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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Blockchain-crypto ]]></title>
                <link>https://global.techradar.com/computing/software/blockchain-crypto</link>
        <description><![CDATA[ All the latest blockchain-crypto content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Thu, 01 Sep 2022 13:17:44 +0000</lastBuildDate>
                            <language>it-it</language>
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                                                            <title><![CDATA[ Riceve un rimborso da 7,2 milioni di dollari per errore e li spende ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nel maggio del 2021, la nota piattaforma di exchange di criptovalute Crypto.com ha trasferito per errore 10.5 milioni di dollari australiani (circa 7.2 milioni di Euro) a un cliente che doveva ricevere un rimborso di 100 dollari, circa 70 euro.</p><p>Secondo quanto riportato dal sito australiano <a href="https://7news.com.au/news/vic/cryptocurrency-platform-cryptocom-accidentally-transfers-105-million-to-melbourne-woman-c-8058203"><u>7News</u></a>, la compagnia ha impiegato sette mesi per accorgersi dell’ accaduto, ma quando ha scoperto il misfatto una parte dei soldi era già sparita.</p><p>L’errore sarebbe dovuto a una leggerezza di un dipendente che ha accidentalmente inserito il numero di conto nel campo dell&apos;importo del pagamento. Crypto.com se n’è accorta solo nel corso di un audit svoltosi nel dicembre 2021.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/fondatore-di-crypto-exchange-fugge-con-il-malloppo-arrestato"><u>Fondatore di crypto-exchange fugge con il malloppo, arrestato</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/cryptovalute-rubate-fingendosi-il-boss-tramite-deepfake">Criptovalute, con un video deepfake si mette a segno la truffa</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-mining-danneggia-lambiente-ecco-i-primi-possibili-provvedimenti">Il mining danneggia l'ambiente, ecco i primi possibili provvedimenti</a> </li></ul><p>A quanto pare il fortunato cliente, che risponde al nome di Thevamanogari Manivel, non ha segnalato l’errore a Crypto.com e, dopo aver ricevuto la somma, ha prontamente trasferito i contanti su un conto comune.</p><p>In seguito, Manviel ha acquistato una lussuosa abitazione con cinque camere da letto per la sorella, spendendo un totale di 1,3 milioni di dollari australiani.</p><p>L’azienda si è rivolta alla Corte Suprema del Victoria per ottenere un risarcimento. Come sottolineato da <a href="https://www.theguardian.com/technology/2022/aug/31/crypto-com-accidentally-transfers-10-5-million-australian-woman-melbourne-cryptocurrency"><u><em>The Guardian</em></u></a>, Crypto.com è riuscita a bloccare i fondi di Manivel lo scorso febbraio, chiedendogli inoltre di vendere la casa e restituire i soldi con tanto di interessi. </p><p>Il caso è ancora aperto e la prossima udienza è fissata per il mese di Ottobre. Non sappiamo se Manviel riuscirà a trarre qualche beneficio dalla vicenda o sarà costretto a restituire tutta la somma, ma a quanto pare il detto “nessuno ti regala niente” è sempre valido. </p><ul><li> Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/8/31/23330458/crypto-dot-com-typo-mistake-refund-audit"><u>The Verge</u></a> </li></ul> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ A caval donato… ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <p>Nel maggio del 2021, la nota piattaforma di exchange di criptovalute Crypto.com ha trasferito per errore 10.5 milioni di dollari australiani (circa 7.2 milioni di Euro) a un cliente che doveva ricevere un rimborso di 100 dollari, circa 70 euro.</p><p>Secondo quanto riportato dal sito australiano <a href="https://7news.com.au/news/vic/cryptocurrency-platform-cryptocom-accidentally-transfers-105-million-to-melbourne-woman-c-8058203"><u>7News</u></a>, la compagnia ha impiegato sette mesi per accorgersi dell’ accaduto, ma quando ha scoperto il misfatto una parte dei soldi era già sparita.</p><p>L’errore sarebbe dovuto a una leggerezza di un dipendente che ha accidentalmente inserito il numero di conto nel campo dell&apos;importo del pagamento. Crypto.com se n’è accorta solo nel corso di un audit svoltosi nel dicembre 2021.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/fondatore-di-crypto-exchange-fugge-con-il-malloppo-arrestato"><u>Fondatore di crypto-exchange fugge con il malloppo, arrestato</u></a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/cryptovalute-rubate-fingendosi-il-boss-tramite-deepfake">Criptovalute, con un video deepfake si mette a segno la truffa</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-mining-danneggia-lambiente-ecco-i-primi-possibili-provvedimenti">Il mining danneggia l'ambiente, ecco i primi possibili provvedimenti</a> </li></ul><p>A quanto pare il fortunato cliente, che risponde al nome di Thevamanogari Manivel, non ha segnalato l’errore a Crypto.com e, dopo aver ricevuto la somma, ha prontamente trasferito i contanti su un conto comune.</p><p>In seguito, Manviel ha acquistato una lussuosa abitazione con cinque camere da letto per la sorella, spendendo un totale di 1,3 milioni di dollari australiani.</p><p>L’azienda si è rivolta alla Corte Suprema del Victoria per ottenere un risarcimento. Come sottolineato da <a href="https://www.theguardian.com/technology/2022/aug/31/crypto-com-accidentally-transfers-10-5-million-australian-woman-melbourne-cryptocurrency"><u><em>The Guardian</em></u></a>, Crypto.com è riuscita a bloccare i fondi di Manivel lo scorso febbraio, chiedendogli inoltre di vendere la casa e restituire i soldi con tanto di interessi. </p><p>Il caso è ancora aperto e la prossima udienza è fissata per il mese di Ottobre. Non sappiamo se Manviel riuscirà a trarre qualche beneficio dalla vicenda o sarà costretto a restituire tutta la somma, ma a quanto pare il detto “nessuno ti regala niente” è sempre valido. </p><ul><li> Fonte: <a href="https://www.theverge.com/2022/8/31/23330458/crypto-dot-com-typo-mistake-refund-audit"><u>The Verge</u></a> </li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Fondatore di crypto-exchange fugge con il malloppo, arrestato ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Faruk Fatih Özer è il fondatore e CEO di Thodex, un grosso <a href="https://www.techradar.com/news/the-best-bitcoin-exchange">exchange di criptovalute</a> turco, è stato arrestato in Albania, dopo essere fuggito dalla Turchia con un bottino di ben 2 miliardi di dollari statunitensi.</p><p>L&apos;uomo rischia ben 40.564 anni di carcere, per aver, appunto, rubato il denaro dall&apos;exchange di cui è fondatore. La caccia all&apos;uomo è durata più di un anno, mentre in precedenza altri dipendenti dell&apos;azienda erano stati arrestati per lo stesso crimine. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/cryptovalute-rubate-fingendosi-il-boss-tramite-deepfake">Criptovalute, con un video deepfake si mette a segno la truffa</a></li></ul><p>Nella primavera del 2021, Thodex (operativa dal 2017 e con circa 700 mila clienti in Turchia) ha cessato all&apos;improvviso le operazioni, e ad Aprile il fondatore è fuggito dal Paese portando con se ben 2 miliardi di dollari.</p><p>L&apos;uomo è stato riconosciuto e identificato tramite dati biometrici nella città di Vlorë, in Albania.</p><p>In Turchia, gli exchange di criptovalute sono molto diffusi a causa del declino della lira turca, come modo per proteggere gli investimenti.</p><p>In seguito al caso di Thodex, però, la Turchia ha imposto regole molto più severe al settore già all&apos;inizio del 2021.</p><p>Non si tratta della prima truffa in questo ambito: l&apos;anno scorso, infatti, i crimini connessi alle criptovalute hanno fruttato circa 7,7 miliardi di dollari statunitensi. Si parla di furti che passano da poche migliaia fino ad arrivare a diversi milioni di dollari. Però, il primato rimane proprio a Faruk Fatih Özer, che è riuscito a intascare circa due miliardi, frodando così 400 mila clienti di Thodex.</p><p>Come segnalato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-03-31/turkey-seeks-thousands-of-years-jail-time-for-missing-crypto-ceo#:~:text=The%20indictment%20on%20Istanbul%2Dbased,missing%20for%20the%20past%20year.">Bloomberg</a>, l&apos;uomo, arrestato dietro mandato dell&apos;Interpol, verrà rimpatriato in Turchia, dove affronterà un processo che potrebbe costargli più di 40 mila anni di reclusione, considerata la gravità del furto perpetrato a danno dei suoi clienti.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-mining-danneggia-lambiente-ecco-i-primi-possibili-provvedimenti">Il mining danneggia l'ambiente, ecco i primi possibili provvedimenti</a></li></ul><ul><li>Fonte: <a href="https://www.tomshardware.com/news/thodex-crypto-exchange-founder-busted-faces-40000-years-in-jail">Tom's Hardware</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/fondatore-di-crypto-exchange-fugge-con-il-malloppo-arrestato</link>
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                            <![CDATA[ Il CEO di Thodex è stato catturato in Albania e verrà estradato in Turchia: rischia 40 mila anni di carcere ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Marco Doria ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ http://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kqo7FDCq7E7QFxQmp9Q9rf-320-70.png ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[An illustration of Bitcoin with a financial value graph]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Faruk Fatih Özer è il fondatore e CEO di Thodex, un grosso <a href="https://www.techradar.com/news/the-best-bitcoin-exchange">exchange di criptovalute</a> turco, è stato arrestato in Albania, dopo essere fuggito dalla Turchia con un bottino di ben 2 miliardi di dollari statunitensi.</p><p>L&apos;uomo rischia ben 40.564 anni di carcere, per aver, appunto, rubato il denaro dall&apos;exchange di cui è fondatore. La caccia all&apos;uomo è durata più di un anno, mentre in precedenza altri dipendenti dell&apos;azienda erano stati arrestati per lo stesso crimine. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/cryptovalute-rubate-fingendosi-il-boss-tramite-deepfake">Criptovalute, con un video deepfake si mette a segno la truffa</a></li></ul><p>Nella primavera del 2021, Thodex (operativa dal 2017 e con circa 700 mila clienti in Turchia) ha cessato all&apos;improvviso le operazioni, e ad Aprile il fondatore è fuggito dal Paese portando con se ben 2 miliardi di dollari.</p><p>L&apos;uomo è stato riconosciuto e identificato tramite dati biometrici nella città di Vlorë, in Albania.</p><p>In Turchia, gli exchange di criptovalute sono molto diffusi a causa del declino della lira turca, come modo per proteggere gli investimenti.</p><p>In seguito al caso di Thodex, però, la Turchia ha imposto regole molto più severe al settore già all&apos;inizio del 2021.</p><p>Non si tratta della prima truffa in questo ambito: l&apos;anno scorso, infatti, i crimini connessi alle criptovalute hanno fruttato circa 7,7 miliardi di dollari statunitensi. Si parla di furti che passano da poche migliaia fino ad arrivare a diversi milioni di dollari. Però, il primato rimane proprio a Faruk Fatih Özer, che è riuscito a intascare circa due miliardi, frodando così 400 mila clienti di Thodex.</p><p>Come segnalato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-03-31/turkey-seeks-thousands-of-years-jail-time-for-missing-crypto-ceo#:~:text=The%20indictment%20on%20Istanbul%2Dbased,missing%20for%20the%20past%20year.">Bloomberg</a>, l&apos;uomo, arrestato dietro mandato dell&apos;Interpol, verrà rimpatriato in Turchia, dove affronterà un processo che potrebbe costargli più di 40 mila anni di reclusione, considerata la gravità del furto perpetrato a danno dei suoi clienti.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/il-mining-danneggia-lambiente-ecco-i-primi-possibili-provvedimenti">Il mining danneggia l'ambiente, ecco i primi possibili provvedimenti</a></li></ul><ul><li>Fonte: <a href="https://www.tomshardware.com/news/thodex-crypto-exchange-founder-busted-faces-40000-years-in-jail">Tom's Hardware</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Criptovalute, con un video deepfake si mette a segno la truffa ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Cosa succede</strong>: dei truffaturi hanno messo a segno uno colpo usando un software AI per impersonare il dirigente di un exchange</p><p><strong>Perché è importante: </strong>bisogna sempre stare all&apos;erta, e ricordare che ormai persino una videochiamata può nascondere qualche insidia. </p><p><br></p><p>Negli ultimi anni abbiamo sentito parlare dell’IA come di una cosa che avrebbe migliorato la nostra vita facendoci risparmiare moltissimo tempo.</p><p>E per certi versi è proprio così, molti dei software che usiamo oggi fanno uso di questa tecnologia, ormai implementata nei più svariati settori. Qualche anno fa però non potevamo nemmeno immaginare che l’AI potesse anche venire usata per perpetrare frodi e raggiri.</p><p>L’ultima novità in tal senso è che dei truffatori avrebbero raggirato delle startup operanti nel settore delle criptovalute con il preciso scopo di frodare somme consistenti di criptomoneta.</p><p>Per fare ciò si sarebbero finti Patrick Hillman, il COO (direttore operativo) di Binance, il più grande exchange mondiale di criptovalute. Questo si è potuto verificare perché per venire abilitate a operare su Binance, le società devono superare una procedura lunga e costosa, prima di poter iniziare ad effettuare scambi monetari all’interno della piattaforma.</p><ul><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">migliori schede video</a> del 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-pc-gaming">I migliori PC gaming del 2022</a>: i rig più potenti per giocare alla grande</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/crisi-delle-criptovalute-miner-costretti-a-vendere-i-rig-per-pagare-i-debiti">Crisi delle criptovalute: miner costretti a vendere i rig per pagare i debiti<br></a></li></ul><p>Fondamentalmente, non è esattamente la cosa più semplice entrare su Binance.</p><p>Grazie ad un’evidente e approfondita conoscenza delle procedure di registrazione alla piattaforma, gli scammer avrebbero utilizzato una finta figura del COO durante le videochiamate con alcune aziende che intendevano accedere all&apos;exchange per approfittarne e chiedere denaro in cambio del loro inserimento sui listini di Binance.</p><p>Sfruttando alcuni video in cui Hillman è apparso in TV e sul Web, gli scammer avrebbero utilizzato tale materiale per realizzare un fake di Hillman tramite l’uso dell’AI. E, a quanto pare, sarebbero stati molto abili nel farlo. La versione fasulla si è rivelata talmente credibile che sarebbe riuscita ad imbonire anche personaggi di spicco del mondo delle criptovalute, cascati anch’essi nella tela dei truffatori.</p><p>La cosa è andata avanti finché Hillman (quello vero, stavolta) non ha ricevuto dei ringraziamenti da parte di una delle vittime per l’aiuto fornito alla sua società. Ancora più ironico è che la figura del COO non è nemmeno parte del processo aziendale che stabilisce chi può entrare o meno a operare nell&apos;exchange.</p><p>Al momento non è stato reso noto chi sono le vittime di queste truffe al sapore di AI, né l&apos;entità del danno economico causato dalla frode, in particolare perché non esiste una tariffa fissa per entrare su Binance, ma i costi d’ingresso alla piattaforma si basano completamente su trattative private.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/cryptovalute-rubate-fingendosi-il-boss-tramite-deepfake</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Ci si può fidare ciecamente di un personaggio noto che appare in una videochiamata? Questa storia ci insegna che non è così ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <p><strong>Cosa succede</strong>: dei truffaturi hanno messo a segno uno colpo usando un software AI per impersonare il dirigente di un exchange</p><p><strong>Perché è importante: </strong>bisogna sempre stare all&apos;erta, e ricordare che ormai persino una videochiamata può nascondere qualche insidia. </p><p><br></p><p>Negli ultimi anni abbiamo sentito parlare dell’IA come di una cosa che avrebbe migliorato la nostra vita facendoci risparmiare moltissimo tempo.</p><p>E per certi versi è proprio così, molti dei software che usiamo oggi fanno uso di questa tecnologia, ormai implementata nei più svariati settori. Qualche anno fa però non potevamo nemmeno immaginare che l’AI potesse anche venire usata per perpetrare frodi e raggiri.</p><p>L’ultima novità in tal senso è che dei truffatori avrebbero raggirato delle startup operanti nel settore delle criptovalute con il preciso scopo di frodare somme consistenti di criptomoneta.</p><p>Per fare ciò si sarebbero finti Patrick Hillman, il COO (direttore operativo) di Binance, il più grande exchange mondiale di criptovalute. Questo si è potuto verificare perché per venire abilitate a operare su Binance, le società devono superare una procedura lunga e costosa, prima di poter iniziare ad effettuare scambi monetari all’interno della piattaforma.</p><ul><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">migliori schede video</a> del 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-pc-gaming">I migliori PC gaming del 2022</a>: i rig più potenti per giocare alla grande</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/crisi-delle-criptovalute-miner-costretti-a-vendere-i-rig-per-pagare-i-debiti">Crisi delle criptovalute: miner costretti a vendere i rig per pagare i debiti<br></a></li></ul><p>Fondamentalmente, non è esattamente la cosa più semplice entrare su Binance.</p><p>Grazie ad un’evidente e approfondita conoscenza delle procedure di registrazione alla piattaforma, gli scammer avrebbero utilizzato una finta figura del COO durante le videochiamate con alcune aziende che intendevano accedere all&apos;exchange per approfittarne e chiedere denaro in cambio del loro inserimento sui listini di Binance.</p><p>Sfruttando alcuni video in cui Hillman è apparso in TV e sul Web, gli scammer avrebbero utilizzato tale materiale per realizzare un fake di Hillman tramite l’uso dell’AI. E, a quanto pare, sarebbero stati molto abili nel farlo. La versione fasulla si è rivelata talmente credibile che sarebbe riuscita ad imbonire anche personaggi di spicco del mondo delle criptovalute, cascati anch’essi nella tela dei truffatori.</p><p>La cosa è andata avanti finché Hillman (quello vero, stavolta) non ha ricevuto dei ringraziamenti da parte di una delle vittime per l’aiuto fornito alla sua società. Ancora più ironico è che la figura del COO non è nemmeno parte del processo aziendale che stabilisce chi può entrare o meno a operare nell&apos;exchange.</p><p>Al momento non è stato reso noto chi sono le vittime di queste truffe al sapore di AI, né l&apos;entità del danno economico causato dalla frode, in particolare perché non esiste una tariffa fissa per entrare su Binance, ma i costi d’ingresso alla piattaforma si basano completamente su trattative private.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Crisi delle criptovalute: miner costretti a vendere i rig per pagare i debiti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Stronghold Digital Mining è una società americana che si occupa di mining di cryptovalute. L’azienda (ma non è l’unica) starebbe subendo la crisi del mercato monetario virtuale collegato alla presunta frode del fondo speculativo 3AC, che ha dato forfait lo scorso mese finendo in bancarotta e con una previsione piuttosto pessimista sulla possibilità di recupero dei crediti da parte degli investitori.</p><p>Questo evento, avrebbe causato un crollo del mercato ed ora per gli operatori del settore sembra giunto il momento di raccogliere i cocci di quello che, solo un anno fa, poteva apparire come un periodo di grande ottimismo. Per via delle contingenze economiche l’azienda starebbe infatti vendendo 25200 rigs, i famosi computer da calcolo crypto valutario, per rientrare in un debito di 67,4 milioni di dollari.</p><p>Con un crollo del mercato di queste proporzioni, pari a quasi il 60% di tutto il suo valore, non c’è da meravigliarsi se vendere il proprio hardware usato risulta più conveniente che rimetterlo in attività per generare ulteriore cryptovaluta.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/schede-video-il-giusto-prezzo-calcolato">Schede video, il giusto prezzo calcolato</a></li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/schede-madri-mining">schede madri da mining</a> del 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/schede-video-e-cpu-i-consumi-crescono-ancora-alla-faccia-della-crisi-energetica">Schede video e CPU: i consumi crescono ancora alla faccia della crisi energetica</a></li></ul><p>A quanto pare però, la società deterrebbe ulteriori 16000 rigs, capaci di bruciare da soli tra 50 e 55 megawatt, una potenza molto elevata e sostenibile solamente con l’uso di un combustibile economico come il carbone.</p><p>Questo materiale, che nel nostro immaginario era ormai relegato alla rivoluzione industriale, è considerato un combustibile “sporco”, ossia rilevante per l’aumento di CO2 nel pianeta. Tutto a scapito dei cambiamenti climatici che quest’anno, come mai, hanno colpito (e continuano a farlo) paesi europei come Italia, Francia, Grecia, ma anche colossi come Stati Uniti, Cina e altri ancora.</p><p>Ad ogni modo l’azienda non avrebbe ancora dato forfait potendo rientrare dalla porta di servizio dopo essere saltata fuori da quella principale, ma con le due cryptomonete principali Ethereum e Bitcoin scese rispettivamente al 18 e al 13 percento del loro valore di picco, è molto difficile che le cose possano tornare come prima.</p><p>Forse questa situazione farà felici i videogiocatori, che negli ultimi due anni hanno visto ridurre la disponibilità di schede video (fondamentalmente della serie 3000 di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nvidia-ampere-prezzo-specifiche-quando-esce">Nvidia, Ampere</a>) e fino al quadruplicare dei prezzi rispetto al prezzo di listino. Tant’è che ad oggi il mercato, dopo ormai due anni di sofferenza, non è ancora tornato alla normalità e i prezzi delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">migliori schede video</a> rimangono ancora relativamente alti rispetto a quelli medi dello scorso decennio.</p><p>Fonte: <a href="https://futurism.com/the-byte/bitcoin-miners-forced-to-sell-mining-rigs-to-pay-debts" target="_blank">The Byte</a></p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/crisi-delle-criptovalute-miner-costretti-a-vendere-i-rig-per-pagare-i-debiti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con il calo del mercato, i miners svendono l'attrezzatura per rientrare nelle spese ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Ethereum miner shows the computer equipment it works with to produce cryptocurrency]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Stronghold Digital Mining è una società americana che si occupa di mining di cryptovalute. L’azienda (ma non è l’unica) starebbe subendo la crisi del mercato monetario virtuale collegato alla presunta frode del fondo speculativo 3AC, che ha dato forfait lo scorso mese finendo in bancarotta e con una previsione piuttosto pessimista sulla possibilità di recupero dei crediti da parte degli investitori.</p><p>Questo evento, avrebbe causato un crollo del mercato ed ora per gli operatori del settore sembra giunto il momento di raccogliere i cocci di quello che, solo un anno fa, poteva apparire come un periodo di grande ottimismo. Per via delle contingenze economiche l’azienda starebbe infatti vendendo 25200 rigs, i famosi computer da calcolo crypto valutario, per rientrare in un debito di 67,4 milioni di dollari.</p><p>Con un crollo del mercato di queste proporzioni, pari a quasi il 60% di tutto il suo valore, non c’è da meravigliarsi se vendere il proprio hardware usato risulta più conveniente che rimetterlo in attività per generare ulteriore cryptovaluta.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/schede-video-il-giusto-prezzo-calcolato">Schede video, il giusto prezzo calcolato</a></li><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/schede-madri-mining">schede madri da mining</a> del 2022</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/schede-video-e-cpu-i-consumi-crescono-ancora-alla-faccia-della-crisi-energetica">Schede video e CPU: i consumi crescono ancora alla faccia della crisi energetica</a></li></ul><p>A quanto pare però, la società deterrebbe ulteriori 16000 rigs, capaci di bruciare da soli tra 50 e 55 megawatt, una potenza molto elevata e sostenibile solamente con l’uso di un combustibile economico come il carbone.</p><p>Questo materiale, che nel nostro immaginario era ormai relegato alla rivoluzione industriale, è considerato un combustibile “sporco”, ossia rilevante per l’aumento di CO2 nel pianeta. Tutto a scapito dei cambiamenti climatici che quest’anno, come mai, hanno colpito (e continuano a farlo) paesi europei come Italia, Francia, Grecia, ma anche colossi come Stati Uniti, Cina e altri ancora.</p><p>Ad ogni modo l’azienda non avrebbe ancora dato forfait potendo rientrare dalla porta di servizio dopo essere saltata fuori da quella principale, ma con le due cryptomonete principali Ethereum e Bitcoin scese rispettivamente al 18 e al 13 percento del loro valore di picco, è molto difficile che le cose possano tornare come prima.</p><p>Forse questa situazione farà felici i videogiocatori, che negli ultimi due anni hanno visto ridurre la disponibilità di schede video (fondamentalmente della serie 3000 di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/nvidia-ampere-prezzo-specifiche-quando-esce">Nvidia, Ampere</a>) e fino al quadruplicare dei prezzi rispetto al prezzo di listino. Tant’è che ad oggi il mercato, dopo ormai due anni di sofferenza, non è ancora tornato alla normalità e i prezzi delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche">migliori schede video</a> rimangono ancora relativamente alti rispetto a quelli medi dello scorso decennio.</p><p>Fonte: <a href="https://futurism.com/the-byte/bitcoin-miners-forced-to-sell-mining-rigs-to-pay-debts" target="_blank">The Byte</a></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Libri scolastici, extra tassa se lo compri usato? Si può con gli NFT ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Pearson, un editore di libri scolastici presente anche in Italia, starebbe considerando l&apos;idea di trasformare i libri (o parte di essi) in NFT. L&apos;obiettivo è guadagnare il più possibile anche dalla compravendita di libri usati. Oppure è una boutade senza capo né coda, fate voi. </p><p>Sì perché da una parte gli editori sono come praticamente chiunque altro: detestano il mercato dell&apos;usato, perché c&apos;è una persona che compra un prodotto ma il produttore non ci guadagna nulla. </p><p>Dall&apos;altra però i libri digitali e i servizi in abbonamento già risolvono il "problema". Un libro digitale, con tutti i suoi bravi DRM, non si può rivendere ad altri. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-kindle-e-kindle-paperwhite-a-confronto-quale-le-reader-adatto-a-voi">Kindle Vs Kindle Paperwhite</a></li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">migliori VPN</a> del 2022</li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-lavatrici" target="_blank">migliori lavatrici</a> scelte da noi </li></ul><p>Comunque sia, il CEO di Pearson Andy Bird crede che gli NFT potrebbe aiutare gli editori a monetizzare il mercato dell&apos;usato. Lo <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-08-01/pearson-hopes-blockchain-will-make-it-money-every-time-its-e-books-change-hands?sref=ExbtjcSG" target="_blank">riporta Bloomberg</a>, ma non è chiaro se ci sono piani precisi a riguardo. </p><p>Bird ricorda che un libro usato si può rivendere molte volte, ma "noi partecipiamo solo alla prima vendita". E poi aggiunge che "tecnologie come la blockchain e gli NFT ci permettono di partecipare a ogni vendita di un certo prodotto nel suo ciclo di vita". </p><p>Non è necessariamente una cosa negativa, perché se un ebook diventa un NFT tracciabile, allora, magari si può anche pensare di rivenderli. Una cosa che ad oggi non è possibile. </p><p>D&apos;altra parte però più i prodotti diventano digitali, e meno diritti abbiamo come consumatori. Un libro di carta si può rivedere, regalare o prestare, senza dover rendere conto a nessuno. Un libro digitale, invece, è limitato: se voglio prestarlo devo cedere tutto l&apos;account relativo (e non fatemi parlare della migrazione tra account diversi). </p><p>C&apos;è anche da considerare il fatto che di NTF e di blockchain, in genere, si parla a sproposito. E questo potrebbe essere uno di quei casi: il controllo sulla proprietà digitale, infatti, di sicuro non richiede un sistema decentralizzato. Anzi, è praticamente impossibile che una società privata come Pearson decida di usare un sistema simile, invece di un database chiuso su cui ha il pieno controllo. Tanto alla fine il risultato si ottiene ugualmente. </p><p>Secondo Adi Roberston <a href="https://www.theverge.com/2022/8/3/23290335/pearson-textbook-publisher-nft-blockchain-secondhand-ebook-sales" target="_blank">su The Verge</a>, però, l&apos;uso di blockchain potrebbe servire a creare un sistema antipirateria più solido e affidabile. Per gli studenti e i lettori del mondo, dunque, sarebbe più difficile rimuovere i DRM e far circolare i test. Una cosa che oggi invece è relativamente comune. </p><p>In ogni caso, l&apos;argomento non riguarda solo i libri. Ogni volta che compriamo qualcosa, il dilemma si ripresenta: se è un bene fisico, di solito lo possiamo dare a qualcun altro, che sia una mela o una camicetta.</p><p>Con i beni digitali, invece, non siamo proprietari. È più una specie di "noleggio a vita" (o finché il fornitore vuole), perché ciò che acquistiamo e una licenza d&apos;uso senza scadenze. Il film comprato da Google o Apple, dunque, non lo posso rivendere; è vincolato al mio account, e da lì non può uscire.</p><p>E poi ci sono i beni "semidigitali", come gli smartphone, i computer o le automobili. In alcuni casi è possibile fare un reset del dispositivo e rivenderlo come faremmo con il tavolo della cucina. </p><p>Altre volte invece ci sono dei limi: per esempio, potete rivendere la vostra Tesla, ma il nuovo proprietario dovrà ricomprarsi eventuali pacchetti aggiuntivi, come per esempio l&apos;Autopilot. </p><p><br></p><p>Immagine di copertina: <a href="https://it.123rf.com/photo_189306901_old-schoolbooks-lying-on-a-wooden-school-desk-in-front-on-a-white-background.-education-concept---the-desk-in-the-auditorium.-back-to-school-concept.html">123RF</a></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Gli editori usano il digitale anche per controllare il mercato dell'usato, e forse arriveranno anche gli NFT ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Pearson, un editore di libri scolastici presente anche in Italia, starebbe considerando l&apos;idea di trasformare i libri (o parte di essi) in NFT. L&apos;obiettivo è guadagnare il più possibile anche dalla compravendita di libri usati. Oppure è una boutade senza capo né coda, fate voi. </p><p>Sì perché da una parte gli editori sono come praticamente chiunque altro: detestano il mercato dell&apos;usato, perché c&apos;è una persona che compra un prodotto ma il produttore non ci guadagna nulla. </p><p>Dall&apos;altra però i libri digitali e i servizi in abbonamento già risolvono il "problema". Un libro digitale, con tutti i suoi bravi DRM, non si può rivendere ad altri. </p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/amazon-kindle-e-kindle-paperwhite-a-confronto-quale-le-reader-adatto-a-voi">Kindle Vs Kindle Paperwhite</a></li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn" target="_blank">migliori VPN</a> del 2022</li><li>Le <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-lavatrici" target="_blank">migliori lavatrici</a> scelte da noi </li></ul><p>Comunque sia, il CEO di Pearson Andy Bird crede che gli NFT potrebbe aiutare gli editori a monetizzare il mercato dell&apos;usato. Lo <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-08-01/pearson-hopes-blockchain-will-make-it-money-every-time-its-e-books-change-hands?sref=ExbtjcSG" target="_blank">riporta Bloomberg</a>, ma non è chiaro se ci sono piani precisi a riguardo. </p><p>Bird ricorda che un libro usato si può rivendere molte volte, ma "noi partecipiamo solo alla prima vendita". E poi aggiunge che "tecnologie come la blockchain e gli NFT ci permettono di partecipare a ogni vendita di un certo prodotto nel suo ciclo di vita". </p><p>Non è necessariamente una cosa negativa, perché se un ebook diventa un NFT tracciabile, allora, magari si può anche pensare di rivenderli. Una cosa che ad oggi non è possibile. </p><p>D&apos;altra parte però più i prodotti diventano digitali, e meno diritti abbiamo come consumatori. Un libro di carta si può rivedere, regalare o prestare, senza dover rendere conto a nessuno. Un libro digitale, invece, è limitato: se voglio prestarlo devo cedere tutto l&apos;account relativo (e non fatemi parlare della migrazione tra account diversi). </p><p>C&apos;è anche da considerare il fatto che di NTF e di blockchain, in genere, si parla a sproposito. E questo potrebbe essere uno di quei casi: il controllo sulla proprietà digitale, infatti, di sicuro non richiede un sistema decentralizzato. Anzi, è praticamente impossibile che una società privata come Pearson decida di usare un sistema simile, invece di un database chiuso su cui ha il pieno controllo. Tanto alla fine il risultato si ottiene ugualmente. </p><p>Secondo Adi Roberston <a href="https://www.theverge.com/2022/8/3/23290335/pearson-textbook-publisher-nft-blockchain-secondhand-ebook-sales" target="_blank">su The Verge</a>, però, l&apos;uso di blockchain potrebbe servire a creare un sistema antipirateria più solido e affidabile. Per gli studenti e i lettori del mondo, dunque, sarebbe più difficile rimuovere i DRM e far circolare i test. Una cosa che oggi invece è relativamente comune. </p><p>In ogni caso, l&apos;argomento non riguarda solo i libri. Ogni volta che compriamo qualcosa, il dilemma si ripresenta: se è un bene fisico, di solito lo possiamo dare a qualcun altro, che sia una mela o una camicetta.</p><p>Con i beni digitali, invece, non siamo proprietari. È più una specie di "noleggio a vita" (o finché il fornitore vuole), perché ciò che acquistiamo e una licenza d&apos;uso senza scadenze. Il film comprato da Google o Apple, dunque, non lo posso rivendere; è vincolato al mio account, e da lì non può uscire.</p><p>E poi ci sono i beni "semidigitali", come gli smartphone, i computer o le automobili. In alcuni casi è possibile fare un reset del dispositivo e rivenderlo come faremmo con il tavolo della cucina. </p><p>Altre volte invece ci sono dei limi: per esempio, potete rivendere la vostra Tesla, ma il nuovo proprietario dovrà ricomprarsi eventuali pacchetti aggiuntivi, come per esempio l&apos;Autopilot. </p><p><br></p><p>Immagine di copertina: <a href="https://it.123rf.com/photo_189306901_old-schoolbooks-lying-on-a-wooden-school-desk-in-front-on-a-white-background.-education-concept---the-desk-in-the-auditorium.-back-to-school-concept.html">123RF</a></p>
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