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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Artificial-intelligence ]]></title>
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        <description><![CDATA[ All the latest artificial-intelligence content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
                                    <lastBuildDate>Fri, 30 Jan 2026 15:05:40 +0000</lastBuildDate>
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                                                            <title><![CDATA[ OpenAI dice addio a GPT-4o, stavolta per davvero ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>OpenAI ha annunciato che ritirerà a breve il modello GPT-4o insieme a diverse altre versioni precedenti. </strong></li><li><strong>GPT-4o vanta una base di utenti piccola ma estremamente appassionata, che ha accolto con disappunto questa decisione. </strong></li><li><strong>OpenAI ritiene tuttavia che il nuovo modello GPT-5.2 integri molte delle funzionalità che hanno reso popolare GPT-4o.</strong></li></ul><p>Lo scorso agosto OpenAI aveva ufficialmente mandato in pensione una serie di modelli, tra cui GPT-4o. La decisione aveva scatenato un’immediata ondata di proteste, costringendo l’azienda a ripristinarlo. Tuttavia, la sua ora sembra essere scoccata definitivamente: GPT-4o sta per essere rimosso una volta per tutte.</p><p>In un annuncio sul blog aziendale, OpenAI ha spiegato che "il 13 febbraio 2026... ritireremo da ChatGPT i modelli GPT-4o, GPT-4.1, GPT-4.1 mini e OpenAI o4-mini".</p><p>L'azienda ha aggiunto che è necessario un "contesto specifico" riguardo a GPT-4o, sottolineando che, dopo il lancio di GPT-5 e il primo ritiro di GPT-4o, sono arrivati "feedback inequivocabili" dagli utenti. Era emerso che molti clienti "avevano bisogno di più tempo per migrare casi d'uso fondamentali, come l'ideazione creativa, e che preferivano lo stile conversazionale e il calore di GPT-4o".</p><p>Tuttavia, con il rilascio di GPT-5.1 e GPT-5.2, OpenAI ritiene di aver risolto gran parte di queste criticità. Inoltre, la società dichiara che solo lo 0,1% degli utenti "sceglie ancora GPT-4o quotidianamente", aggiungendo di essere consapevole che questa mossa risulterà "frustrante" e che "la decisione non è stata presa alla leggera". Eppure, conclude l'azienda, questo passaggio "ci permette di concentrarci sul miglioramento dei modelli più utilizzati oggi".</p><h2 id="fine-della-corsa">Fine della corsa</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TzcYH2Dk7mqJFU7QJPad8Y" name="ChatGPT (6)" alt="ChatGPT app on an iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TzcYH2Dk7mqJFU7QJPad8Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NurPhoto / Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Come c’era da aspettarsi, vista la reazione al primo ritiro di agosto, l’ultimo annuncio non è stato accolto positivamente da una parte degli utenti di ChatGPT.</p><p>Scrivendo su Reddit, ad esempio, l’utente ClankerCore ha dichiarato: “È ora di tornare su change.org e ricominciare a firmare petizioni. Abbiamo riportato indietro 4o l’ultima volta, lo faremo di nuovo”. Per un altro abbonato a ChatGPT Plus, la decisione è stata ancora più drastica: “È il momento di disdire”.</p><p>In un altro thread, un utente ha spiegato nel dettaglio i motivi per cui vorrebbe continuare a usare GPT-4o: “Molti utenti (me compreso) ritengono che GPT-4o offrisse qualcosa di unico, non solo in termini di prestazioni, ma anche di personalità, calore e coerenza. Alcuni di noi hanno costruito progetti creativi a lungo termine, routine di supporto emotivo o flussi di lavoro di studio basati specificamente su questo modello. Perderlo del tutto, senza nemmeno una modalità legacy o un'opzione di fallback, è un colpo brusco e profondamente deludente”.</p><p>Tuttavia, sembra improbabile che OpenAI cambi idea. Nel post citato in precedenza, l'azienda ha affermato che “la stragrande maggioranza degli utenti è passata a GPT-5.2”, aggiungendo che questo modello dispone di funzionalità integrate per gestire “stili e toni di base come 'Amichevole', oltre a controlli per parametri come calore ed entusiasmo”. Pare quindi che OpenAI sia convinta che GPT-5.2 soddisfi gli standard fissati da GPT-4o e che rappresenti un sostituto adeguato.</p><p>Resta da vedere se tutto ciò basterà a placare la piccola ma appassionata base di utenti di GPT-4o. Ma dato che OpenAI appare sicura che GPT-5.2 risponda alle esigenze del suo pubblico, tutto lascia pensare che questa sia davvero la fine della corsa per GPT-4o.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/openai-dice-addio-a-gpt-4o-stavolta-per-davvero</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ OpenAI sta ritirando nuovamente GPT-4o dopo averlo ripristinato solo pochi mesi fa, scatenando il malcontento di una parte degli utenti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                <author><![CDATA[ alexblake.techradar@gmail.com (Alex Blake) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Alex Blake ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gwmVRU4zMGnDYsGVAFvRmL-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Alex Blake has been fooling around with computers since the early 1990s, and since that time he&#039;s learned a thing or two about tech. No more than two things, though. That&#039;s all his brain can hold. As well as TechRadar, Alex writes for iMore, Digital Trends and Creative Bloq, among others. He was previously commissioning editor at MacFormat magazine. That means he mostly covers the world of Apple and its latest products, but also Windows, computer peripherals, mobile apps, and much more beyond. When not writing, you can find him hiking the English countryside and gaming on his PC.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <ul><li><strong>OpenAI ha annunciato che ritirerà a breve il modello GPT-4o insieme a diverse altre versioni precedenti. </strong></li><li><strong>GPT-4o vanta una base di utenti piccola ma estremamente appassionata, che ha accolto con disappunto questa decisione. </strong></li><li><strong>OpenAI ritiene tuttavia che il nuovo modello GPT-5.2 integri molte delle funzionalità che hanno reso popolare GPT-4o.</strong></li></ul><p>Lo scorso agosto OpenAI aveva ufficialmente mandato in pensione una serie di modelli, tra cui GPT-4o. La decisione aveva scatenato un’immediata ondata di proteste, costringendo l’azienda a ripristinarlo. Tuttavia, la sua ora sembra essere scoccata definitivamente: GPT-4o sta per essere rimosso una volta per tutte.</p><p>In un annuncio sul blog aziendale, OpenAI ha spiegato che "il 13 febbraio 2026... ritireremo da ChatGPT i modelli GPT-4o, GPT-4.1, GPT-4.1 mini e OpenAI o4-mini".</p><p>L'azienda ha aggiunto che è necessario un "contesto specifico" riguardo a GPT-4o, sottolineando che, dopo il lancio di GPT-5 e il primo ritiro di GPT-4o, sono arrivati "feedback inequivocabili" dagli utenti. Era emerso che molti clienti "avevano bisogno di più tempo per migrare casi d'uso fondamentali, come l'ideazione creativa, e che preferivano lo stile conversazionale e il calore di GPT-4o".</p><p>Tuttavia, con il rilascio di GPT-5.1 e GPT-5.2, OpenAI ritiene di aver risolto gran parte di queste criticità. Inoltre, la società dichiara che solo lo 0,1% degli utenti "sceglie ancora GPT-4o quotidianamente", aggiungendo di essere consapevole che questa mossa risulterà "frustrante" e che "la decisione non è stata presa alla leggera". Eppure, conclude l'azienda, questo passaggio "ci permette di concentrarci sul miglioramento dei modelli più utilizzati oggi".</p><h2 id="fine-della-corsa">Fine della corsa</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TzcYH2Dk7mqJFU7QJPad8Y" name="ChatGPT (6)" alt="ChatGPT app on an iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TzcYH2Dk7mqJFU7QJPad8Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: NurPhoto / Getty Images)</span></figcaption></figure><p>Come c’era da aspettarsi, vista la reazione al primo ritiro di agosto, l’ultimo annuncio non è stato accolto positivamente da una parte degli utenti di ChatGPT.</p><p>Scrivendo su Reddit, ad esempio, l’utente ClankerCore ha dichiarato: “È ora di tornare su change.org e ricominciare a firmare petizioni. Abbiamo riportato indietro 4o l’ultima volta, lo faremo di nuovo”. Per un altro abbonato a ChatGPT Plus, la decisione è stata ancora più drastica: “È il momento di disdire”.</p><p>In un altro thread, un utente ha spiegato nel dettaglio i motivi per cui vorrebbe continuare a usare GPT-4o: “Molti utenti (me compreso) ritengono che GPT-4o offrisse qualcosa di unico, non solo in termini di prestazioni, ma anche di personalità, calore e coerenza. Alcuni di noi hanno costruito progetti creativi a lungo termine, routine di supporto emotivo o flussi di lavoro di studio basati specificamente su questo modello. Perderlo del tutto, senza nemmeno una modalità legacy o un'opzione di fallback, è un colpo brusco e profondamente deludente”.</p><p>Tuttavia, sembra improbabile che OpenAI cambi idea. Nel post citato in precedenza, l'azienda ha affermato che “la stragrande maggioranza degli utenti è passata a GPT-5.2”, aggiungendo che questo modello dispone di funzionalità integrate per gestire “stili e toni di base come 'Amichevole', oltre a controlli per parametri come calore ed entusiasmo”. Pare quindi che OpenAI sia convinta che GPT-5.2 soddisfi gli standard fissati da GPT-4o e che rappresenti un sostituto adeguato.</p><p>Resta da vedere se tutto ciò basterà a placare la piccola ma appassionata base di utenti di GPT-4o. Ma dato che OpenAI appare sicura che GPT-5.2 risponda alle esigenze del suo pubblico, tutto lascia pensare che questa sia davvero la fine della corsa per GPT-4o.</p>
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OpenAI è convinta che i propri modelli siano in grado di dedurre l'età probabile di un utente basandosi sul comportamento e sul contesto.</p><p>Tuttavia, sembra che ChatGPT non stia applicando queste misure protettive solo agli under 18. Diversi abbonati adulti si sono ritrovati declassati alla versione per adolescenti, con restrizioni che impediscono loro di affrontare temi più maturi con l'IA. Si tratta di un problema ricorrente fin da quando OpenAI ha iniziato i test della funzione un paio di mesi fa, ma ciò non ne ha impedito il rilascio su più vasta scala.</p><p>I dettagli tecnici di questa funzionalità rimangono poco chiari. OpenAI afferma che il sistema incrocia segnali comportamentali, cronologia dell'account, pattern di utilizzo e, occasionalmente, analisi del linguaggio per stimare l'età. In caso di incertezza, il modello sceglie la strada della massima prudenza. All'atto pratico, questo significa che gli account più recenti, gli utenti attivi in orari notturni o chiunque ponga domande su temi rilevanti per i giovani rischiano di finire nella rete di protezione, anche se sono abbonati alla versione Pro da molto tempo.</p><h2 id="conferma-dell-identita-tramite-ia">Conferma dell'identità tramite IA</h2><p>A prima vista, sembra il classico caso in cui le buone intenzioni si scontrano con un'implementazione approssimativa. OpenAI punta chiaramente a creare un'esperienza più sicura per i più giovani, data la crescente diffusione dello strumento in ambito educativo, nei contesti familiari e nei progetti creativi degli adolescenti.</p><p>Per gli utenti segnalati erroneamente, l'azienda afferma che la risoluzione è semplice: è possibile confermare la propria età tramite uno strumento di verifica nelle impostazioni. OpenAI si affida a un servizio terzo, Persona, che in alcuni casi può richiedere l'invio di un documento d'identità ufficiale o di un video-selfie per confermare l'identità dell'utente. Per molti, tuttavia, il problema principale non è il passaggio burocratico in più, ma il fatto di essere stati "fraintesi" da un chatbot e di dover fornire ulteriori dati personali per smentire tale valutazione.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/2013688237772898532"><p lang="en" dir="ltr">We’re rolling out age prediction on ChatGPT to help determine when an account likely belongs to someone under 18, so we can apply the right experience and safeguards for teens.Adults who are incorrectly placed in the teen experience can confirm their age in Settings > Account.…<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/2013688237772898532">January 20, 2026</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La richiesta di un documento d'identità, anche se opzionale e anonimizzata, solleva interrogativi sulla raccolta dei dati, sulla privacy e sulla possibilità che si tratti di un espediente per introdurre politiche di verifica dell'età più aggressive in futuro. Alcuni utenti ritengono che OpenAI stia tastando il terreno per una conferma totale dell'identità con il pretesto della sicurezza dei minori, mentre altri temono che il modello possa essere addestrato, in parte, proprio sui materiali inviati, nonostante le smentite della società.</p><p>"Un ottimo modo per costringere le persone a caricare selfie", ha scritto un utente su Reddit. "Se [OpenAI] mi chiede un selfie, annullerò l'abbonamento e cancellerò l'account", ha scritto un altro. "Capisco perché lo facciano, ma per favore trovate un modo meno invasivo".</p><p>In una nota sul proprio sito di assistenza, OpenAI ha precisato di non visualizzare mai direttamente il documento o l'immagine stessa. Persona si limita a confermare se l'account appartiene a un adulto e trasmette un semplice responso positivo o negativo. L'azienda afferma inoltre che tutti i dati raccolti durante questo processo vengono eliminati dopo la verifica e che l'unico obiettivo è correggere le classificazioni errate.</p><p>La tensione tra l'obiettivo di OpenAI di creare un'IA personalizzata e la necessità di sovrapporre meccanismi di sicurezza reattivi che non allontanino gli utenti è evidente. Inoltre, le spiegazioni dell'azienda su quanto possa dedurre di una persona basandosi sui segnali comportamentali potrebbero non soddisfare tutti.</p><p>YouTube, Instagram e altre piattaforme hanno provato strumenti simili di stima dell'età e tutti hanno dovuto affrontare lamentele da parte di adulti accusati di essere minorenni. Ma ora che ChatGPT è diventato un compagno abituale nelle aule scolastiche, negli uffici domestici e persino nelle sessioni di terapia, l'idea di un filtro IA invisibile che improvvisamente ti tratti come un bambino appare particolarmente invadente.</p><p>OpenAI dichiara che continuerà a perfezionare il modello e a migliorare il processo di verifica basandosi sui feedback degli utenti. Tuttavia, l'utente medio che cerca consigli sull'abbinamento dei vini e si sente dire di essere troppo giovane per bere potrebbe semplicemente abbandonare ChatGPT per il fastidio. Nessun adulto sarà felice di essere scambiato per un bambino, specialmente da un robot digitale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/chatgpt/il-rilevamento-delleta-di-chatgpt-fa-cilecca-adulti-bloccati-nella-modalita-adolescenti</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'intelligenza artificiale di OpenAI per la verifica dell'età sta infastidendo gli adulti, erroneamente inseriti nella modalità per adolescenti e spinti a verificare la propria identità. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <ul><li><strong>ChatGPT ha lanciato a livello globale la sua nuova funzione di previsione dell'età in vista del debutto della nuova Modalità Adulti.</strong></li><li><strong>Alcuni utenti adulti vengono erroneamente etichettati come adolescenti.</strong></li><li><strong>Gli utenti, frustrati, temono che le procedure per superare queste restrizioni imprecise possano violare la loro privacy.</strong></li></ul><p>Il nuovo modello di intelligenza artificiale per la previsione dell'età di ChatGPT è in fase di distribuzione globale, ma si sta dimostrando fin troppo zelante nel tentativo di individuare gli utenti minorenni per attivare automaticamente i filtri sui contenuti della "modalità adolescenti".</p><p>L'idea di utilizzare l'IA per identificare i minori e indirizzarli verso una versione dedicata del chatbot ha una sua logica, specialmente in vista dell'imminente lancio della modalità per adulti di ChatGPT. OpenAI è convinta che i propri modelli siano in grado di dedurre l'età probabile di un utente basandosi sul comportamento e sul contesto.</p><p>Tuttavia, sembra che ChatGPT non stia applicando queste misure protettive solo agli under 18. Diversi abbonati adulti si sono ritrovati declassati alla versione per adolescenti, con restrizioni che impediscono loro di affrontare temi più maturi con l'IA. Si tratta di un problema ricorrente fin da quando OpenAI ha iniziato i test della funzione un paio di mesi fa, ma ciò non ne ha impedito il rilascio su più vasta scala.</p><p>I dettagli tecnici di questa funzionalità rimangono poco chiari. OpenAI afferma che il sistema incrocia segnali comportamentali, cronologia dell'account, pattern di utilizzo e, occasionalmente, analisi del linguaggio per stimare l'età. In caso di incertezza, il modello sceglie la strada della massima prudenza. All'atto pratico, questo significa che gli account più recenti, gli utenti attivi in orari notturni o chiunque ponga domande su temi rilevanti per i giovani rischiano di finire nella rete di protezione, anche se sono abbonati alla versione Pro da molto tempo.</p><h2 id="conferma-dell-identita-tramite-ia">Conferma dell'identità tramite IA</h2><p>A prima vista, sembra il classico caso in cui le buone intenzioni si scontrano con un'implementazione approssimativa. OpenAI punta chiaramente a creare un'esperienza più sicura per i più giovani, data la crescente diffusione dello strumento in ambito educativo, nei contesti familiari e nei progetti creativi degli adolescenti.</p><p>Per gli utenti segnalati erroneamente, l'azienda afferma che la risoluzione è semplice: è possibile confermare la propria età tramite uno strumento di verifica nelle impostazioni. OpenAI si affida a un servizio terzo, Persona, che in alcuni casi può richiedere l'invio di un documento d'identità ufficiale o di un video-selfie per confermare l'identità dell'utente. Per molti, tuttavia, il problema principale non è il passaggio burocratico in più, ma il fatto di essere stati "fraintesi" da un chatbot e di dover fornire ulteriori dati personali per smentire tale valutazione.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/2013688237772898532"><p lang="en" dir="ltr">We’re rolling out age prediction on ChatGPT to help determine when an account likely belongs to someone under 18, so we can apply the right experience and safeguards for teens.Adults who are incorrectly placed in the teen experience can confirm their age in Settings > Account.…<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/2013688237772898532">January 20, 2026</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La richiesta di un documento d'identità, anche se opzionale e anonimizzata, solleva interrogativi sulla raccolta dei dati, sulla privacy e sulla possibilità che si tratti di un espediente per introdurre politiche di verifica dell'età più aggressive in futuro. Alcuni utenti ritengono che OpenAI stia tastando il terreno per una conferma totale dell'identità con il pretesto della sicurezza dei minori, mentre altri temono che il modello possa essere addestrato, in parte, proprio sui materiali inviati, nonostante le smentite della società.</p><p>"Un ottimo modo per costringere le persone a caricare selfie", ha scritto un utente su Reddit. "Se [OpenAI] mi chiede un selfie, annullerò l'abbonamento e cancellerò l'account", ha scritto un altro. "Capisco perché lo facciano, ma per favore trovate un modo meno invasivo".</p><p>In una nota sul proprio sito di assistenza, OpenAI ha precisato di non visualizzare mai direttamente il documento o l'immagine stessa. Persona si limita a confermare se l'account appartiene a un adulto e trasmette un semplice responso positivo o negativo. L'azienda afferma inoltre che tutti i dati raccolti durante questo processo vengono eliminati dopo la verifica e che l'unico obiettivo è correggere le classificazioni errate.</p><p>La tensione tra l'obiettivo di OpenAI di creare un'IA personalizzata e la necessità di sovrapporre meccanismi di sicurezza reattivi che non allontanino gli utenti è evidente. Inoltre, le spiegazioni dell'azienda su quanto possa dedurre di una persona basandosi sui segnali comportamentali potrebbero non soddisfare tutti.</p><p>YouTube, Instagram e altre piattaforme hanno provato strumenti simili di stima dell'età e tutti hanno dovuto affrontare lamentele da parte di adulti accusati di essere minorenni. Ma ora che ChatGPT è diventato un compagno abituale nelle aule scolastiche, negli uffici domestici e persino nelle sessioni di terapia, l'idea di un filtro IA invisibile che improvvisamente ti tratti come un bambino appare particolarmente invadente.</p><p>OpenAI dichiara che continuerà a perfezionare il modello e a migliorare il processo di verifica basandosi sui feedback degli utenti. Tuttavia, l'utente medio che cerca consigli sull'abbinamento dei vini e si sente dire di essere troppo giovane per bere potrebbe semplicemente abbandonare ChatGPT per il fastidio. Nessun adulto sarà felice di essere scambiato per un bambino, specialmente da un robot digitale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Claude trasforma le tue chat AI in una centrale operativa: gestisci Slack, Figma e molto altro senza dover mai cambiare applicazione. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Anthropic punta su Claude come spazio di lavoro potenziato dall'intelligenza artificiale, introducendo nuove integrazioni basate su MCP Apps.</strong></li><li><strong>Grazie a questo aggiornamento, gli utenti possono interagire con strumenti come Slack, Asana e Figma direttamente all'interno delle chat.</strong></li><li><strong>L'integrazione di interfacce dinamiche nelle conversazioni riduce la necessità di passare continuamente da una scheda all'altra.</strong></li></ul><p>Anthropic ha aggiornato Claude per integrare direttamente nell'assistente IA molte delle app di produttività e collaborazione più diffuse.</p><p>Gli abbonati ai piani Claude Pro, Max, Team ed Enterprise possono ora bozzare e visualizzare in anteprima messaggi Slack, modificare diagrammi Figma, aggiornare cronologie su Asana e gestire dashboard analitiche, con Claude che funge da collante tra le diverse piattaforme.</p><p>Anthropic sta spingendo Claude ad affrontare la realtà frammentata del lavoro digitale moderno, fatta di continui clic tra vari software. Gli strumenti compaiono direttamente nella chat: una bozza di messaggio Slack mantiene l'aspetto tipico dell'app e una timeline di Asana può essere modificata con feedback visivi in tempo reale.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/bluAmTHoEow" allowfullscreen></iframe></div></div><p>L'intero ecosistema si basa su un'estensione del protocollo open source Model Context Protocol, denominata MCP Apps, che permette a qualsiasi strumento compatibile di comparire all'interno della chat di Claude.</p><p>L'obiettivo è limitare il continuo passaggio tra diverse applicazioni e schede del browser, riducendo il tempo perso a cercare il file o la visualizzazione corretta.</p><p>La strategia di Anthropic punta a far sì che gli utenti deleghino a Claude l'operatività su tutte le altre schede aperte. Se si richiede un aggiornamento su una timeline di marketing in Asana assegnando alcuni task al responsabile del design, Claude può aprire la bacheca live e aggiornarla. Successivamente, può scrivere un messaggio Slack che riassume le modifiche e inviarlo previa approvazione dell'utente. Si tratta di un processo molto più efficiente rispetto alla semplice generazione di una lista di cose da fare o di un link, come avveniva di solito.</p><p>Questa fluidità è il fulcro dell'iniziativa. La proposta di Anthropic mira a eliminare gli attriti: finora, i flussi di lavoro produttivi basati sull'IA dipendevano ancora da una sorta di multitasking mentale. Con le MCP Apps, Anthropic scommette chiaramente su un futuro in cui ogni operazione, sia per i professionisti che per i consumatori, possa essere gestita interamente all'interno delle conversazioni con l'intelligenza artificiale.</p><h2 id="tutto-dentro-claude">Tutto dentro Claude</h2><p>OpenAI, Google e altri competitor si stanno muovendo nella stessa direzione, ognuno con approcci leggermente diversi. Le app basate su GPT possono girare all'interno di ChatGPT, ma operano ancora in modo semi-indipendente dal chatbot, mentre Gemini di Google sta diventando onnipresente all'interno del proprio Workspace. I nuovi strumenti di Claude, tuttavia, si distinguono per essere integrati direttamente nell'interfaccia della chat.</p><p>Naturalmente, concedere a un assistente IA l'accesso diretto a piattaforme come Slack o Asana significa che conversazioni, progetti e decisioni entrano a far parte della sua memoria di lavoro. Anthropic promette un isolamento rigoroso (sandboxing) e autorizzazioni chiare ma, come per ogni tecnologia aziendale, il nodo cruciale risiederà nelle impostazioni predefinite.</p><p>Non si tratta ancora di una rivoluzione per tutti. L'attuale distribuzione supporta le versioni web e desktop di Claude, escludendo per ora i dispositivi mobili o l'esperienza Claude Cowork. Inoltre, chi non lavora quotidianamente con grafici, presentazioni, cronologie o bacheche potrebbe non notare grandi cambiamenti nel funzionamento del sistema.</p><p>Per chi invece ne fa uso, questo potrebbe segnare l'inizio di un'effettiva fase di consolidamento. Invece di annegare tra schede, caselle di posta e dashboard, l'IA centralizza ogni operazione. Un team creativo può ora elaborare un concept, assegnare task, creare una presentazione e inviare aggiornamenti partendo da una singola chat di Claude.</p><p>L'idea dell'assistente che diventa piattaforma è concreta e sposta la percezione dell'IA generativa da semplice supporto a centro operativo. Anche se l'intelligenza artificiale non è sempre perfetta, il cambiamento nel dove e nel come si lavora rappresenta un'evoluzione profonda. È presto per definire i piani di Anthropic come lo standard per le future interfacce di lavoro, ma se il completamento dei task tramite conversazione prenderà piede, l'azienda potrebbe assicurarsi una crescita commerciale significativa.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Anthropic sta integrando Slack, Figma e altre app per la produttività direttamente nelle chat di Claude. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <ul><li><strong>Anthropic punta su Claude come spazio di lavoro potenziato dall'intelligenza artificiale, introducendo nuove integrazioni basate su MCP Apps.</strong></li><li><strong>Grazie a questo aggiornamento, gli utenti possono interagire con strumenti come Slack, Asana e Figma direttamente all'interno delle chat.</strong></li><li><strong>L'integrazione di interfacce dinamiche nelle conversazioni riduce la necessità di passare continuamente da una scheda all'altra.</strong></li></ul><p>Anthropic ha aggiornato Claude per integrare direttamente nell'assistente IA molte delle app di produttività e collaborazione più diffuse.</p><p>Gli abbonati ai piani Claude Pro, Max, Team ed Enterprise possono ora bozzare e visualizzare in anteprima messaggi Slack, modificare diagrammi Figma, aggiornare cronologie su Asana e gestire dashboard analitiche, con Claude che funge da collante tra le diverse piattaforme.</p><p>Anthropic sta spingendo Claude ad affrontare la realtà frammentata del lavoro digitale moderno, fatta di continui clic tra vari software. Gli strumenti compaiono direttamente nella chat: una bozza di messaggio Slack mantiene l'aspetto tipico dell'app e una timeline di Asana può essere modificata con feedback visivi in tempo reale.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/bluAmTHoEow" allowfullscreen></iframe></div></div><p>L'intero ecosistema si basa su un'estensione del protocollo open source Model Context Protocol, denominata MCP Apps, che permette a qualsiasi strumento compatibile di comparire all'interno della chat di Claude.</p><p>L'obiettivo è limitare il continuo passaggio tra diverse applicazioni e schede del browser, riducendo il tempo perso a cercare il file o la visualizzazione corretta.</p><p>La strategia di Anthropic punta a far sì che gli utenti deleghino a Claude l'operatività su tutte le altre schede aperte. Se si richiede un aggiornamento su una timeline di marketing in Asana assegnando alcuni task al responsabile del design, Claude può aprire la bacheca live e aggiornarla. Successivamente, può scrivere un messaggio Slack che riassume le modifiche e inviarlo previa approvazione dell'utente. Si tratta di un processo molto più efficiente rispetto alla semplice generazione di una lista di cose da fare o di un link, come avveniva di solito.</p><p>Questa fluidità è il fulcro dell'iniziativa. La proposta di Anthropic mira a eliminare gli attriti: finora, i flussi di lavoro produttivi basati sull'IA dipendevano ancora da una sorta di multitasking mentale. Con le MCP Apps, Anthropic scommette chiaramente su un futuro in cui ogni operazione, sia per i professionisti che per i consumatori, possa essere gestita interamente all'interno delle conversazioni con l'intelligenza artificiale.</p><h2 id="tutto-dentro-claude">Tutto dentro Claude</h2><p>OpenAI, Google e altri competitor si stanno muovendo nella stessa direzione, ognuno con approcci leggermente diversi. Le app basate su GPT possono girare all'interno di ChatGPT, ma operano ancora in modo semi-indipendente dal chatbot, mentre Gemini di Google sta diventando onnipresente all'interno del proprio Workspace. I nuovi strumenti di Claude, tuttavia, si distinguono per essere integrati direttamente nell'interfaccia della chat.</p><p>Naturalmente, concedere a un assistente IA l'accesso diretto a piattaforme come Slack o Asana significa che conversazioni, progetti e decisioni entrano a far parte della sua memoria di lavoro. Anthropic promette un isolamento rigoroso (sandboxing) e autorizzazioni chiare ma, come per ogni tecnologia aziendale, il nodo cruciale risiederà nelle impostazioni predefinite.</p><p>Non si tratta ancora di una rivoluzione per tutti. L'attuale distribuzione supporta le versioni web e desktop di Claude, escludendo per ora i dispositivi mobili o l'esperienza Claude Cowork. Inoltre, chi non lavora quotidianamente con grafici, presentazioni, cronologie o bacheche potrebbe non notare grandi cambiamenti nel funzionamento del sistema.</p><p>Per chi invece ne fa uso, questo potrebbe segnare l'inizio di un'effettiva fase di consolidamento. Invece di annegare tra schede, caselle di posta e dashboard, l'IA centralizza ogni operazione. Un team creativo può ora elaborare un concept, assegnare task, creare una presentazione e inviare aggiornamenti partendo da una singola chat di Claude.</p><p>L'idea dell'assistente che diventa piattaforma è concreta e sposta la percezione dell'IA generativa da semplice supporto a centro operativo. Anche se l'intelligenza artificiale non è sempre perfetta, il cambiamento nel dove e nel come si lavora rappresenta un'evoluzione profonda. È presto per definire i piani di Anthropic come lo standard per le future interfacce di lavoro, ma se il completamento dei task tramite conversazione prenderà piede, l'azienda potrebbe assicurarsi una crescita commerciale significativa.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ "È come vendere armi nucleari alla Corea del Nord e vantarsene": il CEO di Anthropic avverte Davos sui chip AI di Nvidia alla Cina ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha avvertito a Davos che consentire a Nvidia di vendere chip AI alla Cina comporta gravi rischi per la sicurezza nazionale.</strong></li><li><strong>Amodei ha paragonato questa decisione al "vendere armi nucleari alla Corea del Nord", nonostante Nvidia sia uno dei principali investitori della sua azienda.</strong></li><li><strong>Lo scontro evidenzia le crescenti tensioni nel settore su come debba essere controllato l'hardware per l'intelligenza artificiale, mentre le potenze globali corrono per costruire sistemi avanzati.</strong></li></ul><p>Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ha rotto la raffinata coreografia del World Economic Forum di Davos questa settimana quando, durante un'intervista con Bloomberg, ha lasciato intendere chiaramente che Nvidia — uno dei principali sostenitori della sua stessa azienda — rappresenti una minaccia "nucleare" per la geopolitica.</p><p>L'intervista ha scatenato un immediato clamore globale nei settori tecnologico, diplomatico e della sicurezza, in risposta al via libera degli Stati Uniti alla vendita di chip AI alla Cina.</p><p>L'accordo pone fine al bando sulla vendita di chip AI ad alte prestazioni verso Pechino. Gli Stati Uniti consentono ora a Nvidia e AMD di riprendere le vendite di alcuni processori, inclusa la linea H200, a clienti pre-approvati in Cina.</p><p>"Penso che sia pazzesco", ha dichiarato Amodei davanti a una platea sbalordita. "È un po' come vendere armi nucleari alla Corea del Nord e vantarsi che Boeing abbia fabbricato i rivestimenti". Si è trattato di una reazione particolarmente audace da parte del leader di Anthropic, azienda in cui il gigante della produzione di chip Nvidia, dal valore di 1.500 miliardi di dollari, ha investito finora oltre 10 miliardi.</p><p>Questi componenti sono abbastanza potenti da accelerare drasticamente le capacità dell'intelligenza artificiale cinese sotto molti aspetti; l'ambito militare e quello della sicurezza sono quelli che preoccupano maggiormente Amodei. Il CEO vede in tutto ciò una minaccia reale e immediata, poiché i modelli di IA sono "essenzialmente cognizione, sono essenzialmente intelligenza".</p><p>Ha suggerito di pensare ai modelli alimentati da questi chip come a "100 milioni di persone più intelligenti di qualsiasi premio Nobel", tutte sotto il controllo di un unico Paese.</p><p>Lo shock tra il pubblico durante l'intervista era udibile. Anthropic è uno dei principali centri di sviluppo di modelli di IA all'avanguardia: l'assistente Claude è spesso indicato come un temibile rivale di ChatGPT sotto molti punti di vista, grazie soprattutto alle GPU di Nvidia.</p><p>L'attrito sull'accesso della Cina ai chip AI riflette una crescente linea di faglia all'interno dell'industria tech. Da un lato, i produttori di chip e i fornitori di servizi cloud sperano di mantenere o espandere il proprio controllo sul mercato dell'IA; dall'altro, aziende come Anthropic nutrono timori geopolitici legati all'accesso illimitato all'hardware AI da parte di regimi autoritari.</p><h2 id="guerra-dei-chip-globale">Guerra dei chip globale</h2><p>A rendere ancora più instabile lo scenario è la posizione pressoché indispensabile di Nvidia nei chip per l'addestramento dell'intelligenza artificiale. La sua architettura è diventata la base per lo sviluppo dei modelli e le alternative scarseggiano, nonostante AMD e Intel stiano tentando con determinazione di recuperare il divario. Ciò significa che, quando Nvidia vende chip alla Cina, non sta semplicemente creando nuovi rivali commerciali.</p><p>Le analogie con le armi nucleari e i rivestimenti degli aerei sono tutt'altro che sottili, ma Amodei le ha quasi certamente scelte proprio per questo motivo. Davos è il luogo in cui i CEO solitamente parlano come se stessero masticando contemporaneamente un manuale tecnico e una guida di marketing; una proiezione del futuro così diretta e drastica deve aver colto di sorpresa molti dei presenti.</p><p>Si potrebbe liquidare Amodei e l'intero dibattito come un dramma geopolitico d'alto livello con scarsa rilevanza nella vita quotidiana. Tuttavia, ciò che viene deciso in merito all'esportazione dei chip influenza la velocità con cui usciranno le prossime funzioni e i prossimi dispositivi basati sull'IA, oltre a definirne le capacità.</p><p>Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha dichiarato che ogni vendita verso la Cina è soggetta a controlli rigorosi e che gli acquirenti vengono verificati per escludere legami con operazioni militari. Tuttavia, l'applicazione di tali regole resta una questione ambigua, specialmente quando società di facciata, joint venture o rapporti di subappalto possono confondere i confini.</p><p>Amodei non ha nominato esplicitamente la Cina, ma non ce n'era bisogno. L'intera discussione è stata un atto d'accusa contro il compiacimento degli Stati Uniti nel trattare l'IA come una merce di esportazione neutra, anziché come una leva di influenza globale. E mentre Nvidia potrebbe ribattere che i chip esportati sono meno avanzati, l'obiezione di Amodei è che anche chip leggermente datati possono essere messi in rete su larga scala per generare capacità trasformative.</p><p>Inoltre, man mano che i laboratori di IA cinesi diventano più abili nell'ottimizzare l'hardware esistente, il confine tra ciò che è considerato vendibile e ciò che non lo è inizia a sgretolarsi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/e-come-vendere-armi-nucleari-alla-corea-del-nord-e-vantarsene-il-ceo-di-anthropic-avverte-davos-sui-chip-ai-di-nvidia-alla-cina</link>
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                            <![CDATA[ Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, scuote il forum di Davos condannando la vendita dei chip Nvidia alla Cina approvata dagli Stati Uniti. ]]>
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                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Press shot of an Nvidia chip]]></media:title>
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Gli Stati Uniti consentono ora a Nvidia e AMD di riprendere le vendite di alcuni processori, inclusa la linea H200, a clienti pre-approvati in Cina.</p><p>"Penso che sia pazzesco", ha dichiarato Amodei davanti a una platea sbalordita. "È un po' come vendere armi nucleari alla Corea del Nord e vantarsi che Boeing abbia fabbricato i rivestimenti". Si è trattato di una reazione particolarmente audace da parte del leader di Anthropic, azienda in cui il gigante della produzione di chip Nvidia, dal valore di 1.500 miliardi di dollari, ha investito finora oltre 10 miliardi.</p><p>Questi componenti sono abbastanza potenti da accelerare drasticamente le capacità dell'intelligenza artificiale cinese sotto molti aspetti; l'ambito militare e quello della sicurezza sono quelli che preoccupano maggiormente Amodei. Il CEO vede in tutto ciò una minaccia reale e immediata, poiché i modelli di IA sono "essenzialmente cognizione, sono essenzialmente intelligenza".</p><p>Ha suggerito di pensare ai modelli alimentati da questi chip come a "100 milioni di persone più intelligenti di qualsiasi premio Nobel", tutte sotto il controllo di un unico Paese.</p><p>Lo shock tra il pubblico durante l'intervista era udibile. Anthropic è uno dei principali centri di sviluppo di modelli di IA all'avanguardia: l'assistente Claude è spesso indicato come un temibile rivale di ChatGPT sotto molti punti di vista, grazie soprattutto alle GPU di Nvidia.</p><p>L'attrito sull'accesso della Cina ai chip AI riflette una crescente linea di faglia all'interno dell'industria tech. Da un lato, i produttori di chip e i fornitori di servizi cloud sperano di mantenere o espandere il proprio controllo sul mercato dell'IA; dall'altro, aziende come Anthropic nutrono timori geopolitici legati all'accesso illimitato all'hardware AI da parte di regimi autoritari.</p><h2 id="guerra-dei-chip-globale">Guerra dei chip globale</h2><p>A rendere ancora più instabile lo scenario è la posizione pressoché indispensabile di Nvidia nei chip per l'addestramento dell'intelligenza artificiale. La sua architettura è diventata la base per lo sviluppo dei modelli e le alternative scarseggiano, nonostante AMD e Intel stiano tentando con determinazione di recuperare il divario. Ciò significa che, quando Nvidia vende chip alla Cina, non sta semplicemente creando nuovi rivali commerciali.</p><p>Le analogie con le armi nucleari e i rivestimenti degli aerei sono tutt'altro che sottili, ma Amodei le ha quasi certamente scelte proprio per questo motivo. Davos è il luogo in cui i CEO solitamente parlano come se stessero masticando contemporaneamente un manuale tecnico e una guida di marketing; una proiezione del futuro così diretta e drastica deve aver colto di sorpresa molti dei presenti.</p><p>Si potrebbe liquidare Amodei e l'intero dibattito come un dramma geopolitico d'alto livello con scarsa rilevanza nella vita quotidiana. Tuttavia, ciò che viene deciso in merito all'esportazione dei chip influenza la velocità con cui usciranno le prossime funzioni e i prossimi dispositivi basati sull'IA, oltre a definirne le capacità.</p><p>Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha dichiarato che ogni vendita verso la Cina è soggetta a controlli rigorosi e che gli acquirenti vengono verificati per escludere legami con operazioni militari. Tuttavia, l'applicazione di tali regole resta una questione ambigua, specialmente quando società di facciata, joint venture o rapporti di subappalto possono confondere i confini.</p><p>Amodei non ha nominato esplicitamente la Cina, ma non ce n'era bisogno. L'intera discussione è stata un atto d'accusa contro il compiacimento degli Stati Uniti nel trattare l'IA come una merce di esportazione neutra, anziché come una leva di influenza globale. E mentre Nvidia potrebbe ribattere che i chip esportati sono meno avanzati, l'obiezione di Amodei è che anche chip leggermente datati possono essere messi in rete su larga scala per generare capacità trasformative.</p><p>Inoltre, man mano che i laboratori di IA cinesi diventano più abili nell'ottimizzare l'hardware esistente, il confine tra ciò che è considerato vendibile e ciò che non lo è inizia a sgretolarsi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ I giovani temono l'IA, ma chi rischia davvero il posto di lavoro? ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Quattro persone su cinque credono che l'IA influenzerà il proprio lavoro in un modo o nell'altro</strong></li><li><strong>I lavoratori più giovani sono i più preoccupati per la perdita del posto di lavoro</strong></li><li><strong>Le connessioni umane restano una necessità sul posto di lavoro, indipendentemente dall'IA</strong></li></ul><p>Una nuova ricerca di Randstad ha affermato che i lavoratori della Generazione Z sono i più preoccupati che l'IA possa sostituire i ruoli umani, nonostante ne siano forti utilizzatori; al contrario, i Boomer si sentono i più sicuri nell'adattarsi alle nuove tendenze del mondo del lavoro.</p><p>In generale, quattro lavoratori su cinque si aspettano che l'IA influenzi le proprie mansioni quotidiane in un modo o nell'altro, ma circa la metà (47%) ritiene che l'IA porterà benefici più ai datori di lavoro che ai dipendenti.</p><p>Uno su cinque ha inoltre dichiarato di ritenere il proprio lavoro immune dall'IA, ma la necessità di prepararsi e adattarsi è evidente.</p><h2 id="i-timori-legati-alla-perdita-del-lavoro-a-causa-dell-ia-sono-ancora-diffusi">I timori legati alla perdita del lavoro a causa dell'IA sono ancora diffusi.</h2><p>I due terzi (65%) concordano sulla necessità di aggiornare le proprie competenze per non rischiare l'esclusione, ma di chi sia la responsabilità rimane un tema caldamente dibattuto. La metà (52%) ha preso in mano la propria formazione autonomamente.</p><p>Randstad ha inoltre svelato le tendenze del mercato del lavoro, con gli annunci che richiedono competenze sugli agenti IA aumentati del 1.587% nel 2025. In crescita anche la domanda di prompt engineering (+403%) e di addestratori di IA (+247%).</p><p>"I mercati del lavoro sono sottoposti a una pressione immensa, e saranno coloro che si adatteranno a riscuotere successo", ha scritto il CEO Sander van ‘t Noordende.</p><p>I dati mostrano inoltre alle aziende come attrarre e trattenere i talenti puntando su buoni stipendi e sul bilanciamento tra vita privata e professionale.</p><p>Inoltre, il tocco umano rimane fondamentale in ogni ambiente di lavoro. Circa tre quarti degli intervistati apprendono le soft skill dai colleghi più anziani (78%) o imparano competenze tecnologiche e sull'IA dai colleghi più giovani (72%).</p><p>"Tuttavia, la connessione umana resta il nucleo delle organizzazioni, con i manager che assumono un ruolo sempre più importante nel mantenere la stabilità durante la 'Grande Trasformazione della Forza Lavoro'", ha aggiunto van ‘t Noordende.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/i-giovani-temono-lia-ma-chi-rischia-davvero-il-posto-di-lavoro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ I lavoratori più giovani sono i più preoccupati che l'IA possa rubare loro il lavoro, mentre i lavoratori più anziani si dicono pronti ad adattarsi. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <ul><li><strong>Quattro persone su cinque credono che l'IA influenzerà il proprio lavoro in un modo o nell'altro</strong></li><li><strong>I lavoratori più giovani sono i più preoccupati per la perdita del posto di lavoro</strong></li><li><strong>Le connessioni umane restano una necessità sul posto di lavoro, indipendentemente dall'IA</strong></li></ul><p>Una nuova ricerca di Randstad ha affermato che i lavoratori della Generazione Z sono i più preoccupati che l'IA possa sostituire i ruoli umani, nonostante ne siano forti utilizzatori; al contrario, i Boomer si sentono i più sicuri nell'adattarsi alle nuove tendenze del mondo del lavoro.</p><p>In generale, quattro lavoratori su cinque si aspettano che l'IA influenzi le proprie mansioni quotidiane in un modo o nell'altro, ma circa la metà (47%) ritiene che l'IA porterà benefici più ai datori di lavoro che ai dipendenti.</p><p>Uno su cinque ha inoltre dichiarato di ritenere il proprio lavoro immune dall'IA, ma la necessità di prepararsi e adattarsi è evidente.</p><h2 id="i-timori-legati-alla-perdita-del-lavoro-a-causa-dell-ia-sono-ancora-diffusi">I timori legati alla perdita del lavoro a causa dell'IA sono ancora diffusi.</h2><p>I due terzi (65%) concordano sulla necessità di aggiornare le proprie competenze per non rischiare l'esclusione, ma di chi sia la responsabilità rimane un tema caldamente dibattuto. La metà (52%) ha preso in mano la propria formazione autonomamente.</p><p>Randstad ha inoltre svelato le tendenze del mercato del lavoro, con gli annunci che richiedono competenze sugli agenti IA aumentati del 1.587% nel 2025. In crescita anche la domanda di prompt engineering (+403%) e di addestratori di IA (+247%).</p><p>"I mercati del lavoro sono sottoposti a una pressione immensa, e saranno coloro che si adatteranno a riscuotere successo", ha scritto il CEO Sander van ‘t Noordende.</p><p>I dati mostrano inoltre alle aziende come attrarre e trattenere i talenti puntando su buoni stipendi e sul bilanciamento tra vita privata e professionale.</p><p>Inoltre, il tocco umano rimane fondamentale in ogni ambiente di lavoro. Circa tre quarti degli intervistati apprendono le soft skill dai colleghi più anziani (78%) o imparano competenze tecnologiche e sull'IA dai colleghi più giovani (72%).</p><p>"Tuttavia, la connessione umana resta il nucleo delle organizzazioni, con i manager che assumono un ruolo sempre più importante nel mantenere la stabilità durante la 'Grande Trasformazione della Forza Lavoro'", ha aggiunto van ‘t Noordende.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Altman vs Musk: è difficile tutelare gli utenti senza limitare l'IA ]]></title>
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Musk ha messo in guardia gli utenti dall'usare ChatGPT, condividendo un link a un articolo che ipotizzava un legame tra l'assistente IA e nove decessi.</p><p>Il durissimo scontro sui social media tra due delle figure più influenti dell'intelligenza artificiale ha prodotto qualcosa di più profondo di semplici ego feriti o strascichi legali. Sebbene il post di Musk non citasse il contesto più ampio dei decessi o le cause legali che OpenAI sta affrontando in merito, Altman si è sentito chiaramente obbligato a replicare.</p><p>La sua risposta è stata decisamente più accorata rispetto al solito e sterile gergo aziendale. Ha invece offerto uno scorcio sul delicato equilibrismo di OpenAI nel rendere ChatGPT e altri strumenti IA sicuri per milioni di persone, difendendo l'architettura e i sistemi di controllo della piattaforma: “Dobbiamo proteggere gli utenti vulnerabili e, al contempo, garantire che i nostri sistemi di sicurezza permettano a tutti di beneficiare dei nostri strumenti”.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/2013703158459978076"><p lang="en" dir="ltr">Sometimes you complain about ChatGPT being too restrictive, and then in cases like this you claim it's too relaxed. Almost a billion people use it and some of them may be in very fragile mental states. We will continue to do our best to get this right and we feel huge… https://t.co/U6r03nsHzg<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/2013703158459978076">January 20, 2026</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Dopo aver elogiato i protocolli di sicurezza di OpenAI e la complessità nel bilanciare la riduzione dei rischi con l'utilità del prodotto, Altman ha lasciato intendere che Musk non avesse l'autorità per lanciare accuse, visti i pericoli del sistema Autopilot di Tesla.</p><p>Ha dichiarato che la sua esperienza diretta con tale tecnologia è stata sufficiente a convincerlo che fosse "tutt'altro che sicura per essere rilasciata da Tesla". Con una frecciata particolarmente mirata a Musk, ha poi aggiunto: "Non aprirò nemmeno il discorso su alcune decisioni prese per Grok".</p><p>Mentre lo scontro rimbalzava su ogni piattaforma, a colpire non è stata la solita posa da miliardari, quanto il modo insolitamente schietto con cui Altman ha inquadrato ciò che comporta realmente la sicurezza dell'IA. Per OpenAI, un'azienda che distribuisce ChatGPT contemporaneamente a studenti, terapeuti, programmatori e CEO, definire il concetto di "sicurezza" significa muoversi sul filo del rasoio tra utilità ed evitamento dei problemi: obiettivi che spesso sono in conflitto tra loro.</p><p>Altman non ha commentato pubblicamente le singole cause per omicidio colposo intentate contro OpenAI. Ha tuttavia ribadito che riconoscere i danni nel mondo reale non richiede una semplificazione eccessiva del problema. L'IA riflette gli input ricevuti e l'evoluzione delle sue risposte fa sì che moderazione e sicurezza richiedano molto più dei classici termini di servizio.</p><h2 id="la-sfida-della-sicurezza-di-chatgpt">La sfida della sicurezza di ChatGPT</h2><p>OpenAI sostiene di aver lavorato duramente per rendere ChatGPT più sicuro nelle versioni più recenti. Esiste un'intera suite di funzioni di sicurezza addestrate per rilevare segnali di disagio, incluse le ideazioni suicide. ChatGPT fornisce avvertenze, interrompe determinate interazioni e indirizza gli utenti verso risorse per la salute mentale quando rileva segnali di allarme. OpenAI afferma inoltre che i suoi modelli rifiuteranno, laddove possibile, di interagire con contenuti violenti.</p><p>Il pubblico potrebbe pensare che sia tutto lineare, ma il post di Altman accenna a una tensione di fondo. ChatGPT viene utilizzato in miliardi di spazi di conversazione imprevedibili tra lingue, culture e stati emotivi diversi. Una moderazione eccessivamente rigida renderebbe l'IA inutile in molte di queste circostanze, ma allentare troppo le regole moltiplicherebbe il rischio potenziale di interazioni pericolose e malsane.</p><p>Paragonare l'IA ai piloti automatici delle auto non è un'analogia perfetta, nonostante il commento di Altman. Detto ciò, si potrebbe sostenere che, mentre le strade sono regolamentate, indipendentemente dal fatto che ci sia un umano o un robot al volante, i prompt dell'IA si muovono su un sentiero molto più accidentato. Non esiste un'autorità centrale del traffico che stabilisca come un chatbot debba rispondere a un adolescente in crisi o a qualcuno con manie paranoiche. In questo vuoto, aziende come OpenAI si ritrovano a dover costruire le proprie regole e a perfezionarle in corsa.</p><p>Anche l'elemento personale aggiunge un ulteriore tassello alla disputa. Le aziende di Altman e Musk sono impegnate in una lunga battaglia legale. Musk ha fatto causa a OpenAI e ad Altman per la transizione della società da laboratorio di ricerca non-profit a modello a profitto limitato, sostenendo di essere stato raggirato quando donò 38 milioni di dollari per contribuire alla fondazione dell'organizzazione. Musk afferma che ora l'azienda dia priorità al guadagno aziendale rispetto al beneficio pubblico; Altman ribatte che il cambiamento è stato necessario per sviluppare modelli competitivi e mantenere lo sviluppo dell'IA su un binario responsabile. Il dibattito sulla sicurezza è l'aspetto filosofico e ingegneristico di una guerra che si consuma nei consigli d'amministrazione e nelle aule di tribunale su ciò che OpenAI dovrebbe rappresentare.</p><p>Indipendentemente dal fatto che Musk e Altman trovino mai un accordo sui rischi, o che riescano persino a comunicare civilmente online, tutti gli sviluppatori di IA farebbero bene a seguire l'esempio di Altman nell'essere più trasparenti su cosa significhi davvero la sicurezza dell'IA e su come ottenerla.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Sam Altman ha difeso l'approccio di OpenAI alla sicurezza dell'intelligenza artificiale in uno scontro pubblico con Elon Musk, evidenziando la complessa sfida di sviluppare strumenti capaci di proteggere gli utenti vulnerabili senza però imporre restrizioni a tutti gli altri. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Sam Altman and Elon Musk]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Sam Altman ha difeso l'impegno di OpenAI sulla sicurezza dopo che Elon Musk ha attribuito a ChatGPT la responsabilità di diversi decessi</strong></li><li><strong>Altman ha definito la sicurezza dell'IA "una sfida durissima", sottolineando l'equilibrio tra protezione e usabilità</strong></li><li><strong>OpenAI deve affrontare diverse cause per omicidio colposo legate all'accusa che ChatGPT abbia aggravato le condizioni di salute mentale degli utenti</strong></li></ul><p>Sam Altman, CEO di OpenAI, non è certo noto per svelare troppo i segreti del funzionamento di ChatGPT. Tuttavia, ha ammesso quanto sia difficile mantenere il chatbot al contempo sicuro e utile. A innescare questa riflessione è stato Elon Musk con una serie di post taglienti su X (ex Twitter). Musk ha messo in guardia gli utenti dall'usare ChatGPT, condividendo un link a un articolo che ipotizzava un legame tra l'assistente IA e nove decessi.</p><p>Il durissimo scontro sui social media tra due delle figure più influenti dell'intelligenza artificiale ha prodotto qualcosa di più profondo di semplici ego feriti o strascichi legali. Sebbene il post di Musk non citasse il contesto più ampio dei decessi o le cause legali che OpenAI sta affrontando in merito, Altman si è sentito chiaramente obbligato a replicare.</p><p>La sua risposta è stata decisamente più accorata rispetto al solito e sterile gergo aziendale. Ha invece offerto uno scorcio sul delicato equilibrismo di OpenAI nel rendere ChatGPT e altri strumenti IA sicuri per milioni di persone, difendendo l'architettura e i sistemi di controllo della piattaforma: “Dobbiamo proteggere gli utenti vulnerabili e, al contempo, garantire che i nostri sistemi di sicurezza permettano a tutti di beneficiare dei nostri strumenti”.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/2013703158459978076"><p lang="en" dir="ltr">Sometimes you complain about ChatGPT being too restrictive, and then in cases like this you claim it's too relaxed. Almost a billion people use it and some of them may be in very fragile mental states. We will continue to do our best to get this right and we feel huge… https://t.co/U6r03nsHzg<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/2013703158459978076">January 20, 2026</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Dopo aver elogiato i protocolli di sicurezza di OpenAI e la complessità nel bilanciare la riduzione dei rischi con l'utilità del prodotto, Altman ha lasciato intendere che Musk non avesse l'autorità per lanciare accuse, visti i pericoli del sistema Autopilot di Tesla.</p><p>Ha dichiarato che la sua esperienza diretta con tale tecnologia è stata sufficiente a convincerlo che fosse "tutt'altro che sicura per essere rilasciata da Tesla". Con una frecciata particolarmente mirata a Musk, ha poi aggiunto: "Non aprirò nemmeno il discorso su alcune decisioni prese per Grok".</p><p>Mentre lo scontro rimbalzava su ogni piattaforma, a colpire non è stata la solita posa da miliardari, quanto il modo insolitamente schietto con cui Altman ha inquadrato ciò che comporta realmente la sicurezza dell'IA. Per OpenAI, un'azienda che distribuisce ChatGPT contemporaneamente a studenti, terapeuti, programmatori e CEO, definire il concetto di "sicurezza" significa muoversi sul filo del rasoio tra utilità ed evitamento dei problemi: obiettivi che spesso sono in conflitto tra loro.</p><p>Altman non ha commentato pubblicamente le singole cause per omicidio colposo intentate contro OpenAI. Ha tuttavia ribadito che riconoscere i danni nel mondo reale non richiede una semplificazione eccessiva del problema. L'IA riflette gli input ricevuti e l'evoluzione delle sue risposte fa sì che moderazione e sicurezza richiedano molto più dei classici termini di servizio.</p><h2 id="la-sfida-della-sicurezza-di-chatgpt">La sfida della sicurezza di ChatGPT</h2><p>OpenAI sostiene di aver lavorato duramente per rendere ChatGPT più sicuro nelle versioni più recenti. Esiste un'intera suite di funzioni di sicurezza addestrate per rilevare segnali di disagio, incluse le ideazioni suicide. ChatGPT fornisce avvertenze, interrompe determinate interazioni e indirizza gli utenti verso risorse per la salute mentale quando rileva segnali di allarme. OpenAI afferma inoltre che i suoi modelli rifiuteranno, laddove possibile, di interagire con contenuti violenti.</p><p>Il pubblico potrebbe pensare che sia tutto lineare, ma il post di Altman accenna a una tensione di fondo. ChatGPT viene utilizzato in miliardi di spazi di conversazione imprevedibili tra lingue, culture e stati emotivi diversi. Una moderazione eccessivamente rigida renderebbe l'IA inutile in molte di queste circostanze, ma allentare troppo le regole moltiplicherebbe il rischio potenziale di interazioni pericolose e malsane.</p><p>Paragonare l'IA ai piloti automatici delle auto non è un'analogia perfetta, nonostante il commento di Altman. Detto ciò, si potrebbe sostenere che, mentre le strade sono regolamentate, indipendentemente dal fatto che ci sia un umano o un robot al volante, i prompt dell'IA si muovono su un sentiero molto più accidentato. Non esiste un'autorità centrale del traffico che stabilisca come un chatbot debba rispondere a un adolescente in crisi o a qualcuno con manie paranoiche. In questo vuoto, aziende come OpenAI si ritrovano a dover costruire le proprie regole e a perfezionarle in corsa.</p><p>Anche l'elemento personale aggiunge un ulteriore tassello alla disputa. Le aziende di Altman e Musk sono impegnate in una lunga battaglia legale. Musk ha fatto causa a OpenAI e ad Altman per la transizione della società da laboratorio di ricerca non-profit a modello a profitto limitato, sostenendo di essere stato raggirato quando donò 38 milioni di dollari per contribuire alla fondazione dell'organizzazione. Musk afferma che ora l'azienda dia priorità al guadagno aziendale rispetto al beneficio pubblico; Altman ribatte che il cambiamento è stato necessario per sviluppare modelli competitivi e mantenere lo sviluppo dell'IA su un binario responsabile. Il dibattito sulla sicurezza è l'aspetto filosofico e ingegneristico di una guerra che si consuma nei consigli d'amministrazione e nelle aule di tribunale su ciò che OpenAI dovrebbe rappresentare.</p><p>Indipendentemente dal fatto che Musk e Altman trovino mai un accordo sui rischi, o che riescano persino a comunicare civilmente online, tutti gli sviluppatori di IA farebbero bene a seguire l'esempio di Altman nell'essere più trasparenti su cosa significhi davvero la sicurezza dell'IA e su come ottenerla.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT ha le allucinazioni: ecco 5 modi per accorgersene ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le allucinazioni rappresentano un difetto intrinseco dei chatbot IA. Quando ChatGPT, Gemini, Copilot o altri modelli di intelligenza artificiale forniscono informazioni errate, a prescindere dalla sicurezza con cui vengono esposte, ci si trova di fronte a un'allucinazione. L'IA può generare una leggera deviazione, una svista apparentemente innocua, o arrivare a produrre un'accusa del tutto inventata e diffamatoria.<sup>1</sup> In ogni caso, è inevitabile che si presentino se si interagisce con ChatGPT o i suoi rivali per un tempo sufficientemente lungo.</p><p></p><p></p><p>Comprendere come e perché ChatGPT possa inciampare nel distinguere ciò che è verosimile da ciò che è vero è fondamentale per chiunque voglia interagire con l'IA. Poiché questi sistemi generano risposte predicendo quale testo dovrebbe seguire in base ai pattern presenti nei dati di addestramento, anziché verificare le informazioni rispetto a una verità oggettiva, possono apparire convincenti pur inventando tutto di sana pianta. Il trucco sta nell'essere consapevoli che un'allucinazione può manifestarsi in qualsiasi momento e nel saper individuare gli indizi che ne nascondono la presenza. Ecco alcuni dei principali indicatori per capire se ChatGPT sta avendo un'allucinazione.</p><h2 id="specificita-insolite-in-assenza-di-fonti-verificabili">Specificità insolite in assenza di fonti verificabili</h2><p>Uno degli aspetti più irritanti delle allucinazioni dell'IA è che spesso includono dettagli apparentemente specifici. Una risposta inventata può citare date, nomi e altri particolari che la rendono credibile. Poiché ChatGPT genera testi basandosi sui pattern appresi durante l'addestramento, è in grado di creare dettagli che ricalcano la struttura di una risposta valida senza però fare riferimento a una fonte reale.</p><p>Potreste porre una domanda su una persona e ricevere un mix di informazioni personali reali e una narrazione completamente inventata. Questo tipo di specificità rende l'allucinazione più difficile da individuare, poiché la mente umana è portata a fidarsi delle affermazioni dettagliate.</p><p>Tuttavia, è fondamentale verificare ognuno di questi dettagli, specialmente quelli che potrebbero causarvi problemi in caso di errore. Se una data, un articolo o una persona citata non compaiono altrove, è segno che potreste essere di fronte a un'allucinazione. Tenete a mente che l'IA generativa non possiede un meccanismo integrato di fact-checking; si limita a prevedere ciò che potrebbe essere verosimile, non ciò che è vero.</p><h2 id="sicurezza-ingiustificata">Sicurezza ingiustificata</h2><p>Strettamente legato alla trappola della specificità è il tono eccessivamente sicuro di molte allucinazioni dell'IA. ChatGPT e modelli simili sono progettati per fornire risposte con un registro fluido e autorevole. Questa sicurezza può rendere credibile la disinformazione, anche quando l'affermazione di base è del tutto priva di fondamento.</p><p>I modelli di IA sono ottimizzati per prevedere sequenze di parole probabili. Anche quando l'intelligenza artificiale dovrebbe essere cauta in ciò che scrive, presenterà le informazioni con la stessa fermezza dei dati corretti. A differenza di un esperto umano che potrebbe esitare o dire "non ne sono sicuro", è ancora insolito — sebbene più comune di recente — che un modello di IA dichiari "non lo so". Questo accade perché una risposta completa premia l'apparenza della esaustività rispetto all'onestà sull'incertezza.</p><p>In qualsiasi ambito in cui gli esperti stessi esprimano dubbi, ci si aspetterebbe che un sistema affidabile rifletta tale incertezza. Ad esempio, la scienza e la medicina presentano spesso dibattiti o teorie in evoluzione dove le risposte definitive sono rare. Se ChatGPT risponde con un'affermazione categorica su tali argomenti, dichiarando un'unica causa o un fatto universalmente accettato, questa sicurezza potrebbe in realtà segnalare un'allucinazione: il modello sta colmando una lacuna di conoscenza con una narrazione inventata invece di evidenziare i punti di controversia.</p><h2 id="citazioni-non-rintracciabili">Citazioni non rintracciabili</h2><p>Citazioni e riferimenti sono un ottimo modo per confermare la veridicità di quanto affermato da ChatGPT. Tuttavia, a volte il sistema fornisce riferimenti che sembrano legittimi, ma che in realtà non esistono.</p><p>Questo tipo di allucinazione è particolarmente problematico in contesti accademici o professionali. Uno studente potrebbe costruire una rassegna bibliografica basandosi su citazioni fasulle, formattate impeccabilmente e complete di nomi di riviste plausibili. Salvo poi scoprire che il lavoro poggia su fondamenta di riferimenti non rintracciabili in pubblicazioni verificabili.</p><p>Controllate sempre se un saggio, un autore o una rivista citati siano presenti in database accademici autorevoli o tramite una ricerca web diretta. Se il nome appare stranamente specifico ma non produce risultati di ricerca, potrebbe trattarsi di una "citazione fantasma", creata dal modello per far sembrare autorevole la propria risposta.</p><h2 id="seguiti-contraddittori">Seguiti contraddittori</h2><p>Affermazioni esposte con sicurezza e supportate da riferimenti reali sono un ottimo segno, ma se ChatGPT si contraddice, qualcosa potrebbe non quadrare. Ecco perché le domande di approfondimento sono utili. Poiché l'IA generativa non consulta un database di fatti integrato per garantire la coerenza, può contraddirsi se incalzata. Questo accade spesso quando si pone una domanda di controllo che punta dritto a un'affermazione precedente. Se la nuova risposta diverge dalla prima in modo inconciliabile, è probabile che una delle due, o entrambe, sia un'allucinazione.</p><p>Fortunatamente, non serve cercare oltre la conversazione stessa per individuare questo segnale. Se il modello non riesce a mantenere risposte coerenti a domande logicamente correlate all'interno dello stesso thread, è probabile che la risposta originale mancasse fin dal principio di una base fattuale.</p><h2 id="logica-priva-di-senso">Logica priva di senso</h2><p>Anche se la logica interna non risulta contraddittoria, il ragionamento di ChatGPT può apparire distorto. Se una risposta è incoerente con i vincoli del mondo reale, prestate attenzione. ChatGPT scrive testi predicendo sequenze di parole, non applicando una logica effettiva; di conseguenza, ciò che sembra razionale in una frase potrebbe crollare se calato nella realtà.</p><p>Di solito, tutto inizia con premesse false. Ad esempio, un'IA potrebbe suggerire l'aggiunta di passaggi inesistenti a un protocollo scientifico consolidato, o sfidare il semplice buon senso. Come accaduto con Gemini, un modello di IA ha suggerito di usare la colla nella salsa della pizza per far aderire meglio il formaggio. Certo, probabilmente aderirebbe meglio, ma in termini di istruzioni culinarie non si tratta esattamente di alta cucina.</p><p>Le allucinazioni in ChatGPT e in modelli linguistici simili sono un sottoprodotto del modo in cui questi sistemi vengono addestrati. Pertanto, è probabile che persisteranno finché l'intelligenza artificiale si baserà sulla previsione delle parole.</p><p>Il segreto per gli utenti sta nell'imparare quando fidarsi dell'output e quando verificarlo. Saper individuare un'allucinazione sta diventando una competenza fondamentale di alfabetizzazione digitale. Con la crescente diffusione dell'IA, la logica e il buon senso saranno cruciali. La miglior difesa non è la fiducia cieca, ma un'analisi critica e informata.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Come riconoscere le allucinazioni dei chatbot IA ]]>
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                                                    <category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[AI hallucinations]]></media:title>
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                                <p>Le allucinazioni rappresentano un difetto intrinseco dei chatbot IA. Quando ChatGPT, Gemini, Copilot o altri modelli di intelligenza artificiale forniscono informazioni errate, a prescindere dalla sicurezza con cui vengono esposte, ci si trova di fronte a un'allucinazione. L'IA può generare una leggera deviazione, una svista apparentemente innocua, o arrivare a produrre un'accusa del tutto inventata e diffamatoria.<sup>1</sup> In ogni caso, è inevitabile che si presentino se si interagisce con ChatGPT o i suoi rivali per un tempo sufficientemente lungo.</p><p></p><p></p><p>Comprendere come e perché ChatGPT possa inciampare nel distinguere ciò che è verosimile da ciò che è vero è fondamentale per chiunque voglia interagire con l'IA. Poiché questi sistemi generano risposte predicendo quale testo dovrebbe seguire in base ai pattern presenti nei dati di addestramento, anziché verificare le informazioni rispetto a una verità oggettiva, possono apparire convincenti pur inventando tutto di sana pianta. Il trucco sta nell'essere consapevoli che un'allucinazione può manifestarsi in qualsiasi momento e nel saper individuare gli indizi che ne nascondono la presenza. Ecco alcuni dei principali indicatori per capire se ChatGPT sta avendo un'allucinazione.</p><h2 id="specificita-insolite-in-assenza-di-fonti-verificabili">Specificità insolite in assenza di fonti verificabili</h2><p>Uno degli aspetti più irritanti delle allucinazioni dell'IA è che spesso includono dettagli apparentemente specifici. Una risposta inventata può citare date, nomi e altri particolari che la rendono credibile. Poiché ChatGPT genera testi basandosi sui pattern appresi durante l'addestramento, è in grado di creare dettagli che ricalcano la struttura di una risposta valida senza però fare riferimento a una fonte reale.</p><p>Potreste porre una domanda su una persona e ricevere un mix di informazioni personali reali e una narrazione completamente inventata. Questo tipo di specificità rende l'allucinazione più difficile da individuare, poiché la mente umana è portata a fidarsi delle affermazioni dettagliate.</p><p>Tuttavia, è fondamentale verificare ognuno di questi dettagli, specialmente quelli che potrebbero causarvi problemi in caso di errore. Se una data, un articolo o una persona citata non compaiono altrove, è segno che potreste essere di fronte a un'allucinazione. Tenete a mente che l'IA generativa non possiede un meccanismo integrato di fact-checking; si limita a prevedere ciò che potrebbe essere verosimile, non ciò che è vero.</p><h2 id="sicurezza-ingiustificata">Sicurezza ingiustificata</h2><p>Strettamente legato alla trappola della specificità è il tono eccessivamente sicuro di molte allucinazioni dell'IA. ChatGPT e modelli simili sono progettati per fornire risposte con un registro fluido e autorevole. Questa sicurezza può rendere credibile la disinformazione, anche quando l'affermazione di base è del tutto priva di fondamento.</p><p>I modelli di IA sono ottimizzati per prevedere sequenze di parole probabili. Anche quando l'intelligenza artificiale dovrebbe essere cauta in ciò che scrive, presenterà le informazioni con la stessa fermezza dei dati corretti. A differenza di un esperto umano che potrebbe esitare o dire "non ne sono sicuro", è ancora insolito — sebbene più comune di recente — che un modello di IA dichiari "non lo so". Questo accade perché una risposta completa premia l'apparenza della esaustività rispetto all'onestà sull'incertezza.</p><p>In qualsiasi ambito in cui gli esperti stessi esprimano dubbi, ci si aspetterebbe che un sistema affidabile rifletta tale incertezza. Ad esempio, la scienza e la medicina presentano spesso dibattiti o teorie in evoluzione dove le risposte definitive sono rare. Se ChatGPT risponde con un'affermazione categorica su tali argomenti, dichiarando un'unica causa o un fatto universalmente accettato, questa sicurezza potrebbe in realtà segnalare un'allucinazione: il modello sta colmando una lacuna di conoscenza con una narrazione inventata invece di evidenziare i punti di controversia.</p><h2 id="citazioni-non-rintracciabili">Citazioni non rintracciabili</h2><p>Citazioni e riferimenti sono un ottimo modo per confermare la veridicità di quanto affermato da ChatGPT. Tuttavia, a volte il sistema fornisce riferimenti che sembrano legittimi, ma che in realtà non esistono.</p><p>Questo tipo di allucinazione è particolarmente problematico in contesti accademici o professionali. Uno studente potrebbe costruire una rassegna bibliografica basandosi su citazioni fasulle, formattate impeccabilmente e complete di nomi di riviste plausibili. Salvo poi scoprire che il lavoro poggia su fondamenta di riferimenti non rintracciabili in pubblicazioni verificabili.</p><p>Controllate sempre se un saggio, un autore o una rivista citati siano presenti in database accademici autorevoli o tramite una ricerca web diretta. Se il nome appare stranamente specifico ma non produce risultati di ricerca, potrebbe trattarsi di una "citazione fantasma", creata dal modello per far sembrare autorevole la propria risposta.</p><h2 id="seguiti-contraddittori">Seguiti contraddittori</h2><p>Affermazioni esposte con sicurezza e supportate da riferimenti reali sono un ottimo segno, ma se ChatGPT si contraddice, qualcosa potrebbe non quadrare. Ecco perché le domande di approfondimento sono utili. Poiché l'IA generativa non consulta un database di fatti integrato per garantire la coerenza, può contraddirsi se incalzata. Questo accade spesso quando si pone una domanda di controllo che punta dritto a un'affermazione precedente. Se la nuova risposta diverge dalla prima in modo inconciliabile, è probabile che una delle due, o entrambe, sia un'allucinazione.</p><p>Fortunatamente, non serve cercare oltre la conversazione stessa per individuare questo segnale. Se il modello non riesce a mantenere risposte coerenti a domande logicamente correlate all'interno dello stesso thread, è probabile che la risposta originale mancasse fin dal principio di una base fattuale.</p><h2 id="logica-priva-di-senso">Logica priva di senso</h2><p>Anche se la logica interna non risulta contraddittoria, il ragionamento di ChatGPT può apparire distorto. Se una risposta è incoerente con i vincoli del mondo reale, prestate attenzione. ChatGPT scrive testi predicendo sequenze di parole, non applicando una logica effettiva; di conseguenza, ciò che sembra razionale in una frase potrebbe crollare se calato nella realtà.</p><p>Di solito, tutto inizia con premesse false. Ad esempio, un'IA potrebbe suggerire l'aggiunta di passaggi inesistenti a un protocollo scientifico consolidato, o sfidare il semplice buon senso. Come accaduto con Gemini, un modello di IA ha suggerito di usare la colla nella salsa della pizza per far aderire meglio il formaggio. Certo, probabilmente aderirebbe meglio, ma in termini di istruzioni culinarie non si tratta esattamente di alta cucina.</p><p>Le allucinazioni in ChatGPT e in modelli linguistici simili sono un sottoprodotto del modo in cui questi sistemi vengono addestrati. Pertanto, è probabile che persisteranno finché l'intelligenza artificiale si baserà sulla previsione delle parole.</p><p>Il segreto per gli utenti sta nell'imparare quando fidarsi dell'output e quando verificarlo. Saper individuare un'allucinazione sta diventando una competenza fondamentale di alfabetizzazione digitale. Con la crescente diffusione dell'IA, la logica e il buon senso saranno cruciali. La miglior difesa non è la fiducia cieca, ma un'analisi critica e informata.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ L'intelligenza artificiale di Amazon fa acquisti voi ma non dovrebbe ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>La funzione Buy for Me di Amazon utilizza l'IA per ordinare prodotti da altri rivenditori</strong></li><li><strong>Alcune piccole imprese hanno trovato i propri articoli elencati su Amazon senza aver mai dato il consenso</strong></li><li><strong>Amazon definisce la funzione un esperimento ancora in fase di perfezionamento delle criticità</strong></li></ul><p>L'ultimo esperimento di Amazon nello shopping basato sull'intelligenza artificiale potrebbe aiutarvi a trovare l'acquisto perfetto, ma lo sta facendo calpestando le aziende di terze parti. Le funzioni Shop Direct e Buy for Me, che Amazon ha iniziato a testare lo scorso anno, snelliscono il processo di ricerca e acquisto di articoli che potrebbero non essere presenti nell'inventario di Amazon.</p><p>Se si clicca sul pulsante Buy for Me, il sistema di Amazon utilizza le informazioni estratte dal sito web pubblico di un marchio per effettuare l'ordine per conto dell'utente utilizzando i suoi dati. Dal punto di vista dell'acquirente, sembra di comprare semplicemente qualcosa su Amazon. Tuttavia, dal punto di vista del rivenditore, è come se Amazon fosse entrata nel suo negozio senza invito e avesse iniziato a servire i clienti alla cassa.</p><p>Nelle ultime settimane, i rivenditori online hanno iniziato a lamentarsi con Amazon e a condividere storie sui social media riguardo al fatto di non aver mai ricevuto una richiesta di partecipazione. Alcuni affermano di non aver nemmeno saputo dell'esistenza del programma finché non hanno iniziato a ricevere ordini nelle loro caselle di posta da insoliti indirizzi email "buyforme.amazon". Altri sostengono che Amazon abbia elencato prodotti esauriti o mai destinati alla vendita diretta al consumatore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:90.00%;"><img id="n52rXmfgMSJJDL7sfmCNeF" name="Amazon buy for me" alt="Amazon buy for me" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/n52rXmfgMSJJDL7sfmCNeF-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="1440" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><p>Potreste non esservene accorti se vi limitate a fare acquisti su Amazon. Cercate un articolo, visualizzate un prodotto che sembra legittimo e l'acquisto avviene interamente in background. L'esasperazione riguarda esclusivamente i rivenditori.</p><p>"Prodotti che non ho nemmeno più (ovvero completamente eliminati dal back-end) vengono venduti in questa sezione dell'app denominata 'acquista direttamente dai negozi'", ha raccontato un rivenditore su Reddit. "Utilizzano immagini dei prodotti generate dall'IA che non mi appartengono e autorizzano ordini sul mio sito per articoli esauriti. Non ho dato il mio consenso a tutto questo, né esiste un modo semplice per chiederne l'esclusione".</p><p>Amazon ha dichiarato che lo strumento basato sull'IA non sta compiendo alcuna operazione impropria, poiché le inserzioni si basano su informazioni su prodotti e prezzi pubblicamente disponibili. Il sistema dovrebbe inoltre verificare che gli articoli siano disponibili e abbiano il prezzo corretto prima di proporli ai clienti. In caso di problemi, Amazon ha indicato un indirizzo email a cui i commercianti possono inviare una richiesta di opt-out.</p><h2 id="il-compratore-ai-entra-come-un-ninja">Il compratore AI entra come un ninja</h2><p>Porre l'onere di evitare l'agente IA di Amazon sulle spalle dei marchi terzi infastidisce comprensibilmente molti rivenditori. Inoltre, questo non risolve il problema degli ordini già effettuati. Senza contare che le aziende che scelgono intenzionalmente di restare fuori da Amazon per ragioni finanziarie o di marketing potrebbero non gradire di essere trascinate sulla piattaforma da ambiziosi acquirenti automatizzati.</p><p>Tutto questo senza nemmeno considerare i problemi di accuratezza come quello descritto nel post su Reddit. I sistemi di intelligenza artificiale sono validi solo quanto i dati che acquisiscono e, se Amazon utilizza prodotti e immagini obsoleti o non corrispondenti, è il marchio che riceve l'ordine a dover correre ai ripari per fornire spiegazioni.</p><p>C'è poi un ulteriore elemento di ironia in questa situazione, dato che Amazon si è opposta duramente a qualsiasi agente IA esterno che tentasse di analizzare la propria piattaforma per raccogliere dati. L'azienda blocca categoricamente i bot di Google, OpenAI e Perplexity. Eppure, ora è la stessa Amazon a usare l'IA per scansionare i siti di altri rivenditori in nome della comodità.</p><p>Per chi acquista, questa contraddizione passa perlopiù in secondo piano. È facile immaginare quanto possa essere allettante un assistente IA che trova prodotti e confronta i prezzi in tutta la rete. Tuttavia, dopo anni in cui le aziende hanno raccolto informazioni pubbliche con scarse resistenze, il fatto che questo processo sia direttamente collegato agli acquisti tramite IA potrebbe rendere i problemi più tangibili. Forse gli acquirenti IA di Amazon dovranno iniziare a bussare e presentarsi prima di prendere il controllo della cassa. Se cercate il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">miglior smartphone</a> per le vostre sessioni di shopping o preferite consultare i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a> per una visione più chiara, la tecnologia resta comunque lo strumento principale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/lintelligenza-artificiale-di-amazon-fa-acquisti-voi-ma-non-dovrebbe</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il servizio Buy for Me di Amazon, basato sull'intelligenza artificiale, sta scatenando forti polemiche effettuando ordini presso rivenditori che dichiarano di non aver mai acconsentito a partecipare al programma. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">LWJvLdPMxkjxV9NvB3mJBR</guid>
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                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Amazon buy for me]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>La funzione Buy for Me di Amazon utilizza l'IA per ordinare prodotti da altri rivenditori</strong></li><li><strong>Alcune piccole imprese hanno trovato i propri articoli elencati su Amazon senza aver mai dato il consenso</strong></li><li><strong>Amazon definisce la funzione un esperimento ancora in fase di perfezionamento delle criticità</strong></li></ul><p>L'ultimo esperimento di Amazon nello shopping basato sull'intelligenza artificiale potrebbe aiutarvi a trovare l'acquisto perfetto, ma lo sta facendo calpestando le aziende di terze parti. Le funzioni Shop Direct e Buy for Me, che Amazon ha iniziato a testare lo scorso anno, snelliscono il processo di ricerca e acquisto di articoli che potrebbero non essere presenti nell'inventario di Amazon.</p><p>Se si clicca sul pulsante Buy for Me, il sistema di Amazon utilizza le informazioni estratte dal sito web pubblico di un marchio per effettuare l'ordine per conto dell'utente utilizzando i suoi dati. Dal punto di vista dell'acquirente, sembra di comprare semplicemente qualcosa su Amazon. Tuttavia, dal punto di vista del rivenditore, è come se Amazon fosse entrata nel suo negozio senza invito e avesse iniziato a servire i clienti alla cassa.</p><p>Nelle ultime settimane, i rivenditori online hanno iniziato a lamentarsi con Amazon e a condividere storie sui social media riguardo al fatto di non aver mai ricevuto una richiesta di partecipazione. Alcuni affermano di non aver nemmeno saputo dell'esistenza del programma finché non hanno iniziato a ricevere ordini nelle loro caselle di posta da insoliti indirizzi email "buyforme.amazon". Altri sostengono che Amazon abbia elencato prodotti esauriti o mai destinati alla vendita diretta al consumatore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:90.00%;"><img id="n52rXmfgMSJJDL7sfmCNeF" name="Amazon buy for me" alt="Amazon buy for me" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/n52rXmfgMSJJDL7sfmCNeF-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="1440" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Amazon)</span></figcaption></figure><p>Potreste non esservene accorti se vi limitate a fare acquisti su Amazon. Cercate un articolo, visualizzate un prodotto che sembra legittimo e l'acquisto avviene interamente in background. L'esasperazione riguarda esclusivamente i rivenditori.</p><p>"Prodotti che non ho nemmeno più (ovvero completamente eliminati dal back-end) vengono venduti in questa sezione dell'app denominata 'acquista direttamente dai negozi'", ha raccontato un rivenditore su Reddit. "Utilizzano immagini dei prodotti generate dall'IA che non mi appartengono e autorizzano ordini sul mio sito per articoli esauriti. Non ho dato il mio consenso a tutto questo, né esiste un modo semplice per chiederne l'esclusione".</p><p>Amazon ha dichiarato che lo strumento basato sull'IA non sta compiendo alcuna operazione impropria, poiché le inserzioni si basano su informazioni su prodotti e prezzi pubblicamente disponibili. Il sistema dovrebbe inoltre verificare che gli articoli siano disponibili e abbiano il prezzo corretto prima di proporli ai clienti. In caso di problemi, Amazon ha indicato un indirizzo email a cui i commercianti possono inviare una richiesta di opt-out.</p><h2 id="il-compratore-ai-entra-come-un-ninja">Il compratore AI entra come un ninja</h2><p>Porre l'onere di evitare l'agente IA di Amazon sulle spalle dei marchi terzi infastidisce comprensibilmente molti rivenditori. Inoltre, questo non risolve il problema degli ordini già effettuati. Senza contare che le aziende che scelgono intenzionalmente di restare fuori da Amazon per ragioni finanziarie o di marketing potrebbero non gradire di essere trascinate sulla piattaforma da ambiziosi acquirenti automatizzati.</p><p>Tutto questo senza nemmeno considerare i problemi di accuratezza come quello descritto nel post su Reddit. I sistemi di intelligenza artificiale sono validi solo quanto i dati che acquisiscono e, se Amazon utilizza prodotti e immagini obsoleti o non corrispondenti, è il marchio che riceve l'ordine a dover correre ai ripari per fornire spiegazioni.</p><p>C'è poi un ulteriore elemento di ironia in questa situazione, dato che Amazon si è opposta duramente a qualsiasi agente IA esterno che tentasse di analizzare la propria piattaforma per raccogliere dati. L'azienda blocca categoricamente i bot di Google, OpenAI e Perplexity. Eppure, ora è la stessa Amazon a usare l'IA per scansionare i siti di altri rivenditori in nome della comodità.</p><p>Per chi acquista, questa contraddizione passa perlopiù in secondo piano. È facile immaginare quanto possa essere allettante un assistente IA che trova prodotti e confronta i prezzi in tutta la rete. Tuttavia, dopo anni in cui le aziende hanno raccolto informazioni pubbliche con scarse resistenze, il fatto che questo processo sia direttamente collegato agli acquisti tramite IA potrebbe rendere i problemi più tangibili. Forse gli acquirenti IA di Amazon dovranno iniziare a bussare e presentarsi prima di prendere il controllo della cassa. Se cercate il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">miglior smartphone</a> per le vostre sessioni di shopping o preferite consultare i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a> per una visione più chiara, la tecnologia resta comunque lo strumento principale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Google TV riceve il tocco magico di Gemini grazie a una serie di nuovi aggiornamenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>Gemini per Google TV introduce nuove funzioni visive e vocal</strong></li><li><strong>Gli utenti possono remixare le foto personali, creare video generati dall'intelligenza artificiale ed esplorare argomenti complessi con i Deep Dives narrati</strong></li><li><strong>L'aggiornamento debutterà inizialmente sui televisori TCL</strong></li></ul><p>Le Google TV si aggiornano integrando l'assistente IA Gemini con numerose nuove funzionalità. L'azienda ha presentato al CES di quest'anno la versione rinnovata di Gemini per Google TV, sottolineando come l'IA sarà molto più di un semplice strumento di ricerca vocale per i programmi. L'obiettivo di Google è trasformare Gemini in un vero e proprio partner conversazionale durante la visione.</p><p>L'aggiornamento è in fase di rilascio iniziale su alcuni modelli di TV TCL. Questa nuova versione di Gemini sarà più visiva e interattiva: gli utenti potranno ottenere risposte complete a domande complesse, arricchite da immagini e video. È prevista anche una nuova esperienza "Deep Dive" per i quesiti più articolati, che integrerà narrazione IA e contenuti visivi interattivi.</p><p>L'upgrade aiuterà Gemini a risolvere anche i piccoli fastidi quotidiani legati alla TV. Se lo schermo risulta troppo scuro o i dialoghi sono coperti dalla colonna sonora, basterà segnalarlo all'IA, che regolerà automaticamente audio o luminosità. Questa funzione potrebbe rivelarsi decisiva per chi non vuole interrompere la visione per navigare nei menu delle impostazioni, rendendo l'esperienza fluida come quella sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">migliori smartphone Android</a>.</p><p>Sul fronte personale, Gemini sarà in grado di cercare nella libreria di Google Photos direttamente dal televisore, permettendo di richiamare foto e album su richiesta. Sarà disponibile anche la funzione Photos Remix per applicare filtri basati sull'intelligenza artificiale.</p><p>Per chi preferisce creare immagini da zero, Gemini su Google TV avrà accesso al nuovo modello d'immagine Nano Banana, consentendo di generare o modificare foto tramite comandi vocali. Lo stesso vale per la creazione di brevi video chiedendo supporto a Google Veo. Si tratta, in sostanza, dei medesimi strumenti già disponibili su telefono o computer.</p><h2 id="gemini-tv">Gemini TV</h2><p>Google sembra intenzionata a fare in modo che Gemini, integrato nel televisore, comprenda esattamente cosa state facendo per aiutarvi a farlo meglio e più velocemente. Per l'utente medio, questo potrebbe significare semplicemente consultare i risultati sportivi in tempo reale o spiegare concetti scientifici ai propri figli senza dover navigare tra infiniti menu o passare da un'app all'altra.</p><p>Sostanzialmente, l'obiettivo di Google è rendere Gemini onnipresente su ogni schermo, trasformandolo nello strumento di riferimento in qualsiasi momento, inclusa la visione televisiva. L'integrazione di Gemini nei televisori fungerà da banco di prova per valutare l'efficacia degli assistenti IA quando diventano parte integrante dell'ambiente domestico.</p><p>Non è ancora certo se Gemini diventerà il compagno televisivo fidato che Google auspica, ma è chiaro che si sta aprendo un nuovo terreno di scontro tra le piattaforme di IA e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-dispositivi-smart-home" target="_blank">smart home</a>, questa volta proiettato sullo schermo più grande della casa. Gemini punta a essere versatile quanto i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a> attualmente sul mercato.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Le nuove funzioni Gemini di Google per Google TV rendono il tuo televisore più intelligente, più propenso al dialogo e sorprendentemente creativo. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Gemini]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Google TV Gemini]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Gemini per Google TV introduce nuove funzioni visive e vocal</strong></li><li><strong>Gli utenti possono remixare le foto personali, creare video generati dall'intelligenza artificiale ed esplorare argomenti complessi con i Deep Dives narrati</strong></li><li><strong>L'aggiornamento debutterà inizialmente sui televisori TCL</strong></li></ul><p>Le Google TV si aggiornano integrando l'assistente IA Gemini con numerose nuove funzionalità. L'azienda ha presentato al CES di quest'anno la versione rinnovata di Gemini per Google TV, sottolineando come l'IA sarà molto più di un semplice strumento di ricerca vocale per i programmi. L'obiettivo di Google è trasformare Gemini in un vero e proprio partner conversazionale durante la visione.</p><p>L'aggiornamento è in fase di rilascio iniziale su alcuni modelli di TV TCL. Questa nuova versione di Gemini sarà più visiva e interattiva: gli utenti potranno ottenere risposte complete a domande complesse, arricchite da immagini e video. È prevista anche una nuova esperienza "Deep Dive" per i quesiti più articolati, che integrerà narrazione IA e contenuti visivi interattivi.</p><p>L'upgrade aiuterà Gemini a risolvere anche i piccoli fastidi quotidiani legati alla TV. Se lo schermo risulta troppo scuro o i dialoghi sono coperti dalla colonna sonora, basterà segnalarlo all'IA, che regolerà automaticamente audio o luminosità. Questa funzione potrebbe rivelarsi decisiva per chi non vuole interrompere la visione per navigare nei menu delle impostazioni, rendendo l'esperienza fluida come quella sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">migliori smartphone Android</a>.</p><p>Sul fronte personale, Gemini sarà in grado di cercare nella libreria di Google Photos direttamente dal televisore, permettendo di richiamare foto e album su richiesta. Sarà disponibile anche la funzione Photos Remix per applicare filtri basati sull'intelligenza artificiale.</p><p>Per chi preferisce creare immagini da zero, Gemini su Google TV avrà accesso al nuovo modello d'immagine Nano Banana, consentendo di generare o modificare foto tramite comandi vocali. Lo stesso vale per la creazione di brevi video chiedendo supporto a Google Veo. Si tratta, in sostanza, dei medesimi strumenti già disponibili su telefono o computer.</p><h2 id="gemini-tv">Gemini TV</h2><p>Google sembra intenzionata a fare in modo che Gemini, integrato nel televisore, comprenda esattamente cosa state facendo per aiutarvi a farlo meglio e più velocemente. Per l'utente medio, questo potrebbe significare semplicemente consultare i risultati sportivi in tempo reale o spiegare concetti scientifici ai propri figli senza dover navigare tra infiniti menu o passare da un'app all'altra.</p><p>Sostanzialmente, l'obiettivo di Google è rendere Gemini onnipresente su ogni schermo, trasformandolo nello strumento di riferimento in qualsiasi momento, inclusa la visione televisiva. L'integrazione di Gemini nei televisori fungerà da banco di prova per valutare l'efficacia degli assistenti IA quando diventano parte integrante dell'ambiente domestico.</p><p>Non è ancora certo se Gemini diventerà il compagno televisivo fidato che Google auspica, ma è chiaro che si sta aprendo un nuovo terreno di scontro tra le piattaforme di IA e <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-dispositivi-smart-home" target="_blank">smart home</a>, questa volta proiettato sullo schermo più grande della casa. Gemini punta a essere versatile quanto i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a> attualmente sul mercato.</p>
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Per gestire queste innovazioni, sarà fondamentale dotarsi dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> in grado di supportare i nuovi carichi di lavoro. Anche la scelta tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> diventerà cruciale per chi desidera un'integrazione fluida dell'IA nella vita di tutti i giorni.</p><p>Ecco cinque delle nostre previsioni su come l'IA potrebbe cambiare la vostra vita nel 2026.</p><h2 id="chatgpt-diventera-l-organizzatore-silenzioso-della-tua-casa">ChatGPT diventerà l'organizzatore silenzioso della tua casa</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Eakjt4xkTm7Zjoy54bJVY" name="chatgpt-shutterstock_2249918537-(1)" alt="ChatGPT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Eakjt4xkTm7Zjoy54bJVY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Quest'anno abbiamo assistito all'evoluzione di ChatGPT che, grazie a funzioni sbalorditive, è passato dall'essere un sistema di completamento automatico avanzato a un imitatore della natura umana decisamente più sfumato. La memoria, la comprensione multimodale e le connessioni con servizi e aziende di terze parti permetteranno alla piattaforma di punta di OpenAI di fare molto più che rispondere a domande occasionali nel 2026. OpenAI ha lasciato intendere che il prossimo passo vedrà ChatGPT assumere il ruolo di maggiordomo digitale, una posizione per cui Amazon Alexa e Google Assistant hanno lottato a lungo.</p><p>O almeno, sembra essere questa la direzione che OpenAI vuole dare agli aspetti più proattivi di ChatGPT, sfruttando "agenti" e API per gestire molto più di semplici prompt testuali isolati. Lo vedrete trasformarsi nel vostro assistente personale, capace di avvisarvi se siete in ritardo per un appuntamento o di suggerire programmi per il weekend in base al meteo, alle vostre preferenze climatiche e al calendario del partner. Per chi fornirà le autorizzazioni necessarie, il sistema potrà inviare email, prenotare, ordinare e riprogrammare eventi imminenti senza nemmeno essere interpellato.</p><p>Più l'esperienza diventerà fluida, più l'IA si farà invisibile. Parlerete a voce alta in salotto e lei risponderà tramite la TV o gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-smart-speaker-2019" target="_blank">i migliori smart speaker</a>. Potreste scriverle per un danno alla recinzione allegando una foto, e lei aprirà una pratica di risarcimento con l'assicurazione per vostro conto. Come per ogni assistente digitale, molti saranno cauti nel condividere così tante informazioni, ma OpenAI punterà a rendere ChatGPT il fulcro domestico sintonizzato sulle preferenze individuali: un maggiordomo invisibile che pianifica con tatto ciò a cui non avete ancora pensato. Per gestire al meglio queste interazioni complesse, l'integrazione con i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sarà fondamentale per avere il controllo della casa sempre a portata di mano.</p><h2 id="google-search-si-trasforma-definitivamente-in-un-esperienza-ai-first">Google Search si trasforma definitivamente in un'esperienza AI-first</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3i34eBT8KrWHYrXa435H67" name="Google AI Mode" alt="Google AI Mode" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3i34eBT8KrWHYrXa435H67-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Nell'ultimo anno Google Search ha introdotto l'intelligenza artificiale in un numero sempre maggiore di risultati, ma l'approccio classico basato sulle parole chiave rimane ancora lo standard per la maggior parte degli utenti. Nel 2026, tuttavia, l'equilibrio è destinato a spezzarsi, almeno secondo i piani di Google. La silenziosa avanzata di Gemini trasformerà la modalità IA e i suoi derivati nel pilastro centrale dell'ecosistema Google. I link resteranno numerosi, ma diventeranno un semplice complemento alla conversazione con l'IA.</p><p>Google ha già iniziato a sostituire Assistant con Gemini sugli smartphone Android, e le risposte di Gemini sono ormai integrate nella Ricerca tramite le Panoramiche dell'IA e le nuove pagine dei risultati. Vi imbatterete sempre più spesso in sintesi operative piuttosto che in elenchi di siti web. Per molte query, potreste non accorgervi nemmeno che la risposta è stata compilata attingendo da una mezza dozzina di fonti su cui non avete mai cliccato, a meno di non guardare con molta attenzione. Questa comodità renderà Gemini indispensabile, pur sollevando dubbi su fiducia e trasparenza, senza contare i diritti degli editori.<sup>1</sup> Per fruire di questi contenuti evoluti, l'uso dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">migliori smartphone Android</a> sarà essenziale, così come l'adozione dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet-android" target="_blank">migliori tablet Android</a> per una consultazione più approfondita delle fonti citate.</p><h2 id="gli-smart-glasses-ingranano-la-marcia-con-l-ia-al-comando">Gli smart glasses ingranano la marcia con l'IA al comando</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5630px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vufrDgB6d6Jgx787BpJMA8" name="3d glasses 1.jpg" alt="Kids wearing 3D glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vufrDgB6d6Jgx787BpJMA8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5630" height="3167" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il problema di marketing che ha bloccato gli smart glasses per un decennio ha iniziato a risolversi, poiché l'integrazione dell'IA sta finalmente dimostrando la loro utilità reale. Aiuta anche il fatto che il design non sia più sgraziato come in passato.</p><p>L'IA multimodale è arrivata per colmare lo storico divario di utilità nei wearable. I nuovi occhiali intelligenti, in particolare quelli sviluppati attraverso partnership come Google e Meta con marchi di moda quali Warby Parker e Ray-Ban, sfruttano modelli IA per offrire un'assistenza discreta e contestuale che funziona davvero. Gli occhiali potranno sussurrarvi un promemoria, tradurre un cartello che state guardando, dirvi chi vi sta venendo incontro o spiegarvi l'importanza di un edificio senza che dobbiate chiedere nulla.</p><p>Tutto questo si basa su un'IA passiva capace di percepire il mondo circostante con il giusto contesto. Anche l'hardware sta recuperando terreno, con una migliore durata della batteria, montature più leggere e un audio perfezionato. Le versioni di maggior successo nel 2026 miglioreranno l'ambiente circostante senza interromperlo. Per monitorare i progressi tecnologici di questi dispositivi, molti utenti li abbineranno ai <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-smartwatch" target="_blank">migliori smartwatch</a> per un ecosistema sempre connesso. Questa evoluzione renderà gli occhiali compagni ideali per i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, spostando l'interazione dallo schermo direttamente al nostro campo visivo.</p><h2 id="il-parco-a-tema-dei-contenuti-generati-dall-ia">Il parco a tema dei contenuti generati dall'IA</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CjusG3MMxCicMMrEHERCzM" name="art-history-ai.jpg" alt="A man carries a robot on a glitchy trip through art history" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CjusG3MMxCicMMrEHERCzM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / James Cutler)</span></figcaption></figure><p>Se vi ritroverete a scorrere Instagram o Facebook all'inizio del 2026, dovrete accettare l'idea che parte di ciò che vedrete non sarà opera di un essere umano. Entro la fine dell'anno, Meta aprirà probabilmente le porte a un flusso inarrestabile di contenuti generati dall'intelligenza artificiale. I nuovi modelli di generazione di immagini e video dell'azienda, attualmente testati con nomi in codice come "Mango", alimenteranno presto una quota massiccia di ciò che appare nei Reels, nelle Storie e persino nelle inserzioni pubblicitarie.</p><p>Quella che potremmo definire creatività si affiderà all'IA per stilizzare video e immagini. I brand genereranno materiale promozionale con visual potenziati dall'IA e personalizzati secondo il proprio stile. Anche gli utenti comuni utilizzeranno strumenti integrati per trasformare le foto delle vacanze in locandine cinematografiche o un selfie in un'animazione di dieci secondi. Molti di questi contenuti verranno visualizzati sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a>, ideali per fruire di formati multimediali così ricchi.</p><p>Con il tempo, però, la novità lascerà spazio all'omologazione. Quando tutto viene ottimizzato per l'engagement dagli stessi algoritmi, i contenuti iniziano a sembrare inquietantemente simili: nitidi, accattivanti e un po' troppo perfetti. Aspettatevi forti reazioni critiche per ogni nuovo trend di immagini o video IA. Meta potrebbe essere costretta ad aggiungere etichette più chiare, permettere agli utenti di filtrare i propri feed o introdurre opzioni per visualizzare solo contenuti "creati da umani". Anche i creator dovranno ripensare le proprie strategie. Alcuni abbracceranno l'IA per aumentare la portata dei propri post sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, altri punteranno tutto su contenuti grezzi e imperfetti per distinguersi. In ogni caso, il feed dei social media nel 2026 sarà plasmato dalle macchine quanto dalle persone, superando persino l'attuale influenza degli algoritmi.</p><h2 id="senza-ia-il-nuovo-marchio-del-lusso">"Senza IA": il nuovo marchio del lusso</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="JUYp4h5F8BrM55sweCxZxU" name="old-pager" alt="And old school pager" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JUYp4h5F8BrM55sweCxZxU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Denis Apel)</span></figcaption></figure><p>La reazione contro i contenuti generati dall'intelligenza artificiale non si limiterà ai soli feed dei social media. Il 2026 potrebbe far registrare una vera e propria esplosione di interesse per le creazioni prodotte autenticamente dall'uomo. Mentre gli strumenti IA continuano a inondare il web con testi, immagini, musica e video, gli utenti potrebbero desiderare chiarezza e autenticità al punto da ricercare attivamente l'etichetta "AI-free".</p><p>Vediamo già i primi segnali di questa tendenza. Molti autori dichiarano l'assenza di assistenza da parte dell'IA; video e immagini vengono presentati con didascalie e hashtag in cui i creator sottolineano come non sia stata utilizzata alcuna tecnologia algoritmica. Il concetto di prodotto "fatto a mano" si tradurrà necessariamente nello spazio digitale, assumendo definizioni come "frutto dell'ingegno umano" o "di origine organica". In ogni caso, il bollino "senza IA" diventerà un vanto (e forse giustificherà un piccolo sovrapprezzo). Per un po' potrà sembrare pretenzioso o superfluo, quasi un vezzo hipster, ma la valanga di contenuti sintetici di scarsa qualità spingerà quasi certamente questo trend nel mainstream. Per chi desidera creare contenuti autentici, la scelta tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> rimarrà fondamentale per gestire software di editing tradizionali.</p><p>Ciò non significa un rifiuto totale degli strumenti digitali. Gli strumenti di editing manuale (e dichiarati) continueranno a esistere. Semplicemente, avrete l'opzione di cercare contenuti privi di ciò che viene colloquialmente definito IA. La produzione sintetica non sparirà, ma avrete finalmente la possibilità di sfuggirle, almeno in parte, magari consultando le creazioni dei professionisti sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> del mercato.</p><h2 id="trasformazioni-invisibili">Trasformazioni invisibili</h2><p>Il 2026 non sarà l'anno in cui l'IA ci scioccherà per la sua presenza ubiqua. Non rimarrete sbalorditi da passi da gigante verso una vera intelligenza artificiale generale, a prescindere dalle promesse delle aziende, ma avrete l'opportunità di integrare l'IA in ogni aspetto della vostra vita in modi mai immaginati prima.</p><p>Quest'anno l'IA cercherà di mimetizzarsi e le aziende dietro questa tecnologia faranno di tutto per insinuarla in quante più sfaccettature possibili della vostra giornata. Ciò comporterà un'adozione entusiastica e un rifiuto frustrato in egual misura. Potreste non essere entusiasti dell'IA nel 2026, ma sarà difficile evitare di prendere posizione sul ruolo che essa debba avere nel vostro mondo. In questo scenario, la scelta di dotarsi dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> o dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> diventerà ancora più strategica, poiché saranno questi i portali attraverso cui deciderete quanta tecnologia accogliere nella vostra quotidianità.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/5-previsioni-per-lia-nel-2026-cosa-attende-chatgpt-gemini-e-noi-tutti</link>
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                            <![CDATA[ L'intelligenza artificiale sta per integrarsi nella vita quotidiana come mai prima d'ora, riscrivendo le regole del modo in cui cerchiamo informazioni, creiamo contenuti, comunichiamo e definiamo ciò che è reale. ]]>
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                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[AI 2026]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[AI 2026]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[AI 2026]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Quest'anno l'IA ha completato la sua transizione da semplice demo dimostrativa ed esperimento di nicchia a componente onnipresente della tecnologia e della società, alimentando un acceso dibattito tra opinioni positive e negative.</p><p>Mentre il 2025 ha confermato la flessibilità degli strumenti di intelligenza artificiale nell'adattarsi alle diverse esigenze degli utenti, il 2026 stabilirà se le aziende riusciranno a convincere le persone ad accogliere l'assistenza e l'influenza dell'IA nella propria sfera privata. Con colossi come OpenAI, Google, Meta, Apple e Amazon pronti a integrare l'IA nelle routine quotidiane, potremmo assistere a un aumento di annunci riguardanti l'adozione o il rifiuto di tali tecnologie da parte del pubblico, a fronte di un minor numero di vere e proprie scoperte rivoluzionarie nei modelli. Per gestire queste innovazioni, sarà fondamentale dotarsi dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> in grado di supportare i nuovi carichi di lavoro. Anche la scelta tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> diventerà cruciale per chi desidera un'integrazione fluida dell'IA nella vita di tutti i giorni.</p><p>Ecco cinque delle nostre previsioni su come l'IA potrebbe cambiare la vostra vita nel 2026.</p><h2 id="chatgpt-diventera-l-organizzatore-silenzioso-della-tua-casa">ChatGPT diventerà l'organizzatore silenzioso della tua casa</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Eakjt4xkTm7Zjoy54bJVY" name="chatgpt-shutterstock_2249918537-(1)" alt="ChatGPT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Eakjt4xkTm7Zjoy54bJVY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Quest'anno abbiamo assistito all'evoluzione di ChatGPT che, grazie a funzioni sbalorditive, è passato dall'essere un sistema di completamento automatico avanzato a un imitatore della natura umana decisamente più sfumato. La memoria, la comprensione multimodale e le connessioni con servizi e aziende di terze parti permetteranno alla piattaforma di punta di OpenAI di fare molto più che rispondere a domande occasionali nel 2026. OpenAI ha lasciato intendere che il prossimo passo vedrà ChatGPT assumere il ruolo di maggiordomo digitale, una posizione per cui Amazon Alexa e Google Assistant hanno lottato a lungo.</p><p>O almeno, sembra essere questa la direzione che OpenAI vuole dare agli aspetti più proattivi di ChatGPT, sfruttando "agenti" e API per gestire molto più di semplici prompt testuali isolati. Lo vedrete trasformarsi nel vostro assistente personale, capace di avvisarvi se siete in ritardo per un appuntamento o di suggerire programmi per il weekend in base al meteo, alle vostre preferenze climatiche e al calendario del partner. Per chi fornirà le autorizzazioni necessarie, il sistema potrà inviare email, prenotare, ordinare e riprogrammare eventi imminenti senza nemmeno essere interpellato.</p><p>Più l'esperienza diventerà fluida, più l'IA si farà invisibile. Parlerete a voce alta in salotto e lei risponderà tramite la TV o gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-smart-speaker-2019" target="_blank">i migliori smart speaker</a>. Potreste scriverle per un danno alla recinzione allegando una foto, e lei aprirà una pratica di risarcimento con l'assicurazione per vostro conto. Come per ogni assistente digitale, molti saranno cauti nel condividere così tante informazioni, ma OpenAI punterà a rendere ChatGPT il fulcro domestico sintonizzato sulle preferenze individuali: un maggiordomo invisibile che pianifica con tatto ciò a cui non avete ancora pensato. Per gestire al meglio queste interazioni complesse, l'integrazione con i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sarà fondamentale per avere il controllo della casa sempre a portata di mano.</p><h2 id="google-search-si-trasforma-definitivamente-in-un-esperienza-ai-first">Google Search si trasforma definitivamente in un'esperienza AI-first</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3i34eBT8KrWHYrXa435H67" name="Google AI Mode" alt="Google AI Mode" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3i34eBT8KrWHYrXa435H67-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Nell'ultimo anno Google Search ha introdotto l'intelligenza artificiale in un numero sempre maggiore di risultati, ma l'approccio classico basato sulle parole chiave rimane ancora lo standard per la maggior parte degli utenti. Nel 2026, tuttavia, l'equilibrio è destinato a spezzarsi, almeno secondo i piani di Google. La silenziosa avanzata di Gemini trasformerà la modalità IA e i suoi derivati nel pilastro centrale dell'ecosistema Google. I link resteranno numerosi, ma diventeranno un semplice complemento alla conversazione con l'IA.</p><p>Google ha già iniziato a sostituire Assistant con Gemini sugli smartphone Android, e le risposte di Gemini sono ormai integrate nella Ricerca tramite le Panoramiche dell'IA e le nuove pagine dei risultati. Vi imbatterete sempre più spesso in sintesi operative piuttosto che in elenchi di siti web. Per molte query, potreste non accorgervi nemmeno che la risposta è stata compilata attingendo da una mezza dozzina di fonti su cui non avete mai cliccato, a meno di non guardare con molta attenzione. Questa comodità renderà Gemini indispensabile, pur sollevando dubbi su fiducia e trasparenza, senza contare i diritti degli editori.<sup>1</sup> Per fruire di questi contenuti evoluti, l'uso dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">migliori smartphone Android</a> sarà essenziale, così come l'adozione dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet-android" target="_blank">migliori tablet Android</a> per una consultazione più approfondita delle fonti citate.</p><h2 id="gli-smart-glasses-ingranano-la-marcia-con-l-ia-al-comando">Gli smart glasses ingranano la marcia con l'IA al comando</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5630px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vufrDgB6d6Jgx787BpJMA8" name="3d glasses 1.jpg" alt="Kids wearing 3D glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vufrDgB6d6Jgx787BpJMA8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5630" height="3167" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il problema di marketing che ha bloccato gli smart glasses per un decennio ha iniziato a risolversi, poiché l'integrazione dell'IA sta finalmente dimostrando la loro utilità reale. Aiuta anche il fatto che il design non sia più sgraziato come in passato.</p><p>L'IA multimodale è arrivata per colmare lo storico divario di utilità nei wearable. I nuovi occhiali intelligenti, in particolare quelli sviluppati attraverso partnership come Google e Meta con marchi di moda quali Warby Parker e Ray-Ban, sfruttano modelli IA per offrire un'assistenza discreta e contestuale che funziona davvero. Gli occhiali potranno sussurrarvi un promemoria, tradurre un cartello che state guardando, dirvi chi vi sta venendo incontro o spiegarvi l'importanza di un edificio senza che dobbiate chiedere nulla.</p><p>Tutto questo si basa su un'IA passiva capace di percepire il mondo circostante con il giusto contesto. Anche l'hardware sta recuperando terreno, con una migliore durata della batteria, montature più leggere e un audio perfezionato. Le versioni di maggior successo nel 2026 miglioreranno l'ambiente circostante senza interromperlo. Per monitorare i progressi tecnologici di questi dispositivi, molti utenti li abbineranno ai <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-smartwatch" target="_blank">migliori smartwatch</a> per un ecosistema sempre connesso. Questa evoluzione renderà gli occhiali compagni ideali per i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, spostando l'interazione dallo schermo direttamente al nostro campo visivo.</p><h2 id="il-parco-a-tema-dei-contenuti-generati-dall-ia">Il parco a tema dei contenuti generati dall'IA</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CjusG3MMxCicMMrEHERCzM" name="art-history-ai.jpg" alt="A man carries a robot on a glitchy trip through art history" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CjusG3MMxCicMMrEHERCzM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / James Cutler)</span></figcaption></figure><p>Se vi ritroverete a scorrere Instagram o Facebook all'inizio del 2026, dovrete accettare l'idea che parte di ciò che vedrete non sarà opera di un essere umano. Entro la fine dell'anno, Meta aprirà probabilmente le porte a un flusso inarrestabile di contenuti generati dall'intelligenza artificiale. I nuovi modelli di generazione di immagini e video dell'azienda, attualmente testati con nomi in codice come "Mango", alimenteranno presto una quota massiccia di ciò che appare nei Reels, nelle Storie e persino nelle inserzioni pubblicitarie.</p><p>Quella che potremmo definire creatività si affiderà all'IA per stilizzare video e immagini. I brand genereranno materiale promozionale con visual potenziati dall'IA e personalizzati secondo il proprio stile. Anche gli utenti comuni utilizzeranno strumenti integrati per trasformare le foto delle vacanze in locandine cinematografiche o un selfie in un'animazione di dieci secondi. Molti di questi contenuti verranno visualizzati sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a>, ideali per fruire di formati multimediali così ricchi.</p><p>Con il tempo, però, la novità lascerà spazio all'omologazione. Quando tutto viene ottimizzato per l'engagement dagli stessi algoritmi, i contenuti iniziano a sembrare inquietantemente simili: nitidi, accattivanti e un po' troppo perfetti. Aspettatevi forti reazioni critiche per ogni nuovo trend di immagini o video IA. Meta potrebbe essere costretta ad aggiungere etichette più chiare, permettere agli utenti di filtrare i propri feed o introdurre opzioni per visualizzare solo contenuti "creati da umani". Anche i creator dovranno ripensare le proprie strategie. Alcuni abbracceranno l'IA per aumentare la portata dei propri post sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, altri punteranno tutto su contenuti grezzi e imperfetti per distinguersi. In ogni caso, il feed dei social media nel 2026 sarà plasmato dalle macchine quanto dalle persone, superando persino l'attuale influenza degli algoritmi.</p><h2 id="senza-ia-il-nuovo-marchio-del-lusso">"Senza IA": il nuovo marchio del lusso</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="JUYp4h5F8BrM55sweCxZxU" name="old-pager" alt="And old school pager" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JUYp4h5F8BrM55sweCxZxU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Denis Apel)</span></figcaption></figure><p>La reazione contro i contenuti generati dall'intelligenza artificiale non si limiterà ai soli feed dei social media. Il 2026 potrebbe far registrare una vera e propria esplosione di interesse per le creazioni prodotte autenticamente dall'uomo. Mentre gli strumenti IA continuano a inondare il web con testi, immagini, musica e video, gli utenti potrebbero desiderare chiarezza e autenticità al punto da ricercare attivamente l'etichetta "AI-free".</p><p>Vediamo già i primi segnali di questa tendenza. Molti autori dichiarano l'assenza di assistenza da parte dell'IA; video e immagini vengono presentati con didascalie e hashtag in cui i creator sottolineano come non sia stata utilizzata alcuna tecnologia algoritmica. Il concetto di prodotto "fatto a mano" si tradurrà necessariamente nello spazio digitale, assumendo definizioni come "frutto dell'ingegno umano" o "di origine organica". In ogni caso, il bollino "senza IA" diventerà un vanto (e forse giustificherà un piccolo sovrapprezzo). Per un po' potrà sembrare pretenzioso o superfluo, quasi un vezzo hipster, ma la valanga di contenuti sintetici di scarsa qualità spingerà quasi certamente questo trend nel mainstream. Per chi desidera creare contenuti autentici, la scelta tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> rimarrà fondamentale per gestire software di editing tradizionali.</p><p>Ciò non significa un rifiuto totale degli strumenti digitali. Gli strumenti di editing manuale (e dichiarati) continueranno a esistere. Semplicemente, avrete l'opzione di cercare contenuti privi di ciò che viene colloquialmente definito IA. La produzione sintetica non sparirà, ma avrete finalmente la possibilità di sfuggirle, almeno in parte, magari consultando le creazioni dei professionisti sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> del mercato.</p><h2 id="trasformazioni-invisibili">Trasformazioni invisibili</h2><p>Il 2026 non sarà l'anno in cui l'IA ci scioccherà per la sua presenza ubiqua. Non rimarrete sbalorditi da passi da gigante verso una vera intelligenza artificiale generale, a prescindere dalle promesse delle aziende, ma avrete l'opportunità di integrare l'IA in ogni aspetto della vostra vita in modi mai immaginati prima.</p><p>Quest'anno l'IA cercherà di mimetizzarsi e le aziende dietro questa tecnologia faranno di tutto per insinuarla in quante più sfaccettature possibili della vostra giornata. Ciò comporterà un'adozione entusiastica e un rifiuto frustrato in egual misura. Potreste non essere entusiasti dell'IA nel 2026, ma sarà difficile evitare di prendere posizione sul ruolo che essa debba avere nel vostro mondo. In questo scenario, la scelta di dotarsi dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> o dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> diventerà ancora più strategica, poiché saranno questi i portali attraverso cui deciderete quanta tecnologia accogliere nella vostra quotidianità.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT Wrapped, il riassunto dell'anno più imbarazzante che avrete ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>ChatGPT ha lanciato un resoconto di fine anno chiamato "Your Year with ChatGPT".</strong></li><li><strong>La funzione è progettata per replicare l'esperienza di Spotify Wrapped, adattandola però alla cronologia delle conversazioni avvenute con ChatGPT. </strong></li><li><strong>Il riepilogo include premi personalizzati, poesie e illustrazioni in pixel art basate sulle chat del 2025.</strong></li></ul><p>ChatGPT è ufficialmente entrato a far parte della parata dei resoconti di fine anno che caratterizza ogni mese di dicembre, lanciando la propria versione di Spotify Wrapped: "Your Year with ChatGPT". Il riepilogo visualizza le interazioni dell'utente con il chatbot nel corso del 2025, mescolando statistiche e un pizzico di umorismo. La funzione è attualmente disponibile per gli utenti idonei negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, Australia e Nuova Zelanda.</p><p>Se avete mantenuto attive le funzioni di cronologia e memoria e avete interagito con l'assistente IA con sufficiente frequenza, avrete l'opportunità di scoprire che aspetto ha avuto il vostro anno visto "dall'altra parte". Molti utenti preferiscono consultare questi dati dai <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> per una consultazione rapida e immediata.</p><p>Per accedere al servizio, potreste trovare un tasto dedicato direttamente nella homepage, oppure potrete attivarlo scrivendo il comando "/Your Year with ChatGPT" nel campo del prompt. Chi utilizza i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">migliori smartphone Android</a> potrà beneficiare di un'interfaccia fluida per navigare tra le proprie statistiche personalizzate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:599px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:130.22%;"><img id="7REFiKjNe6qw5uuMedFptH" name="Year with ChatGPT Archetype" alt="Year with ChatGPT Archetype" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7REFiKjNe6qw5uuMedFptH-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="599" height="780" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ChatGPT)</span></figcaption></figure><p>Your Year with ChatGPT non punta sull'eccesso, ma sfrutta abilmente le diverse potenzialità del chatbot. L'esperienza include una poesia personalizzata, un riconoscimento basato sulle interazioni e persino un archetipo della propria personalità da confrontare con quello degli altri utenti.</p><p>Ad esempio, io sono stato classificato come "Navigator", mentre tra le altre opzioni disponibili figurano "Creative Debugger" e "Visionary Voyager". Per analizzare questi profili e gestire le proprie attività digitali, l'uso dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a> garantisce una leggibilità superiore rispetto ai dispositivi più piccoli.</p><p>Le caratteristiche principali includono:</p><p><strong>Poesie su misura:</strong> Versi creati ad hoc che riassumono il tono delle vostre sessioni.</p><p><strong>Premi tematici:</strong> Riconoscimenti unici derivanti dalla frequenza e dalla tipologia di domande poste.</p><p><strong>Profili utente:</strong> Archetipi che definiscono il modo in cui vi siete approcciati all'intelligenza artificiale.</p><p>Chi preferisce un'esperienza più tascabile può consultare il proprio profilo attraverso i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, ottimizzati per i contenuti dinamici di OpenAI.</p><h2 id="chatgpt-wrapped">ChatGPT Wrapped</h2><p>Sebbene il formato tragga chiaramente ispirazione da Spotify Wrapped, questa versione punta più sulla profilazione della personalità che su classifiche o confronti. ChatGPT propone alcuni dati percentuali interessanti: a quanto pare, rientro nel primo 0,7% degli utenti storici di ChatGPT e quest'anno ho inviato oltre 8.000 messaggi.</p><p>L'approccio emotivo, con personaggi stilizzati e immagini che illustrano, ad esempio, la frequenza con cui testate e confrontate i modelli IA, è geniale. L'esperienza funge da rappresentazione viscerale di quanto e come utilizziate ChatGPT, specialmente se non avete tenuto il conto di ogni singola conversazione. Potreste non ricordare quante volte avete chiesto di riassumere il verbale di una riunione, spiegare una sentenza della Corte Suprema o fare da dungeon master in un gioco di ruolo, ma il recap lo ricorda. Per gestire moli di dati simili o lavorare su documenti complessi, molti professionisti si affidano ai <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> per massimizzare la produttività.</p><p>La documentazione di OpenAI sottolinea che si tratta di uno strumento opzionale che non attinge alle chat eliminate per generare il riepilogo. Si tratta di un netto contrasto con le esperienze guidate dai dati, decisamente più opache, di altre app. È il motivo per cui parodie come lo sketch "Uber Eats Wrapped" del Saturday Night Live hanno avuto tanto successo: nessuno vuole un algoritmo che dia l'impressione di sapere più del dovuto.</p><p>Tutto ciò suggerisce come OpenAI stia pensando al coinvolgimento futuro: meno come uno strumento, più come un compagno. "Your Year with ChatGPT" non si limita a chiedere come avete usato il modello, ma si interroga su che tipo di persona siate diventati utilizzandolo — una domanda più filosofica di quanto sembri, a cui difficilmente i grafici a barre possono rispondere. Proprio come Spotify, Duolingo o persino Google Maps, ChatGPT si sta posizionando come parte della vostra storia personale. Chi preferisce un'esperienza d'uso più flessibile spesso sceglie i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-portatili-2-in-1" target="_blank">migliori portatili 2-in-1</a> per interagire con l'IA in ogni situazione. Ma per quanto le vostre abitudini d'ascolto possano imbarazzarvi o la vostra "età musicale" possa farvi sentire vecchi, almeno Spotify non scrive una poesia su quanto siate ossessionati dal testare in anteprima ogni nuova funzione dell'intelligenza artificiale.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ La nuova funzione "Your Year with ChatGPT" di OpenAI trasforma la cronologia delle vostre chat del 2025 in un riepilogo digitale personalizzato e divertente. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li><strong>ChatGPT ha lanciato un resoconto di fine anno chiamato "Your Year with ChatGPT".</strong></li><li><strong>La funzione è progettata per replicare l'esperienza di Spotify Wrapped, adattandola però alla cronologia delle conversazioni avvenute con ChatGPT. </strong></li><li><strong>Il riepilogo include premi personalizzati, poesie e illustrazioni in pixel art basate sulle chat del 2025.</strong></li></ul><p>ChatGPT è ufficialmente entrato a far parte della parata dei resoconti di fine anno che caratterizza ogni mese di dicembre, lanciando la propria versione di Spotify Wrapped: "Your Year with ChatGPT". Il riepilogo visualizza le interazioni dell'utente con il chatbot nel corso del 2025, mescolando statistiche e un pizzico di umorismo. La funzione è attualmente disponibile per gli utenti idonei negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, Australia e Nuova Zelanda.</p><p>Se avete mantenuto attive le funzioni di cronologia e memoria e avete interagito con l'assistente IA con sufficiente frequenza, avrete l'opportunità di scoprire che aspetto ha avuto il vostro anno visto "dall'altra parte". Molti utenti preferiscono consultare questi dati dai <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> per una consultazione rapida e immediata.</p><p>Per accedere al servizio, potreste trovare un tasto dedicato direttamente nella homepage, oppure potrete attivarlo scrivendo il comando "/Your Year with ChatGPT" nel campo del prompt. Chi utilizza i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">migliori smartphone Android</a> potrà beneficiare di un'interfaccia fluida per navigare tra le proprie statistiche personalizzate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:599px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:130.22%;"><img id="7REFiKjNe6qw5uuMedFptH" name="Year with ChatGPT Archetype" alt="Year with ChatGPT Archetype" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7REFiKjNe6qw5uuMedFptH-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="599" height="780" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ChatGPT)</span></figcaption></figure><p>Your Year with ChatGPT non punta sull'eccesso, ma sfrutta abilmente le diverse potenzialità del chatbot. L'esperienza include una poesia personalizzata, un riconoscimento basato sulle interazioni e persino un archetipo della propria personalità da confrontare con quello degli altri utenti.</p><p>Ad esempio, io sono stato classificato come "Navigator", mentre tra le altre opzioni disponibili figurano "Creative Debugger" e "Visionary Voyager". Per analizzare questi profili e gestire le proprie attività digitali, l'uso dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a> garantisce una leggibilità superiore rispetto ai dispositivi più piccoli.</p><p>Le caratteristiche principali includono:</p><p><strong>Poesie su misura:</strong> Versi creati ad hoc che riassumono il tono delle vostre sessioni.</p><p><strong>Premi tematici:</strong> Riconoscimenti unici derivanti dalla frequenza e dalla tipologia di domande poste.</p><p><strong>Profili utente:</strong> Archetipi che definiscono il modo in cui vi siete approcciati all'intelligenza artificiale.</p><p>Chi preferisce un'esperienza più tascabile può consultare il proprio profilo attraverso i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, ottimizzati per i contenuti dinamici di OpenAI.</p><h2 id="chatgpt-wrapped">ChatGPT Wrapped</h2><p>Sebbene il formato tragga chiaramente ispirazione da Spotify Wrapped, questa versione punta più sulla profilazione della personalità che su classifiche o confronti. ChatGPT propone alcuni dati percentuali interessanti: a quanto pare, rientro nel primo 0,7% degli utenti storici di ChatGPT e quest'anno ho inviato oltre 8.000 messaggi.</p><p>L'approccio emotivo, con personaggi stilizzati e immagini che illustrano, ad esempio, la frequenza con cui testate e confrontate i modelli IA, è geniale. L'esperienza funge da rappresentazione viscerale di quanto e come utilizziate ChatGPT, specialmente se non avete tenuto il conto di ogni singola conversazione. Potreste non ricordare quante volte avete chiesto di riassumere il verbale di una riunione, spiegare una sentenza della Corte Suprema o fare da dungeon master in un gioco di ruolo, ma il recap lo ricorda. Per gestire moli di dati simili o lavorare su documenti complessi, molti professionisti si affidano ai <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> per massimizzare la produttività.</p><p>La documentazione di OpenAI sottolinea che si tratta di uno strumento opzionale che non attinge alle chat eliminate per generare il riepilogo. Si tratta di un netto contrasto con le esperienze guidate dai dati, decisamente più opache, di altre app. È il motivo per cui parodie come lo sketch "Uber Eats Wrapped" del Saturday Night Live hanno avuto tanto successo: nessuno vuole un algoritmo che dia l'impressione di sapere più del dovuto.</p><p>Tutto ciò suggerisce come OpenAI stia pensando al coinvolgimento futuro: meno come uno strumento, più come un compagno. "Your Year with ChatGPT" non si limita a chiedere come avete usato il modello, ma si interroga su che tipo di persona siate diventati utilizzandolo — una domanda più filosofica di quanto sembri, a cui difficilmente i grafici a barre possono rispondere. Proprio come Spotify, Duolingo o persino Google Maps, ChatGPT si sta posizionando come parte della vostra storia personale. Chi preferisce un'esperienza d'uso più flessibile spesso sceglie i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-portatili-2-in-1" target="_blank">migliori portatili 2-in-1</a> per interagire con l'IA in ogni situazione. Ma per quanto le vostre abitudini d'ascolto possano imbarazzarvi o la vostra "età musicale" possa farvi sentire vecchi, almeno Spotify non scrive una poesia su quanto siate ossessionati dal testare in anteprima ogni nuova funzione dell'intelligenza artificiale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Gemini 3 Flash è intelligente, ma quando non sa le cose inventa (allucinazioni) ]]></title>
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Ciò significa che, quando non conosceva la risposta, ne ha comunque fornita una quasi la totalità delle volte, generandone una completamente fittizia.</p><p>Il problema dei chatbot IA che inventano informazioni è noto fin dal loro debutto. Sapere quando fermarsi e ammettere di non conoscere la risposta è importante quanto saper rispondere correttamente. Al momento, l'intelligenza artificiale Google Gemini 3 Flash non lo fa molto bene. Il test serve proprio a questo: verificare se un modello sia in grado di distinguere la conoscenza reale da una supposizione.</p><p>Affinché i numeri non distolgano dalla realtà, va sottolineato che l'alto tasso di allucinazione di Gemini non significa che il 91% delle sue risposte totali sia falso. Indica invece che, nelle situazioni in cui la risposta corretta sarebbe stata "non lo so", il modello ha fabbricato una risposta nel 91% dei casi. Si tratta di una distinzione sottile ma fondamentale, con implicazioni concrete, specialmente ora che Gemini viene integrato in sempre più prodotti, come la Ricerca Google. </p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/2001594901713080675"><p lang="en" dir="ltr">Ok, it's not only me. Gemini 3 Flash has a 91% hallucination rate on the Artificial Analysis Omniscience Hallucination Rate benchmark!?Can you actually use this for anything serious?I wonder if the reason Anthropic models are so good at coding is that they hallucinate much… https://t.co/b3CZbX9pHw pic.twitter.com/uZnF8KKZD4<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/2001594901713080675">December 18, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Questi risultati non intaccano la potenza e l'utilità di Gemini 3. Il modello resta infatti il più performante nei test di carattere generale, posizionandosi allo stesso livello – o addirittura al di sopra – delle ultime versioni di ChatGPT e Claude. Semplicemente, tende a peccare di eccessiva sicurezza quando dovrebbe invece mostrare maggiore prudenza.</p><p>L'eccesso di spavalderia nel rispondere è un tratto che accomuna anche i rivali di Gemini. Ciò che rende eclatante il dato di Google è la frequenza con cui il fenomeno si verifica in scenari di incertezza, ovvero quando i dati di addestramento non contengono la risposta corretta o manca una fonte pubblica definitiva a cui fare riferimento. Se cercate affidabilità per le vostre sessioni di lavoro, vi consigliamo di consultare la nostra selezione dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> professionali.</p><h2 id="sincerita-sulle-allucinazioni">Sincerità sulle allucinazioni</h2><p>Parte del problema risiede nel fatto che i modelli di IA generativa sono essenzialmente strumenti di predizione testuale, e prevedere la parola successiva non equivale a valutare la verità. Di conseguenza, il comportamento predefinito è generare nuovi termini, anche quando ammettere un "non lo so" sarebbe più onesto.</p><p>OpenAI ha iniziato ad affrontare la questione, spingendo i propri modelli a riconoscere le proprie lacune e a dichiararle apertamente. È un obiettivo difficile da raggiungere in fase di addestramento, poiché i modelli di ricompensa tipicamente non prediligono una risposta vuota rispetto a una sicura (ma errata). Ciononostante, OpenAI ne ha fatto un traguardo prioritario per lo sviluppo dei futuri modelli.</p><p>Dal canto suo, Gemini solitamente cita le fonti quando possibile, ma anche in questi casi non sempre si ferma quando dovrebbe. Questo aspetto passerebbe inosservato se Gemini fosse solo un prototipo di ricerca; tuttavia, poiché sta diventando la voce trainante di molte funzioni di Google, essere "sicuri di sé pur sbagliando" potrebbe avere un impatto considerevole.</p><p>C'è poi una questione di design: molti utenti si aspettano che il proprio assistente IA risponda in modo rapido e fluido. Frasi come "non ne sono sicuro" o "lasciami controllare" potrebbero risultare macchinose in una chat, ma restano preferibili al rischio di essere tratti in inganno. L'IA generativa non è ancora del tutto affidabile, quindi verificare sempre ogni risposta resta un'ottima abitudine. </p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/gemini-3-flash-e-intelligente-ma-quando-non-sa-le-cose-inventa-allucinazioni</link>
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                            <![CDATA[ Gemini 3 Flash inventa spesso le risposte invece di dire "non lo so". ]]>
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                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Gemini 3 Flash]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>Gemini 3 Flash tende spesso a inventare risposte pur di non ammettere lacune nelle proprie conoscenze. </strong></li><li><strong>Il problema emerge soprattutto con quesiti fattuali o in scenari ad alto rischio, dove la precisione è fondamentale. </strong></li><li><strong>Nonostante ciò, i test lo confermano come il modello IA più accurato e performante attualmente disponibile.</strong></li></ul><p>Gemini 3 Flash è veloce e intelligente. Tuttavia, se gli si pone una domanda su argomenti di cui non è a conoscenza – qualcosa di oscuro, complesso o semplicemente al di fuori del suo addestramento – tenderà quasi sempre a bluffare, secondo una recente valutazione del gruppo di test indipendente Artificial Analysis.</p><p>Sembra che Gemini 3 Flash abbia raggiunto il 91% nella sezione relativa al "tasso di allucinazione" del benchmark AA-Omniscience. Ciò significa che, quando non conosceva la risposta, ne ha comunque fornita una quasi la totalità delle volte, generandone una completamente fittizia.</p><p>Il problema dei chatbot IA che inventano informazioni è noto fin dal loro debutto. Sapere quando fermarsi e ammettere di non conoscere la risposta è importante quanto saper rispondere correttamente. Al momento, l'intelligenza artificiale Google Gemini 3 Flash non lo fa molto bene. Il test serve proprio a questo: verificare se un modello sia in grado di distinguere la conoscenza reale da una supposizione.</p><p>Affinché i numeri non distolgano dalla realtà, va sottolineato che l'alto tasso di allucinazione di Gemini non significa che il 91% delle sue risposte totali sia falso. Indica invece che, nelle situazioni in cui la risposta corretta sarebbe stata "non lo so", il modello ha fabbricato una risposta nel 91% dei casi. Si tratta di una distinzione sottile ma fondamentale, con implicazioni concrete, specialmente ora che Gemini viene integrato in sempre più prodotti, come la Ricerca Google. </p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/2001594901713080675"><p lang="en" dir="ltr">Ok, it's not only me. Gemini 3 Flash has a 91% hallucination rate on the Artificial Analysis Omniscience Hallucination Rate benchmark!?Can you actually use this for anything serious?I wonder if the reason Anthropic models are so good at coding is that they hallucinate much… https://t.co/b3CZbX9pHw pic.twitter.com/uZnF8KKZD4<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/2001594901713080675">December 18, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Questi risultati non intaccano la potenza e l'utilità di Gemini 3. Il modello resta infatti il più performante nei test di carattere generale, posizionandosi allo stesso livello – o addirittura al di sopra – delle ultime versioni di ChatGPT e Claude. Semplicemente, tende a peccare di eccessiva sicurezza quando dovrebbe invece mostrare maggiore prudenza.</p><p>L'eccesso di spavalderia nel rispondere è un tratto che accomuna anche i rivali di Gemini. Ciò che rende eclatante il dato di Google è la frequenza con cui il fenomeno si verifica in scenari di incertezza, ovvero quando i dati di addestramento non contengono la risposta corretta o manca una fonte pubblica definitiva a cui fare riferimento. Se cercate affidabilità per le vostre sessioni di lavoro, vi consigliamo di consultare la nostra selezione dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> professionali.</p><h2 id="sincerita-sulle-allucinazioni">Sincerità sulle allucinazioni</h2><p>Parte del problema risiede nel fatto che i modelli di IA generativa sono essenzialmente strumenti di predizione testuale, e prevedere la parola successiva non equivale a valutare la verità. Di conseguenza, il comportamento predefinito è generare nuovi termini, anche quando ammettere un "non lo so" sarebbe più onesto.</p><p>OpenAI ha iniziato ad affrontare la questione, spingendo i propri modelli a riconoscere le proprie lacune e a dichiararle apertamente. È un obiettivo difficile da raggiungere in fase di addestramento, poiché i modelli di ricompensa tipicamente non prediligono una risposta vuota rispetto a una sicura (ma errata). Ciononostante, OpenAI ne ha fatto un traguardo prioritario per lo sviluppo dei futuri modelli.</p><p>Dal canto suo, Gemini solitamente cita le fonti quando possibile, ma anche in questi casi non sempre si ferma quando dovrebbe. Questo aspetto passerebbe inosservato se Gemini fosse solo un prototipo di ricerca; tuttavia, poiché sta diventando la voce trainante di molte funzioni di Google, essere "sicuri di sé pur sbagliando" potrebbe avere un impatto considerevole.</p><p>C'è poi una questione di design: molti utenti si aspettano che il proprio assistente IA risponda in modo rapido e fluido. Frasi come "non ne sono sicuro" o "lasciami controllare" potrebbero risultare macchinose in una chat, ma restano preferibili al rischio di essere tratti in inganno. L'IA generativa non è ancora del tutto affidabile, quindi verificare sempre ogni risposta resta un'ottima abitudine. </p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ L'AD Microsoft AI ammette che Gemini "può fare cose che Copilot non può fare" ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>L'amministratore delegato di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha ammesso che Gemini 3 può superare Copilot in determinati ambiti</strong></li><li><strong>Suleyman ha indicato le ambizioni a lungo termine per Copilot</strong></li><li><strong>Il suo obiettivo è che le persone considerino Copilot come un assistente personale onnipresente</strong></li></ul><p>Il CEO di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha compiuto un gesto quasi inaudito nell'attuale competizione tra modelli di intelligenza artificiale, ammettendo che un modello rivale è più capace.</p><p>"<strong>[Gemini 3] può fare cose che Copilot non può fare</strong>", ha dichiarato Suleyman in un'intervista a Bloomberg. Si è affrettato ad aggiungere che "anche Copilot ha funzioni che Gemini non possiede", ma si è trattato di un riconoscimento significativo da parte di un leader dell'IA sul fatto che altri modelli possano essere in vantaggio, almeno sotto certi aspetti.</p><p>Gemini 3 è stato presentato da Google come il suo modello multimodale più potente fino ad oggi. Suleyman è apparso sereno nel concedere a Gemini 3 il dovuto rispetto, pur spostando rapidamente l'attenzione su Copilot come strumento più concreto e adatto all'uso quotidiano, grazie anche alla sua "vista digitale".</p><p>"<strong>Copilot è davvero incredibile per la visione. Può vedere tutto ciò che vedi tu e parlarti in tempo reale</strong>", ha spiegato Suleyman. "Puoi condividere lo schermo con Copilot su mobile o desktop, discuterne e ricevere feedback". Ha citato questo aspetto come prova del fatto che Copilot punti più sull'utilità che sull'apparenza.</p><p>"Stiamo davvero cercando di immaginare l'esperienza quotidiana di avere al proprio fianco questo assistente intelligente, capace di aiutarti a sbloccarti ogni volta che ti trovi in difficoltà".</p><p>Questa visione non è ipotetica. Microsoft sta integrando in modo aggressivo Copilot in tutti i suoi prodotti, da Windows 11 a Outlook, da Excel a Microsoft Edge, che ora offre una modalità Copilot con assistenza IA integrata nel browser.</p><p>Suleyman ha descritto l'obiettivo dell'azienda come "<strong>superintelligenza umanista</strong>", intendendo un'IA che aiuti l'utente ma non agisca in totale autonomia. Microsoft "abbandonerebbe" qualsiasi IA che mostrasse segni di comportamento imprevedibile, ha aggiunto. "<strong>Non continueremo a sviluppare un sistema che abbia il potenziale di sfuggirci di mano</strong>".</p><h2 id="il-futuro-di-copilot">Il futuro di Copilot</h2><p>Gemini 3 di Google non sta cercando di competere sull'assistenza interattiva. Sta cercando di essere l'assistente più intelligente e capace in circolazione. Mira a essere il migliore nel comprendere ciò che dicono le persone, combinando dati diversi e producendo risultati creativi. E come ha detto Suleyman, ciò significa che Gemini 3 può operare in modi in cui Copilot non può.</p><p>Suleyman e Microsoft vogliono che Copilot sia più concreto. Ma questo tipo di chiarezza nel confronto diretto potrebbe essere un regalo per i consumatori. Dopo anni di annunci astratti sull'IA, sta diventando più facile capire come i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year">diversi modelli</a> eccellano in aree differenti. Suleyman potrebbe immaginare un mondo in cui sia Copilot che Gemini abbiano successo in modi diversi, rispondendo alle differenti esigenze degli utenti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/lad-microsoft-ai-ammette-che-gemini-puo-fare-cose-che-copilot-non-puo-fare</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il responsabile della divisione AI di Microsoft ha riconosciuto apertamente i punti di forza di Gemini 3, delineando al contempo una visione più ampia per trasformare Copilot in un assistente digitale più pratico e onnipresente. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Microsoft 50th Anniversary event Windows 95 and Mustafa on stage]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <ul><li><strong>L'amministratore delegato di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha ammesso che Gemini 3 può superare Copilot in determinati ambiti</strong></li><li><strong>Suleyman ha indicato le ambizioni a lungo termine per Copilot</strong></li><li><strong>Il suo obiettivo è che le persone considerino Copilot come un assistente personale onnipresente</strong></li></ul><p>Il CEO di Microsoft AI, Mustafa Suleyman, ha compiuto un gesto quasi inaudito nell'attuale competizione tra modelli di intelligenza artificiale, ammettendo che un modello rivale è più capace.</p><p>"<strong>[Gemini 3] può fare cose che Copilot non può fare</strong>", ha dichiarato Suleyman in un'intervista a Bloomberg. Si è affrettato ad aggiungere che "anche Copilot ha funzioni che Gemini non possiede", ma si è trattato di un riconoscimento significativo da parte di un leader dell'IA sul fatto che altri modelli possano essere in vantaggio, almeno sotto certi aspetti.</p><p>Gemini 3 è stato presentato da Google come il suo modello multimodale più potente fino ad oggi. Suleyman è apparso sereno nel concedere a Gemini 3 il dovuto rispetto, pur spostando rapidamente l'attenzione su Copilot come strumento più concreto e adatto all'uso quotidiano, grazie anche alla sua "vista digitale".</p><p>"<strong>Copilot è davvero incredibile per la visione. Può vedere tutto ciò che vedi tu e parlarti in tempo reale</strong>", ha spiegato Suleyman. "Puoi condividere lo schermo con Copilot su mobile o desktop, discuterne e ricevere feedback". Ha citato questo aspetto come prova del fatto che Copilot punti più sull'utilità che sull'apparenza.</p><p>"Stiamo davvero cercando di immaginare l'esperienza quotidiana di avere al proprio fianco questo assistente intelligente, capace di aiutarti a sbloccarti ogni volta che ti trovi in difficoltà".</p><p>Questa visione non è ipotetica. Microsoft sta integrando in modo aggressivo Copilot in tutti i suoi prodotti, da Windows 11 a Outlook, da Excel a Microsoft Edge, che ora offre una modalità Copilot con assistenza IA integrata nel browser.</p><p>Suleyman ha descritto l'obiettivo dell'azienda come "<strong>superintelligenza umanista</strong>", intendendo un'IA che aiuti l'utente ma non agisca in totale autonomia. Microsoft "abbandonerebbe" qualsiasi IA che mostrasse segni di comportamento imprevedibile, ha aggiunto. "<strong>Non continueremo a sviluppare un sistema che abbia il potenziale di sfuggirci di mano</strong>".</p><h2 id="il-futuro-di-copilot">Il futuro di Copilot</h2><p>Gemini 3 di Google non sta cercando di competere sull'assistenza interattiva. Sta cercando di essere l'assistente più intelligente e capace in circolazione. Mira a essere il migliore nel comprendere ciò che dicono le persone, combinando dati diversi e producendo risultati creativi. E come ha detto Suleyman, ciò significa che Gemini 3 può operare in modi in cui Copilot non può.</p><p>Suleyman e Microsoft vogliono che Copilot sia più concreto. Ma questo tipo di chiarezza nel confronto diretto potrebbe essere un regalo per i consumatori. Dopo anni di annunci astratti sull'IA, sta diventando più facile capire come i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year">diversi modelli</a> eccellano in aree differenti. Suleyman potrebbe immaginare un mondo in cui sia Copilot che Gemini abbiano successo in modi diversi, rispondendo alle differenti esigenze degli utenti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT upgrades AI image-maker to be more responsive and useful ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il nuovo modello GPT Image 1.5 di OpenAI trasforma ChatGPT in un potente e intuitivo strumento per la creazione e l'editing di immagini ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[ChatGPT on mobile]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>OpenAI ha lanciato all'interno di ChatGPT un modello di immagini più veloce e intelligente chiamato GPT Image 1.5</strong></li><li><strong>Il nuovo strumento consente agli utenti di apportare modifiche dettagliate e accurate alle foto e di creare elementi visivi personalizzati dai prompt</strong></li><li><strong>La nuova scheda Immagini aggiunge preset e filtri senza la necessità di prompt scritti</strong></li></ul><p>OpenAI ha aggiornato e potenziato le capacità di generazione di immagini IA di ChatGPT. Il miglioramento arriva poco dopo il rilascio del modello ChatGPT-5.2 per tutte le altre funzioni offerte dal chatbot IA. Il nuovo modello GPT Image 1.5 è fino a quattro volte più veloce del suo predecessore ed è progettato per essere più efficace nell'editing e più affidabile nel seguire le istruzioni.</p><p>Nel suo annuncio, OpenAI ha presentato il nuovo ChatGPT Images come un serio strumento creativo, con risultati di livello professionale. Pur con tutti gli avvertimenti sui limiti dei generatori di immagini IA, è un po' come uno studio di produzione visiva ad alta potenza, leggermente imperfetto ma gestito da qualcuno che comprende il linguaggio comune, così da non dover armeggiare con cursori e livelli.</p><p>Il nuovo modello porta con sé anche alcune modifiche a ChatGPT. Ora è presente una scheda dedicata "Immagini" all'interno di ChatGPT che funge da hub per la creazione di immagini, con filtri predefiniti e opzioni curate basate sulle tendenze attuali. Ci sono anche dei modelli che consentono di generare o modificare immagini senza nemmeno digitare un prompt. È possibile cliccare su "layout di rivista retrò" o "food styling futuristico" e vedere il risultato senza dover elaborare la formulazione migliore per un prompt, come parte degli sforzi di OpenAI per rendere lo strumento il più accessibile possibile.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/DPBtd57p5Mg" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Ci sono anche molti altri sottili miglioramenti nel nuovo modello. Può produrre testi più densi senza scadere nel non-senso, mostrare una folla di piccoli volti senza produrre troppi elementi anomali e può tenere traccia degli elementi attraverso modifiche multiple, in modo da poter cambiare un aspetto di un'immagine senza che l'IA decida di stravolgere altre parti. I modelli passati venivano facilmente confusi da modifiche a catena o istruzioni sovrapposte.</p><p>L'aggiornamento permette inoltre di combinare e trasformare meglio le immagini. È possibile chiedere di fondere stili, spostare un aspetto di un'immagine in un'altra o rimuovere tutto tranne un singolo componente e spostarlo in un nuovo scenario. Inoltre, non bisogna più preoccuparsi troppo che lo spazio tra persone o oggetti venga confuso.</p><h2 id="miglioramento-delle-immagini-ia">Miglioramento delle immagini IA</h2><p>Tuttavia, non è perfetto. Alcuni risultati mancano il bersaglio. Occasionalmente, il modello interpreta male una frase o renderizza qualcosa in modo troppo letterale. Ma la differenza ora è che quei momenti sembrano eccezioni piuttosto che la norma. O almeno questo è quanto afferma OpenAI.</p><p>C'è dell'altro oltre a ciò che si può fare con il modello di OpenAI. Adobe ha recentemente rivelato che sta integrando Photoshop e Acrobat all'interno di ChatGPT. Ciò significa che ci stiamo avvicinando a un futuro in cui più piattaforme di editing convivono fianco a fianco. Potreste chiedere a ChatGPT di progettare un poster e poi passare a Photoshop per rifinirlo, senza mai lasciare la stessa finestra.</p><p>ChatGPT non manca di concorrenza nel campo delle immagini IA da parte di realtà come Google Gemini e Midjourney, ma l'accesso immediato a ChatGPT Images significa che potreste rivolgervi ad esso per produrre elementi come una foto profilo migliore per LinkedIn prima ancora di aprire specificamente Midjourney.</p><p>L'interpretazione più positiva del potenziamento di ChatGPT Images è che un ulteriore livello di creatività visiva di alta qualità non sia più precluso dalla mancanza di competenze tecniche o da software costosi. Ma questo porta con sé tutti gli avvertimenti e le incertezze su quanta parte di ciò che ChatGPT produce sia semplicemente contenuto rimescolato, raccolto senza consenso da artisti umani, per non parlare di quanto il suo utilizzo sottragga opportunità ai professionisti del settore. Per quanto i risultati possano essere divertenti e impressionanti, ciò significa comunque che gli utenti devono decidere cosa significhi esattamente "creare" qualcosa, in primo luogo.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT 5.2 è arrivato, ecco 3 cose da sapere ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>OpenAI ha rilasciato il suo nuovo modello GPT-5.2 (un paio di giorni dopo quanto previsto) e <strong>ChatGPT 5.2</strong> è stato lanciato in parallelo. Il nuovo modello arriva relativamente presto dopo ChatGPT-5.1, ma mentre l'ultimo aggiornamento mirava a ripristinare il fascino e la personalità che molti ritenevano assenti in ChatGPT-5, l'ultima <em>release</em> si concentra su obiettivi più "ascetici".</p><p>OpenAI presenta GPT-5.2 come un modello in grado di <strong>spiegarsi meglio</strong>, lavorare in modo più <strong>affidabile</strong> e gestire compiti lunghi, complicati e persino disordinati. Tuttavia, OpenAI sa che la persona media non si interessa ai grafici di <em>benchmark</em> o ai documenti accademici che decantano le nuove capacità del modello. Per questo, l'azienda sta incoraggiando gli utenti a considerare i grandi miglioramenti tecnici come una porta d'accesso all'<strong>utilità quotidiana</strong>.</p><p>Come il suo predecessore, ChatGPT-5.2 è disponibile in tre varianti che aumentano in dimensioni e potenziale di abilità: <strong>Instant</strong>, <strong>Thinking</strong> e <strong>Pro</strong>.</p><p>Poiché l'IA generativa si è trasformata da novità sperimentale ad abitudine quotidiana, le persone si affidano a ChatGPT per ogni tipo di esigenza accademica e professionale, incluse molte che nessuno in OpenAI aveva previsto. ChatGPT-5.2 è stato costruito per resistere a tale carico, quindi ecco cosa c'è da sapere sull'ultima esperienza.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1999184337460428962"><p lang="en" dir="ltr">GPT-5.2 is here! Available today in ChatGPT and the API.It is the smartest generally-available model in the world, and in particular is good at doing real-world knowledge work tasks.<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1999184337460428962">December 11, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><h2 id="pensare-chiaramente">Pensare chiaramente</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pvkgvETjmqkheCK3xtsQx9" name="AI" alt="AI brain coming out of laptop screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pvkgvETjmqkheCK3xtsQx9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images / Surasak Suwanmake)</span></figcaption></figure><p>OpenAI ha mostrato <em>test</em> che dimostrano come GPT-5.2 si comporti a un livello pari o superiore a quello degli esperti umani in un'ampia gamma di attività che coinvolgono grandi quantità di informazioni, un primato per i modelli di OpenAI. Sulla valutazione <strong>GDPval</strong>, che testa 44 diverse categorie di lavoro professionale dalla finanza al diritto alla consulenza, GPT-5.2 Thinking supera o pareggia gli esperti di alto livello in quasi tre quarti dei compiti, come la creazione di fogli di calcolo e presentazioni, oltre ad analisi più complesse.</p><p>Il cambiamento più significativo è la capacità del modello di coordinare il <strong>ragionamento multi-step</strong>. GPT-5.2 Thinking può prendere una domanda complicata, scomporla in parti, pianificare il percorso attraverso il problema e fornire una risposta che riflette una catena di pensiero coerente. Non sta semplicemente prevedendo la frase successiva plausibile, ma il prossimo plausibile progetto di più giorni.</p><p>Potreste notare questa caratteristica quando ChatGPT spiega un concetto in modo più chiaro di quanto ci si aspetterebbe, o quando rimane in carreggiata durante una conversazione lunga, o semplicemente quando offre una logica passo-passo che rimane effettivamente coerente.</p><h2 id="piu-memoria">Più memoria</h2><p>Il ragionamento più chiaro si lega all'aggiornamento della memoria offerto da GPT-5.2. OpenAI afferma che GPT-5.2 Thinking raggiunge una precisione quasi perfetta nel tracciare le informazioni su <strong>centinaia di migliaia di parole</strong>. È possibile caricare un'intera cartella di progetto, un lungo rapporto, un contratto legale, un articolo scientifico o trascrizioni estese in ChatGPT, e invece di perdere il filo a metà, il modello tiene traccia dei dettagli e tratta l'intero contenuto come interconnesso.</p><p>Se siete studenti, potete caricare letture multiple e chiedere un'analisi comparativa, oppure inserire i rapporti finanziari di una piccola azienda e chiedere <em>trend</em> o suggerimenti strategici. Il modello può gestire il tipo di <strong>contesto multi-file</strong> che sopraffaceva le versioni precedenti.</p><p>L'aggiornamento della memoria si estende anche alla sua <em>vision</em>. ChatGPT-5.2 è molto <strong>più bravo a comprendere grafici, diagrammi e software</strong>. È anche in grado di distinguere meglio i dettagli in immagini sfocate o complesse. La memoria più lunga di solito non è la funzionalità di punta che entusiasma le persone, ma potrebbe essere un fattore decisivo nel modo in cui il pubblico percepirà ChatGPT-5.2.</p><h2 id="piu-affidabile">Più affidabile</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="R6fZvqWhhb4fvmgbYkELsd" name="ChatGPT-shutterstock_2268826497.jpg" alt="ChatGPT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/R6fZvqWhhb4fvmgbYkELsd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il terzo miglioramento che definisce ChatGPT-5.2 è l'<strong>affidabilità</strong>. Le <strong>allucinazioni</strong> sono molto più rare con GPT-5.2 che con GPT-5.1, con un calo del 30%, secondo OpenAI. Gli errori capitano ancora, ma non dovrete dedicare tanto tempo a controllarli e correggerli.</p><p>La maggiore affidabilità è evidente anche nel modo in cui utilizza gli strumenti. OpenAI ha citato l'esempio di uno scenario complesso di servizio clienti che coinvolgeva un volo in ritardo, coincidenze perse, un pernottamento inatteso e richieste di posti speciali per motivi medici. GPT-5.2 è riuscito a riprenotare il viaggiatore con il posto giusto e a fargli ottenere un risarcimento, mentre GPT-5.1 si era "bloccato" a metà.</p><p>Un modello ChatGPT che ha meno probabilità di deragliare durante una <em>chat</em> è un modello che le persone apprezzeranno e di cui si fideranno di più, ma OpenAI si è anche impegnata a rendere GPT-5.2 più affidabile come <strong>partner di conversazione sicuro</strong>. ChatGPT-5.2 risponderà in modo più appropriato quando si discuterà di argomenti come la salute mentale e il turbamento emotivo, con suggerimenti migliori e più di supporto.</p><p>ChatGPT-5.2 sarà implementato gradualmente su tutti gli abbonamenti ChatGPT Plus, Pro, Go, Business ed Enterprise. L'accesso a GPT-5.1 terminerà tra tre mesi, per chiunque utilizzi molto gli strumenti di intelligenza artificiale. L'ultimo modello sembrerà probabilmente atteso da tempo come partner di conversazione AI in grado di simulare meglio la <strong>riflessione</strong>. ChatGPT-5.2 non è appariscente, ma le persone che desiderano un'IA che pensi con la stessa attenzione con cui parla saranno probabilmente soddisfatte.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ ChatGPT 5.2 è arrivato e si propone come la versione più intelligente e affidabile del chatbot basato sull'IA. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">mWKkTKBUdsPwiCLCRWXaqi</guid>
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                                                    <category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>OpenAI ha rilasciato il suo nuovo modello GPT-5.2 (un paio di giorni dopo quanto previsto) e <strong>ChatGPT 5.2</strong> è stato lanciato in parallelo. Il nuovo modello arriva relativamente presto dopo ChatGPT-5.1, ma mentre l'ultimo aggiornamento mirava a ripristinare il fascino e la personalità che molti ritenevano assenti in ChatGPT-5, l'ultima <em>release</em> si concentra su obiettivi più "ascetici".</p><p>OpenAI presenta GPT-5.2 come un modello in grado di <strong>spiegarsi meglio</strong>, lavorare in modo più <strong>affidabile</strong> e gestire compiti lunghi, complicati e persino disordinati. Tuttavia, OpenAI sa che la persona media non si interessa ai grafici di <em>benchmark</em> o ai documenti accademici che decantano le nuove capacità del modello. Per questo, l'azienda sta incoraggiando gli utenti a considerare i grandi miglioramenti tecnici come una porta d'accesso all'<strong>utilità quotidiana</strong>.</p><p>Come il suo predecessore, ChatGPT-5.2 è disponibile in tre varianti che aumentano in dimensioni e potenziale di abilità: <strong>Instant</strong>, <strong>Thinking</strong> e <strong>Pro</strong>.</p><p>Poiché l'IA generativa si è trasformata da novità sperimentale ad abitudine quotidiana, le persone si affidano a ChatGPT per ogni tipo di esigenza accademica e professionale, incluse molte che nessuno in OpenAI aveva previsto. ChatGPT-5.2 è stato costruito per resistere a tale carico, quindi ecco cosa c'è da sapere sull'ultima esperienza.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1999184337460428962"><p lang="en" dir="ltr">GPT-5.2 is here! Available today in ChatGPT and the API.It is the smartest generally-available model in the world, and in particular is good at doing real-world knowledge work tasks.<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1999184337460428962">December 11, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><h2 id="pensare-chiaramente">Pensare chiaramente</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pvkgvETjmqkheCK3xtsQx9" name="AI" alt="AI brain coming out of laptop screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pvkgvETjmqkheCK3xtsQx9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images / Surasak Suwanmake)</span></figcaption></figure><p>OpenAI ha mostrato <em>test</em> che dimostrano come GPT-5.2 si comporti a un livello pari o superiore a quello degli esperti umani in un'ampia gamma di attività che coinvolgono grandi quantità di informazioni, un primato per i modelli di OpenAI. Sulla valutazione <strong>GDPval</strong>, che testa 44 diverse categorie di lavoro professionale dalla finanza al diritto alla consulenza, GPT-5.2 Thinking supera o pareggia gli esperti di alto livello in quasi tre quarti dei compiti, come la creazione di fogli di calcolo e presentazioni, oltre ad analisi più complesse.</p><p>Il cambiamento più significativo è la capacità del modello di coordinare il <strong>ragionamento multi-step</strong>. GPT-5.2 Thinking può prendere una domanda complicata, scomporla in parti, pianificare il percorso attraverso il problema e fornire una risposta che riflette una catena di pensiero coerente. Non sta semplicemente prevedendo la frase successiva plausibile, ma il prossimo plausibile progetto di più giorni.</p><p>Potreste notare questa caratteristica quando ChatGPT spiega un concetto in modo più chiaro di quanto ci si aspetterebbe, o quando rimane in carreggiata durante una conversazione lunga, o semplicemente quando offre una logica passo-passo che rimane effettivamente coerente.</p><h2 id="piu-memoria">Più memoria</h2><p>Il ragionamento più chiaro si lega all'aggiornamento della memoria offerto da GPT-5.2. OpenAI afferma che GPT-5.2 Thinking raggiunge una precisione quasi perfetta nel tracciare le informazioni su <strong>centinaia di migliaia di parole</strong>. È possibile caricare un'intera cartella di progetto, un lungo rapporto, un contratto legale, un articolo scientifico o trascrizioni estese in ChatGPT, e invece di perdere il filo a metà, il modello tiene traccia dei dettagli e tratta l'intero contenuto come interconnesso.</p><p>Se siete studenti, potete caricare letture multiple e chiedere un'analisi comparativa, oppure inserire i rapporti finanziari di una piccola azienda e chiedere <em>trend</em> o suggerimenti strategici. Il modello può gestire il tipo di <strong>contesto multi-file</strong> che sopraffaceva le versioni precedenti.</p><p>L'aggiornamento della memoria si estende anche alla sua <em>vision</em>. ChatGPT-5.2 è molto <strong>più bravo a comprendere grafici, diagrammi e software</strong>. È anche in grado di distinguere meglio i dettagli in immagini sfocate o complesse. La memoria più lunga di solito non è la funzionalità di punta che entusiasma le persone, ma potrebbe essere un fattore decisivo nel modo in cui il pubblico percepirà ChatGPT-5.2.</p><h2 id="piu-affidabile">Più affidabile</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="R6fZvqWhhb4fvmgbYkELsd" name="ChatGPT-shutterstock_2268826497.jpg" alt="ChatGPT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/R6fZvqWhhb4fvmgbYkELsd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il terzo miglioramento che definisce ChatGPT-5.2 è l'<strong>affidabilità</strong>. Le <strong>allucinazioni</strong> sono molto più rare con GPT-5.2 che con GPT-5.1, con un calo del 30%, secondo OpenAI. Gli errori capitano ancora, ma non dovrete dedicare tanto tempo a controllarli e correggerli.</p><p>La maggiore affidabilità è evidente anche nel modo in cui utilizza gli strumenti. OpenAI ha citato l'esempio di uno scenario complesso di servizio clienti che coinvolgeva un volo in ritardo, coincidenze perse, un pernottamento inatteso e richieste di posti speciali per motivi medici. GPT-5.2 è riuscito a riprenotare il viaggiatore con il posto giusto e a fargli ottenere un risarcimento, mentre GPT-5.1 si era "bloccato" a metà.</p><p>Un modello ChatGPT che ha meno probabilità di deragliare durante una <em>chat</em> è un modello che le persone apprezzeranno e di cui si fideranno di più, ma OpenAI si è anche impegnata a rendere GPT-5.2 più affidabile come <strong>partner di conversazione sicuro</strong>. ChatGPT-5.2 risponderà in modo più appropriato quando si discuterà di argomenti come la salute mentale e il turbamento emotivo, con suggerimenti migliori e più di supporto.</p><p>ChatGPT-5.2 sarà implementato gradualmente su tutti gli abbonamenti ChatGPT Plus, Pro, Go, Business ed Enterprise. L'accesso a GPT-5.1 terminerà tra tre mesi, per chiunque utilizzi molto gli strumenti di intelligenza artificiale. L'ultimo modello sembrerà probabilmente atteso da tempo come partner di conversazione AI in grado di simulare meglio la <strong>riflessione</strong>. ChatGPT-5.2 non è appariscente, ma le persone che desiderano un'IA che pensi con la stessa attenzione con cui parla saranno probabilmente soddisfatte.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Sam Altman a Jimmy Fallon: l'IA è la "forza equilibratrice" di cui il mondo ha bisogno ]]></title>
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                            <![CDATA[ Sam Altman, ospite di Jimmy Fallon, elogia il potenziale di ChatGPT ma esorta alla cautela nell'adozione dell'IA ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <ul><li>Sam Altman è apparso al <em>Tonight Show</em> per sottolineare la crescita globale e l'impatto positivo di ChatGPT.</li><li>Ha definito l'IA una "forza equilibratrice" che fornisce strumenti potenti alle persone comuni.</li><li>Pur riconoscendo i rischi, Altman è rimasto ottimista riguardo al futuro dell'IA e alla responsabilità di OpenAI.</li></ul><p>Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha fatto una sorta di giro d'onore misto a moniti cautelativi questa settimana al <em>Tonight Show</em>, dicendo al conduttore Jimmy Fallon che l'ascesa folgorante di ChatGPT è stata una grande benedizione, ma che comporta anche alcuni "dolori della crescita".</p><p>Altman si è concentrato sull'ottimismo, anche se forse non su un cieco entusiasmo. Ha condiviso la sua convinzione che l'IA, in particolare i sistemi sviluppati da OpenAI, stia contribuendo a rimodellare la società in modi profondamente positivi. Ha paragonato l'ascesa di ChatGPT alla diffusione globale dello <em>smartphone</em>.</p><p>"Penso che la tecnologia abbia molti lati negativi, ma anche molti lati positivi. E uno dei lati positivi è che è in molti modi una sorta di forza equilibratrice", ha detto Altman. "La persona più ricca e potente del mondo ha ricevuto lo stesso pezzo di hardware che hanno ricevuto, sai, miliardi di altre persone. E penso che l'IA stia spingendo nella stessa direzione."</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/qMAg8_yf9zA" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Sebbene sia uno degli architetti dell'attuale <em>boom</em> dell'IA, Altman non è necessariamente un volto noto al pubblico televisivo generalista. Tuttavia, ha voluto cambiare questa percezione presentando di persona la sua tesi a favore dell'IA a Fallon, spiegando che oltre 800 milioni di persone utilizzano <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year" target="_blank">ChatGPT</a> ogni settimana.</p><p>"È una tecnologia di tre anni", ha aggiunto. "Nessun'altra tecnologia è mai stata... adottata dal mondo così velocemente. È una cosa davvero <em>general-purpose</em>."</p><p>Per Altman, questa rapidità significa che le persone stanno votando con il loro tempo e la loro fiducia. Stanno usando ChatGPT non come una novità, ma come uno strumento per ogni tipo di attività nella loro vita. L'IA li sta aiutando a scrivere <em>curriculum</em>, programmare <em>software</em>, generare piani di viaggio e gestire la loro quotidianità.</p><p>Egli vede l'IA, specialmente come implementata in ChatGPT, come una distribuzione di potere, non una sua concentrazione. Sì, OpenAI è supportata da Microsoft e armata di miliardi in potenza di calcolo <em>cloud</em>. Ma l'output, ha sostenuto, è condiviso.</p><h2 id="ai-all-over">AI all over</h2><p>In particolare, Altman non è arrivato sul palco di Fallon per fare un annuncio o presentare un prodotto, nonostante le voci di rilascio di GPT-5.2 questa settimana. Non avere nulla da promuovere suggerisce che voglia solo convincere le persone che ChatGPT e l'IA nel suo insieme sono innovazioni utili.</p><p></p><p></p><p>Altman non ha comunque ignorato le complicazioni dell'IA durante la sua intervista.</p><p></p><p></p><p>"Una delle cose che mi preoccupano," ha ammesso, "è semplicemente il tasso di cambiamento che sta avvenendo nel mondo in questo momento". Ma vuole che le persone si adattino, dicano la loro, costruiscano delle "barriere protettive" (<em>guardrail</em>). "Potrebbe capitare di sbagliare in questo senso."</p><p>A un livello superficiale, Altman ha presentato un caso eloquente, sebbene non fosse il contesto adatto per esplorare le questioni più grandi che circondano il modo in cui gli strumenti di IA vengono sviluppati e utilizzati. Non c'è stato spazio per discutere problemi di <em>privacy</em>, proprietà e uso dei contenuti, o le risorse dedicate all'IA e il destino economico potenzialmente pericoloso della tecnologia.</p><p>La visita di Altman al <em>late-night show</em> non è stata appariscente, ma la sua visione dell'IA come un equalizzatore utopico è certamente suggestiva. Se questo si tradurrà in successo a lungo termine potrebbe dipendere da ciò che farà dopo.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ GPT‑5.2 arriva per sfidare Google Gemini ]]></title>
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Originariamente previsto per la fine del mese, l'aggiornamento è stato anticipato in quello che fonti interne descrivono come un ordine di "codice rosso" impartito dal CEO Sam Altman.</p><p></p><p></p><p>Si tratta di uno sforzo che coinvolge tutta l'azienda per rafforzare l'intelligenza di base di ChatGPT e recuperare il terreno perso in termini di prestazioni rispetto all'ultimo modello di Google. GPT-5.2 non è una stravagante re-invenzione, ma promette un <strong>ragionamento più acuto</strong>, risposte più veloci e un minor numero di errori. Il nuovo modello sembra mirato a riconquistare gli utenti abituali che tengono più all'affidabilità che alle funzionalità <em>ad effetto</em>.</p><p>Secondo fonti vicine ai piani interni di OpenAI, l'aggiornamento è pronto e il <strong>9 dicembre</strong> è cerchiato sul calendario per il rilascio completo. Inizialmente era previsto per la fine di dicembre, ma quando Gemini 3 ha iniziato a superare i test di ragionamento e ad attrarre elogi dallo stesso Altman, la finestra di lancio è stata anticipata.</p><p>Ciò che sta accadendo non è solo una competizione tra laboratori di IA da miliardi di dollari. È un cambiamento che avrà un impatto su chiunque utilizzi <strong>ChatGPT</strong> per le attività quotidiane. L'obiettivo di GPT-5.2 è ripristinare il primato di OpenAI in termini di velocità, intelligenza e affidabilità. Questo potrebbe non sembrare particolarmente <em>sexy</em>, ma è il tipo di aggiornamento che potrebbe tacitamente riaffermare il ruolo di ChatGPT come il chatbot più utile su Internet.</p><p>I rapporti indicano che OpenAI sta accantonando progetti appariscenti e funzionalità sperimentali in favore delle <strong>prestazioni pure</strong>. I lavori sulle integrazioni pubblicitarie e sui <em>rollout</em> degli agenti a lungo termine sono stati de-prioritizzati. La direttiva attuale è raddoppiare gli sforzi su ciò che gli utenti notano di più: tempi di risposta, qualità delle risposte e adattabilità.</p><p>Si tratta di una ricalibrazione strategica, ma che ha anche un sapore di <em>déjà vu</em>. Quando ChatGPT è stato lanciato alla fine del 2022, ha immediatamente messo Google sulla difensiva. All'epoca, Bard non esisteva nemmeno e Gemini era solo un'idea remota per Sundar Pichai. Ora, quasi tre anni dopo, le carte in tavola sono cambiate.</p><p>Secondo diverse valutazioni indipendenti, Gemini 3 sta attualmente superando GPT-5 Pro, soprattutto nel ragionamento avanzato e nelle metriche di tipo AGI. Entra in scena GPT-5.2 come rinforzo per la preminenza di ChatGPT. Da quanto indicato dalle fonti, questo aggiornamento mira meno a cambiare ciò che ChatGPT è e più a <strong>perfezionare come funziona</strong>.</p><p>Pensate a una logica più rigorosa, una gestione dei turni più fluida e una maggiore velocità di elaborazione. Non ci saranno nuove <em>persona</em> o interfacce utente sperimentali. Solo meno errori e una maggiore sensazione che il bot con cui state parlando non stia tirando a indovinare, ma stia <strong>pensando</strong>. Se siete interessati a monitorare queste performance, potreste consultare il nostro elenco delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche" target="_blank">migliori schede grafiche</a> che alimentano queste meraviglie dell'IA.</p><h2 id="gpt-5-2">GPT-5.2</h2><p>Naturalmente, le date di lancio non ufficiali sono più delle linee guida che delle promesse. È possibile che il rilascio di GPT-5.2 slitti ancora di qualche giorno o che venga distribuito a ondate scaglionate. L'obiettivo attuale è il <strong>9 dicembre</strong>, ma l'azienda ha lasciato spazio per aggiustamenti, dovuti magari a stress del server, bug dell'ultimo minuto o ripensamenti strategici.</p><p>Tuttavia, anche un rilascio leggermente ritardato segnalerebbe un chiaro cambio di direzione. OpenAI, un tempo nota per demo appariscenti e presentazioni tecnologiche carismatiche, sembra ora puntare alle prestazioni alla vecchia maniera: con un'attenzione maniacale e pressioni interne. E questa non è necessariamente una cattiva notizia per gli utenti.</p><p>L'arrivo improvviso di GPT-5.2 suggerisce che vedremo una maggiore enfasi sul ragionamento e sui confronti complessi, piuttosto che su demo accattivanti di interazione AI nel mondo reale. Gli utenti potrebbero non ricordare i numeri di modello, ma ricordano quando ChatGPT o Gemini sembrano funzionare meglio. GPT-5.2 mira a essere un aggiornamento che non ha bisogno di <em>hype</em> per giustificare la sua esistenza.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ OpenAI sta accelerando il lancio di GPT-5.2 per riconquistare il primato su Gemini 3 di Google, puntando a rendere ChatGPT più veloce, più intelligente e più affidabile. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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Originariamente previsto per la fine del mese, l'aggiornamento è stato anticipato in quello che fonti interne descrivono come un ordine di "codice rosso" impartito dal CEO Sam Altman.</p><p></p><p></p><p>Si tratta di uno sforzo che coinvolge tutta l'azienda per rafforzare l'intelligenza di base di ChatGPT e recuperare il terreno perso in termini di prestazioni rispetto all'ultimo modello di Google. GPT-5.2 non è una stravagante re-invenzione, ma promette un <strong>ragionamento più acuto</strong>, risposte più veloci e un minor numero di errori. Il nuovo modello sembra mirato a riconquistare gli utenti abituali che tengono più all'affidabilità che alle funzionalità <em>ad effetto</em>.</p><p>Secondo fonti vicine ai piani interni di OpenAI, l'aggiornamento è pronto e il <strong>9 dicembre</strong> è cerchiato sul calendario per il rilascio completo. Inizialmente era previsto per la fine di dicembre, ma quando Gemini 3 ha iniziato a superare i test di ragionamento e ad attrarre elogi dallo stesso Altman, la finestra di lancio è stata anticipata.</p><p>Ciò che sta accadendo non è solo una competizione tra laboratori di IA da miliardi di dollari. È un cambiamento che avrà un impatto su chiunque utilizzi <strong>ChatGPT</strong> per le attività quotidiane. L'obiettivo di GPT-5.2 è ripristinare il primato di OpenAI in termini di velocità, intelligenza e affidabilità. Questo potrebbe non sembrare particolarmente <em>sexy</em>, ma è il tipo di aggiornamento che potrebbe tacitamente riaffermare il ruolo di ChatGPT come il chatbot più utile su Internet.</p><p>I rapporti indicano che OpenAI sta accantonando progetti appariscenti e funzionalità sperimentali in favore delle <strong>prestazioni pure</strong>. I lavori sulle integrazioni pubblicitarie e sui <em>rollout</em> degli agenti a lungo termine sono stati de-prioritizzati. La direttiva attuale è raddoppiare gli sforzi su ciò che gli utenti notano di più: tempi di risposta, qualità delle risposte e adattabilità.</p><p>Si tratta di una ricalibrazione strategica, ma che ha anche un sapore di <em>déjà vu</em>. Quando ChatGPT è stato lanciato alla fine del 2022, ha immediatamente messo Google sulla difensiva. All'epoca, Bard non esisteva nemmeno e Gemini era solo un'idea remota per Sundar Pichai. Ora, quasi tre anni dopo, le carte in tavola sono cambiate.</p><p>Secondo diverse valutazioni indipendenti, Gemini 3 sta attualmente superando GPT-5 Pro, soprattutto nel ragionamento avanzato e nelle metriche di tipo AGI. Entra in scena GPT-5.2 come rinforzo per la preminenza di ChatGPT. Da quanto indicato dalle fonti, questo aggiornamento mira meno a cambiare ciò che ChatGPT è e più a <strong>perfezionare come funziona</strong>.</p><p>Pensate a una logica più rigorosa, una gestione dei turni più fluida e una maggiore velocità di elaborazione. Non ci saranno nuove <em>persona</em> o interfacce utente sperimentali. Solo meno errori e una maggiore sensazione che il bot con cui state parlando non stia tirando a indovinare, ma stia <strong>pensando</strong>. Se siete interessati a monitorare queste performance, potreste consultare il nostro elenco delle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-schede-grafiche" target="_blank">migliori schede grafiche</a> che alimentano queste meraviglie dell'IA.</p><h2 id="gpt-5-2">GPT-5.2</h2><p>Naturalmente, le date di lancio non ufficiali sono più delle linee guida che delle promesse. È possibile che il rilascio di GPT-5.2 slitti ancora di qualche giorno o che venga distribuito a ondate scaglionate. L'obiettivo attuale è il <strong>9 dicembre</strong>, ma l'azienda ha lasciato spazio per aggiustamenti, dovuti magari a stress del server, bug dell'ultimo minuto o ripensamenti strategici.</p><p>Tuttavia, anche un rilascio leggermente ritardato segnalerebbe un chiaro cambio di direzione. OpenAI, un tempo nota per demo appariscenti e presentazioni tecnologiche carismatiche, sembra ora puntare alle prestazioni alla vecchia maniera: con un'attenzione maniacale e pressioni interne. E questa non è necessariamente una cattiva notizia per gli utenti.</p><p>L'arrivo improvviso di GPT-5.2 suggerisce che vedremo una maggiore enfasi sul ragionamento e sui confronti complessi, piuttosto che su demo accattivanti di interazione AI nel mondo reale. Gli utenti potrebbero non ricordare i numeri di modello, ma ricordano quando ChatGPT o Gemini sembrano funzionare meglio. GPT-5.2 mira a essere un aggiornamento che non ha bisogno di <em>hype</em> per giustificare la sua esistenza.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ James Cameron odia gli attori fatti con l'AI  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>James Cameron ha avvertito che gli attori generati dall'IA sono "orrorifici" e minacciano l'autentica performance.</li><li>Il commento è arrivato dopo il lancio dell'attrice interamente digitale Tilly Norwood.</li><li>L'avvento degli interpreti IA ha provocato la reazione contraria di SAG-AFTRA e delle star di Hollywood.</li></ul><p>ames Cameron, un regista sinonimo di magia digitale, ha visto il futuro del cinema e non vuole farne parte. "Orrorifico", l'ha chiamato in una recente intervista alla CBS. Non si riferiva a robot assassini o sequel di <em>Titanic</em>, ma all'<strong>IA generativa</strong>, e in specifico alla sua crescente capacità di generare interi attori da zero.</p><p>"Ora, andiamo all'altro estremo dello spettro", ha detto Cameron, contrapponendo il suo uso della <em>motion capture</em> e della CGI in <em>Avatar</em> alla tendenza attuale dell'IA, "e hai l'IA generativa, dove possono inventare un personaggio. Possono inventare un attore. Possono inventare una performance da zero con un <em>prompt</em> di testo. È come dire, no. Questo per me è orrorifico".</p><p>La visione di Cameron sulla recitazione tramite IA segna un chiaro allontanamento dal suo solito techno-ottimismo. Il suo disagio non riguarda i computer in sé; è la cancellazione dell'elemento umano al centro dell'arte che lo preoccupa. E per una volta, non sta usando metafore.</p><p>Al cuore dell'attuale ansia digitale dell'industria c'è <strong>Tilly Norwood</strong>, un'attrice fotorealistica generata dall'IA, creata dalla società Particle6 di Eline Van der Velden. Norwood è stata presentata a settembre allo Zurich Film Festival.</p><p>Mentre lei non ha recitato in un film né si è mossa davanti a una telecamera al di fuori dei <em>mock-up</em> digitali, ha attirato numerose critiche dall'industria cinematografica. La Screen Actors Guild (<strong>SAG-AFTRA</strong>) ha rilasciato una dichiarazione al vetriolo che denuncia Norwood come un'imitazione sintetica addestrata sul lavoro rubato di veri artisti.</p><p>Questo dibattito si inserisce in un contesto più ampio dove anche nel mondo del <em>gaming</em> l'IA sta sollevando questioni etiche e creative, specialmente per quanto riguarda i <a href="https://www.google.com/search?q=https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi" target="_blank">migliori giochi</a>.</p><h2 id="il-futuro-degli-attori-ai">Il futuro degli attori AI</h2><p>Non si tratta solo di una questione sindacale per gli attori. È una questione di <strong>autorialità</strong>, di <strong>fiducia emotiva</strong>. Quando piangi durante una scena, una parte di te sta rispondendo alla persona che si cela dietro quella <em>performance</em>. Se quella persona viene sostituita da un algoritmo addestrato su migliaia di micro-espressioni, campioni vocali e clip di movimento, il risultato potrebbe comunque funzionare sullo schermo, ma a cosa ti stai esattamente connettendo?</p><p>L'avvertimento di Cameron risuona forte perché lui è tutt'altro che un tecnofobo. Ha trascorso decenni a fondere attori umani con sofisticati sistemi CGI, da <em>Terminator</em> ad <em>Avatar</em>, ma la differenza cruciale, come sottolinea, è che la <em>motion capture</em> preserva il <strong>nucleo umano</strong>. Non è stata una <em>server farm</em> a immaginare il volto Na’vi di Sigourney Weaver in <em>Avatar</em>; c'era ancora lei.</p><p>Sebbene Tilly Norwood possa essere solo una provocazione, è comunque un segnale di ciò che è in fase di sviluppo. Con gli attori di sfondo che possono essere scansionati una volta e usati per sempre, e gli studi che negoziano il diritto di replicare voci e sembianze all'infinito, le basi per produzioni interamente guidate dall'IA sono già state gettate.</p><p>Per ora, anche i <em>deepfake</em> o le controfigure digitali più all'avanguardia vengono in genere affiancati da attori reali per fornire un'ancora emotiva. Ma diamo tempo al tempo, e vedremo tentativi di rimuovere il fattore umano. Se poi il pubblico apprezzerà i film risultanti, è meno certo.</p><p>Cameron resta senza ambiguità nel "Team Umano". E sebbene il suo disagio possa sembrare romantico o persino drammatico, non è fuori luogo. Perché una volta che gli interpreti generati dall'IA potranno passare per autentici, gli spettatori potrebbero smettere di chiedersi chi ci sia veramente dietro quegli occhi. A quel punto, non importerà più. Tutto ciò che rimarrà sarà una storia, raccontata in modo efficiente, da nessuno.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/gemini/james-cameron-odia-gli-attori-fatti-con-lai</link>
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                            <![CDATA[ James Cameron sta respingendo con forza l'ascesa degli attori generati dall'IA come Tilly Norwood, definendoli una minaccia per l'anima del cinema. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li>James Cameron ha avvertito che gli attori generati dall'IA sono "orrorifici" e minacciano l'autentica performance.</li><li>Il commento è arrivato dopo il lancio dell'attrice interamente digitale Tilly Norwood.</li><li>L'avvento degli interpreti IA ha provocato la reazione contraria di SAG-AFTRA e delle star di Hollywood.</li></ul><p>ames Cameron, un regista sinonimo di magia digitale, ha visto il futuro del cinema e non vuole farne parte. "Orrorifico", l'ha chiamato in una recente intervista alla CBS. Non si riferiva a robot assassini o sequel di <em>Titanic</em>, ma all'<strong>IA generativa</strong>, e in specifico alla sua crescente capacità di generare interi attori da zero.</p><p>"Ora, andiamo all'altro estremo dello spettro", ha detto Cameron, contrapponendo il suo uso della <em>motion capture</em> e della CGI in <em>Avatar</em> alla tendenza attuale dell'IA, "e hai l'IA generativa, dove possono inventare un personaggio. Possono inventare un attore. Possono inventare una performance da zero con un <em>prompt</em> di testo. È come dire, no. Questo per me è orrorifico".</p><p>La visione di Cameron sulla recitazione tramite IA segna un chiaro allontanamento dal suo solito techno-ottimismo. Il suo disagio non riguarda i computer in sé; è la cancellazione dell'elemento umano al centro dell'arte che lo preoccupa. E per una volta, non sta usando metafore.</p><p>Al cuore dell'attuale ansia digitale dell'industria c'è <strong>Tilly Norwood</strong>, un'attrice fotorealistica generata dall'IA, creata dalla società Particle6 di Eline Van der Velden. Norwood è stata presentata a settembre allo Zurich Film Festival.</p><p>Mentre lei non ha recitato in un film né si è mossa davanti a una telecamera al di fuori dei <em>mock-up</em> digitali, ha attirato numerose critiche dall'industria cinematografica. La Screen Actors Guild (<strong>SAG-AFTRA</strong>) ha rilasciato una dichiarazione al vetriolo che denuncia Norwood come un'imitazione sintetica addestrata sul lavoro rubato di veri artisti.</p><p>Questo dibattito si inserisce in un contesto più ampio dove anche nel mondo del <em>gaming</em> l'IA sta sollevando questioni etiche e creative, specialmente per quanto riguarda i <a href="https://www.google.com/search?q=https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-giochi" target="_blank">migliori giochi</a>.</p><h2 id="il-futuro-degli-attori-ai">Il futuro degli attori AI</h2><p>Non si tratta solo di una questione sindacale per gli attori. È una questione di <strong>autorialità</strong>, di <strong>fiducia emotiva</strong>. Quando piangi durante una scena, una parte di te sta rispondendo alla persona che si cela dietro quella <em>performance</em>. Se quella persona viene sostituita da un algoritmo addestrato su migliaia di micro-espressioni, campioni vocali e clip di movimento, il risultato potrebbe comunque funzionare sullo schermo, ma a cosa ti stai esattamente connettendo?</p><p>L'avvertimento di Cameron risuona forte perché lui è tutt'altro che un tecnofobo. Ha trascorso decenni a fondere attori umani con sofisticati sistemi CGI, da <em>Terminator</em> ad <em>Avatar</em>, ma la differenza cruciale, come sottolinea, è che la <em>motion capture</em> preserva il <strong>nucleo umano</strong>. Non è stata una <em>server farm</em> a immaginare il volto Na’vi di Sigourney Weaver in <em>Avatar</em>; c'era ancora lei.</p><p>Sebbene Tilly Norwood possa essere solo una provocazione, è comunque un segnale di ciò che è in fase di sviluppo. Con gli attori di sfondo che possono essere scansionati una volta e usati per sempre, e gli studi che negoziano il diritto di replicare voci e sembianze all'infinito, le basi per produzioni interamente guidate dall'IA sono già state gettate.</p><p>Per ora, anche i <em>deepfake</em> o le controfigure digitali più all'avanguardia vengono in genere affiancati da attori reali per fornire un'ancora emotiva. Ma diamo tempo al tempo, e vedremo tentativi di rimuovere il fattore umano. Se poi il pubblico apprezzerà i film risultanti, è meno certo.</p><p>Cameron resta senza ambiguità nel "Team Umano". E sebbene il suo disagio possa sembrare romantico o persino drammatico, non è fuori luogo. Perché una volta che gli interpreti generati dall'IA potranno passare per autentici, gli spettatori potrebbero smettere di chiedersi chi ci sia veramente dietro quegli occhi. A quel punto, non importerà più. Tutto ciò che rimarrà sarà una storia, raccontata in modo efficiente, da nessuno.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ La ricerca AI di Opera Neon ci mette un minuto a fare un lavoro incredibile ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>Il nuovo aggiornamento di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser" target="_blank">Opera Neon</a> include una modalità <em>Deep Research</em> da 1 minuto che fornisce resoconti alla massima velocità.</li><li>Gli utenti possono anche passare da un modello AI all'altro, come Gemini 3 Pro e Nano Banana Pro, durante l'attività in corso.</li><li>L'aggiornamento abilita anche l'agente "Do" a creare e modificare automaticamente i documenti Google Docs in base ai <em>prompt</em> forniti.</li></ul><p>L'esperimento di <em>browser agentico</em> di Opera, <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser" target="_blank">Opera Neon</a>, ha appena lanciato una funzionalità che potrebbe ridefinire il modo in cui si effettua qualsiasi tipo di ricerca online. La nuova modalità di ricerca da 1 minuto per il suo <em>Opera Deep Research Agent</em> (ODRA) offre agli utenti la possibilità di generare mini-report completi, supportati da citazioni, in, come suggerisce il nome, circa 60 secondi.</p><p>L'aggiornamento segna uno dei tentativi più concreti finora per semplificare la ricerca online tramite l'IA, offrendo una profondità sufficiente senza farti cadere in un <em>rabbit hole</em> di collegamenti ipertestuali. E sebbene la funzionalità sia attualmente limitata agli utenti in accesso anticipato di Opera Neon, le implicazioni potrebbero estendersi ben oltre la nicchia degli <em>power-user</em>. Se ti sei mai trovato a destreggiarti tra 10 schede, un blocco note e una vaga sensazione di colpa accademica solo per confrontare nuovi telefoni, questa novità è per te.</p><p>ODRA non sostituisce la conversazione in stile ChatGPT o la creazione di contenuti. Si affianca, invece, agli agenti "Chat," "Do," e "Make" già esistenti in Opera Neon. Offre un ricercatore AI piccolo, efficiente e multi-threaded che parallelizza il compito, lo suddivide, lo assegna a compagni di squadra virtuali e riassembla una risposta unificata. Tu fai la domanda. Lui ti riporta il breve resoconto.</p><p>La nuova modalità da un minuto offre una via di mezzo tra una risposta AI superficiale e un <em>deep-dive</em> completo: abbastanza veloce da mantenere il tuo slancio, abbastanza rigorosa da non doverti affidare alle <em>allucinazioni</em> di una <em>chatbot</em>. Opera la descrive come la soluzione ideale per i momenti in cui non hai bisogno di un intero <em>white paper</em>, ma non vuoi nemmeno fare affidamento su un singolo <em>thread</em> di Reddit per decidere se quella nuova lavatrice valga il denaro.</p><p>A differenza della maggior parte degli strumenti AI integrati nei browser, che si limitano a riassumere i contenuti sulla pagina o a offrire suggerimenti leggeri, ODRA attinge da più fonti sul web aperto. Inoltre, si assicura di includere le citazioni.</p><h2 id="la-potenza-di-claude">La potenza di Claude </h2><p>Non è l'unica novità rilasciata in questo ultimo aggiornamento. Opera Neon ora include un nuovo selettore di modelli, che consente agli utenti di passare istantaneamente tra i principali sistemi AI, inclusi Gemini 3 Pro di Google e Nano Banana Pro. È possibile avviare una sessione utilizzando un modello e cambiarlo senza perdere la cronologia della chat o la sua comprensione del compito. È una piccola modifica con grandi implicazioni per l'usabilità, soprattutto per coloro che iniziano a notare che non tutti i modelli AI eccellono nelle stesse attività.</p><p>E sebbene ODRA possa essere la novità principale, anche l'agente "Do" di Neon è stato aggiornato. Ora funziona nativamente con Google Docs. Se si chiede a Neon di scrivere un rapporto che confronti le auto elettriche, ora non solo può ricercare l'argomento, ma anche inserirlo in un documento Google Docs formattato correttamente, titolo incluso. Da lì, è possibile modificarlo, condividerlo o chiedere a Neon di rivederlo, rinominare il file o aggiungere nuove ricerche in un secondo momento.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1993971898015748567"><p lang="en" dir="ltr">Fresh updates on Opera Neon 🚀• Our new Model Selector now includes: Gemini 3 & Nano Banana ProSimply choose the model that fits your workflow.• Need deeper insights without a full deep dive?1-Minute Research delivers richer answers, fast. pic.twitter.com/vzp8bTdgRc<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1993971898015748567">November 27, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Opera ha posizionato Neon come un <em>sandbox</em> (ambiente di prova) per funzionalità sperimentali che potrebbero essere troppo avanzate o specifiche per i suoi prodotti principali. Mentre il suo <em>browser</em> di punta, Opera One, si rivolge ancora a un vasto pubblico, Neon è destinato ai <em>power user</em> che desiderano che il <em>browser</em> faccia di più che aprire passivamente i contenuti.</p><p>Con agenti in grado di scrivere, rivedere, generare immagini, ricercare in profondità ed eseguire compiti in servizi esterni, Neon si comporta sempre più come un <em>frontend</em> per la delega delle attività, e non solo per la navigazione. La sua capacità di cambiare agenti o modelli a metà attività lo rende più fluido rispetto al crescente numero di <em>add-on</em> AI a scopo singolo presenti negli altri <em>browser</em>.</p><p>L'implicazione più ampia è che il futuro dell'IA potrebbe non risiedere nella tua <em>chatbox</em>, ma nel tuo <em>browser</em>. L'agente di ricerca da 1 minuto di Opera Neon è un prototipo iniziale di un cambiamento in cui l'IA non si limita a offrire commenti sui contenuti, ma diventa un livello di interfaccia tra te e il web stesso.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/la-ricerca-ai-di-opera-neon-ci-mette-un-minuto-a-fare-un-lavoro-incredibile</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Opera Neon è in grado di eseguire una ricerca approfondita in un minuto e ora ti permette di selezionare il tuo modello AI. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Opera Neon Deep Research]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li>Il nuovo aggiornamento di <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser" target="_blank">Opera Neon</a> include una modalità <em>Deep Research</em> da 1 minuto che fornisce resoconti alla massima velocità.</li><li>Gli utenti possono anche passare da un modello AI all'altro, come Gemini 3 Pro e Nano Banana Pro, durante l'attività in corso.</li><li>L'aggiornamento abilita anche l'agente "Do" a creare e modificare automaticamente i documenti Google Docs in base ai <em>prompt</em> forniti.</li></ul><p>L'esperimento di <em>browser agentico</em> di Opera, <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser" target="_blank">Opera Neon</a>, ha appena lanciato una funzionalità che potrebbe ridefinire il modo in cui si effettua qualsiasi tipo di ricerca online. La nuova modalità di ricerca da 1 minuto per il suo <em>Opera Deep Research Agent</em> (ODRA) offre agli utenti la possibilità di generare mini-report completi, supportati da citazioni, in, come suggerisce il nome, circa 60 secondi.</p><p>L'aggiornamento segna uno dei tentativi più concreti finora per semplificare la ricerca online tramite l'IA, offrendo una profondità sufficiente senza farti cadere in un <em>rabbit hole</em> di collegamenti ipertestuali. E sebbene la funzionalità sia attualmente limitata agli utenti in accesso anticipato di Opera Neon, le implicazioni potrebbero estendersi ben oltre la nicchia degli <em>power-user</em>. Se ti sei mai trovato a destreggiarti tra 10 schede, un blocco note e una vaga sensazione di colpa accademica solo per confrontare nuovi telefoni, questa novità è per te.</p><p>ODRA non sostituisce la conversazione in stile ChatGPT o la creazione di contenuti. Si affianca, invece, agli agenti "Chat," "Do," e "Make" già esistenti in Opera Neon. Offre un ricercatore AI piccolo, efficiente e multi-threaded che parallelizza il compito, lo suddivide, lo assegna a compagni di squadra virtuali e riassembla una risposta unificata. Tu fai la domanda. Lui ti riporta il breve resoconto.</p><p>La nuova modalità da un minuto offre una via di mezzo tra una risposta AI superficiale e un <em>deep-dive</em> completo: abbastanza veloce da mantenere il tuo slancio, abbastanza rigorosa da non doverti affidare alle <em>allucinazioni</em> di una <em>chatbot</em>. Opera la descrive come la soluzione ideale per i momenti in cui non hai bisogno di un intero <em>white paper</em>, ma non vuoi nemmeno fare affidamento su un singolo <em>thread</em> di Reddit per decidere se quella nuova lavatrice valga il denaro.</p><p>A differenza della maggior parte degli strumenti AI integrati nei browser, che si limitano a riassumere i contenuti sulla pagina o a offrire suggerimenti leggeri, ODRA attinge da più fonti sul web aperto. Inoltre, si assicura di includere le citazioni.</p><h2 id="la-potenza-di-claude">La potenza di Claude </h2><p>Non è l'unica novità rilasciata in questo ultimo aggiornamento. Opera Neon ora include un nuovo selettore di modelli, che consente agli utenti di passare istantaneamente tra i principali sistemi AI, inclusi Gemini 3 Pro di Google e Nano Banana Pro. È possibile avviare una sessione utilizzando un modello e cambiarlo senza perdere la cronologia della chat o la sua comprensione del compito. È una piccola modifica con grandi implicazioni per l'usabilità, soprattutto per coloro che iniziano a notare che non tutti i modelli AI eccellono nelle stesse attività.</p><p>E sebbene ODRA possa essere la novità principale, anche l'agente "Do" di Neon è stato aggiornato. Ora funziona nativamente con Google Docs. Se si chiede a Neon di scrivere un rapporto che confronti le auto elettriche, ora non solo può ricercare l'argomento, ma anche inserirlo in un documento Google Docs formattato correttamente, titolo incluso. Da lì, è possibile modificarlo, condividerlo o chiedere a Neon di rivederlo, rinominare il file o aggiungere nuove ricerche in un secondo momento.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1993971898015748567"><p lang="en" dir="ltr">Fresh updates on Opera Neon 🚀• Our new Model Selector now includes: Gemini 3 & Nano Banana ProSimply choose the model that fits your workflow.• Need deeper insights without a full deep dive?1-Minute Research delivers richer answers, fast. pic.twitter.com/vzp8bTdgRc<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1993971898015748567">November 27, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Opera ha posizionato Neon come un <em>sandbox</em> (ambiente di prova) per funzionalità sperimentali che potrebbero essere troppo avanzate o specifiche per i suoi prodotti principali. Mentre il suo <em>browser</em> di punta, Opera One, si rivolge ancora a un vasto pubblico, Neon è destinato ai <em>power user</em> che desiderano che il <em>browser</em> faccia di più che aprire passivamente i contenuti.</p><p>Con agenti in grado di scrivere, rivedere, generare immagini, ricercare in profondità ed eseguire compiti in servizi esterni, Neon si comporta sempre più come un <em>frontend</em> per la delega delle attività, e non solo per la navigazione. La sua capacità di cambiare agenti o modelli a metà attività lo rende più fluido rispetto al crescente numero di <em>add-on</em> AI a scopo singolo presenti negli altri <em>browser</em>.</p><p>L'implicazione più ampia è che il futuro dell'IA potrebbe non risiedere nella tua <em>chatbox</em>, ma nel tuo <em>browser</em>. L'agente di ricerca da 1 minuto di Opera Neon è un prototipo iniziale di un cambiamento in cui l'IA non si limita a offrire commenti sui contenuti, ma diventa un livello di interfaccia tra te e il web stesso.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Sam Altman vuole dispositivi AI coccolosi, ma sembra sorveglianza  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>l CEO di OpenAI, Sam Altman, ha confermato questa settimana che l'azienda sta sviluppando un dispositivo completamente nuovo, incentrato sull'AI. Secondo lui, questo sarà in netto contrasto con il disordine e il caos generato dai nostri telefoni e dalle applicazioni. Anzi, ha paragonato l'esperienza d'uso a "sedersi nella cabina più bella in riva a un lago e in montagna, e godersi semplicemente la pace e la calma". Ma comprendere l'utente nel contesto e analizzare abitudini, stati d'animo e routine sembra più intimo di quanto non lo sia la relazione tra la maggior parte delle persone e i propri cari, figuriamoci con un pezzo di hardware.</p><p>La sua retorica nasconde una realtà molto diversa. Un dispositivo progettato per monitorare costantemente la tua vita, per raccogliere dettagli su dove ti trovi, cosa fai, come parli e altro ancora, suona soffocante. Avere un osservatore elettronico che assorbe ogni sfumatura del tuo comportamento e si adatta alla tua vita può sembrare accettabile, finché non si considera il percorso che questi dati compiono per fornire l'analisi.</p><p>Definire "rasserenante" un dispositivo è come chiudere gli occhi e sperare di essere invisibili. È sorveglianza, volontaria, ma onnicomprensiva. La promessa di serenità sembra una copertura intelligente per la rinuncia alla privacy e per qualcosa di peggio. La consapevolezza del contesto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 non è sinonimo di pace.</p><h2 id="gli-occhi-dell-ai-puntati-su-di-te">Gli occhi dell'AI puntati su di te</h2><p>La solitudine e la pace si basano su un senso di sicurezza. Un dispositivo che afferma di offrirmi calma dissolvendo quei confini non fa che espormi. L'analogia di Altman della "cabina in riva al lago" è seducente. Chi non ha mai sognato di sfuggire al costante <em>ping</em> delle notifiche, agli annunci lampeggianti, al caos algoritmico delle app moderne, e di allontanarsi da tutto questo per rifugiarsi in un luogo di pace? Ma la serenità costruita sull'osservazione costante è un'illusione.</p><p>Non si tratta solo di scetticismo verso i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-gadget-a-energia-solare" target="_blank">migliori gadget a energia solare</a> o la tecnologia. Qui risiede un paradosso profondamente radicato. Più questo dispositivo diventa consapevole del contesto e reattivo, più informazioni ottiene su di te. Più informazioni ha, maggiore è il potenziale di intrusione.</p><p>La versione di calma che Altman sta cercando di venderci dipende da una discrezione indefinita. Dobbiamo fidarci delle persone giuste con tutti i nostri dati e credere che un algoritmo, e l'azienda che lo gestisce, tratteranno sempre le nostre informazioni personali con riguardo e attenzione. Dobbiamo fidarci che non useranno mai questi dati come strumento di influenza, che non li utilizzeranno mai per influenzare i nostri pensieri, le nostre decisioni, le nostre scelte politiche, le nostre abitudini di acquisto, le nostre relazioni.</p><p>È una richiesta enorme, anche prima di considerare la storia di Altman in materia di diritti di proprietà intellettuale.</p><h2 id="vedere-e-prendere">Vedere e prendere</h2><p>La solitudine e la pace si basano su un senso di sicurezza. Un dispositivo che afferma di offrirmi calma dissolvendo quei confini non fa che espormi. L'analogia di Altman della "cabina in riva al lago" è seducente. Chi non ha mai sognato di sfuggire al costante <em>ping</em> delle notifiche, agli annunci lampeggianti, al caos algoritmico delle app moderne, e di allontanarsi da tutto questo per rifugiarsi in un luogo di pace? Ma la serenità costruita sull'osservazione costante è un'illusione.</p><p>Non si tratta solo di scetticismo verso i gadget. Qui risiede un paradosso profondamente radicato. Più questo dispositivo diventa consapevole del contesto e reattivo, più informazioni ottiene su di te. Più informazioni ha, maggiore è il potenziale di intrusione.</p><p>La versione di calma che Altman sta cercando di venderci dipende da una discrezione indefinita. Dobbiamo fidarci delle persone giuste con tutti i nostri dati e credere che un algoritmo, e l'azienda che lo gestisce, tratteranno sempre le nostre informazioni personali con riguardo e attenzione. Dobbiamo fidarci che non useranno mai questi dati come strumento di influenza, che non li utilizzeranno mai per influenzare i nostri pensieri, le nostre decisioni, le nostre scelte politiche, le nostre abitudini di acquisto, le nostre relazioni.</p><p>È una richiesta enorme, anche prima di considerare la storia di Altman in materia di diritti di proprietà intellettuale.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/openai/sam-altman-vuole-dispositivi-ai-coccolosi-ma-sembra-sorveglianza</link>
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                            <![CDATA[ Il nuovo dispositivo di OpenAI promette serenità, ma la sua sorveglianza always-on renderà la sua proprietà tutt'altro che pacifica. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">zdis739DyBs4cNwgKMdvEK</guid>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Sam Altman]]></media:title>
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                                <p>l CEO di OpenAI, Sam Altman, ha confermato questa settimana che l'azienda sta sviluppando un dispositivo completamente nuovo, incentrato sull'AI. Secondo lui, questo sarà in netto contrasto con il disordine e il caos generato dai nostri telefoni e dalle applicazioni. Anzi, ha paragonato l'esperienza d'uso a "sedersi nella cabina più bella in riva a un lago e in montagna, e godersi semplicemente la pace e la calma". Ma comprendere l'utente nel contesto e analizzare abitudini, stati d'animo e routine sembra più intimo di quanto non lo sia la relazione tra la maggior parte delle persone e i propri cari, figuriamoci con un pezzo di hardware.</p><p>La sua retorica nasconde una realtà molto diversa. Un dispositivo progettato per monitorare costantemente la tua vita, per raccogliere dettagli su dove ti trovi, cosa fai, come parli e altro ancora, suona soffocante. Avere un osservatore elettronico che assorbe ogni sfumatura del tuo comportamento e si adatta alla tua vita può sembrare accettabile, finché non si considera il percorso che questi dati compiono per fornire l'analisi.</p><p>Definire "rasserenante" un dispositivo è come chiudere gli occhi e sperare di essere invisibili. È sorveglianza, volontaria, ma onnicomprensiva. La promessa di serenità sembra una copertura intelligente per la rinuncia alla privacy e per qualcosa di peggio. La consapevolezza del contesto 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 non è sinonimo di pace.</p><h2 id="gli-occhi-dell-ai-puntati-su-di-te">Gli occhi dell'AI puntati su di te</h2><p>La solitudine e la pace si basano su un senso di sicurezza. Un dispositivo che afferma di offrirmi calma dissolvendo quei confini non fa che espormi. L'analogia di Altman della "cabina in riva al lago" è seducente. Chi non ha mai sognato di sfuggire al costante <em>ping</em> delle notifiche, agli annunci lampeggianti, al caos algoritmico delle app moderne, e di allontanarsi da tutto questo per rifugiarsi in un luogo di pace? Ma la serenità costruita sull'osservazione costante è un'illusione.</p><p>Non si tratta solo di scetticismo verso i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/i-migliori-gadget-a-energia-solare" target="_blank">migliori gadget a energia solare</a> o la tecnologia. Qui risiede un paradosso profondamente radicato. Più questo dispositivo diventa consapevole del contesto e reattivo, più informazioni ottiene su di te. Più informazioni ha, maggiore è il potenziale di intrusione.</p><p>La versione di calma che Altman sta cercando di venderci dipende da una discrezione indefinita. Dobbiamo fidarci delle persone giuste con tutti i nostri dati e credere che un algoritmo, e l'azienda che lo gestisce, tratteranno sempre le nostre informazioni personali con riguardo e attenzione. Dobbiamo fidarci che non useranno mai questi dati come strumento di influenza, che non li utilizzeranno mai per influenzare i nostri pensieri, le nostre decisioni, le nostre scelte politiche, le nostre abitudini di acquisto, le nostre relazioni.</p><p>È una richiesta enorme, anche prima di considerare la storia di Altman in materia di diritti di proprietà intellettuale.</p><h2 id="vedere-e-prendere">Vedere e prendere</h2><p>La solitudine e la pace si basano su un senso di sicurezza. Un dispositivo che afferma di offrirmi calma dissolvendo quei confini non fa che espormi. L'analogia di Altman della "cabina in riva al lago" è seducente. Chi non ha mai sognato di sfuggire al costante <em>ping</em> delle notifiche, agli annunci lampeggianti, al caos algoritmico delle app moderne, e di allontanarsi da tutto questo per rifugiarsi in un luogo di pace? Ma la serenità costruita sull'osservazione costante è un'illusione.</p><p>Non si tratta solo di scetticismo verso i gadget. Qui risiede un paradosso profondamente radicato. Più questo dispositivo diventa consapevole del contesto e reattivo, più informazioni ottiene su di te. Più informazioni ha, maggiore è il potenziale di intrusione.</p><p>La versione di calma che Altman sta cercando di venderci dipende da una discrezione indefinita. Dobbiamo fidarci delle persone giuste con tutti i nostri dati e credere che un algoritmo, e l'azienda che lo gestisce, tratteranno sempre le nostre informazioni personali con riguardo e attenzione. Dobbiamo fidarci che non useranno mai questi dati come strumento di influenza, che non li utilizzeranno mai per influenzare i nostri pensieri, le nostre decisioni, le nostre scelte politiche, le nostre abitudini di acquisto, le nostre relazioni.</p><p>È una richiesta enorme, anche prima di considerare la storia di Altman in materia di diritti di proprietà intellettuale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Gemini 3 ha appena rubato il fan più grande di ChatGPT ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li>Il CEO di Salesforce, Marc Benioff, ha abbandonato improvvisamente ChatGPT per Google Gemini 3.</li><li>Ha effettuato il passaggio dopo aver provato Gemini 3 per sole due ore.</li><li>Benioff ha elogiato la velocità, la capacità di ragionamento e le funzionalità multimodali di Gemini 3, definendole un grande balzo in avanti.</li></ul><p>Il CEO di Salesforce, Marc Benioff, ha clamorosamente abbandonato il suo uso quotidiano di ChatGPT in favore di Google Gemini 3, definendo il nuovo modello di Google un balzo in avanti "pazzesco" in termini di ragionamento, velocità e capacità multimodali.</p><p>Benioff, un nome di spicco nell'ambito del software aziendale, ha dichiarato di essere passato a Gemini 3 dopo averlo provato per sole due ore.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1992726929204760661"><p lang="en" dir="ltr">Holy shit. I’ve used ChatGPT every day for 3 years. Just spent 2 hours on Gemini 3. I’m not going back. The leap is insane — reasoning, speed, images, video… everything is sharper and faster. It feels like the world just changed, again. ❤️ 🤖 https://t.co/HruXhc16Mq<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1992726929204760661">November 23, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il post non è stato affatto velato. Non è stato edulcorato da educati paragoni o da un ottimismo neutrale. Non solo una delle figure aziendali più in vista della Silicon Valley è passata da OpenAI a Google, ma si è anche preoccupata di farlo sapere al mondo.</p><p>Gemini 3 ha raccolto numerosi altri plausi per la sua capacità di fondere i più recenti progressi di Google DeepMind in un'unica architettura unificata. Gemini 3 supporta testo, immagini, codice, audio e video in un'unica interfaccia. Per molti aspetti, Gemini 3 è ben posizionato per strappare a ChatGPT la corona di chatbot IA di riferimento.</p><p>Sebbene l'ubiquità di ChatGPT lo avesse reso, in un certo senso, inevitabile, il post di Benioff suggerisce che questa inevitabilità ha una data di scadenza. Nel giro di poche ore, uno dei suoi più importanti sostenitori ha disertato. Questo dice più sulla velocità dell'evoluzione dell'IA di quanto possa fare qualsiasi classifica o <em>benchmark</em>.</p><h2 id="la-rivalita-nell-ia-si-fa-incandescente">La rivalità nell'IA si fa incandescente</h2><p>Benioff non è un semplice <em>early adopter</em> occasionale. Salesforce ha integrato profondamente l'IA nei suoi prodotti e nella sua strategia aziendale. È stato tra i primi colossi <em>enterprise</em> a collaborare con OpenAI per l'introduzione di strumenti di produttività integrati nei software di gestione delle relazioni con i clienti. Quando Benioff fa un salto personale come questo, porta con sé il peso di un potenziale allineamento aziendale. E se Gemini 3 è ora il modello a cui lui fa riferimento, è probabile che le <em>suite</em> software intorno a lui seguiranno presto questa strada.</p><p>I punti di forza di Gemini 3 sembrano corrispondere esattamente a ciò che gli utenti ad alta frequenza come Benioff cercano in termini di velocità, capacità di ragionamento e flessibilità. Google ha chiarito che Gemini 3 è stato costruito per funzionare come un motore flessibile sia per i consumatori che per gli sviluppatori, in grado di alimentare qualsiasi cosa, dai <em>bot</em> di <em>helpdesk</em> ai suggerimenti per l'editing video. Questa ampiezza di utilizzo potrebbe essere ciò che ha fatto pendere la bilancia per Benioff, la cui giornata probabilmente implica il passaggio continuo tra set di dati, <em>dashboard</em> e <em>vision deck</em> alla velocità della luce tipica della Silicon Valley.</p><p>Questo è un ottimo promemoria che il panorama dell'IA sta diventando sempre più competitivo. C'è un crescente coro di contendenti che si affanna per creare il tuo assistente IA. Per le persone che usano ChatGPT occasionalmente, nulla deve cambiare da un giorno all'altro. Ma la conversione pubblica di Benioff offre uno sguardo su quanto velocemente anche le preferenze consolidate possano cedere il passo alla promessa di strumenti più affinati.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/gemini/il-ceo-di-salesforce-abbandona-chatgpt-per-gemini-3-e-dichiara-il-salto-e-pazzesco-non-torno-piu-indietro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il passaggio a sorpresa del CEO di Salesforce, Marc Benioff, da ChatGPT a Gemini 3 evidenzia quanto rapidamente possano cambiare le preferenze in campo IA man mano che i nuovi modelli alzano l'asticella della qualità. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Salesforce ]]></media:title>
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                                <ul><li>Il CEO di Salesforce, Marc Benioff, ha abbandonato improvvisamente ChatGPT per Google Gemini 3.</li><li>Ha effettuato il passaggio dopo aver provato Gemini 3 per sole due ore.</li><li>Benioff ha elogiato la velocità, la capacità di ragionamento e le funzionalità multimodali di Gemini 3, definendole un grande balzo in avanti.</li></ul><p>Il CEO di Salesforce, Marc Benioff, ha clamorosamente abbandonato il suo uso quotidiano di ChatGPT in favore di Google Gemini 3, definendo il nuovo modello di Google un balzo in avanti "pazzesco" in termini di ragionamento, velocità e capacità multimodali.</p><p>Benioff, un nome di spicco nell'ambito del software aziendale, ha dichiarato di essere passato a Gemini 3 dopo averlo provato per sole due ore.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1992726929204760661"><p lang="en" dir="ltr">Holy shit. I’ve used ChatGPT every day for 3 years. Just spent 2 hours on Gemini 3. I’m not going back. The leap is insane — reasoning, speed, images, video… everything is sharper and faster. It feels like the world just changed, again. ❤️ 🤖 https://t.co/HruXhc16Mq<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1992726929204760661">November 23, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Il post non è stato affatto velato. Non è stato edulcorato da educati paragoni o da un ottimismo neutrale. Non solo una delle figure aziendali più in vista della Silicon Valley è passata da OpenAI a Google, ma si è anche preoccupata di farlo sapere al mondo.</p><p>Gemini 3 ha raccolto numerosi altri plausi per la sua capacità di fondere i più recenti progressi di Google DeepMind in un'unica architettura unificata. Gemini 3 supporta testo, immagini, codice, audio e video in un'unica interfaccia. Per molti aspetti, Gemini 3 è ben posizionato per strappare a ChatGPT la corona di chatbot IA di riferimento.</p><p>Sebbene l'ubiquità di ChatGPT lo avesse reso, in un certo senso, inevitabile, il post di Benioff suggerisce che questa inevitabilità ha una data di scadenza. Nel giro di poche ore, uno dei suoi più importanti sostenitori ha disertato. Questo dice più sulla velocità dell'evoluzione dell'IA di quanto possa fare qualsiasi classifica o <em>benchmark</em>.</p><h2 id="la-rivalita-nell-ia-si-fa-incandescente">La rivalità nell'IA si fa incandescente</h2><p>Benioff non è un semplice <em>early adopter</em> occasionale. Salesforce ha integrato profondamente l'IA nei suoi prodotti e nella sua strategia aziendale. È stato tra i primi colossi <em>enterprise</em> a collaborare con OpenAI per l'introduzione di strumenti di produttività integrati nei software di gestione delle relazioni con i clienti. Quando Benioff fa un salto personale come questo, porta con sé il peso di un potenziale allineamento aziendale. E se Gemini 3 è ora il modello a cui lui fa riferimento, è probabile che le <em>suite</em> software intorno a lui seguiranno presto questa strada.</p><p>I punti di forza di Gemini 3 sembrano corrispondere esattamente a ciò che gli utenti ad alta frequenza come Benioff cercano in termini di velocità, capacità di ragionamento e flessibilità. Google ha chiarito che Gemini 3 è stato costruito per funzionare come un motore flessibile sia per i consumatori che per gli sviluppatori, in grado di alimentare qualsiasi cosa, dai <em>bot</em> di <em>helpdesk</em> ai suggerimenti per l'editing video. Questa ampiezza di utilizzo potrebbe essere ciò che ha fatto pendere la bilancia per Benioff, la cui giornata probabilmente implica il passaggio continuo tra set di dati, <em>dashboard</em> e <em>vision deck</em> alla velocità della luce tipica della Silicon Valley.</p><p>Questo è un ottimo promemoria che il panorama dell'IA sta diventando sempre più competitivo. C'è un crescente coro di contendenti che si affanna per creare il tuo assistente IA. Per le persone che usano ChatGPT occasionalmente, nulla deve cambiare da un giorno all'altro. Ma la conversione pubblica di Benioff offre uno sguardo su quanto velocemente anche le preferenze consolidate possano cedere il passo alla promessa di strumenti più affinati.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Siamo pronti per l'era post-quantistica? ]]></title>
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Molti degli attuali meccanismi di sicurezza hanno dimostrato il loro valore nel corso degli anni, ma ora si trovano di fronte a una sfida fondamentale: l'emergere dei <strong>computer quantistici</strong>.</p><p>Questa tecnologia minaccia di scuotere le fondamenta dei metodi di crittografia tradizionali e di cambiare radicalmente la cybersecurity per come la conosciamo.</p><p>Lo sviluppo di algoritmi crittografici resistenti ai computer quantistici è oggi una <strong>priorità assoluta</strong> per aziende, governi e istituti di ricerca a livello globale.</p><p>Questi nuovi metodi di cifratura devono garantire una protezione affidabile anche in un mondo in cui i computer quantistici sono una realtà, ponendo le basi per la sicurezza informatica del futuro. È il momento di dare uno sguardo più da vicino a questo argomento.</p><h2 id="perche-la-crittografia-tradizionale-e-vulnerabile">Perché la crittografia tradizionale è vulnerabile</h2><p>I metodi di crittografia come RSA (Rivest-Shamir-Adleman) e ECC (Elliptic Curve Cryptography) si basano su problemi matematici che risultano praticamente <strong>irrisolvibili</strong> per i computer convenzionali senza la chiave corretta.</p><p>I problemi sono scelti appositamente affinché i computer tradizionali non possano risolverli. I computer quantistici, tuttavia, modificano drasticamente questo punto di partenza, poiché sono in grado di risolvere con molta più facilità anche le sfide matematiche più ardue.</p><p>Gli esperti stimano che computer quantistici pienamente funzionali e con sufficiente potenza di calcolo potrebbero essere disponibili <strong>entro i prossimi dieci anni</strong>.</p><p>Tuttavia, lo scenario "raccogli ora, decifra dopo" (<em><strong>harvest now, decrypt later</strong></em>) rappresenta un problema concreto già oggi: gli attaccanti stanno accumulando dati crittografati nella speranza di poterli decifrare in futuro, utilizzando la tecnologia quantistica.</p><h2 id="approcci-diversi-per-l-era-post-quantistica">Approcci diversi per l'era post-quantistica</h2><p>La crittografia resistente ai computer quantistici adotta un approccio diverso rispetto alle soluzioni precedenti: esegue la cifratura basandosi su problemi matematici che sono talmente complessi che neanche i computer quantistici possono risolvere con facilità.</p><p>La crittografia utilizza strutture che richiamano labirinti o reticoli multidimensionali. Anche con la potenza di calcolo aggiuntiva delle macchine quantistiche, queste sfide non possono essere risolte.</p><p>Esistono vari approcci in competizione tra loro per individuare la soluzione migliore nella crittografia post-quantistica. <strong>Classic McEliece</strong>, ad esempio, utilizza la teoria della codifica come base e offre un elevato livello di sicurezza. Tuttavia, questo richiede chiavi di dimensioni molto grandi, il che lo rende inadatto a ogni situazione.</p><p><strong>SPHINCS+</strong>, d'altra parte, si affida alle funzioni di <em>hash</em> e trasforma i dati in "impronte digitali" digitali. L'approccio è estremamente sicuro, ma funziona più lentamente rispetto ad altri metodi.</p><p>Altri approcci come HQC, BIKE e Rainbow sono attualmente oggetto di ricerca per scenari specifici. Alcuni di questi sono più adatti a piccoli dispositivi come i sensori, mentre altri sono progettati per applicazioni altamente sicure come i sistemi bancari.</p><h2 id="gli-standard-come-guida-per-l-industria">Gli standard come guida per l'industria</h2><p>L'Istituto Nazionale di Standard e Tecnologia (NIST) ha definito un approccio importante con i primi standard per la crittografia post-quantistica: <strong>CRYSTALS-Kyber</strong> (noto come ML-KEM) e <strong>CRYSTALS-Dilithium</strong> (noto come ML-DSA).</p><p>Entrambi sono stati sviluppati come standard dedicati ai computer quantistici, ma seguono percorsi diversi.</p><p><strong>ML-KEM</strong> aiuta due parti a condividere in modo sicuro una chiave segreta. Questo è paragonabile all'accordo su una nuova password, inviolabile, attraverso un canale aperto.</p><p><strong>ML-DSA</strong>, al contrario, è utilizzato come una firma in calce a una lettera per confermare digitalmente che un messaggio proviene effettivamente dalla persona specificata.</p><p>Entrambi i sistemi lavorano con complessi labirinti matematici basati su reticoli (<em><strong>lattice basis</strong></em>) e aggiungono volutamente del "rumore" casuale (<em>random noise</em>) per rendere gli enigmi ancora più difficili da risolvere. Sono progettati per resistere agli attacchi dei futuri computer quantistici e per funzionare in modo efficiente sull'hardware moderno.</p><p>Tuttavia, richiedono una quantità di dati maggiore, con chiavi e firme più grandi. E questo si traduce in più informazioni per la comunicazione e in maggiori esigenze in termini di potenza di calcolo.</p><h2 id="sfide-per-l-implementazione">Sfide per l'implementazione</h2><p>La transizione verso la crittografia resistente ai computer quantistici comporta sfide sia tecniche che organizzative che creano problemi con i sistemi meno recenti. Inoltre, molte aziende si trovano ad affrontare la difficoltà di non avere una visione completa su dove e come viene utilizzata la crittografia.</p><p>Superare con successo queste sfide richiede un <strong>approccio sistematico</strong>. Le aziende dovrebbero innanzitutto condurre un <em>audit</em> per censire tutte le pratiche di crittografia attualmente in uso. La stretta collaborazione con <em>partner</em> tecnologici e fornitori è essenziale.</p><p>Una base fondamentale è la costruzione di <strong>sistemi crittograficamente agili</strong> (<em>crypto-agile</em>). Questi sistemi sono in grado di cambiare i metodi di crittografia senza la necessità di un'importante riorganizzazione. Allo stesso tempo, i <em>team</em> devono essere formati su questi nuovi approcci, in modo che tutti siano consapevoli dei cambiamenti.</p><h2 id="istituzioni-e-sicurezza-globale">Istituzioni e sicurezza globale</h2><p>I governi e le organizzazioni internazionali svolgono un ruolo chiave nella promozione della crittografia resistente ai computer quantistici. A livello globale, organizzazioni e governi stanno lavorando insieme per creare standard a prova di futuro.</p><p>Il NIST (National Institute of Standards and Technology) e gli organismi europei come l'ETSI (European Telecommunications Standards Institute), l'ENISA (European Network and Information Security Agency) e l'NCSC (National Cyber Security Centre) del Regno Unito sono alla guida di questi sforzi.</p><p>Anche Paesi come il Giappone e il Canada stanno dando contributi importanti. Tutto ciò contribuisce a garantire che i nuovi standard di sicurezza siano <strong>solidi e accettati in tutto il mondo</strong>.</p><p>Gli sviluppi normativi stanno aumentando la pressione sulle aziende affinché agiscano tempestivamente. Negli Stati Uniti, alcuni ordini esecutivi esortano le organizzazioni federali a prepararsi alle future minacce quantistiche.</p><p>In Europa, i funzionari raccomandano che la migrazione verso la crittografia a prova di quanti sia completata <strong>entro il 2035</strong> circa. Le aziende dovranno presto seguire linee guida specifiche per proteggere i propri dati.</p><h2 id="maggiore-sicurezza-grazie-all-ia">Maggiore sicurezza grazie all'IA</h2><p>Combinando l'intelligenza artificiale (IA) con la crittografia resistente ai computer quantistici, la sicurezza informatica può essere migliorata in modo significativo.</p><p>I sistemi di IA possono infatti <strong>cercare continuamente punti deboli</strong> nella cifratura, contribuendo anche a <strong>ottimizzare e gestire i processi crittografici</strong> per la massima efficienza. Ciò consente di testare i <em>pattern</em> di attacco e individuare le lacune di sicurezza.</p><p>Unendo l'IA alla crittografia a prova di quanti, le organizzazioni possono creare sistemi di sicurezza dinamici e <strong>autorigeneranti</strong> che si adattano alle minacce emergenti. Insieme, queste tecnologie rendono possibile lo sviluppo di meccanismi di difesa proattivi.</p><h2 id="il-cambiamento-come-opportunita-strategica">Il cambiamento come opportunità strategica</h2><p>I computer quantistici segnano una <strong>svolta storica</strong> nella sicurezza informatica. Per la prima volta dopo decenni, le aziende devono ripensare le proprie misure di sicurezza e, al contempo, cogliere l'opportunità di <strong>proiettare nel futuro</strong> la propria infrastruttura crittografica.</p><p>Questa trasformazione va ben oltre il semplice cambio di algoritmo: richiede una nuova comprensione della <strong>gestione del rischio</strong> in un mondo in cui la sicurezza matematica tradizionale non è più garantita.</p><p>La chiave del successo risiede nella preparazione strategica. Le aziende che svilupperanno oggi <strong>architetture crittograficamente agili</strong> e formeranno di conseguenza i propri <em>team</em> saranno in grado di rispondere ai futuri <em>exploit</em> tecnologici.</p><p>Ciò offre una rara opportunità non solo di mantenere la sicurezza, ma di <strong>migliorarla</strong>, per coloro che vogliono plasmare attivamente il cambiamento anziché subirlo passivamente.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/siamo-pronti-per-lera-post-quantistica</link>
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                            <![CDATA[ La crittografia costituisce la spina dorsale della sicurezza digitale, ma ora si trova ad affrontare una sfida fondamentale: l'emergere dei computer quantistici. ]]>
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                                <p>La <strong>crittografia</strong> è la spina dorsale della sicurezza digitale, proteggendo i dati sensibili da accessi non autorizzati. Molti degli attuali meccanismi di sicurezza hanno dimostrato il loro valore nel corso degli anni, ma ora si trovano di fronte a una sfida fondamentale: l'emergere dei <strong>computer quantistici</strong>.</p><p>Questa tecnologia minaccia di scuotere le fondamenta dei metodi di crittografia tradizionali e di cambiare radicalmente la cybersecurity per come la conosciamo.</p><p>Lo sviluppo di algoritmi crittografici resistenti ai computer quantistici è oggi una <strong>priorità assoluta</strong> per aziende, governi e istituti di ricerca a livello globale.</p><p>Questi nuovi metodi di cifratura devono garantire una protezione affidabile anche in un mondo in cui i computer quantistici sono una realtà, ponendo le basi per la sicurezza informatica del futuro. È il momento di dare uno sguardo più da vicino a questo argomento.</p><h2 id="perche-la-crittografia-tradizionale-e-vulnerabile">Perché la crittografia tradizionale è vulnerabile</h2><p>I metodi di crittografia come RSA (Rivest-Shamir-Adleman) e ECC (Elliptic Curve Cryptography) si basano su problemi matematici che risultano praticamente <strong>irrisolvibili</strong> per i computer convenzionali senza la chiave corretta.</p><p>I problemi sono scelti appositamente affinché i computer tradizionali non possano risolverli. I computer quantistici, tuttavia, modificano drasticamente questo punto di partenza, poiché sono in grado di risolvere con molta più facilità anche le sfide matematiche più ardue.</p><p>Gli esperti stimano che computer quantistici pienamente funzionali e con sufficiente potenza di calcolo potrebbero essere disponibili <strong>entro i prossimi dieci anni</strong>.</p><p>Tuttavia, lo scenario "raccogli ora, decifra dopo" (<em><strong>harvest now, decrypt later</strong></em>) rappresenta un problema concreto già oggi: gli attaccanti stanno accumulando dati crittografati nella speranza di poterli decifrare in futuro, utilizzando la tecnologia quantistica.</p><h2 id="approcci-diversi-per-l-era-post-quantistica">Approcci diversi per l'era post-quantistica</h2><p>La crittografia resistente ai computer quantistici adotta un approccio diverso rispetto alle soluzioni precedenti: esegue la cifratura basandosi su problemi matematici che sono talmente complessi che neanche i computer quantistici possono risolvere con facilità.</p><p>La crittografia utilizza strutture che richiamano labirinti o reticoli multidimensionali. Anche con la potenza di calcolo aggiuntiva delle macchine quantistiche, queste sfide non possono essere risolte.</p><p>Esistono vari approcci in competizione tra loro per individuare la soluzione migliore nella crittografia post-quantistica. <strong>Classic McEliece</strong>, ad esempio, utilizza la teoria della codifica come base e offre un elevato livello di sicurezza. Tuttavia, questo richiede chiavi di dimensioni molto grandi, il che lo rende inadatto a ogni situazione.</p><p><strong>SPHINCS+</strong>, d'altra parte, si affida alle funzioni di <em>hash</em> e trasforma i dati in "impronte digitali" digitali. L'approccio è estremamente sicuro, ma funziona più lentamente rispetto ad altri metodi.</p><p>Altri approcci come HQC, BIKE e Rainbow sono attualmente oggetto di ricerca per scenari specifici. Alcuni di questi sono più adatti a piccoli dispositivi come i sensori, mentre altri sono progettati per applicazioni altamente sicure come i sistemi bancari.</p><h2 id="gli-standard-come-guida-per-l-industria">Gli standard come guida per l'industria</h2><p>L'Istituto Nazionale di Standard e Tecnologia (NIST) ha definito un approccio importante con i primi standard per la crittografia post-quantistica: <strong>CRYSTALS-Kyber</strong> (noto come ML-KEM) e <strong>CRYSTALS-Dilithium</strong> (noto come ML-DSA).</p><p>Entrambi sono stati sviluppati come standard dedicati ai computer quantistici, ma seguono percorsi diversi.</p><p><strong>ML-KEM</strong> aiuta due parti a condividere in modo sicuro una chiave segreta. Questo è paragonabile all'accordo su una nuova password, inviolabile, attraverso un canale aperto.</p><p><strong>ML-DSA</strong>, al contrario, è utilizzato come una firma in calce a una lettera per confermare digitalmente che un messaggio proviene effettivamente dalla persona specificata.</p><p>Entrambi i sistemi lavorano con complessi labirinti matematici basati su reticoli (<em><strong>lattice basis</strong></em>) e aggiungono volutamente del "rumore" casuale (<em>random noise</em>) per rendere gli enigmi ancora più difficili da risolvere. Sono progettati per resistere agli attacchi dei futuri computer quantistici e per funzionare in modo efficiente sull'hardware moderno.</p><p>Tuttavia, richiedono una quantità di dati maggiore, con chiavi e firme più grandi. E questo si traduce in più informazioni per la comunicazione e in maggiori esigenze in termini di potenza di calcolo.</p><h2 id="sfide-per-l-implementazione">Sfide per l'implementazione</h2><p>La transizione verso la crittografia resistente ai computer quantistici comporta sfide sia tecniche che organizzative che creano problemi con i sistemi meno recenti. Inoltre, molte aziende si trovano ad affrontare la difficoltà di non avere una visione completa su dove e come viene utilizzata la crittografia.</p><p>Superare con successo queste sfide richiede un <strong>approccio sistematico</strong>. Le aziende dovrebbero innanzitutto condurre un <em>audit</em> per censire tutte le pratiche di crittografia attualmente in uso. La stretta collaborazione con <em>partner</em> tecnologici e fornitori è essenziale.</p><p>Una base fondamentale è la costruzione di <strong>sistemi crittograficamente agili</strong> (<em>crypto-agile</em>). Questi sistemi sono in grado di cambiare i metodi di crittografia senza la necessità di un'importante riorganizzazione. Allo stesso tempo, i <em>team</em> devono essere formati su questi nuovi approcci, in modo che tutti siano consapevoli dei cambiamenti.</p><h2 id="istituzioni-e-sicurezza-globale">Istituzioni e sicurezza globale</h2><p>I governi e le organizzazioni internazionali svolgono un ruolo chiave nella promozione della crittografia resistente ai computer quantistici. A livello globale, organizzazioni e governi stanno lavorando insieme per creare standard a prova di futuro.</p><p>Il NIST (National Institute of Standards and Technology) e gli organismi europei come l'ETSI (European Telecommunications Standards Institute), l'ENISA (European Network and Information Security Agency) e l'NCSC (National Cyber Security Centre) del Regno Unito sono alla guida di questi sforzi.</p><p>Anche Paesi come il Giappone e il Canada stanno dando contributi importanti. Tutto ciò contribuisce a garantire che i nuovi standard di sicurezza siano <strong>solidi e accettati in tutto il mondo</strong>.</p><p>Gli sviluppi normativi stanno aumentando la pressione sulle aziende affinché agiscano tempestivamente. Negli Stati Uniti, alcuni ordini esecutivi esortano le organizzazioni federali a prepararsi alle future minacce quantistiche.</p><p>In Europa, i funzionari raccomandano che la migrazione verso la crittografia a prova di quanti sia completata <strong>entro il 2035</strong> circa. Le aziende dovranno presto seguire linee guida specifiche per proteggere i propri dati.</p><h2 id="maggiore-sicurezza-grazie-all-ia">Maggiore sicurezza grazie all'IA</h2><p>Combinando l'intelligenza artificiale (IA) con la crittografia resistente ai computer quantistici, la sicurezza informatica può essere migliorata in modo significativo.</p><p>I sistemi di IA possono infatti <strong>cercare continuamente punti deboli</strong> nella cifratura, contribuendo anche a <strong>ottimizzare e gestire i processi crittografici</strong> per la massima efficienza. Ciò consente di testare i <em>pattern</em> di attacco e individuare le lacune di sicurezza.</p><p>Unendo l'IA alla crittografia a prova di quanti, le organizzazioni possono creare sistemi di sicurezza dinamici e <strong>autorigeneranti</strong> che si adattano alle minacce emergenti. Insieme, queste tecnologie rendono possibile lo sviluppo di meccanismi di difesa proattivi.</p><h2 id="il-cambiamento-come-opportunita-strategica">Il cambiamento come opportunità strategica</h2><p>I computer quantistici segnano una <strong>svolta storica</strong> nella sicurezza informatica. Per la prima volta dopo decenni, le aziende devono ripensare le proprie misure di sicurezza e, al contempo, cogliere l'opportunità di <strong>proiettare nel futuro</strong> la propria infrastruttura crittografica.</p><p>Questa trasformazione va ben oltre il semplice cambio di algoritmo: richiede una nuova comprensione della <strong>gestione del rischio</strong> in un mondo in cui la sicurezza matematica tradizionale non è più garantita.</p><p>La chiave del successo risiede nella preparazione strategica. Le aziende che svilupperanno oggi <strong>architetture crittograficamente agili</strong> e formeranno di conseguenza i propri <em>team</em> saranno in grado di rispondere ai futuri <em>exploit</em> tecnologici.</p><p>Ciò offre una rara opportunità non solo di mantenere la sicurezza, ma di <strong>migliorarla</strong>, per coloro che vogliono plasmare attivamente il cambiamento anziché subirlo passivamente.</p>
                                                            </article>
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                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L'IA sta creando un futuro pieno di incertezze, con problemi che Chen Deli, ricercatore senior di DeepSeek, ritiene che le aziende tecnologiche siano le più adatte a risolvere. DeepSeek è una delle start-up di IA più in voga in Cina, sebbene stia affrontando alcune difficoltà politiche e tecniche, ma per una start-up che ha scosso i mercati globali con un modello di IA a basso costo che ha stimolato un'ondata di open-sourcing da parte di concorrenti come OpenAI, DeepSeek è stata insolitamente silenziosa. Quindi, quando uno dei suoi leader avverte che l'IA potrebbe eliminare la maggior parte dei posti di lavoro nei prossimi due decenni e causare grandi sconvolgimenti per i quali la società non è pronta, la gente presta attenzione.</p><p>La "fase di luna di miele" in cui ci troviamo ora finirà e le persone si troveranno di fronte a un'ondata di licenziamenti abbastanza vasta da rimodellare contratti e istituzioni sociali. Ha fatto sembrare la situazione simile a una Peste Nera meno immediatamente letale per il modo in cui riscriverebbe la vita delle persone. Non è certamente l'affermazione più bizzarra. Ma la proposta di Chen di salvatori aziendali sembra insensata come qualsiasi allucinazione dell'IA.</p><p>"Le aziende tecnologiche dovrebbero assumere il ruolo di guardiani dell'umanità, per lo meno, proteggendo la sicurezza umana, e poi aiutando a rimodellare l'ordine sociale", ha detto, facendo suonare ogni campanello d'allarme suggerito dall'intera storia della fantascienza distopica, per non parlare delle vere storie del passato.</p><p>La sola parola <strong>rimodellare</strong> dovrebbe far venire i brividi. Sta sostanzialmente dicendo che le corporazioni che stanno costruendo gli strumenti che potrebbero sconvolgere la società dovrebbero anche essere incaricate di progettare ciò che verrà dopo. È come se Oppenheimer avesse chiesto al Progetto Manhattan di scrivere la costituzione del dopoguerra, ma solo dopo che i reattori nucleari avessero avuto un'IPO a Wall Street. Il suggerimento non è solo ingenuo. È profondamente pericoloso.</p><p>I cambiamenti prodotti dall'IA vanno ben oltre chi viene sostituito da un chatbot a volte adeguato al lavoro. Deli non ha torto a sottolineare che i sistemi di IA supereranno sempre più le prestazioni umane. Ma che tipo di mondo stiamo costruendo quando quei posti di lavoro saranno spariti?</p><p>L'IA definisce già il tono per ciò che vediamo online, ciò che acquistiamo e come ci comportiamo, con le aziende tecnologiche che monetizzano ogni parte di noi e dei nostri dati possibile. L'idea che queste stesse aziende, isolate da una supervisione significativa e vincolate solo ai margini di profitto, fungano da custodi altruisti di una società caotica, è ridicola. Semmai, hanno reso abbondantemente chiaro che daranno la priorità alla crescita, alle entrate e a tutto il resto al di sopra degli esseri umani e del più ampio progetto di civiltà, anche quando il danno collaterale è ovvio.</p><p>Ogni settimana, sembra esserci un'altra storia imbarazzante o scandalosa nata dai difetti e dalle debolezze dell'IA, e molte altre su come le persone stiano fraintendendo e utilizzando in modo improprio la tecnologia. Eppure la risposta non è quasi mai più di un'alzata di spalle e una promessa di risolvere il problema prima o poi, subito dopo aver completato la loro prossima cruciale <em>investor call</em>.</p><h2 id="l-intelligenza-umana-che-regola-quella-artificiale">L'intelligenza umana che regola quella artificiale</h2><p>A onor del vero, i regolatori pubblici non ci hanno esattamente abbagliato con la loro rapidità o la loro competenza. L'AI Act dell'UE è un buon passo, ma non sufficiente da solo, e i quadri normativi statunitensi sono frammentati e per lo più reattivi. L'udienza media del Congresso sull'IA è una cupa parata di <em>buzzword</em> e dirigenti tecnologici che annuiscono educatamente a legislatori che non capiscono di cosa stiano parlando. La Cina, dove ha sede DeepSeek, è stata più aggressiva in alcune aree, ma è difficile sostenere che il controllo autoritario centralizzato sia il modello migliore per la <em>governance</em> tecnologica. Le preoccupazioni sulla sorveglianza e le limitazioni della libertà di parola non diventano più facili da accettare solo perché c'è un essere umano che firma le regole.</p><p>L'attuale stato della regolamentazione è disomogeneo, incoerente e spesso troppo lento. Ma questo non significa che la risposta sia quella di cedere le redini agli sviluppatori come se fossero neutrali e benevoli. Non sono i tuoi amici o i tuoi rappresentanti. Non sono certamente adatti a essere custodi fisici e civili dell'umanità. Sono attori commerciali con prodotti da vendere e parametri trimestrali da raggiungere. Quando la situazione si fa difficile, appianeranno qualsiasi scrupolo etico finché non si adatterà perfettamente a una presentazione.</p><p>Non si possono mitigare i danni quando l'atto stesso della mitigazione minaccia il proprio modello di business. Se un sistema di assunzione basato sull'IA si rivela discriminatorio, correggerlo costa denaro. Se un generatore di contenuti automatizzato inonda il web di <em>sludge</em> (fango) di bassa qualità, spegnerlo influisce sulle entrate. Non c'è alcun incentivo a fare la cosa giusta a meno che qualcuno non li costringa, e a quel punto, di solito, è troppo tardi.</p><p>L'industria tecnologica ha dimostrato ripetutamente di non essere attrezzata per autoregolamentarsi in un modo che dia la priorità al bene pubblico rispetto al guadagno privato. Infatti, la sola idea che gli architetti della disruzione debbano anche essere incaricati di costruire ciò che sostituisce il vecchio ordine dovrebbe terrorizzare chiunque sia mai stato dalla parte sbagliata dell'algoritmo di una piattaforma.</p><h2 id="non-e-contro-il-progresso-e-a-favore-dell-umanita">Non è contro il progresso, è a favore dell'umanità</h2><p>Niente di tutto ciò vuole dire che l'IA non abbia un incredibile potenziale positivo o che richiedere misure di salvaguardia significhi essere anti-tecnologia. Nonostante la confusione sul termine, vale la pena ricordare che nemmeno i Luddisti erano contro la tecnologia; erano contro lo sfruttamento. Le loro proteste non riguardavano i telai, ma i proprietari delle fabbriche che usavano quei telai per sottocostare la manodopera specializzata e imporre condizioni di lavoro miserabili.</p><p>Chen Deli fa bene a lanciare l'allarme, ma si sbaglia su chi dovrebbe tenere la campana. Gli <em>whistleblower</em> non tendono a emergere dai consigli di amministrazione. Non abbiamo ancora un quadro coerente di come debba essere una <em>governance</em> responsabile dell'IA. Abbiamo dei pezzi, ma nessun tessuto connettivo per far attecchire quelle idee, e ci manca il coraggio politico per imporle alle persone che detengono più potere.</p><p>Eppure, non sono del tutto pessimista. I <em>framework</em> di cui abbiamo bisogno potrebbero esistere. Potrebbero essere costruiti da coalizioni di governi, società civile, ricercatori indipendenti e, sì, anche alcune voci di principio provenienti dal mondo tecnologico. Ma vedranno la luce solo se un numero sufficiente di persone li richiederà.</p><p>Se il prossimo decennio porterà davvero il tipo di trasformazione che Deli prevede, avremo bisogno di qualcosa di più delle promesse aziendali. Avremo bisogno di regole con i denti per preservare la sicurezza e la dignità dell'umanità senza cercare di farne un prodotto in vendita.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/i-terribili-avvertimenti-di-un-dirigente-di-ai-sul-futuro-sono-agghiaccianti-ma-la-sua-soluzione-e-peggiore-del-problema</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'IA ha un enorme potenziale dirompente, ma fidarsi delle aziende tecnologiche per guidare la società attraverso il pericolo è sciocco. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Scary AI]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Scary AI]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Scary AI]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>L'IA sta creando un futuro pieno di incertezze, con problemi che Chen Deli, ricercatore senior di DeepSeek, ritiene che le aziende tecnologiche siano le più adatte a risolvere. DeepSeek è una delle start-up di IA più in voga in Cina, sebbene stia affrontando alcune difficoltà politiche e tecniche, ma per una start-up che ha scosso i mercati globali con un modello di IA a basso costo che ha stimolato un'ondata di open-sourcing da parte di concorrenti come OpenAI, DeepSeek è stata insolitamente silenziosa. Quindi, quando uno dei suoi leader avverte che l'IA potrebbe eliminare la maggior parte dei posti di lavoro nei prossimi due decenni e causare grandi sconvolgimenti per i quali la società non è pronta, la gente presta attenzione.</p><p>La "fase di luna di miele" in cui ci troviamo ora finirà e le persone si troveranno di fronte a un'ondata di licenziamenti abbastanza vasta da rimodellare contratti e istituzioni sociali. Ha fatto sembrare la situazione simile a una Peste Nera meno immediatamente letale per il modo in cui riscriverebbe la vita delle persone. Non è certamente l'affermazione più bizzarra. Ma la proposta di Chen di salvatori aziendali sembra insensata come qualsiasi allucinazione dell'IA.</p><p>"Le aziende tecnologiche dovrebbero assumere il ruolo di guardiani dell'umanità, per lo meno, proteggendo la sicurezza umana, e poi aiutando a rimodellare l'ordine sociale", ha detto, facendo suonare ogni campanello d'allarme suggerito dall'intera storia della fantascienza distopica, per non parlare delle vere storie del passato.</p><p>La sola parola <strong>rimodellare</strong> dovrebbe far venire i brividi. Sta sostanzialmente dicendo che le corporazioni che stanno costruendo gli strumenti che potrebbero sconvolgere la società dovrebbero anche essere incaricate di progettare ciò che verrà dopo. È come se Oppenheimer avesse chiesto al Progetto Manhattan di scrivere la costituzione del dopoguerra, ma solo dopo che i reattori nucleari avessero avuto un'IPO a Wall Street. Il suggerimento non è solo ingenuo. È profondamente pericoloso.</p><p>I cambiamenti prodotti dall'IA vanno ben oltre chi viene sostituito da un chatbot a volte adeguato al lavoro. Deli non ha torto a sottolineare che i sistemi di IA supereranno sempre più le prestazioni umane. Ma che tipo di mondo stiamo costruendo quando quei posti di lavoro saranno spariti?</p><p>L'IA definisce già il tono per ciò che vediamo online, ciò che acquistiamo e come ci comportiamo, con le aziende tecnologiche che monetizzano ogni parte di noi e dei nostri dati possibile. L'idea che queste stesse aziende, isolate da una supervisione significativa e vincolate solo ai margini di profitto, fungano da custodi altruisti di una società caotica, è ridicola. Semmai, hanno reso abbondantemente chiaro che daranno la priorità alla crescita, alle entrate e a tutto il resto al di sopra degli esseri umani e del più ampio progetto di civiltà, anche quando il danno collaterale è ovvio.</p><p>Ogni settimana, sembra esserci un'altra storia imbarazzante o scandalosa nata dai difetti e dalle debolezze dell'IA, e molte altre su come le persone stiano fraintendendo e utilizzando in modo improprio la tecnologia. Eppure la risposta non è quasi mai più di un'alzata di spalle e una promessa di risolvere il problema prima o poi, subito dopo aver completato la loro prossima cruciale <em>investor call</em>.</p><h2 id="l-intelligenza-umana-che-regola-quella-artificiale">L'intelligenza umana che regola quella artificiale</h2><p>A onor del vero, i regolatori pubblici non ci hanno esattamente abbagliato con la loro rapidità o la loro competenza. L'AI Act dell'UE è un buon passo, ma non sufficiente da solo, e i quadri normativi statunitensi sono frammentati e per lo più reattivi. L'udienza media del Congresso sull'IA è una cupa parata di <em>buzzword</em> e dirigenti tecnologici che annuiscono educatamente a legislatori che non capiscono di cosa stiano parlando. La Cina, dove ha sede DeepSeek, è stata più aggressiva in alcune aree, ma è difficile sostenere che il controllo autoritario centralizzato sia il modello migliore per la <em>governance</em> tecnologica. Le preoccupazioni sulla sorveglianza e le limitazioni della libertà di parola non diventano più facili da accettare solo perché c'è un essere umano che firma le regole.</p><p>L'attuale stato della regolamentazione è disomogeneo, incoerente e spesso troppo lento. Ma questo non significa che la risposta sia quella di cedere le redini agli sviluppatori come se fossero neutrali e benevoli. Non sono i tuoi amici o i tuoi rappresentanti. Non sono certamente adatti a essere custodi fisici e civili dell'umanità. Sono attori commerciali con prodotti da vendere e parametri trimestrali da raggiungere. Quando la situazione si fa difficile, appianeranno qualsiasi scrupolo etico finché non si adatterà perfettamente a una presentazione.</p><p>Non si possono mitigare i danni quando l'atto stesso della mitigazione minaccia il proprio modello di business. Se un sistema di assunzione basato sull'IA si rivela discriminatorio, correggerlo costa denaro. Se un generatore di contenuti automatizzato inonda il web di <em>sludge</em> (fango) di bassa qualità, spegnerlo influisce sulle entrate. Non c'è alcun incentivo a fare la cosa giusta a meno che qualcuno non li costringa, e a quel punto, di solito, è troppo tardi.</p><p>L'industria tecnologica ha dimostrato ripetutamente di non essere attrezzata per autoregolamentarsi in un modo che dia la priorità al bene pubblico rispetto al guadagno privato. Infatti, la sola idea che gli architetti della disruzione debbano anche essere incaricati di costruire ciò che sostituisce il vecchio ordine dovrebbe terrorizzare chiunque sia mai stato dalla parte sbagliata dell'algoritmo di una piattaforma.</p><h2 id="non-e-contro-il-progresso-e-a-favore-dell-umanita">Non è contro il progresso, è a favore dell'umanità</h2><p>Niente di tutto ciò vuole dire che l'IA non abbia un incredibile potenziale positivo o che richiedere misure di salvaguardia significhi essere anti-tecnologia. Nonostante la confusione sul termine, vale la pena ricordare che nemmeno i Luddisti erano contro la tecnologia; erano contro lo sfruttamento. Le loro proteste non riguardavano i telai, ma i proprietari delle fabbriche che usavano quei telai per sottocostare la manodopera specializzata e imporre condizioni di lavoro miserabili.</p><p>Chen Deli fa bene a lanciare l'allarme, ma si sbaglia su chi dovrebbe tenere la campana. Gli <em>whistleblower</em> non tendono a emergere dai consigli di amministrazione. Non abbiamo ancora un quadro coerente di come debba essere una <em>governance</em> responsabile dell'IA. Abbiamo dei pezzi, ma nessun tessuto connettivo per far attecchire quelle idee, e ci manca il coraggio politico per imporle alle persone che detengono più potere.</p><p>Eppure, non sono del tutto pessimista. I <em>framework</em> di cui abbiamo bisogno potrebbero esistere. Potrebbero essere costruiti da coalizioni di governi, società civile, ricercatori indipendenti e, sì, anche alcune voci di principio provenienti dal mondo tecnologico. Ma vedranno la luce solo se un numero sufficiente di persone li richiederà.</p><p>Se il prossimo decennio porterà davvero il tipo di trasformazione che Deli prevede, avremo bisogno di qualcosa di più delle promesse aziendali. Avremo bisogno di regole con i denti per preservare la sicurezza e la dignità dell'umanità senza cercare di farne un prodotto in vendita.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Adobe avverte: le aziende rischiano di restare indietro senza competenze creative e di intelligenza artificiale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>• Un quinto dei lavoratori manca di competenze creative/digitali per il futuro plasmato dall'IA• Datori di lavoro e dipendenti sono responsabili della ricqualificazione, afferma Adobe• Adobe vuole formare 30 milioni di persone entro il 2030</strong></li></ul><p>Quasi due terzi (65%) dei cercatori di lavoro nel Regno Unito ritengono che le competenze di IA siano ormai essenziali per ottenere il lavoro dei loro sogni, eppure pochi potenziali dipendenti hanno l'opportunità di acquisire quelle competenze, mettendoli a rischio di rimanere indietro, secondo una nuova ricerca di Adobe.</p><p></p><p>Ha scoperto che un allarmante uno su cinque (19%) lavoratori ora crede di mancare delle competenze creative e digitali di cui ha bisogno per un futuro plasmato dall'IA, ma la ricerca di Adobe va oltre per evidenziare una disparità nella preparazione all'IA tra la forza lavoro.</p><p></p><p>L'azienda ha scoperto che i non-cercatori di lavoro hanno il doppio delle probabilità di sentirsi impreparati per i lavori futuri, potenzialmente con la loro relativa sicurezza del lavoro che li scoraggia dal sentire la necessità di ricqualificarsi continuamente.</p><p></p><p>A tale proposito, un terzo dei responsabili delle assunzioni ora segnala un significativo divario di competenze in IA e automazione, ma Adobe ha grandi piani per intensificare i suoi sforzi di formazione per colmare quel divario.</p><h2 id="vp-di-adobe-evidenzia-il-ruolo-dell-ia-nel-campo-creativo">VP di Adobe evidenzia il ruolo dell'IA nel campo creativo</h2><p>Entro la fine del 2025, l'azienda avrà già formato un milione di individui come parte del suo programma Digital Academy, ma entro il 2030 spera di aver raggiunto 30 milioni su piattaforme come YouTube, LinkedIn e Coursera.</p><p></p><p>Parallandosi con TechRadar Pro, il VP del Marketing Internazionale Simon Morris ha spiegato che i partecipanti acquisirebbero micro-credenziali e badge LinkedIn per aiutare a convalidare il loro apprendimento, nonché l'accesso a Behance Pro per opportunità di lavoro nei campi di Adobe.</p><p></p><p>Morris ha inoltre confermato che questi corsi sarebbero gratuiti per tutti, senza requisiti di background.</p><p></p><p>"Siamo abbastanza sicuri che le persone riconoscano che l'IA darà loro quel vantaggio competitivo," ci ha detto.</p><p></p><p>Quando gli è stato chiesto chi è responsabile della ricqualificazione dei team, Morris ha spiegato che è uno sforzo congiunto. I datori di lavoro dovrebbero offrire formazione e incoraggiare lo sviluppo continuo (ha citato le regolari sessioni di domande e risposte aperte di Adobe per il personale), ma i dipendenti devono anche mostrare una mentalità di crescita per sfruttare queste opportunità.</p><p></p><p>Discutendo gli impatti dell'IA sulla forza lavoro, Morris ha anche dettagliato la sua visione dell'IA, che ha definito come "intelligenza aumentata" - in altre parole, uno strumento per amplificare la creatività umana, non per sostituirla.</p><p></p><p>"Crediamo fermamente nella trasparenza e nella protezione dei diritti dei creatori," ha aggiunto.</p><p></p><p>Con l'IA, Adobe ha osservato un abbassamento della barriera d'ingresso nei campi creativi, ma anche un innalzamento del soffitto. Vale a dire, le aziende possono produrre di più e quindi si aspettano di più dai creativi.</p><p></p><p>Guardando avanti, la necessità di una forza lavoro pronta per l'IA è chiara - il 45% dei responsabili delle assunzioni nel Regno Unito concorda che le competenze di IA e automazione sono le competenze più ricercate nei nuovi assunti.</p><p></p><p>Oltre a sfruttare queste opportunità, la ricerca Adobe Future Skills rivela una crescita nell'importanza della costruzione di un marchio personale, alludendo al fatto che un marchio potrebbe essere il futuro CV.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/adobe-avverte-le-aziende-rischiano-di-restare-indietro-senza-competenze-creative-e-di-intelligenza-artificiale</link>
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                            <![CDATA[ Sia i datori di lavoro che i dipendenti devono prepararsi al futuro del lavoro assistito dall'IA, secondo Adobe. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Craig Hale ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GV8qRsHBkpSAQxiYKjTt6H-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Adobe MAX LA 2025]]></media:title>
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                                <ul><li><strong>• Un quinto dei lavoratori manca di competenze creative/digitali per il futuro plasmato dall'IA• Datori di lavoro e dipendenti sono responsabili della ricqualificazione, afferma Adobe• Adobe vuole formare 30 milioni di persone entro il 2030</strong></li></ul><p>Quasi due terzi (65%) dei cercatori di lavoro nel Regno Unito ritengono che le competenze di IA siano ormai essenziali per ottenere il lavoro dei loro sogni, eppure pochi potenziali dipendenti hanno l'opportunità di acquisire quelle competenze, mettendoli a rischio di rimanere indietro, secondo una nuova ricerca di Adobe.</p><p></p><p>Ha scoperto che un allarmante uno su cinque (19%) lavoratori ora crede di mancare delle competenze creative e digitali di cui ha bisogno per un futuro plasmato dall'IA, ma la ricerca di Adobe va oltre per evidenziare una disparità nella preparazione all'IA tra la forza lavoro.</p><p></p><p>L'azienda ha scoperto che i non-cercatori di lavoro hanno il doppio delle probabilità di sentirsi impreparati per i lavori futuri, potenzialmente con la loro relativa sicurezza del lavoro che li scoraggia dal sentire la necessità di ricqualificarsi continuamente.</p><p></p><p>A tale proposito, un terzo dei responsabili delle assunzioni ora segnala un significativo divario di competenze in IA e automazione, ma Adobe ha grandi piani per intensificare i suoi sforzi di formazione per colmare quel divario.</p><h2 id="vp-di-adobe-evidenzia-il-ruolo-dell-ia-nel-campo-creativo">VP di Adobe evidenzia il ruolo dell'IA nel campo creativo</h2><p>Entro la fine del 2025, l'azienda avrà già formato un milione di individui come parte del suo programma Digital Academy, ma entro il 2030 spera di aver raggiunto 30 milioni su piattaforme come YouTube, LinkedIn e Coursera.</p><p></p><p>Parallandosi con TechRadar Pro, il VP del Marketing Internazionale Simon Morris ha spiegato che i partecipanti acquisirebbero micro-credenziali e badge LinkedIn per aiutare a convalidare il loro apprendimento, nonché l'accesso a Behance Pro per opportunità di lavoro nei campi di Adobe.</p><p></p><p>Morris ha inoltre confermato che questi corsi sarebbero gratuiti per tutti, senza requisiti di background.</p><p></p><p>"Siamo abbastanza sicuri che le persone riconoscano che l'IA darà loro quel vantaggio competitivo," ci ha detto.</p><p></p><p>Quando gli è stato chiesto chi è responsabile della ricqualificazione dei team, Morris ha spiegato che è uno sforzo congiunto. I datori di lavoro dovrebbero offrire formazione e incoraggiare lo sviluppo continuo (ha citato le regolari sessioni di domande e risposte aperte di Adobe per il personale), ma i dipendenti devono anche mostrare una mentalità di crescita per sfruttare queste opportunità.</p><p></p><p>Discutendo gli impatti dell'IA sulla forza lavoro, Morris ha anche dettagliato la sua visione dell'IA, che ha definito come "intelligenza aumentata" - in altre parole, uno strumento per amplificare la creatività umana, non per sostituirla.</p><p></p><p>"Crediamo fermamente nella trasparenza e nella protezione dei diritti dei creatori," ha aggiunto.</p><p></p><p>Con l'IA, Adobe ha osservato un abbassamento della barriera d'ingresso nei campi creativi, ma anche un innalzamento del soffitto. Vale a dire, le aziende possono produrre di più e quindi si aspettano di più dai creativi.</p><p></p><p>Guardando avanti, la necessità di una forza lavoro pronta per l'IA è chiara - il 45% dei responsabili delle assunzioni nel Regno Unito concorda che le competenze di IA e automazione sono le competenze più ricercate nei nuovi assunti.</p><p></p><p>Oltre a sfruttare queste opportunità, la ricerca Adobe Future Skills rivela una crescita nell'importanza della costruzione di un marchio personale, alludendo al fatto che un marchio potrebbe essere il futuro CV.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ AI shopping: assistenti intelligenti trasformano il retail natalizio ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>• Adobe prevede un aumento del 520% del traffico guidato dall'AI sui siti retail durante le festività natalizie 2025.• I consumatori stanno utilizzando chatbot per raccomandazioni sui regali e ricerca di offerte.• Oltre un terzo dei consumatori statunitensi ha già utilizzato strumenti AI per acquistare online.</strong></li></ul><p></p><p>I vostri acquisti natalizi di quest'anno probabilmente riceveranno molto aiuto dall'intelligenza artificiale, secondo un nuovo <a href="https://news.adobe.com/news/2025/10/adobe-us-holiday-shopping-season-cross-250-billion-online-rising-yoy">rapporto</a> di Adobe. Le previsioni per l'e-commerce natalizio di quest'anno predicono un incredibile aumento del 520% del traffico guidato dall'AI sui siti web retail statunitensi.</p><p></p><p></p><p>La presenza dell'AI negli acquisti natalizi è aumentata del 1.300% lo scorso anno, ma i dieci giorni che precedono il Thanksgiving vedranno l'aiuto dell'AI nel retail raggiungere nuove vette. La previsione si basa su oltre 1 trilione di visite ai siti. I 253,4 miliardi di dollari previsti spesi online tra il 1° novembre e il 31 dicembre rappresenterebbero comunque un aumento del 5,3% rispetto all'anno scorso, ma il ruolo dell'AI e la sua adozione per lo shopping è notevole. Il "traffico AI" a cui si riferisce Adobe non significa necessariamente che un robot vi stia comprando i calzini. Invece, traccia quando le persone arrivano sui siti di e-commerce tramite una raccomandazione o un link generato da un'interfaccia AI. Potrebbe essere un chatbot. Potrebbe essere una barra laterale del browser alimentata da AI. Potrebbe essere uno strumento di suggerimenti automatici in un marketplace online. Quello che conta è il ruolo che l'AI ora svolge.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2139px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:58.49%;"><img id="xnWttVTqLGcQUg6457BPyY" name="AI Shopping Adobe" alt="Adobe AI Shopping Forecast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xnWttVTqLGcQUg6457BPyY-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2139" height="1251" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adobe)</span></figcaption></figure><p>Aiuta il fatto che più di un terzo delle persone che hanno risposto al sondaggio di Adobe su 5.000 consumatori statunitensi abbiano già utilizzato l'AI per lo shopping online. La maggioranza del 53% ha citato l'AI come strumento di ricerca, con il 40% che afferma di utilizzare l'AI per raccomandazioni di prodotti, mentre il 36% dice che l'AI li aiuta a trovare offerte, e il 30% ha riferito di utilizzare l'AI per ispirazione sui regali.</p><p>Diciamo che stiate cercando di trovare un regalo per vostro nipote che si sta avvicinando alla fotografia e volete acquistare le <a href="https://www.techradar.com/news/best-camera">migliori fotocamere</a>. Un paio di anni fa, avreste potuto aprire un mucchio di schede e guardare alcuni video e recensioni. Forse un anno fa, avreste utilizzato un'estensione del browser per confrontare i prezzi. Quest'anno, la mossa sarebbe semplicemente chiedere a ChatGPT o Gemini: "Quale è una buona fotocamera DSLR per principianti sotto i 700 dollari con funzioni video?" Otterreste una lista ristretta con pro e contro, i prezzi più recenti e le offerte, e link a video e altri dettagli. Un paio di clic e il viaggio di shopping è finito.</p><p></p><h2 id="e-commerce-e-intelligenza-artificiale">E-commerce e intelligenza artificiale</h2><p>Le persone sembrano essere soddisfatte degli assistenti AI per lo shopping. Adobe ha notato che i consumatori che arrivano tramite fonti AI tendono a rimanere e navigare su più pagine. Mentre gli acquisti effettivi da referral AI lo scorso anno erano bassi, hanno iniziato a crescere. E mentre i social media rimangono una fonte importante dell'interesse delle persone per un prodotto, anche l'AI sta aiutando in questo senso. I consumatori possono incollare uno screenshot o un link in uno strumento AI e dire "Trova questo nella taglia media" o "Mostrami stili simili sotto gli 80 dollari", e ottenere link utili. </p><p>Con ChatGPT che <a href="https://www.techradar.com/ai-platforms-assistants/chatgpt/chatgpt-gets-apps-now-you-can-book-a-trip-build-slides-and-make-playlists-without-leaving-the-chat">inizia ad offrire app</a>, sembra inevitabile che lo shopping retail non sarà parte del catalogo. Dove i brand una volta lottavano per le classifiche di ricerca o lo spazio sugli scaffali, il prossimo campo di battaglia potrebbe essere la rilevanza da un chatbot LLM. Quali prodotti raccomanda l'AI, e come li classifica, potrebbe determinare il successo o il fallimento delle vendite.</p><p></p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbero-interessarti-anche"><span>Potrebbero interessarti anche...</span></h3><ul><li><ul><li>• <br>ﻯ<a href="https://www.techradar.com/cameras/amazon-is-giving-your-camera-an-ai-powered-shopping-cart">Amazon sta dotando la tua fotocamera di un carrello della spesa alimentato da AI</a>ﻯ</li><li>• <br>ﻯ<a href="https://www.techradar.com/computing/artificial-intelligence/i-tried-googles-new-ai-try-on-feature-and-its-given-me-some-new-fashion-ideas">Ho provato la nuova funzione AI di Google per provare i vestiti e mi ha dato nuove idee di moda</a>ﻯ</li><li>• <br>ﻯ<a href="https://www.techradar.com/computing/artificial-intelligence/i-tried-to-get-chatgpt-agent-and-gemini-to-shop-on-amazon-for-me-but-it-failed-heres-why">Ho provato a far fare shopping su Amazon a ChatGPT Agent (e Gemini) per me, ma ha fallito – ecco perché</a>ﻯ</li></ul></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/ai-shopping-assistenti-intelligenti-trasformano-il-retail-natalizio</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Holiday shopping this year will see a huge surge in AI assistance. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                <author><![CDATA[ erichs211@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Shopping Cart]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Shopping Cart]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Shopping Cart]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>• Adobe prevede un aumento del 520% del traffico guidato dall'AI sui siti retail durante le festività natalizie 2025.• I consumatori stanno utilizzando chatbot per raccomandazioni sui regali e ricerca di offerte.• Oltre un terzo dei consumatori statunitensi ha già utilizzato strumenti AI per acquistare online.</strong></li></ul><p></p><p>I vostri acquisti natalizi di quest'anno probabilmente riceveranno molto aiuto dall'intelligenza artificiale, secondo un nuovo <a href="https://news.adobe.com/news/2025/10/adobe-us-holiday-shopping-season-cross-250-billion-online-rising-yoy">rapporto</a> di Adobe. Le previsioni per l'e-commerce natalizio di quest'anno predicono un incredibile aumento del 520% del traffico guidato dall'AI sui siti web retail statunitensi.</p><p></p><p></p><p>La presenza dell'AI negli acquisti natalizi è aumentata del 1.300% lo scorso anno, ma i dieci giorni che precedono il Thanksgiving vedranno l'aiuto dell'AI nel retail raggiungere nuove vette. La previsione si basa su oltre 1 trilione di visite ai siti. I 253,4 miliardi di dollari previsti spesi online tra il 1° novembre e il 31 dicembre rappresenterebbero comunque un aumento del 5,3% rispetto all'anno scorso, ma il ruolo dell'AI e la sua adozione per lo shopping è notevole. Il "traffico AI" a cui si riferisce Adobe non significa necessariamente che un robot vi stia comprando i calzini. Invece, traccia quando le persone arrivano sui siti di e-commerce tramite una raccomandazione o un link generato da un'interfaccia AI. Potrebbe essere un chatbot. Potrebbe essere una barra laterale del browser alimentata da AI. Potrebbe essere uno strumento di suggerimenti automatici in un marketplace online. Quello che conta è il ruolo che l'AI ora svolge.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2139px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:58.49%;"><img id="xnWttVTqLGcQUg6457BPyY" name="AI Shopping Adobe" alt="Adobe AI Shopping Forecast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xnWttVTqLGcQUg6457BPyY-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2139" height="1251" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adobe)</span></figcaption></figure><p>Aiuta il fatto che più di un terzo delle persone che hanno risposto al sondaggio di Adobe su 5.000 consumatori statunitensi abbiano già utilizzato l'AI per lo shopping online. La maggioranza del 53% ha citato l'AI come strumento di ricerca, con il 40% che afferma di utilizzare l'AI per raccomandazioni di prodotti, mentre il 36% dice che l'AI li aiuta a trovare offerte, e il 30% ha riferito di utilizzare l'AI per ispirazione sui regali.</p><p>Diciamo che stiate cercando di trovare un regalo per vostro nipote che si sta avvicinando alla fotografia e volete acquistare le <a href="https://www.techradar.com/news/best-camera">migliori fotocamere</a>. Un paio di anni fa, avreste potuto aprire un mucchio di schede e guardare alcuni video e recensioni. Forse un anno fa, avreste utilizzato un'estensione del browser per confrontare i prezzi. Quest'anno, la mossa sarebbe semplicemente chiedere a ChatGPT o Gemini: "Quale è una buona fotocamera DSLR per principianti sotto i 700 dollari con funzioni video?" Otterreste una lista ristretta con pro e contro, i prezzi più recenti e le offerte, e link a video e altri dettagli. Un paio di clic e il viaggio di shopping è finito.</p><p></p><h2 id="e-commerce-e-intelligenza-artificiale">E-commerce e intelligenza artificiale</h2><p>Le persone sembrano essere soddisfatte degli assistenti AI per lo shopping. Adobe ha notato che i consumatori che arrivano tramite fonti AI tendono a rimanere e navigare su più pagine. Mentre gli acquisti effettivi da referral AI lo scorso anno erano bassi, hanno iniziato a crescere. E mentre i social media rimangono una fonte importante dell'interesse delle persone per un prodotto, anche l'AI sta aiutando in questo senso. I consumatori possono incollare uno screenshot o un link in uno strumento AI e dire "Trova questo nella taglia media" o "Mostrami stili simili sotto gli 80 dollari", e ottenere link utili. </p><p>Con ChatGPT che <a href="https://www.techradar.com/ai-platforms-assistants/chatgpt/chatgpt-gets-apps-now-you-can-book-a-trip-build-slides-and-make-playlists-without-leaving-the-chat">inizia ad offrire app</a>, sembra inevitabile che lo shopping retail non sarà parte del catalogo. Dove i brand una volta lottavano per le classifiche di ricerca o lo spazio sugli scaffali, il prossimo campo di battaglia potrebbe essere la rilevanza da un chatbot LLM. Quali prodotti raccomanda l'AI, e come li classifica, potrebbe determinare il successo o il fallimento delle vendite.</p><p></p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbero-interessarti-anche"><span>Potrebbero interessarti anche...</span></h3><ul><li><ul><li>• <br>ﻯ<a href="https://www.techradar.com/cameras/amazon-is-giving-your-camera-an-ai-powered-shopping-cart">Amazon sta dotando la tua fotocamera di un carrello della spesa alimentato da AI</a>ﻯ</li><li>• <br>ﻯ<a href="https://www.techradar.com/computing/artificial-intelligence/i-tried-googles-new-ai-try-on-feature-and-its-given-me-some-new-fashion-ideas">Ho provato la nuova funzione AI di Google per provare i vestiti e mi ha dato nuove idee di moda</a>ﻯ</li><li>• <br>ﻯ<a href="https://www.techradar.com/computing/artificial-intelligence/i-tried-to-get-chatgpt-agent-and-gemini-to-shop-on-amazon-for-me-but-it-failed-heres-why">Ho provato a far fare shopping su Amazon a ChatGPT Agent (e Gemini) per me, ma ha fallito – ecco perché</a>ﻯ</li></ul></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT con app integrate: viaggi, slide e playlist direttamente in chat ]]></title>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ OpenAI ha trasformato ChatGPT in una piattaforma di app con cui puoi parlare. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ erichs211@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <ul><li><strong>• OpenAI ha lanciato app in-chat per ChatGPT</strong></li><li><strong>• Gli utenti possono accedere ad app come Spotify, Canva e Zillow direttamente nelle conversazioni con il chatbot AI</strong></li><li><strong>• L'aggiornamento trasforma ChatGPT in una piattaforma di app completa</strong></li></ul><p>OpenAI sta trasformando ChatGPT in una piattaforma completa di app, andando ben oltre il tradizionale chatbot. La nuova funzione trasforma ChatGPT in un app store conversazionale con ramificazioni potenzialmente enormi su come le persone interagiscono con esso.</p><p></p><p>ChatGPT si sta muovendo da tempo verso un approccio più proattivo alle richieste, ma l'inclusione di app di terze parti fornite da servizi come Booking.com, Canva, Coursera, Expedia, Figma, Spotify e Zillow, permette di menzionare semplicemente un compito in una chat e ChatGPT può ora richiamare i servizi rilevanti senza bisogno di cliccare su un link. Ad esempio, potresti chiedere una nuova playlist Spotify o aiuto per creare un annuncio immobiliare per Zillow e averlo configurato su quelle rispettive piattaforme senza lasciare ChatGPT.</p><p></p><p>E non devi nemmeno specificare quale app vuoi. Menziona la pianificazione di un viaggio e ChatGPT potrebbe suggerire l'app Expedia o Booking.com. O se stai chiedendo di progettare un logo, potresti vedere comparire Figma come parte della risposta di ChatGPT. ChatGPT diventa un centro di comando centrale dove le conversazioni si trasformano in azioni con un singolo prompt.</p><p></p><p>Il confronto ovvio è con gli smartphone e i primi giorni dell'App Store di Apple. Ma anche sul telefono, devi andare a trovare e aprire un'app per usarla. Con le app ChatGPT, il software viene da te in base al contesto tanto quanto al nome. Non apri l'app. L'app si unisce alla conversazione.</p><p></p><p>Naturalmente, è anche una mossa di potere da parte di OpenAI. Dopotutto, diventando una piattaforma, OpenAI ora possiede l'interfaccia e possibilmente l'economia delle app al suo interno. Proprio come Google controlla il traffico di ricerca o Apple controlla la distribuzione mobile, OpenAI potrebbe presto determinare quali app compaiono in ChatGPT, come vengono classificate e cosa serve per essere rilevabili.</p><h2 id="chatgpt-os">ChatGPT OS</h2><p>Il cambiamento viene distribuito oggi a tutti gli utenti ChatGPT, tranne quelli nell'UE per ora. OpenAI afferma di pianificare l'espansione del roster di partner di terze parti durante tutto l'anno, aiutata dal fatto che gli sviluppatori possono iniziare a costruire le proprie app proprio ora utilizzando l'SDK. OpenAI non ha ancora definito esattamente come gli sviluppatori di app guadagneranno da questo nuovo ecosistema, ma un modello di entrate è inevitabile.</p><p></p><p>Dal punto di vista dell'utente, utilizzare una di queste nuove app ChatGPT assomiglia meno all'installazione di software e più all'invitare un ospite utile nella tua chat. La prima volta che utilizzi una nuova app, ChatGPT chiederà il permesso e ti mostrerà quali dati prevede di condividere, con un prompt per connettere i tuoi account se necessario. Una volta connesse, queste app sono interattive e offriranno ogni tipo di aiuto in base a ciò di cui hai discusso con ChatGPT.</p><p></p><p>Tuttavia, se la visione di OpenAI si concretizza, potremmo guardare indietro a oggi come al giorno in cui l'IA ha smesso di essere un servizio e ha iniziato a diventare una vetrina.</p><h3 class="article-body__section" id="section-potrebbe-interessarti-anche"><span>Potrebbe interessarti anche</span></h3><ul><li><ul><li>• <a href="https://www.techradar.com/ai-platforms-assistants/chatgpt/chatgpt-will-guess-if-youre-a-teen-and-start-acting-like-a-chaperone-if-so">ChatGPT indovinerà se sei un adolescente e si comporterà come un accompagnatore</a></li><li>• <a href="https://www.techradar.com/ai-platforms-assistants/chatgpt/chatgpt-has-added-a-great-new-feature-and-its-one-i-know-ill-be-using-a-lot">ChatGPT ha aggiunto una nuova fantastica funzione, e so che la userò molto</a></li><li>• <a href="https://www.techradar.com/ai-platforms-assistants/chatgpt/chatgpt-has-hijacked-our-real-world-conversations">ChatGPT ha dirottato le nostre conversazioni nel mondo reale</a></li></ul></li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Secondo il boss Anthropic c'è "una probabilità del 25% che le cose vadano davvero, davvero male" con l'IA ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <ul><li><strong>• L'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei stima una probabilità del 25% che l'IA porti alla catastrofe</strong></li><li><strong>• Crede ancora che valga la pena investire nell'IA e che i benefici superino i rischi</strong></li><li><strong>• I suoi commenti si inseriscono nelle crescenti conversazioni pubbliche e politiche sui rischi dell'IA e sulla regolamentazione</strong></li></ul><p>Le probabilità di uno su quattro potrebbero sembrare piuttosto buone in alcune circostanze. Sono probabilità molto migliori della maggior parte dei giochi da casinò, per esempio. Tuttavia, sono apparentemente abbastanza improbabili da permettere all'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei di sembrare tranquillo dopo aver valutato al 25% la possibilità che l'intelligenza artificiale porti a un disastro che ponga fine alla società.</p><p></p><p>"Penso che ci sia una probabilità del 25% che le cose vadano davvero, davvero male", ha detto allegramente Amodei all'Axios AI + DC Summit quando gli è stato chiesto della sua convinzione riguardo al (p)doom – probabilità di sventura – attorno all'IA. Ma è più concentrato sulla "probabilità del 75% che le cose vadano davvero, davvero bene".</p><p></p><p>Per "davvero, davvero male", non intende che il tuo telefono corregga automaticamente "anatra" con qualcosa di peggio. Intende scenari abbastanza grandi da minacciare i sistemi sociali, rischi esistenziali, IA gravemente abusata e risultati incontrollabili che potrebbero essere catastrofici.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1968387815726891268"><p lang="en" dir="ltr">.@JimVandeHei asks @Anthropic CEO @DarioAmodei what probability he would give that AI ends in disaster: "I think there's a 25% chance that things go really, really badly." #AxiosAISummit pic.twitter.com/9d7EQldYNc<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1968387815726891268">September 17, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Per un settore spesso intriso di promesse utopistiche o ridotto al terrorismo psicologico della fantascienza, l'atteggiamento di Amodei sia riguardo alle probabilità di un'apocalisse sia al motivo per cui continua a spingere avanti con la tecnologia si è davvero distinto. Amodei non è solo nell'esprimere inquietudine, ma si trova in una posizione rarefatta. </p><p>Come amministratore delegato dell'azienda dietro Claude, non è un osservatore passivo. Sta plasmando la traiettoria di questa tecnologia in tempo reale. Il suo team sta costruendo proprio i sistemi di cui sta valutando il potenziale e il pericolo. Se qualcuno ti dicesse che c'è 1 possibilità su 4 che la tua auto esploda ogni volta che giri la chiave, potresti iniziare a camminare di più. Amodei apparentemente diventerebbe un meccanico e controllerebbe prima l'auto prima di salirci.</p><h2 id="sventura-dell-ia">Sventura dell'IA</h2><p>Questo non è nemmeno l'unico avvertimento emesso da Amodei riguardo all'IA. Ha già avvertito in precedenza che l'IA potrebbe eliminare la metà di tutti i lavori impiegatizi di livello base e ha lanciato l'allarme contro le esportazioni statunitensi di chip di fascia alta verso la Cina. È questo che rende così utile l'inquadratura di Amodei. Riconosce il rischio, quantifica l'incertezza, ma lascia spazio all'azione.</p><p></p><p>D'altra parte, la "probabilità del 75% che le cose vadano davvero bene" di Amodei non è ottimismo fine a se stesso. Implica la convinzione che l'IA possa produrre enormi benefici per tutti. Potrebbe portare a una medicina migliorata, a una produzione più efficiente, e forse anche a strategie per affrontare crisi esistenziali come il cambiamento climatico (anche se un elemento chiave per risolvere questo potrebbe essere l'energia richiesta per far funzionare i modelli di IA).</p><p></p><p>Ma il rischio del 25% richiede che quei benefici siano costruiti con attenzione, con considerazione per le misure di sicurezza e la regolamentazione. Perché se il futuro è al 75% brillante e al 25% rovinato, la domanda è: Cosa faremo per mantenere il peso dalla parte giusta?</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/claude/secondo-il-boss-anthropic-ce-una-probabilita-del-25-per-cento-che-le-cose-vadano-davvero-davvero-male-con-lia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei dice che c'è 1 possibilità su 4 che l'IA finisca male per l'umanità. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ erichs211@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Eric Hal Schwartz is a freelance writer for TechRadar with more than 15 years of experience covering the intersection of the world and technology. For the last five years, he served as head writer for Voicebot.ai and was on the leading edge of reporting on generative AI and large language models. He&#039;s since become an expert on the products of generative AI models, such as OpenAI’s ChatGPT, Anthropic’s Claude, Google Gemini, and every other synthetic media tool. His experience runs the gamut of media, including print, digital, broadcast, and live events. Now, he&#039;s continuing to tell the stories people want and need to hear about the rapidly evolving AI space and its impact on their lives. Eric is based in New York City.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                            <![CDATA[
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                                <ul><li><strong>• L'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei stima una probabilità del 25% che l'IA porti alla catastrofe</strong></li><li><strong>• Crede ancora che valga la pena investire nell'IA e che i benefici superino i rischi</strong></li><li><strong>• I suoi commenti si inseriscono nelle crescenti conversazioni pubbliche e politiche sui rischi dell'IA e sulla regolamentazione</strong></li></ul><p>Le probabilità di uno su quattro potrebbero sembrare piuttosto buone in alcune circostanze. Sono probabilità molto migliori della maggior parte dei giochi da casinò, per esempio. Tuttavia, sono apparentemente abbastanza improbabili da permettere all'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei di sembrare tranquillo dopo aver valutato al 25% la possibilità che l'intelligenza artificiale porti a un disastro che ponga fine alla società.</p><p></p><p>"Penso che ci sia una probabilità del 25% che le cose vadano davvero, davvero male", ha detto allegramente Amodei all'Axios AI + DC Summit quando gli è stato chiesto della sua convinzione riguardo al (p)doom – probabilità di sventura – attorno all'IA. Ma è più concentrato sulla "probabilità del 75% che le cose vadano davvero, davvero bene".</p><p></p><p>Per "davvero, davvero male", non intende che il tuo telefono corregga automaticamente "anatra" con qualcosa di peggio. Intende scenari abbastanza grandi da minacciare i sistemi sociali, rischi esistenziali, IA gravemente abusata e risultati incontrollabili che potrebbero essere catastrofici.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1968387815726891268"><p lang="en" dir="ltr">.@JimVandeHei asks @Anthropic CEO @DarioAmodei what probability he would give that AI ends in disaster: "I think there's a 25% chance that things go really, really badly." #AxiosAISummit pic.twitter.com/9d7EQldYNc<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1968387815726891268">September 17, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Per un settore spesso intriso di promesse utopistiche o ridotto al terrorismo psicologico della fantascienza, l'atteggiamento di Amodei sia riguardo alle probabilità di un'apocalisse sia al motivo per cui continua a spingere avanti con la tecnologia si è davvero distinto. Amodei non è solo nell'esprimere inquietudine, ma si trova in una posizione rarefatta. </p><p>Come amministratore delegato dell'azienda dietro Claude, non è un osservatore passivo. Sta plasmando la traiettoria di questa tecnologia in tempo reale. Il suo team sta costruendo proprio i sistemi di cui sta valutando il potenziale e il pericolo. Se qualcuno ti dicesse che c'è 1 possibilità su 4 che la tua auto esploda ogni volta che giri la chiave, potresti iniziare a camminare di più. Amodei apparentemente diventerebbe un meccanico e controllerebbe prima l'auto prima di salirci.</p><h2 id="sventura-dell-ia">Sventura dell'IA</h2><p>Questo non è nemmeno l'unico avvertimento emesso da Amodei riguardo all'IA. Ha già avvertito in precedenza che l'IA potrebbe eliminare la metà di tutti i lavori impiegatizi di livello base e ha lanciato l'allarme contro le esportazioni statunitensi di chip di fascia alta verso la Cina. È questo che rende così utile l'inquadratura di Amodei. Riconosce il rischio, quantifica l'incertezza, ma lascia spazio all'azione.</p><p></p><p>D'altra parte, la "probabilità del 75% che le cose vadano davvero bene" di Amodei non è ottimismo fine a se stesso. Implica la convinzione che l'IA possa produrre enormi benefici per tutti. Potrebbe portare a una medicina migliorata, a una produzione più efficiente, e forse anche a strategie per affrontare crisi esistenziali come il cambiamento climatico (anche se un elemento chiave per risolvere questo potrebbe essere l'energia richiesta per far funzionare i modelli di IA).</p><p></p><p>Ma il rischio del 25% richiede che quei benefici siano costruiti con attenzione, con considerazione per le misure di sicurezza e la regolamentazione. Perché se il futuro è al 75% brillante e al 25% rovinato, la domanda è: Cosa faremo per mantenere il peso dalla parte giusta?</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT avrà controlli parentali per i minori: ecco come funzionano ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>OpenAI</strong> sta introducendo nuovi aggiornamenti di sicurezza per <strong>ChatGPT</strong>, pensati per proteggere in particolare gli <strong>adolescenti</strong> e le persone che affrontano <strong>crisi emotive</strong>. L’azienda ha annunciato l’arrivo di <strong>controlli parentali</strong> che permetteranno ai genitori di collegare i propri account a quelli dei figli a partire dai <strong>13 anni</strong>. In questo modo potranno <strong>limitare alcune funzioni</strong> e ricevere <strong>avvisi in tempo reale</strong> se l’IA rileva messaggi problematici che potrebbero indicare depressione o altri segnali di disagio.</p><p>L’aggiornamento rappresenta un riconoscimento del fatto che i teenager stanno già utilizzando ChatGPT e, in certi casi, lo trattano come un amico o un confidente. Sebbene non sia citato direttamente, la decisione sembra anche una risposta a recenti episodi di cronaca in cui alcune persone hanno attribuito il suicidio di un familiare alle interazioni con un chatbot.</p><p>I nuovi controlli inizieranno a essere distribuiti <strong>il prossimo mese</strong>. Una volta attivati, i genitori potranno decidere se il chatbot potrà <strong>salvare la cronologia delle chat</strong> o utilizzare la sua funzione di memoria. Inoltre, saranno attive di default delle <strong>linee guida sui contenuti adeguati all’età</strong>, che regoleranno il tono delle risposte. In caso di conversazioni segnalate come critiche, i genitori riceveranno una notifica. Non si tratterà però di una sorveglianza totale: al di fuori di questi casi, i genitori non avranno accesso diretto alle conversazioni, ma riceveranno avvisi solo quando un intervento nel mondo reale potrebbe essere davvero importante.</p><p>«Il nostro lavoro per rendere ChatGPT il più utile possibile è costante e in continua evoluzione. Abbiamo visto persone rivolgersi a esso nei momenti più difficili», ha spiegato <strong>OpenAI</strong> in un post sul blog ufficiale. «Ecco perché continuiamo a migliorare la capacità dei nostri modelli di riconoscere e rispondere ai segnali di disagio mentale ed emotivo, seguendo il contributo di esperti».</p><h2 id="emotionally-safe-models">Emotionally safe models</h2><p>Per <strong>adulti e adolescenti</strong>, <strong>OpenAI</strong> ha annunciato che inizierà a instradare le conversazioni più delicate — quelle che riguardano <strong>temi di salute mentale o ideazione suicidaria</strong> — attraverso una <strong>versione specializzata del modello di ChatGPT</strong>. Questo modello utilizza un approccio chiamato <strong>deliberative alignment</strong>, progettato per rispondere con maggiore cautela, resistere ai prompt manipolativi e rispettare rigorosamente le linee guida di sicurezza.</p><p>Per rendere possibile il nuovo sistema, OpenAI ha creato due strutture di supporto: l’<strong>Expert Council on Well-Being and AI</strong> e il <strong>Global Physician Network</strong>, che riunisce oltre <strong>250 professionisti medici</strong> specializzati in <strong>salute mentale, dipendenze</strong> e <strong>cura degli adolescenti</strong>. Questi esperti contribuiranno a definire come rilevare i segnali di disagio, come l’IA debba rispondere e come debbano funzionare le escalation nei momenti di rischio reale.</p><p>Da tempo i genitori si preoccupano di <strong>tempo trascorso davanti agli schermi</strong> e <strong>contenuti online</strong>, ma con l’IA entra in gioco un nuovo fattore: non solo cosa vede un ragazzo, ma <strong>con chi parla</strong>. Quando quel “chi” è un <strong>modello linguistico avanzato</strong>, capace di esprimersi come se provasse empatia pur restando un algoritmo, la questione diventa molto più complessa.</p><p>Finora la <strong>sicurezza dell’IA</strong> è stata gestita in maniera prevalentemente <strong>reattiva</strong>, ma i nuovi strumenti segnano un passo verso un approccio più <strong>proattivo</strong> nella prevenzione dei danni. L’obiettivo è ridurre al minimo i casi in cui il sistema debba inviare messaggi d’allerta ai genitori o spingersi a chiedere a un adolescente di pensare ai propri cari. Potrà sembrare invadente o sgradito, ma se queste funzioni riusciranno a <strong>deviare un grido d’aiuto dal baratro</strong>, sarà comunque un risultato positivo.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/chatgpt/chatgpt-avra-controlli-parentali-per-i-minori-ecco-come-funzionano</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ OpenAI introdurrà avvisi per situazioni di disagio emotivo, account collegati tra genitori e figli e funzioni limitabili dai tutori. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[ChatGPT]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p><strong>OpenAI</strong> sta introducendo nuovi aggiornamenti di sicurezza per <strong>ChatGPT</strong>, pensati per proteggere in particolare gli <strong>adolescenti</strong> e le persone che affrontano <strong>crisi emotive</strong>. L’azienda ha annunciato l’arrivo di <strong>controlli parentali</strong> che permetteranno ai genitori di collegare i propri account a quelli dei figli a partire dai <strong>13 anni</strong>. In questo modo potranno <strong>limitare alcune funzioni</strong> e ricevere <strong>avvisi in tempo reale</strong> se l’IA rileva messaggi problematici che potrebbero indicare depressione o altri segnali di disagio.</p><p>L’aggiornamento rappresenta un riconoscimento del fatto che i teenager stanno già utilizzando ChatGPT e, in certi casi, lo trattano come un amico o un confidente. Sebbene non sia citato direttamente, la decisione sembra anche una risposta a recenti episodi di cronaca in cui alcune persone hanno attribuito il suicidio di un familiare alle interazioni con un chatbot.</p><p>I nuovi controlli inizieranno a essere distribuiti <strong>il prossimo mese</strong>. Una volta attivati, i genitori potranno decidere se il chatbot potrà <strong>salvare la cronologia delle chat</strong> o utilizzare la sua funzione di memoria. Inoltre, saranno attive di default delle <strong>linee guida sui contenuti adeguati all’età</strong>, che regoleranno il tono delle risposte. In caso di conversazioni segnalate come critiche, i genitori riceveranno una notifica. Non si tratterà però di una sorveglianza totale: al di fuori di questi casi, i genitori non avranno accesso diretto alle conversazioni, ma riceveranno avvisi solo quando un intervento nel mondo reale potrebbe essere davvero importante.</p><p>«Il nostro lavoro per rendere ChatGPT il più utile possibile è costante e in continua evoluzione. Abbiamo visto persone rivolgersi a esso nei momenti più difficili», ha spiegato <strong>OpenAI</strong> in un post sul blog ufficiale. «Ecco perché continuiamo a migliorare la capacità dei nostri modelli di riconoscere e rispondere ai segnali di disagio mentale ed emotivo, seguendo il contributo di esperti».</p><h2 id="emotionally-safe-models">Emotionally safe models</h2><p>Per <strong>adulti e adolescenti</strong>, <strong>OpenAI</strong> ha annunciato che inizierà a instradare le conversazioni più delicate — quelle che riguardano <strong>temi di salute mentale o ideazione suicidaria</strong> — attraverso una <strong>versione specializzata del modello di ChatGPT</strong>. Questo modello utilizza un approccio chiamato <strong>deliberative alignment</strong>, progettato per rispondere con maggiore cautela, resistere ai prompt manipolativi e rispettare rigorosamente le linee guida di sicurezza.</p><p>Per rendere possibile il nuovo sistema, OpenAI ha creato due strutture di supporto: l’<strong>Expert Council on Well-Being and AI</strong> e il <strong>Global Physician Network</strong>, che riunisce oltre <strong>250 professionisti medici</strong> specializzati in <strong>salute mentale, dipendenze</strong> e <strong>cura degli adolescenti</strong>. Questi esperti contribuiranno a definire come rilevare i segnali di disagio, come l’IA debba rispondere e come debbano funzionare le escalation nei momenti di rischio reale.</p><p>Da tempo i genitori si preoccupano di <strong>tempo trascorso davanti agli schermi</strong> e <strong>contenuti online</strong>, ma con l’IA entra in gioco un nuovo fattore: non solo cosa vede un ragazzo, ma <strong>con chi parla</strong>. Quando quel “chi” è un <strong>modello linguistico avanzato</strong>, capace di esprimersi come se provasse empatia pur restando un algoritmo, la questione diventa molto più complessa.</p><p>Finora la <strong>sicurezza dell’IA</strong> è stata gestita in maniera prevalentemente <strong>reattiva</strong>, ma i nuovi strumenti segnano un passo verso un approccio più <strong>proattivo</strong> nella prevenzione dei danni. L’obiettivo è ridurre al minimo i casi in cui il sistema debba inviare messaggi d’allerta ai genitori o spingersi a chiedere a un adolescente di pensare ai propri cari. Potrà sembrare invadente o sgradito, ma se queste funzioni riusciranno a <strong>deviare un grido d’aiuto dal baratro</strong>, sarà comunque un risultato positivo.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Grok, le chat private spuntano su Google: allarme privacy per gli utenti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Se negli ultimi mesi avete usato <strong>Grok</strong> per le vostre conversazioni, c’è una notizia poco rassicurante: i vostri dialoghi potrebbero essere comparsi su <strong>Google</strong>, indicizzati e visibili a chiunque con una semplice ricerca. A scoprirlo è stato un report di <em>Forbes</em>, secondo cui oltre <strong>370.000 chat di Grok</strong> sono finite pubblicamente online senza che gli utenti ne fossero consapevoli o avessero dato il consenso, semplicemente utilizzando il pulsante di condivisione integrato nel servizio.</p><p>Il problema nasce dal fatto che l’URL unico generato dal tasto “share” non era configurato per segnalare a Google di ignorare la pagina, rendendo così i contenuti accessibili pubblicamente. Nei transcript si trovano dati estremamente sensibili: <strong>password, problemi di salute, questioni personali e di coppia</strong>, fino ad arrivare a conversazioni ben più inquietanti su droga e omicidi.</p><p>Tecnicamente i log risultano <strong>anonimizzati</strong>, ma la presenza di dettagli o identificatori rende possibile risalire all’autore, esponendo gli utenti al rischio di collegare il proprio nome a lamentele private o persino a piani criminali.</p><p>Diversamente da uno screenshot o da un messaggio privato, questi link <strong>non hanno scadenza né controlli di accesso</strong>: una volta online, restano accessibili. Non è quindi un semplice bug tecnico, ma un problema che mina alla radice la fiducia nell’IA.</p><p>Chi usa chatbot come Grok per una sorta di <strong>terapia surrogata o roleplay romantico</strong> non vuole certo che le proprie conversazioni intime vengano indicizzate accanto a blog di ricette. Trovare i propri pensieri più personali nei risultati di ricerca potrebbe convincere molti utenti ad <strong>abbandonare del tutto la tecnologia</strong>.</p><h2 id="no-privacy-with-ia-chats">No privacy with IA chats</h2><p>Come proteggersi? Prima di tutto, <strong>smettere di usare la funzione “share”</strong>, a meno che non siate del tutto sicuri di voler rendere pubblica la conversazione. Se avete già condiviso una chat e ve ne siete pentiti, potete provare a recuperare il link e richiederne la rimozione tramite il <strong>Content Removal Tool di Google</strong>. È però un processo macchinoso e non garantisce che il contenuto sparisca subito.</p><p>Se parlate con Grok tramite la piattaforma <strong>X</strong>, è consigliabile anche regolare le impostazioni della privacy: disattivando la possibilità che i vostri post vengano usati per addestrare il modello, potreste ottenere un minimo di protezione in più. Non c’è certezza che sia sufficiente, ma la corsa a lanciare prodotti IA ha reso i confini della privacy molto più sfumati di quanto sembri.</p><p>Non è la prima volta che accade qualcosa del genere: <strong>OpenAI</strong> ha dovuto fare marcia indietro su un “esperimento” che mostrava nei risultati Google le conversazioni condivise di ChatGPT, mentre <strong>Meta</strong> è stata criticata quest’estate dopo che le chat con il suo assistente AI comparivano nel feed “discover” dell’app.</p><p>Il problema è che le conversazioni con i chatbot spesso somigliano più a <strong>pagine di diario</strong> che a post social. Se il comportamento predefinito di un’app le trasforma in contenuti ricercabili, è inevitabile che gli utenti protestino, almeno fino al prossimo incidente. È lo stesso schema visto con le pubblicità di Gmail che scansionavano le email o con le app Facebook che raccoglievano dati dagli amici: prima arriva la violazione, poi le scuse.</p><p>Lo scenario migliore è che <strong>Grok e le altre piattaforme correggano rapidamente il problema</strong>. Ma chi utilizza chatbot dovrebbe comunque partire dal presupposto che <strong>qualsiasi contenuto condiviso possa essere letto da qualcun altro prima o poi</strong>. Come in tanti altri spazi digitali apparentemente privati, i buchi sono più numerosi di quanto sembri. E, per sicurezza, forse è meglio <strong>non trattare Grok come un terapeuta di fiducia</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/grok-le-chat-private-spuntano-su-google-allarme-privacy-per-gli-utenti</link>
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                            <![CDATA[ Un errore tecnico ha permesso ai motori di ricerca di accedere a conversazioni con temi personali, sanitari e persino legati a reati. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Se negli ultimi mesi avete usato <strong>Grok</strong> per le vostre conversazioni, c’è una notizia poco rassicurante: i vostri dialoghi potrebbero essere comparsi su <strong>Google</strong>, indicizzati e visibili a chiunque con una semplice ricerca. A scoprirlo è stato un report di <em>Forbes</em>, secondo cui oltre <strong>370.000 chat di Grok</strong> sono finite pubblicamente online senza che gli utenti ne fossero consapevoli o avessero dato il consenso, semplicemente utilizzando il pulsante di condivisione integrato nel servizio.</p><p>Il problema nasce dal fatto che l’URL unico generato dal tasto “share” non era configurato per segnalare a Google di ignorare la pagina, rendendo così i contenuti accessibili pubblicamente. Nei transcript si trovano dati estremamente sensibili: <strong>password, problemi di salute, questioni personali e di coppia</strong>, fino ad arrivare a conversazioni ben più inquietanti su droga e omicidi.</p><p>Tecnicamente i log risultano <strong>anonimizzati</strong>, ma la presenza di dettagli o identificatori rende possibile risalire all’autore, esponendo gli utenti al rischio di collegare il proprio nome a lamentele private o persino a piani criminali.</p><p>Diversamente da uno screenshot o da un messaggio privato, questi link <strong>non hanno scadenza né controlli di accesso</strong>: una volta online, restano accessibili. Non è quindi un semplice bug tecnico, ma un problema che mina alla radice la fiducia nell’IA.</p><p>Chi usa chatbot come Grok per una sorta di <strong>terapia surrogata o roleplay romantico</strong> non vuole certo che le proprie conversazioni intime vengano indicizzate accanto a blog di ricette. Trovare i propri pensieri più personali nei risultati di ricerca potrebbe convincere molti utenti ad <strong>abbandonare del tutto la tecnologia</strong>.</p><h2 id="no-privacy-with-ia-chats">No privacy with IA chats</h2><p>Come proteggersi? Prima di tutto, <strong>smettere di usare la funzione “share”</strong>, a meno che non siate del tutto sicuri di voler rendere pubblica la conversazione. Se avete già condiviso una chat e ve ne siete pentiti, potete provare a recuperare il link e richiederne la rimozione tramite il <strong>Content Removal Tool di Google</strong>. È però un processo macchinoso e non garantisce che il contenuto sparisca subito.</p><p>Se parlate con Grok tramite la piattaforma <strong>X</strong>, è consigliabile anche regolare le impostazioni della privacy: disattivando la possibilità che i vostri post vengano usati per addestrare il modello, potreste ottenere un minimo di protezione in più. Non c’è certezza che sia sufficiente, ma la corsa a lanciare prodotti IA ha reso i confini della privacy molto più sfumati di quanto sembri.</p><p>Non è la prima volta che accade qualcosa del genere: <strong>OpenAI</strong> ha dovuto fare marcia indietro su un “esperimento” che mostrava nei risultati Google le conversazioni condivise di ChatGPT, mentre <strong>Meta</strong> è stata criticata quest’estate dopo che le chat con il suo assistente AI comparivano nel feed “discover” dell’app.</p><p>Il problema è che le conversazioni con i chatbot spesso somigliano più a <strong>pagine di diario</strong> che a post social. Se il comportamento predefinito di un’app le trasforma in contenuti ricercabili, è inevitabile che gli utenti protestino, almeno fino al prossimo incidente. È lo stesso schema visto con le pubblicità di Gmail che scansionavano le email o con le app Facebook che raccoglievano dati dagli amici: prima arriva la violazione, poi le scuse.</p><p>Lo scenario migliore è che <strong>Grok e le altre piattaforme correggano rapidamente il problema</strong>. Ma chi utilizza chatbot dovrebbe comunque partire dal presupposto che <strong>qualsiasi contenuto condiviso possa essere letto da qualcun altro prima o poi</strong>. Come in tanti altri spazi digitali apparentemente privati, i buchi sono più numerosi di quanto sembri. E, per sicurezza, forse è meglio <strong>non trattare Grok come un terapeuta di fiducia</strong>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ GPT-5 Pro impressiona, ma non è una mente ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>GPT-5 Pro</strong> ha stupito con la complessità e la profondità delle sue risposte ai prompt. La punta di diamante del rollout di GPT-5 di questo mese ha persino messo in difficoltà lo stesso CEO di OpenAI, <strong>Sam Altman</strong>, con alcune delle sue repliche. Ma non bisogna confondere algoritmi brillanti con un vero pensiero indipendente, avverte <strong>Ben Goertzel</strong>, il ricercatore che nei primi anni 2000 ha contribuito a diffondere il termine <strong>Intelligenza Artificiale Generale (AGI)</strong>.</p><p>Oggi CEO della <strong>Artificial Superintelligence Alliance</strong> e di <strong>TrueAGI Inc.</strong>, oltre che fondatore di <strong>SingularityNET</strong>, Goertzel ha scritto un saggio in cui definisce GPT-5 Pro «un traguardo tecnico straordinario», utile per attività come la formattazione di articoli accademici, l’analisi di framework matematici o il miglioramento del proprio stile di scrittura. Tuttavia, precisa, non si tratta di cervelli in stile umano.</p><p>«Questi modelli, per quanto impressionanti, mancano totalmente della scintilla creativa e inventiva che caratterizza l’intelligenza umana ai suoi massimi livelli», scrive Goertzel. «Ancora più fondamentale: letteralmente <em>non sanno di cosa stanno parlando</em>. La loro conoscenza non è radicata nell’esperienza o nell’osservazione, ma si basa sul riconoscimento di schemi a un livello straordinariamente sofisticato, ma pur sempre riconoscimento di schemi».</p><p>Per quanto veloce e accurata possa essere la performance del modello, resta alla fine superficiale. Lo spettacolo può incantare, ma sotto la superficie c’è solo inferenza statistica. Non sorprende, sottolinea Goertzel, che qualcuno veda un confine sfumato tra GPT-5 Pro e l’AGI: il modello può imitare la logica, estendere ragionamenti e dare l’impressione che sia in atto un processo di pensiero, ma non è nulla di paragonabile a un cervello umano o animale. Mettere in fila associazioni apprese durante l’addestramento non equivale ad attingere a memoria, esperienza o a una visione di obiettivi futuri.</p><p>«Questa distinzione non è un cavillo semantico. Una vera AGI richiede che la conoscenza sia radicata sia nell’esperienza esterna sia in quella interna», conclude Goertzel. «Da questo punto di vista, gli LLM di oggi sono enormemente inferiori persino a un bambino di un anno, nonostante le loro incredibili capacità intellettuali».</p><h2 id="agi-s-future">AGI's future</h2><p><strong>GPT-5 Pro</strong> e i suoi “fratelli” si basano su un presupposto sempre più fragile: che scalare i large language model porterà inevitabilmente all’AGI. Secondo <strong>Ben Goertzel</strong>, però, questo approccio è ormai intrecciato a un modello di business che finisce per limitare l’innovazione. OpenAI, osserva, sta cercando contemporaneamente di costruire l’AGI e di vendere chatbot scalabili a miliardi di utenti. L’etichetta di AGI, avverte, viene usata con troppa leggerezza: strumenti come GPT-5 Pro sono indubbiamente potenti, ma considerarli “menti” è, a suo avviso, prematuro e fuorviante.</p><p>«GPT-5 Pro merita il riconoscimento come straordinaria conquista nell’ingegneria dell’IA. Per ricercatori e professionisti che hanno bisogno di assistenza tecnica avanzata, oggi non ha rivali», scrive Goertzel. «Ma non dobbiamo confondere i miglioramenti incrementali nel pattern matching linguistico su larga scala con un reale progresso verso l’intelligenza artificiale generale».</p><p>Goertzel descrive una vera <strong>AGI</strong> come un sistema in grado di <strong>apprendere costantemente cose nuove</strong>, indipendentemente dall’interazione con l’utente. L’evoluzione continua della mente umana va ben oltre l’addestramento e la distribuzione di un modello: GPT-5 Pro, al contrario, è <strong>“congelato” nel momento in cui viene rilasciato</strong>, come un barattolo sigillato di intelligenza.</p><p>Il lavoro di Goertzel mira a rompere quel barattolo e <strong>distribuire l’intelligenza su sistemi decentralizzati</strong>, fino a creare una mente artificiale che non si limiti a imitare il cervello umano, ma che <strong>funzioni come tale</strong>, con modelli interni del mondo e convinzioni da aggiornare nel tempo.</p><p>«La strada verso l’AGI non si troverà semplicemente scalando gli approcci attuali. Servono innovazioni fondamentali nel modo in cui radichiamo la conoscenza, abilitiamo l’apprendimento continuo e integriamo diverse capacità cognitive», conclude Goertzel. «GPT-5 e i suoi successori avranno probabilmente ruoli di supporto nei futuri sistemi AGI, ma il ruolo da protagonista spetterà ad attori più innovativi, che stiamo ancora creando».</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/chatgpt/gpt-5-pro-impressiona-ma-non-e-una-mente</link>
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                            <![CDATA[ Ben Goertzel riconosce i progressi tecnici, ma li distingue nettamente dalla vera intelligenza generale artificiale. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[GPT-5]]></media:title>
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                                <p><strong>GPT-5 Pro</strong> ha stupito con la complessità e la profondità delle sue risposte ai prompt. La punta di diamante del rollout di GPT-5 di questo mese ha persino messo in difficoltà lo stesso CEO di OpenAI, <strong>Sam Altman</strong>, con alcune delle sue repliche. Ma non bisogna confondere algoritmi brillanti con un vero pensiero indipendente, avverte <strong>Ben Goertzel</strong>, il ricercatore che nei primi anni 2000 ha contribuito a diffondere il termine <strong>Intelligenza Artificiale Generale (AGI)</strong>.</p><p>Oggi CEO della <strong>Artificial Superintelligence Alliance</strong> e di <strong>TrueAGI Inc.</strong>, oltre che fondatore di <strong>SingularityNET</strong>, Goertzel ha scritto un saggio in cui definisce GPT-5 Pro «un traguardo tecnico straordinario», utile per attività come la formattazione di articoli accademici, l’analisi di framework matematici o il miglioramento del proprio stile di scrittura. Tuttavia, precisa, non si tratta di cervelli in stile umano.</p><p>«Questi modelli, per quanto impressionanti, mancano totalmente della scintilla creativa e inventiva che caratterizza l’intelligenza umana ai suoi massimi livelli», scrive Goertzel. «Ancora più fondamentale: letteralmente <em>non sanno di cosa stanno parlando</em>. La loro conoscenza non è radicata nell’esperienza o nell’osservazione, ma si basa sul riconoscimento di schemi a un livello straordinariamente sofisticato, ma pur sempre riconoscimento di schemi».</p><p>Per quanto veloce e accurata possa essere la performance del modello, resta alla fine superficiale. Lo spettacolo può incantare, ma sotto la superficie c’è solo inferenza statistica. Non sorprende, sottolinea Goertzel, che qualcuno veda un confine sfumato tra GPT-5 Pro e l’AGI: il modello può imitare la logica, estendere ragionamenti e dare l’impressione che sia in atto un processo di pensiero, ma non è nulla di paragonabile a un cervello umano o animale. Mettere in fila associazioni apprese durante l’addestramento non equivale ad attingere a memoria, esperienza o a una visione di obiettivi futuri.</p><p>«Questa distinzione non è un cavillo semantico. Una vera AGI richiede che la conoscenza sia radicata sia nell’esperienza esterna sia in quella interna», conclude Goertzel. «Da questo punto di vista, gli LLM di oggi sono enormemente inferiori persino a un bambino di un anno, nonostante le loro incredibili capacità intellettuali».</p><h2 id="agi-s-future">AGI's future</h2><p><strong>GPT-5 Pro</strong> e i suoi “fratelli” si basano su un presupposto sempre più fragile: che scalare i large language model porterà inevitabilmente all’AGI. Secondo <strong>Ben Goertzel</strong>, però, questo approccio è ormai intrecciato a un modello di business che finisce per limitare l’innovazione. OpenAI, osserva, sta cercando contemporaneamente di costruire l’AGI e di vendere chatbot scalabili a miliardi di utenti. L’etichetta di AGI, avverte, viene usata con troppa leggerezza: strumenti come GPT-5 Pro sono indubbiamente potenti, ma considerarli “menti” è, a suo avviso, prematuro e fuorviante.</p><p>«GPT-5 Pro merita il riconoscimento come straordinaria conquista nell’ingegneria dell’IA. Per ricercatori e professionisti che hanno bisogno di assistenza tecnica avanzata, oggi non ha rivali», scrive Goertzel. «Ma non dobbiamo confondere i miglioramenti incrementali nel pattern matching linguistico su larga scala con un reale progresso verso l’intelligenza artificiale generale».</p><p>Goertzel descrive una vera <strong>AGI</strong> come un sistema in grado di <strong>apprendere costantemente cose nuove</strong>, indipendentemente dall’interazione con l’utente. L’evoluzione continua della mente umana va ben oltre l’addestramento e la distribuzione di un modello: GPT-5 Pro, al contrario, è <strong>“congelato” nel momento in cui viene rilasciato</strong>, come un barattolo sigillato di intelligenza.</p><p>Il lavoro di Goertzel mira a rompere quel barattolo e <strong>distribuire l’intelligenza su sistemi decentralizzati</strong>, fino a creare una mente artificiale che non si limiti a imitare il cervello umano, ma che <strong>funzioni come tale</strong>, con modelli interni del mondo e convinzioni da aggiornare nel tempo.</p><p>«La strada verso l’AGI non si troverà semplicemente scalando gli approcci attuali. Servono innovazioni fondamentali nel modo in cui radichiamo la conoscenza, abilitiamo l’apprendimento continuo e integriamo diverse capacità cognitive», conclude Goertzel. «GPT-5 e i suoi successori avranno probabilmente ruoli di supporto nei futuri sistemi AGI, ma il ruolo da protagonista spetterà ad attori più innovativi, che stiamo ancora creando».</p>
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                                                            <title><![CDATA[ OpenAI ritira la voce Standard di ChatGPT e scoppia la polemica ]]></title>
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                            <![CDATA[ Gli utenti lamentano che la nuova voce è veloce, impersonale e poco coinvolgente, al contrario della modalità classica amata da tanti. ]]>
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                                <p>La voce che gli utenti hanno imparato ad associare a <strong>ChatGPT</strong> andrà in pensione il prossimo <strong>9 settembre</strong>, e non tutti hanno accolto bene la notizia. La “Standard Voice” verrà infatti sostituita dall’opzione “Advanced Voice”, introdotta inizialmente per un numero limitato di utenti lo scorso anno. Rinominata semplicemente <strong>“ChatGPT Voice”</strong>, sarà l’unica disponibile in futuro.</p><p>La modalità “Standard” aveva debuttato nel 2023, basata su un sistema relativamente semplice: l’utente parlava, i server di OpenAI trascrivevano l’audio, il modello GPT generava una risposta e questa veniva riprodotta tramite una voce sintetica neutrale.</p><p>La nuova “Advanced Voice Mode” è stata progettata per rispondere più velocemente, con un tono e un modo di parlare più simile a quello umano, offrendo in generale prestazioni più elevate rispetto al predecessore. Tuttavia, non tutti sono convinti che si tratti di un passo avanti.</p><p>«La voce standard offre calore, profondità e una connessione naturale che la voce avanzata semplicemente non riesce a eguagliare», ha scritto un utente sul forum di OpenAI. «Quella avanzata appare più robotica e distaccata, priva di quel tono empatico e comprensivo che apprezzo».</p><p>Più di una persona ha descritto la nuova voce come meno coinvolgente nelle conversazioni. Alcuni hanno anche lamentato che il modello parli troppo velocemente, quasi come se volesse concludere l’interazione in fretta.</p><p>«La Standard Voice è riflessiva, con un timbro e un ritmo naturali e rassicuranti. Tocca le corde giuste», ha commentato un utente su Reddit. «La Advanced Voice non ha le stesse caratteristiche: non offre risposte ponderate, ha limiti di contenuto più restrittivi e sembra sempre affrettata nel fornire repliche mediocri».</p><h2 id="advanced-voices">Advanced voices</h2><p>Anche chi non ha problemi con il nuovo timbro vocale di ChatGPT si è detto infastidito, perché la nuova modalità non funziona allo stesso modo della precedente.</p><p>La <strong>Advanced Voice Mode</strong> integra la voce dell’utente, le risposte dell’IA e l’espressione vocale in un unico processo in tempo reale. Questo significa che l’IA non legge più alla lettera la risposta scritta, ma la riformula in modo più colloquiale: a volte salta frasi, condensa concetti o adatta il tono in base al contesto. Tecnicamente impressionante, certo, ma non quello che alcuni utenti desideravano.</p><p>«La Standard Voice leggeva esattamente la risposta che ChatGPT avrebbe dato in forma scritta. Era una linea diretta, capite?» ha scritto un utente su Reddit. «Questa nuova invece sembra parafrasare o riassumere. Salta i dettagli e rende la conversazione molto più distante».</p><p>Potrebbe sembrare un dettaglio minore, ma riflette una tendenza più ampia nel mondo tech: gli utenti spesso reagiscono male a cambiamenti radicali, anche quando sono presentati come miglioramenti.</p><p>Non tutti, però, sono contrari alla nuova voce. Alcuni apprezzano la sua rapidità e realismo, oltre al fatto che renda la conversazione più scorrevole. OpenAI ha inoltre promesso ulteriori miglioramenti. Tuttavia, considerando che le lamentele per la rimozione di GPT-4o con l’arrivo di GPT-5 portarono al ritorno del modello precedente, non sarebbe sorprendente vedere anche la <strong>Standard Voice Mode</strong> fare un ritorno in futuro.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ GPT‑5 è qui: più veloce, più furba, meno errori ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L’attesissimo <strong>evento in diretta di OpenAI</strong> dedicato a <strong>GPT-5</strong> ha condensato in circa un’ora e mezza una raffica di annunci e dimostrazioni. Il CEO <strong>Sam Altman</strong> non ha mostrato alcun timore per il nuovo modello – nonostante avesse dichiarato di provarne – ma piuttosto <strong>orgoglio per i risultati raggiunti dal suo team</strong>.</p><p>Gran parte della presentazione è stata dedicata ai <strong>traguardi tecnici di GPT-5</strong> e a come questi si traducano in <strong>nuove e potenziate funzionalità AI</strong> per gli utenti. Altman ha anche introdotto novità più leggere per <strong>ChatGPT</strong>, con <strong>maggiori opzioni di personalizzazione</strong> e nuovi modi per collegare la propria impronta digitale già esistente all’assistente.</p><p>Ecco i <strong>cinque elementi più rilevanti</strong> emersi dal debutto di <strong>GPT-5</strong>.</p><h2 id="arriva-gpt-5">Arriva GPT-5</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RY8MTV54n5gyfz3FuafX6c" name="GPT-5" alt="GPT-5" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RY8MTV54n5gyfz3FuafX6c-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p><strong>GPT-5</strong> è la nuova evoluzione dei modelli di OpenAI: <strong>più grande e potente</strong>, ma nella forma di base non troppo diversa dalle versioni precedenti. La sua complessità, però, sembra portarlo a <strong>un nuovo livello di capacità di ragionamento</strong>.</p><p>In pratica, non è più necessario fornirgli <strong>contesto in modo eccessivamente dettagliato</strong> o ripetere tre volte lo stesso prompt complesso, almeno non così spesso come in passato. Domande articolate, come ad esempio <em>“In che modo il cambiamento dei tassi di interesse potrebbe influire sulla possibilità per la Gen Z di acquistare casa in mercati misti?”</em>, in passato avrebbero richiesto più prompt e raffinamenti successivi; <strong>GPT-5 riesce invece a scomporre il quesito e a elaborare la risposta completa</strong>.</p><p>Dalle dimostrazioni, GPT-5 sembra <strong>analizzare ogni parte della richiesta separatamente</strong> e poi <strong>riunire il tutto in un’unica risposta coerente</strong>. Inoltre, segnala quando c’è una lacuna nelle proprie conoscenze, evitando così di inventare informazioni con eccessiva sicurezza. Questo approccio si riflette anche nell’interazione con l’utente: pur non “pensando” in senso umano, il modello sembra <strong>cogliere le sfumature del tono</strong> e adattare le risposte in base alle emozioni espresse.</p><p>Il modello è stato presentato come particolarmente <strong>forte in matematica e programmazione</strong>, tanto da gestire senza problemi il cosiddetto <strong>“vibe coding”</strong>: basta descrivere l’atmosfera o il mood che si vuole trasmettere con un software, e l’IA genera <strong>HTML, CSS e JavaScript</strong> per realizzare un design in linea con quella visione.</p><h2 id="dimensioni">Dimensioni</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2537px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="qhP3BquFwmBdRU4cGTthGZ" name="GPT 5 sizes" alt="GPT-5 sizes" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qhP3BquFwmBdRU4cGTthGZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2537" height="1427" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p><strong>GPT-5</strong> è disponibile in diverse varianti oltre alla versione standard: c’è anche il più piccolo <strong>gpt-5-mini</strong> e l’ancora più leggero <strong>gpt-5-nano</strong>, utilizzabile esclusivamente tramite API. La novità più rilevante è che <strong>anche gli utenti gratuiti di ChatGPT</strong> ora hanno accesso sia a <strong>GPT-5</strong> sia alla versione <strong>mini</strong>, mentre gli abbonati a <strong>ChatGPT Plus</strong> beneficiano di <strong>limiti di utilizzo più alti</strong> su tutta la linea.</p><p>Per chi invece è utente <strong>Pro</strong> con abbonamento da <strong>200 dollari al mese</strong>, l’accesso a <strong>GPT-5</strong> diventa <strong>illimitato</strong>, insieme alla possibilità di usare il modello più potente <strong>gpt-5-pro</strong> e <strong>gpt-5-thinking</strong>. Questi ultimi impiegano più tempo per generare le risposte, ma offrono contenuti più <strong>approfonditi e ragionati</strong>.</p><p>Non è nemmeno necessario scegliere manualmente quale modello usare: <strong>ChatGPT seleziona automaticamente quello più adatto</strong> in base alla richiesta e al piano dell’utente.</p><h2 id="personalita-e-colori">Personalità e colori </h2><p>ChatGPT ha di default una personalità neutra e piuttosto sobria, ma <strong>GPT-5</strong> è abbastanza avanzato da offrire <strong>più varietà nel tono e nello stile</strong> delle risposte. Chi non vuole il solito approccio standard può ora scegliere tra diverse modalità: <strong>“Cynic”</strong> per un tocco di sarcasmo, <strong>“Listener”</strong> se si ha bisogno di sfogarsi e ricevere comprensione, <strong>“Nerd”</strong> per aggiungere curiosità e riferimenti geek, oppure <strong>“Robot”</strong> per una risposta puramente meccanica.</p><p>Queste personalità non alterano il contenuto delle risposte, ma ne modificano il <strong>colore e il tono</strong>. Ad esempio, si può ricevere <strong>umorismo pungente con consigli di produttività</strong> scegliendo il tono <em>Cynic</em>, oppure <strong>incoraggiamento e supporto</strong> selezionando <em>Listener</em>.</p><p>In più, è ora possibile <strong>personalizzare l’aspetto di ChatGPT</strong> grazie a nuovi temi cromatici: per gli utenti abbonati sarà presto possibile modificare l’interfaccia, superando la semplice scelta tra modalità chiara e scura.</p><h2 id="modalita-vocale">Modalità vocale </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2210px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.66%;"><img id="8yxLjbaSJXPf3zqZb2KBQW" name="OpenAI Voice Demo" alt="OpenAI Voice Demo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8yxLjbaSJXPf3zqZb2KBQW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2210" height="1230" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>Modalità Voce di ChatGPT</strong> sta ricevendo un importante aggiornamento. OpenAI sta distribuendo una versione <strong>molto migliorata</strong>, che non solo funziona anche con i <strong>GPT personalizzati</strong>, ma è in grado di <strong>adattare tono e stile di parlato</strong> in base alle istruzioni ricevute e all’atmosfera generale della conversazione.</p><p>Si può chiedere all’IA di essere più <strong>incalzante</strong>, più <strong>lenta</strong>, più <strong>calorosa</strong> o di assumere qualsiasi altra sfumatura desiderata. Per gli utenti <strong>ChatGPT Plus</strong>, le risposte vocali diventano <strong>quasi illimitate</strong>, mentre gli utenti gratuiti avranno comunque accesso a questa funzione, con <strong>alcune ore al giorno</strong> di conversazione a mani libere.</p><p>Per semplificare l’esperienza, la vecchia <strong>Modalità Voce Standard</strong> sarà <strong>eliminata del tutto entro 30 giorni</strong>; da quel momento, tutti utilizzeranno la nuova versione aggiornata.</p><h2 id="google-connections-for-chatgpt">Google connections for ChatGPT</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Gc8eYjJTu5jK4cyC8WuNnA" name="ChatGPT Google" alt="Screenshot from YouTube" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gc8eYjJTu5jK4cyC8WuNnA-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La prossima settimana, gli utenti <strong>ChatGPT Pro</strong> potranno collegare direttamente a ChatGPT il proprio <strong>Gmail</strong>, <strong>Google Calendar</strong> e <strong>Google Contacts</strong>. Questo significa <strong>niente più passaggi tra schede</strong> per controllare se siete liberi martedì prossimo o per scavare tra le conversazioni alla ricerca di quell’email a cui avete sicuramente dimenticato di rispondere.</p><p>Una volta effettuata la connessione, ChatGPT importerà solo le informazioni necessarie per rispondere alle vostre richieste, e <strong>solo quando è davvero utile</strong>, come ha assicurato OpenAI.</p><p>Non sarà necessario dire esplicitamente <em>“controlla il mio calendario”</em> o <em>“apri quel contatto”</em>: l’IA lo farà automaticamente quando la vostra richiesta lo richiede, ad esempio per fissare un incontro. In quel caso, sceglierà un orario adatto e <strong>scriverà l’email al posto vostro</strong>.</p><p>L’accesso a queste integrazioni è previsto anche per gli altri piani in un secondo momento, quindi <strong>non resterà un’esclusiva della versione Pro</strong>.</p><p>Tutti questi aggiornamenti basati su <strong>GPT-5</strong> indicano i piani più ampi di OpenAI: trasformare i propri modelli di intelligenza artificiale in <strong>una presenza costante e integrata nella vita degli utenti</strong>, non solo in uno strumento a cui rivolgersi sporadicamente e con la frustrazione di dover interpretare con attenzione ogni risposta.</p><p>Un <strong>ragionamento più avanzato</strong> significa meno lavoro di “pulizia” per l’utente. Il <strong>vibe coding</strong> sposta l’IA dal semplice imitare il codice all’interpretare davvero l’uso previsto del software. Le <strong>personalità</strong> e le <strong>opzioni di colore</strong> contribuiscono a rendere l’assistente più vicino a voi, meno “taglia unica”, soprattutto se abbinate a una <strong>voce più realistica</strong> e alla <strong>possibilità di accedere a email e calendario</strong>.</p><p><strong>GPT-5</strong> simula la consapevolezza meglio di qualsiasi predecessore. Questo potrebbe permettergli di <strong>integrarsi nelle nostre routine</strong> fino a diventare naturale quanto l’uso dello smartphone. O almeno, è ciò che OpenAI – e i suoi investitori – sperano di vedere accadere.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ GPT-5 è ufficiale: ragiona meglio, genera codice impeccabile, commette meno “allucinazioni” e ora si integra con Gmail e Calendar. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                            <article>
                                <p>L’attesissimo <strong>evento in diretta di OpenAI</strong> dedicato a <strong>GPT-5</strong> ha condensato in circa un’ora e mezza una raffica di annunci e dimostrazioni. Il CEO <strong>Sam Altman</strong> non ha mostrato alcun timore per il nuovo modello – nonostante avesse dichiarato di provarne – ma piuttosto <strong>orgoglio per i risultati raggiunti dal suo team</strong>.</p><p>Gran parte della presentazione è stata dedicata ai <strong>traguardi tecnici di GPT-5</strong> e a come questi si traducano in <strong>nuove e potenziate funzionalità AI</strong> per gli utenti. Altman ha anche introdotto novità più leggere per <strong>ChatGPT</strong>, con <strong>maggiori opzioni di personalizzazione</strong> e nuovi modi per collegare la propria impronta digitale già esistente all’assistente.</p><p>Ecco i <strong>cinque elementi più rilevanti</strong> emersi dal debutto di <strong>GPT-5</strong>.</p><h2 id="arriva-gpt-5">Arriva GPT-5</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RY8MTV54n5gyfz3FuafX6c" name="GPT-5" alt="GPT-5" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RY8MTV54n5gyfz3FuafX6c-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p><strong>GPT-5</strong> è la nuova evoluzione dei modelli di OpenAI: <strong>più grande e potente</strong>, ma nella forma di base non troppo diversa dalle versioni precedenti. La sua complessità, però, sembra portarlo a <strong>un nuovo livello di capacità di ragionamento</strong>.</p><p>In pratica, non è più necessario fornirgli <strong>contesto in modo eccessivamente dettagliato</strong> o ripetere tre volte lo stesso prompt complesso, almeno non così spesso come in passato. Domande articolate, come ad esempio <em>“In che modo il cambiamento dei tassi di interesse potrebbe influire sulla possibilità per la Gen Z di acquistare casa in mercati misti?”</em>, in passato avrebbero richiesto più prompt e raffinamenti successivi; <strong>GPT-5 riesce invece a scomporre il quesito e a elaborare la risposta completa</strong>.</p><p>Dalle dimostrazioni, GPT-5 sembra <strong>analizzare ogni parte della richiesta separatamente</strong> e poi <strong>riunire il tutto in un’unica risposta coerente</strong>. Inoltre, segnala quando c’è una lacuna nelle proprie conoscenze, evitando così di inventare informazioni con eccessiva sicurezza. Questo approccio si riflette anche nell’interazione con l’utente: pur non “pensando” in senso umano, il modello sembra <strong>cogliere le sfumature del tono</strong> e adattare le risposte in base alle emozioni espresse.</p><p>Il modello è stato presentato come particolarmente <strong>forte in matematica e programmazione</strong>, tanto da gestire senza problemi il cosiddetto <strong>“vibe coding”</strong>: basta descrivere l’atmosfera o il mood che si vuole trasmettere con un software, e l’IA genera <strong>HTML, CSS e JavaScript</strong> per realizzare un design in linea con quella visione.</p><h2 id="dimensioni">Dimensioni</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2537px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="qhP3BquFwmBdRU4cGTthGZ" name="GPT 5 sizes" alt="GPT-5 sizes" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qhP3BquFwmBdRU4cGTthGZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2537" height="1427" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p><strong>GPT-5</strong> è disponibile in diverse varianti oltre alla versione standard: c’è anche il più piccolo <strong>gpt-5-mini</strong> e l’ancora più leggero <strong>gpt-5-nano</strong>, utilizzabile esclusivamente tramite API. La novità più rilevante è che <strong>anche gli utenti gratuiti di ChatGPT</strong> ora hanno accesso sia a <strong>GPT-5</strong> sia alla versione <strong>mini</strong>, mentre gli abbonati a <strong>ChatGPT Plus</strong> beneficiano di <strong>limiti di utilizzo più alti</strong> su tutta la linea.</p><p>Per chi invece è utente <strong>Pro</strong> con abbonamento da <strong>200 dollari al mese</strong>, l’accesso a <strong>GPT-5</strong> diventa <strong>illimitato</strong>, insieme alla possibilità di usare il modello più potente <strong>gpt-5-pro</strong> e <strong>gpt-5-thinking</strong>. Questi ultimi impiegano più tempo per generare le risposte, ma offrono contenuti più <strong>approfonditi e ragionati</strong>.</p><p>Non è nemmeno necessario scegliere manualmente quale modello usare: <strong>ChatGPT seleziona automaticamente quello più adatto</strong> in base alla richiesta e al piano dell’utente.</p><h2 id="personalita-e-colori">Personalità e colori </h2><p>ChatGPT ha di default una personalità neutra e piuttosto sobria, ma <strong>GPT-5</strong> è abbastanza avanzato da offrire <strong>più varietà nel tono e nello stile</strong> delle risposte. Chi non vuole il solito approccio standard può ora scegliere tra diverse modalità: <strong>“Cynic”</strong> per un tocco di sarcasmo, <strong>“Listener”</strong> se si ha bisogno di sfogarsi e ricevere comprensione, <strong>“Nerd”</strong> per aggiungere curiosità e riferimenti geek, oppure <strong>“Robot”</strong> per una risposta puramente meccanica.</p><p>Queste personalità non alterano il contenuto delle risposte, ma ne modificano il <strong>colore e il tono</strong>. Ad esempio, si può ricevere <strong>umorismo pungente con consigli di produttività</strong> scegliendo il tono <em>Cynic</em>, oppure <strong>incoraggiamento e supporto</strong> selezionando <em>Listener</em>.</p><p>In più, è ora possibile <strong>personalizzare l’aspetto di ChatGPT</strong> grazie a nuovi temi cromatici: per gli utenti abbonati sarà presto possibile modificare l’interfaccia, superando la semplice scelta tra modalità chiara e scura.</p><h2 id="modalita-vocale">Modalità vocale </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2210px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.66%;"><img id="8yxLjbaSJXPf3zqZb2KBQW" name="OpenAI Voice Demo" alt="OpenAI Voice Demo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8yxLjbaSJXPf3zqZb2KBQW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2210" height="1230" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>Modalità Voce di ChatGPT</strong> sta ricevendo un importante aggiornamento. OpenAI sta distribuendo una versione <strong>molto migliorata</strong>, che non solo funziona anche con i <strong>GPT personalizzati</strong>, ma è in grado di <strong>adattare tono e stile di parlato</strong> in base alle istruzioni ricevute e all’atmosfera generale della conversazione.</p><p>Si può chiedere all’IA di essere più <strong>incalzante</strong>, più <strong>lenta</strong>, più <strong>calorosa</strong> o di assumere qualsiasi altra sfumatura desiderata. Per gli utenti <strong>ChatGPT Plus</strong>, le risposte vocali diventano <strong>quasi illimitate</strong>, mentre gli utenti gratuiti avranno comunque accesso a questa funzione, con <strong>alcune ore al giorno</strong> di conversazione a mani libere.</p><p>Per semplificare l’esperienza, la vecchia <strong>Modalità Voce Standard</strong> sarà <strong>eliminata del tutto entro 30 giorni</strong>; da quel momento, tutti utilizzeranno la nuova versione aggiornata.</p><h2 id="google-connections-for-chatgpt">Google connections for ChatGPT</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Gc8eYjJTu5jK4cyC8WuNnA" name="ChatGPT Google" alt="Screenshot from YouTube" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gc8eYjJTu5jK4cyC8WuNnA-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La prossima settimana, gli utenti <strong>ChatGPT Pro</strong> potranno collegare direttamente a ChatGPT il proprio <strong>Gmail</strong>, <strong>Google Calendar</strong> e <strong>Google Contacts</strong>. Questo significa <strong>niente più passaggi tra schede</strong> per controllare se siete liberi martedì prossimo o per scavare tra le conversazioni alla ricerca di quell’email a cui avete sicuramente dimenticato di rispondere.</p><p>Una volta effettuata la connessione, ChatGPT importerà solo le informazioni necessarie per rispondere alle vostre richieste, e <strong>solo quando è davvero utile</strong>, come ha assicurato OpenAI.</p><p>Non sarà necessario dire esplicitamente <em>“controlla il mio calendario”</em> o <em>“apri quel contatto”</em>: l’IA lo farà automaticamente quando la vostra richiesta lo richiede, ad esempio per fissare un incontro. In quel caso, sceglierà un orario adatto e <strong>scriverà l’email al posto vostro</strong>.</p><p>L’accesso a queste integrazioni è previsto anche per gli altri piani in un secondo momento, quindi <strong>non resterà un’esclusiva della versione Pro</strong>.</p><p>Tutti questi aggiornamenti basati su <strong>GPT-5</strong> indicano i piani più ampi di OpenAI: trasformare i propri modelli di intelligenza artificiale in <strong>una presenza costante e integrata nella vita degli utenti</strong>, non solo in uno strumento a cui rivolgersi sporadicamente e con la frustrazione di dover interpretare con attenzione ogni risposta.</p><p>Un <strong>ragionamento più avanzato</strong> significa meno lavoro di “pulizia” per l’utente. Il <strong>vibe coding</strong> sposta l’IA dal semplice imitare il codice all’interpretare davvero l’uso previsto del software. Le <strong>personalità</strong> e le <strong>opzioni di colore</strong> contribuiscono a rendere l’assistente più vicino a voi, meno “taglia unica”, soprattutto se abbinate a una <strong>voce più realistica</strong> e alla <strong>possibilità di accedere a email e calendario</strong>.</p><p><strong>GPT-5</strong> simula la consapevolezza meglio di qualsiasi predecessore. Questo potrebbe permettergli di <strong>integrarsi nelle nostre routine</strong> fino a diventare naturale quanto l’uso dello smartphone. O almeno, è ciò che OpenAI – e i suoi investitori – sperano di vedere accadere.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT diventa il tuo segretario personale ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Lo spettacolo offerto da <strong>GPT-5</strong> potrebbe aver messo in ombra altre novità annunciate da OpenAI durante la diretta streaming di giovedì, ma la dimostrazione della <strong>nuova capacità di ChatGPT di accedere e analizzare direttamente i dati Google di un utente</strong> è stata, a mio avviso, uno dei momenti più significativi nello sviluppo del chatbot e nella competizione per la supremazia tra le IA conversazionali.</p><p>La nuova funzione consente agli utenti di <strong>collegare ChatGPT a Gmail, Google Contacts e Google Calendar</strong>. Durante la demo, ChatGPT ha risposto alla richiesta di visualizzare il programma del giorno successivo consultando il calendario e la casella di posta dell’utente, compilando rapidamente un’agenda completa e dettagliata, includendo anche le email importanti ancora non lette a cui rispondere.</p><p>Potrebbe non sembrare una rivoluzione per chi si sente già sommerso da liste digitali di cose da fare, ma vedere ChatGPT ordinare queste informazioni e presentarle in modo chiaro <strong>potrebbe ridurre lo stress</strong>, almeno stando a quanto mostrato nella dimostrazione.</p><p>È facile immaginare uno scenario in cui l’IA fornisce <strong>un piano giornaliero personalizzato</strong> o un promemoria per gestire quel messaggio ancora non letto, alleggerendo il carico mentale eliminando la necessità di passare manualmente da Gmail al calendario per collegare eventi ed email rilevanti. Basterebbe chiedere <em>“Cosa ho in programma oggi?”</em> per vedere l’agenda affiancata alle email contrassegnate come urgenti. Niente più continui cambi di schermata o occhi strizzati per capire cosa sia davvero prioritario.</p><p>Inoltre, l’accesso a questi dati potrebbe permettere a ChatGPT di <strong>conoscere meglio le esigenze dell’utente</strong>, leggendo inviti a riunioni inviati, scadenze rispettate per un soffio e conferme di partecipazione mandate all’istante. Per il momento, l’opzione è <strong>disponibile solo per gli utenti ChatGPT Pro</strong>, ma OpenAI ha promesso che verrà presto estesa a un pubblico più ampio.</p><h2 id="chatgpt-won-t-sneak-a-peek-at-your-messages">ChatGPT won't sneak a peek at your messages</h2><p>Detto questo, l’idea di <strong>concedere a ChatGPT l’accesso ai dati di Gmail e Calendar</strong> potrebbe far storcere il naso a più di qualcuno, e non senza motivo. Nella casella di posta potrebbero esserci conferme di visite mediche o persino piani per incontri romantici segreti.</p><p>Non c’è però il rischio di condividere involontariamente queste informazioni: per collegare gli account a ChatGPT è necessario <strong>attivare esplicitamente l’opzione</strong> e <strong>confermare ogni azione prima che venga eseguita</strong>, evitando così l’invio automatico di email.</p><p>Certo, esistono già numerosi bot per la pianificazione e componenti aggiuntivi per la posta elettronica in grado di estrarre automaticamente dettagli sugli eventi o ricordare inviti dimenticati. La differenza è che l’integrazione con ChatGPT <strong>aggiunge la conversazione all’equazione</strong>: non serve inoltrare email o impostare regole complesse per gestire certi mittenti, basta scrivere in linguaggio naturale e l’IA agirà come un vero segretario personale.</p><p>Se l’idea vi convince, è facile capire perché chi utilizza sia Google sia ChatGPT possa apprezzare il collegamento tra i due, <strong>specie se non è un fan di Google Gemini</strong> per una ragione o per un’altra. Magari si desidera un chatbot connesso al proprio account Google, ma si preferisce ChatGPT a Gemini: OpenAI vuole offrire proprio questa possibilità.</p><p>Se Google non avrà l’esclusiva sul collegamento tra email, calendario e chatbot, OpenAI può sperare di prevalere in altri ambiti in cui ritiene di avere un vantaggio, come la potenza di <strong>GPT-5</strong>. Bisogna solo essere disposti a lasciare che ChatGPT sappia a <strong>quali matrimoni parteciperete nei prossimi mesi</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/chatgpt/chatgpt-diventa-il-tuo-segretario-personale</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Da oggi chi ha ChatGPT Pro può fargli riassumere le email, creare appuntamenti e pianificare la giornata. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Lo spettacolo offerto da <strong>GPT-5</strong> potrebbe aver messo in ombra altre novità annunciate da OpenAI durante la diretta streaming di giovedì, ma la dimostrazione della <strong>nuova capacità di ChatGPT di accedere e analizzare direttamente i dati Google di un utente</strong> è stata, a mio avviso, uno dei momenti più significativi nello sviluppo del chatbot e nella competizione per la supremazia tra le IA conversazionali.</p><p>La nuova funzione consente agli utenti di <strong>collegare ChatGPT a Gmail, Google Contacts e Google Calendar</strong>. Durante la demo, ChatGPT ha risposto alla richiesta di visualizzare il programma del giorno successivo consultando il calendario e la casella di posta dell’utente, compilando rapidamente un’agenda completa e dettagliata, includendo anche le email importanti ancora non lette a cui rispondere.</p><p>Potrebbe non sembrare una rivoluzione per chi si sente già sommerso da liste digitali di cose da fare, ma vedere ChatGPT ordinare queste informazioni e presentarle in modo chiaro <strong>potrebbe ridurre lo stress</strong>, almeno stando a quanto mostrato nella dimostrazione.</p><p>È facile immaginare uno scenario in cui l’IA fornisce <strong>un piano giornaliero personalizzato</strong> o un promemoria per gestire quel messaggio ancora non letto, alleggerendo il carico mentale eliminando la necessità di passare manualmente da Gmail al calendario per collegare eventi ed email rilevanti. Basterebbe chiedere <em>“Cosa ho in programma oggi?”</em> per vedere l’agenda affiancata alle email contrassegnate come urgenti. Niente più continui cambi di schermata o occhi strizzati per capire cosa sia davvero prioritario.</p><p>Inoltre, l’accesso a questi dati potrebbe permettere a ChatGPT di <strong>conoscere meglio le esigenze dell’utente</strong>, leggendo inviti a riunioni inviati, scadenze rispettate per un soffio e conferme di partecipazione mandate all’istante. Per il momento, l’opzione è <strong>disponibile solo per gli utenti ChatGPT Pro</strong>, ma OpenAI ha promesso che verrà presto estesa a un pubblico più ampio.</p><h2 id="chatgpt-won-t-sneak-a-peek-at-your-messages">ChatGPT won't sneak a peek at your messages</h2><p>Detto questo, l’idea di <strong>concedere a ChatGPT l’accesso ai dati di Gmail e Calendar</strong> potrebbe far storcere il naso a più di qualcuno, e non senza motivo. Nella casella di posta potrebbero esserci conferme di visite mediche o persino piani per incontri romantici segreti.</p><p>Non c’è però il rischio di condividere involontariamente queste informazioni: per collegare gli account a ChatGPT è necessario <strong>attivare esplicitamente l’opzione</strong> e <strong>confermare ogni azione prima che venga eseguita</strong>, evitando così l’invio automatico di email.</p><p>Certo, esistono già numerosi bot per la pianificazione e componenti aggiuntivi per la posta elettronica in grado di estrarre automaticamente dettagli sugli eventi o ricordare inviti dimenticati. La differenza è che l’integrazione con ChatGPT <strong>aggiunge la conversazione all’equazione</strong>: non serve inoltrare email o impostare regole complesse per gestire certi mittenti, basta scrivere in linguaggio naturale e l’IA agirà come un vero segretario personale.</p><p>Se l’idea vi convince, è facile capire perché chi utilizza sia Google sia ChatGPT possa apprezzare il collegamento tra i due, <strong>specie se non è un fan di Google Gemini</strong> per una ragione o per un’altra. Magari si desidera un chatbot connesso al proprio account Google, ma si preferisce ChatGPT a Gemini: OpenAI vuole offrire proprio questa possibilità.</p><p>Se Google non avrà l’esclusiva sul collegamento tra email, calendario e chatbot, OpenAI può sperare di prevalere in altri ambiti in cui ritiene di avere un vantaggio, come la potenza di <strong>GPT-5</strong>. Bisogna solo essere disposti a lasciare che ChatGPT sappia a <strong>quali matrimoni parteciperete nei prossimi mesi</strong>.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Due nuovi modelli OpenAI: liberi, scaricabili, ma non sono GPT‑5 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>OpenAI ha pubblicato a sorpresa <strong>due nuovi modelli AI open-weight</strong>, segnando un cambio di rotta rispetto alla sua tradizionale politica di chiusura. Si tratta di <strong>GPT-OSS-120B</strong> e <strong>GPT-OSS-20B</strong>, i <strong>primi modelli scaricabili</strong> direttamente dagli utenti dal lontano rilascio di GPT-2.</p><p>La versione <strong>più leggera, GPT-OSS-20B</strong>, è particolarmente interessante per la community degli sviluppatori indipendenti: è <strong>sufficientemente snella da poter girare su un PC consumer</strong>, a patto di avere almeno <strong>16 GB di RAM</strong> e una certa pazienza. Al contrario, <strong>GPT-OSS-120B richiede hardware professionale o supporto cloud</strong>.</p><p>OpenAI ha reso entrambi i modelli disponibili <strong>tramite Hugging Face e AWS</strong>, con licenza <strong>Apache 2.0</strong>, consentendo <strong>pieno utilizzo commerciale e modifiche libere</strong>. Un’occasione unica per gli sviluppatori che vogliono studiare l’architettura dei modelli, ispezionare il loro “ragionamento in tempo reale” e perfino creare applicazioni personalizzate.</p><p>Questa mossa rappresenta un <strong>ritorno parziale all’epoca di GPT-2</strong>, dopo anni in cui OpenAI ha mantenuto i propri modelli accessibili solo tramite <strong>API a pagamento</strong>. Sebbene GPT-OSS-20B non sia un sostituto diretto dell’app di ChatGPT, <strong>segna un passo storico verso la trasparenza e l’indipendenza degli strumenti AI</strong>.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1952777539052814448"><p lang="en" dir="ltr">gpt-oss is out!we made an open model that performs at the level of o4-mini and runs on a high-end laptop (WTF!!)(and a smaller one that runs on a phone).super proud of the team; big triumph of technology.<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1952777539052814448">August 5, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La <strong>flessibilità offerta dai modelli GPT-OSS</strong> potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo importante per OpenAI, proprio mentre l’approccio a pesi aperti sta guadagnando popolarità. Negli ultimi mesi, <strong>DeepSeek, Meta e Mistral</strong> hanno rilasciato modelli open in forme più o meno complete, spesso però limitati da <strong>dati di addestramento non divulgati o licenze restrittive</strong>.</p><p>I modelli di OpenAI, invece, <strong>offrono chiaramente i pesi e una licenza Apache 2.0</strong>, pur mantenendo <strong>proprietario il dataset di addestramento</strong>. La vera novità è che <strong>gpt-oss è compatibile con l’interfaccia standard di OpenAI</strong>, ma consente anche una <strong>visualizzazione diretta del processo decisionale del modello</strong>: un aspetto che rende l’esperienza più trasparente per chi vuole studiare e sperimentare.</p><p>A differenza di DeepSeek, che punta sulla potenza bruta e l’efficienza economica, OpenAI <strong>invita gli sviluppatori a capire come funzionano i modelli</strong>. È possibile <strong>mettere in pausa l’elaborazione e osservare in tempo reale cosa accade “dentro” al modello</strong>. Un approccio educativo e aperto che rappresenta un segnale forte verso la community: OpenAI vuole tornare ad essere una piattaforma su cui costruire, non solo da cui acquistare.</p><p>Grazie alla <strong>licenza Apache</strong>, i modelli possono essere <strong>personalizzati, ridotti, integrati o trasformati in nuovi prodotti</strong>, senza bisogno di inviare dati a servizi esterni. Per chi sogna un’<strong>intelligenza artificiale più decentralizzata</strong>, questo è un passo nella direzione giusta.</p><p>Anche per chi non è uno sviluppatore, il messaggio è chiaro: <strong>potremmo vedere presto app AI più leggere, più private, e senza abbonamenti obbligatori</strong>. Per una compagnia che negli ultimi due anni ha puntato su sistemi chiusi e formule premium, <strong>rilasciare modelli così avanzati con licenze open è una svolta significativa</strong>, almeno dal punto di vista simbolico.</p><p>Non siamo ancora nella nuova era di GPT-5, ma <strong>Sam Altman ha lasciato intendere che ci saranno ulteriori annunci a breve</strong>. Tutto fa pensare che il vero prossimo capitolo sia già in lavorazione.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/openai/due-nuovi-modelli-openai-liberi-scaricabili-ma-non-sono-gpt-5</link>
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                            <![CDATA[ L’azienda ha pubblicato due modelli scaricabili liberamente da sviluppatori e ricercatori: uno gira anche su PC o smartphone senza connessioni cloud obbligatorie. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">rKpncxnwo9EaxYHcHqF5PJ</guid>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[OpenAI image]]></media:title>
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                                <p>OpenAI ha pubblicato a sorpresa <strong>due nuovi modelli AI open-weight</strong>, segnando un cambio di rotta rispetto alla sua tradizionale politica di chiusura. Si tratta di <strong>GPT-OSS-120B</strong> e <strong>GPT-OSS-20B</strong>, i <strong>primi modelli scaricabili</strong> direttamente dagli utenti dal lontano rilascio di GPT-2.</p><p>La versione <strong>più leggera, GPT-OSS-20B</strong>, è particolarmente interessante per la community degli sviluppatori indipendenti: è <strong>sufficientemente snella da poter girare su un PC consumer</strong>, a patto di avere almeno <strong>16 GB di RAM</strong> e una certa pazienza. Al contrario, <strong>GPT-OSS-120B richiede hardware professionale o supporto cloud</strong>.</p><p>OpenAI ha reso entrambi i modelli disponibili <strong>tramite Hugging Face e AWS</strong>, con licenza <strong>Apache 2.0</strong>, consentendo <strong>pieno utilizzo commerciale e modifiche libere</strong>. Un’occasione unica per gli sviluppatori che vogliono studiare l’architettura dei modelli, ispezionare il loro “ragionamento in tempo reale” e perfino creare applicazioni personalizzate.</p><p>Questa mossa rappresenta un <strong>ritorno parziale all’epoca di GPT-2</strong>, dopo anni in cui OpenAI ha mantenuto i propri modelli accessibili solo tramite <strong>API a pagamento</strong>. Sebbene GPT-OSS-20B non sia un sostituto diretto dell’app di ChatGPT, <strong>segna un passo storico verso la trasparenza e l’indipendenza degli strumenti AI</strong>.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1952777539052814448"><p lang="en" dir="ltr">gpt-oss is out!we made an open model that performs at the level of o4-mini and runs on a high-end laptop (WTF!!)(and a smaller one that runs on a phone).super proud of the team; big triumph of technology.<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1952777539052814448">August 5, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>La <strong>flessibilità offerta dai modelli GPT-OSS</strong> potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo importante per OpenAI, proprio mentre l’approccio a pesi aperti sta guadagnando popolarità. Negli ultimi mesi, <strong>DeepSeek, Meta e Mistral</strong> hanno rilasciato modelli open in forme più o meno complete, spesso però limitati da <strong>dati di addestramento non divulgati o licenze restrittive</strong>.</p><p>I modelli di OpenAI, invece, <strong>offrono chiaramente i pesi e una licenza Apache 2.0</strong>, pur mantenendo <strong>proprietario il dataset di addestramento</strong>. La vera novità è che <strong>gpt-oss è compatibile con l’interfaccia standard di OpenAI</strong>, ma consente anche una <strong>visualizzazione diretta del processo decisionale del modello</strong>: un aspetto che rende l’esperienza più trasparente per chi vuole studiare e sperimentare.</p><p>A differenza di DeepSeek, che punta sulla potenza bruta e l’efficienza economica, OpenAI <strong>invita gli sviluppatori a capire come funzionano i modelli</strong>. È possibile <strong>mettere in pausa l’elaborazione e osservare in tempo reale cosa accade “dentro” al modello</strong>. Un approccio educativo e aperto che rappresenta un segnale forte verso la community: OpenAI vuole tornare ad essere una piattaforma su cui costruire, non solo da cui acquistare.</p><p>Grazie alla <strong>licenza Apache</strong>, i modelli possono essere <strong>personalizzati, ridotti, integrati o trasformati in nuovi prodotti</strong>, senza bisogno di inviare dati a servizi esterni. Per chi sogna un’<strong>intelligenza artificiale più decentralizzata</strong>, questo è un passo nella direzione giusta.</p><p>Anche per chi non è uno sviluppatore, il messaggio è chiaro: <strong>potremmo vedere presto app AI più leggere, più private, e senza abbonamenti obbligatori</strong>. Per una compagnia che negli ultimi due anni ha puntato su sistemi chiusi e formule premium, <strong>rilasciare modelli così avanzati con licenze open è una svolta significativa</strong>, almeno dal punto di vista simbolico.</p><p>Non siamo ancora nella nuova era di GPT-5, ma <strong>Sam Altman ha lasciato intendere che ci saranno ulteriori annunci a breve</strong>. Tutto fa pensare che il vero prossimo capitolo sia già in lavorazione.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ OpenAI ritira la funzione chat pubbliche dopo scandalo su Google Search ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>OpenAI ha disattivato una funzione di ChatGPT che permetteva alle conversazioni condivise pubblicamente di essere indicizzate da Google, rendendole visibili nei risultati di ricerca. La decisione è arrivata dopo che diversi utenti si sono accorti che contenuti potenzialmente sensibili – come confessioni personali, strategie legali o codice sorgente – erano comparsi tra i link proposti dal motore di ricerca.</p><p>La funzione, attiva fino a pochi giorni fa, era collegata all’opzione “Rendi questo link individuabile”, un checkbox presente nel menu di condivisione. OpenAI l’aveva pensata per rendere accessibili contenuti ritenuti utili anche ad altri utenti, ma molti non avevano compreso che l’attivazione significava rendere la conversazione pubblicamente reperibile anche via Google.</p><p>Secondo quanto riportato da The Verge, tra i contenuti finiti nei risultati di ricerca figuravano valutazioni interne su candidati, messaggi relativi alla salute mentale, informazioni aziendali riservate e persino ammissioni di reati. Il problema non è stato tanto tecnico, quanto comunicativo: molti utenti pensavano che il link sarebbe stato sì pubblico, ma non tracciabile, a meno di una condivisione diretta.</p><p>Dopo le segnalazioni, OpenAI ha rimosso l’opzione e ha avviato l’eliminazione dei link già indicizzati. Il Chief Information Security Officer Dane Stuckey ha confermato che la funzione è stata disattivata nella mattina di venerdì. Intanto, l’azienda sta lavorando per chiarire meglio le implicazioni delle sue opzioni di condivisione, sottolineando che nessuna informazione privata è resa pubblica senza un’azione esplicita da parte dell’utente. Tuttavia, per chi ha attivato quell’opzione, il rischio di esposizione involontaria è stato concreto.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1951041845938499669"><p lang="en" dir="ltr">We just removed a feature from @ChatGPTapp that allowed users to make their conversations discoverable by search engines, such as Google. This was a short-lived experiment to help people discover useful conversations. This feature required users to opt-in, first by picking a chat… pic.twitter.com/mGI3lF05Ua<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1951041845938499669">July 31, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Va riconosciuto a OpenAI il merito di aver rimosso rapidamente la funzione, ma la vicenda solleva interrogativi importanti non solo sulla privacy, bensì su quanto davvero gli utenti comprendano gli strumenti che utilizzano. L’opzione “Rendi questo link individuabile” non era nascosta, ma non comunicava chiaramente l’impatto della sua attivazione: condividere un link è una cosa, indicizzarlo nei motori di ricerca globali per un tempo indefinito è tutt’altra storia.</p><p>Il caso mette in luce anche un dato interessante: le persone si confidano con l’IA. La usano per sfogarsi, provare idee, scrivere lettere o affrontare temi delicati che non inserirebbero mai in una barra di ricerca. Se in passato hai condiviso una conversazione di ChatGPT tramite link pubblico, vale la pena controllare se quel contenuto sia ancora accessibile.</p><p>OpenAI ha confermato di essere al lavoro con Google e altri motori di ricerca per eliminare i contenuti indicizzati, ma <strong>i crawler web non dimenticano facilmente</strong>, e parte di quei dati potrebbe restare online ancora per un po’, anche dopo la rimozione ufficiale. Il danno, per alcuni, potrebbe essere ormai fatto.</p><p>Questa storia ricorda quanto sia facile farsi ingannare dall’interfaccia di strumenti come ChatGPT, che <strong>simulano un dialogo privato ma restano spazi pubblici</strong> se non si presta attenzione. Un po’ come dimenticare di cancellare la cronologia del browser: un errore che ormai solo i più ingenui possono permettersi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/chatgpt/openai-ritira-la-funzione-chat-pubbliche-dopo-scandalo-su-google-search</link>
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                            <![CDATA[ Una funzione che permetteva agli utenti di rendere le chat pubbliche e indicizzabili su Google è stata disattivata a causa del rischio di esposizione involontaria di dati sensibili. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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                                <p>OpenAI ha disattivato una funzione di ChatGPT che permetteva alle conversazioni condivise pubblicamente di essere indicizzate da Google, rendendole visibili nei risultati di ricerca. La decisione è arrivata dopo che diversi utenti si sono accorti che contenuti potenzialmente sensibili – come confessioni personali, strategie legali o codice sorgente – erano comparsi tra i link proposti dal motore di ricerca.</p><p>La funzione, attiva fino a pochi giorni fa, era collegata all’opzione “Rendi questo link individuabile”, un checkbox presente nel menu di condivisione. OpenAI l’aveva pensata per rendere accessibili contenuti ritenuti utili anche ad altri utenti, ma molti non avevano compreso che l’attivazione significava rendere la conversazione pubblicamente reperibile anche via Google.</p><p>Secondo quanto riportato da The Verge, tra i contenuti finiti nei risultati di ricerca figuravano valutazioni interne su candidati, messaggi relativi alla salute mentale, informazioni aziendali riservate e persino ammissioni di reati. Il problema non è stato tanto tecnico, quanto comunicativo: molti utenti pensavano che il link sarebbe stato sì pubblico, ma non tracciabile, a meno di una condivisione diretta.</p><p>Dopo le segnalazioni, OpenAI ha rimosso l’opzione e ha avviato l’eliminazione dei link già indicizzati. Il Chief Information Security Officer Dane Stuckey ha confermato che la funzione è stata disattivata nella mattina di venerdì. Intanto, l’azienda sta lavorando per chiarire meglio le implicazioni delle sue opzioni di condivisione, sottolineando che nessuna informazione privata è resa pubblica senza un’azione esplicita da parte dell’utente. Tuttavia, per chi ha attivato quell’opzione, il rischio di esposizione involontaria è stato concreto.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/1951041845938499669"><p lang="en" dir="ltr">We just removed a feature from @ChatGPTapp that allowed users to make their conversations discoverable by search engines, such as Google. This was a short-lived experiment to help people discover useful conversations. This feature required users to opt-in, first by picking a chat… pic.twitter.com/mGI3lF05Ua<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/1951041845938499669">July 31, 2025</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Va riconosciuto a OpenAI il merito di aver rimosso rapidamente la funzione, ma la vicenda solleva interrogativi importanti non solo sulla privacy, bensì su quanto davvero gli utenti comprendano gli strumenti che utilizzano. L’opzione “Rendi questo link individuabile” non era nascosta, ma non comunicava chiaramente l’impatto della sua attivazione: condividere un link è una cosa, indicizzarlo nei motori di ricerca globali per un tempo indefinito è tutt’altra storia.</p><p>Il caso mette in luce anche un dato interessante: le persone si confidano con l’IA. La usano per sfogarsi, provare idee, scrivere lettere o affrontare temi delicati che non inserirebbero mai in una barra di ricerca. Se in passato hai condiviso una conversazione di ChatGPT tramite link pubblico, vale la pena controllare se quel contenuto sia ancora accessibile.</p><p>OpenAI ha confermato di essere al lavoro con Google e altri motori di ricerca per eliminare i contenuti indicizzati, ma <strong>i crawler web non dimenticano facilmente</strong>, e parte di quei dati potrebbe restare online ancora per un po’, anche dopo la rimozione ufficiale. Il danno, per alcuni, potrebbe essere ormai fatto.</p><p>Questa storia ricorda quanto sia facile farsi ingannare dall’interfaccia di strumenti come ChatGPT, che <strong>simulano un dialogo privato ma restano spazi pubblici</strong> se non si presta attenzione. Un po’ come dimenticare di cancellare la cronologia del browser: un errore che ormai solo i più ingenui possono permettersi.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Bing e ChatGPT sono il futuro della ricerca, anche se Google non ci crede ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Benvenuti nella guerra delle AI. Più che lo scenario apocalittico in cui Skynet lancia un attacco missilistico a sorpresa contro i suoi creatori, ci troviamo di fronte a una gara tra motori di ricerca intelligenti, pronti a soddisfare qualsiasi richiesta.</p><p>Inaspettatamente, al momento <strong>Microsoft e Bing </strong>sembrano avere un certo vantaggio sulla concorrenza. Abbiamo visto e provato il nuovo motore di ricerca Bing con il suo potente chatbot integrato, che Microsoft ha presentato martedì in un evento a Redmond, Washington, e possiamo dire con fermezza che al momento ha <strong>un marcia in più</strong> se paragonato ai motori di ricerca tradizionali. </p><p>Un motore di ricerca poco utilizzato come Bing può diventare popolare grazie a un chatbot AI? Beh, certo che si se è l&apos;unico a integrarne uno. Per quanto sia comprensibile un certo scetticismo, non appena ci sarà una versione gratuita di Bing con il chatbot integrato, vi consigliamo di provarla al più presto.</p><h2 id="nuovo-look-nuove-funzioni-ai">Nuovo look, nuove funzioni AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8bXTQ46XQJjGqgQmdD5a44" name="New-Bing-search-box.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8bXTQ46XQJjGqgQmdD5a44-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L&apos;annuncio di Microsoft di un nuovo motore di ricerca con Chatbot integrato arriva solo 24 ore dopo che Google ha <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apprendista-bardo-e-lalternativa-a-chatgpt-targata-google">presentato il suo rivale "Bardo"</a>, annunciando i suoi piani di restyling del proprio motore di ricerca. La differenza è questa: il Bardo di Google sta per arrivare, <strong>Bing è già disponibile</strong> e funziona esattamente come ci si aspetta da un motore di ricerca "Ask me anything".</p><p>Il nuovo Bing somiglia molto al vecchio Bing, ma non è così. La versione desktop, che è disponibile da oggi e sarà seguita da una versione mobile, non nasconde né impone la chat AI.</p><p>Ovviamente l&apos;interfaccia è diversa. C&apos;è una <strong>nuova opzione "Chat" </strong>nel menu e si può anche passare dalla schermata di ricerca principale a quella interamente dedicata al chatbot. Nella schermata di ricerca, la casella di testo è molto più ampia e può contenere fino a 1.000 caratteri.</p><p>È possibile digitare praticamente tutto ciò che si desidera in quello spazio. Microsoft afferma che la maggior parte delle persone digita in media 2,4 parole in una casella di ricerca, ma questo avviene entro i parametri e i confini di un tipico motore di ricerca. </p><p>Per essere chiari, Microsoft non sta reinventando la ruota. La maggior parte delle persone digita già lunghe query in Google Search e ottiene risultati decenti basati su parole chiave. Tuttavia, il nuovo Bing fa un ulteriore passo avanti.</p><h2 id="chiedimi-ci-xf2-che-vuoi">Chiedimi ciò che vuoi</h2><p>Mentre digitavamo le nostre ricerche, tra cui la ricetta per preparare muffin ai mirtilli per una persona allergica al glutine e al latte, Bing ha raccolto i risultati più attendibili dai principali siti di cucina italiani. Guardando al centro dello schermo, si potrebbe pensare che non sia cambiato nulla, ma sulla destra del browser è visibile un <strong>nuovo riquadro dedicato ai risultati colloquiali</strong> prodotti dal chatbot di Bing.</p><p>Le risposte sono simili a quelli del cugino ChatGPT, ma non del tutto. Microsoft ha sostanzialmente preso il lavoro di OpenAI su ChatGPT e ha sfruttato la formidabile potenza di <strong>Azure Cloud Services </strong>combinandola con il<strong> Knowledge Graph</strong> di Bing per creare quello che chiama<strong> "Prometheus Model"</strong>.</p><h2 id="pi-xf9-a-fondo-che-mai">Più a fondo che mai</h2><p>I risultati vengono forniti in modo dettagliato e, poiché è conversazionale, il primo risultato serve da inizio per una conversazione più lunga. Ad esempio la prima ricetta fornita è quella classica, ma il motore di ricerca propone anche qualche variante e piatto o bevanda da abbinare.</p><p>In fondo al risultato della casella di chat a destra c&apos;è anche un tasto <strong>"Chiacchieriamo" </strong>che consente di approfondire la ricerca con ulteriori domande.</p><p>Dato che sono intollerante al lattosio, chiedendo ho ottenuto dettagli specifici su come trovare ingredienti che non disturbassero il mio intestino. L&apos;aspetto notevole di alcuni risultati, ma non di tutti, è che, a differenza di ChatGPT, ogni fonte citata viene riportata.</p><p>Nella schermata di chat, ogni risultato propone ulteriori domande guida per continuare la ricerca. Quando ho effettuato una ricerca su come allenare i quadricipiti senza farmi male alla schiena (ho mentito e ho detto a Bing che mi ero infortunato l&apos;estate scorsa), Bing ha risposto dicendomi che gli dispiaceva che mi fossi fatto male alla schiena, aggiungendo "Spero che tu stia meglio ora- Allenare i quadricipiti, o quadriceps femoris, può essere impegnativo se si soffre di mal di schiena, ma ci sono alcuni esercizi che possono aiutarti senza farti male alla schiena..." e poi ha suggerito un lungo elenco di esercizi pensati per me.</p><h2 id="siamo-agli-inizi">Siamo agli inizi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="J7Z3tTJ7K27VXVQYcvqsF3" name="New-Bing-Citations.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/J7Z3tTJ7K27VXVQYcvqsF3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tuttavia, ci è capitato di ottenere risultati meno attendibili e privi di fonti esterne affidabili. In alcuni casi, ad esempio, il chatbot non ha tenuto conto della possibilità che la persona che effettua la ricerca non fosse in grado di gestire questo tipo di attività.<br><br>Tuttavia, <strong>il nuovo Bing è appena uscito</strong> e il punto di forza delle IA è che imparano (o possono essere addestrate) e migliorano sempre di più. Inoltre, il sistema dispone di un meccanismo di feedback che consente di segnalare le risposte imprecise. Lo si fa selezionando l&apos;antipatia, ma si può essere più precisi lasciando dei feedback dettagliati.<br><br>Va dato atto a Microsoft, prima azienda ad aver proposto un motore di ricerca con AI completamente integrata. Non solo è elegante e utile (nell&apos;integrazione di Microsoft Edge è possibile chiedere a Bing Chat di riassumere una pagina per voi) ma, come spesso accade con i migliori nuovi strumenti AI, è anche divertente da usare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VXThY6A6K9WMPysjCF6hN3" name="New-Bing-feedback-loop.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VXThY6A6K9WMPysjCF6hN3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Questo tipo di <strong>motore di ricerca</strong>, probabilmente, è quello che abbiamo sempre desiderato, ovvero uno strumento che oltre a fornire informazioni nude e crude sia in grado di <strong>stimolare una discussione</strong>, approfondendo la tematica e offrendo spunti riflessivi.  </p><p>Con l&apos;aggiunta di Bing Chat, la ricerca diventa un imbuto in cui il contesto e le domande aggiuntive possono convergere fino a ottenere il risultato migliore.<br><br>C&apos;è una certa preoccupazione per gli abusi (come successo per chatGPT), ma poiché Microsoft ha costruito questo sistema sopra le già solide fondamenta del suo spesso ignorato motore di ricerca, la chat eredita le doti di Bing e la capacità di mitigare le informazioni cattive, vecchie, false e dannose.</p><p>Non sarà infallibile, poiché raramente l&apos;intelligenza artificiale lo è. Tuttavia, ChatGPT ha fatto scalpore non solo perché è così potente e facile da usare, ma anche perché è riuscito a convincere più di tutti gli altri chatbot visti finora.</p><p>In altre parole, Microsoft ha combinato un motore di ricerca consolidato, per quanto impopolare, con quella che potrebbe essere considerata la <strong>migliore IA per i consumatori</strong>, migliorando entrambi e offrendo qualcosa di nuovo che chiunque può usare senza alcuna formazione.</p><p>E l&apos;ha fatto prima di Google.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Microsoft sta per lanciare una versione di Bing che cambierà il mondo dei motori di ricerca con l'integrazione dell'intelligenza artificiale ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <p>Benvenuti nella guerra delle AI. Più che lo scenario apocalittico in cui Skynet lancia un attacco missilistico a sorpresa contro i suoi creatori, ci troviamo di fronte a una gara tra motori di ricerca intelligenti, pronti a soddisfare qualsiasi richiesta.</p><p>Inaspettatamente, al momento <strong>Microsoft e Bing </strong>sembrano avere un certo vantaggio sulla concorrenza. Abbiamo visto e provato il nuovo motore di ricerca Bing con il suo potente chatbot integrato, che Microsoft ha presentato martedì in un evento a Redmond, Washington, e possiamo dire con fermezza che al momento ha <strong>un marcia in più</strong> se paragonato ai motori di ricerca tradizionali. </p><p>Un motore di ricerca poco utilizzato come Bing può diventare popolare grazie a un chatbot AI? Beh, certo che si se è l&apos;unico a integrarne uno. Per quanto sia comprensibile un certo scetticismo, non appena ci sarà una versione gratuita di Bing con il chatbot integrato, vi consigliamo di provarla al più presto.</p><h2 id="nuovo-look-nuove-funzioni-ai">Nuovo look, nuove funzioni AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8bXTQ46XQJjGqgQmdD5a44" name="New-Bing-search-box.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8bXTQ46XQJjGqgQmdD5a44-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L&apos;annuncio di Microsoft di un nuovo motore di ricerca con Chatbot integrato arriva solo 24 ore dopo che Google ha <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/apprendista-bardo-e-lalternativa-a-chatgpt-targata-google">presentato il suo rivale "Bardo"</a>, annunciando i suoi piani di restyling del proprio motore di ricerca. La differenza è questa: il Bardo di Google sta per arrivare, <strong>Bing è già disponibile</strong> e funziona esattamente come ci si aspetta da un motore di ricerca "Ask me anything".</p><p>Il nuovo Bing somiglia molto al vecchio Bing, ma non è così. La versione desktop, che è disponibile da oggi e sarà seguita da una versione mobile, non nasconde né impone la chat AI.</p><p>Ovviamente l&apos;interfaccia è diversa. C&apos;è una <strong>nuova opzione "Chat" </strong>nel menu e si può anche passare dalla schermata di ricerca principale a quella interamente dedicata al chatbot. Nella schermata di ricerca, la casella di testo è molto più ampia e può contenere fino a 1.000 caratteri.</p><p>È possibile digitare praticamente tutto ciò che si desidera in quello spazio. Microsoft afferma che la maggior parte delle persone digita in media 2,4 parole in una casella di ricerca, ma questo avviene entro i parametri e i confini di un tipico motore di ricerca. </p><p>Per essere chiari, Microsoft non sta reinventando la ruota. La maggior parte delle persone digita già lunghe query in Google Search e ottiene risultati decenti basati su parole chiave. Tuttavia, il nuovo Bing fa un ulteriore passo avanti.</p><h2 id="chiedimi-ci-xf2-che-vuoi">Chiedimi ciò che vuoi</h2><p>Mentre digitavamo le nostre ricerche, tra cui la ricetta per preparare muffin ai mirtilli per una persona allergica al glutine e al latte, Bing ha raccolto i risultati più attendibili dai principali siti di cucina italiani. Guardando al centro dello schermo, si potrebbe pensare che non sia cambiato nulla, ma sulla destra del browser è visibile un <strong>nuovo riquadro dedicato ai risultati colloquiali</strong> prodotti dal chatbot di Bing.</p><p>Le risposte sono simili a quelli del cugino ChatGPT, ma non del tutto. Microsoft ha sostanzialmente preso il lavoro di OpenAI su ChatGPT e ha sfruttato la formidabile potenza di <strong>Azure Cloud Services </strong>combinandola con il<strong> Knowledge Graph</strong> di Bing per creare quello che chiama<strong> "Prometheus Model"</strong>.</p><h2 id="pi-xf9-a-fondo-che-mai">Più a fondo che mai</h2><p>I risultati vengono forniti in modo dettagliato e, poiché è conversazionale, il primo risultato serve da inizio per una conversazione più lunga. Ad esempio la prima ricetta fornita è quella classica, ma il motore di ricerca propone anche qualche variante e piatto o bevanda da abbinare.</p><p>In fondo al risultato della casella di chat a destra c&apos;è anche un tasto <strong>"Chiacchieriamo" </strong>che consente di approfondire la ricerca con ulteriori domande.</p><p>Dato che sono intollerante al lattosio, chiedendo ho ottenuto dettagli specifici su come trovare ingredienti che non disturbassero il mio intestino. L&apos;aspetto notevole di alcuni risultati, ma non di tutti, è che, a differenza di ChatGPT, ogni fonte citata viene riportata.</p><p>Nella schermata di chat, ogni risultato propone ulteriori domande guida per continuare la ricerca. Quando ho effettuato una ricerca su come allenare i quadricipiti senza farmi male alla schiena (ho mentito e ho detto a Bing che mi ero infortunato l&apos;estate scorsa), Bing ha risposto dicendomi che gli dispiaceva che mi fossi fatto male alla schiena, aggiungendo "Spero che tu stia meglio ora- Allenare i quadricipiti, o quadriceps femoris, può essere impegnativo se si soffre di mal di schiena, ma ci sono alcuni esercizi che possono aiutarti senza farti male alla schiena..." e poi ha suggerito un lungo elenco di esercizi pensati per me.</p><h2 id="siamo-agli-inizi">Siamo agli inizi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="J7Z3tTJ7K27VXVQYcvqsF3" name="New-Bing-Citations.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/J7Z3tTJ7K27VXVQYcvqsF3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tuttavia, ci è capitato di ottenere risultati meno attendibili e privi di fonti esterne affidabili. In alcuni casi, ad esempio, il chatbot non ha tenuto conto della possibilità che la persona che effettua la ricerca non fosse in grado di gestire questo tipo di attività.<br><br>Tuttavia, <strong>il nuovo Bing è appena uscito</strong> e il punto di forza delle IA è che imparano (o possono essere addestrate) e migliorano sempre di più. Inoltre, il sistema dispone di un meccanismo di feedback che consente di segnalare le risposte imprecise. Lo si fa selezionando l&apos;antipatia, ma si può essere più precisi lasciando dei feedback dettagliati.<br><br>Va dato atto a Microsoft, prima azienda ad aver proposto un motore di ricerca con AI completamente integrata. Non solo è elegante e utile (nell&apos;integrazione di Microsoft Edge è possibile chiedere a Bing Chat di riassumere una pagina per voi) ma, come spesso accade con i migliori nuovi strumenti AI, è anche divertente da usare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VXThY6A6K9WMPysjCF6hN3" name="New-Bing-feedback-loop.jpg" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VXThY6A6K9WMPysjCF6hN3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Questo tipo di <strong>motore di ricerca</strong>, probabilmente, è quello che abbiamo sempre desiderato, ovvero uno strumento che oltre a fornire informazioni nude e crude sia in grado di <strong>stimolare una discussione</strong>, approfondendo la tematica e offrendo spunti riflessivi.  </p><p>Con l&apos;aggiunta di Bing Chat, la ricerca diventa un imbuto in cui il contesto e le domande aggiuntive possono convergere fino a ottenere il risultato migliore.<br><br>C&apos;è una certa preoccupazione per gli abusi (come successo per chatGPT), ma poiché Microsoft ha costruito questo sistema sopra le già solide fondamenta del suo spesso ignorato motore di ricerca, la chat eredita le doti di Bing e la capacità di mitigare le informazioni cattive, vecchie, false e dannose.</p><p>Non sarà infallibile, poiché raramente l&apos;intelligenza artificiale lo è. Tuttavia, ChatGPT ha fatto scalpore non solo perché è così potente e facile da usare, ma anche perché è riuscito a convincere più di tutti gli altri chatbot visti finora.</p><p>In altre parole, Microsoft ha combinato un motore di ricerca consolidato, per quanto impopolare, con quella che potrebbe essere considerata la <strong>migliore IA per i consumatori</strong>, migliorando entrambi e offrendo qualcosa di nuovo che chiunque può usare senza alcuna formazione.</p><p>E l&apos;ha fatto prima di Google.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Microsoft vuole integrare l'IA nelle ricerche su Bing con ChatGPT ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Microsoft</strong> si sta preparando a lanciare una nuova versione di <strong>ChatGPT</strong>, il modello linguistico di <strong>OpenAI</strong> per la generazione di testo tramite apprendimento automatico, integrata nel motore di ricerca <strong>Bing</strong> per i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">browser</a> web.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.theinformation.com/articles/microsoft-and-openai-working-on-chatgpt-powered-bing-in-challenge-to-google" target="_blank">The Information</a>, i piani sono stati rivelati da due addetti ai lavori di Microsoft, secondo cui l&apos;azienda avrebbe già implementato il modello linguistico GPT in alcuni elementi di Bing in seguito all&apos;investimento di 1 miliardo di dollari in OpenAI nel 2019, tra cui la funzione di completamento automatico, utilizzata per prevedere ciò che gli utenti potrebbero cercare in base a una <strong>query</strong> di ricerca parzialmente completa.</p><p>La notizia giunge meno di un mese dopo che <strong>Google</strong> è stata dichiarata in "codice rosso" a causa delle pressioni esercitate dai dipendenti per implementare l&apos;intelligenza artificiale nel proprio motore di ricerca, con il capo della divisione AI di Google <strong>Jeff Dean</strong> che ha affermato che l&apos;impiego dell&apos;intelligenza artificiale potrebbe far diminuire la fiducia degli utenti in Google se fornisse informazioni errate agli utenti.</p><h2 id="ricerca-su-bing-e-gpt">Ricerca su Bing e GPT</h2><p>Sebbene esistano modi per aumentare il grado di precisione delle informazioni fornite dall&apos;IA, come la citazione delle fonti, Microsoft rimane cauta e, stando a quanto riferito, non è ancora pronta a sostituire completamente il modello esistente di Bing, che suggerisce link web pertinenti alle query.</p><p>"Bing si affiderà ancora alla propria tecnologia per produrre la maggior parte dei risultati di ricerca", ha dichiarato un rappresentante del <strong>colosso di Redmond</strong>, sottolineando che GPT non è stato progettato per lo <strong>scraping</strong> costante di dati da Internet. ChatGPT stesso avverte gli utenti che ha una "conoscenza limitata del mondo e degli eventi successivi al 2021", alludendo al fatto che il modello linguistico GPT non possa addestrarsi al volo.</p><p>"GPT potrebbe anche supportare Bing nel suggerimento efficace di altre parole chiave che gli utenti potrebbero digitare per vedere le risposte a ricerche correlate", ha dichiarato l&apos;insider, o suggerire agli utenti altre query correlate spiegandone la rilevanza.</p><p>Anche se non c&apos;è nulla di definitivo, il portavoce dell&apos;azienda ha affermato che alcuni elementi di ChatGPT potrebbero essere integrati nel motore di ricerca di Bing già a marzo, e che Microsoft potrebbe considerarlo "uno degli unici modi per accedere ad alcune parti di GPT". </p><p>La mossa arriva mentre <strong>OpenAI</strong> cerca occasioni di monetizzazioni future per ChatGPT, come un ulteriore modo per raccogliere capitali accanto a <a href="https://www.theinformation.com/articles/why-openai-spent-barely-a-dime-on-microsofts-cloud-after-1-billion-deal" target="_blank">investimenti aziendali redditizi</a> come quelli di Microsoft.</p><ul><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2023</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/news/microsoft-vuole-integrare-lia-nelle-ricerche-su-bing-con-chatgpt</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Nel fratempo, la dirigenza di Google mostra qualche reticenza nell'implementazione dell'IA nei motori di ricerca per browser. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
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                                <p><strong>Microsoft</strong> si sta preparando a lanciare una nuova versione di <strong>ChatGPT</strong>, il modello linguistico di <strong>OpenAI</strong> per la generazione di testo tramite apprendimento automatico, integrata nel motore di ricerca <strong>Bing</strong> per i <a href="https://global.techradar.com/it-it/best/migliori-browser">browser</a> web.</p><p>Come riportato da <a href="https://www.theinformation.com/articles/microsoft-and-openai-working-on-chatgpt-powered-bing-in-challenge-to-google" target="_blank">The Information</a>, i piani sono stati rivelati da due addetti ai lavori di Microsoft, secondo cui l&apos;azienda avrebbe già implementato il modello linguistico GPT in alcuni elementi di Bing in seguito all&apos;investimento di 1 miliardo di dollari in OpenAI nel 2019, tra cui la funzione di completamento automatico, utilizzata per prevedere ciò che gli utenti potrebbero cercare in base a una <strong>query</strong> di ricerca parzialmente completa.</p><p>La notizia giunge meno di un mese dopo che <strong>Google</strong> è stata dichiarata in "codice rosso" a causa delle pressioni esercitate dai dipendenti per implementare l&apos;intelligenza artificiale nel proprio motore di ricerca, con il capo della divisione AI di Google <strong>Jeff Dean</strong> che ha affermato che l&apos;impiego dell&apos;intelligenza artificiale potrebbe far diminuire la fiducia degli utenti in Google se fornisse informazioni errate agli utenti.</p><h2 id="ricerca-su-bing-e-gpt">Ricerca su Bing e GPT</h2><p>Sebbene esistano modi per aumentare il grado di precisione delle informazioni fornite dall&apos;IA, come la citazione delle fonti, Microsoft rimane cauta e, stando a quanto riferito, non è ancora pronta a sostituire completamente il modello esistente di Bing, che suggerisce link web pertinenti alle query.</p><p>"Bing si affiderà ancora alla propria tecnologia per produrre la maggior parte dei risultati di ricerca", ha dichiarato un rappresentante del <strong>colosso di Redmond</strong>, sottolineando che GPT non è stato progettato per lo <strong>scraping</strong> costante di dati da Internet. ChatGPT stesso avverte gli utenti che ha una "conoscenza limitata del mondo e degli eventi successivi al 2021", alludendo al fatto che il modello linguistico GPT non possa addestrarsi al volo.</p><p>"GPT potrebbe anche supportare Bing nel suggerimento efficace di altre parole chiave che gli utenti potrebbero digitare per vedere le risposte a ricerche correlate", ha dichiarato l&apos;insider, o suggerire agli utenti altre query correlate spiegandone la rilevanza.</p><p>Anche se non c&apos;è nulla di definitivo, il portavoce dell&apos;azienda ha affermato che alcuni elementi di ChatGPT potrebbero essere integrati nel motore di ricerca di Bing già a marzo, e che Microsoft potrebbe considerarlo "uno degli unici modi per accedere ad alcune parti di GPT". </p><p>La mossa arriva mentre <strong>OpenAI</strong> cerca occasioni di monetizzazioni future per ChatGPT, come un ulteriore modo per raccogliere capitali accanto a <a href="https://www.theinformation.com/articles/why-openai-spent-barely-a-dime-on-microsofts-cloud-after-1-billion-deal" target="_blank">investimenti aziendali redditizi</a> come quelli di Microsoft.</p><ul><li>Le migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">VPN</a> del 2023</li></ul>
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