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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Astronomy ]]></title>
                <link>https://global.techradar.com/science/space/astronomy</link>
        <description><![CDATA[ All the latest astronomy content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Tue, 29 Sep 2020 11:17:06 +0000</lastBuildDate>
                            <language>it-it</language>
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                                                            <title><![CDATA[ Marte, scoperta una rete sotterranea di laghi salati ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Due anni dopo la scoperta di un lago sotto i ghiacci del polo Sud di Marte, ne sono stati trovati altri tre.</p><p>Anche i nuovi tre laghi sono stati scoperti grazie al radar Marsis, fornito alla missione Mars Express dell&apos;Esa dall&apos;Agenzia Spaziale Europea (Asi). Elena Pettinelli afferma che il team ha allargato l&apos;area di studio rispetto al 2018, utilizzando un metodo di analisi differente. I dati raccolti indicano l&apos;esistenza di un sistema idrico più ampio, a seguito dell&apos;esplorazione di un&apos;area di 120 x 300 chilometri, e non si esclude la possibilità che possano esserci altre strutture idrologiche. A oggi, il lago più grande scoperto misura circa 30 chilometri di diametro, e l&apos;aspettativa dei ricercatori è che l&apos;acqua sia estremamente salata per rimanere allo stato liquido con temperature così basse.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Am0yFQJIGOs" allowfullscreen=""></iframe></div></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Amazon Prime Day 2020</a> inizia il 13 ottobre: tutte le migliori offerte in tecnologia</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ps5-vs-ps5-digital-edition-confronto">PS5 vs PS5</a> Digital Edition, il confronto</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-offerte-iphone">iPhone 11 in Italia, tutte le migliori offerte al miglior prezzo</a></li></ul><p>La rete sotterranea di laghi salati è stata descritta sulla rivista Nature Astronomy dallo stesso gruppo di ricercatori italiani del primo studio, coordinato da Elena Pettinelli e Sebastian Emanuel Lauro dell&apos;Università di Roma Tre, con Roberto Orosei, dell&apos;Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Allo studio hanno partecipato anche ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), della University of Southern Queensland in Australia e della Jacobs University di Brema.</p><p>La scoperta potrebbe dare il suo contributo nella riscrittura della storia del clima su Marte e aiutare a fare luce sull&apos;esistenza di eventuali tracce di vita batterica. Come sostiene Roberto Orosei, i laghi sono probabilmente esistiti per una grande parte della storia del pianeta. Di conseguenza vi si potrebbe trovare traccia delle eventuali forme di vita risalenti all&apos;epoca in cui Marte aveva un&apos;atmosfera densa, acqua in superficie e un clima più ospitale.</p><p>Certo è che raggiungere i laghi sarebbe un&apos;impresa estremamente complessa, considerando che si trovano a circa un chilometro e mezzo di profondità sotto i depositi di ghiaccio e polvere del Polo Sud marziano.</p><ul><li>Via <a href="https://www.cnet.com/news/ancient-underground-lakes-discovered-on-mars/" target="_blank">Cnet</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/marte-scoperta-una-rete-sotterranea-di-laghi-salati</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Nel sottosuolo del Polo Sud marziano potrebbe nascondersi un ampio sistema di corpi idrici liquidi. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Tech]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Science]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Space]]></category>
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&lt;p&gt;Laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è una grande appassionata di cinema, libri, cucina e cinofilia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sempre considera la scrittura lo strumento più efficace per comunicare, e scrivere per fare informazione, ogni giorno, è per lei motivo di grande soddisfazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Copre una grande varietà di tematiche, dagli smartphone ai gadget tecnologici per la casa, gestendo la pubblicazione dei contenuti editoriali e coordinando le attività della redazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla personalità un po’ ambivalente, ama viaggiare tanto quanto passare il tempo libero nella tranquillità della propria casa, in compagnia del suo cane e di un buon libro.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The south polar ice cap of Mars ]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Due anni dopo la scoperta di un lago sotto i ghiacci del polo Sud di Marte, ne sono stati trovati altri tre.</p><p>Anche i nuovi tre laghi sono stati scoperti grazie al radar Marsis, fornito alla missione Mars Express dell&apos;Esa dall&apos;Agenzia Spaziale Europea (Asi). Elena Pettinelli afferma che il team ha allargato l&apos;area di studio rispetto al 2018, utilizzando un metodo di analisi differente. I dati raccolti indicano l&apos;esistenza di un sistema idrico più ampio, a seguito dell&apos;esplorazione di un&apos;area di 120 x 300 chilometri, e non si esclude la possibilità che possano esserci altre strutture idrologiche. A oggi, il lago più grande scoperto misura circa 30 chilometri di diametro, e l&apos;aspettativa dei ricercatori è che l&apos;acqua sia estremamente salata per rimanere allo stato liquido con temperature così basse.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Am0yFQJIGOs" allowfullscreen=""></iframe></div></div><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte">Amazon Prime Day 2020</a> inizia il 13 ottobre: tutte le migliori offerte in tecnologia</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/ps5-vs-ps5-digital-edition-confronto">PS5 vs PS5</a> Digital Edition, il confronto</li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-offerte-iphone">iPhone 11 in Italia, tutte le migliori offerte al miglior prezzo</a></li></ul><p>La rete sotterranea di laghi salati è stata descritta sulla rivista Nature Astronomy dallo stesso gruppo di ricercatori italiani del primo studio, coordinato da Elena Pettinelli e Sebastian Emanuel Lauro dell&apos;Università di Roma Tre, con Roberto Orosei, dell&apos;Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Allo studio hanno partecipato anche ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), della University of Southern Queensland in Australia e della Jacobs University di Brema.</p><p>La scoperta potrebbe dare il suo contributo nella riscrittura della storia del clima su Marte e aiutare a fare luce sull&apos;esistenza di eventuali tracce di vita batterica. Come sostiene Roberto Orosei, i laghi sono probabilmente esistiti per una grande parte della storia del pianeta. Di conseguenza vi si potrebbe trovare traccia delle eventuali forme di vita risalenti all&apos;epoca in cui Marte aveva un&apos;atmosfera densa, acqua in superficie e un clima più ospitale.</p><p>Certo è che raggiungere i laghi sarebbe un&apos;impresa estremamente complessa, considerando che si trovano a circa un chilometro e mezzo di profondità sotto i depositi di ghiaccio e polvere del Polo Sud marziano.</p><ul><li>Via <a href="https://www.cnet.com/news/ancient-underground-lakes-discovered-on-mars/" target="_blank">Cnet</a></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Scoperto un sistema solare a tre stelle, ma potrebbe esserci altro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Un nuovo sistema solare <a href="https://phys.org/news/2020-09-planet-forming-disc-torn-central-stars.html" target="_blank">è stato scoperto</a> ed è tutt’ora sotto osservazione. Gli scienziati pensano che si tratti di un sistema ternario (a tripla stella) circondato da un caotico disco di polvere che potrebbe precedere la nascita di uno o più pianeti. Se questa scoperta venisse confermata, si tratterebbe di un fatto più unico che raro visto che non sono conosciute configurazioni con una situazione simile a questa. </p><p>I ricercatori ritengono di essere riusciti ad individuare un sistema a tre stelle con materiale sufficiente a creare diversi esopianeti. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista <a href="https://science.sciencemag.org/content/369/6508/1233" target="_blank">Science</a>, non da nessuna certezza in merito, ma solo l’idea che stiamo assistendo alla nascita di un sistema solare come il nostro, o addirittura più grande, è quanto meno elettrizzante. Le stelle orbitano una attorno all&apos;altra e il disco di polvere sembra si stia dirigendo in direzioni diverse. La quantità di materiale presente potrebbe essere sufficiente per creare non uno, ma molti, fino ad alcune decine di pianeti. C&apos;è un pianeta gigante in formazione nella massa di polvere e detriti? Non possiamo fare a meno di chiedercelo.</p><p>Come spiegano gli scienziati nel documento, il trio di stelle è stato scoperto utilizzando il Very Large Telescope dell&apos;European Southern Observatory, in collaborazione con l&apos;Atacama Large Millimeter / submillimeter Array. Una enorme quantità di polvere cosmica è all&apos;opera e i ricercatori hanno buone ragioni per supporre che si tratti di un sistema a tre stelle e che il disco di polvere si stia lacerando, spingendo il materiale che normalmente andrebbe a formare pianeti e lune in diverse direzioni in un modo del tutto anomalo e mai osservato prima d’ora.</p><p> In genere, durante la formazione di una stella, viene attirato tutto il materiale pulviscolare dalle forze gravitazionali che è sparso o si trova vicino alla stella stessa, a seconda di dove si è formato. Nel tempo, il materiale tende ad assestarsi in una forma simile a un disco in cui la materia si raggruppa in sfere via via più grandi. Talvolta le sfere si schiantano l&apos;una contro l&apos;altra, mentre parti più piccole possono formare lune che finiscono intrappolate in orbite attorno a corpi più massicci. Sono delicati equilibri inter cosmici e la presenza di due stelle extra tende a complicare il tutto.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><strong>Amazon Prime Day 2020</strong>, le migliori offerte in tecnologia</a></li></ul><p>Il disco è formato da moltissimo materiale pronto per la creazione del pianeti. I ricercatori ritengono che a turbinare intorno al trio di stelle ci siano fino a 30 masse terrestri di polvere e detriti. Nel frattempo, le stelle stesse orbitano tra di loro, girando l&apos;una attorno all&apos;altra. Ma cosa ha sconvolto il disco di polvere? Sono state le stelle stesse o potrebbe esserci stata una massa, ad esempio quella di un enorme pianeta, a sconvolgere le particelle stellari? Su questo gli scienziati non offrono una risposta univoca. </p><p>Le simulazioni effettuate indicano che sia possibile che i movimenti orbitali delle stelle siano sufficienti per gettare la polvere nel caos.Tuttavia, altri ricercatori sostengono che solo un pianeta, ancora non individuato, potrebbe essere il responsabile della distruzione dell&apos;anello di polvere. Servirà studiare il nuovo sistema ancora a lungo, per cercare di capire cosa stia accadendo realmente. L’unica certezza al momento è che si tratta di una scoperta unica e che niente del genere è mai stato osservato prima di ora. Se un pianeta fosse davvero presente, ci chiediamo come potrebbe essere il cielo visto dalla sua superficie. La presenza di tre stelle potrebbero averlo reso niente meno che favoloso.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://bgr.com/2020/09/03/three-star-system-astronomy/" target="_blank">BGR.COM</a></li></ul><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ultrabook">I migliori Ultrabook del 2020: i migliori portatili sottili e leggeri sul mercato</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-soundbar">Le migliori soundbar del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-notebook-linux">I migliori notebook Linux</a></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/scoperto-un-sistema-solare-a-tre-stelle-ma-potrebbe-esserci-altro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un sistema solare ternario in formazione è abbastanza interessante? No, se manca un misterioso pianeta gigante a sconvolgere tutto ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>Un nuovo sistema solare <a href="https://phys.org/news/2020-09-planet-forming-disc-torn-central-stars.html" target="_blank">è stato scoperto</a> ed è tutt’ora sotto osservazione. Gli scienziati pensano che si tratti di un sistema ternario (a tripla stella) circondato da un caotico disco di polvere che potrebbe precedere la nascita di uno o più pianeti. Se questa scoperta venisse confermata, si tratterebbe di un fatto più unico che raro visto che non sono conosciute configurazioni con una situazione simile a questa. </p><p>I ricercatori ritengono di essere riusciti ad individuare un sistema a tre stelle con materiale sufficiente a creare diversi esopianeti. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista <a href="https://science.sciencemag.org/content/369/6508/1233" target="_blank">Science</a>, non da nessuna certezza in merito, ma solo l’idea che stiamo assistendo alla nascita di un sistema solare come il nostro, o addirittura più grande, è quanto meno elettrizzante. Le stelle orbitano una attorno all&apos;altra e il disco di polvere sembra si stia dirigendo in direzioni diverse. La quantità di materiale presente potrebbe essere sufficiente per creare non uno, ma molti, fino ad alcune decine di pianeti. C&apos;è un pianeta gigante in formazione nella massa di polvere e detriti? Non possiamo fare a meno di chiedercelo.</p><p>Come spiegano gli scienziati nel documento, il trio di stelle è stato scoperto utilizzando il Very Large Telescope dell&apos;European Southern Observatory, in collaborazione con l&apos;Atacama Large Millimeter / submillimeter Array. Una enorme quantità di polvere cosmica è all&apos;opera e i ricercatori hanno buone ragioni per supporre che si tratti di un sistema a tre stelle e che il disco di polvere si stia lacerando, spingendo il materiale che normalmente andrebbe a formare pianeti e lune in diverse direzioni in un modo del tutto anomalo e mai osservato prima d’ora.</p><p> In genere, durante la formazione di una stella, viene attirato tutto il materiale pulviscolare dalle forze gravitazionali che è sparso o si trova vicino alla stella stessa, a seconda di dove si è formato. Nel tempo, il materiale tende ad assestarsi in una forma simile a un disco in cui la materia si raggruppa in sfere via via più grandi. Talvolta le sfere si schiantano l&apos;una contro l&apos;altra, mentre parti più piccole possono formare lune che finiscono intrappolate in orbite attorno a corpi più massicci. Sono delicati equilibri inter cosmici e la presenza di due stelle extra tende a complicare il tutto.</p><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/prime-day-migliori-offerte"><strong>Amazon Prime Day 2020</strong>, le migliori offerte in tecnologia</a></li></ul><p>Il disco è formato da moltissimo materiale pronto per la creazione del pianeti. I ricercatori ritengono che a turbinare intorno al trio di stelle ci siano fino a 30 masse terrestri di polvere e detriti. Nel frattempo, le stelle stesse orbitano tra di loro, girando l&apos;una attorno all&apos;altra. Ma cosa ha sconvolto il disco di polvere? Sono state le stelle stesse o potrebbe esserci stata una massa, ad esempio quella di un enorme pianeta, a sconvolgere le particelle stellari? Su questo gli scienziati non offrono una risposta univoca. </p><p>Le simulazioni effettuate indicano che sia possibile che i movimenti orbitali delle stelle siano sufficienti per gettare la polvere nel caos.Tuttavia, altri ricercatori sostengono che solo un pianeta, ancora non individuato, potrebbe essere il responsabile della distruzione dell&apos;anello di polvere. Servirà studiare il nuovo sistema ancora a lungo, per cercare di capire cosa stia accadendo realmente. L’unica certezza al momento è che si tratta di una scoperta unica e che niente del genere è mai stato osservato prima di ora. Se un pianeta fosse davvero presente, ci chiediamo come potrebbe essere il cielo visto dalla sua superficie. La presenza di tre stelle potrebbero averlo reso niente meno che favoloso.</p><ul><li>Fonte: <a href="https://bgr.com/2020/09/03/three-star-system-astronomy/" target="_blank">BGR.COM</a></li></ul><ul><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-ultrabook">I migliori Ultrabook del 2020: i migliori portatili sottili e leggeri sul mercato</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-soundbar">Le migliori soundbar del 2020</a></li><li><a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-notebook-linux">I migliori notebook Linux</a></li></ul>
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