qPnT4in" name="shutterstock_1346380844.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/abAdPvAymwxfL59qPnT4in-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ozrimoz / Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="dalla-scoperta-dei-primi-x201c-talenti-x201d-al-reclutamento-universitario">Dalla scoperta dei primi “talenti” al reclutamento universitario</h2><p>Il reclutamento è iniziato negli anni 2000, quando gli hacker erano pochi e difficili da trovare. In quegli anni, un politico cinese paragonò la ricerca di “nuovi talenti” a “trovare dei fiori in un campo di grano”. </p><p>Tra questi “fiori” possiamo citare <strong>Tan Dailin del gruppo APT41</strong>. Cominciò la sua attività di “hacker patriottico” negli anni 2000, quando operava dalla sua stanza nel dormitorio di Sichuan. Prima di diventare un hacker al servizio della Repubblica Popolare Cinese, Tan fondò il <strong>Network Crack Program Hacker</strong>, ponendo così una base allo sviluppo dell’hacking in terra cinese. </p><p>Tuttavia, la Cina voleva di più. A pochi mesi dalla nomina, il presidente Xi affermò che "la competizione nel cyberspazio è, in ultima analisi, una competizione per il talento". Nel <strong>2014</strong>, il governo cinese fondò il Cybersecurity and Informatization Leading Small Group; in seguito, il Ministero dell&apos;Istruzione ricevette l’ordine di standardizzare i contenuti per i diplomi universitari in materia di cybersicurezza. </p><p>Il programma prese ispirazione dal National Initiative for Cybersecurity Education degli Stati Uniti e fu redatto da un comitato di accademici provenienti dalle principali università cinesi. Al suo interno veniva indicato un elenco di competenze fondamentali necessarie per conseguire una laurea in cybersicurezza nelle università cinesi. </p><p>Nel <strong>2015</strong>, il Ministero dell&apos;Istruzione diffuse gli standard a livello nazionale. Subito dopo, nel 2016, Xi promosse il suo <strong>Leading Small Group</strong> (originariamente concepito come una sorta di comitato temporaneo) a Comitato per la sicurezza informatica e l&apos;Informatizzazione del Comitato Centrale del PCC (<strong>CIC</strong>). All’epoca era solo uno dei 25 comitati facenti parte del nucleo centrale del Partito e Xi ne assunse la guida.</p><p>Sempre nel 2016, Xi lanciò un&apos;agenzia governativa chiamata <strong>Cyberspace Administration of China</strong> (<strong>CAC</strong>), allo scopo di istituzionalizzare il lavoro della CIC agli occhi di governi e imprese. Questa mossa consentì di far passare le decisioni prese dal Comitato centrale del PCC come azioni intraprese da un&apos;agenzia di regolamentazione governativa.</p><p>Tra i primi atti del CAC ci fu la pubblicazione di una <strong>Strategia Nazionale di Sicurezza Informatica</strong> per la Cina. Questa portò al passaggio dalla ricerca alla coltivazione dei talenti tramite <strong>9 punti strategici</strong> che andavano dall&apos;aumento della consapevolezza della cybersicurezza ai metodi formativi. </p><p>Il documento non fu redatto in forma restrittiva per consentire ai governi provinciali di contribuire all’innovazione delle strategie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="ZZAHvJaf6Aj3ZwWU8JpckM" name="china.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZZAHvJaf6Aj3ZwWU8JpckM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1124" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="i-primi-modelli-formativi-per-le-universit-xe0">I primi modelli formativi per le università</h2><p>In seguito alla pubblicazione della Strategia Nazionale per la Sicurezza Informatica furono proprio due modelli regionali a prendere il sopravvento. Il <strong>primo</strong> è quello della <strong>National Cybersecurity Talent and Innovation Base</strong> cinese, situata nella tristemente nota città di <strong>Wuhan</strong>, in prossimità di due linee ferroviarie che la rendono facilmente accessibile.</p><p>In quest’area sorge un campus di circa 40 km quadrati, di cui un quarto interamente dedicato alla Scuola Nazionale di Cybersecurity, al Laboratorio di Difesa Offensiva, all&apos;Istituto di Ricerca Combinata sulla Cybersecurity e alle strutture di supporto per il calcolo, l&apos;archiviazione dei dati e il poligono informatico. </p><p>Il <strong>secondo</strong> è il <strong>Big Data Cyber Range</strong> di <strong>Guiyang</strong>, nato come progetto provinciale nel 2015 e divenuto il teatro prediletto per le gare di cybersicurezza a livello nazionale. Proprio come accaduto per il centro di Wuhan, i politici di Pechino hanno nazionalizzato la struttura con il nome di <strong>Guiyang National Big Data Cyber Range</strong> nel 2017.</p><p>Nel 2017, la Cina divulgò delle riforme per le sue lauree in cyber sicurezza ispirate all&apos;Iniziativa nazionale statunitense e iniziò a designare gli istituti meritevoli con il titolo di World-Class Cybersecurity Schools (WCCS).</p><p>La designazione WCCS non fu collegata ad alcun finanziamento o risorsa aggiuntiva, ma ebbe lo scopo di dare prestigio ai singoli istituti. Il titolo prese ispirazione dalla certificazione Center for Academic Excellence-Cyber Operations assegnata dalle agenzie statunitensi, tra cui la National Security Agency e il Department of Homeland Security. La prima tranche di premiati della Cina nel 2017 comprendeva sette università.</p><p>In quel periodo, la RPC organizzava delle competizioni nazionali annuali di Hacking per reclutare nuovi studenti. Nel 2016, i migliori hacker cinesi viaggiavano il mondo per partecipare a competizioni simili e spesso portavano a casa il primo posto. Oggi è la Cina ad ospitare centinaia di gare di cybersicurezza alle quali partecipano migliaia di team.</p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fGSYMdB7kxvXoXXwLZJLcS" name="1080(2).jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fGSYMdB7kxvXoXXwLZJLcS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 123RF)</span></figcaption></figure><p>Aumentare il numero di competizioni nazionali permise alla Cina di ottenere un <strong>flusso costante di nuove vulnerabilità</strong> da utilizzare nelle operazioni di hacking. Non a caso i maggiori esponenti del settore, come il fondatore dell&apos;azienda di sicurezza <strong>Qihoo360</strong>, dichiararono che le vulnerabilità del software rappresentavano una "risorsa nazionale", al pari di legname e carbone. </p><p>Nel 2017, il Ministero della Pubblica Sicurezza cinese impose un limite a questo tipo di attività qualora fossero svolte all’estero: da quel momento in poi, i ricercatori di vulnerabilità software cinesi potevano recarsi all&apos;estero per partecipare alle competizioni solo con l&apos;esplicita approvazione del ministero.</p><p>Il PCC voleva che i migliori hacker del Paese mostrassero le loro abilità in patria e ispirassero altri a fare lo stesso. Per attirare gli studenti universitari, nel 2016 il Ministero dell&apos;Istruzione intraprese una collaborazione con il China Information Technology Security Evaluation Center (il 13° Ufficio del Ministero della Sicurezza di Stato, responsabile di alcune operazioni di hacking dell&apos;MSS) per creare una competizione nazionale chiamata <strong>Information Security Ironman</strong>. La gara che si svolge con cadenza annuale si estende a tutte le province della Cina, coinvolgendo centinaia di università selezionate in base al merito. </p><p>Per creare delle realtà simili a quelle delle competizioni estere alle quali gli informatici cinesi non potevano più partecipare (come Pwn2Own), la comunità cinese di infosec lanciò la <strong>Tianfu Cup</strong> nel<strong> 2018</strong>. In seguito nacquero altre competizioni mirate allo sfruttamento automatizzato delle vulnerabilità simili alla <strong>Cyber Grand Challenge</strong> della <strong>DARPA</strong>.</p><p>Per aiutare i team di hacker cinesi, il governo chiese ai ricercatori di <strong>divulgare le vulnerabilità</strong> trovate <strong>entro 48 ore</strong> dalla scoperta. </p><p>Secondo il Digital Defense Report 2022 di Microsoft, questa politica ha portato la RPC a raccogliere e distribuire <strong>un numero enorme di 0-days</strong>. </p><p>Le politiche per impedire che i ricercatori partecipino a competizioni estere, l&apos;<strong>obbligo di rivelare le vulnerabilità al governo</strong> entro 48 ore e gli ingenti investimenti in tecnologie per trovare automaticamente le vulnerabilità fanno tutti parte di un piano ben studiato e molto lineare.</p><h2 id="lo-stato-delle-cose">Lo stato delle cose</h2><p>Il rapporto redatto da alcune delle università premiate con il titolo di World-Class Cybersecurity Schools in collaborazione con l&apos;Accademia delle Scienze cinese, il Ministero dell&apos;Istruzione e l&apos;azienda di cybersecurity Beijing Integrity Technology, ci da un’idea abbastanza chiara del panorama attuale. </p><p>Secondo gli autori, al momento, la Cina ha un deficit di esperti in cybersicurezza che dovrebbe scendere a 370.000 entro il 2027. Anche se sembra un numero enorme, bisogna considerare che il report del 2017 indicava un deficit di circa 1,4 milioni. I dati indicano la formazione di 30.000 nuovi esperti di cybersicurezza all’anno.</p><p>Del resto, l’obiettivo principale della ricerca è di definire il cosiddetto "<strong>Metodo 4+3"</strong> per le competenze e lo sviluppo del confronto informatico, un approccio pensato per armonizzare i precedenti sette anni di politiche pubbliche in Cina.</p><p>Il "<strong>4</strong>" rappresenta <strong>quattro competenze chiave</strong> per i professionisti della sicurezza informatica: confronto reale, scoperta delle vulnerabilità del software, "valutazione dell&apos;impatto del combattimento" (probabilmente un eufemismo per la valutazione della sicurezza) e capacità di ingegneria e sviluppo. </p><p>Il "<strong>3</strong>" rappresenta <strong>tre metodi</strong> per dimostrare le 4 capacità: competizioni di cybersecurity (confronto, esercitazioni difensive e scoperta delle vulnerabilità), "pratiche di confronto" (esercitazioni al poligono informatico e confronto effettivo con la rete) e "crowd testing e risposta agli incidenti" (test di sicurezza aperti, premi per le vulnerabilità del software, competizioni di sicurezza e condivisione della tecnologia).</p><p>Il Metodo 4+3 citato dal rapporto servirà alla formazione della nuova massa di hacker che Xi mirava ad arruolare da quando è salito al potere nel 2013. Ciò significa che le squadre di hacker cinesi, se considerate nel loro complesso, non saranno più dominate da singole personalità come Tan Dailin, bensì <strong>totalmente asservite al governo cinese</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="oaWWhLpQud7jvU5QxdVDNj" name="d7bFetHvvxVFwiq8cp6nnM-970-80.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oaWWhLpQud7jvU5QxdVDNj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Nonostante l&apos;impegno profuso dalla Cina in questa attività, le verità fondamentali sulle dinamiche di conflitto nel dominio cibernetico ne limitano il dominio assoluto. Un esempio? Lo sfruttamento di una vulnerabilità può avere un impatto maggiore su un Paese rispetto a un altro: basti pensare all&apos;esposizione del governo statunitense alla compromissione di Solar Winds rispetto a quella della Cina per lo stesso sistema. </p><p>Inoltre, le dipendenze condivise, come l&apos;uso diffuso di Windows, possono limitare alcune operazioni. Non a caso il governo cinese spinge da diversi anni per la creazione di un sistema operativo competitivo per il mercato cinese. Al momento non ci sono esempi utili allo scopo, ma se si pensa a quello che sta cercando di fare Huawei dopo l’esclusione dai servizi Google è facile immaginare che nei prossimi anni la Cina investirà parecchio in quest’ambito.</p><p>Se la Cina riuscisse a realizzare un ecosistema informatico più autonomo, il panorama internazionale potrebbe cambiare drasticamente. Con un sistema operativo autonomo e svincolato da eventuali contraccolpi, le operazioni potrebbero aumentare in velocità e persistenza offrendo alla Cina un campo di gioco molto più ampio e meno rischioso da attraversare. </p><p>Non è passato nemmeno un decennio da quando Xi è salito al potere ma il suo piano di incrementare le capacità informatiche cinesi sta dando i suoi frutti e presto potrebbe diventare <strong>l’arma più potente nelle mani della Repubblica Popolare Cinese</strong>. </p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Questo trojan svuota i conti bancari e fa tremare anche l'Italia ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Group-IB</strong>, agenzia di cybersicurezza, ha analizzato un trojan di tipo bancario denominato <strong>Godfather</strong>, un malware operativo sulla piattaforma Android in grado di rubare i fondi da conti bancari e wallet di criptovalute.</p><p>Tra le aziende colpite, se ne contano 12 con sede in Italia, 49 negli USA, insieme ad altri provider di servizi finanziari di tutto il mondo, fra cui Canada, Francia e Regno Unito.</p><p>Il trojan sarebbe attivo almeno dal 2021, mentre l&apos;ultimo aggiornamento risale a settembre 2022. Secondo i ricercatori, il malware è stato sviluppato a partire dal codice sorgente di <strong>Anubis</strong>, un trojan molto noto in ambito finanziario, la cui funzionalità è stata limitata dagli ultimi aggiornamenti di Android.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1680px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.77%;"><img id="Y5MBSxm8mWksqkGzJGMFun" name="godfather.jpg" alt="Godfather" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Y5MBSxm8mWksqkGzJGMFun-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1680" height="937" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Diagramma sulla diffusione di Godfather </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Group-IB)</span></figcaption></figure><h2 id="esca-e-trappola">Esca e trappola</h2><p>Godfather è in grado di replicare fedelmente le pagine web di accesso, sovrapponendole sullo schermo dei dispositivi infetti. In questo modo, l&apos;utente effettuerà il login convinto di essere sull&apos;app legittima, quando in realtà il malware recupera le credenziali, aggirando anche l&apos;eventuale <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/autenticazione-a-due-fattori-cose-come-funziona">autenticazione a due fattori</a>.</p><p>Inoltre, i ricercatori di Group-IB hanno scoperto nel codice sorgente del trojan un meccanismo che impedisce al tool di infettare sistemi di utenti che parlano russo o altre lingue dell&apos;ex Unione Sovietica.</p><p>Oltre 400 servizi e app dedicate a servizi bancari, operativi anche sul territorio italiano. Fra questi, si contano anche alcuni <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-bitcoin-wallet">wallet</a> ed <a href="https://www.techradar.com/news/the-best-bitcoin-exchange">exchange di criptovalute</a>, colpiti da Godfather, grazie alla sua distribuzione capillare attraverso app fasulle pubblicate su <strong>Google Play Store</strong>.</p><p>Group-IB consiglia ai lettori attivi su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">smartphone Android</a> e altri dispositivi della piattaforma di aggiornare il sistema con gli ultimi update di sicurezza e assicurarsi di scaricare le app solo ed esclusivamente il Play Store, facendo attenzione all&apos;attendibilità dello sviluppatore e, soprattutto, alle autorizzazioni richieste dall&apos;applicazione che si intende scaricare.</p><p>Un altro accorgimento importante è assicurarsi di utilizzare e mantenere sempre aggiornato uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> che supporti anche la piattaforma Android, dato che i prodotti migliori offrono anche strumenti progettati in modo specifico per monitorare app e pagine web dannose.</p><p><br></p><ul><li><a href="https://blog.group-ib.com/godfather-trojan" target="_blank"><em><strong>Il report completo di Group-IB</strong></em></a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/questo-trojan-svuota-i-conti-bancari-e-fa-tremare-anche-litalia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Godfather è un banking trojan attivo su Android e colpisce oltre 400 app bancarie e crypto-wallet ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">vkax9YKJU65UfERNu7zyB3</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/d5QR9aR5XxMpJvpRUVVz8n-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 21 Dec 2022 09:51:21 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/d5QR9aR5XxMpJvpRUVVz8n-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Iaremenko Sergii / Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Trojan]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Trojan]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Trojan]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/d5QR9aR5XxMpJvpRUVVz8n-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><strong>Group-IB</strong>, agenzia di cybersicurezza, ha analizzato un trojan di tipo bancario denominato <strong>Godfather</strong>, un malware operativo sulla piattaforma Android in grado di rubare i fondi da conti bancari e wallet di criptovalute.</p><p>Tra le aziende colpite, se ne contano 12 con sede in Italia, 49 negli USA, insieme ad altri provider di servizi finanziari di tutto il mondo, fra cui Canada, Francia e Regno Unito.</p><p>Il trojan sarebbe attivo almeno dal 2021, mentre l&apos;ultimo aggiornamento risale a settembre 2022. Secondo i ricercatori, il malware è stato sviluppato a partire dal codice sorgente di <strong>Anubis</strong>, un trojan molto noto in ambito finanziario, la cui funzionalità è stata limitata dagli ultimi aggiornamenti di Android.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1680px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.77%;"><img id="Y5MBSxm8mWksqkGzJGMFun" name="godfather.jpg" alt="Godfather" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Y5MBSxm8mWksqkGzJGMFun-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1680" height="937" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Diagramma sulla diffusione di Godfather </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Group-IB)</span></figcaption></figure><h2 id="esca-e-trappola">Esca e trappola</h2><p>Godfather è in grado di replicare fedelmente le pagine web di accesso, sovrapponendole sullo schermo dei dispositivi infetti. In questo modo, l&apos;utente effettuerà il login convinto di essere sull&apos;app legittima, quando in realtà il malware recupera le credenziali, aggirando anche l&apos;eventuale <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/autenticazione-a-due-fattori-cose-come-funziona">autenticazione a due fattori</a>.</p><p>Inoltre, i ricercatori di Group-IB hanno scoperto nel codice sorgente del trojan un meccanismo che impedisce al tool di infettare sistemi di utenti che parlano russo o altre lingue dell&apos;ex Unione Sovietica.</p><p>Oltre 400 servizi e app dedicate a servizi bancari, operativi anche sul territorio italiano. Fra questi, si contano anche alcuni <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-bitcoin-wallet">wallet</a> ed <a href="https://www.techradar.com/news/the-best-bitcoin-exchange">exchange di criptovalute</a>, colpiti da Godfather, grazie alla sua distribuzione capillare attraverso app fasulle pubblicate su <strong>Google Play Store</strong>.</p><p>Group-IB consiglia ai lettori attivi su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">smartphone Android</a> e altri dispositivi della piattaforma di aggiornare il sistema con gli ultimi update di sicurezza e assicurarsi di scaricare le app solo ed esclusivamente il Play Store, facendo attenzione all&apos;attendibilità dello sviluppatore e, soprattutto, alle autorizzazioni richieste dall&apos;applicazione che si intende scaricare.</p><p>Un altro accorgimento importante è assicurarsi di utilizzare e mantenere sempre aggiornato uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> che supporti anche la piattaforma Android, dato che i prodotti migliori offrono anche strumenti progettati in modo specifico per monitorare app e pagine web dannose.</p><p><br></p><ul><li><a href="https://blog.group-ib.com/godfather-trojan" target="_blank"><em><strong>Il report completo di Group-IB</strong></em></a></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ NordPass, un’offerta che è meglio non lasciarsi sfuggire ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>I tempi per la diffusione dell’identificazione biometrica non sono ancora maturi e, mentre si attende il prossimo avanzamento che impatterà sulla nostra quotidianità, è inevitabile fare affidamento sulle care e vecchie <strong>password</strong>.</p><p>Indipendentemente dalle attività svolte, la <strong>tutela dei dati</strong> viene al primo posto e non sempre è sufficiente elaborare una password complessa. Sicuramente anche voi avete diversi account e, magari, avete utilizzato una password diversa per ognuno di essi. Proprio su questo punto entrano in gioco i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/password-manager-cose-e-come-funziona"><u>password manager</u></a>, software che offrono molte funzioni che sollevano da tutti gli stress legati alla sicurezza.</p><p>Un password manager non solo conserva in una <strong>cassaforte virtuale</strong> tutte le vostre chiavi di accesso, ma crea al posto vostro delle password sicure e vi segnala quelle che utilizzate più di frequente. Tra le funzioni più utili del software, si trova sicuramente quella che <strong>rileva le chiavi che non sono più sicure</strong> a seguito di eventuali violazioni, tramite una scansione del web.</p><p><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/nordpass-recensione"><u>NordPass</u></a> è tra i migliori password manager che abbiamo mai testato e propone un’offerta che consigliamo di cogliere a chiunque stesse considerando l’idea di utilizzare questo tipo di software. </p><div class="product"><a data-dimension112="9e65c82f-f5e3-4530-871b-a090af3b00d6" data-action="Deal Block" data-label="NordPass Premium in sconto del 50%" data-dimension48="NordPass Premium in sconto del 50%" href="https://nordpass.com/it/special/?utm_medium=affiliate&utm_term&utm_content=itdealnp&utm_campaign=off488&utm_source=aff3013&aff_free" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:400px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="8wCiKqNw5R9KSVqgrJWBXF" name="nordpass offerta novembre 2022.png" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8wCiKqNw5R9KSVqgrJWBXF-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="400" height="400" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://nordpass.com/it/special/?utm_medium=affiliate&utm_term&utm_content=itdealnp&utm_campaign=off488&utm_source=aff3013&aff_free" data-dimension112="9e65c82f-f5e3-4530-871b-a090af3b00d6" data-action="Deal Block" data-label="NordPass Premium in sconto del 50%" data-dimension48="NordPass Premium in sconto del 50%"><u>NordPass Premium in sconto del 50%</u></a><u><br><br></u>NordPass è un servizio di gestione password che va oltre le normali funzioni di un password manager. Il piano Premium, ora <strong>in offerta a 1,49 euro al mese</strong>, vi permetterà di mantenere l’accesso anche in caso di emergenza e di connettere contemporaneamente fino a sei dispositivi. Ma non finisce qui: con il piano Premium potrete creare una lista di contatti di fiducia e scansionare il web alla ricerca di fughe di dati. Infine, il rimborso è garantito entro 30 giorni. </p><p><br></p></div><h2 id="perch-xe9-scegliere-nordpass-xa0">Perché scegliere NordPass?  </h2><p>Di password manager ce ne sono molti, ma non tutti hanno alle spalle un’azienda del calibro di <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/nordvpn-recensione"><u>NordVPN</u></a> che, ormai da anni, si è imposta con successo nel mercato della <strong>protezione dati</strong> in tutto il mondo.</p><p>NordPass offre stabilità, sicurezza e supporto 24 ore su 24, grazie alla sua <strong>assistenza</strong> che saprà aiutare e guidare l’utente attraverso tutti i processi necessari per utilizzare al meglio il software. </p><p>Il <strong>piano Premium</strong> vi permetterà di connettere fino a sei dispositivi contemporaneamente, funzione fondamentale per gestire un piccolo gruppo di lavoro, e di avere la garanzia che le vostre password non andranno perse grazie alla creazione di una lista di contatti di fiducia e l’accesso anche in situazioni di emergenza.<br><br>Se state valutando l’idea di utilizzare un password manager, questo è il migliore momento per aggiudicarsi un’<strong>offerta</strong> estremamente conveniente. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/deals/nordpass-unofferta-che-e-meglio-non-lasciarsi-sfuggire</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ NordPass, il password manager di NordVPN, propone uno sconto del 50% sul piano Premium. Un'offerta che è meglio non lasciarsi sfuggire. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">6wEUiuvXqfYeQ2fqFuzMKZ</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eDrAKP2EHw4UQmxYfmRYqV-1920-80.png" type="image/png" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Mon, 21 Nov 2022 08:07:50 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Antivirus]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Michael Benetti ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/png" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eDrAKP2EHw4UQmxYfmRYqV-1920-80.png">
                                                            <media:credit><![CDATA[NordPass]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[NordPass in sconto del 50%]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[NordPass in sconto del 50%]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[NordPass in sconto del 50%]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eDrAKP2EHw4UQmxYfmRYqV-1920-80.png" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>I tempi per la diffusione dell’identificazione biometrica non sono ancora maturi e, mentre si attende il prossimo avanzamento che impatterà sulla nostra quotidianità, è inevitabile fare affidamento sulle care e vecchie <strong>password</strong>.</p><p>Indipendentemente dalle attività svolte, la <strong>tutela dei dati</strong> viene al primo posto e non sempre è sufficiente elaborare una password complessa. Sicuramente anche voi avete diversi account e, magari, avete utilizzato una password diversa per ognuno di essi. Proprio su questo punto entrano in gioco i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/password-manager-cose-e-come-funziona"><u>password manager</u></a>, software che offrono molte funzioni che sollevano da tutti gli stress legati alla sicurezza.</p><p>Un password manager non solo conserva in una <strong>cassaforte virtuale</strong> tutte le vostre chiavi di accesso, ma crea al posto vostro delle password sicure e vi segnala quelle che utilizzate più di frequente. Tra le funzioni più utili del software, si trova sicuramente quella che <strong>rileva le chiavi che non sono più sicure</strong> a seguito di eventuali violazioni, tramite una scansione del web.</p><p><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/nordpass-recensione"><u>NordPass</u></a> è tra i migliori password manager che abbiamo mai testato e propone un’offerta che consigliamo di cogliere a chiunque stesse considerando l’idea di utilizzare questo tipo di software. </p><div class="product"><a data-dimension112="9e65c82f-f5e3-4530-871b-a090af3b00d6" data-action="Deal Block" data-label="NordPass Premium in sconto del 50%" data-dimension48="NordPass Premium in sconto del 50%" href="https://nordpass.com/it/special/?utm_medium=affiliate&utm_term&utm_content=itdealnp&utm_campaign=off488&utm_source=aff3013&aff_free" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:400px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="8wCiKqNw5R9KSVqgrJWBXF" name="nordpass offerta novembre 2022.png" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8wCiKqNw5R9KSVqgrJWBXF-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="400" height="400" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://nordpass.com/it/special/?utm_medium=affiliate&utm_term&utm_content=itdealnp&utm_campaign=off488&utm_source=aff3013&aff_free" data-dimension112="9e65c82f-f5e3-4530-871b-a090af3b00d6" data-action="Deal Block" data-label="NordPass Premium in sconto del 50%" data-dimension48="NordPass Premium in sconto del 50%"><u>NordPass Premium in sconto del 50%</u></a><u><br><br></u>NordPass è un servizio di gestione password che va oltre le normali funzioni di un password manager. Il piano Premium, ora <strong>in offerta a 1,49 euro al mese</strong>, vi permetterà di mantenere l’accesso anche in caso di emergenza e di connettere contemporaneamente fino a sei dispositivi. Ma non finisce qui: con il piano Premium potrete creare una lista di contatti di fiducia e scansionare il web alla ricerca di fughe di dati. Infine, il rimborso è garantito entro 30 giorni. </p><p><br></p></div><h2 id="perch-xe9-scegliere-nordpass-xa0">Perché scegliere NordPass?  </h2><p>Di password manager ce ne sono molti, ma non tutti hanno alle spalle un’azienda del calibro di <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/nordvpn-recensione"><u>NordVPN</u></a> che, ormai da anni, si è imposta con successo nel mercato della <strong>protezione dati</strong> in tutto il mondo.</p><p>NordPass offre stabilità, sicurezza e supporto 24 ore su 24, grazie alla sua <strong>assistenza</strong> che saprà aiutare e guidare l’utente attraverso tutti i processi necessari per utilizzare al meglio il software. </p><p>Il <strong>piano Premium</strong> vi permetterà di connettere fino a sei dispositivi contemporaneamente, funzione fondamentale per gestire un piccolo gruppo di lavoro, e di avere la garanzia che le vostre password non andranno perse grazie alla creazione di una lista di contatti di fiducia e l’accesso anche in situazioni di emergenza.<br><br>Se state valutando l’idea di utilizzare un password manager, questo è il migliore momento per aggiudicarsi un’<strong>offerta</strong> estremamente conveniente. </p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Apple, un futuro senza password: si passa all'autenticazione biometrica ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Quando un modo di fare è radicato nell’uso comune da decenni non è facile immaginarsi la sua evoluzione o la novità che lo rimpiazzerà. Il cambiamento è sovente graduale e, in un primo momento, le nuove abitudini sembrano solamente una via parallela per fare le stesse cose.</p><p>Una rivoluzione, nel prossimo futuro, potrebbe arrivare nel modo in cui accediamo ai nostri account e portare alla definitiva scomparsa di <strong>password</strong> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>. Se si osserva lo sviluppo dei <strong>sistemi di sicurezza Apple</strong>, si possono notare le avvisaglie del cambiamento nella presenza dell’accesso bassato sui dati biometrici, realizzato tramite <strong>Face ID</strong> e <strong>Touch ID, </strong>come quello presente su <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-iphone-14">iPhone 14</a><strong>.</strong></p><p>Tuttavia, i due metodi sopra menzionati rappresentano la prima fase di un processo più grande; la seconda sono le <strong>passkey</strong>. La passkey è composta da un insieme di <strong>due chiavi di accesso</strong>: la prima è pubblica e viene salvata sul sito o nell’app a cui si vuole accedere; la seconda, presente solo sul dispositivo dell’utente, è privata e può essere utilizzata tramite l’<strong>identificazione biometrica</strong>.</p><p>Le passkey vengono conservate nel <strong>portachiavi iCloud</strong>, protetto da crittografia end-to-end, e disponibili per qualsiasi dispositivo. In questo modo, l’esperienza di navigazione sarà più fluida e l’utente non dovrà più preoccuparsi di creare multiple password; senza contare la maggior difficoltà, da parte di eventuali <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-peggiori-malware-del-2022-gli-hacker-tornano-alla-carica">malware</a>, di aggirare un sistema biometrico.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte">Le migliori offerte del Black Friday</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2022</li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori VPN</a> del 2022</li></ul><h2 id="passkey-il-commento-di-eset-e-alcune-considerazioni">Passkey: il commento di ESET e alcune considerazioni</h2><p>Sull’argomento, si esprime con entusiasmo <strong>Jake Moore</strong>, Global Cyber Security Advisor di <strong>ESET</strong>, azienda specializzata in sicurezza i cui software vengono utilizzati in tutto il mondo: “L&apos;annuncio di Apple (di eliminare gradualmente le password) è in linea con le dichiarazioni fatte da altri giganti della tecnologia come Google o servizi come PayPal. Le statistiche mostrano che circa l&apos;80% di tutte le violazioni aziendali di successo si basano su password rubate, riutilizzate e troppo deboli”.</p><p>Sulla conclusione occorre fare una <strong>precisazione</strong>: se il metodo principale di accesso a dati e account è la password, risulta abbastanza chiaro che anche le relative violazioni siano basate su di essa, senza per questo dimostrare una sorta di difetto intrinseco del metodo. Sostanzialmente, è come dire che dovremmo sbarazzarci delle serrature perché l’80% dei furti avviene dopo averne scassinata una. Resta tuttavia innegabile la <strong>maggior protezione</strong> offerta da un sistema biometrico, se si è disposti a fornire ai produttori, invece che una stringa di caratteri, parte della propria <strong>identità</strong>.</p><p>Moore prosegue nel suo commento evidenziando quale sia il problema principale: “Le campagne di spam di maggior efficacia a livello globale sono costituite da false e-mail di iCloud, in cui gli utenti cliccavano sui link per confermare i propri dati o verificare la presenza di potenziali rischi per la sicurezza e inserivano le proprie credenziali di accesso in siti web fasulli. A quasi 60 anni dalla loro introduzione nel mondo IT, è giunto il momento di adottare metodi di autenticazione moderni. Il vantaggio maggiore per gli utenti e gli amministratori è che questa tecnologia esiste già per gli smartphone”.</p><p>Come ben evidenzia il commento di Moore quando si riferisce a mail e siti web fasulli, la questione non è legata alla password in sé, ma alla <strong>consapevolezza</strong> di un’utenza che spesso non si ferma a valutare ciò che vede a schermo. Nonostante questo, la tecnologia continua a sviluppare innovazioni per <strong>deresponsabilizzare gli utenti</strong>, anziché fornire supporto per renderli <strong>coscienti e indipendenti</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/apple-un-futuro-senza-password-si-passa-allautenticazione-biometrica</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I sistemi di sicurezza Apple aprono la strada ad una possibile rivoluzione nel mondo della cybersicurezza che potrebbe portare al definitivo abbandono della password. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Qzc75MeLs5mEJNsEn9imBa</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qrJXjEevFuWcrfcKMnNawE-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Mon, 07 Nov 2022 10:08:57 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Michael Benetti ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qrJXjEevFuWcrfcKMnNawE-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Getty]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Login su smartphone]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Login su smartphone]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Login su smartphone]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qrJXjEevFuWcrfcKMnNawE-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Quando un modo di fare è radicato nell’uso comune da decenni non è facile immaginarsi la sua evoluzione o la novità che lo rimpiazzerà. Il cambiamento è sovente graduale e, in un primo momento, le nuove abitudini sembrano solamente una via parallela per fare le stesse cose.</p><p>Una rivoluzione, nel prossimo futuro, potrebbe arrivare nel modo in cui accediamo ai nostri account e portare alla definitiva scomparsa di <strong>password</strong> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>. Se si osserva lo sviluppo dei <strong>sistemi di sicurezza Apple</strong>, si possono notare le avvisaglie del cambiamento nella presenza dell’accesso bassato sui dati biometrici, realizzato tramite <strong>Face ID</strong> e <strong>Touch ID, </strong>come quello presente su <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-iphone-14">iPhone 14</a><strong>.</strong></p><p>Tuttavia, i due metodi sopra menzionati rappresentano la prima fase di un processo più grande; la seconda sono le <strong>passkey</strong>. La passkey è composta da un insieme di <strong>due chiavi di accesso</strong>: la prima è pubblica e viene salvata sul sito o nell’app a cui si vuole accedere; la seconda, presente solo sul dispositivo dell’utente, è privata e può essere utilizzata tramite l’<strong>identificazione biometrica</strong>.</p><p>Le passkey vengono conservate nel <strong>portachiavi iCloud</strong>, protetto da crittografia end-to-end, e disponibili per qualsiasi dispositivo. In questo modo, l’esperienza di navigazione sarà più fluida e l’utente non dovrà più preoccuparsi di creare multiple password; senza contare la maggior difficoltà, da parte di eventuali <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-peggiori-malware-del-2022-gli-hacker-tornano-alla-carica">malware</a>, di aggirare un sistema biometrico.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte">Le migliori offerte del Black Friday</a></li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2022</li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori VPN</a> del 2022</li></ul><h2 id="passkey-il-commento-di-eset-e-alcune-considerazioni">Passkey: il commento di ESET e alcune considerazioni</h2><p>Sull’argomento, si esprime con entusiasmo <strong>Jake Moore</strong>, Global Cyber Security Advisor di <strong>ESET</strong>, azienda specializzata in sicurezza i cui software vengono utilizzati in tutto il mondo: “L&apos;annuncio di Apple (di eliminare gradualmente le password) è in linea con le dichiarazioni fatte da altri giganti della tecnologia come Google o servizi come PayPal. Le statistiche mostrano che circa l&apos;80% di tutte le violazioni aziendali di successo si basano su password rubate, riutilizzate e troppo deboli”.</p><p>Sulla conclusione occorre fare una <strong>precisazione</strong>: se il metodo principale di accesso a dati e account è la password, risulta abbastanza chiaro che anche le relative violazioni siano basate su di essa, senza per questo dimostrare una sorta di difetto intrinseco del metodo. Sostanzialmente, è come dire che dovremmo sbarazzarci delle serrature perché l’80% dei furti avviene dopo averne scassinata una. Resta tuttavia innegabile la <strong>maggior protezione</strong> offerta da un sistema biometrico, se si è disposti a fornire ai produttori, invece che una stringa di caratteri, parte della propria <strong>identità</strong>.</p><p>Moore prosegue nel suo commento evidenziando quale sia il problema principale: “Le campagne di spam di maggior efficacia a livello globale sono costituite da false e-mail di iCloud, in cui gli utenti cliccavano sui link per confermare i propri dati o verificare la presenza di potenziali rischi per la sicurezza e inserivano le proprie credenziali di accesso in siti web fasulli. A quasi 60 anni dalla loro introduzione nel mondo IT, è giunto il momento di adottare metodi di autenticazione moderni. Il vantaggio maggiore per gli utenti e gli amministratori è che questa tecnologia esiste già per gli smartphone”.</p><p>Come ben evidenzia il commento di Moore quando si riferisce a mail e siti web fasulli, la questione non è legata alla password in sé, ma alla <strong>consapevolezza</strong> di un’utenza che spesso non si ferma a valutare ciò che vede a schermo. Nonostante questo, la tecnologia continua a sviluppare innovazioni per <strong>deresponsabilizzare gli utenti</strong>, anziché fornire supporto per renderli <strong>coscienti e indipendenti</strong>.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Italia tra i peggiori paesi UE per il tracciamento online, la classifica ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il web vive di pubblicità, e la pubblicità si basa sul tracciamento. Succede così che ogni volta che si visita una pagina, ci sono software che cercano di "seguirci", così da mostrarci poi pubblicità mirate (e più redditizie). A volte le pubblicità sono accettabili, a volte sono troppe e frustranti. </p><p>Mal comune mezzo gaudio, si dice, ma la situazione non è proprio uguale per tutti. Pare infatti che noi italiani, guarda un po&apos;, siamo più tracciati di altri. Lo svela una ricerca condotta dalla società di sicurezza informatica <a href="https://nordvpn.com/it/special/?utm_medium=affiliate&utm_term&utm_content=ittop&utm_campaign=off564&utm_source=aff3013">NordVPN</a>.</p><p>I dati raccolti dal noto fornitore di servizi <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> mostrano che <strong>i siti italiani hanno in media 16 tracker</strong>. Tra questi, i siti di informazione, come anche i siti a tema shopping e salute, sono quelli con il maggior numero di tracker.</p><p>La maggior parte dei tracker appartiene a terze parti: circa il <strong>30% a Google</strong>, l’<strong>11% a Facebook </strong>e il <strong>7% ad Adobe</strong>. Come potete immaginare, queste società utilizzano i dati raccolti dai tracker per scopi di marketing.</p><p>Daniel Markuson, esperto di privacy digitale presso Nord VPN, ha spiegato come i tracker risultino <strong>estremamente difficili da rilevare</strong> e come questi siano in grado di fornire un elevato numero di informazioni sulle abitudini e sulle preferenze degli utenti:</p><p><em>“Di norma, i tracker vengono inseriti nel codice dei siti web e sono difficili da rilevare per un utente normale. Le informazioni raccolte dai tracker possono includere l’indirizzo IP e la posizione, la cronologia di navigazione, i click di un utente su un sito web, quali articoli gli utenti hanno visto e per quanto tempo, nonché i dati relativi al browser e al dispositivo utilizzati”,</em> afferma Daniel Markuson, esperto di privacy digitale presso NordVPN.</p><p>Ai fini dell&apos;indagine, i ricercatori di NordVPN hanno preso in esame i 100 siti web più popolari in 20 Paesi del mondo. Utilizzando tre diversi tracker blocker, sono riusciti a capire con precisione quanti tracker vengono utilizzati per acquisire maggiori informazioni sui loro utenti. Di norma, questi appaiono sotto forma di cookie o pixel di tracciamento.</p><div ><table><caption>Numero di tracker per tipologia di sito</caption><thead><tr><th class="firstcol " >Tipologia sito Web</th><th  >Numero tracker</th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " >Notizie</td><td  >25</td></tr><tr><td class="firstcol " >Salute </td><td  >20</td></tr><tr><td class="firstcol " >Shopping</td><td  >20</td></tr><tr><td class="firstcol " >Streaming</td><td  >15</td></tr><tr><td class="firstcol " >Tecnologia</td><td  >15</td></tr><tr><td class="firstcol " >Servizi Web</td><td  >15</td></tr><tr><td class="firstcol " >Social media</td><td  >13</td></tr><tr><td class="firstcol " >Finanza</td><td  >11</td></tr><tr><td class="firstcol " >Governo</td><td  >7</td></tr><tr><td class="firstcol " >Porno</td><td  >5</td></tr><tr><td class="firstcol " >Istruzione</td><td  >3</td></tr></tbody></table></div><h2 id="quali-sono-i-paesi-che-tracciano-maggiormente-i-loro-utenti">Quali sono i paesi che tracciano maggiormente i loro utenti?</h2><p>Leggendo i dati della ricerca, al primo posto troviamo <strong>Hong Kong</strong> (senza sorprese) con una media di ben <strong>45,4 tracker</strong> per sito. <strong>Singapore </strong>si trova al secondo posto con <strong>33,5 tracker</strong> per sito, circa 10 in più rispetto agli gli <strong>Stati Uniti</strong> che si trovano al terzo posto con <strong>23 tracker</strong> per sito.</p><p>I siti web del <strong>Nord e Centro Europa</strong> hanno un numero di tracker decisamente inferiore grazie ai <strong>GDPR</strong> in vigore che tutelano la privacy digitale dei cittadini europei.</p><p>In <strong>Austria</strong>, ad esempio, c&apos;è una media di <strong>11,4 tracker</strong> per sito web, di poco inferiore ai gli <strong>11,7 tracker</strong> di <strong>Svezia</strong> e <strong>Danimarca</strong>. Subito dopo troviamo <strong>Norvegia e Finlandia</strong>, rispettivamente con <strong>12,3 </strong>e <strong>12,6</strong> <strong>tracker</strong> per sito.</p><p>Tra i peggiori in Europa troviamo <strong>Regno Unito (18,6)</strong>, <strong>Francia (17,6)</strong> e <strong>Spagna (18,2)</strong>; leggermente meglio, ma comunque nella parte alta della classifica, troviamo <strong>Italia e Germania</strong> con una media di <strong>15,9</strong> e <strong>15,8</strong> tracker per sito. </p><h2 id="quali-sono-i-pericoli-legati-al-tracciamento-della-navigazione">Quali sono i pericoli legati al tracciamento della navigazione?</h2><p><em>Ma a cosa servono i tracker e perché sono pericolosi per chi naviga?</em></p><p>Questi strumenti hanno lo scopo di aiutare gli amministratori a migliorare l’esperienza degli utenti analizzando il modo in cui i visitatori interagiscono con il sito, consentendo di creare e proporre contenuti sviluppati ad hoc in base alle preferenze dell&apos;utente.</p><p>Tuttavia, queste informazioni contribuiscono a generare un <strong>profilo utente </strong>che viene poi venduto a terze parti (come Google, Facebook e Adobe ad esempio). Le società utilizzano i profili per offrire <strong>annunci pubblicitari mirati </strong>e invadenti che seguono (e spesso perseguitano) gli utenti da un sito web all’altro.</p><p>Purtroppo, a volte, queste informazioni finiscono nelle mani dei <strong>criminali informatici</strong>. Una volta acquisito il profilo di un utente, questi sono in grado di elaborare un utilizzare le informazioni per effettuare <strong>attacchi di phishing</strong>, creando dei messaggi personalizzati estremamente credibili e traendo in inganno migliaia di utenti ogni giorno.</p><h2 id="come-si-pu-xf2-evitare-il-tracciamento">Come si può evitare il tracciamento?</h2><p>Nel contesto della ricerca, Daniel Markuson ha elencato una serie di accorgimenti che si possono mettere in pratica per ridurre il tracciamento online:</p><p>⦁ <strong>Utilizzare una </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><strong>VPN</strong></a> permette di nascondere il proprio indirizzo IP e la propria posizione a terze parti, inclusi il proprio fornitore di servizi Internet, i criminali informatici, gli amministratori di rete e gli inserzionisti.</p><p>⦁ I<strong> Tracker Blocker </strong>impediscono al browser di raccogliere informazioni personali e bloccano le pubblicità. Alcuni tracker blocker offrono ulteriori funzionalità di sicurezza informatica, come la protezione dai malware.</p><p>⦁<strong> Utilizzare dei browser internet fatti su misura</strong> consente di evitare la sincronizzazione automatica, il controllo ortografico, i plug-in e la compilazione automatica, riducendo notevolmente i rischi di tracciamento.</p><p>⦁ <strong>Evitare</strong> <strong>Google. </strong>Il motore di ricerca più utilizzato al mondo monitora un gran numero di dati personali dell’utente favorendo le attività di tracciamento di agenti terzi.</p><p>Se volete saperne di più sulla metodologia della ricerca potete far riferimento al <a href="https://nordvpn.com/it/blog/quale-paese-ha-il-maggior-numero-di-tracker/">sito di NordVPN</a>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/italia-tra-i-peggiori-paesi-ue-per-il-tracciamento-online-la-classifica</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La navigazione web in Italia è tra le più tracciate al mondo con una media di 16 tracker per sito ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">ZvUAYacPewqy2tPyo37izD</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/D8W3E2tpbU42Fx82d4nQzc-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 04 Nov 2022 11:57:20 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/D8W3E2tpbU42Fx82d4nQzc-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/D8W3E2tpbU42Fx82d4nQzc-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il web vive di pubblicità, e la pubblicità si basa sul tracciamento. Succede così che ogni volta che si visita una pagina, ci sono software che cercano di "seguirci", così da mostrarci poi pubblicità mirate (e più redditizie). A volte le pubblicità sono accettabili, a volte sono troppe e frustranti. </p><p>Mal comune mezzo gaudio, si dice, ma la situazione non è proprio uguale per tutti. Pare infatti che noi italiani, guarda un po&apos;, siamo più tracciati di altri. Lo svela una ricerca condotta dalla società di sicurezza informatica <a href="https://nordvpn.com/it/special/?utm_medium=affiliate&utm_term&utm_content=ittop&utm_campaign=off564&utm_source=aff3013">NordVPN</a>.</p><p>I dati raccolti dal noto fornitore di servizi <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> mostrano che <strong>i siti italiani hanno in media 16 tracker</strong>. Tra questi, i siti di informazione, come anche i siti a tema shopping e salute, sono quelli con il maggior numero di tracker.</p><p>La maggior parte dei tracker appartiene a terze parti: circa il <strong>30% a Google</strong>, l’<strong>11% a Facebook </strong>e il <strong>7% ad Adobe</strong>. Come potete immaginare, queste società utilizzano i dati raccolti dai tracker per scopi di marketing.</p><p>Daniel Markuson, esperto di privacy digitale presso Nord VPN, ha spiegato come i tracker risultino <strong>estremamente difficili da rilevare</strong> e come questi siano in grado di fornire un elevato numero di informazioni sulle abitudini e sulle preferenze degli utenti:</p><p><em>“Di norma, i tracker vengono inseriti nel codice dei siti web e sono difficili da rilevare per un utente normale. Le informazioni raccolte dai tracker possono includere l’indirizzo IP e la posizione, la cronologia di navigazione, i click di un utente su un sito web, quali articoli gli utenti hanno visto e per quanto tempo, nonché i dati relativi al browser e al dispositivo utilizzati”,</em> afferma Daniel Markuson, esperto di privacy digitale presso NordVPN.</p><p>Ai fini dell&apos;indagine, i ricercatori di NordVPN hanno preso in esame i 100 siti web più popolari in 20 Paesi del mondo. Utilizzando tre diversi tracker blocker, sono riusciti a capire con precisione quanti tracker vengono utilizzati per acquisire maggiori informazioni sui loro utenti. Di norma, questi appaiono sotto forma di cookie o pixel di tracciamento.</p><div ><table><caption>Numero di tracker per tipologia di sito</caption><thead><tr><th class="firstcol " >Tipologia sito Web</th><th  >Numero tracker</th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " >Notizie</td><td  >25</td></tr><tr><td class="firstcol " >Salute </td><td  >20</td></tr><tr><td class="firstcol " >Shopping</td><td  >20</td></tr><tr><td class="firstcol " >Streaming</td><td  >15</td></tr><tr><td class="firstcol " >Tecnologia</td><td  >15</td></tr><tr><td class="firstcol " >Servizi Web</td><td  >15</td></tr><tr><td class="firstcol " >Social media</td><td  >13</td></tr><tr><td class="firstcol " >Finanza</td><td  >11</td></tr><tr><td class="firstcol " >Governo</td><td  >7</td></tr><tr><td class="firstcol " >Porno</td><td  >5</td></tr><tr><td class="firstcol " >Istruzione</td><td  >3</td></tr></tbody></table></div><h2 id="quali-sono-i-paesi-che-tracciano-maggiormente-i-loro-utenti">Quali sono i paesi che tracciano maggiormente i loro utenti?</h2><p>Leggendo i dati della ricerca, al primo posto troviamo <strong>Hong Kong</strong> (senza sorprese) con una media di ben <strong>45,4 tracker</strong> per sito. <strong>Singapore </strong>si trova al secondo posto con <strong>33,5 tracker</strong> per sito, circa 10 in più rispetto agli gli <strong>Stati Uniti</strong> che si trovano al terzo posto con <strong>23 tracker</strong> per sito.</p><p>I siti web del <strong>Nord e Centro Europa</strong> hanno un numero di tracker decisamente inferiore grazie ai <strong>GDPR</strong> in vigore che tutelano la privacy digitale dei cittadini europei.</p><p>In <strong>Austria</strong>, ad esempio, c&apos;è una media di <strong>11,4 tracker</strong> per sito web, di poco inferiore ai gli <strong>11,7 tracker</strong> di <strong>Svezia</strong> e <strong>Danimarca</strong>. Subito dopo troviamo <strong>Norvegia e Finlandia</strong>, rispettivamente con <strong>12,3 </strong>e <strong>12,6</strong> <strong>tracker</strong> per sito.</p><p>Tra i peggiori in Europa troviamo <strong>Regno Unito (18,6)</strong>, <strong>Francia (17,6)</strong> e <strong>Spagna (18,2)</strong>; leggermente meglio, ma comunque nella parte alta della classifica, troviamo <strong>Italia e Germania</strong> con una media di <strong>15,9</strong> e <strong>15,8</strong> tracker per sito. </p><h2 id="quali-sono-i-pericoli-legati-al-tracciamento-della-navigazione">Quali sono i pericoli legati al tracciamento della navigazione?</h2><p><em>Ma a cosa servono i tracker e perché sono pericolosi per chi naviga?</em></p><p>Questi strumenti hanno lo scopo di aiutare gli amministratori a migliorare l’esperienza degli utenti analizzando il modo in cui i visitatori interagiscono con il sito, consentendo di creare e proporre contenuti sviluppati ad hoc in base alle preferenze dell&apos;utente.</p><p>Tuttavia, queste informazioni contribuiscono a generare un <strong>profilo utente </strong>che viene poi venduto a terze parti (come Google, Facebook e Adobe ad esempio). Le società utilizzano i profili per offrire <strong>annunci pubblicitari mirati </strong>e invadenti che seguono (e spesso perseguitano) gli utenti da un sito web all’altro.</p><p>Purtroppo, a volte, queste informazioni finiscono nelle mani dei <strong>criminali informatici</strong>. Una volta acquisito il profilo di un utente, questi sono in grado di elaborare un utilizzare le informazioni per effettuare <strong>attacchi di phishing</strong>, creando dei messaggi personalizzati estremamente credibili e traendo in inganno migliaia di utenti ogni giorno.</p><h2 id="come-si-pu-xf2-evitare-il-tracciamento">Come si può evitare il tracciamento?</h2><p>Nel contesto della ricerca, Daniel Markuson ha elencato una serie di accorgimenti che si possono mettere in pratica per ridurre il tracciamento online:</p><p>⦁ <strong>Utilizzare una </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><strong>VPN</strong></a> permette di nascondere il proprio indirizzo IP e la propria posizione a terze parti, inclusi il proprio fornitore di servizi Internet, i criminali informatici, gli amministratori di rete e gli inserzionisti.</p><p>⦁ I<strong> Tracker Blocker </strong>impediscono al browser di raccogliere informazioni personali e bloccano le pubblicità. Alcuni tracker blocker offrono ulteriori funzionalità di sicurezza informatica, come la protezione dai malware.</p><p>⦁<strong> Utilizzare dei browser internet fatti su misura</strong> consente di evitare la sincronizzazione automatica, il controllo ortografico, i plug-in e la compilazione automatica, riducendo notevolmente i rischi di tracciamento.</p><p>⦁ <strong>Evitare</strong> <strong>Google. </strong>Il motore di ricerca più utilizzato al mondo monitora un gran numero di dati personali dell’utente favorendo le attività di tracciamento di agenti terzi.</p><p>Se volete saperne di più sulla metodologia della ricerca potete far riferimento al <a href="https://nordvpn.com/it/blog/quale-paese-ha-il-maggior-numero-di-tracker/">sito di NordVPN</a>.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ C'è un nuovo antivirus che forse vale la pena di provare ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/nordvpn-recensione">NordVPN</a>, storico e apprezzatissimo provider di servizi di <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> ha da tempo nella sua offerta la funzione <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nordvpn-threat-protection-sicurezza-informatica-oltre-la-vpn">Threat Protection</a>, che protegge i sistemi dalle minacce informatiche come <strong>malware</strong>, nonché da <strong>tracker</strong> e pubblicità <strong>invasive</strong>.</p><p>Finora, <strong>Threat Protection</strong> era integrato esclusivamente nei piani di abbonamento alla <strong>Virtual Private Network</strong> di <strong>NordVPN</strong>, molto allettanti soprattutto in questo periodo poiché <a href="https://global.techradar.com/it-it/features/la-migliore-vpn-al-mondo-costa-il-68-in-meno-approfittane">scontati del 68%</a>. Adesso, però, l&apos;azienda ha deciso di proporre agli utenti anche una <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">versione</a> <strong>standalone</strong> di Threat Protection, che diventa a tutti gli effetti un antivirus acquistabile in abbonamento separatamente dalla VPN.</p><p>Fra le caratteristiche di rilievo, Threat Protection offre un ottimo grado di protezione contro il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">ransomware</a>, i tentativi di <strong>truffe</strong> e <strong>phishing</strong>, nonché i siti web pericolosi.</p><p>Ma l&apos;aspetto più interessante è che tutto questo viene incluso in un pacchetto mensile estremamente conveniente, molto più basso della concorrenza, specialmente in questo momento. Inoltre, come da tradizione Nord, anche Threat Protection offre la garanzia con rimborso di 30 giorni, per provare questo antivirus senza rischi.</p><div class="product"><a data-dimension112="7e7523fd-e051-4d6c-ae8f-c8b00c7834d0" data-action="Deal Block" data-label="NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!" data-dimension48="NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!" href="https://nordvpn.com/it/antivirus/" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:943px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.49%;"><img id="mUc8mHuhKyMsSW8hGmPv7P" name="threat protection.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mUc8mHuhKyMsSW8hGmPv7P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="943" height="495" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://nordvpn.com/it/antivirus/" data-dimension112="7e7523fd-e051-4d6c-ae8f-c8b00c7834d0" data-action="Deal Block" data-label="NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!" data-dimension48="NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!"><strong>NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!</strong></a></p><p>Un antivirus che vi consente di proteggere fino a 6 dispositivi, con assistenza 24/7, pieno supporto di macOS e Windows, con il massimo della leggerezza e facilità d'uso.</p><p>E oggi, potete acquistare un abbonamento di un anno al <strong>50% di sconto</strong>, pagando solo €2,39 al mese - il prezzo più basso sul mercato per un antivirus. Con tutta la qualità e l'affidabilità di un marchio come Nord. E non dimenticate la garanzia soddisfatti o rimborsati di 30 giorni, per provare Threat Protection con zero rischi!</p></div><h2 id="perch-xe9-xe8-importante-avere-un-antivirus">Perché è importante avere un antivirus?</h2><p>Siamo sempre più connessi, sempre più presenti online, i nostri dati, le nostre password, i dettagli dei nostri conti e delle nostre carte di credito sono sempre più esposti.</p><p>Il malware si fa sempre più avanzato e insidioso e anche gli utenti più cauti possono incorrere in una delle tante trappole presenti sulla rete.</p><p>Oggi è impensabile non dotarsi di un buon <strong>antivirus</strong> per proteggere non solo i propri dati, ma anche l&apos;identità online e Threat Protection vi offre un grado di sicurezza eccellente, all&apos;interno di un&apos;app facile da usare e per niente invasiva: niente banner, niente annunci, nessun invito a fare costosi upgrade.</p><p>Per soli €2,39 al mese, avrete a disposizione uno strumento avanzato che non vi protegge solo dai file scaricati e dai tentativi di frode informatica, ma vi aiuterà a navigare in modo più sicuro, evitando con consapevolezza i siti che potrebbero infettare i vostri sistemi e provocare danni anche ingenti.</p><p>Avere un antivirus è indispensabile, e Threat Protection vi consente di proteggervi al meglio senza spendere un capitale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ce-un-nuovo-antivirus-che-forse-vale-la-pena-di-provare</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Threat Protection è l'antivirus di NordVPN e ora potete sottoscrivere un abbonamento anche se non avete la VPN. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Nw38KaLSQ3epUP97H9xk9D</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SQBbihB3NoCA5KMuytqRXk-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 20 Oct 2022 10:29:16 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Antivirus]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SQBbihB3NoCA5KMuytqRXk-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[NordVPN]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[NordVPN Threat Protection]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[NordVPN Threat Protection]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[NordVPN Threat Protection]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SQBbihB3NoCA5KMuytqRXk-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/nordvpn-recensione">NordVPN</a>, storico e apprezzatissimo provider di servizi di <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> ha da tempo nella sua offerta la funzione <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nordvpn-threat-protection-sicurezza-informatica-oltre-la-vpn">Threat Protection</a>, che protegge i sistemi dalle minacce informatiche come <strong>malware</strong>, nonché da <strong>tracker</strong> e pubblicità <strong>invasive</strong>.</p><p>Finora, <strong>Threat Protection</strong> era integrato esclusivamente nei piani di abbonamento alla <strong>Virtual Private Network</strong> di <strong>NordVPN</strong>, molto allettanti soprattutto in questo periodo poiché <a href="https://global.techradar.com/it-it/features/la-migliore-vpn-al-mondo-costa-il-68-in-meno-approfittane">scontati del 68%</a>. Adesso, però, l&apos;azienda ha deciso di proporre agli utenti anche una <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">versione</a> <strong>standalone</strong> di Threat Protection, che diventa a tutti gli effetti un antivirus acquistabile in abbonamento separatamente dalla VPN.</p><p>Fra le caratteristiche di rilievo, Threat Protection offre un ottimo grado di protezione contro il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">ransomware</a>, i tentativi di <strong>truffe</strong> e <strong>phishing</strong>, nonché i siti web pericolosi.</p><p>Ma l&apos;aspetto più interessante è che tutto questo viene incluso in un pacchetto mensile estremamente conveniente, molto più basso della concorrenza, specialmente in questo momento. Inoltre, come da tradizione Nord, anche Threat Protection offre la garanzia con rimborso di 30 giorni, per provare questo antivirus senza rischi.</p><div class="product"><a data-dimension112="7e7523fd-e051-4d6c-ae8f-c8b00c7834d0" data-action="Deal Block" data-label="NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!" data-dimension48="NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!" href="https://nordvpn.com/it/antivirus/" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:943px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.49%;"><img id="mUc8mHuhKyMsSW8hGmPv7P" name="threat protection.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mUc8mHuhKyMsSW8hGmPv7P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="943" height="495" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://nordvpn.com/it/antivirus/" data-dimension112="7e7523fd-e051-4d6c-ae8f-c8b00c7834d0" data-action="Deal Block" data-label="NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!" data-dimension48="NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!"><strong>NordVPN Threat Protection - Un anno di protezione dai virus al 50% di sconto!</strong></a></p><p>Un antivirus che vi consente di proteggere fino a 6 dispositivi, con assistenza 24/7, pieno supporto di macOS e Windows, con il massimo della leggerezza e facilità d'uso.</p><p>E oggi, potete acquistare un abbonamento di un anno al <strong>50% di sconto</strong>, pagando solo €2,39 al mese - il prezzo più basso sul mercato per un antivirus. Con tutta la qualità e l'affidabilità di un marchio come Nord. E non dimenticate la garanzia soddisfatti o rimborsati di 30 giorni, per provare Threat Protection con zero rischi!</p></div><h2 id="perch-xe9-xe8-importante-avere-un-antivirus">Perché è importante avere un antivirus?</h2><p>Siamo sempre più connessi, sempre più presenti online, i nostri dati, le nostre password, i dettagli dei nostri conti e delle nostre carte di credito sono sempre più esposti.</p><p>Il malware si fa sempre più avanzato e insidioso e anche gli utenti più cauti possono incorrere in una delle tante trappole presenti sulla rete.</p><p>Oggi è impensabile non dotarsi di un buon <strong>antivirus</strong> per proteggere non solo i propri dati, ma anche l&apos;identità online e Threat Protection vi offre un grado di sicurezza eccellente, all&apos;interno di un&apos;app facile da usare e per niente invasiva: niente banner, niente annunci, nessun invito a fare costosi upgrade.</p><p>Per soli €2,39 al mese, avrete a disposizione uno strumento avanzato che non vi protegge solo dai file scaricati e dai tentativi di frode informatica, ma vi aiuterà a navigare in modo più sicuro, evitando con consapevolezza i siti che potrebbero infettare i vostri sistemi e provocare danni anche ingenti.</p><p>Avere un antivirus è indispensabile, e Threat Protection vi consente di proteggervi al meglio senza spendere un capitale.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Modalità Incognito per navigare in anonimato? Non ci crede neanche Google ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Persino i dipendenti di Google sanno che la <strong>modalità Incognito </strong>di Chrome ha ben poco a che fare con l&apos;anonimato in rete.</p><p>La nota funzione di Google Chrome consente di navigare <strong>senza lasciare tracce nella cronologia</strong>, impedendo ad altri utenti che hanno accesso al vostro dispositivo di sapere quali siti avete visitato. Tuttavia, la modalità incognito non nasconde i dati ai siti web che visitate e nemmeno a Google stessa. </p><p>Se siete caduti dalle nuvole non preoccupatevi, non siete i soli. Il nome "Modalità Incognito" la fa apparire molto più "privata" di quanto non sia in realtà.</p><p>Non a caso, Google sta affrontando una <strong>causa da 5 miliardi di dollari </strong>per la confusione generata dal nome che, in effetti, risulta piuttosto fuorviante. Da quanto emerso di recente, persino il capo del settore marketing dell&apos;azienda era consapevole di quanto questo nome fosse fuorviante.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-10-11/google-s-incognito-inspires-staff-jokes-and-a-big-lawsuit" target="_blank">Bloomberg</a>, Lorraine Twohill, responsabile marketing di Google, ha inviato una mail diretta a Sundar Pichai, CEO dell&apos;azienda, affermando che è necessario <em>"rendere la modalità Incognito veramente privata"</em>. Twohill ha proseguito affermando che, poiché il servizio non è effettivamente privato, Google è costretta a usare un <em>"linguaggio confuso e ambiguo"</em>, che secondo lei potrebbe <strong>danneggiare la fiducia dei consumatori </strong>nei servizi dell&apos;azienda.</p><p>Altri documenti rivelati nell&apos;ambito del procedimento giudiziario mostrano che i dipendenti di Google hanno sollevato dubbi sul nome già nel 2018, oltre a mettere in dubbio l&apos;attinenza dell&apos;icona "Spy Guy", la faccina stilizzata composta da occhiali e cappello che compare quando si apre una nuova scheda in Incognito.</p><p>Lo stesso dipendente, ha fatto riferimento a uno studio nel quale veniva dimostrato come il<strong> 56,3%</strong> dei <strong>460 partecipanti</strong> <strong>fosse convinto</strong> che utilizzando la modalità incognito avrebbe potuto <strong>navigare in maniera totalmente anonima</strong>.</p><h2 id="come-si-fa-a-navigare-veramente-in-incognito">Come si fa a navigare veramente in incognito?</h2><p>Se state cercando un servizio che vi consenta di navigare veramente in totale anonimato, vi consigliamo vivamente di prendere in considerazione una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a>.</p><p>Sebbene <strong>le VPN</strong> (acronimo di Virtual Private Network) siano già <strong>ampiamente utilizzate</strong> per <strong>bypassare i contenuti geo-localizzati </strong>in modo da poter guardare più facilmente le serie TV Netflix e Prime disponibili esclusivamente in altre aree geografiche, questo strumento può essere utilizzato anche <strong>per navigare in modo anonimo e sicuro</strong>. </p><p>A tal fine, le VPN instradano i dati di navigazione attraverso dei server privati, dove vengono criptati prima di essere tramessi al sito web che si sta visitando.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="Q7rqtFSrF9yThXTBmptTHm" name="android.jpg" alt="ExpressVPN on Android phone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Q7rqtFSrF9yThXTBmptTHm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1000" height="563" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">ExpressVPN is our favorite VPN service </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Le migliori VPN <strong>non richiedono alcuna registrazione</strong> e impediscono a provider VPN e siti web visitati di conoscere dati come il tipo di dispositivo utilizzato, la posizione in cui vi trovate o la cronologia di navigazione. </p><p>Le VPN possono anche contribuire a <strong>mantenere al sicuro le vostre informazioni </strong>personali sulle reti Wi-Fi pubbliche, consentendovi di accedere alle pagine web sensibili (come l&apos;home banking) in tutta tranquillità.</p><p>A nostro avviso <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-expressvpn">ExpressVPN</a> rappresenta una delle migliori opzioni disponibili, ma ci sono una miriade di VPN tra cui scegliere quindi vi invitiamo a cercare quella che fa più al caso vostro. In questo modo, a differenza che utilizzando la Modalità Incognito di Chrome, <strong>potrete davvero navigare in sicurezza e in completo anonimato</strong>.</p><div data-model-name="ExpressVPN, NordVPN, Surfshark, Private Internet Access, ProtonVPN" data-multi="1" data-widget-type="multimodelreview" data-widget-title="Compare today's best overall VPNs"></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/modalita-incognito-per-navigare-in-privato-non-ci-crede-neanche-google</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Persino i dipendenti Google affermano che la modalità incognito sia fuoerviante, in quanto fa credere agli utenti di navigare in privato quanto non è cosi. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">wP7CeLPaJzYFag4ByunoMN</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RnP6wjXeujNX2PwQP5UBcC-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 14 Oct 2022 09:20:35 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Fri, 14 Oct 2022 09:21:02 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è Senior Editor che lavora con Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Hamish Hector ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RnP6wjXeujNX2PwQP5UBcC-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock/ lidiasilva]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RnP6wjXeujNX2PwQP5UBcC-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Persino i dipendenti di Google sanno che la <strong>modalità Incognito </strong>di Chrome ha ben poco a che fare con l&apos;anonimato in rete.</p><p>La nota funzione di Google Chrome consente di navigare <strong>senza lasciare tracce nella cronologia</strong>, impedendo ad altri utenti che hanno accesso al vostro dispositivo di sapere quali siti avete visitato. Tuttavia, la modalità incognito non nasconde i dati ai siti web che visitate e nemmeno a Google stessa. </p><p>Se siete caduti dalle nuvole non preoccupatevi, non siete i soli. Il nome "Modalità Incognito" la fa apparire molto più "privata" di quanto non sia in realtà.</p><p>Non a caso, Google sta affrontando una <strong>causa da 5 miliardi di dollari </strong>per la confusione generata dal nome che, in effetti, risulta piuttosto fuorviante. Da quanto emerso di recente, persino il capo del settore marketing dell&apos;azienda era consapevole di quanto questo nome fosse fuorviante.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-10-11/google-s-incognito-inspires-staff-jokes-and-a-big-lawsuit" target="_blank">Bloomberg</a>, Lorraine Twohill, responsabile marketing di Google, ha inviato una mail diretta a Sundar Pichai, CEO dell&apos;azienda, affermando che è necessario <em>"rendere la modalità Incognito veramente privata"</em>. Twohill ha proseguito affermando che, poiché il servizio non è effettivamente privato, Google è costretta a usare un <em>"linguaggio confuso e ambiguo"</em>, che secondo lei potrebbe <strong>danneggiare la fiducia dei consumatori </strong>nei servizi dell&apos;azienda.</p><p>Altri documenti rivelati nell&apos;ambito del procedimento giudiziario mostrano che i dipendenti di Google hanno sollevato dubbi sul nome già nel 2018, oltre a mettere in dubbio l&apos;attinenza dell&apos;icona "Spy Guy", la faccina stilizzata composta da occhiali e cappello che compare quando si apre una nuova scheda in Incognito.</p><p>Lo stesso dipendente, ha fatto riferimento a uno studio nel quale veniva dimostrato come il<strong> 56,3%</strong> dei <strong>460 partecipanti</strong> <strong>fosse convinto</strong> che utilizzando la modalità incognito avrebbe potuto <strong>navigare in maniera totalmente anonima</strong>.</p><h2 id="come-si-fa-a-navigare-veramente-in-incognito">Come si fa a navigare veramente in incognito?</h2><p>Se state cercando un servizio che vi consenta di navigare veramente in totale anonimato, vi consigliamo vivamente di prendere in considerazione una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a>.</p><p>Sebbene <strong>le VPN</strong> (acronimo di Virtual Private Network) siano già <strong>ampiamente utilizzate</strong> per <strong>bypassare i contenuti geo-localizzati </strong>in modo da poter guardare più facilmente le serie TV Netflix e Prime disponibili esclusivamente in altre aree geografiche, questo strumento può essere utilizzato anche <strong>per navigare in modo anonimo e sicuro</strong>. </p><p>A tal fine, le VPN instradano i dati di navigazione attraverso dei server privati, dove vengono criptati prima di essere tramessi al sito web che si sta visitando.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="Q7rqtFSrF9yThXTBmptTHm" name="android.jpg" alt="ExpressVPN on Android phone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Q7rqtFSrF9yThXTBmptTHm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1000" height="563" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">ExpressVPN is our favorite VPN service </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Le migliori VPN <strong>non richiedono alcuna registrazione</strong> e impediscono a provider VPN e siti web visitati di conoscere dati come il tipo di dispositivo utilizzato, la posizione in cui vi trovate o la cronologia di navigazione. </p><p>Le VPN possono anche contribuire a <strong>mantenere al sicuro le vostre informazioni </strong>personali sulle reti Wi-Fi pubbliche, consentendovi di accedere alle pagine web sensibili (come l&apos;home banking) in tutta tranquillità.</p><p>A nostro avviso <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-expressvpn">ExpressVPN</a> rappresenta una delle migliori opzioni disponibili, ma ci sono una miriade di VPN tra cui scegliere quindi vi invitiamo a cercare quella che fa più al caso vostro. In questo modo, a differenza che utilizzando la Modalità Incognito di Chrome, <strong>potrete davvero navigare in sicurezza e in completo anonimato</strong>.</p><div data-model-name="ExpressVPN, NordVPN, Surfshark, Private Internet Access, ProtonVPN" data-multi="1" data-widget-type="multimodelreview" data-widget-title="Compare today's best overall VPNs"></div>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ North Face subisce un attacco hacker, sottratti i dati di 200.000 clienti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il marchio di abbigliamento The North Face è stato vittima di un attacco informatico, e sono stati rubati i dati di quasi 200.000 clienti. Lo ha fatto sapere la società stessa, specificando che gli account potenzialmente compromessi sono 194.905.</p><p>I clienti di The North Face che hanno un account sul sito, dunque, dovrebbero suito cambiare password. E va cambiata anche altrove, almeno per quelle persone che usano la stessa password su più di un sito. </p><p>L&apos;attacco risale allo scorso 11 agosto. Sembra invece che i dati delle carte i credito non siano stati rubati. </p><p>The North Face sta contattando direttamente i clienti coinvolti, per informarli dell&apos;accaduto e chiedere il cambio di password. </p><p>A proposito del cambio password, pare che la tecnica in questo caso sia stata proprio quella di riciclare dati rubati altrove, e poi sfruttare quelli funzionanti per sottrarre altri dati. </p><p>Si ripropone dunque il problema, enorme, di chi usa la stessa password su più di un sito. Anche perché spesso e volentieri si tratta di password semplici da indovinare. </p><p>Fortunately, no payment details were stored on the website, so all credit and debit card data remained safe.</p><p>"We do not keep a copy of payment card details on thenorthface.com. We only retain a "token" linked to your payment card, and only our third-party payment card processor keeps payment card details," the company noted.</p><p>"The token cannot be used to initiate a purchase anywhere other than on thenorthface.com."</p><p>Affected user accounts and passwords have been reset, with users instructed to pick strong and unique new passwords that are not used on any other websites or platforms.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2022</li><li>In <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting" target="_blank">migliori Web Hosting</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup" target="_blank">software di backup</a> del 2022</li></ul><p>Via <a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/200-000-north-face-accounts-hacked-in-credential-stuffing-attack/" target="_blank">BleepingComputer</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/north-face-subisce-un-attacco-hacker-sottratti-i-dati-di-200000-clienti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I clienti North Face dovrebbero cambiare password ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">eNxLcMS2vDWw7pzPBVowe6</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pGho6fBHoyG8y4hndfyZGE-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 09 Sep 2022 08:38:16 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pGho6fBHoyG8y4hndfyZGE-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock.com / Kamil Zajaczkowski]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[The North Face jacket]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[The North Face jacket]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[The North Face jacket]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pGho6fBHoyG8y4hndfyZGE-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il marchio di abbigliamento The North Face è stato vittima di un attacco informatico, e sono stati rubati i dati di quasi 200.000 clienti. Lo ha fatto sapere la società stessa, specificando che gli account potenzialmente compromessi sono 194.905.</p><p>I clienti di The North Face che hanno un account sul sito, dunque, dovrebbero suito cambiare password. E va cambiata anche altrove, almeno per quelle persone che usano la stessa password su più di un sito. </p><p>L&apos;attacco risale allo scorso 11 agosto. Sembra invece che i dati delle carte i credito non siano stati rubati. </p><p>The North Face sta contattando direttamente i clienti coinvolti, per informarli dell&apos;accaduto e chiedere il cambio di password. </p><p>A proposito del cambio password, pare che la tecnica in questo caso sia stata proprio quella di riciclare dati rubati altrove, e poi sfruttare quelli funzionanti per sottrarre altri dati. </p><p>Si ripropone dunque il problema, enorme, di chi usa la stessa password su più di un sito. Anche perché spesso e volentieri si tratta di password semplici da indovinare. </p><p>Fortunately, no payment details were stored on the website, so all credit and debit card data remained safe.</p><p>"We do not keep a copy of payment card details on thenorthface.com. We only retain a "token" linked to your payment card, and only our third-party payment card processor keeps payment card details," the company noted.</p><p>"The token cannot be used to initiate a purchase anywhere other than on thenorthface.com."</p><p>Affected user accounts and passwords have been reset, with users instructed to pick strong and unique new passwords that are not used on any other websites or platforms.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2022</li><li>In <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting" target="_blank">migliori Web Hosting</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup" target="_blank">software di backup</a> del 2022</li></ul><p>Via <a href="https://www.bleepingcomputer.com/news/security/200-000-north-face-accounts-hacked-in-credential-stuffing-attack/" target="_blank">BleepingComputer</a></p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ LastPass hackerato, il password manager riesce a limitare i danni ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nel mese di agosto 2022 LastPass, noto <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> ampiamente diffuso tra gli utenti di tutto il mondo, ha subito un attacco informatico da parte di un groppo hacker.</p><p>A comunicarlo è l&apos;azienda stessa in un <a href="https://blog.lastpass.com/2022/08/notice-of-recent-security-incident/">post</a> pubblicato sul forum della community, nel quale si legge a chiare lettere che l&apos;attacco è avvenuto due settimane fa. Gli hacker si sono intrufolati nell&apos;ambiente di sviluppo di LastPass dopo aver compromesso l&apos;account di uno sviluppatore, accedendo a parte del codice sorgente e ad alcune informazioni tecniche private di LastPass.</p><p>L&apos;azienda ha adottato da subito misure di contenimento e ha richiesto la collaborazione di un&apos;importante società di cybersicurezza per limitare i danni. L&apos;indagine sull&apos;incidente è ancora in corso ma LastPass ha comunicato ai suoi utenti che, al momento, non ci sono prove che l&apos;attacco abbia comportato l&apos;accesso ai dati dei clienti o ai caveau delle password crittografate.</p><ul><li>Ecco perché vale la pena usare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/generatore-di-password-ecco-perche-ne-vale-la-pena">generatore di password</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> del 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">Offerte Antivirus</a>: i migliori software di protezione scontati</li></ul><p>Al momento i servizi di LastPass funzionano normalmente ma per prevenire altri attacchi, l&apos;azienda ha prontamente implementato nuove misure di sicurezza e sta valutando ulteriori tecniche di mitigazione.</p><p>LastPass informa gli utenti che nessuna delle Master password è stata compromessa e afferma di non memorizzare o essere a conoscenza delle Master Password dei propri utenti. </p><p>Il gestore di password utilizza infatti un&apos;architettura Zero Knowledge, standard del settore, che garantisce che LastPass non possa mai conoscere o accedere alla Master Password dei propri clienti.</p><p>In sostanza, se utilizzate LastPass, non dovreste avere nulla di cui preoccuparvi.</p><p><br></p><p>Fonte: <a href="https://www.gizmochina.com/2022/08/26/password-manager-lastpass-hacked-august/">Gizmochina</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/lastpass-hackerato-il-password-manager-riesce-a-limitare-i-danni</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ LastPass, noto servizio di password management, ha subito un attacco nel mese di agosto ma è riuscito a tenere al sicuro le password dei suoi utenti. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">24R92CFG2xF5cwmh5gq3kN</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yDpezKpJsKYY4a3r9EzAw5-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 26 Aug 2022 09:28:40 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yDpezKpJsKYY4a3r9EzAw5-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Passwork]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[password manager security]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[password manager security]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[password manager security]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yDpezKpJsKYY4a3r9EzAw5-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Nel mese di agosto 2022 LastPass, noto <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> ampiamente diffuso tra gli utenti di tutto il mondo, ha subito un attacco informatico da parte di un groppo hacker.</p><p>A comunicarlo è l&apos;azienda stessa in un <a href="https://blog.lastpass.com/2022/08/notice-of-recent-security-incident/">post</a> pubblicato sul forum della community, nel quale si legge a chiare lettere che l&apos;attacco è avvenuto due settimane fa. Gli hacker si sono intrufolati nell&apos;ambiente di sviluppo di LastPass dopo aver compromesso l&apos;account di uno sviluppatore, accedendo a parte del codice sorgente e ad alcune informazioni tecniche private di LastPass.</p><p>L&apos;azienda ha adottato da subito misure di contenimento e ha richiesto la collaborazione di un&apos;importante società di cybersicurezza per limitare i danni. L&apos;indagine sull&apos;incidente è ancora in corso ma LastPass ha comunicato ai suoi utenti che, al momento, non ci sono prove che l&apos;attacco abbia comportato l&apos;accesso ai dati dei clienti o ai caveau delle password crittografate.</p><ul><li>Ecco perché vale la pena usare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/generatore-di-password-ecco-perche-ne-vale-la-pena">generatore di password</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> del 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">Offerte Antivirus</a>: i migliori software di protezione scontati</li></ul><p>Al momento i servizi di LastPass funzionano normalmente ma per prevenire altri attacchi, l&apos;azienda ha prontamente implementato nuove misure di sicurezza e sta valutando ulteriori tecniche di mitigazione.</p><p>LastPass informa gli utenti che nessuna delle Master password è stata compromessa e afferma di non memorizzare o essere a conoscenza delle Master Password dei propri utenti. </p><p>Il gestore di password utilizza infatti un&apos;architettura Zero Knowledge, standard del settore, che garantisce che LastPass non possa mai conoscere o accedere alla Master Password dei propri clienti.</p><p>In sostanza, se utilizzate LastPass, non dovreste avere nulla di cui preoccuparvi.</p><p><br></p><p>Fonte: <a href="https://www.gizmochina.com/2022/08/26/password-manager-lastpass-hacked-august/">Gizmochina</a></p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Amazon ha dato alla polizia le registrazioni private degli utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Cosa succede? </strong>Amazon ha ammesso di aver ceduto dati personali degli utenti alle forze di polizia USA, senza il consenso degli utenti né informandoli</p><p><strong>Perché è importane? </strong>Molti osservatori temono che questo sia un nuovo attacco alla privacy delle persone, e che l&apos;abuso delle tecnologie possa portare a uno stato di sorveglianza e meno libertà personali. </p><p><br></p><p>Tra le molte cose vendute da Amazon c&apos;è anche il Ring Video Doorbell, una specie di videocitofono di nuova generazione, facile da installare e relativamente economico. Comodissimo, permette di vedere chi c&apos;è alla porta dalla TV, dal PC, dallo smartphone  e da altri schermi. E può anche registrare, così per esempio vedi se il corriere tratta male i tuoi pacchi. </p><p>Fantastico, ma c&apos;è anche un lato oscuro. Amazon ha infatti confermato che i dati registrati dal Ring Video Doorbell non sono protetti, almeno negli Stati Uniti. In altre parole, se la polizia va da Amazon a chiedere le regitrazioni del <em>tuo</em> campanello, Amazon cede i dati senza fare domande. Lo ha confermato la stessa Amazon, in risposta all&apos;interrogazione di un senatore. </p><a href="https://eu.wikileaks.shop/"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="tHjdMWZpJyrWazRc5ENxvc" name="wikileaks maglietta.jpg" alt="Wikileaks" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tHjdMWZpJyrWazRc5ENxvc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="600" height="600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikileaks)</span></figcaption></figure></a><p><br></p><p>Inoltre Amazon non notifica gli utenti, quindi le autorità ricevono registrazioni private a insaputa delle persone che abitano in quella casa.  </p><p>Amazon ha poi specificato che i dati vengono concessi solo in casi di emergenza, quando c&apos;è un "immediato pericolo" per le persone. </p><p>Negli Stati Uniti si è aperto un dibattito sull&apos;argomento, chiaramente molto importante. In Europa, invece, Amazon deve rispettare norme più rigide a tutela della privacy e, almeno per come stanno le cose ora, non potrebbe accadere la stessa cosa.  </p><p>Le numerose voci che si sono levate contro la scelta di Ring citano il diritto alla privacy, ma anche il pericolo di avvicinarsi a uno stato di sorveglianza globale. A un certo punto, se alla polizia basta dire che è un&apos;emergenza per ottenere i dati, chi ci assicura che non si tratti di controllo politico in uno stato oppressivo? </p><p>Fortunatamente, è possibile usare sistemi crittografici per proteggere i dati, comprese le registrazioni di Ring Video Doorbell, e renderli inaccessibili a chiunque non abbia le chiavi necessarie. Però non è una cosa semplice, di certo non alla portata di tutti. E soprattutto, se le persone nemmeno sanno che qualcuno potrebbe vedere quei dati, difficilmente sentiranno il bisogno di proteggerli. </p><ul><li>Per avere più sicurezza, meglio usare una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a></li></ul><p><br></p><p>Il che rimanda al problema della impostazioni di default. Amazon, e chiunque altro, tende a creare prodotti che siano prima di tutto facili da usare. Solo che la sicurezza in genere non è la cosa più semplice, anzi richiede che le persone abbiano un approccio attivo. </p><p>Ampliando lo sguardo, la vicenda rientra nell&apos;infinito dibattito che vede da una parte i difensori della "sicurezza" (con le virgolette, perché non in verità è solo un&apos;illusione di controllo), e dall&apos;altra chi teme la minaccia della sorveglianza globale, che in un attimo può trasformarsi in stato di polizia. Una situazione che nessuno vorrebbe, ma solo alcuni temono che sia una possibilità reale nel mondo occidentale. </p><p>Già, eppure il mondo occidentale non ha un curriculum proprio perfetto quanto a difesa delle libertà civili, basti guardare alla storia di Julian Assange e di Wikileaks. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-ha-dato-alla-polizia-le-registrazioni-private-degli-utenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il campanello di Amazon registra tutto, e se non si fa attenzione diffonde immagini e audio ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">hQPwdrixHjrdxbHTRgPuVL</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XiDEmpC2AsPJQqWhmzmuTX-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 15 Jul 2022 08:56:31 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Fri, 15 Jul 2022 08:59:21 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XiDEmpC2AsPJQqWhmzmuTX-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Amazon]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Ring Video Doorbell and Echo Show 5]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Ring Video Doorbell and Echo Show 5]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Ring Video Doorbell and Echo Show 5]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XiDEmpC2AsPJQqWhmzmuTX-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><strong>Cosa succede? </strong>Amazon ha ammesso di aver ceduto dati personali degli utenti alle forze di polizia USA, senza il consenso degli utenti né informandoli</p><p><strong>Perché è importane? </strong>Molti osservatori temono che questo sia un nuovo attacco alla privacy delle persone, e che l&apos;abuso delle tecnologie possa portare a uno stato di sorveglianza e meno libertà personali. </p><p><br></p><p>Tra le molte cose vendute da Amazon c&apos;è anche il Ring Video Doorbell, una specie di videocitofono di nuova generazione, facile da installare e relativamente economico. Comodissimo, permette di vedere chi c&apos;è alla porta dalla TV, dal PC, dallo smartphone  e da altri schermi. E può anche registrare, così per esempio vedi se il corriere tratta male i tuoi pacchi. </p><p>Fantastico, ma c&apos;è anche un lato oscuro. Amazon ha infatti confermato che i dati registrati dal Ring Video Doorbell non sono protetti, almeno negli Stati Uniti. In altre parole, se la polizia va da Amazon a chiedere le regitrazioni del <em>tuo</em> campanello, Amazon cede i dati senza fare domande. Lo ha confermato la stessa Amazon, in risposta all&apos;interrogazione di un senatore. </p><a href="https://eu.wikileaks.shop/"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="tHjdMWZpJyrWazRc5ENxvc" name="wikileaks maglietta.jpg" alt="Wikileaks" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tHjdMWZpJyrWazRc5ENxvc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="600" height="600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikileaks)</span></figcaption></figure></a><p><br></p><p>Inoltre Amazon non notifica gli utenti, quindi le autorità ricevono registrazioni private a insaputa delle persone che abitano in quella casa.  </p><p>Amazon ha poi specificato che i dati vengono concessi solo in casi di emergenza, quando c&apos;è un "immediato pericolo" per le persone. </p><p>Negli Stati Uniti si è aperto un dibattito sull&apos;argomento, chiaramente molto importante. In Europa, invece, Amazon deve rispettare norme più rigide a tutela della privacy e, almeno per come stanno le cose ora, non potrebbe accadere la stessa cosa.  </p><p>Le numerose voci che si sono levate contro la scelta di Ring citano il diritto alla privacy, ma anche il pericolo di avvicinarsi a uno stato di sorveglianza globale. A un certo punto, se alla polizia basta dire che è un&apos;emergenza per ottenere i dati, chi ci assicura che non si tratti di controllo politico in uno stato oppressivo? </p><p>Fortunatamente, è possibile usare sistemi crittografici per proteggere i dati, comprese le registrazioni di Ring Video Doorbell, e renderli inaccessibili a chiunque non abbia le chiavi necessarie. Però non è una cosa semplice, di certo non alla portata di tutti. E soprattutto, se le persone nemmeno sanno che qualcuno potrebbe vedere quei dati, difficilmente sentiranno il bisogno di proteggerli. </p><ul><li>Per avere più sicurezza, meglio usare una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a></li></ul><p><br></p><p>Il che rimanda al problema della impostazioni di default. Amazon, e chiunque altro, tende a creare prodotti che siano prima di tutto facili da usare. Solo che la sicurezza in genere non è la cosa più semplice, anzi richiede che le persone abbiano un approccio attivo. </p><p>Ampliando lo sguardo, la vicenda rientra nell&apos;infinito dibattito che vede da una parte i difensori della "sicurezza" (con le virgolette, perché non in verità è solo un&apos;illusione di controllo), e dall&apos;altra chi teme la minaccia della sorveglianza globale, che in un attimo può trasformarsi in stato di polizia. Una situazione che nessuno vorrebbe, ma solo alcuni temono che sia una possibilità reale nel mondo occidentale. </p><p>Già, eppure il mondo occidentale non ha un curriculum proprio perfetto quanto a difesa delle libertà civili, basti guardare alla storia di Julian Assange e di Wikileaks. </p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Gli hacker sfruttano PayPal per rubare i dati bancari degli utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>A novembre 2021 Avanan, azienda specializzata nell&apos;ambito della sicurezza e-mail e cloud, ha diffuso un report riguardante un <a href="https://www.avanan.com/blog/new-attack-spoofs-amazon-to-obtain-payment-from-end-user">attacco informatico che sfruttava il nome di Amazon</a>. Questo si basava sull’utilizzo di link legittimi di Amazon, e costringeva gli utenti a fare una telefonata per annullare un ordine che in realtà non era mai avvenuto.</p><p>Oggi Anavan torna a segnalare una serie di attacchi molto simili, che questa volta si basano su una delle piattaforme di pagamento più sicure e utilizzate in assoluto: PayPal. Come avvenuto con le mail contenenti gli ordini Amazon fasulli, anche in questo caso, per cancellare il pagamento gli utenti vengono invitati a chiamare un numero di telefono.</p><p>Nel mese di aprile, i ricercatori di Avanan hanno riscontrato un&apos;impennata di attacchi che sfruttano lo spoofing di marchi popolari come PayPal, utilizzando una mail di conferma riferita a ordini / pagamenti mai avvenuti per indurre gli utenti finali a chiamare un numero di telefono fornito dagli hacker. A questo punto, dall&apos;altra parte della cornetta, un "operatore" cercherà di rubare le informazioni bancarie e i dati degli utenti intenzionati ad annullare l&apos;ordine. In questo report sugli attacchi, Avanan spiega in che modo gli hacker stanno utilizzando questa tipologia di attacchi per sottrarre le credenziali di migliaia di utenti.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze">Antivirus a pagamento vs antivirus gratuito</a>: quale scegliere?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratis-funzionano-davvero">Gli antivirus gratis funzionano davvero</a>?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte antivirus(opens in new tab)</a>: i migliori prezzi in circolazione</li></ul><h2 id="come-funziona-l-apos-attacco">Come funziona l&apos;attacco?</h2><ul><li><strong>Vettore:</strong> Email</li><li><strong>Tipologia di attacco:</strong> Furto di credenziali</li><li><strong>Tecniche utilizzate:</strong> falsa identità, furto di numero telefonico</li><li><strong>Obiettivo:</strong> utente finale</li></ul><p>Gli hacker inviano quella che sembra una conferma d&apos;ordine PayPal, la classica mail che arriva quando acquistate un bene o effettuate un pagamento con il noto circuito di pagamento  internazionale. Nello specifico, l&apos;utente viene informato di aver acquistato oltre 500 dollari di DogeCoin. A questo punto, per annullare l&apos;ordine, la vittima viene invitata a chiamare un numero di assistenza clienti fittizio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:613px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:62.48%;"><img id="UxbZPdsm2s5mc5i4RiRhQ3" name="aaaaaa.png" alt="Techradar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UxbZPdsm2s5mc5i4RiRhQ3-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="613" height="383" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techradar)</span></figcaption></figure><p>Lo scopo principale dell&apos;attacco non consiste unicamente nell&apos;ottenere informazioni finanziarie sull&apos;utente, ma anche nell&apos;acquisire il suo numero di telefono. Questo tipo di scam usa quello che in gergo tecnico viene definito “phone number harvesting”, ovvero raccolta del numero ti telefono. </p><p>Invece di provare a ottenere le credenziali per i login dei servizi di online banking, questo attacco mira a ottenere facilmente i numeri di telefono delle vittime. Una volta acquisito il numero di telefono, gli hacker possono effettuare una serie di attacchi tramite messaggi di testo, telefonate o messaggi WhatsApp. Un solo attacco riuscito può portare a conseguenze molto gravi.</p><p>Il numero indicato nell&apos;e-mail appartiene a una società con sede alle Hawaii ed è già stato collegato ad altre truffe in passato. Al momento della chiamata, agli utenti viene chiesto il numero di carta di credito e il CVV per "annullare" l&apos;addebito. </p><p>L&apos;attacco funziona molto bene anche perché non ci sono link nel corpo dell&apos;e-mail. Quando c&apos;è un link, il sistema di sicurezza interno delle e-mail può verificarlo per vedere se è dannoso o meno, mandando di fatto a monte l&apos;attacco. Senza link, identificare una mail pericolosa diventa molto più difficile.</p><p>Grazie a questo espediente, l&apos;attacco si rivela particolarmente insidioso e difficile da fermare. </p><p><br></p><h2 id="come-prevenire-questo-tipo-di-attacchi">Come prevenire questo tipo di attacchi</h2><p>Oltre a diffondere informazioni sulle modalità d&apos;attacco, Anavan ha fornito delle linee guida che, se seguite alla lettera, possono ridurre notevolmente i rischi legati a questo tipo di attacchi:</p><p>⦁Verificare con attenzione l&apos;indirizzo e-mail del mittente.</p><p>⦁Verificare le transazioni recenti direttamente sul proprio account PayPal.</p><p>⦁Non chiamare numeri sconosciuti prima di aver verificato l&apos;identità del mittente.</p><p>⦁Fare particolare attenzione ad inserire le grandi aziende come Amazon o PayPal     tra gli indirizzi email autorizzati; i nomi noti sono tra i più utilizzati per le truffe.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">migliori antivirus</a> del 2022</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/gli-hacker-sfruttano-paypal-per-rubare-i-dati-bancari-degli-utenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Come successo qualche mese fa con Amazon, gli hacker utilizzano link legittimi e chiedono di effettuare una chiamata per cancellare l'ordine. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">dMhYiwNiuaezU6kLon23pi</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8G2DCukTVnReaCSA8CSYYM-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 23 Jun 2022 10:51:27 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8G2DCukTVnReaCSA8CSYYM-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[PayPal]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[PayPal ]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[PayPal ]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[PayPal ]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8G2DCukTVnReaCSA8CSYYM-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>A novembre 2021 Avanan, azienda specializzata nell&apos;ambito della sicurezza e-mail e cloud, ha diffuso un report riguardante un <a href="https://www.avanan.com/blog/new-attack-spoofs-amazon-to-obtain-payment-from-end-user">attacco informatico che sfruttava il nome di Amazon</a>. Questo si basava sull’utilizzo di link legittimi di Amazon, e costringeva gli utenti a fare una telefonata per annullare un ordine che in realtà non era mai avvenuto.</p><p>Oggi Anavan torna a segnalare una serie di attacchi molto simili, che questa volta si basano su una delle piattaforme di pagamento più sicure e utilizzate in assoluto: PayPal. Come avvenuto con le mail contenenti gli ordini Amazon fasulli, anche in questo caso, per cancellare il pagamento gli utenti vengono invitati a chiamare un numero di telefono.</p><p>Nel mese di aprile, i ricercatori di Avanan hanno riscontrato un&apos;impennata di attacchi che sfruttano lo spoofing di marchi popolari come PayPal, utilizzando una mail di conferma riferita a ordini / pagamenti mai avvenuti per indurre gli utenti finali a chiamare un numero di telefono fornito dagli hacker. A questo punto, dall&apos;altra parte della cornetta, un "operatore" cercherà di rubare le informazioni bancarie e i dati degli utenti intenzionati ad annullare l&apos;ordine. In questo report sugli attacchi, Avanan spiega in che modo gli hacker stanno utilizzando questa tipologia di attacchi per sottrarre le credenziali di migliaia di utenti.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze">Antivirus a pagamento vs antivirus gratuito</a>: quale scegliere?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratis-funzionano-davvero">Gli antivirus gratis funzionano davvero</a>?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte antivirus(opens in new tab)</a>: i migliori prezzi in circolazione</li></ul><h2 id="come-funziona-l-apos-attacco">Come funziona l&apos;attacco?</h2><ul><li><strong>Vettore:</strong> Email</li><li><strong>Tipologia di attacco:</strong> Furto di credenziali</li><li><strong>Tecniche utilizzate:</strong> falsa identità, furto di numero telefonico</li><li><strong>Obiettivo:</strong> utente finale</li></ul><p>Gli hacker inviano quella che sembra una conferma d&apos;ordine PayPal, la classica mail che arriva quando acquistate un bene o effettuate un pagamento con il noto circuito di pagamento  internazionale. Nello specifico, l&apos;utente viene informato di aver acquistato oltre 500 dollari di DogeCoin. A questo punto, per annullare l&apos;ordine, la vittima viene invitata a chiamare un numero di assistenza clienti fittizio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:613px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:62.48%;"><img id="UxbZPdsm2s5mc5i4RiRhQ3" name="aaaaaa.png" alt="Techradar" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UxbZPdsm2s5mc5i4RiRhQ3-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="613" height="383" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techradar)</span></figcaption></figure><p>Lo scopo principale dell&apos;attacco non consiste unicamente nell&apos;ottenere informazioni finanziarie sull&apos;utente, ma anche nell&apos;acquisire il suo numero di telefono. Questo tipo di scam usa quello che in gergo tecnico viene definito “phone number harvesting”, ovvero raccolta del numero ti telefono. </p><p>Invece di provare a ottenere le credenziali per i login dei servizi di online banking, questo attacco mira a ottenere facilmente i numeri di telefono delle vittime. Una volta acquisito il numero di telefono, gli hacker possono effettuare una serie di attacchi tramite messaggi di testo, telefonate o messaggi WhatsApp. Un solo attacco riuscito può portare a conseguenze molto gravi.</p><p>Il numero indicato nell&apos;e-mail appartiene a una società con sede alle Hawaii ed è già stato collegato ad altre truffe in passato. Al momento della chiamata, agli utenti viene chiesto il numero di carta di credito e il CVV per "annullare" l&apos;addebito. </p><p>L&apos;attacco funziona molto bene anche perché non ci sono link nel corpo dell&apos;e-mail. Quando c&apos;è un link, il sistema di sicurezza interno delle e-mail può verificarlo per vedere se è dannoso o meno, mandando di fatto a monte l&apos;attacco. Senza link, identificare una mail pericolosa diventa molto più difficile.</p><p>Grazie a questo espediente, l&apos;attacco si rivela particolarmente insidioso e difficile da fermare. </p><p><br></p><h2 id="come-prevenire-questo-tipo-di-attacchi">Come prevenire questo tipo di attacchi</h2><p>Oltre a diffondere informazioni sulle modalità d&apos;attacco, Anavan ha fornito delle linee guida che, se seguite alla lettera, possono ridurre notevolmente i rischi legati a questo tipo di attacchi:</p><p>⦁Verificare con attenzione l&apos;indirizzo e-mail del mittente.</p><p>⦁Verificare le transazioni recenti direttamente sul proprio account PayPal.</p><p>⦁Non chiamare numeri sconosciuti prima di aver verificato l&apos;identità del mittente.</p><p>⦁Fare particolare attenzione ad inserire le grandi aziende come Amazon o PayPal     tra gli indirizzi email autorizzati; i nomi noti sono tra i più utilizzati per le truffe.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">migliori antivirus</a> del 2022</li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Apple, la pubblicità sulla privacy dei dati è inquietante... e accurata ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Ellie è una persona come tante, e sta dando un&apos;occhiata alle nuove offerte in un classico negozio di dischi in vinile. A un certo punto, scopre una porta e un&apos;asta segreta in cui diverse persone in abiti dandy non vedono l&apos;ora di fare la loro offerta sui dati privati della donna, rappresentati da vari oggetti.</p><p>E sì, sembra tutto normale. Apple sta usando questa pubblicità, un po&apos; ironica, ma anche inquietantemente accurata, per mostrare cosa accade ai nostri dati, immaginando una casa d&apos;aste chiamata "DUBIOU&apos;S" ("dubbia") come metafora del processo.</p><p>Nella pubblicità, rilasciata e trasmessa da mercoledì scorso con un titolo che suona come "I tuoi dati vengono venduti!", Ellie rimane sconvolta mentre qualsiasi cosa, inclusi i suoi messaggi notturni alla nonna, viene messa all&apos;asta per i data broker. tuttavia, dato che si tratta di un&apos;inserzione di Apple, Ellie ha con se un&apos;arma segreta.</p><p>Infatti, la donna tira fuori il suo <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-13-recensione">iPhone 13</a> e clicca su "Chiedi di non eseguire il tracciamento" per un&apos;app, quindi i dati e i data broker impersonati da esseri umani iniziano a sparire. Inoltre, Ellie modifica le impostazioni per la privacy di Safari e, in men che non si dica, la casa d&apos;aste si svuota.</p><p>Si tratta di una pubblicità efficace, sebbene un po&apos; didascalica, forse. Ma non si può dire che non sia accurata.</p><p>Tutti i siti web contengono decine di tracker (di solito nascosti da pixel trasparenti) che consentono di trasferire i dati "lasciati" dagli utenti sul sito verso un&apos;altra destinazione (ecco perché, se avete cercato quelle sneaker gialle da qualche parte, ve le siete trovate letteralmente ovunque abbiate puntato il browser in momenti successivi).</p><p>In modo analogo, gli sviluppatori di vendevano (e <a href="https://9to5mac.com/2022/02/28/apps-sell-your-location-data/" target="_blank">spesso lo fanno ancora</a>) i dati ottenuti dai tracker a data broker esterni. Il programma per la privacy delle app di Apple adesso costringe gli sviluppatori a chiedere il permesso prima di tracciare qualsiasi dato. E molte persone hanno deciso di non concederlo tramite le nuove impostazioni, così come viene spesso riportato dalle aziende come <a href="https://www.cnet.com/tech/services-and-software/facebook-again-warns-that-apple-privacy-changes-are-hurting-its-business/" target="_blank">Facebook</a> che lamentano un calo di introiti pubblicitari.</p><p><br></p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/NOXK4EVFmJY" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Secondo Apple, l&apos;obiettivo questa inserzione leggermente iperbolica è evidenziare le potenziali modalità d&apos;uso dei dati, di cui a volte potremmo essere inconsapevoli.</p><p>L&apos;impegno profuso dall&apos;azienda nell&apos;ambito della privacy non emerge tanto dall&apos;inserzione o da altre iniziative, come le funzioni anti-tracciamento, quanto dal ciò che Apple dichiara sulla questione.</p><p>In occasione del suo discorso presso l&apos;International Association of Privacy Professionals all&apos;inizio dell&apos;anno, il CEO di Apple <a href="https://9to5mac.com/2022/04/12/tim-cook-privacy-speech-iapp/#:~:text=Cook%20argued%20that%20privacy%20is,less%20innovative%2C%20less%20human.%E2%80%9D" target="_blank">Tim Cook ha dichiarato:</a> "Un mondo senza privacy è povero di immaginazione, di empatia, di innovazione e di umanità", per poi sottolineare che Apple ha preso un preciso "impegno alla protezione delle persone da un complesso industriale che punta ai dati e che si basa sulla sorveglianza".</p><p>Nel caso dell&apos;inserzione, comunque, quel "complesso industriale che punta ai dati" assume le sembianze stereotipate della casa d&apos;aste, con persone che fanno le loro offerte per accaparrarsi degli oggetti che rappresentano i dati di Ellie. In ogni caso, il messaggio è più che chiaro.</p><p>Apple, che non ha mai lucrato sulle inserzioni o sui dati dei clienti, è nell&apos;invidiabile posizione di poter affrontare il problema della privacy dei dati da un punto di vista più generale. D&apos;altronde, può permettersi di puntare il dito contro Google o Facebook e le loro prassi relative ai dati (magari senza fare nomi) proprio perché non ha bisogno di quei dati.</p><p>Anche l&apos;attività connessa ai servizi proposti dal Colosso di Cupertino, in crescita rapida, si basa su abbonamenti diretti, di conseguenza non occorre raccogliere dati a scopo di fatturato o ampliamento del business.</p><p>Detto questo, ecco a voi questa <a href="https://www.youtube.com/watch?v=NOXK4EVFmJY" target="_blank">simpatica pubblicità</a>.</p><p>E se la privacy è un argomento importante per voi, vi consigliamo un paio di letture interessanti:</p><ul><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-iphone">migliori VPN</a> per iPhone</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/tunnel-vpn-cose-e-a-cosa-serve">Tunnel VPN</a>, cos'è e a cosa serve</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/questo-browser-sconosciuto-vale-1-miliardo-di-dollari">Questo browser è davvero anonimo</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/apple-la-pubblicita-sulla-privacy-dei-dati-e-inquietante-e-accurata</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Apple lancia una nuova pubblicità abbastanza simpatica, ma con un forte messaggio sull'approccio alla privacy dei dati ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">tMsxcSNGLNtyjsidEbpxB8</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ryuMuNwF92qfsMLj99evP9-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 19 May 2022 11:30:49 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Thu, 19 May 2022 11:30:59 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ lance.ulanoff@futurenet.com (Lance Ulanoff) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Lance Ulanoff ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W2qksRaQeUfBGMwsW5bTGh-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Lance Ulanoff is an &lt;a href=&quot;https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ox35RKH2kNKBfSBfvHEoK6.jpg&quot;&gt;award-winning tech journalist&lt;/a&gt;, on-air expert, and commentator.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Before joining TechRadar, he served as Editor in Chief of Lifewire. Prior to that, he was Chief Correspondent for Mashable where he covered all facets of technology and the&amp;nbsp;intersection&amp;nbsp;of digital and life. He also helped Mashable find new ways to&amp;nbsp;tell&amp;nbsp;stories. Lance is based in NY.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A 36-plus year industry veteran, &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/Lance_Ulanoff&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lance Ulanoff&lt;/a&gt; has covered technology since PCs were the size of suitcases, “on line” meant “waiting” and CPU speeds were measured in single-digit megahertz. Prior to joining Mashable as Editor in Chief in 2011, Lance Ulanoff served as Editor in Chief of PCMag.com and Senior Vice President of Content for the Ziff Davis, Inc. While there, he guided the brand to a 100% digital existence and oversaw content strategy for all of Ziff Davis’ Web sites. His long-running column on PCMag.com earned him a Bronze award from the ASBPE. Winmag.com, HomePC.com and PCMag.com were all honored under Lance’s guidance.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
He makes frequent appearances on national, international, and local news programs including &lt;a href=&quot;https://kellyandryan.com/homepagemodules/new-years-tech-resolutions-with-lance-ulanoff/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Live with Kelly and Ryan&lt;/a&gt;, Fox News, Fox Business, &lt;a href=&quot;https://www.today.com/video/google-glass-is-beginning-of-a-revolution-44496451646&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;the Today Show&lt;/a&gt;, Good Morning America, CNBC, CNN, and the BBC. He has also offered commentary on National Public Radio and been interviewed by newspapers and radio stations around the country. Lance has been an invited guest speaker at numerous technology conferences including Think Mobile, CEA Line Shows, Digital Life, RoboBusiness, RoboNexus, Business Foresight and Digital Media Wire’s Games and Mobile Forum.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Lance received his Bachelor of Arts in Journalism from Hofstra University in New York. He serves on Hofstra’s School of Communication Advisory Board.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
In his spare time, Lance draws cartoons, which he occasionally posts online. He and his wife Linda have been married for over 30 years and have raised two amazing children.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ryuMuNwF92qfsMLj99evP9-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Apple]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Nuova pubblicità Apple sulla privacy]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Nuova pubblicità Apple sulla privacy]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Nuova pubblicità Apple sulla privacy]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ryuMuNwF92qfsMLj99evP9-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Ellie è una persona come tante, e sta dando un&apos;occhiata alle nuove offerte in un classico negozio di dischi in vinile. A un certo punto, scopre una porta e un&apos;asta segreta in cui diverse persone in abiti dandy non vedono l&apos;ora di fare la loro offerta sui dati privati della donna, rappresentati da vari oggetti.</p><p>E sì, sembra tutto normale. Apple sta usando questa pubblicità, un po&apos; ironica, ma anche inquietantemente accurata, per mostrare cosa accade ai nostri dati, immaginando una casa d&apos;aste chiamata "DUBIOU&apos;S" ("dubbia") come metafora del processo.</p><p>Nella pubblicità, rilasciata e trasmessa da mercoledì scorso con un titolo che suona come "I tuoi dati vengono venduti!", Ellie rimane sconvolta mentre qualsiasi cosa, inclusi i suoi messaggi notturni alla nonna, viene messa all&apos;asta per i data broker. tuttavia, dato che si tratta di un&apos;inserzione di Apple, Ellie ha con se un&apos;arma segreta.</p><p>Infatti, la donna tira fuori il suo <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-13-recensione">iPhone 13</a> e clicca su "Chiedi di non eseguire il tracciamento" per un&apos;app, quindi i dati e i data broker impersonati da esseri umani iniziano a sparire. Inoltre, Ellie modifica le impostazioni per la privacy di Safari e, in men che non si dica, la casa d&apos;aste si svuota.</p><p>Si tratta di una pubblicità efficace, sebbene un po&apos; didascalica, forse. Ma non si può dire che non sia accurata.</p><p>Tutti i siti web contengono decine di tracker (di solito nascosti da pixel trasparenti) che consentono di trasferire i dati "lasciati" dagli utenti sul sito verso un&apos;altra destinazione (ecco perché, se avete cercato quelle sneaker gialle da qualche parte, ve le siete trovate letteralmente ovunque abbiate puntato il browser in momenti successivi).</p><p>In modo analogo, gli sviluppatori di vendevano (e <a href="https://9to5mac.com/2022/02/28/apps-sell-your-location-data/" target="_blank">spesso lo fanno ancora</a>) i dati ottenuti dai tracker a data broker esterni. Il programma per la privacy delle app di Apple adesso costringe gli sviluppatori a chiedere il permesso prima di tracciare qualsiasi dato. E molte persone hanno deciso di non concederlo tramite le nuove impostazioni, così come viene spesso riportato dalle aziende come <a href="https://www.cnet.com/tech/services-and-software/facebook-again-warns-that-apple-privacy-changes-are-hurting-its-business/" target="_blank">Facebook</a> che lamentano un calo di introiti pubblicitari.</p><p><br></p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/NOXK4EVFmJY" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Secondo Apple, l&apos;obiettivo questa inserzione leggermente iperbolica è evidenziare le potenziali modalità d&apos;uso dei dati, di cui a volte potremmo essere inconsapevoli.</p><p>L&apos;impegno profuso dall&apos;azienda nell&apos;ambito della privacy non emerge tanto dall&apos;inserzione o da altre iniziative, come le funzioni anti-tracciamento, quanto dal ciò che Apple dichiara sulla questione.</p><p>In occasione del suo discorso presso l&apos;International Association of Privacy Professionals all&apos;inizio dell&apos;anno, il CEO di Apple <a href="https://9to5mac.com/2022/04/12/tim-cook-privacy-speech-iapp/#:~:text=Cook%20argued%20that%20privacy%20is,less%20innovative%2C%20less%20human.%E2%80%9D" target="_blank">Tim Cook ha dichiarato:</a> "Un mondo senza privacy è povero di immaginazione, di empatia, di innovazione e di umanità", per poi sottolineare che Apple ha preso un preciso "impegno alla protezione delle persone da un complesso industriale che punta ai dati e che si basa sulla sorveglianza".</p><p>Nel caso dell&apos;inserzione, comunque, quel "complesso industriale che punta ai dati" assume le sembianze stereotipate della casa d&apos;aste, con persone che fanno le loro offerte per accaparrarsi degli oggetti che rappresentano i dati di Ellie. In ogni caso, il messaggio è più che chiaro.</p><p>Apple, che non ha mai lucrato sulle inserzioni o sui dati dei clienti, è nell&apos;invidiabile posizione di poter affrontare il problema della privacy dei dati da un punto di vista più generale. D&apos;altronde, può permettersi di puntare il dito contro Google o Facebook e le loro prassi relative ai dati (magari senza fare nomi) proprio perché non ha bisogno di quei dati.</p><p>Anche l&apos;attività connessa ai servizi proposti dal Colosso di Cupertino, in crescita rapida, si basa su abbonamenti diretti, di conseguenza non occorre raccogliere dati a scopo di fatturato o ampliamento del business.</p><p>Detto questo, ecco a voi questa <a href="https://www.youtube.com/watch?v=NOXK4EVFmJY" target="_blank">simpatica pubblicità</a>.</p><p>E se la privacy è un argomento importante per voi, vi consigliamo un paio di letture interessanti:</p><ul><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-iphone">migliori VPN</a> per iPhone</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/tunnel-vpn-cose-e-a-cosa-serve">Tunnel VPN</a>, cos'è e a cosa serve</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/questo-browser-sconosciuto-vale-1-miliardo-di-dollari">Questo browser è davvero anonimo</a></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Password, se avete queste abitudini è ora di cambiare strategia ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il 5 maggio è la Giornata Internazionale della Password, una buona occasione per riflettere un attimo sul modo in cui gestiamo e conserviamo le nostre password.</p><p>Ci è stato sempre raccomandato di usare password univoche, con caratteri diversi (possibilmente casuali) per ogni singolo account online. Ma tra il dire e il fare c&apos;è di mezzo il mare di siti, servizi, strumenti, app che utilizziamo ogni giorno.</p><p>D&apos;altronde come diavolo è immaginabile il poter ricordare a memoria stringhe casuali e tutte diverse per i nostri account <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/russia-facebook-e-twitter-bloccati">Facebook</a>, i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-client-email">client e-mail</a> come Gmail, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-compra-twitter">Twitter</a>, Instagram, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-steam">Steam</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/xbox-game-pass-vs-xbox-game-pass-ultimate-quale-conviene-scegliere">Xbox Live</a> e chi più ne ha più ne metta?</p><p>E quindi? Quindi ci ritroviamo spesso a riutilizzare la stessa password su più siti. E fin qui tutto ok (spoiler: no), almeno finché utilizziamo una password complessa, magari composta da numeri, simboli, maiuscole e minuscole. "Ma no! Figurati se mi metto a battere a caso sulla tastiera come un primate!", e quindi eccole, già le visualizzo, quelle password come "nome+cognome+anno di nascita" o, ancora peggio, la combinazione della valigia del Presidente Scrocco (vedi video sotto).</p><ul><li>Alcuni dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> vi aiutano a gestire anche le password</li><li>Tutto quello che dovete sapere su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/password-manager-cose-e-come-funziona">come funziona un password manager</a></li><li>Ecco perché vale la pena usare anche un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/generatore-di-password-ecco-perche-ne-vale-la-pena">generatore di password</a></li></ul><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/COSf3wkQzB4" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Se ricordate questa scena di Balle Spaziali, la parodia di Guerre Stellari (oggi è il 4 maggio, coincidenze?), non potrete non ridere al pensiero di usare un codice in sequenza per una password.</p><p>Eppure, ecco la bomba: secondo una <a href="https://nordpass.com/business-executive-passwords/">ricerca condotta da NordPass</a>, "123456" rimane una delle password più popolari fra imprenditori e dirigenti aziendali di altro livello. Quel vecchio volpone di Mel Brooks ci aveva visto lungo!</p><p>Poi magari c&apos;è chi fa quel mezzo sforzo in più e differenzia le proprie password... per poi salvarle in file di Word, Excel o, ancora peggio del Blocco note, facilmente accessibili da chiunque, sia offline (soprattutto se non proteggete il vostro sistema operativo con una password, un PIN o altri metodi di autenticazione come Windows Hello), che online, soprattutto se vi capita di finire nella trappola di un tentativo di phishing o vi beccate un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">ransomware</a> perché non avete riconosciuto un messaggio fasullo da parte di un presunto collega o amico che a sua volta ha fatto quel test per capire che tipo di ortaggio è e si è trovato il profilo hackerato senza nemmeno capire come.</p><p>Non fate finta di nulla, almeno una volta nella vita abbiamo commesso prodezze di questo tipo. Nemmeno chi vi scrive è stato esente dalla pessima abitudine di riciclare una password o salvarla su un file volante in bella mostra sul desktop.</p><p>Eppure esistono soluzioni e strategie per aumentare la sicurezza quel tanto che basta per non esporsi alla vergogna di chiedere aiuto a quell&apos;amico smanettone che abbiamo tutti o, peggio, al responsabile IT del proprio team. "Sai, ho cliccato un link e... non so come il mio PC non è più accessibile!".</p><p>In occasione della Giornata Internazionale della Password, dunque, prendiamoci un momento per osservare alcuni accorgimenti pratici che ci salveranno dai guai e/o dall&apos;imbarazzo.</p><h2 id="come-creare-una-password-sicura">Come creare una password sicura</h2><h2 id="come-rendere-le-password-ancora-pi-xf9-sicure">Come rendere le password ancora più sicure</h2><h2 id="come-gestire-le-vostre-password-senza-diventare-matti">Come gestire le vostre password senza diventare matti</h2><p>Ok, gestire decine (se non centinaia) di password diverse e strutturate come un linguaggio alieno è qualcosa che va al di là delle nostre capacità mnemoniche e cognitive, a meno che voi non siate una qualche sorta di mutante o super-umano.</p><p>Ma per fortuna, è possibile gestire le password in modo sicuro e affidabile grazie ai <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>. Si tratta di strumenti che consentono di memorizzare le vostre password all&apos;interno di una destinazione sicura, chiamata vault, sbloccabile con una master password (quella sì andrebbe memorizzata, ma vuoi mettere una sola anziché [metti qui un numero a caso]?).</p><p>Il vault è protetto tramite crittografia avanzata e solo voi potrete accedervi (e al massimo una o due persone di fiducia che potete nominare come "eredi" o contatti d&apos;emergenza in caso di problemi), anche tramite dati biometrici (ad es. l&apos;impronta digitale dal vostro smartphone): una volta sbloccato, la maggior parte dei password manager vi consente di compilare in automatico i campi di accesso di app e siti web da browser, senza dover ricordare a memoria ogni singolo account.</p><p>I prodotti più completi verificano anche la presenza di password compromesse o troppo deboli, o ancora usate su più siti.</p><p>Infine, quasi tutti i gestori password includono un generatore casuale che vi toglie anche la fatica di dover pigiare a caso tasti o inventare una sequenza difficile da memorizzare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:700px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.71%;"><img id="RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ" name="Qwertycard.jpeg" alt="Qwertycards" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="700" height="369" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Qwertycards)</span></figcaption></figure><h2 id="qwertycard-un-apos-alternativa-alle-password-digitali">Qwertycard - Un&apos;alternativa alle password digitali</h2><p>Un altro accorgimento che potreste valutare, anche in combinazione con un password manager (magari per la master password) è comprare una <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/qwertycard-cosa-sono-e-come-funzionano">Qwertycard</a>.</p><p>Si tratta di un prodotto davvero geniale: una scheda fisica delle dimensioni di una carta di credito che potete usare per creare e ricordare tutte le vostre password.</p><p>La procedura per creare una password sicura tramite questa tessera è composta da tre semplici step:</p><p>Inserite i caratteri presenti all’interno della “barra spaziatrice” che trovate sulla tessera, ad esempio sh(/J3Hq;</p><p>Aggiungete ora la vostra parola segreta, ad esempio topogigio;</p><p>Infine, inserite il nome del sito a cui vi state registrando cifrato con il codice che trovate sulla tessera, ad esempio techradar diventa &AmW2.7.2 </p><p>La password finale dunque risulta essere: sh(/J3Hqtopogigio&AmW2.7.2, decisamente più sicura di “topogigio” ma comunque molto facile da ricordare, infatti vi basterà ricordare la vostra parola segreta e il nome del sito a cui vi siete registrati.</p><p>Semplice e geniale!</p><p>Le Qwertycard, oltre che in versione <a href="https://qwertycards.com/" target="_blank">Personal</a>, sono disponibili anche in versione <a href="https://qwertycards.com/enterprise" target="_blank">Enterprise</a> per venire incontro alle esigenze delle aziende.</p><p>Il costo di una singola tessera per uso personale è di €6,99, senza costi di spedizione aggiuntivi. In versione Enterprise, le tessere sono raggruppate in blocchi da 100 e il costo per un singolo blocco è di €99.</p><p><br></p><p><br></p><ul><li>Scoprite i migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup">software di backup</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/features/password-se-avete-queste-abitudini-e-ora-di-cambiare-strategia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Giornata Internazionale della Password, una buona occasione per fermarsi a riflettere qualche minuto ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">NSa7cdJqPrQWv7hmPZieWK</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MXNBaaTproH5zsyoZAywc9-1920-80.jpeg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 04 May 2022 14:24:36 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MXNBaaTproH5zsyoZAywc9-1920-80.jpeg">
                                                            <media:credit><![CDATA[(stock.adobe.com © jamdesign)]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Password]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Password]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Password]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MXNBaaTproH5zsyoZAywc9-1920-80.jpeg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il 5 maggio è la Giornata Internazionale della Password, una buona occasione per riflettere un attimo sul modo in cui gestiamo e conserviamo le nostre password.</p><p>Ci è stato sempre raccomandato di usare password univoche, con caratteri diversi (possibilmente casuali) per ogni singolo account online. Ma tra il dire e il fare c&apos;è di mezzo il mare di siti, servizi, strumenti, app che utilizziamo ogni giorno.</p><p>D&apos;altronde come diavolo è immaginabile il poter ricordare a memoria stringhe casuali e tutte diverse per i nostri account <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/russia-facebook-e-twitter-bloccati">Facebook</a>, i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-client-email">client e-mail</a> come Gmail, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/elon-musk-compra-twitter">Twitter</a>, Instagram, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-steam">Steam</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/xbox-game-pass-vs-xbox-game-pass-ultimate-quale-conviene-scegliere">Xbox Live</a> e chi più ne ha più ne metta?</p><p>E quindi? Quindi ci ritroviamo spesso a riutilizzare la stessa password su più siti. E fin qui tutto ok (spoiler: no), almeno finché utilizziamo una password complessa, magari composta da numeri, simboli, maiuscole e minuscole. "Ma no! Figurati se mi metto a battere a caso sulla tastiera come un primate!", e quindi eccole, già le visualizzo, quelle password come "nome+cognome+anno di nascita" o, ancora peggio, la combinazione della valigia del Presidente Scrocco (vedi video sotto).</p><ul><li>Alcuni dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> vi aiutano a gestire anche le password</li><li>Tutto quello che dovete sapere su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/password-manager-cose-e-come-funziona">come funziona un password manager</a></li><li>Ecco perché vale la pena usare anche un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/generatore-di-password-ecco-perche-ne-vale-la-pena">generatore di password</a></li></ul><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/COSf3wkQzB4" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Se ricordate questa scena di Balle Spaziali, la parodia di Guerre Stellari (oggi è il 4 maggio, coincidenze?), non potrete non ridere al pensiero di usare un codice in sequenza per una password.</p><p>Eppure, ecco la bomba: secondo una <a href="https://nordpass.com/business-executive-passwords/">ricerca condotta da NordPass</a>, "123456" rimane una delle password più popolari fra imprenditori e dirigenti aziendali di altro livello. Quel vecchio volpone di Mel Brooks ci aveva visto lungo!</p><p>Poi magari c&apos;è chi fa quel mezzo sforzo in più e differenzia le proprie password... per poi salvarle in file di Word, Excel o, ancora peggio del Blocco note, facilmente accessibili da chiunque, sia offline (soprattutto se non proteggete il vostro sistema operativo con una password, un PIN o altri metodi di autenticazione come Windows Hello), che online, soprattutto se vi capita di finire nella trappola di un tentativo di phishing o vi beccate un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">ransomware</a> perché non avete riconosciuto un messaggio fasullo da parte di un presunto collega o amico che a sua volta ha fatto quel test per capire che tipo di ortaggio è e si è trovato il profilo hackerato senza nemmeno capire come.</p><p>Non fate finta di nulla, almeno una volta nella vita abbiamo commesso prodezze di questo tipo. Nemmeno chi vi scrive è stato esente dalla pessima abitudine di riciclare una password o salvarla su un file volante in bella mostra sul desktop.</p><p>Eppure esistono soluzioni e strategie per aumentare la sicurezza quel tanto che basta per non esporsi alla vergogna di chiedere aiuto a quell&apos;amico smanettone che abbiamo tutti o, peggio, al responsabile IT del proprio team. "Sai, ho cliccato un link e... non so come il mio PC non è più accessibile!".</p><p>In occasione della Giornata Internazionale della Password, dunque, prendiamoci un momento per osservare alcuni accorgimenti pratici che ci salveranno dai guai e/o dall&apos;imbarazzo.</p><h2 id="come-creare-una-password-sicura">Come creare una password sicura</h2><h2 id="come-rendere-le-password-ancora-pi-xf9-sicure">Come rendere le password ancora più sicure</h2><h2 id="come-gestire-le-vostre-password-senza-diventare-matti">Come gestire le vostre password senza diventare matti</h2><p>Ok, gestire decine (se non centinaia) di password diverse e strutturate come un linguaggio alieno è qualcosa che va al di là delle nostre capacità mnemoniche e cognitive, a meno che voi non siate una qualche sorta di mutante o super-umano.</p><p>Ma per fortuna, è possibile gestire le password in modo sicuro e affidabile grazie ai <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>. Si tratta di strumenti che consentono di memorizzare le vostre password all&apos;interno di una destinazione sicura, chiamata vault, sbloccabile con una master password (quella sì andrebbe memorizzata, ma vuoi mettere una sola anziché [metti qui un numero a caso]?).</p><p>Il vault è protetto tramite crittografia avanzata e solo voi potrete accedervi (e al massimo una o due persone di fiducia che potete nominare come "eredi" o contatti d&apos;emergenza in caso di problemi), anche tramite dati biometrici (ad es. l&apos;impronta digitale dal vostro smartphone): una volta sbloccato, la maggior parte dei password manager vi consente di compilare in automatico i campi di accesso di app e siti web da browser, senza dover ricordare a memoria ogni singolo account.</p><p>I prodotti più completi verificano anche la presenza di password compromesse o troppo deboli, o ancora usate su più siti.</p><p>Infine, quasi tutti i gestori password includono un generatore casuale che vi toglie anche la fatica di dover pigiare a caso tasti o inventare una sequenza difficile da memorizzare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:700px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.71%;"><img id="RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ" name="Qwertycard.jpeg" alt="Qwertycards" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="700" height="369" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Qwertycards)</span></figcaption></figure><h2 id="qwertycard-un-apos-alternativa-alle-password-digitali">Qwertycard - Un&apos;alternativa alle password digitali</h2><p>Un altro accorgimento che potreste valutare, anche in combinazione con un password manager (magari per la master password) è comprare una <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/qwertycard-cosa-sono-e-come-funzionano">Qwertycard</a>.</p><p>Si tratta di un prodotto davvero geniale: una scheda fisica delle dimensioni di una carta di credito che potete usare per creare e ricordare tutte le vostre password.</p><p>La procedura per creare una password sicura tramite questa tessera è composta da tre semplici step:</p><p>Inserite i caratteri presenti all’interno della “barra spaziatrice” che trovate sulla tessera, ad esempio sh(/J3Hq;</p><p>Aggiungete ora la vostra parola segreta, ad esempio topogigio;</p><p>Infine, inserite il nome del sito a cui vi state registrando cifrato con il codice che trovate sulla tessera, ad esempio techradar diventa &AmW2.7.2 </p><p>La password finale dunque risulta essere: sh(/J3Hqtopogigio&AmW2.7.2, decisamente più sicura di “topogigio” ma comunque molto facile da ricordare, infatti vi basterà ricordare la vostra parola segreta e il nome del sito a cui vi siete registrati.</p><p>Semplice e geniale!</p><p>Le Qwertycard, oltre che in versione <a href="https://qwertycards.com/" target="_blank">Personal</a>, sono disponibili anche in versione <a href="https://qwertycards.com/enterprise" target="_blank">Enterprise</a> per venire incontro alle esigenze delle aziende.</p><p>Il costo di una singola tessera per uso personale è di €6,99, senza costi di spedizione aggiuntivi. In versione Enterprise, le tessere sono raggruppate in blocchi da 100 e il costo per un singolo blocco è di €99.</p><p><br></p><p><br></p><ul><li>Scoprite i migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup">software di backup</a></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Sicurezza IT come il ponte Morandi, se ne può fare a meno per profitto ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nessuno è più al sicuro sul web. I cracker, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/hacker-trasformeremo-ogni-gpu-nvidia-in-una-macchina-da-mining">hacker</a> che utilizzano le proprie competenze informatiche per arrecare danno ai propri bersagli e trarne profitto, possono intrufolarsi potenzialmente ovunque. </p><p>Eppure, i responsabili delle aziende sono più che pronti a <em>togliere</em> la sicurezza, se questo dovesse portare a più profitti. In altre parole, ci salva solo il fatto che investire in sicurezza informatica è un eccellente modo per prevenire perdite finanziarie anche ingenti. Se così non fosse, saremmo in una situazione grave. </p><p>Nel corso degli anni, l’incremento del numero di servizi offerti dal web è andato di pari passo con una crescita esponenziale delle minacce. Ogni nuova frontiera aperta in rete e dalla rete è stata ed è tuttora un fertile terreno di coltura per <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/usava-servizi-google-e-foto-di-cuccioli-truffatore-denunciato-da-google">crimini informatici</a> di vario genere. </p><p>Secondo il Rapporto Clusit del 2021, solo nel 2020 gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/attacchi-informatici-il-rischio-e-reale-anche-per-le-singole-persone">attacchi informatici</a> gravi sono stati ben 1871, un dato che segna complessivamente un incremento del 66% rispetto alle stime dell’anno precedente (via webforma). </p><p>Ad essere oggetto di questi attacchi sono tanto le persone che le aziende, ma ciò a cui i cracker mirano non è più il denaro, quanto piuttosto le informazioni, la nuova valuta del nostro decennio. Dimenticatevi le spettacolari rapine in banca che avete visto su grande schermo dunque. </p><p>La realtà di oggi supera di gran lunga la finzione di ieri: al posto dei lingotti o degli iconici sacchi in tessuto con sopra stampato il simbolo del dollaro, i caveau del ventunesimo secolo contengono informazioni, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/disney-plus-account-violati-e-venduti-online">dati</a> e trend. </p><p>Niente più scassi alla mordi e fuggi, con gli inseguimenti rocamboleschi della polizia e i travestimenti più improbabili. Le grandi rapine di oggi avvengono a distanza e seduti in poltrona, da postazioni non troppo diverse da quelle che abbiamo in casa e in ufficio. </p><p>Il 10 giugno del 2020 ad esempio, un gruppo di cracker è entrato nei server dell’Electronic Arts Inc. (meglio nota ai giocatori come EA) e ha rubato il codice sorgente di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/fifa-22-e-nhl-22-ea-rimuovera-le-squadre-russe">FIFA</a> 21 e il Frostbite Engine. Risultato? 780 GB di dati trafugati e poi rimessi in vendita ai migliori offerenti. </p><p>Nello stesso mese, l’Università della California si è vista recapitare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/un-perverso-ransomware-potrebbe-cambiare-tutte-le-vostre-password-di-windows-10">ransomware </a>da ben $3 milioni, con i negoziati che si sono chiusi alla cifra di $1.14. </p><p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/russia-facebook-e-twitter-bloccati">Facebook</a> ha dichiarato di aver subito un attacco informatico che ha spolpato l’azienda dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nordvpn-si-schiera-dalla-parte-della-legge">dati</a> di oltre 530 milioni di utenti, con informazioni sensibili quali nomi, date di nascita e situazioni sentimentali che sono state poi pubblicate online nell’aprile 2021. La lista di attacchi si potrebbe allungare praticamente all&apos;infinito. </p><h2 id="la-sicurezza-costa-tanto-quindi-non-la-metto">La sicurezza costa tanto, quindi non la metto</h2><p>Ma fino a che punto queste minacce sono concretamente evitabili? Esistono dei margini di prevenzione che possano se non altro limitare il rischio di simili eventi? Detto altrimenti: in che misura queste brecce nella sicurezza sono prevedibili, e fino a che punto i database delle grandi aziende sono disposti a proteggere i nostri dati? La risposta non vi piacerà. </p><p>Secondo un <a href="https://www.techradar.com/news/many-companies-say-they-would-switch-off-security-measures-to-boost-profits">recente sondaggio F5</a> condotto su un campione di 1500 responsabili dei servizi IT, la stragrande maggioranza di quest’ultimi (76%) sarebbe disposta a disattivare le misure di sicurezza informatica, se ciò significasse un incremento di prestazioni e dunque di profitti per la propria azienda. </p><p>L’esposizione alle minacce non è dunque un fatto accidentale, qualcosa di imprevisto che cade semplicemente dal cielo, ma un rischio che molte aziende sono disposte a correre in nome dell’imperativo al profitto. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.00%;"><img id="SLdS3zLcW3biyWCA6e9ieC" name="cyber-security-gf38336594_1920.jpg" alt="Sicurezza IT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SLdS3zLcW3biyWCA6e9ieC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: pixabay | TheDigitalArtist)</span></figcaption></figure><p>Secondo il vecchio paradigma della sicurezza informatica, le risorse all’interno del perimetro di una rete aziendale dovevano essere ritenute affidabili a priori. I server si impegnavano a garantire la tutela dei dati del proprio bacino di utenza. Investendo sulla <em>prevenzione</em> del rischio, ciascuna azienda si riteneva responsabile di eventuali incidenti hacker. </p><p>Oggi invece, il paradigma è cambiato e il concetto di sicurezza ne è uscito completamente stravolto. La fiducia degli utenti nei confronti delle aziende a cui forniscono i loro dati è vista come un fattore di vulnerabilità esente da qualsiasi garanzia di controllo.</p><p>Certo, viviamo in un mondo sempre più digitalizzato, in cui la natura della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">forza lavoro</a> è ogni giorno più dispersa e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/sei-grandi-minacce-alla-sicurezza-di-chi-lavora-in-smart-working">remota</a> e in cui le aziende intrattengono tra loro rapporti di crescente collaborazione. </p><p>Tuttavia, non dobbiamo lasciarci abbindolare troppo dal mito della digitalizzazione. Non è che la sicurezza sia diventata oggi qualcosa di intrinsecamente irrealistico. Piuttosto, nella maggior parte dei casi, sono le aziende stesse a fare a esimersi dal <em>tentativo</em> di rendere la propria rete affidabile. </p><p>Semplicemente, la sicurezza è diventata un investimento prorogabile, se non persino opzionale. Perché prevenire i rischi quando si possono risparmiare risorse tentando semplicemente di <em>gestirli</em>? </p><p>Non è un caso che il nuovo paradigma della sicurezza sia stato definito <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zero-trust-un-nuovo-approccio-alla-sicurezza-aziendale">Zero-trust</a> e che il suo mantra sia “non fidarsi mai”. La sicurezza Zero-trust si baserebbe sull’assunto che non esista un perimetro di rete affidabile e completamente protetto. Anziché basarsi su un protocollo di sicurezza univoco, l’approccio Zero-trust inviterebbe a fare affidamento su più metodologie variabili e parziali. </p><p>Zero-trust significa "zero fiducia" ma non significa che bisogna vedere un criminale in ogni altra persona. Semplicemente, fidarsi significa esporsi anche agli errori in buona fede, alle distrazioni, oltre che ovviamente alla malafede. </p><p>Si tratta d cambiare l&apos;equilibrio tra buone intenzioni e capacità che regola le relazioni umane: se sono per strada, ho <em>fiducia</em> che il guidatore nell&apos;altra corsia non mi verrà addosso, e so benissimo che ne è <em>capace</em>. In autostrada questa capacità è rimossa dallo spartitraffico, ed ecco il modello zero-trust. </p><p>Di conseguenza, la porzione di superficie effettivamente protetta risulta estremamente ristretta, in quanto tende a tutelare solo le risorse ritenute <em>critiche</em>. </p><p>Venendo dritti al punto, non esistono più dispositivi sicuri. Ma questa generale vulnerabilità della rete non è da attribuire a qualche genere di oscuro imprevisto. È una scelta cinica e razionale, ponderata in termini di costi-benefici. </p><p>Quasi tutti gli intervistati della ricerca (96%) hanno dichiarato di aver adottato approcci Zero-trust, ma circa la metà di loro (44%) ha ammesso di ricorrere a politiche di sicurezza oggettivamente incoerenti. </p><p>Anche con l’implemento di nuove e più potenti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/lintelligenza-artificiale-e-vera-intelligenza">Intelligenze Artificiali</a>, molte aziende non disporrebbero comunque del personale e delle conoscenze adeguate a identificare i dati rilevanti in maniera corretta e farne buon uso.</p><p>Poche risorse e pochi investimenti sono una maniera molto efficace di avere un migliore bilancio a fine anno. Che è esattamente quanto accaduto con il Ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018 proprio perché  - come confermato recentemente dai giudici - si è trascurata consapevolmente la manutenzione per ottenere maggiori profitti finanziari. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-hacker-russi-tentano-di-provocare-un-blackout-ma-falliscono">Ucraina, hacker russi tentano di provocare un blackout ma falliscono</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/sicurezza-it-come-il-ponte-morandi-se-ne-puo-fare-a-meno-per-profitto</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un recente sondaggio rivela che i meccanismi di sicurezza IT sono intenzionalmente ridotti per aumentare i profitti. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">azUKtYMhikK6VvVMEjcwd4</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7nFUScNqssCqAANmZefPDm-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 14 Apr 2022 06:38:19 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Thu, 14 Apr 2022 06:38:23 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Gioele P. Cima ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7nFUScNqssCqAANmZefPDm-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock.com]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Sicurezza IT come il ponte Morandi, se ne può fare a meno per profitto]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Sicurezza IT come il ponte Morandi, se ne può fare a meno per profitto]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Sicurezza IT come il ponte Morandi, se ne può fare a meno per profitto]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7nFUScNqssCqAANmZefPDm-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Nessuno è più al sicuro sul web. I cracker, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/hacker-trasformeremo-ogni-gpu-nvidia-in-una-macchina-da-mining">hacker</a> che utilizzano le proprie competenze informatiche per arrecare danno ai propri bersagli e trarne profitto, possono intrufolarsi potenzialmente ovunque. </p><p>Eppure, i responsabili delle aziende sono più che pronti a <em>togliere</em> la sicurezza, se questo dovesse portare a più profitti. In altre parole, ci salva solo il fatto che investire in sicurezza informatica è un eccellente modo per prevenire perdite finanziarie anche ingenti. Se così non fosse, saremmo in una situazione grave. </p><p>Nel corso degli anni, l’incremento del numero di servizi offerti dal web è andato di pari passo con una crescita esponenziale delle minacce. Ogni nuova frontiera aperta in rete e dalla rete è stata ed è tuttora un fertile terreno di coltura per <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/usava-servizi-google-e-foto-di-cuccioli-truffatore-denunciato-da-google">crimini informatici</a> di vario genere. </p><p>Secondo il Rapporto Clusit del 2021, solo nel 2020 gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/attacchi-informatici-il-rischio-e-reale-anche-per-le-singole-persone">attacchi informatici</a> gravi sono stati ben 1871, un dato che segna complessivamente un incremento del 66% rispetto alle stime dell’anno precedente (via webforma). </p><p>Ad essere oggetto di questi attacchi sono tanto le persone che le aziende, ma ciò a cui i cracker mirano non è più il denaro, quanto piuttosto le informazioni, la nuova valuta del nostro decennio. Dimenticatevi le spettacolari rapine in banca che avete visto su grande schermo dunque. </p><p>La realtà di oggi supera di gran lunga la finzione di ieri: al posto dei lingotti o degli iconici sacchi in tessuto con sopra stampato il simbolo del dollaro, i caveau del ventunesimo secolo contengono informazioni, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/disney-plus-account-violati-e-venduti-online">dati</a> e trend. </p><p>Niente più scassi alla mordi e fuggi, con gli inseguimenti rocamboleschi della polizia e i travestimenti più improbabili. Le grandi rapine di oggi avvengono a distanza e seduti in poltrona, da postazioni non troppo diverse da quelle che abbiamo in casa e in ufficio. </p><p>Il 10 giugno del 2020 ad esempio, un gruppo di cracker è entrato nei server dell’Electronic Arts Inc. (meglio nota ai giocatori come EA) e ha rubato il codice sorgente di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/fifa-22-e-nhl-22-ea-rimuovera-le-squadre-russe">FIFA</a> 21 e il Frostbite Engine. Risultato? 780 GB di dati trafugati e poi rimessi in vendita ai migliori offerenti. </p><p>Nello stesso mese, l’Università della California si è vista recapitare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/un-perverso-ransomware-potrebbe-cambiare-tutte-le-vostre-password-di-windows-10">ransomware </a>da ben $3 milioni, con i negoziati che si sono chiusi alla cifra di $1.14. </p><p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/russia-facebook-e-twitter-bloccati">Facebook</a> ha dichiarato di aver subito un attacco informatico che ha spolpato l’azienda dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nordvpn-si-schiera-dalla-parte-della-legge">dati</a> di oltre 530 milioni di utenti, con informazioni sensibili quali nomi, date di nascita e situazioni sentimentali che sono state poi pubblicate online nell’aprile 2021. La lista di attacchi si potrebbe allungare praticamente all&apos;infinito. </p><h2 id="la-sicurezza-costa-tanto-quindi-non-la-metto">La sicurezza costa tanto, quindi non la metto</h2><p>Ma fino a che punto queste minacce sono concretamente evitabili? Esistono dei margini di prevenzione che possano se non altro limitare il rischio di simili eventi? Detto altrimenti: in che misura queste brecce nella sicurezza sono prevedibili, e fino a che punto i database delle grandi aziende sono disposti a proteggere i nostri dati? La risposta non vi piacerà. </p><p>Secondo un <a href="https://www.techradar.com/news/many-companies-say-they-would-switch-off-security-measures-to-boost-profits">recente sondaggio F5</a> condotto su un campione di 1500 responsabili dei servizi IT, la stragrande maggioranza di quest’ultimi (76%) sarebbe disposta a disattivare le misure di sicurezza informatica, se ciò significasse un incremento di prestazioni e dunque di profitti per la propria azienda. </p><p>L’esposizione alle minacce non è dunque un fatto accidentale, qualcosa di imprevisto che cade semplicemente dal cielo, ma un rischio che molte aziende sono disposte a correre in nome dell’imperativo al profitto. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.00%;"><img id="SLdS3zLcW3biyWCA6e9ieC" name="cyber-security-gf38336594_1920.jpg" alt="Sicurezza IT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SLdS3zLcW3biyWCA6e9ieC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: pixabay | TheDigitalArtist)</span></figcaption></figure><p>Secondo il vecchio paradigma della sicurezza informatica, le risorse all’interno del perimetro di una rete aziendale dovevano essere ritenute affidabili a priori. I server si impegnavano a garantire la tutela dei dati del proprio bacino di utenza. Investendo sulla <em>prevenzione</em> del rischio, ciascuna azienda si riteneva responsabile di eventuali incidenti hacker. </p><p>Oggi invece, il paradigma è cambiato e il concetto di sicurezza ne è uscito completamente stravolto. La fiducia degli utenti nei confronti delle aziende a cui forniscono i loro dati è vista come un fattore di vulnerabilità esente da qualsiasi garanzia di controllo.</p><p>Certo, viviamo in un mondo sempre più digitalizzato, in cui la natura della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">forza lavoro</a> è ogni giorno più dispersa e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/sei-grandi-minacce-alla-sicurezza-di-chi-lavora-in-smart-working">remota</a> e in cui le aziende intrattengono tra loro rapporti di crescente collaborazione. </p><p>Tuttavia, non dobbiamo lasciarci abbindolare troppo dal mito della digitalizzazione. Non è che la sicurezza sia diventata oggi qualcosa di intrinsecamente irrealistico. Piuttosto, nella maggior parte dei casi, sono le aziende stesse a fare a esimersi dal <em>tentativo</em> di rendere la propria rete affidabile. </p><p>Semplicemente, la sicurezza è diventata un investimento prorogabile, se non persino opzionale. Perché prevenire i rischi quando si possono risparmiare risorse tentando semplicemente di <em>gestirli</em>? </p><p>Non è un caso che il nuovo paradigma della sicurezza sia stato definito <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/zero-trust-un-nuovo-approccio-alla-sicurezza-aziendale">Zero-trust</a> e che il suo mantra sia “non fidarsi mai”. La sicurezza Zero-trust si baserebbe sull’assunto che non esista un perimetro di rete affidabile e completamente protetto. Anziché basarsi su un protocollo di sicurezza univoco, l’approccio Zero-trust inviterebbe a fare affidamento su più metodologie variabili e parziali. </p><p>Zero-trust significa "zero fiducia" ma non significa che bisogna vedere un criminale in ogni altra persona. Semplicemente, fidarsi significa esporsi anche agli errori in buona fede, alle distrazioni, oltre che ovviamente alla malafede. </p><p>Si tratta d cambiare l&apos;equilibrio tra buone intenzioni e capacità che regola le relazioni umane: se sono per strada, ho <em>fiducia</em> che il guidatore nell&apos;altra corsia non mi verrà addosso, e so benissimo che ne è <em>capace</em>. In autostrada questa capacità è rimossa dallo spartitraffico, ed ecco il modello zero-trust. </p><p>Di conseguenza, la porzione di superficie effettivamente protetta risulta estremamente ristretta, in quanto tende a tutelare solo le risorse ritenute <em>critiche</em>. </p><p>Venendo dritti al punto, non esistono più dispositivi sicuri. Ma questa generale vulnerabilità della rete non è da attribuire a qualche genere di oscuro imprevisto. È una scelta cinica e razionale, ponderata in termini di costi-benefici. </p><p>Quasi tutti gli intervistati della ricerca (96%) hanno dichiarato di aver adottato approcci Zero-trust, ma circa la metà di loro (44%) ha ammesso di ricorrere a politiche di sicurezza oggettivamente incoerenti. </p><p>Anche con l’implemento di nuove e più potenti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/lintelligenza-artificiale-e-vera-intelligenza">Intelligenze Artificiali</a>, molte aziende non disporrebbero comunque del personale e delle conoscenze adeguate a identificare i dati rilevanti in maniera corretta e farne buon uso.</p><p>Poche risorse e pochi investimenti sono una maniera molto efficace di avere un migliore bilancio a fine anno. Che è esattamente quanto accaduto con il Ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018 proprio perché  - come confermato recentemente dai giudici - si è trascurata consapevolmente la manutenzione per ottenere maggiori profitti finanziari. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-hacker-russi-tentano-di-provocare-un-blackout-ma-falliscono">Ucraina, hacker russi tentano di provocare un blackout ma falliscono</a></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Ucraina, hacker russi tentano di provocare un blackout ma falliscono ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il team ucraino CERT-UA (Computer Emergency Response Team of Ukraine) ha sventato un attacco informatico mirato a mettere fuori uso uno dei principali distributori di energia del paese.</p><p>Dietro all&apos;ennesimo atto di cyberwar nei confronti della già assediata Ucraina si celano i membri del team Sandworm, un gruppo di hacker più volte collegato all&apos;intelligence militare russa.</p><p>L&apos;obiettivo dell&apos;attacco era quello di disconnettere uno dei principali fornitori di energia elettrica (rimasto anonimo) utilizzando una nuova variante del malware Industroyer, come testimoniato dal <a href="https://cert.gov.ua/article/39518">report</a> del team CERT-UA. </p><p>Questo tipo di malware è diventato famoso per aver causato un blackout di grandi dimensioni nel 2016, lasciando senza luce centinaia di migliaia di cittadini ucraini a pochi giorni dalle festività natalizie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.85%;"><img id="WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe" name="bitdefender-phishing-3.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1418" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>La nuova variante del malware, ribattezzata Industroyer2, avrebbe dovuto causare un malfunzionamento delle sottostazioni elettriche ad alta tensione. A tale scopo gli hacker hanno utilizzato anche un altro malware, CaddyWiper, già protagonista di un attacco avvenuto a marzo nei confronti di una banca ucraina. </p><p>Stando all&apos;avviso di sicurezza scoperto dal team CERT-UA, gli hacker Russi sarebbero entrati nella rete del fornitore ucraino nel mese di febbraio e avrebbero pianificato il blackout di una regione ucraina in data 8 aprile. </p><p>Nonostante le rassicurazioni del team CERT-UA, ESET, noto produttore di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a>, afferma di non avere informazioni certe sui reali danni provocati dall&apos;attacco e se questo ha in qualche modo compromesso la rete interna del fornitore. Tra i misteri irrisolti c&apos;è anche il metodo utilizzato dagli attaccanti per accedere alla rete ICS.</p><p>Si tratta di uno dei tanti attacchi avvenuti nel contesto della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-russia-cyberwarfare-la-guerra-a-colpi-di-hack">guerra informatica tra i due paesi</a> e siamo certi che non sarà l&apos;ultimo.</p><p>Fonte: <a href="https://techcrunch.com/2022/04/12/ukraine-disrupts-attempt-by-russian-hackers-to-take-down-energy-provider/?guccounter=1" target="_blank">TechCrunch</a></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte Antivirus</a>: i migliori software di protezione scontati</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-hacker-russi-tentano-di-provocare-un-blackout-ma-falliscono</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli esperti di sicurezza informatica del team CERT-UA hanno sventato un attacco del team russo Sandworm rivolto a un distributore di energia elettrica. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">CqiTBf9dK8gJu45x7eAewE</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hsgRkCsVURdKErxaYcjzQK-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Tue, 12 Apr 2022 15:09:22 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Tue, 12 Apr 2022 15:12:07 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hsgRkCsVURdKErxaYcjzQK-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[ delcarmat / Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Ucraina, hacker russi tentano di provocare un blackout ma falliscono]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Ucraina, hacker russi tentano di provocare un blackout ma falliscono]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Ucraina, hacker russi tentano di provocare un blackout ma falliscono]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hsgRkCsVURdKErxaYcjzQK-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il team ucraino CERT-UA (Computer Emergency Response Team of Ukraine) ha sventato un attacco informatico mirato a mettere fuori uso uno dei principali distributori di energia del paese.</p><p>Dietro all&apos;ennesimo atto di cyberwar nei confronti della già assediata Ucraina si celano i membri del team Sandworm, un gruppo di hacker più volte collegato all&apos;intelligence militare russa.</p><p>L&apos;obiettivo dell&apos;attacco era quello di disconnettere uno dei principali fornitori di energia elettrica (rimasto anonimo) utilizzando una nuova variante del malware Industroyer, come testimoniato dal <a href="https://cert.gov.ua/article/39518">report</a> del team CERT-UA. </p><p>Questo tipo di malware è diventato famoso per aver causato un blackout di grandi dimensioni nel 2016, lasciando senza luce centinaia di migliaia di cittadini ucraini a pochi giorni dalle festività natalizie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.85%;"><img id="WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe" name="bitdefender-phishing-3.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WobLi7ZhemWEFBsxh5ktfe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1418" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>La nuova variante del malware, ribattezzata Industroyer2, avrebbe dovuto causare un malfunzionamento delle sottostazioni elettriche ad alta tensione. A tale scopo gli hacker hanno utilizzato anche un altro malware, CaddyWiper, già protagonista di un attacco avvenuto a marzo nei confronti di una banca ucraina. </p><p>Stando all&apos;avviso di sicurezza scoperto dal team CERT-UA, gli hacker Russi sarebbero entrati nella rete del fornitore ucraino nel mese di febbraio e avrebbero pianificato il blackout di una regione ucraina in data 8 aprile. </p><p>Nonostante le rassicurazioni del team CERT-UA, ESET, noto produttore di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a>, afferma di non avere informazioni certe sui reali danni provocati dall&apos;attacco e se questo ha in qualche modo compromesso la rete interna del fornitore. Tra i misteri irrisolti c&apos;è anche il metodo utilizzato dagli attaccanti per accedere alla rete ICS.</p><p>Si tratta di uno dei tanti attacchi avvenuti nel contesto della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-russia-cyberwarfare-la-guerra-a-colpi-di-hack">guerra informatica tra i due paesi</a> e siamo certi che non sarà l&apos;ultimo.</p><p>Fonte: <a href="https://techcrunch.com/2022/04/12/ukraine-disrupts-attempt-by-russian-hackers-to-take-down-energy-provider/?guccounter=1" target="_blank">TechCrunch</a></p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/offerte-antivirus-i-migliori-sconti-del-2021" target="_blank">Offerte Antivirus</a>: i migliori software di protezione scontati</li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Non stai salvando bene i tuoi file se non stai facendo questa cosa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La nostra vita è ricca di informazioni, e ogni giorno abbiamo a che fare con una quantità incredibile di dati. Alcuni sono più importanti di altri, e per conservarli e proteggerli uno dei primi passi da fare è procurarsi uno dei <a href="http://nas/"><u>migliori NAS</u></a>. </p><p>E questo significa chiaramente prendere in considerazione uno dei migliori prodotti offerti da Synology. Avrete così un dispositivo ideale per proteggere i dati più preziosi.</p><p>“Fare il backup” significa fare una copia delle cose importanti (le foto di famiglia, le fatture, la documentazione medica, cose di lavoro …). E con un NAS Synology si può fare una copia “doppia”, scegliendo un NAS con almeno due bay, e altrettanti dischi in RAID 1 o superiore per avere la ridondanza dei dati. </p><p>I dati sono così più al sicuro di quanto sarebbero tenendoli sul computer o su un semplice disco esterno. </p><div class="product"><a data-dimension112="70c9a224-c893-48ed-bf87-43688f66b9c7" data-action="Deal Block" data-label="Prova subito il cloud ibrido Synology C2" data-dimension48="Prova subito il cloud ibrido Synology C2" href="https://bit.ly/3MWzcNL" target="_blank" rel="sponsored"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EgwKu8PqMPPKyCLZi475QB" name="AC16977_1.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EgwKu8PqMPPKyCLZi475QB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><em>Synology C2 è una soluzione Hybrid Cloud ideale per i backup di ogni genere. Consigliata in ogni ambito, da quello famigliare a quello enterprise, è la risposta perfetta per chi vuole combinare il cloud privato e quello pubblico, prendendo il meglio dei due mondi. </em></p><p><a href="https://bit.ly/3MWzcNL" rel="sponsored" data-dimension112="70c9a224-c893-48ed-bf87-43688f66b9c7" data-action="Deal Block" data-label="Prova subito il cloud ibrido Synology C2" data-dimension48="Prova subito il cloud ibrido Synology C2"><u><em><strong>Prova subito il cloud ibrido Synology C2</strong></em></u></a><a class="view-deal button" href="https://bit.ly/3MWzcNL" target="_blank" rel="sponsored" data-dimension112="70c9a224-c893-48ed-bf87-43688f66b9c7" data-action="Deal Block" data-label="Prova subito il cloud ibrido Synology C2" data-dimension48="Prova subito il cloud ibrido Synology C2">View Deal</a></p></div><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup" target="_blank">migliori software di backup</a> del 2022</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">password manager</a> selezionati da noi</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-client-email" target="_blank">migliori client email</a> per professionisti e privati</li></ul><p>Ma c’è di più, molto di più che si può fare. Grazie alle soluzioni HybridCloud di Synology, infatti, è possibile compiere un vero e proprio balzo evolutivo. </p><p>Procurarsi un NAS dei migliori e impostare un sistema di backup locale è il minimo indispensabile, ma non è detto che basti. Tanto per cominciare se la copia di backup esiste solo sul NAS, c’è sempre la possibilità che un qualche evento catastrofico comprometta i dati. Non deve essere per forza un disastro naturale: basta anche un animale domestico che in qualche modo tira un cavo e fa cadere il vostro NAS. A quel punto si può solo <em>sperare</em> che i dati sugli hard disk siano ancora recuperabili. </p><p>C’è poi la questione di poter accedere ai dati ovunque ci si trovi e in qualunque momento. La soluzione si chiama cloud naturalmente, ma non è sempre consigliabile mettere i propri dati su un cloud qualsiasi.</p><p>Oppure no, perché grazie Synology C2 potrete avere il vostro <strong>cloud privato</strong>. Vale a dire che il vostro NAS diventa un server personale, e si può accedere ai file ovunque siate. </p><p>I file però restano fisicamente sul vostro NAS, con il cloud privato, e questo potrebbe essere un ostacolo eccessivo per qualcuno. Ed ecco perché vi serve Synology C2 Storage, cioè la migliore soluzione di cloud ibrido disponibile oggi, al miglior prezzo. </p><p><a href="https://bit.ly/3MWzcNL" rel="sponsored"><u><em><strong>Prova subito il cloud ibrido Synology C2</strong></em></u></a></p><h2 id="synology-c2-storage-l-x2019-archiviazione-hybrid-cloud-privata-e-sicura-xa0">Synology C2 Storage, l’archiviazione hybrid cloud privata e sicura </h2><p><a href="https://bit.ly/3tiMrk1" rel="sponsored"><u><strong>Synology C2 Storage</strong></u></a> offre spazio cloud (cioè online), fino a 200 TB e oltre. È una soluzione studiata per i backup di massima sicurezza, e abbina infatti lo strumento Synology Hyper Backup. </p><p>Grazie alle due soluzioni combinate, potrete contare su backup automatici e programmati, in modo da tenere sempre al sicuro tutto ciò che c’è sui vostri computer. </p><p>Potrete accedere ai vostri file in qualunque momento e in qualunque luogo. Trattandosi di un cloud ibrido, poi, se anche il vostro NAS è spento o irraggiungibile, i file sono comunque accessibili. Un dettaglio, questo, che può fare davvero la differenza.</p><p>Synology C2 Storage è la soluzione ideale per chi cerca un provider di cloud storage che offra veramente qualcosa di più e di meglio rispetto ai fornitori più noti. Ma è anche una soluzione ideale per chi già usa un cloud storage in abbinamento a un NAS Synology, ma vuole espandere il proprio sistema con un sistema di protezione dei dati più sicuro. </p><div class="product"><a data-dimension112="bce93372-c789-42f1-93a4-f59577a73516" data-action="Deal Block" data-label="Synology C2 è una soluzione completa" data-dimension48="Synology C2 è una soluzione completa" href="https://bit.ly/3MWzcNL" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EgwKu8PqMPPKyCLZi475QB" name="AC16977_1.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EgwKu8PqMPPKyCLZi475QB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://bit.ly/3MWzcNL" rel="sponsored" data-dimension112="bce93372-c789-42f1-93a4-f59577a73516" data-action="Deal Block" data-label="Synology C2 è una soluzione completa" data-dimension48="Synology C2 è una soluzione completa"><u><em>Synology C2 è una soluzione completa</em></u></a><em> per il backup personale, domestico e aziendale. Sincompone di tre elementi fondamentali, progettati per funzionare insieme ma efficaci anche se usati singolarmente:</em></p><p><a href="https://bit.ly/3tiMrk1" rel="sponsored"><u><em>Synology C2 Storage</em></u></a></p><p><a href="https://bit.ly/3IiUBNC" rel="sponsored"><u><em>Synolocy C2 Backup</em></u></a></p><p><a href="https://bit.ly/3qa6WNN" rel="sponsored"><u><em>Synolocy C2 Password</em></u></a><a class="view-deal button" href="https://bit.ly/3MWzcNL" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bce93372-c789-42f1-93a4-f59577a73516" data-action="Deal Block" data-label="Synology C2 è una soluzione completa" data-dimension48="Synology C2 è una soluzione completa">View Deal</a></p></div><p>Compagno inseparabile di C2 Storage, C2 Backup è uno strumento specifico pensato per creare copie di sicurezza e protezione di PC Windows. Supporta Windows 7, Windows 8, Windows 10 e Windows 11. </p><p><a href="https://bit.ly/3IiUBNC" rel="sponsored"><u><strong>Synology C2 Backup si può provare gratuitamente</strong></u></a></p><p>Con un piano C2 Backup potrete fare copie di sicurezza di tutti i vostri PC Windows, senza limiti. Il software permette di programmare il backup, che così avverrà automaticamente a orari prefissati, oppure a determinate condizioni. </p><p>Lo spazio disponibile online è dinamico, e si possono avere fino a 200TB e oltre. </p><p>C2 Backup usa le copie incrementali. Significa che a ogni nuovo backup vengono salvati solo i dati che sono effettivamente cambiati rispetto al backup precedente. In questo modo, se il primo backup occupa 25GB, quello successivo potrebbe occupare solo qualche centinaio di megabyte!</p><p>La dimensione effettiva del backup, poi, dipende da cosa scegliete di copiare. Potenzialmente,  C2 Backup può copiare l’intero sistema, dai file alle impostazioni del sistema operativo. Un’opzione molto comoda nel momento in cui si cambia computer, perché in pochi click si potrà ripristinare l’intero sistema e ritrovare il “vecchio” Windows sul nuovo PC. Una gran bella comodità. </p><p>In alternativa, è possibile recuperare e scaricare anche i singoli file. In caso qualche file venga cancellato o danneggiato per errore, potrete scaricare solo quello che vi serve, accedendo all’interfaccia web di Synology C2 Storage. </p><h2 id="synology-c2-password-manager-xa0">Synology C2 Password Manager </h2><p>Il cloud ibrido Synology C2 è pensato per migliorare la sicurezza dei nostri dati, e dunque di tutta la nostra vita digitale. E a proposito di sicurezza, tutti noi abbiamo a che fare con decine, se non centinaia di password diverse. </p><p>I consigli sono sempre quelli: bisogna usare password complesse, e non usare mai la stessa password su due siti o servizi diversi. In questo modo, se il sito xyz.zyz subisce un furto di dati, chi mette le mani sulla vostra password non potrà usarla per entrare nella posta elettronica, nell’home banking o in qualsiasi altro account. Né potrà dedurre le altre vostre password, perché sono complesse.</p><p>Chiarito questo punto, si può capire perché nella vita moderna ci sia un gran bisogno di un buon <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/password-manager-cose-e-come-funziona"><u>password manager</u></a>. Si tratta di un potente software che memorizza tutte le password, così noi dovremo ricordarne solo una. E ci sono anche funzioni aggiuntive, come il completamento automatico o le notifiche in caso uno dei siti registrati finisca vittima di un attacco. </p><p>È quindi un’ottima notizia che Synology offra proprio un password manager, ed è ancora meglio sapere che <a href="https://bit.ly/3qa6WNN" rel="sponsored"><u><strong>Synology C2 Password è un password manager del tutto gratuito</strong></u></a>.</p><p>Se però volete condividere le password con un gruppo di persone fidati, allora potrebbe interessarvi l’opzione premium. Costa €4,99 e permette di creare un gruppo con 5 utenti. Ognuno avrà un suo accesso personale, ma sarà possibile condividere le password e gli altri dati protetti tramite Synology C2 Password. Una soluzione molto pratica in azienda tanto quanto in casa. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/non-stai-salvando-bene-i-tuoi-file-se-non-stai-facendo-questa-cosa</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un NAS e una soluzione Hybrid Cloud, come Synology C2, sono la risposta ideale per avere più sicurezza e allo stesso tempo più comodità. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">2dudTscZqF5mvo3DUiB4Eo</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MTAzyFYZm9kedHomSCHfh4-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 31 Mar 2022 08:06:51 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Techradar Italia ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ null ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                    <sponsoredContent>true</sponsoredContent>
                                <cf:isSponsored>true</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MTAzyFYZm9kedHomSCHfh4-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[123RF]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[backup disk]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[backup disk]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[backup disk]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MTAzyFYZm9kedHomSCHfh4-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>La nostra vita è ricca di informazioni, e ogni giorno abbiamo a che fare con una quantità incredibile di dati. Alcuni sono più importanti di altri, e per conservarli e proteggerli uno dei primi passi da fare è procurarsi uno dei <a href="http://nas/"><u>migliori NAS</u></a>. </p><p>E questo significa chiaramente prendere in considerazione uno dei migliori prodotti offerti da Synology. Avrete così un dispositivo ideale per proteggere i dati più preziosi.</p><p>“Fare il backup” significa fare una copia delle cose importanti (le foto di famiglia, le fatture, la documentazione medica, cose di lavoro …). E con un NAS Synology si può fare una copia “doppia”, scegliendo un NAS con almeno due bay, e altrettanti dischi in RAID 1 o superiore per avere la ridondanza dei dati. </p><p>I dati sono così più al sicuro di quanto sarebbero tenendoli sul computer o su un semplice disco esterno. </p><div class="product"><a data-dimension112="70c9a224-c893-48ed-bf87-43688f66b9c7" data-action="Deal Block" data-label="Prova subito il cloud ibrido Synology C2" data-dimension48="Prova subito il cloud ibrido Synology C2" href="https://bit.ly/3MWzcNL" target="_blank" rel="sponsored"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EgwKu8PqMPPKyCLZi475QB" name="AC16977_1.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EgwKu8PqMPPKyCLZi475QB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><em>Synology C2 è una soluzione Hybrid Cloud ideale per i backup di ogni genere. Consigliata in ogni ambito, da quello famigliare a quello enterprise, è la risposta perfetta per chi vuole combinare il cloud privato e quello pubblico, prendendo il meglio dei due mondi. </em></p><p><a href="https://bit.ly/3MWzcNL" rel="sponsored" data-dimension112="70c9a224-c893-48ed-bf87-43688f66b9c7" data-action="Deal Block" data-label="Prova subito il cloud ibrido Synology C2" data-dimension48="Prova subito il cloud ibrido Synology C2"><u><em><strong>Prova subito il cloud ibrido Synology C2</strong></em></u></a><a class="view-deal button" href="https://bit.ly/3MWzcNL" target="_blank" rel="sponsored" data-dimension112="70c9a224-c893-48ed-bf87-43688f66b9c7" data-action="Deal Block" data-label="Prova subito il cloud ibrido Synology C2" data-dimension48="Prova subito il cloud ibrido Synology C2">View Deal</a></p></div><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup" target="_blank">migliori software di backup</a> del 2022</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">password manager</a> selezionati da noi</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-client-email" target="_blank">migliori client email</a> per professionisti e privati</li></ul><p>Ma c’è di più, molto di più che si può fare. Grazie alle soluzioni HybridCloud di Synology, infatti, è possibile compiere un vero e proprio balzo evolutivo. </p><p>Procurarsi un NAS dei migliori e impostare un sistema di backup locale è il minimo indispensabile, ma non è detto che basti. Tanto per cominciare se la copia di backup esiste solo sul NAS, c’è sempre la possibilità che un qualche evento catastrofico comprometta i dati. Non deve essere per forza un disastro naturale: basta anche un animale domestico che in qualche modo tira un cavo e fa cadere il vostro NAS. A quel punto si può solo <em>sperare</em> che i dati sugli hard disk siano ancora recuperabili. </p><p>C’è poi la questione di poter accedere ai dati ovunque ci si trovi e in qualunque momento. La soluzione si chiama cloud naturalmente, ma non è sempre consigliabile mettere i propri dati su un cloud qualsiasi.</p><p>Oppure no, perché grazie Synology C2 potrete avere il vostro <strong>cloud privato</strong>. Vale a dire che il vostro NAS diventa un server personale, e si può accedere ai file ovunque siate. </p><p>I file però restano fisicamente sul vostro NAS, con il cloud privato, e questo potrebbe essere un ostacolo eccessivo per qualcuno. Ed ecco perché vi serve Synology C2 Storage, cioè la migliore soluzione di cloud ibrido disponibile oggi, al miglior prezzo. </p><p><a href="https://bit.ly/3MWzcNL" rel="sponsored"><u><em><strong>Prova subito il cloud ibrido Synology C2</strong></em></u></a></p><h2 id="synology-c2-storage-l-x2019-archiviazione-hybrid-cloud-privata-e-sicura-xa0">Synology C2 Storage, l’archiviazione hybrid cloud privata e sicura </h2><p><a href="https://bit.ly/3tiMrk1" rel="sponsored"><u><strong>Synology C2 Storage</strong></u></a> offre spazio cloud (cioè online), fino a 200 TB e oltre. È una soluzione studiata per i backup di massima sicurezza, e abbina infatti lo strumento Synology Hyper Backup. </p><p>Grazie alle due soluzioni combinate, potrete contare su backup automatici e programmati, in modo da tenere sempre al sicuro tutto ciò che c’è sui vostri computer. </p><p>Potrete accedere ai vostri file in qualunque momento e in qualunque luogo. Trattandosi di un cloud ibrido, poi, se anche il vostro NAS è spento o irraggiungibile, i file sono comunque accessibili. Un dettaglio, questo, che può fare davvero la differenza.</p><p>Synology C2 Storage è la soluzione ideale per chi cerca un provider di cloud storage che offra veramente qualcosa di più e di meglio rispetto ai fornitori più noti. Ma è anche una soluzione ideale per chi già usa un cloud storage in abbinamento a un NAS Synology, ma vuole espandere il proprio sistema con un sistema di protezione dei dati più sicuro. </p><div class="product"><a data-dimension112="bce93372-c789-42f1-93a4-f59577a73516" data-action="Deal Block" data-label="Synology C2 è una soluzione completa" data-dimension48="Synology C2 è una soluzione completa" href="https://bit.ly/3MWzcNL" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EgwKu8PqMPPKyCLZi475QB" name="AC16977_1.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EgwKu8PqMPPKyCLZi475QB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://bit.ly/3MWzcNL" rel="sponsored" data-dimension112="bce93372-c789-42f1-93a4-f59577a73516" data-action="Deal Block" data-label="Synology C2 è una soluzione completa" data-dimension48="Synology C2 è una soluzione completa"><u><em>Synology C2 è una soluzione completa</em></u></a><em> per il backup personale, domestico e aziendale. Sincompone di tre elementi fondamentali, progettati per funzionare insieme ma efficaci anche se usati singolarmente:</em></p><p><a href="https://bit.ly/3tiMrk1" rel="sponsored"><u><em>Synology C2 Storage</em></u></a></p><p><a href="https://bit.ly/3IiUBNC" rel="sponsored"><u><em>Synolocy C2 Backup</em></u></a></p><p><a href="https://bit.ly/3qa6WNN" rel="sponsored"><u><em>Synolocy C2 Password</em></u></a><a class="view-deal button" href="https://bit.ly/3MWzcNL" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bce93372-c789-42f1-93a4-f59577a73516" data-action="Deal Block" data-label="Synology C2 è una soluzione completa" data-dimension48="Synology C2 è una soluzione completa">View Deal</a></p></div><p>Compagno inseparabile di C2 Storage, C2 Backup è uno strumento specifico pensato per creare copie di sicurezza e protezione di PC Windows. Supporta Windows 7, Windows 8, Windows 10 e Windows 11. </p><p><a href="https://bit.ly/3IiUBNC" rel="sponsored"><u><strong>Synology C2 Backup si può provare gratuitamente</strong></u></a></p><p>Con un piano C2 Backup potrete fare copie di sicurezza di tutti i vostri PC Windows, senza limiti. Il software permette di programmare il backup, che così avverrà automaticamente a orari prefissati, oppure a determinate condizioni. </p><p>Lo spazio disponibile online è dinamico, e si possono avere fino a 200TB e oltre. </p><p>C2 Backup usa le copie incrementali. Significa che a ogni nuovo backup vengono salvati solo i dati che sono effettivamente cambiati rispetto al backup precedente. In questo modo, se il primo backup occupa 25GB, quello successivo potrebbe occupare solo qualche centinaio di megabyte!</p><p>La dimensione effettiva del backup, poi, dipende da cosa scegliete di copiare. Potenzialmente,  C2 Backup può copiare l’intero sistema, dai file alle impostazioni del sistema operativo. Un’opzione molto comoda nel momento in cui si cambia computer, perché in pochi click si potrà ripristinare l’intero sistema e ritrovare il “vecchio” Windows sul nuovo PC. Una gran bella comodità. </p><p>In alternativa, è possibile recuperare e scaricare anche i singoli file. In caso qualche file venga cancellato o danneggiato per errore, potrete scaricare solo quello che vi serve, accedendo all’interfaccia web di Synology C2 Storage. </p><h2 id="synology-c2-password-manager-xa0">Synology C2 Password Manager </h2><p>Il cloud ibrido Synology C2 è pensato per migliorare la sicurezza dei nostri dati, e dunque di tutta la nostra vita digitale. E a proposito di sicurezza, tutti noi abbiamo a che fare con decine, se non centinaia di password diverse. </p><p>I consigli sono sempre quelli: bisogna usare password complesse, e non usare mai la stessa password su due siti o servizi diversi. In questo modo, se il sito xyz.zyz subisce un furto di dati, chi mette le mani sulla vostra password non potrà usarla per entrare nella posta elettronica, nell’home banking o in qualsiasi altro account. Né potrà dedurre le altre vostre password, perché sono complesse.</p><p>Chiarito questo punto, si può capire perché nella vita moderna ci sia un gran bisogno di un buon <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/password-manager-cose-e-come-funziona"><u>password manager</u></a>. Si tratta di un potente software che memorizza tutte le password, così noi dovremo ricordarne solo una. E ci sono anche funzioni aggiuntive, come il completamento automatico o le notifiche in caso uno dei siti registrati finisca vittima di un attacco. </p><p>È quindi un’ottima notizia che Synology offra proprio un password manager, ed è ancora meglio sapere che <a href="https://bit.ly/3qa6WNN" rel="sponsored"><u><strong>Synology C2 Password è un password manager del tutto gratuito</strong></u></a>.</p><p>Se però volete condividere le password con un gruppo di persone fidati, allora potrebbe interessarvi l’opzione premium. Costa €4,99 e permette di creare un gruppo con 5 utenti. Ognuno avrà un suo accesso personale, ma sarà possibile condividere le password e gli altri dati protetti tramite Synology C2 Password. Una soluzione molto pratica in azienda tanto quanto in casa. </p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Ucraina - Russia, cyberwarfare: la guerra a colpi di hack ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Mai come nel conflitto tra Russia e Ucraina sembra evidente che, nel 2022, la guerra si combatte anche con i mezzi informatici. </p><p>Nei conflitti odierni gli attacchi informatici vengono utilizzati per colpire e disabilitare obiettivi strategici come reti elettriche, ferroviarie, sistemi informatici o per sottrarre dati alle organizzazioni politiche e militari dei Paesi nemici.</p><p>Lo dimostra il fatto che nell&apos;attuale scontro tra Ucraina e Russia, i cyberattacchi si stanno susseguendo a un ritmo incredibile e molti si chiedono se la cosiddetta "quinta dimensione" della guerra, definizione che approfondiremo nei prossimi paragrafi, sia davvero il terreno di gioco sul quale si deciderà l&apos;esito del conflitto in atto.</p><p>Ma proviamo innanzitutto a capire quando sono iniziati gli attacchi e quali sono stati gli effetti che hanno sortito e come questi stiano aumentando per numero e gravità di pari passo con l&apos;escalation del conflitto bellico.</p><h2 id="cronologia-degli-attacchi-i-primi-risalgono-a-gennaio">Cronologia degli attacchi, i primi risalgono a gennaio</h2><p>Gli attacchi informatici ai danni dell&apos;Ucraina sono iniziati mesi prima del conflitto armato al quale stiamo assistendo in questi giorni.</p><p>Nel mese di gennaio 2022 sono stati rilevati numerosi attacchi DDoS (Denial of Service) rivolti ai principali portali governativi ucraini. Il primo è avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, causando gravi disservizi sui siti delle principali istituzioni ucraine tra cui il ministero Esteri, delle politiche agrarie, dell&apos;Istruzione e della Scienza e via dicendo.</p><p>Nelle home page dei domini attaccati appariva un messaggio scritto in tre lingue (russo, ucraino e polacco) nel quale gli hacker affermavano di essere entrati in possesso dei dati sensibili dei cittadini ucraini, minacciando poi di renderli pubblici.</p><p>Il cyber attacco è stato identificato dal Microsoft Threat Intelligence Center con il nome di WhisperGate e in seguito collegato a un gruppo hacker russi.</p><p>Nei giorni successivi, la Russia ha messo in atto una seconda ondata di attacchi basati su dei malware, molti dei quali sono risultati inediti e quindi creati appositamente per sfuggire agli attuali sistemi di detezione. Il primo malware identificato il 22 febbraio scorso risponde al nome di Hermetic Wiper; questo attacco ha la capacità di danneggiare irrimediabilmente i dati di sistema che vengono utilizzati nella fase di avvio del dispositivo infetto, oltre a sovrascrivere i file memorizzati in modo da renderli inutilizzabili.</p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xXaZ3Lb4ZEejUv9ipwK3ha" name="hacker-1944688_1280.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xXaZ3Lb4ZEejUv9ipwK3ha-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock.com)</span></figcaption></figure><p>A poche ore dall&apos;annuncio ufficiale di invasione pronunciato da Putin, l&apos;intelligence statunitense ha rilevato un triplice attacco hacker iniziato alle 4 di notte (ora italiana). Intorno alle 16:00 del 23 febbraio, un serie di attacchi DDoS ha colpito le principali agenzie governative ucraine, tra cui il sito della presidenza e del parlamento, il ministero degli Affari Interni e quello degli Affari Esteri e persino gli istituti bancari più importanti del Paese, Uvraini PrivatBank e Oschadbank.</p><p>In realtà l&apos;attacco si è svolto in due fasi: la prima iniziata alle 16:00 e durata circa 40 minuti. La seconda iniziata alle 17:00 e protrattasi fino alle 19:00 creando una serie di gravi disservizi su diversi siti governativi ucraini.</p><p>Un analisi condotta da Cloudflare in collaborazione con il governo ucraino ha permesso di individuare la localizzazione dei responsabili che, da quanto emerso, hanno utilizzato IP Russi (il che è tutto dire). La strategia sembra la stessa utilizzata contro i siti del governo Ucraino nelle giornate del 15-16 febbraio.</p><p>Subito dopo, alle 21:00 del 23 febbraio, è partito un altro attacco identificato come Hermetic Wiper, un malware specializzato nella cancellazione dei dati salvati sul disco rigido dei dispositivi colpiti.</p><p>Una volta cancellati, i file non si possono più recuperare e i PC risultano inutilizzabili. Hermetic Wiper non è pensato allo scopo di sottrarre informazioni, ma serve a distruggerle. Questo malware è particolarmente difficile da scoprire facendo uso di diverse tecniche di occultamento molto efficaci che ne ostacolano l’identificazione in tempo reale. Il malware è stato identificato da due aziende specializzate nella sicurezza informatica, ESET e Symantec. </p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3936px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="gpN7iXV3Snrj4g4SfBm4MT" name="pexels-tima-miroshnichenko-5380642.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gpN7iXV3Snrj4g4SfBm4MT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3936" height="2624" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tima Miroshnichenko from Pexels)</span></figcaption></figure><p>Per aumentare la diffusione del malware sui PC dei cittadini ucraini, gli attaccanti hanno poi creato dei siti civetta clonando i corrispettivi siti governativi. In questo modo i cittadini che accedevano agli indirizzi per ottenere informazioni digitavano i loro dati su un "clone" e scaricavano sui loro PC dei file PDF che in teoria avrebbero dovuto contenere informazioni importanti e linee guida, ma in realtà erano dei malware.</p><p>Il 24 febbraio è stato diffuso un secondo malware denominato Cyclops Blink attribuito a Sandworm, un gruppo di hacker russi schierati con Putin. Il malware ha infettato i firewall di WatchGuard (che di norma si usano per la protezione degli account business), per poi estrarre dati sensibili dai dispositivi e inviarli a un centro di comando e controllo esterno.</p><p>Cyclops Blink è un malware persistente che colpisce il firmware del PC infettato e non può essere rimosso con un semplice ripristino dell&apos;OS.</p><p>Ai malware e agli attacchi DDoS si sono sommati numerosi furti di dati (data breach) contenenti le credenziali sottratte dai database degli enti governativi hackerati, poi diffusi nel Dark Web. Stiamo parlando di una grande quantità di informazioni sensibili sottratti non solo dai siti governativi, ma anche da altri portali come quello della motorizzazione ucraina.</p><p>Nel Dark Web sono state rivenute numerose tracce di un database compilato a partire dal servizio di tassazione dell&apos;Ucraina del 2006, informazioni sull&apos;immunizzazione da Covid-19 dei cittadini e perfino dati sensibili legati a PrivatBank, la più importante banca commerciale del Paese.</p><p>Di pari passo con l&apos;intensificarsi degli scontri si sono moltiplicati anche gli attacchi informatici da ambedue le parti, e nell&apos;ultima settimana di febbraio abbiamo assistito a una vera e propria battaglia informatica tra le due superpotenze, appoggiate da gruppi di hacker filogovernativi, oltre che dai più noti collettivi indipendenti.</p><p>Ma chi si cela dietro questi attacchi informatici e con chi sono schierati i diversi gruppi hacker?</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ransomware-come-difendersi" target="_blank">Ransomware: come difendersi?</a></li></ul><h2 id="anonymous-vs-russia">Anonymous Vs Russia</h2><p>L&apos;Ucraina si è trovata a fronteggiare un numero di attacchi informatici insostenibile, tanto che il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto pubblicamente aiuto ricevendo l&apos;appoggio del noto gruppo internazionale “Anonymous”, che sul proprio account Twitter ha dichiarato “guerra cibernetica” alla Russia.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/YourAnonOne/status/1496965766435926039"><p lang="en" dir="ltr">The Anonymous collective is officially in cyber war against the Russian government. #Anonymous #Ukraine<a href="https://twitter.com/YourAnonOne/status/1496965766435926039">February 24, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Nei giorni successivi, Anonymous ha attaccato il ministero della Difesa russo pubblicando in rete tutti i database contenuti al suo interno.</p><p>Il contrattacco è iniziato tra il 24 e il 25 di febbraio ai danni dei siti del Cremlino e delle forze armate russe. In seguito, con l&apos;escalation della violenza nelle strade ucraine e i bombardamenti su Kiev, gli attacchi si sono intensificati.</p><p>Tra sabato 26 e domenica 27 febbraio, Anonymous ha attaccato la TV russa trasmettendo immagini di Kiev per mostrare cosa stava realmente accadendo fomentando delle rivolte che hanno portato all&apos;arresto di centinaia di manifestanti russi. Al contempo, su tutti i canali attaccati sono state trasmesse canzoni tradizionali ucraine. </p><p><br></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/YourAnonTV/status/1497678663046905863"><p lang="en" dir="ltr">JUST IN: #Russian state TV channels have been hacked by #Anonymous to broadcast the truth about what happens in #Ukraine. #OpRussia #OpKremlin #FckPutin #StandWithUkriane pic.twitter.com/vBq8pQnjPc<a href="https://twitter.com/YourAnonTV/status/1497678663046905863">February 26, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Subito dopo, su uno degli account Twitter di Anonymous, il collettivo ha ribadito la sua posizione nei confronti della Russia, minacciando altri attacchi nel caso in cui le ostilità non si fossero interrotte:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/Agenzia_Ansa/status/1497945901435965448"><p lang="en" dir="ltr">UCRAINA | Anonymous sfida Putin: "Se continui la guerra, attacchi hacker mai visti". Il gruppo avverte: "I tuoi segreti non saranno piu' al sicuro, presto sentirai la nostra rabbia". #ANSA pic.twitter.com/lv2g5g6ouV<a href="https://twitter.com/Agenzia_Ansa/status/1497945901435965448">February 27, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Non contenti, gli hacker del gruppo Anonymous hanno continuato la loro serie di attacchi passando sul piano personale e prendendo di mira lo yacht di Putin.</p><p>Gli hacker sono riusciti a bucare l&apos;Automatic Identification System dello yacht, chiamato “Graceful” , e hanno cambiato il codice identificativo rinominandolo “FCKPTN” (la versione senza vocali di "Fuck Putin”) per poi cambiare la destinazione verso “HELL” (“Inferno”).</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/williamlegate/status/1498086888766423047"><p lang="en" dir="ltr">Hackers have manipulated the official callsign of Putin’s $100 million personal yacht to “FCKPTN” and changed its current maritime position to “hell” 🙃 pic.twitter.com/Sl2xLNakfv<a href="https://twitter.com/williamlegate/status/1498086888766423047">February 28, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Sempre in questi giorni diversi account Twitter collegati al collettivo Anonymous hanno indicato attacchi al sito del governo ceceno e nei confronti dell’azienda di armi bielorussa Tetraedr. Quest&apos;ultimo avrebbe portato all&apos;esfiltrazione di più di 200 GB di e-mail e documenti che contengono i dati di fabbricazione delle armi. </p><p>Il 28 febbraio, Anonymous ha annunciato di aver attaccato l’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca, sottraendo decine di migliaia di documenti riservati.</p><p>A fianco di Kiev si sono schierati anche i gruppi Liberland e Pwn-Bär Hack Team, che si sono resi responsabili della pubblicazione di diversi documenti riservati collegati a un noto produttore di armi bielorusso. </p><p>Tra gli hacker che si sono schierati a sostegno dell&apos;Ucraina c&apos;è anche GhostSecurity, gruppo già noto per aver attaccato l&apos;apparato informatico dell’Isis.</p><p>L&apos;azione più incisiva è stata quella del gruppo di hacker bielorusso Belarus Cyber-Partisan, in aperto contrasto con il governo di Minsk, che è riuscito a penetrare nella rete ferroviaria mettendo fuori uso diversi servizi e bloccando alcune tratte ferroviarie per rallentare il trasferimento delle truppe russe dalla capitale. </p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RzdqY6hhVUXJjJYEgfCrVe" name="shutterstock_313805942.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RzdqY6hhVUXJjJYEgfCrVe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Dalla parte opposta, la Russia ha ricevuto il sostegno di Sandworm, responsabile dell&apos;attacco Cyclops Blink del 24 febbraio, oltre che del noto collettivo Conti e di Coming Projects, gruppo conosciuto per la creazione di ransomware.</p><p>Del resto, dopo le prime dichiarazioni in favore del governo di Mosca, Conti sembra aver subito una divisione interna che ha portato alla pubblicazione di centinaia di chat riservate del gruppo. In seguito, Conti sembra aver cambiato posizione esprimendosi pubblicamente contro la guerra in corso.</p><p>Come potete immaginare, parte di questi gruppi è legata in modo diretto ai governi centrali, altri agiscono in modo indipendente, quindi è chiaro che anche all&apos;interno dei diversi collettivi possano esserci posizioni contrastanti.</p><p>Al contempo i governi impegnati nel conflitto, come gli alleati NATO e i Paesi che appoggiano l&apos;invasione Russa in Ucraina, dispongono di un numero non identificato di hacker al loro servizio che possono attaccare in maniera del tutto anonima. Queste attività sono svolte principalmente dai servizi segreti dei governi e raramente si riesce a individuare gli attori responsabili.</p><p>In sostanza, ciò che stiamo vedendo è solo la punta dell&apos;iceberg. Possiamo vedere solo gli effetti più eclatanti dei singoli attacchi, mentre nelle retrovie gli hacker stanno lavorando a tempo pieno a nuovi attacchi che si intrecciano con gli obiettivi militari delle due fazioni.</p><p>A dirlo è il numero sempre crescente di cyberattacchi che si stanno susseguendo a ritmo giornaliero, di cui sappiamo ben poco oltre a quello che dichiarano i governi attaccati e, in alcuni casi, gli attaccanti stessi.</p><p>Appare quindi chiaro che non esiste un fronte comune, ma una moltitudine di realtà differenti più o meno legate alle istituzioni e ai servizi militari dei Paesi belligeranti che possono in qualche modo influenzare il corso degli eventi.</p><h2 id="cyberwarfare-la-guerra-digitale-pu-xf2-fare-la-differenza">Cyberwarfare, la guerra digitale può fare la differenza?</h2><p>Proviamo a rispondere a una domanda che si stanno ponendo in molti.</p><p>Secondo la definizione contenuta nel trattato di Diritto penale intitolato <em>Cybercrime </em>di Utet Giuridica, la guerra cibernetica: "consiste nell’impiego di incisive tecniche di intrusione o sabotaggio delle risorse informatiche e fisiche di un Paese avversario, effettuate in un contesto bellico, attraverso l’impiego di computer e reti di telecomunicazioni informatiche, volte a compromettere le difese, il funzionamento e la stabilità economica e socio-politica del nemico."</p><p>La guerra cibernetica (cyberwar / cyberwarfare), si svolge su un terreno diverso dal campo di battaglia convenzionale, comunemente definito "quinta dimensione". Di fatto, oltre ai tipici scenari di guerra che comprendono scontri di terra, mare, cielo e spazio, lo spazio cibernetico rappresenta il quinto dominio. </p><p>La continua evoluzione dei sistemi informatici e delle reti internet hanno favorito la nascita di nuove modalità di aggressione che stiamo vedendo nel conflitto attuale.</p><p>Le forze in campo sono oggi in grado di effettuare attacchi informatici tali da compromettere, con minimo sforzo, le difese e le capacità militari di una intera nazione o il funzionamento di interi apparati governativi.</p><p>Per rispondere al quesito, i cyberattacchi messi in campo finora dalle due fazioni hanno sicuramente influenzato il conflitto, ma (almeno per ora) non si possono definire decisivi al pari delle operazioni militari che si stanno svolgendo sul territorio Ucraino.</p><p>Non possiamo dire con certezza quando e se gruppi come Anonymous e Conti decideranno di alzare il livello dello scontro, ma se dovesse succedere potremmo trovarci di fronte alla più grande cyberwar mai vista finora, nel vero senso del termine.</p><p>Nel frattempo, entrambi i governi hanno a disposizione degli strumenti più incisivi di quelli messi in campo finora, e potrebbero a loro volta decidere di utilizzarli se la situazione dovesse degenerare ulteriormente.</p><p>Oggi più che la cyberwar potrebbe essere un elemento importante, se non decisivo, per le sorti del conflitto tra Ucraina e Russia.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona" target="_blank">Ransomware</a>: cos'è e come funziona?<br></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ucraina-russia-cyberwarfare-la-guerra-a-colpi-di-hack</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il conflitto tra Russia e Ucraina si combatte anche con mezzi informatici. Ma è possibile che siano proprio gli hacker a cambiare le sorti della guerra? ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">dg8bNQTzD6DoMeQd6DGx5i</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xNyRoNkK3hBqPnYJ23Eo28-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 02 Mar 2022 09:35:56 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Wed, 02 Mar 2022 09:37:25 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xNyRoNkK3hBqPnYJ23Eo28-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[TheDigitalArtist / Pixabay]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Anonymous]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Anonymous]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Anonymous]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xNyRoNkK3hBqPnYJ23Eo28-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Mai come nel conflitto tra Russia e Ucraina sembra evidente che, nel 2022, la guerra si combatte anche con i mezzi informatici. </p><p>Nei conflitti odierni gli attacchi informatici vengono utilizzati per colpire e disabilitare obiettivi strategici come reti elettriche, ferroviarie, sistemi informatici o per sottrarre dati alle organizzazioni politiche e militari dei Paesi nemici.</p><p>Lo dimostra il fatto che nell&apos;attuale scontro tra Ucraina e Russia, i cyberattacchi si stanno susseguendo a un ritmo incredibile e molti si chiedono se la cosiddetta "quinta dimensione" della guerra, definizione che approfondiremo nei prossimi paragrafi, sia davvero il terreno di gioco sul quale si deciderà l&apos;esito del conflitto in atto.</p><p>Ma proviamo innanzitutto a capire quando sono iniziati gli attacchi e quali sono stati gli effetti che hanno sortito e come questi stiano aumentando per numero e gravità di pari passo con l&apos;escalation del conflitto bellico.</p><h2 id="cronologia-degli-attacchi-i-primi-risalgono-a-gennaio">Cronologia degli attacchi, i primi risalgono a gennaio</h2><p>Gli attacchi informatici ai danni dell&apos;Ucraina sono iniziati mesi prima del conflitto armato al quale stiamo assistendo in questi giorni.</p><p>Nel mese di gennaio 2022 sono stati rilevati numerosi attacchi DDoS (Denial of Service) rivolti ai principali portali governativi ucraini. Il primo è avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, causando gravi disservizi sui siti delle principali istituzioni ucraine tra cui il ministero Esteri, delle politiche agrarie, dell&apos;Istruzione e della Scienza e via dicendo.</p><p>Nelle home page dei domini attaccati appariva un messaggio scritto in tre lingue (russo, ucraino e polacco) nel quale gli hacker affermavano di essere entrati in possesso dei dati sensibili dei cittadini ucraini, minacciando poi di renderli pubblici.</p><p>Il cyber attacco è stato identificato dal Microsoft Threat Intelligence Center con il nome di WhisperGate e in seguito collegato a un gruppo hacker russi.</p><p>Nei giorni successivi, la Russia ha messo in atto una seconda ondata di attacchi basati su dei malware, molti dei quali sono risultati inediti e quindi creati appositamente per sfuggire agli attuali sistemi di detezione. Il primo malware identificato il 22 febbraio scorso risponde al nome di Hermetic Wiper; questo attacco ha la capacità di danneggiare irrimediabilmente i dati di sistema che vengono utilizzati nella fase di avvio del dispositivo infetto, oltre a sovrascrivere i file memorizzati in modo da renderli inutilizzabili.</p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xXaZ3Lb4ZEejUv9ipwK3ha" name="hacker-1944688_1280.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xXaZ3Lb4ZEejUv9ipwK3ha-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock.com)</span></figcaption></figure><p>A poche ore dall&apos;annuncio ufficiale di invasione pronunciato da Putin, l&apos;intelligence statunitense ha rilevato un triplice attacco hacker iniziato alle 4 di notte (ora italiana). Intorno alle 16:00 del 23 febbraio, un serie di attacchi DDoS ha colpito le principali agenzie governative ucraine, tra cui il sito della presidenza e del parlamento, il ministero degli Affari Interni e quello degli Affari Esteri e persino gli istituti bancari più importanti del Paese, Uvraini PrivatBank e Oschadbank.</p><p>In realtà l&apos;attacco si è svolto in due fasi: la prima iniziata alle 16:00 e durata circa 40 minuti. La seconda iniziata alle 17:00 e protrattasi fino alle 19:00 creando una serie di gravi disservizi su diversi siti governativi ucraini.</p><p>Un analisi condotta da Cloudflare in collaborazione con il governo ucraino ha permesso di individuare la localizzazione dei responsabili che, da quanto emerso, hanno utilizzato IP Russi (il che è tutto dire). La strategia sembra la stessa utilizzata contro i siti del governo Ucraino nelle giornate del 15-16 febbraio.</p><p>Subito dopo, alle 21:00 del 23 febbraio, è partito un altro attacco identificato come Hermetic Wiper, un malware specializzato nella cancellazione dei dati salvati sul disco rigido dei dispositivi colpiti.</p><p>Una volta cancellati, i file non si possono più recuperare e i PC risultano inutilizzabili. Hermetic Wiper non è pensato allo scopo di sottrarre informazioni, ma serve a distruggerle. Questo malware è particolarmente difficile da scoprire facendo uso di diverse tecniche di occultamento molto efficaci che ne ostacolano l’identificazione in tempo reale. Il malware è stato identificato da due aziende specializzate nella sicurezza informatica, ESET e Symantec. </p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3936px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="gpN7iXV3Snrj4g4SfBm4MT" name="pexels-tima-miroshnichenko-5380642.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gpN7iXV3Snrj4g4SfBm4MT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3936" height="2624" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tima Miroshnichenko from Pexels)</span></figcaption></figure><p>Per aumentare la diffusione del malware sui PC dei cittadini ucraini, gli attaccanti hanno poi creato dei siti civetta clonando i corrispettivi siti governativi. In questo modo i cittadini che accedevano agli indirizzi per ottenere informazioni digitavano i loro dati su un "clone" e scaricavano sui loro PC dei file PDF che in teoria avrebbero dovuto contenere informazioni importanti e linee guida, ma in realtà erano dei malware.</p><p>Il 24 febbraio è stato diffuso un secondo malware denominato Cyclops Blink attribuito a Sandworm, un gruppo di hacker russi schierati con Putin. Il malware ha infettato i firewall di WatchGuard (che di norma si usano per la protezione degli account business), per poi estrarre dati sensibili dai dispositivi e inviarli a un centro di comando e controllo esterno.</p><p>Cyclops Blink è un malware persistente che colpisce il firmware del PC infettato e non può essere rimosso con un semplice ripristino dell&apos;OS.</p><p>Ai malware e agli attacchi DDoS si sono sommati numerosi furti di dati (data breach) contenenti le credenziali sottratte dai database degli enti governativi hackerati, poi diffusi nel Dark Web. Stiamo parlando di una grande quantità di informazioni sensibili sottratti non solo dai siti governativi, ma anche da altri portali come quello della motorizzazione ucraina.</p><p>Nel Dark Web sono state rivenute numerose tracce di un database compilato a partire dal servizio di tassazione dell&apos;Ucraina del 2006, informazioni sull&apos;immunizzazione da Covid-19 dei cittadini e perfino dati sensibili legati a PrivatBank, la più importante banca commerciale del Paese.</p><p>Di pari passo con l&apos;intensificarsi degli scontri si sono moltiplicati anche gli attacchi informatici da ambedue le parti, e nell&apos;ultima settimana di febbraio abbiamo assistito a una vera e propria battaglia informatica tra le due superpotenze, appoggiate da gruppi di hacker filogovernativi, oltre che dai più noti collettivi indipendenti.</p><p>Ma chi si cela dietro questi attacchi informatici e con chi sono schierati i diversi gruppi hacker?</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ransomware-come-difendersi" target="_blank">Ransomware: come difendersi?</a></li></ul><h2 id="anonymous-vs-russia">Anonymous Vs Russia</h2><p>L&apos;Ucraina si è trovata a fronteggiare un numero di attacchi informatici insostenibile, tanto che il presidente Volodymyr Zelensky ha chiesto pubblicamente aiuto ricevendo l&apos;appoggio del noto gruppo internazionale “Anonymous”, che sul proprio account Twitter ha dichiarato “guerra cibernetica” alla Russia.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/YourAnonOne/status/1496965766435926039"><p lang="en" dir="ltr">The Anonymous collective is officially in cyber war against the Russian government. #Anonymous #Ukraine<a href="https://twitter.com/YourAnonOne/status/1496965766435926039">February 24, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Nei giorni successivi, Anonymous ha attaccato il ministero della Difesa russo pubblicando in rete tutti i database contenuti al suo interno.</p><p>Il contrattacco è iniziato tra il 24 e il 25 di febbraio ai danni dei siti del Cremlino e delle forze armate russe. In seguito, con l&apos;escalation della violenza nelle strade ucraine e i bombardamenti su Kiev, gli attacchi si sono intensificati.</p><p>Tra sabato 26 e domenica 27 febbraio, Anonymous ha attaccato la TV russa trasmettendo immagini di Kiev per mostrare cosa stava realmente accadendo fomentando delle rivolte che hanno portato all&apos;arresto di centinaia di manifestanti russi. Al contempo, su tutti i canali attaccati sono state trasmesse canzoni tradizionali ucraine. </p><p><br></p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/YourAnonTV/status/1497678663046905863"><p lang="en" dir="ltr">JUST IN: #Russian state TV channels have been hacked by #Anonymous to broadcast the truth about what happens in #Ukraine. #OpRussia #OpKremlin #FckPutin #StandWithUkriane pic.twitter.com/vBq8pQnjPc<a href="https://twitter.com/YourAnonTV/status/1497678663046905863">February 26, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Subito dopo, su uno degli account Twitter di Anonymous, il collettivo ha ribadito la sua posizione nei confronti della Russia, minacciando altri attacchi nel caso in cui le ostilità non si fossero interrotte:</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/Agenzia_Ansa/status/1497945901435965448"><p lang="en" dir="ltr">UCRAINA | Anonymous sfida Putin: "Se continui la guerra, attacchi hacker mai visti". Il gruppo avverte: "I tuoi segreti non saranno piu' al sicuro, presto sentirai la nostra rabbia". #ANSA pic.twitter.com/lv2g5g6ouV<a href="https://twitter.com/Agenzia_Ansa/status/1497945901435965448">February 27, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Non contenti, gli hacker del gruppo Anonymous hanno continuato la loro serie di attacchi passando sul piano personale e prendendo di mira lo yacht di Putin.</p><p>Gli hacker sono riusciti a bucare l&apos;Automatic Identification System dello yacht, chiamato “Graceful” , e hanno cambiato il codice identificativo rinominandolo “FCKPTN” (la versione senza vocali di "Fuck Putin”) per poi cambiare la destinazione verso “HELL” (“Inferno”).</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/williamlegate/status/1498086888766423047"><p lang="en" dir="ltr">Hackers have manipulated the official callsign of Putin’s $100 million personal yacht to “FCKPTN” and changed its current maritime position to “hell” 🙃 pic.twitter.com/Sl2xLNakfv<a href="https://twitter.com/williamlegate/status/1498086888766423047">February 28, 2022</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Sempre in questi giorni diversi account Twitter collegati al collettivo Anonymous hanno indicato attacchi al sito del governo ceceno e nei confronti dell’azienda di armi bielorussa Tetraedr. Quest&apos;ultimo avrebbe portato all&apos;esfiltrazione di più di 200 GB di e-mail e documenti che contengono i dati di fabbricazione delle armi. </p><p>Il 28 febbraio, Anonymous ha annunciato di aver attaccato l’Istituto di Sicurezza Nucleare di Mosca, sottraendo decine di migliaia di documenti riservati.</p><p>A fianco di Kiev si sono schierati anche i gruppi Liberland e Pwn-Bär Hack Team, che si sono resi responsabili della pubblicazione di diversi documenti riservati collegati a un noto produttore di armi bielorusso. </p><p>Tra gli hacker che si sono schierati a sostegno dell&apos;Ucraina c&apos;è anche GhostSecurity, gruppo già noto per aver attaccato l&apos;apparato informatico dell’Isis.</p><p>L&apos;azione più incisiva è stata quella del gruppo di hacker bielorusso Belarus Cyber-Partisan, in aperto contrasto con il governo di Minsk, che è riuscito a penetrare nella rete ferroviaria mettendo fuori uso diversi servizi e bloccando alcune tratte ferroviarie per rallentare il trasferimento delle truppe russe dalla capitale. </p><p><br></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RzdqY6hhVUXJjJYEgfCrVe" name="shutterstock_313805942.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RzdqY6hhVUXJjJYEgfCrVe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Dalla parte opposta, la Russia ha ricevuto il sostegno di Sandworm, responsabile dell&apos;attacco Cyclops Blink del 24 febbraio, oltre che del noto collettivo Conti e di Coming Projects, gruppo conosciuto per la creazione di ransomware.</p><p>Del resto, dopo le prime dichiarazioni in favore del governo di Mosca, Conti sembra aver subito una divisione interna che ha portato alla pubblicazione di centinaia di chat riservate del gruppo. In seguito, Conti sembra aver cambiato posizione esprimendosi pubblicamente contro la guerra in corso.</p><p>Come potete immaginare, parte di questi gruppi è legata in modo diretto ai governi centrali, altri agiscono in modo indipendente, quindi è chiaro che anche all&apos;interno dei diversi collettivi possano esserci posizioni contrastanti.</p><p>Al contempo i governi impegnati nel conflitto, come gli alleati NATO e i Paesi che appoggiano l&apos;invasione Russa in Ucraina, dispongono di un numero non identificato di hacker al loro servizio che possono attaccare in maniera del tutto anonima. Queste attività sono svolte principalmente dai servizi segreti dei governi e raramente si riesce a individuare gli attori responsabili.</p><p>In sostanza, ciò che stiamo vedendo è solo la punta dell&apos;iceberg. Possiamo vedere solo gli effetti più eclatanti dei singoli attacchi, mentre nelle retrovie gli hacker stanno lavorando a tempo pieno a nuovi attacchi che si intrecciano con gli obiettivi militari delle due fazioni.</p><p>A dirlo è il numero sempre crescente di cyberattacchi che si stanno susseguendo a ritmo giornaliero, di cui sappiamo ben poco oltre a quello che dichiarano i governi attaccati e, in alcuni casi, gli attaccanti stessi.</p><p>Appare quindi chiaro che non esiste un fronte comune, ma una moltitudine di realtà differenti più o meno legate alle istituzioni e ai servizi militari dei Paesi belligeranti che possono in qualche modo influenzare il corso degli eventi.</p><h2 id="cyberwarfare-la-guerra-digitale-pu-xf2-fare-la-differenza">Cyberwarfare, la guerra digitale può fare la differenza?</h2><p>Proviamo a rispondere a una domanda che si stanno ponendo in molti.</p><p>Secondo la definizione contenuta nel trattato di Diritto penale intitolato <em>Cybercrime </em>di Utet Giuridica, la guerra cibernetica: "consiste nell’impiego di incisive tecniche di intrusione o sabotaggio delle risorse informatiche e fisiche di un Paese avversario, effettuate in un contesto bellico, attraverso l’impiego di computer e reti di telecomunicazioni informatiche, volte a compromettere le difese, il funzionamento e la stabilità economica e socio-politica del nemico."</p><p>La guerra cibernetica (cyberwar / cyberwarfare), si svolge su un terreno diverso dal campo di battaglia convenzionale, comunemente definito "quinta dimensione". Di fatto, oltre ai tipici scenari di guerra che comprendono scontri di terra, mare, cielo e spazio, lo spazio cibernetico rappresenta il quinto dominio. </p><p>La continua evoluzione dei sistemi informatici e delle reti internet hanno favorito la nascita di nuove modalità di aggressione che stiamo vedendo nel conflitto attuale.</p><p>Le forze in campo sono oggi in grado di effettuare attacchi informatici tali da compromettere, con minimo sforzo, le difese e le capacità militari di una intera nazione o il funzionamento di interi apparati governativi.</p><p>Per rispondere al quesito, i cyberattacchi messi in campo finora dalle due fazioni hanno sicuramente influenzato il conflitto, ma (almeno per ora) non si possono definire decisivi al pari delle operazioni militari che si stanno svolgendo sul territorio Ucraino.</p><p>Non possiamo dire con certezza quando e se gruppi come Anonymous e Conti decideranno di alzare il livello dello scontro, ma se dovesse succedere potremmo trovarci di fronte alla più grande cyberwar mai vista finora, nel vero senso del termine.</p><p>Nel frattempo, entrambi i governi hanno a disposizione degli strumenti più incisivi di quelli messi in campo finora, e potrebbero a loro volta decidere di utilizzarli se la situazione dovesse degenerare ulteriormente.</p><p>Oggi più che la cyberwar potrebbe essere un elemento importante, se non decisivo, per le sorti del conflitto tra Ucraina e Russia.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona" target="_blank">Ransomware</a>: cos'è e come funziona?<br></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ I migliori antivirus del 2026 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Al giorno d'oggi navigare in rete senza un antivirus rappresenta un rischio enorme per la sicurezza. Per questo motivo abbiamo creato una guida ai <strong>migliori</strong> <strong>antivirus disponibili oggi.</strong></p><p>Non importa se scegliete un <strong>antivirus</strong> <strong>gratuito</strong> o <strong>a</strong> <strong>pagamento</strong>, se volete tenere al sicuro i vostri dati sensibili farete meglio ad affidarvi a un software di protezione, soprattutto in un momento in cui è facile generare <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-peggiori-malware-del-2022-gli-hacker-tornano-alla-carica">malware</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">ransomware</a> anche con il supporto dell'<strong>intelligenza artificiale</strong>.<br><br>I migliori antivirus sono in grado di proteggere i vostri dispositivi e vi permettono di navigare in sicurezza, senza temere intrusioni o furti di dati. Oltre ai celebri <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/kaspersky-antivirus-recensione">Kaspersky</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/bitdefender-antivirus-recensione">Bitdefender</a>, abbiamo incluso altri software antivirus meno conosciuti ma che vale la pena considerare.</p><p>Al momento, <strong>Bitdefender</strong> è il nostro antivirus preferito in quanto offre un'ampia gamma di strumenti utili per la protezione del PC, è dotato di un'interfaccia semplice e vanta un rapporto qualità prezzo eccellente.</p><p>Ma non dilunghiamoci oltre e passiamo alla nostra classifica dei migliori antivirus del 2025. </p><h2 id="i-migliori-antivirus-in-year">I migliori antivirus in 2026</h2><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-in-assoluto"><span>Il miglior antivirus in assoluto</span></h3><a href="https://www.bitdefender.it/solutions/" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.40%;"><img id="PEEdpuKUAXuSCfniLCzpka" name="bitdefender-antivirus-dashboard-hero-image.jpg" alt="Bitdefender dashboard on a Windows desktop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PEEdpuKUAXuSCfniLCzpka-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1204" height="679" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PEEdpuKUAXuSCfniLCzpka-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Bitdefender offre la protezione più accurata e affidabile del mercato, tanto da aver ricevuto diversi riconoscimenti. (Image credit: Future) </span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="1-bitdefender"><span class="title__text">1. Bitdefender</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Ricco di funzionalità, offre una protezione senza rivali</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android e iOS | <strong>Numero massimo dispositivi: </strong>10 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>protezione delle transazioni Safepay, strumenti di sicurezza, protezione durante la navigazione, VPN, anti ransomware multilivello</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tonnellate di funzioni</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottima difesa contro il malware</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Interfaccia configurabile</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottimo rapporto qualità/prezzo</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Scansioni lente (a volte)</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Limiti di utilizzo della VPN</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non consigliato per le infezioni in corso</div></div><p>Il miglior antivirus secondo TechRadar spicca sulla concorrenza grazie alla quantità dei servizi offerti e al prezzo assolutamente concorrenziale.</p><p>Come certificato da molte analisi indipendenti, Bitdefender è un antivirus eccellente ed è capace di soddisfare ogni tipo di esigenza grazie ai tantissimi pacchetti disponibili ricchi di funzionalità interessanti.</p><p>Il piano base, Bitdefender Antivirus Plus, offre una protezione web completa e di prim’ordine, protezione bancaria Safepay, un gestore di password e lo scanner di vulnerabilità per controllare la disponibilità di aggiornamenti o patch di sicurezza per il vostro dispositivo. Inoltre, è inclusa una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> di alta qualità con 200 MB al giorno di traffico.</p><p>Per quanto Bitdefender abbia perso leggermente efficacia durante le scansioni, conquista il primo posto di questa classifica grazie alle tantissime funzionalità aggiuntive: acquistando il pacchetto Internet Security ad esempio avrete un firewall, un filtro antispam e il parental control per proteggere anche i più piccoli della famiglia. Certo, resta il fatto che rispetto all'anno precedente, abbiamo notato una piccola perdita di precisione nel rilevamento dei virus, ma vogliamo dare il beneficio del dubbio considerata l'elevata qualità media del prodotto, auspicando che la situazione si normalizzi il prima possibile mediante un aggiornamento.</p><p>Infine, scegliendo il pacchetto Bitdefender Total Security avrete anche tantissimi strumenti di manutenzione per il vostro PC, il vostro Mac o il vostro smartphone, iPhone o Android che sia. </p><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-con-protezione-id"><span>Il miglior antivirus con protezione ID</span></h3><a href="https://it.norton.com/ps/4up_norton360_nav_ns_nd_np_Reading_tw_nb.html?nortoncountry=it&om_sem_cid=hho_sem_sy:it:ggl:it:e:br:kw0000001532:411315033327:c:google:252067387:15686762227:aud-326833673895:kwd-20964061&nortoncountry=IT&gclid=CjwKCAjw-YT1BRAFEiwAd2WRtg8Qet3E8cFK0Fei2EVAp-DQDXzj6FVQA5_c3SBvS1kyHGQ__jZfuxoCI7oQAvD_BwE&gclsrc=aw.ds" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1053px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.32%;"><img id="gyRQS24JKEqtLV4ZMhEMx6" name="norton-true-dashboard.JPG" alt="Norton antivirus dashboard on a Windows desktop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gyRQS24JKEqtLV4ZMhEMx6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1053" height="593" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gyRQS24JKEqtLV4ZMhEMx6-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Norton AntiVirus protegge il vostro PC senza rallentarlo. (Image credit: Future) </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Norton)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="2-norton"><span class="title__text">2. Norton</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Protetti e senza rallentamenti</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android e iOS | <strong>Numero massimo dispositivi: </strong>10 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>firewall intelligente, manutenzione del PC, strumento di back-up con archiviazione online</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protezione dal furto d'identità</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Accesso a VPN illimitate</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tutti i livelli di abbonamento includono numerose funzionalità</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Costoso</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">VPN kill switch inaffidabile</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Manca la crittografia dei file e il distruggidocumenti</div></div><p><a href="https://www.techradar.com/reviews/norton-2020-antivirus-solutions">Norton AntiVirus</a> offre definizioni di virus sempre aggiornate e un bassissimo consumo di risorse, tanto da dominare le più recenti classifiche di PassMark relative alle prestazioni degli antivirus.</p><p>Già col pacchetto base Norton AntiVirus Plus avrete tantissime funzionalità: un firewall intelligente, un sistema di protezione della navigazione di prim’ordine, un’utility di manutenzione del PC, 2 GB di backup in cloud e una VPN.</p><p>Norton spicca tanto per la sua semplicità, quanto per l’ampio controllo sulla configurazione delle scansioni e dei file presenti nel vostro PC.</p><p>Con Norton antivirus navigherete in totale sicurezza e potete essere tranquilli di essere protetti dalle minacce più frequenti.</p><p>Nonostante questo, l’interfaccia di Norton lascia a desiderare e nei nostri test anti-ransomware talvolta abbiamo perso alcuni file prima che lui riuscisse ad intercettare la minaccia. Anche i test presso laboratori indipendenti hanno dato risultati altalenanti in un caso.</p><p>Con il pacchetto Norton 360 Standard avrete alcuni extra interessanti, tra cui VPN integrata, 10 GB di backup in cloud e app mobile per Android e iOS. </p><p>Se volete coprire col vostro abbonamento più di un dispositivo, dovrete ricorrere a Norton 360 Deluxe, capace di proteggere fino a cinque dispositivi con l’aggiunta del parental control.</p><p>Se il pacchetto Deluxe non è sufficiente, non preoccupatevi: Norton 360 Premium non aggiunge alcuna funzionalità, ma potenzia molti dei servizi offerti. Con questo pacchetto ad esempio potrete utilizzarlo con 10 dispositivi e ben 75 GB di backup in cloud.</p><h3 class="article-body__section" id="section-la-migliore-stanza-di-sicurezza-antivirus"><span>La migliore stanza di sicurezza antivirus</span></h3><a href="https://www.avast.com/it-it/store" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="nEmeJkJgY6JatLSaStUdLD" name="avast one.jpg" alt="Avast One running on a laptop and smartphone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nEmeJkJgY6JatLSaStUdLD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1000" height="562" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nEmeJkJgY6JatLSaStUdLD-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Il celebre antivirus gratuito ha una fantastica versione Premium a pagamento (Image credit: Shutterstock) </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="3-avast"><span class="title__text">3. Avast</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Il nuovo antivirus Avast apporta molte migliorie</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android, iOS | <strong>Numero massimo di dispositivi: </strong>30 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Ransomware Shield, prevenzione dei dirottamento DNS, Wi-Fi inspector</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Eccellente protezione dalle minacce informatiche</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Modalità gaming dedicata</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tanti strumenti di sicurezza extra inclusi</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Aggiunge extra non necessari</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">La VPN gratuita è limitata</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non è un grande upgrade rispetto alla versione gratuita</div></div><p>Ecco la prima grossa novità del 2022: Avast ricomincia da zero, presentando <a href="https://www.techradar.com/reviews/avast-one">Avast One</a>.</p><p>Avast One prende l'affidabile antivirus gratuito dell'azienda (ora noto come Avast One Essential) e lo porta al livello successivo con funzioni extra.</p><p>Se restate sulla versione free o decidete di fare l'upgrade, potrete contare su ottimi risultati nei test di laboratorio esterni, che confermano l'efficacia delle funzioni di contrasto al malware e al phishing.</p><p>Vengono offerti anche un semplice firewall, l'analisi delle violazioni dei dati per tenervi informati di eventuali attacchi ai vostri account online, nonché app per Windows, Mac, Android e iOS </p><p>Ma vale la pena pagare per Avast One? L'acquisto include una VPN di <a href="https://www.techradar.com/reviews/hidemyass-vpn">HideMyAss</a> con 5 GB alla settimana di traffico, strumenti di configurazione, blocco pubblicità, protezione webcam, filtro degli URL pericolosi e nient'altro. Se proprio non potete fare a meno di una di queste aggiunte, allora sì, potrebbe valere la pena fare l'upgrade, in caso contrario vi consigliamo di scaricare la già ottima versione gratuita Essential.</p><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-per-cellulari"><span>Il miglior antivirus per cellulari</span></h3><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:504px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="Fy2YfWbkmqFxuhU6QmYEjk" name="mcafee.jpg" alt="McAfee antivirus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Fy2YfWbkmqFxuhU6QmYEjk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="504" height="283" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: McAfee)</span></figcaption></figure><div class="buying-guide-block"><h3 id="4-mcafee"><span class="title__text">4. McAfee</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Una suite antivirus completa e dal prezzo competitivo</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, iOS, Android | <strong>Dispositivi supportati: </strong>10 | <strong>Funzioni di rilievo: </strong>VPN, filtro antispam, firewall intelligente</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tantissime funzionalità</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">VPN in bundle con utilizzo illimitato</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Include strumenti antifurto per l'identità</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Il motore antivirus deve essere perfezionato su macOS</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Il prodotto base copre solo un dispositivo</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">I piani famiglia sono piuttosto costosi</div></div><p><a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/mcafee-2020-antivirus-solutions">McAfee</a> adotta un approccio interessante al proprio prodotto di sicurezza, dato che tutte le offerte sono varianti del prodotto di base Total Protection, le cui differenze risiedono nei dispositivi massimi supportati ai livelli superiori. McAfee Total Protection Single Device è la versione entry-level dall'antivirus product, e come suggerisce il nome copre un solo dispositivo.</p><p>In ogni caso, il software McAfee richiede pochissime risorse per funzionare, ma offre tantissime funzionalità, fra cui un firewall intelligente una VPN integrata e basata su <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-tunnelbear-vpn">TunnelBear</a> con dati illimitati, un filtro antispam di qualità, un vault protetto per i file e alcune opzioni per velocizzare il PC.</p><p>Se vogliamo trovare un neo, il motore antivirus non è il migliore sul mercato, anche se alcuni test indipendenti mostrano risultati migliori rispetto ad altre soluzioni. E poi c'è il pacchetto di base che protegge un solo dispositivo, sicuramente qualcosa da tenere in considerazione.</p><p>Se avete più dispositivi da proteggere, vi serve il pacchetto multiplo che copre fino a 5 device. Poi c'è McAfee Total Protection Family che porta la protezione a 10 dispositivi e offre un sistema completo di controllo dei contenuti a vantaggio dei genitori che vogliono controllare le attività online dei propri figli.</p><p>Considerati gli sconti e il rapporto funzioni/prezzo, forse alla fine conviene davvero scegliere una delle fasce più alte,</p><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-con-protezione-di-rete"><span>Il miglior antivirus con protezione di rete</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="XLdozfYkvsfkrysgDWYZSD" name="F-Secure SAFE.jpg" alt="F-Secure SAFE" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XLdozfYkvsfkrysgDWYZSD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: F-Secure)</span></figcaption></figure><div class="buying-guide-block"><h3 id="5-f-secure"><span class="title__text">5. F-Secure</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Il miglior antivirus con protezione di rete e sicurezza per i dispositivi smart</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android, iOS | <strong>Numero dispositivi : </strong>10 | <strong>Funzioni: </strong>Protezioni di rete, supporto remoto, VPN | <strong>Periodo di prova: </strong>30 giorni</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottima protezione di rete</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Sistema antivirus efficace</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Assistenza remota e dal vivo disponibile</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non è il massimo per i nuovi utenti</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non funziona su Chromebook</div></div><p>F-Secure è stato rinnovato e oggi è più efficace che mai nel rilevare e bloccare i malware ed è molto più leggero da eseguire. Tuttavia, la sua caratteristica principale è la protezione di rete.</p><p>Questa monitora la connessione Internet, i movimenti del router e tutto ciò che si connette al Wi-Fi in modo da evitare minacce di qualsiasi tipo. La funzione funge anche da riparto contro gli hacker che tentano di penetrare attraverso i punti deboli della connessione e vi avverte prima che possano fare danni reali.</p><p>F-Secure dispone di numerosi strumenti che aiutano a proteggersi anche da altre minacce digitali e la sua suite antivirus è stata persino premiata da organizzazioni di test come AV-TEST. Il servizio mette fine a ransomware, spyware e tracker e può anche farvi sapere se la vostra password è debole o troppo utilizzata. F-Secure vi dica anche se i servizi che utilizzate (o a cui vi siete iscritti) sono stati compromessi, in modo che possiate adottare misure proattive per proteggere le vostre informazioni più sensibili.</p><p>La suite F-Secure è dotata di una propria VPN integrata. Non è una novità assoluta e non può essere paragonata a quella di ExpressVPN in termini di qualità e quantità di funzioni, ma se avete bisogno di un ulteriore livello di protezione quando fate acquisti online, accedete ai vostri conti bancari o vi connettete a reti Wi-Fi pubbliche, allora vale la pena averla.</p><p>Iniziare a usare F-Secure non è troppo difficile. Il programma vi guiderà attraverso il processo di download e installazione, anche se ci sono molte pagine su cui cliccare, il che può risultare eccessivo per i nuovi utenti. Inoltre, la configurazione dei vari strumenti e opzioni non è un processo molto intuitivo.</p><p>Fortunatamente, F-Secure è una delle poche aziende di software antivirus che dispone di un'assistenza in tempo reale 24 ore su 24, 7 giorni su 7. È possibile contattare un agente tramite live chat e, se si verifica un problema particolarmente complicato, l'agente può persino connettersi al dispositivo in remoto.</p><h3 class="article-body__section" id="section-il-meglio-di-quelli-che-restano"><span>Il meglio di quelli che restano </span></h3><a href="https://www.trendmicro.com/it_it/forHome/products.html#t2" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="qmLd3BLvSvbBuAURmEcs7L" name="trend-micro.jpg" alt="Trend Micro Antivirus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qmLd3BLvSvbBuAURmEcs7L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qmLd3BLvSvbBuAURmEcs7L-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text"><em>Trend Micro Antivirus offre una solida protezione ma è molto esigente (Image credit: Future)</em> </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="6-trend-micro"><span class="title__text">6. Trend Micro</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Potente ma poco configurabile</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android e iOS | <strong>Numero massimo dispositivi: </strong>10 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>monitoraggio ransomware, protezione bancaria Pay Guarda, blocco URL di alta qualità</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Interfaccia molto pulita</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Buoni strumenti bancari sicuri</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Blocco degli URL</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Mancano funzioni chiave incluse nelle offerte concorrenti</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Impatto sulla velocità del sistema</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Configurabilità limitata</div></div><p><a href="https://www.techradar.com/reviews/trend-micro-2020-antivirus-solutions">Trend Micro</a> Antivirus+ Security offre una protezione semplice ma efficace grazie alla sua interfaccia intuitiva e l’assenza di tecnicismi quando si tratta di descrivere le funzionalità che offre.</p><p>L’antivirus è ottimo, anche se esistono opinioni discordanti da parte dei laboratori indipendenti, offre protezione in tempo reale e un eccezionale sistema anti-ransomware chiamato Folder Shield.</p><p>Purtroppo Trend Micro è un antivirus esigente in termini di risorse ma la situazione è migliorata negli ultimi tempi, quasi da poter considerare il pacchetto Antivirus+ Security prestazioni nella media: un miglioramento sensibile rispetto alle precedenti versioni.</p><p>Il pacchetto superiore, Trend Micro Internet Security, aggiunge alcuni extra interessanti come la protezione dei social network, ma il più interessante è senza dubbio Trend Micro Maximum Security, con il quale è possibile proteggere fino a 10 dispositivi Mac, Windows, iOS o Android che siano.</p><a href="https://prf.hn/click/camref:1011ldAfo/creativeref:1100l52029/pubref:hawk-custom-tracking"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9ExiJ2v4mmDuZNMGsyRzY8" name="Avira product image.jpg" alt="Avira antivirus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9ExiJ2v4mmDuZNMGsyRzY8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Avira è un antivirus che offre un livello di protezione eccellente, ora per voi ad un prezzo esclusivo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="7-avira"><span class="title__text">7. Avira</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Livello di protezione e sicurezza elevato a un prezzo esclusivo</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android iOS | <strong>Numero massimo dispositivi: </strong>25 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Anti-ransomware, transazioni protette, tool per il recupero dei file</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Impressionante protezione anti-phishing e web</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tante opzioni di personalizzazione</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Un piano gratuito eccezionale</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Rallenta l'avvio delle app e il download dei file</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Richiede molte impostazioni</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non è l'opzione migliore per i dispositivi mobili</div></div><p><a href="https://www.techradar.com/reviews/avira-2020-antivirus-solutions">Avira</a> è uno degli antivirus più conosciuti, soprattutto per la versione gratuita (che è tra le migliori disponibili). La versione premium di questo antivirus è ugualmente degna di nota, soprattutto grazie al prezzo esclusivo del pacchetto Antivirus Prime.</p><p>Avira Prime è una cosa ben diversa dal solito Antivirus e include davvero <em>tutti</em> gli strumenti di sicurezza di cui si può aver bisogno oggi. Compatibile con Windows, MacOS, Android e iOS, Avira Prime comprende protezione antivirus, password manager, VPN, e ottimizzazione del sistema.</p><p>Un pacchetto di strumenti tutto in uno potente e facile da usare, ideale per chi vuole prendersi cura dei propri dispositivi e vuole farlo con la massima semplicità.</p><p>Tramite una comoda dashboard, potrete utilizzare Avira Prime per monitorare lo stato del vostro sistema, nonché per aggiungere o rimuovere servizi Premium dal vostro profilo. Inoltre potrete utilizzare alcuni pratici strumenti per proteggere la vostra macchina da furti e tracking.</p><p>C'è da tenere conto che i risultati dei test sul motore di antivirus presso laboratori esterni non sono stati particolarmente impressionanti, tuttavia, l'applicazione offre un livello più che accettabile di protezione.</p><p>E adesso è disponibile anche <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/avira-security-per-mac-e-ora-disponibile-per-i-vostri-sistemi-apple">Avira Security per Mac</a>, una suite ripensata e riscritta appositamente per le macchine Apple. Già da ora alcune funzionalità girano in maniera nativa sui modelli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/chip-apple-m1">Apple M1</a> e include una VPN, un password manager e molto altro.</p><a href="https://www.eset.com/it/?gclid=CjwKCAjwnIr1BRAWEiwA6GpwNRcVLQjKhTZ6NgsHHa_2L_tMK7nU-gcRnh2fd5RN5_FZn2_u83ljlRoCe9UQAvD_BwE" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8Q6nUt6kYtYf4iLsFJQwVj" name="eset.jpg" alt="ESET NOD32" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8Q6nUt6kYtYf4iLsFJQwVj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8Q6nUt6kYtYf4iLsFJQwVj-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">ESET NOD32 Antivirus might lack in features but it offers power antivirus protection </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="8-eset"><span class="title__text">8. ESET</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>L’antivirus per gli esperti</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows | <strong>Numero massimo di dispositivi: </strong>5 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Ransomware Shield, UEFI Scanner, Exploit Blocker, scansione cloud</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Facile da installare</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Alcuni buoni componenti aggiuntivi di sicurezza inclusi</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Nuovo rilevamento delle minacce riservato agli utenti premium</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Nessuna protezione per iOS</div></div><p>Nonostante ESET Antivirus col suo piano NOD32 non offra tantissime funzionalità, è altamente configurabile. Se siete principianti troverete ESET un po' troppo complicato, ma se siete esperti adorerete il grado di controllo offerto.</p><p>Tra i vantaggi sottolineiamo la semplicità dell’interfaccia e il sistema di protezione in tempo reale durante la navigazione.</p><p>Sebbene i laboratori indipendenti di test siano divisi relativamente alla valutazione di questo antivirus, i pacchetti di fascia alta ESET Internet Security e Smart Security Premium aggiungono un buon mix di funzionalità, rendendolo un’ottima scelta.</p><a href="http://www.kqzyfj.com/click-6361382-12782632?sid=hawk-custom-tracking" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1191px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="KHDnejrFcrWd9Rr6r5c2XY" name="malwarebytes-premium-free.JPG" alt="Malwarebytes Premium antivirus dashboard on a Windows desktop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KHDnejrFcrWd9Rr6r5c2XY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1191" height="670" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Malwarebytes)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="9-malwarebytes-premium"><span class="title__text">9.  Malwarebytes Premium</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Elimina le minacce esistenti e proteggiti da quelle future</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android, iOS, Chromebook | <strong>Numero massimo di dispositivi: </strong>5 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Malware removal tools, uninstall protection</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Rimozione stellare del malware</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Stato di sicurezza in tempo reale</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Valore complessivo buono</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Alcuni strumenti sono disponibili solo su Windows</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">La VPN costa di più</div></div><p>Se avete sentito parlare di Malwarebytes, probabilmente avrete sentito parlare anche del suo piano gratuito, che è uno strumento di rimozione malware piuttosto potente a sé stante. Il malware fa del suo meglio per reindirizzare l'utente dai siti di software antivirus, rendendo difficile la sua rimozione una volta che ha preso piede. Poiché Malwarebytes è uno strumento di rimozione e non un antivirus, può entrare nel vostro dispositivo, senza essere bloccato, e individuare tutte le minacce che lo mettono in difficoltà.</p><p>Sfortunatamente, il software gratuito non offre alcuna protezione aggiuntiva contro i virus una volta eliminate le minacce. Per questo è necessario passare all'abbonamento Premium a pagamento. Quando si installa la soluzione, si ottiene una prova limitata del piano Premium, piuttosto generosa, in modo da poter provare le funzionalità nel tempo libero, tra cui la sicurezza di base in tempo reale e la protezione contro i ransomware, e strumenti più avanzati come la modalità Play, che reindirizza le risorse dalla suite di sicurezza al computer ogni volta che si avvia un gioco o si guarda un film.</p><p>Il software antivirus non si limita a monitorare le minacce in tempo reale, ma vi fornirà anche rapporti in tempo reale sullo stato della vostra sicurezza. Queste informazioni sono estremamente preziose, in quanto vi faranno sapere se ci sono vulnerabilità nella vostra connessione di rete. Mi piace anche il fatto che Malwarebytes vi avvisi dei siti web che contengono malware o truffe di phishing, in modo che possiate evitarli senza rischi.</p><p>Malwarebytes è compatibile con la maggior parte delle piattaforme e i suoi strumenti di rimozione del malware sono efficaci sia sui dispositivi mobili che sui desktop. Tuttavia, alcuni dei suoi strumenti antivirus sono disponibili solo per Windows, come Brute Force e Uninstall Protections, progettati per tenere a bada gli hacker e impedire al malware di rimuovere il software dal sistema.</p><a href="https://offer.intego.com/techradarmpb_x5mcgehn1?aff_click_id=hawk-custom-tracking" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1907px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="sZBBQ5ie8vxwVgWqMF798P" name="intego-antivirus-image-12.png" alt="Intego VirusBarrier installed on a Mac Book" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sZBBQ5ie8vxwVgWqMF798P-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1907" height="1073" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Intego)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="10-intego-mac-premium-bundle-x9"><span class="title__text">10. Intego Mac Premium Bundle X9</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Protezione da malware e non solo, esclusivamente per Mac</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Mac | <strong>Numero massimo di dispositivi: </strong>5 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Network protection, system cleaner, parental controls, backup</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Progettato specificamente per Mac</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Buona pulizia del sistema</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Controllo parentale</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Download separati per ogni strumento</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non il migliore per i cellulari</div></div><p>Se siete fedeli al Mac, vi consigliamo di dare un'occhiata a Intego Mac Premium Bundle X9: è un po' un modo di dire, ma è un servizio solido e facile da scaricare, installare e utilizzare. È possibile utilizzare la versione Windows, se si preferisce, ma ho scoperto che funziona molto meglio sui computer Mac.</p><p>Dal punto di vista della protezione, Intego ottiene costantemente voti alti per le sue prestazioni nei test di terze parti. È in grado di affrontare le minacce per Mac e Windows e, sebbene queste ultime non danneggino il vostro dispositivo, possono essere trasmesse inavvertitamente agli utenti Windows connessi alla stessa rete o tramite allegati di posta elettronica. È quindi un'ottima misura preventiva da tenere in esecuzione in background.</p><p>Intego era spesso causa di rallentamenti, ma sono lieto di constatare che non è più così. Sono altrettanto impressionato dalla Mac Washing Machine, che aiuta a trovare e riordinare le potenziali minacce sul sistema che potrebbero essere sfruttate dagli hacker. Può trattarsi di vecchie versioni di software, resti di file eliminati, applicazioni inutilizzate e altro ancora.</p><p>Se scegliete il pacchetto malware per Mac, avrete accesso anche a ContentBarrier, che è essenzialmente il vostro controllo parentale. Tenere i vostri figli lontani da pagine web inappropriate, adulte e pericolose è semplice e diretto: potete fare clic sui vari filtri per impedire l'accesso o aggiungere URL specifici alla lista nera.</p><p>La configurazione degli strumenti di Intego non è altrettanto semplice. Ognuno di essi è un programma separato, il che significa che deve essere scaricato, installato e configurato singolarmente, il che, come si può immaginare, diventa presto noioso. </p><p>Nella dashboard di VirusBarrer sono presenti delle scorciatoie che vi indicheranno lo strumento di cui avete bisogno quando ne avete bisogno, il che è un tocco di classe, ma sarebbe molto più semplice se Intego riuscisse a trovare un modo per combinare tutto in un unico download.</p><p>Purtroppo, Intego non è disponibile per iPhone o altri dispositivi iOS, il che significa che non potrete portare con voi la vostra protezione antivirus in viaggio. Se questo non è un problema, e non avete problemi a rimanere sul vostro computer fisso e portatile, Intego è comunque una scelta solida con un buon numero di strumenti.</p><h3 class="article-body__section" id="section-faq"><span>FAQ</span></h3><section class="article__schema-question"><h3>Quale antivirus scegliere?</h3><article class="article__schema-answer"><p>Rispondere alla domanda "quale antivirus scegliere?" può essere complicato. Come avete visto se siete arrivati fin qui, ci sono molti ottimi antivirus disponibili sul mercato, sia gratuiti che a pagamento.</p><p>Nella scelta del miglior antivirus, è sempre importante conisiderare le proprie esigenze e preferenze. Per fare un esempio, potreste valutare funzionalità come la protezione in tempo reale, la facilità d'uso, la protezione della privacy e la capacità di rimuovere malware specifici come il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">ransomware</a>.</p></article></section><section class="article__schema-question"><h3>Qual è l'antivirus migliore?</h3><article class="article__schema-answer"><p>Al primo posto della nostra guida ai migliori antivirus c'è Bitdefender, l'unica soluzione che nel complesso soddisfa tante esigenze e tasche diverse. Naturalmente, quello che è importante è scegliere un antivirus che sia globalmente riconosciuto e valido, e un buon metro di giudizio possono essere i risultati dei test indipendenti come AV-Test e AV-Comparatives. Infatti questi sono alcuni dei criteri che noi di TechRadar adottiamo quando recensiamo i migliori antivirus sul mercato.</p><p>Per aiutarvi nella scelta, abbiamo stilato questa classifica, tenendo conto non solo le esigenze più disparate, ma anche e soprattutto le certificazioni di qualità e i risultati dei nostri test.</p></article></section><section class="article__schema-question"><h3>Come si fa a capire se il computer ha un virus?</h3><article class="article__schema-answer"><p>Sebbene ci siano molti strumenti di analisi a disposizione e, ovviamente, gli antivirus forniscono opzioni di scansione avanzate per la rilevazione di virus e altre minacce, se il nostro dispositivo è infetto possiamo controllare il suo stato senza ricorrere a supporti esterni. </p><p>Su un PC Windows sarà sufficiente digitare nella barra di ricerca le parole "Protezione da virus e minacce" per aprire Windows Defender ed eseguire la scansione.  </p></article></section><h3 class="article-body__section" id="section-storico-aggiornamenti"><span>Storico aggiornamenti</span></h3><p>10 aprile 2025 <br>Rispetto l'ultimo aggiornamento, questo mese abbiamo introdotto nuovi antivirus all'interno della guida.    </p><p>21 febbraio 2025<br>Anche questo mese non ci sono state modifiche degne di nota.    </p><p>16 gennaio 2025<br>Non abbiamo ritenuto opportuno modificare la classifica all'interno della guida.    </p><p>22 novembre 2024<br>Non abbiamo applicato modifiche alla guida rispetto lo scorso mese.   </p><p>23 ottobre 2024<br>Abbiamo leggermente modificato la guida per una fruibilità migliore.      </p><p>13 settembre 2024<br>Abbiamo verificato gli ultimi aggiornamenti, ritenendo opportuno non modificare nulla.  </p><p>23 agosto 2024<br>Aggiornata la classifica con i nuovi antivirus.  </p><p>Con l'ultimo aggiornamento abbiamo verificato prezzi, tariffe ed eventuali promozioni disponibili sui servizi proposti nella nostra guida. Il mese di aprile non ha portato novità degne di nota e non ci sono variazioni di prezzo da segnalare.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Per proteggere i vostri dispositivi abbiamo scelto i migliori antivirus disponibili sul mercato, incluse le soluzioni gratuite e per la vostra impresa. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">gFp8BtJFQySYjAzQQVgfY9</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ksrEN9M9SvEx7b6TZJvP5U-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Mon, 21 Feb 2022 15:40:27 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Mon, 30 Jun 2025 14:39:54 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Antivirus]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Mike Williams ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ksrEN9M9SvEx7b6TZJvP5U-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[null]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[I migliori antivirus del {year}]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[I migliori antivirus del {year}]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[I migliori antivirus del {year}]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ksrEN9M9SvEx7b6TZJvP5U-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Al giorno d'oggi navigare in rete senza un antivirus rappresenta un rischio enorme per la sicurezza. Per questo motivo abbiamo creato una guida ai <strong>migliori</strong> <strong>antivirus disponibili oggi.</strong></p><p>Non importa se scegliete un <strong>antivirus</strong> <strong>gratuito</strong> o <strong>a</strong> <strong>pagamento</strong>, se volete tenere al sicuro i vostri dati sensibili farete meglio ad affidarvi a un software di protezione, soprattutto in un momento in cui è facile generare <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-peggiori-malware-del-2022-gli-hacker-tornano-alla-carica">malware</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">ransomware</a> anche con il supporto dell'<strong>intelligenza artificiale</strong>.<br><br>I migliori antivirus sono in grado di proteggere i vostri dispositivi e vi permettono di navigare in sicurezza, senza temere intrusioni o furti di dati. Oltre ai celebri <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/kaspersky-antivirus-recensione">Kaspersky</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/bitdefender-antivirus-recensione">Bitdefender</a>, abbiamo incluso altri software antivirus meno conosciuti ma che vale la pena considerare.</p><p>Al momento, <strong>Bitdefender</strong> è il nostro antivirus preferito in quanto offre un'ampia gamma di strumenti utili per la protezione del PC, è dotato di un'interfaccia semplice e vanta un rapporto qualità prezzo eccellente.</p><p>Ma non dilunghiamoci oltre e passiamo alla nostra classifica dei migliori antivirus del 2025. </p><h2 id="i-migliori-antivirus-in-year">I migliori antivirus in 2026</h2><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-in-assoluto"><span>Il miglior antivirus in assoluto</span></h3><a href="https://www.bitdefender.it/solutions/" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.40%;"><img id="PEEdpuKUAXuSCfniLCzpka" name="bitdefender-antivirus-dashboard-hero-image.jpg" alt="Bitdefender dashboard on a Windows desktop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PEEdpuKUAXuSCfniLCzpka-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1204" height="679" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PEEdpuKUAXuSCfniLCzpka-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Bitdefender offre la protezione più accurata e affidabile del mercato, tanto da aver ricevuto diversi riconoscimenti. (Image credit: Future) </span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="1-bitdefender"><span class="title__text">1. Bitdefender</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Ricco di funzionalità, offre una protezione senza rivali</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android e iOS | <strong>Numero massimo dispositivi: </strong>10 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>protezione delle transazioni Safepay, strumenti di sicurezza, protezione durante la navigazione, VPN, anti ransomware multilivello</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tonnellate di funzioni</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottima difesa contro il malware</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Interfaccia configurabile</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottimo rapporto qualità/prezzo</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Scansioni lente (a volte)</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Limiti di utilizzo della VPN</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non consigliato per le infezioni in corso</div></div><p>Il miglior antivirus secondo TechRadar spicca sulla concorrenza grazie alla quantità dei servizi offerti e al prezzo assolutamente concorrenziale.</p><p>Come certificato da molte analisi indipendenti, Bitdefender è un antivirus eccellente ed è capace di soddisfare ogni tipo di esigenza grazie ai tantissimi pacchetti disponibili ricchi di funzionalità interessanti.</p><p>Il piano base, Bitdefender Antivirus Plus, offre una protezione web completa e di prim’ordine, protezione bancaria Safepay, un gestore di password e lo scanner di vulnerabilità per controllare la disponibilità di aggiornamenti o patch di sicurezza per il vostro dispositivo. Inoltre, è inclusa una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> di alta qualità con 200 MB al giorno di traffico.</p><p>Per quanto Bitdefender abbia perso leggermente efficacia durante le scansioni, conquista il primo posto di questa classifica grazie alle tantissime funzionalità aggiuntive: acquistando il pacchetto Internet Security ad esempio avrete un firewall, un filtro antispam e il parental control per proteggere anche i più piccoli della famiglia. Certo, resta il fatto che rispetto all'anno precedente, abbiamo notato una piccola perdita di precisione nel rilevamento dei virus, ma vogliamo dare il beneficio del dubbio considerata l'elevata qualità media del prodotto, auspicando che la situazione si normalizzi il prima possibile mediante un aggiornamento.</p><p>Infine, scegliendo il pacchetto Bitdefender Total Security avrete anche tantissimi strumenti di manutenzione per il vostro PC, il vostro Mac o il vostro smartphone, iPhone o Android che sia. </p><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-con-protezione-id"><span>Il miglior antivirus con protezione ID</span></h3><a href="https://it.norton.com/ps/4up_norton360_nav_ns_nd_np_Reading_tw_nb.html?nortoncountry=it&om_sem_cid=hho_sem_sy:it:ggl:it:e:br:kw0000001532:411315033327:c:google:252067387:15686762227:aud-326833673895:kwd-20964061&nortoncountry=IT&gclid=CjwKCAjw-YT1BRAFEiwAd2WRtg8Qet3E8cFK0Fei2EVAp-DQDXzj6FVQA5_c3SBvS1kyHGQ__jZfuxoCI7oQAvD_BwE&gclsrc=aw.ds" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1053px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.32%;"><img id="gyRQS24JKEqtLV4ZMhEMx6" name="norton-true-dashboard.JPG" alt="Norton antivirus dashboard on a Windows desktop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gyRQS24JKEqtLV4ZMhEMx6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1053" height="593" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gyRQS24JKEqtLV4ZMhEMx6-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Norton AntiVirus protegge il vostro PC senza rallentarlo. (Image credit: Future) </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Norton)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="2-norton"><span class="title__text">2. Norton</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Protetti e senza rallentamenti</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android e iOS | <strong>Numero massimo dispositivi: </strong>10 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>firewall intelligente, manutenzione del PC, strumento di back-up con archiviazione online</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protezione dal furto d'identità</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Accesso a VPN illimitate</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tutti i livelli di abbonamento includono numerose funzionalità</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Costoso</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">VPN kill switch inaffidabile</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Manca la crittografia dei file e il distruggidocumenti</div></div><p><a href="https://www.techradar.com/reviews/norton-2020-antivirus-solutions">Norton AntiVirus</a> offre definizioni di virus sempre aggiornate e un bassissimo consumo di risorse, tanto da dominare le più recenti classifiche di PassMark relative alle prestazioni degli antivirus.</p><p>Già col pacchetto base Norton AntiVirus Plus avrete tantissime funzionalità: un firewall intelligente, un sistema di protezione della navigazione di prim’ordine, un’utility di manutenzione del PC, 2 GB di backup in cloud e una VPN.</p><p>Norton spicca tanto per la sua semplicità, quanto per l’ampio controllo sulla configurazione delle scansioni e dei file presenti nel vostro PC.</p><p>Con Norton antivirus navigherete in totale sicurezza e potete essere tranquilli di essere protetti dalle minacce più frequenti.</p><p>Nonostante questo, l’interfaccia di Norton lascia a desiderare e nei nostri test anti-ransomware talvolta abbiamo perso alcuni file prima che lui riuscisse ad intercettare la minaccia. Anche i test presso laboratori indipendenti hanno dato risultati altalenanti in un caso.</p><p>Con il pacchetto Norton 360 Standard avrete alcuni extra interessanti, tra cui VPN integrata, 10 GB di backup in cloud e app mobile per Android e iOS. </p><p>Se volete coprire col vostro abbonamento più di un dispositivo, dovrete ricorrere a Norton 360 Deluxe, capace di proteggere fino a cinque dispositivi con l’aggiunta del parental control.</p><p>Se il pacchetto Deluxe non è sufficiente, non preoccupatevi: Norton 360 Premium non aggiunge alcuna funzionalità, ma potenzia molti dei servizi offerti. Con questo pacchetto ad esempio potrete utilizzarlo con 10 dispositivi e ben 75 GB di backup in cloud.</p><h3 class="article-body__section" id="section-la-migliore-stanza-di-sicurezza-antivirus"><span>La migliore stanza di sicurezza antivirus</span></h3><a href="https://www.avast.com/it-it/store" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="nEmeJkJgY6JatLSaStUdLD" name="avast one.jpg" alt="Avast One running on a laptop and smartphone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nEmeJkJgY6JatLSaStUdLD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1000" height="562" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nEmeJkJgY6JatLSaStUdLD-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Il celebre antivirus gratuito ha una fantastica versione Premium a pagamento (Image credit: Shutterstock) </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="3-avast"><span class="title__text">3. Avast</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Il nuovo antivirus Avast apporta molte migliorie</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android, iOS | <strong>Numero massimo di dispositivi: </strong>30 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Ransomware Shield, prevenzione dei dirottamento DNS, Wi-Fi inspector</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Eccellente protezione dalle minacce informatiche</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Modalità gaming dedicata</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tanti strumenti di sicurezza extra inclusi</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Aggiunge extra non necessari</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">La VPN gratuita è limitata</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non è un grande upgrade rispetto alla versione gratuita</div></div><p>Ecco la prima grossa novità del 2022: Avast ricomincia da zero, presentando <a href="https://www.techradar.com/reviews/avast-one">Avast One</a>.</p><p>Avast One prende l'affidabile antivirus gratuito dell'azienda (ora noto come Avast One Essential) e lo porta al livello successivo con funzioni extra.</p><p>Se restate sulla versione free o decidete di fare l'upgrade, potrete contare su ottimi risultati nei test di laboratorio esterni, che confermano l'efficacia delle funzioni di contrasto al malware e al phishing.</p><p>Vengono offerti anche un semplice firewall, l'analisi delle violazioni dei dati per tenervi informati di eventuali attacchi ai vostri account online, nonché app per Windows, Mac, Android e iOS </p><p>Ma vale la pena pagare per Avast One? L'acquisto include una VPN di <a href="https://www.techradar.com/reviews/hidemyass-vpn">HideMyAss</a> con 5 GB alla settimana di traffico, strumenti di configurazione, blocco pubblicità, protezione webcam, filtro degli URL pericolosi e nient'altro. Se proprio non potete fare a meno di una di queste aggiunte, allora sì, potrebbe valere la pena fare l'upgrade, in caso contrario vi consigliamo di scaricare la già ottima versione gratuita Essential.</p><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-per-cellulari"><span>Il miglior antivirus per cellulari</span></h3><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:504px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="Fy2YfWbkmqFxuhU6QmYEjk" name="mcafee.jpg" alt="McAfee antivirus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Fy2YfWbkmqFxuhU6QmYEjk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="504" height="283" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: McAfee)</span></figcaption></figure><div class="buying-guide-block"><h3 id="4-mcafee"><span class="title__text">4. McAfee</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Una suite antivirus completa e dal prezzo competitivo</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, iOS, Android | <strong>Dispositivi supportati: </strong>10 | <strong>Funzioni di rilievo: </strong>VPN, filtro antispam, firewall intelligente</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tantissime funzionalità</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">VPN in bundle con utilizzo illimitato</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Include strumenti antifurto per l'identità</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Il motore antivirus deve essere perfezionato su macOS</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Il prodotto base copre solo un dispositivo</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">I piani famiglia sono piuttosto costosi</div></div><p><a href="https://www.techradar.com/uk/reviews/mcafee-2020-antivirus-solutions">McAfee</a> adotta un approccio interessante al proprio prodotto di sicurezza, dato che tutte le offerte sono varianti del prodotto di base Total Protection, le cui differenze risiedono nei dispositivi massimi supportati ai livelli superiori. McAfee Total Protection Single Device è la versione entry-level dall'antivirus product, e come suggerisce il nome copre un solo dispositivo.</p><p>In ogni caso, il software McAfee richiede pochissime risorse per funzionare, ma offre tantissime funzionalità, fra cui un firewall intelligente una VPN integrata e basata su <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-tunnelbear-vpn">TunnelBear</a> con dati illimitati, un filtro antispam di qualità, un vault protetto per i file e alcune opzioni per velocizzare il PC.</p><p>Se vogliamo trovare un neo, il motore antivirus non è il migliore sul mercato, anche se alcuni test indipendenti mostrano risultati migliori rispetto ad altre soluzioni. E poi c'è il pacchetto di base che protegge un solo dispositivo, sicuramente qualcosa da tenere in considerazione.</p><p>Se avete più dispositivi da proteggere, vi serve il pacchetto multiplo che copre fino a 5 device. Poi c'è McAfee Total Protection Family che porta la protezione a 10 dispositivi e offre un sistema completo di controllo dei contenuti a vantaggio dei genitori che vogliono controllare le attività online dei propri figli.</p><p>Considerati gli sconti e il rapporto funzioni/prezzo, forse alla fine conviene davvero scegliere una delle fasce più alte,</p><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-con-protezione-di-rete"><span>Il miglior antivirus con protezione di rete</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="XLdozfYkvsfkrysgDWYZSD" name="F-Secure SAFE.jpg" alt="F-Secure SAFE" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XLdozfYkvsfkrysgDWYZSD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: F-Secure)</span></figcaption></figure><div class="buying-guide-block"><h3 id="5-f-secure"><span class="title__text">5. F-Secure</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Il miglior antivirus con protezione di rete e sicurezza per i dispositivi smart</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android, iOS | <strong>Numero dispositivi : </strong>10 | <strong>Funzioni: </strong>Protezioni di rete, supporto remoto, VPN | <strong>Periodo di prova: </strong>30 giorni</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottima protezione di rete</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Sistema antivirus efficace</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Assistenza remota e dal vivo disponibile</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non è il massimo per i nuovi utenti</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non funziona su Chromebook</div></div><p>F-Secure è stato rinnovato e oggi è più efficace che mai nel rilevare e bloccare i malware ed è molto più leggero da eseguire. Tuttavia, la sua caratteristica principale è la protezione di rete.</p><p>Questa monitora la connessione Internet, i movimenti del router e tutto ciò che si connette al Wi-Fi in modo da evitare minacce di qualsiasi tipo. La funzione funge anche da riparto contro gli hacker che tentano di penetrare attraverso i punti deboli della connessione e vi avverte prima che possano fare danni reali.</p><p>F-Secure dispone di numerosi strumenti che aiutano a proteggersi anche da altre minacce digitali e la sua suite antivirus è stata persino premiata da organizzazioni di test come AV-TEST. Il servizio mette fine a ransomware, spyware e tracker e può anche farvi sapere se la vostra password è debole o troppo utilizzata. F-Secure vi dica anche se i servizi che utilizzate (o a cui vi siete iscritti) sono stati compromessi, in modo che possiate adottare misure proattive per proteggere le vostre informazioni più sensibili.</p><p>La suite F-Secure è dotata di una propria VPN integrata. Non è una novità assoluta e non può essere paragonata a quella di ExpressVPN in termini di qualità e quantità di funzioni, ma se avete bisogno di un ulteriore livello di protezione quando fate acquisti online, accedete ai vostri conti bancari o vi connettete a reti Wi-Fi pubbliche, allora vale la pena averla.</p><p>Iniziare a usare F-Secure non è troppo difficile. Il programma vi guiderà attraverso il processo di download e installazione, anche se ci sono molte pagine su cui cliccare, il che può risultare eccessivo per i nuovi utenti. Inoltre, la configurazione dei vari strumenti e opzioni non è un processo molto intuitivo.</p><p>Fortunatamente, F-Secure è una delle poche aziende di software antivirus che dispone di un'assistenza in tempo reale 24 ore su 24, 7 giorni su 7. È possibile contattare un agente tramite live chat e, se si verifica un problema particolarmente complicato, l'agente può persino connettersi al dispositivo in remoto.</p><h3 class="article-body__section" id="section-il-meglio-di-quelli-che-restano"><span>Il meglio di quelli che restano </span></h3><a href="https://www.trendmicro.com/it_it/forHome/products.html#t2" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="qmLd3BLvSvbBuAURmEcs7L" name="trend-micro.jpg" alt="Trend Micro Antivirus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qmLd3BLvSvbBuAURmEcs7L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qmLd3BLvSvbBuAURmEcs7L-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text"><em>Trend Micro Antivirus offre una solida protezione ma è molto esigente (Image credit: Future)</em> </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="6-trend-micro"><span class="title__text">6. Trend Micro</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Potente ma poco configurabile</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android e iOS | <strong>Numero massimo dispositivi: </strong>10 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>monitoraggio ransomware, protezione bancaria Pay Guarda, blocco URL di alta qualità</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Interfaccia molto pulita</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Buoni strumenti bancari sicuri</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Blocco degli URL</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Mancano funzioni chiave incluse nelle offerte concorrenti</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Impatto sulla velocità del sistema</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Configurabilità limitata</div></div><p><a href="https://www.techradar.com/reviews/trend-micro-2020-antivirus-solutions">Trend Micro</a> Antivirus+ Security offre una protezione semplice ma efficace grazie alla sua interfaccia intuitiva e l’assenza di tecnicismi quando si tratta di descrivere le funzionalità che offre.</p><p>L’antivirus è ottimo, anche se esistono opinioni discordanti da parte dei laboratori indipendenti, offre protezione in tempo reale e un eccezionale sistema anti-ransomware chiamato Folder Shield.</p><p>Purtroppo Trend Micro è un antivirus esigente in termini di risorse ma la situazione è migliorata negli ultimi tempi, quasi da poter considerare il pacchetto Antivirus+ Security prestazioni nella media: un miglioramento sensibile rispetto alle precedenti versioni.</p><p>Il pacchetto superiore, Trend Micro Internet Security, aggiunge alcuni extra interessanti come la protezione dei social network, ma il più interessante è senza dubbio Trend Micro Maximum Security, con il quale è possibile proteggere fino a 10 dispositivi Mac, Windows, iOS o Android che siano.</p><a href="https://prf.hn/click/camref:1011ldAfo/creativeref:1100l52029/pubref:hawk-custom-tracking"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9ExiJ2v4mmDuZNMGsyRzY8" name="Avira product image.jpg" alt="Avira antivirus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9ExiJ2v4mmDuZNMGsyRzY8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Avira è un antivirus che offre un livello di protezione eccellente, ora per voi ad un prezzo esclusivo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="7-avira"><span class="title__text">7. Avira</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Livello di protezione e sicurezza elevato a un prezzo esclusivo</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android iOS | <strong>Numero massimo dispositivi: </strong>25 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Anti-ransomware, transazioni protette, tool per il recupero dei file</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Impressionante protezione anti-phishing e web</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tante opzioni di personalizzazione</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Un piano gratuito eccezionale</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Rallenta l'avvio delle app e il download dei file</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Richiede molte impostazioni</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non è l'opzione migliore per i dispositivi mobili</div></div><p><a href="https://www.techradar.com/reviews/avira-2020-antivirus-solutions">Avira</a> è uno degli antivirus più conosciuti, soprattutto per la versione gratuita (che è tra le migliori disponibili). La versione premium di questo antivirus è ugualmente degna di nota, soprattutto grazie al prezzo esclusivo del pacchetto Antivirus Prime.</p><p>Avira Prime è una cosa ben diversa dal solito Antivirus e include davvero <em>tutti</em> gli strumenti di sicurezza di cui si può aver bisogno oggi. Compatibile con Windows, MacOS, Android e iOS, Avira Prime comprende protezione antivirus, password manager, VPN, e ottimizzazione del sistema.</p><p>Un pacchetto di strumenti tutto in uno potente e facile da usare, ideale per chi vuole prendersi cura dei propri dispositivi e vuole farlo con la massima semplicità.</p><p>Tramite una comoda dashboard, potrete utilizzare Avira Prime per monitorare lo stato del vostro sistema, nonché per aggiungere o rimuovere servizi Premium dal vostro profilo. Inoltre potrete utilizzare alcuni pratici strumenti per proteggere la vostra macchina da furti e tracking.</p><p>C'è da tenere conto che i risultati dei test sul motore di antivirus presso laboratori esterni non sono stati particolarmente impressionanti, tuttavia, l'applicazione offre un livello più che accettabile di protezione.</p><p>E adesso è disponibile anche <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/avira-security-per-mac-e-ora-disponibile-per-i-vostri-sistemi-apple">Avira Security per Mac</a>, una suite ripensata e riscritta appositamente per le macchine Apple. Già da ora alcune funzionalità girano in maniera nativa sui modelli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/chip-apple-m1">Apple M1</a> e include una VPN, un password manager e molto altro.</p><a href="https://www.eset.com/it/?gclid=CjwKCAjwnIr1BRAWEiwA6GpwNRcVLQjKhTZ6NgsHHa_2L_tMK7nU-gcRnh2fd5RN5_FZn2_u83ljlRoCe9UQAvD_BwE" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8Q6nUt6kYtYf4iLsFJQwVj" name="eset.jpg" alt="ESET NOD32" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8Q6nUt6kYtYf4iLsFJQwVj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8Q6nUt6kYtYf4iLsFJQwVj-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">ESET NOD32 Antivirus might lack in features but it offers power antivirus protection </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="8-eset"><span class="title__text">8. ESET</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>L’antivirus per gli esperti</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows | <strong>Numero massimo di dispositivi: </strong>5 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Ransomware Shield, UEFI Scanner, Exploit Blocker, scansione cloud</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Facile da installare</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Alcuni buoni componenti aggiuntivi di sicurezza inclusi</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Nuovo rilevamento delle minacce riservato agli utenti premium</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Nessuna protezione per iOS</div></div><p>Nonostante ESET Antivirus col suo piano NOD32 non offra tantissime funzionalità, è altamente configurabile. Se siete principianti troverete ESET un po' troppo complicato, ma se siete esperti adorerete il grado di controllo offerto.</p><p>Tra i vantaggi sottolineiamo la semplicità dell’interfaccia e il sistema di protezione in tempo reale durante la navigazione.</p><p>Sebbene i laboratori indipendenti di test siano divisi relativamente alla valutazione di questo antivirus, i pacchetti di fascia alta ESET Internet Security e Smart Security Premium aggiungono un buon mix di funzionalità, rendendolo un’ottima scelta.</p><a href="http://www.kqzyfj.com/click-6361382-12782632?sid=hawk-custom-tracking" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1191px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="KHDnejrFcrWd9Rr6r5c2XY" name="malwarebytes-premium-free.JPG" alt="Malwarebytes Premium antivirus dashboard on a Windows desktop" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KHDnejrFcrWd9Rr6r5c2XY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1191" height="670" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Malwarebytes)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="9-malwarebytes-premium"><span class="title__text">9.  Malwarebytes Premium</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Elimina le minacce esistenti e proteggiti da quelle future</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Windows, Mac, Android, iOS, Chromebook | <strong>Numero massimo di dispositivi: </strong>5 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Malware removal tools, uninstall protection</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Rimozione stellare del malware</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Stato di sicurezza in tempo reale</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Valore complessivo buono</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Alcuni strumenti sono disponibili solo su Windows</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">La VPN costa di più</div></div><p>Se avete sentito parlare di Malwarebytes, probabilmente avrete sentito parlare anche del suo piano gratuito, che è uno strumento di rimozione malware piuttosto potente a sé stante. Il malware fa del suo meglio per reindirizzare l'utente dai siti di software antivirus, rendendo difficile la sua rimozione una volta che ha preso piede. Poiché Malwarebytes è uno strumento di rimozione e non un antivirus, può entrare nel vostro dispositivo, senza essere bloccato, e individuare tutte le minacce che lo mettono in difficoltà.</p><p>Sfortunatamente, il software gratuito non offre alcuna protezione aggiuntiva contro i virus una volta eliminate le minacce. Per questo è necessario passare all'abbonamento Premium a pagamento. Quando si installa la soluzione, si ottiene una prova limitata del piano Premium, piuttosto generosa, in modo da poter provare le funzionalità nel tempo libero, tra cui la sicurezza di base in tempo reale e la protezione contro i ransomware, e strumenti più avanzati come la modalità Play, che reindirizza le risorse dalla suite di sicurezza al computer ogni volta che si avvia un gioco o si guarda un film.</p><p>Il software antivirus non si limita a monitorare le minacce in tempo reale, ma vi fornirà anche rapporti in tempo reale sullo stato della vostra sicurezza. Queste informazioni sono estremamente preziose, in quanto vi faranno sapere se ci sono vulnerabilità nella vostra connessione di rete. Mi piace anche il fatto che Malwarebytes vi avvisi dei siti web che contengono malware o truffe di phishing, in modo che possiate evitarli senza rischi.</p><p>Malwarebytes è compatibile con la maggior parte delle piattaforme e i suoi strumenti di rimozione del malware sono efficaci sia sui dispositivi mobili che sui desktop. Tuttavia, alcuni dei suoi strumenti antivirus sono disponibili solo per Windows, come Brute Force e Uninstall Protections, progettati per tenere a bada gli hacker e impedire al malware di rimuovere il software dal sistema.</p><a href="https://offer.intego.com/techradarmpb_x5mcgehn1?aff_click_id=hawk-custom-tracking" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1907px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="sZBBQ5ie8vxwVgWqMF798P" name="intego-antivirus-image-12.png" alt="Intego VirusBarrier installed on a Mac Book" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sZBBQ5ie8vxwVgWqMF798P-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1907" height="1073" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Intego)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="10-intego-mac-premium-bundle-x9"><span class="title__text">10. Intego Mac Premium Bundle X9</span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Protezione da malware e non solo, esclusivamente per Mac</p></div><p class="specs__container"><strong>Sistema operativo: </strong>Mac | <strong>Numero massimo di dispositivi: </strong>5 | <strong>Caratteristiche distintive: </strong>Network protection, system cleaner, parental controls, backup</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Progettato specificamente per Mac</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Buona pulizia del sistema</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Controllo parentale</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Download separati per ogni strumento</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Non il migliore per i cellulari</div></div><p>Se siete fedeli al Mac, vi consigliamo di dare un'occhiata a Intego Mac Premium Bundle X9: è un po' un modo di dire, ma è un servizio solido e facile da scaricare, installare e utilizzare. È possibile utilizzare la versione Windows, se si preferisce, ma ho scoperto che funziona molto meglio sui computer Mac.</p><p>Dal punto di vista della protezione, Intego ottiene costantemente voti alti per le sue prestazioni nei test di terze parti. È in grado di affrontare le minacce per Mac e Windows e, sebbene queste ultime non danneggino il vostro dispositivo, possono essere trasmesse inavvertitamente agli utenti Windows connessi alla stessa rete o tramite allegati di posta elettronica. È quindi un'ottima misura preventiva da tenere in esecuzione in background.</p><p>Intego era spesso causa di rallentamenti, ma sono lieto di constatare che non è più così. Sono altrettanto impressionato dalla Mac Washing Machine, che aiuta a trovare e riordinare le potenziali minacce sul sistema che potrebbero essere sfruttate dagli hacker. Può trattarsi di vecchie versioni di software, resti di file eliminati, applicazioni inutilizzate e altro ancora.</p><p>Se scegliete il pacchetto malware per Mac, avrete accesso anche a ContentBarrier, che è essenzialmente il vostro controllo parentale. Tenere i vostri figli lontani da pagine web inappropriate, adulte e pericolose è semplice e diretto: potete fare clic sui vari filtri per impedire l'accesso o aggiungere URL specifici alla lista nera.</p><p>La configurazione degli strumenti di Intego non è altrettanto semplice. Ognuno di essi è un programma separato, il che significa che deve essere scaricato, installato e configurato singolarmente, il che, come si può immaginare, diventa presto noioso. </p><p>Nella dashboard di VirusBarrer sono presenti delle scorciatoie che vi indicheranno lo strumento di cui avete bisogno quando ne avete bisogno, il che è un tocco di classe, ma sarebbe molto più semplice se Intego riuscisse a trovare un modo per combinare tutto in un unico download.</p><p>Purtroppo, Intego non è disponibile per iPhone o altri dispositivi iOS, il che significa che non potrete portare con voi la vostra protezione antivirus in viaggio. Se questo non è un problema, e non avete problemi a rimanere sul vostro computer fisso e portatile, Intego è comunque una scelta solida con un buon numero di strumenti.</p><h3 class="article-body__section" id="section-faq"><span>FAQ</span></h3><section class="article__schema-question"><h3>Quale antivirus scegliere?</h3><article class="article__schema-answer"><p>Rispondere alla domanda "quale antivirus scegliere?" può essere complicato. Come avete visto se siete arrivati fin qui, ci sono molti ottimi antivirus disponibili sul mercato, sia gratuiti che a pagamento.</p><p>Nella scelta del miglior antivirus, è sempre importante conisiderare le proprie esigenze e preferenze. Per fare un esempio, potreste valutare funzionalità come la protezione in tempo reale, la facilità d'uso, la protezione della privacy e la capacità di rimuovere malware specifici come il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">ransomware</a>.</p></article></section><section class="article__schema-question"><h3>Qual è l'antivirus migliore?</h3><article class="article__schema-answer"><p>Al primo posto della nostra guida ai migliori antivirus c'è Bitdefender, l'unica soluzione che nel complesso soddisfa tante esigenze e tasche diverse. Naturalmente, quello che è importante è scegliere un antivirus che sia globalmente riconosciuto e valido, e un buon metro di giudizio possono essere i risultati dei test indipendenti come AV-Test e AV-Comparatives. Infatti questi sono alcuni dei criteri che noi di TechRadar adottiamo quando recensiamo i migliori antivirus sul mercato.</p><p>Per aiutarvi nella scelta, abbiamo stilato questa classifica, tenendo conto non solo le esigenze più disparate, ma anche e soprattutto le certificazioni di qualità e i risultati dei nostri test.</p></article></section><section class="article__schema-question"><h3>Come si fa a capire se il computer ha un virus?</h3><article class="article__schema-answer"><p>Sebbene ci siano molti strumenti di analisi a disposizione e, ovviamente, gli antivirus forniscono opzioni di scansione avanzate per la rilevazione di virus e altre minacce, se il nostro dispositivo è infetto possiamo controllare il suo stato senza ricorrere a supporti esterni. </p><p>Su un PC Windows sarà sufficiente digitare nella barra di ricerca le parole "Protezione da virus e minacce" per aprire Windows Defender ed eseguire la scansione.  </p></article></section><h3 class="article-body__section" id="section-storico-aggiornamenti"><span>Storico aggiornamenti</span></h3><p>10 aprile 2025 <br>Rispetto l'ultimo aggiornamento, questo mese abbiamo introdotto nuovi antivirus all'interno della guida.    </p><p>21 febbraio 2025<br>Anche questo mese non ci sono state modifiche degne di nota.    </p><p>16 gennaio 2025<br>Non abbiamo ritenuto opportuno modificare la classifica all'interno della guida.    </p><p>22 novembre 2024<br>Non abbiamo applicato modifiche alla guida rispetto lo scorso mese.   </p><p>23 ottobre 2024<br>Abbiamo leggermente modificato la guida per una fruibilità migliore.      </p><p>13 settembre 2024<br>Abbiamo verificato gli ultimi aggiornamenti, ritenendo opportuno non modificare nulla.  </p><p>23 agosto 2024<br>Aggiornata la classifica con i nuovi antivirus.  </p><p>Con l'ultimo aggiornamento abbiamo verificato prezzi, tariffe ed eventuali promozioni disponibili sui servizi proposti nella nostra guida. Il mese di aprile non ha portato novità degne di nota e non ci sono variazioni di prezzo da segnalare.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Password manager, cos'è e come funziona ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> è un software che, come suggerisce il nome stesso, ci aiuta a gestire al meglio le password che utilizziamo sul nostro computer fisso o portatile, ma anche sui dispositivi mobili come smartphone e tablet. D’altronde molti di noi utilizzano un gran numero di password e ricordarle tutte, soprattutto se non le riutilizziamo, è davvero complicato. La funzione principale è quella di memorizzare le password in una cassaforte digitale, spesso nota come “vault”, protetta tramite crittografia e una chiave di sblocco unica definita da voi. Così dovrete ricordare una sola password, mentre il password manager ne può ricordare migliaia al posto vostro.  </p><p>Inoltre, i password manager più completi includono altre funzionalità importanti, come la creazione automatica di password sicure, che includano caratteri alfanumerici maiuscoli/minuscoli, simboli e numeri. Inoltre, i migliori password manager monitorano anche il nostro elenco di password, per segnalarci quelle che riutilizziamo spesso oppure quelle che risultano compromesse a seguito di violazioni note. </p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Techradar consiglia NordPass</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tieQp56RFnF9AGcZG2ngAQ" name="nordpass.jpg" caption="" alt="NordPass" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tieQp56RFnF9AGcZG2ngAQ-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NordPass)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">NordPass è uno dei migliori Password Manager che abbiamo mai provato. Ha una versione gratuita eccellente, mentre la versione a pagamento aggiunge funzioni avanzate come i controlli di sicurezza e il monitoraggio delle violazioni. <a data-analytics-id="inline-link" href="https://bit.ly/3rzO500" rel="sponsored">Potete provare NordPass cliccando qui</a>, e approfittare così di uno sconto del 70%.   </p></div></div><p>Dunque, dotarsi di un buon password manager è una scelta molto sensata, soprattutto in questo periodo storico in cui, a causa della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pandemia-e-smart-working-software-per-accesso-remoto-sempre-piu-importante"><u>pandemia di COVID-19</u></a>, siamo mediamente tutti più connessi alla rete, sia per motivi di lavoro, come lo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a>, sia per motivi di svago, per combattere la noia da isolamento sociale. Una maggiore presenza online implica anche una maggiore esposizione a rischi, come malware, virus, ransomware e altri attacchi informatici. Il rischio è di vederci violati i nostri accessi (ad esempio tramite keylogger, strumenti che registrano il testo digitato su tastiera), dunque un prodotto di questo tipo è un ulteriore livello di sicurezza che possiamo garantirci durante le nostre sessioni sulla rete.</p><p>Ma c’è di più: i password manager sono considerati talmente essenziali che quasi tutti i browser principali ne hanno implementato uno, basti pensare al password manager di Google integrato direttamente su Chrome, che è in grado sia di archiviare le vostre parole sicure che suggerirvi password efficaci, senza tralasciare le altre funzioni avanzate di cui vi parlavamo sopra.</p><p>Molti, a questo punto, potrebbero pensare che basta il browser: Google Chrome, Firefox, Microsoft Edge, Opera e in generale tutti i browser web, infatti, permettono di salvare e memorizzare le password. Google e Apple, poi, offrono un portachiavi multipiattaforma che, in teoria, si può usare facilmente tra diversi dispositivi. Si tratta di un servizio gratuito e incluso nel prezzo, ma con alcune limitazioni.</p><p>In particolare, avrete una lista relativamente poco protetta (per esempio, basta la password di Windows per vedere le password salvate su Chrome). Inoltre la lista è gestita in modo basilare, nel migliore dei casi: cercare e usare una singola password spesso è scomodo, per non dire peggio. Il nostro consiglio quindi è usare un “vero” password manager, anche in versione gratuita.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> del 2022</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> del 2022</li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2022</li></ul><h2 id="a-cosa-serve-un-password-manager">A cosa serve un Password Manager?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2100px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:67.10%;"><img id="aP2QurcX32UofZiWj23Zea" name="2022-02-08.png" alt="NordPass" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aP2QurcX32UofZiWj23Zea-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2100" height="1409" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Tutte le password ben organizzate e facili da gestire </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NordPass)</span></figcaption></figure><p>Se siete arrivati qui è perché vi sarete chiesti almeno una volta cos’è un password manager e, chiarita la definizione, resta un’altra domanda a cui rispondere, probabilmente: ma vi serve davvero un gestore password?</p><p>Se ci fermiamo un attimo a riflettere, la maggior parte di noi possiede diversi account online ed è fin troppo facile cadere nell&apos;abitudine di riutilizzare la stessa password su più siti. Ed è una pessima abitudine. Potrebbe essere comodo, certo, ma ciò determina l’esposizione a gravi pericoli. Se anche solo uno dei siti a cui siamo iscritti viene compromesso, ad esempio, tutti i nostri account saranno a rischio.</p><div class="product"><a data-dimension112="214d942a-588a-4f87-b22a-4b8bb599776b" data-action="Deal Block" data-label="disponibile con il 70% di sconto" data-dimension48="disponibile con il 70% di sconto" href="https://bit.ly/3rzO500" target="_blank" rel="sponsored"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:317px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="tieQp56RFnF9AGcZG2ngAQ" name="nordpass.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tieQp56RFnF9AGcZG2ngAQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="317" height="317" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><strong>NordPass è scontato del 70%</strong></p><p>NordPass, uno dei migliori password manager, è al momento <a href="https://bit.ly/3rzO500" rel="sponsored" data-dimension112="214d942a-588a-4f87-b22a-4b8bb599776b" data-action="Deal Block" data-label="disponibile con il 70% di sconto" data-dimension48="disponibile con il 70% di sconto"><u><strong>disponibile con il 70% di sconto</strong></u></a>. Non perdete l’occasione di avere un prodotto top di gamma a un prezzo incredibile! </p></div><p>Cosa bisogna fare per usare le password nel migliore dei modi, e garantirsi la maggiore sicurezza possibile?</p><p>Il primo punto si spiega facilmente: se usate il nome del cane come password, bene o male chiunque può arrivarci. Inoltre, una password complessa mette al riparo anche da tentativi di <em>violare</em> la password stessa. Non che sia un rischio quotidiano, ma alcuni criminali potrebbero provare a usare un attacco <em>brute force</em> per individuare una password. Questi programmi sono semplici ed efficaci: provano tutte le combinazioni possibili finché non trovano quella corretta. Se però una password è abbastanza complessa, anche il computer più potente ci metterebbe <em>migliaia</em> di anni, ed ecco che non ne vale più la pena. </p><p>Un altro aspetto da non sottovalutare è anche il fatto che navighiamo sulla rete con diversi dispositivi, a volte passando da uno all’altro: ad esempio, potremmo aggiungere un prodotto sul carrello Amazon dal nostro smartphone durante il tragitto verso casa e poi magari completare la transazione dal computer. Questo significa che accediamo ai nostri account da dispositivi diversi, condividendo password e username su varie app e browser.</p><p>Ed ecco che la gestione password diventa ancora più complicata: come faremo a tenere a mente tutti i nostri accessi? Li salveremo in qualche nota sullo smartphone? Oppure cascheremo ancora una volta nella tentazione di riutilizzare la stessa password, o peggio, mettere dati facilmente indovinabili come il nostro compleanno o l’anniversario di matrimonio? Queste cattive abitudini ci espongono al rischio e, già da sole, giustificano più che in abbondanza l’uso di un buon programma di gestione delle password.</p><p>Esistono varie soluzioni di password management, sia gratuite che a pagamento. Una di quelle che ci piace di più è <a href="https://nordpass.com/features/"><u>NordPass</u></a>, un gestore password proposto dalla stessa azienda responsabile di <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/nordvpn-recensione"><u>NordVPN</u></a>, una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>VPN</u></a> secondo TechRadar nel 2022.</p><p>Oltre ad archiviare le password con crittografia, NordPass può anche suggerire password efficaci e archiviare in modo sicuro e protetto i dati bancari e delle carte di credito per accelerare i pagamenti sui siti di e-commerce.</p><p>Tra gli altri strumenti da prendere in considerazione ci sono nomi come Last Pass, Dashlane, OnePassword, Keeper, Bitwarden … la lista si potrebbe allungare parecchio in effetti, e comprende persino un cartoncino da tenere in tasca che si chiama <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/qwertycard-cosa-sono-e-come-funzionano"><u>QWERTY Cards</u></a>. </p><p>Quasi tutti i password manager hanno una versione gratuita, con limitazioni, e una a pagamento che offre invece le funzionalità complete. NordPass è uno di quelli che offre di più anche in versione gratuita.</p><h2 id="password-manager-gratis-vs-a-pagamento-quale-scegliere">Password manager gratis vs a pagamento: quale scegliere?</h2><p>Scegliere un password manager gratis è sicuramente la scelta più attraente per ognuno di noi. Ci sono sempre dei compromessi da accettare, ovviamente, e se si tratta di un account personale potrebbero essere compromessi accettabili. In ambito enterprise e professionale, invece, crediamo che un gestore password gratuito non sarebbe consigliabile. E forse anche per questo quasi tutti i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>migliori antivirus</u></a> includono anche un password manager, nella versione premium.</p><p>In ogni caso, ecco una panoramica delle due soluzioni, per aiutarvi a scegliere il password manager più adatto alle vostre esigenze specifiche.</p><h2 id="password-manager-gratuiti">Password manager gratuiti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2100px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:67.10%;"><img id="Ja7KWJBcgBeez4LafnBSuf" name="2022-02-08 (1).png" alt="NordPass" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ja7KWJBcgBeez4LafnBSuf-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2100" height="1409" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il password manager può creare password complesse per noi </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NordPass)</span></figcaption></figure><p>Dopo aver creato il vostro archivio protetto accessibile con una “master password”, potrete accedere a tutte le password salvate, per poi inserirle nei campi corretti. Si può sempre copiare e incollare la password dove sempre, ma con i browser web c’è anche la compilazione automatica.</p><p>Un&apos;altra funzione comune fra i password manager gratuiti, infatti, è la compilazione automatica di nome utente e password. Questa funzione semplifica l&apos;accesso rapido ai siti senza dover digitare le credenziali. In questo modo, è possibile creare password complesse ed efficaci su ogni sito, per una maggiore sicurezza ma anche con la comodità di accedere senza doverle inserire manualmente. Idealmente, i password manager dovrebbero disporre anche dell&apos;acquisizione automatica delle password. Quando viene creata una nuova password in un sito web, il password manager rileva l&apos;evento e chiede all&apos;utente se desidera salvarla affinché venga inserita automaticamente per gli accessi successivi.</p><p>La compilazione automatica funziona (quasi) sempre sui browser desktop, e “spesso” sulle applicazioni per Android e iOS. È molto raro, invece, poterla usare nelle applicazioni Windows e Mac OS; in questi casi bisogna fare copia e incolla della password. </p><p>Siccome dobbiamo registrarci di continuo a nuovi servizi e nuove app, i migliori password manager includono anche una funzione per creare (e salvare automaticamente) nuove password che siano sicure e diverse da tutte le altre. </p><p>Per sbloccare il database delle password, come abbiamo detto, bisogna inserire la password principale - che è l’unica password che dovrete ricordarvi a tutti i costi. Le applicazioni per Android e iOS, tuttavia, permettono anche lo sblocco con impronta digitale e Face ID.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="6q6avcEEbm5WZkNtb8qp5B" name="pexels-yan-krukov-4458420.jpg" alt="Donna frustrata al portatile.  Yan Krukov via Pexels" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6q6avcEEbm5WZkNtb8qp5B-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1280" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Gestire a mente molte password può diventare frustrante </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit:  Yan Krukov / Pexels)</span></figcaption></figure><h2 id="password-manager-a-pagamento">Password manager a pagamento</h2><p>A seconda delle vostre necessità, ad esempio se utilizzate un gran numero di dispositivi, o volete la condivisione in famiglia, o ancora, in ambito aziendale o comunque  lavorativo, potrebbe valere la pena passare a un password manager a pagamento.</p><p>Per iniziare, la distribuzione di un gestore di password all&apos;interno dell&apos;organizzazione o della vostra famiglia viene semplificata. Si possono definire i requisiti di complessità per la master password per tutti i dipendenti o i membri del vostro nucleo familiare, in modo che non abbiano modo di configurare password troppo semplici per le proprie credenziali.</p><p>In ambito aziendale, uno dei vantaggi principali di un gestore password a pagamento è la condivisione protetta delle password. Si tratta di un vantaggio notevole per la creazione di password complesse per i sistemi e le applicazioni web di maggiore importanza da distribuire ai dipendenti.</p><p>La condivisione delle password tramite un apposito gestore semplifica la creazione, la modifica e la rimozione delle password da parte di un&apos;autorità centrale, contemporaneamente per tutti gli utenti. Inoltre, riduce la tendenza da parte delle persone a scrivere le password su fogli di carta, dato che diventano troppo complesse da annotare. Fornendo dunque un meccanismo più comodo per condividerle, offre agli utenti la soluzione al problema. La condivisione è uno dei punti critici sia nell&apos;ambito della protezione delle password che in generale per la sicurezza informatica dell&apos;ambiente di lavoro.</p><p>Inoltre, i password manager a pagamento offrono la possibilità di sincronizzare l&apos;archivio delle password fra più dispositivi. Si tratta di una funzione utile se i dipendenti utilizzano più di un dispositivo (computer, notebook, smartphone e così via), per l&apos;accesso agli account tramite password.</p><p>Alcuni gestori di password a pagamento sono implementabili anche sui server aziendali, anziché su quelli dei fornitori. Ciò consente non solo di archiviare le password in maggiore sicurezza sui database di proprietà dell&apos;azienda, ma riduce anche il rischio di esposizione in caso di attacchi all&apos;archivio del fornitore del password manager.</p><p>Gli utenti privati possono utilizzare un password manager gratis senza troppi problemi, tuttavia per le organizzazioni più complesse l’ideale sarebbe investire investire nel password manager più adatto alle esigenze dell&apos;azienda, dato che già solo i vantaggi rappresentati dalla maggiore produttività garantita controbilanciano completamente i costi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:737px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.50%;"><img id="d6dMqLVLnJiMEUuGCijfRb" name="passsword googl.jpg" alt="password manager di google" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/d6dMqLVLnJiMEUuGCijfRb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="737" height="409" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Vale la pena salvare le password sul browser? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Marco Doria)</span></figcaption></figure><h2 id="salvare-le-password-sul-browser-xe8-sicuro">Salvare le password sul browser è sicuro?</h2><p>Memorizzare le password sul vostro browser può essere utile per non perderle. Tuttavia, non è il metodo più consigliabile per gestirle. Infatti, affidarsi a uno strumento creato appositamente per la gestione delle password significa garantire diversi livelli di sicurezza che il browser non potrà mai offrirvi. E i password manager sono anche più comodi e versatili. </p><p>Tanto per cominciare, se qualcuno dovesse riuscire a entrare nel vostro computer e telefono, allora potrebbe vedere anche le password salvate sul browser. Con un Password Manager dedicato, invece, si imposta una password diversa da quella del sistema operativo. .</p><p>Con un password manager, poi, tutto viene sincronizzato in un solo punto e funziona con più browser. Se usate sia Chrome che Edge, ad esempio, sarà tutto molto più facile. E vi evitare di avere un doppio rischio, con due database di password. </p><p>E se gli archivi o vault vengono memorizzati in cloud, questi sono sempre protetti mediante metodi crittografici, pertanto saranno accessibili solo a chi possiede la chiave per dectrittografare il vault stesso. Nella fattispecie, ci riferiamo alla password definita dall’utente durante la configurazione del password manager.</p><p>Inoltre, l’uso di più browser e piattaforme può rendere complicato tenere traccia di tutte le password, così come non è opportuno memorizzare le credenziali su fogli Excel, nemmeno se protetti da password, data la facilità con cui è possibile violarle.</p><p>Un altro aspetto fondamentale, infatti, è che i password manager più sicuri offrono anche l’<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/autenticazione-a-due-fattori-cose-come-funziona"><u>autenticazione a due fattori</u></a>, che garantisce un ulteriore livello di sicurezza difficilmente offerto dai browser.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/password-manager-cose-e-come-funziona</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I gestori delle password sono ormai un componente chiave della nostra vita digitale. Ecco perché. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">vbuPzHUWrBqwSPvvFyhDAi</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dGPQSUDsdaYZF9AxHVPkAE-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 09 Feb 2022 07:37:19 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Mon, 14 Mar 2022 11:48:43 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                    <sponsoredContent>true</sponsoredContent>
                                <cf:isSponsored>true</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dGPQSUDsdaYZF9AxHVPkAE-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[NordPass]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[NordPass]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[NordPass]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[NordPass]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dGPQSUDsdaYZF9AxHVPkAE-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> è un software che, come suggerisce il nome stesso, ci aiuta a gestire al meglio le password che utilizziamo sul nostro computer fisso o portatile, ma anche sui dispositivi mobili come smartphone e tablet. D’altronde molti di noi utilizzano un gran numero di password e ricordarle tutte, soprattutto se non le riutilizziamo, è davvero complicato. La funzione principale è quella di memorizzare le password in una cassaforte digitale, spesso nota come “vault”, protetta tramite crittografia e una chiave di sblocco unica definita da voi. Così dovrete ricordare una sola password, mentre il password manager ne può ricordare migliaia al posto vostro.  </p><p>Inoltre, i password manager più completi includono altre funzionalità importanti, come la creazione automatica di password sicure, che includano caratteri alfanumerici maiuscoli/minuscoli, simboli e numeri. Inoltre, i migliori password manager monitorano anche il nostro elenco di password, per segnalarci quelle che riutilizziamo spesso oppure quelle che risultano compromesse a seguito di violazioni note. </p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Techradar consiglia NordPass</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tieQp56RFnF9AGcZG2ngAQ" name="nordpass.jpg" caption="" alt="NordPass" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tieQp56RFnF9AGcZG2ngAQ-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NordPass)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">NordPass è uno dei migliori Password Manager che abbiamo mai provato. Ha una versione gratuita eccellente, mentre la versione a pagamento aggiunge funzioni avanzate come i controlli di sicurezza e il monitoraggio delle violazioni. <a data-analytics-id="inline-link" href="https://bit.ly/3rzO500" rel="sponsored">Potete provare NordPass cliccando qui</a>, e approfittare così di uno sconto del 70%.   </p></div></div><p>Dunque, dotarsi di un buon password manager è una scelta molto sensata, soprattutto in questo periodo storico in cui, a causa della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pandemia-e-smart-working-software-per-accesso-remoto-sempre-piu-importante"><u>pandemia di COVID-19</u></a>, siamo mediamente tutti più connessi alla rete, sia per motivi di lavoro, come lo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a>, sia per motivi di svago, per combattere la noia da isolamento sociale. Una maggiore presenza online implica anche una maggiore esposizione a rischi, come malware, virus, ransomware e altri attacchi informatici. Il rischio è di vederci violati i nostri accessi (ad esempio tramite keylogger, strumenti che registrano il testo digitato su tastiera), dunque un prodotto di questo tipo è un ulteriore livello di sicurezza che possiamo garantirci durante le nostre sessioni sulla rete.</p><p>Ma c’è di più: i password manager sono considerati talmente essenziali che quasi tutti i browser principali ne hanno implementato uno, basti pensare al password manager di Google integrato direttamente su Chrome, che è in grado sia di archiviare le vostre parole sicure che suggerirvi password efficaci, senza tralasciare le altre funzioni avanzate di cui vi parlavamo sopra.</p><p>Molti, a questo punto, potrebbero pensare che basta il browser: Google Chrome, Firefox, Microsoft Edge, Opera e in generale tutti i browser web, infatti, permettono di salvare e memorizzare le password. Google e Apple, poi, offrono un portachiavi multipiattaforma che, in teoria, si può usare facilmente tra diversi dispositivi. Si tratta di un servizio gratuito e incluso nel prezzo, ma con alcune limitazioni.</p><p>In particolare, avrete una lista relativamente poco protetta (per esempio, basta la password di Windows per vedere le password salvate su Chrome). Inoltre la lista è gestita in modo basilare, nel migliore dei casi: cercare e usare una singola password spesso è scomodo, per non dire peggio. Il nostro consiglio quindi è usare un “vero” password manager, anche in versione gratuita.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> del 2022</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> del 2022</li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2022</li></ul><h2 id="a-cosa-serve-un-password-manager">A cosa serve un Password Manager?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2100px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:67.10%;"><img id="aP2QurcX32UofZiWj23Zea" name="2022-02-08.png" alt="NordPass" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aP2QurcX32UofZiWj23Zea-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2100" height="1409" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Tutte le password ben organizzate e facili da gestire </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NordPass)</span></figcaption></figure><p>Se siete arrivati qui è perché vi sarete chiesti almeno una volta cos’è un password manager e, chiarita la definizione, resta un’altra domanda a cui rispondere, probabilmente: ma vi serve davvero un gestore password?</p><p>Se ci fermiamo un attimo a riflettere, la maggior parte di noi possiede diversi account online ed è fin troppo facile cadere nell&apos;abitudine di riutilizzare la stessa password su più siti. Ed è una pessima abitudine. Potrebbe essere comodo, certo, ma ciò determina l’esposizione a gravi pericoli. Se anche solo uno dei siti a cui siamo iscritti viene compromesso, ad esempio, tutti i nostri account saranno a rischio.</p><div class="product"><a data-dimension112="214d942a-588a-4f87-b22a-4b8bb599776b" data-action="Deal Block" data-label="disponibile con il 70% di sconto" data-dimension48="disponibile con il 70% di sconto" href="https://bit.ly/3rzO500" target="_blank" rel="sponsored"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:317px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="tieQp56RFnF9AGcZG2ngAQ" name="nordpass.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tieQp56RFnF9AGcZG2ngAQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="317" height="317" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><strong>NordPass è scontato del 70%</strong></p><p>NordPass, uno dei migliori password manager, è al momento <a href="https://bit.ly/3rzO500" rel="sponsored" data-dimension112="214d942a-588a-4f87-b22a-4b8bb599776b" data-action="Deal Block" data-label="disponibile con il 70% di sconto" data-dimension48="disponibile con il 70% di sconto"><u><strong>disponibile con il 70% di sconto</strong></u></a>. Non perdete l’occasione di avere un prodotto top di gamma a un prezzo incredibile! </p></div><p>Cosa bisogna fare per usare le password nel migliore dei modi, e garantirsi la maggiore sicurezza possibile?</p><p>Il primo punto si spiega facilmente: se usate il nome del cane come password, bene o male chiunque può arrivarci. Inoltre, una password complessa mette al riparo anche da tentativi di <em>violare</em> la password stessa. Non che sia un rischio quotidiano, ma alcuni criminali potrebbero provare a usare un attacco <em>brute force</em> per individuare una password. Questi programmi sono semplici ed efficaci: provano tutte le combinazioni possibili finché non trovano quella corretta. Se però una password è abbastanza complessa, anche il computer più potente ci metterebbe <em>migliaia</em> di anni, ed ecco che non ne vale più la pena. </p><p>Un altro aspetto da non sottovalutare è anche il fatto che navighiamo sulla rete con diversi dispositivi, a volte passando da uno all’altro: ad esempio, potremmo aggiungere un prodotto sul carrello Amazon dal nostro smartphone durante il tragitto verso casa e poi magari completare la transazione dal computer. Questo significa che accediamo ai nostri account da dispositivi diversi, condividendo password e username su varie app e browser.</p><p>Ed ecco che la gestione password diventa ancora più complicata: come faremo a tenere a mente tutti i nostri accessi? Li salveremo in qualche nota sullo smartphone? Oppure cascheremo ancora una volta nella tentazione di riutilizzare la stessa password, o peggio, mettere dati facilmente indovinabili come il nostro compleanno o l’anniversario di matrimonio? Queste cattive abitudini ci espongono al rischio e, già da sole, giustificano più che in abbondanza l’uso di un buon programma di gestione delle password.</p><p>Esistono varie soluzioni di password management, sia gratuite che a pagamento. Una di quelle che ci piace di più è <a href="https://nordpass.com/features/"><u>NordPass</u></a>, un gestore password proposto dalla stessa azienda responsabile di <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/nordvpn-recensione"><u>NordVPN</u></a>, una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>VPN</u></a> secondo TechRadar nel 2022.</p><p>Oltre ad archiviare le password con crittografia, NordPass può anche suggerire password efficaci e archiviare in modo sicuro e protetto i dati bancari e delle carte di credito per accelerare i pagamenti sui siti di e-commerce.</p><p>Tra gli altri strumenti da prendere in considerazione ci sono nomi come Last Pass, Dashlane, OnePassword, Keeper, Bitwarden … la lista si potrebbe allungare parecchio in effetti, e comprende persino un cartoncino da tenere in tasca che si chiama <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/qwertycard-cosa-sono-e-come-funzionano"><u>QWERTY Cards</u></a>. </p><p>Quasi tutti i password manager hanno una versione gratuita, con limitazioni, e una a pagamento che offre invece le funzionalità complete. NordPass è uno di quelli che offre di più anche in versione gratuita.</p><h2 id="password-manager-gratis-vs-a-pagamento-quale-scegliere">Password manager gratis vs a pagamento: quale scegliere?</h2><p>Scegliere un password manager gratis è sicuramente la scelta più attraente per ognuno di noi. Ci sono sempre dei compromessi da accettare, ovviamente, e se si tratta di un account personale potrebbero essere compromessi accettabili. In ambito enterprise e professionale, invece, crediamo che un gestore password gratuito non sarebbe consigliabile. E forse anche per questo quasi tutti i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>migliori antivirus</u></a> includono anche un password manager, nella versione premium.</p><p>In ogni caso, ecco una panoramica delle due soluzioni, per aiutarvi a scegliere il password manager più adatto alle vostre esigenze specifiche.</p><h2 id="password-manager-gratuiti">Password manager gratuiti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2100px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:67.10%;"><img id="Ja7KWJBcgBeez4LafnBSuf" name="2022-02-08 (1).png" alt="NordPass" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ja7KWJBcgBeez4LafnBSuf-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2100" height="1409" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il password manager può creare password complesse per noi </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NordPass)</span></figcaption></figure><p>Dopo aver creato il vostro archivio protetto accessibile con una “master password”, potrete accedere a tutte le password salvate, per poi inserirle nei campi corretti. Si può sempre copiare e incollare la password dove sempre, ma con i browser web c’è anche la compilazione automatica.</p><p>Un&apos;altra funzione comune fra i password manager gratuiti, infatti, è la compilazione automatica di nome utente e password. Questa funzione semplifica l&apos;accesso rapido ai siti senza dover digitare le credenziali. In questo modo, è possibile creare password complesse ed efficaci su ogni sito, per una maggiore sicurezza ma anche con la comodità di accedere senza doverle inserire manualmente. Idealmente, i password manager dovrebbero disporre anche dell&apos;acquisizione automatica delle password. Quando viene creata una nuova password in un sito web, il password manager rileva l&apos;evento e chiede all&apos;utente se desidera salvarla affinché venga inserita automaticamente per gli accessi successivi.</p><p>La compilazione automatica funziona (quasi) sempre sui browser desktop, e “spesso” sulle applicazioni per Android e iOS. È molto raro, invece, poterla usare nelle applicazioni Windows e Mac OS; in questi casi bisogna fare copia e incolla della password. </p><p>Siccome dobbiamo registrarci di continuo a nuovi servizi e nuove app, i migliori password manager includono anche una funzione per creare (e salvare automaticamente) nuove password che siano sicure e diverse da tutte le altre. </p><p>Per sbloccare il database delle password, come abbiamo detto, bisogna inserire la password principale - che è l’unica password che dovrete ricordarvi a tutti i costi. Le applicazioni per Android e iOS, tuttavia, permettono anche lo sblocco con impronta digitale e Face ID.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="6q6avcEEbm5WZkNtb8qp5B" name="pexels-yan-krukov-4458420.jpg" alt="Donna frustrata al portatile.  Yan Krukov via Pexels" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6q6avcEEbm5WZkNtb8qp5B-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1280" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Gestire a mente molte password può diventare frustrante </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit:  Yan Krukov / Pexels)</span></figcaption></figure><h2 id="password-manager-a-pagamento">Password manager a pagamento</h2><p>A seconda delle vostre necessità, ad esempio se utilizzate un gran numero di dispositivi, o volete la condivisione in famiglia, o ancora, in ambito aziendale o comunque  lavorativo, potrebbe valere la pena passare a un password manager a pagamento.</p><p>Per iniziare, la distribuzione di un gestore di password all&apos;interno dell&apos;organizzazione o della vostra famiglia viene semplificata. Si possono definire i requisiti di complessità per la master password per tutti i dipendenti o i membri del vostro nucleo familiare, in modo che non abbiano modo di configurare password troppo semplici per le proprie credenziali.</p><p>In ambito aziendale, uno dei vantaggi principali di un gestore password a pagamento è la condivisione protetta delle password. Si tratta di un vantaggio notevole per la creazione di password complesse per i sistemi e le applicazioni web di maggiore importanza da distribuire ai dipendenti.</p><p>La condivisione delle password tramite un apposito gestore semplifica la creazione, la modifica e la rimozione delle password da parte di un&apos;autorità centrale, contemporaneamente per tutti gli utenti. Inoltre, riduce la tendenza da parte delle persone a scrivere le password su fogli di carta, dato che diventano troppo complesse da annotare. Fornendo dunque un meccanismo più comodo per condividerle, offre agli utenti la soluzione al problema. La condivisione è uno dei punti critici sia nell&apos;ambito della protezione delle password che in generale per la sicurezza informatica dell&apos;ambiente di lavoro.</p><p>Inoltre, i password manager a pagamento offrono la possibilità di sincronizzare l&apos;archivio delle password fra più dispositivi. Si tratta di una funzione utile se i dipendenti utilizzano più di un dispositivo (computer, notebook, smartphone e così via), per l&apos;accesso agli account tramite password.</p><p>Alcuni gestori di password a pagamento sono implementabili anche sui server aziendali, anziché su quelli dei fornitori. Ciò consente non solo di archiviare le password in maggiore sicurezza sui database di proprietà dell&apos;azienda, ma riduce anche il rischio di esposizione in caso di attacchi all&apos;archivio del fornitore del password manager.</p><p>Gli utenti privati possono utilizzare un password manager gratis senza troppi problemi, tuttavia per le organizzazioni più complesse l’ideale sarebbe investire investire nel password manager più adatto alle esigenze dell&apos;azienda, dato che già solo i vantaggi rappresentati dalla maggiore produttività garantita controbilanciano completamente i costi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:737px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.50%;"><img id="d6dMqLVLnJiMEUuGCijfRb" name="passsword googl.jpg" alt="password manager di google" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/d6dMqLVLnJiMEUuGCijfRb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="737" height="409" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Vale la pena salvare le password sul browser? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Marco Doria)</span></figcaption></figure><h2 id="salvare-le-password-sul-browser-xe8-sicuro">Salvare le password sul browser è sicuro?</h2><p>Memorizzare le password sul vostro browser può essere utile per non perderle. Tuttavia, non è il metodo più consigliabile per gestirle. Infatti, affidarsi a uno strumento creato appositamente per la gestione delle password significa garantire diversi livelli di sicurezza che il browser non potrà mai offrirvi. E i password manager sono anche più comodi e versatili. </p><p>Tanto per cominciare, se qualcuno dovesse riuscire a entrare nel vostro computer e telefono, allora potrebbe vedere anche le password salvate sul browser. Con un Password Manager dedicato, invece, si imposta una password diversa da quella del sistema operativo. .</p><p>Con un password manager, poi, tutto viene sincronizzato in un solo punto e funziona con più browser. Se usate sia Chrome che Edge, ad esempio, sarà tutto molto più facile. E vi evitare di avere un doppio rischio, con due database di password. </p><p>E se gli archivi o vault vengono memorizzati in cloud, questi sono sempre protetti mediante metodi crittografici, pertanto saranno accessibili solo a chi possiede la chiave per dectrittografare il vault stesso. Nella fattispecie, ci riferiamo alla password definita dall’utente durante la configurazione del password manager.</p><p>Inoltre, l’uso di più browser e piattaforme può rendere complicato tenere traccia di tutte le password, così come non è opportuno memorizzare le credenziali su fogli Excel, nemmeno se protetti da password, data la facilità con cui è possibile violarle.</p><p>Un altro aspetto fondamentale, infatti, è che i password manager più sicuri offrono anche l’<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/autenticazione-a-due-fattori-cose-come-funziona"><u>autenticazione a due fattori</u></a>, che garantisce un ulteriore livello di sicurezza difficilmente offerto dai browser.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ I migliori antivirus per Mac del 2026 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Nota dell'autore, aprile 2023</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Nella nostra guida all&apos;acquisto trovate i migliori antivirus per Mac che abbiamo provato finora. Questi software sono dedicati a MacOS e si adattano al meglio alle necessità di chi utilizza il sistema operativo Apple per lavorare e cerca un software di sicurezza che possa garantire una protezione adeguata senza influire sulle prestazioni. Tra le nostre proposte trovate marchi noti come Norton, Bitdefender e Avast oltre a diverse opzioni meno conosciute ma estremamente affidabili. In fondo trovate una selezione dei migliori antivirus gratuiti, ottimi se vi serve una protezione di base e non avete particolari pretese.</p></div></div><p><em>"Antivirus per Mac? E a cosa servono? I Mac sono impenetrabili, giusto?"</em></p><p>Beh, non proprio. Negli anni si è diffusa la credenza che acquistare un MacBook o un iMac vuol dire essere protetti da qualsiasi tipo di minaccia, ma le cose non stanno così. Questa diceria nasce dal fatto che, per un lungo periodo di tempo, gli hacker si sono concentrati unicamente sul sistema operativo più diffuso e più facile da attaccare (ovvero Windows).</p><p>Con la grande espansione vista dai portatili Apple negli ultimi anni stanno sorgendo nuove inside, ed è sempre più comune imbattersi in <strong>malware concepiti per eludere le difese dei sistemi MacOS</strong>. Vi serve un esempio? Alle fine di settembre 2021 sono emerse delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/attacco-hacker-a-apple-tutto-quello-che-dovete-sapere">voci su una vulnerabilità dei dispositivi Mac.</a></p><p>La situazione ha richiesto la diffusione urgente di una patch di sicurezza su tutti i dispositivi, inclusi <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/migliori-ipad">iPad</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone">iPhone</a>. </p><p>Per questo, oggi più che mai, essere protetti da <strong>un antivirus è diventato fondamentale anche per chi ha un Mac</strong>. </p><p>Di fatto, anche se effettivamente i dispositivi Apple sono meno soggetti ad attacchi informatici rispetto alle controparti Windows, l<strong>a percentuale di rischio aumenta di anno in anno</strong>.</p><p>Per aiutarvi a scegliere il prodotto che fa al caso vostro, abbiamo stilato una lista di antivirus per Mac selezionandoli in base al livello di affidabilità e di integrazione con MacOS.</p><p>Se volete tenere al sicuro il vostro Mac e i dati che contiene, avrete bisogno di un antivirus (a pagamento o gratuito) che sia concepito per macOS, e in questa lista troverete tutte le migliori opzioni disponibili sul mercato. </p><p>Buona lettura!</p><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-per-mac-del-2023"><span>Il miglior antivirus per Mac del 2023</span></h3><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/antivirus-for-mac.html" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="mwZepYbUgPg8uoxLwAgpSi" name="Bitdefender Antivirus for Mac.jpg" alt="Il miglior antivirus per Mac del 2023: Bitdefender Antivirus for Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mwZepYbUgPg8uoxLwAgpSi-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mwZepYbUgPg8uoxLwAgpSi-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bitdefender)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="bitdefender"><span class="title__text">Bitdefender</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Il top della protezione per i Mac</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>3 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Protezione per online banking e navigazione web, difesa contro i ransomware</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottimo antivirus engine</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Numerose opzioni per la privacy</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Rileva anche i malware per Windows</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Mancano alcune funzioni tra cui il firewall</div></div><p><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/antivirus-for-mac.html" target="_blank" rel="nofollow">Bitdefender Antivirus per Mac</a> è uno dei più diffusi antivirus per PC e portatili Apple e può contare su uno dei migliori software di protezione in assoluto.</p><p>Non si tratta di un semplice antivirus, ma di un sistema difensivo che opera a 360 gradi. Bitdefender dispone di una protezione stratificata contro i ransomware, di filtri anti-phishing e di un ottimo sistema di protezione web che agisce tramite un&apos;estensione del browser.</p><p>Bitdefender Antivirus per Mac aiuta anche a tenere a bada i fastidiosissimi adware e può individuare qualsiasi tipo di malware, anche quelli per Windows. La funzione Time Machine è perfetta per tenere al sicuro i vostri backup, e l&apos;integrazione di una VPN dedicata è un vero tocco di classe, anche se la navigazione è limitata a 200 MB al giorno. </p><p>Bitdefender Antivirus è il nostro software di protezione per Mac preferito del 2021. Oltre alla versione del software dedicata per Mac, potete scegliere il pacchetto <a href="https://www.techradar.com/news/bitdefender-total-security">Bitdefender Total Security</a> che copre fino a 10 dispositivi Mac, Android, iOS e Windows. </p><p><a href="https://www.bitdefender.it/solutions/antivirus-for-mac.html" target="_blank"><em><strong>Se volete acquistare Bitdefender per Mac potete farlo dal sito ufficiale a questo indirizzo</strong></em></a></p><a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?aff_click_id=hawk-custom-tracking" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="4Ahsk8Ri5WTVrmxZwWLw3P" name="intego.jpg" alt="Intego Mac Internet Security X9" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4Ahsk8Ri5WTVrmxZwWLw3P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1000" height="562" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4Ahsk8Ri5WTVrmxZwWLw3P-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Intego )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="intego-mac-internet-security-x9"><span class="title__text">Intego Mac Internet Security X9</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Un software concepito dagli specialisti del Mac </p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>5 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Firewall intelligente, protezione anti-spyware, protezione della privacy online</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Firewall intelligente</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Facile da usare</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Prova gratuita per 30 giorni</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Influisce sulle prestazioni</div></div><p> Intego opera da più di vent&apos;anni nel campo della sicurezza informatica, e propone uno dei migliori software antivirus per Mac in circolazione. </p><p><a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?aff_click_id=hawk-custom-tracking" target="_blank" rel="nofollow">Mac Internet Security X9</a> fornisce un&apos;ottima protezione contro virus e minacce, ed è uno dei software antivirus più apprezzati in assoluto. Le scansioni avvengono in tempi relativamente brevi e anche in questo caso, nonostante sia un antivirus pensato per i Mac, troviamo la protezione dai malware Windows per chi possiede più dispositivi con OS differenti.. </p><p>Tra le funzioni più interessanti c&apos;è un sistema di firewall intelligente con anti-spyware integrato. Intego aiuta a migliorare la vostra privacy difendendo i vostri dati dalle app di terze parti. Se non vi basta, Mac Internet Security X9 dispone di un&apos;interfaccia chiara e ben concepita, ed è facile da usare fin dal primo avvio. </p><p>L&apos;unico lato negativo è costituito dall&apos;impatto del software sulle prestazioni generali, ma in particolare con i Mac più recenti il problema si nota appena.</p><p>Se siete indecisi potete effettuare la <a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?aff_click_id=trd-it-1600713371730044200">prova gratuita di 30 giorni</a> e testare con mano i vantaggi di Mac Internet Security X9. In alternativa potete scegliere il pacchetto completo <a href="https://www.techradar.com/reviews/intego-2021-antivirus-solutions">Intego Mac Premium Bundle X9</a> che integra le funzioni Internet Security X9 e altri extra dedicati a backup e ottimizzazione delle prestazioni. </p><p><a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?aff_click_id=hawk-custom-tracking" target="_blank" rel="nofollow"><em><strong>Potete acquistare Intego Mac Internet Security a questo indirizzo</strong></em></a></p><a href="http://www.jdoqocy.com/click-6361382-13508692" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="2eqzT4TxwMqDUGoHXUaJEW" name="81tBvY4RVzL._AC_SL1500_.jpg" alt="Norton 360 Antivirus per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2eqzT4TxwMqDUGoHXUaJEW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1000" height="563" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2eqzT4TxwMqDUGoHXUaJEW-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Norton)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="norton-360-deluxe"><span class="title__text">Norton 360 Deluxe</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Ottima protezione per chi ha molti dispositivi</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>5 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Firewall intelligente, backup sul cloud, VPN</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protegge fino a 5 dispositivi</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tante funzioni</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">VPN compresa nel prezzo</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Impatto sulle prestazioni del computer</div></div><p>Norton Antivirus è uno dei software di protezione più conosciuti in assoluto e con il pacchetto Norton 360 Deluxe otterrete un&apos;eccellente protezione per un massimo di 5 dispositivi mobili, PC Windows e Mac. Si tratta di una soluzione ideale per chi ha una famiglia numerosa o tanti dispositivi collegati.</p><p>Norton Antivirus ha un elevato livello di protezione dai malware, un firewall intelligente e alcuni extra interessanti come il backup sul cloud e un pratico password manager. Come se non bastasse acquistando il pacchetto Deluxe avrete l&apos;accesso gratuito a Norton Secure VPN.</p><p>Anche se a livello di protezione e funzioni Norton 360 è praticamente imbattibile, la grande quantità di funzioni ha un costo in termini di prestazioni, in particolare con i PC o Mac più datati.</p><p>Anche il prezzo è elevato rispetto alla concorrenza, ma se riuscite a trovare un buono sconto e avete un Mac recente non pensateci due volte, Norton è una garanzia.</p><p><a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?hawk-custom-tracking" target="_blank"><em><strong>Potete acquistare Norton 360 Deluxe a questo indirizzo</strong></em></a></p><a href="https://www.trendmicro.com/en_gb/forHome/products/antivirus-for-mac.html"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:841px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="oPJ2tn83hRhiZ8etUJyvu4" name="tredn.jpg" alt="Trend Micro Antivirus per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oPJ2tn83hRhiZ8etUJyvu4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="841" height="473" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oPJ2tn83hRhiZ8etUJyvu4-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Trend Micro )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="trend-micro-antivirus-per-mac"><span class="title__text">Trend Micro Antivirus per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Sicurezza e protezione, anche sui social</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>1 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Protezione social media, filtro anti scam per le email, sicurezza per i bambini</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottime difese contro i malware</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Sicurezza sui social</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottimo sistema di controllo per i genitori</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Solo un dispositivo protetto</div></div><p><a href="https://www.trendmicro.com/en_gb/forHome/products/antivirus-for-mac.html" target="_blank" rel="nofollow">Trend Micro Antivirus per Mac</a> è un altro ottimo software per tenere al sicuro il vostro Mac e dispone di alcune funzioni esclusive davvero interessanti, Trend Micro antivirus si avvicina molto ai prodotti di punta in termini di protezione dai malware e varietà di app, ma costa meno.</p><p>Tra le funzioni dedicate alla protezione troviamo un sistema anti ransomware (concepito da Folder Shield), un sistema di supervisione per i genitori, protezione per webcam e microfono, difese anti-phishing e un sistema di controllo della privacy sui social network. Tutto questo in un&apos;interfaccia chiara e semplice da utilizzare.</p><p>Il controllo dei file scaricati richiede più tempo che su altri software, e Trend Micro rallenta visibilmente il sistema operativo. Tra gli altri lati negativi c&apos;è il supporto di un singolo dispositivo, la mancanza di un firewall e di una crittografia per la protezione della navigazione, in parte compensata dal sistema di pagamento Pay Guard compreso nel pacchetto Maximum Security per Mac.</p><p>Al momento il suddetto pacchetto ha lo stesso prezzo di Trend Micro Antivirus per Mac e garantisce la protezione anche su dispositivi Windows, Android e Chromebook.</p><a rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="bn8yCh4DtaxhGEnQuyuNrX" name="clario.jpg" alt="Clario antivirus for Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bn8yCh4DtaxhGEnQuyuNrX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bn8yCh4DtaxhGEnQuyuNrX-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Clario)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="clario"><span class="title__text">Clario</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Sicurezza completa per i meno esperti</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>6 | <strong>Funzioni speciali: </strong>VPN, protezione dati personali, navigazione sicura</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Antivirus funzionale e efficace</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">VPN integrata</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Semplicissimo da usare</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Le app mobile sono scarne</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Costo più alto della media</div></div><p>Clario punta a garantire un pacchetto di sicurezza onnicomprensivo, e riesce appieno nel suo intento grazie a un&apos;ottima protezione antivirus e alle numerose funzioni integrate. Il sistema di protezione dai virus è realizzato da Bitdefender, la nostra prima scelta tra gli antivirus per Mac, ed è una garanzia di sicurezza anche per chi sceglie Clario.</p><p>Stando ai risultati del laboratorio indipendente AV-test Clairo dispone di uno dei migliori sistemi di protezione dai malware in assoluto.</p><p>Con Clario otterrete anche l&apos;accesso gratuito a <a href="https://www.techradar.com/reviews/nordvpn"><u>NordVPN</u></a>, oltre a un sistema che vi protegge dai furti di identità, la navigazione sicura e l&apos;anti-tracking.</p><p>La versione per Mac è estremamente facile da utilizzare, tanto che potrebbe risultare banale per chi ha un minimo di esperienza con i software antivirus. Al contrario l&apos;app mobile è piuttosto scarna. Clario supporta sia iOS che Android, ma non Windows. Si possono collegare fino a 6 dispositivi sia con l&apos;abbonamento mensile che con la formula annuale.</p><p>Il prezzo non è basso, ma considerando la qualità del prodotto, l&apos;integrazione di una VPN e l&apos;estrema facilità d&apos;uso (oltre al supporto di 6 dispositivi), ci sembra una cifra ragionevole.</p><a href="https://www.avast.com/en-us/lp-aff-internet-security" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="riEzvVCJFY5fRjoo2iWr5b" name="avast.jpg" alt="Avast Premium Security" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/riEzvVCJFY5fRjoo2iWr5b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1000" height="563" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/riEzvVCJFY5fRjoo2iWr5b-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Avast)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="avast"><span class="title__text">Avast</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Facile da usare, ottimo contro i ransomware</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>10 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Protezione ransomware Shield, protezione Wi-Fi , navigazione sicura</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottima protezione dai virus</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ransomware Shield integrato</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Navigazione sicura sul web</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Costoso</div></div><p><a href="https://www.avast.com/en-us/lp-aff-internet-security" target="_blank" rel="nofollow">Avast Premium Security</a> ha tutto quello che serve per proteggere il vostro Mac e dispone di uno dei migliori sistemi antivirus che si possano acquistare.</p><p>Tra le funzioni troviamo un Ransomware Shield per assicurare una protezione extra contro i malware più ostinati, un sistema di protezione web e un filtro anti-phishing per evitare i siti pericolosi. C&apos;è anche un sistema di protezione della rete Wi-Fi che segnala in tempo reale eventuali tentativi di intrusione nella rete domestica o aziendale.</p><p>Il problema è che se volete usare Avast Premium Security per proteggere un singolo Mac potrebbe risultare piuttosto costoso, dato che la copertura può essere estesa fino a 10 dispositivi (compresi PC Windows e Smartphone Android). </p><p>Se invece state cercando una protezione per la vostra rete aziendale, Avast potrebbe costituire un ottimo compromesso garantendovi un elevato livello di protezione su un elevato numero di dispositivi.</p><a rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:622px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="A9dUncnjTMJgFffB8cwMaV" name="avira.jpg" alt="I migliori antivirus per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/A9dUncnjTMJgFffB8cwMaV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="622" height="350" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Avira)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="avira-antivirus"><span class="title__text"><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/avira-2020-antivirus-solutions">Avira antivirus</a></span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Completo e ricco di extra per la privacy</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi : </strong>5 | <strong>Funzioni : </strong>Protezione web, blocco dei tracker, anti-phishing</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottimo sistema di protezione generale</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protezione web impressionante</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Poche funzioni</div></div><p>Avira Antivirus Pro è un&apos;opzione validissima per gli utenti Mac che che cercano un sistema di protezione completo per più dispositivi (fino a 5, compresi i PC Windows). Questo antivirus ha ottenuto punteggi ottimi sia nei laboratori AV-Test è che nelle prove effettuate dal team di AV-Comparatives, attestandosi come uno dei migliori sistemi di sicurezza per Mac in assoluto.</p><p>Tuttavia, le funzionalità sono piuttosto scarse rispetto alla versione per Windows. Oltre alle difese antivirus fondamentali, c&apos;è la protezione web per bloccare i siti web carichi di malware e il supporto di un ottimo strumento anti-phishing. Tra le funzioni troviamo anche un blocco degli annunci pubblicitari  (stile AD-Block) e un blocco del tracciamento del browser per mantenere la privacy online. Questo è quanto.</p><p>Ci sono prodotti alternativi che offrono più extra, ma se si parla di protezione web e protezione di base, Avira ha tutto ciò che serve e funziona alla grande. Se volete di più, potete sempre considerare l&apos;aggiornamento alla suite Avira Prime, che vanta una VPN integrata senza limiti di dati, un gestore di password e diversi strumenti per migliorare le prestazioni e svolgere regolarmente la manutenzione.</p><a href="https://www.clamxav.com/sectors/home-use/" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1307px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="hhaLPsSZ2AcHMY7UHEon4F" name="tredn.jpg" alt="ClamXAV" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hhaLPsSZ2AcHMY7UHEon4F-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1307" height="735" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hhaLPsSZ2AcHMY7UHEon4F-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ClamXAV)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="clam-xav"><span class="title__text">Clam XAV</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Un ottimo scanner per macOS</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>9 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Adware blocking, Time Machine protection, ransomware defenses</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">AV concepito per Mac</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">App dedicata ai Mac M1</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Semplice e intuitivo</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Poche funzioni</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Nessun filtro per i siti web</div></div><p><a href="https://www.clamxav.com/sectors/home-use/" target="_blank" rel="nofollow">ClamXAV</a> non è particolarmente conosciuto, ma è uno tra gli antivirus per Mac più utilizzati in ambito IT, nonché uno dei pochi concepiti appositamente per MacOs.</p><p>Non fatevi spaventare, ClamXAV ha una delle interfacce più semplici e accessibili tra tutti gli antivirus in lista.</p><p>ClamXAV si rivela particolarmente efficace nel trovare i virus contenuti nei messaggi di spam e nelle mail; pur non disponendo di un sistema di protezione web rimane un&apos;ottima alternativa per chi possiede un Mac e ha già un&apos;app dedicata ai Mac M1. </p><h2 class="article-body__section" id="section-i-migliori-antivirus-gratuiti-per-mac-del-2023"><span>I migliori antivirus gratuiti per Mac del 2023</span></h2><a href="https://www.avast.com/en-gb/mac" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="S7pkUS23qHzvLmfxXCQqEH" name="Avast.jpg" alt="Avast Free Mac Security" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/S7pkUS23qHzvLmfxXCQqEH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/S7pkUS23qHzvLmfxXCQqEH-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Avast )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="avast-free-mac-security"><span class="title__text">Avast Free Mac Security</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Protezione totale per il vostro Mac</p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protezione in tempo reale</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Navigazione sicura</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Trova le vulnerabilità nella rete</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Mancano alcune funzioni importanti</div></div><p><a href="https://www.avast.com/en-gb/mac" target="_blank" rel="nofollow">Avast Free Mac Security</a> per Mac, pur essendo gratuito, dispone di una lista di funzioni davvero ampia.</p><p>La protezione dai virus in tempo reale vi protegge istantaneamente dalle minacce. Potete effettuare delle scansioni in ogni momento o controllare file e cartelle specifiche. Si possono anche programmare le scansioni per evitare di rallentare il sistema quando è in uso. </p><p>Avast Free dispone del sistema Web Shield che vi avverte quando tentate di connettervi a un sito pericoloso, blocca i download e le mail con allegati sospetti e dispone di un sistema anti tracciamento molto efficace.</p><p>Come se non bastasse, Avast Free dispone di uno strumento per il controllo della rete, che dopo un controllo vi avverte di eventuali punti deboli o falle nella sicurezza della vostra connessione.</p><p>Passando a Avast Security Pro sarete coperti anche contro i ransomware e avrete un sistema di notifica istantanea che segnala eventuali intrusioni nella rete Wi-Fi.  </p><ul><li><a href="https://www.avast.com/en-gb/mac" rel="nofollow" target="_blank">Potete scaricare Avast Free Mac Security a questo indirizzo</a></li></ul><a href="https://www.avira.com/en/free-antivirus-mac" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="kUX5SdBycBP9uBBDsYXr9j" name="Avira.jpg" alt="Avira Free Antivirus per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kUX5SdBycBP9uBBDsYXr9j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kUX5SdBycBP9uBBDsYXr9j-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Avira )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="avira-free-antivirus-per-mac"><span class="title__text">Avira Free Antivirus per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Dite addio ai malware con Avira free</p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protezione in tempo reale</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Funziona su Windows e Mac</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Nessuna protezione web</div></div><p> <a href="https://www.avira.com/en/free-antivirus-mac" rel="nofollow" target="_blank">Avira Antivirus for Mac</a> è un antivirus gratuito per Mac semplice e leggero. Non c&apos;è un sistema di filtraggio dei siti web dannosi, mancano anche la scansione di rete e altri extra, ma la protezione dai malware è ottima e l&apos;impatto sulle prestazioni del PC è ridotto ai minimi termini. </p><p>La scansione dei virus in tempo reale funziona alla grande e le minacce vengono rilevate prima di poter creare danni al sistema. Si possono programmare scansioni a proprio piacimento e calendarizzarle per un controllo sistematico. </p><p>In aggiunta, Avira funziona sia con Mac che con PC Windows, consentendo a chi possiede più dispositivi di scambiare file tra i due sistemi in sicurezza.</p><p>Anche se questa lista è dedicata agli antivirus gratuiti per Mac, se volete passare a un livello di protezione superiore potete acquistare Avira Antivirus Pro.</p><ul><li><a href="https://www.avira.com/it/free-antivirus-mac" target="_blank" rel="nofollow">Potete scaricare Avira Free Antivirus per Mac a questo indirizzo</a></li></ul><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/virus-scanner-for-mac.html" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="tw7qPBCojmEVEew4ft6f2H" name="Bitdefender.jpg" alt="Bitdefender Virus Scanner per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tw7qPBCojmEVEew4ft6f2H-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tw7qPBCojmEVEew4ft6f2H-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bitdefender )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="bitdefender-virus-scanner-per-mac"><span class="title__text">Bitdefender Virus Scanner per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Punta, clicca, trova, rimuovi, fatto. Facile...</p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Facile da usare</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Manca la protezione in tempo reale</div></div><p><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/virus-scanner-for-mac.html" rel="nofollow" target="_blank">Bitdefender Virus Scanner</a> è un ottimo sistema di protezione gratuito contro i malware e funziona sia su Mac che su PC Windows.</p><p>L&apos;interfaccia semplice e intuitiva lo rende estremamente facile da usare e il display di stato fornisce pratici aggiornamenti sulle condizioni del vostro sistema. Si possono effettuare delle scansioni veloci su file e cartelle sospette oppure si può scegliere di controllare l&apos;intero sistema.  </p><p>Bitdefender aggiorna il suo database ogni ora e il Virus Scanner verifica sempre che sia presente l&apos;ultima versione prima di far partire la scansione.</p><p>Manca la protezione in tempo reale e un filtro per i siti web dannosi, strumenti essenziali per lavorare in sicurezza. La semplicità delle funzioni di Bitdefender Virus Scanner gli permette di operare bene anche con altri antivirus installati, caratteristica che lo rende un&apos;ottima opzione secondaria.</p><ul><li><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/virus-scanner-for-mac.html" target="_blank" rel="nofollow">Potete scaricare Bitdefender Virus Scanner per Mac qui</a></li></ul><a href="https://www.malwarebytes.com/mac" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="rc7HoTTfeudurU5adwtNWN" name="Malwarebytes.jpg" alt="Malwarebytes per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rc7HoTTfeudurU5adwtNWN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rc7HoTTfeudurU5adwtNWN-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Malwarebytes )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="malwarebytes-per-mac"><span class="title__text">Malwarebytes per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Un anti-malware veloce e facile da usare </p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Leggero</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Scansione velocissima</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Manca la protezione in tempo reale</div></div><p><a href="https://www.malwarebytes.com/mac" rel="nofollow" target="_blank">Malwarebytes</a> tiene al sicuro i PC Windows dal 2006, e la versione per Mac si rivela semplice da usare, leggera e efficace. </p><p>L&apos;app si installa velocemente e il file di installazione pesa come tre canzoni in formato MP4. Manca la protezione in tempo reale, ma si possono effettuare scansioni liberamente e l&apos;impatto sulle prestazioni del PC è ridotto ai minimi termini.</p><p>Malwarebytes afferma che una scansione del sistema richiede appena 15 secondi, quindi potete farla partire mentre controllate le mail e assicurarvi che il PC non sia infetto in un batter d&apos;occhio.</p><p>Installando Malwarebytes per Mac riceverete gratuitamente la versione Premium in prova per 30 giorni. Se non avete bisogno della protezione in tempo reale, alla fine dei 30 giorni, potete semplicemente decidere di proseguire con la versione gratuita.</p><ul><li><a href="https://it.malwarebytes.com/mac/" target="_blank" rel="nofollow">Potete scaricare Malwarebytes per Mac a questo indirizzo</a></li></ul><a href="https://home.sophos.com/free-mac-antivirus" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="oeyZHXx7MtW5pLQ7MeHr8j" name="Sophos.jpg" alt="Sophos Home for Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oeyZHXx7MtW5pLQ7MeHr8j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oeyZHXx7MtW5pLQ7MeHr8j-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sophos )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="sophos-home-per-mac"><span class="title__text">Sophos Home per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Un sistema di protezione completo a costo zero</p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Buon livello di protezione</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protegge Mac e PC con un singolo account</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Funzioni molto basilari</div></div><p>L&apos;azienda inglese <a href="https://home.sophos.com/free-mac-antivirus" rel="nofollow" target="_blank">Sophos</a> ha trovato il modo giusto per farsi vedere in un mercato competitivo come quello dei software antivirus gratuiti. Come? Aggiungendo un gran numero di funzioni anche nella versione gratuita del software.</p><p>Tra queste troviamo la possibilità di scansionare il PC a proprio piacimento, una sistema di protezione in tempo reale, il filtraggio dei siti pericolosi durante la navigazione e i controlli per genitori che consentono di tenere i bambini lontani dai siti web per adulti. </p><p>Come se non bastasse la versione gratuita copre fino a tre computer Mac o Windows per ciascun account, e consente di gestire la sicurezza di ogni dispositivo connesso alla console centrale.  </p><p>Nonostante la grande quantità di funzioni, se volete accedere al pacchetto completo potete dare un&apos;occhiata a Sophos Home Premium. Con la versione a pagamento avrete una protezione ransomware avanzata, un sistema di protezione dedicato a webcam e microfono, degli operatori che possono aiutarvi in tempo reale in caso di necessità e la possibilità di estendere la protezione a 10 dispositivi per un prezzo di circa 50€ all&apos;anno.</p><ul><li><a href="https://home.sophos.com/free-mac-antivirus" rel="nofollow" target="_blank">Potete scaricare Sophos Home per Mac a questo indirizzo</a></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-faq-domane-frequenti"><span>FAQ: Domane frequenti</span></h2><h2 id="come-scegliamo-i-migliori-antivirus-per-mac">Come scegliamo i migliori antivirus per Mac?</h2><p>Anche se i malware per Mac sono molti meno rispetto a quelli che colpiscono i PC Windows, il numero attuale è 100 volte superiore rispetto alle previsioni fatte dagli esperti negli scorsi anni.</p><p>Il laboratorio <a href="https://www.av-test.org/en/">AV-TEST</a> prova continuamente gli antivirus sui sistemi operativi macOS, e l&apos;ultimo test risale a marzo 2020 con macOS Catalina. </p><p>Per la valutazione vengono tenute in considerazione tre aree: la protezione dai malware, la percentuale di falsi positivi e l&apos;impatto sulle prestazioni. </p><p>Per consigliarvi solo il meglio combiniamo i risultati forniti da AV-TEST con la nostra ricerca sul prodotto, considerandone l&apos;usabilità, le funzioni e l&apos;effettivo livello di protezione su base giornaliera.</p><h2 id="antivirus-per-mac-meglio-gratuito-o-a-pagamento">Antivirus per Mac: meglio gratuito o a pagamento?</h2><p>La riposta è la stessa, sia che possediate un Mac, sia che possediate un PC Windows: non c&apos;è una scelta universalmente migliore, ma anche se gli antivirus gratuiti sono ottimi per la protezione generica, mancano di alcune funzioni importanti presenti sulle versioni a pagamento. Dipende tutto dall&apos;utilizzo che dovete farne.</p><p>Se avete più dispositivi sulla stessa rete con sistemi operativi e livelli di protezione diversa sarete più soggetti a diversi agli attacchi. In questi casi consigliamo un antivirus a pagamento che possa coprire più device e adattarsi al meglio ai diversi OS. Se invece vi occorre un antivirus per navigare sicuri e vi accontentate delle funzioni di base, potete scegliere senza troppi pensieri una versione gratuita. </p><p>Detto questo, i Mac saranno anche più sicuri dei PC, ma non vuol dire che vale la pena risparmiare sulla protezione dei propri dispositivi.</p><h2 id="antivirus-per-mac-quanto-influiscono-sulle-prestazioni">Antivirus per Mac: quanto influiscono sulle prestazioni?</h2><p>Molti credono che installare un antivirus porti a una riduzione delle performance, ma in effetti non è così: dai test di laboratorio AV-Test risulta che con utilizzando ClamXav, MacKeeper, Kaspersky e Norton non ci sono effetti negativi evidenti delle prestazioni. Il discorso cambia con Sophos e Trend Micro, anche se la differenza di prestazioni si attesta sul 2%, mentre con ESET e Bitdefender la riduzione arriva al 4%.</p><p>Nel complesso, soprattutto se avete un PC recente, potete stare tranquilli.</p><h2 id="antivirus-per-mac-serve-davvero">Antivirus per Mac: serve davvero?</h2><p>Dipende da voi e da come usate il vostro Mac. Il rischio di infezione rimane piuttosto basso, e se siete in grado di riconoscere un&apos;email o un sito sospetto sarà difficile che incappiate in minacce realmente pericolose. Persino i ransomware sono facili da eliminare se fate spesso dei backup del sistema o dei dati importanti.</p><p>Detto questo, se vi è mai capitato di contrarre un malware su Windows, sapete quanto dannoso e pericoloso possa essere. Soprattutto, dopo un&apos;esperienza simile, siamo certi che preferirete spendere qualcosa per garantirvi una protezione adeguata, piuttosto che perdere dati importanti e tutto il tempo necessario per ripristinare il sistema. </p><p>Si tratta semplicemente di dare un valore al vostro tempo e alla sicurezza dei vostri dati, la scelta è solo vostra.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus-mac</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La nostra selezione dei migliori antivirus per Mac gratuiti e a pagamento ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">cLmowL9rDc6ZZgbtgZkcHH</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ytKr6L3ZTP4Pf2acEpzpMM-1920-80.jpeg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Fri, 28 Jan 2022 10:53:58 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Fri, 07 Apr 2023 17:35:05 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Antivirus]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Darren Allan ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ytKr6L3ZTP4Pf2acEpzpMM-1920-80.jpeg">
                                                            <media:credit><![CDATA[null]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[I migliori antivirus per Mac]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[I migliori antivirus per Mac]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[I migliori antivirus per Mac]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ytKr6L3ZTP4Pf2acEpzpMM-1920-80.jpeg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Nota dell'autore, aprile 2023</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Nella nostra guida all&apos;acquisto trovate i migliori antivirus per Mac che abbiamo provato finora. Questi software sono dedicati a MacOS e si adattano al meglio alle necessità di chi utilizza il sistema operativo Apple per lavorare e cerca un software di sicurezza che possa garantire una protezione adeguata senza influire sulle prestazioni. Tra le nostre proposte trovate marchi noti come Norton, Bitdefender e Avast oltre a diverse opzioni meno conosciute ma estremamente affidabili. In fondo trovate una selezione dei migliori antivirus gratuiti, ottimi se vi serve una protezione di base e non avete particolari pretese.</p></div></div><p><em>"Antivirus per Mac? E a cosa servono? I Mac sono impenetrabili, giusto?"</em></p><p>Beh, non proprio. Negli anni si è diffusa la credenza che acquistare un MacBook o un iMac vuol dire essere protetti da qualsiasi tipo di minaccia, ma le cose non stanno così. Questa diceria nasce dal fatto che, per un lungo periodo di tempo, gli hacker si sono concentrati unicamente sul sistema operativo più diffuso e più facile da attaccare (ovvero Windows).</p><p>Con la grande espansione vista dai portatili Apple negli ultimi anni stanno sorgendo nuove inside, ed è sempre più comune imbattersi in <strong>malware concepiti per eludere le difese dei sistemi MacOS</strong>. Vi serve un esempio? Alle fine di settembre 2021 sono emerse delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/attacco-hacker-a-apple-tutto-quello-che-dovete-sapere">voci su una vulnerabilità dei dispositivi Mac.</a></p><p>La situazione ha richiesto la diffusione urgente di una patch di sicurezza su tutti i dispositivi, inclusi <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/migliori-ipad">iPad</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-iphone">iPhone</a>. </p><p>Per questo, oggi più che mai, essere protetti da <strong>un antivirus è diventato fondamentale anche per chi ha un Mac</strong>. </p><p>Di fatto, anche se effettivamente i dispositivi Apple sono meno soggetti ad attacchi informatici rispetto alle controparti Windows, l<strong>a percentuale di rischio aumenta di anno in anno</strong>.</p><p>Per aiutarvi a scegliere il prodotto che fa al caso vostro, abbiamo stilato una lista di antivirus per Mac selezionandoli in base al livello di affidabilità e di integrazione con MacOS.</p><p>Se volete tenere al sicuro il vostro Mac e i dati che contiene, avrete bisogno di un antivirus (a pagamento o gratuito) che sia concepito per macOS, e in questa lista troverete tutte le migliori opzioni disponibili sul mercato. </p><p>Buona lettura!</p><h3 class="article-body__section" id="section-il-miglior-antivirus-per-mac-del-2023"><span>Il miglior antivirus per Mac del 2023</span></h3><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/antivirus-for-mac.html" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="mwZepYbUgPg8uoxLwAgpSi" name="Bitdefender Antivirus for Mac.jpg" alt="Il miglior antivirus per Mac del 2023: Bitdefender Antivirus for Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mwZepYbUgPg8uoxLwAgpSi-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mwZepYbUgPg8uoxLwAgpSi-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bitdefender)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="bitdefender"><span class="title__text">Bitdefender</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Il top della protezione per i Mac</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>3 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Protezione per online banking e navigazione web, difesa contro i ransomware</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottimo antivirus engine</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Numerose opzioni per la privacy</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Rileva anche i malware per Windows</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Mancano alcune funzioni tra cui il firewall</div></div><p><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/antivirus-for-mac.html" target="_blank" rel="nofollow">Bitdefender Antivirus per Mac</a> è uno dei più diffusi antivirus per PC e portatili Apple e può contare su uno dei migliori software di protezione in assoluto.</p><p>Non si tratta di un semplice antivirus, ma di un sistema difensivo che opera a 360 gradi. Bitdefender dispone di una protezione stratificata contro i ransomware, di filtri anti-phishing e di un ottimo sistema di protezione web che agisce tramite un&apos;estensione del browser.</p><p>Bitdefender Antivirus per Mac aiuta anche a tenere a bada i fastidiosissimi adware e può individuare qualsiasi tipo di malware, anche quelli per Windows. La funzione Time Machine è perfetta per tenere al sicuro i vostri backup, e l&apos;integrazione di una VPN dedicata è un vero tocco di classe, anche se la navigazione è limitata a 200 MB al giorno. </p><p>Bitdefender Antivirus è il nostro software di protezione per Mac preferito del 2021. Oltre alla versione del software dedicata per Mac, potete scegliere il pacchetto <a href="https://www.techradar.com/news/bitdefender-total-security">Bitdefender Total Security</a> che copre fino a 10 dispositivi Mac, Android, iOS e Windows. </p><p><a href="https://www.bitdefender.it/solutions/antivirus-for-mac.html" target="_blank"><em><strong>Se volete acquistare Bitdefender per Mac potete farlo dal sito ufficiale a questo indirizzo</strong></em></a></p><a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?aff_click_id=hawk-custom-tracking" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="4Ahsk8Ri5WTVrmxZwWLw3P" name="intego.jpg" alt="Intego Mac Internet Security X9" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4Ahsk8Ri5WTVrmxZwWLw3P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1000" height="562" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4Ahsk8Ri5WTVrmxZwWLw3P-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Intego )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="intego-mac-internet-security-x9"><span class="title__text">Intego Mac Internet Security X9</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Un software concepito dagli specialisti del Mac </p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>5 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Firewall intelligente, protezione anti-spyware, protezione della privacy online</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Firewall intelligente</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Facile da usare</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Prova gratuita per 30 giorni</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Influisce sulle prestazioni</div></div><p> Intego opera da più di vent&apos;anni nel campo della sicurezza informatica, e propone uno dei migliori software antivirus per Mac in circolazione. </p><p><a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?aff_click_id=hawk-custom-tracking" target="_blank" rel="nofollow">Mac Internet Security X9</a> fornisce un&apos;ottima protezione contro virus e minacce, ed è uno dei software antivirus più apprezzati in assoluto. Le scansioni avvengono in tempi relativamente brevi e anche in questo caso, nonostante sia un antivirus pensato per i Mac, troviamo la protezione dai malware Windows per chi possiede più dispositivi con OS differenti.. </p><p>Tra le funzioni più interessanti c&apos;è un sistema di firewall intelligente con anti-spyware integrato. Intego aiuta a migliorare la vostra privacy difendendo i vostri dati dalle app di terze parti. Se non vi basta, Mac Internet Security X9 dispone di un&apos;interfaccia chiara e ben concepita, ed è facile da usare fin dal primo avvio. </p><p>L&apos;unico lato negativo è costituito dall&apos;impatto del software sulle prestazioni generali, ma in particolare con i Mac più recenti il problema si nota appena.</p><p>Se siete indecisi potete effettuare la <a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?aff_click_id=trd-it-1600713371730044200">prova gratuita di 30 giorni</a> e testare con mano i vantaggi di Mac Internet Security X9. In alternativa potete scegliere il pacchetto completo <a href="https://www.techradar.com/reviews/intego-2021-antivirus-solutions">Intego Mac Premium Bundle X9</a> che integra le funzioni Internet Security X9 e altri extra dedicati a backup e ottimizzazione delle prestazioni. </p><p><a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?aff_click_id=hawk-custom-tracking" target="_blank" rel="nofollow"><em><strong>Potete acquistare Intego Mac Internet Security a questo indirizzo</strong></em></a></p><a href="http://www.jdoqocy.com/click-6361382-13508692" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="2eqzT4TxwMqDUGoHXUaJEW" name="81tBvY4RVzL._AC_SL1500_.jpg" alt="Norton 360 Antivirus per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2eqzT4TxwMqDUGoHXUaJEW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1000" height="563" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2eqzT4TxwMqDUGoHXUaJEW-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Norton)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="norton-360-deluxe"><span class="title__text">Norton 360 Deluxe</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Ottima protezione per chi ha molti dispositivi</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>5 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Firewall intelligente, backup sul cloud, VPN</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protegge fino a 5 dispositivi</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Tante funzioni</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">VPN compresa nel prezzo</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Impatto sulle prestazioni del computer</div></div><p>Norton Antivirus è uno dei software di protezione più conosciuti in assoluto e con il pacchetto Norton 360 Deluxe otterrete un&apos;eccellente protezione per un massimo di 5 dispositivi mobili, PC Windows e Mac. Si tratta di una soluzione ideale per chi ha una famiglia numerosa o tanti dispositivi collegati.</p><p>Norton Antivirus ha un elevato livello di protezione dai malware, un firewall intelligente e alcuni extra interessanti come il backup sul cloud e un pratico password manager. Come se non bastasse acquistando il pacchetto Deluxe avrete l&apos;accesso gratuito a Norton Secure VPN.</p><p>Anche se a livello di protezione e funzioni Norton 360 è praticamente imbattibile, la grande quantità di funzioni ha un costo in termini di prestazioni, in particolare con i PC o Mac più datati.</p><p>Anche il prezzo è elevato rispetto alla concorrenza, ma se riuscite a trovare un buono sconto e avete un Mac recente non pensateci due volte, Norton è una garanzia.</p><p><a href="https://offer.intego.com/techrad_bm7keq4go?hawk-custom-tracking" target="_blank"><em><strong>Potete acquistare Norton 360 Deluxe a questo indirizzo</strong></em></a></p><a href="https://www.trendmicro.com/en_gb/forHome/products/antivirus-for-mac.html"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:841px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="oPJ2tn83hRhiZ8etUJyvu4" name="tredn.jpg" alt="Trend Micro Antivirus per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oPJ2tn83hRhiZ8etUJyvu4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="841" height="473" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oPJ2tn83hRhiZ8etUJyvu4-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Trend Micro )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="trend-micro-antivirus-per-mac"><span class="title__text">Trend Micro Antivirus per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Sicurezza e protezione, anche sui social</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>1 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Protezione social media, filtro anti scam per le email, sicurezza per i bambini</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottime difese contro i malware</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Sicurezza sui social</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottimo sistema di controllo per i genitori</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Solo un dispositivo protetto</div></div><p><a href="https://www.trendmicro.com/en_gb/forHome/products/antivirus-for-mac.html" target="_blank" rel="nofollow">Trend Micro Antivirus per Mac</a> è un altro ottimo software per tenere al sicuro il vostro Mac e dispone di alcune funzioni esclusive davvero interessanti, Trend Micro antivirus si avvicina molto ai prodotti di punta in termini di protezione dai malware e varietà di app, ma costa meno.</p><p>Tra le funzioni dedicate alla protezione troviamo un sistema anti ransomware (concepito da Folder Shield), un sistema di supervisione per i genitori, protezione per webcam e microfono, difese anti-phishing e un sistema di controllo della privacy sui social network. Tutto questo in un&apos;interfaccia chiara e semplice da utilizzare.</p><p>Il controllo dei file scaricati richiede più tempo che su altri software, e Trend Micro rallenta visibilmente il sistema operativo. Tra gli altri lati negativi c&apos;è il supporto di un singolo dispositivo, la mancanza di un firewall e di una crittografia per la protezione della navigazione, in parte compensata dal sistema di pagamento Pay Guard compreso nel pacchetto Maximum Security per Mac.</p><p>Al momento il suddetto pacchetto ha lo stesso prezzo di Trend Micro Antivirus per Mac e garantisce la protezione anche su dispositivi Windows, Android e Chromebook.</p><a rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="bn8yCh4DtaxhGEnQuyuNrX" name="clario.jpg" alt="Clario antivirus for Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bn8yCh4DtaxhGEnQuyuNrX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bn8yCh4DtaxhGEnQuyuNrX-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Clario)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="clario"><span class="title__text">Clario</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Sicurezza completa per i meno esperti</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>6 | <strong>Funzioni speciali: </strong>VPN, protezione dati personali, navigazione sicura</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Antivirus funzionale e efficace</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">VPN integrata</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Semplicissimo da usare</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Le app mobile sono scarne</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Costo più alto della media</div></div><p>Clario punta a garantire un pacchetto di sicurezza onnicomprensivo, e riesce appieno nel suo intento grazie a un&apos;ottima protezione antivirus e alle numerose funzioni integrate. Il sistema di protezione dai virus è realizzato da Bitdefender, la nostra prima scelta tra gli antivirus per Mac, ed è una garanzia di sicurezza anche per chi sceglie Clario.</p><p>Stando ai risultati del laboratorio indipendente AV-test Clairo dispone di uno dei migliori sistemi di protezione dai malware in assoluto.</p><p>Con Clario otterrete anche l&apos;accesso gratuito a <a href="https://www.techradar.com/reviews/nordvpn"><u>NordVPN</u></a>, oltre a un sistema che vi protegge dai furti di identità, la navigazione sicura e l&apos;anti-tracking.</p><p>La versione per Mac è estremamente facile da utilizzare, tanto che potrebbe risultare banale per chi ha un minimo di esperienza con i software antivirus. Al contrario l&apos;app mobile è piuttosto scarna. Clario supporta sia iOS che Android, ma non Windows. Si possono collegare fino a 6 dispositivi sia con l&apos;abbonamento mensile che con la formula annuale.</p><p>Il prezzo non è basso, ma considerando la qualità del prodotto, l&apos;integrazione di una VPN e l&apos;estrema facilità d&apos;uso (oltre al supporto di 6 dispositivi), ci sembra una cifra ragionevole.</p><a href="https://www.avast.com/en-us/lp-aff-internet-security" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="riEzvVCJFY5fRjoo2iWr5b" name="avast.jpg" alt="Avast Premium Security" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/riEzvVCJFY5fRjoo2iWr5b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1000" height="563" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/riEzvVCJFY5fRjoo2iWr5b-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Avast)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="avast"><span class="title__text">Avast</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Facile da usare, ottimo contro i ransomware</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>10 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Protezione ransomware Shield, protezione Wi-Fi , navigazione sicura</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottima protezione dai virus</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ransomware Shield integrato</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Navigazione sicura sul web</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Costoso</div></div><p><a href="https://www.avast.com/en-us/lp-aff-internet-security" target="_blank" rel="nofollow">Avast Premium Security</a> ha tutto quello che serve per proteggere il vostro Mac e dispone di uno dei migliori sistemi antivirus che si possano acquistare.</p><p>Tra le funzioni troviamo un Ransomware Shield per assicurare una protezione extra contro i malware più ostinati, un sistema di protezione web e un filtro anti-phishing per evitare i siti pericolosi. C&apos;è anche un sistema di protezione della rete Wi-Fi che segnala in tempo reale eventuali tentativi di intrusione nella rete domestica o aziendale.</p><p>Il problema è che se volete usare Avast Premium Security per proteggere un singolo Mac potrebbe risultare piuttosto costoso, dato che la copertura può essere estesa fino a 10 dispositivi (compresi PC Windows e Smartphone Android). </p><p>Se invece state cercando una protezione per la vostra rete aziendale, Avast potrebbe costituire un ottimo compromesso garantendovi un elevato livello di protezione su un elevato numero di dispositivi.</p><a rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:622px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="A9dUncnjTMJgFffB8cwMaV" name="avira.jpg" alt="I migliori antivirus per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/A9dUncnjTMJgFffB8cwMaV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="622" height="350" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Avira)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="avira-antivirus"><span class="title__text"><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/avira-2020-antivirus-solutions">Avira antivirus</a></span><span class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span></span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Completo e ricco di extra per la privacy</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi : </strong>5 | <strong>Funzioni : </strong>Protezione web, blocco dei tracker, anti-phishing</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Ottimo sistema di protezione generale</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protezione web impressionante</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Poche funzioni</div></div><p>Avira Antivirus Pro è un&apos;opzione validissima per gli utenti Mac che che cercano un sistema di protezione completo per più dispositivi (fino a 5, compresi i PC Windows). Questo antivirus ha ottenuto punteggi ottimi sia nei laboratori AV-Test è che nelle prove effettuate dal team di AV-Comparatives, attestandosi come uno dei migliori sistemi di sicurezza per Mac in assoluto.</p><p>Tuttavia, le funzionalità sono piuttosto scarse rispetto alla versione per Windows. Oltre alle difese antivirus fondamentali, c&apos;è la protezione web per bloccare i siti web carichi di malware e il supporto di un ottimo strumento anti-phishing. Tra le funzioni troviamo anche un blocco degli annunci pubblicitari  (stile AD-Block) e un blocco del tracciamento del browser per mantenere la privacy online. Questo è quanto.</p><p>Ci sono prodotti alternativi che offrono più extra, ma se si parla di protezione web e protezione di base, Avira ha tutto ciò che serve e funziona alla grande. Se volete di più, potete sempre considerare l&apos;aggiornamento alla suite Avira Prime, che vanta una VPN integrata senza limiti di dati, un gestore di password e diversi strumenti per migliorare le prestazioni e svolgere regolarmente la manutenzione.</p><a href="https://www.clamxav.com/sectors/home-use/" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1307px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="hhaLPsSZ2AcHMY7UHEon4F" name="tredn.jpg" alt="ClamXAV" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hhaLPsSZ2AcHMY7UHEon4F-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="1307" height="735" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hhaLPsSZ2AcHMY7UHEon4F-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ClamXAV)</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="clam-xav"><span class="title__text">Clam XAV</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Un ottimo scanner per macOS</p></div><p class="specs__container"><strong>Dispositivi protetti: </strong>9 | <strong>Funzioni speciali: </strong>Adware blocking, Time Machine protection, ransomware defenses</p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">AV concepito per Mac</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">App dedicata ai Mac M1</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Semplice e intuitivo</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Poche funzioni</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Nessun filtro per i siti web</div></div><p><a href="https://www.clamxav.com/sectors/home-use/" target="_blank" rel="nofollow">ClamXAV</a> non è particolarmente conosciuto, ma è uno tra gli antivirus per Mac più utilizzati in ambito IT, nonché uno dei pochi concepiti appositamente per MacOs.</p><p>Non fatevi spaventare, ClamXAV ha una delle interfacce più semplici e accessibili tra tutti gli antivirus in lista.</p><p>ClamXAV si rivela particolarmente efficace nel trovare i virus contenuti nei messaggi di spam e nelle mail; pur non disponendo di un sistema di protezione web rimane un&apos;ottima alternativa per chi possiede un Mac e ha già un&apos;app dedicata ai Mac M1. </p><h2 class="article-body__section" id="section-i-migliori-antivirus-gratuiti-per-mac-del-2023"><span>I migliori antivirus gratuiti per Mac del 2023</span></h2><a href="https://www.avast.com/en-gb/mac" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="S7pkUS23qHzvLmfxXCQqEH" name="Avast.jpg" alt="Avast Free Mac Security" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/S7pkUS23qHzvLmfxXCQqEH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/S7pkUS23qHzvLmfxXCQqEH-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Avast )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="avast-free-mac-security"><span class="title__text">Avast Free Mac Security</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Protezione totale per il vostro Mac</p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protezione in tempo reale</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Navigazione sicura</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Trova le vulnerabilità nella rete</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Mancano alcune funzioni importanti</div></div><p><a href="https://www.avast.com/en-gb/mac" target="_blank" rel="nofollow">Avast Free Mac Security</a> per Mac, pur essendo gratuito, dispone di una lista di funzioni davvero ampia.</p><p>La protezione dai virus in tempo reale vi protegge istantaneamente dalle minacce. Potete effettuare delle scansioni in ogni momento o controllare file e cartelle specifiche. Si possono anche programmare le scansioni per evitare di rallentare il sistema quando è in uso. </p><p>Avast Free dispone del sistema Web Shield che vi avverte quando tentate di connettervi a un sito pericoloso, blocca i download e le mail con allegati sospetti e dispone di un sistema anti tracciamento molto efficace.</p><p>Come se non bastasse, Avast Free dispone di uno strumento per il controllo della rete, che dopo un controllo vi avverte di eventuali punti deboli o falle nella sicurezza della vostra connessione.</p><p>Passando a Avast Security Pro sarete coperti anche contro i ransomware e avrete un sistema di notifica istantanea che segnala eventuali intrusioni nella rete Wi-Fi.  </p><ul><li><a href="https://www.avast.com/en-gb/mac" rel="nofollow" target="_blank">Potete scaricare Avast Free Mac Security a questo indirizzo</a></li></ul><a href="https://www.avira.com/en/free-antivirus-mac" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="kUX5SdBycBP9uBBDsYXr9j" name="Avira.jpg" alt="Avira Free Antivirus per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kUX5SdBycBP9uBBDsYXr9j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kUX5SdBycBP9uBBDsYXr9j-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Avira )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="avira-free-antivirus-per-mac"><span class="title__text">Avira Free Antivirus per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Dite addio ai malware con Avira free</p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protezione in tempo reale</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Funziona su Windows e Mac</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Nessuna protezione web</div></div><p> <a href="https://www.avira.com/en/free-antivirus-mac" rel="nofollow" target="_blank">Avira Antivirus for Mac</a> è un antivirus gratuito per Mac semplice e leggero. Non c&apos;è un sistema di filtraggio dei siti web dannosi, mancano anche la scansione di rete e altri extra, ma la protezione dai malware è ottima e l&apos;impatto sulle prestazioni del PC è ridotto ai minimi termini. </p><p>La scansione dei virus in tempo reale funziona alla grande e le minacce vengono rilevate prima di poter creare danni al sistema. Si possono programmare scansioni a proprio piacimento e calendarizzarle per un controllo sistematico. </p><p>In aggiunta, Avira funziona sia con Mac che con PC Windows, consentendo a chi possiede più dispositivi di scambiare file tra i due sistemi in sicurezza.</p><p>Anche se questa lista è dedicata agli antivirus gratuiti per Mac, se volete passare a un livello di protezione superiore potete acquistare Avira Antivirus Pro.</p><ul><li><a href="https://www.avira.com/it/free-antivirus-mac" target="_blank" rel="nofollow">Potete scaricare Avira Free Antivirus per Mac a questo indirizzo</a></li></ul><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/virus-scanner-for-mac.html" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="tw7qPBCojmEVEew4ft6f2H" name="Bitdefender.jpg" alt="Bitdefender Virus Scanner per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tw7qPBCojmEVEew4ft6f2H-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tw7qPBCojmEVEew4ft6f2H-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bitdefender )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="bitdefender-virus-scanner-per-mac"><span class="title__text">Bitdefender Virus Scanner per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Punta, clicca, trova, rimuovi, fatto. Facile...</p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Facile da usare</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Manca la protezione in tempo reale</div></div><p><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/virus-scanner-for-mac.html" rel="nofollow" target="_blank">Bitdefender Virus Scanner</a> è un ottimo sistema di protezione gratuito contro i malware e funziona sia su Mac che su PC Windows.</p><p>L&apos;interfaccia semplice e intuitiva lo rende estremamente facile da usare e il display di stato fornisce pratici aggiornamenti sulle condizioni del vostro sistema. Si possono effettuare delle scansioni veloci su file e cartelle sospette oppure si può scegliere di controllare l&apos;intero sistema.  </p><p>Bitdefender aggiorna il suo database ogni ora e il Virus Scanner verifica sempre che sia presente l&apos;ultima versione prima di far partire la scansione.</p><p>Manca la protezione in tempo reale e un filtro per i siti web dannosi, strumenti essenziali per lavorare in sicurezza. La semplicità delle funzioni di Bitdefender Virus Scanner gli permette di operare bene anche con altri antivirus installati, caratteristica che lo rende un&apos;ottima opzione secondaria.</p><ul><li><a href="https://www.bitdefender.com/solutions/virus-scanner-for-mac.html" target="_blank" rel="nofollow">Potete scaricare Bitdefender Virus Scanner per Mac qui</a></li></ul><a href="https://www.malwarebytes.com/mac" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="rc7HoTTfeudurU5adwtNWN" name="Malwarebytes.jpg" alt="Malwarebytes per Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rc7HoTTfeudurU5adwtNWN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rc7HoTTfeudurU5adwtNWN-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Malwarebytes )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="malwarebytes-per-mac"><span class="title__text">Malwarebytes per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Un anti-malware veloce e facile da usare </p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Leggero</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Scansione velocissima</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Manca la protezione in tempo reale</div></div><p><a href="https://www.malwarebytes.com/mac" rel="nofollow" target="_blank">Malwarebytes</a> tiene al sicuro i PC Windows dal 2006, e la versione per Mac si rivela semplice da usare, leggera e efficace. </p><p>L&apos;app si installa velocemente e il file di installazione pesa come tre canzoni in formato MP4. Manca la protezione in tempo reale, ma si possono effettuare scansioni liberamente e l&apos;impatto sulle prestazioni del PC è ridotto ai minimi termini.</p><p>Malwarebytes afferma che una scansione del sistema richiede appena 15 secondi, quindi potete farla partire mentre controllate le mail e assicurarvi che il PC non sia infetto in un batter d&apos;occhio.</p><p>Installando Malwarebytes per Mac riceverete gratuitamente la versione Premium in prova per 30 giorni. Se non avete bisogno della protezione in tempo reale, alla fine dei 30 giorni, potete semplicemente decidere di proseguire con la versione gratuita.</p><ul><li><a href="https://it.malwarebytes.com/mac/" target="_blank" rel="nofollow">Potete scaricare Malwarebytes per Mac a questo indirizzo</a></li></ul><a href="https://home.sophos.com/free-mac-antivirus" rel="nofollow" target="_blank"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="oeyZHXx7MtW5pLQ7MeHr8j" name="Sophos.jpg" alt="Sophos Home for Mac" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oeyZHXx7MtW5pLQ7MeHr8j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="1" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class="expandable"><a href='https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oeyZHXx7MtW5pLQ7MeHr8j-1920-80.jpg' target='_blank' class='expand-button icon-expand-image icon' ></a></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sophos )</span></figcaption></figure></a><div class="buying-guide-block"><h3 id="sophos-home-per-mac"><span class="title__text">Sophos Home per Mac</span></h3><div class="_hawk subtitle"><p>Un sistema di protezione completo a costo zero</p></div><p class="specs__container"></p><div class="hawk-wrapper"></div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Buon livello di protezione</div><div class="icon icon-plus_circle _hawk">Protegge Mac e PC con un singolo account</div><div class="icon icon-minus_circle _hawk">Funzioni molto basilari</div></div><p>L&apos;azienda inglese <a href="https://home.sophos.com/free-mac-antivirus" rel="nofollow" target="_blank">Sophos</a> ha trovato il modo giusto per farsi vedere in un mercato competitivo come quello dei software antivirus gratuiti. Come? Aggiungendo un gran numero di funzioni anche nella versione gratuita del software.</p><p>Tra queste troviamo la possibilità di scansionare il PC a proprio piacimento, una sistema di protezione in tempo reale, il filtraggio dei siti pericolosi durante la navigazione e i controlli per genitori che consentono di tenere i bambini lontani dai siti web per adulti. </p><p>Come se non bastasse la versione gratuita copre fino a tre computer Mac o Windows per ciascun account, e consente di gestire la sicurezza di ogni dispositivo connesso alla console centrale.  </p><p>Nonostante la grande quantità di funzioni, se volete accedere al pacchetto completo potete dare un&apos;occhiata a Sophos Home Premium. Con la versione a pagamento avrete una protezione ransomware avanzata, un sistema di protezione dedicato a webcam e microfono, degli operatori che possono aiutarvi in tempo reale in caso di necessità e la possibilità di estendere la protezione a 10 dispositivi per un prezzo di circa 50€ all&apos;anno.</p><ul><li><a href="https://home.sophos.com/free-mac-antivirus" rel="nofollow" target="_blank">Potete scaricare Sophos Home per Mac a questo indirizzo</a></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-faq-domane-frequenti"><span>FAQ: Domane frequenti</span></h2><h2 id="come-scegliamo-i-migliori-antivirus-per-mac">Come scegliamo i migliori antivirus per Mac?</h2><p>Anche se i malware per Mac sono molti meno rispetto a quelli che colpiscono i PC Windows, il numero attuale è 100 volte superiore rispetto alle previsioni fatte dagli esperti negli scorsi anni.</p><p>Il laboratorio <a href="https://www.av-test.org/en/">AV-TEST</a> prova continuamente gli antivirus sui sistemi operativi macOS, e l&apos;ultimo test risale a marzo 2020 con macOS Catalina. </p><p>Per la valutazione vengono tenute in considerazione tre aree: la protezione dai malware, la percentuale di falsi positivi e l&apos;impatto sulle prestazioni. </p><p>Per consigliarvi solo il meglio combiniamo i risultati forniti da AV-TEST con la nostra ricerca sul prodotto, considerandone l&apos;usabilità, le funzioni e l&apos;effettivo livello di protezione su base giornaliera.</p><h2 id="antivirus-per-mac-meglio-gratuito-o-a-pagamento">Antivirus per Mac: meglio gratuito o a pagamento?</h2><p>La riposta è la stessa, sia che possediate un Mac, sia che possediate un PC Windows: non c&apos;è una scelta universalmente migliore, ma anche se gli antivirus gratuiti sono ottimi per la protezione generica, mancano di alcune funzioni importanti presenti sulle versioni a pagamento. Dipende tutto dall&apos;utilizzo che dovete farne.</p><p>Se avete più dispositivi sulla stessa rete con sistemi operativi e livelli di protezione diversa sarete più soggetti a diversi agli attacchi. In questi casi consigliamo un antivirus a pagamento che possa coprire più device e adattarsi al meglio ai diversi OS. Se invece vi occorre un antivirus per navigare sicuri e vi accontentate delle funzioni di base, potete scegliere senza troppi pensieri una versione gratuita. </p><p>Detto questo, i Mac saranno anche più sicuri dei PC, ma non vuol dire che vale la pena risparmiare sulla protezione dei propri dispositivi.</p><h2 id="antivirus-per-mac-quanto-influiscono-sulle-prestazioni">Antivirus per Mac: quanto influiscono sulle prestazioni?</h2><p>Molti credono che installare un antivirus porti a una riduzione delle performance, ma in effetti non è così: dai test di laboratorio AV-Test risulta che con utilizzando ClamXav, MacKeeper, Kaspersky e Norton non ci sono effetti negativi evidenti delle prestazioni. Il discorso cambia con Sophos e Trend Micro, anche se la differenza di prestazioni si attesta sul 2%, mentre con ESET e Bitdefender la riduzione arriva al 4%.</p><p>Nel complesso, soprattutto se avete un PC recente, potete stare tranquilli.</p><h2 id="antivirus-per-mac-serve-davvero">Antivirus per Mac: serve davvero?</h2><p>Dipende da voi e da come usate il vostro Mac. Il rischio di infezione rimane piuttosto basso, e se siete in grado di riconoscere un&apos;email o un sito sospetto sarà difficile che incappiate in minacce realmente pericolose. Persino i ransomware sono facili da eliminare se fate spesso dei backup del sistema o dei dati importanti.</p><p>Detto questo, se vi è mai capitato di contrarre un malware su Windows, sapete quanto dannoso e pericoloso possa essere. Soprattutto, dopo un&apos;esperienza simile, siamo certi che preferirete spendere qualcosa per garantirvi una protezione adeguata, piuttosto che perdere dati importanti e tutto il tempo necessario per ripristinare il sistema. </p><p>Si tratta semplicemente di dare un valore al vostro tempo e alla sicurezza dei vostri dati, la scelta è solo vostra.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Surfshark One, sicurezza e privacy online a un prezzo incredibile ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-surfshark-vpn"><u>Surfshark</u></a> è da tempo tra le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>migliori VPN</u></a>, grazie a caratteristiche che ne fanno una delle migliori opzioni possibili per chi cerca una connessione sicura, affidabile e privata. Ma con il bundle Surfshark One, la nuova proposta di questo provider, potete avere molto di più. </p><p>Surfshark One, infatti, include tutte le funzioni e i vantaggi di una tra le migliori VPN al mondo. Ma aggiunge anche un eccellente <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a>, uno strumento per fare ricerche online in modo più sicuro e con più privacy, e funzioni per il monitoraggio delle minacce di sicurezza. Inoltre può inviare notifiche in caso di problemi con le nostre password e i nostri account.  </p><div class="product star-deal"><a data-dimension112="830e2073-ea21-4e9b-8754-14056c5a0295" data-action="Star Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" href="https://bit.ly/3o0fntY" target="_blank" rel="sponsored"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:355px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="PkXQmg8cmzkM63ks3TNP5i" name="surfshark logo.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PkXQmg8cmzkM63ks3TNP5i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="355" height="355" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><div><span class="product__star-deal-label">Super Offerta!</span><p><em>Surfshark One unisce una tra le migliori VPN al mondo a un antivirus per garantire la sicurezza dei propri dispositivi. E aggiunge la ricerca online sicura e anonima, e un servizio di notifiche in caso si rilevino problemi di sicurezza. </em></p><p><a href="https://bit.ly/3o0fntY" rel="sponsored" data-dimension112="830e2073-ea21-4e9b-8754-14056c5a0295" data-action="Star Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%"><u><em>Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%</em></u></a><em>.</em> <a class="view-deal button" href="https://bit.ly/3o0fntY" target="_blank" rel="sponsored" data-dimension112="830e2073-ea21-4e9b-8754-14056c5a0295" data-action="Star Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%">View Deal</a></p></div></div><h2 id="surfshark-xe8-tra-le-vpn-pi-xf9-sicure-xa0">Surfshark è tra le VPN più sicure </h2><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Surfshark One</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><em>Surfshark One unisce una tra le VPN più sicure a funzioni di sicurezza aggiuntive. Include strumenti avanzati, un antivirus e la ricerca online sicura. Un pacchetto incredibile, </em><a data-analytics-id="inline-link" href="https://bit.ly/3o0fntY" rel="sponsored"><em>disponibile per un anno a meno di 40 euro</em></a><em>.</em>  </p></div></div><p>Ci affidiamo alle parole della stessa azienda, per capire perché una VPN è importante e tutti dovremmo averne una, anche per un uso occasionale: </p><p><em>Uno strumento di privacy digitale maschera il tuo traffico di internet, protegge la tua identità e previene il tracking. Eludi le restrizioni sui contenuti, la censura delle autorità governative e rimani al sicuro durante la navigazione.</em></p><p>Tanto per cominciare, una VPN è la soluzione migliore per proteggere la privacy online. Tutti abbiamo sentito parlare di come criminali, aziende e persino governi possano avere interessi a spiare e monitorare le nostre attività online. Se volete fare qualcosa a riguardo, una VPN non può mancare tra le possibili contromisure. </p><p>Una VPN infatti permette di mantenere al riparo la propria identità, qualsiasi sia la ragione che avete per l’anonimato online.  E impedisce anche le attività di tracciamento, vale a dire che aziende, bot commerciali, criminali o persino governi non potranno seguire ciò che fate online. </p><p>Tra le funzioni extra dedicate alla sicurezza, Surfshark VPN mette sul tavolo server offuscati, una rigida politica no-log (i dati di navigazione non vengono memorizzati), controlli indipendenti di terze parti e Kill Switch (disconnessione in caso di mancata protezione) .</p><p>Surfshark, poi, si può utilizzare su dispositivi di ogni genere senza limiti. Con un solo account potrete proteggere i vostri PC, smartphone, tablet, router, smart TV e altro. </p><p>Ma non è tutto. Surfshark One infatti include anche un antivirus completo, che aiuta a incrementare ulteriormente la sicurezza. E, inoltre, avere un antivirus incluso nel prezzo ci permette di <em>non </em>comprare un antivirus a parte, e questo aumenta ulteriormente il valore generale di Surfshark One.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ePd5onqeFs4pjzaKdKtXL7" name="1080.jpg" alt="Surfshark one" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ePd5onqeFs4pjzaKdKtXL7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Surfshark)</span></figcaption></figure><h2 id="xa0-antivirus-xa0"> Antivirus </h2><p>Chi vuole la massima sicurezza possibile per le attività online avrà bisogno di una VPN e anche di uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>migliori antivirus</u></a>, ed è qui che Surfshark dimostra tutto il suo valore</p><p>Con Surfshark One infatti avrete anche un eccellente antivirus, insieme a una delle VPN più sicure e affidabili del momento. </p><p>L’antivirus integrato in Surfshark One permette di fare scansioni complete del sistema, alla ricerca di file pericolosi. Se ne viene individuato uno,  avrete l’opzione di eliminarlo, mettendovi così al riparo da eventuali minacce. La scansione si può avviare in qualunque momento ma è anche possibile pianificarla: in questo modo Surfshark One eseguirà l’analisi del sistema nel momento programmato, quando è più comodo per voi. </p><p>Ma, soprattutto, c’è anche la protezione in tempo reale, disponibile per Android e in futuro anche per Windows. Con questo tipo di protezione, l’antivirus vigila costantemente sul sistema, in particolare sui nuovi file che vengono scaricati, sulle pagine web e le connessioni in generale. E se trova attività sospette, Surfshark One può eliminare eventuali minacce prima che diventino un vero problema. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:84.84%;"><img id="9ArvY9oAcHzFvBEC94mduE" name="110640943_l.jpg" alt="Surfshark One" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9ArvY9oAcHzFvBEC94mduE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 123RF)</span></figcaption></figure><h2 id="ricerca-sicura-e-notifiche-xa0">Ricerca sicura e notifiche </h2><div class="product"><a data-dimension112="9945641f-89f7-481d-a042-36dc11f67ac6" data-action="Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" href="https://bit.ly/3o0fntY" target="_blank" rel="sponsored"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:355px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="PkXQmg8cmzkM63ks3TNP5i" name="surfshark logo.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PkXQmg8cmzkM63ks3TNP5i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="355" height="355" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><em>Surfshark è la VPN più sicura che possiate scegliere, grazie a funzioni avanzate come crittografia, server offuscati e politica no-log. Il bundle Surfshark One integra un antivirus e strumenti di sicurezza avanzati, perfetti per tutelare al meglio la privacy. </em>Notifiche di breach</p><p><a href="https://bit.ly/3o0fntY" rel="sponsored" data-dimension112="9945641f-89f7-481d-a042-36dc11f67ac6" data-action="Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%"><u><em>Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%</em></u></a><em>.</em> <a class="view-deal button" href="https://bit.ly/3o0fntY" target="_blank" rel="sponsored" data-dimension112="9945641f-89f7-481d-a042-36dc11f67ac6" data-action="Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%">View Deal</a></p></div><p>Gli altri extra di Surfshark One includono la ricerca sicura e le notifiche di violazione. </p><p><em>“Uno strumento di ricerca potente e leggero che mostra solo risultati puramente organici. Esegui query di ricerca sul Web in completa riservatezza e senza annunci pubblicitari, registri o tracker”</em></p><p>La ricerca sicura permette di fare ricerche online senza che il motore di ricerca “sappia” cosa state cercando. Inoltre vengono rimossi gli annunci, e questo include i primi risultati delle ricerche: non tutti sanno, infatti, che con una normale ricerca su Google il primo risultato (a volte fino al quarto) non è “davvero” il primo, ma un posizionamento pubblicitario. </p><p>Ebbene, Surfshark One elimina questi annunci, così vedrete solo i risultati organici, cioè i “veri” risultati della ricerca. La ricerca di Surfshark One, inoltre, garantisce sempre il massimo della privacy, senza conservazione dei dati. </p><p>Il servizio Surfshark Alert, invece, ci avvisa se e quando il nostro indirizzo email compare in un database di dati compromessi. Succede più spesso di quanto si possa credere, quando un certo servizio online subisce il furto di dati. A quel punto i criminali hanno a disposizione gli indirizzi email e i dati personali di migliaia, a volte decine o persino centinaia di migliaia di persone. Gli elenchi di dati a volte vengono diffusi, e allora è possibile capire quali indirizzi sono stati compromessi, così Surfshark One vi può avvisare del problema, mettendovi in grado di prendere contromisure. </p><p>Allo stesso modo Surfshark One può verificare e proteggere la sicurezza delle password, la carta di credito e gli altri dati di identificazione. </p><h2 id="surfshark-conviene-xa0">Surfshark conviene </h2><p>Surfshark One è un pacchetto all-inclusive che comprende la VPN Surfshark e le funzioni di sicurezza avanzate. Di base costa €12,81 al mese, ma è disponibile un’incredibile promozione, grazie alla quale potete avere Surfshark One per €3,53 al mese, comprando il piano annuale. Avrete quindi diretto al servizio per 12 mesi pagando solo €42,36.</p><p>Si tratta di uno tra i prezzi più bassi in assoluto, anche considerando la sola VPN. <a href="https://bit.ly/3o0fntY"><u>Questa è un’offerta incredibile di cui dovreste approfittare subito</u></a>.  </p><p>Fonte immagini di questo articolo: <a href="https://it.123rf.com/">123RF</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/surfshark-one-sicurezza-e-privacy-online-a-un-prezzo-incredibile</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Surfshark One supera il concetto di VPN. Include tutti i vantaggi e le funzioni che conosciamo, più un antivirus completo, ricerca online sicura e attenta alla privacy, e un servizio di notifiche per le minacce rilevate. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">cTwhctWigc3mPWChNjTgiD</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4mRpTJ5TZBpZr6qy7LbTZG-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 27 Jan 2022 09:45:45 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Fri, 28 Jan 2022 15:44:57 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Antivirus]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                    <sponsoredContent>true</sponsoredContent>
                                <cf:isSponsored>true</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4mRpTJ5TZBpZr6qy7LbTZG-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[123RF]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Surfshark security]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Surfshark security]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Surfshark security]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4mRpTJ5TZBpZr6qy7LbTZG-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-surfshark-vpn"><u>Surfshark</u></a> è da tempo tra le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>migliori VPN</u></a>, grazie a caratteristiche che ne fanno una delle migliori opzioni possibili per chi cerca una connessione sicura, affidabile e privata. Ma con il bundle Surfshark One, la nuova proposta di questo provider, potete avere molto di più. </p><p>Surfshark One, infatti, include tutte le funzioni e i vantaggi di una tra le migliori VPN al mondo. Ma aggiunge anche un eccellente <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a>, uno strumento per fare ricerche online in modo più sicuro e con più privacy, e funzioni per il monitoraggio delle minacce di sicurezza. Inoltre può inviare notifiche in caso di problemi con le nostre password e i nostri account.  </p><div class="product star-deal"><a data-dimension112="830e2073-ea21-4e9b-8754-14056c5a0295" data-action="Star Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" href="https://bit.ly/3o0fntY" target="_blank" rel="sponsored"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:355px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="PkXQmg8cmzkM63ks3TNP5i" name="surfshark logo.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PkXQmg8cmzkM63ks3TNP5i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="355" height="355" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><div><span class="product__star-deal-label">Super Offerta!</span><p><em>Surfshark One unisce una tra le migliori VPN al mondo a un antivirus per garantire la sicurezza dei propri dispositivi. E aggiunge la ricerca online sicura e anonima, e un servizio di notifiche in caso si rilevino problemi di sicurezza. </em></p><p><a href="https://bit.ly/3o0fntY" rel="sponsored" data-dimension112="830e2073-ea21-4e9b-8754-14056c5a0295" data-action="Star Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%"><u><em>Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%</em></u></a><em>.</em> <a class="view-deal button" href="https://bit.ly/3o0fntY" target="_blank" rel="sponsored" data-dimension112="830e2073-ea21-4e9b-8754-14056c5a0295" data-action="Star Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%">View Deal</a></p></div></div><h2 id="surfshark-xe8-tra-le-vpn-pi-xf9-sicure-xa0">Surfshark è tra le VPN più sicure </h2><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Surfshark One</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><em>Surfshark One unisce una tra le VPN più sicure a funzioni di sicurezza aggiuntive. Include strumenti avanzati, un antivirus e la ricerca online sicura. Un pacchetto incredibile, </em><a data-analytics-id="inline-link" href="https://bit.ly/3o0fntY" rel="sponsored"><em>disponibile per un anno a meno di 40 euro</em></a><em>.</em>  </p></div></div><p>Ci affidiamo alle parole della stessa azienda, per capire perché una VPN è importante e tutti dovremmo averne una, anche per un uso occasionale: </p><p><em>Uno strumento di privacy digitale maschera il tuo traffico di internet, protegge la tua identità e previene il tracking. Eludi le restrizioni sui contenuti, la censura delle autorità governative e rimani al sicuro durante la navigazione.</em></p><p>Tanto per cominciare, una VPN è la soluzione migliore per proteggere la privacy online. Tutti abbiamo sentito parlare di come criminali, aziende e persino governi possano avere interessi a spiare e monitorare le nostre attività online. Se volete fare qualcosa a riguardo, una VPN non può mancare tra le possibili contromisure. </p><p>Una VPN infatti permette di mantenere al riparo la propria identità, qualsiasi sia la ragione che avete per l’anonimato online.  E impedisce anche le attività di tracciamento, vale a dire che aziende, bot commerciali, criminali o persino governi non potranno seguire ciò che fate online. </p><p>Tra le funzioni extra dedicate alla sicurezza, Surfshark VPN mette sul tavolo server offuscati, una rigida politica no-log (i dati di navigazione non vengono memorizzati), controlli indipendenti di terze parti e Kill Switch (disconnessione in caso di mancata protezione) .</p><p>Surfshark, poi, si può utilizzare su dispositivi di ogni genere senza limiti. Con un solo account potrete proteggere i vostri PC, smartphone, tablet, router, smart TV e altro. </p><p>Ma non è tutto. Surfshark One infatti include anche un antivirus completo, che aiuta a incrementare ulteriormente la sicurezza. E, inoltre, avere un antivirus incluso nel prezzo ci permette di <em>non </em>comprare un antivirus a parte, e questo aumenta ulteriormente il valore generale di Surfshark One.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ePd5onqeFs4pjzaKdKtXL7" name="1080.jpg" alt="Surfshark one" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ePd5onqeFs4pjzaKdKtXL7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Surfshark)</span></figcaption></figure><h2 id="xa0-antivirus-xa0"> Antivirus </h2><p>Chi vuole la massima sicurezza possibile per le attività online avrà bisogno di una VPN e anche di uno dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>migliori antivirus</u></a>, ed è qui che Surfshark dimostra tutto il suo valore</p><p>Con Surfshark One infatti avrete anche un eccellente antivirus, insieme a una delle VPN più sicure e affidabili del momento. </p><p>L’antivirus integrato in Surfshark One permette di fare scansioni complete del sistema, alla ricerca di file pericolosi. Se ne viene individuato uno,  avrete l’opzione di eliminarlo, mettendovi così al riparo da eventuali minacce. La scansione si può avviare in qualunque momento ma è anche possibile pianificarla: in questo modo Surfshark One eseguirà l’analisi del sistema nel momento programmato, quando è più comodo per voi. </p><p>Ma, soprattutto, c’è anche la protezione in tempo reale, disponibile per Android e in futuro anche per Windows. Con questo tipo di protezione, l’antivirus vigila costantemente sul sistema, in particolare sui nuovi file che vengono scaricati, sulle pagine web e le connessioni in generale. E se trova attività sospette, Surfshark One può eliminare eventuali minacce prima che diventino un vero problema. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:84.84%;"><img id="9ArvY9oAcHzFvBEC94mduE" name="110640943_l.jpg" alt="Surfshark One" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9ArvY9oAcHzFvBEC94mduE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 123RF)</span></figcaption></figure><h2 id="ricerca-sicura-e-notifiche-xa0">Ricerca sicura e notifiche </h2><div class="product"><a data-dimension112="9945641f-89f7-481d-a042-36dc11f67ac6" data-action="Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" href="https://bit.ly/3o0fntY" target="_blank" rel="sponsored"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:355px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="PkXQmg8cmzkM63ks3TNP5i" name="surfshark logo.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PkXQmg8cmzkM63ks3TNP5i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="355" height="355" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><em>Surfshark è la VPN più sicura che possiate scegliere, grazie a funzioni avanzate come crittografia, server offuscati e politica no-log. Il bundle Surfshark One integra un antivirus e strumenti di sicurezza avanzati, perfetti per tutelare al meglio la privacy. </em>Notifiche di breach</p><p><a href="https://bit.ly/3o0fntY" rel="sponsored" data-dimension112="9945641f-89f7-481d-a042-36dc11f67ac6" data-action="Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%"><u><em>Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%</em></u></a><em>.</em> <a class="view-deal button" href="https://bit.ly/3o0fntY" target="_blank" rel="sponsored" data-dimension112="9945641f-89f7-481d-a042-36dc11f67ac6" data-action="Deal Block" data-label="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%" data-dimension48="Surfshark One è disponibile per 12 mesi a €42,36, con uno sconto dell’72%">View Deal</a></p></div><p>Gli altri extra di Surfshark One includono la ricerca sicura e le notifiche di violazione. </p><p><em>“Uno strumento di ricerca potente e leggero che mostra solo risultati puramente organici. Esegui query di ricerca sul Web in completa riservatezza e senza annunci pubblicitari, registri o tracker”</em></p><p>La ricerca sicura permette di fare ricerche online senza che il motore di ricerca “sappia” cosa state cercando. Inoltre vengono rimossi gli annunci, e questo include i primi risultati delle ricerche: non tutti sanno, infatti, che con una normale ricerca su Google il primo risultato (a volte fino al quarto) non è “davvero” il primo, ma un posizionamento pubblicitario. </p><p>Ebbene, Surfshark One elimina questi annunci, così vedrete solo i risultati organici, cioè i “veri” risultati della ricerca. La ricerca di Surfshark One, inoltre, garantisce sempre il massimo della privacy, senza conservazione dei dati. </p><p>Il servizio Surfshark Alert, invece, ci avvisa se e quando il nostro indirizzo email compare in un database di dati compromessi. Succede più spesso di quanto si possa credere, quando un certo servizio online subisce il furto di dati. A quel punto i criminali hanno a disposizione gli indirizzi email e i dati personali di migliaia, a volte decine o persino centinaia di migliaia di persone. Gli elenchi di dati a volte vengono diffusi, e allora è possibile capire quali indirizzi sono stati compromessi, così Surfshark One vi può avvisare del problema, mettendovi in grado di prendere contromisure. </p><p>Allo stesso modo Surfshark One può verificare e proteggere la sicurezza delle password, la carta di credito e gli altri dati di identificazione. </p><h2 id="surfshark-conviene-xa0">Surfshark conviene </h2><p>Surfshark One è un pacchetto all-inclusive che comprende la VPN Surfshark e le funzioni di sicurezza avanzate. Di base costa €12,81 al mese, ma è disponibile un’incredibile promozione, grazie alla quale potete avere Surfshark One per €3,53 al mese, comprando il piano annuale. Avrete quindi diretto al servizio per 12 mesi pagando solo €42,36.</p><p>Si tratta di uno tra i prezzi più bassi in assoluto, anche considerando la sola VPN. <a href="https://bit.ly/3o0fntY"><u>Questa è un’offerta incredibile di cui dovreste approfittare subito</u></a>.  </p><p>Fonte immagini di questo articolo: <a href="https://it.123rf.com/">123RF</a></p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Morto John McAfee, il creatore del famoso antivirus ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Su John McAfee si potrebbe tranquillamente scrivere per ore. La sua vita sarebbe un soggetto fantastico per un film: in 75 anni ha vissuto tutti gli estremi possibili. Informatico, fonda la sua azienda nel 1986, creando il famoso <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> che porta il suo nome. 6 anni dopo, la sua impresa viene quotata in borsa per 80 milioni di dollari. Da lì in poi, una spirale fatta di droga, violenza e problemi con la legge.</p><p>La sua vita è stata talmente ai margini, da renderlo quasi una leggenda. Il noto <a href="https://www.youtube.com/channel/UCLx053rWZxCiYWsBETgdKrQ" target="_blank">canale YouTube LGR</a> gli ha anche dedicato una <a href="https://www.youtube.com/watch?v=X9ywgxbGEZ8" target="_blank">retrospettiva</a>, qualche anno fa.</p><p>McAfee si trovava in un carcere spagnolo, intercettato dalla polizia locale mentre tentava di recarsi in Turchia per sfuggire alle autorità statunitensi, presso cui doveva rispondere di un&apos;accusa di evasione fiscale dal 2014 al 2018.</p><p>L&apos;imprenditore è stato trovato morto, apparentemente suicida, nella sua cella del carcere di Barcellona.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">Ransomware</a>: tutto quello che dovete sapere</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/generatore-di-password-ecco-perche-ne-vale-la-pena">Generatore di password</a>: ecco perché ne vale la pena</li></ul><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/X9ywgxbGEZ8" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="una-vita-agli-estremi">Una vita agli estremi</h2><p>L&apos;informatico britannico/statunitense è sempre stato un personaggio alquanto fuori dagli schemi, noto per il suo antivirus, ma anche per la sua vita travagliata, tra consulenze fraudolente, evasione fiscale, uso di droga e, addirittura, un sospetto omicidio.</p><p>Nel 2008 iniziano i problemi con la giustizia: McAfee, infatti, decide di abbandonare gli Stati Uniti a seguito di due cause legali che lo coinvolgono, relative all&apos;infortunio di un suo dipendente e alla morte di uno studente della sua scuola di volo.</p><p>L&apos;uomo si trasferisce in Belize, dove si dedica a varie imprese, fra cui la fabbricazione di sigari e la ricerca farmaceutica. Quest&apos;ultima sarà al centro di una delle tante controversie intorno a McAfee. Infatti, la polizia locale invia l&apos;unità di soppressione delle bande armate nel laboratorio farmaceutico dell&apos;imprenditore: le autorità sospettano che l&apos;informatico lo usi come copertura per la produzione di sostanze illegali.</p><p>Dopo aver subito il sequestro del passaporto e delle armi da fuoco in suo possesso, McAfee viene detenuto brevemente in prigione, anche se poi le accuse decadranno completamente. L&apos;uomo ha sempre sostenuto di essere vittima di un complotto da parte delle autorità del Belize.</p><p>Ma questo è solo l&apos;inizio.</p><p>Nel 2012, un suo vicino di casa, Gregory Faull, viene rinvenuto cadavere, ucciso da un&apos;arma da fuoco. McAfee è il principale sospettato, a causa dei rapporti burrascosi con l&apos;uomo. L&apos;informatico fugge in Guatemala, ma viene arrestato per immigrazione clandestina. Successivamente, le autorità del Belize hanno dichiarato che intendevano solo sentire l&apos;imprenditore come persona informata dei fatti.</p><p>L&apos;anno successivo, McAfee rientra negli Stati Uniti e nel 2015 si candida alle primarie del Partito Libertario, nel tentativo, fallito, di arrivare alla Casa Bianca.</p><p>Dovendo rispondere di evasione fiscale per il periodo dal 2014 al 2018, McAfee aveva tentato la fuga in Turchia, ma è stato arrestato in Spagna e incarcerato in attesa di estradizione negli Stati Uniti.</p><p>Qui, l&apos;uomo ha maturato la decisione di suicidarsi (<a href="https://twitter.com/officialmcafee/status/1316801215083225096" target="_blank">qualcosa di cui aveva già parlato l&apos;anno scorso su Twitter</a>) per evitare di vivere i suoi ultimi anni in carcere, dato che McAfee andava incontro ad almeno 5 anni di reclusione.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/officialmcafee/status/1316801215083225096"><p lang="en" dir="ltr">I am content in here. I have friends.The food is good. All is well. Know that if I hang myself, a la Epstein, it will be no fault of mine.<a href="https://twitter.com/officialmcafee/status/1316801215083225096">October 15, 2020</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici">La sicurezza aziendale non passa solo dai sistemi informatici</a></li></ul><ul><li>Fonte: <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-57589822" target="_blank">BBC</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/morto-john-mcafee-il-creatore-del-famoso-antivirus</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ John McAfee, informatico di 75 noto per aver creato un antivirus che porta il suo nome, è stato trovato morto in carcere a Barcellona, dove attendeva l'estradizione negli USA. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">fhRusN9QkZfccifPgU2pUi</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RHbkD5qSrPBMyskUBJobgn-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 24 Jun 2021 08:38:43 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Antivirus]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RHbkD5qSrPBMyskUBJobgn-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[John Mcafee - https://twitter.com/officialmcafee]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[John McAfee morto]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[John McAfee morto]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[John McAfee morto]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RHbkD5qSrPBMyskUBJobgn-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Su John McAfee si potrebbe tranquillamente scrivere per ore. La sua vita sarebbe un soggetto fantastico per un film: in 75 anni ha vissuto tutti gli estremi possibili. Informatico, fonda la sua azienda nel 1986, creando il famoso <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">antivirus</a> che porta il suo nome. 6 anni dopo, la sua impresa viene quotata in borsa per 80 milioni di dollari. Da lì in poi, una spirale fatta di droga, violenza e problemi con la legge.</p><p>La sua vita è stata talmente ai margini, da renderlo quasi una leggenda. Il noto <a href="https://www.youtube.com/channel/UCLx053rWZxCiYWsBETgdKrQ" target="_blank">canale YouTube LGR</a> gli ha anche dedicato una <a href="https://www.youtube.com/watch?v=X9ywgxbGEZ8" target="_blank">retrospettiva</a>, qualche anno fa.</p><p>McAfee si trovava in un carcere spagnolo, intercettato dalla polizia locale mentre tentava di recarsi in Turchia per sfuggire alle autorità statunitensi, presso cui doveva rispondere di un&apos;accusa di evasione fiscale dal 2014 al 2018.</p><p>L&apos;imprenditore è stato trovato morto, apparentemente suicida, nella sua cella del carcere di Barcellona.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona">Ransomware</a>: tutto quello che dovete sapere</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/generatore-di-password-ecco-perche-ne-vale-la-pena">Generatore di password</a>: ecco perché ne vale la pena</li></ul><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/X9ywgxbGEZ8" allowfullscreen></iframe></div></div><h2 id="una-vita-agli-estremi">Una vita agli estremi</h2><p>L&apos;informatico britannico/statunitense è sempre stato un personaggio alquanto fuori dagli schemi, noto per il suo antivirus, ma anche per la sua vita travagliata, tra consulenze fraudolente, evasione fiscale, uso di droga e, addirittura, un sospetto omicidio.</p><p>Nel 2008 iniziano i problemi con la giustizia: McAfee, infatti, decide di abbandonare gli Stati Uniti a seguito di due cause legali che lo coinvolgono, relative all&apos;infortunio di un suo dipendente e alla morte di uno studente della sua scuola di volo.</p><p>L&apos;uomo si trasferisce in Belize, dove si dedica a varie imprese, fra cui la fabbricazione di sigari e la ricerca farmaceutica. Quest&apos;ultima sarà al centro di una delle tante controversie intorno a McAfee. Infatti, la polizia locale invia l&apos;unità di soppressione delle bande armate nel laboratorio farmaceutico dell&apos;imprenditore: le autorità sospettano che l&apos;informatico lo usi come copertura per la produzione di sostanze illegali.</p><p>Dopo aver subito il sequestro del passaporto e delle armi da fuoco in suo possesso, McAfee viene detenuto brevemente in prigione, anche se poi le accuse decadranno completamente. L&apos;uomo ha sempre sostenuto di essere vittima di un complotto da parte delle autorità del Belize.</p><p>Ma questo è solo l&apos;inizio.</p><p>Nel 2012, un suo vicino di casa, Gregory Faull, viene rinvenuto cadavere, ucciso da un&apos;arma da fuoco. McAfee è il principale sospettato, a causa dei rapporti burrascosi con l&apos;uomo. L&apos;informatico fugge in Guatemala, ma viene arrestato per immigrazione clandestina. Successivamente, le autorità del Belize hanno dichiarato che intendevano solo sentire l&apos;imprenditore come persona informata dei fatti.</p><p>L&apos;anno successivo, McAfee rientra negli Stati Uniti e nel 2015 si candida alle primarie del Partito Libertario, nel tentativo, fallito, di arrivare alla Casa Bianca.</p><p>Dovendo rispondere di evasione fiscale per il periodo dal 2014 al 2018, McAfee aveva tentato la fuga in Turchia, ma è stato arrestato in Spagna e incarcerato in attesa di estradizione negli Stati Uniti.</p><p>Qui, l&apos;uomo ha maturato la decisione di suicidarsi (<a href="https://twitter.com/officialmcafee/status/1316801215083225096" target="_blank">qualcosa di cui aveva già parlato l&apos;anno scorso su Twitter</a>) per evitare di vivere i suoi ultimi anni in carcere, dato che McAfee andava incontro ad almeno 5 anni di reclusione.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/officialmcafee/status/1316801215083225096"><p lang="en" dir="ltr">I am content in here. I have friends.The food is good. All is well. Know that if I hang myself, a la Epstein, it will be no fault of mine.<a href="https://twitter.com/officialmcafee/status/1316801215083225096">October 15, 2020</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici">La sicurezza aziendale non passa solo dai sistemi informatici</a></li></ul><ul><li>Fonte: <a href="https://www.bbc.com/news/world-europe-57589822" target="_blank">BBC</a></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Ransomware, 5 idee per restare al sicuro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona"><u>ransomware</u></a> è una forma di malware che si sta diffondendo sempre di più. Si tratta di una minaccia informatica che prevede il blocco di file o addirittura dell’intero sistema da parte di malintenzionati, che poi vi chiederanno un riscatto per potervi restituire l’accesso ai vostri dati.</p><p>Esistono diversi tipi di ransomware, come Cryptolocker 2020, Petya o Anatova, che in modi leggermente diversi penetrano i sistemi bloccandone i dati più importanti o sottoponendo l’intero computer a un blocco con crittografia, con lo scopo di estorcere denaro al malcapitato utente che subisce l’attacco in cambio di una password che va a sbloccare i dati.</p><p>Di questa tremenda minaccia informatica vi abbiamo già parlato, approfondendo anche alcune tecniche per <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ransomware-come-difendersi"><u>difendersi dal ransomware</u></a>, ma in questo articolo desideriamo darvi 5 consigli pratici per prevenire possibili attacchi o gestire al meglio l’eventualità in cui un malware riesca a infettare un vostro dispositivo.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> del 2021</li><li>Proteggete anche la vostra privacy con una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2021</li><li>Preparatevi al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><u><strong>Prime Day</strong></u></a> 2021 </li></ul><h2 id="1-la-prudenza-non-xe8-mai-troppa">1 - La prudenza non è mai troppa</h2><p>La nostra vita è sempre più interconnessa, siamo sempre più presenti online, con tanti vantaggi (basti pensare alla praticità dell’home banking o la possibilità di lavorare da casa in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a> e di restare in contatto con amici e colleghi tramite le <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-videoconferenze"><u>videoconferenze</u></a>. Questo, però, ci espone di più ai rischi e alle minacce che circolano in rete.</p><p>Dunque aumentano le e-mail di phishing che arrivano alle nostre caselle e-mail, così come cresce la diffusione di fake news e contenuti dannosi che vengono condivisi sui social per ingannare gli utenti meno preparati.</p><p>Occorre sempre fare attenzione ai messaggi e alle mail che ricevete: se notate che un vostro contatto vi scrive un messaggio strano, ad esempio senza oggetto, contenente solo un link, o se vi viene fatta qualche richiesta insolita (un prestito, un aiuto con delle credenziali bancarie), fate sempre attenzione. Noterete senz’altro delle anomalie, ad errori ortografici e grammaticali.</p><p>Inoltre, tenete sempre presente che la vostra banca non vi chiederà mai le credenziali o le password via mail, dunque diffidate sempre da questo tipo di messaggi.</p><p>A volte potrebbe arrivarvi un SMS in cui vi viene comunicato l’arrivo di un pacco o la necessità di prendere un appuntamento urgente con la vostra banca cliccando su un certo link o numero di telefono: verificate sempre i numeri e gli indirizzi e-mail, fate una ricerca per assicurarvi che quei messaggi siano legittimi. Nel 99% dei casi non lo saranno.</p><p>Cliccare su link contenuti in messaggi di questo tipo potrebbe causare l’installazione di un software indesiderato sul vostro dispositivo e, spesso, si tratta proprio di un ransomware.</p><p>Il nostro consiglio? Cestinare sempre. Eventualmente contattare il vostro istituto bancario o la persona da cui proveniva il messaggio per segnalare una possibile violazione dell’account.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="pMfzLC5B5bDaupGWaa9DWN" name="shutterstock_1086090845.jpg" alt="Cartoon Phishing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pMfzLC5B5bDaupGWaa9DWN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / DRogatnev)</span></figcaption></figure><h2 id="2-evitate-rischi-inutili">2 - Evitate rischi inutili</h2><p>A volte potreste sentire la tentazione di visitare uno dei tanti siti di streaming per guardare un film o una serie non ancora disponibile su Netflix o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime-video-cose-come-funziona-quanto-costa"><u>Amazon Prime Video</u></a>, oppure scaricare un software che costa troppo ma che vi serve. Vi diciamo subito che è una pessima idea.</p><p>Innanzitutto andreste a compiere un reato, in secondo luogo i siti di streaming illegale o di software pirata sono una fucina inesauribile di minacce informatiche, ransomware incluso.</p><p>Senza rendervene conto, cliccando sui vari banner che vi dovrebbero dare l’accesso al film che desiderate guardare, potreste trovarvi infetti da diversi tipi di malware, alcuni dei quali abbastanza difficili da rimuovere senza interventi radicali, inclusa la formattazione del sistema operativo.</p><p>Se proprio non potete più aspettare, ci sono delle alternative legali, come richiedere il periodo di prova a un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliore-servizio-streaming"><u>servizio di streaming</u></a> che include quel contenuto che desiderate tanto guardare, oppure noleggiare il film sulle varie piattaforme che lo consentono, ad esempio <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-con-prime-video-store-ora-si-possono-acquistare-e-noleggiare-i-film"><u>Prime Video offre questo tipo di servizio</u></a> già da qualche tempo.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dpnvLZuYef6xLpgAsUYt3c" name="online piracy.jpg" alt="pixabay" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dpnvLZuYef6xLpgAsUYt3c-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><h2 id="3-dotatevi-degli-strumenti-giusti">3 - Dotatevi degli strumenti giusti</h2><p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-defender-e-abbastanza-per-la-protezione-del-vostro-pc-clone-is-microsoft-defender-good-enough-for-your-pc-or-do-you-need-a-better-free-antivirus"><u>Windows Defender</u></a> è una protezione basilare del vostro sistema contro le minacce più comuni, tuttavia malware e ransomware più raffinati potrebbero facilmente aggirare i controlli di sicurezza standard di Windows e penetrare nel sistema in modo devastante.</p><p>Valutate l’uso di strumenti adatti per la vostra protezione, come uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a>. Inoltre, potete installare delle ulteriori protezioni come <a href="https://www.cybereason.com/press/cybereason-launches-newest-version-of-ransomfree"><u>Ransomfree</u></a> di Cybereason, uno strumento gratuito che aiuta a prevenire gli attacchi ransomware, come NotPetya e altri. Non sarà efficace al 100%, ma la prevenzione è molto importante.</p><p>Purtroppo anche gli utenti più smaliziati possono cadere nelle trappole della rete, come malware, virus e ransomware, dunque poter contare su degli strumenti più avanzati per la vostra protezione dovrebbe essere una delle vostre priorità.</p><p>A seconda dei vostri obiettivi e dell’importanza dei vostri dati, potreste valutare se scegliere un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze"><u>antivirus gratuito o a pagamento</u></a>, ma se usate i vostri dispositivi per lavoro, la scelta dovrebbe ricadere naturalmente su una suite premium, in grado di garantirvi la massima sicurezza durante le vostre sessioni online e offline.</p><p>Un altro strumento, forse il più importante, è quello di dotarvi di password uniche ed efficaci. Non riutilizzate MAI le vostre password su più siti e, soprattutto, adottate un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> che vi consenta di creare e archiviare in modo protetto password molto difficili da indovinare e, soprattutto, univoche.</p><p>In questo modo, sarà più difficile che un criminale informatico riesca ad accedere alla vostra rete o ai vostri dati sensibili per rubare i vostri file o bloccarli con un ransomware.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa" name="mobile antivirus.jpg" alt="malware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="xa0-4-backup-come-se-non-ci-fosse-un-domani-xa0"> 4 - Backup come se non ci fosse un domani </h2><p>Prevenire e proteggersi sono consigli assolutamente imprescindibili, così come è imprescindibile utilizzare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup"><u>software di backup</u></a> regolarmente per mettere al sicuro tutti i vostri dati. In base all’importanza dei file e dei documenti presenti sul vostro computer potreste scegliere tra i migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-di-backup-gratuiti"><u>software di backup gratuiti</u></a>, oppure seguire le procedure integrate in <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-fare-backup-windows-10"><u>Windows 10</u></a>. Se il vostro dispositivo è una delle vostre principali fonti di sostentamento, allora non dovreste risparmiare nemmeno un centesimo sulla soluzione di backup.</p><p>In caso di attacco ransomware, avere un backup aggiornato dei vostri dati su un’altra destinazione (che sia un drive esterno, un servizio cloud o un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas"><u>NAS</u></a> configurato da voi) vi consente di formattare il sistema senza troppi patemi d’animo, per poi recuperare tutto quello che vi serve dalla vostra replica di backup.</p><p>Possedere una copia di tutto il vostro lavoro al sicuro su un’altra destinazione è uno dei modi migliori per neutralizzare i possibili danni perpetrati da un’infezione ransomware. E credeteci se vi diciamo che accorgimenti del genere potrebbero anche evitare che si <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>piangano delle vittime</u></a>.</p><p>Ultimamente, tuttavia, si stanno diffondendo dei nuovi attacchi ransomware che vanificano i backup, noti come "estrazione ed estorsione", in cui gli hacker rubano i dati e minacciano di divulgarli o venderli. Vi consigliamo la lettura di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-i-backup-di-sistema-non-bastano-piu"><strong>questo articolo</strong></a> di approfondimento, dove potrete trovare ulteriori consigli per proteggervi, sebbene il problema riguardi principalmente le aziende. Ma la prudenza non è mai troppa, nemmeno se siete dei normali utenti domestici.</p><p>In ogni caso, fare il backup è sempre consigliabile, meglio ancora se abbinato a una gestione oculata e prudente delle password (vedi sopra).</p><h2 id="5-niente-panico">5 - Niente panico</h2><p>Se avete subito un attacco ransomware ma avete rispettato tutti e quattro i punti precedenti, allora potete stare tranquilli: formattate il sistema, reinstallate tutto e recuperate il backup, cercando di fare attenzione la prossima volta.</p><p>Se invece, ad esempio, avete subito un attacco ransomware e per qualche ragione non potete contare su un piano di ripristino di emergenza, non andate nel pallone, non ancora.</p><p>Spesso i dati sono recuperabili, anche se molto spesso le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-le-vittime-pagano-anche-se-i-dati-si-possono-recuperare"><u>vittime tendono a pagare comunque</u></a>. Tuttavia, esistono dei servizi che potrebbero fare al caso vostro e tirarvi fuori dai guai.</p><p>Ad esempio, Kaspersky RakhniDecryptor è uno strumento gratuito che consente lo sblocco dei file con estensione .locked and .kraken e che si contrappone a un altro noto trojan noto come Trojan-Ransom.Win32.Rakhni. Il tool è disponibile a <a href="https://www.techspot.com/downloads/6229-kaspersky-rakhnidecryptor.html#:~:text=%20To%20decrypt%20the%20files%2C%20do%20the%20following%3A,%2F%20network%20drives%29.%205%20Click%20%D0%9E%D0%9A.%20More%20"><u>questo indirizzo</u></a>.</p><p>Inoltre, l’organizzazione <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>No More Ransom</u></a> aiuta gli utenti a prevenire e a reagire agli attacchi ransomware. NMR ha elaborato un database (noto come repository) delle chiavi e delle applicazioni in grado di sbloccare e decodificare i dati colpiti da diversi tipi di ransomware.</p><p>Dunque, prima di strapparvi i capelli, o peggio, mettere mano al portafoglio o al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-bitcoin-wallet"><u>Bitcoin wallet</u></a>, sappiate che non tutto è perduto. Gli strumenti e le persone che possono aiutarvi esistono e non dovete sentirvi in imbarazzo nel chiedere aiuto.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Petya nagscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><h2 id="prima-di-salutarci">Prima di salutarci</h2><p>Il mondo del malware in generale e del ransomware nello specifico è complesso e sfaccettato. Questa piccola guida probabilmente è solo un primo passo per proteggervi al meglio sulla rete, ma siamo certi che vi aiuterà ad acquisire maggiore consapevolezza sul problema ed evitare di commettere errori che, in fin dei conti, non sono sempre irrimediabili come potreste immaginare.</p><p>Per noi di TechRadar, la sicurezza informatica è un tema delicato e importante, continuate a seguirci per tutte le guide e gli approfondimenti su questo argomento.</p><ul><li>La <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici"><u>sicurezza aziendale</u></a> non passa solo dai sistemi informatici</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-5-idee-per-restare-al-sicuro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il ransomware continua a mietere vittime fra aziende e privati. Ecco a voi 5 consigli per proteggervi ed evitare il peggio. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">3dzYPuW5FR32ma5oNggdFa</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G8SSmgihtdUePSjkJqSadi-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Mon, 24 May 2021 15:57:09 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Wed, 26 May 2021 08:45:02 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G8SSmgihtdUePSjkJqSadi-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock / binarydesign]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[ransomware]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[ransomware]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[ransomware]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G8SSmgihtdUePSjkJqSadi-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona"><u>ransomware</u></a> è una forma di malware che si sta diffondendo sempre di più. Si tratta di una minaccia informatica che prevede il blocco di file o addirittura dell’intero sistema da parte di malintenzionati, che poi vi chiederanno un riscatto per potervi restituire l’accesso ai vostri dati.</p><p>Esistono diversi tipi di ransomware, come Cryptolocker 2020, Petya o Anatova, che in modi leggermente diversi penetrano i sistemi bloccandone i dati più importanti o sottoponendo l’intero computer a un blocco con crittografia, con lo scopo di estorcere denaro al malcapitato utente che subisce l’attacco in cambio di una password che va a sbloccare i dati.</p><p>Di questa tremenda minaccia informatica vi abbiamo già parlato, approfondendo anche alcune tecniche per <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/ransomware-come-difendersi"><u>difendersi dal ransomware</u></a>, ma in questo articolo desideriamo darvi 5 consigli pratici per prevenire possibili attacchi o gestire al meglio l’eventualità in cui un malware riesca a infettare un vostro dispositivo.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> del 2021</li><li>Proteggete anche la vostra privacy con una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2021</li><li>Preparatevi al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><u><strong>Prime Day</strong></u></a> 2021 </li></ul><h2 id="1-la-prudenza-non-xe8-mai-troppa">1 - La prudenza non è mai troppa</h2><p>La nostra vita è sempre più interconnessa, siamo sempre più presenti online, con tanti vantaggi (basti pensare alla praticità dell’home banking o la possibilità di lavorare da casa in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a> e di restare in contatto con amici e colleghi tramite le <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-videoconferenze"><u>videoconferenze</u></a>. Questo, però, ci espone di più ai rischi e alle minacce che circolano in rete.</p><p>Dunque aumentano le e-mail di phishing che arrivano alle nostre caselle e-mail, così come cresce la diffusione di fake news e contenuti dannosi che vengono condivisi sui social per ingannare gli utenti meno preparati.</p><p>Occorre sempre fare attenzione ai messaggi e alle mail che ricevete: se notate che un vostro contatto vi scrive un messaggio strano, ad esempio senza oggetto, contenente solo un link, o se vi viene fatta qualche richiesta insolita (un prestito, un aiuto con delle credenziali bancarie), fate sempre attenzione. Noterete senz’altro delle anomalie, ad errori ortografici e grammaticali.</p><p>Inoltre, tenete sempre presente che la vostra banca non vi chiederà mai le credenziali o le password via mail, dunque diffidate sempre da questo tipo di messaggi.</p><p>A volte potrebbe arrivarvi un SMS in cui vi viene comunicato l’arrivo di un pacco o la necessità di prendere un appuntamento urgente con la vostra banca cliccando su un certo link o numero di telefono: verificate sempre i numeri e gli indirizzi e-mail, fate una ricerca per assicurarvi che quei messaggi siano legittimi. Nel 99% dei casi non lo saranno.</p><p>Cliccare su link contenuti in messaggi di questo tipo potrebbe causare l’installazione di un software indesiderato sul vostro dispositivo e, spesso, si tratta proprio di un ransomware.</p><p>Il nostro consiglio? Cestinare sempre. Eventualmente contattare il vostro istituto bancario o la persona da cui proveniva il messaggio per segnalare una possibile violazione dell’account.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="pMfzLC5B5bDaupGWaa9DWN" name="shutterstock_1086090845.jpg" alt="Cartoon Phishing" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pMfzLC5B5bDaupGWaa9DWN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / DRogatnev)</span></figcaption></figure><h2 id="2-evitate-rischi-inutili">2 - Evitate rischi inutili</h2><p>A volte potreste sentire la tentazione di visitare uno dei tanti siti di streaming per guardare un film o una serie non ancora disponibile su Netflix o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime-video-cose-come-funziona-quanto-costa"><u>Amazon Prime Video</u></a>, oppure scaricare un software che costa troppo ma che vi serve. Vi diciamo subito che è una pessima idea.</p><p>Innanzitutto andreste a compiere un reato, in secondo luogo i siti di streaming illegale o di software pirata sono una fucina inesauribile di minacce informatiche, ransomware incluso.</p><p>Senza rendervene conto, cliccando sui vari banner che vi dovrebbero dare l’accesso al film che desiderate guardare, potreste trovarvi infetti da diversi tipi di malware, alcuni dei quali abbastanza difficili da rimuovere senza interventi radicali, inclusa la formattazione del sistema operativo.</p><p>Se proprio non potete più aspettare, ci sono delle alternative legali, come richiedere il periodo di prova a un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliore-servizio-streaming"><u>servizio di streaming</u></a> che include quel contenuto che desiderate tanto guardare, oppure noleggiare il film sulle varie piattaforme che lo consentono, ad esempio <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-con-prime-video-store-ora-si-possono-acquistare-e-noleggiare-i-film"><u>Prime Video offre questo tipo di servizio</u></a> già da qualche tempo.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dpnvLZuYef6xLpgAsUYt3c" name="online piracy.jpg" alt="pixabay" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dpnvLZuYef6xLpgAsUYt3c-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><h2 id="3-dotatevi-degli-strumenti-giusti">3 - Dotatevi degli strumenti giusti</h2><p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-defender-e-abbastanza-per-la-protezione-del-vostro-pc-clone-is-microsoft-defender-good-enough-for-your-pc-or-do-you-need-a-better-free-antivirus"><u>Windows Defender</u></a> è una protezione basilare del vostro sistema contro le minacce più comuni, tuttavia malware e ransomware più raffinati potrebbero facilmente aggirare i controlli di sicurezza standard di Windows e penetrare nel sistema in modo devastante.</p><p>Valutate l’uso di strumenti adatti per la vostra protezione, come uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a>. Inoltre, potete installare delle ulteriori protezioni come <a href="https://www.cybereason.com/press/cybereason-launches-newest-version-of-ransomfree"><u>Ransomfree</u></a> di Cybereason, uno strumento gratuito che aiuta a prevenire gli attacchi ransomware, come NotPetya e altri. Non sarà efficace al 100%, ma la prevenzione è molto importante.</p><p>Purtroppo anche gli utenti più smaliziati possono cadere nelle trappole della rete, come malware, virus e ransomware, dunque poter contare su degli strumenti più avanzati per la vostra protezione dovrebbe essere una delle vostre priorità.</p><p>A seconda dei vostri obiettivi e dell’importanza dei vostri dati, potreste valutare se scegliere un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze"><u>antivirus gratuito o a pagamento</u></a>, ma se usate i vostri dispositivi per lavoro, la scelta dovrebbe ricadere naturalmente su una suite premium, in grado di garantirvi la massima sicurezza durante le vostre sessioni online e offline.</p><p>Un altro strumento, forse il più importante, è quello di dotarvi di password uniche ed efficaci. Non riutilizzate MAI le vostre password su più siti e, soprattutto, adottate un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a> che vi consenta di creare e archiviare in modo protetto password molto difficili da indovinare e, soprattutto, univoche.</p><p>In questo modo, sarà più difficile che un criminale informatico riesca ad accedere alla vostra rete o ai vostri dati sensibili per rubare i vostri file o bloccarli con un ransomware.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa" name="mobile antivirus.jpg" alt="malware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tEhgdM2MKoCYRwV4Ch3awa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="xa0-4-backup-come-se-non-ci-fosse-un-domani-xa0"> 4 - Backup come se non ci fosse un domani </h2><p>Prevenire e proteggersi sono consigli assolutamente imprescindibili, così come è imprescindibile utilizzare un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-backup"><u>software di backup</u></a> regolarmente per mettere al sicuro tutti i vostri dati. In base all’importanza dei file e dei documenti presenti sul vostro computer potreste scegliere tra i migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-di-backup-gratuiti"><u>software di backup gratuiti</u></a>, oppure seguire le procedure integrate in <a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/come-fare-backup-windows-10"><u>Windows 10</u></a>. Se il vostro dispositivo è una delle vostre principali fonti di sostentamento, allora non dovreste risparmiare nemmeno un centesimo sulla soluzione di backup.</p><p>In caso di attacco ransomware, avere un backup aggiornato dei vostri dati su un’altra destinazione (che sia un drive esterno, un servizio cloud o un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas"><u>NAS</u></a> configurato da voi) vi consente di formattare il sistema senza troppi patemi d’animo, per poi recuperare tutto quello che vi serve dalla vostra replica di backup.</p><p>Possedere una copia di tutto il vostro lavoro al sicuro su un’altra destinazione è uno dei modi migliori per neutralizzare i possibili danni perpetrati da un’infezione ransomware. E credeteci se vi diciamo che accorgimenti del genere potrebbero anche evitare che si <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>piangano delle vittime</u></a>.</p><p>Ultimamente, tuttavia, si stanno diffondendo dei nuovi attacchi ransomware che vanificano i backup, noti come "estrazione ed estorsione", in cui gli hacker rubano i dati e minacciano di divulgarli o venderli. Vi consigliamo la lettura di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-i-backup-di-sistema-non-bastano-piu"><strong>questo articolo</strong></a> di approfondimento, dove potrete trovare ulteriori consigli per proteggervi, sebbene il problema riguardi principalmente le aziende. Ma la prudenza non è mai troppa, nemmeno se siete dei normali utenti domestici.</p><p>In ogni caso, fare il backup è sempre consigliabile, meglio ancora se abbinato a una gestione oculata e prudente delle password (vedi sopra).</p><h2 id="5-niente-panico">5 - Niente panico</h2><p>Se avete subito un attacco ransomware ma avete rispettato tutti e quattro i punti precedenti, allora potete stare tranquilli: formattate il sistema, reinstallate tutto e recuperate il backup, cercando di fare attenzione la prossima volta.</p><p>Se invece, ad esempio, avete subito un attacco ransomware e per qualche ragione non potete contare su un piano di ripristino di emergenza, non andate nel pallone, non ancora.</p><p>Spesso i dati sono recuperabili, anche se molto spesso le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-le-vittime-pagano-anche-se-i-dati-si-possono-recuperare"><u>vittime tendono a pagare comunque</u></a>. Tuttavia, esistono dei servizi che potrebbero fare al caso vostro e tirarvi fuori dai guai.</p><p>Ad esempio, Kaspersky RakhniDecryptor è uno strumento gratuito che consente lo sblocco dei file con estensione .locked and .kraken e che si contrappone a un altro noto trojan noto come Trojan-Ransom.Win32.Rakhni. Il tool è disponibile a <a href="https://www.techspot.com/downloads/6229-kaspersky-rakhnidecryptor.html#:~:text=%20To%20decrypt%20the%20files%2C%20do%20the%20following%3A,%2F%20network%20drives%29.%205%20Click%20%D0%9E%D0%9A.%20More%20"><u>questo indirizzo</u></a>.</p><p>Inoltre, l’organizzazione <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>No More Ransom</u></a> aiuta gli utenti a prevenire e a reagire agli attacchi ransomware. NMR ha elaborato un database (noto come repository) delle chiavi e delle applicazioni in grado di sbloccare e decodificare i dati colpiti da diversi tipi di ransomware.</p><p>Dunque, prima di strapparvi i capelli, o peggio, mettere mano al portafoglio o al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-bitcoin-wallet"><u>Bitcoin wallet</u></a>, sappiate che non tutto è perduto. Gli strumenti e le persone che possono aiutarvi esistono e non dovete sentirvi in imbarazzo nel chiedere aiuto.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Petya nagscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><h2 id="prima-di-salutarci">Prima di salutarci</h2><p>Il mondo del malware in generale e del ransomware nello specifico è complesso e sfaccettato. Questa piccola guida probabilmente è solo un primo passo per proteggervi al meglio sulla rete, ma siamo certi che vi aiuterà ad acquisire maggiore consapevolezza sul problema ed evitare di commettere errori che, in fin dei conti, non sono sempre irrimediabili come potreste immaginare.</p><p>Per noi di TechRadar, la sicurezza informatica è un tema delicato e importante, continuate a seguirci per tutte le guide e gli approfondimenti su questo argomento.</p><ul><li>La <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici"><u>sicurezza aziendale</u></a> non passa solo dai sistemi informatici</li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Ransomware: come difendersi? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona"><u>ransomware</u></a> sono tra le minacce informatiche più temute in assoluto, e dal 2017 a oggi sono cresciuti esponenzialmente per numero e pericolosità. Basti pensare che tra il 2018 e il 2020 il costo globale di questi virus ha toccato i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><u>1000 miliardi di dollari</u></a>, di cui circa 200 miliardi derivanti dai riscatti pagati dalle vittime. </p><p>Ogni anno migliaia di privati e aziende si trovano a dover fare i conti con veri e propri ricatti di hacker o gruppi di malintenzionati che utilizzano i ransomware per accedere ai sistemi e impedire l’accesso a file e cartelle, per poi chiedere un riscatto in Bitcoin.</p><p>Non solo, alcuni ransomware come TeslaCrypt o il più recente Locky, una volta infettato il PC, attaccano tutti i dispositivi di archiviazione ad esso collegati come SSD esterni, server via dicendo. Altri, come CryptoLocker 2020 (presente in due varianti) e Cryptowall, bloccano il sistema limitando l’accesso a file e cartelle per poi chiedere alle vittime un pagamento in criptovaluta in cambio di un codice di sblocco. </p><p>Petya, un ransomware che circola dal 2016, agisce direttamente sui file MFT, bloccando l’intero sistema piuttosto che criptare i singoli file. Infine ci sono ransomware come Anatova, che utilizzano file di dimensioni piccolissime come icone e piccole immagini gif per fare breccia nel sistema e bloccarlo per poi chiedere un riscatto.</p><p>Data la pericolosità e la grande varietà di ransomware che circolano in rete, è molto importante comprendere la natura di questi virus e le modalità di trasmissione per imparare a difendersi al meglio. Se pensate sia sufficiente scaricare un antivirus, siete fuori strada.</p><p>Come se non bastasse, con l’avvento della pandemia da Covid-19 e l’enorme diffusione dello <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a>, sempre più utenti che operano al di fuori della rete aziendale o lavorano su dispositivi non aggiornati cadono vittima di ransomware e, per paura o inesperienza, decidono di pagare il riscatto.</p><p>In questo articolo vedremo quali sono i migliori modi per proteggersi dai ransomware e parleremo delle pratiche più efficaci per tenere al sicuro i propri file.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">antivirus</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratuito-quale-scegliere">Antivirus a pagamento vs antivirus gratuito</a>: quale scegliere?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratuiti-a-cosa-servono">Antivirus gratuiti, a cosa servono</a>?</li></ul><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Ransomware: Petya" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><h2 id="ransomware-come-attaccano-xa0">Ransomware: come attaccano? </h2><p>In generale, per difendersi da una attacco, bisogna prima vederlo arrivare. Sembra un’affermazione ovvia, ma diventa particolarmente importante se ciò da cui dovete difendervi non è un’entità ben definita, ma un software in grado di entrare nel vostro PC e criptare i vostri file rendendoli inaccessibili. </p><p>I ransomware fanno parte della famiglia dei Trojan, virus divenuti popolari già negli anni 90’ e conosciuti per le loro modalità di attacco riconducibili al famoso “cavallo” della mitologia greca. La similitudine è legata al fatto che questi software malevoli riescono a fare breccia tra le difese delle vittime camuffandosi tra altre tipologie di file.</p><p>Nella maggior parte dei casi sono gli utenti stessi a scaricare i file dannosi, spacciati per eseguibili di applicazioni conosciute, immagini, o inseriti come allegato da scaricare nelle sempre più diffuse mail di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/phishing-quasi-mezzo-milione-di-utenti-colpiti-su-facebook"><u>phishing</u></a>. Una volta scaricato e aperto il file, il dispositivo ne diventa automaticamente ostaggio. In seguito viene inviata una richiesta di riscatto che, se esaudita, porta all’invio di un codice che consente di “sbloccare” i file resi inaccessibili dal software malevolo.</p><p>Come confermano i dati relativi agli attacchi ransomware degli ultimi quattro anni, gran parte di questi virus vengono diffusi tramite ingegneria civile, una pratica basata sull’invio di messaggi di posta elettronica o spam a utenti e aziende. Basta che un solo dipendente in una rete di PC aziendali scarichi il file malevolo su un PC non aggiornato o protetto da un software antivirus e il gioco è fatto.</p><p>Data la natura multiforme dei ransomware è difficile inquadrare la loro provenienza o la tipologia di file ai quali vengono associati, ma ci sono diversi modi per evitare di incappare in una minaccia e di prevenire danni gravi alle proprie reti aziendali e private.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="zjafjw6AeTXTuuLetiazgC" name="shutterstock_1007525926.jpg" alt="ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zjafjw6AeTXTuuLetiazgC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-defender-e-abbastanza-per-la-protezione-del-vostro-pc-clone-is-microsoft-defender-good-enough-for-your-pc-or-do-you-need-a-better-free-antivirus">Windows Defender è abbastanza</a> per la protezione del vostro PC?</li></ul><h2 id="ransomware-come-evitarli-xa0">Ransomware: come evitarli </h2><p><strong>Formazione personale e responsabilizzazione</strong></p><p>Come abbiamo detto in precedenza, spesso i ransomware riescono a fare breccia nei computer delle loro vittime senza incontrare ostacoli, dato che sono proprio queste a spalancare il portone d’ingresso. Anche se molti servizi di posta elettronica come Gmail e Outlook già da tempo segnalano i messaggi di posta elettronica sospetti, questi rimangono una delle vie predilette dai ransomware per far breccia nei sistemi. </p><p>L’unico modo per evitare di cadere in queste trappole è prestare la massima attenzione quando si apre una mail, controllando sempre chi l’ha inviata. Se non aspettavate nessuna “foto di quella gita del 2002” o “report degli introiti del 2020” e ricevete un messaggio con un allegato simile, non apritelo per nessun motivo. Tenete a bada la curiosità, imparate a riconoscere lo spam e i messaggi di phishing e ridurrete enormemente il rischio di attacchi. </p><p>Un antivirus può riconoscere e individuare un file dannoso, mandarvi una notifica per avvertirvi della sua presenza e in alcuni casi (se si tratta di una minaccia nota) metterlo in quarantena, ma niente potrà impedirvi di cliccare su un eseguibile ed aprirlo infettando la rete aziendale o di casa vostra. </p><p>Per questo è fondamentale, oggi più che mai, che i dipendenti ma anche i liberi professionisti in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">smart working</a>, i professori e gli studenti in DAD e i dipendenti degli uffici pubblici dedichino parte del loro tempo alla formazione e all’aggiornamento nell’ambito della sicurezza informatica. La responsabilizzazione è fondamentale in un mondo dove una piccola distrazione o la mancanza di alcune conoscenze di base possono portare al fallimento di un’attività.</p><p><strong>Antivirus e Firewall</strong></p><p>Ovviamente l’errore umano esiste e duole dirlo, ma in Italia l’alfabetizzazione informatica dell’utente medio è ancora piuttosto bassa. Questo vuol dire che, per quanto si investa in formazione e si presti attenzione, bisogna sempre tenere presenti i possibili rischi derivanti da un errore. </p><p>Nel 2020 i ransomware sono entrati nella storia come il primo virus ad aver causato un decesso. Stiamo parlando di quanto accaduto in Germania lo scorso settembre, quando un ransomware ha bloccato completamente il sistema informatico dell’ospedale di Düsseldorf impedendo ai medici di monitorare i propri pazienti e causando il decesso di una donna che si trovava in terapia intensiva. </p><p>Si tratta di un caso limite, ma è un esempio che abbiamo scelto per sottolineare quanto importante sia avere un sistema di sicurezza informatica aggiornato e monitorato costantemente.</p><p>Esistono una miriade di antivirus gratuiti e a pagamento tra cui scegliere, e in base alle dimensioni della vostra azienda/attività sarete voi a decidere quanto investire nella prevenzione, ma ricordate che risparmiare potrebbe voler dire dover chiudere baracca al primo “ricatto”. </p><p>Se siete dei privati e lavorate da casa, tenete presente che il Firewall di Windows 10 include delle funzioni specifiche per la protezione dai ransomware e, se unito a un uso consapevole del PC può tenervi al sicuro da gran parte delle minacce che circolano in rete. </p><p>Esistono anche dei software gratuiti dedicati alla protezione dai ransomware come <a href="https://ransomfree.it.malavida.com/"><u>RansomFree</u></a> e persino portali informativi come il progetto <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>no more ransome</u></a>, dove potrete trovare ottimi consigli per la prevenzione. Se nella vostra azienda non sono presenti figure formate nell’ambito della sicurezza informatica, rivolgetevi senza esitazione a un consulente esterno. Esistono numerose alternative e l’unica non contemplabile è rimanere con le mani in mano sperando che “non accada proprio a voi”.</p><p><strong>Aggiornamento costante dei software di sicurezza e dei sistemi operativi</strong></p><p>Ogni volta che un ransomware viene scoperto, individuato e studiato, i maggiori sviluppatori di antivirus e sistemi operativi aggiornano le loro difese/firewall per permettergli di individuare queste minacce e isolare o impedirne l’esecuzione, prevenendo così la diffusione del virus. Spesso, per pigrizia o disattenzione, molti utenti non aggiornano i propri sistemi operativi o rimandano il download dell’ultima versione dell’antivirus che utilizzano sentendosi “abbastanza protetti” da quella attuale. </p><p>Sappiate che i ransomware vengono creati a ritmi elevati e sono concepiti per aggirare le difese dei vostri sistemi operativi e software di protezione, quindi un aggiornamento fatto nel momento giusto può fare la differenza, ma non garantirà mai una protezione assoluta. </p><p>Spesso questi virus vengono individuati dai sistemi di sicurezza come minacce secondarie e non ricevono la giusta priorità, quindi riescono a diffondersi con facilità nei sistemi creando danni enormi e contagiando anche tutti i dispositivi associati. Solo un costante monitoraggio e l’aggiornamento del proprio sistema di sicurezza possono garantire una buona protezione dai ransomware.</p><p><strong>Backup dei file di sistema</strong></p><p>Un altro espediente che può letteralmente salvarvi in caso veniate colpiti da un ransomware è il backup. Creando una copia dei file o dell’intero sistema, in caso di attacco sarete in grado di tornare allo stato precedente all’azione del virus, annullandone immediatamente gli effetti. Il backup è un modo efficace di mettere in sicurezza i propri dati, ma protegge solo parzialmente a causa della lunghezza dell’intervallo tra un salvataggio e il successivo (che di norma avviene nelle 24 ore). </p><p>Potete optare per un classico backup su una memoria esterna o per una soluzione cloud, tenendo sempre presente che utilizzare entrambe le soluzioni rappresentano un’ulteriore garanzia di sicurezza.</p><ul><li>Tutti i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">migliori password manager</a></li></ul><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oyeak7xZpCgbD69FFSjk7Y" name="ransomware.jpg" alt="Ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oyeak7xZpCgbD69FFSjk7Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="ransomware-a-che-punto-siamo">Ransomware: a che punto siamo?</h2><p>Degli studi condotti nel 2020 da <a href="https://purplesec.us/" target="_blank">Purplesec</a>, azienda statunitense specializzata in cybersicurezza, su 582 esperti di sicurezza informatica intervistati il 50% sostiene che le proprie aziende non abbiano dei sistemi di sicurezza adeguati.</p><p>Fino a pochi anni fa dedicare una parte del budget alla sicurezza dei propri sistemi informatici (per molti) era importante, ma non prioritario. Non a caso, i costi derivanti dagli attacchi informatici sono cresciuti enormemente interessano sempre più spesso strutture pubbliche come ospedali e servizi postali, tanto che possiamo affermare con certezza che nessun utente che naviga online può sentirsi completamente al sicuro da queste minacce. </p><p>Oggi, continuare a lavorare senza un software di protezione aggiornato, non avere un backup dei propri file o cercare di risparmiare sulle consulenze informatiche può portare a danni irreparabili e segnare la fine di tutte quelle aziende che non sono riuscite a rimanere al passo con i tempi, comprendendo l’attuale importanza delle pratiche di sicurezza informatica.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali" target="_blank">software di accesso remoto</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/how-to/ransomware-come-difendersi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I ransomware costano ogni anno miliardi di dollari a privati e aziende, ma ci sono diversi accorgimenti che permettono di difendersi al meglio da questa tipologia di virus. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">j3VVvnrAifb425B55Fo9PU</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XUFsAjnAaCahJpBvL5yLYh-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Mon, 19 Apr 2021 13:56:26 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Mon, 19 Apr 2021 13:57:46 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XUFsAjnAaCahJpBvL5yLYh-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[iStock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Ransomware]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Ransomware]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Ransomware]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XUFsAjnAaCahJpBvL5yLYh-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona"><u>ransomware</u></a> sono tra le minacce informatiche più temute in assoluto, e dal 2017 a oggi sono cresciuti esponenzialmente per numero e pericolosità. Basti pensare che tra il 2018 e il 2020 il costo globale di questi virus ha toccato i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><u>1000 miliardi di dollari</u></a>, di cui circa 200 miliardi derivanti dai riscatti pagati dalle vittime. </p><p>Ogni anno migliaia di privati e aziende si trovano a dover fare i conti con veri e propri ricatti di hacker o gruppi di malintenzionati che utilizzano i ransomware per accedere ai sistemi e impedire l’accesso a file e cartelle, per poi chiedere un riscatto in Bitcoin.</p><p>Non solo, alcuni ransomware come TeslaCrypt o il più recente Locky, una volta infettato il PC, attaccano tutti i dispositivi di archiviazione ad esso collegati come SSD esterni, server via dicendo. Altri, come CryptoLocker 2020 (presente in due varianti) e Cryptowall, bloccano il sistema limitando l’accesso a file e cartelle per poi chiedere alle vittime un pagamento in criptovaluta in cambio di un codice di sblocco. </p><p>Petya, un ransomware che circola dal 2016, agisce direttamente sui file MFT, bloccando l’intero sistema piuttosto che criptare i singoli file. Infine ci sono ransomware come Anatova, che utilizzano file di dimensioni piccolissime come icone e piccole immagini gif per fare breccia nel sistema e bloccarlo per poi chiedere un riscatto.</p><p>Data la pericolosità e la grande varietà di ransomware che circolano in rete, è molto importante comprendere la natura di questi virus e le modalità di trasmissione per imparare a difendersi al meglio. Se pensate sia sufficiente scaricare un antivirus, siete fuori strada.</p><p>Come se non bastasse, con l’avvento della pandemia da Covid-19 e l’enorme diffusione dello <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a>, sempre più utenti che operano al di fuori della rete aziendale o lavorano su dispositivi non aggiornati cadono vittima di ransomware e, per paura o inesperienza, decidono di pagare il riscatto.</p><p>In questo articolo vedremo quali sono i migliori modi per proteggersi dai ransomware e parleremo delle pratiche più efficaci per tenere al sicuro i propri file.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">antivirus</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratuito-quale-scegliere">Antivirus a pagamento vs antivirus gratuito</a>: quale scegliere?</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratuiti-a-cosa-servono">Antivirus gratuiti, a cosa servono</a>?</li></ul><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Ransomware: Petya" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><h2 id="ransomware-come-attaccano-xa0">Ransomware: come attaccano? </h2><p>In generale, per difendersi da una attacco, bisogna prima vederlo arrivare. Sembra un’affermazione ovvia, ma diventa particolarmente importante se ciò da cui dovete difendervi non è un’entità ben definita, ma un software in grado di entrare nel vostro PC e criptare i vostri file rendendoli inaccessibili. </p><p>I ransomware fanno parte della famiglia dei Trojan, virus divenuti popolari già negli anni 90’ e conosciuti per le loro modalità di attacco riconducibili al famoso “cavallo” della mitologia greca. La similitudine è legata al fatto che questi software malevoli riescono a fare breccia tra le difese delle vittime camuffandosi tra altre tipologie di file.</p><p>Nella maggior parte dei casi sono gli utenti stessi a scaricare i file dannosi, spacciati per eseguibili di applicazioni conosciute, immagini, o inseriti come allegato da scaricare nelle sempre più diffuse mail di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/phishing-quasi-mezzo-milione-di-utenti-colpiti-su-facebook"><u>phishing</u></a>. Una volta scaricato e aperto il file, il dispositivo ne diventa automaticamente ostaggio. In seguito viene inviata una richiesta di riscatto che, se esaudita, porta all’invio di un codice che consente di “sbloccare” i file resi inaccessibili dal software malevolo.</p><p>Come confermano i dati relativi agli attacchi ransomware degli ultimi quattro anni, gran parte di questi virus vengono diffusi tramite ingegneria civile, una pratica basata sull’invio di messaggi di posta elettronica o spam a utenti e aziende. Basta che un solo dipendente in una rete di PC aziendali scarichi il file malevolo su un PC non aggiornato o protetto da un software antivirus e il gioco è fatto.</p><p>Data la natura multiforme dei ransomware è difficile inquadrare la loro provenienza o la tipologia di file ai quali vengono associati, ma ci sono diversi modi per evitare di incappare in una minaccia e di prevenire danni gravi alle proprie reti aziendali e private.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="zjafjw6AeTXTuuLetiazgC" name="shutterstock_1007525926.jpg" alt="ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zjafjw6AeTXTuuLetiazgC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-defender-e-abbastanza-per-la-protezione-del-vostro-pc-clone-is-microsoft-defender-good-enough-for-your-pc-or-do-you-need-a-better-free-antivirus">Windows Defender è abbastanza</a> per la protezione del vostro PC?</li></ul><h2 id="ransomware-come-evitarli-xa0">Ransomware: come evitarli </h2><p><strong>Formazione personale e responsabilizzazione</strong></p><p>Come abbiamo detto in precedenza, spesso i ransomware riescono a fare breccia nei computer delle loro vittime senza incontrare ostacoli, dato che sono proprio queste a spalancare il portone d’ingresso. Anche se molti servizi di posta elettronica come Gmail e Outlook già da tempo segnalano i messaggi di posta elettronica sospetti, questi rimangono una delle vie predilette dai ransomware per far breccia nei sistemi. </p><p>L’unico modo per evitare di cadere in queste trappole è prestare la massima attenzione quando si apre una mail, controllando sempre chi l’ha inviata. Se non aspettavate nessuna “foto di quella gita del 2002” o “report degli introiti del 2020” e ricevete un messaggio con un allegato simile, non apritelo per nessun motivo. Tenete a bada la curiosità, imparate a riconoscere lo spam e i messaggi di phishing e ridurrete enormemente il rischio di attacchi. </p><p>Un antivirus può riconoscere e individuare un file dannoso, mandarvi una notifica per avvertirvi della sua presenza e in alcuni casi (se si tratta di una minaccia nota) metterlo in quarantena, ma niente potrà impedirvi di cliccare su un eseguibile ed aprirlo infettando la rete aziendale o di casa vostra. </p><p>Per questo è fondamentale, oggi più che mai, che i dipendenti ma anche i liberi professionisti in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">smart working</a>, i professori e gli studenti in DAD e i dipendenti degli uffici pubblici dedichino parte del loro tempo alla formazione e all’aggiornamento nell’ambito della sicurezza informatica. La responsabilizzazione è fondamentale in un mondo dove una piccola distrazione o la mancanza di alcune conoscenze di base possono portare al fallimento di un’attività.</p><p><strong>Antivirus e Firewall</strong></p><p>Ovviamente l’errore umano esiste e duole dirlo, ma in Italia l’alfabetizzazione informatica dell’utente medio è ancora piuttosto bassa. Questo vuol dire che, per quanto si investa in formazione e si presti attenzione, bisogna sempre tenere presenti i possibili rischi derivanti da un errore. </p><p>Nel 2020 i ransomware sono entrati nella storia come il primo virus ad aver causato un decesso. Stiamo parlando di quanto accaduto in Germania lo scorso settembre, quando un ransomware ha bloccato completamente il sistema informatico dell’ospedale di Düsseldorf impedendo ai medici di monitorare i propri pazienti e causando il decesso di una donna che si trovava in terapia intensiva. </p><p>Si tratta di un caso limite, ma è un esempio che abbiamo scelto per sottolineare quanto importante sia avere un sistema di sicurezza informatica aggiornato e monitorato costantemente.</p><p>Esistono una miriade di antivirus gratuiti e a pagamento tra cui scegliere, e in base alle dimensioni della vostra azienda/attività sarete voi a decidere quanto investire nella prevenzione, ma ricordate che risparmiare potrebbe voler dire dover chiudere baracca al primo “ricatto”. </p><p>Se siete dei privati e lavorate da casa, tenete presente che il Firewall di Windows 10 include delle funzioni specifiche per la protezione dai ransomware e, se unito a un uso consapevole del PC può tenervi al sicuro da gran parte delle minacce che circolano in rete. </p><p>Esistono anche dei software gratuiti dedicati alla protezione dai ransomware come <a href="https://ransomfree.it.malavida.com/"><u>RansomFree</u></a> e persino portali informativi come il progetto <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>no more ransome</u></a>, dove potrete trovare ottimi consigli per la prevenzione. Se nella vostra azienda non sono presenti figure formate nell’ambito della sicurezza informatica, rivolgetevi senza esitazione a un consulente esterno. Esistono numerose alternative e l’unica non contemplabile è rimanere con le mani in mano sperando che “non accada proprio a voi”.</p><p><strong>Aggiornamento costante dei software di sicurezza e dei sistemi operativi</strong></p><p>Ogni volta che un ransomware viene scoperto, individuato e studiato, i maggiori sviluppatori di antivirus e sistemi operativi aggiornano le loro difese/firewall per permettergli di individuare queste minacce e isolare o impedirne l’esecuzione, prevenendo così la diffusione del virus. Spesso, per pigrizia o disattenzione, molti utenti non aggiornano i propri sistemi operativi o rimandano il download dell’ultima versione dell’antivirus che utilizzano sentendosi “abbastanza protetti” da quella attuale. </p><p>Sappiate che i ransomware vengono creati a ritmi elevati e sono concepiti per aggirare le difese dei vostri sistemi operativi e software di protezione, quindi un aggiornamento fatto nel momento giusto può fare la differenza, ma non garantirà mai una protezione assoluta. </p><p>Spesso questi virus vengono individuati dai sistemi di sicurezza come minacce secondarie e non ricevono la giusta priorità, quindi riescono a diffondersi con facilità nei sistemi creando danni enormi e contagiando anche tutti i dispositivi associati. Solo un costante monitoraggio e l’aggiornamento del proprio sistema di sicurezza possono garantire una buona protezione dai ransomware.</p><p><strong>Backup dei file di sistema</strong></p><p>Un altro espediente che può letteralmente salvarvi in caso veniate colpiti da un ransomware è il backup. Creando una copia dei file o dell’intero sistema, in caso di attacco sarete in grado di tornare allo stato precedente all’azione del virus, annullandone immediatamente gli effetti. Il backup è un modo efficace di mettere in sicurezza i propri dati, ma protegge solo parzialmente a causa della lunghezza dell’intervallo tra un salvataggio e il successivo (che di norma avviene nelle 24 ore). </p><p>Potete optare per un classico backup su una memoria esterna o per una soluzione cloud, tenendo sempre presente che utilizzare entrambe le soluzioni rappresentano un’ulteriore garanzia di sicurezza.</p><ul><li>Tutti i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">migliori password manager</a></li></ul><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oyeak7xZpCgbD69FFSjk7Y" name="ransomware.jpg" alt="Ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oyeak7xZpCgbD69FFSjk7Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="ransomware-a-che-punto-siamo">Ransomware: a che punto siamo?</h2><p>Degli studi condotti nel 2020 da <a href="https://purplesec.us/" target="_blank">Purplesec</a>, azienda statunitense specializzata in cybersicurezza, su 582 esperti di sicurezza informatica intervistati il 50% sostiene che le proprie aziende non abbiano dei sistemi di sicurezza adeguati.</p><p>Fino a pochi anni fa dedicare una parte del budget alla sicurezza dei propri sistemi informatici (per molti) era importante, ma non prioritario. Non a caso, i costi derivanti dagli attacchi informatici sono cresciuti enormemente interessano sempre più spesso strutture pubbliche come ospedali e servizi postali, tanto che possiamo affermare con certezza che nessun utente che naviga online può sentirsi completamente al sicuro da queste minacce. </p><p>Oggi, continuare a lavorare senza un software di protezione aggiornato, non avere un backup dei propri file o cercare di risparmiare sulle consulenze informatiche può portare a danni irreparabili e segnare la fine di tutte quelle aziende che non sono riuscite a rimanere al passo con i tempi, comprendendo l’attuale importanza delle pratiche di sicurezza informatica.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali" target="_blank">software di accesso remoto</a></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Ransomware: cos'è e come funziona ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Da alcuni anni, il ransomware è un elemento di minaccia che fa sudare freddo sia gli utenti che gli amministratori dei sistemi, con alcuni casi che hanno anche raggiunto gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>onori della cronaca</u></a>. In questo articolo, vogliamo fare un po’ di chiarezza e fornirvi le informazioni di base per conoscere meglio il ransomware e come funziona, così da ridurre la possibile esposizione a questo genere di attacco informatico.</p><p>I virus e le minacce informatiche come malware, spyware, adware e via dicendo, sono delle presenze costanti nel mondo del computer. Da sempre, chi usa un PC deve scegliere, fra le altre cose, un buon software <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> per proteggersi dalle cyber-minacce che circolano sulla rete (e che un tempo venivano trasmesse tramite floppy disk da un sistema infetto all’altro).</p><p>Ovviamente, oltre che dotarsi degli strumenti di protezione adeguati, occorre prestare anche molta attenzione ai propri comportamenti online, come vedremo nel dettaglio più avanti.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze"><u>Antivirus gratis vs antivirus a pagamento</u></a>: tutto quello che c’è da sapere</li><li>Proteggete anche la vostra privacy con una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2021</li></ul><h2 id="ransomware-di-che-si-tratta">Ransomware, di che si tratta?</h2><p>Il ransomware appartiene alla categoria dei trojan, ovvero dei file che infettano un computer all’insaputa dell’utente, per poter inoculare programmi dannosi o danneggiare il sistema.</p><p>Nel caso specifico, gli attacchi ransomware (dall’inglese “ransom”, ricatto e “ware”, abbreviazione di software), impediscono l’accesso ai file o all’intero sistema tramite la crittografia dei dati sul disco o il blocco dell’accesso tramite una password molto complessa, conosciuta solo dagli autori dell’attacco.</p><p>Infatti, una volta operativo, il ransomware installato presenta all’utente un vero e proprio ricatto: per poter accedere nuovamente ai propri dati o all’intero sistema, la vittima dovrà pagare una certa somma di denaro, altrimenti dovrà rassegnarsi a formattare tutto il sistema e perdere ogni singolo contenuto.</p><p>A seconda della tipologia di vittima, un attacco di questo genere può avere effetti devastanti, basti pensare che solo nel 2020, le attività dei criminali informatici hanno generato qualcosa come <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><u>1000 miliardi di dollari</u></a> di danni.</p><p>A cadere nella rete del ransomware sono principalmente aziende, istituti pubblici (come <a href="https://www.securityinfo.it/2021/04/07/un-attacco-ransomware-ad-axios-mette-k-o-il-40-delle-scuole-italiane/"><u>scuole</u></a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>ospedali</u></a>), con conseguenze spesso disastrose, soprattutto quando non dispongono di un’adeguata protezione.</p><p>Inoltre, a causa della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/immuni-attenzione-alle-mail-relative-allapp-di-tracciamento-dei-contatti"><u>pandemia di COVID-19</u></a>, molti utenti si sono ritrovati a dover lavorare da casa, tramite lavoro da remoto, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a> o in lavoro agile rimanendo più esposti agli attacchi informatici, <a href="https://danielmiessler.com/blog/explanation-sudden-rise-in-ransomware/"><u>ransomware inclusi</u></a>.</p><p>Questo non deve stupire, dato che con il lavoro in digitale aumenta notevolmente la quantità di dati importanti gestiti degli utenti, oltre al bacino d’utenza, con molte persone che si ritrovano a usare un computer con maggiore intensità a fronte di una scarsa alfabetizzazione informatica.</p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="G8SSmgihtdUePSjkJqSadi" name="ransomware.jpg" alt="Ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G8SSmgihtdUePSjkJqSadi-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Nel 2020, gli attacchi informatici hanno causato danni per 1000 miliardi di dollari. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / binarydesign)</span></figcaption></figure></a><h2 id="i-tipi-di-ransomware-pi-xf9-comuni">I tipi di ransomware più comuni</h2><p>Come dicevamo, gli attacchi ransomware si basano sull’installazione di un programma malevolo all’interno del computer, che blocca il sistema o rende i file inaccessibili tramite crittografia.</p><p>Dunque, esistono vari tipi di ransomware, che si comportano in modo leggermente diverso e che richiedono interventi specifici per essere rimossi dai sistemi.</p><p>Uno dei più noti e diffusi è CryptoLocker, un trojan che ha fatto la sua comparsa nel 2013 e che nel corso degli anni si è evoluto, tanto da rappresentare tuttora una minaccia terribile.</p><p>CryptoLocker 2020, nelle sue diverse varianti, agisce in due fasi: nella prima blocca o sottopone a crittografia il sistema e i dati, nella seconda presenta alle vittime la richiesta di riscatto. Il pagamento può avvenire in vari modi, ma avviene sempre più spesso tramite criptovalute, che rappresentano un ottimo modo per “coprire” le tracce dei criminali e rendere la transazione più difficile da tracciare. Questo deve fare riflettere: infatti non è detto che pagando il riscatto si riesca a riottenere l’accesso ai propri dati, un aspetto da considerare bene prima di mettere mani al portafoglio, come vedremo poco più avanti.</p><p>CryptoWall è un ransomware dalle caratteristiche simili, che si distingue per la velocità con cui si diffonde e duplica all’interno di un sistema bersaglio e per la sua estrema adattabilità all’ambiente di destinazione. Anche in questo caso, il pagamento del riscatto avviene tramite criptovaluta e attraverso la rete anonima TOR.</p><p>La sua particolarità è quella di insinuarsi anche nel registro di sistema, rendendo vano il tentativo di riavvio per impedirne la diffusione.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Petya nagscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">La schermata di blocco creata da Petya </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><p>Nel 2016 fa la sua prima apparizione Petya, un tipo di ransomware che ha un pattern d’attacco diverso dagli altri due citati in precedenza. Infatti, mentre CryptoWall e CryptoLocker si diffondono nel sistema infettando i file uno a uno, Petya blocca con crittografia l’intero disco, aggredendo la tabella file master (MFT).</p><p>Non si conosce ancora l’origine di questo ransomware, anche se negli anni sono stati riscontrati diversi attacchi in Ucraina, Russia e India, con vittime illustri come <a href="https://www.zdnet.com/article/petya-ransomware-cyber-attack-costs-could-hit-300m-for-shipping-giant-maersk/">Maersk</a> e <a href="https://www.birminghammail.co.uk/news/midlands-news/cadbury-owner-mondelez-hit-petya-13249432">Mondelez</a>.</p><p>Un altro nome che fa tremare gli addetti ai lavori è Anatova, un insidioso trojan scoperto da <a href="https://www.mcafee.com/enterprise/it-it/threat-center/threat-landscape-dashboard/ransomware-details.anatova-ransomware.html">McAfee</a> che si nasconde dietro file di piccolissime dimensioni (come le icone) e che ha colpito duramente anche l’Italia. Anche in questo caso, il riscatto viene richiesto tramite pagamento con criptovaluta.</p><p>La sua natura e le sue dimensioni ridotte hanno contribuito alla sua diffusione: nascondendosi dietro un’icona o un piccolo file eseguibile, ha indotto molti utenti a concedere le autorizzazioni di amministrazione, con le note e disastrose conseguenze.</p><h2 id="come-difendersi-dal-ransomware">Come difendersi dal ransomware?</h2><p>Purtroppo il ransomware può colpire chiunque: una piccola distrazione, una mail letta con poca attenzione, magari per via della quantità enorme di informazioni a cui siamo esposti ogni giorno e il gioco è fatto.</p><p>Sicuramente l’arma più efficace a nostra disposizione è la prevenzione: evitare i siti pericolosi (ad esempio quelli correlati alla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pirateria-denunciati-anche-gli-utenti-finali"><u>pirateria</u></a> o allo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pirateria-i-produttori-cinematografici-denunciano-per-la-prima-volta-una-vpn"><u>streaming illegale</u></a>), non accettare mai file e allegati da mittenti sconosciuti o sospetti, leggere con attenzione le e-mail e distinguere i messaggi reali dai tentativi di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/phishing-quasi-mezzo-milione-di-utenti-colpiti-su-facebook"><u>phishing</u></a>.</p><p>Un’altra arma è l’informazione: cercare di sensibilizzare le persone a voi vicine sulla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici"><u>sicurezza informatica</u></a>, magari aiutando i nostri genitori o i nostri familiari che si avvicinano per la prima volta al mondo del computer o che iniziano a usarlo in modo più frequente a evitare le trappole più ovvie.</p><p>Infine, la più importante contromisura a vostra disposizione sono i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iperius-backup-soluzione-sicura-per-il-salvataggio-e-il-ripristino-dei-dati-e-in-sconto-del-15"><u>backup</u></a>: fatelo spesso, fatelo bene. Tenete sempre una copia aggiornata dei vostri dati su un supporto esterno e protetto, non fatevi mai cogliere impreparati!</p><p>Poi, ovviamente, tutto questo non può prescindere dall’uso di uno strumento di protezione adeguato, come uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> che vi abbiamo segnalato noi di TechRadar.</p><p>Un altro strumento da prendere in considerazione è <a href="https://www.cybereason.com/press/cybereason-launches-newest-version-of-ransomfree"><u>Ransomfree</u></a>, prodotto da Cybereason, uno strumento gratuito che aiuta a prevenire gli attacchi ransomware, come NotPetya e altri. Non sarà efficace al 100%, ma la prevenzione, come abbiamo detto, è molto importante.</p><h2 id="cosa-fare-in-caso-di-attacco-ransomware">Cosa fare in caso di attacco ransomware?</h2><p>Innanzitutto è fondamentale non farsi prendere dal panico: potreste sentirvi sotto pressione e voler cedere al riscatto. Questa è la prima cosa da evitare. Nella maggior parte dei casi, i dati sono recuperabili abbastanza facilmente, anche se in molti tendono a <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-le-vittime-pagano-anche-se-i-dati-si-possono-recuperare"><u>cadere nella trappola e pagare</u></a>.</p><p>Anche se gli attacchi diventano sempre più complessi con <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/sicurezza-informatica-aumentano-gli-attacchi-basati-sullintelligenza-artificiale"><u>l’introduzione dell’intelligenza artificiale</u></a>, oltre ai normali programmi antivirus esistono diversi strumenti a vostra disposizione.</p><p>Innanzitutto, Kaspersky RakhniDecryptor è un tool gratuito messo a disposizione della nota azienda di antivirus, dedicato allo sblocco dei file con estensione .locked and .kraken, che va a contrastare un altro noto trojan noto come Trojan-Ransom.Win32.Rakhni. Potete scaricarlo a <a href="https://www.techspot.com/downloads/6229-kaspersky-rakhnidecryptor.html#:~:text=%20To%20decrypt%20the%20files%2C%20do%20the%20following%3A,%2F%20network%20drives%29.%205%20Click%20%D0%9E%D0%9A.%20More%20" target="_blank"><u>questo indirizzo</u></a>.</p><p>Ma se anche gli strumenti a vostra disposizione non risultassero efficaci, esiste un’organizzazione chiamata <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>No More Ransom</u></a> che aiuta gli utenti sia in fase di prevenzione che a seguito di un attacco riuscito. L’organizzazione ha infatti elaborato un database (repository) delle chiavi e delle applicazioni in grado di sbloccare e decodificare i dati colpiti da diversi tipi di ransomware.</p><h2 id="tirando-le-somme">Tirando le somme</h2><p>Il ransomware è un argomento serio e delicato che richiede molta attenzione, soprattutto da parte di chi si affida principalmente ai mezzi informatici per motivi di lavoro o per gestire i dati più importanti per la propria vita.</p><p>La prevenzione è l’aspetto più importante, così come la conoscenza dell’argomento. Il ransomware può essere spaventoso e devastante, ma esistono mezzi per contrastarlo sia prima che dopo un attacco.</p><p>Noi di TechRadar abbiamo particolarmente a cuore l’argomento, pertanto vi invitiamo a seguirci spesso per ulteriori approfondimenti sul ransomware e su quello che potete fare per restare al sicuro.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-cose-e-come-funziona</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il ransomware è una minaccia informatica di cui si sente parlare sempre più spesso, scopriamo di cosa si tratta esattamente. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">29CwrsZoyFykQgj23Xpf88</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KNuiSqpPz8yXiQ6Q3WVVxX-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 14 Apr 2021 14:51:13 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Thu, 15 Apr 2021 17:29:17 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cyber Crime]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KNuiSqpPz8yXiQ6Q3WVVxX-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Ransomware]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Ransomware]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Ransomware]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KNuiSqpPz8yXiQ6Q3WVVxX-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Da alcuni anni, il ransomware è un elemento di minaccia che fa sudare freddo sia gli utenti che gli amministratori dei sistemi, con alcuni casi che hanno anche raggiunto gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>onori della cronaca</u></a>. In questo articolo, vogliamo fare un po’ di chiarezza e fornirvi le informazioni di base per conoscere meglio il ransomware e come funziona, così da ridurre la possibile esposizione a questo genere di attacco informatico.</p><p>I virus e le minacce informatiche come malware, spyware, adware e via dicendo, sono delle presenze costanti nel mondo del computer. Da sempre, chi usa un PC deve scegliere, fra le altre cose, un buon software <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> per proteggersi dalle cyber-minacce che circolano sulla rete (e che un tempo venivano trasmesse tramite floppy disk da un sistema infetto all’altro).</p><p>Ovviamente, oltre che dotarsi degli strumenti di protezione adeguati, occorre prestare anche molta attenzione ai propri comportamenti online, come vedremo nel dettaglio più avanti.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze"><u>Antivirus gratis vs antivirus a pagamento</u></a>: tutto quello che c’è da sapere</li><li>Proteggete anche la vostra privacy con una delle migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2021</li></ul><h2 id="ransomware-di-che-si-tratta">Ransomware, di che si tratta?</h2><p>Il ransomware appartiene alla categoria dei trojan, ovvero dei file che infettano un computer all’insaputa dell’utente, per poter inoculare programmi dannosi o danneggiare il sistema.</p><p>Nel caso specifico, gli attacchi ransomware (dall’inglese “ransom”, ricatto e “ware”, abbreviazione di software), impediscono l’accesso ai file o all’intero sistema tramite la crittografia dei dati sul disco o il blocco dell’accesso tramite una password molto complessa, conosciuta solo dagli autori dell’attacco.</p><p>Infatti, una volta operativo, il ransomware installato presenta all’utente un vero e proprio ricatto: per poter accedere nuovamente ai propri dati o all’intero sistema, la vittima dovrà pagare una certa somma di denaro, altrimenti dovrà rassegnarsi a formattare tutto il sistema e perdere ogni singolo contenuto.</p><p>A seconda della tipologia di vittima, un attacco di questo genere può avere effetti devastanti, basti pensare che solo nel 2020, le attività dei criminali informatici hanno generato qualcosa come <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><u>1000 miliardi di dollari</u></a> di danni.</p><p>A cadere nella rete del ransomware sono principalmente aziende, istituti pubblici (come <a href="https://www.securityinfo.it/2021/04/07/un-attacco-ransomware-ad-axios-mette-k-o-il-40-delle-scuole-italiane/"><u>scuole</u></a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-il-crimine-informatico-ha-fatto-una-vittima"><u>ospedali</u></a>), con conseguenze spesso disastrose, soprattutto quando non dispongono di un’adeguata protezione.</p><p>Inoltre, a causa della <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/immuni-attenzione-alle-mail-relative-allapp-di-tracciamento-dei-contatti"><u>pandemia di COVID-19</u></a>, molti utenti si sono ritrovati a dover lavorare da casa, tramite lavoro da remoto, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve"><u>smart working</u></a> o in lavoro agile rimanendo più esposti agli attacchi informatici, <a href="https://danielmiessler.com/blog/explanation-sudden-rise-in-ransomware/"><u>ransomware inclusi</u></a>.</p><p>Questo non deve stupire, dato che con il lavoro in digitale aumenta notevolmente la quantità di dati importanti gestiti degli utenti, oltre al bacino d’utenza, con molte persone che si ritrovano a usare un computer con maggiore intensità a fronte di una scarsa alfabetizzazione informatica.</p><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-crimini-informatici-hanno-causato-danni-per-1000-miliardi-di-dollari-nel-2020"><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="G8SSmgihtdUePSjkJqSadi" name="ransomware.jpg" alt="Ransomware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G8SSmgihtdUePSjkJqSadi-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">Nel 2020, gli attacchi informatici hanno causato danni per 1000 miliardi di dollari. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / binarydesign)</span></figcaption></figure></a><h2 id="i-tipi-di-ransomware-pi-xf9-comuni">I tipi di ransomware più comuni</h2><p>Come dicevamo, gli attacchi ransomware si basano sull’installazione di un programma malevolo all’interno del computer, che blocca il sistema o rende i file inaccessibili tramite crittografia.</p><p>Dunque, esistono vari tipi di ransomware, che si comportano in modo leggermente diverso e che richiedono interventi specifici per essere rimossi dai sistemi.</p><p>Uno dei più noti e diffusi è CryptoLocker, un trojan che ha fatto la sua comparsa nel 2013 e che nel corso degli anni si è evoluto, tanto da rappresentare tuttora una minaccia terribile.</p><p>CryptoLocker 2020, nelle sue diverse varianti, agisce in due fasi: nella prima blocca o sottopone a crittografia il sistema e i dati, nella seconda presenta alle vittime la richiesta di riscatto. Il pagamento può avvenire in vari modi, ma avviene sempre più spesso tramite criptovalute, che rappresentano un ottimo modo per “coprire” le tracce dei criminali e rendere la transazione più difficile da tracciare. Questo deve fare riflettere: infatti non è detto che pagando il riscatto si riesca a riottenere l’accesso ai propri dati, un aspetto da considerare bene prima di mettere mani al portafoglio, come vedremo poco più avanti.</p><p>CryptoWall è un ransomware dalle caratteristiche simili, che si distingue per la velocità con cui si diffonde e duplica all’interno di un sistema bersaglio e per la sua estrema adattabilità all’ambiente di destinazione. Anche in questo caso, il pagamento del riscatto avviene tramite criptovaluta e attraverso la rete anonima TOR.</p><p>La sua particolarità è quella di insinuarsi anche nel registro di sistema, rendendo vano il tentativo di riavvio per impedirne la diffusione.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:799px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.20%;"><img id="6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L" name="2017_Petya_cyberattack_screenshot.jpg" alt="Petya nagscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6CnFX9Fph5o8XdFBawVe4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="799" height="481" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="caption-text">La schermata di blocco creata da Petya </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wikipedia)</span></figcaption></figure><p>Nel 2016 fa la sua prima apparizione Petya, un tipo di ransomware che ha un pattern d’attacco diverso dagli altri due citati in precedenza. Infatti, mentre CryptoWall e CryptoLocker si diffondono nel sistema infettando i file uno a uno, Petya blocca con crittografia l’intero disco, aggredendo la tabella file master (MFT).</p><p>Non si conosce ancora l’origine di questo ransomware, anche se negli anni sono stati riscontrati diversi attacchi in Ucraina, Russia e India, con vittime illustri come <a href="https://www.zdnet.com/article/petya-ransomware-cyber-attack-costs-could-hit-300m-for-shipping-giant-maersk/">Maersk</a> e <a href="https://www.birminghammail.co.uk/news/midlands-news/cadbury-owner-mondelez-hit-petya-13249432">Mondelez</a>.</p><p>Un altro nome che fa tremare gli addetti ai lavori è Anatova, un insidioso trojan scoperto da <a href="https://www.mcafee.com/enterprise/it-it/threat-center/threat-landscape-dashboard/ransomware-details.anatova-ransomware.html">McAfee</a> che si nasconde dietro file di piccolissime dimensioni (come le icone) e che ha colpito duramente anche l’Italia. Anche in questo caso, il riscatto viene richiesto tramite pagamento con criptovaluta.</p><p>La sua natura e le sue dimensioni ridotte hanno contribuito alla sua diffusione: nascondendosi dietro un’icona o un piccolo file eseguibile, ha indotto molti utenti a concedere le autorizzazioni di amministrazione, con le note e disastrose conseguenze.</p><h2 id="come-difendersi-dal-ransomware">Come difendersi dal ransomware?</h2><p>Purtroppo il ransomware può colpire chiunque: una piccola distrazione, una mail letta con poca attenzione, magari per via della quantità enorme di informazioni a cui siamo esposti ogni giorno e il gioco è fatto.</p><p>Sicuramente l’arma più efficace a nostra disposizione è la prevenzione: evitare i siti pericolosi (ad esempio quelli correlati alla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pirateria-denunciati-anche-gli-utenti-finali"><u>pirateria</u></a> o allo <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/pirateria-i-produttori-cinematografici-denunciano-per-la-prima-volta-una-vpn"><u>streaming illegale</u></a>), non accettare mai file e allegati da mittenti sconosciuti o sospetti, leggere con attenzione le e-mail e distinguere i messaggi reali dai tentativi di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/phishing-quasi-mezzo-milione-di-utenti-colpiti-su-facebook"><u>phishing</u></a>.</p><p>Un’altra arma è l’informazione: cercare di sensibilizzare le persone a voi vicine sulla <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici"><u>sicurezza informatica</u></a>, magari aiutando i nostri genitori o i nostri familiari che si avvicinano per la prima volta al mondo del computer o che iniziano a usarlo in modo più frequente a evitare le trappole più ovvie.</p><p>Infine, la più importante contromisura a vostra disposizione sono i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iperius-backup-soluzione-sicura-per-il-salvataggio-e-il-ripristino-dei-dati-e-in-sconto-del-15"><u>backup</u></a>: fatelo spesso, fatelo bene. Tenete sempre una copia aggiornata dei vostri dati su un supporto esterno e protetto, non fatevi mai cogliere impreparati!</p><p>Poi, ovviamente, tutto questo non può prescindere dall’uso di uno strumento di protezione adeguato, come uno dei migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus"><u>antivirus</u></a> che vi abbiamo segnalato noi di TechRadar.</p><p>Un altro strumento da prendere in considerazione è <a href="https://www.cybereason.com/press/cybereason-launches-newest-version-of-ransomfree"><u>Ransomfree</u></a>, prodotto da Cybereason, uno strumento gratuito che aiuta a prevenire gli attacchi ransomware, come NotPetya e altri. Non sarà efficace al 100%, ma la prevenzione, come abbiamo detto, è molto importante.</p><h2 id="cosa-fare-in-caso-di-attacco-ransomware">Cosa fare in caso di attacco ransomware?</h2><p>Innanzitutto è fondamentale non farsi prendere dal panico: potreste sentirvi sotto pressione e voler cedere al riscatto. Questa è la prima cosa da evitare. Nella maggior parte dei casi, i dati sono recuperabili abbastanza facilmente, anche se in molti tendono a <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ransomware-le-vittime-pagano-anche-se-i-dati-si-possono-recuperare"><u>cadere nella trappola e pagare</u></a>.</p><p>Anche se gli attacchi diventano sempre più complessi con <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/sicurezza-informatica-aumentano-gli-attacchi-basati-sullintelligenza-artificiale"><u>l’introduzione dell’intelligenza artificiale</u></a>, oltre ai normali programmi antivirus esistono diversi strumenti a vostra disposizione.</p><p>Innanzitutto, Kaspersky RakhniDecryptor è un tool gratuito messo a disposizione della nota azienda di antivirus, dedicato allo sblocco dei file con estensione .locked and .kraken, che va a contrastare un altro noto trojan noto come Trojan-Ransom.Win32.Rakhni. Potete scaricarlo a <a href="https://www.techspot.com/downloads/6229-kaspersky-rakhnidecryptor.html#:~:text=%20To%20decrypt%20the%20files%2C%20do%20the%20following%3A,%2F%20network%20drives%29.%205%20Click%20%D0%9E%D0%9A.%20More%20" target="_blank"><u>questo indirizzo</u></a>.</p><p>Ma se anche gli strumenti a vostra disposizione non risultassero efficaci, esiste un’organizzazione chiamata <a href="https://www.nomoreransom.org/it/index.html"><u>No More Ransom</u></a> che aiuta gli utenti sia in fase di prevenzione che a seguito di un attacco riuscito. L’organizzazione ha infatti elaborato un database (repository) delle chiavi e delle applicazioni in grado di sbloccare e decodificare i dati colpiti da diversi tipi di ransomware.</p><h2 id="tirando-le-somme">Tirando le somme</h2><p>Il ransomware è un argomento serio e delicato che richiede molta attenzione, soprattutto da parte di chi si affida principalmente ai mezzi informatici per motivi di lavoro o per gestire i dati più importanti per la propria vita.</p><p>La prevenzione è l’aspetto più importante, così come la conoscenza dell’argomento. Il ransomware può essere spaventoso e devastante, ma esistono mezzi per contrastarlo sia prima che dopo un attacco.</p><p>Noi di TechRadar abbiamo particolarmente a cuore l’argomento, pertanto vi invitiamo a seguirci spesso per ulteriori approfondimenti sul ransomware e su quello che potete fare per restare al sicuro.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Qwertycard: cosa sono, a cosa servono, quanto costano ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nel corso degli ultimi anni il problema della privacy e della protezione dei nostri dati è diventato sempre più centrale nel mondo della tecnologia. Basti pensare alla proliferazione di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>, sensori biometrici, token e via discorrendo.</p><p>Tuttavia, molte persone continuano ad utilizzare per i propri account password poco sicure e da evitare assolutamente come 123456, qwerty, password ecc….Questo è in parte dovuto al fatto che le password lunghe e complicate sono difficili da ricordare, senza considerare che per ogni account sarebbe consigliato avere una password differente.</p><div class="product"><a data-dimension112="9857d5f3-c9da-4d07-b709-e07bd40d364e" data-action="Deal Block" data-label="Personal" data-dimension48="Personal" href="https://bit.ly/35G4SX0" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:700px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.71%;"><img id="RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ" name="Qwertycard.jpeg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="700" height="369" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>Le Qwertycard, oltre che in versione <a href="https://qwertycards.com/" data-dimension112="9857d5f3-c9da-4d07-b709-e07bd40d364e" data-action="Deal Block" data-label="Personal" data-dimension48="Personal">Personal</a>, sono disponibili anche in versione <a href="https://qwertycards.com/enterprise">Enterprise</a> per venire incontro alle esigenze delle aziende.</p><p>Il costo di una singola tessera per uso personale è di €4,99, senza costi di spedizione aggiuntivi. In versione Enterprise, le tessere sono raggruppate in blocchi da 100 e il costo per un singolo blocco è di €99.<a class="view-deal button" href="https://bit.ly/35G4SX0" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="9857d5f3-c9da-4d07-b709-e07bd40d364e" data-action="Deal Block" data-label="Personal" data-dimension48="Personal">View Deal</a></p></div><p>Il problema potrebbe essere risolto utilizzando un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>, tuttavia se siete alla ricerca di qualcosa di meno tecnologico e ugualmente affidabile, ecco che la soluzione offerta da <a href="https://qwertycards.com/">Quertycards</a> potrebbe rivelarsi molto utile per voi.</p><p>Qwertycard è una tessera delle dimensioni di una carta di credito che potete usare per creare e ricordare tutte le vostre password. Ma come funziona? Il procedimento per creare una password sicura tramite questa tessera è suddiviso in tre semplici passi:</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1132px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:32.42%;"><img id="EdHq2m4Z3qDfMuWJjJJw6N" name="qwertycard_personal.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EdHq2m4Z3qDfMuWJjJJw6N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1132" height="367" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Qwertycards)</span></figcaption></figure><ol><li>Inserite i caratteri presenti all’interno della “barra spaziatrice” che trovate sulla tessera, ad esempio sh(/J3Hq;</li><li>Aggiungete ora la vostra parola segreta, ad esempio topolino;</li><li>Infine, inserite il nome del sito a cui vi state registrando cifrato con il codice che trovate sulla tessera, ad esempio techradar diventa &AmW2.7.2 </li></ol><p>La password finale dunque risulta essere: sh(/J3Hqtopolino&AmW2.7.2, decisamente più sicura di “topolino” ma comunque molto facile da ricordare, infatti vi basterà ricordare la vostra parola segreta e il nome del sito a cui vi siete registrati. </p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager gratis</a> e a pagamento</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-gestione-aziendale">software per la gestione aziendale</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">Smart working</a>: normativa vigente, cos&apos;è e come funziona </li></ul><h2 id="sicurezza-delle-qwertycard-come-funzionano">Sicurezza delle Qwertycard: come funzionano</h2><p>Analizziamo più a fondo la sicurezza di queste tessere e delle password sicure che otteniamo, partendo proprio dal loro processo produttivo.</p><p>Un generatore fisico di numeri genera un codice alfanumerico unico e completamente casuale. Questo viene poi stampato sulla tessera ed eliminato dai database dell’azienda. Una volta prodotta, la tessera ci viene inviata in copia cartacea, che costituisce la nostra unica fonte di backup nel caso in cui perdessimo la Qwertycard o ci fosse rubata. Come consiglia la stessa azienda, è dunque importante conservare in un luogo sicuro la copia cartacea.</p><p>Il processo per la creazione della password sicure è diviso in tre passi perché ognuno concorre alla robustezza e alla sicurezza di quest’ultima. Il codice contenuto all’interno della barra spaziatrice è costituito da almeno un numero, una lettera minuscola, una maiuscola e un carattere non alfanumerico. Ciò assicura che tutte le Qwertycard soddisfino i requisiti minimi richiesti dalla maggior parte dei siti durante la creazione delle password.</p><p>La parola segreta (che ricordiamo deve essere sempre la stessa) vi aiuta a mantenere segrete le vostre password anche se la tessera vi venisse rubata o fosse vista da qualcuno. Infatti, senza conoscere la vostra parola segreta, la carta da sola non potrebbe essere usata per risalire alle vostre password.</p><p>Il codice ottenuto tramite la cifratura del nome del sito in cui vi state registrando vi assicura l’unicità delle vostre password. Ciò vi protegge dal rischio che tutte le vostre password siano compromesse da un errore di sicurezza su un singolo sito web.</p><h2 id="qwertycard-prezzi-per-privati-e-aziende">Qwertycard: prezzi per privati e aziende</h2><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1138px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:31.99%;"><img id="97JSDy5KWSfm5ZQmNbKBfE" name="qwertycard_enterprise.jpg" alt="Qwertycard Enterprise" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/97JSDy5KWSfm5ZQmNbKBfE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1138" height="364" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Qwertycards)</span></figcaption></figure><p>Le Qwertycard, oltre che in versione <a href="https://qwertycards.com/" target="_blank">Personal</a>, sono disponibili anche in versione <a href="https://qwertycards.com/enterprise" target="_blank">Enterprise</a> per venire incontro alle esigenze delle aziende. Infatti, molto spesso, la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici">sicurezza aziendale</a> viene compromessa da password poco sicure usate dagli impiegati. Nella versione Enterprise, scompare completamente il codice cifrato dei caratteri e, al suo posto, troviamo invece un codice alfanumerico di otto caratteri unico e ottenuto in maniera casuale tramite lo stesso procedimento spiegato poc’anzi. Per una maggiore protezione il codice viene oscurato da un sigillo di sicurezza da grattare via.</p><p>Il procedimento per creare una password sicura è identico a quello spiegato in precedenza, con l’unica eccezione che qui manca il terzo passaggio data l’eliminazione del codice cifrato. Le tessere enterprise permettono dunque di creare una sola password univoca.</p><p>Passando al capitolo prezzi e disponibilità, per quanto riguarda la versione Personal, il costo di una singola tessera è di €4,99, senza costi di spedizione aggiuntivi. In versione Enterprise, le tessere sono raggruppate in blocchi da 100 e il costo per un singolo blocco è di €99.</p><ul><li>Tutti i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/qwertycard-cosa-sono-e-come-funzionano</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Password sicure, Qwertycard è un sistema geniale, tascabile ed economico ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">mRBgLLyLFjrypSgqZfkiGh</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ-1920-80.jpeg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Thu, 25 Mar 2021 14:46:33 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Tue, 08 Mar 2022 13:43:05 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Luigi Famiglietti ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rnKztbMwamjuYDF92tNB6c-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ-1920-80.jpeg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Qwertycards]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Qwertycard]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Qwertycard]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Qwertycard]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ-1920-80.jpeg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Nel corso degli ultimi anni il problema della privacy e della protezione dei nostri dati è diventato sempre più centrale nel mondo della tecnologia. Basti pensare alla proliferazione di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>, sensori biometrici, token e via discorrendo.</p><p>Tuttavia, molte persone continuano ad utilizzare per i propri account password poco sicure e da evitare assolutamente come 123456, qwerty, password ecc….Questo è in parte dovuto al fatto che le password lunghe e complicate sono difficili da ricordare, senza considerare che per ogni account sarebbe consigliato avere una password differente.</p><div class="product"><a data-dimension112="9857d5f3-c9da-4d07-b709-e07bd40d364e" data-action="Deal Block" data-label="Personal" data-dimension48="Personal" href="https://bit.ly/35G4SX0" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:700px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.71%;"><img id="RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ" name="Qwertycard.jpeg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RCjTM4ZsQJj7moegpweSxZ-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="700" height="369" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>Le Qwertycard, oltre che in versione <a href="https://qwertycards.com/" data-dimension112="9857d5f3-c9da-4d07-b709-e07bd40d364e" data-action="Deal Block" data-label="Personal" data-dimension48="Personal">Personal</a>, sono disponibili anche in versione <a href="https://qwertycards.com/enterprise">Enterprise</a> per venire incontro alle esigenze delle aziende.</p><p>Il costo di una singola tessera per uso personale è di €4,99, senza costi di spedizione aggiuntivi. In versione Enterprise, le tessere sono raggruppate in blocchi da 100 e il costo per un singolo blocco è di €99.<a class="view-deal button" href="https://bit.ly/35G4SX0" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="9857d5f3-c9da-4d07-b709-e07bd40d364e" data-action="Deal Block" data-label="Personal" data-dimension48="Personal">View Deal</a></p></div><p>Il problema potrebbe essere risolto utilizzando un <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager</a>, tuttavia se siete alla ricerca di qualcosa di meno tecnologico e ugualmente affidabile, ecco che la soluzione offerta da <a href="https://qwertycards.com/">Quertycards</a> potrebbe rivelarsi molto utile per voi.</p><p>Qwertycard è una tessera delle dimensioni di una carta di credito che potete usare per creare e ricordare tutte le vostre password. Ma come funziona? Il procedimento per creare una password sicura tramite questa tessera è suddiviso in tre semplici passi:</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1132px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:32.42%;"><img id="EdHq2m4Z3qDfMuWJjJJw6N" name="qwertycard_personal.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EdHq2m4Z3qDfMuWJjJJw6N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1132" height="367" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Qwertycards)</span></figcaption></figure><ol><li>Inserite i caratteri presenti all’interno della “barra spaziatrice” che trovate sulla tessera, ad esempio sh(/J3Hq;</li><li>Aggiungete ora la vostra parola segreta, ad esempio topolino;</li><li>Infine, inserite il nome del sito a cui vi state registrando cifrato con il codice che trovate sulla tessera, ad esempio techradar diventa &AmW2.7.2 </li></ol><p>La password finale dunque risulta essere: sh(/J3Hqtopolino&AmW2.7.2, decisamente più sicura di “topolino” ma comunque molto facile da ricordare, infatti vi basterà ricordare la vostra parola segreta e il nome del sito a cui vi siete registrati. </p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager">password manager gratis</a> e a pagamento</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-software-gestione-aziendale">software per la gestione aziendale</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">Smart working</a>: normativa vigente, cos&apos;è e come funziona </li></ul><h2 id="sicurezza-delle-qwertycard-come-funzionano">Sicurezza delle Qwertycard: come funzionano</h2><p>Analizziamo più a fondo la sicurezza di queste tessere e delle password sicure che otteniamo, partendo proprio dal loro processo produttivo.</p><p>Un generatore fisico di numeri genera un codice alfanumerico unico e completamente casuale. Questo viene poi stampato sulla tessera ed eliminato dai database dell’azienda. Una volta prodotta, la tessera ci viene inviata in copia cartacea, che costituisce la nostra unica fonte di backup nel caso in cui perdessimo la Qwertycard o ci fosse rubata. Come consiglia la stessa azienda, è dunque importante conservare in un luogo sicuro la copia cartacea.</p><p>Il processo per la creazione della password sicure è diviso in tre passi perché ognuno concorre alla robustezza e alla sicurezza di quest’ultima. Il codice contenuto all’interno della barra spaziatrice è costituito da almeno un numero, una lettera minuscola, una maiuscola e un carattere non alfanumerico. Ciò assicura che tutte le Qwertycard soddisfino i requisiti minimi richiesti dalla maggior parte dei siti durante la creazione delle password.</p><p>La parola segreta (che ricordiamo deve essere sempre la stessa) vi aiuta a mantenere segrete le vostre password anche se la tessera vi venisse rubata o fosse vista da qualcuno. Infatti, senza conoscere la vostra parola segreta, la carta da sola non potrebbe essere usata per risalire alle vostre password.</p><p>Il codice ottenuto tramite la cifratura del nome del sito in cui vi state registrando vi assicura l’unicità delle vostre password. Ciò vi protegge dal rischio che tutte le vostre password siano compromesse da un errore di sicurezza su un singolo sito web.</p><h2 id="qwertycard-prezzi-per-privati-e-aziende">Qwertycard: prezzi per privati e aziende</h2><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1138px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:31.99%;"><img id="97JSDy5KWSfm5ZQmNbKBfE" name="qwertycard_enterprise.jpg" alt="Qwertycard Enterprise" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/97JSDy5KWSfm5ZQmNbKBfE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1138" height="364" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Qwertycards)</span></figcaption></figure><p>Le Qwertycard, oltre che in versione <a href="https://qwertycards.com/" target="_blank">Personal</a>, sono disponibili anche in versione <a href="https://qwertycards.com/enterprise" target="_blank">Enterprise</a> per venire incontro alle esigenze delle aziende. Infatti, molto spesso, la <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-sicurezza-aziendale-non-passa-solo-dai-sistemi-informatici">sicurezza aziendale</a> viene compromessa da password poco sicure usate dagli impiegati. Nella versione Enterprise, scompare completamente il codice cifrato dei caratteri e, al suo posto, troviamo invece un codice alfanumerico di otto caratteri unico e ottenuto in maniera casuale tramite lo stesso procedimento spiegato poc’anzi. Per una maggiore protezione il codice viene oscurato da un sigillo di sicurezza da grattare via.</p><p>Il procedimento per creare una password sicura è identico a quello spiegato in precedenza, con l’unica eccezione che qui manca il terzo passaggio data l’eliminazione del codice cifrato. Le tessere enterprise permettono dunque di creare una sola password univoca.</p><p>Passando al capitolo prezzi e disponibilità, per quanto riguarda la versione Personal, il costo di una singola tessera è di €4,99, senza costi di spedizione aggiuntivi. In versione Enterprise, le tessere sono raggruppate in blocchi da 100 e il costo per un singolo blocco è di €99.</p><ul><li>Tutti i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">migliori antivirus</a></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Antivirus gratuiti, a cosa servono? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>A grandi linee ci sono due categorie di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">antivirus</a>: quelli <strong>gratuiti</strong> e quelli <strong>a pagamento</strong>. In questo articolo ci concentreremo sui software gratuiti e, nello specifico, cercheremo di capire in che misura sono in grado di garantire una protezione dalle minacce presenti in rete. In un altro articolo ci siamo occupati delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze">differenze tra antivirus gratis e a pagamento</a>.</p><p>Ovviamente cercheremo anche di comprendere i limiti di una protezione che, essendo gratuita, non può essere paragonata a quella più completa offerta dai software a pagamento.</p><p>Le funzioni aggiuntive alle quali si può accedere scegliendo un antivirus a pagamento rappresentano la principale differenza tra questi e i software gratuiti. Ciononostante, come vedremo nell&apos;articolo, in molti casi la protezione offerta da alcuni <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus#i-migliori-antivirus-gratuiti" target="_blank">antivirus gratuiti</a> è più che sufficiente. </p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">antivirus</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">password manager</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-per-la-gestione-aziendale-del-2020" target="_blank">project manager</a></li></ul><h2 id="funzioni-fondamentali">Funzioni fondamentali</h2><p>La funzione di base di ogni <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus#i-migliori-antivirus-gratuiti" target="_blank">antivirus gratuito</a> consiste in un monitoraggio costante del PC per rilevare intrusioni e minacce alla sicurezza che, una volta individuate, vengono eliminate o bloccate e messe in quarantena prima che possano arrecare danni al sistema.</p><p>Per garantire la sicurezza del vostro PC, gli antivirus si basano su un "motore" che fornisce protezione in tempo reale, controllando i file in entrata e i processi attivi. Ma in che modo l&apos;antivirus riesce a scovare le minacce? </p><p>Ogni antivirus dispone di una lista di ‘definizioni’ (che potremmo paragonare alle impronte digitali dei malware) che gli consentono di riconoscere le attività o file sospetti che, una volta individuati, vengono messi in quarantena.</p><p>Questi database vengono aggiornati continuamente per permettere ai software di identificare i nuovi malware che vengono diffusi in rete; inoltre, i migliori software per la protezione fanno uso di tecnologie euristiche per il backup dei file e la rete di sicurezza. Queste consentono di riconoscere una minaccia in base al suo comportamento, permettendo all&apos;antivirus di prevenire minacce sconosciute o prive di definizioni (impronte digitali).</p><p>Inoltre, il motore dell&apos;antivirus ha due linee di difesa in tempo reale che permettono di tenere il vostro PC o smartphone costantemente protetto. Se non bastasse, molti di questi software consentono di avviare una scansione manuale dei malware quando lo si desidera.</p><p>Un buon antivirus gratuito ha tutte le suddette funzioni. Oltre a queste c&apos;è una caratteristica fondamentale che distingue i prodotti gratuiti di qualità dalla massa: alcuni di questi software utilizzano lo stesso motore dei loro corrispettivi a pagamento.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="nxzpZqEuQfTQFPeiq3EfBM" name="malware.jpg" alt="Malware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nxzpZqEuQfTQFPeiq3EfBM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><h2 id="extra-extra-x2026">Extra, extra…</h2><p>Anche se esistono antivirus gratuiti che hanno delle difese di base identiche a quelle delle versioni premium, ci sono alcune funzioni esclusive che sono presenti solo sui software a pagamento. </p><p>Del resto è sacrosanto che sia così. Attenzione però, questo non vuol dire che un antivirus gratuito sia privo di funzioni extra.</p><p>I software di protezione gratuiti, spesso, dispongono di funzioni aggiuntive come firewall, protezione web, filtri anti-phishing e, in alcuni, casi integrano persino dei password manager. Non sono rari i casi in cui questi software includono una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">VPN</a>, anche se in versione limitata.</p><p>Ovviamente non potete aspettarvi un pacchetto da un prodotto gratuito, ma su alcuni software potreste trovare le funzioni che state cercando senza dover sborsare un euro. </p><h2 id="ci-sono-dei-lati-negativi">Ci sono dei lati negativi?</h2><p>La risposta è si. Tra i contro ce n&apos;è uno particolarmente diffuso e fastidioso, ovvero la presenza delle <strong>pubblicità</strong>. Del resto, da che mondo e mondo, nessuno regala niente e se volete utilizzare un sistema di protezione gratuito, come per molti altri software e app, dovrete accettare le pubblicità che compariranno ogni volta che lo utilizzerete.</p><p>A differenza di molte app che usano le pubblicità come unica fonte di guadagno, alcuni antivirus gratuiti, o perlomeno quelli di qualità, riducono al minimo questo tipo di attività. Non sono assenti le eccezioni e diversi software di protezione sono completamente privi di qualsiasi forma di pubblicità anche nella loro versione &apos;free&apos;.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KNuiSqpPz8yXiQ6Q3WVVxX" name="Ransomware.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KNuiSqpPz8yXiQ6Q3WVVxX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="800" height="450" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="ha-senso-scegliere-un-antivirus-gratuito">Ha senso scegliere un antivirus gratuito?</h2><p>I motivi principali per cui ha senso installare un antivirus gratuito sono il monitoraggio costante del PC e la protezione di base che offrono con le funzioni di analisi in tempo reale e programmata, che in alcuni casi sono identiche a quelle disponibili sulle versioni a pagamento.</p><p>Detto questo, gli antivirus premium vanno ben oltre le funzioni di base e dispongono di un ampio set di opzioni di protezione avanzate. Del resto gli antivirus gratuiti mettono a disposizione degli utenti diversi extra di grande utilità costituendo un&apos;ottima alternativa ai loro corrispettivi a pagamento, in particolare per uso domestico. </p><p>Se non avete alcuna protezione sul vostro PC di casa e pensate sia giunto il momento di trovare una soluzione, vi consigliamo di dare un&apos;occhiata alla nostra classifica dei migliori antivirus gratuiti. </p><ul><li>Come e dove acquistare una <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-e-dove-acquistare-una-licenza-di-microsoft-office-legalmente" target="_blank">licenza di Microsoft Office</a> legalmente</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-gratuiti-a-cosa-servono</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Affidandovi a un buon antivirus gratuito otterrete protezione e molte altre funzioni utili senza dover sborsare un euro. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">RUvUreRd4WNeANGFPxNHtJ</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JPJXG8iCdcGsSgUFpRJZQZ-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Wed, 17 Mar 2021 10:56:13 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Wed, 25 Oct 2023 10:07:17 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Antivirus]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Silvestri ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/STenq9kpy54S3BsEm6qSCZ-320-70.jpeg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marco Silvestri è un Senior Editor di Techradar Italia dal 2020. Appassionato di fotografia e gaming, ha assemblato il suo primo PC all&#039;età di 12 anni e, da allora, ha sempre seguito con passione l&#039;evoluzione del settore tecnologico. Quando non è impegnato a scrivere guide all&#039;acquisto e notizie per Techradar passa il suo tempo sulla tavola da skate, dietro la lente della sua fotocamera o a scarpinare tra le vette del Gran Sasso.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                        <dc:contributor><![CDATA[ Darren Allan ]]></dc:contributor>
                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JPJXG8iCdcGsSgUFpRJZQZ-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Her har vi rangert de beste business-laptopene på markedet.]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Antivirus gratuiti]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Antivirus gratuiti]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JPJXG8iCdcGsSgUFpRJZQZ-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>A grandi linee ci sono due categorie di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">antivirus</a>: quelli <strong>gratuiti</strong> e quelli <strong>a pagamento</strong>. In questo articolo ci concentreremo sui software gratuiti e, nello specifico, cercheremo di capire in che misura sono in grado di garantire una protezione dalle minacce presenti in rete. In un altro articolo ci siamo occupati delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/antivirus-a-pagamento-vs-antivirus-gratis-ecco-le-differenze">differenze tra antivirus gratis e a pagamento</a>.</p><p>Ovviamente cercheremo anche di comprendere i limiti di una protezione che, essendo gratuita, non può essere paragonata a quella più completa offerta dai software a pagamento.</p><p>Le funzioni aggiuntive alle quali si può accedere scegliendo un antivirus a pagamento rappresentano la principale differenza tra questi e i software gratuiti. Ciononostante, come vedremo nell&apos;articolo, in molti casi la protezione offerta da alcuni <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus#i-migliori-antivirus-gratuiti" target="_blank">antivirus gratuiti</a> è più che sufficiente. </p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">antivirus</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-password-manager" target="_blank">password manager</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-software-per-la-gestione-aziendale-del-2020" target="_blank">project manager</a></li></ul><h2 id="funzioni-fondamentali">Funzioni fondamentali</h2><p>La funzione di base di ogni <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus#i-migliori-antivirus-gratuiti" target="_blank">antivirus gratuito</a> consiste in un monitoraggio costante del PC per rilevare intrusioni e minacce alla sicurezza che, una volta individuate, vengono eliminate o bloccate e messe in quarantena prima che possano arrecare danni al sistema.</p><p>Per garantire la sicurezza del vostro PC, gli antivirus si basano su un "motore" che fornisce protezione in tempo reale, controllando i file in entrata e i processi attivi. Ma in che modo l&apos;antivirus riesce a scovare le minacce? </p><p>Ogni antivirus dispone di una lista di ‘definizioni’ (che potremmo paragonare alle impronte digitali dei malware) che gli consentono di riconoscere le attività o file sospetti che, una volta individuati, vengono messi in quarantena.</p><p>Questi database vengono aggiornati continuamente per permettere ai software di identificare i nuovi malware che vengono diffusi in rete; inoltre, i migliori software per la protezione fanno uso di tecnologie euristiche per il backup dei file e la rete di sicurezza. Queste consentono di riconoscere una minaccia in base al suo comportamento, permettendo all&apos;antivirus di prevenire minacce sconosciute o prive di definizioni (impronte digitali).</p><p>Inoltre, il motore dell&apos;antivirus ha due linee di difesa in tempo reale che permettono di tenere il vostro PC o smartphone costantemente protetto. Se non bastasse, molti di questi software consentono di avviare una scansione manuale dei malware quando lo si desidera.</p><p>Un buon antivirus gratuito ha tutte le suddette funzioni. Oltre a queste c&apos;è una caratteristica fondamentale che distingue i prodotti gratuiti di qualità dalla massa: alcuni di questi software utilizzano lo stesso motore dei loro corrispettivi a pagamento.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="nxzpZqEuQfTQFPeiq3EfBM" name="malware.jpg" alt="Malware" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nxzpZqEuQfTQFPeiq3EfBM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><h2 id="extra-extra-x2026">Extra, extra…</h2><p>Anche se esistono antivirus gratuiti che hanno delle difese di base identiche a quelle delle versioni premium, ci sono alcune funzioni esclusive che sono presenti solo sui software a pagamento. </p><p>Del resto è sacrosanto che sia così. Attenzione però, questo non vuol dire che un antivirus gratuito sia privo di funzioni extra.</p><p>I software di protezione gratuiti, spesso, dispongono di funzioni aggiuntive come firewall, protezione web, filtri anti-phishing e, in alcuni, casi integrano persino dei password manager. Non sono rari i casi in cui questi software includono una <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">VPN</a>, anche se in versione limitata.</p><p>Ovviamente non potete aspettarvi un pacchetto da un prodotto gratuito, ma su alcuni software potreste trovare le funzioni che state cercando senza dover sborsare un euro. </p><h2 id="ci-sono-dei-lati-negativi">Ci sono dei lati negativi?</h2><p>La risposta è si. Tra i contro ce n&apos;è uno particolarmente diffuso e fastidioso, ovvero la presenza delle <strong>pubblicità</strong>. Del resto, da che mondo e mondo, nessuno regala niente e se volete utilizzare un sistema di protezione gratuito, come per molti altri software e app, dovrete accettare le pubblicità che compariranno ogni volta che lo utilizzerete.</p><p>A differenza di molte app che usano le pubblicità come unica fonte di guadagno, alcuni antivirus gratuiti, o perlomeno quelli di qualità, riducono al minimo questo tipo di attività. Non sono assenti le eccezioni e diversi software di protezione sono completamente privi di qualsiasi forma di pubblicità anche nella loro versione &apos;free&apos;.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KNuiSqpPz8yXiQ6Q3WVVxX" name="Ransomware.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KNuiSqpPz8yXiQ6Q3WVVxX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="800" height="450" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><h2 id="ha-senso-scegliere-un-antivirus-gratuito">Ha senso scegliere un antivirus gratuito?</h2><p>I motivi principali per cui ha senso installare un antivirus gratuito sono il monitoraggio costante del PC e la protezione di base che offrono con le funzioni di analisi in tempo reale e programmata, che in alcuni casi sono identiche a quelle disponibili sulle versioni a pagamento.</p><p>Detto questo, gli antivirus premium vanno ben oltre le funzioni di base e dispongono di un ampio set di opzioni di protezione avanzate. Del resto gli antivirus gratuiti mettono a disposizione degli utenti diversi extra di grande utilità costituendo un&apos;ottima alternativa ai loro corrispettivi a pagamento, in particolare per uso domestico. </p><p>Se non avete alcuna protezione sul vostro PC di casa e pensate sia giunto il momento di trovare una soluzione, vi consigliamo di dare un&apos;occhiata alla nostra classifica dei migliori antivirus gratuiti. </p><ul><li>Come e dove acquistare una <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-e-dove-acquistare-una-licenza-di-microsoft-office-legalmente" target="_blank">licenza di Microsoft Office</a> legalmente</li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Adversarial AI, ecco la prossima grande minaccia alla sicurezza informatica ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le AI stanno compenetrando ed invadendo il nostro mondo, sia a livello virtuale che fisico. Si stanno spingendo così avanti che anche le prossime guerre saranno AI-Assistite. Si parla ormai da tempo delle AI tattiche, ovvero di quelle che possono supportare il personale umano nei combattimenti; si tratta delle AI che cercano da sole il bersaglio, di quelle che riportano a casa il velivolo anche in caso di danni al pilota, che consentono ad un drone di scegliere quando ritirarsi anche nel caso in cui perda il contatto con il pilota a terra, e via discorrendo. </p><p>Tra le ultime novità nel panorama bellico c’è anche l’Algorithmic-Warfare, una teoria vista comunemente come una sorta di “guerra automatica”, un Deep-Blue che non gioca a scacchi ma a Risiko! </p><p>Ebbene, non possiamo saperlo, ma se è vero che l’umanità è stata in passato ad un passo dall’olocausto nucleare globale, l’Algorithminc-Warfare lo avrebbe probabilmente innescato e dobbiamo probabilmente essere tutti felici che non fosse stato ancora inventato.</p><p>In ogni campo, un’AI può imparare dal passato, costruire dei modelli e prendere delle decisioni. Il gioco si fa interessante quando una determinata AI è impegnata in questo ruolo ed una AI avversaria cerca di fuorviarla al fine di fargli prendere la decisione sbagliata. Queste sono le AI Avversarie.</p><p>Immaginate di essere un Generale impegnato in un’azione di guerra. Avete la vostra strategia, conoscete i vostri obiettivi, cercate di raccogliere informazioni sugli avversari ed il vostro vero ultimo compito è quello di prendere delle <strong>Decisioni</strong>.</p><p>Ora immaginate che nel prossimo futuro sarete coadiuvati da un altro Generale, più cibernetico, più freddo e più metodico, un’AI per l’appunto. Se voi foste il Generale e la vostra AI di supporto vi consigliasse di agire secondo una certa strategia, voi cosa fareste? </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili">I migliori portatili del 2021</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu">I migliori processori del 2021</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">Le migliori schede video del 2021</a></li></ul><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">L'autore</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Nicola Grandis è fondatore e CEO di <a data-analytics-id="inline-link" href="https://www.asc27.com/">ASC 27</a></p></div></div><p>Quesito complesso, dalla risposta non scontata. Seguireste i suggerimenti apparentemente scientifici della vostra AI di supporto, o dubitereste? E come cambierebbe il giudizio sapendo che esiste una seconda AI, unico scopo è ingannare la prima e indurla a sbagliare? Eccovi nel mondo delle AI Avversarie, note in inglese come Adversarial AI. </p><p>Cerchiamo di capire come ragiona un’AI e come opera un’AI avversaria. Un’AI analizza i dati che le si prospettano davanti, li riconduce a un modello ed esegue delle operazioni derivate dall’uscita del modello che ha deciso di applicare. </p><p>Le moderne AI sono molto sofisticate, arrivano anche ad effettuare previsioni a breve termine sul modello che hanno selezionato pochi secondi o pochi minuti prima solo per capire in autonomia se hanno imboccato la strada corretta. Poi utilizzano il reinforcement-learning per migliorare i modelli di cui sono già in possesso, eseguono dei test autonomi per validare i nuovi dati che dovranno gestire, ecc... Tutte queste operazioni servono ad un’AI per coprire a modo loro il ruolo del Generale e prendere quindi delle Decisioni nel loro ambito.</p><p>Un’AI avversaria sa come funziona un&apos;AI e ha in un certo senso una metaconoscenza riguardo al metodo e ai sistemi. Sa che l&apos;avversario dovrà prendere decisioni e riesce anche ad ipotizzare i meccanismi decisionali.</p><p>Un’AI avversaria può utilizzare queste informazioni per inquinare un’altra AI. Le AI avversarie implementano numerose e sofisticate tecniche, ma cerchiamo di portare un esempio pratico ed immediato: poniamo il caso in cui un’AI sia stata progettata per distinguere i pesci dai gatti ed ad ogni fotografia che le si presenti debba dire se si tratta dell&apos;uno o l&apos;altro. </p><p>Molto probabilmente, un’AI di questo tipo utilizzerebbe anche il reinforcement-learning, quindi ad ogni riconoscimento effettuato gradirebbe il feedback di un umano che le dica GOOD or BAD per migliorare le sue skills di riconoscimento. Un’AI avversaria potrebbe attaccare l’AI dei gatti e dei pesci, semplicemente fornendo lei foto di coltelli e forchette e dicendogli che, qualsiasi cosa l’AI sopra abbia detto (gatto o pesce) il risultato è decisamente GOOD. In breve tempo l’AI Gatti-Pesci inizierà ad ipotizzare che il mondo sia cambiato ed ora è popolato di felini a tridente e pesci affilati come un rasoio.</p><p>Non c’è molto da banalizzare o da scherzare. In un mondo dove l’algorithmic-warfare pilota le guerre, le AI finanziarie pilotano gli indici borsistici mondiali, le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/doctor-ai">AI mediche offrono diagnosi</a> per immagini, le Adversarial AI rappresentano un problema enorme. </p><p>Se negli anni ‘90 avevamo paura dei Virus, nel 2000 dei Worm e nel 2010 dei Ransomware, la prossima minaccia devastante per il mondo sorretto dall’Informatica è proprio la presenza di AI maligne che tentino di trarre in errore delle altre AI create per uno scopo importante.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/adversarial-ai</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Cosa succede quando un'AI viene progettata per svolgere un compito ma un'altra AI avversaria cerca di ingannarla? ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Jm9GSmx7NwU8xB52fMiJVP</guid>
                                                                                                <enclosure url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dUxibtp8fAtsBHpwYssG4o-1920-80.jpg" type="image/jpeg" length="0"></enclosure>
                                                                        <pubDate>Tue, 19 Jan 2021 09:17:45 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Computing Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Nicola Grandis ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/t9wLHEW4LvGXjso2dU5kgA-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
                <cf:hasAffiliateLinks>false</cf:hasAffiliateLinks>
                <cf:isPaid>false</cf:isPaid>
                                                                                                                                <media:content type="image/jpeg" url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dUxibtp8fAtsBHpwYssG4o-1920-80.jpg">
                                                            <media:credit><![CDATA[Pixabay]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Artificial Intelligence ]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Artificial Intelligence ]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Artificial Intelligence ]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dUxibtp8fAtsBHpwYssG4o-1920-80.jpg" />
                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Le AI stanno compenetrando ed invadendo il nostro mondo, sia a livello virtuale che fisico. Si stanno spingendo così avanti che anche le prossime guerre saranno AI-Assistite. Si parla ormai da tempo delle AI tattiche, ovvero di quelle che possono supportare il personale umano nei combattimenti; si tratta delle AI che cercano da sole il bersaglio, di quelle che riportano a casa il velivolo anche in caso di danni al pilota, che consentono ad un drone di scegliere quando ritirarsi anche nel caso in cui perda il contatto con il pilota a terra, e via discorrendo. </p><p>Tra le ultime novità nel panorama bellico c’è anche l’Algorithmic-Warfare, una teoria vista comunemente come una sorta di “guerra automatica”, un Deep-Blue che non gioca a scacchi ma a Risiko! </p><p>Ebbene, non possiamo saperlo, ma se è vero che l’umanità è stata in passato ad un passo dall’olocausto nucleare globale, l’Algorithminc-Warfare lo avrebbe probabilmente innescato e dobbiamo probabilmente essere tutti felici che non fosse stato ancora inventato.</p><p>In ogni campo, un’AI può imparare dal passato, costruire dei modelli e prendere delle decisioni. Il gioco si fa interessante quando una determinata AI è impegnata in questo ruolo ed una AI avversaria cerca di fuorviarla al fine di fargli prendere la decisione sbagliata. Queste sono le AI Avversarie.</p><p>Immaginate di essere un Generale impegnato in un’azione di guerra. Avete la vostra strategia, conoscete i vostri obiettivi, cercate di raccogliere informazioni sugli avversari ed il vostro vero ultimo compito è quello di prendere delle <strong>Decisioni</strong>.</p><p>Ora immaginate che nel prossimo futuro sarete coadiuvati da un altro Generale, più cibernetico, più freddo e più metodico, un’AI per l’appunto. Se voi foste il Generale e la vostra AI di supporto vi consigliasse di agire secondo una certa strategia, voi cosa fareste? </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili">I migliori portatili del 2021</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu">I migliori processori del 2021</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">Le migliori schede video del 2021</a></li></ul><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">L'autore</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Nicola Grandis è fondatore e CEO di <a data-analytics-id="inline-link" href="https://www.asc27.com/">ASC 27</a></p></div></div><p>Quesito complesso, dalla risposta non scontata. Seguireste i suggerimenti apparentemente scientifici della vostra AI di supporto, o dubitereste? E come cambierebbe il giudizio sapendo che esiste una seconda AI, unico scopo è ingannare la prima e indurla a sbagliare? Eccovi nel mondo delle AI Avversarie, note in inglese come Adversarial AI. </p><p>Cerchiamo di capire come ragiona un’AI e come opera un’AI avversaria. Un’AI analizza i dati che le si prospettano davanti, li riconduce a un modello ed esegue delle operazioni derivate dall’uscita del modello che ha deciso di applicare. </p><p>Le moderne AI sono molto sofisticate, arrivano anche ad effettuare previsioni a breve termine sul modello che hanno selezionato pochi secondi o pochi minuti prima solo per capire in autonomia se hanno imboccato la strada corretta. Poi utilizzano il reinforcement-learning per migliorare i modelli di cui sono già in possesso, eseguono dei test autonomi per validare i nuovi dati che dovranno gestire, ecc... Tutte queste operazioni servono ad un’AI per coprire a modo loro il ruolo del Generale e prendere quindi delle Decisioni nel loro ambito.</p><p>Un’AI avversaria sa come funziona un&apos;AI e ha in un certo senso una metaconoscenza riguardo al metodo e ai sistemi. Sa che l&apos;avversario dovrà prendere decisioni e riesce anche ad ipotizzare i meccanismi decisionali.</p><p>Un’AI avversaria può utilizzare queste informazioni per inquinare un’altra AI. Le AI avversarie implementano numerose e sofisticate tecniche, ma cerchiamo di portare un esempio pratico ed immediato: poniamo il caso in cui un’AI sia stata progettata per distinguere i pesci dai gatti ed ad ogni fotografia che le si presenti debba dire se si tratta dell&apos;uno o l&apos;altro. </p><p>Molto probabilmente, un’AI di questo tipo utilizzerebbe anche il reinforcement-learning, quindi ad ogni riconoscimento effettuato gradirebbe il feedback di un umano che le dica GOOD or BAD per migliorare le sue skills di riconoscimento. Un’AI avversaria potrebbe attaccare l’AI dei gatti e dei pesci, semplicemente fornendo lei foto di coltelli e forchette e dicendogli che, qualsiasi cosa l’AI sopra abbia detto (gatto o pesce) il risultato è decisamente GOOD. In breve tempo l’AI Gatti-Pesci inizierà ad ipotizzare che il mondo sia cambiato ed ora è popolato di felini a tridente e pesci affilati come un rasoio.</p><p>Non c’è molto da banalizzare o da scherzare. In un mondo dove l’algorithmic-warfare pilota le guerre, le AI finanziarie pilotano gli indici borsistici mondiali, le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/doctor-ai">AI mediche offrono diagnosi</a> per immagini, le Adversarial AI rappresentano un problema enorme. </p><p>Se negli anni ‘90 avevamo paura dei Virus, nel 2000 dei Worm e nel 2010 dei Ransomware, la prossima minaccia devastante per il mondo sorretto dall’Informatica è proprio la presenza di AI maligne che tentino di trarre in errore delle altre AI create per uno scopo importante.</p>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
            </channel>
</rss>