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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Cloud-computing ]]></title>
                <link>https://global.techradar.com/computing/cloud-computing</link>
        <description><![CDATA[ All the latest cloud-computing content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Mon, 16 Jun 2025 08:16:01 +0000</lastBuildDate>
                            <language>it-it</language>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Synology DP7200: la nuova frontiera per il backup su più sedi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Synology continua a potenziare la sua offerta per il mondo enterprise con l’arrivo del <strong>nuovo DP7200</strong>, sistema pensato per rispondere alle esigenze di <strong>protezione dei dati in ambienti multi-sede</strong>. Il dispositivo entra a far parte della linea <strong>ActiveProtect</strong>, piattaforma che integra hardware e software in un’unica soluzione scalabile per aziende di ogni dimensione, con particolare attenzione alla sicurezza, all’affidabilità e alla semplicità di gestione.</p><p>Progettato per ambienti complessi con <strong>carichi di lavoro eterogenei,</strong> dai server alle macchine virtuali, passando per database e contenuti Microsoft 365, <strong>DP7200</strong> può essere installato nella sede centrale, in uffici remoti o in data center, adattandosi in modo flessibile alle architetture IT distribuite. La piattaforma si distingue per la sua <strong>capacità di 84 TB</strong>, gestita tramite il sistema operativo integrato <strong>ActiveProtect Manager</strong>.</p><p>Uno dei punti di forza è la <strong>visibilità centralizzata</strong>: il sistema permette di monitorare fino a <strong>150.000 carichi di lavoro</strong> e <strong>2.500 sedi differenti</strong> da un’unica interfaccia. In questo modo, le aziende possono gestire <strong>backup, repliche e archiviazioni</strong> senza dispersioni o ridondanze operative.</p><p>In termini di sicurezza, <strong>DP7200 è progettato per fronteggiare minacce come il ransomware</strong>, grazie a <strong>controlli di accesso avanzati</strong>, <strong>immutabilità dei dati</strong>, e <strong>isolation mode</strong>. La protezione è rafforzata da sistemi di autenticazione multipla compatibili con <strong>Active Directory, LDAP e SAML 2.0</strong>, che impediscono accessi non autorizzati. Inoltre, il sistema mantiene <strong>copie pulite e verificabili dei dati</strong>, garantendo la possibilità di un recupero efficace in caso di emergenza.</p><p>La soluzione punta anche a <strong>ottimizzare l’archiviazione a lungo termine</strong>, grazie alla <strong>deduplicazione</strong> che riduce lo spazio utilizzato sia in locale sia nel cloud. Questo consente di <strong>contenere i costi</strong>, garantendo allo stesso tempo <strong>continuità operativa e conformità normativa</strong>.</p><p>Il <strong>Synology DP7200</strong> è disponibile a livello globale attraverso la rete ufficiale di partner e distributori dell’azienda.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cloud-computing/synology-dp7200-la-nuova-frontiera-per-il-backup-su-piu-sedi</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La soluzione ActiveProtect si espande per proteggere carichi di lavoro complessi anche in ambienti distribuiti ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Synology DP7200]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Synology continua a potenziare la sua offerta per il mondo enterprise con l’arrivo del <strong>nuovo DP7200</strong>, sistema pensato per rispondere alle esigenze di <strong>protezione dei dati in ambienti multi-sede</strong>. Il dispositivo entra a far parte della linea <strong>ActiveProtect</strong>, piattaforma che integra hardware e software in un’unica soluzione scalabile per aziende di ogni dimensione, con particolare attenzione alla sicurezza, all’affidabilità e alla semplicità di gestione.</p><p>Progettato per ambienti complessi con <strong>carichi di lavoro eterogenei,</strong> dai server alle macchine virtuali, passando per database e contenuti Microsoft 365, <strong>DP7200</strong> può essere installato nella sede centrale, in uffici remoti o in data center, adattandosi in modo flessibile alle architetture IT distribuite. La piattaforma si distingue per la sua <strong>capacità di 84 TB</strong>, gestita tramite il sistema operativo integrato <strong>ActiveProtect Manager</strong>.</p><p>Uno dei punti di forza è la <strong>visibilità centralizzata</strong>: il sistema permette di monitorare fino a <strong>150.000 carichi di lavoro</strong> e <strong>2.500 sedi differenti</strong> da un’unica interfaccia. In questo modo, le aziende possono gestire <strong>backup, repliche e archiviazioni</strong> senza dispersioni o ridondanze operative.</p><p>In termini di sicurezza, <strong>DP7200 è progettato per fronteggiare minacce come il ransomware</strong>, grazie a <strong>controlli di accesso avanzati</strong>, <strong>immutabilità dei dati</strong>, e <strong>isolation mode</strong>. La protezione è rafforzata da sistemi di autenticazione multipla compatibili con <strong>Active Directory, LDAP e SAML 2.0</strong>, che impediscono accessi non autorizzati. Inoltre, il sistema mantiene <strong>copie pulite e verificabili dei dati</strong>, garantendo la possibilità di un recupero efficace in caso di emergenza.</p><p>La soluzione punta anche a <strong>ottimizzare l’archiviazione a lungo termine</strong>, grazie alla <strong>deduplicazione</strong> che riduce lo spazio utilizzato sia in locale sia nel cloud. Questo consente di <strong>contenere i costi</strong>, garantendo allo stesso tempo <strong>continuità operativa e conformità normativa</strong>.</p><p>Il <strong>Synology DP7200</strong> è disponibile a livello globale attraverso la rete ufficiale di partner e distributori dell’azienda.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ OpenAI si affida anche a Google Cloud: cambia la strategia dietro le quinte dell’IA ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nonostante una lunga collaborazione con <strong>Microsoft</strong>, <strong>OpenAI</strong> avrebbe firmato un nuovo accordo con <strong>Google Cloud</strong> per far fronte alla crescente domanda di risorse computazionali.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.reuters.com/business/retail-consumer/openai-taps-google-unprecedented-cloud-deal-despite-ai-rivalry-sources-say-2025-06-10/" target="_blank"><strong>Reuters</strong></a>, l’intesa sarebbe stata finalizzata nel <strong>maggio 2025</strong> dopo mesi di trattative. I dettagli precisi non sono stati resi noti, ma l’operazione segnala la volontà di OpenAI di <strong>diversificare i propri fornitori cloud</strong>, riducendo la dipendenza da un unico partner.</p><p>La mossa arriva pochi mesi dopo l’annuncio del progetto <strong>Stargate</strong>, una maxi-infrastruttura da <strong>500 miliardi di dollari</strong> che OpenAI svilupperà nei prossimi anni per costruire i propri supercentri dati.</p><h2 id="openai-amplia-la-rete-cloud">OpenAI amplia la rete cloud</h2><p>La relazione tra <strong>OpenAI</strong> e <strong>Microsoft</strong> è sempre stata stretta, strategica, quasi esclusiva. Ma a quanto pare, i tempi stanno cambiando. Dopo aver aperto le porte a <strong>CoreWeave</strong> con un’intesa da <strong>12 miliardi di dollari</strong> lo scorso marzo, la startup che ha rivoluzionato l’intelligenza artificiale con <strong>ChatGPT</strong> ha firmato un nuovo accordo anche con <strong>Google Cloud</strong>.</p><p>La notizia è stata riportata da <strong>Reuters</strong>, che parla di un’intesa conclusa a <strong>maggio 2025</strong>, dopo mesi di trattative. I dettagli non sono stati divulgati, ma l’obiettivo è chiaro: OpenAI ha bisogno di <strong>più potenza di calcolo</strong>, e non può più permettersi di affidarsi a un solo partner. Google fornirà quindi supporto infrastrutturale per l’addestramento e l’esecuzione dei suoi modelli, andando ad affiancare Microsoft nella gestione di una mole di lavoro sempre più imponente.</p><p>Per <strong>Google Cloud</strong>, potrebbe essere un colpo importante. La divisione ha generato <strong>12,3 miliardi di dollari</strong> nel primo trimestre dell’anno, pari a quasi <strong>il 14% dei ricavi complessivi di Alphabet</strong>, e avere tra i clienti un nome come OpenAI potrebbe dare una spinta significativa alla sua crescita.</p><p>Ma nel frattempo, OpenAI <strong>guarda anche oltre il cloud di terze parti</strong>. Il colossale <strong>Progetto Stargate</strong>, lanciato all’inizio del 2025 in collaborazione con <strong>SoftBank e Oracle</strong>, punta a costruire una rete di super data center proprietari da <strong>500 miliardi di dollari</strong>. E c’è di più: l’azienda sta lavorando a un proprio <strong>chip IA</strong>, una scelta che potrebbe mettere in discussione il predominio di <strong>Nvidia</strong>, tornata recentemente ad essere l’azienda più valorizzata al mondo con <strong>una capitalizzazione di 3.510 miliardi di dollari</strong>.</p><p>Certo, l’ingresso di OpenAI in Google Cloud non è privo di interrogativi. Alcuni osservatori si chiedono <strong>se Big G sarà in grado di reggere l’urto</strong>: la piattaforma ha già mostrato in passato segni di sofferenza sotto carico, e aggiungere una delle aziende più affamate di risorse al mondo non sarà un compito semplice.</p><p>Il mercato, intanto, ha reagito: <strong>le azioni di Alphabet sono salite del 2,1%</strong>, mentre <strong>Microsoft ha perso lo 0,6%</strong>, scivolando dietro a Google nella corsa alla capitalizzazione di mercato. Numeri che raccontano, forse più di ogni comunicato stampa, <strong>un cambio di equilibri già in atto</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/openai-si-affida-anche-a-google-cloud-cambia-la-strategia-dietro-le-quinte-dellia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dopo Microsoft e CoreWeave, anche Google entra in gioco per alimentare l'espansione di OpenAI. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Sam Altman and OpenAI]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Nonostante una lunga collaborazione con <strong>Microsoft</strong>, <strong>OpenAI</strong> avrebbe firmato un nuovo accordo con <strong>Google Cloud</strong> per far fronte alla crescente domanda di risorse computazionali.</p><p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.reuters.com/business/retail-consumer/openai-taps-google-unprecedented-cloud-deal-despite-ai-rivalry-sources-say-2025-06-10/" target="_blank"><strong>Reuters</strong></a>, l’intesa sarebbe stata finalizzata nel <strong>maggio 2025</strong> dopo mesi di trattative. I dettagli precisi non sono stati resi noti, ma l’operazione segnala la volontà di OpenAI di <strong>diversificare i propri fornitori cloud</strong>, riducendo la dipendenza da un unico partner.</p><p>La mossa arriva pochi mesi dopo l’annuncio del progetto <strong>Stargate</strong>, una maxi-infrastruttura da <strong>500 miliardi di dollari</strong> che OpenAI svilupperà nei prossimi anni per costruire i propri supercentri dati.</p><h2 id="openai-amplia-la-rete-cloud">OpenAI amplia la rete cloud</h2><p>La relazione tra <strong>OpenAI</strong> e <strong>Microsoft</strong> è sempre stata stretta, strategica, quasi esclusiva. Ma a quanto pare, i tempi stanno cambiando. Dopo aver aperto le porte a <strong>CoreWeave</strong> con un’intesa da <strong>12 miliardi di dollari</strong> lo scorso marzo, la startup che ha rivoluzionato l’intelligenza artificiale con <strong>ChatGPT</strong> ha firmato un nuovo accordo anche con <strong>Google Cloud</strong>.</p><p>La notizia è stata riportata da <strong>Reuters</strong>, che parla di un’intesa conclusa a <strong>maggio 2025</strong>, dopo mesi di trattative. I dettagli non sono stati divulgati, ma l’obiettivo è chiaro: OpenAI ha bisogno di <strong>più potenza di calcolo</strong>, e non può più permettersi di affidarsi a un solo partner. Google fornirà quindi supporto infrastrutturale per l’addestramento e l’esecuzione dei suoi modelli, andando ad affiancare Microsoft nella gestione di una mole di lavoro sempre più imponente.</p><p>Per <strong>Google Cloud</strong>, potrebbe essere un colpo importante. La divisione ha generato <strong>12,3 miliardi di dollari</strong> nel primo trimestre dell’anno, pari a quasi <strong>il 14% dei ricavi complessivi di Alphabet</strong>, e avere tra i clienti un nome come OpenAI potrebbe dare una spinta significativa alla sua crescita.</p><p>Ma nel frattempo, OpenAI <strong>guarda anche oltre il cloud di terze parti</strong>. Il colossale <strong>Progetto Stargate</strong>, lanciato all’inizio del 2025 in collaborazione con <strong>SoftBank e Oracle</strong>, punta a costruire una rete di super data center proprietari da <strong>500 miliardi di dollari</strong>. E c’è di più: l’azienda sta lavorando a un proprio <strong>chip IA</strong>, una scelta che potrebbe mettere in discussione il predominio di <strong>Nvidia</strong>, tornata recentemente ad essere l’azienda più valorizzata al mondo con <strong>una capitalizzazione di 3.510 miliardi di dollari</strong>.</p><p>Certo, l’ingresso di OpenAI in Google Cloud non è privo di interrogativi. Alcuni osservatori si chiedono <strong>se Big G sarà in grado di reggere l’urto</strong>: la piattaforma ha già mostrato in passato segni di sofferenza sotto carico, e aggiungere una delle aziende più affamate di risorse al mondo non sarà un compito semplice.</p><p>Il mercato, intanto, ha reagito: <strong>le azioni di Alphabet sono salite del 2,1%</strong>, mentre <strong>Microsoft ha perso lo 0,6%</strong>, scivolando dietro a Google nella corsa alla capitalizzazione di mercato. Numeri che raccontano, forse più di ogni comunicato stampa, <strong>un cambio di equilibri già in atto</strong>.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Google blocca i file su Nextcloud per “sicurezza”, ma il rivale accusa: “È solo concorrenza sleale” ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La possibilità di <strong>caricare senza problemi ogni tipo di file sul cloud da Android</strong> è ormai una funzione basilare per chiunque gestisca i propri dati tramite servizi alternativi come <strong>Nextcloud</strong>.</p><p>Ma una recente decisione di <strong>Google ha scatenato forti critiche</strong>: l’azienda ha <strong>bloccato le capacità di upload completo</strong> nell’app <strong>Nextcloud Files per Android</strong>, citando <strong>"problemi di sicurezza"</strong>.</p><p>Una singola modifica alle policy ha così <strong>compromesso il funzionamento</strong> di una delle piattaforme cloud open-source più diffuse, <strong>sollevando interrogativi più ampi</strong> su <strong>concorrenza, controllo e correttezza</strong> nel panorama digitale dominato da pochi grandi player.</p><h2 id="polemiche-su-concorrenza-e-accesso-ai-file">Polemiche su concorrenza e accesso ai file</h2><p>Mentre gli utenti Android possono ancora <strong>caricare foto e video</strong>, Nextcloud è stata <strong>costretta a disattivare l’upload di tutti gli altri tipi di file</strong> nella propria app Files, una limitazione che compromette uno dei principali punti di forza del servizio.</p><p>Secondo l’azienda, il problema nasce dal <strong>rifiuto di Google di concedere il permesso di accesso completo ai file</strong>, noto come <em>“All files access”</em>, utilizzato dall’app dal 2011. Questo permesso consente la lettura e scrittura di <strong>tutti i file nella memoria condivisa del dispositivo</strong>, non solo dei contenuti multimediali.</p><p><em>“Per essere chiari: l’app Nextcloud Files oggi è peggiore per colpa di Google. Comprendiamo e condividiamo la frustrazione degli utenti, ma non possiamo farci nulla,”</em> ha dichiarato l’azienda in un comunicato.</p><p>Per Nextcloud, non si tratta solo di un limite tecnico, ma di una <strong>scelta strategica</strong>: l’azienda sostiene di essere stata esclusa <strong>non per motivi di sicurezza, ma perché rappresenta una minaccia competitiva</strong> all’ecosistema cloud di Google.</p><p><em>“Google possiede la piattaforma e si sta concedendo un trattamento preferenziale,”</em> accusa Nextcloud, sottolineando come le app di Google e altri colossi tecnologici <strong>continuino a godere dei permessi ora negati</strong> alla propria app.</p><p>Le soluzioni alternative proposte da Google, come <strong>MediaStore API e SAF</strong>, non risolvono il problema secondo Nextcloud, che sostiene siano <strong>inadeguate per i propri requisiti tecnici</strong> e spesso fraintese anche dai revisori.</p><p>La situazione viene paragonata alle <strong>tattiche adottate da Microsoft negli anni ‘90</strong>, quando limitò l’accesso di WordPerfect alle API di Windows, un parallelismo che Nextcloud non esita a evocare.</p><p>Sotto la copertura della sicurezza, l’azienda accusa Google di <strong>ostacolare attivamente la concorrenza</strong>, in particolare quella dei <strong>piccoli sviluppatori orientati alla privacy</strong>.</p><p>Sebbene il caso sia stato segnalato alle autorità, <strong>i tempi della regolamentazione sono lenti</strong>. Una <strong>denuncia collettiva presentata nel 2021</strong> con altre 40 organizzazioni su un problema simile <strong>è ancora in attesa di risposta</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cloud-computing/google-blocca-i-file-su-nextcloud-per-sicurezza-ma-il-rivale-accusa-e-solo-concorrenza-sleale</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Su Android non si possono più caricare tutti i file su Nextcloud: Google nega un permesso chiave e protegge solo le sue app. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                            <![CDATA[
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                                <p>La possibilità di <strong>caricare senza problemi ogni tipo di file sul cloud da Android</strong> è ormai una funzione basilare per chiunque gestisca i propri dati tramite servizi alternativi come <strong>Nextcloud</strong>.</p><p>Ma una recente decisione di <strong>Google ha scatenato forti critiche</strong>: l’azienda ha <strong>bloccato le capacità di upload completo</strong> nell’app <strong>Nextcloud Files per Android</strong>, citando <strong>"problemi di sicurezza"</strong>.</p><p>Una singola modifica alle policy ha così <strong>compromesso il funzionamento</strong> di una delle piattaforme cloud open-source più diffuse, <strong>sollevando interrogativi più ampi</strong> su <strong>concorrenza, controllo e correttezza</strong> nel panorama digitale dominato da pochi grandi player.</p><h2 id="polemiche-su-concorrenza-e-accesso-ai-file">Polemiche su concorrenza e accesso ai file</h2><p>Mentre gli utenti Android possono ancora <strong>caricare foto e video</strong>, Nextcloud è stata <strong>costretta a disattivare l’upload di tutti gli altri tipi di file</strong> nella propria app Files, una limitazione che compromette uno dei principali punti di forza del servizio.</p><p>Secondo l’azienda, il problema nasce dal <strong>rifiuto di Google di concedere il permesso di accesso completo ai file</strong>, noto come <em>“All files access”</em>, utilizzato dall’app dal 2011. Questo permesso consente la lettura e scrittura di <strong>tutti i file nella memoria condivisa del dispositivo</strong>, non solo dei contenuti multimediali.</p><p><em>“Per essere chiari: l’app Nextcloud Files oggi è peggiore per colpa di Google. Comprendiamo e condividiamo la frustrazione degli utenti, ma non possiamo farci nulla,”</em> ha dichiarato l’azienda in un comunicato.</p><p>Per Nextcloud, non si tratta solo di un limite tecnico, ma di una <strong>scelta strategica</strong>: l’azienda sostiene di essere stata esclusa <strong>non per motivi di sicurezza, ma perché rappresenta una minaccia competitiva</strong> all’ecosistema cloud di Google.</p><p><em>“Google possiede la piattaforma e si sta concedendo un trattamento preferenziale,”</em> accusa Nextcloud, sottolineando come le app di Google e altri colossi tecnologici <strong>continuino a godere dei permessi ora negati</strong> alla propria app.</p><p>Le soluzioni alternative proposte da Google, come <strong>MediaStore API e SAF</strong>, non risolvono il problema secondo Nextcloud, che sostiene siano <strong>inadeguate per i propri requisiti tecnici</strong> e spesso fraintese anche dai revisori.</p><p>La situazione viene paragonata alle <strong>tattiche adottate da Microsoft negli anni ‘90</strong>, quando limitò l’accesso di WordPerfect alle API di Windows, un parallelismo che Nextcloud non esita a evocare.</p><p>Sotto la copertura della sicurezza, l’azienda accusa Google di <strong>ostacolare attivamente la concorrenza</strong>, in particolare quella dei <strong>piccoli sviluppatori orientati alla privacy</strong>.</p><p>Sebbene il caso sia stato segnalato alle autorità, <strong>i tempi della regolamentazione sono lenti</strong>. Una <strong>denuncia collettiva presentata nel 2021</strong> con altre 40 organizzazioni su un problema simile <strong>è ancora in attesa di risposta</strong>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Milioni di impianti solari a rischio hacker: scoperte gravi falle di sicurezza nei principali inverter ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L'adozione sempre più diffusa dell’energia solare ha messo in luce <strong>gravi vulnerabilità di sicurezza informatica</strong> legate a inverter, servizi cloud e piattaforme di monitoraggio. Secondo gli esperti, questo ecosistema non sufficientemente protetto potrebbe permettere agli hacker di manipolare la produzione di energia, compromettere le reti elettriche e sottrarre dati sensibili, rappresentando una minaccia concreta per l’infrastruttura energetica globale.</p><p>Uno studio condotto da <a href="https://www.forescout.com/resources/sun-down-research-report/" target="_blank">Forescout – Vedere Labs</a> ha individuato <strong>46 nuove vulnerabilità</strong> in inverter prodotti da tre importanti aziende del settore: <strong>Sungrow, Growatt e SMA</strong>. Ricerche precedenti avevano già mostrato che l’80% delle vulnerabilità segnalate era di livello <strong>alto o critico</strong>, con alcune che raggiungevano i punteggi massimi nel sistema <strong>CVSS</strong>.</p><p>Negli ultimi tre anni sono state segnalate in media <strong>10 nuove vulnerabilità ogni anno</strong>, e ben il <strong>32% di queste ha ottenuto un punteggio CVSS di 9.8 o 10</strong>, indicando la possibilità per un attaccante di <strong>compromettere completamente i sistemi coinvolti</strong>.</p><h2 id="milioni-di-impianti-solari-sono-a-rischio-di-sicurezza">Milioni di impianti solari sono a rischio di sicurezza</h2><p>Molti inverter solari sono direttamente connessi a Internet, diventando così bersagli accessibili per i cybercriminali. Gli attaccanti possono sfruttare firmware obsoleti, autenticazioni deboli e trasmissioni di dati non cifrate per ottenere il controllo dei dispositivi.</p><p><strong>API esposte</strong> consentono di enumerare account utente, reimpostare le credenziali (che idealmente dovrebbero essere protette da password manager) ai valori predefiniti e modificare i parametri degli inverter, con il rischio di provocare interruzioni dell’energia.</p><p>Ulteriori falle, come riferimenti a oggetti non sicuri e vulnerabilità <strong>XSS (cross-site scripting)</strong>, possono esporre dati personali come email, indirizzi fisici e consumi energetici, violando normative come il <strong>GDPR</strong>.</p><p>Oltre all’instabilità della rete elettrica, gli inverter compromessi possono causare furti di dati, manipolazioni finanziarie o il controllo non autorizzato di dispositivi smart. Alcune vulnerabilità permettono persino agli hacker di prendere il controllo di <strong>caricabatterie per veicoli elettrici e prese intelligenti</strong>.</p><p>Alcuni scenari includono la modifica dei parametri per influenzare il prezzo dell’energia o la richiesta di <strong>riscatti digitali</strong> per ripristinare il corretto funzionamento dei sistemi.</p><p>Il rapporto raccomanda ai produttori di dare priorità alla distribuzione di <strong>patch di sicurezza</strong>, adottare <strong>buone pratiche di sviluppo sicuro</strong> e effettuare <strong>test di penetrazione regolari</strong>.</p><p>Implementare soluzioni come i <strong>Web Application Firewall (WAF)</strong> e seguire framework come il <strong>NIST IR 8259</strong> può aiutare a mitigare i rischi. Allo stesso tempo, si invita le autorità a classificare gli inverter solari come <strong>infrastrutture critiche</strong> e a imporre standard di sicurezza come l’<strong>ETSI EN 303 645</strong>.</p><p>Per proprietari e operatori di impianti solari, è essenziale <strong>isolare i dispositivi solari su reti separate</strong>, abilitare il <strong>monitoraggio della sicurezza</strong> e seguire le linee guida ufficiali, ad esempio quelle del <strong>Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti</strong>.</p><p>Infine, l’installazione di un <strong>antivirus affidabile</strong> e di soluzioni avanzate di <strong>protezione endpoint</strong> rappresenta un’ulteriore barriera contro attacchi informatici mirati all’infrastruttura solare.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/security/milioni-di-impianti-solari-a-rischio-hacker-scoperte-gravi-falle-di-sicurezza-nei-principali-inverter</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Ricercatori trovano 46 vulnerabilità critiche: i cybercriminali possono alterare la produzione di energia, rubare dati e sabotare intere reti elettriche. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A woman in a high-vis vest and hard hat holding a laptop outside in a solar farm.]]></media:title>
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                                <p>L'adozione sempre più diffusa dell’energia solare ha messo in luce <strong>gravi vulnerabilità di sicurezza informatica</strong> legate a inverter, servizi cloud e piattaforme di monitoraggio. Secondo gli esperti, questo ecosistema non sufficientemente protetto potrebbe permettere agli hacker di manipolare la produzione di energia, compromettere le reti elettriche e sottrarre dati sensibili, rappresentando una minaccia concreta per l’infrastruttura energetica globale.</p><p>Uno studio condotto da <a href="https://www.forescout.com/resources/sun-down-research-report/" target="_blank">Forescout – Vedere Labs</a> ha individuato <strong>46 nuove vulnerabilità</strong> in inverter prodotti da tre importanti aziende del settore: <strong>Sungrow, Growatt e SMA</strong>. Ricerche precedenti avevano già mostrato che l’80% delle vulnerabilità segnalate era di livello <strong>alto o critico</strong>, con alcune che raggiungevano i punteggi massimi nel sistema <strong>CVSS</strong>.</p><p>Negli ultimi tre anni sono state segnalate in media <strong>10 nuove vulnerabilità ogni anno</strong>, e ben il <strong>32% di queste ha ottenuto un punteggio CVSS di 9.8 o 10</strong>, indicando la possibilità per un attaccante di <strong>compromettere completamente i sistemi coinvolti</strong>.</p><h2 id="milioni-di-impianti-solari-sono-a-rischio-di-sicurezza">Milioni di impianti solari sono a rischio di sicurezza</h2><p>Molti inverter solari sono direttamente connessi a Internet, diventando così bersagli accessibili per i cybercriminali. Gli attaccanti possono sfruttare firmware obsoleti, autenticazioni deboli e trasmissioni di dati non cifrate per ottenere il controllo dei dispositivi.</p><p><strong>API esposte</strong> consentono di enumerare account utente, reimpostare le credenziali (che idealmente dovrebbero essere protette da password manager) ai valori predefiniti e modificare i parametri degli inverter, con il rischio di provocare interruzioni dell’energia.</p><p>Ulteriori falle, come riferimenti a oggetti non sicuri e vulnerabilità <strong>XSS (cross-site scripting)</strong>, possono esporre dati personali come email, indirizzi fisici e consumi energetici, violando normative come il <strong>GDPR</strong>.</p><p>Oltre all’instabilità della rete elettrica, gli inverter compromessi possono causare furti di dati, manipolazioni finanziarie o il controllo non autorizzato di dispositivi smart. Alcune vulnerabilità permettono persino agli hacker di prendere il controllo di <strong>caricabatterie per veicoli elettrici e prese intelligenti</strong>.</p><p>Alcuni scenari includono la modifica dei parametri per influenzare il prezzo dell’energia o la richiesta di <strong>riscatti digitali</strong> per ripristinare il corretto funzionamento dei sistemi.</p><p>Il rapporto raccomanda ai produttori di dare priorità alla distribuzione di <strong>patch di sicurezza</strong>, adottare <strong>buone pratiche di sviluppo sicuro</strong> e effettuare <strong>test di penetrazione regolari</strong>.</p><p>Implementare soluzioni come i <strong>Web Application Firewall (WAF)</strong> e seguire framework come il <strong>NIST IR 8259</strong> può aiutare a mitigare i rischi. Allo stesso tempo, si invita le autorità a classificare gli inverter solari come <strong>infrastrutture critiche</strong> e a imporre standard di sicurezza come l’<strong>ETSI EN 303 645</strong>.</p><p>Per proprietari e operatori di impianti solari, è essenziale <strong>isolare i dispositivi solari su reti separate</strong>, abilitare il <strong>monitoraggio della sicurezza</strong> e seguire le linee guida ufficiali, ad esempio quelle del <strong>Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti</strong>.</p><p>Infine, l’installazione di un <strong>antivirus affidabile</strong> e di soluzioni avanzate di <strong>protezione endpoint</strong> rappresenta un’ulteriore barriera contro attacchi informatici mirati all’infrastruttura solare.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Monitoraggio remoto degli switch: QNAP amplia le funzioni di gestione centralizzata con AMIZcloud ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>QNAP </strong>ha annunciato un aggiornamento alla piattaforma AMIZcloud, <strong>che ora permette il monitoraggio remoto degli switch di rete</strong>. Il sistema consente alle aziende di gestire da un'unica interfaccia switch e dispositivi distribuiti, migliorando l’efficienza operativa. Il supporto iniziale riguarda cinque modelli, con previsioni di espansione future.</p><p>La possibilità di monitorare centralmente gli switch amplia le potenzialità delle soluzioni cloud per l’amministrazione IT. Questo aggiornamento risponde alla crescente complessità delle infrastrutture multi-sede, offrendo un controllo centralizzato utile soprattutto per i team distribuiti. L’automazione e il monitoraggio remoto permettono di limitare gli interventi fisici, <strong>contenere i costi e ridurre i tempi di risposta </strong>in caso di malfunzionamenti.</p><p>La piattaforma AMIZcloud consente ora la supervisione in tempo reale di switch compatibili, previa installazione del firmware aggiornato QSS v4.1 o QSS Pro v4.1. <strong>Gli amministratori IT possono visualizzare lo stato operativo dei dispositivi</strong>, il traffico sulle singole porte, i parametri diagnostici delle connessioni in fibra e altre informazioni critiche. La funzione DDM, disponibile su alcuni modelli dotati di porte ottiche, offre dati diagnostici come temperatura, tensione e potenza del segnale.</p><p>Tra le funzionalità aggiuntive vi sono anche il controllo della qualità del servizio (QoS) per la gestione del traffico prioritario, il supporto a IGMP Snooping per applicazioni AVoIP a bassa latenza, e il mirroring selettivo del traffico attraverso ACL, utile per analisi e audit. L’interfaccia unificata riduce la dipendenza da server dedicati e facilita la gestione di dispositivi distribuiti in diversi dipartimenti o sedi.</p><p>QNAP è una delle soluzioni che offrono queste funzionalità,<strong> integrando progressivamente nuove opzioni</strong> nella propria piattaforma. AMIZcloud è pensata per ambienti IT dinamici e distribuiti, e il recente aggiornamento conferma l’obiettivo di ridurre la complessità della gestione hardware tramite il cloud.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cloud-computing/monitoraggio-remoto-degli-switch-qnap-amplia-le-funzioni-di-gestione-centralizzata-con-amizcloud</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ QNAP introduce il monitoraggio remoto degli switch nella piattaforma AMIZcloud per semplificare la gestione IT aziendale e ridurre i costi operativi. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">bXgvcZ9pAxF84ApwRmUVRB</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[QNAP]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <article>
                                <p><strong>QNAP </strong>ha annunciato un aggiornamento alla piattaforma AMIZcloud, <strong>che ora permette il monitoraggio remoto degli switch di rete</strong>. Il sistema consente alle aziende di gestire da un'unica interfaccia switch e dispositivi distribuiti, migliorando l’efficienza operativa. Il supporto iniziale riguarda cinque modelli, con previsioni di espansione future.</p><p>La possibilità di monitorare centralmente gli switch amplia le potenzialità delle soluzioni cloud per l’amministrazione IT. Questo aggiornamento risponde alla crescente complessità delle infrastrutture multi-sede, offrendo un controllo centralizzato utile soprattutto per i team distribuiti. L’automazione e il monitoraggio remoto permettono di limitare gli interventi fisici, <strong>contenere i costi e ridurre i tempi di risposta </strong>in caso di malfunzionamenti.</p><p>La piattaforma AMIZcloud consente ora la supervisione in tempo reale di switch compatibili, previa installazione del firmware aggiornato QSS v4.1 o QSS Pro v4.1. <strong>Gli amministratori IT possono visualizzare lo stato operativo dei dispositivi</strong>, il traffico sulle singole porte, i parametri diagnostici delle connessioni in fibra e altre informazioni critiche. La funzione DDM, disponibile su alcuni modelli dotati di porte ottiche, offre dati diagnostici come temperatura, tensione e potenza del segnale.</p><p>Tra le funzionalità aggiuntive vi sono anche il controllo della qualità del servizio (QoS) per la gestione del traffico prioritario, il supporto a IGMP Snooping per applicazioni AVoIP a bassa latenza, e il mirroring selettivo del traffico attraverso ACL, utile per analisi e audit. L’interfaccia unificata riduce la dipendenza da server dedicati e facilita la gestione di dispositivi distribuiti in diversi dipartimenti o sedi.</p><p>QNAP è una delle soluzioni che offrono queste funzionalità,<strong> integrando progressivamente nuove opzioni</strong> nella propria piattaforma. AMIZcloud è pensata per ambienti IT dinamici e distribuiti, e il recente aggiornamento conferma l’obiettivo di ridurre la complessità della gestione hardware tramite il cloud.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Google acquisisce Wiz per 32 miliardi di dollari così da rafforzare la sicurezza cloud ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Google ha annunciato l'acquisizione di Wiz per 32 miliardi di dollari, un accordo che rafforzerà le sue soluzioni nel settore del cloud computing.</p><p>"Questa acquisizione rappresenta un investimento di Google Cloud per accelerare due tendenze chiave nell’era dell’AI: il miglioramento della sicurezza nel cloud e la capacità di utilizzare più piattaforme (multicloud)," ha dichiarato Google in un <a href="https://blog.google/inside-google/company-announcements/google-agreement-acquire-wiz/" target="_blank">comunicato</a>.</p><p>Google possiede già un’ampia infrastruttura cloud, mentre Wiz fornisce soluzioni di sicurezza cloud su piattaforme concorrenti come Amazon Web Services, Microsoft Azure e Oracle Cloud. Secondo Google, questa operazione contribuirà a rafforzare la sicurezza e a ridurre i costi per aziende di ogni dimensione.</p><h2 id="rafforzare-il-cloud">Rafforzare il cloud</h2><p>Le aziende stanno adottando sempre più servizi cloud, eliminando la necessità di infrastrutture hardware locali per gestire strumenti e applicazioni ad alto consumo di risorse. Il boom dell’AI ha accelerato questa transizione, e con l’acquisizione di Wiz, Google potrà competere meglio con Amazon e Microsoft nel mercato enterprise del cloud.</p><p>Nel 2024, Google aveva già tentato di acquistare Wiz per 23 miliardi di dollari, ma le trattative erano fallite a causa di disaccordi sull’indipendenza di Wiz nello sviluppo futuro e sulle possibili complicazioni normative e antitrust. Tuttavia, l’attuale amministrazione statunitense, con il presidente Trump che ha espresso l’intenzione di ridurre la burocrazia per le acquisizioni Big Tech, potrebbe favorire l’approvazione dell’accordo nonostante i possibili ostacoli regolatori.</p><p>Thomas Kurian, CEO di Google Cloud, ha sottolineato l’importanza dell’accordo:<br>"Google Cloud e Wiz condividono la visione di rendere la cybersecurity più accessibile e semplice per aziende di qualsiasi dimensione e settore. Aiutare più aziende a prevenire attacchi informatici, soprattutto in ambienti software complessi, ridurrà i costi, le interruzioni e i problemi legati alla sicurezza."</p><p>Anche Assaf Rappaport, co-fondatore e CEO di Wiz, ha commentato l’operazione:</p><p>"Wiz e Google Cloud sono pienamente impegnati a proteggere i clienti su tutte le principali piattaforme cloud, garantendo sicurezza ovunque operino. Questo è un momento entusiasmante per la nostra azienda, ma ancora più significativo per clienti e partner, poiché l’acquisizione rafforzerà la nostra missione di migliorare la sicurezza e prevenire le violazioni grazie a maggiori risorse e a un’esperienza avanzata nell’AI."</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/google-acquisisce-wiz-per-32-miliardi-di-dollari-cosi-da-rafforzare-la-sicurezza-cloud</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L’accordo mira a migliorare le offerte cloud e a competere con Amazon e Microsoft. ]]>
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                                <p>Google ha annunciato l'acquisizione di Wiz per 32 miliardi di dollari, un accordo che rafforzerà le sue soluzioni nel settore del cloud computing.</p><p>"Questa acquisizione rappresenta un investimento di Google Cloud per accelerare due tendenze chiave nell’era dell’AI: il miglioramento della sicurezza nel cloud e la capacità di utilizzare più piattaforme (multicloud)," ha dichiarato Google in un <a href="https://blog.google/inside-google/company-announcements/google-agreement-acquire-wiz/" target="_blank">comunicato</a>.</p><p>Google possiede già un’ampia infrastruttura cloud, mentre Wiz fornisce soluzioni di sicurezza cloud su piattaforme concorrenti come Amazon Web Services, Microsoft Azure e Oracle Cloud. Secondo Google, questa operazione contribuirà a rafforzare la sicurezza e a ridurre i costi per aziende di ogni dimensione.</p><h2 id="rafforzare-il-cloud">Rafforzare il cloud</h2><p>Le aziende stanno adottando sempre più servizi cloud, eliminando la necessità di infrastrutture hardware locali per gestire strumenti e applicazioni ad alto consumo di risorse. Il boom dell’AI ha accelerato questa transizione, e con l’acquisizione di Wiz, Google potrà competere meglio con Amazon e Microsoft nel mercato enterprise del cloud.</p><p>Nel 2024, Google aveva già tentato di acquistare Wiz per 23 miliardi di dollari, ma le trattative erano fallite a causa di disaccordi sull’indipendenza di Wiz nello sviluppo futuro e sulle possibili complicazioni normative e antitrust. Tuttavia, l’attuale amministrazione statunitense, con il presidente Trump che ha espresso l’intenzione di ridurre la burocrazia per le acquisizioni Big Tech, potrebbe favorire l’approvazione dell’accordo nonostante i possibili ostacoli regolatori.</p><p>Thomas Kurian, CEO di Google Cloud, ha sottolineato l’importanza dell’accordo:<br>"Google Cloud e Wiz condividono la visione di rendere la cybersecurity più accessibile e semplice per aziende di qualsiasi dimensione e settore. Aiutare più aziende a prevenire attacchi informatici, soprattutto in ambienti software complessi, ridurrà i costi, le interruzioni e i problemi legati alla sicurezza."</p><p>Anche Assaf Rappaport, co-fondatore e CEO di Wiz, ha commentato l’operazione:</p><p>"Wiz e Google Cloud sono pienamente impegnati a proteggere i clienti su tutte le principali piattaforme cloud, garantendo sicurezza ovunque operino. Questo è un momento entusiasmante per la nostra azienda, ma ancora più significativo per clienti e partner, poiché l’acquisizione rafforzerà la nostra missione di migliorare la sicurezza e prevenire le violazioni grazie a maggiori risorse e a un’esperienza avanzata nell’AI."</p>
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                                                            <title><![CDATA[ L'intelligenza artificiale minaccia i data center: come gestire l'esplosione della domanda energetica ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L&apos;impatto che l&apos;intelligenza artificiale sta avendo sui data center e sull&apos;uso dell&apos;energia è innegabile. Se non controllato, il problema potrebbe peggiorare ulteriormente. Un recente rapporto di IDC rivela che, con l&apos;aumento dell&apos;adozione dell&apos;IA, l&apos;energia necessaria per supportare i carichi di lavoro relativi a questa tecnologia è destinata a crescere, con un consumo di elettricità nei data center che dovrebbe più che raddoppiare tra il 2023 e il 2028. Si prevede che i carichi di lavoro legati all&apos;IA cresceranno con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 44,7% fino al 2027, con una domanda di energia che arriverà a 146,2 TWh. Le implicazioni sono chiare: i data center, che già rappresentano il 46% della spesa energetica delle imprese, potrebbero presto diventare insostenibili.</p><p>Questo scenario, ovviamente, non può verificarsi. Ma con la rapida espansione dei carichi di lavoro dell&apos;IA, i data center devono evolversi velocemente per affrontare una possibile crisi energetica, aggravata dall&apos;aumento dei prezzi dell&apos;elettricità dovuto all&apos;instabilità geopolitica in Medio Oriente. L&apos;influenza crescente degli strumenti basati sull&apos;IA in vari settori, dalla sanità ai servizi finanziari, è evidente. Tuttavia, la ricerca alimentata dall&apos;IA consuma 100 volte più energia rispetto a una ricerca tradizionale, e la costruzione di modelli fondamentali di IA può richiedere energia sufficiente per alimentare 20.000 case per sei mesi.</p><h2 id="una-soluzione">Una soluzione?</h2><p>Un rapporto di Atlantic Ventures, intitolato Improving Sustainability in Data Centers 2024, suggerisce una soluzione, evidenziando come le architetture di data center di nuova generazione, come l&apos;infrastruttura iperconvergente (HCI), possano contribuire a ridurre i consumi energetici, le emissioni di anidride carbonica e a favorire la diminuzione dei costi nella regione EMEA. Il rapporto prevede che, nel giro di sei anni, la modernizzazione dei data center con l&apos;adozione dell&apos;HCI potrebbe portare a un risparmio di circa 19 milioni di tCO2e nella regione, pari alle emissioni prodotte da quasi 4,1 milioni di automobili. Inoltre, si stima che ciò potrebbe generare un risparmio di 25 miliardi di euro entro il 2030, grazie al miglioramento dell&apos;efficienza energetica e operativa.</p><p>Con l&apos;integrazione crescente dell&apos;IA nelle operazioni aziendali e l&apos;aumento dei consumi energetici, l&apos;HCI potrebbe ridurre il rischio di un incremento insostenibile dei costi, assicurando nel contempo che gli obiettivi di sostenibilità siano rispettati. Tuttavia, la questione non riguarda solo l&apos;HCI, ma anche il modo in cui le organizzazioni gestiscono i carichi di lavoro dell&apos;IA. L&apos;attenzione dovrebbe essere focalizzata sull&apos;ottimizzazione dei luoghi e delle modalità con cui vengono elaborati i carichi di lavoro IA, utilizzando la modernizzazione per gestire questi processi in modo più intelligente. Questo approccio è molto più sensato rispetto a un&apos;ulteriore costruzione di data center sempre più efficienti dal punto di vista energetico.</p><p>Si tratta di un punto cruciale, poiché è necessario considerare come l&apos;IA opera e dove la domanda energetica crescerà maggiormente. Sebbene molte aziende siano attratte dai consumi energetici necessari per addestrare i modelli IA, è l&apos;inferenza — cioè il processo decisionale in tempo reale che l&apos;IA esegue — a consumare la maggior parte dell&apos;energia. </p><p>L&apos;addestramento dei modelli fondamentali avviene una sola volta, mentre l&apos;inferenza è un processo continuo che si ripete milioni di volte, in particolare in applicazioni basate sull&apos;IA come il rilevamento delle frodi o la manutenzione predittiva. L&apos;ottimizzazione di quest&apos;ultimo, specialmente ai margini, potrebbe rappresentare la soluzione ideale per i data center, consentendo loro di gestire in modo più efficiente le crescenti esigenze energetiche legate all&apos;IA.</p><h2 id="passare-alle-energie-rinnovabili">Passare alle energie rinnovabili</h2><p>Come suggerisce il rapporto IDC, un numero crescente di fornitori di data center deve orientarsi verso fonti di energia rinnovabile, ma anche ripensare l&apos;infrastruttura esistente. Il cloud ibrido, l&apos;edge computing e i sistemi on-premise rappresentano soluzioni in grado di bilanciare le richieste energetiche legate all&apos;IA, distribuendo i carichi di lavoro in modo più intelligente.</p><p>L&apos;elaborazione dei dati più vicina alla fonte, attraverso l&apos;edge computing, per esempio, riduce il consumo energetico necessario per trasferire grandi quantità di dati tra i server centralizzati. Nel frattempo, gli ambienti ibridi di cloud computing possono gestire le operazioni di addestramento più intense dal punto di vista computazionale, mentre l&apos;inferenza in tempo reale può essere eseguita in loco o tramite edge computing.</p><p>L&apos;edge computing svolge un ruolo cruciale, elaborando i dati direttamente nel luogo in cui vengono generati, come nei negozi al dettaglio o nei dispositivi IoT. Questo non solo migliora i tempi di risposta, ma riduce anche in modo significativo l&apos;energia richiesta per l&apos;inferenza.</p><p>Una moderna infrastruttura è essenziale per gestire in modo efficiente le crescenti richieste energetiche dell&apos;IA. Per questo, è necessaria una piattaforma containerizzata che supporti sia le CPU che le GPU, in grado di eseguire i carichi di lavoro dell&apos;IA in maniera ottimale. Anche lo storage gioca un ruolo fondamentale, poiché l&apos;IA gestisce principalmente dati non strutturati, come file e oggetti. Investire in sistemi di storage ad alte prestazioni e in stack di calcolo ottimizzati consente alle aziende di ridurre notevolmente l&apos;energia necessaria per eseguire le applicazioni di IA.</p><p>Inoltre, la capacità di misurare e gestire il consumo energetico diventa cruciale. Le piattaforme che offrono visibilità in tempo reale sull&apos;utilizzo dell&apos;energia permettono ai data center di ottimizzare ogni fase dell&apos;elaborazione IA, dalla formazione all&apos;inferenza. Secondo il rapporto IDC, anche un miglioramento del 10% nell&apos;efficienza energetica potrebbe portare a risparmi significativi.</p><h2 id="processo-decisionale-in-tempo-reale">Processo decisionale in tempo reale</h2><p>Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sui massicci costi energetici legati all&apos;addestramento dei modelli fondamentali, le aziende dovrebbero focalizzarsi sulla frequenza con cui questi modelli vengono utilizzati nel processo decisionale in tempo reale. La compressione dei modelli, il perfezionamento della loro architettura e l&apos;esecuzione su piattaforme progettate per l&apos;efficienza saranno elementi chiave per ridurre l&apos;impronta energetica complessiva dell&apos;IA. Ad esempio, sono state sviluppate piattaforme containerizzate e soluzioni di storage ad alte prestazioni, studiate specificamente per l&apos;inferenza dell&apos;IA, che offrono alle aziende un&apos;opportunità concreta per ottimizzare i carichi di lavoro dell&apos;IA e contenere la domanda di energia.</p><p>Il vero costo dell&apos;IA non riguarda più solo le prestazioni e l&apos;innovazione, ma anche l&apos;energia necessaria per alimentarla. Man mano che le organizzazioni intensificano le loro iniziative legate all&apos;IA, la domanda non è se possano permettersi di investire in IA, ma se possano sostenere l&apos;energia che essa richiede. Con un&apos;infrastruttura ibrida e un focus particolare sull&apos;inferenza efficiente, le aziende hanno l&apos;opportunità di contenere questo aumento del consumo energetico. Al contrario, coloro che ignorano questa realtà potrebbero presto ritrovarsi con i loro data center in balia di una vera e propria crisi energetica legata all&apos;intelligenza artificiale.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ I data center, che già rappresentano il 46% della spesa energetica delle imprese, potrebbero presto diventare insostenibili. ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Data center racks with cables and servers]]></media:title>
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                                <p>L&apos;impatto che l&apos;intelligenza artificiale sta avendo sui data center e sull&apos;uso dell&apos;energia è innegabile. Se non controllato, il problema potrebbe peggiorare ulteriormente. Un recente rapporto di IDC rivela che, con l&apos;aumento dell&apos;adozione dell&apos;IA, l&apos;energia necessaria per supportare i carichi di lavoro relativi a questa tecnologia è destinata a crescere, con un consumo di elettricità nei data center che dovrebbe più che raddoppiare tra il 2023 e il 2028. Si prevede che i carichi di lavoro legati all&apos;IA cresceranno con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 44,7% fino al 2027, con una domanda di energia che arriverà a 146,2 TWh. Le implicazioni sono chiare: i data center, che già rappresentano il 46% della spesa energetica delle imprese, potrebbero presto diventare insostenibili.</p><p>Questo scenario, ovviamente, non può verificarsi. Ma con la rapida espansione dei carichi di lavoro dell&apos;IA, i data center devono evolversi velocemente per affrontare una possibile crisi energetica, aggravata dall&apos;aumento dei prezzi dell&apos;elettricità dovuto all&apos;instabilità geopolitica in Medio Oriente. L&apos;influenza crescente degli strumenti basati sull&apos;IA in vari settori, dalla sanità ai servizi finanziari, è evidente. Tuttavia, la ricerca alimentata dall&apos;IA consuma 100 volte più energia rispetto a una ricerca tradizionale, e la costruzione di modelli fondamentali di IA può richiedere energia sufficiente per alimentare 20.000 case per sei mesi.</p><h2 id="una-soluzione">Una soluzione?</h2><p>Un rapporto di Atlantic Ventures, intitolato Improving Sustainability in Data Centers 2024, suggerisce una soluzione, evidenziando come le architetture di data center di nuova generazione, come l&apos;infrastruttura iperconvergente (HCI), possano contribuire a ridurre i consumi energetici, le emissioni di anidride carbonica e a favorire la diminuzione dei costi nella regione EMEA. Il rapporto prevede che, nel giro di sei anni, la modernizzazione dei data center con l&apos;adozione dell&apos;HCI potrebbe portare a un risparmio di circa 19 milioni di tCO2e nella regione, pari alle emissioni prodotte da quasi 4,1 milioni di automobili. Inoltre, si stima che ciò potrebbe generare un risparmio di 25 miliardi di euro entro il 2030, grazie al miglioramento dell&apos;efficienza energetica e operativa.</p><p>Con l&apos;integrazione crescente dell&apos;IA nelle operazioni aziendali e l&apos;aumento dei consumi energetici, l&apos;HCI potrebbe ridurre il rischio di un incremento insostenibile dei costi, assicurando nel contempo che gli obiettivi di sostenibilità siano rispettati. Tuttavia, la questione non riguarda solo l&apos;HCI, ma anche il modo in cui le organizzazioni gestiscono i carichi di lavoro dell&apos;IA. L&apos;attenzione dovrebbe essere focalizzata sull&apos;ottimizzazione dei luoghi e delle modalità con cui vengono elaborati i carichi di lavoro IA, utilizzando la modernizzazione per gestire questi processi in modo più intelligente. Questo approccio è molto più sensato rispetto a un&apos;ulteriore costruzione di data center sempre più efficienti dal punto di vista energetico.</p><p>Si tratta di un punto cruciale, poiché è necessario considerare come l&apos;IA opera e dove la domanda energetica crescerà maggiormente. Sebbene molte aziende siano attratte dai consumi energetici necessari per addestrare i modelli IA, è l&apos;inferenza — cioè il processo decisionale in tempo reale che l&apos;IA esegue — a consumare la maggior parte dell&apos;energia. </p><p>L&apos;addestramento dei modelli fondamentali avviene una sola volta, mentre l&apos;inferenza è un processo continuo che si ripete milioni di volte, in particolare in applicazioni basate sull&apos;IA come il rilevamento delle frodi o la manutenzione predittiva. L&apos;ottimizzazione di quest&apos;ultimo, specialmente ai margini, potrebbe rappresentare la soluzione ideale per i data center, consentendo loro di gestire in modo più efficiente le crescenti esigenze energetiche legate all&apos;IA.</p><h2 id="passare-alle-energie-rinnovabili">Passare alle energie rinnovabili</h2><p>Come suggerisce il rapporto IDC, un numero crescente di fornitori di data center deve orientarsi verso fonti di energia rinnovabile, ma anche ripensare l&apos;infrastruttura esistente. Il cloud ibrido, l&apos;edge computing e i sistemi on-premise rappresentano soluzioni in grado di bilanciare le richieste energetiche legate all&apos;IA, distribuendo i carichi di lavoro in modo più intelligente.</p><p>L&apos;elaborazione dei dati più vicina alla fonte, attraverso l&apos;edge computing, per esempio, riduce il consumo energetico necessario per trasferire grandi quantità di dati tra i server centralizzati. Nel frattempo, gli ambienti ibridi di cloud computing possono gestire le operazioni di addestramento più intense dal punto di vista computazionale, mentre l&apos;inferenza in tempo reale può essere eseguita in loco o tramite edge computing.</p><p>L&apos;edge computing svolge un ruolo cruciale, elaborando i dati direttamente nel luogo in cui vengono generati, come nei negozi al dettaglio o nei dispositivi IoT. Questo non solo migliora i tempi di risposta, ma riduce anche in modo significativo l&apos;energia richiesta per l&apos;inferenza.</p><p>Una moderna infrastruttura è essenziale per gestire in modo efficiente le crescenti richieste energetiche dell&apos;IA. Per questo, è necessaria una piattaforma containerizzata che supporti sia le CPU che le GPU, in grado di eseguire i carichi di lavoro dell&apos;IA in maniera ottimale. Anche lo storage gioca un ruolo fondamentale, poiché l&apos;IA gestisce principalmente dati non strutturati, come file e oggetti. Investire in sistemi di storage ad alte prestazioni e in stack di calcolo ottimizzati consente alle aziende di ridurre notevolmente l&apos;energia necessaria per eseguire le applicazioni di IA.</p><p>Inoltre, la capacità di misurare e gestire il consumo energetico diventa cruciale. Le piattaforme che offrono visibilità in tempo reale sull&apos;utilizzo dell&apos;energia permettono ai data center di ottimizzare ogni fase dell&apos;elaborazione IA, dalla formazione all&apos;inferenza. Secondo il rapporto IDC, anche un miglioramento del 10% nell&apos;efficienza energetica potrebbe portare a risparmi significativi.</p><h2 id="processo-decisionale-in-tempo-reale">Processo decisionale in tempo reale</h2><p>Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sui massicci costi energetici legati all&apos;addestramento dei modelli fondamentali, le aziende dovrebbero focalizzarsi sulla frequenza con cui questi modelli vengono utilizzati nel processo decisionale in tempo reale. La compressione dei modelli, il perfezionamento della loro architettura e l&apos;esecuzione su piattaforme progettate per l&apos;efficienza saranno elementi chiave per ridurre l&apos;impronta energetica complessiva dell&apos;IA. Ad esempio, sono state sviluppate piattaforme containerizzate e soluzioni di storage ad alte prestazioni, studiate specificamente per l&apos;inferenza dell&apos;IA, che offrono alle aziende un&apos;opportunità concreta per ottimizzare i carichi di lavoro dell&apos;IA e contenere la domanda di energia.</p><p>Il vero costo dell&apos;IA non riguarda più solo le prestazioni e l&apos;innovazione, ma anche l&apos;energia necessaria per alimentarla. Man mano che le organizzazioni intensificano le loro iniziative legate all&apos;IA, la domanda non è se possano permettersi di investire in IA, ma se possano sostenere l&apos;energia che essa richiede. Con un&apos;infrastruttura ibrida e un focus particolare sull&apos;inferenza efficiente, le aziende hanno l&apos;opportunità di contenere questo aumento del consumo energetico. Al contrario, coloro che ignorano questa realtà potrebbero presto ritrovarsi con i loro data center in balia di una vera e propria crisi energetica legata all&apos;intelligenza artificiale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ La rivoluzione nel mondo cloud parte dall’italia: scopri Cubbit ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nel contesto attuale dove le minacce informatiche sono in costante crescita, le aziende necessitano di soluzioni avanzate per salvaguardare i propri dati. Cubbit, azienda bolognese nata nel 2016, si è affermata come una risposta efficace a queste sfide, offrendo un servizio di cloud storage altamente sicuro e innovativo che sta conquistando il mercato europeo.</p><h2 id="un-nuovo-approccio-al-cloud-il-cloud-geo-distribuito">Un nuovo approccio al cloud: il cloud geo-distribuito</h2><p>Cubbit ha rivoluzionato il concetto tradizionale di cloud storage introducendo un'architettura <strong>geo-distribuita</strong>. A differenza dei servizi convenzionali che centralizzano i dati in pochi data center, Cubbit frammenta e distribuisce i dati crittografati su una rete di nodi sparsi sul territorio nazionale. Questo significa che i file non sono mai conservati integralmente in un unico luogo, aumentando significativamente la sicurezza e la resilienza del sistema.</p><div class="product"><a data-dimension112="49c352fe-0639-48b0-99ad-686ac9229626" data-action="Deal Block" data-label="Scarica Ora" data-dimension48="Scarica Ora" href="https://www.cubbit.io/it/lp/ultimate-anti-ransomware-guide-2024?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=november2024" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9TdSqqPGUYt7UZBrRJtxTW" name="server room cubbit 02.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9TdSqqPGUYt7UZBrRJtxTW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p> </p><p>🛡️ <strong>Proteggi i tuoi dati nel 2024!</strong> 🛡️</p><p>Scarica la guida definitiva contro i ransomware e scopri come tenere al sicuro le tue informazioni. 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In termini di <strong>sicurezza dei dati</strong>, anche se un malintenzionato riuscisse ad accedere a uno dei nodi, troverebbe solo frammenti criptati, inutilizzabili senza le chiavi appropriate. Inoltre, non esiste una corrispondenza diretta tra un dato specifico e un nodo, rendendo estremamente difficile qualsiasi tentativo di furto o compromissione delle informazioni.</p><p>Dal punto di vista della <strong>resilienza</strong>, la distribuzione geografica dei dati protegge le aziende non solo dagli attacchi informatici, ma anche da eventi fisici come incendi, alluvioni o altre calamità naturali. Se un nodo diventa inattivo, il sistema redistribuisce automaticamente i frammenti su altri nodi attivi, garantendo la continuità del servizio senza interruzioni. Questa architettura permette a Cubbit di offrire una <strong>durabilità dei dati pari a 15 nove (99,9999999999999%)</strong>, superando di gran lunga gli standard del settore.</p><h2 id="protezione-avanzata-contro-il-ransomware-e-conformita-normativa">Protezione avanzata contro il ransomware e conformità normativa</h2><p>Gli attacchi ransomware rappresentano una delle minacce più serie per le aziende moderne. Cubbit affronta questo problema integrando funzionalità avanzate come il <strong>versioning</strong> e l'<strong>object lock</strong>. Il versioning consente di mantenere diverse versioni di un file, <a href="https://www.cubbit.io/it/lp/ransomware-data-recovery-solution?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=november2024">facilitando il ripristino</a> in caso di attacco senza dover pagare riscatti o perdere dati importanti. L'object lock permette di bloccare i file, impedendo modifiche o cancellazioni non autorizzate per un periodo definito dall'utente, offrendo un ulteriore livello di protezione sia contro attacchi esterni che errori interni.</p><p>Per quanto riguarda la <strong>conformità normativa</strong>, Cubbit garantisce alle aziende il controllo sulla localizzazione dei propri dati grazie alla tecnologia di <strong>geofencing</strong>, assicurando che rimangano all'interno dei confini nazionali. Questo è fondamentale per rispettare regolamenti come il GDPR, la<a href="https://www.cubbit.io/it/lp/nis2?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=november2024"> NIS2</a> e altre normative sulla protezione dei dati.</p><p>L'impegno di Cubbit verso i più alti standard di sicurezza è attestato da importanti <strong>certificazioni internazionali</strong> come ISO 9001:2015 per la gestione della qualità, ISO/IEC 27001:2013 per la sicurezza delle informazioni, ISO/IEC 27017:2015 per la sicurezza nel cloud e ISO/IEC 27018:2019 per la protezione dei dati personali nel cloud. Inoltre, ha ricevuto il <strong>Cybersecurity Made in Europe Label</strong>, riconoscimento che sottolinea l'eccellenza dell'azienda nel campo della cybersecurity a livello europeo. Audit indipendenti periodici garantiscono il mantenimento costante di questi elevati standard.</p><h2 id="facilita-d-integrazione-e-flessibilita-operativa">Facilità d'integrazione e flessibilità operativa</h2><p>Un elemento distintivo di Cubbit è la sua <strong>facilità d'uso</strong>. La piattaforma è progettata per essere compatibile con qualsiasi client S3, permettendo alle aziende di integrare il servizio senza dover modificare i propri flussi di lavoro o affrontare complessi processi di apprendimento. Questa compatibilità facilita l'adozione di Cubbit nelle infrastrutture IT esistenti, consentendo alle aziende di sfruttare immediatamente i vantaggi offerti.</p><p>Le applicazioni pratiche sono molteplici. Le aziende possono effettuare <strong>backup off-site automatizzati</strong>, proteggendo i dati critici con copie di sicurezza esterne e garantendo un ripristino rapido in caso di necessità. La piattaforma permette anche una <strong>collaborazione sicura</strong>, facilitando la condivisione di informazioni su macchine virtuali o sistemi NAS on-premise in modo protetto, ideale per team che lavorano da remoto. Inoltre, è possibile implementare strategie di <strong>conservazione documentale a lungo termine</strong>, assicurando l'accessibilità e l'integrità dei dati nel tempo, in conformità con le normative vigenti.</p><h2 id="una-scelta-affidabile-per-aziende-pubbliche-e-private">Una scelta affidabile per aziende pubbliche e private</h2><p>La reputazione di Cubbit è confermata dalla fiducia riposta da oltre <strong>350 organizzazioni</strong> in Europa. Importanti realtà come <strong>Leonardo</strong>, <strong>Granarolo</strong>, <strong>Amadori</strong> e il gigante francese della cybersecurity <strong>Exclusive Networks</strong> hanno scelto Cubbit per proteggere i propri dati sensibili. La presenza sulla piattaforma <strong>MePA</strong> (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) e la qualifica presso l'<strong>ACN</strong> (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) rendono Cubbit una soluzione ideale anche per le istituzioni pubbliche, che richiedono elevati standard di sicurezza e conformità.</p><h2 id="perche-affidarsi-a-cubbit-per-la-sicurezza-dei-dati-aziendali">Perché affidarsi a Cubbit per la sicurezza dei dati aziendali</h2><p>In un'epoca in cui le minacce informatiche sono sempre più sofisticate, scegliere una soluzione come Cubbit diventa fondamentale per proteggere il patrimonio digitale dell'azienda. L'architettura geo-distribuita e le funzionalità avanzate anti-ransomware offrono una <strong>sicurezza multilivello</strong>. La possibilità di controllare la localizzazione dei dati garantisce il <strong>rispetto delle normative</strong> sulla protezione delle informazioni, sia a livello nazionale che europeo. La <strong>flessibilità operativa</strong> data dalla compatibilità con i client S3 consente un'adozione semplice e immediata, senza la necessità di apprendere nuovi software o modificare processi consolidati.</p><p>Le numerose certificazioni internazionali e gli audit di terze parti attestano l'impegno costante di Cubbit verso l'eccellenza, rendendolo un <strong>partner affidabile</strong> per affrontare le sfide della sicurezza informatica moderna.</p><p>In collaborazione con oltre 200 responsabili IT di aziende di vari settori, Cubbit ha realizzato la <strong>Guida Anti-Ransomware 2024</strong>, un documento completo che offre strategie e consigli pratici per proteggersi dalle minacce informatiche più recenti.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Cubbit vuole espandersi in Europa e portare il suo cloud geo-distribuito anche nello spazio ]]>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Nel contesto attuale dove le minacce informatiche sono in costante crescita, le aziende necessitano di soluzioni avanzate per salvaguardare i propri dati. Cubbit, azienda bolognese nata nel 2016, si è affermata come una risposta efficace a queste sfide, offrendo un servizio di cloud storage altamente sicuro e innovativo che sta conquistando il mercato europeo.</p><h2 id="un-nuovo-approccio-al-cloud-il-cloud-geo-distribuito">Un nuovo approccio al cloud: il cloud geo-distribuito</h2><p>Cubbit ha rivoluzionato il concetto tradizionale di cloud storage introducendo un'architettura <strong>geo-distribuita</strong>. A differenza dei servizi convenzionali che centralizzano i dati in pochi data center, Cubbit frammenta e distribuisce i dati crittografati su una rete di nodi sparsi sul territorio nazionale. Questo significa che i file non sono mai conservati integralmente in un unico luogo, aumentando significativamente la sicurezza e la resilienza del sistema.</p><div class="product"><a data-dimension112="49c352fe-0639-48b0-99ad-686ac9229626" data-action="Deal Block" data-label="Scarica Ora" data-dimension48="Scarica Ora" href="https://www.cubbit.io/it/lp/ultimate-anti-ransomware-guide-2024?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=november2024" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9TdSqqPGUYt7UZBrRJtxTW" name="server room cubbit 02.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9TdSqqPGUYt7UZBrRJtxTW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p> </p><p>🛡️ <strong>Proteggi i tuoi dati nel 2024!</strong> 🛡️</p><p>Scarica la guida definitiva contro i ransomware e scopri come tenere al sicuro le tue informazioni. 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In termini di <strong>sicurezza dei dati</strong>, anche se un malintenzionato riuscisse ad accedere a uno dei nodi, troverebbe solo frammenti criptati, inutilizzabili senza le chiavi appropriate. Inoltre, non esiste una corrispondenza diretta tra un dato specifico e un nodo, rendendo estremamente difficile qualsiasi tentativo di furto o compromissione delle informazioni.</p><p>Dal punto di vista della <strong>resilienza</strong>, la distribuzione geografica dei dati protegge le aziende non solo dagli attacchi informatici, ma anche da eventi fisici come incendi, alluvioni o altre calamità naturali. Se un nodo diventa inattivo, il sistema redistribuisce automaticamente i frammenti su altri nodi attivi, garantendo la continuità del servizio senza interruzioni. Questa architettura permette a Cubbit di offrire una <strong>durabilità dei dati pari a 15 nove (99,9999999999999%)</strong>, superando di gran lunga gli standard del settore.</p><h2 id="protezione-avanzata-contro-il-ransomware-e-conformita-normativa">Protezione avanzata contro il ransomware e conformità normativa</h2><p>Gli attacchi ransomware rappresentano una delle minacce più serie per le aziende moderne. Cubbit affronta questo problema integrando funzionalità avanzate come il <strong>versioning</strong> e l'<strong>object lock</strong>. Il versioning consente di mantenere diverse versioni di un file, <a href="https://www.cubbit.io/it/lp/ransomware-data-recovery-solution?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=november2024">facilitando il ripristino</a> in caso di attacco senza dover pagare riscatti o perdere dati importanti. L'object lock permette di bloccare i file, impedendo modifiche o cancellazioni non autorizzate per un periodo definito dall'utente, offrendo un ulteriore livello di protezione sia contro attacchi esterni che errori interni.</p><p>Per quanto riguarda la <strong>conformità normativa</strong>, Cubbit garantisce alle aziende il controllo sulla localizzazione dei propri dati grazie alla tecnologia di <strong>geofencing</strong>, assicurando che rimangano all'interno dei confini nazionali. Questo è fondamentale per rispettare regolamenti come il GDPR, la<a href="https://www.cubbit.io/it/lp/nis2?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=november2024"> NIS2</a> e altre normative sulla protezione dei dati.</p><p>L'impegno di Cubbit verso i più alti standard di sicurezza è attestato da importanti <strong>certificazioni internazionali</strong> come ISO 9001:2015 per la gestione della qualità, ISO/IEC 27001:2013 per la sicurezza delle informazioni, ISO/IEC 27017:2015 per la sicurezza nel cloud e ISO/IEC 27018:2019 per la protezione dei dati personali nel cloud. Inoltre, ha ricevuto il <strong>Cybersecurity Made in Europe Label</strong>, riconoscimento che sottolinea l'eccellenza dell'azienda nel campo della cybersecurity a livello europeo. Audit indipendenti periodici garantiscono il mantenimento costante di questi elevati standard.</p><h2 id="facilita-d-integrazione-e-flessibilita-operativa">Facilità d'integrazione e flessibilità operativa</h2><p>Un elemento distintivo di Cubbit è la sua <strong>facilità d'uso</strong>. La piattaforma è progettata per essere compatibile con qualsiasi client S3, permettendo alle aziende di integrare il servizio senza dover modificare i propri flussi di lavoro o affrontare complessi processi di apprendimento. Questa compatibilità facilita l'adozione di Cubbit nelle infrastrutture IT esistenti, consentendo alle aziende di sfruttare immediatamente i vantaggi offerti.</p><p>Le applicazioni pratiche sono molteplici. Le aziende possono effettuare <strong>backup off-site automatizzati</strong>, proteggendo i dati critici con copie di sicurezza esterne e garantendo un ripristino rapido in caso di necessità. La piattaforma permette anche una <strong>collaborazione sicura</strong>, facilitando la condivisione di informazioni su macchine virtuali o sistemi NAS on-premise in modo protetto, ideale per team che lavorano da remoto. Inoltre, è possibile implementare strategie di <strong>conservazione documentale a lungo termine</strong>, assicurando l'accessibilità e l'integrità dei dati nel tempo, in conformità con le normative vigenti.</p><h2 id="una-scelta-affidabile-per-aziende-pubbliche-e-private">Una scelta affidabile per aziende pubbliche e private</h2><p>La reputazione di Cubbit è confermata dalla fiducia riposta da oltre <strong>350 organizzazioni</strong> in Europa. Importanti realtà come <strong>Leonardo</strong>, <strong>Granarolo</strong>, <strong>Amadori</strong> e il gigante francese della cybersecurity <strong>Exclusive Networks</strong> hanno scelto Cubbit per proteggere i propri dati sensibili. La presenza sulla piattaforma <strong>MePA</strong> (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) e la qualifica presso l'<strong>ACN</strong> (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) rendono Cubbit una soluzione ideale anche per le istituzioni pubbliche, che richiedono elevati standard di sicurezza e conformità.</p><h2 id="perche-affidarsi-a-cubbit-per-la-sicurezza-dei-dati-aziendali">Perché affidarsi a Cubbit per la sicurezza dei dati aziendali</h2><p>In un'epoca in cui le minacce informatiche sono sempre più sofisticate, scegliere una soluzione come Cubbit diventa fondamentale per proteggere il patrimonio digitale dell'azienda. L'architettura geo-distribuita e le funzionalità avanzate anti-ransomware offrono una <strong>sicurezza multilivello</strong>. La possibilità di controllare la localizzazione dei dati garantisce il <strong>rispetto delle normative</strong> sulla protezione delle informazioni, sia a livello nazionale che europeo. La <strong>flessibilità operativa</strong> data dalla compatibilità con i client S3 consente un'adozione semplice e immediata, senza la necessità di apprendere nuovi software o modificare processi consolidati.</p><p>Le numerose certificazioni internazionali e gli audit di terze parti attestano l'impegno costante di Cubbit verso l'eccellenza, rendendolo un <strong>partner affidabile</strong> per affrontare le sfide della sicurezza informatica moderna.</p><p>In collaborazione con oltre 200 responsabili IT di aziende di vari settori, Cubbit ha realizzato la <strong>Guida Anti-Ransomware 2024</strong>, un documento completo che offre strategie e consigli pratici per proteggersi dalle minacce informatiche più recenti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Google Foto introduce la nuova funzione AI per ricerche più rapide ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Google Foto è già un potente archivio di ricordi personali e ora Google sta introducendo un aggiornamento con Gemini che potrebbe sostituire completamente la memoria per richiamare eventi specifici della vita. </p><p>Come segnalato da <a href="https://9to5google.com/2024/10/05/google-ask-photos-ai-rolling-out/">9to5Google</a>, Google ha iniziato a premiare gli utenti che si sono iscritti alla lista d&apos;attesa di "Ask Photos" con un lancio anticipato della funzione negli Stati Uniti. Questo strumento consente di cercare nella libreria di Google Foto utilizzando domande in linguaggio naturale, come ad esempio "dove abbiamo campeggiato l&apos;ultima volta che siamo andati a Yosemite?", ed è già disponibile per molti nell&apos;app.</p><p>Il lancio conferma che "Ask Photos" sostituirà effettivamente l&apos;attuale scheda "Ricerca" nella barra inferiore dell&apos;app. Una volta accettate le richieste di dati di Google, la ricerca funzionerà su tutte le piattaforme di Google Foto collegate al tuo account. È ancora possibile utilizzare la vecchia funzione di ricerca, ma solo se prima si è posta la domanda tramite "Ask Photos".</p><p>Questa funzionalità è principalmente incentrata nel rispondere a domande sulle persone nella tua vita, ma Google afferma che sarà anche un utile assistente per le vacanze. Durante il lancio a Google IO 2024, un esempio di domanda è stata "cosa abbiamo mangiato all&apos;hotel di Stanley?", e presumibilmente sarà in grado di richiamare anche nomi di hotel, targhe e altro – insomma, qualsiasi cosa tu abbia fotografato e salvato.</p><p>Sfortunatamente, "Ask Photos" è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti, ma abbiamo chiesto a Google un aggiornamento su un possibile lancio globale e aggiorneremo questa notizia non appena riceveremo informazioni.</p><h2 id="una-spalla-spaventosamente-preparata">Una spalla spaventosamente preparata</h2><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/sMHF_DKr9mM" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Google Foto si è evoluto da un semplice organizzatore di immagini a una vera e propria banca di memoria alimentata dall&apos;intelligenza artificiale, e la nuova funzione "Chiedi a Foto" rappresenta il più grande aggiornamento della ricerca in un bel po&apos; di tempo. Per alcuni utenti, questa funzionalità sarà una vera salvezza, mentre altri potrebbero essere comprensibilmente preoccupati per i suoi aspetti invasivi.</p><p>Google assicura che non c&apos;è motivo di temere che le risposte di "Chiedi a Foto" vengano esaminate da esseri umani. Tuttavia, per migliorare il servizio, l&apos;azienda afferma che "le query possono essere riviste da esseri umani, ma solo dopo che l&apos;utente si è disconnesso dal proprio account Google per proteggere la privacy".</p><p>Non c&apos;è dubbio che la ricerca sia l&apos;elemento principale di attrazione di Google Foto, e sarà interessante vedere come "Chiedi a Foto" si confronta con le funzioni di ricerca disponibili in applicazioni alternative come Apple Foto. Se preferite evitare la nuova era della ricerca assistita dall&apos;intelligenza artificiale, potreste considerare le migliori alternative a Google Foto, come iDrive.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cloud-computing/google-foto-introduce-la-nuova-funzione-ai-per-ricerche-piu-rapide</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google Foto ha iniziato a distribuire ad alcuni utenti l'aggiornamento della ricerca AI basata su Gemini: ecco come funziona. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <p>Google Foto è già un potente archivio di ricordi personali e ora Google sta introducendo un aggiornamento con Gemini che potrebbe sostituire completamente la memoria per richiamare eventi specifici della vita. </p><p>Come segnalato da <a href="https://9to5google.com/2024/10/05/google-ask-photos-ai-rolling-out/">9to5Google</a>, Google ha iniziato a premiare gli utenti che si sono iscritti alla lista d&apos;attesa di "Ask Photos" con un lancio anticipato della funzione negli Stati Uniti. Questo strumento consente di cercare nella libreria di Google Foto utilizzando domande in linguaggio naturale, come ad esempio "dove abbiamo campeggiato l&apos;ultima volta che siamo andati a Yosemite?", ed è già disponibile per molti nell&apos;app.</p><p>Il lancio conferma che "Ask Photos" sostituirà effettivamente l&apos;attuale scheda "Ricerca" nella barra inferiore dell&apos;app. Una volta accettate le richieste di dati di Google, la ricerca funzionerà su tutte le piattaforme di Google Foto collegate al tuo account. È ancora possibile utilizzare la vecchia funzione di ricerca, ma solo se prima si è posta la domanda tramite "Ask Photos".</p><p>Questa funzionalità è principalmente incentrata nel rispondere a domande sulle persone nella tua vita, ma Google afferma che sarà anche un utile assistente per le vacanze. Durante il lancio a Google IO 2024, un esempio di domanda è stata "cosa abbiamo mangiato all&apos;hotel di Stanley?", e presumibilmente sarà in grado di richiamare anche nomi di hotel, targhe e altro – insomma, qualsiasi cosa tu abbia fotografato e salvato.</p><p>Sfortunatamente, "Ask Photos" è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti, ma abbiamo chiesto a Google un aggiornamento su un possibile lancio globale e aggiorneremo questa notizia non appena riceveremo informazioni.</p><h2 id="una-spalla-spaventosamente-preparata">Una spalla spaventosamente preparata</h2><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/sMHF_DKr9mM" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Google Foto si è evoluto da un semplice organizzatore di immagini a una vera e propria banca di memoria alimentata dall&apos;intelligenza artificiale, e la nuova funzione "Chiedi a Foto" rappresenta il più grande aggiornamento della ricerca in un bel po&apos; di tempo. Per alcuni utenti, questa funzionalità sarà una vera salvezza, mentre altri potrebbero essere comprensibilmente preoccupati per i suoi aspetti invasivi.</p><p>Google assicura che non c&apos;è motivo di temere che le risposte di "Chiedi a Foto" vengano esaminate da esseri umani. Tuttavia, per migliorare il servizio, l&apos;azienda afferma che "le query possono essere riviste da esseri umani, ma solo dopo che l&apos;utente si è disconnesso dal proprio account Google per proteggere la privacy".</p><p>Non c&apos;è dubbio che la ricerca sia l&apos;elemento principale di attrazione di Google Foto, e sarà interessante vedere come "Chiedi a Foto" si confronta con le funzioni di ricerca disponibili in applicazioni alternative come Apple Foto. Se preferite evitare la nuova era della ricerca assistita dall&apos;intelligenza artificiale, potreste considerare le migliori alternative a Google Foto, come iDrive.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ L'AI: la nuova frontiera del vendor lock-in nel cloud? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nell&apos;ottobre del 2022, l&apos;autorità di regolamentazione delle comunicazioni del Regno Unito, Ofcom, ha avviato un&apos;indagine sulle pratiche degli hyperscaler del cloud. Da allora, Google, Amazon e Microsoft sono stati deferiti alla Competition and Markets Authority (CMA), l&apos;autorità di regolamentazione della concorrenza, ponendo la questione del cloud vendor lock-in sotto i riflettori.</p><p>La vicenda ha avuto molteplici risvolti, ma recentemente la CMA ha pubblicato i risultati delle interviste qualitative con i clienti hyperscaler come prima fase dell&apos;indagine. Come molti nel settore si aspettavano, l&apos;interoperabilità era la preoccupazione principale, in quanto le barriere tecniche rendevano lo spostamento di dati o servizi tra servizi di cloud computing una sfida significativa. Le tariffe di uscita, che vengono addebitate per spostare i dati dal cloud di un fornitore, sono state sorprendentemente viste come un problema minore, con molte delle organizzazioni intervistate che le hanno descritte come trascurabili.</p><p>Tuttavia, questa indifferenza nei confronti delle tariffe di uscita è cambiata quando è stato chiesto di parlare di IA.</p><h2 id="uno-sguardo-al-futuro-guidato-dall-apos-intelligenza-artificiale">Uno sguardo al futuro guidato dall&apos;intelligenza artificiale</h2><p>Negli ultimi due anni l&apos;IA, in particolare l&apos;IA generativa, ha dominato il panorama tecnologico. Le organizzazioni stanno iniziando a passare dalla fase sperimentale di laboratorio dell&apos;implementazione dell&apos;IA all&apos;implementazione in produzione con alcuni casi d&apos;uso iniziali.</p><p>Gli hyperscaler sono stati in prima linea negli investimenti in IA. L&apos;anno scorso Microsoft ha investito 13 miliardi di dollari in OpenAI, dando il via a una tendenza che ha visto i tre grandi hyperscaler investire pesantemente. Sta rapidamente diventando un campo di battaglia fondamentale, con ciascuno di essi in grado di vantare l&apos;esclusività su determinati prodotti di IA.</p><p>Naturalmente, la CMA ha posto domande su come i fornitori di cloud avranno un impatto sull&apos;IA in futuro. Questo è stato identificato come un problema potenziale, in particolare quando si considerano le tariffe di uscita. Attualmente, la quantità di dati che le organizzazioni spostano da un cloud all&apos;altro è relativamente piccola, e quindi le tariffe di uscita sono trascurabili. Tuttavia, se un&apos;azienda avesse la maggior parte dei suoi dati archiviati in un ambiente hyperscaler, ma volesse utilizzare un altro cloud provider per accedere ai suoi strumenti di AI, le tariffe di egress per spostare quel volume di dati sarebbero astronomiche.</p><p>Le organizzazioni potrebbero voler utilizzare o addestrare i modelli di IA su hyperscaler diversi per determinate attività. Ciò significa che le organizzazioni devono avere la possibilità di spostare facilmente gruppi di dati da un cloud all&apos;altro. In questo caso, il flusso costante di dati avanti e indietro comporterebbe costi di uscita e problemi di interoperabilità. Ciò significa che le aziende si trovano a dover scegliere se rimanere con l&apos;attuale fornitore e utilizzare solo gli strumenti di IA che offre, oppure passare mesi a rendere i propri dati adatti alla migrazione. Un cliente del rapporto intermedio della CMA ha sottolineato proprio questo aspetto:</p><p>"Uno degli aspetti che attualmente ci preoccupa è il lock in. Per il nostro lavoro di analisi abbiamo utilizzato AWS, i loro strumenti, la loro modellazione e il blocco in termini di IA sembra molto più forte rispetto ad altri servizi. Ad esempio, l&apos;ottimizzazione di alcuni modelli su determinati cloud renderebbe molto difficile, a mio avviso, spostarsi altrove. Ma è sicuramente un aspetto che stiamo approfondendo. Non credo che al momento sappiamo quale sia la risposta. Ma è una nostra preoccupazione, e il blocco è una grande preoccupazione perché penso che ci porti a un certo modo di usare l&apos;IA con certi modelli".</p><h2 id="abbattere-le-barriere-del-cloud">Abbattere le barriere del cloud</h2><p>Il rapporto intermedio chiarisce che, mentre oggi esiste il cloud vendor lock-in, i problemi di interoperabilità e di tariffe di uscita saranno amplificati con la diffusione dell&apos;IA.</p><p>Per essere chiari, un mercato del cloud più flessibile non si tradurrà in una frenesia di cambiamento in cui le organizzazioni sposteranno regolarmente tutti i loro dati. Infatti, anche se la CMA dovesse intervenire per risolvere i problemi di interoperabilità, spostare tutti i dati di un&apos;azienda da un ambiente cloud all&apos;altro sarebbe comunque un&apos;impresa titanica.</p><p>È più probabile che i clienti spostino sottoinsiemi di dati da un cloud all&apos;altro a seconda dello strumento di intelligenza artificiale che desiderano utilizzare, adottando essenzialmente un modello multi-cloud altamente flessibile. In questo caso, è probabile che gli hyperscaler vedano tanti dati entrare nei loro ambienti quanti ne escono, con set di dati più piccoli che vengono spostati più regolarmente.</p><p>Per questo motivo, una moderna architettura dei dati sarà fondamentale per le organizzazioni che desiderano utilizzare in modo efficace l&apos;intelligenza artificiale.</p><p>Che si tratti di cambiare completamente fornitore di cloud o di spostare un sottoinsieme di dati da un hyperscaler a un altro per sfruttare l&apos;AI, una piattaforma di dati unificata può aiutare fornendo un livello di astrazione che facilita lo spostamento sicuro dei dati da cloud a cloud.</p><h2 id="gli-hyperscaler-non-dovrebbero-essere-i-guardiani-dell-apos-innovazione-ai">Gli hyperscaler non dovrebbero essere i guardiani dell&apos;innovazione AI</h2><p>La scelta e la flessibilità sui prodotti di IA da utilizzare saranno fondamentali, soprattutto perché le aziende probabilmente cercheranno di innovare con l&apos;IA. Ma il progresso non dovrebbe essere inutilmente limitato da poche aziende. L&apos;etica del cloud è sempre stata quella della flessibilità e dell&apos;unione delle persone. Questo dovrebbe riflettersi nella libertà di scelta delle organizzazioni sulle modalità di utilizzo dell&apos;IA. Spetta poi ai clienti assicurarsi di poter spostare i dati da un cloud all&apos;altro quando e come necessario.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/lai-la-nuova-frontiera-del-vendor-lock-in-nel-cloud</link>
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                            <![CDATA[ L'etica del cloud di flessibilità e collaborazione dovrebbe estendersi all'utilizzo dell'IA, consentendo alle organizzazioni di spostare i dati tra i cloud secondo le necessità. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Nell&apos;ottobre del 2022, l&apos;autorità di regolamentazione delle comunicazioni del Regno Unito, Ofcom, ha avviato un&apos;indagine sulle pratiche degli hyperscaler del cloud. Da allora, Google, Amazon e Microsoft sono stati deferiti alla Competition and Markets Authority (CMA), l&apos;autorità di regolamentazione della concorrenza, ponendo la questione del cloud vendor lock-in sotto i riflettori.</p><p>La vicenda ha avuto molteplici risvolti, ma recentemente la CMA ha pubblicato i risultati delle interviste qualitative con i clienti hyperscaler come prima fase dell&apos;indagine. Come molti nel settore si aspettavano, l&apos;interoperabilità era la preoccupazione principale, in quanto le barriere tecniche rendevano lo spostamento di dati o servizi tra servizi di cloud computing una sfida significativa. Le tariffe di uscita, che vengono addebitate per spostare i dati dal cloud di un fornitore, sono state sorprendentemente viste come un problema minore, con molte delle organizzazioni intervistate che le hanno descritte come trascurabili.</p><p>Tuttavia, questa indifferenza nei confronti delle tariffe di uscita è cambiata quando è stato chiesto di parlare di IA.</p><h2 id="uno-sguardo-al-futuro-guidato-dall-apos-intelligenza-artificiale">Uno sguardo al futuro guidato dall&apos;intelligenza artificiale</h2><p>Negli ultimi due anni l&apos;IA, in particolare l&apos;IA generativa, ha dominato il panorama tecnologico. Le organizzazioni stanno iniziando a passare dalla fase sperimentale di laboratorio dell&apos;implementazione dell&apos;IA all&apos;implementazione in produzione con alcuni casi d&apos;uso iniziali.</p><p>Gli hyperscaler sono stati in prima linea negli investimenti in IA. L&apos;anno scorso Microsoft ha investito 13 miliardi di dollari in OpenAI, dando il via a una tendenza che ha visto i tre grandi hyperscaler investire pesantemente. Sta rapidamente diventando un campo di battaglia fondamentale, con ciascuno di essi in grado di vantare l&apos;esclusività su determinati prodotti di IA.</p><p>Naturalmente, la CMA ha posto domande su come i fornitori di cloud avranno un impatto sull&apos;IA in futuro. Questo è stato identificato come un problema potenziale, in particolare quando si considerano le tariffe di uscita. Attualmente, la quantità di dati che le organizzazioni spostano da un cloud all&apos;altro è relativamente piccola, e quindi le tariffe di uscita sono trascurabili. Tuttavia, se un&apos;azienda avesse la maggior parte dei suoi dati archiviati in un ambiente hyperscaler, ma volesse utilizzare un altro cloud provider per accedere ai suoi strumenti di AI, le tariffe di egress per spostare quel volume di dati sarebbero astronomiche.</p><p>Le organizzazioni potrebbero voler utilizzare o addestrare i modelli di IA su hyperscaler diversi per determinate attività. Ciò significa che le organizzazioni devono avere la possibilità di spostare facilmente gruppi di dati da un cloud all&apos;altro. In questo caso, il flusso costante di dati avanti e indietro comporterebbe costi di uscita e problemi di interoperabilità. Ciò significa che le aziende si trovano a dover scegliere se rimanere con l&apos;attuale fornitore e utilizzare solo gli strumenti di IA che offre, oppure passare mesi a rendere i propri dati adatti alla migrazione. Un cliente del rapporto intermedio della CMA ha sottolineato proprio questo aspetto:</p><p>"Uno degli aspetti che attualmente ci preoccupa è il lock in. Per il nostro lavoro di analisi abbiamo utilizzato AWS, i loro strumenti, la loro modellazione e il blocco in termini di IA sembra molto più forte rispetto ad altri servizi. Ad esempio, l&apos;ottimizzazione di alcuni modelli su determinati cloud renderebbe molto difficile, a mio avviso, spostarsi altrove. Ma è sicuramente un aspetto che stiamo approfondendo. Non credo che al momento sappiamo quale sia la risposta. Ma è una nostra preoccupazione, e il blocco è una grande preoccupazione perché penso che ci porti a un certo modo di usare l&apos;IA con certi modelli".</p><h2 id="abbattere-le-barriere-del-cloud">Abbattere le barriere del cloud</h2><p>Il rapporto intermedio chiarisce che, mentre oggi esiste il cloud vendor lock-in, i problemi di interoperabilità e di tariffe di uscita saranno amplificati con la diffusione dell&apos;IA.</p><p>Per essere chiari, un mercato del cloud più flessibile non si tradurrà in una frenesia di cambiamento in cui le organizzazioni sposteranno regolarmente tutti i loro dati. Infatti, anche se la CMA dovesse intervenire per risolvere i problemi di interoperabilità, spostare tutti i dati di un&apos;azienda da un ambiente cloud all&apos;altro sarebbe comunque un&apos;impresa titanica.</p><p>È più probabile che i clienti spostino sottoinsiemi di dati da un cloud all&apos;altro a seconda dello strumento di intelligenza artificiale che desiderano utilizzare, adottando essenzialmente un modello multi-cloud altamente flessibile. In questo caso, è probabile che gli hyperscaler vedano tanti dati entrare nei loro ambienti quanti ne escono, con set di dati più piccoli che vengono spostati più regolarmente.</p><p>Per questo motivo, una moderna architettura dei dati sarà fondamentale per le organizzazioni che desiderano utilizzare in modo efficace l&apos;intelligenza artificiale.</p><p>Che si tratti di cambiare completamente fornitore di cloud o di spostare un sottoinsieme di dati da un hyperscaler a un altro per sfruttare l&apos;AI, una piattaforma di dati unificata può aiutare fornendo un livello di astrazione che facilita lo spostamento sicuro dei dati da cloud a cloud.</p><h2 id="gli-hyperscaler-non-dovrebbero-essere-i-guardiani-dell-apos-innovazione-ai">Gli hyperscaler non dovrebbero essere i guardiani dell&apos;innovazione AI</h2><p>La scelta e la flessibilità sui prodotti di IA da utilizzare saranno fondamentali, soprattutto perché le aziende probabilmente cercheranno di innovare con l&apos;IA. Ma il progresso non dovrebbe essere inutilmente limitato da poche aziende. L&apos;etica del cloud è sempre stata quella della flessibilità e dell&apos;unione delle persone. Questo dovrebbe riflettersi nella libertà di scelta delle organizzazioni sulle modalità di utilizzo dell&apos;IA. Spetta poi ai clienti assicurarsi di poter spostare i dati da un cloud all&apos;altro quando e come necessario.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Gli strumenti digitali cambiano il modo in cui si chiede un mutuo, ecco come  ]]></title>
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I titoli di proprietà vi sarebbero poi stati restituiti una volta che i vostri debiti fossero stati completamente ripagati nel tempo.La domanda che ci si pone ora è: come possono gli istituti di credito ipotecario abbracciare la tecnologia del XXI secolo per aiutare a risolvere problemi che affondano le loro radici nel XII secolo? La vita dei clienti e dei prestatori può essere semplificata. La risposta sta nella trasformazione digitale.</p><h2 id="cosa-si-pu-xf2-fare-per-salvare-la-giornata">Cosa si può fare per salvare la giornata?</h2><p>I broker ipotecari che vogliono offrire una migliore <a href="https://www.techradar.com/best/cx-tools">esperienza ai clienti</a> devono utilizzare la vasta gamma di strumenti digitali disponibili per semplificare i processi e le procedure. Le organizzazioni hanno bisogno di sistemi migliori per organizzare, accedere e gestire i propri dati. La raccolta e l&apos;analisi più accurata dei<a href="https://www.techradar.com/best/best-data-visualization-tools">dati di</a> consente agli istituti finanziari di prendere decisioni più informate sul tipo di mutuo più adatto, accelerando i tempi.</p><p>Esploreremo quattro pilastri fondamentali che sosterranno la trasformazione digitale nel settore dei mutui.</p><h2 id="iperautomazione">Iperautomazione</h2><p>L&apos;iperautomazione sarà la chiave per migliorare l&apos;esperienza totale e per guidare l&apos;eccellenza operativa all&apos;interno delle istituzioni finanziarie. Molte banche hanno già investito in qualche forma di automazione, ma nella maggior parte dei casi le soluzioni single-point sono dedicate a un compito specifico. Questo può portare a processi disarticolati. Per ottenere un&apos;efficienza operativa ottimale, è necessario un approccio più lungimirante. Le soluzioni end-to-end che automatizzano le attività manuali, l&apos;inserimento dei dati e l&apos;instradamento delle revisioni/approvazioni, oltre a integrarsi con altri processi e applicazioni principali, consentiranno operazioni più armoniose.</p><p>L&apos;iperautomazione delle attività interne consentirà ai fornitori di mutui ipotecari di concentrarsi maggiormente sulla fornitura di un servizio clienti personalizzato, migliorando notevolmente l&apos;esperienza dei clienti.</p><p>L&apos;adozione di un potente motore di orchestrazione dei processi è fondamentale per gli sforzi di iperautomazione. Questi strumenti possono colmare le lacune tra l&apos;origination dei mutui e altre applicazioni aziendali, accelerando i flussi di lavoro di sottoscrizione e revisione dei mutui. Ad esempio, utilizzando un solido motore di<a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-orchestration-software">orchestrazione dei</a> processi , un&apos;organizzazione può fornire un&apos;interfaccia web ai clienti o ai broker per presentare le domande di mutuo con la documentazione di supporto.</p><p>Dopo il primo giro di interviste, l&apos;organizzazione potrebbe quindi inviare i dati direttamente al software bancario di base e al sistema di erogazione dei prestiti per l&apos;elaborazione, eliminando l&apos;inserimento manuale e la duplicazione dei dati. Fornire ai dipendenti l&apos;accesso alle informazioni in tempo reale, direttamente dal software bancario di base, potrebbe essere di grande aiuto quando si fa riferimento alle informazioni ipotecarie e personali dei clienti, il tutto da un&apos;unica interfaccia.</p><h2 id="intelligenza-artificiale">Intelligenza artificiale</h2><p>L&apos;intelligenza artificiale (AI) sta aprendo le porte del paradiso dei mutui. Man mano che gli istituti finanziari continuano a integrare l&apos;IA nei loro sistemi e processi, possiamo aspettarci un&apos;esperienza più snella. <a href="https://www.techradar.com/pro/best-ai-chatbot-for-business">I chatbot AI</a> stanno diventando sempre più comuni nei servizi finanziari, consentendo ai clienti un&apos;assistenza 24/7 senza tempi di attesa. I chatbot possono anche offrire un&apos;esperienza più guidata durante la revisione dei moduli o la ricerca nei siti web. Anche i moduli lunghi potrebbero appartenere al passato, poiché l&apos;intelligenza artificiale assisterà nella compilazione e nell&apos;archiviazione automatica dei documenti.</p><p>L&apos;utilizzo dell&apos;IA consentirà inoltre alle organizzazioni finanziarie di ridurre le attività amministrative ripetitive di back-office, come l&apos;acquisizione e la migrazione dei dati, permettendo ai dipendenti di fornire un servizio clienti più rapido.</p><h2 id="adozione-del-cloud">Adozione del cloud</h2><p>Molte istituzioni finanziarie hanno storicamente opposto resistenza allo spostamento di informazioni sensibili verso <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-computing-services">servizi di cloud computing</a>. Tuttavia, con l&apos;evoluzione delle pratiche di sicurezza e gli ingenti investimenti dei fornitori di cloud in strumenti avanzati di rilevamento delle minacce, le aziende si orientano sempre più verso soluzioni basate sul cloud. Il passaggio al<a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-management-software">cloud di</a> offre anche una manutenzione del software e aggiornamenti di sicurezza più snelli e convenienti.</p><p>Ciò si tradurrà in una maggiore resilienza e continuità per i clienti. Inoltre, favorirà la scalabilità del settore, liberando risorse IT per concentrarsi su soluzioni ad alto impatto.</p><h2 id="integrazioni-di-sistema">Integrazioni di sistema</h2><p>La prossima fase della trasformazione digitale per molte istituzioni finanziarie prevede l&apos;integrazione dei sistemi principali per ridurre ulteriormente le attività manuali e l&apos;inserimento dei dati. Il processo ipotecario è ancora carico di attività macchinose come la verifica del reddito e la raccolta dei documenti, molte delle quali devono essere eseguite più volte a causa della mancanza di integrazione dei dati. La connessione dei sistemi crea un&apos;esperienza priva di attriti per i dipendenti e i clienti; nel frattempo, le organizzazioni possono mantenere un&apos;unica fonte di verità e mitigare i rischi derivanti dalla presenza di dati archiviati in più luoghi.</p><p>L&apos;integrazione della fonte unica di verità di un&apos;organizzazione con il software bancario di base e con i sistemi di erogazione dei prestiti, ad esempio, può consentire agli specialisti dei mutui di accedere alle informazioni in tempo reale, indipendentemente da dove sono archiviate, senza dover cambiare applicazione.</p><p>In definitiva, lo snellimento di questi processi può anche portare a una sottoscrizione più rapida, a controlli del credito più veloci e a revisioni e approvazioni più fluide, fattori di differenziazione competitiva cruciali in un mercato immobiliare in rapida evoluzione.</p><h2 id="un-futuro-pi-xf9-luminoso">Un futuro più luminoso</h2><p>Non vi sorprenderà sapere che il termine "ipoteca" deriva dalle parole francesi "Mort" che significa morte e "Gage" che significa pegno. Esatto, un pegno di morte. Tuttavia, le cose non sono mai state così oscure come suggerisce il nome, e l&apos;opportunità di migliorare le cose è esponenziale. Con i tempi in cui le informazioni venivano inviate via fax, ormai lontani, i broker ipotecari e le banche possono iniziare a offrire un percorso ipotecario più agevole ai potenziali proprietari di casa del futuro.</p><p>Utilizzando strumenti potenziati dall&apos;intelligenza artificiale, i rappresentanti del servizio clienti possono recuperare rapidamente un documento o una copia di una firma direttamente da un sistema basato su cloud.Se il settore dei mutui continua a trasformare digitalmente le operazioni, i benefici saranno percepiti da tutte le parti interessate, dai dipendenti ai clienti agli azionisti. Gli istituti finanziari innovativi stanno già migliorando l&apos;esperienza del cliente con l&apos;uso di strumenti di automazione dei processi basati su cloud e integrazioni.</p><p>Sebbene non sia sempre possibile eliminare ogni ostacolo, l&apos;introduzione di strumenti digitali contribuirà a rendere il viaggio verso l&apos;ottenimento di un mutuo molto più agevole. E non saranno solo i clienti a beneficiarne. Quando gli istituti di credito hanno a disposizione intuizioni chiare e strumenti che potenziano l&apos;organizzazione, l&apos;accesso e la gestione dei dati, sono ben attrezzati per offrire servizi più efficienti e intuitivi negli anni a venire.</p><p><a href="https://www.techradar.com/best/best-ai-tools" target="_blank">We&apos;ve listed the best AI tools</a>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/gli-strumenti-digitali-cambiano-il-modo-in-cui-si-chiede-un-mutuo-ecco-come</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ In che modo gli istituti di credito ipotecario possono adottare la tecnologia del XXI secolo per risolvere problemi che affondano le loro radici nel XII secolo? ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (TechRadar Italia) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ TechRadar Italia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Real estate agent with clients]]></media:title>
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                                <p>L&apos;attuale processo ipotecario è impegnativo per tutte le parti coinvolte. Per i clienti, l&apos;acquisto di una casa è probabilmente l&apos;acquisto più importante della loro vita. L&apos;effetto a catena è che la pressione sui fornitori di mutui per fornire un servizio fluido e di supporto è intensa, e le emozioni dei clienti spesso comprensibilmente aumentano. Con l&apos;integrazione della tecnologia in così tante aree della vita del pubblico, i<a href="https://www.techradar.com/best/the-best-customer-database-software-of-year">clienti di</a> non hanno più la pazienza di sopportare processi obsoleti e sistemi macchinosi.</p><p>Si ritiene che i mutui siano stati introdotti in Gran Bretagna già nel XII secolo. Il concetto iniziale era che la vostra proprietà sarebbe stata usata come garanzia per i vostri debiti. I titoli di proprietà vi sarebbero poi stati restituiti una volta che i vostri debiti fossero stati completamente ripagati nel tempo.La domanda che ci si pone ora è: come possono gli istituti di credito ipotecario abbracciare la tecnologia del XXI secolo per aiutare a risolvere problemi che affondano le loro radici nel XII secolo? La vita dei clienti e dei prestatori può essere semplificata. La risposta sta nella trasformazione digitale.</p><h2 id="cosa-si-pu-xf2-fare-per-salvare-la-giornata">Cosa si può fare per salvare la giornata?</h2><p>I broker ipotecari che vogliono offrire una migliore <a href="https://www.techradar.com/best/cx-tools">esperienza ai clienti</a> devono utilizzare la vasta gamma di strumenti digitali disponibili per semplificare i processi e le procedure. Le organizzazioni hanno bisogno di sistemi migliori per organizzare, accedere e gestire i propri dati. La raccolta e l&apos;analisi più accurata dei<a href="https://www.techradar.com/best/best-data-visualization-tools">dati di</a> consente agli istituti finanziari di prendere decisioni più informate sul tipo di mutuo più adatto, accelerando i tempi.</p><p>Esploreremo quattro pilastri fondamentali che sosterranno la trasformazione digitale nel settore dei mutui.</p><h2 id="iperautomazione">Iperautomazione</h2><p>L&apos;iperautomazione sarà la chiave per migliorare l&apos;esperienza totale e per guidare l&apos;eccellenza operativa all&apos;interno delle istituzioni finanziarie. Molte banche hanno già investito in qualche forma di automazione, ma nella maggior parte dei casi le soluzioni single-point sono dedicate a un compito specifico. Questo può portare a processi disarticolati. Per ottenere un&apos;efficienza operativa ottimale, è necessario un approccio più lungimirante. Le soluzioni end-to-end che automatizzano le attività manuali, l&apos;inserimento dei dati e l&apos;instradamento delle revisioni/approvazioni, oltre a integrarsi con altri processi e applicazioni principali, consentiranno operazioni più armoniose.</p><p>L&apos;iperautomazione delle attività interne consentirà ai fornitori di mutui ipotecari di concentrarsi maggiormente sulla fornitura di un servizio clienti personalizzato, migliorando notevolmente l&apos;esperienza dei clienti.</p><p>L&apos;adozione di un potente motore di orchestrazione dei processi è fondamentale per gli sforzi di iperautomazione. Questi strumenti possono colmare le lacune tra l&apos;origination dei mutui e altre applicazioni aziendali, accelerando i flussi di lavoro di sottoscrizione e revisione dei mutui. Ad esempio, utilizzando un solido motore di<a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-orchestration-software">orchestrazione dei</a> processi , un&apos;organizzazione può fornire un&apos;interfaccia web ai clienti o ai broker per presentare le domande di mutuo con la documentazione di supporto.</p><p>Dopo il primo giro di interviste, l&apos;organizzazione potrebbe quindi inviare i dati direttamente al software bancario di base e al sistema di erogazione dei prestiti per l&apos;elaborazione, eliminando l&apos;inserimento manuale e la duplicazione dei dati. Fornire ai dipendenti l&apos;accesso alle informazioni in tempo reale, direttamente dal software bancario di base, potrebbe essere di grande aiuto quando si fa riferimento alle informazioni ipotecarie e personali dei clienti, il tutto da un&apos;unica interfaccia.</p><h2 id="intelligenza-artificiale">Intelligenza artificiale</h2><p>L&apos;intelligenza artificiale (AI) sta aprendo le porte del paradiso dei mutui. Man mano che gli istituti finanziari continuano a integrare l&apos;IA nei loro sistemi e processi, possiamo aspettarci un&apos;esperienza più snella. <a href="https://www.techradar.com/pro/best-ai-chatbot-for-business">I chatbot AI</a> stanno diventando sempre più comuni nei servizi finanziari, consentendo ai clienti un&apos;assistenza 24/7 senza tempi di attesa. I chatbot possono anche offrire un&apos;esperienza più guidata durante la revisione dei moduli o la ricerca nei siti web. Anche i moduli lunghi potrebbero appartenere al passato, poiché l&apos;intelligenza artificiale assisterà nella compilazione e nell&apos;archiviazione automatica dei documenti.</p><p>L&apos;utilizzo dell&apos;IA consentirà inoltre alle organizzazioni finanziarie di ridurre le attività amministrative ripetitive di back-office, come l&apos;acquisizione e la migrazione dei dati, permettendo ai dipendenti di fornire un servizio clienti più rapido.</p><h2 id="adozione-del-cloud">Adozione del cloud</h2><p>Molte istituzioni finanziarie hanno storicamente opposto resistenza allo spostamento di informazioni sensibili verso <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-computing-services">servizi di cloud computing</a>. Tuttavia, con l&apos;evoluzione delle pratiche di sicurezza e gli ingenti investimenti dei fornitori di cloud in strumenti avanzati di rilevamento delle minacce, le aziende si orientano sempre più verso soluzioni basate sul cloud. Il passaggio al<a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-management-software">cloud di</a> offre anche una manutenzione del software e aggiornamenti di sicurezza più snelli e convenienti.</p><p>Ciò si tradurrà in una maggiore resilienza e continuità per i clienti. Inoltre, favorirà la scalabilità del settore, liberando risorse IT per concentrarsi su soluzioni ad alto impatto.</p><h2 id="integrazioni-di-sistema">Integrazioni di sistema</h2><p>La prossima fase della trasformazione digitale per molte istituzioni finanziarie prevede l&apos;integrazione dei sistemi principali per ridurre ulteriormente le attività manuali e l&apos;inserimento dei dati. Il processo ipotecario è ancora carico di attività macchinose come la verifica del reddito e la raccolta dei documenti, molte delle quali devono essere eseguite più volte a causa della mancanza di integrazione dei dati. La connessione dei sistemi crea un&apos;esperienza priva di attriti per i dipendenti e i clienti; nel frattempo, le organizzazioni possono mantenere un&apos;unica fonte di verità e mitigare i rischi derivanti dalla presenza di dati archiviati in più luoghi.</p><p>L&apos;integrazione della fonte unica di verità di un&apos;organizzazione con il software bancario di base e con i sistemi di erogazione dei prestiti, ad esempio, può consentire agli specialisti dei mutui di accedere alle informazioni in tempo reale, indipendentemente da dove sono archiviate, senza dover cambiare applicazione.</p><p>In definitiva, lo snellimento di questi processi può anche portare a una sottoscrizione più rapida, a controlli del credito più veloci e a revisioni e approvazioni più fluide, fattori di differenziazione competitiva cruciali in un mercato immobiliare in rapida evoluzione.</p><h2 id="un-futuro-pi-xf9-luminoso">Un futuro più luminoso</h2><p>Non vi sorprenderà sapere che il termine "ipoteca" deriva dalle parole francesi "Mort" che significa morte e "Gage" che significa pegno. Esatto, un pegno di morte. Tuttavia, le cose non sono mai state così oscure come suggerisce il nome, e l&apos;opportunità di migliorare le cose è esponenziale. Con i tempi in cui le informazioni venivano inviate via fax, ormai lontani, i broker ipotecari e le banche possono iniziare a offrire un percorso ipotecario più agevole ai potenziali proprietari di casa del futuro.</p><p>Utilizzando strumenti potenziati dall&apos;intelligenza artificiale, i rappresentanti del servizio clienti possono recuperare rapidamente un documento o una copia di una firma direttamente da un sistema basato su cloud.Se il settore dei mutui continua a trasformare digitalmente le operazioni, i benefici saranno percepiti da tutte le parti interessate, dai dipendenti ai clienti agli azionisti. Gli istituti finanziari innovativi stanno già migliorando l&apos;esperienza del cliente con l&apos;uso di strumenti di automazione dei processi basati su cloud e integrazioni.</p><p>Sebbene non sia sempre possibile eliminare ogni ostacolo, l&apos;introduzione di strumenti digitali contribuirà a rendere il viaggio verso l&apos;ottenimento di un mutuo molto più agevole. E non saranno solo i clienti a beneficiarne. Quando gli istituti di credito hanno a disposizione intuizioni chiare e strumenti che potenziano l&apos;organizzazione, l&apos;accesso e la gestione dei dati, sono ben attrezzati per offrire servizi più efficienti e intuitivi negli anni a venire.</p><p><a href="https://www.techradar.com/best/best-ai-tools" target="_blank">We&apos;ve listed the best AI tools</a>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Amazon vuole espandere i suoi servizi cloud in Italia con un investimento da 1 miliardo di dollari ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Secondo quanto riferito, Amazon Web Services (AWS) starebbe discutendo con il governo italiano un investimento significativo finalizzato all&apos;espansione delle sue attività di data center nel Paese.</p><p>Secondo <a href="https://www.reuters.com/technology/amazon-talks-with-italy-invest-billions-euros-cloud-plan-sources-say-2024-05-27/" target="_blank"><em>Reuters</em></a>, il presunto accordo a 10 cifre vedrebbe l&apos;azienda espandere la propria infrastruttura di cloud computing nel Paese per alimentare la continua crescita dell&apos;intelligenza artificiale.</p><p>Come per altre iniziative simili, l&apos;accordo comprenderà probabilmente anche altri aspetti volti a sostenere l&apos;Italia e i suoi cittadini, come gli sforzi di formazione e riqualificazione e le opportunità di lavoro locali.</p><h2 id="l-apos-italia-xe8-in-prima-fila">L&apos;Italia è in prima fila</h2><p>AWS ha già una regione cloud in Italia, con clienti come Ferrari e Assicurazioni Generali. Con il probabile investimento imminente, AWS spera di attirare ancora più clienti grazie a un&apos;infrastruttura più centrata sull&apos;Europa.</p><p>L&apos;investimento di AWS in Italia si inserisce in un contesto più ampio di espansione delle operazioni europee. Recentemente è stata annunciata una colossale operazione da 17 miliardi di dollari in Spagna, mentre altri 8,5 miliardi di dollari sono stati impegnati per espandere le infrastrutture in Germania. </p><p>L&apos;attenzione di Amazon per la costruzione di centri dati che soddisfino le normative europee sulla privacy è un chiaro tentativo di tranquillizzare non solo i clienti, ma anche le autorità antitrust del continente. Il recente investimento in Germania alimenterà le prime fasi degli sforzi del gigante del cloud sovrano europeo.</p><p>Con una quota di mercato di circa un terzo (pari a quella di Microsoft e Google messe insieme), negli ultimi mesi Amazon Web Services ha registrato una sorta di corsa agli acquisti grazie alla ripresa del mercato del cloud e al crescente interesse per l&apos;intelligenza artificiale.</p><p>I dati della ricerca svolta da <a href="https://www.srgresearch.com/articles/huge-cloud-market-sees-a-strong-bounce-in-growth-rate-for-the-second-consecutive-quarter" target="_blank">Synergy</a> confermano questa tendenza, evidenziando la crescita annua del 21% misurata nel mercato del cloud, che ora vale 300 miliardi di dollari all&apos;anno secondo i dati dell&apos;ultimo trimestre.</p><p><em>TechRadar Pro ha chiesto ad AWS di confermare l&apos;intenzione di investire la somma, non ancora confermata, nel settore cloud italiano, ma l&apos;azienda non ha risposto immediatamente. </em></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/amazon-vuole-espandere-i-suoi-servizi-cloud-in-italia-con-un-investimento-da-1-miliardo-di-dollari</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Amazon Web Services potrebbe investire miliardi nel settore tecnologico italiano per espandere la propria presenza nei data center e nel cloud. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                        <pubDate>Tue, 28 May 2024 10:21:07 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Tue, 28 May 2024 10:21:11 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Craig Hale ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GV8qRsHBkpSAQxiYKjTt6H-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                    <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Secondo quanto riferito, Amazon Web Services (AWS) starebbe discutendo con il governo italiano un investimento significativo finalizzato all&apos;espansione delle sue attività di data center nel Paese.</p><p>Secondo <a href="https://www.reuters.com/technology/amazon-talks-with-italy-invest-billions-euros-cloud-plan-sources-say-2024-05-27/" target="_blank"><em>Reuters</em></a>, il presunto accordo a 10 cifre vedrebbe l&apos;azienda espandere la propria infrastruttura di cloud computing nel Paese per alimentare la continua crescita dell&apos;intelligenza artificiale.</p><p>Come per altre iniziative simili, l&apos;accordo comprenderà probabilmente anche altri aspetti volti a sostenere l&apos;Italia e i suoi cittadini, come gli sforzi di formazione e riqualificazione e le opportunità di lavoro locali.</p><h2 id="l-apos-italia-xe8-in-prima-fila">L&apos;Italia è in prima fila</h2><p>AWS ha già una regione cloud in Italia, con clienti come Ferrari e Assicurazioni Generali. Con il probabile investimento imminente, AWS spera di attirare ancora più clienti grazie a un&apos;infrastruttura più centrata sull&apos;Europa.</p><p>L&apos;investimento di AWS in Italia si inserisce in un contesto più ampio di espansione delle operazioni europee. Recentemente è stata annunciata una colossale operazione da 17 miliardi di dollari in Spagna, mentre altri 8,5 miliardi di dollari sono stati impegnati per espandere le infrastrutture in Germania. </p><p>L&apos;attenzione di Amazon per la costruzione di centri dati che soddisfino le normative europee sulla privacy è un chiaro tentativo di tranquillizzare non solo i clienti, ma anche le autorità antitrust del continente. Il recente investimento in Germania alimenterà le prime fasi degli sforzi del gigante del cloud sovrano europeo.</p><p>Con una quota di mercato di circa un terzo (pari a quella di Microsoft e Google messe insieme), negli ultimi mesi Amazon Web Services ha registrato una sorta di corsa agli acquisti grazie alla ripresa del mercato del cloud e al crescente interesse per l&apos;intelligenza artificiale.</p><p>I dati della ricerca svolta da <a href="https://www.srgresearch.com/articles/huge-cloud-market-sees-a-strong-bounce-in-growth-rate-for-the-second-consecutive-quarter" target="_blank">Synergy</a> confermano questa tendenza, evidenziando la crescita annua del 21% misurata nel mercato del cloud, che ora vale 300 miliardi di dollari all&apos;anno secondo i dati dell&apos;ultimo trimestre.</p><p><em>TechRadar Pro ha chiesto ad AWS di confermare l&apos;intenzione di investire la somma, non ancora confermata, nel settore cloud italiano, ma l&apos;azienda non ha risposto immediatamente. </em></p>
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                                                            <title><![CDATA[ S3-compatible object storage: ecco come smettere di pagare spese di trasferimento, cancellazione e ridondanza una volta per tutte ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L’inflazione arriva anche nel cloud storage. Inflazione di costi e persino di dati: ogni giorno, produciamo tre quintilioni di byte, <strong>un vero e proprio tsunami digitale che consuma l&apos;1% dell&apos;energia mondiale</strong> — una quantità sufficiente per alimentare nazioni intere. Questo big bang che non finisce mai genera una vera e propria corsa disperata che non dà nessun cenno di fermarsi. E questo se si parla solo di storage. Se poi ci mettiamo anche l&apos;AI, la fame di data center è ogni giorno sempre più infinita.</p><p>E come succede ogni volta che l&apos;offerta è scarsa e la domanda è grande, i costi gonfiano a dismisura. Quali costi? Trasferimento, cancellazione, ridondanza. L&apos;effetto collaterale non è solo un portafogli più leggero, ma una complessità in continua crescita che rende <strong>difficile gestire il budget</strong>. Le spese di trasferimento, quelle che si pagano per scaricare i dati dal cloud, variano ampiamente e sono difficili da prevedere, la qual cosa complica la pianificazione finanziaria. </p><p>Le spese di cancellazione, d&apos;altra parte, colpiscono gli utenti quando liberano spazio, creando una situazione paradossale in cui <strong>paghi oggi per pagare meno domani</strong>. Per non parlare delle spese di ridondanza: quando sei costretto a pagare per duplicare i tuoi dati su più server l’intera promessa del cloud viene a mancare.</p><p>Ed è qui che entra in gioco Cubbit. Cubbit è il cloud made in Italy in cui le spese di trasferimento, cancellazione e ridondanza sono zero. <strong>Esatto, zero</strong>. Ma com&apos;è possibile? Il trucco è la tecnologia innovativa di Cubbit: la rete geo-distribuita. Mentre col cloud tradizionale salvi i dati in pochi data center vulnerabili (e costosissimi), con Cubbit i tuoi dati sono cifrati, frammentati e replicati su più sedi geografiche all&apos;interno del Paese.</p><p>Questo significa tre cose: <strong>iper-resilienza</strong>,<strong> sovranità digitale</strong>, ma soprattutto, un <strong>risparmio senza precedenti</strong>.</p><h2 id="xa0-iper-resilienza-xa0"> Iper-resilienza </h2><p> </p><p>Con Cubbit, la parola resilienza acquisisce tutto un nuovo significato. Grazie al modello geo-distribuito sparisce qualsiasi falla critica, o come si dice in gergo, single point of failure, la qual cosa garantisce un livello di sicurezza assolutamente superiore contro ransomware e disastri localizzati. Infatti, se anche un nodo Cubbit va offline, il sistema ridistribuisce i frammenti mancanti dei dati automaticamente, il tutto senza che, tra l’altro, Cubbit possa mai accedere ai tuoi dati.</p><p>La rivoluzione infatti è tutta qui: nessun file è mai conservato integralmente in nessun luogo. Motivo per cui, anche se un hacker riuscisse a violare un nodo Cubbit, non troverebbe che pezzi di dati criptati di tanti file da molti utenti diversi. Un enigma senza soluzione.</p><p>Per di più, il <strong>cloud</strong> <strong>storage</strong> <strong>immutabile</strong> <strong>di</strong> <strong>Cubbit</strong> supporta due innovazioni chiave di S3: <a href="https://www.cubbit.io/it/lp/ultimate-anti-ransomware-guide-2024?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=sponsoredarticle1"><u>versioning e object lock</u></a>. Il primo, versioning, permette di salvare più versioni dello stesso file. In questo modo, se una viene compromessa, nessun problema: basta usarne un&apos;altra, <strong>senza pagare alcun riscatto</strong>. Il secondo, object lock, rende impossibile, per un determinato periodo di tempo stabilito dall’utente, qualsiasi modifica o cancellazione del file, comprese la criptazione effettuata da un ransomware.  </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sbVdfyqWe9nfBWXJzvP3sA" name="Cubbit 36.jpg" alt="Cubbit" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sbVdfyqWe9nfBWXJzvP3sA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Cubbit)</span></figcaption></figure><h2 id="xa0-sovranit-xe0-digitale-xa0"> Sovranità digitale </h2><p> </p><p>Col cloud tradizionale spesso i tuoi dati finiscono in chissà quale data center oltre oceano. Questo con Cubbit è impossibile. Sei tu a decidere dove si trovano i tuoi nodi Cubbit, e puoi delimitare con precisione l&apos;area geografica in cui i dati sono conservati. Vuoi i tuoi dati solo in Italia? Perfetto. <a href="https://www.cubbit.io/it/lp/gdpr-nis2-cloud-compliance-guide?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=sponsoredarticle1"><u>Con Cubbit puoi</u></a>.</p><p>Per di più, Cubbit si sottopone a audit periodici da parte di organismi internazionali e ha tutte le certificazioni che ti servono: <strong>ISO 9001:2015</strong> (sistemi di gestione qualità), <strong>ISO/IEC 27001:2013</strong> (gestione della sicurezza delle informazioni), <strong>ISO/IEC 27017:2015</strong> (sicurezza del cloud), <strong>ISO/IEC 27018:2019</strong> (privacy nel cloud e protezione dei dati personali). </p><p>E non finisce qui: Cubbit lavora pure con la Pubblica Amministrazione. L’azienda infatti vanta il riconoscimento <strong>Cybersecurity Made in Europe Label </strong>e la <strong>qualifica ACN</strong> (ex AgID) ed è persino <strong>abilitata sulla piattaforma MePa</strong> (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione). </p><h2 id="xa0-risparmio-senza-precedenti-xa0"> Risparmio senza precedenti </h2><p> </p><p>Zero spese di trasferimento, cancellazione e ridondanza. Grazie alla geo-distribuzione infatti, il tuo bucket è automaticamente criptato e geo-ridondato su multiple sedi senza che tu debba pagare un euro in più. Per non parlare del risparmio di tempo. </p><p>Cubbit è pienamente compatibile con S3, il che vuol dire: non dovrai imparare alcun nuovo software per usarlo. È semplicemente... semplice.</p><p>Vuoi saperne di più? <a href="https://www.cubbit.io/it/ds3?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=sponsoredarticle1"><u>Visita il sito web e inizia a usare Cubbit oggi stesso</u></a>. </p><p>Immagini: <a href="https://it.123rf.com/profile_gorodenkoff">gorodenkoff</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/cloud-computing/s3-compatible-object-storage-ecco-come-smettere-di-pagare-spese-di-trasferimento-cancellazione-e-ridondanza-una-volta-per-tutte</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Cubbit rivoluziona il cloud storage eliminando costi extra e garantendo sicurezza e sovranità dei dati attraverso una rete geo-distribuita e compatibile con S3. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Cubbit]]></media:title>
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                                <p>L’inflazione arriva anche nel cloud storage. Inflazione di costi e persino di dati: ogni giorno, produciamo tre quintilioni di byte, <strong>un vero e proprio tsunami digitale che consuma l&apos;1% dell&apos;energia mondiale</strong> — una quantità sufficiente per alimentare nazioni intere. Questo big bang che non finisce mai genera una vera e propria corsa disperata che non dà nessun cenno di fermarsi. E questo se si parla solo di storage. Se poi ci mettiamo anche l&apos;AI, la fame di data center è ogni giorno sempre più infinita.</p><p>E come succede ogni volta che l&apos;offerta è scarsa e la domanda è grande, i costi gonfiano a dismisura. Quali costi? Trasferimento, cancellazione, ridondanza. L&apos;effetto collaterale non è solo un portafogli più leggero, ma una complessità in continua crescita che rende <strong>difficile gestire il budget</strong>. Le spese di trasferimento, quelle che si pagano per scaricare i dati dal cloud, variano ampiamente e sono difficili da prevedere, la qual cosa complica la pianificazione finanziaria. </p><p>Le spese di cancellazione, d&apos;altra parte, colpiscono gli utenti quando liberano spazio, creando una situazione paradossale in cui <strong>paghi oggi per pagare meno domani</strong>. Per non parlare delle spese di ridondanza: quando sei costretto a pagare per duplicare i tuoi dati su più server l’intera promessa del cloud viene a mancare.</p><p>Ed è qui che entra in gioco Cubbit. Cubbit è il cloud made in Italy in cui le spese di trasferimento, cancellazione e ridondanza sono zero. <strong>Esatto, zero</strong>. Ma com&apos;è possibile? Il trucco è la tecnologia innovativa di Cubbit: la rete geo-distribuita. Mentre col cloud tradizionale salvi i dati in pochi data center vulnerabili (e costosissimi), con Cubbit i tuoi dati sono cifrati, frammentati e replicati su più sedi geografiche all&apos;interno del Paese.</p><p>Questo significa tre cose: <strong>iper-resilienza</strong>,<strong> sovranità digitale</strong>, ma soprattutto, un <strong>risparmio senza precedenti</strong>.</p><h2 id="xa0-iper-resilienza-xa0"> Iper-resilienza </h2><p> </p><p>Con Cubbit, la parola resilienza acquisisce tutto un nuovo significato. Grazie al modello geo-distribuito sparisce qualsiasi falla critica, o come si dice in gergo, single point of failure, la qual cosa garantisce un livello di sicurezza assolutamente superiore contro ransomware e disastri localizzati. Infatti, se anche un nodo Cubbit va offline, il sistema ridistribuisce i frammenti mancanti dei dati automaticamente, il tutto senza che, tra l’altro, Cubbit possa mai accedere ai tuoi dati.</p><p>La rivoluzione infatti è tutta qui: nessun file è mai conservato integralmente in nessun luogo. Motivo per cui, anche se un hacker riuscisse a violare un nodo Cubbit, non troverebbe che pezzi di dati criptati di tanti file da molti utenti diversi. Un enigma senza soluzione.</p><p>Per di più, il <strong>cloud</strong> <strong>storage</strong> <strong>immutabile</strong> <strong>di</strong> <strong>Cubbit</strong> supporta due innovazioni chiave di S3: <a href="https://www.cubbit.io/it/lp/ultimate-anti-ransomware-guide-2024?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=sponsoredarticle1"><u>versioning e object lock</u></a>. Il primo, versioning, permette di salvare più versioni dello stesso file. In questo modo, se una viene compromessa, nessun problema: basta usarne un&apos;altra, <strong>senza pagare alcun riscatto</strong>. Il secondo, object lock, rende impossibile, per un determinato periodo di tempo stabilito dall’utente, qualsiasi modifica o cancellazione del file, comprese la criptazione effettuata da un ransomware.  </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sbVdfyqWe9nfBWXJzvP3sA" name="Cubbit 36.jpg" alt="Cubbit" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sbVdfyqWe9nfBWXJzvP3sA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Cubbit)</span></figcaption></figure><h2 id="xa0-sovranit-xe0-digitale-xa0"> Sovranità digitale </h2><p> </p><p>Col cloud tradizionale spesso i tuoi dati finiscono in chissà quale data center oltre oceano. Questo con Cubbit è impossibile. Sei tu a decidere dove si trovano i tuoi nodi Cubbit, e puoi delimitare con precisione l&apos;area geografica in cui i dati sono conservati. Vuoi i tuoi dati solo in Italia? Perfetto. <a href="https://www.cubbit.io/it/lp/gdpr-nis2-cloud-compliance-guide?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=sponsoredarticle1"><u>Con Cubbit puoi</u></a>.</p><p>Per di più, Cubbit si sottopone a audit periodici da parte di organismi internazionali e ha tutte le certificazioni che ti servono: <strong>ISO 9001:2015</strong> (sistemi di gestione qualità), <strong>ISO/IEC 27001:2013</strong> (gestione della sicurezza delle informazioni), <strong>ISO/IEC 27017:2015</strong> (sicurezza del cloud), <strong>ISO/IEC 27018:2019</strong> (privacy nel cloud e protezione dei dati personali). </p><p>E non finisce qui: Cubbit lavora pure con la Pubblica Amministrazione. L’azienda infatti vanta il riconoscimento <strong>Cybersecurity Made in Europe Label </strong>e la <strong>qualifica ACN</strong> (ex AgID) ed è persino <strong>abilitata sulla piattaforma MePa</strong> (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione). </p><h2 id="xa0-risparmio-senza-precedenti-xa0"> Risparmio senza precedenti </h2><p> </p><p>Zero spese di trasferimento, cancellazione e ridondanza. Grazie alla geo-distribuzione infatti, il tuo bucket è automaticamente criptato e geo-ridondato su multiple sedi senza che tu debba pagare un euro in più. Per non parlare del risparmio di tempo. </p><p>Cubbit è pienamente compatibile con S3, il che vuol dire: non dovrai imparare alcun nuovo software per usarlo. È semplicemente... semplice.</p><p>Vuoi saperne di più? <a href="https://www.cubbit.io/it/ds3?utm_source=techradar&utm_medium=blogpost&utm_campaign=sponsoredarticle1"><u>Visita il sito web e inizia a usare Cubbit oggi stesso</u></a>. </p><p>Immagini: <a href="https://it.123rf.com/profile_gorodenkoff">gorodenkoff</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Amazon Drive: cos'è, come funziona e quanto costa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Amazon Drive è il servizio di cloud dell&apos;azienda di cui prende il nome. Per i non esperti, si tratta di uno spazio online gestito tramite app o interfaccia web che permette di caricare, condividere e conservare a tempo indeterminato i propri file. Esiste anche uno spazio separato chiamato <a href="https://www.techradar.com/news/amazon-photos-prezzo-cose-come-funziona">Amazon Photos</a> che funziona in maniera analoga ma che è dedicato all&apos;archiviazione di immagini e possiede delle condizioni di utilizzo particolarmente favorevoli.</p><ul><li><li>Amazon <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day</a>: tutto quello che c'è da sapere</li>  <li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime-cinque-vantaggi-che-potreste-non-sapere-di-avere">Amazon Prime: 5 vantaggi</a> che non sapevate di avere</li>  <li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-iscriversi-ad-amazon-prime">Come iscriversi ad Amazon Prime</a></li></li></ul><h2 id="amazon-drive-come-si-attiva">Amazon Drive: come si attiva</h2><p>Per attivare Drive è necessario essere in possesso di un account Amazon, in tale maniera si può sottoscrivere il servizio andando a <a href="https://www.amazon.it/b?node=12935595031" target="_blank">questa</a> pagina ed eseguendo l&apos;accesso. In pochi momenti si sarà online e si avrà accesso al proprio spazio Drive.</p><p>Amazon offre il servizio Drive gratuitamente a tutti i propri iscritti, regalando 5 GB di spazio gratuito, mentre per i clienti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime">Amazon Prime</a> lo spazio per le foto è illimitato e i 5 GB gratuiti possono essere utilizzati per caricare altri file, come i video.</p><p>Esistono poi dei <a href="https://www.amazon.it/photos/storage/plans" target="_blank">piani di espansione a pagamento</a> per il proprio spazio fino a 30 TB, ma un semplice upgrade fino a 100GB costa appena €1,99 al mese.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:927px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:50.59%;"><img id="utcK2y75vJp2cKtZcsFhXS" name="amazon_drive_logo-2.png" alt="Amazon Drive" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/utcK2y75vJp2cKtZcsFhXS-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="927" height="469" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><p>Come dicevamo, esistono diverse applicazioni che Amazon mette a disposizione per sfruttare Drive e Photos. L&apos;app che si utilizza è la medesima per entrambi i servizi, ma ne esistono versioni specifiche per ogni sistema operativo. In particolare Drive è disponibile per (qualsiasi) browser web, mentre le app lo sono per Windows, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/android-12-data-di-uscita-caratteristiche-funzioni-compatibilita">Android</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-15-data-di-uscita-notizie-e-indiscrezioni">iOS</a> e FireOS. Per caricare foto e file è sufficiente trascinare i file desiderati sull&apos;interfaccia del browser e dell&apos;applicazione. Dei semplici menu vi permetteranno di gestirli alla perfezione, potendo anche spostarli in diverse cartelle all&apos;interno del drive o eliminandoli.</p><p>Ovviamente è possibile condividere i propri file con chi si desidera ed aprirli direttamente dall&apos;interfaccia del servizio. Il servizio foto mette anche a disposizione servizi di archiviazione con ricerche basate su riconoscimento, oltre che la funzione archivio di famiglia. È anche disponibile un semplice editor per modificare le foto caricate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1040px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:65.38%;"><img id="qSMjKpzHHXrsYkCVGsGFDc" name="Immagine.png" alt="Amazon Drive" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qSMjKpzHHXrsYkCVGsGFDc-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1040" height="680" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><p>Se vi state chiedendo "ma questo servizio è realmente utile?", non abbiamo che una risposta per voi: si, lo è. I vantaggi di Drive sono molti. Prima di tutto se il vostro disco, o uno dei vostri dischi, si rompe, potreste perdere anni di ricordi o mesi di lavoro. </p><p>In alternativa potrete sempre fare dei backup manualmente, ma è una cosa che spesso si inizia a fare quando è già successo qualcosa di irreparabile ed in ogni caso richiede tempo e organizzazione. Con Amazon Drive metterete i vostri file e ricordi al sicuro in maniera piuttosto rapida. Una volta che avrete caricato tutto il vostro archivio online potrete accedere ai vostri file da qualsiasi parte del mondo, con qualsiasi connessione. Oltre che a condividere il materiale che che vorrete con chiunque, ovunque. E farlo con pochi, semplici click.</p><p>Essere clienti Prime porta molti altri vantaggi, tra cui sconti su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-kindle-unlimited-cose-come-funziona-quanto-costa">Kindle Unlimited</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/che-cose-amazon-prime-music">Prime Music</a> e l&apos;abbonamento incluso a <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime-video-cose-come-funziona-quanto-costa">Prime Video</a>.</p><ul><li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/quanto-costa-labbonamento-amazon-prime">Quanto costa Amazon Prime?</a></li>  <li><a href="https://www.techradar.com/news/amazon-prime-student-cose-come-funziona">Prime Student</a>: cos'è e come funziona</li></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-drive-prezzo-cose-come-funziona</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Amazon Drive è il servizio cloud di Amazon, permette di archiviare e condividere documenti, foto e video con chiunque, ovunque. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <p>Amazon Drive è il servizio di cloud dell&apos;azienda di cui prende il nome. Per i non esperti, si tratta di uno spazio online gestito tramite app o interfaccia web che permette di caricare, condividere e conservare a tempo indeterminato i propri file. Esiste anche uno spazio separato chiamato <a href="https://www.techradar.com/news/amazon-photos-prezzo-cose-come-funziona">Amazon Photos</a> che funziona in maniera analoga ma che è dedicato all&apos;archiviazione di immagini e possiede delle condizioni di utilizzo particolarmente favorevoli.</p><ul><li><li>Amazon <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day</a>: tutto quello che c'è da sapere</li>  <li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime-cinque-vantaggi-che-potreste-non-sapere-di-avere">Amazon Prime: 5 vantaggi</a> che non sapevate di avere</li>  <li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-iscriversi-ad-amazon-prime">Come iscriversi ad Amazon Prime</a></li></li></ul><h2 id="amazon-drive-come-si-attiva">Amazon Drive: come si attiva</h2><p>Per attivare Drive è necessario essere in possesso di un account Amazon, in tale maniera si può sottoscrivere il servizio andando a <a href="https://www.amazon.it/b?node=12935595031" target="_blank">questa</a> pagina ed eseguendo l&apos;accesso. In pochi momenti si sarà online e si avrà accesso al proprio spazio Drive.</p><p>Amazon offre il servizio Drive gratuitamente a tutti i propri iscritti, regalando 5 GB di spazio gratuito, mentre per i clienti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime">Amazon Prime</a> lo spazio per le foto è illimitato e i 5 GB gratuiti possono essere utilizzati per caricare altri file, come i video.</p><p>Esistono poi dei <a href="https://www.amazon.it/photos/storage/plans" target="_blank">piani di espansione a pagamento</a> per il proprio spazio fino a 30 TB, ma un semplice upgrade fino a 100GB costa appena €1,99 al mese.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:927px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:50.59%;"><img id="utcK2y75vJp2cKtZcsFhXS" name="amazon_drive_logo-2.png" alt="Amazon Drive" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/utcK2y75vJp2cKtZcsFhXS-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="927" height="469" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><p>Come dicevamo, esistono diverse applicazioni che Amazon mette a disposizione per sfruttare Drive e Photos. L&apos;app che si utilizza è la medesima per entrambi i servizi, ma ne esistono versioni specifiche per ogni sistema operativo. In particolare Drive è disponibile per (qualsiasi) browser web, mentre le app lo sono per Windows, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/android-12-data-di-uscita-caratteristiche-funzioni-compatibilita">Android</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ios-15-data-di-uscita-notizie-e-indiscrezioni">iOS</a> e FireOS. Per caricare foto e file è sufficiente trascinare i file desiderati sull&apos;interfaccia del browser e dell&apos;applicazione. Dei semplici menu vi permetteranno di gestirli alla perfezione, potendo anche spostarli in diverse cartelle all&apos;interno del drive o eliminandoli.</p><p>Ovviamente è possibile condividere i propri file con chi si desidera ed aprirli direttamente dall&apos;interfaccia del servizio. Il servizio foto mette anche a disposizione servizi di archiviazione con ricerche basate su riconoscimento, oltre che la funzione archivio di famiglia. È anche disponibile un semplice editor per modificare le foto caricate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1040px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:65.38%;"><img id="qSMjKpzHHXrsYkCVGsGFDc" name="Immagine.png" alt="Amazon Drive" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qSMjKpzHHXrsYkCVGsGFDc-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1040" height="680" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><p>Se vi state chiedendo "ma questo servizio è realmente utile?", non abbiamo che una risposta per voi: si, lo è. I vantaggi di Drive sono molti. Prima di tutto se il vostro disco, o uno dei vostri dischi, si rompe, potreste perdere anni di ricordi o mesi di lavoro. </p><p>In alternativa potrete sempre fare dei backup manualmente, ma è una cosa che spesso si inizia a fare quando è già successo qualcosa di irreparabile ed in ogni caso richiede tempo e organizzazione. Con Amazon Drive metterete i vostri file e ricordi al sicuro in maniera piuttosto rapida. Una volta che avrete caricato tutto il vostro archivio online potrete accedere ai vostri file da qualsiasi parte del mondo, con qualsiasi connessione. Oltre che a condividere il materiale che che vorrete con chiunque, ovunque. E farlo con pochi, semplici click.</p><p>Essere clienti Prime porta molti altri vantaggi, tra cui sconti su <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-kindle-unlimited-cose-come-funziona-quanto-costa">Kindle Unlimited</a> e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/che-cose-amazon-prime-music">Prime Music</a> e l&apos;abbonamento incluso a <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prime-video-cose-come-funziona-quanto-costa">Prime Video</a>.</p><ul><li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/quanto-costa-labbonamento-amazon-prime">Quanto costa Amazon Prime?</a></li>  <li><a href="https://www.techradar.com/news/amazon-prime-student-cose-come-funziona">Prime Student</a>: cos'è e come funziona</li></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ SSD, oltre 10 GB/s con questo controller per il cloud PCIe 5.0 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Marvell Technology ha immesso sul mercato i primi controller <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ssd-portatili">SSD</a> PCIe 5.0 progettati specificamente per i fornitori di servizi di cloud computing e data center.</p><p>I nuovi controller SSD Bravera SC5 supportano anche NVMe 1.4b, che secondo quanto riferito dall&apos;azienda, sono in grado di raggiungere prestazioni doppie rispetto agli SSD PCIe 4.0.</p><p>La nuova famiglia di controller SSD sfrutta l&apos;architettura system-on-chip (SoC) di Marvell per fornire fino a 14 GB/s di throughput e due milioni di operazioni di input/output di lettura casuale al secondo (IOPS).</p><ul><li>Amazon <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day</a> 2021: date, previsioni, migliori offerte</li><li>I migliori p<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-portatili-2-in-1">ortatili 2-in-1</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali">portatili business</a></li></ul><p>Marvell fa sapere che i controller offrono alcune importanti funzionalità di sicurezza, come RoT (root of trust) conforme a FIPS, crittografia AES a 256 bit e revoca multi-chiave per soddisfare le rigorose normative per i fornitori di servizi cloud e atti a proteggere i dati degli utenti.</p><p>"I controller Bravera SC5 SSD sono i primi sul mercato con caratteristiche innovative per data center che estendono la leadership tecnologica di Marvell nella tecnologia di archiviazione flash", ha affermato Thad Omura, vice presidente del marketing, Flash Business Unit di Marvell.</p><h2 id="progettati-per-il-cloud">Progettati per il cloud</h2><p>I nuovi controller sono dotati della tecnologia di correzione degli errori NANDEdge LDPC di 5a generazione di Marvell, applicabile ai dischi allo stato solido realizzati con 3D NAND QLC, TLC e SLC.</p><p>Marvell aggiunge che sta collaborando con provider di cloud iperscalabili come Microsoft Azure per garantire che i controller SSD Bravera siano compatibili con tutti i sistemi e possano funzionare su tutte le piattaforme hardware disponibili.</p><p>Inoltre, al fine di offrire la flessibilità necessaria per riutilizzare senza problemi lo stesso hardware durante la migrazione a carichi di lavoro di nuova generazione, i controller Bravera SSD sono capaci di più modalità d&apos;uso come SEF, ZNS, Open Channel e altro, senza modifiche hardware.</p><p>"La famiglia di controller SSD Bravera SC5 di Marvell supporta la tecnologia che necessita di SSD iperscalabili di nuova generazione", ha affermato Ross Stenfort, Hardware System Engineer per lo storage di Facebook.</p><p>I controller SSD Bravera sono attualmente disponibili solo per alcuni clienti selezionati. Marvell per il momento non ha condiviso le date sulla loro disponibilità generale e sui prezzi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13-ecco-le-differenze-rispetto-a-iphone-12">iPhone 13: ecco le differenze rispetto a iPhone 12</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/ssd-oltre-10-gbs-con-questo-controller-per-il-cloud-pcie-50</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Marvell presenta la prima gamma di controller SSD PCIe 5.0  progettata per soddisfare le esigenze dei data center. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Paolo D&#039;Angelo ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mw7gfvRprUXg4UdunUJcEg-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Image of the new Marvell PCIe 5.0 SSD Controller]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Marvell Technology ha immesso sul mercato i primi controller <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ssd-portatili">SSD</a> PCIe 5.0 progettati specificamente per i fornitori di servizi di cloud computing e data center.</p><p>I nuovi controller SSD Bravera SC5 supportano anche NVMe 1.4b, che secondo quanto riferito dall&apos;azienda, sono in grado di raggiungere prestazioni doppie rispetto agli SSD PCIe 4.0.</p><p>La nuova famiglia di controller SSD sfrutta l&apos;architettura system-on-chip (SoC) di Marvell per fornire fino a 14 GB/s di throughput e due milioni di operazioni di input/output di lettura casuale al secondo (IOPS).</p><ul><li>Amazon <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Prime Day</a> 2021: date, previsioni, migliori offerte</li><li>I migliori p<a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-portatili-2-in-1">ortatili 2-in-1</a></li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali">portatili business</a></li></ul><p>Marvell fa sapere che i controller offrono alcune importanti funzionalità di sicurezza, come RoT (root of trust) conforme a FIPS, crittografia AES a 256 bit e revoca multi-chiave per soddisfare le rigorose normative per i fornitori di servizi cloud e atti a proteggere i dati degli utenti.</p><p>"I controller Bravera SC5 SSD sono i primi sul mercato con caratteristiche innovative per data center che estendono la leadership tecnologica di Marvell nella tecnologia di archiviazione flash", ha affermato Thad Omura, vice presidente del marketing, Flash Business Unit di Marvell.</p><h2 id="progettati-per-il-cloud">Progettati per il cloud</h2><p>I nuovi controller sono dotati della tecnologia di correzione degli errori NANDEdge LDPC di 5a generazione di Marvell, applicabile ai dischi allo stato solido realizzati con 3D NAND QLC, TLC e SLC.</p><p>Marvell aggiunge che sta collaborando con provider di cloud iperscalabili come Microsoft Azure per garantire che i controller SSD Bravera siano compatibili con tutti i sistemi e possano funzionare su tutte le piattaforme hardware disponibili.</p><p>Inoltre, al fine di offrire la flessibilità necessaria per riutilizzare senza problemi lo stesso hardware durante la migrazione a carichi di lavoro di nuova generazione, i controller Bravera SSD sono capaci di più modalità d&apos;uso come SEF, ZNS, Open Channel e altro, senza modifiche hardware.</p><p>"La famiglia di controller SSD Bravera SC5 di Marvell supporta la tecnologia che necessita di SSD iperscalabili di nuova generazione", ha affermato Ross Stenfort, Hardware System Engineer per lo storage di Facebook.</p><p>I controller SSD Bravera sono attualmente disponibili solo per alcuni clienti selezionati. Marvell per il momento non ha condiviso le date sulla loro disponibilità generale e sui prezzi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/iphone-13-ecco-le-differenze-rispetto-a-iphone-12">iPhone 13: ecco le differenze rispetto a iPhone 12</a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Google Foto, in arrivo nuove funzioni per l'editing video ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un nuovo aggiornamento a Google Foto offre nuovi modi per modi per editare i vostri video, con stabilizzazione, filtri e molto altro. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Cloud Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ tom.bedford@futurenet.com (Tom Bedford) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Tom Bedford ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5BKuSskRWtbdKqWyNNPwwE-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Tom&#039;s role in the TechRadar team is to specialize in phones and tablets, but he also takes on other tech like electric scooters, smartwatches, fitness, mobile gaming and more. He started as a staff writer on the phones team in 2019, and became Deputy Editor in 2022.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;He graduated in American Literature and Creative Writing from the University of East Anglia. Prior to working in TechRadar, he freelanced in tech, gaming and entertainment, areas which he continues to cover on occasion, and also spent many years working in bars as a mixologist. Outside of TechRadar he works in film as a screenwriter, director, producer and more, and likes to cook and bake, exercise, travel and going charity shop shopping (that&#039;s thrift store shopping, if you live in the US).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;He grew up in Bristol, UK, and has also lived in Norwich, UK, Salt Lake City, UT, and currently resides in London, UK.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Google Pixel 5]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Google Foto è un ottimo modo per archiviare ed effettuare il backup delle foto che scattate su smartphone o tablet. Inoltre vi offre la possibilità di editarli e, presto, arriveranno nuovi strumenti di editing video tramite un aggiornamento in fase di distribuzione da parte dell&apos;azienda.</p><p>In precedenza, Google aveva fornito dettagli su questa novità, ma senza divulgare delle tempistiche di arrivo. Non le conosciamo ancora, tuttavia secondo <a href="https://www.xda-developers.com/google-photos-advanced-video-editor-rolling-out/" target="_blank">XDA Developers</a>, alcuni utenti segnalano di aver trovato delle nuove funzioni sul proprio smartphone.</p><p>Sembra che il nuovo aggiornamento a Google Photo sia gradualmente in fase di implementazione, con la priorità ad alcuni Paesi o dispositivi. In ogni caso, è probabile che la maggior parte dell&apos;utenza generale avrà accesso all&apos;editing video nelle prossime settimane.</p><ul><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-fotocamera">smartphone per la fotocamera</a> del 2021</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/software-editing-video">software per editing video</a> del 2021</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/skylum-luminar-ai-lediting-fotografico-in-modo-intelligente">Skylum Luminar AI</a>: l&apos;editing fotografico diventa "intelligente"</li></ul><h2 id="le-nuove-funzioni">Le nuove funzioni</h2><p>Sebbene il nuovo aggiornamento a Google Foto non offra una versione portatile di Premiere Pro o Avid, sarà utile per correggere i piccoli errori sui vostri video.</p><p>Potrete ritagliarli, definire determinati rapporti di proporzione, ruotarli o modificarne la prospettiva. Potrete inserire delle note, utile se state creando un tutorial o aggiungere filtri e adesivi.</p><p>Lo strumento più vicino alla sfera professionale è forse quello per regolare luminosità e impostazioni di colore come temperatura, saturazione, elementi in evidenza e molto altro, per modificare l&apos;aspetto generale del video.</p><p>XDA Developers cita anche la possibilità di stabilizzazione dei video, che sarebbe ottimo per le riprese fatte in movimento, tuttavia il video di accompagnamento alla notizia non mostra la funzione in alcun modo.</p><p>Il nuovo aggiornamento a Google Foto magari non vi cambierà la vita, ma potrebbe essere molto utile per chi ama girare video e vuole ottenere il massimo dall&apos;esperienza con l&apos;app.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-foto-brutte-notizie-in-arrivo-per-gli-utenti">Google Foto, brutte notizie in arrivo per gli utenti</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Da oggi è possibile affittare un Apple Mac mini M1 a 0,10€ l'ora ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Scaleway, azienda specializzata in cloud computing, ha annunciato che a breve saranno disponibili le prime istanze basate sui chip Apple M1 dedicate al mercato europeo. I servizi cloud daranno ai fan di Apple la possibilità di testare le tanto decantate capacità dei nuovi chip M1.</p><p>L&apos;azienda francese ha inserito i nuovi Mac mini con chip M1 nel suo datacenter DC4, che si trova all&apos;interno di un ex rifugio antiatomico situato 25 metri sotto terra al centro di Parigi. Scaleway garantisce a tutti gli iscritti l&apos;accesso a un Mac mini M1 in meno di cinque minuti dal momento della sottoscrizione del contratto.</p><p>Il costo del servizio ammonta a €0.10 per ora per un minimo di 24 ore (2,40€ al giorno), offerta piuttosto conveniente se paragonata a servizi simili. Per fare un esempio, negli Stati Uniti, MacStadium ha recentemente offerto un servizio simile che prevede l&apos;accesso a un Mac mini  M1 con 8GB di RAM e 256GB di spazio di archiviazione ad un costo mensile di $109.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-apple-mac-mini-m1-2020" target="_blank">Apple Mac mini M1</a>: la nostra recensione</li><li>Recensione <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/apple-macbook-air-m1-2020-recensione" target="_blank">Apple MacBook Air</a> (M1, 2020)</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-apple-macbook-e-mac" target="_blank">MacBook e Mac del 2021</a>: portatili, desktop e all-in-one</li></ul><h2 id="un-buon-modo-di-provare-i-mac-m1">Un buon modo di provare i Mac M1</h2><p>Scaleway sostiene che affittare un Mac mini M1 consentirà agli utenti di provare, costruire e condividere le proprie app per iOS e macOS in modo più rapido ed efficiente, garantendo al contempo un&apos;esperienza completa con il nuovo OS Big Sur. Le unità messe a disposizione per il noleggio dispongono di 8GB di RAM e di un SSD da 256GB.</p><p>Finora abbiamo sentito parlare molto bene dei chip M1 di Apple, pur essendo circolate diverse voci su possibili problemi di compatibilità rispetto ai prodotti Apple con processori Intel. Tuttavia, gran parte di queste problematiche (molto comuni al lancio di nuovi prodotti) sono già state risolte, e i benchmark testimoniano la grande efficienza dei chip M1.</p><p>L&apos;offerta di Scaleway è già attiva e dispone di un supporto in tempo reale 24 ore su 24, 7 giorni su 7, quindi se siete curiosi di testare con mano i processori M1 potrebbe essere l&apos;occasione giusta (e più economica) per farlo. </p><ul><li>I migliori servizi di <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting" target="_blank">Web Hosting</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/da-oggi-e-possibile-affittare-un-apple-mac-mini-m1-a-010euro-lora</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli Apple mini M1 verranno utilizzati da Scaleway per offrire servizi di cloud computing agli utenti europei ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">eCAueCPrZPTHdjCBejm4pL</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Barclay Ballard ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/47RxLqUZveLSway4EXKXMk-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Barclay has been writing about technology for a decade, starting out as a freelancer with ITProPortal covering everything from London’s start-up scene to comparisons of the best cloud storage services. &amp;nbsp;After that, he spent some time as the managing editor of an online outlet focusing on cloud computing, furthering his interest in virtualization, Big Data, and the Internet of Things.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The role also allowed him to gain knowledge of SEO and social media hashtags, as well as take part in a press trip or two. A visit to Prague for the Huawei Cloud Congress Europe 2016 was a particular highlight. He eventually returned to freelancing, writing news and feature pieces for TechRadar Pro. Cloud remains a primary interest but he’s also happy covering the hardware and software that powers productivity in workplaces around the world as they attempt to manage the transition to hybrid working.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Apple M1]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Scaleway, azienda specializzata in cloud computing, ha annunciato che a breve saranno disponibili le prime istanze basate sui chip Apple M1 dedicate al mercato europeo. I servizi cloud daranno ai fan di Apple la possibilità di testare le tanto decantate capacità dei nuovi chip M1.</p><p>L&apos;azienda francese ha inserito i nuovi Mac mini con chip M1 nel suo datacenter DC4, che si trova all&apos;interno di un ex rifugio antiatomico situato 25 metri sotto terra al centro di Parigi. Scaleway garantisce a tutti gli iscritti l&apos;accesso a un Mac mini M1 in meno di cinque minuti dal momento della sottoscrizione del contratto.</p><p>Il costo del servizio ammonta a €0.10 per ora per un minimo di 24 ore (2,40€ al giorno), offerta piuttosto conveniente se paragonata a servizi simili. Per fare un esempio, negli Stati Uniti, MacStadium ha recentemente offerto un servizio simile che prevede l&apos;accesso a un Mac mini  M1 con 8GB di RAM e 256GB di spazio di archiviazione ad un costo mensile di $109.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-apple-mac-mini-m1-2020" target="_blank">Apple Mac mini M1</a>: la nostra recensione</li><li>Recensione <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/apple-macbook-air-m1-2020-recensione" target="_blank">Apple MacBook Air</a> (M1, 2020)</li><li>I migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-apple-macbook-e-mac" target="_blank">MacBook e Mac del 2021</a>: portatili, desktop e all-in-one</li></ul><h2 id="un-buon-modo-di-provare-i-mac-m1">Un buon modo di provare i Mac M1</h2><p>Scaleway sostiene che affittare un Mac mini M1 consentirà agli utenti di provare, costruire e condividere le proprie app per iOS e macOS in modo più rapido ed efficiente, garantendo al contempo un&apos;esperienza completa con il nuovo OS Big Sur. Le unità messe a disposizione per il noleggio dispongono di 8GB di RAM e di un SSD da 256GB.</p><p>Finora abbiamo sentito parlare molto bene dei chip M1 di Apple, pur essendo circolate diverse voci su possibili problemi di compatibilità rispetto ai prodotti Apple con processori Intel. Tuttavia, gran parte di queste problematiche (molto comuni al lancio di nuovi prodotti) sono già state risolte, e i benchmark testimoniano la grande efficienza dei chip M1.</p><p>L&apos;offerta di Scaleway è già attiva e dispone di un supporto in tempo reale 24 ore su 24, 7 giorni su 7, quindi se siete curiosi di testare con mano i processori M1 potrebbe essere l&apos;occasione giusta (e più economica) per farlo. </p><ul><li>I migliori servizi di <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting" target="_blank">Web Hosting</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Windows 10 diventa un servizio cloud, Microsoft prepara un terremoto ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il modo in cui usiamo e concepiamo un computer è cambiato molto nel corso degli ultimi anni, in modo più o meno graduale. Ma nel caso di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/windows-10-sconti-offerte">Windows 10</a> Microsoft sta preparando una rivoluzione, per non dire un vero e proprio terremoto. L&apos;azienda infatti sta sviluppando il concetto di <a href="https://www.techradar.com/news/microsoft-develops-cloud-pc-as-a-service" target="_blank">PC-as-a-Service</a>.</p><p>La differenza non potrebbe essere più grande ma serve qualche parola per spiegarla. Oggi compriamo un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili">notebook</a> e ci troviamo dentro Windows 10; non tutti lo sanno, ma una piccola parte del prezzo di acquisto è per la licenza del sistema operativo. Altre volte, meno spesso, compriamo una licenza per installare Windows su un PC che ne è privo. </p><p>Ebbene, pare che Microsoft stia programmando di rendere Windows un servizio in abbonamento, un prodotto accessibile da qualsiasi dispositivo, secondo la filosofia del <em>Software as a Service</em>, o <a href="https://azure.microsoft.com/it-it/overview/what-is-saas/" target="_blank">SaaS</a>.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">migliori antivirus</a> del 2021</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali" target="_blank">migliori software di accesso remoto</a> del 2021</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting" target="_blank">migliori Web Hosting</a> del 2021</li></ul><p>Microsoft aveva anche rivelato qualche dettaglio in più in un annuncio di lavoro, successivamente rimosso.</p><p>"Microsoft Cloud PC è una nuova offerta strategica, realizzata a partire da Windows Virtual Desktop e con l&apos;idea di creare il Desktop as a Service. L&apos;idea alla base di Cloud PC è di offrire agli utenti business un&apos;esperienza Windows moderna, flessibile e basata su cloud. Questo permetterà alle aziende di restare sempre al passo in modo più semplice e scalabile". </p><ul><li>Come e dove <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-e-dove-acquistare-windows-10-legalmente">acquistare Windows 10 legalmente</a></li></ul><h2 id="pc-as-a-service">PC-as-a-Service</h2><p>Secondo alcuni <a href="https://docs.microsoft.com/en-us/graph/api/resources/cloudpc?view=graph-rest-beta" target="_blank">documenti</a> di Microsoft ci sono già dei testi in corso, per Cloud PC, e al momento si sta lavorando per aggiungere le API di Cloud PC a <a href="https://www.techradar.com/news/microsoft-opens-office-365-data-floodgates-for-devs" target="_blank">Microsoft Graph</a>.</p><p>Abbiamo saputo anche che Microsoft sta mettendo a punto diversi tipi di abbonamento per i clienti, che daranno accesso a diverse configurazioni hardware. </p><p>Secondo <a href="https://www.windowslatest.com/2021/01/30/microsoft-may-have-just-confirmed-windows-10-cloud-pc-service-again/" target="_blank"><em>Windows Latest</em></a><em> </em>una configurazione tipica offrirà 2 CPU virtuali,  4GB di RAM e 96GB di spazio; si potrà scegliere si avere più RAM o più CPU, se serve più potenza.  </p><p>Cloud PC sarà sviluppato per attività semplici e generiche, pensando soprattutto a velocità e prestazioni, ma anche alla scalabilità all&apos;interno delle singole aziende. </p><h2 id="microsoft-cloud-pc-in-pratica">Microsoft Cloud PC in pratica</h2><p>Il PC-as-a-Service di Microsoft dovrebbe essere disponibile nel corso del 2021. A quel punto basterà un qualsiasi dispositivo (compreso un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-economici">tablet economico</a>) in grado di far funzionare <a href="https://www.techradar.com/reviews/microsoft-remote-desktop-review">Microsoft Remote Desktop</a> per accedere ai sistemi virtuali.</p><p>Tanto in ufficio quanto in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">smart working</a>, l&apos;idea è interessante. L&apos;azienda si abbona a Cloud PC per far avere un computer a ogni lavoratore. E ognuno di loro potrà lavorare anche con un terminale economico o vecchio, o persino con un device personale, perché tutto il lavoro sarà su cloud.  Alla lunga questo approccio potrebbe rendere la gestione IT delle aziende più semplice e meno costosa.</p><p>L&apos;idea è simile a quanto offerto da Amazon AWS, ma non si discosta molto da servizi commercial come <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/le-migliori-serie-tv-netflix">Netfflix</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/google-stadia-recensione">Google Stadia</a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/project-xcloud-anteprima">Project xCloud</a>. </p><p>Al momento si sta parlando di un servizio per l&apos;aziende ma è facile vedere come i servizi online si stiano via via sostituendo alle applicazioni installate "veramente" su PC, smartphone e tablet. Windows potrebbe diventare un servizio online anche per i singoli consumatori, un giorno non troppo lontano? </p><p>Via <a href="https://www.windowslatest.com/2021/01/30/microsoft-may-have-just-confirmed-windows-10-cloud-pc-service-again/" target="_blank">Windows Latest</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/windows-10-diventa-un-servizio-cloud-microsoft-prepara-un-terremoto</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Presto il sistema operativo si potrà eseguire da cloud su ogni tipo di dispositivo ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Windows 10]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Il modo in cui usiamo e concepiamo un computer è cambiato molto nel corso degli ultimi anni, in modo più o meno graduale. Ma nel caso di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/windows-10-sconti-offerte">Windows 10</a> Microsoft sta preparando una rivoluzione, per non dire un vero e proprio terremoto. L&apos;azienda infatti sta sviluppando il concetto di <a href="https://www.techradar.com/news/microsoft-develops-cloud-pc-as-a-service" target="_blank">PC-as-a-Service</a>.</p><p>La differenza non potrebbe essere più grande ma serve qualche parola per spiegarla. Oggi compriamo un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili">notebook</a> e ci troviamo dentro Windows 10; non tutti lo sanno, ma una piccola parte del prezzo di acquisto è per la licenza del sistema operativo. Altre volte, meno spesso, compriamo una licenza per installare Windows su un PC che ne è privo. </p><p>Ebbene, pare che Microsoft stia programmando di rendere Windows un servizio in abbonamento, un prodotto accessibile da qualsiasi dispositivo, secondo la filosofia del <em>Software as a Service</em>, o <a href="https://azure.microsoft.com/it-it/overview/what-is-saas/" target="_blank">SaaS</a>.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus" target="_blank">migliori antivirus</a> del 2021</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-software-per-desktop-remoto-del-2020-gratuiti-a-pagamento-e-aziendali" target="_blank">migliori software di accesso remoto</a> del 2021</li><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting" target="_blank">migliori Web Hosting</a> del 2021</li></ul><p>Microsoft aveva anche rivelato qualche dettaglio in più in un annuncio di lavoro, successivamente rimosso.</p><p>"Microsoft Cloud PC è una nuova offerta strategica, realizzata a partire da Windows Virtual Desktop e con l&apos;idea di creare il Desktop as a Service. L&apos;idea alla base di Cloud PC è di offrire agli utenti business un&apos;esperienza Windows moderna, flessibile e basata su cloud. Questo permetterà alle aziende di restare sempre al passo in modo più semplice e scalabile". </p><ul><li>Come e dove <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/come-e-dove-acquistare-windows-10-legalmente">acquistare Windows 10 legalmente</a></li></ul><h2 id="pc-as-a-service">PC-as-a-Service</h2><p>Secondo alcuni <a href="https://docs.microsoft.com/en-us/graph/api/resources/cloudpc?view=graph-rest-beta" target="_blank">documenti</a> di Microsoft ci sono già dei testi in corso, per Cloud PC, e al momento si sta lavorando per aggiungere le API di Cloud PC a <a href="https://www.techradar.com/news/microsoft-opens-office-365-data-floodgates-for-devs" target="_blank">Microsoft Graph</a>.</p><p>Abbiamo saputo anche che Microsoft sta mettendo a punto diversi tipi di abbonamento per i clienti, che daranno accesso a diverse configurazioni hardware. </p><p>Secondo <a href="https://www.windowslatest.com/2021/01/30/microsoft-may-have-just-confirmed-windows-10-cloud-pc-service-again/" target="_blank"><em>Windows Latest</em></a><em> </em>una configurazione tipica offrirà 2 CPU virtuali,  4GB di RAM e 96GB di spazio; si potrà scegliere si avere più RAM o più CPU, se serve più potenza.  </p><p>Cloud PC sarà sviluppato per attività semplici e generiche, pensando soprattutto a velocità e prestazioni, ma anche alla scalabilità all&apos;interno delle singole aziende. </p><h2 id="microsoft-cloud-pc-in-pratica">Microsoft Cloud PC in pratica</h2><p>Il PC-as-a-Service di Microsoft dovrebbe essere disponibile nel corso del 2021. A quel punto basterà un qualsiasi dispositivo (compreso un <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-economici">tablet economico</a>) in grado di far funzionare <a href="https://www.techradar.com/reviews/microsoft-remote-desktop-review">Microsoft Remote Desktop</a> per accedere ai sistemi virtuali.</p><p>Tanto in ufficio quanto in <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/smart-working-cose-come-funziona-a-cosa-serve">smart working</a>, l&apos;idea è interessante. L&apos;azienda si abbona a Cloud PC per far avere un computer a ogni lavoratore. E ognuno di loro potrà lavorare anche con un terminale economico o vecchio, o persino con un device personale, perché tutto il lavoro sarà su cloud.  Alla lunga questo approccio potrebbe rendere la gestione IT delle aziende più semplice e meno costosa.</p><p>L&apos;idea è simile a quanto offerto da Amazon AWS, ma non si discosta molto da servizi commercial come <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/le-migliori-serie-tv-netflix">Netfflix</a>, <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/google-stadia-recensione">Google Stadia</a> o <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/project-xcloud-anteprima">Project xCloud</a>. </p><p>Al momento si sta parlando di un servizio per l&apos;aziende ma è facile vedere come i servizi online si stiano via via sostituendo alle applicazioni installate "veramente" su PC, smartphone e tablet. Windows potrebbe diventare un servizio online anche per i singoli consumatori, un giorno non troppo lontano? </p><p>Via <a href="https://www.windowslatest.com/2021/01/30/microsoft-may-have-just-confirmed-windows-10-cloud-pc-service-again/" target="_blank">Windows Latest</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Amazon offre pacchetti computazionali più evoluti per sfidare Intel e AMD ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le nuove istanze basata su Graviton2 offriranno quattro volte la larghezza di banda, quattro volte le prestazioni di elaborazione e il doppio della larghezza di banda EBS rispetto alle istanze C6g.</p><p>Si prevede una grande richiesta di istanze Graviton 2 per tutte quelle applicazioni che necessitano di alte prestazioni e per la trasmissione di video Real time, così come per altre applicazioni che come il <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting">web hosting</a> necessitano di larghezza di banda di rete elevata.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/i-migliori-servizi-di-web-hosting-linux-del-2020">I migliori servizi di web hosting Linux del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/hosting-condiviso-vs-hosting-vps">Hosting condiviso e hosting VPS: quale scegliere?</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/hosting-in-cloud-vs-hosting-condiviso">Hosting in cloud vs hosting condiviso: qual è la differenza?</a></li></ul><p>"Sulla base dello straordinario feedback di clienti come Snap, NextRoll, Intuit, SmugMug e Honeycomb che eseguono i propri carichi di lavoro su istanze Amazon Elastic Compute Cloud (EC2) basate su AWS Graviton2, oggi annunciamo un&apos;aggiunta al nostro ampio portafoglio Arm Graviton2.</p><p>Le nuove istanze C6gn offrono una larghezza di banda di rete fino a 100 Gbps, una larghezza di banda Amazon Elastic Block Store (EBS) fino a 38 Gbps, con prestazioni fino al 40% superiori nell’elaborazione dei pacchetti e un miglior rapporto prezzo/prestazioni (fino al 40%) rispetto alla generazione corrente di istanze comparabili ottimizzate per la rete basate su x86", <a href="https://aws.amazon.com/blogs/aws/coming-soon-ec2-c6gn-instances-100-gbps-networking-with-aws-graviton2-processors/?nc1=b_rp" target="_blank">ha affermato</a> Danilo Poccia, Chief Evangelist (EMEA) di Amazon Web Services.</p><h2 id="braccio-di-ferro">Braccio di ferro</h2><p>Le nuove istanze aumentaneranno anche la concorrenza nel mercato dei processori. Graviton2 di Amazon, basato su Arm, rappresenta un ulteriore esempio di un importante attore tecnologico che sceglie di evitare i chip prodotti dai leader tradizionali del settore in materia di chip per server e PC, Intel e AMD. Anche Apple ha scelto di utilizzare il proprio chip <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/chip-apple-m1">M1 basato su ARM</a> nelle recenti versioni dei suoi Mac.</p><p>I chip di Arm erano utilizzati in origine esclusivamente nei telefoni cellulari a causa dei loro requisiti di alimentazione più favorevoli. Tuttavia, negli ultimi anni, la diffusione della tecnologia dell’azienda è aumentata grazie ai clienti che utilizzano i processori Arm al di fuori dell’ambito consumer, Amazon incluso.</p><p>I questi giorni si sta tenendo <a href="https://reinvent.awsevents.com/press-kit/">re:Invent</a>, l’evento di Amazon che comprende diverse settimane di conferenze, ora tenutesi in modalità solo online per via della pandemia di Coronavirus. Su AWS News sono presenti tutti gli annunci relativi alle novità computing di Amazon.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali">I migliori notebook aziendali del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas">I migliori NAS del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">I migliori smartphone del 2020</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-offre-pacchetti-computazionali-piu-evoluti-per-sfidare-intel-e-amd</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ AWS presenta le nuove istanze C6gn basate su Graviton2, promettendo significativi risparmi sui costi. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Paolo D&#039;Angelo ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/47RxLqUZveLSway4EXKXMk-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[ARM Neoverse N1]]></media:title>
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                                <p>Le nuove istanze basata su Graviton2 offriranno quattro volte la larghezza di banda, quattro volte le prestazioni di elaborazione e il doppio della larghezza di banda EBS rispetto alle istanze C6g.</p><p>Si prevede una grande richiesta di istanze Graviton 2 per tutte quelle applicazioni che necessitano di alte prestazioni e per la trasmissione di video Real time, così come per altre applicazioni che come il <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting">web hosting</a> necessitano di larghezza di banda di rete elevata.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/i-migliori-servizi-di-web-hosting-linux-del-2020">I migliori servizi di web hosting Linux del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/hosting-condiviso-vs-hosting-vps">Hosting condiviso e hosting VPS: quale scegliere?</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/hosting-in-cloud-vs-hosting-condiviso">Hosting in cloud vs hosting condiviso: qual è la differenza?</a></li></ul><p>"Sulla base dello straordinario feedback di clienti come Snap, NextRoll, Intuit, SmugMug e Honeycomb che eseguono i propri carichi di lavoro su istanze Amazon Elastic Compute Cloud (EC2) basate su AWS Graviton2, oggi annunciamo un&apos;aggiunta al nostro ampio portafoglio Arm Graviton2.</p><p>Le nuove istanze C6gn offrono una larghezza di banda di rete fino a 100 Gbps, una larghezza di banda Amazon Elastic Block Store (EBS) fino a 38 Gbps, con prestazioni fino al 40% superiori nell’elaborazione dei pacchetti e un miglior rapporto prezzo/prestazioni (fino al 40%) rispetto alla generazione corrente di istanze comparabili ottimizzate per la rete basate su x86", <a href="https://aws.amazon.com/blogs/aws/coming-soon-ec2-c6gn-instances-100-gbps-networking-with-aws-graviton2-processors/?nc1=b_rp" target="_blank">ha affermato</a> Danilo Poccia, Chief Evangelist (EMEA) di Amazon Web Services.</p><h2 id="braccio-di-ferro">Braccio di ferro</h2><p>Le nuove istanze aumentaneranno anche la concorrenza nel mercato dei processori. Graviton2 di Amazon, basato su Arm, rappresenta un ulteriore esempio di un importante attore tecnologico che sceglie di evitare i chip prodotti dai leader tradizionali del settore in materia di chip per server e PC, Intel e AMD. Anche Apple ha scelto di utilizzare il proprio chip <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/chip-apple-m1">M1 basato su ARM</a> nelle recenti versioni dei suoi Mac.</p><p>I chip di Arm erano utilizzati in origine esclusivamente nei telefoni cellulari a causa dei loro requisiti di alimentazione più favorevoli. Tuttavia, negli ultimi anni, la diffusione della tecnologia dell’azienda è aumentata grazie ai clienti che utilizzano i processori Arm al di fuori dell’ambito consumer, Amazon incluso.</p><p>I questi giorni si sta tenendo <a href="https://reinvent.awsevents.com/press-kit/">re:Invent</a>, l’evento di Amazon che comprende diverse settimane di conferenze, ora tenutesi in modalità solo online per via della pandemia di Coronavirus. Su AWS News sono presenti tutti gli annunci relativi alle novità computing di Amazon.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali">I migliori notebook aziendali del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-nas">I migliori NAS del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">I migliori smartphone del 2020</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Mac mini arriva nel cloud AWS di Amazon ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>In occasione della conferenza re:Invent, Amazon ha <a href="https://aws.amazon.com/blogs/aws/new-use-mac-instances-to-build-test-macos-ios-ipados-tvos-and-watchos-apps/" target="_blank">annunciato</a> l&apos;arrivo dei Mac mini all&apos;interno del servizio cloud AWS.</p><p>Si tratta di un&apos;ottima notizia per gli sviluppatori che lavorano in ambiente Mac e iOS, dal momento che potranno noleggiare una vera macchina Apple per sviluppare e testare le proprie applicazioni.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-spesa-in-cloud-computing-infrange-ogni-record-nel-2019" target="_blank">La spesa in cloud computing infrange ogni record</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-primo-computer-quantistico-fotonico-al-mondo-e-ora-accessibile-nel-cloud" target="_blank">Il primo computer quantistico fotonico al mondo è ora accessibile nel cloud</a></li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">migliori VPN</a> del 2020</li></ul><p>Al momento, AWS offre l&apos;accesso a macchine Mac Mini inserite in rack 1U con processore i7, sei core fisici e 12 core logici, con 32 GB di memoria. Dunque si tratta della versione Intel, dato che molti sviluppatori lavorano ancora in questo ambiente, ma il <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-apple-mac-mini-m1-2020" target="_blank">Mac mini M1</a> potrebbe arrivare presto su AWS, probabilmente entro la prima metà del 2021.</p><h2 id="ec2-mac">EC2 Mac</h2><p>Il nuovo servizio AWS con Apple Mac mini viene offerto come istanza EC2 Mac, ma al momento è solo in anteprima.</p><p>L&apos;istanza si collega al sistema Nitro di Amazon per l&apos;accesso rapido alla rete e all&apos;archiviazione, inoltre è possibile collegare le istanze di storage a blocchi.</p><p>Le macchine offerte sono Mac mini reali e non macchine virtuali, senza alcuna modifica tranne la disattivazione di Wi-Fi e Bluetooth.</p><p>A differenza di altri servizi cloud che offrono già l&apos;accesso ai Mac mini come MacStadium, MacinCloud, MacWeb e Mac Mini Vault, AWS offrirà tutti i servizi cloud per cui è già rinomato. Amazon, dunque, si distingue dalla concorrenza, ma anche per i prezzi.</p><p>Infatti, poter usufruire di un&apos;istanza EC2 Mac non sarà esattamente economico: uno sviluppatore dovrà pagare 26 dollari in anticipo per le prime 24 ore di utilizzo e poi Amazon fatturerà oltre mille dollari l&apos;ora, con conteggio al secondo.</p><p>Le immagini offerte sono macOS Mojave e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/macos-1015-catalina-caratteristiche-funzioni-uscita" target="_blank">Catalina</a>, mentre <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/macos-11-big-sur-novita-data-di-uscita-e-caratteristiche" target="_blank">Big Sur</a> verrà implementato in futuro, tuttavia non ci sono ancora comunicazioni ufficiali circa le tempistiche.</p><p>I primi clienti ad aver adottato questa nuova istanza sono Intuit, Ring e l&apos;app mobile per fotocamera FiLMiC, mentre il servizio è già disponibile in alcune regioni AWS come Stati Uniti Orientali (N. Virginia), Stati Uniti Orientali (Ohio), Stati Uniti Occidentali (Oregon), Europa (Irlanda) e Asia Pacifica (Singapore), ma verrà esteso ad altre aree successivamente.</p><p><br></p><ul><li>Fonte: <a href="https://techcrunch.com/2020/11/30/aws-brings-the-mac-mini-to-its-cloud/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Techcrunch+%28TechCrunch%29">TechCrunch</a></li></ul> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'offerta del servizio cloud di Amazon AWS si arricchisce con i nuovi Mac mini. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[desktop remoto]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>In occasione della conferenza re:Invent, Amazon ha <a href="https://aws.amazon.com/blogs/aws/new-use-mac-instances-to-build-test-macos-ios-ipados-tvos-and-watchos-apps/" target="_blank">annunciato</a> l&apos;arrivo dei Mac mini all&apos;interno del servizio cloud AWS.</p><p>Si tratta di un&apos;ottima notizia per gli sviluppatori che lavorano in ambiente Mac e iOS, dal momento che potranno noleggiare una vera macchina Apple per sviluppare e testare le proprie applicazioni.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-spesa-in-cloud-computing-infrange-ogni-record-nel-2019" target="_blank">La spesa in cloud computing infrange ogni record</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-primo-computer-quantistico-fotonico-al-mondo-e-ora-accessibile-nel-cloud" target="_blank">Il primo computer quantistico fotonico al mondo è ora accessibile nel cloud</a></li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">migliori VPN</a> del 2020</li></ul><p>Al momento, AWS offre l&apos;accesso a macchine Mac Mini inserite in rack 1U con processore i7, sei core fisici e 12 core logici, con 32 GB di memoria. Dunque si tratta della versione Intel, dato che molti sviluppatori lavorano ancora in questo ambiente, ma il <a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/recensione-apple-mac-mini-m1-2020" target="_blank">Mac mini M1</a> potrebbe arrivare presto su AWS, probabilmente entro la prima metà del 2021.</p><h2 id="ec2-mac">EC2 Mac</h2><p>Il nuovo servizio AWS con Apple Mac mini viene offerto come istanza EC2 Mac, ma al momento è solo in anteprima.</p><p>L&apos;istanza si collega al sistema Nitro di Amazon per l&apos;accesso rapido alla rete e all&apos;archiviazione, inoltre è possibile collegare le istanze di storage a blocchi.</p><p>Le macchine offerte sono Mac mini reali e non macchine virtuali, senza alcuna modifica tranne la disattivazione di Wi-Fi e Bluetooth.</p><p>A differenza di altri servizi cloud che offrono già l&apos;accesso ai Mac mini come MacStadium, MacinCloud, MacWeb e Mac Mini Vault, AWS offrirà tutti i servizi cloud per cui è già rinomato. Amazon, dunque, si distingue dalla concorrenza, ma anche per i prezzi.</p><p>Infatti, poter usufruire di un&apos;istanza EC2 Mac non sarà esattamente economico: uno sviluppatore dovrà pagare 26 dollari in anticipo per le prime 24 ore di utilizzo e poi Amazon fatturerà oltre mille dollari l&apos;ora, con conteggio al secondo.</p><p>Le immagini offerte sono macOS Mojave e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/macos-1015-catalina-caratteristiche-funzioni-uscita" target="_blank">Catalina</a>, mentre <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/macos-11-big-sur-novita-data-di-uscita-e-caratteristiche" target="_blank">Big Sur</a> verrà implementato in futuro, tuttavia non ci sono ancora comunicazioni ufficiali circa le tempistiche.</p><p>I primi clienti ad aver adottato questa nuova istanza sono Intuit, Ring e l&apos;app mobile per fotocamera FiLMiC, mentre il servizio è già disponibile in alcune regioni AWS come Stati Uniti Orientali (N. Virginia), Stati Uniti Orientali (Ohio), Stati Uniti Occidentali (Oregon), Europa (Irlanda) e Asia Pacifica (Singapore), ma verrà esteso ad altre aree successivamente.</p><p><br></p><ul><li>Fonte: <a href="https://techcrunch.com/2020/11/30/aws-brings-the-mac-mini-to-its-cloud/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+Techcrunch+%28TechCrunch%29">TechCrunch</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Un cloud pubblico per la prima volta tra i più potenti supercomputer al mondo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Alla conferenza SC19 dello scorso anno, Microsoft Azure ha presentato il cluster di macchine virtuali HBv2 con l&apos;audace affermazione di “poter competere con i più avanzati supercomputer del pianeta".</p><p>Un anno dopo, all&apos;evento virtuale Supercomputing 2020 (SC20), il gigante del software ha rivelato che il suo servizio di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/hosting-in-cloud-vs-hosting-condiviso">cloud computing pubblico</a> si è unito ai ranghi dei supercomputer più potenti del mondo, posizionandosi al 17 ° posto nella prestigiosa lista Graph500. Secondo Microsoft, questa è la prima volta che un cloud pubblico viene inserito nel Graph500 e poiché le VM HBv2 dell&apos;azienda producono 1.151 GTEP (Giga-Traversed Edges Per Second), Azure si posiziona nell&apos;elenco tra i primi sei per cento di sempre per contributi pubblicati.</p><p>Microsoft ha inoltre annunciato di aver raggiunto un nuovo record per scaling HPC basato su Message Passing Interface (MPI) su cloud pubblico. Eseguendo il software di modellazione Nanoscale Molecular Dynamics (NAMD) su 86.400 core della CPU, Azure ha dimostrato che i ricercatori possono avere il petascale computing a portata di mano ovunque si trovino.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amd-ryzen-5000-data-di-uscita-prezzo-specifiche">AMD Ryzen 5000: data di uscita, prezzo specifiche</a></li></ul><p>L&apos;azienda ha anche partecipato al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/coronavirus-la-casa-bianca-annuncia-un-consorzio-con-i-big-tech-per-trovare-la-cura">COVID-19 HPC Consortium</a> e un team guidato dal Dr. Jer-Ming Chia di Azure ha lavorato con i ricercatori del Beckman Institute for Advanced Science and Technology presso l&apos;Università dell&apos;Illinois. Il suo compito era valutare l’utilizzo di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amd-epyc-con-questa-offerta-il-supercomputing-e-alla-portata-di-tutti">Cluster HBv2</a> nel supporto di future simulazioni della ricerca contro il virus SARS-CoV-2. Con sorpresa del team, hanno scoperto che i cluster HBv2 non solo erano in grado di soddisfare i requisiti dei ricercatori, ma che le loro prestazioni e scalabilità su Azure rivaleggiavano e in alcuni casi superano addirittura le capacità del <a href="https://www.techradar.com/news/intel-powers-one-of-worlds-fastest-academic-supercomputers" target="_blank">supercomputer Frontera</a>. </p><h2 id="graph500-vs-top500">Graph500 vs TOP500</h2><p>Per compilare la classifica dei migliori 500 supercomputer due volte l&apos;anno, <a href="https://www.techradar.com/news/nvidia-now-powers-a-majority-of-the-worlds-top-500-supercomputers">TOP500</a> utilizza il benchmark Linpack di Jack Dongarra perché è già utilizzato estensivamente e i risultati dei test sono disponibili per quasi tutti i sistemi rilevanti. L&apos;elenco Graph500 d&apos;altro canto si concentra sui carichi di lavoro ad alta intensità di dati, motivo per cui utilizza un benchmark proprietario.</p><p>Poiché il governo, le imprese e le organizzazioni di ricerca diventano sempre più incentrate sui dati, il Graph500 funge da utile barometro per clienti e partner che cercano di migrare problemi di dati complessi nel cloud.</p><p>Il test Breadth-first search (BST) fa parte del benchmark Graph500 e valuta gli ambienti HPC e di supercalcolo in diversi modi, ponendo l&apos;accento sulla capacità di spostare i dati. Il test utilizza l&apos;istruzione "popcount" della CPU, particolarmente utile per i carichi di lavoro di crittografia, fingerprinting molecolare e archiviazione dati ad alta densità.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-videocamere-sicurezza">Le migliori videocamere di sicurezza del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">I migliori browser del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-12-pro-max-recensione">Recensione iPhone 12 Pro Max</a></li></ul><p>In un post sul <a href="https://azure.microsoft.com/en-gb/blog/supercomputing-2020-new-mpi-heights-joining-the-graph500-and-1-tbs-filesystems/">blog Microsoft</a>, il vicepresidente Mission Systems, dottor William Chappell ha spiegato come le organizzazioni possono utilizzare i cluster HBv2 dell&apos;azienda per risolvere problemi di dati impegnativi invece dover implementare e gestire sistemi proprietari: "Quando i clienti hanno necessità di uniche, come la sfida di un problema di grafici sparsi, non devono più configurare il proprio sistema per ottenere prestazioni di livello mondiale. Siamo in competizione con i risultati delle prime dieci macchine al mondo e ciò dimostra che chiunque abbia una mission unica, inclusi gli utenti governativi, può attingere alle nostre capacità di calcolo. Poiché il servizio viene fornito senza costi e oneri di proprietà, questo cambia il modo in cui gli utenti possono accedere al calcolo ad alte prestazioni. Considero questa la democratizzazione dell’HPC ".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/un-cloud-pubblico-entra-per-la-prima-volta-nella-classifica-dei-piu-potenti-supercomputer</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I cluster HBv2 di Azure offrono un servizio ad alte prestazioni ai ricercatori sul cloud. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Best virtual desktop]]></media:title>
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                                <p>Alla conferenza SC19 dello scorso anno, Microsoft Azure ha presentato il cluster di macchine virtuali HBv2 con l&apos;audace affermazione di “poter competere con i più avanzati supercomputer del pianeta".</p><p>Un anno dopo, all&apos;evento virtuale Supercomputing 2020 (SC20), il gigante del software ha rivelato che il suo servizio di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/hosting-in-cloud-vs-hosting-condiviso">cloud computing pubblico</a> si è unito ai ranghi dei supercomputer più potenti del mondo, posizionandosi al 17 ° posto nella prestigiosa lista Graph500. Secondo Microsoft, questa è la prima volta che un cloud pubblico viene inserito nel Graph500 e poiché le VM HBv2 dell&apos;azienda producono 1.151 GTEP (Giga-Traversed Edges Per Second), Azure si posiziona nell&apos;elenco tra i primi sei per cento di sempre per contributi pubblicati.</p><p>Microsoft ha inoltre annunciato di aver raggiunto un nuovo record per scaling HPC basato su Message Passing Interface (MPI) su cloud pubblico. Eseguendo il software di modellazione Nanoscale Molecular Dynamics (NAMD) su 86.400 core della CPU, Azure ha dimostrato che i ricercatori possono avere il petascale computing a portata di mano ovunque si trovino.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amd-ryzen-5000-data-di-uscita-prezzo-specifiche">AMD Ryzen 5000: data di uscita, prezzo specifiche</a></li></ul><p>L&apos;azienda ha anche partecipato al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/coronavirus-la-casa-bianca-annuncia-un-consorzio-con-i-big-tech-per-trovare-la-cura">COVID-19 HPC Consortium</a> e un team guidato dal Dr. Jer-Ming Chia di Azure ha lavorato con i ricercatori del Beckman Institute for Advanced Science and Technology presso l&apos;Università dell&apos;Illinois. Il suo compito era valutare l’utilizzo di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amd-epyc-con-questa-offerta-il-supercomputing-e-alla-portata-di-tutti">Cluster HBv2</a> nel supporto di future simulazioni della ricerca contro il virus SARS-CoV-2. Con sorpresa del team, hanno scoperto che i cluster HBv2 non solo erano in grado di soddisfare i requisiti dei ricercatori, ma che le loro prestazioni e scalabilità su Azure rivaleggiavano e in alcuni casi superano addirittura le capacità del <a href="https://www.techradar.com/news/intel-powers-one-of-worlds-fastest-academic-supercomputers" target="_blank">supercomputer Frontera</a>. </p><h2 id="graph500-vs-top500">Graph500 vs TOP500</h2><p>Per compilare la classifica dei migliori 500 supercomputer due volte l&apos;anno, <a href="https://www.techradar.com/news/nvidia-now-powers-a-majority-of-the-worlds-top-500-supercomputers">TOP500</a> utilizza il benchmark Linpack di Jack Dongarra perché è già utilizzato estensivamente e i risultati dei test sono disponibili per quasi tutti i sistemi rilevanti. L&apos;elenco Graph500 d&apos;altro canto si concentra sui carichi di lavoro ad alta intensità di dati, motivo per cui utilizza un benchmark proprietario.</p><p>Poiché il governo, le imprese e le organizzazioni di ricerca diventano sempre più incentrate sui dati, il Graph500 funge da utile barometro per clienti e partner che cercano di migrare problemi di dati complessi nel cloud.</p><p>Il test Breadth-first search (BST) fa parte del benchmark Graph500 e valuta gli ambienti HPC e di supercalcolo in diversi modi, ponendo l&apos;accento sulla capacità di spostare i dati. Il test utilizza l&apos;istruzione "popcount" della CPU, particolarmente utile per i carichi di lavoro di crittografia, fingerprinting molecolare e archiviazione dati ad alta densità.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-videocamere-sicurezza">Le migliori videocamere di sicurezza del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">I migliori browser del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/reviews/iphone-12-pro-max-recensione">Recensione iPhone 12 Pro Max</a></li></ul><p>In un post sul <a href="https://azure.microsoft.com/en-gb/blog/supercomputing-2020-new-mpi-heights-joining-the-graph500-and-1-tbs-filesystems/">blog Microsoft</a>, il vicepresidente Mission Systems, dottor William Chappell ha spiegato come le organizzazioni possono utilizzare i cluster HBv2 dell&apos;azienda per risolvere problemi di dati impegnativi invece dover implementare e gestire sistemi proprietari: "Quando i clienti hanno necessità di uniche, come la sfida di un problema di grafici sparsi, non devono più configurare il proprio sistema per ottenere prestazioni di livello mondiale. Siamo in competizione con i risultati delle prime dieci macchine al mondo e ciò dimostra che chiunque abbia una mission unica, inclusi gli utenti governativi, può attingere alle nostre capacità di calcolo. Poiché il servizio viene fornito senza costi e oneri di proprietà, questo cambia il modo in cui gli utenti possono accedere al calcolo ad alte prestazioni. Considero questa la democratizzazione dell’HPC ".</p>
                                                            </article>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Google Foto, brutte notizie in arrivo per gli utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Brutte notizie per gli utenti di <a href="https://www.google.com/photos/about/">Google Foto</a>, il servizio Google per l&apos;archiviazione in cloud di foto e video dai vostri smartphone, tablet e computer.</p><p>Infatti, l&apos;azienda ha deciso che a partire dal 1° giugno 2021, tutte le foto e i video caricati in alta qualità andranno conteggiati rispetto ai 15 giga di spazio gratuito concesso a tutti gli utenti o allo spazio di archiviazione residuo di chi ha sottoscritto un abbonamento.</p><p>Google ha spiegato che il servizio ospita oltre 4.000 miliardi di foto, con un aumento settimanale di 28 miliardi. Dunque, per poter garantire un servizio ottimale a tutti, ha dovuto prendere questa difficile e potenzialmente impopolare decisione.</p><ul><li>Preparatevi al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte">Black Friday</a> 2020!</li><li>Tutto quello che c&apos;è da sapere sul <a href="https://global.techradar.com/it-it/cyber-monday/cyber-monday-italia">Cyber Monday</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-pixel-5-vs-google-pixel-4a-5g-vs-google-pixel-4a-confronto" target="_blank">Google Pixel 5 vs Google Pixel 4a 5G vs Google Pixel 4a</a>: il confronto</li></ul><h2 id="cosa-succeder-xe0-dopo-il-1-xb0-giugno-2021">Cosa succederà dopo il 1° giugno 2021?</h2><p>La conseguenza è abbastanza evidente: chi fino a ora è riuscito a farsi bastare lo spazio gratuito di 15 GB dovrà rivedere le proprie abitudini o sottoscrivere un piano in abbonamento. Chi paga già per avere ulteriore archiviazione, dovrà fare spazio o effettuare l&apos;upgrade del proprio piano.</p><p>In ogni caso, Google invierà a tutti un promemoria quando lo spazio sarà in esaurimento, mentre potete andare a <a href="https://www.google.com/appserve/mkt/p/AD-FnEzrxJP28Xway52akYh18iiWJT2geR0KpVuulrg54_9eAFlHJOSIpaBtvV9x29k0xDMZKRCn-d6pXqkdpJ30lpCxxHKLs_riXxXPsGLNdIoOlzbS1Tl587TFwihKpl5CcuHoxyfysDlxLmGGX6nG">questo link</a> per avere una stima personalizzata di quanto tempo rimane prima di esaurire lo spazio a vostra disposizione.</p><p>Potete leggere tutte le informazioni a riguardo in questo <a href="https://support.google.com/photos/answer/10100180?p=storagepolicy&visit_id=637407699934828206-335446848&rd=1">articolo del supporto Google</a>. Per saperne di più su come scegliere le dimensioni di caricamento, leggete <a href="https://support.google.com/photos/answer/6220791?hl=it&ref_topic=6156061">questo articolo</a>.</p><ul><li>Ecco le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-videocamere-sicurezza" target="_blank">migliori videocamere di sicurezza</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/google-foto-brutte-notizie-in-arrivo-per-gli-utenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Google ha appena avvisato i suoi utenti di una novità del servizio Google Foto che non piacerà per niente. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">eZdkGoCt6JgsL4GwppF5Ph</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Google Photos]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Google Photos]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Google Photos]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Brutte notizie per gli utenti di <a href="https://www.google.com/photos/about/">Google Foto</a>, il servizio Google per l&apos;archiviazione in cloud di foto e video dai vostri smartphone, tablet e computer.</p><p>Infatti, l&apos;azienda ha deciso che a partire dal 1° giugno 2021, tutte le foto e i video caricati in alta qualità andranno conteggiati rispetto ai 15 giga di spazio gratuito concesso a tutti gli utenti o allo spazio di archiviazione residuo di chi ha sottoscritto un abbonamento.</p><p>Google ha spiegato che il servizio ospita oltre 4.000 miliardi di foto, con un aumento settimanale di 28 miliardi. Dunque, per poter garantire un servizio ottimale a tutti, ha dovuto prendere questa difficile e potenzialmente impopolare decisione.</p><ul><li>Preparatevi al <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/black-friday-sconti-offerte">Black Friday</a> 2020!</li><li>Tutto quello che c&apos;è da sapere sul <a href="https://global.techradar.com/it-it/cyber-monday/cyber-monday-italia">Cyber Monday</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-pixel-5-vs-google-pixel-4a-5g-vs-google-pixel-4a-confronto" target="_blank">Google Pixel 5 vs Google Pixel 4a 5G vs Google Pixel 4a</a>: il confronto</li></ul><h2 id="cosa-succeder-xe0-dopo-il-1-xb0-giugno-2021">Cosa succederà dopo il 1° giugno 2021?</h2><p>La conseguenza è abbastanza evidente: chi fino a ora è riuscito a farsi bastare lo spazio gratuito di 15 GB dovrà rivedere le proprie abitudini o sottoscrivere un piano in abbonamento. Chi paga già per avere ulteriore archiviazione, dovrà fare spazio o effettuare l&apos;upgrade del proprio piano.</p><p>In ogni caso, Google invierà a tutti un promemoria quando lo spazio sarà in esaurimento, mentre potete andare a <a href="https://www.google.com/appserve/mkt/p/AD-FnEzrxJP28Xway52akYh18iiWJT2geR0KpVuulrg54_9eAFlHJOSIpaBtvV9x29k0xDMZKRCn-d6pXqkdpJ30lpCxxHKLs_riXxXPsGLNdIoOlzbS1Tl587TFwihKpl5CcuHoxyfysDlxLmGGX6nG">questo link</a> per avere una stima personalizzata di quanto tempo rimane prima di esaurire lo spazio a vostra disposizione.</p><p>Potete leggere tutte le informazioni a riguardo in questo <a href="https://support.google.com/photos/answer/10100180?p=storagepolicy&visit_id=637407699934828206-335446848&rd=1">articolo del supporto Google</a>. Per saperne di più su come scegliere le dimensioni di caricamento, leggete <a href="https://support.google.com/photos/answer/6220791?hl=it&ref_topic=6156061">questo articolo</a>.</p><ul><li>Ecco le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-videocamere-sicurezza" target="_blank">migliori videocamere di sicurezza</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft Project Natick, i data center sottomarini funzionano alla grande ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Due anni fa iniziava il Project Natick di Microsoft, un esperimento che consisteva nell’immersione di un data center autosufficiente sulla costa di Orkney Island, Scozia.</p><p>Trascorsi i due anni, il team di ricerca ha recuperato il data center e ha già analizzato una buona quantità di dati interessanti.</p><p>Tanto per cominciare, i ricercatori hanno scoperto che la percentuale di malfunzionamento per i server ospitati nella capsula è pari a un ottavo di quella registrata sulla terra ferma, con appena 8 server su 855 che hanno smesso di funzionare nell’arco dei due anni.</p><ul><li>We&apos;ve put together a list of the <a href="https://www.techradar.com/news/the-best-cloud-storage">best cloud storage</a> services around</li><li>These are the <a href="https://www.techradar.com/best/best-thin-client">best thin clients</a> on the market</li><li>Check out our roundup of the <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-databases">best cloud databases</a> available</li></ul><p>Il responsabile capo di Project Natick, Ben Cutler, crede che questo dato sia riconducibile all&apos;assenza di personale di bordo e alla conseguente mancanza di interazione umana con i server presenti nella capsula, oltre al fatto che questa contenesse nitrogeno piuttosto che ossigeno. Il nitrogeno infatti risulta meno corrosivo rispetto all’ossigeno e potrebbe aver contribuito ad un minore deterioramento dei server nel corso del tempo.</p><h2 id="data-center-sottomarini">Data center sottomarini</h2><p>Il successo riscontrato dall’esperimento dimostra che i data center subacquei potrebbero diventare un&apos;opzione concreta per le aziende in cerca di modi più efficienti e convenienti di conservare i propri dati. </p><p>In effetti, più della metà della popolazione mondiale vive entro 120 miglia dalla costa e posizionando i data center vicino alle città costiere, i dati dovrebbero percorrere distanze minori, riducendo di conseguenza le velocità di trasferimento. </p><p>L’esperimento condotto da Microsoft ha inoltre dimostrato che i data center possono essere alimentati interamente da energie rinnovabili, dato che tutta l&apos;elettricità dell&apos;isola di Orkney, dov’era immerso il data center, è generata da vento e raggi solari.</p><p>In un<a href="https://go.redirectingat.com/?id=92X363&xcust=trd_it_9316130894556805000&xs=1&url=https%3A%2F%2Fnews.microsoft.com%2Finnovation-stories%2Fproject-natick-underwater-datacenter%2F&sref=https%3A%2F%2Fwww.techradar.com%2Fuk%2Fnews%2Fmicrosofts-deep-sea-experiment-just-revealed-some-very-shocking-server-data"> post</a> pubblicato sul suo blog, uno dei membri a capo del team di ricerca Microsoft, Spencer Fowers, ha spiegato come i dati raccolti da questo esperimento possano essere utilizzati per migliorare la gestione dei consumi dei data center: </p><p>“Siamo riusciti a cavarcela piuttosto bene in condizioni che molti data center di terra considererebbero inaffidabili. Speravamo di poter guardare ai risultati e arrivare alla conclusione che forse non è necessario creare delle infrastrutture incentrate principalmente su potenza e affidabilità”.</p><p>Ora che Microsoft è riuscita nel suo intento di mantenere in funzione un data center subacqueo per due anni si aprono molte possibilità per applicazioni di questo tipo, che potrebbero portare alla diffusione di strutture subacquee permanenti.</p><ul><li>Also check out our complete list of the <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-computing-services">best cloud computing</a> services</li></ul><p>Via <a href="https://www.bbc.com/news/technology-54146718" target="_blank" rel="nofollow">BBC</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-project-natick-i-data-center-sottomarini-funzionano-alla-grande</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft ha recuperato il suo data center sottomarino dopo due anni dall'inizio dell'esperimento. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ anthony.spadafora@futurenet.com (Anthony Spadafora) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Anthony Spadafora ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LAxve57aTNZVpzhm6tGaU7-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Underwater Data Center]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Due anni fa iniziava il Project Natick di Microsoft, un esperimento che consisteva nell’immersione di un data center autosufficiente sulla costa di Orkney Island, Scozia.</p><p>Trascorsi i due anni, il team di ricerca ha recuperato il data center e ha già analizzato una buona quantità di dati interessanti.</p><p>Tanto per cominciare, i ricercatori hanno scoperto che la percentuale di malfunzionamento per i server ospitati nella capsula è pari a un ottavo di quella registrata sulla terra ferma, con appena 8 server su 855 che hanno smesso di funzionare nell’arco dei due anni.</p><ul><li>We&apos;ve put together a list of the <a href="https://www.techradar.com/news/the-best-cloud-storage">best cloud storage</a> services around</li><li>These are the <a href="https://www.techradar.com/best/best-thin-client">best thin clients</a> on the market</li><li>Check out our roundup of the <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-databases">best cloud databases</a> available</li></ul><p>Il responsabile capo di Project Natick, Ben Cutler, crede che questo dato sia riconducibile all&apos;assenza di personale di bordo e alla conseguente mancanza di interazione umana con i server presenti nella capsula, oltre al fatto che questa contenesse nitrogeno piuttosto che ossigeno. Il nitrogeno infatti risulta meno corrosivo rispetto all’ossigeno e potrebbe aver contribuito ad un minore deterioramento dei server nel corso del tempo.</p><h2 id="data-center-sottomarini">Data center sottomarini</h2><p>Il successo riscontrato dall’esperimento dimostra che i data center subacquei potrebbero diventare un&apos;opzione concreta per le aziende in cerca di modi più efficienti e convenienti di conservare i propri dati. </p><p>In effetti, più della metà della popolazione mondiale vive entro 120 miglia dalla costa e posizionando i data center vicino alle città costiere, i dati dovrebbero percorrere distanze minori, riducendo di conseguenza le velocità di trasferimento. </p><p>L’esperimento condotto da Microsoft ha inoltre dimostrato che i data center possono essere alimentati interamente da energie rinnovabili, dato che tutta l&apos;elettricità dell&apos;isola di Orkney, dov’era immerso il data center, è generata da vento e raggi solari.</p><p>In un<a href="https://go.redirectingat.com/?id=92X363&xcust=trd_it_9316130894556805000&xs=1&url=https%3A%2F%2Fnews.microsoft.com%2Finnovation-stories%2Fproject-natick-underwater-datacenter%2F&sref=https%3A%2F%2Fwww.techradar.com%2Fuk%2Fnews%2Fmicrosofts-deep-sea-experiment-just-revealed-some-very-shocking-server-data"> post</a> pubblicato sul suo blog, uno dei membri a capo del team di ricerca Microsoft, Spencer Fowers, ha spiegato come i dati raccolti da questo esperimento possano essere utilizzati per migliorare la gestione dei consumi dei data center: </p><p>“Siamo riusciti a cavarcela piuttosto bene in condizioni che molti data center di terra considererebbero inaffidabili. Speravamo di poter guardare ai risultati e arrivare alla conclusione che forse non è necessario creare delle infrastrutture incentrate principalmente su potenza e affidabilità”.</p><p>Ora che Microsoft è riuscita nel suo intento di mantenere in funzione un data center subacqueo per due anni si aprono molte possibilità per applicazioni di questo tipo, che potrebbero portare alla diffusione di strutture subacquee permanenti.</p><ul><li>Also check out our complete list of the <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-computing-services">best cloud computing</a> services</li></ul><p>Via <a href="https://www.bbc.com/news/technology-54146718" target="_blank" rel="nofollow">BBC</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Il server dedicato è morto? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le tecnologie di virtualizzazione e il cloud computing forniscono servizi che permettono di svolgere le stesse mansioni di un server dedicato, tuttavia sono più affidabili, flessibili, scalabili, e offrono migliori funzioni di gestione, costando addirittura meno.</p><p>Via via che sempre più servizi e applicazioni Web si spostano nei server virtuali basati su cloud, è necessario chiedersi se tale tendenza porterà alla fine del tradizionale server dedicato.</p><h2 id="flessibilit-xe0-e-scalabilit-xe0">Flessibilità e scalabilità</h2><p>I server dedicati non sono in grado di scalare nel modo in cui è possibile fare con una macchina virtuale su una buona piattaforma cloud. I server fisici sono progettati per fornire una determinata quantità di risorse e gli unici modi efficaci di ridimensionare la loro potenza di calcolo sono quello di aggiungere server aggiuntivi e bilanciare il carico su più server (ciò, non di rado, richiede che vengono apportate modifiche alle applicazioni in uso) o, se possibile e non sempre lo è, quello di aumentare le risorse sul server stesso, con tempi di inattività durante i fermi macchina, inevitabili durante l’esecuzione degli aggiornamenti hardware. Al contrario, il ridimensionamento è ciò che l&apos;hosting su cloud è in grado di fare meglio. L&apos;aggiunta di più CPU, RAM o spazio di archiviazione può essere eseguita con tempi di inattività pari a zero tramite un semplice pannello di controllo. Allo stesso modo, l&apos;aggiunta di ulteriori server virtuali è un’operazione piuttosto semplice, poco costosa e senza rischi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/100-problemi-di-windows-10-e-come-risolverli">100 problemi di Windows 10 e come risolverli</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/100-problemi-di-windows-10-e-come-risolverli">Come rimanere produttivi anche in smart working</a></li></ul><h2 id="gestione-e-affidabilit-xe0">Gestione e affidabilità</h2><p>La gestione dei server è spesso uno degli elementi che più vanno a influire sul bilancio IT, la manutenzione hardware spesso prevede determinati accordi sul livello di servizio per la sostituzioni di componenti, mentre per garantire un alto livello di disponibilità è necessario quantomeno un secondo server dedicato, nonché dei bilanciatori di carico, diversi firewall, e switch, a seconda della topologia di rete.</p><p>Quando si sceglie di utilizzare server virtuali ospitati su una piattaforma cloud, gran parte di questo lavoro è già stato svolto in precedenza. Se l&apos;hardware fisico sottostante si dovesse guastare, il vostro server virtuale verrebbe automaticamente migrato su un hardware differente, in maniera pressoché trasparente. In tal caso, lo storage dovrebbe essere protetto da un livello di RAID adeguato, e dispositivi come firewall e di bilanciamento del carico possono essere connesse alle macchine virtuali, sfruttando il vantaggio offerto dalla natura volatile della piattaforma cloud, piuttosto che dipendere dal l&apos;affidabilità dell’hardware e dei sistemi di ridondanza.</p><h2 id="picchi-di-carico">Picchi di carico</h2><p>Questo è forse l&apos;argomento più convincente per migrare all&apos;hosting su cloud. Con i server dedicati è necessario eseguire un’attività preliminare di studio per il dimensionamento delle risorse che il server utilizzerà nei momenti di carico più elevato, in modo che i siti Web o le applicazioni non cadano durante i momenti di congestione massima e la situazione rimanga sempre entro certi, ragionevoli, limiti di carico.</p><p>Tuttavia, è possibile che il servizio venga utilizzato solo per un giorno all&apos;anno o anche solo per un&apos;ora all&apos;anno e per il resto del tempo l’enorme capacità del server rimanga praticamente inutilizzata. Nei casi in cui esistano grandi differenze di utilizzo di carico nel tempo, l’opera di dimensionamento potrebbe rivelarsi un vero incubo e sostanzialmente una grande approssimazione, che difficilmente si rivelerà adatta allo scopo, in senso stretto.</p><p>Grazie all&apos;hosting su piattaforma cloud, il server virtuale può ricevere risorse extra prima che si presentino i picchi di carico, oppure potrebbe addirittura ridimensionarsi automaticamente, rispondendo a trigger specifici e reagendo con una maggior richiesta di CPU e RAM, fino a dei limiti massimi prestabiliti.</p><h2 id="sicurezza">Sicurezza</h2><p>Se flessibilità e prestazioni di un hosting basato su VPS ancora non vi convincono, forse lo farà la sicurezza intrinseca del server virtuale: un VPS è anche molto sicuro. Per fare un esempio, un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) ad un sito in co-hosting, avrà un impatto significativo anche sul vostro sito Web, che potrebbe andare offline, esattamente come quello oggetto di attacco. Le risorse sono completamente condivise e pertanto l’hardware potrebbe andare in sovraccarico, smettendo di rispondere, fino all’oscuramento del servizio che diverrà inaccessibile ai potenziali clienti.</p><p>Al contrario, lo stesso attacco portato su un VPS, avrebbe più o meno l’effetto che potrebbe avere lo stesso attacco su server dedicato, non ci saranno gravi impatti sulle altre macchine virtuali, pur condividendo in toto l’hardware, in quanto è il sistema stesso che alloca il massimo di risorse e pertanto non sarà possibile che queste vengano consumate in toto, essendoci limiti ben precisi invalicabili.</p><p>In ogni caso, anche se un VPS è capace di offrire per definizione una protezione DDoS migliore rispetto agli host condivisi, assicuratevi comunque di verificare che sul vostro VPS siano state adottate delle misure di sicurezza per mitigare gli attacchi DDoS. Alcuni servizi <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> economici tendono a lasciare in secondo piano il rafforzamento del proprio firewall, senza adoperarsi per fare il necessario e riuscire a contrastare efficacemente gli attacchi DDoS.</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2><p>L&apos;hosting su cloud offre molti vantaggi rispetto al “semplice” server dedicato, poiché il costo mensile risulta essere uguale o inferiore. Ciò nonostante, esistono ancora alcune applicazioni che, per il momento, sono maggiormente adatte per rimanere in esecuzione su un server dedicato, ma grazie allo sviluppo della tecnologia cloud, in un futuro sempre meno lontano tutto dovrebbe poter essere in grado di funzionare all&apos;interno di uno scalabile e resiliente server virtuale.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-router">Le migliori VPN per router del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">I migliori antivirus del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali">I migliori notebook aziendali del 2020</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/il-server-dedicato-e-morto</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con l'ascesa dell'hosting su cloud, i servizi come "utility computing" e VPS stanno cambiando il modo in cui gli amministratori eseguono l'implementazione dei server. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <p>Le tecnologie di virtualizzazione e il cloud computing forniscono servizi che permettono di svolgere le stesse mansioni di un server dedicato, tuttavia sono più affidabili, flessibili, scalabili, e offrono migliori funzioni di gestione, costando addirittura meno.</p><p>Via via che sempre più servizi e applicazioni Web si spostano nei server virtuali basati su cloud, è necessario chiedersi se tale tendenza porterà alla fine del tradizionale server dedicato.</p><h2 id="flessibilit-xe0-e-scalabilit-xe0">Flessibilità e scalabilità</h2><p>I server dedicati non sono in grado di scalare nel modo in cui è possibile fare con una macchina virtuale su una buona piattaforma cloud. I server fisici sono progettati per fornire una determinata quantità di risorse e gli unici modi efficaci di ridimensionare la loro potenza di calcolo sono quello di aggiungere server aggiuntivi e bilanciare il carico su più server (ciò, non di rado, richiede che vengono apportate modifiche alle applicazioni in uso) o, se possibile e non sempre lo è, quello di aumentare le risorse sul server stesso, con tempi di inattività durante i fermi macchina, inevitabili durante l’esecuzione degli aggiornamenti hardware. Al contrario, il ridimensionamento è ciò che l&apos;hosting su cloud è in grado di fare meglio. L&apos;aggiunta di più CPU, RAM o spazio di archiviazione può essere eseguita con tempi di inattività pari a zero tramite un semplice pannello di controllo. Allo stesso modo, l&apos;aggiunta di ulteriori server virtuali è un’operazione piuttosto semplice, poco costosa e senza rischi.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/100-problemi-di-windows-10-e-come-risolverli">100 problemi di Windows 10 e come risolverli</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/100-problemi-di-windows-10-e-come-risolverli">Come rimanere produttivi anche in smart working</a></li></ul><h2 id="gestione-e-affidabilit-xe0">Gestione e affidabilità</h2><p>La gestione dei server è spesso uno degli elementi che più vanno a influire sul bilancio IT, la manutenzione hardware spesso prevede determinati accordi sul livello di servizio per la sostituzioni di componenti, mentre per garantire un alto livello di disponibilità è necessario quantomeno un secondo server dedicato, nonché dei bilanciatori di carico, diversi firewall, e switch, a seconda della topologia di rete.</p><p>Quando si sceglie di utilizzare server virtuali ospitati su una piattaforma cloud, gran parte di questo lavoro è già stato svolto in precedenza. Se l&apos;hardware fisico sottostante si dovesse guastare, il vostro server virtuale verrebbe automaticamente migrato su un hardware differente, in maniera pressoché trasparente. In tal caso, lo storage dovrebbe essere protetto da un livello di RAID adeguato, e dispositivi come firewall e di bilanciamento del carico possono essere connesse alle macchine virtuali, sfruttando il vantaggio offerto dalla natura volatile della piattaforma cloud, piuttosto che dipendere dal l&apos;affidabilità dell’hardware e dei sistemi di ridondanza.</p><h2 id="picchi-di-carico">Picchi di carico</h2><p>Questo è forse l&apos;argomento più convincente per migrare all&apos;hosting su cloud. Con i server dedicati è necessario eseguire un’attività preliminare di studio per il dimensionamento delle risorse che il server utilizzerà nei momenti di carico più elevato, in modo che i siti Web o le applicazioni non cadano durante i momenti di congestione massima e la situazione rimanga sempre entro certi, ragionevoli, limiti di carico.</p><p>Tuttavia, è possibile che il servizio venga utilizzato solo per un giorno all&apos;anno o anche solo per un&apos;ora all&apos;anno e per il resto del tempo l’enorme capacità del server rimanga praticamente inutilizzata. Nei casi in cui esistano grandi differenze di utilizzo di carico nel tempo, l’opera di dimensionamento potrebbe rivelarsi un vero incubo e sostanzialmente una grande approssimazione, che difficilmente si rivelerà adatta allo scopo, in senso stretto.</p><p>Grazie all&apos;hosting su piattaforma cloud, il server virtuale può ricevere risorse extra prima che si presentino i picchi di carico, oppure potrebbe addirittura ridimensionarsi automaticamente, rispondendo a trigger specifici e reagendo con una maggior richiesta di CPU e RAM, fino a dei limiti massimi prestabiliti.</p><h2 id="sicurezza">Sicurezza</h2><p>Se flessibilità e prestazioni di un hosting basato su VPS ancora non vi convincono, forse lo farà la sicurezza intrinseca del server virtuale: un VPS è anche molto sicuro. Per fare un esempio, un attacco DDoS (Distributed Denial of Service) ad un sito in co-hosting, avrà un impatto significativo anche sul vostro sito Web, che potrebbe andare offline, esattamente come quello oggetto di attacco. Le risorse sono completamente condivise e pertanto l’hardware potrebbe andare in sovraccarico, smettendo di rispondere, fino all’oscuramento del servizio che diverrà inaccessibile ai potenziali clienti.</p><p>Al contrario, lo stesso attacco portato su un VPS, avrebbe più o meno l’effetto che potrebbe avere lo stesso attacco su server dedicato, non ci saranno gravi impatti sulle altre macchine virtuali, pur condividendo in toto l’hardware, in quanto è il sistema stesso che alloca il massimo di risorse e pertanto non sarà possibile che queste vengano consumate in toto, essendoci limiti ben precisi invalicabili.</p><p>In ogni caso, anche se un VPS è capace di offrire per definizione una protezione DDoS migliore rispetto agli host condivisi, assicuratevi comunque di verificare che sul vostro VPS siano state adottate delle misure di sicurezza per mitigare gli attacchi DDoS. Alcuni servizi <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> economici tendono a lasciare in secondo piano il rafforzamento del proprio firewall, senza adoperarsi per fare il necessario e riuscire a contrastare efficacemente gli attacchi DDoS.</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><h2 id="in-conclusione">In conclusione</h2><p>L&apos;hosting su cloud offre molti vantaggi rispetto al “semplice” server dedicato, poiché il costo mensile risulta essere uguale o inferiore. Ciò nonostante, esistono ancora alcune applicazioni che, per il momento, sono maggiormente adatte per rimanere in esecuzione su un server dedicato, ma grazie allo sviluppo della tecnologia cloud, in un futuro sempre meno lontano tutto dovrebbe poter essere in grado di funzionare all&apos;interno di uno scalabile e resiliente server virtuale.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn-router">Le migliori VPN per router del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">I migliori antivirus del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali">I migliori notebook aziendali del 2020</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ E-waste, i rifiuti elettronici diventano un problema sempre più grande ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>A livello globale i rifiuti elettronici, i prodotti con una batteria o una spina che vengono gettati via cresceranno ancora del 38%, ossia dalle 53,6 milioni di tonnellate registrate nel 2019 alle 74,7 milioni di tonnellate previste entro il 2030. Le motivazioni principali sarebbero gli alti livelli di usura, causati da un utilizzo sempre maggiore delle apparecchiature, cicli vitali sempre più brevi e poche opzioni di riparazione.</p><p>Se dovessimo fare un paragone, i rifiuti elettronici che sono stati prodotti nel 2019 equivalgono al peso di 350 navi da crociera dalle dimensioni della Queen Mary 2.</p><p>Secondo il Global E-waste Monitor 2020 delle Nazioni Unite, negli ultimi 5 anni c’è stato un incremento del 21%, numeri che in circa 16 anni, entro il 2030, sembrano essere destinati a raddoppiare: in parole povere i rifiuti elettronici sono la sottocategoria di rifiuti domestici in crescita più rapida al mondo.</p><p>Doreen Bogdan-Martin, direttore dell&apos;ufficio per lo sviluppo delle telecomunicazioni presso l&apos;International Telecommunication Union (ITU), ha affermato ed evidenziato quanto sia urgente il problema della gestione dei rifiuti elettronici nel mondo di oggi.</p><p>In seguito ha affermato che "il monitoraggio dei flussi di rifiuti elettronici contribuirà al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, oltre a verificare l&apos;attuazione del programma ITU Connect 2030. Il programma costituisce una risorsa preziosa per i governi che ci tengono a migliorare i loro dati sul riciclaggio dei rifiuti elettronici a livello globale, avendo così a disposizione delle linee guida da seguire per creare le politiche e le leggi necessarie e richieste ".</p><p>Secondo i dati, l&apos;Asia, che comprende anche il Medio Oriente, ha generato il maggior volume di rifiuti elettronici nel 2019, circa 24,9 tonnellate, seguita dalle Americhe (13,1 tonnellate) e dall&apos;Europa (12 tonnellate), mentre l’Africa e l’Oceania hanno generato rispettivamente 2,9 tonnellate e 0,7 tonnellate.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:805px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.37%;"><img id="bYbT4nF8vnAbVcQXkXeT3L" name="Ewaste2.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bYbT4nF8vnAbVcQXkXeT3L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" 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style="max-width:600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:61.83%;"><img id="Kia9qvY8NbVEErBuqYgVrK" name="GCC countries' e-waste in 2019.png" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Kia9qvY8NbVEErBuqYgVrK-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="600" height="371" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone"><u>I migliori smartphone del 2020</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android"><u>I migliori smartphone Android del 2020</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-smartphone-economici-del-2019-ecco-le-nostre-scelte"><u>I migliori smartphone economici del 2020</u></a></li></ul><h2 id="questioni-ambientali-e-sanitarie">Questioni ambientali e sanitarie</h2><p>Nel 2019 soltanto il 17,4% dei rifiuti elettronici è stato raccolto e riciclato, il che significa che oro, argento, rame, platino e altri materiali recuperabili di alto valore valutati complessivamente per circa 57 miliardi di dollari, una somma superiore al prodotto interno lordo della maggior parte dei Paesi, sono stati principalmente bruciati o depositati nelle discariche, anziché venire recuperati per essere trattati e riutilizzati.</p><p>Un tasso di riciclaggio del 17,4% equivale a circa 10 miliardi di dollari in materie prime che potrebbero essere recuperate dai rifiuti elettronici, ben 4 tonnellate di componenti che potrebbero essere riutilizzati.</p><p>Le statistiche sui rifiuti elettronici raccolti e riciclati si basano sui dati forniti dai Paesi.</p><p>In termini pro capite, i rifiuti elettronici che l&apos;anno scorso non sono stati riciclati equivalgono a una media di 7,3 Kg per ogni uomo, donna e bambino sulla terra, tutti contenenti additivi tossici o sostanze pericolose come il mercurio, trasformandosi così in un grave pericolo per la nostra salute e per quella dell’ambiente. </p><p>Nikhil Seth, direttore esecutivo dell&apos;Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca (UNITAR) e segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite, ha affermato che nella maggior parte del mondo vengono generati molti più rifiuti elettronici di quanti ne vengano riciclati in modo sicuro.</p><p>Ha inoltre aggiunto: "Sono necessari maggiori sforzi e maggior cooperazione per prendere coscienza di questo grave problema in continua crescita e adottare le contromisure appropriate da adottare tramite un&apos;adeguata ricerca e formazione".</p><p>Nei Paesi più ricchi ci sono moltissimi lavoratori migranti che riutilizzano o riparano le AEE di seconda mano che vengono donate dalle famiglie più ricche, ma questi sono casi isolati.</p><p>Antonis Mavropoulos, Presidente dell&apos;International Solid Waste Association (ISWA), ha affermato che negli ultimi cinque anni le quantità di rifiuti elettronici sono aumentate tre volte più velocemente rispetto alla popolazione mondiale, e del 13% più veloci del PIL mondiale.</p><p>Ha inoltre dichiarato che “questo aumento esponenziale creerà gravi danni ambientali e sanitari, dimostrando l&apos;urgenza di combinare la quarta rivoluzione industriale con un&apos;economia circolare. La quarta rivoluzione industriale potrebbe avere due effetti sul mondo che conosciamo, o avanzerà un nuovo approccio verso un’economia circolare per il bene di tutti o causerà l&apos;esaurimento delle risorse e nuove ondate di inquinamento".</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-per-la-fotografia-cosa-scegliere-per-fare-foto-al-top"><u>I migliori smartphone per la fotografia del 2020</u></a></li></ul> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Alti livelli di usura causati da un utilizzo sempre maggiore, cicli vitali sempre più brevi e poche opzioni di riparazione sembrano esserne le motivazioni. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <p>A livello globale i rifiuti elettronici, i prodotti con una batteria o una spina che vengono gettati via cresceranno ancora del 38%, ossia dalle 53,6 milioni di tonnellate registrate nel 2019 alle 74,7 milioni di tonnellate previste entro il 2030. Le motivazioni principali sarebbero gli alti livelli di usura, causati da un utilizzo sempre maggiore delle apparecchiature, cicli vitali sempre più brevi e poche opzioni di riparazione.</p><p>Se dovessimo fare un paragone, i rifiuti elettronici che sono stati prodotti nel 2019 equivalgono al peso di 350 navi da crociera dalle dimensioni della Queen Mary 2.</p><p>Secondo il Global E-waste Monitor 2020 delle Nazioni Unite, negli ultimi 5 anni c’è stato un incremento del 21%, numeri che in circa 16 anni, entro il 2030, sembrano essere destinati a raddoppiare: in parole povere i rifiuti elettronici sono la sottocategoria di rifiuti domestici in crescita più rapida al mondo.</p><p>Doreen Bogdan-Martin, direttore dell&apos;ufficio per lo sviluppo delle telecomunicazioni presso l&apos;International Telecommunication Union (ITU), ha affermato ed evidenziato quanto sia urgente il problema della gestione dei rifiuti elettronici nel mondo di oggi.</p><p>In seguito ha affermato che "il monitoraggio dei flussi di rifiuti elettronici contribuirà al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, oltre a verificare l&apos;attuazione del programma ITU Connect 2030. Il programma costituisce una risorsa preziosa per i governi che ci tengono a migliorare i loro dati sul riciclaggio dei rifiuti elettronici a livello globale, avendo così a disposizione delle linee guida da seguire per creare le politiche e le leggi necessarie e richieste ".</p><p>Secondo i dati, l&apos;Asia, che comprende anche il Medio Oriente, ha generato il maggior volume di rifiuti elettronici nel 2019, circa 24,9 tonnellate, seguita dalle Americhe (13,1 tonnellate) e dall&apos;Europa (12 tonnellate), mentre l’Africa e l’Oceania hanno generato rispettivamente 2,9 tonnellate e 0,7 tonnellate.</p><figure class="van-image-figure " data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:805px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.37%;"><img id="bYbT4nF8vnAbVcQXkXeT3L" name="Ewaste2.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bYbT4nF8vnAbVcQXkXeT3L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" 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ambientali e sanitarie</h2><p>Nel 2019 soltanto il 17,4% dei rifiuti elettronici è stato raccolto e riciclato, il che significa che oro, argento, rame, platino e altri materiali recuperabili di alto valore valutati complessivamente per circa 57 miliardi di dollari, una somma superiore al prodotto interno lordo della maggior parte dei Paesi, sono stati principalmente bruciati o depositati nelle discariche, anziché venire recuperati per essere trattati e riutilizzati.</p><p>Un tasso di riciclaggio del 17,4% equivale a circa 10 miliardi di dollari in materie prime che potrebbero essere recuperate dai rifiuti elettronici, ben 4 tonnellate di componenti che potrebbero essere riutilizzati.</p><p>Le statistiche sui rifiuti elettronici raccolti e riciclati si basano sui dati forniti dai Paesi.</p><p>In termini pro capite, i rifiuti elettronici che l&apos;anno scorso non sono stati riciclati equivalgono a una media di 7,3 Kg per ogni uomo, donna e bambino sulla terra, tutti contenenti additivi tossici o sostanze pericolose come il mercurio, trasformandosi così in un grave pericolo per la nostra salute e per quella dell’ambiente. </p><p>Nikhil Seth, direttore esecutivo dell&apos;Istituto delle Nazioni Unite per la formazione e la ricerca (UNITAR) e segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite, ha affermato che nella maggior parte del mondo vengono generati molti più rifiuti elettronici di quanti ne vengano riciclati in modo sicuro.</p><p>Ha inoltre aggiunto: "Sono necessari maggiori sforzi e maggior cooperazione per prendere coscienza di questo grave problema in continua crescita e adottare le contromisure appropriate da adottare tramite un&apos;adeguata ricerca e formazione".</p><p>Nei Paesi più ricchi ci sono moltissimi lavoratori migranti che riutilizzano o riparano le AEE di seconda mano che vengono donate dalle famiglie più ricche, ma questi sono casi isolati.</p><p>Antonis Mavropoulos, Presidente dell&apos;International Solid Waste Association (ISWA), ha affermato che negli ultimi cinque anni le quantità di rifiuti elettronici sono aumentate tre volte più velocemente rispetto alla popolazione mondiale, e del 13% più veloci del PIL mondiale.</p><p>Ha inoltre dichiarato che “questo aumento esponenziale creerà gravi danni ambientali e sanitari, dimostrando l&apos;urgenza di combinare la quarta rivoluzione industriale con un&apos;economia circolare. La quarta rivoluzione industriale potrebbe avere due effetti sul mondo che conosciamo, o avanzerà un nuovo approccio verso un’economia circolare per il bene di tutti o causerà l&apos;esaurimento delle risorse e nuove ondate di inquinamento".</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-per-la-fotografia-cosa-scegliere-per-fare-foto-al-top"><u>I migliori smartphone per la fotografia del 2020</u></a></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Il linguaggio di programmazione che non vuole morire ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>I sistemi bancari, commerciali e governativi del mondo sono sostenuti da un linguaggio di programmazione sviluppato oltre mezzo secolo fa, ma attualmente sono poche le persone che sanno ancora usarlo.</p><p>Creato nel 1959 dalla Dott.ssa Grace Hopper e dal suo team, <a href="https://www.techradar.com/best/cobol-online-courses" target="_blank"><u>COBOL</u></a> ha sopportato il passare del tempo con grande successo, con oltre 220 miliardi di righe di codice stimate ancora in uso oggi. Se non fosse per FORTRAN, inventato cinque anni prima, COBOL avrebbe il titolo di più vecchio linguaggio di programmazione attivo al mondo.</p><p>La bellezza di COBOL, secondo i suoi sostenitori, sta nella sua semplicità, stabilità e affidabilità, ciò ha permesso al codice di essere ampiamente accettato e adottato fin da subito.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu">I migliori processori del 2020: le migliori CPU per il vostro PC</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/deals/migliori-fitness-tracker-impermeabili">I migliori fitness tracker impermeabili del 2020: le migliori smartband da indossare in piscina</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-strumenti-di-pagamento-migliori-carte-prepagate">I migliori conti a zero spese e le migliori carte prepagate del 2020</a></li></ul><p> "COBOL è stato creato ancor prima che esistessero ingegneri del software o sviluppatori, nell&apos;accezione moderna del termine”, osserva Barry Baker, vicepresidente di IBM Z Software. "Utilizza parole inglesi ed è stato progettato per gli utenti aziendali. Pertanto, è stato semplice da utilizzare fin da subito, così come è facile da leggere, modificare e correggere." Tuttavia, l&apos;utilizzo di un linguaggio di programmazione vecchio di decenni, non importa quanto possa essere affidabile, comporta anche dei lati negativi. </p><p>I sistemi non richiedono manutenzione o aggiornamenti anche per molti anni, e visto che parliamo di oltre sessant&apos;anni fa, è molto probabile che gli sviluppatori originali siano probabilmente morti da tempo. Nonostante la sua antichità (riferendosi al breve contesto della storia dell&apos;informatica), il linguaggio continua a sostenere sistemi mission-critical nei settori pubblico e privato, e la carenza di competenze potrebbe avere effetti devastanti, percepiti non soltanto da piccole e medie imprese, ma anche dai singoli cittadini.</p><h2 id="a-cosa-serve-cobol">A cosa serve COBOL?</h2><p>COBOL funziona principalmente su computer mainframe, utilizzati dai governi e dalle grandi compagnie per svolgere carichi di lavoro intensivi, come elaborazioni batch, analisi dei dati e funzioni contabili su larga scala.</p><p>Oggi, i servizi di <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-computing-services" target="_blank"><u>cloud computing</u></a> come <a href="https://www.techradar.com/news/aws" target="_blank"><u>AWS</u></a> e <a href="https://www.techradar.com/reviews/microsoft-azure" target="_blank"><u>Microsoft Azure</u></a> sono in grado di eseguire questi stessi tipi di attività senza la necessità di possedere voluminoso hardware fisico, che inoltre, si rivela anche molto costoso da alloggiare e mantenere.</p><p>Nonostante l&apos;emergere del Cloud computing, tuttavia, il mercato dei mainframe è vivo e vegeto, e di conseguenza, anche COBOL lo è altrettanto.</p><p>Due società svolgono un’opera eccezionale nella manutenzione di COBOL e sono considerate dai più, come i custodi del linguaggio: IBM e Micro Focus.</p><p>IBM domina il mercato mainframe con il suo IBM Z, che è ormai interoperabile con il Cloud da diversi anni. Annunciata a settembre, l&apos;ultima versione (IBM z15) è progettata espressamente per supportare ambienti Cloud ibridi ed è in grado, grazie a COBOL, di elaborare un trilione di transazioni al giorno.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2700px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:62.44%;"><img id="SK9KnqD8C5iK8DwVhK6Bxk" name="IBM Z.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SK9KnqD8C5iK8DwVhK6Bxk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2700" height="1686" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: IBM)</span></figcaption></figure><p>Micro Focus, nel frattempo, fornisce strumenti di sviluppo e modernizzazione specifici per COBOL alle organizzazioni che si affidano a tale linguaggio. Ideale per l&apos;elaborazione di <em>record </em>nei database e per l&apos;analisi di grandi volumi di dati, COBOL si trova spesso nel settore finanziario, delle telecomunicazioni, dell&apos;aviazione e della sanità, nonché nei sistemi governativi." È un linguaggio che è stato appositamente progettato per essere facile da usare e per traslare la logica di business nelle applicazioni e soddisfare i requisiti di elaborazione delle transazioni dei principali sistemi di infrastruttura utilizzati da molte organizzazioni operanti in questi settori", ha spiegato Bola Rotibi, direttore della ricerca per lo sviluppo software presso la società di analisi CCS Insight.</p><p>"Esistono pochissime applicazioni e transazioni finanziarie in tutto il mondo che non sono servite in tutto, o in parte, da un&apos;applicazione COBOL, anche nelle odierne operazioni digitalmente abilitate". In effetti, secondo i <a href="http://fingfx.thomsonreuters.com/gfx/rngs/USA-BANKS-COBOL/010040KH18J/index.html" target="_blank"><u>dati di Reuters</u></a>, il 43% dei sistemi bancari statunitensi è basato su COBOL, mentre un enorme 80% delle transazioni di persona e il 95% delle interazioni ATM dipendono da tale linguaggio.</p><p>I mainframe IBM Z, nel frattempo, elaborano circa l&apos;87% delle <a href="https://www.techradar.com/best/best-credit-card-processing-service" target="_blank"><u>transazioni con carta di credito</u></a>, $8 trilioni di pagamenti e 4 miliardi di voli passeggeri ogni anno, dichiara IBM. COBOL è stato anche aggiornato più volte da quando è stato sviluppato per la prima volta, il che, secondo Baker, è "una misura chiave per mantenere funzionale il linguaggio". Le applicazioni COBOL precedenti, ad esempio, possono essere facilmente ricompilate ed eseguite nel Cloud o in ambienti consolidati come Linux e Windows.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.88%;"><img id="jAHoDfHbjDDtLpJdeKJFok" name="IBM mainframe.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jAHoDfHbjDDtLpJdeKJFok-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="542" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: IBM)</span></figcaption></figure><h2 id="e-a-cosa-non-serve">E a cosa non serve?</h2><p>Probabilmente COBOL non avrebbe superato la prova del tempo se non avesse saputo adempiere a una vasta gamma di funzioni in maniera eccellente, ma ovviamente non è scevro dai limiti intrinsechi della sua età. "COBOL funziona bene per quello per cui è stato progettato" è il ritornello comune tra i più esperti del linguaggio. In altre parole, il codice è scarsamente adatto quei casi d&apos;uso moderni che si sono presentati dopo la sua creazione.</p><p>Ad esempio, progettato molto prima che esistesse Internet, il linguaggio non è adatto per facilitare il livello di interazione e dinamismo richiesto dalle applicazioni mobili e web. Secondo Baker, quando sono emersi nuovi carichi di lavoro, COBOL ha dovuto cedere il passo a linguaggi più recenti, come Python e Java. "La popolarità di un linguaggio di programmazione, è dovuta alle preferenze degli sviluppatori, alla necessità di utilizzare nuovi paradigmi di programmazione, come quella orientata agli oggetti, e nuovi tipi di carichi computazionali, come il calcolo ad alte prestazioni, l&apos;analisi e l&apos;apprendimento automatico”, ha affermato.</p><p>I moderni linguaggi di programmazione sono anche più rigorosi ed efficienti di COBOL, un vantaggio per gli sviluppatori che lavorano spesso in tempi ristretti. "COBOL era e continua ancora ad essere prolisso", ha detto Rotibi a TechRadar, "ciò significa che sono necessarie molte più righe di codice per eseguire un comando, rispetto a quanto accade con altri linguaggi."</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.98%;"><img id="urCPf47oV8UpE7bCRg3fNk" name="COBOL - MicroFocus.png" alt="COBOL code" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/urCPf47oV8UpE7bCRg3fNk-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="543" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: MicroFocus)</span></figcaption></figure><p>Anche negli scenari in cui COBOL dovrebbe prosperare, l’età del linguaggio ha iniziato a farsi problematica. Negli ultimi mesi, i sistemi basati su COBOL sono stati ritenuti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-stabilita-globale-e-minacciata-da-un-vecchio-linguaggio-di-programmazione"><u>incapaci di tenere il passo con il numero di richieste di disoccupazione</u></a> ricevute da più Stati USA, in quanto la disoccupazione è salita alle stelle nel paese a causa della pandemia di coronavirus. La mancanza di sviluppatori COBOL disponibili ha costretto il governatore del New Jersey, Phil Murphy, a emettere un appello pubblico per cercare volontari in grado di scrivere codice in un linguaggio vecchio di decenni. "Abbiamo letteralmente un sistema che ha più di 40 anni", ha lamentato.</p><p>Il sistema mal ottimizzato e obsoleto si basava su codice COBOL scritto anni fa e ha causato gravi ritardi, con effetti significativi negativi sulla vita dei richiedenti, senza ombra di dubbio. Adrian Keward, Principal Solution Architect presso la società di software open source Red Hat, ritiene che le organizzazioni siano riluttanti a confrontarsi con la presenza di vecchi sistemi COBOL, soprattutto perché hanno sempre funzionato perfettamente, ma ciò ha anche comportato un atteggiamento pericoloso nei confronti della manutenzione e nell&apos;aggiornamento di tali sistemi.</p><p>"Moltissimo codice COBOL è ancora in uso, ma sempre meno persone sono in grado di capirlo e utilizzarlo, di questi tempi. Di conseguenza, il linguaggio tende a essere trascurato, finché non diventa necessaria la sua sostituzione ", ha spiegato. "Poiché non è stato necessario modificare nulla nel codice COBOL per molti anni, la maggior parte delle aziende che lo usano, hanno un approccio del tipo “se funziona, perché aggiustarlo?”.</p><h2 id="perch-xe9-cobol-xe8-passato-di-moda">Perché COBOL è passato di moda?</h2><p>Degli sviluppatori che hanno ancora familiarità con COBOL, molti stanno arrivando a fine carriera; solo l&apos;11,5% ha meno di 35 anni, mentre il 18,8% ha più di 55 anni. La popolarità del linguaggio ha avuto una parabola discendente dal 2002 circa, passando a essere il 5° linguaggio di programmazione più popolare, contro il 33° oggi, anche se negli ultimi anni ha goduto di una piccola rinascita. Quindi, come potrebbe un linguaggio usato così ampiamente per un insieme così vitale di necessità andare alla deriva verso l&apos;oscurità?</p><p>I fattori in gioco sono numerosi, ma il principale tra questi è il semplice fatto che COBOL non era più considerato interessante dai talenti emergenti dell&apos;informatica. Almeno fino a un certo punto, COBOL è stato poco considerato, poiché l’interesse verso i linguaggi più moderni lo ha relegato in secondo piano. Secondo John Pyke, CEO della società di migrazione di vecchi sistemi CIMtrek, "l&apos;IT è un&apos;industria che segue la moda, e i neolaureati sono desiderosi di lavorare su progetti nuovi e importanti. Di solito questi sono realizzati in linguaggi come Java e C#, per creare applicazioni molto interattive e basate su API."</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-rasoi-elettrici-del-2020">I migliori rasoi elettrici del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">I migliori smartphone del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-televisori-oled">I migliori televisori OLED del 2020</a></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="VyYgfUHgbvAsTDDYewj2Am" name="Javascript.jpg" alt="Java" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VyYgfUHgbvAsTDDYewj2Am-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / BEST-BACKGROUNDS)</span></figcaption></figure><p>Con il linguaggio che stava progressivamente passando di moda, le università sono state disincentivate a tenere corsi di COBOL per i propri studenti. Ciò ovviamente è andato ad aggravare il problema, che si è palesato solo a posteriori, quando la carenza di competenze tra gli sviluppatori più giovani ha iniziato a farsi sentire in maniera evidente. "COBOL è passato di moda per due motivi", suggerisce Keward. “In primo luogo, mancano le università che organizzano corsi per insegnare agli studenti come utilizzarlo e padroneggiarlo. In secondo luogo, i progressi tecnologici hanno spostato le operazioni dai mainframe alle architetture client-server e il linguaggio Java ha contribuito ampiamente ad accelerare il processo. L&apos;innovazione ha vinto sulla stabilità."</p><p>Nel tentativo di correggere lo squilibrio di competenze (e presumibilmente per prolungare la vita del linguaggio da cui traggono profitto), sia IBM che Micro Focus hanno avviato separatamente alcune iniziative di rilancio. Spinta dalla pandemia, IBM ha <a href="https://newsroom.ibm.com/2020-04-09-IBM-and-Open-Mainframe-Project-Mobilize-to-Connect-States-with-COBOL-Skills" target="_blank"><u>avviato un nuovo corso</u></a><u>,</u> progettato sia per i principianti che per i professionisti che richiedono aggiornamenti di COBOL. Ha inoltre lanciato un&apos;iniziativa che collega i programmatori COBOL con i potenziali datori di lavoro.</p><p>Individuando una flessione delle competenze di COBOL, Micro Focus ha collaborato con aziende e università per istituire il <a href="https://www.microfocus.com/cobol-academic-program" target="_blank"><u>programma accademico COBOL</u></a>, che fornisce accesso gratuito agli strumenti di insegnamento più recenti. La società gestisce anche un gruppo <a href="https://www.facebook.com/groups/2231622276/" target="_blank"><u>Facebook di programmatori COBOL</u></a>, con circa 15.000 membri. "Dinosauri, programmatori COBOL vecchi e nuovi e altri schiavi del codice sono tutti benvenuti.", recita la pagina Informazioni del gruppo, che dice più sul linguaggio di chiunque potrebbe fare in 2.000 parole.</p><h2 id="cosa-impedisce-alle-aziende-di-liberarsi-di-cobol">Cosa impedisce alle aziende di liberarsi di COBOL?</h2><p>La difficoltà più significativa per le aziende che desiderano ridurre la loro dipendenza da COBOL è data dal volume di codice in circolazione. Il processo non rappresenta necessariamente una sfida tecnica insormontabile, ma presenta certamente una sfida logistica. Secondo Pyke, l&apos;entità della situazione potrebbe essere paragonata all&apos;aggiornamento dei sistemi resosi necessario negli anni precedenti al <em>Millennium Bug</em>, quando le organizzazioni hanno tentato di mettere una pezza ai propri sistemi informatici per adattarli a un anno che richiedeva la corretta differenziazione di quattro numeri in luogo di due (ovvero 2000, invece di 99).</p><p>"Ripensandoci 20 anni dopo, la quantità di denaro e le risorse impiegate per ridurre l&apos;impatto del Millennium Bug dovrebbe almeno dare un&apos;idea del compito erculeo necessario per superare la dipendenza da COBOL", ha detto. Il colosso bancario Capital One è tra le grandi imprese che cercano disperatamente di ridurre al minimo la dipendenza dal linguaggio e sta affrontando le forche caudine, svolgendo il lavoro necessario per dismettere i propri mainframe.</p><p>"Il funzionamento dei mainframe non è solo più costoso dell’utilizzo del Cloud, ma essi non offrono la capacità di ridimensionare rapidamente le funzionalità e non consentono alle aziende di trarre vantaggio dall&apos;open source", ha affermato Joseph Muratore, vicepresidente di Capital One. "Stiamo lavorando quanto più rapidamente possibile per modernizzare le ultime applicazioni mainframe rimanenti ed eliminare la dipendenza di Capital One da COBOL... Molte aziende sottovalutano la natura globale completa di questo tipo di trasformazione", ha aggiunto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="vZLMcEg5JqfGeXydVkkxhk" name="Coding.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vZLMcEg5JqfGeXydVkkxhk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / Elle Aon)</span></figcaption></figure><p>Nel caso di Capital One, lo stato delle cose ha reso sensato l’allontanamento da COBOL e dal mainframe, ma questo non è necessariamente il caso di tutte le aziende che utilizzano tale linguaggio. "Nella maggior parte dei casi, un&apos;organizzazione ha effettuato investimenti significativi sui propri sistemi COBOL nel tempo, incluso lo sviluppo di ulteriori IP e processi per supportarli", ha dichiarato a TechRadar il dirigente di Micro Focus Derek Britton. “Questi sistemi chiave offrono vantaggi reali e generalmente coinvolgono dati business-critical. Eliminarli per ricominciare da zero può rendere inefficienti tali investimenti e mettere a rischio entrate importanti".</p><p>In effetti, secondo un recente <a href="https://www.techradar.com/news/cobol-remains-an-important-programming-priority" target="_blank"><u>sondaggio eseguito da Micro Focus</u></a>, una grande parte delle aziende non ha alcuna intenzione di abbandonare completamente il linguaggio, forse a causa del lavoro gravoso dell&apos;attività di dismissione o semplicemente per via delle spese da sostenere. Oltre due terzi (70%) delle imprese intervistate hanno affermato di aver favorito la modernizzazione come approccio per attuare il cambiamento, invece di dismettere e rimpiazzare le applicazioni chiave scritte in COBOL.</p><p>Nel frattempo, quasi tutti gli intervistati (92%) hanno affermato che COBOL rimane di importanza strategica nei nuovi ecosistemi. Tutto ciò fa capire che vedremo il secondo linguaggio di programmazione più vecchio del mondo ancora per molto tempo. Per le organizzazioni il cui rapporto economico con COBOL rende impossibile migrare (e per i quali la lingua svolge ancora perfettamente la sua funzione), l&apos;unica soluzione al dilemma del divario di competenze è un maggiore impegno nella formazione del personale e nella manutenzione dei sistemi, necessario ben prima che comincino a manifestarsi malfunzionamenti. Senza queste misure vitali, si potrebbe arrivare al caso limite in cui le organizzazioni si troverebbero senza nessuno che sappia mantenere le applicazioni critiche basate su COBOL.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-fotocamera">Le migliori fotocamere del 2020</a>, i migliori modelli scelti da noi.</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-15-pollici">I migliori portatili da 15 pollici del 2020: i migliori modelli di formato intermedio</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">I migliori antivirus del 2020</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/il-linguaggio-di-programmazione-che-non-vuole-morire</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I sistemi critici del mondo utilizzano un linguaggio di programmazione che sta diventando sempre più sconosciuto ]]>
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                                <p>I sistemi bancari, commerciali e governativi del mondo sono sostenuti da un linguaggio di programmazione sviluppato oltre mezzo secolo fa, ma attualmente sono poche le persone che sanno ancora usarlo.</p><p>Creato nel 1959 dalla Dott.ssa Grace Hopper e dal suo team, <a href="https://www.techradar.com/best/cobol-online-courses" target="_blank"><u>COBOL</u></a> ha sopportato il passare del tempo con grande successo, con oltre 220 miliardi di righe di codice stimate ancora in uso oggi. Se non fosse per FORTRAN, inventato cinque anni prima, COBOL avrebbe il titolo di più vecchio linguaggio di programmazione attivo al mondo.</p><p>La bellezza di COBOL, secondo i suoi sostenitori, sta nella sua semplicità, stabilità e affidabilità, ciò ha permesso al codice di essere ampiamente accettato e adottato fin da subito.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-processori-migliore-cpu">I migliori processori del 2020: le migliori CPU per il vostro PC</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/deals/migliori-fitness-tracker-impermeabili">I migliori fitness tracker impermeabili del 2020: le migliori smartband da indossare in piscina</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-strumenti-di-pagamento-migliori-carte-prepagate">I migliori conti a zero spese e le migliori carte prepagate del 2020</a></li></ul><p> "COBOL è stato creato ancor prima che esistessero ingegneri del software o sviluppatori, nell&apos;accezione moderna del termine”, osserva Barry Baker, vicepresidente di IBM Z Software. "Utilizza parole inglesi ed è stato progettato per gli utenti aziendali. Pertanto, è stato semplice da utilizzare fin da subito, così come è facile da leggere, modificare e correggere." Tuttavia, l&apos;utilizzo di un linguaggio di programmazione vecchio di decenni, non importa quanto possa essere affidabile, comporta anche dei lati negativi. </p><p>I sistemi non richiedono manutenzione o aggiornamenti anche per molti anni, e visto che parliamo di oltre sessant&apos;anni fa, è molto probabile che gli sviluppatori originali siano probabilmente morti da tempo. Nonostante la sua antichità (riferendosi al breve contesto della storia dell&apos;informatica), il linguaggio continua a sostenere sistemi mission-critical nei settori pubblico e privato, e la carenza di competenze potrebbe avere effetti devastanti, percepiti non soltanto da piccole e medie imprese, ma anche dai singoli cittadini.</p><h2 id="a-cosa-serve-cobol">A cosa serve COBOL?</h2><p>COBOL funziona principalmente su computer mainframe, utilizzati dai governi e dalle grandi compagnie per svolgere carichi di lavoro intensivi, come elaborazioni batch, analisi dei dati e funzioni contabili su larga scala.</p><p>Oggi, i servizi di <a href="https://www.techradar.com/best/best-cloud-computing-services" target="_blank"><u>cloud computing</u></a> come <a href="https://www.techradar.com/news/aws" target="_blank"><u>AWS</u></a> e <a href="https://www.techradar.com/reviews/microsoft-azure" target="_blank"><u>Microsoft Azure</u></a> sono in grado di eseguire questi stessi tipi di attività senza la necessità di possedere voluminoso hardware fisico, che inoltre, si rivela anche molto costoso da alloggiare e mantenere.</p><p>Nonostante l&apos;emergere del Cloud computing, tuttavia, il mercato dei mainframe è vivo e vegeto, e di conseguenza, anche COBOL lo è altrettanto.</p><p>Due società svolgono un’opera eccezionale nella manutenzione di COBOL e sono considerate dai più, come i custodi del linguaggio: IBM e Micro Focus.</p><p>IBM domina il mercato mainframe con il suo IBM Z, che è ormai interoperabile con il Cloud da diversi anni. Annunciata a settembre, l&apos;ultima versione (IBM z15) è progettata espressamente per supportare ambienti Cloud ibridi ed è in grado, grazie a COBOL, di elaborare un trilione di transazioni al giorno.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2700px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:62.44%;"><img id="SK9KnqD8C5iK8DwVhK6Bxk" name="IBM Z.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SK9KnqD8C5iK8DwVhK6Bxk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2700" height="1686" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: IBM)</span></figcaption></figure><p>Micro Focus, nel frattempo, fornisce strumenti di sviluppo e modernizzazione specifici per COBOL alle organizzazioni che si affidano a tale linguaggio. Ideale per l&apos;elaborazione di <em>record </em>nei database e per l&apos;analisi di grandi volumi di dati, COBOL si trova spesso nel settore finanziario, delle telecomunicazioni, dell&apos;aviazione e della sanità, nonché nei sistemi governativi." È un linguaggio che è stato appositamente progettato per essere facile da usare e per traslare la logica di business nelle applicazioni e soddisfare i requisiti di elaborazione delle transazioni dei principali sistemi di infrastruttura utilizzati da molte organizzazioni operanti in questi settori", ha spiegato Bola Rotibi, direttore della ricerca per lo sviluppo software presso la società di analisi CCS Insight.</p><p>"Esistono pochissime applicazioni e transazioni finanziarie in tutto il mondo che non sono servite in tutto, o in parte, da un&apos;applicazione COBOL, anche nelle odierne operazioni digitalmente abilitate". In effetti, secondo i <a href="http://fingfx.thomsonreuters.com/gfx/rngs/USA-BANKS-COBOL/010040KH18J/index.html" target="_blank"><u>dati di Reuters</u></a>, il 43% dei sistemi bancari statunitensi è basato su COBOL, mentre un enorme 80% delle transazioni di persona e il 95% delle interazioni ATM dipendono da tale linguaggio.</p><p>I mainframe IBM Z, nel frattempo, elaborano circa l&apos;87% delle <a href="https://www.techradar.com/best/best-credit-card-processing-service" target="_blank"><u>transazioni con carta di credito</u></a>, $8 trilioni di pagamenti e 4 miliardi di voli passeggeri ogni anno, dichiara IBM. COBOL è stato anche aggiornato più volte da quando è stato sviluppato per la prima volta, il che, secondo Baker, è "una misura chiave per mantenere funzionale il linguaggio". Le applicazioni COBOL precedenti, ad esempio, possono essere facilmente ricompilate ed eseguite nel Cloud o in ambienti consolidati come Linux e Windows.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.88%;"><img id="jAHoDfHbjDDtLpJdeKJFok" name="IBM mainframe.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jAHoDfHbjDDtLpJdeKJFok-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="542" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: IBM)</span></figcaption></figure><h2 id="e-a-cosa-non-serve">E a cosa non serve?</h2><p>Probabilmente COBOL non avrebbe superato la prova del tempo se non avesse saputo adempiere a una vasta gamma di funzioni in maniera eccellente, ma ovviamente non è scevro dai limiti intrinsechi della sua età. "COBOL funziona bene per quello per cui è stato progettato" è il ritornello comune tra i più esperti del linguaggio. In altre parole, il codice è scarsamente adatto quei casi d&apos;uso moderni che si sono presentati dopo la sua creazione.</p><p>Ad esempio, progettato molto prima che esistesse Internet, il linguaggio non è adatto per facilitare il livello di interazione e dinamismo richiesto dalle applicazioni mobili e web. Secondo Baker, quando sono emersi nuovi carichi di lavoro, COBOL ha dovuto cedere il passo a linguaggi più recenti, come Python e Java. "La popolarità di un linguaggio di programmazione, è dovuta alle preferenze degli sviluppatori, alla necessità di utilizzare nuovi paradigmi di programmazione, come quella orientata agli oggetti, e nuovi tipi di carichi computazionali, come il calcolo ad alte prestazioni, l&apos;analisi e l&apos;apprendimento automatico”, ha affermato.</p><p>I moderni linguaggi di programmazione sono anche più rigorosi ed efficienti di COBOL, un vantaggio per gli sviluppatori che lavorano spesso in tempi ristretti. "COBOL era e continua ancora ad essere prolisso", ha detto Rotibi a TechRadar, "ciò significa che sono necessarie molte più righe di codice per eseguire un comando, rispetto a quanto accade con altri linguaggi."</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.98%;"><img id="urCPf47oV8UpE7bCRg3fNk" name="COBOL - MicroFocus.png" alt="COBOL code" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/urCPf47oV8UpE7bCRg3fNk-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="543" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: MicroFocus)</span></figcaption></figure><p>Anche negli scenari in cui COBOL dovrebbe prosperare, l’età del linguaggio ha iniziato a farsi problematica. Negli ultimi mesi, i sistemi basati su COBOL sono stati ritenuti <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/la-stabilita-globale-e-minacciata-da-un-vecchio-linguaggio-di-programmazione"><u>incapaci di tenere il passo con il numero di richieste di disoccupazione</u></a> ricevute da più Stati USA, in quanto la disoccupazione è salita alle stelle nel paese a causa della pandemia di coronavirus. La mancanza di sviluppatori COBOL disponibili ha costretto il governatore del New Jersey, Phil Murphy, a emettere un appello pubblico per cercare volontari in grado di scrivere codice in un linguaggio vecchio di decenni. "Abbiamo letteralmente un sistema che ha più di 40 anni", ha lamentato.</p><p>Il sistema mal ottimizzato e obsoleto si basava su codice COBOL scritto anni fa e ha causato gravi ritardi, con effetti significativi negativi sulla vita dei richiedenti, senza ombra di dubbio. Adrian Keward, Principal Solution Architect presso la società di software open source Red Hat, ritiene che le organizzazioni siano riluttanti a confrontarsi con la presenza di vecchi sistemi COBOL, soprattutto perché hanno sempre funzionato perfettamente, ma ciò ha anche comportato un atteggiamento pericoloso nei confronti della manutenzione e nell&apos;aggiornamento di tali sistemi.</p><p>"Moltissimo codice COBOL è ancora in uso, ma sempre meno persone sono in grado di capirlo e utilizzarlo, di questi tempi. Di conseguenza, il linguaggio tende a essere trascurato, finché non diventa necessaria la sua sostituzione ", ha spiegato. "Poiché non è stato necessario modificare nulla nel codice COBOL per molti anni, la maggior parte delle aziende che lo usano, hanno un approccio del tipo “se funziona, perché aggiustarlo?”.</p><h2 id="perch-xe9-cobol-xe8-passato-di-moda">Perché COBOL è passato di moda?</h2><p>Degli sviluppatori che hanno ancora familiarità con COBOL, molti stanno arrivando a fine carriera; solo l&apos;11,5% ha meno di 35 anni, mentre il 18,8% ha più di 55 anni. La popolarità del linguaggio ha avuto una parabola discendente dal 2002 circa, passando a essere il 5° linguaggio di programmazione più popolare, contro il 33° oggi, anche se negli ultimi anni ha goduto di una piccola rinascita. Quindi, come potrebbe un linguaggio usato così ampiamente per un insieme così vitale di necessità andare alla deriva verso l&apos;oscurità?</p><p>I fattori in gioco sono numerosi, ma il principale tra questi è il semplice fatto che COBOL non era più considerato interessante dai talenti emergenti dell&apos;informatica. Almeno fino a un certo punto, COBOL è stato poco considerato, poiché l’interesse verso i linguaggi più moderni lo ha relegato in secondo piano. Secondo John Pyke, CEO della società di migrazione di vecchi sistemi CIMtrek, "l&apos;IT è un&apos;industria che segue la moda, e i neolaureati sono desiderosi di lavorare su progetti nuovi e importanti. Di solito questi sono realizzati in linguaggi come Java e C#, per creare applicazioni molto interattive e basate su API."</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-rasoi-elettrici-del-2020">I migliori rasoi elettrici del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">I migliori smartphone del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-televisori-oled">I migliori televisori OLED del 2020</a></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="VyYgfUHgbvAsTDDYewj2Am" name="Javascript.jpg" alt="Java" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VyYgfUHgbvAsTDDYewj2Am-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / BEST-BACKGROUNDS)</span></figcaption></figure><p>Con il linguaggio che stava progressivamente passando di moda, le università sono state disincentivate a tenere corsi di COBOL per i propri studenti. Ciò ovviamente è andato ad aggravare il problema, che si è palesato solo a posteriori, quando la carenza di competenze tra gli sviluppatori più giovani ha iniziato a farsi sentire in maniera evidente. "COBOL è passato di moda per due motivi", suggerisce Keward. “In primo luogo, mancano le università che organizzano corsi per insegnare agli studenti come utilizzarlo e padroneggiarlo. In secondo luogo, i progressi tecnologici hanno spostato le operazioni dai mainframe alle architetture client-server e il linguaggio Java ha contribuito ampiamente ad accelerare il processo. L&apos;innovazione ha vinto sulla stabilità."</p><p>Nel tentativo di correggere lo squilibrio di competenze (e presumibilmente per prolungare la vita del linguaggio da cui traggono profitto), sia IBM che Micro Focus hanno avviato separatamente alcune iniziative di rilancio. Spinta dalla pandemia, IBM ha <a href="https://newsroom.ibm.com/2020-04-09-IBM-and-Open-Mainframe-Project-Mobilize-to-Connect-States-with-COBOL-Skills" target="_blank"><u>avviato un nuovo corso</u></a><u>,</u> progettato sia per i principianti che per i professionisti che richiedono aggiornamenti di COBOL. Ha inoltre lanciato un&apos;iniziativa che collega i programmatori COBOL con i potenziali datori di lavoro.</p><p>Individuando una flessione delle competenze di COBOL, Micro Focus ha collaborato con aziende e università per istituire il <a href="https://www.microfocus.com/cobol-academic-program" target="_blank"><u>programma accademico COBOL</u></a>, che fornisce accesso gratuito agli strumenti di insegnamento più recenti. La società gestisce anche un gruppo <a href="https://www.facebook.com/groups/2231622276/" target="_blank"><u>Facebook di programmatori COBOL</u></a>, con circa 15.000 membri. "Dinosauri, programmatori COBOL vecchi e nuovi e altri schiavi del codice sono tutti benvenuti.", recita la pagina Informazioni del gruppo, che dice più sul linguaggio di chiunque potrebbe fare in 2.000 parole.</p><h2 id="cosa-impedisce-alle-aziende-di-liberarsi-di-cobol">Cosa impedisce alle aziende di liberarsi di COBOL?</h2><p>La difficoltà più significativa per le aziende che desiderano ridurre la loro dipendenza da COBOL è data dal volume di codice in circolazione. Il processo non rappresenta necessariamente una sfida tecnica insormontabile, ma presenta certamente una sfida logistica. Secondo Pyke, l&apos;entità della situazione potrebbe essere paragonata all&apos;aggiornamento dei sistemi resosi necessario negli anni precedenti al <em>Millennium Bug</em>, quando le organizzazioni hanno tentato di mettere una pezza ai propri sistemi informatici per adattarli a un anno che richiedeva la corretta differenziazione di quattro numeri in luogo di due (ovvero 2000, invece di 99).</p><p>"Ripensandoci 20 anni dopo, la quantità di denaro e le risorse impiegate per ridurre l&apos;impatto del Millennium Bug dovrebbe almeno dare un&apos;idea del compito erculeo necessario per superare la dipendenza da COBOL", ha detto. Il colosso bancario Capital One è tra le grandi imprese che cercano disperatamente di ridurre al minimo la dipendenza dal linguaggio e sta affrontando le forche caudine, svolgendo il lavoro necessario per dismettere i propri mainframe.</p><p>"Il funzionamento dei mainframe non è solo più costoso dell’utilizzo del Cloud, ma essi non offrono la capacità di ridimensionare rapidamente le funzionalità e non consentono alle aziende di trarre vantaggio dall&apos;open source", ha affermato Joseph Muratore, vicepresidente di Capital One. "Stiamo lavorando quanto più rapidamente possibile per modernizzare le ultime applicazioni mainframe rimanenti ed eliminare la dipendenza di Capital One da COBOL... Molte aziende sottovalutano la natura globale completa di questo tipo di trasformazione", ha aggiunto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="vZLMcEg5JqfGeXydVkkxhk" name="Coding.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vZLMcEg5JqfGeXydVkkxhk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock / Elle Aon)</span></figcaption></figure><p>Nel caso di Capital One, lo stato delle cose ha reso sensato l’allontanamento da COBOL e dal mainframe, ma questo non è necessariamente il caso di tutte le aziende che utilizzano tale linguaggio. "Nella maggior parte dei casi, un&apos;organizzazione ha effettuato investimenti significativi sui propri sistemi COBOL nel tempo, incluso lo sviluppo di ulteriori IP e processi per supportarli", ha dichiarato a TechRadar il dirigente di Micro Focus Derek Britton. “Questi sistemi chiave offrono vantaggi reali e generalmente coinvolgono dati business-critical. Eliminarli per ricominciare da zero può rendere inefficienti tali investimenti e mettere a rischio entrate importanti".</p><p>In effetti, secondo un recente <a href="https://www.techradar.com/news/cobol-remains-an-important-programming-priority" target="_blank"><u>sondaggio eseguito da Micro Focus</u></a>, una grande parte delle aziende non ha alcuna intenzione di abbandonare completamente il linguaggio, forse a causa del lavoro gravoso dell&apos;attività di dismissione o semplicemente per via delle spese da sostenere. Oltre due terzi (70%) delle imprese intervistate hanno affermato di aver favorito la modernizzazione come approccio per attuare il cambiamento, invece di dismettere e rimpiazzare le applicazioni chiave scritte in COBOL.</p><p>Nel frattempo, quasi tutti gli intervistati (92%) hanno affermato che COBOL rimane di importanza strategica nei nuovi ecosistemi. Tutto ciò fa capire che vedremo il secondo linguaggio di programmazione più vecchio del mondo ancora per molto tempo. Per le organizzazioni il cui rapporto economico con COBOL rende impossibile migrare (e per i quali la lingua svolge ancora perfettamente la sua funzione), l&apos;unica soluzione al dilemma del divario di competenze è un maggiore impegno nella formazione del personale e nella manutenzione dei sistemi, necessario ben prima che comincino a manifestarsi malfunzionamenti. Senza queste misure vitali, si potrebbe arrivare al caso limite in cui le organizzazioni si troverebbero senza nessuno che sappia mantenere le applicazioni critiche basate su COBOL.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-fotocamera">Le migliori fotocamere del 2020</a>, i migliori modelli scelti da noi.</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-15-pollici">I migliori portatili da 15 pollici del 2020: i migliori modelli di formato intermedio</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-antivirus">I migliori antivirus del 2020</a></li></ul>
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Questo potrebbe consentire di prevedere il tempo o effettuare simulazioni di analisi fluidodinamica computazionale.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/notebook-economici"><u>I migliori notebook a meno di 600 euro</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-windows"><u>I migliori notebook Windows del 2020</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali"><u>I migliori notebook aziendali del 2020</u></a> </li></ul><p>12.000 core offrono una potenza considerevole. Dato l’attuale prezzo di mercato della macchina virtuale ribassato di quasi l&apos;80%, si potrebbe dire che stiamo parlando di spiccioli. </p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Trovato di meglio?</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Siete riusciti a trovare un prodotto equivalente a un prezzo inferiore? Se si, fatecelo sapere.</p></div></div><p>Le VM della serie HBv2 offrono fino a 350 GBps di larghezza di banda. Si tratta di prestazioni superiori fino al 50% rispetto a Intel x86, con una velocità triplicata rispetto ai servizi di data center della maggior parte dei clienti HPC. Le VM della serie HBv2 dispongono anche di adattatori InfiniBand HDR da 200 Gbps con tecnologia Mellanox.</p><p>Le macchine virtuali EPYC sono disponibili solo in alcuni Paesi e al momento esiste un problema di domanda e offerta, quindi il prodotto potrebbe risultare non disponibile.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-per-laptop-notebook"><u>I migliori giochi per notebook: 20 titoli che non friggeranno il portatile</u></a> </li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/amd-epyc-con-questa-offerta-il-supercomputing-e-alla-portata-di-tutti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft propone un'offerta che sembra davvero allettante ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[CONTENTDEV]]></category>
                                                    <category><![CDATA[supercomputer]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Microsoft Azure]]></category>
                                                    <category><![CDATA[virtual machine instance]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Virtual Machine]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Cloud computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Microsoft]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Dario De Vita ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oEw3XiohQwun9z7gMxKzkB-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[This is the cheapest 32-core CPU worth buying right now and it is EPYC]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[This is the cheapest 32-core CPU worth buying right now and it is EPYC]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[This is the cheapest 32-core CPU worth buying right now and it is EPYC]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Il cloud computing ha democratizzato l&apos;accesso a una serie di servizi utili, come l’archiviazione, VPN e web hosting, che sono diventati popolari ed economici.</p><p>Questo è stato merito della potenza di calcolo e delle risorse di archiviazione e di rete. rese disponibili in modalità pressoché illimitata a quasi chiunque abbia una carta di credito a proprio nome. Il principio si estende anche nel settore dei supercomputer, o quasi.</p><div class="product"><a data-dimension112="495a89f6-a911-40af-9505-be58f6c5efba" data-action="Deal Block" data-label="Macchina virtuale Azure con 120 core | 3 euro circa all'ora" data-dimension48="Macchina virtuale Azure con 120 core | 3 euro circa all'ora" data-dimension25="$3.60" href="https://azure.microsoft.com/en-us/pricing/details/virtual-machines/linux/#n-series" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="tN2iVRXEBmcFdu8SA9GY37" name="Azure.png" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tN2iVRXEBmcFdu8SA9GY37-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="200" height="200" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p><a href="https://click.linksynergy.com/deeplink?id=kXQk6%2AivFEQ&mid=24542&u1=trdit-6691196826322119000&murl=https%3A%2F%2Fazure.microsoft.com%2Fen-us%2Fpricing%2Fdetails%2Fvirtual-machines%2Flinux%2F%23n-series" data-dimension112="495a89f6-a911-40af-9505-be58f6c5efba" data-action="Deal Block" data-label="Macchina virtuale Azure con 120 core | 3 euro circa all'ora" data-dimension48="Macchina virtuale Azure con 120 core | 3 euro circa all'ora" data-dimension25="$3.60"><u><strong>Macchina virtuale Azure con 120 core | 3 euro circa all'ora</strong></u></a><strong> </strong></p><p>Noleggiate Microsoft Azure al costo minimo di 0,03 centesimi all'ora. Unite diversi noleggi e potrete disporre di una potenza di calcolo complessiva in grado di competere con un moderno supercomputer.<strong><br></strong><a class="view-deal button" href="https://azure.microsoft.com/en-us/pricing/details/virtual-machines/linux/#n-series" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="495a89f6-a911-40af-9505-be58f6c5efba" data-action="Deal Block" data-label="Macchina virtuale Azure con 120 core | 3 euro circa all'ora" data-dimension48="Macchina virtuale Azure con 120 core | 3 euro circa all'ora" data-dimension25="$3.60">View Deal</a></p></div><p>Microsoft Azure, insieme a Google e Amazon, è uno dei più grandi servizi hyperscale / cloud esistenti al mondo.</p><p>Cercando tra le numerose opzioni disponibili, abbiamo trovato una macchina virtuale (HBv2) che offre una CPU della serie EPYC 7002 di AMD con 120 core, 4 GB di RAM per ogni core e 900 GB di memoria temporanea.</p><p>120 core possono competere con un supercomputer, ma dal momento che costa solo<a href="https://click.linksynergy.com/deeplink?id=kXQk6%2AivFEQ&mid=24542&u1=trdit-1239145653840288800&murl=https%3A%2F%2Fazure.microsoft.com%2Fen-us%2Fpricing%2Fdetails%2Fvirtual-machines%2Flinux%2F%23n-series"> 3 euro l&apos;ora (0,03 centesimi per ogni core)</a>, non c&apos;è nulla che vi impedisca di noleggiarne 100. Questo potrebbe consentire di prevedere il tempo o effettuare simulazioni di analisi fluidodinamica computazionale.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/notebook-economici"><u>I migliori notebook a meno di 600 euro</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-windows"><u>I migliori notebook Windows del 2020</u></a> </li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali"><u>I migliori notebook aziendali del 2020</u></a> </li></ul><p>12.000 core offrono una potenza considerevole. Dato l’attuale prezzo di mercato della macchina virtuale ribassato di quasi l&apos;80%, si potrebbe dire che stiamo parlando di spiccioli. </p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Trovato di meglio?</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text">Siete riusciti a trovare un prodotto equivalente a un prezzo inferiore? Se si, fatecelo sapere.</p></div></div><p>Le VM della serie HBv2 offrono fino a 350 GBps di larghezza di banda. Si tratta di prestazioni superiori fino al 50% rispetto a Intel x86, con una velocità triplicata rispetto ai servizi di data center della maggior parte dei clienti HPC. Le VM della serie HBv2 dispongono anche di adattatori InfiniBand HDR da 200 Gbps con tecnologia Mellanox.</p><p>Le macchine virtuali EPYC sono disponibili solo in alcuni Paesi e al momento esiste un problema di domanda e offerta, quindi il prodotto potrebbe risultare non disponibile.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-per-laptop-notebook"><u>I migliori giochi per notebook: 20 titoli che non friggeranno il portatile</u></a> </li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Ecco chi è il nuovo, sorprendente avversario di Intel e AMD ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Intel e AMD potrebbero presto dover fare i conti con un nuovo rivale emergente nel mercato dei server e del cloud computing.</p><p>La nuova CPU Graviton2 di Amazon è stata testata a fondo da Andrei Frumusanu, un nostro collega appartenente alla redazione del <a href="https://www.anandtech.com/show/15578/cloud-clash-amazon-graviton2-arm-against-intel-and-amd/9"><u>sito web Anandtech</u></a>, facendo registrare risultati di tutto rispetto e superando anche rivali che sono presenti da anni nel settore ormai in pianta stabile.</p><p>I risultati ottenuti nei test da Graviton2 sono stati comparati con quelli di altri servizi di cloud computing forniti dalla piattaforma on demand Amazon Web Services, ovvero m5a (AMD EPYC 7571) e m5n (Intel Xeon Platinum 8259CL Cascade Lake). Andrei ha affermato che Graviton2 ha un rapporto qualità-prezzo migliore del 54% rispetto ai suddetti servizi, sostenendo che ciò potrebbe dare il via a "un enorme cambiamento nell&apos;ecosistema AWS e EC2".</p><ul><li>Dai un’occhiata alle <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>migliori reti VPN del 2020</u></a> </li><li>Leggi anche: <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/vpn-i-principali-servizi-in-cloud-crescono-con-il-lavoro-in-remoto"><u>VPN, i principali servizi in cloud crescono con il lavoro in remoto</u></a> </li><li>Non perderti la nostra selezione dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting"><u>migliori web hosting del 2020</u></a> </li></ul><h2 id="la-cpu-pensata-e-realizzata-per-aws">La CPU pensata e realizzata per AWS</h2><p>Cerchiamo ora di capire più a fondo come Amazon sia riuscita a ottenere questi risultati: Il processore è stato realizzato dalla società di microelettronica israeliana Annapurna Labs ed è composto da 64 core ARM A76 (simili a quelli che si trovano a bordo degli smartphone moderni), ha una memoria cache da 33 MB ed è caratterizzato da un’elevata frequenza di clock. Grazie all’acquisizione delle azioni di Annapurna Labs nel 2015, Amazon ha potuto far sì che l’azienda israeliana ottimizzasse al meglio il processore per i carichi di lavoro derivanti da servizi AWS.</p><p>Andrei è dell’opinione che, a meno che non si abbiano esigenze specifiche relative all’utilizzo della piattaforma x86, avrebbe poco senso "non passare immediatamente a Graviton2", CPU che si appresta a debuttare anche nei settori delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>reti VPN</u></a> (AWS VPN) e del <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting"><u>web hosting</u></a> (AWS Light Sail) .</p><p>Tuttavia, crediamo che i processori EPYC2 di AMD possano dare del filo da torcere alle nuove CPU di Amazon, almeno fino all’uscita di Graviton3.</p><ul><li>Abbiamo scelto per te i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali"><u>migliori notebook aziendali del 2020</u></a> </li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-prepara-una-cpu-con-30-miliardi-di-transistor-per-competere-con-intel-e-amd-nel-cloud</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Amazon è pronta a fare concorrenza ai colossi AMD e Intel nel mercato dei server e del cloud computing. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Del Vecchio ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Y8XSDZCAnTCCjYYn9scqmR-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A close-up of servers in a data center.]]></media:title>
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                                <p>Intel e AMD potrebbero presto dover fare i conti con un nuovo rivale emergente nel mercato dei server e del cloud computing.</p><p>La nuova CPU Graviton2 di Amazon è stata testata a fondo da Andrei Frumusanu, un nostro collega appartenente alla redazione del <a href="https://www.anandtech.com/show/15578/cloud-clash-amazon-graviton2-arm-against-intel-and-amd/9"><u>sito web Anandtech</u></a>, facendo registrare risultati di tutto rispetto e superando anche rivali che sono presenti da anni nel settore ormai in pianta stabile.</p><p>I risultati ottenuti nei test da Graviton2 sono stati comparati con quelli di altri servizi di cloud computing forniti dalla piattaforma on demand Amazon Web Services, ovvero m5a (AMD EPYC 7571) e m5n (Intel Xeon Platinum 8259CL Cascade Lake). Andrei ha affermato che Graviton2 ha un rapporto qualità-prezzo migliore del 54% rispetto ai suddetti servizi, sostenendo che ciò potrebbe dare il via a "un enorme cambiamento nell&apos;ecosistema AWS e EC2".</p><ul><li>Dai un’occhiata alle <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>migliori reti VPN del 2020</u></a> </li><li>Leggi anche: <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/vpn-i-principali-servizi-in-cloud-crescono-con-il-lavoro-in-remoto"><u>VPN, i principali servizi in cloud crescono con il lavoro in remoto</u></a> </li><li>Non perderti la nostra selezione dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting"><u>migliori web hosting del 2020</u></a> </li></ul><h2 id="la-cpu-pensata-e-realizzata-per-aws">La CPU pensata e realizzata per AWS</h2><p>Cerchiamo ora di capire più a fondo come Amazon sia riuscita a ottenere questi risultati: Il processore è stato realizzato dalla società di microelettronica israeliana Annapurna Labs ed è composto da 64 core ARM A76 (simili a quelli che si trovano a bordo degli smartphone moderni), ha una memoria cache da 33 MB ed è caratterizzato da un’elevata frequenza di clock. Grazie all’acquisizione delle azioni di Annapurna Labs nel 2015, Amazon ha potuto far sì che l’azienda israeliana ottimizzasse al meglio il processore per i carichi di lavoro derivanti da servizi AWS.</p><p>Andrei è dell’opinione che, a meno che non si abbiano esigenze specifiche relative all’utilizzo della piattaforma x86, avrebbe poco senso "non passare immediatamente a Graviton2", CPU che si appresta a debuttare anche nei settori delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn"><u>reti VPN</u></a> (AWS VPN) e del <a href="https://global.techradar.com/it-it/web-hosting/migliori-web-hosting"><u>web hosting</u></a> (AWS Light Sail) .</p><p>Tuttavia, crediamo che i processori EPYC2 di AMD possano dare del filo da torcere alle nuove CPU di Amazon, almeno fino all’uscita di Graviton3.</p><ul><li>Abbiamo scelto per te i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-notebook-aziendali"><u>migliori notebook aziendali del 2020</u></a> </li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Google Foto, i backup potrebbero essere stati condivisi con perfetti estranei ]]></title>
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                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/google-foto-i-backup-potrebbero-essere-stati-condivisi-con-perfetti-estranei</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I video di alcuni account sono stati inseriti negli archivi di altri utenti dopo un "problema tecnico" verificatosi a novembre. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ catherine.ellis@futurenet.com (Cat Ellis) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Cat Ellis ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vbmYZumbPDc7Ci2usY5W8N-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Google Photos]]></media:title>
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                                <p>Google ha confermato che, l’anno scorso, alcune persone che hanno usato il servizio Takeout per scaricare una copia di propri dati, hanno subito la condivisione accidentale dei propri account di Google Foto con perfetti sconosciuti.</p><p>Secondo <a href="https://ww.9to5google.com/2020/02/03/google-photos-video-strangers/"><u>9to5Google</u></a>, il “problema tecnico” si è verificato dal 21 al 25 novembre 2019, tuttavia Google sta avvisando solo adesso gli utenti potenzialmente interessati via mail.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/google-foto-unia-potrebbe-scegliere-e-stampare-le-vostre-foto-migliori"><u>Google, ecco l&apos;abbonamento che ti stampa le foto migliori ogni mese</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/how-to/10-app-essenziali-e-gratuite-per-windows-10"><u>10 app essenziali e gratuite per Windows 10</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi-gratuiti-pc"><u>I migliori giochi gratuiti da scaricare per PC nel 2020</u></a></li></ul><p>Il problema ha riguardato i video (ma non le foto), che venivano esportati per errore negli archivi di altri utenti che si trovavano a effettuare il backup dei propri contenuti nello stesso momento.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/jonoberheide/status/1224525738268905477"><p lang="en" dir="ltr">Whoa, what? @googlephotos? pic.twitter.com/2cZsABz1xb<a href="https://twitter.com/jonoberheide/status/1224525738268905477">February 4, 2020</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Gli utenti interessati hanno ricevuto alcune e-mail alquanto vaghe, che si limitavano a notificare il fatto che “uno o più video dell’account Google Foto sono stati interessati dal problema”, senza specificare quali o a quante persone è stato dato l’accesso.</p><p>Inoltre, Google ha affermato che i backup scaricati durante questo intervallo di tempo potrebbero essere incompleti, pertanto è consigliabile controllare e salvarli nuovamente, per evitare di perdere qualche scatto.</p><h2 id="meglio-tardi-che-mai">Meglio tardi che mai?</h2><p>Google ha dichiarato di aver condotto un’analisi approfondita, allo scopo di individuare la causa del problema e assicurarsi che non si verifichi nuovamente.</p><p>Solo una piccola percentuale degli utenti Google Foto è stata colpita dal bug (circa lo 0,01% secondo le stime di Google) e l’azienda ha risolto il problema dopo qualche giorno. Tuttavia il fatto che le persone interessate dalla condivisione errata dei propri video siano state avvertite dopo oltre due mesi rimane alquanto allarmante.</p><ul><li>I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ssd"><u>migliori SSD</u></a> del 2020</li></ul>
                                                            </article>
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