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                            <title><![CDATA[ Latest from TechRadar IT-IT in Reviews ]]></title>
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        <description><![CDATA[ All the latest reviews content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
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                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-s25-fe-recensione-breve"><span>Samsung Galaxy S25 FE, recensione breve</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4858px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="3UAdb8P773zXjfdhon8uQ3" name="Samsung Galaxy S25 FE-6" alt="Samsung Galaxy S25 FE in hand with long green leaves behind" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3UAdb8P773zXjfdhon8uQ3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4858" height="2733" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>La gamma Fan Edition, ora soprannominata FE, offre un'esperienza da ammiraglia <em>premium</em> a un prezzo più accessibile, ma questo si ottiene naturalmente attraverso compromessi nella scheda tecnica. Il Galaxy S25 FE di quest'anno cerca di essere un Galaxy S25 Plus a costo ridotto e, verso questo obiettivo, Samsung ha pienamente soddisfatto le aspettative.</p><p>Il Galaxy S25 FE presenta una solida scheda tecnica e un'esperienza per lo più simile ai suoi fratelli più costosi, ma alcuni dei compromessi si traducono in un'esperienza difficile da raccomandare. Il Galaxy S25 FE offre la stessa durata della batteria e velocità di ricarica, lo stesso ottimo <em>display</em>, e anche due delle tre fotocamere sono identiche. Tuttavia, la riduzione della RAM a 8 GB e il passaggio al processore Exynos 2400 dello scorso anno hanno comportato prestazioni che ho trovato decisamente carenti.</p><p>Una sfida chiave è la concorrenza: i rivali stanno dimostrando che Samsung potrebbe aver bisogno di rivedere il suo approccio alla Fan Edition per mantenere la promessa di valore. Se siete negli Stati Uniti, il Galaxy S25 FE è molto più facile da raccomandare al suo prezzo di partenza di $650, ma anche in questo caso, il OnePlus 13R è un'alternativa valida.</p><p>Nel Regno Unito, il Galaxy S25 FE è molto più difficile da raccomandare. Il suo prezzo di partenza è ancora di £649, ma ci sono concorrenti in questa fascia di prezzo che non si trovano negli Stati Uniti, come l'Honor 400 Pro e il Poco F7 Ultra, i quali offrono entrambi <em>chipset</em> più potenti, fotocamere migliori, ricarica più veloce e maggiore autonomia.</p><p>Questo riassume in definitiva la sfida più grande per il Galaxy S25 FE. Offre un'esperienza solida, ma insignificante, che non eccelle in nessun settore particolare e fatica a distinguersi dalla concorrenza, sia di Samsung che di altri. È un buon telefono che vi renderà generalmente soddisfatti, ma ci sono scelte migliori là fuori.</p><h2 class="article-body__section" id="section-prezzo-e-disponibilita"><span>Prezzo e disponibilità</span></h2><ul><li>Il Samsung Galaxy S25 FE è stato lanciato ufficialmente in Italia il <strong>4 settembre 2025</strong>, in concomitanza con l'evento IFA di Berlino.</li><li>I prezzi di listino consigliati da Samsung per le configurazioni principali sono i seguenti:</li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="HEm6GhNGD3vRKEPZU2JhGm" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-1" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HEm6GhNGD3vRKEPZU2JhGm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>A pochi mesi dal lancio, il prezzo <em>street price</em> è calato significativamente. Attualmente (Dicembre 2025), è possibile trovare la configurazione base da 128 GB a partire da circa <strong>€ 427 - € 460</strong> presso i principali rivenditori online e piattaforme e-commerce, con alcune offerte che hanno toccato il minimo storico anche per le varianti da 256 GB.</p><p>Al momento del debutto, Samsung ha offerto alcune promozioni:</p><p><strong>Upgrade di Memoria:</strong> Fino al 1° ottobre 2025 era possibile acquistare la versione da 256 GB al prezzo di quella da 128 GB.</p><p><strong>Galaxy AI:</strong> Con l'acquisto sono stati inclusi sei mesi di accesso gratuito alle funzionalità AI basate su Gemini Pro (funzionalità fruibili gratuitamente sui dispositivi Samsung Galaxy compatibili almeno fino al 31 dicembre 2025).</p><p>In conclusione, sebbene il prezzo di listino sia elevato, il Galaxy S25 FE è ora reperibile in Italia a cifre molto più competitive.</p><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Configurazione</p></th><th  ><p>Prezzo di Listino (al lancio)</p></th><th  ><p>Prezzo Attuale (Dicembre 2025)</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>8 GB RAM + 128 GB</p></td><td  ><p>€ 769</p></td><td  ><p>Circa € 427 - € 460</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>8 GB RAM + 256 GB</p></td><td  ><p>€ 829</p></td><td  ><p>Circa € 460 - € 500</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>8 GB RAM + 512 GB</p></td><td  ><p>€ 949</p></td><td  ><p>Circa € 540 - € 580</p></td></tr></tbody></table></div><ul><li><strong>Value score: </strong>4 / 5</li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-specifiche"><span>Specifiche</span></h2><p>Il Galaxy S25 FE è, in effetti, una versione ridotta del Galaxy S25 Plus proposta a un prezzo inferiore. Pesa lo stesso, ha uno schermo della stessa dimensione, la medesima autonomia e velocità di ricarica, e anche due delle tre fotocamere sono identiche.</p><p>Per raggiungere questo risultato, Samsung ha scelto di tagliare sulla RAM (da 12 GB a 8 GB), ridurre la luminosità di picco dello schermo a 1.900 nit e sostituire il processore Snapdragon 8 Elite con il proprio processore Exynos 2400. La fotocamera a periscopio ha una risoluzione inferiore e una lunghezza focale maggiore, ma offre comunque lo stesso <em>zoom</em> ottico 3x.</p><p>La batteria da 4.900 mAh è identica a quella del Galaxy S25 Plus, così come la ricarica da 45W, che è più veloce dei 25W inclusi nel più costoso Galaxy S25. Ci sono anche la ricarica <em>wireless</em> da 15W e custodie con supporto Qi2-Ready che aggiungono la ricarica <em>wireless</em> magnetica. Poiché viene lanciato con Android 16 e One UI 8 preinstallati, il Galaxy S25 FE riceverà un aggiornamento software in più rispetto ai suoi omonimi fratelli maggiori.</p><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Caratteristica</strong></p></th><th  ><p><strong>Specifiche</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Dimensioni</strong></p></td><td  ><p>161.3 x 76.6 x 7.4 mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Peso</strong></p></td><td  ><p>190 g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>OS (Sistema Operativo)</strong></p></td><td  ><p>Android 16, aggiornabile fino a 7 <em>major upgrades</em>, One UI 8</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Display</strong></p></td><td  ><p>Dynamic LTPO AMOLED 2X, 6.7 pollici, 120Hz, HDR10+, 1900 nit (picco), risoluzione 1080 x 2340 pixel</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Processore</strong></p></td><td  ><p>Exynos 2400 (4 nm), CPU 10-core, GPU Xclipse 940</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>RAM</strong></p></td><td  ><p>8 GB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Storage (Memoria Interna)</strong></p></td><td  ><p>128 GB / 256 GB / 512 GB (UFS 4.0), senza slot per schede</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria</strong></p></td><td  ><p>4900 mAh, ricarica cablata 45W, ricarica <em>wireless</em> 15W</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Fotocamera Posteriore</strong></p></td><td  ><p>Tripla: 50 MP (principale, OIS) + 8 MP (teleobiettivo 3x zoom ottico, OIS) + 12 MP (ultrawide 123˚)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Fotocamera Anteriore</strong></p></td><td  ><p>12 MP (grandangolare)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Colori Disponibili</strong></p></td><td  ><p>Icyblue (Azzurro ghiaccio), Jetblack (Nero jet), Navy (Blu navy), White (Bianco)</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-design"><span>Design</span></h3><ul><li>Il design è lo stesso familiare del resto della <em>lineup</em> Galaxy S25.</li><li>La finitura posteriore è meno soggetta a graffi rispetto all'S25 Plus.</li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fYAyun7bm8xGxPffi2Gd7m" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-15" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fYAyun7bm8xGxPffi2Gd7m-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>Mettendo affiancati il Galaxy S25 FE e il Galaxy S25 Plus, a livello di <em>design</em> sono praticamente indistinguibili. Il Galaxy S25 FE offre la maggior parte dell'esperienza del Galaxy S25 Plus a un prezzo inferiore, mantenendo lo stesso linguaggio di <em>design</em> del resto della serie Galaxy S25.</p><p>L'eccezione riguarda la finitura del vetro posteriore. A quasi un anno dal lancio del Galaxy S25 Plus, il Galaxy S25 FE risolve uno dei miei problemi principali con la finitura <em>navy</em> del Plus: si graffiava con estrema facilità. Sebbene non ci sia un cambiamento evidente in questa finitura, durante il mio utilizzo del Galaxy S25 FE ho notato che la parte posteriore è più resistente del Galaxy S25 Plus, il che è un gradito miglioramento che non è stato applicato nemmeno al Galaxy Z Fold 7 qualche mese fa.</p><p>A parte questo, la costruzione è praticamente identica al Galaxy S25 Plus, fino allo stesso peso di 190 grammi. In virtù di cornici più grandi – ne parleremo più avanti – il Galaxy S25 FE è quasi 3 mm più alto e 1 millimetro più largo del Galaxy S25 Plus, ma questo non ha un impatto significativo sull'uso quotidiano. Al contrario, la sensazione è esattamente la stessa del Galaxy S25 Plus.</p><p>Se avete visto un telefono Samsung recente, il <em>design</em> del Galaxy S25 FE vi sembrerà immediatamente familiare. Tuttavia, spero che nelle versioni future Samsung miri a differenziarlo in qualche modo, in modo che risulti unico, proprio come il Galaxy S25 Edge si presenta familiare ma distintivo all'interno del resto della famiglia Galaxy S25.</p><ul><li><strong>Design: </strong>4 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-display"><span>Display</span></h3><ul><li>Display ampio e vivido, alla pari con il Galaxy S25 Plus</li><li><strong>È capace esattamente come i migliori telefoni Samsung.</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UAsSgoQiwywWmpqw35Kr8m" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-7" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UAsSgoQiwywWmpqw35Kr8m-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>Il punto di forza principale del Galaxy S25 FE è che offre un <em>display</em> della stessa dimensione e qualità dell'ammiraglia Galaxy S25 Plus, ma a un prezzo più accessibile. In questo senso, lo schermo da 6,7 pollici del modello FE soddisfa pienamente le aspettative ed è una delle mie caratteristiche preferite di questo telefono.</p><p>La luminosità di picco di 1.900 nit è inferiore rispetto al Galaxy S25 Plus (che raggiunge 2.600 nit) e inferiore a rivali chiave come il Pixel 10 (fino a 3.000 nit) e il OnePlus 13R (fino a 4.500 nit). Tuttavia, sotto il sole splendente di Bali negli ultimi giorni, non ho avuto alcun problema con questa luminosità ridotta e si è dimostrato altrettanto capace dei suoi fratelli maggiori sotto la luce diretta. Presenta anche la stessa frequenza di aggiornamento dinamica 1-120Hz e il supporto HDR10+, sebbene manchi il supporto Dolby Vision che alcuni rivali non Samsung continuano a offrire.</p><p>Anche se le dimensioni dello schermo sono le stesse, le cornici attorno al <em>display</em> del Galaxy S25 FE sono leggermente più grandi rispetto al Galaxy S25 Plus, ma questo non influisce sull'uso quotidiano. Allo stesso modo, il passaggio da Gorilla Glass Victus 2 a Gorilla Glass Victus+ sia sul fronte che sul retro non ha portato a una riduzione della protezione, almeno nel periodo in cui l'ho utilizzato, soprattutto perché entrambi presentano lo stesso grado di durezza Mohs per la resistenza.</p><p>Samsung produce costantemente i miei schermi per <em>smartphone</em> preferiti, e lo schermo del Galaxy S25 FE è tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-smartphone-samsung" target="_blank">migliori smartphone Samsung</a>. Se desiderate un <em>display</em> ampio, vivido e colorato, questo modello fa centro!</p><ul><li><strong>Display: </strong>5 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-software"><span>Software</span></h3><ul><li><strong>Sette anni di aggiornamenti Android e di sicurezza</strong></li><li><strong>Prestazioni AI più lente a causa di una maggiore dipendenza dal </strong><em><strong>cloud</strong></em></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yZ4geYGmcwY28UwDuKZy7m" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-9" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yZ4geYGmcwY28UwDuKZy7m-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p> Galaxy S25 FE utilizza One UI 8 basato su Android 16 fin dal primo avvio e include lo stesso impegno di sette anni per gli aggiornamenti software e di sicurezza del resto della famiglia. Essendo lanciato con l'ultima versione di Android, l'impegno di sette anni significa che supporterà fino ad Android 23, mentre il resto della serie Galaxy S25 è garantito solo fino ad Android 22.</p><p>Samsung ha dimostrato di essere abbastanza abile nel rilasciare gli aggiornamenti in modo rapido – un netto contrasto con la sua storia passata in cui era tra i più lenti – quindi è probabile che il Galaxy S25 FE riceverà gli aggiornamenti tempestivamente come il resto della <em>lineup</em>.</p><p>One UI 8 rimane una delle esperienze Android più raffinate che si possano trovare, e il Galaxy S25 FE non fa nulla di insolito che non si trovi sul resto della gamma. Tuttavia, la RAM inferiore e il cambio di processore – ne parleremo più avanti – significano anche che le prestazioni dell'IA sono molto più deboli, con più attività che richiedono l'assistenza del <em>cloud</em> anziché essere eseguite sul dispositivo.</p><p>La <em>suite</em> Galaxy AI di Samsung ha tutte le funzionalità che ci si aspetterebbe da una <em>suite</em> AI su uno <em>smartphone</em> ammiraglia, ma la mancanza di capacità prestazionali significa che è meno probabile che si utilizzino tali funzionalità. È un peccato, dato che Strumenti di Scrittura, l'editing nell'app Galleria e Cerchia e Cerca sono tutte funzioni che uso abbastanza spesso. Sul Galaxy S25 FE, ho notato che le uso meno frequentemente semplicemente perché c'è un notevole ritardo nelle risposte e nel completamento delle richieste.</p><p>A parte questo, il Galaxy S25 FE sembra esattamente come qualsiasi altro <em>smartphone</em> Samsung. È progettato per essere immediatamente familiare a chiunque abbia utilizzato uno <em>smartphone</em> Samsung moderno e offre la stessa esperienza e interfaccia dell'aggiornamento One UI 8 per Galaxy S25 Ultra, Galaxy S25 Edge e Galaxy S25 Plus.</p><ul><li><strong>Software: </strong>3 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-fotocamera"><span>Fotocamera</span></h3><ul><li>Un'esperienza fotografica quasi identica a quella del Galaxy S25 Plus</li><li><strong>Il teleobiettivo è più scadente ed è ancora più indietro rispetto alla concorrenza.</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oESWwDPJbhQy3fHtD9rd7m" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-12" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oESWwDPJbhQy3fHtD9rd7m-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>Osservando le fotocamere del Galaxy S25 Plus e del Galaxy S25 FE, si noterà che sono praticamente identiche. Questa è sia una benedizione che una maledizione, poiché per Samsung è facile riutilizzare questo sistema fotografico – è lo stesso in molti recenti telefoni Samsung – ma continua a faticare contro la concorrenza.</p><p>Tuttavia, addentrandosi nei dettagli, si noterà che mentre le fotocamere principale da 50MP e ultragrandangolare da 12MP sono le stesse del Galaxy S25 Plus, il teleobiettivo da 8MP è un passo indietro rispetto al teleobiettivo da 10MP (o 12MP) nel Galaxy S25 Plus (risultati di <em>search</em> indicano che S25 Plus ha 10MP, mentre l'input parla di 12MP, ma il concetto di <em>downgrade</em> è confermato dal sensore più piccolo, da 8MP sul FE contro 10MP sul Plus). Di conseguenza, le prestazioni medie del teleobiettivo sul Plus sono ancora peggiori sul Galaxy S25 FE.</p><p>Il risultato netto è che, sebbene questa fotocamera sia per lo più capace quanto il resto della famiglia Galaxy S25 – a parte l'ammiraglia Galaxy S25 Ultra – non è una vera fotocamera da <em>flagship</em>. Al contrario, le fotocamere principale e ultragrandangolare sono al massimo leggermente sopra la media, mentre il teleobiettivo è sotto la media, specialmente rispetto alla concorrenza.</p><p>Nonostante ciò, il Galaxy S25 FE mantiene una delle mie funzionalità fotografiche preferite in qualsiasi fotocamera <em>smartphone</em>: Punto Colore in modalità Ritratto.</p><p>La modalità Ritratto di Samsung si è dimostrata più versatile rispetto alla concorrenza, con una varietà di opzioni che possono essere regolate prima o dopo lo scatto.</p><p>Punto Colore è la caratteristica più unica su un telefono. Consente di mantenere un soggetto a colori mentre si rende lo sfondo in scala di grigi. Sebbene le prestazioni siano meno efficaci sul Galaxy S25 FE rispetto ad altri telefoni Samsung, permette comunque di catturare foto uniche che nessun altro telefono può realizzare nativamente.</p><p>Poi c'è la fotocamera <em>selfie</em> da 12MP, e questa offre le stesse prestazioni del resto della <em>lineup</em>, che utilizza la medesima fotocamera frontale. Ho riscontrato che le immagini sono un po' morbide e prive di dettagli, ma questo vale per la maggior parte dei suoi fratelli.</p><p></p><p></p><p>Questo riassume in gran parte l'intera esperienza della fotocamera del Galaxy S25 FE: è praticamente identica a quella del Galaxy S25 Plus, ma questo non è necessariamente un aspetto positivo, soprattutto perché la fotocamera del Galaxy S25 Plus è al massimo leggermente sopra la media. Tuttavia, il fatto che il Galaxy S25 FE offra tutto questo a un prezzo inferiore significa che è migliore della maggior parte dei telefoni in questa fascia di prezzo.</p><ul><li><strong>Fotocamera: </strong>3 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-foto-di-esempio"><span>Foto di esempio</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/r5PSsmVKU2JNiGRjv5oCpT-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/keb5RuJX9JByk74tUqiuHU-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SzMcdeP8PXbrdFT8JCBxGU-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/weaBRYS3RVjnonnbUEQXUV-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cqLsnoAANdyD3JZy2hEkMU-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gxUnGpqvaKTD9ZSKj8nMYV-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni"><span>Prestazioni</span></h3><ul><li><strong>Prestazioni medie dal processore Exynos 2400 nelle attività quotidiane</strong></li><li><strong>Prestazioni sotto la media in caso di utilizzo intenso o quando si usano le funzionalità IA</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ko6AwMtHB3SFH9tGm5vFxk" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-4" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ko6AwMtHB3SFH9tGm5vFxk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>Se c'è un settore in cui il Galaxy S25 FE si è dimostrato deludente, sono le prestazioni.</p><p>Samsung è riuscita a ridurre il prezzo del Galaxy S25 FE (rispetto al Galaxy S25 Plus) passando dal processore <em>flagship</em> Snapdragon 8 Elite per Galaxy di Qualcomm all'Exynos 2400 di Samsung, risalente all'anno precedente. Sebbene questo sia accettabile per l'uso quotidiano, ha un impatto notevole sulle prestazioni durante il <em>gaming</em>, i carichi pesanti e l'IA.</p><p>In parole povere, il Galaxy S25 FE inizia a faticare sotto carichi intensi, specialmente perché la RAM inferiore (8 GB) fa sì che si trovi spesso al limite della memoria disponibile. Questo è evidente anche nell'app Fotocamera, dove l'elaborazione delle immagini richiede un tempo considerevolmente più lungo rispetto al Galaxy S25 Plus.</p><p>Nella maggior parte delle attività quotidiane, il Galaxy S25 FE offre prestazioni da <em>flagship</em>, ma se siete utenti esigenti, probabilmente lo troverete carente. Allo stesso modo, il sensore di impronte digitali rimane uno dei peggiori su uno <em>smartphone</em> fino ad oggi – proprio come il resto della famiglia Galaxy S25 – e Samsung deve migliorarlo notevolmente nei telefoni futuri, soprattutto perché la concorrenza è significativamente migliore.</p><ul><li><strong>Prestazioni: </strong>3 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><ul><li><strong>Autonomia solida che garantisce una giornata di utilizzo con un piccolo margine.</strong></li><li><strong>La ricarica a 45W è anche un gradito miglioramento.</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PgwKaBS3KcKaM2oXrN5mwX" name="IMG_9381" alt="Samsung Galaxy S25 FE charging" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PgwKaBS3KcKaM2oXrN5mwX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Max Delaney / Future)</span></figcaption></figure><p>l Galaxy S25 FE è dotato della stessa batteria da 4.900 mAh del Galaxy S25 Plus e, come tale, offre sostanzialmente la stessa autonomia.</p><p>Durante il mio utilizzo, è durato quasi sempre un'intera giornata con circa 5-6 ore di schermo attivo, ma non riesce ad andare molto oltre. Con un uso intenso, l'autonomia scende a poco meno di cinque ore e la batteria necessita di essere ricaricata entro la fine della giornata, ma questo accade soprattutto quando si utilizza intensamente la fotocamera o si gioca a lungo.</p><p>Quando è necessario ricaricare, le velocità di ricarica sono migliorate, passando da 25W a 45W, riducendo il tempo di ricarica complessivo a circa un'ora.</p><p>Tuttavia, come per il resto della <em>lineup</em> Samsung, per raggiungere le velocità massime è necessario utilizzare il caricabatterie Samsung da 45W o un altro caricatore PPS con potenza nominale più elevata. Quando collegato al mio fido caricatore da muro Nomad – che può erogare fino a 100W per la maggior parte dei telefoni – o al mio <em>power bank</em> Anker, ho riscontrato velocità di ricarica più vicine a 30W, e il tempo totale di ricarica è sceso a circa un'ora e 20 minuti.</p><p>In due diverse occasioni, inoltre, il Galaxy S25 FE ha deciso di effettuare una ricarica lenta (<em>trickle charge</em>) impiegando oltre 3 ore per caricarsi completamente. Quando l'ho caricato successivamente con lo stesso caricatore, era tornato improvvisamente alle velocità di ricarica rapida, e nemmeno il riavvio del telefono è stato d'aiuto quando era entrato in questa modalità di ricarica lenta. Non c'è un motivo specifico per cui questo dovrebbe essere accaduto, e non sono ancora riuscito a replicarlo oltre a quelle due occasioni, ma è sconcertante e un po' preoccupante.</p><p>L'autonomia complessiva è più che sufficiente per la maggior parte delle persone, ma la situazione della ricarica rimane in qualche modo un enigma. Può fornire una ricarica rapida in un'ora, ma può anche impiegare molto più tempo, e sembra esserci poca logica o motivo dietro a ciò.</p><ul><li><strong>Batteria: </strong>3 / 5</li></ul><div ><table><caption>Tabella dei punteggi</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Categoria</p></th><th  ><p>Riassunto</p></th><th  ><p>Voto</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Se cercate un Galaxy S25 Plus a un prezzo più accessibile, il Galaxy S25 FE è all'altezza. Tuttavia, i rivali si distinguono per ragioni chiave in modi che il Galaxy S25 FE semplicemente non può emulare.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Una finitura posteriore migliorata rispetto al Galaxy S25 Plus, ma per il resto è praticamente indistinguibile dal resto della <em>lineup</em> Samsung. Vorrei che Samsung avesse trovato il modo di farlo risaltare.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Lo stesso ottimo display che ho visto sul Galaxy S25 Plus (con lo stesso scanner di impronte digitali sotto la media). È vivido e nitido, anche alla luce diretta nonostante la minore luminosità di picco, ma rimane uno dei migliori schermi su un telefono.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>La One UI di Samsung è bella come sempre, sebbene la mancanza di prestazioni renda le funzionalità IA meno utili che mai. Fortunatamente, questo telefono riceve ancora sette anni di aggiornamenti, il che lo rende un acquisto solido per il supporto a lungo termine.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere</p></td><td  ><p>Le fotocamere sono praticamente identiche a quelle del Galaxy S25 Plus, il che significa che si ottiene la stessa esperienza fotografica sopra la media. Tuttavia, è lo stesso sistema di fotocamere presente sui telefoni Samsung da anni e non si distingue in alcun modo, specialmente quando i rivali offrono prestazioni di <em>zoom</em> migliori.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prestazioni</p></td><td  ><p>L'Exynos 2400 è una differenza fondamentale rispetto al resto della famiglia Galaxy S25 e anche una fonte di delusione per le prestazioni generali, ma soprattutto per le funzionalità IA sul dispositivo. Un <em>chipset</em> Snapdragon meno recente avrebbe probabilmente offerto prestazioni migliori qui.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Autonomia solida ma non eccezionale, appena inferiore a quella del Galaxy S25 Plus. La ricarica a 45W è un gradito miglioramento, ma non cambia in modo significativo i tempi di ricarica complessivi e non si distingue dalla concorrenza.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare">Ragioni per comprare</h2><div class="product"><p><strong>Vuoi un Galaxy S25 Plus più economico</strong></p><p>Il Galaxy S25 FE è a tutti gli effetti un Galaxy S25 Plus più accessibile, quindi se il vostro <em>budget</em> non si estende fino a quel punto, o se le offerte non sono così ampiamente disponibili, dovreste prendere in considerazione il Galaxy S25 FE.</p></div><div class="product"><p>La fotocamera non è così importante per te. </p><p>Se non scatti molte foto o non ti interessa avere <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-fotocamera" target="_blank" data-dimension112="c9530f70-6f62-48b6-b410-67356959b336" data-action="Deal Block" data-label="la migliore fotocamera" data-dimension48="la migliore fotocamera" data-dimension25="">la migliore fotocamera</a>, vale la pena prendere in considerazione il Galaxy S25 FE.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare">Ragioni per NON comprare</h2><div class="product star-deal"><p><strong>Vuoi il miglior telefono in assoluto.</strong></p><p>Se cerchi il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank" data-dimension112="96c1ec2c-b946-444d-81fe-df90f846604e" data-action="Star Deal Block" data-label="miglior smartphone" data-dimension48="miglior smartphone" data-dimension25="">miglior smartphone</a> sul mercato, guarda altrove. Il Galaxy S25 FE è un buon prodotto, ma ci sono telefoni migliori che puoi acquistare a un prezzo simile.</p></div><div class="product"><p><strong>Vuoi una fotocamera che non deluda.</strong></p><p>La fotocamera del Galaxy S25 FE può essere deludente se desideri il meglio o se scatti molte foto.</p></div><h2 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative</span></h2><div class="product"><p>Il Galaxy S25 Plus è una versione migliore del Galaxy S25 FE ed è spesso disponibile a un prezzo simile, specialmente al di fuori degli Stati Uniti. Se la scelta è tra questi due, il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-smartphone-samsung" target="_blank" data-dimension112="1471c15e-9f15-427d-ab38-5b5a56c413bd" data-action="Deal Block" data-label="Galaxy S25 Plus" data-dimension48="Galaxy S25 Plus" data-dimension25="">Galaxy S25 Plus</a> è un acquisto nettamente migliore.</p></div><div class="product"><p>Samsung Galaxy S25 Ultra</p><p>Se desideri il miglior telefono Samsung in assoluto, questo è il modello da scegliere, poiché include la S Pen, uno schermo anti-riflesso, due obiettivi <em>zoom</em>, un'autonomia incredibile e fino a 1 TB di <em>storage</em>. L'unico problema? Costa il doppio.</p></div><h2 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-il-samsung-galaxy-s25-fe"><span>Come ho testato il Samsung Galaxy S25 FE</span></h2><ul><li>Ho utilizzato il telefono come dispositivo principale per <strong>una settimana</strong> e come telefono secondario per <strong>altre due settimane</strong></li><li>Ho scattato oltre 100 foto e registrato video in una varietà di condizioni di illuminazione</li><li>Ho giocato e guardato film.</li><li>Ho controllato la posta elettronica, pubblicato sui <em>social media</em> e lavorato su Slack.</li><li>Ho usato le funzionalità di IA in modo estensivo.</li></ul><p>Ho utilizzato il Galaxy S25 FE per oltre due mesi dal suo lancio, avvenuto all'inizio di settembre.</p><p>Prima di pubblicare questa recensione, l'ho utilizzato intensamente negli Stati Uniti, nel Regno Unito e a Bali per una settimana, con due schede SIM attive. Ho testato tutte le funzionalità IA sia tramite connessioni Wi-Fi che dati mobili.</p><p>Future Labs testa i telefoni utilizzando un mix di <em>software</em> di <em>benchmark</em> di terze parti e test proprietari in condizioni reali. Utilizziamo Geekbench, CrossMark, JetStream, WebXPRT, Mobile XPRT e 3DMark per i test sulle prestazioni. Testiamo le prestazioni di un telefono nei compiti video utilizzando Adobe Premiere Rush. Misuriamo anche l'output del colore e la luminosità del <em>display</em>.</p><p>Per i test della batteria, eseguiamo prove proprietarie che sono le stesse per ogni telefono, il che ci permette di determinare quanto tempo impiega la batteria a scaricarsi.</p><p></p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Perché puoi fidarti di TechRadar</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><strong>Centinaia di </strong><em><strong>laptop</strong></em><strong> da </strong><em><strong>gaming</strong></em><strong> recensiti</strong></p><p class="fancy-box__body-text"><strong>15 anni di test sui prodotti</strong></p><p class="fancy-box__body-text"><strong>Oltre 16.000 prodotti recensiti in totale</strong></p><p class="fancy-box__body-text"><strong>Quasi 200.000 ore di test sulla tecnologia</strong></p></div></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/samsung-galaxy-phones/recensione-galaxy-s25-fe-sembra-un-galaxy-s25-plus-ma-vale-meno</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il Galaxy S25 FE è uno smartphone solido che fatica a distinguersi, poiché il Galaxy S25 Plus e altri rivali offrono un'esperienza migliore. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">gbKvhqVXav2VfQ3PTxVLH</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Samsung Galaxy Phones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Nirave Gondhia ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/atDA9fRUjekFQjQ86SGqD-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Samsung Galaxy S25 FE in hand with long green leaves behind]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Samsung Galaxy S25 FE in hand with long green leaves behind]]></media:text>
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                            <article>
                                <h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-s25-fe-recensione-breve"><span>Samsung Galaxy S25 FE, recensione breve</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4858px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="3UAdb8P773zXjfdhon8uQ3" name="Samsung Galaxy S25 FE-6" alt="Samsung Galaxy S25 FE in hand with long green leaves behind" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3UAdb8P773zXjfdhon8uQ3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4858" height="2733" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>La gamma Fan Edition, ora soprannominata FE, offre un'esperienza da ammiraglia <em>premium</em> a un prezzo più accessibile, ma questo si ottiene naturalmente attraverso compromessi nella scheda tecnica. Il Galaxy S25 FE di quest'anno cerca di essere un Galaxy S25 Plus a costo ridotto e, verso questo obiettivo, Samsung ha pienamente soddisfatto le aspettative.</p><p>Il Galaxy S25 FE presenta una solida scheda tecnica e un'esperienza per lo più simile ai suoi fratelli più costosi, ma alcuni dei compromessi si traducono in un'esperienza difficile da raccomandare. Il Galaxy S25 FE offre la stessa durata della batteria e velocità di ricarica, lo stesso ottimo <em>display</em>, e anche due delle tre fotocamere sono identiche. Tuttavia, la riduzione della RAM a 8 GB e il passaggio al processore Exynos 2400 dello scorso anno hanno comportato prestazioni che ho trovato decisamente carenti.</p><p>Una sfida chiave è la concorrenza: i rivali stanno dimostrando che Samsung potrebbe aver bisogno di rivedere il suo approccio alla Fan Edition per mantenere la promessa di valore. Se siete negli Stati Uniti, il Galaxy S25 FE è molto più facile da raccomandare al suo prezzo di partenza di $650, ma anche in questo caso, il OnePlus 13R è un'alternativa valida.</p><p>Nel Regno Unito, il Galaxy S25 FE è molto più difficile da raccomandare. Il suo prezzo di partenza è ancora di £649, ma ci sono concorrenti in questa fascia di prezzo che non si trovano negli Stati Uniti, come l'Honor 400 Pro e il Poco F7 Ultra, i quali offrono entrambi <em>chipset</em> più potenti, fotocamere migliori, ricarica più veloce e maggiore autonomia.</p><p>Questo riassume in definitiva la sfida più grande per il Galaxy S25 FE. Offre un'esperienza solida, ma insignificante, che non eccelle in nessun settore particolare e fatica a distinguersi dalla concorrenza, sia di Samsung che di altri. È un buon telefono che vi renderà generalmente soddisfatti, ma ci sono scelte migliori là fuori.</p><h2 class="article-body__section" id="section-prezzo-e-disponibilita"><span>Prezzo e disponibilità</span></h2><ul><li>Il Samsung Galaxy S25 FE è stato lanciato ufficialmente in Italia il <strong>4 settembre 2025</strong>, in concomitanza con l'evento IFA di Berlino.</li><li>I prezzi di listino consigliati da Samsung per le configurazioni principali sono i seguenti:</li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="HEm6GhNGD3vRKEPZU2JhGm" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-1" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HEm6GhNGD3vRKEPZU2JhGm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>A pochi mesi dal lancio, il prezzo <em>street price</em> è calato significativamente. Attualmente (Dicembre 2025), è possibile trovare la configurazione base da 128 GB a partire da circa <strong>€ 427 - € 460</strong> presso i principali rivenditori online e piattaforme e-commerce, con alcune offerte che hanno toccato il minimo storico anche per le varianti da 256 GB.</p><p>Al momento del debutto, Samsung ha offerto alcune promozioni:</p><p><strong>Upgrade di Memoria:</strong> Fino al 1° ottobre 2025 era possibile acquistare la versione da 256 GB al prezzo di quella da 128 GB.</p><p><strong>Galaxy AI:</strong> Con l'acquisto sono stati inclusi sei mesi di accesso gratuito alle funzionalità AI basate su Gemini Pro (funzionalità fruibili gratuitamente sui dispositivi Samsung Galaxy compatibili almeno fino al 31 dicembre 2025).</p><p>In conclusione, sebbene il prezzo di listino sia elevato, il Galaxy S25 FE è ora reperibile in Italia a cifre molto più competitive.</p><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Configurazione</p></th><th  ><p>Prezzo di Listino (al lancio)</p></th><th  ><p>Prezzo Attuale (Dicembre 2025)</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>8 GB RAM + 128 GB</p></td><td  ><p>€ 769</p></td><td  ><p>Circa € 427 - € 460</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>8 GB RAM + 256 GB</p></td><td  ><p>€ 829</p></td><td  ><p>Circa € 460 - € 500</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>8 GB RAM + 512 GB</p></td><td  ><p>€ 949</p></td><td  ><p>Circa € 540 - € 580</p></td></tr></tbody></table></div><ul><li><strong>Value score: </strong>4 / 5</li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-specifiche"><span>Specifiche</span></h2><p>Il Galaxy S25 FE è, in effetti, una versione ridotta del Galaxy S25 Plus proposta a un prezzo inferiore. Pesa lo stesso, ha uno schermo della stessa dimensione, la medesima autonomia e velocità di ricarica, e anche due delle tre fotocamere sono identiche.</p><p>Per raggiungere questo risultato, Samsung ha scelto di tagliare sulla RAM (da 12 GB a 8 GB), ridurre la luminosità di picco dello schermo a 1.900 nit e sostituire il processore Snapdragon 8 Elite con il proprio processore Exynos 2400. La fotocamera a periscopio ha una risoluzione inferiore e una lunghezza focale maggiore, ma offre comunque lo stesso <em>zoom</em> ottico 3x.</p><p>La batteria da 4.900 mAh è identica a quella del Galaxy S25 Plus, così come la ricarica da 45W, che è più veloce dei 25W inclusi nel più costoso Galaxy S25. Ci sono anche la ricarica <em>wireless</em> da 15W e custodie con supporto Qi2-Ready che aggiungono la ricarica <em>wireless</em> magnetica. Poiché viene lanciato con Android 16 e One UI 8 preinstallati, il Galaxy S25 FE riceverà un aggiornamento software in più rispetto ai suoi omonimi fratelli maggiori.</p><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Caratteristica</strong></p></th><th  ><p><strong>Specifiche</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Dimensioni</strong></p></td><td  ><p>161.3 x 76.6 x 7.4 mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Peso</strong></p></td><td  ><p>190 g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>OS (Sistema Operativo)</strong></p></td><td  ><p>Android 16, aggiornabile fino a 7 <em>major upgrades</em>, One UI 8</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Display</strong></p></td><td  ><p>Dynamic LTPO AMOLED 2X, 6.7 pollici, 120Hz, HDR10+, 1900 nit (picco), risoluzione 1080 x 2340 pixel</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Processore</strong></p></td><td  ><p>Exynos 2400 (4 nm), CPU 10-core, GPU Xclipse 940</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>RAM</strong></p></td><td  ><p>8 GB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Storage (Memoria Interna)</strong></p></td><td  ><p>128 GB / 256 GB / 512 GB (UFS 4.0), senza slot per schede</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria</strong></p></td><td  ><p>4900 mAh, ricarica cablata 45W, ricarica <em>wireless</em> 15W</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Fotocamera Posteriore</strong></p></td><td  ><p>Tripla: 50 MP (principale, OIS) + 8 MP (teleobiettivo 3x zoom ottico, OIS) + 12 MP (ultrawide 123˚)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Fotocamera Anteriore</strong></p></td><td  ><p>12 MP (grandangolare)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Colori Disponibili</strong></p></td><td  ><p>Icyblue (Azzurro ghiaccio), Jetblack (Nero jet), Navy (Blu navy), White (Bianco)</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-design"><span>Design</span></h3><ul><li>Il design è lo stesso familiare del resto della <em>lineup</em> Galaxy S25.</li><li>La finitura posteriore è meno soggetta a graffi rispetto all'S25 Plus.</li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fYAyun7bm8xGxPffi2Gd7m" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-15" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fYAyun7bm8xGxPffi2Gd7m-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>Mettendo affiancati il Galaxy S25 FE e il Galaxy S25 Plus, a livello di <em>design</em> sono praticamente indistinguibili. Il Galaxy S25 FE offre la maggior parte dell'esperienza del Galaxy S25 Plus a un prezzo inferiore, mantenendo lo stesso linguaggio di <em>design</em> del resto della serie Galaxy S25.</p><p>L'eccezione riguarda la finitura del vetro posteriore. A quasi un anno dal lancio del Galaxy S25 Plus, il Galaxy S25 FE risolve uno dei miei problemi principali con la finitura <em>navy</em> del Plus: si graffiava con estrema facilità. Sebbene non ci sia un cambiamento evidente in questa finitura, durante il mio utilizzo del Galaxy S25 FE ho notato che la parte posteriore è più resistente del Galaxy S25 Plus, il che è un gradito miglioramento che non è stato applicato nemmeno al Galaxy Z Fold 7 qualche mese fa.</p><p>A parte questo, la costruzione è praticamente identica al Galaxy S25 Plus, fino allo stesso peso di 190 grammi. In virtù di cornici più grandi – ne parleremo più avanti – il Galaxy S25 FE è quasi 3 mm più alto e 1 millimetro più largo del Galaxy S25 Plus, ma questo non ha un impatto significativo sull'uso quotidiano. Al contrario, la sensazione è esattamente la stessa del Galaxy S25 Plus.</p><p>Se avete visto un telefono Samsung recente, il <em>design</em> del Galaxy S25 FE vi sembrerà immediatamente familiare. Tuttavia, spero che nelle versioni future Samsung miri a differenziarlo in qualche modo, in modo che risulti unico, proprio come il Galaxy S25 Edge si presenta familiare ma distintivo all'interno del resto della famiglia Galaxy S25.</p><ul><li><strong>Design: </strong>4 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-display"><span>Display</span></h3><ul><li>Display ampio e vivido, alla pari con il Galaxy S25 Plus</li><li><strong>È capace esattamente come i migliori telefoni Samsung.</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UAsSgoQiwywWmpqw35Kr8m" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-7" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UAsSgoQiwywWmpqw35Kr8m-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>Il punto di forza principale del Galaxy S25 FE è che offre un <em>display</em> della stessa dimensione e qualità dell'ammiraglia Galaxy S25 Plus, ma a un prezzo più accessibile. In questo senso, lo schermo da 6,7 pollici del modello FE soddisfa pienamente le aspettative ed è una delle mie caratteristiche preferite di questo telefono.</p><p>La luminosità di picco di 1.900 nit è inferiore rispetto al Galaxy S25 Plus (che raggiunge 2.600 nit) e inferiore a rivali chiave come il Pixel 10 (fino a 3.000 nit) e il OnePlus 13R (fino a 4.500 nit). Tuttavia, sotto il sole splendente di Bali negli ultimi giorni, non ho avuto alcun problema con questa luminosità ridotta e si è dimostrato altrettanto capace dei suoi fratelli maggiori sotto la luce diretta. Presenta anche la stessa frequenza di aggiornamento dinamica 1-120Hz e il supporto HDR10+, sebbene manchi il supporto Dolby Vision che alcuni rivali non Samsung continuano a offrire.</p><p>Anche se le dimensioni dello schermo sono le stesse, le cornici attorno al <em>display</em> del Galaxy S25 FE sono leggermente più grandi rispetto al Galaxy S25 Plus, ma questo non influisce sull'uso quotidiano. Allo stesso modo, il passaggio da Gorilla Glass Victus 2 a Gorilla Glass Victus+ sia sul fronte che sul retro non ha portato a una riduzione della protezione, almeno nel periodo in cui l'ho utilizzato, soprattutto perché entrambi presentano lo stesso grado di durezza Mohs per la resistenza.</p><p>Samsung produce costantemente i miei schermi per <em>smartphone</em> preferiti, e lo schermo del Galaxy S25 FE è tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-smartphone-samsung" target="_blank">migliori smartphone Samsung</a>. Se desiderate un <em>display</em> ampio, vivido e colorato, questo modello fa centro!</p><ul><li><strong>Display: </strong>5 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-software"><span>Software</span></h3><ul><li><strong>Sette anni di aggiornamenti Android e di sicurezza</strong></li><li><strong>Prestazioni AI più lente a causa di una maggiore dipendenza dal </strong><em><strong>cloud</strong></em></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yZ4geYGmcwY28UwDuKZy7m" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-9" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yZ4geYGmcwY28UwDuKZy7m-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p> Galaxy S25 FE utilizza One UI 8 basato su Android 16 fin dal primo avvio e include lo stesso impegno di sette anni per gli aggiornamenti software e di sicurezza del resto della famiglia. Essendo lanciato con l'ultima versione di Android, l'impegno di sette anni significa che supporterà fino ad Android 23, mentre il resto della serie Galaxy S25 è garantito solo fino ad Android 22.</p><p>Samsung ha dimostrato di essere abbastanza abile nel rilasciare gli aggiornamenti in modo rapido – un netto contrasto con la sua storia passata in cui era tra i più lenti – quindi è probabile che il Galaxy S25 FE riceverà gli aggiornamenti tempestivamente come il resto della <em>lineup</em>.</p><p>One UI 8 rimane una delle esperienze Android più raffinate che si possano trovare, e il Galaxy S25 FE non fa nulla di insolito che non si trovi sul resto della gamma. Tuttavia, la RAM inferiore e il cambio di processore – ne parleremo più avanti – significano anche che le prestazioni dell'IA sono molto più deboli, con più attività che richiedono l'assistenza del <em>cloud</em> anziché essere eseguite sul dispositivo.</p><p>La <em>suite</em> Galaxy AI di Samsung ha tutte le funzionalità che ci si aspetterebbe da una <em>suite</em> AI su uno <em>smartphone</em> ammiraglia, ma la mancanza di capacità prestazionali significa che è meno probabile che si utilizzino tali funzionalità. È un peccato, dato che Strumenti di Scrittura, l'editing nell'app Galleria e Cerchia e Cerca sono tutte funzioni che uso abbastanza spesso. Sul Galaxy S25 FE, ho notato che le uso meno frequentemente semplicemente perché c'è un notevole ritardo nelle risposte e nel completamento delle richieste.</p><p>A parte questo, il Galaxy S25 FE sembra esattamente come qualsiasi altro <em>smartphone</em> Samsung. È progettato per essere immediatamente familiare a chiunque abbia utilizzato uno <em>smartphone</em> Samsung moderno e offre la stessa esperienza e interfaccia dell'aggiornamento One UI 8 per Galaxy S25 Ultra, Galaxy S25 Edge e Galaxy S25 Plus.</p><ul><li><strong>Software: </strong>3 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-fotocamera"><span>Fotocamera</span></h3><ul><li>Un'esperienza fotografica quasi identica a quella del Galaxy S25 Plus</li><li><strong>Il teleobiettivo è più scadente ed è ancora più indietro rispetto alla concorrenza.</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oESWwDPJbhQy3fHtD9rd7m" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-12" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oESWwDPJbhQy3fHtD9rd7m-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>Osservando le fotocamere del Galaxy S25 Plus e del Galaxy S25 FE, si noterà che sono praticamente identiche. Questa è sia una benedizione che una maledizione, poiché per Samsung è facile riutilizzare questo sistema fotografico – è lo stesso in molti recenti telefoni Samsung – ma continua a faticare contro la concorrenza.</p><p>Tuttavia, addentrandosi nei dettagli, si noterà che mentre le fotocamere principale da 50MP e ultragrandangolare da 12MP sono le stesse del Galaxy S25 Plus, il teleobiettivo da 8MP è un passo indietro rispetto al teleobiettivo da 10MP (o 12MP) nel Galaxy S25 Plus (risultati di <em>search</em> indicano che S25 Plus ha 10MP, mentre l'input parla di 12MP, ma il concetto di <em>downgrade</em> è confermato dal sensore più piccolo, da 8MP sul FE contro 10MP sul Plus). Di conseguenza, le prestazioni medie del teleobiettivo sul Plus sono ancora peggiori sul Galaxy S25 FE.</p><p>Il risultato netto è che, sebbene questa fotocamera sia per lo più capace quanto il resto della famiglia Galaxy S25 – a parte l'ammiraglia Galaxy S25 Ultra – non è una vera fotocamera da <em>flagship</em>. Al contrario, le fotocamere principale e ultragrandangolare sono al massimo leggermente sopra la media, mentre il teleobiettivo è sotto la media, specialmente rispetto alla concorrenza.</p><p>Nonostante ciò, il Galaxy S25 FE mantiene una delle mie funzionalità fotografiche preferite in qualsiasi fotocamera <em>smartphone</em>: Punto Colore in modalità Ritratto.</p><p>La modalità Ritratto di Samsung si è dimostrata più versatile rispetto alla concorrenza, con una varietà di opzioni che possono essere regolate prima o dopo lo scatto.</p><p>Punto Colore è la caratteristica più unica su un telefono. Consente di mantenere un soggetto a colori mentre si rende lo sfondo in scala di grigi. Sebbene le prestazioni siano meno efficaci sul Galaxy S25 FE rispetto ad altri telefoni Samsung, permette comunque di catturare foto uniche che nessun altro telefono può realizzare nativamente.</p><p>Poi c'è la fotocamera <em>selfie</em> da 12MP, e questa offre le stesse prestazioni del resto della <em>lineup</em>, che utilizza la medesima fotocamera frontale. Ho riscontrato che le immagini sono un po' morbide e prive di dettagli, ma questo vale per la maggior parte dei suoi fratelli.</p><p></p><p></p><p>Questo riassume in gran parte l'intera esperienza della fotocamera del Galaxy S25 FE: è praticamente identica a quella del Galaxy S25 Plus, ma questo non è necessariamente un aspetto positivo, soprattutto perché la fotocamera del Galaxy S25 Plus è al massimo leggermente sopra la media. Tuttavia, il fatto che il Galaxy S25 FE offra tutto questo a un prezzo inferiore significa che è migliore della maggior parte dei telefoni in questa fascia di prezzo.</p><ul><li><strong>Fotocamera: </strong>3 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-foto-di-esempio"><span>Foto di esempio</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/r5PSsmVKU2JNiGRjv5oCpT-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/keb5RuJX9JByk74tUqiuHU-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SzMcdeP8PXbrdFT8JCBxGU-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/weaBRYS3RVjnonnbUEQXUV-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cqLsnoAANdyD3JZy2hEkMU-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gxUnGpqvaKTD9ZSKj8nMYV-1920-80.jpg" alt="Camera sample captured on the Samsung Galaxy S25 FE" /><figcaption><small role="credit">Nirave Gondhia</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni"><span>Prestazioni</span></h3><ul><li><strong>Prestazioni medie dal processore Exynos 2400 nelle attività quotidiane</strong></li><li><strong>Prestazioni sotto la media in caso di utilizzo intenso o quando si usano le funzionalità IA</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ko6AwMtHB3SFH9tGm5vFxk" name="Samsung-Galaxy-S25-FE-Review-TechRadar-4" alt="Samsung Galaxy S25 FE Blue in the hand" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ko6AwMtHB3SFH9tGm5vFxk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nirave Gondhia)</span></figcaption></figure><p>Se c'è un settore in cui il Galaxy S25 FE si è dimostrato deludente, sono le prestazioni.</p><p>Samsung è riuscita a ridurre il prezzo del Galaxy S25 FE (rispetto al Galaxy S25 Plus) passando dal processore <em>flagship</em> Snapdragon 8 Elite per Galaxy di Qualcomm all'Exynos 2400 di Samsung, risalente all'anno precedente. Sebbene questo sia accettabile per l'uso quotidiano, ha un impatto notevole sulle prestazioni durante il <em>gaming</em>, i carichi pesanti e l'IA.</p><p>In parole povere, il Galaxy S25 FE inizia a faticare sotto carichi intensi, specialmente perché la RAM inferiore (8 GB) fa sì che si trovi spesso al limite della memoria disponibile. Questo è evidente anche nell'app Fotocamera, dove l'elaborazione delle immagini richiede un tempo considerevolmente più lungo rispetto al Galaxy S25 Plus.</p><p>Nella maggior parte delle attività quotidiane, il Galaxy S25 FE offre prestazioni da <em>flagship</em>, ma se siete utenti esigenti, probabilmente lo troverete carente. Allo stesso modo, il sensore di impronte digitali rimane uno dei peggiori su uno <em>smartphone</em> fino ad oggi – proprio come il resto della famiglia Galaxy S25 – e Samsung deve migliorarlo notevolmente nei telefoni futuri, soprattutto perché la concorrenza è significativamente migliore.</p><ul><li><strong>Prestazioni: </strong>3 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><ul><li><strong>Autonomia solida che garantisce una giornata di utilizzo con un piccolo margine.</strong></li><li><strong>La ricarica a 45W è anche un gradito miglioramento.</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PgwKaBS3KcKaM2oXrN5mwX" name="IMG_9381" alt="Samsung Galaxy S25 FE charging" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PgwKaBS3KcKaM2oXrN5mwX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Max Delaney / Future)</span></figcaption></figure><p>l Galaxy S25 FE è dotato della stessa batteria da 4.900 mAh del Galaxy S25 Plus e, come tale, offre sostanzialmente la stessa autonomia.</p><p>Durante il mio utilizzo, è durato quasi sempre un'intera giornata con circa 5-6 ore di schermo attivo, ma non riesce ad andare molto oltre. Con un uso intenso, l'autonomia scende a poco meno di cinque ore e la batteria necessita di essere ricaricata entro la fine della giornata, ma questo accade soprattutto quando si utilizza intensamente la fotocamera o si gioca a lungo.</p><p>Quando è necessario ricaricare, le velocità di ricarica sono migliorate, passando da 25W a 45W, riducendo il tempo di ricarica complessivo a circa un'ora.</p><p>Tuttavia, come per il resto della <em>lineup</em> Samsung, per raggiungere le velocità massime è necessario utilizzare il caricabatterie Samsung da 45W o un altro caricatore PPS con potenza nominale più elevata. Quando collegato al mio fido caricatore da muro Nomad – che può erogare fino a 100W per la maggior parte dei telefoni – o al mio <em>power bank</em> Anker, ho riscontrato velocità di ricarica più vicine a 30W, e il tempo totale di ricarica è sceso a circa un'ora e 20 minuti.</p><p>In due diverse occasioni, inoltre, il Galaxy S25 FE ha deciso di effettuare una ricarica lenta (<em>trickle charge</em>) impiegando oltre 3 ore per caricarsi completamente. Quando l'ho caricato successivamente con lo stesso caricatore, era tornato improvvisamente alle velocità di ricarica rapida, e nemmeno il riavvio del telefono è stato d'aiuto quando era entrato in questa modalità di ricarica lenta. Non c'è un motivo specifico per cui questo dovrebbe essere accaduto, e non sono ancora riuscito a replicarlo oltre a quelle due occasioni, ma è sconcertante e un po' preoccupante.</p><p>L'autonomia complessiva è più che sufficiente per la maggior parte delle persone, ma la situazione della ricarica rimane in qualche modo un enigma. Può fornire una ricarica rapida in un'ora, ma può anche impiegare molto più tempo, e sembra esserci poca logica o motivo dietro a ciò.</p><ul><li><strong>Batteria: </strong>3 / 5</li></ul><div ><table><caption>Tabella dei punteggi</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Categoria</p></th><th  ><p>Riassunto</p></th><th  ><p>Voto</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Se cercate un Galaxy S25 Plus a un prezzo più accessibile, il Galaxy S25 FE è all'altezza. Tuttavia, i rivali si distinguono per ragioni chiave in modi che il Galaxy S25 FE semplicemente non può emulare.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Una finitura posteriore migliorata rispetto al Galaxy S25 Plus, ma per il resto è praticamente indistinguibile dal resto della <em>lineup</em> Samsung. Vorrei che Samsung avesse trovato il modo di farlo risaltare.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Lo stesso ottimo display che ho visto sul Galaxy S25 Plus (con lo stesso scanner di impronte digitali sotto la media). È vivido e nitido, anche alla luce diretta nonostante la minore luminosità di picco, ma rimane uno dei migliori schermi su un telefono.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>La One UI di Samsung è bella come sempre, sebbene la mancanza di prestazioni renda le funzionalità IA meno utili che mai. Fortunatamente, questo telefono riceve ancora sette anni di aggiornamenti, il che lo rende un acquisto solido per il supporto a lungo termine.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere</p></td><td  ><p>Le fotocamere sono praticamente identiche a quelle del Galaxy S25 Plus, il che significa che si ottiene la stessa esperienza fotografica sopra la media. Tuttavia, è lo stesso sistema di fotocamere presente sui telefoni Samsung da anni e non si distingue in alcun modo, specialmente quando i rivali offrono prestazioni di <em>zoom</em> migliori.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prestazioni</p></td><td  ><p>L'Exynos 2400 è una differenza fondamentale rispetto al resto della famiglia Galaxy S25 e anche una fonte di delusione per le prestazioni generali, ma soprattutto per le funzionalità IA sul dispositivo. Un <em>chipset</em> Snapdragon meno recente avrebbe probabilmente offerto prestazioni migliori qui.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Autonomia solida ma non eccezionale, appena inferiore a quella del Galaxy S25 Plus. La ricarica a 45W è un gradito miglioramento, ma non cambia in modo significativo i tempi di ricarica complessivi e non si distingue dalla concorrenza.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare">Ragioni per comprare</h2><div class="product"><p><strong>Vuoi un Galaxy S25 Plus più economico</strong></p><p>Il Galaxy S25 FE è a tutti gli effetti un Galaxy S25 Plus più accessibile, quindi se il vostro <em>budget</em> non si estende fino a quel punto, o se le offerte non sono così ampiamente disponibili, dovreste prendere in considerazione il Galaxy S25 FE.</p></div><div class="product"><p>La fotocamera non è così importante per te. </p><p>Se non scatti molte foto o non ti interessa avere <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-fotocamera" target="_blank" data-dimension112="c9530f70-6f62-48b6-b410-67356959b336" data-action="Deal Block" data-label="la migliore fotocamera" data-dimension48="la migliore fotocamera" data-dimension25="">la migliore fotocamera</a>, vale la pena prendere in considerazione il Galaxy S25 FE.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare">Ragioni per NON comprare</h2><div class="product star-deal"><p><strong>Vuoi il miglior telefono in assoluto.</strong></p><p>Se cerchi il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank" data-dimension112="96c1ec2c-b946-444d-81fe-df90f846604e" data-action="Star Deal Block" data-label="miglior smartphone" data-dimension48="miglior smartphone" data-dimension25="">miglior smartphone</a> sul mercato, guarda altrove. Il Galaxy S25 FE è un buon prodotto, ma ci sono telefoni migliori che puoi acquistare a un prezzo simile.</p></div><div class="product"><p><strong>Vuoi una fotocamera che non deluda.</strong></p><p>La fotocamera del Galaxy S25 FE può essere deludente se desideri il meglio o se scatti molte foto.</p></div><h2 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative</span></h2><div class="product"><p>Il Galaxy S25 Plus è una versione migliore del Galaxy S25 FE ed è spesso disponibile a un prezzo simile, specialmente al di fuori degli Stati Uniti. Se la scelta è tra questi due, il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-smartphone-samsung" target="_blank" data-dimension112="1471c15e-9f15-427d-ab38-5b5a56c413bd" data-action="Deal Block" data-label="Galaxy S25 Plus" data-dimension48="Galaxy S25 Plus" data-dimension25="">Galaxy S25 Plus</a> è un acquisto nettamente migliore.</p></div><div class="product"><p>Samsung Galaxy S25 Ultra</p><p>Se desideri il miglior telefono Samsung in assoluto, questo è il modello da scegliere, poiché include la S Pen, uno schermo anti-riflesso, due obiettivi <em>zoom</em>, un'autonomia incredibile e fino a 1 TB di <em>storage</em>. L'unico problema? Costa il doppio.</p></div><h2 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-il-samsung-galaxy-s25-fe"><span>Come ho testato il Samsung Galaxy S25 FE</span></h2><ul><li>Ho utilizzato il telefono come dispositivo principale per <strong>una settimana</strong> e come telefono secondario per <strong>altre due settimane</strong></li><li>Ho scattato oltre 100 foto e registrato video in una varietà di condizioni di illuminazione</li><li>Ho giocato e guardato film.</li><li>Ho controllato la posta elettronica, pubblicato sui <em>social media</em> e lavorato su Slack.</li><li>Ho usato le funzionalità di IA in modo estensivo.</li></ul><p>Ho utilizzato il Galaxy S25 FE per oltre due mesi dal suo lancio, avvenuto all'inizio di settembre.</p><p>Prima di pubblicare questa recensione, l'ho utilizzato intensamente negli Stati Uniti, nel Regno Unito e a Bali per una settimana, con due schede SIM attive. Ho testato tutte le funzionalità IA sia tramite connessioni Wi-Fi che dati mobili.</p><p>Future Labs testa i telefoni utilizzando un mix di <em>software</em> di <em>benchmark</em> di terze parti e test proprietari in condizioni reali. Utilizziamo Geekbench, CrossMark, JetStream, WebXPRT, Mobile XPRT e 3DMark per i test sulle prestazioni. Testiamo le prestazioni di un telefono nei compiti video utilizzando Adobe Premiere Rush. Misuriamo anche l'output del colore e la luminosità del <em>display</em>.</p><p>Per i test della batteria, eseguiamo prove proprietarie che sono le stesse per ogni telefono, il che ci permette di determinare quanto tempo impiega la batteria a scaricarsi.</p><p></p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Perché puoi fidarti di TechRadar</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><strong>Centinaia di </strong><em><strong>laptop</strong></em><strong> da </strong><em><strong>gaming</strong></em><strong> recensiti</strong></p><p class="fancy-box__body-text"><strong>15 anni di test sui prodotti</strong></p><p class="fancy-box__body-text"><strong>Oltre 16.000 prodotti recensiti in totale</strong></p><p class="fancy-box__body-text"><strong>Quasi 200.000 ore di test sulla tecnologia</strong></p></div></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione realme GT 8 Pro Dream Edition ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>realme porta in Italia il GT 8 Pro Dream Edition, un dispositivo che punta a ridefinire i parametri della fascia alta attraverso l'integrazione del nuovo processore Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 e di un modulo batteria dalla capacità inusuale. Lo smartphone si distingue per una scheda tecnica aggressiva che include un display 2K a 144Hz e un sistema di ricarica rapida da 120W. L'edizione Dream, realizzata in collaborazione con Aston Martin Aramco, non è solo un esercizio di branding, ma rappresenta il tentativo dell'azienda di intercettare un pubblico esigente, che cerca materiali distintivi e prestazioni sostenute nel tempo, sfidando direttamente i nomi storici del settore.</p><h3 class="article-body__section" id="section-recensione-in-breve"><span>Recensione in breve </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XHw2fNTfpEWWRr9VU46Bb7" name="realme GT8 Dream Edition 2" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XHw2fNTfpEWWRr9VU46Bb7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il realme GT 8 Pro Dream Edition è un prodotto che non accetta compromessi, progettato per chi vive lo smartphone come una console portatile o una stazione di lavoro tascabile. L'esperienza d'uso è dominata dalla sensazione di potenza bruta: l'apertura delle applicazioni è istantanea e la gestione del multitasking, grazie ai 16GB di RAM, non mostra mai incertezze anche con carichi di lavoro pesanti. L'aspetto più impattante, tuttavia, non è la velocità pura, bensì la libertà psicologica offerta dall'autonomia; sapere di avere a disposizione 7000 mAh cambia radicalmente l'approccio alla giornata lavorativa.</p><p>Il comparto fotografico riflette questa filosofia aggressiva: non cerca la neutralità, ma un impatto visivo immediato. I colori sono tarati per essere vividi e saturi, pronti per la condivisione social senza necessità di editing, con un HDR che gestisce i controluce preservando dettagli nelle ombre e cieli azzurri. In notturna, il software sceglie saggiamente di mantenere l'atmosfera calda delle luci artificiali invece di raffreddare la scena, garantendo una pulizia del segnale notevole, pur pagando il prezzo di un leggero ritardo nell'otturatore sui soggetti in movimento.</p><p>Di contro, le dimensioni e il peso si fanno sentire: non è un dispositivo che sparisce in tasca, e l'estetica "racing" così marcata potrebbe risultare divisiva. In definitiva, questo smartphone non cerca di accontentare tutti, ma si rivolge specificamente a chi prioritizza le prestazioni termiche, energetiche e un imaging "social-ready" sopra ogni altra cosa.</p><h3 class="article-body__section" id="section-disponibilita-e-prezzo"><span>Disponibilità e prezzo</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="q2rik5mWX7vwAdFtq28c2G" name="realme GT8 Dream Edition 1" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q2rik5mWX7vwAdFtq28c2G-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il realme GT 8 Pro in versione standard (12GB+256GB) sarà acquistabile principalmente su Amazon al prezzo di listino di 999,99 euro, con una promozione di lancio che abbassa la soglia a 899,99 euro dal 2 al 16 dicembre. Questa versione include nel bundle di lancio il caricatore da 120W e un set di decorazioni.</p><p>La variante Dream Edition (16GB+512GB), oggetto di questa prova, si posiziona invece a 1199,99 euro e sarà disponibile presso le grandi catene di elettronica di consumo come Unieuro, MediaWorld ed Euronics, oltre che su Amazon. La confezione di vendita di questa edizione speciale è particolarmente ricca: oltre allo smartphone, include un cofanetto regalo co-brandizzato, un kit di strumenti a tema F1 e un estrattore SIM modellato a forma di auto da corsa, giustificando in parte il sovrapprezzo con un'esperienza di unboxing premium.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LMKTM5V4CSK2rSzH3JSGHK" name="realme GT8 Dream Edition 7" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LMKTM5V4CSK2rSzH3JSGHK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-design"><span>Design</span></h3><p>L'estetica del GT 8 Pro Dream Edition è un omaggio diretto all'ingegneria del motorsport, frutto della partnership con il team di Formula 1 Aston Martin Aramco. Il retro del dispositivo è dominato dalla colorazione <em>Aston Martin Racing Green</em>, arricchita da dettagli in <em>Lime Essence</em> che corrono lungo i bordi e il modulo fotografico, richiamando la livrea ufficiale delle monoposto. La scocca posteriore non è un semplice vetro piatto: utilizza un processo di verniciatura metallica "racing-grade" che restituisce effetti cangianti a seconda dell'incidenza della luce, simulando la profondità delle vernici automobilistiche.</p><p>Il modulo fotografico è incastonato in una placca metallica con una texture che imita la fibra di carbonio, materiale principe delle competizioni, conferendo un aspetto tecnico e robusto. Al tatto, il dispositivo trasmette solidità grazie al mid-frame in metallo, ma le linee aerodinamiche incise sulla scocca servono anche a migliorare il grip, spesso critico su dispositivi di queste dimensioni. Nonostante l'ampia batteria, gli ingegneri hanno lavorato per contenere lo spessore percepito attraverso curve laterali che accompagnano la presa. È un design rumoroso, che grida velocità e che si distacca nettamente dall'eleganza minimalista tipica dei flagship attuali, preferendo un approccio industriale e meccanico.</p><h3 class="article-body__section" id="section-schermo"><span>Schermo</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wB8x828zz8HtVpo7B4JMhg" name="realme GT8 Dream Edition 11" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wB8x828zz8HtVpo7B4JMhg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il pannello frontale è un'unità AMOLED da 6,79 pollici con risoluzione 2K, progettata per garantire la massima fedeltà visiva e fluidità. La frequenza di aggiornamento tocca i 144Hz, un valore che supera lo standard di 120Hz di molti concorrenti, offrendo un vantaggio tangibile nella reattività dei giochi competitivi. La luminosità è un altro punto di forza dichiarato: con un picco di 7000 nit in specifiche condizioni HDR e 2000 nit in modalità alta luminosità (HBM), lo schermo rimane perfettamente leggibile anche sotto la luce solare diretta di mezzogiorno. La tecnologia di oscuramento DC ad alta frequenza lavora per ridurre l'affaticamento visivo a bassa luminosità.</p><h3 class="article-body__section" id="section-software"><span>Software</span></h3><p>A bordo troviamo la nuova realme UI 7.0 basata su Android 16, un'interfaccia che segna un passo avanti nella maturità del software aziendale. L'introduzione del Flux Engine promette di migliorare la fluidità delle animazioni e la reattività del sistema, cercando di eliminare i micro-lag che talvolta affliggono le interfacce molto personalizzate.</p><p>L'intelligenza artificiale gioca un ruolo centrale e inedito nell'imaging: la funzione AI Framing Master non si limita a ottimizzare i colori, ma agisce come un vero tutor di composizione in tempo reale. Il sistema analizza la scena e suggerisce l'inquadratura geometricamente bilanciata, guidando la mano dell'utente; una funzione educativa per i neofiti, anche se potenzialmente invasiva per chi ha già occhio fotografico. Utile anche l'integrazione delle Live Photos native, che animano la galleria catturando i micro-istanti attorno allo scatto.</p><p>Il design dell'interfaccia, denominato Light Glass, introduce icone più vivide e trasparenze che danno profondità ai menu. Tuttavia, la quantità di opzioni e personalizzazioni disponibili può risultare inizialmente soverchiante, richiedendo una curva di apprendimento per padroneggiare tutte le funzionalità offerte dal sistema.</p><h2 id="fotocamera">Fotocamera</h2><p>Il comparto fotografico del <strong>realme GT 8 Pro</strong> conferma la filosofia del brand: offrire scatti dal forte impatto visivo, pronti per la condivisione immediata, supportati ora da un’intelligenza artificiale che non si limita a "migliorare" la foto, ma insegna a scattarla.</p><p>La vera novità di questa generazione è l'integrazione profonda dell'AI nell'atto stesso del fotografare.</p><p><strong>AI Framing Master:</strong> Questa funzione (introdotta con la realme UI 7.0) agisce come un tutor in tempo reale. Durante i test, il sistema ha suggerito attivamente la composizione migliore, identificando la disposizione degli elementi nella scena e guidando l'inquadratura per ottenere un risultato esteticamente bilanciato. È un "game changer" per gli utenti meno esperti che vogliono foto dall'aspetto professionale.</p><p><strong>Live Photos:</strong> Finalmente supportate nativamente, permettono di catturare i micro-momenti prima e dopo lo scatto, dando vita alla galleria.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UD7dE7xz36dd7vSjF7ZAMG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cGtYnvZviMwyzQgMDkocJG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aT8XeikKfixJsCo4TCkRQG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x3fZmLFHkQKtoDc67GVyFG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/knsM3HjSQjLgBr6tFSagHG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NM4wSaojVccx85y3cF5eLG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3sEFz96oGRiCg5MS64vuFG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uFSCpsyyqv9BBdb2zjLgHG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Hre5QbpYFQ5qUrFhp9z6RG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3zUgpKGnmyied6qxpkK6PG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p976BxXZhJRdMbw5yF9eLG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V9JgS5Tu2yxuGULxt8MaJG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5YP8Lj8DUKH2v8GqAYyKMG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JnYKWFMRvXvKpkgiY77gKG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dapLuUbDbxnRTnENXtjcKG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jYk98EjTLc5ybyKtWjGULG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T89Ri3YPdVYjYVqg5nvWMG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sdxRemD8pnjT3mUEMmjvPG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KjjeSrsNjjceioujbLGxLG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zSQoJt6VWBWFAdCpvbPvNG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Qualità dell'Immagine: Diurna e HDR</strong></p><p>Dall'analisi dei file, il sensore principale dimostra una gamma dinamica (<strong>HDR</strong>) da primo della classe.</p><p><strong>Gestione del Controluce:</strong> Nelle situazioni di forte contrasto (es. stazioni o interni con finestre luminose), il GT 8 Pro preserva i cieli azzurri senza bruciarli e, contemporaneamente, mantiene leggibili i dettagli nelle ombre.</p><p><strong>Color Science:</strong> I colori sono tarati per essere "vividi". I rossi e i gialli sono saturi e brillanti, perfetti per i social media. Non è una fotocamera "neutra" o piatta, ma ha un carattere deciso che elimina la necessità di post-produzione per la maggior parte degli utenti.</p><p><strong>Zoom e Macro: Dettaglio "Chirurgico"</strong></p><p>Anche senza spingersi su zoom ottici estremi (10x), il lavoro fatto sulle focali corte e medie è eccellente.</p><p><strong>Crop Lossless (2x/3x):</strong> Sfruttando l'alta risoluzione e la potenza dello <strong>Snapdragon 8 Elite Gen 5</strong>, il ritaglio sul sensore restituisce immagini nitide e prive di artefatti digitali evidenti.</p><p><strong>Texture e Macro:</strong> Il micro-contrasto è uno dei punti di forza. Nelle foto ravvicinate (fiori, food, tessuti o pelo di animali), la fotocamera risolve texture complesse con una nitidezza impressionante e un bokeh (sfocato) naturale molto cremoso, sintomo di un sensore di grandi dimensioni e di ottiche di qualità.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jNnKgbBadXxU6E45HmGNcU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ADw4wufL4B6qCmbNrRKtaU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZEBfz5ytAJ8eL7U9fEYMgU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iNjKpNrQKf4BqGeLdRMcfU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NQQwjaV3tXmvdDgfinTAdU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AKP2ULGmgAC3agisxnByeU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6W3DHLcVthZHz3duT5JSaU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DSsTHYjGhpe7qveHMVX7cU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/v8YdCj8GsrMZ3Xcy7N68QU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2oiB2iLPCzvxjHn9svJtaU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LdU6jcNFCa54CRrfcRVacU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yNKq2C4QEBbnKt9tuqkFZU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DgdmwJmzUiVPt2wHAz4dgU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YFiUU5bDKamWfCLS7v9nZU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FyTpkFPffyQzuYrWHjhecU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/62thbHxkRyA5X4DG99HQbU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XuwQ6K2PKECoqB2wWxBPdU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VkBquBQjKAq7tomDAzG3dU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Low Light e Interni: Atmosfera e Pulizia</strong></p><p>Di sera, il realme GT 8 Pro sceglie un approccio conservativo ma efficace.</p><p><strong>Pulizia del Segnale:</strong> Il rumore digitale è quasi inesistente, anche nelle zone d'ombra di ambienti poco illuminati (ristoranti, treni). L'algoritmo di riduzione del rumore lavora bene senza "piallare" i dettagli fini.</p><p><strong>Bilanciamento del Bianco:</strong> In interni tende a preservare l'atmosfera calda della scena (toni ambrati) piuttosto che raffreddare artificialmente l'immagine, restituendo un mood fedele alla realtà.</p><p><strong>Attenzione ai soggetti in movimento:</strong> Per garantire questa pulizia luminosa, i tempi di scatto possono allungarsi leggermente in automatico. Sui soggetti statici il risultato è perfetto, mentre su soggetti in rapido movimento in condizioni di scarsa luce è necessaria una mano ferma.</p><p>Il <strong>realme GT 8 Pro</strong> è un <em>cameraphone</em> estremamente solido e divertente. L'aggiunta di <strong>AI Framing Master</strong> lo rende uno strumento didattico oltre che creativo. È la scelta ideale per chi cerca una fotocamera "point-and-shoot" affidabile, capace di gestire controluce difficili e regalare macro spettacolari, con quella vivacità cromatica che rende ogni foto pronta per Instagram appena scattata</p><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni"><span>Prestazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wNTnDTEh5pP2fPs2uuLsS3" name="realme GT8 Dream Edition 14" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wNTnDTEh5pP2fPs2uuLsS3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p><strong></strong></p><p>Il cuore pulsante del GT 8 Pro è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, un chipset realizzato con processo produttivo a 3nm che spinge la frequenza di clock fino a 4,6 GHz. Nell'uso quotidiano, questa potenza si traduce in un sistema sempre reattivo, capace di gestire editing video, fogli di calcolo complessi e navigazione web intensiva senza surriscaldamenti percepibili. La gestione termica è affidata a una camera di vapore da ben 7000 mm², una superficie di dissipazione generosa necessaria per domare il calore generato durante le sessioni prolungate di utilizzo.</p><p>Nei test di gaming, il dispositivo mantiene promesse importanti: titoli esigenti girano al massimo dettaglio con frame rate stabili, beneficiando dell'ottimizzazione specifica del motore GT Boost 3.0. Non si notano cali di prestazioni significativi nemmeno dopo un'ora di gioco continuativo, segno che il lavoro di dissipazione passiva è efficace. La connettività è al vertice della categoria, con un'antenna progettata per mantenere il segnale stabile anche in zone con copertura difficile, un dettaglio non trascurabile per l'uso professionale in mobilità.</p><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><p><strong></strong></p><p>La batteria da 7000 mAh è la vera <em>killer feature</em> di questo smartphone, posizionandolo in una categoria a parte rispetto alla concorrenza diretta che si ferma mediamente a 5000-5500 mAh. Questa capacità permette di coprire due giornate di utilizzo moderato o di affrontare una giornata di stress intenso (GPS, 5G, gaming, hotspot) arrivando a sera con una riserva energetica rassicurante. La tecnologia delle celle al silicio-carbonio ha permesso di raggiungere questa densità senza aumentare eccessivamente il volume fisico del componente.</p><p>Quando è necessario ricaricare, il sistema SuperVOOC da 120W ripristina l'intera capacità in tempi estremamente ridotti, rendendo le soste alla presa di corrente brevi e poco frequenti. Anche la ricarica wireless da 50W offre prestazioni superiori a molte ricariche cablate della concorrenza, garantendo versatilità per chi lavora alla scrivania. È un ecosistema energetico completo che risolve alla radice l'ansia da autonomia.</p><h3 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative</span></h3><p>La fascia di prezzo attorno ai 1000 euro è oggi il vero campo di battaglia per l'innovazione. Qui non si cerca il compromesso, ma l'eccellenza in ogni aspetto. La scelta tra il GT 8 Pro e i suoi rivali non è una questione di scheda tecnica, quanto di filosofia d'uso: autonomia bruta contro ecosistema, o potenza pura contro intelligenza computazionale.</p><div class="product"><p><strong>Samsung Galaxy S25+</strong></p><p>Il Samsung Galaxy S25+ rimane il punto di riferimento per l'utenza aziendale che necessita di stabilità e integrazione. Sebbene perda il confronto diretto sull'autonomia, fermandosi a una batteria da 4900 mAh con una ricarica a 45W che appare ormai anacronistica rispetto ai 120W del realme, compensa con la maturità della One UI e un supporto software garantito per sette anni. Il display offre una calibrazione cromatica spesso più rigorosa, ideale per chi lavora con la grafica, e l'integrazione con Windows rimane un plus insuperato per la produttività da ufficio. È la scelta conservativa: meno emozionante nell'hardware, ma granitica nell'affidabilità a lungo termine e nel valore residuo.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="78a19b85-7193-4456-8f4d-57f18dceb0c7" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy S25+Il Samsung Galaxy S25+ rimane il punto di riferimento per l'utenza aziendale che necessita di stabilità e integrazione. Sebbene perda il confronto diretto sull'autonomia, fermandosi a una batteria da 4900 mAh con una ricarica a 45W che appare ormai anacronistica rispetto ai 120W del realme, compensa con la maturità della One UI e un supporto software garantito per sette anni. Il display offre una calibrazione cromatica spesso più rigorosa, ideale per chi lavora con la grafica, e l'integrazione con Windows rimane un plus insuperato per la produttività da ufficio. È la scelta conservativa: meno emozionante nell'hardware, ma granitica nell'affidabilità a lungo termine e nel valore residuo." data-dimension48="Samsung Galaxy S25+Il Samsung Galaxy S25+ rimane il punto di riferimento per l'utenza aziendale che necessita di stabilità e integrazione. Sebbene perda il confronto diretto sull'autonomia, fermandosi a una batteria da 4900 mAh con una ricarica a 45W che appare ormai anacronistica rispetto ai 120W del realme, compensa con la maturità della One UI e un supporto software garantito per sette anni. Il display offre una calibrazione cromatica spesso più rigorosa, ideale per chi lavora con la grafica, e l'integrazione con Windows rimane un plus insuperato per la produttività da ufficio. È la scelta conservativa: meno emozionante nell'hardware, ma granitica nell'affidabilità a lungo termine e nel valore residuo." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>OnePlus 13</strong></p><p>Lo OnePlus 13 è l'avversario speculare del realme, condividendo la piattaforma Snapdragon 8 Elite ma interpretandola con una sfumatura diversa. La batteria da 6000 mAh è ottima e supporta ricariche oltre i 100W, pur non raggiungendo il picco di densità energetica dei 7000 mAh del GT 8 Pro. La differenza sostanziale risiede nell'interfaccia: la OxygenOS offre un'esperienza visiva più pulita e vicina ai canoni di Google, meno densa di opzioni rispetto alla realme UI. Il comparto fotografico punta su una resa spesso più naturale, rivolgendosi a un utente che preferisce un look sobrio sia nell'estetica del dispositivo che negli scatti.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="af03d8f3-0b0d-431c-8b00-2d21a46cd0e7" data-action="Deal Block" data-label="OnePlus 13Lo OnePlus 13 è l'avversario speculare del realme, condividendo la piattaforma Snapdragon 8 Elite ma interpretandola con una sfumatura diversa. La batteria da 6000 mAh è ottima e supporta ricariche oltre i 100W, pur non raggiungendo il picco di densità energetica dei 7000 mAh del GT 8 Pro. La differenza sostanziale risiede nell'interfaccia: la OxygenOS offre un'esperienza visiva più pulita e vicina ai canoni di Google, meno densa di opzioni rispetto alla realme UI. Il comparto fotografico punta su una resa spesso più naturale, rivolgendosi a un utente che preferisce un look sobrio sia nell'estetica del dispositivo che negli scatti." data-dimension48="OnePlus 13Lo OnePlus 13 è l'avversario speculare del realme, condividendo la piattaforma Snapdragon 8 Elite ma interpretandola con una sfumatura diversa. La batteria da 6000 mAh è ottima e supporta ricariche oltre i 100W, pur non raggiungendo il picco di densità energetica dei 7000 mAh del GT 8 Pro. La differenza sostanziale risiede nell'interfaccia: la OxygenOS offre un'esperienza visiva più pulita e vicina ai canoni di Google, meno densa di opzioni rispetto alla realme UI. Il comparto fotografico punta su una resa spesso più naturale, rivolgendosi a un utente che preferisce un look sobrio sia nell'estetica del dispositivo che negli scatti." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Google Pixel 10 Pro</strong></p><p>Se il realme è un mostro di potenza fisica, il Pixel 10 Pro è il trionfo del software sull'hardware. Il processore Tensor G5 non può competere con lo Snapdragon 8 Elite nei benchmark sintetici o nel gaming estremo, e la batteria da 4870 mAh con ricarica a 30W richiede pazienza. Tuttavia, per chi considera lo smartphone principalmente come una fotocamera intelligente, questa è l'unica opzione. L'elaborazione computazionale di Google gestisce le scene difficili con una coerenza che i rivali cinesi ancora inseguono, e le funzioni esclusive di AI generativa offrono strumenti di produttività unici. È l'anti-GT 8 Pro: compatto, meno autonomo, ma incredibilmente "smart".<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="b3be37d6-0057-478f-9d84-755e3aba232e" data-action="Deal Block" data-label="Google Pixel 10 ProSe il realme è un mostro di potenza fisica, il Pixel 10 Pro è il trionfo del software sull'hardware. Il processore Tensor G5 non può competere con lo Snapdragon 8 Elite nei benchmark sintetici o nel gaming estremo, e la batteria da 4870 mAh con ricarica a 30W richiede pazienza. Tuttavia, per chi considera lo smartphone principalmente come una fotocamera intelligente, questa è l'unica opzione. L'elaborazione computazionale di Google gestisce le scene difficili con una coerenza che i rivali cinesi ancora inseguono, e le funzioni esclusive di AI generativa offrono strumenti di produttività unici. È l'anti-GT 8 Pro: compatto, meno autonomo, ma incredibilmente "smart"." data-dimension48="Google Pixel 10 ProSe il realme è un mostro di potenza fisica, il Pixel 10 Pro è il trionfo del software sull'hardware. Il processore Tensor G5 non può competere con lo Snapdragon 8 Elite nei benchmark sintetici o nel gaming estremo, e la batteria da 4870 mAh con ricarica a 30W richiede pazienza. Tuttavia, per chi considera lo smartphone principalmente come una fotocamera intelligente, questa è l'unica opzione. L'elaborazione computazionale di Google gestisce le scene difficili con una coerenza che i rivali cinesi ancora inseguono, e le funzioni esclusive di AI generativa offrono strumenti di produttività unici. È l'anti-GT 8 Pro: compatto, meno autonomo, ma incredibilmente "smart"." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CXEKF6Jc4akip6xjMd43vD" name="realme GT8 Dream Edition 13" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CXEKF6Jc4akip6xjMd43vD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-8-pro-dream-edition-ne-vale-la-pena"><span>realme GT 8 Pro Dream Edition: ne vale la pena?</span></h3><p>Il realme GT 8 Pro Dream Edition è un dispositivo radicale. Se la priorità assoluta è l'autonomia unita alla potenza bruta, non ha rivali diretti in questa fascia. Il prezzo da pagare è un'ergonomia impegnativa e un'estetica che divide: uno strumento instancabile, ma non per tutte le tasche, letteralmente.</p><h2 id="ragioni-per-comprare-2">Ragioni per comprare</h2><ul><li>Volete prestazioni sostenute nel gaming e nel multitasking complesso senza cali di rendimento termico.</li><li>Desiderate un display dalla leggibilità perfetta all'aperto unito a tempi di ricarica quasi nulli.</li><li>Cercate un'indipendenza reale dalla presa di corrente che copra quasi due giorni di utilizzo intenso.</li></ul><h2 id="ragioni-per-non-comprare-2">Ragioni per non comprare</h2><ul><li><strong></strong></li><li>Preferite smartphone compatti, leggeri e maneggevoli da utilizzare comodamente con una sola mano.</li><li>Lavorate in ambienti formali dove un'estetica "racing" così vistosa e aggressiva risulta inappropriata.</li><li>Cercate un'interfaccia software pulita, minimale e priva della densità visiva tipica della realme UI.</li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/realme-phones/recensione-realme-gt-8-pro-dream-edition</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Uno smartphone che unisce estetica racing e hardware brutale, con settemila milliampere di batteria e ricarica rapida, ridefinendo gli standard di autonomia nella fascia alta. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">U2vhAv42eogfxf6ijaDdTU</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[realme GT8 Dream Edition]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[realme GT8 Dream Edition]]></media:text>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>realme porta in Italia il GT 8 Pro Dream Edition, un dispositivo che punta a ridefinire i parametri della fascia alta attraverso l'integrazione del nuovo processore Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 e di un modulo batteria dalla capacità inusuale. Lo smartphone si distingue per una scheda tecnica aggressiva che include un display 2K a 144Hz e un sistema di ricarica rapida da 120W. L'edizione Dream, realizzata in collaborazione con Aston Martin Aramco, non è solo un esercizio di branding, ma rappresenta il tentativo dell'azienda di intercettare un pubblico esigente, che cerca materiali distintivi e prestazioni sostenute nel tempo, sfidando direttamente i nomi storici del settore.</p><h3 class="article-body__section" id="section-recensione-in-breve"><span>Recensione in breve </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XHw2fNTfpEWWRr9VU46Bb7" name="realme GT8 Dream Edition 2" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XHw2fNTfpEWWRr9VU46Bb7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il realme GT 8 Pro Dream Edition è un prodotto che non accetta compromessi, progettato per chi vive lo smartphone come una console portatile o una stazione di lavoro tascabile. L'esperienza d'uso è dominata dalla sensazione di potenza bruta: l'apertura delle applicazioni è istantanea e la gestione del multitasking, grazie ai 16GB di RAM, non mostra mai incertezze anche con carichi di lavoro pesanti. L'aspetto più impattante, tuttavia, non è la velocità pura, bensì la libertà psicologica offerta dall'autonomia; sapere di avere a disposizione 7000 mAh cambia radicalmente l'approccio alla giornata lavorativa.</p><p>Il comparto fotografico riflette questa filosofia aggressiva: non cerca la neutralità, ma un impatto visivo immediato. I colori sono tarati per essere vividi e saturi, pronti per la condivisione social senza necessità di editing, con un HDR che gestisce i controluce preservando dettagli nelle ombre e cieli azzurri. In notturna, il software sceglie saggiamente di mantenere l'atmosfera calda delle luci artificiali invece di raffreddare la scena, garantendo una pulizia del segnale notevole, pur pagando il prezzo di un leggero ritardo nell'otturatore sui soggetti in movimento.</p><p>Di contro, le dimensioni e il peso si fanno sentire: non è un dispositivo che sparisce in tasca, e l'estetica "racing" così marcata potrebbe risultare divisiva. In definitiva, questo smartphone non cerca di accontentare tutti, ma si rivolge specificamente a chi prioritizza le prestazioni termiche, energetiche e un imaging "social-ready" sopra ogni altra cosa.</p><h3 class="article-body__section" id="section-disponibilita-e-prezzo"><span>Disponibilità e prezzo</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="q2rik5mWX7vwAdFtq28c2G" name="realme GT8 Dream Edition 1" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q2rik5mWX7vwAdFtq28c2G-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il realme GT 8 Pro in versione standard (12GB+256GB) sarà acquistabile principalmente su Amazon al prezzo di listino di 999,99 euro, con una promozione di lancio che abbassa la soglia a 899,99 euro dal 2 al 16 dicembre. Questa versione include nel bundle di lancio il caricatore da 120W e un set di decorazioni.</p><p>La variante Dream Edition (16GB+512GB), oggetto di questa prova, si posiziona invece a 1199,99 euro e sarà disponibile presso le grandi catene di elettronica di consumo come Unieuro, MediaWorld ed Euronics, oltre che su Amazon. La confezione di vendita di questa edizione speciale è particolarmente ricca: oltre allo smartphone, include un cofanetto regalo co-brandizzato, un kit di strumenti a tema F1 e un estrattore SIM modellato a forma di auto da corsa, giustificando in parte il sovrapprezzo con un'esperienza di unboxing premium.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LMKTM5V4CSK2rSzH3JSGHK" name="realme GT8 Dream Edition 7" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LMKTM5V4CSK2rSzH3JSGHK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-design"><span>Design</span></h3><p>L'estetica del GT 8 Pro Dream Edition è un omaggio diretto all'ingegneria del motorsport, frutto della partnership con il team di Formula 1 Aston Martin Aramco. Il retro del dispositivo è dominato dalla colorazione <em>Aston Martin Racing Green</em>, arricchita da dettagli in <em>Lime Essence</em> che corrono lungo i bordi e il modulo fotografico, richiamando la livrea ufficiale delle monoposto. La scocca posteriore non è un semplice vetro piatto: utilizza un processo di verniciatura metallica "racing-grade" che restituisce effetti cangianti a seconda dell'incidenza della luce, simulando la profondità delle vernici automobilistiche.</p><p>Il modulo fotografico è incastonato in una placca metallica con una texture che imita la fibra di carbonio, materiale principe delle competizioni, conferendo un aspetto tecnico e robusto. Al tatto, il dispositivo trasmette solidità grazie al mid-frame in metallo, ma le linee aerodinamiche incise sulla scocca servono anche a migliorare il grip, spesso critico su dispositivi di queste dimensioni. Nonostante l'ampia batteria, gli ingegneri hanno lavorato per contenere lo spessore percepito attraverso curve laterali che accompagnano la presa. È un design rumoroso, che grida velocità e che si distacca nettamente dall'eleganza minimalista tipica dei flagship attuali, preferendo un approccio industriale e meccanico.</p><h3 class="article-body__section" id="section-schermo"><span>Schermo</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wB8x828zz8HtVpo7B4JMhg" name="realme GT8 Dream Edition 11" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wB8x828zz8HtVpo7B4JMhg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il pannello frontale è un'unità AMOLED da 6,79 pollici con risoluzione 2K, progettata per garantire la massima fedeltà visiva e fluidità. La frequenza di aggiornamento tocca i 144Hz, un valore che supera lo standard di 120Hz di molti concorrenti, offrendo un vantaggio tangibile nella reattività dei giochi competitivi. La luminosità è un altro punto di forza dichiarato: con un picco di 7000 nit in specifiche condizioni HDR e 2000 nit in modalità alta luminosità (HBM), lo schermo rimane perfettamente leggibile anche sotto la luce solare diretta di mezzogiorno. La tecnologia di oscuramento DC ad alta frequenza lavora per ridurre l'affaticamento visivo a bassa luminosità.</p><h3 class="article-body__section" id="section-software"><span>Software</span></h3><p>A bordo troviamo la nuova realme UI 7.0 basata su Android 16, un'interfaccia che segna un passo avanti nella maturità del software aziendale. L'introduzione del Flux Engine promette di migliorare la fluidità delle animazioni e la reattività del sistema, cercando di eliminare i micro-lag che talvolta affliggono le interfacce molto personalizzate.</p><p>L'intelligenza artificiale gioca un ruolo centrale e inedito nell'imaging: la funzione AI Framing Master non si limita a ottimizzare i colori, ma agisce come un vero tutor di composizione in tempo reale. Il sistema analizza la scena e suggerisce l'inquadratura geometricamente bilanciata, guidando la mano dell'utente; una funzione educativa per i neofiti, anche se potenzialmente invasiva per chi ha già occhio fotografico. Utile anche l'integrazione delle Live Photos native, che animano la galleria catturando i micro-istanti attorno allo scatto.</p><p>Il design dell'interfaccia, denominato Light Glass, introduce icone più vivide e trasparenze che danno profondità ai menu. Tuttavia, la quantità di opzioni e personalizzazioni disponibili può risultare inizialmente soverchiante, richiedendo una curva di apprendimento per padroneggiare tutte le funzionalità offerte dal sistema.</p><h2 id="fotocamera">Fotocamera</h2><p>Il comparto fotografico del <strong>realme GT 8 Pro</strong> conferma la filosofia del brand: offrire scatti dal forte impatto visivo, pronti per la condivisione immediata, supportati ora da un’intelligenza artificiale che non si limita a "migliorare" la foto, ma insegna a scattarla.</p><p>La vera novità di questa generazione è l'integrazione profonda dell'AI nell'atto stesso del fotografare.</p><p><strong>AI Framing Master:</strong> Questa funzione (introdotta con la realme UI 7.0) agisce come un tutor in tempo reale. Durante i test, il sistema ha suggerito attivamente la composizione migliore, identificando la disposizione degli elementi nella scena e guidando l'inquadratura per ottenere un risultato esteticamente bilanciato. È un "game changer" per gli utenti meno esperti che vogliono foto dall'aspetto professionale.</p><p><strong>Live Photos:</strong> Finalmente supportate nativamente, permettono di catturare i micro-momenti prima e dopo lo scatto, dando vita alla galleria.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UD7dE7xz36dd7vSjF7ZAMG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cGtYnvZviMwyzQgMDkocJG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aT8XeikKfixJsCo4TCkRQG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x3fZmLFHkQKtoDc67GVyFG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/knsM3HjSQjLgBr6tFSagHG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NM4wSaojVccx85y3cF5eLG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3sEFz96oGRiCg5MS64vuFG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uFSCpsyyqv9BBdb2zjLgHG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Hre5QbpYFQ5qUrFhp9z6RG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3zUgpKGnmyied6qxpkK6PG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p976BxXZhJRdMbw5yF9eLG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V9JgS5Tu2yxuGULxt8MaJG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5YP8Lj8DUKH2v8GqAYyKMG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JnYKWFMRvXvKpkgiY77gKG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dapLuUbDbxnRTnENXtjcKG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jYk98EjTLc5ybyKtWjGULG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T89Ri3YPdVYjYVqg5nvWMG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sdxRemD8pnjT3mUEMmjvPG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KjjeSrsNjjceioujbLGxLG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zSQoJt6VWBWFAdCpvbPvNG-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Qualità dell'Immagine: Diurna e HDR</strong></p><p>Dall'analisi dei file, il sensore principale dimostra una gamma dinamica (<strong>HDR</strong>) da primo della classe.</p><p><strong>Gestione del Controluce:</strong> Nelle situazioni di forte contrasto (es. stazioni o interni con finestre luminose), il GT 8 Pro preserva i cieli azzurri senza bruciarli e, contemporaneamente, mantiene leggibili i dettagli nelle ombre.</p><p><strong>Color Science:</strong> I colori sono tarati per essere "vividi". I rossi e i gialli sono saturi e brillanti, perfetti per i social media. Non è una fotocamera "neutra" o piatta, ma ha un carattere deciso che elimina la necessità di post-produzione per la maggior parte degli utenti.</p><p><strong>Zoom e Macro: Dettaglio "Chirurgico"</strong></p><p>Anche senza spingersi su zoom ottici estremi (10x), il lavoro fatto sulle focali corte e medie è eccellente.</p><p><strong>Crop Lossless (2x/3x):</strong> Sfruttando l'alta risoluzione e la potenza dello <strong>Snapdragon 8 Elite Gen 5</strong>, il ritaglio sul sensore restituisce immagini nitide e prive di artefatti digitali evidenti.</p><p><strong>Texture e Macro:</strong> Il micro-contrasto è uno dei punti di forza. Nelle foto ravvicinate (fiori, food, tessuti o pelo di animali), la fotocamera risolve texture complesse con una nitidezza impressionante e un bokeh (sfocato) naturale molto cremoso, sintomo di un sensore di grandi dimensioni e di ottiche di qualità.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jNnKgbBadXxU6E45HmGNcU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ADw4wufL4B6qCmbNrRKtaU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZEBfz5ytAJ8eL7U9fEYMgU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iNjKpNrQKf4BqGeLdRMcfU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NQQwjaV3tXmvdDgfinTAdU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AKP2ULGmgAC3agisxnByeU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6W3DHLcVthZHz3duT5JSaU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DSsTHYjGhpe7qveHMVX7cU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/v8YdCj8GsrMZ3Xcy7N68QU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2oiB2iLPCzvxjHn9svJtaU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LdU6jcNFCa54CRrfcRVacU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yNKq2C4QEBbnKt9tuqkFZU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DgdmwJmzUiVPt2wHAz4dgU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YFiUU5bDKamWfCLS7v9nZU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FyTpkFPffyQzuYrWHjhecU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/62thbHxkRyA5X4DG99HQbU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XuwQ6K2PKECoqB2wWxBPdU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VkBquBQjKAq7tomDAzG3dU-1920-80.jpg" alt="realme GT8 Dream Edition" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Low Light e Interni: Atmosfera e Pulizia</strong></p><p>Di sera, il realme GT 8 Pro sceglie un approccio conservativo ma efficace.</p><p><strong>Pulizia del Segnale:</strong> Il rumore digitale è quasi inesistente, anche nelle zone d'ombra di ambienti poco illuminati (ristoranti, treni). L'algoritmo di riduzione del rumore lavora bene senza "piallare" i dettagli fini.</p><p><strong>Bilanciamento del Bianco:</strong> In interni tende a preservare l'atmosfera calda della scena (toni ambrati) piuttosto che raffreddare artificialmente l'immagine, restituendo un mood fedele alla realtà.</p><p><strong>Attenzione ai soggetti in movimento:</strong> Per garantire questa pulizia luminosa, i tempi di scatto possono allungarsi leggermente in automatico. Sui soggetti statici il risultato è perfetto, mentre su soggetti in rapido movimento in condizioni di scarsa luce è necessaria una mano ferma.</p><p>Il <strong>realme GT 8 Pro</strong> è un <em>cameraphone</em> estremamente solido e divertente. L'aggiunta di <strong>AI Framing Master</strong> lo rende uno strumento didattico oltre che creativo. È la scelta ideale per chi cerca una fotocamera "point-and-shoot" affidabile, capace di gestire controluce difficili e regalare macro spettacolari, con quella vivacità cromatica che rende ogni foto pronta per Instagram appena scattata</p><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni"><span>Prestazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wNTnDTEh5pP2fPs2uuLsS3" name="realme GT8 Dream Edition 14" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wNTnDTEh5pP2fPs2uuLsS3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p><strong></strong></p><p>Il cuore pulsante del GT 8 Pro è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, un chipset realizzato con processo produttivo a 3nm che spinge la frequenza di clock fino a 4,6 GHz. Nell'uso quotidiano, questa potenza si traduce in un sistema sempre reattivo, capace di gestire editing video, fogli di calcolo complessi e navigazione web intensiva senza surriscaldamenti percepibili. La gestione termica è affidata a una camera di vapore da ben 7000 mm², una superficie di dissipazione generosa necessaria per domare il calore generato durante le sessioni prolungate di utilizzo.</p><p>Nei test di gaming, il dispositivo mantiene promesse importanti: titoli esigenti girano al massimo dettaglio con frame rate stabili, beneficiando dell'ottimizzazione specifica del motore GT Boost 3.0. Non si notano cali di prestazioni significativi nemmeno dopo un'ora di gioco continuativo, segno che il lavoro di dissipazione passiva è efficace. La connettività è al vertice della categoria, con un'antenna progettata per mantenere il segnale stabile anche in zone con copertura difficile, un dettaglio non trascurabile per l'uso professionale in mobilità.</p><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><p><strong></strong></p><p>La batteria da 7000 mAh è la vera <em>killer feature</em> di questo smartphone, posizionandolo in una categoria a parte rispetto alla concorrenza diretta che si ferma mediamente a 5000-5500 mAh. Questa capacità permette di coprire due giornate di utilizzo moderato o di affrontare una giornata di stress intenso (GPS, 5G, gaming, hotspot) arrivando a sera con una riserva energetica rassicurante. La tecnologia delle celle al silicio-carbonio ha permesso di raggiungere questa densità senza aumentare eccessivamente il volume fisico del componente.</p><p>Quando è necessario ricaricare, il sistema SuperVOOC da 120W ripristina l'intera capacità in tempi estremamente ridotti, rendendo le soste alla presa di corrente brevi e poco frequenti. Anche la ricarica wireless da 50W offre prestazioni superiori a molte ricariche cablate della concorrenza, garantendo versatilità per chi lavora alla scrivania. È un ecosistema energetico completo che risolve alla radice l'ansia da autonomia.</p><h3 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative</span></h3><p>La fascia di prezzo attorno ai 1000 euro è oggi il vero campo di battaglia per l'innovazione. Qui non si cerca il compromesso, ma l'eccellenza in ogni aspetto. La scelta tra il GT 8 Pro e i suoi rivali non è una questione di scheda tecnica, quanto di filosofia d'uso: autonomia bruta contro ecosistema, o potenza pura contro intelligenza computazionale.</p><div class="product"><p><strong>Samsung Galaxy S25+</strong></p><p>Il Samsung Galaxy S25+ rimane il punto di riferimento per l'utenza aziendale che necessita di stabilità e integrazione. Sebbene perda il confronto diretto sull'autonomia, fermandosi a una batteria da 4900 mAh con una ricarica a 45W che appare ormai anacronistica rispetto ai 120W del realme, compensa con la maturità della One UI e un supporto software garantito per sette anni. Il display offre una calibrazione cromatica spesso più rigorosa, ideale per chi lavora con la grafica, e l'integrazione con Windows rimane un plus insuperato per la produttività da ufficio. È la scelta conservativa: meno emozionante nell'hardware, ma granitica nell'affidabilità a lungo termine e nel valore residuo.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="78a19b85-7193-4456-8f4d-57f18dceb0c7" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy S25+Il Samsung Galaxy S25+ rimane il punto di riferimento per l'utenza aziendale che necessita di stabilità e integrazione. Sebbene perda il confronto diretto sull'autonomia, fermandosi a una batteria da 4900 mAh con una ricarica a 45W che appare ormai anacronistica rispetto ai 120W del realme, compensa con la maturità della One UI e un supporto software garantito per sette anni. Il display offre una calibrazione cromatica spesso più rigorosa, ideale per chi lavora con la grafica, e l'integrazione con Windows rimane un plus insuperato per la produttività da ufficio. 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È la scelta conservativa: meno emozionante nell'hardware, ma granitica nell'affidabilità a lungo termine e nel valore residuo." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>OnePlus 13</strong></p><p>Lo OnePlus 13 è l'avversario speculare del realme, condividendo la piattaforma Snapdragon 8 Elite ma interpretandola con una sfumatura diversa. La batteria da 6000 mAh è ottima e supporta ricariche oltre i 100W, pur non raggiungendo il picco di densità energetica dei 7000 mAh del GT 8 Pro. La differenza sostanziale risiede nell'interfaccia: la OxygenOS offre un'esperienza visiva più pulita e vicina ai canoni di Google, meno densa di opzioni rispetto alla realme UI. Il comparto fotografico punta su una resa spesso più naturale, rivolgendosi a un utente che preferisce un look sobrio sia nell'estetica del dispositivo che negli scatti.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="af03d8f3-0b0d-431c-8b00-2d21a46cd0e7" data-action="Deal Block" data-label="OnePlus 13Lo OnePlus 13 è l'avversario speculare del realme, condividendo la piattaforma Snapdragon 8 Elite ma interpretandola con una sfumatura diversa. La batteria da 6000 mAh è ottima e supporta ricariche oltre i 100W, pur non raggiungendo il picco di densità energetica dei 7000 mAh del GT 8 Pro. La differenza sostanziale risiede nell'interfaccia: la OxygenOS offre un'esperienza visiva più pulita e vicina ai canoni di Google, meno densa di opzioni rispetto alla realme UI. Il comparto fotografico punta su una resa spesso più naturale, rivolgendosi a un utente che preferisce un look sobrio sia nell'estetica del dispositivo che negli scatti." data-dimension48="OnePlus 13Lo OnePlus 13 è l'avversario speculare del realme, condividendo la piattaforma Snapdragon 8 Elite ma interpretandola con una sfumatura diversa. La batteria da 6000 mAh è ottima e supporta ricariche oltre i 100W, pur non raggiungendo il picco di densità energetica dei 7000 mAh del GT 8 Pro. La differenza sostanziale risiede nell'interfaccia: la OxygenOS offre un'esperienza visiva più pulita e vicina ai canoni di Google, meno densa di opzioni rispetto alla realme UI. Il comparto fotografico punta su una resa spesso più naturale, rivolgendosi a un utente che preferisce un look sobrio sia nell'estetica del dispositivo che negli scatti." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Google Pixel 10 Pro</strong></p><p>Se il realme è un mostro di potenza fisica, il Pixel 10 Pro è il trionfo del software sull'hardware. Il processore Tensor G5 non può competere con lo Snapdragon 8 Elite nei benchmark sintetici o nel gaming estremo, e la batteria da 4870 mAh con ricarica a 30W richiede pazienza. Tuttavia, per chi considera lo smartphone principalmente come una fotocamera intelligente, questa è l'unica opzione. L'elaborazione computazionale di Google gestisce le scene difficili con una coerenza che i rivali cinesi ancora inseguono, e le funzioni esclusive di AI generativa offrono strumenti di produttività unici. È l'anti-GT 8 Pro: compatto, meno autonomo, ma incredibilmente "smart".<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="b3be37d6-0057-478f-9d84-755e3aba232e" data-action="Deal Block" data-label="Google Pixel 10 ProSe il realme è un mostro di potenza fisica, il Pixel 10 Pro è il trionfo del software sull'hardware. Il processore Tensor G5 non può competere con lo Snapdragon 8 Elite nei benchmark sintetici o nel gaming estremo, e la batteria da 4870 mAh con ricarica a 30W richiede pazienza. Tuttavia, per chi considera lo smartphone principalmente come una fotocamera intelligente, questa è l'unica opzione. L'elaborazione computazionale di Google gestisce le scene difficili con una coerenza che i rivali cinesi ancora inseguono, e le funzioni esclusive di AI generativa offrono strumenti di produttività unici. È l'anti-GT 8 Pro: compatto, meno autonomo, ma incredibilmente "smart"." data-dimension48="Google Pixel 10 ProSe il realme è un mostro di potenza fisica, il Pixel 10 Pro è il trionfo del software sull'hardware. Il processore Tensor G5 non può competere con lo Snapdragon 8 Elite nei benchmark sintetici o nel gaming estremo, e la batteria da 4870 mAh con ricarica a 30W richiede pazienza. Tuttavia, per chi considera lo smartphone principalmente come una fotocamera intelligente, questa è l'unica opzione. L'elaborazione computazionale di Google gestisce le scene difficili con una coerenza che i rivali cinesi ancora inseguono, e le funzioni esclusive di AI generativa offrono strumenti di produttività unici. È l'anti-GT 8 Pro: compatto, meno autonomo, ma incredibilmente "smart"." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CXEKF6Jc4akip6xjMd43vD" name="realme GT8 Dream Edition 13" alt="realme GT8 Dream Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CXEKF6Jc4akip6xjMd43vD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-8-pro-dream-edition-ne-vale-la-pena"><span>realme GT 8 Pro Dream Edition: ne vale la pena?</span></h3><p>Il realme GT 8 Pro Dream Edition è un dispositivo radicale. Se la priorità assoluta è l'autonomia unita alla potenza bruta, non ha rivali diretti in questa fascia. Il prezzo da pagare è un'ergonomia impegnativa e un'estetica che divide: uno strumento instancabile, ma non per tutte le tasche, letteralmente.</p><h2 id="ragioni-per-comprare-2">Ragioni per comprare</h2><ul><li>Volete prestazioni sostenute nel gaming e nel multitasking complesso senza cali di rendimento termico.</li><li>Desiderate un display dalla leggibilità perfetta all'aperto unito a tempi di ricarica quasi nulli.</li><li>Cercate un'indipendenza reale dalla presa di corrente che copra quasi due giorni di utilizzo intenso.</li></ul><h2 id="ragioni-per-non-comprare-2">Ragioni per non comprare</h2><ul><li><strong></strong></li><li>Preferite smartphone compatti, leggeri e maneggevoli da utilizzare comodamente con una sola mano.</li><li>Lavorate in ambienti formali dove un'estetica "racing" così vistosa e aggressiva risulta inappropriata.</li><li>Cercate un'interfaccia software pulita, minimale e priva della densità visiva tipica della realme UI.</li></ul>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Soundcore Sleep A30 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L'inquinamento acustico e lo stress quotidiano hanno reso il sonno di qualità un obiettivo sempre più difficile da raggiungere, generando una forte domanda di soluzioni tecnologiche mirate. In questo contesto, Soundcore (marchio di Anker) ha introdotto gli Sleep A30, auricolari progettati specificamente per l'uso notturno, che si distinguono per un approccio ibrido: non solo isolamento passivo, ma un sistema intelligente di cancellazione attiva (ANC) e mascheramento dei rumori.</p><p>Il mercato della "sleep tech" è in fermento, ma la sfida principale resta l'equilibrio tra comfort fisico e dotazione tecnologica. Questi dispositivi mirano a risolvere un problema specifico, in particolare il disturbo causato dal russare, proponendo una soluzione che analizza l'ambiente e adatta la sua risposta audio in tempo reale. L'obiettivo è determinare se l'investimento richiesto si traduca in un beneficio tangibile per il riposo.</p><h3 class="article-body__section" id="section-recensione-in-breve"><span>Recensione in breve</span></h3><p>I Soundcore Sleep A30 sono un prodotto altamente specializzato, pensato quasi esclusivamente per chi ha difficoltà a dormire a causa di rumori esterni, in particolare il russare del partner. Il loro punto di forza non è l'ascolto musicale, ma un ingegnoso sistema a tre fasi che combina isolamento passivo, ANC adattivo e, soprattutto, un mascheramento audio dinamico che reagisce ai suoni rilevati da un microfono nella custodia. Estremamente compatti e leggeri, sono tra i più comodi per chi dorme sul fianco. Presentano però dei compromessi: l'autonomia reale è al limite per un sonno di otto ore e i controlli touch risultano poco reattivi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-ergonomia-e-design-la-sfida-del-sonno-laterale"><span>Ergonomia e design: la sfida del sonno laterale</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ZQ8e73sQ7coyqWHQp2WQaX" name="Soundcore Sleep A30" alt="Soundcore Sleep A30" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZQ8e73sQ7coyqWHQp2WQaX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Quando si parla di dispositivi indossabili per la notte, <strong>il comfort supera ogni altra specifica</strong>. Se un auricolare provoca disagio, qualsiasi sua funzione diventa inutile. Soundcore ha chiaramente indirizzato la progettazione degli Sleep A30 verso l'utente più critico: chi dorme sul fianco. Gli auricolari sono estremamente leggeri, con un peso dichiarato di appena 3 grammi ciascuno, e presentano un profilo molto basso, progettato per annidarsi nella conca dell'orecchio senza sporgere.</p><p>Questo design "flush", unito a materiali come il silicone ultra-morbido e beccucci corti, mira ad alleviare i punti di pressione contro il cuscino. L'integrazione della tecnologia ANC, tuttavia, richiede spazio fisico per microfoni e chip. Di conseguenza, <strong>la superficie degli A30 è leggermente più larga</strong> rispetto a modelli precedenti privi di ANC, come gli A20. Questo può causare, in alcune posizioni, una lieve pressione contro l'antelice, un compromesso tangibile tra funzionalità e comfort assoluto.</p><p>Per garantire l'efficacia dell'isolamento, la personalizzazione è fondamentale. La dotazione è eccezionalmente ricca: include sei paia di gommini in silicone (da XXS a XL), tre paia in memory foam e tre paia di alette stabilizzatrici "Air Wings". Questa abbondanza è una necessità tecnica: <strong>una tenuta ermetica è cruciale</strong> per l'efficacia di qualsiasi sistema di riduzione del rumore, sia passivo che attivo. I gommini in memory foam, in particolare, sono consigliati per massimizzare l'isolamento fisico.</p><p>Anche la custodia di ricarica svolge un ruolo attivo. Oltre a essere compatta e dotata di una base antiscivolo, integra un microfono dedicato. Questo microfono non serve per le chiamate, ma <strong>monitora l'ambiente per rilevare il russare</strong>, trasformando la custodia in un sensore che invia dati agli auricolari per orchestrare la risposta di mascheramento.</p><h3 class="article-body__section" id="section-l-ecosistema-software-app-e-modalita-d-uso"><span>L'ecosistema software: app e modalità d'uso</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6pp3CCiZxFb6X2kDusM3Mc" name="Soundcore Sleep A30" alt="Soundcore Sleep A30" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6pp3CCiZxFb6X2kDusM3Mc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L'intera esperienza d'uso degli Sleep A30 è gestita tramite l'applicazione Soundcore, che funge da centro di controllo per tutte le funzioni avanzate. Da qui si attiva l'ANC, si personalizzano i controlli, si impostano sveglie e si accede ai report sul sonno. L'app permette anche di accedere alla libreria di suoni rilassanti (rumore bianco, pioggia, suoni della natura) e alla funzione "AI Brainwave Audio", che utilizza battiti binaurali per stimolare onde cerebrali associate alla calma.</p><p>Una delle scelte progettuali più intelligenti è la distinzione tra "Bluetooth Mode" e "Local Mode". La prima è la modalità standard per lo streaming di qualsiasi contenuto da fonti esterne come Spotify o app di podcast. La seconda, invece, permette di <strong>trasferire i suoni preferiti sulla memoria interna</strong> degli auricolari. In questo modo, i suoni possono essere riprodotti senza una connessione attiva con lo smartphone, soluzione ideale per chi vuole disconnettersi e, soprattutto, per preservare la batteria.</p><p>Questa dipendenza dall'app definisce la filosofia del prodotto. Gli A30 sono un dispositivo "smart" che richiede una gestione attiva, in netto contrasto con alternative come i QuietOn, che puntano alla semplicità assoluta eliminando qualsiasi connessione. La modalità "Local Mode" rappresenta un buon compromesso, ma <strong>richiede comunque una configurazione iniziale</strong> tramite l'ecosistema software di Soundcore.</p><p>Gli auricolari integrano anche una funzione di monitoraggio del sonno, tracciando fasi, movimenti e livelli di rumore. Alcune analisi hanno trovato i dati sorprendenti e precisi, quasi identici a quelli di tracker dedicati come Oura Ring, sebbene sia prudente considerarli una stima. Un limite rilevante è che <strong>il tracking funziona solo in "Local Mode"</strong>, e non durante lo streaming via Bluetooth.</p><h3 class="article-body__section" id="section-gestione-del-rumore-anc-e-mascheramento-adattivo"><span>Gestione del rumore: ANC e mascheramento adattivo</span></h3><p>Il vero elemento differenziante degli A30 è l'approccio stratificato alla gestione del rumore notturno. Il primo livello è lo "Smart ANC with Ear Canal Adaptation". A differenza dei sistemi tradizionali, questo ANC analizza la conformazione del canale uditivo e le eventuali "fughe" acustiche, adattando l'algoritmo di cancellazione per massimizzare la riduzione. Si dimostra efficace sui rumori costanti a bassa frequenza (20-200Hz), come il ronzio di un condizionatore o il traffico lontano.</p><p>L'efficacia dell'ANC è definita "modesta". Non raggiunge i livelli di silenzio dei prodotti di punta da giorno (come quelli di Bose o Sony), ma non è questo il suo scopo. Funge piuttosto da base, <strong>abbassando il rumore ambientale generale</strong> per preparare il terreno alla funzione chiave: il mascheramento adattivo del russare. Il russare è un suono imprevedibile per frequenza e volume, difficile da contrastare per un ANC tradizionale.</p><p>Qui interviene il sistema a tre fasi di Soundcore. La Fase 1 è il monitoraggio: il microfono nella custodia rileva i suoni compatibili con il russare. La Fase 2 è il mascheramento adattivo: i dati vengono inviati agli auricolari, che <strong>generano un audio di mascheramento</strong> (solitamente rumore bianco) il cui volume e composizione cambiano in tempo reale per coprire il disturbo specifico. La Fase 3 è l'isolamento passivo massimizzato, ottenuto con la giusta scelta dei gommini.</p><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni-audio-chiamate-e-autonomia"><span>Prestazioni: audio, chiamate e autonomia</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="gcbTCo7q8i5jX3ghJHZTKg" name="Soundcore Sleep A3" alt="Soundcore Sleep A30" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gcbTCo7q8i5jX3ghJHZTKg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Trattandosi di un dispositivo specializzato, <strong>la qualità audio non è prioritaria</strong>. I driver dinamici da 4.6 mm offrono un suono bilanciato, piacevole per la voce parlata (podcast, audiolibri), con bassi presenti ma non invadenti e alti poco dettagliati. L'esperienza non è pensata per l'ascolto musicale critico. Le prestazioni in chiamata sono appena sufficienti, affidate a un singolo microfono, ma è una funzione secondaria per questo tipo di prodotto.</p><p>Un punto debole emerso in diverse analisi riguarda i controlli a tocco (Tap Control), giudicati <strong>poco reattivi e inaffidabili</strong>. Spesso i tocchi non vengono registrati, costringendo l'utente a usare l'app per le regolazioni, azione poco pratica nel cuore della notte.</p><p>L'autonomia è l'aspetto più critico. Soundcore dichiara fino a 9 ore in modalità locale con ANC attivo. Test indipendenti, tuttavia, hanno registrato una durata reale più conservativa, circa <strong>7 ore e 33 minuti</strong> in condizioni simili. Questo pone un rischio concreto per chi necessita di 8 ore piene di sonno: gli auricolari potrebbero spegnersi prima della sveglia. In streaming Bluetooth, l'autonomia scende ulteriormente a circa 6,5 ore. L'azienda ha previsto una funzione software che rileva l'addormentamento e interrompe l'audio (lasciando solo l'ANC), ma non è una soluzione per chi necessita di mascheramento costante. La custodia, per contro, offre un'ottima riserva totale di 45 ore.</p><h3 class="article-body__section" id="section-le-alternative-sul-mercato-sleep-tech"><span>Le alternative sul mercato sleep-tech</span></h3><p>I Soundcore Sleep A30, con un prezzo di listino in Italia di 249,99€, si collocano nella fascia alta del mercato. Il confronto con i concorrenti evidenzia filosofie d'uso molto diverse.</p><p>Gli <strong>Ozlo Sleepbuds</strong> (spesso a 299€), sviluppati da ex ingegneri Bose, sono considerati i migliori per comfort assoluto nel sonno laterale. A differenza degli A30, permettono lo streaming da qualsiasi app (Spotify, YouTube), ma <strong>sono privi di qualsiasi cancellazione attiva</strong> (ANC), affidandosi solo all'isolamento passivo e al mascheramento.</p><p>I <strong>QuietOn 4</strong> (circa 259€) rappresentano l'estremo opposto. Non sono auricolari audio, ma "tappi" ad alta tecnologia con un unico scopo: il silenzio. Offrono un ANC eccezionale per i suoni a bassa frequenza (come il russare) e un'autonomia straordinaria di 28 ore. <strong>Non possono riprodurre alcun suono</strong>, non hanno app né Bluetooth, puntando alla semplicità assoluta.</p><p>Infine, gli <strong>Amazfit ZenBuds</strong> (prezzi più contenuti, 69-129€) sono l'opzione economica focalizzata sul monitoraggio dei dati, includendo anche la frequenza cardiaca. I compromessi sono però notevoli: <strong>non hanno ANC</strong>, l'isolamento passivo è quasi inesistente e i suoni di mascheramento sono loop brevi e ripetitivi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-analisi-finale-e-verdetto"><span>Analisi finale e verdetto</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yZbtD3q6UTxzBwU5XPpuSk" name="Soundcore Sleep A3" alt="Soundcore Sleep A30" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yZbtD3q6UTxzBwU5XPpuSk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I Soundcore Sleep A30 emergono come un prodotto versatile, un "tuttofare" della categoria che cerca di bilanciare ANC, streaming audio e mascheramento intelligente. Il loro reale punto di forza, che li rende quasi unici, è il <strong>sistema di mascheramento del russare</strong> attivo e dinamico. Non è semplice rumore bianco, ma un sistema che ascolta e reagisce in modo mirato.</p><p>Questa versatilità impone però dei compromessi. L'autonomia reale di circa 7,5 ore è il limite principale, potenzialmente insufficiente per un riposo notturno completo. Anche l'ANC, sebbene utile, non è paragonabile alle soluzioni da giorno. La scelta dipende quindi interamente dal profilo d'uso: per chi cerca il silenzio assoluto, i QuietOn 4 sono superiori; per chi necessita di streaming da qualsiasi app e comfort estremo, gli Ozlo sono più indicati (pur senza ANC).</p><p>Gli Sleep A30 sono, con ogni probabilità, la scelta migliore per chi ha il problema specifico di <strong>un partner che russa</strong>. È un esempio di tecnologia mirata che, pur non perfetta, affronta un problema diffuso con una soluzione ingegnosa. L'investimento richiesto trova giustificazione nella capacità di trasformare notti disturbate in un riposo effettivo, un beneficio che per molti supera i limiti di autonomia o i controlli touch imperfetti.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Gli auricolari Sleep A30 di Soundcore promettono sonni tranquilli grazie a un design ottimizzato e un sistema attivo di mascheramento del russare. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>L'inquinamento acustico e lo stress quotidiano hanno reso il sonno di qualità un obiettivo sempre più difficile da raggiungere, generando una forte domanda di soluzioni tecnologiche mirate. In questo contesto, Soundcore (marchio di Anker) ha introdotto gli Sleep A30, auricolari progettati specificamente per l'uso notturno, che si distinguono per un approccio ibrido: non solo isolamento passivo, ma un sistema intelligente di cancellazione attiva (ANC) e mascheramento dei rumori.</p><p>Il mercato della "sleep tech" è in fermento, ma la sfida principale resta l'equilibrio tra comfort fisico e dotazione tecnologica. Questi dispositivi mirano a risolvere un problema specifico, in particolare il disturbo causato dal russare, proponendo una soluzione che analizza l'ambiente e adatta la sua risposta audio in tempo reale. L'obiettivo è determinare se l'investimento richiesto si traduca in un beneficio tangibile per il riposo.</p><h3 class="article-body__section" id="section-recensione-in-breve"><span>Recensione in breve</span></h3><p>I Soundcore Sleep A30 sono un prodotto altamente specializzato, pensato quasi esclusivamente per chi ha difficoltà a dormire a causa di rumori esterni, in particolare il russare del partner. Il loro punto di forza non è l'ascolto musicale, ma un ingegnoso sistema a tre fasi che combina isolamento passivo, ANC adattivo e, soprattutto, un mascheramento audio dinamico che reagisce ai suoni rilevati da un microfono nella custodia. Estremamente compatti e leggeri, sono tra i più comodi per chi dorme sul fianco. Presentano però dei compromessi: l'autonomia reale è al limite per un sonno di otto ore e i controlli touch risultano poco reattivi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-ergonomia-e-design-la-sfida-del-sonno-laterale"><span>Ergonomia e design: la sfida del sonno laterale</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ZQ8e73sQ7coyqWHQp2WQaX" name="Soundcore Sleep A30" alt="Soundcore Sleep A30" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZQ8e73sQ7coyqWHQp2WQaX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Quando si parla di dispositivi indossabili per la notte, <strong>il comfort supera ogni altra specifica</strong>. Se un auricolare provoca disagio, qualsiasi sua funzione diventa inutile. Soundcore ha chiaramente indirizzato la progettazione degli Sleep A30 verso l'utente più critico: chi dorme sul fianco. Gli auricolari sono estremamente leggeri, con un peso dichiarato di appena 3 grammi ciascuno, e presentano un profilo molto basso, progettato per annidarsi nella conca dell'orecchio senza sporgere.</p><p>Questo design "flush", unito a materiali come il silicone ultra-morbido e beccucci corti, mira ad alleviare i punti di pressione contro il cuscino. L'integrazione della tecnologia ANC, tuttavia, richiede spazio fisico per microfoni e chip. Di conseguenza, <strong>la superficie degli A30 è leggermente più larga</strong> rispetto a modelli precedenti privi di ANC, come gli A20. Questo può causare, in alcune posizioni, una lieve pressione contro l'antelice, un compromesso tangibile tra funzionalità e comfort assoluto.</p><p>Per garantire l'efficacia dell'isolamento, la personalizzazione è fondamentale. La dotazione è eccezionalmente ricca: include sei paia di gommini in silicone (da XXS a XL), tre paia in memory foam e tre paia di alette stabilizzatrici "Air Wings". Questa abbondanza è una necessità tecnica: <strong>una tenuta ermetica è cruciale</strong> per l'efficacia di qualsiasi sistema di riduzione del rumore, sia passivo che attivo. I gommini in memory foam, in particolare, sono consigliati per massimizzare l'isolamento fisico.</p><p>Anche la custodia di ricarica svolge un ruolo attivo. Oltre a essere compatta e dotata di una base antiscivolo, integra un microfono dedicato. Questo microfono non serve per le chiamate, ma <strong>monitora l'ambiente per rilevare il russare</strong>, trasformando la custodia in un sensore che invia dati agli auricolari per orchestrare la risposta di mascheramento.</p><h3 class="article-body__section" id="section-l-ecosistema-software-app-e-modalita-d-uso"><span>L'ecosistema software: app e modalità d'uso</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6pp3CCiZxFb6X2kDusM3Mc" name="Soundcore Sleep A30" alt="Soundcore Sleep A30" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6pp3CCiZxFb6X2kDusM3Mc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L'intera esperienza d'uso degli Sleep A30 è gestita tramite l'applicazione Soundcore, che funge da centro di controllo per tutte le funzioni avanzate. Da qui si attiva l'ANC, si personalizzano i controlli, si impostano sveglie e si accede ai report sul sonno. L'app permette anche di accedere alla libreria di suoni rilassanti (rumore bianco, pioggia, suoni della natura) e alla funzione "AI Brainwave Audio", che utilizza battiti binaurali per stimolare onde cerebrali associate alla calma.</p><p>Una delle scelte progettuali più intelligenti è la distinzione tra "Bluetooth Mode" e "Local Mode". La prima è la modalità standard per lo streaming di qualsiasi contenuto da fonti esterne come Spotify o app di podcast. La seconda, invece, permette di <strong>trasferire i suoni preferiti sulla memoria interna</strong> degli auricolari. In questo modo, i suoni possono essere riprodotti senza una connessione attiva con lo smartphone, soluzione ideale per chi vuole disconnettersi e, soprattutto, per preservare la batteria.</p><p>Questa dipendenza dall'app definisce la filosofia del prodotto. Gli A30 sono un dispositivo "smart" che richiede una gestione attiva, in netto contrasto con alternative come i QuietOn, che puntano alla semplicità assoluta eliminando qualsiasi connessione. La modalità "Local Mode" rappresenta un buon compromesso, ma <strong>richiede comunque una configurazione iniziale</strong> tramite l'ecosistema software di Soundcore.</p><p>Gli auricolari integrano anche una funzione di monitoraggio del sonno, tracciando fasi, movimenti e livelli di rumore. Alcune analisi hanno trovato i dati sorprendenti e precisi, quasi identici a quelli di tracker dedicati come Oura Ring, sebbene sia prudente considerarli una stima. Un limite rilevante è che <strong>il tracking funziona solo in "Local Mode"</strong>, e non durante lo streaming via Bluetooth.</p><h3 class="article-body__section" id="section-gestione-del-rumore-anc-e-mascheramento-adattivo"><span>Gestione del rumore: ANC e mascheramento adattivo</span></h3><p>Il vero elemento differenziante degli A30 è l'approccio stratificato alla gestione del rumore notturno. Il primo livello è lo "Smart ANC with Ear Canal Adaptation". A differenza dei sistemi tradizionali, questo ANC analizza la conformazione del canale uditivo e le eventuali "fughe" acustiche, adattando l'algoritmo di cancellazione per massimizzare la riduzione. Si dimostra efficace sui rumori costanti a bassa frequenza (20-200Hz), come il ronzio di un condizionatore o il traffico lontano.</p><p>L'efficacia dell'ANC è definita "modesta". Non raggiunge i livelli di silenzio dei prodotti di punta da giorno (come quelli di Bose o Sony), ma non è questo il suo scopo. Funge piuttosto da base, <strong>abbassando il rumore ambientale generale</strong> per preparare il terreno alla funzione chiave: il mascheramento adattivo del russare. Il russare è un suono imprevedibile per frequenza e volume, difficile da contrastare per un ANC tradizionale.</p><p>Qui interviene il sistema a tre fasi di Soundcore. La Fase 1 è il monitoraggio: il microfono nella custodia rileva i suoni compatibili con il russare. La Fase 2 è il mascheramento adattivo: i dati vengono inviati agli auricolari, che <strong>generano un audio di mascheramento</strong> (solitamente rumore bianco) il cui volume e composizione cambiano in tempo reale per coprire il disturbo specifico. La Fase 3 è l'isolamento passivo massimizzato, ottenuto con la giusta scelta dei gommini.</p><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni-audio-chiamate-e-autonomia"><span>Prestazioni: audio, chiamate e autonomia</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="gcbTCo7q8i5jX3ghJHZTKg" name="Soundcore Sleep A3" alt="Soundcore Sleep A30" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gcbTCo7q8i5jX3ghJHZTKg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Trattandosi di un dispositivo specializzato, <strong>la qualità audio non è prioritaria</strong>. I driver dinamici da 4.6 mm offrono un suono bilanciato, piacevole per la voce parlata (podcast, audiolibri), con bassi presenti ma non invadenti e alti poco dettagliati. L'esperienza non è pensata per l'ascolto musicale critico. Le prestazioni in chiamata sono appena sufficienti, affidate a un singolo microfono, ma è una funzione secondaria per questo tipo di prodotto.</p><p>Un punto debole emerso in diverse analisi riguarda i controlli a tocco (Tap Control), giudicati <strong>poco reattivi e inaffidabili</strong>. Spesso i tocchi non vengono registrati, costringendo l'utente a usare l'app per le regolazioni, azione poco pratica nel cuore della notte.</p><p>L'autonomia è l'aspetto più critico. Soundcore dichiara fino a 9 ore in modalità locale con ANC attivo. Test indipendenti, tuttavia, hanno registrato una durata reale più conservativa, circa <strong>7 ore e 33 minuti</strong> in condizioni simili. Questo pone un rischio concreto per chi necessita di 8 ore piene di sonno: gli auricolari potrebbero spegnersi prima della sveglia. In streaming Bluetooth, l'autonomia scende ulteriormente a circa 6,5 ore. L'azienda ha previsto una funzione software che rileva l'addormentamento e interrompe l'audio (lasciando solo l'ANC), ma non è una soluzione per chi necessita di mascheramento costante. La custodia, per contro, offre un'ottima riserva totale di 45 ore.</p><h3 class="article-body__section" id="section-le-alternative-sul-mercato-sleep-tech"><span>Le alternative sul mercato sleep-tech</span></h3><p>I Soundcore Sleep A30, con un prezzo di listino in Italia di 249,99€, si collocano nella fascia alta del mercato. Il confronto con i concorrenti evidenzia filosofie d'uso molto diverse.</p><p>Gli <strong>Ozlo Sleepbuds</strong> (spesso a 299€), sviluppati da ex ingegneri Bose, sono considerati i migliori per comfort assoluto nel sonno laterale. A differenza degli A30, permettono lo streaming da qualsiasi app (Spotify, YouTube), ma <strong>sono privi di qualsiasi cancellazione attiva</strong> (ANC), affidandosi solo all'isolamento passivo e al mascheramento.</p><p>I <strong>QuietOn 4</strong> (circa 259€) rappresentano l'estremo opposto. Non sono auricolari audio, ma "tappi" ad alta tecnologia con un unico scopo: il silenzio. Offrono un ANC eccezionale per i suoni a bassa frequenza (come il russare) e un'autonomia straordinaria di 28 ore. <strong>Non possono riprodurre alcun suono</strong>, non hanno app né Bluetooth, puntando alla semplicità assoluta.</p><p>Infine, gli <strong>Amazfit ZenBuds</strong> (prezzi più contenuti, 69-129€) sono l'opzione economica focalizzata sul monitoraggio dei dati, includendo anche la frequenza cardiaca. I compromessi sono però notevoli: <strong>non hanno ANC</strong>, l'isolamento passivo è quasi inesistente e i suoni di mascheramento sono loop brevi e ripetitivi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-analisi-finale-e-verdetto"><span>Analisi finale e verdetto</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yZbtD3q6UTxzBwU5XPpuSk" name="Soundcore Sleep A3" alt="Soundcore Sleep A30" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yZbtD3q6UTxzBwU5XPpuSk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I Soundcore Sleep A30 emergono come un prodotto versatile, un "tuttofare" della categoria che cerca di bilanciare ANC, streaming audio e mascheramento intelligente. Il loro reale punto di forza, che li rende quasi unici, è il <strong>sistema di mascheramento del russare</strong> attivo e dinamico. Non è semplice rumore bianco, ma un sistema che ascolta e reagisce in modo mirato.</p><p>Questa versatilità impone però dei compromessi. L'autonomia reale di circa 7,5 ore è il limite principale, potenzialmente insufficiente per un riposo notturno completo. Anche l'ANC, sebbene utile, non è paragonabile alle soluzioni da giorno. La scelta dipende quindi interamente dal profilo d'uso: per chi cerca il silenzio assoluto, i QuietOn 4 sono superiori; per chi necessita di streaming da qualsiasi app e comfort estremo, gli Ozlo sono più indicati (pur senza ANC).</p><p>Gli Sleep A30 sono, con ogni probabilità, la scelta migliore per chi ha il problema specifico di <strong>un partner che russa</strong>. È un esempio di tecnologia mirata che, pur non perfetta, affronta un problema diffuso con una soluzione ingegnosa. L'investimento richiesto trova giustificazione nella capacità di trasformare notti disturbate in un riposo effettivo, un beneficio che per molti supera i limiti di autonomia o i controlli touch imperfetti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Xiaomi 15T Pro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-recensione-rapida"><span> Xiaomi 15T Pro: recensione rapida</span></h3><p>I telefoni della serie T di Xiaomi offrono un'esperienza quasi flagship, con compromessi mirati per raggiungere un prezzo molto inferiore ai top di gamma.</p><p></p><p>Quest'anno lo Xiaomi 15T Pro rompe la tradizione, offrendo funzionalità che nemmeno il premium Xiaomi 15 Ultra può vantare, con un prezzo nettamente inferiore a rivali di dimensioni simili come iPhone 17 Pro Max e Samsung Galaxy S25 Ultra. Non lo diciamo solo noi: i dirigenti Xiaomi hanno esplicitamente confrontato il nuovo telefono con questi concorrenti durante il lancio.</p><p></p><p>Design e software si ispirano pesantemente agli iPhone Pro e iOS di Apple, ma il 15T Pro ne beneficia. Ha un aspetto più elegante rispetto al più utilitaristico 14T Pro dell'anno scorso.</p><p></p><p>Il supporto software supera persino il 15 Ultra, aumentando il rapporto qualità-prezzo, insieme alle offerte di lancio: da YouTube e Spotify Premium alle riparazioni fuori garanzia.</p><p></p><p>Uno degli schermi più grandi e belli mai visti su un telefono serie T occupa il display frontale del 15T Pro, limitato solo da una luminosità di picco inferiore rispetto al predecessore e dall'assenza di un refresh rate completamente dinamico dei rivali flagship con display LTPO.</p><p></p><p>Il Dimensity 9400 Plus è un chip eccellente che garantisce prestazioni quotidiane top, gaming ad alta fedeltà e buone capacità AI, ma sulla carta resta indietro rispetto alla nuova ondata di processori flagship di MediaTek e Qualcomm.</p><p></p><p>L'esperienza fotografica con Leica è la migliore vista finora sulla serie T, soprattutto grazie al nuovo teleobiettivo periscopico 5x. L'interfaccia ricca aiuta, ma evidenzia le debolezze dell'ultra-grandangolare, che ora sembra in ritardo rispetto al resto del sistema.</p><p></p><p>Una batteria da 5500mAh offre ottimi risultati nei test di laboratorio, ma si è rivelata più modesta nell'uso reale. Resta comunque un telefono affidabile per tutto il giorno, e la ricarica rapida da 90W lo riporta al 100% in meno di 40 minuti.</p><p></p><p>In sintesi, questa è un'ottima (anche se poco originale) nuova entry nella serie T di Xiaomi che, grazie ai miglioramenti in design, fotocamera e supporto software, mette in ombra rivali ben più costosi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-prezzo-e-disponibilita"><span>Xiaomi 15T Pro: prezzo e disponibilità</span></h3><ul><li><strong>• Prezzo a partire da 799€</strong></li><li><strong>• Annunciato e in vendita dal 24 settembre</strong></li><li><strong>• Non disponibile negli USA</strong></li></ul><p>L'evento di settembre a Monaco ha segnato il lancio internazionale della serie Xiaomi 15T (composta da Xiaomi 15T e Xiaomi 15T Pro). A differenza della serie base Xiaomi 15, lanciata prima in Cina e poi negli altri mercati.</p><p></p><p>Come il predecessore (e la nuova serie iPhone 17), lo storage parte da 256GB, abbinati a 12GB di RAM, al prezzo di 799€. Lo stesso del predecessore e ottimo valore considerando le prestazioni offerte. Xiaomi lo abbina a un supporto software più lungo persino dello Xiaomi 15 Ultra, aumentandone ulteriormente il valore nel lungo termine.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XTdrNsydjhcTUjmmUN23Sh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW home screen straight" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW home screen straight" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XTdrNsydjhcTUjmmUN23Sh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Al lancio del telefono, l'azienda ha portato sul palco Google per annunciare tre mesi gratuiti di Google AI Pro e (al momento della scrittura), i nuovi acquirenti di Xiaomi 15T Pro ottengono anche tre mesi di prova di YouTube Premium, quattro mesi di Spotify Premium, una sostituzione gratuita dello schermo nei primi sei mesi dall'acquisto e una riparazione fuori garanzia entro 12 mesi, con costi di manodopera inclusi.</p><p></p><p>La serie Xiaomi 15T è disponibile in quasi tutti i mercati di Asia, Europa e Regno Unito, ma Xiaomi non vende i suoi telefoni negli Stati Uniti, quindi i fan americani dovranno importarlo se vogliono assolutamente questi ultimi modelli. Farlo significa però nessuna garanzia, nessuna delle offerte sopracitate e potenziale incompatibilità con gli operatori locali.</p><p></p><p>Sebbene Xiaomi abbia elencato numerosi partner operatori al lancio, nel Regno Unito sembra necessario acquistare il telefono senza contratto; direttamente dal sito web di Xiaomi o da rivenditori come Amazon UK (che al momento offre già il telefono con uno sconto del 12%).</p><ul><li><strong>• Punteggio rapporto qualità-prezzo: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-specifiche-tecniche"><span>Xiaomi 15T Pro: specifiche tecniche</span></h3><div ><table><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ><p>Xiaomi 14T Pro</p></th><th  ><p>Xiaomi 15T Pro</p></th><th  ><p>Samsung Galaxy S25 Ultra</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro Max</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>210g</p></td><td  ><p>210g</p></td><td  ><p>218g</p></td><td  ><p>233g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.67-inch OLED</p></td><td  ><p>6.83-inch OLED</p></td><td  ><p>6.9-inch OLED</p></td><td  ><p>6.9-inch OLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>2712 x 1220</p></td><td  ><p>2772 x 1280</p></td><td  ><p>3120 x 1440</p></td><td  ><p>2868 x 1320</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Frequenza aggiornamento:</p></td><td  ><p>Up to 144Hz</p></td><td  ><p>Up to 144Hz</p></td><td  ><p>Up to 120Hz</p></td><td  ><p>Up to 120Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità picco:</p></td><td  ><p>4,000 nits</p></td><td  ><p>3,200 nits</p></td><td  ><p>2,600 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset:</p></td><td  ><p>Dimensity 9300+</p></td><td  ><p>Dimensity 9400+</p></td><td  ><p>Snapdragon 8 Elite for Galaxy</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere posteriori:</p></td><td  ><p>50MP wide (23mm, ƒ/1.6), 12MP ultra-wide (15 mm, ƒ/2.2), 50MP telephoto (2.6x optical zoom)</p></td><td  ><p>50MP wide (23mm, ƒ/1.62), 12MP ultra-wide (15 mm, ƒ/2.2), 50MP telephoto (5x optical zoom)</p></td><td  ><p>200MP wide (24mm, ƒ/1.7), 50MP ultra-wide (120º, ƒ/1.9), 10MP telephoto (3x optical zoom), 50MP telephoto (5x optical zoom)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, ƒ/1.78), 48MP ultra-wide (13 mm, ƒ/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera frontale:</p></td><td  ><p>32MP (ƒ/2.0)</p></td><td  ><p>32MP (ƒ/2.2)</p></td><td  ><p>12MP (ƒ/2.2)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria:</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB, 2TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Titan Black, Titan Blue, Titan Gray</p></td><td  ><p>Black, Gray, Mocha Gold</p></td><td  ><p>Titanium Silver Blue, Titanium Black, Titanium White Silver, Titanium Gray, Titanium Jade Green, Titanium Jet Black, Titanium Pink Gold</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-design"><span>Xiaomi 15T Pro: design</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Rk4eHEJwce8KbrtHc5sVTh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW back straight" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW back straight" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Rk4eHEJwce8KbrtHc5sVTh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Estetica ed ergonomia raffinate (anche se poco originali)</strong></li><li><strong>• Resistenza IP68 a polvere e acqua fino a 3 metri</strong></li><li><strong>• Disponibile nei colori Mocha Gold, nero o grigio</strong></li></ul><p>Non ero convinto dell'estetica dello Xiaomi 14T Pro dello scorso anno; era più utilitaristico del predecessore, privo di coerenza e fluidità. Il risultato era un design poco ispirato che, seppur robusto, non era neanche piacevole da tenere in mano.</p><p></p><p>Con i 15T e 15T Pro, il team di design Xiaomi ha preso una direzione diversa, e i telefoni ne beneficiano. La cornice in alluminio satinato con lati piatti è ottima al tatto e, nonostante un display più grande del Pro dell'anno scorso, quello di quest'anno non è più pesante (sempre 210 grammi), vantando anche uno spessore ridotto (7,96 mm, giù da 8,39 mm).</p><p></p><p>Le tolleranze sono più strette, i controlli hardware in metallo a basso profilo sul lato destro offrono ancora un soddisfacente 'click' quando premuti, e c'è un bel contrasto con la nuova cornice metallica rielaborata attorno al nuovo sistema di tripla fotocamera posteriore a filo. I bordi smussati adottano una finitura lucida che rientra nel giusto equilibrio tra lussuoso e cheap.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DDSUWHJYfNsBsfrJkvR7Dh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW side buttons angled" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW side buttons angled" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DDSUWHJYfNsBsfrJkvR7Dh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Anche se non è la scelta più audace nello spazio smartphone, il Mocha Gold del mio campione (in foto) è la colorazione più accattivante delle tre disponibili (ci sono anche opzioni nero e grigio), che si adatta perfettamente all'aspetto generalmente sofisticato della serie 15T.</p><p></p><p>La finitura respinge eccezionalmente bene le impronte, ma se siete ancora preoccupati per graffi o segni, Xiaomi include anche una custodia TPU flessibile grigio scuro nella confezione.</p><p></p><p>Uno dei motivi per cui penso di apprezzare così tanto l'aspetto del 15T Pro potrebbe avere a che fare con la familiarità. Quella nuova cornice leggermente arrotondata, la scocca piatta e i cornici uniformi piacevolmente sottili (27% più sottili del 14T Pro) attorno al display richiamano uno dei telefoni più noti degli ultimi dodici mesi: l'iPhone 16 Pro Max.</p><p></p><p>Questo non è l'unico aspetto fortemente ispirato all'iPhone del 15T Pro, ma è uno dei più evidenti (più su questo in seguito).</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/faVeMS5DXagyhj6WLBsMLh-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW case off" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mAeW9zZefRBX9VBHzijTMh-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW case on" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure></figure><p>Sebbene il 15T Pro non condivida il fugace apprezzamento di Apple per il titanio, Xiaomi ha dichiarato che la cornice del nuovo telefono è ora ancora più resistente (circa il 17% rispetto al 14T Pro). Anche la protezione certificata IP68 del telefono è migliorata, con supporto per l'immersione fino a tre metri d'acqua; il doppio del requisito minimo dello standard IP.</p><p></p><p>La parte frontale è protetta dal Corning Gorilla Glass 7i di fascia media, che promette una migliore resistenza ai graffi (è usato anche per proteggere la fotocamera dello Xiaomi 15 Ultra e ha resistito estremamente bene dopo mesi di utilizzo, nei miei test). La pellicola protettiva in plastica preinstallata, invece, non respinge molto bene i graffi, anche se è comunque apprezzabile avere tale protezione aggiuntiva fuori dalla scatola.</p><p>Sono stato completamente ingannato dal retro del 15T Pro, che pensavo fosse vetro leggermente testurizzato, ma come confermato da Terrence Xiao di Xiaomi al lancio del telefono, si tratta in realtà di fibra di vetro.</p><p></p><p>Sebbene sulla carta non sembri così premium, gli sforzi di Xiaomi nell'imitazione funzionano nella realtà. La fibra di vetro non solo è più resistente del vetro nel lungo termine (vanta una resistenza alla trazione di 3000MPa), ma aiuta anche a contenere il peso ed è probabilmente una delle principali misure di risparmio che permettono al 15T Pro di raggiungere il suo prezzo competitivo.</p><p></p><p>Xiaomi afferma inoltre che il 15T Pro è due volte più resistente alle cadute rispetto al predecessore.</p><ul><li><strong>• Punteggio design: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-display"><span>Xiaomi 15T Pro: display</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RtkSHU6uWutCh7N7n5WqKh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW water on screen" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW water on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RtkSHU6uWutCh7N7n5WqKh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Display AMOLED a 12 bit da 6,83 pollici</strong></li><li><strong>• Risoluzione '1.5K' 2712 x 1220</strong></li><li><strong>• Refresh rate dinamico fino a 144Hz</strong></li></ul><p>Il display piatto del 14T Pro era già performante, quindi il principale vantaggio qui è la dimensione maggiore del pannello del 15T Pro (da 6,67 a 6,83 pollici). Xiaomi ha anche adeguato la risoluzione per garantire una nitidezza simile anche a questa iterazione più grande (447ppi).</p><p></p><p>L'esperienza visiva più ampia è resa ancora più immersiva grazie a cornici drasticamente più sottili e uniformi di 1,5 mm. Un risultato che Xiaomi è riuscita a ottenere utilizzando un processo LIPO (low-injection pressure over-molding), proprio come gli iPhone Pro di Apple.</p><p></p><p>L'unico vero compromesso di questo pannello più grande è un tetto di luminosità inferiore: il telefono promette un output di picco di 3200 nit, contro i 4000 nit del predecessore.</p><p></p><p>Nonostante ciò, nella pratica potete aspettarvi un'ottima esperienza visiva, specialmente quando guardate contenuti HDR. Il display del 15T Pro offre tutti i benefici della tecnologia OLED: neri profondi, colori vivaci ma accurati e angoli di visione rispettabili, con distorsione minima anche se visto di lato.</p><p></p><p>Le sue capacità sono rafforzate da specifiche come la profondità colore a 12 bit e il supporto Dolby Vision, oltre a un campionamento touch da 480Hz che, abbinato al pannello di dimensioni maggiori di quest'anno, lo rende un ottimo schermo sia per il gaming che per la visione di contenuti multimediali.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WfdNTLpBPoLtWbYaqcnsPh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW bezels" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW bezels" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WfdNTLpBPoLtWbYaqcnsPh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Un piccolo avvertimento riguarda la frequenza di aggiornamento del telefono. Come già riscontrato con il 14T Pro, sebbene lo schermo sia certificato per immagini fluidissime fino a 144Hz, trovare giochi o esperienze che raggiungano effettivamente quel numero mi è sfuggito. Anche giochi come Minecraft – che presumibilmente supporta frame rate illimitati nelle proprie impostazioni – si sono fermati a 60Hz/60fps sul 15T Pro, mentre Call of Duty: Mobile ha permesso una riproduzione (comunque impressionante) a 120Hz/120fps.</p><p></p><p>Il 15T Pro inoltre non utilizza un pannello LTPO completo, come quello che trovereste sul nuovo iPhone 17 e sui flagship di fascia alta, come i Pro Pixels e la serie Galaxy S25. Quindi, sebbene la frequenza di aggiornamento si adatti ancora dinamicamente, lo fa con incrementi maggiori: 30Hz, 60Hz e 120Hz. Questo significa comunque un risparmio energetico quando possibile, ma quando si usa il display Always-On del 15T Pro, ad esempio, il pannello riposa a 30Hz, mentre un telefono con LTPO può riposare a soli 1Hz, risparmiando molta più batteria.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SReusR7DiRB7rX92KSUZ8h" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW fingerprint sensor" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW fingerprint sensor" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SReusR7DiRB7rX92KSUZ8h-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Xiaomi vi vizia sempre quando si tratta di personalizzazione del display. Ci sono tre profili colore preimpostati, più un'opzione completamente personalizzabile dove potete modificare ogni attributo dello spazio colore immaginabile. Analogamente alla tecnologia 'AquaTouch' di OnePlus, Xiaomi ha Wet Touch, e ci sono anche opzioni display per l'upscaling video potenziato dall'AI, la conversione SDR in HDR e lo smoothing del movimento (tutte opzioni che potete attivare o disattivare).</p><p></p><p>Il 15T Pro dispone anche di un sensore d'impronte digitali ottico integrato nel display che, sebbene non sia raffinato come i sensori a ultrasuoni della serie Xiaomi 15, ha funzionato rapidamente e costantemente durante la recensione.</p><ul><li><strong>• Punteggio display: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-software"><span>Xiaomi 15T Pro: software</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FRa5cJDNhRmcDFDkA85sQh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW apps" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW apps" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FRa5cJDNhRmcDFDkA85sQh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• HyperOS 2 basato su Android 15 al lancio</strong></li><li><strong>• 5 anni di aggiornamenti OS + 6 anni di patch di sicurezza</strong></li><li><strong>• Sempre senza pubblicità</strong></li></ul><p>Restando sul display per un secondo, una cosa che Xiaomi continua a nascondere inspiegabilmente sono alcune funzionalità native di Android. Una delle prime cose che devo fare su qualsiasi telefono Xiaomi è scaricare un'app di terze parti Hidden Settings, per accedere più facilmente a funzionalità usate frequentemente, come Extra Dim. Perché il team software di Xiaomi nasconde tali funzionalità dai tempi di MIUI è un mistero; soprattutto quando l'esperienza utente è altrimenti ricca di funzionalità.</p><p></p><p>D'altra parte, una delle cose di cui ero preoccupato dopo aver recensito HyperOS 1 sullo Xiaomi 14T Pro era la presenza di pubblicità sparse nell'interfaccia e nelle app proprietarie, ma sembra che Xiaomi le abbia fortunatamente eliminate nell'esperienza sul 15T Pro. Questo telefono può essere più economico di un flagship convenzionale, ma per il prezzo, gli utenti non dovrebbero imbattersi in pubblicità integrate, e fortunatamente non succederà.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="g6Foreg7DyivCpdkkv8LQh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW lockscreen" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW lockscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/g6Foreg7DyivCpdkkv8LQh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Un altro vantaggio da tenere a mente è che la serie Xiaomi 15T sarà la prima dei telefoni dell'azienda a effettuare il salto a HyperOS 3 (basato su Android 16). Sembrava un aggiornamento che Xiaomi sperava di avere pronto per il debutto della linea 15T, ma non ce l'hanno fatta del tutto (l'azienda ha programmato l'arrivo dell'aggiornamento per ottobre 2025).</p><p></p><p>Ho provato dispositivi pre-release con HyperOS 3 al lancio del telefono e in generale, non sembra un aggiornamento sismico, ma ci sono alcune aggiunte notevoli (anche se poco originali). HyperIsland si comporta esattamente come la Dynamic Island di iOS – salvo la capacità aggiuntiva di espandere gli elementi island in app a finestra fluttuante complete – inoltre, c'è una nuova barra di ricerca simile a Liquid Glass che persiste su tutte le schermate home.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AR4JTx6rDpkdXj2FVExAxg-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW Quick Settings" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8ssQ5LSyKvazsttztmQtJh-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW Puff the cat widget" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure></figure><p>Qui e ora, tuttavia, l'esperienza HyperOS 2 sul 15T Pro è altrimenti generalmente buona. Risulta meravigliosamente scattante (e avete anche l'opzione di attivare animazioni UI più ricche se volete), le animazioni sono fluide e giocose, ci sono moltissimi modi per accedere facilmente al multitasking, sia tramite Side Toolbox (scorciatoie che si scorrono dal bordo dello schermo) sia dall'esclusiva interpretazione Xiaomi dello switcher app di Android.</p><p></p><p>Anche se non ci sono pubblicità di cui preoccuparsi, ci sono alcune app duplicate – ad esempio App Mall e Mi Browser di Xiaomi – che non possono essere disinstallate, più alcune inclusioni di terze parti precaricate – come AliExpress e WPS Office – che fortunatamente possono esserlo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="j9xhAn65fYApEoegSC5wUh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW Security app" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW Security app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/j9xhAn65fYApEoegSC5wUh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>HyperOS può risultare a tratti un po' convoluto. Game Centre offre accesso a giochi web istantanei gratuiti, ma l'icona dell'app Game Turbo (l'overlay Xiaomi per la gestione delle prestazioni di gaming) appare solo se si entra nell'app Sicurezza(?) e si abilita un'icona nella schermata home da lì.</p><p></p><p>L'esperienza utente del Xiaomi 15T Pro vanta alcune delle ultime funzionalità HyperAI di Xiaomi; come la capacità di generare sfondi animati dalle foto e una delle migliori app galleria in circolazione, in termini di editing fotografico. Include anche ulteriori strumenti di imaging AI, generalmente utili e capaci, anche se la rimozione di oggetti e riflessi necessita di maggiore lavoro (Samsung offre attualmente il gold standard nella rimozione oggetti su mobile).</p><p></p><p>Una delle migliori stranezze dell'esperienza software del Xiaomi 15T Pro è il supporto, con la promessa di cinque anni di aggiornamenti OS e sei anni di supporto software. Sul fronte del sistema operativo, questo è un anno in più rispetto all'uber-flagship Xiaomi 15 Ultra. Anche se strano, migliora ulteriormente il valore del 15T Pro e lascia presagire cose positive per il lancio internazionale della serie Xiaomi 17.</p><ul><li><strong>• Punteggio software: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-fotocamera"><span>Xiaomi 15T Pro: fotocamera</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kJPVwm3nArcSTXmg4gynHh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW camera angled" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW camera angled" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kJPVwm3nArcSTXmg4gynHh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• 50MP ƒ/1.62 sensore principale Light Fusion 900 con OIS</strong></li><li><strong>• Primo teleobiettivo periscopico 5x su un telefono serie T</strong></li><li><strong>• Ultra-wide 12MP e frontale 32MP</strong></li></ul><p>In generale, amerete l'aspetto delle foto prodotte dal sistema fotocamera del 15T Pro. La partnership in corso di Xiaomi con Leica significa scienza del colore Leica che, abbinata alla calibrazione del sensore principale personalizzato Light Fusion 900 di Xiaomi, non cade nella trappola del look sovra-illuminato che tendono a produrre i Pixel di Google.</p><p></p><p>Le ombre possono essere ombre, ma potete comunque aspettarvi dettagli e una discreta gamma dinamica. I colori appaiono ricchi (i campioni in questa recensione usano il profilo colore predefinito Leica Vibrant, ma avete l'opzione del profilo più sobrio Leica Authentic).</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xHZAMHvS8sjvvKFFzNdVUd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample building angled" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CLQErVivVdR9v28JP9owgc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample bar" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ha5UHn6GaVz3FG7EsX9jwd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample cat portrait mode 1x zoom" /><figcaption>1x portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uYW46BdGC4DTcMvjtyUGyd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample cat portrait mode 2x zoom" /><figcaption>2x portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5B4BqZRA2evzCiM3sD7P2e-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample cat portrait mode 5x zoom" /><figcaption>5x portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T4M5yBPEy4J7T7HpAEvY8c-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample 1x macro plants" /><figcaption>1x macro<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yyfPjR4FdayeB7sMueSnSc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample 5x macro plants" /><figcaption>5x macro<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dvhg5zkBZ8kuPAGGbn7Vyb-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample 5x macro crane fly" /><figcaption>5x macro<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KiHX42LLd73ANFoiPSearc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 0.6x zoom" /><figcaption>0.6x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oHTUhModVH83rUTVGdMdSd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 1x zoom" /><figcaption>1x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/38EYRAHmzsxbhqpttjXY7d-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 2x zoom" /><figcaption>2x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UeTcrMv9iryuy7mFtU2NYd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 5x zoom" /><figcaption>5x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/c2KKJFmxWiZ7CcuR9p5xSc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 30x zoom" /><figcaption>30x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dzESM4krnYqvGWZbyv65bb-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 100x zoom" /><figcaption>100x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/55wLmLVguacXKBjZ9oxYMe-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample painting" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LmCm3GzYexXG4PGzZYWfjc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample stained glass" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MXMnTDEvxhHHdanAyf9FTd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample statue 1x zoom" /><figcaption>1x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hHA9NA5AntnYMoF7ZJhC5d-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample statue 5x zoom" /><figcaption>5x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nhQy8D7Bvqyf6Cr2UBgyqd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample low light heat lamp" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2nL9aBJh2mxAaLc6YHDedd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Leica Vibrant" /><figcaption>Leica Vibrant<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KVR8kqEFzNu7ajnmdqvPed-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Leica Authentic" /><figcaption>Leica Authentic<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BThHkrs47cZX9e7JHym7zb-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample low light" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ypUhUcEBX9nqzrLjvoHRLc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample corner macro" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cWPrJXMTtKr6Fyojy2Gf6b-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample low light moon 5x zoom" /><figcaption>5x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rzo54EsnkL6MhSEgSzrhHb-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample low light moon 100x zoom" /><figcaption>100x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fHCtSayZ5NVMMKqGmLdXid-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample selfie 0.8x zoom" /><figcaption>0.8x selfie<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zbHtFu7gb9trX7BghYxxXd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample selfie 1x zoom portrait mode off" /><figcaption>1x selfie w/o portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/r3Hyx2EwDfL3aLzWxmsHWe-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample selfie 1x zoom portrait mode on" /><figcaption>1x selfie w/ portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure></figure><p>Il grande aggiornamento di quest'anno è il passaggio a un sensore teleobiettivo periscopico 5x; una prima assoluta per la serie T e un'inclusione gradita che dimostra il suo valore. È più adatto a catturare soggetti distanti e comprimere una scena, poiché la sua lunghezza focale equivalente di 115mm è un po' troppo lunga per i ritratti generici, ma se ne cava abbastanza bene anche in tali scenari, all'occorrenza.</p><p></p><p>Con uno zoom massimo di 100x, il telefono ricorre all'AI generativa per compensare la mancanza di dati grezzi oltre i 20x, ma non mi spingerei oltre i 60x se si vuole uno scatto finale convincente. Oltre, è troppo evidente dove l'AI sta riempiendo i vuoti.</p><p></p><p>Per quanto riguarda la cattura di ritratti, il 15T Pro è un'ottima opzione, con eccellente rilevamento dei bordi e separazione del soggetto. Se vogliamo spaccare il capello, il segno più evidente del sensore principale più piccolo del 15T Pro rispetto al 15 Ultra viene dalla qualità del bokeh. Potreste confondere gli scatti catturati sull'Ultra come provenienti da una fotocamera convenzionale, mentre le immagini equivalenti del 15T Pro sembrano ancora (ottime) foto da smartphone.</p><p></p><p>Essendo il sensore più piccolo sul retro del 15T Pro, l'ultra-wide da 12MP è eccellente in condizioni di luce intensa ma soffre di più quando la luce disponibile diminuisce. Aspettatevi immagini più contrastate in generale, ma scatti di qualità inferiore quando le luci si abbassano.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SQ4yzE8CMPvraimfFa4WUh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW video quality" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW video quality" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SQ4yzE8CMPvraimfFa4WUh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Come strumento per i creator, lo Xiaomi 15T Pro sembra un'opzione eccellente, non solo per il suo prezzo ma in generale. Cattura video HDR10+ su tutte le lunghezze focali, registrazione fino a 4K 120fps o 8K 30fps, più cattura LOG, importazione LUT e supporto viewfinder (ovvero una LUT applicata non viene bruciata nel video registrato e deve essere applicata dopo la cattura), e persino una modalità teleprompter.</p><p></p><p>Anche se sto dividendo il capello in quattro, oltre alle dimensioni fisiche dei sensori, ci sono solo miglioramenti sottili che posso pensare di chiedere a Xiaomi per l'esperienza fotocamera serie T di prossima generazione.</p><p></p><p>Un focus tracking del movimento a 4K 60 e oltre sarebbe ottimo, il supporto ai filtri Leica sopra la cattura video 1080p, una cattura audio più ricca (la maggior parte dell'audio registrato mancava di bassi, secondo me), e perfezionamenti maggiori ai sensori ultra-wide e selfie, che sembrano essere lasciati indietro.</p><ul><li><strong>• Punteggio fotocamera: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-prestazioni"><span>Xiaomi 15T Pro: prestazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="aFWVhJbk6fKy8EYgsPY5Ch" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW gaming" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW gaming" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aFWVhJbk6fKy8EYgsPY5Ch-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li>• Chipset MediaTek Dimensity 9400+ a 3nm</li><li>• Sistema di raffreddamento 3D IceLoop 12% più grande del 14T Pro</li><li>• Comunicazione Offline Xiaomi fino a 1,9 km</li></ul><p>Sebbene i chip Snapdragon di Qualcomm equipaggino la maggior parte dei migliori telefoni Android di oggi, anche il silicio Dimensity di punta di MediaTek trova a volte spazio in alcuni contendenti.</p><p></p><p>A fine 2024, sono rimasto molto colpito dal Dimensity 9400 che alimentava l'Oppo Find X8 Pro, e il 15T Pro utilizza una variante 'Plus' potenziata di questo stesso chip. Inoltre, Xiaomi non è avara come Google con RAM e storage; con 12GB di RAM LPDDR5X veloce ed efficiente (su tutte le opzioni di storage), abbinata a uno storage UFS 4.1 altrettanto capace – nelle capacità 256GB, 512GB (come testato qui) e 1TB.</p><p></p><p>Xiaomi cita prestazioni CPU migliori del 12% rispetto al chip Dimensity di generazione precedente del 14T Pro (insieme a prestazioni GPU migliori del 41% e velocità delle prestazioni AI migliori del 20%), e nei test il punteggio multi-core Geekbench 6 del 9400+ è risultato del 15% superiore rispetto al Dimensity 9300+ del 14T Pro. Si colloca inoltre appena dietro lo Snapdragon 8 Elite, presente nell'Oppo Find N5 di quest'anno.</p><p></p><p>Nell'uso reale, utilizzare lo Xiaomi 15T Pro offre un'esperienza premium, con tempi di caricamento app veloci, animazioni costantemente fluide e prestazioni di gaming prolungate competenti, anche con titoli impegnativi.</p><p></p><p>Il Dimensity 9400+ ha erogato solidi 60fps in giochi come Zenless Zone Zero (che si fermano a 60fps); impostando di default una combinazione di impostazioni grafiche 'medie' e 'alte'. L'accumulo di calore è stato immediatamente evidente con tali titoli, ma nulla di preoccupante, anche perché il sistema di raffreddamento 3D IceLoop del brand (una soluzione di raffreddamento a camera di vapore) è del 12% più grande su questo telefono Pro della serie T di questa generazione.</p><p></p><p>Xiaomi 15T e Xiaomi 15T Pro sono anche i primi telefoni dell'azienda a supportare la Comunicazione Offline Xiaomi, che consente chiamate e messaggi con un altro dispositivo compatibile a una distanza fino a (nel caso del 15T Pro) 1,9 km, senza segnale cellulare, purché sia inserita una SIM (o registrata un'eSIM).</p><p></p><p>Sebbene non sia così straordinaria come la comunicazione satellitare dell'iPhone, questa interpretazione più localizzata della comunicazione senza rete cellulare è un'aggiunta piuttosto interessante, che dovrebbe solo migliorare con il tempo man mano che Xiaomi doterà più dispositivi del supporto per questa funzionalità.</p><ul><li><strong>• Punteggio prestazioni: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-batteria"><span>Xiaomi 15T Pro: batteria</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mGoFc3cu3Qpe4xSKv2Px6h" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW USB" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW USB" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mGoFc3cu3Qpe4xSKv2Px6h-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Batteria da 5500mAh</strong></li><li><strong>• Ricarica cablata fino a 90W + ricarica wireless 50W</strong></li><li><strong>• Valutata per 1600 cicli di ricarica</strong></li></ul><p>Sulla carta, il setup batteria dello Xiaomi 15T Pro promette grandi cose, con la batteria di maggiore capacità mai vista su un telefono serie T (5500mAh), supportata da una tecnologia di ricarica cablata Xiaomi HyperCharge fino a 90W. Nella pratica, ho trovato che c'è un po' più di sfumature nella longevità del 15T Pro.</p><p></p><p>Utilizzando il test batteria Work 3.0 di PCMark (con lo schermo impostato a 200 nit), lo Xiaomi 15T Pro è stato uno dei telefoni più longevi che abbia testato, con un punteggio di 15 ore e 24 minuti; posizionandosi appena dietro OnePlus 13R e OnePlus 13 con le loro batterie da 6000mAh.</p><p></p><p>Tuttavia, nell'uso reale, la durata della batteria è stata molto più modesta; attestandosi tra le 5,5 e le 6 ore di schermo acceso per carica. Nella mia esperienza, questo equivale a un giorno intero di uso intenso con fiducia, ma non molto di più.</p><p></p><p>Per confronto, nonostante possiedano solo una batteria del 9% più grande, entrambi i telefoni OnePlus hanno offerto rispettivamente 9,5 e 13 ore di schermo acceso. Questa disparità probabilmente deriva da un mix di inefficienza di display, OS e processore, rispetto ai telefoni OnePlus, ma non segna il 15T Pro come un performer debole in alcun modo.</p><p></p><p>Questo rimane un telefono capace per tutto il giorno e l'ansia da batteria può essere tenuta a bada grazie a quelle velocità di ricarica rapida.</p><p></p><p>Se riceverete un adattatore di ricarica nella confezione dipenderà dal mercato in cui lo acquistate, ma nel Regno Unito e in Europa, dovrete procurarvene uno separatamente per ottenere le velocità di ricarica massime del 15T Pro. Dovete anche abilitare la modalità 'Top Speed' nel sottomenu batteria, dove il telefono vi avviserà del potenziale accumulo di calore quando si usa questa modalità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="H4X23M3VUXNN7VPZmeTfCh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW charging" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW charging" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/H4X23M3VUXNN7VPZmeTfCh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Fuori dalla scatola, con la ricarica standard abilitata, la batteria da 5500mAh del telefono ha raggiunto solo il 21% di carica in 30 minuti e non ha raggiunto il 100% fino a quasi 2,5 ore. Tuttavia, con Top Speed abilitata, il telefono ha raggiunto un impressionante 85% in 30 minuti ed era completamente carico in 37, in linea con le affermazioni di Xiaomi; quindi vale la pena procurarsi l'adattatore di ricarica giusto, se volete sfruttare questa prowess di ricarica rapida.</p><p></p><p>Una piccola nota è che, nonostante sia più veloce della maggior parte della concorrenza più costosa, la batteria da 5500mAh dello Xiaomi 15T Pro tecnicamente si ricarica più lentamente del 14T Pro; con il telefono di generazione precedente che vanta una più veloce ricarica cablata da 120W.</p><p></p><p>Come con il 14T Pro, la Batteria Xiaomi Surge all'interno del 15T Pro è ancora una volta valutata per 1600 cicli di ricarica, che equivalgono a più di quattro anni di ricarica prima che la batteria perda l'80% della sua capacità originale. Rispettabile.</p><p></p><p>Sebbene non ci sia una ricarica passthrough completa, l'overlay GameTurbo include un'opzione di 'ricarica lenta'; progettata per ridurre lo stress sulla batteria durante sessioni di gioco prolungate, senza preoccuparsi di perdere troppa carica.</p><ul><li><strong>• Punteggio batteria: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dovresti-acquistare-lo-xiaomi-15t-pro"><span>Dovresti acquistare lo Xiaomi 15T Pro?</span></h3><div ><table><caption>Xiaomi 15T Pro score card</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Attributes</strong></p></th><th  ><p><strong>Note</strong></p></th><th  ><p><strong>Punteggio</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Design</strong></p></td><td  ><p>An elegant – if unoriginal – improvement on its predecessor's more utilitarian aesthetics.</p></td><td  ><p>4 / 5 </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Display</strong></p></td><td  ><p>One of Xiaomi's largest smartphone screens yet, and a great viewing experience, if only it had a true variable refresh rate.</p></td><td  ><p>4 / 5 </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Software</strong></p></td><td  ><p>Longer software support and no baked-in ads are welcome upgrades, but feature-rich HyperOS is still a little convoluted and, again, unoriginal in places.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Fotografia</strong></p></td><td  ><p>The best camera experience on a T-series phone yet, and a capable rival to some markedly pricier rivals. The ultra-wide is falling behind though.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Performance</strong></p></td><td  ><p>A great high-end chip, delivers all-round performance, but it's no longer MediaTek's best.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria</strong></p></td><td  ><p>A huge cell that impresses on paper proved a little more pedestrian in practice, but is still good for all-day use. 90W fast charging beats out pricier competition too, even if that's slower than its predecessor.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Valore</strong></p></td><td  ><p>There's a whole lot of phone on offer for the price, with sensible cut-backs (back material, no LTPO display), proving small sacrifices on what otherwise feels convincingly flagship-class.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="compralo-se">Compralo se...</h2><div class="product"><p>Vuoi un'esperienza fotografica quasi flagshipL'ottica Leica del 15T Pro, il nuovo teleobiettivo 5x e il ricco set di funzionalità fotografiche sono superbi e possono competere con fotocamere di telefoni molto più costosi. Al prezzo ufficiale di 799,90€ per la versione 256GB in Italia, è un affare eccezionale per chi cerca prestazioni fotografiche di alto livello.</p></div><div class="product"><p>Vuoi l'estetica e la sensazione di un iPhone su AndroidSe ti piace il look e la sensazione degli smartphone Apple ma vuoi la flessibilità di Android, l'ispirazione non originale del 15T Pro gioca a tuo favore. Design raffinato con cornice in alluminio e display da 6,83 pollici a 799,90€ in Italia.</p></div><div class="product"><p>Hai bisogno di ricarica rapida affidabileSe sei disposto a pagare extra per il caricabatterie veloce (in alcuni mercati è venduto separatamente), il 15T Pro offre ricarica cablata da 90W e wireless da 50W. Con il caricatore giusto, raggiunge il 100% in soli 37 minuti. Disponibile in Italia a 799,90€ per la versione 256GB.</p></div><h2 id="non-comprarlo-se">Non comprarlo se...</h2><div class="product"><p>Vuoi la massima durata della batteriaNon ostante una batteria da 5500mAh, la durata dello Xiaomi 15T Pro è stata poco più che 'adeguata' nell'uso reale (5,5-6 ore di schermo acceso per carica). Non è male, ma ci sono alternative come OnePlus 13 che durano molto più a lungo. Al prezzo di 799,90€ in Italia, è affidabile per un giorno intero ma non di più.</p></div><div class="product"><p><strong>You want a clean user experience</strong></p><p>While credit goes to Xiaomi for squashing ads, beyond the aesthetic similarities with iOS, HyperOS behaves very differently. It's feature-packed but convoluted in places and obfuscates the odd native Android feature too.</p></div><div class="product"><p><strong>You want the best performance</strong></p><p>The Dimensity 9400+ is a superb piece of silicon and will last you a few years, but it's built on previous-gen tech and is already outpaced by the next wave of flagship mobile chips.</p></div><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-come-l-ho-testato"><span>Xiaomi 15T Pro: come l'ho testato</span></h3> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/xiaomi-phones/recensione-xiaomi-15t-pro</link>
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                            <![CDATA[ Il Xiaomi più simile all'iPhone di sempre ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Xiaomi Phones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Xiaomi 15T Pro REVIEW back handheld angled]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Xiaomi 15T Pro REVIEW back handheld angled]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Xiaomi 15T Pro REVIEW back handheld angled]]></media:title>
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-recensione-rapida"><span> Xiaomi 15T Pro: recensione rapida</span></h3><p>I telefoni della serie T di Xiaomi offrono un'esperienza quasi flagship, con compromessi mirati per raggiungere un prezzo molto inferiore ai top di gamma.</p><p></p><p>Quest'anno lo Xiaomi 15T Pro rompe la tradizione, offrendo funzionalità che nemmeno il premium Xiaomi 15 Ultra può vantare, con un prezzo nettamente inferiore a rivali di dimensioni simili come iPhone 17 Pro Max e Samsung Galaxy S25 Ultra. Non lo diciamo solo noi: i dirigenti Xiaomi hanno esplicitamente confrontato il nuovo telefono con questi concorrenti durante il lancio.</p><p></p><p>Design e software si ispirano pesantemente agli iPhone Pro e iOS di Apple, ma il 15T Pro ne beneficia. Ha un aspetto più elegante rispetto al più utilitaristico 14T Pro dell'anno scorso.</p><p></p><p>Il supporto software supera persino il 15 Ultra, aumentando il rapporto qualità-prezzo, insieme alle offerte di lancio: da YouTube e Spotify Premium alle riparazioni fuori garanzia.</p><p></p><p>Uno degli schermi più grandi e belli mai visti su un telefono serie T occupa il display frontale del 15T Pro, limitato solo da una luminosità di picco inferiore rispetto al predecessore e dall'assenza di un refresh rate completamente dinamico dei rivali flagship con display LTPO.</p><p></p><p>Il Dimensity 9400 Plus è un chip eccellente che garantisce prestazioni quotidiane top, gaming ad alta fedeltà e buone capacità AI, ma sulla carta resta indietro rispetto alla nuova ondata di processori flagship di MediaTek e Qualcomm.</p><p></p><p>L'esperienza fotografica con Leica è la migliore vista finora sulla serie T, soprattutto grazie al nuovo teleobiettivo periscopico 5x. L'interfaccia ricca aiuta, ma evidenzia le debolezze dell'ultra-grandangolare, che ora sembra in ritardo rispetto al resto del sistema.</p><p></p><p>Una batteria da 5500mAh offre ottimi risultati nei test di laboratorio, ma si è rivelata più modesta nell'uso reale. Resta comunque un telefono affidabile per tutto il giorno, e la ricarica rapida da 90W lo riporta al 100% in meno di 40 minuti.</p><p></p><p>In sintesi, questa è un'ottima (anche se poco originale) nuova entry nella serie T di Xiaomi che, grazie ai miglioramenti in design, fotocamera e supporto software, mette in ombra rivali ben più costosi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-prezzo-e-disponibilita"><span>Xiaomi 15T Pro: prezzo e disponibilità</span></h3><ul><li><strong>• Prezzo a partire da 799€</strong></li><li><strong>• Annunciato e in vendita dal 24 settembre</strong></li><li><strong>• Non disponibile negli USA</strong></li></ul><p>L'evento di settembre a Monaco ha segnato il lancio internazionale della serie Xiaomi 15T (composta da Xiaomi 15T e Xiaomi 15T Pro). A differenza della serie base Xiaomi 15, lanciata prima in Cina e poi negli altri mercati.</p><p></p><p>Come il predecessore (e la nuova serie iPhone 17), lo storage parte da 256GB, abbinati a 12GB di RAM, al prezzo di 799€. Lo stesso del predecessore e ottimo valore considerando le prestazioni offerte. Xiaomi lo abbina a un supporto software più lungo persino dello Xiaomi 15 Ultra, aumentandone ulteriormente il valore nel lungo termine.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XTdrNsydjhcTUjmmUN23Sh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW home screen straight" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW home screen straight" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XTdrNsydjhcTUjmmUN23Sh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Al lancio del telefono, l'azienda ha portato sul palco Google per annunciare tre mesi gratuiti di Google AI Pro e (al momento della scrittura), i nuovi acquirenti di Xiaomi 15T Pro ottengono anche tre mesi di prova di YouTube Premium, quattro mesi di Spotify Premium, una sostituzione gratuita dello schermo nei primi sei mesi dall'acquisto e una riparazione fuori garanzia entro 12 mesi, con costi di manodopera inclusi.</p><p></p><p>La serie Xiaomi 15T è disponibile in quasi tutti i mercati di Asia, Europa e Regno Unito, ma Xiaomi non vende i suoi telefoni negli Stati Uniti, quindi i fan americani dovranno importarlo se vogliono assolutamente questi ultimi modelli. Farlo significa però nessuna garanzia, nessuna delle offerte sopracitate e potenziale incompatibilità con gli operatori locali.</p><p></p><p>Sebbene Xiaomi abbia elencato numerosi partner operatori al lancio, nel Regno Unito sembra necessario acquistare il telefono senza contratto; direttamente dal sito web di Xiaomi o da rivenditori come Amazon UK (che al momento offre già il telefono con uno sconto del 12%).</p><ul><li><strong>• Punteggio rapporto qualità-prezzo: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-specifiche-tecniche"><span>Xiaomi 15T Pro: specifiche tecniche</span></h3><div ><table><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ><p>Xiaomi 14T Pro</p></th><th  ><p>Xiaomi 15T Pro</p></th><th  ><p>Samsung Galaxy S25 Ultra</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro Max</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>210g</p></td><td  ><p>210g</p></td><td  ><p>218g</p></td><td  ><p>233g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.67-inch OLED</p></td><td  ><p>6.83-inch OLED</p></td><td  ><p>6.9-inch OLED</p></td><td  ><p>6.9-inch OLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>2712 x 1220</p></td><td  ><p>2772 x 1280</p></td><td  ><p>3120 x 1440</p></td><td  ><p>2868 x 1320</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Frequenza aggiornamento:</p></td><td  ><p>Up to 144Hz</p></td><td  ><p>Up to 144Hz</p></td><td  ><p>Up to 120Hz</p></td><td  ><p>Up to 120Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità picco:</p></td><td  ><p>4,000 nits</p></td><td  ><p>3,200 nits</p></td><td  ><p>2,600 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset:</p></td><td  ><p>Dimensity 9300+</p></td><td  ><p>Dimensity 9400+</p></td><td  ><p>Snapdragon 8 Elite for Galaxy</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere posteriori:</p></td><td  ><p>50MP wide (23mm, ƒ/1.6), 12MP ultra-wide (15 mm, ƒ/2.2), 50MP telephoto (2.6x optical zoom)</p></td><td  ><p>50MP wide (23mm, ƒ/1.62), 12MP ultra-wide (15 mm, ƒ/2.2), 50MP telephoto (5x optical zoom)</p></td><td  ><p>200MP wide (24mm, ƒ/1.7), 50MP ultra-wide (120º, ƒ/1.9), 10MP telephoto (3x optical zoom), 50MP telephoto (5x optical zoom)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, ƒ/1.78), 48MP ultra-wide (13 mm, ƒ/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera frontale:</p></td><td  ><p>32MP (ƒ/2.0)</p></td><td  ><p>32MP (ƒ/2.2)</p></td><td  ><p>12MP (ƒ/2.2)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria:</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB, 2TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Titan Black, Titan Blue, Titan Gray</p></td><td  ><p>Black, Gray, Mocha Gold</p></td><td  ><p>Titanium Silver Blue, Titanium Black, Titanium White Silver, Titanium Gray, Titanium Jade Green, Titanium Jet Black, Titanium Pink Gold</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-design"><span>Xiaomi 15T Pro: design</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Rk4eHEJwce8KbrtHc5sVTh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW back straight" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW back straight" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Rk4eHEJwce8KbrtHc5sVTh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Estetica ed ergonomia raffinate (anche se poco originali)</strong></li><li><strong>• Resistenza IP68 a polvere e acqua fino a 3 metri</strong></li><li><strong>• Disponibile nei colori Mocha Gold, nero o grigio</strong></li></ul><p>Non ero convinto dell'estetica dello Xiaomi 14T Pro dello scorso anno; era più utilitaristico del predecessore, privo di coerenza e fluidità. Il risultato era un design poco ispirato che, seppur robusto, non era neanche piacevole da tenere in mano.</p><p></p><p>Con i 15T e 15T Pro, il team di design Xiaomi ha preso una direzione diversa, e i telefoni ne beneficiano. La cornice in alluminio satinato con lati piatti è ottima al tatto e, nonostante un display più grande del Pro dell'anno scorso, quello di quest'anno non è più pesante (sempre 210 grammi), vantando anche uno spessore ridotto (7,96 mm, giù da 8,39 mm).</p><p></p><p>Le tolleranze sono più strette, i controlli hardware in metallo a basso profilo sul lato destro offrono ancora un soddisfacente 'click' quando premuti, e c'è un bel contrasto con la nuova cornice metallica rielaborata attorno al nuovo sistema di tripla fotocamera posteriore a filo. I bordi smussati adottano una finitura lucida che rientra nel giusto equilibrio tra lussuoso e cheap.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DDSUWHJYfNsBsfrJkvR7Dh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW side buttons angled" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW side buttons angled" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DDSUWHJYfNsBsfrJkvR7Dh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Anche se non è la scelta più audace nello spazio smartphone, il Mocha Gold del mio campione (in foto) è la colorazione più accattivante delle tre disponibili (ci sono anche opzioni nero e grigio), che si adatta perfettamente all'aspetto generalmente sofisticato della serie 15T.</p><p></p><p>La finitura respinge eccezionalmente bene le impronte, ma se siete ancora preoccupati per graffi o segni, Xiaomi include anche una custodia TPU flessibile grigio scuro nella confezione.</p><p></p><p>Uno dei motivi per cui penso di apprezzare così tanto l'aspetto del 15T Pro potrebbe avere a che fare con la familiarità. Quella nuova cornice leggermente arrotondata, la scocca piatta e i cornici uniformi piacevolmente sottili (27% più sottili del 14T Pro) attorno al display richiamano uno dei telefoni più noti degli ultimi dodici mesi: l'iPhone 16 Pro Max.</p><p></p><p>Questo non è l'unico aspetto fortemente ispirato all'iPhone del 15T Pro, ma è uno dei più evidenti (più su questo in seguito).</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/faVeMS5DXagyhj6WLBsMLh-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW case off" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mAeW9zZefRBX9VBHzijTMh-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW case on" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure></figure><p>Sebbene il 15T Pro non condivida il fugace apprezzamento di Apple per il titanio, Xiaomi ha dichiarato che la cornice del nuovo telefono è ora ancora più resistente (circa il 17% rispetto al 14T Pro). Anche la protezione certificata IP68 del telefono è migliorata, con supporto per l'immersione fino a tre metri d'acqua; il doppio del requisito minimo dello standard IP.</p><p></p><p>La parte frontale è protetta dal Corning Gorilla Glass 7i di fascia media, che promette una migliore resistenza ai graffi (è usato anche per proteggere la fotocamera dello Xiaomi 15 Ultra e ha resistito estremamente bene dopo mesi di utilizzo, nei miei test). La pellicola protettiva in plastica preinstallata, invece, non respinge molto bene i graffi, anche se è comunque apprezzabile avere tale protezione aggiuntiva fuori dalla scatola.</p><p>Sono stato completamente ingannato dal retro del 15T Pro, che pensavo fosse vetro leggermente testurizzato, ma come confermato da Terrence Xiao di Xiaomi al lancio del telefono, si tratta in realtà di fibra di vetro.</p><p></p><p>Sebbene sulla carta non sembri così premium, gli sforzi di Xiaomi nell'imitazione funzionano nella realtà. La fibra di vetro non solo è più resistente del vetro nel lungo termine (vanta una resistenza alla trazione di 3000MPa), ma aiuta anche a contenere il peso ed è probabilmente una delle principali misure di risparmio che permettono al 15T Pro di raggiungere il suo prezzo competitivo.</p><p></p><p>Xiaomi afferma inoltre che il 15T Pro è due volte più resistente alle cadute rispetto al predecessore.</p><ul><li><strong>• Punteggio design: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-display"><span>Xiaomi 15T Pro: display</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RtkSHU6uWutCh7N7n5WqKh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW water on screen" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW water on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RtkSHU6uWutCh7N7n5WqKh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Display AMOLED a 12 bit da 6,83 pollici</strong></li><li><strong>• Risoluzione '1.5K' 2712 x 1220</strong></li><li><strong>• Refresh rate dinamico fino a 144Hz</strong></li></ul><p>Il display piatto del 14T Pro era già performante, quindi il principale vantaggio qui è la dimensione maggiore del pannello del 15T Pro (da 6,67 a 6,83 pollici). Xiaomi ha anche adeguato la risoluzione per garantire una nitidezza simile anche a questa iterazione più grande (447ppi).</p><p></p><p>L'esperienza visiva più ampia è resa ancora più immersiva grazie a cornici drasticamente più sottili e uniformi di 1,5 mm. Un risultato che Xiaomi è riuscita a ottenere utilizzando un processo LIPO (low-injection pressure over-molding), proprio come gli iPhone Pro di Apple.</p><p></p><p>L'unico vero compromesso di questo pannello più grande è un tetto di luminosità inferiore: il telefono promette un output di picco di 3200 nit, contro i 4000 nit del predecessore.</p><p></p><p>Nonostante ciò, nella pratica potete aspettarvi un'ottima esperienza visiva, specialmente quando guardate contenuti HDR. Il display del 15T Pro offre tutti i benefici della tecnologia OLED: neri profondi, colori vivaci ma accurati e angoli di visione rispettabili, con distorsione minima anche se visto di lato.</p><p></p><p>Le sue capacità sono rafforzate da specifiche come la profondità colore a 12 bit e il supporto Dolby Vision, oltre a un campionamento touch da 480Hz che, abbinato al pannello di dimensioni maggiori di quest'anno, lo rende un ottimo schermo sia per il gaming che per la visione di contenuti multimediali.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WfdNTLpBPoLtWbYaqcnsPh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW bezels" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW bezels" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WfdNTLpBPoLtWbYaqcnsPh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Un piccolo avvertimento riguarda la frequenza di aggiornamento del telefono. Come già riscontrato con il 14T Pro, sebbene lo schermo sia certificato per immagini fluidissime fino a 144Hz, trovare giochi o esperienze che raggiungano effettivamente quel numero mi è sfuggito. Anche giochi come Minecraft – che presumibilmente supporta frame rate illimitati nelle proprie impostazioni – si sono fermati a 60Hz/60fps sul 15T Pro, mentre Call of Duty: Mobile ha permesso una riproduzione (comunque impressionante) a 120Hz/120fps.</p><p></p><p>Il 15T Pro inoltre non utilizza un pannello LTPO completo, come quello che trovereste sul nuovo iPhone 17 e sui flagship di fascia alta, come i Pro Pixels e la serie Galaxy S25. Quindi, sebbene la frequenza di aggiornamento si adatti ancora dinamicamente, lo fa con incrementi maggiori: 30Hz, 60Hz e 120Hz. Questo significa comunque un risparmio energetico quando possibile, ma quando si usa il display Always-On del 15T Pro, ad esempio, il pannello riposa a 30Hz, mentre un telefono con LTPO può riposare a soli 1Hz, risparmiando molta più batteria.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SReusR7DiRB7rX92KSUZ8h" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW fingerprint sensor" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW fingerprint sensor" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SReusR7DiRB7rX92KSUZ8h-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Xiaomi vi vizia sempre quando si tratta di personalizzazione del display. Ci sono tre profili colore preimpostati, più un'opzione completamente personalizzabile dove potete modificare ogni attributo dello spazio colore immaginabile. Analogamente alla tecnologia 'AquaTouch' di OnePlus, Xiaomi ha Wet Touch, e ci sono anche opzioni display per l'upscaling video potenziato dall'AI, la conversione SDR in HDR e lo smoothing del movimento (tutte opzioni che potete attivare o disattivare).</p><p></p><p>Il 15T Pro dispone anche di un sensore d'impronte digitali ottico integrato nel display che, sebbene non sia raffinato come i sensori a ultrasuoni della serie Xiaomi 15, ha funzionato rapidamente e costantemente durante la recensione.</p><ul><li><strong>• Punteggio display: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-software"><span>Xiaomi 15T Pro: software</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FRa5cJDNhRmcDFDkA85sQh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW apps" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW apps" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FRa5cJDNhRmcDFDkA85sQh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• HyperOS 2 basato su Android 15 al lancio</strong></li><li><strong>• 5 anni di aggiornamenti OS + 6 anni di patch di sicurezza</strong></li><li><strong>• Sempre senza pubblicità</strong></li></ul><p>Restando sul display per un secondo, una cosa che Xiaomi continua a nascondere inspiegabilmente sono alcune funzionalità native di Android. Una delle prime cose che devo fare su qualsiasi telefono Xiaomi è scaricare un'app di terze parti Hidden Settings, per accedere più facilmente a funzionalità usate frequentemente, come Extra Dim. Perché il team software di Xiaomi nasconde tali funzionalità dai tempi di MIUI è un mistero; soprattutto quando l'esperienza utente è altrimenti ricca di funzionalità.</p><p></p><p>D'altra parte, una delle cose di cui ero preoccupato dopo aver recensito HyperOS 1 sullo Xiaomi 14T Pro era la presenza di pubblicità sparse nell'interfaccia e nelle app proprietarie, ma sembra che Xiaomi le abbia fortunatamente eliminate nell'esperienza sul 15T Pro. Questo telefono può essere più economico di un flagship convenzionale, ma per il prezzo, gli utenti non dovrebbero imbattersi in pubblicità integrate, e fortunatamente non succederà.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="g6Foreg7DyivCpdkkv8LQh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW lockscreen" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW lockscreen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/g6Foreg7DyivCpdkkv8LQh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Un altro vantaggio da tenere a mente è che la serie Xiaomi 15T sarà la prima dei telefoni dell'azienda a effettuare il salto a HyperOS 3 (basato su Android 16). Sembrava un aggiornamento che Xiaomi sperava di avere pronto per il debutto della linea 15T, ma non ce l'hanno fatta del tutto (l'azienda ha programmato l'arrivo dell'aggiornamento per ottobre 2025).</p><p></p><p>Ho provato dispositivi pre-release con HyperOS 3 al lancio del telefono e in generale, non sembra un aggiornamento sismico, ma ci sono alcune aggiunte notevoli (anche se poco originali). HyperIsland si comporta esattamente come la Dynamic Island di iOS – salvo la capacità aggiuntiva di espandere gli elementi island in app a finestra fluttuante complete – inoltre, c'è una nuova barra di ricerca simile a Liquid Glass che persiste su tutte le schermate home.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AR4JTx6rDpkdXj2FVExAxg-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW Quick Settings" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8ssQ5LSyKvazsttztmQtJh-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW Puff the cat widget" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure></figure><p>Qui e ora, tuttavia, l'esperienza HyperOS 2 sul 15T Pro è altrimenti generalmente buona. Risulta meravigliosamente scattante (e avete anche l'opzione di attivare animazioni UI più ricche se volete), le animazioni sono fluide e giocose, ci sono moltissimi modi per accedere facilmente al multitasking, sia tramite Side Toolbox (scorciatoie che si scorrono dal bordo dello schermo) sia dall'esclusiva interpretazione Xiaomi dello switcher app di Android.</p><p></p><p>Anche se non ci sono pubblicità di cui preoccuparsi, ci sono alcune app duplicate – ad esempio App Mall e Mi Browser di Xiaomi – che non possono essere disinstallate, più alcune inclusioni di terze parti precaricate – come AliExpress e WPS Office – che fortunatamente possono esserlo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="j9xhAn65fYApEoegSC5wUh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW Security app" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW Security app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/j9xhAn65fYApEoegSC5wUh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>HyperOS può risultare a tratti un po' convoluto. Game Centre offre accesso a giochi web istantanei gratuiti, ma l'icona dell'app Game Turbo (l'overlay Xiaomi per la gestione delle prestazioni di gaming) appare solo se si entra nell'app Sicurezza(?) e si abilita un'icona nella schermata home da lì.</p><p></p><p>L'esperienza utente del Xiaomi 15T Pro vanta alcune delle ultime funzionalità HyperAI di Xiaomi; come la capacità di generare sfondi animati dalle foto e una delle migliori app galleria in circolazione, in termini di editing fotografico. Include anche ulteriori strumenti di imaging AI, generalmente utili e capaci, anche se la rimozione di oggetti e riflessi necessita di maggiore lavoro (Samsung offre attualmente il gold standard nella rimozione oggetti su mobile).</p><p></p><p>Una delle migliori stranezze dell'esperienza software del Xiaomi 15T Pro è il supporto, con la promessa di cinque anni di aggiornamenti OS e sei anni di supporto software. Sul fronte del sistema operativo, questo è un anno in più rispetto all'uber-flagship Xiaomi 15 Ultra. Anche se strano, migliora ulteriormente il valore del 15T Pro e lascia presagire cose positive per il lancio internazionale della serie Xiaomi 17.</p><ul><li><strong>• Punteggio software: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-fotocamera"><span>Xiaomi 15T Pro: fotocamera</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kJPVwm3nArcSTXmg4gynHh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW camera angled" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW camera angled" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kJPVwm3nArcSTXmg4gynHh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• 50MP ƒ/1.62 sensore principale Light Fusion 900 con OIS</strong></li><li><strong>• Primo teleobiettivo periscopico 5x su un telefono serie T</strong></li><li><strong>• Ultra-wide 12MP e frontale 32MP</strong></li></ul><p>In generale, amerete l'aspetto delle foto prodotte dal sistema fotocamera del 15T Pro. La partnership in corso di Xiaomi con Leica significa scienza del colore Leica che, abbinata alla calibrazione del sensore principale personalizzato Light Fusion 900 di Xiaomi, non cade nella trappola del look sovra-illuminato che tendono a produrre i Pixel di Google.</p><p></p><p>Le ombre possono essere ombre, ma potete comunque aspettarvi dettagli e una discreta gamma dinamica. I colori appaiono ricchi (i campioni in questa recensione usano il profilo colore predefinito Leica Vibrant, ma avete l'opzione del profilo più sobrio Leica Authentic).</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xHZAMHvS8sjvvKFFzNdVUd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample building angled" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CLQErVivVdR9v28JP9owgc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample bar" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ha5UHn6GaVz3FG7EsX9jwd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample cat portrait mode 1x zoom" /><figcaption>1x portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uYW46BdGC4DTcMvjtyUGyd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample cat portrait mode 2x zoom" /><figcaption>2x portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5B4BqZRA2evzCiM3sD7P2e-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample cat portrait mode 5x zoom" /><figcaption>5x portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T4M5yBPEy4J7T7HpAEvY8c-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample 1x macro plants" /><figcaption>1x macro<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yyfPjR4FdayeB7sMueSnSc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample 5x macro plants" /><figcaption>5x macro<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dvhg5zkBZ8kuPAGGbn7Vyb-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample 5x macro crane fly" /><figcaption>5x macro<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KiHX42LLd73ANFoiPSearc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 0.6x zoom" /><figcaption>0.6x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oHTUhModVH83rUTVGdMdSd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 1x zoom" /><figcaption>1x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/38EYRAHmzsxbhqpttjXY7d-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 2x zoom" /><figcaption>2x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UeTcrMv9iryuy7mFtU2NYd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 5x zoom" /><figcaption>5x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/c2KKJFmxWiZ7CcuR9p5xSc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 30x zoom" /><figcaption>30x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dzESM4krnYqvGWZbyv65bb-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Royal Albert Hall 100x zoom" /><figcaption>100x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/55wLmLVguacXKBjZ9oxYMe-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample painting" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LmCm3GzYexXG4PGzZYWfjc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample stained glass" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MXMnTDEvxhHHdanAyf9FTd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample statue 1x zoom" /><figcaption>1x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hHA9NA5AntnYMoF7ZJhC5d-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample statue 5x zoom" /><figcaption>5x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nhQy8D7Bvqyf6Cr2UBgyqd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample low light heat lamp" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2nL9aBJh2mxAaLc6YHDedd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Leica Vibrant" /><figcaption>Leica Vibrant<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KVR8kqEFzNu7ajnmdqvPed-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample Leica Authentic" /><figcaption>Leica Authentic<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BThHkrs47cZX9e7JHym7zb-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample low light" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ypUhUcEBX9nqzrLjvoHRLc-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample corner macro" /><figcaption><small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cWPrJXMTtKr6Fyojy2Gf6b-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample low light moon 5x zoom" /><figcaption>5x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rzo54EsnkL6MhSEgSzrhHb-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample low light moon 100x zoom" /><figcaption>100x zoom<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fHCtSayZ5NVMMKqGmLdXid-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample selfie 0.8x zoom" /><figcaption>0.8x selfie<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zbHtFu7gb9trX7BghYxxXd-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample selfie 1x zoom portrait mode off" /><figcaption>1x selfie w/o portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/r3Hyx2EwDfL3aLzWxmsHWe-1920-80.jpg" alt="Xiaomi 15T Pro camera sample selfie 1x zoom portrait mode on" /><figcaption>1x selfie w/ portrait mode<small role="credit">Future | Alex Walker-Todd</small></figcaption></figure></figure><p>Il grande aggiornamento di quest'anno è il passaggio a un sensore teleobiettivo periscopico 5x; una prima assoluta per la serie T e un'inclusione gradita che dimostra il suo valore. È più adatto a catturare soggetti distanti e comprimere una scena, poiché la sua lunghezza focale equivalente di 115mm è un po' troppo lunga per i ritratti generici, ma se ne cava abbastanza bene anche in tali scenari, all'occorrenza.</p><p></p><p>Con uno zoom massimo di 100x, il telefono ricorre all'AI generativa per compensare la mancanza di dati grezzi oltre i 20x, ma non mi spingerei oltre i 60x se si vuole uno scatto finale convincente. Oltre, è troppo evidente dove l'AI sta riempiendo i vuoti.</p><p></p><p>Per quanto riguarda la cattura di ritratti, il 15T Pro è un'ottima opzione, con eccellente rilevamento dei bordi e separazione del soggetto. Se vogliamo spaccare il capello, il segno più evidente del sensore principale più piccolo del 15T Pro rispetto al 15 Ultra viene dalla qualità del bokeh. Potreste confondere gli scatti catturati sull'Ultra come provenienti da una fotocamera convenzionale, mentre le immagini equivalenti del 15T Pro sembrano ancora (ottime) foto da smartphone.</p><p></p><p>Essendo il sensore più piccolo sul retro del 15T Pro, l'ultra-wide da 12MP è eccellente in condizioni di luce intensa ma soffre di più quando la luce disponibile diminuisce. Aspettatevi immagini più contrastate in generale, ma scatti di qualità inferiore quando le luci si abbassano.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SQ4yzE8CMPvraimfFa4WUh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW video quality" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW video quality" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SQ4yzE8CMPvraimfFa4WUh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Come strumento per i creator, lo Xiaomi 15T Pro sembra un'opzione eccellente, non solo per il suo prezzo ma in generale. Cattura video HDR10+ su tutte le lunghezze focali, registrazione fino a 4K 120fps o 8K 30fps, più cattura LOG, importazione LUT e supporto viewfinder (ovvero una LUT applicata non viene bruciata nel video registrato e deve essere applicata dopo la cattura), e persino una modalità teleprompter.</p><p></p><p>Anche se sto dividendo il capello in quattro, oltre alle dimensioni fisiche dei sensori, ci sono solo miglioramenti sottili che posso pensare di chiedere a Xiaomi per l'esperienza fotocamera serie T di prossima generazione.</p><p></p><p>Un focus tracking del movimento a 4K 60 e oltre sarebbe ottimo, il supporto ai filtri Leica sopra la cattura video 1080p, una cattura audio più ricca (la maggior parte dell'audio registrato mancava di bassi, secondo me), e perfezionamenti maggiori ai sensori ultra-wide e selfie, che sembrano essere lasciati indietro.</p><ul><li><strong>• Punteggio fotocamera: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-prestazioni"><span>Xiaomi 15T Pro: prestazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="aFWVhJbk6fKy8EYgsPY5Ch" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW gaming" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW gaming" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aFWVhJbk6fKy8EYgsPY5Ch-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li>• Chipset MediaTek Dimensity 9400+ a 3nm</li><li>• Sistema di raffreddamento 3D IceLoop 12% più grande del 14T Pro</li><li>• Comunicazione Offline Xiaomi fino a 1,9 km</li></ul><p>Sebbene i chip Snapdragon di Qualcomm equipaggino la maggior parte dei migliori telefoni Android di oggi, anche il silicio Dimensity di punta di MediaTek trova a volte spazio in alcuni contendenti.</p><p></p><p>A fine 2024, sono rimasto molto colpito dal Dimensity 9400 che alimentava l'Oppo Find X8 Pro, e il 15T Pro utilizza una variante 'Plus' potenziata di questo stesso chip. Inoltre, Xiaomi non è avara come Google con RAM e storage; con 12GB di RAM LPDDR5X veloce ed efficiente (su tutte le opzioni di storage), abbinata a uno storage UFS 4.1 altrettanto capace – nelle capacità 256GB, 512GB (come testato qui) e 1TB.</p><p></p><p>Xiaomi cita prestazioni CPU migliori del 12% rispetto al chip Dimensity di generazione precedente del 14T Pro (insieme a prestazioni GPU migliori del 41% e velocità delle prestazioni AI migliori del 20%), e nei test il punteggio multi-core Geekbench 6 del 9400+ è risultato del 15% superiore rispetto al Dimensity 9300+ del 14T Pro. Si colloca inoltre appena dietro lo Snapdragon 8 Elite, presente nell'Oppo Find N5 di quest'anno.</p><p></p><p>Nell'uso reale, utilizzare lo Xiaomi 15T Pro offre un'esperienza premium, con tempi di caricamento app veloci, animazioni costantemente fluide e prestazioni di gaming prolungate competenti, anche con titoli impegnativi.</p><p></p><p>Il Dimensity 9400+ ha erogato solidi 60fps in giochi come Zenless Zone Zero (che si fermano a 60fps); impostando di default una combinazione di impostazioni grafiche 'medie' e 'alte'. L'accumulo di calore è stato immediatamente evidente con tali titoli, ma nulla di preoccupante, anche perché il sistema di raffreddamento 3D IceLoop del brand (una soluzione di raffreddamento a camera di vapore) è del 12% più grande su questo telefono Pro della serie T di questa generazione.</p><p></p><p>Xiaomi 15T e Xiaomi 15T Pro sono anche i primi telefoni dell'azienda a supportare la Comunicazione Offline Xiaomi, che consente chiamate e messaggi con un altro dispositivo compatibile a una distanza fino a (nel caso del 15T Pro) 1,9 km, senza segnale cellulare, purché sia inserita una SIM (o registrata un'eSIM).</p><p></p><p>Sebbene non sia così straordinaria come la comunicazione satellitare dell'iPhone, questa interpretazione più localizzata della comunicazione senza rete cellulare è un'aggiunta piuttosto interessante, che dovrebbe solo migliorare con il tempo man mano che Xiaomi doterà più dispositivi del supporto per questa funzionalità.</p><ul><li><strong>• Punteggio prestazioni: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-batteria"><span>Xiaomi 15T Pro: batteria</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mGoFc3cu3Qpe4xSKv2Px6h" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW USB" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW USB" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mGoFc3cu3Qpe4xSKv2Px6h-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Batteria da 5500mAh</strong></li><li><strong>• Ricarica cablata fino a 90W + ricarica wireless 50W</strong></li><li><strong>• Valutata per 1600 cicli di ricarica</strong></li></ul><p>Sulla carta, il setup batteria dello Xiaomi 15T Pro promette grandi cose, con la batteria di maggiore capacità mai vista su un telefono serie T (5500mAh), supportata da una tecnologia di ricarica cablata Xiaomi HyperCharge fino a 90W. Nella pratica, ho trovato che c'è un po' più di sfumature nella longevità del 15T Pro.</p><p></p><p>Utilizzando il test batteria Work 3.0 di PCMark (con lo schermo impostato a 200 nit), lo Xiaomi 15T Pro è stato uno dei telefoni più longevi che abbia testato, con un punteggio di 15 ore e 24 minuti; posizionandosi appena dietro OnePlus 13R e OnePlus 13 con le loro batterie da 6000mAh.</p><p></p><p>Tuttavia, nell'uso reale, la durata della batteria è stata molto più modesta; attestandosi tra le 5,5 e le 6 ore di schermo acceso per carica. Nella mia esperienza, questo equivale a un giorno intero di uso intenso con fiducia, ma non molto di più.</p><p></p><p>Per confronto, nonostante possiedano solo una batteria del 9% più grande, entrambi i telefoni OnePlus hanno offerto rispettivamente 9,5 e 13 ore di schermo acceso. Questa disparità probabilmente deriva da un mix di inefficienza di display, OS e processore, rispetto ai telefoni OnePlus, ma non segna il 15T Pro come un performer debole in alcun modo.</p><p></p><p>Questo rimane un telefono capace per tutto il giorno e l'ansia da batteria può essere tenuta a bada grazie a quelle velocità di ricarica rapida.</p><p></p><p>Se riceverete un adattatore di ricarica nella confezione dipenderà dal mercato in cui lo acquistate, ma nel Regno Unito e in Europa, dovrete procurarvene uno separatamente per ottenere le velocità di ricarica massime del 15T Pro. Dovete anche abilitare la modalità 'Top Speed' nel sottomenu batteria, dove il telefono vi avviserà del potenziale accumulo di calore quando si usa questa modalità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="H4X23M3VUXNN7VPZmeTfCh" name="Xiaomi 15T Pro REVIEW charging" alt="Xiaomi 15T Pro REVIEW charging" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/H4X23M3VUXNN7VPZmeTfCh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Fuori dalla scatola, con la ricarica standard abilitata, la batteria da 5500mAh del telefono ha raggiunto solo il 21% di carica in 30 minuti e non ha raggiunto il 100% fino a quasi 2,5 ore. Tuttavia, con Top Speed abilitata, il telefono ha raggiunto un impressionante 85% in 30 minuti ed era completamente carico in 37, in linea con le affermazioni di Xiaomi; quindi vale la pena procurarsi l'adattatore di ricarica giusto, se volete sfruttare questa prowess di ricarica rapida.</p><p></p><p>Una piccola nota è che, nonostante sia più veloce della maggior parte della concorrenza più costosa, la batteria da 5500mAh dello Xiaomi 15T Pro tecnicamente si ricarica più lentamente del 14T Pro; con il telefono di generazione precedente che vanta una più veloce ricarica cablata da 120W.</p><p></p><p>Come con il 14T Pro, la Batteria Xiaomi Surge all'interno del 15T Pro è ancora una volta valutata per 1600 cicli di ricarica, che equivalgono a più di quattro anni di ricarica prima che la batteria perda l'80% della sua capacità originale. Rispettabile.</p><p></p><p>Sebbene non ci sia una ricarica passthrough completa, l'overlay GameTurbo include un'opzione di 'ricarica lenta'; progettata per ridurre lo stress sulla batteria durante sessioni di gioco prolungate, senza preoccuparsi di perdere troppa carica.</p><ul><li><strong>• Punteggio batteria: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dovresti-acquistare-lo-xiaomi-15t-pro"><span>Dovresti acquistare lo Xiaomi 15T Pro?</span></h3><div ><table><caption>Xiaomi 15T Pro score card</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Attributes</strong></p></th><th  ><p><strong>Note</strong></p></th><th  ><p><strong>Punteggio</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Design</strong></p></td><td  ><p>An elegant – if unoriginal – improvement on its predecessor's more utilitarian aesthetics.</p></td><td  ><p>4 / 5 </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Display</strong></p></td><td  ><p>One of Xiaomi's largest smartphone screens yet, and a great viewing experience, if only it had a true variable refresh rate.</p></td><td  ><p>4 / 5 </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Software</strong></p></td><td  ><p>Longer software support and no baked-in ads are welcome upgrades, but feature-rich HyperOS is still a little convoluted and, again, unoriginal in places.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Fotografia</strong></p></td><td  ><p>The best camera experience on a T-series phone yet, and a capable rival to some markedly pricier rivals. The ultra-wide is falling behind though.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Performance</strong></p></td><td  ><p>A great high-end chip, delivers all-round performance, but it's no longer MediaTek's best.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria</strong></p></td><td  ><p>A huge cell that impresses on paper proved a little more pedestrian in practice, but is still good for all-day use. 90W fast charging beats out pricier competition too, even if that's slower than its predecessor.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Valore</strong></p></td><td  ><p>There's a whole lot of phone on offer for the price, with sensible cut-backs (back material, no LTPO display), proving small sacrifices on what otherwise feels convincingly flagship-class.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="compralo-se">Compralo se...</h2><div class="product"><p>Vuoi un'esperienza fotografica quasi flagshipL'ottica Leica del 15T Pro, il nuovo teleobiettivo 5x e il ricco set di funzionalità fotografiche sono superbi e possono competere con fotocamere di telefoni molto più costosi. Al prezzo ufficiale di 799,90€ per la versione 256GB in Italia, è un affare eccezionale per chi cerca prestazioni fotografiche di alto livello.</p></div><div class="product"><p>Vuoi l'estetica e la sensazione di un iPhone su AndroidSe ti piace il look e la sensazione degli smartphone Apple ma vuoi la flessibilità di Android, l'ispirazione non originale del 15T Pro gioca a tuo favore. Design raffinato con cornice in alluminio e display da 6,83 pollici a 799,90€ in Italia.</p></div><div class="product"><p>Hai bisogno di ricarica rapida affidabileSe sei disposto a pagare extra per il caricabatterie veloce (in alcuni mercati è venduto separatamente), il 15T Pro offre ricarica cablata da 90W e wireless da 50W. Con il caricatore giusto, raggiunge il 100% in soli 37 minuti. Disponibile in Italia a 799,90€ per la versione 256GB.</p></div><h2 id="non-comprarlo-se">Non comprarlo se...</h2><div class="product"><p>Vuoi la massima durata della batteriaNon ostante una batteria da 5500mAh, la durata dello Xiaomi 15T Pro è stata poco più che 'adeguata' nell'uso reale (5,5-6 ore di schermo acceso per carica). Non è male, ma ci sono alternative come OnePlus 13 che durano molto più a lungo. Al prezzo di 799,90€ in Italia, è affidabile per un giorno intero ma non di più.</p></div><div class="product"><p><strong>You want a clean user experience</strong></p><p>While credit goes to Xiaomi for squashing ads, beyond the aesthetic similarities with iOS, HyperOS behaves very differently. It's feature-packed but convoluted in places and obfuscates the odd native Android feature too.</p></div><div class="product"><p><strong>You want the best performance</strong></p><p>The Dimensity 9400+ is a superb piece of silicon and will last you a few years, but it's built on previous-gen tech and is already outpaced by the next wave of flagship mobile chips.</p></div><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-15t-pro-come-l-ho-testato"><span>Xiaomi 15T Pro: come l'ho testato</span></h3>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Recensione Pixel 10 Pro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-in-due-minuti"><span>Google Pixel 10 Pro: recensione in due minuti</span></h3><p></p><p>Il Google Pixel 10 Pro è il telefono che non mi sarei mai aspettato da Google – uno smartphone più desiderabile del <a href="https://www.techradar.com/news/best-iphone">miglior iPhone</a>. Praticamente in ogni aspetto, il flagship di Google punta al suo principale concorrente (e partner commerciale) e colpisce nel segno. Ha un aspetto straordinario, scatta foto stellari ed è un piacere da usare, con funzionalità sorprendenti che rendono la vita più facile. Il Pixel 10 Pro mantiene le promesse che Apple non è riuscita a mantenere, e i fan di iPhone dovrebbero prenderne nota – potrebbe essere il momento di considerare un Android.</p><p>Il <a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-10-review">Pixel 10</a> è anche un bel telefono, ma il Pixel 10 Pro è un grande passo avanti in ogni modo, dentro e fuori. Non si ottiene solo un hardware migliore; anche il software di Google è più capace sul Pixel 10 Pro, e le funzionalità bonus sono quelle che uso continuamente.</p><p>Ho avuto il Pixel 10 Pro solo per una settimana prima di pubblicare questa recensione, ma dico continuamente perché ho usato il Pixel 9 Pro come telefono di lavoro principale per la maggior parte dell'anno passato. Non ha tutte le funzionalità o la personalizzazione che troverai su un <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-plus-review">Samsung Galaxy S25 Plus</a>, ma offre gli strumenti più utili che ho trovato – e funzionano davvero.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4721px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.66%;"><img id="Xxt2KtbPvUgiuY9YFua55K" name="Google Pixel 10 Pro-5-2" alt="Google Pixel 10 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Xxt2KtbPvUgiuY9YFua55K-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4721" height="3147" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Pixel 10 Pro on Google's Pixelsnap charging stand </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Il Pixel 10 Pro non è solo una potenza software; mantiene le migliori caratteristiche hardware del Pixel. Non credo che Google riceva abbastanza riconoscimento per i suoi straordinari display, e il Pixel 10 Pro migliora in qualche modo rispetto al Pixel 9 Pro dell'anno scorso con un display più luminoso e nitido di qualsiasi altro schermo telefonico che vedrai. Ha un aspetto fantastico in tutte le condizioni, anche quando scatto foto all'aperto sotto il sole.</p><p>Anche quelle foto avranno un aspetto fantastico, e il Pixel 10 Pro (e il <a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-10-pro-xl-review">Pixel 10 Pro XL</a>, che ha esattamente le stesse fotocamere) potrebbe essere il miglior camera phone che puoi acquistare. Ho testato il Pixel 10 Pro contro l'<a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/iphone-16-pro-max-review">iPhone 16 Pro Max</a> durante il periodo di recensione, e il Pixel ha scattato foto altrettanto colorate e spesso più dettagliate. Ha gestito la fotografia notturna con poca luce come se fosse pieno giorno, creando le foto notturne più nitide che abbia mai scattato.</p><p>È un piacere agganciare il mio Pixel 10 Pro sul mio elegante <a href="https://www.techradar.com/phones/phone-accessories/anker-maggo-wireless-charging-station-3-in-1-stand-review">supporto di ricarica Anker MagSafe</a>, poi staccarlo e attaccare il mio <a href="https://www.urbanarmorgear.com/products/metropolis-kevlar-wallet/">portafoglio kevlar UAG</a> quando esco. Se rimango senza batteria quando sono fuori, posso usare un <a href="https://www.techradar.com/news/top-portable-chargers">power bank MagSafe</a> – persino la batteria MagSafe originale Apple funziona con la famiglia Pixel 10.</p><p></p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/KQjqnCHmtiQ" allowfullscreen></iframe></div></div><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Prezzo e disponibilità</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6016px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="NPsqB82NbNsKAPrFf7rdW" name="Google Pixel 10 Pro XL and Google Pixel 10 Pro and Google Pixel 10 review" alt="Google Pixel 10 Pro XL in Porcelain against a blue background with a green neon Android figurine in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NPsqB82NbNsKAPrFf7rdW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6016" height="3384" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL (left to right) </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Disponibile in colori sobri e professionali</strong></li></ul><p>Il Pixel 10 Pro è disponibile per l'ordine immediato. Puoi ottenere i modelli Pro con fino a 1TB di archiviazione, ma quella capacità è disponibile solo sul (noioso) modello nero Obsidian.</p><p></p><p>Anche se mi piace molto il design del Pixel, mi mancano i giorni in cui i Pixel arrivavano in combinazioni di colori uniche, con opzioni bicolore e tonalità particolari. Il Pixel 10 Pro di oggi arriva in un bel verde Lemongrass, il colore del mio campione recensione, oltre a una serie di toni smorzati. I Googlers sembravano preferire il colore Moonstone.</p><p></p><p>A differenza del Pixel 10 Pro XL, il modello Pro inizia con soli 128GB di archiviazione interna, e consiglierei un upgrade – specialmente se scatti molte foto e video. Puoi cavartela con 128GB se usi principalmente l'archiviazione cloud e non scarichi grandi app di gioco, ma il modello Pro dovrebbe davvero partire da 256GB. Il modello da 1TB sarebbe sicuramente eccessivo a meno che tu non abbia davvero bisogno di tanto spazio, come per la produzione video. Per fortuna il Pixel 10 Pro ha 16GB di RAM, anche se non ho visto un grande aumento delle prestazioni rispetto al modello Pixel 10 da 12GB. Sospetto che la RAM sarà ancora più utile in futuro, dato che le funzionalità IA che saltano tra il chipset del telefono e il cloud per l'elaborazione tendono a usare molta più RAM delle app base.</p><p></p><p>Il Pixel 10 Pro ha un prezzo competitivo considerando che ha quasi tutte le migliori funzionalità di Google (vorrei che la velocità di ricarica fosse più veloce).</p><ul><li><strong>Valore: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-specifiche-tecniche"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Specifiche tecniche</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5116px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oQjNK5k57ctEvkr8onXdtS" name="Google Pixel 10 Pro review-7" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oQjNK5k57ctEvkr8onXdtS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5116" height="2878" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Dopo che il Pixel 9 Pro ha rinnovato il design Pixel l'anno scorso, non mi aspettavo un grande salto nelle specifiche quest'anno. Invece, abbiamo miglioramenti minori ma significativi come le funzionalità magnetiche Pixelsnap, che sono un ottimo upgrade, anche se non rendono il telefono più veloce. Gli obiettivi e i sensori della fotocamera sono rimasti invariati, ma Google afferma che il nuovo chipset Tensor G5 presenta un processore di segnale immagine migliorato, che si traduce in foto migliori e un'esperienza di scatto migliore.</p><p>Confrontato con altri telefoni a questo prezzo, il Pixel 10 Pro regge il confronto. L'<a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/iphone-16-pro-review">iPhone 16 Pro</a> ha anche tre fotocamere, ma usa sensori più piccoli sulle lenti ultra-wide e teleobiettivo. Se ti importano davvero le specifiche, il <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-plus-review">Samsung Galaxy S25 Plus</a> ti offre un display più grande e nitido, e tutte le fotocamere e funzionalit à che potresti desiderare – ma questo non lo rende un telefono migliore.</p><p></p><div ><table><caption>Specifiche Google Pixel 10 Pro</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni:</p></td><td  ><p>152.8 x 72.0 x 8.6mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>204g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.3-inch Actua display</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>1080 x 2424 pixels</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Frequenza aggiornamento:</p></td><td  ><p>60-120Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità massima:</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset:</p></td><td  ><p>Google Tensor G5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RAM:</p></td><td  ><p>12GB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria:</p></td><td  ><p>128GB / 256GB / 512GB / 1TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>OS:</p></td><td  ><p>Android 16</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere principali</p></td><td  ><p>50MP wide; 48MP ultra-wide; 48MP teleobiettivo (zoom 5x)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera selfie:</p></td><td  ><p>42MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria:</p></td><td  ><p>4,870mAh</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ricarica:</p></td><td  ><p>30W cavo; 15W Qi2 wireless (magnetica)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Obsidian, Porcelain, Jade, Moonstone</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-design"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Design</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5216px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2MVzBc4KE5kFUgCgGjgktT" name="Google Pixel 10 Pro review-1" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2MVzBc4KE5kFUgCgGjgktT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5216" height="2934" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Praticamente identico al Pixel 10, il che è positivo</strong></li><li><strong>• Design semplice (con una piccola eccezione) - anche questo è positivo</strong></li></ul><p>Il Google Pixel 10 Pro ha una sensazione lucida e solida che emana qualità premium. Con ogni generazione di telefono Pixel Pro, i bordi sembrano più rifiniti, gli spazi tra i componenti più strettamente allineati.</p><p>Sto usando la custodia che Google ha fornito con il Pixel 10 Pro – una custodia verde lime perfettamente abbinata al mio campione recensione verde Pixel 10. La stessa custodia va bene per entrambi i telefoni, e infatti anche la mia vecchia custodia <a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-9-review">Pixel 9</a> si adatta perfettamente al Pixel 10 Pro. È un buon design, e sono felice di vederlo rimanere per un altro anno circa.</p><p></p><ul><li><strong>• Design punteggio: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-display"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Display</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4443px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4r4Ccd5WwNjU3N44pznXgR" name="Google Pixel 10 Pro review-6" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4r4Ccd5WwNjU3N44pznXgR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4443" height="2499" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Display eccellente, molto luminoso e colorato</strong></li><li><strong>• Ancora più nitido del Pixel 10 Pro XL</strong></li></ul><p>Non posso raccomandare abbastanza il display del Pixel 10 Pro – supera le aspettative e rende il Pixel 10 Pro uno dei telefoni migliori per la qualità dello schermo. Che tu stia guardando video, scattando foto alla luce del sole, o semplicemente scorrendo menu e doom, il Pixel 10 Pro è uno dei migliori display che userai. Preferisco il Pixel 10 Pro XL nel complesso, perché voglio solo più display sul mio Pixel, ma il Pixel 10 Pro ha i suoi vantaggi. Google ha inserito più pixel per pollice sul 10 Pro, rendendo il display tecnicamente più nitido dello schermo del Pro XL. Non ho davvero notato la differenza, però, ed entrambi i display sono molto nitidi. Il Pixel 10 Pro ha anche funzionato ammirevol mente nei nostri test Future Labs, e ha surclassato la concorrenza con la sua potenza del display. Tutti i produttori di telefoni si vantano di una luminosità di picco teorica: Google afferma che il Pixel 10 Pro può raggiungere 3.300 nit, Samsung afferma che i suoi telefoni possono raggiungere 2.600 nit, mentre Apple dice che l'iPhone 16 Pro può raggiungere 2.000 nit. Nessuno di questi numeri è reale. Nelle nostre condizioni di laboratorio più rigorose, abbiamo portato il Pixel 10 Pro a emettere più di 2.500 nit di luminosità dal display. Questo è lontano dai 3.300 dichiarati, ma molto più luminoso della concorrenza. Il Galaxy S25 Ultra non riusciva a raggiungere 1.900 nit, e l'iPhone 16 Pro di Apple era bloccato poco sopra i 1.500 nit. In altre parole, non erano solo i miei occhi a vedere uno schermo più luminoso sul Pixel 10 Pro; i nostri test dimostrano che il display Super Actua di Google è lo schermo per smartphone più luminoso tra tutti i migliori produttori di telefoni.</p><ul><li><strong>• Display punteggio: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-software"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Software</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4993px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="NnVWJtMJk6XJeAhWJKGNBT" name="Google Pixel 10 Pro review-3" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NnVWJtMJk6XJeAhWJKGNBT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4993" height="2809" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Funzioni IA utili che non trovi altrove (nemmeno sul Pixel 10)</strong></li><li><strong>• Magic Cue sembra utile, oppure puoi semplicemente ignorarlo</strong></li></ul><p>Il Pixel 10 Pro ha un'interfaccia raffinata che completa il design hardware ponderato. È molto facile configurare il telefono e usare ogni funzionalità. Google continua a migliorare e perfezionare la sua versione Pixel di Android in modi sottili ma significativi, come il sorprendentemente divertente creatore di sfondi AI, e i temi drammatici che cambiano lentamente i colori dei tuoi widget e icone delle app durante la giornata.L'ultima funzionalità AI di Google è Magic Cue, uno strumento che offre suggerimenti utili con informazioni direttamente dalle tue app Google. Leggerà i tuoi messaggi, la tua email, il tuo calendario e molte altre fonti che specifichi. Poi, quando hai bisogno di un numero di telefono specifico, o hai bisogno dell'indirizzo del ristorante dove hai una prenotazione, Magic Cue offrirà un pulsante rapido a quell'info. Puoi toccare il pulsante o ignorarlo, tutto qui.Magic Cue funziona direttamente sul tuo telefono, quindi non devi condividere nulla con Google – scansiona la tua Gmail e altre app e dati, ma la modellazione AI viene gestita sul tuo telefono. Ciò significa che consuma meno energia e meno dati cellulari, e mantiene le tue informazioni private. Vorrei che tutto funzionasse come pubblicizzato. Sfortunatamente, alcune delle funzionalità promesse di Magic Cue non hanno mai funzionato per me – non è mai riuscito a trovare le mie prenotazioni alberghiere per un prossimo viaggio. Google pensa che potrei aver fatto quelle prenotazioni troppo tempo fa – Magic Cue cerca solo l'ultimo mese circa della tua Gmail, non tutta la tua cronologia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6132px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7NV4HJJSHQuJ2t9neMu2nL" name="Google Pixel 10 Pro-3" alt="Google Pixel 10 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7NV4HJJSHQuJ2t9neMu2nL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6132" height="3449" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Magic Cue è una grande funzionalità? Penso che sia uno dei maggiori passi avanti per un'interfaccia telefonica che integra l'IA, e la cosa migliore è che potresti non sapere mai di usarla. A meno che non premi a lungo uno dei suoi suggerimenti, non vedrai nemmeno il nome 'Magic Cue', né dovrai aprire un'app Magic Cue per farla funzionare. Succede in silenzio e offre strumenti utili. Penso che questo sia il futuro dell'IA per smartphone, e sono entusiasta di vedere dove andrà. Oltre a Magic Cue, il Pixel 10 Pro e il Pixel 10 Pro XL ottengono alcune funzionalità IA che il Pixel 10 non ha, e le trovo inestimabili. Ho usato un Pixel 9 Pro come telefono di lavoro principale quest'anno passato, e l'ho lasciato rispondere e filtrare tutte le chiamate da numeri che non riconosco. Il Pixel 10 Pro ha la stessa fantastica funzionalità di screening delle chiamate, oltre a un efficace strumento di presa appunti che trascriverà le tue conversazioni telefoniche facilmente come trascrive una riunione di lavoro. Avverte tutti sulla chiamata che sta prendendo appunti, quindi non ci sono preoccupazioni sulla privacy. Il Pixel 10 Pro di Google è pieno di funzionalità, ma a differenza dei dispositivi Galaxy S25 di Samsung, queste non intralciano. Mentre Samsung ha letteralmente finestre pop-up e pannelli scorrevoli che appaiono dal nulla e occupano spazio sullo schermo, apprezzo che puoi prendere o lasciare la maggior parte delle ultime funzionalità di Google, e non ti daranno fastidio troppo. Anche Apple può diventare stancante con i suoi promemoria dell'app Journal, mentre la nuova app Google Journal non sembrava disturbarmi così spesso.</p><ul><li><strong>• Software punteggio: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-fotocamere"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Fotocamere</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4347px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4EKdHWH5ECZxsNtbEmvWUR" name="Google Pixel 10 Pro review-5" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4EKdHWH5ECZxsNtbEmvWUR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4347" height="2445" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Le fotocamere producono immagini migliori del mio iPhone 16 Pro</strong></li><li><strong>• Le nuove funzioni IA sono interessanti, ma hanno troppi limiti</strong></li></ul><p>Il Pixel 10 Pro presenta alcune delle migliori fotocamere mai viste su un telefono Pixel di Google, il che rende questo uno dei migliori camera phone che puoi acquistare. Ho testato questo telefono contro il mio iPhone 16 Pro, e di solito produceva immagini altrettanto colorate ma più dettagliate rispetto a quanto riuscivano a fare le fotocamere dell'iPhone. Per le foto con poca luce, non c'era gara. Il Pixel ha semplicemente spazzato via l'iPhone con maggiore visibilità, messa a fuoco più nitida e colori migliori di notte.Il Pixel 10 Pro ha un obiettivo zoom ottico 5x, e puoi usare l'IA per zoomare molto più in là. Se passi alla risoluzione 12MP, il Pixel 10 Pro zoomerà fino a 100x, che francamente è più lontano di quanto il telefono possa gestire – a quella distanza, non c'era abbastanza stabilizzazione dell'immagine per mantenere il mio soggetto nell'inquadratura mentre le mie mani tremavano leggermente. Il Pixel 10 Pro ha creato immagini zoomate che sembravano più chiare con meno rumore rispetto a scatti simili presi con l'iPhone 16 Pro e il suo obiettivo 5x e zoom digitale 25x. A volte la fotocamera del Pixel 10 è andata troppo in là e ha levigato texture che avrei voluto mantenere, ma i risultati finali erano sempre più piacevoli e impressionanti da condividere rispetto ai miei scatti iPhone e Galaxy, nonostante ciò che si è perso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4382px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SruHc595HQoyiWwucrvxrR" name="Google Pixel 10 Pro review-4" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SruHc595HQoyiWwucrvxrR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4382" height="2465" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">You can edit in Google photos using natural language thanks to AI </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>C'è una nuova funzionalità Camera Coach che usa uno strumento IA per analizzare il tuo scatto e offrire suggerimenti per renderlo migliore. Ne parlo molto più in dettaglio nella mia recensione del Pixel 10, ma il risultato è che è un assistente didattico interessante che può darti alcuni utili consigli per l'inquadratura fotografica. Si applicano ancora i soliti avvertimenti e caveat sull'IA riguardo al furto di conoscenza umana senza attribuzione. Google ha anche migliorato i suoi strumenti di editing in Google Foto. Invece di modificare una foto tu stesso, puoi usare il linguaggio naturale per descrivere all'IA di Google cosa vuoi che venga fatto alla tua foto. Potresti dire "rimuovi quel passante" o "rendi il cielo più drammatico", e Google farà del suo meglio per soddisfare la tua richiesta. Nella mia esperienza, ha azzeccato due terzi dei miei suggerimenti di modifica. I risultati finali sono comunque molto buoni, ma se hai esperienza con il fotoritocco probabilmente puoi eseguire modifiche e ritocchi semplici più velocemente da solo. L'attesa per le modifiche era frustrante quando i risultati finali non erano quello che volevo.</p><ul><li><strong>• Camera punteggio: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-esempi-fotografici"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Esempi fotografici</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QApnPbZVgozPprKmLjWVJa-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KPXW7WWXWVvD5zfNDV5PJn-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MpvspAcKcTdQTio922vPif-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RCoQdAK6otQZHm9HfVQicY-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SFTesyuwxhtrFdwkDadHjU-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Qj7yMxKixjBpCT2UqD8ZGC-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/o5Sks64JY7SgLx9pxTxNy4-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RxhjYWCgLCXqQimL4V3vU4-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-prestazioni"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Prestazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5038px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SBsMudf6LBmhszfNiQsQmS" name="Google Pixel 10 Pro review-12" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SBsMudf6LBmhszfNiQsQmS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5038" height="2834" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Le prestazioni sono inferiori a tutti gli altri telefoni a questo prezzo</strong></li><li><strong>• Non è nemmeno più veloce del Pixel 10? Non molto Pro...</strong></li></ul><p>Come ogni Pixel degli ultimi cinque anni o più, il Pixel 10 Pro deluderà gli acquirenti di smartphone alla ricerca del telefono più veloce in circolazione. Il chipset Tensor G5 all'interno è francamente un po' lento, e anche se non fa differenza nella maggior parte dei casi d'uso, ci sono momenti in cui il Pixel 10 Pro soffre.Navigare nei nuovi design dell'interfaccia Material 3 Expressive, scorrere lunghi menu di app ed elenchi e avviare le mie app erano tutti straordinariamente veloci. Mi aspettavo più ritardo, ma il Pixel 10 Pro naviga la propria interfaccia come una macchina da corsa. L'unico vero ritardo che ho visto era quando usavo le funzionalità della fotocamera più avanzate. Scattando foto base a risoluzione 12MP, non ho avuto problemi, ma quando ho aumentato la risoluzione a 50MP, o se ho aggiunto più funzionalità come Top Shot o foto in movimento, c'era spesso un lungo ritardo. Dopo aver premuto il pulsante di scatto, non potevo fare un altro scatto per alcuni secondi, che sembra un'eternità quando sto cercando di catturare la foto perfetta. Ho decisamente perso scatti a causa di questo ritardo.Questo non è una novità per i telefoni Pixel. Ho notato lo stesso problema sul mio Pixel 9 Pro l'anno scorso, anche se accadeva più frequentemente sul telefono dell'anno scorso. Forse le prestazioni di Google stanno migliorando, ma se il Tensor G5 non è nemmeno abbastanza veloce da tenere il passo con la fotocamera del Pixel 10 Pro, allora Google deve ripensare seriamente la sua strategia del processore. È tempo di chiedere aiuto a Qualcomm, o forse anche a MediaTek. Qualsiasi cosa sarebbe meglio di un altro chip Tensor in un telefono Pixel. L'anomalia prestazionale più strana è costituita dai punteggi dei benchmark del Pixel 10 Pro confrontati con il modello base Pixel 10. Con meno RAM – 12GB invece dei 16GB sul modello Pro – il Pixel 10 ha comunque battuto il Pixel 10 Pro in molti test di benchmark. Nei test CPU come Geekbench 6.4, e nei test grafici come il test 3DMark Wild Life Extreme Unlimited, il Pixel 10 ha ottenuto punteggi più alti del Pixel 10 Pro e del Pixel 10 Pro XL. Sembra una pessima ottimizzazione da parte di Google. Non dovrebbe esserci motivo per cui il telefono meno costoso batte i modelli Pro con più RAM, tecnologia di archiviazione più veloce e altri presunti vantaggi.</p><ul><li><strong>• Performance punteggio: 3 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-batteria"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Batteria</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4787px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="Nky3QM7bcSwuNCFsrhmjNS" name="Google Pixel 10 Pro review-8" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Nky3QM7bcSwuNCFsrhmjNS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4787" height="2693" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• La durata della batteria dovrebbe essere molto migliore - colpa dei chip Tensor</strong></li><li><strong>• La ricarica magnetica aiuta molto, ma la ricarica resta un problema</strong></li></ul><p>Il Pixel 10 Pro è durato per un'intera giornata di utilizzo nella maggior parte dei giorni della mia settimana di test degli ultimi telefoni Pixel. Ci sono stati solo due giorni in cui ho dovuto ricaricare il telefono prima di andare a letto, ed erano entrambi giorni con molte riprese video, come il mio giorno all'air show di Orange County, New York – girare video di aerei scarica la batteria più velocemente, apparentemente. Ciò che rende questo così frustrante è che il Pixel 10 Pro non è migliorato molto rispetto al Pixel 9 Pro. Nei test di batteria Future Labs, il 10 Pro è durato circa 15 minuti più a lungo del modello Pro dell'anno scorso. Mi aspettavo molto più miglioramento.</p><p>Perché? Perché ogni altro telefono Android è migliorato drasticamente quest'anno, se hanno uno Qualcomm Snapdragon 8 Elite all'interno. Telefoni come il Galaxy S25 o <a href="https://www.techradar.com/phones/oneplus-phones/oneplus-13-review">OnePlus 13</a> che sono passati all'ultimo chip di Qualcomm hanno anche visto ore di miglioramenti nella durata della batteria.</p><p></p><ul><li><strong>• Battery punteggio: 3 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-ne-vale-la-pena"><span>Google Pixel 10 Pro, ne vale la pena?</span></h3><div ><table><caption>Scheda valutazione Google Pixel 10 Pro</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Rapporto qualità-prezzo</p></td><td  ><p>Telefono più raffinato e interessante dei flagship simili come l'iPhone 16 Pro o Galaxy S25 Plus, ma c'è ampio margine affinché Google offra di più (o abbassi il prezzo per le festività).</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Design eccellente che perfeziona ulteriormente l'estetica Pixel, con materiali ottimi e colori eleganti e durevoli. Non serve cambiare nulla qui; il Pixel era già un telefono dal bell'aspetto.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Caratteristica distintiva del Pixel 10 Pro. I display dei telefoni Google sono sempre eccezionali, e questo schermo è più luminoso e nitido di qualsiasi altro display mai visto (e li ho visti tutti).</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>Mix di strumenti utili e aggiunte IA discutibili. Il modello Pro vale l'upgrade grazie alle funzioni IA non presenti sui Pixel economici, ma alcune novità come Magic Cue non hanno funzionato come promesso da Google.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere</p></td><td  ><p>Alcune delle migliori fotocamere disponibili su smartphone, con strumenti e assistenti IA unici. L'IA talvolta esagera, ma i risultati finali sono più impressionanti di quelli degli amici.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prestazioni</p></td><td  ><p>Prestazioni deludenti dal chip Tensor G5. La maggior parte delle funzioni gira abbastanza veloce, ma ho riscontrato ritardi nella fotocamera tra uno scatto e l'altro, e il chipset non era veloce o efficiente come i recenti flagship Android.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Autonomia sufficiente, ma ogni altro telefono Android ha visto grandi miglioramenti con chip più veloci, mentre il Pixel alimentato da Tensor è rimasto indietro. Pixelsnap e la ricarica magnetica aiutano a colmare il divario e mantengono il telefono carico abbastanza per durare un giorno.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="compralo-se-2">Compralo se...</h2><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi essere produttivo con il tuo Pixel</strong><br><strong>Al Pixel 10 mancano alcune delle migliori funzioni del Pixel 10 Pro, come il filtraggio chiamate IA che prende appunti e non ti fa perdere dettagli</strong></p><p></p></div><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Non puoi farti vedere con un telefono dai colori sgargianti</strong><br><strong>Oggi Pro significa sobrio, e il Pixel 10 Pro arriva in colori piacevoli ma meno accesi dell'Indigo o Lemongrass del Pixel 10</strong></p><p></p></div><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi il miglior camera phone... forse</strong><br><strong>Il Pixel 10 Pro ha scattato foto migliori del mio iPhone 16 Pro... nella maggior parte dei casi. Faremo molti più test prima di proclamarlo il migliore, però</strong></p><p></p></div><h2 id="non-comprarlo-se-2">Non comprarlo se...</h2><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Non prevedi di comprare accessori magnetici</strong><br><strong>Pixelsnap ricarica più lentamente, ma la comodità rende il Pixel 10 Pro un'esperienza molto migliore, soprattutto considerando le sue prestazioni mediocri della batteria</strong></p><p></p></div><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Giochi molto a giochi mobile con grafica intensa</strong><br><strong>Non ho avuto troppi problemi con le prestazioni lente del chipset Tensor G5, ma i gamer seri potrebbero preferire uno Snapdragon</strong></p><p></p></div><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi davvero il miglior camera phone</strong><br><strong>Il 10 Pro ha le stesse fotocamere del Pro XL, ma lo schermo più grande e la batteria più capiente dell'XL rendono il telefono più grande la scelta migliore per la fotografia</strong></p><p></p></div><h2 class="article-body__section" id="section-considera-anche"><span>Considera anche...</span></h2><div class="product"><p></p><p>Pixel 10 Pro XL<br>Con un po' più di soldi, ottieni un display e una batteria più grandi, ricarica più veloce e più memoria interna. L'XL è la mia prima scelta per il divertimento Pixel.</p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-10-pro-xl-review" data-dimension112="cc32b29e-2d3f-4b79-ac19-fef8ec3a301b" data-action="Deal Block" data-label="recensione approfondita del Google Pixel 10 Pro XL" data-dimension48="recensione approfondita del Google Pixel 10 Pro XL" data-dimension25="">recensione approfondita del Google Pixel 10 Pro XL</a></p><p></p></div><div class="product"><p></p><p>Apple iPhone 16 Pro<br>Apple ha una dura concorrenza, ma se tutti i tuoi amici hanno un iPhone, ti mancheranno le funzioni specifiche di iOS che tengono unito il culto di Apple.</p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/iphone-16-pro-review" data-dimension112="e0bab065-5928-4611-bb95-7995f5f7a9bd" data-action="Deal Block" data-label="recensione approfondita dell'Apple iPhone 16 Pro" data-dimension48="recensione approfondita dell'Apple iPhone 16 Pro" data-dimension25="">recensione approfondita dell'Apple iPhone 16 Pro</a></p><p></p></div><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol empty" ></td><td  ><p>Google Pixel 10 Pro</p></td><td  ><p>Google Pixel 10 Pro XL</p></td><td  ><p>Apple iPhone 16 Pro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ></td><td  ></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>6.3-inch Super Actua</p></td><td  ><p>6.8-inch Super Actua</p></td><td  ><p>6.3-inch Super Retina</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ricarica</p></td><td  ><p>30W cavo; 15W wireless</p></td><td  ><p>45W cavo; 25W wireless</p></td><td  ><p>30W cavo; 25W wireless</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risultati batteria (HH:MM:SS)</p></td><td  ><p>13:43:30</p></td><td  ><p>14:20:57</p></td><td  ><p>14:07:53</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-il-google-pixel-10-pro"><span>Come ho testato il Google Pixel 10 Pro</span></h3><p>Ho testato il Google Pixel 10 Pro per una settimana, insieme al Pixel 10 e al Pixel 10 Pro XL. Ho usato il Pixel 10 Pro come telefono di lavoro con i miei account di lavoro ad alta sicurezza. Ho caricato il telefono con più di cento app e account Google multipli. Ho usato il Pixel 10 Pro come fotocamera, testando ogni funzionalità della fotocamera. Ho usato le funzionalità IA per fare domande e generare immagini di esempio. Ho collegato Magic Cue a tutte le informazioni del mio account Google personale, e ho alimentato il Pixel 10 Pro con una dieta regolare di screenshot dei miei affari personali per l'app Screenshots. Ho collegato il Pixel 10 Pro al mio Pixel Watch 3, ai miei Pixel Buds Pro e a molti altri auricolari e dispositivi Bluetooth. Ho usato Android Auto nella mia Kia e nelle auto Acura e Subaru dei miei amici, e mi sono collegato al Bluetooth in una vecchia BMW. Testo telefoni da più di 20 anni, dai tempi degli smartphone BlackBerry e Palm OS e dei telefoni flip Samsung. Ho testato centinaia di dispositivi personalmente, e i nostri esperti Future Labs ne hanno testati centinaia di più.Future Labs testa i telefoni utilizzando un mix di software di benchmark di terze parti e test proprietari del mondo reale. Usiamo Geekbench, CrossMark, JetStream, WebXPRT e Mobile XPRT, e 3DMark per i test di prestazioni. Testiamo le prestazioni di un telefono nelle attività di editing video usando Adobe Premiere Rush. Misuriamo anche l'output del colore del display e la luminosità.Per i test della batteria, abbiamo test di scaricamento proprietari che sono gli stessi per ogni telefono, che usiamo per determinare quanto tempo impiega la batteria a scaricarsi.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/google-pixel-phones/recensione-pixel-10-pro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il Google Pixel 10 Pro è un ottimo aggiornamento del Pixel vincente dello scorso anno, con IA che sembra più utile che invadente e le migliori funzioni fotocamera di sempre. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Google Pixel Phones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ philip.berne@futurenet.com (Philip Berne) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Philip Berne ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AiJgmSv3op5mxNcMmyZ3dQ-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Phil Berne is a preeminent voice in consumer electronics reviews, starting more than 20 years ago at eTown.com. Phil has written for Engadget, The Verge, PC Mag, Digital Trends, Slashgear, TechRadar, AndroidCentral, and was Editor-in-Chief of the sadly-defunct infoSync. Phil holds an entirely useful M.A. in Cultural Theory from Carnegie Mellon University. He sang in numerous college a cappella groups.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;When the dotcom bubble burst, Phil turned to teaching, and spent five years teaching High School English in the NYC Public Schools, then in the Boston Public Schools. During that time, he also worked as a Mac Specialist at the Apple Store. While at the Apple Store, Phil started writing accessory reviews for Mac News Network.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In 2006, Phil became the Senior Editor at InfoSync World, reviewing every bit of modern consumer tech, from iPods to PDAs to Blackberry phones. Phil quickly worked his way up to Editor-in-Chief of infoSync. In 2010, Philip joined PhoneScoop as a reviewer. He wrote a regular culture and technology column for SlashGear. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In 2011, Philip was recruited by Samsung to review top secret, upcoming devices and predict how those devices would score in reviews. With top engineers and a scientific lab, Philip tested every new device from Samsung and competitors, using the same review techniques used by Consumer Reports, CNET, and other top tech publications. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Phil is certified in Google AI Essentials. He has a High School English teaching license (and years of teaching experience) and is a Red Cross certified Lifeguard. His passion is the democratizing power of mobile technology. Before AI came along he was totally sure the next big thing would be something we wear on our faces.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-in-due-minuti"><span>Google Pixel 10 Pro: recensione in due minuti</span></h3><p></p><p>Il Google Pixel 10 Pro è il telefono che non mi sarei mai aspettato da Google – uno smartphone più desiderabile del <a href="https://www.techradar.com/news/best-iphone">miglior iPhone</a>. Praticamente in ogni aspetto, il flagship di Google punta al suo principale concorrente (e partner commerciale) e colpisce nel segno. Ha un aspetto straordinario, scatta foto stellari ed è un piacere da usare, con funzionalità sorprendenti che rendono la vita più facile. Il Pixel 10 Pro mantiene le promesse che Apple non è riuscita a mantenere, e i fan di iPhone dovrebbero prenderne nota – potrebbe essere il momento di considerare un Android.</p><p>Il <a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-10-review">Pixel 10</a> è anche un bel telefono, ma il Pixel 10 Pro è un grande passo avanti in ogni modo, dentro e fuori. Non si ottiene solo un hardware migliore; anche il software di Google è più capace sul Pixel 10 Pro, e le funzionalità bonus sono quelle che uso continuamente.</p><p>Ho avuto il Pixel 10 Pro solo per una settimana prima di pubblicare questa recensione, ma dico continuamente perché ho usato il Pixel 9 Pro come telefono di lavoro principale per la maggior parte dell'anno passato. Non ha tutte le funzionalità o la personalizzazione che troverai su un <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-plus-review">Samsung Galaxy S25 Plus</a>, ma offre gli strumenti più utili che ho trovato – e funzionano davvero.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4721px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.66%;"><img id="Xxt2KtbPvUgiuY9YFua55K" name="Google Pixel 10 Pro-5-2" alt="Google Pixel 10 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Xxt2KtbPvUgiuY9YFua55K-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4721" height="3147" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Pixel 10 Pro on Google's Pixelsnap charging stand </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Il Pixel 10 Pro non è solo una potenza software; mantiene le migliori caratteristiche hardware del Pixel. Non credo che Google riceva abbastanza riconoscimento per i suoi straordinari display, e il Pixel 10 Pro migliora in qualche modo rispetto al Pixel 9 Pro dell'anno scorso con un display più luminoso e nitido di qualsiasi altro schermo telefonico che vedrai. Ha un aspetto fantastico in tutte le condizioni, anche quando scatto foto all'aperto sotto il sole.</p><p>Anche quelle foto avranno un aspetto fantastico, e il Pixel 10 Pro (e il <a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-10-pro-xl-review">Pixel 10 Pro XL</a>, che ha esattamente le stesse fotocamere) potrebbe essere il miglior camera phone che puoi acquistare. Ho testato il Pixel 10 Pro contro l'<a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/iphone-16-pro-max-review">iPhone 16 Pro Max</a> durante il periodo di recensione, e il Pixel ha scattato foto altrettanto colorate e spesso più dettagliate. Ha gestito la fotografia notturna con poca luce come se fosse pieno giorno, creando le foto notturne più nitide che abbia mai scattato.</p><p>È un piacere agganciare il mio Pixel 10 Pro sul mio elegante <a href="https://www.techradar.com/phones/phone-accessories/anker-maggo-wireless-charging-station-3-in-1-stand-review">supporto di ricarica Anker MagSafe</a>, poi staccarlo e attaccare il mio <a href="https://www.urbanarmorgear.com/products/metropolis-kevlar-wallet/">portafoglio kevlar UAG</a> quando esco. Se rimango senza batteria quando sono fuori, posso usare un <a href="https://www.techradar.com/news/top-portable-chargers">power bank MagSafe</a> – persino la batteria MagSafe originale Apple funziona con la famiglia Pixel 10.</p><p></p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/KQjqnCHmtiQ" allowfullscreen></iframe></div></div><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Prezzo e disponibilità</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6016px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="NPsqB82NbNsKAPrFf7rdW" name="Google Pixel 10 Pro XL and Google Pixel 10 Pro and Google Pixel 10 review" alt="Google Pixel 10 Pro XL in Porcelain against a blue background with a green neon Android figurine in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NPsqB82NbNsKAPrFf7rdW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6016" height="3384" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL (left to right) </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Disponibile in colori sobri e professionali</strong></li></ul><p>Il Pixel 10 Pro è disponibile per l'ordine immediato. Puoi ottenere i modelli Pro con fino a 1TB di archiviazione, ma quella capacità è disponibile solo sul (noioso) modello nero Obsidian.</p><p></p><p>Anche se mi piace molto il design del Pixel, mi mancano i giorni in cui i Pixel arrivavano in combinazioni di colori uniche, con opzioni bicolore e tonalità particolari. Il Pixel 10 Pro di oggi arriva in un bel verde Lemongrass, il colore del mio campione recensione, oltre a una serie di toni smorzati. I Googlers sembravano preferire il colore Moonstone.</p><p></p><p>A differenza del Pixel 10 Pro XL, il modello Pro inizia con soli 128GB di archiviazione interna, e consiglierei un upgrade – specialmente se scatti molte foto e video. Puoi cavartela con 128GB se usi principalmente l'archiviazione cloud e non scarichi grandi app di gioco, ma il modello Pro dovrebbe davvero partire da 256GB. Il modello da 1TB sarebbe sicuramente eccessivo a meno che tu non abbia davvero bisogno di tanto spazio, come per la produzione video. Per fortuna il Pixel 10 Pro ha 16GB di RAM, anche se non ho visto un grande aumento delle prestazioni rispetto al modello Pixel 10 da 12GB. Sospetto che la RAM sarà ancora più utile in futuro, dato che le funzionalità IA che saltano tra il chipset del telefono e il cloud per l'elaborazione tendono a usare molta più RAM delle app base.</p><p></p><p>Il Pixel 10 Pro ha un prezzo competitivo considerando che ha quasi tutte le migliori funzionalità di Google (vorrei che la velocità di ricarica fosse più veloce).</p><ul><li><strong>Valore: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-specifiche-tecniche"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Specifiche tecniche</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5116px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oQjNK5k57ctEvkr8onXdtS" name="Google Pixel 10 Pro review-7" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oQjNK5k57ctEvkr8onXdtS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5116" height="2878" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Dopo che il Pixel 9 Pro ha rinnovato il design Pixel l'anno scorso, non mi aspettavo un grande salto nelle specifiche quest'anno. Invece, abbiamo miglioramenti minori ma significativi come le funzionalità magnetiche Pixelsnap, che sono un ottimo upgrade, anche se non rendono il telefono più veloce. Gli obiettivi e i sensori della fotocamera sono rimasti invariati, ma Google afferma che il nuovo chipset Tensor G5 presenta un processore di segnale immagine migliorato, che si traduce in foto migliori e un'esperienza di scatto migliore.</p><p>Confrontato con altri telefoni a questo prezzo, il Pixel 10 Pro regge il confronto. L'<a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/iphone-16-pro-review">iPhone 16 Pro</a> ha anche tre fotocamere, ma usa sensori più piccoli sulle lenti ultra-wide e teleobiettivo. Se ti importano davvero le specifiche, il <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-plus-review">Samsung Galaxy S25 Plus</a> ti offre un display più grande e nitido, e tutte le fotocamere e funzionalit à che potresti desiderare – ma questo non lo rende un telefono migliore.</p><p></p><div ><table><caption>Specifiche Google Pixel 10 Pro</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni:</p></td><td  ><p>152.8 x 72.0 x 8.6mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>204g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.3-inch Actua display</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>1080 x 2424 pixels</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Frequenza aggiornamento:</p></td><td  ><p>60-120Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità massima:</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset:</p></td><td  ><p>Google Tensor G5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RAM:</p></td><td  ><p>12GB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria:</p></td><td  ><p>128GB / 256GB / 512GB / 1TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>OS:</p></td><td  ><p>Android 16</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere principali</p></td><td  ><p>50MP wide; 48MP ultra-wide; 48MP teleobiettivo (zoom 5x)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera selfie:</p></td><td  ><p>42MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria:</p></td><td  ><p>4,870mAh</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ricarica:</p></td><td  ><p>30W cavo; 15W Qi2 wireless (magnetica)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Obsidian, Porcelain, Jade, Moonstone</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-design"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Design</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5216px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2MVzBc4KE5kFUgCgGjgktT" name="Google Pixel 10 Pro review-1" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2MVzBc4KE5kFUgCgGjgktT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5216" height="2934" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Praticamente identico al Pixel 10, il che è positivo</strong></li><li><strong>• Design semplice (con una piccola eccezione) - anche questo è positivo</strong></li></ul><p>Il Google Pixel 10 Pro ha una sensazione lucida e solida che emana qualità premium. Con ogni generazione di telefono Pixel Pro, i bordi sembrano più rifiniti, gli spazi tra i componenti più strettamente allineati.</p><p>Sto usando la custodia che Google ha fornito con il Pixel 10 Pro – una custodia verde lime perfettamente abbinata al mio campione recensione verde Pixel 10. La stessa custodia va bene per entrambi i telefoni, e infatti anche la mia vecchia custodia <a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-9-review">Pixel 9</a> si adatta perfettamente al Pixel 10 Pro. È un buon design, e sono felice di vederlo rimanere per un altro anno circa.</p><p></p><ul><li><strong>• Design punteggio: 4 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-display"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Display</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4443px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4r4Ccd5WwNjU3N44pznXgR" name="Google Pixel 10 Pro review-6" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4r4Ccd5WwNjU3N44pznXgR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4443" height="2499" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Display eccellente, molto luminoso e colorato</strong></li><li><strong>• Ancora più nitido del Pixel 10 Pro XL</strong></li></ul><p>Non posso raccomandare abbastanza il display del Pixel 10 Pro – supera le aspettative e rende il Pixel 10 Pro uno dei telefoni migliori per la qualità dello schermo. Che tu stia guardando video, scattando foto alla luce del sole, o semplicemente scorrendo menu e doom, il Pixel 10 Pro è uno dei migliori display che userai. Preferisco il Pixel 10 Pro XL nel complesso, perché voglio solo più display sul mio Pixel, ma il Pixel 10 Pro ha i suoi vantaggi. Google ha inserito più pixel per pollice sul 10 Pro, rendendo il display tecnicamente più nitido dello schermo del Pro XL. Non ho davvero notato la differenza, però, ed entrambi i display sono molto nitidi. Il Pixel 10 Pro ha anche funzionato ammirevol mente nei nostri test Future Labs, e ha surclassato la concorrenza con la sua potenza del display. Tutti i produttori di telefoni si vantano di una luminosità di picco teorica: Google afferma che il Pixel 10 Pro può raggiungere 3.300 nit, Samsung afferma che i suoi telefoni possono raggiungere 2.600 nit, mentre Apple dice che l'iPhone 16 Pro può raggiungere 2.000 nit. Nessuno di questi numeri è reale. Nelle nostre condizioni di laboratorio più rigorose, abbiamo portato il Pixel 10 Pro a emettere più di 2.500 nit di luminosità dal display. Questo è lontano dai 3.300 dichiarati, ma molto più luminoso della concorrenza. Il Galaxy S25 Ultra non riusciva a raggiungere 1.900 nit, e l'iPhone 16 Pro di Apple era bloccato poco sopra i 1.500 nit. In altre parole, non erano solo i miei occhi a vedere uno schermo più luminoso sul Pixel 10 Pro; i nostri test dimostrano che il display Super Actua di Google è lo schermo per smartphone più luminoso tra tutti i migliori produttori di telefoni.</p><ul><li><strong>• Display punteggio: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-software"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Software</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4993px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="NnVWJtMJk6XJeAhWJKGNBT" name="Google Pixel 10 Pro review-3" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NnVWJtMJk6XJeAhWJKGNBT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4993" height="2809" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Funzioni IA utili che non trovi altrove (nemmeno sul Pixel 10)</strong></li><li><strong>• Magic Cue sembra utile, oppure puoi semplicemente ignorarlo</strong></li></ul><p>Il Pixel 10 Pro ha un'interfaccia raffinata che completa il design hardware ponderato. È molto facile configurare il telefono e usare ogni funzionalità. Google continua a migliorare e perfezionare la sua versione Pixel di Android in modi sottili ma significativi, come il sorprendentemente divertente creatore di sfondi AI, e i temi drammatici che cambiano lentamente i colori dei tuoi widget e icone delle app durante la giornata.L'ultima funzionalità AI di Google è Magic Cue, uno strumento che offre suggerimenti utili con informazioni direttamente dalle tue app Google. Leggerà i tuoi messaggi, la tua email, il tuo calendario e molte altre fonti che specifichi. Poi, quando hai bisogno di un numero di telefono specifico, o hai bisogno dell'indirizzo del ristorante dove hai una prenotazione, Magic Cue offrirà un pulsante rapido a quell'info. Puoi toccare il pulsante o ignorarlo, tutto qui.Magic Cue funziona direttamente sul tuo telefono, quindi non devi condividere nulla con Google – scansiona la tua Gmail e altre app e dati, ma la modellazione AI viene gestita sul tuo telefono. Ciò significa che consuma meno energia e meno dati cellulari, e mantiene le tue informazioni private. Vorrei che tutto funzionasse come pubblicizzato. Sfortunatamente, alcune delle funzionalità promesse di Magic Cue non hanno mai funzionato per me – non è mai riuscito a trovare le mie prenotazioni alberghiere per un prossimo viaggio. Google pensa che potrei aver fatto quelle prenotazioni troppo tempo fa – Magic Cue cerca solo l'ultimo mese circa della tua Gmail, non tutta la tua cronologia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6132px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7NV4HJJSHQuJ2t9neMu2nL" name="Google Pixel 10 Pro-3" alt="Google Pixel 10 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7NV4HJJSHQuJ2t9neMu2nL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6132" height="3449" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Magic Cue è una grande funzionalità? Penso che sia uno dei maggiori passi avanti per un'interfaccia telefonica che integra l'IA, e la cosa migliore è che potresti non sapere mai di usarla. A meno che non premi a lungo uno dei suoi suggerimenti, non vedrai nemmeno il nome 'Magic Cue', né dovrai aprire un'app Magic Cue per farla funzionare. Succede in silenzio e offre strumenti utili. Penso che questo sia il futuro dell'IA per smartphone, e sono entusiasta di vedere dove andrà. Oltre a Magic Cue, il Pixel 10 Pro e il Pixel 10 Pro XL ottengono alcune funzionalità IA che il Pixel 10 non ha, e le trovo inestimabili. Ho usato un Pixel 9 Pro come telefono di lavoro principale quest'anno passato, e l'ho lasciato rispondere e filtrare tutte le chiamate da numeri che non riconosco. Il Pixel 10 Pro ha la stessa fantastica funzionalità di screening delle chiamate, oltre a un efficace strumento di presa appunti che trascriverà le tue conversazioni telefoniche facilmente come trascrive una riunione di lavoro. Avverte tutti sulla chiamata che sta prendendo appunti, quindi non ci sono preoccupazioni sulla privacy. Il Pixel 10 Pro di Google è pieno di funzionalità, ma a differenza dei dispositivi Galaxy S25 di Samsung, queste non intralciano. Mentre Samsung ha letteralmente finestre pop-up e pannelli scorrevoli che appaiono dal nulla e occupano spazio sullo schermo, apprezzo che puoi prendere o lasciare la maggior parte delle ultime funzionalità di Google, e non ti daranno fastidio troppo. Anche Apple può diventare stancante con i suoi promemoria dell'app Journal, mentre la nuova app Google Journal non sembrava disturbarmi così spesso.</p><ul><li><strong>• Software punteggio: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-fotocamere"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Fotocamere</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4347px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4EKdHWH5ECZxsNtbEmvWUR" name="Google Pixel 10 Pro review-5" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4EKdHWH5ECZxsNtbEmvWUR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4347" height="2445" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Le fotocamere producono immagini migliori del mio iPhone 16 Pro</strong></li><li><strong>• Le nuove funzioni IA sono interessanti, ma hanno troppi limiti</strong></li></ul><p>Il Pixel 10 Pro presenta alcune delle migliori fotocamere mai viste su un telefono Pixel di Google, il che rende questo uno dei migliori camera phone che puoi acquistare. Ho testato questo telefono contro il mio iPhone 16 Pro, e di solito produceva immagini altrettanto colorate ma più dettagliate rispetto a quanto riuscivano a fare le fotocamere dell'iPhone. Per le foto con poca luce, non c'era gara. Il Pixel ha semplicemente spazzato via l'iPhone con maggiore visibilità, messa a fuoco più nitida e colori migliori di notte.Il Pixel 10 Pro ha un obiettivo zoom ottico 5x, e puoi usare l'IA per zoomare molto più in là. Se passi alla risoluzione 12MP, il Pixel 10 Pro zoomerà fino a 100x, che francamente è più lontano di quanto il telefono possa gestire – a quella distanza, non c'era abbastanza stabilizzazione dell'immagine per mantenere il mio soggetto nell'inquadratura mentre le mie mani tremavano leggermente. Il Pixel 10 Pro ha creato immagini zoomate che sembravano più chiare con meno rumore rispetto a scatti simili presi con l'iPhone 16 Pro e il suo obiettivo 5x e zoom digitale 25x. A volte la fotocamera del Pixel 10 è andata troppo in là e ha levigato texture che avrei voluto mantenere, ma i risultati finali erano sempre più piacevoli e impressionanti da condividere rispetto ai miei scatti iPhone e Galaxy, nonostante ciò che si è perso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4382px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SruHc595HQoyiWwucrvxrR" name="Google Pixel 10 Pro review-4" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SruHc595HQoyiWwucrvxrR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4382" height="2465" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">You can edit in Google photos using natural language thanks to AI </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>C'è una nuova funzionalità Camera Coach che usa uno strumento IA per analizzare il tuo scatto e offrire suggerimenti per renderlo migliore. Ne parlo molto più in dettaglio nella mia recensione del Pixel 10, ma il risultato è che è un assistente didattico interessante che può darti alcuni utili consigli per l'inquadratura fotografica. Si applicano ancora i soliti avvertimenti e caveat sull'IA riguardo al furto di conoscenza umana senza attribuzione. Google ha anche migliorato i suoi strumenti di editing in Google Foto. Invece di modificare una foto tu stesso, puoi usare il linguaggio naturale per descrivere all'IA di Google cosa vuoi che venga fatto alla tua foto. Potresti dire "rimuovi quel passante" o "rendi il cielo più drammatico", e Google farà del suo meglio per soddisfare la tua richiesta. Nella mia esperienza, ha azzeccato due terzi dei miei suggerimenti di modifica. I risultati finali sono comunque molto buoni, ma se hai esperienza con il fotoritocco probabilmente puoi eseguire modifiche e ritocchi semplici più velocemente da solo. L'attesa per le modifiche era frustrante quando i risultati finali non erano quello che volevo.</p><ul><li><strong>• Camera punteggio: 5 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-esempi-fotografici"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Esempi fotografici</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QApnPbZVgozPprKmLjWVJa-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KPXW7WWXWVvD5zfNDV5PJn-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MpvspAcKcTdQTio922vPif-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RCoQdAK6otQZHm9HfVQicY-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SFTesyuwxhtrFdwkDadHjU-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Qj7yMxKixjBpCT2UqD8ZGC-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/o5Sks64JY7SgLx9pxTxNy4-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RxhjYWCgLCXqQimL4V3vU4-1920-80.jpg" alt="Camera image samples taken with the Google Pixel 10 Pro and Pixel 10 Pro XL" /><figcaption><small role="credit">Philip Berne / Future</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-prestazioni"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Prestazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5038px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SBsMudf6LBmhszfNiQsQmS" name="Google Pixel 10 Pro review-12" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SBsMudf6LBmhszfNiQsQmS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5038" height="2834" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Le prestazioni sono inferiori a tutti gli altri telefoni a questo prezzo</strong></li><li><strong>• Non è nemmeno più veloce del Pixel 10? Non molto Pro...</strong></li></ul><p>Come ogni Pixel degli ultimi cinque anni o più, il Pixel 10 Pro deluderà gli acquirenti di smartphone alla ricerca del telefono più veloce in circolazione. Il chipset Tensor G5 all'interno è francamente un po' lento, e anche se non fa differenza nella maggior parte dei casi d'uso, ci sono momenti in cui il Pixel 10 Pro soffre.Navigare nei nuovi design dell'interfaccia Material 3 Expressive, scorrere lunghi menu di app ed elenchi e avviare le mie app erano tutti straordinariamente veloci. Mi aspettavo più ritardo, ma il Pixel 10 Pro naviga la propria interfaccia come una macchina da corsa. L'unico vero ritardo che ho visto era quando usavo le funzionalità della fotocamera più avanzate. Scattando foto base a risoluzione 12MP, non ho avuto problemi, ma quando ho aumentato la risoluzione a 50MP, o se ho aggiunto più funzionalità come Top Shot o foto in movimento, c'era spesso un lungo ritardo. Dopo aver premuto il pulsante di scatto, non potevo fare un altro scatto per alcuni secondi, che sembra un'eternità quando sto cercando di catturare la foto perfetta. Ho decisamente perso scatti a causa di questo ritardo.Questo non è una novità per i telefoni Pixel. Ho notato lo stesso problema sul mio Pixel 9 Pro l'anno scorso, anche se accadeva più frequentemente sul telefono dell'anno scorso. Forse le prestazioni di Google stanno migliorando, ma se il Tensor G5 non è nemmeno abbastanza veloce da tenere il passo con la fotocamera del Pixel 10 Pro, allora Google deve ripensare seriamente la sua strategia del processore. È tempo di chiedere aiuto a Qualcomm, o forse anche a MediaTek. Qualsiasi cosa sarebbe meglio di un altro chip Tensor in un telefono Pixel. L'anomalia prestazionale più strana è costituita dai punteggi dei benchmark del Pixel 10 Pro confrontati con il modello base Pixel 10. Con meno RAM – 12GB invece dei 16GB sul modello Pro – il Pixel 10 ha comunque battuto il Pixel 10 Pro in molti test di benchmark. Nei test CPU come Geekbench 6.4, e nei test grafici come il test 3DMark Wild Life Extreme Unlimited, il Pixel 10 ha ottenuto punteggi più alti del Pixel 10 Pro e del Pixel 10 Pro XL. Sembra una pessima ottimizzazione da parte di Google. Non dovrebbe esserci motivo per cui il telefono meno costoso batte i modelli Pro con più RAM, tecnologia di archiviazione più veloce e altri presunti vantaggi.</p><ul><li><strong>• Performance punteggio: 3 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-recensione-batteria"><span>Google Pixel 10 Pro recensione: Batteria</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4787px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="Nky3QM7bcSwuNCFsrhmjNS" name="Google Pixel 10 Pro review-8" alt="Google Pixel 10 Pro in Jade with checkered tile backsplash background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Nky3QM7bcSwuNCFsrhmjNS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4787" height="2693" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• La durata della batteria dovrebbe essere molto migliore - colpa dei chip Tensor</strong></li><li><strong>• La ricarica magnetica aiuta molto, ma la ricarica resta un problema</strong></li></ul><p>Il Pixel 10 Pro è durato per un'intera giornata di utilizzo nella maggior parte dei giorni della mia settimana di test degli ultimi telefoni Pixel. Ci sono stati solo due giorni in cui ho dovuto ricaricare il telefono prima di andare a letto, ed erano entrambi giorni con molte riprese video, come il mio giorno all'air show di Orange County, New York – girare video di aerei scarica la batteria più velocemente, apparentemente. Ciò che rende questo così frustrante è che il Pixel 10 Pro non è migliorato molto rispetto al Pixel 9 Pro. Nei test di batteria Future Labs, il 10 Pro è durato circa 15 minuti più a lungo del modello Pro dell'anno scorso. Mi aspettavo molto più miglioramento.</p><p>Perché? Perché ogni altro telefono Android è migliorato drasticamente quest'anno, se hanno uno Qualcomm Snapdragon 8 Elite all'interno. Telefoni come il Galaxy S25 o <a href="https://www.techradar.com/phones/oneplus-phones/oneplus-13-review">OnePlus 13</a> che sono passati all'ultimo chip di Qualcomm hanno anche visto ore di miglioramenti nella durata della batteria.</p><p></p><ul><li><strong>• Battery punteggio: 3 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-google-pixel-10-pro-ne-vale-la-pena"><span>Google Pixel 10 Pro, ne vale la pena?</span></h3><div ><table><caption>Scheda valutazione Google Pixel 10 Pro</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Rapporto qualità-prezzo</p></td><td  ><p>Telefono più raffinato e interessante dei flagship simili come l'iPhone 16 Pro o Galaxy S25 Plus, ma c'è ampio margine affinché Google offra di più (o abbassi il prezzo per le festività).</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Design eccellente che perfeziona ulteriormente l'estetica Pixel, con materiali ottimi e colori eleganti e durevoli. Non serve cambiare nulla qui; il Pixel era già un telefono dal bell'aspetto.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Caratteristica distintiva del Pixel 10 Pro. I display dei telefoni Google sono sempre eccezionali, e questo schermo è più luminoso e nitido di qualsiasi altro display mai visto (e li ho visti tutti).</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>Mix di strumenti utili e aggiunte IA discutibili. Il modello Pro vale l'upgrade grazie alle funzioni IA non presenti sui Pixel economici, ma alcune novità come Magic Cue non hanno funzionato come promesso da Google.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere</p></td><td  ><p>Alcune delle migliori fotocamere disponibili su smartphone, con strumenti e assistenti IA unici. L'IA talvolta esagera, ma i risultati finali sono più impressionanti di quelli degli amici.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prestazioni</p></td><td  ><p>Prestazioni deludenti dal chip Tensor G5. La maggior parte delle funzioni gira abbastanza veloce, ma ho riscontrato ritardi nella fotocamera tra uno scatto e l'altro, e il chipset non era veloce o efficiente come i recenti flagship Android.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Autonomia sufficiente, ma ogni altro telefono Android ha visto grandi miglioramenti con chip più veloci, mentre il Pixel alimentato da Tensor è rimasto indietro. Pixelsnap e la ricarica magnetica aiutano a colmare il divario e mantengono il telefono carico abbastanza per durare un giorno.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="compralo-se-2">Compralo se...</h2><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi essere produttivo con il tuo Pixel</strong><br><strong>Al Pixel 10 mancano alcune delle migliori funzioni del Pixel 10 Pro, come il filtraggio chiamate IA che prende appunti e non ti fa perdere dettagli</strong></p><p></p></div><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Non puoi farti vedere con un telefono dai colori sgargianti</strong><br><strong>Oggi Pro significa sobrio, e il Pixel 10 Pro arriva in colori piacevoli ma meno accesi dell'Indigo o Lemongrass del Pixel 10</strong></p><p></p></div><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi il miglior camera phone... forse</strong><br><strong>Il Pixel 10 Pro ha scattato foto migliori del mio iPhone 16 Pro... nella maggior parte dei casi. Faremo molti più test prima di proclamarlo il migliore, però</strong></p><p></p></div><h2 id="non-comprarlo-se-2">Non comprarlo se...</h2><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Non prevedi di comprare accessori magnetici</strong><br><strong>Pixelsnap ricarica più lentamente, ma la comodità rende il Pixel 10 Pro un'esperienza molto migliore, soprattutto considerando le sue prestazioni mediocri della batteria</strong></p><p></p></div><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Giochi molto a giochi mobile con grafica intensa</strong><br><strong>Non ho avuto troppi problemi con le prestazioni lente del chipset Tensor G5, ma i gamer seri potrebbero preferire uno Snapdragon</strong></p><p></p></div><div class="product"><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi davvero il miglior camera phone</strong><br><strong>Il 10 Pro ha le stesse fotocamere del Pro XL, ma lo schermo più grande e la batteria più capiente dell'XL rendono il telefono più grande la scelta migliore per la fotografia</strong></p><p></p></div><h2 class="article-body__section" id="section-considera-anche"><span>Considera anche...</span></h2><div class="product"><p></p><p>Pixel 10 Pro XL<br>Con un po' più di soldi, ottieni un display e una batteria più grandi, ricarica più veloce e più memoria interna. L'XL è la mia prima scelta per il divertimento Pixel.</p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-10-pro-xl-review" data-dimension112="cc32b29e-2d3f-4b79-ac19-fef8ec3a301b" data-action="Deal Block" data-label="recensione approfondita del Google Pixel 10 Pro XL" data-dimension48="recensione approfondita del Google Pixel 10 Pro XL" data-dimension25="">recensione approfondita del Google Pixel 10 Pro XL</a></p><p></p></div><div class="product"><p></p><p>Apple iPhone 16 Pro<br>Apple ha una dura concorrenza, ma se tutti i tuoi amici hanno un iPhone, ti mancheranno le funzioni specifiche di iOS che tengono unito il culto di Apple.</p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/iphone-16-pro-review" data-dimension112="e0bab065-5928-4611-bb95-7995f5f7a9bd" data-action="Deal Block" data-label="recensione approfondita dell'Apple iPhone 16 Pro" data-dimension48="recensione approfondita dell'Apple iPhone 16 Pro" data-dimension25="">recensione approfondita dell'Apple iPhone 16 Pro</a></p><p></p></div><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol empty" ></td><td  ><p>Google Pixel 10 Pro</p></td><td  ><p>Google Pixel 10 Pro XL</p></td><td  ><p>Apple iPhone 16 Pro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ></td><td  ></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>6.3-inch Super Actua</p></td><td  ><p>6.8-inch Super Actua</p></td><td  ><p>6.3-inch Super Retina</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ricarica</p></td><td  ><p>30W cavo; 15W wireless</p></td><td  ><p>45W cavo; 25W wireless</p></td><td  ><p>30W cavo; 25W wireless</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risultati batteria (HH:MM:SS)</p></td><td  ><p>13:43:30</p></td><td  ><p>14:20:57</p></td><td  ><p>14:07:53</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-il-google-pixel-10-pro"><span>Come ho testato il Google Pixel 10 Pro</span></h3><p>Ho testato il Google Pixel 10 Pro per una settimana, insieme al Pixel 10 e al Pixel 10 Pro XL. Ho usato il Pixel 10 Pro come telefono di lavoro con i miei account di lavoro ad alta sicurezza. Ho caricato il telefono con più di cento app e account Google multipli. Ho usato il Pixel 10 Pro come fotocamera, testando ogni funzionalità della fotocamera. Ho usato le funzionalità IA per fare domande e generare immagini di esempio. Ho collegato Magic Cue a tutte le informazioni del mio account Google personale, e ho alimentato il Pixel 10 Pro con una dieta regolare di screenshot dei miei affari personali per l'app Screenshots. Ho collegato il Pixel 10 Pro al mio Pixel Watch 3, ai miei Pixel Buds Pro e a molti altri auricolari e dispositivi Bluetooth. Ho usato Android Auto nella mia Kia e nelle auto Acura e Subaru dei miei amici, e mi sono collegato al Bluetooth in una vecchia BMW. Testo telefoni da più di 20 anni, dai tempi degli smartphone BlackBerry e Palm OS e dei telefoni flip Samsung. Ho testato centinaia di dispositivi personalmente, e i nostri esperti Future Labs ne hanno testati centinaia di più.Future Labs testa i telefoni utilizzando un mix di software di benchmark di terze parti e test proprietari del mondo reale. Usiamo Geekbench, CrossMark, JetStream, WebXPRT e Mobile XPRT, e 3DMark per i test di prestazioni. Testiamo le prestazioni di un telefono nelle attività di editing video usando Adobe Premiere Rush. Misuriamo anche l'output del colore del display e la luminosità.Per i test della batteria, abbiamo test di scaricamento proprietari che sono gli stessi per ogni telefono, che usiamo per determinare quanto tempo impiega la batteria a scaricarsi.</p>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione DJI Osmo Nano: una action cam modulare compatta di grande qualità ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-recensione-breve"><span>DJI Osmo Nano: recensione breve</span></h2><p></p><p>La DJI Osmo Nano è l’ultima arrivata nella linea di action camera del brand. Piuttosto che basarsi su un predecessore, è un concetto completamente nuovo, anche se condivide lo stesso sensore CMOS da 1/1,3 pollici della <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/dji-osmo-action-5-pro-review-a-seriously-feature-packed-action-camera">DJI Osmo Action 5 Pro</a>, arrivata alla fine del 2024.</p><p>La gamma delle <a href="https://www.techradar.com/news/best-action-camera">migliori action camera</a> è oggi più diversificata di quanto non fosse anche solo pochi anni fa. I design monoblocco come la <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review">GoPro Hero 13 Black</a> sono ancora popolari, per ragioni sensate come robustezza e durata estesa della batteria, ma i design modulari come la Osmo Nano e la nuova Insta360 Go Ultra stanno diventando più comuni.</p><p>Perché? Non vogliamo più solo tenere in mano le nostre action cam o usare un supporto complicato per attaccarle al manubrio della bici. L’universo della creazione di contenuti continua a crescere, così come il numero e la varietà di luoghi dove abbiamo bisogno che vadano le nostre fotocamere. In poche parole, la Osmo Nano è un’action camera leggera e indossabile. Puoi indossarla al collo, sulla testa, su un cappello o casco, appoggiarla sulla tua auto, bici, o persino attaccarla al tuo cane. È incredibilmente piccola, e a 52g è un grammo più leggera del suo principale concorrente, la Insta360 Go Ultra, uscita un mese prima.</p><p>Il prodotto ha un design modulare ed è costruito come un sistema a due pezzi, con una minuscola unità camera autonoma che si abbina al Multifunctional Vision Dock sottostante. Il dock funge da telecomando, schermo e stazione di ricarica, con un piccolo ma luminoso display da 1,9 pollici per aiutarti a comporre le inquadrature e regolare le impostazioni.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="o9guEFGsNA8j7KeXgaaGYk" name="dji-osmo-nano_14" alt="The DJI Osmo Nano held by a female photographer in a pink top" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/o9guEFGsNA8j7KeXgaaGYk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Queste due parti si uniscono tramite due clip e un forte sistema magnetico, ed è questo magnete che permette anche alla fotocamera di agganciarsi ai vari accessori DJI, per un'ampia gamma di opzioni di montaggio indossabili e a mani libere.</p><p></p><p>Sebbene la fotocamera sia un'unità completamente certificata IPX8 impermeabile fino a 10m, il dock è solo certificato IPX4 per la resistenza agli schizzi, il che ne limita l'uso sotto pioggia intensa o vicino a specchi d'acqua - questo non è un design totalmente robusto.</p><p></p><p>All'interno della fotocamera c'è un sensore CMOS da 1/1,3 pollici, che cattura una gamma dinamica fino a 13,5 stop secondo DJI. Non ho fatto calcoli con le mie immagini di prova su questo, ma ho trovato ottimi livelli di dettaglio e colore sia nelle luci brillanti del cielo che nelle zone più scure e ombreggiate come i tunnel. Sono rimasto genuinamente colpito dal livello di dettaglio e tono che la fotocamera è riuscita a catturare, soprattutto per un sensore così piccolo (in termini di full-frame).</p><p>Per me, DJI è sempre stata un brand per quelli che definirei creatori 'seri', ed è qualcosa che sono contento di vedere che il marchio ha accentuato con la Osmo Nano. Non ci sono filtri 'divertenti' o trucchetti nei menu. Invece, le impostazioni sono ridotte all'essenziale con opzioni sensate e utili; i comandi vocali e i gesti per avviare la registrazione funzionano tutti molto bene per rendere le riprese a mani libere molto più facili.</p><p></p><p>Un grande richiamo per i professionisti è la performance dei colori. Sono rimasto sorpreso nello scoprire che la Osmo Nano può registrare a colori a 10-bit con profili D-Log M e HLG - una funzione di livello professionale che ti dà più margine per la correzione colore in post-produzione, se vuoi modificare manualmente piuttosto che affidarti agli output automatici dell'app DJI Mimo. A 10-bit, ho trovato che i video erano vivaci ma ancora ben bilanciati.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5472px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vLy8FeqKrigmiNZJUcygYX" name="dji-osmo-mimo-app" alt="Screenshots from the DJI Mimo app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vLy8FeqKrigmiNZJUcygYX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5472" height="3078" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Dal punto di vista delle prestazioni, l'Osmo Nano offre risultati eccezionali in alcune aree ma deludenti in altre. La promessa di trasferimento rapido dei file si mantiene, con la versione da 128GB che raggiunge velocità di trasferimento fino a 600MB/s tramite connessione USB 3.1. Questo è un enorme risparmio di tempo. Tuttavia, la durata della batteria è una chiara limitazione. Mentre DJI dichiara fino a 90 minuti dalla fotocamera e 200 minuti con il dock, ho scoperto che girando a 4K/60fps mi avvicinavo di più a soli 60 minuti di registrazione continua. Il lato positivo è che la capacità del dock di ricaricare rapidamente la fotocamera all'80% in circa 20 minuti significa che puoi tornare a girare in pochissimo tempo.</p><p></p><p>Le funzionalità di stabilizzazione RockSteady 3.0 e HorizonBalancing funzionano bene per camminare o attività leggere, e anche quando ho provato a registrare salti con apertura di gambe e braccia e allenamenti ad alta intensità, il filmato era stabile in modalità sport. Anche la qualità audio è buona in generale, e due microfoni integrati catturano suoni stereo immersivi, con una riduzione del vento decente ma non brillante. Un altro vantaggio per i creatori più avanzati è la possibilità di associare la Nano con due microfoni separatamente, e non avrai bisogno di ricevitori se sono di DJI.</p><p></p><p>Sebbene la qualità delle immagini sia buona per una fotocamera di queste dimensioni, è ancora limitata dalle limitazioni del suo fattore di forma. Il campo visivo ultra-grandangolare fisso di 143 gradi è ottimo per riprese in prima persona, ma ovviamente manca della versatilità di un obiettivo più ravvicinato. E mentre la modalità SuperNight di DJI per le riprese in condizioni di scarsa illuminazione è migliore che mai, è limitata a 30fps e colore a 8-bit.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3648px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xWNC2Qy7APMP6TEsdP9w6U" name="insta-360-osmo-nano-9432" alt="A female photographer wearing the DJI Osmo Nano on a headband" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xWNC2Qy7APMP6TEsdP9w6U-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3648" height="2052" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><div data-widget-type="review" data-model-name="DJI Osmo Nano"></div><p>I prezzi dell'Osmo Nano sono davvero aggressivi, arrivando molto più economica rispetto alla Insta360 Go Ultra e alla GoPro Hero 13 Black – e questo include anche la memoria integrata, il che significa che puoi iniziare a girare direttamente dalla scatola. Non è necessariamente la fotocamera più affascinante che abbia mai testato, ma è completamente affidabile e sensata, e per questa ragione mi è cresciuta addosso, mentre il prezzo basso addolcisce l'affare. L'app DJI Mimo è meno intuitiva di quella di Insta360, e le modifiche AI sono un po' meno entusiasmanti, ma è intelligente e stabile, e mette un feed dal vivo chiaro con accesso alle impostazioni a portata di mano sul tuo smartphone.</p><p></p><p>DJI non sta commercializzando l'Osmo Nano per utenti familiari, e le mancano alcune delle funzionalità divertenti della linea Insta360, oltre alla modalità Toddler Titan per catturare i bambini. Mentre la ricarica è abbastanza veloce, non si carica velocemente come il suo concorrente principale, la Insta360 Go Ultra, ma la fotocamera dura più a lungo.</p><p></p><p>Se hai bisogno di un dispositivo completamente robusto e tutto-in-uno per sport più estremi o ambienti, la GoPro Hero 13 Black o la DJI Action 5 Pro potrebbero essere una scelta migliore. Ma questa è una action camera ben pensata, veramente indossabile per creatori che vogliono sperimentare con prospettive uniche, e hanno bisogno di una B-camera per posti dove la loro fotocamera principale non può andare, per il prezzo di una B-cam.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="SWQkpyLMN6dyNSrZDhYX5C" name="dji-osmo-nano-22" alt="The DJI Osmo Nano being worn on a pendant in front of a woman's shirt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SWQkpyLMN6dyNSrZDhYX5C-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-specifiche"><span>DJI Osmo Nano: specifiche</span></h3><div ><table><caption>DJI Osmo Nano specs</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Sensor</p></td><td  ><p>1/1.3-inch CMOS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Max Resolution</p></td><td  ><p>35MP (6880 x 5160) photos<br>4K, 60fps footage</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Weight</p></td><td  ><p>Camera: 2.54oz / 53g Vision dock: 3.8oz / 72g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensions</p></td><td  ><p>Camera: 57 x 29 x 28mm<br>Vision Dock: 59 x 42 x 22mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>ISO Range</p></td><td  ><p>100–25600</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lens</p></td><td  ><p>FOV: 143 degrees<br>Aperture: f/2.8<br>Focus: 0.35m to ∞</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Operating Time</p></td><td  ><p>Camera: 90 mins*<br>Camera + Multifunctional Vision Dock: 200 mins*</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connectivity</p></td><td  ><p>Bluetooth, Wi-Fi, USB-C 3.1</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Storage</p></td><td  ><p>64GB/128GB built-in<br>microSD card, up to 1TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Waterproofing</p></td><td  ><p>Camera: 33ft (10m)<br>Vision Dock: IPX4-Rated</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-prezzo"><span>DJI Osmo Nano: prezzo</span></h3><ul><li><strong>• Lanciata in tutto il mondo il 23 settembre 2025, tranne negli Stati Uniti</strong></li><li><strong>• Osmo Nano Standard Combo (64GB) costa £239 / AU$529</strong></li><li><strong>• Osmo Nano Standard Combo (128GB) costa £259 / AU$589</strong></li></ul><p>La DJI Osmo Nano è stata annunciata il 23 agosto 2025, e ora è in spedizione dal negozio online di DJI e dai rivenditori autorizzati, incluso Amazon. Non sarà disponibile ufficialmente negli Stati Uniti al lancio. Un portavoce di DJI ha detto a TechRadar che "DJI rimane dedicata al mercato statunitense e sta ottimizzando la sua strategia per servire al meglio i nostri clienti in mezzo alle condizioni locali in evoluzione."</p><p></p><p>Ci sono due combo standard tra cui scegliere, suddivisi per capacità di memoria interna: l'Osmo Nano Standard Combo a 64GB (£239 / AU$529) o 128GB (£259 / AU$589).</p><p></p><p>Ogni combo viene fornita con lo stesso contenuto, inclusa la Osmo Nano Camera, Multifunctional Vision Dock, Magnetic Hat Clip, Magnetic Lanyard, una custodia protettiva, cavo USB-C (USB 3.1), e un Dual-Direction Magnetic Ball-Joint Adapter Mount. La custodia protettiva è più solo una guaina di plastica piuttosto che una protezione imbottita sostanziale.</p><p></p><p>Questo prezzo la posiziona molto al di sotto della Insta360 Go Ultra Standard Combo ($449,99 / £369 / AU$759), il che è ancora più impressionante dato che ottieni anche la memoria integrata. Costa anche meno della GoPro Hero 13 Black (ora disponibile per circa $359,99 / £315).</p><ul><li><strong>Price score 5/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zNswVQMXWbvZU8387rbSZL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8b8h2wTDFWdXt64j4jy4YL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3p7xCBrZXCUMTGagLMK9XL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U6EGW3rJA6mc2eJtULfXWL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-design"><span>DJI Osmo Nano: Design</span></h3><ul><li><strong>• La fotocamera autonoma è impermeabile, il dock è resistente agli schizzi</strong></li><li><strong>• La base magnetica si collega facilmente ai supporti</strong></li><li><strong>• La fotocamera pesa 1,83oz / 52g</strong></li></ul><p>La fotocamera DJI Osmo Nano ha una forma oblunga, circa la metà della larghezza rispetto alla lunghezza. Si colloca comodamente tra pollice e indice sia in modalità portrait che landscape, ma non l'ho trovata tascabile come la Insta360 Go Ultra a causa della sua profondità aggiuntiva.</p><p></p><p>Senza il dock, l'Osmo è una action camera leggera e indossabile di soli 52g. Aggiungendo il dock, tramite due clip di montaggio sicure e un magnete, aggiunge altri 72g e trasforma la fotocamera in un compagno di azione più completo. È piccola, ma ho trovato il combo troppo pesante in alto su superfici irregolari, rendendo più difficili le riprese a bassa quota senza supporto.</p><p></p><p>C'è solo un touchscreen OLED HD integrato sul dock, piuttosto che uno schermo davanti e dietro, o un design ribaltabile come la Insta360 Go Ultra. Questo significa che devi staccare e rimontare la fotocamera ogni volta che vuoi passare dalle riprese dell'ambiente al parlare alla fotocamera (se vuoi vederti, cioè). A differenza della Go Ultra, che si rimette semplicemente in posizione con magneti forti, girare l'Osmo Nano è un po' complicato.</p><p></p><p>Il design è grigio e di plastica, territorio familiare sia per DJI che per le action cam in generale. Il corpo è sottilmente testurizzato però, il che significa che è facile afferrarlo con le mani fredde, bagnate o sudate. La robustezza è fondamentale per una action camera, ma solo la parte indossabile dell'Osmo Nano è impermeabile. La fotocamera ha una certificazione IPX8 per l'immersione fino a 10 metri sott'acqua. Il dock è solo resistente a schizzi, pioggia e probabilmente sudore, e non mi fiderei delle sue possibilità in una forte pioggia. Questo è un peccato, perché limita l'uso potenziale e introduce un po' di cautela nella creatività durante le riprese. È anche molto lontano dalla Action 5 Pro di DJI, che è verificata fino a 20m / 65ft.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="DYBpRRjwGspD2YN2XekhTL" name="dji-osmo-nano_3" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DYBpRRjwGspD2YN2XekhTL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Sebbene il dock non sia impermeabile, puoi usare l'intero prodotto a temperature da -20C a 45C (-4F a 113F), quindi sei a posto per tutto, dagli sport invernali ai trek nel deserto. Un copriobiettivo si avvita sopra l'obiettivo principale, quindi se lo danneggi o lo graffi, una sostituzione costa una frazione rispetto all'acquisto di un'unità completamente nuova.</p><p></p><p>L'Osmo Nano ha solo due controlli fisici: c'è un grande pulsante rosso di registrazione sulla parte superiore della fotocamera e un altro su un lato del dock. Questi fungono anche da interruttori di alimentazione, e richiedono una certa forza per essere premuti in modo da non rischiare di premerli accidentalmente. È tutto qui, a parte un piccolo sportello che si apre sull'altro lato del dock per rivelare la porta USB 3.1 per la ricarica e il trasferimento dei file, più lo slot microSD, che supporta fino a una scheda da 1TB.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yV6JtdY4Pe9zbDAuXy7rLm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JMjisi5MYtMxZqTthEveKm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SBdxRHp6ZErByeQv7HQ3Pm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><p>Non ho trovato la DJI Osmo Nano altrettanto piacevole o facile da navigare come altre action camera che ho testato. Scorri verso l'alto per accedere alle impostazioni video, verso il basso per il menu principale, e a sinistra per cambiare la modalità di ripresa. Per attivare o disattivare la Modalità Pro, tocchi l'icona del cursore sul lato destro dello schermo. Non è scienza missilistica, ma con i suoi 1,96 pollici, il piccolo schermo significa che devi essere particolarmente preciso con i tuoi gesti touch per aprire i menu e regolare le impostazioni. Il mio partner – che ha mani e dita più grandi delle mie – a volte doveva toccare lo schermo più volte per attivare le impostazioni. I menu sono principalmente in bianco e nero con accenti gialli, e ho trovato questo meno accattivante rispetto agli ecosistemi GoPro o Insta360, anche se potrebbe essere più una questione di preferenza personale. Alcune impostazioni sono anche sovrapposte sull'immagine dal vivo e possono essere difficili da leggere. La fotocamera non ha gli stessi tutorial dettagliati e guide che ottieni quando inizi a usare la Insta360 Go Ultra, anche se sono sicuro che i fan di DJI non avranno problemi a orientarsi.</p><ul><li><strong>Design score: 4/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jFSwNYV5jK6yUPg4xUmATL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-prestazioni-e-caratteristiche"><span>DJI Osmo Nano: prestazioni e caratteristiche</span></h3><ul><li><strong>• Video di modifica rapida sull'app DJI Osmo Mimo</strong></li><li><strong>• La fotocamera autonoma si ricarica all'80% in circa 20 minuti</strong></li><li><strong>• Memoria integrata e supporta schede microSD fino a 2TB</strong></li></ul><p>Le prestazioni dell'Osmo Nano sono difficili da definire. In alcune aree ho sentito che ha offerto risultati eccezionali, ma in altre era un po' deludente. Il trasferimento rapido dei file si è rivelato sorprendentemente utile, e nei miei test con la versione da 128GB l'affermazione di DJI di fino a 600 MB/s di velocità di trasferimento tramite USB 3.1 si mantiene, e l'ho trovato un enorme risparmio di tempo rispetto all'invio di molti file in modalità wireless. La durata della batteria della fotocamera è una limitazione, tuttavia, specialmente quando si gira a risoluzioni più alte come 4K/60fps. Mi sono avvicinato ai 60 minuti di registrazione continua qui – piuttosto che ai 90 minuti che DJI dichiara a 1080p/24fps – che non è male per le sue dimensioni, ma è in ritardo rispetto alla resistenza multi-ora di fotocamere più grandi come l'Osmo Action 5 Pro. Il dock può ricaricare la batteria in movimento, e sono rimasto anche colpito dalla sua capacità di caricare all'80% in soli 20 minuti, specialmente se sei scarso come me nel ricordarsi di caricare l'attrezzatura prima di una ripresa.</p><p>Ottieni poi fino a 200 minuti di video 1080p/24fps dal dock, ma in realtà, ho trovato questo più vicino a due ore una volta che lo schermo e il Wi-Fi sono accesi e hai acceso e spento la fotocamera alcune volte. Se tendi a registrare clip brevi durante una giornata più lunga, non c'è nulla di cui preoccuparsi. Se sei il tipo di fotografo che registra continuamente, potresti lamentarti del fatto che non ci sono batterie sostituibili da sostituire quando finisci la carica. Ho lasciato la fotocamera in funzione per i miei test della batteria durante una giornata particolarmente calda, e anche se si sentiva calda al tatto, non si è mai surriscaldata al punto di spegnersi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="pDLw8GKmbb5jTQRnJTqSPm" name="DJI Osmo Nano" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pDLw8GKmbb5jTQRnJTqSPm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1688" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>L'Osmo Nano è dotata della stabilizzazione RockSteady 3.0 di DJI e dell'HorizonBalancing. Gestisce una discreta quantità di movimento, ma non è al livello di un gimbal dedicato come la serie Osmo Pocket. Nei filmati di attività ad alto impatto e ritmo veloce come correre sui sentieri vedrai ancora alcuni micro-tremolii, ma per le riprese mentre cammini è piuttosto impressionante. L'uso di diversi supporti determinerà quanto stabili siano i tuoi risultati. L'uso del ciondolo sembrava causarmi più oscillazioni rispetto al tenere la fotocamera in mano, ad esempio, ma il supporto per la testa mi ha dato filmati super-fluidi quando correvo. Vale la pena notare che ci sono diversi livelli di stabilizzazione, con opzioni quotidiane, sportive o anti-blur di movimento. Puoi anche disattivare la stabilizzazione delle immagini per risparmiare batteria, o se stai usando un prodotto DJI secondario per mantenere le cose stabili.</p><p></p><p>La DJI Osmo Nano si comporta davvero bene in scenari di ripresa remota senza telefono. I comandi vocali, come 'inizia la registrazione', funzionano quasi istantaneamente in un ambiente silenzioso, ma richiedono di gridare quando è rumoroso (non una gran bella figura in centro città). Ho trovato che anche i gesti funzionassero bene, e mi piaceva poter dare una pacca alla fotocamera quando era spenta per iniziare a registrare, o annuire con la testa quando era montata sulla mia testa. Molto più sottile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="Ppiin2E6MuwiKzTDcoyMKm" name="DJI Osmo Nano" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ppiin2E6MuwiKzTDcoyMKm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>L'Osmo Nano ha due microfoni integrati per l'audio stereo, e ho trovato l'audio direttamente dalla fotocamera sorprendentemente immersivo. Cattura i suoni da diverse direzioni quando stai girando in un luogo pubblico, ma si concentra ancora sulla tua voce quando parli chiaramente alla fotocamera. Come tutte le action camera, la qualità audio suona ovattata sott'acqua, ma la chiarezza ritorna più rapidamente di altre che ho testato quando tiri fuori la fotocamera all'aria fresca. Ci sono modalità di riduzione del vento più leggere e più forti, ed entrambe hanno fatto un lavoro decente nel ridurre i disturbi quando ho catturato alcuni clip durante una passeggiata ventosa in campagna, senza rimuovere completamente il rumore (vedi i clip sotto). La mia voce era chiara e priva di distorsioni, ma non è la soluzione perfetta per un audio pulito; per quello, avrai bisogno di un microfono separato.</p><p></p><p>Un grande richiamo è la capacità di collegare l'Osmo Nano direttamente ai microfoni wireless di DJI senza aver bisogno di un ricevitore separato. Non sono ancora riuscito a provarlo, ma posso vedere che sia comodo per i creatori che vogliono catturare audio di alta qualità, specialmente quelli che hanno già microfoni DJI.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/sH2f4BUT.html" id="sH2f4BUT" title="DJI Osmo Nano wind reduction modes" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><ul><li><strong>Performance score: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-qualita-immagine"><span>DJI Osmo Nano: qualità immagine</span></h3><ul><li><strong>• Sensore da 1/1,3 pollici</strong></li><li><strong>• Video fino a 4K/120fps e foto da 35MP</strong></li><li><strong>• Opzioni profilo colore 10-bit D-Log M e HLG</strong></li></ul><p>La Osmo Nano ha un sensore da 1/1,3 pollici, della stessa dimensione che si trova nella Osmo Action 5 Pro e solo una frazione più piccolo di quello nella Insta360 Go Ultra. Le specifiche video includono 4K a 60fps in formato 16:9, e filmati slow-motion 4K 120fps, che si espande a 1080p 240fps.</p><p></p><p>Le specifiche sono una cosa, ma la prova del budino è nel budino; o in questo caso, nei video e negli scatti che ottieni dalla fotocamera. Nel complesso, penso che la qualità delle immagini sia buona per una action camera di queste dimensioni. Come sempre, non sostituirà completamente una fotocamera full-size o full-frame, ma questa non è l'aspettativa qui. Il campo visivo ultra-grandangolare fisso di 143 gradi è perfetto per riprese POV in prima persona, e sono riuscita a inserire un intero gruppo di matrimonio nell'inquadratura (non ho il permesso di includere lo scatto di esempio nella recensione, purtroppo), ma non è facile zoomare sulla scena se vuoi avvicinarti.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/xaHNOWRn.html" id="xaHNOWRn" title="DJI Mimo app one-tap edit results" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Ho testato la Osmo Nano in tutti gli scenari meteorologici e di illuminazione. DJI vanta l'ampia gamma dinamica della Osmo Nano, ma sotto il sole diretto ho notato alcune bande dove le alte luci erano state tagliate. Puoi vedere questo nel video sopra, che era un test della funzione di editing con un tocco nell'app DJI Mimo.</p><p></p><p>La risoluzione 4K è nitida e vivace, e anche in modalità colore a 8-bit la fotocamera sembra catturare cieli blu vibranti e verdi frondosi, e gestisce bene i cambiamenti rapidi di luce (uscendo da un tunnel buio, dall'interno all'esterno); tuttavia, mentre mi piace un po' di flare dell'obiettivo, questa è un'area che potrebbe essere gestita meglio. Tendeva a mantenere il mio viso esposto quando parlavo alla fotocamera, ma questo non era impostato da nessuna parte nella fotocamera. Se dovessi generalizzare, direi che i filmati escono più scuri della Go Ultra di Insta360, possibilmente per dare maggiore margine durante la modifica, dove l'opzione Insta è progettata per l'uso quasi automatico.</p><p></p><p>La modalità SuperNight di DJI fa un lavoro decente nel ridurre il rumore in condizioni di scarsa illuminazione, ma funziona solo fino a 30fps e con colore a 8-bit, il che potrebbe limitarne l'utilità per cinematografi seri. È la migliore qualità di immagine notturna in una fotocamera indossabile che abbia mai visto, ma è ancora legata dalle leggi della fisica – un obiettivo e sensore più piccoli avranno sempre certe limitazioni rispetto a una fotocamera più grande e più dedicata. C'è una levigatura AI applicata per ridurre il rumore nei filmati a bassa illuminazione, ma questo è meno ovvio all'occhio inesperto, e meno fangoso rispetto ad alcune modalità notturne che ho visto su action camera precedenti.</p><p></p><p>Il livellamento automatico dell'orizzonte di DJI (che può essere calibrato) è praticamente impeccabile, e la stabilizzazione delle immagini RockSteady è più impressionante in modalità sport. Per testarla davvero, ho indossato la fotocamera sul supporto per fascia di DJI e ho registrato i primi cinque minuti di un allenamento ad alta intensità. Durante un giro estenuante di burpee, salti a stella e squat, il filmato era stabile e fluido (quasi innaturalmente). Corse sui sentieri, passeggiate con il cane e clip in bicicletta erano tutte altrettanto utilizzabili, ma i risultati tenuti in mano sono leggermente più nervosi rispetto all'uso di un supporto dedicato.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/sEYGITwF.html" id="sEYGITwF" title="DJI Osmo Nano sample clips" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Le foto della fotocamera hanno un conteggio di megapixel di medio raggio (la risoluzione massima è 35MP e puoi scattare in formato 16:9 o 4:3), e per quanto riguarda la loro qualità, ho detto la stessa cosa sui risultati fotografici della Insta360 Go Ultra: sono abbastanza buone da inserire nei video, ma probabilmente non le userei per post sui social autonomi o stampe come creatore. Considerale come un'aggiunta piuttosto che una caratteristica autonoma, e non sarai deluso.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/K6JCTfeyDcxBDLKJmbUN2D-1920-80.jpg" alt="Test shots in low-light from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y8fiqq5PVtCHYRdksPQsyC-1920-80.jpg" alt="Test shots in low-light from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GTxbbSnhEwuFaGFJj7kXY3-1920-80.jpg" alt="Sample shots from the Insta360 Go Ultra and DJI Osmo Nano action cameras showing a black retriever in a field" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wYhDMveX58uJWa6CFy9FEL-1920-80.jpg" alt="Test shot in bright sunshine from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><p>Impressionante, l'Osmo Nano ti dà l'opzione di registrare filmati con un profilo colore piatto (l'impostazione D-Log M di DJI), progettato per preservare il massimo di informazioni di colore e luminosità nel file video, specialmente nelle luci e nei scuri. Mentre il filmato che esce dalla fotocamera è desaturato in questa modalità, ho scoperto che avevi molto più margine per regolare i colori, il contrasto e la saturazione per ottenere un aspetto specifico e cinematografico senza perdere nessun dettaglio catturato nella scena originale. Questo andrà anche a beneficio dei creatori che girano un progetto con l'Osmo Nano insieme ad altre fotocamere che vogliono che il loro lavoro modificato appaia coerente.</p><ul><li><strong>Image quality score: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-tabella-di-valutazione"><span>DJI Osmo Nano: tabella di valutazione</span></h3><div ><table><caption>DJI Osmo Nano</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Attributes</strong></p></th><th  ><p><strong>Notes</strong></p></th><th  ><p><strong>Rating</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Price</p></td><td  ><p>Molto più economica della Insta360 Go Ultra, e questo include anche la memoria integrata utile.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Non entusiasmante ma funzionale, ed è un peccato che il dock sia solo resistente agli schizzi. La sostituzione delle lenti aggiunge robustezza.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance & features</p></td><td  ><p>Meno filtri e modalità rispetto alla Insta360 Go Ultra, ma hai l'opzione di controlli manuali. L'app DJI Osmo crea modifiche rapide e intelligenti.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Image quality</p></td><td  ><p>Durante il giorno, i colori sono vivaci e la gamma dinamica è buona. La stabilizzazione è eccellente e i filmati in scarsa illuminazione sono accettabili. Il slow-mo potrebbe essere più nitido.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-ne-vale-la-pena"><span>DJI Osmo Nano, ne vale la pena?</span></h3><h2 id="ragioni-per-comprare-3">Ragioni per comprare</h2><p><strong>Vuoi una fotocamera che 'scompare'</strong></p><p><strong>L'Osmo Nano è abbastanza piccola da essere indossata su un ciondolo, cappello o fascia per la testa, grazie alle sue dimensioni ridotte e peso. Il supporto magnetico consente soluzioni di montaggio particolari come lampioni, auto e persino lavatrici.</strong></p><p><strong>Possiedi già prodotti DJI</strong></p><p><strong>Per migliorare la qualità del suono, puoi collegare la Nano direttamente a due trasmettitori microfono DJI senza bisogno di un ricevitore. Se hai già un microfono, gimbal o fotocamera DJI, rimanere con il brand significa anche maggiore familiarità con l'app.</strong></p><h2 id="ragioni-per-non-comprare-3">Ragioni per NON comprare</h2><p><strong>Ti piace uno schermo LCD spazioso</strong></p><p><strong>Con meno di due pollici, ho trovato il touchscreen LCD della Osmo Nano un po' piccolo per comporre gli scatti e rivedere i filmati. Puoi usare il telefono per una visione dal vivo più grande, ma questo non è sempre comodo.</strong></p><p><strong>Vuoi una soluzione completamente impermeabile</strong></p><p><strong>Il Vision Dock della Nano è solo resistente agli schizzi, e questo mi ha messo a disagio mentre giravo sotto la pioggia o vicino all'acqua. Se sei un vero amante dell'azione, raccomanderei una fotocamera con una costruzione più robusta.</strong></p><h3 class="article-body__section" id="section-also-consider"><span>Also consider</span></h3>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="4a9cae3d-8c45-4676-b0c1-926db9291e5e">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mFBe7qkd5X2cknqniCh4jn.jpg" alt="The Insta360 Go Ultra on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">Insta360 Go Ultra</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="90" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>The Insta360 Go Ultra has a similar form factor, with a separate camera and action pod. The flip-up screen is more vlog-friendly and bigger at 2.5 inches, while the camera weighs the same as the Osmo Nano but is more square and shallow (which I found easier to mount). Pricing and image quality are similar, but it's a slightly more fun action camera that's great for the whole family.</p><p><strong>Read my full </strong><a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/insta-360-go-ultra-review"><strong>Insta360 Go Ultra review</strong></a></p></p>                </div>                            </div>        </div>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="a54e2e3f-80c3-4730-a40b-5dae75d8ffff">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/k2LNJ2gTBpDPCdgvuiPa3U.png" alt="GoPro Hero 13 Black action camera on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">GoPro Hero 13 Black</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="90" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>The GoPro Hero 13 Black is still the flagship of action cams and one I'd recommend for serious filmmakers. It's chunkier than the Osmo, but it also has magnetic mounting. GoPro also has the widest range of mount accessories to open up creative shooting opportunities, and it's possible to squeeze 1.5 hours of 5.3K video from the battery, for recording with fewer interruptions.</p><p><strong>Read our full </strong><a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review"><strong>GoPro Hero 13 Black review</strong></a></p></p>                </div>                            </div>        </div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="bdx9QPcndkaATcutK4SzXk" name="dji-osmo-nano_11" alt="The DJI Osmo Nano camera held by a female photographer in a pink top" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bdx9QPcndkaATcutK4SzXk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-come-abbiamo-testato-dji-osmo-nano"><span>Come abbiamo testato DJI Osmo Nano</span></h3><ul><li><strong>• Ho testato la fotocamera per due settimane prima dell'embargo</strong></li><li><strong>• L'ho indossata durante passeggiate e corse, e l'ho montata per i viaggi in auto</strong></li><li><strong>• Ho registrato video con tutte le impostazioni e in tutte le modalità</strong></li></ul><p>DJI mi ha inviato una Osmo Nano di produzione completa per la recensione circa due settimane prima della sua data di uscita, e l'ho usata almeno una volta al giorno - spesso molto di più - durante questo periodo. Mi piace sempre che una fotocamera diventi una parte naturale del mio flusso di lavoro, piuttosto che eseguire un periodo intenso di test, in modo da scoprire le sfumature per una recensione più informata e utile. Ho provato tutte le modalità della fotocamera, l'ho usata con e senza il dock, e l'ho montata sul ciondolo magnetico e sulla fascia per la testa. Ho principalmente usato l'app DJI Mimo per modificare i filmati direttamente dal mio iPhone 15 Pro.</p><ul><li><em>• Prima recensione settembre 2025</em></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/cameras/action-cameras/dji-osmo-nano-offre-tutte-le-funzioni-pro-di-cui-ho-davvero-bisogno-senza-fronzoli</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La nuova DJI Osmo Nano è una minuscola action cam modulare di grande qualità, con video 4K stabilizzato e profondità colore a 10-bit. È meno intuitiva della Insta360 Go Ultra, ma costa molto meno. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">fdpeoHemtRj2ay7BocSgEo</guid>
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                                                                        <pubDate>Thu, 25 Sep 2025 09:30:00 +0000</pubDate>                                                                                                                                <updated>Thu, 26 Mar 2026 14:26:11 +0000</updated>
                                                                                                                                            <category><![CDATA[Action Cameras]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Cameras]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ lauren-scott@live.co.uk (Lauren Scott) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Lauren Scott ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zR8Po9QkJPCP3QYhDDFwpT-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Lauren Scott]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[The DJI Osmo Nano camera held by a female photographer in a pink top]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[The DJI Osmo Nano camera held by a female photographer in a pink top]]></media:text>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <h2 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-recensione-breve"><span>DJI Osmo Nano: recensione breve</span></h2><p></p><p>La DJI Osmo Nano è l’ultima arrivata nella linea di action camera del brand. Piuttosto che basarsi su un predecessore, è un concetto completamente nuovo, anche se condivide lo stesso sensore CMOS da 1/1,3 pollici della <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/dji-osmo-action-5-pro-review-a-seriously-feature-packed-action-camera">DJI Osmo Action 5 Pro</a>, arrivata alla fine del 2024.</p><p>La gamma delle <a href="https://www.techradar.com/news/best-action-camera">migliori action camera</a> è oggi più diversificata di quanto non fosse anche solo pochi anni fa. I design monoblocco come la <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review">GoPro Hero 13 Black</a> sono ancora popolari, per ragioni sensate come robustezza e durata estesa della batteria, ma i design modulari come la Osmo Nano e la nuova Insta360 Go Ultra stanno diventando più comuni.</p><p>Perché? Non vogliamo più solo tenere in mano le nostre action cam o usare un supporto complicato per attaccarle al manubrio della bici. L’universo della creazione di contenuti continua a crescere, così come il numero e la varietà di luoghi dove abbiamo bisogno che vadano le nostre fotocamere. In poche parole, la Osmo Nano è un’action camera leggera e indossabile. Puoi indossarla al collo, sulla testa, su un cappello o casco, appoggiarla sulla tua auto, bici, o persino attaccarla al tuo cane. È incredibilmente piccola, e a 52g è un grammo più leggera del suo principale concorrente, la Insta360 Go Ultra, uscita un mese prima.</p><p>Il prodotto ha un design modulare ed è costruito come un sistema a due pezzi, con una minuscola unità camera autonoma che si abbina al Multifunctional Vision Dock sottostante. Il dock funge da telecomando, schermo e stazione di ricarica, con un piccolo ma luminoso display da 1,9 pollici per aiutarti a comporre le inquadrature e regolare le impostazioni.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="o9guEFGsNA8j7KeXgaaGYk" name="dji-osmo-nano_14" alt="The DJI Osmo Nano held by a female photographer in a pink top" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/o9guEFGsNA8j7KeXgaaGYk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Queste due parti si uniscono tramite due clip e un forte sistema magnetico, ed è questo magnete che permette anche alla fotocamera di agganciarsi ai vari accessori DJI, per un'ampia gamma di opzioni di montaggio indossabili e a mani libere.</p><p></p><p>Sebbene la fotocamera sia un'unità completamente certificata IPX8 impermeabile fino a 10m, il dock è solo certificato IPX4 per la resistenza agli schizzi, il che ne limita l'uso sotto pioggia intensa o vicino a specchi d'acqua - questo non è un design totalmente robusto.</p><p></p><p>All'interno della fotocamera c'è un sensore CMOS da 1/1,3 pollici, che cattura una gamma dinamica fino a 13,5 stop secondo DJI. Non ho fatto calcoli con le mie immagini di prova su questo, ma ho trovato ottimi livelli di dettaglio e colore sia nelle luci brillanti del cielo che nelle zone più scure e ombreggiate come i tunnel. Sono rimasto genuinamente colpito dal livello di dettaglio e tono che la fotocamera è riuscita a catturare, soprattutto per un sensore così piccolo (in termini di full-frame).</p><p>Per me, DJI è sempre stata un brand per quelli che definirei creatori 'seri', ed è qualcosa che sono contento di vedere che il marchio ha accentuato con la Osmo Nano. Non ci sono filtri 'divertenti' o trucchetti nei menu. Invece, le impostazioni sono ridotte all'essenziale con opzioni sensate e utili; i comandi vocali e i gesti per avviare la registrazione funzionano tutti molto bene per rendere le riprese a mani libere molto più facili.</p><p></p><p>Un grande richiamo per i professionisti è la performance dei colori. Sono rimasto sorpreso nello scoprire che la Osmo Nano può registrare a colori a 10-bit con profili D-Log M e HLG - una funzione di livello professionale che ti dà più margine per la correzione colore in post-produzione, se vuoi modificare manualmente piuttosto che affidarti agli output automatici dell'app DJI Mimo. A 10-bit, ho trovato che i video erano vivaci ma ancora ben bilanciati.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5472px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vLy8FeqKrigmiNZJUcygYX" name="dji-osmo-mimo-app" alt="Screenshots from the DJI Mimo app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vLy8FeqKrigmiNZJUcygYX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5472" height="3078" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Dal punto di vista delle prestazioni, l'Osmo Nano offre risultati eccezionali in alcune aree ma deludenti in altre. La promessa di trasferimento rapido dei file si mantiene, con la versione da 128GB che raggiunge velocità di trasferimento fino a 600MB/s tramite connessione USB 3.1. Questo è un enorme risparmio di tempo. Tuttavia, la durata della batteria è una chiara limitazione. Mentre DJI dichiara fino a 90 minuti dalla fotocamera e 200 minuti con il dock, ho scoperto che girando a 4K/60fps mi avvicinavo di più a soli 60 minuti di registrazione continua. Il lato positivo è che la capacità del dock di ricaricare rapidamente la fotocamera all'80% in circa 20 minuti significa che puoi tornare a girare in pochissimo tempo.</p><p></p><p>Le funzionalità di stabilizzazione RockSteady 3.0 e HorizonBalancing funzionano bene per camminare o attività leggere, e anche quando ho provato a registrare salti con apertura di gambe e braccia e allenamenti ad alta intensità, il filmato era stabile in modalità sport. Anche la qualità audio è buona in generale, e due microfoni integrati catturano suoni stereo immersivi, con una riduzione del vento decente ma non brillante. Un altro vantaggio per i creatori più avanzati è la possibilità di associare la Nano con due microfoni separatamente, e non avrai bisogno di ricevitori se sono di DJI.</p><p></p><p>Sebbene la qualità delle immagini sia buona per una fotocamera di queste dimensioni, è ancora limitata dalle limitazioni del suo fattore di forma. Il campo visivo ultra-grandangolare fisso di 143 gradi è ottimo per riprese in prima persona, ma ovviamente manca della versatilità di un obiettivo più ravvicinato. E mentre la modalità SuperNight di DJI per le riprese in condizioni di scarsa illuminazione è migliore che mai, è limitata a 30fps e colore a 8-bit.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3648px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xWNC2Qy7APMP6TEsdP9w6U" name="insta-360-osmo-nano-9432" alt="A female photographer wearing the DJI Osmo Nano on a headband" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xWNC2Qy7APMP6TEsdP9w6U-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3648" height="2052" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><div data-widget-type="review" data-model-name="DJI Osmo Nano"></div><p>I prezzi dell'Osmo Nano sono davvero aggressivi, arrivando molto più economica rispetto alla Insta360 Go Ultra e alla GoPro Hero 13 Black – e questo include anche la memoria integrata, il che significa che puoi iniziare a girare direttamente dalla scatola. Non è necessariamente la fotocamera più affascinante che abbia mai testato, ma è completamente affidabile e sensata, e per questa ragione mi è cresciuta addosso, mentre il prezzo basso addolcisce l'affare. L'app DJI Mimo è meno intuitiva di quella di Insta360, e le modifiche AI sono un po' meno entusiasmanti, ma è intelligente e stabile, e mette un feed dal vivo chiaro con accesso alle impostazioni a portata di mano sul tuo smartphone.</p><p></p><p>DJI non sta commercializzando l'Osmo Nano per utenti familiari, e le mancano alcune delle funzionalità divertenti della linea Insta360, oltre alla modalità Toddler Titan per catturare i bambini. Mentre la ricarica è abbastanza veloce, non si carica velocemente come il suo concorrente principale, la Insta360 Go Ultra, ma la fotocamera dura più a lungo.</p><p></p><p>Se hai bisogno di un dispositivo completamente robusto e tutto-in-uno per sport più estremi o ambienti, la GoPro Hero 13 Black o la DJI Action 5 Pro potrebbero essere una scelta migliore. Ma questa è una action camera ben pensata, veramente indossabile per creatori che vogliono sperimentare con prospettive uniche, e hanno bisogno di una B-camera per posti dove la loro fotocamera principale non può andare, per il prezzo di una B-cam.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="SWQkpyLMN6dyNSrZDhYX5C" name="dji-osmo-nano-22" alt="The DJI Osmo Nano being worn on a pendant in front of a woman's shirt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SWQkpyLMN6dyNSrZDhYX5C-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-specifiche"><span>DJI Osmo Nano: specifiche</span></h3><div ><table><caption>DJI Osmo Nano specs</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Sensor</p></td><td  ><p>1/1.3-inch CMOS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Max Resolution</p></td><td  ><p>35MP (6880 x 5160) photos<br>4K, 60fps footage</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Weight</p></td><td  ><p>Camera: 2.54oz / 53g Vision dock: 3.8oz / 72g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensions</p></td><td  ><p>Camera: 57 x 29 x 28mm<br>Vision Dock: 59 x 42 x 22mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>ISO Range</p></td><td  ><p>100–25600</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lens</p></td><td  ><p>FOV: 143 degrees<br>Aperture: f/2.8<br>Focus: 0.35m to ∞</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Operating Time</p></td><td  ><p>Camera: 90 mins*<br>Camera + Multifunctional Vision Dock: 200 mins*</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connectivity</p></td><td  ><p>Bluetooth, Wi-Fi, USB-C 3.1</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Storage</p></td><td  ><p>64GB/128GB built-in<br>microSD card, up to 1TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Waterproofing</p></td><td  ><p>Camera: 33ft (10m)<br>Vision Dock: IPX4-Rated</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-prezzo"><span>DJI Osmo Nano: prezzo</span></h3><ul><li><strong>• Lanciata in tutto il mondo il 23 settembre 2025, tranne negli Stati Uniti</strong></li><li><strong>• Osmo Nano Standard Combo (64GB) costa £239 / AU$529</strong></li><li><strong>• Osmo Nano Standard Combo (128GB) costa £259 / AU$589</strong></li></ul><p>La DJI Osmo Nano è stata annunciata il 23 agosto 2025, e ora è in spedizione dal negozio online di DJI e dai rivenditori autorizzati, incluso Amazon. Non sarà disponibile ufficialmente negli Stati Uniti al lancio. Un portavoce di DJI ha detto a TechRadar che "DJI rimane dedicata al mercato statunitense e sta ottimizzando la sua strategia per servire al meglio i nostri clienti in mezzo alle condizioni locali in evoluzione."</p><p></p><p>Ci sono due combo standard tra cui scegliere, suddivisi per capacità di memoria interna: l'Osmo Nano Standard Combo a 64GB (£239 / AU$529) o 128GB (£259 / AU$589).</p><p></p><p>Ogni combo viene fornita con lo stesso contenuto, inclusa la Osmo Nano Camera, Multifunctional Vision Dock, Magnetic Hat Clip, Magnetic Lanyard, una custodia protettiva, cavo USB-C (USB 3.1), e un Dual-Direction Magnetic Ball-Joint Adapter Mount. La custodia protettiva è più solo una guaina di plastica piuttosto che una protezione imbottita sostanziale.</p><p></p><p>Questo prezzo la posiziona molto al di sotto della Insta360 Go Ultra Standard Combo ($449,99 / £369 / AU$759), il che è ancora più impressionante dato che ottieni anche la memoria integrata. Costa anche meno della GoPro Hero 13 Black (ora disponibile per circa $359,99 / £315).</p><ul><li><strong>Price score 5/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zNswVQMXWbvZU8387rbSZL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8b8h2wTDFWdXt64j4jy4YL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3p7xCBrZXCUMTGagLMK9XL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U6EGW3rJA6mc2eJtULfXWL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-design"><span>DJI Osmo Nano: Design</span></h3><ul><li><strong>• La fotocamera autonoma è impermeabile, il dock è resistente agli schizzi</strong></li><li><strong>• La base magnetica si collega facilmente ai supporti</strong></li><li><strong>• La fotocamera pesa 1,83oz / 52g</strong></li></ul><p>La fotocamera DJI Osmo Nano ha una forma oblunga, circa la metà della larghezza rispetto alla lunghezza. Si colloca comodamente tra pollice e indice sia in modalità portrait che landscape, ma non l'ho trovata tascabile come la Insta360 Go Ultra a causa della sua profondità aggiuntiva.</p><p></p><p>Senza il dock, l'Osmo è una action camera leggera e indossabile di soli 52g. Aggiungendo il dock, tramite due clip di montaggio sicure e un magnete, aggiunge altri 72g e trasforma la fotocamera in un compagno di azione più completo. È piccola, ma ho trovato il combo troppo pesante in alto su superfici irregolari, rendendo più difficili le riprese a bassa quota senza supporto.</p><p></p><p>C'è solo un touchscreen OLED HD integrato sul dock, piuttosto che uno schermo davanti e dietro, o un design ribaltabile come la Insta360 Go Ultra. Questo significa che devi staccare e rimontare la fotocamera ogni volta che vuoi passare dalle riprese dell'ambiente al parlare alla fotocamera (se vuoi vederti, cioè). A differenza della Go Ultra, che si rimette semplicemente in posizione con magneti forti, girare l'Osmo Nano è un po' complicato.</p><p></p><p>Il design è grigio e di plastica, territorio familiare sia per DJI che per le action cam in generale. Il corpo è sottilmente testurizzato però, il che significa che è facile afferrarlo con le mani fredde, bagnate o sudate. La robustezza è fondamentale per una action camera, ma solo la parte indossabile dell'Osmo Nano è impermeabile. La fotocamera ha una certificazione IPX8 per l'immersione fino a 10 metri sott'acqua. Il dock è solo resistente a schizzi, pioggia e probabilmente sudore, e non mi fiderei delle sue possibilità in una forte pioggia. Questo è un peccato, perché limita l'uso potenziale e introduce un po' di cautela nella creatività durante le riprese. È anche molto lontano dalla Action 5 Pro di DJI, che è verificata fino a 20m / 65ft.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="DYBpRRjwGspD2YN2XekhTL" name="dji-osmo-nano_3" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DYBpRRjwGspD2YN2XekhTL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Sebbene il dock non sia impermeabile, puoi usare l'intero prodotto a temperature da -20C a 45C (-4F a 113F), quindi sei a posto per tutto, dagli sport invernali ai trek nel deserto. Un copriobiettivo si avvita sopra l'obiettivo principale, quindi se lo danneggi o lo graffi, una sostituzione costa una frazione rispetto all'acquisto di un'unità completamente nuova.</p><p></p><p>L'Osmo Nano ha solo due controlli fisici: c'è un grande pulsante rosso di registrazione sulla parte superiore della fotocamera e un altro su un lato del dock. Questi fungono anche da interruttori di alimentazione, e richiedono una certa forza per essere premuti in modo da non rischiare di premerli accidentalmente. È tutto qui, a parte un piccolo sportello che si apre sull'altro lato del dock per rivelare la porta USB 3.1 per la ricarica e il trasferimento dei file, più lo slot microSD, che supporta fino a una scheda da 1TB.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yV6JtdY4Pe9zbDAuXy7rLm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JMjisi5MYtMxZqTthEveKm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SBdxRHp6ZErByeQv7HQ3Pm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><p>Non ho trovato la DJI Osmo Nano altrettanto piacevole o facile da navigare come altre action camera che ho testato. Scorri verso l'alto per accedere alle impostazioni video, verso il basso per il menu principale, e a sinistra per cambiare la modalità di ripresa. Per attivare o disattivare la Modalità Pro, tocchi l'icona del cursore sul lato destro dello schermo. Non è scienza missilistica, ma con i suoi 1,96 pollici, il piccolo schermo significa che devi essere particolarmente preciso con i tuoi gesti touch per aprire i menu e regolare le impostazioni. Il mio partner – che ha mani e dita più grandi delle mie – a volte doveva toccare lo schermo più volte per attivare le impostazioni. I menu sono principalmente in bianco e nero con accenti gialli, e ho trovato questo meno accattivante rispetto agli ecosistemi GoPro o Insta360, anche se potrebbe essere più una questione di preferenza personale. Alcune impostazioni sono anche sovrapposte sull'immagine dal vivo e possono essere difficili da leggere. La fotocamera non ha gli stessi tutorial dettagliati e guide che ottieni quando inizi a usare la Insta360 Go Ultra, anche se sono sicuro che i fan di DJI non avranno problemi a orientarsi.</p><ul><li><strong>Design score: 4/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jFSwNYV5jK6yUPg4xUmATL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-prestazioni-e-caratteristiche"><span>DJI Osmo Nano: prestazioni e caratteristiche</span></h3><ul><li><strong>• Video di modifica rapida sull'app DJI Osmo Mimo</strong></li><li><strong>• La fotocamera autonoma si ricarica all'80% in circa 20 minuti</strong></li><li><strong>• Memoria integrata e supporta schede microSD fino a 2TB</strong></li></ul><p>Le prestazioni dell'Osmo Nano sono difficili da definire. In alcune aree ho sentito che ha offerto risultati eccezionali, ma in altre era un po' deludente. Il trasferimento rapido dei file si è rivelato sorprendentemente utile, e nei miei test con la versione da 128GB l'affermazione di DJI di fino a 600 MB/s di velocità di trasferimento tramite USB 3.1 si mantiene, e l'ho trovato un enorme risparmio di tempo rispetto all'invio di molti file in modalità wireless. La durata della batteria della fotocamera è una limitazione, tuttavia, specialmente quando si gira a risoluzioni più alte come 4K/60fps. Mi sono avvicinato ai 60 minuti di registrazione continua qui – piuttosto che ai 90 minuti che DJI dichiara a 1080p/24fps – che non è male per le sue dimensioni, ma è in ritardo rispetto alla resistenza multi-ora di fotocamere più grandi come l'Osmo Action 5 Pro. Il dock può ricaricare la batteria in movimento, e sono rimasto anche colpito dalla sua capacità di caricare all'80% in soli 20 minuti, specialmente se sei scarso come me nel ricordarsi di caricare l'attrezzatura prima di una ripresa.</p><p>Ottieni poi fino a 200 minuti di video 1080p/24fps dal dock, ma in realtà, ho trovato questo più vicino a due ore una volta che lo schermo e il Wi-Fi sono accesi e hai acceso e spento la fotocamera alcune volte. Se tendi a registrare clip brevi durante una giornata più lunga, non c'è nulla di cui preoccuparsi. Se sei il tipo di fotografo che registra continuamente, potresti lamentarti del fatto che non ci sono batterie sostituibili da sostituire quando finisci la carica. Ho lasciato la fotocamera in funzione per i miei test della batteria durante una giornata particolarmente calda, e anche se si sentiva calda al tatto, non si è mai surriscaldata al punto di spegnersi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="pDLw8GKmbb5jTQRnJTqSPm" name="DJI Osmo Nano" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pDLw8GKmbb5jTQRnJTqSPm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1688" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>L'Osmo Nano è dotata della stabilizzazione RockSteady 3.0 di DJI e dell'HorizonBalancing. Gestisce una discreta quantità di movimento, ma non è al livello di un gimbal dedicato come la serie Osmo Pocket. Nei filmati di attività ad alto impatto e ritmo veloce come correre sui sentieri vedrai ancora alcuni micro-tremolii, ma per le riprese mentre cammini è piuttosto impressionante. L'uso di diversi supporti determinerà quanto stabili siano i tuoi risultati. L'uso del ciondolo sembrava causarmi più oscillazioni rispetto al tenere la fotocamera in mano, ad esempio, ma il supporto per la testa mi ha dato filmati super-fluidi quando correvo. Vale la pena notare che ci sono diversi livelli di stabilizzazione, con opzioni quotidiane, sportive o anti-blur di movimento. Puoi anche disattivare la stabilizzazione delle immagini per risparmiare batteria, o se stai usando un prodotto DJI secondario per mantenere le cose stabili.</p><p></p><p>La DJI Osmo Nano si comporta davvero bene in scenari di ripresa remota senza telefono. I comandi vocali, come 'inizia la registrazione', funzionano quasi istantaneamente in un ambiente silenzioso, ma richiedono di gridare quando è rumoroso (non una gran bella figura in centro città). Ho trovato che anche i gesti funzionassero bene, e mi piaceva poter dare una pacca alla fotocamera quando era spenta per iniziare a registrare, o annuire con la testa quando era montata sulla mia testa. Molto più sottile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="Ppiin2E6MuwiKzTDcoyMKm" name="DJI Osmo Nano" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ppiin2E6MuwiKzTDcoyMKm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>L'Osmo Nano ha due microfoni integrati per l'audio stereo, e ho trovato l'audio direttamente dalla fotocamera sorprendentemente immersivo. Cattura i suoni da diverse direzioni quando stai girando in un luogo pubblico, ma si concentra ancora sulla tua voce quando parli chiaramente alla fotocamera. Come tutte le action camera, la qualità audio suona ovattata sott'acqua, ma la chiarezza ritorna più rapidamente di altre che ho testato quando tiri fuori la fotocamera all'aria fresca. Ci sono modalità di riduzione del vento più leggere e più forti, ed entrambe hanno fatto un lavoro decente nel ridurre i disturbi quando ho catturato alcuni clip durante una passeggiata ventosa in campagna, senza rimuovere completamente il rumore (vedi i clip sotto). La mia voce era chiara e priva di distorsioni, ma non è la soluzione perfetta per un audio pulito; per quello, avrai bisogno di un microfono separato.</p><p></p><p>Un grande richiamo è la capacità di collegare l'Osmo Nano direttamente ai microfoni wireless di DJI senza aver bisogno di un ricevitore separato. Non sono ancora riuscito a provarlo, ma posso vedere che sia comodo per i creatori che vogliono catturare audio di alta qualità, specialmente quelli che hanno già microfoni DJI.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/sH2f4BUT.html" id="sH2f4BUT" title="DJI Osmo Nano wind reduction modes" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><ul><li><strong>Performance score: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-qualita-immagine"><span>DJI Osmo Nano: qualità immagine</span></h3><ul><li><strong>• Sensore da 1/1,3 pollici</strong></li><li><strong>• Video fino a 4K/120fps e foto da 35MP</strong></li><li><strong>• Opzioni profilo colore 10-bit D-Log M e HLG</strong></li></ul><p>La Osmo Nano ha un sensore da 1/1,3 pollici, della stessa dimensione che si trova nella Osmo Action 5 Pro e solo una frazione più piccolo di quello nella Insta360 Go Ultra. Le specifiche video includono 4K a 60fps in formato 16:9, e filmati slow-motion 4K 120fps, che si espande a 1080p 240fps.</p><p></p><p>Le specifiche sono una cosa, ma la prova del budino è nel budino; o in questo caso, nei video e negli scatti che ottieni dalla fotocamera. Nel complesso, penso che la qualità delle immagini sia buona per una action camera di queste dimensioni. Come sempre, non sostituirà completamente una fotocamera full-size o full-frame, ma questa non è l'aspettativa qui. Il campo visivo ultra-grandangolare fisso di 143 gradi è perfetto per riprese POV in prima persona, e sono riuscita a inserire un intero gruppo di matrimonio nell'inquadratura (non ho il permesso di includere lo scatto di esempio nella recensione, purtroppo), ma non è facile zoomare sulla scena se vuoi avvicinarti.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/xaHNOWRn.html" id="xaHNOWRn" title="DJI Mimo app one-tap edit results" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Ho testato la Osmo Nano in tutti gli scenari meteorologici e di illuminazione. DJI vanta l'ampia gamma dinamica della Osmo Nano, ma sotto il sole diretto ho notato alcune bande dove le alte luci erano state tagliate. Puoi vedere questo nel video sopra, che era un test della funzione di editing con un tocco nell'app DJI Mimo.</p><p></p><p>La risoluzione 4K è nitida e vivace, e anche in modalità colore a 8-bit la fotocamera sembra catturare cieli blu vibranti e verdi frondosi, e gestisce bene i cambiamenti rapidi di luce (uscendo da un tunnel buio, dall'interno all'esterno); tuttavia, mentre mi piace un po' di flare dell'obiettivo, questa è un'area che potrebbe essere gestita meglio. Tendeva a mantenere il mio viso esposto quando parlavo alla fotocamera, ma questo non era impostato da nessuna parte nella fotocamera. Se dovessi generalizzare, direi che i filmati escono più scuri della Go Ultra di Insta360, possibilmente per dare maggiore margine durante la modifica, dove l'opzione Insta è progettata per l'uso quasi automatico.</p><p></p><p>La modalità SuperNight di DJI fa un lavoro decente nel ridurre il rumore in condizioni di scarsa illuminazione, ma funziona solo fino a 30fps e con colore a 8-bit, il che potrebbe limitarne l'utilità per cinematografi seri. È la migliore qualità di immagine notturna in una fotocamera indossabile che abbia mai visto, ma è ancora legata dalle leggi della fisica – un obiettivo e sensore più piccoli avranno sempre certe limitazioni rispetto a una fotocamera più grande e più dedicata. C'è una levigatura AI applicata per ridurre il rumore nei filmati a bassa illuminazione, ma questo è meno ovvio all'occhio inesperto, e meno fangoso rispetto ad alcune modalità notturne che ho visto su action camera precedenti.</p><p></p><p>Il livellamento automatico dell'orizzonte di DJI (che può essere calibrato) è praticamente impeccabile, e la stabilizzazione delle immagini RockSteady è più impressionante in modalità sport. Per testarla davvero, ho indossato la fotocamera sul supporto per fascia di DJI e ho registrato i primi cinque minuti di un allenamento ad alta intensità. Durante un giro estenuante di burpee, salti a stella e squat, il filmato era stabile e fluido (quasi innaturalmente). Corse sui sentieri, passeggiate con il cane e clip in bicicletta erano tutte altrettanto utilizzabili, ma i risultati tenuti in mano sono leggermente più nervosi rispetto all'uso di un supporto dedicato.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/sEYGITwF.html" id="sEYGITwF" title="DJI Osmo Nano sample clips" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Le foto della fotocamera hanno un conteggio di megapixel di medio raggio (la risoluzione massima è 35MP e puoi scattare in formato 16:9 o 4:3), e per quanto riguarda la loro qualità, ho detto la stessa cosa sui risultati fotografici della Insta360 Go Ultra: sono abbastanza buone da inserire nei video, ma probabilmente non le userei per post sui social autonomi o stampe come creatore. Considerale come un'aggiunta piuttosto che una caratteristica autonoma, e non sarai deluso.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/K6JCTfeyDcxBDLKJmbUN2D-1920-80.jpg" alt="Test shots in low-light from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y8fiqq5PVtCHYRdksPQsyC-1920-80.jpg" alt="Test shots in low-light from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GTxbbSnhEwuFaGFJj7kXY3-1920-80.jpg" alt="Sample shots from the Insta360 Go Ultra and DJI Osmo Nano action cameras showing a black retriever in a field" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wYhDMveX58uJWa6CFy9FEL-1920-80.jpg" alt="Test shot in bright sunshine from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><p>Impressionante, l'Osmo Nano ti dà l'opzione di registrare filmati con un profilo colore piatto (l'impostazione D-Log M di DJI), progettato per preservare il massimo di informazioni di colore e luminosità nel file video, specialmente nelle luci e nei scuri. Mentre il filmato che esce dalla fotocamera è desaturato in questa modalità, ho scoperto che avevi molto più margine per regolare i colori, il contrasto e la saturazione per ottenere un aspetto specifico e cinematografico senza perdere nessun dettaglio catturato nella scena originale. Questo andrà anche a beneficio dei creatori che girano un progetto con l'Osmo Nano insieme ad altre fotocamere che vogliono che il loro lavoro modificato appaia coerente.</p><ul><li><strong>Image quality score: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-tabella-di-valutazione"><span>DJI Osmo Nano: tabella di valutazione</span></h3><div ><table><caption>DJI Osmo Nano</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Attributes</strong></p></th><th  ><p><strong>Notes</strong></p></th><th  ><p><strong>Rating</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Price</p></td><td  ><p>Molto più economica della Insta360 Go Ultra, e questo include anche la memoria integrata utile.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Non entusiasmante ma funzionale, ed è un peccato che il dock sia solo resistente agli schizzi. La sostituzione delle lenti aggiunge robustezza.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance & features</p></td><td  ><p>Meno filtri e modalità rispetto alla Insta360 Go Ultra, ma hai l'opzione di controlli manuali. L'app DJI Osmo crea modifiche rapide e intelligenti.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Image quality</p></td><td  ><p>Durante il giorno, i colori sono vivaci e la gamma dinamica è buona. La stabilizzazione è eccellente e i filmati in scarsa illuminazione sono accettabili. Il slow-mo potrebbe essere più nitido.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-ne-vale-la-pena"><span>DJI Osmo Nano, ne vale la pena?</span></h3><h2 id="ragioni-per-comprare-3">Ragioni per comprare</h2><p><strong>Vuoi una fotocamera che 'scompare'</strong></p><p><strong>L'Osmo Nano è abbastanza piccola da essere indossata su un ciondolo, cappello o fascia per la testa, grazie alle sue dimensioni ridotte e peso. Il supporto magnetico consente soluzioni di montaggio particolari come lampioni, auto e persino lavatrici.</strong></p><p><strong>Possiedi già prodotti DJI</strong></p><p><strong>Per migliorare la qualità del suono, puoi collegare la Nano direttamente a due trasmettitori microfono DJI senza bisogno di un ricevitore. Se hai già un microfono, gimbal o fotocamera DJI, rimanere con il brand significa anche maggiore familiarità con l'app.</strong></p><h2 id="ragioni-per-non-comprare-3">Ragioni per NON comprare</h2><p><strong>Ti piace uno schermo LCD spazioso</strong></p><p><strong>Con meno di due pollici, ho trovato il touchscreen LCD della Osmo Nano un po' piccolo per comporre gli scatti e rivedere i filmati. Puoi usare il telefono per una visione dal vivo più grande, ma questo non è sempre comodo.</strong></p><p><strong>Vuoi una soluzione completamente impermeabile</strong></p><p><strong>Il Vision Dock della Nano è solo resistente agli schizzi, e questo mi ha messo a disagio mentre giravo sotto la pioggia o vicino all'acqua. Se sei un vero amante dell'azione, raccomanderei una fotocamera con una costruzione più robusta.</strong></p><h3 class="article-body__section" id="section-also-consider"><span>Also consider</span></h3>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="4a9cae3d-8c45-4676-b0c1-926db9291e5e">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mFBe7qkd5X2cknqniCh4jn.jpg" alt="The Insta360 Go Ultra on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">Insta360 Go Ultra</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="90" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>The Insta360 Go Ultra has a similar form factor, with a separate camera and action pod. The flip-up screen is more vlog-friendly and bigger at 2.5 inches, while the camera weighs the same as the Osmo Nano but is more square and shallow (which I found easier to mount). Pricing and image quality are similar, but it's a slightly more fun action camera that's great for the whole family.</p><p><strong>Read my full </strong><a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/insta-360-go-ultra-review"><strong>Insta360 Go Ultra review</strong></a></p></p>                </div>                            </div>        </div>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="a54e2e3f-80c3-4730-a40b-5dae75d8ffff">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/k2LNJ2gTBpDPCdgvuiPa3U.png" alt="GoPro Hero 13 Black action camera on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">GoPro Hero 13 Black</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="90" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>The GoPro Hero 13 Black is still the flagship of action cams and one I'd recommend for serious filmmakers. It's chunkier than the Osmo, but it also has magnetic mounting. GoPro also has the widest range of mount accessories to open up creative shooting opportunities, and it's possible to squeeze 1.5 hours of 5.3K video from the battery, for recording with fewer interruptions.</p><p><strong>Read our full </strong><a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review"><strong>GoPro Hero 13 Black review</strong></a></p></p>                </div>                            </div>        </div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="bdx9QPcndkaATcutK4SzXk" name="dji-osmo-nano_11" alt="The DJI Osmo Nano camera held by a female photographer in a pink top" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bdx9QPcndkaATcutK4SzXk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-come-abbiamo-testato-dji-osmo-nano"><span>Come abbiamo testato DJI Osmo Nano</span></h3><ul><li><strong>• Ho testato la fotocamera per due settimane prima dell'embargo</strong></li><li><strong>• L'ho indossata durante passeggiate e corse, e l'ho montata per i viaggi in auto</strong></li><li><strong>• Ho registrato video con tutte le impostazioni e in tutte le modalità</strong></li></ul><p>DJI mi ha inviato una Osmo Nano di produzione completa per la recensione circa due settimane prima della sua data di uscita, e l'ho usata almeno una volta al giorno - spesso molto di più - durante questo periodo. Mi piace sempre che una fotocamera diventi una parte naturale del mio flusso di lavoro, piuttosto che eseguire un periodo intenso di test, in modo da scoprire le sfumature per una recensione più informata e utile. Ho provato tutte le modalità della fotocamera, l'ho usata con e senza il dock, e l'ho montata sul ciondolo magnetico e sulla fascia per la testa. Ho principalmente usato l'app DJI Mimo per modificare i filmati direttamente dal mio iPhone 15 Pro.</p><ul><li><em>• Prima recensione settembre 2025</em></li></ul>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ GoPro Max 2 review: worth the wait ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-recensione-in-due-minuti"><span>GoPro Max 2: recensione in due minuti</span></h2><p>La GoPro Max 2 rappresenta l'agognato ritorno di GoPro nel settore delle fotocamere 360, presentandosi con la qualità costruttiva robusta e la filosofia di design intuitiva che hanno reso il marchio sinonimo di action camera da oltre un decennio.</p><p>È una fotocamera compatta dal corpo quadrato che trae chiara ispirazione dal design del predecessore, incorporando gli insegnamenti appresi dai rivali come <a href="https://www.techradar.com/cameras/360-cameras/insta360-x5-review">Insta360 X5</a> e <a href="https://www.techradar.com/cameras/360-cameras/dji-osmo-360-review">DJI Osmo 360</a>. La Max 2 è costruita per durare: impermeabile fino a 5 metri senza housing aggiuntive e pronta a sopportare le punizioni che gli sport estremi possono infliggere. Ciò che la distingue dalla concorrenza è la decisione di GoPro di rendere le lenti completamente sostituibili dall'utente senza strumenti, una mossa intelligente considerando quanto siano vulnerabili ai danni le lenti delle fotocamere 360.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QiHH8F9Xej3aJTW9W9JEFf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QiHH8F9Xej3aJTW9W9JEFf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>Dal punto di vista del design, c'è molto da apprezzare: un touchscreen luminoso da 1,82 pollici, il famoso schema di controllo a due pulsanti di GoPro, GPS integrato e compatibilità con tre sistemi di montaggio separati: i classici finger GoPro, le filettature per treppiede standard e il nuovo sistema di aggancio magnetico. La fotocamera risulta rassicurante, solida e ben bilanciata, sia in mano che montata su altre parti del corpo. I video raggiungono gli 8K 30fps in modalità 360, con opzioni 5.6K 60fps e 4K 100fps per il lavoro in slow-motion. La Max 2 cattura anche foto da 29MP a 360 gradi e supporta la registrazione a colori a 10 bit oltre al profilo piatto GP-Log per la gradazione del colore in post-produzione. Le prestazioni sono eccellenti alla luce del giorno, offrendo il filmato vivace e colorato per cui GoPro è nota, con distorsione minima, cucitura automatica efficace e rimozione del bastone per selfie. Tuttavia, la fotocamera fatica di più in condizioni di scarsa illuminazione rispetto ai rivali che offrono modalità notturne dedicate, e la gestione termica può essere un problema durante sessioni di registrazione prolungate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Zo6XKELpaj4AAnQ8C5g8Hf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Zo6XKELpaj4AAnQ8C5g8Hf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>La Max 2 si abbina all'app mobile Quik consolidata di GoPro per editing e condivisione rapidi, oltre al software desktop GoPro Player aggiornato per un lavoro di post-produzione più completo. Entrambi offrono strumenti di editing video 360 solidi, anche se al momento nessuno dei due eguaglia la sofisticazione della suite software di Insta360. Alla fine, sebbene la Max 2 non rivoluziona il mercato delle fotocamere 360, offre esattamente quello che mi aspetterei da GoPro. Questa è una fotocamera ben costruita e user-friendly che produce risultati eccellenti nelle condizioni giuste, ed è supportata da un ecosistema di accessori e strumenti di editing che rendono l'intera esperienza relativamente semplice. GoPro è decisamente tornata nel gioco delle <a href="https://www.techradar.com/news/best-360-degree-camera">fotocamere 360</a>.</p><ul><li><em>• Attendete il mio confronto approfondito GoPro Max 2 vs Insta360 X5, basato su test reali, in arrivo presto</em></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-specifiche-tecniche"><span>GoPro Max 2: specifiche tecniche</span></h3><div ><table><caption>GoPro Max 2 specifiche</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Type: </p></td><td  ><p>360 camera</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Waterproof depth:</p></td><td  ><p>5m / 16ft</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Screen:</p></td><td  ><p>1.82-inch touchscreen</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Storage:</p></td><td  ><p>microSD  </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connectivity:</p></td><td  ><p>USB-C, Wi-Fi 6, Bluetooth</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensions: </p></td><td  ><p>64 x 69.7 x 48.7mm / 2.4 x 1.4 x 3.2 inches</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Weight: </p></td><td  ><p>195g / 6.88oz</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SppHx3fqFjFRYS9FYw2gNf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SppHx3fqFjFRYS9FYw2gNf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Max 2 mounted on GoPro's selfie stick </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><div data-widget-type="review" data-model-name="GoPro Max 2"></div><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-prezzo-e-disponibilita"><span>GoPro Max 2: prezzo e disponibilità</span></h3><ul><li><strong>• Lanciata in tutto il mondo il 23 settembre 2025</strong></li><li><strong>• Preordini spediti dal 30 settembre 2025</strong></li><li><strong>• Prezzo di 499,99$ / 449,99£ / 849,95AU$</strong></li></ul><p>GoPro ha ufficialmente lanciato la Max 2 il 23 settembre 2025, disponibile per i preordini immediati, con le spedizioni dal 30 settembre. Il prezzo è di 499,99$ / 449,99£ / 849,95AU$ in un bundle che include la fotocamera e una singola batteria. Al momento non sono stati comunicati bundle che includano accessori come selfie stick, schede microSD o batterie aggiuntive, ma questa sezione verrà aggiornata se necessario. Questo prezzo di listino, che si posiziona tra la più costosa Insta360 X5 e la più economica DJI Osmo 360, mi sembra giusto. La Max 2 è un prodotto di qualità e, sebbene un prezzo più basso sarebbe sorprendente, è chiaramente posizionata per competere con i suoi rivali più diretti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xmJFAdyijQWtbeFaTYosNf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2, DJI Osmo 360 and Insta360 X5 cameras" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xmJFAdyijQWtbeFaTYosNf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The GoPro Max 2 in the midst of its two main rivals, the DJI Osmo 360 and Insta360 X5 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Punteggio prezzo: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-design"><span>GoPro Max 2: Design</span></h3><ul><li><strong>• Impermeabile fino a 5m / 16ft con lenti sostituibili</strong></li><li><strong>• Montabile su treppiede, aggancio magnetico o finger di montaggio</strong></li><li><strong>• Touchscreen posteriore da 1,82 pollici</strong></li></ul><p>La GoPro Max 2 somiglia alla Max originale, privilegiando un design quadrato e tozzo rispetto alla forma più stretta a barra di cioccolato usata da alcune fotocamere 360. Costruita in plastica resistente, è piuttosto discreta e sobria, con i lampi blu del logo GoPro e "Max 2" come unica deviazione dal grigio scuro professionale. È leggermente più piccola dei suoi principali rivali recenti, Insta360 X5 e DJI Osmo 360, ma non in modo significativo. Come ci si aspetta da una fotocamera GoPro, la Max 2 risulta robusta e pronta per l'avventura. Pur non avendo una classificazione IP specifica, GoPro dichiara che è impermeabile fino a 5 metri e può operare a basse temperature. Sebbene la profondità di impermeabilità non sia impressionante come quella di alcune fotocamere rivali, GoPro mi ha detto che è in sviluppo un accessorio housing subacqueo per una protezione sott'acqua più robusta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tFcvSK6sFJkDZnqBA2X4wJ" name="gopro max 2 removed lens" alt="GoPro Max 2 with removed lens on wooden table" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tFcvSK6sFJkDZnqBA2X4wJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>Fondamentale è che GoPro ha reso le sue lenti completamente sostituibili dall'utente senza bisogno di strumenti, una mossa che batte persino il sistema di sostituzione lenti di Insta360 X5. Con le lenti delle fotocamere 360 che sporgono così tanto dal corpo, sono altamente vulnerabili ai danni, quindi renderle semplici (e relativamente economiche) da sostituire se qualcosa va storto è un'ottima mossa di GoPro. Detto questo, ho notato della condensa all'interno delle lenti quando sono passato dall'interno all'esterno, e questo ha influenzato la qualità dell'immagine (si può vedere nelle sezioni in bicicletta dei video incorporati sotto). Questo poteva essere risolto rimuovendo la lente e pulendola con un panno in microfibra, poi rimontandola, ma ho trovato fastidioso dover gestire questo problema. Non è qualcosa che ho riscontrato su altre fotocamere 360, e sospetto che possa essere dovuto al design delle lenti removibili.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tVLDUuKje2vM2nriFsvoNf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 mounted on a person's head" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tVLDUuKje2vM2nriFsvoNf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The pop-out mounting fingers make attaching the Max 2 to hundreds of existing mounts very simple </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>La Max 2 è abbastanza piccola e leggera per essere montata facilmente su tutto, dai caschi alle biciclette ai selfie stick, e GoPro ha attentamente reso compatibile con tre opzioni di montaggio. Ci sono i classici finger di montaggio GoPro, un modo rock-solid per fissare la fotocamera a una vasta gamma di supporti di prima e terza parte, oltre a una filettatura treppiede standard e il nuovo sistema di aggancio magnetico GoPro. I controlli sono splendidamente semplici. Ci sono due grandi pulsanti in gomma – uno per l'accensione e il cambio modalità di ripresa, l'altro per la cattura delle immagini – e un touchscreen luminoso e nitido da 1,82 pollici per tutto il resto. L'interfaccia utente della Max 2 è estremamente semplice e facile da capire, anche per qualcuno (come me) che non usa spesso le fotocamere GoPro, e dubito che chiunque anche solo leggermente familiare con i menu delle action camera abbia difficoltà a padroneggiarla rapidamente.</p><ul><li><strong>• Punteggio design: 5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-prestazioni-e-caratteristiche"><span>GoPro Max 2: prestazioni e caratteristiche</span></h3><ul><li><strong>• Editing tramite app Quik e GoPro Player</strong></li><li><strong>• GPS integrato</strong></li><li><strong>• Batteria da 1.960mAh offre circa un'ora di registrazione 8K 30fps</strong></li></ul><p>Senza memoria interna, i filmati e le foto catturate con la Max 2 sono memorizzati su scheda microSD e possono essere trasferiti rapidamente in wireless a un dispositivo mobile con l'app Quik per l'editing e la condivisione. Penso che l'editor video 360 di Quik sia abbastanza buono, e sono riuscito a ricomporre rapidamente i clip usando keyframe manuali o il tracking oggetti assistito dall'AI, oltre a modificare le impostazioni dell'immagine per ottenere il look desiderato. I video e le foto finiti possono essere salvati nel rullino del telefono, condivisi direttamente sui social media o esportati su altri dispositivi. È possibile anche l'editing su desktop, naturalmente, e l'aggiornata app GoPro Player supporta la ricomposizione con keyframe ma non, interessante, il tracking assistito dall'AI o la regolazione dell'immagine. GoPro dice che sta ottenendo anche una nuova impostazione denoise, ma questa era disattivata e non disponibile quando ho testato l'app a causa del mio MacBook Air M2 che non era all'altezza del compito. GoPro mi ha informato che sia Adobe Premiere che DaVinci Resolve riceveranno plugin che consentono agli utenti di importare direttamente i file 360 della Max 2. Il supporto Premiere dovrebbe essere attivo entro la fine del 2025, con Resolve che seguirà più avanti. Una cosa che la Max 2 ha e che i suoi rivali DJI e Insta360 non hanno è il GPS integrato, che consente agli utenti di incorporare i dati di posizione nei loro filmati e foto. La maggior parte delle altre fotocamere richiede un modulo opzionale o il collegamento a uno smartphone per il geotagging, quindi la Max 2, come la Max originale, offre un vantaggio in questo senso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JxPqwxKdM7ddVqWCGo6pFf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JxPqwxKdM7ddVqWCGo6pFf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The battery, microSD slot and USB-C port are all located inside a single well-sealed compartment </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>Nonostante la grande presa d'aria su un lato, la Max 2 si scalda durante l'uso. Quando l'ho lasciata registrare video, si è spenta automaticamente per evitare il surriscaldamento sia con registrazione 8K 30fps che 5.6K 30fps. Con il filmato 8K, ha registrato poco meno di 30 minuti di materiale prima di spegnersi; è durata quasi 58 minuti quando registrava materiale 5.6K. Questo era al chiuso a temperatura ambiente, e ho scoperto che posizionarla all'esterno in una giornata autunnale fredda le permetteva di registrare più a lungo, come farebbero scenari di attività all'aperto reali. GoPro non specifica la durata della batteria dalla batteria da 1.960mAh, ma sono riuscito a ottenere poco più di un'ora di filmato 8K 30fps registrato lasciando la fotocamera funzionare all'aperto. Penso che questa prestazione sia piuttosto buona dato il bit rate e la risoluzione dei video registrati, ma coloro che pianificano una lunga giornata di riprese 360 potrebbero voler investire in una o due batterie extra.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kzrBZw57pLuaMAbQfxFgEf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kzrBZw57pLuaMAbQfxFgEf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The camera features six built-in microphones – more than either of its main rivals </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>La Max 2, come la Max originale, è dotata di sei microfoni integrati separati, ma qui offrono la cattura audio direzionale. Né la DJI Osmo 360 né la Insta360 X5 offrono sei microfoni, ma nonostante questo non direi necessariamente che la Max 2 batta i suoi rivali in questo campo: l'audio suona assolutamente bene in buone condizioni, ma quando il vento si alza la tecnologia integrata di riduzione del vento non può fare molto per sopprimere il rumore.</p><p></p><p>GoPro dice che la Max 2 può essere utilizzata con Apple AirPods e altri auricolari Bluetooth per l'input del microfono wireless, e questo può aiutare a evitare il problema del vento, ma portare un microfono wireless dedicato in stile DJI Mic potrebbe essere la migliore soluzione che l'azienda potrebbe offrire più avanti.</p><ul><li><strong>• Punteggio prestazioni: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-qualita-immagine"><span>GoPro Max 2: qualità immagine</span></h3><ul><li><strong>• Cattura video 10-bit 8K 30fps / 5.6K 60fps / 4K 100fps</strong></li><li><strong>• Foto 360 da 29MP e foto a singola lente da 12MP</strong></li><li><strong>• Fino a 300Mbps di bit rate video con GoPro Labs</strong></li></ul><p>GoPro ha tenuto a sottolineare che la Max 2 è l'unica fotocamera 360 che registra quella che definisce video 360 in risoluzione "true 8K". L'azienda sostiene che rivali come Insta360 e DJI stanno essenzialmente falsificando i numeri per poter rivendicare la cattura 8K – contando pixel inutilizzati o sovrapposti, o aumentando la risoluzione dell'output a 8K da sorgenti a risoluzione inferiore – mentre l'output 360 della Max 2 è veramente 8K con almeno 3840 pixel attivi su ogni asse per entrambi i sensori.</p><p></p><p>I video possono essere girati a qualità fino a 10-bit e in un profilo colore standard o nella modalità GP-Log piatta per la gradazione post-ripresa, e il bit rate video massimo è 120Mbps, o 300Mbps per gli utenti di GoPro Labs. Per gli scopi di questa recensione, mi sono attenuto ai 120Mbps. Ho provato GP-Log, ma GoPro deve ancora rilasciare una LUT al momento della scrittura e ho trovato la gradazione del filmato più una fatica di quanto vorrei. Una volta che la LUT sarà disponibile le cose dovrebbero diventare molto più facili.</p><p></p><p>La qualità video è generalmente molto buona, sia registrando in 8K (che è limitato a 30fps) che in 5.6K (che può arrivare fino a 60fps, offrendo agli utenti il potenziale per usare slow-motion 2x; è disponibile anche un'opzione 4K 100fps per chi vuole ancora più potenziale slow-motion). GoPro si è affermata nel fornire colori che sembrano buoni direttamente dalla fotocamera, oltre a distorsione e riflessi minimi.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/70QTruW2.html" id="70QTruW2" title="GoPro Max 2 8K Video Samples" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Per lo più è così qui, anche se ho scoperto che alcuni dei miei video 360 sembravano leggermente sovraesposti e sbiaditi nei cieli luminosi - probabilmente a causa della necessità di impostare l'esposizione per una vista completa a 360° piuttosto che in una singola direzione. L'intervento dell'utente, impostando l'esposizione manualmente, potrebbe migliorare le cose qui, ma in generale i risultati sono solidi.</p><p></p><p>Anche le foto fisse hanno un aspetto similmente buono, e mentre ho modificato leggermente l'esempio sotto usando l'app Quik, è praticamente fresco dalla fotocamera.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1152px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:177.78%;"><img id="QsHo7HXXhKNqaKT5a9jrmc" name="GoPro Max 2 photo" alt="360 photograph of a harbour captured on GoPro Max 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QsHo7HXXhKNqaKT5a9jrmc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1152" height="2048" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>Di notte, la Max 2 non è altrettanto impressionante. Sia la DJI Osmo 360 che la Insta360 X5 hanno modalità dedicate per scarsa illuminazione per i video 360, ma con la Max 2 rimani con la modalità standard, ed è rumorosa e sbavata dopo il tramonto. È possibile che usare GP-Log e alcune impostazioni intelligenti prima dell'editing in post possa produrre risultati migliori; non ho avuto tempo per approfondire questo, quindi non posso dirlo con certezza - ma quello che posso dire è che sia l'Osmo 360 che la X5 rendono molto facile catturare filmati utilizzabili in scarsa luce, mentre la Max 2 no.</p><p></p><p>Quindi, se i filmati in scarsa luce sono una priorità per te, la Max 2 potrebbe non essere la fotocamera 360 ideale. Se, tuttavia, stai catturando filmati alla luce del giorno e vuoi l'8K più pulito e nitido in assoluto, penso che sia la migliore nel farlo.</p><p></p><p>La fotocamera include una vasta gamma di modalità di cattura oltre ai video e alle foto 360 standard: modalità time lapse, modalità di ripresa dedicate a singola lente e altro ancora. Ho incluso un breve clip che ho catturato usando la modalità Night Lapse nel video di esempio sopra.</p><ul><li><strong>• Punteggio qualità immagine: 5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-scheda-di-valutazione"><span>GoPro Max 2: scheda di valutazione</span></h3><div ><table><caption>GoPro Max 2 </caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Attributes</strong></p></th><th  ><p><strong>Notes</strong></p></th><th  ><p><strong>Rating</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Price</p></td><td  ><p>Cheaper than the Insta360 X5, slightly pricier than the DJI Osmo 360.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Great mounting options, rugged build and easily replaced lenses. Just watch for the condensation.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Good apps and battery life, but can overheat.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Image quality</p></td><td  ><p>Beats the X5 and Osmo 360 in broad daylight, but can't match either in challenging after-dark conditions.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bVtDCjnntHjGdJMcymDALf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bVtDCjnntHjGdJMcymDALf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-vale-la-pena-comprare-la-gopro-max-2"><span>Vale la pena comprare la GoPro Max 2?</span></h3><h2 id="compralo-se-3">Compralo se...</h2><p><strong></strong></p><p><strong>Sei investito nell'ecosistema GoPro</strong><br><strong>Hai scatole di supporti GoPro e un abbonamento? La Max 2 si inserisce perfettamente nella gamma GoPro, quindi se sei già un fan ti sentirai a casa immediatamente.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Sei un tipo avventuroso</strong><br><strong>La Max 2 è piccola e robusta, perfetta per gli sport estremi. Le sue lenti sono anche molto facili da sostituire sul campo – non servono attrezzi.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Ti piace la semplicità</strong><br><strong>I controlli minimali della Max 2, l'app semplice e l'eccellente qualità immagine direttamente dalla fotocamera la rendono una delle fotocamere 360 più facili da usare.</strong></p><p></p><h2 id="non-comprarlo-se-3">Non comprarlo se...</h2><p><strong></strong></p><p><strong>Scatti dopo il tramonto o al chiuso</strong><br><strong>Sebbene eccella alla luce del giorno, le prestazioni in scarsa luce della Max 2 non possono competere con quelle dei suoi rivali DJI e Insta360.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi la memoria integrata</strong><br><strong>Una cosa piccola, ma la memoria integrata della Osmo 360 significa che non devi armeggiare con le schede microSD – con la Max 2, sì.</strong></p><p></p><h3 class="article-body__section" id="section-alternative-da-considerare"><span>Alternative da considerare</span></h3>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="4a9cae3d-8c45-4676-b0c1-926db9291e5e">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T8EuzaNsgcCWzieXBq9K89.png" alt="Insta360 X5 action camera"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">Insta360 X5</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="100" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>La costruzione robusta della X5, le lenti sostituibili, le prestazioni in scarsa luce, la facilità d'uso e la durata della batteria l'hanno resa la nostra scelta principale prima dell'arrivo della Max 2. Il peso e il profilo non sono però portatili quanto la Max 2, e penso che la qualità immagine diurna della Max 2 sia leggermente migliore.</p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/cameras/360-cameras/insta360-x5-review">recensione completa Insta360 X5</a></p><p></p></p>                </div>                            </div>        </div>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="a54e2e3f-80c3-4730-a40b-5dae75d8ffff">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AkhMpBCCymjkQUoHmqGYi3.jpg" alt="Akaso 360 camera on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">Akaso 360</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="80" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>Un'alternativa economica e allegra alla GoPro Max 2, la prima fotocamera 360 di Akaso è sorprendentemente capace. Come la Max 2, è progettata per l'uso diurno all'aperto, ma il suo livello di qualità immagine complessivo è parecchi gradini sotto.</p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/cameras/360-cameras/akaso-360-review">recensione completa Akaso 360</a></p><p></p></p>                </div>                            </div>        </div><h3 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-la-gopro-max-2"><span>Come ho testato la GoPro Max 2</span></h3><ul><li><strong>• Testata la fotocamera con firmware v01.09.71 per quattro giorni</strong></li><li><strong>• Fotocamera montata su selfie stick invisibile, casco, bicicletta e imbracatura torace</strong></li><li><strong>• Registrati video giorno e notte a piedi e in bicicletta</strong></li></ul><p>GoPro mi ha inviato un campione di recensione della Max 2 una settimana prima della data di lancio, e è stato aggiornato per eseguire il firmware v01.09.71. Ciò significava caratteristiche di lancio complete, per quanto ne so, permettendomi di testare tutte le modalità di ripresa e la qualità dell'immagine – cosa che ho fatto portando la fotocamera sul campo montata su varie cose (bicicletta, testa, casco, petto, selfie stick). L'ho testata in varie condizioni di illuminazione e meteorologiche, modificando i video e le foto risultanti usando entrambe le app GoPro: l'app mobile Quik e l'app desktop GoPro Player (quest'ultima sul mio MacBook Air M2, che purtroppo non era abbastanza potente per utilizzare la funzione Denoise dell'app).</p><ul><li><em>• Recensita per la prima volta settembre 2025</em></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/cameras/360-cameras/gopro-max-2-stabilisce-lo-standard-per-la-qualita-8k-delle-action-cam-360</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ In ideal conditions, the GoPro Max 2 offers the best image quality of any of the current 360 camera crop. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">jSLgF4DQwmVLWaZPURWSuk</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[360 Cameras]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Cameras]]></category>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-recensione-in-due-minuti"><span>GoPro Max 2: recensione in due minuti</span></h2><p>La GoPro Max 2 rappresenta l'agognato ritorno di GoPro nel settore delle fotocamere 360, presentandosi con la qualità costruttiva robusta e la filosofia di design intuitiva che hanno reso il marchio sinonimo di action camera da oltre un decennio.</p><p>È una fotocamera compatta dal corpo quadrato che trae chiara ispirazione dal design del predecessore, incorporando gli insegnamenti appresi dai rivali come <a href="https://www.techradar.com/cameras/360-cameras/insta360-x5-review">Insta360 X5</a> e <a href="https://www.techradar.com/cameras/360-cameras/dji-osmo-360-review">DJI Osmo 360</a>. La Max 2 è costruita per durare: impermeabile fino a 5 metri senza housing aggiuntive e pronta a sopportare le punizioni che gli sport estremi possono infliggere. Ciò che la distingue dalla concorrenza è la decisione di GoPro di rendere le lenti completamente sostituibili dall'utente senza strumenti, una mossa intelligente considerando quanto siano vulnerabili ai danni le lenti delle fotocamere 360.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QiHH8F9Xej3aJTW9W9JEFf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QiHH8F9Xej3aJTW9W9JEFf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>Dal punto di vista del design, c'è molto da apprezzare: un touchscreen luminoso da 1,82 pollici, il famoso schema di controllo a due pulsanti di GoPro, GPS integrato e compatibilità con tre sistemi di montaggio separati: i classici finger GoPro, le filettature per treppiede standard e il nuovo sistema di aggancio magnetico. La fotocamera risulta rassicurante, solida e ben bilanciata, sia in mano che montata su altre parti del corpo. I video raggiungono gli 8K 30fps in modalità 360, con opzioni 5.6K 60fps e 4K 100fps per il lavoro in slow-motion. La Max 2 cattura anche foto da 29MP a 360 gradi e supporta la registrazione a colori a 10 bit oltre al profilo piatto GP-Log per la gradazione del colore in post-produzione. Le prestazioni sono eccellenti alla luce del giorno, offrendo il filmato vivace e colorato per cui GoPro è nota, con distorsione minima, cucitura automatica efficace e rimozione del bastone per selfie. Tuttavia, la fotocamera fatica di più in condizioni di scarsa illuminazione rispetto ai rivali che offrono modalità notturne dedicate, e la gestione termica può essere un problema durante sessioni di registrazione prolungate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Zo6XKELpaj4AAnQ8C5g8Hf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Zo6XKELpaj4AAnQ8C5g8Hf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>La Max 2 si abbina all'app mobile Quik consolidata di GoPro per editing e condivisione rapidi, oltre al software desktop GoPro Player aggiornato per un lavoro di post-produzione più completo. Entrambi offrono strumenti di editing video 360 solidi, anche se al momento nessuno dei due eguaglia la sofisticazione della suite software di Insta360. Alla fine, sebbene la Max 2 non rivoluziona il mercato delle fotocamere 360, offre esattamente quello che mi aspetterei da GoPro. Questa è una fotocamera ben costruita e user-friendly che produce risultati eccellenti nelle condizioni giuste, ed è supportata da un ecosistema di accessori e strumenti di editing che rendono l'intera esperienza relativamente semplice. GoPro è decisamente tornata nel gioco delle <a href="https://www.techradar.com/news/best-360-degree-camera">fotocamere 360</a>.</p><ul><li><em>• Attendete il mio confronto approfondito GoPro Max 2 vs Insta360 X5, basato su test reali, in arrivo presto</em></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-specifiche-tecniche"><span>GoPro Max 2: specifiche tecniche</span></h3><div ><table><caption>GoPro Max 2 specifiche</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Type: </p></td><td  ><p>360 camera</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Waterproof depth:</p></td><td  ><p>5m / 16ft</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Screen:</p></td><td  ><p>1.82-inch touchscreen</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Storage:</p></td><td  ><p>microSD  </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connectivity:</p></td><td  ><p>USB-C, Wi-Fi 6, Bluetooth</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensions: </p></td><td  ><p>64 x 69.7 x 48.7mm / 2.4 x 1.4 x 3.2 inches</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Weight: </p></td><td  ><p>195g / 6.88oz</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SppHx3fqFjFRYS9FYw2gNf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SppHx3fqFjFRYS9FYw2gNf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Max 2 mounted on GoPro's selfie stick </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><div data-widget-type="review" data-model-name="GoPro Max 2"></div><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-prezzo-e-disponibilita"><span>GoPro Max 2: prezzo e disponibilità</span></h3><ul><li><strong>• Lanciata in tutto il mondo il 23 settembre 2025</strong></li><li><strong>• Preordini spediti dal 30 settembre 2025</strong></li><li><strong>• Prezzo di 499,99$ / 449,99£ / 849,95AU$</strong></li></ul><p>GoPro ha ufficialmente lanciato la Max 2 il 23 settembre 2025, disponibile per i preordini immediati, con le spedizioni dal 30 settembre. Il prezzo è di 499,99$ / 449,99£ / 849,95AU$ in un bundle che include la fotocamera e una singola batteria. Al momento non sono stati comunicati bundle che includano accessori come selfie stick, schede microSD o batterie aggiuntive, ma questa sezione verrà aggiornata se necessario. Questo prezzo di listino, che si posiziona tra la più costosa Insta360 X5 e la più economica DJI Osmo 360, mi sembra giusto. La Max 2 è un prodotto di qualità e, sebbene un prezzo più basso sarebbe sorprendente, è chiaramente posizionata per competere con i suoi rivali più diretti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xmJFAdyijQWtbeFaTYosNf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2, DJI Osmo 360 and Insta360 X5 cameras" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xmJFAdyijQWtbeFaTYosNf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The GoPro Max 2 in the midst of its two main rivals, the DJI Osmo 360 and Insta360 X5 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>• Punteggio prezzo: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-design"><span>GoPro Max 2: Design</span></h3><ul><li><strong>• Impermeabile fino a 5m / 16ft con lenti sostituibili</strong></li><li><strong>• Montabile su treppiede, aggancio magnetico o finger di montaggio</strong></li><li><strong>• Touchscreen posteriore da 1,82 pollici</strong></li></ul><p>La GoPro Max 2 somiglia alla Max originale, privilegiando un design quadrato e tozzo rispetto alla forma più stretta a barra di cioccolato usata da alcune fotocamere 360. Costruita in plastica resistente, è piuttosto discreta e sobria, con i lampi blu del logo GoPro e "Max 2" come unica deviazione dal grigio scuro professionale. È leggermente più piccola dei suoi principali rivali recenti, Insta360 X5 e DJI Osmo 360, ma non in modo significativo. Come ci si aspetta da una fotocamera GoPro, la Max 2 risulta robusta e pronta per l'avventura. Pur non avendo una classificazione IP specifica, GoPro dichiara che è impermeabile fino a 5 metri e può operare a basse temperature. Sebbene la profondità di impermeabilità non sia impressionante come quella di alcune fotocamere rivali, GoPro mi ha detto che è in sviluppo un accessorio housing subacqueo per una protezione sott'acqua più robusta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tFcvSK6sFJkDZnqBA2X4wJ" name="gopro max 2 removed lens" alt="GoPro Max 2 with removed lens on wooden table" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tFcvSK6sFJkDZnqBA2X4wJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>Fondamentale è che GoPro ha reso le sue lenti completamente sostituibili dall'utente senza bisogno di strumenti, una mossa che batte persino il sistema di sostituzione lenti di Insta360 X5. Con le lenti delle fotocamere 360 che sporgono così tanto dal corpo, sono altamente vulnerabili ai danni, quindi renderle semplici (e relativamente economiche) da sostituire se qualcosa va storto è un'ottima mossa di GoPro. Detto questo, ho notato della condensa all'interno delle lenti quando sono passato dall'interno all'esterno, e questo ha influenzato la qualità dell'immagine (si può vedere nelle sezioni in bicicletta dei video incorporati sotto). Questo poteva essere risolto rimuovendo la lente e pulendola con un panno in microfibra, poi rimontandola, ma ho trovato fastidioso dover gestire questo problema. Non è qualcosa che ho riscontrato su altre fotocamere 360, e sospetto che possa essere dovuto al design delle lenti removibili.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tVLDUuKje2vM2nriFsvoNf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 mounted on a person's head" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tVLDUuKje2vM2nriFsvoNf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The pop-out mounting fingers make attaching the Max 2 to hundreds of existing mounts very simple </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>La Max 2 è abbastanza piccola e leggera per essere montata facilmente su tutto, dai caschi alle biciclette ai selfie stick, e GoPro ha attentamente reso compatibile con tre opzioni di montaggio. Ci sono i classici finger di montaggio GoPro, un modo rock-solid per fissare la fotocamera a una vasta gamma di supporti di prima e terza parte, oltre a una filettatura treppiede standard e il nuovo sistema di aggancio magnetico GoPro. I controlli sono splendidamente semplici. Ci sono due grandi pulsanti in gomma – uno per l'accensione e il cambio modalità di ripresa, l'altro per la cattura delle immagini – e un touchscreen luminoso e nitido da 1,82 pollici per tutto il resto. L'interfaccia utente della Max 2 è estremamente semplice e facile da capire, anche per qualcuno (come me) che non usa spesso le fotocamere GoPro, e dubito che chiunque anche solo leggermente familiare con i menu delle action camera abbia difficoltà a padroneggiarla rapidamente.</p><ul><li><strong>• Punteggio design: 5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-prestazioni-e-caratteristiche"><span>GoPro Max 2: prestazioni e caratteristiche</span></h3><ul><li><strong>• Editing tramite app Quik e GoPro Player</strong></li><li><strong>• GPS integrato</strong></li><li><strong>• Batteria da 1.960mAh offre circa un'ora di registrazione 8K 30fps</strong></li></ul><p>Senza memoria interna, i filmati e le foto catturate con la Max 2 sono memorizzati su scheda microSD e possono essere trasferiti rapidamente in wireless a un dispositivo mobile con l'app Quik per l'editing e la condivisione. Penso che l'editor video 360 di Quik sia abbastanza buono, e sono riuscito a ricomporre rapidamente i clip usando keyframe manuali o il tracking oggetti assistito dall'AI, oltre a modificare le impostazioni dell'immagine per ottenere il look desiderato. I video e le foto finiti possono essere salvati nel rullino del telefono, condivisi direttamente sui social media o esportati su altri dispositivi. È possibile anche l'editing su desktop, naturalmente, e l'aggiornata app GoPro Player supporta la ricomposizione con keyframe ma non, interessante, il tracking assistito dall'AI o la regolazione dell'immagine. GoPro dice che sta ottenendo anche una nuova impostazione denoise, ma questa era disattivata e non disponibile quando ho testato l'app a causa del mio MacBook Air M2 che non era all'altezza del compito. GoPro mi ha informato che sia Adobe Premiere che DaVinci Resolve riceveranno plugin che consentono agli utenti di importare direttamente i file 360 della Max 2. Il supporto Premiere dovrebbe essere attivo entro la fine del 2025, con Resolve che seguirà più avanti. Una cosa che la Max 2 ha e che i suoi rivali DJI e Insta360 non hanno è il GPS integrato, che consente agli utenti di incorporare i dati di posizione nei loro filmati e foto. La maggior parte delle altre fotocamere richiede un modulo opzionale o il collegamento a uno smartphone per il geotagging, quindi la Max 2, come la Max originale, offre un vantaggio in questo senso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JxPqwxKdM7ddVqWCGo6pFf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JxPqwxKdM7ddVqWCGo6pFf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The battery, microSD slot and USB-C port are all located inside a single well-sealed compartment </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>Nonostante la grande presa d'aria su un lato, la Max 2 si scalda durante l'uso. Quando l'ho lasciata registrare video, si è spenta automaticamente per evitare il surriscaldamento sia con registrazione 8K 30fps che 5.6K 30fps. Con il filmato 8K, ha registrato poco meno di 30 minuti di materiale prima di spegnersi; è durata quasi 58 minuti quando registrava materiale 5.6K. Questo era al chiuso a temperatura ambiente, e ho scoperto che posizionarla all'esterno in una giornata autunnale fredda le permetteva di registrare più a lungo, come farebbero scenari di attività all'aperto reali. GoPro non specifica la durata della batteria dalla batteria da 1.960mAh, ma sono riuscito a ottenere poco più di un'ora di filmato 8K 30fps registrato lasciando la fotocamera funzionare all'aperto. Penso che questa prestazione sia piuttosto buona dato il bit rate e la risoluzione dei video registrati, ma coloro che pianificano una lunga giornata di riprese 360 potrebbero voler investire in una o due batterie extra.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kzrBZw57pLuaMAbQfxFgEf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kzrBZw57pLuaMAbQfxFgEf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The camera features six built-in microphones – more than either of its main rivals </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>La Max 2, come la Max originale, è dotata di sei microfoni integrati separati, ma qui offrono la cattura audio direzionale. Né la DJI Osmo 360 né la Insta360 X5 offrono sei microfoni, ma nonostante questo non direi necessariamente che la Max 2 batta i suoi rivali in questo campo: l'audio suona assolutamente bene in buone condizioni, ma quando il vento si alza la tecnologia integrata di riduzione del vento non può fare molto per sopprimere il rumore.</p><p></p><p>GoPro dice che la Max 2 può essere utilizzata con Apple AirPods e altri auricolari Bluetooth per l'input del microfono wireless, e questo può aiutare a evitare il problema del vento, ma portare un microfono wireless dedicato in stile DJI Mic potrebbe essere la migliore soluzione che l'azienda potrebbe offrire più avanti.</p><ul><li><strong>• Punteggio prestazioni: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-qualita-immagine"><span>GoPro Max 2: qualità immagine</span></h3><ul><li><strong>• Cattura video 10-bit 8K 30fps / 5.6K 60fps / 4K 100fps</strong></li><li><strong>• Foto 360 da 29MP e foto a singola lente da 12MP</strong></li><li><strong>• Fino a 300Mbps di bit rate video con GoPro Labs</strong></li></ul><p>GoPro ha tenuto a sottolineare che la Max 2 è l'unica fotocamera 360 che registra quella che definisce video 360 in risoluzione "true 8K". L'azienda sostiene che rivali come Insta360 e DJI stanno essenzialmente falsificando i numeri per poter rivendicare la cattura 8K – contando pixel inutilizzati o sovrapposti, o aumentando la risoluzione dell'output a 8K da sorgenti a risoluzione inferiore – mentre l'output 360 della Max 2 è veramente 8K con almeno 3840 pixel attivi su ogni asse per entrambi i sensori.</p><p></p><p>I video possono essere girati a qualità fino a 10-bit e in un profilo colore standard o nella modalità GP-Log piatta per la gradazione post-ripresa, e il bit rate video massimo è 120Mbps, o 300Mbps per gli utenti di GoPro Labs. Per gli scopi di questa recensione, mi sono attenuto ai 120Mbps. Ho provato GP-Log, ma GoPro deve ancora rilasciare una LUT al momento della scrittura e ho trovato la gradazione del filmato più una fatica di quanto vorrei. Una volta che la LUT sarà disponibile le cose dovrebbero diventare molto più facili.</p><p></p><p>La qualità video è generalmente molto buona, sia registrando in 8K (che è limitato a 30fps) che in 5.6K (che può arrivare fino a 60fps, offrendo agli utenti il potenziale per usare slow-motion 2x; è disponibile anche un'opzione 4K 100fps per chi vuole ancora più potenziale slow-motion). GoPro si è affermata nel fornire colori che sembrano buoni direttamente dalla fotocamera, oltre a distorsione e riflessi minimi.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/70QTruW2.html" id="70QTruW2" title="GoPro Max 2 8K Video Samples" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Per lo più è così qui, anche se ho scoperto che alcuni dei miei video 360 sembravano leggermente sovraesposti e sbiaditi nei cieli luminosi - probabilmente a causa della necessità di impostare l'esposizione per una vista completa a 360° piuttosto che in una singola direzione. L'intervento dell'utente, impostando l'esposizione manualmente, potrebbe migliorare le cose qui, ma in generale i risultati sono solidi.</p><p></p><p>Anche le foto fisse hanno un aspetto similmente buono, e mentre ho modificato leggermente l'esempio sotto usando l'app Quik, è praticamente fresco dalla fotocamera.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1152px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:177.78%;"><img id="QsHo7HXXhKNqaKT5a9jrmc" name="GoPro Max 2 photo" alt="360 photograph of a harbour captured on GoPro Max 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QsHo7HXXhKNqaKT5a9jrmc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1152" height="2048" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>Di notte, la Max 2 non è altrettanto impressionante. Sia la DJI Osmo 360 che la Insta360 X5 hanno modalità dedicate per scarsa illuminazione per i video 360, ma con la Max 2 rimani con la modalità standard, ed è rumorosa e sbavata dopo il tramonto. È possibile che usare GP-Log e alcune impostazioni intelligenti prima dell'editing in post possa produrre risultati migliori; non ho avuto tempo per approfondire questo, quindi non posso dirlo con certezza - ma quello che posso dire è che sia l'Osmo 360 che la X5 rendono molto facile catturare filmati utilizzabili in scarsa luce, mentre la Max 2 no.</p><p></p><p>Quindi, se i filmati in scarsa luce sono una priorità per te, la Max 2 potrebbe non essere la fotocamera 360 ideale. Se, tuttavia, stai catturando filmati alla luce del giorno e vuoi l'8K più pulito e nitido in assoluto, penso che sia la migliore nel farlo.</p><p></p><p>La fotocamera include una vasta gamma di modalità di cattura oltre ai video e alle foto 360 standard: modalità time lapse, modalità di ripresa dedicate a singola lente e altro ancora. Ho incluso un breve clip che ho catturato usando la modalità Night Lapse nel video di esempio sopra.</p><ul><li><strong>• Punteggio qualità immagine: 5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-gopro-max-2-scheda-di-valutazione"><span>GoPro Max 2: scheda di valutazione</span></h3><div ><table><caption>GoPro Max 2 </caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Attributes</strong></p></th><th  ><p><strong>Notes</strong></p></th><th  ><p><strong>Rating</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Price</p></td><td  ><p>Cheaper than the Insta360 X5, slightly pricier than the DJI Osmo 360.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Great mounting options, rugged build and easily replaced lenses. Just watch for the condensation.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Good apps and battery life, but can overheat.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Image quality</p></td><td  ><p>Beats the X5 and Osmo 360 in broad daylight, but can't match either in challenging after-dark conditions.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bVtDCjnntHjGdJMcymDALf" name="GoPro Max 2 360 camera" alt="GoPro Max 2 360 camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bVtDCjnntHjGdJMcymDALf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-vale-la-pena-comprare-la-gopro-max-2"><span>Vale la pena comprare la GoPro Max 2?</span></h3><h2 id="compralo-se-3">Compralo se...</h2><p><strong></strong></p><p><strong>Sei investito nell'ecosistema GoPro</strong><br><strong>Hai scatole di supporti GoPro e un abbonamento? La Max 2 si inserisce perfettamente nella gamma GoPro, quindi se sei già un fan ti sentirai a casa immediatamente.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Sei un tipo avventuroso</strong><br><strong>La Max 2 è piccola e robusta, perfetta per gli sport estremi. Le sue lenti sono anche molto facili da sostituire sul campo – non servono attrezzi.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Ti piace la semplicità</strong><br><strong>I controlli minimali della Max 2, l'app semplice e l'eccellente qualità immagine direttamente dalla fotocamera la rendono una delle fotocamere 360 più facili da usare.</strong></p><p></p><h2 id="non-comprarlo-se-3">Non comprarlo se...</h2><p><strong></strong></p><p><strong>Scatti dopo il tramonto o al chiuso</strong><br><strong>Sebbene eccella alla luce del giorno, le prestazioni in scarsa luce della Max 2 non possono competere con quelle dei suoi rivali DJI e Insta360.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi la memoria integrata</strong><br><strong>Una cosa piccola, ma la memoria integrata della Osmo 360 significa che non devi armeggiare con le schede microSD – con la Max 2, sì.</strong></p><p></p><h3 class="article-body__section" id="section-alternative-da-considerare"><span>Alternative da considerare</span></h3>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="4a9cae3d-8c45-4676-b0c1-926db9291e5e">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T8EuzaNsgcCWzieXBq9K89.png" alt="Insta360 X5 action camera"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">Insta360 X5</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="100" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>La costruzione robusta della X5, le lenti sostituibili, le prestazioni in scarsa luce, la facilità d'uso e la durata della batteria l'hanno resa la nostra scelta principale prima dell'arrivo della Max 2. Il peso e il profilo non sono però portatili quanto la Max 2, e penso che la qualità immagine diurna della Max 2 sia leggermente migliore.</p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/cameras/360-cameras/insta360-x5-review">recensione completa Insta360 X5</a></p><p></p></p>                </div>                            </div>        </div>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="a54e2e3f-80c3-4730-a40b-5dae75d8ffff">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AkhMpBCCymjkQUoHmqGYi3.jpg" alt="Akaso 360 camera on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">Akaso 360</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="80" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>Un'alternativa economica e allegra alla GoPro Max 2, la prima fotocamera 360 di Akaso è sorprendentemente capace. Come la Max 2, è progettata per l'uso diurno all'aperto, ma il suo livello di qualità immagine complessivo è parecchi gradini sotto.</p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/cameras/360-cameras/akaso-360-review">recensione completa Akaso 360</a></p><p></p></p>                </div>                            </div>        </div><h3 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-la-gopro-max-2"><span>Come ho testato la GoPro Max 2</span></h3><ul><li><strong>• Testata la fotocamera con firmware v01.09.71 per quattro giorni</strong></li><li><strong>• Fotocamera montata su selfie stick invisibile, casco, bicicletta e imbracatura torace</strong></li><li><strong>• Registrati video giorno e notte a piedi e in bicicletta</strong></li></ul><p>GoPro mi ha inviato un campione di recensione della Max 2 una settimana prima della data di lancio, e è stato aggiornato per eseguire il firmware v01.09.71. Ciò significava caratteristiche di lancio complete, per quanto ne so, permettendomi di testare tutte le modalità di ripresa e la qualità dell'immagine – cosa che ho fatto portando la fotocamera sul campo montata su varie cose (bicicletta, testa, casco, petto, selfie stick). L'ho testata in varie condizioni di illuminazione e meteorologiche, modificando i video e le foto risultanti usando entrambe le app GoPro: l'app mobile Quik e l'app desktop GoPro Player (quest'ultima sul mio MacBook Air M2, che purtroppo non era abbastanza potente per utilizzare la funzione Denoise dell'app).</p><ul><li><em>• Recensita per la prima volta settembre 2025</em></li></ul>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                                            <title><![CDATA[ DJI Osmo Nano recensione: action cam modulare dal rapporto qualità-prezzo imbattibile ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-recensione-in-due-minuti"><span>DJI Osmo Nano: recensione in due minuti</span></h2><p></p><p>La DJI Osmo Nano è l'ultima della linea di action camera del brand. Piuttosto che costruire su un predecessore, è un concetto completamente nuovo a sé stante, anche se condivide lo stesso sensore CMOS da 1/1.3 pollici della <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/dji-osmo-action-5-pro-review-a-seriously-feature-packed-action-camera">DJI Osmo Action 5 Pro</a>, arrivata alla fine del 2024.</p><p>La gamma delle <a href="https://www.techradar.com/news/best-action-camera">migliori action camera</a> è oggi più diversificata di quanto non fosse anche solo qualche anno fa. I design monoblocco come la <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review">GoPro Hero 13 Black</a> sono ancora popolari, per ragioni sensate come la robustezza e i tempi di batteria estesi, ma i design modulari come l'Osmo Nano e la nuova Insta360 Go Ultra stanno diventando sempre più comuni.</p><p>Perché? Non vogliamo più semplicemente tenere in mano le nostre action cam o utilizzare un supporto complicato per attaccarle al manubrio della bici. L'universo della creazione di contenuti continua a crescere, e così anche il numero e la varietà dei luoghi dove abbiamo bisogno che le nostre fotocamere vadano. In sintesi, l'Osmo Nano è una action camera leggera e indossabile. Puoi indossarla al collo, sulla testa, su un cappello o casco, metterla sulla tua auto, bici, o persino attaccarla al tuo cane. È notevolmente piccola, e con i suoi 52g è un grammo più leggera del suo principale concorrente, l'Insta360 Go Ultra, rilasciata un mese prima.</p><p>Il prodotto ha un design modulare ed è costruito come un sistema in due parti, con una piccola unità camera autonoma che si abbina al Dock Vision Multifunzionale sottostante. Il dock funge da telecomando, schermo e stazione di ricarica, con un piccolo ma luminoso display da 1.9 pollici per aiutarti a comporre gli scatti e regolare le impostazioni.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="o9guEFGsNA8j7KeXgaaGYk" name="dji-osmo-nano_14" alt="The DJI Osmo Nano held by a female photographer in a pink top" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/o9guEFGsNA8j7KeXgaaGYk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Queste due parti si uniscono tramite due clip e un forte sistema magnetico, ed è questo magnete che permette anche alla fotocamera di agganciarsi ai vari accessori DJI, per una vasta gamma di opzioni di montaggio wearable a mani libere.</p><p></p><p>Sebbene la fotocamera sia un'unità completamente certificata IPX8 resistente all'acqua fino a 10m, il dock ha solo una certificazione IPX4 per la resistenza agli spruzzi, il che ne limita l'uso sotto la pioggia forte o vicino a specchi d'acqua – questo non è un design totalmente robusto.</p><p></p><p>All'interno della fotocamera c'è un sensore CMOS da 1/1.3 pollici, che cattura una gamma dinamica fino a 13.5 stop secondo DJI. Non ho fatto calcoli con le mie immagini di test su questo aspetto, ma ho trovato ottimi livelli di dettaglio e colore sia nelle luci brillanti del cielo che nelle aree più scure e ombreggiate come i tunnel. Sono rimasto genuinamente colpito dal livello di dettaglio e tonalità che la fotocamera riusciva a catturare, in particolare per un sensore così piccolo (in termini full-frame).</p><ul><li><strong>• Consulta il nostro confronto </strong><a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/dji-osmo-nano-vs-insta360-go-ultra"><strong>DJI Osmo Nano vs Insta360 Go Ultra</strong></a><strong> per vedere come si confrontano le piccole action cam</strong></li></ul><p>Per me, DJI è sempre stato un brand per quelli che definirei creator 'seri', ed è qualcosa che sono contento di vedere che il brand abbia enfatizzato con l'Osmo Nano. Non ci sono filtri 'divertenti' o espedienti nei menu. Invece, le impostazioni sono ridotte a opzioni sensate e utili; i comandi vocali e i gesti per iniziare la registrazione funzionano tutti molto bene per rendere molto più facile le riprese a mani libere.</p><p></p><p>Un grande richiamo per i professionisti è la performance del colore. Sono stato sorpreso di scoprire che l'Osmo Nano può registrare in colore a 10-bit con profili D-Log M e HLG – una caratteristica di livello professionale che ti dà più margine per la gradazione del colore in post-produzione, se vuoi editare manualmente piuttosto che affidarti agli output automatici dall'app DJI Mimo. In 10-bit, ho trovato i video vivaci ma comunque ben bilanciati.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5472px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vLy8FeqKrigmiNZJUcygYX" name="dji-osmo-mimo-app" alt="Screenshots from the DJI Mimo app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vLy8FeqKrigmiNZJUcygYX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5472" height="3078" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda le prestazioni, l'Osmo Nano offre risultati eccezionali in alcune aree ma delude in altre. La promessa di trasferimento rapido dei file si conferma, con la versione da 128GB che raggiunge velocità di trasferimento fino a 600MB/s tramite connessione USB 3.1. Questo rappresenta un enorme risparmio di tempo. La durata della batteria, tuttavia, è una chiara limitazione. Mentre DJI dichiara fino a 90 minuti dalla fotocamera e 200 minuti con il dock, ho scoperto che registrare in 4K/60fps mi ha portato più vicino a soli 60 minuti di registrazione continua. Dal lato positivo, la capacità del dock di caricare rapidamente la fotocamera all'80% in circa 20 minuti significa che puoi tornare a registrare in un attimo.</p><p></p><p>Le funzioni di stabilizzazione RockSteady 3.0 e HorizonBalancing funzionano bene per camminare o attività leggere, e anche quando ho provato a registrare salti con apertura a stella e allenamenti ad alta intensità, il filmato era stabile in modalità sport. Anche la qualità audio è buona nel complesso, e due microfoni integrati catturano un suono stereo immersivo, con una riduzione del rumore del vento decente ma non brillante. Un altro vantaggio per i creator più avanzati è la capacità di abbinare il Nano con due microfoni separatamente, e non avrai bisogno di ricevitori se sono di DJI.</p><p></p><p>Sebbene la qualità dell'immagine sia buona per una fotocamera così piccola, è comunque vincolata dai limiti del suo fattore di forma. Il campo visivo ultra-wide fisso di 143 gradi è ottimo per le riprese in prima persona, ma ovviamente manca della versatilità di un obiettivo più ingrandito. E mentre la modalità SuperNight di DJI per le riprese in condizioni di scarsa illuminazione è migliore che mai, è limitata a 30fps e colore a 8-bit.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3648px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xWNC2Qy7APMP6TEsdP9w6U" name="insta-360-osmo-nano-9432" alt="A female photographer wearing the DJI Osmo Nano on a headband" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xWNC2Qy7APMP6TEsdP9w6U-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3648" height="2052" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><div data-widget-type="review" data-model-name="DJI Osmo Nano"></div><p>Il prezzo dell'Osmo Nano è davvero aggressivo, con un costo molto inferiore all'Insta360 Go Ultra (429 €) e alla GoPro Hero 13 Black (304,50 €) – e questo include anche la memoria integrata, il che significa che puoi iniziare a registrare direttamente dalla confezione. Non è necessariamente la fotocamera più affascinante che abbia testato, ma è completamente affidabile e sensata, e per questo motivo è cresciuta su di me, mentre il prezzo contenuto addolcisce l'affare. L'app DJI Mimo è meno intuitiva di quella di Insta360, e le modifiche AI sono un po' meno eccitanti, ma è intelligente e stabile, e mette un feed live chiaro con accesso alle impostazioni a portata di mano sul tuo smartphone. DJI non sta commercializzando l'Osmo Nano per utenti familiari, e mancano alcune delle funzioni divertenti della gamma Insta360, più la modalità Toddler Titan per catturare i bambini. Mentre la ricarica è abbastanza veloce, non si carica velocemente quanto il suo principale concorrente, l'Insta360 Go Ultra, ma la fotocamera dura più a lungo. Se hai bisogno di un dispositivo completamente robusto e all-in-one per sport più estremi o ambienti, la GoPro Hero 13 Black o la DJI Action 5 Pro potrebbero essere una scelta migliore. Ma questa è una action camera ben pensata, davvero indossabile per i creator che vogliono sperimentare con prospettive uniche, e hanno bisogno di una B-camera per luoghi dove la loro fotocamera principale non può andare, per un prezzo da B-cam.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="SWQkpyLMN6dyNSrZDhYX5C" name="dji-osmo-nano-22" alt="The DJI Osmo Nano being worn on a pendant in front of a woman's shirt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SWQkpyLMN6dyNSrZDhYX5C-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-specifiche-tecniche"><span>DJI Osmo Nano: specifiche tecniche</span></h3><div ><table><caption>DJI Osmo Nano specs</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Sensor</p></td><td  ><p>1/1.3-inch CMOS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Max Resolution</p></td><td  ><p>35MP (6880 x 5160) photos<br>4K, 60fps footage</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Weight</p></td><td  ><p>Camera: 2.54oz / 53g Vision dock: 3.8oz / 72g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensions</p></td><td  ><p>Camera: 57 x 29 x 28mm<br>Vision Dock: 59 x 42 x 22mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>ISO Range</p></td><td  ><p>100–25600</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lens</p></td><td  ><p>FOV: 143 degrees<br>Aperture: f/2.8<br>Focus: 0.35m to ∞</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Operating Time</p></td><td  ><p>Camera: 90 mins*<br>Camera + Multifunctional Vision Dock: 200 mins*</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connectivity</p></td><td  ><p>Bluetooth, Wi-Fi, USB-C 3.1</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Storage</p></td><td  ><p>64GB/128GB built-in<br>microSD card, up to 1TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Waterproofing</p></td><td  ><p>Camera: 33ft (10m)<br>Vision Dock: IPX4-Rated</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-prezzo-e-disponibilita"><span>DJI Osmo Nano: prezzo e disponibilità</span></h3><ul><li><strong>• Lanciata globalmente il 23 settembre 2025, eccetto negli USA</strong></li><li><strong>• DJI Osmo Nano Standard Combo (64GB) costa 279 €</strong></li><li><strong>• DJI Osmo Nano Standard Combo (128GB) costa 309 €</strong></li></ul><p>La DJI Osmo Nano è stata annunciata il 23 agosto 2025, ed è ora disponibile nel negozio online di DJI e presso rivenditori autorizzati, incluso Amazon. Non sarà disponibile ufficialmente negli Stati Uniti al lancio. Un portavoce DJI ha dichiarato a TechRadar che "DJI rimane impegnata nel mercato statunitense e sta ottimizzando la sua strategia per servire al meglio i nostri clienti in condizioni locali in evoluzione."</p><p></p><p>Ci sono due combo standard tra cui scegliere, suddivise per capacità di archiviazione interna: l'Osmo Nano Standard Combo da 64GB (279 €) o da 128GB (309 €).</p><p></p><p>Ogni combo include lo stesso contenuto, tra cui la fotocamera Osmo Nano, il Dock Vision Multifunzionale, il clip magnetico per cappello, il cordino magnetico, una custodia protettiva, cavo USB-C (USB 3.1) e un adattatore di montaggio a sfera magnetica bidirezionale. La custodia protettiva è più una guaina di plastica piuttosto che una protezione imbottita sostanziale.</p><p></p><p></p><p>Quel prezzo la pone molto al di sotto dell'Insta360 Go Ultra Standard Combo (429 €), il che è ancora più impressionante dato che ottieni anche l'archiviazione integrata. È anche meno della <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review">GoPro Hero 13 Black</a> (ora disponibile per circa 304,50 €).</p><p></p><ul><li><strong>Price score 5/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zNswVQMXWbvZU8387rbSZL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8b8h2wTDFWdXt64j4jy4YL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3p7xCBrZXCUMTGagLMK9XL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U6EGW3rJA6mc2eJtULfXWL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-design-e-qualita-costruttiva"><span>DJI Osmo Nano: design e qualità costruttiva</span></h3><ul><li><strong>• La fotocamera da sola è impermeabile, il dock è resistente agli spruzzi</strong></li><li><strong>• Base magnetica si connette facilmente ai supporti</strong></li><li><strong>• La fotocamera pesa solo 52g</strong></li></ul><p>La fotocamera DJI Osmo Nano ha una forma oblunga, larga circa la metà della sua lunghezza. Si adatta comodamente tra pollice e indice sia in modalità ritratto che panoramica, ma non l'ho trovata così tascabile quanto l'Insta360 Go Ultra a causa della sua profondità extra.</p><p></p><p>Senza il dock, l'Osmo è una action camera leggera e indossabile con soli 52g. Aggiungendo il dock, tramite due clip di montaggio sicure e un magnete, si aggiungono altri 72g trasformando la fotocamera in un compagno d'azione più completo. È piccola, ma ho trovato il combo pesante in alto su superfici irregolari, rendendo più difficili le riprese a basso livello senza un supporto.</p><p></p><p>C'è solo un touchscreen OLED HD integrato sul dock, piuttosto che schermi anteriori e posteriori, o un design ribaltabile come l'Insta360 Go Ultra. Questo significa che devi staccare e rimontare la fotocamera ogni volta che vuoi passare dalle riprese dell'ambiente al parlare alla fotocamera (se vuoi vederti, ovvero). A differenza della Go Ultra, che semplicemente si riposiziona con magneti forti, capovolgere l'Osmo Nano è un po' complicato.</p><p></p><p>Il design è grigio e plastico, territorio familiare sia per DJI che per le action cam in generale. Il corpo è però delicatamente texturizzato, il che significa che è facile da afferrare con mani fredde, bagnate o sudate. La robustezza è fondamentale per una action camera, ma solo la parte indossabile dell'Osmo Nano è impermeabile. La fotocamera è classificata IPX8 per immersione fino a 10 metri sott'acqua. Il dock è solo resistente agli schizzi, alla pioggia e probabilmente al sudore, e non mi fiderei delle sue possibilità in un forte acquazzone. Questo è un peccato, perché limita l'uso potenziale e introduce un po' di cautela alla creatività durante le riprese. È anche molto lontano dalla DJI Action 5 Pro, che è verificata fino a 20m/65ft.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="DYBpRRjwGspD2YN2XekhTL" name="dji-osmo-nano_3" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DYBpRRjwGspD2YN2XekhTL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Sebbene il dock non sia impermeabile, puoi utilizzare l'intero prodotto a temperature da -20°C a 45°C (da -4°F a 113°F), quindi sei a posto per tutto, dagli sport invernali ai trekking nel deserto. Una copertura dell'obiettivo si avvita sull'obiettivo principale, quindi se lo danneggi o lo graffi, una sostituzione costa una frazione dell'acquisto di un'unità completamente nuova.</p><p></p><p>L'Osmo Nano ha solo due controlli fisici: c'è un grande pulsante rosso di registrazione sulla parte superiore della fotocamera e un altro su un lato del dock. Questi fungono anche da interruttori di alimentazione e richiedono una certa forza per essere premuti in modo da non essere premuti accidentalmente. E questo è tutto, oltre a una piccola patta che si apre sull'altro lato del dock per rivelare la porta USB 3.1 per la ricarica e il trasferimento dei file, più lo slot microSD, che accetta fino a una scheda da 1TB.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yV6JtdY4Pe9zbDAuXy7rLm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JMjisi5MYtMxZqTthEveKm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SBdxRHp6ZErByeQv7HQ3Pm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><p>Non ho trovato la DJI Osmo Nano altrettanto piacevole o facile da navigare quanto altre action camera che ho testato. Scorri verso l'alto per accedere alle impostazioni video, verso il basso per il menu principale e a sinistra per cambiare la modalità di ripresa. Per attivare o disattivare la Modalità Pro, tocchi l'icona del cursore sul lato destro dello schermo. Non è scienza missilistica, ma con i suoi 1.96 pollici lo schermo piccolo significa che devi essere extra preciso con i tuoi gesti touch per visualizzare i menu e impostare le configurazioni. Il mio partner – che ha mani e dita più grandi delle mie – a volte ha dovuto toccare lo schermo alcune volte per attivare le impostazioni.</p><p></p><p>I menu sono principalmente neri e bianchi con accenti gialli, e ho trovato questo meno accattivante degli ecosistemi GoPro o Insta360, anche se questo potrebbe essere più una questione di preferenza personale. Alcune impostazioni sono anche sovrapposte all'immagine dal vivo e possono essere difficili da leggere. La fotocamera non ha gli stessi tutorial dettagliati e guide che ottieni quando inizi a utilizzare l'Insta360 Go Ultra, anche se sono sicuro che i fan DJI non avranno problemi a orientarsi.</p><ul><li><strong>• Punteggio design: 4/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jFSwNYV5jK6yUPg4xUmATL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-prestazioni-e-funzionalita"><span>DJI Osmo Nano: prestazioni e funzionalità</span></h3><ul><li><strong>• Modifica video rapida sull'app DJI Osmo Mimo</strong></li><li><strong>• La fotocamera autonoma si ricarica all'80% in circa 20 minuti</strong></li><li><strong>• Storage integrato e accetta schede microSD fino a 2TB</strong></li></ul><p>Le prestazioni dell'Osmo Nano sono difficili da definire. In alcune aree ho sentito che ha offerto risultati eccezionali, ma in altre è stata un po' deludente. Il trasferimento rapido dei file si è rivelato sorprendentemente utile, e nei miei test con la versione da 128GB l'affermazione di DJI di velocità di trasferimento fino a 600 MB/s tramite USB 3.1 si conferma, e l'ho trovato un enorme risparmio di tempo rispetto all'invio di molti file in modalità wireless. La durata della batteria della fotocamera è però una limitazione, soprattutto quando si riprende a risoluzioni più elevate come 4K/60fps. Ho ottenuto circa 60 minuti di registrazione continua qui – piuttosto che i 90 minuti che DJI dichiara a 1080p/24fps – il che non è male per le sue dimensioni, ma è indietro rispetto alla resistenza multi-oraria di fotocamere più grandi come l'Osmo Action 5 Pro. Il dock può ricaricare la batteria in movimento, e sono rimasto anche impressionato dalla sua capacità di caricare all'80% in soli 20 minuti, soprattutto se sei pessimo come me nel ricordarsi di caricare l'attrezzatura prima di uno shooting.</p><p>Si ottengono poi fino a 200 minuti di video 1080p/24fps dal dock, ma in realtà ho scoperto che questo si avvicina più a due ore una volta che lo schermo e il Wi-Fi sono accesi e hai acceso e spento la fotocamera alcune volte. Se tendi a registrare brevi clip durante una giornata più lunga, non è nulla di cui preoccuparsi. Se sei il tipo di fotografo che registra continuamente, potresti rammaricarti del fatto che non ci siano batterie sostituibili da scambiare quando finisci l'energia. Ho lasciato la fotocamera accesa per i miei test della batteria durante una giornata particolarmente calda, e anche se sembrava calda al tatto, non si è mai surriscaldata al punto di spegnersi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="pDLw8GKmbb5jTQRnJTqSPm" name="DJI Osmo Nano" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pDLw8GKmbb5jTQRnJTqSPm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1688" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>L'Osmo Nano è dotata della stabilizzazione RockSteady 3.0 di DJI e del bilanciamento dell'orizzonte. Gestisce bene una buona quantità di vibrazioni, ma non è allo stesso livello di un gimbal dedicato come la serie Osmo Pocket. Nei filmati di attività ad alta intensità come la corsa sui sentieri vedrai ancora alcuni micro-scatti, ma per le riprese a piedi è piuttosto impressionante. L'uso di supporti diversi determinerà quanto stabili sono i tuoi risultati. Usare il ciondolo sembrava causarmi più oscillazioni rispetto al tenere la fotocamera in mano, ad esempio, ma il supporto per la testa mi ha dato filmati super fluidi durante la corsa. Vale la pena notare che ci sono diversi livelli di stabilizzazione, con opzioni giornaliere, sportive o anti-motion blur. Puoi anche disattivare la stabilizzazione dell'immagine per risparmiare batteria, o se stai usando un prodotto DJI secondario per mantenere le cose stabili.</p><p></p><p>La DJI Osmo Nano si comporta davvero bene negli scenari di ripresa remota senza telefono. I comandi vocali, come 'inizia registrazione', funzionano quasi istantaneamente in un ambiente silenzioso, ma richiedono di gridare quando è rumoroso (non proprio una bella figura in centro città). Ho scoperto che anche i gesti funzionavano bene, e mi è piaciuto poter dare una pacca alla fotocamera quando era spenta per iniziare a registrare, o annuire con la testa quando era montata sulla mia testa. Molto più discreto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="Ppiin2E6MuwiKzTDcoyMKm" name="DJI Osmo Nano" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ppiin2E6MuwiKzTDcoyMKm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>L'Osmo Nano ha due microfoni integrati per il suono stereo, e ho trovato l'audio direttamente dalla fotocamera sorprendentemente immersivo. Raccoglie suoni da varie direzioni quando stai girando in un luogo pubblico, ma si concentra ancora sulla tua voce quando parli chiaramente alla fotocamera. Come tutte le action camera, la qualità audio risulta ovattata sott'acqua, ma la chiarezza ritorna più velocemente di altre che ho testato quando tiri fuori la fotocamera all'aria aperta. Ci sono modalità di riduzione del vento più basse e più forti, ed entrambe hanno fatto un lavoro decente nel ridurre i disturbi quando ho catturato alcuni clip durante una passeggiata in campagna ventosa, senza rimuovere completamente il rumore (vedi i clip sotto). La mia voce era chiara e priva di distorsioni, ma non è la soluzione perfetta per un audio pulito; per quello, avrai bisogno di un microfono separato.</p><p></p><p>Un grande richiamo è la capacità di collegare l'Osmo Nano direttamente ai microfoni wireless di DJI senza bisogno di un ricevitore separato. Non sono ancora riuscito a provarlo, ma posso vedere che sia conveniente per i creator che vogliono catturare audio di alta qualità, specialmente quelli che hanno già microfoni DJI.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/sH2f4BUT.html" id="sH2f4BUT" title="DJI Osmo Nano wind reduction modes" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><ul><li><strong>Performance score: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-qualita-dell-immagine"><span>DJI Osmo Nano: qualità dell'immagine</span></h3><ul><li><strong>• Sensore 1/1.3 pollici</strong></li><li><strong>• Video fino a 4K/120fps e foto da 35MP</strong></li><li><strong>• Opzioni profilo colore D-Log M e HLG a 10-bit</strong></li></ul><p>L'Osmo Nano ha un sensore da 1/1.3 pollici, della stessa dimensione che troverai nell'Osmo Action 5 Pro e solo una frazione più piccolo di quello nell'Insta360 Go Ultra. Le specifiche video includono 4K a 60fps in formato 16:9, e filmati slow-mo 4K a 120fps, che si espandono a 1080p 240fps.</p><p></p><p>Le specifiche sono una cosa, ma la prova del budino è nei video e negli scatti che ottieni dalla fotocamera. Nel complesso, penso che la qualità dell'immagine sia buona per una action camera di queste dimensioni. Come sempre, non sostituirà completamente una fotocamera full-sized o full-frame, ma questa non è l'aspettativa qui. Il campo visivo ultra-wide fisso di 143 gradi è perfetto per le riprese POV in prima persona, e sono riuscito a far entrare un intero gruppo di matrimonio nell'inquadratura (non ho il permesso di includere lo scatto di esempio nella recensione, purtroppo), ma non è facile zoomare sulla scena se vuoi avvicinarti di più.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/xaHNOWRn.html" id="xaHNOWRn" title="DJI Mimo app one-tap edit results" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Ho testato l'Osmo Nano in tutti gli scenari meteorologici e di illuminazione. DJI vanta l'ampia gamma dinamica dell'Osmo Nano, ma sotto il sole diretto ho notato del banding dove le alte luci erano state clippate. Puoi vederlo nel video sopra, che era un test della funzione di editing one-tap nell'app DJI Mimo.</p><p></p><p>La risoluzione 4K è nitida e decisa, e anche in modalità colore a 8-bit la fotocamera sembra catturare cieli blu vibranti e verdi frondosi, e gestisce bene i rapidi cambiamenti di luce (uscendo da un tunnel buio, dall'interno all'esterno); tuttavia, mentre mi piace un po' di lens flare, questa è un'area che potrebbe essere gestita meglio. Tendeva a mantenere il mio viso esposto quando parlavo alla fotocamera, ma questo non era impostato da nessuna parte nella fotocamera. Se dovessi generalizzare, direi che i filmati escono più scuri dell'Insta360 Go Ultra, possibilmente per maggiore margine durante l'editing, dove l'opzione Insta è progettata per un uso quasi automatico.</p><p></p><p>La modalità SuperNight di DJI fa un lavoro decente nel ridurre il rumore in condizioni di scarsa illuminazione, ma funziona solo fino a 30fps e con colore a 8-bit, il che potrebbe limitarne l'utilità per i cinematografi seri. È la migliore qualità d'immagine notturna in una fotocamera indossabile che abbia visto, ma è ancora vincolata dalle leggi della fisica – un obiettivo e sensore più piccoli avranno sempre certe limitazioni rispetto a una fotocamera più grande e dedicata. C'è un po' di levigatura AI applicata per ridurre il rumore nei filmati in condizioni di scarsa illuminazione, ma questo è meno ovvio all'occhio non allenato, e meno fangoso di alcune modalità notturne che ho visto su action camera precedenti.</p><p></p><p>Il livellamento automatico dell'orizzonte di DJI (che può essere calibrato) è praticamente perfetto, e la stabilizzazione d'immagine RockSteady è più impressionante in modalità sport. Per testarlo davvero, ho indossato la fotocamera sul supporto per fascia di DJI e ho registrato i primi cinque minuti di un allenamento ad alta intensità. Durante un round estenuante di burpee, salti a stella e squat, il filmato era stabile e fluido (quasi innaturalmente). Corse sui sentieri, passeggiate con il cane e clip in bicicletta erano tutti altrettanto utilizzabili, ma i risultati a mano libera sono leggermente più traballanti rispetto all'uso di un supporto dedicato.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/sEYGITwF.html" id="sEYGITwF" title="DJI Osmo Nano sample clips" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Le foto dalla fotocamera hanno un conteggio di megapixel di medio raggio (la risoluzione massima è di 35MP e puoi scattare in rapporto 16:9 o 4:3), e per quanto riguarda la loro qualità, ho detto la stessa cosa sui risultati fotografici dell'Insta360 Go Ultra: sono abbastanza buone da inserire nei video, ma probabilmente non le userei per post social autonomi o stampe come creator. Considerale come un'aggiunta piuttosto che una funzione autonoma, e non sarai deluso.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/K6JCTfeyDcxBDLKJmbUN2D-1920-80.jpg" alt="Test shots in low-light from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y8fiqq5PVtCHYRdksPQsyC-1920-80.jpg" alt="Test shots in low-light from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GTxbbSnhEwuFaGFJj7kXY3-1920-80.jpg" alt="Sample shots from the Insta360 Go Ultra and DJI Osmo Nano action cameras showing a black retriever in a field" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wYhDMveX58uJWa6CFy9FEL-1920-80.jpg" alt="Test shot in bright sunshine from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><p>Sorprendentemente, l'Osmo Nano ti dà l'opzione di registrare filmati con un profilo colore piatto (l'impostazione D-Log M di DJI), progettata per preservare il massimo delle informazioni di colore e luminosità nel file video, specialmente nelle luci e nelle ombre. Mentre il filmato uscito dalla fotocamera è desaturato in questa modalità, ho scoperto che avevi molto più margine di manovra per regolare i colori, il contrasto e la saturazione per ottenere un look specifico e cinematografico senza perdere nessuno dei dettagli catturati nella scena originale. Questo beneficerà anche i creator che girano un progetto con l'Osmo Nano insieme ad altre fotocamere che vogliono che il loro lavoro editato sembri coerente.</p><ul><li><strong>Image quality score: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-scheda-di-valutazione"><span>DJI Osmo Nano: scheda di valutazione</span></h3><div ><table><caption>DJI Osmo Nano</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Caratteristiche</strong></p></th><th  ><p><strong>Note</strong></p></th><th  ><p><strong>Valutazione</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Price</p></td><td  ><p>Molto più economica dell'Insta360 Go Ultra, include anche memoria integrata utile.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Non entusiasmante ma funzionale, peccato che il dock sia solo resistente agli spruzzi. La sostituzione delle lenti aggiunge robustezza.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance & features</p></td><td  ><p>Meno filtri e modalità dell'Insta360 Go Ultra, ma hai l'opzione di controlli manuali. L'app DJI Osmo fa modifiche rapide e intelligenti.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Image quality</p></td><td  ><p>Alla luce del giorno, i colori sono vividi e la gamma dinamica è buona. La stabilizzazione è eccellente, e i filmati in scarsa luce sono buoni. Lo slow-mo potrebbe essere più nitido.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-vale-la-pena-comprare-la-dji-osmo-nano"><span>Vale la pena comprare la DJI Osmo Nano?</span></h3><h2 id="comprala-se">Comprala se...</h2><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi una fotocamera che 'scompare'</strong><br><strong>L'Osmo Nano è abbastanza piccola da essere indossata su un ciondolo, cappello o fascia, grazie alle sue dimensioni ridotte e al peso. Il montaggio magnetico permette soluzioni di montaggio originali come pali della luce, auto e persino lavatrici.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Possiedi già prodotti DJI</strong><br><strong>Per migliorare la qualità del suono, puoi collegare la Nano direttamente a due trasmettitori per microfono DJI senza bisogno di un ricevitore. Se hai già un microfono, gimbal o fotocamera DJI, rimanere con il brand significa anche maggiore familiarità con l'app.</strong></p><p></p><h2 id="non-comprarla-se">Non comprarla se...</h2><p><strong></strong></p><p><strong>Ti piace uno schermo LCD spazioso</strong><br><strong>Con meno di due pollici, ho trovato il touchscreen LCD dell'Osmo Nano un po' piccolo per comporre gli scatti e rivedere i filmati. Puoi usare il tuo telefono per una vista live più grande, ma questo non è sempre conveniente.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi una soluzione completamente impermeabile</strong><br><strong>Il Vision Dock della Nano è solo resistente agli spruzzi, e questo mi ha messo a disagio mentre riprendevo sotto la pioggia o vicino all'acqua. Se sei un vero amante dell'azione, consiglierei una fotocamera con una costruzione più robusta.</strong></p><p></p><h3 class="article-body__section" id="section-considera-anche"><span>Considera anche</span></h3>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="4a9cae3d-8c45-4676-b0c1-926db9291e5e">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mFBe7qkd5X2cknqniCh4jn.jpg" alt="The Insta360 Go Ultra on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">Insta360 Go Ultra</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="90" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>L'Insta360 Go Ultra ha un fattore di forma simile, con una fotocamera separata e un pod d'azione. Lo schermo ribaltabile è più adatto al vlogging e più grande a 2,5 pollici, mentre la fotocamera pesa come l'Osmo Nano ma è più quadrata e poco profonda (che ho trovato più facile da montare). Prezzo e qualità dell'immagine sono simili, ma è una action camera leggermente più divertente che è ottima per tutta la famiglia.</p><p></p><p></p><p>Leggi la mia <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/insta-360-go-ultra-review">recensione completa dell'Insta360 Go Ultra</a></p><p></p></p>                </div>                            </div>        </div>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="a54e2e3f-80c3-4730-a40b-5dae75d8ffff">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/k2LNJ2gTBpDPCdgvuiPa3U.png" alt="GoPro Hero 13 Black action camera on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">GoPro Hero 13 Black</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="90" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>La GoPro Hero 13 Black è ancora l'ammiraglia delle action cam e quella che consiglierei ai videomaker seri. È più massiccia dell'Osmo, ma ha anche il montaggio magnetico. GoPro ha anche la più ampia gamma di accessori di montaggio per aprire opportunità creative di ripresa, ed è possibile ottenere 1,5 ore di video 5.3K dalla batteria, per registrazioni con meno interruzioni.</p><p></p><p></p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review">recensione completa della GoPro Hero 13 Black</a></p><p></p></p>                </div>                            </div>        </div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="bdx9QPcndkaATcutK4SzXk" name="dji-osmo-nano_11" alt="The DJI Osmo Nano camera held by a female photographer in a pink top" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bdx9QPcndkaATcutK4SzXk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-la-dji-osmo-nano"><span>Come ho testato la DJI Osmo Nano</span></h3><ul><li><strong>• Ho testato la fotocamera per due settimane prima dell'embargo</strong></li><li><strong>• L'ho indossata durante camminate e corse, e l'ho montata per guidare</strong></li><li><strong>• Ho registrato video con tutte le impostazioni e in tutte le modalità</strong></li></ul><p>DJI mi ha inviato un Osmo Nano di produzione completa per la recensione circa due settimane prima della data di rilascio, e l'ho usata almeno una volta al giorno - spesso molto di più - durante questo periodo. Mi piace sempre che una fotocamera diventi una parte naturale del mio flusso di lavoro, piuttosto che condurre un intenso periodo di test, in modo da scoprire le sfumature per una recensione più informata e utile.</p><p></p><p>Ho provato tutte le modalità della fotocamera, l'ho usata con e senza il dock, e l'ho montata sul ciondolo magnetico e sulla fascia per la testa. Ho usato principalmente l'app DJI Mimo per editare i filmati direttamente dal mio iPhone 15 Pro.</p><ul><li><em>• Prima recensione settembre 2025</em></li></ul> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/cameras/action-cameras/dji-osmo-nano-recensione-action-cam-modulare-che-ridefinisce-la-versatilita</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La nuova DJI Osmo Nano è una piccolissima action camera modulare con qualità elevata: video 4K stabilizzato e profondità colore 10-bit. Meno intuitiva dell'Insta360 Go Ultra, ma costa molto meno. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">HJcnpwpBVHZk6HSHf36pSD</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Action Cameras]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Cameras]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ lauren-scott@live.co.uk (Lauren Scott) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Lauren Scott ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zR8Po9QkJPCP3QYhDDFwpT-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[The DJI Osmo Nano camera held by a female photographer in a pink top]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[The DJI Osmo Nano camera held by a female photographer in a pink top]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[The DJI Osmo Nano camera held by a female photographer in a pink top]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <h2 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-recensione-in-due-minuti"><span>DJI Osmo Nano: recensione in due minuti</span></h2><p></p><p>La DJI Osmo Nano è l'ultima della linea di action camera del brand. Piuttosto che costruire su un predecessore, è un concetto completamente nuovo a sé stante, anche se condivide lo stesso sensore CMOS da 1/1.3 pollici della <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/dji-osmo-action-5-pro-review-a-seriously-feature-packed-action-camera">DJI Osmo Action 5 Pro</a>, arrivata alla fine del 2024.</p><p>La gamma delle <a href="https://www.techradar.com/news/best-action-camera">migliori action camera</a> è oggi più diversificata di quanto non fosse anche solo qualche anno fa. I design monoblocco come la <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review">GoPro Hero 13 Black</a> sono ancora popolari, per ragioni sensate come la robustezza e i tempi di batteria estesi, ma i design modulari come l'Osmo Nano e la nuova Insta360 Go Ultra stanno diventando sempre più comuni.</p><p>Perché? Non vogliamo più semplicemente tenere in mano le nostre action cam o utilizzare un supporto complicato per attaccarle al manubrio della bici. L'universo della creazione di contenuti continua a crescere, e così anche il numero e la varietà dei luoghi dove abbiamo bisogno che le nostre fotocamere vadano. In sintesi, l'Osmo Nano è una action camera leggera e indossabile. Puoi indossarla al collo, sulla testa, su un cappello o casco, metterla sulla tua auto, bici, o persino attaccarla al tuo cane. È notevolmente piccola, e con i suoi 52g è un grammo più leggera del suo principale concorrente, l'Insta360 Go Ultra, rilasciata un mese prima.</p><p>Il prodotto ha un design modulare ed è costruito come un sistema in due parti, con una piccola unità camera autonoma che si abbina al Dock Vision Multifunzionale sottostante. Il dock funge da telecomando, schermo e stazione di ricarica, con un piccolo ma luminoso display da 1.9 pollici per aiutarti a comporre gli scatti e regolare le impostazioni.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="o9guEFGsNA8j7KeXgaaGYk" name="dji-osmo-nano_14" alt="The DJI Osmo Nano held by a female photographer in a pink top" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/o9guEFGsNA8j7KeXgaaGYk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Queste due parti si uniscono tramite due clip e un forte sistema magnetico, ed è questo magnete che permette anche alla fotocamera di agganciarsi ai vari accessori DJI, per una vasta gamma di opzioni di montaggio wearable a mani libere.</p><p></p><p>Sebbene la fotocamera sia un'unità completamente certificata IPX8 resistente all'acqua fino a 10m, il dock ha solo una certificazione IPX4 per la resistenza agli spruzzi, il che ne limita l'uso sotto la pioggia forte o vicino a specchi d'acqua – questo non è un design totalmente robusto.</p><p></p><p>All'interno della fotocamera c'è un sensore CMOS da 1/1.3 pollici, che cattura una gamma dinamica fino a 13.5 stop secondo DJI. Non ho fatto calcoli con le mie immagini di test su questo aspetto, ma ho trovato ottimi livelli di dettaglio e colore sia nelle luci brillanti del cielo che nelle aree più scure e ombreggiate come i tunnel. Sono rimasto genuinamente colpito dal livello di dettaglio e tonalità che la fotocamera riusciva a catturare, in particolare per un sensore così piccolo (in termini full-frame).</p><ul><li><strong>• Consulta il nostro confronto </strong><a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/dji-osmo-nano-vs-insta360-go-ultra"><strong>DJI Osmo Nano vs Insta360 Go Ultra</strong></a><strong> per vedere come si confrontano le piccole action cam</strong></li></ul><p>Per me, DJI è sempre stato un brand per quelli che definirei creator 'seri', ed è qualcosa che sono contento di vedere che il brand abbia enfatizzato con l'Osmo Nano. Non ci sono filtri 'divertenti' o espedienti nei menu. Invece, le impostazioni sono ridotte a opzioni sensate e utili; i comandi vocali e i gesti per iniziare la registrazione funzionano tutti molto bene per rendere molto più facile le riprese a mani libere.</p><p></p><p>Un grande richiamo per i professionisti è la performance del colore. Sono stato sorpreso di scoprire che l'Osmo Nano può registrare in colore a 10-bit con profili D-Log M e HLG – una caratteristica di livello professionale che ti dà più margine per la gradazione del colore in post-produzione, se vuoi editare manualmente piuttosto che affidarti agli output automatici dall'app DJI Mimo. In 10-bit, ho trovato i video vivaci ma comunque ben bilanciati.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5472px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vLy8FeqKrigmiNZJUcygYX" name="dji-osmo-mimo-app" alt="Screenshots from the DJI Mimo app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vLy8FeqKrigmiNZJUcygYX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5472" height="3078" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda le prestazioni, l'Osmo Nano offre risultati eccezionali in alcune aree ma delude in altre. La promessa di trasferimento rapido dei file si conferma, con la versione da 128GB che raggiunge velocità di trasferimento fino a 600MB/s tramite connessione USB 3.1. Questo rappresenta un enorme risparmio di tempo. La durata della batteria, tuttavia, è una chiara limitazione. Mentre DJI dichiara fino a 90 minuti dalla fotocamera e 200 minuti con il dock, ho scoperto che registrare in 4K/60fps mi ha portato più vicino a soli 60 minuti di registrazione continua. Dal lato positivo, la capacità del dock di caricare rapidamente la fotocamera all'80% in circa 20 minuti significa che puoi tornare a registrare in un attimo.</p><p></p><p>Le funzioni di stabilizzazione RockSteady 3.0 e HorizonBalancing funzionano bene per camminare o attività leggere, e anche quando ho provato a registrare salti con apertura a stella e allenamenti ad alta intensità, il filmato era stabile in modalità sport. Anche la qualità audio è buona nel complesso, e due microfoni integrati catturano un suono stereo immersivo, con una riduzione del rumore del vento decente ma non brillante. Un altro vantaggio per i creator più avanzati è la capacità di abbinare il Nano con due microfoni separatamente, e non avrai bisogno di ricevitori se sono di DJI.</p><p></p><p>Sebbene la qualità dell'immagine sia buona per una fotocamera così piccola, è comunque vincolata dai limiti del suo fattore di forma. Il campo visivo ultra-wide fisso di 143 gradi è ottimo per le riprese in prima persona, ma ovviamente manca della versatilità di un obiettivo più ingrandito. E mentre la modalità SuperNight di DJI per le riprese in condizioni di scarsa illuminazione è migliore che mai, è limitata a 30fps e colore a 8-bit.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3648px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xWNC2Qy7APMP6TEsdP9w6U" name="insta-360-osmo-nano-9432" alt="A female photographer wearing the DJI Osmo Nano on a headband" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xWNC2Qy7APMP6TEsdP9w6U-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3648" height="2052" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><div data-widget-type="review" data-model-name="DJI Osmo Nano"></div><p>Il prezzo dell'Osmo Nano è davvero aggressivo, con un costo molto inferiore all'Insta360 Go Ultra (429 €) e alla GoPro Hero 13 Black (304,50 €) – e questo include anche la memoria integrata, il che significa che puoi iniziare a registrare direttamente dalla confezione. Non è necessariamente la fotocamera più affascinante che abbia testato, ma è completamente affidabile e sensata, e per questo motivo è cresciuta su di me, mentre il prezzo contenuto addolcisce l'affare. L'app DJI Mimo è meno intuitiva di quella di Insta360, e le modifiche AI sono un po' meno eccitanti, ma è intelligente e stabile, e mette un feed live chiaro con accesso alle impostazioni a portata di mano sul tuo smartphone. DJI non sta commercializzando l'Osmo Nano per utenti familiari, e mancano alcune delle funzioni divertenti della gamma Insta360, più la modalità Toddler Titan per catturare i bambini. Mentre la ricarica è abbastanza veloce, non si carica velocemente quanto il suo principale concorrente, l'Insta360 Go Ultra, ma la fotocamera dura più a lungo. Se hai bisogno di un dispositivo completamente robusto e all-in-one per sport più estremi o ambienti, la GoPro Hero 13 Black o la DJI Action 5 Pro potrebbero essere una scelta migliore. Ma questa è una action camera ben pensata, davvero indossabile per i creator che vogliono sperimentare con prospettive uniche, e hanno bisogno di una B-camera per luoghi dove la loro fotocamera principale non può andare, per un prezzo da B-cam.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="SWQkpyLMN6dyNSrZDhYX5C" name="dji-osmo-nano-22" alt="The DJI Osmo Nano being worn on a pendant in front of a woman's shirt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SWQkpyLMN6dyNSrZDhYX5C-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-specifiche-tecniche"><span>DJI Osmo Nano: specifiche tecniche</span></h3><div ><table><caption>DJI Osmo Nano specs</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Sensor</p></td><td  ><p>1/1.3-inch CMOS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Max Resolution</p></td><td  ><p>35MP (6880 x 5160) photos<br>4K, 60fps footage</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Weight</p></td><td  ><p>Camera: 2.54oz / 53g Vision dock: 3.8oz / 72g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensions</p></td><td  ><p>Camera: 57 x 29 x 28mm<br>Vision Dock: 59 x 42 x 22mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>ISO Range</p></td><td  ><p>100–25600</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lens</p></td><td  ><p>FOV: 143 degrees<br>Aperture: f/2.8<br>Focus: 0.35m to ∞</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Operating Time</p></td><td  ><p>Camera: 90 mins*<br>Camera + Multifunctional Vision Dock: 200 mins*</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connectivity</p></td><td  ><p>Bluetooth, Wi-Fi, USB-C 3.1</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Storage</p></td><td  ><p>64GB/128GB built-in<br>microSD card, up to 1TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Waterproofing</p></td><td  ><p>Camera: 33ft (10m)<br>Vision Dock: IPX4-Rated</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-prezzo-e-disponibilita"><span>DJI Osmo Nano: prezzo e disponibilità</span></h3><ul><li><strong>• Lanciata globalmente il 23 settembre 2025, eccetto negli USA</strong></li><li><strong>• DJI Osmo Nano Standard Combo (64GB) costa 279 €</strong></li><li><strong>• DJI Osmo Nano Standard Combo (128GB) costa 309 €</strong></li></ul><p>La DJI Osmo Nano è stata annunciata il 23 agosto 2025, ed è ora disponibile nel negozio online di DJI e presso rivenditori autorizzati, incluso Amazon. Non sarà disponibile ufficialmente negli Stati Uniti al lancio. Un portavoce DJI ha dichiarato a TechRadar che "DJI rimane impegnata nel mercato statunitense e sta ottimizzando la sua strategia per servire al meglio i nostri clienti in condizioni locali in evoluzione."</p><p></p><p>Ci sono due combo standard tra cui scegliere, suddivise per capacità di archiviazione interna: l'Osmo Nano Standard Combo da 64GB (279 €) o da 128GB (309 €).</p><p></p><p>Ogni combo include lo stesso contenuto, tra cui la fotocamera Osmo Nano, il Dock Vision Multifunzionale, il clip magnetico per cappello, il cordino magnetico, una custodia protettiva, cavo USB-C (USB 3.1) e un adattatore di montaggio a sfera magnetica bidirezionale. La custodia protettiva è più una guaina di plastica piuttosto che una protezione imbottita sostanziale.</p><p></p><p></p><p>Quel prezzo la pone molto al di sotto dell'Insta360 Go Ultra Standard Combo (429 €), il che è ancora più impressionante dato che ottieni anche l'archiviazione integrata. È anche meno della <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review">GoPro Hero 13 Black</a> (ora disponibile per circa 304,50 €).</p><p></p><ul><li><strong>Price score 5/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zNswVQMXWbvZU8387rbSZL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8b8h2wTDFWdXt64j4jy4YL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3p7xCBrZXCUMTGagLMK9XL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U6EGW3rJA6mc2eJtULfXWL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-design-e-qualita-costruttiva"><span>DJI Osmo Nano: design e qualità costruttiva</span></h3><ul><li><strong>• La fotocamera da sola è impermeabile, il dock è resistente agli spruzzi</strong></li><li><strong>• Base magnetica si connette facilmente ai supporti</strong></li><li><strong>• La fotocamera pesa solo 52g</strong></li></ul><p>La fotocamera DJI Osmo Nano ha una forma oblunga, larga circa la metà della sua lunghezza. Si adatta comodamente tra pollice e indice sia in modalità ritratto che panoramica, ma non l'ho trovata così tascabile quanto l'Insta360 Go Ultra a causa della sua profondità extra.</p><p></p><p>Senza il dock, l'Osmo è una action camera leggera e indossabile con soli 52g. Aggiungendo il dock, tramite due clip di montaggio sicure e un magnete, si aggiungono altri 72g trasformando la fotocamera in un compagno d'azione più completo. È piccola, ma ho trovato il combo pesante in alto su superfici irregolari, rendendo più difficili le riprese a basso livello senza un supporto.</p><p></p><p>C'è solo un touchscreen OLED HD integrato sul dock, piuttosto che schermi anteriori e posteriori, o un design ribaltabile come l'Insta360 Go Ultra. Questo significa che devi staccare e rimontare la fotocamera ogni volta che vuoi passare dalle riprese dell'ambiente al parlare alla fotocamera (se vuoi vederti, ovvero). A differenza della Go Ultra, che semplicemente si riposiziona con magneti forti, capovolgere l'Osmo Nano è un po' complicato.</p><p></p><p>Il design è grigio e plastico, territorio familiare sia per DJI che per le action cam in generale. Il corpo è però delicatamente texturizzato, il che significa che è facile da afferrare con mani fredde, bagnate o sudate. La robustezza è fondamentale per una action camera, ma solo la parte indossabile dell'Osmo Nano è impermeabile. La fotocamera è classificata IPX8 per immersione fino a 10 metri sott'acqua. Il dock è solo resistente agli schizzi, alla pioggia e probabilmente al sudore, e non mi fiderei delle sue possibilità in un forte acquazzone. Questo è un peccato, perché limita l'uso potenziale e introduce un po' di cautela alla creatività durante le riprese. È anche molto lontano dalla DJI Action 5 Pro, che è verificata fino a 20m/65ft.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="DYBpRRjwGspD2YN2XekhTL" name="dji-osmo-nano_3" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DYBpRRjwGspD2YN2XekhTL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>Sebbene il dock non sia impermeabile, puoi utilizzare l'intero prodotto a temperature da -20°C a 45°C (da -4°F a 113°F), quindi sei a posto per tutto, dagli sport invernali ai trekking nel deserto. Una copertura dell'obiettivo si avvita sull'obiettivo principale, quindi se lo danneggi o lo graffi, una sostituzione costa una frazione dell'acquisto di un'unità completamente nuova.</p><p></p><p>L'Osmo Nano ha solo due controlli fisici: c'è un grande pulsante rosso di registrazione sulla parte superiore della fotocamera e un altro su un lato del dock. Questi fungono anche da interruttori di alimentazione e richiedono una certa forza per essere premuti in modo da non essere premuti accidentalmente. E questo è tutto, oltre a una piccola patta che si apre sull'altro lato del dock per rivelare la porta USB 3.1 per la ricarica e il trasferimento dei file, più lo slot microSD, che accetta fino a una scheda da 1TB.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yV6JtdY4Pe9zbDAuXy7rLm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JMjisi5MYtMxZqTthEveKm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SBdxRHp6ZErByeQv7HQ3Pm-1920-80.jpg" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><p>Non ho trovato la DJI Osmo Nano altrettanto piacevole o facile da navigare quanto altre action camera che ho testato. Scorri verso l'alto per accedere alle impostazioni video, verso il basso per il menu principale e a sinistra per cambiare la modalità di ripresa. Per attivare o disattivare la Modalità Pro, tocchi l'icona del cursore sul lato destro dello schermo. Non è scienza missilistica, ma con i suoi 1.96 pollici lo schermo piccolo significa che devi essere extra preciso con i tuoi gesti touch per visualizzare i menu e impostare le configurazioni. Il mio partner – che ha mani e dita più grandi delle mie – a volte ha dovuto toccare lo schermo alcune volte per attivare le impostazioni.</p><p></p><p>I menu sono principalmente neri e bianchi con accenti gialli, e ho trovato questo meno accattivante degli ecosistemi GoPro o Insta360, anche se questo potrebbe essere più una questione di preferenza personale. Alcune impostazioni sono anche sovrapposte all'immagine dal vivo e possono essere difficili da leggere. La fotocamera non ha gli stessi tutorial dettagliati e guide che ottieni quando inizi a utilizzare l'Insta360 Go Ultra, anche se sono sicuro che i fan DJI non avranno problemi a orientarsi.</p><ul><li><strong>• Punteggio design: 4/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jFSwNYV5jK6yUPg4xUmATL-1920-80.jpg" alt="A female photographer holding the DJI Osmo Nano action camera" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-prestazioni-e-funzionalita"><span>DJI Osmo Nano: prestazioni e funzionalità</span></h3><ul><li><strong>• Modifica video rapida sull'app DJI Osmo Mimo</strong></li><li><strong>• La fotocamera autonoma si ricarica all'80% in circa 20 minuti</strong></li><li><strong>• Storage integrato e accetta schede microSD fino a 2TB</strong></li></ul><p>Le prestazioni dell'Osmo Nano sono difficili da definire. In alcune aree ho sentito che ha offerto risultati eccezionali, ma in altre è stata un po' deludente. Il trasferimento rapido dei file si è rivelato sorprendentemente utile, e nei miei test con la versione da 128GB l'affermazione di DJI di velocità di trasferimento fino a 600 MB/s tramite USB 3.1 si conferma, e l'ho trovato un enorme risparmio di tempo rispetto all'invio di molti file in modalità wireless. La durata della batteria della fotocamera è però una limitazione, soprattutto quando si riprende a risoluzioni più elevate come 4K/60fps. Ho ottenuto circa 60 minuti di registrazione continua qui – piuttosto che i 90 minuti che DJI dichiara a 1080p/24fps – il che non è male per le sue dimensioni, ma è indietro rispetto alla resistenza multi-oraria di fotocamere più grandi come l'Osmo Action 5 Pro. Il dock può ricaricare la batteria in movimento, e sono rimasto anche impressionato dalla sua capacità di caricare all'80% in soli 20 minuti, soprattutto se sei pessimo come me nel ricordarsi di caricare l'attrezzatura prima di uno shooting.</p><p>Si ottengono poi fino a 200 minuti di video 1080p/24fps dal dock, ma in realtà ho scoperto che questo si avvicina più a due ore una volta che lo schermo e il Wi-Fi sono accesi e hai acceso e spento la fotocamera alcune volte. Se tendi a registrare brevi clip durante una giornata più lunga, non è nulla di cui preoccuparsi. Se sei il tipo di fotografo che registra continuamente, potresti rammaricarti del fatto che non ci siano batterie sostituibili da scambiare quando finisci l'energia. Ho lasciato la fotocamera accesa per i miei test della batteria durante una giornata particolarmente calda, e anche se sembrava calda al tatto, non si è mai surriscaldata al punto di spegnersi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="pDLw8GKmbb5jTQRnJTqSPm" name="DJI Osmo Nano" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pDLw8GKmbb5jTQRnJTqSPm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1688" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>L'Osmo Nano è dotata della stabilizzazione RockSteady 3.0 di DJI e del bilanciamento dell'orizzonte. Gestisce bene una buona quantità di vibrazioni, ma non è allo stesso livello di un gimbal dedicato come la serie Osmo Pocket. Nei filmati di attività ad alta intensità come la corsa sui sentieri vedrai ancora alcuni micro-scatti, ma per le riprese a piedi è piuttosto impressionante. L'uso di supporti diversi determinerà quanto stabili sono i tuoi risultati. Usare il ciondolo sembrava causarmi più oscillazioni rispetto al tenere la fotocamera in mano, ad esempio, ma il supporto per la testa mi ha dato filmati super fluidi durante la corsa. Vale la pena notare che ci sono diversi livelli di stabilizzazione, con opzioni giornaliere, sportive o anti-motion blur. Puoi anche disattivare la stabilizzazione dell'immagine per risparmiare batteria, o se stai usando un prodotto DJI secondario per mantenere le cose stabili.</p><p></p><p>La DJI Osmo Nano si comporta davvero bene negli scenari di ripresa remota senza telefono. I comandi vocali, come 'inizia registrazione', funzionano quasi istantaneamente in un ambiente silenzioso, ma richiedono di gridare quando è rumoroso (non proprio una bella figura in centro città). Ho scoperto che anche i gesti funzionavano bene, e mi è piaciuto poter dare una pacca alla fotocamera quando era spenta per iniziare a registrare, o annuire con la testa quando era montata sulla mia testa. Molto più discreto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="Ppiin2E6MuwiKzTDcoyMKm" name="DJI Osmo Nano" alt="The LCD screen on the DJI Osmo Nano in the sunshine" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ppiin2E6MuwiKzTDcoyMKm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><p>L'Osmo Nano ha due microfoni integrati per il suono stereo, e ho trovato l'audio direttamente dalla fotocamera sorprendentemente immersivo. Raccoglie suoni da varie direzioni quando stai girando in un luogo pubblico, ma si concentra ancora sulla tua voce quando parli chiaramente alla fotocamera. Come tutte le action camera, la qualità audio risulta ovattata sott'acqua, ma la chiarezza ritorna più velocemente di altre che ho testato quando tiri fuori la fotocamera all'aria aperta. Ci sono modalità di riduzione del vento più basse e più forti, ed entrambe hanno fatto un lavoro decente nel ridurre i disturbi quando ho catturato alcuni clip durante una passeggiata in campagna ventosa, senza rimuovere completamente il rumore (vedi i clip sotto). La mia voce era chiara e priva di distorsioni, ma non è la soluzione perfetta per un audio pulito; per quello, avrai bisogno di un microfono separato.</p><p></p><p>Un grande richiamo è la capacità di collegare l'Osmo Nano direttamente ai microfoni wireless di DJI senza bisogno di un ricevitore separato. Non sono ancora riuscito a provarlo, ma posso vedere che sia conveniente per i creator che vogliono catturare audio di alta qualità, specialmente quelli che hanno già microfoni DJI.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/sH2f4BUT.html" id="sH2f4BUT" title="DJI Osmo Nano wind reduction modes" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><ul><li><strong>Performance score: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-qualita-dell-immagine"><span>DJI Osmo Nano: qualità dell'immagine</span></h3><ul><li><strong>• Sensore 1/1.3 pollici</strong></li><li><strong>• Video fino a 4K/120fps e foto da 35MP</strong></li><li><strong>• Opzioni profilo colore D-Log M e HLG a 10-bit</strong></li></ul><p>L'Osmo Nano ha un sensore da 1/1.3 pollici, della stessa dimensione che troverai nell'Osmo Action 5 Pro e solo una frazione più piccolo di quello nell'Insta360 Go Ultra. Le specifiche video includono 4K a 60fps in formato 16:9, e filmati slow-mo 4K a 120fps, che si espandono a 1080p 240fps.</p><p></p><p>Le specifiche sono una cosa, ma la prova del budino è nei video e negli scatti che ottieni dalla fotocamera. Nel complesso, penso che la qualità dell'immagine sia buona per una action camera di queste dimensioni. Come sempre, non sostituirà completamente una fotocamera full-sized o full-frame, ma questa non è l'aspettativa qui. Il campo visivo ultra-wide fisso di 143 gradi è perfetto per le riprese POV in prima persona, e sono riuscito a far entrare un intero gruppo di matrimonio nell'inquadratura (non ho il permesso di includere lo scatto di esempio nella recensione, purtroppo), ma non è facile zoomare sulla scena se vuoi avvicinarti di più.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/xaHNOWRn.html" id="xaHNOWRn" title="DJI Mimo app one-tap edit results" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Ho testato l'Osmo Nano in tutti gli scenari meteorologici e di illuminazione. DJI vanta l'ampia gamma dinamica dell'Osmo Nano, ma sotto il sole diretto ho notato del banding dove le alte luci erano state clippate. Puoi vederlo nel video sopra, che era un test della funzione di editing one-tap nell'app DJI Mimo.</p><p></p><p>La risoluzione 4K è nitida e decisa, e anche in modalità colore a 8-bit la fotocamera sembra catturare cieli blu vibranti e verdi frondosi, e gestisce bene i rapidi cambiamenti di luce (uscendo da un tunnel buio, dall'interno all'esterno); tuttavia, mentre mi piace un po' di lens flare, questa è un'area che potrebbe essere gestita meglio. Tendeva a mantenere il mio viso esposto quando parlavo alla fotocamera, ma questo non era impostato da nessuna parte nella fotocamera. Se dovessi generalizzare, direi che i filmati escono più scuri dell'Insta360 Go Ultra, possibilmente per maggiore margine durante l'editing, dove l'opzione Insta è progettata per un uso quasi automatico.</p><p></p><p>La modalità SuperNight di DJI fa un lavoro decente nel ridurre il rumore in condizioni di scarsa illuminazione, ma funziona solo fino a 30fps e con colore a 8-bit, il che potrebbe limitarne l'utilità per i cinematografi seri. È la migliore qualità d'immagine notturna in una fotocamera indossabile che abbia visto, ma è ancora vincolata dalle leggi della fisica – un obiettivo e sensore più piccoli avranno sempre certe limitazioni rispetto a una fotocamera più grande e dedicata. C'è un po' di levigatura AI applicata per ridurre il rumore nei filmati in condizioni di scarsa illuminazione, ma questo è meno ovvio all'occhio non allenato, e meno fangoso di alcune modalità notturne che ho visto su action camera precedenti.</p><p></p><p>Il livellamento automatico dell'orizzonte di DJI (che può essere calibrato) è praticamente perfetto, e la stabilizzazione d'immagine RockSteady è più impressionante in modalità sport. Per testarlo davvero, ho indossato la fotocamera sul supporto per fascia di DJI e ho registrato i primi cinque minuti di un allenamento ad alta intensità. Durante un round estenuante di burpee, salti a stella e squat, il filmato era stabile e fluido (quasi innaturalmente). Corse sui sentieri, passeggiate con il cane e clip in bicicletta erano tutti altrettanto utilizzabili, ma i risultati a mano libera sono leggermente più traballanti rispetto all'uso di un supporto dedicato.</p><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/sEYGITwF.html" id="sEYGITwF" title="DJI Osmo Nano sample clips" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>Le foto dalla fotocamera hanno un conteggio di megapixel di medio raggio (la risoluzione massima è di 35MP e puoi scattare in rapporto 16:9 o 4:3), e per quanto riguarda la loro qualità, ho detto la stessa cosa sui risultati fotografici dell'Insta360 Go Ultra: sono abbastanza buone da inserire nei video, ma probabilmente non le userei per post social autonomi o stampe come creator. Considerale come un'aggiunta piuttosto che una funzione autonoma, e non sarai deluso.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/K6JCTfeyDcxBDLKJmbUN2D-1920-80.jpg" alt="Test shots in low-light from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y8fiqq5PVtCHYRdksPQsyC-1920-80.jpg" alt="Test shots in low-light from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GTxbbSnhEwuFaGFJj7kXY3-1920-80.jpg" alt="Sample shots from the Insta360 Go Ultra and DJI Osmo Nano action cameras showing a black retriever in a field" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wYhDMveX58uJWa6CFy9FEL-1920-80.jpg" alt="Test shot in bright sunshine from the DJI Osmo Nano" /><figcaption><small role="credit">Lauren Scott</small></figcaption></figure></figure><p>Sorprendentemente, l'Osmo Nano ti dà l'opzione di registrare filmati con un profilo colore piatto (l'impostazione D-Log M di DJI), progettata per preservare il massimo delle informazioni di colore e luminosità nel file video, specialmente nelle luci e nelle ombre. Mentre il filmato uscito dalla fotocamera è desaturato in questa modalità, ho scoperto che avevi molto più margine di manovra per regolare i colori, il contrasto e la saturazione per ottenere un look specifico e cinematografico senza perdere nessuno dei dettagli catturati nella scena originale. Questo beneficerà anche i creator che girano un progetto con l'Osmo Nano insieme ad altre fotocamere che vogliono che il loro lavoro editato sembri coerente.</p><ul><li><strong>Image quality score: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-dji-osmo-nano-scheda-di-valutazione"><span>DJI Osmo Nano: scheda di valutazione</span></h3><div ><table><caption>DJI Osmo Nano</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p><strong>Caratteristiche</strong></p></th><th  ><p><strong>Note</strong></p></th><th  ><p><strong>Valutazione</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Price</p></td><td  ><p>Molto più economica dell'Insta360 Go Ultra, include anche memoria integrata utile.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Non entusiasmante ma funzionale, peccato che il dock sia solo resistente agli spruzzi. La sostituzione delle lenti aggiunge robustezza.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance & features</p></td><td  ><p>Meno filtri e modalità dell'Insta360 Go Ultra, ma hai l'opzione di controlli manuali. L'app DJI Osmo fa modifiche rapide e intelligenti.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Image quality</p></td><td  ><p>Alla luce del giorno, i colori sono vividi e la gamma dinamica è buona. La stabilizzazione è eccellente, e i filmati in scarsa luce sono buoni. Lo slow-mo potrebbe essere più nitido.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-vale-la-pena-comprare-la-dji-osmo-nano"><span>Vale la pena comprare la DJI Osmo Nano?</span></h3><h2 id="comprala-se">Comprala se...</h2><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi una fotocamera che 'scompare'</strong><br><strong>L'Osmo Nano è abbastanza piccola da essere indossata su un ciondolo, cappello o fascia, grazie alle sue dimensioni ridotte e al peso. Il montaggio magnetico permette soluzioni di montaggio originali come pali della luce, auto e persino lavatrici.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Possiedi già prodotti DJI</strong><br><strong>Per migliorare la qualità del suono, puoi collegare la Nano direttamente a due trasmettitori per microfono DJI senza bisogno di un ricevitore. Se hai già un microfono, gimbal o fotocamera DJI, rimanere con il brand significa anche maggiore familiarità con l'app.</strong></p><p></p><h2 id="non-comprarla-se">Non comprarla se...</h2><p><strong></strong></p><p><strong>Ti piace uno schermo LCD spazioso</strong><br><strong>Con meno di due pollici, ho trovato il touchscreen LCD dell'Osmo Nano un po' piccolo per comporre gli scatti e rivedere i filmati. Puoi usare il tuo telefono per una vista live più grande, ma questo non è sempre conveniente.</strong></p><p></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vuoi una soluzione completamente impermeabile</strong><br><strong>Il Vision Dock della Nano è solo resistente agli spruzzi, e questo mi ha messo a disagio mentre riprendevo sotto la pioggia o vicino all'acqua. Se sei un vero amante dell'azione, consiglierei una fotocamera con una costruzione più robusta.</strong></p><p></p><h3 class="article-body__section" id="section-considera-anche"><span>Considera anche</span></h3>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="4a9cae3d-8c45-4676-b0c1-926db9291e5e">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mFBe7qkd5X2cknqniCh4jn.jpg" alt="The Insta360 Go Ultra on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">Insta360 Go Ultra</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="90" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>L'Insta360 Go Ultra ha un fattore di forma simile, con una fotocamera separata e un pod d'azione. Lo schermo ribaltabile è più adatto al vlogging e più grande a 2,5 pollici, mentre la fotocamera pesa come l'Osmo Nano ma è più quadrata e poco profonda (che ho trovato più facile da montare). Prezzo e qualità dell'immagine sono simili, ma è una action camera leggermente più divertente che è ottima per tutta la famiglia.</p><p></p><p></p><p>Leggi la mia <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/insta-360-go-ultra-review">recensione completa dell'Insta360 Go Ultra</a></p><p></p></p>                </div>                            </div>        </div>        <div class="featured_product_block featured_block_standard" data-id="a54e2e3f-80c3-4730-a40b-5dae75d8ffff">            <div class='product-image-widthsetter'><p class='vanilla-image-block' data-bordeaux-image-check style='padding-top:100.00%';><img style="width: 100%" class="featured_image" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/k2LNJ2gTBpDPCdgvuiPa3U.png" alt="GoPro Hero 13 Black action camera on a white background"></p></div>            <div class="featured_product_details_wrapper">                <div class="featured_product_title_wrapper">                                                                                <div class="featured__title">GoPro Hero 13 Black</div>                                <div class="stars__reviews"><span itemprop="reviewRating" itemscope itemtype="http://schema.org/Rating" class="chunk rating"><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star"> </span><span class="icon icon-star half"></span><meta itemprop="bestRating" content="100.0" /><meta itemprop="worstRating" content="0.0" /><meta itemprop="ratingValue" content="90" /></span></div>                </div>                <div class="subtitle__description">                                                            <p><p>La GoPro Hero 13 Black è ancora l'ammiraglia delle action cam e quella che consiglierei ai videomaker seri. È più massiccia dell'Osmo, ma ha anche il montaggio magnetico. GoPro ha anche la più ampia gamma di accessori di montaggio per aprire opportunità creative di ripresa, ed è possibile ottenere 1,5 ore di video 5.3K dalla batteria, per registrazioni con meno interruzioni.</p><p></p><p></p><p>Leggi la nostra <a href="https://www.techradar.com/cameras/action-cameras/gopro-hero-13-black-review">recensione completa della GoPro Hero 13 Black</a></p><p></p></p>                </div>                            </div>        </div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="bdx9QPcndkaATcutK4SzXk" name="dji-osmo-nano_11" alt="The DJI Osmo Nano camera held by a female photographer in a pink top" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bdx9QPcndkaATcutK4SzXk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1687" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lauren Scott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-la-dji-osmo-nano"><span>Come ho testato la DJI Osmo Nano</span></h3><ul><li><strong>• Ho testato la fotocamera per due settimane prima dell'embargo</strong></li><li><strong>• L'ho indossata durante camminate e corse, e l'ho montata per guidare</strong></li><li><strong>• Ho registrato video con tutte le impostazioni e in tutte le modalità</strong></li></ul><p>DJI mi ha inviato un Osmo Nano di produzione completa per la recensione circa due settimane prima della data di rilascio, e l'ho usata almeno una volta al giorno - spesso molto di più - durante questo periodo. Mi piace sempre che una fotocamera diventi una parte naturale del mio flusso di lavoro, piuttosto che condurre un intenso periodo di test, in modo da scoprire le sfumature per una recensione più informata e utile.</p><p></p><p>Ho provato tutte le modalità della fotocamera, l'ho usata con e senza il dock, e l'ho montata sul ciondolo magnetico e sulla fascia per la testa. Ho usato principalmente l'app DJI Mimo per editare i filmati direttamente dal mio iPhone 15 Pro.</p><ul><li><em>• Prima recensione settembre 2025</em></li></ul>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Apple iPhone 17 Pro Max ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-max-recensione-di-due-minuti"><span>Apple iPhone 17 Pro Max: Recensione di due minuti</span></h2><p>Se stai cercando qualcosa di diverso nel tuo percorso di acquisto iPhone, l'iPhone 17 Pro Max (e il più piccolo iPhone 17 Pro) fa al caso tuo. Non è solo quel vivace Cosmic Orange, la tonalità inaspettata che ha colpito all'evento 'Awe Dropping' di Apple; l'Apple iPhone 17 Pro Max presenta un design fresco con nuovi materiali e un ampio e audace plateau fotografico che abbraccia il prodotto, aggiungendo un tocco distintivo a quello che era diventato un design un po' stanco. All'interno, i cambiamenti non sono meno significativi, dal potente chip A19 Pro al nuovo sistema di gestione termica supportato dalla camera di vapore, che abilitano prestazioni sufficienti per supportare ogni picco e valle della tua esperienza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="zxQFKiLay4RC6fKUyq8naA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-water-test-close" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zxQFKiLay4RC6fKUyq8naA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1079" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Se sei fissato con le fotocamere (come lo sono io), l'iPhone 17 Pro Max (e 17 Pro) non ti deluderà. Ora ci sono finalmente tre lenti da 48MP che supportano un'ampia gamma di stili di scatto. Forse la più notevole delle tre è la nuova lente con zoom ottico 4x da 48MP che offre anche accesso a uno zoom 8x con crop del sensore, che, grazie alla selezione dei pixel centrali dal grande sensore e una pipeline di immagini aggiornata, produce foto davvero spettacolari. Questo è anche un aggiornamento che fa un astuto scambio di titanio per alluminio, un apparente declassamento ma con alcuni benefici significativi, come la capacità di applicare quella fantastica nuova finitura arancione anodizzata e la capacità di distribuire e dissipare meglio il calore. Infine, c'è il prezzo - è l'unica cosa che speri non riceva un aggiornamento, e sono felice di riferire che Apple è riuscita in qualche modo a mantenere la linea qui, e l'iPhone 17 Pro Max inizia ancora a 1.489€. Non è mai stato uno smartphone economico, ma questo è per i Pro, e penso che saranno molto contenti. So che lo sono io. Per quanto riguarda il perché potresti comprare l'iPhone 17 Pro Max rispetto all'iPhone 17 Pro, tutto si riduce alle dimensioni dello schermo, al potenziale di durata della batteria e alla possibilità di ottenere fino a 2TB di archiviazione; altrimenti, questi iPhone sono identici.</p><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-prezzo-e-disponibilita"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Prezzo e disponibilità</span></h2><ul><li><strong>• • Parte da 1.489€• • I pre-ordini sono aperti dal 12 settembre, spedizioni dal 19 settembre</strong></li></ul><p>L'iPhone 17 Pro Max è stato annunciato all'evento 'Awe Dropping' di Apple il 9 settembre. I pre-ordini sono iniziati il 12 settembre e il telefono arriva nei negozi e inizia le spedizioni il 19 settembre. L'iPhone 17 Pro Max inizia a 1.489€ per il modello con 256GB di archiviazione, con quel prezzo che sale a 1.739€ per 512GB di archiviazione, 1.989€ per 1TB di archiviazione e 2.489€ per 2TB di archiviazione. Quest'ultima configurazione rappresenta la più grande capacità di archiviazione di qualsiasi iPhone mai prodotto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yFaWVSgPS6bNZUhVgPFwDh" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-back-in-tree" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yFaWVSgPS6bNZUhVgPFwDh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Apple probabilmente sta ricevendo un credito indebito per non aver aumentato il prezzo del modello base iPhone 17 Pro Max (sono felice che non l'abbiano fatto, ma non è che abbiano abbassato il prezzo). I prezzi dei componenti e i problemi della catena di fornitura relativi al palcoscenico geopolitico stanno sicuramente mettendo pressione sull'azienda. In qualche modo, tuttavia, Apple ha tenuto la linea, e l'iPhone 17 Pro Max base inizia a 1.489€ per il modello da 256GB. L'unica differenza nei prezzi entra in gioco quando si allunga al nuovo livello superiore del telefono di 2TB, che è disponibile solo con il modello Pro Max. Questo porta il prezzo fino a 2.489€. È sconcertante che ora consideriamo razionale pagare quasi duemilacinquecento euro per un dispositivo tascabile. D'altra parte, questo è un vero smartphone di livello professionale che, basato sui miei test, è probabilmente pronto per compiti di fotografia e videografia professionali - e quando la metti così, potrebbe sembrare un affare.</p><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Storage</p></th><th  ><p>Prezzo</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>256GB</p></td><td  ><p>1.489€</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>512GB</p></td><td  ><p>1.739€</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>1TB</p></td><td  ><p>1.989€</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>2TB</p></td><td  ><p>2.489€</p></td></tr></tbody></table></div><ul><li><strong>• Punteggio valore: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-max-specifiche"><span>Apple iPhone 17 Pro Max: specifiche</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ><p>iPhone 17</p></th><th  ><p>iPhone 17 Air</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro Max</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>177g</p></td><td  ><p>165g</p></td><td  ><p>206g</p></td><td  ><p>233g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.3-inch OLED</p></td><td  ><p>6.5-inch OLED</p></td><td  ><p>6.3-inch OLED</p></td><td  ><p>6.9-inch OLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>2622 x 1206</p></td><td  ><p>2736 x 1260</p></td><td  ><p>2622 x 1206</p></td><td  ><p>2868 x 1320</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Frequenza di aggiornamento:</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità massima:</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>CPU:</p></td><td  ><p>A19</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere posteriori:</p></td><td  ><p>48MP wide (26mm, f/1.6), 48MP ultra-wide (13mm, f/2.2)</p></td><td  ><p>48MP wide (26mm, f/1.6)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, f/1.78), 48MP ultra-wide (13mm, f/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, f/1.78), 48MP ultra-wide (13mm, f/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera :</p></td><td  ><p>18MP (f/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (f/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (f/1.9)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Archiviazione:</p></td><td  ><p>256GB, 512GB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB, 2TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Black, White, Mist Blue, Sage, Lavender</p></td><td  ><p>Space Black, Cloud White, Light Gold, Sky Blue</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-design"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Design</span></h2><ul><li><strong>• Un look fresco, forse controverso</strong></li><li><strong>• I nuovi materiali portano dividendi in colori e prestazioni</strong></li><li><strong>• Ancora familiare nei modi migliori</strong></li></ul><p>Ho visto abbastanza fughe di notizie nel periodo precedente al lancio della linea iPhone 17 per avere un'idea abbastanza precisa di cosa stesse arrivando; e, ad essere onesti, mi stavo preparando ad odiare il redesign e i colori dell'iPhone 17 Pro Max. Eppure, eccomi qui ora, piuttosto soddisfatto del gigantesco plateau (è troppo grande per chiamarlo 'bump') e, sì, innamorato del Cosmic Orange. In molti modi, l'iPhone 17 Pro Max è ancora indubbiamente parte della lunga genealogia degli iPhone che lo hanno preceduto. Ci sono, tuttavia, abbastanza nuovi tocchi qui per sommarsi a quello che mi sento a mio agio nel chiamare un redesign. Iniziando dal retro, c'è ora il plateau quasi a tutta larghezza che è sia un tocco di design audace ma anche una misura pratica, in quanto al di sotto c'è ora più spazio per componenti aggiornati come il tetraprisma rinnovato (pensate 'periscopio') che supporta una nuova lente teleobiettivo più lunga. La maggior parte (ma non tutti) dei precedenti iPhone posteriori presentavano solo un materiale, di solito metallo o vetro. L'iPhone 17 Pro Max è un elegante mix dei due: metallo e vetro, o piuttosto un grande ritaglio rettangolare di Ceramic Shield, con il resto uno chassis unibody letteralmente intagliato dall'alluminio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PgxNK96dvjUPywGqLxhvAh" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-back-in-hand" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PgxNK96dvjUPywGqLxhvAh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Invece di una banda di titanio che circonda il frame, i componenti e i vetri anteriore e posteriore, il retro dell'iPhone 17 Pro Max si estende senza soluzione di continuità verso i lati, e si curva persino un po' intorno alla parte anteriore per incontrare le coperture dello schermo Ceramic Shield 2, che secondo le informazioni proteggeranno meglio dai graffi (vedremo). Il tutto ha una sensazione incredibilmente unificata, e poiché Apple ha ridotto drasticamente gli spigoli, il telefono si sente molto comodo da tenere. Quando si tratta di dimensioni e peso, l'iPhone 17 Pro Max è leggermente più grande e pesante del 16 Pro Max, ma sfido chiunque a notare le differenze, che possono essere misurate in frazioni. L'iPhone 17 Pro Max è alto 163mm per 78mm di lunghezza per 8,75mm di spessore, e pesa 233 grammi. Al contrario, il 16 Pro Max era 163 x 77,6 x 8,25mm e pesava 227g. Quest'anno non ci sono nuovi pulsanti con cui fare i conti. Lungo un bordo abbiamo il lungo pulsante di accensione e Siri, e sotto di esso, Camera Control. Di fronte a loro c'è l'Action Button, e sotto quello una coppia di pulsanti del volume.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ed9BeejFJiSNWqPYPYTz6h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bq2ymGpZSLnvUQSFgjKf6h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uwGNpESiMccLN3Kmw25A6h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fee8MwtTurjU7zSHRmLB6h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HFzSBDh9eLXfNFwqJvss4h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Ci sono piccole differenze lungo i bordi più corti. In alto, un ritaglio dell'antenna è ora visibile, e in basso, la coppia di griglie degli altoparlanti appare più grande (sì, questo telefono può fornire un suono molto forte e chiaro). Se vuoi appoggiare il telefono in piano, dovrai metterlo con lo schermo verso il basso. Anche se il plateau posteriore è quasi per tutta la larghezza del telefono, l'array della tripla fotocamera sporge ancora di più, e tra questo e l'ampia sporgenza metallica, questo telefono giace sulla schiena con un angolo leggermente più estremo rispetto all'iPhone 16 Pro Max.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FF9WgXqZWhV96swhZ6zzXA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-water-test-1" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FF9WgXqZWhV96swhZ6zzXA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Il passaggio dal titanio all'alluminio fornisce non solo alcuni utili benefici di gestione del calore e di efficienza energetica, ma ha anche aperto la strada per opzioni di colore anodizzato (gli aggiornamenti del materiale e del design non hanno influenzato la classificazione IP68, e, sì, ho fatto scorrere il telefono sotto l'acqua senza effetti negativi).</p><p></p><p></p><p>Non so dove Apple abbia preso l'idea per il Cosmic Orange, ma in realtà lo adoro. È audace senza essere sgargiante. C'è anche Silver (un noioso richiamo al passato) e il molto profondo e inchiostrato Deep Blue. <a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/why-cosmic-orange-apple-answers-the-hard-questions-about-its-new-premium-iphone-17-pro-color">Apple ha in qualche modo spiegato le sue scelte cromatiche</a> a me, e anche la perdita del nero, ma penso che questo sia solo Apple che mescola le cose e, possibilmente, fa un cenno a tutte le persone di livello professionale che comprano questo telefono per attività creative. L'arancione è un colore che ti farà notare.</p><p></p><ul><li><strong>• Punteggio design: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-display"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Display</span></h2><ul><li><strong>• Eccellente display Super Retina XDR • È più luminoso che mai • Un nuovo rivestimento anti-riflesso</strong></li></ul><p>L'interfaccia Liquid Glass di iOS 26 potrebbe portarti a pensare che ci sia stata una completa rivoluzione del display; tanto bagliore, brillantezza e trasparenza artificiale. Tuttavia, sarebbe per lo più sbagliato. L'aggiornamento della piattaforma cambia l'aspetto, ma tutto funziona ancora con gli stessi materiali.</p><p></p><p>L'espansivo display Super Retina XDR OLED da 6,9 pollici dell'iPhone 17 Pro Max è in gran parte lo stesso dell'anno scorso, con una risoluzione di 2868 x 1320 pixel per una densità di 460ppi. La tecnologia ProMotion va ancora automaticamente da 1Hz a 120Hz, ed è 'always-on', il che significa che anche quando sei a letto puoi vedere l'ora e avere notifiche a colpo d'occhio.</p><p></p><p>Non è, però, esattamente lo stesso schermo. Questo display ora arriva fino a 3.000 nit – sono 1.000 in più rispetto al modello precedente. Nei miei test affiancati, l'iPhone 17 Pro Max è più visibile alla luce diretta del sole. Questo effetto è assistito da un nuovo rivestimento riflettente, il che significa che anche la luce che rimbalza sullo schermo è meno evidente. Questi sono aggiornamenti piacevoli, e non necessariamente insignificanti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WSWS3vZbhLTeLTYMuaZvCh" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-display-in-tree" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WSWS3vZbhLTeLTYMuaZvCh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Con un bordo stretto (nessun cambiamento rispetto all'anno scorso), il display Super Retina arriva preziosamente vicino a incontrare quel metallo arancione, con una vasta distesa di colore e intrattenimento interrotta solo dalla Dynamic Island a forma di pillola. Composta dalla nuova fotocamera Center Stage e dai sensori Face ID, rimane uno spazio utile per informazioni dal vivo, ma è anche talvolta un taglio a blob nero in giochi, video e foto. Trovo utili le informazioni che fornisce, quindi non mi dà molto fastidio, ma speravo anche in un redesign che avrebbe potuto ridurre la cosa del 50%. Questa è una lamentela minore, e sono sicuro che, come me, probabilmente non la noterai o non ne sarai infastidito molto (e che, sempre come me, apprezzerai gli aggiornamenti delle informazioni).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QpRjbr7tKKQLpysvYTdgbA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-versus-iPhone-16-Pro-Max-direct-sunlight" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QpRjbr7tKKQLpysvYTdgbA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Queste foto non rendono giustizia alle capacità di luminosità, ma l'iPhone 17 Pro Max da 3000 nit massimi è a sinistra, e l'iPhone 16 Pro Max (2000 nit) è a destra. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Altrimenti, foto, video, giochi, siti web, strumenti di produttività e qualsiasi cosa tu visualizzi sul display appaiono fantastici. È uno schermo fluido come burro quando deve esserlo, e grazie alla gamma di colori ampia e al rapporto di contrasto di 2.000.000:1, le immagini spiccano e i neri sono profondi e scuri come spereresti che fossero.</p><ul><li><strong>• Punteggio display: 4,5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-fotocamere"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Fotocamere</span></h2><ul><li><strong>• Il miglior array di fotocamere di Apple di sempre• Foto e video sono impressionanti• La fotocamera Center Stage cambia per sempre i selfie• Questo è il teleobiettivo che stavate aspettando• L'app fotocamera riprogettata confonderà e frustrerà alcuni</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PGjgg4XKTMx5hq5gGCPi8h" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-camera-array" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PGjgg4XKTMx5hq5gGCPi8h-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Il Plateau ridisegnato di Apple non è solo una scelta estetica; è pratico. Sotto quella piattaforma ora più grande e rialzata c'è molta tecnologia, incluso un nuovo tetraprisma per supportare la lente teleobiettivo più lunga e ad alta risoluzione di Apple. È semplicemente uno dei punti salienti di un sistema fotografico stellare dell'iPhone 17 Pro Max.</p><p>Ci sono un totale di quattro fotocamere, con Apple che chiama il trio posteriore 'Fusion Cameras':</p><ul><li><strong>• Principale: 48MP f/1.78</strong></li><li><strong>• Ultra-wide: 48MP f/2.2</strong></li><li><strong>• Teleobiettivo: 48MP (4x ottico) f/2.8</strong></li><li><strong>• Fotocamera selfie: 18MP</strong></li></ul><p>Quelle specifiche raccontano solo metà della storia. In generale, non stai scattando alla risoluzione completa di 48MP, o meglio, potresti usare tutti i 48 milioni di pixel per produrre un 24MP di alta qualità (l'impostazione predefinita per la fotocamera principale) o anche 12MP per produrre un crop del sensore con qualità ottica 8x (sulla fotocamera teleobiettivo). L'ultra-wide scatta per impostazione predefinita foto macro da 12MP.</p><p>In praticamente ogni caso, questo è un esempio in cui meno è di più (o meno pixel si sommano a di più). Apple utilizza tutte quelle informazioni sui pixel e la sua straordinaria pipeline di immagini per offrire foto fantastiche con colori reali e dettagli squisiti.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kTLGgL542w7AqTLeg8x3US-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Uno scatto con teleobiettivo<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xxo2zNe7MMM7By7Vz5aFdT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>A main camera shot<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Ho trascorso una quantità sproporzionata di tempo a scattare con le lenti zoom 4x e 8x, catturando nature morte e scatti a lunga distanza. Penso che le foto di fiori che ho catturato da alcuni metri di distanza siano altrettanto impressionanti delle foto dello skyline di New York che ho scattato attraverso la finestra dal sedile del corridoio di un aereo. Questi ultimi sono notevoli non solo per i dettagli ma per la velocità dell'obiettivo, che in qualche modo è riuscito a non sfocare l'intera immagine.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cMaXWm9hVYwUJGtJYf5ygS" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-review-NYC-through-window-shot" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cMaXWm9hVYwUJGtJYf5ygS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Scatto con zoom 8x attraverso il finestrino dal sedile del corridoio </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Poiché l'8x è equivalente, secondo Apple, a un obiettivo da 200mm, l'app fotocamera ti aiuta con un piccolo mirino sopra quello principale per vedere dove stai guardando nel frame 4x; è una funzione utile per mantenere il contesto del frame. A proposito, la stabilizzazione ottica dell'immagine fa un buon lavoro nel tenere stabile il frame del teleobiettivo.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qFYLyb63rWEtrrRNMToMhS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/t5gMZiMqiZkE38qrSsCmbT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>La fotografia notturna è migliore che mai. Quando volevo catturare un'immagine delle luci delle Twin Tower che New York illumina una volta all'anno l'11 settembre, avevo bisogno dello zoom di qualità ottica 8x dell'iPhone 17 Pro Max e, naturalmente, della pipeline di immagini dietro di esso per ottenere lo scatto. L'iPhone 16 Pro Max, che arriva al massimo con uno zoom ottico 5x ma con solo 12MP, semplicemente non riusciva a gestirlo. C'è stato anche un salto generazionale nella fotografia in modalità ritratto, dove ho notato miglioramenti visibili in alcuni degli aspetti più sfidanti di uno scatto in modalità ritratto, come i capelli volanti e le montature degli occhiali. Queste sono foto degne di essere esposte.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gPEoX9kmDuvoMUwCAGiLzT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Mia nipote, suo marito e tutti i loro cani. Guardate come li ha catturati tutti<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pJ9TNgUjecCfCNX6MeV6oT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Does anything look better than dogs in portrait mode?<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wYwEjBu5uQz7fZrWTM7y5T-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>My dad. Note the excellent work on the hair and glasses.<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>La fotocamera selfie o TrueDepth è ora la fotocamera Center Stage da 18MP, e porta quello che potrebbe essere il più grande rinnovamento della fotografia selfie da, beh, l'introduzione delle fotocamere per selfie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zEemKfQYRwdFXcGDjWZNZP" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-center-stage-group" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW Center Stage" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zEemKfQYRwdFXcGDjWZNZP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Quando mi sono preparato a scattare una foto di gruppo con mio figlio e mio padre, l'iPhone 17 Pro Max ha automaticamente allargato l'inquadratura. Normalmente, avrei cercato di tenere goffamente il telefono in modalità orizzontale, ma ora c'è un pulsante software che seleziono, che ruota istantaneamente l'inquadratura di 90 gradi in modalità orizzontale. Sì, è una rivoluzione.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DcvuizhA4vrAUbzTjs6ijS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>If you take a portrait-mode photo and want to switch the focus, it only takes a tap<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PACYytfg3K7Pm4JKxo5vvS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Se non sai chi è a fuoco nel tuo scatto in modalità ritratto, puoi facilmente toccare per mettere a fuoco qualcun altro o qualcos'altro. Inoltre, ora qualsiasi foto può essere trasformata in una scena spaziale, che trasforma l'immagine in una meraviglia stereoscopica. Ho provato questo con alcune immagini selfie in cui qualcuno era visibilmente seduto dietro di me, e i risultati sono stati molto buoni.</p><p></p><p>Apple ancora non supporta i video 8K, ma non penso nemmeno che a qualcuno dovrebbe importare, dato che la maggior parte di noi non sta guardando contenuti 8K (anche se forse importa a qualche professionista che vuole le possibilità di editing offerte da un frame molto più grande).</p><p></p><p>In ogni caso, le capacità di cattura video dell'iPhone 17 Pro Max rimangono eccellenti, con la capacità di catturare 4K fino a 120fps.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/S5Pxp33oe6MUVewagmxqzT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/m43rjUoFVKaZNHtRsZ7r6U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wNp8pWEXQ7oK8ZitxeoM4U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UBnRRYbJqiCTQ5a6eoYqwT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/74eQhTKHMiiFqs4XVxebnT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JwUyqzT9DRJAM6umn4cswT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vs6Mut4ooFqcWZ3sx5e6zT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yPSAEbBdcL2Ri8BJQhinpT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UzL9VsngeerjQFpdyq5uUT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aGuLn3C3EjzyKZMXFAasRS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>La fotocamera Center Stage utilizza il suo sensore più grande e ora quadrato per mantenere stabili i video selfie, anche se ti stai muovendo. Ho corso in giro per darle una sfida, e il telefono è comunque riuscito a smussare la maggior parte dei sobbalzi.</p><p></p><p>Una delle caratteristiche più bizzarre è la Doppia Cattura. Come suggerisce il nome, questa caratteristica leggermente nascosta ti consente di utilizzare contemporaneamente le fotocamere anteriore e posteriore. La fotocamera posteriore fornisce l'azione principale, e tu appari come una finestra picture-in-picture dal vivo che puoi trascinare ovunque sullo schermo durante le riprese. È divertente, anche se l'utilità non è immediatamente ovvia. Mi sono divertito ad usarla a un matrimonio, ma vorrei poter modificare i due flussi separatamente dopo le riprese.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FSB6fZuEzeMMCb33TAUvbS" name="Dual-Capture-1" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FSB6fZuEzeMMCb33TAUvbS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Non sono un videografo professionista, ma ero curioso di provare la nuova funzione Genlock, che dovrebbe mantenere sincronizzati più flussi video. Sono riuscito a collegare un iPhone 17 Pro e il 17 Pro Max, entrambi con una nuova versione di Final Cut Camera, a un iPad Pro con iPadOS 26 public beta e Final Cut Pro. L'app iPad mi ha permesso di toccare un pulsante per avviare simultaneamente la registrazione in entrambi i telefoni, e il flusso combinato risultante è finito sull'iPad.</p><p></p><p>Dopo che il mio primo tentativo ha prodotto due video che non erano perfettamente sincronizzati, ho fatto un secondo tentativo e mi sono assicurato di controllare che entrambi i telefoni stessero registrando l'audio. Questo ha funzionato, e ora potevo modificare ogni flusso senza perdere la sincronizzazione per creare un video multi-camera piuttosto interessante.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="E2d4P93QtQMRHZ8bmt7qYA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-multicamera" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/E2d4P93QtQMRHZ8bmt7qYA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>L'app Fotocamera, a proposito, è tra i molti redesign che troverai in iOS 26, e non sono sicuro di amarla. Nasconde alcune delle opzioni della fotocamera come Pano e Ritratto, anche se devi solo toccare il pulsante Foto e trascinarlo per trovarle di nuovo. Il pulsante delle opzioni è ora una piccola icona a griglia nell'angolo superiore destro che è facile da perdere. Tutti impareremo questi nuovi controlli, ma potremmo brontolare su di loro per un po'.</p><p></p><p>A parte questo, questo è senza dubbio il miglior array di fotocamere di Apple fino ad ora, offrendo versatilità senza precedenti per la linea iPhone e producendo una qualità dell'immagine stellare attraverso una gamma di stili.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nNMKQ6zEFAVtWwYSnXKe8U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Horses shot with the telephoto<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pJqBErFtmffZzJgEHUFz7U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Horses with telephoto<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p4qzDuuYRmCn7evT5yya7U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Horses with telephoto<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZbP5YSXV5Frdorzp7igt5U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Telephoto<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><ul><li><strong>• Punteggio fotocamere: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-software-e-apple-intelligence"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Software e Apple Intelligence</span></h2><ul><li><strong>• iOS 26 è così trasparente • Apple Intelligence ha alcuni aggiornamenti minori • Aggiornamenti generalmente positivi su tutta la linea</strong></li></ul><p>Poche cose contribuiscono al nuovo aspetto e alla sensazione della linea iPhone 17 quanto iOS 26. Il Liquid Glass aggiunge una lucentezza traslucida a quasi ogni aspetto della piattaforma, e per lo più è stupendo. Apple ha fatto un lavoro eccellente nel programmare i pixel per sembrare vetro.</p><p></p><p>A volte, però, la trasparenza è eccessiva, e ho faticato a distinguere alcuni elementi dell'interfaccia. Pensatela così: quando puoi vedere attraverso un elemento per visualizzarne un altro, può occasionalmente aumentare il disordine generale e rendere alcune cose visivamente confuse. Ad esempio, quando scorri verso il basso sullo schermo per accedere alla ricerca globale, la casella di ricerca mostra ancora debolmente ciò che c'è dietro, il che rende ciò che c'è sopra - quello che stai digitando - un po' più difficile da leggere. È un piccolo problema che Apple potrebbe facilmente risolvere nel prossimo aggiornamento iOS.</p><p></p><p>In alcuni casi, però, come le nuove icone delle app di prima parte, Control Center e dock, iOS 26 è un aggiornamento gradito che dà a tutto un po' di lucentezza senza buttare via gli elementi più riconoscibili.</p><p></p><p>Apple Intelligence riceve alcuni aggiornamenti, come Live Translation e la capacità per le immagini catturate attraverso Visual Intelligence di essere trasformate in voci del calendario. Ho giocato un po' con Genmoji e Image Playground per sperimentare questi aggiornamenti, ma sono per lo più minori, e aspetto ancora il Siri completamente funzionale che Apple ha promesso.</p><ul><li><strong>• Punteggio software: 4,5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-prestazioni"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Prestazioni</span></h2><ul><li><strong>• L'A19 Pro alza ancora l'asticella</strong></li><li><strong>• 12GB di RAM lasciano margine per futuri miglioramenti delle prestazioni di Apple Intelligence</strong></li><li><strong>• Il nuovo sistema di gestione del calore è vincente</strong></li></ul><p>L'iPhone 17 Pro e l'iPhone 17 Pro Max potrebbero rappresentare il redesign più radicale dell'iPhone in termini di componenti interni che abbiamo visto da parecchio tempo. In un certo senso, i cambiamenti esterni di Apple (sostituire il titanio con l'alluminio) sono direttamente collegati a questi aggiornamenti. Iniziamo, però, con il chip A19 Pro, che ora è supportato da 12GB di RAM. È una combinazione formidabile, e nei nostri benchmark ha alzato l'asticella per i punteggi single-core e multi-core Geekbench aumentando anche cose come i frame rate nei giochi. L'A19 ha una CPU a 6 core e GPU. Sul lato GPU, ogni core ha il proprio acceleratore neurale.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ddc5Z74rfp5Bo8ZBxnPvYA-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AtSh2U3xUZPtM44LvwicYA-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p7wRagFbXs88iKGpQfhRYA-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>È un sistema che gestisce abilmente l'editing video 4K e il gameplay AAA con uguale bravura. In giochi come Destiny Rising, i riflessi e le atmosfere, come nebbia e fumo, corrispondono a quello che potresti vedere su una console.</p><p></p><p>Quello che è più notevole, tuttavia, è che mentre fai tutto questo, il telefono rimane relativamente fresco, e anche se diventa un po' più caldo in generale, non c'è un punto caldo identificabile. Questo è dovuto al nuovo sistema di gestione del calore, che include una camera di vapore lunga e stretta che si trova sopra l'A19 Pro, che è posizionato vicino al centro del corpo dell'iPhone 17 Pro Max. Mentre l'A19 Pro si riscalda, l'acqua all'interno della camera di vapore assorbe il calore, vaporizzando l'acqua, che poi si condensa sull'altra estremità della camera. Il processo si ripete continuamente per gestire e trasferire il calore attraverso lo chassis e al frame di alluminio più efficiente dal punto di vista termico.</p><p></p><p>È questo tipo di gestione del calore che aiuta il telefono a mantenere un alto livello di prestazioni e, secondo la mia stima, influisce positivamente sulla durata della batteria.</p><ul><li><strong>• Punteggio prestazioni: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-batteria"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Batteria</span></h2><ul><li><strong>• Durata della batteria migliore che mai• Supporto Qi 2• Investi nell'adattatore più veloce</strong></li></ul><p>Apple combina quella potenza ed efficienza con una batteria più grande per fornire, potenzialmente, una durata della batteria di più giorni.</p><p></p><p>Ora, nella mia esperienza, sono andato oltre le 30 ore (è valutato per 39 ore) prima di aver bisogno di ricaricare il telefono. Tuttavia, penso che sia troppo presto per fare una valutazione finale sulla durata della batteria. So che il mio telefono è occupato a copiare 30.000 email, aggiornare le librerie fotografiche e più compiti in background relativi alla configurazione iniziale. In verità, non penso che comprenderò completamente la durata tipica della batteria per un altro mese. Nel frattempo, posso dirvi che la durata della batteria appare buona, se non migliore, rispetto alla generazione precedente.</p><p></p><p>Aspettatevi la ricarica wireless Qi2, che, se avete un caricatore Qi2, sarà più veloce. Anche la ricarica cablata è più veloce, ma ricordate che dovrete comprare il vostro caricatore a parete a maggiore potenza (un caricatore adattivo da 40W-60W da 45€) per raggiungere quelle velocità di ricarica. Nella mia esperienza, sono riuscito a ricaricare il telefono al 50% in soli 20 minuti. Peccato che questo adattatore (e non solo il cavo di ricarica USB-C) non sia incluso nella confezione.</p><p></p><p>Nello spazio della comunicazione, questo supporta dual-SIM e rende il trasferimento dei numeri di telefono attraverso i dispositivi un gioco da ragazzi. Ci sono più buone notizie, come il supporto WiFi 7, Bluetooth 6, e la comunicazione satellitare di emergenza, che, al momento in cui scrivo, è ancora gratuita.</p><ul><li><strong>• Punteggio batteria: 4,5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-dovresti-comprare-l-apple-iphone-17-pro-max"><span>Dovresti comprare l'Apple iPhone 17 Pro Max?</span></h2><div ><table><caption>Apple iPhone 17 Pro Max, tabella dei punteggi</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributes</p></th><th  ><p>Notes</p></th><th  ><p>Rating</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Più potenza, nuovo design e migliore fotocamera, allo stesso prezzo. </p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Nuovo design, nuovi materiali e nuovi colori. Ma è ancora iPhone </p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Apple resta fedele alle sue scelte per la tecnologia dello schermo, migliorandola nella Apple holds the line on its display technology but enhances it just enough with a brighter and resistenza e nella luminosità. </p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>iOS 26 porta Liquid Glass praticamente ovunque, con buoni risultati. </p><p> We could do with some less translucency in a few spots. Apple Intelligence improves but we await the full-boat Siri experience.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera</p></td><td  ><p>Tre fantastiche fotocamere</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prestazioni</p></td><td  ><p>Il chip Apple A19 Pro è veloce ed efficiente in ogni scenario. Non un salto enorme rispetto al passato, ma sicuramente si fa apprezzare. </p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Siamo riusciti a usarlo per circa 30 ore prima di farlo spegnere, il che è un ottimo risultato. </p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="compralo-se-4">Compralo se...</h2><div class="product"><p><strong>Vuoi il miglior iPhone</strong></p><p>Non c'è dubbio che questo sia il miglior iPhone che Apple abbia mai prodotto e mentre l'iPhone 17 Pro è essenzialmente lo stesso telefono, questo è quello che offre lo schermo più grande e la migliore durata della batteria.</p></div><div class="product"><p><strong>Vuoi fotografia di livello professionale</strong></p><p>Apple potrebbe non battere sempre i concorrenti sul fronte dei puri megapixel, ma questo telefono produce alcune delle migliori foto che abbia mai visto da uno smartphone.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-4">Ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p><strong>Stavi cercando un iPhone più economico</strong></p><p>L'iPhone 17 Pro Max non è più costoso del suo predecessore, ma questo non lo rende economico. Se vuoi le stesse prestazioni per meno, considera l'iPhone 17 Pro.</p></div><div class="product"><p><strong>Vuoi l'ultima tecnologia IA</strong></p><p>Apple Intelligence è un buon inizio nel settore dell'IA, ma impallidisce rispetto a Google Gemini (che si trova sui telefoni Pixel) e GalaxyAI (e Gemini) sui Galaxy Samsung.</p></div><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-max-review-also-consider"><span>Apple iPhone 17 Pro Max review: Also consider</span></h2> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/iphone/recensione-apple-iphone-17-pro-max</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'Apple iPhone 17 Pro Max è più grande, più intelligente e più pressabile del suo predecessore, e porta con sé la promessa di grandi novità IA in arrivo. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">UPMMqTq4rR8CAghvxDspg7</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[iPhone]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ lance.ulanoff@futurenet.com (Lance Ulanoff) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Lance Ulanoff ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W2qksRaQeUfBGMwsW5bTGh-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Lance Ulanoff is an &lt;a href=&quot;https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ox35RKH2kNKBfSBfvHEoK6.jpg&quot;&gt;award-winning tech journalist&lt;/a&gt;, on-air expert, and commentator.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Before joining TechRadar, he served as Editor in Chief of Lifewire. Prior to that, he was Chief Correspondent for Mashable where he covered all facets of technology and the&amp;nbsp;intersection&amp;nbsp;of digital and life. He also helped Mashable find new ways to&amp;nbsp;tell&amp;nbsp;stories. Lance is based in NY.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A 38-year industry veteran, &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/Lance_Ulanoff&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lance Ulanoff&lt;/a&gt; has covered technology since PCs were the size of suitcases, “on line” meant “waiting” and CPU speeds were measured in single-digit megahertz. Prior to joining Mashable as Editor in Chief in 2011, Lance Ulanoff served as Editor in Chief of PCMag.com and Senior Vice President of Content for the Ziff Davis, Inc. While there, he guided the brand to a 100% digital existence and oversaw content strategy for all of Ziff Davis’ Web sites. His long-running column on PCMag.com earned him a Bronze award from the ASBPE. Winmag.com, HomePC.com, and PCMag.com were all honored under Lance’s guidance.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
He makes frequent appearances on national, international, and local news programs including &lt;a href=&quot;https://kellyandryan.com/homepagemodules/new-years-tech-resolutions-with-lance-ulanoff/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Live with Kelly and Mark&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.today.com/video/google-glass-is-beginning-of-a-revolution-44496451646&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;the Today Show&lt;/a&gt;, Good Morning America, CNBC, CNN, and the BBC. He has also offered commentary on National Public Radio and been interviewed by newspapers and radio stations around the country. Lance has been an invited guest speaker at numerous technology conferences including Think Mobile, CEA Line Shows, Digital Life, RoboBusiness, RoboNexus, Business Foresight, and Digital Media Wire’s Games and Mobile Forum.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Lance received his Bachelor of Arts in Journalism from Hofstra University in New York. He serves on Hofstra’s School of Communication Advisory Board.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
In his spare time, Lance draws cartoons, which he occasionally posts online. He and his wife Linda have been married for over 30 years and have raised two amazing children.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-max-recensione-di-due-minuti"><span>Apple iPhone 17 Pro Max: Recensione di due minuti</span></h2><p>Se stai cercando qualcosa di diverso nel tuo percorso di acquisto iPhone, l'iPhone 17 Pro Max (e il più piccolo iPhone 17 Pro) fa al caso tuo. Non è solo quel vivace Cosmic Orange, la tonalità inaspettata che ha colpito all'evento 'Awe Dropping' di Apple; l'Apple iPhone 17 Pro Max presenta un design fresco con nuovi materiali e un ampio e audace plateau fotografico che abbraccia il prodotto, aggiungendo un tocco distintivo a quello che era diventato un design un po' stanco. All'interno, i cambiamenti non sono meno significativi, dal potente chip A19 Pro al nuovo sistema di gestione termica supportato dalla camera di vapore, che abilitano prestazioni sufficienti per supportare ogni picco e valle della tua esperienza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="zxQFKiLay4RC6fKUyq8naA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-water-test-close" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zxQFKiLay4RC6fKUyq8naA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1079" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Se sei fissato con le fotocamere (come lo sono io), l'iPhone 17 Pro Max (e 17 Pro) non ti deluderà. Ora ci sono finalmente tre lenti da 48MP che supportano un'ampia gamma di stili di scatto. Forse la più notevole delle tre è la nuova lente con zoom ottico 4x da 48MP che offre anche accesso a uno zoom 8x con crop del sensore, che, grazie alla selezione dei pixel centrali dal grande sensore e una pipeline di immagini aggiornata, produce foto davvero spettacolari. Questo è anche un aggiornamento che fa un astuto scambio di titanio per alluminio, un apparente declassamento ma con alcuni benefici significativi, come la capacità di applicare quella fantastica nuova finitura arancione anodizzata e la capacità di distribuire e dissipare meglio il calore. Infine, c'è il prezzo - è l'unica cosa che speri non riceva un aggiornamento, e sono felice di riferire che Apple è riuscita in qualche modo a mantenere la linea qui, e l'iPhone 17 Pro Max inizia ancora a 1.489€. Non è mai stato uno smartphone economico, ma questo è per i Pro, e penso che saranno molto contenti. So che lo sono io. Per quanto riguarda il perché potresti comprare l'iPhone 17 Pro Max rispetto all'iPhone 17 Pro, tutto si riduce alle dimensioni dello schermo, al potenziale di durata della batteria e alla possibilità di ottenere fino a 2TB di archiviazione; altrimenti, questi iPhone sono identici.</p><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-prezzo-e-disponibilita"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Prezzo e disponibilità</span></h2><ul><li><strong>• • Parte da 1.489€• • I pre-ordini sono aperti dal 12 settembre, spedizioni dal 19 settembre</strong></li></ul><p>L'iPhone 17 Pro Max è stato annunciato all'evento 'Awe Dropping' di Apple il 9 settembre. I pre-ordini sono iniziati il 12 settembre e il telefono arriva nei negozi e inizia le spedizioni il 19 settembre. L'iPhone 17 Pro Max inizia a 1.489€ per il modello con 256GB di archiviazione, con quel prezzo che sale a 1.739€ per 512GB di archiviazione, 1.989€ per 1TB di archiviazione e 2.489€ per 2TB di archiviazione. Quest'ultima configurazione rappresenta la più grande capacità di archiviazione di qualsiasi iPhone mai prodotto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yFaWVSgPS6bNZUhVgPFwDh" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-back-in-tree" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yFaWVSgPS6bNZUhVgPFwDh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Apple probabilmente sta ricevendo un credito indebito per non aver aumentato il prezzo del modello base iPhone 17 Pro Max (sono felice che non l'abbiano fatto, ma non è che abbiano abbassato il prezzo). I prezzi dei componenti e i problemi della catena di fornitura relativi al palcoscenico geopolitico stanno sicuramente mettendo pressione sull'azienda. In qualche modo, tuttavia, Apple ha tenuto la linea, e l'iPhone 17 Pro Max base inizia a 1.489€ per il modello da 256GB. L'unica differenza nei prezzi entra in gioco quando si allunga al nuovo livello superiore del telefono di 2TB, che è disponibile solo con il modello Pro Max. Questo porta il prezzo fino a 2.489€. È sconcertante che ora consideriamo razionale pagare quasi duemilacinquecento euro per un dispositivo tascabile. D'altra parte, questo è un vero smartphone di livello professionale che, basato sui miei test, è probabilmente pronto per compiti di fotografia e videografia professionali - e quando la metti così, potrebbe sembrare un affare.</p><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Storage</p></th><th  ><p>Prezzo</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>256GB</p></td><td  ><p>1.489€</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>512GB</p></td><td  ><p>1.739€</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>1TB</p></td><td  ><p>1.989€</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>2TB</p></td><td  ><p>2.489€</p></td></tr></tbody></table></div><ul><li><strong>• Punteggio valore: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-max-specifiche"><span>Apple iPhone 17 Pro Max: specifiche</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ><p>iPhone 17</p></th><th  ><p>iPhone 17 Air</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro Max</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>177g</p></td><td  ><p>165g</p></td><td  ><p>206g</p></td><td  ><p>233g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.3-inch OLED</p></td><td  ><p>6.5-inch OLED</p></td><td  ><p>6.3-inch OLED</p></td><td  ><p>6.9-inch OLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>2622 x 1206</p></td><td  ><p>2736 x 1260</p></td><td  ><p>2622 x 1206</p></td><td  ><p>2868 x 1320</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Frequenza di aggiornamento:</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità massima:</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>CPU:</p></td><td  ><p>A19</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere posteriori:</p></td><td  ><p>48MP wide (26mm, f/1.6), 48MP ultra-wide (13mm, f/2.2)</p></td><td  ><p>48MP wide (26mm, f/1.6)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, f/1.78), 48MP ultra-wide (13mm, f/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, f/1.78), 48MP ultra-wide (13mm, f/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera :</p></td><td  ><p>18MP (f/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (f/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (f/1.9)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Archiviazione:</p></td><td  ><p>256GB, 512GB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB, 2TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Black, White, Mist Blue, Sage, Lavender</p></td><td  ><p>Space Black, Cloud White, Light Gold, Sky Blue</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-design"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Design</span></h2><ul><li><strong>• Un look fresco, forse controverso</strong></li><li><strong>• I nuovi materiali portano dividendi in colori e prestazioni</strong></li><li><strong>• Ancora familiare nei modi migliori</strong></li></ul><p>Ho visto abbastanza fughe di notizie nel periodo precedente al lancio della linea iPhone 17 per avere un'idea abbastanza precisa di cosa stesse arrivando; e, ad essere onesti, mi stavo preparando ad odiare il redesign e i colori dell'iPhone 17 Pro Max. Eppure, eccomi qui ora, piuttosto soddisfatto del gigantesco plateau (è troppo grande per chiamarlo 'bump') e, sì, innamorato del Cosmic Orange. In molti modi, l'iPhone 17 Pro Max è ancora indubbiamente parte della lunga genealogia degli iPhone che lo hanno preceduto. Ci sono, tuttavia, abbastanza nuovi tocchi qui per sommarsi a quello che mi sento a mio agio nel chiamare un redesign. Iniziando dal retro, c'è ora il plateau quasi a tutta larghezza che è sia un tocco di design audace ma anche una misura pratica, in quanto al di sotto c'è ora più spazio per componenti aggiornati come il tetraprisma rinnovato (pensate 'periscopio') che supporta una nuova lente teleobiettivo più lunga. La maggior parte (ma non tutti) dei precedenti iPhone posteriori presentavano solo un materiale, di solito metallo o vetro. L'iPhone 17 Pro Max è un elegante mix dei due: metallo e vetro, o piuttosto un grande ritaglio rettangolare di Ceramic Shield, con il resto uno chassis unibody letteralmente intagliato dall'alluminio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PgxNK96dvjUPywGqLxhvAh" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-back-in-hand" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PgxNK96dvjUPywGqLxhvAh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Invece di una banda di titanio che circonda il frame, i componenti e i vetri anteriore e posteriore, il retro dell'iPhone 17 Pro Max si estende senza soluzione di continuità verso i lati, e si curva persino un po' intorno alla parte anteriore per incontrare le coperture dello schermo Ceramic Shield 2, che secondo le informazioni proteggeranno meglio dai graffi (vedremo). Il tutto ha una sensazione incredibilmente unificata, e poiché Apple ha ridotto drasticamente gli spigoli, il telefono si sente molto comodo da tenere. Quando si tratta di dimensioni e peso, l'iPhone 17 Pro Max è leggermente più grande e pesante del 16 Pro Max, ma sfido chiunque a notare le differenze, che possono essere misurate in frazioni. L'iPhone 17 Pro Max è alto 163mm per 78mm di lunghezza per 8,75mm di spessore, e pesa 233 grammi. Al contrario, il 16 Pro Max era 163 x 77,6 x 8,25mm e pesava 227g. Quest'anno non ci sono nuovi pulsanti con cui fare i conti. Lungo un bordo abbiamo il lungo pulsante di accensione e Siri, e sotto di esso, Camera Control. Di fronte a loro c'è l'Action Button, e sotto quello una coppia di pulsanti del volume.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ed9BeejFJiSNWqPYPYTz6h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bq2ymGpZSLnvUQSFgjKf6h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uwGNpESiMccLN3Kmw25A6h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fee8MwtTurjU7zSHRmLB6h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HFzSBDh9eLXfNFwqJvss4h-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Ci sono piccole differenze lungo i bordi più corti. In alto, un ritaglio dell'antenna è ora visibile, e in basso, la coppia di griglie degli altoparlanti appare più grande (sì, questo telefono può fornire un suono molto forte e chiaro). Se vuoi appoggiare il telefono in piano, dovrai metterlo con lo schermo verso il basso. Anche se il plateau posteriore è quasi per tutta la larghezza del telefono, l'array della tripla fotocamera sporge ancora di più, e tra questo e l'ampia sporgenza metallica, questo telefono giace sulla schiena con un angolo leggermente più estremo rispetto all'iPhone 16 Pro Max.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FF9WgXqZWhV96swhZ6zzXA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-water-test-1" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FF9WgXqZWhV96swhZ6zzXA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Il passaggio dal titanio all'alluminio fornisce non solo alcuni utili benefici di gestione del calore e di efficienza energetica, ma ha anche aperto la strada per opzioni di colore anodizzato (gli aggiornamenti del materiale e del design non hanno influenzato la classificazione IP68, e, sì, ho fatto scorrere il telefono sotto l'acqua senza effetti negativi).</p><p></p><p></p><p>Non so dove Apple abbia preso l'idea per il Cosmic Orange, ma in realtà lo adoro. È audace senza essere sgargiante. C'è anche Silver (un noioso richiamo al passato) e il molto profondo e inchiostrato Deep Blue. <a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/why-cosmic-orange-apple-answers-the-hard-questions-about-its-new-premium-iphone-17-pro-color">Apple ha in qualche modo spiegato le sue scelte cromatiche</a> a me, e anche la perdita del nero, ma penso che questo sia solo Apple che mescola le cose e, possibilmente, fa un cenno a tutte le persone di livello professionale che comprano questo telefono per attività creative. L'arancione è un colore che ti farà notare.</p><p></p><ul><li><strong>• Punteggio design: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-display"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Display</span></h2><ul><li><strong>• Eccellente display Super Retina XDR • È più luminoso che mai • Un nuovo rivestimento anti-riflesso</strong></li></ul><p>L'interfaccia Liquid Glass di iOS 26 potrebbe portarti a pensare che ci sia stata una completa rivoluzione del display; tanto bagliore, brillantezza e trasparenza artificiale. Tuttavia, sarebbe per lo più sbagliato. L'aggiornamento della piattaforma cambia l'aspetto, ma tutto funziona ancora con gli stessi materiali.</p><p></p><p>L'espansivo display Super Retina XDR OLED da 6,9 pollici dell'iPhone 17 Pro Max è in gran parte lo stesso dell'anno scorso, con una risoluzione di 2868 x 1320 pixel per una densità di 460ppi. La tecnologia ProMotion va ancora automaticamente da 1Hz a 120Hz, ed è 'always-on', il che significa che anche quando sei a letto puoi vedere l'ora e avere notifiche a colpo d'occhio.</p><p></p><p>Non è, però, esattamente lo stesso schermo. Questo display ora arriva fino a 3.000 nit – sono 1.000 in più rispetto al modello precedente. Nei miei test affiancati, l'iPhone 17 Pro Max è più visibile alla luce diretta del sole. Questo effetto è assistito da un nuovo rivestimento riflettente, il che significa che anche la luce che rimbalza sullo schermo è meno evidente. Questi sono aggiornamenti piacevoli, e non necessariamente insignificanti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WSWS3vZbhLTeLTYMuaZvCh" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-display-in-tree" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WSWS3vZbhLTeLTYMuaZvCh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Con un bordo stretto (nessun cambiamento rispetto all'anno scorso), il display Super Retina arriva preziosamente vicino a incontrare quel metallo arancione, con una vasta distesa di colore e intrattenimento interrotta solo dalla Dynamic Island a forma di pillola. Composta dalla nuova fotocamera Center Stage e dai sensori Face ID, rimane uno spazio utile per informazioni dal vivo, ma è anche talvolta un taglio a blob nero in giochi, video e foto. Trovo utili le informazioni che fornisce, quindi non mi dà molto fastidio, ma speravo anche in un redesign che avrebbe potuto ridurre la cosa del 50%. Questa è una lamentela minore, e sono sicuro che, come me, probabilmente non la noterai o non ne sarai infastidito molto (e che, sempre come me, apprezzerai gli aggiornamenti delle informazioni).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QpRjbr7tKKQLpysvYTdgbA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-versus-iPhone-16-Pro-Max-direct-sunlight" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QpRjbr7tKKQLpysvYTdgbA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Queste foto non rendono giustizia alle capacità di luminosità, ma l'iPhone 17 Pro Max da 3000 nit massimi è a sinistra, e l'iPhone 16 Pro Max (2000 nit) è a destra. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Altrimenti, foto, video, giochi, siti web, strumenti di produttività e qualsiasi cosa tu visualizzi sul display appaiono fantastici. È uno schermo fluido come burro quando deve esserlo, e grazie alla gamma di colori ampia e al rapporto di contrasto di 2.000.000:1, le immagini spiccano e i neri sono profondi e scuri come spereresti che fossero.</p><ul><li><strong>• Punteggio display: 4,5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-fotocamere"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Fotocamere</span></h2><ul><li><strong>• Il miglior array di fotocamere di Apple di sempre• Foto e video sono impressionanti• La fotocamera Center Stage cambia per sempre i selfie• Questo è il teleobiettivo che stavate aspettando• L'app fotocamera riprogettata confonderà e frustrerà alcuni</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PGjgg4XKTMx5hq5gGCPi8h" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-camera-array" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PGjgg4XKTMx5hq5gGCPi8h-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Il Plateau ridisegnato di Apple non è solo una scelta estetica; è pratico. Sotto quella piattaforma ora più grande e rialzata c'è molta tecnologia, incluso un nuovo tetraprisma per supportare la lente teleobiettivo più lunga e ad alta risoluzione di Apple. È semplicemente uno dei punti salienti di un sistema fotografico stellare dell'iPhone 17 Pro Max.</p><p>Ci sono un totale di quattro fotocamere, con Apple che chiama il trio posteriore 'Fusion Cameras':</p><ul><li><strong>• Principale: 48MP f/1.78</strong></li><li><strong>• Ultra-wide: 48MP f/2.2</strong></li><li><strong>• Teleobiettivo: 48MP (4x ottico) f/2.8</strong></li><li><strong>• Fotocamera selfie: 18MP</strong></li></ul><p>Quelle specifiche raccontano solo metà della storia. In generale, non stai scattando alla risoluzione completa di 48MP, o meglio, potresti usare tutti i 48 milioni di pixel per produrre un 24MP di alta qualità (l'impostazione predefinita per la fotocamera principale) o anche 12MP per produrre un crop del sensore con qualità ottica 8x (sulla fotocamera teleobiettivo). L'ultra-wide scatta per impostazione predefinita foto macro da 12MP.</p><p>In praticamente ogni caso, questo è un esempio in cui meno è di più (o meno pixel si sommano a di più). Apple utilizza tutte quelle informazioni sui pixel e la sua straordinaria pipeline di immagini per offrire foto fantastiche con colori reali e dettagli squisiti.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kTLGgL542w7AqTLeg8x3US-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Uno scatto con teleobiettivo<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xxo2zNe7MMM7By7Vz5aFdT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>A main camera shot<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Ho trascorso una quantità sproporzionata di tempo a scattare con le lenti zoom 4x e 8x, catturando nature morte e scatti a lunga distanza. Penso che le foto di fiori che ho catturato da alcuni metri di distanza siano altrettanto impressionanti delle foto dello skyline di New York che ho scattato attraverso la finestra dal sedile del corridoio di un aereo. Questi ultimi sono notevoli non solo per i dettagli ma per la velocità dell'obiettivo, che in qualche modo è riuscito a non sfocare l'intera immagine.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cMaXWm9hVYwUJGtJYf5ygS" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-review-NYC-through-window-shot" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cMaXWm9hVYwUJGtJYf5ygS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Scatto con zoom 8x attraverso il finestrino dal sedile del corridoio </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Poiché l'8x è equivalente, secondo Apple, a un obiettivo da 200mm, l'app fotocamera ti aiuta con un piccolo mirino sopra quello principale per vedere dove stai guardando nel frame 4x; è una funzione utile per mantenere il contesto del frame. A proposito, la stabilizzazione ottica dell'immagine fa un buon lavoro nel tenere stabile il frame del teleobiettivo.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qFYLyb63rWEtrrRNMToMhS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/t5gMZiMqiZkE38qrSsCmbT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>La fotografia notturna è migliore che mai. Quando volevo catturare un'immagine delle luci delle Twin Tower che New York illumina una volta all'anno l'11 settembre, avevo bisogno dello zoom di qualità ottica 8x dell'iPhone 17 Pro Max e, naturalmente, della pipeline di immagini dietro di esso per ottenere lo scatto. L'iPhone 16 Pro Max, che arriva al massimo con uno zoom ottico 5x ma con solo 12MP, semplicemente non riusciva a gestirlo. C'è stato anche un salto generazionale nella fotografia in modalità ritratto, dove ho notato miglioramenti visibili in alcuni degli aspetti più sfidanti di uno scatto in modalità ritratto, come i capelli volanti e le montature degli occhiali. Queste sono foto degne di essere esposte.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gPEoX9kmDuvoMUwCAGiLzT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Mia nipote, suo marito e tutti i loro cani. Guardate come li ha catturati tutti<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pJ9TNgUjecCfCNX6MeV6oT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Does anything look better than dogs in portrait mode?<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wYwEjBu5uQz7fZrWTM7y5T-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>My dad. Note the excellent work on the hair and glasses.<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>La fotocamera selfie o TrueDepth è ora la fotocamera Center Stage da 18MP, e porta quello che potrebbe essere il più grande rinnovamento della fotografia selfie da, beh, l'introduzione delle fotocamere per selfie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zEemKfQYRwdFXcGDjWZNZP" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-center-stage-group" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW Center Stage" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zEemKfQYRwdFXcGDjWZNZP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Quando mi sono preparato a scattare una foto di gruppo con mio figlio e mio padre, l'iPhone 17 Pro Max ha automaticamente allargato l'inquadratura. Normalmente, avrei cercato di tenere goffamente il telefono in modalità orizzontale, ma ora c'è un pulsante software che seleziono, che ruota istantaneamente l'inquadratura di 90 gradi in modalità orizzontale. Sì, è una rivoluzione.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DcvuizhA4vrAUbzTjs6ijS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>If you take a portrait-mode photo and want to switch the focus, it only takes a tap<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PACYytfg3K7Pm4JKxo5vvS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Se non sai chi è a fuoco nel tuo scatto in modalità ritratto, puoi facilmente toccare per mettere a fuoco qualcun altro o qualcos'altro. Inoltre, ora qualsiasi foto può essere trasformata in una scena spaziale, che trasforma l'immagine in una meraviglia stereoscopica. Ho provato questo con alcune immagini selfie in cui qualcuno era visibilmente seduto dietro di me, e i risultati sono stati molto buoni.</p><p></p><p>Apple ancora non supporta i video 8K, ma non penso nemmeno che a qualcuno dovrebbe importare, dato che la maggior parte di noi non sta guardando contenuti 8K (anche se forse importa a qualche professionista che vuole le possibilità di editing offerte da un frame molto più grande).</p><p></p><p>In ogni caso, le capacità di cattura video dell'iPhone 17 Pro Max rimangono eccellenti, con la capacità di catturare 4K fino a 120fps.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/S5Pxp33oe6MUVewagmxqzT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/m43rjUoFVKaZNHtRsZ7r6U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wNp8pWEXQ7oK8ZitxeoM4U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UBnRRYbJqiCTQ5a6eoYqwT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/74eQhTKHMiiFqs4XVxebnT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JwUyqzT9DRJAM6umn4cswT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vs6Mut4ooFqcWZ3sx5e6zT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yPSAEbBdcL2Ri8BJQhinpT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UzL9VsngeerjQFpdyq5uUT-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aGuLn3C3EjzyKZMXFAasRS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>La fotocamera Center Stage utilizza il suo sensore più grande e ora quadrato per mantenere stabili i video selfie, anche se ti stai muovendo. Ho corso in giro per darle una sfida, e il telefono è comunque riuscito a smussare la maggior parte dei sobbalzi.</p><p></p><p>Una delle caratteristiche più bizzarre è la Doppia Cattura. Come suggerisce il nome, questa caratteristica leggermente nascosta ti consente di utilizzare contemporaneamente le fotocamere anteriore e posteriore. La fotocamera posteriore fornisce l'azione principale, e tu appari come una finestra picture-in-picture dal vivo che puoi trascinare ovunque sullo schermo durante le riprese. È divertente, anche se l'utilità non è immediatamente ovvia. Mi sono divertito ad usarla a un matrimonio, ma vorrei poter modificare i due flussi separatamente dopo le riprese.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FSB6fZuEzeMMCb33TAUvbS" name="Dual-Capture-1" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FSB6fZuEzeMMCb33TAUvbS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Non sono un videografo professionista, ma ero curioso di provare la nuova funzione Genlock, che dovrebbe mantenere sincronizzati più flussi video. Sono riuscito a collegare un iPhone 17 Pro e il 17 Pro Max, entrambi con una nuova versione di Final Cut Camera, a un iPad Pro con iPadOS 26 public beta e Final Cut Pro. L'app iPad mi ha permesso di toccare un pulsante per avviare simultaneamente la registrazione in entrambi i telefoni, e il flusso combinato risultante è finito sull'iPad.</p><p></p><p>Dopo che il mio primo tentativo ha prodotto due video che non erano perfettamente sincronizzati, ho fatto un secondo tentativo e mi sono assicurato di controllare che entrambi i telefoni stessero registrando l'audio. Questo ha funzionato, e ora potevo modificare ogni flusso senza perdere la sincronizzazione per creare un video multi-camera piuttosto interessante.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="E2d4P93QtQMRHZ8bmt7qYA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-multicamera" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/E2d4P93QtQMRHZ8bmt7qYA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>L'app Fotocamera, a proposito, è tra i molti redesign che troverai in iOS 26, e non sono sicuro di amarla. Nasconde alcune delle opzioni della fotocamera come Pano e Ritratto, anche se devi solo toccare il pulsante Foto e trascinarlo per trovarle di nuovo. Il pulsante delle opzioni è ora una piccola icona a griglia nell'angolo superiore destro che è facile da perdere. Tutti impareremo questi nuovi controlli, ma potremmo brontolare su di loro per un po'.</p><p></p><p>A parte questo, questo è senza dubbio il miglior array di fotocamere di Apple fino ad ora, offrendo versatilità senza precedenti per la linea iPhone e producendo una qualità dell'immagine stellare attraverso una gamma di stili.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nNMKQ6zEFAVtWwYSnXKe8U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Horses shot with the telephoto<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pJqBErFtmffZzJgEHUFz7U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Horses with telephoto<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p4qzDuuYRmCn7evT5yya7U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Horses with telephoto<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZbP5YSXV5Frdorzp7igt5U-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW photo samples" /><figcaption>Telephoto<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><ul><li><strong>• Punteggio fotocamere: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-software-e-apple-intelligence"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Software e Apple Intelligence</span></h2><ul><li><strong>• iOS 26 è così trasparente • Apple Intelligence ha alcuni aggiornamenti minori • Aggiornamenti generalmente positivi su tutta la linea</strong></li></ul><p>Poche cose contribuiscono al nuovo aspetto e alla sensazione della linea iPhone 17 quanto iOS 26. Il Liquid Glass aggiunge una lucentezza traslucida a quasi ogni aspetto della piattaforma, e per lo più è stupendo. Apple ha fatto un lavoro eccellente nel programmare i pixel per sembrare vetro.</p><p></p><p>A volte, però, la trasparenza è eccessiva, e ho faticato a distinguere alcuni elementi dell'interfaccia. Pensatela così: quando puoi vedere attraverso un elemento per visualizzarne un altro, può occasionalmente aumentare il disordine generale e rendere alcune cose visivamente confuse. Ad esempio, quando scorri verso il basso sullo schermo per accedere alla ricerca globale, la casella di ricerca mostra ancora debolmente ciò che c'è dietro, il che rende ciò che c'è sopra - quello che stai digitando - un po' più difficile da leggere. È un piccolo problema che Apple potrebbe facilmente risolvere nel prossimo aggiornamento iOS.</p><p></p><p>In alcuni casi, però, come le nuove icone delle app di prima parte, Control Center e dock, iOS 26 è un aggiornamento gradito che dà a tutto un po' di lucentezza senza buttare via gli elementi più riconoscibili.</p><p></p><p>Apple Intelligence riceve alcuni aggiornamenti, come Live Translation e la capacità per le immagini catturate attraverso Visual Intelligence di essere trasformate in voci del calendario. Ho giocato un po' con Genmoji e Image Playground per sperimentare questi aggiornamenti, ma sono per lo più minori, e aspetto ancora il Siri completamente funzionale che Apple ha promesso.</p><ul><li><strong>• Punteggio software: 4,5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-prestazioni"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Prestazioni</span></h2><ul><li><strong>• L'A19 Pro alza ancora l'asticella</strong></li><li><strong>• 12GB di RAM lasciano margine per futuri miglioramenti delle prestazioni di Apple Intelligence</strong></li><li><strong>• Il nuovo sistema di gestione del calore è vincente</strong></li></ul><p>L'iPhone 17 Pro e l'iPhone 17 Pro Max potrebbero rappresentare il redesign più radicale dell'iPhone in termini di componenti interni che abbiamo visto da parecchio tempo. In un certo senso, i cambiamenti esterni di Apple (sostituire il titanio con l'alluminio) sono direttamente collegati a questi aggiornamenti. Iniziamo, però, con il chip A19 Pro, che ora è supportato da 12GB di RAM. È una combinazione formidabile, e nei nostri benchmark ha alzato l'asticella per i punteggi single-core e multi-core Geekbench aumentando anche cose come i frame rate nei giochi. L'A19 ha una CPU a 6 core e GPU. Sul lato GPU, ogni core ha il proprio acceleratore neurale.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ddc5Z74rfp5Bo8ZBxnPvYA-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AtSh2U3xUZPtM44LvwicYA-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p7wRagFbXs88iKGpQfhRYA-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>È un sistema che gestisce abilmente l'editing video 4K e il gameplay AAA con uguale bravura. In giochi come Destiny Rising, i riflessi e le atmosfere, come nebbia e fumo, corrispondono a quello che potresti vedere su una console.</p><p></p><p>Quello che è più notevole, tuttavia, è che mentre fai tutto questo, il telefono rimane relativamente fresco, e anche se diventa un po' più caldo in generale, non c'è un punto caldo identificabile. Questo è dovuto al nuovo sistema di gestione del calore, che include una camera di vapore lunga e stretta che si trova sopra l'A19 Pro, che è posizionato vicino al centro del corpo dell'iPhone 17 Pro Max. Mentre l'A19 Pro si riscalda, l'acqua all'interno della camera di vapore assorbe il calore, vaporizzando l'acqua, che poi si condensa sull'altra estremità della camera. Il processo si ripete continuamente per gestire e trasferire il calore attraverso lo chassis e al frame di alluminio più efficiente dal punto di vista termico.</p><p></p><p>È questo tipo di gestione del calore che aiuta il telefono a mantenere un alto livello di prestazioni e, secondo la mia stima, influisce positivamente sulla durata della batteria.</p><ul><li><strong>• Punteggio prestazioni: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-max-batteria"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro Max: Batteria</span></h2><ul><li><strong>• Durata della batteria migliore che mai• Supporto Qi 2• Investi nell'adattatore più veloce</strong></li></ul><p>Apple combina quella potenza ed efficienza con una batteria più grande per fornire, potenzialmente, una durata della batteria di più giorni.</p><p></p><p>Ora, nella mia esperienza, sono andato oltre le 30 ore (è valutato per 39 ore) prima di aver bisogno di ricaricare il telefono. Tuttavia, penso che sia troppo presto per fare una valutazione finale sulla durata della batteria. So che il mio telefono è occupato a copiare 30.000 email, aggiornare le librerie fotografiche e più compiti in background relativi alla configurazione iniziale. In verità, non penso che comprenderò completamente la durata tipica della batteria per un altro mese. Nel frattempo, posso dirvi che la durata della batteria appare buona, se non migliore, rispetto alla generazione precedente.</p><p></p><p>Aspettatevi la ricarica wireless Qi2, che, se avete un caricatore Qi2, sarà più veloce. Anche la ricarica cablata è più veloce, ma ricordate che dovrete comprare il vostro caricatore a parete a maggiore potenza (un caricatore adattivo da 40W-60W da 45€) per raggiungere quelle velocità di ricarica. Nella mia esperienza, sono riuscito a ricaricare il telefono al 50% in soli 20 minuti. Peccato che questo adattatore (e non solo il cavo di ricarica USB-C) non sia incluso nella confezione.</p><p></p><p>Nello spazio della comunicazione, questo supporta dual-SIM e rende il trasferimento dei numeri di telefono attraverso i dispositivi un gioco da ragazzi. Ci sono più buone notizie, come il supporto WiFi 7, Bluetooth 6, e la comunicazione satellitare di emergenza, che, al momento in cui scrivo, è ancora gratuita.</p><ul><li><strong>• Punteggio batteria: 4,5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-dovresti-comprare-l-apple-iphone-17-pro-max"><span>Dovresti comprare l'Apple iPhone 17 Pro Max?</span></h2><div ><table><caption>Apple iPhone 17 Pro Max, tabella dei punteggi</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributes</p></th><th  ><p>Notes</p></th><th  ><p>Rating</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Più potenza, nuovo design e migliore fotocamera, allo stesso prezzo. </p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Nuovo design, nuovi materiali e nuovi colori. Ma è ancora iPhone </p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Apple resta fedele alle sue scelte per la tecnologia dello schermo, migliorandola nella Apple holds the line on its display technology but enhances it just enough with a brighter and resistenza e nella luminosità. </p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>iOS 26 porta Liquid Glass praticamente ovunque, con buoni risultati. </p><p> We could do with some less translucency in a few spots. Apple Intelligence improves but we await the full-boat Siri experience.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera</p></td><td  ><p>Tre fantastiche fotocamere</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prestazioni</p></td><td  ><p>Il chip Apple A19 Pro è veloce ed efficiente in ogni scenario. Non un salto enorme rispetto al passato, ma sicuramente si fa apprezzare. </p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Siamo riusciti a usarlo per circa 30 ore prima di farlo spegnere, il che è un ottimo risultato. </p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="compralo-se-4">Compralo se...</h2><div class="product"><p><strong>Vuoi il miglior iPhone</strong></p><p>Non c'è dubbio che questo sia il miglior iPhone che Apple abbia mai prodotto e mentre l'iPhone 17 Pro è essenzialmente lo stesso telefono, questo è quello che offre lo schermo più grande e la migliore durata della batteria.</p></div><div class="product"><p><strong>Vuoi fotografia di livello professionale</strong></p><p>Apple potrebbe non battere sempre i concorrenti sul fronte dei puri megapixel, ma questo telefono produce alcune delle migliori foto che abbia mai visto da uno smartphone.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-4">Ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p><strong>Stavi cercando un iPhone più economico</strong></p><p>L'iPhone 17 Pro Max non è più costoso del suo predecessore, ma questo non lo rende economico. Se vuoi le stesse prestazioni per meno, considera l'iPhone 17 Pro.</p></div><div class="product"><p><strong>Vuoi l'ultima tecnologia IA</strong></p><p>Apple Intelligence è un buon inizio nel settore dell'IA, ma impallidisce rispetto a Google Gemini (che si trova sui telefoni Pixel) e GalaxyAI (e Gemini) sui Galaxy Samsung.</p></div><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-max-review-also-consider"><span>Apple iPhone 17 Pro Max review: Also consider</span></h2>
                                                            </article>
                            ]]>
                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Recensione Apple iPhone 17 Pro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-recensione-di-due-minuti"><span>Apple iPhone 17 Pro: Recensione di due minuti</span></h2><p>Il tempo in cui dovevate fare compromessi tra il iPhone Pro Max con tutte le funzionalità e l'iPhone Pro è ormai passato. Oggi, l'iPhone 17 Pro Max e l'iPhone 17 Pro che sto recensendo qui sono fondamentalmente lo stesso telefono con solo poche differenze, e tutte riguardano le dimensioni. C'è uno schermo più piccolo e quindi meno pixel (non una risoluzione inferiore). La batteria dell'iPhone 17 Pro è più piccola, quindi avete meno ore per ricarica. Infine, le opzioni di archiviazione del Pro arrivano fino a 1TB, mentre l'iPhone 17 Pro Max arriva a 2TB. Con questo in mente, praticamente tutto quello che dico nella mia recensione dell'iPhone 17 Pro Max è vero per questo iPhone 17 Pro, fino al fantastico sistema di fotocamere.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LkarrYyu96auaxgSgBW2ZN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-back" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LkarrYyu96auaxgSgBW2ZN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Questo aggiornamento è una ristrutturazione dall'interno verso l'esterno con un potente nuovo processore A19, supportato da un sistema di dissipazione del calore sotto forma di camera a vapore. Non sono sicuro che sarebbe stato altrettanto efficace se non fosse stato per il nuovo design unibody in alluminio che aiuta a distribuire il calore lungo tutto il telaio. Una riorganizzazione dei componenti ha lasciato più spazio per una batteria più grande, e questo, insieme al sistema di gestione del calore e al nuovo corpo promette una migliore durata della batteria rispetto al passato.</p><p></p><p>All'interno, l'A19 Pro rende ogni operazione un gioco da ragazzi poiché supporta tutto, dalla semplice navigazione web all'editing video 4K e alle operazioni AI locali.</p><p></p><p>Ora abbiamo tre fotocamere da 48MP, incluso uno zoom ottico 4x stellare che è capace di un ritaglio ottico del sensore 8x che produce anche risultati fantastici.</p><p></p><p>Ottenere tutto questo in un pacchetto da 6,3 pollici più conveniente e tascabile potrebbe rendere l'iPhone 17 Pro la scelta migliore per la maggior parte di coloro che operano a livello professionale.</p><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-prezzo-e-disponibilita"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Prezzo e disponibilità</span></h2><ul><li><strong>• Parte da €1.199 per il modello da 256GB</strong></li><li><strong>• Pre-ordini aperti il 12 settembre, spedizioni dal 19 settembre</strong></li></ul><p>Apple ha annunciato l'iPhone 17 Pro al suo evento 'Awe Dropping' il 9 settembre. I pre-ordini dell'iPhone 17 Pro sono iniziati il 12 settembre e il nuovo telefono viene spedito dal 19 settembre.</p><p></p><p>L'iPhone 17 Pro parte da €1.199 per il modello con 256GB di storage, con il prezzo che sale a €1.449 per 512GB di storage e €1.699 per 1TB di storage. Se avete bisogno di un dispositivo da 2TB, guardate l'iPhone 17 Pro Max.</p><p></p><p>I prezzi completi dell'iPhone 17 Pro sono riportati di seguito.</p><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Storage</p></th><th  ><p>Prezzo IT</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>256GB</p></td><td  ><p>€1.199</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>512GB</p></td><td  ><p>€1.449</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>1TB</p></td><td  ><p>€1.699</p></td></tr></tbody></table></div><ul><li><strong>• Punteggio rapporto qualità-prezzo: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-specifiche"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Specifiche</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ><p>iPhone 17</p></th><th  ><p>iPhone 17 Air</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro Max</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>177g</p></td><td  ><p>165g</p></td><td  ><p>206g</p></td><td  ><p>233g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.3-inch OLED</p></td><td  ><p>6.5-inch OLED</p></td><td  ><p>6.3-inch OLED</p></td><td  ><p>6.9-inch OLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>2622 x 1206</p></td><td  ><p>2736 x 1260</p></td><td  ><p>2622 x 1206</p></td><td  ><p>2868 x 1320</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Frequenza aggiornamento:</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità di picco:</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset:</p></td><td  ><p>A19</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere posteriori:</p></td><td  ><p>48MP wide (26mm, ƒ/1.6), 48MP ultra-wide (13 mm, ƒ/2.2)</p></td><td  ><p>48MP wide (26mm, ƒ/1.6)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, ƒ/1.78), 48MP ultra-wide (13 mm, ƒ/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, ƒ/1.78), 48MP ultra-wide (13 mm, ƒ/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera frontale:</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Storage:</p></td><td  ><p>256GB, 512GB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB, 2TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colors:</p></td><td  ><p>Black, White, Mist Blue, Sage, Lavender</p></td><td  ><p>Space Black, Cloud White, Light Gold, Sky Blue</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-design"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Design</span></h2><ul><li><strong>• Un redesign che funziona• I nuovi materiali portano nuove possibilità di colore e raffreddamento• I pulsanti Control e Action non hanno ricevuto un ripensamento</strong></li></ul><p>L'iPhone 17 Pro di Apple (e il 17 Pro Max) è istantaneamente riconoscibile come un iPhone, ma sostengo ancora che questo sia il redesign più significativo degli ultimi anni. Il plateau audace e quasi a tutta larghezza (è ora di smettere di chiamarlo "camera bump") è distintivo e più attraente di quanto mi aspettassi.</p><p></p><p>Onestamente, chi ha bisogno di un telefono che possa stare piatto sulla schiena? Direi che i consumatori (sì, persone come me) sono più interessati alle prestazioni e alle possibilità che all'equilibrio.</p><p></p><p>Ero curioso del passaggio dal titanio (un materiale leggero e robusto) all'alluminio (ancora più leggero e forse più malleabile), ma ora sono convinto che sia stato un buon scambio con alcuni benefici evidenti.</p><p></p><p>Il primo sono le scelte cromatiche. Avete il silver (non così eccitante), questo meraviglioso Deep Blue, e il nuovo Cosmic Orange sulla mia unità di test iPhone 17 Pro Max. Amo questi ultimi due colori e non penso che sarebbero stati possibili senza il processo di anodizzazione.</p><p></p><p>Scolpire il corpo dell'iPhone in alluminio significa che l'iPhone 17 Pro ha angoli più lisci, rendendo l'intero telefono più comodo nelle mie mani. Questo telefono più piccolo sarà particolarmente interessante per coloro con mani più piccole.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KuGvDLrCiHXqdGPgMYGUXN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RLmdmoq6eJafkcWZRshnMN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kNGapddAPUea4k4NzPGMMN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2eT2c4nkGZn4ALF4saqBHN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qph3vkkJ9xZg6C9rcmGtEN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Sul retro c'è un grande ritaglio rettangolare per il Ceramic Shield posteriore (lo schermo ha il Ceramic Shield 2). Questo crea una sorta di look bicolore che mi piace molto. Sembra quasi un peccato coprirlo con le nuove custodie Tech Woven di Apple.</p><p></p><p>Dopo alcune generazioni per abituarsi ai nuovi pulsanti dell'iPhone, l'iPhone 17 Pro mantiene saldamente i due pulsanti del volume e il pulsante Azione su un lato, e il pulsante Power/Sleep/Siri e il pulsante Camera Control sull'altro. Non c'è nuova funzionalità lì, ma alcuni potrebbero ancora trovare utile il pulsante Azione personalizzabile e l'accesso istantaneo alla fotografia e ai controlli tramite Camera Control. Dei due, uso di più Camera Control per l'accesso istantaneo alla fotocamera e, a volte, come pulsante fisico dell'otturatore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hhr8AMkjxwJbpYwVavLMrN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-water-test-2" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hhr8AMkjxwJbpYwVavLMrN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Come il precedente iPhone 16 Pro, l'iPhone 17 Pro ha una classificazione IP68 per l'esposizione a polvere e acqua. Lasciatelo cadere nel water o, come ho fatto io, fatelo scorrere sotto l'acqua e sopravviverà. Ci sono alcune altre piccole differenze, come un ritaglio per l'antenna sul bordo superiore e una griglia dell'altoparlante più grande su un lato della base. Forse è per questo che l'audio può diventare così forte e risonante e suona altrettanto bene in una chiamata vocale come quando si trasmette Better Call Saul su Netflix.</p><ul><li><strong>• Punteggio design: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-display"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Display</span></h2><ul><li><strong>• Display Super Retina XDR ancora eccellente</strong></li><li><strong>• Più luminoso che mai</strong></li><li><strong>• Possibilmente più resistente</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KaMZNDjTctNeqbiXvxwE5P" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-screen-in-trees" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KaMZNDjTctNeqbiXvxwE5P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Mentre Apple si è impegnata nel rivedere l'aspetto e le linee dell'iPhone 17 Pro (e 17 Pro Max), ha sostanzialmente lasciato intatto il display Super Retina XDR. Non è un problema poiché la risoluzione dello schermo OLED, a 2622 x 1206 pixel, è ancora nitida e spettacolare in quasi ogni scenario.</p><p></p><p>Foto e video appaiono splendidi sullo schermo grazie in parte al rapporto di contrasto di 2.000.000:1 e alla gamma cromatica ampia. È un'ottima piattaforma per le immagini fisse e per l'azione veloce dei giochi AAA, dove il refresh rate a 120Hz mantiene il gameplay fluido come il burro.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/R4it2cvf6ehSQ3qYA2EnMP-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption>iPhone 17 Pro in direct sunlight. I think the antireflective coating makes a noticeable difference.<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jih6nizSeJr383qaBm9WMP-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption>iPhone 16 Pro  in direct sunlight<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>La tecnologia ProMotion non solo fornisce quel veloce refresh rate ma può rallentare fino a 1Hz per supportare il display always-on, dove posso vedere l'orario e le notifiche sulla schermata di blocco.</p><p></p><p>Questo è uno schermo più luminoso, che raggiunge i 3.000 nits sotto la luce solare diretta. Quella combinazione con un nuovo rivestimento anti-riflettente lo ha aiutato a battere l'iPhone 16 Pro nei miei test di streaming Netflix all'aperto, sotto la luce solare diretta.</p><p></p><p>Per quanto riguarda la nuova copertura dello schermo Ceramic Shield 2, sono riluttante a strofinarci contro qualsiasi chiave, ma sarò curioso di vedere come appare il display tra due mesi.</p><p></p><p>Il display da 6,3 pollici presenta ancora il ritaglio Dynamic Island, che fornisce spazio per i sensori Face ID e la nuova Center Stage Camera. È ancora più grande di quanto vorrei e appare in alcuni giochi e video come un ritaglio nero a forma di pillola. Se, come me, apprezzate le informazioni live (come i punteggi MLB) che quello spazio può fornire, dubito che sarete disturbati dalla sua esistenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8KbXkUyHfZJd57bgAneCuN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-display" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8KbXkUyHfZJd57bgAneCuN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Display score: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-fotocamera"><span>Apple iPhone 17 Pro: fotocamera</span></h2><ul><li><strong>Three excellent rear 48MP cameras</strong></li><li><strong>Zoom is finally where I need it to be</strong></li><li><strong>Front-facing Center Stage Camera changes the selfie game</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DLW4H4TVuELjyjDiq3vPpN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-camera-array" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DLW4H4TVuELjyjDiq3vPpN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Apple has rewarded my fixation on photography with the three best 48MP lenses I have ever seen on an iPhone (plus an excellent new selfie camera). The list of lenses is identical across the Pro-line, which makes them no less desirable. FWIW, Camera performance on the iPhone 17 Pro and 17 Pro Max appears identical. Here's the list of physical lenses.</p><ul><li><strong>Main: 48MP ƒ/1.78</strong></li><li><strong>Ultra-wide: 48MP ƒ/2.2</strong></li><li><strong>Telephoto: 48MP (4x optical) ƒ/2.8</strong></li><li><strong>Selfie camera: 18MP (not called "Fusion")</strong></li></ul><p>The main camera defaults to shooting at 24MP, but you can shoot at full resolution or as a 2x optical sensor crop, which takes the best 12MP from the full 48MP for the final image.</p><p>The ultrawide also defaults to 24MP, while the same lens will shoot macro images at 12MP.</p><p>For me, though, the most exciting addition is the new 48MP 4x optical zoom lens that shoots 24MP, 100mm-equivalent photos and can, with another optical sensor crop, also shoot 12MP, 8x zoom photos. Even though the latter is not a true 8x optical zoom lens, it captures images like one.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dPc9ZWw95PXTwvVRfQxS2P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption>Running through the lenses and zoom options<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p4YoELCxQXNeMxNXM5b86P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ArXTUMfzspPoiZBSBnP97P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BcfQqRgEx3ryRHsasWTP6P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b7yvhBvdQyMu4HNVFehV5P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>I was consistently impressed with the detail I could capture. In my experience, the best lens of the bunch is the 4x optical. It's great for portraits and still life.</p><p>The image quality across the multiple lenses and shooting styles owes credit, in part, to Apple's fantastic image pipeline. It gathers and processes so much information, but never turns an image into AI mush or an approximation. Images offer true colors and exquisite detail.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ybp65WHbnzbFDChjXZtRSX-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XQLNEHuBMZzgRKFpdygGcY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Portrait mode photography looks better than ever. I was especially impressed with how the cameras handled hair and lens frames. Every shot looked pro-quality.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="rCHJADFZHmRQFpiHVjrSDY" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-no-rotate-selfie-example" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rCHJADFZHmRQFpiHVjrSDY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">I took the landscape on the left using Center Stage Camera without turning the phone 90-degrees. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>The other major photographic highlight is the new Center Stage Selfie camera. Where the True Depth Camera was an able 12MP system, the Center Stage Camera is backed by a square 18MP sensor. It uses those extra pixels to automatically put groups in frame by zooming out a bit.</p><p>Better yet, this is the first smartphone selfie camera in my experience to let you turn from a portrait to a landscape mode selfie without turning the phone 90 degrees. Instead, you just tap a software button, and, yes, it works with photos and video. It's brilliant and I expect other smartphone competitors to follow suit.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YHHnrutEhg7UzoGnFn6wXZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3UiuxsiuhtcoAr5vA9BgtZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VGCgMyjSr3xRDNF4L3GpyZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AD8hZTNUdpMAzHqjyR26rZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fvnnKoEPWfHTT2F8F32XqZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Grg7HGAUA3SVMVLbsRcF2a-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zhCrHjmpVegAKZ6qX4ikvZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5CuuFzhm2HeSZZnM6mSWTY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4LJSPwkuMXC3T7FowFvcRY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZzbQUjgdqCZ4JXkCQEBsJY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bpUwYyTAa4PDWC3SJbNjtW-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ALPRCFsRhpAUuc6uotzufU-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Pg2gUJCuN9xfbYBhAQnfoZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9gHPooJ6DsvsDgUrQGskeZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uSg7YTzK2yiJtMsqBEDJ7Y-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bJpuVrrQWTxEPmSujTk36X-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>I shot in all kinds of lighting conditions, from bright and sunny to cloudy, rainy, and even nighttime darkness. Night photography is even better than ever. This was the phone I used to capture the 9-11 Memorial Lights (the city is 50 miles away). It was a feat I could not reproduce with the iPhone 16 Pro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="q8TPtLPmBwKx8vP6Ds6CGB" name="Apple-iPhone-17-Pro-rain-selfie" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q8TPtLPmBwKx8vP6Ds6CGB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">I love selfies in the rain. I was particularly impressed with the Center Stage Camera's ability to capture individual raindrops. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>You can shoot video in 4K (up to 120fps). It looks good, especially because the sensor shift optical image stabilization handles even the roughest road.</p><p>During my first day with the phone, there was a huge rainshower, which I took as my cue to retry Audio Mix, Apple's AI-based audio cleanup tool. The rain shower was so loud that it pretty much overwhelmed my baseline video. All I had to do was select one of the options (In-Frame, Studio, Cinematic), and the iPhone 17 Pro did an excellent job of elevating my voice over the din. It does sound a bit processed, but also usable, which is not something I can say of the original video.</p><p>One other new feature that you might enjoy (or wonder why it's there) is Dual Camera. As the name suggests, this slightly hidden feature lets you shoot video with both the front and rear cameras. Your selfie video view appears as a small, movable window on top of the main video, presumably so you can offer commentary on the action. I used it at a wedding and found it fun, if not super useful.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Yw7WotNXw4ndE5PW9sNDhX-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro review dual cam" /><figcaption>Mettiti nel video con la doppia fotocamera<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>The new camera app is so different that it might, at first, confuse people. A lot of what you would normally see when first opening the app is hidden. But, for instance, a touch and slide on the word "Photo" quickly reveals how you can slide to find all your main photography options.</p><p>In short, you will get used to it.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="E2d4P93QtQMRHZ8bmt7qYA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-multicamera" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/E2d4P93QtQMRHZ8bmt7qYA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>As a package, this is by far the best camera array (including the front camera) Apple has ever produced. It shoots fantastic images that will make you the envy of all your friends. Plus, with its 4K Dolby Vision, it's a pro-level video platform.</p><p>If I needed any more proof that this is a pro-videoographer tool, I got it when I tested out Genlock support, which lets you capture and automatically sync multiple video streams.</p><p>To test this, I hooked up the iPhone 17 Pro and iPhone 17 Pro Max video via a wireless connection to an iPad Pro 13. The iPad was running a FlightTest version of Final Cut Pro for iPad, and the phones were running Tesflight versions of Final Cut Cameras.</p><p>Final Cut on the iPad presented me with a single record button, and when I hit it, both cameras started to record. I was capturing two angles at once, and Final Cut presented them as two linked streams that I could edit to create a very nice pro-level, multicam video.</p><h3 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-camera-samples"><span>Apple iPhone 17 Pro camera samples</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/m4suEVWWamyFZ9rRyFsvgV-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JsXC7BKFNdEHPHhYmXTdEY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/c2AvgFEDA8gbM3fPGRZMmV-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dReSGxd4bx95kofnUvR7VY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2KG9B6ZQSnqz5r3QyZGJWY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QdRjVnzGjxfjGsLMpCBe7Y-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pAwsiA748EAHkxAjf83JtX-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><ul><li><strong>Camera score: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-review-software-and-apple-intelligence"><span>Apple iPhone 17 Pro review: Software and Apple Intelligence</span></h2><ul><li><strong>iOS 26 </strong></li><li><strong>Apple Intelligence adds some new features</strong></li><li><strong>The ultimate Siri still MIA</strong></li></ul><p>There may never be a more beautiful iOS than iOS 26. Liquid Glass, which glistens from almost every virtual surface, looks both polished and exciting. It's quite the programming feat to make pixels look like glass, giving unexpected substance to, for instance, buttons and widgets.</p><p>Generally, I am a fan, except for the times where Liquid Glass's fundamental translucency makes for a cluttered image. If you can see what's behind a text-entry box when you're trying to type in it, it can get a little confusing. I'm certain Apple can offer some Liquid Glass transparency adjustment in a future update.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xziTRtD6pC4tSbm3hMTUDP" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-display-on-table" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xziTRtD6pC4tSbm3hMTUDP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Last year's star, Apple Intelligence, gets a few updates, like a better Image Playground and upgraded Visual Intelligence, which can instantly take info gleaned from an image and add it to your calendar.</p><p>Clean Up remains an impressive image editing tool. In one instance, I used it to remove a rope from in front of a horse. I drew one glowing line over the thin white fabric, then tapped the screen, and it disappeared, leaving the horse unscathed (and his face filled in) behind.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VNhLnTLY7guot3csgVx4Mn-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW Clean Up" /><figcaption>Clean Up è uno degli strumenti più utili di Apple supportati dall'intelligenza artificiale.<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/reDwqG65Eg4BPf9kwd9PMn-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW Clean Up" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>But Apple Intelligence's capabilities still pale in comparison to what I can get with Google Gemini or from partner OpenAI (and ChatGPT). I await the day Siri becomes as conversational and system-aware as these other platforms.</p><ul><li><strong>Software score: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-prestazioni"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Prestazioni</span></h2><ul><li><strong>A19 Pro is Apple's most powerful mobile CPU</strong></li><li><strong>12GB is the memory you need</strong></li></ul><p>Going by by specs alone, the A19 Pro is a bit of a beast: </p><ul><li>6-core CPU with 2 performance and 4 efficiency cores</li><li>6-core GPU, each with its own Neural Accelerator</li><li>16-Core Neural Engine</li></ul><p>Performance scores are, based on Future Labs benchmarks, unsurprisingly, considerably better than the A18 Pro. In fact, the SoC maxed out some of our frame rate tests. </p><p>These numbers are on display in every operation the phone performs. It's an able console-grade gamer, playing <em>Destiny: Rising</em> with impressive levels of shading, reflections, fog, and fire. The A19 Pro's hardware-accelerated Ray Tracing surely has a hand in this.</p><p>There's now 12GB of RAM on board, which means there's likely more than enough headroom for ever-larger AI models. After all, Apple's preference is to do things like AI-assisted Live Translation locally.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VB2FcdqCjz3LapBdtuDR3C-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW gaming" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QwwwTUtmRV6B2o7S6ehE2C-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW gaming" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>This is an SoC that's completely comfortable both shooting and editing 4K video. It's a little powerhouse.</p><p>It's more, though, than just a workhorse. Apple's added a vapor chamber system that, along with the now more heat-efficient aluminum frame, helps capture heat off the chip and spread it throughout the iPhone 17 Pro body so there's no longer a hot spot.</p><p>In reality, this is one area where the smaller iPhone 17 Pro differs a bit from iPhone 17 Pro Max. I'm not sure if it's because there's more room in the iPhone 17 Pro Max, but it felt cooler in my tests than the iPhone 17 Pro, which got slightly warm to the touch during an intense Asphalt 9 Legends round.</p><ul><li><strong>Performance score: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-batteria"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Batteria</span></h2><ul><li><strong>Battery life upgrade</strong></li><li><strong>Qi 2 support</strong></li><li><strong>No adapter included</strong></li></ul><p>All that efficiency and Apple reengineering the interior for a larger battery mean that this iPhone 17 Pro might have the best battery for an iPhone ever, leaving aside the larger iPhone 17 Pro Max, which is now flirting with 2-day battery range. In my anecdotal tests, the iPhone 17 Pro gave me between 25 and 30 hours of battery life. Apple rates it for about 30 hours if you do nothing but stream video. Mixed use, especially lots of gameplay will shorten the charge duration. Even so, this is the best battery life I've ever seen on a base Pro model. The combination of a more efficient CPU, a bigger battery, and the energy-saving heat management appears to be paying real dividends. This is a Qi 2-compatible system, which means it charges faster on a Qi2-ready charge pad. The phone doesn't ship with a charging adapter, just the USB-C woven cable, but if you buy the new, optional, Dynamic 40W (up to 60W) charger (€45), you can also expect faster wired charging speeds. When I tried it, I was able to charge to 50% in 20 minutes.</p><ul><li><strong>Battery score: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-ne-vale-la-pena"><span>Apple iPhone 17 Pro, ne vale la pena?</span></h2><div ><table><caption>Scheda di valutazione Apple iPhone 17 Pro Max</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributes</p></th><th  ><p>Notes</p></th><th  ><p>Rating</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Value</p></td><td  ><p>A better phone is virtually every way for the same price as last year</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>A refreshed design that also brings some performance dividends</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Display technology slight better thanks to more brightness and a toucher screen.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>iOS26 is gorgeous but someitmes a bit overdone. Still the overall software package, even without the ultimate Siri Apple Intlligence upgrade, is excellent.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Camera</p></td><td  ><p>The best camera array Apple has ever produced</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>A19 Pro is powerful and backed by more memory than every. Ready for any task.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Battery</p></td><td  ><p>A bigger battery means 30 hours of operation is possible.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-4">Ragioni per comprare</h2><div class="product"><p><strong>You want Apple Pro-level mobile power but not the size or price best </strong><br>The iPhone 17 Pro is everything you can get from a Pro Max. All you lose is a bigger screen, crazy-long battery life, and the option to have 2TB of storage.</p></div><div class="product"><p><strong>You want the best cameras Apple has ever produced</strong><br>Great lenses, excellent image pipeline add up to truly great photo capabilities.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-5">Ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p><strong>You demand the largest screen</strong><br>Apple's iPhone 17 Pro has a nice 6.3-inch display but it's pretty small compared to the iPhone 17 Pro Max's 6.9-inch super Retina XDR display.</p></div><div class="product"><p><strong>You need more space</strong><br>The iPhone 17 Pro maxes out at 1TB of storage. The 17 Pro Max will give you 2TB...for a price, of course.</p></div><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-alternative-e-concorrenza"><span>Apple iPhone 17 Pro: alternative e concorrenza</span></h2><p>Apple's latest Pro iPhone not exciting you? Here are a few alternatives from the Android frontier.</p><div class="product"><p><a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-10-pro-review" data-dimension112="222ac010-5708-4349-b41d-1e6be4b504c1" data-action="Deal Block" data-label="Google Pixel 10 Pro" data-dimension48="Google Pixel 10 Pro" data-dimension25=""><strong>Google Pixel 10 Pro</strong></a><br>The Pixel 10 Pro is a fantastic addition to the Pixel line, with useful new features like magnetic charging and AI tools that are helpful and not overbearing. There is still room for improvement, particularly in terms of performance and battery life, but this is one of the best smartphones you can buy, aside from the Pixel 10 Pro XL.</p></div><div class="product"><p><a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-ultra-review#section-samsung-galaxy-s25-ultra-review" data-dimension112="080587d7-b134-4cec-9dd8-67e0f0c5ac72" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy S25 Ultra" data-dimension48="Samsung Galaxy S25 Ultra" data-dimension25=""><strong>Samsung Galaxy S25 Ultra</strong></a><br>Samsung's ultimate Android phone is a welcome mixure of design and power that, yes, still brings the titanium. Ther'es also that 200MP sensor, something the iPhone 17 Pro Max still doesn't boast.</p></div><div class="product"><p><a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-z-fold-7-review" data-dimension112="b5eb9b53-7929-43d9-b384-e4a569597489" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy Z Fold 7" data-dimension48="Samsung Galaxy Z Fold 7" data-dimension25=""><strong>Samsung Galaxy Z Fold 7</strong></a><br>For powerful versatility a surprisingly thin and light frame, nothing beats the Samsung Galaxy Z Fold 7. It has excellent cameras, two screens, and powerful AI features. It's also considerably more expensive that the iPhone 17 Pro Max. </p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/iphone/recensione-apple-iphone-17-pro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'iPhone 17 Pro è il miglior iPhone di Apple in dimensioni più compatte e prezzo più accessibile. Offre tutti i vantaggi in termini di fotocamera, stile e prestazioni del più grande Pro Max. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">p8XxyaZErBAx4qT4LN9Bq</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[iPhone]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ lance.ulanoff@futurenet.com (Lance Ulanoff) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Lance Ulanoff ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W2qksRaQeUfBGMwsW5bTGh-320-70.jpg ]]></dc:source>
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Before joining TechRadar, he served as Editor in Chief of Lifewire. Prior to that, he was Chief Correspondent for Mashable where he covered all facets of technology and the&amp;nbsp;intersection&amp;nbsp;of digital and life. He also helped Mashable find new ways to&amp;nbsp;tell&amp;nbsp;stories. Lance is based in NY.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A 38-year industry veteran, &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/Lance_Ulanoff&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lance Ulanoff&lt;/a&gt; has covered technology since PCs were the size of suitcases, “on line” meant “waiting” and CPU speeds were measured in single-digit megahertz. Prior to joining Mashable as Editor in Chief in 2011, Lance Ulanoff served as Editor in Chief of PCMag.com and Senior Vice President of Content for the Ziff Davis, Inc. While there, he guided the brand to a 100% digital existence and oversaw content strategy for all of Ziff Davis’ Web sites. His long-running column on PCMag.com earned him a Bronze award from the ASBPE. Winmag.com, HomePC.com, and PCMag.com were all honored under Lance’s guidance.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
He makes frequent appearances on national, international, and local news programs including &lt;a href=&quot;https://kellyandryan.com/homepagemodules/new-years-tech-resolutions-with-lance-ulanoff/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Live with Kelly and Mark&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.today.com/video/google-glass-is-beginning-of-a-revolution-44496451646&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;the Today Show&lt;/a&gt;, Good Morning America, CNBC, CNN, and the BBC. He has also offered commentary on National Public Radio and been interviewed by newspapers and radio stations around the country. Lance has been an invited guest speaker at numerous technology conferences including Think Mobile, CEA Line Shows, Digital Life, RoboBusiness, RoboNexus, Business Foresight, and Digital Media Wire’s Games and Mobile Forum.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Lance received his Bachelor of Arts in Journalism from Hofstra University in New York. He serves on Hofstra’s School of Communication Advisory Board.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
In his spare time, Lance draws cartoons, which he occasionally posts online. He and his wife Linda have been married for over 30 years and have raised two amazing children.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro REVIEW]]></media:title>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-recensione-di-due-minuti"><span>Apple iPhone 17 Pro: Recensione di due minuti</span></h2><p>Il tempo in cui dovevate fare compromessi tra il iPhone Pro Max con tutte le funzionalità e l'iPhone Pro è ormai passato. Oggi, l'iPhone 17 Pro Max e l'iPhone 17 Pro che sto recensendo qui sono fondamentalmente lo stesso telefono con solo poche differenze, e tutte riguardano le dimensioni. C'è uno schermo più piccolo e quindi meno pixel (non una risoluzione inferiore). La batteria dell'iPhone 17 Pro è più piccola, quindi avete meno ore per ricarica. Infine, le opzioni di archiviazione del Pro arrivano fino a 1TB, mentre l'iPhone 17 Pro Max arriva a 2TB. Con questo in mente, praticamente tutto quello che dico nella mia recensione dell'iPhone 17 Pro Max è vero per questo iPhone 17 Pro, fino al fantastico sistema di fotocamere.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LkarrYyu96auaxgSgBW2ZN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-back" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LkarrYyu96auaxgSgBW2ZN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Questo aggiornamento è una ristrutturazione dall'interno verso l'esterno con un potente nuovo processore A19, supportato da un sistema di dissipazione del calore sotto forma di camera a vapore. Non sono sicuro che sarebbe stato altrettanto efficace se non fosse stato per il nuovo design unibody in alluminio che aiuta a distribuire il calore lungo tutto il telaio. Una riorganizzazione dei componenti ha lasciato più spazio per una batteria più grande, e questo, insieme al sistema di gestione del calore e al nuovo corpo promette una migliore durata della batteria rispetto al passato.</p><p></p><p>All'interno, l'A19 Pro rende ogni operazione un gioco da ragazzi poiché supporta tutto, dalla semplice navigazione web all'editing video 4K e alle operazioni AI locali.</p><p></p><p>Ora abbiamo tre fotocamere da 48MP, incluso uno zoom ottico 4x stellare che è capace di un ritaglio ottico del sensore 8x che produce anche risultati fantastici.</p><p></p><p>Ottenere tutto questo in un pacchetto da 6,3 pollici più conveniente e tascabile potrebbe rendere l'iPhone 17 Pro la scelta migliore per la maggior parte di coloro che operano a livello professionale.</p><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-prezzo-e-disponibilita"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Prezzo e disponibilità</span></h2><ul><li><strong>• Parte da €1.199 per il modello da 256GB</strong></li><li><strong>• Pre-ordini aperti il 12 settembre, spedizioni dal 19 settembre</strong></li></ul><p>Apple ha annunciato l'iPhone 17 Pro al suo evento 'Awe Dropping' il 9 settembre. I pre-ordini dell'iPhone 17 Pro sono iniziati il 12 settembre e il nuovo telefono viene spedito dal 19 settembre.</p><p></p><p>L'iPhone 17 Pro parte da €1.199 per il modello con 256GB di storage, con il prezzo che sale a €1.449 per 512GB di storage e €1.699 per 1TB di storage. Se avete bisogno di un dispositivo da 2TB, guardate l'iPhone 17 Pro Max.</p><p></p><p>I prezzi completi dell'iPhone 17 Pro sono riportati di seguito.</p><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Storage</p></th><th  ><p>Prezzo IT</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>256GB</p></td><td  ><p>€1.199</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>512GB</p></td><td  ><p>€1.449</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>1TB</p></td><td  ><p>€1.699</p></td></tr></tbody></table></div><ul><li><strong>• Punteggio rapporto qualità-prezzo: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-specifiche"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Specifiche</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ><p>iPhone 17</p></th><th  ><p>iPhone 17 Air</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro</p></th><th  ><p>iPhone 17 Pro Max</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>177g</p></td><td  ><p>165g</p></td><td  ><p>206g</p></td><td  ><p>233g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.3-inch OLED</p></td><td  ><p>6.5-inch OLED</p></td><td  ><p>6.3-inch OLED</p></td><td  ><p>6.9-inch OLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>2622 x 1206</p></td><td  ><p>2736 x 1260</p></td><td  ><p>2622 x 1206</p></td><td  ><p>2868 x 1320</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Frequenza aggiornamento:</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td><td  ><p>120Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità di picco:</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td><td  ><p>3,000 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset:</p></td><td  ><p>A19</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td><td  ><p>A19 Pro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere posteriori:</p></td><td  ><p>48MP wide (26mm, ƒ/1.6), 48MP ultra-wide (13 mm, ƒ/2.2)</p></td><td  ><p>48MP wide (26mm, ƒ/1.6)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, ƒ/1.78), 48MP ultra-wide (13 mm, ƒ/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td><td  ><p>48MP wide (24mm, ƒ/1.78), 48MP ultra-wide (13 mm, ƒ/2.2), 48MP telephoto (8x optical zoom)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera frontale:</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td><td  ><p>18MP (ƒ/1.9)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Storage:</p></td><td  ><p>256GB, 512GB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB</p></td><td  ><p>256GB, 512GB, 1TB, 2TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colors:</p></td><td  ><p>Black, White, Mist Blue, Sage, Lavender</p></td><td  ><p>Space Black, Cloud White, Light Gold, Sky Blue</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td><td  ><p>Silver, Cosmic Orange, Deep Blue</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-design"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Design</span></h2><ul><li><strong>• Un redesign che funziona• I nuovi materiali portano nuove possibilità di colore e raffreddamento• I pulsanti Control e Action non hanno ricevuto un ripensamento</strong></li></ul><p>L'iPhone 17 Pro di Apple (e il 17 Pro Max) è istantaneamente riconoscibile come un iPhone, ma sostengo ancora che questo sia il redesign più significativo degli ultimi anni. Il plateau audace e quasi a tutta larghezza (è ora di smettere di chiamarlo "camera bump") è distintivo e più attraente di quanto mi aspettassi.</p><p></p><p>Onestamente, chi ha bisogno di un telefono che possa stare piatto sulla schiena? Direi che i consumatori (sì, persone come me) sono più interessati alle prestazioni e alle possibilità che all'equilibrio.</p><p></p><p>Ero curioso del passaggio dal titanio (un materiale leggero e robusto) all'alluminio (ancora più leggero e forse più malleabile), ma ora sono convinto che sia stato un buon scambio con alcuni benefici evidenti.</p><p></p><p>Il primo sono le scelte cromatiche. Avete il silver (non così eccitante), questo meraviglioso Deep Blue, e il nuovo Cosmic Orange sulla mia unità di test iPhone 17 Pro Max. Amo questi ultimi due colori e non penso che sarebbero stati possibili senza il processo di anodizzazione.</p><p></p><p>Scolpire il corpo dell'iPhone in alluminio significa che l'iPhone 17 Pro ha angoli più lisci, rendendo l'intero telefono più comodo nelle mie mani. Questo telefono più piccolo sarà particolarmente interessante per coloro con mani più piccole.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KuGvDLrCiHXqdGPgMYGUXN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RLmdmoq6eJafkcWZRshnMN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kNGapddAPUea4k4NzPGMMN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2eT2c4nkGZn4ALF4saqBHN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qph3vkkJ9xZg6C9rcmGtEN-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Sul retro c'è un grande ritaglio rettangolare per il Ceramic Shield posteriore (lo schermo ha il Ceramic Shield 2). Questo crea una sorta di look bicolore che mi piace molto. Sembra quasi un peccato coprirlo con le nuove custodie Tech Woven di Apple.</p><p></p><p>Dopo alcune generazioni per abituarsi ai nuovi pulsanti dell'iPhone, l'iPhone 17 Pro mantiene saldamente i due pulsanti del volume e il pulsante Azione su un lato, e il pulsante Power/Sleep/Siri e il pulsante Camera Control sull'altro. Non c'è nuova funzionalità lì, ma alcuni potrebbero ancora trovare utile il pulsante Azione personalizzabile e l'accesso istantaneo alla fotografia e ai controlli tramite Camera Control. Dei due, uso di più Camera Control per l'accesso istantaneo alla fotocamera e, a volte, come pulsante fisico dell'otturatore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="hhr8AMkjxwJbpYwVavLMrN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-water-test-2" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hhr8AMkjxwJbpYwVavLMrN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Come il precedente iPhone 16 Pro, l'iPhone 17 Pro ha una classificazione IP68 per l'esposizione a polvere e acqua. Lasciatelo cadere nel water o, come ho fatto io, fatelo scorrere sotto l'acqua e sopravviverà. Ci sono alcune altre piccole differenze, come un ritaglio per l'antenna sul bordo superiore e una griglia dell'altoparlante più grande su un lato della base. Forse è per questo che l'audio può diventare così forte e risonante e suona altrettanto bene in una chiamata vocale come quando si trasmette Better Call Saul su Netflix.</p><ul><li><strong>• Punteggio design: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-display"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Display</span></h2><ul><li><strong>• Display Super Retina XDR ancora eccellente</strong></li><li><strong>• Più luminoso che mai</strong></li><li><strong>• Possibilmente più resistente</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KaMZNDjTctNeqbiXvxwE5P" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-screen-in-trees" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KaMZNDjTctNeqbiXvxwE5P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Mentre Apple si è impegnata nel rivedere l'aspetto e le linee dell'iPhone 17 Pro (e 17 Pro Max), ha sostanzialmente lasciato intatto il display Super Retina XDR. Non è un problema poiché la risoluzione dello schermo OLED, a 2622 x 1206 pixel, è ancora nitida e spettacolare in quasi ogni scenario.</p><p></p><p>Foto e video appaiono splendidi sullo schermo grazie in parte al rapporto di contrasto di 2.000.000:1 e alla gamma cromatica ampia. È un'ottima piattaforma per le immagini fisse e per l'azione veloce dei giochi AAA, dove il refresh rate a 120Hz mantiene il gameplay fluido come il burro.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/R4it2cvf6ehSQ3qYA2EnMP-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption>iPhone 17 Pro in direct sunlight. I think the antireflective coating makes a noticeable difference.<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jih6nizSeJr383qaBm9WMP-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption>iPhone 16 Pro  in direct sunlight<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>La tecnologia ProMotion non solo fornisce quel veloce refresh rate ma può rallentare fino a 1Hz per supportare il display always-on, dove posso vedere l'orario e le notifiche sulla schermata di blocco.</p><p></p><p>Questo è uno schermo più luminoso, che raggiunge i 3.000 nits sotto la luce solare diretta. Quella combinazione con un nuovo rivestimento anti-riflettente lo ha aiutato a battere l'iPhone 16 Pro nei miei test di streaming Netflix all'aperto, sotto la luce solare diretta.</p><p></p><p>Per quanto riguarda la nuova copertura dello schermo Ceramic Shield 2, sono riluttante a strofinarci contro qualsiasi chiave, ma sarò curioso di vedere come appare il display tra due mesi.</p><p></p><p>Il display da 6,3 pollici presenta ancora il ritaglio Dynamic Island, che fornisce spazio per i sensori Face ID e la nuova Center Stage Camera. È ancora più grande di quanto vorrei e appare in alcuni giochi e video come un ritaglio nero a forma di pillola. Se, come me, apprezzate le informazioni live (come i punteggi MLB) che quello spazio può fornire, dubito che sarete disturbati dalla sua esistenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8KbXkUyHfZJd57bgAneCuN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-display" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8KbXkUyHfZJd57bgAneCuN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Display score: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-fotocamera"><span>Apple iPhone 17 Pro: fotocamera</span></h2><ul><li><strong>Three excellent rear 48MP cameras</strong></li><li><strong>Zoom is finally where I need it to be</strong></li><li><strong>Front-facing Center Stage Camera changes the selfie game</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DLW4H4TVuELjyjDiq3vPpN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-camera-array" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DLW4H4TVuELjyjDiq3vPpN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Apple has rewarded my fixation on photography with the three best 48MP lenses I have ever seen on an iPhone (plus an excellent new selfie camera). The list of lenses is identical across the Pro-line, which makes them no less desirable. FWIW, Camera performance on the iPhone 17 Pro and 17 Pro Max appears identical. Here's the list of physical lenses.</p><ul><li><strong>Main: 48MP ƒ/1.78</strong></li><li><strong>Ultra-wide: 48MP ƒ/2.2</strong></li><li><strong>Telephoto: 48MP (4x optical) ƒ/2.8</strong></li><li><strong>Selfie camera: 18MP (not called "Fusion")</strong></li></ul><p>The main camera defaults to shooting at 24MP, but you can shoot at full resolution or as a 2x optical sensor crop, which takes the best 12MP from the full 48MP for the final image.</p><p>The ultrawide also defaults to 24MP, while the same lens will shoot macro images at 12MP.</p><p>For me, though, the most exciting addition is the new 48MP 4x optical zoom lens that shoots 24MP, 100mm-equivalent photos and can, with another optical sensor crop, also shoot 12MP, 8x zoom photos. Even though the latter is not a true 8x optical zoom lens, it captures images like one.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dPc9ZWw95PXTwvVRfQxS2P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption>Running through the lenses and zoom options<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p4YoELCxQXNeMxNXM5b86P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ArXTUMfzspPoiZBSBnP97P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BcfQqRgEx3ryRHsasWTP6P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b7yvhBvdQyMu4HNVFehV5P-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>I was consistently impressed with the detail I could capture. In my experience, the best lens of the bunch is the 4x optical. It's great for portraits and still life.</p><p>The image quality across the multiple lenses and shooting styles owes credit, in part, to Apple's fantastic image pipeline. It gathers and processes so much information, but never turns an image into AI mush or an approximation. Images offer true colors and exquisite detail.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ybp65WHbnzbFDChjXZtRSX-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XQLNEHuBMZzgRKFpdygGcY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>Portrait mode photography looks better than ever. I was especially impressed with how the cameras handled hair and lens frames. Every shot looked pro-quality.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="rCHJADFZHmRQFpiHVjrSDY" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-no-rotate-selfie-example" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rCHJADFZHmRQFpiHVjrSDY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">I took the landscape on the left using Center Stage Camera without turning the phone 90-degrees. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>The other major photographic highlight is the new Center Stage Selfie camera. Where the True Depth Camera was an able 12MP system, the Center Stage Camera is backed by a square 18MP sensor. It uses those extra pixels to automatically put groups in frame by zooming out a bit.</p><p>Better yet, this is the first smartphone selfie camera in my experience to let you turn from a portrait to a landscape mode selfie without turning the phone 90 degrees. Instead, you just tap a software button, and, yes, it works with photos and video. It's brilliant and I expect other smartphone competitors to follow suit.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YHHnrutEhg7UzoGnFn6wXZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3UiuxsiuhtcoAr5vA9BgtZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VGCgMyjSr3xRDNF4L3GpyZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AD8hZTNUdpMAzHqjyR26rZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fvnnKoEPWfHTT2F8F32XqZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Grg7HGAUA3SVMVLbsRcF2a-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zhCrHjmpVegAKZ6qX4ikvZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5CuuFzhm2HeSZZnM6mSWTY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4LJSPwkuMXC3T7FowFvcRY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZzbQUjgdqCZ4JXkCQEBsJY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bpUwYyTAa4PDWC3SJbNjtW-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ALPRCFsRhpAUuc6uotzufU-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Pg2gUJCuN9xfbYBhAQnfoZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9gHPooJ6DsvsDgUrQGskeZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uSg7YTzK2yiJtMsqBEDJ7Y-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bJpuVrrQWTxEPmSujTk36X-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>I shot in all kinds of lighting conditions, from bright and sunny to cloudy, rainy, and even nighttime darkness. Night photography is even better than ever. This was the phone I used to capture the 9-11 Memorial Lights (the city is 50 miles away). It was a feat I could not reproduce with the iPhone 16 Pro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="q8TPtLPmBwKx8vP6Ds6CGB" name="Apple-iPhone-17-Pro-rain-selfie" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q8TPtLPmBwKx8vP6Ds6CGB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">I love selfies in the rain. I was particularly impressed with the Center Stage Camera's ability to capture individual raindrops. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>You can shoot video in 4K (up to 120fps). It looks good, especially because the sensor shift optical image stabilization handles even the roughest road.</p><p>During my first day with the phone, there was a huge rainshower, which I took as my cue to retry Audio Mix, Apple's AI-based audio cleanup tool. The rain shower was so loud that it pretty much overwhelmed my baseline video. All I had to do was select one of the options (In-Frame, Studio, Cinematic), and the iPhone 17 Pro did an excellent job of elevating my voice over the din. It does sound a bit processed, but also usable, which is not something I can say of the original video.</p><p>One other new feature that you might enjoy (or wonder why it's there) is Dual Camera. As the name suggests, this slightly hidden feature lets you shoot video with both the front and rear cameras. Your selfie video view appears as a small, movable window on top of the main video, presumably so you can offer commentary on the action. I used it at a wedding and found it fun, if not super useful.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Yw7WotNXw4ndE5PW9sNDhX-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro review dual cam" /><figcaption>Mettiti nel video con la doppia fotocamera<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>The new camera app is so different that it might, at first, confuse people. A lot of what you would normally see when first opening the app is hidden. But, for instance, a touch and slide on the word "Photo" quickly reveals how you can slide to find all your main photography options.</p><p>In short, you will get used to it.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="E2d4P93QtQMRHZ8bmt7qYA" name="Apple-iPhone-17-Pro-Max-multicamera" alt="Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/E2d4P93QtQMRHZ8bmt7qYA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>As a package, this is by far the best camera array (including the front camera) Apple has ever produced. It shoots fantastic images that will make you the envy of all your friends. Plus, with its 4K Dolby Vision, it's a pro-level video platform.</p><p>If I needed any more proof that this is a pro-videoographer tool, I got it when I tested out Genlock support, which lets you capture and automatically sync multiple video streams.</p><p>To test this, I hooked up the iPhone 17 Pro and iPhone 17 Pro Max video via a wireless connection to an iPad Pro 13. The iPad was running a FlightTest version of Final Cut Pro for iPad, and the phones were running Tesflight versions of Final Cut Cameras.</p><p>Final Cut on the iPad presented me with a single record button, and when I hit it, both cameras started to record. I was capturing two angles at once, and Final Cut presented them as two linked streams that I could edit to create a very nice pro-level, multicam video.</p><h3 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-camera-samples"><span>Apple iPhone 17 Pro camera samples</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/m4suEVWWamyFZ9rRyFsvgV-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JsXC7BKFNdEHPHhYmXTdEY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/c2AvgFEDA8gbM3fPGRZMmV-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dReSGxd4bx95kofnUvR7VY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2KG9B6ZQSnqz5r3QyZGJWY-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QdRjVnzGjxfjGsLMpCBe7Y-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pAwsiA748EAHkxAjf83JtX-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW photo samples" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><ul><li><strong>Camera score: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-review-software-and-apple-intelligence"><span>Apple iPhone 17 Pro review: Software and Apple Intelligence</span></h2><ul><li><strong>iOS 26 </strong></li><li><strong>Apple Intelligence adds some new features</strong></li><li><strong>The ultimate Siri still MIA</strong></li></ul><p>There may never be a more beautiful iOS than iOS 26. Liquid Glass, which glistens from almost every virtual surface, looks both polished and exciting. It's quite the programming feat to make pixels look like glass, giving unexpected substance to, for instance, buttons and widgets.</p><p>Generally, I am a fan, except for the times where Liquid Glass's fundamental translucency makes for a cluttered image. If you can see what's behind a text-entry box when you're trying to type in it, it can get a little confusing. I'm certain Apple can offer some Liquid Glass transparency adjustment in a future update.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xziTRtD6pC4tSbm3hMTUDP" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-display-on-table" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xziTRtD6pC4tSbm3hMTUDP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Last year's star, Apple Intelligence, gets a few updates, like a better Image Playground and upgraded Visual Intelligence, which can instantly take info gleaned from an image and add it to your calendar.</p><p>Clean Up remains an impressive image editing tool. In one instance, I used it to remove a rope from in front of a horse. I drew one glowing line over the thin white fabric, then tapped the screen, and it disappeared, leaving the horse unscathed (and his face filled in) behind.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VNhLnTLY7guot3csgVx4Mn-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW Clean Up" /><figcaption>Clean Up è uno degli strumenti più utili di Apple supportati dall'intelligenza artificiale.<small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/reDwqG65Eg4BPf9kwd9PMn-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW Clean Up" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>But Apple Intelligence's capabilities still pale in comparison to what I can get with Google Gemini or from partner OpenAI (and ChatGPT). I await the day Siri becomes as conversational and system-aware as these other platforms.</p><ul><li><strong>Software score: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-prestazioni"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Prestazioni</span></h2><ul><li><strong>A19 Pro is Apple's most powerful mobile CPU</strong></li><li><strong>12GB is the memory you need</strong></li></ul><p>Going by by specs alone, the A19 Pro is a bit of a beast: </p><ul><li>6-core CPU with 2 performance and 4 efficiency cores</li><li>6-core GPU, each with its own Neural Accelerator</li><li>16-Core Neural Engine</li></ul><p>Performance scores are, based on Future Labs benchmarks, unsurprisingly, considerably better than the A18 Pro. In fact, the SoC maxed out some of our frame rate tests. </p><p>These numbers are on display in every operation the phone performs. It's an able console-grade gamer, playing <em>Destiny: Rising</em> with impressive levels of shading, reflections, fog, and fire. The A19 Pro's hardware-accelerated Ray Tracing surely has a hand in this.</p><p>There's now 12GB of RAM on board, which means there's likely more than enough headroom for ever-larger AI models. After all, Apple's preference is to do things like AI-assisted Live Translation locally.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VB2FcdqCjz3LapBdtuDR3C-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW gaming" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QwwwTUtmRV6B2o7S6ehE2C-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW gaming" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><p>This is an SoC that's completely comfortable both shooting and editing 4K video. It's a little powerhouse.</p><p>It's more, though, than just a workhorse. Apple's added a vapor chamber system that, along with the now more heat-efficient aluminum frame, helps capture heat off the chip and spread it throughout the iPhone 17 Pro body so there's no longer a hot spot.</p><p>In reality, this is one area where the smaller iPhone 17 Pro differs a bit from iPhone 17 Pro Max. I'm not sure if it's because there's more room in the iPhone 17 Pro Max, but it felt cooler in my tests than the iPhone 17 Pro, which got slightly warm to the touch during an intense Asphalt 9 Legends round.</p><ul><li><strong>Performance score: 5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-apple-iphone-17-pro-batteria"><span>Recensione Apple iPhone 17 Pro: Batteria</span></h2><ul><li><strong>Battery life upgrade</strong></li><li><strong>Qi 2 support</strong></li><li><strong>No adapter included</strong></li></ul><p>All that efficiency and Apple reengineering the interior for a larger battery mean that this iPhone 17 Pro might have the best battery for an iPhone ever, leaving aside the larger iPhone 17 Pro Max, which is now flirting with 2-day battery range. In my anecdotal tests, the iPhone 17 Pro gave me between 25 and 30 hours of battery life. Apple rates it for about 30 hours if you do nothing but stream video. Mixed use, especially lots of gameplay will shorten the charge duration. Even so, this is the best battery life I've ever seen on a base Pro model. The combination of a more efficient CPU, a bigger battery, and the energy-saving heat management appears to be paying real dividends. This is a Qi 2-compatible system, which means it charges faster on a Qi2-ready charge pad. The phone doesn't ship with a charging adapter, just the USB-C woven cable, but if you buy the new, optional, Dynamic 40W (up to 60W) charger (€45), you can also expect faster wired charging speeds. When I tried it, I was able to charge to 50% in 20 minutes.</p><ul><li><strong>Battery score: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-ne-vale-la-pena"><span>Apple iPhone 17 Pro, ne vale la pena?</span></h2><div ><table><caption>Scheda di valutazione Apple iPhone 17 Pro Max</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributes</p></th><th  ><p>Notes</p></th><th  ><p>Rating</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Value</p></td><td  ><p>A better phone is virtually every way for the same price as last year</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>A refreshed design that also brings some performance dividends</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Display technology slight better thanks to more brightness and a toucher screen.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>iOS26 is gorgeous but someitmes a bit overdone. Still the overall software package, even without the ultimate Siri Apple Intlligence upgrade, is excellent.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Camera</p></td><td  ><p>The best camera array Apple has ever produced</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>A19 Pro is powerful and backed by more memory than every. Ready for any task.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Battery</p></td><td  ><p>A bigger battery means 30 hours of operation is possible.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-4">Ragioni per comprare</h2><div class="product"><p><strong>You want Apple Pro-level mobile power but not the size or price best </strong><br>The iPhone 17 Pro is everything you can get from a Pro Max. All you lose is a bigger screen, crazy-long battery life, and the option to have 2TB of storage.</p></div><div class="product"><p><strong>You want the best cameras Apple has ever produced</strong><br>Great lenses, excellent image pipeline add up to truly great photo capabilities.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-5">Ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p><strong>You demand the largest screen</strong><br>Apple's iPhone 17 Pro has a nice 6.3-inch display but it's pretty small compared to the iPhone 17 Pro Max's 6.9-inch super Retina XDR display.</p></div><div class="product"><p><strong>You need more space</strong><br>The iPhone 17 Pro maxes out at 1TB of storage. The 17 Pro Max will give you 2TB...for a price, of course.</p></div><h2 class="article-body__section" id="section-apple-iphone-17-pro-alternative-e-concorrenza"><span>Apple iPhone 17 Pro: alternative e concorrenza</span></h2><p>Apple's latest Pro iPhone not exciting you? Here are a few alternatives from the Android frontier.</p><div class="product"><p><a href="https://www.techradar.com/phones/google-pixel-phones/google-pixel-10-pro-review" data-dimension112="222ac010-5708-4349-b41d-1e6be4b504c1" data-action="Deal Block" data-label="Google Pixel 10 Pro" data-dimension48="Google Pixel 10 Pro" data-dimension25=""><strong>Google Pixel 10 Pro</strong></a><br>The Pixel 10 Pro is a fantastic addition to the Pixel line, with useful new features like magnetic charging and AI tools that are helpful and not overbearing. There is still room for improvement, particularly in terms of performance and battery life, but this is one of the best smartphones you can buy, aside from the Pixel 10 Pro XL.</p></div><div class="product"><p><a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-ultra-review#section-samsung-galaxy-s25-ultra-review" data-dimension112="080587d7-b134-4cec-9dd8-67e0f0c5ac72" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy S25 Ultra" data-dimension48="Samsung Galaxy S25 Ultra" data-dimension25=""><strong>Samsung Galaxy S25 Ultra</strong></a><br>Samsung's ultimate Android phone is a welcome mixure of design and power that, yes, still brings the titanium. Ther'es also that 200MP sensor, something the iPhone 17 Pro Max still doesn't boast.</p></div><div class="product"><p><a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-z-fold-7-review" data-dimension112="b5eb9b53-7929-43d9-b384-e4a569597489" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy Z Fold 7" data-dimension48="Samsung Galaxy Z Fold 7" data-dimension25=""><strong>Samsung Galaxy Z Fold 7</strong></a><br>For powerful versatility a surprisingly thin and light frame, nothing beats the Samsung Galaxy Z Fold 7. It has excellent cameras, two screens, and powerful AI features. It's also considerably more expensive that the iPhone 17 Pro Max. </p></div>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione DJI Mini 5 Pro: alzando l'asticella per i droni per principianti ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-recensione-di-un-minuto"><span>DJI Mini 5 Pro: recensione di un minuto</span></h2><p>È semplice – il DJI Mini 5 Pro è il miglior drone sotto i 250g.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="DpvUJVEZBh4Usu8e9cqYVj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in pilot's hand, grass background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DpvUJVEZBh4Usu8e9cqYVj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Nonostante abbia un grande sensore da 1 pollice e il rilevamento LiDAR, il Mini 5 Pro pesa ufficialmente ancora meno di 250g. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="hW7acfh7X7FgV7copMCDXj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro's ND filter set, with battery charging hub in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hW7acfh7X7FgV7copMCDXj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il kit di filtri ND con i suoi filtri ND 8, ND 16 e ND 32, e l'hub di ricarica e due batterie dietro di esso, oltre al controller RC 2. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-prezzo-e-data-di-uscita"><span>DJI Mini 5 Pro: prezzo e data di uscita</span></h2><ul><li><strong>• Il bundle standard costa €799</strong></li><li><strong>• Il kit Fly More Combo con controller RC 2 costa €1.129</strong></li><li><strong>• Nessun prezzo o disponibilità negli USA al lancio</strong></li></ul><p>Nonostante le caratteristiche migliorate che includono il sensore da 1 pollice più grande e il LiDAR, il Mini 5 Pro ha un prezzo competitivo. Il pacchetto base DJI Mini 5 Pro costa €799. Tuttavia, opterei quasi sempre per il Fly More Combo che aggiunge un hub di ricarica e due batterie aggiuntive al bundle. Il Fly More Combo con il controller DJI RC 2 (con schermo) costa €1.129. Sì, ci sono cattive notizie se sei negli Stati Uniti – non ci sono prezzi o disponibilità al lancio. Mi aspetto che vari rivenditori indipendenti abbiano scorte, ma il prezzo è sconosciuto.</p><div data-widget-type="review" data-model-name="DJI Mini 5 Pro"></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="oeJLMkFLBBEg5bMF9AjHSj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in flight with trees in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oeJLMkFLBBEg5bMF9AjHSj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-specs"><span>DJI Mini 5 Pro: specs</span></h2><div ><table><caption>DJI Mini 5 Pro specs</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Fotocamera:</strong></p></td><td  ><p>Sensore CMOS da 50MP da 1 pollice</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Risoluzione video:</strong></p></td><td  ><p>4K </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Frame rate:</strong></p></td><td  ><p>4K fino a 120fps, Slow motion Full HD fino a 240fps</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Range di trasmissione video:</strong></p></td><td  ><p>04+ per 20km (FCC), 10km (CE/SRRC/MIC)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Modalità di volo:</strong></p></td><td  ><p>Cine, Normal, Sport. ActiveTrack 360°. QuickShots (Dronie, Helix, Rocket, Circle e Boomerang)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria:</strong></p></td><td  ><p>2.788mAh / fino a 36 minuti di volo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Tipo di caricatore:</strong></p></td><td  ><p>USB-C / Hub di ricarica batteria</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Peso:</strong></p></td><td  ><p>8.81oz / 249.9g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Dimensioni:</strong></p></td><td  ><p>157×95×68 mm (chiuso), 255×181×91 mm (aperto)</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-design"><span>DJI Mini 5 Pro: Design</span></h2><ul><li><strong>• Pesa 249,9g</strong></li><li><strong>• Rilevamento oggetti omnidirezionale e LiDAR frontale</strong></li><li><strong>• Gimbal a 3 assi con rotazione del roll di 225 gradi</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PqS6GtvmEvWALDNFkQkJVj-1920-80.jpg" alt="DJI Mini 5 Pro in pilot's hand, grass background" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YudQi2HNkufGSKH8BXtmUj-1920-80.jpg" alt="Close up of the DJI Mini 5 Pro drone's camera" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PBzSWexefhb82DGjvZMbUj-1920-80.jpg" alt="Close up of the DJI Mini 5 Pro drone's LiDAR and object sensing sensors" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DWkbZJ4mHKpET49tp9sSXj-1920-80.jpg" alt="Close up of the DJI Mini 5 Pro's underside" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pt27cdd9denNfKFA28ZjXj-1920-80.jpg" alt="DJI Mini 5 Pro drone rested on a wooden crate alongside the RC 2 controller" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hW7acfh7X7FgV7copMCDXj-1920-80.jpg" alt="DJI Mini 5 Pro's ND filter set, with battery charging hub in the background" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="U3TnnCuhoZmxC2mujvJAXj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in flight with trees in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U3TnnCuhoZmxC2mujvJAXj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-performance"><span>DJI Mini 5 Pro: Performance</span></h2><ul><li><strong>• Batteria da 2.788mAh per un tempo di volo di 36 minuti (che in realtà è circa la metà quando si vola con venti moderati e funzioni attive)</strong></li><li><strong>• Il sensore da 1 pollice offre una qualità d'immagine migliore della categoria</strong></li><li><strong>• Tracciamento soggetto ActiveTrack 360° efficace</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="PqS6GtvmEvWALDNFkQkJVj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in pilot's hand, grass background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PqS6GtvmEvWALDNFkQkJVj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">L'unità fotocamera è speciale: un sensore da 1 pollice, gimbal a 3 assi con gamma versatile che copre le riprese verticali </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/5byeeZNb.html" id="5byeeZNb" title="Nikon ZR Sample Video" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="kyrzsGKHjYeWqKY28VvbgF" name="Nikon ZR" alt="A male drummer in a dark studio, holding drums sticks with arms folded, neon lights in background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kyrzsGKHjYeWqKY28VvbgF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6048" height="4032" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La ZR è anche una fotocamera decente per le foto, con scatti da 24MP </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-alternative-da-considerare"><span>DJI Mini 5 Pro: alternative da considerare</span></h2><div class="product"><a data-dimension112="bc50baa7-594b-47f2-ba14-4f644c07fd72" data-action="Deal Block" data-label="DJI Mini 4KAll'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.Vedi la mia recensione DJI Mini 4K" data-dimension48="DJI Mini 4KAll'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.Vedi la mia recensione DJI Mini 4K" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="Mp8FP8nCuHCR2XSMumxfN9" name="DJI Mini 4K" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Mp8FP8nCuHCR2XSMumxfN9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>DJI Mini 4K</p><p>All'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.</p><p></p><p>Vedi la mia recensione DJI Mini 4K<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bc50baa7-594b-47f2-ba14-4f644c07fd72" data-action="Deal Block" data-label="DJI Mini 4KAll'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.Vedi la mia recensione DJI Mini 4K" data-dimension48="DJI Mini 4KAll'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.Vedi la mia recensione DJI Mini 4K" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="09e3713b-9df6-44d9-9d9f-f0da2686ee47" data-action="Deal Block" data-label="DJI Air 3SSe sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.Vedi la nostra recensione DJI Air 3S" data-dimension48="DJI Air 3SSe sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.Vedi la nostra recensione DJI Air 3S" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="r3m5kiwUFuzsk3CCWHqWug" name="DJI Air 3S.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/r3m5kiwUFuzsk3CCWHqWug-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>DJI Air 3S</p><p>Se sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.</p><p></p><p>Vedi la nostra recensione DJI Air 3S<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="09e3713b-9df6-44d9-9d9f-f0da2686ee47" data-action="Deal Block" data-label="DJI Air 3SSe sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.Vedi la nostra recensione DJI Air 3S" data-dimension48="DJI Air 3SSe sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.Vedi la nostra recensione DJI Air 3S" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="i6jeQoSMjGcDD58HkuufXj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in flight with trees in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i6jeQoSMjGcDD58HkuufXj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-il-dji-mini-5-pro"><span>Come ho testato il DJI Mini 5 Pro</span></h2><ul><li><strong>• DJI mi ha prestato il DJI Mini 5 Pro Fly More Combo (RC 2)</strong></li><li><strong>• L'ho avuto per alcuni giorni prima del lancio per questa prima impressione della recensione, e oltre a completare una recensione approfondita</strong></li><li><strong>• Ho pilotato il drone con il controller RC 2 in condizioni soleggiate con vento moderato e ho testato le sue capacità di tracciamento</strong></li></ul><p>Ho avuto il DJI Mini 5 Pro per alcuni giorni prima del suo unveiling, e sono riuscito a portarlo fuori per alcuni voli. Le condizioni erano generalmente soleggiate o nuvolose, con vento moderato che ha fornito un test severo per la stabilità del Mini 5 Pro. Ho controllato il drone con il controller RC 2 che ha uno schermo. Ho girato più video 4K 60fps in formato verticale e orizzontale, ho alternato tra le modalità di volo cine, normale e sport e ho testato l'ActiveTrack 360° attraverso boschi e altro. Ho girato video usando sia i profili colore standard che il profilo colore D Log M di DJI e ho gradato il filmato. Durante le condizioni luminose ho usato il filtro ND 8 per bilanciare l'esposizione. Ho anche scattato immagini fisse in RAW e JPEG, oltre ad aver utilizzato lo zoom digitale 3x.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/cameras/drones/recensione-dji-mini-5-pro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il nuovo Mini 5 Pro di DJI aggiorna il Mini 4 Pro con un nuovo sensore da 1 pollice, scatti da 50MP, video 4K fino a 120fps, mentre il suo migliorato ActiveTrack a 360° e il rilevamento oggetti omnidirezionale con LiDAR frontale stabiliscono il benchmark per la sicurezza di volo in un drone sub-250g. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">WGKSU3BLWSvf6LkYvZLtCK</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Drones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Cameras]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Timothy Coleman ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wdURzN8yz429dEPbXneAQU-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;As Cameras editor, Tim looks after all cameras content on Tech Radar. This includes buying guides, opinions, reviews and news, and covers anything from mirrorless cameras to film and smartphones. He loves observing the advances in camera technology, putting the latest and greatest cameras through their paces, and projecting where cameras could go next.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A first class Bachelor of the Arts in Photography, Tim has been a tech journalist for much of his professional career, working for titles such as Amateur Photographer which was the world’s best-selling photography weekly, Digital Camera World and Pocket-Lint.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Directly prior to joining Tech Radar in 2023, Tim worked in video production with Studio 44 with clients including Canon, and offers his wealth of technical and creative knowledge in photography and video. He also values telling stories that matter, to change lives - the mantra of a diverse stories team based in Nairobi, Kenya, that he consults in his spare time.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;But who is Tim Coleman the human? He’s curious, a keen creative, avid footballer, occasional runner and moderate flat white drinker who has lived in Kenya and believes we have much to enjoy and learn from each other.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[DJI Mini 5 Pro in flight with trees in the background]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[DJI Mini 5 Pro in flight with trees in the background]]></media:text>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-recensione-di-un-minuto"><span>DJI Mini 5 Pro: recensione di un minuto</span></h2><p>È semplice – il DJI Mini 5 Pro è il miglior drone sotto i 250g.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="DpvUJVEZBh4Usu8e9cqYVj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in pilot's hand, grass background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DpvUJVEZBh4Usu8e9cqYVj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Nonostante abbia un grande sensore da 1 pollice e il rilevamento LiDAR, il Mini 5 Pro pesa ufficialmente ancora meno di 250g. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="hW7acfh7X7FgV7copMCDXj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro's ND filter set, with battery charging hub in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hW7acfh7X7FgV7copMCDXj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il kit di filtri ND con i suoi filtri ND 8, ND 16 e ND 32, e l'hub di ricarica e due batterie dietro di esso, oltre al controller RC 2. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-prezzo-e-data-di-uscita"><span>DJI Mini 5 Pro: prezzo e data di uscita</span></h2><ul><li><strong>• Il bundle standard costa €799</strong></li><li><strong>• Il kit Fly More Combo con controller RC 2 costa €1.129</strong></li><li><strong>• Nessun prezzo o disponibilità negli USA al lancio</strong></li></ul><p>Nonostante le caratteristiche migliorate che includono il sensore da 1 pollice più grande e il LiDAR, il Mini 5 Pro ha un prezzo competitivo. Il pacchetto base DJI Mini 5 Pro costa €799. Tuttavia, opterei quasi sempre per il Fly More Combo che aggiunge un hub di ricarica e due batterie aggiuntive al bundle. Il Fly More Combo con il controller DJI RC 2 (con schermo) costa €1.129. Sì, ci sono cattive notizie se sei negli Stati Uniti – non ci sono prezzi o disponibilità al lancio. Mi aspetto che vari rivenditori indipendenti abbiano scorte, ma il prezzo è sconosciuto.</p><div data-widget-type="review" data-model-name="DJI Mini 5 Pro"></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="oeJLMkFLBBEg5bMF9AjHSj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in flight with trees in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oeJLMkFLBBEg5bMF9AjHSj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-specs"><span>DJI Mini 5 Pro: specs</span></h2><div ><table><caption>DJI Mini 5 Pro specs</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Fotocamera:</strong></p></td><td  ><p>Sensore CMOS da 50MP da 1 pollice</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Risoluzione video:</strong></p></td><td  ><p>4K </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Frame rate:</strong></p></td><td  ><p>4K fino a 120fps, Slow motion Full HD fino a 240fps</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Range di trasmissione video:</strong></p></td><td  ><p>04+ per 20km (FCC), 10km (CE/SRRC/MIC)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Modalità di volo:</strong></p></td><td  ><p>Cine, Normal, Sport. ActiveTrack 360°. QuickShots (Dronie, Helix, Rocket, Circle e Boomerang)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria:</strong></p></td><td  ><p>2.788mAh / fino a 36 minuti di volo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Tipo di caricatore:</strong></p></td><td  ><p>USB-C / Hub di ricarica batteria</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Peso:</strong></p></td><td  ><p>8.81oz / 249.9g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Dimensioni:</strong></p></td><td  ><p>157×95×68 mm (chiuso), 255×181×91 mm (aperto)</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-design"><span>DJI Mini 5 Pro: Design</span></h2><ul><li><strong>• Pesa 249,9g</strong></li><li><strong>• Rilevamento oggetti omnidirezionale e LiDAR frontale</strong></li><li><strong>• Gimbal a 3 assi con rotazione del roll di 225 gradi</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PqS6GtvmEvWALDNFkQkJVj-1920-80.jpg" alt="DJI Mini 5 Pro in pilot's hand, grass background" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YudQi2HNkufGSKH8BXtmUj-1920-80.jpg" alt="Close up of the DJI Mini 5 Pro drone's camera" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PBzSWexefhb82DGjvZMbUj-1920-80.jpg" alt="Close up of the DJI Mini 5 Pro drone's LiDAR and object sensing sensors" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DWkbZJ4mHKpET49tp9sSXj-1920-80.jpg" alt="Close up of the DJI Mini 5 Pro's underside" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pt27cdd9denNfKFA28ZjXj-1920-80.jpg" alt="DJI Mini 5 Pro drone rested on a wooden crate alongside the RC 2 controller" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hW7acfh7X7FgV7copMCDXj-1920-80.jpg" alt="DJI Mini 5 Pro's ND filter set, with battery charging hub in the background" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="U3TnnCuhoZmxC2mujvJAXj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in flight with trees in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U3TnnCuhoZmxC2mujvJAXj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-performance"><span>DJI Mini 5 Pro: Performance</span></h2><ul><li><strong>• Batteria da 2.788mAh per un tempo di volo di 36 minuti (che in realtà è circa la metà quando si vola con venti moderati e funzioni attive)</strong></li><li><strong>• Il sensore da 1 pollice offre una qualità d'immagine migliore della categoria</strong></li><li><strong>• Tracciamento soggetto ActiveTrack 360° efficace</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="PqS6GtvmEvWALDNFkQkJVj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in pilot's hand, grass background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PqS6GtvmEvWALDNFkQkJVj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">L'unità fotocamera è speciale: un sensore da 1 pollice, gimbal a 3 assi con gamma versatile che copre le riprese verticali </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/5byeeZNb.html" id="5byeeZNb" title="Nikon ZR Sample Video" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="kyrzsGKHjYeWqKY28VvbgF" name="Nikon ZR" alt="A male drummer in a dark studio, holding drums sticks with arms folded, neon lights in background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kyrzsGKHjYeWqKY28VvbgF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6048" height="4032" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La ZR è anche una fotocamera decente per le foto, con scatti da 24MP </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-dji-mini-5-pro-alternative-da-considerare"><span>DJI Mini 5 Pro: alternative da considerare</span></h2><div class="product"><a data-dimension112="bc50baa7-594b-47f2-ba14-4f644c07fd72" data-action="Deal Block" data-label="DJI Mini 4KAll'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.Vedi la mia recensione DJI Mini 4K" data-dimension48="DJI Mini 4KAll'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.Vedi la mia recensione DJI Mini 4K" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="Mp8FP8nCuHCR2XSMumxfN9" name="DJI Mini 4K" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Mp8FP8nCuHCR2XSMumxfN9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>DJI Mini 4K</p><p>All'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.</p><p></p><p>Vedi la mia recensione DJI Mini 4K<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bc50baa7-594b-47f2-ba14-4f644c07fd72" data-action="Deal Block" data-label="DJI Mini 4KAll'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.Vedi la mia recensione DJI Mini 4K" data-dimension48="DJI Mini 4KAll'estremità opposta della serie Mini di DJI c'è il Mini 4K, che costa significativamente meno del Mini 5 Pro – circa 1/3 del prezzo. Anch'esso registra video 4K, è dotato di movimenti di volo QuickShots, ha una buona durata della batteria e pesa meno di 250g. Tuttavia, si perdono i frame rate più elevati, i profili colore Log di DJI, il rilevamento oggetti e il tracciamento attivo del soggetto. Tuttavia, le sue prestazioni di volo sono sostanzialmente le stesse.Vedi la mia recensione DJI Mini 4K" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><a data-dimension112="09e3713b-9df6-44d9-9d9f-f0da2686ee47" data-action="Deal Block" data-label="DJI Air 3SSe sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.Vedi la nostra recensione DJI Air 3S" data-dimension48="DJI Air 3SSe sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.Vedi la nostra recensione DJI Air 3S" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="r3m5kiwUFuzsk3CCWHqWug" name="DJI Air 3S.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/r3m5kiwUFuzsk3CCWHqWug-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="1500" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>DJI Air 3S</p><p>Se sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.</p><p></p><p>Vedi la nostra recensione DJI Air 3S<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="09e3713b-9df6-44d9-9d9f-f0da2686ee47" data-action="Deal Block" data-label="DJI Air 3SSe sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.Vedi la nostra recensione DJI Air 3S" data-dimension48="DJI Air 3SSe sei felice di passare dalla serie Mini di DJI ai droni con l'Air 3S più pesante, per il quale si applicano restrizioni, allora otterrai un'esperienza migliore una volta in volo. L'Air 3S ha una migliore durata della batteria e resistenza al vento, oltre a una seconda fotocamera teleobiettivo. Tuttavia, la sua fotocamera principale è la stessa del Mini 5 Pro, così come le competenze video 4K con profilo colore D Log M e gamma dinamica 14EV. L'Air 3S è anche più costoso, anche se non di molto.Vedi la nostra recensione DJI Air 3S" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.33%;"><img id="i6jeQoSMjGcDD58HkuufXj" name="DJI Mini 5 Pro" alt="DJI Mini 5 Pro in flight with trees in the background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i6jeQoSMjGcDD58HkuufXj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="1690" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-come-ho-testato-il-dji-mini-5-pro"><span>Come ho testato il DJI Mini 5 Pro</span></h2><ul><li><strong>• DJI mi ha prestato il DJI Mini 5 Pro Fly More Combo (RC 2)</strong></li><li><strong>• L'ho avuto per alcuni giorni prima del lancio per questa prima impressione della recensione, e oltre a completare una recensione approfondita</strong></li><li><strong>• Ho pilotato il drone con il controller RC 2 in condizioni soleggiate con vento moderato e ho testato le sue capacità di tracciamento</strong></li></ul><p>Ho avuto il DJI Mini 5 Pro per alcuni giorni prima del suo unveiling, e sono riuscito a portarlo fuori per alcuni voli. Le condizioni erano generalmente soleggiate o nuvolose, con vento moderato che ha fornito un test severo per la stabilità del Mini 5 Pro. Ho controllato il drone con il controller RC 2 che ha uno schermo. Ho girato più video 4K 60fps in formato verticale e orizzontale, ho alternato tra le modalità di volo cine, normale e sport e ho testato l'ActiveTrack 360° attraverso boschi e altro. Ho girato video usando sia i profili colore standard che il profilo colore D Log M di DJI e ho gradato il filmato. Durante le condizioni luminose ho usato il filtro ND 8 per bilanciare l'esposizione. Ho anche scattato immagini fisse in RAW e JPEG, oltre ad aver utilizzato lo zoom digitale 3x.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Sony BRAVIA Theatre System 6, suono da sogno con una stranezza ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il BRAVIA Theatre System 6 è un sistema home cinema 5.1 che, in un mercato dominato dalle soundbar all-in-one, recupera l’approccio classico dei diffusori fisici con subwoofer centrale. Con un prezzo di listino intorno ai 650 euro, si rivolge a chi privilegia la potenza sonora autentica. Ma ha alcune carenze un po’ insolite. </p><p>La sua progettazione pone una questione chiave: è preferibile avere un surround fisico, con bassi potenti e un vero 5.1, o la praticità di un ecosistema moderno con Wi-Fi e integrazione software? La nostra risposta è che non dovrebbe essere necessario scegliere, ma forse in questa fascia di prezzo è una cosa sensata da prendere in considerazione.</p><p>La risposta definisce se questo prodotto rappresenti una scelta di valore o un compromesso eccessivo.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ImdzxNcpfXU" allowfullscreen></iframe></div></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="395rTe5Vc3gR6p3yFDxaZK" name="Sony" alt="Sony" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/395rTe5Vc3gR6p3yFDxaZK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6000" height="4000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-design-e-installazione-facile-ma-con-vincoli-rigidi"><span>Design e installazione: facile, ma con vincoli rigidi</span></h3><p>Il pacchetto comprende soundbar passiva, subwoofer, due satelliti posteriori e un amplificatore wireless dedicato. L’estetica è sobria, i materiali plastici ma robusti. <strong>Il subwoofer è il centro operativo dell’intero sistema</strong>, ospitando non solo l’amplificazione ma anche l’ingresso HDMI eARC, soluzione atipica che obbliga a collegare il TV direttamente al subwoofer.</p><p>Da questo parte un <strong>cavo proprietario a piattina</strong> che alimenta la soundbar, priva di ingressi e alimentazione autonoma. Questa scelta tecnica, che richiama prodotti di oltre dieci anni fa, vincola il posizionamento degli elementi principali, limitando la flessibilità di installazione. Dovrete posizionare il subwoofer dove lo permette il cavo, il che può essere una discreta rottura di scatole. </p><p>Anche i satelliti posteriori non sono del tutto wireless: devono essere collegati a un ricevitore/amplificatore che richiede a sua volta una presa di corrente. I cavi si riducono, ma non scompaiono del tutto. La stessa Sony ha in catalogo prodotti i cui satelliti sono a batteria: molto più comodi, ma il prezzo ovviamente è più alto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="i8iuyNHSWuL3xWusQzXESN" name="Sony" alt="Sony" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i8iuyNHSWuL3xWusQzXESN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="2000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-caratteristiche-e-connettivita-l-essenziale-senza-fronzoli"><span>Caratteristiche e connettività: l’essenziale, senza fronzoli</span></h3><p>Sul fronte dei formati audio, il sistema offre il supporto agli standard più importanti, inclusi <strong>Dolby Atmos e DTS:X</strong>. Va precisato, però, che non ci sono altoparlanti fisici rivolti verso l’alto; l’effetto di altezza è affidato interamente alla tecnologia di virtualizzazione Sony Vertical Surround Engine.</p><p>La connettività è il vero tallone d’Achille. L’unica opzione per lo streaming senza fili è il <strong>Bluetooth</strong>, una dotazione ormai basilare. <strong>Manca totalmente il Wi-Fi</strong>, una scelta che nel 2025 appare quasi anacronistica. Questa assenza si traduce nell’impossibilità di usare i più comuni protocolli di streaming audio ad alta qualità basati su rete domestica. A parte ovviamente il Bluetooth.</p><p>L’interazione con il sistema avviene tramite un piccolo telecomando o attraverso l’applicazione per smartphone <strong>Bravia Connect</strong>. L’app è ben realizzata e consente una calibrazione manuale più precisa, permettendo di regolare i livelli dei singoli canali e la loro distanza dal punto di ascolto, anche se con step poco granulari. Abbiamo però avuto qualche difficoltà con Bravia Connect, che di tanto in tanto non si collegava alla soundbar come avrebbe dovuto. </p><p>Un vantaggio concreto esiste per chi possiede già un televisore Sony BRAVIA compatibile. Grazie all’integrazione nell’ecosistema, è possibile <strong>controllare le impostazioni audio</strong> direttamente dal menu del TV e sfruttare funzioni come Voice Zoom 3 per migliorare la chiarezza dei dialoghi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="gedkmbgjAVuEQEziD23TCR" name="Sony" alt="Sony" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gedkmbgjAVuEQEziD23TCR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="2000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni-audio-potenza-cinematografica-pura"><span>Prestazioni audio: potenza cinematografica pura</span></h3><p>Se si superano i dubbi sul design, si arriva alla vera ragion d’essere di questo sistema: la performance. Con contenuti cinematografici, il Theatre System 6 offre un’<strong>esperienza sonora potente e avvolgente</strong>. La presenza di diffusori posteriori fisici fa un’enorme differenza rispetto alle soluzioni virtuali, garantendo un posizionamento degli effetti preciso e un’immersività che poche soundbar in questa fascia di prezzo possono eguagliare.</p><p>Il subwoofer è il protagonista assoluto, capace di scuotere l’ambiente con <strong>bassi profondi e di grande impatto</strong> durante le scene d’azione. La potenza complessiva è notevole e permette di sonorizzare anche stanze di dimensioni medio-grandi senza mai mostrare affanno o distorsioni evidenti, anche a volumi sostenuti.</p><p>Tuttavia, la qualità non è esente da difetti. Alcune analisi tecniche <a href="https://www.avmagazine.it/articoli/sorgenti/2047/sony-system-6-la-barra-piu-assurda-che-c-e-_index.html"><u>hanno evidenziato</u></a> una <strong>scarsa integrazione tra subwoofer e soundbar</strong>, con una possibile debolezza nella zona di incrocio delle frequenze (attorno ai 100-120 Hz). All’ascolto, questo si può tradurre in un basso a tratti “slegato” dal resto del messaggio sonoro, potente ma non sempre perfettamente articolato. Personalmente non sono riuscito a sentire questa differenza, rilevabile invece in laboratorio; ma per chi ha un orecchio particolarmente sensibile potrebbe essere invece una cosa facile da notare. </p><p>L’<strong>assenza di driver up-firing </strong>invece si fa sentire con più prepotenza. L’effetto verticale del Dolby Atmos è presente ma simulato, <strong>meno puntuale e credibile</strong> rispetto a sistemi dotati di altoparlanti dedicati. La spazialità orizzontale, invece, resta di ottimo livello.</p><p>Quando si passa all’ascolto di musica, il sistema <strong>mostra un po’ la corda</strong>. La sua impostazione, così focalizzata sull’impatto cinematografico, risulta meno equilibrata e raffinata con contenuti stereo, dove la preponderanza del subwoofer può diventare invadente se non attentamente regolata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="5HXwFTS8MzitrirkVq8WRV" name="Sony" alt="Sony" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5HXwFTS8MzitrirkVq8WRV-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6000" height="4000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-le-alternative-da-considerare"><span>Le alternative da considerare</span></h3><p>Il posizionamento unico del BRAVIA Theatre System 6 rende difficile un confronto diretto. È più utile analizzare le alternative che, nella stessa fascia di prezzo, rappresentano filosofie di prodotto differenti.</p><p>La prima alternativa è rappresentata dalle <strong>soundbar smart compatte</strong>, come la Sonos Beam (Gen 2). Questi dispositivi puntano tutto sulla connettività Wi-Fi, l’integrazione multi-room, la compatibilità con i principali servizi di streaming e un design minimale. In questo scenario, l’utente scambia la potenza e il surround fisico del sistema Sony con una praticità e versatilità software infinitamente superiori. L’audio è più equilibrato per la musica, ma l’impatto cinematografico e il surround sono solo virtuali, a meno di non aggiungere componenti posteriori e un subwoofer molto costosi.</p><p>Un’altra via è quella dei <strong>sistemi 5.1 “home theater in a box”</strong>, proposti da marchi come Klipsch. Similmente a Sony, questi pacchetti offrono diffusori fisici per un’esperienza surround autentica. Spesso, però, richiedono un sintoamplificatore A/V esterno, risultando in una maggiore complessità di installazione e un costo complessivo potenzialmente superiore. Il sistema Sony si pone quindi come una via di mezzo più semplice e integrata rispetto a queste soluzioni tradizionali.</p><p>Infine, sul mercato esistono numerose <strong>soundbar Dolby Atmos con subwoofer wireless incluso</strong>. A parità di prezzo, questi sistemi offrono spesso una migliore gestione dei canali verticali grazie a driver up-firing dedicati e una connettività più moderna. Tuttavia, sacrificano quasi sempre i diffusori posteriori fisici, affidando il surround a elaborazioni virtuali meno efficaci di un vero 5.1.</p><p>Insomma, per molti versi la proposta di Sony è più unica che rara.</p><h3 class="article-body__section" id="section-verdetto-ne-vale-la-pena"><span>Verdetto: ne vale la pena?</span></h3><p>Il Sony BRAVIA Theatre System 6 è un prodotto che polarizza. A un prezzo di circa 650 euro, <strong>il suo valore è eccellente</strong> se si cerca la massima potenza e un’autentica esperienza surround 5.1 fisica. Nessuna soundbar all-in-one in questa fascia può competere sul piano della pura pressione sonora e dell’impatto cinematografico.</p><p>Il costo di questa potenza, però, si paga in termini di modernità. L’architettura anacronistica, la gestione dei cavi e l’<strong>assenza totale di funzioni smart</strong> lo rendono obsoleto dal punto di vista della connettività. È una scelta deliberata, quasi ideologica, da parte della casa giapponese.</p><p>In definitiva, ne vale la pena? Sì, ma solo per un utente specifico: l’appassionato di cinema che non ha interesse per lo streaming Wi-Fi, che <strong>privilegia i diffusori fisici</strong> rispetto a quelli virtuali e che è disposto a gestire qualche cavo in più in cambio di un suono da vero home cinema. Per chiunque altro cerchi praticità e integrazione smart, le alternative sul mercato rappresentano una scelta più equilibrata e moderna.</p><div ><table><caption>La nostra pagella</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Design e Installazione:</strong> <br></p></td><td  ><p>65/100</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Caratteristiche e Connettività:</strong></p></td><td  ><p>60/100</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Prestazioni Audio:</strong></p></td><td  ><p>88/100</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Rapporto Qualità-Prezzo:</strong></p></td><td  ><p>80/100</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Voto Finale: </strong></p></td><td  ><p>73/100</p></td></tr></tbody></table></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/televisions/recensione-sony-bravia-theatre-system-6-suono-da-sogno-con-una-stranezza</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il Sony BRAVIA Theatre System 6 è un sistema home cinema 5.1 che va controcorrente rispetto alle soundbar moderne, puntando su diffusori fisici e potenza pura. Con un prezzo intorno ai 650 euro, offre un suono autentico e avvolgente, ideale per chi cerca un’esperienza cinematografica immersiva. Tuttavia, la sua architettura “vecchia scuola”, la gestione dei cavi e la totale assenza di funzioni smart lo rendono un prodotto di nicchia, adatto a un pubblico specifico di appassionati più che al grande pubblico. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Televisions]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (TechRadar Italia) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ TechRadar Italia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Sony]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Sony]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Sony]]></media:title>
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                                <p>Il BRAVIA Theatre System 6 è un sistema home cinema 5.1 che, in un mercato dominato dalle soundbar all-in-one, recupera l’approccio classico dei diffusori fisici con subwoofer centrale. Con un prezzo di listino intorno ai 650 euro, si rivolge a chi privilegia la potenza sonora autentica. Ma ha alcune carenze un po’ insolite. </p><p>La sua progettazione pone una questione chiave: è preferibile avere un surround fisico, con bassi potenti e un vero 5.1, o la praticità di un ecosistema moderno con Wi-Fi e integrazione software? La nostra risposta è che non dovrebbe essere necessario scegliere, ma forse in questa fascia di prezzo è una cosa sensata da prendere in considerazione.</p><p>La risposta definisce se questo prodotto rappresenti una scelta di valore o un compromesso eccessivo.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/ImdzxNcpfXU" allowfullscreen></iframe></div></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="395rTe5Vc3gR6p3yFDxaZK" name="Sony" alt="Sony" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/395rTe5Vc3gR6p3yFDxaZK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6000" height="4000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-design-e-installazione-facile-ma-con-vincoli-rigidi"><span>Design e installazione: facile, ma con vincoli rigidi</span></h3><p>Il pacchetto comprende soundbar passiva, subwoofer, due satelliti posteriori e un amplificatore wireless dedicato. L’estetica è sobria, i materiali plastici ma robusti. <strong>Il subwoofer è il centro operativo dell’intero sistema</strong>, ospitando non solo l’amplificazione ma anche l’ingresso HDMI eARC, soluzione atipica che obbliga a collegare il TV direttamente al subwoofer.</p><p>Da questo parte un <strong>cavo proprietario a piattina</strong> che alimenta la soundbar, priva di ingressi e alimentazione autonoma. Questa scelta tecnica, che richiama prodotti di oltre dieci anni fa, vincola il posizionamento degli elementi principali, limitando la flessibilità di installazione. Dovrete posizionare il subwoofer dove lo permette il cavo, il che può essere una discreta rottura di scatole. </p><p>Anche i satelliti posteriori non sono del tutto wireless: devono essere collegati a un ricevitore/amplificatore che richiede a sua volta una presa di corrente. I cavi si riducono, ma non scompaiono del tutto. La stessa Sony ha in catalogo prodotti i cui satelliti sono a batteria: molto più comodi, ma il prezzo ovviamente è più alto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="i8iuyNHSWuL3xWusQzXESN" name="Sony" alt="Sony" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i8iuyNHSWuL3xWusQzXESN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="2000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-caratteristiche-e-connettivita-l-essenziale-senza-fronzoli"><span>Caratteristiche e connettività: l’essenziale, senza fronzoli</span></h3><p>Sul fronte dei formati audio, il sistema offre il supporto agli standard più importanti, inclusi <strong>Dolby Atmos e DTS:X</strong>. Va precisato, però, che non ci sono altoparlanti fisici rivolti verso l’alto; l’effetto di altezza è affidato interamente alla tecnologia di virtualizzazione Sony Vertical Surround Engine.</p><p>La connettività è il vero tallone d’Achille. L’unica opzione per lo streaming senza fili è il <strong>Bluetooth</strong>, una dotazione ormai basilare. <strong>Manca totalmente il Wi-Fi</strong>, una scelta che nel 2025 appare quasi anacronistica. Questa assenza si traduce nell’impossibilità di usare i più comuni protocolli di streaming audio ad alta qualità basati su rete domestica. A parte ovviamente il Bluetooth.</p><p>L’interazione con il sistema avviene tramite un piccolo telecomando o attraverso l’applicazione per smartphone <strong>Bravia Connect</strong>. L’app è ben realizzata e consente una calibrazione manuale più precisa, permettendo di regolare i livelli dei singoli canali e la loro distanza dal punto di ascolto, anche se con step poco granulari. Abbiamo però avuto qualche difficoltà con Bravia Connect, che di tanto in tanto non si collegava alla soundbar come avrebbe dovuto. </p><p>Un vantaggio concreto esiste per chi possiede già un televisore Sony BRAVIA compatibile. Grazie all’integrazione nell’ecosistema, è possibile <strong>controllare le impostazioni audio</strong> direttamente dal menu del TV e sfruttare funzioni come Voice Zoom 3 per migliorare la chiarezza dei dialoghi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="gedkmbgjAVuEQEziD23TCR" name="Sony" alt="Sony" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gedkmbgjAVuEQEziD23TCR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="2000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni-audio-potenza-cinematografica-pura"><span>Prestazioni audio: potenza cinematografica pura</span></h3><p>Se si superano i dubbi sul design, si arriva alla vera ragion d’essere di questo sistema: la performance. Con contenuti cinematografici, il Theatre System 6 offre un’<strong>esperienza sonora potente e avvolgente</strong>. La presenza di diffusori posteriori fisici fa un’enorme differenza rispetto alle soluzioni virtuali, garantendo un posizionamento degli effetti preciso e un’immersività che poche soundbar in questa fascia di prezzo possono eguagliare.</p><p>Il subwoofer è il protagonista assoluto, capace di scuotere l’ambiente con <strong>bassi profondi e di grande impatto</strong> durante le scene d’azione. La potenza complessiva è notevole e permette di sonorizzare anche stanze di dimensioni medio-grandi senza mai mostrare affanno o distorsioni evidenti, anche a volumi sostenuti.</p><p>Tuttavia, la qualità non è esente da difetti. Alcune analisi tecniche <a href="https://www.avmagazine.it/articoli/sorgenti/2047/sony-system-6-la-barra-piu-assurda-che-c-e-_index.html"><u>hanno evidenziato</u></a> una <strong>scarsa integrazione tra subwoofer e soundbar</strong>, con una possibile debolezza nella zona di incrocio delle frequenze (attorno ai 100-120 Hz). All’ascolto, questo si può tradurre in un basso a tratti “slegato” dal resto del messaggio sonoro, potente ma non sempre perfettamente articolato. Personalmente non sono riuscito a sentire questa differenza, rilevabile invece in laboratorio; ma per chi ha un orecchio particolarmente sensibile potrebbe essere invece una cosa facile da notare. </p><p>L’<strong>assenza di driver up-firing </strong>invece si fa sentire con più prepotenza. L’effetto verticale del Dolby Atmos è presente ma simulato, <strong>meno puntuale e credibile</strong> rispetto a sistemi dotati di altoparlanti dedicati. La spazialità orizzontale, invece, resta di ottimo livello.</p><p>Quando si passa all’ascolto di musica, il sistema <strong>mostra un po’ la corda</strong>. La sua impostazione, così focalizzata sull’impatto cinematografico, risulta meno equilibrata e raffinata con contenuti stereo, dove la preponderanza del subwoofer può diventare invadente se non attentamente regolata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:6000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="5HXwFTS8MzitrirkVq8WRV" name="Sony" alt="Sony" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5HXwFTS8MzitrirkVq8WRV-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="6000" height="4000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sony)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-le-alternative-da-considerare"><span>Le alternative da considerare</span></h3><p>Il posizionamento unico del BRAVIA Theatre System 6 rende difficile un confronto diretto. È più utile analizzare le alternative che, nella stessa fascia di prezzo, rappresentano filosofie di prodotto differenti.</p><p>La prima alternativa è rappresentata dalle <strong>soundbar smart compatte</strong>, come la Sonos Beam (Gen 2). Questi dispositivi puntano tutto sulla connettività Wi-Fi, l’integrazione multi-room, la compatibilità con i principali servizi di streaming e un design minimale. In questo scenario, l’utente scambia la potenza e il surround fisico del sistema Sony con una praticità e versatilità software infinitamente superiori. L’audio è più equilibrato per la musica, ma l’impatto cinematografico e il surround sono solo virtuali, a meno di non aggiungere componenti posteriori e un subwoofer molto costosi.</p><p>Un’altra via è quella dei <strong>sistemi 5.1 “home theater in a box”</strong>, proposti da marchi come Klipsch. Similmente a Sony, questi pacchetti offrono diffusori fisici per un’esperienza surround autentica. Spesso, però, richiedono un sintoamplificatore A/V esterno, risultando in una maggiore complessità di installazione e un costo complessivo potenzialmente superiore. Il sistema Sony si pone quindi come una via di mezzo più semplice e integrata rispetto a queste soluzioni tradizionali.</p><p>Infine, sul mercato esistono numerose <strong>soundbar Dolby Atmos con subwoofer wireless incluso</strong>. A parità di prezzo, questi sistemi offrono spesso una migliore gestione dei canali verticali grazie a driver up-firing dedicati e una connettività più moderna. Tuttavia, sacrificano quasi sempre i diffusori posteriori fisici, affidando il surround a elaborazioni virtuali meno efficaci di un vero 5.1.</p><p>Insomma, per molti versi la proposta di Sony è più unica che rara.</p><h3 class="article-body__section" id="section-verdetto-ne-vale-la-pena"><span>Verdetto: ne vale la pena?</span></h3><p>Il Sony BRAVIA Theatre System 6 è un prodotto che polarizza. A un prezzo di circa 650 euro, <strong>il suo valore è eccellente</strong> se si cerca la massima potenza e un’autentica esperienza surround 5.1 fisica. Nessuna soundbar all-in-one in questa fascia può competere sul piano della pura pressione sonora e dell’impatto cinematografico.</p><p>Il costo di questa potenza, però, si paga in termini di modernità. L’architettura anacronistica, la gestione dei cavi e l’<strong>assenza totale di funzioni smart</strong> lo rendono obsoleto dal punto di vista della connettività. È una scelta deliberata, quasi ideologica, da parte della casa giapponese.</p><p>In definitiva, ne vale la pena? Sì, ma solo per un utente specifico: l’appassionato di cinema che non ha interesse per lo streaming Wi-Fi, che <strong>privilegia i diffusori fisici</strong> rispetto a quelli virtuali e che è disposto a gestire qualche cavo in più in cambio di un suono da vero home cinema. Per chiunque altro cerchi praticità e integrazione smart, le alternative sul mercato rappresentano una scelta più equilibrata e moderna.</p><div ><table><caption>La nostra pagella</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Design e Installazione:</strong> <br></p></td><td  ><p>65/100</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Caratteristiche e Connettività:</strong></p></td><td  ><p>60/100</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Prestazioni Audio:</strong></p></td><td  ><p>88/100</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Rapporto Qualità-Prezzo:</strong></p></td><td  ><p>80/100</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Voto Finale: </strong></p></td><td  ><p>73/100</p></td></tr></tbody></table></div>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione OnePlus Watch 3  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-recensione-rapida"><span>OnePlus Watch 3: recensione rapida </span></h3><p>Scrivendo questa recensione dell’<strong>OnePlus Watch 3</strong>, è stato evidente come il salto evolutivo rispetto all’<strong>OnePlus Watch 2</strong> sia molto più contenuto rispetto al progresso registrato dal Watch 2 rispetto al modello originale. Il primo OnePlus Watch era stato giudicato negativamente sotto ogni aspetto, mentre l’OnePlus Watch 2 aveva rappresentato un miglioramento notevole in ogni area.</p><p>L’<strong>OnePlus Watch 3</strong> ha quindi dovuto lavorare meno, perfezionando un design già di successo. Come il Watch 2, mantiene l’estetica di un classico orologio elegante con cassa e lunetta esterne, ora realizzate in titanio invece che in acciaio inossidabile. Il display AMOLED è ora protetto da cristallo zaffiro 2D per una maggiore resistenza, mentre l’autonomia è stata aumentata dalle 100 ore del modello precedente a <strong>120 ore</strong>, superando rivali come il <strong>Samsung Galaxy Watch Ultra</strong> e l’<strong>Apple Watch Ultra</strong> in termini di durata.</p><p>Come esperienza d’uso con Wear OS, il Watch 3 funziona in modo fluido e affidabile quanto qualsiasi altro smartwatch con questo sistema operativo, incluso il <strong>Google Pixel Watch 3</strong>. È una scelta che la maggior parte degli utenti Android dovrebbe considerare e ha tutte le carte in regola per entrare nella nostra classifica dei migliori smartwatch Android in futuro.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/8bGv3jzs8OE" allowfullscreen></iframe></div></div><p>L’usabilità dell’<strong>OnePlus Watch 3</strong> è notevolmente migliorata grazie all’aggiunta di una <strong>corona digitale rotante</strong>, che consente di scorrere e navigare con maggiore facilità, soprattutto durante gli allenamenti più intensi in cui il touchscreen potrebbe risultare meno pratico (o meno igienico) da utilizzare.</p><p>Il dispositivo registra le corse in modo soddisfacente direttamente dal polso e monitora accuratamente le fasi del sonno, anche se in un’occasione il punteggio del sonno ha mostrato una differenza di 20 punti rispetto al <strong>Samsung Galaxy Ring</strong>. Sono emersi alcuni piccoli problemi nel tracciamento del nuoto, in particolare nel riconoscimento delle bracciate, ma per un utente medio che desidera una stima approssimativa del proprio carico di allenamento risulterà comunque adeguato. È improbabile, invece, che i triatleti scelgano l’OnePlus Watch 3 al posto dei modelli presenti nella nostra classifica dei migliori smartwatch da corsa.</p><p>L’unico vero limite riscontrato riguarda le dimensioni dell’orologio: già nella fase di recensione preliminare era emerso il desiderio di vedere un secondo modello più compatto, adatto a chi ha polsi più piccoli. Molte persone, in particolare molte donne, potrebbero infatti trovarlo troppo grande e pesante per l’uso quotidiano. Tuttavia, durante i test, OnePlus ha annunciato l’arrivo di una <strong>seconda versione più piccola</strong>, oltre alla futura disponibilità di varianti con <strong>connettività LTE</strong>, dissipando così ogni perplessità.</p><p>Considerato nel suo insieme, questo OnePlus Watch 3 – nella versione originale più grande – si conferma un compagno solido e affidabile per l’uso quotidiano, dotato di strumenti moderni per la salute e di un design senza tempo.</p><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-prezzo-e-disponibilita"><span>OnePlus Watch 3: prezzo e disponibilità </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3319px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vCokzGKgsuMG2UoDzgCVR4" name="OnePLus WearOS" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vCokzGKgsuMG2UoDzgCVR4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3319" height="1867" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>OnePlus Watch 3</strong> è già disponibile all’acquisto anche in Italia tramite il sito ufficiale OnePlus e i principali rivenditori autorizzati. Dall’uscita iniziale il prezzo è stato aggiornato e ora è fissato a <strong>269 euro</strong>, con una riduzione di 50 euro rispetto al prezzo di lancio.</p><p>Questa variazione rende l’OnePlus Watch 3 un acquisto molto più interessante, collocandolo in una fascia di prezzo competitiva rispetto ai principali rivali sul mercato, come il Pixel Watch 3 o il Samsung Galaxy Watch Ultra.</p><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-design"><span>OnePlus Watch 3: Design</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2052px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="6cmABaKc6e5wTSCibFp3P4" name="OnePlus thicc" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6cmABaKc6e5wTSCibFp3P4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2052" height="1154" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Come già accennato, l’<strong>OnePlus Watch 3</strong> condivide molte somiglianze estetiche con l’<strong>OnePlus Watch 2</strong>, ma introduce alcune novità sia interne che esterne. Lo smartwatch utilizza ancora <strong>Wear OS 5</strong> sul chipset <strong>Snapdragon W5</strong>, ma integra anche un secondo sistema operativo, <strong>RTOS</strong>, alimentato da un nuovo chip <strong>BES2800 MCU</strong>.</p><p>Passando da Wear OS al sistema RTOS a basso consumo, l’OnePlus Watch 3 riesce ad aumentare sensibilmente l’autonomia. In combinazione con la nuova batteria più grande da <strong>631 mAh</strong>, l’orologio raggiunge fino a <strong>120 ore di utilizzo</strong>, rispetto alle 100 ore del modello precedente.</p><p>Per forma e design, l’OnePlus Watch 3 è molto simile al Watch 2. Con dimensioni di <strong>46,6 mm x 47,6 mm x 11 mm</strong> (spessore del sensore escluso) e un peso di <strong>81 g</strong> comprensivo di cinturino, si tratta di un orologio piuttosto imponente. L’aspetto elegante e in stile orologio classico in metallo lo aiuta, ma le dimensioni potrebbero risultare eccessive per molte persone. Fortunatamente, è già in arrivo un modello più compatto.</p><p>Le dimensioni generose permettono però di ospitare un ampio display. Il vetro <strong>zaffiro 2D</strong> e il pannello <strong>AMOLED</strong> ultra-fluido offrono una luminosità di <strong>2.000 nit</strong>, la stessa dell’<strong>Apple Watch Ultra 2</strong>. Lo schermo grande rende la lettura di messaggi e notifiche un’operazione piacevole e, grazie a una delle principali novità, lo è ancora di più: la <strong>corona digitale rotante</strong>.</p><p>Premendo la corona si torna al menu principale, mentre la rotazione serve per scorrere i contenuti; il tasto laterale, invece, avvia gli allenamenti. In combinazione con il touchscreen, l’esperienza d’uso è molto intuitiva e familiare, soprattutto per chi ha già utilizzato i migliori Apple Watch.</p><ul><li><strong>Design: 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-caratteristiche"><span>OnePlus Watch 3: caratteristiche </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2345px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Dr9kKdoRaA6GUudY3m2qP4" name="IMG20250217104957 (1)" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dr9kKdoRaA6GUudY3m2qP4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2345" height="1319" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre alla corona digitale rotante, al nuovo schermo e alla lunetta più resistenti e alla maggiore autonomia, l’<strong>OnePlus Watch 3</strong> offre numerose funzionalità software, sia nuove che già conosciute. Come per tutti gli smartwatch Android, è possibile installare un’ampia gamma di app di terze parti e anche in questo caso non mancano le opzioni: Strava, Spotify, AllTrails, Audible e molte altre sono perfettamente compatibili. Inoltre, è possibile accedere a un’ampia selezione di quadranti personalizzabili.</p><p>Tra le novità più interessanti c’è il <strong>check-in salute da 60 secondi</strong>. Premendo il dito sul pulsante con sensore integrato, l’OnePlus Watch 3 misura la frequenza cardiaca, monitora l’ossigenazione del sangue, il benessere mentale, la temperatura al polso, la qualità del sonno e una nuova metrica chiamata <strong>“età vascolare”</strong>, simile alla Fitness Age di Garmin ma pensata nello specifico per la salute cardiovascolare. Sarà inoltre disponibile entro l’anno la funzione di <strong>elettrocardiogramma (ECG)</strong>, che lavorerà insieme agli indicatori di elasticità vascolare per creare valori di riferimento basati sull’età.</p><p>L’orologio può quindi fornire una stima indicativa di quanto “vecchio” sia il cuore rispetto al resto del corpo: una persona trentenne ma molto allenata potrebbe avere un cuore paragonabile a quello di un venticinquenne, mentre chi è fuori forma potrebbe avere valori che si avvicinano a quelli di un quarantenne.</p><p>Il <strong>GPS a doppia frequenza</strong> garantisce ora una maggiore precisione. L’app dedicata agli allenamenti supporta oltre <strong>100 modalità sportive</strong>, anche se solo 11 di queste includono modalità “professionali” o metriche avanzate, come la corsa. Le altre rappresentano comunque una buona aggiunta per chi desidera inserire facilmente i propri dati nel diario di allenamento digitale.</p><ul><li><strong>Caratteristiche: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-performance"><span>OnePlus Watch 3: Performance</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2041px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="WGYABLFNchrFgmC785tWDf" name="OnePlus Watch 3 straps" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WGYABLFNchrFgmC785tWDf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2041" height="1149" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per una settimana ho testato l’<strong>OnePlus Watch 3</strong>, utilizzando il tracciamento degli allenamenti, il monitoraggio del sonno, le app di terze parti e molte delle sue funzioni dedicate alla salute. Come accadeva già con l’<strong>OnePlus Watch 2</strong>, il passaggio tra i due sistemi operativi integrati è impercettibile e perfettamente fluido: un processo in background progettato per massimizzare la durata della batteria.</p><p>L’autonomia è uno dei punti di forza dichiarati e lo smartwatch mantiene le promesse: durante le prove, con diversi allenamenti GPS ad alto consumo, ha raggiunto circa <strong>quattro giorni e mezzo di utilizzo</strong>, un risultato in linea con le aspettative.</p><p>L’esperienza d’uso è stata piacevole. Il meccanismo di aggancio e sgancio rapido del cinturino è estremamente semplice, una caratteristica che molti altri smartwatch non offrono. L’orologio è più grande e pesante di quanto fossi abituato, pur essendo già un utilizzatore di modelli Garmin di dimensioni importanti, ma sul polso ha un aspetto elegante, soprattutto con un quadrante analogico classico, e ha attirato diversi complimenti.</p><p>Il monitoraggio delle fasi del sonno è risultato preciso, con valori molto simili a quelli registrati dal <strong>Samsung Galaxy Ring</strong>. Le differenze emerse riguardano più che altro l’interpretazione dei dati: OnePlus ha assegnato un punteggio sonno di <strong>74</strong> rispetto al <strong>94</strong> del Galaxy Ring, sostenendo che il sonno profondo non fosse sufficiente, mentre l’anello di Samsung lo considerava adeguato. Una verifica rapida ha confermato che Samsung era più accurato: l’app <strong>OHealth</strong> definiva “bassa” una percentuale di sonno profondo del 17% su un totale di 8 ore e 40 minuti, nonostante la <strong>Sleep Foundation</strong> indichi che fino al 20% sia un valore perfettamente sano.</p><p>Sono emersi anche altri piccoli problemi, in particolare con il tracciamento del nuoto. Il profilo <strong>Pool Swim</strong> consente di impostare una lunghezza minima della vasca di 20 metri, mentre la piscina dell’hotel utilizzata durante un viaggio di lavoro era di soli 10 metri. Il dispositivo ha registrato con precisione le bracciate di stile libero, ma ha avuto difficoltà con quelle a rana: ho dovuto contarle manualmente e confrontarle con i dati dell’orologio ogni due vasche.</p><p>Per quanto riguarda le corse, invece, le ha mappate con grande precisione, al pari dell’<strong>Apple Watch Ultra</strong> o dei migliori modelli Garmin, fornendo informazioni dettagliate e piacevoli visualizzazioni grafiche. Si conferma quindi un ottimo orologio per il running, anche se le prestazioni in altre aree risultano leggermente meno convincenti.</p><ul><li><strong>Performance: 3.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-perche-acquistarlo"><span>OnePlus Watch 3 – Perché acquistarlo?</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2515px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="28fsniVtqKrXDBoCpqotDf" name="OnePlus Watch 3 music" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/28fsniVtqKrXDBoCpqotDf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2515" height="1415" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-acquistare">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete runner</strong><br>L’<strong>OnePlus Watch 3</strong> è particolarmente adatto a chi corre, grazie alla grande quantità di informazioni dettagliate che fornisce.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete un look classico</strong><br>Non amate avere un quadrante squadrato e nero al polso? Con il giusto quadrante, questo smartwatch offre un aspetto davvero premium.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete autonomia</strong><br>Al momento della stesura di questa recensione, l’<strong>OnePlus Watch 3</strong> è lo smartwatch Wear OS con la migliore durata della batteria disponibile.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="8cad79ae-cc4d-4117-af09-018b0c5331f0" data-action="Deal Block" data-label="Volete autonomiaAl momento della stesura di questa recensione, l’OnePlus Watch 3 è lo smartwatch Wear OS con la migliore durata della batteria disponibile." data-dimension48="Volete autonomiaAl momento della stesura di questa recensione, l’OnePlus Watch 3 è lo smartwatch Wear OS con la migliore durata della batteria disponibile." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete triatleti</strong></p><p>Durante i test, l’<strong>OnePlus Watch 3</strong> ha mostrato alcune difficoltà nel tracciamento del nuoto.</p></div><div class="product"><p><strong>Usate un iPhone</strong></p><p>Può sembrare scontato, ma se utilizzate un iPhone è meglio optare per un <strong>Apple Watch Ultra</strong>, decisamente più adatto all’ecosistema Apple.</p></div><div class="product"><p><strong>Non amate gli orologi grandi</strong></p><p>Se avete polsi piccoli, potrebbe convenire attendere l’uscita del modello più compatto o valutare direttamente il <strong>Google Pixel Watch 3</strong>.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="40a98a6e-c6bb-40fd-a2d8-1f570bc37fbe" data-action="Deal Block" data-label="Non amate gli orologi grandiSe avete polsi piccoli, potrebbe convenire attendere l’uscita del modello più compatto o valutare direttamente il Google Pixel Watch 3." data-dimension48="Non amate gli orologi grandiSe avete polsi piccoli, potrebbe convenire attendere l’uscita del modello più compatto o valutare direttamente il Google Pixel Watch 3." data-dimension25="">View Deal</a></p></div> ]]></dc:content>
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                                                    <category><![CDATA[Health & Fitness]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[OnePlus Watch 3]]></media:title>
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-recensione-rapida"><span>OnePlus Watch 3: recensione rapida </span></h3><p>Scrivendo questa recensione dell’<strong>OnePlus Watch 3</strong>, è stato evidente come il salto evolutivo rispetto all’<strong>OnePlus Watch 2</strong> sia molto più contenuto rispetto al progresso registrato dal Watch 2 rispetto al modello originale. Il primo OnePlus Watch era stato giudicato negativamente sotto ogni aspetto, mentre l’OnePlus Watch 2 aveva rappresentato un miglioramento notevole in ogni area.</p><p>L’<strong>OnePlus Watch 3</strong> ha quindi dovuto lavorare meno, perfezionando un design già di successo. Come il Watch 2, mantiene l’estetica di un classico orologio elegante con cassa e lunetta esterne, ora realizzate in titanio invece che in acciaio inossidabile. Il display AMOLED è ora protetto da cristallo zaffiro 2D per una maggiore resistenza, mentre l’autonomia è stata aumentata dalle 100 ore del modello precedente a <strong>120 ore</strong>, superando rivali come il <strong>Samsung Galaxy Watch Ultra</strong> e l’<strong>Apple Watch Ultra</strong> in termini di durata.</p><p>Come esperienza d’uso con Wear OS, il Watch 3 funziona in modo fluido e affidabile quanto qualsiasi altro smartwatch con questo sistema operativo, incluso il <strong>Google Pixel Watch 3</strong>. È una scelta che la maggior parte degli utenti Android dovrebbe considerare e ha tutte le carte in regola per entrare nella nostra classifica dei migliori smartwatch Android in futuro.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/8bGv3jzs8OE" allowfullscreen></iframe></div></div><p>L’usabilità dell’<strong>OnePlus Watch 3</strong> è notevolmente migliorata grazie all’aggiunta di una <strong>corona digitale rotante</strong>, che consente di scorrere e navigare con maggiore facilità, soprattutto durante gli allenamenti più intensi in cui il touchscreen potrebbe risultare meno pratico (o meno igienico) da utilizzare.</p><p>Il dispositivo registra le corse in modo soddisfacente direttamente dal polso e monitora accuratamente le fasi del sonno, anche se in un’occasione il punteggio del sonno ha mostrato una differenza di 20 punti rispetto al <strong>Samsung Galaxy Ring</strong>. Sono emersi alcuni piccoli problemi nel tracciamento del nuoto, in particolare nel riconoscimento delle bracciate, ma per un utente medio che desidera una stima approssimativa del proprio carico di allenamento risulterà comunque adeguato. È improbabile, invece, che i triatleti scelgano l’OnePlus Watch 3 al posto dei modelli presenti nella nostra classifica dei migliori smartwatch da corsa.</p><p>L’unico vero limite riscontrato riguarda le dimensioni dell’orologio: già nella fase di recensione preliminare era emerso il desiderio di vedere un secondo modello più compatto, adatto a chi ha polsi più piccoli. Molte persone, in particolare molte donne, potrebbero infatti trovarlo troppo grande e pesante per l’uso quotidiano. Tuttavia, durante i test, OnePlus ha annunciato l’arrivo di una <strong>seconda versione più piccola</strong>, oltre alla futura disponibilità di varianti con <strong>connettività LTE</strong>, dissipando così ogni perplessità.</p><p>Considerato nel suo insieme, questo OnePlus Watch 3 – nella versione originale più grande – si conferma un compagno solido e affidabile per l’uso quotidiano, dotato di strumenti moderni per la salute e di un design senza tempo.</p><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-prezzo-e-disponibilita"><span>OnePlus Watch 3: prezzo e disponibilità </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3319px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vCokzGKgsuMG2UoDzgCVR4" name="OnePLus WearOS" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vCokzGKgsuMG2UoDzgCVR4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3319" height="1867" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>OnePlus Watch 3</strong> è già disponibile all’acquisto anche in Italia tramite il sito ufficiale OnePlus e i principali rivenditori autorizzati. Dall’uscita iniziale il prezzo è stato aggiornato e ora è fissato a <strong>269 euro</strong>, con una riduzione di 50 euro rispetto al prezzo di lancio.</p><p>Questa variazione rende l’OnePlus Watch 3 un acquisto molto più interessante, collocandolo in una fascia di prezzo competitiva rispetto ai principali rivali sul mercato, come il Pixel Watch 3 o il Samsung Galaxy Watch Ultra.</p><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-design"><span>OnePlus Watch 3: Design</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2052px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="6cmABaKc6e5wTSCibFp3P4" name="OnePlus thicc" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6cmABaKc6e5wTSCibFp3P4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2052" height="1154" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Come già accennato, l’<strong>OnePlus Watch 3</strong> condivide molte somiglianze estetiche con l’<strong>OnePlus Watch 2</strong>, ma introduce alcune novità sia interne che esterne. Lo smartwatch utilizza ancora <strong>Wear OS 5</strong> sul chipset <strong>Snapdragon W5</strong>, ma integra anche un secondo sistema operativo, <strong>RTOS</strong>, alimentato da un nuovo chip <strong>BES2800 MCU</strong>.</p><p>Passando da Wear OS al sistema RTOS a basso consumo, l’OnePlus Watch 3 riesce ad aumentare sensibilmente l’autonomia. In combinazione con la nuova batteria più grande da <strong>631 mAh</strong>, l’orologio raggiunge fino a <strong>120 ore di utilizzo</strong>, rispetto alle 100 ore del modello precedente.</p><p>Per forma e design, l’OnePlus Watch 3 è molto simile al Watch 2. Con dimensioni di <strong>46,6 mm x 47,6 mm x 11 mm</strong> (spessore del sensore escluso) e un peso di <strong>81 g</strong> comprensivo di cinturino, si tratta di un orologio piuttosto imponente. L’aspetto elegante e in stile orologio classico in metallo lo aiuta, ma le dimensioni potrebbero risultare eccessive per molte persone. Fortunatamente, è già in arrivo un modello più compatto.</p><p>Le dimensioni generose permettono però di ospitare un ampio display. Il vetro <strong>zaffiro 2D</strong> e il pannello <strong>AMOLED</strong> ultra-fluido offrono una luminosità di <strong>2.000 nit</strong>, la stessa dell’<strong>Apple Watch Ultra 2</strong>. Lo schermo grande rende la lettura di messaggi e notifiche un’operazione piacevole e, grazie a una delle principali novità, lo è ancora di più: la <strong>corona digitale rotante</strong>.</p><p>Premendo la corona si torna al menu principale, mentre la rotazione serve per scorrere i contenuti; il tasto laterale, invece, avvia gli allenamenti. In combinazione con il touchscreen, l’esperienza d’uso è molto intuitiva e familiare, soprattutto per chi ha già utilizzato i migliori Apple Watch.</p><ul><li><strong>Design: 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-caratteristiche"><span>OnePlus Watch 3: caratteristiche </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2345px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Dr9kKdoRaA6GUudY3m2qP4" name="IMG20250217104957 (1)" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dr9kKdoRaA6GUudY3m2qP4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2345" height="1319" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre alla corona digitale rotante, al nuovo schermo e alla lunetta più resistenti e alla maggiore autonomia, l’<strong>OnePlus Watch 3</strong> offre numerose funzionalità software, sia nuove che già conosciute. Come per tutti gli smartwatch Android, è possibile installare un’ampia gamma di app di terze parti e anche in questo caso non mancano le opzioni: Strava, Spotify, AllTrails, Audible e molte altre sono perfettamente compatibili. Inoltre, è possibile accedere a un’ampia selezione di quadranti personalizzabili.</p><p>Tra le novità più interessanti c’è il <strong>check-in salute da 60 secondi</strong>. Premendo il dito sul pulsante con sensore integrato, l’OnePlus Watch 3 misura la frequenza cardiaca, monitora l’ossigenazione del sangue, il benessere mentale, la temperatura al polso, la qualità del sonno e una nuova metrica chiamata <strong>“età vascolare”</strong>, simile alla Fitness Age di Garmin ma pensata nello specifico per la salute cardiovascolare. Sarà inoltre disponibile entro l’anno la funzione di <strong>elettrocardiogramma (ECG)</strong>, che lavorerà insieme agli indicatori di elasticità vascolare per creare valori di riferimento basati sull’età.</p><p>L’orologio può quindi fornire una stima indicativa di quanto “vecchio” sia il cuore rispetto al resto del corpo: una persona trentenne ma molto allenata potrebbe avere un cuore paragonabile a quello di un venticinquenne, mentre chi è fuori forma potrebbe avere valori che si avvicinano a quelli di un quarantenne.</p><p>Il <strong>GPS a doppia frequenza</strong> garantisce ora una maggiore precisione. L’app dedicata agli allenamenti supporta oltre <strong>100 modalità sportive</strong>, anche se solo 11 di queste includono modalità “professionali” o metriche avanzate, come la corsa. Le altre rappresentano comunque una buona aggiunta per chi desidera inserire facilmente i propri dati nel diario di allenamento digitale.</p><ul><li><strong>Caratteristiche: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-performance"><span>OnePlus Watch 3: Performance</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2041px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="WGYABLFNchrFgmC785tWDf" name="OnePlus Watch 3 straps" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WGYABLFNchrFgmC785tWDf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2041" height="1149" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per una settimana ho testato l’<strong>OnePlus Watch 3</strong>, utilizzando il tracciamento degli allenamenti, il monitoraggio del sonno, le app di terze parti e molte delle sue funzioni dedicate alla salute. Come accadeva già con l’<strong>OnePlus Watch 2</strong>, il passaggio tra i due sistemi operativi integrati è impercettibile e perfettamente fluido: un processo in background progettato per massimizzare la durata della batteria.</p><p>L’autonomia è uno dei punti di forza dichiarati e lo smartwatch mantiene le promesse: durante le prove, con diversi allenamenti GPS ad alto consumo, ha raggiunto circa <strong>quattro giorni e mezzo di utilizzo</strong>, un risultato in linea con le aspettative.</p><p>L’esperienza d’uso è stata piacevole. Il meccanismo di aggancio e sgancio rapido del cinturino è estremamente semplice, una caratteristica che molti altri smartwatch non offrono. L’orologio è più grande e pesante di quanto fossi abituato, pur essendo già un utilizzatore di modelli Garmin di dimensioni importanti, ma sul polso ha un aspetto elegante, soprattutto con un quadrante analogico classico, e ha attirato diversi complimenti.</p><p>Il monitoraggio delle fasi del sonno è risultato preciso, con valori molto simili a quelli registrati dal <strong>Samsung Galaxy Ring</strong>. Le differenze emerse riguardano più che altro l’interpretazione dei dati: OnePlus ha assegnato un punteggio sonno di <strong>74</strong> rispetto al <strong>94</strong> del Galaxy Ring, sostenendo che il sonno profondo non fosse sufficiente, mentre l’anello di Samsung lo considerava adeguato. Una verifica rapida ha confermato che Samsung era più accurato: l’app <strong>OHealth</strong> definiva “bassa” una percentuale di sonno profondo del 17% su un totale di 8 ore e 40 minuti, nonostante la <strong>Sleep Foundation</strong> indichi che fino al 20% sia un valore perfettamente sano.</p><p>Sono emersi anche altri piccoli problemi, in particolare con il tracciamento del nuoto. Il profilo <strong>Pool Swim</strong> consente di impostare una lunghezza minima della vasca di 20 metri, mentre la piscina dell’hotel utilizzata durante un viaggio di lavoro era di soli 10 metri. Il dispositivo ha registrato con precisione le bracciate di stile libero, ma ha avuto difficoltà con quelle a rana: ho dovuto contarle manualmente e confrontarle con i dati dell’orologio ogni due vasche.</p><p>Per quanto riguarda le corse, invece, le ha mappate con grande precisione, al pari dell’<strong>Apple Watch Ultra</strong> o dei migliori modelli Garmin, fornendo informazioni dettagliate e piacevoli visualizzazioni grafiche. Si conferma quindi un ottimo orologio per il running, anche se le prestazioni in altre aree risultano leggermente meno convincenti.</p><ul><li><strong>Performance: 3.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-oneplus-watch-3-perche-acquistarlo"><span>OnePlus Watch 3 – Perché acquistarlo?</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2515px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="28fsniVtqKrXDBoCpqotDf" name="OnePlus Watch 3 music" alt="OnePlus Watch 3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/28fsniVtqKrXDBoCpqotDf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2515" height="1415" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-acquistare">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete runner</strong><br>L’<strong>OnePlus Watch 3</strong> è particolarmente adatto a chi corre, grazie alla grande quantità di informazioni dettagliate che fornisce.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete un look classico</strong><br>Non amate avere un quadrante squadrato e nero al polso? Con il giusto quadrante, questo smartwatch offre un aspetto davvero premium.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete autonomia</strong><br>Al momento della stesura di questa recensione, l’<strong>OnePlus Watch 3</strong> è lo smartwatch Wear OS con la migliore durata della batteria disponibile.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="8cad79ae-cc4d-4117-af09-018b0c5331f0" data-action="Deal Block" data-label="Volete autonomiaAl momento della stesura di questa recensione, l’OnePlus Watch 3 è lo smartwatch Wear OS con la migliore durata della batteria disponibile." data-dimension48="Volete autonomiaAl momento della stesura di questa recensione, l’OnePlus Watch 3 è lo smartwatch Wear OS con la migliore durata della batteria disponibile." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete triatleti</strong></p><p>Durante i test, l’<strong>OnePlus Watch 3</strong> ha mostrato alcune difficoltà nel tracciamento del nuoto.</p></div><div class="product"><p><strong>Usate un iPhone</strong></p><p>Può sembrare scontato, ma se utilizzate un iPhone è meglio optare per un <strong>Apple Watch Ultra</strong>, decisamente più adatto all’ecosistema Apple.</p></div><div class="product"><p><strong>Non amate gli orologi grandi</strong></p><p>Se avete polsi piccoli, potrebbe convenire attendere l’uscita del modello più compatto o valutare direttamente il <strong>Google Pixel Watch 3</strong>.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="40a98a6e-c6bb-40fd-a2d8-1f570bc37fbe" data-action="Deal Block" data-label="Non amate gli orologi grandiSe avete polsi piccoli, potrebbe convenire attendere l’uscita del modello più compatto o valutare direttamente il Google Pixel Watch 3." data-dimension48="Non amate gli orologi grandiSe avete polsi piccoli, potrebbe convenire attendere l’uscita del modello più compatto o valutare direttamente il Google Pixel Watch 3." data-dimension25="">View Deal</a></p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Wuchang: Fallen Feathers ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Wuchang: Fallen Feathers di <strong>Leenzee</strong> è riuscito a stupirci nel migliore dei modi. Prima di provarlo, ci aspettavamo un soulslike competente ma destinato a confondersi nella massa, come accaduto in passato con titoli come <em>Lords of the Fallen</em> o <em>Mortal Shell</em>. Invece ci siamo trovati davanti a un action RPG profondo, appassionante e costantemente coinvolgente.</p><p><strong>Wuchang: Fallen Feathers è, senza mezzi termini, il miglior soulslike dai tempi dell’eccellente Lies of P del 2023.</strong></p><p>Wuchang: Fallen Feathers si immerge in una versione cupa e distorta della dinastia Ming, raccontando una storia profondamente disturbante fatta di violenza ciclica, rapimenti, matrimoni forzati e un’abbondante dose di body horror. Su questo sfondo prende vita un soulslike sorprendentemente raffinato, che combina l’esplorazione ramificata alla Dark Souls con un sistema di combattimento più vicino a Bloodborne, dove schivare vale più che parare.</p><p>Ogni arma vanta abilità uniche, e la possibilità di <strong>riplasmare gratuitamente e all’infinito l’intero skill tree</strong> permette di adattare il proprio stile a ogni situazione. Alcuni boss e zone richiedono infatti build specifiche per essere affrontati al meglio, e basta spesso un piccolo aggiustamento per superare uno scontro impossibile.</p><p><strong>La difficoltà è solida, ma non insormontabile.</strong> I veterani di titoli come Lies of P, Sekiro o Nioh 2 si sentiranno a casa, ma anche per loro alcuni boss e trappole ambientali sapranno fermare il passo. Due paludi velenose di fila, mine invisibili e un’ultima area esasperante sono forse gli unici eccessi di un level design per il resto eccellente.</p><p>Eppure, Wuchang riesce laddove tanti soulslike falliscono: <strong>una volta finito, viene subito voglia di rigiocarlo.</strong> Con il supporto al New Game Plus sin dal lancio e più finali da scoprire, tornare a combattere con tutto il proprio equipaggiamento è non solo possibile, ma fortemente consigliato.</p><h2 id="la-speranza-si-circonda-di-piume">La speranza si circonda di piume </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="eHZ6aRurYdripDSh5bhna9" name="WUCHANG_WEAPONSCOSTUMES_08" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eHZ6aRurYdripDSh5bhna9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure><p>In <em>Wuchang: Fallen Feathers</em> vestirete i panni dell’omonima protagonista, una temibile pirata guerriera affetta da amnesia... ma questo è solo l’inizio dei suoi problemi. Wuchang è infatti colpita da una malattia devastante chiamata <strong>Feathering</strong>, un morbo che trasforma le persone in bestie folli e li spinge alla pazzia più profonda. Tuttavia, lei è diversa: riesce a incanalare il potere del Feathering in combattimento, trasformando la maledizione in un’arma micidiale.</p><p>Questo potenziamento si manifesta principalmente in <strong>due meccaniche di gioco: Skyborn Might e la barra della Follia</strong>, e sono tra gli elementi più brillanti del gioco.</p><p><strong>Skyborn Might</strong> è una risorsa offensiva che si accumula in vari modi, fino a un massimo di cinque cariche. Il modo principale per ottenerla è eseguire uno <strong>shimmer</strong>, una schivata perfetta che annulla completamente i danni. Ogni tipologia d’arma – spade lunghe, asce, lance, spade a una mano e lame doppie – ha anche metodi unici per accumulare Skyborn Might una volta sbloccati nel ramo abilità, aggiungendo profondità e varietà al sistema di combattimento.</p><p>Questi elementi rendono ogni scontro una danza mortale in cui <strong>tempismo e stile di gioco contano più che mai</strong>, confermando Wuchang come uno dei soulslike più originali e riusciti degli ultimi anni.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Q5huZaS9eycxH3SQipFGbR" name="4-Wuchang" caption="" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Q5huZaS9eycxH3SQipFGbR-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure></div></div><p><strong>Le spade lunghe</strong>, ad esempio, <strong>accumulano una carica</strong> colpendo un nemico con il secondo attacco della combo di attacchi leggeri. <strong>Le spade a una mano</strong>, invece, <strong>possono generarla automaticamente nel tempo</strong>. <strong>Le lance</strong> hanno una risorsa propria che può essere <strong>convertita in più cariche di Skyborn Might</strong> se utilizzata con efficacia.</p><p><strong>Ma a cosa serve Skyborn Might?</strong> Ha due usi principali. L’arma equipaggiata dispone di <strong>due abilità</strong>: una <strong>mossa distintiva unica</strong> per quell’arma e una chiamata <strong>Disciplina</strong>, che può essere <strong>sbloccata nell’albero delle abilità</strong>. Le Discipline si possono applicare a qualsiasi arma della stessa famiglia, e ogni tipo di arma ne ha <strong>circa tre o quattro da sbloccare</strong>, in modo simile alle mosse speciali presenti nella serie <strong>Nioh</strong>.</p><p>Se si gioca con una <strong>build orientata alla magia</strong>, <strong>Skyborn Might viene anche utilizzato per lanciare incantesimi</strong>. È un approccio che ho apprezzato molto: in <strong>Wuchang</strong> non esiste una <strong>barra magica separata</strong> da gestire, come in <strong>Dark Souls 3</strong> o <strong>Elden Ring</strong>. Bisogna invece <strong>decidere come spendere al meglio le cariche accumulate</strong>: investirle tutte nelle abilità dell’arma o conservarle per lanciare magie?</p><p><strong>Si tratta di un sistema elegante</strong> che premia l’equilibrio tra <strong>attacco e difesa</strong>.</p><h2 id="diventare-un-berserk">Diventare un berserk</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wRwfDvkULEzuFF9krEsFqV" name="6-Wuchang" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wRwfDvkULEzuFF9krEsFqV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure><p><strong>La barra della Follia</strong>, invece, è un meccanismo decisamente più complesso. La Follia aumenta quando si muore o si uccidono nemici umanoidi, e diminuisce invece eliminando nemici affetti dal Feathering. Esistono due soglie specifiche, al 50% e al 90%: una volta raggiunte, gli occhi di Wuchang si illuminano di rosso e diventano disponibili nuove abilità legate alla Follia, sbloccabili tramite l’albero delle abilità. Per raggiungere queste soglie, si possono anche utilizzare oggetti che aumentano temporaneamente il livello di Follia.</p><p><strong>È un sistema basato sul rischio e sulla ricompensa.</strong> A Follia massima, si infliggono e si subiscono più danni. Ma se si muore in questo stato, un demone pericoloso si materializzerà nel punto in cui è stata persa la valuta per salire di livello (chiamata <strong>Mercurio Rosso</strong>).</p><p>Durante la mia anteprima iniziale, temevo che questa meccanica potesse risultare frustrante e stancante. In fondo, introdurre un altro nemico potente in una zona già problematica sembrava una pessima idea. Quello che non sapevo, però, è che <strong>il demone attacca chiunque gli capiti a tiro</strong>, diventando così un’arma a doppio taglio che può essere sfruttata strategicamente per affrontare nemici particolarmente ostici.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="o46wnx6umZHbZnMe8hDnsj" name="Wuchang_Screenshot_2" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/o46wnx6umZHbZnMe8hDnsj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Leenzee Games)</span></figcaption></figure><p>Ora considero questa meccanica <strong>un’aggiunta davvero geniale</strong>: sebbene il demone non compaia durante gli scontri con i boss, può offrire un aiuto inaspettato quando ci si trova bloccati in un’area particolarmente ostica o contro un nemico d’élite, creando un diversivo prezioso e offrendo un attimo di respiro. Eliminare il demone, inoltre, <strong>azzera completamente la Follia</strong>, lasciando ai giocatori la libertà di decidere se affrontarlo o meno in base al proprio stile di gioco.</p><p>Inizialmente, la Follia può sembrare una meccanica da evitare, ma <strong>se gestita con attenzione si trasforma in un’arma potentissima</strong>, un vero e proprio asso nella manica per Wuchang. Come molte altre componenti del gioco, si tratta di <strong>trovare il giusto equilibrio</strong>: la Follia è pericolosa, ma il potere che offre non dovrebbe mai essere sottovalutato, soprattutto negli scontri più impegnativi.</p><h2 id="vestirsi-per-l-occasione">Vestirsi per l'occasione </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="nTdyjGjzxmmFdGZT8BeY98" name="WUCHANG_WEAPONSCOSTUMES_01" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nTdyjGjzxmmFdGZT8BeY98-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Leenzee Games)</span></figcaption></figure><p>Ci sono molti modi per potenziare Wuchang nel corso dell’avventura, ed è qui che entra in gioco <strong>l’albero delle abilità</strong>. Il sistema di progressione in <em>Wuchang: Fallen Feathers</em> differisce da quello dei classici soulslike. Anche in questo caso si ottiene una valuta sconfiggendo i nemici, utile per salire di livello o acquistare oggetti, ma questa viene convertita in <strong>Essenza di Mercurio Rosso</strong>, che funziona come <strong>punto abilità</strong>.</p><p>L’albero delle abilità è piuttosto ampio e suddiviso in <strong>sei rami principali</strong>: uno per ciascun tipo di arma, più uno dedicato a funzionalità extra, come potenziare la fiaschetta curativa o sbloccare <strong>potenti potenziamenti legati alla Follia</strong>. Oltre agli upgrade per le statistiche di base (salute, stamina, attacco fisico e magico), i punti abilità permettono anche di sbloccare <strong>nuove abilità</strong>, <strong>modificatori</strong> e <strong>oggetti osso-aghi</strong>, che possono essere usati per applicare temporaneamente un <strong>elemento di stato</strong> alle armi.</p><p>Può sembrare un sistema complesso all’inizio, ma <strong>ricordate che è completamente resettabile</strong>: basta riposare presso un santuario (l’equivalente dei falò o dei siti di grazia) per riassegnare i punti. Il reset è <strong>gratuito</strong>, e si può scegliere se rimuovere <strong>tutti i punti abilità</strong> o solo alcuni, da reinvestire liberamente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cLJP4ThTkzyTqomC7Q4niL" name="wuchang-fallen-feathers-preview-interview-xia-siyuan-3" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cLJP4ThTkzyTqomC7Q4niL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure><p>Questo significa, in sostanza, che il gioco <strong>incoraggia fortemente a riassegnare i punti abilità di tanto in tanto</strong>, e il design dei livelli e dei boss di <em>Wuchang</em> supporta questa filosofia. Alcuni scontri, per esempio, diventano molto più gestibili se si sblocca la disciplina <em>Deflect</em> della spada lunga, che permette di <strong>parare gli attacchi fisici con un contrattacco ben temporizzato</strong>. Si tratta di un’abilità potente, ma non universale: non funziona contro magie o nemici che usano, ad esempio, attacchi con le mani.</p><p><em>Wuchang: Fallen Feathers</em> pone anche una grande enfasi sugli <strong>effetti di stato</strong> e sull’importanza di <strong>resistervi</strong>. In molti soulslike, queste condizioni rappresentano una seccatura momentanea; qui, invece, il gioco <strong>pretende che i giocatori abbiano una risposta pronta</strong>. Un’area, ad esempio, è ambientata su una montagna gelida dove Wuchang accumula progressivamente <em>Assideramento</em>. Per contrastare questa e altre condizioni, è possibile utilizzare <strong>oggetti specifici</strong> o indossare <strong>armature con resistenze mirate</strong>.</p><p>Il problema è che il gioco <strong>a volte esagera</strong>. Due zone consecutive in stile <em>palude velenosa</em> sono una scelta discutibile, e un certo tipo di nemico in grado di generare <em>Disperazione</em> semplicemente restando nel campo visivo può risultare davvero frustrante: se l’indicatore si riempie, Wuchang <strong>muore all’istante</strong>.</p><p>Infine, l’<strong>ultima area del gioco</strong> rappresenta probabilmente l’apice di questo design esasperante, una vera e propria incarnazione finale di tutte le tossicità delle paludi velenose, con nemici <strong>aggressivi, resistenti e inarrestabili</strong>. Senza entrare nei dettagli, si tratta di un’area che ha <strong>lasciato un segno negativo</strong> nella mia esperienza generale, anche per via della sua estensione eccessiva: <strong>una sezione che ho letteralmente pregato che finisse il prima possibile</strong>.</p><h2 id="an-exceptional-soulslike-experience">An exceptional soulslike experience</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EpHgFqABXdNbMx6q4tJpAm" name="WUCHANG_PREORDER_01" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EpHgFqABXdNbMx6q4tJpAm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure><p>Anche se quell’ultima area mi ha quasi fatto venire voglia di abbandonare tutto e ritirarmi a vita eremitica, <strong>non è riuscita a rovinare una delle esperienze videoludiche più appaganti dell’anno</strong>. <em>Wuchang: Fallen Feathers</em> è un soulslike <strong>realizzato con maestria</strong>, che propone <strong>alcuni dei migliori livelli del genere</strong>. È raro che un titolo riesca a trasmettere lo stesso senso di meraviglia tipico delle opere di FromSoftware, ma ogni angolo di <em>Wuchang</em> riusciva a <strong>stuzzicare la mia curiosità</strong>, spingendomi sempre a scoprire cosa ci fosse dopo.</p><p>Il tutto è impreziosito da <strong>boss fight eccezionali</strong>, varie e memorabili. Si passa da guerrieri umanoidi agili a mostruosità imponenti, e in ogni caso l’impatto è notevole. Proprio in questi scontri il gioco <strong>dà il meglio di sé anche sul piano musicale</strong>: la colonna sonora è splendida, e un boss in particolare, nelle fasi avanzate del gioco, mi ha spiazzato con <strong>un pezzo metal esplosivo</strong>, che però si sposava alla perfezione con l’estetica e il contesto del nemico.</p><p>Se amate i soulslike, <em>Wuchang: Fallen Feathers</em> <strong>ha tutte le carte in regola per diventare il vostro gioco dell’anno</strong>. Per quanto mi riguarda, <strong>è già saldamente nella mia top personale del 2025</strong>.</p><h2 id="perche-giocare-a-wuchang-fallen-feathers">Perché giocare a Wuchang: Fallen Feathers?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DNb5bhreFgjvYqtjEBPhPM" name="WUCHANG_WEAPONSCOSTUMES_13" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DNb5bhreFgjvYqtjEBPhPM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Leenzee Games)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocare">Ragioni per giocare </h2><div class="product"><p><strong>Volete un level design ispirato ai primi Souls</strong></p><p>Le aree di <em>Wuchang</em> sono <strong>ampie e articolate</strong>, con percorsi principali che spesso non sono immediatamente evidenti. Questo vi porterà a <strong>esplorare in modo naturale</strong>, e non è raro ritrovarsi in zone completamente nuove senza nemmeno accorgersene. </p></div><div class="product"><p><strong>Cercate qualcosa di nuovo nel genere</strong></p><p>Il gioco introduce <strong>idee originali e ben realizzate</strong>, che arricchiscono l’esperienza. I sistemi di <strong>Skyborn Might e Madness</strong> danno profondità al combattimento, e padroneggiarli sarà essenziale per superare <strong>gli scontri più difficili contro i boss</strong>.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Non sopportate gli effetti di stato</strong></p><p><em>Wuchang</em> non perde occasione per <strong>bombardarvi di malus</strong>. Tra <strong>paludi velenose</strong>, <strong>zone ghiacciate</strong>, <strong>corridoi che inducono Disperazione</strong> e <strong>caverne corrotte</strong>, la vostra pazienza verrà messa a dura prova.</p></div><div class="product"><p><strong>Odiate tenere traccia delle quest degli NPC</strong></p><p>Il gioco è ricco di <strong>missioni secondarie legate a personaggi opzionali</strong>, ma spesso questi sono <strong>difficili da rintracciare</strong>. Se completate un'area o un boss troppo presto, rischiate di <strong>bloccare del tutto</strong> quelle quest fino alla prossima run.</p></div><h2 id="accessibilita">Accessibilità</h2><p><em>Wuchang: Fallen Feathers</em> offre <strong>pochissime opzioni dedicate all’accessibilità</strong> audio e visiva. Al momento del lancio <strong>mancano persino le impostazioni per daltonici</strong>. È possibile visualizzare lo schema dei comandi su schermo e <strong>rimappare completamente i controlli</strong>, ma <strong>oltre a questo, le opzioni sono davvero scarse</strong>.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Un SoulsLike alla vecchia maniera ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <p>Wuchang: Fallen Feathers di <strong>Leenzee</strong> è riuscito a stupirci nel migliore dei modi. Prima di provarlo, ci aspettavamo un soulslike competente ma destinato a confondersi nella massa, come accaduto in passato con titoli come <em>Lords of the Fallen</em> o <em>Mortal Shell</em>. Invece ci siamo trovati davanti a un action RPG profondo, appassionante e costantemente coinvolgente.</p><p><strong>Wuchang: Fallen Feathers è, senza mezzi termini, il miglior soulslike dai tempi dell’eccellente Lies of P del 2023.</strong></p><p>Wuchang: Fallen Feathers si immerge in una versione cupa e distorta della dinastia Ming, raccontando una storia profondamente disturbante fatta di violenza ciclica, rapimenti, matrimoni forzati e un’abbondante dose di body horror. Su questo sfondo prende vita un soulslike sorprendentemente raffinato, che combina l’esplorazione ramificata alla Dark Souls con un sistema di combattimento più vicino a Bloodborne, dove schivare vale più che parare.</p><p>Ogni arma vanta abilità uniche, e la possibilità di <strong>riplasmare gratuitamente e all’infinito l’intero skill tree</strong> permette di adattare il proprio stile a ogni situazione. Alcuni boss e zone richiedono infatti build specifiche per essere affrontati al meglio, e basta spesso un piccolo aggiustamento per superare uno scontro impossibile.</p><p><strong>La difficoltà è solida, ma non insormontabile.</strong> I veterani di titoli come Lies of P, Sekiro o Nioh 2 si sentiranno a casa, ma anche per loro alcuni boss e trappole ambientali sapranno fermare il passo. Due paludi velenose di fila, mine invisibili e un’ultima area esasperante sono forse gli unici eccessi di un level design per il resto eccellente.</p><p>Eppure, Wuchang riesce laddove tanti soulslike falliscono: <strong>una volta finito, viene subito voglia di rigiocarlo.</strong> Con il supporto al New Game Plus sin dal lancio e più finali da scoprire, tornare a combattere con tutto il proprio equipaggiamento è non solo possibile, ma fortemente consigliato.</p><h2 id="la-speranza-si-circonda-di-piume">La speranza si circonda di piume </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="eHZ6aRurYdripDSh5bhna9" name="WUCHANG_WEAPONSCOSTUMES_08" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eHZ6aRurYdripDSh5bhna9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure><p>In <em>Wuchang: Fallen Feathers</em> vestirete i panni dell’omonima protagonista, una temibile pirata guerriera affetta da amnesia... ma questo è solo l’inizio dei suoi problemi. Wuchang è infatti colpita da una malattia devastante chiamata <strong>Feathering</strong>, un morbo che trasforma le persone in bestie folli e li spinge alla pazzia più profonda. Tuttavia, lei è diversa: riesce a incanalare il potere del Feathering in combattimento, trasformando la maledizione in un’arma micidiale.</p><p>Questo potenziamento si manifesta principalmente in <strong>due meccaniche di gioco: Skyborn Might e la barra della Follia</strong>, e sono tra gli elementi più brillanti del gioco.</p><p><strong>Skyborn Might</strong> è una risorsa offensiva che si accumula in vari modi, fino a un massimo di cinque cariche. Il modo principale per ottenerla è eseguire uno <strong>shimmer</strong>, una schivata perfetta che annulla completamente i danni. Ogni tipologia d’arma – spade lunghe, asce, lance, spade a una mano e lame doppie – ha anche metodi unici per accumulare Skyborn Might una volta sbloccati nel ramo abilità, aggiungendo profondità e varietà al sistema di combattimento.</p><p>Questi elementi rendono ogni scontro una danza mortale in cui <strong>tempismo e stile di gioco contano più che mai</strong>, confermando Wuchang come uno dei soulslike più originali e riusciti degli ultimi anni.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Q5huZaS9eycxH3SQipFGbR" name="4-Wuchang" caption="" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Q5huZaS9eycxH3SQipFGbR-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure></div></div><p><strong>Le spade lunghe</strong>, ad esempio, <strong>accumulano una carica</strong> colpendo un nemico con il secondo attacco della combo di attacchi leggeri. <strong>Le spade a una mano</strong>, invece, <strong>possono generarla automaticamente nel tempo</strong>. <strong>Le lance</strong> hanno una risorsa propria che può essere <strong>convertita in più cariche di Skyborn Might</strong> se utilizzata con efficacia.</p><p><strong>Ma a cosa serve Skyborn Might?</strong> Ha due usi principali. L’arma equipaggiata dispone di <strong>due abilità</strong>: una <strong>mossa distintiva unica</strong> per quell’arma e una chiamata <strong>Disciplina</strong>, che può essere <strong>sbloccata nell’albero delle abilità</strong>. Le Discipline si possono applicare a qualsiasi arma della stessa famiglia, e ogni tipo di arma ne ha <strong>circa tre o quattro da sbloccare</strong>, in modo simile alle mosse speciali presenti nella serie <strong>Nioh</strong>.</p><p>Se si gioca con una <strong>build orientata alla magia</strong>, <strong>Skyborn Might viene anche utilizzato per lanciare incantesimi</strong>. È un approccio che ho apprezzato molto: in <strong>Wuchang</strong> non esiste una <strong>barra magica separata</strong> da gestire, come in <strong>Dark Souls 3</strong> o <strong>Elden Ring</strong>. Bisogna invece <strong>decidere come spendere al meglio le cariche accumulate</strong>: investirle tutte nelle abilità dell’arma o conservarle per lanciare magie?</p><p><strong>Si tratta di un sistema elegante</strong> che premia l’equilibrio tra <strong>attacco e difesa</strong>.</p><h2 id="diventare-un-berserk">Diventare un berserk</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wRwfDvkULEzuFF9krEsFqV" name="6-Wuchang" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wRwfDvkULEzuFF9krEsFqV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure><p><strong>La barra della Follia</strong>, invece, è un meccanismo decisamente più complesso. La Follia aumenta quando si muore o si uccidono nemici umanoidi, e diminuisce invece eliminando nemici affetti dal Feathering. Esistono due soglie specifiche, al 50% e al 90%: una volta raggiunte, gli occhi di Wuchang si illuminano di rosso e diventano disponibili nuove abilità legate alla Follia, sbloccabili tramite l’albero delle abilità. Per raggiungere queste soglie, si possono anche utilizzare oggetti che aumentano temporaneamente il livello di Follia.</p><p><strong>È un sistema basato sul rischio e sulla ricompensa.</strong> A Follia massima, si infliggono e si subiscono più danni. Ma se si muore in questo stato, un demone pericoloso si materializzerà nel punto in cui è stata persa la valuta per salire di livello (chiamata <strong>Mercurio Rosso</strong>).</p><p>Durante la mia anteprima iniziale, temevo che questa meccanica potesse risultare frustrante e stancante. In fondo, introdurre un altro nemico potente in una zona già problematica sembrava una pessima idea. Quello che non sapevo, però, è che <strong>il demone attacca chiunque gli capiti a tiro</strong>, diventando così un’arma a doppio taglio che può essere sfruttata strategicamente per affrontare nemici particolarmente ostici.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="o46wnx6umZHbZnMe8hDnsj" name="Wuchang_Screenshot_2" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/o46wnx6umZHbZnMe8hDnsj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Leenzee Games)</span></figcaption></figure><p>Ora considero questa meccanica <strong>un’aggiunta davvero geniale</strong>: sebbene il demone non compaia durante gli scontri con i boss, può offrire un aiuto inaspettato quando ci si trova bloccati in un’area particolarmente ostica o contro un nemico d’élite, creando un diversivo prezioso e offrendo un attimo di respiro. Eliminare il demone, inoltre, <strong>azzera completamente la Follia</strong>, lasciando ai giocatori la libertà di decidere se affrontarlo o meno in base al proprio stile di gioco.</p><p>Inizialmente, la Follia può sembrare una meccanica da evitare, ma <strong>se gestita con attenzione si trasforma in un’arma potentissima</strong>, un vero e proprio asso nella manica per Wuchang. Come molte altre componenti del gioco, si tratta di <strong>trovare il giusto equilibrio</strong>: la Follia è pericolosa, ma il potere che offre non dovrebbe mai essere sottovalutato, soprattutto negli scontri più impegnativi.</p><h2 id="vestirsi-per-l-occasione">Vestirsi per l'occasione </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="nTdyjGjzxmmFdGZT8BeY98" name="WUCHANG_WEAPONSCOSTUMES_01" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nTdyjGjzxmmFdGZT8BeY98-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Leenzee Games)</span></figcaption></figure><p>Ci sono molti modi per potenziare Wuchang nel corso dell’avventura, ed è qui che entra in gioco <strong>l’albero delle abilità</strong>. Il sistema di progressione in <em>Wuchang: Fallen Feathers</em> differisce da quello dei classici soulslike. Anche in questo caso si ottiene una valuta sconfiggendo i nemici, utile per salire di livello o acquistare oggetti, ma questa viene convertita in <strong>Essenza di Mercurio Rosso</strong>, che funziona come <strong>punto abilità</strong>.</p><p>L’albero delle abilità è piuttosto ampio e suddiviso in <strong>sei rami principali</strong>: uno per ciascun tipo di arma, più uno dedicato a funzionalità extra, come potenziare la fiaschetta curativa o sbloccare <strong>potenti potenziamenti legati alla Follia</strong>. Oltre agli upgrade per le statistiche di base (salute, stamina, attacco fisico e magico), i punti abilità permettono anche di sbloccare <strong>nuove abilità</strong>, <strong>modificatori</strong> e <strong>oggetti osso-aghi</strong>, che possono essere usati per applicare temporaneamente un <strong>elemento di stato</strong> alle armi.</p><p>Può sembrare un sistema complesso all’inizio, ma <strong>ricordate che è completamente resettabile</strong>: basta riposare presso un santuario (l’equivalente dei falò o dei siti di grazia) per riassegnare i punti. Il reset è <strong>gratuito</strong>, e si può scegliere se rimuovere <strong>tutti i punti abilità</strong> o solo alcuni, da reinvestire liberamente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cLJP4ThTkzyTqomC7Q4niL" name="wuchang-fallen-feathers-preview-interview-xia-siyuan-3" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cLJP4ThTkzyTqomC7Q4niL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure><p>Questo significa, in sostanza, che il gioco <strong>incoraggia fortemente a riassegnare i punti abilità di tanto in tanto</strong>, e il design dei livelli e dei boss di <em>Wuchang</em> supporta questa filosofia. Alcuni scontri, per esempio, diventano molto più gestibili se si sblocca la disciplina <em>Deflect</em> della spada lunga, che permette di <strong>parare gli attacchi fisici con un contrattacco ben temporizzato</strong>. Si tratta di un’abilità potente, ma non universale: non funziona contro magie o nemici che usano, ad esempio, attacchi con le mani.</p><p><em>Wuchang: Fallen Feathers</em> pone anche una grande enfasi sugli <strong>effetti di stato</strong> e sull’importanza di <strong>resistervi</strong>. In molti soulslike, queste condizioni rappresentano una seccatura momentanea; qui, invece, il gioco <strong>pretende che i giocatori abbiano una risposta pronta</strong>. Un’area, ad esempio, è ambientata su una montagna gelida dove Wuchang accumula progressivamente <em>Assideramento</em>. Per contrastare questa e altre condizioni, è possibile utilizzare <strong>oggetti specifici</strong> o indossare <strong>armature con resistenze mirate</strong>.</p><p>Il problema è che il gioco <strong>a volte esagera</strong>. Due zone consecutive in stile <em>palude velenosa</em> sono una scelta discutibile, e un certo tipo di nemico in grado di generare <em>Disperazione</em> semplicemente restando nel campo visivo può risultare davvero frustrante: se l’indicatore si riempie, Wuchang <strong>muore all’istante</strong>.</p><p>Infine, l’<strong>ultima area del gioco</strong> rappresenta probabilmente l’apice di questo design esasperante, una vera e propria incarnazione finale di tutte le tossicità delle paludi velenose, con nemici <strong>aggressivi, resistenti e inarrestabili</strong>. Senza entrare nei dettagli, si tratta di un’area che ha <strong>lasciato un segno negativo</strong> nella mia esperienza generale, anche per via della sua estensione eccessiva: <strong>una sezione che ho letteralmente pregato che finisse il prima possibile</strong>.</p><h2 id="an-exceptional-soulslike-experience">An exceptional soulslike experience</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EpHgFqABXdNbMx6q4tJpAm" name="WUCHANG_PREORDER_01" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EpHgFqABXdNbMx6q4tJpAm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: 505 Games)</span></figcaption></figure><p>Anche se quell’ultima area mi ha quasi fatto venire voglia di abbandonare tutto e ritirarmi a vita eremitica, <strong>non è riuscita a rovinare una delle esperienze videoludiche più appaganti dell’anno</strong>. <em>Wuchang: Fallen Feathers</em> è un soulslike <strong>realizzato con maestria</strong>, che propone <strong>alcuni dei migliori livelli del genere</strong>. È raro che un titolo riesca a trasmettere lo stesso senso di meraviglia tipico delle opere di FromSoftware, ma ogni angolo di <em>Wuchang</em> riusciva a <strong>stuzzicare la mia curiosità</strong>, spingendomi sempre a scoprire cosa ci fosse dopo.</p><p>Il tutto è impreziosito da <strong>boss fight eccezionali</strong>, varie e memorabili. Si passa da guerrieri umanoidi agili a mostruosità imponenti, e in ogni caso l’impatto è notevole. Proprio in questi scontri il gioco <strong>dà il meglio di sé anche sul piano musicale</strong>: la colonna sonora è splendida, e un boss in particolare, nelle fasi avanzate del gioco, mi ha spiazzato con <strong>un pezzo metal esplosivo</strong>, che però si sposava alla perfezione con l’estetica e il contesto del nemico.</p><p>Se amate i soulslike, <em>Wuchang: Fallen Feathers</em> <strong>ha tutte le carte in regola per diventare il vostro gioco dell’anno</strong>. Per quanto mi riguarda, <strong>è già saldamente nella mia top personale del 2025</strong>.</p><h2 id="perche-giocare-a-wuchang-fallen-feathers">Perché giocare a Wuchang: Fallen Feathers?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DNb5bhreFgjvYqtjEBPhPM" name="WUCHANG_WEAPONSCOSTUMES_13" alt="Wuchang: Fallen Feathers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DNb5bhreFgjvYqtjEBPhPM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Leenzee Games)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocare">Ragioni per giocare </h2><div class="product"><p><strong>Volete un level design ispirato ai primi Souls</strong></p><p>Le aree di <em>Wuchang</em> sono <strong>ampie e articolate</strong>, con percorsi principali che spesso non sono immediatamente evidenti. Questo vi porterà a <strong>esplorare in modo naturale</strong>, e non è raro ritrovarsi in zone completamente nuove senza nemmeno accorgersene. </p></div><div class="product"><p><strong>Cercate qualcosa di nuovo nel genere</strong></p><p>Il gioco introduce <strong>idee originali e ben realizzate</strong>, che arricchiscono l’esperienza. I sistemi di <strong>Skyborn Might e Madness</strong> danno profondità al combattimento, e padroneggiarli sarà essenziale per superare <strong>gli scontri più difficili contro i boss</strong>.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Non sopportate gli effetti di stato</strong></p><p><em>Wuchang</em> non perde occasione per <strong>bombardarvi di malus</strong>. Tra <strong>paludi velenose</strong>, <strong>zone ghiacciate</strong>, <strong>corridoi che inducono Disperazione</strong> e <strong>caverne corrotte</strong>, la vostra pazienza verrà messa a dura prova.</p></div><div class="product"><p><strong>Odiate tenere traccia delle quest degli NPC</strong></p><p>Il gioco è ricco di <strong>missioni secondarie legate a personaggi opzionali</strong>, ma spesso questi sono <strong>difficili da rintracciare</strong>. Se completate un'area o un boss troppo presto, rischiate di <strong>bloccare del tutto</strong> quelle quest fino alla prossima run.</p></div><h2 id="accessibilita">Accessibilità</h2><p><em>Wuchang: Fallen Feathers</em> offre <strong>pochissime opzioni dedicate all’accessibilità</strong> audio e visiva. Al momento del lancio <strong>mancano persino le impostazioni per daltonici</strong>. È possibile visualizzare lo schema dei comandi su schermo e <strong>rimappare completamente i controlli</strong>, ma <strong>oltre a questo, le opzioni sono davvero scarse</strong>.</p>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
                                                </item>
                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Recensione Tineco Pure One A50S ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-rapida"><span>Tineco Pure One A50S: recensione rapida </span></h2><p>Pur con alcune imperfezioni, il <strong>Tineco Pure One A50S</strong> è un aspirapolvere senza fili che offre un buon equilibrio tra prestazioni e funzionalità. Ho testato la versione <strong>Plus</strong>, che include un accessorio aggiuntivo per la pulizia di precisione: non lo inserirei tra i migliori modelli cordless che ho recensito, ma presenta <strong>diversi aspetti interessanti</strong>.</p><p>La <strong>testina snodabile fino a circa 60 gradi</strong> e il <strong>tubo pieghevole</strong> lo rendono maneggevole attorno ai mobili e nelle aree difficili da raggiungere, come sotto ai letti. La <strong>potenza di aspirazione è davvero notevole</strong>, capace di rimuovere efficacemente polvere, sporco e persino peli di animale da varie superfici. Tuttavia, <strong>non lo consiglierei come modello principale per chi ha animali domestici</strong>, poiché la testina oppone troppa resistenza sui tappeti, risultando faticosa da spingere e tirare.</p><p>Di contro, il sensore <strong>DustSense</strong>, che regola automaticamente la potenza in base alla quantità di sporco rilevata, si è dimostrato utile e contribuisce a una pulizia più efficiente. L’autonomia è discreta, anche se <strong>le abitazioni più grandi potrebbero richiedere una ricarica a metà pulizia</strong>. Il contenitore, più capiente rispetto alla media, riduce inoltre la frequenza di svuotamento.</p><p>Nel complesso, <strong>l’A50S offre buone performance di aspirazione</strong>, ma viene penalizzato da <strong>ergonomia poco curata e alcune scelte progettuali discutibili</strong>.</p><p>Questa è la sintesi: continuate a leggere per la <strong>recensione completa del Tineco Pure One A50S Plus</strong>.</p><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Tineco Pure One A50S recensione: prezzo e disponibilità</span></h2><p>Il <strong>Tineco Pure One A50S</strong> ha un <strong>prezzo di listino di circa 329 euro</strong>, che lo colloca nella fascia media del mercato degli aspirapolvere senza fili. È acquistabile direttamente dal sito ufficiale Tineco o tramite rivenditori online come Amazon.</p><p>Il prezzo è <strong>competitivo rispetto ad altri modelli della stessa fascia</strong>, soprattutto considerando le funzionalità offerte. Tuttavia, la concorrenza è agguerrita: un esempio è il <strong>Dreame R20</strong>, che pur avendo un contenitore più piccolo, risulta <strong>più leggero e maneggevole</strong> nell’uso quotidiano.</p><p>Con un po’ di attenzione al momento dell’acquisto, è spesso possibile <strong>evitare di pagare il prezzo pieno</strong>. Al momento della stesura, ad esempio, era in offerta a <strong>229 euro</strong> sul sito Tineco. In genere, <strong>il periodo del Black Friday</strong> è particolarmente vantaggioso per acquistare piccoli elettrodomestici a prezzo scontato.</p><ul><li><strong>Qualità/prezzo: 3.5 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-specifiche"><span>Tineco Pure One A50S specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Tipologia:</p></td><td  ><p>Cordless, bagless stick vacuum</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>3.3kg</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensions (W x D x H):</p></td><td  ><p>26 x 12 x 115cm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Bin volume:</p></td><td  ><p>1L</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Runtimes:</p></td><td  ><p>70 minutes in Eco, 17 minutes in Auto and 10 in Max</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tempo di ricarica: </p></td><td  ><p>3 ore</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Programmi:</p></td><td  ><p>Motorized upholstery brush, hand nozzle</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Suction:</p></td><td  ><p>185W</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-design"><span>Tineco Pure One A50S recensione: design</span></h2><p>Tineco, un marchio di proprietà di <strong>Ecovacs</strong>, l’azienda nota per i suoi robot aspirapolvere, produce dal 1998 aspirapolvere cordless innovativi, mop a secco e umido e pulitori per tappeti. Questa azienda cinese è probabilmente più conosciuta per il livello elevato di <strong>intelligenza tecnologica</strong> che integra nella maggior parte dei suoi prodotti.</p><p>Uno degli aspetti più distintivi è l’interfaccia utente, che spesso include un <strong>ampio display LCD a colori</strong> montato direttamente sul dispositivo. Questo schermo fornisce all’utente una grande quantità di informazioni, spesso arricchite da animazioni che aggiungono un tocco di originalità. Gli appassionati di tecnologia apprezzano molto questo tipo di dettagli, anche se non necessariamente rendono i prodotti Tineco più semplici o più efficaci da usare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="22qJX5b7RLZvVNCL3h3HLN" name="Full package.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum broken up into various components" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/22qJX5b7RLZvVNCL3h3HLN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tuttavia, mentre altri modelli come il <strong>Tineco Pure One S15 Pro</strong> e il <strong>PURE One S11</strong> vantano ampi e coloratissimi display circolari sulla parte superiore dell’impugnatura, questo modello sceglie un monitor molto più piccolo e semplice. Il display mostra principalmente tre modalità di aspirazione - <strong>Eco, Auto e Max</strong> - insieme a qualche icona minuscola che si illumina in caso di ostruzione del canale d’aria o di aggrovigliamento della spazzola. È presente anche un indicatore della batteria a tre tacche.</p><p>Fortunatamente, a differenza di altri modelli, questo aspirapolvere non utilizza un grilletto: per accenderlo e spegnerlo basta premere un semplice pulsante posto sul retro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ACggnxiuKcFoafbz9Lnx6C" name="Screen in ECO mode copy" alt="Close up of control screen on Tineco Pure One A50S vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ACggnxiuKcFoafbz9Lnx6C-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Entrando più nel dettaglio delle modalità di aspirazione, il <strong>Tineco Pure One A50S Plus</strong> utilizza una funzione chiamata <strong>DustSense</strong>, che regola automaticamente la potenza di aspirazione in base alla quantità di sporco rilevata. Questa caratteristica è ormai comune a molti aspirapolvere cordless moderni e consente un buon equilibrio tra efficienza di pulizia e durata della batteria.</p><p>Tuttavia, ho trovato un po’ <strong>confusa la descrizione della modalità "Auto"</strong>. Da quanto ho potuto osservare, sia la modalità <strong>Eco</strong> sia la modalità <strong>Auto</strong> attivano la funzione DustSense ogni volta che il sensore nella testina rileva un aumento di detriti, con un evidente aumento del rumore del motore, generalmente per pochi secondi.</p><p>Quello che sembra emergere è che la modalità Eco innalzi la potenza fino a un livello equivalente all’Auto, mentre l’Auto spinga ulteriormente fino a una potenza equivalente alla modalità Max, che invece non utilizza DustSense perché già lavora al massimo della capacità. Siete ancora con me? In pratica, la modalità "Auto" appare più come una modalità <strong>intermedia</strong> mascherata da automatica. Probabilmente Tineco ha scelto questa nomenclatura per motivi di marketing: dopotutto, chi non usa la modalità auto su ogni dispositivo?</p><p>Secondo Tineco, il Pure One A50S Plus vanta una potenza di aspirazione di <strong>185 Watt</strong>, una misura piuttosto insolita, dato che la maggior parte dei produttori utilizza unità come <strong>Air Watts</strong> o <strong>Pascal</strong> per indicare le prestazioni di aspirazione (qui trovate maggiori dettagli su come interpretare questi valori). Quello che posso dire è che la potenza non manca di certo, come approfondirò nella sezione dedicata alle prestazioni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2rfKS63bdypiPimf8fAGAN" name="Bendy tube 2.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum with wand bent forwards" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2rfKS63bdypiPimf8fAGAN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Diamo una rapida occhiata al design dell’impugnatura del <strong>Pure One A50S Plus</strong>, partendo dall’ergonomia. L’impugnatura è composta da due sezioni, ma la mano tende naturalmente a posizionarsi sulla parte posteriore, dove si trova un piccolo supporto sporgente per le dita. Questa posizione è quella preferita dalla maggior parte dei produttori di aspirapolvere cordless.</p><p>Tuttavia, ho notato che utilizzando questa sezione posteriore, il bordo angolato della base del display informativo preme nella zona tra pollice e indice, creando un punto di pressione che diventa fastidioso dopo pochi minuti di utilizzo (un problema simile si riscontra anche negli aspirapolvere Dyson).</p><p>Ancora più problematico è il fatto che questa presa costringe a piegare il braccio al gomito, facendo sì che siano principalmente i muscoli del bicipite e dell’avambraccio anteriore a sostenere il peso dell’aspirapolvere, mentre le spalle si occupano dello spingere e tirare durante la pulizia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UNmbZm8xECxyzUD3f9iWDN" name="Handheld.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum in handheld mode" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UNmbZm8xECxyzUD3f9iWDN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Chiamatemi pure pigro, ma quando svolgo uno dei compiti domestici più noiosi preferisco una soluzione più semplice. Di solito passo l’aspirapolvere tenendo il braccio completamente disteso e muovendo l’unità con un movimento a pendolo, sfruttando soprattutto la parte alta del bicipite e i muscoli delle spalle. Cammino lentamente in avanti mentre faccio oscillare l’aspirapolvere avanti e indietro, come il pendolo di un orologio a pendolo. Vi consiglio di provarlo, è sorprendentemente efficace.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9KNDYDfPz3KoxYzv7enUBN" name="Folded over.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum folded in half on the floor" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9KNDYDfPz3KoxYzv7enUBN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tuttavia, se l’impugnatura dell’aspirapolvere è posizionata in modo da costringere a piegare polso e braccio - come succede in questo e in molti altri modelli - mi chiedo perché i produttori continuino a insistere con manici a <strong>angolo retto</strong> nella parte posteriore, quando idealmente dovrebbero essere posizionati più in alto e avere una forma liscia e circolare. Marchi come <strong>Roidmi</strong>, con il manico arrotondato e rettangolare del modello X30 Pro, <strong>Miele</strong> con la serie Duoflex e <strong>Vax</strong> con la linea Blade sono riusciti a realizzare impugnature più ergonomiche, quindi perché nessun altro ha ancora colto l’importanza di questo dettaglio?</p><p>Ma torniamo al punto: come accennato, il Tineco A50S Plus ha effettivamente una seconda impugnatura nella parte superiore, anche se non è particolarmente comoda, perché il mignolo resta un po’ schiacciato. Non è una situazione terribile, ma nemmeno ottimale.</p><p>Da segnalare anche il peso di questo modello: <strong>3,3 kg</strong> con bacchetta e testina principale, che è superiore rispetto ad altri aspirapolvere provati (circa mezzo chilo in più rispetto al Dreame R20, recensito di recente). Questo lo rende piuttosto pesante da maneggiare, soprattutto durante lunghe sessioni di pulizia su tappeti a pelo alto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wE5rkvT6gTXEVdA6pbgE6N" name="Bin close up.JPG" alt="Close up of bin on Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wE5rkvT6gTXEVdA6pbgE6N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La maggior parte degli aspirapolvere cordless ha un contenitore per la polvere relativamente piccolo, generalmente tra i 0,5 e gli 0,8 litri, mentre questo modello offre una capienza generosa di <strong>1 litro</strong>, ideale per sessioni di pulizia più lunghe e meno frequenti svuotamenti. Il meccanismo di svuotamento è simile a quello di molti altri aspirapolvere cordless (ad eccezione di Dyson): si sgancia la sezione del contenitore dal corpo motore e si apre una levetta per svuotare il contenuto. Grazie alla dimensione maggiore del contenitore, è più facile che i peli di animale aggregati cadano, anche se a volte può essere necessario un leggero colpetto contro l’interno del cestino della spazzatura. Tuttavia, reinserire il contenitore nell’aspirapolvere può risultare un po’ complicato.</p><p>Per quanto riguarda il filtro a rete interno nella sezione ciclone, si presentava piuttosto impolverato, quindi ho cercato di estrarlo per pulirlo, ma non si muoveva. Ho provato a ruotarlo senza successo. Consultando il manuale allegato, ho scoperto che era pieno di informazioni di sicurezza e risoluzione dei problemi, senza alcuna indicazione su come utilizzare la macchina o rimuovere il filtro a rete. Ho quindi scaricato il manuale dal sito ufficiale di Tineco, ma era identico, ovvero un documento incentrato solo sulla sicurezza.</p><p>Il filtro a rete è quindi ancora ben fissato, forse è stato progettato così, ma rimango in attesa di una spiegazione (accetto suggerimenti). </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jYdChXbmxpA4WrQxZk3v2N" name="Sponge filter.JPG" alt="Sponge filter inside Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jYdChXbmxpA4WrQxZk3v2N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda la parte operativa, questo modello è dotato di una robusta bacchetta articolata che può piegarsi a 90 gradi, facilitando l’accesso sotto letti e divani. La spazzola ha una larghezza di 23 cm ed è composta da due file di setole a forma di chevron, progettate per funzionare efficacemente sia su pavimenti duri che su tappeti. La spazzola rotante è facilmente rimovibile per la pulizia.</p><p>Nel complesso, la costruzione risulta un po’ <strong>ingombrante e poco raffinata</strong>, con una maneggevolezza inferiore rispetto ad altri aspirapolvere provati, non solo tra i modelli più costosi come quelli Dyson, ma anche rispetto a opzioni più economiche come quelle di Dreame.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5666px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9y64hVRvxbhL9HjqKzuJ5N" name="Floor head close up.JPG" alt="Close up of floorhead on Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9y64hVRvxbhL9HjqKzuJ5N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5666" height="3187" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Secondo la descrizione, la spazzola <strong>3DSense</strong> di Tineco integra sensori che aumentano automaticamente la potenza di aspirazione quando rilevano il bordo di un battiscopa. Sulla scocca della testina si notano infatti due piccole aperture su ciascun lato, che consentono di aspirare aria lateralmente insieme alla polvere accumulata lungo i bordi. Una soluzione molto funzionale.</p><p>La spazzola è inoltre dotata di due file di pettini rigidi sul retro, pensati per evitare l’aggrovigliamento di peli e fili di cotone.</p><p>Per facilitare la raccolta di particelle più grandi su pavimenti duri e per ridurre l’attrito durante l’uso su tappeti, la testina dispone di un interruttore che apre due piccole prese d’aria nella parte frontale, a contatto con il pavimento.</p><p>In omaggio ai migliori aspirapolvere Dyson, la testina anteriore è dotata di una <strong>luce verde</strong> che rende più visibile la polvere sui pavimenti duri. A differenza di Dyson, che utilizza un laser per evidenziare anche le particelle più piccole, questo modello impiega un semplice LED verde, ma il risultato resta sorprendentemente efficace.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="rNNAUhRkuNVfka6qUXhd6N" name="Green headlight.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum floorhead glowing green to highlight dust" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rNNAUhRkuNVfka6qUXhd6N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5600" height="3149" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per l’uso in modalità portatile, il Tineco è fornito con una spazzola motorizzata per tappezzeria, un ugello di precisione con spazzola scorrevole e un supporto da parete che tiene tutto in ordine. La posizione dell’impugnatura posteriore funziona bene in questa configurazione, anche se il corpo dell’aspirapolvere risulta pesante da sostenere in alto. Come la maggior parte degli aspirapolvere cordless, anche questo modello <strong>non sta in piedi da solo</strong>, quindi durante l’uso capita di doverlo appoggiare a qualche mobile mentre si spostano gli arredi.</p><ul><li><strong>Design : 2.5 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-performance"><span>Tineco Pure One A50S recensione: performance</span></h2><p>La prima cosa che si nota prendendo in mano il <strong>Tineco Pure One A50S Plus</strong> è il peso di <strong>3,3 kg</strong>, che lo rende un po’ ingombrante da trasportare, simile al corposo <strong>Dyson gen5detect</strong>. Personalmente, ritengo che gran parte del peso sia dovuto alla bacchetta e alla sua sezione centrale particolarmente complessa, dove si piega a 90 gradi.</p><p>Essendo dotato di una sola testina, pensata principalmente per l’uso su tappeti, l’aspirapolvere non risulta particolarmente silenzioso sui pavimenti duri, specialmente se confrontato con i rulli morbidi specifici per queste superfici. Tuttavia, l’A50S si è dimostrato un pulitore molto efficace sui tappeti (vedi risultati nella sezione dedicata), anche se la rigidità della testina rende faticoso spingerlo su tappeti a pelo medio, anche con la presa d’aria frontale completamente aperta e la modalità Auto (cioè media) attivata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5626px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="CtpaEdwoc8vLm4RMaM5f3N" name="Green headlight 2.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum floorhead glowing green to highlight dust" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CtpaEdwoc8vLm4RMaM5f3N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5626" height="3164" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Inoltre, quando entra in funzione la modalità <strong>DustSense</strong>, aumenta ulteriormente l’attrito tra la parte frontale della testina e il tappeto. In altre parole, dopo appena cinque minuti di pulizia il braccio sembra aver fatto un buon allenamento, anche se il movimento a pendolo descritto in precedenza aiuta a ridurre l’affaticamento. Riguardando l’esperienza, consiglierei di usare la modalità <strong>ECO</strong> sui tappeti, che esercita una minore aspirazione verso il basso, rendendo più semplice spingere l’aspirapolvere.</p><p>La testina del Tineco A50S si articola fino a circa 60 gradi, meno di un Dyson o del Dreame R20, ma comunque sufficiente per manovrare agevolmente intorno ai mobili. Tuttavia, rimuovere la bacchetta per sostituire gli accessori a mano è un po’ complicato: il fissaggio è molto saldo — il che è positivo — ma difficile da sganciare.</p><p>Nonostante il peso, la modalità portatile con la mini spazzola motorizzata si è rivelata efficace per pulire scale, auto, letti per animali, divani e altri spazi simili.</p><p>Durante i test, il livello di rumorosità del Tineco A50S si è rivelato contenuto: in modalità ECO ha registrato <strong>63 dB</strong> all’altezza della spalla, <strong>66 dB</strong> in modalità Auto e <strong>69 dB</strong> in modalità Max, senza un aumento eccessivo del rumore.</p><h2 id="suction-tests">Suction tests</h2><p>Oltre a valutare l’usabilità generale, ho effettuato una serie di test sull’aspirazione. Per il test principale su pavimenti duri, ho sparso 25 grammi di avena, farina, pasta orzo, biscotti digestive sbriciolati e qualche Coco Pops, impostando l’aspirapolvere in modalità Auto. Il motore è partito con una potenza contenuta, per poi aumentare automaticamente grazie al sensore DustSense non appena ha rilevato la presenza di detriti.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7GXdo2LZGNAGLz3ccn32EN-1920-80.jpg" alt="Debris laid out on hard floor ready for suction test " /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UpGe7Qud39tzYgLsLzCL5N-1920-80.jpg" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum floorhead glowing green to highlight dust" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kQ5qvdK68inDfJEUGYWXBN-1920-80.jpg" alt="Results of hard floor suction test using Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>In modo impressionante, ha raccolto tutto - anche i pezzi più grandi - in un solo passaggio. Pesando il contenuto del contenitore, sono stati aspirati complessivamente 24 grammi, anche se sospetto che almeno un grammo di farina sia rimasto attaccato al contenitore o intorno al filtro a rete. Nel complesso, ritengo che sia un ottimo risultato.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Fv5uiKncJUyqc2QrGd8rFN-1920-80.jpg" alt="Debris on carpet ready for suction test" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CbxhkYexsz9qvnmBeiZHGN-1920-80.jpg" alt="Carpet after suction test" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Per il test su tappeto ho utilizzato gli stessi 25 grammi di ingredienti pre-pesati, impostando la modalità Auto con la presa d’aria frontale aperta. È stato necessario un passaggio avanti e indietro per rimuovere la maggior parte dei detriti, seguito da qualche passaggio rapido per eliminare ogni traccia di farina.</p><p>Come nel test su pavimenti duri, ho pesato il contenuto del contenitore, che questa volta ha segnato 26 grammi, a dimostrazione della polvere nascosta nel tappeto raccolta durante l’aspirazione. Certo, è stato faticoso spingere la testina sulla moquette a pelo medio che ho utilizzato, ma il risultato è stato ottimo e il lavoro svolto con efficacia.</p><ul><li><strong>Performance: 4 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-batteria"><span>Tineco Pure One A50S recensione: batteria </span></h2><p>Tineco dichiara un’autonomia massima di <strong>70 minuti</strong>, un valore tra i più elevati sul mercato, ma si riferisce sempre alla modalità a potenza minima. Ho effettuato un test in modalità <strong>Auto</strong> su un pavimento misto 50:50 tra moquette a pelo medio e piastrelle. Dopo sette minuti, la batteria ha perso due tacche su tre, ma l’aspirapolvere ha continuato a funzionare per circa 17 minuti, passando poi automaticamente in modalità <strong>Eco</strong>, dove ha proseguito a potenza ridotta fino a spegnersi dopo 20 minuti e 22 secondi.</p><p>In modalità <strong>Max</strong>, l’autonomia è ovviamente inferiore. Ho testato questa modalità solo su pavimenti duri, perché la potenza elevata e l’attrito rendono difficoltoso l’uso su tappeti. Partendo da carica completa, l’aspirapolvere ha funzionato per quasi 10 minuti in Max, per poi passare a Eco, dove ha continuato fino a 12 minuti e 16 secondi prima di spegnersi.</p><p>Va considerato che nella maggior parte delle pulizie quotidiane si tratta di aspirare una o due stanze, a meno di non fare una pulizia approfondita, quindi <strong>20 minuti in modalità Auto sono più che sufficienti</strong>, soprattutto considerando che la funzione <strong>DustSense</strong> aumenta automaticamente la potenza e il consumo quando rileva sporco aggiuntivo.</p><p>Tuttavia, se si affida la pulizia a un addetto settimanale che deve aspirare tutta la casa — magari una abitazione con tre camere, cucina, soggiorno, sala da pranzo e bagni — questo modello potrebbe faticare a completare l’intero lavoro con una sola carica, soprattutto se usato principalmente in modalità Auto.</p><p>Dopo aver esaurito completamente la batteria, ho effettuato una ricarica completa che ha richiesto <strong>3 ore e 4 minuti</strong>, un tempo nella media per un aspirapolvere cordless.</p><p>Un dettaglio da segnalare è che la barra di carica sul display si spegne dopo un certo periodo, quindi per controllare lo stato di ricarica sarà necessario premere il tasto di accensione mentre il dispositivo è collegato alla presa. Fortunatamente, una spia verde laterale lampeggia per tutta la durata della carica, offrendo un valido riferimento visivo sullo stato di alimentazione.</p><ul><li><strong>Batteria: 4 su 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-il-tineco-pure-one-a50s"><span>Perché comprare il Tineco Pure One A50S?</span></h3><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributo</p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Il <strong>Pure One A50S Plus</strong> offre un buon rapporto qualità-prezzo, soprattutto quando è in sconto, ma la concorrenza è agguerrita, con modelli di marchi come <strong>Vax</strong> e <strong>Shark</strong> che si fanno sentire.</p></td><td  ><p>3.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Tra i punti di forza si segnalano la bacchetta pieghevole in avanti, l’illuminazione laser e il contenitore capiente, ma nel complesso l’aspirapolvere risulta un po’ ingombrante, poco comodo da impugnare e più pesante della media.</p></td><td  ><p>2.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Le prestazioni su tutte le superfici sono ottime, anche se spingere l’aspirapolvere sul tappeto richiede uno sforzo notevole.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Per quanto riguarda la batteria, l’autonomia è sufficiente per la maggior parte delle pulizie quotidiane, ma potrebbe non bastare per aspirare interamente case di grandi dimensioni senza una ricarica intermedia. Il tempo di ricarica è nella media, intorno alle 3 ore.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-5">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Vuoi un controllo automatico della potenza?</strong> </p><p>La funzione <strong>DustSense</strong> di Tineco funziona efficacemente, garantendo una pulizia efficiente senza consumare eccessivamente la batteria.</p></div><div class="product"><p><strong>Hai bisogno di un contenitore capiente?</strong> </p><p>L’A50S Plus è dotato di un serbatoio da <strong>1 litro</strong>, più grande della media per un aspirapolvere cordless, simile a quello di un aspirapolvere verticale.</p></div><div class="product"><p><strong>Cerchi un’aspirazione potente?</strong> </p><p>Questo modello aspira con forza straordinaria, superando brillantemente tutti i miei test di aspirazione.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-6">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>La tua forza non è più quella di una volta?</strong> </p><p>L’A50S è difficile da spingere sui tappeti ed è più pesante della media.</p></div><div class="product"><p><strong>Cerchi un modello leggero da tenere in mano?</strong> </p><p>Sul mercato esistono aspirapolvere cordless più leggeri; questo risulta particolarmente pesante quando usato in modalità portatile.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/home/vacuums/recensione-tineco-pure-one-a50s</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il nuovo aspirapolvere Tineco è potente e intelligente, ma poco fluido da spingere e scomodo da manutenere. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Gu45eKMufLFKfaWQiNoY4g</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Vacuums]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Home]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Small Appliances]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-rapida"><span>Tineco Pure One A50S: recensione rapida </span></h2><p>Pur con alcune imperfezioni, il <strong>Tineco Pure One A50S</strong> è un aspirapolvere senza fili che offre un buon equilibrio tra prestazioni e funzionalità. Ho testato la versione <strong>Plus</strong>, che include un accessorio aggiuntivo per la pulizia di precisione: non lo inserirei tra i migliori modelli cordless che ho recensito, ma presenta <strong>diversi aspetti interessanti</strong>.</p><p>La <strong>testina snodabile fino a circa 60 gradi</strong> e il <strong>tubo pieghevole</strong> lo rendono maneggevole attorno ai mobili e nelle aree difficili da raggiungere, come sotto ai letti. La <strong>potenza di aspirazione è davvero notevole</strong>, capace di rimuovere efficacemente polvere, sporco e persino peli di animale da varie superfici. Tuttavia, <strong>non lo consiglierei come modello principale per chi ha animali domestici</strong>, poiché la testina oppone troppa resistenza sui tappeti, risultando faticosa da spingere e tirare.</p><p>Di contro, il sensore <strong>DustSense</strong>, che regola automaticamente la potenza in base alla quantità di sporco rilevata, si è dimostrato utile e contribuisce a una pulizia più efficiente. L’autonomia è discreta, anche se <strong>le abitazioni più grandi potrebbero richiedere una ricarica a metà pulizia</strong>. Il contenitore, più capiente rispetto alla media, riduce inoltre la frequenza di svuotamento.</p><p>Nel complesso, <strong>l’A50S offre buone performance di aspirazione</strong>, ma viene penalizzato da <strong>ergonomia poco curata e alcune scelte progettuali discutibili</strong>.</p><p>Questa è la sintesi: continuate a leggere per la <strong>recensione completa del Tineco Pure One A50S Plus</strong>.</p><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Tineco Pure One A50S recensione: prezzo e disponibilità</span></h2><p>Il <strong>Tineco Pure One A50S</strong> ha un <strong>prezzo di listino di circa 329 euro</strong>, che lo colloca nella fascia media del mercato degli aspirapolvere senza fili. È acquistabile direttamente dal sito ufficiale Tineco o tramite rivenditori online come Amazon.</p><p>Il prezzo è <strong>competitivo rispetto ad altri modelli della stessa fascia</strong>, soprattutto considerando le funzionalità offerte. Tuttavia, la concorrenza è agguerrita: un esempio è il <strong>Dreame R20</strong>, che pur avendo un contenitore più piccolo, risulta <strong>più leggero e maneggevole</strong> nell’uso quotidiano.</p><p>Con un po’ di attenzione al momento dell’acquisto, è spesso possibile <strong>evitare di pagare il prezzo pieno</strong>. Al momento della stesura, ad esempio, era in offerta a <strong>229 euro</strong> sul sito Tineco. In genere, <strong>il periodo del Black Friday</strong> è particolarmente vantaggioso per acquistare piccoli elettrodomestici a prezzo scontato.</p><ul><li><strong>Qualità/prezzo: 3.5 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-specifiche"><span>Tineco Pure One A50S specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Tipologia:</p></td><td  ><p>Cordless, bagless stick vacuum</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>3.3kg</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensions (W x D x H):</p></td><td  ><p>26 x 12 x 115cm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Bin volume:</p></td><td  ><p>1L</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Runtimes:</p></td><td  ><p>70 minutes in Eco, 17 minutes in Auto and 10 in Max</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tempo di ricarica: </p></td><td  ><p>3 ore</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Programmi:</p></td><td  ><p>Motorized upholstery brush, hand nozzle</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Suction:</p></td><td  ><p>185W</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-design"><span>Tineco Pure One A50S recensione: design</span></h2><p>Tineco, un marchio di proprietà di <strong>Ecovacs</strong>, l’azienda nota per i suoi robot aspirapolvere, produce dal 1998 aspirapolvere cordless innovativi, mop a secco e umido e pulitori per tappeti. Questa azienda cinese è probabilmente più conosciuta per il livello elevato di <strong>intelligenza tecnologica</strong> che integra nella maggior parte dei suoi prodotti.</p><p>Uno degli aspetti più distintivi è l’interfaccia utente, che spesso include un <strong>ampio display LCD a colori</strong> montato direttamente sul dispositivo. Questo schermo fornisce all’utente una grande quantità di informazioni, spesso arricchite da animazioni che aggiungono un tocco di originalità. Gli appassionati di tecnologia apprezzano molto questo tipo di dettagli, anche se non necessariamente rendono i prodotti Tineco più semplici o più efficaci da usare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="22qJX5b7RLZvVNCL3h3HLN" name="Full package.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum broken up into various components" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/22qJX5b7RLZvVNCL3h3HLN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tuttavia, mentre altri modelli come il <strong>Tineco Pure One S15 Pro</strong> e il <strong>PURE One S11</strong> vantano ampi e coloratissimi display circolari sulla parte superiore dell’impugnatura, questo modello sceglie un monitor molto più piccolo e semplice. Il display mostra principalmente tre modalità di aspirazione - <strong>Eco, Auto e Max</strong> - insieme a qualche icona minuscola che si illumina in caso di ostruzione del canale d’aria o di aggrovigliamento della spazzola. È presente anche un indicatore della batteria a tre tacche.</p><p>Fortunatamente, a differenza di altri modelli, questo aspirapolvere non utilizza un grilletto: per accenderlo e spegnerlo basta premere un semplice pulsante posto sul retro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ACggnxiuKcFoafbz9Lnx6C" name="Screen in ECO mode copy" alt="Close up of control screen on Tineco Pure One A50S vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ACggnxiuKcFoafbz9Lnx6C-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Entrando più nel dettaglio delle modalità di aspirazione, il <strong>Tineco Pure One A50S Plus</strong> utilizza una funzione chiamata <strong>DustSense</strong>, che regola automaticamente la potenza di aspirazione in base alla quantità di sporco rilevata. Questa caratteristica è ormai comune a molti aspirapolvere cordless moderni e consente un buon equilibrio tra efficienza di pulizia e durata della batteria.</p><p>Tuttavia, ho trovato un po’ <strong>confusa la descrizione della modalità "Auto"</strong>. Da quanto ho potuto osservare, sia la modalità <strong>Eco</strong> sia la modalità <strong>Auto</strong> attivano la funzione DustSense ogni volta che il sensore nella testina rileva un aumento di detriti, con un evidente aumento del rumore del motore, generalmente per pochi secondi.</p><p>Quello che sembra emergere è che la modalità Eco innalzi la potenza fino a un livello equivalente all’Auto, mentre l’Auto spinga ulteriormente fino a una potenza equivalente alla modalità Max, che invece non utilizza DustSense perché già lavora al massimo della capacità. Siete ancora con me? In pratica, la modalità "Auto" appare più come una modalità <strong>intermedia</strong> mascherata da automatica. Probabilmente Tineco ha scelto questa nomenclatura per motivi di marketing: dopotutto, chi non usa la modalità auto su ogni dispositivo?</p><p>Secondo Tineco, il Pure One A50S Plus vanta una potenza di aspirazione di <strong>185 Watt</strong>, una misura piuttosto insolita, dato che la maggior parte dei produttori utilizza unità come <strong>Air Watts</strong> o <strong>Pascal</strong> per indicare le prestazioni di aspirazione (qui trovate maggiori dettagli su come interpretare questi valori). Quello che posso dire è che la potenza non manca di certo, come approfondirò nella sezione dedicata alle prestazioni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2rfKS63bdypiPimf8fAGAN" name="Bendy tube 2.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum with wand bent forwards" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2rfKS63bdypiPimf8fAGAN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Diamo una rapida occhiata al design dell’impugnatura del <strong>Pure One A50S Plus</strong>, partendo dall’ergonomia. L’impugnatura è composta da due sezioni, ma la mano tende naturalmente a posizionarsi sulla parte posteriore, dove si trova un piccolo supporto sporgente per le dita. Questa posizione è quella preferita dalla maggior parte dei produttori di aspirapolvere cordless.</p><p>Tuttavia, ho notato che utilizzando questa sezione posteriore, il bordo angolato della base del display informativo preme nella zona tra pollice e indice, creando un punto di pressione che diventa fastidioso dopo pochi minuti di utilizzo (un problema simile si riscontra anche negli aspirapolvere Dyson).</p><p>Ancora più problematico è il fatto che questa presa costringe a piegare il braccio al gomito, facendo sì che siano principalmente i muscoli del bicipite e dell’avambraccio anteriore a sostenere il peso dell’aspirapolvere, mentre le spalle si occupano dello spingere e tirare durante la pulizia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UNmbZm8xECxyzUD3f9iWDN" name="Handheld.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum in handheld mode" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UNmbZm8xECxyzUD3f9iWDN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Chiamatemi pure pigro, ma quando svolgo uno dei compiti domestici più noiosi preferisco una soluzione più semplice. Di solito passo l’aspirapolvere tenendo il braccio completamente disteso e muovendo l’unità con un movimento a pendolo, sfruttando soprattutto la parte alta del bicipite e i muscoli delle spalle. Cammino lentamente in avanti mentre faccio oscillare l’aspirapolvere avanti e indietro, come il pendolo di un orologio a pendolo. Vi consiglio di provarlo, è sorprendentemente efficace.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9KNDYDfPz3KoxYzv7enUBN" name="Folded over.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum folded in half on the floor" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9KNDYDfPz3KoxYzv7enUBN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tuttavia, se l’impugnatura dell’aspirapolvere è posizionata in modo da costringere a piegare polso e braccio - come succede in questo e in molti altri modelli - mi chiedo perché i produttori continuino a insistere con manici a <strong>angolo retto</strong> nella parte posteriore, quando idealmente dovrebbero essere posizionati più in alto e avere una forma liscia e circolare. Marchi come <strong>Roidmi</strong>, con il manico arrotondato e rettangolare del modello X30 Pro, <strong>Miele</strong> con la serie Duoflex e <strong>Vax</strong> con la linea Blade sono riusciti a realizzare impugnature più ergonomiche, quindi perché nessun altro ha ancora colto l’importanza di questo dettaglio?</p><p>Ma torniamo al punto: come accennato, il Tineco A50S Plus ha effettivamente una seconda impugnatura nella parte superiore, anche se non è particolarmente comoda, perché il mignolo resta un po’ schiacciato. Non è una situazione terribile, ma nemmeno ottimale.</p><p>Da segnalare anche il peso di questo modello: <strong>3,3 kg</strong> con bacchetta e testina principale, che è superiore rispetto ad altri aspirapolvere provati (circa mezzo chilo in più rispetto al Dreame R20, recensito di recente). Questo lo rende piuttosto pesante da maneggiare, soprattutto durante lunghe sessioni di pulizia su tappeti a pelo alto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wE5rkvT6gTXEVdA6pbgE6N" name="Bin close up.JPG" alt="Close up of bin on Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wE5rkvT6gTXEVdA6pbgE6N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La maggior parte degli aspirapolvere cordless ha un contenitore per la polvere relativamente piccolo, generalmente tra i 0,5 e gli 0,8 litri, mentre questo modello offre una capienza generosa di <strong>1 litro</strong>, ideale per sessioni di pulizia più lunghe e meno frequenti svuotamenti. Il meccanismo di svuotamento è simile a quello di molti altri aspirapolvere cordless (ad eccezione di Dyson): si sgancia la sezione del contenitore dal corpo motore e si apre una levetta per svuotare il contenuto. Grazie alla dimensione maggiore del contenitore, è più facile che i peli di animale aggregati cadano, anche se a volte può essere necessario un leggero colpetto contro l’interno del cestino della spazzatura. Tuttavia, reinserire il contenitore nell’aspirapolvere può risultare un po’ complicato.</p><p>Per quanto riguarda il filtro a rete interno nella sezione ciclone, si presentava piuttosto impolverato, quindi ho cercato di estrarlo per pulirlo, ma non si muoveva. Ho provato a ruotarlo senza successo. Consultando il manuale allegato, ho scoperto che era pieno di informazioni di sicurezza e risoluzione dei problemi, senza alcuna indicazione su come utilizzare la macchina o rimuovere il filtro a rete. Ho quindi scaricato il manuale dal sito ufficiale di Tineco, ma era identico, ovvero un documento incentrato solo sulla sicurezza.</p><p>Il filtro a rete è quindi ancora ben fissato, forse è stato progettato così, ma rimango in attesa di una spiegazione (accetto suggerimenti). </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jYdChXbmxpA4WrQxZk3v2N" name="Sponge filter.JPG" alt="Sponge filter inside Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jYdChXbmxpA4WrQxZk3v2N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda la parte operativa, questo modello è dotato di una robusta bacchetta articolata che può piegarsi a 90 gradi, facilitando l’accesso sotto letti e divani. La spazzola ha una larghezza di 23 cm ed è composta da due file di setole a forma di chevron, progettate per funzionare efficacemente sia su pavimenti duri che su tappeti. La spazzola rotante è facilmente rimovibile per la pulizia.</p><p>Nel complesso, la costruzione risulta un po’ <strong>ingombrante e poco raffinata</strong>, con una maneggevolezza inferiore rispetto ad altri aspirapolvere provati, non solo tra i modelli più costosi come quelli Dyson, ma anche rispetto a opzioni più economiche come quelle di Dreame.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5666px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9y64hVRvxbhL9HjqKzuJ5N" name="Floor head close up.JPG" alt="Close up of floorhead on Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9y64hVRvxbhL9HjqKzuJ5N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5666" height="3187" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Secondo la descrizione, la spazzola <strong>3DSense</strong> di Tineco integra sensori che aumentano automaticamente la potenza di aspirazione quando rilevano il bordo di un battiscopa. Sulla scocca della testina si notano infatti due piccole aperture su ciascun lato, che consentono di aspirare aria lateralmente insieme alla polvere accumulata lungo i bordi. Una soluzione molto funzionale.</p><p>La spazzola è inoltre dotata di due file di pettini rigidi sul retro, pensati per evitare l’aggrovigliamento di peli e fili di cotone.</p><p>Per facilitare la raccolta di particelle più grandi su pavimenti duri e per ridurre l’attrito durante l’uso su tappeti, la testina dispone di un interruttore che apre due piccole prese d’aria nella parte frontale, a contatto con il pavimento.</p><p>In omaggio ai migliori aspirapolvere Dyson, la testina anteriore è dotata di una <strong>luce verde</strong> che rende più visibile la polvere sui pavimenti duri. A differenza di Dyson, che utilizza un laser per evidenziare anche le particelle più piccole, questo modello impiega un semplice LED verde, ma il risultato resta sorprendentemente efficace.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.23%;"><img id="rNNAUhRkuNVfka6qUXhd6N" name="Green headlight.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum floorhead glowing green to highlight dust" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rNNAUhRkuNVfka6qUXhd6N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5600" height="3149" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per l’uso in modalità portatile, il Tineco è fornito con una spazzola motorizzata per tappezzeria, un ugello di precisione con spazzola scorrevole e un supporto da parete che tiene tutto in ordine. La posizione dell’impugnatura posteriore funziona bene in questa configurazione, anche se il corpo dell’aspirapolvere risulta pesante da sostenere in alto. Come la maggior parte degli aspirapolvere cordless, anche questo modello <strong>non sta in piedi da solo</strong>, quindi durante l’uso capita di doverlo appoggiare a qualche mobile mentre si spostano gli arredi.</p><ul><li><strong>Design : 2.5 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-performance"><span>Tineco Pure One A50S recensione: performance</span></h2><p>La prima cosa che si nota prendendo in mano il <strong>Tineco Pure One A50S Plus</strong> è il peso di <strong>3,3 kg</strong>, che lo rende un po’ ingombrante da trasportare, simile al corposo <strong>Dyson gen5detect</strong>. Personalmente, ritengo che gran parte del peso sia dovuto alla bacchetta e alla sua sezione centrale particolarmente complessa, dove si piega a 90 gradi.</p><p>Essendo dotato di una sola testina, pensata principalmente per l’uso su tappeti, l’aspirapolvere non risulta particolarmente silenzioso sui pavimenti duri, specialmente se confrontato con i rulli morbidi specifici per queste superfici. Tuttavia, l’A50S si è dimostrato un pulitore molto efficace sui tappeti (vedi risultati nella sezione dedicata), anche se la rigidità della testina rende faticoso spingerlo su tappeti a pelo medio, anche con la presa d’aria frontale completamente aperta e la modalità Auto (cioè media) attivata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5626px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="CtpaEdwoc8vLm4RMaM5f3N" name="Green headlight 2.JPG" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum floorhead glowing green to highlight dust" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CtpaEdwoc8vLm4RMaM5f3N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5626" height="3164" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Inoltre, quando entra in funzione la modalità <strong>DustSense</strong>, aumenta ulteriormente l’attrito tra la parte frontale della testina e il tappeto. In altre parole, dopo appena cinque minuti di pulizia il braccio sembra aver fatto un buon allenamento, anche se il movimento a pendolo descritto in precedenza aiuta a ridurre l’affaticamento. Riguardando l’esperienza, consiglierei di usare la modalità <strong>ECO</strong> sui tappeti, che esercita una minore aspirazione verso il basso, rendendo più semplice spingere l’aspirapolvere.</p><p>La testina del Tineco A50S si articola fino a circa 60 gradi, meno di un Dyson o del Dreame R20, ma comunque sufficiente per manovrare agevolmente intorno ai mobili. Tuttavia, rimuovere la bacchetta per sostituire gli accessori a mano è un po’ complicato: il fissaggio è molto saldo — il che è positivo — ma difficile da sganciare.</p><p>Nonostante il peso, la modalità portatile con la mini spazzola motorizzata si è rivelata efficace per pulire scale, auto, letti per animali, divani e altri spazi simili.</p><p>Durante i test, il livello di rumorosità del Tineco A50S si è rivelato contenuto: in modalità ECO ha registrato <strong>63 dB</strong> all’altezza della spalla, <strong>66 dB</strong> in modalità Auto e <strong>69 dB</strong> in modalità Max, senza un aumento eccessivo del rumore.</p><h2 id="suction-tests">Suction tests</h2><p>Oltre a valutare l’usabilità generale, ho effettuato una serie di test sull’aspirazione. Per il test principale su pavimenti duri, ho sparso 25 grammi di avena, farina, pasta orzo, biscotti digestive sbriciolati e qualche Coco Pops, impostando l’aspirapolvere in modalità Auto. Il motore è partito con una potenza contenuta, per poi aumentare automaticamente grazie al sensore DustSense non appena ha rilevato la presenza di detriti.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7GXdo2LZGNAGLz3ccn32EN-1920-80.jpg" alt="Debris laid out on hard floor ready for suction test " /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UpGe7Qud39tzYgLsLzCL5N-1920-80.jpg" alt="Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum floorhead glowing green to highlight dust" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kQ5qvdK68inDfJEUGYWXBN-1920-80.jpg" alt="Results of hard floor suction test using Tineco Pure One A50S cordless stick vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>In modo impressionante, ha raccolto tutto - anche i pezzi più grandi - in un solo passaggio. Pesando il contenuto del contenitore, sono stati aspirati complessivamente 24 grammi, anche se sospetto che almeno un grammo di farina sia rimasto attaccato al contenitore o intorno al filtro a rete. Nel complesso, ritengo che sia un ottimo risultato.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Fv5uiKncJUyqc2QrGd8rFN-1920-80.jpg" alt="Debris on carpet ready for suction test" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CbxhkYexsz9qvnmBeiZHGN-1920-80.jpg" alt="Carpet after suction test" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Per il test su tappeto ho utilizzato gli stessi 25 grammi di ingredienti pre-pesati, impostando la modalità Auto con la presa d’aria frontale aperta. È stato necessario un passaggio avanti e indietro per rimuovere la maggior parte dei detriti, seguito da qualche passaggio rapido per eliminare ogni traccia di farina.</p><p>Come nel test su pavimenti duri, ho pesato il contenuto del contenitore, che questa volta ha segnato 26 grammi, a dimostrazione della polvere nascosta nel tappeto raccolta durante l’aspirazione. Certo, è stato faticoso spingere la testina sulla moquette a pelo medio che ho utilizzato, ma il risultato è stato ottimo e il lavoro svolto con efficacia.</p><ul><li><strong>Performance: 4 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-tineco-pure-one-a50s-recensione-batteria"><span>Tineco Pure One A50S recensione: batteria </span></h2><p>Tineco dichiara un’autonomia massima di <strong>70 minuti</strong>, un valore tra i più elevati sul mercato, ma si riferisce sempre alla modalità a potenza minima. Ho effettuato un test in modalità <strong>Auto</strong> su un pavimento misto 50:50 tra moquette a pelo medio e piastrelle. Dopo sette minuti, la batteria ha perso due tacche su tre, ma l’aspirapolvere ha continuato a funzionare per circa 17 minuti, passando poi automaticamente in modalità <strong>Eco</strong>, dove ha proseguito a potenza ridotta fino a spegnersi dopo 20 minuti e 22 secondi.</p><p>In modalità <strong>Max</strong>, l’autonomia è ovviamente inferiore. Ho testato questa modalità solo su pavimenti duri, perché la potenza elevata e l’attrito rendono difficoltoso l’uso su tappeti. Partendo da carica completa, l’aspirapolvere ha funzionato per quasi 10 minuti in Max, per poi passare a Eco, dove ha continuato fino a 12 minuti e 16 secondi prima di spegnersi.</p><p>Va considerato che nella maggior parte delle pulizie quotidiane si tratta di aspirare una o due stanze, a meno di non fare una pulizia approfondita, quindi <strong>20 minuti in modalità Auto sono più che sufficienti</strong>, soprattutto considerando che la funzione <strong>DustSense</strong> aumenta automaticamente la potenza e il consumo quando rileva sporco aggiuntivo.</p><p>Tuttavia, se si affida la pulizia a un addetto settimanale che deve aspirare tutta la casa — magari una abitazione con tre camere, cucina, soggiorno, sala da pranzo e bagni — questo modello potrebbe faticare a completare l’intero lavoro con una sola carica, soprattutto se usato principalmente in modalità Auto.</p><p>Dopo aver esaurito completamente la batteria, ho effettuato una ricarica completa che ha richiesto <strong>3 ore e 4 minuti</strong>, un tempo nella media per un aspirapolvere cordless.</p><p>Un dettaglio da segnalare è che la barra di carica sul display si spegne dopo un certo periodo, quindi per controllare lo stato di ricarica sarà necessario premere il tasto di accensione mentre il dispositivo è collegato alla presa. Fortunatamente, una spia verde laterale lampeggia per tutta la durata della carica, offrendo un valido riferimento visivo sullo stato di alimentazione.</p><ul><li><strong>Batteria: 4 su 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-il-tineco-pure-one-a50s"><span>Perché comprare il Tineco Pure One A50S?</span></h3><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributo</p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Il <strong>Pure One A50S Plus</strong> offre un buon rapporto qualità-prezzo, soprattutto quando è in sconto, ma la concorrenza è agguerrita, con modelli di marchi come <strong>Vax</strong> e <strong>Shark</strong> che si fanno sentire.</p></td><td  ><p>3.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Tra i punti di forza si segnalano la bacchetta pieghevole in avanti, l’illuminazione laser e il contenitore capiente, ma nel complesso l’aspirapolvere risulta un po’ ingombrante, poco comodo da impugnare e più pesante della media.</p></td><td  ><p>2.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Le prestazioni su tutte le superfici sono ottime, anche se spingere l’aspirapolvere sul tappeto richiede uno sforzo notevole.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Per quanto riguarda la batteria, l’autonomia è sufficiente per la maggior parte delle pulizie quotidiane, ma potrebbe non bastare per aspirare interamente case di grandi dimensioni senza una ricarica intermedia. Il tempo di ricarica è nella media, intorno alle 3 ore.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-5">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Vuoi un controllo automatico della potenza?</strong> </p><p>La funzione <strong>DustSense</strong> di Tineco funziona efficacemente, garantendo una pulizia efficiente senza consumare eccessivamente la batteria.</p></div><div class="product"><p><strong>Hai bisogno di un contenitore capiente?</strong> </p><p>L’A50S Plus è dotato di un serbatoio da <strong>1 litro</strong>, più grande della media per un aspirapolvere cordless, simile a quello di un aspirapolvere verticale.</p></div><div class="product"><p><strong>Cerchi un’aspirazione potente?</strong> </p><p>Questo modello aspira con forza straordinaria, superando brillantemente tutti i miei test di aspirazione.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-6">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>La tua forza non è più quella di una volta?</strong> </p><p>L’A50S è difficile da spingere sui tappeti ed è più pesante della media.</p></div><div class="product"><p><strong>Cerchi un modello leggero da tenere in mano?</strong> </p><p>Sul mercato esistono aspirapolvere cordless più leggeri; questo risulta particolarmente pesante quando usato in modalità portatile.</p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Philips Shaver S9000 Prestige  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-recensione-rapida"><span>Philips Shaver S9000 Prestige: recensione rapida </span></h2><p>Se siete in cerca di un rasoio elettrico premium, vale assolutamente la pena dare un’occhiata al <strong>Philips Shaver S9000 Prestige</strong>. Questo modello di fascia alta integra la tecnologia <strong>SkinIQ</strong> di Philips per una rasatura adattiva e delicata, un design <strong>altamente ergonomico</strong> e <strong>impermeabilità</strong> totale, offrendo così un'esperienza d'uso completa e di livello superiore.</p><p>Abbiamo testato la variante <strong>SP9883/35</strong>, attualmente disponibile anche in Italia, dove il prezzo di listino si aggira intorno ai <strong>699 euro</strong>. Tuttavia, è facile trovarlo a una cifra più contenuta, <strong>intorno ai 300-350 euro</strong> presso diversi rivenditori online. È comunque una spesa importante per un rasoio elettrico – ma ne vale la pena?</p><p>Se avete la pelle sensibile e spesso soffrite di irritazioni dopo la rasatura, la risposta è <strong>sì</strong>. Sia in modalità <strong>a secco che con acqua</strong>, il Philips S9000 Prestige <strong>scivola sul viso con estrema delicatezza</strong>, senza mai risultare aggressivo. Inoltre, è possibile regolare la potenza su tre livelli (<strong>bassa, media e alta</strong>) per adattarsi al proprio stile di rasatura.</p><p>A rendere tutto più fluido contribuisce anche la <strong>tecnologia Ultraflex</strong>, che permette alla testina di regolare automaticamente potenza e inclinazione in base allo spessore dei peli e all’angolazione. Il risultato? Una rasatura <strong>rapida, efficace e confortevole</strong>, perfetta anche per i ritocchi veloci prima di uscire. In dotazione c’è anche una <strong>stazione di pulizia automatica</strong>, che in appena un minuto rimette il rasoio a nuovo.</p><p>Naturalmente, qualche difetto c’è. Il <strong>rifinitore SmartClick</strong>, da agganciare sulla parte superiore del rasoio, non è il massimo per accorciare i peli più lunghi: spesso serve passare più volte sulla stessa zona. Inoltre, per eliminare qualche pelo ribelle, potrebbe ancora servire un colpo di rasoio manuale.</p><p>Detto questo, si tratta comunque di un prodotto di <strong>altissima qualità</strong>, consigliato a chi cerca un rasoio delicato, affidabile e ricco di funzionalità smart. Senza contare il design curato, il <strong>display integrato</strong>, un’autonomia di circa <strong>un’ora</strong> e la <strong>base di ricarica wireless</strong> inclusa. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Dq2jNqUpKmr7Z74YawU7jF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 3.JPG" alt="Philips Shaver S9000 Prestige, alternate heads, self-cleaning station, cleaning fluid" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dq2jNqUpKmr7Z74YawU7jF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-prezzo-e-specifiche"><span>Philips Shaver S9000 Prestige: Prezzo e specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ><p>699 euro </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Waterproof</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria </p></td><td  ><p>1 ora</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tempo di ricarica </p></td><td  ><p>3 ore </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tipo di ricarica </p></td><td  ><p>Qi-charging pad</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Accessori </p></td><td  ><p>Rifinitore SmartClick, tagliapeli per naso, spazzola detergente per il viso, custodia rigida da viaggio, stazione di pulizia e liquido detergente.</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-recensione-design"><span>Philips Shaver S9000 Prestige recensione: design</span></h2><p>Dal punto di vista del design, è difficile fare meglio del <strong>Philips Shaver S9000 Prestige</strong>. La scocca in metallo dall’aspetto premium si abbina a un’impugnatura ergonomica in gomma che rende l’utilizzo del rasoio estremamente comodo e piacevole.</p><p>Sulla parte frontale è presente un <strong>display</strong> che mostra il livello di potenza selezionato (da uno a tre), l’autonomia residua, l’attivazione del blocco da viaggio e altre informazioni utili. Subito sopra lo schermo si trovano <strong>i tasti fisici per accensione/spegnimento e regolazione della potenza</strong>. Tutto questo contribuisce a un’esperienza d’uso intuitiva e ben curata nei dettagli – esattamente ciò che ci si aspetta da un rasoio di fascia alta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zTk8eadVwJ6hc2PisQGkkF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 4.JPG" alt="Philips Shaver S9000 Prestige with head detached" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zTk8eadVwJ6hc2PisQGkkF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un altro grande punto di forza del <strong>Philips Shaver S9000 Prestige</strong> è il <strong>supporto agli accessori intercambiabili</strong>. Nella confezione trovate diverse testine tra cui il rasoio principale, il trimmer SmartClick e il rifinitore per peli del naso. Tutti questi accessori si agganciano e sganciano facilmente, e grazie all’ottima impermeabilità dell’apparecchio sono anche <strong>semplicissimi da pulire</strong>. In dotazione c’è anche una <strong>spazzolina</strong> utile per raggiungere gli angoli più difficili: un dettaglio che conferma l’attenzione di Philips per ogni esigenza.</p><p>Non mancano poi <strong>altri accessori di rilievo</strong>. Il rasoio include una <strong>base di pulizia automatica</strong> e una <strong>cartuccia Quick Clean Pod</strong>, in grado di <strong>pulire e lubrificare il dispositivo in appena un minuto</strong> sfruttando l’energia del rasoio stesso. Philips dichiara che questo sistema è <strong>10 volte più efficace rispetto al semplice risciacquo sotto l’acqua,</strong> difficile quantificare con esattezza, ma nei test si è dimostrato rapido ed efficace.</p><p>A completare il tutto c’è una <strong>base di ricarica wireless</strong>, perfetta da posizionare vicino al lavabo. Il rasoio si aggancia con facilità e segnala l’avvio della ricarica con un segnale acustico. Infine, <strong>la custodia rigida da viaggio</strong> inclusa consente di riporre comodamente rasoio e accessori: elegante, ben rifinita e resistente, è un ottimo alleato per chi si sposta spesso. Tra <strong>costruzione di alto livello</strong>, <strong>design raffinato</strong> e <strong>dotazione ricca</strong>, il pacchetto offerto dal S9000 Prestige è davvero completo.</p><ul><li><strong>Design: 5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-recensione-performance"><span>Philips Shaver S9000 Prestige recensione: performance</span></h2><p>E non è solo l’estetica a brillare: anche <strong>le prestazioni del Philips Shaver S9000 Prestige</strong> sono di alto livello. L’impugnatura solida e gommata, già citata, garantisce <strong>un controllo ottimale</strong>, qualunque sia l’angolazione di taglio. Un netto passo avanti rispetto a molti altri rasoi elettrici, soprattutto in quelle zone più difficili da raggiungere.</p><p>Ma veniamo al punto cruciale: <strong>la rasatura in sé</strong>. Qui il S9000 Prestige si distingue per essere <strong>non solo delicato, ma anche velocissimo</strong>. Grazie alle <strong>lame Dual Precision rotanti</strong>, capaci di eseguire fino a <strong>165.000 azioni di taglio al minuto</strong>, è possibile ottenere una rasatura completa in pochi minuti. Le lame rimuovono con efficacia i peli cresciuti in direzioni diverse, anche se, va detto, qualche <strong>pelo ribelle</strong> è sfuggito al primo passaggio ed è stato più facile eliminarlo con un rasoio manuale. Un dettaglio trascurabile, però, in un’esperienza complessivamente eccellente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vFV982ZtZ4u6uGqKCGKRjF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 8.JPG" alt="Person turning on the Philips Shaver S9000 Prestige" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vFV982ZtZ4u6uGqKCGKRjF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La testina di rasatura predefinita integra alcune tecnologie davvero interessanti per garantire <strong>una rasatura profonda ma delicata</strong>, come <strong>SkinIQ</strong>. Questo sistema rileva <strong>la densità dei peli sul viso (o sulla testa)</strong> e adatta automaticamente la potenza di taglio per ottenere un risultato più delicato. C’è anche un sistema di sospensione <strong>Ultraflex</strong>, che permette alle testine di seguire con precisione <strong>tutte le curve del volto</strong>.</p><p>Il tutto è pensato per offrire <strong>una rasatura più efficace ma anche più confortevole</strong>. E nel mio caso, è stato davvero un plus. Avendo una pelle piuttosto sensibile, ho notato una <strong>significativa riduzione dell’irritazione</strong> grazie a questa tecnologia. In aggiunta alla regolazione automatica, è possibile <strong>modulare manualmente la potenza del rasoio</strong>, e la <strong>rivestitura Hydro SkinGlide</strong> della testina standard contribuisce ulteriormente a rendere l’esperienza ancora più piacevole.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kbfyoSconFQqPD6ydZ8kiF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 5.JPG" alt="Philips Shaver S9000 Prestige on wireless charging pad" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kbfyoSconFQqPD6ydZ8kiF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se vogliamo essere un po' più critici, va detto che il <strong>trimmer SmartClick incluso</strong> risulta leggermente deludente. Dopo quattro giorni di crescita – non proprio il mio momento migliore – ho provato a sistemare la barba per un aspetto più ordinato, usando questo trimmer al livello minimo. Il risultato è stato accettabile, ma non così efficiente come speravo: <strong>ho dovuto ripassare più volte sulle stesse zone</strong> per ottenere un taglio uniforme. Inoltre, <strong>le impostazioni di lunghezza sono indicate solo da cinque tacche</strong>, senza misurazioni in millimetri – una mancanza che si fa sentire rispetto ad altri rasoi che uso abitualmente.</p><p>Quanto all’autonomia, il <strong>Philips S9000 Prestige</strong> offre <strong>circa un’ora di utilizzo</strong> con una carica completa, in linea con altri modelli di fascia alta. Ma se puntate a qualcosa di più, nessun problema: dopo ogni utilizzo basta <strong>posizionarlo sul pad di ricarica wireless</strong> incluso per riportarlo rapidamente al 100%. Il ciclo di ricarica completo richiede <strong>circa tre ore</strong>, un tempo ragionevole considerando la tecnologia di ricarica senza fili.</p><ul><li><strong>Performance: 4.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-recensione-valore"><span>Philips Shaver S9000 Prestige recensione: valore</span></h2><p>OK, parliamoci chiaro: <strong>il prezzo di listino di questo rasoio è davvero, davvero elevato</strong>. Forse anche troppo. Spendere <strong>699 euro</strong> per un rasoio elettrico non è da tutti, soprattutto considerando che esistono alternative molto valide a un costo nettamente inferiore – basti pensare al <strong>Braun Series 9 Pro</strong>, ad esempio.</p><p>Ma c’è una buona notizia: <strong>raramente lo si trova a prezzo pieno</strong>. Il <strong>Philips S9000 Prestige</strong> si trova spesso <strong>in offerta intorno ai 300 euro</strong>, un taglio di prezzo di oltre il 50% rispetto alla cifra ufficiale. E a questa cifra, il discorso cambia completamente: <strong>il rapporto qualità-prezzo diventa decisamente interessante</strong>, e il S9000 Prestige diventa un'opzione da tenere in forte considerazione. Diversamente, sarebbe difficile consigliarlo – nonostante le sue ottime prestazioni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FKhxJi9NWphKDejvAbZjiF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 6.JPG" alt="Philips Shaver S9000 Prestige resting on block" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FKhxJi9NWphKDejvAbZjiF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-il-philips-shaver-s9000-prestige"><span>Perché acquistare il Philips Shaver S9000 Prestige?</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Impugnatura ergonomica, display intuitivo, accessori pratici e finiture eleganti.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Rasatura rapida, confortevole e adattiva. SmartClick migliorabile.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Tanta qualità, ma il prezzo di listino è alto – anche se raramente lo si paga davvero.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-2">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete il massimo del comfort</strong> </p><p>Il Philips Shaver S9000 Prestige non è solo comodo da impugnare, ma è anche delicato sulla pelle. Per questo è un compagno di rasatura ideale, anche per chi ha la pelle sensibile.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite un look sempre pulito</strong> </p><p>Se amate mantenere un viso ben rasato ogni giorno o quasi, questo modello è tra i migliori in circolazione. Le lame rotanti e la tecnologia di sospensione permettono di eliminare i peli in modo rapido e preciso, senza perdere troppo tempo davanti allo specchio.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-2">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete un budget limitato</strong> </p><p>Anche se si trova spesso a un prezzo molto più basso rispetto al listino, il Philips Shaver S9000 Prestige non è comunque tra i più economici. Al prezzo pieno, è difficile da giustificare se non volete spendere una fortuna. Esistono valide alternative più accessibili, come alcuni modelli di tagliacapelli e regolabarba di fascia media, che riescono comunque a fare un ottimo lavoro.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate un'opzione eccellente per barbe corte</strong></p><p>L’unico aspetto che non mi ha pienamente convinto dello S9000 Prestige è lo SmartClick trimmer. Funziona decentemente, ma non è al livello del resto del prodotto. A volte ho dovuto ripassare più volte sulle stesse zone e mi sarebbe piaciuto che indicasse con precisione, in millimetri, la lunghezza di taglio per ciascuno dei suoi cinque livelli.</p></div> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Il modello ideale per una rasatura veloce e senza irritazioni ]]>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-recensione-rapida"><span>Philips Shaver S9000 Prestige: recensione rapida </span></h2><p>Se siete in cerca di un rasoio elettrico premium, vale assolutamente la pena dare un’occhiata al <strong>Philips Shaver S9000 Prestige</strong>. Questo modello di fascia alta integra la tecnologia <strong>SkinIQ</strong> di Philips per una rasatura adattiva e delicata, un design <strong>altamente ergonomico</strong> e <strong>impermeabilità</strong> totale, offrendo così un'esperienza d'uso completa e di livello superiore.</p><p>Abbiamo testato la variante <strong>SP9883/35</strong>, attualmente disponibile anche in Italia, dove il prezzo di listino si aggira intorno ai <strong>699 euro</strong>. Tuttavia, è facile trovarlo a una cifra più contenuta, <strong>intorno ai 300-350 euro</strong> presso diversi rivenditori online. È comunque una spesa importante per un rasoio elettrico – ma ne vale la pena?</p><p>Se avete la pelle sensibile e spesso soffrite di irritazioni dopo la rasatura, la risposta è <strong>sì</strong>. Sia in modalità <strong>a secco che con acqua</strong>, il Philips S9000 Prestige <strong>scivola sul viso con estrema delicatezza</strong>, senza mai risultare aggressivo. Inoltre, è possibile regolare la potenza su tre livelli (<strong>bassa, media e alta</strong>) per adattarsi al proprio stile di rasatura.</p><p>A rendere tutto più fluido contribuisce anche la <strong>tecnologia Ultraflex</strong>, che permette alla testina di regolare automaticamente potenza e inclinazione in base allo spessore dei peli e all’angolazione. Il risultato? Una rasatura <strong>rapida, efficace e confortevole</strong>, perfetta anche per i ritocchi veloci prima di uscire. In dotazione c’è anche una <strong>stazione di pulizia automatica</strong>, che in appena un minuto rimette il rasoio a nuovo.</p><p>Naturalmente, qualche difetto c’è. Il <strong>rifinitore SmartClick</strong>, da agganciare sulla parte superiore del rasoio, non è il massimo per accorciare i peli più lunghi: spesso serve passare più volte sulla stessa zona. Inoltre, per eliminare qualche pelo ribelle, potrebbe ancora servire un colpo di rasoio manuale.</p><p>Detto questo, si tratta comunque di un prodotto di <strong>altissima qualità</strong>, consigliato a chi cerca un rasoio delicato, affidabile e ricco di funzionalità smart. Senza contare il design curato, il <strong>display integrato</strong>, un’autonomia di circa <strong>un’ora</strong> e la <strong>base di ricarica wireless</strong> inclusa. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Dq2jNqUpKmr7Z74YawU7jF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 3.JPG" alt="Philips Shaver S9000 Prestige, alternate heads, self-cleaning station, cleaning fluid" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dq2jNqUpKmr7Z74YawU7jF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-prezzo-e-specifiche"><span>Philips Shaver S9000 Prestige: Prezzo e specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ><p>699 euro </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Waterproof</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria </p></td><td  ><p>1 ora</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tempo di ricarica </p></td><td  ><p>3 ore </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tipo di ricarica </p></td><td  ><p>Qi-charging pad</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Accessori </p></td><td  ><p>Rifinitore SmartClick, tagliapeli per naso, spazzola detergente per il viso, custodia rigida da viaggio, stazione di pulizia e liquido detergente.</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-recensione-design"><span>Philips Shaver S9000 Prestige recensione: design</span></h2><p>Dal punto di vista del design, è difficile fare meglio del <strong>Philips Shaver S9000 Prestige</strong>. La scocca in metallo dall’aspetto premium si abbina a un’impugnatura ergonomica in gomma che rende l’utilizzo del rasoio estremamente comodo e piacevole.</p><p>Sulla parte frontale è presente un <strong>display</strong> che mostra il livello di potenza selezionato (da uno a tre), l’autonomia residua, l’attivazione del blocco da viaggio e altre informazioni utili. Subito sopra lo schermo si trovano <strong>i tasti fisici per accensione/spegnimento e regolazione della potenza</strong>. Tutto questo contribuisce a un’esperienza d’uso intuitiva e ben curata nei dettagli – esattamente ciò che ci si aspetta da un rasoio di fascia alta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zTk8eadVwJ6hc2PisQGkkF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 4.JPG" alt="Philips Shaver S9000 Prestige with head detached" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zTk8eadVwJ6hc2PisQGkkF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un altro grande punto di forza del <strong>Philips Shaver S9000 Prestige</strong> è il <strong>supporto agli accessori intercambiabili</strong>. Nella confezione trovate diverse testine tra cui il rasoio principale, il trimmer SmartClick e il rifinitore per peli del naso. Tutti questi accessori si agganciano e sganciano facilmente, e grazie all’ottima impermeabilità dell’apparecchio sono anche <strong>semplicissimi da pulire</strong>. In dotazione c’è anche una <strong>spazzolina</strong> utile per raggiungere gli angoli più difficili: un dettaglio che conferma l’attenzione di Philips per ogni esigenza.</p><p>Non mancano poi <strong>altri accessori di rilievo</strong>. Il rasoio include una <strong>base di pulizia automatica</strong> e una <strong>cartuccia Quick Clean Pod</strong>, in grado di <strong>pulire e lubrificare il dispositivo in appena un minuto</strong> sfruttando l’energia del rasoio stesso. Philips dichiara che questo sistema è <strong>10 volte più efficace rispetto al semplice risciacquo sotto l’acqua,</strong> difficile quantificare con esattezza, ma nei test si è dimostrato rapido ed efficace.</p><p>A completare il tutto c’è una <strong>base di ricarica wireless</strong>, perfetta da posizionare vicino al lavabo. Il rasoio si aggancia con facilità e segnala l’avvio della ricarica con un segnale acustico. Infine, <strong>la custodia rigida da viaggio</strong> inclusa consente di riporre comodamente rasoio e accessori: elegante, ben rifinita e resistente, è un ottimo alleato per chi si sposta spesso. Tra <strong>costruzione di alto livello</strong>, <strong>design raffinato</strong> e <strong>dotazione ricca</strong>, il pacchetto offerto dal S9000 Prestige è davvero completo.</p><ul><li><strong>Design: 5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-recensione-performance"><span>Philips Shaver S9000 Prestige recensione: performance</span></h2><p>E non è solo l’estetica a brillare: anche <strong>le prestazioni del Philips Shaver S9000 Prestige</strong> sono di alto livello. L’impugnatura solida e gommata, già citata, garantisce <strong>un controllo ottimale</strong>, qualunque sia l’angolazione di taglio. Un netto passo avanti rispetto a molti altri rasoi elettrici, soprattutto in quelle zone più difficili da raggiungere.</p><p>Ma veniamo al punto cruciale: <strong>la rasatura in sé</strong>. Qui il S9000 Prestige si distingue per essere <strong>non solo delicato, ma anche velocissimo</strong>. Grazie alle <strong>lame Dual Precision rotanti</strong>, capaci di eseguire fino a <strong>165.000 azioni di taglio al minuto</strong>, è possibile ottenere una rasatura completa in pochi minuti. Le lame rimuovono con efficacia i peli cresciuti in direzioni diverse, anche se, va detto, qualche <strong>pelo ribelle</strong> è sfuggito al primo passaggio ed è stato più facile eliminarlo con un rasoio manuale. Un dettaglio trascurabile, però, in un’esperienza complessivamente eccellente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vFV982ZtZ4u6uGqKCGKRjF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 8.JPG" alt="Person turning on the Philips Shaver S9000 Prestige" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vFV982ZtZ4u6uGqKCGKRjF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La testina di rasatura predefinita integra alcune tecnologie davvero interessanti per garantire <strong>una rasatura profonda ma delicata</strong>, come <strong>SkinIQ</strong>. Questo sistema rileva <strong>la densità dei peli sul viso (o sulla testa)</strong> e adatta automaticamente la potenza di taglio per ottenere un risultato più delicato. C’è anche un sistema di sospensione <strong>Ultraflex</strong>, che permette alle testine di seguire con precisione <strong>tutte le curve del volto</strong>.</p><p>Il tutto è pensato per offrire <strong>una rasatura più efficace ma anche più confortevole</strong>. E nel mio caso, è stato davvero un plus. Avendo una pelle piuttosto sensibile, ho notato una <strong>significativa riduzione dell’irritazione</strong> grazie a questa tecnologia. In aggiunta alla regolazione automatica, è possibile <strong>modulare manualmente la potenza del rasoio</strong>, e la <strong>rivestitura Hydro SkinGlide</strong> della testina standard contribuisce ulteriormente a rendere l’esperienza ancora più piacevole.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kbfyoSconFQqPD6ydZ8kiF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 5.JPG" alt="Philips Shaver S9000 Prestige on wireless charging pad" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kbfyoSconFQqPD6ydZ8kiF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se vogliamo essere un po' più critici, va detto che il <strong>trimmer SmartClick incluso</strong> risulta leggermente deludente. Dopo quattro giorni di crescita – non proprio il mio momento migliore – ho provato a sistemare la barba per un aspetto più ordinato, usando questo trimmer al livello minimo. Il risultato è stato accettabile, ma non così efficiente come speravo: <strong>ho dovuto ripassare più volte sulle stesse zone</strong> per ottenere un taglio uniforme. Inoltre, <strong>le impostazioni di lunghezza sono indicate solo da cinque tacche</strong>, senza misurazioni in millimetri – una mancanza che si fa sentire rispetto ad altri rasoi che uso abitualmente.</p><p>Quanto all’autonomia, il <strong>Philips S9000 Prestige</strong> offre <strong>circa un’ora di utilizzo</strong> con una carica completa, in linea con altri modelli di fascia alta. Ma se puntate a qualcosa di più, nessun problema: dopo ogni utilizzo basta <strong>posizionarlo sul pad di ricarica wireless</strong> incluso per riportarlo rapidamente al 100%. Il ciclo di ricarica completo richiede <strong>circa tre ore</strong>, un tempo ragionevole considerando la tecnologia di ricarica senza fili.</p><ul><li><strong>Performance: 4.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-philips-shaver-s9000-prestige-recensione-valore"><span>Philips Shaver S9000 Prestige recensione: valore</span></h2><p>OK, parliamoci chiaro: <strong>il prezzo di listino di questo rasoio è davvero, davvero elevato</strong>. Forse anche troppo. Spendere <strong>699 euro</strong> per un rasoio elettrico non è da tutti, soprattutto considerando che esistono alternative molto valide a un costo nettamente inferiore – basti pensare al <strong>Braun Series 9 Pro</strong>, ad esempio.</p><p>Ma c’è una buona notizia: <strong>raramente lo si trova a prezzo pieno</strong>. Il <strong>Philips S9000 Prestige</strong> si trova spesso <strong>in offerta intorno ai 300 euro</strong>, un taglio di prezzo di oltre il 50% rispetto alla cifra ufficiale. E a questa cifra, il discorso cambia completamente: <strong>il rapporto qualità-prezzo diventa decisamente interessante</strong>, e il S9000 Prestige diventa un'opzione da tenere in forte considerazione. Diversamente, sarebbe difficile consigliarlo – nonostante le sue ottime prestazioni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FKhxJi9NWphKDejvAbZjiF" name="Philips_Shaver_S9000_Prestige_ 6.JPG" alt="Philips Shaver S9000 Prestige resting on block" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FKhxJi9NWphKDejvAbZjiF-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-il-philips-shaver-s9000-prestige"><span>Perché acquistare il Philips Shaver S9000 Prestige?</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Impugnatura ergonomica, display intuitivo, accessori pratici e finiture eleganti.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Rasatura rapida, confortevole e adattiva. SmartClick migliorabile.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Tanta qualità, ma il prezzo di listino è alto – anche se raramente lo si paga davvero.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-2">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete il massimo del comfort</strong> </p><p>Il Philips Shaver S9000 Prestige non è solo comodo da impugnare, ma è anche delicato sulla pelle. Per questo è un compagno di rasatura ideale, anche per chi ha la pelle sensibile.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite un look sempre pulito</strong> </p><p>Se amate mantenere un viso ben rasato ogni giorno o quasi, questo modello è tra i migliori in circolazione. Le lame rotanti e la tecnologia di sospensione permettono di eliminare i peli in modo rapido e preciso, senza perdere troppo tempo davanti allo specchio.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-2">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete un budget limitato</strong> </p><p>Anche se si trova spesso a un prezzo molto più basso rispetto al listino, il Philips Shaver S9000 Prestige non è comunque tra i più economici. Al prezzo pieno, è difficile da giustificare se non volete spendere una fortuna. Esistono valide alternative più accessibili, come alcuni modelli di tagliacapelli e regolabarba di fascia media, che riescono comunque a fare un ottimo lavoro.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate un'opzione eccellente per barbe corte</strong></p><p>L’unico aspetto che non mi ha pienamente convinto dello S9000 Prestige è lo SmartClick trimmer. Funziona decentemente, ma non è al livello del resto del prodotto. A volte ho dovuto ripassare più volte sulle stesse zone e mi sarebbe piaciuto che indicasse con precisione, in millimetri, la lunghezza di taglio per ciascuno dei suoi cinque livelli.</p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Honor Pad V9 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-rapida"><span>Honor Pad V9: recensione rapida </span></h2><p>Lanciato pochi giorni prima del nuovo <strong>iPad base 2025</strong>, l’<strong>Honor Pad V9</strong> si posiziona come un <strong>diretto concorrente</strong> del tablet Apple, sia per <strong>fascia di prezzo</strong> (intorno ai <strong>400 euro circa</strong>) sia per <strong>caratteristiche tecniche</strong>. In un mercato dove molti tablet Android cercano di insidiare il dominio Apple, il Pad V9 propone un approccio essenziale ma solido, con <strong>funzionalità produttive ben integrate</strong>.</p><p>Sul fronte <strong>prestazioni</strong>, Honor ha scelto un <strong>processore di fascia media</strong>, evitando soluzioni sovradimensionate, e ha puntato invece su una <strong>dotazione maggiore di RAM e di memoria interna</strong> rispetto all’iPad. Il risultato è un’esperienza d’uso <strong>reattiva e fluida</strong>, adatta alla maggior parte delle attività quotidiane.</p><p><strong>Lato software</strong>, Android ha compiuto enormi passi avanti nel settore tablet, offrendo oggi <strong>strumenti di produttività e funzioni multi-schermo</strong> paragonabili a quelli di iPadOS. Honor ha scelto di <strong>non appesantire il sistema</strong> con troppe app preinstallate, limitandosi a <strong>una manciata di utility utili</strong>, tra cui <strong>app simili a Microsoft Office</strong>, che permettono di convertire file in PDF, compilarli da più fonti e aggiungere annotazioni. Un’aggiunta molto apprezzabile in ambito scolastico e lavorativo.</p><p>Anche sul piano <strong>multimediale</strong>, il Pad V9 convince grazie a <strong>otto speaker</strong> (contro i due dell’iPad base), ideali per <strong>musica e streaming video</strong> con effetto surround. Il <strong>display LCD</strong> supporta <strong>refresh rate a 144Hz</strong> e una <strong>risoluzione 2.8K</strong>, elementi che piaceranno agli appassionati di specifiche tecniche.</p><p>Tra le <strong>note negative</strong>, si segnalano assenze comuni a molti tablet Android: <strong>manca il jack audio da 3,5 mm</strong>, <strong>non è possibile espandere la memoria</strong>, e alcune <strong>scelte software discutibili</strong>, come un pannello delle impostazioni rapide <strong>troppo affollato</strong> e poco intuitivo.</p><p>Nel complesso, il Pad V9 si dimostra un prodotto convincente per <strong>studenti o professionisti</strong> che cercano un dispositivo compatto e funzionale, senza dover passare a un laptop. Non è perfetto per la <strong>creazione avanzata di contenuti</strong>, ma è <strong>più potente del necessario</strong> per chi cerca solo un dispositivo da intrattenimento.</p><p>Considerando le <strong>funzionalità extra rispetto all’iPad base</strong>, l’Honor Pad V9 riesce a <strong>giocare ad armi pari con Apple</strong> – <strong>almeno sulla carta</strong>, in attesa di confronti diretti più approfonditi.</p><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Honor Pad V9 recensione: prezzo e disponibilità </span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="nA5LPY9TEvqqVB3xZkSJC" name="Honor Pad V9 spotify" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nA5LPY9TEvqqVB3xZkSJC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>Honor Pad V9</strong> è disponibile a circa <strong>465 euro</strong>, posizionandosi nella <strong>fascia media</strong> del mercato tablet Android. In rapporto alle specifiche tecniche offerte – <strong>8 GB di RAM</strong>, <strong>256 GB di memoria interna</strong>, <strong>display a 144Hz</strong> e <strong>otto speaker</strong> – il prezzo risulta <strong>conveniente e bilanciato</strong>.</p><p>Il dispositivo include <strong>una flip cover</strong> e <strong>uno stilo</strong> direttamente in confezione. Tuttavia, <strong>gli accessori non sono attualmente acquistabili separatamente</strong>, quindi è consigliabile prestare attenzione a non perderli o danneggiarli, poiché potrebbero risultare difficili da sostituire.</p><p>All'interno della gamma Honor, il Pad V9 <strong>supera in prestazioni</strong> modelli come <strong>Pad 9</strong> e <strong>Pad X9</strong>, ma <strong>non raggiunge il livello del più avanzato MagicPad 2</strong>.</p><p>Considerando <strong>hardware, dotazione e funzionalità</strong>, il Pad V9 offre un <strong>ottimo rapporto qualità-prezzo</strong>. Non è un acquisto imprescindibile a prezzo pieno, ma con <strong>un buon sconto</strong> può diventare <strong>una scelta altamente consigliata</strong>.</p><p>Presentato al <strong>MWC 2025</strong>, è arrivato in commercio poco dopo.</p><ul><li><strong>Valore: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-specifiche"><span>Honor Pad V9 recensione: specifiche </span></h2><p>Here are the Honor Pad V9's specs at a glance:</p><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>OS</strong></p></td><td  ><p>MagicOS 9.0 (Android 15)</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Chipset</strong></p></td><td  ><p>MediaTek Dimensity 8350 Elite</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Memoria (RAM)</strong></p></td><td  ><p>8GB</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Archiviazione</strong></p></td><td  ><p>256GB</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Display</strong></p></td><td  ><p>11.5-pollici LCD</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Peso</strong></p></td><td  ><p>475g</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria</strong></p></td><td  ><p>10,100 mAh</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Ricarica</strong></p></td><td  ><p>33W wired</p></td><td  ></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-design"><span>Honor Pad V9 recensione: design</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QnY3KruUp9aXA8UZbaf3A" name="Honor Pad V9 listing" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QnY3KruUp9aXA8UZbaf3A-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>Honor Pad V9</strong> non rivoluziona il design del mondo tablet, ma si presenta con <strong>linee pulite ed essenziali</strong>, ispirate al look premium che caratterizza anche gli iPad e molti altri tablet Android attuali.</p><p>Le dimensioni sono <strong>259,1 x 176,1 x 6,1 mm</strong>, quindi il dispositivo è <strong>molto sottile</strong> e si inserisce facilmente in uno zaino o in una borsa. Con un peso di <strong>475 grammi</strong>, risulta <strong>leggero e maneggevole</strong>, ideale da tenere in mano a lungo – ad esempio, per la visione di un film a letto senza affaticarsi.</p><p>Il tablet è disponibile in <strong>grigio</strong> o <strong>bianco</strong>. Il modello testato in questa prova era <strong>grigio</strong>, come visibile dalle immagini del prodotto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wSNgfYFPbc2beLGGn2q3B" name="Honor Pad V9 camera bump" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wSNgfYFPbc2beLGGn2q3B-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tenendo il tablet in <strong>modalità orizzontale</strong>, il <strong>tasto di accensione</strong> si trova sul <strong>bordo sinistro</strong>, mentre il <strong>bilanciere del volume</strong> è posizionato nell’<strong>angolo in alto a sinistra</strong>. Sul bordo destro è presente la <strong>porta USB-C</strong>, ma <strong>manca un jack audio da 3,5 mm</strong>. In questa configurazione, la <strong>fotocamera frontale</strong> si trova nella parte superiore della cornice, una <strong>posizione ideale per le videochiamate</strong>.</p><p>Sul retro ci sono <strong>due moduli circolari</strong>: uno, quasi a filo con la scocca, ospita il <strong>flash</strong>, mentre l’altro contiene la <strong>fotocamera principale</strong>. Quest’ultima <strong>sporge leggermente</strong>, causando un lieve <strong>dondolio quando il tablet è appoggiato su una superficie piana</strong>.</p><p>Da quanto risulta, l’Honor Pad V9 <strong>non è certificato IP</strong> contro acqua o polvere, quindi è consigliabile <strong>proteggerlo adeguatamente</strong> durante l’uso quotidiano.</p><p>Il tablet <strong>supporta accessori</strong> come una <strong>tastiera con custodia</strong> e uno <strong>stilo</strong>, quest’ultimo dotato di funzionalità aggiuntive. Tuttavia, non tutti i modelli in commercio includono questi accessori, né sono sempre disponibili separatamente. In caso non fossero reperibili, è probabile che <strong>prodotti di terze parti compatibili arrivino presto sul mercato</strong>.</p><ul><li><strong>Design: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-display"><span>Honor Pad V9 recensione: display</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="t2AXGJqjMsTPjRGKWgyCC" name="Honor Pad V9 vertical" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/t2AXGJqjMsTPjRGKWgyCC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>Honor Pad V9</strong> è <strong>piuttosto grande</strong> per un tablet Android di fascia media – il numero “9” nel nome non indica la diagonale dello schermo, che in realtà è di <strong>11,5 pollici</strong>.</p><p>Il display ha una risoluzione di <strong>2800 x 1840 pixel</strong>, definita da Honor come <strong>2.8K</strong>, e supporta un <strong>refresh rate fino a 144Hz</strong>. Anche se <strong>poche app o giochi sfruttano davvero questa frequenza</strong>, la fluidità generale è comunque apprezzabile. Non è stata dichiarata una luminosità massima ufficiale, ma <strong>lo schermo risulta molto brillante</strong> nell’uso quotidiano.</p><p>Trattandosi di un pannello <strong>LCD</strong>, non offre i <strong>contrasti profondi</strong> o la <strong>nitidezza</strong> di un OLED, ma ha il vantaggio di essere <strong>più leggibile in ambienti molto illuminati</strong>, ad esempio <strong>all’aperto o in locali ben esposti alla luce</strong>.</p><p>Honor ha chiaramente puntato a <strong>rendere il Pad V9 adatto allo streaming</strong>, e sotto questo aspetto il display si comporta bene, grazie anche alla <strong>risoluzione elevata</strong> e alla <strong>resa dei colori vivace</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TuFbR5XLtL6fy4pR6JNVC" name="Honor Pad V9 netflix" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TuFbR5XLtL6fy4pR6JNVC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il marchio sottolinea che lo schermo supporta <strong>la gamma di colori DCI-P3</strong> e <strong>i colori a 10 bit</strong> (in pratica, è in grado di mostrare <strong>un’ampia gamma cromatica</strong>, rendendo i video più realistici) ed è anche <strong>certificato IMAX Enhanced</strong>. Questo significa che raggiunge una serie di standard in termini di <strong>qualità visiva e audio</strong> per riprodurre correttamente contenuti IMAX – disponibili principalmente su <strong>Disney Plus</strong>, secondo il sito ufficiale di IMAX, anche se <strong>Bravia Core</strong>, <strong>iQIYI</strong> e <strong>Rakuten TV</strong> offrono alcuni titoli compatibili.</p><p>Come la maggior parte dei concorrenti, Honor include alcune <strong>modalità schermo pensate per il comfort visivo o il risparmio energetico</strong>. Tra queste ci sono <strong>la modalità eBook</strong> (che rende lo schermo in scala di grigi), <strong>la modalità Eye Comfort</strong> (che riduce la componente blu) e <strong>la modalità Scura</strong> (probabilmente già familiare, utile anche per prolungare l’autonomia).</p><ul><li><strong>Display: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-software"><span>Honor Pad V9 recensione: software</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="csFqszradQXmHsznLwp28" name="Honor Pad V9 honor docs" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/csFqszradQXmHsznLwp28-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il software predefinito dell’<strong>Honor Pad V9</strong> è <strong>MagicOS 9.0</strong>, l’interfaccia personalizzata di Honor basata su <strong>Android 15</strong>. Si tratta principalmente di <strong>un restyling grafico di Android</strong>, ma include anche <strong>alcune funzioni aggiuntive interessanti</strong>.</p><p>Una delle più utili è <strong>Honor Docs</strong>, una suite di app per l’elaborazione di documenti <strong>preinstallata</strong> e visivamente molto simile ai programmi di <strong>Microsoft Office</strong> (e che potrebbe effettivamente basarsi su di essi). Oltre alle funzionalità base, offre anche <strong>strumenti aggiuntivi</strong>, come la possibilità di <strong>convertire file in PDF</strong> e di <strong>raccogliere documenti da diverse app o formati</strong> in un’unica area centralizzata del tablet.</p><p>Se l’acquisto del Pad V9 è motivato da <strong>esigenze legate alla produttività</strong>, questi strumenti potranno rappresentare <strong>una parte fondamentale dell’esperienza d’uso</strong>, ed è comodo trovarli <strong>già pronti all’uso</strong>. Saranno particolarmente utili a <strong>studenti</strong> o a chi possiede già <strong>altri dispositivi Honor</strong>, dato che i documenti potranno essere <strong>condivisi automaticamente tra dispositivi</strong> compatibili.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DbqfAwsP2tY7Yt7pphA6B" name="Honor Pad V9 control center" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DbqfAwsP2tY7Yt7pphA6B-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>In passato, Android offriva un’esperienza poco ottimizzata sui tablet, ma nel <strong>2025</strong> le cose sono cambiate, con <strong>funzionalità utili che sfruttano meglio le dimensioni generose dello schermo</strong>. Tuttavia, <strong>non è ancora tutto perfetto</strong>.</p><p>Un esempio chiaro è il <strong>menu delle impostazioni rapide</strong> del Pad V9, che si apre con uno swipe dall’angolo in alto a destra dello schermo: è <strong>troppo stretto e affollato</strong>, risultando scomodo da usare. Non c’è un motivo evidente per cui debba essere così spostato verso il bordo, e <strong>sfruttare meglio lo spazio disponibile</strong> sarebbe una soluzione ovvia. <strong>Un aggiornamento potrebbe correggere il problema</strong>, e l’immagine a corredo lo mostra chiaramente: <strong>basterebbe allargare il pannello</strong> per renderlo più funzionale.</p><p>Come molte aziende tech, anche Honor promuove alcune <strong>funzionalità basate sull’IA</strong>, come la <strong>generazione automatica di verbali da appunti</strong>, la <strong>sintesi di documenti</strong> o l’<strong>aggiunta automatica della formattazione</strong>. Si tratta di strumenti leggeri, <strong>non invasivi</strong>, ed è positivo che <strong>Honor non abbia costruito l’intera esperienza del tablet attorno all’intelligenza artificiale</strong>.</p><ul><li><strong>Software: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-performance-and-fotocamere"><span>Honor Pad V9 recensione: performance and fotocamere</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="s7scX2iJUGdNZ44FN4XVC" name="Honor Pad V9 gaming" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s7scX2iJUGdNZ44FN4XVC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>A gestire le operazioni sull’<strong>Honor Pad V9</strong> c’è il <strong>chipset MediaTek Dimensity 8350 Elite</strong>. Nonostante il nome, si tratta di un <strong>processore di fascia media</strong>, già visto su <strong>alcuni dispositivi Oppo</strong>, sia smartphone che tablet.</p><p>I risultati dei benchmark multi-core lo confermano: in diversi test, ho ottenuto una media di <strong>4409 punti</strong>, mentre i migliori chipset attuali su smartphone e tablet superano anche i <strong>6000 punti</strong>. Questo dimostra chiaramente che il Pad V9 è pensato più per <strong>streaming, produttività e uso quotidiano</strong>, piuttosto che per operazioni ad alta intensità.</p><p>La maggior parte dei giochi provati ha funzionato senza problemi, ma <strong>non con la stessa reattività</strong> offerta da dispositivi con chip più performanti. Quando disponibili, <strong>non ho spinto le impostazioni grafiche al massimo</strong>, per evitare rallentamenti, e lo stesso vale per la <strong>frequenza dei fotogrammi</strong>. In sintesi, il Pad V9 va bene per chi gioca ogni tanto, ma <strong>non è la scelta ideale per i gamer più esigenti</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xTuQtvstJinznFUaFeSvB" name="Honor Pad V9 camera" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xTuQtvstJinznFUaFeSvB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il tablet è disponibile in <strong>diverse configurazioni di memoria</strong>, a seconda del mercato. La versione testata disponeva di <strong>12 GB di RAM</strong>, ma esistono varianti con <strong>storage da 128 GB fino a 512 GB</strong>. <strong>Non è presente uno slot per schede di memoria</strong>, quindi occorre fare attenzione alla configurazione scelta, perché non sarà possibile <strong>espandere lo spazio in un secondo momento</strong>.</p><p>Come accennato in precedenza, il dispositivo è <strong>certificato IMAX Enhanced</strong>, e questo vale anche per l’audio: ci sono <strong>ben otto altoparlanti</strong> distribuiti lungo la scocca, un numero raro anche tra i tablet più avanzati. Il risultato è un suono più avvolgente durante la visione di film e serie, con l’audio distribuito <strong>orizzontalmente e verticalmente</strong> (a seconda del contenuto). Tuttavia, <strong>il volume massimo non è particolarmente elevato</strong>: guardare un film a letto va benissimo, ma <strong>in ambienti più rumorosi</strong>, come durante la cottura di un pasto, <strong>potrebbe risultare difficile sentire bene i dialoghi</strong>.</p><p>Sul fronte fotocamere, il Pad V9 monta una <strong>camera posteriore da 13 MP</strong> e una <strong>frontale da 8 MP</strong>. Sono perfette per <strong>videochiamate, scansione di documenti</strong> e <strong>sblocco tramite riconoscimento facciale</strong>, ma <strong>non adatte alla fotografia creativa</strong>. Le immagini scattate in ambienti poco illuminati tendono a presentare <strong>rumore visibile</strong>, anche quando la scena appare sufficientemente luminosa, e <strong>la modalità ritratto non mostra differenze sostanziali</strong> rispetto a quella standard.</p><ul><li><strong>Performance: 3.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-batteria"><span>Honor Pad V9 recensione: batteria</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3tQjLum9Lgx2njip68nh9" name="Honor Pad V9 side back" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3tQjLum9Lgx2njip68nh9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>Honor Pad V9</strong> integra una batteria da <strong>10.100 mAh</strong>, leggermente più capiente rispetto a quella di molti concorrenti nella stessa fascia di prezzo.</p><p>All’atto pratico, questa capacità si traduce in circa <strong>due giorni pieni di utilizzo intenso</strong> prima di dover ricaricare. Durante la mia prova – tra <strong>videoscrittura, streaming musicale e visione di film</strong> – sono riuscito ad arrivare anche a <strong>cinque giorni di autonomia</strong> con un uso più moderato.</p><p>Il punto debole, se vogliamo trovarne uno, è la <strong>velocità di ricarica</strong>: il modello internazionale si ferma a <strong>35W</strong>, contro i <strong>66W della versione cinese</strong>. Considerata la dimensione della batteria, <strong>occorrono diverse ore per una carica completa</strong>, quindi conviene anticipare un po’ i tempi quando si nota il livello basso.</p><p>Personalmente, ho trovato comodo ricaricare il tablet a piccoli intervalli nel corso della giornata, in modo da <strong>non doverlo mai lasciare fermo per troppo tempo</strong>.</p><ul><li><strong>Batteria: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-un-honor-pad-v9"><span>Perché acquistare un Honor Pad V9?</span></h2><h2 id="ragioni-per-acquistare-3">Ragioni per acquistare</h2><div class="product"><p><strong>Siete studenti</strong> </p><p>Se avessi avuto l’Honor Pad V9 durante gli anni universitari, mi sarei risparmiato ore a gestire app scollegate e strumenti poco pratici. Il tablet integra da subito tutte le funzioni necessarie per lo studio.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="e5fc0a10-3672-48e5-9227-f038a1d4b916" data-action="Deal Block" data-label="Siete studenti Se avessi avuto l’Honor Pad V9 durante gli anni universitari, mi sarei risparmiato ore a gestire app scollegate e strumenti poco pratici. Il tablet integra da subito tutte le funzioni necessarie per lo studio." data-dimension48="Siete studenti Se avessi avuto l’Honor Pad V9 durante gli anni universitari, mi sarei risparmiato ore a gestire app scollegate e strumenti poco pratici. Il tablet integra da subito tutte le funzioni necessarie per lo studio." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Amiate film e serie in streaming</strong> </p><p>Il display è buono, ma sono gli altoparlanti a otto vie a fare la differenza: l'Honor Pad V9 è un ottimo compagno per l’intrattenimento audiovisivo.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="91806960-a527-4b7f-9c61-a58301a9435a" data-action="Deal Block" data-label="Amiate film e serie in streaming Il display è buono, ma sono gli altoparlanti a otto vie a fare la differenza: l'Honor Pad V9 è un ottimo compagno per l’intrattenimento audiovisivo." data-dimension48="Amiate film e serie in streaming Il display è buono, ma sono gli altoparlanti a otto vie a fare la differenza: l'Honor Pad V9 è un ottimo compagno per l’intrattenimento audiovisivo." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Volete un iPad… ma con Android</strong> </p><p>Se preferite Android ma vi attira l’esperienza tipica di un iPad, l’Honor Pad V9 è tra le migliori alternative, anche per rapporto qualità-prezzo.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ac79d81a-9fbf-41c4-9c50-80d241374656" data-action="Deal Block" data-label="Volete un iPad… ma con Android Se preferite Android ma vi attira l’esperienza tipica di un iPad, l’Honor Pad V9 è tra le migliori alternative, anche per rapporto qualità-prezzo." data-dimension48="Volete un iPad… ma con Android Se preferite Android ma vi attira l’esperienza tipica di un iPad, l’Honor Pad V9 è tra le migliori alternative, anche per rapporto qualità-prezzo." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-3">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Vi serve molto spazio di archiviazione</strong></p><p>I 256GB integrati dell’Honor Pad V9 sono ampi, ma non espandibili. Niente microSD, quindi dovrete affidarvi a soluzioni cloud o a dischi esterni.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="8ba8dbbd-6fc8-4d5e-bd7e-b8f57b053234" data-action="Deal Block" data-label="Vi serve molto spazio di archiviazioneI 256GB integrati dell’Honor Pad V9 sono ampi, ma non espandibili. Niente microSD, quindi dovrete affidarvi a soluzioni cloud o a dischi esterni." data-dimension48="Vi serve molto spazio di archiviazioneI 256GB integrati dell’Honor Pad V9 sono ampi, ma non espandibili. Niente microSD, quindi dovrete affidarvi a soluzioni cloud o a dischi esterni." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Preferite l’audio cablato</strong> </p><p>Il tablet non ha un jack da 3,5mm, quindi chi ama usare cuffie cablate dovrà ricorrere a adattatori USB-C, fastidiosi soprattutto se si vuole caricare il dispositivo nello stesso momento.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="25a310f7-5865-421f-8715-d6113a3458da" data-action="Deal Block" data-label="Preferite l’audio cablato Il tablet non ha un jack da 3,5mm, quindi chi ama usare cuffie cablate dovrà ricorrere a adattatori USB-C, fastidiosi soprattutto se si vuole caricare il dispositivo nello stesso momento." data-dimension48="Preferite l’audio cablato Il tablet non ha un jack da 3,5mm, quindi chi ama usare cuffie cablate dovrà ricorrere a adattatori USB-C, fastidiosi soprattutto se si vuole caricare il dispositivo nello stesso momento." data-dimension25="">View Deal</a></p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/tablets/recensione-honor-pad-v9</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un rivale dell'iPad, perfetto per gli studenti e gli amanti dello streaming ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Tablets]]></category>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-rapida"><span>Honor Pad V9: recensione rapida </span></h2><p>Lanciato pochi giorni prima del nuovo <strong>iPad base 2025</strong>, l’<strong>Honor Pad V9</strong> si posiziona come un <strong>diretto concorrente</strong> del tablet Apple, sia per <strong>fascia di prezzo</strong> (intorno ai <strong>400 euro circa</strong>) sia per <strong>caratteristiche tecniche</strong>. In un mercato dove molti tablet Android cercano di insidiare il dominio Apple, il Pad V9 propone un approccio essenziale ma solido, con <strong>funzionalità produttive ben integrate</strong>.</p><p>Sul fronte <strong>prestazioni</strong>, Honor ha scelto un <strong>processore di fascia media</strong>, evitando soluzioni sovradimensionate, e ha puntato invece su una <strong>dotazione maggiore di RAM e di memoria interna</strong> rispetto all’iPad. Il risultato è un’esperienza d’uso <strong>reattiva e fluida</strong>, adatta alla maggior parte delle attività quotidiane.</p><p><strong>Lato software</strong>, Android ha compiuto enormi passi avanti nel settore tablet, offrendo oggi <strong>strumenti di produttività e funzioni multi-schermo</strong> paragonabili a quelli di iPadOS. Honor ha scelto di <strong>non appesantire il sistema</strong> con troppe app preinstallate, limitandosi a <strong>una manciata di utility utili</strong>, tra cui <strong>app simili a Microsoft Office</strong>, che permettono di convertire file in PDF, compilarli da più fonti e aggiungere annotazioni. Un’aggiunta molto apprezzabile in ambito scolastico e lavorativo.</p><p>Anche sul piano <strong>multimediale</strong>, il Pad V9 convince grazie a <strong>otto speaker</strong> (contro i due dell’iPad base), ideali per <strong>musica e streaming video</strong> con effetto surround. Il <strong>display LCD</strong> supporta <strong>refresh rate a 144Hz</strong> e una <strong>risoluzione 2.8K</strong>, elementi che piaceranno agli appassionati di specifiche tecniche.</p><p>Tra le <strong>note negative</strong>, si segnalano assenze comuni a molti tablet Android: <strong>manca il jack audio da 3,5 mm</strong>, <strong>non è possibile espandere la memoria</strong>, e alcune <strong>scelte software discutibili</strong>, come un pannello delle impostazioni rapide <strong>troppo affollato</strong> e poco intuitivo.</p><p>Nel complesso, il Pad V9 si dimostra un prodotto convincente per <strong>studenti o professionisti</strong> che cercano un dispositivo compatto e funzionale, senza dover passare a un laptop. Non è perfetto per la <strong>creazione avanzata di contenuti</strong>, ma è <strong>più potente del necessario</strong> per chi cerca solo un dispositivo da intrattenimento.</p><p>Considerando le <strong>funzionalità extra rispetto all’iPad base</strong>, l’Honor Pad V9 riesce a <strong>giocare ad armi pari con Apple</strong> – <strong>almeno sulla carta</strong>, in attesa di confronti diretti più approfonditi.</p><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Honor Pad V9 recensione: prezzo e disponibilità </span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="nA5LPY9TEvqqVB3xZkSJC" name="Honor Pad V9 spotify" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nA5LPY9TEvqqVB3xZkSJC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>Honor Pad V9</strong> è disponibile a circa <strong>465 euro</strong>, posizionandosi nella <strong>fascia media</strong> del mercato tablet Android. In rapporto alle specifiche tecniche offerte – <strong>8 GB di RAM</strong>, <strong>256 GB di memoria interna</strong>, <strong>display a 144Hz</strong> e <strong>otto speaker</strong> – il prezzo risulta <strong>conveniente e bilanciato</strong>.</p><p>Il dispositivo include <strong>una flip cover</strong> e <strong>uno stilo</strong> direttamente in confezione. Tuttavia, <strong>gli accessori non sono attualmente acquistabili separatamente</strong>, quindi è consigliabile prestare attenzione a non perderli o danneggiarli, poiché potrebbero risultare difficili da sostituire.</p><p>All'interno della gamma Honor, il Pad V9 <strong>supera in prestazioni</strong> modelli come <strong>Pad 9</strong> e <strong>Pad X9</strong>, ma <strong>non raggiunge il livello del più avanzato MagicPad 2</strong>.</p><p>Considerando <strong>hardware, dotazione e funzionalità</strong>, il Pad V9 offre un <strong>ottimo rapporto qualità-prezzo</strong>. Non è un acquisto imprescindibile a prezzo pieno, ma con <strong>un buon sconto</strong> può diventare <strong>una scelta altamente consigliata</strong>.</p><p>Presentato al <strong>MWC 2025</strong>, è arrivato in commercio poco dopo.</p><ul><li><strong>Valore: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-specifiche"><span>Honor Pad V9 recensione: specifiche </span></h2><p>Here are the Honor Pad V9's specs at a glance:</p><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>OS</strong></p></td><td  ><p>MagicOS 9.0 (Android 15)</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Chipset</strong></p></td><td  ><p>MediaTek Dimensity 8350 Elite</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Memoria (RAM)</strong></p></td><td  ><p>8GB</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Archiviazione</strong></p></td><td  ><p>256GB</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Display</strong></p></td><td  ><p>11.5-pollici LCD</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Peso</strong></p></td><td  ><p>475g</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria</strong></p></td><td  ><p>10,100 mAh</p></td><td  ></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Ricarica</strong></p></td><td  ><p>33W wired</p></td><td  ></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-design"><span>Honor Pad V9 recensione: design</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QnY3KruUp9aXA8UZbaf3A" name="Honor Pad V9 listing" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QnY3KruUp9aXA8UZbaf3A-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>Honor Pad V9</strong> non rivoluziona il design del mondo tablet, ma si presenta con <strong>linee pulite ed essenziali</strong>, ispirate al look premium che caratterizza anche gli iPad e molti altri tablet Android attuali.</p><p>Le dimensioni sono <strong>259,1 x 176,1 x 6,1 mm</strong>, quindi il dispositivo è <strong>molto sottile</strong> e si inserisce facilmente in uno zaino o in una borsa. Con un peso di <strong>475 grammi</strong>, risulta <strong>leggero e maneggevole</strong>, ideale da tenere in mano a lungo – ad esempio, per la visione di un film a letto senza affaticarsi.</p><p>Il tablet è disponibile in <strong>grigio</strong> o <strong>bianco</strong>. Il modello testato in questa prova era <strong>grigio</strong>, come visibile dalle immagini del prodotto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wSNgfYFPbc2beLGGn2q3B" name="Honor Pad V9 camera bump" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wSNgfYFPbc2beLGGn2q3B-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tenendo il tablet in <strong>modalità orizzontale</strong>, il <strong>tasto di accensione</strong> si trova sul <strong>bordo sinistro</strong>, mentre il <strong>bilanciere del volume</strong> è posizionato nell’<strong>angolo in alto a sinistra</strong>. Sul bordo destro è presente la <strong>porta USB-C</strong>, ma <strong>manca un jack audio da 3,5 mm</strong>. In questa configurazione, la <strong>fotocamera frontale</strong> si trova nella parte superiore della cornice, una <strong>posizione ideale per le videochiamate</strong>.</p><p>Sul retro ci sono <strong>due moduli circolari</strong>: uno, quasi a filo con la scocca, ospita il <strong>flash</strong>, mentre l’altro contiene la <strong>fotocamera principale</strong>. Quest’ultima <strong>sporge leggermente</strong>, causando un lieve <strong>dondolio quando il tablet è appoggiato su una superficie piana</strong>.</p><p>Da quanto risulta, l’Honor Pad V9 <strong>non è certificato IP</strong> contro acqua o polvere, quindi è consigliabile <strong>proteggerlo adeguatamente</strong> durante l’uso quotidiano.</p><p>Il tablet <strong>supporta accessori</strong> come una <strong>tastiera con custodia</strong> e uno <strong>stilo</strong>, quest’ultimo dotato di funzionalità aggiuntive. Tuttavia, non tutti i modelli in commercio includono questi accessori, né sono sempre disponibili separatamente. In caso non fossero reperibili, è probabile che <strong>prodotti di terze parti compatibili arrivino presto sul mercato</strong>.</p><ul><li><strong>Design: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-display"><span>Honor Pad V9 recensione: display</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="t2AXGJqjMsTPjRGKWgyCC" name="Honor Pad V9 vertical" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/t2AXGJqjMsTPjRGKWgyCC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>Honor Pad V9</strong> è <strong>piuttosto grande</strong> per un tablet Android di fascia media – il numero “9” nel nome non indica la diagonale dello schermo, che in realtà è di <strong>11,5 pollici</strong>.</p><p>Il display ha una risoluzione di <strong>2800 x 1840 pixel</strong>, definita da Honor come <strong>2.8K</strong>, e supporta un <strong>refresh rate fino a 144Hz</strong>. Anche se <strong>poche app o giochi sfruttano davvero questa frequenza</strong>, la fluidità generale è comunque apprezzabile. Non è stata dichiarata una luminosità massima ufficiale, ma <strong>lo schermo risulta molto brillante</strong> nell’uso quotidiano.</p><p>Trattandosi di un pannello <strong>LCD</strong>, non offre i <strong>contrasti profondi</strong> o la <strong>nitidezza</strong> di un OLED, ma ha il vantaggio di essere <strong>più leggibile in ambienti molto illuminati</strong>, ad esempio <strong>all’aperto o in locali ben esposti alla luce</strong>.</p><p>Honor ha chiaramente puntato a <strong>rendere il Pad V9 adatto allo streaming</strong>, e sotto questo aspetto il display si comporta bene, grazie anche alla <strong>risoluzione elevata</strong> e alla <strong>resa dei colori vivace</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TuFbR5XLtL6fy4pR6JNVC" name="Honor Pad V9 netflix" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TuFbR5XLtL6fy4pR6JNVC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il marchio sottolinea che lo schermo supporta <strong>la gamma di colori DCI-P3</strong> e <strong>i colori a 10 bit</strong> (in pratica, è in grado di mostrare <strong>un’ampia gamma cromatica</strong>, rendendo i video più realistici) ed è anche <strong>certificato IMAX Enhanced</strong>. Questo significa che raggiunge una serie di standard in termini di <strong>qualità visiva e audio</strong> per riprodurre correttamente contenuti IMAX – disponibili principalmente su <strong>Disney Plus</strong>, secondo il sito ufficiale di IMAX, anche se <strong>Bravia Core</strong>, <strong>iQIYI</strong> e <strong>Rakuten TV</strong> offrono alcuni titoli compatibili.</p><p>Come la maggior parte dei concorrenti, Honor include alcune <strong>modalità schermo pensate per il comfort visivo o il risparmio energetico</strong>. Tra queste ci sono <strong>la modalità eBook</strong> (che rende lo schermo in scala di grigi), <strong>la modalità Eye Comfort</strong> (che riduce la componente blu) e <strong>la modalità Scura</strong> (probabilmente già familiare, utile anche per prolungare l’autonomia).</p><ul><li><strong>Display: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-software"><span>Honor Pad V9 recensione: software</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="csFqszradQXmHsznLwp28" name="Honor Pad V9 honor docs" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/csFqszradQXmHsznLwp28-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il software predefinito dell’<strong>Honor Pad V9</strong> è <strong>MagicOS 9.0</strong>, l’interfaccia personalizzata di Honor basata su <strong>Android 15</strong>. Si tratta principalmente di <strong>un restyling grafico di Android</strong>, ma include anche <strong>alcune funzioni aggiuntive interessanti</strong>.</p><p>Una delle più utili è <strong>Honor Docs</strong>, una suite di app per l’elaborazione di documenti <strong>preinstallata</strong> e visivamente molto simile ai programmi di <strong>Microsoft Office</strong> (e che potrebbe effettivamente basarsi su di essi). Oltre alle funzionalità base, offre anche <strong>strumenti aggiuntivi</strong>, come la possibilità di <strong>convertire file in PDF</strong> e di <strong>raccogliere documenti da diverse app o formati</strong> in un’unica area centralizzata del tablet.</p><p>Se l’acquisto del Pad V9 è motivato da <strong>esigenze legate alla produttività</strong>, questi strumenti potranno rappresentare <strong>una parte fondamentale dell’esperienza d’uso</strong>, ed è comodo trovarli <strong>già pronti all’uso</strong>. Saranno particolarmente utili a <strong>studenti</strong> o a chi possiede già <strong>altri dispositivi Honor</strong>, dato che i documenti potranno essere <strong>condivisi automaticamente tra dispositivi</strong> compatibili.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DbqfAwsP2tY7Yt7pphA6B" name="Honor Pad V9 control center" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DbqfAwsP2tY7Yt7pphA6B-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>In passato, Android offriva un’esperienza poco ottimizzata sui tablet, ma nel <strong>2025</strong> le cose sono cambiate, con <strong>funzionalità utili che sfruttano meglio le dimensioni generose dello schermo</strong>. Tuttavia, <strong>non è ancora tutto perfetto</strong>.</p><p>Un esempio chiaro è il <strong>menu delle impostazioni rapide</strong> del Pad V9, che si apre con uno swipe dall’angolo in alto a destra dello schermo: è <strong>troppo stretto e affollato</strong>, risultando scomodo da usare. Non c’è un motivo evidente per cui debba essere così spostato verso il bordo, e <strong>sfruttare meglio lo spazio disponibile</strong> sarebbe una soluzione ovvia. <strong>Un aggiornamento potrebbe correggere il problema</strong>, e l’immagine a corredo lo mostra chiaramente: <strong>basterebbe allargare il pannello</strong> per renderlo più funzionale.</p><p>Come molte aziende tech, anche Honor promuove alcune <strong>funzionalità basate sull’IA</strong>, come la <strong>generazione automatica di verbali da appunti</strong>, la <strong>sintesi di documenti</strong> o l’<strong>aggiunta automatica della formattazione</strong>. Si tratta di strumenti leggeri, <strong>non invasivi</strong>, ed è positivo che <strong>Honor non abbia costruito l’intera esperienza del tablet attorno all’intelligenza artificiale</strong>.</p><ul><li><strong>Software: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-performance-and-fotocamere"><span>Honor Pad V9 recensione: performance and fotocamere</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="s7scX2iJUGdNZ44FN4XVC" name="Honor Pad V9 gaming" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s7scX2iJUGdNZ44FN4XVC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>A gestire le operazioni sull’<strong>Honor Pad V9</strong> c’è il <strong>chipset MediaTek Dimensity 8350 Elite</strong>. Nonostante il nome, si tratta di un <strong>processore di fascia media</strong>, già visto su <strong>alcuni dispositivi Oppo</strong>, sia smartphone che tablet.</p><p>I risultati dei benchmark multi-core lo confermano: in diversi test, ho ottenuto una media di <strong>4409 punti</strong>, mentre i migliori chipset attuali su smartphone e tablet superano anche i <strong>6000 punti</strong>. Questo dimostra chiaramente che il Pad V9 è pensato più per <strong>streaming, produttività e uso quotidiano</strong>, piuttosto che per operazioni ad alta intensità.</p><p>La maggior parte dei giochi provati ha funzionato senza problemi, ma <strong>non con la stessa reattività</strong> offerta da dispositivi con chip più performanti. Quando disponibili, <strong>non ho spinto le impostazioni grafiche al massimo</strong>, per evitare rallentamenti, e lo stesso vale per la <strong>frequenza dei fotogrammi</strong>. In sintesi, il Pad V9 va bene per chi gioca ogni tanto, ma <strong>non è la scelta ideale per i gamer più esigenti</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xTuQtvstJinznFUaFeSvB" name="Honor Pad V9 camera" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xTuQtvstJinznFUaFeSvB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il tablet è disponibile in <strong>diverse configurazioni di memoria</strong>, a seconda del mercato. La versione testata disponeva di <strong>12 GB di RAM</strong>, ma esistono varianti con <strong>storage da 128 GB fino a 512 GB</strong>. <strong>Non è presente uno slot per schede di memoria</strong>, quindi occorre fare attenzione alla configurazione scelta, perché non sarà possibile <strong>espandere lo spazio in un secondo momento</strong>.</p><p>Come accennato in precedenza, il dispositivo è <strong>certificato IMAX Enhanced</strong>, e questo vale anche per l’audio: ci sono <strong>ben otto altoparlanti</strong> distribuiti lungo la scocca, un numero raro anche tra i tablet più avanzati. Il risultato è un suono più avvolgente durante la visione di film e serie, con l’audio distribuito <strong>orizzontalmente e verticalmente</strong> (a seconda del contenuto). Tuttavia, <strong>il volume massimo non è particolarmente elevato</strong>: guardare un film a letto va benissimo, ma <strong>in ambienti più rumorosi</strong>, come durante la cottura di un pasto, <strong>potrebbe risultare difficile sentire bene i dialoghi</strong>.</p><p>Sul fronte fotocamere, il Pad V9 monta una <strong>camera posteriore da 13 MP</strong> e una <strong>frontale da 8 MP</strong>. Sono perfette per <strong>videochiamate, scansione di documenti</strong> e <strong>sblocco tramite riconoscimento facciale</strong>, ma <strong>non adatte alla fotografia creativa</strong>. Le immagini scattate in ambienti poco illuminati tendono a presentare <strong>rumore visibile</strong>, anche quando la scena appare sufficientemente luminosa, e <strong>la modalità ritratto non mostra differenze sostanziali</strong> rispetto a quella standard.</p><ul><li><strong>Performance: 3.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-honor-pad-v9-recensione-batteria"><span>Honor Pad V9 recensione: batteria</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3tQjLum9Lgx2njip68nh9" name="Honor Pad V9 side back" alt="The Honor Pad V9 on a bronze table." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3tQjLum9Lgx2njip68nh9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>Honor Pad V9</strong> integra una batteria da <strong>10.100 mAh</strong>, leggermente più capiente rispetto a quella di molti concorrenti nella stessa fascia di prezzo.</p><p>All’atto pratico, questa capacità si traduce in circa <strong>due giorni pieni di utilizzo intenso</strong> prima di dover ricaricare. Durante la mia prova – tra <strong>videoscrittura, streaming musicale e visione di film</strong> – sono riuscito ad arrivare anche a <strong>cinque giorni di autonomia</strong> con un uso più moderato.</p><p>Il punto debole, se vogliamo trovarne uno, è la <strong>velocità di ricarica</strong>: il modello internazionale si ferma a <strong>35W</strong>, contro i <strong>66W della versione cinese</strong>. Considerata la dimensione della batteria, <strong>occorrono diverse ore per una carica completa</strong>, quindi conviene anticipare un po’ i tempi quando si nota il livello basso.</p><p>Personalmente, ho trovato comodo ricaricare il tablet a piccoli intervalli nel corso della giornata, in modo da <strong>non doverlo mai lasciare fermo per troppo tempo</strong>.</p><ul><li><strong>Batteria: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-un-honor-pad-v9"><span>Perché acquistare un Honor Pad V9?</span></h2><h2 id="ragioni-per-acquistare-3">Ragioni per acquistare</h2><div class="product"><p><strong>Siete studenti</strong> </p><p>Se avessi avuto l’Honor Pad V9 durante gli anni universitari, mi sarei risparmiato ore a gestire app scollegate e strumenti poco pratici. Il tablet integra da subito tutte le funzioni necessarie per lo studio.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="e5fc0a10-3672-48e5-9227-f038a1d4b916" data-action="Deal Block" data-label="Siete studenti Se avessi avuto l’Honor Pad V9 durante gli anni universitari, mi sarei risparmiato ore a gestire app scollegate e strumenti poco pratici. Il tablet integra da subito tutte le funzioni necessarie per lo studio." data-dimension48="Siete studenti Se avessi avuto l’Honor Pad V9 durante gli anni universitari, mi sarei risparmiato ore a gestire app scollegate e strumenti poco pratici. Il tablet integra da subito tutte le funzioni necessarie per lo studio." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Amiate film e serie in streaming</strong> </p><p>Il display è buono, ma sono gli altoparlanti a otto vie a fare la differenza: l'Honor Pad V9 è un ottimo compagno per l’intrattenimento audiovisivo.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="91806960-a527-4b7f-9c61-a58301a9435a" data-action="Deal Block" data-label="Amiate film e serie in streaming Il display è buono, ma sono gli altoparlanti a otto vie a fare la differenza: l'Honor Pad V9 è un ottimo compagno per l’intrattenimento audiovisivo." data-dimension48="Amiate film e serie in streaming Il display è buono, ma sono gli altoparlanti a otto vie a fare la differenza: l'Honor Pad V9 è un ottimo compagno per l’intrattenimento audiovisivo." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Volete un iPad… ma con Android</strong> </p><p>Se preferite Android ma vi attira l’esperienza tipica di un iPad, l’Honor Pad V9 è tra le migliori alternative, anche per rapporto qualità-prezzo.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ac79d81a-9fbf-41c4-9c50-80d241374656" data-action="Deal Block" data-label="Volete un iPad… ma con Android Se preferite Android ma vi attira l’esperienza tipica di un iPad, l’Honor Pad V9 è tra le migliori alternative, anche per rapporto qualità-prezzo." data-dimension48="Volete un iPad… ma con Android Se preferite Android ma vi attira l’esperienza tipica di un iPad, l’Honor Pad V9 è tra le migliori alternative, anche per rapporto qualità-prezzo." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-3">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Vi serve molto spazio di archiviazione</strong></p><p>I 256GB integrati dell’Honor Pad V9 sono ampi, ma non espandibili. Niente microSD, quindi dovrete affidarvi a soluzioni cloud o a dischi esterni.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="8ba8dbbd-6fc8-4d5e-bd7e-b8f57b053234" data-action="Deal Block" data-label="Vi serve molto spazio di archiviazioneI 256GB integrati dell’Honor Pad V9 sono ampi, ma non espandibili. Niente microSD, quindi dovrete affidarvi a soluzioni cloud o a dischi esterni." data-dimension48="Vi serve molto spazio di archiviazioneI 256GB integrati dell’Honor Pad V9 sono ampi, ma non espandibili. Niente microSD, quindi dovrete affidarvi a soluzioni cloud o a dischi esterni." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Preferite l’audio cablato</strong> </p><p>Il tablet non ha un jack da 3,5mm, quindi chi ama usare cuffie cablate dovrà ricorrere a adattatori USB-C, fastidiosi soprattutto se si vuole caricare il dispositivo nello stesso momento.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="25a310f7-5865-421f-8715-d6113a3458da" data-action="Deal Block" data-label="Preferite l’audio cablato Il tablet non ha un jack da 3,5mm, quindi chi ama usare cuffie cablate dovrà ricorrere a adattatori USB-C, fastidiosi soprattutto se si vuole caricare il dispositivo nello stesso momento." data-dimension48="Preferite l’audio cablato Il tablet non ha un jack da 3,5mm, quindi chi ama usare cuffie cablate dovrà ricorrere a adattatori USB-C, fastidiosi soprattutto se si vuole caricare il dispositivo nello stesso momento." data-dimension25="">View Deal</a></p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione realme C71 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il realme C71 non è il solito smartphone economico. Invece di provare a fare tutto in modo mediocre, arriva sul mercato italiano come uno specialista, un dispositivo ingegnerizzato con uno scopo preciso: durare. La sua identità si fonda su un'autonomia della batteria quasi infinita e una robustezza di livello militare, caratteristiche rare in questa fascia di prezzo. Questa ambizione è bilanciata da un compromesso comprensibile: un processore a basse prestazioni che rappresenta il prezzo da pagare per un'efficienza energetica massima. Il risultato è un telefono di nicchia, pensato non per chi cerca la velocità, ma per l'utente pragmatico per cui l'affidabilità è l'unica cosa che conta.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-c71-recensione-in-breve"><span>realme C71, recensione in breve</span></h3><p>Il realme C71 è un telefono di forti contrasti, definito da una proposta di valore chiarissima: offrire un'autonomia e una resistenza eccezionali a un prezzo inferiore ai 150 €. Il suo punto di forza indiscusso è la gigantesca batteria da 6000 mAh, che garantisce due giorni pieni di utilizzo intenso, supportata da una ricarica rapida a 45W. Molti potranno arrivare anche a tre giorni senza problemi, anche quattro in certi casi. A questo si aggiunge una sorprendente durabilità, certificata dallo standard militare MIL-STD-810H, che lo protegge da cadute e incidenti quotidiani. Il design, impreziosito da un anello LED personalizzabile, è più curato di quanto il prezzo suggerirebbe.</p><p>Certo, questi vantaggi hanno un costo in termini di prestazioni. Il processore Unisoc T7250 non è un fulmine di guerra e nell'uso quotidiano può mostrare qualche rallentamento, specialmente nel multitasking. Questo rende il display a 120 Hz un vantaggio apprezzabile ma non sempre sfruttato al massimo. Il comparto fotografico, con un sensore da 50 MP, si comporta bene di giorno ma, come prevedibile in questa fascia, soffre con poca luce. In definitiva, il C71 è una scelta eccellente per chi ha bisogno di un "muletto" indistruttibile o di un telefono da lavoro la cui missione è rimanere acceso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="5nCMtgt9RBJDyGDgadCps6" name="realme C71" alt="realme C71" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5nCMtgt9RBJDyGDgadCps6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme C71)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-disponibilita-e-prezzo"><span>Disponibilità e prezzo</span></h3><p>realme ha lanciato il C71 in Italia il 15 luglio 2025 con una strategia di distribuzione capillare. Il dispositivo è stato reso subito disponibile attraverso le principali catene di elettronica come Unieuro, MediaWorld, Euronics e Trony, intercettando i consumatori che preferiscono vedere e toccare un prodotto prima di acquistarlo. La politica di prezzo è stata altrettanto strategica: un listino di 169,99 € per la versione 8/256 GB, subito proposto con un'offerta di lancio a 149,99 €. In pochi giorni, lo "street price" online si è assestato su cifre fino a 129 €, posizionandolo come un concorrente estremamente aggressivo nella sua fascia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="p6e246xTc9LEiAphdJpUQD" name="realme C71" alt="realme C71" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p6e246xTc9LEiAphdJpUQD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme C71)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-design"><span>Design</span></h3><p>Il design del realme C71 è un riuscito esercizio di pragmatismo. La costruzione è in plastica, ma le finiture sono state curate per elevarne la percezione. La scocca posteriore, disponibile in bianco (White Swan) e verde scuro (Forest Owl), presenta una finitura testurizzata chiamata "Light Feather Design", che migliora la presa e nasconde le impronte. L'elemento più originale è il "Pulse Light", un anello LED configurabile attorno alla fotocamera. Nonostante la batteria imponente, lo spessore è contenuto in soli 7,8 mm. Il vero punto di forza, però, è la robustezza: il C71 è un "rugged in incognito", certificato MIL-STD-810H e IP54. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="kAN26UnzQmD4heQ9pXVobM" name="realme C71" alt="realme C71" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kAN26UnzQmD4heQ9pXVobM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme C71)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-schermo"><span>Schermo</span></h3><p>Il display del C71 è l'emblema della sua filosofia progettuale. Sulla carta, la frequenza di aggiornamento a 120 Hz è una specifica di punta, un valore altissimo per questa fascia di prezzo e, quando il sistema è reattivo, offre una buona fluidità. Per includere questa specifica, realme ha optato per un pannello con risoluzione HD+ (720x1604 pixel). Questo si traduce in una nitidezza inferiore ai pannelli Full HD, un compromesso visibile ma accettabile per l'utente target, che privilegia l'autonomia garantita da un display meno energivoro.</p><h3 class="article-body__section" id="section-software"><span>Software</span></h3><p>A bordo del C71 troviamo la realme UI 6.0, basata su Android 15. Si tratta di un'interfaccia moderna e ricca di funzionalità, dall'AI Eraser per rimuovere oggetti dalle foto alla Mini Capsule per le notifiche. Sulla carta, è un software completo. Questa ricchezza di funzioni, però, a volte mette alla prova l'hardware. L'esperienza non è sempre fulminea, e le animazioni del software possono contribuire a qualche sporadico rallentamento. È una skin software potente, che dà il suo meglio quando non si chiede al processore di gestire troppe operazioni complesse contemporaneamente.</p><h3 class="article-body__section" id="section-fotocamera"><span>Fotocamera</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iWGcLXiQ7ZEe7R3MandHAY-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FxQatMSVGoLfxU5j3VT2gc-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SgcYAN77AfYsMNHn35KNvf-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TiYgMoZ34Ky4SN4ynD3au3-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dnDxc4kSNPJLpNrtVxkeX6-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gDkUn585fUBhQvwKD5uJZA-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YuMymhdrokkcs7PmFTLJmG-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cpxyvGAeFdWaECAFkkc5iK-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WY68MdLNhyoRpfq9B4e9aZ-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xpj9gmdnXZGtJL38EQgfLb-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yi5b7pfbWjDrpQUvAzayVd-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure></figure><p>Il comparto fotografico del realme C71 è funzionale e adatto al suo scopo. Il sensore principale da 50 MP, in condizioni di luce diurna, si comporta bene, producendo scatti dettagliati e con colori piacevoli, perfetti per la condivisione social. Come dimostrano le foto di prova, con la luce giusta i risultati possono sorprendere positivamente. Come prevedibile per la categoria, le prestazioni calano in condizioni di scarsa illuminazione, dove emerge rumore digitale e una perdita di dettaglio. La fotocamera frontale da 5 MP è sufficiente per le videochiamate. Il comparto video, limitato a 1080p, è il vero punto debole a causa dell'assenza totale di stabilizzazione, rendendo i filmati a mano libera mossi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni"><span>Prestazioni</span></h3><p>Le prestazioni sono il compromesso più evidente del realme C71. Il processore Unisoc T7250 è un chip pensato per l'efficienza energetica più che per la potenza bruta. Nell'uso di tutti i giorni, questo significa che il telefono gestisce bene le operazioni singole, ma può mostrare il fianco nel multitasking spinto o nell'apertura delle app più pesanti, con qualche rallentamento. Questa caratteristica rende il display a 120 Hz un vantaggio a intermittenza. Per quanto riguarda il gaming, il C71 è adatto a titoli leggeri e casual, ma non è un dispositivo pensato per i videogiocatori che cercano prestazioni grafiche elevate.</p><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><p>Se le prestazioni sono un compromesso, l'autonomia è l'ambito in cui il realme C71 domina senza rivali. La gigantesca batteria da 6000 mAh è la vera protagonista. Questa capacità, unita a componenti a basso consumo, si traduce in una durata eccezionale di due giorni pieni con utilizzo intenso. A completare il quadro c'è il supporto alla ricarica rapida da 45W, una potenza notevole che permette di ottenere il 50% di carica in circa 36 minuti. Inoltre, la funzione di ricarica inversa lo trasforma in un power bank di emergenza. In questo comparto, realme ha creato un prodotto quasi perfetto.</p><h3 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative</span></h3><p>Il realme C71 è uno specialista, ma il mercato sotto i 170 € offre alternative valide con diversi punti di forza.</p><div class="product"><p><strong>Samsung Galaxy A16</strong></p><p>Ideale per chi privilegia la qualità visiva. Il suo display Super AMOLED Full HD+ è nettamente superiore per guardare video e foto. Offre anche una fotocamera ultra-grandangolare, ma rinuncia ad autonomia e velocità di ricarica.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ee2c3688-7df3-4135-9cf8-1082a19af42f" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy A16Ideale per chi privilegia la qualità visiva. Il suo display Super AMOLED Full HD+ è nettamente superiore per guardare video e foto. Offre anche una fotocamera ultra-grandangolare, ma rinuncia ad autonomia e velocità di ricarica." data-dimension48="Samsung Galaxy A16Ideale per chi privilegia la qualità visiva. Il suo display Super AMOLED Full HD+ è nettamente superiore per guardare video e foto. Offre anche una fotocamera ultra-grandangolare, ma rinuncia ad autonomia e velocità di ricarica." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Motorola Moto G3</strong></p><p>La scelta per chi cerca fluidità. Il suo processore Snapdragon 695 5G garantisce prestazioni superiori e un'esperienza d'uso più reattiva. I compromessi sono una batteria meno capiente e una ricarica molto più lenta.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="b413d2c3-f100-489e-b3d2-2fc5989acd43" data-action="Deal Block" data-label="Motorola Moto G3La scelta per chi cerca fluidità. Il suo processore Snapdragon 695 5G garantisce prestazioni superiori e un'esperienza d'uso più reattiva. I compromessi sono una batteria meno capiente e una ricarica molto più lenta." data-dimension48="Motorola Moto G3La scelta per chi cerca fluidità. Il suo processore Snapdragon 695 5G garantisce prestazioni superiori e un'esperienza d'uso più reattiva. I compromessi sono una batteria meno capiente e una ricarica molto più lenta." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Xiaomi Redmi Note 13</strong></p><p>Rappresenta l'alternativa più equilibrata. Offre un buon display AMOLED Full HD+, prestazioni affidabili per l'uso quotidiano e un comparto fotografico versatile. Non eccelle in nulla come il realme, ma non ha neanche i suoi punti deboli.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="935ac853-6b98-423c-9e82-15bf4ad8c2ae" data-action="Deal Block" data-label="Xiaomi Redmi Note 13Rappresenta l'alternativa più equilibrata. Offre un buon display AMOLED Full HD+, prestazioni affidabili per l'uso quotidiano e un comparto fotografico versatile. Non eccelle in nulla come il realme, ma non ha neanche i suoi punti deboli." data-dimension48="Xiaomi Redmi Note 13Rappresenta l'alternativa più equilibrata. Offre un buon display AMOLED Full HD+, prestazioni affidabili per l'uso quotidiano e un comparto fotografico versatile. Non eccelle in nulla come il realme, ma non ha neanche i suoi punti deboli." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h3 class="article-body__section" id="section-realme-c71-ne-vale-la-pena"><span>realme C71, ne vale la pena?</span></h3><p>Il realme C71 è un dispositivo onesto e con uno scopo preciso. La sua eccezionale autonomia, unita a una robustezza rara e a una ricarica fulminea, lo rende uno strumento di affidabilità senza pari nella sua fascia di prezzo. Le prestazioni non sempre scattanti sono un compromesso accettabile per ottenere una durata della batteria da record. La raccomandazione è quindi semplice: se cercate un telefono che non vi abbandoni mai e non siete particolarmente sensibili a qualche sporadico rallentamento, il C71 è una scelta eccellente e consigliata.</p><h2 id="ragioni-per-comprare-6">Ragioni per comprare</h2><div class="product"><p><strong>Per un'autonomia senza rivali</strong></p><p>La batteria da 6000 mAh e la ricarica a 45W eliminano l'ansia da ricarica come nessun altro.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="f799819b-3b5e-40f2-b975-d9d2ac4604f6" data-action="Deal Block" data-label="Per un'autonomia senza rivaliLa batteria da 6000 mAh e la ricarica a 45W eliminano l'ansia da ricarica come nessun altro." data-dimension48="Per un'autonomia senza rivaliLa batteria da 6000 mAh e la ricarica a 45W eliminano l'ansia da ricarica come nessun altro." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Per la sua incredibile resistenza</strong></p><p>Certificazione militare e IP54 lo rendono un compagno di lavoro e avventura ideale, a prova di distrazioni.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="65a311eb-e224-457b-a1e9-9afc309a1d61" data-action="Deal Block" data-label="Per la sua incredibile resistenzaCertificazione militare e IP54 lo rendono un compagno di lavoro e avventura ideale, a prova di distrazioni." data-dimension48="Per la sua incredibile resistenzaCertificazione militare e IP54 lo rendono un compagno di lavoro e avventura ideale, a prova di distrazioni." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Per il rapporto qualità/prezzo mirato</strong></p><p>A questo prezzo, nessun altro offre un pacchetto così focalizzato su durata e affidabilità a lungo termine.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="a6c9fc00-7bcf-4f9f-b597-6d4a774420aa" data-action="Deal Block" data-label="Per il rapporto qualità/prezzo miratoA questo prezzo, nessun altro offre un pacchetto così focalizzato su durata e affidabilità a lungo termine." data-dimension48="Per il rapporto qualità/prezzo miratoA questo prezzo, nessun altro offre un pacchetto così focalizzato su durata e affidabilità a lungo termine." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-7">Ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p><strong>Se cerchi la massima fluidità</strong></p><p>Il processore non è pensato per il multitasking spinto o per chi non tollera qualche rallentamento occasionale.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="141cc9f2-1bda-4b0e-ac0b-8b3ee65a037e" data-action="Deal Block" data-label="Se cerchi la massima fluiditàIl processore non è pensato per il multitasking spinto o per chi non tollera qualche rallentamento occasionale." data-dimension48="Se cerchi la massima fluiditàIl processore non è pensato per il multitasking spinto o per chi non tollera qualche rallentamento occasionale." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Se guardi molti video in alta qualità</strong></p><p>Il display HD+ è un passo indietro rispetto ai pannelli Full HD dei concorrenti per la visione di film.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="311c1734-9e17-491a-825d-3f12547b25ee" data-action="Deal Block" data-label="Se guardi molti video in alta qualitàIl display HD+ è un passo indietro rispetto ai pannelli Full HD dei concorrenti per la visione di film." data-dimension48="Se guardi molti video in alta qualitàIl display HD+ è un passo indietro rispetto ai pannelli Full HD dei concorrenti per la visione di film." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Se vuoi fare video stabili</strong></p><p>L'assenza di stabilizzazione rende i filmati mossi, inadatti a chi vuole creare contenuti di qualità.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1d7ad663-acd3-492c-bd4b-e4fc48e39aa2" data-action="Deal Block" data-label="Se vuoi fare video stabiliL'assenza di stabilizzazione rende i filmati mossi, inadatti a chi vuole creare contenuti di qualità." data-dimension48="Se vuoi fare video stabiliL'assenza di stabilizzazione rende i filmati mossi, inadatti a chi vuole creare contenuti di qualità." data-dimension25="">View Deal</a></p></div> ]]></dc:content>
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                                <p>Il realme C71 non è il solito smartphone economico. Invece di provare a fare tutto in modo mediocre, arriva sul mercato italiano come uno specialista, un dispositivo ingegnerizzato con uno scopo preciso: durare. La sua identità si fonda su un'autonomia della batteria quasi infinita e una robustezza di livello militare, caratteristiche rare in questa fascia di prezzo. Questa ambizione è bilanciata da un compromesso comprensibile: un processore a basse prestazioni che rappresenta il prezzo da pagare per un'efficienza energetica massima. Il risultato è un telefono di nicchia, pensato non per chi cerca la velocità, ma per l'utente pragmatico per cui l'affidabilità è l'unica cosa che conta.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-c71-recensione-in-breve"><span>realme C71, recensione in breve</span></h3><p>Il realme C71 è un telefono di forti contrasti, definito da una proposta di valore chiarissima: offrire un'autonomia e una resistenza eccezionali a un prezzo inferiore ai 150 €. Il suo punto di forza indiscusso è la gigantesca batteria da 6000 mAh, che garantisce due giorni pieni di utilizzo intenso, supportata da una ricarica rapida a 45W. Molti potranno arrivare anche a tre giorni senza problemi, anche quattro in certi casi. A questo si aggiunge una sorprendente durabilità, certificata dallo standard militare MIL-STD-810H, che lo protegge da cadute e incidenti quotidiani. Il design, impreziosito da un anello LED personalizzabile, è più curato di quanto il prezzo suggerirebbe.</p><p>Certo, questi vantaggi hanno un costo in termini di prestazioni. Il processore Unisoc T7250 non è un fulmine di guerra e nell'uso quotidiano può mostrare qualche rallentamento, specialmente nel multitasking. Questo rende il display a 120 Hz un vantaggio apprezzabile ma non sempre sfruttato al massimo. Il comparto fotografico, con un sensore da 50 MP, si comporta bene di giorno ma, come prevedibile in questa fascia, soffre con poca luce. In definitiva, il C71 è una scelta eccellente per chi ha bisogno di un "muletto" indistruttibile o di un telefono da lavoro la cui missione è rimanere acceso.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="5nCMtgt9RBJDyGDgadCps6" name="realme C71" alt="realme C71" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5nCMtgt9RBJDyGDgadCps6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme C71)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-disponibilita-e-prezzo"><span>Disponibilità e prezzo</span></h3><p>realme ha lanciato il C71 in Italia il 15 luglio 2025 con una strategia di distribuzione capillare. Il dispositivo è stato reso subito disponibile attraverso le principali catene di elettronica come Unieuro, MediaWorld, Euronics e Trony, intercettando i consumatori che preferiscono vedere e toccare un prodotto prima di acquistarlo. La politica di prezzo è stata altrettanto strategica: un listino di 169,99 € per la versione 8/256 GB, subito proposto con un'offerta di lancio a 149,99 €. In pochi giorni, lo "street price" online si è assestato su cifre fino a 129 €, posizionandolo come un concorrente estremamente aggressivo nella sua fascia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="p6e246xTc9LEiAphdJpUQD" name="realme C71" alt="realme C71" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/p6e246xTc9LEiAphdJpUQD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme C71)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-design"><span>Design</span></h3><p>Il design del realme C71 è un riuscito esercizio di pragmatismo. La costruzione è in plastica, ma le finiture sono state curate per elevarne la percezione. La scocca posteriore, disponibile in bianco (White Swan) e verde scuro (Forest Owl), presenta una finitura testurizzata chiamata "Light Feather Design", che migliora la presa e nasconde le impronte. L'elemento più originale è il "Pulse Light", un anello LED configurabile attorno alla fotocamera. Nonostante la batteria imponente, lo spessore è contenuto in soli 7,8 mm. Il vero punto di forza, però, è la robustezza: il C71 è un "rugged in incognito", certificato MIL-STD-810H e IP54. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="kAN26UnzQmD4heQ9pXVobM" name="realme C71" alt="realme C71" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kAN26UnzQmD4heQ9pXVobM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme C71)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-schermo"><span>Schermo</span></h3><p>Il display del C71 è l'emblema della sua filosofia progettuale. Sulla carta, la frequenza di aggiornamento a 120 Hz è una specifica di punta, un valore altissimo per questa fascia di prezzo e, quando il sistema è reattivo, offre una buona fluidità. Per includere questa specifica, realme ha optato per un pannello con risoluzione HD+ (720x1604 pixel). Questo si traduce in una nitidezza inferiore ai pannelli Full HD, un compromesso visibile ma accettabile per l'utente target, che privilegia l'autonomia garantita da un display meno energivoro.</p><h3 class="article-body__section" id="section-software"><span>Software</span></h3><p>A bordo del C71 troviamo la realme UI 6.0, basata su Android 15. Si tratta di un'interfaccia moderna e ricca di funzionalità, dall'AI Eraser per rimuovere oggetti dalle foto alla Mini Capsule per le notifiche. Sulla carta, è un software completo. Questa ricchezza di funzioni, però, a volte mette alla prova l'hardware. L'esperienza non è sempre fulminea, e le animazioni del software possono contribuire a qualche sporadico rallentamento. È una skin software potente, che dà il suo meglio quando non si chiede al processore di gestire troppe operazioni complesse contemporaneamente.</p><h3 class="article-body__section" id="section-fotocamera"><span>Fotocamera</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iWGcLXiQ7ZEe7R3MandHAY-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FxQatMSVGoLfxU5j3VT2gc-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SgcYAN77AfYsMNHn35KNvf-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TiYgMoZ34Ky4SN4ynD3au3-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dnDxc4kSNPJLpNrtVxkeX6-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gDkUn585fUBhQvwKD5uJZA-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YuMymhdrokkcs7PmFTLJmG-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cpxyvGAeFdWaECAFkkc5iK-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WY68MdLNhyoRpfq9B4e9aZ-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xpj9gmdnXZGtJL38EQgfLb-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yi5b7pfbWjDrpQUvAzayVd-1920-80.jpg" alt="realme C71" /><figcaption><small role="credit">realme C71</small></figcaption></figure></figure><p>Il comparto fotografico del realme C71 è funzionale e adatto al suo scopo. Il sensore principale da 50 MP, in condizioni di luce diurna, si comporta bene, producendo scatti dettagliati e con colori piacevoli, perfetti per la condivisione social. Come dimostrano le foto di prova, con la luce giusta i risultati possono sorprendere positivamente. Come prevedibile per la categoria, le prestazioni calano in condizioni di scarsa illuminazione, dove emerge rumore digitale e una perdita di dettaglio. La fotocamera frontale da 5 MP è sufficiente per le videochiamate. Il comparto video, limitato a 1080p, è il vero punto debole a causa dell'assenza totale di stabilizzazione, rendendo i filmati a mano libera mossi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni"><span>Prestazioni</span></h3><p>Le prestazioni sono il compromesso più evidente del realme C71. Il processore Unisoc T7250 è un chip pensato per l'efficienza energetica più che per la potenza bruta. Nell'uso di tutti i giorni, questo significa che il telefono gestisce bene le operazioni singole, ma può mostrare il fianco nel multitasking spinto o nell'apertura delle app più pesanti, con qualche rallentamento. Questa caratteristica rende il display a 120 Hz un vantaggio a intermittenza. Per quanto riguarda il gaming, il C71 è adatto a titoli leggeri e casual, ma non è un dispositivo pensato per i videogiocatori che cercano prestazioni grafiche elevate.</p><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><p>Se le prestazioni sono un compromesso, l'autonomia è l'ambito in cui il realme C71 domina senza rivali. La gigantesca batteria da 6000 mAh è la vera protagonista. Questa capacità, unita a componenti a basso consumo, si traduce in una durata eccezionale di due giorni pieni con utilizzo intenso. A completare il quadro c'è il supporto alla ricarica rapida da 45W, una potenza notevole che permette di ottenere il 50% di carica in circa 36 minuti. Inoltre, la funzione di ricarica inversa lo trasforma in un power bank di emergenza. In questo comparto, realme ha creato un prodotto quasi perfetto.</p><h3 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative</span></h3><p>Il realme C71 è uno specialista, ma il mercato sotto i 170 € offre alternative valide con diversi punti di forza.</p><div class="product"><p><strong>Samsung Galaxy A16</strong></p><p>Ideale per chi privilegia la qualità visiva. Il suo display Super AMOLED Full HD+ è nettamente superiore per guardare video e foto. Offre anche una fotocamera ultra-grandangolare, ma rinuncia ad autonomia e velocità di ricarica.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ee2c3688-7df3-4135-9cf8-1082a19af42f" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy A16Ideale per chi privilegia la qualità visiva. Il suo display Super AMOLED Full HD+ è nettamente superiore per guardare video e foto. 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Il suo processore Snapdragon 695 5G garantisce prestazioni superiori e un'esperienza d'uso più reattiva. I compromessi sono una batteria meno capiente e una ricarica molto più lenta." data-dimension48="Motorola Moto G3La scelta per chi cerca fluidità. Il suo processore Snapdragon 695 5G garantisce prestazioni superiori e un'esperienza d'uso più reattiva. I compromessi sono una batteria meno capiente e una ricarica molto più lenta." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Xiaomi Redmi Note 13</strong></p><p>Rappresenta l'alternativa più equilibrata. Offre un buon display AMOLED Full HD+, prestazioni affidabili per l'uso quotidiano e un comparto fotografico versatile. Non eccelle in nulla come il realme, ma non ha neanche i suoi punti deboli.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="935ac853-6b98-423c-9e82-15bf4ad8c2ae" data-action="Deal Block" data-label="Xiaomi Redmi Note 13Rappresenta l'alternativa più equilibrata. Offre un buon display AMOLED Full HD+, prestazioni affidabili per l'uso quotidiano e un comparto fotografico versatile. Non eccelle in nulla come il realme, ma non ha neanche i suoi punti deboli." data-dimension48="Xiaomi Redmi Note 13Rappresenta l'alternativa più equilibrata. Offre un buon display AMOLED Full HD+, prestazioni affidabili per l'uso quotidiano e un comparto fotografico versatile. Non eccelle in nulla come il realme, ma non ha neanche i suoi punti deboli." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h3 class="article-body__section" id="section-realme-c71-ne-vale-la-pena"><span>realme C71, ne vale la pena?</span></h3><p>Il realme C71 è un dispositivo onesto e con uno scopo preciso. La sua eccezionale autonomia, unita a una robustezza rara e a una ricarica fulminea, lo rende uno strumento di affidabilità senza pari nella sua fascia di prezzo. Le prestazioni non sempre scattanti sono un compromesso accettabile per ottenere una durata della batteria da record. La raccomandazione è quindi semplice: se cercate un telefono che non vi abbandoni mai e non siete particolarmente sensibili a qualche sporadico rallentamento, il C71 è una scelta eccellente e consigliata.</p><h2 id="ragioni-per-comprare-6">Ragioni per comprare</h2><div class="product"><p><strong>Per un'autonomia senza rivali</strong></p><p>La batteria da 6000 mAh e la ricarica a 45W eliminano l'ansia da ricarica come nessun altro.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="f799819b-3b5e-40f2-b975-d9d2ac4604f6" data-action="Deal Block" data-label="Per un'autonomia senza rivaliLa batteria da 6000 mAh e la ricarica a 45W eliminano l'ansia da ricarica come nessun altro." data-dimension48="Per un'autonomia senza rivaliLa batteria da 6000 mAh e la ricarica a 45W eliminano l'ansia da ricarica come nessun altro." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Per la sua incredibile resistenza</strong></p><p>Certificazione militare e IP54 lo rendono un compagno di lavoro e avventura ideale, a prova di distrazioni.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="65a311eb-e224-457b-a1e9-9afc309a1d61" data-action="Deal Block" data-label="Per la sua incredibile resistenzaCertificazione militare e IP54 lo rendono un compagno di lavoro e avventura ideale, a prova di distrazioni." data-dimension48="Per la sua incredibile resistenzaCertificazione militare e IP54 lo rendono un compagno di lavoro e avventura ideale, a prova di distrazioni." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Per il rapporto qualità/prezzo mirato</strong></p><p>A questo prezzo, nessun altro offre un pacchetto così focalizzato su durata e affidabilità a lungo termine.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="a6c9fc00-7bcf-4f9f-b597-6d4a774420aa" data-action="Deal Block" data-label="Per il rapporto qualità/prezzo miratoA questo prezzo, nessun altro offre un pacchetto così focalizzato su durata e affidabilità a lungo termine." data-dimension48="Per il rapporto qualità/prezzo miratoA questo prezzo, nessun altro offre un pacchetto così focalizzato su durata e affidabilità a lungo termine." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-7">Ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p><strong>Se cerchi la massima fluidità</strong></p><p>Il processore non è pensato per il multitasking spinto o per chi non tollera qualche rallentamento occasionale.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="141cc9f2-1bda-4b0e-ac0b-8b3ee65a037e" data-action="Deal Block" data-label="Se cerchi la massima fluiditàIl processore non è pensato per il multitasking spinto o per chi non tollera qualche rallentamento occasionale." data-dimension48="Se cerchi la massima fluiditàIl processore non è pensato per il multitasking spinto o per chi non tollera qualche rallentamento occasionale." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Se guardi molti video in alta qualità</strong></p><p>Il display HD+ è un passo indietro rispetto ai pannelli Full HD dei concorrenti per la visione di film.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="311c1734-9e17-491a-825d-3f12547b25ee" data-action="Deal Block" data-label="Se guardi molti video in alta qualitàIl display HD+ è un passo indietro rispetto ai pannelli Full HD dei concorrenti per la visione di film." data-dimension48="Se guardi molti video in alta qualitàIl display HD+ è un passo indietro rispetto ai pannelli Full HD dei concorrenti per la visione di film." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Se vuoi fare video stabili</strong></p><p>L'assenza di stabilizzazione rende i filmati mossi, inadatti a chi vuole creare contenuti di qualità.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1d7ad663-acd3-492c-bd4b-e4fc48e39aa2" data-action="Deal Block" data-label="Se vuoi fare video stabiliL'assenza di stabilizzazione rende i filmati mossi, inadatti a chi vuole creare contenuti di qualità." data-dimension48="Se vuoi fare video stabiliL'assenza di stabilizzazione rende i filmati mossi, inadatti a chi vuole creare contenuti di qualità." data-dimension25="">View Deal</a></p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Donkey Kong Bananza è il nuovo Super Mario Odyssey della Switch 2 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Donkey Kong Bananza</strong> è un action adventure che <strong>sfrutta appieno l’hardware di </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/nintendo/recensione-nintendo-switch-2" target="_blank"><strong>Nintendo Switch 2</strong></a>, offrendo un <strong>mondo vasto e aperto</strong> dove è possibile <strong>distruggere quasi ogni elemento</strong> dello scenario. Tra <strong>collisioni spettacolari, strutture demolibili e ambientazioni dinamiche</strong>, il gioco permette di <strong>abbattere, spaccare e travolgere tutto ciò che si incontra</strong>.</p><p>La presenza di <strong>una quantità enorme di collezionabili nascosti e segreti</strong> rende l’esplorazione particolarmente appagante. Ogni livello, strutturato su <strong>più strati</strong>, garantisce <strong>decine di ore di gioco anche dopo i titoli di coda</strong>, mantenendo sempre alta la curiosità e il coinvolgimento.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Informazioni generali</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><strong>Piattaforma recensita:</strong> Nintendo Switch 2 <br><strong>Disponibile su:</strong> Nintendo Switch 2 <br><strong>Data di uscita:</strong> 17 luglio 2025</p></div></div><p><strong>Donkey Kong Bananza</strong> si presenta come <strong>un vero erede di Super Mario Odyssey (2017)</strong>, amplificando tutto ciò che ha reso memorabile quel titolo. Dal <strong>gameplay ricco e dinamico</strong> alla <strong>libertà d'esplorazione</strong>, ogni elemento è stato portato al massimo livello, incluso <strong>un tentativo più ambizioso di narrazione</strong>.</p><p>Proprio la <strong>trama rappresenta il punto meno riuscito dell’esperienza</strong>: pur arricchita da un <strong>doppiaggio coinvolgente</strong>, risulta <strong>piuttosto semplice e affrettata</strong>, soprattutto verso il finale, quando l’azione si intensifica.</p><p>Tuttavia, <strong>non si tratta di un difetto decisivo</strong>. Le <strong>viste mozzafiato</strong> e le <strong>animazioni espressive</strong> rendono ogni scena piacevole da guardare, mantenendo alta la qualità complessiva di <a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/i-migliori-giochi-per-nintendo-switch-2-del-2025" target="_blank"><strong>uno dei migliori giochi</strong></a><strong> attualmente disponibili su Nintendo Switch 2</strong>.</p><h2 id="banane-ovunque">Banane ovunque </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ugtjJDvUMpTPKFwyGMubpe" name="2025070321290500_s" alt="Hoovering up colectibles in Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ugtjJDvUMpTPKFwyGMubpe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Ambientato in un <strong>labirintico mondo sotterraneo</strong> sotto la lontana <strong>Ingot Isle</strong>, <em>Donkey Kong Bananza</em> potrebbe far pensare inizialmente a una sequenza di <strong>caverne buie e monotone</strong>. In realtà, anche se la storia parte da <strong>una classica miniera angusta</strong>, ben presto si apre a <strong>una serie di ambientazioni vivaci e colorate</strong> che non sfigurerebbero in un gioco di Super Mario.</p><p>I temi dei vari mondi non sono originali nel concetto — come <strong>il classico mondo di ghiaccio o la giungla velenosa</strong> — ma <strong>la creatività visiva li rende freschi e sorprendenti</strong>. Il mondo di ghiaccio, ad esempio, è <strong>ispirato a un gigantesco cassetto da freezer</strong>, con colline innevate ricoperte da <strong>palline di gelato colorato</strong> e <strong>granelli di cioccolato</strong>, mentre nella giungla tossica si trova addirittura <strong>un hotel a forma di uovo</strong>. Ancora una volta, Nintendo dimostra di saper <strong>rivisitare idee già note con uno stile unico</strong>.</p><p>Anche la <strong>fauna locale varia da mondo a mondo</strong>, e non mancano <strong>NPC con cui interagire</strong>, pronti a offrire <strong>suggerimenti utili</strong>, <strong>approfondimenti sul mondo di gioco</strong> e <strong>battute leggere o citazioni curiose</strong>.</p><p>Il risultato? <strong>Livelli in cui si ha voglia di restare il più a lungo possibile</strong>, anche grazie alla <strong>quantità impressionante di oggetti da raccogliere e segreti da scoprire</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Il meglio</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="HF3NNJtZWP5C8k7aCp5A7m" name="2025071122211900_s" caption="" alt="Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HF3NNJtZWP5C8k7aCp5A7m-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text"><em><strong>Donkey Kong Bananza</strong></em><strong> offre una grande varietà di livelli, molti dei quali includono sequenze uniche e memorabili. Tra le più riuscite spicca un minigioco di corse frenetico in cui Donkey Kong e Pauline si sfidano contro Diddy e Dixie Kong, cavalcando un rinoceronte in carica. Una sequenza tanto inaspettata quanto divertente, che aggiunge ritmo e personalità all’avventura.</strong></p></div></div><p><em>Donkey Kong Bananza</em> è <strong>pieno zeppo di segreti</strong>, e tra i più importanti ci sono le <strong>gemme di Banandium</strong>, delle <strong>banane cristalline</strong> che rappresentano lo snack preferito di Donkey Kong. Si possono trovare ovunque: <strong>sepolte sotto strati di terra, appese a pareti nascoste o incastrate in sporgenze difficili da raggiungere</strong>.</p><p>Ogni volta che si utilizza il <strong>battito sonico simile a un sonar</strong>, lo schermo <strong>evidenzia la posizione delle gemme più vicine</strong>, rendendo quasi impossibile <strong>resistere alla tentazione di collezionarle tutte</strong>.</p><p>Per recuperarle, spesso bisogna sfruttare il <strong>terreno completamente distruttibile</strong>, sfondando pareti e pavimenti con <strong>pugni potenti e liberatori</strong>. Costruire tunnel è intuitivo: <strong>colpire verso il basso con B</strong>, <strong>avanzare demolendo con Y</strong> nella direzione in cui si cammina, oppure usare <strong>X per rompere verso l’alto</strong>, perfetto per risalire una volta raggiunta una zona nascosta.</p><p>La <strong>fisica della distruzione è spettacolare</strong>, e ogni sforzo viene premiato con <strong>esplosioni di oro</strong> da raccogliere, utile per <strong>costruire rifugi</strong> dove recuperare salute, <strong>piazzare lanciabarili</strong> per muoversi più facilmente, oppure <strong>acquistare oggetti utili</strong> da un venditore, come potenziamenti per la salute.</p><h2 id="scimmie-in-missione-e-in-grande-stile">Scimmie in missione (e in grande stile)</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jD4u4jZ4xZbFNXiTjiK5ce" name="header" alt="Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jD4u4jZ4xZbFNXiTjiK5ce-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>All’inizio dell’avventura viene introdotta <strong>una giovane Pauline</strong>, che accompagna <strong>Donkey Kong</strong> per buona parte del viaggio. I due personaggi condividono <strong>un’ottima chimica</strong>, con <strong>espressioni facciali divertenti</strong> e interazioni ricche di personalità. La trama principale, che segue la loro <strong>ricerca del nucleo magico sepolto nel sottosuolo</strong>, però <strong>risulta poco curata in alcuni passaggi</strong>.</p><p>Gli antagonisti — <strong>tre dipendenti della misteriosa compagnia mineraria VoidCo</strong> — <strong>appaiono poco</strong>, e un <strong>colpo di scena nell’ultima parte del gioco</strong>, seppur efficace, <strong>sembra inserito un po’ forzatamente</strong>.</p><p>Nonostante queste debolezze narrative, l’esperienza resta <strong>coinvolgente grazie alle cutscene animate con grande stile</strong>, con effetti visivi <strong>complessi e dettagliati</strong>. Ogni materiale nel gioco ha <strong>uno stile marcato ma credibile</strong>, e ogni colpo su una superficie genera <strong>schegge e detriti realistici</strong>, innescando spesso <strong>reazioni a catena</strong> — soprattutto quando entrano in gioco materiali distruttivi come <strong>i blocchi d’oro esplosivi</strong>.</p><p>Oltre ad arricchire il viaggio con i suoi dialoghi e momenti comici, <strong>Pauline dispone anche di poteri speciali</strong> legati al suo canto. Può <strong>eliminare ostacoli magici viola</strong> creati da VoidCo e, una volta raccolto abbastanza oro, <strong>attivare la trasformazione Bananza</strong>.</p><p>Questa trasformazione permette a Donkey Kong di <strong>mutare in giganteschi animali</strong>, come <strong>uno struzzo volante</strong> per planare o <strong>una zebra da corsa</strong> capace di sfrecciare su piattaforme in rovina. Un’aggiunta originale che rende ogni sezione dell’avventura ancora più dinamica e imprevedibile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bFvJLjyjfjitcXVCbYWqoe" name="2025070318533300_s" alt="Smashing through the world in Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bFvJLjyjfjitcXVCbYWqoe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Ogni trasformazione animale di <strong>Donkey Kong Bananza</strong> è <strong>unica</strong>, dotata di <strong>abilità speciali creative</strong> che possono essere potenziate, così come le abilità di base, attraverso <strong>un solido albero delle abilità</strong>. Per ottenere rapidamente <strong>punti abilità</strong>, assegnati ogni <strong>cinque gemme di Banandium raccolte</strong>, conviene affrontare i <strong>livelli sfida</strong>.</p><p>Questi livelli si trovano <strong>dietro piccole porte sparse in ogni mondo</strong> e sono <strong>tutti diversi e memorabili</strong>. Tra i momenti migliori spicca <strong>una sezione completamente in 2D</strong>, realizzata nello stile di <em>Donkey Kong Country Returns</em>, ricca di <strong>easter egg</strong> nascosti. Altre prove includono <strong>sfide di combattimento a tempo</strong>, in cui bisogna sfruttare <strong>tutte le mosse disponibili per eliminare un certo numero di nemici</strong> entro il limite stabilito.</p><p>Queste sezioni offrono un <strong>ottimo ritmo di gioco</strong>, alternando esplorazione e azione, e rappresentano uno dei modi migliori per approfondire le meccaniche e ottenere potenziamenti significativi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="w3pjzJULfAf6GujTRxsZoC" name="2025070419360100_s" alt="Choosing outfits in Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/w3pjzJULfAf6GujTRxsZoC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>In <em>Donkey Kong Bananza</em>, anche il <strong>sistema di abbigliamento gioca un ruolo sorprendentemente importante</strong>. Proprio come in <em>Super Mario Odyssey</em>, è possibile <strong>vestire i protagonisti con una vasta gamma di outfit appariscenti</strong>, acquistabili con una valuta raccolta nei livelli: <strong>fossili incastonati nella roccia</strong>. A differenza di Odyssey, però, <strong>gli abiti offrono anche bonus concreti alle prestazioni</strong>.</p><p>Sperimentare è fondamentale, e alcuni capi possono essere <strong>potenziati</strong>, rendendoli ancora più efficaci, soprattutto se usati frequentemente. <strong>Investire nell’equipaggiamento fa davvero la differenza</strong>, soprattutto negli scontri contro i <strong>boss</strong>, solitamente posizionati alla fine di ogni strato del mondo di gioco.</p><p>Gli scontri sono <strong>ben progettati</strong>, sfruttano a pieno <strong>il sistema di distruzione</strong> e <strong>le trasformazioni Bananza</strong>, e rappresentano un ottimo banco di prova per le abilità del giocatore. Peccato solo che <strong>alcuni boss vengano riproposti in seguito</strong>, un po’ a discapito della varietà. Fortunatamente, i combattimenti ripetuti <strong>sono ben distanziati</strong> e non risultano mai troppo invadenti.</p><p>Il risultato finale è <strong>un titolo irresistibile, difficile da mettere giù</strong>, che incarna al meglio <strong>la potenza della Nintendo Switch 2</strong> grazie a <strong>una grafica nitida, distruzioni spettacolari</strong> e <strong>centinaia di collezionabili</strong> in grado di offrire <strong>decine di ore di gioco anche dopo i titoli di coda</strong>.</p><p><em>Donkey Kong Bananza</em> è un <strong>degno successore di Super Mario Odyssey sotto quasi ogni aspetto</strong>. Se Nintendo manterrà questo livello di qualità nelle prossime uscite per Switch 2, <strong>la console è destinata a vivere una lunga e fortunata generazione</strong>, proprio come la sua predecessora.</p><h2 id="perche-giocare-a-donkey-kong-bananza">Perché giocare a Donkey Kong Bananza?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jN5TbLVmXnWFNXiTjiK5ce" name="2025070415254900_s" alt="Finding a Banandium Gem in Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jN5TbLVmXnWFNXiTjiK5ce-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocare-2">Ragioni per giocare</h2><div class="product"><p><strong>Volete ore e ore di divertimento</strong> <br><br>Con tantissimi livelli e centinaia di collezionabili nascosti, <em>Donkey Kong Bananza</em> è un’avventura enorme, perfetta per chi cerca un gioco longevo su Nintendo Switch 2. Se cercate un titolo che vi tenga impegnati a lungo, questo è quello giusto.</p></div><div class="product"><p><strong>Adorate la distruzione spettacolare</strong></p><p>Il sistema di distruzione è uno degli elementi più impressionanti del gioco, permettendovi di radere al suolo quasi tutto l’ambiente. Una vera dimostrazione di potenza per l’hardware della Switch 2.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete amato Super Mario Odyssey</strong></p><p>Creato dallo stesso team di sviluppo, <em>Donkey Kong Bananza</em> condivide molte caratteristiche con <em>Super Mario Odyssey</em>. Se avete apprezzato quel capolavoro del platform, amerete anche questa nuova avventura.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="0416f701-8061-4640-92f9-27a6d5a142b1" data-action="Deal Block" data-label="Avete amato Super Mario OdysseyCreato dallo stesso team di sviluppo, Donkey Kong Bananza condivide molte caratteristiche con Super Mario Odyssey. Se avete apprezzato quel capolavoro del platform, amerete anche questa nuova avventura." data-dimension48="Avete amato Super Mario OdysseyCreato dallo stesso team di sviluppo, Donkey Kong Bananza condivide molte caratteristiche con Super Mario Odyssey. Se avete apprezzato quel capolavoro del platform, amerete anche questa nuova avventura." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-2">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Se cercate una grande trama, potreste restare delusi</strong> </p><p>Anche se divertente, la storia di <em>Donkey Kong Bananza</em> non è il punto forte del gioco. Gli antagonisti principali appaiono poco, e un colpo di scena importante verso la fine risulta un po' forzato e poco integrato nel racconto complessivo.</p></div><h2 id="accessibilita-2">Accessibilità </h2><p><em>Donkey Kong Bananza</em> include alcune <strong>funzionalità di accessibilità</strong> pensate per rendere l’esperienza più inclusiva. Tra queste troviamo una <strong>modalità assistita</strong> che semplifica l’intera avventura, rendendola più accessibile ai giocatori meno esperti.</p><p>È inoltre possibile <strong>modificare i controlli della telecamera</strong>, con l’opzione di inversione degli assi, e <strong>personalizzare i comandi principali</strong> scegliendo tra diversi preset disponibili.</p><p>I <strong>sottotitoli sono attivi di default</strong> e presenti in tutto il gioco, ma <strong>non è possibile regolarne dimensione, font o colore</strong>, una limitazione che potrebbe influire sull’esperienza di alcuni utenti.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/nintendo/recensione-donkey-kong-bananza</link>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Nintendo]]></category>
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                                <p><strong>Donkey Kong Bananza</strong> è un action adventure che <strong>sfrutta appieno l’hardware di </strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/nintendo/recensione-nintendo-switch-2" target="_blank"><strong>Nintendo Switch 2</strong></a>, offrendo un <strong>mondo vasto e aperto</strong> dove è possibile <strong>distruggere quasi ogni elemento</strong> dello scenario. Tra <strong>collisioni spettacolari, strutture demolibili e ambientazioni dinamiche</strong>, il gioco permette di <strong>abbattere, spaccare e travolgere tutto ciò che si incontra</strong>.</p><p>La presenza di <strong>una quantità enorme di collezionabili nascosti e segreti</strong> rende l’esplorazione particolarmente appagante. Ogni livello, strutturato su <strong>più strati</strong>, garantisce <strong>decine di ore di gioco anche dopo i titoli di coda</strong>, mantenendo sempre alta la curiosità e il coinvolgimento.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Informazioni generali</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><strong>Piattaforma recensita:</strong> Nintendo Switch 2 <br><strong>Disponibile su:</strong> Nintendo Switch 2 <br><strong>Data di uscita:</strong> 17 luglio 2025</p></div></div><p><strong>Donkey Kong Bananza</strong> si presenta come <strong>un vero erede di Super Mario Odyssey (2017)</strong>, amplificando tutto ciò che ha reso memorabile quel titolo. Dal <strong>gameplay ricco e dinamico</strong> alla <strong>libertà d'esplorazione</strong>, ogni elemento è stato portato al massimo livello, incluso <strong>un tentativo più ambizioso di narrazione</strong>.</p><p>Proprio la <strong>trama rappresenta il punto meno riuscito dell’esperienza</strong>: pur arricchita da un <strong>doppiaggio coinvolgente</strong>, risulta <strong>piuttosto semplice e affrettata</strong>, soprattutto verso il finale, quando l’azione si intensifica.</p><p>Tuttavia, <strong>non si tratta di un difetto decisivo</strong>. Le <strong>viste mozzafiato</strong> e le <strong>animazioni espressive</strong> rendono ogni scena piacevole da guardare, mantenendo alta la qualità complessiva di <a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/i-migliori-giochi-per-nintendo-switch-2-del-2025" target="_blank"><strong>uno dei migliori giochi</strong></a><strong> attualmente disponibili su Nintendo Switch 2</strong>.</p><h2 id="banane-ovunque">Banane ovunque </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ugtjJDvUMpTPKFwyGMubpe" name="2025070321290500_s" alt="Hoovering up colectibles in Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ugtjJDvUMpTPKFwyGMubpe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Ambientato in un <strong>labirintico mondo sotterraneo</strong> sotto la lontana <strong>Ingot Isle</strong>, <em>Donkey Kong Bananza</em> potrebbe far pensare inizialmente a una sequenza di <strong>caverne buie e monotone</strong>. In realtà, anche se la storia parte da <strong>una classica miniera angusta</strong>, ben presto si apre a <strong>una serie di ambientazioni vivaci e colorate</strong> che non sfigurerebbero in un gioco di Super Mario.</p><p>I temi dei vari mondi non sono originali nel concetto — come <strong>il classico mondo di ghiaccio o la giungla velenosa</strong> — ma <strong>la creatività visiva li rende freschi e sorprendenti</strong>. Il mondo di ghiaccio, ad esempio, è <strong>ispirato a un gigantesco cassetto da freezer</strong>, con colline innevate ricoperte da <strong>palline di gelato colorato</strong> e <strong>granelli di cioccolato</strong>, mentre nella giungla tossica si trova addirittura <strong>un hotel a forma di uovo</strong>. Ancora una volta, Nintendo dimostra di saper <strong>rivisitare idee già note con uno stile unico</strong>.</p><p>Anche la <strong>fauna locale varia da mondo a mondo</strong>, e non mancano <strong>NPC con cui interagire</strong>, pronti a offrire <strong>suggerimenti utili</strong>, <strong>approfondimenti sul mondo di gioco</strong> e <strong>battute leggere o citazioni curiose</strong>.</p><p>Il risultato? <strong>Livelli in cui si ha voglia di restare il più a lungo possibile</strong>, anche grazie alla <strong>quantità impressionante di oggetti da raccogliere e segreti da scoprire</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Il meglio</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="HF3NNJtZWP5C8k7aCp5A7m" name="2025071122211900_s" caption="" alt="Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HF3NNJtZWP5C8k7aCp5A7m-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text"><em><strong>Donkey Kong Bananza</strong></em><strong> offre una grande varietà di livelli, molti dei quali includono sequenze uniche e memorabili. Tra le più riuscite spicca un minigioco di corse frenetico in cui Donkey Kong e Pauline si sfidano contro Diddy e Dixie Kong, cavalcando un rinoceronte in carica. Una sequenza tanto inaspettata quanto divertente, che aggiunge ritmo e personalità all’avventura.</strong></p></div></div><p><em>Donkey Kong Bananza</em> è <strong>pieno zeppo di segreti</strong>, e tra i più importanti ci sono le <strong>gemme di Banandium</strong>, delle <strong>banane cristalline</strong> che rappresentano lo snack preferito di Donkey Kong. Si possono trovare ovunque: <strong>sepolte sotto strati di terra, appese a pareti nascoste o incastrate in sporgenze difficili da raggiungere</strong>.</p><p>Ogni volta che si utilizza il <strong>battito sonico simile a un sonar</strong>, lo schermo <strong>evidenzia la posizione delle gemme più vicine</strong>, rendendo quasi impossibile <strong>resistere alla tentazione di collezionarle tutte</strong>.</p><p>Per recuperarle, spesso bisogna sfruttare il <strong>terreno completamente distruttibile</strong>, sfondando pareti e pavimenti con <strong>pugni potenti e liberatori</strong>. Costruire tunnel è intuitivo: <strong>colpire verso il basso con B</strong>, <strong>avanzare demolendo con Y</strong> nella direzione in cui si cammina, oppure usare <strong>X per rompere verso l’alto</strong>, perfetto per risalire una volta raggiunta una zona nascosta.</p><p>La <strong>fisica della distruzione è spettacolare</strong>, e ogni sforzo viene premiato con <strong>esplosioni di oro</strong> da raccogliere, utile per <strong>costruire rifugi</strong> dove recuperare salute, <strong>piazzare lanciabarili</strong> per muoversi più facilmente, oppure <strong>acquistare oggetti utili</strong> da un venditore, come potenziamenti per la salute.</p><h2 id="scimmie-in-missione-e-in-grande-stile">Scimmie in missione (e in grande stile)</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jD4u4jZ4xZbFNXiTjiK5ce" name="header" alt="Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jD4u4jZ4xZbFNXiTjiK5ce-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>All’inizio dell’avventura viene introdotta <strong>una giovane Pauline</strong>, che accompagna <strong>Donkey Kong</strong> per buona parte del viaggio. I due personaggi condividono <strong>un’ottima chimica</strong>, con <strong>espressioni facciali divertenti</strong> e interazioni ricche di personalità. La trama principale, che segue la loro <strong>ricerca del nucleo magico sepolto nel sottosuolo</strong>, però <strong>risulta poco curata in alcuni passaggi</strong>.</p><p>Gli antagonisti — <strong>tre dipendenti della misteriosa compagnia mineraria VoidCo</strong> — <strong>appaiono poco</strong>, e un <strong>colpo di scena nell’ultima parte del gioco</strong>, seppur efficace, <strong>sembra inserito un po’ forzatamente</strong>.</p><p>Nonostante queste debolezze narrative, l’esperienza resta <strong>coinvolgente grazie alle cutscene animate con grande stile</strong>, con effetti visivi <strong>complessi e dettagliati</strong>. Ogni materiale nel gioco ha <strong>uno stile marcato ma credibile</strong>, e ogni colpo su una superficie genera <strong>schegge e detriti realistici</strong>, innescando spesso <strong>reazioni a catena</strong> — soprattutto quando entrano in gioco materiali distruttivi come <strong>i blocchi d’oro esplosivi</strong>.</p><p>Oltre ad arricchire il viaggio con i suoi dialoghi e momenti comici, <strong>Pauline dispone anche di poteri speciali</strong> legati al suo canto. Può <strong>eliminare ostacoli magici viola</strong> creati da VoidCo e, una volta raccolto abbastanza oro, <strong>attivare la trasformazione Bananza</strong>.</p><p>Questa trasformazione permette a Donkey Kong di <strong>mutare in giganteschi animali</strong>, come <strong>uno struzzo volante</strong> per planare o <strong>una zebra da corsa</strong> capace di sfrecciare su piattaforme in rovina. Un’aggiunta originale che rende ogni sezione dell’avventura ancora più dinamica e imprevedibile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bFvJLjyjfjitcXVCbYWqoe" name="2025070318533300_s" alt="Smashing through the world in Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bFvJLjyjfjitcXVCbYWqoe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Ogni trasformazione animale di <strong>Donkey Kong Bananza</strong> è <strong>unica</strong>, dotata di <strong>abilità speciali creative</strong> che possono essere potenziate, così come le abilità di base, attraverso <strong>un solido albero delle abilità</strong>. Per ottenere rapidamente <strong>punti abilità</strong>, assegnati ogni <strong>cinque gemme di Banandium raccolte</strong>, conviene affrontare i <strong>livelli sfida</strong>.</p><p>Questi livelli si trovano <strong>dietro piccole porte sparse in ogni mondo</strong> e sono <strong>tutti diversi e memorabili</strong>. Tra i momenti migliori spicca <strong>una sezione completamente in 2D</strong>, realizzata nello stile di <em>Donkey Kong Country Returns</em>, ricca di <strong>easter egg</strong> nascosti. Altre prove includono <strong>sfide di combattimento a tempo</strong>, in cui bisogna sfruttare <strong>tutte le mosse disponibili per eliminare un certo numero di nemici</strong> entro il limite stabilito.</p><p>Queste sezioni offrono un <strong>ottimo ritmo di gioco</strong>, alternando esplorazione e azione, e rappresentano uno dei modi migliori per approfondire le meccaniche e ottenere potenziamenti significativi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="w3pjzJULfAf6GujTRxsZoC" name="2025070419360100_s" alt="Choosing outfits in Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/w3pjzJULfAf6GujTRxsZoC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>In <em>Donkey Kong Bananza</em>, anche il <strong>sistema di abbigliamento gioca un ruolo sorprendentemente importante</strong>. Proprio come in <em>Super Mario Odyssey</em>, è possibile <strong>vestire i protagonisti con una vasta gamma di outfit appariscenti</strong>, acquistabili con una valuta raccolta nei livelli: <strong>fossili incastonati nella roccia</strong>. A differenza di Odyssey, però, <strong>gli abiti offrono anche bonus concreti alle prestazioni</strong>.</p><p>Sperimentare è fondamentale, e alcuni capi possono essere <strong>potenziati</strong>, rendendoli ancora più efficaci, soprattutto se usati frequentemente. <strong>Investire nell’equipaggiamento fa davvero la differenza</strong>, soprattutto negli scontri contro i <strong>boss</strong>, solitamente posizionati alla fine di ogni strato del mondo di gioco.</p><p>Gli scontri sono <strong>ben progettati</strong>, sfruttano a pieno <strong>il sistema di distruzione</strong> e <strong>le trasformazioni Bananza</strong>, e rappresentano un ottimo banco di prova per le abilità del giocatore. Peccato solo che <strong>alcuni boss vengano riproposti in seguito</strong>, un po’ a discapito della varietà. Fortunatamente, i combattimenti ripetuti <strong>sono ben distanziati</strong> e non risultano mai troppo invadenti.</p><p>Il risultato finale è <strong>un titolo irresistibile, difficile da mettere giù</strong>, che incarna al meglio <strong>la potenza della Nintendo Switch 2</strong> grazie a <strong>una grafica nitida, distruzioni spettacolari</strong> e <strong>centinaia di collezionabili</strong> in grado di offrire <strong>decine di ore di gioco anche dopo i titoli di coda</strong>.</p><p><em>Donkey Kong Bananza</em> è un <strong>degno successore di Super Mario Odyssey sotto quasi ogni aspetto</strong>. Se Nintendo manterrà questo livello di qualità nelle prossime uscite per Switch 2, <strong>la console è destinata a vivere una lunga e fortunata generazione</strong>, proprio come la sua predecessora.</p><h2 id="perche-giocare-a-donkey-kong-bananza">Perché giocare a Donkey Kong Bananza?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jN5TbLVmXnWFNXiTjiK5ce" name="2025070415254900_s" alt="Finding a Banandium Gem in Donkey Kong Bananza." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jN5TbLVmXnWFNXiTjiK5ce-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocare-2">Ragioni per giocare</h2><div class="product"><p><strong>Volete ore e ore di divertimento</strong> <br><br>Con tantissimi livelli e centinaia di collezionabili nascosti, <em>Donkey Kong Bananza</em> è un’avventura enorme, perfetta per chi cerca un gioco longevo su Nintendo Switch 2. Se cercate un titolo che vi tenga impegnati a lungo, questo è quello giusto.</p></div><div class="product"><p><strong>Adorate la distruzione spettacolare</strong></p><p>Il sistema di distruzione è uno degli elementi più impressionanti del gioco, permettendovi di radere al suolo quasi tutto l’ambiente. Una vera dimostrazione di potenza per l’hardware della Switch 2.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete amato Super Mario Odyssey</strong></p><p>Creato dallo stesso team di sviluppo, <em>Donkey Kong Bananza</em> condivide molte caratteristiche con <em>Super Mario Odyssey</em>. Se avete apprezzato quel capolavoro del platform, amerete anche questa nuova avventura.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="0416f701-8061-4640-92f9-27a6d5a142b1" data-action="Deal Block" data-label="Avete amato Super Mario OdysseyCreato dallo stesso team di sviluppo, Donkey Kong Bananza condivide molte caratteristiche con Super Mario Odyssey. Se avete apprezzato quel capolavoro del platform, amerete anche questa nuova avventura." data-dimension48="Avete amato Super Mario OdysseyCreato dallo stesso team di sviluppo, Donkey Kong Bananza condivide molte caratteristiche con Super Mario Odyssey. Se avete apprezzato quel capolavoro del platform, amerete anche questa nuova avventura." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-2">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Se cercate una grande trama, potreste restare delusi</strong> </p><p>Anche se divertente, la storia di <em>Donkey Kong Bananza</em> non è il punto forte del gioco. Gli antagonisti principali appaiono poco, e un colpo di scena importante verso la fine risulta un po' forzato e poco integrato nel racconto complessivo.</p></div><h2 id="accessibilita-2">Accessibilità </h2><p><em>Donkey Kong Bananza</em> include alcune <strong>funzionalità di accessibilità</strong> pensate per rendere l’esperienza più inclusiva. Tra queste troviamo una <strong>modalità assistita</strong> che semplifica l’intera avventura, rendendola più accessibile ai giocatori meno esperti.</p><p>È inoltre possibile <strong>modificare i controlli della telecamera</strong>, con l’opzione di inversione degli assi, e <strong>personalizzare i comandi principali</strong> scegliendo tra diversi preset disponibili.</p><p>I <strong>sottotitoli sono attivi di default</strong> e presenti in tutto il gioco, ma <strong>non è possibile regolarne dimensione, font o colore</strong>, una limitazione che potrebbe influire sull’esperienza di alcuni utenti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Apple MacBook Air 15-pollici  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-recensione-rapida"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4): recensione rapida </span></h3><p>Il <strong>MacBook Air 15 pollici (M4)</strong> è l’ultima versione del portatile sottile e leggero di grande formato di Apple, arrivato in contemporanea al modello più compatto da 13 pollici con lo stesso chip. In molti stavano aspettando che i laptop più popolari della Mela ricevessero finalmente l’<strong>M4</strong>, dopo il debutto avvenuto lo scorso anno su iPad Pro.</p><p>Da allora, abbiamo visto versioni M4 di <strong>MacBook Pro</strong>, <strong>iMac</strong> e <strong>Mac mini</strong>, lasciando i fan del MacBook Air – e sono tantissimi, visto che è il prodotto Mac più venduto – in attesa del proprio turno.</p><p>Comprensibile quindi che qualcuno possa aver percepito questi <strong>MacBook Air M4</strong> come un’aggiunta tardiva o secondaria nella strategia di Apple, ma ormai l’azienda sembra aver consolidato questo ritmo di rilascio. Del resto, i modelli <strong>M3</strong> da 13 e 15 pollici erano arrivati proprio un anno fa, nel marzo del 2024.</p>                    <div class= "tiktok-wrapper" style="min-height: 750px;"><blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@techradar/video/7480536886289730838" data-video-id="7480536886289730838" style="max-width: 605px; min-width: 325px;">                        <section>                            <a target="_blank" title="@techradar" href="https://www.tiktok.com/@techradar">@techradar</a>                            <p></p><a target="_blank" title="♬ original sound - TechRadar" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7480536901326949142">♬ original sound - TechRadar</a></section>                    </blockquote></div>                <p>Sembra che Apple voglia evitare un’altra polemica lanciando un nuovo modello di <strong>MacBook</strong> a meno di un anno dal precedente. Era già successo con il <strong>MacBook Pro M3</strong>, arrivato circa nove mesi dopo il modello M2, e le critiche non erano mancate.</p><p>Distanziare i lanci di almeno un anno riduce il rischio di irritare chi ha appena acquistato la generazione precedente, e la sensazione è che Apple abbia fatto i suoi calcoli: il <strong>MacBook Air</strong> si rivolge a un pubblico più ampio e casual, meno interessato ad avere per forza l’ultima novità hardware.</p><p>Onestamente, è probabilmente la scelta giusta. Chi possiede un <strong>MacBook Air M3</strong> non dovrebbe sentirsi spinto a passare all’<strong>M4</strong>. Ne abbiamo parlato più nel dettaglio nella recensione del <strong>MacBook Air 13 pollici (M4)</strong>, ma questo nuovo modello rappresenta un’evoluzione sottile, più che una rivoluzione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Rcs4wZLsMD3sfDJD28g7RD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 10.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Rcs4wZLsMD3sfDJD28g7RD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Quando un laptop raggiunge la qualità del <strong>MacBook Air</strong> (sia nella versione da 13 che da 15 pollici), non serve stravolgere la formula. E se siete in cerca di un nuovo portatile — specialmente se arrivate da un MacBook più vecchio o da un modello Windows — allora è molto probabile che vi innamorerete del <strong>MacBook Air 15 pollici (M4)</strong>.</p><p>Il prezzo di partenza è di <strong>circa 2.099 euro</strong>, e rappresenta una vera sorpresa positiva: come il modello da 13 pollici, anche il <strong>MacBook Air 15" (M4)</strong> riceve un <strong>taglio di prezzo</strong> rispetto al passato.</p><p>Un prodotto migliore a un prezzo inferiore è un segnale importante, soprattutto in un periodo in cui tutto sembra costare di più. Va riconosciuto ad Apple il merito di aver mantenuto l’<strong>accessibilità del MacBook Air</strong>, una delle sue caratteristiche più amate.</p><p>Questo prezzo più basso ha però una conseguenza: <strong>Apple non vende più ufficialmente i modelli precedenti</strong>. Quando uscì il <strong>MacBook Air M2</strong>, Apple continuò a proporre il modello <strong>M1</strong> a prezzo ridotto, e lo stesso fece con l’<strong>M3</strong>, abbassando il prezzo del <strong>MacBook Air M2</strong>. Ora invece, sullo store ufficiale sono acquistabili <strong>solo i modelli M4</strong>. Chi cerca un’opzione più economica dovrà quindi rivolgersi ai rivenditori terzi, che continueranno a vendere le versioni precedenti finché avranno scorte – e alcune offerte interessanti sono già apparse online dopo l’annuncio dell’M4.</p><p>Il modello base del <strong>MacBook Air 15" M4</strong> include il chip <strong>M4 con CPU a 10 core</strong>, <strong>GPU a 10 core</strong>, <strong>16 GB di memoria unificata</strong> e <strong>256 GB di archiviazione SSD</strong> – specifiche simili al <strong>13 pollici M4</strong>, che però nella configurazione base monta una <strong>CPU a 8 core</strong>.</p><p>Per il resto, i due modelli sono molto simili. Il <strong>15 pollici</strong> ha uno schermo più ampio, ma la stessa nitidezza: la risoluzione di <strong>2880 x 1864</strong> su uno schermo da <strong>15,3 pollici</strong> corrisponde a <strong>224 pixel per pollice</strong>, esattamente come il <strong>13,6 pollici</strong> da <strong>2560 x 1664</strong>. Un laptop più grande, ma con la stessa attenzione ai dettagli.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zB9VC2PrTvEhSGvWg3XyRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zB9VC2PrTvEhSGvWg3XyRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Questo significa che i due modelli offrono <strong>la stessa nitidezza dello schermo</strong>, quindi la scelta dipende davvero da quale dimensione preferite. Il <strong>MacBook Air da 15 pollici</strong> offre un display più ampio, comodo per chi lavora spesso con più finestre o su contenuti visivi, mentre il <strong>modello da 13 pollici</strong> è pensato per chi cerca <strong>portabilità e leggerezza</strong> durante gli spostamenti.</p><p>Una <strong>differenza rilevante</strong> tra i due è l’audio: il <strong>15 pollici</strong> monta <strong>sei altoparlanti integrati</strong> con <strong>woofer con cancellazione delle vibrazioni</strong>, mentre il <strong>13 pollici</strong> si limita a <strong>quattro altoparlanti</strong> e non offre questa tecnologia. Il risultato è che il <strong>MacBook Air da 15 pollici (M4)</strong> ha un suono <strong>più ricco, avvolgente e con bassi profondi</strong>, senza vibrazioni o distorsioni, il tutto racchiuso in un design sottilissimo. Per chi dà priorità alla <strong>qualità sonora</strong>, questo modello è senza dubbio la scelta migliore tra i due.</p><p>Ci sono anche <strong>alcune novità sul fronte del design</strong> rispetto alla generazione precedente: sia il <strong>13 che il 15 pollici M4</strong> ora integrano una <strong>webcam da 12MP con tecnologia Center Stage</strong>. Questa permette di <strong>rimanere inquadrati anche se ci si muove leggermente</strong>, seguendo il volto durante le videochiamate. La qualità video è <strong>nitida e fluida</strong>, ideale anche per contesti professionali.</p><p>La webcam supporta inoltre la modalità <strong>Desk View</strong>, che permette di mostrare <strong>simultaneamente il volto dell’utente e il piano di lavoro</strong>. Una funzione comoda per chi registra tutorial o presentazioni, senza bisogno di usare due fotocamere separate. Grazie al chip <strong>M4</strong>, la webcam può anche applicare <strong>effetti video migliorati con machine learning</strong>, come <strong>Studio Light</strong>, che regola automaticamente <strong>illuminazione, contrasto e colori</strong> per offrire un aspetto più curato. Una funzione simile si trova nei portatili Windows con Studio Effects, ma qui si integra perfettamente nell’ecosistema Apple.</p><p>Infine, c’è anche una <strong>nuova colorazione</strong>: <strong>Sky Blue</strong>. Non aspettatevi però un blu brillante in stile iMac – si tratta di una tonalità <strong>metallica elegante e discreta</strong>, con solo un accenno di azzurro. Il <strong>cavo MagSafe abbinato</strong> al colore del portatile è un dettaglio semplice ma piacevole.</p><p>Nel complesso, il <strong>MacBook Air 15 pollici (M4)</strong> è uno dei <strong>migliori laptop da 15 pollici</strong> oggi in commercio: potente, leggero, ben progettato. Tuttavia, se già possedete un <strong>modello M3 o M2</strong>, non troverete grandi motivi per cambiare. Questo non sminuisce il chip <strong>M4</strong>, ma piuttosto conferma quanto fossero già ottimi i modelli precedenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UeB5yoXctFYgjh7GnUVNRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 9.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UeB5yoXctFYgjh7GnUVNRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-review-price-and-availability"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4) review: Price and availability</span></h3><p>In una mossa davvero apprezzabile, Apple ha lanciato il nuovo <strong>MacBook Air da 15 pollici (M4)</strong> a un prezzo <strong>più basso</strong> rispetto a quello del modello M3, offrendo in configurazione base un <strong>chip M4 con CPU a 10 core, GPU a 10 core, 16 GB di memoria unificata e 256 GB di SSD</strong>.</p><p>Dopo le critiche ricevute per aver proposto in passato configurazioni base con <strong>solo 8 GB di RAM e 128 GB di archiviazione</strong>, Apple ha finalmente <strong>raddoppiato memoria e spazio</strong> senza alzare il prezzo, e ha mantenuto questo approccio anche con il nuovo M4. Una scelta che rende il dispositivo molto più interessante per chi cerca un portatile di lunga durata.</p><p>Chi è <strong>studente</strong> può usufruire di un ulteriore sconto, rendendo il <strong>MacBook Air M4 da 15 pollici</strong> ancora più competitivo sul piano del rapporto qualità-prezzo. Anche senza sconti specifici, è difficile trovare un portatile da 15 pollici con <strong>queste caratteristiche tecniche, qualità costruttiva e prestazioni</strong> a una cifra simile.</p><p>L’unico vero rivale è il <strong>MacBook Air da 13 pollici (M4)</strong>, che propone prestazioni simili ma con <strong>uno schermo più compatto, meno altoparlanti</strong> e una <strong>CPU a 8 core</strong> anziché 10. Costa meno, ma non è detto che la differenza giustifichi il sacrificio in termini di dimensioni e qualità audio.</p><p>A differenza del passato, <strong>Apple non vende più i modelli M2 o M3</strong> sul proprio sito, riducendo la possibilità di acquistare un MacBook Air a un prezzo inferiore direttamente dal canale ufficiale. Tuttavia, <strong>i rivenditori continueranno a proporre le versioni precedenti</strong> fino a esaurimento scorte, e <strong>sono già apparse offerte molto interessanti</strong> dopo il lancio della nuova generazione.</p><ul><li><strong>Prezzo: </strong>4.5 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-recensione-design"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4) recensione: Design</span></h3><p>Da quando ha ricevuto un importante restyling con il modello M2 nel 2022, Apple ha mantenuto pressoché invariato il design del MacBook Air, con la versione da 15 pollici che riprende in tutto e per tutto le linee del modello da 13 pollici – semplicemente in formato più grande.</p><p>Questo vale anche per il <strong>MacBook Air 15" (M4)</strong>, che riprende l’aspetto del modello M3 con alcune piccole ma gradite modifiche. L’assenza di un nuovo design non è un problema: lo stile resta moderno ed elegante.</p><p>Con dimensioni di <strong>1,15 x 34,04 x 23,76 cm</strong> e un peso di <strong>1,51 kg</strong>, rimane un portatile da 15 pollici estremamente sottile e leggero. Tuttavia, per chi cerca la <strong>massima portabilità</strong>, il modello da 13 pollici resta l’opzione consigliata.</p><p>Nonostante alcuni concorrenti, come LG con la linea <strong>Gram</strong>, propongano laptop altrettanto leggeri e raffinati, il MacBook Air da 15 pollici mantiene il suo status di <strong>prodotto premium</strong>, con un design riconoscibile e una costruzione solida.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9tQdQ8GbnBkHzj2apL4iRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 5.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9tQdQ8GbnBkHzj2apL4iRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Sul lato sinistro si trovano due porte <strong>Thunderbolt 4</strong> e una porta di ricarica <strong>MagSafe 3</strong>, che grazie ai magneti rende il collegamento del cavo rapido e sicuro, proteggendo anche il portatile da eventuali strattoni accidentali. Sul lato destro è presente invece un <strong>jack audio da 3,5 mm</strong>.</p><p>Le porte Thunderbolt 4 raggiungono velocità fino a <strong>40Gb/s</strong>: sarebbe stato interessante vedere il supporto a Thunderbolt 5, ma per la maggior parte degli utenti queste prestazioni sono più che sufficienti per gestire anche file di grandi dimensioni da e verso dischi esterni.</p><p>La selezione di porte non è particolarmente ricca, soprattutto se confrontata con quella di alcuni concorrenti che offrono anche ingressi HDMI senza compromettere lo spessore del dispositivo. Tuttavia, la presenza della porta MagSafe 3 è un vantaggio: consente di <strong>ricaricare il portatile senza occupare una delle porte Thunderbolt 4</strong>. In alternativa, è sempre possibile ricaricare anche tramite un caricatore USB-C, se si è dimenticato il cavo MagSafe.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sDRuB2EkUw32ojouYrLURD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 7.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sDRuB2EkUw32ojouYrLURD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Ci sono comunque alcune <strong>novità nel design</strong>. La webcam è ora una <strong>fotocamera da 12MP con tecnologia Center Stage</strong>, che include anche la funzione <strong>Desk View</strong>: questa permette di dividere l'inquadratura in due, mostrando contemporaneamente il volto dell’utente e una vista dall’alto della scrivania. La qualità dell’immagine è ottima, merito anche del chip M4.</p><p>Resta però la <strong>famosa “notch”</strong>: la rientranza nella parte superiore dello schermo che circonda la webcam e che scende nel display. È presente ormai da tre anni, e chi non la sopportava probabilmente si è rassegnato. Personalmente non rappresenta un problema, ma vale la pena segnalarla, anche perché <strong>alcuni portatili Windows 11 riescono a integrare webcam eccellenti in cornici sottili senza ricorrere a questa soluzione</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wJoNtw8MR9G6qTsbRqdwSD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 8.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wJoNtw8MR9G6qTsbRqdwSD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un’altra <strong>piccola modifica nel design</strong> riguarda la tastiera. Resta retroilluminata, con il tasto <strong>Touch ID</strong> per accedere rapidamente a macOS o confermare pagamenti con Apple Pay tramite impronta digitale, ed è <strong>comoda da usare</strong> (i vecchi problemi dei tasti che si bloccavano sono ormai un ricordo). La novità è nel <strong>simbolo del tasto F10</strong>, che ora mostra un’icona di altoparlante con una linea, al posto del semplice altoparlante.</p><p>Può sembrare un dettaglio, ma è una scelta intelligente: <strong>l’icona ora è coerente con quella che compare sullo schermo</strong> quando si silenzia l’audio, è più riconoscibile e <strong>riduce la confusione con il tasto per abbassare il volume</strong>, che usa ancora il classico simbolo dell’altoparlante.</p><p>La <strong>novità più visibile</strong> però è il nuovo colore <strong>Sky Blue</strong>. Si tratta di un <strong>azzurro metallico tenue</strong>, elegante e discreto, che si affianca bene alle altre varianti Midnight, Starlight e Silver. Non è vivace come i colori degli iMac, ma <strong>aggiunge un tocco di personalità senza compromettere la professionalità del design</strong>. Inoltre, come sempre, <strong>il cavo MagSafe intrecciato incluso ha lo stesso colore del MacBook</strong>, un dettaglio curato e apprezzabile.</p><p>Nel complesso, il <strong>MacBook Air 15-inch (M4)</strong> mantiene un <strong>design elegante, sottile e facilmente trasportabile</strong>. Chi cerca un portatile da 15 pollici con un aspetto premium <strong>non resterà deluso</strong>.</p><ul><li><strong>Design: </strong>4 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-recensione-performance"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4) recensione: Performance</span></h3><p>Anche se il <strong>design del MacBook Air 15-inch (M4)</strong> rappresenta solo un’evoluzione del modello precedente, lo stesso si può dire per <strong>hardware e prestazioni</strong>: si tratta di un aggiornamento limitato, non di un vero salto generazionale.</p><p>In parte è comprensibile, visto che <strong>Apple rilascia ogni anno un nuovo chip della serie M</strong>. Le migliorie possibili sono per forza di cose contenute, e <strong>a differenza di uno smartphone, un portatile non si cambia così spesso</strong>.</p><p>Di conseguenza, <strong>chi possiede già un MacBook Air con chip M3 non noterà grandi differenze passando all’M4</strong>. E infatti, gran parte della comunicazione ufficiale di Apple si concentra sui <strong>confronti con i vecchi modelli Intel</strong>, in particolare con il <strong>MacBook Air da 13 pollici con Intel Core i7 del 2020</strong>.</p><p>Secondo Apple, il nuovo modello con chip M4 sarebbe <strong>fino a 20 volte più veloce rispetto a quel vecchio modello Intel</strong>, ma i <strong>guadagni rispetto all’M3 sono molto più contenuti</strong>, spesso <strong>nell’ordine di pochi punti percentuali</strong>.</p><p>Dopo aver utilizzato a lungo i modelli con <strong>M2, M3 e ora M4</strong>, possiamo dire che <strong>le differenze reali sono quasi impercettibili nell’uso quotidiano</strong>. Tutto gira fluido, da macOS alle applicazioni principali, che ormai sono <strong>quasi tutte compatibili nativamente con l’architettura ARM dell’M4</strong>, evitando l’uso del tool Rosetta 2 per le app Intel (che comportava un leggero calo di prestazioni).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KYJjw3tckSYA9hjSBK7sRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 4.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KYJjw3tckSYA9hjSBK7sRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Anche con i carichi più pesanti – come <strong>il montaggio di filmati 4K in Premiere Pro</strong> – il chip M4 mostra miglioramenti, ma <strong>non abbastanza da giustificare un passaggio dal modello con chip M3</strong>. Va detto però che <strong>la maggior parte di chi sceglie un MacBook Air non lo fa per compiti così gravosi</strong>, e in ambito quotidiano il <strong>MacBook Air 15-inch (M4) si comporta in modo eccellente</strong>.</p><p>Il chip M4 è anche estremamente efficiente: <strong>il portatile non ha ventole</strong> e <strong>resta completamente silenzioso durante l’uso</strong>, a differenza di molti laptop Windows che attivano la ventola anche con operazioni leggere.</p><p><strong>Lo schermo resta di altissima qualità</strong>, con colori vividi e luminosi, ma <strong>alcuni concorrenti si stanno avvicinando pericolosamente</strong>, soprattutto con l’arrivo dei <strong>pannelli OLED</strong> (come nel Vivobook S 15 Copilot+), che portano un notevole miglioramento nella resa visiva. Inoltre, <strong>alcuni portatili offrono ora risoluzioni 4K</strong>, più elevate rispetto a quella del MacBook Air.</p><p>Detto ciò, il display del MacBook Air <strong>rimane eccellente per l’uso quotidiano</strong>. E grazie al chip M4, <strong>il portatile ora supporta due monitor esterni contemporaneamente</strong>, mantenendo attivo anche il proprio schermo integrato: un’ottima notizia per chi lavora con <strong>più display</strong>.</p><p>Il <strong>vero punto di forza</strong> del MacBook Air 15-inch (M4), però, è <strong>l’audio</strong>. Film e serie su Apple TV+ <strong>suonano meglio di quanto ci si aspetterebbe</strong> da un portatile sottile, grazie a un <strong>sistema audio a sei altoparlanti</strong> capace di offrire profondità, nitidezza e un <strong>soundstage ampio</strong>. Nei film, gli effetti sonori sembrano arrivare da entrambi i lati dello schermo. Apple sottolinea anche il supporto all’<strong>audio spaziale</strong>, e pur non essendo paragonabile a un impianto Dolby Atmos da salotto, <strong>regala un coinvolgimento sorprendente</strong> per un portatile così compatto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="u9CJNLq3hmHR7VyyRzjBRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 6.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/u9CJNLq3hmHR7VyyRzjBRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’unico vero elemento che <strong>delude un po’</strong> è la scelta di <strong>mantenere Wi-Fi 6E e Bluetooth 5.3</strong>, due tecnologie ormai superate da <strong>Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4</strong>, che offrono prestazioni superiori e funzionalità più moderne.</p><p>Detto questo, <strong>le prestazioni complessive del MacBook Air 15-inch (M4) sono eccellenti per il prezzo</strong>. Se si proviene da un <strong>MacBook con processore Intel</strong> o da un <strong>laptop Windows tradizionale</strong>, l’esperienza d’uso sarà nettamente superiore sotto ogni aspetto.</p><p>Tuttavia, chi già possiede un MacBook Air con chip <strong>M2 o M3</strong> potrebbe <strong>non trovare miglioramenti abbastanza significativi da giustificare l’aggiornamento</strong>. In tal caso, conviene <strong>aspettare il probabile arrivo del modello con chip M5</strong>, previsto per l’anno prossimo.</p><ul><li><strong>Performance: </strong>4 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-recensione-batteria"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4) recensione: Batteria</span></h3><p>Da quando Apple è passata dai processori Intel ai chip proprietari della serie M basati su architettura Arm, l’efficienza energetica del MacBook Air ha fatto un netto salto di qualità. Anche durante attività più complesse, il <strong>MacBook Air 15-inch (M4)</strong> mantiene <strong>ottime prestazioni anche a batteria</strong>, senza riduzioni evidenti di potenza come succede su altri portatili che limitano le prestazioni per risparmiare energia.</p><p>Nei test effettuati, è riuscito a <strong>superare le 15 ore di utilizzo continuo</strong>, confermando un’autonomia che permette di affrontare <strong>intere giornate di lavoro senza dover ricorrere alla ricarica</strong> – cosa che è avvenuta anche durante l’utilizzo reale.</p><p>Il corpo più grande del modello da 15 pollici ha permesso ad Apple di <strong>integrare una batteria più capiente rispetto alla versione da 13 pollici</strong>, e anche se il display più ampio consuma più energia, si registra comunque una <strong>leggera superiorità in autonomia</strong> rispetto al modello più compatto.</p><ul><li><strong>Batteria: </strong>4.5 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-un-apple-macbook-air-15-pollici-m4"><span>Perché comprare un Apple MacBook Air 15-pollici (M4)?</span></h3><h2 id="ragioni-per-comprare-7">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete un portatile da 15 pollici</strong> </p><p>Apple ci è riuscita di nuovo: il nuovo MacBook Air 15-inch (M4) è il miglior portatile da 15 pollici che potete acquistare oggi.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete un’autonomia che dura giorni di lavoro</strong> </p><p>La durata della batteria è eccellente, abbastanza da coprire più giornate lavorative con una singola carica.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete un MacBook con processore Intel</strong> </p><p>Se possedete un vecchio MacBook basato su Intel, passare al nuovo MacBook Air con M4 rappresenta un salto generazionale enorme.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-4">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete già un MacBook con chip M2 o M3</strong> </p><p>Il chip M4 offre ottime prestazioni, ma se possedete un MacBook con M2 o M3, non vale la pena aggiornare: il salto prestazionale non è sufficiente.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite Windows 11</strong> </p><p>Il MacBook Air 15-inch (M4) utilizza macOS. Se preferite restare con Windows 11, allora questo non è il portatile che fa per voi.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/macbooks/recensione-apple-macbook-air-15-pollici</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il nuovo MacBook Air 15 pollici (M4) è il miglior laptop da 15 pollici che possiate acquistare per il prezzo, anche se ci piacerebbe vedere miglioramenti più consistenti nelle prestazioni con le prossime generazioni. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative&#039;s desk with screen open]]></media:title>
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-recensione-rapida"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4): recensione rapida </span></h3><p>Il <strong>MacBook Air 15 pollici (M4)</strong> è l’ultima versione del portatile sottile e leggero di grande formato di Apple, arrivato in contemporanea al modello più compatto da 13 pollici con lo stesso chip. In molti stavano aspettando che i laptop più popolari della Mela ricevessero finalmente l’<strong>M4</strong>, dopo il debutto avvenuto lo scorso anno su iPad Pro.</p><p>Da allora, abbiamo visto versioni M4 di <strong>MacBook Pro</strong>, <strong>iMac</strong> e <strong>Mac mini</strong>, lasciando i fan del MacBook Air – e sono tantissimi, visto che è il prodotto Mac più venduto – in attesa del proprio turno.</p><p>Comprensibile quindi che qualcuno possa aver percepito questi <strong>MacBook Air M4</strong> come un’aggiunta tardiva o secondaria nella strategia di Apple, ma ormai l’azienda sembra aver consolidato questo ritmo di rilascio. Del resto, i modelli <strong>M3</strong> da 13 e 15 pollici erano arrivati proprio un anno fa, nel marzo del 2024.</p>                    <div class= "tiktok-wrapper" style="min-height: 750px;"><blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@techradar/video/7480536886289730838" data-video-id="7480536886289730838" style="max-width: 605px; min-width: 325px;">                        <section>                            <a target="_blank" title="@techradar" href="https://www.tiktok.com/@techradar">@techradar</a>                            <p></p><a target="_blank" title="♬ original sound - TechRadar" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7480536901326949142">♬ original sound - TechRadar</a></section>                    </blockquote></div>                <p>Sembra che Apple voglia evitare un’altra polemica lanciando un nuovo modello di <strong>MacBook</strong> a meno di un anno dal precedente. Era già successo con il <strong>MacBook Pro M3</strong>, arrivato circa nove mesi dopo il modello M2, e le critiche non erano mancate.</p><p>Distanziare i lanci di almeno un anno riduce il rischio di irritare chi ha appena acquistato la generazione precedente, e la sensazione è che Apple abbia fatto i suoi calcoli: il <strong>MacBook Air</strong> si rivolge a un pubblico più ampio e casual, meno interessato ad avere per forza l’ultima novità hardware.</p><p>Onestamente, è probabilmente la scelta giusta. Chi possiede un <strong>MacBook Air M3</strong> non dovrebbe sentirsi spinto a passare all’<strong>M4</strong>. Ne abbiamo parlato più nel dettaglio nella recensione del <strong>MacBook Air 13 pollici (M4)</strong>, ma questo nuovo modello rappresenta un’evoluzione sottile, più che una rivoluzione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Rcs4wZLsMD3sfDJD28g7RD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 10.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Rcs4wZLsMD3sfDJD28g7RD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Quando un laptop raggiunge la qualità del <strong>MacBook Air</strong> (sia nella versione da 13 che da 15 pollici), non serve stravolgere la formula. E se siete in cerca di un nuovo portatile — specialmente se arrivate da un MacBook più vecchio o da un modello Windows — allora è molto probabile che vi innamorerete del <strong>MacBook Air 15 pollici (M4)</strong>.</p><p>Il prezzo di partenza è di <strong>circa 2.099 euro</strong>, e rappresenta una vera sorpresa positiva: come il modello da 13 pollici, anche il <strong>MacBook Air 15" (M4)</strong> riceve un <strong>taglio di prezzo</strong> rispetto al passato.</p><p>Un prodotto migliore a un prezzo inferiore è un segnale importante, soprattutto in un periodo in cui tutto sembra costare di più. Va riconosciuto ad Apple il merito di aver mantenuto l’<strong>accessibilità del MacBook Air</strong>, una delle sue caratteristiche più amate.</p><p>Questo prezzo più basso ha però una conseguenza: <strong>Apple non vende più ufficialmente i modelli precedenti</strong>. Quando uscì il <strong>MacBook Air M2</strong>, Apple continuò a proporre il modello <strong>M1</strong> a prezzo ridotto, e lo stesso fece con l’<strong>M3</strong>, abbassando il prezzo del <strong>MacBook Air M2</strong>. Ora invece, sullo store ufficiale sono acquistabili <strong>solo i modelli M4</strong>. Chi cerca un’opzione più economica dovrà quindi rivolgersi ai rivenditori terzi, che continueranno a vendere le versioni precedenti finché avranno scorte – e alcune offerte interessanti sono già apparse online dopo l’annuncio dell’M4.</p><p>Il modello base del <strong>MacBook Air 15" M4</strong> include il chip <strong>M4 con CPU a 10 core</strong>, <strong>GPU a 10 core</strong>, <strong>16 GB di memoria unificata</strong> e <strong>256 GB di archiviazione SSD</strong> – specifiche simili al <strong>13 pollici M4</strong>, che però nella configurazione base monta una <strong>CPU a 8 core</strong>.</p><p>Per il resto, i due modelli sono molto simili. Il <strong>15 pollici</strong> ha uno schermo più ampio, ma la stessa nitidezza: la risoluzione di <strong>2880 x 1864</strong> su uno schermo da <strong>15,3 pollici</strong> corrisponde a <strong>224 pixel per pollice</strong>, esattamente come il <strong>13,6 pollici</strong> da <strong>2560 x 1664</strong>. Un laptop più grande, ma con la stessa attenzione ai dettagli.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zB9VC2PrTvEhSGvWg3XyRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zB9VC2PrTvEhSGvWg3XyRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Questo significa che i due modelli offrono <strong>la stessa nitidezza dello schermo</strong>, quindi la scelta dipende davvero da quale dimensione preferite. Il <strong>MacBook Air da 15 pollici</strong> offre un display più ampio, comodo per chi lavora spesso con più finestre o su contenuti visivi, mentre il <strong>modello da 13 pollici</strong> è pensato per chi cerca <strong>portabilità e leggerezza</strong> durante gli spostamenti.</p><p>Una <strong>differenza rilevante</strong> tra i due è l’audio: il <strong>15 pollici</strong> monta <strong>sei altoparlanti integrati</strong> con <strong>woofer con cancellazione delle vibrazioni</strong>, mentre il <strong>13 pollici</strong> si limita a <strong>quattro altoparlanti</strong> e non offre questa tecnologia. Il risultato è che il <strong>MacBook Air da 15 pollici (M4)</strong> ha un suono <strong>più ricco, avvolgente e con bassi profondi</strong>, senza vibrazioni o distorsioni, il tutto racchiuso in un design sottilissimo. Per chi dà priorità alla <strong>qualità sonora</strong>, questo modello è senza dubbio la scelta migliore tra i due.</p><p>Ci sono anche <strong>alcune novità sul fronte del design</strong> rispetto alla generazione precedente: sia il <strong>13 che il 15 pollici M4</strong> ora integrano una <strong>webcam da 12MP con tecnologia Center Stage</strong>. Questa permette di <strong>rimanere inquadrati anche se ci si muove leggermente</strong>, seguendo il volto durante le videochiamate. La qualità video è <strong>nitida e fluida</strong>, ideale anche per contesti professionali.</p><p>La webcam supporta inoltre la modalità <strong>Desk View</strong>, che permette di mostrare <strong>simultaneamente il volto dell’utente e il piano di lavoro</strong>. Una funzione comoda per chi registra tutorial o presentazioni, senza bisogno di usare due fotocamere separate. Grazie al chip <strong>M4</strong>, la webcam può anche applicare <strong>effetti video migliorati con machine learning</strong>, come <strong>Studio Light</strong>, che regola automaticamente <strong>illuminazione, contrasto e colori</strong> per offrire un aspetto più curato. Una funzione simile si trova nei portatili Windows con Studio Effects, ma qui si integra perfettamente nell’ecosistema Apple.</p><p>Infine, c’è anche una <strong>nuova colorazione</strong>: <strong>Sky Blue</strong>. Non aspettatevi però un blu brillante in stile iMac – si tratta di una tonalità <strong>metallica elegante e discreta</strong>, con solo un accenno di azzurro. Il <strong>cavo MagSafe abbinato</strong> al colore del portatile è un dettaglio semplice ma piacevole.</p><p>Nel complesso, il <strong>MacBook Air 15 pollici (M4)</strong> è uno dei <strong>migliori laptop da 15 pollici</strong> oggi in commercio: potente, leggero, ben progettato. Tuttavia, se già possedete un <strong>modello M3 o M2</strong>, non troverete grandi motivi per cambiare. Questo non sminuisce il chip <strong>M4</strong>, ma piuttosto conferma quanto fossero già ottimi i modelli precedenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UeB5yoXctFYgjh7GnUVNRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 9.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UeB5yoXctFYgjh7GnUVNRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-review-price-and-availability"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4) review: Price and availability</span></h3><p>In una mossa davvero apprezzabile, Apple ha lanciato il nuovo <strong>MacBook Air da 15 pollici (M4)</strong> a un prezzo <strong>più basso</strong> rispetto a quello del modello M3, offrendo in configurazione base un <strong>chip M4 con CPU a 10 core, GPU a 10 core, 16 GB di memoria unificata e 256 GB di SSD</strong>.</p><p>Dopo le critiche ricevute per aver proposto in passato configurazioni base con <strong>solo 8 GB di RAM e 128 GB di archiviazione</strong>, Apple ha finalmente <strong>raddoppiato memoria e spazio</strong> senza alzare il prezzo, e ha mantenuto questo approccio anche con il nuovo M4. Una scelta che rende il dispositivo molto più interessante per chi cerca un portatile di lunga durata.</p><p>Chi è <strong>studente</strong> può usufruire di un ulteriore sconto, rendendo il <strong>MacBook Air M4 da 15 pollici</strong> ancora più competitivo sul piano del rapporto qualità-prezzo. Anche senza sconti specifici, è difficile trovare un portatile da 15 pollici con <strong>queste caratteristiche tecniche, qualità costruttiva e prestazioni</strong> a una cifra simile.</p><p>L’unico vero rivale è il <strong>MacBook Air da 13 pollici (M4)</strong>, che propone prestazioni simili ma con <strong>uno schermo più compatto, meno altoparlanti</strong> e una <strong>CPU a 8 core</strong> anziché 10. Costa meno, ma non è detto che la differenza giustifichi il sacrificio in termini di dimensioni e qualità audio.</p><p>A differenza del passato, <strong>Apple non vende più i modelli M2 o M3</strong> sul proprio sito, riducendo la possibilità di acquistare un MacBook Air a un prezzo inferiore direttamente dal canale ufficiale. Tuttavia, <strong>i rivenditori continueranno a proporre le versioni precedenti</strong> fino a esaurimento scorte, e <strong>sono già apparse offerte molto interessanti</strong> dopo il lancio della nuova generazione.</p><ul><li><strong>Prezzo: </strong>4.5 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-recensione-design"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4) recensione: Design</span></h3><p>Da quando ha ricevuto un importante restyling con il modello M2 nel 2022, Apple ha mantenuto pressoché invariato il design del MacBook Air, con la versione da 15 pollici che riprende in tutto e per tutto le linee del modello da 13 pollici – semplicemente in formato più grande.</p><p>Questo vale anche per il <strong>MacBook Air 15" (M4)</strong>, che riprende l’aspetto del modello M3 con alcune piccole ma gradite modifiche. L’assenza di un nuovo design non è un problema: lo stile resta moderno ed elegante.</p><p>Con dimensioni di <strong>1,15 x 34,04 x 23,76 cm</strong> e un peso di <strong>1,51 kg</strong>, rimane un portatile da 15 pollici estremamente sottile e leggero. Tuttavia, per chi cerca la <strong>massima portabilità</strong>, il modello da 13 pollici resta l’opzione consigliata.</p><p>Nonostante alcuni concorrenti, come LG con la linea <strong>Gram</strong>, propongano laptop altrettanto leggeri e raffinati, il MacBook Air da 15 pollici mantiene il suo status di <strong>prodotto premium</strong>, con un design riconoscibile e una costruzione solida.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9tQdQ8GbnBkHzj2apL4iRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 5.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9tQdQ8GbnBkHzj2apL4iRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Sul lato sinistro si trovano due porte <strong>Thunderbolt 4</strong> e una porta di ricarica <strong>MagSafe 3</strong>, che grazie ai magneti rende il collegamento del cavo rapido e sicuro, proteggendo anche il portatile da eventuali strattoni accidentali. Sul lato destro è presente invece un <strong>jack audio da 3,5 mm</strong>.</p><p>Le porte Thunderbolt 4 raggiungono velocità fino a <strong>40Gb/s</strong>: sarebbe stato interessante vedere il supporto a Thunderbolt 5, ma per la maggior parte degli utenti queste prestazioni sono più che sufficienti per gestire anche file di grandi dimensioni da e verso dischi esterni.</p><p>La selezione di porte non è particolarmente ricca, soprattutto se confrontata con quella di alcuni concorrenti che offrono anche ingressi HDMI senza compromettere lo spessore del dispositivo. Tuttavia, la presenza della porta MagSafe 3 è un vantaggio: consente di <strong>ricaricare il portatile senza occupare una delle porte Thunderbolt 4</strong>. In alternativa, è sempre possibile ricaricare anche tramite un caricatore USB-C, se si è dimenticato il cavo MagSafe.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sDRuB2EkUw32ojouYrLURD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 7.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sDRuB2EkUw32ojouYrLURD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Ci sono comunque alcune <strong>novità nel design</strong>. La webcam è ora una <strong>fotocamera da 12MP con tecnologia Center Stage</strong>, che include anche la funzione <strong>Desk View</strong>: questa permette di dividere l'inquadratura in due, mostrando contemporaneamente il volto dell’utente e una vista dall’alto della scrivania. La qualità dell’immagine è ottima, merito anche del chip M4.</p><p>Resta però la <strong>famosa “notch”</strong>: la rientranza nella parte superiore dello schermo che circonda la webcam e che scende nel display. È presente ormai da tre anni, e chi non la sopportava probabilmente si è rassegnato. Personalmente non rappresenta un problema, ma vale la pena segnalarla, anche perché <strong>alcuni portatili Windows 11 riescono a integrare webcam eccellenti in cornici sottili senza ricorrere a questa soluzione</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wJoNtw8MR9G6qTsbRqdwSD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 8.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wJoNtw8MR9G6qTsbRqdwSD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un’altra <strong>piccola modifica nel design</strong> riguarda la tastiera. Resta retroilluminata, con il tasto <strong>Touch ID</strong> per accedere rapidamente a macOS o confermare pagamenti con Apple Pay tramite impronta digitale, ed è <strong>comoda da usare</strong> (i vecchi problemi dei tasti che si bloccavano sono ormai un ricordo). La novità è nel <strong>simbolo del tasto F10</strong>, che ora mostra un’icona di altoparlante con una linea, al posto del semplice altoparlante.</p><p>Può sembrare un dettaglio, ma è una scelta intelligente: <strong>l’icona ora è coerente con quella che compare sullo schermo</strong> quando si silenzia l’audio, è più riconoscibile e <strong>riduce la confusione con il tasto per abbassare il volume</strong>, che usa ancora il classico simbolo dell’altoparlante.</p><p>La <strong>novità più visibile</strong> però è il nuovo colore <strong>Sky Blue</strong>. Si tratta di un <strong>azzurro metallico tenue</strong>, elegante e discreto, che si affianca bene alle altre varianti Midnight, Starlight e Silver. Non è vivace come i colori degli iMac, ma <strong>aggiunge un tocco di personalità senza compromettere la professionalità del design</strong>. Inoltre, come sempre, <strong>il cavo MagSafe intrecciato incluso ha lo stesso colore del MacBook</strong>, un dettaglio curato e apprezzabile.</p><p>Nel complesso, il <strong>MacBook Air 15-inch (M4)</strong> mantiene un <strong>design elegante, sottile e facilmente trasportabile</strong>. Chi cerca un portatile da 15 pollici con un aspetto premium <strong>non resterà deluso</strong>.</p><ul><li><strong>Design: </strong>4 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-recensione-performance"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4) recensione: Performance</span></h3><p>Anche se il <strong>design del MacBook Air 15-inch (M4)</strong> rappresenta solo un’evoluzione del modello precedente, lo stesso si può dire per <strong>hardware e prestazioni</strong>: si tratta di un aggiornamento limitato, non di un vero salto generazionale.</p><p>In parte è comprensibile, visto che <strong>Apple rilascia ogni anno un nuovo chip della serie M</strong>. Le migliorie possibili sono per forza di cose contenute, e <strong>a differenza di uno smartphone, un portatile non si cambia così spesso</strong>.</p><p>Di conseguenza, <strong>chi possiede già un MacBook Air con chip M3 non noterà grandi differenze passando all’M4</strong>. E infatti, gran parte della comunicazione ufficiale di Apple si concentra sui <strong>confronti con i vecchi modelli Intel</strong>, in particolare con il <strong>MacBook Air da 13 pollici con Intel Core i7 del 2020</strong>.</p><p>Secondo Apple, il nuovo modello con chip M4 sarebbe <strong>fino a 20 volte più veloce rispetto a quel vecchio modello Intel</strong>, ma i <strong>guadagni rispetto all’M3 sono molto più contenuti</strong>, spesso <strong>nell’ordine di pochi punti percentuali</strong>.</p><p>Dopo aver utilizzato a lungo i modelli con <strong>M2, M3 e ora M4</strong>, possiamo dire che <strong>le differenze reali sono quasi impercettibili nell’uso quotidiano</strong>. Tutto gira fluido, da macOS alle applicazioni principali, che ormai sono <strong>quasi tutte compatibili nativamente con l’architettura ARM dell’M4</strong>, evitando l’uso del tool Rosetta 2 per le app Intel (che comportava un leggero calo di prestazioni).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KYJjw3tckSYA9hjSBK7sRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 4.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KYJjw3tckSYA9hjSBK7sRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Anche con i carichi più pesanti – come <strong>il montaggio di filmati 4K in Premiere Pro</strong> – il chip M4 mostra miglioramenti, ma <strong>non abbastanza da giustificare un passaggio dal modello con chip M3</strong>. Va detto però che <strong>la maggior parte di chi sceglie un MacBook Air non lo fa per compiti così gravosi</strong>, e in ambito quotidiano il <strong>MacBook Air 15-inch (M4) si comporta in modo eccellente</strong>.</p><p>Il chip M4 è anche estremamente efficiente: <strong>il portatile non ha ventole</strong> e <strong>resta completamente silenzioso durante l’uso</strong>, a differenza di molti laptop Windows che attivano la ventola anche con operazioni leggere.</p><p><strong>Lo schermo resta di altissima qualità</strong>, con colori vividi e luminosi, ma <strong>alcuni concorrenti si stanno avvicinando pericolosamente</strong>, soprattutto con l’arrivo dei <strong>pannelli OLED</strong> (come nel Vivobook S 15 Copilot+), che portano un notevole miglioramento nella resa visiva. Inoltre, <strong>alcuni portatili offrono ora risoluzioni 4K</strong>, più elevate rispetto a quella del MacBook Air.</p><p>Detto ciò, il display del MacBook Air <strong>rimane eccellente per l’uso quotidiano</strong>. E grazie al chip M4, <strong>il portatile ora supporta due monitor esterni contemporaneamente</strong>, mantenendo attivo anche il proprio schermo integrato: un’ottima notizia per chi lavora con <strong>più display</strong>.</p><p>Il <strong>vero punto di forza</strong> del MacBook Air 15-inch (M4), però, è <strong>l’audio</strong>. Film e serie su Apple TV+ <strong>suonano meglio di quanto ci si aspetterebbe</strong> da un portatile sottile, grazie a un <strong>sistema audio a sei altoparlanti</strong> capace di offrire profondità, nitidezza e un <strong>soundstage ampio</strong>. Nei film, gli effetti sonori sembrano arrivare da entrambi i lati dello schermo. Apple sottolinea anche il supporto all’<strong>audio spaziale</strong>, e pur non essendo paragonabile a un impianto Dolby Atmos da salotto, <strong>regala un coinvolgimento sorprendente</strong> per un portatile così compatto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="u9CJNLq3hmHR7VyyRzjBRD" name="Apple_MacBook_Air_15_inch_ 6.JPG" alt="MacBook Air 15-inch with M4 chip on a creative's desk with screen open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/u9CJNLq3hmHR7VyyRzjBRD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’unico vero elemento che <strong>delude un po’</strong> è la scelta di <strong>mantenere Wi-Fi 6E e Bluetooth 5.3</strong>, due tecnologie ormai superate da <strong>Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4</strong>, che offrono prestazioni superiori e funzionalità più moderne.</p><p>Detto questo, <strong>le prestazioni complessive del MacBook Air 15-inch (M4) sono eccellenti per il prezzo</strong>. Se si proviene da un <strong>MacBook con processore Intel</strong> o da un <strong>laptop Windows tradizionale</strong>, l’esperienza d’uso sarà nettamente superiore sotto ogni aspetto.</p><p>Tuttavia, chi già possiede un MacBook Air con chip <strong>M2 o M3</strong> potrebbe <strong>non trovare miglioramenti abbastanza significativi da giustificare l’aggiornamento</strong>. In tal caso, conviene <strong>aspettare il probabile arrivo del modello con chip M5</strong>, previsto per l’anno prossimo.</p><ul><li><strong>Performance: </strong>4 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-apple-macbook-air-15-inch-m4-recensione-batteria"><span>Apple MacBook Air 15-inch (M4) recensione: Batteria</span></h3><p>Da quando Apple è passata dai processori Intel ai chip proprietari della serie M basati su architettura Arm, l’efficienza energetica del MacBook Air ha fatto un netto salto di qualità. Anche durante attività più complesse, il <strong>MacBook Air 15-inch (M4)</strong> mantiene <strong>ottime prestazioni anche a batteria</strong>, senza riduzioni evidenti di potenza come succede su altri portatili che limitano le prestazioni per risparmiare energia.</p><p>Nei test effettuati, è riuscito a <strong>superare le 15 ore di utilizzo continuo</strong>, confermando un’autonomia che permette di affrontare <strong>intere giornate di lavoro senza dover ricorrere alla ricarica</strong> – cosa che è avvenuta anche durante l’utilizzo reale.</p><p>Il corpo più grande del modello da 15 pollici ha permesso ad Apple di <strong>integrare una batteria più capiente rispetto alla versione da 13 pollici</strong>, e anche se il display più ampio consuma più energia, si registra comunque una <strong>leggera superiorità in autonomia</strong> rispetto al modello più compatto.</p><ul><li><strong>Batteria: </strong>4.5 / 5</li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-un-apple-macbook-air-15-pollici-m4"><span>Perché comprare un Apple MacBook Air 15-pollici (M4)?</span></h3><h2 id="ragioni-per-comprare-7">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete un portatile da 15 pollici</strong> </p><p>Apple ci è riuscita di nuovo: il nuovo MacBook Air 15-inch (M4) è il miglior portatile da 15 pollici che potete acquistare oggi.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete un’autonomia che dura giorni di lavoro</strong> </p><p>La durata della batteria è eccellente, abbastanza da coprire più giornate lavorative con una singola carica.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete un MacBook con processore Intel</strong> </p><p>Se possedete un vecchio MacBook basato su Intel, passare al nuovo MacBook Air con M4 rappresenta un salto generazionale enorme.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-4">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete già un MacBook con chip M2 o M3</strong> </p><p>Il chip M4 offre ottime prestazioni, ma se possedete un MacBook con M2 o M3, non vale la pena aggiornare: il salto prestazionale non è sufficiente.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite Windows 11</strong> </p><p>Il MacBook Air 15-inch (M4) utilizza macOS. Se preferite restare con Windows 11, allora questo non è il portatile che fa per voi.</p></div>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Poco F6 Pro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-review-recensione-rapida"><span>Poco F6 Pro review: recensione rapida </span></h2><p>Il colosso cinese <strong>Xiaomi</strong> vanta diverse sotto-marche, e tra queste <strong>Poco</strong> sta conquistando sempre più attenzione. Nata come <em>Poco by Xiaomi</em> e poi evoluta in brand semi-indipendente, Poco si rivolge a chi cerca <strong>prestazioni di alto livello a un prezzo contenuto</strong>, con lo slogan “<strong>tutto ciò di cui hai bisogno, niente di superfluo</strong>”.</p><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> è il modello di punta della linea, presentato come un <strong>“flagship completo”</strong> capace di competere con i top di gamma più costosi. E sotto molti aspetti, mantiene la promessa: design elegante, potenza hardware e uno schermo di altissima qualità ne fanno un dispositivo perfetto per il gaming e la multimedialità.</p><p>Lo smartphone è disponibile in <strong>tre varianti</strong>: 12 GB di RAM con 256 o 512 GB di memoria interna, e una versione top da 16 GB di RAM con 1 TB di storage. Il prezzo di lancio <strong>in Europa</strong> parte da <strong>579,90 euro</strong>, una cifra estremamente competitiva per le specifiche offerte.</p><p>Anche senza essere orientato al gaming spinto, il Poco F6 Pro riesce a garantire <strong>prestazioni fluide anche con titoli esigenti</strong> come <strong>Fortnite</strong>, <strong>Rocket League</strong> o <strong>PUBG Mobile</strong>, mantenendo i <strong>60FPS stabili</strong> con impostazioni grafiche elevate. Un dispositivo pensato per chi cerca il massimo senza dover spendere una fortuna.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="tQ7idKgRqA7ZuXUfBDyphf" name="Fortnite_Poco_F6_Pro" alt="Playing Fortnite on the Poco F6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tQ7idKgRqA7ZuXUfBDyphf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Playing Fortnite on the Poco F6 Pro </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> sfoggia un <strong>ampio display da 6,67 pollici WQHD+</strong> con colori <strong>vivaci e nitidi</strong>, ideale per chi cerca un’esperienza visiva premium. Il <strong>refresh rate a 120Hz</strong> garantisce fluidità nei giochi, mentre la risoluzione <strong>3200 x 1440</strong> eleva la qualità di film e serie TV. Con una <strong>luminosità di picco di 4000 nit</strong>, si avvicina perfino al livello del OnePlus 12 (4500 nit), offrendo visibilità eccellente anche sotto il sole diretto.</p><p>Il comparto fotografico comprende un <strong>sensore principale da 50MP</strong>, una <strong>ultra-grandangolare da 8MP</strong> e una <strong>macro da 2MP</strong>. Pur non raggiungendo le performance dei migliori camera phone, il F6 Pro offre <strong>scatti definiti e ricchi di dettagli</strong>, anche in <strong>condizioni di luce molto scarsa</strong>, grazie all’intervento dell’<strong>IA</strong> che migliora automaticamente nitidezza e contrasto.</p><p>Chi proviene da un iPhone potrebbe apprezzare l’interfaccia <strong>HyperOS</strong>, che <strong>riprende chiaramente il Centro di Controllo di iOS</strong> con lo swipe dall’alto. Un dettaglio che rende la transizione più naturale per chi è abituato all’ecosistema Apple, distinguendosi dalle interfacce più classiche come la One UI di Samsung.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="DpiR3vEuEYzr96So8DywLU" name="Poco F6 Pro Control Center vs iPhone" alt="Comparing the Poco F6 Pro to the iPhone 15 Control Center" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DpiR3vEuEYzr96So8DywLU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4000" height="2252" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Control Center of the iPhone 15 compared to the Poco F6 Pro </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>E ora veniamo al vero punto dolente: <strong>la quantità eccessiva di bloatware</strong>. Appena acceso, il <strong>Poco F6 Pro</strong> presenta un <strong>numero spropositato di applicazioni preinstallate</strong>, comprese <strong>duplicazioni delle app Google</strong>, <strong>giochi inutili</strong> come <em>Bubble Shooter</em> e <strong>app di terze parti</strong> che affollano il drawer. Peggio ancora, <strong>non è possibile eliminarle in blocco</strong>: ogni app va rimossa manualmente, una per una.</p><p>A rendere l’esperienza iniziale ancora più frustrante, ci sono anche <strong>annunci pubblicitari integrati nelle app di sistema</strong>, come ad esempio nei Temi. È vero, possono essere disattivati, ma resta assurdo che su uno smartphone a pagamento si debba <strong>subire pubblicità predefinite</strong>. Anche dopo averle tolte, il fastidio resta.</p><p>In un segmento dove <strong>Samsung, Google, Motorola</strong> e perfino <strong>Apple</strong> con il nuovo iPhone 16e offrono un'esperienza utente più pulita, questo aspetto <strong>frena il F6 Pro</strong> dal raggiungere l’eccellenza tra i migliori telefoni economici.</p><p>Detto ciò, <strong>superato lo scoglio iniziale</strong>, ci si ritrova tra le mani <strong>uno smartphone potente, con un display eccellente, batteria longeva e una qualità costruttiva da fascia alta</strong>. Poco include anche nella confezione un <strong>caricatore da 120W (in alcuni Paesi)</strong>, un <strong>cavo USB-C</strong> e una <strong>custodia ben fatta</strong>, dettaglio sempre più raro.</p><p>Per chi cerca un dispositivo veloce, affidabile e adatto a <strong>giocare, scattare foto o guardare contenuti multimediali</strong>, il <strong>Poco F6 Pro offre un valore davvero difficile da battere</strong>.</p><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Poco F6 Pro recensione: prezzo e disponibilità </span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LfyoQKaDPkjcwsxjAMJCtD" name="IMG_5627" alt="The back of the Poco F6 Pro being held in front of grass and trees" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LfyoQKaDPkjcwsxjAMJCtD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> è stato lanciato a <strong>maggio 2024 in Europa</strong> in tre configurazioni: la versione base con <strong>12GB di RAM e 256GB di storage</strong> al prezzo di circa <strong>499 euro</strong>, quella intermedia con <strong>512GB</strong> a <strong>549 euro</strong>, e infine il modello più potente da <strong>16GB di RAM e 1TB di memoria interna</strong> a <strong>599 euro</strong>. La variante da <strong>512GB</strong> è quella più facilmente reperibile, mentre le altre due risultano spesso limitate a mercati selezionati o difficilmente disponibili.</p><p>Fin dal primo utilizzo, il telefono ha dato l’impressione di voler offrire <strong>molto più di quanto il suo marchio ancora poco noto lasci intendere</strong>. Nonostante sia ancora poco conosciuto in Europa, <strong>Poco ha dimostrato con questo modello di poter davvero competere nella fascia media-alta del mercato</strong>, puntando tutto su un’esperienza visiva e prestazionale di livello quasi premium.</p><p>A rendere ancora più interessante il rapporto qualità-prezzo ci pensa il contenuto della confezione: oltre allo smartphone, sono inclusi un <strong>caricatore da 120W con presa Europlug CEE 7/16</strong>, un <strong>cavo USB-C</strong> e una <strong>cover protettiva</strong> – elementi che molte aziende hanno ormai eliminato, persino nei loro modelli di punta.</p><p>Nonostante alcuni difetti minori già affrontati in precedenza, il <strong>Poco F6 Pro ha colpito per la sua capacità di offrire prestazioni solide a un prezzo competitivo</strong>. Chi cerca il massimo risparmio potrebbe orientarsi verso il più economico <strong>Poco X7 Pro</strong>, ma per chi vuole un equilibrio tra <strong>potenza, schermo e autonomia</strong> senza spendere troppo, questo modello rappresenta <strong>una delle proposte più complete nella sua fascia</strong>.</p><ul><li><strong>Valore: 4.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-specifiche"><span>Poco F6 Pro recensione: specifiche </span></h2><p>A giudicare dalla nomenclatura, sembrerebbe ovvio che il <strong>Poco F6 Pro</strong> sia lo smartphone più costoso e performante rispetto al <strong>Poco F6</strong> standard, ma la realtà è più complessa. Il <strong>Poco F6 Pro</strong> è un <strong>mid-range versatile con una forte vocazione al gaming</strong>, ma il suo gemello più economico lo supera in alcune aree grazie a un <strong>focus più marcato sulla velocità</strong>.</p><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> monta il chip <strong>Snapdragon 8 Gen 2</strong>, mentre il <strong>Poco F6</strong> è dotato del più recente <strong>Snapdragon 8s Gen 3</strong>, garantendo un <strong>boost prestazionale</strong> in diversi scenari. Inoltre, anche sul fronte della <strong>resistenza</strong>, il modello standard ha la meglio: <strong>IP64</strong> e <strong>Gorilla Glass Victus</strong> battono nettamente la <strong>certificazione IP54</strong> e il più datato <strong>Gorilla Glass 5</strong> della versione Pro.</p><p>Tra le specifiche da segnalare del <strong>F6 Pro</strong> troviamo il display <strong>WQHD+ da 6,67 pollici</strong> (risoluzione 3200 x 1440), un comparto fotografico posteriore <strong>50/8/2MP</strong> e una <strong>batteria da 5.000mAh</strong> con <strong>ricarica cablata a 120W</strong>.</p><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni:</p></td><td  ><p>160.86 x 74.95 x 8.21mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>209g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.67-inch WQHD+ AMOLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzioni: </p></td><td  ><p>3200 x 1440</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità</p></td><td  ><p>1,200 nits (4,000 peak)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset: </p></td><td  ><p>Qualcomm Snapdragon 8 Gen 2</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RAM: </p></td><td  ><p>12GB / 16GB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria: </p></td><td  ><p>256GB / 512GB / 1TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>OS:</p></td><td  ><p>Android 15 with HyperOS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere:</p></td><td  ><p>50 MP main; 8MP ultra-wide; 2MP Macro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Selfie: </p></td><td  ><p>16MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria: </p></td><td  ><p>5,000mAh</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ricarica: </p></td><td  ><p>120W wired</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori: </p></td><td  ><p>Nero, Bianco </p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-design"><span>Poco F6 Pro recensione: design</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Z2sQvCEAYy92QzDqswZ3CP" name="Poco F6 Pro back design" alt="Poco F6 Pro back cover and cameras" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Z2sQvCEAYy92QzDqswZ3CP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Poco F6 Pro camera bump and side buttons </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Proprio come il nuovo <strong>iPhone 16e</strong>, anche il <strong>Poco F6 Pro</strong> rinuncia ai colori vivaci per puntare su una scelta più sobria: solo <strong>nero e bianco</strong>, abbandonando il classico <strong>giallo brillante</strong> visto su molti altri dispositivi Poco. Il risultato è uno smartphone dal design premium, ma visivamente un po’ anonimo.</p><p>A differenza del <strong>Poco F6</strong>, che adotta una scocca in plastica, il <strong>F6 Pro</strong> sfoggia una <strong>cornice in alluminio</strong> e un <strong>retro in vetro quad-curvo con effetto marmorizzato</strong>, che conferiscono al telefono una sensazione di fascia alta ben al di sopra del suo prezzo.</p><p>Il modello in prova era <strong>bianco</strong>, e pur essendo più incline a preferire il <strong>nero</strong>, ho apprezzato fin da subito questa variante, soprattutto considerando la possibilità di utilizzare la <strong>custodia nera in dotazione</strong>.</p><p>A proposito della <strong>cover in gomma inclusa</strong>, sorprende per la sua qualità: dà un’impressione più solida rispetto agli accessori standard, quasi fosse acquistata a parte su Amazon.</p><p>Tuttavia, nemmeno la custodia può compensare il <strong>principale difetto del design</strong>: la <strong>certificazione IP54</strong>, che garantisce solo una protezione limitata da <strong>polvere e schizzi d’acqua</strong>. In confronto a rivali che partono da <strong>IP67</strong>, il Poco F6 Pro risulta meno adatto per ambienti ostili o situazioni climatiche avverse.</p><p>Sul retro, l’unico elemento che sporge davvero – oltre al discreto <strong>marchio Poco</strong> – è il <strong>modulo fotografico</strong>. Le <strong>tre lenti</strong> di grandi dimensioni e il flash occupano la parte superiore, ma grazie al design non provocano il classico <strong>ondeggiamento sul tavolo</strong>.</p><p>Bello da ogni angolazione e comodo da tenere sia con una che con due mani, il design del <strong>F6 Pro</strong> sarebbe stato uno dei suoi punti di forza… se il dispositivo non brillasse ancora di più in altri ambiti.</p><ul><li><strong>Design: 3.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-display"><span>Poco F6 Pro recensione: display</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="muPapbabA5AFqS4cXaFGF5" name="IMG_5602" alt="Poco F6 Pro in daylight" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/muPapbabA5AFqS4cXaFGF5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre alla sua potenza in ambito gaming, uno degli aspetti più sorprendenti del <strong>Poco F6 Pro</strong> è senza dubbio il <strong>display</strong>: visivamente, è tra i <strong>migliori che si possano trovare in questa fascia di prezzo</strong>.</p><p>Abituato al formato compatto dell’<strong>iPhone 12 mini</strong>, ho dovuto riadattarmi ai telefoni più grandi. E se è vero che <strong>grande non è sempre sinonimo di meglio</strong>, lo schermo da <strong>6,67 pollici</strong> del Poco F6 Pro riesce a centrare perfettamente l’equilibrio tra <strong>maneggevolezza e immersione visiva</strong>.</p><p>Va detto: <strong>non tutti i display sono uguali</strong>. In passato ho avuto difficoltà con il <strong>Motorola Edge 50 Pro</strong>, troppo lungo e stretto nonostante i suoi 6,7 pollici, mentre il <strong>Samsung Galaxy A55</strong> da 6,6 pollici è risultato decisamente più comodo da tenere in mano. Ho mani piuttosto grandi, ma il <strong>Poco F6 Pro si avvicina molto di più all’ergonomia del Galaxy A55</strong>, offrendo una presa salda e confortevole.</p><p>Per chi cerca <strong>una grande esperienza visiva senza sacrificare l’usabilità</strong>, il display del Poco F6 Pro è una delle sue armi più convincenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="5JtpCvPt4MjVcm5fdEKFZD" name="Poco_F6Pro_Display" alt="Under the sea while watching a nature documentary on the Poco F6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5JtpCvPt4MjVcm5fdEKFZD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Al di là delle dimensioni, il <strong>Poco F6 Pro</strong> stupisce per la qualità del suo pannello: <strong>risoluzione 3200 x 1440</strong>, <strong>refresh rate a 120Hz</strong> (che va attivato manualmente nelle impostazioni, partendo da un valore predefinito di 60Hz) e <strong>luminosità di picco da 4000 nit</strong>. Che si tratti di leggere, giocare o guardare video, lo schermo appare sempre <strong>nitido e brillante</strong>, anche <strong>sotto il sole estivo australiano</strong>.</p><p>Peccato che, proprio sul fronte della <strong>resistenza</strong>, il F6 Pro mostri una delle sue <strong>debolezze principali</strong>. In modo piuttosto curioso, è il più economico <strong>Poco F6</strong> a risultare <strong>più robusto</strong>, grazie alla protezione del <strong>Gorilla Glass Victus</strong>. Il F6 Pro, invece, si ferma al più datato <strong>Gorilla Glass 5</strong>, una scelta che lo penalizza rispetto a concorrenti diretti nella stessa fascia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="GnmJntoLq8HaKrnsy9ZJQc" name="Damaged_PocoF6_Pro" alt="Scratches and damage on the Poco F6 Pro screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GnmJntoLq8HaKrnsy9ZJQc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Di norma preferirei non testare la resistenza del vetro, ma il mio <strong>Poco F6 Pro</strong> è caduto dal lavandino del bagno su piastrelle dure, riportando <strong>piccoli danni</strong>. Ho notato inoltre quanto sia <strong>facile graffiarlo</strong>: qualche segno è comparso semplicemente tenendolo in tasca o nello zaino. Il problema maggiore, però, è che <strong>il vetro protettivo è visibilmente sopraelevato rispetto al pannello</strong>, un dettaglio che <strong>rovina l'estetica dello schermo</strong>.</p><p>Il display del Poco F6 Pro è <strong>luminoso, reattivo e piacevole da usare</strong> sia per guardare contenuti sia per giocare, ma nella stessa fascia di prezzo – e persino su modelli più economici, come il suo <strong>fratello minore</strong> – si trovano schermi <strong>più resistenti e meglio integrati</strong>, privi di un rivestimento così <strong>invasivo alla vista</strong>.</p><ul><li><strong>Display: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-software"><span>Poco F6 Pro recensione: software</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="b5ZYtKH9q6oEFhCEgSCq4b" name="Poco F6 Pro_Software" alt="Poco F6 Pro App Icons on the home screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b5ZYtKH9q6oEFhCEgSCq4b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Uno degli aspetti più belli di un nuovo smartphone è l’interfaccia pulita, ancora immacolata. Ma il <strong>Poco F6 Pro</strong> sembrava indossare <strong>sette cappelli, tre orologi e nove paia di calzini</strong>. In altre parole, il comparto software è forse <strong>il punto più debole</strong> del dispositivo.</p><p>Le app preinstallate sono comuni sugli smartphone Android, ma qui si va oltre la semplice duplicazione di app di sistema come Galleria e Google Foto. Trattandosi del mio <strong>primo Xiaomi</strong>, l’esperienza col <strong>bloatware</strong> ha superato ogni aspettativa negativa: <strong>mai cancellato così tante applicazioni</strong> solo per avere una home screen pulita.</p><p>Due store, App Vault, Facebook, TikTok, Farm Frenzy, Booking.com, Bubble Shooter, LinkedIn, Mi Mover, Mi Remote, Mi Video, Poco Community… e l’elenco continua. E no, non si tratta di errori nell’installazione: anche rifiutando le app opzionali in fase di setup, vi troverete <strong>comunque con troppe app inutili preinstallate</strong>.</p><p>Va detto che, una volta eliminato tutto il superfluo, <strong>HyperOS</strong> si rivela un’interfaccia <strong>snella e gradevole</strong>, offrendo un’esperienza Android molto più <strong>semplice e godibile</strong>. Ma ci si arriva solo <strong>dopo una lunga operazione di pulizia</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/69UB9WVBZ7RhJ7Yp8giufR-1920-80.jpg" alt="Temu ads on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3mLSrkaYoDgo5Z9QcFLPrh-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VvZAzx972G8Lw4cQ7MFnuh-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LcaHyYNZt8Po5Tq2mma4vh-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3DfyJCHzd6pcHT5C9QRqzh-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CuVQA5XNMkLe5nLQNLDP2i-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tyQSCSP48t6WsAUVXgaY2i-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Sul fronte della personalizzazione, il <strong>Poco F6 Pro</strong> offre <strong>una vasta gamma di opzioni</strong>. È possibile modificare <strong>lo stile della schermata di blocco</strong>, le <strong>icone</strong>, i <strong>font</strong>, gli <strong>effetti delle notifiche</strong> e persino l’<strong>animazione dello sblocco tramite impronta</strong>.</p><p>Inoltre, grazie al supporto ai <strong>temi completi</strong>, è facile cambiare simultaneamente più elementi estetici, ottenendo <strong>un look coerente e su misura</strong>. Un vantaggio notevole per chi ama <strong>adattare lo smartphone al proprio stile personale</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZEtRAGhjKVm8KgmM3AHf2E-1920-80.jpg" alt="Customizability on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nPd8o5EN4R2ZvBQBpGk9uK-1920-80.jpg" alt="Customizability on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eKq6SPwLNrDjAC4jaHnCMD-1920-80.jpg" alt="Customizability on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i8CpWb3uNhRNs6TrocrPCD-1920-80.jpg" alt="Customizability on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Per chi apprezza le funzionalità basate sull’<strong>intelligenza artificiale</strong>, il <strong>Poco F6 Pro</strong> ne offre davvero molte. <strong>Google Gemini</strong> è integrato e si attiva tenendo premuto il tasto di accensione: permette di <strong>fare domande su ciò che appare a schermo</strong>, impartire comandi vocali o scrivere richieste. È presente anche la <strong>funzione Cerchia e Cerca</strong> di Google.</p><p>Le opzioni IA non si fermano qui: in <strong>Note, Galleria e Registratore</strong> si trovano strumenti intelligenti per <strong>riassunti automatici</strong>, <strong>correzioni di testo</strong>, <strong>traduzioni</strong>, <strong>espansione e modifica delle immagini</strong>, <strong>trascrizioni</strong>, <strong>riconoscimento vocale</strong> e <strong>generazione di riassunti</strong>. C’è persino un <strong>interprete IA in tempo reale</strong> per le conversazioni e le chiamate, e <strong>sottotitoli IA</strong> per tradurre i video durante la riproduzione.</p><p>Nel complesso, abbiamo apprezzato l’esperienza offerta da <strong>HyperOS</strong> su <strong>Poco F6 Pro</strong>: fluida, reattiva e personalizzabile. I <strong>tre anni di aggiornamenti software</strong> non sono il massimo sul mercato, ma rappresentano comunque una promessa accettabile per questa fascia di prezzo.</p><ul><li><strong>Software: 3/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-fotocamere"><span>Poco F6 Pro recensione: fotocamere</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fivKPf2x3m6szA3gqKHP56" name="IMG_5990" alt="Poco F6 Pro camera bump" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fivKPf2x3m6szA3gqKHP56-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>The ability to snap great photos on a cheap smartphone is one of the key needs for budget buyers. Sure, you want to save money by avoiding bank-breaking flagship devices, but you don't want to struggle to take family photos, or be left with blurry results when you snap a selfie at the end of your hike. </p><p>That's why, right next to battery life, camera performance is one of the top qualities of many of the best cheap phones, from the Motorola Edge 50 Pro, to the Edge 50 Fusion, Galaxy A55, Pixel 8a and more. That's not the case for the Poco F6 Pro – it makes no apologies for focusing on gaming power and all-day battery. However, it still does well enough for most users to be happy with their results, especially if it's a secondary need to gaming.</p><p>It is not the best camera I have used while testing the other budget phones, but it was satisfactory across the board. From the 50MP main camera, to the 8MP ultra-wide, 2MP macro and 16MP selfie camera, the Poco F6 Pro lets you take any photo you want.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/F6GTcvNRJvScfiLset6NPX-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LkTCrQP8aE9qfgvQfa2R9W-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ps3JvHJndXsSvvXcSxiKLW-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6FwjNouPLHzWPLEbi3m2NW-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WE9SuzGG3QCvFE6JhCgUzW-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rCEeWF5JVDxUA7yERCYf3Y-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7jWdhRhZi9LQgzQubPUkgX-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/npgKszXjoQuKw77yd3VbTY-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LpUmcfpEQzXwPS8SjwbLzY-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hthiK87dDKqRE6FxNhXUNZ-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pyBfw3kp8e82LZPjk8NmtZ-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il comparto fotografico del <strong>Poco F6 Pro</strong> non è tra i più completi del mercato: <strong>manca di molte modalità avanzate e filtri creativi</strong> presenti su altri modelli della stessa fascia. In particolare, la modalità <strong>macro</strong> può risultare frustrante: ottenere la messa a fuoco corretta richiede pazienza e soggetti immobili. Una volta trovata la giusta distanza, però, <strong>gli scatti sono buoni</strong>.</p><p>Ci sono comunque alcune funzionalità extra come lo <strong>scanner di documenti</strong> e la <strong>lunga esposizione</strong>, utili per chi vuole andare oltre le semplici foto e video. Il telefono <strong>promette molto sulla fotografia notturna</strong>, e in effetti riesce a <strong>catturare dettagli sorprendenti anche in ambienti quasi bui</strong>. Tuttavia, in condizioni di <strong>scarsa illuminazione reali</strong>, come un ristorante poco illuminato, i risultati sono stati <strong>altalenanti</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pALf5K4a59MfnhMqzijh9c-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro night mode photography" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vpMjXeGYQzA3rGMCRAwYyb-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro night mode photography" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U7Nh76qyx8wDD3biYBBUtc-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro night mode photography" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> non è tra i migliori smartphone per la fotografia, nemmeno nel segmento economico. <strong>Modelli come il Motorola Edge 50 Pro, il Samsung Galaxy A55 e il Galaxy A56 offrono risultati superiori</strong> in praticamente ogni condizione. Tuttavia, se il vostro obiettivo è semplicemente <strong>scattare buone foto a famiglia, animali o durante un'escursione</strong>, questo smartphone <strong>è più che sufficiente</strong>.</p><ul><li><strong>Fotocamere: 3.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-performance"><span>Poco F6 Pro recensione: performance</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wJXtWQ6wWVqYAapNabCAa3" name="IMG_5685" alt="Poco F6 Pro and the Sony PlayStation DualSense controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wJXtWQ6wWVqYAapNabCAa3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Classificare i processori degli smartphone non è mai semplice: alcuni eccellono in velocità pura, altri nel gaming, nell'efficienza energetica o in compiti specifici. Detto questo, il <strong>Poco F6 Pro</strong> monta uno dei migliori chip attualmente disponibili, lo <strong>Snapdragon 8 Gen 2</strong>.</p><p>Le prestazioni sono eccellenti sotto ogni aspetto, con <strong>particolare spicco nel gaming e nella durata della batteria</strong>. Riesce persino a <strong>superare il Dimensity 8400</strong> presente nel più recente Poco X7 Pro.</p><p>La variante da <strong>1TB e 16GB di RAM</strong> utilizzata durante il test ha stupito anche per la <strong>capacità di restare fresca</strong> sotto stress. Molti telefoni economici tendono a surriscaldarsi anche con compiti leggeri, e persino l’iPhone 15 usato abitualmente dal recensore si scalda durante attività semplici come la scelta di un podcast.</p><p>Il <strong>Poco F6 Pro è rimasto sempre fresco</strong>, anche durante sessioni di gioco intensive e mentre era in carica.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dqz98va47jmGVvDTRbpAbM" name="IMG_5662" alt="Playing Fortnite on the Poco F6 Pro using the DualSense controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dqz98va47jmGVvDTRbpAbM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Le ottime prestazioni del <strong>Poco F6 Pro</strong> si confermano anche nei test sintetici. Nei benchmark <strong>Geekbench</strong>, che misurano la potenza della CPU, il telefono ha registrato un <strong>punteggio multi-core di 4.733</strong>, superando dispositivi come <strong>Google Pixel 9 Pro XL</strong>, <strong>Nothing Phone 2</strong> e <strong>Motorola Razr 50 Ultra</strong>. Il punteggio <strong>single-core di 1.375</strong> lo posiziona invece in linea con modelli di fascia media come <strong>Pixel 7a</strong>, <strong>Poco F5 Pro</strong> e <strong>Redmi Note 12 Turbo</strong>.</p><p>Passando ai test <strong>3D Mark</strong>, pensati per valutare le prestazioni grafiche nei giochi, il <strong>Poco F6 Pro surclassa gli altri modelli economici e di fascia media</strong>, avvicinandosi addirittura a dispositivi di fascia alta.</p><ul><li><strong>Performance: 4.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-batteria"><span>Poco F6 Pro recensione: batteria</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5rmVUZ69PZsrgGFbHrmEK3" name="IMG_5590" alt="Poco F6 Pro charging port" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5rmVUZ69PZsrgGFbHrmEK3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un telefono potente dovrebbe avere anche un’ottima autonomia, e nel caso del <strong>Poco F6 Pro</strong>, questa regola viene pienamente rispettata. Con una <strong>batteria da 5.000mAh</strong>, lo smartphone si allinea ai migliori dispositivi sul mercato, non solo nella fascia economica. Persino modelli come il <strong>Google Pixel 9 Pro</strong> (4.700mAh) risultano meno capienti, mentre il F6 Pro eguaglia la <strong>Samsung Galaxy S25 Ultra</strong>.</p><p>Naturalmente, la capacità della batteria non è tutto. È la <strong>LiquidCool Technology 4.0 con Ice Loop</strong> a fare la differenza, migliorando l’efficienza energetica e garantendo <strong>temperature contenute anche sotto stress</strong>. Il telefono si scalda appena durante il gaming a batteria scarica, ma <strong>riesce comunque ad arrivare tranquillamente a fine giornata</strong>.</p><p>Durante i test, con un uso che iniziava alle 5 del mattino e si concludeva alle 18, il <strong>Poco F6 Pro conservava ancora circa il 20% di carica</strong>, confermando una <strong>resistenza eccellente</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="4yzMwACdHwnoAsMZsScM3V" name="Poco_F6Pro_charging" alt="Poco F6 Pro connected to its 67W charger" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4yzMwACdHwnoAsMZsScM3V-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> include un caricatore <strong>da 120W</strong>, anche se <strong>non compatibile con le prese australiane</strong>. Poco promette una <strong>ricarica completa in soli 19 minuti</strong> con HyperCharge, a patto di avere l’alimentatore adeguato. Utilizzando il <strong>caricatore Xiaomi GaN da 67W</strong> (acquistabile separatamente), lo smartphone ha comunque dimostrato ottime performance: <strong>+22% in 5 minuti</strong>, circa <strong>70% in un quarto d’ora</strong>, e <strong>85% in mezz’ora</strong>.</p><p>Durante la prova su <strong>Fortnite Mobile</strong>, il dispositivo ha garantito <strong>oltre 3 ore e mezza di gameplay continuo a 60FPS</strong> con impostazioni grafiche elevate e luminosità all’80%. A fine giornata, con l’<strong>8% di batteria residua</strong>, ha resistito a <strong>sei partite di Marvel Snap</strong> (15 minuti totali), scendendo al <strong>2%</strong>, con il sistema che stimava ancora <strong>30 minuti di autonomia in standby</strong>.</p><p>Sia per l’<strong>uso quotidiano</strong> che per sessioni intense di <strong>gaming</strong>, il Poco F6 Pro si dimostra <strong>una scelta eccellente nella fascia economica</strong>, unendo prestazioni solide e ricarica ultra rapida.</p><ul><li><strong>Batteria: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-il-poco-f6-pro"><span>Perché acquistare il Poco F6 Pro ?</span></h2><h2 id="ragioni-per-acquistare-4">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete gamer mobili ma avete anche altre esigenze</strong></p><p>Il Poco F6 Pro garantisce ottime prestazioni in gioco, ma potrebbero esserci alternative migliori se cercate un dispositivo più equilibrato per altri utilizzi.</p></div><div class="product"><p><strong>Guardate spesso contenuti dal telefono</strong></p><p>Non offre lo schermo più grande o avanzato sul mercato, ma per chi guarda spesso video in mobilità e ha un budget limitato, il display da 6,67 pollici ad alta risoluzione è un’ottima soluzione.</p></div><div class="product"><p><strong>Non volete preoccuparvi della batteria</strong></p><p>La batteria da 5.000mAh potrebbe non spiccare sulla carta, ma grazie all’eccellente efficienza energetica, alla ricarica rapida e alle varie opzioni di risparmio energetico, il Poco F6 Pro vi accompagna fino a fine giornata senza problemi.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-5">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Le fotocamere sono la vostra priorità</strong></p><p>Le fotocamere del Poco F6 Pro offrono risultati discreti, ma esistono opzioni migliori allo stesso prezzo o anche a meno. Vale la pena considerare l'attesa per il Google Pixel 9a.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite un'esperienza pulita fin dall'inizio</strong></p><p>Il dispositivo arriva con molte app preinstallate, spesso doppioni di quelle base come store, galleria o posta. Se cercate una configurazione pulita e senza ingombri, non è la scelta ideale.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete tenere lo smartphone per anni</strong> </p><p>Se lavorate in ambienti difficili o volete semplicemente un telefono più resistente e duraturo, sul mercato ci sono alternative più robuste e meglio protette rispetto al Poco F6 Pro.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/poco-phones/recensione-poco-f6-pro</link>
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                            <![CDATA[ Il Poco F6 Pro è uno smartphone elegante e potente, perfetto anche per chi gioca spesso su mobile grazie a una notevole autonomia e prestazioni solide. Tuttavia, la presenza eccessiva di bloatware e pubblicità integrate nel sistema ne limita fortemente il potenziale. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Poco Phones]]></category>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-review-recensione-rapida"><span>Poco F6 Pro review: recensione rapida </span></h2><p>Il colosso cinese <strong>Xiaomi</strong> vanta diverse sotto-marche, e tra queste <strong>Poco</strong> sta conquistando sempre più attenzione. Nata come <em>Poco by Xiaomi</em> e poi evoluta in brand semi-indipendente, Poco si rivolge a chi cerca <strong>prestazioni di alto livello a un prezzo contenuto</strong>, con lo slogan “<strong>tutto ciò di cui hai bisogno, niente di superfluo</strong>”.</p><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> è il modello di punta della linea, presentato come un <strong>“flagship completo”</strong> capace di competere con i top di gamma più costosi. E sotto molti aspetti, mantiene la promessa: design elegante, potenza hardware e uno schermo di altissima qualità ne fanno un dispositivo perfetto per il gaming e la multimedialità.</p><p>Lo smartphone è disponibile in <strong>tre varianti</strong>: 12 GB di RAM con 256 o 512 GB di memoria interna, e una versione top da 16 GB di RAM con 1 TB di storage. Il prezzo di lancio <strong>in Europa</strong> parte da <strong>579,90 euro</strong>, una cifra estremamente competitiva per le specifiche offerte.</p><p>Anche senza essere orientato al gaming spinto, il Poco F6 Pro riesce a garantire <strong>prestazioni fluide anche con titoli esigenti</strong> come <strong>Fortnite</strong>, <strong>Rocket League</strong> o <strong>PUBG Mobile</strong>, mantenendo i <strong>60FPS stabili</strong> con impostazioni grafiche elevate. Un dispositivo pensato per chi cerca il massimo senza dover spendere una fortuna.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="tQ7idKgRqA7ZuXUfBDyphf" name="Fortnite_Poco_F6_Pro" alt="Playing Fortnite on the Poco F6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tQ7idKgRqA7ZuXUfBDyphf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Playing Fortnite on the Poco F6 Pro </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> sfoggia un <strong>ampio display da 6,67 pollici WQHD+</strong> con colori <strong>vivaci e nitidi</strong>, ideale per chi cerca un’esperienza visiva premium. Il <strong>refresh rate a 120Hz</strong> garantisce fluidità nei giochi, mentre la risoluzione <strong>3200 x 1440</strong> eleva la qualità di film e serie TV. Con una <strong>luminosità di picco di 4000 nit</strong>, si avvicina perfino al livello del OnePlus 12 (4500 nit), offrendo visibilità eccellente anche sotto il sole diretto.</p><p>Il comparto fotografico comprende un <strong>sensore principale da 50MP</strong>, una <strong>ultra-grandangolare da 8MP</strong> e una <strong>macro da 2MP</strong>. Pur non raggiungendo le performance dei migliori camera phone, il F6 Pro offre <strong>scatti definiti e ricchi di dettagli</strong>, anche in <strong>condizioni di luce molto scarsa</strong>, grazie all’intervento dell’<strong>IA</strong> che migliora automaticamente nitidezza e contrasto.</p><p>Chi proviene da un iPhone potrebbe apprezzare l’interfaccia <strong>HyperOS</strong>, che <strong>riprende chiaramente il Centro di Controllo di iOS</strong> con lo swipe dall’alto. Un dettaglio che rende la transizione più naturale per chi è abituato all’ecosistema Apple, distinguendosi dalle interfacce più classiche come la One UI di Samsung.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="DpiR3vEuEYzr96So8DywLU" name="Poco F6 Pro Control Center vs iPhone" alt="Comparing the Poco F6 Pro to the iPhone 15 Control Center" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DpiR3vEuEYzr96So8DywLU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4000" height="2252" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Control Center of the iPhone 15 compared to the Poco F6 Pro </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>E ora veniamo al vero punto dolente: <strong>la quantità eccessiva di bloatware</strong>. Appena acceso, il <strong>Poco F6 Pro</strong> presenta un <strong>numero spropositato di applicazioni preinstallate</strong>, comprese <strong>duplicazioni delle app Google</strong>, <strong>giochi inutili</strong> come <em>Bubble Shooter</em> e <strong>app di terze parti</strong> che affollano il drawer. Peggio ancora, <strong>non è possibile eliminarle in blocco</strong>: ogni app va rimossa manualmente, una per una.</p><p>A rendere l’esperienza iniziale ancora più frustrante, ci sono anche <strong>annunci pubblicitari integrati nelle app di sistema</strong>, come ad esempio nei Temi. È vero, possono essere disattivati, ma resta assurdo che su uno smartphone a pagamento si debba <strong>subire pubblicità predefinite</strong>. Anche dopo averle tolte, il fastidio resta.</p><p>In un segmento dove <strong>Samsung, Google, Motorola</strong> e perfino <strong>Apple</strong> con il nuovo iPhone 16e offrono un'esperienza utente più pulita, questo aspetto <strong>frena il F6 Pro</strong> dal raggiungere l’eccellenza tra i migliori telefoni economici.</p><p>Detto ciò, <strong>superato lo scoglio iniziale</strong>, ci si ritrova tra le mani <strong>uno smartphone potente, con un display eccellente, batteria longeva e una qualità costruttiva da fascia alta</strong>. Poco include anche nella confezione un <strong>caricatore da 120W (in alcuni Paesi)</strong>, un <strong>cavo USB-C</strong> e una <strong>custodia ben fatta</strong>, dettaglio sempre più raro.</p><p>Per chi cerca un dispositivo veloce, affidabile e adatto a <strong>giocare, scattare foto o guardare contenuti multimediali</strong>, il <strong>Poco F6 Pro offre un valore davvero difficile da battere</strong>.</p><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Poco F6 Pro recensione: prezzo e disponibilità </span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LfyoQKaDPkjcwsxjAMJCtD" name="IMG_5627" alt="The back of the Poco F6 Pro being held in front of grass and trees" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LfyoQKaDPkjcwsxjAMJCtD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> è stato lanciato a <strong>maggio 2024 in Europa</strong> in tre configurazioni: la versione base con <strong>12GB di RAM e 256GB di storage</strong> al prezzo di circa <strong>499 euro</strong>, quella intermedia con <strong>512GB</strong> a <strong>549 euro</strong>, e infine il modello più potente da <strong>16GB di RAM e 1TB di memoria interna</strong> a <strong>599 euro</strong>. La variante da <strong>512GB</strong> è quella più facilmente reperibile, mentre le altre due risultano spesso limitate a mercati selezionati o difficilmente disponibili.</p><p>Fin dal primo utilizzo, il telefono ha dato l’impressione di voler offrire <strong>molto più di quanto il suo marchio ancora poco noto lasci intendere</strong>. Nonostante sia ancora poco conosciuto in Europa, <strong>Poco ha dimostrato con questo modello di poter davvero competere nella fascia media-alta del mercato</strong>, puntando tutto su un’esperienza visiva e prestazionale di livello quasi premium.</p><p>A rendere ancora più interessante il rapporto qualità-prezzo ci pensa il contenuto della confezione: oltre allo smartphone, sono inclusi un <strong>caricatore da 120W con presa Europlug CEE 7/16</strong>, un <strong>cavo USB-C</strong> e una <strong>cover protettiva</strong> – elementi che molte aziende hanno ormai eliminato, persino nei loro modelli di punta.</p><p>Nonostante alcuni difetti minori già affrontati in precedenza, il <strong>Poco F6 Pro ha colpito per la sua capacità di offrire prestazioni solide a un prezzo competitivo</strong>. Chi cerca il massimo risparmio potrebbe orientarsi verso il più economico <strong>Poco X7 Pro</strong>, ma per chi vuole un equilibrio tra <strong>potenza, schermo e autonomia</strong> senza spendere troppo, questo modello rappresenta <strong>una delle proposte più complete nella sua fascia</strong>.</p><ul><li><strong>Valore: 4.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-specifiche"><span>Poco F6 Pro recensione: specifiche </span></h2><p>A giudicare dalla nomenclatura, sembrerebbe ovvio che il <strong>Poco F6 Pro</strong> sia lo smartphone più costoso e performante rispetto al <strong>Poco F6</strong> standard, ma la realtà è più complessa. Il <strong>Poco F6 Pro</strong> è un <strong>mid-range versatile con una forte vocazione al gaming</strong>, ma il suo gemello più economico lo supera in alcune aree grazie a un <strong>focus più marcato sulla velocità</strong>.</p><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> monta il chip <strong>Snapdragon 8 Gen 2</strong>, mentre il <strong>Poco F6</strong> è dotato del più recente <strong>Snapdragon 8s Gen 3</strong>, garantendo un <strong>boost prestazionale</strong> in diversi scenari. Inoltre, anche sul fronte della <strong>resistenza</strong>, il modello standard ha la meglio: <strong>IP64</strong> e <strong>Gorilla Glass Victus</strong> battono nettamente la <strong>certificazione IP54</strong> e il più datato <strong>Gorilla Glass 5</strong> della versione Pro.</p><p>Tra le specifiche da segnalare del <strong>F6 Pro</strong> troviamo il display <strong>WQHD+ da 6,67 pollici</strong> (risoluzione 3200 x 1440), un comparto fotografico posteriore <strong>50/8/2MP</strong> e una <strong>batteria da 5.000mAh</strong> con <strong>ricarica cablata a 120W</strong>.</p><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni:</p></td><td  ><p>160.86 x 74.95 x 8.21mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>209g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>6.67-inch WQHD+ AMOLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzioni: </p></td><td  ><p>3200 x 1440</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Luminosità</p></td><td  ><p>1,200 nits (4,000 peak)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset: </p></td><td  ><p>Qualcomm Snapdragon 8 Gen 2</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RAM: </p></td><td  ><p>12GB / 16GB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria: </p></td><td  ><p>256GB / 512GB / 1TB</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>OS:</p></td><td  ><p>Android 15 with HyperOS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere:</p></td><td  ><p>50 MP main; 8MP ultra-wide; 2MP Macro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Selfie: </p></td><td  ><p>16MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria: </p></td><td  ><p>5,000mAh</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ricarica: </p></td><td  ><p>120W wired</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori: </p></td><td  ><p>Nero, Bianco </p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-design"><span>Poco F6 Pro recensione: design</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Z2sQvCEAYy92QzDqswZ3CP" name="Poco F6 Pro back design" alt="Poco F6 Pro back cover and cameras" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Z2sQvCEAYy92QzDqswZ3CP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Poco F6 Pro camera bump and side buttons </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Proprio come il nuovo <strong>iPhone 16e</strong>, anche il <strong>Poco F6 Pro</strong> rinuncia ai colori vivaci per puntare su una scelta più sobria: solo <strong>nero e bianco</strong>, abbandonando il classico <strong>giallo brillante</strong> visto su molti altri dispositivi Poco. Il risultato è uno smartphone dal design premium, ma visivamente un po’ anonimo.</p><p>A differenza del <strong>Poco F6</strong>, che adotta una scocca in plastica, il <strong>F6 Pro</strong> sfoggia una <strong>cornice in alluminio</strong> e un <strong>retro in vetro quad-curvo con effetto marmorizzato</strong>, che conferiscono al telefono una sensazione di fascia alta ben al di sopra del suo prezzo.</p><p>Il modello in prova era <strong>bianco</strong>, e pur essendo più incline a preferire il <strong>nero</strong>, ho apprezzato fin da subito questa variante, soprattutto considerando la possibilità di utilizzare la <strong>custodia nera in dotazione</strong>.</p><p>A proposito della <strong>cover in gomma inclusa</strong>, sorprende per la sua qualità: dà un’impressione più solida rispetto agli accessori standard, quasi fosse acquistata a parte su Amazon.</p><p>Tuttavia, nemmeno la custodia può compensare il <strong>principale difetto del design</strong>: la <strong>certificazione IP54</strong>, che garantisce solo una protezione limitata da <strong>polvere e schizzi d’acqua</strong>. In confronto a rivali che partono da <strong>IP67</strong>, il Poco F6 Pro risulta meno adatto per ambienti ostili o situazioni climatiche avverse.</p><p>Sul retro, l’unico elemento che sporge davvero – oltre al discreto <strong>marchio Poco</strong> – è il <strong>modulo fotografico</strong>. Le <strong>tre lenti</strong> di grandi dimensioni e il flash occupano la parte superiore, ma grazie al design non provocano il classico <strong>ondeggiamento sul tavolo</strong>.</p><p>Bello da ogni angolazione e comodo da tenere sia con una che con due mani, il design del <strong>F6 Pro</strong> sarebbe stato uno dei suoi punti di forza… se il dispositivo non brillasse ancora di più in altri ambiti.</p><ul><li><strong>Design: 3.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-display"><span>Poco F6 Pro recensione: display</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="muPapbabA5AFqS4cXaFGF5" name="IMG_5602" alt="Poco F6 Pro in daylight" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/muPapbabA5AFqS4cXaFGF5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre alla sua potenza in ambito gaming, uno degli aspetti più sorprendenti del <strong>Poco F6 Pro</strong> è senza dubbio il <strong>display</strong>: visivamente, è tra i <strong>migliori che si possano trovare in questa fascia di prezzo</strong>.</p><p>Abituato al formato compatto dell’<strong>iPhone 12 mini</strong>, ho dovuto riadattarmi ai telefoni più grandi. E se è vero che <strong>grande non è sempre sinonimo di meglio</strong>, lo schermo da <strong>6,67 pollici</strong> del Poco F6 Pro riesce a centrare perfettamente l’equilibrio tra <strong>maneggevolezza e immersione visiva</strong>.</p><p>Va detto: <strong>non tutti i display sono uguali</strong>. In passato ho avuto difficoltà con il <strong>Motorola Edge 50 Pro</strong>, troppo lungo e stretto nonostante i suoi 6,7 pollici, mentre il <strong>Samsung Galaxy A55</strong> da 6,6 pollici è risultato decisamente più comodo da tenere in mano. Ho mani piuttosto grandi, ma il <strong>Poco F6 Pro si avvicina molto di più all’ergonomia del Galaxy A55</strong>, offrendo una presa salda e confortevole.</p><p>Per chi cerca <strong>una grande esperienza visiva senza sacrificare l’usabilità</strong>, il display del Poco F6 Pro è una delle sue armi più convincenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="5JtpCvPt4MjVcm5fdEKFZD" name="Poco_F6Pro_Display" alt="Under the sea while watching a nature documentary on the Poco F6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5JtpCvPt4MjVcm5fdEKFZD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Al di là delle dimensioni, il <strong>Poco F6 Pro</strong> stupisce per la qualità del suo pannello: <strong>risoluzione 3200 x 1440</strong>, <strong>refresh rate a 120Hz</strong> (che va attivato manualmente nelle impostazioni, partendo da un valore predefinito di 60Hz) e <strong>luminosità di picco da 4000 nit</strong>. Che si tratti di leggere, giocare o guardare video, lo schermo appare sempre <strong>nitido e brillante</strong>, anche <strong>sotto il sole estivo australiano</strong>.</p><p>Peccato che, proprio sul fronte della <strong>resistenza</strong>, il F6 Pro mostri una delle sue <strong>debolezze principali</strong>. In modo piuttosto curioso, è il più economico <strong>Poco F6</strong> a risultare <strong>più robusto</strong>, grazie alla protezione del <strong>Gorilla Glass Victus</strong>. Il F6 Pro, invece, si ferma al più datato <strong>Gorilla Glass 5</strong>, una scelta che lo penalizza rispetto a concorrenti diretti nella stessa fascia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="GnmJntoLq8HaKrnsy9ZJQc" name="Damaged_PocoF6_Pro" alt="Scratches and damage on the Poco F6 Pro screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GnmJntoLq8HaKrnsy9ZJQc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Di norma preferirei non testare la resistenza del vetro, ma il mio <strong>Poco F6 Pro</strong> è caduto dal lavandino del bagno su piastrelle dure, riportando <strong>piccoli danni</strong>. Ho notato inoltre quanto sia <strong>facile graffiarlo</strong>: qualche segno è comparso semplicemente tenendolo in tasca o nello zaino. Il problema maggiore, però, è che <strong>il vetro protettivo è visibilmente sopraelevato rispetto al pannello</strong>, un dettaglio che <strong>rovina l'estetica dello schermo</strong>.</p><p>Il display del Poco F6 Pro è <strong>luminoso, reattivo e piacevole da usare</strong> sia per guardare contenuti sia per giocare, ma nella stessa fascia di prezzo – e persino su modelli più economici, come il suo <strong>fratello minore</strong> – si trovano schermi <strong>più resistenti e meglio integrati</strong>, privi di un rivestimento così <strong>invasivo alla vista</strong>.</p><ul><li><strong>Display: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-software"><span>Poco F6 Pro recensione: software</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="b5ZYtKH9q6oEFhCEgSCq4b" name="Poco F6 Pro_Software" alt="Poco F6 Pro App Icons on the home screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b5ZYtKH9q6oEFhCEgSCq4b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Uno degli aspetti più belli di un nuovo smartphone è l’interfaccia pulita, ancora immacolata. Ma il <strong>Poco F6 Pro</strong> sembrava indossare <strong>sette cappelli, tre orologi e nove paia di calzini</strong>. In altre parole, il comparto software è forse <strong>il punto più debole</strong> del dispositivo.</p><p>Le app preinstallate sono comuni sugli smartphone Android, ma qui si va oltre la semplice duplicazione di app di sistema come Galleria e Google Foto. Trattandosi del mio <strong>primo Xiaomi</strong>, l’esperienza col <strong>bloatware</strong> ha superato ogni aspettativa negativa: <strong>mai cancellato così tante applicazioni</strong> solo per avere una home screen pulita.</p><p>Due store, App Vault, Facebook, TikTok, Farm Frenzy, Booking.com, Bubble Shooter, LinkedIn, Mi Mover, Mi Remote, Mi Video, Poco Community… e l’elenco continua. E no, non si tratta di errori nell’installazione: anche rifiutando le app opzionali in fase di setup, vi troverete <strong>comunque con troppe app inutili preinstallate</strong>.</p><p>Va detto che, una volta eliminato tutto il superfluo, <strong>HyperOS</strong> si rivela un’interfaccia <strong>snella e gradevole</strong>, offrendo un’esperienza Android molto più <strong>semplice e godibile</strong>. Ma ci si arriva solo <strong>dopo una lunga operazione di pulizia</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/69UB9WVBZ7RhJ7Yp8giufR-1920-80.jpg" alt="Temu ads on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3mLSrkaYoDgo5Z9QcFLPrh-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VvZAzx972G8Lw4cQ7MFnuh-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LcaHyYNZt8Po5Tq2mma4vh-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3DfyJCHzd6pcHT5C9QRqzh-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CuVQA5XNMkLe5nLQNLDP2i-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tyQSCSP48t6WsAUVXgaY2i-1920-80.jpg" alt="Ads and ad settings on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Sul fronte della personalizzazione, il <strong>Poco F6 Pro</strong> offre <strong>una vasta gamma di opzioni</strong>. È possibile modificare <strong>lo stile della schermata di blocco</strong>, le <strong>icone</strong>, i <strong>font</strong>, gli <strong>effetti delle notifiche</strong> e persino l’<strong>animazione dello sblocco tramite impronta</strong>.</p><p>Inoltre, grazie al supporto ai <strong>temi completi</strong>, è facile cambiare simultaneamente più elementi estetici, ottenendo <strong>un look coerente e su misura</strong>. Un vantaggio notevole per chi ama <strong>adattare lo smartphone al proprio stile personale</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZEtRAGhjKVm8KgmM3AHf2E-1920-80.jpg" alt="Customizability on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nPd8o5EN4R2ZvBQBpGk9uK-1920-80.jpg" alt="Customizability on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eKq6SPwLNrDjAC4jaHnCMD-1920-80.jpg" alt="Customizability on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i8CpWb3uNhRNs6TrocrPCD-1920-80.jpg" alt="Customizability on the Poco F6 Pro" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Per chi apprezza le funzionalità basate sull’<strong>intelligenza artificiale</strong>, il <strong>Poco F6 Pro</strong> ne offre davvero molte. <strong>Google Gemini</strong> è integrato e si attiva tenendo premuto il tasto di accensione: permette di <strong>fare domande su ciò che appare a schermo</strong>, impartire comandi vocali o scrivere richieste. È presente anche la <strong>funzione Cerchia e Cerca</strong> di Google.</p><p>Le opzioni IA non si fermano qui: in <strong>Note, Galleria e Registratore</strong> si trovano strumenti intelligenti per <strong>riassunti automatici</strong>, <strong>correzioni di testo</strong>, <strong>traduzioni</strong>, <strong>espansione e modifica delle immagini</strong>, <strong>trascrizioni</strong>, <strong>riconoscimento vocale</strong> e <strong>generazione di riassunti</strong>. C’è persino un <strong>interprete IA in tempo reale</strong> per le conversazioni e le chiamate, e <strong>sottotitoli IA</strong> per tradurre i video durante la riproduzione.</p><p>Nel complesso, abbiamo apprezzato l’esperienza offerta da <strong>HyperOS</strong> su <strong>Poco F6 Pro</strong>: fluida, reattiva e personalizzabile. I <strong>tre anni di aggiornamenti software</strong> non sono il massimo sul mercato, ma rappresentano comunque una promessa accettabile per questa fascia di prezzo.</p><ul><li><strong>Software: 3/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-fotocamere"><span>Poco F6 Pro recensione: fotocamere</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fivKPf2x3m6szA3gqKHP56" name="IMG_5990" alt="Poco F6 Pro camera bump" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fivKPf2x3m6szA3gqKHP56-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>The ability to snap great photos on a cheap smartphone is one of the key needs for budget buyers. Sure, you want to save money by avoiding bank-breaking flagship devices, but you don't want to struggle to take family photos, or be left with blurry results when you snap a selfie at the end of your hike. </p><p>That's why, right next to battery life, camera performance is one of the top qualities of many of the best cheap phones, from the Motorola Edge 50 Pro, to the Edge 50 Fusion, Galaxy A55, Pixel 8a and more. That's not the case for the Poco F6 Pro – it makes no apologies for focusing on gaming power and all-day battery. However, it still does well enough for most users to be happy with their results, especially if it's a secondary need to gaming.</p><p>It is not the best camera I have used while testing the other budget phones, but it was satisfactory across the board. From the 50MP main camera, to the 8MP ultra-wide, 2MP macro and 16MP selfie camera, the Poco F6 Pro lets you take any photo you want.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/F6GTcvNRJvScfiLset6NPX-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LkTCrQP8aE9qfgvQfa2R9W-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ps3JvHJndXsSvvXcSxiKLW-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6FwjNouPLHzWPLEbi3m2NW-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WE9SuzGG3QCvFE6JhCgUzW-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rCEeWF5JVDxUA7yERCYf3Y-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7jWdhRhZi9LQgzQubPUkgX-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/npgKszXjoQuKw77yd3VbTY-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LpUmcfpEQzXwPS8SjwbLzY-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hthiK87dDKqRE6FxNhXUNZ-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pyBfw3kp8e82LZPjk8NmtZ-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro camera samples" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il comparto fotografico del <strong>Poco F6 Pro</strong> non è tra i più completi del mercato: <strong>manca di molte modalità avanzate e filtri creativi</strong> presenti su altri modelli della stessa fascia. In particolare, la modalità <strong>macro</strong> può risultare frustrante: ottenere la messa a fuoco corretta richiede pazienza e soggetti immobili. Una volta trovata la giusta distanza, però, <strong>gli scatti sono buoni</strong>.</p><p>Ci sono comunque alcune funzionalità extra come lo <strong>scanner di documenti</strong> e la <strong>lunga esposizione</strong>, utili per chi vuole andare oltre le semplici foto e video. Il telefono <strong>promette molto sulla fotografia notturna</strong>, e in effetti riesce a <strong>catturare dettagli sorprendenti anche in ambienti quasi bui</strong>. Tuttavia, in condizioni di <strong>scarsa illuminazione reali</strong>, come un ristorante poco illuminato, i risultati sono stati <strong>altalenanti</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pALf5K4a59MfnhMqzijh9c-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro night mode photography" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vpMjXeGYQzA3rGMCRAwYyb-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro night mode photography" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U7Nh76qyx8wDD3biYBBUtc-1920-80.jpg" alt="Poco F6 Pro night mode photography" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> non è tra i migliori smartphone per la fotografia, nemmeno nel segmento economico. <strong>Modelli come il Motorola Edge 50 Pro, il Samsung Galaxy A55 e il Galaxy A56 offrono risultati superiori</strong> in praticamente ogni condizione. Tuttavia, se il vostro obiettivo è semplicemente <strong>scattare buone foto a famiglia, animali o durante un'escursione</strong>, questo smartphone <strong>è più che sufficiente</strong>.</p><ul><li><strong>Fotocamere: 3.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-performance"><span>Poco F6 Pro recensione: performance</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wJXtWQ6wWVqYAapNabCAa3" name="IMG_5685" alt="Poco F6 Pro and the Sony PlayStation DualSense controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wJXtWQ6wWVqYAapNabCAa3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Classificare i processori degli smartphone non è mai semplice: alcuni eccellono in velocità pura, altri nel gaming, nell'efficienza energetica o in compiti specifici. Detto questo, il <strong>Poco F6 Pro</strong> monta uno dei migliori chip attualmente disponibili, lo <strong>Snapdragon 8 Gen 2</strong>.</p><p>Le prestazioni sono eccellenti sotto ogni aspetto, con <strong>particolare spicco nel gaming e nella durata della batteria</strong>. Riesce persino a <strong>superare il Dimensity 8400</strong> presente nel più recente Poco X7 Pro.</p><p>La variante da <strong>1TB e 16GB di RAM</strong> utilizzata durante il test ha stupito anche per la <strong>capacità di restare fresca</strong> sotto stress. Molti telefoni economici tendono a surriscaldarsi anche con compiti leggeri, e persino l’iPhone 15 usato abitualmente dal recensore si scalda durante attività semplici come la scelta di un podcast.</p><p>Il <strong>Poco F6 Pro è rimasto sempre fresco</strong>, anche durante sessioni di gioco intensive e mentre era in carica.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dqz98va47jmGVvDTRbpAbM" name="IMG_5662" alt="Playing Fortnite on the Poco F6 Pro using the DualSense controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dqz98va47jmGVvDTRbpAbM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Le ottime prestazioni del <strong>Poco F6 Pro</strong> si confermano anche nei test sintetici. Nei benchmark <strong>Geekbench</strong>, che misurano la potenza della CPU, il telefono ha registrato un <strong>punteggio multi-core di 4.733</strong>, superando dispositivi come <strong>Google Pixel 9 Pro XL</strong>, <strong>Nothing Phone 2</strong> e <strong>Motorola Razr 50 Ultra</strong>. Il punteggio <strong>single-core di 1.375</strong> lo posiziona invece in linea con modelli di fascia media come <strong>Pixel 7a</strong>, <strong>Poco F5 Pro</strong> e <strong>Redmi Note 12 Turbo</strong>.</p><p>Passando ai test <strong>3D Mark</strong>, pensati per valutare le prestazioni grafiche nei giochi, il <strong>Poco F6 Pro surclassa gli altri modelli economici e di fascia media</strong>, avvicinandosi addirittura a dispositivi di fascia alta.</p><ul><li><strong>Performance: 4.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f6-pro-recensione-batteria"><span>Poco F6 Pro recensione: batteria</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5rmVUZ69PZsrgGFbHrmEK3" name="IMG_5590" alt="Poco F6 Pro charging port" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5rmVUZ69PZsrgGFbHrmEK3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un telefono potente dovrebbe avere anche un’ottima autonomia, e nel caso del <strong>Poco F6 Pro</strong>, questa regola viene pienamente rispettata. Con una <strong>batteria da 5.000mAh</strong>, lo smartphone si allinea ai migliori dispositivi sul mercato, non solo nella fascia economica. Persino modelli come il <strong>Google Pixel 9 Pro</strong> (4.700mAh) risultano meno capienti, mentre il F6 Pro eguaglia la <strong>Samsung Galaxy S25 Ultra</strong>.</p><p>Naturalmente, la capacità della batteria non è tutto. È la <strong>LiquidCool Technology 4.0 con Ice Loop</strong> a fare la differenza, migliorando l’efficienza energetica e garantendo <strong>temperature contenute anche sotto stress</strong>. Il telefono si scalda appena durante il gaming a batteria scarica, ma <strong>riesce comunque ad arrivare tranquillamente a fine giornata</strong>.</p><p>Durante i test, con un uso che iniziava alle 5 del mattino e si concludeva alle 18, il <strong>Poco F6 Pro conservava ancora circa il 20% di carica</strong>, confermando una <strong>resistenza eccellente</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1892px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="4yzMwACdHwnoAsMZsScM3V" name="Poco_F6Pro_charging" alt="Poco F6 Pro connected to its 67W charger" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4yzMwACdHwnoAsMZsScM3V-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1892" height="1064" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Poco F6 Pro</strong> include un caricatore <strong>da 120W</strong>, anche se <strong>non compatibile con le prese australiane</strong>. Poco promette una <strong>ricarica completa in soli 19 minuti</strong> con HyperCharge, a patto di avere l’alimentatore adeguato. Utilizzando il <strong>caricatore Xiaomi GaN da 67W</strong> (acquistabile separatamente), lo smartphone ha comunque dimostrato ottime performance: <strong>+22% in 5 minuti</strong>, circa <strong>70% in un quarto d’ora</strong>, e <strong>85% in mezz’ora</strong>.</p><p>Durante la prova su <strong>Fortnite Mobile</strong>, il dispositivo ha garantito <strong>oltre 3 ore e mezza di gameplay continuo a 60FPS</strong> con impostazioni grafiche elevate e luminosità all’80%. A fine giornata, con l’<strong>8% di batteria residua</strong>, ha resistito a <strong>sei partite di Marvel Snap</strong> (15 minuti totali), scendendo al <strong>2%</strong>, con il sistema che stimava ancora <strong>30 minuti di autonomia in standby</strong>.</p><p>Sia per l’<strong>uso quotidiano</strong> che per sessioni intense di <strong>gaming</strong>, il Poco F6 Pro si dimostra <strong>una scelta eccellente nella fascia economica</strong>, unendo prestazioni solide e ricarica ultra rapida.</p><ul><li><strong>Batteria: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-il-poco-f6-pro"><span>Perché acquistare il Poco F6 Pro ?</span></h2><h2 id="ragioni-per-acquistare-4">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete gamer mobili ma avete anche altre esigenze</strong></p><p>Il Poco F6 Pro garantisce ottime prestazioni in gioco, ma potrebbero esserci alternative migliori se cercate un dispositivo più equilibrato per altri utilizzi.</p></div><div class="product"><p><strong>Guardate spesso contenuti dal telefono</strong></p><p>Non offre lo schermo più grande o avanzato sul mercato, ma per chi guarda spesso video in mobilità e ha un budget limitato, il display da 6,67 pollici ad alta risoluzione è un’ottima soluzione.</p></div><div class="product"><p><strong>Non volete preoccuparvi della batteria</strong></p><p>La batteria da 5.000mAh potrebbe non spiccare sulla carta, ma grazie all’eccellente efficienza energetica, alla ricarica rapida e alle varie opzioni di risparmio energetico, il Poco F6 Pro vi accompagna fino a fine giornata senza problemi.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-5">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Le fotocamere sono la vostra priorità</strong></p><p>Le fotocamere del Poco F6 Pro offrono risultati discreti, ma esistono opzioni migliori allo stesso prezzo o anche a meno. Vale la pena considerare l'attesa per il Google Pixel 9a.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite un'esperienza pulita fin dall'inizio</strong></p><p>Il dispositivo arriva con molte app preinstallate, spesso doppioni di quelle base come store, galleria o posta. Se cercate una configurazione pulita e senza ingombri, non è la scelta ideale.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete tenere lo smartphone per anni</strong> </p><p>Se lavorate in ambienti difficili o volete semplicemente un telefono più resistente e duraturo, sul mercato ci sono alternative più robuste e meglio protette rispetto al Poco F6 Pro.</p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Nintendo Switch 2 Pro Controller  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-rapida"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller: recensione rapida </span></h2><p>Il <strong>Nintendo Switch 2 Pro Controller</strong> è stato lanciato insieme alla console stessa, e da allora è diventato il mio gamepad principale per Switch 2. Già durante un evento di anteprima qualche mese fa mi aveva colpito positivamente, ma averlo tra le mani a casa ha confermato le ottime impressioni: è forse il mio controller preferito dell’anno.</p><p>La filosofia alla base del prodotto è chiara: offrire una versione aggiornata dell’eccellente Nintendo Switch Pro Controller, uno dei migliori pad disponibili per la prima Switch, mantenendo intatte tutte le caratteristiche apprezzate dagli utenti. E posso dire che questo obiettivo è stato quasi completamente raggiunto con il nuovo modello.</p><p>Il controller è <strong>straordinariamente comodo</strong>, con una <strong>qualità costruttiva eccellente</strong>, dai materiali del corpo fino ai tasti. Le <strong>levette analogiche sono fluide e reattive</strong>, e l’introduzione di <strong>due tasti posteriori rimappabili</strong> e <strong>un jack per cuffie</strong> è un’aggiunta estremamente gradita.</p><p>Un altro aspetto che aveva reso memorabile il Pro Controller originale era <strong>l’incredibile autonomia</strong>, con circa 40 ore di utilizzo con una sola carica. E sono felice di dire che anche il nuovo Switch 2 Pro Controller non delude: dopo <strong>tre settimane di utilizzo quotidiano per qualche ora al giorno</strong>, l’avviso di batteria scarica è comparso solo di recente.</p><p>Cosa manca, allora, per renderlo davvero il miglior controller di sempre? Innanzitutto, <strong>non è ancora compatibile con PC</strong>, a differenza del suo predecessore. Probabilmente bisognerà attendere un aggiornamento su Steam per il supporto ufficiale, ma non mi sorprenderei se arrivasse a breve.</p><p>In secondo luogo, sarebbe stato utile un <strong>sistema di blocco dei grilletti</strong>, per passare da input digitali ad analogici a seconda del genere di gioco (i grilletti analogici sono naturalmente migliori per i titoli di guida, ad esempio).</p><p>Infine, Nintendo continua a non integrare <strong>levette con tecnologia Hall effect</strong>, e questo è un vero peccato. In pratica, questo significa che <strong>il rischio di drift nel tempo rimane</strong>. Forse non si presenterà in modo rapido come sui Joy-Con 2 – per i quali già circolano le prime segnalazioni – ma per un controller dal prezzo così elevato, la mancanza di stick più resistenti si fa sentire. Ancora di più se si considera quanto siano piacevoli da usare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="h3VwCdrnfDCghWL5foiJEP" name="IMG_3715" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/h3VwCdrnfDCghWL5foiJEP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller recensione: prezzo e disponibilità </span></h2><p>Se c'è un aspetto su cui si può criticare il <strong>Nintendo Switch 2 Pro Controller</strong>, è sicuramente il <strong>prezzo</strong>, che non è affatto contenuto.</p><p>È già disponibile all'acquisto sul sito ufficiale Nintendo e presso i principali rivenditori al prezzo di <strong>circa 85 euro</strong>. </p><p>Nel complesso, però, il prezzo è <strong>inferiore a quello di una coppia di Joy-Con 2</strong>, che negli Stati Uniti costa 94,99 dollari, mentre nel Regno Unito entrambi i prodotti vengono venduti allo stesso prezzo.</p><p>Esistono comunque <strong>alternative più economiche</strong>, come il <strong>8BitDo Ultimate 2</strong>, venduto a circa <strong>90 euro</strong>. Si tratta di un controller di ottima qualità, recentemente aggiornato con un firmware che ne permette <strong>la piena compatibilità con Switch 2</strong>, e rappresenta una <strong>scelta interessante da valutare</strong>.</p><h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-specifiche"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller recensione: Specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ><p>90 euro circa</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>8.3oz / 235g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni</p></td><td  ><p>5.8 x 4.1 x 2.4in / 148 x 105 x 60mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Compatibilità </p></td><td  ><p>Nintendo Switch 2</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tipologia di connessione </p></td><td  ><p>Wireless (Bluetooth), Wired (USB Type-C)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria </p></td><td  ><p>40 ore circa </p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KBL4bXhMyRYVT2HfvctP8S" name="IMG_3718" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KBL4bXhMyRYVT2HfvctP8S-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-design-e-caratteristiche"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller recensione: Design e caratteristiche </span></h2><p>Affiancando il <strong>Nintendo Switch 2 Pro Controller</strong> al modello originale, le <strong>somiglianze sono subito evidenti</strong>. I grandi tasti frontali hanno dimensioni quasi identiche, il <strong>d-pad mantiene una forma simile</strong> e anche in questo caso vengono utilizzati <strong>grilletti digitali</strong>. Sarebbe stato interessante avere un'opzione per <strong>grilletti più reattivi</strong>, magari con un sistema di blocco, particolarmente utile in generi come i giochi di guida. Tuttavia, ci sono alcune novità che rappresentano <strong>miglioramenti ben accolti</strong>.</p><p>Il Switch 2 Pro Controller introduce funzionalità davvero comode. C'è <strong>un tasto dedicato al GameChat</strong>, come sui Joy-Con 2, per accedere rapidamente al sistema di chat vocale della console. È presente anche <strong>un jack per cuffie da 3,5 mm</strong>, assente nel controller originale, un'aggiunta che era attesa da tempo. Infine, sul retro sono stati inseriti <strong>due tasti GL/GR</strong> che possono essere <strong>rimappati per ogni singolo gioco</strong>. Di questi parleremo meglio nella sezione dedicata alle prestazioni.</p><p>A livello estetico, il nuovo Pro Controller ha <strong>uno stile semplice ma gradevole</strong>. Il look semitrasparente del primo modello è stato sostituito da <strong>una scocca opaca nera</strong>, mentre la parte superiore – dove si trovano bumper, grilletti e alloggiamento delle levette – è ora <strong>rifinita in grigio chiaro</strong>, creando un bel contrasto con il resto del pad. Non è un design che punta all’impatto visivo, ma il risultato è <strong>pulito, elegante e ben integrato</strong> con l’estetica della console.</p><p>Per il resto, il design rimane fedele a quanto già visto, con <strong>una configurazione asimmetrica estremamente comoda</strong>. Il controller si impugna in modo naturale, con <strong>grip dalla forma perfetta</strong> e <strong>indici che si posizionano automaticamente sui grilletti</strong>. Anche il primo Pro Controller offriva questa sensazione, ma il suo successore risulta <strong>ancora più rifinito e bilanciato</strong> sotto questo aspetto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DpSPuM3JyWyGxZYezn2knV" name="IMG_3716" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DpSPuM3JyWyGxZYezn2knV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-performance"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller recensione: Performance</span></h2><p>Parliamo subito di ciò che la maggior parte delle persone ricorda con più affetto del <strong>Pro Controller originale</strong>: <strong>la sua batteria praticamente infinita</strong>. Anche se non ci sono miglioramenti evidenti da questo punto di vista con il <strong>Nintendo Switch 2 Pro Controller</strong>, non si può certo considerare un difetto.</p><p>Sì, anche con questo nuovo modello è possibile aspettarsi una durata che si aggira intorno alle <strong>40-45 ore di gioco effettivo</strong>. Fin dal lancio, ho utilizzato la Switch 2 con il Pro Controller per <strong>circa 1-3 ore al giorno</strong>, e solo dopo <strong>tre settimane di utilizzo</strong> ho visto comparire per la prima volta l’avviso di batteria scarica sullo schermo. Si tratta di un’autonomia <strong>nettamente superiore a qualsiasi altro controller per Nintendo Switch</strong>, e resta un punto di riferimento assoluto nel settore.</p><p>Va detto che <strong>una batteria così capiente richiede tempo per ricaricarsi</strong>, in media tra le <strong>3 e le 4 ore</strong>, ma collegandolo durante la notte tramite <strong>USB-C</strong> non ci sarà mai motivo di preoccuparsi per l’autonomia.</p><p>Per il resto, giocare con lo Switch 2 Pro Controller è <strong>un vero piacere</strong>. Le <strong>levette analogiche</strong> sono le protagoniste assolute: <strong>quasi incredibilmente fluide e reattive</strong>, rendono ogni sessione più precisa e coinvolgente.</p><p>Titoli come <strong>Super Mario 3D World + Bowser’s Fury</strong> o gli adrenalinici <strong>F-Zero GX</strong> beneficiano in modo evidente di questa precisione, anche se nel caso dei giochi di corse arcade resta comunque preferibile il layout del <strong>controller wireless GameCube</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oKFq2f9bW99dhhHcMogEgY" name="IMG_3717" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oKFq2f9bW99dhhHcMogEgY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’unica vera lamentela riguarda il fatto che le <strong>levette analogiche non sono di tipo Hall effect</strong>: Nintendo ha scelto ancora una volta di affidarsi a <strong>potenziometri tradizionali</strong>. È una scelta discutibile, che purtroppo accomuna anche Sony e Microsoft nei loro controller proprietari. Di conseguenza, al momento è difficile stabilire <strong>quanto dureranno le levette del Pro Controller prima che si presenti il temuto stick drift</strong>. Detto questo, le levette di questo modello sembrano <strong>nettamente più robuste rispetto a quelle dei Joy-Con 2</strong>, quindi è lecito aspettarsi una <strong>maggiore longevità</strong>.</p><p>Detto ciò, <strong>l’aggiunta che ho apprezzato di più</strong> nel Nintendo Switch 2 Pro Controller è rappresentata dai <strong>tasti posteriori GL e GR</strong>. I pulsanti rimappabili non sono certo una novità assoluta, ma <strong>Nintendo li ha implementati in modo intelligente</strong>. Tenendo premuto il tasto Home durante una partita, si apre un <strong>menu rapido</strong> che permette di assegnare a GL e GR funzioni secondarie.</p><p>Il bello è che la configurazione avviene <strong>su base per-gioco</strong>, quindi non serve riconfigurarli ogni volta che si passa da un titolo all’altro. E in certi casi si rivelano <strong>veri e propri salvavita</strong>: in <strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</strong>, ad esempio, ho assegnato corsa e salto ai due tasti posteriori, mantenendo così i pollici liberi per gestire la telecamera. In <strong>Hyrule Warriors: Definitive Edition</strong>, invece, ho impostato i tasti direzionali sinistra e destra su GL e GR, riuscendo così a <strong>scorrere l’inventario senza dover fermare il personaggio o assumere una presa innaturale sul pad</strong>.</p><p>Per il resto, ci si può aspettare <strong>le stesse ottime prestazioni del Pro Controller originale</strong>. Il sistema di <strong>puntamento giroscopico</strong> rimane solido e preciso in giochi come <strong>Splatoon 3</strong>, e <strong>il supporto NFC è pienamente presente</strong> per la lettura degli amiibo nei titoli compatibili.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="GJCWtUJPSYBuTZhc7EpGwc" name="IMG_3719" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GJCWtUJPSYBuTZhc7EpGwc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-il-nintendo-switch-2-pro-controller"><span>Perché comprare il Nintendo Switch 2 Pro Controller?</span></h2><h2 id="ragioni-per-acquistare-5">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete un’alternativa ai Joy-Con 2 più economica (e migliore)</strong></p><p>Certo, con il Pro Controller non avrete il rumble direzionale avanzato dei Joy-Con 2 né la loro predisposizione al gioco cooperativo locale, ma considerando il prezzo più basso, il comfort superiore e le levette fluide insieme ai tasti GL/GR, il Pro Controller resta la scelta vincente secondo me.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite giocare in wireless</strong></p><p>In questo caso, non c’è storia: il Nintendo Switch 2 Pro Controller offre una durata della batteria incredibile, con oltre 40 ore di autonomia con una singola carica. Una performance che supera nettamente qualsiasi altro controller wireless per Switch.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-6">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete un budget limitato</strong></p><p>Pur raccomandando senza riserve il Nintendo Switch 2 Pro Controller per ciò che offre, non si può certo dire che sia economico. Esistono alternative più accessibili, con un prezzo inferiore di 10-20 euro circa, come l’ottimo 8BitDo Ultimate 2 o persino il Pro Controller originale, che svolgono un lavoro molto simile.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete avuto problemi con lo stick drift</strong></p><p>Senza levette Hall effect, non è possibile garantire quanto dureranno quelle del Switch 2 Pro Controller prima che compaia il drift. Se in passato avete già avuto problemi di questo tipo, potreste voler considerare altre opzioni più affidabili.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/nintendo/recensione-nintendo-switch-2-pro-controller</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il miglior controller per Switch 2 ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">9UTgTddJPfu7d3CaH2o3dT</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Nintendo]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Consoles & PC]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-rapida"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller: recensione rapida </span></h2><p>Il <strong>Nintendo Switch 2 Pro Controller</strong> è stato lanciato insieme alla console stessa, e da allora è diventato il mio gamepad principale per Switch 2. Già durante un evento di anteprima qualche mese fa mi aveva colpito positivamente, ma averlo tra le mani a casa ha confermato le ottime impressioni: è forse il mio controller preferito dell’anno.</p><p>La filosofia alla base del prodotto è chiara: offrire una versione aggiornata dell’eccellente Nintendo Switch Pro Controller, uno dei migliori pad disponibili per la prima Switch, mantenendo intatte tutte le caratteristiche apprezzate dagli utenti. E posso dire che questo obiettivo è stato quasi completamente raggiunto con il nuovo modello.</p><p>Il controller è <strong>straordinariamente comodo</strong>, con una <strong>qualità costruttiva eccellente</strong>, dai materiali del corpo fino ai tasti. Le <strong>levette analogiche sono fluide e reattive</strong>, e l’introduzione di <strong>due tasti posteriori rimappabili</strong> e <strong>un jack per cuffie</strong> è un’aggiunta estremamente gradita.</p><p>Un altro aspetto che aveva reso memorabile il Pro Controller originale era <strong>l’incredibile autonomia</strong>, con circa 40 ore di utilizzo con una sola carica. E sono felice di dire che anche il nuovo Switch 2 Pro Controller non delude: dopo <strong>tre settimane di utilizzo quotidiano per qualche ora al giorno</strong>, l’avviso di batteria scarica è comparso solo di recente.</p><p>Cosa manca, allora, per renderlo davvero il miglior controller di sempre? Innanzitutto, <strong>non è ancora compatibile con PC</strong>, a differenza del suo predecessore. Probabilmente bisognerà attendere un aggiornamento su Steam per il supporto ufficiale, ma non mi sorprenderei se arrivasse a breve.</p><p>In secondo luogo, sarebbe stato utile un <strong>sistema di blocco dei grilletti</strong>, per passare da input digitali ad analogici a seconda del genere di gioco (i grilletti analogici sono naturalmente migliori per i titoli di guida, ad esempio).</p><p>Infine, Nintendo continua a non integrare <strong>levette con tecnologia Hall effect</strong>, e questo è un vero peccato. In pratica, questo significa che <strong>il rischio di drift nel tempo rimane</strong>. Forse non si presenterà in modo rapido come sui Joy-Con 2 – per i quali già circolano le prime segnalazioni – ma per un controller dal prezzo così elevato, la mancanza di stick più resistenti si fa sentire. Ancora di più se si considera quanto siano piacevoli da usare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="h3VwCdrnfDCghWL5foiJEP" name="IMG_3715" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/h3VwCdrnfDCghWL5foiJEP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller recensione: prezzo e disponibilità </span></h2><p>Se c'è un aspetto su cui si può criticare il <strong>Nintendo Switch 2 Pro Controller</strong>, è sicuramente il <strong>prezzo</strong>, che non è affatto contenuto.</p><p>È già disponibile all'acquisto sul sito ufficiale Nintendo e presso i principali rivenditori al prezzo di <strong>circa 85 euro</strong>. </p><p>Nel complesso, però, il prezzo è <strong>inferiore a quello di una coppia di Joy-Con 2</strong>, che negli Stati Uniti costa 94,99 dollari, mentre nel Regno Unito entrambi i prodotti vengono venduti allo stesso prezzo.</p><p>Esistono comunque <strong>alternative più economiche</strong>, come il <strong>8BitDo Ultimate 2</strong>, venduto a circa <strong>90 euro</strong>. Si tratta di un controller di ottima qualità, recentemente aggiornato con un firmware che ne permette <strong>la piena compatibilità con Switch 2</strong>, e rappresenta una <strong>scelta interessante da valutare</strong>.</p><h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-specifiche"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller recensione: Specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ><p>90 euro circa</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>8.3oz / 235g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni</p></td><td  ><p>5.8 x 4.1 x 2.4in / 148 x 105 x 60mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Compatibilità </p></td><td  ><p>Nintendo Switch 2</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tipologia di connessione </p></td><td  ><p>Wireless (Bluetooth), Wired (USB Type-C)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria </p></td><td  ><p>40 ore circa </p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KBL4bXhMyRYVT2HfvctP8S" name="IMG_3718" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KBL4bXhMyRYVT2HfvctP8S-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-design-e-caratteristiche"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller recensione: Design e caratteristiche </span></h2><p>Affiancando il <strong>Nintendo Switch 2 Pro Controller</strong> al modello originale, le <strong>somiglianze sono subito evidenti</strong>. I grandi tasti frontali hanno dimensioni quasi identiche, il <strong>d-pad mantiene una forma simile</strong> e anche in questo caso vengono utilizzati <strong>grilletti digitali</strong>. Sarebbe stato interessante avere un'opzione per <strong>grilletti più reattivi</strong>, magari con un sistema di blocco, particolarmente utile in generi come i giochi di guida. Tuttavia, ci sono alcune novità che rappresentano <strong>miglioramenti ben accolti</strong>.</p><p>Il Switch 2 Pro Controller introduce funzionalità davvero comode. C'è <strong>un tasto dedicato al GameChat</strong>, come sui Joy-Con 2, per accedere rapidamente al sistema di chat vocale della console. È presente anche <strong>un jack per cuffie da 3,5 mm</strong>, assente nel controller originale, un'aggiunta che era attesa da tempo. Infine, sul retro sono stati inseriti <strong>due tasti GL/GR</strong> che possono essere <strong>rimappati per ogni singolo gioco</strong>. Di questi parleremo meglio nella sezione dedicata alle prestazioni.</p><p>A livello estetico, il nuovo Pro Controller ha <strong>uno stile semplice ma gradevole</strong>. Il look semitrasparente del primo modello è stato sostituito da <strong>una scocca opaca nera</strong>, mentre la parte superiore – dove si trovano bumper, grilletti e alloggiamento delle levette – è ora <strong>rifinita in grigio chiaro</strong>, creando un bel contrasto con il resto del pad. Non è un design che punta all’impatto visivo, ma il risultato è <strong>pulito, elegante e ben integrato</strong> con l’estetica della console.</p><p>Per il resto, il design rimane fedele a quanto già visto, con <strong>una configurazione asimmetrica estremamente comoda</strong>. Il controller si impugna in modo naturale, con <strong>grip dalla forma perfetta</strong> e <strong>indici che si posizionano automaticamente sui grilletti</strong>. Anche il primo Pro Controller offriva questa sensazione, ma il suo successore risulta <strong>ancora più rifinito e bilanciato</strong> sotto questo aspetto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DpSPuM3JyWyGxZYezn2knV" name="IMG_3716" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DpSPuM3JyWyGxZYezn2knV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-pro-controller-recensione-performance"><span>Nintendo Switch 2 Pro Controller recensione: Performance</span></h2><p>Parliamo subito di ciò che la maggior parte delle persone ricorda con più affetto del <strong>Pro Controller originale</strong>: <strong>la sua batteria praticamente infinita</strong>. Anche se non ci sono miglioramenti evidenti da questo punto di vista con il <strong>Nintendo Switch 2 Pro Controller</strong>, non si può certo considerare un difetto.</p><p>Sì, anche con questo nuovo modello è possibile aspettarsi una durata che si aggira intorno alle <strong>40-45 ore di gioco effettivo</strong>. Fin dal lancio, ho utilizzato la Switch 2 con il Pro Controller per <strong>circa 1-3 ore al giorno</strong>, e solo dopo <strong>tre settimane di utilizzo</strong> ho visto comparire per la prima volta l’avviso di batteria scarica sullo schermo. Si tratta di un’autonomia <strong>nettamente superiore a qualsiasi altro controller per Nintendo Switch</strong>, e resta un punto di riferimento assoluto nel settore.</p><p>Va detto che <strong>una batteria così capiente richiede tempo per ricaricarsi</strong>, in media tra le <strong>3 e le 4 ore</strong>, ma collegandolo durante la notte tramite <strong>USB-C</strong> non ci sarà mai motivo di preoccuparsi per l’autonomia.</p><p>Per il resto, giocare con lo Switch 2 Pro Controller è <strong>un vero piacere</strong>. Le <strong>levette analogiche</strong> sono le protagoniste assolute: <strong>quasi incredibilmente fluide e reattive</strong>, rendono ogni sessione più precisa e coinvolgente.</p><p>Titoli come <strong>Super Mario 3D World + Bowser’s Fury</strong> o gli adrenalinici <strong>F-Zero GX</strong> beneficiano in modo evidente di questa precisione, anche se nel caso dei giochi di corse arcade resta comunque preferibile il layout del <strong>controller wireless GameCube</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oKFq2f9bW99dhhHcMogEgY" name="IMG_3717" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oKFq2f9bW99dhhHcMogEgY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’unica vera lamentela riguarda il fatto che le <strong>levette analogiche non sono di tipo Hall effect</strong>: Nintendo ha scelto ancora una volta di affidarsi a <strong>potenziometri tradizionali</strong>. È una scelta discutibile, che purtroppo accomuna anche Sony e Microsoft nei loro controller proprietari. Di conseguenza, al momento è difficile stabilire <strong>quanto dureranno le levette del Pro Controller prima che si presenti il temuto stick drift</strong>. Detto questo, le levette di questo modello sembrano <strong>nettamente più robuste rispetto a quelle dei Joy-Con 2</strong>, quindi è lecito aspettarsi una <strong>maggiore longevità</strong>.</p><p>Detto ciò, <strong>l’aggiunta che ho apprezzato di più</strong> nel Nintendo Switch 2 Pro Controller è rappresentata dai <strong>tasti posteriori GL e GR</strong>. I pulsanti rimappabili non sono certo una novità assoluta, ma <strong>Nintendo li ha implementati in modo intelligente</strong>. Tenendo premuto il tasto Home durante una partita, si apre un <strong>menu rapido</strong> che permette di assegnare a GL e GR funzioni secondarie.</p><p>Il bello è che la configurazione avviene <strong>su base per-gioco</strong>, quindi non serve riconfigurarli ogni volta che si passa da un titolo all’altro. E in certi casi si rivelano <strong>veri e propri salvavita</strong>: in <strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</strong>, ad esempio, ho assegnato corsa e salto ai due tasti posteriori, mantenendo così i pollici liberi per gestire la telecamera. In <strong>Hyrule Warriors: Definitive Edition</strong>, invece, ho impostato i tasti direzionali sinistra e destra su GL e GR, riuscendo così a <strong>scorrere l’inventario senza dover fermare il personaggio o assumere una presa innaturale sul pad</strong>.</p><p>Per il resto, ci si può aspettare <strong>le stesse ottime prestazioni del Pro Controller originale</strong>. Il sistema di <strong>puntamento giroscopico</strong> rimane solido e preciso in giochi come <strong>Splatoon 3</strong>, e <strong>il supporto NFC è pienamente presente</strong> per la lettura degli amiibo nei titoli compatibili.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="GJCWtUJPSYBuTZhc7EpGwc" name="IMG_3719" alt="Nintendo Switch 2 Pro Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GJCWtUJPSYBuTZhc7EpGwc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-il-nintendo-switch-2-pro-controller"><span>Perché comprare il Nintendo Switch 2 Pro Controller?</span></h2><h2 id="ragioni-per-acquistare-5">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete un’alternativa ai Joy-Con 2 più economica (e migliore)</strong></p><p>Certo, con il Pro Controller non avrete il rumble direzionale avanzato dei Joy-Con 2 né la loro predisposizione al gioco cooperativo locale, ma considerando il prezzo più basso, il comfort superiore e le levette fluide insieme ai tasti GL/GR, il Pro Controller resta la scelta vincente secondo me.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite giocare in wireless</strong></p><p>In questo caso, non c’è storia: il Nintendo Switch 2 Pro Controller offre una durata della batteria incredibile, con oltre 40 ore di autonomia con una singola carica. Una performance che supera nettamente qualsiasi altro controller wireless per Switch.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-6">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete un budget limitato</strong></p><p>Pur raccomandando senza riserve il Nintendo Switch 2 Pro Controller per ciò che offre, non si può certo dire che sia economico. Esistono alternative più accessibili, con un prezzo inferiore di 10-20 euro circa, come l’ottimo 8BitDo Ultimate 2 o persino il Pro Controller originale, che svolgono un lavoro molto simile.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete avuto problemi con lo stick drift</strong></p><p>Senza levette Hall effect, non è possibile garantire quanto dureranno quelle del Switch 2 Pro Controller prima che compaia il drift. Se in passato avete già avuto problemi di questo tipo, potreste voler considerare altre opzioni più affidabili.</p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Tutto quello che speravo  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild</strong> è da molti considerato un capolavoro senza tempo, e non sorprende che le aspettative nei confronti del suo seguito, <strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</strong>, fossero elevatissime. Eppure, non tutti sono riusciti a entrare in sintonia con il titolo al momento del lancio nel 2023.</p><p>Pur apprezzando le sue idee brillanti, come l’enorme libertà lasciata ai giocatori e un motore fisico all’avanguardia, <strong>l’esperienza tecnica non era all’altezza</strong>. A differenza dell’impatto innovativo avuto nel 2017 da Breath of the Wild, che arrivava con un hardware ibrido rivoluzionario, <strong>Tears of the Kingdom si presentava con un frame rate fermo a 30fps e una risoluzione bassa</strong>, caratteristiche difficili da ignorare per chi era abituato a standard grafici superiori su altre piattaforme. In più, <strong>mancava quell’effetto meraviglia</strong> che aveva reso unico il predecessore.</p><p>Con l’arrivo del 2025 e del lancio di <strong>Nintendo Switch 2</strong>, tutto cambia. <strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom Switch 2 Edition</strong> porta con sé <strong>un netto miglioramento prestazionale</strong> che ridefinisce l’intera esperienza. Il gioco acquista nuova vita, <strong>trasformandosi in una pietra miliare del genere open world</strong> e riconquistando l’entusiasmo anche dei più scettici.</p><p><strong>Grazie all’upgrade tecnico, Tears of the Kingdom si colloca tra le migliori uscite del decennio</strong> e si impone come <strong>uno dei titoli più impressionanti dell’ecosistema Nintendo Switch 2</strong>. Una rinascita vera e propria per uno dei giochi più ambiziosi mai realizzati.</p><h2 id="una-frescata-di-aria-fresca">Una frescata di aria fresca </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="GgynzCsXrUHMFGfPLY2jqn" name="TOTKNintendoSwitch2" alt="Tears of the Kingdom Legend of Zelda Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GgynzCsXrUHMFGfPLY2jqn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p><strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</strong> è stato accolto con entusiasmo fin dal lancio, entrando di diritto tra i migliori seguiti mai realizzati. Tutto è già stato detto sul suo gameplay e sulla sua narrativa, quindi vale la pena soffermarsi su ciò che <strong>la nuova edizione per Nintendo Switch 2</strong> porta realmente nel mondo di Hyrule.</p><p>Quando il gioco arrivò nel 2023 su Nintendo Switch, l'impatto iniziale fu contrastante. <strong>Pur trattandosi di un risultato tecnico notevole su una console portatile</strong>, l’impressione generale era quella di trovarsi davanti a qualcosa di già visto. Nonostante la qualità complessiva, l’esperienza sembrava frenata, e il coinvolgimento emotivo faticava a emergere.</p><p>Per chi è cresciuto con la saga, <strong>questa mancanza di magia fu un duro colpo</strong>. Ma oggi, grazie al salto generazionale dell’hardware, <strong>la versione Nintendo Switch 2 ha restituito al gioco lo splendore che meritava fin dall'inizio</strong>. L’aggiornamento ha completamente trasformato l’aspetto e le sensazioni di gioco.</p><p><strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom Switch 2 Edition</strong> è disponibile come aggiornamento a pagamento per chi possiede già il titolo, oppure gratuitamente per gli abbonati a <strong>Nintendo Switch Online + Expansion Pass</strong>, o ancora come versione completa per la nuova console.</p><p><strong>Non ci sono contenuti inediti</strong>, ma l’esperienza viene rivoluzionata da <strong>un frame rate stabile a 60fps, una risoluzione nettissima e il supporto all’HDR</strong>, che dona una nuova vita ai paesaggi di Hyrule. <strong>La differenza visiva rispetto alla versione originale è impressionante</strong> e rende questa edizione un must per chi desidera vivere il gioco al massimo delle sue potenzialità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9ucnQn2NrrwMBDXvtqmqmn" name="TOTKNintendoSwitch2" alt="Tears of the Kingdom Legend of Zelda Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9ucnQn2NrrwMBDXvtqmqmn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p><strong>Le principali criticità emerse al lancio di The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</strong> riguardavano la sensazione che l’immensità di Hyrule fosse limitata da vincoli tecnici. Oggi, con l’edizione per <strong>Nintendo Switch 2</strong>, il gioco offre finalmente <strong>la versione definitiva di un’esperienza straordinaria</strong>.</p><p>Questa nuova edizione può essere paragonata a <strong>mettere gli occhiali per la prima volta</strong>: la nitidezza delle immagini e la fluidità generale permettono di vivere l’avventura come molti avevano solo immaginato da bambini, richiamando le emozioni provate esplorando Hyrule in <strong>Ocarina of Time</strong> o <strong>Twilight Princess</strong>.</p><p>Durante un'esplorazione approfondita, che può facilmente superare le 70 ore, <strong>non emergono rallentamenti né cali di prestazioni</strong>, e in numerosi momenti è inevitabile fermarsi a osservare <strong>il cielo in HDR e i colori vividi dell’orizzonte</strong>, con effetti visivi che raggiungono livelli mai visti prima nella serie.</p><h2 id="the-definitive-way-to-experience-hyrule">The definitive way to experience Hyrule</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U5j2S4eRHSUs8zXcYWKpsn" name="TOTKNintendoSwitch2" alt="Tears of the Kingdom Legend of Zelda Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U5j2S4eRHSUs8zXcYWKpsn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Chi non è riuscito a entrare in sintonia con la versione originale del gioco, a causa delle <strong>limitazioni hardware della prima Nintendo Switch</strong>, troverà nell’edizione per <strong>Nintendo Switch 2</strong> un’esperienza completamente rinnovata, <strong>al punto da giustificare l’acquisto della console stessa</strong>.</p><p>Sebbene non si tratti di un nuovo capitolo, l’aggiornamento tecnico applicato a entrambi i titoli della serie garantisce <strong>standard qualitativi in linea con il 2025</strong>, rendendoli imprescindibili anche per chi ha già esplorato Hyrule in passato.</p><p>Grazie al supporto di <strong>una TV OLED in 1440p upscalato a 4K</strong>, l'esplorazione di Hyrule raggiunge <strong>un nuovo livello visivo</strong>. Inoltre, <strong>la modalità portatile della Switch 2</strong> offre un gameplay in <strong>1080p con HDR attivo</strong>, mantenendo prestazioni fluide anche in movimento, <strong>senza alcun compromesso sull’esperienza complessiva</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="er5VniPNZhUEFYGbiCr9pn" name="TOTKNintendoSwitch2" caption="" alt="Tears of the Kingdom Legend of Zelda Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/er5VniPNZhUEFYGbiCr9pn-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text"><strong>Con la versione per Nintendo Switch 2, esplorare il mondo di Hyrule trasmette una sensazione di libertà autentica. Grazie a una risoluzione nitida e un framerate stabile, ogni momento dedicato all’avventura risulta più fluido e immersivo che mai.</strong></p></div></div><p>Otto anni fa, poter continuare la propria avventura durante il tragitto verso il lavoro, al parco o in vacanza fu una delle esperienze videoludiche più emozionanti mai vissute. Oggi, con la <strong>potenza della Nintendo Switch 2</strong>, quell’esperienza raggiunge un nuovo livello, tanto che l’unico desiderio è finire di scrivere per tornare a esplorare Hyrule.</p><p>È vero, <strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom – Switch 2 Edition</strong> non introduce contenuti inediti, e alcuni fan potrebbero storcere il naso. Ma il gioco è già così ricco e vasto che non si sente la mancanza di altro: si è felici di poter <strong>rivivere uno dei migliori titoli di sempre</strong> in condizioni finalmente ottimali.</p><p>Anche senza novità sostanziali, <strong>la possibilità di avere un secondo salvataggio</strong> (grazie Nintendo!) e l’utilizzo dell’<strong>app companion Zelda Notes</strong> offrono un valore aggiunto da non sottovalutare.</p><h2 id="la-ciliegina-sulla-torta">La ciliegina sulla torta</h2><p><strong>Zelda Notes</strong>, esclusiva della <strong>Switch 2 Edition</strong> di <em>Tears of the Kingdom</em>, è un’estensione sorprendente dell’esperienza di gioco, integrata nell’app Nintendo Switch per iOS e Android. È praticamente <strong>un'app dentro l'app</strong>, che aggiunge un nuovo livello di immersione alla vostra avventura.</p><p>Grazie a Zelda Notes, è possibile <strong>navigare la mappa in tempo reale</strong> sul proprio smartphone o tablet e sbloccare <strong>decine di Voice Memories</strong>, clip audio che arricchiscono il mondo di Hyrule di storie e misteri. Anche se sarebbe stato ideale trovarle direttamente nel gioco, queste memorie vocali danno una spinta in più alla voglia di esplorare ogni angolo del mondo.</p><p>L'app permette inoltre di <strong>consultare tutti i dati del proprio salvataggio</strong>, funzione che colma una delle lacune più sentite da chi gioca su Switch, e offre strumenti per <strong>condividere oggetti e progetti di costruzione</strong> per l’Autobuild tramite QR code.</p><p>Ma la chicca più coinvolgente è senza dubbio il <strong>Daily Bonus</strong>, una ruota della fortuna quotidiana che regala pasti energetici o potenziamenti utili per affrontare le profondità più oscure o le vette più alte di Hyrule. È proprio questo bonus giornaliero ad aver spinto molti a <strong>giocare con maggiore costanza</strong>, mantenendo viva la magia dell’avventura giorno dopo giorno.</p><h2 id="perche-acquistare-the-legend-of-zelda-tears-of-the-kingdom-nintendo-switch-2-edition">Perché acquistare The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom Nintendo Switch 2 Edition?</h2><h2 id="ragioni-per-acquistare-6">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>La versione definitiva di Tears of the Kingdom</strong></p><p>Se non avete mai giocato a <em>Tears of the Kingdom</em>, se all’epoca non vi aveva convinto a causa delle prestazioni limitate o se semplicemente volete rivivere l’esperienza in una veste rinnovata, la Nintendo Switch 2 Edition rappresenta il modo migliore per farlo. Questa edizione aggiornata valorizza ogni aspetto dell’avventura, offrendo la versione definitiva di uno dei migliori videogiochi di tutti i tempi.</p></div><div class="product"><p><strong>State cercando un motivo per acquistare Nintendo Switch 2</strong></p><p>Sì, Mario Kart World è fantastico, ma col tempo diventa più un gioco da party che un vero motivo per accendere la console dopo una lunga giornata. Se siete alla ricerca di un motivo concreto per acquistare Nintendo Switch 2, questa versione aggiornata di uno dei giochi migliori di sempre potrebbe essere l’occasione perfetta. Non lo diciamo alla leggera: Tears of the Kingdom a 60fps stabili è un vero system seller.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-8">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Non vi è piaciuto il gioco la prima volta</strong></p><p>Anche se questa nuova versione di Tears of the Kingdom ha completamente cambiato l’esperienza per molti giocatori, non può fare miracoli. Se in passato non avete apprezzato Breath of the Wild o Tears of the Kingdom perché non vi piace il genere open-world adventure, questa edizione non vi farà cambiare idea. I miglioramenti tecnici non modificano la natura stessa del gioco.</p></div><h2 id="accessibilita-3">Accessibilità </h2><p>La Nintendo Switch 2 Edition di The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom non introduce significativi aggiornamenti in termini di accessibilità. È ancora possibile usare il mirino giroscopico e rimappare i comandi dal menu della console, ma i prompt a schermo non si adatteranno di conseguenza. Non è possibile aumentare la dimensione del testo, disattivare il motion blur, o regolare altre impostazioni utili. Non esiste nemmeno una modalità di difficoltà, quindi se il sistema di armi che si rompono o la libertà dell’open world vi hanno messo in difficoltà in passato, non ci saranno opzioni per facilitarvi le cose.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom Nintendo Switch 2 Edition è la versione definitiva di uno dei videogiochi più acclamati di sempre. Per chi è in cerca di un motivo valido per acquistare Nintendo Switch 2, questa edizione rappresenta un'opportunità ideale. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Nintendo]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The Legend of Zelda Tears of the Kingdom – Official Artwork]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p><strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild</strong> è da molti considerato un capolavoro senza tempo, e non sorprende che le aspettative nei confronti del suo seguito, <strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</strong>, fossero elevatissime. Eppure, non tutti sono riusciti a entrare in sintonia con il titolo al momento del lancio nel 2023.</p><p>Pur apprezzando le sue idee brillanti, come l’enorme libertà lasciata ai giocatori e un motore fisico all’avanguardia, <strong>l’esperienza tecnica non era all’altezza</strong>. A differenza dell’impatto innovativo avuto nel 2017 da Breath of the Wild, che arrivava con un hardware ibrido rivoluzionario, <strong>Tears of the Kingdom si presentava con un frame rate fermo a 30fps e una risoluzione bassa</strong>, caratteristiche difficili da ignorare per chi era abituato a standard grafici superiori su altre piattaforme. In più, <strong>mancava quell’effetto meraviglia</strong> che aveva reso unico il predecessore.</p><p>Con l’arrivo del 2025 e del lancio di <strong>Nintendo Switch 2</strong>, tutto cambia. <strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom Switch 2 Edition</strong> porta con sé <strong>un netto miglioramento prestazionale</strong> che ridefinisce l’intera esperienza. Il gioco acquista nuova vita, <strong>trasformandosi in una pietra miliare del genere open world</strong> e riconquistando l’entusiasmo anche dei più scettici.</p><p><strong>Grazie all’upgrade tecnico, Tears of the Kingdom si colloca tra le migliori uscite del decennio</strong> e si impone come <strong>uno dei titoli più impressionanti dell’ecosistema Nintendo Switch 2</strong>. Una rinascita vera e propria per uno dei giochi più ambiziosi mai realizzati.</p><h2 id="una-frescata-di-aria-fresca">Una frescata di aria fresca </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="GgynzCsXrUHMFGfPLY2jqn" name="TOTKNintendoSwitch2" alt="Tears of the Kingdom Legend of Zelda Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GgynzCsXrUHMFGfPLY2jqn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p><strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</strong> è stato accolto con entusiasmo fin dal lancio, entrando di diritto tra i migliori seguiti mai realizzati. Tutto è già stato detto sul suo gameplay e sulla sua narrativa, quindi vale la pena soffermarsi su ciò che <strong>la nuova edizione per Nintendo Switch 2</strong> porta realmente nel mondo di Hyrule.</p><p>Quando il gioco arrivò nel 2023 su Nintendo Switch, l'impatto iniziale fu contrastante. <strong>Pur trattandosi di un risultato tecnico notevole su una console portatile</strong>, l’impressione generale era quella di trovarsi davanti a qualcosa di già visto. Nonostante la qualità complessiva, l’esperienza sembrava frenata, e il coinvolgimento emotivo faticava a emergere.</p><p>Per chi è cresciuto con la saga, <strong>questa mancanza di magia fu un duro colpo</strong>. Ma oggi, grazie al salto generazionale dell’hardware, <strong>la versione Nintendo Switch 2 ha restituito al gioco lo splendore che meritava fin dall'inizio</strong>. L’aggiornamento ha completamente trasformato l’aspetto e le sensazioni di gioco.</p><p><strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom Switch 2 Edition</strong> è disponibile come aggiornamento a pagamento per chi possiede già il titolo, oppure gratuitamente per gli abbonati a <strong>Nintendo Switch Online + Expansion Pass</strong>, o ancora come versione completa per la nuova console.</p><p><strong>Non ci sono contenuti inediti</strong>, ma l’esperienza viene rivoluzionata da <strong>un frame rate stabile a 60fps, una risoluzione nettissima e il supporto all’HDR</strong>, che dona una nuova vita ai paesaggi di Hyrule. <strong>La differenza visiva rispetto alla versione originale è impressionante</strong> e rende questa edizione un must per chi desidera vivere il gioco al massimo delle sue potenzialità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9ucnQn2NrrwMBDXvtqmqmn" name="TOTKNintendoSwitch2" alt="Tears of the Kingdom Legend of Zelda Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9ucnQn2NrrwMBDXvtqmqmn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p><strong>Le principali criticità emerse al lancio di The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</strong> riguardavano la sensazione che l’immensità di Hyrule fosse limitata da vincoli tecnici. Oggi, con l’edizione per <strong>Nintendo Switch 2</strong>, il gioco offre finalmente <strong>la versione definitiva di un’esperienza straordinaria</strong>.</p><p>Questa nuova edizione può essere paragonata a <strong>mettere gli occhiali per la prima volta</strong>: la nitidezza delle immagini e la fluidità generale permettono di vivere l’avventura come molti avevano solo immaginato da bambini, richiamando le emozioni provate esplorando Hyrule in <strong>Ocarina of Time</strong> o <strong>Twilight Princess</strong>.</p><p>Durante un'esplorazione approfondita, che può facilmente superare le 70 ore, <strong>non emergono rallentamenti né cali di prestazioni</strong>, e in numerosi momenti è inevitabile fermarsi a osservare <strong>il cielo in HDR e i colori vividi dell’orizzonte</strong>, con effetti visivi che raggiungono livelli mai visti prima nella serie.</p><h2 id="the-definitive-way-to-experience-hyrule">The definitive way to experience Hyrule</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U5j2S4eRHSUs8zXcYWKpsn" name="TOTKNintendoSwitch2" alt="Tears of the Kingdom Legend of Zelda Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U5j2S4eRHSUs8zXcYWKpsn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Chi non è riuscito a entrare in sintonia con la versione originale del gioco, a causa delle <strong>limitazioni hardware della prima Nintendo Switch</strong>, troverà nell’edizione per <strong>Nintendo Switch 2</strong> un’esperienza completamente rinnovata, <strong>al punto da giustificare l’acquisto della console stessa</strong>.</p><p>Sebbene non si tratti di un nuovo capitolo, l’aggiornamento tecnico applicato a entrambi i titoli della serie garantisce <strong>standard qualitativi in linea con il 2025</strong>, rendendoli imprescindibili anche per chi ha già esplorato Hyrule in passato.</p><p>Grazie al supporto di <strong>una TV OLED in 1440p upscalato a 4K</strong>, l'esplorazione di Hyrule raggiunge <strong>un nuovo livello visivo</strong>. Inoltre, <strong>la modalità portatile della Switch 2</strong> offre un gameplay in <strong>1080p con HDR attivo</strong>, mantenendo prestazioni fluide anche in movimento, <strong>senza alcun compromesso sull’esperienza complessiva</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="er5VniPNZhUEFYGbiCr9pn" name="TOTKNintendoSwitch2" caption="" alt="Tears of the Kingdom Legend of Zelda Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/er5VniPNZhUEFYGbiCr9pn-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text"><strong>Con la versione per Nintendo Switch 2, esplorare il mondo di Hyrule trasmette una sensazione di libertà autentica. Grazie a una risoluzione nitida e un framerate stabile, ogni momento dedicato all’avventura risulta più fluido e immersivo che mai.</strong></p></div></div><p>Otto anni fa, poter continuare la propria avventura durante il tragitto verso il lavoro, al parco o in vacanza fu una delle esperienze videoludiche più emozionanti mai vissute. Oggi, con la <strong>potenza della Nintendo Switch 2</strong>, quell’esperienza raggiunge un nuovo livello, tanto che l’unico desiderio è finire di scrivere per tornare a esplorare Hyrule.</p><p>È vero, <strong>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom – Switch 2 Edition</strong> non introduce contenuti inediti, e alcuni fan potrebbero storcere il naso. Ma il gioco è già così ricco e vasto che non si sente la mancanza di altro: si è felici di poter <strong>rivivere uno dei migliori titoli di sempre</strong> in condizioni finalmente ottimali.</p><p>Anche senza novità sostanziali, <strong>la possibilità di avere un secondo salvataggio</strong> (grazie Nintendo!) e l’utilizzo dell’<strong>app companion Zelda Notes</strong> offrono un valore aggiunto da non sottovalutare.</p><h2 id="la-ciliegina-sulla-torta">La ciliegina sulla torta</h2><p><strong>Zelda Notes</strong>, esclusiva della <strong>Switch 2 Edition</strong> di <em>Tears of the Kingdom</em>, è un’estensione sorprendente dell’esperienza di gioco, integrata nell’app Nintendo Switch per iOS e Android. È praticamente <strong>un'app dentro l'app</strong>, che aggiunge un nuovo livello di immersione alla vostra avventura.</p><p>Grazie a Zelda Notes, è possibile <strong>navigare la mappa in tempo reale</strong> sul proprio smartphone o tablet e sbloccare <strong>decine di Voice Memories</strong>, clip audio che arricchiscono il mondo di Hyrule di storie e misteri. Anche se sarebbe stato ideale trovarle direttamente nel gioco, queste memorie vocali danno una spinta in più alla voglia di esplorare ogni angolo del mondo.</p><p>L'app permette inoltre di <strong>consultare tutti i dati del proprio salvataggio</strong>, funzione che colma una delle lacune più sentite da chi gioca su Switch, e offre strumenti per <strong>condividere oggetti e progetti di costruzione</strong> per l’Autobuild tramite QR code.</p><p>Ma la chicca più coinvolgente è senza dubbio il <strong>Daily Bonus</strong>, una ruota della fortuna quotidiana che regala pasti energetici o potenziamenti utili per affrontare le profondità più oscure o le vette più alte di Hyrule. È proprio questo bonus giornaliero ad aver spinto molti a <strong>giocare con maggiore costanza</strong>, mantenendo viva la magia dell’avventura giorno dopo giorno.</p><h2 id="perche-acquistare-the-legend-of-zelda-tears-of-the-kingdom-nintendo-switch-2-edition">Perché acquistare The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom Nintendo Switch 2 Edition?</h2><h2 id="ragioni-per-acquistare-6">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>La versione definitiva di Tears of the Kingdom</strong></p><p>Se non avete mai giocato a <em>Tears of the Kingdom</em>, se all’epoca non vi aveva convinto a causa delle prestazioni limitate o se semplicemente volete rivivere l’esperienza in una veste rinnovata, la Nintendo Switch 2 Edition rappresenta il modo migliore per farlo. Questa edizione aggiornata valorizza ogni aspetto dell’avventura, offrendo la versione definitiva di uno dei migliori videogiochi di tutti i tempi.</p></div><div class="product"><p><strong>State cercando un motivo per acquistare Nintendo Switch 2</strong></p><p>Sì, Mario Kart World è fantastico, ma col tempo diventa più un gioco da party che un vero motivo per accendere la console dopo una lunga giornata. Se siete alla ricerca di un motivo concreto per acquistare Nintendo Switch 2, questa versione aggiornata di uno dei giochi migliori di sempre potrebbe essere l’occasione perfetta. Non lo diciamo alla leggera: Tears of the Kingdom a 60fps stabili è un vero system seller.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-8">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Non vi è piaciuto il gioco la prima volta</strong></p><p>Anche se questa nuova versione di Tears of the Kingdom ha completamente cambiato l’esperienza per molti giocatori, non può fare miracoli. Se in passato non avete apprezzato Breath of the Wild o Tears of the Kingdom perché non vi piace il genere open-world adventure, questa edizione non vi farà cambiare idea. I miglioramenti tecnici non modificano la natura stessa del gioco.</p></div><h2 id="accessibilita-3">Accessibilità </h2><p>La Nintendo Switch 2 Edition di The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom non introduce significativi aggiornamenti in termini di accessibilità. È ancora possibile usare il mirino giroscopico e rimappare i comandi dal menu della console, ma i prompt a schermo non si adatteranno di conseguenza. Non è possibile aumentare la dimensione del testo, disattivare il motion blur, o regolare altre impostazioni utili. Non esiste nemmeno una modalità di difficoltà, quindi se il sistema di armi che si rompono o la libertà dell’open world vi hanno messo in difficoltà in passato, non ci saranno opzioni per facilitarvi le cose.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Death Stranding 2: On the Beach ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nonostante l'affinità per giochi frenetici e ricchi di azione, <em>Death Stranding 2: On the Beach</em> riesce a far apprezzare <strong>la bellezza della lentezza</strong>.</p><p>C’è qualcosa di affascinante e quasi magico nel <strong>camminare attraverso i paesaggi selvaggi dell’Australia</strong>, consegnando pacchi da una stazione all’altra. Sebbene il gioco offra <strong>numerosi strumenti per velocizzare gli spostamenti</strong>, la tentazione di usarli svanisce presto: il mondo creato da <strong>Kojima Productions</strong> merita di essere vissuto <strong>con lentezza, passo dopo passo</strong>, godendo di ogni dettaglio.</p><p>I trailer di <em>Death Stranding 2: On the Beach</em> hanno messo in mostra <strong>molti momenti carichi di azione</strong>, lasciando intendere che questa volta ci saremmo trovati di fronte a <strong>un titolo più convenzionale</strong>, in risposta alla ricezione divisa del primo capitolo.</p><p>E invece no: sebbene <strong>l’azione sia decisamente migliorata</strong>, il cuore dell’esperienza rimane lo stesso. <strong>Esplorazione, consegne e solitudine</strong> restano centrali, e <strong>Kojima Productions non ha sacrificato l’identità dell’originale</strong> nel tentativo di allargare il pubblico. Un equilibrio raro, mantenuto con coerenza.</p><h2 id="meno-eroi-piu-umanita">Meno eroi, più umanità</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TaJJu2xrTHf8nzEWaEhEr3" name="1750667993.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TaJJu2xrTHf8nzEWaEhEr3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p>In <em>Death Stranding 2: On the Beach</em> torniamo a vestire i panni di Sam, ora ritiratosi in una vita tranquilla insieme alla piccola Lou. Ma la pace dura poco: Fragile lo rintraccia per affidargli un’ultima missione, collegare il Messico alla Rete Chirale e, di conseguenza, aprire un portale verso l’Australia.</p><p>Da qui, Sam entra a far parte dell’equipaggio della DHV Magellan, una nave galleggiante con un obiettivo ambizioso: <strong>riunire il mondo intero</strong> e porre rimedio al Death Stranding.</p><p>Questa volta, però, non c’è bisogno di spiegare chi è Sam. Il gioco <strong>si concede lunghi momenti riflessivi</strong>, con <strong>una storia più personale e introspettiva</strong>, retta da un <strong>Norman Reedus in stato di grazia</strong>. Le relazioni tra i personaggi diventano il motore narrativo, fino a un terzo atto che sfoggia il classico stile di Kojima: <strong>spettacolare, carico di rivelazioni e assolutamente memorabile</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="M8uQqb9GHy2jJJPH68oXfD" name="1750668087.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/M8uQqb9GHy2jJJPH68oXfD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p>Se nel primo <em>Death Stranding</em> il cast di supporto funzionava, in <em>On the Beach</em> <strong>raggiunge un altro livello</strong>. La nuova ciurma della DHV Magellan è composta da volti familiari come Fragile e da <strong>personaggi inediti carismatici</strong>: Tarman, Tomorrow, Rainy e soprattutto <strong>Dollman</strong>, un bizzarro compagno che ricorda Mimir di <em>God of War</em>. Legato alla cintura di Sam, funge da narratore e spalla emotiva, senza mai intaccare quel senso di solitudine che aveva reso unico l’originale. Anzi, <strong>finisce per diventare uno dei personaggi più toccanti</strong>, nonostante il suo aspetto da bambola ispirata a un regista turco.</p><p>Le dinamiche tra Fragile, Tomorrow e Rainy regalano alcune delle sequenze più memorabili, <strong>con Rainy al centro di una delle migliori sottotrame del gioco</strong>.</p><p>Sul fronte dei nemici, <strong>Higgs torna con una furia vendicativa che lo rende ancora più minaccioso</strong>, mentre Neil – il “nuovo Mads Mikkelsen” – appare in sequenze oniriche e flashback. La sua presenza è più limitata di quanto i trailer facessero pensare, ma <strong>la performance di Luca Marinelli è così intensa che commuove anche in pochi minuti</strong>.</p><h2 id="i-ll-keep-coming">I’ll keep coming </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SY3At8feqguFKv9y4GBUX5" name="1750668010.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SY3At8feqguFKv9y4GBUX5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p>Nonostante i trailer ricchi d’azione potessero far pensare il contrario, <em>Death Stranding 2: On the Beach</em> <strong>rimane fedele al suo cuore pulsante: l’esplorazione e le consegne</strong>. Le novità ci sono – nuovi strumenti, strutture e condizioni meteorologiche dinamiche come terremoti, tempeste di sabbia o whiteout – ma <strong>non stravolgono il gameplay</strong>, né influiscono troppo sul ritmo delle missioni.</p><p>Torna anche il <strong>sistema Strand</strong>, che permette di vedere nel proprio mondo costruzioni lasciate da altri giocatori. È ancora oggi <strong>uno dei migliori esempi di multiplayer asincrono</strong>, capace di trasmettere quel senso di connessione al centro dell’esperienza.</p><p>E poi c’è la musica. Come nel primo capitolo, anche qui <strong>ci sono momenti esaltanti in cui la telecamera si allontana, parte una traccia licenziata e si apre davanti a voi uno scenario mozzafiato</strong>. Stavolta è <strong>Woodkid a firmare le tracce principali</strong>, affiancato da Ludwig Forssell, e il risultato è <strong>una delle colonne sonore più belle degli ultimi anni</strong>, con un mix raffinato di synth, vocalità eteree e atmosfere cinematiche.</p><p>È anche possibile ascoltare liberamente le tracce durante l’esplorazione, ma chi sceglierà di non farlo verrà ricompensato da <strong>momenti musicali potenti e memorabili, come solo Kojima sa orchestrare</strong>.</p><h2 id="una-volta-ci-fu-un-esplosione">Una volta ci fu un'esplosione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="38cnA2XDVchUKmSLeXVSm6" name="1750668022.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/38cnA2XDVchUKmSLeXVSm6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p>Se nel primo capitolo il combattimento era quasi un optional, <em>Death Stranding 2</em> <strong>migliora sensibilmente il gunplay</strong>: le armi sono più numerose e il feeling è finalmente all’altezza di un titolo moderno. I nemici sono ancora presenti in avamposti sparsi per la mappa, offrendo un approccio libero in stile <em>Metal Gear Solid V</em>, anche se l’IA resta basilare.</p><p>I <strong>boss fight, punto debole dell’originale, sono ora molto più riusciti</strong>: i mostri di catrame tornano ma sono resi più interessanti da un kit ampliato e da pattern rivisti, mentre gli scontri contro mech offrono un cambio di ritmo benvenuto – pur riducendosi talvolta al classico “spara al punto debole luminoso”.</p><p>A livello tecnico, <em>Death Stranding 2</em> è <strong>semplicemente sbalorditivo</strong>. Anche in modalità performance, la scena iniziale sulle montagne è di una bellezza che lascia senza fiato: <strong>neve, luci, dettagli del terreno, modelli dei personaggi e persino il cielo</strong> contribuiscono a una resa grafica che <strong>sfida l’attuale stagnazione visiva</strong> del medium. Kojima Productions firma uno dei titoli più spettacolari dell’era PS5.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="V4R3fwsG8NiEvaqt2HGJZj" name="1750667938.jpg" caption="" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V4R3fwsG8NiEvaqt2HGJZj-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">L’introduzione di <em>Death Stranding 2</em> è una delle più memorabili degli ultimi anni: una camminata silenziosa con la piccola Lou tra le vette innevate, immersi in paesaggi mozzafiato e in una calma quasi surreale. Non ci sono combattimenti o tutorial invadenti, solo il tempo di respirare il mondo, osservare, ascoltare e lasciarsi trasportare. È un incipit potente, che riassume in pochi minuti tutta l’anima del gioco.</p></div></div><p>Sapevamo già di cosa fosse capace il <strong>motore Decima</strong> grazie alla serie <em>Horizon</em>, ma <em>Death Stranding 2</em> lo porta a un livello superiore. Giocato sia su <strong>PlayStation 5 Slim</strong> che su <strong>PlayStation 5 Pro</strong>, il titolo mantiene un <strong>frame rate solido</strong> e una qualità visiva sbalorditiva. Esiste anche una modalità risoluzione, ma i benefici grafici sono minimi rispetto alla fluidità offerta dalla <strong>modalità performance</strong>.</p><p>Durante la prova, non sono emersi bug gravi, anche se <strong>alcuni problemi audio</strong> hanno compromesso l’esperienza in momenti chiave: in più occasioni <strong>le tracce musicali non sono partite</strong>, incluso durante il boss finale, costringendo a un riavvio.</p><p><em>Death Stranding 2</em> è <strong>il seguito ideale</strong>: espande le idee del primo capitolo senza snaturarle. Kojima Productions conferma ancora una volta di <strong>non seguire mai la via più sicura</strong>, puntando tutto su <strong>traversal, narrazione e multigiocatore asincrono</strong>. Una scelta audace, ma perfettamente in linea con la sua visione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KwgwN9XifT7APeG5B2v6Z9" name="1750668048.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KwgwN9XifT7APeG5B2v6Z9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><h2 id="perche-giocare-a-death-stranding-2-on-the-beach">Perché giocare a Death Stranding 2: On the Beach?</h2><h2 id="perche-giocarci">Perché  giocarci </h2><div class="product"><p><strong>Vi piacciono i giochi strani e fuori dagli schemi</strong></p><p><em>Death Stranding 2</em> è un concentrato della tipica follia creativa di <strong>Hideo Kojima</strong>, pieno di momenti assurdi, personaggi surreali e un world-building unico nel suo genere. Non si discosta troppo dal primo capitolo, ma conserva una <strong>stranezza rara da vedere nei titoli AAA</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete sfruttare al massimo la vostra PS5 Pro</strong> </p><p>Anche su PS5 standard il gioco è visivamente straordinario, ma su <strong>PS5 Pro raggiunge vette grafiche impressionanti</strong>, mantenendo un <strong>frame rate stabile a 60fps</strong> anche in modalità performance.</p></div><div class="product"><p><strong>Amate la recitazione di alto livello nei videogiochi</strong></p><p>Tra <strong>mostri di fango e bambole parlanti</strong>, gli attori principali offrono performance eccellenti. Norman Reedus, Shioli Kutsuna, Léa Seydoux, Troy Baker e persino <strong>Jonathan Roumie</strong> (voce della celebre bambola) <strong>rendono credibile anche l’assurdo</strong>, elevando la narrativa del gioco.</p></div><h2 id="perche-non-giocarci">Perché NON giocarci </h2><div class="product"><p><strong>Non vi piacciono le trame complicate</strong> </p><p>Il mondo di <em>Death Stranding</em> è denso di concetti, personaggi e termini, tanto che il gioco include un <strong>glossario interno</strong> per aiutarvi a seguire tutto. Se non siete fan dell’<strong>eccessivo worldbuilding in stile Kojima</strong>, potreste trovarvi spaesati o infastiditi dalla mole di informazioni e dalla trama a tratti criptica.</p></div><div class="product"><p><strong>Non vi è piaciuto il primo Death Stranding</strong> </p><p>Anche se il secondo capitolo amplia il gioco con <strong>più azione e una scala più grande</strong>, <strong>la base rimane invariata</strong>: è ancora un gioco incentrato su esplorazione e consegne. Se l’esperienza del primo non vi ha convinto, è probabile che neanche questa riuscirà a farvi cambiare idea.</p></div><h2 id="accessibilita-4">Accessibilità </h2><p>Rispetto all’eccellente standard di accessibilità garantito da PlayStation Studios, <em>Death Stranding 2</em> risulta purtroppo piuttosto limitato. Alcune funzioni sono personalizzabili, come la corsa e la mira per la costruzione delle strutture (che si possono impostare su toggle invece che su pressione prolungata), oppure il gesto rassicurante verso Lou, che può passare dal motion control all’uso della levetta sinistra. È anche possibile regolare la sensibilità e la velocità della telecamera.</p><p>Tuttavia, mancano <strong>opzioni fondamentali</strong>: non ci sono <strong>modalità per daltonici</strong>, i <strong>sottotitoli</strong> non consentono la personalizzazione di sfondo, dimensione o colore del testo, e <strong>non è possibile rimappare i comandi</strong>. Sono presenti quattro livelli di difficoltà (Storia, Casuale, Normale e Brutale), ma il gioco <strong>non spiega chiaramente</strong> quali parametri cambiano effettivamente tra un’impostazione e l’altra.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/recensione-death-stranding-2-on-the-beach</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il secondo titolo di Kojima Productions conferma la sua unicità nel panorama videoludico ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Gaming]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VpFPTKjstSVrGC2Uusieue-1920-80.jpg" />
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Nonostante l'affinità per giochi frenetici e ricchi di azione, <em>Death Stranding 2: On the Beach</em> riesce a far apprezzare <strong>la bellezza della lentezza</strong>.</p><p>C’è qualcosa di affascinante e quasi magico nel <strong>camminare attraverso i paesaggi selvaggi dell’Australia</strong>, consegnando pacchi da una stazione all’altra. Sebbene il gioco offra <strong>numerosi strumenti per velocizzare gli spostamenti</strong>, la tentazione di usarli svanisce presto: il mondo creato da <strong>Kojima Productions</strong> merita di essere vissuto <strong>con lentezza, passo dopo passo</strong>, godendo di ogni dettaglio.</p><p>I trailer di <em>Death Stranding 2: On the Beach</em> hanno messo in mostra <strong>molti momenti carichi di azione</strong>, lasciando intendere che questa volta ci saremmo trovati di fronte a <strong>un titolo più convenzionale</strong>, in risposta alla ricezione divisa del primo capitolo.</p><p>E invece no: sebbene <strong>l’azione sia decisamente migliorata</strong>, il cuore dell’esperienza rimane lo stesso. <strong>Esplorazione, consegne e solitudine</strong> restano centrali, e <strong>Kojima Productions non ha sacrificato l’identità dell’originale</strong> nel tentativo di allargare il pubblico. Un equilibrio raro, mantenuto con coerenza.</p><h2 id="meno-eroi-piu-umanita">Meno eroi, più umanità</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TaJJu2xrTHf8nzEWaEhEr3" name="1750667993.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TaJJu2xrTHf8nzEWaEhEr3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p>In <em>Death Stranding 2: On the Beach</em> torniamo a vestire i panni di Sam, ora ritiratosi in una vita tranquilla insieme alla piccola Lou. Ma la pace dura poco: Fragile lo rintraccia per affidargli un’ultima missione, collegare il Messico alla Rete Chirale e, di conseguenza, aprire un portale verso l’Australia.</p><p>Da qui, Sam entra a far parte dell’equipaggio della DHV Magellan, una nave galleggiante con un obiettivo ambizioso: <strong>riunire il mondo intero</strong> e porre rimedio al Death Stranding.</p><p>Questa volta, però, non c’è bisogno di spiegare chi è Sam. Il gioco <strong>si concede lunghi momenti riflessivi</strong>, con <strong>una storia più personale e introspettiva</strong>, retta da un <strong>Norman Reedus in stato di grazia</strong>. Le relazioni tra i personaggi diventano il motore narrativo, fino a un terzo atto che sfoggia il classico stile di Kojima: <strong>spettacolare, carico di rivelazioni e assolutamente memorabile</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="M8uQqb9GHy2jJJPH68oXfD" name="1750668087.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/M8uQqb9GHy2jJJPH68oXfD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p>Se nel primo <em>Death Stranding</em> il cast di supporto funzionava, in <em>On the Beach</em> <strong>raggiunge un altro livello</strong>. La nuova ciurma della DHV Magellan è composta da volti familiari come Fragile e da <strong>personaggi inediti carismatici</strong>: Tarman, Tomorrow, Rainy e soprattutto <strong>Dollman</strong>, un bizzarro compagno che ricorda Mimir di <em>God of War</em>. Legato alla cintura di Sam, funge da narratore e spalla emotiva, senza mai intaccare quel senso di solitudine che aveva reso unico l’originale. Anzi, <strong>finisce per diventare uno dei personaggi più toccanti</strong>, nonostante il suo aspetto da bambola ispirata a un regista turco.</p><p>Le dinamiche tra Fragile, Tomorrow e Rainy regalano alcune delle sequenze più memorabili, <strong>con Rainy al centro di una delle migliori sottotrame del gioco</strong>.</p><p>Sul fronte dei nemici, <strong>Higgs torna con una furia vendicativa che lo rende ancora più minaccioso</strong>, mentre Neil – il “nuovo Mads Mikkelsen” – appare in sequenze oniriche e flashback. La sua presenza è più limitata di quanto i trailer facessero pensare, ma <strong>la performance di Luca Marinelli è così intensa che commuove anche in pochi minuti</strong>.</p><h2 id="i-ll-keep-coming">I’ll keep coming </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SY3At8feqguFKv9y4GBUX5" name="1750668010.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SY3At8feqguFKv9y4GBUX5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p>Nonostante i trailer ricchi d’azione potessero far pensare il contrario, <em>Death Stranding 2: On the Beach</em> <strong>rimane fedele al suo cuore pulsante: l’esplorazione e le consegne</strong>. Le novità ci sono – nuovi strumenti, strutture e condizioni meteorologiche dinamiche come terremoti, tempeste di sabbia o whiteout – ma <strong>non stravolgono il gameplay</strong>, né influiscono troppo sul ritmo delle missioni.</p><p>Torna anche il <strong>sistema Strand</strong>, che permette di vedere nel proprio mondo costruzioni lasciate da altri giocatori. È ancora oggi <strong>uno dei migliori esempi di multiplayer asincrono</strong>, capace di trasmettere quel senso di connessione al centro dell’esperienza.</p><p>E poi c’è la musica. Come nel primo capitolo, anche qui <strong>ci sono momenti esaltanti in cui la telecamera si allontana, parte una traccia licenziata e si apre davanti a voi uno scenario mozzafiato</strong>. Stavolta è <strong>Woodkid a firmare le tracce principali</strong>, affiancato da Ludwig Forssell, e il risultato è <strong>una delle colonne sonore più belle degli ultimi anni</strong>, con un mix raffinato di synth, vocalità eteree e atmosfere cinematiche.</p><p>È anche possibile ascoltare liberamente le tracce durante l’esplorazione, ma chi sceglierà di non farlo verrà ricompensato da <strong>momenti musicali potenti e memorabili, come solo Kojima sa orchestrare</strong>.</p><h2 id="una-volta-ci-fu-un-esplosione">Una volta ci fu un'esplosione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="38cnA2XDVchUKmSLeXVSm6" name="1750668022.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/38cnA2XDVchUKmSLeXVSm6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p>Se nel primo capitolo il combattimento era quasi un optional, <em>Death Stranding 2</em> <strong>migliora sensibilmente il gunplay</strong>: le armi sono più numerose e il feeling è finalmente all’altezza di un titolo moderno. I nemici sono ancora presenti in avamposti sparsi per la mappa, offrendo un approccio libero in stile <em>Metal Gear Solid V</em>, anche se l’IA resta basilare.</p><p>I <strong>boss fight, punto debole dell’originale, sono ora molto più riusciti</strong>: i mostri di catrame tornano ma sono resi più interessanti da un kit ampliato e da pattern rivisti, mentre gli scontri contro mech offrono un cambio di ritmo benvenuto – pur riducendosi talvolta al classico “spara al punto debole luminoso”.</p><p>A livello tecnico, <em>Death Stranding 2</em> è <strong>semplicemente sbalorditivo</strong>. Anche in modalità performance, la scena iniziale sulle montagne è di una bellezza che lascia senza fiato: <strong>neve, luci, dettagli del terreno, modelli dei personaggi e persino il cielo</strong> contribuiscono a una resa grafica che <strong>sfida l’attuale stagnazione visiva</strong> del medium. Kojima Productions firma uno dei titoli più spettacolari dell’era PS5.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="V4R3fwsG8NiEvaqt2HGJZj" name="1750667938.jpg" caption="" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V4R3fwsG8NiEvaqt2HGJZj-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">L’introduzione di <em>Death Stranding 2</em> è una delle più memorabili degli ultimi anni: una camminata silenziosa con la piccola Lou tra le vette innevate, immersi in paesaggi mozzafiato e in una calma quasi surreale. Non ci sono combattimenti o tutorial invadenti, solo il tempo di respirare il mondo, osservare, ascoltare e lasciarsi trasportare. È un incipit potente, che riassume in pochi minuti tutta l’anima del gioco.</p></div></div><p>Sapevamo già di cosa fosse capace il <strong>motore Decima</strong> grazie alla serie <em>Horizon</em>, ma <em>Death Stranding 2</em> lo porta a un livello superiore. Giocato sia su <strong>PlayStation 5 Slim</strong> che su <strong>PlayStation 5 Pro</strong>, il titolo mantiene un <strong>frame rate solido</strong> e una qualità visiva sbalorditiva. Esiste anche una modalità risoluzione, ma i benefici grafici sono minimi rispetto alla fluidità offerta dalla <strong>modalità performance</strong>.</p><p>Durante la prova, non sono emersi bug gravi, anche se <strong>alcuni problemi audio</strong> hanno compromesso l’esperienza in momenti chiave: in più occasioni <strong>le tracce musicali non sono partite</strong>, incluso durante il boss finale, costringendo a un riavvio.</p><p><em>Death Stranding 2</em> è <strong>il seguito ideale</strong>: espande le idee del primo capitolo senza snaturarle. Kojima Productions conferma ancora una volta di <strong>non seguire mai la via più sicura</strong>, puntando tutto su <strong>traversal, narrazione e multigiocatore asincrono</strong>. Una scelta audace, ma perfettamente in linea con la sua visione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KwgwN9XifT7APeG5B2v6Z9" name="1750668048.jpg" alt="A screenshot from the game Death Stranding 2: On the Beach" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KwgwN9XifT7APeG5B2v6Z9-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kojima Productions)</span></figcaption></figure><h2 id="perche-giocare-a-death-stranding-2-on-the-beach">Perché giocare a Death Stranding 2: On the Beach?</h2><h2 id="perche-giocarci">Perché  giocarci </h2><div class="product"><p><strong>Vi piacciono i giochi strani e fuori dagli schemi</strong></p><p><em>Death Stranding 2</em> è un concentrato della tipica follia creativa di <strong>Hideo Kojima</strong>, pieno di momenti assurdi, personaggi surreali e un world-building unico nel suo genere. Non si discosta troppo dal primo capitolo, ma conserva una <strong>stranezza rara da vedere nei titoli AAA</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete sfruttare al massimo la vostra PS5 Pro</strong> </p><p>Anche su PS5 standard il gioco è visivamente straordinario, ma su <strong>PS5 Pro raggiunge vette grafiche impressionanti</strong>, mantenendo un <strong>frame rate stabile a 60fps</strong> anche in modalità performance.</p></div><div class="product"><p><strong>Amate la recitazione di alto livello nei videogiochi</strong></p><p>Tra <strong>mostri di fango e bambole parlanti</strong>, gli attori principali offrono performance eccellenti. Norman Reedus, Shioli Kutsuna, Léa Seydoux, Troy Baker e persino <strong>Jonathan Roumie</strong> (voce della celebre bambola) <strong>rendono credibile anche l’assurdo</strong>, elevando la narrativa del gioco.</p></div><h2 id="perche-non-giocarci">Perché NON giocarci </h2><div class="product"><p><strong>Non vi piacciono le trame complicate</strong> </p><p>Il mondo di <em>Death Stranding</em> è denso di concetti, personaggi e termini, tanto che il gioco include un <strong>glossario interno</strong> per aiutarvi a seguire tutto. Se non siete fan dell’<strong>eccessivo worldbuilding in stile Kojima</strong>, potreste trovarvi spaesati o infastiditi dalla mole di informazioni e dalla trama a tratti criptica.</p></div><div class="product"><p><strong>Non vi è piaciuto il primo Death Stranding</strong> </p><p>Anche se il secondo capitolo amplia il gioco con <strong>più azione e una scala più grande</strong>, <strong>la base rimane invariata</strong>: è ancora un gioco incentrato su esplorazione e consegne. Se l’esperienza del primo non vi ha convinto, è probabile che neanche questa riuscirà a farvi cambiare idea.</p></div><h2 id="accessibilita-4">Accessibilità </h2><p>Rispetto all’eccellente standard di accessibilità garantito da PlayStation Studios, <em>Death Stranding 2</em> risulta purtroppo piuttosto limitato. Alcune funzioni sono personalizzabili, come la corsa e la mira per la costruzione delle strutture (che si possono impostare su toggle invece che su pressione prolungata), oppure il gesto rassicurante verso Lou, che può passare dal motion control all’uso della levetta sinistra. È anche possibile regolare la sensibilità e la velocità della telecamera.</p><p>Tuttavia, mancano <strong>opzioni fondamentali</strong>: non ci sono <strong>modalità per daltonici</strong>, i <strong>sottotitoli</strong> non consentono la personalizzazione di sfondo, dimensione o colore del testo, e <strong>non è possibile rimappare i comandi</strong>. Sono presenti quattro livelli di difficoltà (Storia, Casuale, Normale e Brutale), ma il gioco <strong>non spiega chiaramente</strong> quali parametri cambiano effettivamente tra un’impostazione e l’altra.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione LG C5 OLED TV ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-rapida"><span>LG C5 OLED TV: Recensione rapida </span></h3><p>L’<strong>LG C5</strong> è un televisore OLED di fascia media completo, che <strong>prosegue la tradizione della serie C</strong> offrendo un eccellente rapporto qualità-prezzo. Il modello da <strong>65 pollici</strong> testato arriva sul mercato italiano a circa <strong>2.500 euro</strong>, mantenendo lo stesso prezzo di lancio del precedente <strong>LG C4</strong>, uno dei migliori TV del 2024.</p><p>Il C5 introduce una serie di <strong>nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale</strong>, supportate dal <strong>processore Alpha 9 Gen 8</strong>, che porta con sé <strong>un leggero incremento della luminosità</strong> rispetto al modello precedente. La serie C di LG continua a essere un riferimento nel segmento OLED di fascia media: <strong>poche novità, ma tutte le qualità del C4 vengono mantenute</strong>.</p><p>La <strong>qualità d’immagine è eccellente</strong>: colori vividi e realistici, contrasti intensi e texture naturali fanno sì che il C5 <strong>rivali con i migliori OLED sul mercato</strong>. Anche la gestione del movimento è complessivamente buona, anche se in alcune scene può essere necessario intervenire sulle impostazioni per ottimizzare la fluidità.</p><p>Un punto debole rimane la gestione dei <strong>riflessi in ambienti molto illuminati</strong>, che può influire sulla visibilità delle scene scure. Il pannello, però, <strong>dà il meglio di sé in condizioni di luce controllata</strong>, dove restituisce un’immagine brillante e coinvolgente.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/DsABkIXzBK4" allowfullscreen></iframe></div></div><p>La <strong>qualità audio</strong> non è mai stata il punto forte dei TV OLED della serie C di LG, e anche il <strong>sistema integrato 2.2 con supporto Dolby Atmos</strong> del C5, seppur ben bilanciato e con una buona resa, <strong>non regge il confronto con le migliori soundbar disponibili</strong> sul mercato. Per chi sceglie il C5, <strong>l’aggiunta di una soundbar è decisamente consigliata</strong>.</p><p>Dal punto di vista del <strong>gaming</strong>, il C5 si posiziona tra i <strong>migliori televisori da gioco del 2025</strong>. Supporta <strong>4K a 144Hz, VRR, ALLM e Dolby Vision Gaming</strong>, offrendo prestazioni fluide, reattive e numerose opzioni per il cloud gaming, ideali anche per chi non possiede una console.</p><p>La piattaforma smart del C5 è <strong>webOS 25</strong>, arricchita dalle nuove funzioni IA già menzionate. Resta una delle <strong>interfacce più efficaci e intuitive sul mercato</strong>. La funzione <strong>Quick Cards</strong> si rivela utile nella gestione delle app, mentre il <strong>Quick Menu</strong> continua a essere apprezzato da chi desidera modificare frequentemente le impostazioni video.</p><p>Il design del C5 è <strong>essenziale ma curato</strong>. Il retro effetto marmo, il supporto in alluminio e il profilo sottile contribuiscono a conferirgli <strong>un aspetto elegante e moderno</strong>. Da segnalare anche il nuovo <strong>AI Magic Remote</strong>, dal design più snello e attuale rispetto alle versioni precedenti, anche se <strong>disponibile solo in alcune regioni</strong>.</p><p>I TV OLED della serie C di LG sono regolarmente tra le <strong>migliori scelte per rapporto qualità-prezzo</strong>. Sebbene il <strong>C5 abbia un prezzo di lancio elevato</strong> (intorno ai <strong>2.500 euro circa</strong> per il modello da 65"), è destinato a <strong>diventare più accessibile nel tempo</strong> grazie al calo dei prezzi. Va però considerato che il <strong>C4 è ancora disponibile a un costo più vantaggioso</strong>, e rappresenta al momento un'opzione più conveniente, considerando che <strong>le differenze con il C5 sono minime</strong>.</p><p>Detto questo, per chi è alla ricerca di un nuovo TV OLED, <strong>l’LG C5 resta una scelta eccellente</strong>, completa sotto ogni aspetto e pronta per il futuro.</p><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-prezzo-e-data-d-uscita"><span>LG C5 OLED TV recensione: Prezzo e data d'uscita </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sHBrT7LNpYUio8HRjnQVkG" name="LG C5 PQ 1" alt="LG C5 with AI Voice search on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sHBrT7LNpYUio8HRjnQVkG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>LG C5</strong> è stato lanciato a <strong>marzo 2025</strong> come modello di fascia media della gamma OLED di LG per quest’anno. Si posiziona <strong>sopra la serie LG B5</strong> e <strong>sotto i modelli top di gamma LG G5 e LG M5</strong>, offrendo una soluzione bilanciata tra prestazioni elevate e prezzo contenuto.</p><p>Il C5 è disponibile in <strong>diverse dimensioni</strong>, da <strong>42 a 83 pollici</strong>, per adattarsi a ogni tipo di ambiente e necessità.</p><p>Il <strong>prezzo di lancio</strong> è rimasto pressoché invariato rispetto a quello del precedente <strong>LG C4</strong>, con <strong>un’unica eccezione per il modello da 42 pollici</strong>, che in Italia costa circa <strong>100 euro in meno</strong> rispetto all’anno scorso. Tutti gli altri formati mantengono lo <strong>stesso prezzo iniziale del C4</strong>, consolidando la posizione della serie C come <strong>riferimento nel segmento OLED di fascia media</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-specifiche"><span>LG C5 OLED TV recensione: Specifiche </span></h3><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Tipologia schermo:</p></td><td  ><p>OLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Refresh rate:</p></td><td  ><p>144Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Supporto HDR:</p></td><td  ><p>Dolby Vision, HDR10, HLG</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Supporto Audio:</p></td><td  ><p>Dolby Atmos, DTS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Smart TV:</p></td><td  ><p>webOS 25</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Porte HDMI:</p></td><td  ><p>4x HDMI 2.1</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-caratteristiche"><span>LG C5 OLED TV recensione: Caratteristiche </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bkMNFstV5XhN2JLdijs9pG" name="LG C5 ports" alt="LG C5 ports" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bkMNFstV5XhN2JLdijs9pG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The LG C5's connections include 4 HDMI 2.1 ports </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>LG C5</strong> utilizza lo <strong>stesso pannello OLED Evo (EX)</strong> già visto sul <strong>C4</strong>, ma introduce il nuovo <strong>processore Alpha 9 Gen 8</strong>, che porta con sé <strong>funzionalità IA avanzate</strong> (approfondite nei paragrafi successivi) e il supporto alla tecnologia <strong>Brightness Booster</strong>. Quest’ultima, tuttavia, <strong>non è disponibile nei modelli da 42 e 48 pollici</strong>.</p><p>Come il suo predecessore, il C5 supporta il formato <strong>Dolby Vision</strong> per l’alta gamma dinamica, ma <strong>non è compatibile con HDR10+</strong>. Sul fronte audio, supporta i formati <strong>Dolby Atmos</strong> e <strong>DTS:X</strong>.</p><p>Anche il sistema audio rimane invariato rispetto al C4: <strong>2.2 canali con una potenza complessiva di 40W</strong>, compatibile con <strong>Dolby Atmos integrato</strong>. Tra le modalità disponibili ci sono <strong>Standard</strong>, <strong>Cinema</strong> e <strong>AI Sound Pro</strong>, oltre alla nuova funzione <strong>AI Sound Wizard</strong>, di cui parleremo più avanti.</p><p>Come da tradizione per LG, il C5 è <strong>molto ben equipaggiato per il gaming</strong>. Anche se non introduce novità rispetto al modello precedente, continua a offrire un pacchetto completo che include <strong>4K a 144Hz</strong>, <strong>VRR (compatibile con AMD FreeSync e Nvidia G-Sync)</strong>, <strong>HGiG</strong>, <strong>Dolby Vision Gaming</strong> e <strong>ALLM</strong>. È inoltre presente la modalità <strong>Game Optimizer</strong>, che consente di regolare rapidamente le impostazioni di gioco, incluso un <strong>boost per ridurre l’input lag</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sULEVK5WV47AuFButczQYG" name="LG C5 AI feature" alt="LG C5 with AI Voice search on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sULEVK5WV47AuFButczQYG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>LG C5</strong> utilizza la più recente versione della piattaforma smart TV dell’azienda, <strong>webOS 25</strong>, che porta con sé <strong>numerose funzionalità basate sull’intelligenza artificiale</strong>.</p><p>Tra queste, spicca <strong>AI Search</strong>, una funzione di ricerca avanzata che consente di trovare contenuti in base a criteri e domande dell’utente, e <strong>AI Concierge</strong>, che suggerisce film, serie e programmi basandosi sulla cronologia di visione. È inclusa anche <strong>AI Art</strong>, una funzione che permette di creare opere artistiche generate tramite IA. Ogni creazione richiede l’uso di crediti, ma <strong>vengono forniti 100 crediti iniziali</strong> con la possibilità di acquistarne altri.</p><p>Oltre al già noto <strong>AI Picture Wizard</strong>, che consente di creare una modalità immagine personalizzata attraverso una serie di prompt visivi, debutta anche il nuovo <strong>AI Sound Wizard</strong>, che funziona in modo analogo ma per l’audio: l’utente ascolta diverse clip sonore e, in base alle risposte, il sistema definisce <strong>un profilo audio su misura</strong>.</p><p>Per quanto riguarda l’interfaccia, la <strong>home screen è ancora più organizzata</strong> grazie a una versione ottimizzata di <strong>Quick Cards</strong>, introdotta per la prima volta con webOS 24, che consente di <strong>disporre le app per categoria</strong> (Sport, Giochi, ecc.) in modo pratico e immediato.</p><ul><li><strong>Caratteristiche: 5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-qualita-immagini"><span>LG C5 OLED TV recensione: Qualità immagini </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dNdxejjEu4y7rbBz5cPMXG" name="LG C5 Elemental" alt="LG C5 with Elemental on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dNdxejjEu4y7rbBz5cPMXG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>luminosità di picco in HDR</strong> dell’<strong>LG C5</strong>, misurata su una finestra bianca al 10%, ha raggiunto <strong>1.180 nit in modalità Filmmaker</strong> e <strong>1.198 nit in modalità Standard</strong>, segnando un netto miglioramento rispetto all’<strong>LG C4</strong>, che si era fermato a <strong>1.065 nit e 925 nit</strong>, rispettivamente. La <strong>luminosità HDR a schermo pieno</strong> (pattern bianco al 100%) è invece compresa tra <strong>195 e 200 nit</strong>, un leggero calo rispetto al C4.</p><p>L’<strong>upscaling dei contenuti a bassa risoluzione</strong> è uno dei punti di forza del C5. Uno streaming HD di <em>Fight Club</em> su Disney Plus ha beneficiato di un evidente aumento in luminosità e nitidezza, risultando visivamente vicino al 4K. Anche i contenuti in definizione standard (480p e inferiori) vengono ottimizzati: le texture vengono ripulite, pur restando naturalmente meno dettagliate.</p><p>La <strong>resa cromatica del C5 è eccellente</strong>. In uno streaming Dolby Vision di <em>Elemental</em> su Disney Plus, i colori risultavano vividi e dinamici, in particolare nelle scene in cui Ember modella il vetro e danza tra i minerali luccicanti. In <em>Star Wars: Gli ultimi Jedi</em>, sempre in Dolby Vision, la scena dello scontro nella sala del trono ha mostrato un’ampia gamma di rossi, <strong>riprodotti con grande intensità e precisione</strong>.</p><p>In termini di copertura del gamut, l’LG C5 ha raggiunto il <strong>99,4% dello spazio colore UHDA-P3</strong> e il <strong>75,1% del BT.2020</strong>, risultati di alto livello che spiegano la <strong>qualità cromatica elevata</strong> offerta dal pannello.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zJtrQ5wdKcwey3zbWGG8sG" name="LG C5 The Batman" alt="LG C5 with The Batman on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zJtrQ5wdKcwey3zbWGG8sG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>contrasto</strong> e la <strong>resa dei dettagli in ombra</strong> sull’<strong>LG C5</strong> sono risultati eccellenti. Durante la visione della sequenza iniziale della scena del crimine in <em>The Batman</em> su Blu-ray 4K, i <strong>dettagli nei tessuti</strong> venivano mantenuti anche nelle zone più buie, senza compromettere la profondità dei neri. Nella stessa scena, <strong>lampade e torce</strong> si distinguevano perfettamente dall’ambiente circostante, con un <strong>bilanciamento accurato tra luci intense e ombre</strong>. Le riprese aeree di Gotham mettevano in risalto <strong>le luci dei lampioni e le insegne al neon</strong>, mantenendo al contempo le <strong>tonalità cupe e nebulose</strong> degli edifici.</p><p>Nelle sequenze in bianco e nero di <em>Oppenheimer</em>, ombre e luci risultavano <strong>raffinate e realistiche</strong>, con <strong>una ricca gamma di grigi intermedi</strong>. In queste scene, è stato attivato il <strong>Dynamic Tone Mapping</strong> (disattivato di default in modalità Filmmaker), che ha permesso di ottenere <strong>bianchi più intensi e brillanti</strong> senza compromettere l’equilibrio delle tonalità scure.</p><p>La resa complessiva di <strong>texture e dettagli</strong> durante la visione è apparsa <strong>realistica e naturale</strong>. I <strong>tratti del volto e le tonalità della pelle</strong> risultavano fedeli, soprattutto nei primi piani di film come <em>The Batman</em> e <em>Top Gun: Maverick</em>. Anche gli <strong>oggetti e i tessuti</strong> mostravano una definizione tale da restituire <strong>un vero senso di profondità all’immagine</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Hns4Gjs9r5GoTiBJXdciDH" name="LG C5 PQ 5" alt="LG C5 with snow covered fence on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Hns4Gjs9r5GoTiBJXdciDH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>gestione del movimento</strong> sull’<strong>LG C5</strong> è solida. Le sequenze di volo più intense e i lunghi panoramici in <em>Top Gun: Maverick</em> scorrono in modo fluido, con <strong>solo lievi sfocature</strong>. In alcune scene, come un’inquadratura panoramica su un paesaggio roccioso in <em>No Time To Die</em>, il C5 ha mostrato qualche difficoltà, ma <strong>attivando la funzione Cinematic Movement</strong> nelle impostazioni TruMotion la situazione è migliorata sensibilmente.</p><p>Per la visione di <strong>eventi sportivi</strong>, la modalità immagine <strong>Standard con TruMotion impostato su Natural</strong> si è dimostrata la più equilibrata. Con queste opzioni attive, l’azione continua e dinamica di una partita di calcio veniva <strong>riprodotta in modo preciso</strong>. Chi preferisce un aspetto più “levigato” può regolare manualmente le impostazioni di de-blur e de-judder, anche se è consigliabile <strong>mantenere valori bassi</strong>, intorno a <strong>3</strong>, per evitare un effetto troppo artificiale.</p><p>Un limite del C5 rimane la <strong>gestione dei riflessi</strong>. Durante i test, con luci accese nella stanza, il <strong>riflesso sullo schermo era ben visibile</strong>, più marcato rispetto ai migliori TV mini-LED e OLED premium come <strong>LG G4 e Samsung S95D</strong>. Questo comportava una <strong>perdita di profondità dei neri e dettaglio nelle ombre</strong>, specialmente nelle scene più scure.</p><ul><li><strong>Qualità dell'immagine: 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-qualita-suono"><span>LG C5 OLED TV recensione: Qualità suono </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="y252uGuJktuyerHGy2pVcG" name="LG C5 AI Sound Wizard" alt="LG C5 with AI Personalized sound wizard on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y252uGuJktuyerHGy2pVcG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il sistema audio integrato dell’<strong>LG C5</strong> è composto da <strong>2.2 canali per una potenza totale di 40W</strong>, con supporto ai formati <strong>Dolby Atmos</strong> e <strong>DTS:X</strong> (tramite pass-through). La modalità <strong>AI Sound Pro</strong> consente ora un upmixing fino a <strong>11.1.2 canali</strong>, un miglioramento rispetto ai <strong>9.1.2 canali del C4</strong>.</p><p>In modalità Cinema (Movie), solitamente la predefinita consigliata, l’audio durante l’inseguimento con la <strong>Batmobile in </strong><em><strong>The Batman</strong></em> è risultato ben posizionato e ben integrato con l’azione su schermo. Il <strong>rumore dei pneumatici e del traffico</strong> appariva preciso, con una discreta resa dei <strong>bassi</strong> e un buon rombo del motore, anche se il tutto risultava ancora limitato rispetto a modelli con prestazioni sonore superiori, come il <strong>Sony Bravia 8</strong>. Gli effetti in altezza del Dolby Atmos erano percepibili ma <strong>poco estesi</strong>, e lo <strong>spazio sonoro</strong> avrebbe potuto essere più ampio.</p><p>Interessante invece l’effetto della modalità <strong>AI Sound Pro</strong> sulla stessa scena: il <strong>soundstage è apparso più ampio e profondo</strong>, i bassi più controllati (pur restando contenuti), e l’audio nel complesso più <strong>chiaro e immersivo</strong>. Il suono può risultare <strong>più brillante</strong>, il che potrebbe non piacere a tutti, ma l’effetto finale restituisce un maggiore coinvolgimento. In ogni caso, il C5 <strong>rende al meglio se affiancato a una soundbar Dolby Atmos di qualità</strong>, che possa completare l’eccellente comparto video.</p><p>Tra le novità introdotte con <strong>webOS 25</strong> c’è anche <strong>AI Sound Wizard</strong>, una funzione che consente di <strong>creare un profilo audio personalizzato</strong> ascoltando diverse clip sonore. Sono stati testati tre preset: <strong>Balanced</strong>, <strong>Natural and Rich</strong> e <strong>Rich and Vivid</strong>. Tutti risultano <strong>un po’ piatti</strong>, e alla fine le modalità <strong>AI Sound Pro</strong> e <strong>Cinema</strong> sono apparse nettamente più efficaci. Resta comunque apprezzabile il <strong>livello di personalizzazione offerto</strong>.</p><ul><li><strong>Qualità suono: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-design"><span>LG C5 OLED TV recensione: Design </span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SgUMwQYvKoYhWQk86ie3uG-1920-80.jpg" alt="LG C5 with AI Voice search on screen " /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Bjb4Giwtd2oA5eZBFUg7JH-1920-80.jpg" alt="LG C5 rear panel with marble effect" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il design dell’<strong>LG C5</strong> è in linea con quanto ci si aspetta da un <strong>OLED di fascia media</strong>. Il profilo sottile e lo schermo quasi privo di bordi gli conferiscono <strong>un aspetto moderno e raffinato</strong>, dove l’immagine è protagonista assoluta.</p><p>Tutti i collegamenti, inclusi <strong>quattro ingressi HDMI 2.1</strong>, sono <strong>facilmente accessibili sul lato del pannello</strong>, una soluzione comoda e non sempre adottata da altri produttori.</p><ul><li><strong>Design: 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-smart-tv-e-menu"><span>LG C5 OLED TV recensione: Smart TV e menu</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KBXjYaCCM4PRYWkDE3ZDrG" name="LG C5 webOS 25 home menu" alt="LG C5 with webOS 25 home menu on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KBXjYaCCM4PRYWkDE3ZDrG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>C5</strong> utilizza la piattaforma smart <strong>webOS</strong> di LG, che nella sua ultima versione, <strong>webOS 25</strong>, introduce una <strong>serie di nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale</strong>. Tra queste troviamo <strong>AI Search</strong>, <strong>AI Concierge</strong>, <strong>AI Art</strong> e <strong>AI Sound Wizard</strong>, oltre a <strong>miglioramenti al chatbot IA</strong> introdotto in webOS 24.</p><p>Durante i test, ponendo domande al chatbot su come <strong>migliorare la luminosità dell'immagine o la qualità del suono</strong>, il sistema è stato in grado di fornire <strong>suggerimenti utili</strong> per modificare le impostazioni. Ha mostrato però dei limiti con domande più complesse, ma rimane comunque <strong>uno strumento valido per molti utenti</strong>, soprattutto quelli meno esperti.</p><p>LG ha anche ampliato il livello di <strong>personalizzazione</strong> con l’introduzione del nuovo <strong>Voice ID</strong>, una funzione pensata per l’uso condiviso in famiglia. Il C5 <strong>supporta più profili utente</strong>, in modo da offrire <strong>raccomandazioni di contenuti e impostazioni su misura</strong> per ciascuno. Se Voice ID è attivo, <strong>webOS riconosce automaticamente chi sta parlando</strong> e adatta l’esperienza di conseguenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cXvgqxWfJeudDomZchNFHf" name="LG C5 Game Quick Card" alt="LG C5 with Game Quick Card on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cXvgqxWfJeudDomZchNFHf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tra le funzionalità mantenute in <strong>webOS 25</strong>, spicca ancora <strong>Quick Cards</strong>, che organizza la home in <strong>hub tematici</strong> come <strong>Sport</strong>, <strong>Giochi</strong> e <strong>Accessibilità</strong>. Nella sezione Sport, è possibile <strong>selezionare le proprie squadre preferite</strong>, con collegamenti automatici a <strong>partite in diretta o imminenti, risultati e contenuti correlati</strong> da piattaforme come YouTube e altri servizi di streaming.</p><p>Il layout della <strong>home screen è molto simile a quello di webOS 24</strong>. L’immagine banner in alto può risultare <strong>invasiva</strong>, ma nel complesso l’interfaccia rimane <strong>intuitiva e ben organizzata</strong>.</p><p>Uno dei veri punti di forza dei TV LG rispetto alla concorrenza è il <strong>Quick Menu</strong>, che consente di <strong>modificare rapidamente le impostazioni</strong> senza interrompere la visione. Le opzioni per regolare immagine e suono sono <strong>numerose</strong>, ideali per chi ama personalizzare l’esperienza, ma allo stesso tempo sono <strong>disposte in modo accessibile anche per chi preferisce un uso più semplice e diretto</strong>.</p><ul><li><strong>Smart TV e menu 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-gaming"><span>LG C5 OLED TV recensione: Gaming </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="y5RdDEEfEzMbLVQjeEL6DH" name="LG C5 gaming" alt="LG C5 with Battlefield V and Game Bar on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y5RdDEEfEzMbLVQjeEL6DH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>LG C5</strong> si conferma uno dei migliori <strong>TV da gaming del 2025</strong>. Tra le sue caratteristiche troviamo il supporto completo a <strong>4K 144Hz</strong>, <strong>VRR</strong> (compatibile con <strong>AMD FreeSync Premium</strong> e <strong>Nvidia G-Sync</strong>), <strong>HGiG</strong>, <strong>Dolby Vision Gaming</strong> e <strong>ALLM</strong>, il tutto su <strong>quattro porte HDMI 2.1</strong>.</p><p>È presente anche la modalità <strong>Game Optimizer</strong>, che consente di regolare facilmente le impostazioni dedicate al gioco. Nel menu principale, la <strong>Game Quick Card</strong> offre l’accesso rapido a <strong>piattaforme di cloud gaming</strong> come <strong>Amazon Luna</strong> e <strong>Nvidia GeForce Now</strong>, oltre ad altre opzioni e impostazioni specifiche per il gaming.</p><p>Le prestazioni in gioco sono ottime. Durante una sessione con <em>Battlefield V</em> su <strong>Xbox Series X</strong>, le sequenze di battaglia più intense, con movimenti rapidi e mira precisa, sono risultate <strong>fluide e prive di tearing o sfocature</strong>, restituendo un’esperienza di gioco <strong>scorrevole e immersiva</strong>. La qualità visiva del C5 aggiunge ulteriore valore, con <strong>colori vivaci, contrasti intensi e dettagli ben definiti</strong> che esaltano ogni scena.</p><ul><li><strong>Gaming: 5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-valore"><span>LG C5 OLED TV: Valore </span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yEBD5G2UgmTw4uWZUNLfYF-1920-80.jpg" alt="LG C5 AI Magic Remote " /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BFe9o9rAtkBBoZM9XAnk2H-1920-80.jpg" alt="LG C5 Magic Remote with AI button" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Valutare il rapporto qualità-prezzo dell’<strong>LG C5</strong> non è semplice. Da un lato, si tratta di un <strong>TV ricco di funzionalità</strong>, con <strong>quasi tutto il necessario per film e gaming</strong>, affiancato da un set di <strong>strumenti smart tra i migliori sul mercato</strong>. Anche se i prezzi dei modelli 2025 di fascia media di <strong>Samsung, Sony e Panasonic</strong> non sono ancora stati annunciati, è probabile che il <strong>C5 rimanga la proposta più vantaggiosa</strong> del gruppo.</p><p>Dall’altro lato, nonostante il <strong>leggero incremento di luminosità</strong> e l’introduzione di <strong>nuove funzioni IA</strong>, il C5 risulta <strong>molto simile al suo predecessore, l’LG C4</strong>. Al momento della stesura, il <strong>modello da 65 pollici del C5 costa circa 2.500 euro</strong>, mentre un <strong>65 pollici del C4 si trova facilmente a circa 1.400 euro</strong>, con una <strong>differenza di prezzo significativa</strong>. Il divario tra C4 e C3 era giustificato da un vero salto di qualità, ma <strong>non si può dire lo stesso per il passaggio da C4 a C5</strong>.</p><p>Resta comunque il fatto che <strong>il C5 è un eccellente TV</strong>, capace di <strong>giustificare il suo prezzo per chi cerca il meglio e vuole un modello aggiornato</strong>. I prezzi caleranno nei prossimi mesi, ma <strong>fino a quando il C4 sarà disponibile, rimane la scelta più conveniente</strong>. Una volta uscito dal mercato, però, <strong>il C5 sarà un degno successore</strong>.</p><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-l-lg-c5-oled-tv"><span>Perché acquistare l'LG C5 OLED TV?</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5hR9YPDAXhkvKtJ6u4H45H" name="LG C5 PQ 2" alt="LG C5 with landscape shot of city at night on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5hR9YPDAXhkvKtJ6u4H45H-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-acquistare-7">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una qualità d’immagine eccezionale</strong> </p><p>Grazie a contrasto elevato, colori intensi e dettagli realistici, l’LG C5 offre un’esperienza visiva che supera le aspettative per un modello di fascia media. <a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="5bb6a325-751d-48cd-9d48-033d76e1b7ea" data-action="Deal Block" data-label="Volete una qualità d’immagine eccezionale Grazie a contrasto elevato, colori intensi e dettagli realistici, l’LG C5 offre un’esperienza visiva che supera le aspettative per un modello di fascia media." data-dimension48="Volete una qualità d’immagine eccezionale Grazie a contrasto elevato, colori intensi e dettagli realistici, l’LG C5 offre un’esperienza visiva che supera le aspettative per un modello di fascia media." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Volete un OLED pensato per il gaming </p><p>Con tutte le funzionalità essenziali per il gioco, prestazioni fluide e un comparto visivo all’altezza, il C5 è perfetto per chi cerca un TV OLED da gaming.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="6ffeb4a6-9569-4393-ac15-58494edaf979" data-action="Deal Block" data-label="Volete un OLED pensato per il gaming Con tutte le funzionalità essenziali per il gioco, prestazioni fluide e un comparto visivo all’altezza, il C5 è perfetto per chi cerca un TV OLED da gaming." data-dimension48="Volete un OLED pensato per il gaming Con tutte le funzionalità essenziali per il gioco, prestazioni fluide e un comparto visivo all’altezza, il C5 è perfetto per chi cerca un TV OLED da gaming." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Volete una piattaforma smart TV </p><p>intuitiva webOS 25 è facile da usare, con un layout ben organizzato e ora arricchito da numerose funzioni basate sull’IA che molti troveranno particolarmente utili.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="34f85891-2375-4d4f-a74a-376fa888dd39" data-action="Deal Block" data-label="Volete una piattaforma smart TV intuitiva webOS 25 è facile da usare, con un layout ben organizzato e ora arricchito da numerose funzioni basate sull’IA che molti troveranno particolarmente utili." data-dimension48="Volete una piattaforma smart TV intuitiva webOS 25 è facile da usare, con un layout ben organizzato e ora arricchito da numerose funzioni basate sull’IA che molti troveranno particolarmente utili." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-7">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete già un LG C4</strong> </p><p>Nonostante sia un ottimo TV, l’LG C5 rappresenta solo un aggiornamento marginale rispetto al modello dello scorso anno. Se possedete già un C4, non è necessario passare al C5.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="600c3f25-7054-4343-8e8c-5b4cb4cab078" data-action="Deal Block" data-label="Avete già un LG C4 Nonostante sia un ottimo TV, l’LG C5 rappresenta solo un aggiornamento marginale rispetto al modello dello scorso anno. Se possedete già un C4, non è necessario passare al C5." data-dimension48="Avete già un LG C4 Nonostante sia un ottimo TV, l’LG C5 rappresenta solo un aggiornamento marginale rispetto al modello dello scorso anno. Se possedete già un C4, non è necessario passare al C5." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Cercate il supporto a HDR10+ </strong></p><p>Il C5 supporta Dolby Vision, ma non è compatibile con HDR10+, un formato HDR che sta diventando sempre più diffuso sulle piattaforme di streaming.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="16702cdb-2af6-4054-85c2-85739fd91ed1" data-action="Deal Block" data-label="Cercate il supporto a HDR10+ Il C5 supporta Dolby Vision, ma non è compatibile con HDR10+, un formato HDR che sta diventando sempre più diffuso sulle piattaforme di streaming." data-dimension48="Cercate il supporto a HDR10+ Il C5 supporta Dolby Vision, ma non è compatibile con HDR10+, un formato HDR che sta diventando sempre più diffuso sulle piattaforme di streaming." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Volete il miglior audio integrato </strong></p><p>L’audio del C5 è sufficiente per la maggior parte degli utenti, ma non è all’altezza della qualità dell’immagine offerta. Chi cerca un suono eccellente integrato potrebbe rimanere parzialmente deluso.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="a9211093-e7e1-416c-89ad-e8b63f52be31" data-action="Deal Block" data-label="Volete il miglior audio integrato L’audio del C5 è sufficiente per la maggior parte degli utenti, ma non è all’altezza della qualità dell’immagine offerta. Chi cerca un suono eccellente integrato potrebbe rimanere parzialmente deluso." data-dimension48="Volete il miglior audio integrato L’audio del C5 è sufficiente per la maggior parte degli utenti, ma non è all’altezza della qualità dell’immagine offerta. Chi cerca un suono eccellente integrato potrebbe rimanere parzialmente deluso." data-dimension25="">View Deal</a></p></div> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Anche quest’anno, LG punta su un rapporto qualità-prezzo competitivo, con modelli della serie C disponibili a partire da circa 1.500 euro, variabili in base alla diagonale scelta ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Televisions]]></category>
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-rapida"><span>LG C5 OLED TV: Recensione rapida </span></h3><p>L’<strong>LG C5</strong> è un televisore OLED di fascia media completo, che <strong>prosegue la tradizione della serie C</strong> offrendo un eccellente rapporto qualità-prezzo. Il modello da <strong>65 pollici</strong> testato arriva sul mercato italiano a circa <strong>2.500 euro</strong>, mantenendo lo stesso prezzo di lancio del precedente <strong>LG C4</strong>, uno dei migliori TV del 2024.</p><p>Il C5 introduce una serie di <strong>nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale</strong>, supportate dal <strong>processore Alpha 9 Gen 8</strong>, che porta con sé <strong>un leggero incremento della luminosità</strong> rispetto al modello precedente. La serie C di LG continua a essere un riferimento nel segmento OLED di fascia media: <strong>poche novità, ma tutte le qualità del C4 vengono mantenute</strong>.</p><p>La <strong>qualità d’immagine è eccellente</strong>: colori vividi e realistici, contrasti intensi e texture naturali fanno sì che il C5 <strong>rivali con i migliori OLED sul mercato</strong>. Anche la gestione del movimento è complessivamente buona, anche se in alcune scene può essere necessario intervenire sulle impostazioni per ottimizzare la fluidità.</p><p>Un punto debole rimane la gestione dei <strong>riflessi in ambienti molto illuminati</strong>, che può influire sulla visibilità delle scene scure. Il pannello, però, <strong>dà il meglio di sé in condizioni di luce controllata</strong>, dove restituisce un’immagine brillante e coinvolgente.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/DsABkIXzBK4" allowfullscreen></iframe></div></div><p>La <strong>qualità audio</strong> non è mai stata il punto forte dei TV OLED della serie C di LG, e anche il <strong>sistema integrato 2.2 con supporto Dolby Atmos</strong> del C5, seppur ben bilanciato e con una buona resa, <strong>non regge il confronto con le migliori soundbar disponibili</strong> sul mercato. Per chi sceglie il C5, <strong>l’aggiunta di una soundbar è decisamente consigliata</strong>.</p><p>Dal punto di vista del <strong>gaming</strong>, il C5 si posiziona tra i <strong>migliori televisori da gioco del 2025</strong>. Supporta <strong>4K a 144Hz, VRR, ALLM e Dolby Vision Gaming</strong>, offrendo prestazioni fluide, reattive e numerose opzioni per il cloud gaming, ideali anche per chi non possiede una console.</p><p>La piattaforma smart del C5 è <strong>webOS 25</strong>, arricchita dalle nuove funzioni IA già menzionate. Resta una delle <strong>interfacce più efficaci e intuitive sul mercato</strong>. La funzione <strong>Quick Cards</strong> si rivela utile nella gestione delle app, mentre il <strong>Quick Menu</strong> continua a essere apprezzato da chi desidera modificare frequentemente le impostazioni video.</p><p>Il design del C5 è <strong>essenziale ma curato</strong>. Il retro effetto marmo, il supporto in alluminio e il profilo sottile contribuiscono a conferirgli <strong>un aspetto elegante e moderno</strong>. Da segnalare anche il nuovo <strong>AI Magic Remote</strong>, dal design più snello e attuale rispetto alle versioni precedenti, anche se <strong>disponibile solo in alcune regioni</strong>.</p><p>I TV OLED della serie C di LG sono regolarmente tra le <strong>migliori scelte per rapporto qualità-prezzo</strong>. Sebbene il <strong>C5 abbia un prezzo di lancio elevato</strong> (intorno ai <strong>2.500 euro circa</strong> per il modello da 65"), è destinato a <strong>diventare più accessibile nel tempo</strong> grazie al calo dei prezzi. Va però considerato che il <strong>C4 è ancora disponibile a un costo più vantaggioso</strong>, e rappresenta al momento un'opzione più conveniente, considerando che <strong>le differenze con il C5 sono minime</strong>.</p><p>Detto questo, per chi è alla ricerca di un nuovo TV OLED, <strong>l’LG C5 resta una scelta eccellente</strong>, completa sotto ogni aspetto e pronta per il futuro.</p><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-prezzo-e-data-d-uscita"><span>LG C5 OLED TV recensione: Prezzo e data d'uscita </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sHBrT7LNpYUio8HRjnQVkG" name="LG C5 PQ 1" alt="LG C5 with AI Voice search on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sHBrT7LNpYUio8HRjnQVkG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>LG C5</strong> è stato lanciato a <strong>marzo 2025</strong> come modello di fascia media della gamma OLED di LG per quest’anno. Si posiziona <strong>sopra la serie LG B5</strong> e <strong>sotto i modelli top di gamma LG G5 e LG M5</strong>, offrendo una soluzione bilanciata tra prestazioni elevate e prezzo contenuto.</p><p>Il C5 è disponibile in <strong>diverse dimensioni</strong>, da <strong>42 a 83 pollici</strong>, per adattarsi a ogni tipo di ambiente e necessità.</p><p>Il <strong>prezzo di lancio</strong> è rimasto pressoché invariato rispetto a quello del precedente <strong>LG C4</strong>, con <strong>un’unica eccezione per il modello da 42 pollici</strong>, che in Italia costa circa <strong>100 euro in meno</strong> rispetto all’anno scorso. Tutti gli altri formati mantengono lo <strong>stesso prezzo iniziale del C4</strong>, consolidando la posizione della serie C come <strong>riferimento nel segmento OLED di fascia media</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-specifiche"><span>LG C5 OLED TV recensione: Specifiche </span></h3><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Tipologia schermo:</p></td><td  ><p>OLED</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Refresh rate:</p></td><td  ><p>144Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Supporto HDR:</p></td><td  ><p>Dolby Vision, HDR10, HLG</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Supporto Audio:</p></td><td  ><p>Dolby Atmos, DTS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Smart TV:</p></td><td  ><p>webOS 25</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Porte HDMI:</p></td><td  ><p>4x HDMI 2.1</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-caratteristiche"><span>LG C5 OLED TV recensione: Caratteristiche </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bkMNFstV5XhN2JLdijs9pG" name="LG C5 ports" alt="LG C5 ports" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bkMNFstV5XhN2JLdijs9pG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The LG C5's connections include 4 HDMI 2.1 ports </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>LG C5</strong> utilizza lo <strong>stesso pannello OLED Evo (EX)</strong> già visto sul <strong>C4</strong>, ma introduce il nuovo <strong>processore Alpha 9 Gen 8</strong>, che porta con sé <strong>funzionalità IA avanzate</strong> (approfondite nei paragrafi successivi) e il supporto alla tecnologia <strong>Brightness Booster</strong>. Quest’ultima, tuttavia, <strong>non è disponibile nei modelli da 42 e 48 pollici</strong>.</p><p>Come il suo predecessore, il C5 supporta il formato <strong>Dolby Vision</strong> per l’alta gamma dinamica, ma <strong>non è compatibile con HDR10+</strong>. Sul fronte audio, supporta i formati <strong>Dolby Atmos</strong> e <strong>DTS:X</strong>.</p><p>Anche il sistema audio rimane invariato rispetto al C4: <strong>2.2 canali con una potenza complessiva di 40W</strong>, compatibile con <strong>Dolby Atmos integrato</strong>. Tra le modalità disponibili ci sono <strong>Standard</strong>, <strong>Cinema</strong> e <strong>AI Sound Pro</strong>, oltre alla nuova funzione <strong>AI Sound Wizard</strong>, di cui parleremo più avanti.</p><p>Come da tradizione per LG, il C5 è <strong>molto ben equipaggiato per il gaming</strong>. Anche se non introduce novità rispetto al modello precedente, continua a offrire un pacchetto completo che include <strong>4K a 144Hz</strong>, <strong>VRR (compatibile con AMD FreeSync e Nvidia G-Sync)</strong>, <strong>HGiG</strong>, <strong>Dolby Vision Gaming</strong> e <strong>ALLM</strong>. È inoltre presente la modalità <strong>Game Optimizer</strong>, che consente di regolare rapidamente le impostazioni di gioco, incluso un <strong>boost per ridurre l’input lag</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sULEVK5WV47AuFButczQYG" name="LG C5 AI feature" alt="LG C5 with AI Voice search on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sULEVK5WV47AuFButczQYG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>LG C5</strong> utilizza la più recente versione della piattaforma smart TV dell’azienda, <strong>webOS 25</strong>, che porta con sé <strong>numerose funzionalità basate sull’intelligenza artificiale</strong>.</p><p>Tra queste, spicca <strong>AI Search</strong>, una funzione di ricerca avanzata che consente di trovare contenuti in base a criteri e domande dell’utente, e <strong>AI Concierge</strong>, che suggerisce film, serie e programmi basandosi sulla cronologia di visione. È inclusa anche <strong>AI Art</strong>, una funzione che permette di creare opere artistiche generate tramite IA. Ogni creazione richiede l’uso di crediti, ma <strong>vengono forniti 100 crediti iniziali</strong> con la possibilità di acquistarne altri.</p><p>Oltre al già noto <strong>AI Picture Wizard</strong>, che consente di creare una modalità immagine personalizzata attraverso una serie di prompt visivi, debutta anche il nuovo <strong>AI Sound Wizard</strong>, che funziona in modo analogo ma per l’audio: l’utente ascolta diverse clip sonore e, in base alle risposte, il sistema definisce <strong>un profilo audio su misura</strong>.</p><p>Per quanto riguarda l’interfaccia, la <strong>home screen è ancora più organizzata</strong> grazie a una versione ottimizzata di <strong>Quick Cards</strong>, introdotta per la prima volta con webOS 24, che consente di <strong>disporre le app per categoria</strong> (Sport, Giochi, ecc.) in modo pratico e immediato.</p><ul><li><strong>Caratteristiche: 5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-qualita-immagini"><span>LG C5 OLED TV recensione: Qualità immagini </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dNdxejjEu4y7rbBz5cPMXG" name="LG C5 Elemental" alt="LG C5 with Elemental on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dNdxejjEu4y7rbBz5cPMXG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>luminosità di picco in HDR</strong> dell’<strong>LG C5</strong>, misurata su una finestra bianca al 10%, ha raggiunto <strong>1.180 nit in modalità Filmmaker</strong> e <strong>1.198 nit in modalità Standard</strong>, segnando un netto miglioramento rispetto all’<strong>LG C4</strong>, che si era fermato a <strong>1.065 nit e 925 nit</strong>, rispettivamente. La <strong>luminosità HDR a schermo pieno</strong> (pattern bianco al 100%) è invece compresa tra <strong>195 e 200 nit</strong>, un leggero calo rispetto al C4.</p><p>L’<strong>upscaling dei contenuti a bassa risoluzione</strong> è uno dei punti di forza del C5. Uno streaming HD di <em>Fight Club</em> su Disney Plus ha beneficiato di un evidente aumento in luminosità e nitidezza, risultando visivamente vicino al 4K. Anche i contenuti in definizione standard (480p e inferiori) vengono ottimizzati: le texture vengono ripulite, pur restando naturalmente meno dettagliate.</p><p>La <strong>resa cromatica del C5 è eccellente</strong>. In uno streaming Dolby Vision di <em>Elemental</em> su Disney Plus, i colori risultavano vividi e dinamici, in particolare nelle scene in cui Ember modella il vetro e danza tra i minerali luccicanti. In <em>Star Wars: Gli ultimi Jedi</em>, sempre in Dolby Vision, la scena dello scontro nella sala del trono ha mostrato un’ampia gamma di rossi, <strong>riprodotti con grande intensità e precisione</strong>.</p><p>In termini di copertura del gamut, l’LG C5 ha raggiunto il <strong>99,4% dello spazio colore UHDA-P3</strong> e il <strong>75,1% del BT.2020</strong>, risultati di alto livello che spiegano la <strong>qualità cromatica elevata</strong> offerta dal pannello.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zJtrQ5wdKcwey3zbWGG8sG" name="LG C5 The Batman" alt="LG C5 with The Batman on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zJtrQ5wdKcwey3zbWGG8sG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>contrasto</strong> e la <strong>resa dei dettagli in ombra</strong> sull’<strong>LG C5</strong> sono risultati eccellenti. Durante la visione della sequenza iniziale della scena del crimine in <em>The Batman</em> su Blu-ray 4K, i <strong>dettagli nei tessuti</strong> venivano mantenuti anche nelle zone più buie, senza compromettere la profondità dei neri. Nella stessa scena, <strong>lampade e torce</strong> si distinguevano perfettamente dall’ambiente circostante, con un <strong>bilanciamento accurato tra luci intense e ombre</strong>. Le riprese aeree di Gotham mettevano in risalto <strong>le luci dei lampioni e le insegne al neon</strong>, mantenendo al contempo le <strong>tonalità cupe e nebulose</strong> degli edifici.</p><p>Nelle sequenze in bianco e nero di <em>Oppenheimer</em>, ombre e luci risultavano <strong>raffinate e realistiche</strong>, con <strong>una ricca gamma di grigi intermedi</strong>. In queste scene, è stato attivato il <strong>Dynamic Tone Mapping</strong> (disattivato di default in modalità Filmmaker), che ha permesso di ottenere <strong>bianchi più intensi e brillanti</strong> senza compromettere l’equilibrio delle tonalità scure.</p><p>La resa complessiva di <strong>texture e dettagli</strong> durante la visione è apparsa <strong>realistica e naturale</strong>. I <strong>tratti del volto e le tonalità della pelle</strong> risultavano fedeli, soprattutto nei primi piani di film come <em>The Batman</em> e <em>Top Gun: Maverick</em>. Anche gli <strong>oggetti e i tessuti</strong> mostravano una definizione tale da restituire <strong>un vero senso di profondità all’immagine</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Hns4Gjs9r5GoTiBJXdciDH" name="LG C5 PQ 5" alt="LG C5 with snow covered fence on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Hns4Gjs9r5GoTiBJXdciDH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>gestione del movimento</strong> sull’<strong>LG C5</strong> è solida. Le sequenze di volo più intense e i lunghi panoramici in <em>Top Gun: Maverick</em> scorrono in modo fluido, con <strong>solo lievi sfocature</strong>. In alcune scene, come un’inquadratura panoramica su un paesaggio roccioso in <em>No Time To Die</em>, il C5 ha mostrato qualche difficoltà, ma <strong>attivando la funzione Cinematic Movement</strong> nelle impostazioni TruMotion la situazione è migliorata sensibilmente.</p><p>Per la visione di <strong>eventi sportivi</strong>, la modalità immagine <strong>Standard con TruMotion impostato su Natural</strong> si è dimostrata la più equilibrata. Con queste opzioni attive, l’azione continua e dinamica di una partita di calcio veniva <strong>riprodotta in modo preciso</strong>. Chi preferisce un aspetto più “levigato” può regolare manualmente le impostazioni di de-blur e de-judder, anche se è consigliabile <strong>mantenere valori bassi</strong>, intorno a <strong>3</strong>, per evitare un effetto troppo artificiale.</p><p>Un limite del C5 rimane la <strong>gestione dei riflessi</strong>. Durante i test, con luci accese nella stanza, il <strong>riflesso sullo schermo era ben visibile</strong>, più marcato rispetto ai migliori TV mini-LED e OLED premium come <strong>LG G4 e Samsung S95D</strong>. Questo comportava una <strong>perdita di profondità dei neri e dettaglio nelle ombre</strong>, specialmente nelle scene più scure.</p><ul><li><strong>Qualità dell'immagine: 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-qualita-suono"><span>LG C5 OLED TV recensione: Qualità suono </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="y252uGuJktuyerHGy2pVcG" name="LG C5 AI Sound Wizard" alt="LG C5 with AI Personalized sound wizard on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y252uGuJktuyerHGy2pVcG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il sistema audio integrato dell’<strong>LG C5</strong> è composto da <strong>2.2 canali per una potenza totale di 40W</strong>, con supporto ai formati <strong>Dolby Atmos</strong> e <strong>DTS:X</strong> (tramite pass-through). La modalità <strong>AI Sound Pro</strong> consente ora un upmixing fino a <strong>11.1.2 canali</strong>, un miglioramento rispetto ai <strong>9.1.2 canali del C4</strong>.</p><p>In modalità Cinema (Movie), solitamente la predefinita consigliata, l’audio durante l’inseguimento con la <strong>Batmobile in </strong><em><strong>The Batman</strong></em> è risultato ben posizionato e ben integrato con l’azione su schermo. Il <strong>rumore dei pneumatici e del traffico</strong> appariva preciso, con una discreta resa dei <strong>bassi</strong> e un buon rombo del motore, anche se il tutto risultava ancora limitato rispetto a modelli con prestazioni sonore superiori, come il <strong>Sony Bravia 8</strong>. Gli effetti in altezza del Dolby Atmos erano percepibili ma <strong>poco estesi</strong>, e lo <strong>spazio sonoro</strong> avrebbe potuto essere più ampio.</p><p>Interessante invece l’effetto della modalità <strong>AI Sound Pro</strong> sulla stessa scena: il <strong>soundstage è apparso più ampio e profondo</strong>, i bassi più controllati (pur restando contenuti), e l’audio nel complesso più <strong>chiaro e immersivo</strong>. Il suono può risultare <strong>più brillante</strong>, il che potrebbe non piacere a tutti, ma l’effetto finale restituisce un maggiore coinvolgimento. In ogni caso, il C5 <strong>rende al meglio se affiancato a una soundbar Dolby Atmos di qualità</strong>, che possa completare l’eccellente comparto video.</p><p>Tra le novità introdotte con <strong>webOS 25</strong> c’è anche <strong>AI Sound Wizard</strong>, una funzione che consente di <strong>creare un profilo audio personalizzato</strong> ascoltando diverse clip sonore. Sono stati testati tre preset: <strong>Balanced</strong>, <strong>Natural and Rich</strong> e <strong>Rich and Vivid</strong>. Tutti risultano <strong>un po’ piatti</strong>, e alla fine le modalità <strong>AI Sound Pro</strong> e <strong>Cinema</strong> sono apparse nettamente più efficaci. Resta comunque apprezzabile il <strong>livello di personalizzazione offerto</strong>.</p><ul><li><strong>Qualità suono: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-design"><span>LG C5 OLED TV recensione: Design </span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SgUMwQYvKoYhWQk86ie3uG-1920-80.jpg" alt="LG C5 with AI Voice search on screen " /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Bjb4Giwtd2oA5eZBFUg7JH-1920-80.jpg" alt="LG C5 rear panel with marble effect" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il design dell’<strong>LG C5</strong> è in linea con quanto ci si aspetta da un <strong>OLED di fascia media</strong>. Il profilo sottile e lo schermo quasi privo di bordi gli conferiscono <strong>un aspetto moderno e raffinato</strong>, dove l’immagine è protagonista assoluta.</p><p>Tutti i collegamenti, inclusi <strong>quattro ingressi HDMI 2.1</strong>, sono <strong>facilmente accessibili sul lato del pannello</strong>, una soluzione comoda e non sempre adottata da altri produttori.</p><ul><li><strong>Design: 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-smart-tv-e-menu"><span>LG C5 OLED TV recensione: Smart TV e menu</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KBXjYaCCM4PRYWkDE3ZDrG" name="LG C5 webOS 25 home menu" alt="LG C5 with webOS 25 home menu on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KBXjYaCCM4PRYWkDE3ZDrG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>C5</strong> utilizza la piattaforma smart <strong>webOS</strong> di LG, che nella sua ultima versione, <strong>webOS 25</strong>, introduce una <strong>serie di nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale</strong>. Tra queste troviamo <strong>AI Search</strong>, <strong>AI Concierge</strong>, <strong>AI Art</strong> e <strong>AI Sound Wizard</strong>, oltre a <strong>miglioramenti al chatbot IA</strong> introdotto in webOS 24.</p><p>Durante i test, ponendo domande al chatbot su come <strong>migliorare la luminosità dell'immagine o la qualità del suono</strong>, il sistema è stato in grado di fornire <strong>suggerimenti utili</strong> per modificare le impostazioni. Ha mostrato però dei limiti con domande più complesse, ma rimane comunque <strong>uno strumento valido per molti utenti</strong>, soprattutto quelli meno esperti.</p><p>LG ha anche ampliato il livello di <strong>personalizzazione</strong> con l’introduzione del nuovo <strong>Voice ID</strong>, una funzione pensata per l’uso condiviso in famiglia. Il C5 <strong>supporta più profili utente</strong>, in modo da offrire <strong>raccomandazioni di contenuti e impostazioni su misura</strong> per ciascuno. Se Voice ID è attivo, <strong>webOS riconosce automaticamente chi sta parlando</strong> e adatta l’esperienza di conseguenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cXvgqxWfJeudDomZchNFHf" name="LG C5 Game Quick Card" alt="LG C5 with Game Quick Card on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cXvgqxWfJeudDomZchNFHf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tra le funzionalità mantenute in <strong>webOS 25</strong>, spicca ancora <strong>Quick Cards</strong>, che organizza la home in <strong>hub tematici</strong> come <strong>Sport</strong>, <strong>Giochi</strong> e <strong>Accessibilità</strong>. Nella sezione Sport, è possibile <strong>selezionare le proprie squadre preferite</strong>, con collegamenti automatici a <strong>partite in diretta o imminenti, risultati e contenuti correlati</strong> da piattaforme come YouTube e altri servizi di streaming.</p><p>Il layout della <strong>home screen è molto simile a quello di webOS 24</strong>. L’immagine banner in alto può risultare <strong>invasiva</strong>, ma nel complesso l’interfaccia rimane <strong>intuitiva e ben organizzata</strong>.</p><p>Uno dei veri punti di forza dei TV LG rispetto alla concorrenza è il <strong>Quick Menu</strong>, che consente di <strong>modificare rapidamente le impostazioni</strong> senza interrompere la visione. Le opzioni per regolare immagine e suono sono <strong>numerose</strong>, ideali per chi ama personalizzare l’esperienza, ma allo stesso tempo sono <strong>disposte in modo accessibile anche per chi preferisce un uso più semplice e diretto</strong>.</p><ul><li><strong>Smart TV e menu 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-recensione-gaming"><span>LG C5 OLED TV recensione: Gaming </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="y5RdDEEfEzMbLVQjeEL6DH" name="LG C5 gaming" alt="LG C5 with Battlefield V and Game Bar on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y5RdDEEfEzMbLVQjeEL6DH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’<strong>LG C5</strong> si conferma uno dei migliori <strong>TV da gaming del 2025</strong>. Tra le sue caratteristiche troviamo il supporto completo a <strong>4K 144Hz</strong>, <strong>VRR</strong> (compatibile con <strong>AMD FreeSync Premium</strong> e <strong>Nvidia G-Sync</strong>), <strong>HGiG</strong>, <strong>Dolby Vision Gaming</strong> e <strong>ALLM</strong>, il tutto su <strong>quattro porte HDMI 2.1</strong>.</p><p>È presente anche la modalità <strong>Game Optimizer</strong>, che consente di regolare facilmente le impostazioni dedicate al gioco. Nel menu principale, la <strong>Game Quick Card</strong> offre l’accesso rapido a <strong>piattaforme di cloud gaming</strong> come <strong>Amazon Luna</strong> e <strong>Nvidia GeForce Now</strong>, oltre ad altre opzioni e impostazioni specifiche per il gaming.</p><p>Le prestazioni in gioco sono ottime. Durante una sessione con <em>Battlefield V</em> su <strong>Xbox Series X</strong>, le sequenze di battaglia più intense, con movimenti rapidi e mira precisa, sono risultate <strong>fluide e prive di tearing o sfocature</strong>, restituendo un’esperienza di gioco <strong>scorrevole e immersiva</strong>. La qualità visiva del C5 aggiunge ulteriore valore, con <strong>colori vivaci, contrasti intensi e dettagli ben definiti</strong> che esaltano ogni scena.</p><ul><li><strong>Gaming: 5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-lg-c5-oled-tv-valore"><span>LG C5 OLED TV: Valore </span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yEBD5G2UgmTw4uWZUNLfYF-1920-80.jpg" alt="LG C5 AI Magic Remote " /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BFe9o9rAtkBBoZM9XAnk2H-1920-80.jpg" alt="LG C5 Magic Remote with AI button" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Valutare il rapporto qualità-prezzo dell’<strong>LG C5</strong> non è semplice. Da un lato, si tratta di un <strong>TV ricco di funzionalità</strong>, con <strong>quasi tutto il necessario per film e gaming</strong>, affiancato da un set di <strong>strumenti smart tra i migliori sul mercato</strong>. Anche se i prezzi dei modelli 2025 di fascia media di <strong>Samsung, Sony e Panasonic</strong> non sono ancora stati annunciati, è probabile che il <strong>C5 rimanga la proposta più vantaggiosa</strong> del gruppo.</p><p>Dall’altro lato, nonostante il <strong>leggero incremento di luminosità</strong> e l’introduzione di <strong>nuove funzioni IA</strong>, il C5 risulta <strong>molto simile al suo predecessore, l’LG C4</strong>. Al momento della stesura, il <strong>modello da 65 pollici del C5 costa circa 2.500 euro</strong>, mentre un <strong>65 pollici del C4 si trova facilmente a circa 1.400 euro</strong>, con una <strong>differenza di prezzo significativa</strong>. Il divario tra C4 e C3 era giustificato da un vero salto di qualità, ma <strong>non si può dire lo stesso per il passaggio da C4 a C5</strong>.</p><p>Resta comunque il fatto che <strong>il C5 è un eccellente TV</strong>, capace di <strong>giustificare il suo prezzo per chi cerca il meglio e vuole un modello aggiornato</strong>. I prezzi caleranno nei prossimi mesi, ma <strong>fino a quando il C4 sarà disponibile, rimane la scelta più conveniente</strong>. Una volta uscito dal mercato, però, <strong>il C5 sarà un degno successore</strong>.</p><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-l-lg-c5-oled-tv"><span>Perché acquistare l'LG C5 OLED TV?</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5hR9YPDAXhkvKtJ6u4H45H" name="LG C5 PQ 2" alt="LG C5 with landscape shot of city at night on screen" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5hR9YPDAXhkvKtJ6u4H45H-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-acquistare-7">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una qualità d’immagine eccezionale</strong> </p><p>Grazie a contrasto elevato, colori intensi e dettagli realistici, l’LG C5 offre un’esperienza visiva che supera le aspettative per un modello di fascia media. <a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="5bb6a325-751d-48cd-9d48-033d76e1b7ea" data-action="Deal Block" data-label="Volete una qualità d’immagine eccezionale Grazie a contrasto elevato, colori intensi e dettagli realistici, l’LG C5 offre un’esperienza visiva che supera le aspettative per un modello di fascia media." data-dimension48="Volete una qualità d’immagine eccezionale Grazie a contrasto elevato, colori intensi e dettagli realistici, l’LG C5 offre un’esperienza visiva che supera le aspettative per un modello di fascia media." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Volete un OLED pensato per il gaming </p><p>Con tutte le funzionalità essenziali per il gioco, prestazioni fluide e un comparto visivo all’altezza, il C5 è perfetto per chi cerca un TV OLED da gaming.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="6ffeb4a6-9569-4393-ac15-58494edaf979" data-action="Deal Block" data-label="Volete un OLED pensato per il gaming Con tutte le funzionalità essenziali per il gioco, prestazioni fluide e un comparto visivo all’altezza, il C5 è perfetto per chi cerca un TV OLED da gaming." data-dimension48="Volete un OLED pensato per il gaming Con tutte le funzionalità essenziali per il gioco, prestazioni fluide e un comparto visivo all’altezza, il C5 è perfetto per chi cerca un TV OLED da gaming." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Volete una piattaforma smart TV </p><p>intuitiva webOS 25 è facile da usare, con un layout ben organizzato e ora arricchito da numerose funzioni basate sull’IA che molti troveranno particolarmente utili.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="34f85891-2375-4d4f-a74a-376fa888dd39" data-action="Deal Block" data-label="Volete una piattaforma smart TV intuitiva webOS 25 è facile da usare, con un layout ben organizzato e ora arricchito da numerose funzioni basate sull’IA che molti troveranno particolarmente utili." data-dimension48="Volete una piattaforma smart TV intuitiva webOS 25 è facile da usare, con un layout ben organizzato e ora arricchito da numerose funzioni basate sull’IA che molti troveranno particolarmente utili." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-7">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete già un LG C4</strong> </p><p>Nonostante sia un ottimo TV, l’LG C5 rappresenta solo un aggiornamento marginale rispetto al modello dello scorso anno. Se possedete già un C4, non è necessario passare al C5.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="600c3f25-7054-4343-8e8c-5b4cb4cab078" data-action="Deal Block" data-label="Avete già un LG C4 Nonostante sia un ottimo TV, l’LG C5 rappresenta solo un aggiornamento marginale rispetto al modello dello scorso anno. Se possedete già un C4, non è necessario passare al C5." data-dimension48="Avete già un LG C4 Nonostante sia un ottimo TV, l’LG C5 rappresenta solo un aggiornamento marginale rispetto al modello dello scorso anno. 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Chi cerca un suono eccellente integrato potrebbe rimanere parzialmente deluso.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="a9211093-e7e1-416c-89ad-e8b63f52be31" data-action="Deal Block" data-label="Volete il miglior audio integrato L’audio del C5 è sufficiente per la maggior parte degli utenti, ma non è all’altezza della qualità dell’immagine offerta. Chi cerca un suono eccellente integrato potrebbe rimanere parzialmente deluso." data-dimension48="Volete il miglior audio integrato L’audio del C5 è sufficiente per la maggior parte degli utenti, ma non è all’altezza della qualità dell’immagine offerta. Chi cerca un suono eccellente integrato potrebbe rimanere parzialmente deluso." data-dimension25="">View Deal</a></p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Nintendo Switch 2  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-recensione-rapida"><span>Nintendo Switch 2: recensione rapida </span></h3><p>Dopo quella che è sembrata un’eternità fatta di leak e anticipazioni, la <strong>Nintendo Switch 2</strong> è finalmente arrivata. Dire che il lancio sia stato complicato è riduttivo: tra scorte difficili da reperire e un prezzo decisamente alto, sia per la console che per i giochi, molti stanno già valutando alternative per il gaming portatile.</p><p>Al momento della scrittura, abbiamo avuto tra le mani la nuova console da un paio di settimane, provandola ogni giorno per testarne i giochi e misurarne le reali prestazioni rispetto al modello del 2017. E nonostante manchino vere novità in termini di innovazione, soprattutto se si pensa a quanto fossero rivoluzionarie console come Wii o Nintendo DS, Nintendo ha comunque realizzato un sistema eccezionale, che porta finalmente a compimento la visione originale della Switch.</p><p>Gli aggiornamenti sono evidenti: il supporto a risoluzioni 4K e 1440p in modalità dock, insieme ai 120Hz sia in portatile che su schermi compatibili, la avvicinano per la prima volta ai livelli di PS5 e Xbox Series X/S. Ovviamente non raggiunge la stessa potenza grafica, ma giochi come <em>Street Fighter 6</em> o <em>Cyberpunk 2077</em> dimostrano che il divario non è poi così marcato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="tmU72unrQuc8HuNBX4SsN7" name="DSCF0281 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tmU72unrQuc8HuNBX4SsN7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre alle migliorie più evidenti, <em>Nintendo Switch 2 </em>introduce anche tecnologie moderne orientate alla qualità visiva, come il supporto a HDR10 e VRR. La prima migliora contrasto e resa dei colori su display compatibili, mentre la seconda – stranamente disponibile solo in modalità portatile al momento – stabilizza il frame rate per un’esperienza più fluida.</p><p>Il vero tallone d’Achille, però, è la line-up di lancio. <a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/recensione-mario-kart-world" target="_blank"><em>Mario Kart World</em></a> è un titolo eccellente da avere sin dal primo giorno, ma gran parte dei giochi disponibili sono porting dell’originale Switch o versioni adattate da altri sistemi. È impressionante vedere <em>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</em> girare a 4K e 60fps, ma se cercavate solo grandi esclusive Nintendo, il lancio può sembrare un po’ scarno.</p><p>Per fortuna, la retrocompatibilità è uno dei punti di forza più sorprendenti della console. Alcuni titoli della vecchia Switch beneficiano di miglioramenti visibili anche senza patch ufficiali, dimostrando quanto il nuovo hardware sia in grado di rivitalizzare l’intera libreria.</p><p>Naturalmente non mancano i difetti. La batteria in portatile è un passo indietro rispetto ai modelli precedenti, e il Bluetooth continua a soffrire di fastidiosi ritardi audio con diverse cuffie. L’interfaccia rimane praticamente invariata rispetto a quella del 2017, senza possibilità di personalizzazione. Inoltre, il problema del drift sui Joy-Con non è stato risolto: anche i nuovi Joy-Con 2 possono esserne affetti.</p><p>Nonostante ciò, Switch 2 resta un’evoluzione netta e riuscita, con margini di miglioramento affidati ai futuri aggiornamenti. Se Nintendo saprà far crescere la libreria e perfezionare l’esperienza, il potenziale c’è tutto.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-prezzo-e-disponibilita"><span>Nintendo Switch 2: prezzo e disponibilità </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="usrxtLpm8XX5Fka83CT86F" name="DSCF0326 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/usrxtLpm8XX5Fka83CT86F-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <em>Nintendo Switch 2</em> è ufficialmente disponibile dal 5 giugno 2025. Il prezzo della console base è di <strong>449,99 euro</strong>, mentre il bundle ufficiale che include una copia digitale di <em>Mario Kart World</em> costa <strong>499,99 euro</strong>. Alcuni rivenditori propongono pacchetti alternativi con accessori extra, come un secondo paio di Joy-Con 2 o mesi di abbonamento a Nintendo Switch Online, ma in questi casi è normale dover affrontare un sovrapprezzo.</p><p>Nonostante il prezzo sia più elevato rispetto alla prima Switch, la 2 si colloca in una fascia intermedia nel panorama delle console da gioco portatili, risultando più accessibile rispetto a dispositivi premium come Steam Deck OLED o Asus ROG Ally X.</p><p>Rispetto alle console casalinghe, la nuova Nintendo risulta leggermente più economica di PlayStation 5 e Xbox Series X, rendendola una valida alternativa anche per chi cerca un sistema ibrido.</p><p>Va sottolineato, però, che la disponibilità della console è stata un problema costante sin dalla fase di preordine. Al lancio, acquistare una Switch 2 nei negozi italiani è risultato piuttosto difficile, con scorte che si esauriscono rapidamente. Una situazione simile si era verificata anche con la prima Switch e con altre console recenti, ma tendenzialmente l’offerta migliora nel corso dei mesi successivi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-specifiche"><span>Nintendo Switch 2: specifiche </span></h3><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo </p></td><td  ><p>449,99 euro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>535g (con i Joy-Con 2 attaccati)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni</p></td><td  ><p>10.7 x 4.5 x 0.6in / 272 x 114 x 15mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria</p></td><td  ><p>256GB interni </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria espandibile </p></td><td  ><p>microSD Express</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connettività </p></td><td  ><p>WiFi 6, ethernet, Bluetooth</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Vivid LCD</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione (docked)</p></td><td  ><p>Fino a 4K</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione (portatile)</p></td><td  ><p>Fino a 1080p</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>GPU</p></td><td  ><p>Processore Custom Nvidia </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>CPU</p></td><td  ><p>Processore Custom Nvidia </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria </p></td><td  ><p>2-5 ore </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Porte</p></td><td  ><p>2 porte USB, 1 porta HDMI, 1 porta LAN, 2 porte USB-C, 1 jack per cuffie da 3,5 mm</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-design-e-qualita"><span>Nintendo Switch 2: design e qualità </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="fuYk85yFB5zVUZo9TdFHPN" name="DSCF0339 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fuYk85yFB5zVUZo9TdFHPN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La prima cosa che colpisce della <em>Nintendo Switch 2</em>, una volta estratta dalla confezione, è l'evidente salto in avanti sul fronte del design e della qualità costruttiva rispetto al modello originale. L’aspetto complessivo è più raffinato e meno giocattoloso, merito di un’estetica più sobria e della scelta di abbandonare la combinazione cromatica rosso/blu dei primi Joy-Con.</p><p>Certo, qualcuno potrebbe rimpiangere quel tocco di fantasia, ma il nuovo look aiuta la console a distinguersi in un mercato di dispositivi portatili sempre più affollato. Nonostante le dimensioni leggermente maggiorate, la Switch 2 conserva una linea sottile paragonabile a quella del primo modello. A differenza di concorrenti come Steam Deck OLED e ROG Ally X, è molto più compatta, rendendola facilmente trasportabile. Resta comunque consigliabile dotarsi di una custodia protettiva se si intende usarla fuori casa, dato che resta soggetta a urti e graffi come ogni altra console portatile.</p><p>Anche il dock è cresciuto in dimensioni, ma con uno scopo preciso: integra al suo interno una ventola per mantenere bassa la temperatura durante le sessioni prolungate. Fortunatamente, resta comunque abbastanza compatto da adattarsi facilmente a spazi ristretti, come una scrivania o un mobile TV. Dispone inoltre di due porte USB, una porta Ethernet e un’uscita HDMI per il collegamento a schermi esterni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="8NV7hFv7Qa7WAWvYXHyaUT" name="DSCF0341 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8NV7hFv7Qa7WAWvYXHyaUT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Anche sul fronte del design della console in sé ci sono molte novità da segnalare. La scocca ora integra due porte USB-C, una sulla parte superiore e una sul fondo. Accanto a ciascuna si trovano i nuovi speaker stereo. In alto sono posizionati anche i pulsanti di accensione e regolazione del volume, lo slot per le cartucce di gioco, il jack da 3,5 mm per le cuffie e un microfono integrato.</p><p>Un aggiornamento significativo riguarda il cavalletto posteriore. Il modello del 2017 aveva un supporto laterale rigido e instabile, mentre la versione OLED lo aveva ampliato ma senza migliorarne molto l’usabilità. Con Switch 2, invece, il kickstand è stato completamente riprogettato: ora occupa quasi tutta la lunghezza del dispositivo e può essere inclinato in modo molto più flessibile, rendendo la modalità da tavolo molto più pratica e versatile.</p><p>Anche il sistema di aggancio dei nuovi Joy-Con 2 segna un netto miglioramento. Addio ai vecchi binari meccanici: la Switch 2 utilizza un collegamento magnetico, che rende l’aggancio istantaneo e sicuro. Per sganciarli, basta premere un tasto posizionato sotto i grilletti ZL/ZR: rapido e intuitivo.</p><p>Un aspetto sorprendente è la leggerezza della console. Con un peso di 535 grammi, è solo leggermente più pesante del modello originale e dell’OLED, ma resta molto più maneggevole rispetto ad alternative come Steam Deck OLED. Anche dopo lunghe sessioni sul divano o a letto, la Switch 2 si dimostra comoda da tenere in mano e meno affaticante.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-display"><span>Nintendo Switch 2: display</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mMhHhvjY2rYpD7GRp6n3Uc" name="DSCF0272 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mMhHhvjY2rYpD7GRp6n3Uc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>A differenza dello schermo OLED introdotto con la precedente revisione, Nintendo ha scelto un pannello LCD per Switch 2. Una decisione che potrebbe sembrare un passo indietro sulla carta, ma che in realtà ha motivazioni ben precise. Il ritorno all’LCD porta infatti con sé alcuni vantaggi tecnici: tra tutti, una maggiore resistenza al burn-in, fenomeno tipico degli OLED che nel tempo può rovinare in modo permanente la qualità dell’immagine. Questo significa che lo schermo della Switch 2, pur mantenendo colori brillanti e ottimi angoli di visione, sarà anche più longevo e resistente all’usura.</p><p>Nintendo è riuscita comunque a garantire che i giochi risultino nitidi e ricchi di colore anche in modalità portatile. La casa giapponese descrive lo schermo come un "Vivid LCD", e la definizione è quanto mai azzeccata. Il pannello supporta l’HDR10, permettendo ai titoli compatibili, come <em>Super Mario Odyssey</em> o il futuro <em>Metroid Prime 4: Beyond, </em>di offrire una resa cromatica vivace e profonda, paragonabile a quella di un buon OLED su schermi più grandi.</p><p>Il display Full HD a 1080p integra inoltre il supporto al VRR (variable refresh rate), utile per mantenere un framerate stabile anche nei giochi più esigenti, e si spinge fino ai 120Hz nei titoli compatibili. Al lancio non sono molti i giochi che sfruttano appieno questa frequenza, ma <em>Metroid Prime 4: Beyond</em> è già stato confermato con una modalità performance a 1080p e 120Hz, ideale per esaltarne la fluidità in portatile.</p><p>Naturalmente, non sempre si avrà voglia di attivare l’HDR10, sia per risparmiare batteria sia per evitare affaticamento visivo. Nintendo ha pensato anche a questo: nelle impostazioni è possibile disabilitare del tutto la funzione o attivarla solo nei giochi che supportano realmente l’HDR.</p><p>Dai test effettuati, il display rappresenta un salto generazionale notevole rispetto al pannello da 720p del primo modello. Il passaggio a 1080p valorizza tanto i titoli sviluppati per Switch 2 quanto quelli della prima Switch, offrendo immagini più definite e leggibili. </p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-interfaccia-utente-e-impostazioni"><span>Nintendo Switch 2: Interfaccia utente e impostazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KvhBaJwxZa53ssiJTnhojk" name="DSCF0365 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KvhBaJwxZa53ssiJTnhojk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La schermata Home di Switch 2 lascia un po’ l’amaro in bocca a una prima occhiata. A dire il vero, se non fosse per gli angoli arrotondati applicati alle icone dei giochi, sarebbe quasi indistinguibile dal menu della console originale. Rimane visivamente essenziale, con le stesse due modalità a tema chiaro e scuro, e senza opzioni di personalizzazione degne di nota. Tuttavia, sotto la superficie si nascondono alcuni miglioramenti importanti.</p><p>Il più evidente è legato alle prestazioni. I fastidiosi ritardi nei comandi, presenti in alcune sezioni della prima Switch, sono praticamente spariti. Questo si nota soprattutto nel nuovo Nintendo eShop, che è stato completamente riprogettato: l’interfaccia è più ordinata, la navigazione più fluida e reattiva. Nonostante la sezione delle offerte sia ancora invasa da software generato tramite IA e prodotti di dubbio valore, l’esperienza complessiva è decisamente più soddisfacente – in alcuni casi persino superiore a quella offerta dagli store digitali di Sony e Microsoft.</p><p>Passando al menu Impostazioni, molte opzioni familiari sono ancora presenti, ma su Switch 2 si aggiungono nuove funzionalità pensate per sfruttare l’hardware aggiornato. È possibile, ad esempio, impostare l’uscita video a 1440p o 4K, regolare l’HDR a piacimento e attivare una funzione per limitare la carica massima della batteria – una misura utile a preservarne la salute nel lungo periodo. Una feature che ormai è comune su smartphone di fascia alta, ma che fa piacere ritrovare anche su una console portatile.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-audio"><span>Nintendo Switch 2: audio</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4dt7zyB5n3Tp47E8jMh7H8" name="DSCF0263 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4dt7zyB5n3Tp47E8jMh7H8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Una delle novità più interessanti della <em>Nintendo Switch 2</em> è l’introduzione di un sistema audio surround dedicato, supportato dagli altoparlanti posizionati sia nella parte superiore che in quella inferiore del dispositivo portatile.</p><p>Quello che colpisce maggiormente è la qualità sonora in modalità portatile anche senza l’uso di cuffie: i diffusori integrati restituiscono un audio molto più ricco rispetto alla prima Switch, con un netto passo avanti rispetto al suono metallico che caratterizzava il modello originale (e già migliorato in parte con la versione OLED). Nonostante le dimensioni compatte, la resa acustica è sorprendentemente pulita e potente.</p><p>Il sistema funziona bene in una vasta gamma di giochi, dai paesaggi sonori vasti e atmosferici di <em>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</em> ai motivi frizzanti e colorati di <em>Splatoon 3</em>. Anche i giochi classici per NES e SNES disponibili tramite Nintendo Switch Online risultano valorizzati, con melodie semplici ma trasmesse con notevole chiarezza.</p><p>Lato negativo, il supporto Bluetooth resta il tallone d’Achille del comparto audio. Nonostante la presenza del surround sound anche con dispositivi wireless, nei test condotti con cuffie come le RIG 900 Max HS o gli auricolari Nothing Ear (a), si nota un ritardo sonoro consistente, di circa mezzo secondo, sia in modalità docked che portatile (più evidente in quest’ultima).</p><p>Per chi cerca un’esperienza audio priva di latenza, il consiglio è di affidarsi alle classiche cuffie cablate tramite il jack da 3,5 mm: nei test condotti con le Razer BlackShark V2, il suono è risultato nitido e perfettamente sincronizzato.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-performance"><span>Nintendo Switch 2: Performance</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="2eDUy9LZeecMpNDcWC3xcE" name="DSCF0296 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2eDUy9LZeecMpNDcWC3xcE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Le prestazioni di gioco rappresentano senza dubbio l’aspetto più sorprendente della <em>Nintendo Switch 2</em>. Almeno in questa fase iniziale del suo ciclo di vita, i problemi di framerate instabili e porting sacrificati che avevano afflitto la prima Switch sembrano un ricordo del passato.</p><p>Sul fronte delle produzioni Nintendo, i risultati sono già eccellenti. <em>Mario Kart World</em>, ad esempio, gira in modo stabile a 60 fps, sia in modalità docked (1440p) che portatile (1080p), nonostante il passaggio a un mondo di gioco open world ricco di dettagli e colori. Un traguardo tecnico notevole, soprattutto considerando lo stile visivo così dinamico e carico.</p><p>Ancora più sorprendenti sono alcuni porting. <em>Street Fighter 6</em>, per esempio, nonostante una qualità visiva leggermente inferiore rispetto alle altre versioni (con un po’ di grana visibile nell’immagine), riesce a mantenere i 60 fps sia nelle modalità online che offline. L’unica vera limitazione è nella modalità World Tour in singolo, dove i combattimenti sono bloccati a 30 fps. A parte questo compromesso, ci troviamo di fronte a un port davvero ben fatto.</p><p>Il problema maggiore, però, resta la batteria. Nintendo dichiara un’autonomia variabile tra le due e le sei ore e mezza in modalità portatile, ma nei test reali è difficile raggiungere anche solo le tre ore con titoli più impegnativi, e questo anche dopo aver corretto un bug noto che mostra un livello di carica falsato, più basso del reale di circa il 10%.</p><p>Anche con titoli leggeri, come platform bidimensionali o giochi retrò disponibili via Nintendo Switch Online, l’autonomia resta deludente. Certo, si possono prendere accorgimenti per prolungarla, come ridurre la luminosità o disattivare l’HDR, ma si tratta di soluzioni che penalizzano visibilmente l’esperienza di gioco. Nei casi migliori, con titoli poco esigenti come <em>Hollow Knight</em>, <em>Puyo Puyo Tetris 2S</em> o giochi classici a 8-16 bit, si riescono a strappare massimo cinque ore, ma non di più.</p><p>Persino restare fermi sulla schermata Home consuma rapidamente la batteria, quindi se ci si trova in mobilità è fondamentale mettere subito la console in standby quando non la si utilizza.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-retrocompatibilita"><span>Nintendo Switch 2: Retrocompatibilità</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mJGvnw6UcCQ4aAFGaoeED" name="IMG_3706" alt="Switch 2 GameCube Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mJGvnw6UcCQ4aAFGaoeED-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La retrocompatibilità della <em>Nintendo Switch 2</em> è, in una parola, eccellente. Soprattutto quando si parla di titoli provenienti dalla prima Switch, la nuova console dimostra una cura e un’efficacia sorprendenti. Uno dei vantaggi più immediati è rappresentato dalla memoria interna più veloce, che consente tempi di avvio e caricamento notevolmente ridotti.</p><p>Titoli come <em>Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition</em> passano dalla schermata Home al menu principale in appena 4 secondi, e dall’avvio al gameplay in circa 10 secondi. <em>Super Smash Bros. Ultimate</em> impiega meno di 3 secondi per iniziare un incontro, mentre <em>Hyrule Warriors: Definitive Edition</em> riesce a passare dal menu alla battaglia in 3-4 secondi. Per una console portatile, sono risultati impressionanti.</p><p>Anche senza ricevere edizioni dedicate per Switch 2, molti titoli beneficiamo di miglioramenti grafici e prestazionali. <em>Pokémon Scarlatto e Violetto</em>, ad esempio, era stato duramente criticato per le animazioni a scatti e la risoluzione bassa. Sulla nuova console, invece, gira a 60 fps stabili, con una risoluzione che arriva a 4K in modalità docked e 1080p in portatile. Pur mantenendo uno stile visivo discutibile, il salto prestazionale ne cambia radicalmente la fruibilità.</p><p>Anche <em>Hyrule Warriors</em> merita una seconda menzione: il frame rate non bloccato consente alla Switch 2 di portarlo fluidamente a 60 fps. La risoluzione in portatile è nativa a 1080p, senza più dover scalare a 720p come avveniva in passato.</p><p>Insomma, chi possiede una libreria nutrita di giochi per Switch troverà nella retrocompatibilità uno dei punti di forza più solidi della nuova console. E se avete giochi con frame rate sbloccati, testateli subito: i risultati potrebbero sorprendervi più di quanto pensiate.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-joy-con-2"><span>Nintendo Switch 2: Joy-Con 2</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="MvTXURjViFPSGcJpd9ByyZ" name="DSCF0309 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MvTXURjViFPSGcJpd9ByyZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Passando ai controller inclusi con Nintendo Switch 2, i Joy-Con 2,<strong> </strong>si nota subito un deciso passo avanti rispetto al modello originale, almeno sotto certi aspetti. Il design complessivo è più curato ed elegante, con forme leggermente più arrotondate. Le dimensioni aumentate migliorano l’ergonomia, rendendoli più comodi da usare anche durante lunghe sessioni di gioco, perfino in modalità co-op condividendo un singolo Joy-Con 2.</p><p>La vera novità è il supporto ai comandi in stile mouse, presenti in titoli come <em>Civilization 7</em> e <em>Cyberpunk 2077</em>. Questo tipo di controllo è utilizzabile anche nella dashboard principale e nel Nintendo eShop, anche se l’assenza di una rotella di scorrimento limita un po’ l’esperienza. Resta comunque una funzionalità ben integrata: il movimento è fluido, senza accelerazioni indesiderate, e si può regolare la sensibilità sia nelle impostazioni di sistema che nei giochi compatibili.</p><p>Purtroppo, permangono problemi storici: ci sono già segnalazioni di <em>stick drift</em> anche nei Joy-Con 2. I joystick sembrano identici a quelli del modello precedente, il che lascia intendere che non sia stato introdotto alcun sistema di correzione come le tecnologie a effetto Hall, che avrebbero potuto risolvere il problema in modo definitivo.</p><p>Nintendo continua a offrire un servizio gratuito di riparazione o sostituzione dei Joy-Con 2 affetti da drift, ma resta l’amarezza per un’occasione sprecata: migliorare una delle componenti più criticate della precedente generazione.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-gamechat"><span>Nintendo Switch 2: GameChat</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="8CAeDfti2LiwsdSumrr3ge" name="DSCF0361 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8CAeDfti2LiwsdSumrr3ge-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Nintendo ha finalmente introdotto una soluzione di chat vocale integrata con una sua console, e già questo rappresenta un enorme passo avanti rispetto al passato. Sulla prima Switch, le comunicazioni vocali erano affidate all'app per smartphone di Nintendo Switch Online, con risultati spesso disastrosi: disconnessioni frequenti, qualità audio scarsa e un'esperienza complessivamente frustrante.</p><p>Con GameChat, la situazione cambia sensibilmente. L’audio catturato dal microfono integrato della Switch 2 è sorprendentemente chiaro, e viene gestito bene anche con cuffie dotate di microfono. Il salto di qualità rispetto al passato è evidente.</p><p>Tuttavia, permangono problemi di implementazione. Durante una sessione di chat, la console riduce la dimensione dello schermo di gioco per fare spazio alle icone profilo degli amici: una scelta discutibile, soprattutto se non si utilizza l’accessorio Nintendo Switch 2 Camera. A questo si aggiungono fastidiosi bordi neri attorno all’immagine, che peggiorano ulteriormente l’esperienza visiva. Discord, sotto questo punto di vista, resta ancora anni avanti con la sua interfaccia semi-trasparente che non sacrifica il gioco a favore dell’interfaccia.</p><p>L’idea però non manca di ambizione. La possibilità di vedere cosa stanno giocando gli amici, in tempo reale, è un concetto interessante, quasi una reinterpretazione digitale dello split-screen. Ma anche qui l’esecuzione è traballante: gli schermi degli altri utenti vengono visualizzati con un framerate molto basso, al punto da risultare addirittura fastidiosi da guardare.</p><p>C’è del potenziale, e Nintendo merita credito per aver finalmente introdotto un sistema di party chat interno. Ma al momento, GameChat non è ancora all’altezza delle alternative più collaudate. Finché non ci saranno miglioramenti significativi, il consiglio è semplice: se volete comunicare senza intoppi, continuate a usare Discord.</p><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-la-nintendo-switch-2"><span>Perché acquistare la Nintendo Switch 2?</span></h3><h2 id="ragioni-per-acquistare-8">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate un salto generazionale netto rispetto alla prima Switch</strong> </p><p>La Switch 2 è, a tutti gli effetti, la realizzazione completa della visione originale. Prestazioni drasticamente superiori, tempi di caricamento rapidissimi e uno schermo 1080p nitido la rendono una delle console portatili più convincenti di sempre.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete già una buona libreria di giochi Switch</strong> </p><p>I vostri giochi per la vecchia Switch girano meglio che mai su questo nuovo hardware. Non tutti ricevono miglioramenti grafici o prestazionali, ma quelli che lo fanno sono praticamente rinati. E in ogni caso, quasi tutti beneficiano dei caricamenti fulminei del sistema.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una console davvero portatile, senza compromessi</strong> </p><p>Nonostante le dimensioni leggermente aumentate, la Switch 2 è rimasta sottile ed ergonomica. Se le dimensioni generose di Steam Deck vi hanno sempre fatto storcere il naso, la nuova console Nintendo è un’ottima alternativa per il gioco in mobilità.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-8">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>State aspettando una lineup di esclusive Nintendo più ricca</strong> </p><p>Al momento del lancio, i titoli first-party davvero nuovi scarseggiano. Se Mario Kart World non vi entusiasma e non avete voglia di rigiocare le edizioni aggiornate dei giochi già usciti, forse è meglio rimandare l’acquisto finché il catalogo non si espande.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una console portatile con una batteria che duri davvero</strong> </p><p>La batteria della Switch 2 è uno dei suoi punti più deboli. Anche usando power bank, l’autonomia resta un problema, e aggiungere accessori esterni rende il dispositivo meno maneggevole. Se giocate spesso in viaggio o durante lunghi spostamenti, rischiate di restare a secco nei momenti meno opportuni.</p></div><div data-model-name="Nintendo Switch 2,Nintendo Switch 2 (Console)" data-widget-type="review" data-widget-title="Today's best Nintendo Switch 2 deals"></div> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ La nuova console di casa Nintendo stupisce per le sue prestazioni e per il salto visivo rispetto alla generazione precedente. Tuttavia, la durata limitata della batteria e alcune scelte di design discutibili lasciano spazio a perplessità tra i fan più esigenti. Resta comunque una piattaforma dal grande potenziale, specie grazie al supporto ai titoli multipiattaforma e alle esclusive Nintendo in arrivo. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-recensione-rapida"><span>Nintendo Switch 2: recensione rapida </span></h3><p>Dopo quella che è sembrata un’eternità fatta di leak e anticipazioni, la <strong>Nintendo Switch 2</strong> è finalmente arrivata. Dire che il lancio sia stato complicato è riduttivo: tra scorte difficili da reperire e un prezzo decisamente alto, sia per la console che per i giochi, molti stanno già valutando alternative per il gaming portatile.</p><p>Al momento della scrittura, abbiamo avuto tra le mani la nuova console da un paio di settimane, provandola ogni giorno per testarne i giochi e misurarne le reali prestazioni rispetto al modello del 2017. E nonostante manchino vere novità in termini di innovazione, soprattutto se si pensa a quanto fossero rivoluzionarie console come Wii o Nintendo DS, Nintendo ha comunque realizzato un sistema eccezionale, che porta finalmente a compimento la visione originale della Switch.</p><p>Gli aggiornamenti sono evidenti: il supporto a risoluzioni 4K e 1440p in modalità dock, insieme ai 120Hz sia in portatile che su schermi compatibili, la avvicinano per la prima volta ai livelli di PS5 e Xbox Series X/S. Ovviamente non raggiunge la stessa potenza grafica, ma giochi come <em>Street Fighter 6</em> o <em>Cyberpunk 2077</em> dimostrano che il divario non è poi così marcato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="tmU72unrQuc8HuNBX4SsN7" name="DSCF0281 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tmU72unrQuc8HuNBX4SsN7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre alle migliorie più evidenti, <em>Nintendo Switch 2 </em>introduce anche tecnologie moderne orientate alla qualità visiva, come il supporto a HDR10 e VRR. La prima migliora contrasto e resa dei colori su display compatibili, mentre la seconda – stranamente disponibile solo in modalità portatile al momento – stabilizza il frame rate per un’esperienza più fluida.</p><p>Il vero tallone d’Achille, però, è la line-up di lancio. <a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/recensione-mario-kart-world" target="_blank"><em>Mario Kart World</em></a> è un titolo eccellente da avere sin dal primo giorno, ma gran parte dei giochi disponibili sono porting dell’originale Switch o versioni adattate da altri sistemi. È impressionante vedere <em>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</em> girare a 4K e 60fps, ma se cercavate solo grandi esclusive Nintendo, il lancio può sembrare un po’ scarno.</p><p>Per fortuna, la retrocompatibilità è uno dei punti di forza più sorprendenti della console. Alcuni titoli della vecchia Switch beneficiano di miglioramenti visibili anche senza patch ufficiali, dimostrando quanto il nuovo hardware sia in grado di rivitalizzare l’intera libreria.</p><p>Naturalmente non mancano i difetti. La batteria in portatile è un passo indietro rispetto ai modelli precedenti, e il Bluetooth continua a soffrire di fastidiosi ritardi audio con diverse cuffie. L’interfaccia rimane praticamente invariata rispetto a quella del 2017, senza possibilità di personalizzazione. Inoltre, il problema del drift sui Joy-Con non è stato risolto: anche i nuovi Joy-Con 2 possono esserne affetti.</p><p>Nonostante ciò, Switch 2 resta un’evoluzione netta e riuscita, con margini di miglioramento affidati ai futuri aggiornamenti. Se Nintendo saprà far crescere la libreria e perfezionare l’esperienza, il potenziale c’è tutto.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-prezzo-e-disponibilita"><span>Nintendo Switch 2: prezzo e disponibilità </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="usrxtLpm8XX5Fka83CT86F" name="DSCF0326 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/usrxtLpm8XX5Fka83CT86F-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <em>Nintendo Switch 2</em> è ufficialmente disponibile dal 5 giugno 2025. Il prezzo della console base è di <strong>449,99 euro</strong>, mentre il bundle ufficiale che include una copia digitale di <em>Mario Kart World</em> costa <strong>499,99 euro</strong>. Alcuni rivenditori propongono pacchetti alternativi con accessori extra, come un secondo paio di Joy-Con 2 o mesi di abbonamento a Nintendo Switch Online, ma in questi casi è normale dover affrontare un sovrapprezzo.</p><p>Nonostante il prezzo sia più elevato rispetto alla prima Switch, la 2 si colloca in una fascia intermedia nel panorama delle console da gioco portatili, risultando più accessibile rispetto a dispositivi premium come Steam Deck OLED o Asus ROG Ally X.</p><p>Rispetto alle console casalinghe, la nuova Nintendo risulta leggermente più economica di PlayStation 5 e Xbox Series X, rendendola una valida alternativa anche per chi cerca un sistema ibrido.</p><p>Va sottolineato, però, che la disponibilità della console è stata un problema costante sin dalla fase di preordine. Al lancio, acquistare una Switch 2 nei negozi italiani è risultato piuttosto difficile, con scorte che si esauriscono rapidamente. Una situazione simile si era verificata anche con la prima Switch e con altre console recenti, ma tendenzialmente l’offerta migliora nel corso dei mesi successivi.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-specifiche"><span>Nintendo Switch 2: specifiche </span></h3><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo </p></td><td  ><p>449,99 euro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>535g (con i Joy-Con 2 attaccati)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni</p></td><td  ><p>10.7 x 4.5 x 0.6in / 272 x 114 x 15mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria</p></td><td  ><p>256GB interni </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria espandibile </p></td><td  ><p>microSD Express</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connettività </p></td><td  ><p>WiFi 6, ethernet, Bluetooth</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Vivid LCD</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione (docked)</p></td><td  ><p>Fino a 4K</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione (portatile)</p></td><td  ><p>Fino a 1080p</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>GPU</p></td><td  ><p>Processore Custom Nvidia </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>CPU</p></td><td  ><p>Processore Custom Nvidia </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria </p></td><td  ><p>2-5 ore </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Porte</p></td><td  ><p>2 porte USB, 1 porta HDMI, 1 porta LAN, 2 porte USB-C, 1 jack per cuffie da 3,5 mm</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-design-e-qualita"><span>Nintendo Switch 2: design e qualità </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="fuYk85yFB5zVUZo9TdFHPN" name="DSCF0339 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fuYk85yFB5zVUZo9TdFHPN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La prima cosa che colpisce della <em>Nintendo Switch 2</em>, una volta estratta dalla confezione, è l'evidente salto in avanti sul fronte del design e della qualità costruttiva rispetto al modello originale. L’aspetto complessivo è più raffinato e meno giocattoloso, merito di un’estetica più sobria e della scelta di abbandonare la combinazione cromatica rosso/blu dei primi Joy-Con.</p><p>Certo, qualcuno potrebbe rimpiangere quel tocco di fantasia, ma il nuovo look aiuta la console a distinguersi in un mercato di dispositivi portatili sempre più affollato. Nonostante le dimensioni leggermente maggiorate, la Switch 2 conserva una linea sottile paragonabile a quella del primo modello. A differenza di concorrenti come Steam Deck OLED e ROG Ally X, è molto più compatta, rendendola facilmente trasportabile. Resta comunque consigliabile dotarsi di una custodia protettiva se si intende usarla fuori casa, dato che resta soggetta a urti e graffi come ogni altra console portatile.</p><p>Anche il dock è cresciuto in dimensioni, ma con uno scopo preciso: integra al suo interno una ventola per mantenere bassa la temperatura durante le sessioni prolungate. Fortunatamente, resta comunque abbastanza compatto da adattarsi facilmente a spazi ristretti, come una scrivania o un mobile TV. Dispone inoltre di due porte USB, una porta Ethernet e un’uscita HDMI per il collegamento a schermi esterni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="8NV7hFv7Qa7WAWvYXHyaUT" name="DSCF0341 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8NV7hFv7Qa7WAWvYXHyaUT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Anche sul fronte del design della console in sé ci sono molte novità da segnalare. La scocca ora integra due porte USB-C, una sulla parte superiore e una sul fondo. Accanto a ciascuna si trovano i nuovi speaker stereo. In alto sono posizionati anche i pulsanti di accensione e regolazione del volume, lo slot per le cartucce di gioco, il jack da 3,5 mm per le cuffie e un microfono integrato.</p><p>Un aggiornamento significativo riguarda il cavalletto posteriore. Il modello del 2017 aveva un supporto laterale rigido e instabile, mentre la versione OLED lo aveva ampliato ma senza migliorarne molto l’usabilità. Con Switch 2, invece, il kickstand è stato completamente riprogettato: ora occupa quasi tutta la lunghezza del dispositivo e può essere inclinato in modo molto più flessibile, rendendo la modalità da tavolo molto più pratica e versatile.</p><p>Anche il sistema di aggancio dei nuovi Joy-Con 2 segna un netto miglioramento. Addio ai vecchi binari meccanici: la Switch 2 utilizza un collegamento magnetico, che rende l’aggancio istantaneo e sicuro. Per sganciarli, basta premere un tasto posizionato sotto i grilletti ZL/ZR: rapido e intuitivo.</p><p>Un aspetto sorprendente è la leggerezza della console. Con un peso di 535 grammi, è solo leggermente più pesante del modello originale e dell’OLED, ma resta molto più maneggevole rispetto ad alternative come Steam Deck OLED. Anche dopo lunghe sessioni sul divano o a letto, la Switch 2 si dimostra comoda da tenere in mano e meno affaticante.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-display"><span>Nintendo Switch 2: display</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mMhHhvjY2rYpD7GRp6n3Uc" name="DSCF0272 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mMhHhvjY2rYpD7GRp6n3Uc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>A differenza dello schermo OLED introdotto con la precedente revisione, Nintendo ha scelto un pannello LCD per Switch 2. Una decisione che potrebbe sembrare un passo indietro sulla carta, ma che in realtà ha motivazioni ben precise. Il ritorno all’LCD porta infatti con sé alcuni vantaggi tecnici: tra tutti, una maggiore resistenza al burn-in, fenomeno tipico degli OLED che nel tempo può rovinare in modo permanente la qualità dell’immagine. Questo significa che lo schermo della Switch 2, pur mantenendo colori brillanti e ottimi angoli di visione, sarà anche più longevo e resistente all’usura.</p><p>Nintendo è riuscita comunque a garantire che i giochi risultino nitidi e ricchi di colore anche in modalità portatile. La casa giapponese descrive lo schermo come un "Vivid LCD", e la definizione è quanto mai azzeccata. Il pannello supporta l’HDR10, permettendo ai titoli compatibili, come <em>Super Mario Odyssey</em> o il futuro <em>Metroid Prime 4: Beyond, </em>di offrire una resa cromatica vivace e profonda, paragonabile a quella di un buon OLED su schermi più grandi.</p><p>Il display Full HD a 1080p integra inoltre il supporto al VRR (variable refresh rate), utile per mantenere un framerate stabile anche nei giochi più esigenti, e si spinge fino ai 120Hz nei titoli compatibili. Al lancio non sono molti i giochi che sfruttano appieno questa frequenza, ma <em>Metroid Prime 4: Beyond</em> è già stato confermato con una modalità performance a 1080p e 120Hz, ideale per esaltarne la fluidità in portatile.</p><p>Naturalmente, non sempre si avrà voglia di attivare l’HDR10, sia per risparmiare batteria sia per evitare affaticamento visivo. Nintendo ha pensato anche a questo: nelle impostazioni è possibile disabilitare del tutto la funzione o attivarla solo nei giochi che supportano realmente l’HDR.</p><p>Dai test effettuati, il display rappresenta un salto generazionale notevole rispetto al pannello da 720p del primo modello. Il passaggio a 1080p valorizza tanto i titoli sviluppati per Switch 2 quanto quelli della prima Switch, offrendo immagini più definite e leggibili. </p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-interfaccia-utente-e-impostazioni"><span>Nintendo Switch 2: Interfaccia utente e impostazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KvhBaJwxZa53ssiJTnhojk" name="DSCF0365 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KvhBaJwxZa53ssiJTnhojk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La schermata Home di Switch 2 lascia un po’ l’amaro in bocca a una prima occhiata. A dire il vero, se non fosse per gli angoli arrotondati applicati alle icone dei giochi, sarebbe quasi indistinguibile dal menu della console originale. Rimane visivamente essenziale, con le stesse due modalità a tema chiaro e scuro, e senza opzioni di personalizzazione degne di nota. Tuttavia, sotto la superficie si nascondono alcuni miglioramenti importanti.</p><p>Il più evidente è legato alle prestazioni. I fastidiosi ritardi nei comandi, presenti in alcune sezioni della prima Switch, sono praticamente spariti. Questo si nota soprattutto nel nuovo Nintendo eShop, che è stato completamente riprogettato: l’interfaccia è più ordinata, la navigazione più fluida e reattiva. Nonostante la sezione delle offerte sia ancora invasa da software generato tramite IA e prodotti di dubbio valore, l’esperienza complessiva è decisamente più soddisfacente – in alcuni casi persino superiore a quella offerta dagli store digitali di Sony e Microsoft.</p><p>Passando al menu Impostazioni, molte opzioni familiari sono ancora presenti, ma su Switch 2 si aggiungono nuove funzionalità pensate per sfruttare l’hardware aggiornato. È possibile, ad esempio, impostare l’uscita video a 1440p o 4K, regolare l’HDR a piacimento e attivare una funzione per limitare la carica massima della batteria – una misura utile a preservarne la salute nel lungo periodo. Una feature che ormai è comune su smartphone di fascia alta, ma che fa piacere ritrovare anche su una console portatile.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-audio"><span>Nintendo Switch 2: audio</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4dt7zyB5n3Tp47E8jMh7H8" name="DSCF0263 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4dt7zyB5n3Tp47E8jMh7H8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Una delle novità più interessanti della <em>Nintendo Switch 2</em> è l’introduzione di un sistema audio surround dedicato, supportato dagli altoparlanti posizionati sia nella parte superiore che in quella inferiore del dispositivo portatile.</p><p>Quello che colpisce maggiormente è la qualità sonora in modalità portatile anche senza l’uso di cuffie: i diffusori integrati restituiscono un audio molto più ricco rispetto alla prima Switch, con un netto passo avanti rispetto al suono metallico che caratterizzava il modello originale (e già migliorato in parte con la versione OLED). Nonostante le dimensioni compatte, la resa acustica è sorprendentemente pulita e potente.</p><p>Il sistema funziona bene in una vasta gamma di giochi, dai paesaggi sonori vasti e atmosferici di <em>The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom</em> ai motivi frizzanti e colorati di <em>Splatoon 3</em>. Anche i giochi classici per NES e SNES disponibili tramite Nintendo Switch Online risultano valorizzati, con melodie semplici ma trasmesse con notevole chiarezza.</p><p>Lato negativo, il supporto Bluetooth resta il tallone d’Achille del comparto audio. Nonostante la presenza del surround sound anche con dispositivi wireless, nei test condotti con cuffie come le RIG 900 Max HS o gli auricolari Nothing Ear (a), si nota un ritardo sonoro consistente, di circa mezzo secondo, sia in modalità docked che portatile (più evidente in quest’ultima).</p><p>Per chi cerca un’esperienza audio priva di latenza, il consiglio è di affidarsi alle classiche cuffie cablate tramite il jack da 3,5 mm: nei test condotti con le Razer BlackShark V2, il suono è risultato nitido e perfettamente sincronizzato.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-performance"><span>Nintendo Switch 2: Performance</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="2eDUy9LZeecMpNDcWC3xcE" name="DSCF0296 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2eDUy9LZeecMpNDcWC3xcE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Le prestazioni di gioco rappresentano senza dubbio l’aspetto più sorprendente della <em>Nintendo Switch 2</em>. Almeno in questa fase iniziale del suo ciclo di vita, i problemi di framerate instabili e porting sacrificati che avevano afflitto la prima Switch sembrano un ricordo del passato.</p><p>Sul fronte delle produzioni Nintendo, i risultati sono già eccellenti. <em>Mario Kart World</em>, ad esempio, gira in modo stabile a 60 fps, sia in modalità docked (1440p) che portatile (1080p), nonostante il passaggio a un mondo di gioco open world ricco di dettagli e colori. Un traguardo tecnico notevole, soprattutto considerando lo stile visivo così dinamico e carico.</p><p>Ancora più sorprendenti sono alcuni porting. <em>Street Fighter 6</em>, per esempio, nonostante una qualità visiva leggermente inferiore rispetto alle altre versioni (con un po’ di grana visibile nell’immagine), riesce a mantenere i 60 fps sia nelle modalità online che offline. L’unica vera limitazione è nella modalità World Tour in singolo, dove i combattimenti sono bloccati a 30 fps. A parte questo compromesso, ci troviamo di fronte a un port davvero ben fatto.</p><p>Il problema maggiore, però, resta la batteria. Nintendo dichiara un’autonomia variabile tra le due e le sei ore e mezza in modalità portatile, ma nei test reali è difficile raggiungere anche solo le tre ore con titoli più impegnativi, e questo anche dopo aver corretto un bug noto che mostra un livello di carica falsato, più basso del reale di circa il 10%.</p><p>Anche con titoli leggeri, come platform bidimensionali o giochi retrò disponibili via Nintendo Switch Online, l’autonomia resta deludente. Certo, si possono prendere accorgimenti per prolungarla, come ridurre la luminosità o disattivare l’HDR, ma si tratta di soluzioni che penalizzano visibilmente l’esperienza di gioco. Nei casi migliori, con titoli poco esigenti come <em>Hollow Knight</em>, <em>Puyo Puyo Tetris 2S</em> o giochi classici a 8-16 bit, si riescono a strappare massimo cinque ore, ma non di più.</p><p>Persino restare fermi sulla schermata Home consuma rapidamente la batteria, quindi se ci si trova in mobilità è fondamentale mettere subito la console in standby quando non la si utilizza.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-retrocompatibilita"><span>Nintendo Switch 2: Retrocompatibilità</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mJGvnw6UcCQ4aAFGaoeED" name="IMG_3706" alt="Switch 2 GameCube Controller" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mJGvnw6UcCQ4aAFGaoeED-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La retrocompatibilità della <em>Nintendo Switch 2</em> è, in una parola, eccellente. Soprattutto quando si parla di titoli provenienti dalla prima Switch, la nuova console dimostra una cura e un’efficacia sorprendenti. Uno dei vantaggi più immediati è rappresentato dalla memoria interna più veloce, che consente tempi di avvio e caricamento notevolmente ridotti.</p><p>Titoli come <em>Xenoblade Chronicles X: Definitive Edition</em> passano dalla schermata Home al menu principale in appena 4 secondi, e dall’avvio al gameplay in circa 10 secondi. <em>Super Smash Bros. Ultimate</em> impiega meno di 3 secondi per iniziare un incontro, mentre <em>Hyrule Warriors: Definitive Edition</em> riesce a passare dal menu alla battaglia in 3-4 secondi. Per una console portatile, sono risultati impressionanti.</p><p>Anche senza ricevere edizioni dedicate per Switch 2, molti titoli beneficiamo di miglioramenti grafici e prestazionali. <em>Pokémon Scarlatto e Violetto</em>, ad esempio, era stato duramente criticato per le animazioni a scatti e la risoluzione bassa. Sulla nuova console, invece, gira a 60 fps stabili, con una risoluzione che arriva a 4K in modalità docked e 1080p in portatile. Pur mantenendo uno stile visivo discutibile, il salto prestazionale ne cambia radicalmente la fruibilità.</p><p>Anche <em>Hyrule Warriors</em> merita una seconda menzione: il frame rate non bloccato consente alla Switch 2 di portarlo fluidamente a 60 fps. La risoluzione in portatile è nativa a 1080p, senza più dover scalare a 720p come avveniva in passato.</p><p>Insomma, chi possiede una libreria nutrita di giochi per Switch troverà nella retrocompatibilità uno dei punti di forza più solidi della nuova console. E se avete giochi con frame rate sbloccati, testateli subito: i risultati potrebbero sorprendervi più di quanto pensiate.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-joy-con-2"><span>Nintendo Switch 2: Joy-Con 2</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="MvTXURjViFPSGcJpd9ByyZ" name="DSCF0309 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MvTXURjViFPSGcJpd9ByyZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Passando ai controller inclusi con Nintendo Switch 2, i Joy-Con 2,<strong> </strong>si nota subito un deciso passo avanti rispetto al modello originale, almeno sotto certi aspetti. Il design complessivo è più curato ed elegante, con forme leggermente più arrotondate. Le dimensioni aumentate migliorano l’ergonomia, rendendoli più comodi da usare anche durante lunghe sessioni di gioco, perfino in modalità co-op condividendo un singolo Joy-Con 2.</p><p>La vera novità è il supporto ai comandi in stile mouse, presenti in titoli come <em>Civilization 7</em> e <em>Cyberpunk 2077</em>. Questo tipo di controllo è utilizzabile anche nella dashboard principale e nel Nintendo eShop, anche se l’assenza di una rotella di scorrimento limita un po’ l’esperienza. Resta comunque una funzionalità ben integrata: il movimento è fluido, senza accelerazioni indesiderate, e si può regolare la sensibilità sia nelle impostazioni di sistema che nei giochi compatibili.</p><p>Purtroppo, permangono problemi storici: ci sono già segnalazioni di <em>stick drift</em> anche nei Joy-Con 2. I joystick sembrano identici a quelli del modello precedente, il che lascia intendere che non sia stato introdotto alcun sistema di correzione come le tecnologie a effetto Hall, che avrebbero potuto risolvere il problema in modo definitivo.</p><p>Nintendo continua a offrire un servizio gratuito di riparazione o sostituzione dei Joy-Con 2 affetti da drift, ma resta l’amarezza per un’occasione sprecata: migliorare una delle componenti più criticate della precedente generazione.</p><h3 class="article-body__section" id="section-nintendo-switch-2-gamechat"><span>Nintendo Switch 2: GameChat</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="8CAeDfti2LiwsdSumrr3ge" name="DSCF0361 (1)" alt="Nintendo Switch 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8CAeDfti2LiwsdSumrr3ge-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1081" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Nintendo ha finalmente introdotto una soluzione di chat vocale integrata con una sua console, e già questo rappresenta un enorme passo avanti rispetto al passato. Sulla prima Switch, le comunicazioni vocali erano affidate all'app per smartphone di Nintendo Switch Online, con risultati spesso disastrosi: disconnessioni frequenti, qualità audio scarsa e un'esperienza complessivamente frustrante.</p><p>Con GameChat, la situazione cambia sensibilmente. L’audio catturato dal microfono integrato della Switch 2 è sorprendentemente chiaro, e viene gestito bene anche con cuffie dotate di microfono. Il salto di qualità rispetto al passato è evidente.</p><p>Tuttavia, permangono problemi di implementazione. Durante una sessione di chat, la console riduce la dimensione dello schermo di gioco per fare spazio alle icone profilo degli amici: una scelta discutibile, soprattutto se non si utilizza l’accessorio Nintendo Switch 2 Camera. A questo si aggiungono fastidiosi bordi neri attorno all’immagine, che peggiorano ulteriormente l’esperienza visiva. Discord, sotto questo punto di vista, resta ancora anni avanti con la sua interfaccia semi-trasparente che non sacrifica il gioco a favore dell’interfaccia.</p><p>L’idea però non manca di ambizione. La possibilità di vedere cosa stanno giocando gli amici, in tempo reale, è un concetto interessante, quasi una reinterpretazione digitale dello split-screen. Ma anche qui l’esecuzione è traballante: gli schermi degli altri utenti vengono visualizzati con un framerate molto basso, al punto da risultare addirittura fastidiosi da guardare.</p><p>C’è del potenziale, e Nintendo merita credito per aver finalmente introdotto un sistema di party chat interno. Ma al momento, GameChat non è ancora all’altezza delle alternative più collaudate. Finché non ci saranno miglioramenti significativi, il consiglio è semplice: se volete comunicare senza intoppi, continuate a usare Discord.</p><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-la-nintendo-switch-2"><span>Perché acquistare la Nintendo Switch 2?</span></h3><h2 id="ragioni-per-acquistare-8">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate un salto generazionale netto rispetto alla prima Switch</strong> </p><p>La Switch 2 è, a tutti gli effetti, la realizzazione completa della visione originale. Prestazioni drasticamente superiori, tempi di caricamento rapidissimi e uno schermo 1080p nitido la rendono una delle console portatili più convincenti di sempre.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete già una buona libreria di giochi Switch</strong> </p><p>I vostri giochi per la vecchia Switch girano meglio che mai su questo nuovo hardware. Non tutti ricevono miglioramenti grafici o prestazionali, ma quelli che lo fanno sono praticamente rinati. E in ogni caso, quasi tutti beneficiano dei caricamenti fulminei del sistema.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una console davvero portatile, senza compromessi</strong> </p><p>Nonostante le dimensioni leggermente aumentate, la Switch 2 è rimasta sottile ed ergonomica. Se le dimensioni generose di Steam Deck vi hanno sempre fatto storcere il naso, la nuova console Nintendo è un’ottima alternativa per il gioco in mobilità.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-8">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>State aspettando una lineup di esclusive Nintendo più ricca</strong> </p><p>Al momento del lancio, i titoli first-party davvero nuovi scarseggiano. Se Mario Kart World non vi entusiasma e non avete voglia di rigiocare le edizioni aggiornate dei giochi già usciti, forse è meglio rimandare l’acquisto finché il catalogo non si espande.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una console portatile con una batteria che duri davvero</strong> </p><p>La batteria della Switch 2 è uno dei suoi punti più deboli. Anche usando power bank, l’autonomia resta un problema, e aggiungere accessori esterni rende il dispositivo meno maneggevole. Se giocate spesso in viaggio o durante lunghi spostamenti, rischiate di restare a secco nei momenti meno opportuni.</p></div><div data-model-name="Nintendo Switch 2,Nintendo Switch 2 (Console)" data-widget-type="review" data-widget-title="Today's best Nintendo Switch 2 deals"></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nintendo ha scelto di inaugurare la nuova generazione con uno dei suoi giochi più iconici: <strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Edizione Nintendo Switch 2</strong>, una versione potenziata dello storico titolo di lancio della prima Switch.</p><p>Dopo aver passato decine di ore su <strong>Tears of the Kingdom</strong>, temevamo che tornare al predecessore potesse farlo sembrare ridotto o privo di profondità. Eppure, <strong>Breath of the Wild resta un’esperienza magistrale</strong>, capace di stupire ancora per la sua libertà, la sua eleganza e il suo mondo dinamico. Anche senza le meccaniche avanzate del seguito, continua a essere <strong>una delle opere più influenti e affascinanti mai realizzate da Nintendo</strong>.</p><h2 id="volate-liberi">Volate liberi </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Kn5JgCopHF5LYnwgXffr8Q" name="20250612214348-01JXGEG69A1ABC7915ESCSS4V9" alt="The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Kn5JgCopHF5LYnwgXffr8Q-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Nonostante fosse il primo capitolo della saga a esplorare un vero open world in 3D, <strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild</strong> ha lasciato un’impronta indelebile nel medium. Dopo una brevissima introduzione, Nintendo lascia che siano i giocatori a scegliere il ritmo della propria avventura: si può andare subito a sfidare Ganon oppure perdersi per decine di ore tra montagne, deserti e villaggi, conoscendo la gente di Hyrule e risolvendo misteri sparsi ovunque.</p><p>Questa libertà si estende anche alle meccaniche di gioco: sin dall’inizio vengono forniti strumenti semplici ma potenti, lasciando totale spazio alla creatività. Qualsiasi idea strampalata, far rotolare un albero su un accampamento nemico, lanciare una spada metallica durante un temporale per fulminare un mostro, usare una torretta laser come arma improvvisata, può funzionare. Ed è proprio questa sensazione di possibilità che ha reso il titolo così rivoluzionario.</p><p>La tanto discussa <strong>durabilità delle armi</strong> è l’emblema di questo spirito: ogni oggetto si consuma, obbligando a reinventarsi costantemente. E in quel momento di necessità, spesso nascono le trovate più geniali. Anche a distanza di otto anni, pochi open world riescono ad avvicinarsi a un tale livello di libertà, coerenza e meraviglia.</p><h2 id="cambiare-marcia">Cambiare marcia </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9fkehAW24oFjpy7MPYPaXT" name="20250612214348-01JXGEH937R5YSWFDFDJQAEFXE" alt="The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9fkehAW24oFjpy7MPYPaXT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Certo, parliamo pur sempre di <strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</strong>. A differenza di altri giochi aggiornati per Switch 2, qui non c’è alcun contenuto inedito. Nemmeno i DLC già esistenti di <em>Breath of the Wild</em> sono inclusi nella versione completa del gioco.</p><p>Sia <em>Breath of the Wild</em> che <em>Tears of the Kingdom</em> sono stati aggiornati esclusivamente sul piano tecnico per la nuova console. Un limite comprensibile, ma che viene parzialmente compensato dal fatto che entrambi i titoli sono inclusi nell’abbonamento <strong>Nintendo Switch Online + Pacchetto Aggiuntivo</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xbBdFP5ibMSkZBrpUQ98ge" name="20250612214348-01JXGEH25R7C27GM042X1SXVJB" caption="" alt="The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xbBdFP5ibMSkZBrpUQ98ge-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure></div></div><p>Tuttavia, anche senza contenuti inediti, <strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</strong> vale pienamente l’upgrade. Il gioco gira ora a <strong>1080p in modalità portatile</strong> e arriva fino a <strong>4K in modalità dock</strong>, con supporto all’<strong>HDR</strong> che rende il mondo di Hyrule ancora più vivido e vibrante. Entrambe le modalità mantengono i <strong>60fps stabili</strong> per tutta la durata dell’esperienza.</p><p>Avviare <em>Breath of the Wild</em> e vederlo girare al doppio del framerate a cui si era abituati quasi stona… ma è un miglioramento davvero benvenuto. Naturalmente, la prima cosa che ho fatto una volta caricato il mio vecchio salvataggio (ora ci sono <strong>due slot disponibili</strong>, un’aggiunta utile ma anche un po’ deludente) è stata dirigermi subito alla famigerata <strong>Foresta dei Korogu</strong>, che nella versione originale metteva in ginocchio il framerate. Ebbene sì: adesso fila tutto liscio. Può sembrare banale su hardware più potente, ma chi ha sofferto quella zona su Wii U o Switch sa bene quanto cambi la percezione.</p><h2 id="note-it-down">Note it down</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2134px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:47.66%;"><img id="iprwzCu5ewj4q5JKEAq9GX" name="Screenshot_20250612_214419_Nintendo Switch App" alt="The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iprwzCu5ewj4q5JKEAq9GX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2134" height="1017" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Avevo detto che <em>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em> non include nulla di nuovo nel gioco in sé, ma non è del tutto vero: c’è una novità nell’app <strong>Nintendo Switch Online</strong>, ovvero la funzione <strong>Zelda Notes</strong>. Si tratta di una companion app che aggiunge diverse funzionalità, come la possibilità di <strong>localizzare i sacrari rimanenti</strong> con una voce GPS che vi guida, o una <strong>ruota bonus giornaliera</strong> che può offrirvi ricompense casuali come pasti gratuiti, salute piena o addirittura <strong>la riparazione delle armi</strong>.</p><p>La parte più interessante, però, sono i cosiddetti <strong>‘Ricordi Vocali’</strong>. Sono sparsi in oltre 100 punti della mappa, e camminandoci vicino si attiverà un <strong>messaggio audio di Zelda</strong>, ambientato 100 anni prima degli eventi del gioco, durante i preparativi per la Calamità. Sono piccoli ma preziosi approfondimenti di lore che rendono l’esplorazione di Hyrule ancora più coinvolgente. Certo, sarebbe stato molto meglio <strong>averli integrati direttamente nel gioco</strong>, anziché dover tenere il telefono acceso di continuo.</p><p>In definitiva, <em>Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em> è un aggiornamento solido, seppur essenziale, di un capolavoro. Il boost a <strong>framerate e risoluzione</strong> lo rende consigliatissimo, soprattutto se non l’avete mai giocato. Chi però spera in <strong>contenuti nuovi</strong> potrebbe restare deluso, a meno che non sia disposto a sfruttare Zelda Notes… con il cellulare in mano.</p><h2 id="perche-giocare-a-the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-nintendo-switch-2-edition">Perché giocare a The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition?</h2><h2 id="ragioni-per-giocare-3">Ragioni per giocare</h2><div class="product"><p><strong>Non avete mai giocato Breath of the Wild o volete rigiocarlo</strong> </p><p>Non c'è davvero alcun motivo per tornare alla versione originale su Nintendo Switch o Wii U, se avete accesso a <em>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em>. Il frame rate raddoppiato e le migliorie visive rendono questa la versione definitiva del gioco, senza alcun dubbio.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi appassiona la lore di Zelda</strong> </p><p>Sembra incredibile, ma l’app mobile <strong>Zelda Notes</strong> è davvero un’aggiunta eccellente. I <strong>Ricordi Vocali</strong> arricchiscono l’esplorazione con momenti narrati da Zelda stessa, raccontando eventi e luoghi vissuti prima del risveglio di Link. Un modo inedito e coinvolgente per immergersi nella storia di Hyrule.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-3">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Non avete una Switch 2</strong> </p><p>Anche se questa è senza dubbio la versione migliore del gioco, <em>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em> non rappresenta un salto così rivoluzionario da giustificare l’acquisto immediato della nuova console solo per giocarci.</p></div><h2 id="accessibilita-5">Accessibilità </h2><p><em>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em> non introduce miglioramenti significativi sul fronte dell’accessibilità. Rimangono disponibili il mirino tramite giroscopio e il remapping dei comandi tramite il menu della console, ma i prompt a schermo non si aggiornano di conseguenza, rendendo l’esperienza poco intuitiva. In sostanza, nessuna novità degna di nota per chi cerca opzioni più accessibili.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ The Legend of Zelda: Breath of the Wild - Nintendo Switch 2 Edition si conferma come uno dei videogiochi più straordinari mai realizzati, e oggi è ancora più impressionante grazie ai 60fps fluidi e a un comparto visivo rimasterizzato e mozzafiato. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Consoles & PC]]></category>
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                                <p>Nintendo ha scelto di inaugurare la nuova generazione con uno dei suoi giochi più iconici: <strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Edizione Nintendo Switch 2</strong>, una versione potenziata dello storico titolo di lancio della prima Switch.</p><p>Dopo aver passato decine di ore su <strong>Tears of the Kingdom</strong>, temevamo che tornare al predecessore potesse farlo sembrare ridotto o privo di profondità. Eppure, <strong>Breath of the Wild resta un’esperienza magistrale</strong>, capace di stupire ancora per la sua libertà, la sua eleganza e il suo mondo dinamico. Anche senza le meccaniche avanzate del seguito, continua a essere <strong>una delle opere più influenti e affascinanti mai realizzate da Nintendo</strong>.</p><h2 id="volate-liberi">Volate liberi </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Kn5JgCopHF5LYnwgXffr8Q" name="20250612214348-01JXGEG69A1ABC7915ESCSS4V9" alt="The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Kn5JgCopHF5LYnwgXffr8Q-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Nonostante fosse il primo capitolo della saga a esplorare un vero open world in 3D, <strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild</strong> ha lasciato un’impronta indelebile nel medium. Dopo una brevissima introduzione, Nintendo lascia che siano i giocatori a scegliere il ritmo della propria avventura: si può andare subito a sfidare Ganon oppure perdersi per decine di ore tra montagne, deserti e villaggi, conoscendo la gente di Hyrule e risolvendo misteri sparsi ovunque.</p><p>Questa libertà si estende anche alle meccaniche di gioco: sin dall’inizio vengono forniti strumenti semplici ma potenti, lasciando totale spazio alla creatività. Qualsiasi idea strampalata, far rotolare un albero su un accampamento nemico, lanciare una spada metallica durante un temporale per fulminare un mostro, usare una torretta laser come arma improvvisata, può funzionare. Ed è proprio questa sensazione di possibilità che ha reso il titolo così rivoluzionario.</p><p>La tanto discussa <strong>durabilità delle armi</strong> è l’emblema di questo spirito: ogni oggetto si consuma, obbligando a reinventarsi costantemente. E in quel momento di necessità, spesso nascono le trovate più geniali. Anche a distanza di otto anni, pochi open world riescono ad avvicinarsi a un tale livello di libertà, coerenza e meraviglia.</p><h2 id="cambiare-marcia">Cambiare marcia </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9fkehAW24oFjpy7MPYPaXT" name="20250612214348-01JXGEH937R5YSWFDFDJQAEFXE" alt="The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9fkehAW24oFjpy7MPYPaXT-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Certo, parliamo pur sempre di <strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</strong>. A differenza di altri giochi aggiornati per Switch 2, qui non c’è alcun contenuto inedito. Nemmeno i DLC già esistenti di <em>Breath of the Wild</em> sono inclusi nella versione completa del gioco.</p><p>Sia <em>Breath of the Wild</em> che <em>Tears of the Kingdom</em> sono stati aggiornati esclusivamente sul piano tecnico per la nuova console. Un limite comprensibile, ma che viene parzialmente compensato dal fatto che entrambi i titoli sono inclusi nell’abbonamento <strong>Nintendo Switch Online + Pacchetto Aggiuntivo</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xbBdFP5ibMSkZBrpUQ98ge" name="20250612214348-01JXGEH25R7C27GM042X1SXVJB" caption="" alt="The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xbBdFP5ibMSkZBrpUQ98ge-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure></div></div><p>Tuttavia, anche senza contenuti inediti, <strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</strong> vale pienamente l’upgrade. Il gioco gira ora a <strong>1080p in modalità portatile</strong> e arriva fino a <strong>4K in modalità dock</strong>, con supporto all’<strong>HDR</strong> che rende il mondo di Hyrule ancora più vivido e vibrante. Entrambe le modalità mantengono i <strong>60fps stabili</strong> per tutta la durata dell’esperienza.</p><p>Avviare <em>Breath of the Wild</em> e vederlo girare al doppio del framerate a cui si era abituati quasi stona… ma è un miglioramento davvero benvenuto. Naturalmente, la prima cosa che ho fatto una volta caricato il mio vecchio salvataggio (ora ci sono <strong>due slot disponibili</strong>, un’aggiunta utile ma anche un po’ deludente) è stata dirigermi subito alla famigerata <strong>Foresta dei Korogu</strong>, che nella versione originale metteva in ginocchio il framerate. Ebbene sì: adesso fila tutto liscio. Può sembrare banale su hardware più potente, ma chi ha sofferto quella zona su Wii U o Switch sa bene quanto cambi la percezione.</p><h2 id="note-it-down">Note it down</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2134px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:47.66%;"><img id="iprwzCu5ewj4q5JKEAq9GX" name="Screenshot_20250612_214419_Nintendo Switch App" alt="The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iprwzCu5ewj4q5JKEAq9GX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2134" height="1017" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Avevo detto che <em>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em> non include nulla di nuovo nel gioco in sé, ma non è del tutto vero: c’è una novità nell’app <strong>Nintendo Switch Online</strong>, ovvero la funzione <strong>Zelda Notes</strong>. Si tratta di una companion app che aggiunge diverse funzionalità, come la possibilità di <strong>localizzare i sacrari rimanenti</strong> con una voce GPS che vi guida, o una <strong>ruota bonus giornaliera</strong> che può offrirvi ricompense casuali come pasti gratuiti, salute piena o addirittura <strong>la riparazione delle armi</strong>.</p><p>La parte più interessante, però, sono i cosiddetti <strong>‘Ricordi Vocali’</strong>. Sono sparsi in oltre 100 punti della mappa, e camminandoci vicino si attiverà un <strong>messaggio audio di Zelda</strong>, ambientato 100 anni prima degli eventi del gioco, durante i preparativi per la Calamità. Sono piccoli ma preziosi approfondimenti di lore che rendono l’esplorazione di Hyrule ancora più coinvolgente. Certo, sarebbe stato molto meglio <strong>averli integrati direttamente nel gioco</strong>, anziché dover tenere il telefono acceso di continuo.</p><p>In definitiva, <em>Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em> è un aggiornamento solido, seppur essenziale, di un capolavoro. Il boost a <strong>framerate e risoluzione</strong> lo rende consigliatissimo, soprattutto se non l’avete mai giocato. Chi però spera in <strong>contenuti nuovi</strong> potrebbe restare deluso, a meno che non sia disposto a sfruttare Zelda Notes… con il cellulare in mano.</p><h2 id="perche-giocare-a-the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-nintendo-switch-2-edition">Perché giocare a The Legend of Zelda: Breath of the Wild Nintendo Switch 2 Edition?</h2><h2 id="ragioni-per-giocare-3">Ragioni per giocare</h2><div class="product"><p><strong>Non avete mai giocato Breath of the Wild o volete rigiocarlo</strong> </p><p>Non c'è davvero alcun motivo per tornare alla versione originale su Nintendo Switch o Wii U, se avete accesso a <em>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em>. Il frame rate raddoppiato e le migliorie visive rendono questa la versione definitiva del gioco, senza alcun dubbio.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi appassiona la lore di Zelda</strong> </p><p>Sembra incredibile, ma l’app mobile <strong>Zelda Notes</strong> è davvero un’aggiunta eccellente. I <strong>Ricordi Vocali</strong> arricchiscono l’esplorazione con momenti narrati da Zelda stessa, raccontando eventi e luoghi vissuti prima del risveglio di Link. Un modo inedito e coinvolgente per immergersi nella storia di Hyrule.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-3">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Non avete una Switch 2</strong> </p><p>Anche se questa è senza dubbio la versione migliore del gioco, <em>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em> non rappresenta un salto così rivoluzionario da giustificare l’acquisto immediato della nuova console solo per giocarci.</p></div><h2 id="accessibilita-5">Accessibilità </h2><p><em>The Legend of Zelda: Breath of the Wild – Nintendo Switch 2 Edition</em> non introduce miglioramenti significativi sul fronte dell’accessibilità. Rimangono disponibili il mirino tramite giroscopio e il remapping dei comandi tramite il menu della console, ma i prompt a schermo non si aggiornano di conseguenza, rendendo l’esperienza poco intuitiva. In sostanza, nessuna novità degna di nota per chi cerca opzioni più accessibili.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Bravely Default Flying Fairy HD Remaster  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Bravely Default Flying Fairy HD Remaster è uno dei titoli più insoliti del lancio di Nintendo Switch 2: un vero e proprio reperto videoludico che, proprio grazie alla sua natura immutata, riesce ancora oggi a divertire. Rimasto pressoché identico alla versione originale per 3DS, è una capsula del tempo che ci ricorda perché abbiamo amato certi JRPG. Ostinato nel non voler cambiare, ma proprio per questo rassicurante e ancora sorprendentemente efficace.</p><p>Come ricordato dal produttore Tomoya Asano prima dell’uscita della remaster, Bravely Default nacque come omaggio ai grandi RPG dell’era 16-bit. Il suo successo, in patria e all’estero, ha dato il via alla linea HD-2D di Square Enix, che ha poi prodotto Octopath Traveler e il remake di Dragon Quest III. L’impronta è chiara: siamo davanti a un gioco che riprende lo spirito dei classici Final Fantasy, con un viaggio epico attraverso il mondo per salvare i cristalli, tra villaggi minacciati e divinità in pericolo.</p><p>Tutto ha inizio con una voragine che inghiotte il villaggio di Norende, lasciando in vita solo Tiz. I cristalli che regolano il mondo sono stati oscurati, ma quando Tiz incontra la Vestale del Vento Agnes Oblige, parte con lei per proteggerla e cercare un modo per risvegliare i cristalli. A loro si uniscono presto Edea Lee e l’enigmatico Ringabel, formando il classico quartetto di eroi della luce.</p><p>Il gameplay è un RPG a turni, arricchito da un job system profondo e soprattutto da un’idea chiave: le meccaniche Brave e Default, che aggiungono tensione e strategia agli scontri. Brave consente di agire più volte a costo di punti azione (BP), ma lasciando poi il personaggio scoperto per alcuni turni. Default invece fa guadagnare BP difendendosi, aprendo la porta a contrattacchi devastanti pianificati con cura. Ancora oggi, questo sistema rimane tra i più interessanti della storia recente del genere.</p><h2 id="un-sistema-di-classi-che-premia-la-sperimentazione">Un sistema di classi che premia la sperimentazione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LK2b9tWs4uPhM9uV9Hxoqb" name="IMG_7423.JPG" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LK2b9tWs4uPhM9uV9Hxoqb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure><p>Imparatevi a pianificare bene: i combattimenti contro i boss si vincono solo sfruttando a fondo il sistema Brave/Default e la varietà dei mestieri. Le classi spaziano da quelle più tradizionali – come maghi, ladri e cavalieri – a ruoli più insoliti come il mercante, ognuno con le proprie abilità uniche.</p><p>La forza del sistema sta nella possibilità di combinare abilità da mestieri diversi: padroneggiando una classe, potrete trasferire alcune tecniche in un’altra, creando personaggi ibridi con strategie uniche. Un mago con la rapidità di un ladro, o un cavaliere con poteri curativi: tutto diventa possibile e incoraggia la creatività.</p><p>Il classico rischio degli RPG a turni, la monotonia, viene arginato con strumenti intelligenti. Se sentite il bisogno di livellare o guadagnare denaro, potete impostare azioni automatiche, accelerare la velocità delle battaglie o regolare la frequenza degli incontri. Un approccio moderno a un’anima profondamente classica.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pyhe7kVEHzrr233SeE8tpb" name="IMG_7428.JPG" caption="" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pyhe7kVEHzrr233SeE8tpb-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure></div></div><p>È difficile trovare veri difetti in Bravely Default Flying Fairy HD Remaster. All’epoca fu considerato uno dei migliori RPG per Nintendo 3DS, e questa riedizione non fa che confermare quel giudizio. Il cast è ancora brillante, la scrittura conserva fascino e umorismo, e il sistema di combattimento resta uno dei più appaganti mai visti in un JRPG a turni.</p><p>Quasi nulla è stato cambiato. I modelli dei personaggi e il mondo di gioco sono gli stessi asset 3D low-poly dell’originale, con qualche texture migliorata qua e là. Il tempo passato si nota soprattutto nelle animazioni rigide e nella modellazione meno curata dei personaggi secondari. Tuttavia, l’incredibile stile artistico del gioco continua a reggere benissimo l’ingrandimento su schermi moderni: villaggi e ambientazioni hanno ancora oggi una bellezza fiabesca e riconoscibile.</p><h2 id="qualche-nuova-aggiunta">Qualche nuova aggiunta </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kXim7pdQ49TR8xN83qgNpb" name="IMG_7422.JPG" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kXim7pdQ49TR8xN83qgNpb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure><p>Le vere novità di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster sembrano più dettate dalla necessità che da una reale volontà di arricchire l’esperienza originale. Il gioco su 3DS faceva ampio uso delle funzionalità di rete e del StreetPass per inviare aiuti in battaglia e condividere abilità con altri giocatori. Su Switch 2, tutto questo è stato adattato con poca eleganza: l’incontro spontaneo con altri utenti è stato rimpiazzato da “fantasmi” in città, un compromesso che toglie molto del fascino sociale dell’originale.</p><p>I due minigiochi inediti, invece, sembrano aggiunti solo per sfruttare i controlli touch della console e dare una parvenza di esclusività. Luxencheer Rhythm Catch è un rhythm game basilare con qualche brano iconico e animazioni carine, ma risulta poco coinvolgente. Ringabel’s Panic Cruise, invece, ha idee più intriganti: si guida un’aeronave reagendo a comandi fisici come leve e fischietti. Potrebbe essere la base per qualcosa di più, ma in questa forma sembra più una demo tecnica che una vera aggiunta ludica. Entrambi sono relegati a sottosezioni del menu, e probabilmente dimenticati in fretta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="GZYhhTPdCXnxrcVVNu5Xnb" name="IMG_7426.JPG" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GZYhhTPdCXnxrcVVNu5Xnb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure><p>Tolti i minigiochi e un paio di migliorie marginali, Bravely Default Flying Fairy HD Remaster è praticamente identico all’originale per Nintendo 3DS. Nessuna nuova traduzione, nessuna rivoluzione strutturale: solo qualche comodità in più e l’adattamento da doppio a singolo schermo. E va bene così.</p><p>Anzi, è proprio questa fedeltà a renderlo speciale nel panorama attuale. In un’epoca in cui i remake spesso snaturano i titoli originali, Flying Fairy HD Remaster resta ancorato alla sua identità, offrendo un JRPG classico, profondo e ben scritto a una nuova generazione. Chi l’ha già giocato forse farà fatica a trovare un motivo per tornare, ma per tutti gli altri è un’occasione perfetta per riscoprire uno dei migliori giochi di ruolo degli ultimi 15 anni, oggi disponibile tanto sul grande schermo quanto in modalità portatile.</p><h2 id="perche-giocare-a-bravely-default-flying-fairy-hd-remaster">Perché giocare a Bravely Default Flying Fairy HD Remaster?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yYhZWGM5Et9FDMjzQy7Njb" name="IMG_7425.JPG" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yYhZWGM5Et9FDMjzQy7Njb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocarci">Ragioni per giocarci </h2><div class="product"><p><strong>Non avete mai provato l'originale</strong> </p><p>Un'avventura che omaggia i classici ma li rielabora con uno stile unico: Bravely Default resta uno dei migliori JRPG degli ultimi 15 anni, senza perdere un briciolo di fascino</p></div><div class="product"><p><strong>Adorate pianificare ogni mossa</strong> </p><p>Qui non basta attaccare a testa bassa: ogni boss può mettervi al tappeto se non pensate in anticipo. La combinazione tra sistema di turni e classi vi costringe a giocare d'astuzia, sempre.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi innamorate delle storie e dei personaggi</strong> </p><p>Il gruppo di protagonisti è irresistibile: battute, dinamiche e momenti toccanti rendono il viaggio un piacere continuo. La loro alchimia è il cuore pulsante del gioco.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocarci">Ragioni per NON giocarci </h2><div class="product"><p><strong>Avete già giocato l’originale e cercate novità</strong> </p><p>Se conoscete Bravely Default a memoria, qui troverete lo stesso identico gioco. È sempre un piacere da rigiocare, ma non aspettatevi nuove sorprese o contenuti inediti.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete sfruttare al massimo la vostra nuova Switch 2</strong> </p><p>Questo è pur sempre un titolo nato su Nintendo 3DS, con pochissimi ritocchi grafici e due minigiochi minori come aggiunte. Non è il gioco che vi farà scoprire di cosa è capace la nuova console.</p></div><h2 id="accessibilita-6">Accessibilità </h2><p>Sebbene Bravely Default Flying Fairy HD Remaster consenta di modificare lingua e sottotitoli, e offra un minimo supporto al remapping dei tasti a livello hardware (solo con Switch 2 Charging Grip o Pro Controller), non include alcuna funzione di accessibilità avanzata. Mancano opzioni essenziali come una modalità daltonismo o impostazioni visive dedicate.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Coraggiosamente lo stesso ]]>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Bravely Default Flying Fairy HD Remaster è uno dei titoli più insoliti del lancio di Nintendo Switch 2: un vero e proprio reperto videoludico che, proprio grazie alla sua natura immutata, riesce ancora oggi a divertire. Rimasto pressoché identico alla versione originale per 3DS, è una capsula del tempo che ci ricorda perché abbiamo amato certi JRPG. Ostinato nel non voler cambiare, ma proprio per questo rassicurante e ancora sorprendentemente efficace.</p><p>Come ricordato dal produttore Tomoya Asano prima dell’uscita della remaster, Bravely Default nacque come omaggio ai grandi RPG dell’era 16-bit. Il suo successo, in patria e all’estero, ha dato il via alla linea HD-2D di Square Enix, che ha poi prodotto Octopath Traveler e il remake di Dragon Quest III. L’impronta è chiara: siamo davanti a un gioco che riprende lo spirito dei classici Final Fantasy, con un viaggio epico attraverso il mondo per salvare i cristalli, tra villaggi minacciati e divinità in pericolo.</p><p>Tutto ha inizio con una voragine che inghiotte il villaggio di Norende, lasciando in vita solo Tiz. I cristalli che regolano il mondo sono stati oscurati, ma quando Tiz incontra la Vestale del Vento Agnes Oblige, parte con lei per proteggerla e cercare un modo per risvegliare i cristalli. A loro si uniscono presto Edea Lee e l’enigmatico Ringabel, formando il classico quartetto di eroi della luce.</p><p>Il gameplay è un RPG a turni, arricchito da un job system profondo e soprattutto da un’idea chiave: le meccaniche Brave e Default, che aggiungono tensione e strategia agli scontri. Brave consente di agire più volte a costo di punti azione (BP), ma lasciando poi il personaggio scoperto per alcuni turni. Default invece fa guadagnare BP difendendosi, aprendo la porta a contrattacchi devastanti pianificati con cura. Ancora oggi, questo sistema rimane tra i più interessanti della storia recente del genere.</p><h2 id="un-sistema-di-classi-che-premia-la-sperimentazione">Un sistema di classi che premia la sperimentazione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LK2b9tWs4uPhM9uV9Hxoqb" name="IMG_7423.JPG" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LK2b9tWs4uPhM9uV9Hxoqb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure><p>Imparatevi a pianificare bene: i combattimenti contro i boss si vincono solo sfruttando a fondo il sistema Brave/Default e la varietà dei mestieri. Le classi spaziano da quelle più tradizionali – come maghi, ladri e cavalieri – a ruoli più insoliti come il mercante, ognuno con le proprie abilità uniche.</p><p>La forza del sistema sta nella possibilità di combinare abilità da mestieri diversi: padroneggiando una classe, potrete trasferire alcune tecniche in un’altra, creando personaggi ibridi con strategie uniche. Un mago con la rapidità di un ladro, o un cavaliere con poteri curativi: tutto diventa possibile e incoraggia la creatività.</p><p>Il classico rischio degli RPG a turni, la monotonia, viene arginato con strumenti intelligenti. Se sentite il bisogno di livellare o guadagnare denaro, potete impostare azioni automatiche, accelerare la velocità delle battaglie o regolare la frequenza degli incontri. Un approccio moderno a un’anima profondamente classica.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pyhe7kVEHzrr233SeE8tpb" name="IMG_7428.JPG" caption="" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pyhe7kVEHzrr233SeE8tpb-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure></div></div><p>È difficile trovare veri difetti in Bravely Default Flying Fairy HD Remaster. All’epoca fu considerato uno dei migliori RPG per Nintendo 3DS, e questa riedizione non fa che confermare quel giudizio. Il cast è ancora brillante, la scrittura conserva fascino e umorismo, e il sistema di combattimento resta uno dei più appaganti mai visti in un JRPG a turni.</p><p>Quasi nulla è stato cambiato. I modelli dei personaggi e il mondo di gioco sono gli stessi asset 3D low-poly dell’originale, con qualche texture migliorata qua e là. Il tempo passato si nota soprattutto nelle animazioni rigide e nella modellazione meno curata dei personaggi secondari. Tuttavia, l’incredibile stile artistico del gioco continua a reggere benissimo l’ingrandimento su schermi moderni: villaggi e ambientazioni hanno ancora oggi una bellezza fiabesca e riconoscibile.</p><h2 id="qualche-nuova-aggiunta">Qualche nuova aggiunta </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="kXim7pdQ49TR8xN83qgNpb" name="IMG_7422.JPG" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kXim7pdQ49TR8xN83qgNpb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure><p>Le vere novità di Bravely Default Flying Fairy HD Remaster sembrano più dettate dalla necessità che da una reale volontà di arricchire l’esperienza originale. Il gioco su 3DS faceva ampio uso delle funzionalità di rete e del StreetPass per inviare aiuti in battaglia e condividere abilità con altri giocatori. Su Switch 2, tutto questo è stato adattato con poca eleganza: l’incontro spontaneo con altri utenti è stato rimpiazzato da “fantasmi” in città, un compromesso che toglie molto del fascino sociale dell’originale.</p><p>I due minigiochi inediti, invece, sembrano aggiunti solo per sfruttare i controlli touch della console e dare una parvenza di esclusività. Luxencheer Rhythm Catch è un rhythm game basilare con qualche brano iconico e animazioni carine, ma risulta poco coinvolgente. Ringabel’s Panic Cruise, invece, ha idee più intriganti: si guida un’aeronave reagendo a comandi fisici come leve e fischietti. Potrebbe essere la base per qualcosa di più, ma in questa forma sembra più una demo tecnica che una vera aggiunta ludica. Entrambi sono relegati a sottosezioni del menu, e probabilmente dimenticati in fretta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="GZYhhTPdCXnxrcVVNu5Xnb" name="IMG_7426.JPG" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GZYhhTPdCXnxrcVVNu5Xnb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure><p>Tolti i minigiochi e un paio di migliorie marginali, Bravely Default Flying Fairy HD Remaster è praticamente identico all’originale per Nintendo 3DS. Nessuna nuova traduzione, nessuna rivoluzione strutturale: solo qualche comodità in più e l’adattamento da doppio a singolo schermo. E va bene così.</p><p>Anzi, è proprio questa fedeltà a renderlo speciale nel panorama attuale. In un’epoca in cui i remake spesso snaturano i titoli originali, Flying Fairy HD Remaster resta ancorato alla sua identità, offrendo un JRPG classico, profondo e ben scritto a una nuova generazione. Chi l’ha già giocato forse farà fatica a trovare un motivo per tornare, ma per tutti gli altri è un’occasione perfetta per riscoprire uno dei migliori giochi di ruolo degli ultimi 15 anni, oggi disponibile tanto sul grande schermo quanto in modalità portatile.</p><h2 id="perche-giocare-a-bravely-default-flying-fairy-hd-remaster">Perché giocare a Bravely Default Flying Fairy HD Remaster?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yYhZWGM5Et9FDMjzQy7Njb" name="IMG_7425.JPG" alt="Bravely Default Flying Fairy HD Remaster" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yYhZWGM5Et9FDMjzQy7Njb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Square Enix)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocarci">Ragioni per giocarci </h2><div class="product"><p><strong>Non avete mai provato l'originale</strong> </p><p>Un'avventura che omaggia i classici ma li rielabora con uno stile unico: Bravely Default resta uno dei migliori JRPG degli ultimi 15 anni, senza perdere un briciolo di fascino</p></div><div class="product"><p><strong>Adorate pianificare ogni mossa</strong> </p><p>Qui non basta attaccare a testa bassa: ogni boss può mettervi al tappeto se non pensate in anticipo. La combinazione tra sistema di turni e classi vi costringe a giocare d'astuzia, sempre.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi innamorate delle storie e dei personaggi</strong> </p><p>Il gruppo di protagonisti è irresistibile: battute, dinamiche e momenti toccanti rendono il viaggio un piacere continuo. La loro alchimia è il cuore pulsante del gioco.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocarci">Ragioni per NON giocarci </h2><div class="product"><p><strong>Avete già giocato l’originale e cercate novità</strong> </p><p>Se conoscete Bravely Default a memoria, qui troverete lo stesso identico gioco. È sempre un piacere da rigiocare, ma non aspettatevi nuove sorprese o contenuti inediti.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete sfruttare al massimo la vostra nuova Switch 2</strong> </p><p>Questo è pur sempre un titolo nato su Nintendo 3DS, con pochissimi ritocchi grafici e due minigiochi minori come aggiunte. Non è il gioco che vi farà scoprire di cosa è capace la nuova console.</p></div><h2 id="accessibilita-6">Accessibilità </h2><p>Sebbene Bravely Default Flying Fairy HD Remaster consenta di modificare lingua e sottotitoli, e offra un minimo supporto al remapping dei tasti a livello hardware (solo con Switch 2 Charging Grip o Pro Controller), non include alcuna funzione di accessibilità avanzata. Mancano opzioni essenziali come una modalità daltonismo o impostazioni visive dedicate.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Canon PowerShot V1 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-recensione-rapida"><span>Canon PowerShot V1: recensione rapida </span></h2><p>C'è molta curiosità intorno alla nuova PowerShot V1, una compatta della serie V pensata per il vlogging che si presenta come una sorta di sorella maggiore della più datata ma ancora popolare PowerShot G7X Mark III, grazie a un sensore da 1,4 pollici completamente inedito e a un obiettivo 16-50mm. Affiancando le due fotocamere, le somiglianze nel design e nella disposizione dei comandi sono evidenti: entrambe sono compatte tascabili, ma la V1 è leggermente più grande e offre una dotazione video molto convincente. Il confronto più diretto è con la Sony ZV-1 II, ma anche la DJI Osmo Pocket 3 rappresenta un’alternativa interessante con stabilizzazione su gimbal. In molti casi, però, la V1 si impone come una scelta più equilibrata.</p><p>Tra le specifiche principali spicca il sensore da 22,3MP in formato 3:2, che misura 18,4 x 12,3 mm – una superficie ben più ampia rispetto al classico sensore da 1 pollice (13,2 x 8,8 mm) montato dalle rivali. In teoria, un sensore più grande garantisce una qualità d’immagine superiore, ma c’è un compromesso: l’obiettivo zoom 3,1x della PowerShot V1 ha un’apertura massima di f/2.8-4.5, meno luminosa rispetto a quella della ZV-1 II (f/1.8-4) o della stessa G7X Mark III (f/1.8-2.8). Questo limita un po’ le prestazioni in condizioni di scarsa luce, riducendo in parte il vantaggio offerto dal sensore più grande.</p><p>Resta comunque un obiettivo molto versatile, il più ampio del gruppo, e il suo range 16-50mm è perfetto per il vlogging. Anche attivando la stabilizzazione digitale, che comporta un piccolo crop dell’immagine, l’inquadratura rimane sufficientemente ampia da permettere riprese a braccio: quei 2 mm in più sul lato grandangolo fanno davvero la differenza.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6HYsW8sbp5dw3oSwE9uj37-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III " /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EYMHZejE5JQS6qraBi7u27-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III and PowerShot V10" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><p>La PowerShot V1 offre una dotazione video completa, che include feritoie di raffreddamento per registrazioni illimitate in 4K a 30fps, filtro ND integrato, il miglior autofocus mai visto su una compatta PowerShot e ingressi per microfono e cuffie. Anche i fotografi non resteranno delusi: la slitta hotshoe supporta flash esterni (esclusi quelli a 5 pin), mentre la raffica di scatto arriva a 15fps e raddoppia con l’otturatore elettronico, sempre assistita da un autofocus preciso con tracking del soggetto.</p><p>Girando in 4K a 60fps, però, bisogna accettare due compromessi: l'assenza di stabilizzazione e un crop dell'immagine di 1,4x. Su carta sembrano limiti notevoli, ma grazie al grandangolo da 16mm ho potuto comunque gestire le riprese a mano libera senza perdere l'inquadratura. Il discorso è diverso per la stabilizzazione: chi registra vlog camminando farebbe meglio a scendere a 30 o 24fps per mantenere il video più fluido.</p><p>Al netto di questi aspetti, la PowerShot V1 si conferma una fotocamera solida e convincente. Considerando il prezzo competitivo e alcune funzioni superiori persino a quelle della concorrenza Sony, ha tutte le carte in regola per diventare un nuovo punto di riferimento per i vlogger.</p><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-specifiche"><span>Canon PowerShot V1 specifiche </span></h3><div ><table><caption>Canon PowerShot V1 specifiche </caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Tipologia: </p></td><td  ><p>Camera compatta</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Sensori: </p></td><td  ><p>1.4-pollici, 22.3MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lunghezza focale:</p></td><td  ><p>16-50mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Apertura massima:</p></td><td  ><p>f/2.8-4.5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni: </p></td><td  ><p>118.3 x 68 x 45.2mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso: </p></td><td  ><p>15oz / 426g</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="hxmLiKyhmibu8RKNeCguo6" name="Canon PowerShot V1" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hxmLiKyhmibu8RKNeCguo6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2500" height="1406" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><div data-model-name="Canon PowerShot V1" data-widget-type="review"></div><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-prezzo-e-disponibilita"><span>Canon PowerShot V1: Prezzo e disponibilità </span></h3><p>La Canon PowerShot V1 ha debuttato sul mercato italiano a un prezzo di 1.049 €, al lancio disponibile tramite i rivenditori autorizzati.</p><p>La sua dotazione ricca di funzioni video e il form factor pocket-friendly la posizionano come un'alternativa valida a tante opzioni “da creator”.</p><ul><li><strong>Prezzo: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-design"><span>Canon PowerShot V1: Design</span></h3><p>Canon ha realizzato una compatta solida e ben bilanciata, progettata con una chiara priorità verso il video. Il design e la disposizione dei comandi ricordano da vicino quelli della PowerShot G7X Mark III, ma su una scala più ampia che ha permesso di introdurre elementi aggiuntivi come la slitta hotshoe, lo schermo orientabile e, naturalmente, il sensore più grande.</p><p>Questa impronta spiccatamente “video-centrica” si riflette però anche in alcune assenze evidenti: mancano sia il mirino elettronico sia il flash integrato, due caratteristiche che ci si potrebbe aspettare in una compatta di fascia medio-alta.</p><p>La macchina si impugna bene grazie al generoso grip frontale, e offre numerosi pulsanti e comandi personalizzabili. Merita una menzione il selettore sull’obiettivo, perfetto per modificare rapidamente l’apertura o altri parametri, e l’interruttore posteriore che consente di passare al volo dalla modalità foto a quella video.</p><p>Nel complesso, la PowerShot V1 è risultata intuitiva da usare grazie a controlli ben etichettati e a un’interfaccia ordinata. L’unico vero neo riguarda la modalità slow-motion, nascosta in profondità nei menu: una scelta poco coerente con il target, considerando che altri produttori la rendono accessibile direttamente da una ghiera fisica.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/u9CtXjutMtcWSkT5HWsL37-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III " /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WGnVHcrBaPCzR6UcQ6D9z6-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III " /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JT5EczKQxAzLw7SE2JG737-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III and PowerShot V10" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3zFtFKYuUy7M6K2k9C58x6-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III, PowerShot V10 and EOS R50 V" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><p>A fotocamera spenta e con l’obiettivo retratto, sono riuscito a infilare la PowerShot V1 nella tasca della giacca, un risultato notevole considerando la presenza del sensore da 1,4 pollici. Attenzione però: non aspettatevi di farcela con una tasca dei jeans, nemmeno con quelli larghi che vanno di moda ultimamente.</p><p>Lo schermo touchscreen orientabile è ormai uno standard per le fotocamere orientate al video nel 2025: si apre lateralmente, si inclina verso l’alto per inquadrature dal basso e può essere ruotato completamente in avanti per il vlogging. Come già detto, manca però un mirino elettronico, quindi tutte le inquadrature vanno fatte tramite lo schermo. In generale non è un problema, ma nelle giornate più soleggiate ho sentito la mancanza di un mirino antiriflesso, soprattutto per evitare di strizzare gli occhi davanti al display lucido.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NRHVrL7tM5GuPAEY3nAom6-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens folded away" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/K5dnySr88wcxr7k8sgTPi6-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens extended" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6mSCkX76xSggktCP7rJ4h6-1920-80.jpg" alt="Top plate of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens retracted" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6uNEZMpGUXyNp6wGe8Enh6-1920-80.jpg" alt="Top plate of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens extended" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fmeKmcmwGSD4aumMcFium6-1920-80.jpg" alt="Rear of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T5Xpof4PbPm8oxLF3r8yn6-1920-80.jpg" alt="Rear of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZhKhmyy33TY4uDPD5jGns6-1920-80.jpg" alt="Screen of Canon PowerShot V1 compact vlogging camera open out,  on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><p>La connettività è in linea con quanto ci si aspetta da una compatta orientata al video. C’è una porta USB-C per il trasferimento dati e la ricarica, che supporta anche lo streaming UVC/UAC (approfondito nella prossima sezione). Presenti anche i jack da 3,5 mm per microfono e cuffie, oltre a un'uscita micro HDMI: sarebbe stato preferibile un’uscita HDMI full-size, ma viste le dimensioni contenute della fotocamera, non è una mancanza grave.</p><p>Le prese d’aria per il raffreddamento si trovano sulla parte superiore e sul lato sinistro del corpo: grazie a queste, la PowerShot V1 può registrare video in 4K senza limiti di tempo. È una caratteristica sorprendente per una fotocamera di questa fascia, e va riconosciuto a Canon il merito di averla integrata. La documentazione segnala comunque la possibilità di surriscaldamento con i framerate più elevati, ma un indicatore a schermo mostra la temperatura per tempo, evitando brutte sorprese.</p><p>Probabilmente proprio a causa di queste aperture per il raffreddamento, la fotocamera non è tropicalizzata né resistente agli agenti atmosferici: attenzione quindi in caso di pioggia o polvere. Sul fondo troviamo un attacco per treppiede standard e lo sportello che ospita batteria e singolo slot per schede SD.</p><ul><li><strong>Design: 3.5/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T7cccZoMvdEgKmBWWeQht6-1920-80.jpg" alt="Closeup of Canon PowerShot V1 compact vlogging camera's cooling vents, on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zNXacJTZeqVnLLt7kixes6-1920-80.jpg" alt="Closeup of Canon PowerShot V1 compact vlogging camera's mic and headphone ports, on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YbuHPD7rAJtmM8JjZBGBv6-1920-80.jpg" alt="Underside of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7Zk2jzYwusMGSXeZsbeGk6-1920-80.jpg" alt="Top plate of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens extended, windmuff attached" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-performance"><span>Canon PowerShot V1: Performance</span></h3><p>Canon ha equipaggiato la PowerShot V1 con uno zoom più ampio rispetto alla maggior parte delle concorrenti: mentre 18mm è la norma, qui si parte da 16mm, una lunghezza focale perfetta per il vlogging a mano libera grazie al campo visivo più ampio. L’escursione dello zoom ottico arriva fino a 3.1x, equivalente a 50mm, risultando utile per i ritratti e per avvicinarsi a soggetti lontani.</p><p>Il comparto ottico si difende bene anche nelle riprese ravvicinate, permettendo scatti macro e riprese dinamiche ideali come cutaway nei video – i primi piani di fiori nella nostra galleria di esempio ne sono una prova concreta.</p><p>Lo stabilizzatore ottico integrato (OIS) è certificato per un'efficacia fino a 5 stop, il che si traduce in buone prestazioni nella fotografia. Per quanto riguarda i video, entra in gioco la stabilizzazione elettronica (DIS), che comporta un leggero crop dell’immagine, più marcato se si attiva l'opzione DIS avanzata. In questo contesto, i 16mm di lunghezza focale minima risultano ancora più utili: anche con la stabilizzazione attiva, l'inquadratura rimane abbastanza ampia per includere il volto o l’intero busto in un’inquadratura da vlogging.</p><p>La stabilizzazione video è generalmente efficace e consente riprese a mano libera senza fastidiosi tremolii. Nel confronto con le due rivali più dirette, la PowerShot V1 si piazza nel mezzo: la DJI Osmo Pocket 3, grazie al gimbal integrato, resta imbattibile per fluidità, mentre la sola stabilizzazione digitale della Sony ZV-1 II non convince fino in fondo in ottica vlogging.</p><p>L’autofocus, infine, è un altro punto di forza: Canon ha incluso il suo sistema Dual Pixel AF II, rapido e preciso. È in grado di agganciare soggetti quasi all’istante, riconoscendo persone e animali con affidabilità. Nei nostri test, ha individuato correttamente volti umani, gatti e cani, seguendoli in movimento senza incertezze.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pqw5ecw7fFtMHJz4CvYSpg" name="Canon PowerShot V1" alt="Canon PowerShot V1 compact camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pqw5ecw7fFtMHJz4CvYSpg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>La PowerShot V1 integra un microfono interno capace di registrare audio a 16-bit in formato AAC o PCM. Nella confezione è incluso anche un wind muff peloso, stile “dead cat”, che si inserisce direttamente nella slitta superiore e si posiziona sopra al microfono per attenuare il rumore del vento nelle registrazioni all’aperto. Questo accessorio risulta quasi indispensabile se si utilizza il microfono integrato, anche se può ostacolare leggermente l’accesso ad alcuni comandi della fotocamera, come il pulsante di accensione. L’efficacia è buona, ma in presenza di vento forte qualche disturbo audio può comunque emergere.</p><p>Naturalmente, chi realizza contenuti in modo professionale utilizzerà un microfono esterno, collegabile tramite l’ingresso da 3,5 mm. È possibile anche monitorare l’audio in cuffia e sullo schermo. Durante i test, abbiamo utilizzato un DJI Mic 2 con ricevitore montato sulla slitta: la qualità sonora è risultata nettamente superiore rispetto al microfono interno, con una gestione del vento più efficace.</p><p>Tra le funzioni pensate per il vlogging figura anche una comoda spia rossa (tally lamp) che segnala chiaramente quando la registrazione è attiva. Ci sono inoltre opzioni per focus peaking in modalità manuale, zebra pattern per l’esposizione e persino il timecode – strumenti apprezzati da chi crea video con un occhio alla precisione.</p><p>Per registrare video in 4K senza interruzioni è fondamentale utilizzare una scheda SD sufficientemente veloce. Canon consiglia una UHS-II, ma nei nostri test anche una Lexar V60 ha mostrato qualche incertezza; il consiglio è quindi di optare per una scheda V90 per andare sul sicuro.</p><p>L’autonomia è discreta: con una batteria carica si possono scattare circa 400 foto o registrare poco più di un’ora di video, secondo Canon. Nella nostra esperienza, registrando in 4K si resta leggermente al di sotto. Tuttavia, grazie alla porta USB-C è possibile alimentare la fotocamera in modo continuo, rendendola ideale per sessioni casalinghe senza preoccuparsi della durata della batteria.</p><p>La stessa porta USB può trasformare la V1 in una webcam di fascia alta. Supporta gli standard UVC/UAC, quindi funziona con la maggior parte delle piattaforme di live streaming.</p><ul><li><strong>Performance: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-qualita-dell-immagine"><span>Canon PowerShot V1: qualità dell'immagine</span></h3><p>Durante il periodo di prova con la PowerShot V1, ho avuto modo di testare tutte le principali modalità video, scattare alcune foto, valutare le prestazioni della stabilizzazione e registrare brevi vlog utilizzando il microfono interno, oltre a girare qualche clip di supporto (B-roll). Nel video di esempio che trovate qui sotto, sono inclusi spezzoni registrati in 4K a 30fps e a 60fps, test di stabilizzazione elettronica, uso dello zoom ottico 3.1x e altre funzionalità utili per la creazione di contenuti video.</p><p>In genere, l’esposizione e la resa cromatica della fotocamera sono collegate all’area di messa a fuoco. Quando l’autofocus era fissato su di me, l’esposizione risultava corretta grazie anche al filtro ND automatico integrato. Tuttavia, nei vlog ho notato alcune variazioni nel tono della pelle: a volte perfetto, altre con dominanti verdi o magenta. Per risultati più coerenti, è consigliabile impostare il bilanciamento del bianco manualmente invece di affidarsi all’opzione automatica.</p><p>Anche i video in 4K a 60fps risultano ottimi, sebbene – come già accennato – a questo frame rate si rinunci alla stabilizzazione elettronica dell’immagine e si debba accettare un crop di 1.4x. Personalmente non ho trovato il ritaglio troppo penalizzante, anzi: l’effetto è simile a uno zoom naturale, utile soprattutto per catturare B-roll più ravvicinati.</p><p>Un crop è presente anche quando si attiva la modalità DIS potenziata (non disponibile in 4K 60fps), ma grazie al grandangolo da 16mm del V1 c’è comunque un buon margine per ritagliare l’inquadratura restando all’interno di una visuale adatta al vlogging. La scelta di Canon di partire da 16mm è stata decisamente azzeccata: sembra un dettaglio da poco, ma fa tutta la differenza nel tipo di riprese che si possono ottenere.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AmEfCSVN72SJjb5Pnw7YCK-1920-80.jpg" alt="Red flowers, close up" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bPxeJr6XqhvDUskydymnDK-1920-80.jpg" alt="Red flowers, close up" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ikWhK5xjKuMcoYVKL7VFDK-1920-80.jpg" alt="Dafodills on a cloudy day, from a low angle" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9iYyhPCCQJyrLmGRv2kn8K-1920-80.jpg" alt="Dafodills on a cloudy day, from a low angle" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SNy272hwRdMfstS7FJxQCK-1920-80.jpg" alt="Dafodills on a cloudy day, from a low angle" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><p>Il sensore da 22,3MP da 1,4 pollici della PowerShot V1 è completamente nuovo, ma ritroviamo la classica gestione del colore di Canon – e questa è un’ottima notizia. Le foto in piena risoluzione risultano naturali e ricche di dettaglio: pelle, capelli e barba, ad esempio, vengono riprodotti in modo estremamente nitido, come si nota nello scatto selfie qui sopra.</p><p>Grazie alla resa cromatica di Canon, i JPEG usciti direttamente dalla fotocamera sono già molto piacevoli, ma ho scattato anche in RAW, sviluppando poi le immagini con Adobe Lightroom. Nella galleria qui sotto potete vedere i risultati: sono rimasto soddisfatto soprattutto dalla gamma cromatica, dai dettagli nelle ombre e dal contrasto che sono riuscito a recuperare con piccoli interventi.</p><p>Nonostante il sensore sia ampio per una compatta, non definirei la V1 un mostro da scatti in scarsa luminosità. Il rumore digitale inizia a farsi notare già a valori ISO non troppo elevati – probabilmente a causa dell’apertura massima non molto luminosa dell’obiettivo. Nei JPEG la grana viene gestita bene dalla fotocamera, e anche in Lightroom si riesce a ridurre con efficacia, ma resta un limite da considerare, anche perché la macchina non dispone di un flash integrato per illuminare le scene più buie.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7H6ERGtA5YwcvGf4MSFiHk-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of bust of Vincent Van Gogh" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dnfDdjDKK4C6vcVMw4mUXi-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of lighthouse and boat" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BWcXygePxQPU7VQrNNhski-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 black and white photo of a caravan in a car park" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vob76ZGHtMwqgZVnWFBtfk-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 black and white photo of stained concrete on a beach" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MTXYJ5ka9n5EJZ543SMNbg-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 sample photo of a tree with pink blossom in front of terraced houses" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/egAtU9XBQBLgQzsSYLfNNk-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of terraced houses" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fvogKT55vocbMtSSv4jyti-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of a sleeping cat" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Rfii9SKYk4FqELDiZS5pLi-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of a boat in a harbour in front of a town" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/af3Y5GkcpRjhWzpkdAUtek-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of a dog in front of a shop" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qUmduTiaijpNgBE8ufKSdj-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of an apartment building" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b3Avtyrp2ZWKA7byrXyxjZ-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of motorbikes on a road at dusk" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/J4WKMDJgQiSVScf55BBnak-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of boats in a harbour at dusk" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QuM9gp2VmqfL2y6cmPTxiZ-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of a narrow residential street at dusk" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure></figure><p>Come accennato in precedenza, l’apertura massima dell’obiettivo non è particolarmente luminosa, e avrei preferito qualcosa di simile a f/1.8-2.8. Detto ciò, mantenere quelle specifiche all’interno di un obiettivo così compatto non sarebbe stato tecnicamente possibile. In ogni caso, impostando il diaframma alla sua apertura massima (f/2.8-4.5) e mantenendo una distanza di messa a fuoco ravvicinata, si riesce comunque a ottenere un piacevole effetto di profondità ridotta, con uno sfocato gradevole sullo sfondo.</p><ul><li><strong>Qualità delle immagini: 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1"><span>Canon PowerShot V1</span></h3><div ><table><caption>Canon PowerShot V1</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Attributi </strong></p></td><td  ><p><strong>Note</strong></p></td><td  ><p><strong>Punteggio </strong></p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ><p>Prezzo adeguato per le specifiche offerte, ma le alternative di DJI e Sony costano meno.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Compatta e leggera, ma priva di mirino elettronico e protezione contro le intemperie.</p><p></p></td><td  ><p>3.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Great autofocus and image stabilization and a serviceable internal mic.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Qualità delle immagini </p></td><td  ><p>L’obiettivo versatile e il sensore da 1,4 pollici offrono scatti nitidi e colori vibranti, con ampio margine di intervento in post-produzione grazie ai profili Log e al supporto RAW.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-la-canon-powershot-v1"><span>Perché comprare la Canon PowerShot V1?</span></h3><h2 id="ragioni-per-acquistare-9">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una vlog camera che scatti anche buone foto</strong></p><p>Pur pensata principalmente per i video, la combinazione tra stabilizzazione ottica, buona ergonomia e scatto in RAW rende la V1 una fotocamera solida anche per le foto.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="2c9ae7b4-6660-4aab-bf5a-11ab7d4aaf51" data-action="Deal Block" data-label="Volete una vlog camera che scatti anche buone fotoPur pensata principalmente per i video, la combinazione tra stabilizzazione ottica, buona ergonomia e scatto in RAW rende la V1 una fotocamera solida anche per le foto." data-dimension48="Volete una vlog camera che scatti anche buone fotoPur pensata principalmente per i video, la combinazione tra stabilizzazione ottica, buona ergonomia e scatto in RAW rende la V1 una fotocamera solida anche per le foto." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Volete un’ottima qualità d’immagine già pronta all’uso </strong></p><p>Grazie alla nota resa cromatica Canon, a un buon obiettivo e al grande sensore da 1,4 pollici, questa è una compatta da vlogging di alta qualità anche in modalità punta e scatta.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bb7af064-e818-43e2-a088-cc8b71dced24" data-action="Deal Block" data-label="Volete un’ottima qualità d’immagine già pronta all’uso Grazie alla nota resa cromatica Canon, a un buon obiettivo e al grande sensore da 1,4 pollici, questa è una compatta da vlogging di alta qualità anche in modalità punta e scatta." data-dimension48="Volete un’ottima qualità d’immagine già pronta all’uso Grazie alla nota resa cromatica Canon, a un buon obiettivo e al grande sensore da 1,4 pollici, questa è una compatta da vlogging di alta qualità anche in modalità punta e scatta." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-9">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete fotografi prima di tutto </strong></p><p>La PowerShot V1 offre una buona qualità fotografica, ma l’assenza di mirino e flash integrato ne limita l’attrattiva. È prima di tutto una videocamera.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="f6dd97e8-54cb-4231-83f2-0c22493946b4" data-action="Deal Block" data-label="Siete fotografi prima di tutto La PowerShot V1 offre una buona qualità fotografica, ma l’assenza di mirino e flash integrato ne limita l’attrattiva. È prima di tutto una videocamera." data-dimension48="Siete fotografi prima di tutto La PowerShot V1 offre una buona qualità fotografica, ma l’assenza di mirino e flash integrato ne limita l’attrattiva. 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                            <![CDATA[ Una compatta superpotenziata e completa, perfetta per aspiranti vlogger ]]>
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                            <article>
                                <h2 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-recensione-rapida"><span>Canon PowerShot V1: recensione rapida </span></h2><p>C'è molta curiosità intorno alla nuova PowerShot V1, una compatta della serie V pensata per il vlogging che si presenta come una sorta di sorella maggiore della più datata ma ancora popolare PowerShot G7X Mark III, grazie a un sensore da 1,4 pollici completamente inedito e a un obiettivo 16-50mm. Affiancando le due fotocamere, le somiglianze nel design e nella disposizione dei comandi sono evidenti: entrambe sono compatte tascabili, ma la V1 è leggermente più grande e offre una dotazione video molto convincente. Il confronto più diretto è con la Sony ZV-1 II, ma anche la DJI Osmo Pocket 3 rappresenta un’alternativa interessante con stabilizzazione su gimbal. In molti casi, però, la V1 si impone come una scelta più equilibrata.</p><p>Tra le specifiche principali spicca il sensore da 22,3MP in formato 3:2, che misura 18,4 x 12,3 mm – una superficie ben più ampia rispetto al classico sensore da 1 pollice (13,2 x 8,8 mm) montato dalle rivali. In teoria, un sensore più grande garantisce una qualità d’immagine superiore, ma c’è un compromesso: l’obiettivo zoom 3,1x della PowerShot V1 ha un’apertura massima di f/2.8-4.5, meno luminosa rispetto a quella della ZV-1 II (f/1.8-4) o della stessa G7X Mark III (f/1.8-2.8). Questo limita un po’ le prestazioni in condizioni di scarsa luce, riducendo in parte il vantaggio offerto dal sensore più grande.</p><p>Resta comunque un obiettivo molto versatile, il più ampio del gruppo, e il suo range 16-50mm è perfetto per il vlogging. Anche attivando la stabilizzazione digitale, che comporta un piccolo crop dell’immagine, l’inquadratura rimane sufficientemente ampia da permettere riprese a braccio: quei 2 mm in più sul lato grandangolo fanno davvero la differenza.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6HYsW8sbp5dw3oSwE9uj37-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III " /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EYMHZejE5JQS6qraBi7u27-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III and PowerShot V10" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><p>La PowerShot V1 offre una dotazione video completa, che include feritoie di raffreddamento per registrazioni illimitate in 4K a 30fps, filtro ND integrato, il miglior autofocus mai visto su una compatta PowerShot e ingressi per microfono e cuffie. Anche i fotografi non resteranno delusi: la slitta hotshoe supporta flash esterni (esclusi quelli a 5 pin), mentre la raffica di scatto arriva a 15fps e raddoppia con l’otturatore elettronico, sempre assistita da un autofocus preciso con tracking del soggetto.</p><p>Girando in 4K a 60fps, però, bisogna accettare due compromessi: l'assenza di stabilizzazione e un crop dell'immagine di 1,4x. Su carta sembrano limiti notevoli, ma grazie al grandangolo da 16mm ho potuto comunque gestire le riprese a mano libera senza perdere l'inquadratura. Il discorso è diverso per la stabilizzazione: chi registra vlog camminando farebbe meglio a scendere a 30 o 24fps per mantenere il video più fluido.</p><p>Al netto di questi aspetti, la PowerShot V1 si conferma una fotocamera solida e convincente. Considerando il prezzo competitivo e alcune funzioni superiori persino a quelle della concorrenza Sony, ha tutte le carte in regola per diventare un nuovo punto di riferimento per i vlogger.</p><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-specifiche"><span>Canon PowerShot V1 specifiche </span></h3><div ><table><caption>Canon PowerShot V1 specifiche </caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Tipologia: </p></td><td  ><p>Camera compatta</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Sensori: </p></td><td  ><p>1.4-pollici, 22.3MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lunghezza focale:</p></td><td  ><p>16-50mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Apertura massima:</p></td><td  ><p>f/2.8-4.5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni: </p></td><td  ><p>118.3 x 68 x 45.2mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso: </p></td><td  ><p>15oz / 426g</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="hxmLiKyhmibu8RKNeCguo6" name="Canon PowerShot V1" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hxmLiKyhmibu8RKNeCguo6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2500" height="1406" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Tim Coleman)</span></figcaption></figure><div data-model-name="Canon PowerShot V1" data-widget-type="review"></div><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-prezzo-e-disponibilita"><span>Canon PowerShot V1: Prezzo e disponibilità </span></h3><p>La Canon PowerShot V1 ha debuttato sul mercato italiano a un prezzo di 1.049 €, al lancio disponibile tramite i rivenditori autorizzati.</p><p>La sua dotazione ricca di funzioni video e il form factor pocket-friendly la posizionano come un'alternativa valida a tante opzioni “da creator”.</p><ul><li><strong>Prezzo: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-design"><span>Canon PowerShot V1: Design</span></h3><p>Canon ha realizzato una compatta solida e ben bilanciata, progettata con una chiara priorità verso il video. Il design e la disposizione dei comandi ricordano da vicino quelli della PowerShot G7X Mark III, ma su una scala più ampia che ha permesso di introdurre elementi aggiuntivi come la slitta hotshoe, lo schermo orientabile e, naturalmente, il sensore più grande.</p><p>Questa impronta spiccatamente “video-centrica” si riflette però anche in alcune assenze evidenti: mancano sia il mirino elettronico sia il flash integrato, due caratteristiche che ci si potrebbe aspettare in una compatta di fascia medio-alta.</p><p>La macchina si impugna bene grazie al generoso grip frontale, e offre numerosi pulsanti e comandi personalizzabili. Merita una menzione il selettore sull’obiettivo, perfetto per modificare rapidamente l’apertura o altri parametri, e l’interruttore posteriore che consente di passare al volo dalla modalità foto a quella video.</p><p>Nel complesso, la PowerShot V1 è risultata intuitiva da usare grazie a controlli ben etichettati e a un’interfaccia ordinata. L’unico vero neo riguarda la modalità slow-motion, nascosta in profondità nei menu: una scelta poco coerente con il target, considerando che altri produttori la rendono accessibile direttamente da una ghiera fisica.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/u9CtXjutMtcWSkT5HWsL37-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III " /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WGnVHcrBaPCzR6UcQ6D9z6-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III " /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JT5EczKQxAzLw7SE2JG737-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III and PowerShot V10" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3zFtFKYuUy7M6K2k9C58x6-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a wooden desk alongside the PowerShot G7X Mark III, PowerShot V10 and EOS R50 V" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><p>A fotocamera spenta e con l’obiettivo retratto, sono riuscito a infilare la PowerShot V1 nella tasca della giacca, un risultato notevole considerando la presenza del sensore da 1,4 pollici. Attenzione però: non aspettatevi di farcela con una tasca dei jeans, nemmeno con quelli larghi che vanno di moda ultimamente.</p><p>Lo schermo touchscreen orientabile è ormai uno standard per le fotocamere orientate al video nel 2025: si apre lateralmente, si inclina verso l’alto per inquadrature dal basso e può essere ruotato completamente in avanti per il vlogging. Come già detto, manca però un mirino elettronico, quindi tutte le inquadrature vanno fatte tramite lo schermo. In generale non è un problema, ma nelle giornate più soleggiate ho sentito la mancanza di un mirino antiriflesso, soprattutto per evitare di strizzare gli occhi davanti al display lucido.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NRHVrL7tM5GuPAEY3nAom6-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens folded away" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/K5dnySr88wcxr7k8sgTPi6-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens extended" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6mSCkX76xSggktCP7rJ4h6-1920-80.jpg" alt="Top plate of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens retracted" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6uNEZMpGUXyNp6wGe8Enh6-1920-80.jpg" alt="Top plate of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens extended" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fmeKmcmwGSD4aumMcFium6-1920-80.jpg" alt="Rear of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T5Xpof4PbPm8oxLF3r8yn6-1920-80.jpg" alt="Rear of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZhKhmyy33TY4uDPD5jGns6-1920-80.jpg" alt="Screen of Canon PowerShot V1 compact vlogging camera open out,  on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><p>La connettività è in linea con quanto ci si aspetta da una compatta orientata al video. C’è una porta USB-C per il trasferimento dati e la ricarica, che supporta anche lo streaming UVC/UAC (approfondito nella prossima sezione). Presenti anche i jack da 3,5 mm per microfono e cuffie, oltre a un'uscita micro HDMI: sarebbe stato preferibile un’uscita HDMI full-size, ma viste le dimensioni contenute della fotocamera, non è una mancanza grave.</p><p>Le prese d’aria per il raffreddamento si trovano sulla parte superiore e sul lato sinistro del corpo: grazie a queste, la PowerShot V1 può registrare video in 4K senza limiti di tempo. È una caratteristica sorprendente per una fotocamera di questa fascia, e va riconosciuto a Canon il merito di averla integrata. La documentazione segnala comunque la possibilità di surriscaldamento con i framerate più elevati, ma un indicatore a schermo mostra la temperatura per tempo, evitando brutte sorprese.</p><p>Probabilmente proprio a causa di queste aperture per il raffreddamento, la fotocamera non è tropicalizzata né resistente agli agenti atmosferici: attenzione quindi in caso di pioggia o polvere. Sul fondo troviamo un attacco per treppiede standard e lo sportello che ospita batteria e singolo slot per schede SD.</p><ul><li><strong>Design: 3.5/5</strong></li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T7cccZoMvdEgKmBWWeQht6-1920-80.jpg" alt="Closeup of Canon PowerShot V1 compact vlogging camera's cooling vents, on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zNXacJTZeqVnLLt7kixes6-1920-80.jpg" alt="Closeup of Canon PowerShot V1 compact vlogging camera's mic and headphone ports, on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YbuHPD7rAJtmM8JjZBGBv6-1920-80.jpg" alt="Underside of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7Zk2jzYwusMGSXeZsbeGk6-1920-80.jpg" alt="Top plate of the Canon PowerShot V1 compact vlogging camera on a white desk, lens extended, windmuff attached" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-performance"><span>Canon PowerShot V1: Performance</span></h3><p>Canon ha equipaggiato la PowerShot V1 con uno zoom più ampio rispetto alla maggior parte delle concorrenti: mentre 18mm è la norma, qui si parte da 16mm, una lunghezza focale perfetta per il vlogging a mano libera grazie al campo visivo più ampio. L’escursione dello zoom ottico arriva fino a 3.1x, equivalente a 50mm, risultando utile per i ritratti e per avvicinarsi a soggetti lontani.</p><p>Il comparto ottico si difende bene anche nelle riprese ravvicinate, permettendo scatti macro e riprese dinamiche ideali come cutaway nei video – i primi piani di fiori nella nostra galleria di esempio ne sono una prova concreta.</p><p>Lo stabilizzatore ottico integrato (OIS) è certificato per un'efficacia fino a 5 stop, il che si traduce in buone prestazioni nella fotografia. Per quanto riguarda i video, entra in gioco la stabilizzazione elettronica (DIS), che comporta un leggero crop dell’immagine, più marcato se si attiva l'opzione DIS avanzata. In questo contesto, i 16mm di lunghezza focale minima risultano ancora più utili: anche con la stabilizzazione attiva, l'inquadratura rimane abbastanza ampia per includere il volto o l’intero busto in un’inquadratura da vlogging.</p><p>La stabilizzazione video è generalmente efficace e consente riprese a mano libera senza fastidiosi tremolii. Nel confronto con le due rivali più dirette, la PowerShot V1 si piazza nel mezzo: la DJI Osmo Pocket 3, grazie al gimbal integrato, resta imbattibile per fluidità, mentre la sola stabilizzazione digitale della Sony ZV-1 II non convince fino in fondo in ottica vlogging.</p><p>L’autofocus, infine, è un altro punto di forza: Canon ha incluso il suo sistema Dual Pixel AF II, rapido e preciso. È in grado di agganciare soggetti quasi all’istante, riconoscendo persone e animali con affidabilità. Nei nostri test, ha individuato correttamente volti umani, gatti e cani, seguendoli in movimento senza incertezze.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2048px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pqw5ecw7fFtMHJz4CvYSpg" name="Canon PowerShot V1" alt="Canon PowerShot V1 compact camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pqw5ecw7fFtMHJz4CvYSpg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2048" height="1152" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Sam Kieldsen)</span></figcaption></figure><p>La PowerShot V1 integra un microfono interno capace di registrare audio a 16-bit in formato AAC o PCM. Nella confezione è incluso anche un wind muff peloso, stile “dead cat”, che si inserisce direttamente nella slitta superiore e si posiziona sopra al microfono per attenuare il rumore del vento nelle registrazioni all’aperto. Questo accessorio risulta quasi indispensabile se si utilizza il microfono integrato, anche se può ostacolare leggermente l’accesso ad alcuni comandi della fotocamera, come il pulsante di accensione. L’efficacia è buona, ma in presenza di vento forte qualche disturbo audio può comunque emergere.</p><p>Naturalmente, chi realizza contenuti in modo professionale utilizzerà un microfono esterno, collegabile tramite l’ingresso da 3,5 mm. È possibile anche monitorare l’audio in cuffia e sullo schermo. Durante i test, abbiamo utilizzato un DJI Mic 2 con ricevitore montato sulla slitta: la qualità sonora è risultata nettamente superiore rispetto al microfono interno, con una gestione del vento più efficace.</p><p>Tra le funzioni pensate per il vlogging figura anche una comoda spia rossa (tally lamp) che segnala chiaramente quando la registrazione è attiva. Ci sono inoltre opzioni per focus peaking in modalità manuale, zebra pattern per l’esposizione e persino il timecode – strumenti apprezzati da chi crea video con un occhio alla precisione.</p><p>Per registrare video in 4K senza interruzioni è fondamentale utilizzare una scheda SD sufficientemente veloce. Canon consiglia una UHS-II, ma nei nostri test anche una Lexar V60 ha mostrato qualche incertezza; il consiglio è quindi di optare per una scheda V90 per andare sul sicuro.</p><p>L’autonomia è discreta: con una batteria carica si possono scattare circa 400 foto o registrare poco più di un’ora di video, secondo Canon. Nella nostra esperienza, registrando in 4K si resta leggermente al di sotto. Tuttavia, grazie alla porta USB-C è possibile alimentare la fotocamera in modo continuo, rendendola ideale per sessioni casalinghe senza preoccuparsi della durata della batteria.</p><p>La stessa porta USB può trasformare la V1 in una webcam di fascia alta. Supporta gli standard UVC/UAC, quindi funziona con la maggior parte delle piattaforme di live streaming.</p><ul><li><strong>Performance: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1-qualita-dell-immagine"><span>Canon PowerShot V1: qualità dell'immagine</span></h3><p>Durante il periodo di prova con la PowerShot V1, ho avuto modo di testare tutte le principali modalità video, scattare alcune foto, valutare le prestazioni della stabilizzazione e registrare brevi vlog utilizzando il microfono interno, oltre a girare qualche clip di supporto (B-roll). Nel video di esempio che trovate qui sotto, sono inclusi spezzoni registrati in 4K a 30fps e a 60fps, test di stabilizzazione elettronica, uso dello zoom ottico 3.1x e altre funzionalità utili per la creazione di contenuti video.</p><p>In genere, l’esposizione e la resa cromatica della fotocamera sono collegate all’area di messa a fuoco. Quando l’autofocus era fissato su di me, l’esposizione risultava corretta grazie anche al filtro ND automatico integrato. Tuttavia, nei vlog ho notato alcune variazioni nel tono della pelle: a volte perfetto, altre con dominanti verdi o magenta. Per risultati più coerenti, è consigliabile impostare il bilanciamento del bianco manualmente invece di affidarsi all’opzione automatica.</p><p>Anche i video in 4K a 60fps risultano ottimi, sebbene – come già accennato – a questo frame rate si rinunci alla stabilizzazione elettronica dell’immagine e si debba accettare un crop di 1.4x. Personalmente non ho trovato il ritaglio troppo penalizzante, anzi: l’effetto è simile a uno zoom naturale, utile soprattutto per catturare B-roll più ravvicinati.</p><p>Un crop è presente anche quando si attiva la modalità DIS potenziata (non disponibile in 4K 60fps), ma grazie al grandangolo da 16mm del V1 c’è comunque un buon margine per ritagliare l’inquadratura restando all’interno di una visuale adatta al vlogging. La scelta di Canon di partire da 16mm è stata decisamente azzeccata: sembra un dettaglio da poco, ma fa tutta la differenza nel tipo di riprese che si possono ottenere.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AmEfCSVN72SJjb5Pnw7YCK-1920-80.jpg" alt="Red flowers, close up" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bPxeJr6XqhvDUskydymnDK-1920-80.jpg" alt="Red flowers, close up" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ikWhK5xjKuMcoYVKL7VFDK-1920-80.jpg" alt="Dafodills on a cloudy day, from a low angle" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9iYyhPCCQJyrLmGRv2kn8K-1920-80.jpg" alt="Dafodills on a cloudy day, from a low angle" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SNy272hwRdMfstS7FJxQCK-1920-80.jpg" alt="Dafodills on a cloudy day, from a low angle" /><figcaption><small role="credit">Tim Coleman</small></figcaption></figure></figure><p>Il sensore da 22,3MP da 1,4 pollici della PowerShot V1 è completamente nuovo, ma ritroviamo la classica gestione del colore di Canon – e questa è un’ottima notizia. Le foto in piena risoluzione risultano naturali e ricche di dettaglio: pelle, capelli e barba, ad esempio, vengono riprodotti in modo estremamente nitido, come si nota nello scatto selfie qui sopra.</p><p>Grazie alla resa cromatica di Canon, i JPEG usciti direttamente dalla fotocamera sono già molto piacevoli, ma ho scattato anche in RAW, sviluppando poi le immagini con Adobe Lightroom. Nella galleria qui sotto potete vedere i risultati: sono rimasto soddisfatto soprattutto dalla gamma cromatica, dai dettagli nelle ombre e dal contrasto che sono riuscito a recuperare con piccoli interventi.</p><p>Nonostante il sensore sia ampio per una compatta, non definirei la V1 un mostro da scatti in scarsa luminosità. Il rumore digitale inizia a farsi notare già a valori ISO non troppo elevati – probabilmente a causa dell’apertura massima non molto luminosa dell’obiettivo. Nei JPEG la grana viene gestita bene dalla fotocamera, e anche in Lightroom si riesce a ridurre con efficacia, ma resta un limite da considerare, anche perché la macchina non dispone di un flash integrato per illuminare le scene più buie.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7H6ERGtA5YwcvGf4MSFiHk-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of bust of Vincent Van Gogh" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dnfDdjDKK4C6vcVMw4mUXi-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of lighthouse and boat" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BWcXygePxQPU7VQrNNhski-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 black and white photo of a caravan in a car park" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vob76ZGHtMwqgZVnWFBtfk-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 black and white photo of stained concrete on a beach" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MTXYJ5ka9n5EJZ543SMNbg-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 sample photo of a tree with pink blossom in front of terraced houses" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/egAtU9XBQBLgQzsSYLfNNk-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of terraced houses" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fvogKT55vocbMtSSv4jyti-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of a sleeping cat" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Rfii9SKYk4FqELDiZS5pLi-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of a boat in a harbour in front of a town" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/af3Y5GkcpRjhWzpkdAUtek-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of a dog in front of a shop" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qUmduTiaijpNgBE8ufKSdj-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of an apartment building" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b3Avtyrp2ZWKA7byrXyxjZ-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of motorbikes on a road at dusk" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/J4WKMDJgQiSVScf55BBnak-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of boats in a harbour at dusk" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QuM9gp2VmqfL2y6cmPTxiZ-1920-80.jpg" alt="Canon PowerShot V1 photo of a narrow residential street at dusk" /><figcaption><small role="credit">Future | Sam Kieldsen</small></figcaption></figure></figure><p>Come accennato in precedenza, l’apertura massima dell’obiettivo non è particolarmente luminosa, e avrei preferito qualcosa di simile a f/1.8-2.8. Detto ciò, mantenere quelle specifiche all’interno di un obiettivo così compatto non sarebbe stato tecnicamente possibile. In ogni caso, impostando il diaframma alla sua apertura massima (f/2.8-4.5) e mantenendo una distanza di messa a fuoco ravvicinata, si riesce comunque a ottenere un piacevole effetto di profondità ridotta, con uno sfocato gradevole sullo sfondo.</p><ul><li><strong>Qualità delle immagini: 4.5/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-canon-powershot-v1"><span>Canon PowerShot V1</span></h3><div ><table><caption>Canon PowerShot V1</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Attributi </strong></p></td><td  ><p><strong>Note</strong></p></td><td  ><p><strong>Punteggio </strong></p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ><p>Prezzo adeguato per le specifiche offerte, ma le alternative di DJI e Sony costano meno.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Compatta e leggera, ma priva di mirino elettronico e protezione contro le intemperie.</p><p></p></td><td  ><p>3.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Great autofocus and image stabilization and a serviceable internal mic.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Qualità delle immagini </p></td><td  ><p>L’obiettivo versatile e il sensore da 1,4 pollici offrono scatti nitidi e colori vibranti, con ampio margine di intervento in post-produzione grazie ai profili Log e al supporto RAW.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-la-canon-powershot-v1"><span>Perché comprare la Canon PowerShot V1?</span></h3><h2 id="ragioni-per-acquistare-9">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una vlog camera che scatti anche buone foto</strong></p><p>Pur pensata principalmente per i video, la combinazione tra stabilizzazione ottica, buona ergonomia e scatto in RAW rende la V1 una fotocamera solida anche per le foto.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="2c9ae7b4-6660-4aab-bf5a-11ab7d4aaf51" data-action="Deal Block" data-label="Volete una vlog camera che scatti anche buone fotoPur pensata principalmente per i video, la combinazione tra stabilizzazione ottica, buona ergonomia e scatto in RAW rende la V1 una fotocamera solida anche per le foto." data-dimension48="Volete una vlog camera che scatti anche buone fotoPur pensata principalmente per i video, la combinazione tra stabilizzazione ottica, buona ergonomia e scatto in RAW rende la V1 una fotocamera solida anche per le foto." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Volete un’ottima qualità d’immagine già pronta all’uso </strong></p><p>Grazie alla nota resa cromatica Canon, a un buon obiettivo e al grande sensore da 1,4 pollici, questa è una compatta da vlogging di alta qualità anche in modalità punta e scatta.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bb7af064-e818-43e2-a088-cc8b71dced24" data-action="Deal Block" data-label="Volete un’ottima qualità d’immagine già pronta all’uso Grazie alla nota resa cromatica Canon, a un buon obiettivo e al grande sensore da 1,4 pollici, questa è una compatta da vlogging di alta qualità anche in modalità punta e scatta." data-dimension48="Volete un’ottima qualità d’immagine già pronta all’uso Grazie alla nota resa cromatica Canon, a un buon obiettivo e al grande sensore da 1,4 pollici, questa è una compatta da vlogging di alta qualità anche in modalità punta e scatta." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-9">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete fotografi prima di tutto </strong></p><p>La PowerShot V1 offre una buona qualità fotografica, ma l’assenza di mirino e flash integrato ne limita l’attrattiva. È prima di tutto una videocamera.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="f6dd97e8-54cb-4231-83f2-0c22493946b4" data-action="Deal Block" data-label="Siete fotografi prima di tutto La PowerShot V1 offre una buona qualità fotografica, ma l’assenza di mirino e flash integrato ne limita l’attrattiva. È prima di tutto una videocamera." data-dimension48="Siete fotografi prima di tutto La PowerShot V1 offre una buona qualità fotografica, ma l’assenza di mirino e flash integrato ne limita l’attrattiva. È prima di tutto una videocamera." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Cercate la vlog camera più economica possibile </strong></p><p>La V1 ha un buon rapporto qualità-prezzo, ma se vi interessa solo il vlogging meglio valutare la DJI Osmo Pocket 3: costa meno della metà ed è perfetta per i vlog in movimento.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="7bf03cab-6cb6-4494-b7c5-7b109d5fbf93" data-action="Deal Block" data-label="Cercate la vlog camera più economica possibile La V1 ha un buon rapporto qualità-prezzo, ma se vi interessa solo il vlogging meglio valutare la DJI Osmo Pocket 3: costa meno della metà ed è perfetta per i vlog in movimento." data-dimension48="Cercate la vlog camera più economica possibile La V1 ha un buon rapporto qualità-prezzo, ma se vi interessa solo il vlogging meglio valutare la DJI Osmo Pocket 3: costa meno della metà ed è perfetta per i vlog in movimento." data-dimension25="">View Deal</a></p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Samsung Galaxy A56 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-recensione-rapida"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: recensione rapida </span></h3><p>Chi ha acquistato un Galaxy A55 o addirittura un Galaxy S25 negli ultimi mesi potrebbe storcere il naso davanti all’arrivo del nuovo <strong>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition</strong>. Questo smartphone non solo migliora sensibilmente le specifiche interne, ma lo fa mantenendo un prezzo simile, diventando così una scelta molto allettante per chi non vuole (o non può) investire in un top di gamma.</p><p>A prima vista, l’A56 sembra quasi identico al modello precedente: dimensioni, peso, batteria e fotocamere posteriori rimangono invariati, con un modulo a tre lenti di pari dimensione. Ma è sotto la scocca che il nuovo arrivato mostra i muscoli.</p><p>Lo schermo è leggermente più ampio, il SoC è decisamente più potente, la GPU è migliorata e la ricarica via cavo è molto più veloce (fino al 68% in 30 minuti via USB-C). Rimane l’assenza della ricarica wireless, una delle poche rinunce evidenti.</p><p>La dicitura <strong>Enterprise Edition</strong> si riferisce a questa versione con <strong>8GB di RAM e 128GB di memoria interna</strong>, proposta a un prezzo inferiore di almeno 100 euro rispetto al modello da 256GB.</p><p>Ma la vera forza dell’A56 è la <strong>resistenza</strong>. La certificazione <strong>IP67</strong> garantisce protezione da acqua e polvere, fino a 30 minuti immerso a un metro di profondità. Il display, inoltre, è protetto da <strong>Gorilla Glass Victus+</strong>, una scelta che aumenta notevolmente la robustezza in caso di cadute o urti.</p><p>Insomma, tutto dipende dal budget e da cosa cercate in uno smartphone. Per chi lavora spesso all’aperto o desidera un telefono solido ma senza rinunciare a un look elegante da <strong>daily driver</strong>, l’A56 è una proposta molto valida.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XNNULP99bEeTKuTmj8mu8i" name="Samsung A56 5G_20250324_135805105_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XNNULP99bEeTKuTmj8mu8i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-prezzo-e-disponibilita"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: prezzo e disponibilità </span></h2><p>In Italia, il <strong>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition</strong> è disponibile al prezzo ufficiale di <strong>479 euro</strong> sul sito Samsung, in linea con quanto proposto nel resto d’Europa. Si tratta della versione con <strong>8 GB di RAM e 128 GB di storage</strong>, destinata principalmente all’utenza business ma perfettamente adatta anche a chi cerca un dispositivo solido e prestante.</p><p>Oltre a questa, sono previste <strong>altre due varianti</strong>:</p><p><strong>- 8 GB di RAM e 256 GB di storage</strong>, il modello più comune sul mercato consumer;</p><p><strong>- 12 GB di RAM e 256 GB di storage</strong>, pensato per chi desidera il massimo in termini di multitasking e capacità.</p><p>Tutte le configurazioni sono disponibili in <strong>quattro colori</strong>: <strong>Rosa</strong>, <strong>Oliva</strong>, <strong>Grafite</strong> e una tonalità <strong>chiara neutra</strong>, con finiture che richiamano i flagship della serie S.</p><p>Per quanto riguarda il mercato italiano, il Galaxy A56 si colloca in una <strong>fascia di prezzo intermedia</strong>: più caro del <strong>Galaxy XCover7</strong> (venduto a circa <strong>274 euro</strong>) e del <strong>Nokia XR21</strong> (intorno ai <strong>403 euro</strong>), ma con <strong>specifiche tecniche nettamente superiori</strong>. In termini di prestazioni e qualità costruttiva, si avvicina molto al <strong>Motorola ThinkPhone</strong>, pur mantenendo un’identità più sobria e meno “corporate”.</p><p>Insomma, un’opzione davvero interessante per chi cerca un <strong>telefono robusto, moderno e con buone prestazioni</strong>, senza dover necessariamente puntare a un top di gamma da oltre 700 euro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="v7QLAd22FTHXE3kUk3uZmh" name="Samsung A56 5G_20250324_140129759_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/v7QLAd22FTHXE3kUk3uZmh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Valore: 3.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-specifiche"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: Specifiche </span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Caratteristica </p></th><th  ><p>Specifica </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>CPU:</p></td><td  ><p>Samsung Exynos 1580</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>GPU:</p></td><td  ><p>Samsung Xclipse 540</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>NPU:</p></td><td  ><p>6K MAC NPU 1066MHz (14.7 TOPs)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RAM:</p></td><td  ><p>8GB LPDDR4X (opzionale fino a  12GB)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria:</p></td><td  ><p>128GB (opzionale fino a 256GB), No MicroSD</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Schermo:</p></td><td  ><p>6.7-pollici Super AMOLED 1200 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>1080 x 2340 pixels</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>SIM:</p></td><td  ><p>2x Nano SIM + 2x eSIM</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>198 grammi </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni:</p></td><td  ><p>162.2 x 77.5 x 7.4 mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Specifiche tecniche Rugged:</p></td><td  ><p>Resistente alla polvere e all'acqua (fino a 1 m per 30 minuti)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere posteriori:</p></td><td  ><p>50MP (wide) + 13MP ultrawide + 5MP Macro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera frontale</p></td><td  ><p>12MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connessione:</p></td><td  ><p>WiFi 6E, Bluetooth 5.4</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>OS:</p></td><td  ><p>Android 15</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria:</p></td><td  ><p>5000 mAh</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Rosa, Oliva, Grafite, Grigio chiaro</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-design"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: design</span></h2><p>Chi ha già usato il Galaxy A53 si sentirà a casa: <strong>il Galaxy A56 non stravolge le linee</strong>, ma perfeziona il linguaggio stilistico già noto. Il design si ispira chiaramente a quello degli iPhone più recenti, con una <strong>cornice metallica che abbraccia un corpo in vetro</strong> elegante e simmetrico.</p><p>Il fronte è protetto da <strong>vetro Corning Gorilla Glass Victus+</strong>, lo stesso utilizzato anche per la parte posteriore, a conferma dell’intento di dare al dispositivo <strong>un look più raffinato e resistente</strong>. Al centro dell’attenzione visiva c’è il <strong>display AMOLED da 6,7 pollici</strong>, immerso in una scocca pulita e lineare.</p><p>L’unico elemento che rompe l’armonia del retro è il <strong>modulo fotocamere</strong>, che sporge di circa <strong>2,8 mm</strong> rispetto al corpo. Considerando che lo spessore totale dello smartphone è di <strong>7,4 mm</strong>, il rigonfiamento risulta piuttosto evidente, un aumento del 38% in quel punto. A differenza del <strong>Motorola ThinkPhone 25</strong>, che includeva una custodia per livellare la sporgenza, <strong>Samsung non fornisce né un bumper né un alimentatore</strong> in confezione.</p><p>La filosofia alla base è chiaramente quella di un <strong>design minimalista</strong>: a parte il tasto di accensione e il bilanciere del volume, <strong>non ci sono altri pulsanti visibili</strong>, per mantenere un’estetica sobria e moderna.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="77Aq4bCW2hJjbAWFad9Rbh" name="Samsung A56 5G_20250324_135851395_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/77Aq4bCW2hJjbAWFad9Rbh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><p>A completare la dotazione esterna del Galaxy A56 troviamo solo <strong>una porta USB-C</strong> e <strong>lo slot per la SIM</strong>, senza alcuna sorpresa particolare. <strong>Nessun jack audio da 3,5 mm</strong>, e Samsung non include nemmeno un adattatore USB-C per chi preferisce ancora le cuffie cablate, una scelta ormai comune, ma che potrebbe far storcere il naso a chi non ha ancora adottato il wireless.</p><p>Lo slot SIM accetta <strong>due Nano SIM</strong>, ma è supportata anche la <strong>tecnologia eSIM</strong>. Tuttavia, resta il limite di <strong>due numeri attivi contemporaneamente</strong>, anche con l’uso misto fisico-digitale. Manca del tutto il supporto per <strong>schede MicroSD</strong>, quindi i <strong>128 GB di archiviazione</strong> dell’Enterprise Edition rappresentano <strong>lo spazio massimo disponibile</strong> sul dispositivo.</p><p>Chi apprezza il design sobrio e funzionale della serie Galaxy non avrà molto da ridire. Con una <strong>custodia protettiva</strong>, la sporgenza del comparto fotografico può risultare meno invasiva, rendendo il telefono <strong>visivamente più equilibrato</strong>. Resta da capire se il vetro impiegato su entrambi i lati saprà resistere ai ritmi quotidiani di un utilizzo business o outdoor, come Samsung lascia intendere.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7sq8wCtt6QLFZz9or5arSh" name="Samsung A56 5G_20250324_135953770_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7sq8wCtt6QLFZz9or5arSh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><p><strong>Design: 4/5</strong></p><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-hardware"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: hardware</span></h2><p>Samsung è tra i pochi produttori a progettare internamente i propri chip, e sul Galaxy A56 troviamo infatti il nuovo <strong>Exynos 1480</strong> (noto internamente come <strong>Exynos 8855</strong>). Si tratta di un <strong>SoC a otto core</strong> divisi in tre cluster: uno <strong>Cortex-A720 a 2,91 GHz</strong>, due <strong>Cortex-A720 a 2,6 GHz</strong> e quattro <strong>Cortex-A520 da 1,95 GHz</strong> per la massima efficienza energetica. Il tutto realizzato con processo produttivo <strong>a 4nm FinFET</strong>, in linea con quanto proposto dai rivali Qualcomm e MediaTek.</p><p>La parte grafica è affidata alla <strong>GPU Xclipse 540</strong>, basata su architettura <strong>RDNA 3 di AMD</strong>. Senza anticipare troppo i benchmark, possiamo dire che questa configurazione riesce a offrire una fluidità notevole nell’uso quotidiano, anche con <strong>giochi pesanti o simulazioni complesse</strong>. Detto questo, si tratta di una potenza forse eccessiva per chi utilizza il telefono solo per social, chat e navigazione: in questi casi, lo spreco energetico potrebbe incidere sull'autonomia.</p><p>E parlando di autonomia, l’A56 monta una <strong>batteria da 5000 mAh</strong>, una capacità standard per i dispositivi moderni. Samsung non ha puntato su batterie “monstre” da 10000 mAh o più, preferendo invece un approccio più <strong>bilanciato tra peso (sotto i 200g) e durata</strong>. Il risultato è un telefono <strong>comodo da usare e da trasportare</strong>, che in condizioni normali regge tranquillamente <strong>una giornata piena</strong> senza problemi.</p><p>Uno dei punti di forza veri è però lo schermo: un <strong>Super AMOLED da 6,7 pollici</strong>, con <strong>luminosità di picco fino a 1200 nit</strong>. Non il pannello più brillante sul mercato, ma comunque ottimo anche sotto la luce diretta del sole. I colori sono regolabili tra le modalità <strong>Vivace e Naturale</strong>, con possibilità di regolare anche il bilanciamento del bianco. È presente anche una modalità <strong>Eye Comfort</strong>, utile per chi guarda lo schermo a lungo in ambienti poco illuminati, anche se limita il controllo sulla gamma cromatica.</p><p>In sintesi, <strong>schermo e prestazioni elevatissime</strong> fanno dell’A56 una proposta molto solida, anche se <strong>qualche compromesso sull’autonomia</strong> resta da considerare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fpn7LxxD27xeSXGUbr77Hh" name="Samsung A56 5G_20250324_135815551_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fpn7LxxD27xeSXGUbr77Hh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><p>Lato autonomia, l’A56 convince ma <strong>non entusiasma</strong> sotto ogni punto di vista. La batteria da <strong>5000 mAh</strong> garantisce una buona durata, ma ci sono un paio di compromessi da tenere in considerazione. Il primo è <strong>l’assenza della ricarica wireless</strong>, ormai comune anche in dispositivi di fascia media. Il secondo è che <strong>per sfruttare la ricarica rapida a 45W bisogna acquistare un caricatore compatibile</strong>, perché Samsung non lo include in confezione. Una scelta coerente con le normative europee, ma che in questo caso penalizza un prodotto pensato per un uso intenso e professionale.</p><p>Altro dettaglio discutibile è la <strong>gestione del vassoio SIM</strong>. Il Galaxy A56 supporta la tecnologia <strong>eSIM</strong>, e può gestire <strong>fino a due numeri di telefono</strong> contemporaneamente. Tuttavia, lo slot fisico può contenere <strong>due Nano SIM</strong>, il che lo rende superfluo se si utilizzano già due eSIM. Sarebbe stato molto più utile offrire <strong>uno slot ibrido</strong> con possibilità di inserire una <strong>MicroSD</strong>, vista l’assenza totale di espansione di memoria su questo modello.</p><p>Al netto di questi dettagli, però, <strong>la qualità costruttiva e la dotazione hardware sono davvero solide</strong>, e per il <strong>prezzo richiesto in Italia</strong> non si può davvero parlare di mancanze gravi. L’A56 rimane un telefono ben costruito, robusto e pensato per durare nel tempo. </p><ul><li><strong>Hardware: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-fotocamere"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: Fotocamere</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5sKyhGGm95PAYxgFi9QGrg" name="Samsung A56 5G_20250324_140049637_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5sKyhGGm95PAYxgFi9QGrg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><p>Fino a poco tempo fa, parlare di <strong>fotocamere su telefoni rugged</strong> significava accettare compromessi evidenti: sensori scarsi, app limitate e prestazioni ben lontane dagli standard degli smartphone tradizionali. Il <strong>Galaxy A56</strong> rompe finalmente questo schema.</p><p>Samsung ha infatti integrato un <strong>nuovo sensore Sony IMX906 da 50 MP</strong>, con apertura <strong>f/1.8</strong>, stabilizzazione ottica (OIS) e autofocus a rilevamento di fase (PDAF). È in grado di registrare <strong>video in 4K a 30 fps</strong> e sfrutta il <strong>pixel binning</strong> per produrre scatti da 12 MP nitidi, ben bilanciati e ricchi di dettagli. Per la prima volta su un dispositivo di questo tipo, le foto sono <strong>realmente usabili</strong> in quasi tutte le condizioni.</p><p>Non è tutto perfetto, però: <strong>in piena luce solare</strong> il sensore tende a <strong>sovraesporre le aree più luminose</strong>, come superfici riflettenti o cieli limpidi. E <strong>in ambienti interni poco illuminati</strong>, i colori risultano meno vividi rispetto agli scatti all’aperto, anche se la grana è ben controllata.</p><p>Manca inoltre uno <strong>zoom ottico</strong>: è presente solo un ingrandimento digitale 2x che ritaglia l’immagine dal sensore principale, una soluzione accettabile ma non ideale per chi cerca versatilità fotografica.</p><p>Nel complesso, però, si tratta di un netto passo avanti rispetto alla media dei rugged, e rappresenta <strong>una delle migliori esperienze fotografiche disponibili</strong> su uno smartphone pensato per resistere.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="Gxa3JUT8nP9fPjavcMgapC" name="uk-galaxy-a56-5g-sm-a566-sm-a566bzaceub-545178550.png" alt="Samsung Galaxy A56 5G" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gxa3JUT8nP9fPjavcMgapC-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="2000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Samsung)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Galaxy A56</strong> offre un set di fotocamere posteriori apparentemente completo, ma con prestazioni che <strong>dipendono fortemente dalle condizioni di luce</strong>. Il sensore principale da <strong>50 MP Sony IMX906</strong> resta il più affidabile, ma è affiancato da due moduli più limitati.</p><p>L’<strong>ultragrandangolo</strong>, ad esempio, funziona solo in scenari molto luminosi e sembra pensato più per esigenze pratiche, come fotografare interni per annunci immobiliari, che per scatti creativi. Lo stesso vale per il sensore <strong>macro da 5 MP</strong>, che diventa realmente utile solo in presenza di luce intensa e diretta.</p><p>Curiosamente, la fotocamera <strong>frontale scende da 32 MP a 12 MP</strong> rispetto al modello precedente. Tuttavia, il sensore Samsung <strong>S5K3LC</strong> utilizzato è inaspettatamente efficace: i risultati nei selfie e nelle videochiamate sono nitidi, ben bilanciati e <strong>supportano anche la registrazione in 4K</strong>. Paradossalmente, è <strong>una delle migliori fotocamere del dispositivo</strong>.</p><p>In definitiva, il sistema fotografico dell’A56 permette <strong>buoni risultati</strong>, ma è necessario <strong>saper gestire bene le condizioni ambientali</strong>. La qualità cala in fretta in ambienti chiusi o con poca luce, e l’assenza di uno zoom ottico limita la versatilità complessiva. Ci sono diverse modalità software interessanti, come slow motion e hyperlapse, ma per ottenere scatti realmente convincenti occorre <strong>saperci lavorare un po’ su</strong>.</p><h2 id="samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-esempi-di-foto">Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition esempi di foto</h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wrgwFiYGWTXyC64LnPdjzg-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HJ7oLWLmUU9un4MYRrLwAh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FfkU8BiaYYZ7Fy2frJWELh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Z5FEfmi5Kj9BTVcYiHUnVh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VfrCyUCQ9rfi3DkpKRrpfh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BQs2nyqGqsB47mge8Crcqh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YmCRsmhrmezGsrLewWVTzh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KbWfwUnw7ceJQKBabnWmCi-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2FfT7PC4JksGRRRnMzpDPi-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure></figure><ul><li><strong>Fotocamere: 5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-performance"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: performance</span></h2><p>Mettendo a confronto il <strong>Samsung Galaxy A56</strong> con altri rugged phone come il <strong>Motorola ThinkPhone 25</strong>, emergono differenze evidenti. Il dispositivo di Samsung è più pesante e meno generoso sul fronte dello storage (128 GB nella versione Enterprise), ma <strong>guadagna terreno sul piano delle prestazioni</strong> grazie al chip <strong>Exynos 1480</strong>, che garantisce una reattività e una fluidità da fascia alta.</p><p>Nei test grafici, il Galaxy A56 riesce perfino a “saltare” il punteggio massimo in alcune prove, segno che la GPU RDNA 3 integrata fa davvero la differenza. Nonostante qualche risultato anomalo su PassMark o PCMark, forse legato alla configurazione con meno memoria, <strong>l’esperienza d’uso resta eccellente anche con app esigenti</strong>.</p><p>Lato batteria, il Motorola si difende meglio in termini di efficienza, offrendo una durata simile con una batteria più piccola. Il Galaxy A56 integra <strong>una batteria da 5000 mAh</strong>, che consente fino a <strong>16 ore d’uso continuato</strong> con lo schermo settato su luminosità minima. Tuttavia, la <strong>modalità always-on</strong> incide non poco sui consumi se non viene disattivata.</p><p>In condizioni normali, <strong>due giorni di utilizzo sono raggiungibili</strong>, ma per attività outdoor più prolungate sarà comunque necessario affidarsi a un power bank. Nonostante ciò, le prestazioni complessive rendono l’A56 <strong>una delle opzioni più potenti nella categoria rugged</strong>, vicina a quanto offrono i flagship classici.</p><ul><li><strong>Performance: 4.5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4gZCVbETRnUr2BKkWaLVsj" name="Samsung A56 5G_20250324_140402005_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4gZCVbETRnUr2BKkWaLVsj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-verdetto-finale"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: Verdetto finale</span></h2><p>Il <strong>Galaxy A56</strong> si conferma come uno <strong>smartphone equilibrato e performante</strong>, capace di offrire <strong>prestazioni elevate e una buona efficienza energetica</strong> in un design elegante e resistente. Manca la ricarica wireless, è vero, ma con una <strong>ricarica rapida fino a 45W</strong> (purché si acquisti un caricatore compatibile, non incluso) si sopperisce bene a questa assenza.</p><p>Lato software, però, la situazione è più complessa. Da un lato, abbiamo <strong>Android 15 personalizzato con l’interfaccia One UI</strong> e il supporto a <strong>sei anni di aggiornamenti garantiti</strong>, il che è un grande punto a favore per chi vuole uno smartphone longevo. Dall’altro, Samsung inserisce <strong>una sfilza di applicazioni preinstallate non richieste</strong> e, in alcuni casi, perfino ripristinate dopo la rimozione (<em>“Ho tolto LinkedIn, non rimettermelo, grazie”</em>). Questo comportamento può diventare irritante, soprattutto per chi sceglie la <strong>Enterprise Edition da 128GB</strong>, dove lo spazio è limitato.</p><p>Non è tutto. Il telefono integra <strong>Google Gemini, Microsoft Copilot e Samsung AI</strong>, ma invece di scegliere quale usare, sembra che <strong>voglia spingere gli utenti a utilizzarli tutti contemporaneamente</strong>. <em>“Ricordate Clippy?”</em> — quella sensazione di essere osservati e interrotti si ripresenta in versione 2025, con strumenti che invadono spesso l’esperienza utente invece di migliorarla. <strong>Una futura ondata di disattivazioni è quasi inevitabile</strong>.</p><p>Alla fine, questo <strong>Galaxy A56 è uno dei migliori smartphone da lavoro e per l'uso all’aperto</strong>, anche più del <strong>Motorola ThinkPhone 25</strong> sotto certi aspetti. Ma mentre il ThinkPhone costa solo <strong>299 euro</strong>, l’<strong>A56 parte da 479 euro in Italia</strong>, e la versione Enterprise non offre reali vantaggi rispetto al modello da 256GB (più RAM, più spazio, stesso supporto software).</p><p><strong>Se Samsung decidesse di abbassare il prezzo della versione Enterprise</strong>, potrebbe diventare davvero competitivo anche per le aziende. Ma allo stato attuale, <strong>è un telefono eccellente, frenato solo da alcune scelte software e dalla politica sui caricabatterie</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-il-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition"><span>Perché acquistare il Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition?</span></h3><div ><table><caption>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition Scheda tecnica </caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Prezzo non basso, ma giustificato dalle specifiche tecniche</p></td><td  ><p>3.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Sottile ed elegante, ma resistente a polvere e schizzi (IP67)</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Hardware</p></td><td  ><p>Supporto Nano SIM ed eSIM, display AMOLED HDR10+ di alto livello</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere</p></td><td  ><p>Nuovo sensore Sony IMX906 da 50MP, ma manca lo zoom ottico</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Exynos 1580 e GPU Xclipse 540: una combo sorprendentemente potente</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Verdetto </p></td><td  ><p>Design funzionale e ben realizzato, con qualche limite secondario</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-10">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Vi serve uno smartphone adatto all’uso all’aperto</strong> </p><p>La resistenza ad acqua e polvere del Samsung Galaxy A56 5G è perfetta per lavorare sotto la pioggia o affrontare qualche caduta accidentale. Non ha fastidiosi sportellini in gomma che col tempo si deteriorano, anche se immergerlo completamente resta sconsigliato.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate un rugged che stia davvero in tasca</strong> </p><p>Molti rugged phone sono troppo ingombranti o pesanti. Il Galaxy A56 5G, invece, mantiene un formato compatto e leggero, paragonabile ai modelli premium, pur offrendo la robustezza di uno smartphone pensato per resistere a polvere e schizzi.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-9">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate uno smartphone con autonomia prolungata</strong> </p><p>Con un uso continuo, il Galaxy A56 5G garantisce circa due giorni di autonomia: più che sufficiente per l’uso quotidiano, ma non l’ideale per escursioni o campeggi di più giorni. Tuttavia, con una power bank o una stazione di ricarica, si ricarica rapidamente grazie al supporto ai 45W.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete bisogno di molto spazio per app e dati</strong> </p><p>La versione Enterprise offre solo 128GB di memoria interna, la metà rispetto agli standard attuali. Se salvate molti dati o registrate video frequentemente, lo spazio potrebbe esaurirsi in fretta. Inoltre, manca lo slot MicroSD, quindi l’espansione non è possibile.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/phone-communications/recensione-samsung-galaxy-a56</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un’alternativa resistente al Samsung Galaxy S25. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">vxuHYMWfamhjmdqWypRPqM</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Phone & Communications]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-recensione-rapida"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: recensione rapida </span></h3><p>Chi ha acquistato un Galaxy A55 o addirittura un Galaxy S25 negli ultimi mesi potrebbe storcere il naso davanti all’arrivo del nuovo <strong>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition</strong>. Questo smartphone non solo migliora sensibilmente le specifiche interne, ma lo fa mantenendo un prezzo simile, diventando così una scelta molto allettante per chi non vuole (o non può) investire in un top di gamma.</p><p>A prima vista, l’A56 sembra quasi identico al modello precedente: dimensioni, peso, batteria e fotocamere posteriori rimangono invariati, con un modulo a tre lenti di pari dimensione. Ma è sotto la scocca che il nuovo arrivato mostra i muscoli.</p><p>Lo schermo è leggermente più ampio, il SoC è decisamente più potente, la GPU è migliorata e la ricarica via cavo è molto più veloce (fino al 68% in 30 minuti via USB-C). Rimane l’assenza della ricarica wireless, una delle poche rinunce evidenti.</p><p>La dicitura <strong>Enterprise Edition</strong> si riferisce a questa versione con <strong>8GB di RAM e 128GB di memoria interna</strong>, proposta a un prezzo inferiore di almeno 100 euro rispetto al modello da 256GB.</p><p>Ma la vera forza dell’A56 è la <strong>resistenza</strong>. La certificazione <strong>IP67</strong> garantisce protezione da acqua e polvere, fino a 30 minuti immerso a un metro di profondità. Il display, inoltre, è protetto da <strong>Gorilla Glass Victus+</strong>, una scelta che aumenta notevolmente la robustezza in caso di cadute o urti.</p><p>Insomma, tutto dipende dal budget e da cosa cercate in uno smartphone. Per chi lavora spesso all’aperto o desidera un telefono solido ma senza rinunciare a un look elegante da <strong>daily driver</strong>, l’A56 è una proposta molto valida.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XNNULP99bEeTKuTmj8mu8i" name="Samsung A56 5G_20250324_135805105_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XNNULP99bEeTKuTmj8mu8i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-prezzo-e-disponibilita"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: prezzo e disponibilità </span></h2><p>In Italia, il <strong>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition</strong> è disponibile al prezzo ufficiale di <strong>479 euro</strong> sul sito Samsung, in linea con quanto proposto nel resto d’Europa. Si tratta della versione con <strong>8 GB di RAM e 128 GB di storage</strong>, destinata principalmente all’utenza business ma perfettamente adatta anche a chi cerca un dispositivo solido e prestante.</p><p>Oltre a questa, sono previste <strong>altre due varianti</strong>:</p><p><strong>- 8 GB di RAM e 256 GB di storage</strong>, il modello più comune sul mercato consumer;</p><p><strong>- 12 GB di RAM e 256 GB di storage</strong>, pensato per chi desidera il massimo in termini di multitasking e capacità.</p><p>Tutte le configurazioni sono disponibili in <strong>quattro colori</strong>: <strong>Rosa</strong>, <strong>Oliva</strong>, <strong>Grafite</strong> e una tonalità <strong>chiara neutra</strong>, con finiture che richiamano i flagship della serie S.</p><p>Per quanto riguarda il mercato italiano, il Galaxy A56 si colloca in una <strong>fascia di prezzo intermedia</strong>: più caro del <strong>Galaxy XCover7</strong> (venduto a circa <strong>274 euro</strong>) e del <strong>Nokia XR21</strong> (intorno ai <strong>403 euro</strong>), ma con <strong>specifiche tecniche nettamente superiori</strong>. In termini di prestazioni e qualità costruttiva, si avvicina molto al <strong>Motorola ThinkPhone</strong>, pur mantenendo un’identità più sobria e meno “corporate”.</p><p>Insomma, un’opzione davvero interessante per chi cerca un <strong>telefono robusto, moderno e con buone prestazioni</strong>, senza dover necessariamente puntare a un top di gamma da oltre 700 euro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="v7QLAd22FTHXE3kUk3uZmh" name="Samsung A56 5G_20250324_140129759_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/v7QLAd22FTHXE3kUk3uZmh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Valore: 3.5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-specifiche"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: Specifiche </span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Caratteristica </p></th><th  ><p>Specifica </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>CPU:</p></td><td  ><p>Samsung Exynos 1580</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>GPU:</p></td><td  ><p>Samsung Xclipse 540</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>NPU:</p></td><td  ><p>6K MAC NPU 1066MHz (14.7 TOPs)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RAM:</p></td><td  ><p>8GB LPDDR4X (opzionale fino a  12GB)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria:</p></td><td  ><p>128GB (opzionale fino a 256GB), No MicroSD</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Schermo:</p></td><td  ><p>6.7-pollici Super AMOLED 1200 nits</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Risoluzione:</p></td><td  ><p>1080 x 2340 pixels</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>SIM:</p></td><td  ><p>2x Nano SIM + 2x eSIM</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>198 grammi </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni:</p></td><td  ><p>162.2 x 77.5 x 7.4 mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Specifiche tecniche Rugged:</p></td><td  ><p>Resistente alla polvere e all'acqua (fino a 1 m per 30 minuti)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere posteriori:</p></td><td  ><p>50MP (wide) + 13MP ultrawide + 5MP Macro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera frontale</p></td><td  ><p>12MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connessione:</p></td><td  ><p>WiFi 6E, Bluetooth 5.4</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>OS:</p></td><td  ><p>Android 15</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria:</p></td><td  ><p>5000 mAh</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Rosa, Oliva, Grafite, Grigio chiaro</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-design"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: design</span></h2><p>Chi ha già usato il Galaxy A53 si sentirà a casa: <strong>il Galaxy A56 non stravolge le linee</strong>, ma perfeziona il linguaggio stilistico già noto. Il design si ispira chiaramente a quello degli iPhone più recenti, con una <strong>cornice metallica che abbraccia un corpo in vetro</strong> elegante e simmetrico.</p><p>Il fronte è protetto da <strong>vetro Corning Gorilla Glass Victus+</strong>, lo stesso utilizzato anche per la parte posteriore, a conferma dell’intento di dare al dispositivo <strong>un look più raffinato e resistente</strong>. Al centro dell’attenzione visiva c’è il <strong>display AMOLED da 6,7 pollici</strong>, immerso in una scocca pulita e lineare.</p><p>L’unico elemento che rompe l’armonia del retro è il <strong>modulo fotocamere</strong>, che sporge di circa <strong>2,8 mm</strong> rispetto al corpo. Considerando che lo spessore totale dello smartphone è di <strong>7,4 mm</strong>, il rigonfiamento risulta piuttosto evidente, un aumento del 38% in quel punto. A differenza del <strong>Motorola ThinkPhone 25</strong>, che includeva una custodia per livellare la sporgenza, <strong>Samsung non fornisce né un bumper né un alimentatore</strong> in confezione.</p><p>La filosofia alla base è chiaramente quella di un <strong>design minimalista</strong>: a parte il tasto di accensione e il bilanciere del volume, <strong>non ci sono altri pulsanti visibili</strong>, per mantenere un’estetica sobria e moderna.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="77Aq4bCW2hJjbAWFad9Rbh" name="Samsung A56 5G_20250324_135851395_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/77Aq4bCW2hJjbAWFad9Rbh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><p>A completare la dotazione esterna del Galaxy A56 troviamo solo <strong>una porta USB-C</strong> e <strong>lo slot per la SIM</strong>, senza alcuna sorpresa particolare. <strong>Nessun jack audio da 3,5 mm</strong>, e Samsung non include nemmeno un adattatore USB-C per chi preferisce ancora le cuffie cablate, una scelta ormai comune, ma che potrebbe far storcere il naso a chi non ha ancora adottato il wireless.</p><p>Lo slot SIM accetta <strong>due Nano SIM</strong>, ma è supportata anche la <strong>tecnologia eSIM</strong>. Tuttavia, resta il limite di <strong>due numeri attivi contemporaneamente</strong>, anche con l’uso misto fisico-digitale. Manca del tutto il supporto per <strong>schede MicroSD</strong>, quindi i <strong>128 GB di archiviazione</strong> dell’Enterprise Edition rappresentano <strong>lo spazio massimo disponibile</strong> sul dispositivo.</p><p>Chi apprezza il design sobrio e funzionale della serie Galaxy non avrà molto da ridire. Con una <strong>custodia protettiva</strong>, la sporgenza del comparto fotografico può risultare meno invasiva, rendendo il telefono <strong>visivamente più equilibrato</strong>. Resta da capire se il vetro impiegato su entrambi i lati saprà resistere ai ritmi quotidiani di un utilizzo business o outdoor, come Samsung lascia intendere.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7sq8wCtt6QLFZz9or5arSh" name="Samsung A56 5G_20250324_135953770_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7sq8wCtt6QLFZz9or5arSh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><p><strong>Design: 4/5</strong></p><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-hardware"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: hardware</span></h2><p>Samsung è tra i pochi produttori a progettare internamente i propri chip, e sul Galaxy A56 troviamo infatti il nuovo <strong>Exynos 1480</strong> (noto internamente come <strong>Exynos 8855</strong>). Si tratta di un <strong>SoC a otto core</strong> divisi in tre cluster: uno <strong>Cortex-A720 a 2,91 GHz</strong>, due <strong>Cortex-A720 a 2,6 GHz</strong> e quattro <strong>Cortex-A520 da 1,95 GHz</strong> per la massima efficienza energetica. Il tutto realizzato con processo produttivo <strong>a 4nm FinFET</strong>, in linea con quanto proposto dai rivali Qualcomm e MediaTek.</p><p>La parte grafica è affidata alla <strong>GPU Xclipse 540</strong>, basata su architettura <strong>RDNA 3 di AMD</strong>. Senza anticipare troppo i benchmark, possiamo dire che questa configurazione riesce a offrire una fluidità notevole nell’uso quotidiano, anche con <strong>giochi pesanti o simulazioni complesse</strong>. Detto questo, si tratta di una potenza forse eccessiva per chi utilizza il telefono solo per social, chat e navigazione: in questi casi, lo spreco energetico potrebbe incidere sull'autonomia.</p><p>E parlando di autonomia, l’A56 monta una <strong>batteria da 5000 mAh</strong>, una capacità standard per i dispositivi moderni. Samsung non ha puntato su batterie “monstre” da 10000 mAh o più, preferendo invece un approccio più <strong>bilanciato tra peso (sotto i 200g) e durata</strong>. Il risultato è un telefono <strong>comodo da usare e da trasportare</strong>, che in condizioni normali regge tranquillamente <strong>una giornata piena</strong> senza problemi.</p><p>Uno dei punti di forza veri è però lo schermo: un <strong>Super AMOLED da 6,7 pollici</strong>, con <strong>luminosità di picco fino a 1200 nit</strong>. Non il pannello più brillante sul mercato, ma comunque ottimo anche sotto la luce diretta del sole. I colori sono regolabili tra le modalità <strong>Vivace e Naturale</strong>, con possibilità di regolare anche il bilanciamento del bianco. È presente anche una modalità <strong>Eye Comfort</strong>, utile per chi guarda lo schermo a lungo in ambienti poco illuminati, anche se limita il controllo sulla gamma cromatica.</p><p>In sintesi, <strong>schermo e prestazioni elevatissime</strong> fanno dell’A56 una proposta molto solida, anche se <strong>qualche compromesso sull’autonomia</strong> resta da considerare.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fpn7LxxD27xeSXGUbr77Hh" name="Samsung A56 5G_20250324_135815551_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fpn7LxxD27xeSXGUbr77Hh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><p>Lato autonomia, l’A56 convince ma <strong>non entusiasma</strong> sotto ogni punto di vista. La batteria da <strong>5000 mAh</strong> garantisce una buona durata, ma ci sono un paio di compromessi da tenere in considerazione. Il primo è <strong>l’assenza della ricarica wireless</strong>, ormai comune anche in dispositivi di fascia media. Il secondo è che <strong>per sfruttare la ricarica rapida a 45W bisogna acquistare un caricatore compatibile</strong>, perché Samsung non lo include in confezione. Una scelta coerente con le normative europee, ma che in questo caso penalizza un prodotto pensato per un uso intenso e professionale.</p><p>Altro dettaglio discutibile è la <strong>gestione del vassoio SIM</strong>. Il Galaxy A56 supporta la tecnologia <strong>eSIM</strong>, e può gestire <strong>fino a due numeri di telefono</strong> contemporaneamente. Tuttavia, lo slot fisico può contenere <strong>due Nano SIM</strong>, il che lo rende superfluo se si utilizzano già due eSIM. Sarebbe stato molto più utile offrire <strong>uno slot ibrido</strong> con possibilità di inserire una <strong>MicroSD</strong>, vista l’assenza totale di espansione di memoria su questo modello.</p><p>Al netto di questi dettagli, però, <strong>la qualità costruttiva e la dotazione hardware sono davvero solide</strong>, e per il <strong>prezzo richiesto in Italia</strong> non si può davvero parlare di mancanze gravi. L’A56 rimane un telefono ben costruito, robusto e pensato per durare nel tempo. </p><ul><li><strong>Hardware: 4/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-fotocamere"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: Fotocamere</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5sKyhGGm95PAYxgFi9QGrg" name="Samsung A56 5G_20250324_140049637_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5sKyhGGm95PAYxgFi9QGrg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><p>Fino a poco tempo fa, parlare di <strong>fotocamere su telefoni rugged</strong> significava accettare compromessi evidenti: sensori scarsi, app limitate e prestazioni ben lontane dagli standard degli smartphone tradizionali. Il <strong>Galaxy A56</strong> rompe finalmente questo schema.</p><p>Samsung ha infatti integrato un <strong>nuovo sensore Sony IMX906 da 50 MP</strong>, con apertura <strong>f/1.8</strong>, stabilizzazione ottica (OIS) e autofocus a rilevamento di fase (PDAF). È in grado di registrare <strong>video in 4K a 30 fps</strong> e sfrutta il <strong>pixel binning</strong> per produrre scatti da 12 MP nitidi, ben bilanciati e ricchi di dettagli. Per la prima volta su un dispositivo di questo tipo, le foto sono <strong>realmente usabili</strong> in quasi tutte le condizioni.</p><p>Non è tutto perfetto, però: <strong>in piena luce solare</strong> il sensore tende a <strong>sovraesporre le aree più luminose</strong>, come superfici riflettenti o cieli limpidi. E <strong>in ambienti interni poco illuminati</strong>, i colori risultano meno vividi rispetto agli scatti all’aperto, anche se la grana è ben controllata.</p><p>Manca inoltre uno <strong>zoom ottico</strong>: è presente solo un ingrandimento digitale 2x che ritaglia l’immagine dal sensore principale, una soluzione accettabile ma non ideale per chi cerca versatilità fotografica.</p><p>Nel complesso, però, si tratta di un netto passo avanti rispetto alla media dei rugged, e rappresenta <strong>una delle migliori esperienze fotografiche disponibili</strong> su uno smartphone pensato per resistere.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="Gxa3JUT8nP9fPjavcMgapC" name="uk-galaxy-a56-5g-sm-a566-sm-a566bzaceub-545178550.png" alt="Samsung Galaxy A56 5G" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gxa3JUT8nP9fPjavcMgapC-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="2000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Samsung)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Galaxy A56</strong> offre un set di fotocamere posteriori apparentemente completo, ma con prestazioni che <strong>dipendono fortemente dalle condizioni di luce</strong>. Il sensore principale da <strong>50 MP Sony IMX906</strong> resta il più affidabile, ma è affiancato da due moduli più limitati.</p><p>L’<strong>ultragrandangolo</strong>, ad esempio, funziona solo in scenari molto luminosi e sembra pensato più per esigenze pratiche, come fotografare interni per annunci immobiliari, che per scatti creativi. Lo stesso vale per il sensore <strong>macro da 5 MP</strong>, che diventa realmente utile solo in presenza di luce intensa e diretta.</p><p>Curiosamente, la fotocamera <strong>frontale scende da 32 MP a 12 MP</strong> rispetto al modello precedente. Tuttavia, il sensore Samsung <strong>S5K3LC</strong> utilizzato è inaspettatamente efficace: i risultati nei selfie e nelle videochiamate sono nitidi, ben bilanciati e <strong>supportano anche la registrazione in 4K</strong>. Paradossalmente, è <strong>una delle migliori fotocamere del dispositivo</strong>.</p><p>In definitiva, il sistema fotografico dell’A56 permette <strong>buoni risultati</strong>, ma è necessario <strong>saper gestire bene le condizioni ambientali</strong>. La qualità cala in fretta in ambienti chiusi o con poca luce, e l’assenza di uno zoom ottico limita la versatilità complessiva. Ci sono diverse modalità software interessanti, come slow motion e hyperlapse, ma per ottenere scatti realmente convincenti occorre <strong>saperci lavorare un po’ su</strong>.</p><h2 id="samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-esempi-di-foto">Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition esempi di foto</h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wrgwFiYGWTXyC64LnPdjzg-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HJ7oLWLmUU9un4MYRrLwAh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FfkU8BiaYYZ7Fy2frJWELh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Z5FEfmi5Kj9BTVcYiHUnVh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VfrCyUCQ9rfi3DkpKRrpfh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BQs2nyqGqsB47mge8Crcqh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YmCRsmhrmezGsrLewWVTzh-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KbWfwUnw7ceJQKBabnWmCi-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2FfT7PC4JksGRRRnMzpDPi-1920-80.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition example images" /><figcaption><small role="credit">Mark Pickavance</small></figcaption></figure></figure><ul><li><strong>Fotocamere: 5/5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-performance"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: performance</span></h2><p>Mettendo a confronto il <strong>Samsung Galaxy A56</strong> con altri rugged phone come il <strong>Motorola ThinkPhone 25</strong>, emergono differenze evidenti. Il dispositivo di Samsung è più pesante e meno generoso sul fronte dello storage (128 GB nella versione Enterprise), ma <strong>guadagna terreno sul piano delle prestazioni</strong> grazie al chip <strong>Exynos 1480</strong>, che garantisce una reattività e una fluidità da fascia alta.</p><p>Nei test grafici, il Galaxy A56 riesce perfino a “saltare” il punteggio massimo in alcune prove, segno che la GPU RDNA 3 integrata fa davvero la differenza. Nonostante qualche risultato anomalo su PassMark o PCMark, forse legato alla configurazione con meno memoria, <strong>l’esperienza d’uso resta eccellente anche con app esigenti</strong>.</p><p>Lato batteria, il Motorola si difende meglio in termini di efficienza, offrendo una durata simile con una batteria più piccola. Il Galaxy A56 integra <strong>una batteria da 5000 mAh</strong>, che consente fino a <strong>16 ore d’uso continuato</strong> con lo schermo settato su luminosità minima. Tuttavia, la <strong>modalità always-on</strong> incide non poco sui consumi se non viene disattivata.</p><p>In condizioni normali, <strong>due giorni di utilizzo sono raggiungibili</strong>, ma per attività outdoor più prolungate sarà comunque necessario affidarsi a un power bank. Nonostante ciò, le prestazioni complessive rendono l’A56 <strong>una delle opzioni più potenti nella categoria rugged</strong>, vicina a quanto offrono i flagship classici.</p><ul><li><strong>Performance: 4.5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4gZCVbETRnUr2BKkWaLVsj" name="Samsung A56 5G_20250324_140402005_HDR_AE.jpg" alt="Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4gZCVbETRnUr2BKkWaLVsj-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Mark Pickavance)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition-verdetto-finale"><span>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition: Verdetto finale</span></h2><p>Il <strong>Galaxy A56</strong> si conferma come uno <strong>smartphone equilibrato e performante</strong>, capace di offrire <strong>prestazioni elevate e una buona efficienza energetica</strong> in un design elegante e resistente. Manca la ricarica wireless, è vero, ma con una <strong>ricarica rapida fino a 45W</strong> (purché si acquisti un caricatore compatibile, non incluso) si sopperisce bene a questa assenza.</p><p>Lato software, però, la situazione è più complessa. Da un lato, abbiamo <strong>Android 15 personalizzato con l’interfaccia One UI</strong> e il supporto a <strong>sei anni di aggiornamenti garantiti</strong>, il che è un grande punto a favore per chi vuole uno smartphone longevo. Dall’altro, Samsung inserisce <strong>una sfilza di applicazioni preinstallate non richieste</strong> e, in alcuni casi, perfino ripristinate dopo la rimozione (<em>“Ho tolto LinkedIn, non rimettermelo, grazie”</em>). Questo comportamento può diventare irritante, soprattutto per chi sceglie la <strong>Enterprise Edition da 128GB</strong>, dove lo spazio è limitato.</p><p>Non è tutto. Il telefono integra <strong>Google Gemini, Microsoft Copilot e Samsung AI</strong>, ma invece di scegliere quale usare, sembra che <strong>voglia spingere gli utenti a utilizzarli tutti contemporaneamente</strong>. <em>“Ricordate Clippy?”</em> — quella sensazione di essere osservati e interrotti si ripresenta in versione 2025, con strumenti che invadono spesso l’esperienza utente invece di migliorarla. <strong>Una futura ondata di disattivazioni è quasi inevitabile</strong>.</p><p>Alla fine, questo <strong>Galaxy A56 è uno dei migliori smartphone da lavoro e per l'uso all’aperto</strong>, anche più del <strong>Motorola ThinkPhone 25</strong> sotto certi aspetti. Ma mentre il ThinkPhone costa solo <strong>299 euro</strong>, l’<strong>A56 parte da 479 euro in Italia</strong>, e la versione Enterprise non offre reali vantaggi rispetto al modello da 256GB (più RAM, più spazio, stesso supporto software).</p><p><strong>Se Samsung decidesse di abbassare il prezzo della versione Enterprise</strong>, potrebbe diventare davvero competitivo anche per le aziende. Ma allo stato attuale, <strong>è un telefono eccellente, frenato solo da alcune scelte software e dalla politica sui caricabatterie</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-il-samsung-galaxy-a56-5g-enterprise-edition"><span>Perché acquistare il Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition?</span></h3><div ><table><caption>Samsung Galaxy A56 5G Enterprise Edition Scheda tecnica </caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Prezzo non basso, ma giustificato dalle specifiche tecniche</p></td><td  ><p>3.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Sottile ed elegante, ma resistente a polvere e schizzi (IP67)</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Hardware</p></td><td  ><p>Supporto Nano SIM ed eSIM, display AMOLED HDR10+ di alto livello</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamere</p></td><td  ><p>Nuovo sensore Sony IMX906 da 50MP, ma manca lo zoom ottico</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Exynos 1580 e GPU Xclipse 540: una combo sorprendentemente potente</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Verdetto </p></td><td  ><p>Design funzionale e ben realizzato, con qualche limite secondario</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-10">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Vi serve uno smartphone adatto all’uso all’aperto</strong> </p><p>La resistenza ad acqua e polvere del Samsung Galaxy A56 5G è perfetta per lavorare sotto la pioggia o affrontare qualche caduta accidentale. Non ha fastidiosi sportellini in gomma che col tempo si deteriorano, anche se immergerlo completamente resta sconsigliato.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate un rugged che stia davvero in tasca</strong> </p><p>Molti rugged phone sono troppo ingombranti o pesanti. Il Galaxy A56 5G, invece, mantiene un formato compatto e leggero, paragonabile ai modelli premium, pur offrendo la robustezza di uno smartphone pensato per resistere a polvere e schizzi.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-9">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate uno smartphone con autonomia prolungata</strong> </p><p>Con un uso continuo, il Galaxy A56 5G garantisce circa due giorni di autonomia: più che sufficiente per l’uso quotidiano, ma non l’ideale per escursioni o campeggi di più giorni. Tuttavia, con una power bank o una stazione di ricarica, si ricarica rapidamente grazie al supporto ai 45W.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete bisogno di molto spazio per app e dati</strong> </p><p>La versione Enterprise offre solo 128GB di memoria interna, la metà rispetto agli standard attuali. Se salvate molti dati o registrate video frequentemente, lo spazio potrebbe esaurirsi in fretta. Inoltre, manca lo slot MicroSD, quindi l’espansione non è possibile.</p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Mario Kart World ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>È un segno della qualità di <strong>Mario Kart World</strong> il fatto che siano già state spese oltre 35 ore sul gioco da molti utenti a meno di una settimana dal lancio, eppure la voglia di continuare a giocare resta intatta. Il primo vero nuovo Mario Kart in più di dieci anni rappresenta una ventata d’aria fresca, ma curiosamente <strong>i motivi per cui funziona così bene non sono legati alle nuove funzionalità</strong>. Quando si gareggia su uno dei tradizionali circuiti, schivando gusci mentre si cerca di mantenere il primo posto, il gioco trasmette le stesse ottime sensazioni del celebrato Mario Kart 8 Deluxe. Ma quando ci si ritrova a esplorare in modo piuttosto automatico la mappa aperta – piacevole ma monotona – o a percorrere i lunghi rettilinei che spesso separano le gare nei Gran Premi, <strong>non si ha davvero la sensazione che il mondo aperto fosse l’evoluzione di cui la serie aveva bisogno</strong>. Per fortuna, il gioco mantiene solide le basi che hanno costruito la sua eredità: <strong>pulizia tecnica impeccabile, colonna sonora eccellente, controlli precisi ma accessibili</strong> e la capacità intramontabile di rendere magico il multiplayer locale.</p><p><strong>World è spettacolare sotto ogni aspetto: grafica, sonoro e fluidità.</strong> In quanto titolo di punta al lancio di <strong>Nintendo Switch 2</strong> (con buona pace di Welcome Tour), le aspettative in termini di prestazioni erano alte, e il gioco è all’altezza. Il frame rate è costante a <strong>60 fps</strong> in modalità singolo giocatore, sia con console collegata alla TV che in portatile, e si mantiene stabile anche attraversando l’intera mappa interconnessa, <strong>senza caricamenti visibili</strong>. La grafica non punta al realismo, ma lo stile più esagerato funziona molto bene sia su schermo 4K che sul pannello da 1080p di Switch 2, e beneficia della maggiore risoluzione dell’hardware. Come osservato da molti giocatori, <strong>l’acqua è particolarmente curata graficamente,</strong> reagisce persino all’esplosione di un guscio blu, e fa venire voglia di un nuovo Wave Race.</p><p><strong>Le gare a 150cc sono eccellenti dal punto di vista meccanico</strong> e, sebbene la derapata non sia precisa quanto in Mario Kart 8 Deluxe, la nuova gestione del drift diventa molto apprezzabile una volta presa familiarità. Non si sente la mancanza della personalizzazione del kart: la selezione di kart, moto, tricicli e slitte è ampia, ben realizzata visivamente e fa risparmiare tempo rispetto alla scelta singola di scocca, ruote e deltaplano. Dopo undici anni con lo stesso Mario Kart, è naturale un periodo di assestamento, ma il feeling generale di World è già molto soddisfacente e promette <strong>una generazione intera da dedicare al perfezionamento della guida</strong>. Sono inoltre presenti <strong>molti dettagli curati</strong>, come l’oscillazione del kart al movimento dello stick, la pioggia che compare dopo una scarica elettrica o le animazioni personalizzate dei personaggi quando eseguono un trick.</p><p><strong>Il fascino Nintendo è intatto, ma il vero punto di forza è la colonna sonora.</strong> Nintendo ha mantenuto la promessa: <strong>oltre 200 nuovi arrangiamenti</strong>, ognuno dei quali contribuisce a costruire un vero omaggio musicale alla storia di Mario. Dai richiami a classici SNES come <strong>Donkey Kong Country</strong> e <strong>Yoshi’s Island</strong>, ai tributi ai precedenti Mario Kart, fino a brani originali per i nuovi circuiti, il comparto audio è una dichiarazione d’amore al franchise. Non è ancora certo se nel 2025 arriverà un nuovo platform per celebrare i 40 anni di Super Mario Bros., ma anche nel caso non accadesse, <strong>la colonna sonora di Mario Kart World è già di per sé una celebrazione degna</strong> dell’idraulico più famoso del mondo e del suo coloratissimo universo.</p><h2 id="una-colonna-sonora-straordinaria">Una colonna sonora straordinaria</h2><p>Il vero fiore all’occhiello dell’atmosfera di <strong>Mario Kart World</strong> è la sua <strong>colonna sonora eccezionale</strong>. Tuttavia, proprio qui emerge una delle decisioni più discutibili prese da Nintendo: alcune delle tracce musicali si attivano durante l’esplorazione libera o nei tratti autostradali delle gare, <strong>ma non esiste alcun modo per selezionare i propri brani preferiti</strong>.</p><p>In passato, <strong>Mario Kart 8 Deluxe</strong> ha introdotto un lettore musicale in un aggiornamento post-lancio, e giochi come <strong>Super Smash Bros.</strong> o <strong>Super Mario Odyssey</strong> hanno offerto opzioni per personalizzare la musica in-game. Per questo motivo è sorprendente che <strong>Mario Kart World</strong> non consenta di gestire la colonna sonora fin dal primo giorno. Nintendo definisce questa funzione “Jukebox”, ma di fatto si comporta più come una radio con un’unica stazione: se si apprezza un brano in particolare, <strong>non resta che sperare che venga riprodotto di nuovo</strong>. È possibile che Nintendo aggiunga in futuro una funzione più completa o che pubblichi la colonna sonora su app ufficiali, o che molti si affidino, come spesso accade, a YouTube.</p><p>Mario Kart World introduce <strong>modifiche importanti alla formula classica</strong>: i piloti in gara passano da 12 a 24, il sistema dei trick viene ampliato con <strong>wall ride</strong>, <strong>rail grinding</strong> e <strong>salti caricati</strong>, e il mondo di gioco si trasforma in <strong>un grande open world</strong> che ospita 29 dei 30 circuiti presenti. Questi sono collegati da strade di vario tipo, che vanno da sentieri sterrati a <strong>vere e proprie autostrade trafficate</strong>. Praticamente tutte le modalità sfruttano questi tratti di collegamento, con risultati alterni.</p><p>La modalità <strong>Gran Premio</strong> è stata completamente ristrutturata per adattarsi alla nuova struttura. Ora si corre il primo tracciato nel formato classico, ma per le gare successive si devono percorrere due giri su strade e autostrade per raggiungere la pista successiva, dove si effettua un solo giro. Il problema è che, dopo l’effetto novità iniziale, <strong>questi tratti intermedi risultano poco memorabili e meno interessanti rispetto ai circuiti veri e propri</strong>, e se si punta a ottenere tre stelle d’oro in tutte e otto le coppe, si trascorre una quantità di tempo considerevole su queste sezioni.</p><p>Le autostrade non sono mal realizzate, alcune sono anche divertenti, ma spesso sono <strong>troppo larghe e dritte</strong>, con lunghi tratti che offrono poco in termini di gameplay. Il caos è comunque presente, dato che con 24 piloti in gara volano molti più gusci e bucce di banana, ma <strong>la sfida tecnica si perde</strong>, lasciando spazio a una gestione più caotica che strategica. È ancora divertente quando si gioca in compagnia, ma in single-player il <strong>Gran Premio perde mordente</strong> rispetto a quanto offerto da Mario Kart 8 Deluxe, dove ogni curva dava soddisfazione anche solo per la voglia di migliorarsi.</p><p>Il modo in cui Mario Kart World cerca di ravvivare le sezioni più piatte è con le sue nuove meccaniche di <strong>parkour</strong>: grind sulle rotaie, guida sui muri e salti caricati. Queste dinamiche richiederanno tempo per essere assimilate davvero, e probabilmente daranno il meglio di sé nelle <strong>gare online ad alto livello</strong>. Sui rettilinei e nelle strade di collegamento restano poco incisive, ma sui circuiti principali offrono opportunità per <strong>scorciatoie sorprendenti</strong>, come dimostrano già i primi Time Trial più avanzati. Imparare <strong>quali rotaie convengono</strong> e quali fanno perdere tempo sarà cruciale per padroneggiare ogni tracciato.</p><p>Per rendere meno noiosi i lunghi tratti tra una gara e l’altra, Nintendo ha inserito <strong>piastre turbo</strong>, <strong>veicoli che rilasciano oggetti</strong>, <strong>nemici mobili</strong> e momenti spettacolari, come <strong>un drago gigante che emerge dall’oceano</strong>. Tuttavia, dopo decine di corse ripetute, resta la sensazione che <strong>in alcuni segmenti si faccia poco più che tenere premuto A</strong> fino alla prossima gara. E in quei momenti, il mondo di Mario Kart comincia a somigliare un po’ troppo a un tragitto casa-lavoro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bFQ6MAshaJ3DR3rrYaaFwB" name="Mario Kart World" alt="Mario Kart World" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bFQ6MAshaJ3DR3rrYaaFwB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><h2 id="30-circuiti-di-puro-divertimento">30 circuiti di puro divertimento </h2><p>Per fortuna, quasi sempre vale la pena raggiungere la destinazione finale. Più tempo si passa con i <strong>30 circuiti</strong> di Mario Kart World, più risulta evidente quanto siano ben realizzati. Al minimo, raggiungono la qualità delle <strong>32 piste</strong> presenti al lancio di Mario Kart 8. Alcuni circuiti si impongono già come favoriti, tra cui <strong>Great ? Block Ruins</strong>, che porta i giocatori a rimbalzare tra le nuvole e affrontare curve a U in un tempio dorato nel cielo, ricco di scorciatoie per giocatori esperti. Da segnalare anche il nuovo <strong>Bowser’s Castle</strong>, una prova di velocità elevata che porta spesso a finali tra i più spettacolari. Un’altra pista memorabile è <strong>Peach Stadium</strong>, perfetta per aprire una sessione con amici grazie alla sua atmosfera celebrativa.</p><p>La varietà non manca: <strong>molti tracciati sfruttano le nuove modalità aereo e barca</strong>, che rappresentano un’alternativa solida alle sezioni in volo e sott’acqua di Mario Kart 7 e 8. Le fasi in barca, in particolare, risultano molto soddisfacenti, permettendo <strong>trick ad ogni onda o dopo l’impatto con l’acqua</strong>.</p><p>Le reinterpretazioni dei circuiti storici non deludono, con <strong>versioni eccellenti di Airship Fortress, Toad’s Factory, Dino Dino Jungle e Wario Stadium</strong>, quest’ultimo arricchito da un salto su rampa in stile supercross. Alcune piste meno ispirate ci sono – <strong>Desert Hills</strong>, ad esempio – ma come in ogni gioco di corse, è normale. Nel complesso, la selezione è entusiasmante e fa tirare un sospiro di sollievo: i tracciati sono <strong>ancora una volta ben curati</strong>, pur rientrando nel complicato schema open world che Nintendo ha progettato.</p><p>Le autostrade conducono a più ingressi per quasi ogni circuito, variando in base alla direzione di arrivo, e a volte portano a <strong>percorsi diversi all’interno della stessa pista</strong>. Per quanto l’impatto sul gameplay tra una corsa e l’altra possa dividere, il modo in cui Nintendo ha integrato tutto è una prova notevole di <strong>game design open world</strong>.</p><p>Ci sarebbero molte altre piste da citare, ma è necessario dedicare attenzione alla migliore in assoluto: <strong>La pista arcobaleno</strong>. La versione presente in World rappresenta il punto più alto della serie e può essere considerata <strong>il miglior circuito di Mario Kart mai realizzato</strong>. È un tracciato perfetto dall’inizio alla fine. Senza anticipazioni, c’è un momento in particolare capace di colpire ogni volta. Si tratta di un finale all’altezza di un grande gioco Nintendo, comparabile a quelli di <strong>Super Mario Odyssey</strong> o <strong>Tears of the Kingdom</strong>: una corsa finale travolgente, e un esempio di come World sia riuscito a superare tutto ciò che è venuto prima.</p><p>Per chi, invece, non apprezza particolarmente le sezioni autostradali, la modalità <strong>VS Race</strong> offre la possibilità di gareggiare secondo le regole tradizionali dei <strong>tre giri</strong>, offrendo un’ottima versione dell’esperienza classica di Mario Kart. Le <strong>Prove a Tempo</strong> utilizzano anch’esse la formula standard, e rappresentano un modo divertente per sfidare i fantasmi ufficiali o superare i propri record personali, <strong>concentrandosi esclusivamente sulle piste e senza passaggi su strada</strong>. Purtroppo non esiste una lobby online dedicata esclusivamente alla modalità tre giri, quindi chi gioca spesso online dovrà affrontare anche molte sezioni intermedie.</p><p>L’unico contesto in cui World sfrutta al meglio il suo mondo interconnesso è la modalità <strong>Knockout Tour</strong>, la versione battle royale in stile F-Zero 99. Knockout Tour si sviluppa in <strong>cinque segmenti autostradali consecutivi</strong>, seguiti da un giro finale su un circuito classico, con <strong>eliminazione dei quattro piloti in coda</strong> in punti prestabiliti. Il risultato è una modalità ad alto tasso di tensione, e rappresenta probabilmente la miglior giustificazione per l’adozione dell’open world, con un’intensità che non si potrebbe ottenere su un tracciato classico. È emozionante attraversare deserti, tornanti innevati e altri ambienti mentre si cerca disperatamente di <strong>sopravvivere al giro corrente</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uLCFQ2vuwjz4Xso53Hica9" name="Mario Kart World" caption="" alt="Mario Kart World" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uLCFQ2vuwjz4Xso53Hica9-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure></div></div><h2 id="mario-kart-world-punta-sulla-fortuna-piu-che-sull-abilita">Mario Kart World punta sulla fortuna più che sull'abilità</h2><p>Ogni Mario Kart cerca un equilibrio tra <strong>abilità di guida e fortuna con gli oggetti</strong>, e World si sbilancia chiaramente verso la seconda. Il nuovo sistema a <strong>24 piloti</strong> e le <strong>autostrade larghe e dritte</strong> rendono più facile rimontare posizioni con l’oggetto giusto al momento giusto. In <strong>Knockout Tour</strong>, per esempio, è normale passare dal fondo al primo posto grazie a una stella o a un fungo, sfruttando scorciatoie molto efficaci. World cerca di compensare con <strong>tempi di recupero più rapidi</strong> e un Bullet Bill meno punitivo, ma capita spesso di essere travolti dal caos… salvo poi rientrare subito in gara. È una formula che <strong>favorisce la strategia legata al tempismo e alla gestione degli oggetti</strong>, più che alla pura tecnica.</p><p>Chi si infastidisce per la casualità tipica della serie potrebbe non apprezzare del tutto questo approccio, ma è probabile che <strong>Nintendo intervenga con aggiornamenti</strong> e riequilibri, come già fatto in passato con Mario Kart 8 Deluxe. Attualmente, <strong>il cosiddetto sandbagging,</strong> restare indietro apposta per ottenere oggetti migliori, è una tattica valida.</p><p>In locale, però, Mario Kart World <strong>dà il meglio di sé</strong>. Anche con un framerate ridotto a <strong>30 fps in split-screen a quattro giocatori</strong>, il divertimento resta altissimo. I momenti più esilaranti nascono proprio dalle <strong>gare condivise sul divano</strong>, dove urla, sorpassi e gusci volanti creano un’atmosfera inimitabile. <strong>Knockout Tour è coinvolgente anche in compagnia</strong>, ma se qualcuno viene eliminato subito, resta solo a guardare, il che lo rende meno adatto alle serate più casual, come succede anche con certe modalità in Super Smash Bros.</p><p>Online, <strong>Knockout Tour è la modalità più interessante</strong>, grazie al ritmo serrato delle eliminazioni e alla tensione crescente ad ogni checkpoint. Le partite risultano stabili anche in portatile con Wi-Fi, e <strong>l’emozione di vincere una gara contro altri utenti reali è palpabile</strong>. Tuttavia, <strong>le opzioni multigiocatore sono deludenti</strong>: non si può formare un gruppo con amici prima di una corsa pubblica, non c’è la modalità torneo, e <strong>non si può affrontare Knockout Tour in duo</strong> se non in lobby private popolate da bot.</p><p>È probabile che Nintendo voglia evitare che gruppi coordinati rovinino l’esperienza agli altri, ma <strong>esistono soluzioni già applicate da anni</strong> nei battle royale, come limitare i gruppi o differenziare le regole in lobby classificate. Al momento, però, <strong>la funzione più ambiziosa del gioco è anche quella più limitata</strong>, il che stona con la promessa di Switch 2 di far giocare “tutti insieme, ovunque”. Sarebbe bastato <strong>poter colpire un amico con un guscio rosso, anche online</strong>.</p><h2 id="ottime-idee-ma-sbloccabili-e-free-roaming-restano-un-occasione-mancata">Ottime idee, ma sbloccabili e free roaming restano un’occasione mancata</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uTcXrJtne6oTGU656SVty7" name="Mario Kart World" alt="Mario Kart World" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uTcXrJtne6oTGU656SVty7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Il sistema di oggetti in <strong>Mario Kart World</strong> introduce qualche novità interessante, ma nulla di rivoluzionario. I <strong>martelli</strong> che lanciano proiettili in linea retta sono efficaci nei rettilinei, la <strong>piuma</strong> è utile per saltare ostacoli, raggiungere scorciatoie e schivare gusci rossi, e l’oggetto di <strong>Kamek</strong> invoca servitori di Bowser per ostacolare i piloti in testa. Anche i <strong>ristoranti di Yoshi</strong>, dove è possibile ottenere potenziamenti e costumi tramite i piatti Dash Food, sono un’aggiunta originale. Tuttavia, proprio questi elementi rivelano uno dei limiti più frustranti del gioco: <strong>il sistema di sblocco di personaggi e costumi</strong>.</p><p>Gli sbloccabili sono gestiti in modo totalmente casuale. A parte pochi personaggi ottenibili vincendo le coppe in <strong>Gran Premio</strong>, gli altri si sbloccano solo se durante la gara un NPC utilizza <strong>Kamek</strong> e vi trasforma casualmente in un personaggio che non possedete. Per i costumi, non esiste alcuna logica tra il piatto consumato e il vestito ottenuto. La <strong>mappa minimale</strong> e la <strong>selezione personaggi confusionaria</strong> non aiutano: si può vedere quali costumi mancano, ma non come ottenerli. Serve affidarsi a guide esterne. Nonostante l’ironia di outfit come <strong>Wampire (Waluigi Vampiro)</strong> o <strong>Mario Meccanico Famicom</strong>, resta un sistema poco trasparente e scarsamente soddisfacente.</p><p>Il <strong>free roaming</strong>, modalità esplorativa a mondo aperto, offre una mappa ricca di collezionabili e missioni, tra cui <strong>interruttori P</strong>, <strong>medaglie di Peach</strong> e <strong>pannelli ?</strong>. Le sfide cronometrate degli interruttori insegnano le basi della guida o testano le nuove meccaniche parkour, e anche se alcune sono difficili e divertenti, la varietà è limitata. Dopo poche ore, tutte seguono gli stessi schemi: raccogli le monete blu, raggiungi il traguardo in tempo e poco altro. Le <strong>missioni speciali</strong> rappresentano un’eccezione più stimolante, ma la sensazione di ripetitività rimane.</p><p>Le medaglie di Peach, ben nascoste, offrono sfide di posizionamento più intriganti, ma nel complesso <strong>free roaming è una parentesi rilassante</strong>, non il cuore del gioco. Purtroppo, <strong>manca un sistema per monitorare i progressi</strong>: il numero totale di interruttori completati è visibile, ma <strong>non è possibile sapere in quali aree mancano ancora sfide</strong>. L’unico modo è ricordare tutto a memoria, ispezionare ogni angolo della mappa o affidarsi nuovamente a guide esterne. Questo, unito al fatto che le ricompense sono <strong>adesivi decorativi</strong> utilizzabili uno alla volta su oltre 1.000 disponibili, rende il completamento poco motivante.</p><p>free roaming ha comunque un fascino spensierato, ideale per i più piccoli. Guidare un camion, provocare incidenti o sperimentare salti assurdi regala un senso di libertà simile a quello provato anni fa con le <strong>Prove a Tempo di Mario Kart 64</strong>. Il mondo è ben costruito e stimola la creatività, ma servirebbero <strong>più contenuti vari</strong>, <strong>ricompense più interessanti</strong> e <strong>strumenti per tenere traccia di ciò che si è fatto</strong>. Anche se presenta alcune delusioni, il free roaming ha il potenziale per diventare una modalità cult: un luogo dove divertirsi, provare scorciatoie folli e sfruttare la funzione di rewind per osare sempre.</p><h2 id="conclusioni">Conclusioni </h2><p>Nonostante l’impianto strutturale di <strong>Mario Kart World</strong> sia estremamente robusto, ci sono ancora <strong>diverse mancanze</strong> che impediscono di considerarlo un vero successore di <strong>8 Deluxe</strong>. Uno degli aspetti più deludenti è la <strong>quasi totale assenza del Free Roam nel multiplayer locale</strong>. Esistono soluzioni alternative: è possibile esplorare la mappa con un altro giocatore in attesa di una partita locale o online, ma in questa modalità <strong>vengono rimossi gli interruttori P</strong>, cioè l’elemento centrale dell’esperienza. Si può comunque girare liberamente e scattare foto, ma data la difficoltà per attivare questa modalità e le sue limitazioni, il risultato <strong>non giustifica lo sforzo</strong>. È un’altra dimostrazione di come il comparto multiplayer, in alcune sue declinazioni, <strong>non sia stato pienamente centrato</strong>.</p><p><strong>Oggi, World non può sostituire completamente 8 Deluxe</strong>, ma la cosa positiva è che entrambi i titoli sono accessibili su <strong>Nintendo Switch 2</strong>, quindi non c’è necessità di scegliere. L’auspicio è che <strong>World rappresenti solo il punto di partenza</strong>, e che Nintendo adotti lo stesso approccio basato su aggiornamenti regolari già visto con Deluxe. Non sono ancora stati annunciati DLC, ma è una scelta comune nel breve periodo dopo il lancio.</p><p>Oltre ai limiti già citati del multiplayer, <strong>manca anche la modalità 200cc</strong>, una delle preferite dalla community e ormai presente da oltre dieci anni. Allo stesso modo, si sente la mancanza di un <strong>menu per la personalizzazione degli oggetti</strong>, molto apprezzato in 8 Deluxe. È vero che nemmeno Mario Kart 8 li offriva al lancio, ma data la loro importanza consolidata, era lecito aspettarseli sin da subito anche in World.</p><p>Detto questo, <strong>le fondamenta di Mario Kart World sono così solide</strong> che con i giusti aggiornamenti e contenuti aggiuntivi <strong>potrebbe superare 8 Deluxe</strong> nel tempo. Per ora, però, sta ancora cercando di recuperare terreno.</p><h2 id="perche-giocare-a-mario-kart-world">Perché giocare a Mario Kart World?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="qbB2XVdTK2PTmz4suQzggh" name="Mario Kart World" alt="Mario Kart World" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qbB2XVdTK2PTmz4suQzggh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-cui-giocare">Ragioni per cui giocare </h2><div class="product"><p><strong>Open world interconnesso</strong></p><p>Tutti i 30 tracciati (tranne uno) sono collegati da un’unica mappa esplorabile senza caricamenti, offrendo un’esperienza fluida e originale per la serie.</p></div><div class="product"><p><strong>Fino a 24 piloti in gara</strong></p><p>Mario Kart World aumenta il numero di corridori da 12 a 24, alzando il livello di caos e varietà nelle corse.</p></div><div class="product"><p><strong>Nuove meccaniche di guida</strong></p><p>Il gioco introduce il rail grinding, il wall riding e i salti caricati, ampliando la profondità del gameplay e creando nuove possibilità di scorciatoia e tecnica.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-4">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Assenza di 200cc al lancio</strong></p><p>La modalità più veloce e amata dagli appassionati non è disponibile, né è stata annunciata per futuri aggiornamenti.</p></div><div class="product"><p><strong>Multiplayer limitato</strong></p><p>Al momento non è possibile creare gruppi online per partecipare insieme alle partite pubbliche, e non esistono lobby classificate o tornei personalizzati.</p></div><h2 id="accessibilita-7">Accessibilità </h2><p><strong>Mario Kart World</strong> include diverse opzioni pensate per rendere il gioco più accessibile a tutti i tipi di giocatori. È confermata la presenza delle <strong>funzioni di guida assistita</strong>, tra cui:</p><p><strong>Sterzo assistito</strong>, che aiuta a rimanere in pista anche in presenza di curve strette.</p><p><strong>Accelerazione automatica</strong>, che consente di giocare senza dover tenere premuto il pulsante per accelerare.</p><p><strong>Controlli tramite sensori di movimento</strong>, disponibili anche nei Joy-Con separati.</p><p>Il gioco è compatibile con <strong>tutti i controller supportati da Nintendo Switch 2</strong>, inclusi Joy-Con singoli, Pro Controller e comandi touch in alcune modalità. Tuttavia, <strong>non sono presenti opzioni avanzate per giocatori con disabilità visive o motorie complesse</strong>, come rimappatura completa dei comandi o sintesi vocale dei menu. Al momento, Nintendo non ha annunciato ulteriori miglioramenti futuri in ambito accessibilità per questo titolo.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/recensione-mario-kart-world</link>
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                            <![CDATA[ Il Mario Kart per Switch 2 è un successo, ma non grazie al mondo aperto. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <p>È un segno della qualità di <strong>Mario Kart World</strong> il fatto che siano già state spese oltre 35 ore sul gioco da molti utenti a meno di una settimana dal lancio, eppure la voglia di continuare a giocare resta intatta. Il primo vero nuovo Mario Kart in più di dieci anni rappresenta una ventata d’aria fresca, ma curiosamente <strong>i motivi per cui funziona così bene non sono legati alle nuove funzionalità</strong>. Quando si gareggia su uno dei tradizionali circuiti, schivando gusci mentre si cerca di mantenere il primo posto, il gioco trasmette le stesse ottime sensazioni del celebrato Mario Kart 8 Deluxe. Ma quando ci si ritrova a esplorare in modo piuttosto automatico la mappa aperta – piacevole ma monotona – o a percorrere i lunghi rettilinei che spesso separano le gare nei Gran Premi, <strong>non si ha davvero la sensazione che il mondo aperto fosse l’evoluzione di cui la serie aveva bisogno</strong>. Per fortuna, il gioco mantiene solide le basi che hanno costruito la sua eredità: <strong>pulizia tecnica impeccabile, colonna sonora eccellente, controlli precisi ma accessibili</strong> e la capacità intramontabile di rendere magico il multiplayer locale.</p><p><strong>World è spettacolare sotto ogni aspetto: grafica, sonoro e fluidità.</strong> In quanto titolo di punta al lancio di <strong>Nintendo Switch 2</strong> (con buona pace di Welcome Tour), le aspettative in termini di prestazioni erano alte, e il gioco è all’altezza. Il frame rate è costante a <strong>60 fps</strong> in modalità singolo giocatore, sia con console collegata alla TV che in portatile, e si mantiene stabile anche attraversando l’intera mappa interconnessa, <strong>senza caricamenti visibili</strong>. La grafica non punta al realismo, ma lo stile più esagerato funziona molto bene sia su schermo 4K che sul pannello da 1080p di Switch 2, e beneficia della maggiore risoluzione dell’hardware. Come osservato da molti giocatori, <strong>l’acqua è particolarmente curata graficamente,</strong> reagisce persino all’esplosione di un guscio blu, e fa venire voglia di un nuovo Wave Race.</p><p><strong>Le gare a 150cc sono eccellenti dal punto di vista meccanico</strong> e, sebbene la derapata non sia precisa quanto in Mario Kart 8 Deluxe, la nuova gestione del drift diventa molto apprezzabile una volta presa familiarità. Non si sente la mancanza della personalizzazione del kart: la selezione di kart, moto, tricicli e slitte è ampia, ben realizzata visivamente e fa risparmiare tempo rispetto alla scelta singola di scocca, ruote e deltaplano. Dopo undici anni con lo stesso Mario Kart, è naturale un periodo di assestamento, ma il feeling generale di World è già molto soddisfacente e promette <strong>una generazione intera da dedicare al perfezionamento della guida</strong>. Sono inoltre presenti <strong>molti dettagli curati</strong>, come l’oscillazione del kart al movimento dello stick, la pioggia che compare dopo una scarica elettrica o le animazioni personalizzate dei personaggi quando eseguono un trick.</p><p><strong>Il fascino Nintendo è intatto, ma il vero punto di forza è la colonna sonora.</strong> Nintendo ha mantenuto la promessa: <strong>oltre 200 nuovi arrangiamenti</strong>, ognuno dei quali contribuisce a costruire un vero omaggio musicale alla storia di Mario. Dai richiami a classici SNES come <strong>Donkey Kong Country</strong> e <strong>Yoshi’s Island</strong>, ai tributi ai precedenti Mario Kart, fino a brani originali per i nuovi circuiti, il comparto audio è una dichiarazione d’amore al franchise. Non è ancora certo se nel 2025 arriverà un nuovo platform per celebrare i 40 anni di Super Mario Bros., ma anche nel caso non accadesse, <strong>la colonna sonora di Mario Kart World è già di per sé una celebrazione degna</strong> dell’idraulico più famoso del mondo e del suo coloratissimo universo.</p><h2 id="una-colonna-sonora-straordinaria">Una colonna sonora straordinaria</h2><p>Il vero fiore all’occhiello dell’atmosfera di <strong>Mario Kart World</strong> è la sua <strong>colonna sonora eccezionale</strong>. Tuttavia, proprio qui emerge una delle decisioni più discutibili prese da Nintendo: alcune delle tracce musicali si attivano durante l’esplorazione libera o nei tratti autostradali delle gare, <strong>ma non esiste alcun modo per selezionare i propri brani preferiti</strong>.</p><p>In passato, <strong>Mario Kart 8 Deluxe</strong> ha introdotto un lettore musicale in un aggiornamento post-lancio, e giochi come <strong>Super Smash Bros.</strong> o <strong>Super Mario Odyssey</strong> hanno offerto opzioni per personalizzare la musica in-game. Per questo motivo è sorprendente che <strong>Mario Kart World</strong> non consenta di gestire la colonna sonora fin dal primo giorno. Nintendo definisce questa funzione “Jukebox”, ma di fatto si comporta più come una radio con un’unica stazione: se si apprezza un brano in particolare, <strong>non resta che sperare che venga riprodotto di nuovo</strong>. È possibile che Nintendo aggiunga in futuro una funzione più completa o che pubblichi la colonna sonora su app ufficiali, o che molti si affidino, come spesso accade, a YouTube.</p><p>Mario Kart World introduce <strong>modifiche importanti alla formula classica</strong>: i piloti in gara passano da 12 a 24, il sistema dei trick viene ampliato con <strong>wall ride</strong>, <strong>rail grinding</strong> e <strong>salti caricati</strong>, e il mondo di gioco si trasforma in <strong>un grande open world</strong> che ospita 29 dei 30 circuiti presenti. Questi sono collegati da strade di vario tipo, che vanno da sentieri sterrati a <strong>vere e proprie autostrade trafficate</strong>. Praticamente tutte le modalità sfruttano questi tratti di collegamento, con risultati alterni.</p><p>La modalità <strong>Gran Premio</strong> è stata completamente ristrutturata per adattarsi alla nuova struttura. Ora si corre il primo tracciato nel formato classico, ma per le gare successive si devono percorrere due giri su strade e autostrade per raggiungere la pista successiva, dove si effettua un solo giro. Il problema è che, dopo l’effetto novità iniziale, <strong>questi tratti intermedi risultano poco memorabili e meno interessanti rispetto ai circuiti veri e propri</strong>, e se si punta a ottenere tre stelle d’oro in tutte e otto le coppe, si trascorre una quantità di tempo considerevole su queste sezioni.</p><p>Le autostrade non sono mal realizzate, alcune sono anche divertenti, ma spesso sono <strong>troppo larghe e dritte</strong>, con lunghi tratti che offrono poco in termini di gameplay. Il caos è comunque presente, dato che con 24 piloti in gara volano molti più gusci e bucce di banana, ma <strong>la sfida tecnica si perde</strong>, lasciando spazio a una gestione più caotica che strategica. È ancora divertente quando si gioca in compagnia, ma in single-player il <strong>Gran Premio perde mordente</strong> rispetto a quanto offerto da Mario Kart 8 Deluxe, dove ogni curva dava soddisfazione anche solo per la voglia di migliorarsi.</p><p>Il modo in cui Mario Kart World cerca di ravvivare le sezioni più piatte è con le sue nuove meccaniche di <strong>parkour</strong>: grind sulle rotaie, guida sui muri e salti caricati. Queste dinamiche richiederanno tempo per essere assimilate davvero, e probabilmente daranno il meglio di sé nelle <strong>gare online ad alto livello</strong>. Sui rettilinei e nelle strade di collegamento restano poco incisive, ma sui circuiti principali offrono opportunità per <strong>scorciatoie sorprendenti</strong>, come dimostrano già i primi Time Trial più avanzati. Imparare <strong>quali rotaie convengono</strong> e quali fanno perdere tempo sarà cruciale per padroneggiare ogni tracciato.</p><p>Per rendere meno noiosi i lunghi tratti tra una gara e l’altra, Nintendo ha inserito <strong>piastre turbo</strong>, <strong>veicoli che rilasciano oggetti</strong>, <strong>nemici mobili</strong> e momenti spettacolari, come <strong>un drago gigante che emerge dall’oceano</strong>. Tuttavia, dopo decine di corse ripetute, resta la sensazione che <strong>in alcuni segmenti si faccia poco più che tenere premuto A</strong> fino alla prossima gara. E in quei momenti, il mondo di Mario Kart comincia a somigliare un po’ troppo a un tragitto casa-lavoro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bFQ6MAshaJ3DR3rrYaaFwB" name="Mario Kart World" alt="Mario Kart World" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bFQ6MAshaJ3DR3rrYaaFwB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><h2 id="30-circuiti-di-puro-divertimento">30 circuiti di puro divertimento </h2><p>Per fortuna, quasi sempre vale la pena raggiungere la destinazione finale. Più tempo si passa con i <strong>30 circuiti</strong> di Mario Kart World, più risulta evidente quanto siano ben realizzati. Al minimo, raggiungono la qualità delle <strong>32 piste</strong> presenti al lancio di Mario Kart 8. Alcuni circuiti si impongono già come favoriti, tra cui <strong>Great ? Block Ruins</strong>, che porta i giocatori a rimbalzare tra le nuvole e affrontare curve a U in un tempio dorato nel cielo, ricco di scorciatoie per giocatori esperti. Da segnalare anche il nuovo <strong>Bowser’s Castle</strong>, una prova di velocità elevata che porta spesso a finali tra i più spettacolari. Un’altra pista memorabile è <strong>Peach Stadium</strong>, perfetta per aprire una sessione con amici grazie alla sua atmosfera celebrativa.</p><p>La varietà non manca: <strong>molti tracciati sfruttano le nuove modalità aereo e barca</strong>, che rappresentano un’alternativa solida alle sezioni in volo e sott’acqua di Mario Kart 7 e 8. Le fasi in barca, in particolare, risultano molto soddisfacenti, permettendo <strong>trick ad ogni onda o dopo l’impatto con l’acqua</strong>.</p><p>Le reinterpretazioni dei circuiti storici non deludono, con <strong>versioni eccellenti di Airship Fortress, Toad’s Factory, Dino Dino Jungle e Wario Stadium</strong>, quest’ultimo arricchito da un salto su rampa in stile supercross. Alcune piste meno ispirate ci sono – <strong>Desert Hills</strong>, ad esempio – ma come in ogni gioco di corse, è normale. Nel complesso, la selezione è entusiasmante e fa tirare un sospiro di sollievo: i tracciati sono <strong>ancora una volta ben curati</strong>, pur rientrando nel complicato schema open world che Nintendo ha progettato.</p><p>Le autostrade conducono a più ingressi per quasi ogni circuito, variando in base alla direzione di arrivo, e a volte portano a <strong>percorsi diversi all’interno della stessa pista</strong>. Per quanto l’impatto sul gameplay tra una corsa e l’altra possa dividere, il modo in cui Nintendo ha integrato tutto è una prova notevole di <strong>game design open world</strong>.</p><p>Ci sarebbero molte altre piste da citare, ma è necessario dedicare attenzione alla migliore in assoluto: <strong>La pista arcobaleno</strong>. La versione presente in World rappresenta il punto più alto della serie e può essere considerata <strong>il miglior circuito di Mario Kart mai realizzato</strong>. È un tracciato perfetto dall’inizio alla fine. Senza anticipazioni, c’è un momento in particolare capace di colpire ogni volta. Si tratta di un finale all’altezza di un grande gioco Nintendo, comparabile a quelli di <strong>Super Mario Odyssey</strong> o <strong>Tears of the Kingdom</strong>: una corsa finale travolgente, e un esempio di come World sia riuscito a superare tutto ciò che è venuto prima.</p><p>Per chi, invece, non apprezza particolarmente le sezioni autostradali, la modalità <strong>VS Race</strong> offre la possibilità di gareggiare secondo le regole tradizionali dei <strong>tre giri</strong>, offrendo un’ottima versione dell’esperienza classica di Mario Kart. Le <strong>Prove a Tempo</strong> utilizzano anch’esse la formula standard, e rappresentano un modo divertente per sfidare i fantasmi ufficiali o superare i propri record personali, <strong>concentrandosi esclusivamente sulle piste e senza passaggi su strada</strong>. Purtroppo non esiste una lobby online dedicata esclusivamente alla modalità tre giri, quindi chi gioca spesso online dovrà affrontare anche molte sezioni intermedie.</p><p>L’unico contesto in cui World sfrutta al meglio il suo mondo interconnesso è la modalità <strong>Knockout Tour</strong>, la versione battle royale in stile F-Zero 99. Knockout Tour si sviluppa in <strong>cinque segmenti autostradali consecutivi</strong>, seguiti da un giro finale su un circuito classico, con <strong>eliminazione dei quattro piloti in coda</strong> in punti prestabiliti. Il risultato è una modalità ad alto tasso di tensione, e rappresenta probabilmente la miglior giustificazione per l’adozione dell’open world, con un’intensità che non si potrebbe ottenere su un tracciato classico. È emozionante attraversare deserti, tornanti innevati e altri ambienti mentre si cerca disperatamente di <strong>sopravvivere al giro corrente</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uLCFQ2vuwjz4Xso53Hica9" name="Mario Kart World" caption="" alt="Mario Kart World" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uLCFQ2vuwjz4Xso53Hica9-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure></div></div><h2 id="mario-kart-world-punta-sulla-fortuna-piu-che-sull-abilita">Mario Kart World punta sulla fortuna più che sull'abilità</h2><p>Ogni Mario Kart cerca un equilibrio tra <strong>abilità di guida e fortuna con gli oggetti</strong>, e World si sbilancia chiaramente verso la seconda. Il nuovo sistema a <strong>24 piloti</strong> e le <strong>autostrade larghe e dritte</strong> rendono più facile rimontare posizioni con l’oggetto giusto al momento giusto. In <strong>Knockout Tour</strong>, per esempio, è normale passare dal fondo al primo posto grazie a una stella o a un fungo, sfruttando scorciatoie molto efficaci. World cerca di compensare con <strong>tempi di recupero più rapidi</strong> e un Bullet Bill meno punitivo, ma capita spesso di essere travolti dal caos… salvo poi rientrare subito in gara. È una formula che <strong>favorisce la strategia legata al tempismo e alla gestione degli oggetti</strong>, più che alla pura tecnica.</p><p>Chi si infastidisce per la casualità tipica della serie potrebbe non apprezzare del tutto questo approccio, ma è probabile che <strong>Nintendo intervenga con aggiornamenti</strong> e riequilibri, come già fatto in passato con Mario Kart 8 Deluxe. Attualmente, <strong>il cosiddetto sandbagging,</strong> restare indietro apposta per ottenere oggetti migliori, è una tattica valida.</p><p>In locale, però, Mario Kart World <strong>dà il meglio di sé</strong>. Anche con un framerate ridotto a <strong>30 fps in split-screen a quattro giocatori</strong>, il divertimento resta altissimo. I momenti più esilaranti nascono proprio dalle <strong>gare condivise sul divano</strong>, dove urla, sorpassi e gusci volanti creano un’atmosfera inimitabile. <strong>Knockout Tour è coinvolgente anche in compagnia</strong>, ma se qualcuno viene eliminato subito, resta solo a guardare, il che lo rende meno adatto alle serate più casual, come succede anche con certe modalità in Super Smash Bros.</p><p>Online, <strong>Knockout Tour è la modalità più interessante</strong>, grazie al ritmo serrato delle eliminazioni e alla tensione crescente ad ogni checkpoint. Le partite risultano stabili anche in portatile con Wi-Fi, e <strong>l’emozione di vincere una gara contro altri utenti reali è palpabile</strong>. Tuttavia, <strong>le opzioni multigiocatore sono deludenti</strong>: non si può formare un gruppo con amici prima di una corsa pubblica, non c’è la modalità torneo, e <strong>non si può affrontare Knockout Tour in duo</strong> se non in lobby private popolate da bot.</p><p>È probabile che Nintendo voglia evitare che gruppi coordinati rovinino l’esperienza agli altri, ma <strong>esistono soluzioni già applicate da anni</strong> nei battle royale, come limitare i gruppi o differenziare le regole in lobby classificate. Al momento, però, <strong>la funzione più ambiziosa del gioco è anche quella più limitata</strong>, il che stona con la promessa di Switch 2 di far giocare “tutti insieme, ovunque”. Sarebbe bastato <strong>poter colpire un amico con un guscio rosso, anche online</strong>.</p><h2 id="ottime-idee-ma-sbloccabili-e-free-roaming-restano-un-occasione-mancata">Ottime idee, ma sbloccabili e free roaming restano un’occasione mancata</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uTcXrJtne6oTGU656SVty7" name="Mario Kart World" alt="Mario Kart World" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uTcXrJtne6oTGU656SVty7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><p>Il sistema di oggetti in <strong>Mario Kart World</strong> introduce qualche novità interessante, ma nulla di rivoluzionario. I <strong>martelli</strong> che lanciano proiettili in linea retta sono efficaci nei rettilinei, la <strong>piuma</strong> è utile per saltare ostacoli, raggiungere scorciatoie e schivare gusci rossi, e l’oggetto di <strong>Kamek</strong> invoca servitori di Bowser per ostacolare i piloti in testa. Anche i <strong>ristoranti di Yoshi</strong>, dove è possibile ottenere potenziamenti e costumi tramite i piatti Dash Food, sono un’aggiunta originale. Tuttavia, proprio questi elementi rivelano uno dei limiti più frustranti del gioco: <strong>il sistema di sblocco di personaggi e costumi</strong>.</p><p>Gli sbloccabili sono gestiti in modo totalmente casuale. A parte pochi personaggi ottenibili vincendo le coppe in <strong>Gran Premio</strong>, gli altri si sbloccano solo se durante la gara un NPC utilizza <strong>Kamek</strong> e vi trasforma casualmente in un personaggio che non possedete. Per i costumi, non esiste alcuna logica tra il piatto consumato e il vestito ottenuto. La <strong>mappa minimale</strong> e la <strong>selezione personaggi confusionaria</strong> non aiutano: si può vedere quali costumi mancano, ma non come ottenerli. Serve affidarsi a guide esterne. Nonostante l’ironia di outfit come <strong>Wampire (Waluigi Vampiro)</strong> o <strong>Mario Meccanico Famicom</strong>, resta un sistema poco trasparente e scarsamente soddisfacente.</p><p>Il <strong>free roaming</strong>, modalità esplorativa a mondo aperto, offre una mappa ricca di collezionabili e missioni, tra cui <strong>interruttori P</strong>, <strong>medaglie di Peach</strong> e <strong>pannelli ?</strong>. Le sfide cronometrate degli interruttori insegnano le basi della guida o testano le nuove meccaniche parkour, e anche se alcune sono difficili e divertenti, la varietà è limitata. Dopo poche ore, tutte seguono gli stessi schemi: raccogli le monete blu, raggiungi il traguardo in tempo e poco altro. Le <strong>missioni speciali</strong> rappresentano un’eccezione più stimolante, ma la sensazione di ripetitività rimane.</p><p>Le medaglie di Peach, ben nascoste, offrono sfide di posizionamento più intriganti, ma nel complesso <strong>free roaming è una parentesi rilassante</strong>, non il cuore del gioco. Purtroppo, <strong>manca un sistema per monitorare i progressi</strong>: il numero totale di interruttori completati è visibile, ma <strong>non è possibile sapere in quali aree mancano ancora sfide</strong>. L’unico modo è ricordare tutto a memoria, ispezionare ogni angolo della mappa o affidarsi nuovamente a guide esterne. Questo, unito al fatto che le ricompense sono <strong>adesivi decorativi</strong> utilizzabili uno alla volta su oltre 1.000 disponibili, rende il completamento poco motivante.</p><p>free roaming ha comunque un fascino spensierato, ideale per i più piccoli. Guidare un camion, provocare incidenti o sperimentare salti assurdi regala un senso di libertà simile a quello provato anni fa con le <strong>Prove a Tempo di Mario Kart 64</strong>. Il mondo è ben costruito e stimola la creatività, ma servirebbero <strong>più contenuti vari</strong>, <strong>ricompense più interessanti</strong> e <strong>strumenti per tenere traccia di ciò che si è fatto</strong>. Anche se presenta alcune delusioni, il free roaming ha il potenziale per diventare una modalità cult: un luogo dove divertirsi, provare scorciatoie folli e sfruttare la funzione di rewind per osare sempre.</p><h2 id="conclusioni">Conclusioni </h2><p>Nonostante l’impianto strutturale di <strong>Mario Kart World</strong> sia estremamente robusto, ci sono ancora <strong>diverse mancanze</strong> che impediscono di considerarlo un vero successore di <strong>8 Deluxe</strong>. Uno degli aspetti più deludenti è la <strong>quasi totale assenza del Free Roam nel multiplayer locale</strong>. Esistono soluzioni alternative: è possibile esplorare la mappa con un altro giocatore in attesa di una partita locale o online, ma in questa modalità <strong>vengono rimossi gli interruttori P</strong>, cioè l’elemento centrale dell’esperienza. Si può comunque girare liberamente e scattare foto, ma data la difficoltà per attivare questa modalità e le sue limitazioni, il risultato <strong>non giustifica lo sforzo</strong>. È un’altra dimostrazione di come il comparto multiplayer, in alcune sue declinazioni, <strong>non sia stato pienamente centrato</strong>.</p><p><strong>Oggi, World non può sostituire completamente 8 Deluxe</strong>, ma la cosa positiva è che entrambi i titoli sono accessibili su <strong>Nintendo Switch 2</strong>, quindi non c’è necessità di scegliere. L’auspicio è che <strong>World rappresenti solo il punto di partenza</strong>, e che Nintendo adotti lo stesso approccio basato su aggiornamenti regolari già visto con Deluxe. Non sono ancora stati annunciati DLC, ma è una scelta comune nel breve periodo dopo il lancio.</p><p>Oltre ai limiti già citati del multiplayer, <strong>manca anche la modalità 200cc</strong>, una delle preferite dalla community e ormai presente da oltre dieci anni. Allo stesso modo, si sente la mancanza di un <strong>menu per la personalizzazione degli oggetti</strong>, molto apprezzato in 8 Deluxe. È vero che nemmeno Mario Kart 8 li offriva al lancio, ma data la loro importanza consolidata, era lecito aspettarseli sin da subito anche in World.</p><p>Detto questo, <strong>le fondamenta di Mario Kart World sono così solide</strong> che con i giusti aggiornamenti e contenuti aggiuntivi <strong>potrebbe superare 8 Deluxe</strong> nel tempo. Per ora, però, sta ancora cercando di recuperare terreno.</p><h2 id="perche-giocare-a-mario-kart-world">Perché giocare a Mario Kart World?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="qbB2XVdTK2PTmz4suQzggh" name="Mario Kart World" alt="Mario Kart World" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qbB2XVdTK2PTmz4suQzggh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Nintendo)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-cui-giocare">Ragioni per cui giocare </h2><div class="product"><p><strong>Open world interconnesso</strong></p><p>Tutti i 30 tracciati (tranne uno) sono collegati da un’unica mappa esplorabile senza caricamenti, offrendo un’esperienza fluida e originale per la serie.</p></div><div class="product"><p><strong>Fino a 24 piloti in gara</strong></p><p>Mario Kart World aumenta il numero di corridori da 12 a 24, alzando il livello di caos e varietà nelle corse.</p></div><div class="product"><p><strong>Nuove meccaniche di guida</strong></p><p>Il gioco introduce il rail grinding, il wall riding e i salti caricati, ampliando la profondità del gameplay e creando nuove possibilità di scorciatoia e tecnica.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-4">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Assenza di 200cc al lancio</strong></p><p>La modalità più veloce e amata dagli appassionati non è disponibile, né è stata annunciata per futuri aggiornamenti.</p></div><div class="product"><p><strong>Multiplayer limitato</strong></p><p>Al momento non è possibile creare gruppi online per partecipare insieme alle partite pubbliche, e non esistono lobby classificate o tornei personalizzati.</p></div><h2 id="accessibilita-7">Accessibilità </h2><p><strong>Mario Kart World</strong> include diverse opzioni pensate per rendere il gioco più accessibile a tutti i tipi di giocatori. È confermata la presenza delle <strong>funzioni di guida assistita</strong>, tra cui:</p><p><strong>Sterzo assistito</strong>, che aiuta a rimanere in pista anche in presenza di curve strette.</p><p><strong>Accelerazione automatica</strong>, che consente di giocare senza dover tenere premuto il pulsante per accelerare.</p><p><strong>Controlli tramite sensori di movimento</strong>, disponibili anche nei Joy-Con separati.</p><p>Il gioco è compatibile con <strong>tutti i controller supportati da Nintendo Switch 2</strong>, inclusi Joy-Con singoli, Pro Controller e comandi touch in alcune modalità. Tuttavia, <strong>non sono presenti opzioni avanzate per giocatori con disabilità visive o motorie complesse</strong>, come rimappatura completa dei comandi o sintesi vocale dei menu. Al momento, Nintendo non ha annunciato ulteriori miglioramenti futuri in ambito accessibilità per questo titolo.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Lies of P: Overture ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo due lunghi anni di attesa, <em>Lies of P: Overture</em> è finalmente arrivato.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Informazioni generali</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><strong>Piattaforma per la recensione: </strong>PC<br><strong>Disponibile su: </strong>PS5, Xbox Series X|S, PC<br><strong>Uscita: </strong>6 giugno 2025</p></div></div><p><em>Lies of P: Overture</em> è un'espansione corposa del gioco base uscito nel 2023, capace di mostrare come Round8 Studio abbia ulteriormente raffinato la propria formula soulslike. L’espansione dimostra che, anche in un titolo già maturo, c’era ancora spazio per contenuti di altissimo livello.</p><p>Ambientata prima degli eventi principali del gioco, <em>Overture</em> ci riporta agli albori del caos: il protagonista e Gemini vengono trasportati indietro nel tempo, poco prima dello scoppio della Follia delle Marionette e della diffusione della Malattia della Pietrificazione. I giocatori esploreranno luoghi ormai perduti o abbandonati, e incontreranno personaggi di cui nel gioco base si parlava solo in modo indiretto.</p><p>Gli appassionati di lore troveranno pane per i loro denti: l'espansione colma molte delle lacune narrative, approfondendo anche i segreti e le folli ricerche della fazione degli Alchimisti. Tra i nuovi scenari spiccano ambientazioni ispirate e suggestive, come lo Zoo di Krat, con la sua serra e il carnevale. Alcuni segmenti sotterranei risultano meno brillanti, e la disposizione di certi nemici è discutibile, ma il level design resta comunque all’altezza della campagna principale.</p><p>Non mancano le boss fight, che rappresentano il punto più alto dell’espansione: impegnative, spettacolari e curate in ogni dettaglio. Il nuovo <strong>Battle Memories</strong> mode consente di riaffrontare tutti i boss in cinque livelli di difficoltà, offrendo contenuti a lungo termine per i fan più esigenti.</p><p>La durata complessiva si aggira intorno alle <strong>20-25 ore</strong>, circa la metà del gioco base, soprattutto a difficoltà <strong>Legendary Stalker</strong> (l’impostazione standard). Tuttavia, tra i combattimenti più duri e l’approfondimento della lore, molti utenti potrebbero impiegarci di più.</p><p>In definitiva, chi ha apprezzato <em>Lies of P</em> troverà in <em>Overture</em> un’espansione all’altezza, capace di migliorare ulteriormente un titolo già eccellente. Round8 Studio ha ormai definito con precisione il proprio approccio al genere, lasciando grandi aspettative per il futuro.</p><h2 id="passati-non-scritti">Passati non scritti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9gzdinrTEXZmjdGmpiWy5J" name="Lies of P Overture - Véronique Character Art" alt="Lies of P: Overture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9gzdinrTEXZmjdGmpiWy5J-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Neowiz)</span></figcaption></figure><p>Una delle prime cose da segnalare su <em>Lies of P: Overture</em> è quanto sia semplice accedere al DLC. Basta aver completato il Capitolo 9 del gioco base per ricevere un oggetto e un messaggio che indica chiaramente dove recarsi per avviare l’espansione. Nessuna complicazione in stile FromSoftware: in pochi secondi sarete operativi, ed è un’ottima notizia.</p><p>Per chi volesse scoprire nel dettaglio come inizia il viaggio, è disponibile un’anteprima dedicata allo Zoo di Krat. Senza entrare nei dettagli dei singoli livelli per evitare spoiler, è comunque possibile confermare che il design rimane fedele allo stile compatto e curato del gioco base. La struttura è ancora piuttosto lineare, ma non mancano zone da esplorare e momenti in cui tornare in aree già visitate per completare missioni secondarie.</p><p>Esplorare ogni angolo sarà fondamentale: <em>Overture</em> offre una gran quantità di <strong>nuove armi</strong>, <strong>costumi</strong>, <strong>oggetti consumabili</strong>, <strong>frammenti di lore</strong>, <strong>quest secondarie</strong> e anche <strong>nuove Legion Arms</strong>, strumenti da combattimento montati sul braccio sinistro. Una varietà che arricchisce ulteriormente l’esperienza di gioco.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Sj2ScfNbA72R5DKXgg99g5" name="IGN-Lies-of-P-Overture_NEOWIZ_Promotional-Art-Textless-1" caption="" alt="Lies of P: Overture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Sj2ScfNbA72R5DKXgg99g5-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Neowiz)</span></figcaption></figure></div></div><p>Le nuove armi introdotte in <em>Overture</em> sono di altissimo livello. Come nel gioco base, è possibile ottenerle sconfiggendo i boss oppure scoprendole all’interno di forzieri, con la possibilità di combinare lame e impugnature per creare build personalizzate. Ottima notizia: le nuove armi sono <strong>compatibili anche con quelle del gioco base</strong>, ampliando ulteriormente le possibilità di personalizzazione.</p><p>Chi affronta l’espansione con una build <strong>Tecnica</strong> (destrezza) potrà apprezzare fin da subito le <em>Death’s Talons</em>, artigli simili a quelli di Wolverine. Colpiscono rapidamente e il loro attacco <em>Fable Art</em> esegue una combo multipla devastante, che riempie rapidamente la barra di Stordimento del nemico e apre alla possibilità di un colpo critico.</p><p>Un’altra novità degna di nota è la <em>Pale Knight</em>, un’arma in stile gunblade simile a quella di Squall Leonhart, dotata di colpi esplosivi. Pensata per build <strong>Motività</strong> (forza), combina stile e potenza, e ha tutte le carte in regola per diventare una delle preferite della community.</p><p>Le due nuove <strong>Legion Arms</strong> segnano un netto miglioramento rispetto a molte di quelle presenti nel gioco base, che spesso avevano un utilizzo troppo situazionale. In <em>Overture</em>, invece, una spara un potente colpo a corto raggio in stile fucile a pompa, mentre l’altra lancia dischi rotanti che restano sospesi danneggiando i nemici nel tempo. Entrambe si rivelano <strong>molto più pratiche</strong>, soprattutto in modalità <strong>New Game Plus</strong>, dove la seconda si dimostra particolarmente efficace.</p><h2 id="scritto-nel-sangue">Scritto nel sangue </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mNNhARe5nGJaAKLKPyva99" name="Lies of P Overture - Anguished Guardian of the Ruins" alt="Lies of P: Overture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mNNhARe5nGJaAKLKPyva99-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Neowiz)</span></figcaption></figure><p>Non sarebbe un vero soulslike senza boss capaci di mettere alla prova anche i giocatori più esperti, e <em>Lies of P: Overture</em> non delude affatto da questo punto di vista. Sebbene il numero di nuove boss fight non sia elevato, la qualità è chiaramente superiore alla quantità.</p><p>Senza entrare nei dettagli per evitare spoiler, è sufficiente sapere che gli scontri presenti in <em>Overture</em> rappresentano <strong>le battaglie più difficili di tutto il gioco</strong>. Ogni combattimento è pensato per offrire un vero banco di prova, ma <strong>senza mai risultare scorretto</strong>.</p><p>Chi è stanco dei boss in stile <em>Elden Ring</em>, con combo interminabili e spesso imprevedibili, troverà qui un’esperienza più misurata. Come nel gioco base, la chiave del successo è <strong>riconoscere i pattern</strong>, sfruttare con precisione la <strong>Perfect Guard</strong> e scegliere con attenzione se parare o schivare. I boss sono in genere più rapidi e reattivi, rendendo ancora più importante il tempismo negli attacchi.</p><p>Una sfida autentica, ma costruita con grande equilibrio.</p><h2 id="perche-giocare-a-lies-of-p-overture">Perché giocare a Lies of P: Overture?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4aQcXSuRQJAQCF4VfuqSeb" name="Lies of P Overture - Carnival" alt="Lies of P: Overture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4aQcXSuRQJAQCF4VfuqSeb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Neowiz)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-cui-giocare-2">Ragioni per cui giocare </h2><div class="product"><p><strong>Avete amato il miglior soulslike del 2023</strong> </p><p>Semplice: se <em>Lies of P</em> vi è piaciuto, <em>Overture</em> vi conquisterà. Round8 Studio ha alzato ulteriormente l’asticella con un’espansione ricca e curata.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate nuove armi e build da sperimentare</strong> </p><p>Il DLC introduce un set variegato di <strong>nuove armi</strong>, ampliando le possibilità di personalizzazione. Volete infliggere più danni dopo una schivata perfetta? O eliminare un gruppo di nemici con un colpo devastante? <em>Overture</em> offre tutto questo e molto altro.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una nuova sfida all’altezza</strong> </p><p>Tra <strong>boss inediti</strong> e l’ottima modalità <strong>Battle Memories</strong> per riaffrontarli a difficoltà crescenti, <em>Overture</em> mette a dura prova anche i veterani del genere.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-5">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Non avete ancora giocato a Lies of P</strong> </p><p>Può sembrare scontato, ma <em>Overture</em> richiede il gioco base per poter essere avviato. Prima di valutare l’acquisto del DLC, è fondamentale completare almeno una run di <em>Lies of P</em>.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi scoraggiate facilmente con i soulslike</strong> </p><p>Anche con le nuove opzioni di difficoltà semplificata, <em>Overture</em> resta una sfida impegnativa. Se non amate affrontare più volte lo stesso boss o il ritmo tipico del genere, potrebbe non fare al caso vostro.</p></div><h2 id="accessibilita-8">Accessibilità </h2><p>Il lancio di <em>Lies of P: Overture</em> è accompagnato da un nuovo aggiornamento gratuito per il gioco base. Tra le novità più importanti ci sono <strong>due nuove opzioni di difficoltà semplificata</strong>, ideali per chi ha meno esperienza con il genere soulslike.</p><p>Sono state inoltre aggiunte <strong>opzioni dedicate al daltonismo</strong>, con modalità specifiche per <strong>protanopia</strong>, <strong>deuteranopia</strong> e <strong>tritanopia</strong>, oltre a un <strong>cursore per regolare l’intensità</strong> del filtro visivo. Un aggiornamento che punta a rendere l’esperienza più accessibile a tutti.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Questo DLC mostruoso è assolutamente da provare. ]]>
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                                <p>Dopo due lunghi anni di attesa, <em>Lies of P: Overture</em> è finalmente arrivato.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Informazioni generali</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><strong>Piattaforma per la recensione: </strong>PC<br><strong>Disponibile su: </strong>PS5, Xbox Series X|S, PC<br><strong>Uscita: </strong>6 giugno 2025</p></div></div><p><em>Lies of P: Overture</em> è un'espansione corposa del gioco base uscito nel 2023, capace di mostrare come Round8 Studio abbia ulteriormente raffinato la propria formula soulslike. L’espansione dimostra che, anche in un titolo già maturo, c’era ancora spazio per contenuti di altissimo livello.</p><p>Ambientata prima degli eventi principali del gioco, <em>Overture</em> ci riporta agli albori del caos: il protagonista e Gemini vengono trasportati indietro nel tempo, poco prima dello scoppio della Follia delle Marionette e della diffusione della Malattia della Pietrificazione. I giocatori esploreranno luoghi ormai perduti o abbandonati, e incontreranno personaggi di cui nel gioco base si parlava solo in modo indiretto.</p><p>Gli appassionati di lore troveranno pane per i loro denti: l'espansione colma molte delle lacune narrative, approfondendo anche i segreti e le folli ricerche della fazione degli Alchimisti. Tra i nuovi scenari spiccano ambientazioni ispirate e suggestive, come lo Zoo di Krat, con la sua serra e il carnevale. Alcuni segmenti sotterranei risultano meno brillanti, e la disposizione di certi nemici è discutibile, ma il level design resta comunque all’altezza della campagna principale.</p><p>Non mancano le boss fight, che rappresentano il punto più alto dell’espansione: impegnative, spettacolari e curate in ogni dettaglio. Il nuovo <strong>Battle Memories</strong> mode consente di riaffrontare tutti i boss in cinque livelli di difficoltà, offrendo contenuti a lungo termine per i fan più esigenti.</p><p>La durata complessiva si aggira intorno alle <strong>20-25 ore</strong>, circa la metà del gioco base, soprattutto a difficoltà <strong>Legendary Stalker</strong> (l’impostazione standard). Tuttavia, tra i combattimenti più duri e l’approfondimento della lore, molti utenti potrebbero impiegarci di più.</p><p>In definitiva, chi ha apprezzato <em>Lies of P</em> troverà in <em>Overture</em> un’espansione all’altezza, capace di migliorare ulteriormente un titolo già eccellente. Round8 Studio ha ormai definito con precisione il proprio approccio al genere, lasciando grandi aspettative per il futuro.</p><h2 id="passati-non-scritti">Passati non scritti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9gzdinrTEXZmjdGmpiWy5J" name="Lies of P Overture - Véronique Character Art" alt="Lies of P: Overture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9gzdinrTEXZmjdGmpiWy5J-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Neowiz)</span></figcaption></figure><p>Una delle prime cose da segnalare su <em>Lies of P: Overture</em> è quanto sia semplice accedere al DLC. Basta aver completato il Capitolo 9 del gioco base per ricevere un oggetto e un messaggio che indica chiaramente dove recarsi per avviare l’espansione. Nessuna complicazione in stile FromSoftware: in pochi secondi sarete operativi, ed è un’ottima notizia.</p><p>Per chi volesse scoprire nel dettaglio come inizia il viaggio, è disponibile un’anteprima dedicata allo Zoo di Krat. Senza entrare nei dettagli dei singoli livelli per evitare spoiler, è comunque possibile confermare che il design rimane fedele allo stile compatto e curato del gioco base. La struttura è ancora piuttosto lineare, ma non mancano zone da esplorare e momenti in cui tornare in aree già visitate per completare missioni secondarie.</p><p>Esplorare ogni angolo sarà fondamentale: <em>Overture</em> offre una gran quantità di <strong>nuove armi</strong>, <strong>costumi</strong>, <strong>oggetti consumabili</strong>, <strong>frammenti di lore</strong>, <strong>quest secondarie</strong> e anche <strong>nuove Legion Arms</strong>, strumenti da combattimento montati sul braccio sinistro. Una varietà che arricchisce ulteriormente l’esperienza di gioco.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Sj2ScfNbA72R5DKXgg99g5" name="IGN-Lies-of-P-Overture_NEOWIZ_Promotional-Art-Textless-1" caption="" alt="Lies of P: Overture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Sj2ScfNbA72R5DKXgg99g5-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Neowiz)</span></figcaption></figure></div></div><p>Le nuove armi introdotte in <em>Overture</em> sono di altissimo livello. Come nel gioco base, è possibile ottenerle sconfiggendo i boss oppure scoprendole all’interno di forzieri, con la possibilità di combinare lame e impugnature per creare build personalizzate. Ottima notizia: le nuove armi sono <strong>compatibili anche con quelle del gioco base</strong>, ampliando ulteriormente le possibilità di personalizzazione.</p><p>Chi affronta l’espansione con una build <strong>Tecnica</strong> (destrezza) potrà apprezzare fin da subito le <em>Death’s Talons</em>, artigli simili a quelli di Wolverine. Colpiscono rapidamente e il loro attacco <em>Fable Art</em> esegue una combo multipla devastante, che riempie rapidamente la barra di Stordimento del nemico e apre alla possibilità di un colpo critico.</p><p>Un’altra novità degna di nota è la <em>Pale Knight</em>, un’arma in stile gunblade simile a quella di Squall Leonhart, dotata di colpi esplosivi. Pensata per build <strong>Motività</strong> (forza), combina stile e potenza, e ha tutte le carte in regola per diventare una delle preferite della community.</p><p>Le due nuove <strong>Legion Arms</strong> segnano un netto miglioramento rispetto a molte di quelle presenti nel gioco base, che spesso avevano un utilizzo troppo situazionale. In <em>Overture</em>, invece, una spara un potente colpo a corto raggio in stile fucile a pompa, mentre l’altra lancia dischi rotanti che restano sospesi danneggiando i nemici nel tempo. Entrambe si rivelano <strong>molto più pratiche</strong>, soprattutto in modalità <strong>New Game Plus</strong>, dove la seconda si dimostra particolarmente efficace.</p><h2 id="scritto-nel-sangue">Scritto nel sangue </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mNNhARe5nGJaAKLKPyva99" name="Lies of P Overture - Anguished Guardian of the Ruins" alt="Lies of P: Overture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mNNhARe5nGJaAKLKPyva99-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Neowiz)</span></figcaption></figure><p>Non sarebbe un vero soulslike senza boss capaci di mettere alla prova anche i giocatori più esperti, e <em>Lies of P: Overture</em> non delude affatto da questo punto di vista. Sebbene il numero di nuove boss fight non sia elevato, la qualità è chiaramente superiore alla quantità.</p><p>Senza entrare nei dettagli per evitare spoiler, è sufficiente sapere che gli scontri presenti in <em>Overture</em> rappresentano <strong>le battaglie più difficili di tutto il gioco</strong>. Ogni combattimento è pensato per offrire un vero banco di prova, ma <strong>senza mai risultare scorretto</strong>.</p><p>Chi è stanco dei boss in stile <em>Elden Ring</em>, con combo interminabili e spesso imprevedibili, troverà qui un’esperienza più misurata. Come nel gioco base, la chiave del successo è <strong>riconoscere i pattern</strong>, sfruttare con precisione la <strong>Perfect Guard</strong> e scegliere con attenzione se parare o schivare. I boss sono in genere più rapidi e reattivi, rendendo ancora più importante il tempismo negli attacchi.</p><p>Una sfida autentica, ma costruita con grande equilibrio.</p><h2 id="perche-giocare-a-lies-of-p-overture">Perché giocare a Lies of P: Overture?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4aQcXSuRQJAQCF4VfuqSeb" name="Lies of P Overture - Carnival" alt="Lies of P: Overture" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4aQcXSuRQJAQCF4VfuqSeb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Neowiz)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-cui-giocare-2">Ragioni per cui giocare </h2><div class="product"><p><strong>Avete amato il miglior soulslike del 2023</strong> </p><p>Semplice: se <em>Lies of P</em> vi è piaciuto, <em>Overture</em> vi conquisterà. Round8 Studio ha alzato ulteriormente l’asticella con un’espansione ricca e curata.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate nuove armi e build da sperimentare</strong> </p><p>Il DLC introduce un set variegato di <strong>nuove armi</strong>, ampliando le possibilità di personalizzazione. Volete infliggere più danni dopo una schivata perfetta? O eliminare un gruppo di nemici con un colpo devastante? <em>Overture</em> offre tutto questo e molto altro.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una nuova sfida all’altezza</strong> </p><p>Tra <strong>boss inediti</strong> e l’ottima modalità <strong>Battle Memories</strong> per riaffrontarli a difficoltà crescenti, <em>Overture</em> mette a dura prova anche i veterani del genere.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-5">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Non avete ancora giocato a Lies of P</strong> </p><p>Può sembrare scontato, ma <em>Overture</em> richiede il gioco base per poter essere avviato. Prima di valutare l’acquisto del DLC, è fondamentale completare almeno una run di <em>Lies of P</em>.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi scoraggiate facilmente con i soulslike</strong> </p><p>Anche con le nuove opzioni di difficoltà semplificata, <em>Overture</em> resta una sfida impegnativa. Se non amate affrontare più volte lo stesso boss o il ritmo tipico del genere, potrebbe non fare al caso vostro.</p></div><h2 id="accessibilita-8">Accessibilità </h2><p>Il lancio di <em>Lies of P: Overture</em> è accompagnato da un nuovo aggiornamento gratuito per il gioco base. Tra le novità più importanti ci sono <strong>due nuove opzioni di difficoltà semplificata</strong>, ideali per chi ha meno esperienza con il genere soulslike.</p><p>Sono state inoltre aggiunte <strong>opzioni dedicate al daltonismo</strong>, con modalità specifiche per <strong>protanopia</strong>, <strong>deuteranopia</strong> e <strong>tritanopia</strong>, oltre a un <strong>cursore per regolare l’intensità</strong> del filtro visivo. Un aggiornamento che punta a rendere l’esperienza più accessibile a tutti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Adalo (no-code app builder) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Adalo è uno dei più popolari strumenti no-code per creare app mobile e web senza scrivere una riga di codice. La piattaforma offre un’ampia gamma di funzionalità e un’interfaccia intuitiva, che la rendono una scelta interessante per chi desidera sviluppare app in tempi rapidi.</p><p>In questa recensione analizzeremo le caratteristiche di Adalo, la sua interfaccia, la facilità d’uso, il confronto con la concorrenza e altri aspetti per aiutarvi a capire se è la soluzione più adatta alle vostre esigenze.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-caratteristiche"><span>Adalo: Caratteristiche </span></h3><p>Adalo mette a disposizione un’ampia gamma di funzionalità che lo distinguono dagli altri strumenti no-code.</p><p>Per cominciare, offre numerosi template predefiniti per diverse tipologie di app, come applicazioni per ordinare cibo, ecommerce, coaching, prenotazioni e molte altre. Questi modelli sono personalizzabili e permettono di risparmiare molto tempo nella fase di progettazione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1120px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.16%;"><img id="ws7tVWfQu4SNM7hQoB6CHe" name="adalo-templates" alt="List of pre-built templates available in Adalo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ws7tVWfQu4SNM7hQoB6CHe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1120" height="629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Uno dei punti di forza dell’esperienza utente offerta da Adalo è il suo intuitivo sistema drag-and-drop. Questo permette di aggiungere facilmente qualsiasi tipo di elemento o componente dell’interfaccia utente senza scrivere una riga di codice. Adalo include decine di componenti pronti all’uso, come pulsanti, testi, liste, immagini, moduli e barre di navigazione. Basta trascinarli da un menu laterale ben organizzato e posizionarli dove si desidera all’interno dell’app.</p><p>Inoltre, Adalo dispone di un marketplace di componenti che amplia ulteriormente le possibilità, offrendo moduli professionali per integrare servizi esterni come Stripe per i pagamenti, l’autenticazione utenti tramite Google e Apple, generatori di codici QR, widget per acquisti in-app e molto altro.</p><p>Adalo può anche connettersi a servizi esterni tramite Zapier, facilitando l’integrazione con strumenti come Gmail, Google Sheets, Slack e altri ancora.</p><p>Il tutto con la possibilità di creare app sia mobile che web, grazie a funzionalità di design responsive che garantiscono una resa ottimale su smartphone, tablet e desktop. Una volta completata e testata l’app, Adalo consente anche di pubblicarla direttamente su Google Play e sull’App Store di Apple.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-interfaccia-e-facilita-d-uso"><span>Adalo: Interfaccia e facilità d'uso</span></h3><p>L’interfaccia di Adalo è pensata appositamente per chi non ha competenze tecniche. Il builder è intuitivo e ben strutturato, con pannelli e menu disposti in modo logico per facilitare la navigazione.</p><p>La dashboard è semplice e ordinata: da qui è possibile creare nuove app in pochi clic, rendendo l’intero processo accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo dello sviluppo no-code.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1137px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="4TUgsksjianX8atNB8ANBe" name="adalo-components" alt="Adalo's list of available components" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4TUgsksjianX8atNB8ANBe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1137" height="639" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Con il designer di Adalo è possibile costruire l’interfaccia della propria app semplicemente trascinando e rilasciando gli elementi desiderati. Una volta selezionato un componente, è possibile personalizzarne facilmente le proprietà per modificarne aspetto e funzionalità, oltre a ridimensionarlo e posizionarlo a piacere. È anche semplice assegnare azioni ai vari elementi, come ad esempio la navigazione verso un’altra schermata.</p><p>Inoltre, Adalo consente di aggiungere facilmente più schermate alla propria app, come la schermata di login, la home o qualsiasi altra sezione, da personalizzare singolarmente. La modalità di anteprima integrata permette di testare l’app e verificarne l’aspetto e il funzionamento direttamente su un dispositivo simulato.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-integrazione-ed-estensibilita"><span>Adalo: Integrazione ed estensibilità</span></h3><p>Come già accennato, Adalo mette a disposizione un marketplace di componenti aggiuntivi, dove è possibile scaricare sia elementi gratuiti che a pagamento.</p><p>La piattaforma supporta inoltre numerose integrazioni con servizi di terze parti, utili per ampliare le funzionalità dell'app e collegarla a strumenti esterni molto diffusi. Ad esempio, Adalo si integra con Stripe, permettendo di configurare sistemi di pagamento direttamente all’interno delle applicazioni create.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1138px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="zCF7XksbCbDM3mhWQr67De" name="adalo-integrations" alt="List of integrations available in Adalo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zCF7XksbCbDM3mhWQr67De-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1138" height="640" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Il punto di forza è l'integrazione con Zapier, che estende la connettività di Adalo a migliaia di altre applicazioni non supportate nativamente. Grazie a questa integrazione, è possibile automatizzare i flussi di lavoro e trasferire dati in modo fluido tra Adalo e servizi esterni come Google Sheets, Slack, Trello, SendGrid, Salesforce e molti altri.</p><p>Gli utenti più esperti possono inoltre creare azioni personalizzate per connettersi a API esterne, ottenendo così un controllo più avanzato e una maggiore flessibilità nelle funzionalità dell’app.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-implementazione-e-manutenzione"><span>Adalo: Implementazione e manutenzione</span></h3><p>Per quanto riguarda le web app, Adalo consente di pubblicarle letteralmente con un solo clic. Una volta completato lo sviluppo, è possibile renderle disponibili direttamente online sotto un sottodominio Adalo oppure utilizzare un proprio dominio personalizzato.</p><p>La piattaforma permette anche di pubblicare le app come applicazioni native sia su iOS che Android. Tuttavia, questo processo è leggermente più complesso rispetto alla distribuzione web, poiché richiede il rispetto delle linee guida di pubblicazione degli store ufficiali. Sarà quindi necessario creare un account sviluppatore sia sull’Apple Developer Program che sul Google Play Console, oltre a sottoporre l’app a revisione per l’approvazione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1136px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pLnkBiPmeHr6QpicU7aVDe" name="adalo-layout-type" alt="List of layouts available in Adalo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pLnkBiPmeHr6QpicU7aVDe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1136" height="639" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda gli aggiornamenti, qualsiasi modifica apportata alle web app viene applicata immediatamente. Per le app mobili su iOS e Android, invece, è necessario seguire il consueto processo di creazione di una nuova build e inviarla agli store per l’approvazione.</p><p>È anche possibile integrare Adalo con servizi esterni come One Signal tramite Zapier, ad esempio per inviare notifiche push agli utenti in merito agli aggiornamenti disponibili.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-prezzi-e-documentazione"><span>Adalo: Prezzi e documentazione</span></h3><p>Adalo propone diversi piani tariffari pensati per soddisfare esigenze differenti, dai singoli utenti che vogliono creare semplici app fino alle aziende che necessitano di funzionalità avanzate e maggiore scalabilità.</p><p>Il Piano Gratuito consente di creare e pubblicare una sola app. Con questo piano è possibile realizzare web app, ma non è possibile creare né pubblicare app mobili su App Store o Google Play. Inoltre, tutte le app includono il branding Adalo. È pensato come punto di partenza per chi vuole esplorare la piattaforma e costruire semplici web app.</p><p>Il Piano Starter costa circa 42 euro al mese e consente di collegare la propria app a un dominio personalizzato, oltre a offrire la possibilità di pubblicare app mobili.</p><p>Il Piano Professional, da circa 60 euro al mese, è adatto a progetti più strutturati: supporta l’integrazione completa di API personalizzate e offre funzionalità aggiuntive.</p><p>Infine, il Piano Team è pensato per gruppi di lavoro e team di sviluppo: al costo di circa 185 euro al mese, include strumenti collaborativi utili per lavorare in sinergia su un'unica app.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1136px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WFenz4hTpxVuZtkrgCuYDe" name="adalo-marketplace" alt="Adalo's component's marketplace" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WFenz4hTpxVuZtkrgCuYDe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1136" height="639" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda la documentazione, Adalo mette a disposizione numerose guide dettagliate e tutorial passo-passo per aiutare gli utenti a orientarsi sulla piattaforma, scoprirne le funzionalità e creare app funzionanti. È presente anche l’Adalo App Academy, con oltre 70 corsi dedicati a tutti gli aspetti della creazione di un'app.</p><p>Oltre alla documentazione scritta, la piattaforma offre un’ampia selezione di videotutorial sul proprio canale YouTube. Gli utenti possono inoltre contare su un forum della community molto attivo, mentre chi ha sottoscritto uno dei piani a pagamento ha anche la possibilità di contattare direttamente il supporto Adalo per ricevere assistenza.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-competitor"><span>Adalo: Competitor </span></h3><p>Adalo si muove in un mercato molto competitivo nel panorama dei builder no-code. Tra i principali rivali troviamo Thunkable, Glide e Bubble, ciascuno con caratteristiche distintive pensate per diversi tipi di progetti.</p><p>Il punto di forza principale di Adalo è sicuramente la sua interfaccia drag-and-drop, estremamente intuitiva e ideale per chi è alle prime armi. Una filosofia simile è adottata anche da Thunkable, anch’esso pensato in particolare per la creazione di app mobile.</p><p>Bubble si distingue per una maggiore flessibilità e capacità di personalizzazione avanzata, adatta a chi cerca uno sviluppo full-stack completo. Tuttavia, questa potenza si traduce anche in una curva di apprendimento più ripida rispetto ad Adalo. Sia Bubble che Thunkable si rivelano ottime scelte per progetti più complessi, ma risultano probabilmente sovradimensionati per utenti con esigenze più semplici.</p><p>Glide, infine, è una piattaforma pensata per realizzare rapidamente app web e mobile a partire da fogli di calcolo, trasformandoli in soluzioni funzionali e immediate. Una scelta ideale per chi punta alla rapidità e semplicità, ma meno adatta a progetti più strutturati.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-verdetto-finale"><span>Adalo: Verdetto finale </span></h3><p>Adalo è un potente e intuitivo builder no-code che riesce a trovare un ottimo equilibrio tra semplicità d’uso e versatilità. Il suo vero punto di forza è la capacità di creare sia app mobile che web senza scrivere una sola riga di codice.</p><p>L’interfaccia drag-and-drop, l’ampia libreria di componenti predefiniti e le numerose integrazioni con servizi esterni lo rendono una soluzione efficace per utenti senza competenze tecniche, sviluppatori indipendenti, startup e aziende più strutturate. Che si tratti di prototipare rapidamente un'idea o di costruire un'app più evoluta, Adalo offre gli strumenti giusti per validare un MVP e arrivare fino alla pubblicazione.</p><p>Pur trovandosi in un mercato molto competitivo, Adalo si distingue per la sua accessibilità e immediatezza, che ne fanno una scelta ideale per chi si affaccia per la prima volta nel mondo dello sviluppo di app, ma anche per chi cerca un flusso di lavoro efficiente e moderno.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Punta e clicca per creare app mobile ]]>
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                                <p>Adalo è uno dei più popolari strumenti no-code per creare app mobile e web senza scrivere una riga di codice. La piattaforma offre un’ampia gamma di funzionalità e un’interfaccia intuitiva, che la rendono una scelta interessante per chi desidera sviluppare app in tempi rapidi.</p><p>In questa recensione analizzeremo le caratteristiche di Adalo, la sua interfaccia, la facilità d’uso, il confronto con la concorrenza e altri aspetti per aiutarvi a capire se è la soluzione più adatta alle vostre esigenze.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-caratteristiche"><span>Adalo: Caratteristiche </span></h3><p>Adalo mette a disposizione un’ampia gamma di funzionalità che lo distinguono dagli altri strumenti no-code.</p><p>Per cominciare, offre numerosi template predefiniti per diverse tipologie di app, come applicazioni per ordinare cibo, ecommerce, coaching, prenotazioni e molte altre. Questi modelli sono personalizzabili e permettono di risparmiare molto tempo nella fase di progettazione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1120px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.16%;"><img id="ws7tVWfQu4SNM7hQoB6CHe" name="adalo-templates" alt="List of pre-built templates available in Adalo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ws7tVWfQu4SNM7hQoB6CHe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1120" height="629" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Uno dei punti di forza dell’esperienza utente offerta da Adalo è il suo intuitivo sistema drag-and-drop. Questo permette di aggiungere facilmente qualsiasi tipo di elemento o componente dell’interfaccia utente senza scrivere una riga di codice. Adalo include decine di componenti pronti all’uso, come pulsanti, testi, liste, immagini, moduli e barre di navigazione. Basta trascinarli da un menu laterale ben organizzato e posizionarli dove si desidera all’interno dell’app.</p><p>Inoltre, Adalo dispone di un marketplace di componenti che amplia ulteriormente le possibilità, offrendo moduli professionali per integrare servizi esterni come Stripe per i pagamenti, l’autenticazione utenti tramite Google e Apple, generatori di codici QR, widget per acquisti in-app e molto altro.</p><p>Adalo può anche connettersi a servizi esterni tramite Zapier, facilitando l’integrazione con strumenti come Gmail, Google Sheets, Slack e altri ancora.</p><p>Il tutto con la possibilità di creare app sia mobile che web, grazie a funzionalità di design responsive che garantiscono una resa ottimale su smartphone, tablet e desktop. Una volta completata e testata l’app, Adalo consente anche di pubblicarla direttamente su Google Play e sull’App Store di Apple.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-interfaccia-e-facilita-d-uso"><span>Adalo: Interfaccia e facilità d'uso</span></h3><p>L’interfaccia di Adalo è pensata appositamente per chi non ha competenze tecniche. Il builder è intuitivo e ben strutturato, con pannelli e menu disposti in modo logico per facilitare la navigazione.</p><p>La dashboard è semplice e ordinata: da qui è possibile creare nuove app in pochi clic, rendendo l’intero processo accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta al mondo dello sviluppo no-code.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1137px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="4TUgsksjianX8atNB8ANBe" name="adalo-components" alt="Adalo's list of available components" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4TUgsksjianX8atNB8ANBe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1137" height="639" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Con il designer di Adalo è possibile costruire l’interfaccia della propria app semplicemente trascinando e rilasciando gli elementi desiderati. Una volta selezionato un componente, è possibile personalizzarne facilmente le proprietà per modificarne aspetto e funzionalità, oltre a ridimensionarlo e posizionarlo a piacere. È anche semplice assegnare azioni ai vari elementi, come ad esempio la navigazione verso un’altra schermata.</p><p>Inoltre, Adalo consente di aggiungere facilmente più schermate alla propria app, come la schermata di login, la home o qualsiasi altra sezione, da personalizzare singolarmente. La modalità di anteprima integrata permette di testare l’app e verificarne l’aspetto e il funzionamento direttamente su un dispositivo simulato.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-integrazione-ed-estensibilita"><span>Adalo: Integrazione ed estensibilità</span></h3><p>Come già accennato, Adalo mette a disposizione un marketplace di componenti aggiuntivi, dove è possibile scaricare sia elementi gratuiti che a pagamento.</p><p>La piattaforma supporta inoltre numerose integrazioni con servizi di terze parti, utili per ampliare le funzionalità dell'app e collegarla a strumenti esterni molto diffusi. Ad esempio, Adalo si integra con Stripe, permettendo di configurare sistemi di pagamento direttamente all’interno delle applicazioni create.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1138px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="zCF7XksbCbDM3mhWQr67De" name="adalo-integrations" alt="List of integrations available in Adalo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zCF7XksbCbDM3mhWQr67De-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1138" height="640" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Il punto di forza è l'integrazione con Zapier, che estende la connettività di Adalo a migliaia di altre applicazioni non supportate nativamente. Grazie a questa integrazione, è possibile automatizzare i flussi di lavoro e trasferire dati in modo fluido tra Adalo e servizi esterni come Google Sheets, Slack, Trello, SendGrid, Salesforce e molti altri.</p><p>Gli utenti più esperti possono inoltre creare azioni personalizzate per connettersi a API esterne, ottenendo così un controllo più avanzato e una maggiore flessibilità nelle funzionalità dell’app.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-implementazione-e-manutenzione"><span>Adalo: Implementazione e manutenzione</span></h3><p>Per quanto riguarda le web app, Adalo consente di pubblicarle letteralmente con un solo clic. Una volta completato lo sviluppo, è possibile renderle disponibili direttamente online sotto un sottodominio Adalo oppure utilizzare un proprio dominio personalizzato.</p><p>La piattaforma permette anche di pubblicare le app come applicazioni native sia su iOS che Android. Tuttavia, questo processo è leggermente più complesso rispetto alla distribuzione web, poiché richiede il rispetto delle linee guida di pubblicazione degli store ufficiali. Sarà quindi necessario creare un account sviluppatore sia sull’Apple Developer Program che sul Google Play Console, oltre a sottoporre l’app a revisione per l’approvazione.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1136px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pLnkBiPmeHr6QpicU7aVDe" name="adalo-layout-type" alt="List of layouts available in Adalo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pLnkBiPmeHr6QpicU7aVDe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1136" height="639" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda gli aggiornamenti, qualsiasi modifica apportata alle web app viene applicata immediatamente. Per le app mobili su iOS e Android, invece, è necessario seguire il consueto processo di creazione di una nuova build e inviarla agli store per l’approvazione.</p><p>È anche possibile integrare Adalo con servizi esterni come One Signal tramite Zapier, ad esempio per inviare notifiche push agli utenti in merito agli aggiornamenti disponibili.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-prezzi-e-documentazione"><span>Adalo: Prezzi e documentazione</span></h3><p>Adalo propone diversi piani tariffari pensati per soddisfare esigenze differenti, dai singoli utenti che vogliono creare semplici app fino alle aziende che necessitano di funzionalità avanzate e maggiore scalabilità.</p><p>Il Piano Gratuito consente di creare e pubblicare una sola app. Con questo piano è possibile realizzare web app, ma non è possibile creare né pubblicare app mobili su App Store o Google Play. Inoltre, tutte le app includono il branding Adalo. È pensato come punto di partenza per chi vuole esplorare la piattaforma e costruire semplici web app.</p><p>Il Piano Starter costa circa 42 euro al mese e consente di collegare la propria app a un dominio personalizzato, oltre a offrire la possibilità di pubblicare app mobili.</p><p>Il Piano Professional, da circa 60 euro al mese, è adatto a progetti più strutturati: supporta l’integrazione completa di API personalizzate e offre funzionalità aggiuntive.</p><p>Infine, il Piano Team è pensato per gruppi di lavoro e team di sviluppo: al costo di circa 185 euro al mese, include strumenti collaborativi utili per lavorare in sinergia su un'unica app.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1136px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WFenz4hTpxVuZtkrgCuYDe" name="adalo-marketplace" alt="Adalo's component's marketplace" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WFenz4hTpxVuZtkrgCuYDe-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1136" height="639" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Adalo)</span></figcaption></figure><p>Per quanto riguarda la documentazione, Adalo mette a disposizione numerose guide dettagliate e tutorial passo-passo per aiutare gli utenti a orientarsi sulla piattaforma, scoprirne le funzionalità e creare app funzionanti. È presente anche l’Adalo App Academy, con oltre 70 corsi dedicati a tutti gli aspetti della creazione di un'app.</p><p>Oltre alla documentazione scritta, la piattaforma offre un’ampia selezione di videotutorial sul proprio canale YouTube. Gli utenti possono inoltre contare su un forum della community molto attivo, mentre chi ha sottoscritto uno dei piani a pagamento ha anche la possibilità di contattare direttamente il supporto Adalo per ricevere assistenza.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-competitor"><span>Adalo: Competitor </span></h3><p>Adalo si muove in un mercato molto competitivo nel panorama dei builder no-code. Tra i principali rivali troviamo Thunkable, Glide e Bubble, ciascuno con caratteristiche distintive pensate per diversi tipi di progetti.</p><p>Il punto di forza principale di Adalo è sicuramente la sua interfaccia drag-and-drop, estremamente intuitiva e ideale per chi è alle prime armi. Una filosofia simile è adottata anche da Thunkable, anch’esso pensato in particolare per la creazione di app mobile.</p><p>Bubble si distingue per una maggiore flessibilità e capacità di personalizzazione avanzata, adatta a chi cerca uno sviluppo full-stack completo. Tuttavia, questa potenza si traduce anche in una curva di apprendimento più ripida rispetto ad Adalo. Sia Bubble che Thunkable si rivelano ottime scelte per progetti più complessi, ma risultano probabilmente sovradimensionati per utenti con esigenze più semplici.</p><p>Glide, infine, è una piattaforma pensata per realizzare rapidamente app web e mobile a partire da fogli di calcolo, trasformandoli in soluzioni funzionali e immediate. Una scelta ideale per chi punta alla rapidità e semplicità, ma meno adatta a progetti più strutturati.</p><h3 class="article-body__section" id="section-adalo-verdetto-finale"><span>Adalo: Verdetto finale </span></h3><p>Adalo è un potente e intuitivo builder no-code che riesce a trovare un ottimo equilibrio tra semplicità d’uso e versatilità. Il suo vero punto di forza è la capacità di creare sia app mobile che web senza scrivere una sola riga di codice.</p><p>L’interfaccia drag-and-drop, l’ampia libreria di componenti predefiniti e le numerose integrazioni con servizi esterni lo rendono una soluzione efficace per utenti senza competenze tecniche, sviluppatori indipendenti, startup e aziende più strutturate. Che si tratti di prototipare rapidamente un'idea o di costruire un'app più evoluta, Adalo offre gli strumenti giusti per validare un MVP e arrivare fino alla pubblicazione.</p><p>Pur trovandosi in un mercato molto competitivo, Adalo si distingue per la sua accessibilità e immediatezza, che ne fanno una scelta ideale per chi si affaccia per la prima volta nel mondo dello sviluppo di app, ma anche per chi cerca un flusso di lavoro efficiente e moderno.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Wix App Builder ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le app aiutano le aziende a coinvolgere i clienti in modo più diretto e personalizzato. Tuttavia, svilupparle da zero può essere complesso e costoso, rappresentando un ostacolo per molte realtà. È qui che entrano in gioco le piattaforme di creazione app.</p><p>Wix, noto per essere uno dei migliori website builder in circolazione, offre anche una piattaforma dedicata alla creazione di app mobile. Wix App Builder è lo strumento fai-da-te dell’azienda per sviluppare app native su iOS e Android, il tutto senza scrivere codice.</p><p>A giugno 2024, Wix ha potenziato la piattaforma con l’aggiunta di un chatbot IA: basta descrivere gli obiettivi dell’app e l’intelligenza artificiale genera automaticamente un’app personalizzata, completa di funzionalità e layout. Il sistema si occupa di tutto, dal design alla pubblicazione, compresa la gestione dell’invio su App Store e Google Play.</p><p>Gli utenti possono creare app con loghi e elementi grafici del proprio brand, a patto di avere un abbonamento attivo. Il piano Branded App Premium parte da 99 dollari al mese, ma è possibile ottenere uno sconto usando uno dei nostri codici promozionali Wix. Restano da considerare anche i costi di pubblicazione: 99 dollari l’anno per l’App Store di Apple e una tantum di 25 dollari per Google Play.</p><p>Ciò che rende Wix App Builder davvero unico è la sua perfetta integrazione con i siti Wix: i contenuti del sito e dell’app si sincronizzano in tempo reale, con aggiornamenti automatici che evitano incongruenze.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2297px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:57.90%;"><img id="vfUQsQagZCnEahVXwQt64G" name="Screenshot Capture - 2025-03-24 - 17-19-18" alt="Wix App Builder dashboard" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vfUQsQagZCnEahVXwQt64G-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2297" height="1330" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wix)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-wix-app-builder-prezzi-e-piani"><span>Wix App Builder: Prezzi e piani</span></h2><p>A partire dal 2025, Wix App Builder è incluso nel piano premium Branded App, che parte da 99 dollari al mese (circa 92 euro al cambio attuale). Il piano offre strumenti fondamentali per creare, lanciare e mantenere un'app mobile nativa, inclusi strumenti di design basati su IA, funzionalità di personalizzazione e supporto alla pubblicazione. È possibile creare app per iOS e Android, con opzioni avanzate per e-commerce, prenotazioni, forum e altre soluzioni business.</p><p>Oltre al costo di Wix, vanno considerati anche i costi di pubblicazione sulle piattaforme: 99 dollari all’anno (circa 92 euro) per l’App Store di Apple e una tariffa una tantum di 25 dollari (circa 23 euro) per il Google Play Store. Queste spese sono imposte direttamente da Apple e Google e non dipendono da Wix.</p><h2 class="article-body__section" id="section-wix-app-builder-caratteristiche"><span>Wix App Builder: Caratteristiche </span></h2><p>Wix App Builder è sempre stato intuitivo, ma le nuove funzionalità con intelligenza artificiale introdotte nel 2024 lo portano a un livello superiore. Ora è possibile creare app mobili personalizzate semplicemente parlando con un chatbot: si descrivono obiettivi e visione, e l’IA chiede informazioni su esigenze aziendali, funzioni desiderate e identità visiva. In base a queste risposte, viene generata un’app completa, modificabile tramite editor visuale.</p><p>Wix offre numerose opzioni di personalizzazione grafica: è possibile creare un’icona unica, adattare il layout e integrare il proprio branding. Ma non è solo questione di estetica: Wix App Builder è compatibile con centinaia di soluzioni business, tra cui ecommerce, sistemi di prenotazione, forum, aree membri e notifiche push.</p><p>Uno dei vantaggi principali è la sincronizzazione automatica tra sito web e app: ogni aggiornamento apportato al sito Wix si riflette immediatamente sull’app, eliminando la necessità di gestire contenuti su più piattaforme. Il sistema inoltre gestisce gli aggiornamenti tecnici, garantendo la compatibilità con le ultime versioni di iOS e Android. Tutto ciò riduce notevolmente la complessità nella gestione di un’app mobile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2297px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:57.73%;"><img id="e6KyCcDDJSNcTtX8uJ3D5G" name="Screenshot Capture - 2025-03-24 - 17-19-58" alt="Wix App Builder setup" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/e6KyCcDDJSNcTtX8uJ3D5G-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2297" height="1326" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wix)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-wix-app-builder-setup"><span>Wix App Builder: Setup</span></h2><p>Configurare un'app mobile con Wix App Builder è semplice e adatto anche a chi non ha competenze tecniche. Si inizia inserendo il titolo dell’app e scegliendo una palette di colori.</p><p>In alternativa, grazie al chatbot con intelligenza artificiale introdotto nel 2024, è possibile partire da una conversazione: basta spiegare il tipo di attività e gli obiettivi dell’app. L’IA propone un layout iniziale, poi chiede quali funzionalità si desiderano. Non servono termini tecnici: è sufficiente descrivere lo scopo dell’app, e il bot suggerirà le funzioni più adatte. È anche possibile caricare un logo personalizzato prima che venga generato il design finale.</p><p>Dopo aver scelto un template o lasciato che l’IA crei l’app, si può modificare il progetto a piacere. La piattaforma include un anteprima interattiva, utile per testare l’esperienza utente prima della pubblicazione. Wix fornisce supporto guidato per il processo di pubblicazione su App Store e Google Play. Una volta online, l’app beneficia di aggiornamenti automatici e di nuove funzionalità rilasciate dalla piattaforma.</p><h2 class="article-body__section" id="section-wix-app-builder-supporto"><span>Wix App Builder: Supporto </span></h2><p>Wix offre per l’App Builder lo stesso solido sistema di supporto che assiste gli utenti del suo website builder. La risorsa principale è l’Help Center di Wix, ricco di articoli dettagliati, video tutorial e guide passo-passo su creazione, pubblicazione e gestione delle app. I contenuti sono suddivisi in sezioni tematiche, per facilitare la ricerca.</p><p>Per un’assistenza più diretta, Wix mette a disposizione supporto clienti attivo 24/7 su tutti i piani a pagamento, con opzioni via chat, richieste di richiamata e ticket, anche in più lingue. Il team è raggiungibile sia tramite l’app Wix che dal sito ufficiale, e i tempi di risposta variano in base al piano sottoscritto.</p><p>L’assistenza copre problemi tecnici, dubbi sul design e difficoltà nella pubblicazione sugli store Apple e Google. Inoltre, il Centro Assistenza include video tutorial specifici sull’uso di App Builder. Anche se non esiste un canale dedicato esclusivamente allo strumento, la semplicità del processo riduce al minimo la necessità di interventi tecnici.</p><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-wix-app-builder-verdetto-finale"><span>Recensione Wix App Builder: verdetto finale </span></h2><p>Wix App Builder è una soluzione valida per le aziende che vogliono raggiungere gli utenti mobile senza affrontare costi elevati o difficoltà tecniche. Con l’aggiornamento del 2024, il sistema integra funzioni basate su IA, rendendo la creazione dell’app semplice come una conversazione. Basta descrivere la propria idea e la piattaforma genera un’app completa e professionale. Per chi già utilizza Wix, l’integrazione diretta con il sito e la sincronizzazione automatica dei contenuti permettono di risparmiare tempo e ridurre errori.</p><p>Tuttavia, è importante considerare costi ricorrenti e limitazioni. Il piano parte da 99 dollari al mese (circa 91 euro), a cui si sommano le spese di registrazione sugli store: circa 91 euro l’anno per l’App Store e 25 dollari una tantum (circa 23 euro) per Google Play. Queste cifre possono pesare su piccole imprese o startup che non hanno ancora una base solida nel mondo mobile. Inoltre, pur offrendo buona flessibilità, la piattaforma non consente la personalizzazione avanzata di un’app sviluppata su misura o di altri strumenti no-code più complessi. L’uso resta fortemente legato all’ecosistema Wix, quindi chi non ha già un sito Wix potrebbe non trovare beneficio.</p><p>Nel complesso, Wix App Builder rappresenta una via di mezzo tra strumenti base e sviluppo personalizzato, bilanciando personalizzazione, funzionalità professionali e semplicità d’uso. Per piccole e medie imprese con un sito Wix e l’intenzione di creare un’app per iOS e Android, il servizio ha un buon valore, anche se il prezzo è elevato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2297px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:57.90%;"><img id="jDuaHZN3VyhVNCGouAN73G" name="Screenshot Capture - 2025-03-24 - 17-20-19" alt="Wix App Builder editor" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jDuaHZN3VyhVNCGouAN73G-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2297" height="1330" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wix)</span></figcaption></figure> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/software-services/recensione-wix-app-builder</link>
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                            <![CDATA[ App mobile senza codice con IA ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Wix App Builder]]></media:title>
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                                <p>Le app aiutano le aziende a coinvolgere i clienti in modo più diretto e personalizzato. Tuttavia, svilupparle da zero può essere complesso e costoso, rappresentando un ostacolo per molte realtà. È qui che entrano in gioco le piattaforme di creazione app.</p><p>Wix, noto per essere uno dei migliori website builder in circolazione, offre anche una piattaforma dedicata alla creazione di app mobile. Wix App Builder è lo strumento fai-da-te dell’azienda per sviluppare app native su iOS e Android, il tutto senza scrivere codice.</p><p>A giugno 2024, Wix ha potenziato la piattaforma con l’aggiunta di un chatbot IA: basta descrivere gli obiettivi dell’app e l’intelligenza artificiale genera automaticamente un’app personalizzata, completa di funzionalità e layout. Il sistema si occupa di tutto, dal design alla pubblicazione, compresa la gestione dell’invio su App Store e Google Play.</p><p>Gli utenti possono creare app con loghi e elementi grafici del proprio brand, a patto di avere un abbonamento attivo. Il piano Branded App Premium parte da 99 dollari al mese, ma è possibile ottenere uno sconto usando uno dei nostri codici promozionali Wix. Restano da considerare anche i costi di pubblicazione: 99 dollari l’anno per l’App Store di Apple e una tantum di 25 dollari per Google Play.</p><p>Ciò che rende Wix App Builder davvero unico è la sua perfetta integrazione con i siti Wix: i contenuti del sito e dell’app si sincronizzano in tempo reale, con aggiornamenti automatici che evitano incongruenze.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2297px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:57.90%;"><img id="vfUQsQagZCnEahVXwQt64G" name="Screenshot Capture - 2025-03-24 - 17-19-18" alt="Wix App Builder dashboard" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vfUQsQagZCnEahVXwQt64G-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2297" height="1330" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wix)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-wix-app-builder-prezzi-e-piani"><span>Wix App Builder: Prezzi e piani</span></h2><p>A partire dal 2025, Wix App Builder è incluso nel piano premium Branded App, che parte da 99 dollari al mese (circa 92 euro al cambio attuale). Il piano offre strumenti fondamentali per creare, lanciare e mantenere un'app mobile nativa, inclusi strumenti di design basati su IA, funzionalità di personalizzazione e supporto alla pubblicazione. È possibile creare app per iOS e Android, con opzioni avanzate per e-commerce, prenotazioni, forum e altre soluzioni business.</p><p>Oltre al costo di Wix, vanno considerati anche i costi di pubblicazione sulle piattaforme: 99 dollari all’anno (circa 92 euro) per l’App Store di Apple e una tariffa una tantum di 25 dollari (circa 23 euro) per il Google Play Store. Queste spese sono imposte direttamente da Apple e Google e non dipendono da Wix.</p><h2 class="article-body__section" id="section-wix-app-builder-caratteristiche"><span>Wix App Builder: Caratteristiche </span></h2><p>Wix App Builder è sempre stato intuitivo, ma le nuove funzionalità con intelligenza artificiale introdotte nel 2024 lo portano a un livello superiore. Ora è possibile creare app mobili personalizzate semplicemente parlando con un chatbot: si descrivono obiettivi e visione, e l’IA chiede informazioni su esigenze aziendali, funzioni desiderate e identità visiva. In base a queste risposte, viene generata un’app completa, modificabile tramite editor visuale.</p><p>Wix offre numerose opzioni di personalizzazione grafica: è possibile creare un’icona unica, adattare il layout e integrare il proprio branding. Ma non è solo questione di estetica: Wix App Builder è compatibile con centinaia di soluzioni business, tra cui ecommerce, sistemi di prenotazione, forum, aree membri e notifiche push.</p><p>Uno dei vantaggi principali è la sincronizzazione automatica tra sito web e app: ogni aggiornamento apportato al sito Wix si riflette immediatamente sull’app, eliminando la necessità di gestire contenuti su più piattaforme. Il sistema inoltre gestisce gli aggiornamenti tecnici, garantendo la compatibilità con le ultime versioni di iOS e Android. Tutto ciò riduce notevolmente la complessità nella gestione di un’app mobile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2297px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:57.73%;"><img id="e6KyCcDDJSNcTtX8uJ3D5G" name="Screenshot Capture - 2025-03-24 - 17-19-58" alt="Wix App Builder setup" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/e6KyCcDDJSNcTtX8uJ3D5G-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2297" height="1326" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wix)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-wix-app-builder-setup"><span>Wix App Builder: Setup</span></h2><p>Configurare un'app mobile con Wix App Builder è semplice e adatto anche a chi non ha competenze tecniche. Si inizia inserendo il titolo dell’app e scegliendo una palette di colori.</p><p>In alternativa, grazie al chatbot con intelligenza artificiale introdotto nel 2024, è possibile partire da una conversazione: basta spiegare il tipo di attività e gli obiettivi dell’app. L’IA propone un layout iniziale, poi chiede quali funzionalità si desiderano. Non servono termini tecnici: è sufficiente descrivere lo scopo dell’app, e il bot suggerirà le funzioni più adatte. È anche possibile caricare un logo personalizzato prima che venga generato il design finale.</p><p>Dopo aver scelto un template o lasciato che l’IA crei l’app, si può modificare il progetto a piacere. La piattaforma include un anteprima interattiva, utile per testare l’esperienza utente prima della pubblicazione. Wix fornisce supporto guidato per il processo di pubblicazione su App Store e Google Play. Una volta online, l’app beneficia di aggiornamenti automatici e di nuove funzionalità rilasciate dalla piattaforma.</p><h2 class="article-body__section" id="section-wix-app-builder-supporto"><span>Wix App Builder: Supporto </span></h2><p>Wix offre per l’App Builder lo stesso solido sistema di supporto che assiste gli utenti del suo website builder. La risorsa principale è l’Help Center di Wix, ricco di articoli dettagliati, video tutorial e guide passo-passo su creazione, pubblicazione e gestione delle app. I contenuti sono suddivisi in sezioni tematiche, per facilitare la ricerca.</p><p>Per un’assistenza più diretta, Wix mette a disposizione supporto clienti attivo 24/7 su tutti i piani a pagamento, con opzioni via chat, richieste di richiamata e ticket, anche in più lingue. Il team è raggiungibile sia tramite l’app Wix che dal sito ufficiale, e i tempi di risposta variano in base al piano sottoscritto.</p><p>L’assistenza copre problemi tecnici, dubbi sul design e difficoltà nella pubblicazione sugli store Apple e Google. Inoltre, il Centro Assistenza include video tutorial specifici sull’uso di App Builder. Anche se non esiste un canale dedicato esclusivamente allo strumento, la semplicità del processo riduce al minimo la necessità di interventi tecnici.</p><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-wix-app-builder-verdetto-finale"><span>Recensione Wix App Builder: verdetto finale </span></h2><p>Wix App Builder è una soluzione valida per le aziende che vogliono raggiungere gli utenti mobile senza affrontare costi elevati o difficoltà tecniche. Con l’aggiornamento del 2024, il sistema integra funzioni basate su IA, rendendo la creazione dell’app semplice come una conversazione. Basta descrivere la propria idea e la piattaforma genera un’app completa e professionale. Per chi già utilizza Wix, l’integrazione diretta con il sito e la sincronizzazione automatica dei contenuti permettono di risparmiare tempo e ridurre errori.</p><p>Tuttavia, è importante considerare costi ricorrenti e limitazioni. Il piano parte da 99 dollari al mese (circa 91 euro), a cui si sommano le spese di registrazione sugli store: circa 91 euro l’anno per l’App Store e 25 dollari una tantum (circa 23 euro) per Google Play. Queste cifre possono pesare su piccole imprese o startup che non hanno ancora una base solida nel mondo mobile. Inoltre, pur offrendo buona flessibilità, la piattaforma non consente la personalizzazione avanzata di un’app sviluppata su misura o di altri strumenti no-code più complessi. L’uso resta fortemente legato all’ecosistema Wix, quindi chi non ha già un sito Wix potrebbe non trovare beneficio.</p><p>Nel complesso, Wix App Builder rappresenta una via di mezzo tra strumenti base e sviluppo personalizzato, bilanciando personalizzazione, funzionalità professionali e semplicità d’uso. Per piccole e medie imprese con un sito Wix e l’intenzione di creare un’app per iOS e Android, il servizio ha un buon valore, anche se il prezzo è elevato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2297px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:57.90%;"><img id="jDuaHZN3VyhVNCGouAN73G" name="Screenshot Capture - 2025-03-24 - 17-20-19" alt="Wix App Builder editor" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jDuaHZN3VyhVNCGouAN73G-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2297" height="1330" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Wix)</span></figcaption></figure>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-recensione-rapida"><span>Samsung Bespoke AI Jet Ultra: recensione rapida </span></h2><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è un aspirapolvere senza fili di fascia alta, dotato di <strong>base di svuotamento automatico</strong>, <strong>app dedicata</strong> e <strong>automazione intelligente della potenza di aspirazione</strong>. Abbiamo provato un’unità prima del lancio ufficiale per capire se riesce a <strong>giustificare un prezzo più alto di qualsiasi altro modello testato finora</strong> nella sua categoria.</p><p>A prima vista – e anche a un occhio più esperto – il dispositivo <strong>assomiglia a un classico aspirapolvere stick cordless</strong>, anche se realizzato con materiali di qualità, <strong>impugnatura ergonomica</strong> e <strong>tubo telescopico estensibile</strong>. La vera differenza è all’interno: grazie all’<strong>intelligenza artificiale</strong>, il sistema dovrebbe riconoscere il tipo di pavimento su cui si trova e <strong>regolare automaticamente la potenza di aspirazione e la velocità delle spazzole</strong>, ottimizzando così i consumi e la maneggevolezza.</p><p>Almeno, questo è quanto promesso. Durante i test, gli <strong>adattamenti automatici dell’IA si sono rivelati poco affidabili</strong>. Si percepisce un cambiamento tra superfici diverse, ad esempio passando da linoleum a tappeto, ma <strong>non reagisce a variazioni più sottili</strong> o <strong>alla pulizia lungo i bordi delle stanze</strong>. Curiosamente, in alcune occasioni ha regolato la potenza di fronte a <strong>sporcizia più abbondante</strong>, nonostante non sia progettato per rilevare il livello di sporco.</p><p>Detto ciò, la <strong>potenza di aspirazione è eccellente</strong>: ha superato tutti i test dedicati con ottimi risultati. Tuttavia, ci sono <strong>altri modelli di fascia alta</strong> che offrono prestazioni simili. Il vero valore aggiunto dovrebbe essere l’intelligenza artificiale, e su questo aspetto <strong>c’è ancora margine di miglioramento</strong>.</p><p>Molto più convincente è la <strong>base di svuotamento automatico</strong>, comoda, <strong>ben progettata e adatta anche a chi soffre di allergie</strong>, evitando che le particelle si disperdano nuovamente nell’aria. Chi ha una casa grande o animali domestici apprezzerà inoltre le <strong>due batterie intercambiabili</strong>, che garantiscono una <strong>lunghissima autonomia</strong>. È presente anche una <strong>companion app</strong>, ma il suo utilizzo risulta piuttosto marginale.</p><p>Il <strong>prezzo resta il nodo principale</strong>: con un costo che supera i <strong>1.000 euro circa</strong>, ci si aspetta un’esperienza quasi perfetta, specialmente per quanto riguarda le funzionalità smart. Al momento, queste non riescono ancora a fare la differenza in modo netto.</p><p>Un aspirapolvere <strong>estremamente valido sotto molti aspetti</strong>, ma che <strong>non sfrutta ancora appieno il suo potenziale tecnologico</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2050px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="niYCn2LxppD2bQ2ep9TZ4f" name="20250226_102102 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra in reviewer's home" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/niYCn2LxppD2bQ2ep9TZ4f-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2050" height="1153" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-prezzo-e-disponibilita"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: prezzo e disponibilità </span></h2><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è stato presentato il <strong>31 marzo 2025</strong> e appartiene senza dubbio alla <strong>fascia premium</strong> degli aspirapolvere senza fili. Il prezzo di listino sul mercato italiano si aggira attualmente intorno ai <strong>1000 euro circa</strong>, rendendolo uno dei modelli più costosi della sua categoria.</p><p>Il prodotto è disponibile anche in altri mercati, ma per il pubblico italiano è importante sottolineare che <strong>durante i principali periodi promozionali</strong>, come le offerte estive o il Black Friday, <strong>i dispositivi Samsung vengono spesso proposti con sconti significativi</strong>. È quindi probabile che anche il <strong>Bespoke AI Jet Ultra</strong> possa essere acquistato in futuro a un prezzo più accessibile.</p><p>A titolo di confronto, il modello più avanzato di <strong>Dyson</strong>, il <strong>Gen5detect</strong>, ha un prezzo di listino di circa <strong>949 euro</strong>, ma non include una <strong>base di svuotamento automatico</strong> né una <strong>companion app</strong>. Il top di gamma <strong>Shark</strong>, invece, è il <strong>PowerDetect Cordless</strong>, che integra la base automatica ma risulta <strong>meno raffinato e solido</strong> rispetto al modello di Samsung. Il prezzo si aggira intorno ai <strong>549 euro con base inclusa</strong>.</p><p>Il precedente modello Samsung della stessa linea, il <strong>Bespoke Jet AI</strong>, ha un listino di circa <strong>999 euro</strong> in Italia, risultando leggermente più economico rispetto al nuovo Ultra.</p><p>Vale la spesa? La qualità costruttiva è ottima e le prestazioni sono elevate, ma <strong>una buona parte del prezzo è giustificata dalle funzionalità avanzate legate all’intelligenza artificiale</strong>, che nei test <strong>non hanno sempre funzionato come previsto</strong>, né apportato un vantaggio netto rispetto ad altri modelli privi di queste tecnologie.</p><p>Chi fosse interessato all’acquisto, farebbe bene a <strong>monitorare eventuali sconti</strong>: vista la tendenza di Samsung a proporre <strong>promozioni frequenti</strong>, potrebbe essere possibile ottenere questo modello a <strong>un prezzo più competitivo</strong> nel corso dell’anno.</p><ul><li><strong>Qualità prezzo: 2.5 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-specifiche"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: specifiche </span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Prodotto:</p></th><th  ><p>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>4.2 lbs / 1.9kg (batteria 1), 3.7lbs / 1.7kg (batteria 2)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso (con bacchetta e testina per pavimenti):</p></td><td  ><p>Non specificato </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni (no wand, L x W x H):</p></td><td  ><p>16.3 x 4.3 x 9.4in / 41.3 x 11 x 24cm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lunghezza bacchetta:</p></td><td  ><p>20.7-28.9 pollici / 52.5-73.5cm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Testa per pavimenti:</p></td><td  ><p>Active Dual Brush, Slim LED Brush+</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Programmi: </p></td><td  ><p>Pet Tool+Mini motorizzato, combinazione per spolverare, accessorio fessure estensibile</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Filtri:</p></td><td  ><p>Polveri sottili con filtrazione HEPA</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Capacità del contenitore sottovuoto:</p></td><td  ><p>0.5L</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Durata massima:</p></td><td  ><p>1 ora e 40 minuti (batteria 1), 60 minuti (batteria 2)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tempo di ricarica:</p></td><td  ><p>5 ore (batteria 1), 3 ore e 30 minuti (batteria 2)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni Dock: </p></td><td  ><p>11.8 x 33.5 x 11.8 pollici / 30 x 85 x 30cm</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-design"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: design</span></h2><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> rappresenta la <strong>terza generazione</strong> della gamma. I modelli precedenti includono il <strong>Bespoke Jet AI</strong>, lanciato nel 2023, e il <strong>Bespoke Jet cordless vacuum</strong>, disponibile dal 2022.</p><p>Dal punto di vista tecnico, questo nuovo modello <strong>introduce miglioramenti significativi</strong> rispetto al <strong>Bespoke Jet AI</strong>. Tra le novità principali si segnala un aumento della <strong>potenza di aspirazione</strong>, che passa da <strong>280W a 400W</strong>, e l’introduzione di un <strong>nuovo sistema “spinning cyclone”</strong>, anche se al momento non sono ancora disponibili dettagli ufficiali sul suo funzionamento specifico.</p><p>Il potenziamento dell’<strong>intelligenza artificiale</strong> costituisce un altro passo avanti. Mentre la versione precedente era già in grado di distinguere tra <strong>pavimenti duri</strong>, <strong>tappeti</strong> e <strong>zerbini</strong>, oltre a rilevare quando l’aspirapolvere veniva sollevato, il nuovo <strong>Ultra</strong> può anche <strong>identificare tappeti a pelo lungo o molto densi</strong> e riconoscere gli <strong>angoli</strong> delle stanze. Utilizzando la <strong>modalità AI</strong> con una delle due spazzole principali, il sistema è progettato per <strong>ottimizzare automaticamente la potenza di aspirazione</strong>, garantendo una pulizia efficace e al tempo stesso efficiente dal punto di vista energetico.</p><p>Oltre alle funzionalità intelligenti, il Bespoke AI Jet Ultra include anche una <strong>companion app</strong> e la possibilità di effettuare una <strong>autodiagnosi</strong> in caso di <strong>malfunzionamenti o ostruzioni</strong>, rendendo la manutenzione più semplice e immediata per gli utenti.</p><h2 id="aspirapolvere">Aspirapolvere</h2><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> si presenta con un <strong>design stick tradizionale</strong>, sebbene caratterizzato da una <strong>finitura nero opaco</strong> che ne accentua l’estetica moderna. Il <strong>motore principale</strong> è piuttosto voluminoso e pesante, ma l’<strong>impugnatura ergonomica</strong> con supporto per l’indice lo rende <strong>comodo e sicuro da maneggiare</strong>.</p><p>Sopra l’impugnatura si trovano il <strong>pulsante di accensione</strong>, due tasti <strong>“+” e “–”</strong> per regolare la potenza, e un <strong>piccolo schermo</strong> che visualizza le informazioni principali.</p><p>Attraverso i tasti si può passare tra le <strong>cinque modalità di potenza disponibili</strong>: <strong>Min</strong>, <strong>Mid</strong>, <strong>Max</strong>, <strong>Jet</strong> e, solo se si utilizza una delle due spazzole principali, <strong>IA</strong>. Lo schermo indica <strong>la modalità attiva</strong> e <strong>l’autonomia residua</strong> in base al livello di potenza selezionato.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DJj9P6B3r2EzzRYxkREKcJ-1920-80.jpg" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EQ8j8qWsVh3NYBMzG2emii-1920-80.jpg" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra information screen showing blockage message" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Lo schermo del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> non si limita a mostrare la modalità di utilizzo e l’autonomia residua: fornisce anche <strong>informazioni sulla manutenzione</strong>, come quando è necessario <strong>pulire il filtro</strong>, <strong>sostituire il sacchetto della base di svuotamento</strong> o <strong>rimuovere un blocco dalla spazzola rotante</strong>.</p><p>Il dispositivo è dotato di <strong>funzionalità di autodiagnosi</strong>: ad esempio, segnala quando la spazzola principale è ostruita – come nel caso in cui aspiri accidentalmente un tappetino da bagno – e <strong>mostra sullo schermo un’animazione con le istruzioni per risolvere il problema</strong>.</p><p>Anche gli aspirapolvere Dyson più recenti integrano sistemi simili di autodiagnosi con indicazioni dettagliate per la risoluzione dei guasti.</p><p>In aggiunta, il Bespoke AI Jet Ultra consente di <strong>visualizzare messaggi e chiamate ricevute sullo schermo</strong>, sincronizzandosi con lo smartphone. Questa funzione può risultare utile per chi desidera <strong>non perdere notifiche importanti durante l’uso</strong>, soprattutto a causa del rumore generato durante la pulizia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DLbAadbQdqRFNPK89Pp6nc" name="20250224_123129 copy" alt="Filters from Samsung Bespoke AI Jet Ultra cordless vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DLbAadbQdqRFNPK89Pp6nc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Rimuovendo il contenitore della polvere si trova un <strong>piccolo filtro lavabile</strong>, mentre il <strong>filtro principale</strong>, protetto da una <strong>rete metallica</strong>, è collocato all’interno del contenitore e può essere estratto ruotando il coperchio in plastica per sbloccarlo. È presente anche un <strong>filtro in carta</strong> nascosto dietro una griglia, anche se l’accesso per la pulizia non risulta immediato.</p><p>Tra le novità di questo modello c’è l’introduzione della <strong>filtrazione HEPA</strong>, la più efficace tra quelle disponibili nei prodotti commerciali, in grado di trattenere anche le particelle più sottili.</p><p>In modo piuttosto insolito, l’aspirapolvere viene fornito con <strong>due batterie di dimensioni diverse</strong>: entrambe compatibili con il dispositivo. Una è progettata per offrire fino a <strong>100 minuti di autonomia</strong>, mentre l’altra raggiunge un massimo di <strong>60 minuti</strong>.</p><p>Le spazzole e gli accessori si collegano facilmente al corpo macchina, e il tubo principale include un <strong>sistema a slitta</strong> che consente di <strong>regolarne l’altezza</strong>. Alla lunghezza minima, la portata dell’aspirapolvere risulta piuttosto limitata (ad esempio, una persona alta 1,73 m dovrà estenderlo per un utilizzo comodo), ma questo accorgimento <strong>riduce l’ingombro della base</strong> e rende l’utilizzo <strong>più ergonomico e personalizzabile</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MEvAjDPY9fdTFvpR22RhsM" name="20250228_085517 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra with pivoting joint attachment" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MEvAjDPY9fdTFvpR22RhsM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> include un <strong>giunto accessorio regolabile</strong>, che può essere inclinato a circa <strong>45, 90 o 135 gradi</strong>. Questo si collega all’estremità inferiore del tubo, estendendo ulteriormente la portata del dispositivo ed è pensato per facilitare la <strong>pulizia in alto</strong> con gli accessori di precisione.</p><p>Tuttavia, non è compatibile con le <strong>spazzole motorizzate</strong>, quindi <strong>non può essere utilizzato con le due spazzole principali né con la mini spazzola Pet Tool+</strong>.</p><p>Altri produttori, come <strong>Shark</strong>, adottano una soluzione diversa: il meccanismo di snodo è posizionato all’estremità superiore del tubo e consente una <strong>flessione fino a 90 gradi in avanti</strong>, rendendo <strong>più semplice la pulizia sotto i mobili</strong> – un sistema che, in certi casi, risulta più pratico.</p><p>Rispetto al modello precedente, <strong>non è presente l’accessorio lavapavimenti</strong>, oppure <strong>non è incluso di serie</strong>: nella versione in prova non era infatti compreso.</p><h2 id="dock">Dock</h2><p>Questo aspirapolvere stick è dotato di una <strong>base di grandi dimensioni</strong> che svolge una doppia funzione: <strong>ricarica l’unità</strong> e <strong>svuota automaticamente il contenitore della polvere</strong>. La base ha un <strong>design cilindrico nero dall’aspetto moderno ed elegante</strong>, con una struttura solida che ne garantisce la stabilità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="gL5oz9vHkNjFoQUmzyWRhD" name="20250224_113010 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum in its dock, with detail tool holder on the floor next to it" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gL5oz9vHkNjFoQUmzyWRhD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’aspirapolvere si inserisce <strong>dall’alto nella base</strong>, attivando automaticamente il trasferimento dello sporco dal <strong>contenitore integrato</strong> verso un <strong>sacchetto più capiente</strong> situato all’interno della base stessa.</p><p>È presente un <strong>pulsante Start/Stop discreto</strong>, utile per avviare o interrompere manualmente lo svuotamento. In alternativa, l’intero processo può essere <strong>gestito tramite l’app dedicata</strong>.</p><p>Per sostituire il <strong>sacchetto della base</strong>, è sufficiente <strong>rimuovere la copertura in plastica nera</strong> e aprire un secondo sportello posto nella parte posteriore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="R4ENZoAtkJTGxGeGJi3qbD" name="20250224_112523 copy" alt="Dust bag hidden in dock for Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/R4ENZoAtkJTGxGeGJi3qbD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Samsung ha curato <strong>l’estetica della base di svuotamento automatico</strong>, cercando di renderla il più elegante possibile nonostante <strong>dimensioni e forma ingombranti</strong> necessarie al suo funzionamento. Il risultato è una base <strong>dall’aspetto premium</strong>, più rifinita rispetto ad alcune alternative presenti sul mercato, come ad esempio le basi bianche e voluminose a forma triangolare proposte da <strong>Shark</strong> (visibili nel modello <strong>Shark PowerDetect Cordless</strong>).</p><p>A differenza di altri produttori che offrono la base come accessorio opzionale, nel caso del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> <strong>la base è inclusa nella confezione</strong>.</p><h2 id="accessori">Accessori</h2><p>Samsung include un’ampia gamma di <strong>accessori di precisione</strong> pensati per affrontare diverse esigenze di pulizia. Gli strumenti forniti sono i seguenti:</p><ul><li><strong>Spazzola principale Active Dual Brush</strong></li><li><strong>Spazzola Slim LED Brush+</strong> (con luci integrate)</li><li><strong>Mini spazzola motorizzata Pet Tool+</strong> (ideale per peli di animali)</li><li><strong>Accessorio combinato</strong> (bocchetta multifunzione)</li><li><strong>Accessorio lancia estensibile</strong> (per fessure e spazi stretti)</li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZMzPWe3BRYL2MgWt62g2kD-1920-80.jpg" alt="Detail tools for Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oihfZdTPSpjbiQGU4k8tjD-1920-80.jpg" alt="Underside of two floorheads for Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HBymHpaqbzbYC3LzFpZphD-1920-80.jpg" alt="Detail tool holder next to main dock for Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>La <strong>spazzola principale</strong> fornita di serie è la <strong>Active Dual Brush</strong>, dotata di <strong>due rulli</strong>: uno più piccolo, morbido, e uno più grande con <strong>setole rigide</strong>. Questa configurazione la rende adatta sia a <strong>pavimenti duri</strong> sia a <strong>tappeti</strong>.</p><p>È presente anche la <strong>Slim LED Brush+</strong>, con un unico <strong>rullo morbido</strong> di grandi dimensioni, pensata specificamente per le <strong>superfici dure</strong>. Il rullo soffice consente di aderire bene al pavimento, rimuovendo lo sporco senza provocare graffi.</p><p>La <strong>mini spazzola motorizzata Pet Tool+</strong> è progettata per la <strong>pulizia di superfici non piane</strong>, come cuscini e divani, risultando particolarmente utile contro i peli di animali domestici.</p><p>Samsung fornisce inoltre una <strong>base accessoria circolare</strong>, in grado di <strong>ospitare tutti e cinque gli accessori</strong> in dotazione. Le spazzole principali possono essere fissate nella parte inferiore, restando sospese in modo ordinato.</p><ul><li><strong>Design: 4.5 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-performance"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: performance</span></h2><p>All’accensione iniziale del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong>, lo <strong>schermo integrato</strong> ha avviato una <strong>breve guida introduttiva</strong> sul funzionamento dell’aspirapolvere. Tuttavia, <strong>le istruzioni visualizzate scorrevano molto rapidamente</strong>, rendendo difficile leggerle con attenzione.</p><p>Per valutare le <strong>prestazioni effettive</strong>, l’aspirapolvere è stato utilizzato per pulire <strong>un intero appartamento</strong>, mettendo alla prova <strong>tutti gli accessori forniti</strong> e confrontando l’esperienza d’uso con le dichiarazioni ufficiali di Samsung. Sono stati inoltre effettuati <strong>test specifici di aspirazione</strong> sia su <strong>pavimenti duri</strong> che su <strong>tappeti</strong>, per verificare l’efficacia in condizioni reali.</p><h2 id="comodita-e-facilita-d-uso">Comodità e facilità d’uso</h2><p>Uno degli aspetti più riusciti del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è la <strong>progettazione ergonomica dell’impugnatura</strong>. Un dettaglio semplice, ma fondamentale per garantire <strong>maggiore comfort durante l’utilizzo</strong>, soprattutto considerando il <strong>peso non trascurabile</strong> del dispositivo. Questo accorgimento contribuisce a rendere l’aspirapolvere più facile da gestire anche nelle sessioni di pulizia più lunghe.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iFcMiq8nrxeEdUszf5TD3f" name="20250226_105433 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra in handheld mode in reviewer's home" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iFcMiq8nrxeEdUszf5TD3f-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>spazzola principale Jet Dual Brush</strong> offre una <strong>buona capacità di rotazione</strong>, anche se risulta <strong>meno agile rispetto ad altri modelli concorrenti</strong>. Nei test su <strong>tappeti</strong>, è emersa una certa <strong>difficoltà nel cambiare direzione</strong> e nel <strong>riavviare il movimento</strong> dopo un arresto, una caratteristica già riscontrata nelle versioni precedenti di questo aspirapolvere. Samsung sembra aver mantenuto lo stesso schema progettuale anche in questo nuovo modello.</p><p>Su <strong>pavimenti duri</strong>, la situazione migliora sensibilmente con la <strong>Slim LED Brush+</strong>, che garantisce una scorrevolezza molto più fluida.</p><p>Un’ulteriore limitazione riguarda l’<strong>assenza di un sistema anti-groviglio</strong> nella Jet Dual Brush: durante l’uso su tappeti, <strong>i capelli lunghi tendono ad avvolgersi rapidamente attorno al rullo</strong>, compromettendo l’efficienza della spazzola e richiedendo interventi di pulizia frequenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="s2WaKKWc6kwvtGT3cp6EGb" name="20250226_111849 copy" alt="Hair wrapped around Active Dual Brush floorhead" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s2WaKKWc6kwvtGT3cp6EGb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Entrambe le <strong>spazzole principali</strong> del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> sono dotate di <strong>LED frontali attivi di default</strong>, utili per <strong>illuminare le zone più buie</strong>, come angoli o aree sotto i mobili. Tuttavia, va segnalata una <strong>differenza evidente</strong> rispetto ai sistemi di illuminazione adottati da altri marchi: ad esempio, il <strong>laser verde utilizzato da Dyson</strong> è progettato per <strong>evidenziare anche la polvere più sottile</strong>, rendendo <strong>visibile lo sporco che normalmente sfugge all’occhio nudo</strong>. I LED bianchi, invece, si limitano ad <strong>aumentare la visibilità generale</strong>, senza offrire lo stesso livello di dettaglio.</p><h2 id="prestazioni-di-pulizia">Prestazioni di pulizia </h2><p>La <strong>modalità AI</strong> del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è utilizzabile con entrambe le <strong>spazzole principali</strong>, per pavimenti duri e tappeti. Secondo quanto dichiarato da Samsung, il sistema è in grado di <strong>rilevare diverse superfici</strong>, tra cui <strong>pavimenti duri</strong>, <strong>tappeti a pelo corto e lungo</strong>, <strong>zerbini</strong>, <strong>angoli</strong> e anche quando <strong>l’aspirapolvere viene sollevato</strong>.</p><p>In base a queste rilevazioni, il dispositivo <strong>adatta automaticamente la potenza di aspirazione e la velocità del rullo</strong>, cercando di garantire un’efficienza paragonabile alla <strong>modalità Mid</strong>, ma con un consumo energetico inferiore e una <strong>maggiore facilità di movimento</strong> grazie alla <strong>ridotta resistenza meccanica</strong>.</p><p>Affinché la modalità AI funzioni, è necessario che la <strong>base di svuotamento sia collegata alla corrente</strong> e che l’aspirapolvere sia connesso via <strong>Bluetooth</strong>. Inoltre, questa modalità è compatibile <strong>solo con le due spazzole principali</strong>.</p><p>Durante i test, il sistema di regolazione automatica ha mostrato risultati <strong>variabili</strong>. È stato possibile percepire <strong>variazioni di potenza</strong> passando da pavimenti duri a tappeti di medio spessore, accompagnate da una <strong>notifica a schermo</strong> con la dicitura <em>“Ottimizzazione in corso in base all’ambiente”</em>. Il dispositivo è anche passato automaticamente a una <strong>modalità a bassa potenza</strong> una volta sollevato da terra.</p><p>Tuttavia, in alcune situazioni specifiche, il sistema <strong>non ha risposto come previsto</strong>. Ad esempio, posizionando un <strong>tappetino da bagno sottile a pelo ad anello su un tappeto</strong>, l’aspirapolvere <strong>non ha modificato la potenza né riconosciuto l’ostacolo</strong>, continuando a tentare di aspirarlo. Anche la <strong>funzionalità di riconoscimento degli angoli</strong>, introdotta in questo modello, <strong>non ha attivato alcun tipo di regolazione</strong> durante la pulizia dei bordi della stanza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FnPEw4rzB9XKtSwqiQ2t79" name="20250226_104526 copy" alt="Large debris suction test on carpet using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FnPEw4rzB9XKtSwqiQ2t79-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Durante i test, è stato osservato che il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> in alcune occasioni ha <strong>regolato automaticamente la potenza</strong> in presenza di <strong>elevate quantità di sporco</strong>, ad esempio durante la rimozione di <strong>fiocchi d’avena versati</strong> o la pulizia di <strong>zone particolarmente polverose</strong>. Tuttavia, la <strong>rilevazione del livello di sporco</strong> <strong>non è una funzione ufficialmente dichiarata</strong> da Samsung tra le capacità dell’intelligenza artificiale.</p><p>Al contrario, altri produttori come <strong>Dyson</strong> (con i modelli <strong>V15 Detect</strong> e <strong>Gen5detect</strong>) e <strong>Shark</strong> (con <strong>Detect Pro</strong> e <strong>PowerDetect Cordless</strong>) hanno concentrato i propri sforzi sull’<strong>automazione basata sul rilevamento dello sporco</strong>. I dispositivi di entrambi i marchi <strong>regolano la potenza di aspirazione</strong> in funzione non solo del tipo di superficie (pavimento duro o tappeto), ma anche del <strong>livello di polvere rilevato</strong>. Alcuni modelli di <strong>Shark</strong>, inoltre, sono in grado di <strong>adattarsi automaticamente anche durante la pulizia dei bordi</strong> delle stanze.</p><p>In generale, questi sistemi si sono dimostrati <strong>più coerenti nel comportamento</strong>, e l’approccio basato sul <strong>rilevamento dello sporco</strong> viene spesso considerato <strong>più efficace</strong> rispetto a quello basato unicamente sul tipo di superficie.</p><h2 id="prove-di-aspirazione">Prove di aspirazione</h2><p>Per ottenere una <strong>valutazione oggettiva</strong> delle prestazioni del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong>, sono stati eseguiti i <strong>test standard di aspirazione</strong> utilizzati da TechRadar. Già dopo l’uso nell’intero appartamento, il contenitore della polvere ha raccolto una <strong>notevole quantità di lanugine grigia</strong>, probabilmente residui profondi accumulati nel <strong>tappeto usato da oltre tre anni</strong>.</p><p>Durante i test, è stato versato il contenuto di <strong>una bustina da tè</strong> su un <strong>tappeto</strong>, per verificare l’efficacia della <strong>spazzola Active Dual Brush</strong>. Il risultato è stato eccellente: utilizzando la <strong>modalità AI</strong>, l’aspirapolvere ha <strong>rimosso tutto lo sporco con un solo passaggio in avanti</strong>. Nella seconda metà del test, utilizzando la <strong>modalità Min</strong>, è stato sufficiente un <strong>passaggio avanti e indietro</strong> per completare la pulizia con la stessa efficacia.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rZo67sQKYCGM8HnYhGUf89-1920-80.jpg" alt="Pile of tea on carpet, ready for fine debris suction test using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rTybRbAfR6eFQmx7UZqp49-1920-80.jpg" alt="During fine debris suction test on carpet using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il test è stato ripetuto utilizzando <strong>fiocchi d’avena</strong>, per verificare come la <strong>spazzola Active Dual Brush</strong> si comportasse con <strong>residui di dimensioni maggiori</strong>. Anche in questo caso, il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> ha <strong>raccolto tutto senza difficoltà</strong>, sia in <strong>modalità AI</strong> sia in <strong>modalità Min</strong>.</p><p>I fiocchi <strong>non sono stati respinti all’esterno dalla spazzola</strong>, come talvolta accade con particelle più grandi. Inoltre, durante entrambe le prove, è stato effettuato un <strong>passaggio in retromarcia</strong> sulla zona sporca, e <strong>non si è formato alcun accumulo di detriti dietro la spazzola</strong>, segno di un sistema di aspirazione ben progettato.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vBi7xPoH2BpvTzQjaMpB79-1920-80.jpg" alt="Oats on carpet, ready for large debris suction test using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gWsFVuqKQvBtu43WRvrvw8-1920-80.jpg" alt="After large debris suction test on carpet using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Per valutare l’efficacia nella <strong>pulizia dei bordi</strong>, sono stati sparsi dei <strong>fiocchi d’avena lungo il bordo del camino</strong>. Nonostante la <strong>rilevazione degli angoli</strong> sia una delle nuove funzionalità del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong>, <strong>non è stato percepito un aumento automatico della potenza</strong> in questa zona, come ci si sarebbe potuti aspettare.</p><p>Detto ciò, l’aspirapolvere ha comunque <strong>rimosso la maggior parte dello sporco</strong>, lasciando solo qualche residuo <strong>vicino al bordo del tappeto</strong>. Durante il processo, alcuni fiocchi sono stati <strong>proiettati lateralmente</strong>, ma la <strong>lancia per fessure</strong> ha completato facilmente la pulizia <strong>senza alcuna difficoltà</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="f2maorpR3QNxtkdKRFhdx8" name="20250226_104715(1) copy" alt="Edge cleaning test on carpet using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/f2maorpR3QNxtkdKRFhdx8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Montando la <strong>spazzola Slim LED Brush+</strong>, progettata per la <strong>pulizia dei pavimenti duri</strong>, sono stati ripetuti i test nella <strong>cucina</strong>, su una superficie in <strong>linoleum</strong>.</p><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> ha <strong>rimosso senza problemi le foglie di tè</strong>, ma quando la spazzola è stata trascinata <strong>all’indietro</strong>, parte del materiale è <strong>rimasto accumulato dietro la testina</strong>. Si tratta comunque di un comportamento <strong>frequente con questo tipo di spazzole morbide</strong>, già riscontrato anche su <strong>modelli concorrenti</strong>, come quelli di <strong>Dyson</strong>. </p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LH7nWjxHkbVBPRyQ3nZo39-1920-80.jpg" alt="During fine debris suction test on lino using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Rpz2C8BdqjSq8i4LCSSr49-1920-80.jpg" alt="Before fine debris suction test on lino using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Durante il test con i <strong>fiocchi d’avena</strong> sulla superficie in linoleum, il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> ha <strong>aspirato efficacemente lo sporco durante il passaggio in avanti</strong>. Tuttavia, durante il <strong>movimento all’indietro</strong>, i detriti <strong>tendevano ad accumularsi dietro la spazzola</strong> e in parte venivano <strong>proiettati lateralmente</strong>, riducendo l’efficacia complessiva della raccolta in quella direzione.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q9WJm8UGUVsQB3bqfSV3y8-1920-80.jpg" alt="During large debris suction test on lino using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CauhUSVUbs4EHGPCjBrQ39-1920-80.jpg" alt="Oats pooled behind Samsung Bespoke AI Jet Ultra floorhead on lino " /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>In generale, la <strong>spazzola morbida Slim LED Brush+</strong> ha mostrato <strong>difficoltà nel raccogliere capelli e detriti</strong> su pavimenti in <strong>linoleum</strong>, soprattutto <strong>lungo i bordi della stanza</strong>. Sembra essere progettata principalmente per la <strong>rimozione della polvere fine</strong>, ma risulta difficile valutare visivamente <strong>l’effettiva efficacia su questo tipo di sporco</strong>, rendendo meno immediata la percezione dei risultati.</p><h2 id="flessibilita">Flessibilità </h2><p>Come molti aspirapolvere stick moderni, anche il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> può essere <strong>convertito in modalità portatile</strong> rimuovendo il tubo principale e collegando uno degli <strong>accessori di precisione</strong>.</p><p>Durante l’uso in questa configurazione, l’unità risulta <strong>leggermente pesante</strong>, ma nel complesso <strong>sufficientemente comoda da utilizzare</strong>, grazie all’<strong>impugnatura ergonomica</strong> che facilita la <strong>presa e la manovrabilità</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="f5sJLA6QByEN3q3qYT684f" name="20250226_105510 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra in handheld mode on reviewer's sofa" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/f5sJLA6QByEN3q3qYT684f-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>Pet Tool+</strong>, mini spazzola motorizzata inclusa nella dotazione, si è dimostrata <strong>efficace nella pulizia del divano</strong>, rimuovendo con facilità peli e residui dalle superfici imbottite.</p><p>Tuttavia, durante l’utilizzo si è notato che <strong>i capelli tendono ad aggrovigliarsi rapidamente attorno al rullo</strong>, rendendo necessaria una pulizia frequente. Alcuni concorrenti, come <strong>Dyson</strong>, hanno risolto questo problema adottando un <strong>rullo conico</strong> al posto di quello parallelo, riducendo significativamente il rischio di grovigli.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RSVkzcQsgqKU3xpoPvagDb" name="20250226_112052 copy" alt="Hair wrapped around small motorized attachment" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RSVkzcQsgqKU3xpoPvagDb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Samsung ha dotato il suo <strong>accessorio lancia</strong> di un <strong>meccanismo estensibile</strong>, utile per raggiungere fessure più profonde o angoli difficili. Tuttavia, quando completamente esteso, <strong>può risultare leggermente instabile</strong> durante l’uso.</p><p>Un’ulteriore osservazione riguarda il processo di <strong>rimozione degli accessori</strong>: al termine dei test di aspirazione, <strong>alcuni fiocchi d’avena sono ricaduti a terra</strong> durante lo sgancio della spazzola principale, segno che <strong>non tutto lo sporco era stato convogliato correttamente nel contenitore</strong>.</p><h2 id="svuotamento">Svuotamento</h2><p>Il sistema di <strong>svuotamento automatico</strong> del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> ha funzionato <strong>come previsto</strong>, riuscendo a <strong>rimuovere quasi tutto il contenuto del contenitore</strong> durante il <strong>ciclo rapido</strong>. Al termine del processo, rimanevano solo <strong>piccoli residui di lanugine</strong> e alcuni <strong>capelli avvolti attorno al filtro centrale</strong>.</p><p>Il funzionamento della base è risultato <strong>un po’ rumoroso</strong>, ma <strong>entro livelli accettabili</strong> e <strong>non particolarmente fastidiosi</strong>.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/_LFTecxPCAg" allowfullscreen></iframe></div></div><p>È apprezzabile che Samsung abbia previsto l’opzione per <strong>disattivare le luci LED</strong> sia sulla <strong>base di ricarica</strong> sia sul <strong>display dell’aspirapolvere</strong> – una funzione utile per evitare il fastidio delle spie lampeggianti durante la notte.</p><p>Tuttavia, non è possibile <strong>disattivare lo svuotamento automatico</strong>, un aspetto che può risultare <strong>poco pratico per le pulizie rapide</strong>, quando il contenitore è quasi vuoto. In situazioni particolari, come nel caso in cui la <strong>base si trovi vicino alla stanza di un bambino</strong>, potrebbe non essere gradito il rumore generato: in questi casi, è necessario <strong>intervenire rapidamente sul tasto Stop</strong> al momento del posizionamento sull’alloggiamento.</p><p>Pur non essendo un problema per chi non disdegna lo <strong>svuotamento manuale</strong>, l’automatismo risulta comunque <strong>molto comodo</strong>. Inoltre, può essere un vantaggio per chi soffre di <strong>allergie</strong>, poiché riduce il rischio che le particelle aspirate vengano reimmesse nell’aria.</p><p>Va tenuto presente, infine, il <strong>costo aggiuntivo nel tempo</strong> legato all’acquisto dei <strong>sacchetti per la polvere</strong>, oltre al piccolo impegno logistico che ne deriva.</p><h2 id="app">App</h2><p>Alcune impostazioni del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> possono essere gestite tramite l’app <strong>SmartThings</strong>. L’app consente di <strong>verificare lo stato di carica</strong> e visualizzare <strong>quando è stato eseguito l’ultimo svuotamento del contenitore</strong>.</p><p>È inoltre possibile <strong>avviare manualmente lo svuotamento</strong> del contenitore tramite app, a patto che l’aspirapolvere sia <strong>collegato alla base</strong>. Dato che questa operazione avviene automaticamente al momento del posizionamento, la funzione risulta <strong>non indispensabile</strong>, ma può tornare utile <strong>qualora il ciclo precedente non fosse stato completato correttamente</strong>, evitando così di dover premere fisicamente il pulsante sulla base.</p><a href="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fLDCGcm5tApZgQQg8gbeoD.jpg"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.32%;"><img id="fLDCGcm5tApZgQQg8gbeoD" name="Screenshot_20250224_132142_SmartThings copy" alt="Screenshots from SmartThings companion app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fLDCGcm5tApZgQQg8gbeoD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2500" height="1408" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Samsung / Future)</span></figcaption></figure></a><p>Tramite l’app <strong>SmartThings</strong>, è possibile <strong>regolare la durata del ciclo di svuotamento del contenitore</strong>: si può scegliere un tempo <strong>più breve</strong> per le pulizie leggere, oppure <strong>più lungo</strong> in caso di accumuli importanti, come <strong>peli di animali domestici</strong>.</p><p>L’app consente anche di <strong>impostare la modalità di aspirazione predefinita</strong>. Di base è attiva la <strong>modalità AI</strong>, ma è possibile selezionare <strong>un’altra modalità</strong> in base alle preferenze personali. Inoltre, si può <strong>disattivare completamente l’illuminazione dell’aspirapolvere</strong> mentre è in carica sulla base.</p><p>Va sottolineato che <strong>nessuna di queste funzioni è essenziale</strong> per l’utilizzo del dispositivo: l’aspirapolvere può essere utilizzato <strong>senza problemi anche senza l’app</strong>, che rappresenta un valore aggiunto solo per chi desidera un maggiore livello di personalizzazione.</p><ul><li><strong>Performance: 4 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-batteria"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: batteria</span></h2><p>In modo piuttosto insolito, il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> viene fornito con <strong>due batterie</strong>: una di <strong>dimensioni e capacità maggiori</strong>, e una più compatta.</p><p>Secondo quanto dichiarato da Samsung, la batteria più grande offre <strong>fino a 1 ora e 40 minuti di autonomia</strong>, mentre quella più piccola arriva a <strong>60 minuti</strong>. Superare l’ora di utilizzo è un risultato notevole per un aspirapolvere cordless, anche se va specificato che tali dati si riferiscono all’uso in <strong>modalità a bassa potenza</strong>, e <strong>non seguono uno standard uniforme tra i vari produttori</strong>.</p><p>Una batteria può essere <strong>ricaricata direttamente sull’aspirapolvere</strong>, mentre per la seconda è inclusa una <strong>base di ricarica separata</strong>. Questo consente di <strong>effettuare la sostituzione a caldo</strong> tra le due batterie, ottenendo <strong>fino a 2 ore e 40 minuti complessivi di autonomia</strong>, ideale per sessioni di pulizia prolungate.</p><ul><li><strong>Batteria: 5 su 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-samsung-bespoke-ai-jet-ultra"><span>Perché acquistare Samsung Bespoke AI Jet Ultra?</span></h3><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore </p></td><td  ><p>Il Samsung Bespoke AI Jet Ultra è molto costoso a prezzo pieno. Le prestazioni sono buone, ma conviene acquistarlo in offerta.</p></td><td  ><p>2.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Aspirapolvere stick ergonomico e ben progettato, con base di svuotamento automatica intelligente e accessori funzionali per la pulizia di precisione.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Ottima aspirazione e base comoda, ma l’IA è incostante e fatica sui tappeti.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Le due batterie intercambiabili offrono una lunghissima autonomia complessiva.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-11">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete una casa grande e molte superfici da pulire</strong></p><p>La doppia batteria e la base di svuotamento automatica <strong>danno il meglio in ambienti ampi</strong> e con elevata presenza di sporco.</p></div><div class="product"><p><strong>Soffrite di allergie</strong> </p><p>La base automatica riduce al minimo il contatto con la polvere, <strong>limitando la dispersione di particelle nell’aria</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Siete appassionati di tecnologia</strong> </p><p>Pochi aspirapolvere integrano <strong>IA e app companion</strong>: questo modello è tra i più avanzati in circolazione.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-10">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Avete un budget limitato</strong></p><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è l’aspirapolvere più costoso tra quelli testati. <strong>Esistono alternative con prestazioni simili a un prezzo decisamente inferiore</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Vivete in una casa piccola con un solo tipo di pavimento</strong> </p><p>Le funzioni basate sull’IA <strong>sono poco utili in ambienti omogenei</strong>, dove non si sfruttano le regolazioni automatiche del dispositivo.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/home/vacuums/recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ ottime prestazioni di pulizia, ma l’IA delude ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">TCgNVtqSoFLrTcFXeFpx3i</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Vacuums]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Home]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Small Appliances]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-recensione-rapida"><span>Samsung Bespoke AI Jet Ultra: recensione rapida </span></h2><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è un aspirapolvere senza fili di fascia alta, dotato di <strong>base di svuotamento automatico</strong>, <strong>app dedicata</strong> e <strong>automazione intelligente della potenza di aspirazione</strong>. Abbiamo provato un’unità prima del lancio ufficiale per capire se riesce a <strong>giustificare un prezzo più alto di qualsiasi altro modello testato finora</strong> nella sua categoria.</p><p>A prima vista – e anche a un occhio più esperto – il dispositivo <strong>assomiglia a un classico aspirapolvere stick cordless</strong>, anche se realizzato con materiali di qualità, <strong>impugnatura ergonomica</strong> e <strong>tubo telescopico estensibile</strong>. La vera differenza è all’interno: grazie all’<strong>intelligenza artificiale</strong>, il sistema dovrebbe riconoscere il tipo di pavimento su cui si trova e <strong>regolare automaticamente la potenza di aspirazione e la velocità delle spazzole</strong>, ottimizzando così i consumi e la maneggevolezza.</p><p>Almeno, questo è quanto promesso. Durante i test, gli <strong>adattamenti automatici dell’IA si sono rivelati poco affidabili</strong>. Si percepisce un cambiamento tra superfici diverse, ad esempio passando da linoleum a tappeto, ma <strong>non reagisce a variazioni più sottili</strong> o <strong>alla pulizia lungo i bordi delle stanze</strong>. Curiosamente, in alcune occasioni ha regolato la potenza di fronte a <strong>sporcizia più abbondante</strong>, nonostante non sia progettato per rilevare il livello di sporco.</p><p>Detto ciò, la <strong>potenza di aspirazione è eccellente</strong>: ha superato tutti i test dedicati con ottimi risultati. Tuttavia, ci sono <strong>altri modelli di fascia alta</strong> che offrono prestazioni simili. Il vero valore aggiunto dovrebbe essere l’intelligenza artificiale, e su questo aspetto <strong>c’è ancora margine di miglioramento</strong>.</p><p>Molto più convincente è la <strong>base di svuotamento automatico</strong>, comoda, <strong>ben progettata e adatta anche a chi soffre di allergie</strong>, evitando che le particelle si disperdano nuovamente nell’aria. Chi ha una casa grande o animali domestici apprezzerà inoltre le <strong>due batterie intercambiabili</strong>, che garantiscono una <strong>lunghissima autonomia</strong>. È presente anche una <strong>companion app</strong>, ma il suo utilizzo risulta piuttosto marginale.</p><p>Il <strong>prezzo resta il nodo principale</strong>: con un costo che supera i <strong>1.000 euro circa</strong>, ci si aspetta un’esperienza quasi perfetta, specialmente per quanto riguarda le funzionalità smart. Al momento, queste non riescono ancora a fare la differenza in modo netto.</p><p>Un aspirapolvere <strong>estremamente valido sotto molti aspetti</strong>, ma che <strong>non sfrutta ancora appieno il suo potenziale tecnologico</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2050px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="niYCn2LxppD2bQ2ep9TZ4f" name="20250226_102102 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra in reviewer's home" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/niYCn2LxppD2bQ2ep9TZ4f-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2050" height="1153" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-prezzo-e-disponibilita"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: prezzo e disponibilità </span></h2><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è stato presentato il <strong>31 marzo 2025</strong> e appartiene senza dubbio alla <strong>fascia premium</strong> degli aspirapolvere senza fili. Il prezzo di listino sul mercato italiano si aggira attualmente intorno ai <strong>1000 euro circa</strong>, rendendolo uno dei modelli più costosi della sua categoria.</p><p>Il prodotto è disponibile anche in altri mercati, ma per il pubblico italiano è importante sottolineare che <strong>durante i principali periodi promozionali</strong>, come le offerte estive o il Black Friday, <strong>i dispositivi Samsung vengono spesso proposti con sconti significativi</strong>. È quindi probabile che anche il <strong>Bespoke AI Jet Ultra</strong> possa essere acquistato in futuro a un prezzo più accessibile.</p><p>A titolo di confronto, il modello più avanzato di <strong>Dyson</strong>, il <strong>Gen5detect</strong>, ha un prezzo di listino di circa <strong>949 euro</strong>, ma non include una <strong>base di svuotamento automatico</strong> né una <strong>companion app</strong>. Il top di gamma <strong>Shark</strong>, invece, è il <strong>PowerDetect Cordless</strong>, che integra la base automatica ma risulta <strong>meno raffinato e solido</strong> rispetto al modello di Samsung. Il prezzo si aggira intorno ai <strong>549 euro con base inclusa</strong>.</p><p>Il precedente modello Samsung della stessa linea, il <strong>Bespoke Jet AI</strong>, ha un listino di circa <strong>999 euro</strong> in Italia, risultando leggermente più economico rispetto al nuovo Ultra.</p><p>Vale la spesa? La qualità costruttiva è ottima e le prestazioni sono elevate, ma <strong>una buona parte del prezzo è giustificata dalle funzionalità avanzate legate all’intelligenza artificiale</strong>, che nei test <strong>non hanno sempre funzionato come previsto</strong>, né apportato un vantaggio netto rispetto ad altri modelli privi di queste tecnologie.</p><p>Chi fosse interessato all’acquisto, farebbe bene a <strong>monitorare eventuali sconti</strong>: vista la tendenza di Samsung a proporre <strong>promozioni frequenti</strong>, potrebbe essere possibile ottenere questo modello a <strong>un prezzo più competitivo</strong> nel corso dell’anno.</p><ul><li><strong>Qualità prezzo: 2.5 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-specifiche"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: specifiche </span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Prodotto:</p></th><th  ><p>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>4.2 lbs / 1.9kg (batteria 1), 3.7lbs / 1.7kg (batteria 2)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso (con bacchetta e testina per pavimenti):</p></td><td  ><p>Non specificato </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni (no wand, L x W x H):</p></td><td  ><p>16.3 x 4.3 x 9.4in / 41.3 x 11 x 24cm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lunghezza bacchetta:</p></td><td  ><p>20.7-28.9 pollici / 52.5-73.5cm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Testa per pavimenti:</p></td><td  ><p>Active Dual Brush, Slim LED Brush+</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Programmi: </p></td><td  ><p>Pet Tool+Mini motorizzato, combinazione per spolverare, accessorio fessure estensibile</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Filtri:</p></td><td  ><p>Polveri sottili con filtrazione HEPA</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Capacità del contenitore sottovuoto:</p></td><td  ><p>0.5L</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Durata massima:</p></td><td  ><p>1 ora e 40 minuti (batteria 1), 60 minuti (batteria 2)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tempo di ricarica:</p></td><td  ><p>5 ore (batteria 1), 3 ore e 30 minuti (batteria 2)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni Dock: </p></td><td  ><p>11.8 x 33.5 x 11.8 pollici / 30 x 85 x 30cm</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-design"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: design</span></h2><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> rappresenta la <strong>terza generazione</strong> della gamma. I modelli precedenti includono il <strong>Bespoke Jet AI</strong>, lanciato nel 2023, e il <strong>Bespoke Jet cordless vacuum</strong>, disponibile dal 2022.</p><p>Dal punto di vista tecnico, questo nuovo modello <strong>introduce miglioramenti significativi</strong> rispetto al <strong>Bespoke Jet AI</strong>. Tra le novità principali si segnala un aumento della <strong>potenza di aspirazione</strong>, che passa da <strong>280W a 400W</strong>, e l’introduzione di un <strong>nuovo sistema “spinning cyclone”</strong>, anche se al momento non sono ancora disponibili dettagli ufficiali sul suo funzionamento specifico.</p><p>Il potenziamento dell’<strong>intelligenza artificiale</strong> costituisce un altro passo avanti. Mentre la versione precedente era già in grado di distinguere tra <strong>pavimenti duri</strong>, <strong>tappeti</strong> e <strong>zerbini</strong>, oltre a rilevare quando l’aspirapolvere veniva sollevato, il nuovo <strong>Ultra</strong> può anche <strong>identificare tappeti a pelo lungo o molto densi</strong> e riconoscere gli <strong>angoli</strong> delle stanze. Utilizzando la <strong>modalità AI</strong> con una delle due spazzole principali, il sistema è progettato per <strong>ottimizzare automaticamente la potenza di aspirazione</strong>, garantendo una pulizia efficace e al tempo stesso efficiente dal punto di vista energetico.</p><p>Oltre alle funzionalità intelligenti, il Bespoke AI Jet Ultra include anche una <strong>companion app</strong> e la possibilità di effettuare una <strong>autodiagnosi</strong> in caso di <strong>malfunzionamenti o ostruzioni</strong>, rendendo la manutenzione più semplice e immediata per gli utenti.</p><h2 id="aspirapolvere">Aspirapolvere</h2><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> si presenta con un <strong>design stick tradizionale</strong>, sebbene caratterizzato da una <strong>finitura nero opaco</strong> che ne accentua l’estetica moderna. Il <strong>motore principale</strong> è piuttosto voluminoso e pesante, ma l’<strong>impugnatura ergonomica</strong> con supporto per l’indice lo rende <strong>comodo e sicuro da maneggiare</strong>.</p><p>Sopra l’impugnatura si trovano il <strong>pulsante di accensione</strong>, due tasti <strong>“+” e “–”</strong> per regolare la potenza, e un <strong>piccolo schermo</strong> che visualizza le informazioni principali.</p><p>Attraverso i tasti si può passare tra le <strong>cinque modalità di potenza disponibili</strong>: <strong>Min</strong>, <strong>Mid</strong>, <strong>Max</strong>, <strong>Jet</strong> e, solo se si utilizza una delle due spazzole principali, <strong>IA</strong>. Lo schermo indica <strong>la modalità attiva</strong> e <strong>l’autonomia residua</strong> in base al livello di potenza selezionato.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DJj9P6B3r2EzzRYxkREKcJ-1920-80.jpg" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EQ8j8qWsVh3NYBMzG2emii-1920-80.jpg" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra information screen showing blockage message" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Lo schermo del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> non si limita a mostrare la modalità di utilizzo e l’autonomia residua: fornisce anche <strong>informazioni sulla manutenzione</strong>, come quando è necessario <strong>pulire il filtro</strong>, <strong>sostituire il sacchetto della base di svuotamento</strong> o <strong>rimuovere un blocco dalla spazzola rotante</strong>.</p><p>Il dispositivo è dotato di <strong>funzionalità di autodiagnosi</strong>: ad esempio, segnala quando la spazzola principale è ostruita – come nel caso in cui aspiri accidentalmente un tappetino da bagno – e <strong>mostra sullo schermo un’animazione con le istruzioni per risolvere il problema</strong>.</p><p>Anche gli aspirapolvere Dyson più recenti integrano sistemi simili di autodiagnosi con indicazioni dettagliate per la risoluzione dei guasti.</p><p>In aggiunta, il Bespoke AI Jet Ultra consente di <strong>visualizzare messaggi e chiamate ricevute sullo schermo</strong>, sincronizzandosi con lo smartphone. Questa funzione può risultare utile per chi desidera <strong>non perdere notifiche importanti durante l’uso</strong>, soprattutto a causa del rumore generato durante la pulizia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="DLbAadbQdqRFNPK89Pp6nc" name="20250224_123129 copy" alt="Filters from Samsung Bespoke AI Jet Ultra cordless vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DLbAadbQdqRFNPK89Pp6nc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Rimuovendo il contenitore della polvere si trova un <strong>piccolo filtro lavabile</strong>, mentre il <strong>filtro principale</strong>, protetto da una <strong>rete metallica</strong>, è collocato all’interno del contenitore e può essere estratto ruotando il coperchio in plastica per sbloccarlo. È presente anche un <strong>filtro in carta</strong> nascosto dietro una griglia, anche se l’accesso per la pulizia non risulta immediato.</p><p>Tra le novità di questo modello c’è l’introduzione della <strong>filtrazione HEPA</strong>, la più efficace tra quelle disponibili nei prodotti commerciali, in grado di trattenere anche le particelle più sottili.</p><p>In modo piuttosto insolito, l’aspirapolvere viene fornito con <strong>due batterie di dimensioni diverse</strong>: entrambe compatibili con il dispositivo. Una è progettata per offrire fino a <strong>100 minuti di autonomia</strong>, mentre l’altra raggiunge un massimo di <strong>60 minuti</strong>.</p><p>Le spazzole e gli accessori si collegano facilmente al corpo macchina, e il tubo principale include un <strong>sistema a slitta</strong> che consente di <strong>regolarne l’altezza</strong>. Alla lunghezza minima, la portata dell’aspirapolvere risulta piuttosto limitata (ad esempio, una persona alta 1,73 m dovrà estenderlo per un utilizzo comodo), ma questo accorgimento <strong>riduce l’ingombro della base</strong> e rende l’utilizzo <strong>più ergonomico e personalizzabile</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MEvAjDPY9fdTFvpR22RhsM" name="20250228_085517 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra with pivoting joint attachment" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MEvAjDPY9fdTFvpR22RhsM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> include un <strong>giunto accessorio regolabile</strong>, che può essere inclinato a circa <strong>45, 90 o 135 gradi</strong>. Questo si collega all’estremità inferiore del tubo, estendendo ulteriormente la portata del dispositivo ed è pensato per facilitare la <strong>pulizia in alto</strong> con gli accessori di precisione.</p><p>Tuttavia, non è compatibile con le <strong>spazzole motorizzate</strong>, quindi <strong>non può essere utilizzato con le due spazzole principali né con la mini spazzola Pet Tool+</strong>.</p><p>Altri produttori, come <strong>Shark</strong>, adottano una soluzione diversa: il meccanismo di snodo è posizionato all’estremità superiore del tubo e consente una <strong>flessione fino a 90 gradi in avanti</strong>, rendendo <strong>più semplice la pulizia sotto i mobili</strong> – un sistema che, in certi casi, risulta più pratico.</p><p>Rispetto al modello precedente, <strong>non è presente l’accessorio lavapavimenti</strong>, oppure <strong>non è incluso di serie</strong>: nella versione in prova non era infatti compreso.</p><h2 id="dock">Dock</h2><p>Questo aspirapolvere stick è dotato di una <strong>base di grandi dimensioni</strong> che svolge una doppia funzione: <strong>ricarica l’unità</strong> e <strong>svuota automaticamente il contenitore della polvere</strong>. La base ha un <strong>design cilindrico nero dall’aspetto moderno ed elegante</strong>, con una struttura solida che ne garantisce la stabilità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="gL5oz9vHkNjFoQUmzyWRhD" name="20250224_113010 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum in its dock, with detail tool holder on the floor next to it" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gL5oz9vHkNjFoQUmzyWRhD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’aspirapolvere si inserisce <strong>dall’alto nella base</strong>, attivando automaticamente il trasferimento dello sporco dal <strong>contenitore integrato</strong> verso un <strong>sacchetto più capiente</strong> situato all’interno della base stessa.</p><p>È presente un <strong>pulsante Start/Stop discreto</strong>, utile per avviare o interrompere manualmente lo svuotamento. In alternativa, l’intero processo può essere <strong>gestito tramite l’app dedicata</strong>.</p><p>Per sostituire il <strong>sacchetto della base</strong>, è sufficiente <strong>rimuovere la copertura in plastica nera</strong> e aprire un secondo sportello posto nella parte posteriore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="R4ENZoAtkJTGxGeGJi3qbD" name="20250224_112523 copy" alt="Dust bag hidden in dock for Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/R4ENZoAtkJTGxGeGJi3qbD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Samsung ha curato <strong>l’estetica della base di svuotamento automatico</strong>, cercando di renderla il più elegante possibile nonostante <strong>dimensioni e forma ingombranti</strong> necessarie al suo funzionamento. Il risultato è una base <strong>dall’aspetto premium</strong>, più rifinita rispetto ad alcune alternative presenti sul mercato, come ad esempio le basi bianche e voluminose a forma triangolare proposte da <strong>Shark</strong> (visibili nel modello <strong>Shark PowerDetect Cordless</strong>).</p><p>A differenza di altri produttori che offrono la base come accessorio opzionale, nel caso del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> <strong>la base è inclusa nella confezione</strong>.</p><h2 id="accessori">Accessori</h2><p>Samsung include un’ampia gamma di <strong>accessori di precisione</strong> pensati per affrontare diverse esigenze di pulizia. Gli strumenti forniti sono i seguenti:</p><ul><li><strong>Spazzola principale Active Dual Brush</strong></li><li><strong>Spazzola Slim LED Brush+</strong> (con luci integrate)</li><li><strong>Mini spazzola motorizzata Pet Tool+</strong> (ideale per peli di animali)</li><li><strong>Accessorio combinato</strong> (bocchetta multifunzione)</li><li><strong>Accessorio lancia estensibile</strong> (per fessure e spazi stretti)</li></ul><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZMzPWe3BRYL2MgWt62g2kD-1920-80.jpg" alt="Detail tools for Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oihfZdTPSpjbiQGU4k8tjD-1920-80.jpg" alt="Underside of two floorheads for Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HBymHpaqbzbYC3LzFpZphD-1920-80.jpg" alt="Detail tool holder next to main dock for Samsung Bespoke AI Jet Ultra vacuum" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>La <strong>spazzola principale</strong> fornita di serie è la <strong>Active Dual Brush</strong>, dotata di <strong>due rulli</strong>: uno più piccolo, morbido, e uno più grande con <strong>setole rigide</strong>. Questa configurazione la rende adatta sia a <strong>pavimenti duri</strong> sia a <strong>tappeti</strong>.</p><p>È presente anche la <strong>Slim LED Brush+</strong>, con un unico <strong>rullo morbido</strong> di grandi dimensioni, pensata specificamente per le <strong>superfici dure</strong>. Il rullo soffice consente di aderire bene al pavimento, rimuovendo lo sporco senza provocare graffi.</p><p>La <strong>mini spazzola motorizzata Pet Tool+</strong> è progettata per la <strong>pulizia di superfici non piane</strong>, come cuscini e divani, risultando particolarmente utile contro i peli di animali domestici.</p><p>Samsung fornisce inoltre una <strong>base accessoria circolare</strong>, in grado di <strong>ospitare tutti e cinque gli accessori</strong> in dotazione. Le spazzole principali possono essere fissate nella parte inferiore, restando sospese in modo ordinato.</p><ul><li><strong>Design: 4.5 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-performance"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: performance</span></h2><p>All’accensione iniziale del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong>, lo <strong>schermo integrato</strong> ha avviato una <strong>breve guida introduttiva</strong> sul funzionamento dell’aspirapolvere. Tuttavia, <strong>le istruzioni visualizzate scorrevano molto rapidamente</strong>, rendendo difficile leggerle con attenzione.</p><p>Per valutare le <strong>prestazioni effettive</strong>, l’aspirapolvere è stato utilizzato per pulire <strong>un intero appartamento</strong>, mettendo alla prova <strong>tutti gli accessori forniti</strong> e confrontando l’esperienza d’uso con le dichiarazioni ufficiali di Samsung. Sono stati inoltre effettuati <strong>test specifici di aspirazione</strong> sia su <strong>pavimenti duri</strong> che su <strong>tappeti</strong>, per verificare l’efficacia in condizioni reali.</p><h2 id="comodita-e-facilita-d-uso">Comodità e facilità d’uso</h2><p>Uno degli aspetti più riusciti del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è la <strong>progettazione ergonomica dell’impugnatura</strong>. Un dettaglio semplice, ma fondamentale per garantire <strong>maggiore comfort durante l’utilizzo</strong>, soprattutto considerando il <strong>peso non trascurabile</strong> del dispositivo. Questo accorgimento contribuisce a rendere l’aspirapolvere più facile da gestire anche nelle sessioni di pulizia più lunghe.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iFcMiq8nrxeEdUszf5TD3f" name="20250226_105433 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra in handheld mode in reviewer's home" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iFcMiq8nrxeEdUszf5TD3f-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>spazzola principale Jet Dual Brush</strong> offre una <strong>buona capacità di rotazione</strong>, anche se risulta <strong>meno agile rispetto ad altri modelli concorrenti</strong>. Nei test su <strong>tappeti</strong>, è emersa una certa <strong>difficoltà nel cambiare direzione</strong> e nel <strong>riavviare il movimento</strong> dopo un arresto, una caratteristica già riscontrata nelle versioni precedenti di questo aspirapolvere. Samsung sembra aver mantenuto lo stesso schema progettuale anche in questo nuovo modello.</p><p>Su <strong>pavimenti duri</strong>, la situazione migliora sensibilmente con la <strong>Slim LED Brush+</strong>, che garantisce una scorrevolezza molto più fluida.</p><p>Un’ulteriore limitazione riguarda l’<strong>assenza di un sistema anti-groviglio</strong> nella Jet Dual Brush: durante l’uso su tappeti, <strong>i capelli lunghi tendono ad avvolgersi rapidamente attorno al rullo</strong>, compromettendo l’efficienza della spazzola e richiedendo interventi di pulizia frequenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="s2WaKKWc6kwvtGT3cp6EGb" name="20250226_111849 copy" alt="Hair wrapped around Active Dual Brush floorhead" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s2WaKKWc6kwvtGT3cp6EGb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Entrambe le <strong>spazzole principali</strong> del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> sono dotate di <strong>LED frontali attivi di default</strong>, utili per <strong>illuminare le zone più buie</strong>, come angoli o aree sotto i mobili. Tuttavia, va segnalata una <strong>differenza evidente</strong> rispetto ai sistemi di illuminazione adottati da altri marchi: ad esempio, il <strong>laser verde utilizzato da Dyson</strong> è progettato per <strong>evidenziare anche la polvere più sottile</strong>, rendendo <strong>visibile lo sporco che normalmente sfugge all’occhio nudo</strong>. I LED bianchi, invece, si limitano ad <strong>aumentare la visibilità generale</strong>, senza offrire lo stesso livello di dettaglio.</p><h2 id="prestazioni-di-pulizia">Prestazioni di pulizia </h2><p>La <strong>modalità AI</strong> del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è utilizzabile con entrambe le <strong>spazzole principali</strong>, per pavimenti duri e tappeti. Secondo quanto dichiarato da Samsung, il sistema è in grado di <strong>rilevare diverse superfici</strong>, tra cui <strong>pavimenti duri</strong>, <strong>tappeti a pelo corto e lungo</strong>, <strong>zerbini</strong>, <strong>angoli</strong> e anche quando <strong>l’aspirapolvere viene sollevato</strong>.</p><p>In base a queste rilevazioni, il dispositivo <strong>adatta automaticamente la potenza di aspirazione e la velocità del rullo</strong>, cercando di garantire un’efficienza paragonabile alla <strong>modalità Mid</strong>, ma con un consumo energetico inferiore e una <strong>maggiore facilità di movimento</strong> grazie alla <strong>ridotta resistenza meccanica</strong>.</p><p>Affinché la modalità AI funzioni, è necessario che la <strong>base di svuotamento sia collegata alla corrente</strong> e che l’aspirapolvere sia connesso via <strong>Bluetooth</strong>. Inoltre, questa modalità è compatibile <strong>solo con le due spazzole principali</strong>.</p><p>Durante i test, il sistema di regolazione automatica ha mostrato risultati <strong>variabili</strong>. È stato possibile percepire <strong>variazioni di potenza</strong> passando da pavimenti duri a tappeti di medio spessore, accompagnate da una <strong>notifica a schermo</strong> con la dicitura <em>“Ottimizzazione in corso in base all’ambiente”</em>. Il dispositivo è anche passato automaticamente a una <strong>modalità a bassa potenza</strong> una volta sollevato da terra.</p><p>Tuttavia, in alcune situazioni specifiche, il sistema <strong>non ha risposto come previsto</strong>. Ad esempio, posizionando un <strong>tappetino da bagno sottile a pelo ad anello su un tappeto</strong>, l’aspirapolvere <strong>non ha modificato la potenza né riconosciuto l’ostacolo</strong>, continuando a tentare di aspirarlo. Anche la <strong>funzionalità di riconoscimento degli angoli</strong>, introdotta in questo modello, <strong>non ha attivato alcun tipo di regolazione</strong> durante la pulizia dei bordi della stanza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FnPEw4rzB9XKtSwqiQ2t79" name="20250226_104526 copy" alt="Large debris suction test on carpet using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FnPEw4rzB9XKtSwqiQ2t79-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Durante i test, è stato osservato che il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> in alcune occasioni ha <strong>regolato automaticamente la potenza</strong> in presenza di <strong>elevate quantità di sporco</strong>, ad esempio durante la rimozione di <strong>fiocchi d’avena versati</strong> o la pulizia di <strong>zone particolarmente polverose</strong>. Tuttavia, la <strong>rilevazione del livello di sporco</strong> <strong>non è una funzione ufficialmente dichiarata</strong> da Samsung tra le capacità dell’intelligenza artificiale.</p><p>Al contrario, altri produttori come <strong>Dyson</strong> (con i modelli <strong>V15 Detect</strong> e <strong>Gen5detect</strong>) e <strong>Shark</strong> (con <strong>Detect Pro</strong> e <strong>PowerDetect Cordless</strong>) hanno concentrato i propri sforzi sull’<strong>automazione basata sul rilevamento dello sporco</strong>. I dispositivi di entrambi i marchi <strong>regolano la potenza di aspirazione</strong> in funzione non solo del tipo di superficie (pavimento duro o tappeto), ma anche del <strong>livello di polvere rilevato</strong>. Alcuni modelli di <strong>Shark</strong>, inoltre, sono in grado di <strong>adattarsi automaticamente anche durante la pulizia dei bordi</strong> delle stanze.</p><p>In generale, questi sistemi si sono dimostrati <strong>più coerenti nel comportamento</strong>, e l’approccio basato sul <strong>rilevamento dello sporco</strong> viene spesso considerato <strong>più efficace</strong> rispetto a quello basato unicamente sul tipo di superficie.</p><h2 id="prove-di-aspirazione">Prove di aspirazione</h2><p>Per ottenere una <strong>valutazione oggettiva</strong> delle prestazioni del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong>, sono stati eseguiti i <strong>test standard di aspirazione</strong> utilizzati da TechRadar. Già dopo l’uso nell’intero appartamento, il contenitore della polvere ha raccolto una <strong>notevole quantità di lanugine grigia</strong>, probabilmente residui profondi accumulati nel <strong>tappeto usato da oltre tre anni</strong>.</p><p>Durante i test, è stato versato il contenuto di <strong>una bustina da tè</strong> su un <strong>tappeto</strong>, per verificare l’efficacia della <strong>spazzola Active Dual Brush</strong>. Il risultato è stato eccellente: utilizzando la <strong>modalità AI</strong>, l’aspirapolvere ha <strong>rimosso tutto lo sporco con un solo passaggio in avanti</strong>. Nella seconda metà del test, utilizzando la <strong>modalità Min</strong>, è stato sufficiente un <strong>passaggio avanti e indietro</strong> per completare la pulizia con la stessa efficacia.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rZo67sQKYCGM8HnYhGUf89-1920-80.jpg" alt="Pile of tea on carpet, ready for fine debris suction test using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rTybRbAfR6eFQmx7UZqp49-1920-80.jpg" alt="During fine debris suction test on carpet using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Il test è stato ripetuto utilizzando <strong>fiocchi d’avena</strong>, per verificare come la <strong>spazzola Active Dual Brush</strong> si comportasse con <strong>residui di dimensioni maggiori</strong>. Anche in questo caso, il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> ha <strong>raccolto tutto senza difficoltà</strong>, sia in <strong>modalità AI</strong> sia in <strong>modalità Min</strong>.</p><p>I fiocchi <strong>non sono stati respinti all’esterno dalla spazzola</strong>, come talvolta accade con particelle più grandi. Inoltre, durante entrambe le prove, è stato effettuato un <strong>passaggio in retromarcia</strong> sulla zona sporca, e <strong>non si è formato alcun accumulo di detriti dietro la spazzola</strong>, segno di un sistema di aspirazione ben progettato.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vBi7xPoH2BpvTzQjaMpB79-1920-80.jpg" alt="Oats on carpet, ready for large debris suction test using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gWsFVuqKQvBtu43WRvrvw8-1920-80.jpg" alt="After large debris suction test on carpet using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Per valutare l’efficacia nella <strong>pulizia dei bordi</strong>, sono stati sparsi dei <strong>fiocchi d’avena lungo il bordo del camino</strong>. Nonostante la <strong>rilevazione degli angoli</strong> sia una delle nuove funzionalità del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong>, <strong>non è stato percepito un aumento automatico della potenza</strong> in questa zona, come ci si sarebbe potuti aspettare.</p><p>Detto ciò, l’aspirapolvere ha comunque <strong>rimosso la maggior parte dello sporco</strong>, lasciando solo qualche residuo <strong>vicino al bordo del tappeto</strong>. Durante il processo, alcuni fiocchi sono stati <strong>proiettati lateralmente</strong>, ma la <strong>lancia per fessure</strong> ha completato facilmente la pulizia <strong>senza alcuna difficoltà</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="f2maorpR3QNxtkdKRFhdx8" name="20250226_104715(1) copy" alt="Edge cleaning test on carpet using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/f2maorpR3QNxtkdKRFhdx8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Montando la <strong>spazzola Slim LED Brush+</strong>, progettata per la <strong>pulizia dei pavimenti duri</strong>, sono stati ripetuti i test nella <strong>cucina</strong>, su una superficie in <strong>linoleum</strong>.</p><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> ha <strong>rimosso senza problemi le foglie di tè</strong>, ma quando la spazzola è stata trascinata <strong>all’indietro</strong>, parte del materiale è <strong>rimasto accumulato dietro la testina</strong>. Si tratta comunque di un comportamento <strong>frequente con questo tipo di spazzole morbide</strong>, già riscontrato anche su <strong>modelli concorrenti</strong>, come quelli di <strong>Dyson</strong>. </p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LH7nWjxHkbVBPRyQ3nZo39-1920-80.jpg" alt="During fine debris suction test on lino using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Rpz2C8BdqjSq8i4LCSSr49-1920-80.jpg" alt="Before fine debris suction test on lino using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Durante il test con i <strong>fiocchi d’avena</strong> sulla superficie in linoleum, il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> ha <strong>aspirato efficacemente lo sporco durante il passaggio in avanti</strong>. Tuttavia, durante il <strong>movimento all’indietro</strong>, i detriti <strong>tendevano ad accumularsi dietro la spazzola</strong> e in parte venivano <strong>proiettati lateralmente</strong>, riducendo l’efficacia complessiva della raccolta in quella direzione.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q9WJm8UGUVsQB3bqfSV3y8-1920-80.jpg" alt="During large debris suction test on lino using Samsung Bespoke AI Jet Ultra" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CauhUSVUbs4EHGPCjBrQ39-1920-80.jpg" alt="Oats pooled behind Samsung Bespoke AI Jet Ultra floorhead on lino " /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>In generale, la <strong>spazzola morbida Slim LED Brush+</strong> ha mostrato <strong>difficoltà nel raccogliere capelli e detriti</strong> su pavimenti in <strong>linoleum</strong>, soprattutto <strong>lungo i bordi della stanza</strong>. Sembra essere progettata principalmente per la <strong>rimozione della polvere fine</strong>, ma risulta difficile valutare visivamente <strong>l’effettiva efficacia su questo tipo di sporco</strong>, rendendo meno immediata la percezione dei risultati.</p><h2 id="flessibilita">Flessibilità </h2><p>Come molti aspirapolvere stick moderni, anche il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> può essere <strong>convertito in modalità portatile</strong> rimuovendo il tubo principale e collegando uno degli <strong>accessori di precisione</strong>.</p><p>Durante l’uso in questa configurazione, l’unità risulta <strong>leggermente pesante</strong>, ma nel complesso <strong>sufficientemente comoda da utilizzare</strong>, grazie all’<strong>impugnatura ergonomica</strong> che facilita la <strong>presa e la manovrabilità</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="f5sJLA6QByEN3q3qYT684f" name="20250226_105510 copy" alt="Samsung Bespoke AI Jet Ultra in handheld mode on reviewer's sofa" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/f5sJLA6QByEN3q3qYT684f-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>Pet Tool+</strong>, mini spazzola motorizzata inclusa nella dotazione, si è dimostrata <strong>efficace nella pulizia del divano</strong>, rimuovendo con facilità peli e residui dalle superfici imbottite.</p><p>Tuttavia, durante l’utilizzo si è notato che <strong>i capelli tendono ad aggrovigliarsi rapidamente attorno al rullo</strong>, rendendo necessaria una pulizia frequente. Alcuni concorrenti, come <strong>Dyson</strong>, hanno risolto questo problema adottando un <strong>rullo conico</strong> al posto di quello parallelo, riducendo significativamente il rischio di grovigli.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RSVkzcQsgqKU3xpoPvagDb" name="20250226_112052 copy" alt="Hair wrapped around small motorized attachment" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RSVkzcQsgqKU3xpoPvagDb-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Samsung ha dotato il suo <strong>accessorio lancia</strong> di un <strong>meccanismo estensibile</strong>, utile per raggiungere fessure più profonde o angoli difficili. Tuttavia, quando completamente esteso, <strong>può risultare leggermente instabile</strong> durante l’uso.</p><p>Un’ulteriore osservazione riguarda il processo di <strong>rimozione degli accessori</strong>: al termine dei test di aspirazione, <strong>alcuni fiocchi d’avena sono ricaduti a terra</strong> durante lo sgancio della spazzola principale, segno che <strong>non tutto lo sporco era stato convogliato correttamente nel contenitore</strong>.</p><h2 id="svuotamento">Svuotamento</h2><p>Il sistema di <strong>svuotamento automatico</strong> del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> ha funzionato <strong>come previsto</strong>, riuscendo a <strong>rimuovere quasi tutto il contenuto del contenitore</strong> durante il <strong>ciclo rapido</strong>. Al termine del processo, rimanevano solo <strong>piccoli residui di lanugine</strong> e alcuni <strong>capelli avvolti attorno al filtro centrale</strong>.</p><p>Il funzionamento della base è risultato <strong>un po’ rumoroso</strong>, ma <strong>entro livelli accettabili</strong> e <strong>non particolarmente fastidiosi</strong>.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/_LFTecxPCAg" allowfullscreen></iframe></div></div><p>È apprezzabile che Samsung abbia previsto l’opzione per <strong>disattivare le luci LED</strong> sia sulla <strong>base di ricarica</strong> sia sul <strong>display dell’aspirapolvere</strong> – una funzione utile per evitare il fastidio delle spie lampeggianti durante la notte.</p><p>Tuttavia, non è possibile <strong>disattivare lo svuotamento automatico</strong>, un aspetto che può risultare <strong>poco pratico per le pulizie rapide</strong>, quando il contenitore è quasi vuoto. In situazioni particolari, come nel caso in cui la <strong>base si trovi vicino alla stanza di un bambino</strong>, potrebbe non essere gradito il rumore generato: in questi casi, è necessario <strong>intervenire rapidamente sul tasto Stop</strong> al momento del posizionamento sull’alloggiamento.</p><p>Pur non essendo un problema per chi non disdegna lo <strong>svuotamento manuale</strong>, l’automatismo risulta comunque <strong>molto comodo</strong>. Inoltre, può essere un vantaggio per chi soffre di <strong>allergie</strong>, poiché riduce il rischio che le particelle aspirate vengano reimmesse nell’aria.</p><p>Va tenuto presente, infine, il <strong>costo aggiuntivo nel tempo</strong> legato all’acquisto dei <strong>sacchetti per la polvere</strong>, oltre al piccolo impegno logistico che ne deriva.</p><h2 id="app">App</h2><p>Alcune impostazioni del <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> possono essere gestite tramite l’app <strong>SmartThings</strong>. L’app consente di <strong>verificare lo stato di carica</strong> e visualizzare <strong>quando è stato eseguito l’ultimo svuotamento del contenitore</strong>.</p><p>È inoltre possibile <strong>avviare manualmente lo svuotamento</strong> del contenitore tramite app, a patto che l’aspirapolvere sia <strong>collegato alla base</strong>. Dato che questa operazione avviene automaticamente al momento del posizionamento, la funzione risulta <strong>non indispensabile</strong>, ma può tornare utile <strong>qualora il ciclo precedente non fosse stato completato correttamente</strong>, evitando così di dover premere fisicamente il pulsante sulla base.</p><a href="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fLDCGcm5tApZgQQg8gbeoD.jpg"><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.32%;"><img id="fLDCGcm5tApZgQQg8gbeoD" name="Screenshot_20250224_132142_SmartThings copy" alt="Screenshots from SmartThings companion app" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fLDCGcm5tApZgQQg8gbeoD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2500" height="1408" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Samsung / Future)</span></figcaption></figure></a><p>Tramite l’app <strong>SmartThings</strong>, è possibile <strong>regolare la durata del ciclo di svuotamento del contenitore</strong>: si può scegliere un tempo <strong>più breve</strong> per le pulizie leggere, oppure <strong>più lungo</strong> in caso di accumuli importanti, come <strong>peli di animali domestici</strong>.</p><p>L’app consente anche di <strong>impostare la modalità di aspirazione predefinita</strong>. Di base è attiva la <strong>modalità AI</strong>, ma è possibile selezionare <strong>un’altra modalità</strong> in base alle preferenze personali. Inoltre, si può <strong>disattivare completamente l’illuminazione dell’aspirapolvere</strong> mentre è in carica sulla base.</p><p>Va sottolineato che <strong>nessuna di queste funzioni è essenziale</strong> per l’utilizzo del dispositivo: l’aspirapolvere può essere utilizzato <strong>senza problemi anche senza l’app</strong>, che rappresenta un valore aggiunto solo per chi desidera un maggiore livello di personalizzazione.</p><ul><li><strong>Performance: 4 su 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-recensione-samsung-bespoke-ai-jet-ultra-batteria"><span>Recensione Samsung Bespoke AI Jet Ultra: batteria</span></h2><p>In modo piuttosto insolito, il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> viene fornito con <strong>due batterie</strong>: una di <strong>dimensioni e capacità maggiori</strong>, e una più compatta.</p><p>Secondo quanto dichiarato da Samsung, la batteria più grande offre <strong>fino a 1 ora e 40 minuti di autonomia</strong>, mentre quella più piccola arriva a <strong>60 minuti</strong>. Superare l’ora di utilizzo è un risultato notevole per un aspirapolvere cordless, anche se va specificato che tali dati si riferiscono all’uso in <strong>modalità a bassa potenza</strong>, e <strong>non seguono uno standard uniforme tra i vari produttori</strong>.</p><p>Una batteria può essere <strong>ricaricata direttamente sull’aspirapolvere</strong>, mentre per la seconda è inclusa una <strong>base di ricarica separata</strong>. Questo consente di <strong>effettuare la sostituzione a caldo</strong> tra le due batterie, ottenendo <strong>fino a 2 ore e 40 minuti complessivi di autonomia</strong>, ideale per sessioni di pulizia prolungate.</p><ul><li><strong>Batteria: 5 su 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-samsung-bespoke-ai-jet-ultra"><span>Perché acquistare Samsung Bespoke AI Jet Ultra?</span></h3><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore </p></td><td  ><p>Il Samsung Bespoke AI Jet Ultra è molto costoso a prezzo pieno. Le prestazioni sono buone, ma conviene acquistarlo in offerta.</p></td><td  ><p>2.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Aspirapolvere stick ergonomico e ben progettato, con base di svuotamento automatica intelligente e accessori funzionali per la pulizia di precisione.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Ottima aspirazione e base comoda, ma l’IA è incostante e fatica sui tappeti.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Le due batterie intercambiabili offrono una lunghissima autonomia complessiva.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-11">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Avete una casa grande e molte superfici da pulire</strong></p><p>La doppia batteria e la base di svuotamento automatica <strong>danno il meglio in ambienti ampi</strong> e con elevata presenza di sporco.</p></div><div class="product"><p><strong>Soffrite di allergie</strong> </p><p>La base automatica riduce al minimo il contatto con la polvere, <strong>limitando la dispersione di particelle nell’aria</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Siete appassionati di tecnologia</strong> </p><p>Pochi aspirapolvere integrano <strong>IA e app companion</strong>: questo modello è tra i più avanzati in circolazione.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-10">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Avete un budget limitato</strong></p><p>Il <strong>Samsung Bespoke AI Jet Ultra</strong> è l’aspirapolvere più costoso tra quelli testati. <strong>Esistono alternative con prestazioni simili a un prezzo decisamente inferiore</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Vivete in una casa piccola con un solo tipo di pavimento</strong> </p><p>Le funzioni basate sull’IA <strong>sono poco utili in ambienti omogenei</strong>, dove non si sfruttano le regolazioni automatiche del dispositivo.</p></div>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Recensione Bose Solo Soundbar 2 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-recensione-bose-solo-soundbar-2"><span>Recensione Bose Solo Soundbar 2</span></h2><p>La Bose Solo Soundbar 2 è una soundbar compatta e potente a 2.0 canali, pensata per migliorare l'esperienza visiva. Al momento del lancio in Italia, il prezzo ufficiale era di 179,95 €.</p><p>L'installazione della Bose Solo Soundbar 2 è semplice: viene fornita con un cavo ottico digitale e un adattatore AC per un collegamento immediato. In alternativa, è possibile utilizzare connessioni coassiali o AUX, anche se i cavi per queste opzioni non sono inclusi nella confezione.</p><p>Tuttavia, è importante notare una significativa mancanza: l'assenza di una porta HDMI. Considerando che la Bose Solo Soundbar 2 è stata rilasciata nel 2021, ci si potrebbe aspettare la presenza di una connessione HDMI ARC, soprattutto in questa fascia di prezzo. Questa caratteristica è spesso considerata essenziale per qualificarsi come una delle migliori soundbar economiche.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uTDfx6noZ9V7GQXCdaj53b" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 2.JPG" alt="Bose Solo Soundbar 2 and remote" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uTDfx6noZ9V7GQXCdaj53b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’assenza dell’HDMI implica che non potrete regolare il volume della soundbar con il telecomando del televisore: dovrete invece utilizzare il telecomando separato incluso nella confezione. Inoltre, i cavi ottici digitali risultano spesso più scomodi e delicati rispetto agli HDMI, che sono più pratici da collegare. E ancora: senza HDMI non avrete accesso a tecnologie audio avanzate come Dolby Atmos o DTS:X – funzioni che non sempre fanno la differenza su soundbar compatte ed economiche, ma che vale comunque la pena menzionare se cercate un audio tridimensionale davvero immersivo.</p><p>Insomma, il primo impatto con la Bose Solo Soundbar 2 non è stato dei migliori. Ma prima di tirare le somme, ho voluto metterla davvero alla prova. E per fortuna: la qualità audio rappresenta senza dubbio il punto di forza. Ho guardato il film <em>Smile</em> su Netflix e il dialogo tra due donne in una stanza isolata risultava limpido e naturale. In un momento di tensione, una delle due cade a terra e il suono si fa improvvisamente cupo, con bassi potenti che attraversano la scena. Per essere una soundbar compatta, l’impatto sulle frequenze basse è sorprendente, tanto da riempire senza problemi una stanza di medie dimensioni. Certi toni più profondi possono sembrare un po’ deboli, ma nel complesso l’effetto è più che convincente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9Pwn7urqE8SMYkZp6KQq3b" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 5.JPG" alt="Ports on reverse side of the Bose Solo Soundbar 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9Pwn7urqE8SMYkZp6KQq3b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Ho provato anche <em>Matrix</em>, in particolare l’iconica scena dello scontro sul tetto, e ho notato che i bassi più profondi non avevano quel ruggito tipico dei modelli premium, soprattutto quelli dotati di subwoofer separato. Tuttavia, considerando che molte soundbar economiche e compatte fanno fatica proprio con le basse frequenze, è un limite comprensibile: la risposta nei bassi resta comunque stabile. Va detto che l’ampiezza del suono è piuttosto limitata, probabilmente anche a causa delle dimensioni contenute del dispositivo. Quindi, per film spettacolari come questo, non aspettatevi un effetto surround ampio e avvolgente come quello offerto da soundbar stand-alone più performanti, come la Sony HT-S2000.</p><p>Un punto a favore della Bose Solo Soundbar 2 è la possibilità di regolare i bassi tramite il telecomando incluso, un’opzione che persino alcuni ottimi modelli economici, come la Sony HT-SF150, non offrono. E sebbene non riesca a raggiungere le frequenze più profonde, il controllo dei bassi aggiunge un po’ di peso in più a colonne sonore cinematografiche e musiche nei videogiochi, migliorando l’esperienza generale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PvPcyAN2jinZENAvcakLva" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 7.JPG" alt="Person holding Bose Solo Soundbar 2 remote" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PvPcyAN2jinZENAvcakLva-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Di base i dialoghi sono già piuttosto nitidi, ma la qualità migliora ulteriormente attivando la modalità specifica. L’effetto più evidente è un deciso incremento del volume, ma non solo. In una scena del film <em>Smile</em> con quattro personaggi seduti all’aperto, circondati da rumore di fondo, ho notato una differenza marcata: le voci principali venivano spinte in primo piano, mentre i suoni ambientali finivano sullo sfondo. </p><p>Se siete stufi di attivare i sottotitoli per capire cosa dicono i personaggi nei film e nelle serie, la Bose Solo Soundbar 2 può davvero rappresentare una soluzione concreta. Anche alcuni dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-televisore" target="_blank">migliori TV</a> soffrono per una qualità audio limitata, quindi se ne avete uno e avete finito gli ingressi HDMI, questa piccola soundbar ben costruita potrebbe fare al caso vostro.</p><p>Il suono raramente diventa stridente, anche alzando parecchio il volume. E può diventare piuttosto potente: parliamo di una potenza massima di 100W, niente male per un prodotto così compatto. L’unica vera caduta di qualità l’ho riscontrata ascoltando musica via Bluetooth. Con <em>Electric Tooth Brush</em> dei Toronto, l’audio risultava chiuso e piatto, mentre i bassi mancavano di spinta. Lo stesso vale per <em>Black Eye</em> di Allie X: la dinamica generale era fiacca e i bassi saltellanti del brano suonavano spenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MEvxYjMgs5LvytaVwhHfxa" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 4.JPG" alt="Reverse side of the Bose Solo Soundbar 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MEvxYjMgs5LvytaVwhHfxa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Detto ciò, la musica non suona né metallica né sgradevole, semplicemente, non consiglierei la Solo Soundbar 2 come soluzione principale per ascoltare musica in casa, specialmente considerando le tante ottime alternative presenti nella nostra guida alle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-casse-bluetooth" target="_blank">migliori casse Bluetooth</a>.</p><p>Un aspetto che ho apprezzato, però, è il design. La Solo Soundbar 2 è compatta e piacevole da vedere, con una griglia frontale nera elegante e il celebre logo Bose ben in evidenza al centro. Certo, la plastica si fa sentire, ma è comprensibile per la fascia di prezzo. Anche il telecomando incluso ha un bel look: sottile, leggero e stiloso. Il formato ridotto può limitare l’ampiezza dell’audio, ma dal punto di vista pratico è un vantaggio importante.</p><p>Nel complesso, la Bose Solo Soundbar 2 è una buona scelta se volete migliorare l’audio del vostro TV senza ingombrare troppo. Suona con più potenza di quanto sembri e ha anche un bel look. E se avete finito le porte HDMI, potrebbe fare al caso vostro.</p><p>Tuttavia, secondo me, non è la proposta col miglior rapporto qualità-prezzo, né la più performante nella sua categoria. La Hisense HS214 è una mini soundbar più economica, moderna e dotata di HDMI, ideale per ambienti con poco spazio. Oppure c’è la Panasonic SC-HTB100, che offre un audio più ampio e chiaro a un prezzo decisamente inferiore. Valutate bene tutte le opzioni prima di procedere con l’acquisto. A tal proposito, potete consultare la nostra classifica delle migliori soundbar per un suono davvero da cinema.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="24d8YQ9R8XAcY4NpwVBL3b" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 3.JPG" alt="Bose Solo Soundbar 2 with LED light on" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/24d8YQ9R8XAcY4NpwVBL3b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-bose-solo-soundbar-2-recensione-prezzo-e-data-d-uscita"><span>Bose Solo Soundbar 2 recensione: prezzo e data d'uscita</span></h2><p>La Bose Solo Soundbar 2 (nota anche come "Bose Solo Soundbar Series II") è stata lanciata nel 2021 al prezzo consigliato di 179 euro circa. Oggi, a distanza di qualche anno, è possibile trovarla spesso in sconto. Per esempio, è stata avvistata sotto i <strong>150 euro</strong>, quindi vale la pena tenere d’occhio eventuali ribassi interessanti.</p><h2 class="article-body__section" id="section-bose-solo-soundbar-2-recensione-specifiche"><span>Bose Solo Soundbar 2 recensione: Specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni </p></td><td  ><p>2.8 x 21.6 x 3.4 pollici  / 71 x 549 x 86mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Canali audio </p></td><td  ><p>2.0</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connessioni </p></td><td  ><p>Digital optical, coaxial, AUX, Bluetooth 4.0</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dolby Atmos / DTS:X</p></td><td  ><p>No / No</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Sottotitoli inclusi </p></td><td  ><p>No</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Altoparlanti posteriori inclusi</p></td><td  ><p>No</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RHc27DqFQgnpmuGm5u6dwa" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 6.JPG" alt="Person using Bose Solo Soundbar 2 remote" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RHc27DqFQgnpmuGm5u6dwa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-la-bose-solo-soundbar-2"><span>Perché comprare la Bose Solo Soundbar 2?</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Caratteristiche </p></td><td  ><p>Controlli dei bassi, modalità dialogo, Bluetooth, assenza di funzioni audio surround.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Audio </p></td><td  ><p>Audio chiaro ma non troppo, decentemente potente, bassi non perfetti.</p></td><td  ><p>3.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Dimensioni ridotte, design decentemente attraente, telecomando pulito.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Esperienza utente </p></td><td  ><p>L'assenza di HDMI è un vero colpo, ma è comunque abbastanza facile da configurare.</p></td><td  ><p>3.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Non è troppo costoso, ma ci sono troppi rivali forti e decisamente più economici.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-8">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete dare più potenza al vostro setup TV</strong></p><p>Nonostante non riesca sempre a raggiungere le note più profonde e l’audio non sia impeccabile in ogni situazione, è difficile negare la potenza di questa soundbar Bose. Considerando la lunghezza ridotta e il design compatto, offre una potenza massima di 100W, con bassi notevoli e un volume generale sorprendente.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete poco spazio a disposizione</strong> </p><p>Se lo spazio è limitato, la Bose Solo Soundbar 2 potrebbe rivelarsi un’ottima scelta. È piuttosto sottile e corta, perfetta per inserirsi senza problemi all’interno del mobile TV.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-11">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate una qualità audio premium</strong></p><p>Considerando le dimensioni ridotte e il prezzo contenuto, è improbabile aspettarsi un suono da audiofili dalla Bose Solo Soundbar 2. E, in effetti, non sarebbe corretto farlo. L’audio non è affatto male, ma se volete un suono dettagliato, ricco e perfettamente controllato, fareste meglio a puntare su modelli come la Sony HT-S2000.</p></div><div class="product"><p><strong>Siete alla ricerca di un suono surround</strong> </p><p>Se desiderate un vero audio surround, la Bose Solo Soundbar 2 non fa per voi. Si tratta di una semplice soundbar 2.0 senza supporto per effetti surround reali o virtuali. Per un’esperienza immersiva e tridimensionale, date un’occhiata alla nostra guida alle migliori soundbar Dolby Atmos.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/televisions/soundbars/recensione-bose-solo-soundbar-2</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Questa soundbar dimostra che i prodotti Bose non devono sempre essere costosi ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">wvHdw47LRy55UyLhrBVNSD</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Soundbars]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Televisions]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                            <![CDATA[
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-recensione-bose-solo-soundbar-2"><span>Recensione Bose Solo Soundbar 2</span></h2><p>La Bose Solo Soundbar 2 è una soundbar compatta e potente a 2.0 canali, pensata per migliorare l'esperienza visiva. Al momento del lancio in Italia, il prezzo ufficiale era di 179,95 €.</p><p>L'installazione della Bose Solo Soundbar 2 è semplice: viene fornita con un cavo ottico digitale e un adattatore AC per un collegamento immediato. In alternativa, è possibile utilizzare connessioni coassiali o AUX, anche se i cavi per queste opzioni non sono inclusi nella confezione.</p><p>Tuttavia, è importante notare una significativa mancanza: l'assenza di una porta HDMI. Considerando che la Bose Solo Soundbar 2 è stata rilasciata nel 2021, ci si potrebbe aspettare la presenza di una connessione HDMI ARC, soprattutto in questa fascia di prezzo. Questa caratteristica è spesso considerata essenziale per qualificarsi come una delle migliori soundbar economiche.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uTDfx6noZ9V7GQXCdaj53b" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 2.JPG" alt="Bose Solo Soundbar 2 and remote" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uTDfx6noZ9V7GQXCdaj53b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’assenza dell’HDMI implica che non potrete regolare il volume della soundbar con il telecomando del televisore: dovrete invece utilizzare il telecomando separato incluso nella confezione. Inoltre, i cavi ottici digitali risultano spesso più scomodi e delicati rispetto agli HDMI, che sono più pratici da collegare. E ancora: senza HDMI non avrete accesso a tecnologie audio avanzate come Dolby Atmos o DTS:X – funzioni che non sempre fanno la differenza su soundbar compatte ed economiche, ma che vale comunque la pena menzionare se cercate un audio tridimensionale davvero immersivo.</p><p>Insomma, il primo impatto con la Bose Solo Soundbar 2 non è stato dei migliori. Ma prima di tirare le somme, ho voluto metterla davvero alla prova. E per fortuna: la qualità audio rappresenta senza dubbio il punto di forza. Ho guardato il film <em>Smile</em> su Netflix e il dialogo tra due donne in una stanza isolata risultava limpido e naturale. In un momento di tensione, una delle due cade a terra e il suono si fa improvvisamente cupo, con bassi potenti che attraversano la scena. Per essere una soundbar compatta, l’impatto sulle frequenze basse è sorprendente, tanto da riempire senza problemi una stanza di medie dimensioni. Certi toni più profondi possono sembrare un po’ deboli, ma nel complesso l’effetto è più che convincente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9Pwn7urqE8SMYkZp6KQq3b" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 5.JPG" alt="Ports on reverse side of the Bose Solo Soundbar 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9Pwn7urqE8SMYkZp6KQq3b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Ho provato anche <em>Matrix</em>, in particolare l’iconica scena dello scontro sul tetto, e ho notato che i bassi più profondi non avevano quel ruggito tipico dei modelli premium, soprattutto quelli dotati di subwoofer separato. Tuttavia, considerando che molte soundbar economiche e compatte fanno fatica proprio con le basse frequenze, è un limite comprensibile: la risposta nei bassi resta comunque stabile. Va detto che l’ampiezza del suono è piuttosto limitata, probabilmente anche a causa delle dimensioni contenute del dispositivo. Quindi, per film spettacolari come questo, non aspettatevi un effetto surround ampio e avvolgente come quello offerto da soundbar stand-alone più performanti, come la Sony HT-S2000.</p><p>Un punto a favore della Bose Solo Soundbar 2 è la possibilità di regolare i bassi tramite il telecomando incluso, un’opzione che persino alcuni ottimi modelli economici, come la Sony HT-SF150, non offrono. E sebbene non riesca a raggiungere le frequenze più profonde, il controllo dei bassi aggiunge un po’ di peso in più a colonne sonore cinematografiche e musiche nei videogiochi, migliorando l’esperienza generale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PvPcyAN2jinZENAvcakLva" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 7.JPG" alt="Person holding Bose Solo Soundbar 2 remote" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PvPcyAN2jinZENAvcakLva-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Di base i dialoghi sono già piuttosto nitidi, ma la qualità migliora ulteriormente attivando la modalità specifica. L’effetto più evidente è un deciso incremento del volume, ma non solo. In una scena del film <em>Smile</em> con quattro personaggi seduti all’aperto, circondati da rumore di fondo, ho notato una differenza marcata: le voci principali venivano spinte in primo piano, mentre i suoni ambientali finivano sullo sfondo. </p><p>Se siete stufi di attivare i sottotitoli per capire cosa dicono i personaggi nei film e nelle serie, la Bose Solo Soundbar 2 può davvero rappresentare una soluzione concreta. Anche alcuni dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-televisore" target="_blank">migliori TV</a> soffrono per una qualità audio limitata, quindi se ne avete uno e avete finito gli ingressi HDMI, questa piccola soundbar ben costruita potrebbe fare al caso vostro.</p><p>Il suono raramente diventa stridente, anche alzando parecchio il volume. E può diventare piuttosto potente: parliamo di una potenza massima di 100W, niente male per un prodotto così compatto. L’unica vera caduta di qualità l’ho riscontrata ascoltando musica via Bluetooth. Con <em>Electric Tooth Brush</em> dei Toronto, l’audio risultava chiuso e piatto, mentre i bassi mancavano di spinta. Lo stesso vale per <em>Black Eye</em> di Allie X: la dinamica generale era fiacca e i bassi saltellanti del brano suonavano spenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MEvxYjMgs5LvytaVwhHfxa" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 4.JPG" alt="Reverse side of the Bose Solo Soundbar 2" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MEvxYjMgs5LvytaVwhHfxa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Detto ciò, la musica non suona né metallica né sgradevole, semplicemente, non consiglierei la Solo Soundbar 2 come soluzione principale per ascoltare musica in casa, specialmente considerando le tante ottime alternative presenti nella nostra guida alle <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-casse-bluetooth" target="_blank">migliori casse Bluetooth</a>.</p><p>Un aspetto che ho apprezzato, però, è il design. La Solo Soundbar 2 è compatta e piacevole da vedere, con una griglia frontale nera elegante e il celebre logo Bose ben in evidenza al centro. Certo, la plastica si fa sentire, ma è comprensibile per la fascia di prezzo. Anche il telecomando incluso ha un bel look: sottile, leggero e stiloso. Il formato ridotto può limitare l’ampiezza dell’audio, ma dal punto di vista pratico è un vantaggio importante.</p><p>Nel complesso, la Bose Solo Soundbar 2 è una buona scelta se volete migliorare l’audio del vostro TV senza ingombrare troppo. Suona con più potenza di quanto sembri e ha anche un bel look. E se avete finito le porte HDMI, potrebbe fare al caso vostro.</p><p>Tuttavia, secondo me, non è la proposta col miglior rapporto qualità-prezzo, né la più performante nella sua categoria. La Hisense HS214 è una mini soundbar più economica, moderna e dotata di HDMI, ideale per ambienti con poco spazio. Oppure c’è la Panasonic SC-HTB100, che offre un audio più ampio e chiaro a un prezzo decisamente inferiore. Valutate bene tutte le opzioni prima di procedere con l’acquisto. A tal proposito, potete consultare la nostra classifica delle migliori soundbar per un suono davvero da cinema.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="24d8YQ9R8XAcY4NpwVBL3b" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 3.JPG" alt="Bose Solo Soundbar 2 with LED light on" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/24d8YQ9R8XAcY4NpwVBL3b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-bose-solo-soundbar-2-recensione-prezzo-e-data-d-uscita"><span>Bose Solo Soundbar 2 recensione: prezzo e data d'uscita</span></h2><p>La Bose Solo Soundbar 2 (nota anche come "Bose Solo Soundbar Series II") è stata lanciata nel 2021 al prezzo consigliato di 179 euro circa. Oggi, a distanza di qualche anno, è possibile trovarla spesso in sconto. Per esempio, è stata avvistata sotto i <strong>150 euro</strong>, quindi vale la pena tenere d’occhio eventuali ribassi interessanti.</p><h2 class="article-body__section" id="section-bose-solo-soundbar-2-recensione-specifiche"><span>Bose Solo Soundbar 2 recensione: Specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni </p></td><td  ><p>2.8 x 21.6 x 3.4 pollici  / 71 x 549 x 86mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Canali audio </p></td><td  ><p>2.0</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connessioni </p></td><td  ><p>Digital optical, coaxial, AUX, Bluetooth 4.0</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dolby Atmos / DTS:X</p></td><td  ><p>No / No</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Sottotitoli inclusi </p></td><td  ><p>No</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Altoparlanti posteriori inclusi</p></td><td  ><p>No</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RHc27DqFQgnpmuGm5u6dwa" name="Bose_Solo_Soundbar_2_ 6.JPG" alt="Person using Bose Solo Soundbar 2 remote" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RHc27DqFQgnpmuGm5u6dwa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-la-bose-solo-soundbar-2"><span>Perché comprare la Bose Solo Soundbar 2?</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Caratteristiche </p></td><td  ><p>Controlli dei bassi, modalità dialogo, Bluetooth, assenza di funzioni audio surround.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Audio </p></td><td  ><p>Audio chiaro ma non troppo, decentemente potente, bassi non perfetti.</p></td><td  ><p>3.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Dimensioni ridotte, design decentemente attraente, telecomando pulito.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Esperienza utente </p></td><td  ><p>L'assenza di HDMI è un vero colpo, ma è comunque abbastanza facile da configurare.</p></td><td  ><p>3.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Non è troppo costoso, ma ci sono troppi rivali forti e decisamente più economici.</p></td><td  ><p>3/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-8">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete dare più potenza al vostro setup TV</strong></p><p>Nonostante non riesca sempre a raggiungere le note più profonde e l’audio non sia impeccabile in ogni situazione, è difficile negare la potenza di questa soundbar Bose. Considerando la lunghezza ridotta e il design compatto, offre una potenza massima di 100W, con bassi notevoli e un volume generale sorprendente.</p></div><div class="product"><p><strong>Avete poco spazio a disposizione</strong> </p><p>Se lo spazio è limitato, la Bose Solo Soundbar 2 potrebbe rivelarsi un’ottima scelta. È piuttosto sottile e corta, perfetta per inserirsi senza problemi all’interno del mobile TV.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-11">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate una qualità audio premium</strong></p><p>Considerando le dimensioni ridotte e il prezzo contenuto, è improbabile aspettarsi un suono da audiofili dalla Bose Solo Soundbar 2. E, in effetti, non sarebbe corretto farlo. L’audio non è affatto male, ma se volete un suono dettagliato, ricco e perfettamente controllato, fareste meglio a puntare su modelli come la Sony HT-S2000.</p></div><div class="product"><p><strong>Siete alla ricerca di un suono surround</strong> </p><p>Se desiderate un vero audio surround, la Bose Solo Soundbar 2 non fa per voi. Si tratta di una semplice soundbar 2.0 senza supporto per effetti surround reali o virtuali. Per un’esperienza immersiva e tridimensionale, date un’occhiata alla nostra guida alle migliori soundbar Dolby Atmos.</p></div>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Elden Ring Nightreign ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Con Elden Ring Nightreign, FromSoftware firma un esempio di come rielaborare un gioco esistente per offrire un’esperienza del tutto nuova. Il risultato è una modalità cooperativa sorprendentemente libera e versatile, che sfrutta al meglio i punti di forza di Elden Ring pur continuando a innovare. Nonostante questo, il matchmaking e alcune dinamiche online restano ancorate a soluzioni ormai datate. </p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Informazioni generali della recensione</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><strong>Piattaforma per il test: </strong>PS5<br><strong>Disponibile su: </strong>PS5, Xbox Series X|S, PC<br><strong>Uscita: </strong>30 maggio 2025</p></div></div><p><strong>FromSoftware </strong>ha sempre riutilizzato elementi dei suoi giochi passati per dare vita a nuovi titoli: le animazioni di <strong>Bloodborne </strong>e <strong>Dark Souls</strong> sono presenti in <strong>Elden Ring</strong>, e boss come il Toro Infuocato di <strong>Sekiro</strong> che sono diventati nuove creature. Una scelta intelligente, che permette di creare nuovi mondi senza ripartire da zero. Con <strong>Nightreign</strong>, però, lo studio va oltre: <strong>usa l’ossatura di Elden Ring per costruire un gioco appartenente a un altro genere</strong>. Il risultato è un roguelike ben congegnato, ricco di sorprese e con un sistema di combattimento coinvolgente quanto quello degli altri titoli dello studio.</p><h2 id="una-convergenza-di-mondi">Una convergenza di mondi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mSYS8GhRFkyhbbj4FrcWHM" name="elden-ring-nightreign-boss" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mSYS8GhRFkyhbbj4FrcWHM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p>Ambientato in una linea temporale alternativa rispetto alla trama principale di<strong> Elden Ring</strong>, <strong>Nightreign ci mette nei panni di uno degli otto Viandanti della Notte</strong>, ciascuno con uno stile di combattimento unico che funziona come una classe. Questi misteriosi guerrieri vengono evocati nella terra di <strong>Limveld e nella Tavola Rotonda</strong>, dove una fanciulla incappucciata li incarica di sopravvivere per tre giorni e sconfiggere il <strong>Signore della Notte</strong> al termine del terzo. In caso di fallimento, si ricomincia da capo, dal primo giorno.</p><p>Ogni giornata inizia con lo sbarco casuale in una zona della mappa, che va esplorata mentre una pioggia oscura chiamata Marea della Notte si restringe progressivamente. <strong>Le sessioni durano 45 minuti e portano i giocatori a visitare castelli, avamposti e rovine familiari, popolati da nemici casuali, boss e oggetti provenienti da Elden Ring ma anche da Dark Souls.</strong></p><p>Non mancano citazioni ad altri titoli <strong>FromSoftware</strong>: alcune abilità ricordano armi di <strong>Bloodborne</strong>, mentre certe battute strizzano l’occhio ai fan più attenti. Eppure, queste comparse non risultano mai banali: i boss riproposti sono stati aggiornati per adattarsi al ritmo di <strong>Elden Ring</strong>, e ci sono intriganti indizi narrativi che suggeriscono le ragioni dietro la fusione di questi mondi e l’esistenza dei Viandanti.</p><h2 id="imparare-a-conoscere-il-territorio">Imparare a conoscere il territorio</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="biwPnYkPTHLwmo7gttXoLQ" name="elden-ring-nightreign-map-secret" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/biwPnYkPTHLwmo7gttXoLQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p>Anche se servono un paio di partite per entrare in sintonia con il ritmo più frenetico e la struttura più libera di <strong>Nightreign</strong>, una volta affrontato il primo <strong>Nightlord</strong>, l’esperienza firmata <strong>FromSoftware</strong> diventa immediatamente coinvolgente e difficile da lasciare.</p><p>A differenza del percorso lineare tipico di altri titoli dello studio, <strong>Nightreign</strong> punta tutto sull’apprendimento e sulla gestione strategica di ogni giornata a <strong>Limveld</strong>. Che si tratti di affrontare un boss dopo l’altro per raccogliere <strong>Rune</strong> e potenziamenti, esplorare caverne in cerca di <strong>pietre da forgiatura</strong>, oppure attraversare la mappa per recuperare <strong>fiasche di cura</strong> extra, ogni decisione ha un impatto fondamentale sulla sopravvivenza e sulla progressione.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8eFjSNsT3QvEcEFkhUiE5U" name="elden-ring-nightreign-darkdrift-knight" caption="" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8eFjSNsT3QvEcEFkhUiE5U-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure></div></div><p>A prima vista, <strong>Nightreign</strong> può sembrare un semplice sandbox d’azione o un boss rush senza cervello, ma in realtà è un <strong>roguelite</strong> ben studiato, incentrato su <strong>conoscenza della mappa</strong>, gestione del loot e momenti chiave in cui cambiare approccio, proprio come accade nei <strong>battle royale</strong> o nei giochi a estrazione. La soddisfazione nel padroneggiarlo ricorda alcuni dei migliori puzzle game, come <strong>Return of the Obra Dinn</strong> o <strong>Blue Prince</strong>, in cui si prova un brivido nel decifrare una meccanica o nel trovare una soluzione nascosta.</p><p>Imparare a ottimizzare le run attraverso <strong>Limveld</strong> è stato uno degli aspetti più gratificanti del gioco. Non mi aspettavo che fosse così cruciale, ma grazie alla comunicazione nella chat vocale, al confronto tra esperienze individuali e alla collaborazione per unire le strategie, siamo riusciti a scoprire trucchi nascosti. Ad esempio, abbiamo trovato il modo di <strong>massimizzare il livello</strong> o ottenere <strong>più armi leggendarie</strong> durante una singola partita, aumentando così le probabilità di battere i <strong>Nightlords</strong>. Questo spirito di <strong>scoperta condivisa</strong> e diffusione delle informazioni tra giocatori, tipico del lancio di <strong>Elden Ring</strong>, è presente anche in <strong>Nightreign</strong> e ne costituisce il cuore pulsante, soprattutto se si gioca in compagnia su <strong>Discord</strong> o in grandi gruppi.</p><p>Lo stesso vale per la <strong>progressione permanente</strong>, che ruota attorno a <strong>reliquie casuali</strong> sbloccate alla fine di ogni run. Se ne possono equipaggiare tre per personaggio alla <strong>Tavola Rotonda</strong>, e garantiscono potenziamenti minori (come danni elementali extra) oppure <strong>bonus significativi</strong> per i Cavalieri, come l’amplificazione delle abilità o la possibilità di <strong>condividere le cure</strong> con i compagni vicini, triplicando l’effetto delle <strong>fiaschette curative</strong>.</p><p>Durante il periodo di recensione, ho sentito parlare di <strong>abilità che non ho mai visto</strong> in prima persona, e l’enorme varietà data dai sistemi di potenziamento di <strong>Elden Ring</strong>, dai tipi di danno elementale, dalle armi e dai <strong>Cavalieri</strong>, permette tantissime combinazioni di build diverse.</p><h2 id="scegli-la-tua-build">Scegli la tua build </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VqSrXnftRTT5wJRnemxArX" name="elden-ring-nightreign-nightfarer-ability-2" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VqSrXnftRTT5wJRnemxArX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p><strong>Nightreign</strong> ruota tutto attorno a fare il massimo con il poco tempo a disposizione, premiando chi collabora e riesce a <strong>distruggere i boss in pochi secondi</strong>. Spinge il team a <strong>combinare abilità e attacchi</strong> per stordire i nemici, mentre la <strong>comunicazione costante</strong> è fondamentale per mantenere il gruppo sincronizzato.</p><p>Per questo motivo, è un gioco <strong>difficilissimo da affrontare in solitaria</strong>, anche se l’opzione esiste. Si può fare, certo, ma il bilanciamento dei nemici e il sistema di ricompense per la progressione sono pensati per <strong>gruppi affiatati</strong> che riescono a completare più obiettivi possibile in ogni run, un compito arduo per un singolo giocatore.</p><p>Potremmo parlare per ore dei <strong>Nightlord</strong>, ma chi conosce <strong>FromSoftware</strong> sa già cosa aspettarsi: a spiccare non sono tanto i boss in sé, quanto la <strong>struttura</strong> e i <strong>sistemi</strong> innovativi su cui poggia <strong>Nightreign</strong>. Detto ciò, gli scontri con i questi boss sono comunque tra i più spettacolari mai realizzati dallo studio. Propongono pattern di mosse complessi, <strong>abilità multiple</strong>, <strong>trasformazioni improvvise</strong> e un accompagnamento musicale orchestrale <strong>impressionante e teatrale</strong>. In quanto a <strong>design di nemici e combattimento</strong>, <strong>FromSoftware non sbaglia mai</strong>, e anche stavolta mantiene altissimi standard.</p><p>Un elemento che rischiava di essere problematico era quello dei Cavalieri. Potevano sembrare classi predefinite e forzate, ma si rivelano invece <strong>versatili e ben strutturate</strong>, con abilità utilizzabili in modo creativo. Ogni Nightfarer può usare qualsiasi <strong>arma o oggetto</strong>: se si vuole giocare l’<strong>Executor</strong>, pensato per parate e katane, con un pugnale, si può, anche se si perde in efficacia. Questo approccio <strong>ibrido e aperto</strong> lascia ampia libertà al giocatore, evitando gli incasellamenti rigidi tipici di altri roguelite.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wQwPkqcCH6Xvt4XrpnLCna" name="elden-ring-nightreign-nightfarer-boss-fight" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wQwPkqcCH6Xvt4XrpnLCna-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p>Questo significa che si può <strong>creare una build al volo</strong>, senza mai sentirsi vincolati a uno stile di gioco fisso. Il sistema consente di <strong>adattarsi in corsa durante le run</strong> in Limveld. Le <strong>armi a distanza non richiedono munizioni</strong>, e <strong>il peso degli equipaggiamenti non viene considerato</strong>, il che dona al combat di <strong>Nightreign</strong> una <strong>rapidità e fluidità</strong> che non si trova nemmeno in <strong>Elden Ring</strong>. Si eliminano così molti ostacoli, rendendo <strong>tutte le armi immediatamente accessibili</strong>, anche per chi vuole provare magie o archi: sì, <strong>hanno reso davvero divertente</strong> il combattimento a distanza.</p><p>In aggiunta, i <strong>kit di abilità dei Nightfarer</strong> sono stratificati e spesso <strong>offrono funzioni che non sono subito evidenti</strong>. Un esempio è <strong>Ironeye</strong>, l’arciere: la sua ultimate <strong>Single Shot</strong> spara una freccia supersonica capace di <strong>stordire boss</strong>, <strong>eliminare interi gruppi di nemici</strong>, o addirittura <strong>rianimare gli alleati</strong> caduti. E la cosa più interessante è che, con un colpo ben piazzato, <strong>può fare tutte queste cose contemporaneamente,</strong> ha salvato la mia squadra più volte così.</p><p>Ogni personaggio e le sue abilità possono essere usati in <strong>modi offensivi o di supporto</strong>, e <strong>sperimentare nuove combinazioni</strong> è gratificante quanto esplorare Limveld. Inoltre, si può giocare con <strong>tre personaggi identici</strong> o con <strong>qualsiasi combinazione</strong>, e riuscire comunque a vincere: <strong>non serve nessun ruolo specifico</strong>, anche se chiaramente alcune abilità sono più potenti di altre. Anche in questo, <strong>FromSoftware</strong> ha abbattuto barriere, lasciando spazio a un gioco di squadra più <strong>libero e creativo</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BB3gdczs332Txa5YdYN6Be" name="elden-ring-nightreign-nightfarer-ability-1" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BB3gdczs332Txa5YdYN6Be-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p>Alcuni <strong>ostacoli importanti in Nightreign</strong> emergono però dopo qualche ora di gioco. Poiché gran parte di <strong>Nightreign</strong> si basa su <strong>Elden Ring</strong>, è <strong>fondamentale conoscere bene quel mondo</strong> per apprezzare appieno l’esperienza. Non si può semplicemente affrontare il <strong>un determinato nemico</strong> più volte per imparare i suoi pattern: potrebbe non comparire affatto o trovarsi altrove nella successiva run in <strong>Limveld</strong>.</p><p>Lo stesso vale per i <strong>Nightlord</strong>: non è possibile saltare direttamente al terzo giorno e allenarsi su di loro. Serve completare una <strong>run di 45 minuti</strong> per incontrarli di nuovo, un processo che può risultare <strong>logorante</strong>. È quindi essenziale avere <strong>familiarità con il combat system di Elden Ring</strong>, oltre ad aver completato sia il gioco base che l’espansione <strong>Shadow of the Erdtree</strong>, dato il livello di difficoltà di alcuni boss.</p><p>I giocatori di ritorno riusciranno a ingranare dopo qualche tentativo, ma è chiaro che <strong>Nightreign è progettato per l’élite dei Soulslike</strong>: quelli che hanno <strong>memorizzato ogni pattern di attacco</strong> in <strong>Elden Ring</strong> e negli altri titoli di <strong>FromSoftware</strong>.</p><p>Un altro problema rilevante riguarda il <strong>matchmaking</strong> e <strong>l’assenza di crossplay</strong>. Durante il periodo di prova, abbiamo riscontrato <strong>difficoltà a creare lobby con password</strong>, con matchmaking che falliva o non riusciva a far incontrare i giocatori nonostante le impostazioni identiche. <strong>Nightreign eredita diversi limiti del multiplayer</strong> dei precedenti giochi dello studio.</p><p>E nel <strong>2025</strong>, l’assenza del <strong>crossplay</strong> è francamente <strong>inaccettabile</strong>. Considerata la difficoltà del gioco e la <strong>necessità di comunicazione costante</strong>, è difficile immaginare di affrontare con successo i <strong>Nightlord più ostici</strong> senza una squadra di amici affiatati con cui parlare. Non è una debolezza strutturale del gioco, ma rappresenta <strong>una condizione impegnativa</strong> che rischia di <strong>escludere molti giocatori</strong> da buona parte dei suoi contenuti.</p><h2 id="perche-giocare-a-elden-ring-nightreign">Perché giocare a Elden Ring Nightreign?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="E2qSasYgLdtWb3mishBdUh" name="elden-ring-nightreign-map-findings" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/E2qSasYgLdtWb3mishBdUh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocare-4">Ragioni per giocare </h2><div class="product"><p><strong>Avete già finito Elden Ring e conoscete a memoria i boss dei giochi </strong></p><p>FromSoftware Nightreign si basa sulle fondamenta di Elden Ring, e la sua natura roguelike premia chi conosce bene il sistema di combattimento e sa già affrontare i nemici iconici dello studio. Se siete veterani della serie, vi sentirete subito a casa.</p></div><div class="product"><p><strong>Giocate spesso in co-op con amici affidabili</strong> </p><p>Affrontare Nightreign da soli è un’esperienza frustrante, anche per i più esperti. Il gioco è pensato per la cooperativa a 3 giocatori, e per ottenere il meglio bisogna comunicare, combinare abilità e ottimizzare le build in sinergia. Avere un team affiatato è quasi indispensabile.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-6">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Non avete mai giocato a Elden Ring o a un soulslike</strong> </p><p>Nightreign non è il punto di partenza ideale per scoprire l’universo di FromSoftware. Il gioco è strutturato su run da 45 minuti a tempo limitato, con un ritmo serrato e una difficoltà pensata per veterani. Non permette di esplorare o imparare con calma, rendendolo poco adatto a chi cerca un'introduzione graduale alla serie.</p></div><h2 id="accessibilita-9">Accessibilità </h2><p><strong>Elden Ring Nightreign ha opzioni di accessibilità molto limitate</strong>. È possibile regolare <strong>velocità della telecamera e mira a distanza</strong>, ma <strong>non esistono livelli di difficoltà</strong> e il gioco è pensato per essere affrontato <strong>in co-op a tre giocatori con comunicazione attiva</strong>, cosa non sempre possibile per tutti.</p><p>Non ci sono opzioni per <strong>personalizzare i sottotitoli o modificare l'interfaccia HUD</strong>, né strumenti pensati per chi ha <strong>problemi visivi o uditivi</strong>. Su console è consentito <strong>rimappare solo alcuni comandi</strong>, ma non tutti, il che potrebbe rendere il gioco <strong>inaccessibile a chi utilizza controller personalizzati</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/recensione-elden-ring-nightreign</link>
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                            <![CDATA[ Un’anima nuova nel corpo di Elden Ring: cooperativa, brutale, irresistibile. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <p>Con Elden Ring Nightreign, FromSoftware firma un esempio di come rielaborare un gioco esistente per offrire un’esperienza del tutto nuova. Il risultato è una modalità cooperativa sorprendentemente libera e versatile, che sfrutta al meglio i punti di forza di Elden Ring pur continuando a innovare. Nonostante questo, il matchmaking e alcune dinamiche online restano ancorate a soluzioni ormai datate. </p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Informazioni generali della recensione</div><div class="fancy_box_body"><p class="fancy-box__body-text"><strong>Piattaforma per il test: </strong>PS5<br><strong>Disponibile su: </strong>PS5, Xbox Series X|S, PC<br><strong>Uscita: </strong>30 maggio 2025</p></div></div><p><strong>FromSoftware </strong>ha sempre riutilizzato elementi dei suoi giochi passati per dare vita a nuovi titoli: le animazioni di <strong>Bloodborne </strong>e <strong>Dark Souls</strong> sono presenti in <strong>Elden Ring</strong>, e boss come il Toro Infuocato di <strong>Sekiro</strong> che sono diventati nuove creature. Una scelta intelligente, che permette di creare nuovi mondi senza ripartire da zero. Con <strong>Nightreign</strong>, però, lo studio va oltre: <strong>usa l’ossatura di Elden Ring per costruire un gioco appartenente a un altro genere</strong>. Il risultato è un roguelike ben congegnato, ricco di sorprese e con un sistema di combattimento coinvolgente quanto quello degli altri titoli dello studio.</p><h2 id="una-convergenza-di-mondi">Una convergenza di mondi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mSYS8GhRFkyhbbj4FrcWHM" name="elden-ring-nightreign-boss" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mSYS8GhRFkyhbbj4FrcWHM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p>Ambientato in una linea temporale alternativa rispetto alla trama principale di<strong> Elden Ring</strong>, <strong>Nightreign ci mette nei panni di uno degli otto Viandanti della Notte</strong>, ciascuno con uno stile di combattimento unico che funziona come una classe. Questi misteriosi guerrieri vengono evocati nella terra di <strong>Limveld e nella Tavola Rotonda</strong>, dove una fanciulla incappucciata li incarica di sopravvivere per tre giorni e sconfiggere il <strong>Signore della Notte</strong> al termine del terzo. In caso di fallimento, si ricomincia da capo, dal primo giorno.</p><p>Ogni giornata inizia con lo sbarco casuale in una zona della mappa, che va esplorata mentre una pioggia oscura chiamata Marea della Notte si restringe progressivamente. <strong>Le sessioni durano 45 minuti e portano i giocatori a visitare castelli, avamposti e rovine familiari, popolati da nemici casuali, boss e oggetti provenienti da Elden Ring ma anche da Dark Souls.</strong></p><p>Non mancano citazioni ad altri titoli <strong>FromSoftware</strong>: alcune abilità ricordano armi di <strong>Bloodborne</strong>, mentre certe battute strizzano l’occhio ai fan più attenti. Eppure, queste comparse non risultano mai banali: i boss riproposti sono stati aggiornati per adattarsi al ritmo di <strong>Elden Ring</strong>, e ci sono intriganti indizi narrativi che suggeriscono le ragioni dietro la fusione di questi mondi e l’esistenza dei Viandanti.</p><h2 id="imparare-a-conoscere-il-territorio">Imparare a conoscere il territorio</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="biwPnYkPTHLwmo7gttXoLQ" name="elden-ring-nightreign-map-secret" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/biwPnYkPTHLwmo7gttXoLQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p>Anche se servono un paio di partite per entrare in sintonia con il ritmo più frenetico e la struttura più libera di <strong>Nightreign</strong>, una volta affrontato il primo <strong>Nightlord</strong>, l’esperienza firmata <strong>FromSoftware</strong> diventa immediatamente coinvolgente e difficile da lasciare.</p><p>A differenza del percorso lineare tipico di altri titoli dello studio, <strong>Nightreign</strong> punta tutto sull’apprendimento e sulla gestione strategica di ogni giornata a <strong>Limveld</strong>. Che si tratti di affrontare un boss dopo l’altro per raccogliere <strong>Rune</strong> e potenziamenti, esplorare caverne in cerca di <strong>pietre da forgiatura</strong>, oppure attraversare la mappa per recuperare <strong>fiasche di cura</strong> extra, ogni decisione ha un impatto fondamentale sulla sopravvivenza e sulla progressione.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8eFjSNsT3QvEcEFkhUiE5U" name="elden-ring-nightreign-darkdrift-knight" caption="" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8eFjSNsT3QvEcEFkhUiE5U-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure></div></div><p>A prima vista, <strong>Nightreign</strong> può sembrare un semplice sandbox d’azione o un boss rush senza cervello, ma in realtà è un <strong>roguelite</strong> ben studiato, incentrato su <strong>conoscenza della mappa</strong>, gestione del loot e momenti chiave in cui cambiare approccio, proprio come accade nei <strong>battle royale</strong> o nei giochi a estrazione. La soddisfazione nel padroneggiarlo ricorda alcuni dei migliori puzzle game, come <strong>Return of the Obra Dinn</strong> o <strong>Blue Prince</strong>, in cui si prova un brivido nel decifrare una meccanica o nel trovare una soluzione nascosta.</p><p>Imparare a ottimizzare le run attraverso <strong>Limveld</strong> è stato uno degli aspetti più gratificanti del gioco. Non mi aspettavo che fosse così cruciale, ma grazie alla comunicazione nella chat vocale, al confronto tra esperienze individuali e alla collaborazione per unire le strategie, siamo riusciti a scoprire trucchi nascosti. Ad esempio, abbiamo trovato il modo di <strong>massimizzare il livello</strong> o ottenere <strong>più armi leggendarie</strong> durante una singola partita, aumentando così le probabilità di battere i <strong>Nightlords</strong>. Questo spirito di <strong>scoperta condivisa</strong> e diffusione delle informazioni tra giocatori, tipico del lancio di <strong>Elden Ring</strong>, è presente anche in <strong>Nightreign</strong> e ne costituisce il cuore pulsante, soprattutto se si gioca in compagnia su <strong>Discord</strong> o in grandi gruppi.</p><p>Lo stesso vale per la <strong>progressione permanente</strong>, che ruota attorno a <strong>reliquie casuali</strong> sbloccate alla fine di ogni run. Se ne possono equipaggiare tre per personaggio alla <strong>Tavola Rotonda</strong>, e garantiscono potenziamenti minori (come danni elementali extra) oppure <strong>bonus significativi</strong> per i Cavalieri, come l’amplificazione delle abilità o la possibilità di <strong>condividere le cure</strong> con i compagni vicini, triplicando l’effetto delle <strong>fiaschette curative</strong>.</p><p>Durante il periodo di recensione, ho sentito parlare di <strong>abilità che non ho mai visto</strong> in prima persona, e l’enorme varietà data dai sistemi di potenziamento di <strong>Elden Ring</strong>, dai tipi di danno elementale, dalle armi e dai <strong>Cavalieri</strong>, permette tantissime combinazioni di build diverse.</p><h2 id="scegli-la-tua-build">Scegli la tua build </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VqSrXnftRTT5wJRnemxArX" name="elden-ring-nightreign-nightfarer-ability-2" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VqSrXnftRTT5wJRnemxArX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p><strong>Nightreign</strong> ruota tutto attorno a fare il massimo con il poco tempo a disposizione, premiando chi collabora e riesce a <strong>distruggere i boss in pochi secondi</strong>. Spinge il team a <strong>combinare abilità e attacchi</strong> per stordire i nemici, mentre la <strong>comunicazione costante</strong> è fondamentale per mantenere il gruppo sincronizzato.</p><p>Per questo motivo, è un gioco <strong>difficilissimo da affrontare in solitaria</strong>, anche se l’opzione esiste. Si può fare, certo, ma il bilanciamento dei nemici e il sistema di ricompense per la progressione sono pensati per <strong>gruppi affiatati</strong> che riescono a completare più obiettivi possibile in ogni run, un compito arduo per un singolo giocatore.</p><p>Potremmo parlare per ore dei <strong>Nightlord</strong>, ma chi conosce <strong>FromSoftware</strong> sa già cosa aspettarsi: a spiccare non sono tanto i boss in sé, quanto la <strong>struttura</strong> e i <strong>sistemi</strong> innovativi su cui poggia <strong>Nightreign</strong>. Detto ciò, gli scontri con i questi boss sono comunque tra i più spettacolari mai realizzati dallo studio. Propongono pattern di mosse complessi, <strong>abilità multiple</strong>, <strong>trasformazioni improvvise</strong> e un accompagnamento musicale orchestrale <strong>impressionante e teatrale</strong>. In quanto a <strong>design di nemici e combattimento</strong>, <strong>FromSoftware non sbaglia mai</strong>, e anche stavolta mantiene altissimi standard.</p><p>Un elemento che rischiava di essere problematico era quello dei Cavalieri. Potevano sembrare classi predefinite e forzate, ma si rivelano invece <strong>versatili e ben strutturate</strong>, con abilità utilizzabili in modo creativo. Ogni Nightfarer può usare qualsiasi <strong>arma o oggetto</strong>: se si vuole giocare l’<strong>Executor</strong>, pensato per parate e katane, con un pugnale, si può, anche se si perde in efficacia. Questo approccio <strong>ibrido e aperto</strong> lascia ampia libertà al giocatore, evitando gli incasellamenti rigidi tipici di altri roguelite.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="wQwPkqcCH6Xvt4XrpnLCna" name="elden-ring-nightreign-nightfarer-boss-fight" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wQwPkqcCH6Xvt4XrpnLCna-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p>Questo significa che si può <strong>creare una build al volo</strong>, senza mai sentirsi vincolati a uno stile di gioco fisso. Il sistema consente di <strong>adattarsi in corsa durante le run</strong> in Limveld. Le <strong>armi a distanza non richiedono munizioni</strong>, e <strong>il peso degli equipaggiamenti non viene considerato</strong>, il che dona al combat di <strong>Nightreign</strong> una <strong>rapidità e fluidità</strong> che non si trova nemmeno in <strong>Elden Ring</strong>. Si eliminano così molti ostacoli, rendendo <strong>tutte le armi immediatamente accessibili</strong>, anche per chi vuole provare magie o archi: sì, <strong>hanno reso davvero divertente</strong> il combattimento a distanza.</p><p>In aggiunta, i <strong>kit di abilità dei Nightfarer</strong> sono stratificati e spesso <strong>offrono funzioni che non sono subito evidenti</strong>. Un esempio è <strong>Ironeye</strong>, l’arciere: la sua ultimate <strong>Single Shot</strong> spara una freccia supersonica capace di <strong>stordire boss</strong>, <strong>eliminare interi gruppi di nemici</strong>, o addirittura <strong>rianimare gli alleati</strong> caduti. E la cosa più interessante è che, con un colpo ben piazzato, <strong>può fare tutte queste cose contemporaneamente,</strong> ha salvato la mia squadra più volte così.</p><p>Ogni personaggio e le sue abilità possono essere usati in <strong>modi offensivi o di supporto</strong>, e <strong>sperimentare nuove combinazioni</strong> è gratificante quanto esplorare Limveld. Inoltre, si può giocare con <strong>tre personaggi identici</strong> o con <strong>qualsiasi combinazione</strong>, e riuscire comunque a vincere: <strong>non serve nessun ruolo specifico</strong>, anche se chiaramente alcune abilità sono più potenti di altre. Anche in questo, <strong>FromSoftware</strong> ha abbattuto barriere, lasciando spazio a un gioco di squadra più <strong>libero e creativo</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BB3gdczs332Txa5YdYN6Be" name="elden-ring-nightreign-nightfarer-ability-1" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BB3gdczs332Txa5YdYN6Be-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><p>Alcuni <strong>ostacoli importanti in Nightreign</strong> emergono però dopo qualche ora di gioco. Poiché gran parte di <strong>Nightreign</strong> si basa su <strong>Elden Ring</strong>, è <strong>fondamentale conoscere bene quel mondo</strong> per apprezzare appieno l’esperienza. Non si può semplicemente affrontare il <strong>un determinato nemico</strong> più volte per imparare i suoi pattern: potrebbe non comparire affatto o trovarsi altrove nella successiva run in <strong>Limveld</strong>.</p><p>Lo stesso vale per i <strong>Nightlord</strong>: non è possibile saltare direttamente al terzo giorno e allenarsi su di loro. Serve completare una <strong>run di 45 minuti</strong> per incontrarli di nuovo, un processo che può risultare <strong>logorante</strong>. È quindi essenziale avere <strong>familiarità con il combat system di Elden Ring</strong>, oltre ad aver completato sia il gioco base che l’espansione <strong>Shadow of the Erdtree</strong>, dato il livello di difficoltà di alcuni boss.</p><p>I giocatori di ritorno riusciranno a ingranare dopo qualche tentativo, ma è chiaro che <strong>Nightreign è progettato per l’élite dei Soulslike</strong>: quelli che hanno <strong>memorizzato ogni pattern di attacco</strong> in <strong>Elden Ring</strong> e negli altri titoli di <strong>FromSoftware</strong>.</p><p>Un altro problema rilevante riguarda il <strong>matchmaking</strong> e <strong>l’assenza di crossplay</strong>. Durante il periodo di prova, abbiamo riscontrato <strong>difficoltà a creare lobby con password</strong>, con matchmaking che falliva o non riusciva a far incontrare i giocatori nonostante le impostazioni identiche. <strong>Nightreign eredita diversi limiti del multiplayer</strong> dei precedenti giochi dello studio.</p><p>E nel <strong>2025</strong>, l’assenza del <strong>crossplay</strong> è francamente <strong>inaccettabile</strong>. Considerata la difficoltà del gioco e la <strong>necessità di comunicazione costante</strong>, è difficile immaginare di affrontare con successo i <strong>Nightlord più ostici</strong> senza una squadra di amici affiatati con cui parlare. Non è una debolezza strutturale del gioco, ma rappresenta <strong>una condizione impegnativa</strong> che rischia di <strong>escludere molti giocatori</strong> da buona parte dei suoi contenuti.</p><h2 id="perche-giocare-a-elden-ring-nightreign">Perché giocare a Elden Ring Nightreign?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="E2qSasYgLdtWb3mishBdUh" name="elden-ring-nightreign-map-findings" alt="Elden Ring Nightreign" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/E2qSasYgLdtWb3mishBdUh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bandai Namco)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocare-4">Ragioni per giocare </h2><div class="product"><p><strong>Avete già finito Elden Ring e conoscete a memoria i boss dei giochi </strong></p><p>FromSoftware Nightreign si basa sulle fondamenta di Elden Ring, e la sua natura roguelike premia chi conosce bene il sistema di combattimento e sa già affrontare i nemici iconici dello studio. Se siete veterani della serie, vi sentirete subito a casa.</p></div><div class="product"><p><strong>Giocate spesso in co-op con amici affidabili</strong> </p><p>Affrontare Nightreign da soli è un’esperienza frustrante, anche per i più esperti. Il gioco è pensato per la cooperativa a 3 giocatori, e per ottenere il meglio bisogna comunicare, combinare abilità e ottimizzare le build in sinergia. Avere un team affiatato è quasi indispensabile.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-6">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Non avete mai giocato a Elden Ring o a un soulslike</strong> </p><p>Nightreign non è il punto di partenza ideale per scoprire l’universo di FromSoftware. Il gioco è strutturato su run da 45 minuti a tempo limitato, con un ritmo serrato e una difficoltà pensata per veterani. Non permette di esplorare o imparare con calma, rendendolo poco adatto a chi cerca un'introduzione graduale alla serie.</p></div><h2 id="accessibilita-9">Accessibilità </h2><p><strong>Elden Ring Nightreign ha opzioni di accessibilità molto limitate</strong>. È possibile regolare <strong>velocità della telecamera e mira a distanza</strong>, ma <strong>non esistono livelli di difficoltà</strong> e il gioco è pensato per essere affrontato <strong>in co-op a tre giocatori con comunicazione attiva</strong>, cosa non sempre possibile per tutti.</p><p>Non ci sono opzioni per <strong>personalizzare i sottotitoli o modificare l'interfaccia HUD</strong>, né strumenti pensati per chi ha <strong>problemi visivi o uditivi</strong>. Su console è consentito <strong>rimappare solo alcuni comandi</strong>, ma non tutti, il che potrebbe rendere il gioco <strong>inaccessibile a chi utilizza controller personalizzati</strong>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Logitech Pro X 60 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-recensione-rapida"><span>Logitech Pro X 60: Recensione rapida </span></h2><p>La Logitech Pro X 60 è una tastiera gaming wireless compatta che supporta sia la connessione Bluetooth sia quella a 2,4 GHz, con la tecnologia proprietaria Lightspeed per ridurre la latenza nei giochi. Il design è sobrio e adatto a qualsiasi ambiente, anche se la variante magenta dona un tocco di personalità. È leggera e di dimensioni ridotte, perfetta per ogni tipo di postazione.</p><p>Nonostante la leggerezza, la qualità costruttiva è eccellente: la tastiera risulta solida e ben assemblata, con piedini robusti e keycap in doppia iniezione PBT che trasmettono un’ottima sensazione al tatto. Pur avendo un layout ridotto, include una rotella del volume sul lato sinistro, facile da raggiungere, anche se manca la funzione click-to-mute. Sul retro sono presenti due pulsanti per cambiare rapidamente dispositivo tra Bluetooth e dongle wireless.</p><p>Le scorciatoie accessibili con il tasto FN sono numerose, ma grazie al software G Hub si può andare oltre: si possono creare diversi layer di comandi, associare funzioni di sistema, controlli multimediali, input del mouse e persino azioni specifiche per OBS, Discord o Streamlabs. Sono supportate macro, combinazioni complesse e ovviamente la personalizzazione RGB.</p><p>Durante il gioco, la Pro X 60 offre ottime prestazioni: gli switch ottici risultano rapidi e precisi, con una sensazione vicina a quella delle meccaniche tradizionali. La digitazione è piacevole, anche se la mancanza di un poggiapolsi si fa sentire, soprattutto a causa dell’inclinazione marcata dello chassis. La connessione è stabile e il passaggio tra dispositivi è istantaneo, anche se la ricarica è un po’ lenta.</p><p>Nel complesso, la Logitech Pro X 60 è una tastiera eccellente sotto molti aspetti, ma il suo prezzo elevato è difficile da ignorare. A questa cifra si trovano tastiere come la SteelSeries Apex Pro (con switch analogici, anche se solo cablata) o soluzioni economiche ma sorprendenti come la Keychron C3 Pro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mCdzT68BZfqD9gJUhW83HG" name="Logitech_Pro_X_60_keyboard_ 2.JPG" alt="Close-up of backspace key on Logitech Pro X 60, with pink background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mCdzT68BZfqD9gJUhW83HG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-review-prezzo-e-disponibilita"><span>Logitech Pro X 60 review: prezzo e disponibilità </span></h2><p>La Logitech Pro X 60 è una tastiera wireless compatta da gaming dotata di connettività Bluetooth e 2.4GHz, supportata dallo standard Lightspeed per prestazioni migliori nei giochi.</p><p>La sua estetica essenziale la rende adatta a qualsiasi ambiente, ma chi cerca un tocco di colore può optare per la versione magenta. È anche abbastanza piccola e leggera da integrarsi facilmente in qualsiasi setup.</p><p><strong>La qualità costruttiva è eccellente</strong>: nonostante la leggerezza, risulta solida e ben assemblata, con piedini robusti e keycap in PBT double-shot che restituiscono un feeling premium.</p><p>Nonostante il layout ridotto, include una rotella per il volume posizionata sul lato sinistro, comoda da raggiungere con le dita centrali, anche se <strong>manca la funzione di clic per il mute</strong>. Sono presenti due pulsanti posteriori per passare rapidamente tra i dispositivi connessi via Bluetooth o dongle.</p><p>Non mancano le scorciatoie FN, ma con il software Logitech G Hub si sbloccano ulteriori opzioni. È possibile mappare <strong>comandi di sistema, media, input del mouse</strong>, e creare profili con cinque azioni su un solo tasto. Sono presenti anche combinazioni specifiche per <strong>Streamlabs, OBS e Discord</strong>, oltre a strumenti per la creazione di macro e la personalizzazione RGB.</p><p><strong>In game, la Pro X 60 offre prestazioni notevoli</strong>. Pur usando switch ottici, restituisce una sensazione molto simile a una tastiera meccanica, con input rapidi e reattivi. I tasti tattili sono piacevoli da usare, anche se la mancanza di supporto per i polsi si nota durante la scrittura prolungata, complice l’inclinazione data dallo chassis spesso.</p><p>La connessione è stabile sia in Bluetooth che a 2.4GHz, e il passaggio tra dispositivi è immediato. <strong>L’autonomia è buona</strong>, ma la ricarica non è tra le più veloci.</p><p>Con un prezzo di circa <strong>179,99 euro</strong>, la Pro X 60 è una tastiera premium a tutti gli effetti, ma in un mercato pieno di valide alternative. A questa cifra, non è molto lontana dalla <strong>SteelSeries Apex Pro</strong>, che offre switch analogici eccezionali (seppur solo cablata). In alternativa, per chi cerca un modello più economico e compatto, la <strong>Keychron C3 Pro</strong> rimane una delle migliori soluzioni accessibili, anche se con compromessi maggiori.</p><p><strong>Valore: 3 / 5</strong></p><h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-review-specifiche"><span>Logitech Pro X 60 review: specifiche</span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Layout</p></td><td  ><p>60%</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>switch<strong> </strong></p></td><td  ><p>Ottico</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tasti programmabili</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni</p></td><td  ><p>11,4 x 4 x 1,5 pollici / 290 x 103 x 39 mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RGB o retroilluminazione</p></td><td  ><p>Sì (personalizzabile)</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AvpNsEetNFce7v5PaeQFkL" name="Logitech_Pro_X_60_keyboard_ 4.JPG" alt="Close-up of escape key on Logitech Pro X 60, with pink background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AvpNsEetNFce7v5PaeQFkL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-recensione-design-e-caratteristiche"><span>Logitech Pro X 60 recensione: design e caratteristiche </span></h2><p>La Pro X 60 si presenta con un design elegante e moderno, caratterizzato dai tasti in sospensione, una scelta estetica che richiama i modelli meccanici più ricercati. <strong>Il look è piuttosto minimal per una periferica da gaming</strong>, ma chi desidera un tocco più acceso può puntare sulla variante magenta e sull’illuminazione RGB integrata.</p><p>Trattandosi di una tastiera con layout al 60%, è naturalmente compatta e leggera. I piedini posteriori sollevano la tastiera di circa otto gradi, una pendenza sufficiente a garantire una posizione comoda nella maggior parte dei casi.</p><p>Tuttavia, <strong>manca un poggiapolsi incluso nella confezione</strong>, e nonostante sia più comoda rispetto ad altre tastiere da gaming prive di supporto, durante sessioni prolungate – soprattutto di scrittura – può diventare scomoda.</p><p>Sul retro si trovano due pulsanti pratici per passare rapidamente tra le modalità wireless, mentre una piccola rotella del volume è posizionata sul lato sinistro del telaio. È facilmente raggiungibile anche durante il gioco, senza allontanare le dita dal blocco WASD. Peccato, però, che <strong>la rotella non includa una funzione di clic per il mute</strong>, sostituita da una scorciatoia attivabile con il tasto FN.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TNFZzzAhDN4dw4WPET3s4i" name="Logitech_Pro_X_60_keyboard_ 9.JPG" alt="Close-up of volume wheel on side of Logitech Pro X 60" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TNFZzzAhDN4dw4WPET3s4i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tutti gli elementi della Pro X 60 trasmettono un’impressione di alta qualità, dal telaio alle keycap in <strong>PBT double-shot</strong>, che offrono una texture leggera ma piacevole al tatto. Sono spesse e leggermente incavate, migliorando la sensazione sotto le dita.</p><p>Nonostante l’assenza di tasti funzione dedicati, la tastiera include un buon numero di scorciatoie attivabili con il tasto <strong>FN</strong>, ben indicate sulle keycap stesse. <strong>Un difetto però è l’assenza di retroilluminazione per queste indicazioni</strong>, il che le rende difficili da ricordare al buio se non si ha dimestichezza con le combinazioni.</p><p>La <strong>personalizzazione è un punto forte</strong>, grazie alla funzione G-Shift e al tasto di assegnazione rapida predefinito su FN+A. Con il software <strong>G Hub</strong> è possibile rimappare i tasti con una varietà di comandi di sistema, incluse funzioni multimediali, input del mouse e la possibilità di assegnare fino a cinque comandi per singolo tasto, anche con modificatori.</p><p>Sono inoltre disponibili scorciatoie specifiche per software come <strong>Streamlabs</strong>, <strong>OBS</strong>, <strong>Discord</strong> e <strong>Overwolf</strong>, oltre alle classiche opzioni per la creazione di <strong>macro e gestione dell’illuminazione RGB</strong>. L’interfaccia di G Hub è chiara, intuitiva e offre spiegazioni utili per ogni sezione, anche se <strong>può risultare un po’ lenta in alcune occasioni</strong>.</p><p><strong>Design e caratteristiche: 4 / 5</strong></p><h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-recensione-performance"><span>Logitech Pro X 60 recensione: performance</span></h2><p>La <strong>Logitech Pro X 60</strong> si comporta molto bene durante le sessioni di gioco, grazie a <strong>switch ottici tattili</strong> che offrono una risposta rapida e precisa, simile a quella delle migliori tastiere meccaniche. Nonostante la natura ottica, il feeling è solido e reattivo, senza risultare troppo leggero al punto da causare pressioni accidentali. Il ritorno è veloce, favorendo input rapidi e consecutivi. Tuttavia, chi cerca una tastiera ben <strong>ammortizzata potrebbe non apprezzarne il feedback</strong>, che tende più al clic che alla morbidezza.</p><p>La <strong>barra spaziatrice è un’eccezione</strong>, con una corsa più fluida e smorzata rispetto agli altri tasti, ma anche più elastica. Questo favorisce la digitazione veloce, anche se la sua inclinazione può causare qualche colpo impreciso col bordo del pollice. I tasti della fila inferiore hanno lo stesso orientamento, ma non hanno dato particolari problemi.</p><p>Anche se le scorciatoie FN sono numerose e utili, <strong>la posizione delle frecce direzionali lascia a desiderare</strong>: si trovano sullo stesso lato del tasto FN, rendendo il loro utilizzo a una mano un po’ scomodo. Alcune alternative, come la <strong>SteelSeries Apex Pro Mini</strong>, scelgono un layout più ergonomico usando i tasti WASD. Per fortuna, è possibile rimappare tutto tramite <strong>G Hub</strong>, quindi il limite non è strutturale.</p><p>In scrittura, la tastiera sorprende in positivo. Il feedback è chiaro e piacevole, e <strong>le leggere cavità nei keycap</strong> facilitano lo scorrimento delle dita. Inoltre, <strong>il punto di attuazione non troppo alto</strong> riduce sensibilmente gli errori di battitura rispetto ad altre tastiere simili. Anche chi è abituato a tastiere low profile da portatile può trovarsi bene.</p><p>La <strong>connettività è impeccabile</strong>: passare tra Bluetooth e 2.4GHz è semplice e immediato. Dopo qualche giorno d’uso misto, la batteria è scesa solo del 10%, coerente con l’autonomia dichiarata da Logitech (circa 65 ore). <strong>La ricarica completa dura circa tre ore</strong>: non velocissima, ma accettabile.</p><p><strong>Performance: 4</strong> <strong>/ 5</strong></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XbyYSGZSufEXiqmsgJq47o" name="Logitech_Pro_X_60_keyboard_ 8.JPG" alt="Close-up of Game Mode button on side of Logitech Pro X 60" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XbyYSGZSufEXiqmsgJq47o-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-una-logitech-pro-x-60"><span>Perché acquistare una Logitech Pro X 60?</span></h2><div ><table><caption>Logitech G Pro X 60 Scorecard</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore </p></td><td  ><p>La Pro X 60 costa parecchio, e viste dimensioni compatte e switch ottici, non è certo la scelta più conveniente.</p></td><td  ><p>3 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design e caratteristiche</p></td><td  ><p>La Pro X 60 è leggera ma robusta, anche se una wrist rest migliorerebbe l’ergonomia. Ottime le opzioni di G Hub.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Per scrivere e giocare, rende più di quanto ci si aspetti da switch ottici.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Totale </p></td><td  ><p>Il Pro X 60 è ben costruito e valido, ma il prezzo elevato ne limita l’attrattiva rispetto ai rivali diretti.</p></td><td  ><p>3.5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-9">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una qualità costruttiva eccellente </strong></p><p>Ogni dettaglio del Pro X 60 è premium, e lo è ancora di più considerando quanto sia leggero.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete reattività immediata </strong></p><p>La risposta degli switch è ottima, così come la sensazione al tocco, sia in gioco che in scrittura.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-12">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete switch meccanici </strong></p><p>Anche se ricorda molto una tastiera meccanica, il Pro X 60 utilizza switch ottici, cosa che potrebbe non piacere a tutti.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete risparmiare </strong></p><p>La Pro X 60 è costoso e, pur offrendo buone prestazioni, ha concorrenti agguerriti nella stessa fascia di prezzo – o anche inferiore.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/keyboards/recensione-logitech-pro-x-60</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Ottima qualità e prestazioni reattive, ma il prezzo elevato limita il fascino di questa tastiera wireless compatta. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">FPsTEpzTnCBK7MC7EaLZfP</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Keyboards]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Peripherals & Accessories]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Logitech Pro X 60 on table with pink background]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Logitech Pro X 60 on table with pink background]]></media:text>
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                            <![CDATA[
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-recensione-rapida"><span>Logitech Pro X 60: Recensione rapida </span></h2><p>La Logitech Pro X 60 è una tastiera gaming wireless compatta che supporta sia la connessione Bluetooth sia quella a 2,4 GHz, con la tecnologia proprietaria Lightspeed per ridurre la latenza nei giochi. Il design è sobrio e adatto a qualsiasi ambiente, anche se la variante magenta dona un tocco di personalità. È leggera e di dimensioni ridotte, perfetta per ogni tipo di postazione.</p><p>Nonostante la leggerezza, la qualità costruttiva è eccellente: la tastiera risulta solida e ben assemblata, con piedini robusti e keycap in doppia iniezione PBT che trasmettono un’ottima sensazione al tatto. Pur avendo un layout ridotto, include una rotella del volume sul lato sinistro, facile da raggiungere, anche se manca la funzione click-to-mute. Sul retro sono presenti due pulsanti per cambiare rapidamente dispositivo tra Bluetooth e dongle wireless.</p><p>Le scorciatoie accessibili con il tasto FN sono numerose, ma grazie al software G Hub si può andare oltre: si possono creare diversi layer di comandi, associare funzioni di sistema, controlli multimediali, input del mouse e persino azioni specifiche per OBS, Discord o Streamlabs. Sono supportate macro, combinazioni complesse e ovviamente la personalizzazione RGB.</p><p>Durante il gioco, la Pro X 60 offre ottime prestazioni: gli switch ottici risultano rapidi e precisi, con una sensazione vicina a quella delle meccaniche tradizionali. La digitazione è piacevole, anche se la mancanza di un poggiapolsi si fa sentire, soprattutto a causa dell’inclinazione marcata dello chassis. La connessione è stabile e il passaggio tra dispositivi è istantaneo, anche se la ricarica è un po’ lenta.</p><p>Nel complesso, la Logitech Pro X 60 è una tastiera eccellente sotto molti aspetti, ma il suo prezzo elevato è difficile da ignorare. A questa cifra si trovano tastiere come la SteelSeries Apex Pro (con switch analogici, anche se solo cablata) o soluzioni economiche ma sorprendenti come la Keychron C3 Pro.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mCdzT68BZfqD9gJUhW83HG" name="Logitech_Pro_X_60_keyboard_ 2.JPG" alt="Close-up of backspace key on Logitech Pro X 60, with pink background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mCdzT68BZfqD9gJUhW83HG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-review-prezzo-e-disponibilita"><span>Logitech Pro X 60 review: prezzo e disponibilità </span></h2><p>La Logitech Pro X 60 è una tastiera wireless compatta da gaming dotata di connettività Bluetooth e 2.4GHz, supportata dallo standard Lightspeed per prestazioni migliori nei giochi.</p><p>La sua estetica essenziale la rende adatta a qualsiasi ambiente, ma chi cerca un tocco di colore può optare per la versione magenta. È anche abbastanza piccola e leggera da integrarsi facilmente in qualsiasi setup.</p><p><strong>La qualità costruttiva è eccellente</strong>: nonostante la leggerezza, risulta solida e ben assemblata, con piedini robusti e keycap in PBT double-shot che restituiscono un feeling premium.</p><p>Nonostante il layout ridotto, include una rotella per il volume posizionata sul lato sinistro, comoda da raggiungere con le dita centrali, anche se <strong>manca la funzione di clic per il mute</strong>. Sono presenti due pulsanti posteriori per passare rapidamente tra i dispositivi connessi via Bluetooth o dongle.</p><p>Non mancano le scorciatoie FN, ma con il software Logitech G Hub si sbloccano ulteriori opzioni. È possibile mappare <strong>comandi di sistema, media, input del mouse</strong>, e creare profili con cinque azioni su un solo tasto. Sono presenti anche combinazioni specifiche per <strong>Streamlabs, OBS e Discord</strong>, oltre a strumenti per la creazione di macro e la personalizzazione RGB.</p><p><strong>In game, la Pro X 60 offre prestazioni notevoli</strong>. Pur usando switch ottici, restituisce una sensazione molto simile a una tastiera meccanica, con input rapidi e reattivi. I tasti tattili sono piacevoli da usare, anche se la mancanza di supporto per i polsi si nota durante la scrittura prolungata, complice l’inclinazione data dallo chassis spesso.</p><p>La connessione è stabile sia in Bluetooth che a 2.4GHz, e il passaggio tra dispositivi è immediato. <strong>L’autonomia è buona</strong>, ma la ricarica non è tra le più veloci.</p><p>Con un prezzo di circa <strong>179,99 euro</strong>, la Pro X 60 è una tastiera premium a tutti gli effetti, ma in un mercato pieno di valide alternative. A questa cifra, non è molto lontana dalla <strong>SteelSeries Apex Pro</strong>, che offre switch analogici eccezionali (seppur solo cablata). In alternativa, per chi cerca un modello più economico e compatto, la <strong>Keychron C3 Pro</strong> rimane una delle migliori soluzioni accessibili, anche se con compromessi maggiori.</p><p><strong>Valore: 3 / 5</strong></p><h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-review-specifiche"><span>Logitech Pro X 60 review: specifiche</span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Layout</p></td><td  ><p>60%</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>switch<strong> </strong></p></td><td  ><p>Ottico</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Tasti programmabili</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni</p></td><td  ><p>11,4 x 4 x 1,5 pollici / 290 x 103 x 39 mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RGB o retroilluminazione</p></td><td  ><p>Sì (personalizzabile)</p></td></tr></tbody></table></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="AvpNsEetNFce7v5PaeQFkL" name="Logitech_Pro_X_60_keyboard_ 4.JPG" alt="Close-up of escape key on Logitech Pro X 60, with pink background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AvpNsEetNFce7v5PaeQFkL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-recensione-design-e-caratteristiche"><span>Logitech Pro X 60 recensione: design e caratteristiche </span></h2><p>La Pro X 60 si presenta con un design elegante e moderno, caratterizzato dai tasti in sospensione, una scelta estetica che richiama i modelli meccanici più ricercati. <strong>Il look è piuttosto minimal per una periferica da gaming</strong>, ma chi desidera un tocco più acceso può puntare sulla variante magenta e sull’illuminazione RGB integrata.</p><p>Trattandosi di una tastiera con layout al 60%, è naturalmente compatta e leggera. I piedini posteriori sollevano la tastiera di circa otto gradi, una pendenza sufficiente a garantire una posizione comoda nella maggior parte dei casi.</p><p>Tuttavia, <strong>manca un poggiapolsi incluso nella confezione</strong>, e nonostante sia più comoda rispetto ad altre tastiere da gaming prive di supporto, durante sessioni prolungate – soprattutto di scrittura – può diventare scomoda.</p><p>Sul retro si trovano due pulsanti pratici per passare rapidamente tra le modalità wireless, mentre una piccola rotella del volume è posizionata sul lato sinistro del telaio. È facilmente raggiungibile anche durante il gioco, senza allontanare le dita dal blocco WASD. Peccato, però, che <strong>la rotella non includa una funzione di clic per il mute</strong>, sostituita da una scorciatoia attivabile con il tasto FN.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TNFZzzAhDN4dw4WPET3s4i" name="Logitech_Pro_X_60_keyboard_ 9.JPG" alt="Close-up of volume wheel on side of Logitech Pro X 60" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TNFZzzAhDN4dw4WPET3s4i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tutti gli elementi della Pro X 60 trasmettono un’impressione di alta qualità, dal telaio alle keycap in <strong>PBT double-shot</strong>, che offrono una texture leggera ma piacevole al tatto. Sono spesse e leggermente incavate, migliorando la sensazione sotto le dita.</p><p>Nonostante l’assenza di tasti funzione dedicati, la tastiera include un buon numero di scorciatoie attivabili con il tasto <strong>FN</strong>, ben indicate sulle keycap stesse. <strong>Un difetto però è l’assenza di retroilluminazione per queste indicazioni</strong>, il che le rende difficili da ricordare al buio se non si ha dimestichezza con le combinazioni.</p><p>La <strong>personalizzazione è un punto forte</strong>, grazie alla funzione G-Shift e al tasto di assegnazione rapida predefinito su FN+A. Con il software <strong>G Hub</strong> è possibile rimappare i tasti con una varietà di comandi di sistema, incluse funzioni multimediali, input del mouse e la possibilità di assegnare fino a cinque comandi per singolo tasto, anche con modificatori.</p><p>Sono inoltre disponibili scorciatoie specifiche per software come <strong>Streamlabs</strong>, <strong>OBS</strong>, <strong>Discord</strong> e <strong>Overwolf</strong>, oltre alle classiche opzioni per la creazione di <strong>macro e gestione dell’illuminazione RGB</strong>. L’interfaccia di G Hub è chiara, intuitiva e offre spiegazioni utili per ogni sezione, anche se <strong>può risultare un po’ lenta in alcune occasioni</strong>.</p><p><strong>Design e caratteristiche: 4 / 5</strong></p><h2 class="article-body__section" id="section-logitech-pro-x-60-recensione-performance"><span>Logitech Pro X 60 recensione: performance</span></h2><p>La <strong>Logitech Pro X 60</strong> si comporta molto bene durante le sessioni di gioco, grazie a <strong>switch ottici tattili</strong> che offrono una risposta rapida e precisa, simile a quella delle migliori tastiere meccaniche. Nonostante la natura ottica, il feeling è solido e reattivo, senza risultare troppo leggero al punto da causare pressioni accidentali. Il ritorno è veloce, favorendo input rapidi e consecutivi. Tuttavia, chi cerca una tastiera ben <strong>ammortizzata potrebbe non apprezzarne il feedback</strong>, che tende più al clic che alla morbidezza.</p><p>La <strong>barra spaziatrice è un’eccezione</strong>, con una corsa più fluida e smorzata rispetto agli altri tasti, ma anche più elastica. Questo favorisce la digitazione veloce, anche se la sua inclinazione può causare qualche colpo impreciso col bordo del pollice. I tasti della fila inferiore hanno lo stesso orientamento, ma non hanno dato particolari problemi.</p><p>Anche se le scorciatoie FN sono numerose e utili, <strong>la posizione delle frecce direzionali lascia a desiderare</strong>: si trovano sullo stesso lato del tasto FN, rendendo il loro utilizzo a una mano un po’ scomodo. Alcune alternative, come la <strong>SteelSeries Apex Pro Mini</strong>, scelgono un layout più ergonomico usando i tasti WASD. Per fortuna, è possibile rimappare tutto tramite <strong>G Hub</strong>, quindi il limite non è strutturale.</p><p>In scrittura, la tastiera sorprende in positivo. Il feedback è chiaro e piacevole, e <strong>le leggere cavità nei keycap</strong> facilitano lo scorrimento delle dita. Inoltre, <strong>il punto di attuazione non troppo alto</strong> riduce sensibilmente gli errori di battitura rispetto ad altre tastiere simili. Anche chi è abituato a tastiere low profile da portatile può trovarsi bene.</p><p>La <strong>connettività è impeccabile</strong>: passare tra Bluetooth e 2.4GHz è semplice e immediato. Dopo qualche giorno d’uso misto, la batteria è scesa solo del 10%, coerente con l’autonomia dichiarata da Logitech (circa 65 ore). <strong>La ricarica completa dura circa tre ore</strong>: non velocissima, ma accettabile.</p><p><strong>Performance: 4</strong> <strong>/ 5</strong></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XbyYSGZSufEXiqmsgJq47o" name="Logitech_Pro_X_60_keyboard_ 8.JPG" alt="Close-up of Game Mode button on side of Logitech Pro X 60" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XbyYSGZSufEXiqmsgJq47o-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-una-logitech-pro-x-60"><span>Perché acquistare una Logitech Pro X 60?</span></h2><div ><table><caption>Logitech G Pro X 60 Scorecard</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore </p></td><td  ><p>La Pro X 60 costa parecchio, e viste dimensioni compatte e switch ottici, non è certo la scelta più conveniente.</p></td><td  ><p>3 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design e caratteristiche</p></td><td  ><p>La Pro X 60 è leggera ma robusta, anche se una wrist rest migliorerebbe l’ergonomia. Ottime le opzioni di G Hub.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Per scrivere e giocare, rende più di quanto ci si aspetti da switch ottici.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Totale </p></td><td  ><p>Il Pro X 60 è ben costruito e valido, ma il prezzo elevato ne limita l’attrattiva rispetto ai rivali diretti.</p></td><td  ><p>3.5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-9">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una qualità costruttiva eccellente </strong></p><p>Ogni dettaglio del Pro X 60 è premium, e lo è ancora di più considerando quanto sia leggero.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete reattività immediata </strong></p><p>La risposta degli switch è ottima, così come la sensazione al tocco, sia in gioco che in scrittura.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-12">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete switch meccanici </strong></p><p>Anche se ricorda molto una tastiera meccanica, il Pro X 60 utilizza switch ottici, cosa che potrebbe non piacere a tutti.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete risparmiare </strong></p><p>La Pro X 60 è costoso e, pur offrendo buone prestazioni, ha concorrenti agguerriti nella stessa fascia di prezzo – o anche inferiore.</p></div>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione realme Buds Air 7 Pro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Con i Buds Air 7 Pro, realme introduce un modello true wireless che tenta il salto di qualità non solo sul fronte audio, ma anche nell’integrazione dell’intelligenza artificiale. Gemini, l’AI di Google, promette traduzione simultanea (anche face-to-face) e risposte vocali in tempo reale, rendendo questi auricolari tra i più “smart” della loro fascia.</p><p>La presenza di driver coassiali dual-DAC, cancellazione del rumore fino a 53 dB, supporto al codec LHDC e certificazione IP66 li posiziona come una proposta ambiziosa sotto i 100 euro. Tuttavia, al momento della recensione alcune funzionalità AI risultano ancora non attive e la qualità musicale, pur buona, non raggiunge l’eccellenza. Restano però numerosi punti a favore: un’app ben progettata, un’autonomia dichiarata generosa (fino a 48 ore), una custodia compatta e un’ergonomia ben studiata, a patto di tollerare il formato in-ear.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="mv7ToNdbXVwjVXVxMhFpgY" name="realme Buds Air 7 Pro 7" alt="realme Buds Air 7 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mv7ToNdbXVwjVXVxMhFpgY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme Buds Air 7 Pro)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-buds-air-7-pro-recensione-in-breve"><span>realme Buds Air 7 Pro, Recensione in breve</span></h3><p>I realme Buds Air 7 Pro sono un prodotto completo e ben rifinito, che punta ad alzare l’asticella dei true wireless di fascia media. Il design è curato, disponibile in più colori, con una versione verde smeraldo che spicca per finitura lucida sugli auricolari e satinata sulla custodia. Il case è compatto, ma l’estrazione dei buds risulta un po’ difficoltosa per via della superficie scivolosa e degli incavi stretti.</p><p>L’ergonomia è ottima: stelo corto, buona distribuzione del peso e ugello inclinato garantiscono comfort anche in sessioni lunghe. La certificazione IP66 è un plus raro in questa fascia. Sul fronte software, l’app realme Link offre ampie possibilità di personalizzazione: EQ, modalità ANC, Golden Sound, Game Mode, Spatial Audio e controllo gestuale. Le funzioni AI, tra cui traduzione e AI Inquiry, sono annunciate ma ancora in rollout.</p><p>L’ANC è efficace e la modalità trasparenza è ben tarata, anche se non si raggiunge il livello di cancellazione dei top di gamma. La qualità musicale è buona, con una firma sonora incentrata su bassi e alti, ma manca un po’ di precisione e dettaglio nei medi. In chiamata, la voce è chiara e comprensibile anche in ambienti rumorosi.</p><p>L’autonomia dichiarata arriva fino a 48 ore con il case, un valore più che adeguato per qualsiasi scenario d’uso. In attesa della piena attivazione delle funzioni AI, restano comunque una proposta concreta per chi cerca un paio di auricolari versatili, moderni e con qualche ambizione in più.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="BSzfDVafcdrMC9W9yJ5UMi" name="realme Buds Air 7 Pro" alt="realme Buds Air 7 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BSzfDVafcdrMC9W9yJ5UMi-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme Buds Air 7 Pro)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-design-comodita-ergonomia"><span>Design, comodità, ergonomia </span></h3><p>Il design dei Buds Air 7 Pro è compatto e rifinito, con linee pulite e una costruzione che alterna materiali lucidi e satinati. Il colore verde smeraldo, testato per questa recensione, conferisce un’identità forte al prodotto, ma sono disponibili anche varianti più sobrie. Gli auricolari presentano una superficie lucida che, se da un lato esalta l’estetica, dall’altro li rende scivolosi: estrarli dalla custodia richiede attenzione, specialmente con mani umide o dita grandi.</p><p>Lo stelo corto e piatto è una scelta funzionale: migliora la sensibilità ai comandi touch e ospita i microfoni beam-forming senza creare ingombro. Il nozzle è inclinato a 45° per adattarsi meglio all’anatomia del condotto uditivo, mentre i gommini multitaglia assicurano un sigillo efficace. La distribuzione del peso e il baricentro vicino all’orecchio rendono gli auricolari stabili anche in movimento.</p><p>La custodia ha una forma rettangolare smussata. È compatta, robusta e presenta un LED di stato sul fronte. Sotto, la porta USB-C per la ricarica. </p><p>In uso prolungato, gli auricolari risultano comodi, leggeri e ben bilanciati. L’unico limite riguarda chi non tollera il formato in-ear, comunque ben progettato per ridurre la sensazione di pressione.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XN5Vf27cxjtYzXBm84Gc-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/R3HNrHVKjmc9JUfkJPeHJ4-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YdnDSMe2FnZ7vo6ZXspnq7-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-applicazione-per-smartphone"><span>Applicazione per smartphone</span></h3><p>L’app <strong>realme Link</strong>, disponibile su Android e iOS, è completa e ben organizzata. Mostra in home la carica dei singoli auricolari, permette di scegliere fra tre modalità di controllo del rumore (ANC, Trasparenza, Off) e include diverse funzioni avanzate. L’equalizzatore offre quattro preset e la possibilità di regolare manualmente cinque bande. La funzione <strong>Golden Sound</strong> crea un profilo personalizzato sulla base dell’udito dell’utente.</p><p>Tra le funzioni extra spiccano <strong>Spatial Audio</strong>, <strong>Game Mode</strong> (latenza dichiarata di 45 ms), <strong>MindFlow</strong> per suoni ambientali rilassanti, ricerca auricolare, test di aderenza e aggiornamenti firmware OTA.</p><p>L’integrazione delle funzionalità AI (Gemini, traduttore live e face-to-face, AI Inquiry) è annunciata ma al momento <strong>non ancora attiva</strong> nella versione testata.</p><p>Nel complesso, l’esperienza è stabile, ricca e adatta sia a utenti base che avanzati.</p><h3 class="article-body__section" id="section-isolamento-passivo"><span>Isolamento passivo</span></h3><p>L’isolamento passivo offerto dai Buds Air 7 Pro è superiore alla media della fascia di prezzo. Grazie ai gommini inclinati e alla buona progettazione della cavità acustica, l’effetto sigillo è efficace senza risultare invasivo. In ambienti chiusi o poco rumorosi, come l’ufficio, riesce a smorzare conversazioni e rumori ambientali anche senza ANC attivo. L’ergonomia favorisce una chiusura uniforme nel condotto uditivo, migliorando al contempo la risposta dei bassi. La sensazione generale è di discreto isolamento, senza pressione eccessiva.</p><h3 class="article-body__section" id="section-riduzione-del-suono-anc"><span>Riduzione del suono ANC </span></h3><p>I Buds Air 7 Pro integrano un sistema ANC attivo a sei microfoni con riduzione dichiarata fino a <strong>53 dB</strong>, un valore molto elevato sulla carta. Nei test reali, la cancellazione si dimostra efficace in ambienti caotici come strade trafficate o sale d’attesa aeroportuali: il rumore continuo viene significativamente attenuato, anche se non completamente eliminato.</p><p>La modalità dinamica regola l’intensità in base all’ambiente circostante e risulta la più bilanciata per un uso quotidiano. La modalità trasparenza, invece, restituisce la voce umana con naturalezza, senza sibilanti marcati o artefatti.</p><p>Nel confronto con altri modelli di pari fascia, la resa ANC dei Buds Air 7 Pro è superiore alla media, pur restando lontana dai risultati di fascia premium. Buona anche la gestione del vento nelle chiamate e durante gli spostamenti.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rgA7RbKhfG737NHT9v2bDC-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sxEe4Td5ajK8ZAHGkueBiE-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-qualita-musica"><span>Qualità musica</span></h3><p>I realme Buds Air 7 Pro offrono un’esperienza musicale generalmente piacevole, ma non impeccabile. La configurazione con driver coassiali da 11 e 6 mm garantisce una base solida, con buoni bassi e una gamma dinamica rispettabile. Tuttavia, manca la precisione necessaria per chi cerca un ascolto analitico.</p><p>In ascolto con <strong>“Take Five”</strong> (Dave Brubeck), il piano risulta perfetto e il basso è ben presente, ma il ride è un po’ attenuato. Con <strong>“Roundabout”</strong> degli Yes, le armoniche iniziali sono pulite e il basso ben separato, ma nei passaggi complessi il suono tende a impastarsi. <strong>“Cemetery Gates”</strong> dei Pantera mostra una buona riproduzione della parte elettrica, ma nei passaggi acustici i dettagli si perdono. La resa migliora nei momenti più densi, rendendo il modello adatto a brani metal.</p><p>In <strong>“Nessun dorma”</strong>, la dinamica vocale è ben gestita, ma l’orchestra sullo sfondo resta un po’ sacrificata, con medi poco valorizzati. Molto meglio con <strong>“Time”</strong> dei Pink Floyd: l’esplosione iniziale degli orologi è ben resa, e la separazione degli strumenti è soddisfacente.</p><p>Il profilo audio predefinito (“Originale”) si dimostra equilibrato. I preset dell’app permettono variazioni sensibili, e il codec LHDC migliora la scena e la nitidezza, ma senza stravolgere la resa complessiva. In definitiva, la qualità musicale è <strong>buona per l’ascolto quotidiano</strong>, ma resta un gradino sotto i concorrenti più orientati all’audiofilia  </p><h3 class="article-body__section" id="section-qualita-audio-in-chiamata"><span>Qualità audio in chiamata </span></h3><p>La qualità in chiamata dei Buds Air 7 Pro è sopra la media: i microfoni beam-forming captano la voce in modo chiaro anche in ambienti rumorosi, con una buona attenuazione del rumore di fondo. Nei primi test, le conversazioni sono risultate stabili sia in ambienti interni (ufficio open-space) sia all’aperto, anche in presenza di vento o traffico leggero. L’intelligibilità è alta, anche se il timbro vocale tende a essere leggermente appiattito.</p><p>Il giudizio resta positivo, ma basato su un uso ancora limitato: serviranno prove più approfondite per una valutazione definitiva.</p><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><p>La batteria è uno dei punti forti del prodotto. realme dichiara <strong>fino a 48 ore di autonomia complessiva</strong> con custodia, un valore che, anche considerando un calo in uso reale con ANC e LHDC attivi, resta più che adeguato. Il tempo di ricarica è nella media (circa 60 minuti), con supporto alla ricarica rapida tramite USB-C. Non è prevista la ricarica wireless.</p><p>In uno scenario misto (ANC attivo per metà del tempo, codec AAC), gli auricolari coprono agevolmente due o tre giorni d’uso regolare. Da verificare più avanti l’impatto energetico dello streaming LHDC ad alta qualità.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-buds-air-7-pro-ne-vale-la-pena"><span>realme Buds Air 7 Pro, ne vale la pena?</span></h3><h2 id="ragioni-per-comprare-10">ragioni per comprare</h2><div class="product"><p>Vuoi auricolari versatili con ANC, buona autonomia e app ricca di funzioni, a un prezzo contenuto.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="990bf939-5eed-4016-b4e8-7dd066cd2a0b" data-action="Deal Block" data-label="Vuoi auricolari versatili con ANC, buona autonomia e app ricca di funzioni, a un prezzo contenuto." data-dimension48="Vuoi auricolari versatili con ANC, buona autonomia e app ricca di funzioni, a un prezzo contenuto." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Ti interessano le funzioni AI, come la traduzione integrata negli auricolari <a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="2669b5a0-a957-43f2-883d-24c51b84c07a" data-action="Deal Block" data-label="Ti interessano le funzioni AI, come la traduzione integrata negli auricolari" data-dimension48="Ti interessano le funzioni AI, come la traduzione integrata negli auricolari" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Cerchi un’esperienza d’uso fluida, con controlli touch affidabili e una buona integrazione software via app.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="dd5ce45a-b132-43e0-bb9a-5c0e60e4c9f7" data-action="Deal Block" data-label="Cerchi un’esperienza d’uso fluida, con controlli touch affidabili e una buona integrazione software via app." data-dimension48="Cerchi un’esperienza d’uso fluida, con controlli touch affidabili e una buona integrazione software via app." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-13">ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p>Cerchi audio ad alta fedeltà con firma neutra e grande dettaglio: qui il tuning è più consumer.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="af698f3e-4ddb-442f-a137-a793aafeca67" data-action="Deal Block" data-label="Cerchi audio ad alta fedeltà con firma neutra e grande dettaglio: qui il tuning è più consumer." data-dimension48="Cerchi audio ad alta fedeltà con firma neutra e grande dettaglio: qui il tuning è più consumer." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Non sopporti gli in-ear o hai dita grandi: l’estrazione dalla custodia può risultare scomoda.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="e8f36fed-8ca2-4cde-b695-14af97eb3131" data-action="Deal Block" data-label="Non sopporti gli in-ear o hai dita grandi: l’estrazione dalla custodia può risultare scomoda." data-dimension48="Non sopporti gli in-ear o hai dita grandi: l’estrazione dalla custodia può risultare scomoda." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Vuoi auricolari specifici per musica strumentale o classica: i medi sono indietro e il dettaglio non è sufficiente.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1c2b9a19-9ad2-4798-8f02-57855fa48f75" data-action="Deal Block" data-label="Vuoi auricolari specifici per musica strumentale o classica: i medi sono indietro e il dettaglio non è sufficiente." data-dimension48="Vuoi auricolari specifici per musica strumentale o classica: i medi sono indietro e il dettaglio non è sufficiente." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h3 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative </span></h3><div class="product"><p><strong>Sony WF-C700N</strong></p><p>Tra le migliori opzioni con cancellazione del rumore attivo in questa fascia, grazie a un ANC ben tarato e a un’app molto matura. Il suono è bilanciato e naturale, adatto a più generi musicali. Non supporta codec hi-res, ma resta stabile in chiamata e offre una buona autonomia. Il design è discreto e confortevole anche per sessioni prolungate.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ed7e386e-7f42-47b7-afec-e35571ac0a3b" data-action="Deal Block" data-label="Sony WF-C700NTra le migliori opzioni con cancellazione del rumore attivo in questa fascia, grazie a un ANC ben tarato e a un’app molto matura. Il suono è bilanciato e naturale, adatto a più generi musicali. Non supporta codec hi-res, ma resta stabile in chiamata e offre una buona autonomia. Il design è discreto e confortevole anche per sessioni prolungate." data-dimension48="Sony WF-C700NTra le migliori opzioni con cancellazione del rumore attivo in questa fascia, grazie a un ANC ben tarato e a un’app molto matura. Il suono è bilanciato e naturale, adatto a più generi musicali. Non supporta codec hi-res, ma resta stabile in chiamata e offre una buona autonomia. Il design è discreto e confortevole anche per sessioni prolungate." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Nothing Ear (2)</strong></p><p>Design trasparente iconico e supporto al codec LHDC. Ottima la separazione stereo e l’esperienza d’ascolto immersiva, anche se l’ANC è solo discreto. App ricca e intuitiva, con controllo preciso di equalizzazione e funzioni avanzate. Resta un’opzione moderna e curata per chi vuole stile e sostanza, ma è meno robusto in termini di materiali <a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ef3bd671-74be-4e76-bb11-e1fb82304fcb" data-action="Deal Block" data-label="Nothing Ear (2)Design trasparente iconico e supporto al codec LHDC. Ottima la separazione stereo e l’esperienza d’ascolto immersiva, anche se l’ANC è solo discreto. 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Manca l’integrazione di funzioni smart evolute, ma la resa sonora è pulita e potente, con un’attenzione particolare alla voce.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="e83bbd36-a118-458f-b302-23b8022288c1" data-action="Deal Block" data-label="Huawei FreeBuds 6iCancellazione del rumore tra le più potenti sotto i 150 euro, con algoritmo adattivo molto efficace. Supporta il codec L2HC, ottimizzato per dispositivi Huawei. Buona qualità vocale in chiamata, app completa su Android ma più limitata su iOS. Manca l’integrazione di funzioni smart evolute, ma la resa sonora è pulita e potente, con un’attenzione particolare alla voce." data-dimension48="Huawei FreeBuds 6iCancellazione del rumore tra le più potenti sotto i 150 euro, con algoritmo adattivo molto efficace. Supporta il codec L2HC, ottimizzato per dispositivi Huawei. Buona qualità vocale in chiamata, app completa su Android ma più limitata su iOS. Manca l’integrazione di funzioni smart evolute, ma la resa sonora è pulita e potente, con un’attenzione particolare alla voce." data-dimension25="">View Deal</a></p></div> ]]></dc:content>
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                                <p>Con i Buds Air 7 Pro, realme introduce un modello true wireless che tenta il salto di qualità non solo sul fronte audio, ma anche nell’integrazione dell’intelligenza artificiale. Gemini, l’AI di Google, promette traduzione simultanea (anche face-to-face) e risposte vocali in tempo reale, rendendo questi auricolari tra i più “smart” della loro fascia.</p><p>La presenza di driver coassiali dual-DAC, cancellazione del rumore fino a 53 dB, supporto al codec LHDC e certificazione IP66 li posiziona come una proposta ambiziosa sotto i 100 euro. Tuttavia, al momento della recensione alcune funzionalità AI risultano ancora non attive e la qualità musicale, pur buona, non raggiunge l’eccellenza. Restano però numerosi punti a favore: un’app ben progettata, un’autonomia dichiarata generosa (fino a 48 ore), una custodia compatta e un’ergonomia ben studiata, a patto di tollerare il formato in-ear.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="mv7ToNdbXVwjVXVxMhFpgY" name="realme Buds Air 7 Pro 7" alt="realme Buds Air 7 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mv7ToNdbXVwjVXVxMhFpgY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme Buds Air 7 Pro)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-buds-air-7-pro-recensione-in-breve"><span>realme Buds Air 7 Pro, Recensione in breve</span></h3><p>I realme Buds Air 7 Pro sono un prodotto completo e ben rifinito, che punta ad alzare l’asticella dei true wireless di fascia media. Il design è curato, disponibile in più colori, con una versione verde smeraldo che spicca per finitura lucida sugli auricolari e satinata sulla custodia. Il case è compatto, ma l’estrazione dei buds risulta un po’ difficoltosa per via della superficie scivolosa e degli incavi stretti.</p><p>L’ergonomia è ottima: stelo corto, buona distribuzione del peso e ugello inclinato garantiscono comfort anche in sessioni lunghe. La certificazione IP66 è un plus raro in questa fascia. Sul fronte software, l’app realme Link offre ampie possibilità di personalizzazione: EQ, modalità ANC, Golden Sound, Game Mode, Spatial Audio e controllo gestuale. Le funzioni AI, tra cui traduzione e AI Inquiry, sono annunciate ma ancora in rollout.</p><p>L’ANC è efficace e la modalità trasparenza è ben tarata, anche se non si raggiunge il livello di cancellazione dei top di gamma. La qualità musicale è buona, con una firma sonora incentrata su bassi e alti, ma manca un po’ di precisione e dettaglio nei medi. In chiamata, la voce è chiara e comprensibile anche in ambienti rumorosi.</p><p>L’autonomia dichiarata arriva fino a 48 ore con il case, un valore più che adeguato per qualsiasi scenario d’uso. In attesa della piena attivazione delle funzioni AI, restano comunque una proposta concreta per chi cerca un paio di auricolari versatili, moderni e con qualche ambizione in più.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="BSzfDVafcdrMC9W9yJ5UMi" name="realme Buds Air 7 Pro" alt="realme Buds Air 7 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BSzfDVafcdrMC9W9yJ5UMi-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme Buds Air 7 Pro)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-design-comodita-ergonomia"><span>Design, comodità, ergonomia </span></h3><p>Il design dei Buds Air 7 Pro è compatto e rifinito, con linee pulite e una costruzione che alterna materiali lucidi e satinati. Il colore verde smeraldo, testato per questa recensione, conferisce un’identità forte al prodotto, ma sono disponibili anche varianti più sobrie. Gli auricolari presentano una superficie lucida che, se da un lato esalta l’estetica, dall’altro li rende scivolosi: estrarli dalla custodia richiede attenzione, specialmente con mani umide o dita grandi.</p><p>Lo stelo corto e piatto è una scelta funzionale: migliora la sensibilità ai comandi touch e ospita i microfoni beam-forming senza creare ingombro. Il nozzle è inclinato a 45° per adattarsi meglio all’anatomia del condotto uditivo, mentre i gommini multitaglia assicurano un sigillo efficace. La distribuzione del peso e il baricentro vicino all’orecchio rendono gli auricolari stabili anche in movimento.</p><p>La custodia ha una forma rettangolare smussata. È compatta, robusta e presenta un LED di stato sul fronte. Sotto, la porta USB-C per la ricarica. </p><p>In uso prolungato, gli auricolari risultano comodi, leggeri e ben bilanciati. L’unico limite riguarda chi non tollera il formato in-ear, comunque ben progettato per ridurre la sensazione di pressione.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XN5Vf27cxjtYzXBm84Gc-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/R3HNrHVKjmc9JUfkJPeHJ4-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YdnDSMe2FnZ7vo6ZXspnq7-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-applicazione-per-smartphone"><span>Applicazione per smartphone</span></h3><p>L’app <strong>realme Link</strong>, disponibile su Android e iOS, è completa e ben organizzata. Mostra in home la carica dei singoli auricolari, permette di scegliere fra tre modalità di controllo del rumore (ANC, Trasparenza, Off) e include diverse funzioni avanzate. L’equalizzatore offre quattro preset e la possibilità di regolare manualmente cinque bande. La funzione <strong>Golden Sound</strong> crea un profilo personalizzato sulla base dell’udito dell’utente.</p><p>Tra le funzioni extra spiccano <strong>Spatial Audio</strong>, <strong>Game Mode</strong> (latenza dichiarata di 45 ms), <strong>MindFlow</strong> per suoni ambientali rilassanti, ricerca auricolare, test di aderenza e aggiornamenti firmware OTA.</p><p>L’integrazione delle funzionalità AI (Gemini, traduttore live e face-to-face, AI Inquiry) è annunciata ma al momento <strong>non ancora attiva</strong> nella versione testata.</p><p>Nel complesso, l’esperienza è stabile, ricca e adatta sia a utenti base che avanzati.</p><h3 class="article-body__section" id="section-isolamento-passivo"><span>Isolamento passivo</span></h3><p>L’isolamento passivo offerto dai Buds Air 7 Pro è superiore alla media della fascia di prezzo. Grazie ai gommini inclinati e alla buona progettazione della cavità acustica, l’effetto sigillo è efficace senza risultare invasivo. In ambienti chiusi o poco rumorosi, come l’ufficio, riesce a smorzare conversazioni e rumori ambientali anche senza ANC attivo. L’ergonomia favorisce una chiusura uniforme nel condotto uditivo, migliorando al contempo la risposta dei bassi. La sensazione generale è di discreto isolamento, senza pressione eccessiva.</p><h3 class="article-body__section" id="section-riduzione-del-suono-anc"><span>Riduzione del suono ANC </span></h3><p>I Buds Air 7 Pro integrano un sistema ANC attivo a sei microfoni con riduzione dichiarata fino a <strong>53 dB</strong>, un valore molto elevato sulla carta. Nei test reali, la cancellazione si dimostra efficace in ambienti caotici come strade trafficate o sale d’attesa aeroportuali: il rumore continuo viene significativamente attenuato, anche se non completamente eliminato.</p><p>La modalità dinamica regola l’intensità in base all’ambiente circostante e risulta la più bilanciata per un uso quotidiano. La modalità trasparenza, invece, restituisce la voce umana con naturalezza, senza sibilanti marcati o artefatti.</p><p>Nel confronto con altri modelli di pari fascia, la resa ANC dei Buds Air 7 Pro è superiore alla media, pur restando lontana dai risultati di fascia premium. Buona anche la gestione del vento nelle chiamate e durante gli spostamenti.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rgA7RbKhfG737NHT9v2bDC-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sxEe4Td5ajK8ZAHGkueBiE-1920-80.jpg" alt="realme Buds Air 7 Pro" /><figcaption><small role="credit">realme Buds Air 7 Pro</small></figcaption></figure></figure><h3 class="article-body__section" id="section-qualita-musica"><span>Qualità musica</span></h3><p>I realme Buds Air 7 Pro offrono un’esperienza musicale generalmente piacevole, ma non impeccabile. La configurazione con driver coassiali da 11 e 6 mm garantisce una base solida, con buoni bassi e una gamma dinamica rispettabile. Tuttavia, manca la precisione necessaria per chi cerca un ascolto analitico.</p><p>In ascolto con <strong>“Take Five”</strong> (Dave Brubeck), il piano risulta perfetto e il basso è ben presente, ma il ride è un po’ attenuato. Con <strong>“Roundabout”</strong> degli Yes, le armoniche iniziali sono pulite e il basso ben separato, ma nei passaggi complessi il suono tende a impastarsi. <strong>“Cemetery Gates”</strong> dei Pantera mostra una buona riproduzione della parte elettrica, ma nei passaggi acustici i dettagli si perdono. La resa migliora nei momenti più densi, rendendo il modello adatto a brani metal.</p><p>In <strong>“Nessun dorma”</strong>, la dinamica vocale è ben gestita, ma l’orchestra sullo sfondo resta un po’ sacrificata, con medi poco valorizzati. Molto meglio con <strong>“Time”</strong> dei Pink Floyd: l’esplosione iniziale degli orologi è ben resa, e la separazione degli strumenti è soddisfacente.</p><p>Il profilo audio predefinito (“Originale”) si dimostra equilibrato. I preset dell’app permettono variazioni sensibili, e il codec LHDC migliora la scena e la nitidezza, ma senza stravolgere la resa complessiva. In definitiva, la qualità musicale è <strong>buona per l’ascolto quotidiano</strong>, ma resta un gradino sotto i concorrenti più orientati all’audiofilia  </p><h3 class="article-body__section" id="section-qualita-audio-in-chiamata"><span>Qualità audio in chiamata </span></h3><p>La qualità in chiamata dei Buds Air 7 Pro è sopra la media: i microfoni beam-forming captano la voce in modo chiaro anche in ambienti rumorosi, con una buona attenuazione del rumore di fondo. Nei primi test, le conversazioni sono risultate stabili sia in ambienti interni (ufficio open-space) sia all’aperto, anche in presenza di vento o traffico leggero. L’intelligibilità è alta, anche se il timbro vocale tende a essere leggermente appiattito.</p><p>Il giudizio resta positivo, ma basato su un uso ancora limitato: serviranno prove più approfondite per una valutazione definitiva.</p><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><p>La batteria è uno dei punti forti del prodotto. realme dichiara <strong>fino a 48 ore di autonomia complessiva</strong> con custodia, un valore che, anche considerando un calo in uso reale con ANC e LHDC attivi, resta più che adeguato. Il tempo di ricarica è nella media (circa 60 minuti), con supporto alla ricarica rapida tramite USB-C. Non è prevista la ricarica wireless.</p><p>In uno scenario misto (ANC attivo per metà del tempo, codec AAC), gli auricolari coprono agevolmente due o tre giorni d’uso regolare. Da verificare più avanti l’impatto energetico dello streaming LHDC ad alta qualità.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-buds-air-7-pro-ne-vale-la-pena"><span>realme Buds Air 7 Pro, ne vale la pena?</span></h3><h2 id="ragioni-per-comprare-10">ragioni per comprare</h2><div class="product"><p>Vuoi auricolari versatili con ANC, buona autonomia e app ricca di funzioni, a un prezzo contenuto.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="990bf939-5eed-4016-b4e8-7dd066cd2a0b" data-action="Deal Block" data-label="Vuoi auricolari versatili con ANC, buona autonomia e app ricca di funzioni, a un prezzo contenuto." data-dimension48="Vuoi auricolari versatili con ANC, buona autonomia e app ricca di funzioni, a un prezzo contenuto." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Ti interessano le funzioni AI, come la traduzione integrata negli auricolari <a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="2669b5a0-a957-43f2-883d-24c51b84c07a" data-action="Deal Block" data-label="Ti interessano le funzioni AI, come la traduzione integrata negli auricolari" data-dimension48="Ti interessano le funzioni AI, come la traduzione integrata negli auricolari" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Cerchi un’esperienza d’uso fluida, con controlli touch affidabili e una buona integrazione software via app.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="dd5ce45a-b132-43e0-bb9a-5c0e60e4c9f7" data-action="Deal Block" data-label="Cerchi un’esperienza d’uso fluida, con controlli touch affidabili e una buona integrazione software via app." data-dimension48="Cerchi un’esperienza d’uso fluida, con controlli touch affidabili e una buona integrazione software via app." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-13">ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p>Cerchi audio ad alta fedeltà con firma neutra e grande dettaglio: qui il tuning è più consumer.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="af698f3e-4ddb-442f-a137-a793aafeca67" data-action="Deal Block" data-label="Cerchi audio ad alta fedeltà con firma neutra e grande dettaglio: qui il tuning è più consumer." data-dimension48="Cerchi audio ad alta fedeltà con firma neutra e grande dettaglio: qui il tuning è più consumer." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Non sopporti gli in-ear o hai dita grandi: l’estrazione dalla custodia può risultare scomoda.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="e8f36fed-8ca2-4cde-b695-14af97eb3131" data-action="Deal Block" data-label="Non sopporti gli in-ear o hai dita grandi: l’estrazione dalla custodia può risultare scomoda." data-dimension48="Non sopporti gli in-ear o hai dita grandi: l’estrazione dalla custodia può risultare scomoda." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Vuoi auricolari specifici per musica strumentale o classica: i medi sono indietro e il dettaglio non è sufficiente.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1c2b9a19-9ad2-4798-8f02-57855fa48f75" data-action="Deal Block" data-label="Vuoi auricolari specifici per musica strumentale o classica: i medi sono indietro e il dettaglio non è sufficiente." data-dimension48="Vuoi auricolari specifici per musica strumentale o classica: i medi sono indietro e il dettaglio non è sufficiente." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h3 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative </span></h3><div class="product"><p><strong>Sony WF-C700N</strong></p><p>Tra le migliori opzioni con cancellazione del rumore attivo in questa fascia, grazie a un ANC ben tarato e a un’app molto matura. Il suono è bilanciato e naturale, adatto a più generi musicali. Non supporta codec hi-res, ma resta stabile in chiamata e offre una buona autonomia. Il design è discreto e confortevole anche per sessioni prolungate.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ed7e386e-7f42-47b7-afec-e35571ac0a3b" data-action="Deal Block" data-label="Sony WF-C700NTra le migliori opzioni con cancellazione del rumore attivo in questa fascia, grazie a un ANC ben tarato e a un’app molto matura. Il suono è bilanciato e naturale, adatto a più generi musicali. Non supporta codec hi-res, ma resta stabile in chiamata e offre una buona autonomia. Il design è discreto e confortevole anche per sessioni prolungate." data-dimension48="Sony WF-C700NTra le migliori opzioni con cancellazione del rumore attivo in questa fascia, grazie a un ANC ben tarato e a un’app molto matura. Il suono è bilanciato e naturale, adatto a più generi musicali. Non supporta codec hi-res, ma resta stabile in chiamata e offre una buona autonomia. Il design è discreto e confortevole anche per sessioni prolungate." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Nothing Ear (2)</strong></p><p>Design trasparente iconico e supporto al codec LHDC. Ottima la separazione stereo e l’esperienza d’ascolto immersiva, anche se l’ANC è solo discreto. App ricca e intuitiva, con controllo preciso di equalizzazione e funzioni avanzate. Resta un’opzione moderna e curata per chi vuole stile e sostanza, ma è meno robusto in termini di materiali <a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="ef3bd671-74be-4e76-bb11-e1fb82304fcb" data-action="Deal Block" data-label="Nothing Ear (2)Design trasparente iconico e supporto al codec LHDC. Ottima la separazione stereo e l’esperienza d’ascolto immersiva, anche se l’ANC è solo discreto. App ricca e intuitiva, con controllo preciso di equalizzazione e funzioni avanzate. Resta un’opzione moderna e curata per chi vuole stile e sostanza, ma è meno robusto in termini di materiali" data-dimension48="Nothing Ear (2)Design trasparente iconico e supporto al codec LHDC. Ottima la separazione stereo e l’esperienza d’ascolto immersiva, anche se l’ANC è solo discreto. App ricca e intuitiva, con controllo preciso di equalizzazione e funzioni avanzate. Resta un’opzione moderna e curata per chi vuole stile e sostanza, ma è meno robusto in termini di materiali" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Huawei FreeBuds 6i</strong></p><p>Cancellazione del rumore tra le più potenti sotto i 150 euro, con algoritmo adattivo molto efficace. Supporta il codec L2HC, ottimizzato per dispositivi Huawei. Buona qualità vocale in chiamata, app completa su Android ma più limitata su iOS. Manca l’integrazione di funzioni smart evolute, ma la resa sonora è pulita e potente, con un’attenzione particolare alla voce.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="e83bbd36-a118-458f-b302-23b8022288c1" data-action="Deal Block" data-label="Huawei FreeBuds 6iCancellazione del rumore tra le più potenti sotto i 150 euro, con algoritmo adattivo molto efficace. Supporta il codec L2HC, ottimizzato per dispositivi Huawei. Buona qualità vocale in chiamata, app completa su Android ma più limitata su iOS. Manca l’integrazione di funzioni smart evolute, ma la resa sonora è pulita e potente, con un’attenzione particolare alla voce." data-dimension48="Huawei FreeBuds 6iCancellazione del rumore tra le più potenti sotto i 150 euro, con algoritmo adattivo molto efficace. Supporta il codec L2HC, ottimizzato per dispositivi Huawei. Buona qualità vocale in chiamata, app completa su Android ma più limitata su iOS. Manca l’integrazione di funzioni smart evolute, ma la resa sonora è pulita e potente, con un’attenzione particolare alla voce." data-dimension25="">View Deal</a></p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione realme GT 7 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il realme GT 7 si presenta come il nuovo flagship killer del 2025, con un posizionamento pensato per unire prestazioni elevate e innovazioni tangibili, soprattutto in ambito ergonomico, software e fotografico. Lanciato con realme UI 6.0 basata su Android 15 e dotato di un hardware aggiornato, il dispositivo punta a competere con modelli ben più costosi, mantenendo però una proposta accessibile. Rispetto al modello Pro, il GT 7 standard adotta scelte progettuali diverse, come un telaio composito con finitura “Indium Laser-Etched” e una scocca posteriore in IceSense Graphene con fibra di vetro, concepita per ottimizzare la dissipazione termica. Un telefono costruito per chi cerca potenza quotidiana, autonomia solida e un comparto fotografico versatile senza scendere a compromessi sulla qualità costruttiva.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-recensione-in-breve"><span>realme GT 7, recensione in breve</span></h3><p>Il realme GT 7 si configura come un’opzione concreta per chi desidera un dispositivo potente ma accessibile, con una combinazione ben calibrata di materiali innovativi, software aggiornato e funzioni AI. A distinguersi è innanzitutto il design, con una scocca posteriore in materiale composito IceSense, che coniuga grafene e fibra di vetro. </p><p>L’effetto visivo è sofisticato, ma soprattutto la superficie è studiata per migliorare il grip e contenere il calore. Un obiettivo che, almeno nei giorni in cui l’ho usato, è pienamente raggiunto. </p><p>Il display AMOLED piatto da 6,78 pollici, con refresh rate a 120 Hz, si comporta bene in ogni situazione d’uso, ed è protetto da vetro Gorilla Glass 7i. Le cornici sottili e la luminosità elevata lo rendono leggibile anche in ambienti molto luminosi.</p><p>Il software realme UI 6.0 introduce un ecosistema sempre più evoluto, con animazioni fluide, supporto all’AI generativa, un’interfaccia rivisitata e nuove opzioni di personalizzazione. Le funzioni come AI Smart Loop, AI Writer e AI Eraser sono strumenti utili anche nella vita quotidiana, e l’app fotocamera beneficia di una gestione migliorata delle modalità e dei filtri.</p><p>Il comparto fotografico offre un’esperienza completa: la fotocamera principale Sony IMX906 da 50MP con OIS è affiancata da un teleobiettivo 2x e da una ultra-grandangolare da 8MP. Le foto sono dettagliate, anche di notte, grazie alla modalità Night e al supporto AI.</p><p>Le prestazioni sono fluide, grazie al chip Snapdragon di fascia alta (da confermare al lancio), e la batteria da 5500-6000 mAh (a seconda del mercato) garantisce un’autonomia solida, con ricarica rapida da 120W. Nel complesso, un flagship killer credibile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="sHHwpGrSvaH66jS9WV3g3P" name="realme GT 7" alt="realme GT 7" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sHHwpGrSvaH66jS9WV3g3P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme GT 7)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-disponibilita-e-prezzo"><span>realme GT 7, Disponibilità e prezzo</span></h3><p>Il realme GT 7 sarà disponibile ufficialmente in Italia a partire dal <strong>27 maggio 2025</strong>, inizialmente nella versione <strong>12 GB + 512 GB</strong> al prezzo consigliato di <strong>749,99 euro</strong>. Durante il periodo di lancio (dal 27 maggio al 30 giugno), il dispositivo sarà proposto in offerta a <strong>729,99 euro</strong> in bundle con lo smartwatch <strong>realme Watch S2</strong>, per un risparmio complessivo di 70 euro. I canali coinvolti includono Unieuro, MediaWorld, Expert, Euronics e Trony .</p><p>Una versione <strong>esclusiva per Amazon</strong> sarà invece la <strong>12 GB + 256 GB</strong>, disponibile a <strong>749,99 euro</strong>, con un prezzo promozionale di <strong>649,99 euro</strong> a partire dalla stessa data .</p><p>Dal 30 maggio arriverà anche il <strong>realme GT 7T</strong>, dotato di 12 GB di RAM e 512 GB di storage, con prezzo di listino di <strong>699,99 euro</strong> e <strong>offerta lancio a 599,99 euro</strong>. Unieuro lo proporrà inizialmente in un’iniziativa trade-in dal 30 maggio all’11 giugno, seguita da uno sconto diretto valido dal 12 al 30 giugno. Anche MediaWorld, Expert, Euronics e Trony adotteranno la stessa fascia promozionale .</p><p>Infine, è prevista una <strong>Dream Edition</strong> da <strong>16 GB + 512 GB</strong>, frutto della collaborazione tra realme e <strong>Aston Martin</strong>. Sarà in vendita in esclusiva da Euronics (online e nei negozi fisici) a <strong>899,99 euro</strong> dal 27 al 31 maggio, mentre dal <strong>1° al 30 giugno</strong> sarà scontata a <strong>829,99 euro</strong>. L’acquisto dà inoltre diritto a ricevere in omaggio gli auricolari <strong>realme Buds Air7 Pro</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="GsTJQSodebfzPYoTVdotzR" name="realme GT 7" alt="realme GT 7" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GsTJQSodebfzPYoTVdotzR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme GT 7)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-design"><span>realme GT 7, Design</span></h3><p>Il design del realme GT 7 punta su un’estetica sobria ma tecnologicamente sofisticata. Il pannello posteriore è costruito in un materiale composito denominato “IceSense Graphene Fiberglass”, che integra grafene e fibra di vetro per migliorare la dissipazione termica e la resistenza. La finitura “Pro-Gaming Coating” offre una superficie antiscivolo, opaca e resistente alle impronte. Il risultato è un feeling tattile simile a quello di un mouse da gaming di fascia alta.</p><p>Il telaio laterale utilizza una tecnologia “Indium Laser-Etched”, che simula una texture metallica premium pur essendo probabilmente realizzato in policarbonato avanzato. Questo permette al dispositivo di risultare più leggero (206 g) e maneggevole, con bordi ergonomici ben arrotondati.</p><p>L’isola delle fotocamere è ampia ma integrata visivamente con armonia, con un accento rosso sul profilo metallico che riprende quello del pulsante di accensione. Le colorazioni disponibili sono IceSense Blue e IceSense Black, entrambe con riflessi dinamici sotto la luce.</p><p>Il realme GT 7 è certificato IP69, il che significa che il dispositivo è <strong>completamente protetto da polvere</strong> (IP6X) e può <strong>resistere a getti d’acqua ad alta pressione e temperatura</strong> (IPX9), una protezione superiore rispetto al comune IP68. Questa certificazione lo rende adatto anche a scenari estremi, come l’uso sotto pioggia battente o in ambienti industriali.</p><p>Le dimensioni sono nella media per un telefono di questa fascia: 162.4 x 76.1 x 8.3 mm. Il bilanciamento in mano è buono, la presa è sicura anche senza custodia, e il design piatto del display aiuta nell’ergonomia quotidiana.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="nzhEon937GCJNXzdZGo28W" name="realme GT 7" alt="realme GT 7" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nzhEon937GCJNXzdZGo28W-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme GT 7)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-schermo"><span>realme GT 7, Schermo</span></h3><p>Il realme GT 7 è dotato di un pannello AMOLED da 6,78 pollici con risoluzione FHD+ (2780 × 1264 pixel) e refresh rate dinamico fino a 120 Hz. La luminosità di picco raggiunge i 6000 nit in condizioni di forte luce solare, garantendo un’eccellente visibilità anche all’aperto. Il pannello supporta HDR10+ e offre una buona fedeltà cromatica, con angoli di visione ampi e colori ben calibrati. Lo schermo piatto, privo di curvature laterali, è protetto da vetro Gorilla Glass Victus 2 e incorniciato da bordi sottili, con un foro centrale per la fotocamera anteriore. Il touch sampling rate è di 360 Hz, una caratteristica apprezzabile soprattutto in ambito gaming per la reattività ai comandi. Nel complesso, un display ben bilanciato, orientato alla funzionalità e all’esperienza d’uso più che all’estetica spettacolare.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-software"><span>realme GT 7, Software</span></h3><p>Il software del GT 7 è basato su Android 15 con interfaccia realme UI 6.0, una delle versioni più mature e rifinite finora realizzate dal marchio. La fluidità è eccellente, con animazioni curate, un’interfaccia ripulita e nuove funzioni dinamiche come “Fluid Cloud” e “Live Alerts”. La separazione tra notifiche e Quick Settings migliora la leggibilità.</p><p>realme UI 6.0 è fortemente orientata alla personalizzazione: nuovi temi Flux, wallpaper interattivi, icone ridisegnate e un Always-On Display potenziato. La Smart Sidebar e i widget intelligenti offrono un multitasking efficace, mentre il “Private Space” e il “Theft Detection Lock” rafforzano la sicurezza.</p><p>Elemento distintivo è l’integrazione dell’intelligenza artificiale: AI Smart Loop, AI Writer, AI Recording Summary e AI Documents amplificano la produttività quotidiana. In ambito foto/video, strumenti come AI Eraser 2.0, AI Motion Deblur e AI Best Face aumentano la creatività con semplicità.</p><p>Le modalità gaming sono gestite tramite Game Space e GT Boost/HyperBoost Engine, con funzioni come l’AI Frame Stabilizer e la ricarica bypass per il gioco prolungato. Il software è ambizioso ma richiede ancora ottimizzazioni: alcuni bug minori (es. Mini Capsule e Live Alerts) sono stati segnalati nelle prime build. L’aggiornamento software è garantito per 2 anni, con patch di sicurezza per 3.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-fotocamera"><span>realme GT 7, Fotocamera</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fTncfrT47x7QRcUpfPaMMc-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NeiPEe8es7DrBJT8Q7cq4f-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uqEmkBZ6oyvzbjKrGmfthh-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mV6XWRXHt7wWKGh3F5LWAk-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/azKXs9vPgYZ6sozfUe7p3J-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5j8oikHAZH5YPD22jVvN8M-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xMZdJJQATZNjxrEUqwxv4R-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9aAk6S6Br8mdzXnMoZDwbU-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T7eD7CWoS9mouqsTJhnkaf-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G4yokWDSzTAbNpQ4gwWFg9-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure></figure><p>Il realme GT 7 è dotato di un sistema fotografico composto da tre sensori posteriori. Il principale è un Sony IMX906 da 50 MP (formato 1/1.56”) con apertura f/1.8 e stabilizzazione ottica (OIS), pensato per offrire scatti nitidi anche in condizioni complesse, e supportato da un algoritmo proprietario “Lightning Snap” capace di catturare fino a 50 foto al secondo con un tempo di scatto di 1/10266s. Il secondo sensore è un teleobiettivo Samsung S5KJN5 da 50 MP (1/2.8”, f/2.0), utilizzato per zoom 2x ottico e ritratti dettagliati. Completa il comparto una fotocamera ultra-grandangolare OV08D10 da 8 MP (1/4”, f/2.2). La camera frontale, invece, è una Sony IMX615 da 32 MP (1/2.74”, f/2.4), con supporto alla registrazione video in 4K a 60 fps. L’intero comparto è ottimizzato per modalità di scatto AI come Travel Snap, 4K Underwater e AI Portrait .</p><p>Le immagini scattate con la camera principale si distinguono per nitidezza, dettaglio e resa cromatica. In piena luce, lo smartphone cattura texture sottili e superfici complesse con grande precisione: si notano dettagli nei petali dei fiori, nei tessuti e negli oggetti a distanza ravvicinata. Il sharpening applicato dal software è presente ma ben dosato, senza generare contorni artificiali. I colori risultano vivi ma non eccessivi, con un buon bilanciamento complessivo e una leggera dominante calda che evita toni spenti.</p><p>La gamma dinamica è uno dei punti forti: nelle scene con forti contrasti, le alte luci non vengono bruciate e le ombre mantengono struttura. L’HDR automatico lavora con discrezione, senza intaccare il realismo della scena. La messa a fuoco è rapida e stabile, anche in modalità macro, con sfocato naturale e ben sfumato.</p><p>In ambienti poco illuminati, la fotocamera mantiene buone prestazioni: il rumore è contenuto, i dettagli restano leggibili e l’esposizione è gestita in modo prudente. La modalità notte consente di aumentare la luminosità mantenendo un’immagine bilanciata, senza effetti posticci.</p><p>La selfie cam da 16 MP garantisce buoni risultati in condizioni di luce favorevole. I volti appaiono nitidi, con buona resa della pelle e texture ben definite anche nei capelli e nella barba. È presente un leggero smoothing software, ma non invasivo. La gamma dinamica è corretta: anche in pieno sole il viso è ben esposto, senza bruciature. La modalità ritratto sfrutta l’AI per separare lo sfondo, con risultati discreti anche in presenza di contorni complessi. In controluce o in interni, la qualità cala leggermente, ma rimane utilizzabile per social e videochiamate.</p><p>L’app fotocamera è ricca ma ordinata. Le modalità principali sono: Foto, Notte, Ritratto, Pro, Hi-Res, Lunga esposizione, Cielo stellato, Video, Cinematic, Panoramica e Street. Si accede facilmente anche alla scansione documenti, al Tilt-Shift e a funzioni creative come i filtri retrò Déjà Vu. Il supporto RAW, i controlli manuali e l’editing non distruttivo confermano l’impostazione avanzata.</p><p>Realme UI 6.0 introduce un ecosistema software potenziato da intelligenza artificiale, con funzionalità evolute come AI Motion Deblur, AI Best Face, AI Voice Retouch e AI Eraser. L’elaborazione delle immagini è veloce, personalizzabile e reversibile. L’app è pensata per utenti che cercano strumenti fotografici avanzati, ma resta accessibile anche a chi scatta in automatico. La modalità Pro permette un controllo completo dei parametri, incluso lo scatto in RAW.</p><p>Il comparto fotografico del realme GT 7 si distingue per equilibrio tra hardware solido e software curato. L’esperienza è gratificante sia per chi punta sulla semplicità, sia per chi ama sperimentare con la modalità manuale o sfruttare le funzioni AI. Restano margini di miglioramento sull’ultra-grandangolare e sulla camera frontale, ma nel complesso si tratta di una dotazione notevole nella fascia di prezzo.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-prestazioni"><span>realme GT 7, Prestazioni</span></h3><p>Il realme GT 7 monta il processore MediaTek Dimensity 9400e, realizzato a 4 nm da TSMC con architettura a 10 core: 1 Cortex-X4 a 3,4 GHz, 3 Cortex-X4 a 2,85 GHz e 4 Cortex-A720 a 2,0 GHz. Si tratta di una configurazione senza core “efficiency”, orientata alla massima potenza, abbinata alla GPU Immortalis-G720 a 1,3 GHz con supporto al ray tracing.</p><p>Nel benchmark AnTuTu, il GT 7 ha superato quota <strong>1.750.000 punti</strong>, superando di circa 200.000 il punteggio tipico di uno Snapdragon 8 Gen 3. Questo lo colloca al vertice della classifica Android attuale . Anche rispetto ad Apple A17 Pro – noto per l’efficienza nei device iOS – il Dimensity 9400e mostra una potenza grezza superiore, pur restando da verificare l’efficienza energetica nel lungo periodo.</p><p>Le prestazioni si confermano eccellenti anche nel gaming: il GT 7 mantiene <strong>120 fps stabili su PUBG Mobile</strong>, grazie a un controllo termico avanzato e alla modalità GT Boost. L’integrazione con l’APU MediaTek di ultima generazione migliora anche le capacità AI, con accelerazione per funzioni come AI Eraser, AI Motion Deblur e AI Writer.</p><p>Nel quotidiano, le prestazioni sono sempre fluide: editing video, giochi 3D, multitasking spinto e app AI convivono senza lag. I 12 GB di RAM LPDDR5X (espandibili virtualmente) e lo storage UFS 4.0 completano una dotazione da vero top di gamma. Un plauso anche al raffreddamento, con IceSense Graphene e camera di vapore interna, capace di mantenere temperature sotto controllo in uso intensivo.</p><p>Le sessioni di gaming mostrano framerate stabili, anche con titoli impegnativi come Genshin Impact o PUBG Mobile. La dissipazione del calore è buona, anche se sotto stress prolungato il frame rate può calare leggermente, con temperature che si avvicinano ai 44°C. La modalità GT, attivabile manualmente, spinge ulteriormente le prestazioni ma consuma più batteria.</p><p>Il comparto AI beneficia delle capacità del nuovo APU 790, con miglioramenti visibili nel riconoscimento vocale, nel fotoritocco in tempo reale e nei suggerimenti contestuali. Anche l’ottimizzazione energetica sembra migliorata rispetto alla generazione precedente, sebbene l’efficienza assoluta dipenda molto dal tipo di uso e dalla temperatura ambientale.</p><p>In sintesi: il GT 7 è uno smartphone veloce, adatto sia all’uso quotidiano che a quello spinto, con una piattaforma hardware che lo posiziona tra i dispositivi Android più competitivi del 2025 nella fascia medio-alta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="6EwCuUnhi9xC3rCBwCxiNR" name="realme GT 7" alt="realme GT 7" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6EwCuUnhi9xC3rCBwCxiNR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme GT 7)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-batteria"><span>realme GT 7, Batteria</span></h3><p>Il realme GT 7 integra una capiente batteria da 7000 mAh, una dotazione rara anche tra i top di gamma e particolarmente vantaggiosa per chi cerca autonomia prolungata. In condizioni d’uso quotidiano – tra social, browser, fotocamera e streaming video – si raggiungono con facilità <strong>due giorni pieni di utilizzo anche intenso</strong>, senza dover ricorrere alla ricarica notturna.</p><p>La ricarica rapida a 120W è uno dei punti di forza: consente di passare da 0 al 100% in meno di 40 minuti, usando un caricatore rapido (venduto separatamente). È presente anche la <strong>modalità bypass charging</strong>, che alimenta direttamente il sistema durante il gioco o la visione di contenuti, riducendo la temperatura della batteria e rallentandone l’usura.</p><p>Nei contesti più esigenti – come gaming prolungato con rete dati attiva o registrazione video in 4K – l’autonomia cala più rapidamente e la temperatura del dispositivo tende a salire, ma restando entro limiti fisiologici. Realme UI fornisce comunque opzioni di risparmio energetico efficaci, che regolano refresh rate e processi in background per contenere i consumi.</p><p>In definitiva, l’autonomia è uno dei principali punti di forza del GT 7: è difficile scaricarlo completamente in meno di una giornata anche con un uso pesante, mentre la velocità di ricarica lo rende sempre pronto all’uso anche in caso di emergenza.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-conclusioni"><span>realme GT 7, Conclusioni</span></h3><p>Il realme GT 7 (modello standard globale) riesce nell’impresa di coniugare materiali innovativi, prestazioni solide, design curato e una suite software ricca, senza sconfinare nel segmento premium. L’approccio “flagship killer” è confermato da scelte oculate: ottima fotocamera principale, AI utile e un sistema termico evoluto. I compromessi esistono, specie sul sensore d’impronte e sull’ultra-grandangolare, ma restano accettabili per la fascia di prezzo. Un prodotto maturo, consigliabile a chi cerca potenza e versatilità senza rinunciare a ergonomia e stile.</p><h2 id="ragioni-per-comprare-11">ragioni per comprare</h2><div class="product"><p><strong>Batteria</strong></p><p>La batteria da 7000 mAh garantisce due giorni di utilizzo anche intenso, senza rinunce né compromessi prestazionali.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="dca8225c-4aec-4b0a-8c63-5c1eaa01a19a" data-action="Deal Block" data-label="BatteriaLa batteria da 7000 mAh garantisce due giorni di utilizzo anche intenso, senza rinunce né compromessi prestazionali." data-dimension48="BatteriaLa batteria da 7000 mAh garantisce due giorni di utilizzo anche intenso, senza rinunce né compromessi prestazionali." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Schermo</strong></p><p>Il display AMOLED da 6000 nit è leggibile anche sotto il sole diretto, con ottima resa HDR e frequenza a 120 Hz.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="126202ad-2b63-43b7-a35b-65b1568a3d74" data-action="Deal Block" data-label="SchermoIl display AMOLED da 6000 nit è leggibile anche sotto il sole diretto, con ottima resa HDR e frequenza a 120 Hz." data-dimension48="SchermoIl display AMOLED da 6000 nit è leggibile anche sotto il sole diretto, con ottima resa HDR e frequenza a 120 Hz." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Prestazioni</strong></p><p>Il chip Dimensity 9400E con 12 GB RAM assicura prestazioni fluide in multitasking, gaming e produttività, senza rallentamenti evidenti.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bad2b2ce-eea4-4f43-b132-a3d84c11d983" data-action="Deal Block" data-label="PrestazioniIl chip Dimensity 9400E con 12 GB RAM assicura prestazioni fluide in multitasking, gaming e produttività, senza rallentamenti evidenti." data-dimension48="PrestazioniIl chip Dimensity 9400E con 12 GB RAM assicura prestazioni fluide in multitasking, gaming e produttività, senza rallentamenti evidenti." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-14">ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p><strong>Grandangolo</strong></p><p>La fotocamera ultra-grandangolare è visibilmente inferiore al sensore principale, con qualità limitata in dettaglio e gestione luci.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="adc22abe-c378-49a6-9136-3cfddb828728" data-action="Deal Block" data-label="GrandangoloLa fotocamera ultra-grandangolare è visibilmente inferiore al sensore principale, con qualità limitata in dettaglio e gestione luci." data-dimension48="GrandangoloLa fotocamera ultra-grandangolare è visibilmente inferiore al sensore principale, con qualità limitata in dettaglio e gestione luci." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Ricarica Wireless</strong></p><p>Manca la ricarica wireless, presente ormai anche su modelli di prezzo simile, utile per chi cerca versatilità di ricarica.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1ea6648c-816a-449f-b89d-e5921577670f" data-action="Deal Block" data-label="Ricarica WirelessManca la ricarica wireless, presente ormai anche su modelli di prezzo simile, utile per chi cerca versatilità di ricarica." data-dimension48="Ricarica WirelessManca la ricarica wireless, presente ormai anche su modelli di prezzo simile, utile per chi cerca versatilità di ricarica." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Qualche bug</strong></p><p>Il software realme UI 6.0, pur completo, presenta ancora piccoli bug e consumi da ottimizzare, specie in contesti di stress.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="fe8156d2-2d2d-4bb3-9295-d8119a40b2f1" data-action="Deal Block" data-label="Qualche bugIl software realme UI 6.0, pur completo, presenta ancora piccoli bug e consumi da ottimizzare, specie in contesti di stress." data-dimension48="Qualche bugIl software realme UI 6.0, pur completo, presenta ancora piccoli bug e consumi da ottimizzare, specie in contesti di stress." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-alternative"><span>realme GT 7, Alternative</span></h3><p>Il realme GT 7 si posiziona in una fascia molto competitiva. Chi cerca opzioni equivalenti o superiori per caratteristiche specifiche può prendere in considerazione tre alternative strategiche: <strong>Xiaomi 14T Pro</strong> per chi punta al comparto fotografico e alla ricarica wireless, <strong>OnePlus 13R</strong> per chi desidera prestazioni elevate con aggiornamenti software garantiti a lungo termine, e <strong>POCO F6 Pro</strong> per chi vuole il massimo della potenza al minor prezzo.</p><div class="product"><p>Lo Xiaomi 14T Pro compete con il realme GT 7 offrendo ricarica wireless a 50W e fotocamere Leica (50MP OIS principale, 50MP teleobiettivo 2.6x, 12MP ultra-grandangolare). Ha un display AMOLED 144Hz (4000 nit), batteria 5000mAh con HyperCharge 120W, certificazione IP68 e prezzo spesso inferiore a 600€. Ideale per chi cerca ottime foto, design Leica e ricarica wireless in un dispositivo completo.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="72024648-1ac1-4bbe-b63f-973e95d24c3d" data-action="Deal Block" data-label="Xiaomi 14T Pro" data-dimension48="Xiaomi 14T Pro" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Il OnePlus 13R offre prestazioni top con Snapdragon 8 Gen 3, batteria da 6000mAh e 6 anni di patch di sicurezza in OxygenOS, risultando longevo e fluido nella fascia 700€. Ha un display AMOLED LTPO 120Hz da 4500 nit e doppia fotocamera da 50MP (tele 2x), con ultra-wide da 8MP. Manca la ricarica wireless e la costruzione è meno premium. Ideale per chi cerca prestazioni durature, autonomia elevata e Android aggiornato.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="5356ffe5-dad8-4872-82c5-abaec1cb039f" data-action="Deal Block" data-label="OnePlus 13R" data-dimension48="OnePlus 13R" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Il POCO F6 Pro offre il miglior rapporto potenza/prezzo in Italia, con Snapdragon 8 Gen 2, RAM LPDDR5X, display AMOLED WQHD+ e ricarica 120W da poco più di 300 euro. La fotocamera è meno versatile del realme GT 7, ma lo schermo è eccellente e l'esperienza d'uso fluida grazie a HyperOS (con 2 major update Android e 4 anni di patch garantiti). Ideale per chi cerca potenza top di gamma, ottimo schermo e ricarica rapida spendendo poco.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="a89525be-5f1d-479b-83fe-3bc4d510d56a" data-action="Deal Block" data-label="POCO F6 Pro" data-dimension48="POCO F6 Pro" data-dimension25="">View Deal</a></p></div> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Potente, veloce e completo: realme GT 7 alza l’asticella nella fascia medio-alta, con pochi compromessi. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Phone & Communications]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>Il realme GT 7 si presenta come il nuovo flagship killer del 2025, con un posizionamento pensato per unire prestazioni elevate e innovazioni tangibili, soprattutto in ambito ergonomico, software e fotografico. Lanciato con realme UI 6.0 basata su Android 15 e dotato di un hardware aggiornato, il dispositivo punta a competere con modelli ben più costosi, mantenendo però una proposta accessibile. Rispetto al modello Pro, il GT 7 standard adotta scelte progettuali diverse, come un telaio composito con finitura “Indium Laser-Etched” e una scocca posteriore in IceSense Graphene con fibra di vetro, concepita per ottimizzare la dissipazione termica. Un telefono costruito per chi cerca potenza quotidiana, autonomia solida e un comparto fotografico versatile senza scendere a compromessi sulla qualità costruttiva.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-recensione-in-breve"><span>realme GT 7, recensione in breve</span></h3><p>Il realme GT 7 si configura come un’opzione concreta per chi desidera un dispositivo potente ma accessibile, con una combinazione ben calibrata di materiali innovativi, software aggiornato e funzioni AI. A distinguersi è innanzitutto il design, con una scocca posteriore in materiale composito IceSense, che coniuga grafene e fibra di vetro. </p><p>L’effetto visivo è sofisticato, ma soprattutto la superficie è studiata per migliorare il grip e contenere il calore. Un obiettivo che, almeno nei giorni in cui l’ho usato, è pienamente raggiunto. </p><p>Il display AMOLED piatto da 6,78 pollici, con refresh rate a 120 Hz, si comporta bene in ogni situazione d’uso, ed è protetto da vetro Gorilla Glass 7i. Le cornici sottili e la luminosità elevata lo rendono leggibile anche in ambienti molto luminosi.</p><p>Il software realme UI 6.0 introduce un ecosistema sempre più evoluto, con animazioni fluide, supporto all’AI generativa, un’interfaccia rivisitata e nuove opzioni di personalizzazione. Le funzioni come AI Smart Loop, AI Writer e AI Eraser sono strumenti utili anche nella vita quotidiana, e l’app fotocamera beneficia di una gestione migliorata delle modalità e dei filtri.</p><p>Il comparto fotografico offre un’esperienza completa: la fotocamera principale Sony IMX906 da 50MP con OIS è affiancata da un teleobiettivo 2x e da una ultra-grandangolare da 8MP. Le foto sono dettagliate, anche di notte, grazie alla modalità Night e al supporto AI.</p><p>Le prestazioni sono fluide, grazie al chip Snapdragon di fascia alta (da confermare al lancio), e la batteria da 5500-6000 mAh (a seconda del mercato) garantisce un’autonomia solida, con ricarica rapida da 120W. Nel complesso, un flagship killer credibile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="sHHwpGrSvaH66jS9WV3g3P" name="realme GT 7" alt="realme GT 7" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sHHwpGrSvaH66jS9WV3g3P-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme GT 7)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-disponibilita-e-prezzo"><span>realme GT 7, Disponibilità e prezzo</span></h3><p>Il realme GT 7 sarà disponibile ufficialmente in Italia a partire dal <strong>27 maggio 2025</strong>, inizialmente nella versione <strong>12 GB + 512 GB</strong> al prezzo consigliato di <strong>749,99 euro</strong>. Durante il periodo di lancio (dal 27 maggio al 30 giugno), il dispositivo sarà proposto in offerta a <strong>729,99 euro</strong> in bundle con lo smartwatch <strong>realme Watch S2</strong>, per un risparmio complessivo di 70 euro. I canali coinvolti includono Unieuro, MediaWorld, Expert, Euronics e Trony .</p><p>Una versione <strong>esclusiva per Amazon</strong> sarà invece la <strong>12 GB + 256 GB</strong>, disponibile a <strong>749,99 euro</strong>, con un prezzo promozionale di <strong>649,99 euro</strong> a partire dalla stessa data .</p><p>Dal 30 maggio arriverà anche il <strong>realme GT 7T</strong>, dotato di 12 GB di RAM e 512 GB di storage, con prezzo di listino di <strong>699,99 euro</strong> e <strong>offerta lancio a 599,99 euro</strong>. Unieuro lo proporrà inizialmente in un’iniziativa trade-in dal 30 maggio all’11 giugno, seguita da uno sconto diretto valido dal 12 al 30 giugno. Anche MediaWorld, Expert, Euronics e Trony adotteranno la stessa fascia promozionale .</p><p>Infine, è prevista una <strong>Dream Edition</strong> da <strong>16 GB + 512 GB</strong>, frutto della collaborazione tra realme e <strong>Aston Martin</strong>. Sarà in vendita in esclusiva da Euronics (online e nei negozi fisici) a <strong>899,99 euro</strong> dal 27 al 31 maggio, mentre dal <strong>1° al 30 giugno</strong> sarà scontata a <strong>829,99 euro</strong>. L’acquisto dà inoltre diritto a ricevere in omaggio gli auricolari <strong>realme Buds Air7 Pro</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="GsTJQSodebfzPYoTVdotzR" name="realme GT 7" alt="realme GT 7" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GsTJQSodebfzPYoTVdotzR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme GT 7)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-design"><span>realme GT 7, Design</span></h3><p>Il design del realme GT 7 punta su un’estetica sobria ma tecnologicamente sofisticata. Il pannello posteriore è costruito in un materiale composito denominato “IceSense Graphene Fiberglass”, che integra grafene e fibra di vetro per migliorare la dissipazione termica e la resistenza. La finitura “Pro-Gaming Coating” offre una superficie antiscivolo, opaca e resistente alle impronte. Il risultato è un feeling tattile simile a quello di un mouse da gaming di fascia alta.</p><p>Il telaio laterale utilizza una tecnologia “Indium Laser-Etched”, che simula una texture metallica premium pur essendo probabilmente realizzato in policarbonato avanzato. Questo permette al dispositivo di risultare più leggero (206 g) e maneggevole, con bordi ergonomici ben arrotondati.</p><p>L’isola delle fotocamere è ampia ma integrata visivamente con armonia, con un accento rosso sul profilo metallico che riprende quello del pulsante di accensione. Le colorazioni disponibili sono IceSense Blue e IceSense Black, entrambe con riflessi dinamici sotto la luce.</p><p>Il realme GT 7 è certificato IP69, il che significa che il dispositivo è <strong>completamente protetto da polvere</strong> (IP6X) e può <strong>resistere a getti d’acqua ad alta pressione e temperatura</strong> (IPX9), una protezione superiore rispetto al comune IP68. Questa certificazione lo rende adatto anche a scenari estremi, come l’uso sotto pioggia battente o in ambienti industriali.</p><p>Le dimensioni sono nella media per un telefono di questa fascia: 162.4 x 76.1 x 8.3 mm. Il bilanciamento in mano è buono, la presa è sicura anche senza custodia, e il design piatto del display aiuta nell’ergonomia quotidiana.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="nzhEon937GCJNXzdZGo28W" name="realme GT 7" alt="realme GT 7" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nzhEon937GCJNXzdZGo28W-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme GT 7)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-schermo"><span>realme GT 7, Schermo</span></h3><p>Il realme GT 7 è dotato di un pannello AMOLED da 6,78 pollici con risoluzione FHD+ (2780 × 1264 pixel) e refresh rate dinamico fino a 120 Hz. La luminosità di picco raggiunge i 6000 nit in condizioni di forte luce solare, garantendo un’eccellente visibilità anche all’aperto. Il pannello supporta HDR10+ e offre una buona fedeltà cromatica, con angoli di visione ampi e colori ben calibrati. Lo schermo piatto, privo di curvature laterali, è protetto da vetro Gorilla Glass Victus 2 e incorniciato da bordi sottili, con un foro centrale per la fotocamera anteriore. Il touch sampling rate è di 360 Hz, una caratteristica apprezzabile soprattutto in ambito gaming per la reattività ai comandi. Nel complesso, un display ben bilanciato, orientato alla funzionalità e all’esperienza d’uso più che all’estetica spettacolare.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-software"><span>realme GT 7, Software</span></h3><p>Il software del GT 7 è basato su Android 15 con interfaccia realme UI 6.0, una delle versioni più mature e rifinite finora realizzate dal marchio. La fluidità è eccellente, con animazioni curate, un’interfaccia ripulita e nuove funzioni dinamiche come “Fluid Cloud” e “Live Alerts”. La separazione tra notifiche e Quick Settings migliora la leggibilità.</p><p>realme UI 6.0 è fortemente orientata alla personalizzazione: nuovi temi Flux, wallpaper interattivi, icone ridisegnate e un Always-On Display potenziato. La Smart Sidebar e i widget intelligenti offrono un multitasking efficace, mentre il “Private Space” e il “Theft Detection Lock” rafforzano la sicurezza.</p><p>Elemento distintivo è l’integrazione dell’intelligenza artificiale: AI Smart Loop, AI Writer, AI Recording Summary e AI Documents amplificano la produttività quotidiana. In ambito foto/video, strumenti come AI Eraser 2.0, AI Motion Deblur e AI Best Face aumentano la creatività con semplicità.</p><p>Le modalità gaming sono gestite tramite Game Space e GT Boost/HyperBoost Engine, con funzioni come l’AI Frame Stabilizer e la ricarica bypass per il gioco prolungato. Il software è ambizioso ma richiede ancora ottimizzazioni: alcuni bug minori (es. Mini Capsule e Live Alerts) sono stati segnalati nelle prime build. L’aggiornamento software è garantito per 2 anni, con patch di sicurezza per 3.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-fotocamera"><span>realme GT 7, Fotocamera</span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fTncfrT47x7QRcUpfPaMMc-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NeiPEe8es7DrBJT8Q7cq4f-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uqEmkBZ6oyvzbjKrGmfthh-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mV6XWRXHt7wWKGh3F5LWAk-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/azKXs9vPgYZ6sozfUe7p3J-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5j8oikHAZH5YPD22jVvN8M-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xMZdJJQATZNjxrEUqwxv4R-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9aAk6S6Br8mdzXnMoZDwbU-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T7eD7CWoS9mouqsTJhnkaf-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G4yokWDSzTAbNpQ4gwWFg9-1920-80.jpg" alt="realme GT 7" /><figcaption><small role="credit">realme GT 7</small></figcaption></figure></figure><p>Il realme GT 7 è dotato di un sistema fotografico composto da tre sensori posteriori. Il principale è un Sony IMX906 da 50 MP (formato 1/1.56”) con apertura f/1.8 e stabilizzazione ottica (OIS), pensato per offrire scatti nitidi anche in condizioni complesse, e supportato da un algoritmo proprietario “Lightning Snap” capace di catturare fino a 50 foto al secondo con un tempo di scatto di 1/10266s. Il secondo sensore è un teleobiettivo Samsung S5KJN5 da 50 MP (1/2.8”, f/2.0), utilizzato per zoom 2x ottico e ritratti dettagliati. Completa il comparto una fotocamera ultra-grandangolare OV08D10 da 8 MP (1/4”, f/2.2). La camera frontale, invece, è una Sony IMX615 da 32 MP (1/2.74”, f/2.4), con supporto alla registrazione video in 4K a 60 fps. L’intero comparto è ottimizzato per modalità di scatto AI come Travel Snap, 4K Underwater e AI Portrait .</p><p>Le immagini scattate con la camera principale si distinguono per nitidezza, dettaglio e resa cromatica. In piena luce, lo smartphone cattura texture sottili e superfici complesse con grande precisione: si notano dettagli nei petali dei fiori, nei tessuti e negli oggetti a distanza ravvicinata. Il sharpening applicato dal software è presente ma ben dosato, senza generare contorni artificiali. I colori risultano vivi ma non eccessivi, con un buon bilanciamento complessivo e una leggera dominante calda che evita toni spenti.</p><p>La gamma dinamica è uno dei punti forti: nelle scene con forti contrasti, le alte luci non vengono bruciate e le ombre mantengono struttura. L’HDR automatico lavora con discrezione, senza intaccare il realismo della scena. La messa a fuoco è rapida e stabile, anche in modalità macro, con sfocato naturale e ben sfumato.</p><p>In ambienti poco illuminati, la fotocamera mantiene buone prestazioni: il rumore è contenuto, i dettagli restano leggibili e l’esposizione è gestita in modo prudente. La modalità notte consente di aumentare la luminosità mantenendo un’immagine bilanciata, senza effetti posticci.</p><p>La selfie cam da 16 MP garantisce buoni risultati in condizioni di luce favorevole. I volti appaiono nitidi, con buona resa della pelle e texture ben definite anche nei capelli e nella barba. È presente un leggero smoothing software, ma non invasivo. La gamma dinamica è corretta: anche in pieno sole il viso è ben esposto, senza bruciature. La modalità ritratto sfrutta l’AI per separare lo sfondo, con risultati discreti anche in presenza di contorni complessi. In controluce o in interni, la qualità cala leggermente, ma rimane utilizzabile per social e videochiamate.</p><p>L’app fotocamera è ricca ma ordinata. Le modalità principali sono: Foto, Notte, Ritratto, Pro, Hi-Res, Lunga esposizione, Cielo stellato, Video, Cinematic, Panoramica e Street. Si accede facilmente anche alla scansione documenti, al Tilt-Shift e a funzioni creative come i filtri retrò Déjà Vu. Il supporto RAW, i controlli manuali e l’editing non distruttivo confermano l’impostazione avanzata.</p><p>Realme UI 6.0 introduce un ecosistema software potenziato da intelligenza artificiale, con funzionalità evolute come AI Motion Deblur, AI Best Face, AI Voice Retouch e AI Eraser. L’elaborazione delle immagini è veloce, personalizzabile e reversibile. L’app è pensata per utenti che cercano strumenti fotografici avanzati, ma resta accessibile anche a chi scatta in automatico. La modalità Pro permette un controllo completo dei parametri, incluso lo scatto in RAW.</p><p>Il comparto fotografico del realme GT 7 si distingue per equilibrio tra hardware solido e software curato. L’esperienza è gratificante sia per chi punta sulla semplicità, sia per chi ama sperimentare con la modalità manuale o sfruttare le funzioni AI. Restano margini di miglioramento sull’ultra-grandangolare e sulla camera frontale, ma nel complesso si tratta di una dotazione notevole nella fascia di prezzo.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-prestazioni"><span>realme GT 7, Prestazioni</span></h3><p>Il realme GT 7 monta il processore MediaTek Dimensity 9400e, realizzato a 4 nm da TSMC con architettura a 10 core: 1 Cortex-X4 a 3,4 GHz, 3 Cortex-X4 a 2,85 GHz e 4 Cortex-A720 a 2,0 GHz. Si tratta di una configurazione senza core “efficiency”, orientata alla massima potenza, abbinata alla GPU Immortalis-G720 a 1,3 GHz con supporto al ray tracing.</p><p>Nel benchmark AnTuTu, il GT 7 ha superato quota <strong>1.750.000 punti</strong>, superando di circa 200.000 il punteggio tipico di uno Snapdragon 8 Gen 3. Questo lo colloca al vertice della classifica Android attuale . Anche rispetto ad Apple A17 Pro – noto per l’efficienza nei device iOS – il Dimensity 9400e mostra una potenza grezza superiore, pur restando da verificare l’efficienza energetica nel lungo periodo.</p><p>Le prestazioni si confermano eccellenti anche nel gaming: il GT 7 mantiene <strong>120 fps stabili su PUBG Mobile</strong>, grazie a un controllo termico avanzato e alla modalità GT Boost. L’integrazione con l’APU MediaTek di ultima generazione migliora anche le capacità AI, con accelerazione per funzioni come AI Eraser, AI Motion Deblur e AI Writer.</p><p>Nel quotidiano, le prestazioni sono sempre fluide: editing video, giochi 3D, multitasking spinto e app AI convivono senza lag. I 12 GB di RAM LPDDR5X (espandibili virtualmente) e lo storage UFS 4.0 completano una dotazione da vero top di gamma. Un plauso anche al raffreddamento, con IceSense Graphene e camera di vapore interna, capace di mantenere temperature sotto controllo in uso intensivo.</p><p>Le sessioni di gaming mostrano framerate stabili, anche con titoli impegnativi come Genshin Impact o PUBG Mobile. La dissipazione del calore è buona, anche se sotto stress prolungato il frame rate può calare leggermente, con temperature che si avvicinano ai 44°C. La modalità GT, attivabile manualmente, spinge ulteriormente le prestazioni ma consuma più batteria.</p><p>Il comparto AI beneficia delle capacità del nuovo APU 790, con miglioramenti visibili nel riconoscimento vocale, nel fotoritocco in tempo reale e nei suggerimenti contestuali. Anche l’ottimizzazione energetica sembra migliorata rispetto alla generazione precedente, sebbene l’efficienza assoluta dipenda molto dal tipo di uso e dalla temperatura ambientale.</p><p>In sintesi: il GT 7 è uno smartphone veloce, adatto sia all’uso quotidiano che a quello spinto, con una piattaforma hardware che lo posiziona tra i dispositivi Android più competitivi del 2025 nella fascia medio-alta.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="6EwCuUnhi9xC3rCBwCxiNR" name="realme GT 7" alt="realme GT 7" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6EwCuUnhi9xC3rCBwCxiNR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: realme GT 7)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-batteria"><span>realme GT 7, Batteria</span></h3><p>Il realme GT 7 integra una capiente batteria da 7000 mAh, una dotazione rara anche tra i top di gamma e particolarmente vantaggiosa per chi cerca autonomia prolungata. In condizioni d’uso quotidiano – tra social, browser, fotocamera e streaming video – si raggiungono con facilità <strong>due giorni pieni di utilizzo anche intenso</strong>, senza dover ricorrere alla ricarica notturna.</p><p>La ricarica rapida a 120W è uno dei punti di forza: consente di passare da 0 al 100% in meno di 40 minuti, usando un caricatore rapido (venduto separatamente). È presente anche la <strong>modalità bypass charging</strong>, che alimenta direttamente il sistema durante il gioco o la visione di contenuti, riducendo la temperatura della batteria e rallentandone l’usura.</p><p>Nei contesti più esigenti – come gaming prolungato con rete dati attiva o registrazione video in 4K – l’autonomia cala più rapidamente e la temperatura del dispositivo tende a salire, ma restando entro limiti fisiologici. Realme UI fornisce comunque opzioni di risparmio energetico efficaci, che regolano refresh rate e processi in background per contenere i consumi.</p><p>In definitiva, l’autonomia è uno dei principali punti di forza del GT 7: è difficile scaricarlo completamente in meno di una giornata anche con un uso pesante, mentre la velocità di ricarica lo rende sempre pronto all’uso anche in caso di emergenza.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-conclusioni"><span>realme GT 7, Conclusioni</span></h3><p>Il realme GT 7 (modello standard globale) riesce nell’impresa di coniugare materiali innovativi, prestazioni solide, design curato e una suite software ricca, senza sconfinare nel segmento premium. L’approccio “flagship killer” è confermato da scelte oculate: ottima fotocamera principale, AI utile e un sistema termico evoluto. I compromessi esistono, specie sul sensore d’impronte e sull’ultra-grandangolare, ma restano accettabili per la fascia di prezzo. Un prodotto maturo, consigliabile a chi cerca potenza e versatilità senza rinunciare a ergonomia e stile.</p><h2 id="ragioni-per-comprare-11">ragioni per comprare</h2><div class="product"><p><strong>Batteria</strong></p><p>La batteria da 7000 mAh garantisce due giorni di utilizzo anche intenso, senza rinunce né compromessi prestazionali.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="dca8225c-4aec-4b0a-8c63-5c1eaa01a19a" data-action="Deal Block" data-label="BatteriaLa batteria da 7000 mAh garantisce due giorni di utilizzo anche intenso, senza rinunce né compromessi prestazionali." data-dimension48="BatteriaLa batteria da 7000 mAh garantisce due giorni di utilizzo anche intenso, senza rinunce né compromessi prestazionali." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Schermo</strong></p><p>Il display AMOLED da 6000 nit è leggibile anche sotto il sole diretto, con ottima resa HDR e frequenza a 120 Hz.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="126202ad-2b63-43b7-a35b-65b1568a3d74" data-action="Deal Block" data-label="SchermoIl display AMOLED da 6000 nit è leggibile anche sotto il sole diretto, con ottima resa HDR e frequenza a 120 Hz." data-dimension48="SchermoIl display AMOLED da 6000 nit è leggibile anche sotto il sole diretto, con ottima resa HDR e frequenza a 120 Hz." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Prestazioni</strong></p><p>Il chip Dimensity 9400E con 12 GB RAM assicura prestazioni fluide in multitasking, gaming e produttività, senza rallentamenti evidenti.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="bad2b2ce-eea4-4f43-b132-a3d84c11d983" data-action="Deal Block" data-label="PrestazioniIl chip Dimensity 9400E con 12 GB RAM assicura prestazioni fluide in multitasking, gaming e produttività, senza rallentamenti evidenti." data-dimension48="PrestazioniIl chip Dimensity 9400E con 12 GB RAM assicura prestazioni fluide in multitasking, gaming e produttività, senza rallentamenti evidenti." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-14">ragioni per NON comprare</h2><div class="product"><p><strong>Grandangolo</strong></p><p>La fotocamera ultra-grandangolare è visibilmente inferiore al sensore principale, con qualità limitata in dettaglio e gestione luci.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="adc22abe-c378-49a6-9136-3cfddb828728" data-action="Deal Block" data-label="GrandangoloLa fotocamera ultra-grandangolare è visibilmente inferiore al sensore principale, con qualità limitata in dettaglio e gestione luci." data-dimension48="GrandangoloLa fotocamera ultra-grandangolare è visibilmente inferiore al sensore principale, con qualità limitata in dettaglio e gestione luci." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Ricarica Wireless</strong></p><p>Manca la ricarica wireless, presente ormai anche su modelli di prezzo simile, utile per chi cerca versatilità di ricarica.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="1ea6648c-816a-449f-b89d-e5921577670f" data-action="Deal Block" data-label="Ricarica WirelessManca la ricarica wireless, presente ormai anche su modelli di prezzo simile, utile per chi cerca versatilità di ricarica." data-dimension48="Ricarica WirelessManca la ricarica wireless, presente ormai anche su modelli di prezzo simile, utile per chi cerca versatilità di ricarica." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Qualche bug</strong></p><p>Il software realme UI 6.0, pur completo, presenta ancora piccoli bug e consumi da ottimizzare, specie in contesti di stress.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="fe8156d2-2d2d-4bb3-9295-d8119a40b2f1" data-action="Deal Block" data-label="Qualche bugIl software realme UI 6.0, pur completo, presenta ancora piccoli bug e consumi da ottimizzare, specie in contesti di stress." data-dimension48="Qualche bugIl software realme UI 6.0, pur completo, presenta ancora piccoli bug e consumi da ottimizzare, specie in contesti di stress." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h3 class="article-body__section" id="section-realme-gt-7-alternative"><span>realme GT 7, Alternative</span></h3><p>Il realme GT 7 si posiziona in una fascia molto competitiva. Chi cerca opzioni equivalenti o superiori per caratteristiche specifiche può prendere in considerazione tre alternative strategiche: <strong>Xiaomi 14T Pro</strong> per chi punta al comparto fotografico e alla ricarica wireless, <strong>OnePlus 13R</strong> per chi desidera prestazioni elevate con aggiornamenti software garantiti a lungo termine, e <strong>POCO F6 Pro</strong> per chi vuole il massimo della potenza al minor prezzo.</p><div class="product"><p>Lo Xiaomi 14T Pro compete con il realme GT 7 offrendo ricarica wireless a 50W e fotocamere Leica (50MP OIS principale, 50MP teleobiettivo 2.6x, 12MP ultra-grandangolare). Ha un display AMOLED 144Hz (4000 nit), batteria 5000mAh con HyperCharge 120W, certificazione IP68 e prezzo spesso inferiore a 600€. Ideale per chi cerca ottime foto, design Leica e ricarica wireless in un dispositivo completo.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="72024648-1ac1-4bbe-b63f-973e95d24c3d" data-action="Deal Block" data-label="Xiaomi 14T Pro" data-dimension48="Xiaomi 14T Pro" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Il OnePlus 13R offre prestazioni top con Snapdragon 8 Gen 3, batteria da 6000mAh e 6 anni di patch di sicurezza in OxygenOS, risultando longevo e fluido nella fascia 700€. Ha un display AMOLED LTPO 120Hz da 4500 nit e doppia fotocamera da 50MP (tele 2x), con ultra-wide da 8MP. Manca la ricarica wireless e la costruzione è meno premium. Ideale per chi cerca prestazioni durature, autonomia elevata e Android aggiornato.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="5356ffe5-dad8-4872-82c5-abaec1cb039f" data-action="Deal Block" data-label="OnePlus 13R" data-dimension48="OnePlus 13R" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p>Il POCO F6 Pro offre il miglior rapporto potenza/prezzo in Italia, con Snapdragon 8 Gen 2, RAM LPDDR5X, display AMOLED WQHD+ e ricarica 120W da poco più di 300 euro. La fotocamera è meno versatile del realme GT 7, ma lo schermo è eccellente e l'esperienza d'uso fluida grazie a HyperOS (con 2 major update Android e 4 anni di patch garantiti). Ideale per chi cerca potenza top di gamma, ottimo schermo e ricarica rapida spendendo poco.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="a89525be-5f1d-479b-83fe-3bc4d510d56a" data-action="Deal Block" data-label="POCO F6 Pro" data-dimension48="POCO F6 Pro" data-dimension25="">View Deal</a></p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Huawei FreeBuds 6 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le Huawei FreeBuds 6 sono auricolari true wireless open-fit pensati per chi cerca comfort, buona qualità audio e chiamate eccellenti, senza isolarsi completamente dall’ambiente. Offrono un design raffinato, tecnologia ANC adattata al formato aperto, doppio driver (incluso uno planare) e una forte integrazione con l’ecosistema Huawei. Alcune funzioni avanzate, però, sono disponibili solo su dispositivi Huawei. Ottime per le chiamate, discrete per la musica, con un comfort tra i migliori della categoria.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-recensione-in-breve"><span>Huawei FreeBuds 6, Recensione in breve</span></h3><p>Le <strong>Huawei FreeBuds 6</strong> sono auricolari true wireless con design open-fit, pensati per offrire un’esperienza d’uso confortevole, chiamate eccellenti e funzionalità smart evolute. Il design “a goccia”, con peso inferiore ai 5 grammi, garantisce ottima ergonomia anche dopo ore d’uso, mentre la certificazione IP54 ne consente l’impiego in contesti urbani e sportivi leggeri.</p><p>La qualità audio è affidata a un doppio driver (dinamico da 11 mm + planare UHF) e al supporto per codec ad alta risoluzione come <strong>LDAC</strong> e <strong>L2HC 4.0</strong>, anche se quest’ultimo è accessibile solo su dispositivi Huawei. La resa sonora è pulita, con ottimi medi e buona separazione stereo, ma i bassi sono deboli e il volume limitato. L’ANC adattiva, pensata per il design aperto, attenua efficacemente solo i rumori costanti a bassa frequenza, risultando poco utile in ambienti molto rumorosi.</p><p>La qualità delle chiamate è tra le migliori della categoria: triplo microfono, sensore osseo e AI garantiscono voce chiara e stabile anche in condizioni difficili. Ottima anche la gestione delle connessioni e il multitasking tra dispositivi. L’autonomia arriva fino a <strong>36 ore</strong> con custodia e ANC disattiva, con ricarica rapida e wireless.</p><p>Molte funzioni smart, tra cui l’equalizzatore avanzato e l’audio spaziale con head-tracking, sono disponibili solo su dispositivi Huawei con EMUI 15 o superiore.</p><p>Con un prezzo di listino di <strong>159 euro</strong>, le FreeBuds 6 si rivolgono a chi privilegia comfort e chiamate, più che isolamento o ascolto musicale immersivo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="Ps7nH8k8SQHLxvsL8m2gQV" name="Huawei Free Buds 6" alt="Huawei FreeBuds 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ps7nH8k8SQHLxvsL8m2gQV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Huawei FreeBuds 6)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-disponibilita-e-prezzo"><span>Huawei FreeBuds 6, Disponibilità e Prezzo</span></h3><p>Le Huawei FreeBuds 6 sono disponibili ufficialmente in Italia dal 15 maggio 2025. Il prezzo di listino è fissato a 159 euro, in linea con il modello precedente (FreeBuds 5) al momento del lancio.</p><p>In occasione del debutto, Huawei ha attivato una promozione valida fino al 29 giugno 2025: è possibile ottenere uno sconto di 30 euro, portando il prezzo finale a 129 euro, con incluso il servizio Huawei Loss Care per copertura danni accidentali.</p><p>Le FreeBuds 6 si trovano anche nei principali store di elettronica, sia online che fisici, e sono proposte in tre colorazioni: Bianco, Nero e Viola.</p><p>Il prezzo, pur non essendo tra i più bassi della categoria, rispecchia la dotazione tecnica e le funzionalità offerte, soprattutto se si considera l’esperienza d’uso in chiamata e l’integrazione smart. Tuttavia, il valore percepito dipenderà fortemente dal tipo di utilizzo e dal dispositivo a cui vengono abbinate.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-design-comodita-ergonomia"><span>Huawei FreeBuds 6, Design, comodità, ergonomia</span></h3><p>Il design “a goccia” delle FreeBuds 6 riprende l’estetica della generazione precedente, ma introduce alcune ottimizzazioni: lo stelo è stato accorciato del 12% e il peso ridotto del 9%, scendendo sotto i 5 grammi per auricolare. Il risultato è un prodotto straordinariamente comodo, facile da inserire e togliere, ma comunque stabile nell’uso quotidiano.</p><p>Durante le prove, gli auricolari sono rimasti saldi anche muovendo vigorosamente la testa, pur non essendo concepiti per attività sportive ad alta intensità. I materiali - policarbonato per gli auricolari e la custodia, silicone per i gommini opzionali - offrono una buona sensazione al tatto, anche se non trasmettono una sensazione premium paragonabile ad altri modelli in metallo o ceramica.</p><p>La certificazione IP54 (esclusivamente per gli auricolari) garantisce protezione da polvere e schizzi, rendendoli adatti anche a contesti semi-urbani o in caso di pioggia leggera.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-applicazione-per-smartphone"><span>Huawei FreeBuds 6, Applicazione per smartphone</span></h3><p>L’app Huawei AI Life rappresenta il centro di controllo per la personalizzazione e la gestione degli auricolari. Da qui è possibile modificare l’equalizzazione, aggiornare il firmware, personalizzare i controlli touch e attivare funzionalità come ANC e modalità Trasparenza. Tuttavia, molte funzioni sono limitate ai dispositivi Huawei con EMUI 13 o superiore. Ad esempio, la funzione Smart Charging, la trasmissione lossless L2HC 4.0 a 2,3 Mbps e il tracciamento della testa con audio spaziale funzionano solo su smartphone Huawei recenti.</p><p>L’esperienza per utenti Android non-Huawei è comunque buona, soprattutto grazie alla presenza del codec LDAC. L’applicazione andrà installata da un browser oppure dopo aver installato lo store di Huawei; in entrambi i casi bisogna concedere delle autorizzazioni, e l’operazione sicuramente non è alla portata di chiunque. </p><p>Gli utenti iOS possono usare le cuffie in modalità base, ma senza accesso a funzioni avanzate né all’app.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-isolamento-passivo"><span>Huawei FreeBuds 6, Isolamento passivo</span></h3><p>Essendo open-fit, le FreeBuds 6 non offrono alcun isolamento passivo. La struttura lascia il canale uditivo completamente aperto, il che da un lato garantisce comfort e percezione dell’ambiente, ma dall’altro penalizza la resa dei bassi e l’attenuazione del rumore esterno.</p><p>Huawei fornisce dei gommini opzionali antiscivolo, ma non si tratta di inserti in-ear: servono a migliorare la stabilità, non l’isolamento. Questo è un punto che va tenuto ben presente: se si desidera un minimo di barriera fisica contro il rumore, questi auricolari non sono adatti.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-riduzione-del-suono-anc"><span>Huawei FreeBuds 6, Riduzione del suono ANC</span></h3><p>L’ANC implementata da Huawei è specifica per auricolari open-fit e mira a ridurre principalmente i rumori ambientali costanti a bassa frequenza. Nei test, si è dimostrata efficace per attenuare ronzio di ventilazione, traffico in lontananza o brusio di fondo. Risulta invece poco incisiva contro voci umane o suoni improvvisi. Ma d’altra parte l’ANC in genere non è utile contro rumori non ripetitivi o con alte frequenze. </p><p>La regolazione intelligente del volume in base al rumore esterno è una funzione apprezzabile, ma non è qualcosa che consiglieremmo. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="iobbxvQyuWmP9mWQ7vrqZe" name="Huawei Free Buds 6" alt="Huawei FreeBuds 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iobbxvQyuWmP9mWQ7vrqZe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Huawei FreeBuds 6)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-qualita-musica"><span>Huawei FreeBuds 6, Qualità musica</span></h3><p>La resa musicale è uno degli aspetti più controversi delle FreeBuds 6. Il sistema a doppio driver (dinamico da 11 mm + planare UHF) è tecnicamente ambizioso, ma il design open-fit impone limiti strutturali difficili da superare. In ambiente silenzioso possono suonare bene, anche più che bene, ma in strada gli ascoltatori potrebbero non essere del tutto soddisfatti. Le abbiamo provate con l’equalizzatore predefinito e senza ANC.</p><p>Nei test d’ascolto:</p><p><em>- Take Five</em> ha mostrato una buona separazione stereo, un ride frusciante ben presente e medi equilibrati, ma i bassi erano quasi assenti, e il brano risultava vuoto.</p><p><em>- Roundabout</em> ha restituito una scena ben dettagliata e un equilibrio decente, ma con una grancassa poco incisiva.</p><p><em>- Cemetery Gates</em> ha messo in evidenza medi chiari e una chitarra piacevole, ma anche qui la gamma bassa è carente, e il volume generale è limitato.</p><p><em>- Nessun dorma</em>: separazione stereo buona, voce chiara ma non cristallina. Dopo il primo minuto perde mordente. La parte finale manca di dinamica e impatto.</p><p><em>- Time</em> dei Pink Floyd ha esibito una spazialità convincente all’inizio, ma una volta entrati in pieno mix, il basso risultava ancora troppo leggero.</p><p>Nel complesso, la resa sonora è pulita, i medi sono ottimi e la separazione strumentale è buona, ma i limiti nei bassi e il volume generale relativamente basso rendono questi auricolari inadatti a chi cerca un’esperienza musicale immersiva, soprattutto con rock o metal.</p><p>La situazione migliora nettamente quasi si attiva l’equalizzatore con i bassi enfatizzati, opzione che secondo noi sarà quella preferita dalla maggior parte delle persone. Rende la maggior parte dei brani molto più godibili, senza però rendere le basse frequenze invasive o preponderanti. </p><p>Anche l’attivazione dell’ANC ha un impatto positivo sulla riproduzione musica. Naturalmente questa funzione tende a ridurre la qualità sonora, ma in questo caso i dettagli che si perdono sono davvero pochi ed è quasi impossibile notare la differenza. Allo stesso tempo però attivare l’ANC garantisce quel pizzico di isolamento in più che, in effetti, finisce per rendere l’ascolto molto più appagante.</p><p>Tutto il nostro test è andato meglio con ANC attivo ed equalizzatore “bassi più intensi”. Ma ognuno potrà provare e trovare la combinazione che preferisce.  </p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-qualita-audio-in-chiamata"><span>Huawei FreeBuds 6, Qualità audio in chiamata</span></h3><p>Su questo fronte, le FreeBuds 6 eccellono. Grazie al sistema a triplo microfono, alla Voice Pick-Up Unit a conduzione ossea e agli algoritmi AI, le chiamate risultano molto chiare anche in ambienti rumorosi o ventosi (Huawei dichiara fino a 95 dB e 8 m/s).</p><p>Nei test, le conversazioni su Meet da PC risultavano nitide e, soprattutto, se arriva una chiamata telefonico mentre stai facendo una call su Google Meet, non si perde la connessione con quest’ultima a meno di rispondere alla chiamata. Questo è un vantaggio notevole per chi lavora multitasking tra più dispositivi.</p><p>La voce trasmessa è naturale e stabile, anche se - come per molti dispositivi con cancellazione AI - può risultare leggermente alterata. Complessivamente, però, siamo ai vertici della categoria in termini di qualità chiamate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="q2FzmP7SEX7B4AZS95EmQ8" name="Huawei Free Buds 6" alt="Huawei FreeBuds 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q2FzmP7SEX7B4AZS95EmQ8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Huawei FreeBuds 6)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-batteria"><span>Huawei FreeBuds 6, Batteria</span></h3><p>Ogni auricolare integra una batteria da 39,5 mAh, mentre la custodia ne ha una da 510 mAh. I dati ufficiali dichiarano:</p><p>- Fino a 6 ore (ANC off) o 4,5 ore (ANC on) per singola carica.</p><p>- Fino a 36 ore totali con custodia (ANC off), 27 ore con ANC attivo.</p><p>- Fino a 3 ore di chiamate (ANC off), 2,8 con ANC attivo.</p><p>I dati sono realistici e confermati nei test con codec AAC. L’autonomia cala sensibilmente usando LDAC o L2HC, ma rimane in linea con la media del settore. La ricarica rapida fornisce 2,5 ore di ascolto con 5 minuti di ricarica. È supportata anche la ricarica wireless (fino a 2W).</p><p>Presente anche lo Smart Charging, una funzione che preserva la salute della batteria nel tempo, ma disponibile solo su smartphone Huawei EMUI 15+.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-alternative"><span>Huawei FreeBuds 6, Alternative </span></h3><div class="product"><p><strong>JBL Live Flex 3<br><br></strong>Design open-stick, ANC adattiva, ottima autonomia (fino a 50 ore), app completa e custodia smart con display. Prezzo simile o leggermente superiore ai FreeBuds 6. Buona alternativa per chi cerca versatilità e più potenza sonora.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="3e7bae5c-dff2-46e7-802c-ea4002c02c43" data-action="Deal Block" data-label="JBL Live Flex 3Design open-stick, ANC adattiva, ottima autonomia (fino a 50 ore), app completa e custodia smart con display. Prezzo simile o leggermente superiore ai FreeBuds 6. Buona alternativa per chi cerca versatilità e più potenza sonora." data-dimension48="JBL Live Flex 3Design open-stick, ANC adattiva, ottima autonomia (fino a 50 ore), app completa e custodia smart con display. Prezzo simile o leggermente superiore ai FreeBuds 6. 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Prezzo superiore (€199), ma prestazioni solide e user experience fluida per chi ha iPhone.Samsung Galaxy Buds Live" data-dimension48="Apple AirPods 4 con ANCDesign open-ear, ottima qualità audio, ANC e Trasparenza Adattiva, ma pienamente sfruttabili solo in ecosistema Apple. Prezzo superiore (€199), ma prestazioni solide e user experience fluida per chi ha iPhone.Samsung Galaxy Buds Live" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Samsung Galaxy Buds Live<br><br></strong>Auricolari true wireless open-fit con design a “fagiolo”, offrono un comfort elevato e una buona qualità audio. La cancellazione attiva del rumore è presente, sebbene meno efficace rispetto ad altri modelli. La durata della batteria arriva fino a 21 ore con la custodia di ricarica. Prezzo competitivo, a partire da circa €95.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="7f31dedf-d838-47d9-80ca-d7e5d194e424" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy Buds LiveAuricolari true wireless open-fit con design a “fagiolo”, offrono un comfort elevato e una buona qualità audio. La cancellazione attiva del rumore è presente, sebbene meno efficace rispetto ad altri modelli. La durata della batteria arriva fino a 21 ore con la custodia di ricarica. Prezzo competitivo, a partire da circa €95." data-dimension48="Samsung Galaxy Buds LiveAuricolari true wireless open-fit con design a “fagiolo”, offrono un comfort elevato e una buona qualità audio. La cancellazione attiva del rumore è presente, sebbene meno efficace rispetto ad altri modelli. La durata della batteria arriva fino a 21 ore con la custodia di ricarica. Prezzo competitivo, a partire da circa €95." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-ne-vale-la-pena"><span>Huawei FreeBuds 6, ne vale la pena? </span></h3><p>Le Huawei FreeBuds 6 sono auricolari progettati con attenzione per un pubblico preciso: chi desidera comfort, praticità e chiamate impeccabili, senza voler rinunciare del tutto a una buona esperienza musicale. Non sono auricolari da ascolto critico né da isolamento totale: la mancanza di tenuta passiva, i bassi limitati e il volume non molto elevato li rendono poco adatti ad ambienti rumorosi o a generi musicali che richiedono impatto fisico. In compenso, l’ergonomia, la stabilità e la qualità delle chiamate sono tra le migliori oggi disponibili nel segmento open-fit.</p><p>Il prezzo di €159 è coerente con quanto offerto, anche se la piena esperienza è riservata agli utenti Huawei. Per tutti gli altri, rimangono comunque un’opzione valida per usi ibridi casa/lavoro, dove comfort e affidabilità nelle call hanno la priorità.</p><h2 id="ragioni-per-comprare-12">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Qualità top in chiamata<br><br></strong>Triplo microfono, sensore osseo e AI garantiscono voce sempre chiara anche in ambienti rumorosi o ventosi.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="6d507d28-ebe6-4598-9f36-a86eaadda216" data-action="Deal Block" data-label="Qualità top in chiamataTriplo microfono, sensore osseo e AI garantiscono voce sempre chiara anche in ambienti rumorosi o ventosi." data-dimension48="Qualità top in chiamataTriplo microfono, sensore osseo e AI garantiscono voce sempre chiara anche in ambienti rumorosi o ventosi." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Comodità a lunga durata<br><br></strong>Il design leggero e open-fit, con stelo ridotto e forma anatomica, offre ore di uso senza fastidio.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="83522bb7-aaf7-4e1e-bdca-888bac4ed47c" data-action="Deal Block" data-label="Comodità a lunga durataIl design leggero e open-fit, con stelo ridotto e forma anatomica, offre ore di uso senza fastidio." data-dimension48="Comodità a lunga durataIl design leggero e open-fit, con stelo ridotto e forma anatomica, offre ore di uso senza fastidio." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Funzioni smart avanzate<br><br></strong>Equalizzatore, ANC adattivo, riconoscimento gestuale e connessione multipoint rendono l’uso quotidiano pratico e intelligente.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="a8f4b1ec-8a37-4933-8016-b84ee288f968" data-action="Deal Block" data-label="Funzioni smart avanzateEqualizzatore, ANC adattivo, riconoscimento gestuale e connessione multipoint rendono l’uso quotidiano pratico e intelligente." data-dimension48="Funzioni smart avanzateEqualizzatore, ANC adattivo, riconoscimento gestuale e connessione multipoint rendono l’uso quotidiano pratico e intelligente." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-15">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Esperienza musicale limitata</strong></p><p>Volume basso e assenza di bassi profondi riducono la qualità audio, specialmente in ambienti rumorosi o in mobilità.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="03096f60-6625-4a1e-b2c9-f7081d37e355" data-action="Deal Block" data-label="Esperienza musicale limitataVolume basso e assenza di bassi profondi riducono la qualità audio, specialmente in ambienti rumorosi o in mobilità." data-dimension48="Esperienza musicale limitataVolume basso e assenza di bassi profondi riducono la qualità audio, specialmente in ambienti rumorosi o in mobilità." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>ANC poco incisiva<br><br></strong>L’ANC open-fit riduce solo rumori costanti a bassa frequenza, non isola da voci o suoni urbani intensi.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="44963256-a40a-4152-aa17-3783af7bd37d" data-action="Deal Block" data-label="ANC poco incisivaL’ANC open-fit riduce solo rumori costanti a bassa frequenza, non isola da voci o suoni urbani intensi." data-dimension48="ANC poco incisivaL’ANC open-fit riduce solo rumori costanti a bassa frequenza, non isola da voci o suoni urbani intensi." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Integrazione Huawei necessaria<br><br></strong>Funzioni come L2HC, Smart Charging e audio spaziale richiedono dispositivi Huawei con EMUI 15 o superiore.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="8cdfdb9c-3a98-46b1-86ff-d150815bce74" data-action="Deal Block" data-label="Integrazione Huawei necessariaFunzioni come L2HC, Smart Charging e audio spaziale richiedono dispositivi Huawei con EMUI 15 o superiore." data-dimension48="Integrazione Huawei necessariaFunzioni come L2HC, Smart Charging e audio spaziale richiedono dispositivi Huawei con EMUI 15 o superiore." data-dimension25="">View Deal</a></p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/audio/headphones/recensione-huawei-freebuds-6</link>
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                            <![CDATA[ Perfette per le chiamate, meno per la musica: le FreeBuds 6 brillano solo a metà. ]]>
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                                <p>Le Huawei FreeBuds 6 sono auricolari true wireless open-fit pensati per chi cerca comfort, buona qualità audio e chiamate eccellenti, senza isolarsi completamente dall’ambiente. Offrono un design raffinato, tecnologia ANC adattata al formato aperto, doppio driver (incluso uno planare) e una forte integrazione con l’ecosistema Huawei. Alcune funzioni avanzate, però, sono disponibili solo su dispositivi Huawei. Ottime per le chiamate, discrete per la musica, con un comfort tra i migliori della categoria.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-recensione-in-breve"><span>Huawei FreeBuds 6, Recensione in breve</span></h3><p>Le <strong>Huawei FreeBuds 6</strong> sono auricolari true wireless con design open-fit, pensati per offrire un’esperienza d’uso confortevole, chiamate eccellenti e funzionalità smart evolute. Il design “a goccia”, con peso inferiore ai 5 grammi, garantisce ottima ergonomia anche dopo ore d’uso, mentre la certificazione IP54 ne consente l’impiego in contesti urbani e sportivi leggeri.</p><p>La qualità audio è affidata a un doppio driver (dinamico da 11 mm + planare UHF) e al supporto per codec ad alta risoluzione come <strong>LDAC</strong> e <strong>L2HC 4.0</strong>, anche se quest’ultimo è accessibile solo su dispositivi Huawei. La resa sonora è pulita, con ottimi medi e buona separazione stereo, ma i bassi sono deboli e il volume limitato. L’ANC adattiva, pensata per il design aperto, attenua efficacemente solo i rumori costanti a bassa frequenza, risultando poco utile in ambienti molto rumorosi.</p><p>La qualità delle chiamate è tra le migliori della categoria: triplo microfono, sensore osseo e AI garantiscono voce chiara e stabile anche in condizioni difficili. Ottima anche la gestione delle connessioni e il multitasking tra dispositivi. L’autonomia arriva fino a <strong>36 ore</strong> con custodia e ANC disattiva, con ricarica rapida e wireless.</p><p>Molte funzioni smart, tra cui l’equalizzatore avanzato e l’audio spaziale con head-tracking, sono disponibili solo su dispositivi Huawei con EMUI 15 o superiore.</p><p>Con un prezzo di listino di <strong>159 euro</strong>, le FreeBuds 6 si rivolgono a chi privilegia comfort e chiamate, più che isolamento o ascolto musicale immersivo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="Ps7nH8k8SQHLxvsL8m2gQV" name="Huawei Free Buds 6" alt="Huawei FreeBuds 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ps7nH8k8SQHLxvsL8m2gQV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Huawei FreeBuds 6)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-disponibilita-e-prezzo"><span>Huawei FreeBuds 6, Disponibilità e Prezzo</span></h3><p>Le Huawei FreeBuds 6 sono disponibili ufficialmente in Italia dal 15 maggio 2025. Il prezzo di listino è fissato a 159 euro, in linea con il modello precedente (FreeBuds 5) al momento del lancio.</p><p>In occasione del debutto, Huawei ha attivato una promozione valida fino al 29 giugno 2025: è possibile ottenere uno sconto di 30 euro, portando il prezzo finale a 129 euro, con incluso il servizio Huawei Loss Care per copertura danni accidentali.</p><p>Le FreeBuds 6 si trovano anche nei principali store di elettronica, sia online che fisici, e sono proposte in tre colorazioni: Bianco, Nero e Viola.</p><p>Il prezzo, pur non essendo tra i più bassi della categoria, rispecchia la dotazione tecnica e le funzionalità offerte, soprattutto se si considera l’esperienza d’uso in chiamata e l’integrazione smart. Tuttavia, il valore percepito dipenderà fortemente dal tipo di utilizzo e dal dispositivo a cui vengono abbinate.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-design-comodita-ergonomia"><span>Huawei FreeBuds 6, Design, comodità, ergonomia</span></h3><p>Il design “a goccia” delle FreeBuds 6 riprende l’estetica della generazione precedente, ma introduce alcune ottimizzazioni: lo stelo è stato accorciato del 12% e il peso ridotto del 9%, scendendo sotto i 5 grammi per auricolare. Il risultato è un prodotto straordinariamente comodo, facile da inserire e togliere, ma comunque stabile nell’uso quotidiano.</p><p>Durante le prove, gli auricolari sono rimasti saldi anche muovendo vigorosamente la testa, pur non essendo concepiti per attività sportive ad alta intensità. I materiali - policarbonato per gli auricolari e la custodia, silicone per i gommini opzionali - offrono una buona sensazione al tatto, anche se non trasmettono una sensazione premium paragonabile ad altri modelli in metallo o ceramica.</p><p>La certificazione IP54 (esclusivamente per gli auricolari) garantisce protezione da polvere e schizzi, rendendoli adatti anche a contesti semi-urbani o in caso di pioggia leggera.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-applicazione-per-smartphone"><span>Huawei FreeBuds 6, Applicazione per smartphone</span></h3><p>L’app Huawei AI Life rappresenta il centro di controllo per la personalizzazione e la gestione degli auricolari. Da qui è possibile modificare l’equalizzazione, aggiornare il firmware, personalizzare i controlli touch e attivare funzionalità come ANC e modalità Trasparenza. Tuttavia, molte funzioni sono limitate ai dispositivi Huawei con EMUI 13 o superiore. Ad esempio, la funzione Smart Charging, la trasmissione lossless L2HC 4.0 a 2,3 Mbps e il tracciamento della testa con audio spaziale funzionano solo su smartphone Huawei recenti.</p><p>L’esperienza per utenti Android non-Huawei è comunque buona, soprattutto grazie alla presenza del codec LDAC. L’applicazione andrà installata da un browser oppure dopo aver installato lo store di Huawei; in entrambi i casi bisogna concedere delle autorizzazioni, e l’operazione sicuramente non è alla portata di chiunque. </p><p>Gli utenti iOS possono usare le cuffie in modalità base, ma senza accesso a funzioni avanzate né all’app.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-isolamento-passivo"><span>Huawei FreeBuds 6, Isolamento passivo</span></h3><p>Essendo open-fit, le FreeBuds 6 non offrono alcun isolamento passivo. La struttura lascia il canale uditivo completamente aperto, il che da un lato garantisce comfort e percezione dell’ambiente, ma dall’altro penalizza la resa dei bassi e l’attenuazione del rumore esterno.</p><p>Huawei fornisce dei gommini opzionali antiscivolo, ma non si tratta di inserti in-ear: servono a migliorare la stabilità, non l’isolamento. Questo è un punto che va tenuto ben presente: se si desidera un minimo di barriera fisica contro il rumore, questi auricolari non sono adatti.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-riduzione-del-suono-anc"><span>Huawei FreeBuds 6, Riduzione del suono ANC</span></h3><p>L’ANC implementata da Huawei è specifica per auricolari open-fit e mira a ridurre principalmente i rumori ambientali costanti a bassa frequenza. Nei test, si è dimostrata efficace per attenuare ronzio di ventilazione, traffico in lontananza o brusio di fondo. Risulta invece poco incisiva contro voci umane o suoni improvvisi. Ma d’altra parte l’ANC in genere non è utile contro rumori non ripetitivi o con alte frequenze. </p><p>La regolazione intelligente del volume in base al rumore esterno è una funzione apprezzabile, ma non è qualcosa che consiglieremmo. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="iobbxvQyuWmP9mWQ7vrqZe" name="Huawei Free Buds 6" alt="Huawei FreeBuds 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iobbxvQyuWmP9mWQ7vrqZe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Huawei FreeBuds 6)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-qualita-musica"><span>Huawei FreeBuds 6, Qualità musica</span></h3><p>La resa musicale è uno degli aspetti più controversi delle FreeBuds 6. Il sistema a doppio driver (dinamico da 11 mm + planare UHF) è tecnicamente ambizioso, ma il design open-fit impone limiti strutturali difficili da superare. In ambiente silenzioso possono suonare bene, anche più che bene, ma in strada gli ascoltatori potrebbero non essere del tutto soddisfatti. Le abbiamo provate con l’equalizzatore predefinito e senza ANC.</p><p>Nei test d’ascolto:</p><p><em>- Take Five</em> ha mostrato una buona separazione stereo, un ride frusciante ben presente e medi equilibrati, ma i bassi erano quasi assenti, e il brano risultava vuoto.</p><p><em>- Roundabout</em> ha restituito una scena ben dettagliata e un equilibrio decente, ma con una grancassa poco incisiva.</p><p><em>- Cemetery Gates</em> ha messo in evidenza medi chiari e una chitarra piacevole, ma anche qui la gamma bassa è carente, e il volume generale è limitato.</p><p><em>- Nessun dorma</em>: separazione stereo buona, voce chiara ma non cristallina. Dopo il primo minuto perde mordente. La parte finale manca di dinamica e impatto.</p><p><em>- Time</em> dei Pink Floyd ha esibito una spazialità convincente all’inizio, ma una volta entrati in pieno mix, il basso risultava ancora troppo leggero.</p><p>Nel complesso, la resa sonora è pulita, i medi sono ottimi e la separazione strumentale è buona, ma i limiti nei bassi e il volume generale relativamente basso rendono questi auricolari inadatti a chi cerca un’esperienza musicale immersiva, soprattutto con rock o metal.</p><p>La situazione migliora nettamente quasi si attiva l’equalizzatore con i bassi enfatizzati, opzione che secondo noi sarà quella preferita dalla maggior parte delle persone. Rende la maggior parte dei brani molto più godibili, senza però rendere le basse frequenze invasive o preponderanti. </p><p>Anche l’attivazione dell’ANC ha un impatto positivo sulla riproduzione musica. Naturalmente questa funzione tende a ridurre la qualità sonora, ma in questo caso i dettagli che si perdono sono davvero pochi ed è quasi impossibile notare la differenza. Allo stesso tempo però attivare l’ANC garantisce quel pizzico di isolamento in più che, in effetti, finisce per rendere l’ascolto molto più appagante.</p><p>Tutto il nostro test è andato meglio con ANC attivo ed equalizzatore “bassi più intensi”. Ma ognuno potrà provare e trovare la combinazione che preferisce.  </p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-qualita-audio-in-chiamata"><span>Huawei FreeBuds 6, Qualità audio in chiamata</span></h3><p>Su questo fronte, le FreeBuds 6 eccellono. Grazie al sistema a triplo microfono, alla Voice Pick-Up Unit a conduzione ossea e agli algoritmi AI, le chiamate risultano molto chiare anche in ambienti rumorosi o ventosi (Huawei dichiara fino a 95 dB e 8 m/s).</p><p>Nei test, le conversazioni su Meet da PC risultavano nitide e, soprattutto, se arriva una chiamata telefonico mentre stai facendo una call su Google Meet, non si perde la connessione con quest’ultima a meno di rispondere alla chiamata. Questo è un vantaggio notevole per chi lavora multitasking tra più dispositivi.</p><p>La voce trasmessa è naturale e stabile, anche se - come per molti dispositivi con cancellazione AI - può risultare leggermente alterata. Complessivamente, però, siamo ai vertici della categoria in termini di qualità chiamate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="q2FzmP7SEX7B4AZS95EmQ8" name="Huawei Free Buds 6" alt="Huawei FreeBuds 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q2FzmP7SEX7B4AZS95EmQ8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1440" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Huawei FreeBuds 6)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-batteria"><span>Huawei FreeBuds 6, Batteria</span></h3><p>Ogni auricolare integra una batteria da 39,5 mAh, mentre la custodia ne ha una da 510 mAh. I dati ufficiali dichiarano:</p><p>- Fino a 6 ore (ANC off) o 4,5 ore (ANC on) per singola carica.</p><p>- Fino a 36 ore totali con custodia (ANC off), 27 ore con ANC attivo.</p><p>- Fino a 3 ore di chiamate (ANC off), 2,8 con ANC attivo.</p><p>I dati sono realistici e confermati nei test con codec AAC. L’autonomia cala sensibilmente usando LDAC o L2HC, ma rimane in linea con la media del settore. La ricarica rapida fornisce 2,5 ore di ascolto con 5 minuti di ricarica. È supportata anche la ricarica wireless (fino a 2W).</p><p>Presente anche lo Smart Charging, una funzione che preserva la salute della batteria nel tempo, ma disponibile solo su smartphone Huawei EMUI 15+.</p><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-alternative"><span>Huawei FreeBuds 6, Alternative </span></h3><div class="product"><p><strong>JBL Live Flex 3<br><br></strong>Design open-stick, ANC adattiva, ottima autonomia (fino a 50 ore), app completa e custodia smart con display. Prezzo simile o leggermente superiore ai FreeBuds 6. Buona alternativa per chi cerca versatilità e più potenza sonora.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="3e7bae5c-dff2-46e7-802c-ea4002c02c43" data-action="Deal Block" data-label="JBL Live Flex 3Design open-stick, ANC adattiva, ottima autonomia (fino a 50 ore), app completa e custodia smart con display. Prezzo simile o leggermente superiore ai FreeBuds 6. Buona alternativa per chi cerca versatilità e più potenza sonora." data-dimension48="JBL Live Flex 3Design open-stick, ANC adattiva, ottima autonomia (fino a 50 ore), app completa e custodia smart con display. Prezzo simile o leggermente superiore ai FreeBuds 6. Buona alternativa per chi cerca versatilità e più potenza sonora." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Apple AirPods 4 con ANC<br><br></strong>Design open-ear, ottima qualità audio, ANC e Trasparenza Adattiva, ma pienamente sfruttabili solo in ecosistema Apple. Prezzo superiore (€199), ma prestazioni solide e user experience fluida per chi ha iPhone.<br><strong>Samsung Galaxy Buds Live<br></strong><a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="b0083e15-e64b-42a8-8e7a-db90350be376" data-action="Deal Block" data-label="Apple AirPods 4 con ANCDesign open-ear, ottima qualità audio, ANC e Trasparenza Adattiva, ma pienamente sfruttabili solo in ecosistema Apple. Prezzo superiore (€199), ma prestazioni solide e user experience fluida per chi ha iPhone.Samsung Galaxy Buds Live" data-dimension48="Apple AirPods 4 con ANCDesign open-ear, ottima qualità audio, ANC e Trasparenza Adattiva, ma pienamente sfruttabili solo in ecosistema Apple. Prezzo superiore (€199), ma prestazioni solide e user experience fluida per chi ha iPhone.Samsung Galaxy Buds Live" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Samsung Galaxy Buds Live<br><br></strong>Auricolari true wireless open-fit con design a “fagiolo”, offrono un comfort elevato e una buona qualità audio. La cancellazione attiva del rumore è presente, sebbene meno efficace rispetto ad altri modelli. La durata della batteria arriva fino a 21 ore con la custodia di ricarica. Prezzo competitivo, a partire da circa €95.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="7f31dedf-d838-47d9-80ca-d7e5d194e424" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy Buds LiveAuricolari true wireless open-fit con design a “fagiolo”, offrono un comfort elevato e una buona qualità audio. La cancellazione attiva del rumore è presente, sebbene meno efficace rispetto ad altri modelli. La durata della batteria arriva fino a 21 ore con la custodia di ricarica. Prezzo competitivo, a partire da circa €95." data-dimension48="Samsung Galaxy Buds LiveAuricolari true wireless open-fit con design a “fagiolo”, offrono un comfort elevato e una buona qualità audio. La cancellazione attiva del rumore è presente, sebbene meno efficace rispetto ad altri modelli. La durata della batteria arriva fino a 21 ore con la custodia di ricarica. Prezzo competitivo, a partire da circa €95." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h3 class="article-body__section" id="section-huawei-freebuds-6-ne-vale-la-pena"><span>Huawei FreeBuds 6, ne vale la pena? </span></h3><p>Le Huawei FreeBuds 6 sono auricolari progettati con attenzione per un pubblico preciso: chi desidera comfort, praticità e chiamate impeccabili, senza voler rinunciare del tutto a una buona esperienza musicale. Non sono auricolari da ascolto critico né da isolamento totale: la mancanza di tenuta passiva, i bassi limitati e il volume non molto elevato li rendono poco adatti ad ambienti rumorosi o a generi musicali che richiedono impatto fisico. In compenso, l’ergonomia, la stabilità e la qualità delle chiamate sono tra le migliori oggi disponibili nel segmento open-fit.</p><p>Il prezzo di €159 è coerente con quanto offerto, anche se la piena esperienza è riservata agli utenti Huawei. Per tutti gli altri, rimangono comunque un’opzione valida per usi ibridi casa/lavoro, dove comfort e affidabilità nelle call hanno la priorità.</p><h2 id="ragioni-per-comprare-12">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Qualità top in chiamata<br><br></strong>Triplo microfono, sensore osseo e AI garantiscono voce sempre chiara anche in ambienti rumorosi o ventosi.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="6d507d28-ebe6-4598-9f36-a86eaadda216" data-action="Deal Block" data-label="Qualità top in chiamataTriplo microfono, sensore osseo e AI garantiscono voce sempre chiara anche in ambienti rumorosi o ventosi." data-dimension48="Qualità top in chiamataTriplo microfono, sensore osseo e AI garantiscono voce sempre chiara anche in ambienti rumorosi o ventosi." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Comodità a lunga durata<br><br></strong>Il design leggero e open-fit, con stelo ridotto e forma anatomica, offre ore di uso senza fastidio.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="83522bb7-aaf7-4e1e-bdca-888bac4ed47c" data-action="Deal Block" data-label="Comodità a lunga durataIl design leggero e open-fit, con stelo ridotto e forma anatomica, offre ore di uso senza fastidio." data-dimension48="Comodità a lunga durataIl design leggero e open-fit, con stelo ridotto e forma anatomica, offre ore di uso senza fastidio." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Funzioni smart avanzate<br><br></strong>Equalizzatore, ANC adattivo, riconoscimento gestuale e connessione multipoint rendono l’uso quotidiano pratico e intelligente.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="a8f4b1ec-8a37-4933-8016-b84ee288f968" data-action="Deal Block" data-label="Funzioni smart avanzateEqualizzatore, ANC adattivo, riconoscimento gestuale e connessione multipoint rendono l’uso quotidiano pratico e intelligente." data-dimension48="Funzioni smart avanzateEqualizzatore, ANC adattivo, riconoscimento gestuale e connessione multipoint rendono l’uso quotidiano pratico e intelligente." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-15">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Esperienza musicale limitata</strong></p><p>Volume basso e assenza di bassi profondi riducono la qualità audio, specialmente in ambienti rumorosi o in mobilità.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="03096f60-6625-4a1e-b2c9-f7081d37e355" data-action="Deal Block" data-label="Esperienza musicale limitataVolume basso e assenza di bassi profondi riducono la qualità audio, specialmente in ambienti rumorosi o in mobilità." data-dimension48="Esperienza musicale limitataVolume basso e assenza di bassi profondi riducono la qualità audio, specialmente in ambienti rumorosi o in mobilità." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>ANC poco incisiva<br><br></strong>L’ANC open-fit riduce solo rumori costanti a bassa frequenza, non isola da voci o suoni urbani intensi.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="44963256-a40a-4152-aa17-3783af7bd37d" data-action="Deal Block" data-label="ANC poco incisivaL’ANC open-fit riduce solo rumori costanti a bassa frequenza, non isola da voci o suoni urbani intensi." data-dimension48="ANC poco incisivaL’ANC open-fit riduce solo rumori costanti a bassa frequenza, non isola da voci o suoni urbani intensi." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Integrazione Huawei necessaria<br><br></strong>Funzioni come L2HC, Smart Charging e audio spaziale richiedono dispositivi Huawei con EMUI 15 o superiore.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="8cdfdb9c-3a98-46b1-86ff-d150815bce74" data-action="Deal Block" data-label="Integrazione Huawei necessariaFunzioni come L2HC, Smart Charging e audio spaziale richiedono dispositivi Huawei con EMUI 15 o superiore." data-dimension48="Integrazione Huawei necessariaFunzioni come L2HC, Smart Charging e audio spaziale richiedono dispositivi Huawei con EMUI 15 o superiore." data-dimension25="">View Deal</a></p></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione 1More Sonoflow Pro HQ51 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-recensione-rapida"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: recensione rapida </span></h2><p>Le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> sono <strong>cuffie over-ear economiche</strong> che puntano a fare tutto: offrire <strong>buon audio</strong>, <strong>ANC efficace</strong> e un <strong>design accattivante</strong>, il tutto a meno di <strong>100 euro circa</strong>. Un obiettivo ambizioso, che inizialmente poteva far sorgere dei dubbi, ma dopo due settimane di test, queste cuffie riescono a fare tutto questo e anche di più.</p><p>Con un <strong>prezzo di listino di circa 89 euro</strong>, le Sonoflow Pro offrono <strong>cancellazione attiva del rumore e modalità trasparenza</strong>, <strong>supporto LDAC</strong> per lo streaming Bluetooth ad alta risoluzione, e fino a <strong>100 ore di autonomia. </strong></p><p>Per quanto riguarda la qualità audio, pur non raggiungendo i livelli delle cuffie premium presenti nelle guide ai migliori modelli sul mercato, queste cuffie <strong>si comportano sorprendentemente bene per il prezzo</strong>. Il suono è chiaro e privo di asprezze anche a volumi alti. La resa è particolarmente <strong>incentrata sui bassi</strong>, ideale per gli amanti della musica dance, ma è possibile regolare le frequenze basse tramite l’equalizzatore dell’app <strong>1More Music</strong>.</p><p>L’ascolto risulta dettagliato, soprattutto utilizzando <strong>LDAC</strong> (se supportato dal dispositivo sorgente) o il collegamento con cavo. La <strong>qualità del suono resta buona sia con ANC attivo che disattivo</strong>, anche se è preferibile tenere l’ANC acceso. Quest’ultima risulta <strong>abbastanza efficace</strong>: rumori ambientali come conversazioni, tastiere e traffico vengono fortemente attenuati, se non completamente eliminati, durante la riproduzione musicale.</p><p>L’autonomia di 100 ore si riferisce all’utilizzo con ANC e LDAC disattivi, ma anche con ANC attivo si arriva a <strong>65 ore</strong>, un valore più che ottimo per questa fascia di prezzo. Le cuffie sono inoltre <strong>molto comode</strong>, grazie alla generosa imbottitura sull’archetto e sui padiglioni, permettendo sessioni d’ascolto lunghe senza fastidi.</p><p>Anche dal punto di vista estetico, queste cuffie si fanno notare. Sono leggermente inclinate in avanti, con un aspetto curvo e moderno. La <strong>finitura opaca</strong> è elegante e sobria. I comandi fisici risultano <strong>un po’ plasticosi</strong>, e l’archetto <strong>dà una sensazione di fragilità</strong>, ma si tratta di compromessi comprensibili per un prodotto di questa fascia.</p><p>L’unico vero limite è l’<strong>esperienza con l’app</strong>, che risulta confusa. Le cuffie si connettono solo all’app <strong>1More Music</strong>, non all’app principale dell’azienda. L’interfaccia appare datata e alcune funzioni, come il <strong>multi-point</strong>, sono nascoste in sottomenu poco intuitivi.</p><p>Nonostante questo, le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> sono <strong>una scelta altamente consigliata</strong>. Offrono <strong>audio convincente</strong>, <strong>lunga autonomia</strong> e <strong>una buona gestione del rumore</strong> a un prezzo decisamente contenuto. Se cercate un suono di livello assoluto e avete un budget più ampio, potete valutare modelli come le <strong>Sony WH-1000XM4</strong>, ma per chi ha un budget limitato, <strong>la qualità offerta da queste cuffie è più che sufficiente</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="szEg3MogydpFKycfCBzfgB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 6.JPG" alt="3.5mm and USB-C ports on the 1More Sonoflow Pro HQ51" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/szEg3MogydpFKycfCBzfgB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-prezzo-e-data-d-uscita"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: prezzo e data d'uscita </span></h2><p>Le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> hanno un <strong>prezzo di listino di circa 89 euro</strong>. Sono state lanciate nel <strong>2024</strong> in <strong>tre varianti colore</strong>: <strong>Nero</strong>, <strong>Blu</strong> e <strong>Argento</strong>.</p><p>Il prezzo può variare leggermente in base alla colorazione scelta, ma <strong>resta generalmente nella stessa fascia</strong>. Buone notizie: <strong>sono già apparse in sconto</strong> presso vari rivenditori, e <strong>in passato sono scese a circa 70 euro</strong>, rendendole ancora più interessanti in termini di rapporto qualità-prezzo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MPyriykfLftWbTxw9p58gB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 5.JPG" alt="Button controls on the 1More Sonoflow Pro HQ51" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MPyriykfLftWbTxw9p58gB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-specifiche"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: Specifiche</span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Driver</p></td><td  ><p>40mm dinamico </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Cancellazione attiva del rumore</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Durata batteria </p></td><td  ><p>65 ore ANC on; 100 ore ANC off</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>246g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connettività </p></td><td  ><p>Bluetooth 5.4, 3.5mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Gamma di frequenza</p></td><td  ><p>20Hz-40kHz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Impermeabilizzazione</p></td><td  ><p>No</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-caratteristiche"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: caratteristiche </span></h2><p>Le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> offrono tutte le funzionalità che ci si aspetta da un paio di cuffie Bluetooth moderne e qualcosa in più. Supportano la <strong>connettività Bluetooth 5.4</strong>, la <strong>funzione multipoint</strong> per collegare più dispositivi contemporaneamente, e sono accompagnate da una <strong>companion app dedicata</strong>.</p><p>Un dettaglio importante sull’app: anche se sulla pagina ufficiale del prodotto viene indicata l’app <strong>1More</strong>, su smartphone <strong>Samsung</strong> non ha funzionato correttamente. È stato invece necessario utilizzare <strong>1More Music</strong>, un’app dall’interfaccia un po’ datata e meno intuitiva, ma che funziona senza problemi.</p><p>Una volta configurate, è possibile esplorare le <strong>opzioni di cancellazione del rumore</strong>. Sono disponibili tre modalità: <strong>ANC disattivato</strong>, <strong>ANC attivo</strong> e <strong>modalità trasparenza</strong>. Il risultato è sorprendente: uno dei miglioramenti più evidenti rispetto al modello originale. In ufficio, ascoltando a <strong>volume 50%</strong>, i rumori esterni erano quasi del tutto assenti. Anche durante gli spostamenti o sui mezzi pubblici, <strong>i suoni ambientali risultavano ben attenuati</strong>.</p><p>Naturalmente, non si raggiungono i livelli della cancellazione del rumore offerta da modelli di fascia alta come le <strong>Bose QuietComfort Ultra</strong>, ma considerando il prezzo molto inferiore, la resa è più che soddisfacente. Anche <strong>la modalità trasparenza funziona bene</strong>, permettendo di sentire i suoni circostanti quando serve, ad esempio durante una camminata in zone trafficate.</p><p>Tramite l’app è possibile <strong>attivare lo streaming audio in alta risoluzione</strong>, <strong>regolare l’equalizzatore</strong> con <strong>preset dedicati ai vari generi musicali</strong> o impostazioni personalizzate, e <strong>verificare il livello di carica della batteria</strong>. E a proposito di autonomia: le Sonoflow Pro offrono <strong>65 ore di utilizzo con ANC attivo</strong> e <strong>fino a 100 ore senza</strong>, una durata impressionante che copre tranquillamente <strong>giorni, se non settimane, di ascolto con una sola carica</strong>. Ovviamente, l'autonomia può variare se si attivano lo streaming hi-res e volumi elevati, ma resta comunque eccellente.</p><p>Infine, ci sono anche <strong>funzionalità meno comuni</strong> disponibili nell’app. Una è <strong>Smart Burn-In</strong>, pensata per “rodare” i driver e ottimizzare il suono. L’effetto è difficile da percepire e il concetto di burn-in resta controverso, quindi la sua presenza risulta neutra. L’altra è <strong>Soothing Sounds</strong>, che riproduce suoni come “Waterfall”, “Volcano” o “Medium Fire”. Tuttavia, <strong>la qualità audio è bassa</strong> e i file sonori <strong>si interrompono bruscamente per poi ripartire</strong>, risultando poco utili.</p><p>In sintesi, le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> combinano <strong>prestazioni solide, funzioni avanzate e un’autonomia eccezionale</strong> in una fascia di prezzo molto competitiva. </p><ul><li><strong>Caratteristiche: 4/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2zvDdnGqyXVP6CPi5TEYZB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 7.JPG" alt="1More Sonoflow Pro HQ51 using wired connection" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2zvDdnGqyXVP6CPi5TEYZB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-qualita-audio"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: qualità audio </span></h2><p>Sarò onesto: <strong>non mi aspettavo molto</strong> da queste cuffie 1More sul fronte audio. E invece <strong>hanno completamente superato le aspettative</strong>. Ok, non otterrete quel suono premium, perfettamente bilanciato, con una separazione e stratificazione ordinata che alcuni modelli di fascia alta riescono a offrire, ma ciò che viene proposto qui è davvero sorprendente <strong>per il prezzo contenuto</strong>.</p><p>Come molte cuffie economiche, le <strong>Sonoflow Pro</strong> presentano una firma sonora tendenzialmente <strong>più ricca di bassi</strong> ideale se amate la musica dance o l’hip-hop. Se preferite un suono più bilanciato, basta aprire l’app <strong>1More Music</strong> e regolare l’equalizzatore a cinque bande o scegliere uno dei <strong>preset inclusi</strong>: semplice e immediato.</p><p>Passiamo ai <strong>bassi</strong>. A differenza di molte opzioni economiche, qui <strong>non risultano confusi o lenti</strong>. Ascoltando Black Eye di Allie X, il colpo della drum machine è <strong>rapido e preciso</strong>. E la <strong>profondità</strong> è notevole: in brani con sub bass importanti come The Boys Are Back In Town di Yung Gravy, il rimbombo è <strong>potente ma rimane chiaro</strong> e sotto controllo.</p><p>Ma un basso profondo <strong>non compromette la qualità complessiva</strong>. In I Want You dei Moloko le <strong>voci rimangono ariose e ben presenti</strong>, anche con bassi marcati e una miriade di strumenti come archi, tastiere e percussioni.</p><p>Anche con brani più morbidi come I Remember You di Masayoshi Takanaka, la <strong>chitarra ritmica ha una tonalità accurata</strong>, gli arpeggi d’arpa non suonano metallici e il basso, pur presente, <strong>non sovrasta il resto</strong>. La <strong>separazione degli strumenti non è male</strong> per questa fascia di prezzo, anche se alcuni elementi come archi e chitarre potevano risultare più distanziati per un ascolto più arioso e sfumato.</p><p>Detto ciò, riuscirete comunque a cogliere <strong>diversi dettagli</strong> con le Sonoflow Pro – merito sia della presenza del <strong>jack da 3,5 mm</strong> per l’ascolto cablato sia del <strong>supporto audio ad alta risoluzione via LDAC</strong>. I synth delicati in crescendo si sentono già all’inizio di Overflow di Kolter e i <strong>leggeri tamburi samba</strong> in SAMBA DO MARCOS di Sadao Watanabe aggiungono carattere a un brano già coinvolgente.</p><p>Nel complesso, queste <strong>cuffie economiche 1More offrono un suono sorprendentemente buono</strong>. L’audio generale <strong>non è nitido come quello di modelli come le Sony WH-1000XM5</strong>, e <strong>non offre l’audio spaziale</strong> coinvolgente delle Sonos Ace. Ma se cercate <strong>un suono chiaro e sufficientemente dettagliato</strong>, le Sonoflow Pro <strong>sono una scelta più che valida</strong>.</p><ul><li><strong>Qualità audio: 4/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tKSVGFcyYDd68WbCfsVQgB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 9.JPG" alt="Earcups of the 1More Sonoflow Pro HQ51" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tKSVGFcyYDd68WbCfsVQgB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-recensione-design"><span>1More Sonoflow Pro HQ51 recensione: design</span></h2><p>Una cosa che ho davvero apprezzato delle <strong>1More Sonoflow Pro</strong> è il loro <strong>design curvo on-ear</strong>. Sono leggermente inclinate, il che conferisce loro <strong>un aspetto più definito e moderno durante l’uso</strong> – una caratteristica che avevo già apprezzato nel modello originale Sonoflow. Il modello <strong>Black</strong> che ho testato ha anche una <strong>finitura opaca molto gradevole</strong>, che le rende <strong>un paio di over-ear davvero eleganti</strong>.</p><p>Ma non si tratta solo di estetica. Le <strong>Sonoflow Pro sono anche piuttosto comode da indossare</strong>, anche per sessioni d’ascolto prolungate. Non raggiungono forse il livello di comfort delle <strong>Anker Soundcore Space One Pro</strong>, ma l’<strong>imbottitura abbondante dell’archetto</strong> e i <strong>padiglioni morbidi</strong> offrono comunque un’ottima esperienza. Sono anche <strong>ripiegabili</strong>, rendendole <strong>una soluzione compatta e comoda per l’uso in mobilità</strong>.</p><p>L’unico aspetto del design che mi ha convinto meno è la <strong>sensazione generale di fragilità</strong>. L’archetto è piuttosto sottile e <strong>i pulsanti appaiono e sembrano abbastanza plastici</strong>. Inoltre, <strong>non c’è alcuna certificazione per resistenza a polvere o acqua</strong>, anche se questo è abbastanza comune per le cuffie over-ear. Non è un difetto grave, ma è giusto non aspettarsi materiali da fascia premium.</p><p>Tornando ai lati positivi: <strong>ottimo il case rigido incluso nella confezione</strong>, perfetto per <strong>proteggere le cuffie durante i viaggi</strong>. Nella scatola si trovano anche un <strong>cavo USB-C per la ricarica</strong> e un <strong>cavo 2.5mm – 3.5mm con microfono integrato</strong>, che offre una qualità audio <strong>abbastanza chiara</strong> per le chiamate, anche se <strong>non eccezionalmente nitida</strong>.</p><ul><li><strong>Design: 4/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MvLGjchPkJw57Vwsg63VeB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 10.JPG" alt="1More Sonoflow Pro HQ51 in carry case" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MvLGjchPkJw57Vwsg63VeB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-recensione-valore"><span>1More Sonoflow Pro HQ51 recensione: valore</span></h2><p>Non sorprende che la categoria in cui queste cuffie si distinguono di più sia il rapporto qualità-prezzo. Con un <strong>prezzo di listino di circa 89 euro</strong>, l’offerta è già molto interessante, ma vengono spesso proposte in <strong>sconto</strong>, rendendo l’acquisto <strong>ancora più conveniente</strong>. <strong>Audio solido, design curato e persino una custodia rigida inclusa</strong>: davvero niente male.</p><p>Non solo: queste cuffie mantengono un prezzo molto vicino al modello originale 1More Sonoflow, pur offrendo <strong>miglioramenti evidenti</strong>. Si ottiene <strong>una cancellazione del rumore più efficace</strong>, <strong>una batteria più duratura</strong> e <strong>una ricarica più rapida</strong> nello specifico, le Pro offrono <strong>10 ore di riproduzione con soli 5 minuti di ricarica</strong>, il doppio rispetto al modello standard.</p><p>Esistono ottime cuffie economiche, come le <strong>Earfun Wave Pro</strong>, ad esempio. Ma queste 1More <strong>offrono un’autonomia migliore</strong>, <strong>un design on-ear più riconoscibile</strong> e <strong>varie opzioni di colore</strong>. È l’insieme di <strong>piccoli miglioramenti</strong> che porta a <strong>un grande salto di valore complessivo</strong>.</p><p>Per delle cuffie sotto i 100 euro circa, è davvero difficile chiedere di più.</p><ul><li><strong>Valore: 5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="X4NXWKfLgGiZtdhJw5yyLB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 8.JPG" alt="1More Sonoflow Pro HQ51 headband" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/X4NXWKfLgGiZtdhJw5yyLB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-le-1more-sonoflow-pro-hq51"><span>Perché comprare le 1More Sonoflow Pro HQ51?</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Caratteristiche </p></td><td  ><p>Cancellazione attiva efficace, autonomia eccezionale, supporto LDAC – l’app si può migliorare.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Qualità audio </p></td><td  ><p>Non sono premium, ma offrono audio chiaro, bassi potenti e un buon livello di dettaglio.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Eleganti e comode, anche se la qualità costruttiva non impressiona.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Buon suono, design curato, ANC affidabile e autonomia sorprendente a un prezzo contenuto.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-13">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una buona cancellazione attiva del rumore</strong> </p><p>Le Sonoflow Pro offrono un’ANC sorprendentemente efficace, che mi ha permesso di concentrarmi sulla musica anche in ambienti affollati e rumorosi. È presente anche una modalità trasparenza per lasciare passare i suoni ambientali quando necessario – una funzione sempre utile.</p></div><div class="product"><p><strong>Non volete spendere una fortuna</strong> </p><p>Con un prezzo di listino di circa 89 euro, le Sonoflow Pro rientrano chiaramente nella fascia economica. Inoltre, capitano spesso sconti, rendendole una scelta accessibile per chi cerca un audio valido e un design elegante a un prezzo più che ragionevole.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-16">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate un audio da top di gamma</strong> </p><p>Le Sonoflow Pro offrono un suono personalizzabile e di buona qualità, soprattutto in rapporto al prezzo. Tuttavia, non garantiscono quell’esperienza immersiva, con separazione precisa e resa premium che gli audiofili più esigenti cercano. Se puntate al massimo delle prestazioni, modelli come le Bose QuietComfort Ultra o le Apple AirPods Max saranno più adatti.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate una qualità costruttiva eccellente</strong></p><p>Attenzione, l’estetica delle Sonoflow Pro è piacevole, ma la costruzione resta piuttosto plastica. L’archetto e i pulsanti non danno una sensazione di grande solidità, quindi se cercate materiali premium e una struttura robusta, è meglio orientarsi su altri modelli.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/audio/wireless-headphones/recensione-1more-sonoflow-pro-hq51</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il massimo del valore in termini di suono e di peso ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">Wkv5Uf6esG5Nv9ttE6JzSZ</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Wireless Headphones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Audio]]></category>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-recensione-rapida"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: recensione rapida </span></h2><p>Le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> sono <strong>cuffie over-ear economiche</strong> che puntano a fare tutto: offrire <strong>buon audio</strong>, <strong>ANC efficace</strong> e un <strong>design accattivante</strong>, il tutto a meno di <strong>100 euro circa</strong>. Un obiettivo ambizioso, che inizialmente poteva far sorgere dei dubbi, ma dopo due settimane di test, queste cuffie riescono a fare tutto questo e anche di più.</p><p>Con un <strong>prezzo di listino di circa 89 euro</strong>, le Sonoflow Pro offrono <strong>cancellazione attiva del rumore e modalità trasparenza</strong>, <strong>supporto LDAC</strong> per lo streaming Bluetooth ad alta risoluzione, e fino a <strong>100 ore di autonomia. </strong></p><p>Per quanto riguarda la qualità audio, pur non raggiungendo i livelli delle cuffie premium presenti nelle guide ai migliori modelli sul mercato, queste cuffie <strong>si comportano sorprendentemente bene per il prezzo</strong>. Il suono è chiaro e privo di asprezze anche a volumi alti. La resa è particolarmente <strong>incentrata sui bassi</strong>, ideale per gli amanti della musica dance, ma è possibile regolare le frequenze basse tramite l’equalizzatore dell’app <strong>1More Music</strong>.</p><p>L’ascolto risulta dettagliato, soprattutto utilizzando <strong>LDAC</strong> (se supportato dal dispositivo sorgente) o il collegamento con cavo. La <strong>qualità del suono resta buona sia con ANC attivo che disattivo</strong>, anche se è preferibile tenere l’ANC acceso. Quest’ultima risulta <strong>abbastanza efficace</strong>: rumori ambientali come conversazioni, tastiere e traffico vengono fortemente attenuati, se non completamente eliminati, durante la riproduzione musicale.</p><p>L’autonomia di 100 ore si riferisce all’utilizzo con ANC e LDAC disattivi, ma anche con ANC attivo si arriva a <strong>65 ore</strong>, un valore più che ottimo per questa fascia di prezzo. Le cuffie sono inoltre <strong>molto comode</strong>, grazie alla generosa imbottitura sull’archetto e sui padiglioni, permettendo sessioni d’ascolto lunghe senza fastidi.</p><p>Anche dal punto di vista estetico, queste cuffie si fanno notare. Sono leggermente inclinate in avanti, con un aspetto curvo e moderno. La <strong>finitura opaca</strong> è elegante e sobria. I comandi fisici risultano <strong>un po’ plasticosi</strong>, e l’archetto <strong>dà una sensazione di fragilità</strong>, ma si tratta di compromessi comprensibili per un prodotto di questa fascia.</p><p>L’unico vero limite è l’<strong>esperienza con l’app</strong>, che risulta confusa. Le cuffie si connettono solo all’app <strong>1More Music</strong>, non all’app principale dell’azienda. L’interfaccia appare datata e alcune funzioni, come il <strong>multi-point</strong>, sono nascoste in sottomenu poco intuitivi.</p><p>Nonostante questo, le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> sono <strong>una scelta altamente consigliata</strong>. Offrono <strong>audio convincente</strong>, <strong>lunga autonomia</strong> e <strong>una buona gestione del rumore</strong> a un prezzo decisamente contenuto. Se cercate un suono di livello assoluto e avete un budget più ampio, potete valutare modelli come le <strong>Sony WH-1000XM4</strong>, ma per chi ha un budget limitato, <strong>la qualità offerta da queste cuffie è più che sufficiente</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="szEg3MogydpFKycfCBzfgB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 6.JPG" alt="3.5mm and USB-C ports on the 1More Sonoflow Pro HQ51" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/szEg3MogydpFKycfCBzfgB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-prezzo-e-data-d-uscita"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: prezzo e data d'uscita </span></h2><p>Le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> hanno un <strong>prezzo di listino di circa 89 euro</strong>. Sono state lanciate nel <strong>2024</strong> in <strong>tre varianti colore</strong>: <strong>Nero</strong>, <strong>Blu</strong> e <strong>Argento</strong>.</p><p>Il prezzo può variare leggermente in base alla colorazione scelta, ma <strong>resta generalmente nella stessa fascia</strong>. Buone notizie: <strong>sono già apparse in sconto</strong> presso vari rivenditori, e <strong>in passato sono scese a circa 70 euro</strong>, rendendole ancora più interessanti in termini di rapporto qualità-prezzo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MPyriykfLftWbTxw9p58gB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 5.JPG" alt="Button controls on the 1More Sonoflow Pro HQ51" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MPyriykfLftWbTxw9p58gB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-specifiche"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: Specifiche</span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Driver</p></td><td  ><p>40mm dinamico </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Cancellazione attiva del rumore</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Durata batteria </p></td><td  ><p>65 ore ANC on; 100 ore ANC off</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>246g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connettività </p></td><td  ><p>Bluetooth 5.4, 3.5mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Gamma di frequenza</p></td><td  ><p>20Hz-40kHz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Impermeabilizzazione</p></td><td  ><p>No</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-caratteristiche"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: caratteristiche </span></h2><p>Le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> offrono tutte le funzionalità che ci si aspetta da un paio di cuffie Bluetooth moderne e qualcosa in più. Supportano la <strong>connettività Bluetooth 5.4</strong>, la <strong>funzione multipoint</strong> per collegare più dispositivi contemporaneamente, e sono accompagnate da una <strong>companion app dedicata</strong>.</p><p>Un dettaglio importante sull’app: anche se sulla pagina ufficiale del prodotto viene indicata l’app <strong>1More</strong>, su smartphone <strong>Samsung</strong> non ha funzionato correttamente. È stato invece necessario utilizzare <strong>1More Music</strong>, un’app dall’interfaccia un po’ datata e meno intuitiva, ma che funziona senza problemi.</p><p>Una volta configurate, è possibile esplorare le <strong>opzioni di cancellazione del rumore</strong>. Sono disponibili tre modalità: <strong>ANC disattivato</strong>, <strong>ANC attivo</strong> e <strong>modalità trasparenza</strong>. Il risultato è sorprendente: uno dei miglioramenti più evidenti rispetto al modello originale. In ufficio, ascoltando a <strong>volume 50%</strong>, i rumori esterni erano quasi del tutto assenti. Anche durante gli spostamenti o sui mezzi pubblici, <strong>i suoni ambientali risultavano ben attenuati</strong>.</p><p>Naturalmente, non si raggiungono i livelli della cancellazione del rumore offerta da modelli di fascia alta come le <strong>Bose QuietComfort Ultra</strong>, ma considerando il prezzo molto inferiore, la resa è più che soddisfacente. Anche <strong>la modalità trasparenza funziona bene</strong>, permettendo di sentire i suoni circostanti quando serve, ad esempio durante una camminata in zone trafficate.</p><p>Tramite l’app è possibile <strong>attivare lo streaming audio in alta risoluzione</strong>, <strong>regolare l’equalizzatore</strong> con <strong>preset dedicati ai vari generi musicali</strong> o impostazioni personalizzate, e <strong>verificare il livello di carica della batteria</strong>. E a proposito di autonomia: le Sonoflow Pro offrono <strong>65 ore di utilizzo con ANC attivo</strong> e <strong>fino a 100 ore senza</strong>, una durata impressionante che copre tranquillamente <strong>giorni, se non settimane, di ascolto con una sola carica</strong>. Ovviamente, l'autonomia può variare se si attivano lo streaming hi-res e volumi elevati, ma resta comunque eccellente.</p><p>Infine, ci sono anche <strong>funzionalità meno comuni</strong> disponibili nell’app. Una è <strong>Smart Burn-In</strong>, pensata per “rodare” i driver e ottimizzare il suono. L’effetto è difficile da percepire e il concetto di burn-in resta controverso, quindi la sua presenza risulta neutra. L’altra è <strong>Soothing Sounds</strong>, che riproduce suoni come “Waterfall”, “Volcano” o “Medium Fire”. Tuttavia, <strong>la qualità audio è bassa</strong> e i file sonori <strong>si interrompono bruscamente per poi ripartire</strong>, risultando poco utili.</p><p>In sintesi, le <strong>1More Sonoflow Pro HQ51</strong> combinano <strong>prestazioni solide, funzioni avanzate e un’autonomia eccezionale</strong> in una fascia di prezzo molto competitiva. </p><ul><li><strong>Caratteristiche: 4/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2zvDdnGqyXVP6CPi5TEYZB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 7.JPG" alt="1More Sonoflow Pro HQ51 using wired connection" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2zvDdnGqyXVP6CPi5TEYZB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-qualita-audio"><span>1More Sonoflow Pro HQ51: qualità audio </span></h2><p>Sarò onesto: <strong>non mi aspettavo molto</strong> da queste cuffie 1More sul fronte audio. E invece <strong>hanno completamente superato le aspettative</strong>. Ok, non otterrete quel suono premium, perfettamente bilanciato, con una separazione e stratificazione ordinata che alcuni modelli di fascia alta riescono a offrire, ma ciò che viene proposto qui è davvero sorprendente <strong>per il prezzo contenuto</strong>.</p><p>Come molte cuffie economiche, le <strong>Sonoflow Pro</strong> presentano una firma sonora tendenzialmente <strong>più ricca di bassi</strong> ideale se amate la musica dance o l’hip-hop. Se preferite un suono più bilanciato, basta aprire l’app <strong>1More Music</strong> e regolare l’equalizzatore a cinque bande o scegliere uno dei <strong>preset inclusi</strong>: semplice e immediato.</p><p>Passiamo ai <strong>bassi</strong>. A differenza di molte opzioni economiche, qui <strong>non risultano confusi o lenti</strong>. Ascoltando Black Eye di Allie X, il colpo della drum machine è <strong>rapido e preciso</strong>. E la <strong>profondità</strong> è notevole: in brani con sub bass importanti come The Boys Are Back In Town di Yung Gravy, il rimbombo è <strong>potente ma rimane chiaro</strong> e sotto controllo.</p><p>Ma un basso profondo <strong>non compromette la qualità complessiva</strong>. In I Want You dei Moloko le <strong>voci rimangono ariose e ben presenti</strong>, anche con bassi marcati e una miriade di strumenti come archi, tastiere e percussioni.</p><p>Anche con brani più morbidi come I Remember You di Masayoshi Takanaka, la <strong>chitarra ritmica ha una tonalità accurata</strong>, gli arpeggi d’arpa non suonano metallici e il basso, pur presente, <strong>non sovrasta il resto</strong>. La <strong>separazione degli strumenti non è male</strong> per questa fascia di prezzo, anche se alcuni elementi come archi e chitarre potevano risultare più distanziati per un ascolto più arioso e sfumato.</p><p>Detto ciò, riuscirete comunque a cogliere <strong>diversi dettagli</strong> con le Sonoflow Pro – merito sia della presenza del <strong>jack da 3,5 mm</strong> per l’ascolto cablato sia del <strong>supporto audio ad alta risoluzione via LDAC</strong>. I synth delicati in crescendo si sentono già all’inizio di Overflow di Kolter e i <strong>leggeri tamburi samba</strong> in SAMBA DO MARCOS di Sadao Watanabe aggiungono carattere a un brano già coinvolgente.</p><p>Nel complesso, queste <strong>cuffie economiche 1More offrono un suono sorprendentemente buono</strong>. L’audio generale <strong>non è nitido come quello di modelli come le Sony WH-1000XM5</strong>, e <strong>non offre l’audio spaziale</strong> coinvolgente delle Sonos Ace. Ma se cercate <strong>un suono chiaro e sufficientemente dettagliato</strong>, le Sonoflow Pro <strong>sono una scelta più che valida</strong>.</p><ul><li><strong>Qualità audio: 4/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tKSVGFcyYDd68WbCfsVQgB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 9.JPG" alt="Earcups of the 1More Sonoflow Pro HQ51" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tKSVGFcyYDd68WbCfsVQgB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-recensione-design"><span>1More Sonoflow Pro HQ51 recensione: design</span></h2><p>Una cosa che ho davvero apprezzato delle <strong>1More Sonoflow Pro</strong> è il loro <strong>design curvo on-ear</strong>. Sono leggermente inclinate, il che conferisce loro <strong>un aspetto più definito e moderno durante l’uso</strong> – una caratteristica che avevo già apprezzato nel modello originale Sonoflow. Il modello <strong>Black</strong> che ho testato ha anche una <strong>finitura opaca molto gradevole</strong>, che le rende <strong>un paio di over-ear davvero eleganti</strong>.</p><p>Ma non si tratta solo di estetica. Le <strong>Sonoflow Pro sono anche piuttosto comode da indossare</strong>, anche per sessioni d’ascolto prolungate. Non raggiungono forse il livello di comfort delle <strong>Anker Soundcore Space One Pro</strong>, ma l’<strong>imbottitura abbondante dell’archetto</strong> e i <strong>padiglioni morbidi</strong> offrono comunque un’ottima esperienza. Sono anche <strong>ripiegabili</strong>, rendendole <strong>una soluzione compatta e comoda per l’uso in mobilità</strong>.</p><p>L’unico aspetto del design che mi ha convinto meno è la <strong>sensazione generale di fragilità</strong>. L’archetto è piuttosto sottile e <strong>i pulsanti appaiono e sembrano abbastanza plastici</strong>. Inoltre, <strong>non c’è alcuna certificazione per resistenza a polvere o acqua</strong>, anche se questo è abbastanza comune per le cuffie over-ear. Non è un difetto grave, ma è giusto non aspettarsi materiali da fascia premium.</p><p>Tornando ai lati positivi: <strong>ottimo il case rigido incluso nella confezione</strong>, perfetto per <strong>proteggere le cuffie durante i viaggi</strong>. Nella scatola si trovano anche un <strong>cavo USB-C per la ricarica</strong> e un <strong>cavo 2.5mm – 3.5mm con microfono integrato</strong>, che offre una qualità audio <strong>abbastanza chiara</strong> per le chiamate, anche se <strong>non eccezionalmente nitida</strong>.</p><ul><li><strong>Design: 4/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MvLGjchPkJw57Vwsg63VeB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 10.JPG" alt="1More Sonoflow Pro HQ51 in carry case" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MvLGjchPkJw57Vwsg63VeB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-1more-sonoflow-pro-hq51-recensione-valore"><span>1More Sonoflow Pro HQ51 recensione: valore</span></h2><p>Non sorprende che la categoria in cui queste cuffie si distinguono di più sia il rapporto qualità-prezzo. Con un <strong>prezzo di listino di circa 89 euro</strong>, l’offerta è già molto interessante, ma vengono spesso proposte in <strong>sconto</strong>, rendendo l’acquisto <strong>ancora più conveniente</strong>. <strong>Audio solido, design curato e persino una custodia rigida inclusa</strong>: davvero niente male.</p><p>Non solo: queste cuffie mantengono un prezzo molto vicino al modello originale 1More Sonoflow, pur offrendo <strong>miglioramenti evidenti</strong>. Si ottiene <strong>una cancellazione del rumore più efficace</strong>, <strong>una batteria più duratura</strong> e <strong>una ricarica più rapida</strong> nello specifico, le Pro offrono <strong>10 ore di riproduzione con soli 5 minuti di ricarica</strong>, il doppio rispetto al modello standard.</p><p>Esistono ottime cuffie economiche, come le <strong>Earfun Wave Pro</strong>, ad esempio. Ma queste 1More <strong>offrono un’autonomia migliore</strong>, <strong>un design on-ear più riconoscibile</strong> e <strong>varie opzioni di colore</strong>. È l’insieme di <strong>piccoli miglioramenti</strong> che porta a <strong>un grande salto di valore complessivo</strong>.</p><p>Per delle cuffie sotto i 100 euro circa, è davvero difficile chiedere di più.</p><ul><li><strong>Valore: 5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="X4NXWKfLgGiZtdhJw5yyLB" name="1More_Sonoflow_HQ51_ 8.JPG" alt="1More Sonoflow Pro HQ51 headband" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/X4NXWKfLgGiZtdhJw5yyLB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-le-1more-sonoflow-pro-hq51"><span>Perché comprare le 1More Sonoflow Pro HQ51?</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Caratteristiche </p></td><td  ><p>Cancellazione attiva efficace, autonomia eccezionale, supporto LDAC – l’app si può migliorare.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Qualità audio </p></td><td  ><p>Non sono premium, ma offrono audio chiaro, bassi potenti e un buon livello di dettaglio.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Eleganti e comode, anche se la qualità costruttiva non impressiona.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>Buon suono, design curato, ANC affidabile e autonomia sorprendente a un prezzo contenuto.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-comprare-13">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una buona cancellazione attiva del rumore</strong> </p><p>Le Sonoflow Pro offrono un’ANC sorprendentemente efficace, che mi ha permesso di concentrarmi sulla musica anche in ambienti affollati e rumorosi. È presente anche una modalità trasparenza per lasciare passare i suoni ambientali quando necessario – una funzione sempre utile.</p></div><div class="product"><p><strong>Non volete spendere una fortuna</strong> </p><p>Con un prezzo di listino di circa 89 euro, le Sonoflow Pro rientrano chiaramente nella fascia economica. Inoltre, capitano spesso sconti, rendendole una scelta accessibile per chi cerca un audio valido e un design elegante a un prezzo più che ragionevole.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-16">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate un audio da top di gamma</strong> </p><p>Le Sonoflow Pro offrono un suono personalizzabile e di buona qualità, soprattutto in rapporto al prezzo. Tuttavia, non garantiscono quell’esperienza immersiva, con separazione precisa e resa premium che gli audiofili più esigenti cercano. Se puntate al massimo delle prestazioni, modelli come le Bose QuietComfort Ultra o le Apple AirPods Max saranno più adatti.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate una qualità costruttiva eccellente</strong></p><p>Attenzione, l’estetica delle Sonoflow Pro è piacevole, ma la costruzione resta piuttosto plastica. L’archetto e i pulsanti non danno una sensazione di grande solidità, quindi se cercate materiali premium e una struttura robusta, è meglio orientarsi su altri modelli.</p></div>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione DJI Mavic 4 Pro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-recensione-rapida"><span>DJI Mavic 4 Pro: recensione rapida</span></h3><p>Negli ultimi dieci anni ho avuto modo di provare e recensire ogni drone realizzato da <strong>DJI</strong>, e praticamente ogni anno sono rimasto colpito dai progressi compiuti. <strong>Anche il nuovo DJI Mavic 4 Pro non fa eccezione</strong>, segnando un nuovo punto di riferimento per ciò che è possibile ottenere con <strong>droni consumer e prosumer</strong>.</p><p>Il <strong>Mavic 4 Pro</strong> è senza dubbio <strong>uno dei migliori droni DJI attualmente disponibili</strong>. La <strong>reattività dei comandi</strong>, unita alla <strong>velocità e fluidità di volo</strong>, <strong>ricorda da vicino l’esperienza offerta dal DJI Inspire 3</strong>, più che quella del Mavic 3 Pro. È importante sottolineare che <strong>Inspire 3 e Mavic 4 Pro appartengono a categorie diverse</strong>, ma il nuovo modello <strong>porta i droni prosumer a un livello superiore</strong> sotto ogni aspetto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2133px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="q8GuL2fJpThJSufVcoL3dD" name="_DSF9424" alt="DJI Mavic 4 Pro unfolded ready for flight" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q8GuL2fJpThJSufVcoL3dD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2133" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: James Abbott)</span></figcaption></figure><p>E tutto questo <strong>prima ancora di considerare l’incredibile comparto fotografico</strong> del DJI Mavic 4 Pro, che introduce per la prima volta su un drone con <strong>più di una fotocamera e sensori avanzati</strong> – inclusa una <strong>camera con sensore Four Thirds</strong> – la <strong>vera ripresa verticale</strong>, resa possibile da un <strong>gimbal in grado di ruotare di 90 gradi</strong>.</p><p>Il sistema di fotocamere del Mavic 4 Pro è guidato da una <strong>camera principale da 28 mm con sensore 4/3</strong>, capace di raggiungere una <strong>risoluzione fino a 100 MP</strong> e dotata di <strong>apertura variabile f/2-f/11</strong>. A questa si affiancano:</p><p>- Una <strong>fotocamera da 70 mm</strong> con <strong>sensore da 48 MP</strong> (1/1.3")</p><p>- Una <strong>telecamera da 168 mm</strong> con <strong>sensore da 50 MP</strong> (1/1.5")</p><p>In termini di registrazione video, la fotocamera principale supporta risoluzioni fino a <strong>6K a 60 fps</strong>, mentre le due teleobiettivi permettono riprese fino a <strong>4K a 120 fps</strong>, offrendo così una flessibilità eccezionale per ogni tipo di scenario professionale.</p><h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-uscita-e-prezzo"><span>DJI Mavic 4 Pro: Uscita e prezzo </span></h3><p>Il <strong>DJI Mavic 4 Pro</strong> è stato annunciato e rilasciato il <strong>13 maggio 2025</strong>, ed è già disponibile tramite DJI e rivenditori autorizzati. Sono previste <strong>tre configurazioni</strong>. Il kit base, <strong>DJI Mavic 4 Pro (DJI RC 2)</strong>, ha un prezzo di <strong>circa 2.180 euro</strong> e include il <strong>Mavic 4 Pro</strong>, il <strong>radiocomando RC 2</strong>, <strong>64 GB di memoria interna</strong>, <strong>una batteria</strong> e <strong>gli accessori standard</strong>.</p><p>Il <strong>DJI Mavic 4 Pro Fly More Combo</strong> ha un prezzo di <strong>circa 2.850 euro</strong> e include quanto sopra, con l’aggiunta di <strong>due batterie extra</strong>, <strong>un alimentatore USB-C da 100W</strong>, <strong>un hub di ricarica</strong> e <strong>una borsa a tracolla</strong>. Questa configurazione offre un <strong>ottimo rapporto qualità-prezzo</strong>.</p><p>La configurazione più completa è il <strong>DJI Mavic 4 Pro 512GB Creator Combo</strong>, che costa <strong>circa 3.730 euro</strong>. Include tutto ciò che è presente nel kit base, ma con 512 GB di memoria interna, un alimentatore da 240W, due batterie aggiuntive, un hub di ricarica parallela, un cavo USB-C ad alta velocità e una borsa a tracolla.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2133px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="UkGb4SKyGGJMFn6PzP5sSD" name="_DSF9428" alt="DJI Mavic 4 Pro camera and gimbal from above" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UkGb4SKyGGJMFn6PzP5sSD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2133" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: James Abbott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-specifiche"><span>DJI Mavic 4 Pro: specifiche </span></h3><div ><table><caption>Specs</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Camera</strong></p></td><td  ><p>28 mm 100MP sensore 4/3 / 70 mm 48MP sensore 1/1,3 pollici / 168 mm 50MP sensore 1/1,5 pollici</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Risoluzione video </strong></p></td><td  ><p>Fino a 6K</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Frame rates</strong></p></td><td  ><p>6K fino a 60fps / 4K fino a 120fps / FHD fino a 60fps / Vertical 4/3 fino a 4K 60fps, Tele 2.7K fino a 60fps</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Gamma di trasmissione video</p></td><td  ><p>18,6 miglia (FCC) / 9,32 miglia (CE, SRRC, MIC)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Modalità di volo</strong></p></td><td  ><p>Sport, Normale, Cinema </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria</strong></p></td><td  ><p>6654mAh / fino a 51 minuti di volo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Tipo di ricarica </strong></p></td><td  ><p>USB-C / hub di ricarica</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Peso</strong></p></td><td  ><p>2.34lbs / 1063g </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Dimensioni </strong></p></td><td  ><p>10,14 x 4,91 x 4,07 pollici / 257,6 x 124,8 x 103,4 mm piegato / 12,94 x 15,37 x 5,32 pollici / 328,7 x 390,5 x 135,2 mm aperto</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-design"><span>DJI Mavic 4 Pro: design</span></h3><p>Il <strong>DJI Mavic 4 Pro</strong> mantiene il <strong>design pieghevole</strong> a cui ci siamo ormai abituati, ma risulta <strong>leggermente più grande del Mavic 3 Pro</strong>, con <strong>eliche di dimensioni maggiori</strong>. Di conseguenza, anche il peso è leggermente superiore, arrivando a <strong>1063 g</strong>. Nell’utilizzo pratico questo non si percepisce, ma <strong>l’aumento di velocità, potenza e manovrabilità è evidente</strong>.</p><p>La differenza più visibile rispetto al Mavic 3 Pro è rappresentata dal <strong>nuovo sistema di fotocamere e gimbal</strong>. Le <strong>tre fotocamere</strong> restano, ma il <strong>modulo è ora più sferico</strong>, con un <strong>gimbal più robusto</strong> che supporta la <strong>ripresa verticale</strong>, offrendo un <strong>movimento dell’inquadratura da -90 a 70 gradi</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CBf49sGkNHW3kh9S9FBHZD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro on a wooden floor ready for flight " /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fMTG9Z3AqnYjzW3Qt4qsZD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro top view" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ypdD2GUn5wZT4FiGPvLbaD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro bottom view" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Y3G7aDvUxQ5obct7t29YaD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro with the gimabl guard attached" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure></figure><p>Questa funzione apre nuove possibilità creative: durante i test è stato possibile <strong>riprendere l’aurora boreale</strong> volando a <strong>bassa quota</strong> e inclinando la fotocamera verso l’alto per catturare una porzione maggiore del cielo notturno.</p><p>A migliorare ulteriormente la praticità in fase di utilizzo, il drone <strong>si accende automaticamente quando si aprono le braccia con le eliche</strong>, mentre il <strong>radiocomando si attiva sollevando lo schermo</strong>, rivelando i comandi sottostanti. Il <strong>controller entra in modalità standby quando viene richiuso</strong>, a meno che non venga spento manualmente in precedenza.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qZiN9mHDJVHnGjSEEmMvYD-1920-80.jpg" alt="DJI RC 2 smart controller on a wooden floor" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FctfYdtNSJDfwy3on67AaD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro DJI RC 2 smart controller switched off and folded on a wooden floor" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bLBTEqQDuH27qgTTreppbD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro DJI RC 2 smart controller detail " /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure></figure><p>Il nuovo <strong>DJI RC 2</strong>, il radiocomando smart fornito con il Mavic 4 Pro, presenta <strong>un design completamente rinnovato</strong> e integra <strong>un display Mini-LED da 7 pollici ad alta luminosità con 2000 nit</strong>, estremamente visibile anche in pieno sole. Lo schermo può essere <strong>ruotato di 90 gradi</strong> per le riprese in verticale, offrendo così <strong>una visualizzazione a schermo intero</strong> della fotocamera in modalità ritratto.</p><p>Tra le novità troviamo anche <strong>una ghiera di regolazione</strong> che consente di modificare facilmente le impostazioni della fotocamera, una <strong>porta HDMI per l’uscita video</strong>, un’autonomia fino a <strong>quattro ore</strong> e <strong>128 GB di memoria interna</strong>. L’audio può essere registrato direttamente tramite il <strong>microfono integrato</strong> o utilizzando un <strong>DJI Mic</strong> compatibile.</p><p>Quando il controller viene chiuso, <strong>lo schermo copre gli stick di controllo</strong>, rendendolo più <strong>compatto per il trasporto e lo stoccaggio</strong>. Il sistema operativo è basato su <strong>Android</strong>, permettendo la visualizzazione dell’interfaccia standard e il supporto ad <strong>app di terze parti</strong>. Tuttavia, non è stato possibile testare questa funzione, poiché <strong>il controller non ha il Play Store installato</strong> e non erano disponibili file APK da provare. È comunque presente il <strong>browser Firefox</strong>, che può essere utilizzato per scaricare e installare applicazioni.</p>                    <div class= "tiktok-wrapper" style="min-height: 750px;"><blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@techradar/video/7503910995933285654" data-video-id="7503910995933285654" style="max-width: 605px; min-width: 325px;">                        <section>                            <a target="_blank" title="@techradar" href="https://www.tiktok.com/@techradar">@techradar</a>                            <p></p><a target="_blank" title="♬ original sound - TechRadar" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7503911019463330582">♬ original sound - TechRadar</a></section>                    </blockquote></div>                <h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-caratteristiche-e-performance"><span>DJI Mavic 4 Pro: caratteristiche e performance</span></h3><p>I comandi reattivi del <strong>Mavic 4 Pro</strong>, uniti alla sua velocità e fluidità in volo, <strong>ricordano da vicino l’esperienza dell’Inspire 3</strong>. Ovviamente non raggiunge la stessa potenza, ma le <strong>prestazioni di volo sono chiaramente migliorate rispetto al Mavic 3 Pro</strong>. Il volo è estremamente stabile e controllato, con una <strong>velocità massima di 97 km/h in modalità Sport</strong> e <strong>64,8 km/h durante il tracking di soggetti in movimento</strong>. La <strong>resistenza al vento</strong> dichiarata è di <strong>43 km/h</strong>.</p><p>Sono presenti tutte le funzionalità classiche, tra cui <strong>Quickshots</strong>, <strong>timelapse</strong>, <strong>scatto a raffica</strong>, <strong>bracketing dell’esposizione</strong> e <strong>panorama libero</strong>.</p><p>Il <strong>tracking dei soggetti è molto efficace</strong>, e il tracciamento dei veicoli funziona bene, con il drone che riesce a mantenere il soggetto anche quando <strong>parzialmente nascosto dalla vegetazione</strong>, come dichiarato da DJI. Durante i test, è stato possibile posizionare il drone <strong>davanti, sopra, lateralmente e dietro l’auto</strong>. Le posizioni sopra e dietro hanno dato i migliori risultati. Invece, quando si tenta il tracking frontale o laterale, il drone tende a <strong>riportarsi automaticamente nella posizione posteriore</strong>, segno che, sebbene affidabile, <strong>il Mavic 4 Pro è meno versatile rispetto a modelli come il DJI Flip o Neo</strong> in fase di inseguimento. È comunque possibile <strong>regolare i parametri del gimbal e del volo anche durante il tracking</strong>.</p><p>Il drone è dotato del sistema <strong>Nightscape Omnidirectional Obstacle Sensing</strong> con sensibilità fino a <strong>0,1 Lux</strong>, composto da <strong>sei sensori fisheye ottimizzati per bassa luminosità</strong>, un <strong>LiDAR frontale</strong> posizionato sul braccio dell’elica destra e un <strong>sensore a infrarossi</strong> nella parte inferiore del corpo. In ambienti complessi, il sistema di <strong>evitamento ostacoli ha funzionato bene sia alla luce del giorno che al crepuscolo</strong>, con opzioni <strong>Brake, Bypass</strong> e <strong>Off</strong> disponibili. Quest’ultima è utile in determinati contesti per ottenere un volo più fluido, ma comporta naturalmente <strong>maggiori rischi</strong>.</p><p>Il Mavic 4 Pro è supportato dal sistema <strong>DJI O4+</strong>, che consente una <strong>trasmissione video HDR 10-bit fino a 30 km</strong>.</p><h2 id="tracciamento-dell-auto-con-il-dji-mavic-4-pro">Tracciamento dell'auto con il DJI Mavic 4 Pro</h2><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/NyuReW2M.html" id="NyuReW2M" title="MP4 Car Tracking" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>A completare il quadro delle funzionalità legate alla sicurezza, il <strong>sistema Return to Home</strong> ha ricevuto <strong>miglioramenti significativi</strong>, tra cui la possibilità di <strong>decollare e tornare al punto di partenza anche senza segnale GPS</strong>. Questo è possibile grazie a <strong>tecnologie di posizionamento visivo in tempo reale e costruzione della mappa</strong>, con il drone che registra i percorsi di volo quando le condizioni di luce lo consentono.</p><p>È presente anche la funzione <strong>Dynamic Home Point</strong>, che consente di impostare il punto di ritorno in base alla <strong>posizione del radiocomando anziché al punto di decollo</strong>. Questa opzione è utile, ad esempio, durante il <strong>tracking di veicoli in movimento</strong>, ma va sempre rispettato il mantenimento della <strong>linea visiva diretta (VLOS)</strong> con il drone.</p><p>Il <strong>Mavic 4 Pro può trasferire file al computer anche da spento</strong> quando collegato tramite <strong>USB-C</strong>, e supporta il trasferimento rapido dei file all’app <strong>DJI Fly anche da spento</strong>, grazie alla modalità <strong>off-state quick transfer</strong>. Sebbene la funzione di trasferimento su smartphone non sia sempre indispensabile, per molti utenti risulta utile: è possibile <strong>visualizzare e scaricare i contenuti nell’app DJI Fly tramite WiFi 6</strong>, funzione particolarmente comoda per <strong>condividere rapidamente foto e video</strong> su social o con i clienti.</p><p>L’autonomia dichiarata per ogni batteria è <strong>fino a 51 minuti</strong>, ma durante i test effettuati si è registrata <strong>una media di circa 37 minuti per volo</strong>, con il drone che propone il <strong>Return to Home al 15% di batteria residua</strong>. Durante un volo di prova, un aereo ha sorvolato l’area a circa <strong>200 metri di quota</strong>, e il radiocomando ha segnalato la presenza dell’aeromobile nelle vicinanze. Una funzione utile, anche se in questo caso il velivolo era stato <strong>visivamente individuato circa 30 secondi prima della notifica</strong> comparsa sul controller.</p><h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-qualita-video-e-immagini"><span>DJI Mavic 4 Pro: qualità video e immagini </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2133px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="oQm3mLVK3sBjMVd5B7nGSD" name="_DSF9419" alt="DJI Mavic 4 Pro camera and gimbal close up" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oQm3mLVK3sBjMVd5B7nGSD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2133" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: James Abbott)</span></figcaption></figure><p>Le <strong>fotocamere del DJI Mavic 4 Pro</strong>, insieme al <strong>gimbal innovativo</strong>, si distinguono per <strong>la qualità d'immagine elevata</strong> e una serie di <strong>funzionalità avanzate</strong>. Ogni modulo offre prestazioni solide, ma durante gli scatti fotografici si nota una <strong>leggera perdita di nitidezza ai bordi dell’inquadratura</strong>. Inoltre, le <strong>immagini ad alta risoluzione</strong> risultano <strong>meno nitide rispetto a quelle acquisite a risoluzioni inferiori</strong>, mentre <strong>i video non presentano questo calo di definizione</strong>.</p><p>Tutte e tre le fotocamere integrano la tecnologia <strong>Dual Native ISO Fusion</strong>, già vista in altri modelli DJI, pensata per <strong>ridurre il rumore</strong> sia negli scatti fotografici sia nelle riprese video.</p><p>In un test, è stata scattata una foto dell’aurora boreale con la <strong>fotocamera principale a 100 MP</strong>: l’immagine mostrava <strong>un livello di rumore visibile</strong>, ma comunque <strong>utilizzabile</strong>. In teoria, uno scatto a <strong>25 MP</strong> avrebbe garantito un risultato migliore in termini di gestione del rumore, ma <strong>la breve durata del fenomeno</strong> non ha permesso di acquisire un confronto a risoluzione inferiore.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZbJ9PveiNheSepDNAD6J8V-1920-80.jpg" alt="Aerial photograph of a windmill silhouette at night with the northern lights in the starry sky" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/g29rFMAGYEkQq2xGccJ8s4-1920-80.jpg" alt="Photo of allotments taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mJ9t6wG9WYRrpiiUwbgRK4-1920-80.jpg" alt="Photo of a wind turbine and fields taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GwwdG7SRcK4rLdF5Lb65j4-1920-80.jpg" alt="Photo of a riverside town taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bMiWnwNss6nCRk22kgbzh4-1920-80.jpg" alt="Photo of a river and bridge from above  taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gHXYc3SSEZwUcdkqzhe3g4-1920-80.jpg" alt="Photo of a river lock taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zoBTvNPgcBX3ABg44HXqDV-1920-80.jpg" alt="Aerial photograph of rural UK town" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure></figure><p>La fotocamera principale Hasselblad è dotata di una lunghezza focale equivalente a 28 mm e di un’apertura variabile da f/2 a f/11. L’apertura f/2 rappresenta un netto miglioramento rispetto ai <strong>modelli Mavic 3</strong>, che si fermavano a un massimo di <strong>f/2.8</strong>. Il nuovo <strong>sensore Four Thirds</strong> può essere impostato per catturare immagini a <strong>100 MP o 25 MP</strong>.</p><p>La fotocamera con focale equivalente a <strong>70 mm</strong> utilizza un <strong>sensore da 48 MP / 12 MP da 1/1.3"</strong>, mentre la telecamera da <strong>168 mm</strong> è dotata di un <strong>nuovo sensore da 50 MP / 12,5 MP da 1/1.5"</strong>. Entrambe le fotocamere tele hanno <strong>apertura fissa a f/2.8</strong>.</p><p>Le fotografie possono essere salvate nei formati <strong>RAW</strong> e <strong>JPEG</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JhBEpdzXHHkcunFeF9YCt7-1920-80.jpg" alt="Photo of a church on a sunny day taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UEvVPgEudUXBvBWoDt2VEV-1920-80.jpg" alt="Aerial photograph of UK church towering above a town" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SjXLFSqHA8YFCdzwtSToQ7-1920-80.jpg" alt="Photo of a church on a sunny day taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure></figure><h2 id="dji-mavic-4-pro-video-4k-30fps">DJI Mavic 4 Pro video 4K 30fps</h2><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/mxFxdroW.html" id="mxFxdroW" title="MP4 Example Video" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>La <strong>fotocamera principale Hasselblad</strong> del Mavic 4 Pro può registrare video fino a <strong>6K a 60 fps</strong>, mentre la fotocamera da <strong>70 mm</strong> arriva fino a <strong>4K a 120 fps</strong> e quella da <strong>168 mm</strong> fino a <strong>4K a 100 fps</strong>. Tutte e tre le fotocamere supportano anche la <strong>registrazione video verticale ritagliata</strong>, con la fotocamera principale in grado di raggiungere fino a <strong>4K a 60 fps</strong>, e le due teleobiettivi fino a <strong>2.7K a 60 fps</strong>. È inoltre possibile <strong>ruotare fisicamente la fotocamera in verticale</strong> per registrare in formato ritratto.</p><p>Durante i test, la rotazione della fotocamera ha permesso di <strong>registrare video verticali in 6K con la fotocamera principale</strong> e in <strong>2.7K con quella da 70 mm</strong>. In alcuni casi questo comportava <strong>una diminuzione della velocità di volo del drone</strong>, un comportamento che potrebbe essere legato al <strong>firmware preliminare</strong>, dato che non si è verificato in modo costante.</p><p>I profili colore disponibili per la registrazione video includono <strong>Normal</strong> (per utilizzo diretto), <strong>D-Log</strong>, <strong>D-Log M</strong> e <strong>HLG (HDR)</strong>. In modalità HDR, la fotocamera da <strong>28 mm</strong> può catturare <strong>fino a 16 stop di gamma dinamica</strong>, quella da <strong>70 mm fino a 14 stop</strong>, e quella da <strong>168 mm fino a 13 stop</strong>.</p><p>La versione <strong>512GB Creator</strong> del Mavic 4 Pro consente anche la registrazione video nel <strong>codec ALL-I 4:2:2</strong>, offrendo <strong>ampie possibilità di configurazione</strong> per adattarsi a flussi di lavoro e necessità professionali differenti.</p><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-il-dji-mavic-4-pro"><span>Perché comprare il DJI Mavic 4 Pro?</span></h3><h2 id="ragioni-per-comprare-14">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Vi serve velocità e potenza</strong> </p><p>Il Mavic 4 Pro è un drone veloce e potente, con prestazioni di volo eccellenti che gli permettono di operare in condizioni di vento fino a 43 km/h.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi servono tre fotocamere</strong> </p><p>Con tre fotocamere equivalenti a 28 mm, 70 mm e 168 mm, in grado di catturare diversi formati foto e video, il Mavic 4 Pro offre ampie possibilità creative per ogni tipo di esigenza visiva.</p></div><div class="product"><p><strong>Realizzate video aerei professionali</strong> </p><p>Se utilizzate un drone per riprese video professionali, il Mavic 4 Pro supporta i profili colore D-Log, D-Log M e HLG (HDR). La versione Creator da 512 GB consente anche la registrazione in ALL-I 4:2:2, ideale per flussi di lavoro avanzati.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-17">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Preferite un drone meno vincolato dalle normative</strong> </p><p>Se cercate un drone più compatto e facilmente trasportabile, con meno restrizioni regolamentari, il DJI Mini 4 Pro è attualmente il miglior drone sotto i 250 g disponibile sul mercato.</p></div><div class="product"><p><strong>Desiderate un drone a doppia fotocamera più economico</strong></p><p>Il DJI Air 3S offre due fotocamere, è più leggero e compatto rispetto al Mavic 4 Pro e il kit con radiocomando smart ha un costo decisamente inferiore.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete catturare video in prima persona (FPV)</strong> </p><p>Per chi desidera riprese immersive in stile FPV, il DJI Avata 2 è un drone adatto sia a principianti che a utenti esperti, con ottima qualità video. Tuttavia, la funzionalità fotografica è molto limitata su questo modello.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/cameras/drones/recensione-dji-mavic-4-pro</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il DJI Mavic 4 Pro è il Mavic più impressionante e professionale fino ad oggi ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Drones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Cameras]]></category>
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-recensione-rapida"><span>DJI Mavic 4 Pro: recensione rapida</span></h3><p>Negli ultimi dieci anni ho avuto modo di provare e recensire ogni drone realizzato da <strong>DJI</strong>, e praticamente ogni anno sono rimasto colpito dai progressi compiuti. <strong>Anche il nuovo DJI Mavic 4 Pro non fa eccezione</strong>, segnando un nuovo punto di riferimento per ciò che è possibile ottenere con <strong>droni consumer e prosumer</strong>.</p><p>Il <strong>Mavic 4 Pro</strong> è senza dubbio <strong>uno dei migliori droni DJI attualmente disponibili</strong>. La <strong>reattività dei comandi</strong>, unita alla <strong>velocità e fluidità di volo</strong>, <strong>ricorda da vicino l’esperienza offerta dal DJI Inspire 3</strong>, più che quella del Mavic 3 Pro. È importante sottolineare che <strong>Inspire 3 e Mavic 4 Pro appartengono a categorie diverse</strong>, ma il nuovo modello <strong>porta i droni prosumer a un livello superiore</strong> sotto ogni aspetto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2133px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="q8GuL2fJpThJSufVcoL3dD" name="_DSF9424" alt="DJI Mavic 4 Pro unfolded ready for flight" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q8GuL2fJpThJSufVcoL3dD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2133" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: James Abbott)</span></figcaption></figure><p>E tutto questo <strong>prima ancora di considerare l’incredibile comparto fotografico</strong> del DJI Mavic 4 Pro, che introduce per la prima volta su un drone con <strong>più di una fotocamera e sensori avanzati</strong> – inclusa una <strong>camera con sensore Four Thirds</strong> – la <strong>vera ripresa verticale</strong>, resa possibile da un <strong>gimbal in grado di ruotare di 90 gradi</strong>.</p><p>Il sistema di fotocamere del Mavic 4 Pro è guidato da una <strong>camera principale da 28 mm con sensore 4/3</strong>, capace di raggiungere una <strong>risoluzione fino a 100 MP</strong> e dotata di <strong>apertura variabile f/2-f/11</strong>. A questa si affiancano:</p><p>- Una <strong>fotocamera da 70 mm</strong> con <strong>sensore da 48 MP</strong> (1/1.3")</p><p>- Una <strong>telecamera da 168 mm</strong> con <strong>sensore da 50 MP</strong> (1/1.5")</p><p>In termini di registrazione video, la fotocamera principale supporta risoluzioni fino a <strong>6K a 60 fps</strong>, mentre le due teleobiettivi permettono riprese fino a <strong>4K a 120 fps</strong>, offrendo così una flessibilità eccezionale per ogni tipo di scenario professionale.</p><h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-uscita-e-prezzo"><span>DJI Mavic 4 Pro: Uscita e prezzo </span></h3><p>Il <strong>DJI Mavic 4 Pro</strong> è stato annunciato e rilasciato il <strong>13 maggio 2025</strong>, ed è già disponibile tramite DJI e rivenditori autorizzati. Sono previste <strong>tre configurazioni</strong>. Il kit base, <strong>DJI Mavic 4 Pro (DJI RC 2)</strong>, ha un prezzo di <strong>circa 2.180 euro</strong> e include il <strong>Mavic 4 Pro</strong>, il <strong>radiocomando RC 2</strong>, <strong>64 GB di memoria interna</strong>, <strong>una batteria</strong> e <strong>gli accessori standard</strong>.</p><p>Il <strong>DJI Mavic 4 Pro Fly More Combo</strong> ha un prezzo di <strong>circa 2.850 euro</strong> e include quanto sopra, con l’aggiunta di <strong>due batterie extra</strong>, <strong>un alimentatore USB-C da 100W</strong>, <strong>un hub di ricarica</strong> e <strong>una borsa a tracolla</strong>. Questa configurazione offre un <strong>ottimo rapporto qualità-prezzo</strong>.</p><p>La configurazione più completa è il <strong>DJI Mavic 4 Pro 512GB Creator Combo</strong>, che costa <strong>circa 3.730 euro</strong>. Include tutto ciò che è presente nel kit base, ma con 512 GB di memoria interna, un alimentatore da 240W, due batterie aggiuntive, un hub di ricarica parallela, un cavo USB-C ad alta velocità e una borsa a tracolla.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2133px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="UkGb4SKyGGJMFn6PzP5sSD" name="_DSF9428" alt="DJI Mavic 4 Pro camera and gimbal from above" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UkGb4SKyGGJMFn6PzP5sSD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2133" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: James Abbott)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-specifiche"><span>DJI Mavic 4 Pro: specifiche </span></h3><div ><table><caption>Specs</caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Camera</strong></p></td><td  ><p>28 mm 100MP sensore 4/3 / 70 mm 48MP sensore 1/1,3 pollici / 168 mm 50MP sensore 1/1,5 pollici</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Risoluzione video </strong></p></td><td  ><p>Fino a 6K</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Frame rates</strong></p></td><td  ><p>6K fino a 60fps / 4K fino a 120fps / FHD fino a 60fps / Vertical 4/3 fino a 4K 60fps, Tele 2.7K fino a 60fps</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Gamma di trasmissione video</p></td><td  ><p>18,6 miglia (FCC) / 9,32 miglia (CE, SRRC, MIC)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Modalità di volo</strong></p></td><td  ><p>Sport, Normale, Cinema </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Batteria</strong></p></td><td  ><p>6654mAh / fino a 51 minuti di volo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Tipo di ricarica </strong></p></td><td  ><p>USB-C / hub di ricarica</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Peso</strong></p></td><td  ><p>2.34lbs / 1063g </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p><strong>Dimensioni </strong></p></td><td  ><p>10,14 x 4,91 x 4,07 pollici / 257,6 x 124,8 x 103,4 mm piegato / 12,94 x 15,37 x 5,32 pollici / 328,7 x 390,5 x 135,2 mm aperto</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-design"><span>DJI Mavic 4 Pro: design</span></h3><p>Il <strong>DJI Mavic 4 Pro</strong> mantiene il <strong>design pieghevole</strong> a cui ci siamo ormai abituati, ma risulta <strong>leggermente più grande del Mavic 3 Pro</strong>, con <strong>eliche di dimensioni maggiori</strong>. Di conseguenza, anche il peso è leggermente superiore, arrivando a <strong>1063 g</strong>. Nell’utilizzo pratico questo non si percepisce, ma <strong>l’aumento di velocità, potenza e manovrabilità è evidente</strong>.</p><p>La differenza più visibile rispetto al Mavic 3 Pro è rappresentata dal <strong>nuovo sistema di fotocamere e gimbal</strong>. Le <strong>tre fotocamere</strong> restano, ma il <strong>modulo è ora più sferico</strong>, con un <strong>gimbal più robusto</strong> che supporta la <strong>ripresa verticale</strong>, offrendo un <strong>movimento dell’inquadratura da -90 a 70 gradi</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CBf49sGkNHW3kh9S9FBHZD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro on a wooden floor ready for flight " /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fMTG9Z3AqnYjzW3Qt4qsZD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro top view" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ypdD2GUn5wZT4FiGPvLbaD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro bottom view" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Y3G7aDvUxQ5obct7t29YaD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro with the gimabl guard attached" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure></figure><p>Questa funzione apre nuove possibilità creative: durante i test è stato possibile <strong>riprendere l’aurora boreale</strong> volando a <strong>bassa quota</strong> e inclinando la fotocamera verso l’alto per catturare una porzione maggiore del cielo notturno.</p><p>A migliorare ulteriormente la praticità in fase di utilizzo, il drone <strong>si accende automaticamente quando si aprono le braccia con le eliche</strong>, mentre il <strong>radiocomando si attiva sollevando lo schermo</strong>, rivelando i comandi sottostanti. Il <strong>controller entra in modalità standby quando viene richiuso</strong>, a meno che non venga spento manualmente in precedenza.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qZiN9mHDJVHnGjSEEmMvYD-1920-80.jpg" alt="DJI RC 2 smart controller on a wooden floor" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FctfYdtNSJDfwy3on67AaD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro DJI RC 2 smart controller switched off and folded on a wooden floor" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bLBTEqQDuH27qgTTreppbD-1920-80.jpg" alt="DJI Mavic 4 Pro DJI RC 2 smart controller detail " /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure></figure><p>Il nuovo <strong>DJI RC 2</strong>, il radiocomando smart fornito con il Mavic 4 Pro, presenta <strong>un design completamente rinnovato</strong> e integra <strong>un display Mini-LED da 7 pollici ad alta luminosità con 2000 nit</strong>, estremamente visibile anche in pieno sole. Lo schermo può essere <strong>ruotato di 90 gradi</strong> per le riprese in verticale, offrendo così <strong>una visualizzazione a schermo intero</strong> della fotocamera in modalità ritratto.</p><p>Tra le novità troviamo anche <strong>una ghiera di regolazione</strong> che consente di modificare facilmente le impostazioni della fotocamera, una <strong>porta HDMI per l’uscita video</strong>, un’autonomia fino a <strong>quattro ore</strong> e <strong>128 GB di memoria interna</strong>. L’audio può essere registrato direttamente tramite il <strong>microfono integrato</strong> o utilizzando un <strong>DJI Mic</strong> compatibile.</p><p>Quando il controller viene chiuso, <strong>lo schermo copre gli stick di controllo</strong>, rendendolo più <strong>compatto per il trasporto e lo stoccaggio</strong>. Il sistema operativo è basato su <strong>Android</strong>, permettendo la visualizzazione dell’interfaccia standard e il supporto ad <strong>app di terze parti</strong>. Tuttavia, non è stato possibile testare questa funzione, poiché <strong>il controller non ha il Play Store installato</strong> e non erano disponibili file APK da provare. È comunque presente il <strong>browser Firefox</strong>, che può essere utilizzato per scaricare e installare applicazioni.</p>                    <div class= "tiktok-wrapper" style="min-height: 750px;"><blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@techradar/video/7503910995933285654" data-video-id="7503910995933285654" style="max-width: 605px; min-width: 325px;">                        <section>                            <a target="_blank" title="@techradar" href="https://www.tiktok.com/@techradar">@techradar</a>                            <p></p><a target="_blank" title="♬ original sound - TechRadar" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7503911019463330582">♬ original sound - TechRadar</a></section>                    </blockquote></div>                <h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-caratteristiche-e-performance"><span>DJI Mavic 4 Pro: caratteristiche e performance</span></h3><p>I comandi reattivi del <strong>Mavic 4 Pro</strong>, uniti alla sua velocità e fluidità in volo, <strong>ricordano da vicino l’esperienza dell’Inspire 3</strong>. Ovviamente non raggiunge la stessa potenza, ma le <strong>prestazioni di volo sono chiaramente migliorate rispetto al Mavic 3 Pro</strong>. Il volo è estremamente stabile e controllato, con una <strong>velocità massima di 97 km/h in modalità Sport</strong> e <strong>64,8 km/h durante il tracking di soggetti in movimento</strong>. La <strong>resistenza al vento</strong> dichiarata è di <strong>43 km/h</strong>.</p><p>Sono presenti tutte le funzionalità classiche, tra cui <strong>Quickshots</strong>, <strong>timelapse</strong>, <strong>scatto a raffica</strong>, <strong>bracketing dell’esposizione</strong> e <strong>panorama libero</strong>.</p><p>Il <strong>tracking dei soggetti è molto efficace</strong>, e il tracciamento dei veicoli funziona bene, con il drone che riesce a mantenere il soggetto anche quando <strong>parzialmente nascosto dalla vegetazione</strong>, come dichiarato da DJI. Durante i test, è stato possibile posizionare il drone <strong>davanti, sopra, lateralmente e dietro l’auto</strong>. Le posizioni sopra e dietro hanno dato i migliori risultati. Invece, quando si tenta il tracking frontale o laterale, il drone tende a <strong>riportarsi automaticamente nella posizione posteriore</strong>, segno che, sebbene affidabile, <strong>il Mavic 4 Pro è meno versatile rispetto a modelli come il DJI Flip o Neo</strong> in fase di inseguimento. È comunque possibile <strong>regolare i parametri del gimbal e del volo anche durante il tracking</strong>.</p><p>Il drone è dotato del sistema <strong>Nightscape Omnidirectional Obstacle Sensing</strong> con sensibilità fino a <strong>0,1 Lux</strong>, composto da <strong>sei sensori fisheye ottimizzati per bassa luminosità</strong>, un <strong>LiDAR frontale</strong> posizionato sul braccio dell’elica destra e un <strong>sensore a infrarossi</strong> nella parte inferiore del corpo. In ambienti complessi, il sistema di <strong>evitamento ostacoli ha funzionato bene sia alla luce del giorno che al crepuscolo</strong>, con opzioni <strong>Brake, Bypass</strong> e <strong>Off</strong> disponibili. Quest’ultima è utile in determinati contesti per ottenere un volo più fluido, ma comporta naturalmente <strong>maggiori rischi</strong>.</p><p>Il Mavic 4 Pro è supportato dal sistema <strong>DJI O4+</strong>, che consente una <strong>trasmissione video HDR 10-bit fino a 30 km</strong>.</p><h2 id="tracciamento-dell-auto-con-il-dji-mavic-4-pro">Tracciamento dell'auto con il DJI Mavic 4 Pro</h2><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/NyuReW2M.html" id="NyuReW2M" title="MP4 Car Tracking" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>A completare il quadro delle funzionalità legate alla sicurezza, il <strong>sistema Return to Home</strong> ha ricevuto <strong>miglioramenti significativi</strong>, tra cui la possibilità di <strong>decollare e tornare al punto di partenza anche senza segnale GPS</strong>. Questo è possibile grazie a <strong>tecnologie di posizionamento visivo in tempo reale e costruzione della mappa</strong>, con il drone che registra i percorsi di volo quando le condizioni di luce lo consentono.</p><p>È presente anche la funzione <strong>Dynamic Home Point</strong>, che consente di impostare il punto di ritorno in base alla <strong>posizione del radiocomando anziché al punto di decollo</strong>. Questa opzione è utile, ad esempio, durante il <strong>tracking di veicoli in movimento</strong>, ma va sempre rispettato il mantenimento della <strong>linea visiva diretta (VLOS)</strong> con il drone.</p><p>Il <strong>Mavic 4 Pro può trasferire file al computer anche da spento</strong> quando collegato tramite <strong>USB-C</strong>, e supporta il trasferimento rapido dei file all’app <strong>DJI Fly anche da spento</strong>, grazie alla modalità <strong>off-state quick transfer</strong>. Sebbene la funzione di trasferimento su smartphone non sia sempre indispensabile, per molti utenti risulta utile: è possibile <strong>visualizzare e scaricare i contenuti nell’app DJI Fly tramite WiFi 6</strong>, funzione particolarmente comoda per <strong>condividere rapidamente foto e video</strong> su social o con i clienti.</p><p>L’autonomia dichiarata per ogni batteria è <strong>fino a 51 minuti</strong>, ma durante i test effettuati si è registrata <strong>una media di circa 37 minuti per volo</strong>, con il drone che propone il <strong>Return to Home al 15% di batteria residua</strong>. Durante un volo di prova, un aereo ha sorvolato l’area a circa <strong>200 metri di quota</strong>, e il radiocomando ha segnalato la presenza dell’aeromobile nelle vicinanze. Una funzione utile, anche se in questo caso il velivolo era stato <strong>visivamente individuato circa 30 secondi prima della notifica</strong> comparsa sul controller.</p><h3 class="article-body__section" id="section-dji-mavic-4-pro-qualita-video-e-immagini"><span>DJI Mavic 4 Pro: qualità video e immagini </span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2133px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="oQm3mLVK3sBjMVd5B7nGSD" name="_DSF9419" alt="DJI Mavic 4 Pro camera and gimbal close up" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oQm3mLVK3sBjMVd5B7nGSD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2133" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: James Abbott)</span></figcaption></figure><p>Le <strong>fotocamere del DJI Mavic 4 Pro</strong>, insieme al <strong>gimbal innovativo</strong>, si distinguono per <strong>la qualità d'immagine elevata</strong> e una serie di <strong>funzionalità avanzate</strong>. Ogni modulo offre prestazioni solide, ma durante gli scatti fotografici si nota una <strong>leggera perdita di nitidezza ai bordi dell’inquadratura</strong>. Inoltre, le <strong>immagini ad alta risoluzione</strong> risultano <strong>meno nitide rispetto a quelle acquisite a risoluzioni inferiori</strong>, mentre <strong>i video non presentano questo calo di definizione</strong>.</p><p>Tutte e tre le fotocamere integrano la tecnologia <strong>Dual Native ISO Fusion</strong>, già vista in altri modelli DJI, pensata per <strong>ridurre il rumore</strong> sia negli scatti fotografici sia nelle riprese video.</p><p>In un test, è stata scattata una foto dell’aurora boreale con la <strong>fotocamera principale a 100 MP</strong>: l’immagine mostrava <strong>un livello di rumore visibile</strong>, ma comunque <strong>utilizzabile</strong>. In teoria, uno scatto a <strong>25 MP</strong> avrebbe garantito un risultato migliore in termini di gestione del rumore, ma <strong>la breve durata del fenomeno</strong> non ha permesso di acquisire un confronto a risoluzione inferiore.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZbJ9PveiNheSepDNAD6J8V-1920-80.jpg" alt="Aerial photograph of a windmill silhouette at night with the northern lights in the starry sky" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/g29rFMAGYEkQq2xGccJ8s4-1920-80.jpg" alt="Photo of allotments taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mJ9t6wG9WYRrpiiUwbgRK4-1920-80.jpg" alt="Photo of a wind turbine and fields taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GwwdG7SRcK4rLdF5Lb65j4-1920-80.jpg" alt="Photo of a riverside town taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bMiWnwNss6nCRk22kgbzh4-1920-80.jpg" alt="Photo of a river and bridge from above  taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gHXYc3SSEZwUcdkqzhe3g4-1920-80.jpg" alt="Photo of a river lock taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zoBTvNPgcBX3ABg44HXqDV-1920-80.jpg" alt="Aerial photograph of rural UK town" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure></figure><p>La fotocamera principale Hasselblad è dotata di una lunghezza focale equivalente a 28 mm e di un’apertura variabile da f/2 a f/11. L’apertura f/2 rappresenta un netto miglioramento rispetto ai <strong>modelli Mavic 3</strong>, che si fermavano a un massimo di <strong>f/2.8</strong>. Il nuovo <strong>sensore Four Thirds</strong> può essere impostato per catturare immagini a <strong>100 MP o 25 MP</strong>.</p><p>La fotocamera con focale equivalente a <strong>70 mm</strong> utilizza un <strong>sensore da 48 MP / 12 MP da 1/1.3"</strong>, mentre la telecamera da <strong>168 mm</strong> è dotata di un <strong>nuovo sensore da 50 MP / 12,5 MP da 1/1.5"</strong>. Entrambe le fotocamere tele hanno <strong>apertura fissa a f/2.8</strong>.</p><p>Le fotografie possono essere salvate nei formati <strong>RAW</strong> e <strong>JPEG</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JhBEpdzXHHkcunFeF9YCt7-1920-80.jpg" alt="Photo of a church on a sunny day taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UEvVPgEudUXBvBWoDt2VEV-1920-80.jpg" alt="Aerial photograph of UK church towering above a town" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SjXLFSqHA8YFCdzwtSToQ7-1920-80.jpg" alt="Photo of a church on a sunny day taken with the DJI Mavic 4 Pro" /><figcaption><small role="credit">James Abbott</small></figcaption></figure></figure><h2 id="dji-mavic-4-pro-video-4k-30fps">DJI Mavic 4 Pro video 4K 30fps</h2><iframe src="https://content.jwplatform.com/players/mxFxdroW.html" id="mxFxdroW" title="MP4 Example Video" width="1920" height="1080" frameborder="0" scrolling="auto" allowfullscreen></iframe><p>La <strong>fotocamera principale Hasselblad</strong> del Mavic 4 Pro può registrare video fino a <strong>6K a 60 fps</strong>, mentre la fotocamera da <strong>70 mm</strong> arriva fino a <strong>4K a 120 fps</strong> e quella da <strong>168 mm</strong> fino a <strong>4K a 100 fps</strong>. Tutte e tre le fotocamere supportano anche la <strong>registrazione video verticale ritagliata</strong>, con la fotocamera principale in grado di raggiungere fino a <strong>4K a 60 fps</strong>, e le due teleobiettivi fino a <strong>2.7K a 60 fps</strong>. È inoltre possibile <strong>ruotare fisicamente la fotocamera in verticale</strong> per registrare in formato ritratto.</p><p>Durante i test, la rotazione della fotocamera ha permesso di <strong>registrare video verticali in 6K con la fotocamera principale</strong> e in <strong>2.7K con quella da 70 mm</strong>. In alcuni casi questo comportava <strong>una diminuzione della velocità di volo del drone</strong>, un comportamento che potrebbe essere legato al <strong>firmware preliminare</strong>, dato che non si è verificato in modo costante.</p><p>I profili colore disponibili per la registrazione video includono <strong>Normal</strong> (per utilizzo diretto), <strong>D-Log</strong>, <strong>D-Log M</strong> e <strong>HLG (HDR)</strong>. In modalità HDR, la fotocamera da <strong>28 mm</strong> può catturare <strong>fino a 16 stop di gamma dinamica</strong>, quella da <strong>70 mm fino a 14 stop</strong>, e quella da <strong>168 mm fino a 13 stop</strong>.</p><p>La versione <strong>512GB Creator</strong> del Mavic 4 Pro consente anche la registrazione video nel <strong>codec ALL-I 4:2:2</strong>, offrendo <strong>ampie possibilità di configurazione</strong> per adattarsi a flussi di lavoro e necessità professionali differenti.</p><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-il-dji-mavic-4-pro"><span>Perché comprare il DJI Mavic 4 Pro?</span></h3><h2 id="ragioni-per-comprare-14">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Vi serve velocità e potenza</strong> </p><p>Il Mavic 4 Pro è un drone veloce e potente, con prestazioni di volo eccellenti che gli permettono di operare in condizioni di vento fino a 43 km/h.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi servono tre fotocamere</strong> </p><p>Con tre fotocamere equivalenti a 28 mm, 70 mm e 168 mm, in grado di catturare diversi formati foto e video, il Mavic 4 Pro offre ampie possibilità creative per ogni tipo di esigenza visiva.</p></div><div class="product"><p><strong>Realizzate video aerei professionali</strong> </p><p>Se utilizzate un drone per riprese video professionali, il Mavic 4 Pro supporta i profili colore D-Log, D-Log M e HLG (HDR). La versione Creator da 512 GB consente anche la registrazione in ALL-I 4:2:2, ideale per flussi di lavoro avanzati.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-17">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Preferite un drone meno vincolato dalle normative</strong> </p><p>Se cercate un drone più compatto e facilmente trasportabile, con meno restrizioni regolamentari, il DJI Mini 4 Pro è attualmente il miglior drone sotto i 250 g disponibile sul mercato.</p></div><div class="product"><p><strong>Desiderate un drone a doppia fotocamera più economico</strong></p><p>Il DJI Air 3S offre due fotocamere, è più leggero e compatto rispetto al Mavic 4 Pro e il kit con radiocomando smart ha un costo decisamente inferiore.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete catturare video in prima persona (FPV)</strong> </p><p>Per chi desidera riprese immersive in stile FPV, il DJI Avata 2 è un drone adatto sia a principianti che a utenti esperti, con ottima qualità video. Tuttavia, la funzionalità fotografica è molto limitata su questo modello.</p></div>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Sony WH-1000XM6 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-rapida"><span>Sony WH-1000XM6: Recensione rapida </span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> arrivano per rafforzare ulteriormente la posizione del marchio come <strong>leader nel settore delle cuffie wireless premium</strong>, a tre anni dal lancio del modello precedente. Secondo Sony, sono <em>"</em><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cuffie-cancellazione-rumore" target="_blank"><em>il miglior prodotto per la cancellazione del rumore sul mercato</em></a><em>"</em> e <em>"migliorate in ogni singolo aspetto"</em>. Ambiziose, sì, ma riescono quasi sempre a mantenere le promesse.</p><p>L’audio è <strong>pulito, ricco ed espressivo</strong>, grazie a un nuovo driver da 30 mm e al processore <strong>QN3</strong>, che integra la funzione noise shaper per ottimizzare la conversione digitale-analogica e prevenire picchi sonori improvvisi. Il risultato è un’esperienza d’ascolto <strong>più controllata e bilanciata</strong>, senza rinunciare a bassi decisi, medi caldi e alti brillanti.</p><p>Il nuovo chip sfrutta <strong>ben 12 microfoni,</strong> quattro in più rispetto al modello precedente, per offrire una <strong>cancellazione attiva del rumore eccezionale</strong>, superiore alla maggior parte delle cuffie rivali. Che siate su un mezzo pubblico, in strada o in ufficio, il silenzio è pressoché totale, <strong>pari o superiore anche alle rinomate Bose QuietComfort Ultra</strong>.</p><p>L'app <strong>Sony Headphones Connect</strong> sblocca un'ampia gamma di funzioni avanzate: <strong>controllo adattivo del suono</strong>, supporto ai codec <strong>LDAC</strong> e <strong>DSEE Extreme</strong>, equalizzatore personalizzabile, <strong>modalità Cinema</strong>, <strong>Auracast</strong> e molto altro. Praticamente tutto ciò che ci si aspetta da un prodotto top di gamma è presente.</p><p>Dal punto di vista estetico e costruttivo, le WH-1000XM6 <strong>fondono il meglio dei modelli XM4 e XM5</strong>: torna la <strong>piegabilità</strong> (molto apprezzata), insieme a un <strong>nuovo design più robusto</strong>, con cerniere migliorate e una custodia magnetica più compatta. Il look elegante delle XM5 è stato in gran parte conservato, mentre la nuova <strong>fascia più ampia</strong> migliora il comfort, specialmente quando le cuffie sono appoggiate al collo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2TEHdV2GCanpLjdjjYKCN7" name="Sony_WH_1000XM6_ 14.JPG" alt="Person holding up the Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2TEHdV2GCanpLjdjjYKCN7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> introducono <strong>miglioramenti incrementali</strong> che, pur non rivoluzionando l’esperienza d’uso, nel complesso rendono questo modello <strong>il miglior paio di cuffie Sony prodotto fino ad oggi</strong>. Tra le novità più utili troviamo la possibilità di ricaricare mentre si ascolta via Bluetooth, controlli touch più precisi e una qualità delle chiamate migliorata.</p><p>Ci sono però alcuni <strong>limiti da considerare</strong>. L’autonomia si attesta sulle <strong>30 ore con cancellazione attiva del rumore</strong>, un valore buono ma inferiore a quello offerto da diverse alternative anche più economiche.</p><p>Il <strong>prezzo elevato</strong> è un altro aspetto da valutare: <strong>le WH-1000XM6 costano sensibilmente di più rispetto al modello precedente</strong>, che oggi è facilmente reperibile a un prezzo molto più accessibile. Per chi ha un budget più contenuto, potrebbe risultare più conveniente puntare proprio sulle WH-1000XM5.</p><p>Inoltre, <strong>alcuni modelli concorrenti offrono una qualità sonora superiore</strong> a parità di fascia, pur non raggiungendo le Sony in quanto a cancellazione del rumore o funzioni smart.</p><p>Le <strong>WH-1000XM6 restano tra le migliori cuffie Bluetooth disponibili oggi</strong>. La cancellazione del rumore è eccezionale, l’esperienza audio è coinvolgente e il set di funzioni smart è tra i più completi. Non sono economiche, ma per chi cerca il massimo, rappresentano una scelta di altissimo livello.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EPjGwnfDajNExGhurRFPQ7" name="Sony_WH_1000XM6_ 12.JPG" alt="Man turning on the Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EPjGwnfDajNExGhurRFPQ7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-prezzo-e-data-d-uscita"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: prezzo e data d'uscita </span></h2><p><strong>Le Sony WH-1000XM6 sono arrivate sul mercato nel maggio 2025</strong>, esattamente tre anni dopo il modello precedente WH-1000XM5. Sony non ha indicato una data precisa al momento del lancio, limitandosi a comunicare che <strong>la disponibilità sarebbe iniziata nel corso di maggio</strong>. Le <strong>colorazioni disponibili al debutto</strong> sono tre: <strong>Black</strong>, <strong>Silver</strong> e <strong>Midnight Blue</strong>, ma è possibile che vengano introdotte nuove varianti in futuro, come accaduto con la versione Smoky Pink delle XM5.</p><p><strong>Il prezzo di lancio delle WH-1000XM6 è fissato a circa 399 euro</strong>, ovvero circa 20 euro in più rispetto al modello precedente al momento dell’uscita. Con questa cifra, <strong>Sony posiziona le XM6 nella fascia alta del mercato</strong>, in concorrenza diretta con altri modelli premium dotati di cancellazione attiva del rumore.</p><p>Nonostante l’aumento di prezzo rispetto al passato, le nuove cuffie <strong>restano comunque sensibilmente più economiche rispetto ad alcuni concorrenti diretti</strong>, mantenendo un buon equilibrio tra prestazioni, qualità costruttiva e funzionalità avanzate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YrSzGZS5CJuxQG3hgF73S7" name="Sony_WH_1000XM6_ 4.JPG" alt="Sony WH-1000XM6 earcups" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YrSzGZS5CJuxQG3hgF73S7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-specifiche"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: Specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Driver</p></td><td  ><p>30 mm dinamico</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Cancellazione attiva del rumore</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>30 ore (ANC attivo)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>254g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connettività </p></td><td  ><p>Bluetooth 5.3, 3.5mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Gamma di frequenza</p></td><td  ><p>Non elencato</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Impermeabilizzazione</p></td><td  ><p>No</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-caratteristiche"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: caratteristiche </span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> integrano una delle migliori tecnologie di <strong>cancellazione attiva del rumore (ANC)</strong> oggi disponibili. Grazie al nuovo processore <strong>QN3</strong>, supportato da <strong>dodici microfoni</strong>, le cuffie sono in grado di isolare in modo estremamente efficace l'utente dai rumori esterni.</p><p>Rispetto al modello precedente, <strong>l'ANC è stata ulteriormente migliorata</strong>, offrendo prestazioni superiori anche rispetto ad altri modelli di riferimento del settore. La qualità dell'isolamento si mantiene elevata in contesti rumorosi come i trasporti pubblici o ambienti urbani trafficati.</p><p>È presente anche una modalità <strong>Ambient Sound</strong>, personalizzabile tramite uno <strong>slider da 1 a 20 livelli</strong>. Questa funzione permette di regolare con precisione quanto rumore ambientale lasciar passare, con l’aggiunta di una <strong>voce passthrough</strong>, utile per ascoltare le conversazioni mantenendo gli altri rumori attenuati. È disponibile anche una modalità <strong>automatica</strong>, che adatta il livello di rumore ambientale percepito in base alla situazione circostante.</p><p>I <strong>comandi touch</strong> sull’auricolare destro permettono di gestire la riproduzione con semplicità: si può regolare il volume con uno swipe verticale continuo, mettere in pausa o avviare la musica con un doppio tocco, e cambiare traccia con uno swipe orizzontale. Un gesto dedicato consente inoltre di <strong>abbassare istantaneamente il volume</strong> e <strong>ridurre temporaneamente l’ANC</strong> poggiando la mano sull’auricolare destro, senza dover togliere le cuffie.</p><p>Tra le <strong>funzionalità smart</strong>, troviamo la <strong>connessione multipunto</strong>, il <strong>rilevamento automatico della rimozione</strong>, l’app <strong>Sony Headphones Connect</strong> per la gestione completa delle impostazioni, e il supporto ad <strong>assistenti vocali</strong>. La funzione <strong>Auracast</strong>, ora integrata, consente di sintonizzarsi su trasmissioni audio senza dover associare i dispositivi.</p><p>È stata introdotta anche una <strong>funzione di disattivazione rapida del microfono</strong> con doppia pressione sul pulsante ANC, utile durante le chiamate. Questa funzione è personalizzabile tramite l'app.</p><p>L’autonomia resta stabile a <strong>30 ore con ANC attivo</strong>, un valore nella media per la categoria. Tuttavia, alcuni concorrenti offrono durate maggiori. Le cuffie supportano ora la <strong>ricarica durante l’utilizzo</strong> e una <strong>ricarica rapida</strong> che fornisce circa <strong>3 ore di utilizzo con soli 3 minuti di carica</strong>, utilizzando un caricatore USB Power Delivery.</p><p>La qualità delle chiamate vocali risulta migliorata grazie a <strong>sei microfoni beamforming</strong> e al supporto dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>, che filtra in modo efficace i rumori ambientali, concentrandosi sulla voce dell’utente.</p><ul><li><strong>Caratteristiche: 5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CmwDDYpxZa94q4GyL9oGN7" name="Sony_WH_1000XM6_ 16.JPG" alt="Person plugging USB-C charging cable into the Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CmwDDYpxZa94q4GyL9oGN7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-qualita-del-suono"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: Qualità del suono </span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> mantengono i driver da <strong>30 mm</strong>, come i modelli precedenti, ma con un nuovo design ottimizzato per offrire una resa più <strong>bilanciata su tutte le frequenze</strong>. Il processore <strong>QN3</strong> integra un noise shaper, che migliora la conversione digitale-analogico e anticipa le variazioni sonore improvvise, riducendo la distorsione e rendendo l'ascolto più controllato.</p><p>Il risultato è una resa sonora <strong>dettagliata, ritmica e bilanciata</strong>, con bassi incisivi e alti energici. L'equilibrio tra le frequenze risulta migliorato rispetto ai modelli precedenti, con un focus più neutro nella calibrazione predefinita. Il suono resta coerente sia con <strong>ANC attivo</strong> che disattivato.</p><p>L'equalizzazione di base evita enfatizzazioni eccessive: <strong>nessun basso invadente</strong>, <strong>nessun alto pungente</strong> e <strong>medi ben presenti</strong>. Il suono mantiene la chiarezza anche nelle tracce più stratificate, con un controllo preciso che previene la distorsione.</p><p>Sul piano della <strong>qualità audio pura</strong>, alcuni modelli concorrenti come le <strong>Bowers & Wilkins Px7 S3</strong> riescono a estrarre maggiormente le voci dal mix, con un'<strong>apertura spaziale</strong> del suono superiore. Tuttavia, le XM6 vantano un <strong>ANC più efficace</strong> e un <strong>comfort superiore</strong>, rendendole più complete per un utilizzo quotidiano versatile.</p><p>Il software <strong>Sony Headphones Connect</strong> offre ampie possibilità di personalizzazione del suono. È possibile utilizzare preset come Heavy, Clear e Game, oppure creare un profilo personalizzato tramite un <strong>equalizzatore a 10 bande</strong>. La funzione <strong>Find Your Equalizer</strong> consente di individuare automaticamente il bilanciamento ideale in base alle proprie preferenze.</p><p>Tecnologie come <strong>DSEE Extreme</strong> migliorano la qualità delle tracce compresse, valorizzando le sorgenti a bassa risoluzione come quelle di Spotify. Il supporto <strong>LDAC</strong> consente inoltre l'ascolto hi-res via Bluetooth. Per chi preferisce l’ascolto cablato, è presente un <strong>jack da 3,5 mm</strong> e un cavo incluso nella confezione.</p><p>Le XM6 sono pensate anche per la <strong>fruizione di contenuti multimediali</strong>. L’<strong>ampliamento del soundstage</strong> migliora l’esperienza in visione di film e serie TV, con una resa più immersiva. La <strong>modalità Cinema</strong>, abilitata dal sistema <strong>360 Reality Audio Upmix</strong>, simula un ascolto surround avvolgente partendo da sorgenti stereo.</p><p>Ulteriori funzioni includono la modalità <strong>Background Music</strong>, per ricreare ambientazioni come caffetterie o salotti, e il supporto per <strong>audio spaziale con tracciamento del movimento della testa</strong> - compatibile solo con alcuni dispositivi Android, <strong>esclusi</strong> i telefoni <strong>Samsung</strong> e <strong>Apple</strong>.</p><ul><li><strong>Qualità dell'audio: 4.5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="i85iYdB3AzUpmZa7qkA7S7" name="Sony_WH_1000XM6_ 13.JPG" alt="Man using the Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i85iYdB3AzUpmZa7qkA7S7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-design"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: design</span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> mantengono una linea molto simile a quella del modello precedente, ma presentano <strong>alcune modifiche strutturali mirate al comfort e alla praticità</strong>. La <strong>fascia superiore è ora più larga</strong> e priva di cuciture visibili, offrendo un'estetica più fluida e rifinita. I padiglioni sono stati riprogettati per <strong>aderire meglio al collo</strong> quando le cuffie non sono in uso.</p><p>La <strong>novità più significativa</strong> rispetto alle WH-1000XM5 è il <strong>ritorno della struttura pieghevole</strong>, assente nel modello precedente. Questo consente alle XM6 di ripiegarsi all'interno della custodia rigida con chiusura magnetica, nuova anch'essa. Sebbene non siano tra le cuffie più compatte una volta ripiegate, il sistema garantisce maggiore robustezza grazie ai <strong>nuovi cardini rinforzati</strong>.</p><p>Le cuffie risultano confortevoli anche per sessioni prolungate, grazie all'archetto più ampio, ai <strong>padiglioni morbidi e ben imbottiti</strong> e ai controlli fisici ben accessibili. Il design mantiene un profilo abbastanza dritto sulla testa, piuttosto che curvarsi verso l’interno, contribuendo alla stabilità.</p><p>Tuttavia, <strong>alcuni aspetti del design possono risultare meno moderni</strong> rispetto alla concorrenza. I padiglioni appaiono <strong>più voluminosi</strong> rispetto ad altri modelli come le <strong>Sonos Ace</strong>, mentre le varianti cromatiche disponibili al lancio - <strong>Nero, Argento e Blu Notte</strong> - appaiono sobrie e poco audaci. L'assenza della colorazione Smoky Pink, apprezzata nelle XM5, è un'assenza visibile.</p><p>Manca inoltre <strong>qualsiasi certificazione di resistenza all’acqua</strong>, una caratteristica non comune nelle over-ear ma che avrebbe rappresentato un punto di distinzione per un modello di fascia alta.</p><p>La qualità costruttiva resta comunque elevata: il rivestimento esterno ha una <strong>finitura opaca elegante e resistente</strong>, e il peso contenuto di <strong>254 grammi</strong> contribuisce alla leggerezza complessiva del prodotto.</p><p>Sul lato destro si trovano <strong>due pulsanti fisici</strong>: uno per l’accensione, lo spegnimento e l’accoppiamento Bluetooth, l’altro per <strong>commutare tra le modalità di cancellazione del rumore</strong> o <strong>disattivare il microfono</strong> durante le chiamate.</p><ul><li><strong>Design: 4.5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EnLf3jcvczig7rdWcieTT7" name="Sony_WH_1000XM6_ 8.JPG" alt="Sony WH-1000XM6 folded inside magnetic case" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EnLf3jcvczig7rdWcieTT7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-valore"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: valore </span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> rappresentano un prodotto di fascia alta anche nel prezzo. Al momento del lancio, il costo è di <strong>449 euro</strong>, una cifra più elevata rispetto a quella delle <strong>WH-1000XM5</strong>, che debuttarono a <strong>429 euro</strong>. Si tratta quindi di un aumento significativo, considerando che il modello precedente è oggi disponibile a cifre molto più basse.</p><p>È vero che <strong>il nuovo modello introduce diverse migliorie tecniche</strong>, ma la concorrenza nel settore è agguerrita. Le <strong>Bose QuietComfort Ultra</strong>, ad esempio, offrono una cancellazione attiva del rumore di altissimo livello, buon audio e una serie di funzionalità smart, e si trovano spesso in sconto intorno ai <strong>350 euro</strong>. Allo stesso modo, le <strong>WH-1000XM5</strong> sono ora acquistabili stabilmente sotto i <strong>300 euro</strong>.</p><p>Questo rende meno immediata la scelta di puntare sulle XM6, soprattutto per chi cerca il miglior rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, <strong>le XM6 si distinguono per un’ANC tra le migliori disponibili</strong>, un suono bilanciato e ricco di dettagli, un ampio ventaglio di funzioni avanzate e un design aggiornato che combina il meglio delle precedenti generazioni.</p><p>Nonostante la concorrenza di modelli come le <strong>Bowers & Wilkins Px7 S3</strong>, più orientate all’eccellenza sonora pura, le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> si confermano tra le migliori cuffie over-ear del 2025, grazie a un pacchetto completo e ben bilanciato.</p><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Dkbi2LMiQ3RnHyW8f6TbN7" name="Sony_WH_1000XM6_ 19.JPG" alt="Sony WH-1000XM6 and Sony WH-1000XM5 leaning against pole" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dkbi2LMiQ3RnHyW8f6TbN7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-le-sony-wh-1000xm6"><span>Perché acquistare le Sony WH-1000XM6?</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Caratteristiche </p></td><td  ><p>Ricarica durante l’uso comoda, ma ANC e funzioni smart sono il vero punto di forza.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Qualità del suono </p></td><td  ><p>Audio espressivo e potente, ora più personalizzabile che mai.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Un po’ ingombranti, ma pieghevoli e molto comode da indossare.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore </p></td><td  ><p>Costano più delle XM5 e la concorrenza è forte, ma restano difficili da battere come cuffie tuttofare.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-12">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una cancellazione del rumore al top</strong> </p><p>Le Sony WH-1000XM6 offrono un’ANC davvero straordinaria. Anche in ambienti rumorosi come strade trafficate o mezzi pubblici, riescono a isolare perfettamente dai suoni esterni, lasciandovi solo la musica. Se non ne potete più dei rumori di sottofondo quotidiani, queste cuffie fanno al caso vostro.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete funzioni premium a portata di mano</strong> </p><p>Dalla cancellazione adattiva del rumore alla modalità cinema, passando per l’audio in alta risoluzione e l’equalizzatore personalizzabile, le XM6 mettono a disposizione tutto ciò che serve. Basta l’app Sound Connect per accedere a una quantità impressionante di strumenti e opzioni avanzate.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-18">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Avete un budget limitato</strong> </p><p>Con un prezzo di circa 450 euro, le WH-1000XM6 non sono certo economiche. Le XM5 offrono molte delle stesse funzioni a un costo inferiore, e ci sono ottime alternative più accessibili come le 1More Sonoflow Pro HQ51, che includono ANC, buon audio e un’autonomia eccellente a meno di 100 euro.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate una batteria davvero infinita</strong> </p><p>Le 30 ore di autonomia con ANC attivo non sono affatto male, ma nemmeno straordinarie. Altri modelli come le Sennheiser Momentum 4 Wireless arrivano fino a 60 ore di utilizzo con la cancellazione attiva: un risultato difficile da battere.</p></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YsP2ytcKh6prvSjsHYYSP7" name="Sony_WH_1000XM6_ 17.JPG" alt="Person plugging 3.5mm cable into Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YsP2ytcKh6prvSjsHYYSP7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-altre-considerazioni"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: altre considerazioni </span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ><p><strong>Sony WH-1000XM6</strong></p></th><th  ><p><strong>Bowers & Wilkins Px7 S3</strong></p></th><th  ><p><strong>Bose QuietComfort Ultra</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ><p>399 euro circa</p></td><td  ><p>399 euro circa </p></td><td  ><p>449 euro circa </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Drivers</p></td><td  ><p>30mm dinamico </p></td><td  ><p>40mm dinamico </p></td><td  ><p>35mm dinamico </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Cancellazione attiva del rumore</p></td><td  ><p>Si</p></td><td  ><p>Si</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>30 ore  (ANC attivo)</p></td><td  ><p>30 ore  (ANC attivo)</p></td><td  ><p>24 ore  (ANC attivo)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>254g</p></td><td  ><p>300g</p></td><td  ><p>250g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connettività</p></td><td  ><p>Bluetooth 5.3, 3.5mm</p></td><td  ><p>Bluetooth 5.3, 3.5mm</p></td><td  ><p>Bluetooth 5.3, 3.5mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Gamma di frequenza</p></td><td  ><p>Non elencato</p></td><td  ><p>10Hz-20kHz</p></td><td  ><p>20Hz-20kHz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Impermeabilizzazione</p></td><td  ><p>No</p></td><td  ><p>No</p></td><td  ><p>No</p></td></tr></tbody></table></div><div class="product"><p><strong>Bowers & Wilkins Px7 S3<br></strong>Le Px7 S3 offrono un’esperienza sonora eccellente, in grado di valorizzare le voci senza sacrificare bassi profondi e alti definiti. La cancellazione attiva del rumore non raggiunge i livelli delle XM6 e alcune funzioni come l’audio spaziale sono previste via aggiornamento, ma la qualità audio complessiva è tra le migliori della categoria.</p></div><div class="product"><p><strong>Bose QuietComfort Ultra Headphones<br></strong>Nonostante siano sul mercato da oltre un anno, restano tra le migliori cuffie over-ear disponibili. Il motivo principale è la cancellazione attiva del rumore eccezionale, che offre un isolamento straordinario. Ora che il prezzo è stato notevolmente ridotto, rappresentano un’opzione davvero interessante per chi cerca un’esperienza audio premium.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/audio/wireless-headphones/recensione-sony-wh-1000xm6</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il meglio degli XM4 e XM5 in un'unica coppia di diffusori ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">N8oxTFixShEmxiGTMxd9SY</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Wireless Headphones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Audio]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Headphones]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Sony WH-1000XM6 leaning on pole]]></media:title>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-rapida"><span>Sony WH-1000XM6: Recensione rapida </span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> arrivano per rafforzare ulteriormente la posizione del marchio come <strong>leader nel settore delle cuffie wireless premium</strong>, a tre anni dal lancio del modello precedente. Secondo Sony, sono <em>"</em><a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-cuffie-cancellazione-rumore" target="_blank"><em>il miglior prodotto per la cancellazione del rumore sul mercato</em></a><em>"</em> e <em>"migliorate in ogni singolo aspetto"</em>. Ambiziose, sì, ma riescono quasi sempre a mantenere le promesse.</p><p>L’audio è <strong>pulito, ricco ed espressivo</strong>, grazie a un nuovo driver da 30 mm e al processore <strong>QN3</strong>, che integra la funzione noise shaper per ottimizzare la conversione digitale-analogica e prevenire picchi sonori improvvisi. Il risultato è un’esperienza d’ascolto <strong>più controllata e bilanciata</strong>, senza rinunciare a bassi decisi, medi caldi e alti brillanti.</p><p>Il nuovo chip sfrutta <strong>ben 12 microfoni,</strong> quattro in più rispetto al modello precedente, per offrire una <strong>cancellazione attiva del rumore eccezionale</strong>, superiore alla maggior parte delle cuffie rivali. Che siate su un mezzo pubblico, in strada o in ufficio, il silenzio è pressoché totale, <strong>pari o superiore anche alle rinomate Bose QuietComfort Ultra</strong>.</p><p>L'app <strong>Sony Headphones Connect</strong> sblocca un'ampia gamma di funzioni avanzate: <strong>controllo adattivo del suono</strong>, supporto ai codec <strong>LDAC</strong> e <strong>DSEE Extreme</strong>, equalizzatore personalizzabile, <strong>modalità Cinema</strong>, <strong>Auracast</strong> e molto altro. Praticamente tutto ciò che ci si aspetta da un prodotto top di gamma è presente.</p><p>Dal punto di vista estetico e costruttivo, le WH-1000XM6 <strong>fondono il meglio dei modelli XM4 e XM5</strong>: torna la <strong>piegabilità</strong> (molto apprezzata), insieme a un <strong>nuovo design più robusto</strong>, con cerniere migliorate e una custodia magnetica più compatta. Il look elegante delle XM5 è stato in gran parte conservato, mentre la nuova <strong>fascia più ampia</strong> migliora il comfort, specialmente quando le cuffie sono appoggiate al collo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2TEHdV2GCanpLjdjjYKCN7" name="Sony_WH_1000XM6_ 14.JPG" alt="Person holding up the Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2TEHdV2GCanpLjdjjYKCN7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> introducono <strong>miglioramenti incrementali</strong> che, pur non rivoluzionando l’esperienza d’uso, nel complesso rendono questo modello <strong>il miglior paio di cuffie Sony prodotto fino ad oggi</strong>. Tra le novità più utili troviamo la possibilità di ricaricare mentre si ascolta via Bluetooth, controlli touch più precisi e una qualità delle chiamate migliorata.</p><p>Ci sono però alcuni <strong>limiti da considerare</strong>. L’autonomia si attesta sulle <strong>30 ore con cancellazione attiva del rumore</strong>, un valore buono ma inferiore a quello offerto da diverse alternative anche più economiche.</p><p>Il <strong>prezzo elevato</strong> è un altro aspetto da valutare: <strong>le WH-1000XM6 costano sensibilmente di più rispetto al modello precedente</strong>, che oggi è facilmente reperibile a un prezzo molto più accessibile. Per chi ha un budget più contenuto, potrebbe risultare più conveniente puntare proprio sulle WH-1000XM5.</p><p>Inoltre, <strong>alcuni modelli concorrenti offrono una qualità sonora superiore</strong> a parità di fascia, pur non raggiungendo le Sony in quanto a cancellazione del rumore o funzioni smart.</p><p>Le <strong>WH-1000XM6 restano tra le migliori cuffie Bluetooth disponibili oggi</strong>. La cancellazione del rumore è eccezionale, l’esperienza audio è coinvolgente e il set di funzioni smart è tra i più completi. Non sono economiche, ma per chi cerca il massimo, rappresentano una scelta di altissimo livello.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EPjGwnfDajNExGhurRFPQ7" name="Sony_WH_1000XM6_ 12.JPG" alt="Man turning on the Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EPjGwnfDajNExGhurRFPQ7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-prezzo-e-data-d-uscita"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: prezzo e data d'uscita </span></h2><p><strong>Le Sony WH-1000XM6 sono arrivate sul mercato nel maggio 2025</strong>, esattamente tre anni dopo il modello precedente WH-1000XM5. Sony non ha indicato una data precisa al momento del lancio, limitandosi a comunicare che <strong>la disponibilità sarebbe iniziata nel corso di maggio</strong>. Le <strong>colorazioni disponibili al debutto</strong> sono tre: <strong>Black</strong>, <strong>Silver</strong> e <strong>Midnight Blue</strong>, ma è possibile che vengano introdotte nuove varianti in futuro, come accaduto con la versione Smoky Pink delle XM5.</p><p><strong>Il prezzo di lancio delle WH-1000XM6 è fissato a circa 399 euro</strong>, ovvero circa 20 euro in più rispetto al modello precedente al momento dell’uscita. Con questa cifra, <strong>Sony posiziona le XM6 nella fascia alta del mercato</strong>, in concorrenza diretta con altri modelli premium dotati di cancellazione attiva del rumore.</p><p>Nonostante l’aumento di prezzo rispetto al passato, le nuove cuffie <strong>restano comunque sensibilmente più economiche rispetto ad alcuni concorrenti diretti</strong>, mantenendo un buon equilibrio tra prestazioni, qualità costruttiva e funzionalità avanzate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YrSzGZS5CJuxQG3hgF73S7" name="Sony_WH_1000XM6_ 4.JPG" alt="Sony WH-1000XM6 earcups" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YrSzGZS5CJuxQG3hgF73S7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-specifiche"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: Specifiche </span></h2><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Driver</p></td><td  ><p>30 mm dinamico</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Cancellazione attiva del rumore</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>30 ore (ANC attivo)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>254g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connettività </p></td><td  ><p>Bluetooth 5.3, 3.5mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Gamma di frequenza</p></td><td  ><p>Non elencato</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Impermeabilizzazione</p></td><td  ><p>No</p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-caratteristiche"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: caratteristiche </span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> integrano una delle migliori tecnologie di <strong>cancellazione attiva del rumore (ANC)</strong> oggi disponibili. Grazie al nuovo processore <strong>QN3</strong>, supportato da <strong>dodici microfoni</strong>, le cuffie sono in grado di isolare in modo estremamente efficace l'utente dai rumori esterni.</p><p>Rispetto al modello precedente, <strong>l'ANC è stata ulteriormente migliorata</strong>, offrendo prestazioni superiori anche rispetto ad altri modelli di riferimento del settore. La qualità dell'isolamento si mantiene elevata in contesti rumorosi come i trasporti pubblici o ambienti urbani trafficati.</p><p>È presente anche una modalità <strong>Ambient Sound</strong>, personalizzabile tramite uno <strong>slider da 1 a 20 livelli</strong>. Questa funzione permette di regolare con precisione quanto rumore ambientale lasciar passare, con l’aggiunta di una <strong>voce passthrough</strong>, utile per ascoltare le conversazioni mantenendo gli altri rumori attenuati. È disponibile anche una modalità <strong>automatica</strong>, che adatta il livello di rumore ambientale percepito in base alla situazione circostante.</p><p>I <strong>comandi touch</strong> sull’auricolare destro permettono di gestire la riproduzione con semplicità: si può regolare il volume con uno swipe verticale continuo, mettere in pausa o avviare la musica con un doppio tocco, e cambiare traccia con uno swipe orizzontale. Un gesto dedicato consente inoltre di <strong>abbassare istantaneamente il volume</strong> e <strong>ridurre temporaneamente l’ANC</strong> poggiando la mano sull’auricolare destro, senza dover togliere le cuffie.</p><p>Tra le <strong>funzionalità smart</strong>, troviamo la <strong>connessione multipunto</strong>, il <strong>rilevamento automatico della rimozione</strong>, l’app <strong>Sony Headphones Connect</strong> per la gestione completa delle impostazioni, e il supporto ad <strong>assistenti vocali</strong>. La funzione <strong>Auracast</strong>, ora integrata, consente di sintonizzarsi su trasmissioni audio senza dover associare i dispositivi.</p><p>È stata introdotta anche una <strong>funzione di disattivazione rapida del microfono</strong> con doppia pressione sul pulsante ANC, utile durante le chiamate. Questa funzione è personalizzabile tramite l'app.</p><p>L’autonomia resta stabile a <strong>30 ore con ANC attivo</strong>, un valore nella media per la categoria. Tuttavia, alcuni concorrenti offrono durate maggiori. Le cuffie supportano ora la <strong>ricarica durante l’utilizzo</strong> e una <strong>ricarica rapida</strong> che fornisce circa <strong>3 ore di utilizzo con soli 3 minuti di carica</strong>, utilizzando un caricatore USB Power Delivery.</p><p>La qualità delle chiamate vocali risulta migliorata grazie a <strong>sei microfoni beamforming</strong> e al supporto dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>, che filtra in modo efficace i rumori ambientali, concentrandosi sulla voce dell’utente.</p><ul><li><strong>Caratteristiche: 5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CmwDDYpxZa94q4GyL9oGN7" name="Sony_WH_1000XM6_ 16.JPG" alt="Person plugging USB-C charging cable into the Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CmwDDYpxZa94q4GyL9oGN7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-qualita-del-suono"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: Qualità del suono </span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> mantengono i driver da <strong>30 mm</strong>, come i modelli precedenti, ma con un nuovo design ottimizzato per offrire una resa più <strong>bilanciata su tutte le frequenze</strong>. Il processore <strong>QN3</strong> integra un noise shaper, che migliora la conversione digitale-analogico e anticipa le variazioni sonore improvvise, riducendo la distorsione e rendendo l'ascolto più controllato.</p><p>Il risultato è una resa sonora <strong>dettagliata, ritmica e bilanciata</strong>, con bassi incisivi e alti energici. L'equilibrio tra le frequenze risulta migliorato rispetto ai modelli precedenti, con un focus più neutro nella calibrazione predefinita. Il suono resta coerente sia con <strong>ANC attivo</strong> che disattivato.</p><p>L'equalizzazione di base evita enfatizzazioni eccessive: <strong>nessun basso invadente</strong>, <strong>nessun alto pungente</strong> e <strong>medi ben presenti</strong>. Il suono mantiene la chiarezza anche nelle tracce più stratificate, con un controllo preciso che previene la distorsione.</p><p>Sul piano della <strong>qualità audio pura</strong>, alcuni modelli concorrenti come le <strong>Bowers & Wilkins Px7 S3</strong> riescono a estrarre maggiormente le voci dal mix, con un'<strong>apertura spaziale</strong> del suono superiore. Tuttavia, le XM6 vantano un <strong>ANC più efficace</strong> e un <strong>comfort superiore</strong>, rendendole più complete per un utilizzo quotidiano versatile.</p><p>Il software <strong>Sony Headphones Connect</strong> offre ampie possibilità di personalizzazione del suono. È possibile utilizzare preset come Heavy, Clear e Game, oppure creare un profilo personalizzato tramite un <strong>equalizzatore a 10 bande</strong>. La funzione <strong>Find Your Equalizer</strong> consente di individuare automaticamente il bilanciamento ideale in base alle proprie preferenze.</p><p>Tecnologie come <strong>DSEE Extreme</strong> migliorano la qualità delle tracce compresse, valorizzando le sorgenti a bassa risoluzione come quelle di Spotify. Il supporto <strong>LDAC</strong> consente inoltre l'ascolto hi-res via Bluetooth. Per chi preferisce l’ascolto cablato, è presente un <strong>jack da 3,5 mm</strong> e un cavo incluso nella confezione.</p><p>Le XM6 sono pensate anche per la <strong>fruizione di contenuti multimediali</strong>. L’<strong>ampliamento del soundstage</strong> migliora l’esperienza in visione di film e serie TV, con una resa più immersiva. La <strong>modalità Cinema</strong>, abilitata dal sistema <strong>360 Reality Audio Upmix</strong>, simula un ascolto surround avvolgente partendo da sorgenti stereo.</p><p>Ulteriori funzioni includono la modalità <strong>Background Music</strong>, per ricreare ambientazioni come caffetterie o salotti, e il supporto per <strong>audio spaziale con tracciamento del movimento della testa</strong> - compatibile solo con alcuni dispositivi Android, <strong>esclusi</strong> i telefoni <strong>Samsung</strong> e <strong>Apple</strong>.</p><ul><li><strong>Qualità dell'audio: 4.5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="i85iYdB3AzUpmZa7qkA7S7" name="Sony_WH_1000XM6_ 13.JPG" alt="Man using the Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/i85iYdB3AzUpmZa7qkA7S7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-design"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: design</span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> mantengono una linea molto simile a quella del modello precedente, ma presentano <strong>alcune modifiche strutturali mirate al comfort e alla praticità</strong>. La <strong>fascia superiore è ora più larga</strong> e priva di cuciture visibili, offrendo un'estetica più fluida e rifinita. I padiglioni sono stati riprogettati per <strong>aderire meglio al collo</strong> quando le cuffie non sono in uso.</p><p>La <strong>novità più significativa</strong> rispetto alle WH-1000XM5 è il <strong>ritorno della struttura pieghevole</strong>, assente nel modello precedente. Questo consente alle XM6 di ripiegarsi all'interno della custodia rigida con chiusura magnetica, nuova anch'essa. Sebbene non siano tra le cuffie più compatte una volta ripiegate, il sistema garantisce maggiore robustezza grazie ai <strong>nuovi cardini rinforzati</strong>.</p><p>Le cuffie risultano confortevoli anche per sessioni prolungate, grazie all'archetto più ampio, ai <strong>padiglioni morbidi e ben imbottiti</strong> e ai controlli fisici ben accessibili. Il design mantiene un profilo abbastanza dritto sulla testa, piuttosto che curvarsi verso l’interno, contribuendo alla stabilità.</p><p>Tuttavia, <strong>alcuni aspetti del design possono risultare meno moderni</strong> rispetto alla concorrenza. I padiglioni appaiono <strong>più voluminosi</strong> rispetto ad altri modelli come le <strong>Sonos Ace</strong>, mentre le varianti cromatiche disponibili al lancio - <strong>Nero, Argento e Blu Notte</strong> - appaiono sobrie e poco audaci. L'assenza della colorazione Smoky Pink, apprezzata nelle XM5, è un'assenza visibile.</p><p>Manca inoltre <strong>qualsiasi certificazione di resistenza all’acqua</strong>, una caratteristica non comune nelle over-ear ma che avrebbe rappresentato un punto di distinzione per un modello di fascia alta.</p><p>La qualità costruttiva resta comunque elevata: il rivestimento esterno ha una <strong>finitura opaca elegante e resistente</strong>, e il peso contenuto di <strong>254 grammi</strong> contribuisce alla leggerezza complessiva del prodotto.</p><p>Sul lato destro si trovano <strong>due pulsanti fisici</strong>: uno per l’accensione, lo spegnimento e l’accoppiamento Bluetooth, l’altro per <strong>commutare tra le modalità di cancellazione del rumore</strong> o <strong>disattivare il microfono</strong> durante le chiamate.</p><ul><li><strong>Design: 4.5/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EnLf3jcvczig7rdWcieTT7" name="Sony_WH_1000XM6_ 8.JPG" alt="Sony WH-1000XM6 folded inside magnetic case" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EnLf3jcvczig7rdWcieTT7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-valore"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: valore </span></h2><p>Le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> rappresentano un prodotto di fascia alta anche nel prezzo. Al momento del lancio, il costo è di <strong>449 euro</strong>, una cifra più elevata rispetto a quella delle <strong>WH-1000XM5</strong>, che debuttarono a <strong>429 euro</strong>. Si tratta quindi di un aumento significativo, considerando che il modello precedente è oggi disponibile a cifre molto più basse.</p><p>È vero che <strong>il nuovo modello introduce diverse migliorie tecniche</strong>, ma la concorrenza nel settore è agguerrita. Le <strong>Bose QuietComfort Ultra</strong>, ad esempio, offrono una cancellazione attiva del rumore di altissimo livello, buon audio e una serie di funzionalità smart, e si trovano spesso in sconto intorno ai <strong>350 euro</strong>. Allo stesso modo, le <strong>WH-1000XM5</strong> sono ora acquistabili stabilmente sotto i <strong>300 euro</strong>.</p><p>Questo rende meno immediata la scelta di puntare sulle XM6, soprattutto per chi cerca il miglior rapporto qualità-prezzo. Tuttavia, <strong>le XM6 si distinguono per un’ANC tra le migliori disponibili</strong>, un suono bilanciato e ricco di dettagli, un ampio ventaglio di funzioni avanzate e un design aggiornato che combina il meglio delle precedenti generazioni.</p><p>Nonostante la concorrenza di modelli come le <strong>Bowers & Wilkins Px7 S3</strong>, più orientate all’eccellenza sonora pura, le <strong>Sony WH-1000XM6</strong> si confermano tra le migliori cuffie over-ear del 2025, grazie a un pacchetto completo e ben bilanciato.</p><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Dkbi2LMiQ3RnHyW8f6TbN7" name="Sony_WH_1000XM6_ 19.JPG" alt="Sony WH-1000XM6 and Sony WH-1000XM5 leaning against pole" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dkbi2LMiQ3RnHyW8f6TbN7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-le-sony-wh-1000xm6"><span>Perché acquistare le Sony WH-1000XM6?</span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Caratteristiche </p></td><td  ><p>Ricarica durante l’uso comoda, ma ANC e funzioni smart sono il vero punto di forza.</p></td><td  ><p>5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Qualità del suono </p></td><td  ><p>Audio espressivo e potente, ora più personalizzabile che mai.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Un po’ ingombranti, ma pieghevoli e molto comode da indossare.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore </p></td><td  ><p>Costano più delle XM5 e la concorrenza è forte, ma restano difficili da battere come cuffie tuttofare.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-12">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una cancellazione del rumore al top</strong> </p><p>Le Sony WH-1000XM6 offrono un’ANC davvero straordinaria. Anche in ambienti rumorosi come strade trafficate o mezzi pubblici, riescono a isolare perfettamente dai suoni esterni, lasciandovi solo la musica. Se non ne potete più dei rumori di sottofondo quotidiani, queste cuffie fanno al caso vostro.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete funzioni premium a portata di mano</strong> </p><p>Dalla cancellazione adattiva del rumore alla modalità cinema, passando per l’audio in alta risoluzione e l’equalizzatore personalizzabile, le XM6 mettono a disposizione tutto ciò che serve. Basta l’app Sound Connect per accedere a una quantità impressionante di strumenti e opzioni avanzate.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-18">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Avete un budget limitato</strong> </p><p>Con un prezzo di circa 450 euro, le WH-1000XM6 non sono certo economiche. Le XM5 offrono molte delle stesse funzioni a un costo inferiore, e ci sono ottime alternative più accessibili come le 1More Sonoflow Pro HQ51, che includono ANC, buon audio e un’autonomia eccellente a meno di 100 euro.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate una batteria davvero infinita</strong> </p><p>Le 30 ore di autonomia con ANC attivo non sono affatto male, ma nemmeno straordinarie. Altri modelli come le Sennheiser Momentum 4 Wireless arrivano fino a 60 ore di utilizzo con la cancellazione attiva: un risultato difficile da battere.</p></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YsP2ytcKh6prvSjsHYYSP7" name="Sony_WH_1000XM6_ 17.JPG" alt="Person plugging 3.5mm cable into Sony WH-1000XM6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YsP2ytcKh6prvSjsHYYSP7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 class="article-body__section" id="section-sony-wh-1000xm6-recensione-altre-considerazioni"><span>Sony WH-1000XM6 recensione: altre considerazioni </span></h2><div ><table><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ><p><strong>Sony WH-1000XM6</strong></p></th><th  ><p><strong>Bowers & Wilkins Px7 S3</strong></p></th><th  ><p><strong>Bose QuietComfort Ultra</strong></p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Prezzo</p></td><td  ><p>399 euro circa</p></td><td  ><p>399 euro circa </p></td><td  ><p>449 euro circa </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Drivers</p></td><td  ><p>30mm dinamico </p></td><td  ><p>40mm dinamico </p></td><td  ><p>35mm dinamico </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Cancellazione attiva del rumore</p></td><td  ><p>Si</p></td><td  ><p>Si</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>30 ore  (ANC attivo)</p></td><td  ><p>30 ore  (ANC attivo)</p></td><td  ><p>24 ore  (ANC attivo)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>254g</p></td><td  ><p>300g</p></td><td  ><p>250g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Connettività</p></td><td  ><p>Bluetooth 5.3, 3.5mm</p></td><td  ><p>Bluetooth 5.3, 3.5mm</p></td><td  ><p>Bluetooth 5.3, 3.5mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Gamma di frequenza</p></td><td  ><p>Non elencato</p></td><td  ><p>10Hz-20kHz</p></td><td  ><p>20Hz-20kHz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Impermeabilizzazione</p></td><td  ><p>No</p></td><td  ><p>No</p></td><td  ><p>No</p></td></tr></tbody></table></div><div class="product"><p><strong>Bowers & Wilkins Px7 S3<br></strong>Le Px7 S3 offrono un’esperienza sonora eccellente, in grado di valorizzare le voci senza sacrificare bassi profondi e alti definiti. La cancellazione attiva del rumore non raggiunge i livelli delle XM6 e alcune funzioni come l’audio spaziale sono previste via aggiornamento, ma la qualità audio complessiva è tra le migliori della categoria.</p></div><div class="product"><p><strong>Bose QuietComfort Ultra Headphones<br></strong>Nonostante siano sul mercato da oltre un anno, restano tra le migliori cuffie over-ear disponibili. Il motivo principale è la cancellazione attiva del rumore eccezionale, che offre un isolamento straordinario. Ora che il prezzo è stato notevolmente ridotto, rappresentano un’opzione davvero interessante per chi cerca un’esperienza audio premium.</p></div>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Recensione Vantrue E360  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-recensione-rapida"><span>Vantrue E360 Dash Cam: recensione rapida </span></h3><p><strong>I produttori di dash cam stanno diventando sempre più creativi nel tentativo di distinguersi dalla concorrenza</strong>, con un numero crescente di modelli che offrono molto più di una semplice visuale frontale della strada.</p><p>Tra le funzionalità che stanno entrando a far parte delle specifiche delle migliori dash cam, spicca la <strong>registrazione a 360 gradi</strong>. La <strong>Vantrue E360 Dash Cam</strong> è un ottimo esempio in questo senso, e ne è stata messa alla prova l'efficacia per valutarne le reali potenzialità.</p><p>Tra i dispositivi già testati c’è anche la <strong>70mai 360 Omni</strong>, dotata di una lente rotante per ottenere l’effetto a 360 gradi – l’ultima versione supporta anche video in <strong>risoluzione 4K</strong>. La <strong>Vantrue E360</strong>, pur non essendo molto più compatta, propone un approccio alternativo per ottenere una copertura completa: <strong>davanti, dietro e all’interno dell’abitacolo</strong>.</p><p>Il modello testato è il <strong>Vantrue E360 Dash Cam Ace bundle</strong>, una confezione completa che include l’unità principale <strong>dual-lens da 5.2K a 30 fps</strong>, con <strong>campo visivo di 210 gradi per ciascuna lente</strong>, così da generare un effetto a 360 gradi in fase di riproduzione. È incluso anche un <strong>modulo posteriore</strong> più convenzionale e un <strong>treppiede</strong>, che consente all’unità di essere usata anche come <strong>action cam</strong>. La <strong>versione base</strong>, invece, <strong>non include la videocamera posteriore né il supporto</strong>, opzioni pensate per chi non ha bisogno di accessori aggiuntivi.</p><p>Uno degli aspetti più apprezzabili della Vantrue E360 è <strong>la semplicità di configurazione e installazione</strong>. Lo stesso era già emerso nel test della <strong>Vantrue E1 Pro</strong>, dove si era distinta per la facilità d’uso grazie al pratico schermo posteriore. Anche con la E360, <strong>nonostante le specifiche avanzate, la configurazione risulta intuitiva</strong>, e i <strong>menu touchscreen</strong> sul retro del dispositivo permettono di iniziare rapidamente a utilizzare tutte le funzionalità disponibili.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fyWk536qWftZaUUMZKB3YH" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 5" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fyWk536qWftZaUUMZKB3YH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Naturalmente, se si sceglie di utilizzare anche la videocamera posteriore, sarà necessario installare un cablaggio aggiuntivo. In ogni caso, <strong>Vantrue include nella confezione tutto l’occorrente</strong>, accompagnato da un <strong>manuale ben strutturato</strong> che risulta molto utile durante la configurazione.</p><p>L’installazione risulta semplice anche grazie al sistema di montaggio progettato con cura: l’uso di pellicole adesive statiche, preferito da molti utenti per la facilità di rimozione, è pienamente supportato. <strong>Il supporto di fissaggio è ben realizzato</strong> e, complessivamente, la Vantrue E360 Dash Cam trasmette una <strong>sensazione di prodotto curato in ogni dettaglio</strong>.</p><p>Optando per la versione base (non Ace), si riceve nella confezione la Vantrue E360 Dash Cam con supporto GPS, adesivi, clip per i cavi, un cavo dati USB da 1 metro, un cavo di alimentazione per auto da 3,5 metri, oltre a una serie di accessori aggiuntivi come un panno per la pulizia, pellicole elettrostatiche e uno strumento per il cablaggio. Scegliendo invece il pacchetto Ace, sono inclusi anche <strong>una videocamera posteriore</strong> e <strong>un supporto portatile/treppiede</strong>, che permette di utilizzare la E360 anche come action cam autonoma.</p><p>La Vantrue E360 si configura come una <strong>soluzione premium</strong>, che oltre alla registrazione a 360 gradi offre una dotazione tecnica completa: <strong>sensore Sony Starvis 2</strong>, <strong>Wi-Fi 5G per trasferimenti rapidi</strong>, <strong>visione notturna a infrarossi</strong>, <strong>HDR avanzato</strong>, e supporto per schede microSD fino a 512 GB. È bene considerare che queste specifiche generano una <strong>notevole quantità di dati</strong>, da gestire con un’app dedicata ben strutturata.</p><p>Come previsto per i modelli di fascia alta, le funzionalità di monitoraggio in sosta e a veicolo spento per 24 ore richiedono l’<strong>installazione cablata</strong> tramite un kit opzionale. Per chi desidera una sorveglianza continua del proprio veicolo, è disponibile anche un <strong>modulo LTE Vantrue</strong>, utile per attivare la trasmissione video in diretta quando necessario.</p><h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-prezzo-e-disponibilita"><span>Vantrue E360 Dash Cam: prezzo e disponibilità </span></h3><p>La <strong>Vantrue E360 Dash Cam è già disponibile all’acquisto su Amazon</strong> e può essere configurata in base alle proprie esigenze.</p><p>La versione standard della Vantrue E360 Dash Cam è proposta a un prezzo di <strong>circa 250 euro</strong> sul sito ufficiale Vantrue. Il <strong>bundle Vantrue E360 Ace Dash Cam</strong>, che include anche una videocamera posteriore e un treppiede, è disponibile a partire da <strong>circa 320 euro</strong> su Amazon.</p><p>Nel mercato italiano, il prezzo consigliato del bundle completo è di <strong>circa 445 euro</strong>, ma attualmente è possibile trovarlo in <strong>offerta a circa 355 euro</strong> sia sul sito Vantrue che su Amazon.</p><p>Sono acquistabili separatamente anche il <strong>modulo LTE per la Vantrue E360 Dash Cam</strong> e il <strong>kit per l’installazione cablata</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-specifiche"><span>Vantrue E360 Dash Cam: specifiche </span></h3><div ><table><caption>Vantrue E360 Dash Cam specifiche </caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Video</p></td><td  ><p>Anteriore 5.2K 5184 x 1944p, effetto a 360 gradi tramite software</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Campo visivo </p></td><td  ><p>210 gradi anteriore / 210 gradi posteriore</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria</p></td><td  ><p>MicroSD fino a 512 GB, Cloud</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>GPS</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Modalità parcheggio</p></td><td  ><p>Sì, con cavo di alimentazione, non incluso</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Supporto per le app</p></td><td  ><p>Vantrue </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni</p></td><td  ><p>8.39 x 5.31 x 5.47 pollici  / 14.3 x 7.7 x 13.4cm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>1.34oz / 610g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-design"><span>Vantrue E360 Dash Cam: Design</span></h3><p><strong>Vantrue sembra puntare molto sulla qualità costruttiva</strong>, e la E360 trasmette fin da subito un’ottima impressione in termini di design e materiali. L’unità principale della videocamera ha una struttura compatta ma solida, con dimensioni che possono risultare leggermente invasive sul parabrezza, soprattutto nei veicoli con superfici più ridotte. Tuttavia, la forma allungata in verticale (più che in larghezza) la rende comunque ben gestibile, e il corpo risulta robusto al tatto.</p><p>Anche il <strong>supporto di montaggio</strong> conferma l’attenzione al dettaglio: permette di <strong>sganciare facilmente la videocamera</strong>, rendendola utilizzabile anche come <strong>action cam</strong> in mobilità.</p><p>Il design è essenziale e <strong>privo di pulsanti superflui</strong>. È presente un <strong>tasto laterale di grandi dimensioni</strong>, utilizzabile per accendere il dispositivo e per avviare una registrazione d’emergenza. Sulla parte superiore si trova la porta per l’alimentazione, mentre <strong>sotto la base</strong> è presente lo slot per la <strong>scheda microSD</strong>, compatibile con capacità fino a <strong>512 GB</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QqHFJzLWasKrhERA8BzHtL" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 6" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QqHFJzLWasKrhERA8BzHtL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La parte posteriore della Vantrue E360 è occupata quasi interamente da un <strong>touchscreen da 1,54 pollici</strong>, realizzato in <strong>plastica di ottima qualità</strong> e in grado di offrire una visualizzazione chiara durante l’uso. Lo schermo mostra <strong>diverse icone informative</strong>, utili per controllare lo stato della videocamera e confermare il corretto funzionamento del dispositivo.</p><p>L’unico limite è rappresentato <strong>dalle dimensioni ridotte delle icone</strong>, che possono risultare difficili da leggere a colpo d’occhio, soprattutto durante la guida. Tuttavia, l’interfaccia principale per l’interazione con il dispositivo resta l’<strong>app Vantrue</strong>, che consente una <strong>gestione completa dei file</strong> registrati e offre <strong>un controllo più preciso delle impostazioni</strong> del sistema.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RFDbGL99pB67sas3FGmFeP" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 7" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RFDbGL99pB67sas3FGmFeP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-performance"><span>Vantrue E360 Dash Cam: Performance</span></h3><p>Considerando le <strong>dichiarazioni ambiziose di Vantrue</strong> e le <strong>specifiche tecniche avanzate della E360 Dash Cam</strong>, era lecito aspettarsi prestazioni elevate e la videocamera principale non delude sul fronte della <strong>qualità delle immagini</strong>.</p><p>Anche la visualizzazione sul <strong>touchscreen posteriore da 1,54 pollici</strong> è di buon livello, ma i filmati risultano ancora più nitidi quando analizzati tramite <strong>l’app dedicata</strong> o su un <strong>PC o laptop</strong>.</p><p>Oltre alla qualità video, viene registrato anche il <strong>dato GPS</strong>, che appare nella parte inferiore dei filmati, permettendo di tenere traccia precisa del percorso. Da questo punto di vista, la Vantrue E360 si comporta in modo eccellente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="moabiEdbqjoEmxkgaCiR5n" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 2" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/moabiEdbqjoEmxkgaCiR5n-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’effetto grandangolare marcato generato dalla <strong>Vantrue E360 Dash Cam</strong> potrebbe non essere apprezzato da tutti. Sebbene il dispositivo mantenga pienamente le promesse del produttore, alcuni utenti potrebbero preferire una dash cam <strong>più tradizionale</strong>, con una <strong>videocamera frontale standard affiancata da un modulo posteriore più compatto</strong>. Soluzioni di questo tipo sono ampiamente diffuse e oggi disponibili a prezzi competitivi.</p><p>La <strong>potenza del sensore Sony Starvis 2</strong> non è in discussione, ma il metodo di acquisizione delle immagini – seppur efficace – <strong>potrebbe non incontrare i gusti di tutti</strong>. Da segnalare, comunque, che Vantrue offre <strong>diverse modalità di registrazione</strong>, tra cui <strong>panorama a 360 gradi</strong>, <strong>fisheye</strong> e <strong>doppio fisheye</strong>, anche se il risultato visivo può sembrare insolito.</p><p>Di conseguenza, l’interesse verso questo prodotto potrebbe essere più limitato a una <strong>fascia di utenti specifica</strong>, ma resta il fatto che <strong>l’hardware proposto è di altissimo livello</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YBeXz3CW2ELdwMfWoKvheV" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 9" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YBeXz3CW2ELdwMfWoKvheV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>versatilità della Vantrue E360 Dash Cam</strong> rappresenta un elemento di forte interesse per chi cerca un dispositivo in grado di coprire più esigenze contemporaneamente. Come già evidenziato, è possibile <strong>sganciare facilmente l’unità principale</strong> per utilizzarla come <strong>action cam</strong>, funzione particolarmente utile se abbinata al <strong>treppiede incluso nel bundle Ace</strong>.</p><p>Nel complesso, le <strong>prestazioni della combinazione tra lente e sensore</strong> risultano solide in tutte le condizioni di utilizzo, sia di giorno che di notte. I <strong>dettagli delle targhe</strong> sono ben leggibili, come ci si aspetta da una dash cam di fascia alta.</p><p>Detto ciò, è importante considerare che modelli come la <strong>Vantrue E1 Pro</strong> possono offrire <strong>un’esperienza altrettanto valida per esigenze standard</strong>, a un costo decisamente inferiore, sebbene <strong>senza il supporto per riprese posteriori</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-la-vantrue-e360-dash-cam"><span>Perché comprare la Vantrue E360 Dash Cam?</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TXWbMTjt4NJVtpRBynykhY" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 10" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TXWbMTjt4NJVtpRBynykhY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-comprare-15">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate una soluzione completa per la videosorveglianza a bordo</strong></p><p>Acquistando il <strong>bundle Ace</strong>, la <strong>Vantrue E360 Dash Cam</strong> include tutto il necessario per garantire una <strong>copertura totale</strong>, con la possibilità aggiuntiva di utilizzarla anche come <strong>action cam</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Un touchscreen fa la differenza</strong></p><p>Questo modello è dotato di un <strong>touchscreen compatto ma efficace</strong>, che semplifica notevolmente la <strong>configurazione e l’installazione</strong>, risultando molto più pratico rispetto a modelli privi di schermo integrato.</p></div><div class="product"><p><strong>Apprezzate la qualità video in 4K</strong></p><p>Non tutti richiedono una risoluzione elevata, ma poter <strong>contare su immagini più nitide</strong>, in particolare per <strong>dettagli come le targhe</strong>, rappresenta un vantaggio importante in caso di incidenti o contestazioni.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-19">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Non amate le dash cam ingombranti</strong></p><p>La <strong>Vantrue E360 Dash Cam</strong> non è eccessivamente grande, ma <strong>può risultare leggermente invasiva</strong>, soprattutto su veicoli con <strong>parabrezza di dimensioni ridotte</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite una soluzione più semplice</strong></p><p>Pur non essendo particolarmente complessa, questa dash cam <strong>richiede maggiore attenzione durante l’installazione</strong>, soprattutto se si intende utilizzare la <strong>sorveglianza in sosta con collegamento cablato</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Non siete convinti dell’aspetto a 360 gradi</strong></p><p>Si tratta di un prodotto pensato per un’esigenza specifica e <strong>potrebbe non essere adatto a chi cerca una dash cam più tradizionale</strong>. Ha senso principalmente per chi è interessato a ottenere un <strong>effetto video a 360 gradi</strong> e sfruttare anche la funzione di <strong>action cam</strong>.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vehicle-tech/dash-cams/recensione-vantrue-e360</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Chi è alla ricerca di una dash cam versatile e completa troverà sicuramente interessante la Vantrue E360, grazie al suo equilibrio tra prestazioni, funzionalità e qualità costruttiva. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">uRMk9DZJBBSCBcMZzkwVK7</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Vehicle Tech]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Vantrue E360 dash cam]]></media:title>
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-recensione-rapida"><span>Vantrue E360 Dash Cam: recensione rapida </span></h3><p><strong>I produttori di dash cam stanno diventando sempre più creativi nel tentativo di distinguersi dalla concorrenza</strong>, con un numero crescente di modelli che offrono molto più di una semplice visuale frontale della strada.</p><p>Tra le funzionalità che stanno entrando a far parte delle specifiche delle migliori dash cam, spicca la <strong>registrazione a 360 gradi</strong>. La <strong>Vantrue E360 Dash Cam</strong> è un ottimo esempio in questo senso, e ne è stata messa alla prova l'efficacia per valutarne le reali potenzialità.</p><p>Tra i dispositivi già testati c’è anche la <strong>70mai 360 Omni</strong>, dotata di una lente rotante per ottenere l’effetto a 360 gradi – l’ultima versione supporta anche video in <strong>risoluzione 4K</strong>. La <strong>Vantrue E360</strong>, pur non essendo molto più compatta, propone un approccio alternativo per ottenere una copertura completa: <strong>davanti, dietro e all’interno dell’abitacolo</strong>.</p><p>Il modello testato è il <strong>Vantrue E360 Dash Cam Ace bundle</strong>, una confezione completa che include l’unità principale <strong>dual-lens da 5.2K a 30 fps</strong>, con <strong>campo visivo di 210 gradi per ciascuna lente</strong>, così da generare un effetto a 360 gradi in fase di riproduzione. È incluso anche un <strong>modulo posteriore</strong> più convenzionale e un <strong>treppiede</strong>, che consente all’unità di essere usata anche come <strong>action cam</strong>. La <strong>versione base</strong>, invece, <strong>non include la videocamera posteriore né il supporto</strong>, opzioni pensate per chi non ha bisogno di accessori aggiuntivi.</p><p>Uno degli aspetti più apprezzabili della Vantrue E360 è <strong>la semplicità di configurazione e installazione</strong>. Lo stesso era già emerso nel test della <strong>Vantrue E1 Pro</strong>, dove si era distinta per la facilità d’uso grazie al pratico schermo posteriore. Anche con la E360, <strong>nonostante le specifiche avanzate, la configurazione risulta intuitiva</strong>, e i <strong>menu touchscreen</strong> sul retro del dispositivo permettono di iniziare rapidamente a utilizzare tutte le funzionalità disponibili.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fyWk536qWftZaUUMZKB3YH" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 5" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fyWk536qWftZaUUMZKB3YH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Naturalmente, se si sceglie di utilizzare anche la videocamera posteriore, sarà necessario installare un cablaggio aggiuntivo. In ogni caso, <strong>Vantrue include nella confezione tutto l’occorrente</strong>, accompagnato da un <strong>manuale ben strutturato</strong> che risulta molto utile durante la configurazione.</p><p>L’installazione risulta semplice anche grazie al sistema di montaggio progettato con cura: l’uso di pellicole adesive statiche, preferito da molti utenti per la facilità di rimozione, è pienamente supportato. <strong>Il supporto di fissaggio è ben realizzato</strong> e, complessivamente, la Vantrue E360 Dash Cam trasmette una <strong>sensazione di prodotto curato in ogni dettaglio</strong>.</p><p>Optando per la versione base (non Ace), si riceve nella confezione la Vantrue E360 Dash Cam con supporto GPS, adesivi, clip per i cavi, un cavo dati USB da 1 metro, un cavo di alimentazione per auto da 3,5 metri, oltre a una serie di accessori aggiuntivi come un panno per la pulizia, pellicole elettrostatiche e uno strumento per il cablaggio. Scegliendo invece il pacchetto Ace, sono inclusi anche <strong>una videocamera posteriore</strong> e <strong>un supporto portatile/treppiede</strong>, che permette di utilizzare la E360 anche come action cam autonoma.</p><p>La Vantrue E360 si configura come una <strong>soluzione premium</strong>, che oltre alla registrazione a 360 gradi offre una dotazione tecnica completa: <strong>sensore Sony Starvis 2</strong>, <strong>Wi-Fi 5G per trasferimenti rapidi</strong>, <strong>visione notturna a infrarossi</strong>, <strong>HDR avanzato</strong>, e supporto per schede microSD fino a 512 GB. È bene considerare che queste specifiche generano una <strong>notevole quantità di dati</strong>, da gestire con un’app dedicata ben strutturata.</p><p>Come previsto per i modelli di fascia alta, le funzionalità di monitoraggio in sosta e a veicolo spento per 24 ore richiedono l’<strong>installazione cablata</strong> tramite un kit opzionale. Per chi desidera una sorveglianza continua del proprio veicolo, è disponibile anche un <strong>modulo LTE Vantrue</strong>, utile per attivare la trasmissione video in diretta quando necessario.</p><h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-prezzo-e-disponibilita"><span>Vantrue E360 Dash Cam: prezzo e disponibilità </span></h3><p>La <strong>Vantrue E360 Dash Cam è già disponibile all’acquisto su Amazon</strong> e può essere configurata in base alle proprie esigenze.</p><p>La versione standard della Vantrue E360 Dash Cam è proposta a un prezzo di <strong>circa 250 euro</strong> sul sito ufficiale Vantrue. Il <strong>bundle Vantrue E360 Ace Dash Cam</strong>, che include anche una videocamera posteriore e un treppiede, è disponibile a partire da <strong>circa 320 euro</strong> su Amazon.</p><p>Nel mercato italiano, il prezzo consigliato del bundle completo è di <strong>circa 445 euro</strong>, ma attualmente è possibile trovarlo in <strong>offerta a circa 355 euro</strong> sia sul sito Vantrue che su Amazon.</p><p>Sono acquistabili separatamente anche il <strong>modulo LTE per la Vantrue E360 Dash Cam</strong> e il <strong>kit per l’installazione cablata</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-specifiche"><span>Vantrue E360 Dash Cam: specifiche </span></h3><div ><table><caption>Vantrue E360 Dash Cam specifiche </caption><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Video</p></td><td  ><p>Anteriore 5.2K 5184 x 1944p, effetto a 360 gradi tramite software</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Campo visivo </p></td><td  ><p>210 gradi anteriore / 210 gradi posteriore</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria</p></td><td  ><p>MicroSD fino a 512 GB, Cloud</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>GPS</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Modalità parcheggio</p></td><td  ><p>Sì, con cavo di alimentazione, non incluso</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Supporto per le app</p></td><td  ><p>Vantrue </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni</p></td><td  ><p>8.39 x 5.31 x 5.47 pollici  / 14.3 x 7.7 x 13.4cm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso</p></td><td  ><p>1.34oz / 610g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>Si</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-design"><span>Vantrue E360 Dash Cam: Design</span></h3><p><strong>Vantrue sembra puntare molto sulla qualità costruttiva</strong>, e la E360 trasmette fin da subito un’ottima impressione in termini di design e materiali. L’unità principale della videocamera ha una struttura compatta ma solida, con dimensioni che possono risultare leggermente invasive sul parabrezza, soprattutto nei veicoli con superfici più ridotte. Tuttavia, la forma allungata in verticale (più che in larghezza) la rende comunque ben gestibile, e il corpo risulta robusto al tatto.</p><p>Anche il <strong>supporto di montaggio</strong> conferma l’attenzione al dettaglio: permette di <strong>sganciare facilmente la videocamera</strong>, rendendola utilizzabile anche come <strong>action cam</strong> in mobilità.</p><p>Il design è essenziale e <strong>privo di pulsanti superflui</strong>. È presente un <strong>tasto laterale di grandi dimensioni</strong>, utilizzabile per accendere il dispositivo e per avviare una registrazione d’emergenza. Sulla parte superiore si trova la porta per l’alimentazione, mentre <strong>sotto la base</strong> è presente lo slot per la <strong>scheda microSD</strong>, compatibile con capacità fino a <strong>512 GB</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QqHFJzLWasKrhERA8BzHtL" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 6" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QqHFJzLWasKrhERA8BzHtL-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La parte posteriore della Vantrue E360 è occupata quasi interamente da un <strong>touchscreen da 1,54 pollici</strong>, realizzato in <strong>plastica di ottima qualità</strong> e in grado di offrire una visualizzazione chiara durante l’uso. Lo schermo mostra <strong>diverse icone informative</strong>, utili per controllare lo stato della videocamera e confermare il corretto funzionamento del dispositivo.</p><p>L’unico limite è rappresentato <strong>dalle dimensioni ridotte delle icone</strong>, che possono risultare difficili da leggere a colpo d’occhio, soprattutto durante la guida. Tuttavia, l’interfaccia principale per l’interazione con il dispositivo resta l’<strong>app Vantrue</strong>, che consente una <strong>gestione completa dei file</strong> registrati e offre <strong>un controllo più preciso delle impostazioni</strong> del sistema.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="RFDbGL99pB67sas3FGmFeP" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 7" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RFDbGL99pB67sas3FGmFeP-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-vantrue-e360-dash-cam-performance"><span>Vantrue E360 Dash Cam: Performance</span></h3><p>Considerando le <strong>dichiarazioni ambiziose di Vantrue</strong> e le <strong>specifiche tecniche avanzate della E360 Dash Cam</strong>, era lecito aspettarsi prestazioni elevate e la videocamera principale non delude sul fronte della <strong>qualità delle immagini</strong>.</p><p>Anche la visualizzazione sul <strong>touchscreen posteriore da 1,54 pollici</strong> è di buon livello, ma i filmati risultano ancora più nitidi quando analizzati tramite <strong>l’app dedicata</strong> o su un <strong>PC o laptop</strong>.</p><p>Oltre alla qualità video, viene registrato anche il <strong>dato GPS</strong>, che appare nella parte inferiore dei filmati, permettendo di tenere traccia precisa del percorso. Da questo punto di vista, la Vantrue E360 si comporta in modo eccellente.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="moabiEdbqjoEmxkgaCiR5n" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 2" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/moabiEdbqjoEmxkgaCiR5n-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L’effetto grandangolare marcato generato dalla <strong>Vantrue E360 Dash Cam</strong> potrebbe non essere apprezzato da tutti. Sebbene il dispositivo mantenga pienamente le promesse del produttore, alcuni utenti potrebbero preferire una dash cam <strong>più tradizionale</strong>, con una <strong>videocamera frontale standard affiancata da un modulo posteriore più compatto</strong>. Soluzioni di questo tipo sono ampiamente diffuse e oggi disponibili a prezzi competitivi.</p><p>La <strong>potenza del sensore Sony Starvis 2</strong> non è in discussione, ma il metodo di acquisizione delle immagini – seppur efficace – <strong>potrebbe non incontrare i gusti di tutti</strong>. Da segnalare, comunque, che Vantrue offre <strong>diverse modalità di registrazione</strong>, tra cui <strong>panorama a 360 gradi</strong>, <strong>fisheye</strong> e <strong>doppio fisheye</strong>, anche se il risultato visivo può sembrare insolito.</p><p>Di conseguenza, l’interesse verso questo prodotto potrebbe essere più limitato a una <strong>fascia di utenti specifica</strong>, ma resta il fatto che <strong>l’hardware proposto è di altissimo livello</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YBeXz3CW2ELdwMfWoKvheV" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 9" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YBeXz3CW2ELdwMfWoKvheV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La <strong>versatilità della Vantrue E360 Dash Cam</strong> rappresenta un elemento di forte interesse per chi cerca un dispositivo in grado di coprire più esigenze contemporaneamente. Come già evidenziato, è possibile <strong>sganciare facilmente l’unità principale</strong> per utilizzarla come <strong>action cam</strong>, funzione particolarmente utile se abbinata al <strong>treppiede incluso nel bundle Ace</strong>.</p><p>Nel complesso, le <strong>prestazioni della combinazione tra lente e sensore</strong> risultano solide in tutte le condizioni di utilizzo, sia di giorno che di notte. I <strong>dettagli delle targhe</strong> sono ben leggibili, come ci si aspetta da una dash cam di fascia alta.</p><p>Detto ciò, è importante considerare che modelli come la <strong>Vantrue E1 Pro</strong> possono offrire <strong>un’esperienza altrettanto valida per esigenze standard</strong>, a un costo decisamente inferiore, sebbene <strong>senza il supporto per riprese posteriori</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-perche-comprare-la-vantrue-e360-dash-cam"><span>Perché comprare la Vantrue E360 Dash Cam?</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TXWbMTjt4NJVtpRBynykhY" name="TechRadar Vantrue E360 dash cam 10" alt="Vantrue E360 dash cam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TXWbMTjt4NJVtpRBynykhY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-comprare-15">Ragioni per comprare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate una soluzione completa per la videosorveglianza a bordo</strong></p><p>Acquistando il <strong>bundle Ace</strong>, la <strong>Vantrue E360 Dash Cam</strong> include tutto il necessario per garantire una <strong>copertura totale</strong>, con la possibilità aggiuntiva di utilizzarla anche come <strong>action cam</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Un touchscreen fa la differenza</strong></p><p>Questo modello è dotato di un <strong>touchscreen compatto ma efficace</strong>, che semplifica notevolmente la <strong>configurazione e l’installazione</strong>, risultando molto più pratico rispetto a modelli privi di schermo integrato.</p></div><div class="product"><p><strong>Apprezzate la qualità video in 4K</strong></p><p>Non tutti richiedono una risoluzione elevata, ma poter <strong>contare su immagini più nitide</strong>, in particolare per <strong>dettagli come le targhe</strong>, rappresenta un vantaggio importante in caso di incidenti o contestazioni.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-comprare-19">Ragioni per NON comprare </h2><div class="product"><p><strong>Non amate le dash cam ingombranti</strong></p><p>La <strong>Vantrue E360 Dash Cam</strong> non è eccessivamente grande, ma <strong>può risultare leggermente invasiva</strong>, soprattutto su veicoli con <strong>parabrezza di dimensioni ridotte</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite una soluzione più semplice</strong></p><p>Pur non essendo particolarmente complessa, questa dash cam <strong>richiede maggiore attenzione durante l’installazione</strong>, soprattutto se si intende utilizzare la <strong>sorveglianza in sosta con collegamento cablato</strong>.</p></div><div class="product"><p><strong>Non siete convinti dell’aspetto a 360 gradi</strong></p><p>Si tratta di un prodotto pensato per un’esigenza specifica e <strong>potrebbe non essere adatto a chi cerca una dash cam più tradizionale</strong>. Ha senso principalmente per chi è interessato a ottenere un <strong>effetto video a 360 gradi</strong> e sfruttare anche la funzione di <strong>action cam</strong>.</p></div>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
                                                </item>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Per anni, molti fan di <strong>The Elder Scrolls</strong> hanno sostenuto che <strong>Oblivion</strong> fosse un gioco superiore a <strong>Skyrim</strong>. Dopo quasi 80 ore trascorse nella magica terra di Cyrodiil con <em>T</em><strong>he Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered</strong>, è difficile non concordare.</p><p>Il cuore dell’esperienza regge sorprendentemente bene a quasi 20 anni di distanza: un RPG ricco di <strong>carisma, ironia e profondità</strong>, pieno di missioni memorabili e segreti da scoprire. <strong>Oblivion Remastered</strong> si avvicina più a un <strong>remake completo</strong> che a una semplice riedizione, con aggiornamenti ben pensati che lasciano intatta l’anima originale. È un’operazione eseguita con grande rispetto, forse anche <strong>fin troppo prudente</strong> nel modernizzare certi sistemi.</p><p>Chi, come me, ha conosciuto Bethesda solo con <strong>Fallout 3 </strong>o<strong> Skyrim</strong>, rischia di essersi perso un capitolo fondamentale del genere. Ma oggi, grazie a questo remaster, <strong>Oblivion </strong>torna finalmente al centro della scena, e mostra a tutti <strong>perché non è mai stato superato davvero</strong>.</p><p>Quando si è cominciato a parlare di <strong>Oblivion Remastered</strong>  era difficile provare entusiasmo. Di solito, “remaster” significa risoluzione aumentata, DLC inclusi e magari qualche doppiaggio ritoccato. Un’operazione pensata per i nostalgici, ma poco attraente per chi non ha mai giocato l’originale.</p><p>Ma questa volta è diverso. <strong>Oblivion Remastered</strong> <strong>non è un lifting</strong>, è una <strong>ricostruzione accurata</strong>, capace di fondere passato e presente come poche volte si è visto. Le migliorie visive sono impressionanti, le nuove linee di dialogo aggiungono spessore alla scelta delle classi, e il sistema di combattimento riesce a trovare <strong>un equilibrio tra il jank tipico di Skyrim e le dinamiche più moderne</strong>.</p><p>È il tipo di aggiornamento che <strong>Oblivion </strong>meritava da sempre, e che gli permette finalmente di <strong>uscire dall’ombra ingombrante di Skyrim</strong>.</p><h2 id="that-old-bethesda-charm">That old Bethesda charm</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="y9EsYz95rwayuzXowGizhD" name="oblivion-remastered-review-screen-1" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y9EsYz95rwayuzXowGizhD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure><p>Qualunque sia il giudizio su <strong>Starfield</strong>, <strong>Fallout 76</strong> e <strong>Fallout 4</strong>, è innegabile che i GDR moderni di <strong>Bethesda</strong> offrano un'esperienza piuttosto disomogenea, con approcci al design open-world molto diversi rispetto a quelli della serie <strong>The Elder Scrolls</strong>.</p><p>Tuttavia, è in <strong>Oblivion</strong> che emerge in modo più chiaro l’identità creativa dello studio. Nonostante la presenza di bug e imperfezioni tecniche, il gioco continua a distinguersi grazie a una <strong>scrittura di alto livello</strong>, un <strong>mondo incredibilmente dettagliato</strong> e sistemi di gioco di ruolo che premiano chi sceglie davvero di interpretare un personaggio.</p><p>È possibile diventare un ladro, un assassino o un mago, specializzarsi nell’alchimia, esplorare il mondo alla ricerca di bottini nascosti o perfino dirigere le Gilde come leader assoluti.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BRdGMFEENfeZFfwpEMULfD" name="oblivion-remastered-review-best-bit" caption="" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BRdGMFEENfeZFfwpEMULfD-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure></div></div><p><strong>La</strong> <strong>questline della Confraternita Oscura</strong> in <strong>Oblivion Remastered</strong> rappresenta uno dei contenuti più curati tra quelli presenti nei GDR di <strong>Bethesda</strong>. Le missioni premiano l'esecuzione degli omicidi secondo modalità precise, avvicinandosi per impostazione a titoli come <strong>Hitman</strong>, più che a un classico gioco di ruolo fantasy.</p><p>Ogni membro della Confraternita è ben caratterizzato, dal leader vampirico <strong>Vicente Valtieri</strong> al mago Khajiit <strong>M'raaj-Dar</strong>, noto per i suoi modi sgradevoli. Tra le missioni più apprezzate figura una quest secondaria in stile "escape room", incentrata su una serie di omicidi, considerata una delle più memorabili dell'intero gioco.</p><h2 id="best-of-both-worlds">Best of both worlds</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="d553kD9UbsML5qNsWhtshD" name="oblivion-remastered-review-screen-3" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/d553kD9UbsML5qNsWhtshD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure><p><strong>Oblivion Remastered</strong> si colloca a metà strada tra un remaster tradizionale e un vero e proprio remake. Ma cosa significa esattamente? In molti aspetti, il team di <strong>Virtuous</strong> ha adattato <strong>Oblivion</strong> agli standard di <strong>Skyrim</strong>, aggiornando meccaniche come il sistema di crescita del personaggio e la fisica del giocatore per allinearle a quanto visto in <strong>The Elder Scrolls V</strong>.</p><p><strong>Ora è possibile salire di livello nelle abilità principali e secondarie semplicemente utilizzandole</strong>: ad esempio, si migliora la scassinatura forzando serrature, o si potenzia la persuasione tentando di convincere gli NPC. È una soluzione semplice ma efficace, che elimina alcune delle limitazioni del sistema originale, rendendo il miglioramento del personaggio più fluido e coerente con l’azione del giocatore – sia correndo da una città all’altra, sia parando colpi con uno scudo.</p><p>Pur trattandosi di modifiche minori, rappresentano un evidente passo avanti in termini di qualità della vita, contribuendo a far percepire il titolo come un gioco moderno.</p><p>Sul fronte grafico, il salto è evidente: il passaggio all’<strong>Unreal Engine 5</strong> consente l’uso di tecnologie di illuminazione avanzate. Di notte, la luce lunare si riflette sulla superficie dei laghi, aggiungendo profondità anche agli ambienti più oscuri. <strong>Le torce a muro proiettano ombre dinamiche</strong>, illuminando cunicoli e caverne con effetti realistici.</p><p>Il design ambientale originale rimane intatto e continua a rappresentare l’ossatura del gioco, ma ora è arricchito da elementi visivi moderni che valorizzano, senza stravolgere.</p><p><strong>Oblivion Remastered</strong> è chiaramente una nuova edizione di un classico, ma <strong>riesce a competere sul piano estetico e atmosferico con molti RPG open world contemporanei</strong>. L’equilibrio tra elementi originali e innovazioni tecniche ne fa un esempio efficace di come aggiornare un titolo storico, preservandone al tempo stesso l’identità.</p><div><blockquote><p>Oblivion Remastered rappresenta un valido punto di riferimento su come rinnovare un videogioco del passato per renderlo accessibile a un nuovo pubblico, senza compromettere il fascino dell’opera originale.</p></blockquote></div><p>Per chi si è avvicinato alla serie <strong>The Elder Scrolls</strong> solo con l’ultimo capitolo, è interessante scoprire come la <strong>Magia</strong> in <strong>Oblivion</strong> ricopra un ruolo più profondo e articolato. Le build da mago risultano non solo perfettamente praticabili, ma anche più semplici da realizzare grazie alle missioni delle <strong>Gilde Magiche</strong> disponibili nelle principali città.</p><p>È possibile lanciare incantesimi anche con le armi impugnate, e la scuola di <strong>Evocazione</strong> consente di costruire un personaggio realmente versatile, perfetto per uno stile da battlemage. <strong>Il gioco premia la sperimentazione:</strong> ogni stile di gioco viene supportato da meccaniche che incentivano l’esplorazione delle diverse opzioni offerte dal sistema di crescita.</p><p>L’approccio ricorda da vicino le dinamiche dei giochi di ruolo da tavolo come <strong>Dungeons & Dragons</strong>, dove <strong>ogni situazione può essere affrontata attraverso modifiche alle statistiche, incantamenti, magie o oggetti consumabili.</strong> È sempre possibile scegliere un percorso definito e coerente con il proprio personaggio, ma il titolo offre grande libertà, senza penalizzare chi decide di sperimentare combinazioni diverse e approcci alternativi.</p><h2 id="quasi-troppo-fedele">Quasi troppo fedele?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JxEL7U3K3jZy9coyb2tsgD" name="oblivion-remastered-review-screen-4" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JxEL7U3K3jZy9coyb2tsgD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure><p><strong>Realizzare un remaster di un gioco come Oblivion non è un compito semplice</strong>, soprattutto considerando che gran parte della sua fama è legata ai bug e alla sua imprevedibilità. Elementi come animazioni rigide, recitazione altalenante e inquadrature improvvise sono ormai parte integrante dell’immaginario videoludico e della cultura online.</p><p>Un remake completo avrebbe rischiato di eliminare l’anima e l’originalità dell’esperienza. Tuttavia, il confine tra <strong>fedeltà al materiale di partenza</strong> e semplice riproposizione del gioco su piattaforme moderne è sottile. <strong>Oblivion Remastered</strong> riesce a mantenersi in equilibrio su questo filo, offrendo una versione aggiornata ma rispettosa del titolo originale.</p><p>Come modo moderno per scoprire o riscoprire un capitolo fondamentale della serie <strong>The Elder Scrolls</strong>, <strong>questo remaster si rivolge sia ai nuovi giocatori sia a chi desidera rivivere l’esperienza senza gli ostacoli tecnici del passato</strong>. Il team di sviluppo ha adottato un approccio conservativo, mantenendo gran parte degli elementi originali del 2006, anziché sostituirli con soluzioni più moderne.</p><p>Questa scelta, seppur coerente con l’obiettivo di preservare l’autenticità del gioco, comporta anche alcune criticità. <strong>I livelli di difficoltà non sono sempre bilanciati</strong>, e non riescono a connettere perfettamente i nuovi sistemi di combattimento con la semplificazione del sistema di progressione. Alcuni utenti potrebbero trovarsi a passare continuamente da un’impostazione all’altra, con una modalità troppo semplice e l’altra eccessivamente punitiva.</p><p><strong>Permangono inoltre problemi di stabilità</strong>, soprattutto nelle aree aperte dove i nuovi effetti atmosferici e le tecnologie di illuminazione dinamica possono rallentare l’esperienza. Non è sempre chiaro se si tratti di bug ereditati dal passato o nuove problematiche, ma resta il fatto che le <strong>incongruenze tecniche</strong> sono ancora presenti in un gioco altrimenti visivamente spettacolare.</p><p>Durante una sessione di gioco di circa <strong>80 ore</strong>, molti problemi noti nei GDR <strong>Bethesda </strong>si sono presentati con minore frequenza del previsto. Tuttavia, non sono mancati glitch visivi, bug che bloccano le missioni e crash improvvisi.</p><p>Un aspetto significativo è che gran parte di questi problemi risultano già documentati nella versione originale. Ciò evidenzia i <strong>limiti del formato remaster</strong>, dove l'intento di mantenere anche le imperfezioni "caratteristiche" ha comportato la permanenza di difetti noti.</p><p>Nonostante tutto, <strong>Oblivion Remastered resta un progetto riuscito</strong>. Una lettera d’amore a un titolo che, con il tempo, è stato messo in ombra dal suo successore. Grazie al delicato equilibrio tra rinnovamento tecnico e rispetto per l’opera originale, <strong>Bethesda</strong> e <strong>Virtuos</strong> sono riusciti a realizzare una versione aggiornata che permette a molti giocatori di riscoprire l’importanza di <strong>Oblivion</strong> all'interno della saga.</p><p>Un lavoro che dimostra come si possa <strong>modernizzare un classico senza tradirne lo spirito</strong>, offrendo una nuova occasione per valutarlo come uno dei migliori titoli della serie.</p><h2 id="perche-giocare-a-the-elder-scrolls-4-oblivion-remastered">Perché giocare a The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dnWjkitGRkD3GHvveX4pgD" name="oblivion-remastered-review-screen-2" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dnWjkitGRkD3GHvveX4pgD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocare-5">Ragioni per giocare </h2><div class="product"><p><strong>Volete scoprire Oblivion per la prima volta</strong></p><p>Per chi non ha mai giocato a <strong>Oblivion</strong>, questa nuova versione rappresenta un’ottima occasione per iniziare. Pur trattandosi di un titolo con radici nel passato, il lavoro svolto con il remaster lo rende sufficientemente moderno da superare molte delle rigidità tipiche dei GDR classici.</p></div><div class="product"><p><strong>Apprezzate i mondi fantasy colorati e magici, come quelli di Baldur’s Gate 3 o Fable</strong></p><p>Il mondo di <strong>Oblivion</strong> è visivamente più vivace e variegato rispetto a quello di <strong>Skyrim</strong>, <strong>Fallout 4</strong> o <strong>Starfield</strong>. Offre un'ambientazione fantasy più vicina a <strong>Il Signore degli Anelli</strong> che a <strong>Game of Thrones</strong>, con colline verdeggianti, personaggi sopra le righe e un umorismo cupo ma fantasioso.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate le stesse sensazioni provate con i titoli Bethesda dell’epoca Skyrim</strong></p><p>Chi ha apprezzato l’esperienza offerta da <strong>Skyrim</strong> potrebbe ritrovare in <strong>Oblivion Remastered</strong> molti degli elementi che hanno reso iconici i giochi Bethesda di quell’epoca. Dalla struttura del mondo alla libertà offerta, il titolo rappresenta una versione dello studio nel suo periodo più ispirato.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="d4bd1cb8-d989-4cc7-95e0-89611ae9c54b" data-action="Deal Block" data-label="Cercate le stesse sensazioni provate con i titoli Bethesda dell’epoca SkyrimChi ha apprezzato l’esperienza offerta da Skyrim potrebbe ritrovare in Oblivion Remastered molti degli elementi che hanno reso iconici i giochi Bethesda di quell’epoca. Dalla struttura del mondo alla libertà offerta, il titolo rappresenta una versione dello studio nel suo periodo più ispirato." data-dimension48="Cercate le stesse sensazioni provate con i titoli Bethesda dell’epoca SkyrimChi ha apprezzato l’esperienza offerta da Skyrim potrebbe ritrovare in Oblivion Remastered molti degli elementi che hanno reso iconici i giochi Bethesda di quell’epoca. Dalla struttura del mondo alla libertà offerta, il titolo rappresenta una versione dello studio nel suo periodo più ispirato." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Avete bisogno di qualcosa che vi accompagni in attesa di The Elder Scrolls VI</strong></p><p>Sebbene <strong>The Elder Scrolls VI</strong> sia ancora lontano dall’uscita, <strong>Oblivion Remastered</strong> si propone come un’esperienza completa e appagante per chi desidera tornare a esplorare un GDR open world firmato Bethesda. Un'ottima occasione per riscoprire uno dei capitoli più importanti della serie, in una veste aggiornata.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="2951b740-b248-4cd6-b385-c3395f9b7bad" data-action="Deal Block" data-label="Avete bisogno di qualcosa che vi accompagni in attesa di The Elder Scrolls VISebbene The Elder Scrolls VI sia ancora lontano dall’uscita, Oblivion Remastered si propone come un’esperienza completa e appagante per chi desidera tornare a esplorare un GDR open world firmato Bethesda. Un'ottima occasione per riscoprire uno dei capitoli più importanti della serie, in una veste aggiornata." data-dimension48="Avete bisogno di qualcosa che vi accompagni in attesa di The Elder Scrolls VISebbene The Elder Scrolls VI sia ancora lontano dall’uscita, Oblivion Remastered si propone come un’esperienza completa e appagante per chi desidera tornare a esplorare un GDR open world firmato Bethesda. Un'ottima occasione per riscoprire uno dei capitoli più importanti della serie, in una veste aggiornata." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-7">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Vi aspettate una trama principale eccezionale o scene cinematiche spettacolari</strong></p><p><strong>Oblivion</strong> presenta una struttura narrativa piuttosto essenziale. La missione principale è solida ma non raggiunge i livelli di complessità visti nei GDR più recenti. Non ci sono lunghe cutscene, sequenze narrative articolate o momenti di grande impatto visivo. Il punto di forza del gioco risiede invece nelle <strong>quest secondarie</strong>, nei <strong>dialoghi incentrati sui personaggi</strong>, nelle <strong>scelte di gioco</strong> e in un mondo vivo, ricco di contenuti e stimolante da esplorare.</p></div><h2 id="accessibilita-10">Accessibilità </h2><p><strong>Oblivion Remastered</strong> include opzioni di accessibilità ampliate rispetto alla versione originale.</p><p>Tra le funzioni di gioco disponibili si trovano l’<strong>aim assist</strong>, <strong>cinque livelli di difficoltà</strong> e la possibilità di <strong>disattivare gli schizzi di sangue</strong>. Il comparto audio è suddiviso in più categorie, consentendo di regolare separatamente i vari elementi sonori per adattare l’esperienza alle proprie esigenze.</p><p>È inoltre possibile modificare il <strong>campo visivo (FOV)</strong> sia in prima che in terza persona, e aumentare le dimensioni del testo e dei sottotitoli. Tuttavia, anche le opzioni più grandi risultano piuttosto ridotte quando si gioca su schermi di grandi dimensioni come un televisore. Il gioco supporta anche il <strong>rimappamento completo dei comandi</strong>, rendendolo compatibile con controller accessibili come il <strong>PlayStation Access</strong>.</p><p>Nel complesso, si tratta di una <strong>dotazione standard di funzionalità accessibili</strong>. Sarebbe stato auspicabile un ulteriore investimento in questo ambito, considerando la natura del progetto: al momento <strong>mancano modalità a contrasto elevato e opzioni dedicate al daltonismo</strong>, elementi sempre più presenti nei titoli moderni.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il ritorno del re ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <p>Per anni, molti fan di <strong>The Elder Scrolls</strong> hanno sostenuto che <strong>Oblivion</strong> fosse un gioco superiore a <strong>Skyrim</strong>. Dopo quasi 80 ore trascorse nella magica terra di Cyrodiil con <em>T</em><strong>he Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered</strong>, è difficile non concordare.</p><p>Il cuore dell’esperienza regge sorprendentemente bene a quasi 20 anni di distanza: un RPG ricco di <strong>carisma, ironia e profondità</strong>, pieno di missioni memorabili e segreti da scoprire. <strong>Oblivion Remastered</strong> si avvicina più a un <strong>remake completo</strong> che a una semplice riedizione, con aggiornamenti ben pensati che lasciano intatta l’anima originale. È un’operazione eseguita con grande rispetto, forse anche <strong>fin troppo prudente</strong> nel modernizzare certi sistemi.</p><p>Chi, come me, ha conosciuto Bethesda solo con <strong>Fallout 3 </strong>o<strong> Skyrim</strong>, rischia di essersi perso un capitolo fondamentale del genere. Ma oggi, grazie a questo remaster, <strong>Oblivion </strong>torna finalmente al centro della scena, e mostra a tutti <strong>perché non è mai stato superato davvero</strong>.</p><p>Quando si è cominciato a parlare di <strong>Oblivion Remastered</strong>  era difficile provare entusiasmo. Di solito, “remaster” significa risoluzione aumentata, DLC inclusi e magari qualche doppiaggio ritoccato. Un’operazione pensata per i nostalgici, ma poco attraente per chi non ha mai giocato l’originale.</p><p>Ma questa volta è diverso. <strong>Oblivion Remastered</strong> <strong>non è un lifting</strong>, è una <strong>ricostruzione accurata</strong>, capace di fondere passato e presente come poche volte si è visto. Le migliorie visive sono impressionanti, le nuove linee di dialogo aggiungono spessore alla scelta delle classi, e il sistema di combattimento riesce a trovare <strong>un equilibrio tra il jank tipico di Skyrim e le dinamiche più moderne</strong>.</p><p>È il tipo di aggiornamento che <strong>Oblivion </strong>meritava da sempre, e che gli permette finalmente di <strong>uscire dall’ombra ingombrante di Skyrim</strong>.</p><h2 id="that-old-bethesda-charm">That old Bethesda charm</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="y9EsYz95rwayuzXowGizhD" name="oblivion-remastered-review-screen-1" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/y9EsYz95rwayuzXowGizhD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure><p>Qualunque sia il giudizio su <strong>Starfield</strong>, <strong>Fallout 76</strong> e <strong>Fallout 4</strong>, è innegabile che i GDR moderni di <strong>Bethesda</strong> offrano un'esperienza piuttosto disomogenea, con approcci al design open-world molto diversi rispetto a quelli della serie <strong>The Elder Scrolls</strong>.</p><p>Tuttavia, è in <strong>Oblivion</strong> che emerge in modo più chiaro l’identità creativa dello studio. Nonostante la presenza di bug e imperfezioni tecniche, il gioco continua a distinguersi grazie a una <strong>scrittura di alto livello</strong>, un <strong>mondo incredibilmente dettagliato</strong> e sistemi di gioco di ruolo che premiano chi sceglie davvero di interpretare un personaggio.</p><p>È possibile diventare un ladro, un assassino o un mago, specializzarsi nell’alchimia, esplorare il mondo alla ricerca di bottini nascosti o perfino dirigere le Gilde come leader assoluti.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Best bit</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BRdGMFEENfeZFfwpEMULfD" name="oblivion-remastered-review-best-bit" caption="" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BRdGMFEENfeZFfwpEMULfD-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure></div></div><p><strong>La</strong> <strong>questline della Confraternita Oscura</strong> in <strong>Oblivion Remastered</strong> rappresenta uno dei contenuti più curati tra quelli presenti nei GDR di <strong>Bethesda</strong>. Le missioni premiano l'esecuzione degli omicidi secondo modalità precise, avvicinandosi per impostazione a titoli come <strong>Hitman</strong>, più che a un classico gioco di ruolo fantasy.</p><p>Ogni membro della Confraternita è ben caratterizzato, dal leader vampirico <strong>Vicente Valtieri</strong> al mago Khajiit <strong>M'raaj-Dar</strong>, noto per i suoi modi sgradevoli. Tra le missioni più apprezzate figura una quest secondaria in stile "escape room", incentrata su una serie di omicidi, considerata una delle più memorabili dell'intero gioco.</p><h2 id="best-of-both-worlds">Best of both worlds</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="d553kD9UbsML5qNsWhtshD" name="oblivion-remastered-review-screen-3" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/d553kD9UbsML5qNsWhtshD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure><p><strong>Oblivion Remastered</strong> si colloca a metà strada tra un remaster tradizionale e un vero e proprio remake. Ma cosa significa esattamente? In molti aspetti, il team di <strong>Virtuous</strong> ha adattato <strong>Oblivion</strong> agli standard di <strong>Skyrim</strong>, aggiornando meccaniche come il sistema di crescita del personaggio e la fisica del giocatore per allinearle a quanto visto in <strong>The Elder Scrolls V</strong>.</p><p><strong>Ora è possibile salire di livello nelle abilità principali e secondarie semplicemente utilizzandole</strong>: ad esempio, si migliora la scassinatura forzando serrature, o si potenzia la persuasione tentando di convincere gli NPC. È una soluzione semplice ma efficace, che elimina alcune delle limitazioni del sistema originale, rendendo il miglioramento del personaggio più fluido e coerente con l’azione del giocatore – sia correndo da una città all’altra, sia parando colpi con uno scudo.</p><p>Pur trattandosi di modifiche minori, rappresentano un evidente passo avanti in termini di qualità della vita, contribuendo a far percepire il titolo come un gioco moderno.</p><p>Sul fronte grafico, il salto è evidente: il passaggio all’<strong>Unreal Engine 5</strong> consente l’uso di tecnologie di illuminazione avanzate. Di notte, la luce lunare si riflette sulla superficie dei laghi, aggiungendo profondità anche agli ambienti più oscuri. <strong>Le torce a muro proiettano ombre dinamiche</strong>, illuminando cunicoli e caverne con effetti realistici.</p><p>Il design ambientale originale rimane intatto e continua a rappresentare l’ossatura del gioco, ma ora è arricchito da elementi visivi moderni che valorizzano, senza stravolgere.</p><p><strong>Oblivion Remastered</strong> è chiaramente una nuova edizione di un classico, ma <strong>riesce a competere sul piano estetico e atmosferico con molti RPG open world contemporanei</strong>. L’equilibrio tra elementi originali e innovazioni tecniche ne fa un esempio efficace di come aggiornare un titolo storico, preservandone al tempo stesso l’identità.</p><div><blockquote><p>Oblivion Remastered rappresenta un valido punto di riferimento su come rinnovare un videogioco del passato per renderlo accessibile a un nuovo pubblico, senza compromettere il fascino dell’opera originale.</p></blockquote></div><p>Per chi si è avvicinato alla serie <strong>The Elder Scrolls</strong> solo con l’ultimo capitolo, è interessante scoprire come la <strong>Magia</strong> in <strong>Oblivion</strong> ricopra un ruolo più profondo e articolato. Le build da mago risultano non solo perfettamente praticabili, ma anche più semplici da realizzare grazie alle missioni delle <strong>Gilde Magiche</strong> disponibili nelle principali città.</p><p>È possibile lanciare incantesimi anche con le armi impugnate, e la scuola di <strong>Evocazione</strong> consente di costruire un personaggio realmente versatile, perfetto per uno stile da battlemage. <strong>Il gioco premia la sperimentazione:</strong> ogni stile di gioco viene supportato da meccaniche che incentivano l’esplorazione delle diverse opzioni offerte dal sistema di crescita.</p><p>L’approccio ricorda da vicino le dinamiche dei giochi di ruolo da tavolo come <strong>Dungeons & Dragons</strong>, dove <strong>ogni situazione può essere affrontata attraverso modifiche alle statistiche, incantamenti, magie o oggetti consumabili.</strong> È sempre possibile scegliere un percorso definito e coerente con il proprio personaggio, ma il titolo offre grande libertà, senza penalizzare chi decide di sperimentare combinazioni diverse e approcci alternativi.</p><h2 id="quasi-troppo-fedele">Quasi troppo fedele?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JxEL7U3K3jZy9coyb2tsgD" name="oblivion-remastered-review-screen-4" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JxEL7U3K3jZy9coyb2tsgD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure><p><strong>Realizzare un remaster di un gioco come Oblivion non è un compito semplice</strong>, soprattutto considerando che gran parte della sua fama è legata ai bug e alla sua imprevedibilità. Elementi come animazioni rigide, recitazione altalenante e inquadrature improvvise sono ormai parte integrante dell’immaginario videoludico e della cultura online.</p><p>Un remake completo avrebbe rischiato di eliminare l’anima e l’originalità dell’esperienza. Tuttavia, il confine tra <strong>fedeltà al materiale di partenza</strong> e semplice riproposizione del gioco su piattaforme moderne è sottile. <strong>Oblivion Remastered</strong> riesce a mantenersi in equilibrio su questo filo, offrendo una versione aggiornata ma rispettosa del titolo originale.</p><p>Come modo moderno per scoprire o riscoprire un capitolo fondamentale della serie <strong>The Elder Scrolls</strong>, <strong>questo remaster si rivolge sia ai nuovi giocatori sia a chi desidera rivivere l’esperienza senza gli ostacoli tecnici del passato</strong>. Il team di sviluppo ha adottato un approccio conservativo, mantenendo gran parte degli elementi originali del 2006, anziché sostituirli con soluzioni più moderne.</p><p>Questa scelta, seppur coerente con l’obiettivo di preservare l’autenticità del gioco, comporta anche alcune criticità. <strong>I livelli di difficoltà non sono sempre bilanciati</strong>, e non riescono a connettere perfettamente i nuovi sistemi di combattimento con la semplificazione del sistema di progressione. Alcuni utenti potrebbero trovarsi a passare continuamente da un’impostazione all’altra, con una modalità troppo semplice e l’altra eccessivamente punitiva.</p><p><strong>Permangono inoltre problemi di stabilità</strong>, soprattutto nelle aree aperte dove i nuovi effetti atmosferici e le tecnologie di illuminazione dinamica possono rallentare l’esperienza. Non è sempre chiaro se si tratti di bug ereditati dal passato o nuove problematiche, ma resta il fatto che le <strong>incongruenze tecniche</strong> sono ancora presenti in un gioco altrimenti visivamente spettacolare.</p><p>Durante una sessione di gioco di circa <strong>80 ore</strong>, molti problemi noti nei GDR <strong>Bethesda </strong>si sono presentati con minore frequenza del previsto. Tuttavia, non sono mancati glitch visivi, bug che bloccano le missioni e crash improvvisi.</p><p>Un aspetto significativo è che gran parte di questi problemi risultano già documentati nella versione originale. Ciò evidenzia i <strong>limiti del formato remaster</strong>, dove l'intento di mantenere anche le imperfezioni "caratteristiche" ha comportato la permanenza di difetti noti.</p><p>Nonostante tutto, <strong>Oblivion Remastered resta un progetto riuscito</strong>. Una lettera d’amore a un titolo che, con il tempo, è stato messo in ombra dal suo successore. Grazie al delicato equilibrio tra rinnovamento tecnico e rispetto per l’opera originale, <strong>Bethesda</strong> e <strong>Virtuos</strong> sono riusciti a realizzare una versione aggiornata che permette a molti giocatori di riscoprire l’importanza di <strong>Oblivion</strong> all'interno della saga.</p><p>Un lavoro che dimostra come si possa <strong>modernizzare un classico senza tradirne lo spirito</strong>, offrendo una nuova occasione per valutarlo come uno dei migliori titoli della serie.</p><h2 id="perche-giocare-a-the-elder-scrolls-4-oblivion-remastered">Perché giocare a The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="dnWjkitGRkD3GHvveX4pgD" name="oblivion-remastered-review-screen-2" alt="The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dnWjkitGRkD3GHvveX4pgD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda Softworks)</span></figcaption></figure><h2 id="ragioni-per-giocare-5">Ragioni per giocare </h2><div class="product"><p><strong>Volete scoprire Oblivion per la prima volta</strong></p><p>Per chi non ha mai giocato a <strong>Oblivion</strong>, questa nuova versione rappresenta un’ottima occasione per iniziare. Pur trattandosi di un titolo con radici nel passato, il lavoro svolto con il remaster lo rende sufficientemente moderno da superare molte delle rigidità tipiche dei GDR classici.</p></div><div class="product"><p><strong>Apprezzate i mondi fantasy colorati e magici, come quelli di Baldur’s Gate 3 o Fable</strong></p><p>Il mondo di <strong>Oblivion</strong> è visivamente più vivace e variegato rispetto a quello di <strong>Skyrim</strong>, <strong>Fallout 4</strong> o <strong>Starfield</strong>. Offre un'ambientazione fantasy più vicina a <strong>Il Signore degli Anelli</strong> che a <strong>Game of Thrones</strong>, con colline verdeggianti, personaggi sopra le righe e un umorismo cupo ma fantasioso.</p></div><div class="product"><p><strong>Cercate le stesse sensazioni provate con i titoli Bethesda dell’epoca Skyrim</strong></p><p>Chi ha apprezzato l’esperienza offerta da <strong>Skyrim</strong> potrebbe ritrovare in <strong>Oblivion Remastered</strong> molti degli elementi che hanno reso iconici i giochi Bethesda di quell’epoca. Dalla struttura del mondo alla libertà offerta, il titolo rappresenta una versione dello studio nel suo periodo più ispirato.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="d4bd1cb8-d989-4cc7-95e0-89611ae9c54b" data-action="Deal Block" data-label="Cercate le stesse sensazioni provate con i titoli Bethesda dell’epoca SkyrimChi ha apprezzato l’esperienza offerta da Skyrim potrebbe ritrovare in Oblivion Remastered molti degli elementi che hanno reso iconici i giochi Bethesda di quell’epoca. Dalla struttura del mondo alla libertà offerta, il titolo rappresenta una versione dello studio nel suo periodo più ispirato." data-dimension48="Cercate le stesse sensazioni provate con i titoli Bethesda dell’epoca SkyrimChi ha apprezzato l’esperienza offerta da Skyrim potrebbe ritrovare in Oblivion Remastered molti degli elementi che hanno reso iconici i giochi Bethesda di quell’epoca. Dalla struttura del mondo alla libertà offerta, il titolo rappresenta una versione dello studio nel suo periodo più ispirato." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Avete bisogno di qualcosa che vi accompagni in attesa di The Elder Scrolls VI</strong></p><p>Sebbene <strong>The Elder Scrolls VI</strong> sia ancora lontano dall’uscita, <strong>Oblivion Remastered</strong> si propone come un’esperienza completa e appagante per chi desidera tornare a esplorare un GDR open world firmato Bethesda. Un'ottima occasione per riscoprire uno dei capitoli più importanti della serie, in una veste aggiornata.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="2951b740-b248-4cd6-b385-c3395f9b7bad" data-action="Deal Block" data-label="Avete bisogno di qualcosa che vi accompagni in attesa di The Elder Scrolls VISebbene The Elder Scrolls VI sia ancora lontano dall’uscita, Oblivion Remastered si propone come un’esperienza completa e appagante per chi desidera tornare a esplorare un GDR open world firmato Bethesda. Un'ottima occasione per riscoprire uno dei capitoli più importanti della serie, in una veste aggiornata." data-dimension48="Avete bisogno di qualcosa che vi accompagni in attesa di The Elder Scrolls VISebbene The Elder Scrolls VI sia ancora lontano dall’uscita, Oblivion Remastered si propone come un’esperienza completa e appagante per chi desidera tornare a esplorare un GDR open world firmato Bethesda. Un'ottima occasione per riscoprire uno dei capitoli più importanti della serie, in una veste aggiornata." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-7">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Vi aspettate una trama principale eccezionale o scene cinematiche spettacolari</strong></p><p><strong>Oblivion</strong> presenta una struttura narrativa piuttosto essenziale. La missione principale è solida ma non raggiunge i livelli di complessità visti nei GDR più recenti. Non ci sono lunghe cutscene, sequenze narrative articolate o momenti di grande impatto visivo. Il punto di forza del gioco risiede invece nelle <strong>quest secondarie</strong>, nei <strong>dialoghi incentrati sui personaggi</strong>, nelle <strong>scelte di gioco</strong> e in un mondo vivo, ricco di contenuti e stimolante da esplorare.</p></div><h2 id="accessibilita-10">Accessibilità </h2><p><strong>Oblivion Remastered</strong> include opzioni di accessibilità ampliate rispetto alla versione originale.</p><p>Tra le funzioni di gioco disponibili si trovano l’<strong>aim assist</strong>, <strong>cinque livelli di difficoltà</strong> e la possibilità di <strong>disattivare gli schizzi di sangue</strong>. Il comparto audio è suddiviso in più categorie, consentendo di regolare separatamente i vari elementi sonori per adattare l’esperienza alle proprie esigenze.</p><p>È inoltre possibile modificare il <strong>campo visivo (FOV)</strong> sia in prima che in terza persona, e aumentare le dimensioni del testo e dei sottotitoli. Tuttavia, anche le opzioni più grandi risultano piuttosto ridotte quando si gioca su schermi di grandi dimensioni come un televisore. Il gioco supporta anche il <strong>rimappamento completo dei comandi</strong>, rendendolo compatibile con controller accessibili come il <strong>PlayStation Access</strong>.</p><p>Nel complesso, si tratta di una <strong>dotazione standard di funzionalità accessibili</strong>. Sarebbe stato auspicabile un ulteriore investimento in questo ambito, considerando la natura del progetto: al momento <strong>mancano modalità a contrasto elevato e opzioni dedicate al daltonismo</strong>, elementi sempre più presenti nei titoli moderni.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Doom: The Dark Ages ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo il trionfale ritorno con Doom (2016) e l’adrenalinico Doom Eternal, che portava l’azione all’eccesso con ritmi frenetici e armi potenziate, <strong>Doom: The Dark Ages cambia drasticamente rotta</strong>. Il nuovo capitolo abbraccia un’ambientazione medievale e sostituisce la velocità da Formula 1 con <strong>una pesantezza da carro armato</strong>. Un cambio di ritmo radicale che potrebbe sorprendere, ma non sempre in positivo.</p><p>Il <strong>Doom Slayer</strong> abbandona la sua consueta agilità fulminea. Non c'è più un <strong>doppio salto</strong>, né una <strong>dash automatica</strong>: ora c'è un tasto per scattare, ma tutto risulta più <strong>pesante</strong> e <strong>rallentato</strong>. Il protagonista è un colosso corazzato, pensato per <strong>bloccare e resistere</strong> piuttosto che schivare.</p><p>Fin dalle prime battute, viene introdotto uno <strong>scudo</strong> che cambia l’approccio al combattimento. I nemici sferrano attacchi segnati da un <strong>bagliore verde</strong>: possono essere <strong>parati</strong> e rappresentano il <strong>fulcro del nuovo sistema di gioco</strong>. La <strong>parata</strong>, infatti, è ora una <strong>meccanica centrale</strong>, rendendo l’azione più <strong>tattica</strong> e meno <strong>frenetica</strong> rispetto ai capitoli precedenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UobLMmmdHFbk3MFv4hsMiS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250508190153" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UobLMmmdHFbk3MFv4hsMiS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><h2 id="the-only-thing-they-fear-is-you">The only thing they fear is you</h2><p>Il nuovo <strong>Doom Slayer</strong> è costruito attorno alla <strong>difesa</strong>, un approccio che segna una netta rottura rispetto ai due capitoli precedenti. Ne risulta un sistema di combattimento <strong>meno stiloso</strong>, che in certi frangenti appare quasi <strong>semplificato</strong>. Spesso la mossa più efficace è quella di <strong>aspettare</strong> che i nemici si facciano avanti, anziché impersonare la classica forza inarrestabile che devasta ogni ambiente.</p><p>Ciò non significa che manchino momenti degni del nome <strong>Doom</strong>. Il <strong>lancio dello scudo motosega</strong> è una trovata che trasmette una soddisfazione immediata, dall’inizio fino ai titoli di coda. Quando viene scagliato contro un grosso demone, lo <strong>trafigge</strong> e si incastra al suo interno. Con un potenziamento, è possibile <strong>colpirlo mentre è conficcato per generare rimbalzi letali</strong>: un vero spettacolo.</p><p>Ci sono <strong>barlumi dello stile inconfondibile</strong> della saga, ma manca <strong>quella scintilla travolgente</strong> che rendeva gli episodi passati così iconici. Vuoi continuare col paragrafo successivo?</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bYwrKGVrB9sbWE9ChnzEuS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250506203146" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bYwrKGVrB9sbWE9ChnzEuS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><p>Nonostante i cambiamenti al movimento, <strong>sparare in Doom: The Dark Ages è ancora uno spasso assoluto</strong>. La <strong>Super Shotgun</strong> rimane una delle armi più appaganti mai viste in uno shooter, mentre la nuova <strong>Ravager</strong>, capace di frantumare crani e sparare schegge d’osso, è una trovata tanto <strong>crudele quanto brillante</strong>. Il colpo caricato del <strong>Chainshot</strong>, una palla chiodata lanciata a distanza, è altrettanto soddisfacente da usare per spappolare i demoni. Anche se il nuovo Doom Slayer <strong>non è fluido da controllare come un tempo</strong>, il feeling delle armi è da applausi.</p><p>Sul fronte della difficoltà, <strong>id Software ha trovato il giusto equilibrio</strong>. Giocando a livello <strong>Ultra-Violence</strong>, il titolo offre sfide intense ma mai frustranti, con momenti <strong>al cardiopalma</strong> in cui parare un colpo può fare la differenza tra la vita e la morte. Il sistema è anche <strong>estremamente personalizzabile</strong>, grazie a opzioni come la regolazione delle finestre di parry e degli slider dei danni. Certo, <strong>manca un antagonista all’altezza dei Marauder di Doom Eternal</strong>, ma la tensione resta comunque altissima.</p><p>Dal punto di vista tecnico, il gioco si presenta <strong>pulito e fluido</strong>. Su <strong>PlayStation 5 Pro</strong>, anche con sangue e particelle ovunque, <strong>non si notano cali di frame</strong>. Buona l’implementazione delle funzionalità del <strong>DualSense</strong>, con grilletti adattivi per le armi e l’uso dello speaker integrato – anche se quest’ultimo, in certi momenti, può risultare <strong>fin troppo invadente</strong>. Vuoi proseguire con la parte finale?</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7ZbBSGweJdugf4g77Bp4uS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250508194412" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7ZbBSGweJdugf4g77Bp4uS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><h2 id="bfg-division">BFG Division</h2><p>I livelli di Doom: The Dark Ages mescolano <strong>l’impronta classica della serie</strong> con alcune <strong>novità interessanti</strong>. I dungeon fitti di segreti e combattimenti serrati sono ancora presenti, ma id Software ha deciso di sperimentare con <strong>strutture semi-open world</strong> in alcune sezioni. In queste aree più aperte, si può <strong>affrontare gli obiettivi in qualsiasi ordine</strong> e perlustrare la mappa alla ricerca di potenziamenti e collezionabili. Anche se <strong>non tutte risultano ben rifinite quanto i livelli più lineari</strong>, rappresentano un <strong>buon cambio di ritmo</strong>.</p><p>A queste si aggiungono le sezioni con <strong>Mech</strong> e <strong>Drago</strong>, pensate come <strong>grandi set piece per spezzare l’azione tradizionale</strong>. Sono scenografiche e inizialmente d’impatto, ma <strong>alla lunga risultano piuttosto ripetitive</strong>. Entrambe si basano su uno schema di <em>schiva e contrattacca</em>, con le sequenze aeree sul drago usate più come transizioni. Dopo la seconda iterazione di ciascuna, però, si avverte <strong>una certa mancanza di evoluzione</strong>, rendendo queste fasi <strong>meno incisive di quanto promettessero inizialmente</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UZeE3gbdx2MvXvdtf8c8yS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250504005920" caption="" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UZeE3gbdx2MvXvdtf8c8yS-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure></div></div><p>Uno degli aspetti meno riusciti di Doom: The Dark Ages è proprio il <strong>tema medievale</strong>, che purtroppo <strong>rimane in superficie</strong>. Nonostante alcuni dettagli fantasy – come il mantello di pelliccia del Doom Slayer o le nuove armi corpo a corpo – <strong>l’atmosfera generale resta ancorata al classico stile sci-fi</strong> della serie. Le armi energetiche sono ancora protagoniste, e solo il Ravager e il Chainshot riescono davvero a evocare un’estetica da “età oscura”.</p><p>Gli ambienti riescono invece a segnare <strong>un vero stacco rispetto al passato</strong>, abbandonando Marte e le metropoli terrestri devastate in favore di <strong>campi di battaglia epici e scenari più grezzi</strong>. Anche il bestiario riceve un restyling in linea col nuovo setting, ma con risultati altalenanti: <strong>il Cacodemon perde la sua iconica personalità</strong> in favore di un design più realistico e cupo che lo rende quasi irriconoscibile. Fortunatamente, <strong>altre reinterpretazioni come quelle degli Imp e del Mancubus risultano invece ispirate</strong> e ben inserite nel nuovo contesto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JFJRJhSKXFCB54d8fmX4xS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250508194442" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JFJRJhSKXFCB54d8fmX4xS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><h2 id="una-campagna-solida-ma-con-meno-fuoco-nelle-vene">Una campagna solida, ma con meno fuoco nelle vene</h2><p>La <strong>storia</strong> è un elemento centrale in Doom: The Dark Ages, il che significa una maggiore presenza di <strong>cutscene</strong>. Il protagonista è ancora una volta lo <strong>Slayer</strong>, utilizzato come strumento in una guerra tra i <strong>Sentinels</strong> e le forze dell'inferno.</p><p>Il gioco introduce molti nuovi personaggi, ma a parte <strong>Kreed Makyr</strong> e il principale antagonista <strong>Ahzrak</strong>, nessuno lascia davvero il segno. C'è un cast umano con le proprie vicende personali, ma queste risultano poco coinvolgenti, al punto che ogni volta che apparivano a schermo, l’unico desiderio era tornare a vedere lo Slayer in azione.</p><p>Lo <strong>Slayer</strong>, fortunatamente, resta un punto fermo. Fin dall’inizio viene trattato come una leggenda vivente: tutti parlano di lui a bassa voce, i demoni lo temono, e appena arriva sul campo di battaglia l’atmosfera cambia completamente. Le sue azioni sfidano ogni logica, con momenti volutamente esagerati che ricordano quanto sia iconico il personaggio. Quando è in scena, <strong>id Software</strong> riesce ancora una volta a colpire nel segno.</p><p>I due capitoli precedenti della serie non erano solo tra i migliori FPS di sempre, ma anche dei veri e propri <strong>album memorabili</strong>, grazie alla colonna sonora di <strong>Mick Gordon</strong>. Dopo le polemiche legate alla soundtrack di Doom Eternal, però, Gordon non è tornato per questo episodio. Il risultato è una direzione musicale più classica, fatta di <strong>metal puro</strong>, che però <strong>non riesce a lasciare il segno</strong> come in passato. Nessun brano è brutto, ma manca quell’identità forte che ha reso indimenticabili le musiche dei capitoli precedenti.</p><p>Doom: The Dark Ages propone una <strong>campagna FPS eccellente</strong>, con un gameplay soddisfacente, uno shooting tra i migliori del genere e ottime sequenze d'azione. Il suo problema principale, però, è che <strong>non raggiunge i livelli dei suoi predecessori</strong>.</p><p>La scelta di rallentare il combattimento e limitare la mobilità dello Slayer <strong>smorza lo stile frenetico</strong> che aveva definito la serie negli ultimi anni. Inoltre, <strong>l’ambientazione medievale poteva essere sfruttata meglio</strong> per distinguersi davvero. Resta comunque uno sparatutto solido, che conferma perché <strong>id Software</strong> è ancora uno dei maestri indiscussi del genere FPS.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PxMzpVEoLRcFeaBFsy3EwS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250504003915" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PxMzpVEoLRcFeaBFsy3EwS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><h2 id="perche-giocare-a-doom-the-dark-ages">Perché giocare a Doom: The Dark Ages?</h2><h2 id="ragioni-per-giocare-6">Ragioni per giocare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una lunga campagna single-player</strong> </p><p>La campagna di Doom: The Dark Ages dura circa 15-20 ore, con ogni livello ricco di collezionabili e segreti da scoprire. Sono disponibili anche modalità sfida come Ultra Nightmare, pensate per chi vuole davvero mettersi alla prova.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi piace uno shooting soddisfacente e parate ben riuscite</strong> </p><p>Doom resta impareggiabile quando si tratta di gunplay appagante: ogni colpo di fucile a pompa è devastante grazie a un eccellente lavoro visivo e sonoro. Le nuove armi sono aggiunte originali e benvenute all’arsenale dello Slayer, e le parate sono numerose e davvero incisive.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-8">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate uno sparatutto multiplayer</strong> </p><p>Se Doom (2016) e Doom Eternal offrivano modalità multigiocatore approfondite, Doom: The Dark Ages le ha eliminate del tutto: stavolta avrete solo la campagna per giocatore singolo.</p></div><h2 id="accessibilita-11">Accessibilità </h2><p>Doom: The Dark Ages offre una delle migliori opzioni di accessibilità degli ultimi tempi. Tutti i comandi sono rimappabili, e ogni livello di difficoltà può essere personalizzato nei minimi dettagli, con modifiche ai danni, alle finestre di parry e persino alla velocità del gioco. Ci sono sottotitoli, scaling per font e HUD, colori personalizzabili per gli effetti visivi come i parry, e modalità per daltonici – anche se queste ultime sono collocate nel menu “Video” anziché in quello “Accessibilità”.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Demoni nel "medioevo" ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <p>Dopo il trionfale ritorno con Doom (2016) e l’adrenalinico Doom Eternal, che portava l’azione all’eccesso con ritmi frenetici e armi potenziate, <strong>Doom: The Dark Ages cambia drasticamente rotta</strong>. Il nuovo capitolo abbraccia un’ambientazione medievale e sostituisce la velocità da Formula 1 con <strong>una pesantezza da carro armato</strong>. Un cambio di ritmo radicale che potrebbe sorprendere, ma non sempre in positivo.</p><p>Il <strong>Doom Slayer</strong> abbandona la sua consueta agilità fulminea. Non c'è più un <strong>doppio salto</strong>, né una <strong>dash automatica</strong>: ora c'è un tasto per scattare, ma tutto risulta più <strong>pesante</strong> e <strong>rallentato</strong>. Il protagonista è un colosso corazzato, pensato per <strong>bloccare e resistere</strong> piuttosto che schivare.</p><p>Fin dalle prime battute, viene introdotto uno <strong>scudo</strong> che cambia l’approccio al combattimento. I nemici sferrano attacchi segnati da un <strong>bagliore verde</strong>: possono essere <strong>parati</strong> e rappresentano il <strong>fulcro del nuovo sistema di gioco</strong>. La <strong>parata</strong>, infatti, è ora una <strong>meccanica centrale</strong>, rendendo l’azione più <strong>tattica</strong> e meno <strong>frenetica</strong> rispetto ai capitoli precedenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UobLMmmdHFbk3MFv4hsMiS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250508190153" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UobLMmmdHFbk3MFv4hsMiS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><h2 id="the-only-thing-they-fear-is-you">The only thing they fear is you</h2><p>Il nuovo <strong>Doom Slayer</strong> è costruito attorno alla <strong>difesa</strong>, un approccio che segna una netta rottura rispetto ai due capitoli precedenti. Ne risulta un sistema di combattimento <strong>meno stiloso</strong>, che in certi frangenti appare quasi <strong>semplificato</strong>. Spesso la mossa più efficace è quella di <strong>aspettare</strong> che i nemici si facciano avanti, anziché impersonare la classica forza inarrestabile che devasta ogni ambiente.</p><p>Ciò non significa che manchino momenti degni del nome <strong>Doom</strong>. Il <strong>lancio dello scudo motosega</strong> è una trovata che trasmette una soddisfazione immediata, dall’inizio fino ai titoli di coda. Quando viene scagliato contro un grosso demone, lo <strong>trafigge</strong> e si incastra al suo interno. Con un potenziamento, è possibile <strong>colpirlo mentre è conficcato per generare rimbalzi letali</strong>: un vero spettacolo.</p><p>Ci sono <strong>barlumi dello stile inconfondibile</strong> della saga, ma manca <strong>quella scintilla travolgente</strong> che rendeva gli episodi passati così iconici. Vuoi continuare col paragrafo successivo?</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="bYwrKGVrB9sbWE9ChnzEuS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250506203146" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bYwrKGVrB9sbWE9ChnzEuS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><p>Nonostante i cambiamenti al movimento, <strong>sparare in Doom: The Dark Ages è ancora uno spasso assoluto</strong>. La <strong>Super Shotgun</strong> rimane una delle armi più appaganti mai viste in uno shooter, mentre la nuova <strong>Ravager</strong>, capace di frantumare crani e sparare schegge d’osso, è una trovata tanto <strong>crudele quanto brillante</strong>. Il colpo caricato del <strong>Chainshot</strong>, una palla chiodata lanciata a distanza, è altrettanto soddisfacente da usare per spappolare i demoni. Anche se il nuovo Doom Slayer <strong>non è fluido da controllare come un tempo</strong>, il feeling delle armi è da applausi.</p><p>Sul fronte della difficoltà, <strong>id Software ha trovato il giusto equilibrio</strong>. Giocando a livello <strong>Ultra-Violence</strong>, il titolo offre sfide intense ma mai frustranti, con momenti <strong>al cardiopalma</strong> in cui parare un colpo può fare la differenza tra la vita e la morte. Il sistema è anche <strong>estremamente personalizzabile</strong>, grazie a opzioni come la regolazione delle finestre di parry e degli slider dei danni. Certo, <strong>manca un antagonista all’altezza dei Marauder di Doom Eternal</strong>, ma la tensione resta comunque altissima.</p><p>Dal punto di vista tecnico, il gioco si presenta <strong>pulito e fluido</strong>. Su <strong>PlayStation 5 Pro</strong>, anche con sangue e particelle ovunque, <strong>non si notano cali di frame</strong>. Buona l’implementazione delle funzionalità del <strong>DualSense</strong>, con grilletti adattivi per le armi e l’uso dello speaker integrato – anche se quest’ultimo, in certi momenti, può risultare <strong>fin troppo invadente</strong>. Vuoi proseguire con la parte finale?</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7ZbBSGweJdugf4g77Bp4uS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250508194412" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7ZbBSGweJdugf4g77Bp4uS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><h2 id="bfg-division">BFG Division</h2><p>I livelli di Doom: The Dark Ages mescolano <strong>l’impronta classica della serie</strong> con alcune <strong>novità interessanti</strong>. I dungeon fitti di segreti e combattimenti serrati sono ancora presenti, ma id Software ha deciso di sperimentare con <strong>strutture semi-open world</strong> in alcune sezioni. In queste aree più aperte, si può <strong>affrontare gli obiettivi in qualsiasi ordine</strong> e perlustrare la mappa alla ricerca di potenziamenti e collezionabili. Anche se <strong>non tutte risultano ben rifinite quanto i livelli più lineari</strong>, rappresentano un <strong>buon cambio di ritmo</strong>.</p><p>A queste si aggiungono le sezioni con <strong>Mech</strong> e <strong>Drago</strong>, pensate come <strong>grandi set piece per spezzare l’azione tradizionale</strong>. Sono scenografiche e inizialmente d’impatto, ma <strong>alla lunga risultano piuttosto ripetitive</strong>. Entrambe si basano su uno schema di <em>schiva e contrattacca</em>, con le sequenze aeree sul drago usate più come transizioni. Dopo la seconda iterazione di ciascuna, però, si avverte <strong>una certa mancanza di evoluzione</strong>, rendendo queste fasi <strong>meno incisive di quanto promettessero inizialmente</strong>.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title"></div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UZeE3gbdx2MvXvdtf8c8yS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250504005920" caption="" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UZeE3gbdx2MvXvdtf8c8yS-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure></div></div><p>Uno degli aspetti meno riusciti di Doom: The Dark Ages è proprio il <strong>tema medievale</strong>, che purtroppo <strong>rimane in superficie</strong>. Nonostante alcuni dettagli fantasy – come il mantello di pelliccia del Doom Slayer o le nuove armi corpo a corpo – <strong>l’atmosfera generale resta ancorata al classico stile sci-fi</strong> della serie. Le armi energetiche sono ancora protagoniste, e solo il Ravager e il Chainshot riescono davvero a evocare un’estetica da “età oscura”.</p><p>Gli ambienti riescono invece a segnare <strong>un vero stacco rispetto al passato</strong>, abbandonando Marte e le metropoli terrestri devastate in favore di <strong>campi di battaglia epici e scenari più grezzi</strong>. Anche il bestiario riceve un restyling in linea col nuovo setting, ma con risultati altalenanti: <strong>il Cacodemon perde la sua iconica personalità</strong> in favore di un design più realistico e cupo che lo rende quasi irriconoscibile. Fortunatamente, <strong>altre reinterpretazioni come quelle degli Imp e del Mancubus risultano invece ispirate</strong> e ben inserite nel nuovo contesto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JFJRJhSKXFCB54d8fmX4xS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250508194442" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JFJRJhSKXFCB54d8fmX4xS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><h2 id="una-campagna-solida-ma-con-meno-fuoco-nelle-vene">Una campagna solida, ma con meno fuoco nelle vene</h2><p>La <strong>storia</strong> è un elemento centrale in Doom: The Dark Ages, il che significa una maggiore presenza di <strong>cutscene</strong>. Il protagonista è ancora una volta lo <strong>Slayer</strong>, utilizzato come strumento in una guerra tra i <strong>Sentinels</strong> e le forze dell'inferno.</p><p>Il gioco introduce molti nuovi personaggi, ma a parte <strong>Kreed Makyr</strong> e il principale antagonista <strong>Ahzrak</strong>, nessuno lascia davvero il segno. C'è un cast umano con le proprie vicende personali, ma queste risultano poco coinvolgenti, al punto che ogni volta che apparivano a schermo, l’unico desiderio era tornare a vedere lo Slayer in azione.</p><p>Lo <strong>Slayer</strong>, fortunatamente, resta un punto fermo. Fin dall’inizio viene trattato come una leggenda vivente: tutti parlano di lui a bassa voce, i demoni lo temono, e appena arriva sul campo di battaglia l’atmosfera cambia completamente. Le sue azioni sfidano ogni logica, con momenti volutamente esagerati che ricordano quanto sia iconico il personaggio. Quando è in scena, <strong>id Software</strong> riesce ancora una volta a colpire nel segno.</p><p>I due capitoli precedenti della serie non erano solo tra i migliori FPS di sempre, ma anche dei veri e propri <strong>album memorabili</strong>, grazie alla colonna sonora di <strong>Mick Gordon</strong>. Dopo le polemiche legate alla soundtrack di Doom Eternal, però, Gordon non è tornato per questo episodio. Il risultato è una direzione musicale più classica, fatta di <strong>metal puro</strong>, che però <strong>non riesce a lasciare il segno</strong> come in passato. Nessun brano è brutto, ma manca quell’identità forte che ha reso indimenticabili le musiche dei capitoli precedenti.</p><p>Doom: The Dark Ages propone una <strong>campagna FPS eccellente</strong>, con un gameplay soddisfacente, uno shooting tra i migliori del genere e ottime sequenze d'azione. Il suo problema principale, però, è che <strong>non raggiunge i livelli dei suoi predecessori</strong>.</p><p>La scelta di rallentare il combattimento e limitare la mobilità dello Slayer <strong>smorza lo stile frenetico</strong> che aveva definito la serie negli ultimi anni. Inoltre, <strong>l’ambientazione medievale poteva essere sfruttata meglio</strong> per distinguersi davvero. Resta comunque uno sparatutto solido, che conferma perché <strong>id Software</strong> è ancora uno dei maestri indiscussi del genere FPS.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PxMzpVEoLRcFeaBFsy3EwS" name="DOOM_ The Dark Ages_20250504003915" alt="Doom: The Dark Ages." src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PxMzpVEoLRcFeaBFsy3EwS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Bethesda)</span></figcaption></figure><h2 id="perche-giocare-a-doom-the-dark-ages">Perché giocare a Doom: The Dark Ages?</h2><h2 id="ragioni-per-giocare-6">Ragioni per giocare </h2><div class="product"><p><strong>Volete una lunga campagna single-player</strong> </p><p>La campagna di Doom: The Dark Ages dura circa 15-20 ore, con ogni livello ricco di collezionabili e segreti da scoprire. Sono disponibili anche modalità sfida come Ultra Nightmare, pensate per chi vuole davvero mettersi alla prova.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi piace uno shooting soddisfacente e parate ben riuscite</strong> </p><p>Doom resta impareggiabile quando si tratta di gunplay appagante: ogni colpo di fucile a pompa è devastante grazie a un eccellente lavoro visivo e sonoro. Le nuove armi sono aggiunte originali e benvenute all’arsenale dello Slayer, e le parate sono numerose e davvero incisive.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-giocare-8">Ragioni per NON giocare </h2><div class="product"><p><strong>Cercate uno sparatutto multiplayer</strong> </p><p>Se Doom (2016) e Doom Eternal offrivano modalità multigiocatore approfondite, Doom: The Dark Ages le ha eliminate del tutto: stavolta avrete solo la campagna per giocatore singolo.</p></div><h2 id="accessibilita-11">Accessibilità </h2><p>Doom: The Dark Ages offre una delle migliori opzioni di accessibilità degli ultimi tempi. Tutti i comandi sono rimappabili, e ogni livello di difficoltà può essere personalizzato nei minimi dettagli, con modifiche ai danni, alle finestre di parry e persino alla velocità del gioco. Ci sono sottotitoli, scaling per font e HUD, colori personalizzabili per gli effetti visivi come i parry, e modalità per daltonici – anche se queste ultime sono collocate nel menu “Video” anziché in quello “Accessibilità”.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Huawei Watch Fit 4 Pro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Huawei torna alla carica con una nuova proposta per chi cerca un dispositivo da polso completo, elegante e con funzioni avanzate per lo sport e la salute. Il Watch Fit 4 Pro si presenta come un’alternativa concreta ai modelli di fascia alta, puntando su materiali di pregio, un design leggero e un set di funzionalità che include mappe offline, rilevamento subacqueo, monitoraggio ECG e una nuova modalità trail running con curve di livello. Ma al di là delle promesse tecniche, l’elemento distintivo è il sistema TruSense, aggiornato con un modulo distribuito che combina i dati del polso con quelli dei polpastrelli per migliorare la precisione. Con un prezzo aggressivo rispetto ai top di gamma, il dispositivo punta chiaramente a una clientela attenta al rapporto qualità-prezzo, ma non disposta a scendere a compromessi su qualità e funzionalità.</p><h2 id="huawei-watch-fit-4-pro-recensione-in-breve">Huawei Watch Fit 4 Pro Recensione in breve</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="pHDhd3XxJR52eZwn5gWpH3" name="Huawei Watch Fit 4 Pro" alt="Huawei Watch Fit 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pHDhd3XxJR52eZwn5gWpH3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Lo Huawei Watch Fit 4 Pro è uno smartwatch che riesce a coniugare eleganza, leggerezza e prestazioni. È pensato per utenti che praticano sport in modo regolare, ma anche per chi desidera un dispositivo in grado di monitorare in modo preciso e continuativo la propria salute. Il design è curato: la scocca in alluminio aeronautico e titanio è abbinata a un vetro zaffiro che protegge un ampio display AMOLED da 1,82” con luminosità fino a 3000 nit. Il cinturino in nylon intrecciato è comodo, traspirante e veloce da asciugare, adatto anche alle attività intense.</p><p>La vera novità è il sistema Huawei TruSense, con rilevamento multimodale distribuito (dal polso e dal dito), che abilita funzioni avanzate come l’ECG, la misurazione HRV, l’apnea notturna e oltre 60 indicatori vitali. Il software supporta mappe offline, trail running con navigazione, immersioni fino a 40 metri e modalità golf con oltre 15.000 campi mappati. L’autonomia è solida (7-10 giorni), il supporto a NFC e l’integrazione con iOS e Android completano un’offerta molto interessante.</p><p>Non tutto però è perfetto: la leggibilità al sole è ottima, ma il vetro trattiene molte impronte. Inoltre, l’interfaccia ha ancora qualche rigidità rispetto ai concorrenti più rodati. Resta comunque uno dei modelli più completi della sua fascia.</p><h2 id="disponibilita-e-prezzo">Disponibilità e prezzo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="qzzreCDz9DNzjQARC4uUH3" name="Huawei Watch Fit 4 Pro" alt="Huawei Watch Fit 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qzzreCDz9DNzjQARC4uUH3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Huawei Watch Fit 4 Pro è disponibile dal 15 maggio 2025 presso i principali canali di vendita online, tra cui il sito ufficiale Huawei, Amazon e i principali rivenditori di elettronica di consumo. Il prezzo consigliato è di 279 euro, posizionandolo nella fascia medio-alta del mercato, ma con un set di funzionalità spesso riservate a dispositivi molto più costosi.</p><p>Per il lancio è attiva una promozione valida fino al 29 giugno: include un coupon di 30 euro applicabile direttamente sulla pagina di acquisto e un cinturino aggiuntivo in omaggio. Considerando il valore complessivo dei bonus, l’offerta porta il prezzo effettivo a 249 euro con un accessorio extra incluso.</p><p>Il modello è proposto in tre colorazioni: verde (con cinturino in nylon 3D intrecciato), nero e blu. Tutte le varianti sono compatibili con Android e iOS, ma l’esperienza più fluida si ottiene con smartphone Huawei aggiornati. Le funzionalità complete, come le mappe offline e i dati HRV, sono disponibili anche con l’app Huawei Health aggiornata su altri dispositivi.</p><h2 id="design">Design</h2><p>Huawei Watch Fit 4 Pro si distingue per un design curato nei dettagli e pensato per offrire comfort anche durante un uso prolungato. La cassa è costruita con materiali di pregio: <strong>titanio per la cornice</strong>, <strong>vetro zaffiro</strong> per la protezione dello schermo e <strong>alluminio aeronautico</strong> per la struttura. Il risultato è un dispositivo resistente ma leggerissimo: <strong>appena 30,4 grammi</strong> per <strong>9,3 mm di spessore</strong>, numeri che lo rendono uno degli smartwatch più sottili in commercio.</p><p>Il display AMOLED da 1,82 pollici è ampio, luminoso e ben leggibile in ogni condizione. Con una <strong>luminosità massima di 3000 nit</strong>, offre visibilità perfetta anche sotto il sole diretto, rendendolo ideale per chi pratica attività outdoor. Il vetro curvo sui bordi migliora la resa estetica, ma tende a trattenere facilmente impronte e aloni, soprattutto durante l’uso sportivo.</p><p>Il cinturino in <strong>nylon 3D intrecciato,</strong> variante verde nel nostro caso, è uno dei punti di forza: leggero, traspirante, idrofobico e ad asciugatura rapida, con chiusura a strappo regolabile. È pensato per essere indossato anche durante immersioni o sessioni di allenamento intensivo, senza causare fastidi alla pelle. Le altre versioni includono cinturini in fluoroelastomero, adatti per chi cerca una soluzione più classica.</p><p>L’ergonomia è eccellente: il peso ben distribuito e la leggerezza generale fanno sì che quasi ci si dimentichi di averlo al polso. La corona laterale zigrinata aggiunge un tocco estetico piacevole e consente un’interazione fisica rapida con i menu.</p><h2 id="funzionalita-e-caratteristiche">Funzionalità e caratteristiche</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="VPEuJuTZDYoW8LsmjjT9E3" name="Huawei Watch Fit 4 Pro" alt="Huawei Watch Fit 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VPEuJuTZDYoW8LsmjjT9E3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Lo Huawei Watch Fit 4 Pro punta a offrire un set di funzioni avanzate che lo collocano tra gli smartwatch più completi nella fascia sotto i 300 euro. Il cuore del dispositivo è il sistema <strong>Huawei TruSense</strong>, aggiornato con un <strong>modulo distribuito Super-Sensing</strong> che combina il rilevamento dal polso e dal polpastrello. Questo consente una <strong>misurazione più accurata di oltre 60 indicatori</strong>, tra cui ECG, ossigenazione del sangue, HRV (Heart Rate Variability) e monitoraggio dell’apnea notturna.</p><p>Le funzioni dedicate allo sport sono tra le più articolate della categoria. Il dispositivo include una modalità <strong>Golf Pro</strong> con accesso a oltre <strong>15.000 campi da golf</strong> mappati in 3D, una modalità <strong>immersione fino a 40 metri</strong> con alert visivi e vibrazioni, <strong>trail running con mappe topografiche offline</strong>, navigazione vocale, importazione delle tracce e backtracking. Tutte queste funzioni sono gestibili dal display o tramite la corona laterale.</p><p>Lo smartwatch è dotato di un <strong>sistema GPS a doppia frequenza e cinque costellazioni satellitari</strong>, supportato dal <strong>Sunflower Positioning System</strong>, che migliora la precisione soprattutto in ambienti urbani complessi o in mezzo alla natura. Le mappe offline a colori sono disponibili per numerose modalità outdoor (corsa, escursione, ciclismo, ecc.) e permettono una navigazione dettagliata anche senza connessione.</p><p>Infine, tra le funzionalità “smart” troviamo <strong>pagamenti NFC</strong>, <strong>notifiche intelligenti</strong>, <strong>controllo musicale</strong>, <strong>modalità vivavoce per le chiamate Bluetooth</strong>, e <strong>compatibilità completa con iOS e Android</strong>. Il tutto è gestibile tramite l’app <strong>Huawei Health</strong>, che permette la configurazione del dispositivo, il download delle mappe e la consultazione dei dati sanitari e sportivi.</p><h2 id="esperienza">Esperienza</h2><p>L’esperienza d’uso con lo Huawei Watch Fit 4 Pro è complessivamente molto positiva, soprattutto per chi ha esigenze sportive e cerca uno strumento affidabile ma non ingombrante. La <strong>batteria è uno dei punti di forza assoluti</strong>: anche con utilizzo intensivo e GPS attivo, si arriva tranquillamente a 7 giorni pieni, mentre con uso moderato si superano i 9 giorni senza problemi.</p><p><strong>Lo schermo è eccellente.</strong> I 3000 nit di luminosità si fanno notare soprattutto nelle ore centrali della giornata: anche sotto la luce solare diretta, il display resta leggibile in modo impeccabile, senza necessità di alzare manualmente la luminosità. Una caratteristica rara, che lo rende perfetto per l’uso outdoor.</p><p>Dal punto di vista dell’app, la situazione è meno brillante. <strong>Huawei Health funziona bene</strong>, ma l’interfaccia è dispersiva: troppi elementi mostrati insieme, scarsa gerarchia visiva e <strong>poche opzioni di personalizzazione</strong>. L’esperienza andrebbe migliorata, sia nel linguaggio grafico, sia nella navigabilità.</p><p>La compatibilità con <strong>Android è ottima</strong>, anche senza l’integrazione dei servizi Google: notifiche, sincronizzazione dati e gestione dei file (musica, mappe, watchface) funzionano senza intoppi.</p><p><strong>La funzione vivavoce è una sorpresa</strong>: si può rispondere alle chiamate direttamente dall’orologio, con audio chiaro e stabile, senza bisogno di tirare fuori il telefono. Utile anche durante l’attività fisica.</p><p>Le <strong>mappe offline e la musica caricabile</strong> direttamente sul dispositivo rendono lo smartwatch estremamente pratico per chi corre, va in bici o fa escursioni. Nessun bisogno di portarsi dietro lo smartphone. Infine, <strong>il tracciamento delle attività è preciso e variegato</strong>, adatto a sportivi di tutti i livelli, con dati affidabili e ben presentati.</p><p>Un altro limite riguarda la personalizzazione dell’interfaccia. <strong>Le watchface disponibili sono poche, e quelle gratuite hanno spesso uno stile infantile o troppo decorativo</strong>, poco adatto a un uso professionale o sobrio. Mancano opzioni minimaliste ben curate e non è possibile modificare in modo significativo la disposizione degli elementi o i widget. Volendo cercare il pelo nell’uovo, anche tra i (numerosi) quadranti a pagamento, sono quelli che uniscono eleganza e funzionalità nel modo che avrei desiderato. </p><h2 id="alternative">Alternative</h2><p>Lo Huawei Watch Fit 4 Pro si colloca in una fascia competitiva, dove convivono prodotti con vocazioni diverse: alcuni puntano tutto sul design e sull’integrazione con l’ecosistema (come Apple), altri sulle funzioni sportive avanzate. Ecco tre alternative concrete, con pregi e limiti da valutare in base all’uso previsto.</p><div class="product"><p><strong>Garmin Venu Sq 2</strong></p><p>Il Garmin Venu Sq 2 eccelle per tracciamento sportivo affidabile e lunga batteria, a scapito di un design meno elegante e funzioni smart limitate (niente vivavoce, pagamenti non ovunque, musica basilare). Il display AMOLED è luminoso ma meno leggibile al sole dello Huawei. L'autonomia arriva a 11 giorni. L'app Garmin Connect è potente per utenti esperti. Un buon compromesso per chi cerca solidità e precisione rinunciando a parte delle funzionalità smartwatch.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="02f34364-e467-4e9f-88a2-4372d18d8645" data-action="Deal Block" data-label="Garmin Venu Sq 2" data-dimension48="Garmin Venu Sq 2Il Garmin Venu Sq 2 eccelle per tracciamento sportivo affidabile e lunga batteria, a scapito di un design meno elegante e funzioni smart limitate (niente vivavoce, pagamenti non ovunque, musica basilare). Il display AMOLED è luminoso ma meno leggibile al sole dello Huawei. L'autonomia arriva a 11 giorni. L'app Garmin Connect è potente per utenti esperti. Un buon compromesso per chi cerca solidità e precisione rinunciando a parte delle funzionalità smartwatch." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Samsung Galaxy Watch6</strong></p><p>Il Galaxy Watch6 eccelle nell'integrazione Android e nelle funzionalità smart, con display AMOLED, Wear OS e interfaccia curata. L'autonomia arriva a due giorni e il tracciamento sportivo è valido ma meno completo di Huawei (mancano mappe offline, golf mode e funzioni subacquee). Ideale come estensione dello smartphone, meno per sportivi evoluti che cercano maggiore autonomia.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="9b78bf17-bb9d-44ed-ac3d-14f83f98dbf3" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy Watch6" data-dimension48="Samsung Galaxy Watch6Il Galaxy Watch6 eccelle nell'integrazione Android e nelle funzionalità smart, con display AMOLED, Wear OS e interfaccia curata. L'autonomia arriva a due giorni e il tracciamento sportivo è valido ma meno completo di Huawei (mancano mappe offline, golf mode e funzioni subacquee). Ideale come estensione dello smartphone, meno per sportivi evoluti che cercano maggiore autonomia." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Amazfit GTR 4</strong></p><p>L'Amazfit GTR 4 offre molte funzioni (GPS dual band, 150+ sport, design elegante) e 14 giorni di autonomia a un prezzo contenuto. Il display AMOLED è buono (cornici evidenti). L'app Zepp è ben fatta ma meno precisa di Garmin/Huawei per la salute. Mancano mappe offline complete, modalità specifiche (immersione, golf) e vivavoce. Ottimo compromesso per chi ha un budget limitato e cerca robustezza e autonomia.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="b0668996-2cba-4af5-b788-de6bcee9143c" data-action="Deal Block" data-label="Amazfit GTR 4" data-dimension48="Amazfit GTR 4L'Amazfit GTR 4 offre molte funzioni (GPS dual band, 150+ sport, design elegante) e 14 giorni di autonomia a un prezzo contenuto. Il display AMOLED è buono (cornici evidenti). L'app Zepp è ben fatta ma meno precisa di Garmin/Huawei per la salute. Mancano mappe offline complete, modalità specifiche (immersione, golf) e vivavoce. Ottimo compromesso per chi ha un budget limitato e cerca robustezza e autonomia." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="huawei-watch-fit-4-pro-ne-vale-la-pena">Huawei Watch Fit 4 Pro, ne vale la pena? </h2><p>Lo Huawei Watch Fit 4 Pro è uno smartwatch completo, solido e sorprendentemente equilibrato. Si rivolge a chi cerca un dispositivo leggero ma resistente, adatto tanto allo sport quanto alla gestione quotidiana della salute. L’autonomia eccellente, lo schermo brillante, le mappe offline e le funzioni evolute per trail running, immersioni e golf lo rendono uno strumento versatile e affidabile.</p><p>Pur con qualche limite lato software – soprattutto nell’organizzazione dell’app mobile – resta una delle proposte più credibili sul mercato per rapporto tra prezzo, qualità e funzioni. Non è un clone dell’Apple Watch né un dispositivo “basic”: è una piattaforma con una visione precisa e un’identità ben definita. Huawei, qui, non insegue: propone.</p><p><strong>ragioni per comprare</strong></p><p><strong>Autonomia reale di 7–10 giorni<br></strong>Perfetto per chi fa sport, viaggia o semplicemente non vuole ricaricare ogni due giorni come con altri smartwatch.<br><br></p><p><strong>Navigazione offline integrata<br></strong>Mappe a colori, backtracking, curve di livello e guida vocale: strumenti reali per chi si allena o esplora in autonomia.<br><br></p><p><strong>Monitoraggio salute completo e preciso<br><br></strong>TruSense con lettura da polso e polpastrello offre dati dettagliati su cuore, ossigeno, apnea e variabilità cardiaca (HRV).<br><br><strong>ragioni per non comprare</strong></p><p><strong>Watchface poco curate e caotiche<br><br></strong>Poche opzioni gratuite, molte troppo colorate o infantili, mancano quadranti sobri e professionali per uso quotidiano.</p><p><br><strong>App Huawei Health confusa<br><br></strong>Troppe schermate e dati disorganizzati, scarsa gerarchia visiva e limitate possibilità di personalizzazione dell’interfaccia.<br></p><p><strong>Niente Google Pay, Assistant, Store<br><br></strong>Chi usa l’ecosistema Google troverà assenti funzioni ormai standard: pagamenti NFC sì, ma niente app o Assistant.<br></p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Funzioni da sportwatch professionale, autonomia eccellente e materiali premium: lo Huawei Watch Fit 4 Pro è un alleato affidabile, ma non per tutti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Smartwatches]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Health & Fitness]]></category>
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                                <p>Huawei torna alla carica con una nuova proposta per chi cerca un dispositivo da polso completo, elegante e con funzioni avanzate per lo sport e la salute. Il Watch Fit 4 Pro si presenta come un’alternativa concreta ai modelli di fascia alta, puntando su materiali di pregio, un design leggero e un set di funzionalità che include mappe offline, rilevamento subacqueo, monitoraggio ECG e una nuova modalità trail running con curve di livello. Ma al di là delle promesse tecniche, l’elemento distintivo è il sistema TruSense, aggiornato con un modulo distribuito che combina i dati del polso con quelli dei polpastrelli per migliorare la precisione. Con un prezzo aggressivo rispetto ai top di gamma, il dispositivo punta chiaramente a una clientela attenta al rapporto qualità-prezzo, ma non disposta a scendere a compromessi su qualità e funzionalità.</p><h2 id="huawei-watch-fit-4-pro-recensione-in-breve">Huawei Watch Fit 4 Pro Recensione in breve</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="pHDhd3XxJR52eZwn5gWpH3" name="Huawei Watch Fit 4 Pro" alt="Huawei Watch Fit 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pHDhd3XxJR52eZwn5gWpH3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Lo Huawei Watch Fit 4 Pro è uno smartwatch che riesce a coniugare eleganza, leggerezza e prestazioni. È pensato per utenti che praticano sport in modo regolare, ma anche per chi desidera un dispositivo in grado di monitorare in modo preciso e continuativo la propria salute. Il design è curato: la scocca in alluminio aeronautico e titanio è abbinata a un vetro zaffiro che protegge un ampio display AMOLED da 1,82” con luminosità fino a 3000 nit. Il cinturino in nylon intrecciato è comodo, traspirante e veloce da asciugare, adatto anche alle attività intense.</p><p>La vera novità è il sistema Huawei TruSense, con rilevamento multimodale distribuito (dal polso e dal dito), che abilita funzioni avanzate come l’ECG, la misurazione HRV, l’apnea notturna e oltre 60 indicatori vitali. Il software supporta mappe offline, trail running con navigazione, immersioni fino a 40 metri e modalità golf con oltre 15.000 campi mappati. L’autonomia è solida (7-10 giorni), il supporto a NFC e l’integrazione con iOS e Android completano un’offerta molto interessante.</p><p>Non tutto però è perfetto: la leggibilità al sole è ottima, ma il vetro trattiene molte impronte. Inoltre, l’interfaccia ha ancora qualche rigidità rispetto ai concorrenti più rodati. Resta comunque uno dei modelli più completi della sua fascia.</p><h2 id="disponibilita-e-prezzo">Disponibilità e prezzo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="qzzreCDz9DNzjQARC4uUH3" name="Huawei Watch Fit 4 Pro" alt="Huawei Watch Fit 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qzzreCDz9DNzjQARC4uUH3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Huawei Watch Fit 4 Pro è disponibile dal 15 maggio 2025 presso i principali canali di vendita online, tra cui il sito ufficiale Huawei, Amazon e i principali rivenditori di elettronica di consumo. Il prezzo consigliato è di 279 euro, posizionandolo nella fascia medio-alta del mercato, ma con un set di funzionalità spesso riservate a dispositivi molto più costosi.</p><p>Per il lancio è attiva una promozione valida fino al 29 giugno: include un coupon di 30 euro applicabile direttamente sulla pagina di acquisto e un cinturino aggiuntivo in omaggio. Considerando il valore complessivo dei bonus, l’offerta porta il prezzo effettivo a 249 euro con un accessorio extra incluso.</p><p>Il modello è proposto in tre colorazioni: verde (con cinturino in nylon 3D intrecciato), nero e blu. Tutte le varianti sono compatibili con Android e iOS, ma l’esperienza più fluida si ottiene con smartphone Huawei aggiornati. Le funzionalità complete, come le mappe offline e i dati HRV, sono disponibili anche con l’app Huawei Health aggiornata su altri dispositivi.</p><h2 id="design">Design</h2><p>Huawei Watch Fit 4 Pro si distingue per un design curato nei dettagli e pensato per offrire comfort anche durante un uso prolungato. La cassa è costruita con materiali di pregio: <strong>titanio per la cornice</strong>, <strong>vetro zaffiro</strong> per la protezione dello schermo e <strong>alluminio aeronautico</strong> per la struttura. Il risultato è un dispositivo resistente ma leggerissimo: <strong>appena 30,4 grammi</strong> per <strong>9,3 mm di spessore</strong>, numeri che lo rendono uno degli smartwatch più sottili in commercio.</p><p>Il display AMOLED da 1,82 pollici è ampio, luminoso e ben leggibile in ogni condizione. Con una <strong>luminosità massima di 3000 nit</strong>, offre visibilità perfetta anche sotto il sole diretto, rendendolo ideale per chi pratica attività outdoor. Il vetro curvo sui bordi migliora la resa estetica, ma tende a trattenere facilmente impronte e aloni, soprattutto durante l’uso sportivo.</p><p>Il cinturino in <strong>nylon 3D intrecciato,</strong> variante verde nel nostro caso, è uno dei punti di forza: leggero, traspirante, idrofobico e ad asciugatura rapida, con chiusura a strappo regolabile. È pensato per essere indossato anche durante immersioni o sessioni di allenamento intensivo, senza causare fastidi alla pelle. Le altre versioni includono cinturini in fluoroelastomero, adatti per chi cerca una soluzione più classica.</p><p>L’ergonomia è eccellente: il peso ben distribuito e la leggerezza generale fanno sì che quasi ci si dimentichi di averlo al polso. La corona laterale zigrinata aggiunge un tocco estetico piacevole e consente un’interazione fisica rapida con i menu.</p><h2 id="funzionalita-e-caratteristiche">Funzionalità e caratteristiche</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="VPEuJuTZDYoW8LsmjjT9E3" name="Huawei Watch Fit 4 Pro" alt="Huawei Watch Fit 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VPEuJuTZDYoW8LsmjjT9E3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="3072" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Lo Huawei Watch Fit 4 Pro punta a offrire un set di funzioni avanzate che lo collocano tra gli smartwatch più completi nella fascia sotto i 300 euro. Il cuore del dispositivo è il sistema <strong>Huawei TruSense</strong>, aggiornato con un <strong>modulo distribuito Super-Sensing</strong> che combina il rilevamento dal polso e dal polpastrello. Questo consente una <strong>misurazione più accurata di oltre 60 indicatori</strong>, tra cui ECG, ossigenazione del sangue, HRV (Heart Rate Variability) e monitoraggio dell’apnea notturna.</p><p>Le funzioni dedicate allo sport sono tra le più articolate della categoria. Il dispositivo include una modalità <strong>Golf Pro</strong> con accesso a oltre <strong>15.000 campi da golf</strong> mappati in 3D, una modalità <strong>immersione fino a 40 metri</strong> con alert visivi e vibrazioni, <strong>trail running con mappe topografiche offline</strong>, navigazione vocale, importazione delle tracce e backtracking. Tutte queste funzioni sono gestibili dal display o tramite la corona laterale.</p><p>Lo smartwatch è dotato di un <strong>sistema GPS a doppia frequenza e cinque costellazioni satellitari</strong>, supportato dal <strong>Sunflower Positioning System</strong>, che migliora la precisione soprattutto in ambienti urbani complessi o in mezzo alla natura. Le mappe offline a colori sono disponibili per numerose modalità outdoor (corsa, escursione, ciclismo, ecc.) e permettono una navigazione dettagliata anche senza connessione.</p><p>Infine, tra le funzionalità “smart” troviamo <strong>pagamenti NFC</strong>, <strong>notifiche intelligenti</strong>, <strong>controllo musicale</strong>, <strong>modalità vivavoce per le chiamate Bluetooth</strong>, e <strong>compatibilità completa con iOS e Android</strong>. Il tutto è gestibile tramite l’app <strong>Huawei Health</strong>, che permette la configurazione del dispositivo, il download delle mappe e la consultazione dei dati sanitari e sportivi.</p><h2 id="esperienza">Esperienza</h2><p>L’esperienza d’uso con lo Huawei Watch Fit 4 Pro è complessivamente molto positiva, soprattutto per chi ha esigenze sportive e cerca uno strumento affidabile ma non ingombrante. La <strong>batteria è uno dei punti di forza assoluti</strong>: anche con utilizzo intensivo e GPS attivo, si arriva tranquillamente a 7 giorni pieni, mentre con uso moderato si superano i 9 giorni senza problemi.</p><p><strong>Lo schermo è eccellente.</strong> I 3000 nit di luminosità si fanno notare soprattutto nelle ore centrali della giornata: anche sotto la luce solare diretta, il display resta leggibile in modo impeccabile, senza necessità di alzare manualmente la luminosità. Una caratteristica rara, che lo rende perfetto per l’uso outdoor.</p><p>Dal punto di vista dell’app, la situazione è meno brillante. <strong>Huawei Health funziona bene</strong>, ma l’interfaccia è dispersiva: troppi elementi mostrati insieme, scarsa gerarchia visiva e <strong>poche opzioni di personalizzazione</strong>. L’esperienza andrebbe migliorata, sia nel linguaggio grafico, sia nella navigabilità.</p><p>La compatibilità con <strong>Android è ottima</strong>, anche senza l’integrazione dei servizi Google: notifiche, sincronizzazione dati e gestione dei file (musica, mappe, watchface) funzionano senza intoppi.</p><p><strong>La funzione vivavoce è una sorpresa</strong>: si può rispondere alle chiamate direttamente dall’orologio, con audio chiaro e stabile, senza bisogno di tirare fuori il telefono. Utile anche durante l’attività fisica.</p><p>Le <strong>mappe offline e la musica caricabile</strong> direttamente sul dispositivo rendono lo smartwatch estremamente pratico per chi corre, va in bici o fa escursioni. Nessun bisogno di portarsi dietro lo smartphone. Infine, <strong>il tracciamento delle attività è preciso e variegato</strong>, adatto a sportivi di tutti i livelli, con dati affidabili e ben presentati.</p><p>Un altro limite riguarda la personalizzazione dell’interfaccia. <strong>Le watchface disponibili sono poche, e quelle gratuite hanno spesso uno stile infantile o troppo decorativo</strong>, poco adatto a un uso professionale o sobrio. Mancano opzioni minimaliste ben curate e non è possibile modificare in modo significativo la disposizione degli elementi o i widget. Volendo cercare il pelo nell’uovo, anche tra i (numerosi) quadranti a pagamento, sono quelli che uniscono eleganza e funzionalità nel modo che avrei desiderato. </p><h2 id="alternative">Alternative</h2><p>Lo Huawei Watch Fit 4 Pro si colloca in una fascia competitiva, dove convivono prodotti con vocazioni diverse: alcuni puntano tutto sul design e sull’integrazione con l’ecosistema (come Apple), altri sulle funzioni sportive avanzate. Ecco tre alternative concrete, con pregi e limiti da valutare in base all’uso previsto.</p><div class="product"><p><strong>Garmin Venu Sq 2</strong></p><p>Il Garmin Venu Sq 2 eccelle per tracciamento sportivo affidabile e lunga batteria, a scapito di un design meno elegante e funzioni smart limitate (niente vivavoce, pagamenti non ovunque, musica basilare). Il display AMOLED è luminoso ma meno leggibile al sole dello Huawei. L'autonomia arriva a 11 giorni. L'app Garmin Connect è potente per utenti esperti. Un buon compromesso per chi cerca solidità e precisione rinunciando a parte delle funzionalità smartwatch.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="02f34364-e467-4e9f-88a2-4372d18d8645" data-action="Deal Block" data-label="Garmin Venu Sq 2" data-dimension48="Garmin Venu Sq 2Il Garmin Venu Sq 2 eccelle per tracciamento sportivo affidabile e lunga batteria, a scapito di un design meno elegante e funzioni smart limitate (niente vivavoce, pagamenti non ovunque, musica basilare). Il display AMOLED è luminoso ma meno leggibile al sole dello Huawei. L'autonomia arriva a 11 giorni. L'app Garmin Connect è potente per utenti esperti. Un buon compromesso per chi cerca solidità e precisione rinunciando a parte delle funzionalità smartwatch." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Samsung Galaxy Watch6</strong></p><p>Il Galaxy Watch6 eccelle nell'integrazione Android e nelle funzionalità smart, con display AMOLED, Wear OS e interfaccia curata. L'autonomia arriva a due giorni e il tracciamento sportivo è valido ma meno completo di Huawei (mancano mappe offline, golf mode e funzioni subacquee). Ideale come estensione dello smartphone, meno per sportivi evoluti che cercano maggiore autonomia.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="9b78bf17-bb9d-44ed-ac3d-14f83f98dbf3" data-action="Deal Block" data-label="Samsung Galaxy Watch6" data-dimension48="Samsung Galaxy Watch6Il Galaxy Watch6 eccelle nell'integrazione Android e nelle funzionalità smart, con display AMOLED, Wear OS e interfaccia curata. L'autonomia arriva a due giorni e il tracciamento sportivo è valido ma meno completo di Huawei (mancano mappe offline, golf mode e funzioni subacquee). Ideale come estensione dello smartphone, meno per sportivi evoluti che cercano maggiore autonomia." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><div class="product"><p><strong>Amazfit GTR 4</strong></p><p>L'Amazfit GTR 4 offre molte funzioni (GPS dual band, 150+ sport, design elegante) e 14 giorni di autonomia a un prezzo contenuto. Il display AMOLED è buono (cornici evidenti). L'app Zepp è ben fatta ma meno precisa di Garmin/Huawei per la salute. Mancano mappe offline complete, modalità specifiche (immersione, golf) e vivavoce. Ottimo compromesso per chi ha un budget limitato e cerca robustezza e autonomia.<a class="view-deal button" href="" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="b0668996-2cba-4af5-b788-de6bcee9143c" data-action="Deal Block" data-label="Amazfit GTR 4" data-dimension48="Amazfit GTR 4L'Amazfit GTR 4 offre molte funzioni (GPS dual band, 150+ sport, design elegante) e 14 giorni di autonomia a un prezzo contenuto. Il display AMOLED è buono (cornici evidenti). L'app Zepp è ben fatta ma meno precisa di Garmin/Huawei per la salute. Mancano mappe offline complete, modalità specifiche (immersione, golf) e vivavoce. Ottimo compromesso per chi ha un budget limitato e cerca robustezza e autonomia." data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="huawei-watch-fit-4-pro-ne-vale-la-pena">Huawei Watch Fit 4 Pro, ne vale la pena? </h2><p>Lo Huawei Watch Fit 4 Pro è uno smartwatch completo, solido e sorprendentemente equilibrato. Si rivolge a chi cerca un dispositivo leggero ma resistente, adatto tanto allo sport quanto alla gestione quotidiana della salute. L’autonomia eccellente, lo schermo brillante, le mappe offline e le funzioni evolute per trail running, immersioni e golf lo rendono uno strumento versatile e affidabile.</p><p>Pur con qualche limite lato software – soprattutto nell’organizzazione dell’app mobile – resta una delle proposte più credibili sul mercato per rapporto tra prezzo, qualità e funzioni. Non è un clone dell’Apple Watch né un dispositivo “basic”: è una piattaforma con una visione precisa e un’identità ben definita. Huawei, qui, non insegue: propone.</p><p><strong>ragioni per comprare</strong></p><p><strong>Autonomia reale di 7–10 giorni<br></strong>Perfetto per chi fa sport, viaggia o semplicemente non vuole ricaricare ogni due giorni come con altri smartwatch.<br><br></p><p><strong>Navigazione offline integrata<br></strong>Mappe a colori, backtracking, curve di livello e guida vocale: strumenti reali per chi si allena o esplora in autonomia.<br><br></p><p><strong>Monitoraggio salute completo e preciso<br><br></strong>TruSense con lettura da polso e polpastrello offre dati dettagliati su cuore, ossigeno, apnea e variabilità cardiaca (HRV).<br><br><strong>ragioni per non comprare</strong></p><p><strong>Watchface poco curate e caotiche<br><br></strong>Poche opzioni gratuite, molte troppo colorate o infantili, mancano quadranti sobri e professionali per uso quotidiano.</p><p><br><strong>App Huawei Health confusa<br><br></strong>Troppe schermate e dati disorganizzati, scarsa gerarchia visiva e limitate possibilità di personalizzazione dell’interfaccia.<br></p><p><strong>Niente Google Pay, Assistant, Store<br><br></strong>Chi usa l’ecosistema Google troverà assenti funzioni ormai standard: pagamenti NFC sì, ma niente app o Assistant.<br></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Xiaomi Poco F7 Ultra  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-rapida"><span>Poco F7 Ultra: Recensione rapida </span></h2><p>Il sub-brand <strong>Poco di Xiaomi</strong> è sempre stato sinonimo di <strong>prestazioni elevate a prezzi accessibili</strong>. Ma ha davvero senso proporre un modello “Ultra” più costoso? Ora possiamo rispondere con certezza: <strong>sì</strong>, se si cercano **specifiche da top di gamma a un prezzo inferiore rispetto alla concorrenza.</p><p>Lo <strong>Snapdragon 8 Elite</strong> è il cuore del dispositivo, lo stesso chip che alimenta molti dei migliori smartphone sul mercato. A supportarlo c’è il <strong>VisionBoost D7</strong>, <strong>chip grafico inedito per la serie Poco</strong>. Il risultato complessivo non è il più veloce mai visto, ma le prestazioni restano <strong>tra le più alte della categoria</strong>.</p><p>Non tutto, però, è all’altezza del segmento premium. Il design, pur <strong>resistente e con certificazione IP68</strong>, appare <strong>più aggressivo e pesante rispetto ai rivali diretti</strong>, e potrebbe non incontrare i gusti di chi cerca eleganza oltre alla pura potenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5579px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U4xyi8FtZjyuKJkLV4ycsQ" name="Poco-F7-Ultra-9" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U4xyi8FtZjyuKJkLV4ycsQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5579" height="3138" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Non c’è dubbio sull’impatto dell’<strong>ampia batteria da 5.300mAh</strong> del <strong>Poco F7 Ultra</strong>: il dispositivo garantisce <strong>fino a due giorni di autonomia con un utilizzo moderato</strong>. Impressionano anche le <strong>velocità di ricarica</strong>, con supporto a <strong>120W HyperCharge</strong> via cavo e <strong>50W wireless</strong>, numeri che mettono in difficoltà concorrenti come <strong>Galaxy S25 Ultra</strong> e <strong>Pixel 9 Pro XL</strong>. Peccato solo per l’assenza del caricatore in confezione nel mercato italiano.</p><p>Il comparto fotografico, invece, <strong>non impensierisce i veri top di gamma</strong>. Il set-up è ben bilanciato, con una <strong>principale da 50MP</strong>, una <strong>ultra-grandangolare da 32MP</strong> e, per la prima volta su un Poco, una <strong>teleobiettivo da 50MP con zoom 2,5x</strong>. Tuttavia, la qualità degli scatti si mantiene <strong>nella fascia media</strong>, buona ma non straordinaria.</p><p>A deludere è ancora una volta <strong>HyperOS</strong>, l’interfaccia Xiaomi: sebbene fluida e stabile, risulta <strong>carica di app preinstallate e servizi invasivi</strong>, un punto debole ricorrente anche nei modelli più avanzati del brand.</p><p>Nel complesso, il Poco F7 Ultra è <strong>il modello più potente e accessoriato mai lanciato dalla serie</strong>, e resta <strong>un’ottima scelta per chi cerca alte prestazioni a un prezzo contenuto</strong>. Tuttavia, <strong>non è un unicum</strong>: concorrenti come <strong>Nubia Z70 Ultra</strong>, <strong>OnePlus 13R</strong> o <strong>Galaxy S24 FE</strong> offrono soluzioni <strong>più raffinate o altrettanto valide</strong> sotto molti aspetti.</p><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Poco F7 Ultra recensione: prezzo e disponibilità </span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5230px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JD6YQ25k2pjj9MqEQCcvrQ" name="Poco-F7-Ultra-7" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JD6YQ25k2pjj9MqEQCcvrQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5230" height="2942" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Xiaomi ha lanciato ufficialmente il <strong>Poco F7 Ultra</strong> il <strong>27 marzo 2025</strong> in <strong>Europa</strong>, <strong>Regno Unito</strong>, <strong>Asia sudorientale</strong>, <strong>Medio Oriente</strong> e <strong>America Latina</strong>. Come già avvenuto per altri dispositivi del brand, <strong>non è prevista una distribuzione negli Stati Uniti né in Australia</strong>.</p><p>In Italia, il modello base con <strong>12 GB di RAM e 256 GB di memoria interna</strong> è proposto a circa <strong>749 euro</strong>, mentre la versione superiore con <strong>16 GB di RAM e 512 GB di storage</strong> arriva a <strong>799 euro circa</strong>.</p><p>A questa fascia di prezzo, il Poco F7 Ultra si confronta direttamente con altri smartphone che puntano a offrire <strong>un’esperienza da quasi-top di gamma</strong>. Tra i più simili troviamo il <strong>Nubia Z70 Ultra</strong>, che propone <strong>prestazioni equivalenti</strong>, <strong>una batteria più grande</strong> e <strong>un comparto fotografico più evoluto</strong>, allo stesso prezzo.</p><p>C'è poi il <strong>OnePlus 13R</strong>, paragonabile in termini di posizionamento ma con un <strong>processore di generazione precedente</strong> e senza ricarica wireless, una funzione che invece il Poco include.</p><p>Infine, tra i rivali figura anche il <strong>Samsung Galaxy S24 FE</strong>, che si distingue per un <strong>design più curato</strong>, ricarica wireless e uno <strong>zoom ottico 3x più profondo</strong>, ma che <strong>monta un chip meno potente</strong> rispetto al Poco F7 Ultra.</p><ul><li><strong>Valore: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-specifiche"><span>Poco F7 Ultra recensione: specifiche </span></h2><div ><table><caption>Poco F7 Ultra specifiche </caption><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni:</p></td><td  ><p>160.26 x 74.95 x 8.39mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>212g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>AMOLED da 6,67 pollici QHD+ (1440 x 3200) fino a 120 Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset:</p></td><td  ><p>Qualcomm Snapdragon 8 Elite</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RAM:</p></td><td  ><p>12GB / 16GB (LPDDR5X)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria:</p></td><td  ><p>256GB / 512GB (UFS 4.1)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>OS:</p></td><td  ><p>Android 15 con HyperOS 2</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera primaria:</p></td><td  ><p>Sensore da 50MP Light Fusion 800 da 1/1,55 pollici con OIS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ultra-wide camera:</p></td><td  ><p>Sensore da 32 MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Teleobiettivo</p></td><td  ><p>50MP Sensore da 1/2,76 pollici</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera anteriore:</p></td><td  ><p>Sensore da 32 MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria: </p></td><td  ><p>5,300mAh</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ricarica:</p></td><td  ><p>120W wired, 50W wireless</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Giallo, Nero </p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-design"><span>Poco F7 Ultra recensione: design</span></h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5KsFVxMZCKort6FD7eZmpQ-1920-80.jpg" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LeKdjvU6FP4AsYQhhRKVoQ-1920-80.jpg" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Xiaomi presenta il <strong>Poco F7 Ultra</strong> come dotato di un <strong>“design completamente nuovo”</strong>, anche se, nel panorama attuale, <strong>non appare particolarmente innovativo</strong>. Di certo, però, <strong>si distingue nettamente dalla serie Poco F6</strong>.</p><p>Maneggiandolo per la prima volta, il dispositivo che più lo ricorda è lo <strong>Xiaomi 15</strong>, complice il <strong>profilo piatto con cornice nera</strong>, anche se meno stondato ai bordi. Le dimensioni sono generose (<strong>160,26 x 74,95 x 8,39 mm</strong>) e il peso, con <strong>212 grammi</strong>, risulta <strong>leggermente eccessivo</strong> nell’uso quotidiano.</p><p>A restare fedele allo stile Poco è invece <strong>il colore della scocca posteriore</strong>: nel modello testato, <strong>un giallo acceso</strong> che contrasta fortemente con la cornice nera. Può piacere o meno, ma <strong>di certo non passa inosservato</strong>.</p><p>Xiaomi ha <strong>rivisitato anche il modulo fotografico</strong> del <strong>Poco F7 Ultra</strong>, abbandonando lo stile irregolare delle precedenti generazioni. Il nuovo design presenta <strong>un unico cerchio rialzato</strong> che ospita le tre fotocamere, <strong>decentrato su un lato</strong>. Il bordo nero attorno al modulo si abbina con forza al giallo intenso della scocca, creando un contrasto visivo marcato.</p><p><strong>La qualità costruttiva ha fatto un netto passo avanti</strong> rispetto ai modelli F precedenti: per la prima volta, Poco introduce <strong>una certificazione IP68</strong>, rendendo lo smartphone <strong>resistente a polvere e immersioni</strong>, al pari dei dispositivi di fascia alta di Apple e Samsung.</p><p>Al di là della variante gialla (disponibile anche in <strong>nero più sobrio</strong>), il design risulta <strong>meno appariscente rispetto al Nubia Z70 Ultra</strong>, pur non raggiungendo <strong>l’eleganza del OnePlus 13R o del Galaxy S24 FE</strong>. Una via di mezzo ben costruita, ma non ancora completamente raffinata.</p><ul><li><strong>Design: 3.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-display"><span>Poco F7 Ultra recensione: display</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5154px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oE5iLGAotKeV8K3okjBQrQ" name="Poco-F7-Ultra-8" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oE5iLGAotKeV8K3okjBQrQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5154" height="2899" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I dispositivi Poco sono noti per offrire <strong>display grandi e ben calibrati</strong>, e il <strong>Poco F7 Ultra</strong> continua su questa strada. Tuttavia, <strong>non introduce reali innovazioni</strong> rispetto allo schermo del precedente F6 Pro.</p><p>Anche in questo caso troviamo un <strong>pannello AMOLED da 6,67 pollici</strong> con risoluzione <strong>QHD+ molto nitida</strong>, ma bisogna <strong>attivarla manualmente dalle impostazioni</strong>, il che risulta scomodo. Il valore dichiarato di <strong>luminosità di picco è di 3.200 nit</strong>, leggermente inferiore ai <strong>4.000 nit del Poco F6 Pro</strong>, ma solo in scenari HDR su porzioni limitate dello schermo. In condizioni di forte luce ambientale, la <strong>luminosità in modalità HBM</strong> sale a <strong>1.800 nit</strong>, migliorando nettamente rispetto ai <strong>1.200 nit del modello precedente</strong>.</p><p>La <strong>frequenza di aggiornamento massima è di 120 Hz</strong>, ormai standard nel settore. Il Nubia Z70 Ultra arriva a <strong>144 Hz</strong>, ma si entra in un territorio di ritorni decrescenti. Va sottolineato che non si tratta di un <strong>pannello LTPO</strong>, quindi <strong>non scende fino a 1 Hz</strong> come nei veri top di gamma; se cercate questa funzione a questo prezzo, il riferimento resta il <strong>OnePlus 13R</strong>.</p><p>Per la protezione dello schermo, Xiaomi introduce il <strong>“Poco Shield Glass”</strong>, che sostituisce il più comune Gorilla Glass e viene definito come <strong>il vetro più resistente mai montato su un Poco</strong>, apparentemente superiore anche al Gorilla Glass 7i visto sul F7 Pro.</p><p>Pur non essendo un salto generazionale, il display del Poco F7 Ultra resta <strong>uno dei suoi punti forti</strong>: <strong>ben dimensionato, nitido e calibrato con cura</strong>, è difficile trovargli veri difetti nella fascia di prezzo in cui si colloca.</p><ul><li><strong>Display: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-fotocamere"><span>Poco F7 Ultra recensione: Fotocamere</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5371px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="u955gGNJHfXbWCh7F7GFqQ" name="Poco-F7-Ultra-3" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/u955gGNJHfXbWCh7F7GFqQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5371" height="3021" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Con il <strong>Poco F7 Ultra</strong>, Xiaomi si è trovata a <strong>dover bilanciare ambizione e contenimento dei costi</strong>. Essendo il primo modello "Ultra" della serie, la configurazione fotografica doveva rappresentare un <strong>salto rispetto ai predecessori</strong>, ma senza far lievitare troppo il prezzo finale.</p><p>La soluzione adottata è intelligente, anche se <strong>le immagini ottenute non sorprendono quanto le specifiche potrebbero far sperare</strong>. A livello tecnico, troviamo <strong>un sistema a tripla fotocamera</strong> ben strutturato, con l’introduzione – per la prima volta su un Poco – di <strong>una teleobiettivo da 50MP</strong> e di una <strong>ultra-grandangolare da 32MP</strong> più definita del solito.</p><p>È proprio su queste due lenti secondarie che si sente l’effetto “Ultra”. Gli scatti a <strong>2,5x e 5x</strong> ottenuti con la teleobiettivo flottante offrono risultati piacevoli e nitidi nella maggior parte dei casi. La ultra-wide, pur restando <strong>inferiore in nitidezza e con toni meno vividi</strong>, <strong>non è sacrificata come spesso accade nei modelli più economici</strong>, e le immagini sono comunque perfettamente condivisibili.</p><p>Il compromesso principale riguarda il sensore principale: si tratta dello <strong>stesso da 50MP (1/1.55") Light Fusion 800</strong> già visto sul <strong>Poco F6 Pro</strong>. Una scelta che <strong>conserva qualità solida</strong>, ma che <strong>limita l’evoluzione rispetto al passato</strong>.</p><p>Nel complesso, il comparto fotografico del Poco F7 Ultra è <strong>il più completo mai visto su un modello del brand</strong>, ma <strong>non riesce ancora a competere con i veri top di gamma sul mercato</strong>.</p><p>Non sorprende che il <strong>Poco F7 Ultra</strong> produca <strong>scatti simili a quelli del suo predecessore</strong>: immagini <strong>ben bilanciate, dettagli discrete e colori ricchi ma non esagerati</strong>. Il nuovo processore contribuisce a migliorare l'elaborazione, offrendo un boost generale, anche se <strong>non si tratta di un salto netto</strong> rispetto al <strong>Poco F6 Pro</strong>.</p><p>Nel confronto con altri smartphone tra i <strong>400 e i 500 euro del 2024</strong>, il Poco F7 Ultra <strong>non riesce a distinguersi</strong>. E salendo nella fascia <strong>intorno ai 650 euro del 2025</strong>, la situazione peggiora: rivali come il <strong>Samsung Galaxy S24 FE</strong> e il <strong>OnePlus 13R</strong> offrono soluzioni più raffinate, mentre il <strong>Nubia Z70 Ultra</strong> va oltre con una fotocamera principale a <strong>diaframma variabile</strong> e un <strong>teleobiettivo da 64MP con zoom 3.3x</strong>.</p><p>In notturna, le prestazioni sono <strong>buone per la fascia media</strong>: il processore potente, il sensore principale e la stabilizzazione ottica (OIS) <strong>lavorano bene insieme</strong> per ottenere scatti luminosi e ricchi di dettagli.</p><p>La <strong>fotocamera frontale da 32MP</strong> offre <strong>selfie nella norma</strong>: i dettagli non colpiscono, e le luci alte possono essere gestite meglio, ma <strong>i toni della pelle e i colori risultano naturali</strong>. Anche la modalità ritratto funziona bene, con un soggetto in primo piano che risalta piacevolmente sullo sfondo sfocato.</p><ul><li><strong>Fotocamere: 3 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-esempi-di-foto"><span>Poco F7 Ultra recensione: esempi di foto </span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9g8rnzBasT2kQHecJ3qS6V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KL43FYVtvV4wP8zNppAU4V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cuXtVwQjYJxmGNJPfBGt9U-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/X83V8KSDiRmj2xn5aCChoU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HUHWrKHVmd9NJzgke4injU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7D9seeSNkAA8fWW4cNLYyU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xQcERGWoBoKt4yZZtp5A8V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mVq2HrK8mCZsxy4PBVNe2V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Vfwe5G5HDEK6ovN9JmrWKU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sgfKsTYArjTcrUNsupjdBU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/w4NK6TrWzHuprkPPhQr7dU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9iAFJXdohjZcjeEoRDqNjU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EFPzz63NyNondk9BNvZamU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/J6LqQu2ANJ9bTmH93Udz7V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Fmcd9cFZN5qQfgLFkn7opU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/k4KmsACGc5AGE65GATqUNU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZCni6YLx6smvt9xeirWCxU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fbY8UHNb7zDWHpL48o92vU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FXA7RLaqLxL3nBFkhDVaGU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wSZNgprmEHFdgeyPnJRqbU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pvaEbpSH2gbRkRmdLshckU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WJGSrYAwbLVNHofwPRYVeU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Xp8NgAe4LkH4MJ3yAJdVvU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MT5gJYMuyKgpd9hZDbG6vU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cTTw5XQ48gQTMSk7GwRpeU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Cf769P7jZKJFpyorB8LJCU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V6qqFofuDYvRA5DiQ8Ck9U-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b49eCUaYJQbtqYHBtir6yT-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LqxZuPp84agPJnempijCmV-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZY7wFzRbbsiHCbAsYxUL4V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-performance"><span>Poco F7 Ultra recensione: performance</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5272px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="T6Gufc55EzpTSJqgBGNRsQ" name="Poco-F7-Ultra-6" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T6Gufc55EzpTSJqgBGNRsQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5272" height="2966" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il vero punto di forza del <strong>Poco F7 Ultra</strong>, e ciò che ne giustifica il nome "Ultra", è senza dubbio <strong>il livello di prestazioni</strong>. Equipaggiato con il <strong>processore Snapdragon 8 Elite</strong> e il chip grafico dedicato <strong>VisionBoost D7</strong>, mira chiaramente a competere con smartphone come <strong>Xiaomi 15 Ultra</strong> e <strong>Samsung Galaxy S25 Ultra</strong>, pur costando letteralmente <strong>la metà</strong>.</p><p>Nei test, però, <strong>non raggiunge i vertici assoluti</strong>. Su Geekbench 6, le medie registrate sono di <strong>2323 punti in single-core</strong> e <strong>8171 in multi-core</strong>, valori inferiori del 37% e 24% rispetto all’<strong>Asus ROG Phone 9 Pro</strong>, che però è un device pensato esclusivamente per il gaming. Anche il <strong>Nubia Z70 Ultra</strong>, diretto concorrente, fa meglio con punteggi di <strong>2922 e 9066</strong>.</p><p>Situazione simile nei test GPU con <strong>GFXBench</strong>, dove un altro smartphone con Snapdragon 8 Elite come il <strong>Galaxy S25 Plus</strong> mostra prestazioni superiori.</p><p>Detto ciò, i benchmark <strong>non raccontano l’intera storia</strong>. Nella pratica, il <strong>Poco F7 Ultra funziona in modo impeccabile</strong>: è fluido in ogni contesto quotidiano, e giochi complessi come <strong>GRID Legends</strong> girano senza problemi, anche con texture ad alta qualità abilitate.</p><p>Parte del merito va anche alla <strong>RAM generosa</strong>: il modello in prova ha <strong>16 GB</strong>, ma anche la versione base parte da <strong>12 GB</strong>, come sul Galaxy S25 Ultra. Per l’archiviazione, si può scegliere tra <strong>256 GB e 512 GB</strong>, una dotazione più che adeguata. Una variante da <strong>128 GB a un prezzo più basso</strong> sarebbe stata interessante, ma non è prevista.</p><ul><li><strong>Performance: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-software"><span>Poco F7 Ultra recensione: software</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5352px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="hrofD8e8Q4ULg2gYfLnVrQ" name="Poco-F7-Ultra-10" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hrofD8e8Q4ULg2gYfLnVrQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5352" height="3010" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il software è probabilmente <strong>l’elemento meno differenziante</strong> tra i dispositivi Xiaomi e i suoi sub-brand, e nel caso del <strong>Poco F7 Ultra</strong>, ciò si traduce in <strong>uno dei suoi aspetti meno riusciti</strong>.</p><p>Basato su <strong>Android 15</strong>, il telefono monta <strong>HyperOS 2</strong> con <strong>Poco Launcher</strong> in superficie. Grazie all’hardware di fascia alta, l’interfaccia è <strong>rapida, fluida e tecnicamente ben ottimizzata</strong>. Tuttavia, resta un sistema <strong>eccessivamente affollato e carico di contenuti</strong>, con un’estetica che <strong>non riesce a scrollarsi di dosso il sapore da interfaccia datata</strong>. Perfino la nuova <strong>One UI 7 di Samsung</strong>, con tutte le sue app proprietarie, appare <strong>più moderna e leggera</strong> in confronto.</p><p>Uno dei problemi principali è il <strong>bloatware</strong>. C’è una cartella di <strong>App di Sistema</strong> che include strumenti come Calendario, Note, Orologio e Musica, tutti già coperti dalle app Google. Comprensibile, ma ridondante.</p><p>Una menzione positiva va fatta per <strong>Mi Remote</strong>, che sfrutta il sensore a infrarossi integrato per controllare TV e impianti audio: una funzione di nicchia, ma che continua ad avere il suo valore.</p><p>Meno giustificata è invece una <strong>seconda cartella</strong> piena di app di terze parti preinstallate come <strong>TikTok, LinkedIn, AliExpress e Booking.com</strong>, che <strong>appesantiscono l’esperienza iniziale</strong>. A questo si aggiungono <strong>un secondo store Xiaomi</strong> dedicato all’acquisto di prodotti del brand e un <strong>Theme Store</strong> con migliaia di sfondi e pacchetti icone, utile per la personalizzazione, ma anch’esso parte di un sistema troppo dispersivo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5579px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U4xyi8FtZjyuKJkLV4ycsQ" name="Poco-F7-Ultra-9" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U4xyi8FtZjyuKJkLV4ycsQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5579" height="3138" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Theme Store</strong> potrebbe sembrare un punto di forza del <strong>Poco F7 Ultra</strong>, ma è anch’esso <strong>pieno di contenuti inutili o a pagamento</strong>, che complicano persino operazioni semplici come cambiare lo sfondo della home. Tra opzioni valide, altre discutibili e tante bloccate dietro un paywall, <strong>l’esperienza risulta più frustrante che intuitiva</strong>.</p><p>Al netto del disordine iniziale, <strong>HyperOS è comunque un’interfaccia Android funzionale</strong>. È <strong>altamente personalizzabile</strong> e, con un po’ di pazienza, è possibile alleggerirla rimuovendo app e scorciatoie superflue. Tuttavia, <strong>icone e menu conservano quell’aspetto poco raffinato tipico dei software Xiaomi</strong>, e ciò può smorzare l’esperienza anche dopo un'ottimizzazione manuale.</p><p>Sul piano del supporto software, <strong>Xiaomi promette quattro major update e sei anni di patch di sicurezza</strong>: una politica discreta, ma ancora lontana da quanto offerto da <strong>Google, Samsung o Honor</strong>, che garantiscono aggiornamenti più longevi e tempestivi.</p><p>Non manca infine una sezione dedicata all’<strong>intelligenza artificiale</strong>, con strumenti come <strong>scrittura e riassunto AI</strong>, <strong>editing immagini AI</strong>, <strong>sottotitoli automatici</strong>, traduzioni e <strong>ricerca avanzata nel sistema</strong>. Tuttavia, <strong>queste funzioni appaiono poco integrate e meno efficaci</strong> rispetto a quelle viste su Pixel o Galaxy. L’editing AI delle foto, ad esempio, richiede l’<strong>installazione manuale di un plug-in nascosto nei menu della Galleria</strong>.</p><p>Tra le note positive, ci sono <strong>Circle to Search di Google</strong> e <strong>l’assistente Gemini accessibile con una lunga pressione del tasto di accensione,</strong> funzioni utili, anche se <strong>non esclusive del Poco F7 Ultra</strong>.</p><ul><li><strong>Software: 3 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-batteria"><span>Poco F7 Ultra recensione: batteria</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5313px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="2AbEVwbywTrNecDoNVH2rQ" name="Poco-F7-Ultra-1" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2AbEVwbywTrNecDoNVH2rQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5313" height="2989" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p><strong>Xiaomi ha dotato il Poco F7 Ultra di una batteria capiente da 5300 mAh</strong>, una capacità che, pur non raggiungendo i <strong>6000 mAh di modelli come OnePlus 13R o Nubia Z70 Ultra</strong>, risulta comunque <strong>superiore alla media</strong> della categoria.</p><p><strong>Il risultato è un'autonomia estremamente affidabile</strong>. Con un uso moderato e circa <strong>quattro ore di schermo attivo</strong>, il dispositivo chiude la giornata con <strong>oltre il 50% di carica residua</strong>, suggerendo che <strong>può coprire due giorni completi</strong> senza problemi.</p><p><strong>La ricarica è altrettanto impressionante</strong>. Il Poco F7 Ultra supporta <strong>HyperCharge a 120W</strong>, una tecnologia che <strong>supera la velocità di ricarica di rivali come Galaxy S24 FE, OnePlus 13R e persino alcuni flagship più costosi</strong>.</p><p>Attenzione però: <strong>il caricatore non è incluso in confezione</strong>. Durante il periodo di lancio, Xiaomi ne offre uno in omaggio, ma <strong>dopo sarà necessario acquistarlo separatamente</strong>.</p><p>Con un alimentatore da 120W a disposizione, <strong>il Poco F7 Ultra ha raggiunto il 52% in 15 minuti</strong>, completando una ricarica completa <strong>in poco più di mezz’ora</strong>. Un risultato che conferma la <strong>superiorità del dispositivo nei tempi di ricarica</strong>.</p><ul><li><strong>Batteria: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-il-poco-f7-ultra"><span>Perché acquistare il Poco F7 Ultra?</span></h2><div ><table><caption>Poco F7 Ultra</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Audace e vistoso in giallo, più anonimo in nero, il Poco F7 Ultra è grande e pesante ma ben costruito.</p></td><td  ><p>3.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Torna l'affidabile AMOLED da 6,67 pollici di Xiaomi, con risoluzione QHD+ nitida e una buona luminosità massima di 1800 nit in modalità HBM.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Con lo Snapdragon 8 Elite a bordo, il Poco F7 Ultra offre ottime prestazioni, anche se non raggiunge i livelli assoluti dei migliori.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera</p></td><td  ><p>Il sistema fotografico di Xiaomi è abbastanza equilibrato, ma la qualità generale delle immagini si attesta su un livello solo discreto.</p></td><td  ><p>3 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>La batteria da 5.300 mAh, superiore alla media, garantisce due giorni di autonomia con un uso regolare e supporta la ricarica a 120W.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>HyperOS 2 è il punto debole del Poco F7 Ultra, con un'interfaccia carica e confusa e funzioni AI poco integrate.</p></td><td  ><p>3 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>A metà del prezzo dell'Asus ROG Phone 9 Pro, ma con prestazioni simili, il Red Magic 10 Pro offre un rapporto qualità-prezzo eccezionale per i gamer più appassionati.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-13">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete gamer mobili con un budget contenuto</strong> </p><p>Pur non essendo un vero "gaming phone", il Poco F7 Ultra gestisce senza problemi tutti i titoli mobile più recenti, senza richiedere una spesa eccessiva o sfoggiare un design troppo aggressivo.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi preoccupa l’autonomia</strong> </p><p>Con una batteria da 5.300 mAh, il Poco F7 Ultra offre una riserva di energia superiore alla maggior parte degli smartphone.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete ricaricare in tempi record</strong> </p><p>Pochi dispositivi supportano ricarica cablata a 120W e wireless a 50W, e ancora meno lo fanno a questo prezzo.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-10">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Preferite un’esperienza Android pulita</strong> </p><p>Se amate l'interfaccia stock di Google, HyperOS 2 potrebbe risultarvi soffocante per la quantità di app preinstallate e funzioni superflue.</p></div><div class="product"><p><strong>Date priorità alla fotografia</strong> </p><p>Il Poco F7 Ultra non scatta foto pessime, ma allo stesso prezzo – o anche meno – si trovano smartphone con fotocamere principali nettamente superiori.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite smartphone sottili e leggeri</strong> </p><p>Il Poco F7 Ultra è piuttosto spesso e pesante, e non passa certo inosservato in tasca.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/poco-phones/recensione-xiaomi-poco-f7-ultra</link>
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                            <![CDATA[ Lo smartphone che punta in alto con potenza e display, ma lascia qualche dubbio nelle scelte di equilibrio. ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">iPEfpnnz9BXMN9LJBnFGmP</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Poco Phones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Xiaomi Phones]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-rapida"><span>Poco F7 Ultra: Recensione rapida </span></h2><p>Il sub-brand <strong>Poco di Xiaomi</strong> è sempre stato sinonimo di <strong>prestazioni elevate a prezzi accessibili</strong>. Ma ha davvero senso proporre un modello “Ultra” più costoso? Ora possiamo rispondere con certezza: <strong>sì</strong>, se si cercano **specifiche da top di gamma a un prezzo inferiore rispetto alla concorrenza.</p><p>Lo <strong>Snapdragon 8 Elite</strong> è il cuore del dispositivo, lo stesso chip che alimenta molti dei migliori smartphone sul mercato. A supportarlo c’è il <strong>VisionBoost D7</strong>, <strong>chip grafico inedito per la serie Poco</strong>. Il risultato complessivo non è il più veloce mai visto, ma le prestazioni restano <strong>tra le più alte della categoria</strong>.</p><p>Non tutto, però, è all’altezza del segmento premium. Il design, pur <strong>resistente e con certificazione IP68</strong>, appare <strong>più aggressivo e pesante rispetto ai rivali diretti</strong>, e potrebbe non incontrare i gusti di chi cerca eleganza oltre alla pura potenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5579px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U4xyi8FtZjyuKJkLV4ycsQ" name="Poco-F7-Ultra-9" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U4xyi8FtZjyuKJkLV4ycsQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5579" height="3138" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Non c’è dubbio sull’impatto dell’<strong>ampia batteria da 5.300mAh</strong> del <strong>Poco F7 Ultra</strong>: il dispositivo garantisce <strong>fino a due giorni di autonomia con un utilizzo moderato</strong>. Impressionano anche le <strong>velocità di ricarica</strong>, con supporto a <strong>120W HyperCharge</strong> via cavo e <strong>50W wireless</strong>, numeri che mettono in difficoltà concorrenti come <strong>Galaxy S25 Ultra</strong> e <strong>Pixel 9 Pro XL</strong>. Peccato solo per l’assenza del caricatore in confezione nel mercato italiano.</p><p>Il comparto fotografico, invece, <strong>non impensierisce i veri top di gamma</strong>. Il set-up è ben bilanciato, con una <strong>principale da 50MP</strong>, una <strong>ultra-grandangolare da 32MP</strong> e, per la prima volta su un Poco, una <strong>teleobiettivo da 50MP con zoom 2,5x</strong>. Tuttavia, la qualità degli scatti si mantiene <strong>nella fascia media</strong>, buona ma non straordinaria.</p><p>A deludere è ancora una volta <strong>HyperOS</strong>, l’interfaccia Xiaomi: sebbene fluida e stabile, risulta <strong>carica di app preinstallate e servizi invasivi</strong>, un punto debole ricorrente anche nei modelli più avanzati del brand.</p><p>Nel complesso, il Poco F7 Ultra è <strong>il modello più potente e accessoriato mai lanciato dalla serie</strong>, e resta <strong>un’ottima scelta per chi cerca alte prestazioni a un prezzo contenuto</strong>. Tuttavia, <strong>non è un unicum</strong>: concorrenti come <strong>Nubia Z70 Ultra</strong>, <strong>OnePlus 13R</strong> o <strong>Galaxy S24 FE</strong> offrono soluzioni <strong>più raffinate o altrettanto valide</strong> sotto molti aspetti.</p><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-prezzo-e-disponibilita"><span>Poco F7 Ultra recensione: prezzo e disponibilità </span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5230px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JD6YQ25k2pjj9MqEQCcvrQ" name="Poco-F7-Ultra-7" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JD6YQ25k2pjj9MqEQCcvrQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5230" height="2942" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Xiaomi ha lanciato ufficialmente il <strong>Poco F7 Ultra</strong> il <strong>27 marzo 2025</strong> in <strong>Europa</strong>, <strong>Regno Unito</strong>, <strong>Asia sudorientale</strong>, <strong>Medio Oriente</strong> e <strong>America Latina</strong>. Come già avvenuto per altri dispositivi del brand, <strong>non è prevista una distribuzione negli Stati Uniti né in Australia</strong>.</p><p>In Italia, il modello base con <strong>12 GB di RAM e 256 GB di memoria interna</strong> è proposto a circa <strong>749 euro</strong>, mentre la versione superiore con <strong>16 GB di RAM e 512 GB di storage</strong> arriva a <strong>799 euro circa</strong>.</p><p>A questa fascia di prezzo, il Poco F7 Ultra si confronta direttamente con altri smartphone che puntano a offrire <strong>un’esperienza da quasi-top di gamma</strong>. Tra i più simili troviamo il <strong>Nubia Z70 Ultra</strong>, che propone <strong>prestazioni equivalenti</strong>, <strong>una batteria più grande</strong> e <strong>un comparto fotografico più evoluto</strong>, allo stesso prezzo.</p><p>C'è poi il <strong>OnePlus 13R</strong>, paragonabile in termini di posizionamento ma con un <strong>processore di generazione precedente</strong> e senza ricarica wireless, una funzione che invece il Poco include.</p><p>Infine, tra i rivali figura anche il <strong>Samsung Galaxy S24 FE</strong>, che si distingue per un <strong>design più curato</strong>, ricarica wireless e uno <strong>zoom ottico 3x più profondo</strong>, ma che <strong>monta un chip meno potente</strong> rispetto al Poco F7 Ultra.</p><ul><li><strong>Valore: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-specifiche"><span>Poco F7 Ultra recensione: specifiche </span></h2><div ><table><caption>Poco F7 Ultra specifiche </caption><thead><tr><th class="firstcol empty" ></th><th  ></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni:</p></td><td  ><p>160.26 x 74.95 x 8.39mm</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso:</p></td><td  ><p>212g</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display:</p></td><td  ><p>AMOLED da 6,67 pollici QHD+ (1440 x 3200) fino a 120 Hz</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Chipset:</p></td><td  ><p>Qualcomm Snapdragon 8 Elite</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>RAM:</p></td><td  ><p>12GB / 16GB (LPDDR5X)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Memoria:</p></td><td  ><p>256GB / 512GB (UFS 4.1)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>OS:</p></td><td  ><p>Android 15 con HyperOS 2</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera primaria:</p></td><td  ><p>Sensore da 50MP Light Fusion 800 da 1/1,55 pollici con OIS</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ultra-wide camera:</p></td><td  ><p>Sensore da 32 MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Teleobiettivo</p></td><td  ><p>50MP Sensore da 1/2,76 pollici</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera anteriore:</p></td><td  ><p>Sensore da 32 MP</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria: </p></td><td  ><p>5,300mAh</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ricarica:</p></td><td  ><p>120W wired, 50W wireless</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Colori:</p></td><td  ><p>Giallo, Nero </p></td></tr></tbody></table></div><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-design"><span>Poco F7 Ultra recensione: design</span></h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5KsFVxMZCKort6FD7eZmpQ-1920-80.jpg" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LeKdjvU6FP4AsYQhhRKVoQ-1920-80.jpg" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><p>Xiaomi presenta il <strong>Poco F7 Ultra</strong> come dotato di un <strong>“design completamente nuovo”</strong>, anche se, nel panorama attuale, <strong>non appare particolarmente innovativo</strong>. Di certo, però, <strong>si distingue nettamente dalla serie Poco F6</strong>.</p><p>Maneggiandolo per la prima volta, il dispositivo che più lo ricorda è lo <strong>Xiaomi 15</strong>, complice il <strong>profilo piatto con cornice nera</strong>, anche se meno stondato ai bordi. Le dimensioni sono generose (<strong>160,26 x 74,95 x 8,39 mm</strong>) e il peso, con <strong>212 grammi</strong>, risulta <strong>leggermente eccessivo</strong> nell’uso quotidiano.</p><p>A restare fedele allo stile Poco è invece <strong>il colore della scocca posteriore</strong>: nel modello testato, <strong>un giallo acceso</strong> che contrasta fortemente con la cornice nera. Può piacere o meno, ma <strong>di certo non passa inosservato</strong>.</p><p>Xiaomi ha <strong>rivisitato anche il modulo fotografico</strong> del <strong>Poco F7 Ultra</strong>, abbandonando lo stile irregolare delle precedenti generazioni. Il nuovo design presenta <strong>un unico cerchio rialzato</strong> che ospita le tre fotocamere, <strong>decentrato su un lato</strong>. Il bordo nero attorno al modulo si abbina con forza al giallo intenso della scocca, creando un contrasto visivo marcato.</p><p><strong>La qualità costruttiva ha fatto un netto passo avanti</strong> rispetto ai modelli F precedenti: per la prima volta, Poco introduce <strong>una certificazione IP68</strong>, rendendo lo smartphone <strong>resistente a polvere e immersioni</strong>, al pari dei dispositivi di fascia alta di Apple e Samsung.</p><p>Al di là della variante gialla (disponibile anche in <strong>nero più sobrio</strong>), il design risulta <strong>meno appariscente rispetto al Nubia Z70 Ultra</strong>, pur non raggiungendo <strong>l’eleganza del OnePlus 13R o del Galaxy S24 FE</strong>. Una via di mezzo ben costruita, ma non ancora completamente raffinata.</p><ul><li><strong>Design: 3.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-display"><span>Poco F7 Ultra recensione: display</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5154px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="oE5iLGAotKeV8K3okjBQrQ" name="Poco-F7-Ultra-8" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oE5iLGAotKeV8K3okjBQrQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5154" height="2899" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I dispositivi Poco sono noti per offrire <strong>display grandi e ben calibrati</strong>, e il <strong>Poco F7 Ultra</strong> continua su questa strada. Tuttavia, <strong>non introduce reali innovazioni</strong> rispetto allo schermo del precedente F6 Pro.</p><p>Anche in questo caso troviamo un <strong>pannello AMOLED da 6,67 pollici</strong> con risoluzione <strong>QHD+ molto nitida</strong>, ma bisogna <strong>attivarla manualmente dalle impostazioni</strong>, il che risulta scomodo. Il valore dichiarato di <strong>luminosità di picco è di 3.200 nit</strong>, leggermente inferiore ai <strong>4.000 nit del Poco F6 Pro</strong>, ma solo in scenari HDR su porzioni limitate dello schermo. In condizioni di forte luce ambientale, la <strong>luminosità in modalità HBM</strong> sale a <strong>1.800 nit</strong>, migliorando nettamente rispetto ai <strong>1.200 nit del modello precedente</strong>.</p><p>La <strong>frequenza di aggiornamento massima è di 120 Hz</strong>, ormai standard nel settore. Il Nubia Z70 Ultra arriva a <strong>144 Hz</strong>, ma si entra in un territorio di ritorni decrescenti. Va sottolineato che non si tratta di un <strong>pannello LTPO</strong>, quindi <strong>non scende fino a 1 Hz</strong> come nei veri top di gamma; se cercate questa funzione a questo prezzo, il riferimento resta il <strong>OnePlus 13R</strong>.</p><p>Per la protezione dello schermo, Xiaomi introduce il <strong>“Poco Shield Glass”</strong>, che sostituisce il più comune Gorilla Glass e viene definito come <strong>il vetro più resistente mai montato su un Poco</strong>, apparentemente superiore anche al Gorilla Glass 7i visto sul F7 Pro.</p><p>Pur non essendo un salto generazionale, il display del Poco F7 Ultra resta <strong>uno dei suoi punti forti</strong>: <strong>ben dimensionato, nitido e calibrato con cura</strong>, è difficile trovargli veri difetti nella fascia di prezzo in cui si colloca.</p><ul><li><strong>Display: 4 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-fotocamere"><span>Poco F7 Ultra recensione: Fotocamere</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5371px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="u955gGNJHfXbWCh7F7GFqQ" name="Poco-F7-Ultra-3" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/u955gGNJHfXbWCh7F7GFqQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5371" height="3021" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Con il <strong>Poco F7 Ultra</strong>, Xiaomi si è trovata a <strong>dover bilanciare ambizione e contenimento dei costi</strong>. Essendo il primo modello "Ultra" della serie, la configurazione fotografica doveva rappresentare un <strong>salto rispetto ai predecessori</strong>, ma senza far lievitare troppo il prezzo finale.</p><p>La soluzione adottata è intelligente, anche se <strong>le immagini ottenute non sorprendono quanto le specifiche potrebbero far sperare</strong>. A livello tecnico, troviamo <strong>un sistema a tripla fotocamera</strong> ben strutturato, con l’introduzione – per la prima volta su un Poco – di <strong>una teleobiettivo da 50MP</strong> e di una <strong>ultra-grandangolare da 32MP</strong> più definita del solito.</p><p>È proprio su queste due lenti secondarie che si sente l’effetto “Ultra”. Gli scatti a <strong>2,5x e 5x</strong> ottenuti con la teleobiettivo flottante offrono risultati piacevoli e nitidi nella maggior parte dei casi. La ultra-wide, pur restando <strong>inferiore in nitidezza e con toni meno vividi</strong>, <strong>non è sacrificata come spesso accade nei modelli più economici</strong>, e le immagini sono comunque perfettamente condivisibili.</p><p>Il compromesso principale riguarda il sensore principale: si tratta dello <strong>stesso da 50MP (1/1.55") Light Fusion 800</strong> già visto sul <strong>Poco F6 Pro</strong>. Una scelta che <strong>conserva qualità solida</strong>, ma che <strong>limita l’evoluzione rispetto al passato</strong>.</p><p>Nel complesso, il comparto fotografico del Poco F7 Ultra è <strong>il più completo mai visto su un modello del brand</strong>, ma <strong>non riesce ancora a competere con i veri top di gamma sul mercato</strong>.</p><p>Non sorprende che il <strong>Poco F7 Ultra</strong> produca <strong>scatti simili a quelli del suo predecessore</strong>: immagini <strong>ben bilanciate, dettagli discrete e colori ricchi ma non esagerati</strong>. Il nuovo processore contribuisce a migliorare l'elaborazione, offrendo un boost generale, anche se <strong>non si tratta di un salto netto</strong> rispetto al <strong>Poco F6 Pro</strong>.</p><p>Nel confronto con altri smartphone tra i <strong>400 e i 500 euro del 2024</strong>, il Poco F7 Ultra <strong>non riesce a distinguersi</strong>. E salendo nella fascia <strong>intorno ai 650 euro del 2025</strong>, la situazione peggiora: rivali come il <strong>Samsung Galaxy S24 FE</strong> e il <strong>OnePlus 13R</strong> offrono soluzioni più raffinate, mentre il <strong>Nubia Z70 Ultra</strong> va oltre con una fotocamera principale a <strong>diaframma variabile</strong> e un <strong>teleobiettivo da 64MP con zoom 3.3x</strong>.</p><p>In notturna, le prestazioni sono <strong>buone per la fascia media</strong>: il processore potente, il sensore principale e la stabilizzazione ottica (OIS) <strong>lavorano bene insieme</strong> per ottenere scatti luminosi e ricchi di dettagli.</p><p>La <strong>fotocamera frontale da 32MP</strong> offre <strong>selfie nella norma</strong>: i dettagli non colpiscono, e le luci alte possono essere gestite meglio, ma <strong>i toni della pelle e i colori risultano naturali</strong>. Anche la modalità ritratto funziona bene, con un soggetto in primo piano che risalta piacevolmente sullo sfondo sfocato.</p><ul><li><strong>Fotocamere: 3 / 5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-esempi-di-foto"><span>Poco F7 Ultra recensione: esempi di foto </span></h3><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9g8rnzBasT2kQHecJ3qS6V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KL43FYVtvV4wP8zNppAU4V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cuXtVwQjYJxmGNJPfBGt9U-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/X83V8KSDiRmj2xn5aCChoU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HUHWrKHVmd9NJzgke4injU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7D9seeSNkAA8fWW4cNLYyU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xQcERGWoBoKt4yZZtp5A8V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mVq2HrK8mCZsxy4PBVNe2V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Vfwe5G5HDEK6ovN9JmrWKU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sgfKsTYArjTcrUNsupjdBU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/w4NK6TrWzHuprkPPhQr7dU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9iAFJXdohjZcjeEoRDqNjU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EFPzz63NyNondk9BNvZamU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/J6LqQu2ANJ9bTmH93Udz7V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Fmcd9cFZN5qQfgLFkn7opU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/k4KmsACGc5AGE65GATqUNU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZCni6YLx6smvt9xeirWCxU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fbY8UHNb7zDWHpL48o92vU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FXA7RLaqLxL3nBFkhDVaGU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wSZNgprmEHFdgeyPnJRqbU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pvaEbpSH2gbRkRmdLshckU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WJGSrYAwbLVNHofwPRYVeU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Xp8NgAe4LkH4MJ3yAJdVvU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MT5gJYMuyKgpd9hZDbG6vU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cTTw5XQ48gQTMSk7GwRpeU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Cf769P7jZKJFpyorB8LJCU-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/V6qqFofuDYvRA5DiQ8Ck9U-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/b49eCUaYJQbtqYHBtir6yT-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LqxZuPp84agPJnempijCmV-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZY7wFzRbbsiHCbAsYxUL4V-1920-80.jpg" alt="Camera samples for the Xiaomi Poco F7 Ultra review" /><figcaption><small role="credit">Future</small></figcaption></figure></figure><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-performance"><span>Poco F7 Ultra recensione: performance</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5272px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="T6Gufc55EzpTSJqgBGNRsQ" name="Poco-F7-Ultra-6" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/T6Gufc55EzpTSJqgBGNRsQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5272" height="2966" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il vero punto di forza del <strong>Poco F7 Ultra</strong>, e ciò che ne giustifica il nome "Ultra", è senza dubbio <strong>il livello di prestazioni</strong>. Equipaggiato con il <strong>processore Snapdragon 8 Elite</strong> e il chip grafico dedicato <strong>VisionBoost D7</strong>, mira chiaramente a competere con smartphone come <strong>Xiaomi 15 Ultra</strong> e <strong>Samsung Galaxy S25 Ultra</strong>, pur costando letteralmente <strong>la metà</strong>.</p><p>Nei test, però, <strong>non raggiunge i vertici assoluti</strong>. Su Geekbench 6, le medie registrate sono di <strong>2323 punti in single-core</strong> e <strong>8171 in multi-core</strong>, valori inferiori del 37% e 24% rispetto all’<strong>Asus ROG Phone 9 Pro</strong>, che però è un device pensato esclusivamente per il gaming. Anche il <strong>Nubia Z70 Ultra</strong>, diretto concorrente, fa meglio con punteggi di <strong>2922 e 9066</strong>.</p><p>Situazione simile nei test GPU con <strong>GFXBench</strong>, dove un altro smartphone con Snapdragon 8 Elite come il <strong>Galaxy S25 Plus</strong> mostra prestazioni superiori.</p><p>Detto ciò, i benchmark <strong>non raccontano l’intera storia</strong>. Nella pratica, il <strong>Poco F7 Ultra funziona in modo impeccabile</strong>: è fluido in ogni contesto quotidiano, e giochi complessi come <strong>GRID Legends</strong> girano senza problemi, anche con texture ad alta qualità abilitate.</p><p>Parte del merito va anche alla <strong>RAM generosa</strong>: il modello in prova ha <strong>16 GB</strong>, ma anche la versione base parte da <strong>12 GB</strong>, come sul Galaxy S25 Ultra. Per l’archiviazione, si può scegliere tra <strong>256 GB e 512 GB</strong>, una dotazione più che adeguata. Una variante da <strong>128 GB a un prezzo più basso</strong> sarebbe stata interessante, ma non è prevista.</p><ul><li><strong>Performance: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-software"><span>Poco F7 Ultra recensione: software</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5352px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="hrofD8e8Q4ULg2gYfLnVrQ" name="Poco-F7-Ultra-10" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hrofD8e8Q4ULg2gYfLnVrQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5352" height="3010" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il software è probabilmente <strong>l’elemento meno differenziante</strong> tra i dispositivi Xiaomi e i suoi sub-brand, e nel caso del <strong>Poco F7 Ultra</strong>, ciò si traduce in <strong>uno dei suoi aspetti meno riusciti</strong>.</p><p>Basato su <strong>Android 15</strong>, il telefono monta <strong>HyperOS 2</strong> con <strong>Poco Launcher</strong> in superficie. Grazie all’hardware di fascia alta, l’interfaccia è <strong>rapida, fluida e tecnicamente ben ottimizzata</strong>. Tuttavia, resta un sistema <strong>eccessivamente affollato e carico di contenuti</strong>, con un’estetica che <strong>non riesce a scrollarsi di dosso il sapore da interfaccia datata</strong>. Perfino la nuova <strong>One UI 7 di Samsung</strong>, con tutte le sue app proprietarie, appare <strong>più moderna e leggera</strong> in confronto.</p><p>Uno dei problemi principali è il <strong>bloatware</strong>. C’è una cartella di <strong>App di Sistema</strong> che include strumenti come Calendario, Note, Orologio e Musica, tutti già coperti dalle app Google. Comprensibile, ma ridondante.</p><p>Una menzione positiva va fatta per <strong>Mi Remote</strong>, che sfrutta il sensore a infrarossi integrato per controllare TV e impianti audio: una funzione di nicchia, ma che continua ad avere il suo valore.</p><p>Meno giustificata è invece una <strong>seconda cartella</strong> piena di app di terze parti preinstallate come <strong>TikTok, LinkedIn, AliExpress e Booking.com</strong>, che <strong>appesantiscono l’esperienza iniziale</strong>. A questo si aggiungono <strong>un secondo store Xiaomi</strong> dedicato all’acquisto di prodotti del brand e un <strong>Theme Store</strong> con migliaia di sfondi e pacchetti icone, utile per la personalizzazione, ma anch’esso parte di un sistema troppo dispersivo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5579px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="U4xyi8FtZjyuKJkLV4ycsQ" name="Poco-F7-Ultra-9" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U4xyi8FtZjyuKJkLV4ycsQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5579" height="3138" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>Theme Store</strong> potrebbe sembrare un punto di forza del <strong>Poco F7 Ultra</strong>, ma è anch’esso <strong>pieno di contenuti inutili o a pagamento</strong>, che complicano persino operazioni semplici come cambiare lo sfondo della home. Tra opzioni valide, altre discutibili e tante bloccate dietro un paywall, <strong>l’esperienza risulta più frustrante che intuitiva</strong>.</p><p>Al netto del disordine iniziale, <strong>HyperOS è comunque un’interfaccia Android funzionale</strong>. È <strong>altamente personalizzabile</strong> e, con un po’ di pazienza, è possibile alleggerirla rimuovendo app e scorciatoie superflue. Tuttavia, <strong>icone e menu conservano quell’aspetto poco raffinato tipico dei software Xiaomi</strong>, e ciò può smorzare l’esperienza anche dopo un'ottimizzazione manuale.</p><p>Sul piano del supporto software, <strong>Xiaomi promette quattro major update e sei anni di patch di sicurezza</strong>: una politica discreta, ma ancora lontana da quanto offerto da <strong>Google, Samsung o Honor</strong>, che garantiscono aggiornamenti più longevi e tempestivi.</p><p>Non manca infine una sezione dedicata all’<strong>intelligenza artificiale</strong>, con strumenti come <strong>scrittura e riassunto AI</strong>, <strong>editing immagini AI</strong>, <strong>sottotitoli automatici</strong>, traduzioni e <strong>ricerca avanzata nel sistema</strong>. Tuttavia, <strong>queste funzioni appaiono poco integrate e meno efficaci</strong> rispetto a quelle viste su Pixel o Galaxy. L’editing AI delle foto, ad esempio, richiede l’<strong>installazione manuale di un plug-in nascosto nei menu della Galleria</strong>.</p><p>Tra le note positive, ci sono <strong>Circle to Search di Google</strong> e <strong>l’assistente Gemini accessibile con una lunga pressione del tasto di accensione,</strong> funzioni utili, anche se <strong>non esclusive del Poco F7 Ultra</strong>.</p><ul><li><strong>Software: 3 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-poco-f7-ultra-recensione-batteria"><span>Poco F7 Ultra recensione: batteria</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5313px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="2AbEVwbywTrNecDoNVH2rQ" name="Poco-F7-Ultra-1" alt="Product shots for the Xiaomi Poco X7 Ultra review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2AbEVwbywTrNecDoNVH2rQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5313" height="2989" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p><strong>Xiaomi ha dotato il Poco F7 Ultra di una batteria capiente da 5300 mAh</strong>, una capacità che, pur non raggiungendo i <strong>6000 mAh di modelli come OnePlus 13R o Nubia Z70 Ultra</strong>, risulta comunque <strong>superiore alla media</strong> della categoria.</p><p><strong>Il risultato è un'autonomia estremamente affidabile</strong>. Con un uso moderato e circa <strong>quattro ore di schermo attivo</strong>, il dispositivo chiude la giornata con <strong>oltre il 50% di carica residua</strong>, suggerendo che <strong>può coprire due giorni completi</strong> senza problemi.</p><p><strong>La ricarica è altrettanto impressionante</strong>. Il Poco F7 Ultra supporta <strong>HyperCharge a 120W</strong>, una tecnologia che <strong>supera la velocità di ricarica di rivali come Galaxy S24 FE, OnePlus 13R e persino alcuni flagship più costosi</strong>.</p><p>Attenzione però: <strong>il caricatore non è incluso in confezione</strong>. Durante il periodo di lancio, Xiaomi ne offre uno in omaggio, ma <strong>dopo sarà necessario acquistarlo separatamente</strong>.</p><p>Con un alimentatore da 120W a disposizione, <strong>il Poco F7 Ultra ha raggiunto il 52% in 15 minuti</strong>, completando una ricarica completa <strong>in poco più di mezz’ora</strong>. Un risultato che conferma la <strong>superiorità del dispositivo nei tempi di ricarica</strong>.</p><ul><li><strong>Batteria: 4.5 / 5</strong></li></ul><h2 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-il-poco-f7-ultra"><span>Perché acquistare il Poco F7 Ultra?</span></h2><div ><table><caption>Poco F7 Ultra</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Audace e vistoso in giallo, più anonimo in nero, il Poco F7 Ultra è grande e pesante ma ben costruito.</p></td><td  ><p>3.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Display</p></td><td  ><p>Torna l'affidabile AMOLED da 6,67 pollici di Xiaomi, con risoluzione QHD+ nitida e una buona luminosità massima di 1800 nit in modalità HBM.</p></td><td  ><p>4 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Con lo Snapdragon 8 Elite a bordo, il Poco F7 Ultra offre ottime prestazioni, anche se non raggiunge i livelli assoluti dei migliori.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Fotocamera</p></td><td  ><p>Il sistema fotografico di Xiaomi è abbastanza equilibrato, ma la qualità generale delle immagini si attesta su un livello solo discreto.</p></td><td  ><p>3 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Batteria</p></td><td  ><p>La batteria da 5.300 mAh, superiore alla media, garantisce due giorni di autonomia con un uso regolare e supporta la ricarica a 120W.</p></td><td  ><p>4.5 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Software</p></td><td  ><p>HyperOS 2 è il punto debole del Poco F7 Ultra, con un'interfaccia carica e confusa e funzioni AI poco integrate.</p></td><td  ><p>3 / 5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Valore</p></td><td  ><p>A metà del prezzo dell'Asus ROG Phone 9 Pro, ma con prestazioni simili, il Red Magic 10 Pro offre un rapporto qualità-prezzo eccezionale per i gamer più appassionati.</p></td><td  ><p>5 / 5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-13">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Siete gamer mobili con un budget contenuto</strong> </p><p>Pur non essendo un vero "gaming phone", il Poco F7 Ultra gestisce senza problemi tutti i titoli mobile più recenti, senza richiedere una spesa eccessiva o sfoggiare un design troppo aggressivo.</p></div><div class="product"><p><strong>Vi preoccupa l’autonomia</strong> </p><p>Con una batteria da 5.300 mAh, il Poco F7 Ultra offre una riserva di energia superiore alla maggior parte degli smartphone.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete ricaricare in tempi record</strong> </p><p>Pochi dispositivi supportano ricarica cablata a 120W e wireless a 50W, e ancora meno lo fanno a questo prezzo.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-10">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Preferite un’esperienza Android pulita</strong> </p><p>Se amate l'interfaccia stock di Google, HyperOS 2 potrebbe risultarvi soffocante per la quantità di app preinstallate e funzioni superflue.</p></div><div class="product"><p><strong>Date priorità alla fotografia</strong> </p><p>Il Poco F7 Ultra non scatta foto pessime, ma allo stesso prezzo – o anche meno – si trovano smartphone con fotocamere principali nettamente superiori.</p></div><div class="product"><p><strong>Preferite smartphone sottili e leggeri</strong> </p><p>Il Poco F7 Ultra è piuttosto spesso e pesante, e non passa certo inosservato in tasca.</p></div>
                                                            </article>
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                        </content:encoded>
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                                <item>
                                                            <title><![CDATA[ Recensione Ninja 5-in-1 Grill ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-recensione-rapida"><span>Ninja 5-in-1 Grill: recensione rapida </span></h3><p>Ninja è uno dei marchi più affermati nel settore delle friggitrici ad aria, e non a caso <strong>molti dei suoi modelli figurano tra i migliori del mercato</strong>. La qualità è elevata, ma spesso accompagnata da <strong>prezzi premium</strong>, a volte anche piuttosto alti. Il modello <strong>Ninja 5-in-1 Grill </strong>segue questa linea, ma si presenta <strong>leggermente più accessibile rispetto ad altri prodotti della gamma</strong>, pur mantenendo <strong>l’eccellente standard costruttivo</strong> che ci si aspetta da Ninja.</p><p>Con un budget intorno ai <strong>200 euro circa</strong>, rientra nella fascia medio-alta, ma offre in cambio una <strong>friggitrice ad aria e griglia da interno di alto livello</strong>, con prestazioni costanti su tutte e cinque le funzioni di cottura. Dalla <strong>grigliatura anche di alimenti surgelati</strong> alla <strong>cottura al forno</strong>, dalla <strong>disidratazione alla frittura ad aria</strong>, il dispositivo si dimostra pratico ed efficace.</p><p>Come spesso accade con gli apparecchi multifunzione, <strong>alcuni alimenti o modalità potrebbero richiedere qualche prova iniziale</strong> per ottenere risultati perfetti, ma nel complesso si tratta di <strong>una soluzione solida per chi cerca versatilità e affidabilità in cucina</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1328px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EYoLMSS58ZHhNkdkoLAV3L" name="Possible Feature Image" alt="Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer on kitchen counter" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EYoLMSS58ZHhNkdkoLAV3L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1328" height="747" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Vic Hood)</span></figcaption></figure><p>Il manuale incluso e il libretto con ricette e suggerimenti si rivelano <strong>molto utili</strong>, offrendo indicazioni chiare su quasi ogni funzione. Tuttavia, le <strong>linee guida sui tempi di cottura sono talvolta troppo ottimistiche</strong>, e conviene <strong>monitorare da vicino gli alimenti</strong>, almeno nelle prime fasi d’utilizzo. In particolare, la funzione air fryer può portare a cotture non uniformi o esterni troppo cotti. Fortunatamente, la <strong>sonda integrata</strong> aiuta a verificare con precisione la cottura di carne e pesce, offrendo un buon livello di controllo.</p><p>Le maggiori difficoltà sono emerse <strong>nella frittura ad aria</strong>, complicate dall’<strong>assenza di un manico sulla pentola da 5,7 litri</strong>, che rende scomodo mescolare cibi come patatine e verdure durante la cottura. Al contrario, le altre modalità hanno dato <strong>risultati eccellenti</strong>, con muffin ben cotti, focacce gustose e pollo succoso.</p><p>Il <strong>vero punto debole</strong> resta però la <strong>manutenzione</strong>: pulire l’apparecchio e i suoi componenti (in particolare lo <strong>schermo anti-schizzi</strong>) richiede tempo e pazienza, anche seguendo le istruzioni. Una pulizia non costante può inoltre compromettere le prestazioni nel lungo periodo.</p><p>Nonostante questo, la <strong>Ninja 5-in-1 Grill & Air Fryer</strong> resta <strong>una scelta solida</strong> per chi griglia e frigge spesso, unendo due funzioni in un unico elettrodomestico. Per chi non ha spazio per un barbecue, rappresenta un’ottima alternativa a <strong>basso fumo</strong>, facile da usare sia per utenti esperti che per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle air fryer.</p><h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-prezzo-e-disponibilita"><span>Ninja 5-in-1 Grill: prezzo e disponibilità </span></h3><p>La <strong>Ninja 5-in-1 Grill</strong> ha un <strong>prezzo consigliato di circa 199,99 euro</strong>, che la rende <strong>una delle soluzioni più accessibili</strong> per chi desidera un prodotto Ninja multifunzione di qualità senza superare la soglia dei 200 euro.</p><p>Costa meno rispetto ad altri modelli della stessa marca, come la <strong>Ninja Foodi Max Dual Zone</strong> o il <strong>forno Ninja Double Oven</strong>, risultando quindi <strong>una scelta interessante</strong> per chi cerca versatilità e prestazioni senza spendere troppo.</p><p>Nonostante il prezzo non sia tra i più bassi del mercato, è giustificato dalle <strong>cinque modalità di cottura integrate</strong>, compresa la funzione griglia, che offre risultati affidabili. È inclusa anche <strong>una garanzia di due anni</strong>, attivabile registrando il prodotto, per una maggiore tranquillità.</p><p>È acquistabile <strong>presso rivenditori ufficiali e negozi di elettronica</strong> e può essere soggetto a offerte e promozioni durante i periodi di sconto.</p><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><div data-model-name="Ninja 5-In-1 Grill & Air Fryer EG351UK" data-widget-type="review"></div><h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-specifiche"><span>Ninja 5-in-1 Grill: specifiche </span></h3><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Categoria </p></td><td  ><p>Dettagli </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Numero di cestini</p></td><td  ><p>1</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Numero di funzioni di cottura</p></td><td  ><p>5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Funzioni e modalità di cottura</p></td><td  ><p>Funzioni di cottura: Grigliare, friggere all'aria, arrostire, cuocere e disidratare</p><p>Funzioni extra: Preset di sonde (manzo, pollo, maiale, pesce, agnello)</p><p></p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Smart control</p></td><td  ><p>No</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Potenza</p></td><td  ><p>1,760W</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Capacità</p></td><td  ><p>Pentola da 5,7 litri</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Temperatura </p></td><td  ><p>Griglia: Basso, medio, alto</p><p>Friggere all'aria: 302F-464F / 150C-240C</p><p>Arrosto: 248F-482F / 120C-250C </p><p>Cottura: 248F-410F / 120C - 210C </p><p>Disidratare: 104F-194F / 40C-90C</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Intervallo di tempo</p></td><td  ><p>Grigliare: 1 min - 30 min</p><p>Friggere all'aria: 1 min - 1 ora</p><p>Arrosto: 1 min - 30 min</p><p>Cuocere al forno: 1 minuto - 2 ore</p><p>Disidratare: 1 ora - 12 ore</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni (comprese le maniglie)</p></td><td  ><p>16,8“ (H) x 11” (L) x 14” (L) / 430 mm (H) x 280 mm (L) x 355 mm (L)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lavabile in lavastoviglie</p></td><td  ><p>Non raccomandato</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso </p></td><td  ><p>18.3lbs / 8.3kg</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-design"><span>Ninja 5-in-1 Grill: design</span></h3><p>La <strong>Ninja 5-in-1 Grill </strong>presenta una <strong>finitura nera con dettagli in acciaio spazzolato</strong>, con apertura dall’alto in stile griglia tradizionale che rivela una <strong>vasca di cottura da 5,7 litri</strong>.</p><p>All’interno della confezione sono inclusi due <strong>piatti con rivestimento in ceramica</strong>, facilmente inseribili nella vasca: una <strong>piastra grill</strong> per grigliare e una <strong>piastra crisp</strong> per le altre modalità di cottura. Sul frontale si trova <strong>un display digitale ben visibile</strong>, con tutte le funzioni chiaramente indicate e <strong>pulsanti grandi</strong> per regolare tempo e temperatura.</p><p>Nonostante la capienza, questa air fryer <strong>non risulta troppo ingombrante</strong> in cucina rispetto ad altri modelli simili. Occupa comunque <strong>uno spazio importante sul piano di lavoro</strong>, motivo per cui potrebbe non essere ideale per cucine molto piccole, ma è comunque <strong>più facile da collocare</strong> rispetto, ad esempio, a modelli più voluminosi come la Philips Dual Basket.</p><p>Questo grill ha <strong>dimensioni ideali per una famiglia di quattro persone</strong>, a seconda del tipo di pietanze che si desidera preparare. La <strong>piastra crisp</strong> offre spazio sufficiente per <strong>verdure e alimenti di piccole dimensioni</strong>, mentre la <strong>piastra grill</strong> può cuocere <strong>fino a quattro petti di pollo o hamburger</strong> senza problemi.</p><p>Tuttavia, con <strong>alimenti di dimensioni maggiori</strong>, come un <strong>pollo intero</strong>, potrebbero sorgere delle difficoltà. Sebbene il sito di Ninja indichi che l’apparecchio può contenere un <strong>pollo intero da 1,4 kg</strong> nella vasca di cottura, la <strong>piastra crisp è consigliata per la funzione arrosto</strong>, il che riduce la capienza utile a un <strong>pollo di circa 1 kg</strong>.</p><p>In sintesi, la capienza è <strong>ottima per l’uso quotidiano</strong>, ma <strong>può risultare limitante con tagli più grandi o preparazioni particolari</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1593px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pNSdZL3JRN96GPMcxyDb4L" name="Air fryer open" alt="Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer with lid open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pNSdZL3JRN96GPMcxyDb4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1593" height="896" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Vic Hood)</span></figcaption></figure><p>Fortunatamente, ho potuto contare sulla <strong>sonda termometrica inclusa</strong> per verificare che il pollo fosse cotto correttamente. Il <strong>jack della sonda si collega direttamente all’apparecchio</strong>, mentre l’altra estremità va inserita nella parte più spessa della carne. Una volta collegata, consente di <strong>selezionare il tipo di carne e il grado di cottura desiderato</strong>.</p><p>Il display dell’apparecchio mostra <strong>la temperatura interna dell’alimento</strong> e <strong>quella da raggiungere</strong>, avvisando quando viene raggiunto il livello impostato. Curiosamente, la temperatura target è leggermente inferiore a quella effettiva, perché l’air fryer <strong>tiene conto anche del tempo di riposo</strong> e avvia un <strong>conto alla rovescia per il resting</strong>, come indicato nel manuale.</p><p>Le istruzioni su questa funzione (e in generale su tutte le altre) sono <strong>molto dettagliate</strong>, e hanno garantito che <strong>la carne risultasse sempre perfettamente cotta all’interno</strong>. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fbNzhNqtgR62Ane8YuyJ7L" name="Probe meat settings" alt="Meat probe settings on Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fbNzhNqtgR62Ane8YuyJ7L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Vic Hood)</span></figcaption></figure><p>Il manuale utente, molto dettagliato, include anche <strong>istruzioni precise per la pulizia dell’apparecchio e dei suoi accessori,</strong> un’operazione piuttosto impegnativa. Ninja consiglia di <strong>lavare a mano le piastre e lo schermo anti-schizzi dopo ogni utilizzo</strong>, e fornisce persino <strong>una spazzola con raschietto</strong> per facilitare la rimozione dei residui.</p><p>Il <strong>lavaggio a mano della vasca di cottura e della piastra crisp</strong> risulta piuttosto semplice, ma ho trovato <strong>più difficile la pulizia della piastra grill con rivestimento ceramico e dello schermo anti-schizzi</strong>. Nonostante l’uso della spazzola inclusa, è stato necessario <strong>ammollo e olio di gomito</strong> per rimuovere i residui ostinati dai numerosi angoli della piastra.</p><p>Lo schermo anti-schizzi è stato ancora più problematico: <strong>nonostante l’abbia pulito dopo ogni utilizzo</strong>, nel corso della settimana di test <strong>il grasso ha iniziato ad accumularsi</strong>, anche <strong>dietro la griglia stessa</strong>, risultando impossibile da rimuovere completamente, <strong>anche seguendo le istruzioni per la pulizia profonda</strong>, che prevedono la <strong>bollitura in acqua</strong>.</p><p>Le istruzioni si concentrano soprattutto <strong>sulle parti rimovibili</strong>, ma non spiegano bene come <strong>pulire l’interno dell’apparecchio</strong>, e anche provando a passare un panno non sono riuscito a rimuovere tutto il residuo. Il problema è che, <strong>pur essendo un dispositivo a basso fumo</strong>, l’accumulo di grasso ha <strong>iniziato a generare più fumo durante l’uso</strong>, con il rischio che nel tempo le prestazioni peggiorino.</p><p>Per ottenere il massimo da questo elettrodomestico, è quindi <strong>essenziale effettuare una pulizia meticolosa</strong>, raggiungendo <strong>ogni angolo e fessura</strong> dopo ogni cottura.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QsTpEFWuGxHfGVdVxoTd6L-1920-80.jpg" alt="Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer with new splatter guard" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CopAT6a8oqcRGJmXJedT8L-1920-80.jpg" alt="Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer splatter guard at the end of a week of testing " /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rgVn6Pw4WopqVk2xsAQk5L-1920-80.jpg" alt="Dirt accumulating on splatter guard of Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>Oltre alla manutenzione impegnativa, ho riscontrato un altro limite nel design della <strong>Ninja 5-in-1 Grill</strong>: <strong>la mancanza di un manico sulla vasca di cottura</strong>. Molti concorrenti offrono <strong>manici resistenti al calore</strong>, che facilitano operazioni come <strong>agitare verdure, patatine o altri alimenti</strong>, ma qui ci si deve accontentare di <strong>piccole sporgenze ai lati</strong> della vasca.</p><p>Questo significa che per mescolare gli alimenti durante la cottura <strong>bisogna sollevare l’intera pentola da 5,7 litri</strong>, cercando allo stesso tempo di <strong>distribuire il contenuto in modo uniforme,</strong> il tutto con ingredienti caldi all’interno.</p><p>Aggiungere <strong>un semplice manico isolato</strong> avrebbe migliorato <strong>notevolmente l’esperienza d’uso</strong>, specialmente per chi sfrutta frequentemente la funzione friggitrice ad aria.</p><ul><li><strong>Design: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-performance"><span>Ninja 5-in-1 Grill: performance</span></h3><p>La <strong>Ninja 5-in-1 Grill</strong> offre cinque modalità di cottura: <strong>griglia, friggitrice ad aria, forno, disidratazione e arrosto</strong>. Tra queste, la funzione <strong>grill è decisamente la più riuscita</strong>, anche grazie al <strong>ricettario ispirazionale incluso</strong>, che propone preparazioni specifiche, consigli per <strong>marinature, condimenti e tempi di cottura</strong>.</p><p>Per iniziare i test, ho seguito una delle ricette suggerite: <strong>petto di pollo alla griglia con salsa barbecue</strong>, partendo da petti di pollo <strong>surgelati</strong>. Il tempo indicato era di circa <strong>25 minuti</strong>, che inizialmente mi è sembrato ottimistico. In realtà, dopo 25 minuti e alcune spennellature di salsa, il risultato è stato sorprendente: <strong>filetti ben grigliati fuori, succosi all’interno</strong>, con un gusto affumicato e caramellato.</p><p>Va precisato che la maggior parte delle funzioni prevede un <strong>pre-riscaldamento automatico</strong> di circa <strong>7 minuti</strong>, ma se si preferisce evitarlo, c’è anche <strong>un pulsante per saltarlo</strong>. Un’aggiunta utile per chi vuole <strong>ridurre i tempi</strong> o gestire la cottura in modo più diretto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SRAgkq37ZvFVyZ4xDXrV3L" name="BBQ chicken grill" alt="Chicken cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SRAgkq37ZvFVyZ4xDXrV3L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Vic Hood)</span></figcaption></figure><p>Anche con gli <strong>hamburger</strong>, la Ninja 5-in-1 Grill & Air Fryer ha offerto <strong>risultati costanti e soddisfacenti</strong>. Tuttavia, ho riscontrato un problema durante la cottura: quando l’apparecchio ha emesso un segnale acustico per <strong>indicare che era il momento di girare gli hamburger</strong>, il <strong>conto alla rovescia ha continuato a scorrere</strong>, senza mettersi in pausa.</p><p>Questo ha fatto sì che, mentre stavo ancora girando i burger, <strong>il tempo di cottura si esaurisse</strong>, e il dispositivo passasse automaticamente al <strong>timer per il riposo</strong>. Purtroppo <strong>non è stato possibile aggiungere rapidamente qualche minuto</strong>, e ho dovuto <strong>reimpostare manualmente la griglia</strong> per terminare la cottura.</p><p>Per assicurarmi che la carne fosse ben cotta, ho utilizzato la <strong>sonda integrata</strong>, impostando il tipo di carne su “manzo” e il livello di cottura su <strong>“medium well”</strong>. Questo mi ha permesso di <strong>salvare il piatto e ottenere una cottura precisa</strong>, ma evidenzia come <strong>una gestione più flessibile del timer sarebbe molto utile</strong>, specialmente nelle preparazioni più delicate.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5gXeSgshEVEPa8vNqmKn4L-1920-80.jpg" alt="Uncooked burgers in Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FZAtKNbShNNvNvHGFkvQ8L-1920-80.jpg" alt="Burgers cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>Di solito nei test utilizzo una mia <strong>miscela personale per le alette di pollo</strong>, ma questa volta ho deciso di provare un'altra salsa suggerita nel ricettario di Ninja. Dopo aver atteso i <strong>30 minuti consigliati</strong> prima di grigliare e aver controllato le linee guida, ho posizionato le alette sulla griglia.</p><p>Nonostante abbia seguito <strong>tempo e temperatura indicati per le alette di pollo</strong>, il risultato è stato <strong>una cottura esterna troppo spinta</strong>, mentre l’interno è risultato <strong>perfettamente cotto e molto saporito</strong>.</p><p>Ancora una volta, consiglio vivamente di <strong>affidarsi alla sonda integrata</strong> più che alle tempistiche generiche fornite: è <strong>una vera rete di sicurezza</strong>, soprattutto quando l’esterno del cibo appare già cotto o addirittura bruciacchiato, ma si teme che <strong>l’interno non sia ancora pronto</strong>. In questi casi, la sonda è essenziale per <strong>garantire cotture sicure e uniformi</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mL7VemRvEzsoUqfWhMRt5L-1920-80.jpg" alt="Spice mix recipe for Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/39eaeAvypm2r9f99f67P8L-1920-80.jpg" alt="Cooked chicken inside Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Me2v6Ts9Ps5CktcJvGTh4L-1920-80.jpg" alt="Chicken cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>La <strong>Ninja 5-in-1 Grill & Air Fryer</strong> non eccelle solo nella <strong>cottura della carne</strong>, ma offre <strong>prestazioni elevate anche con altri alimenti</strong>. Seguendo un’altra ricetta del libretto Ninja, ho preparato <strong>pane piatto per la prima volta</strong>: ogni focaccina è risultata <strong>perfettamente cotta in soli due minuti</strong> sulla griglia preriscaldata.</p><p>Questi risultati di qualità si sono <strong>mantenuti costanti anche nelle altre funzioni</strong> dell’apparecchio. Sono riuscito a <strong>disidratare perfettamente</strong> del prezzemolo avanzato in quattro ore, a <strong>cuocere muffin al limone e mirtilli</strong> dal sapore ottimo, e a <strong>arrostire un pollo alla harissa</strong> che è venuto <strong>succoso all’interno e leggermente croccante all’esterno</strong> — con un impegno tutto sommato contenuto.</p><p>In breve, si tratta di <strong>un dispositivo affidabile e versatile</strong>, capace di gestire con efficacia <strong>un’ampia varietà di preparazioni</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wMbJtGovCUmozNNYHXcR3L-1920-80.jpg" alt="Inside flat bread cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wexkxXwEZ3fDEuDjZ73z5L-1920-80.jpg" alt="Muffins cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oZzdjUZuzLshCb86w7u28L-1920-80.jpg" alt="Chicken cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>L’unico aspetto che mi ha lasciato perplesso nella <strong>Ninja 5-in-1 </strong>riguarda la <strong>funzione di frittura ad aria</strong>. Va detto che <strong>molte air fryer richiedono un po’ di sperimentazione</strong> per ottenere i risultati migliori, e le linee guida sul cibo sono utili, ma <strong>non sempre precise al 100%</strong>.</p><p>Ninja stessa lo ammette nelle <strong>indicazioni sulla frittura ad aria</strong>, specificando che <strong>i tempi sono indicativi</strong>, vanno <strong>adattati ai propri gusti</strong> e che è necessario <strong>controllare spesso il cibo e scuoterlo o mescolarlo</strong> durante la cottura.</p><p>Tenendo conto di queste raccomandazioni, ho provato a cucinare <strong>carote, zucchine, patatine surgelate e patatine fresche</strong>, controllando frequentemente lo stato di cottura e mescolando ogni volta. I risultati, però, sono stati <strong>altalenanti</strong>, con alimenti <strong>troppo cotti da un lato e poco cotti dall’altro</strong>. Per esempio, molte <strong>carote avevano bordi bruciati</strong> e sembravano quasi arrostite dopo circa 15 minuti, mentre <strong>altre erano ancora poco cotte</strong>.</p><p>Si tratta quindi di una funzione <strong>con potenziale</strong>, ma che <strong>richiede attenzione costante</strong> e un po’ di prove per adattarsi davvero alle aspettative.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dkaY9CX2pgR35ABHgjQV6L-1920-80.jpg" alt="Carrots cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gYhoEPyqfC5uPQ2TeyRX6L-1920-80.jpg" alt="Cooked courgette inside Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tyPw2kgsac68Lj9jkY2P5L-1920-80.jpg" alt="Fresh fries cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Mi7eWCdnbcKWo9Rh6u8V3L-1920-80.jpg" alt="Frozen fries cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>Considerando che si tratta di <strong>una friggitrice ad aria di fascia alta</strong>, i risultati ottenuti con questa funzione sono stati <strong>deludenti</strong>, soprattutto se confrontati con l’<strong>ottima resa delle altre modalità di cottura</strong>.</p><p>Come accade con molti altri modelli di questo tipo, <strong>è necessario fare qualche prova</strong> per trovare il giusto equilibrio tra tempi e temperatura, ma per chi cerca un dispositivo che <strong>offra risultati impeccabili fin da subito nella frittura ad aria</strong>, questo <strong>potrebbe non essere il modello ideale</strong>.</p><ul><li><strong>Performance: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-la-ninja-5-in-1-grill"><span>Perché acquistare la Ninja 5-in-1 Grill?</span></h3><div ><table><caption>Ninja 5-in-1 Grill </caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore </p></td><td  ><p>Pur avendo un prezzo premium, molti modelli Ninja superano i 200 €, quindi se il budget è più limitato, questa è un’ottima opzione con risultati solidi.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Ingombrante ma gestibile, utile per famiglie di quattro persone. La sonda è un’aggiunta preziosa, ma avremmo voluto una pulizia più semplice e un manico per scuotere i cibi.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Ottimi risultati con cottura al forno, disidratazione, arrosti e griglia, ma la frittura ad aria è meno costante e richiede qualche prova per dare il meglio.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-14">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete il sapore del barbecue in casa</strong> </p><p>Se non avete spazio per un barbecue e amate grigliare al chiuso, è un’ottima scelta con emissioni di fumo minime.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una friggitrice ad aria multifunzione</strong> </p><p>Oltre a friggere ad aria e grigliare, questo modello cuoce al forno, arrostisce e disidrata con ottimi risultati, permettendovi di preparare diversi tipi di pietanze. </p></div><div class="product"><p><strong>Cucinate spesso carne e pesce</strong> </p><p>Se cucinate regolarmente carne e pesce e volete farlo con una friggitrice ad aria, la sonda integrata di questo modello vi consente di controllare con precisione la temperatura interna degli alimenti, evitando sorprese all’interno. È lo strumento ideale per ottenere una cottura perfetta dentro e fuori, senza dover indovinare se il cibo è pronto.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una friggitrice ad aria Ninja sotto i 200 €</strong></p><p>Molte friggitrici ad aria Ninja superano i 250 €, ma con questo modello, che resta sotto i 200 €, potete ottenere la stessa qualità del marchio a un prezzo più contenuto.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-11">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Non siete costanti con la pulizia</strong> </p><p>Questa friggitrice ad aria richiede una pulizia accurata dopo ogni utilizzo, e trascurarla può compromettere le prestazioni. Anche con la spazzola inclusa, la griglia e lo schermo anti-schizzi sono particolarmente difficili da pulire.</p></div><div class="product"><p><strong>Non grigliate (e non pensate di farlo spesso)</strong> </p><p>Il punto di forza principale di questo modello è la funzione griglia. Se non avete intenzione di usarla con regolarità, probabilmente non è la friggitrice ad aria più adatta alle vostre esigenze.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una friggitrice ad aria semplice e immediata</strong> </p><p>La funzione air fryer è quella che ha dato più problemi di cottura non uniforme. Come molte friggitrici ad aria, richiede un po’ di pratica per ottenere risultati ottimali. Se cercate prestazioni costanti fin da subito, senza troppe prove, potrebbe non essere la scelta ideale.</p></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/home/air-fryers/recensione-ninja-5-in-1-grill</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Per ottenere risultati ottimali è necessario un po' di olio di gomito e di sperimentazione. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">BYS9ftYLNrnoQhVW3vTiLS</guid>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Air Fryers]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Home]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Small Appliances]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer with accessories]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer with accessories]]></media:text>
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                            <![CDATA[
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                                <h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-recensione-rapida"><span>Ninja 5-in-1 Grill: recensione rapida </span></h3><p>Ninja è uno dei marchi più affermati nel settore delle friggitrici ad aria, e non a caso <strong>molti dei suoi modelli figurano tra i migliori del mercato</strong>. La qualità è elevata, ma spesso accompagnata da <strong>prezzi premium</strong>, a volte anche piuttosto alti. Il modello <strong>Ninja 5-in-1 Grill </strong>segue questa linea, ma si presenta <strong>leggermente più accessibile rispetto ad altri prodotti della gamma</strong>, pur mantenendo <strong>l’eccellente standard costruttivo</strong> che ci si aspetta da Ninja.</p><p>Con un budget intorno ai <strong>200 euro circa</strong>, rientra nella fascia medio-alta, ma offre in cambio una <strong>friggitrice ad aria e griglia da interno di alto livello</strong>, con prestazioni costanti su tutte e cinque le funzioni di cottura. Dalla <strong>grigliatura anche di alimenti surgelati</strong> alla <strong>cottura al forno</strong>, dalla <strong>disidratazione alla frittura ad aria</strong>, il dispositivo si dimostra pratico ed efficace.</p><p>Come spesso accade con gli apparecchi multifunzione, <strong>alcuni alimenti o modalità potrebbero richiedere qualche prova iniziale</strong> per ottenere risultati perfetti, ma nel complesso si tratta di <strong>una soluzione solida per chi cerca versatilità e affidabilità in cucina</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1328px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EYoLMSS58ZHhNkdkoLAV3L" name="Possible Feature Image" alt="Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer on kitchen counter" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EYoLMSS58ZHhNkdkoLAV3L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1328" height="747" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Vic Hood)</span></figcaption></figure><p>Il manuale incluso e il libretto con ricette e suggerimenti si rivelano <strong>molto utili</strong>, offrendo indicazioni chiare su quasi ogni funzione. Tuttavia, le <strong>linee guida sui tempi di cottura sono talvolta troppo ottimistiche</strong>, e conviene <strong>monitorare da vicino gli alimenti</strong>, almeno nelle prime fasi d’utilizzo. In particolare, la funzione air fryer può portare a cotture non uniformi o esterni troppo cotti. Fortunatamente, la <strong>sonda integrata</strong> aiuta a verificare con precisione la cottura di carne e pesce, offrendo un buon livello di controllo.</p><p>Le maggiori difficoltà sono emerse <strong>nella frittura ad aria</strong>, complicate dall’<strong>assenza di un manico sulla pentola da 5,7 litri</strong>, che rende scomodo mescolare cibi come patatine e verdure durante la cottura. Al contrario, le altre modalità hanno dato <strong>risultati eccellenti</strong>, con muffin ben cotti, focacce gustose e pollo succoso.</p><p>Il <strong>vero punto debole</strong> resta però la <strong>manutenzione</strong>: pulire l’apparecchio e i suoi componenti (in particolare lo <strong>schermo anti-schizzi</strong>) richiede tempo e pazienza, anche seguendo le istruzioni. Una pulizia non costante può inoltre compromettere le prestazioni nel lungo periodo.</p><p>Nonostante questo, la <strong>Ninja 5-in-1 Grill & Air Fryer</strong> resta <strong>una scelta solida</strong> per chi griglia e frigge spesso, unendo due funzioni in un unico elettrodomestico. Per chi non ha spazio per un barbecue, rappresenta un’ottima alternativa a <strong>basso fumo</strong>, facile da usare sia per utenti esperti che per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle air fryer.</p><h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-prezzo-e-disponibilita"><span>Ninja 5-in-1 Grill: prezzo e disponibilità </span></h3><p>La <strong>Ninja 5-in-1 Grill</strong> ha un <strong>prezzo consigliato di circa 199,99 euro</strong>, che la rende <strong>una delle soluzioni più accessibili</strong> per chi desidera un prodotto Ninja multifunzione di qualità senza superare la soglia dei 200 euro.</p><p>Costa meno rispetto ad altri modelli della stessa marca, come la <strong>Ninja Foodi Max Dual Zone</strong> o il <strong>forno Ninja Double Oven</strong>, risultando quindi <strong>una scelta interessante</strong> per chi cerca versatilità e prestazioni senza spendere troppo.</p><p>Nonostante il prezzo non sia tra i più bassi del mercato, è giustificato dalle <strong>cinque modalità di cottura integrate</strong>, compresa la funzione griglia, che offre risultati affidabili. È inclusa anche <strong>una garanzia di due anni</strong>, attivabile registrando il prodotto, per una maggiore tranquillità.</p><p>È acquistabile <strong>presso rivenditori ufficiali e negozi di elettronica</strong> e può essere soggetto a offerte e promozioni durante i periodi di sconto.</p><ul><li><strong>Valore: 4/5</strong></li></ul><div data-model-name="Ninja 5-In-1 Grill & Air Fryer EG351UK" data-widget-type="review"></div><h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-specifiche"><span>Ninja 5-in-1 Grill: specifiche </span></h3><div ><table><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Categoria </p></td><td  ><p>Dettagli </p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Numero di cestini</p></td><td  ><p>1</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Numero di funzioni di cottura</p></td><td  ><p>5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Funzioni e modalità di cottura</p></td><td  ><p>Funzioni di cottura: Grigliare, friggere all'aria, arrostire, cuocere e disidratare</p><p>Funzioni extra: Preset di sonde (manzo, pollo, maiale, pesce, agnello)</p><p></p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Smart control</p></td><td  ><p>No</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Potenza</p></td><td  ><p>1,760W</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Capacità</p></td><td  ><p>Pentola da 5,7 litri</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Temperatura </p></td><td  ><p>Griglia: Basso, medio, alto</p><p>Friggere all'aria: 302F-464F / 150C-240C</p><p>Arrosto: 248F-482F / 120C-250C </p><p>Cottura: 248F-410F / 120C - 210C </p><p>Disidratare: 104F-194F / 40C-90C</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Intervallo di tempo</p></td><td  ><p>Grigliare: 1 min - 30 min</p><p>Friggere all'aria: 1 min - 1 ora</p><p>Arrosto: 1 min - 30 min</p><p>Cuocere al forno: 1 minuto - 2 ore</p><p>Disidratare: 1 ora - 12 ore</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Dimensioni (comprese le maniglie)</p></td><td  ><p>16,8“ (H) x 11” (L) x 14” (L) / 430 mm (H) x 280 mm (L) x 355 mm (L)</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Lavabile in lavastoviglie</p></td><td  ><p>Non raccomandato</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Peso </p></td><td  ><p>18.3lbs / 8.3kg</p></td></tr></tbody></table></div><h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-design"><span>Ninja 5-in-1 Grill: design</span></h3><p>La <strong>Ninja 5-in-1 Grill </strong>presenta una <strong>finitura nera con dettagli in acciaio spazzolato</strong>, con apertura dall’alto in stile griglia tradizionale che rivela una <strong>vasca di cottura da 5,7 litri</strong>.</p><p>All’interno della confezione sono inclusi due <strong>piatti con rivestimento in ceramica</strong>, facilmente inseribili nella vasca: una <strong>piastra grill</strong> per grigliare e una <strong>piastra crisp</strong> per le altre modalità di cottura. Sul frontale si trova <strong>un display digitale ben visibile</strong>, con tutte le funzioni chiaramente indicate e <strong>pulsanti grandi</strong> per regolare tempo e temperatura.</p><p>Nonostante la capienza, questa air fryer <strong>non risulta troppo ingombrante</strong> in cucina rispetto ad altri modelli simili. Occupa comunque <strong>uno spazio importante sul piano di lavoro</strong>, motivo per cui potrebbe non essere ideale per cucine molto piccole, ma è comunque <strong>più facile da collocare</strong> rispetto, ad esempio, a modelli più voluminosi come la Philips Dual Basket.</p><p>Questo grill ha <strong>dimensioni ideali per una famiglia di quattro persone</strong>, a seconda del tipo di pietanze che si desidera preparare. La <strong>piastra crisp</strong> offre spazio sufficiente per <strong>verdure e alimenti di piccole dimensioni</strong>, mentre la <strong>piastra grill</strong> può cuocere <strong>fino a quattro petti di pollo o hamburger</strong> senza problemi.</p><p>Tuttavia, con <strong>alimenti di dimensioni maggiori</strong>, come un <strong>pollo intero</strong>, potrebbero sorgere delle difficoltà. Sebbene il sito di Ninja indichi che l’apparecchio può contenere un <strong>pollo intero da 1,4 kg</strong> nella vasca di cottura, la <strong>piastra crisp è consigliata per la funzione arrosto</strong>, il che riduce la capienza utile a un <strong>pollo di circa 1 kg</strong>.</p><p>In sintesi, la capienza è <strong>ottima per l’uso quotidiano</strong>, ma <strong>può risultare limitante con tagli più grandi o preparazioni particolari</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1593px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pNSdZL3JRN96GPMcxyDb4L" name="Air fryer open" alt="Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer with lid open" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pNSdZL3JRN96GPMcxyDb4L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1593" height="896" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Vic Hood)</span></figcaption></figure><p>Fortunatamente, ho potuto contare sulla <strong>sonda termometrica inclusa</strong> per verificare che il pollo fosse cotto correttamente. Il <strong>jack della sonda si collega direttamente all’apparecchio</strong>, mentre l’altra estremità va inserita nella parte più spessa della carne. Una volta collegata, consente di <strong>selezionare il tipo di carne e il grado di cottura desiderato</strong>.</p><p>Il display dell’apparecchio mostra <strong>la temperatura interna dell’alimento</strong> e <strong>quella da raggiungere</strong>, avvisando quando viene raggiunto il livello impostato. Curiosamente, la temperatura target è leggermente inferiore a quella effettiva, perché l’air fryer <strong>tiene conto anche del tempo di riposo</strong> e avvia un <strong>conto alla rovescia per il resting</strong>, come indicato nel manuale.</p><p>Le istruzioni su questa funzione (e in generale su tutte le altre) sono <strong>molto dettagliate</strong>, e hanno garantito che <strong>la carne risultasse sempre perfettamente cotta all’interno</strong>. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fbNzhNqtgR62Ane8YuyJ7L" name="Probe meat settings" alt="Meat probe settings on Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fbNzhNqtgR62Ane8YuyJ7L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Vic Hood)</span></figcaption></figure><p>Il manuale utente, molto dettagliato, include anche <strong>istruzioni precise per la pulizia dell’apparecchio e dei suoi accessori,</strong> un’operazione piuttosto impegnativa. Ninja consiglia di <strong>lavare a mano le piastre e lo schermo anti-schizzi dopo ogni utilizzo</strong>, e fornisce persino <strong>una spazzola con raschietto</strong> per facilitare la rimozione dei residui.</p><p>Il <strong>lavaggio a mano della vasca di cottura e della piastra crisp</strong> risulta piuttosto semplice, ma ho trovato <strong>più difficile la pulizia della piastra grill con rivestimento ceramico e dello schermo anti-schizzi</strong>. Nonostante l’uso della spazzola inclusa, è stato necessario <strong>ammollo e olio di gomito</strong> per rimuovere i residui ostinati dai numerosi angoli della piastra.</p><p>Lo schermo anti-schizzi è stato ancora più problematico: <strong>nonostante l’abbia pulito dopo ogni utilizzo</strong>, nel corso della settimana di test <strong>il grasso ha iniziato ad accumularsi</strong>, anche <strong>dietro la griglia stessa</strong>, risultando impossibile da rimuovere completamente, <strong>anche seguendo le istruzioni per la pulizia profonda</strong>, che prevedono la <strong>bollitura in acqua</strong>.</p><p>Le istruzioni si concentrano soprattutto <strong>sulle parti rimovibili</strong>, ma non spiegano bene come <strong>pulire l’interno dell’apparecchio</strong>, e anche provando a passare un panno non sono riuscito a rimuovere tutto il residuo. Il problema è che, <strong>pur essendo un dispositivo a basso fumo</strong>, l’accumulo di grasso ha <strong>iniziato a generare più fumo durante l’uso</strong>, con il rischio che nel tempo le prestazioni peggiorino.</p><p>Per ottenere il massimo da questo elettrodomestico, è quindi <strong>essenziale effettuare una pulizia meticolosa</strong>, raggiungendo <strong>ogni angolo e fessura</strong> dopo ogni cottura.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QsTpEFWuGxHfGVdVxoTd6L-1920-80.jpg" alt="Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer with new splatter guard" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CopAT6a8oqcRGJmXJedT8L-1920-80.jpg" alt="Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer splatter guard at the end of a week of testing " /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rgVn6Pw4WopqVk2xsAQk5L-1920-80.jpg" alt="Dirt accumulating on splatter guard of Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>Oltre alla manutenzione impegnativa, ho riscontrato un altro limite nel design della <strong>Ninja 5-in-1 Grill</strong>: <strong>la mancanza di un manico sulla vasca di cottura</strong>. Molti concorrenti offrono <strong>manici resistenti al calore</strong>, che facilitano operazioni come <strong>agitare verdure, patatine o altri alimenti</strong>, ma qui ci si deve accontentare di <strong>piccole sporgenze ai lati</strong> della vasca.</p><p>Questo significa che per mescolare gli alimenti durante la cottura <strong>bisogna sollevare l’intera pentola da 5,7 litri</strong>, cercando allo stesso tempo di <strong>distribuire il contenuto in modo uniforme,</strong> il tutto con ingredienti caldi all’interno.</p><p>Aggiungere <strong>un semplice manico isolato</strong> avrebbe migliorato <strong>notevolmente l’esperienza d’uso</strong>, specialmente per chi sfrutta frequentemente la funzione friggitrice ad aria.</p><ul><li><strong>Design: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-ninja-5-in-1-grill-performance"><span>Ninja 5-in-1 Grill: performance</span></h3><p>La <strong>Ninja 5-in-1 Grill</strong> offre cinque modalità di cottura: <strong>griglia, friggitrice ad aria, forno, disidratazione e arrosto</strong>. Tra queste, la funzione <strong>grill è decisamente la più riuscita</strong>, anche grazie al <strong>ricettario ispirazionale incluso</strong>, che propone preparazioni specifiche, consigli per <strong>marinature, condimenti e tempi di cottura</strong>.</p><p>Per iniziare i test, ho seguito una delle ricette suggerite: <strong>petto di pollo alla griglia con salsa barbecue</strong>, partendo da petti di pollo <strong>surgelati</strong>. Il tempo indicato era di circa <strong>25 minuti</strong>, che inizialmente mi è sembrato ottimistico. In realtà, dopo 25 minuti e alcune spennellature di salsa, il risultato è stato sorprendente: <strong>filetti ben grigliati fuori, succosi all’interno</strong>, con un gusto affumicato e caramellato.</p><p>Va precisato che la maggior parte delle funzioni prevede un <strong>pre-riscaldamento automatico</strong> di circa <strong>7 minuti</strong>, ma se si preferisce evitarlo, c’è anche <strong>un pulsante per saltarlo</strong>. Un’aggiunta utile per chi vuole <strong>ridurre i tempi</strong> o gestire la cottura in modo più diretto.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="SRAgkq37ZvFVyZ4xDXrV3L" name="BBQ chicken grill" alt="Chicken cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/SRAgkq37ZvFVyZ4xDXrV3L-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Vic Hood)</span></figcaption></figure><p>Anche con gli <strong>hamburger</strong>, la Ninja 5-in-1 Grill & Air Fryer ha offerto <strong>risultati costanti e soddisfacenti</strong>. Tuttavia, ho riscontrato un problema durante la cottura: quando l’apparecchio ha emesso un segnale acustico per <strong>indicare che era il momento di girare gli hamburger</strong>, il <strong>conto alla rovescia ha continuato a scorrere</strong>, senza mettersi in pausa.</p><p>Questo ha fatto sì che, mentre stavo ancora girando i burger, <strong>il tempo di cottura si esaurisse</strong>, e il dispositivo passasse automaticamente al <strong>timer per il riposo</strong>. Purtroppo <strong>non è stato possibile aggiungere rapidamente qualche minuto</strong>, e ho dovuto <strong>reimpostare manualmente la griglia</strong> per terminare la cottura.</p><p>Per assicurarmi che la carne fosse ben cotta, ho utilizzato la <strong>sonda integrata</strong>, impostando il tipo di carne su “manzo” e il livello di cottura su <strong>“medium well”</strong>. Questo mi ha permesso di <strong>salvare il piatto e ottenere una cottura precisa</strong>, ma evidenzia come <strong>una gestione più flessibile del timer sarebbe molto utile</strong>, specialmente nelle preparazioni più delicate.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5gXeSgshEVEPa8vNqmKn4L-1920-80.jpg" alt="Uncooked burgers in Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FZAtKNbShNNvNvHGFkvQ8L-1920-80.jpg" alt="Burgers cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>Di solito nei test utilizzo una mia <strong>miscela personale per le alette di pollo</strong>, ma questa volta ho deciso di provare un'altra salsa suggerita nel ricettario di Ninja. Dopo aver atteso i <strong>30 minuti consigliati</strong> prima di grigliare e aver controllato le linee guida, ho posizionato le alette sulla griglia.</p><p>Nonostante abbia seguito <strong>tempo e temperatura indicati per le alette di pollo</strong>, il risultato è stato <strong>una cottura esterna troppo spinta</strong>, mentre l’interno è risultato <strong>perfettamente cotto e molto saporito</strong>.</p><p>Ancora una volta, consiglio vivamente di <strong>affidarsi alla sonda integrata</strong> più che alle tempistiche generiche fornite: è <strong>una vera rete di sicurezza</strong>, soprattutto quando l’esterno del cibo appare già cotto o addirittura bruciacchiato, ma si teme che <strong>l’interno non sia ancora pronto</strong>. In questi casi, la sonda è essenziale per <strong>garantire cotture sicure e uniformi</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mL7VemRvEzsoUqfWhMRt5L-1920-80.jpg" alt="Spice mix recipe for Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/39eaeAvypm2r9f99f67P8L-1920-80.jpg" alt="Cooked chicken inside Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Me2v6Ts9Ps5CktcJvGTh4L-1920-80.jpg" alt="Chicken cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>La <strong>Ninja 5-in-1 Grill & Air Fryer</strong> non eccelle solo nella <strong>cottura della carne</strong>, ma offre <strong>prestazioni elevate anche con altri alimenti</strong>. Seguendo un’altra ricetta del libretto Ninja, ho preparato <strong>pane piatto per la prima volta</strong>: ogni focaccina è risultata <strong>perfettamente cotta in soli due minuti</strong> sulla griglia preriscaldata.</p><p>Questi risultati di qualità si sono <strong>mantenuti costanti anche nelle altre funzioni</strong> dell’apparecchio. Sono riuscito a <strong>disidratare perfettamente</strong> del prezzemolo avanzato in quattro ore, a <strong>cuocere muffin al limone e mirtilli</strong> dal sapore ottimo, e a <strong>arrostire un pollo alla harissa</strong> che è venuto <strong>succoso all’interno e leggermente croccante all’esterno</strong> — con un impegno tutto sommato contenuto.</p><p>In breve, si tratta di <strong>un dispositivo affidabile e versatile</strong>, capace di gestire con efficacia <strong>un’ampia varietà di preparazioni</strong>.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wMbJtGovCUmozNNYHXcR3L-1920-80.jpg" alt="Inside flat bread cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wexkxXwEZ3fDEuDjZ73z5L-1920-80.jpg" alt="Muffins cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oZzdjUZuzLshCb86w7u28L-1920-80.jpg" alt="Chicken cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>L’unico aspetto che mi ha lasciato perplesso nella <strong>Ninja 5-in-1 </strong>riguarda la <strong>funzione di frittura ad aria</strong>. Va detto che <strong>molte air fryer richiedono un po’ di sperimentazione</strong> per ottenere i risultati migliori, e le linee guida sul cibo sono utili, ma <strong>non sempre precise al 100%</strong>.</p><p>Ninja stessa lo ammette nelle <strong>indicazioni sulla frittura ad aria</strong>, specificando che <strong>i tempi sono indicativi</strong>, vanno <strong>adattati ai propri gusti</strong> e che è necessario <strong>controllare spesso il cibo e scuoterlo o mescolarlo</strong> durante la cottura.</p><p>Tenendo conto di queste raccomandazioni, ho provato a cucinare <strong>carote, zucchine, patatine surgelate e patatine fresche</strong>, controllando frequentemente lo stato di cottura e mescolando ogni volta. I risultati, però, sono stati <strong>altalenanti</strong>, con alimenti <strong>troppo cotti da un lato e poco cotti dall’altro</strong>. Per esempio, molte <strong>carote avevano bordi bruciati</strong> e sembravano quasi arrostite dopo circa 15 minuti, mentre <strong>altre erano ancora poco cotte</strong>.</p><p>Si tratta quindi di una funzione <strong>con potenziale</strong>, ma che <strong>richiede attenzione costante</strong> e un po’ di prove per adattarsi davvero alle aspettative.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dkaY9CX2pgR35ABHgjQV6L-1920-80.jpg" alt="Carrots cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gYhoEPyqfC5uPQ2TeyRX6L-1920-80.jpg" alt="Cooked courgette inside Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tyPw2kgsac68Lj9jkY2P5L-1920-80.jpg" alt="Fresh fries cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Mi7eWCdnbcKWo9Rh6u8V3L-1920-80.jpg" alt="Frozen fries cooked using Ninja 5-in-1 Grill and Air Fryer" /><figcaption><small role="credit">Vic Hood</small></figcaption></figure></figure><p>Considerando che si tratta di <strong>una friggitrice ad aria di fascia alta</strong>, i risultati ottenuti con questa funzione sono stati <strong>deludenti</strong>, soprattutto se confrontati con l’<strong>ottima resa delle altre modalità di cottura</strong>.</p><p>Come accade con molti altri modelli di questo tipo, <strong>è necessario fare qualche prova</strong> per trovare il giusto equilibrio tra tempi e temperatura, ma per chi cerca un dispositivo che <strong>offra risultati impeccabili fin da subito nella frittura ad aria</strong>, questo <strong>potrebbe non essere il modello ideale</strong>.</p><ul><li><strong>Performance: 4/5</strong></li></ul><h3 class="article-body__section" id="section-perche-acquistare-la-ninja-5-in-1-grill"><span>Perché acquistare la Ninja 5-in-1 Grill?</span></h3><div ><table><caption>Ninja 5-in-1 Grill </caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Attributi </p></th><th  ><p>Note</p></th><th  ><p>Punteggio </p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Valore </p></td><td  ><p>Pur avendo un prezzo premium, molti modelli Ninja superano i 200 €, quindi se il budget è più limitato, questa è un’ottima opzione con risultati solidi.</p></td><td  ><p>4.5/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Design</p></td><td  ><p>Ingombrante ma gestibile, utile per famiglie di quattro persone. La sonda è un’aggiunta preziosa, ma avremmo voluto una pulizia più semplice e un manico per scuotere i cibi.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Performance</p></td><td  ><p>Ottimi risultati con cottura al forno, disidratazione, arrosti e griglia, ma la frittura ad aria è meno costante e richiede qualche prova per dare il meglio.</p></td><td  ><p>4/5</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="ragioni-per-acquistare-14">Ragioni per acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Volete il sapore del barbecue in casa</strong> </p><p>Se non avete spazio per un barbecue e amate grigliare al chiuso, è un’ottima scelta con emissioni di fumo minime.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una friggitrice ad aria multifunzione</strong> </p><p>Oltre a friggere ad aria e grigliare, questo modello cuoce al forno, arrostisce e disidrata con ottimi risultati, permettendovi di preparare diversi tipi di pietanze. </p></div><div class="product"><p><strong>Cucinate spesso carne e pesce</strong> </p><p>Se cucinate regolarmente carne e pesce e volete farlo con una friggitrice ad aria, la sonda integrata di questo modello vi consente di controllare con precisione la temperatura interna degli alimenti, evitando sorprese all’interno. È lo strumento ideale per ottenere una cottura perfetta dentro e fuori, senza dover indovinare se il cibo è pronto.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una friggitrice ad aria Ninja sotto i 200 €</strong></p><p>Molte friggitrici ad aria Ninja superano i 250 €, ma con questo modello, che resta sotto i 200 €, potete ottenere la stessa qualità del marchio a un prezzo più contenuto.</p></div><h2 id="ragioni-per-non-acquistare-11">Ragioni per NON acquistare </h2><div class="product"><p><strong>Non siete costanti con la pulizia</strong> </p><p>Questa friggitrice ad aria richiede una pulizia accurata dopo ogni utilizzo, e trascurarla può compromettere le prestazioni. Anche con la spazzola inclusa, la griglia e lo schermo anti-schizzi sono particolarmente difficili da pulire.</p></div><div class="product"><p><strong>Non grigliate (e non pensate di farlo spesso)</strong> </p><p>Il punto di forza principale di questo modello è la funzione griglia. Se non avete intenzione di usarla con regolarità, probabilmente non è la friggitrice ad aria più adatta alle vostre esigenze.</p></div><div class="product"><p><strong>Volete una friggitrice ad aria semplice e immediata</strong> </p><p>La funzione air fryer è quella che ha dato più problemi di cottura non uniforme. Come molte friggitrici ad aria, richiede un po’ di pratica per ottenere risultati ottimali. Se cercate prestazioni costanti fin da subito, senza troppe prove, potrebbe non essere la scelta ideale.</p></div>
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