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        <description><![CDATA[ All the latest feature content from the TechRadar  IT-IT team ]]></description>
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Questa tecnologia sta aprendo la strada a capacità comprese tra 7.000 e 9.000 mAh in smartphone dalle dimensioni standard, laddove le batterie convenzionali agli ioni di litio superano raramente i 5.500 mAh senza costringere i produttori a realizzare dispositivi ingombranti.</p><p>Tuttavia, sebbene le batterie al silicio-carbonio rappresentino il più grande balzo in avanti nella storia degli smartphone, ci sono altre tecnologie in fase di sviluppo che potrebbero offrire un'autonomia ancora più impressionante o altri vantaggi competitivi. Di seguito, abbiamo analizzato cinque tecnologie per batterie che un giorno potrebbero alimentare il vostro telefono.</p><h2 class="article-body__section" id="section-1-batterie-allo-stato-solido"><span>1. Batterie allo stato solido</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1194px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.28%;"><img id="4utmRVinkiPTb3ocmrmbo" name="Kuxia S3" alt="The Kuxia S3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4utmRVinkiPTb3ocmrmbo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1194" height="672" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il Kuxia S3 ha una batteria allo stato semi-solido </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kuxia)</span></figcaption></figure><p>Tra le numerose tecnologie per le batterie attualmente in fase di sviluppo, quelle allo stato solido sembrano essere tra le più vicine al debutto negli smartphone, dato che diverse aziende stanno già svelando altri tipi di prodotti che le integrano.</p><p>Di recente, ad esempio, è stata annunciata la Kuxia S3 – una power bank dotata di una batteria allo stato semi-solido – e anche i produttori di veicoli elettrici stanno sperimentando soluzioni allo stato solido. L'impiego nelle power bank è il dettaglio più rilevante in questo contesto, trattandosi di dispositivi di piccole dimensioni molto simili a uno smartphone. Ciò suggerisce che le batterie allo stato solido potrebbero funzionare egregiamente anche nei telefoni.</p><p>Queste batterie utilizzano un elettrolita solido o in gel, anziché gli elettroliti liquidi impiegati nei modelli agli ioni di litio; tale cambiamento permette una maggiore densità energetica, consentendo di ottenere una capacità superiore senza aumentare l'ingombro. Queste batterie, inoltre, degradano più lentamente: la Kuxia S3, per esempio, promette di mantenere oltre l'80% della capacità originaria per almeno 1.000 cicli di ricarica, mentre la maggior parte delle batterie agli ioni di litio scende sotto tale soglia dopo circa 300-500 cicli.</p><h2 class="article-body__section" id="section-2-batterie-nucleari"><span>2. Batterie nucleari</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="s4aB52DChCgQnEK9XdgrcG" name="betavolt3.jpg" alt="Close up of the nuclear battery BV100 created by Chinese company Betavolt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s4aB52DChCgQnEK9XdgrcG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Betavolt)</span></figcaption></figure><p>Le batterie nucleari non sono una tecnologia che vedremo presto alimentare gli smartphone, ma un giorno potrebbero farlo, offrendo il potenziale per mantenere un telefono acceso per 50 anni senza mai aver bisogno di una ricarica.</p><p>Ciò significherebbe eliminare la necessità di caricabatterie o power bank e, poiché la batteria non verrebbe ricaricata, non subirebbe nemmeno il degrado della capacità tipico dei cicli di ricarica ripetuti.</p><p>Potrebbe sembrare materia da fantascienza, ma in realtà le batterie nucleari esistono già. Tuttavia, sono tipicamente utilizzate per scopi quali veicoli spaziali e stazioni scientifiche automatizzate, poiché i modelli attuali sono grandi, pesanti, costosi e generano molto calore.</p><p>Alcune aziende stanno però lavorando per risolvere questi problemi: Betavolt Technology, ad esempio, afferma di aver miniaturizzato con successo queste batterie, con il progetto di utilizzarle un giorno per i telefoni cellulari.</p><h2 class="article-body__section" id="section-3-una-batteria-proprietaria-apple"><span>3. Una batteria proprietaria Apple</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Q5GgmTWdfFRSBQ9ygxjdkM" name="Apple iPhone 17 Review" alt="Apple iPhone 17 Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Q5GgmTWdfFRSBQ9ygxjdkM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Un futuro iPhone potrebbe avere una batteria proprietaria </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jacob Krol/Future)</span></figcaption></figure><p>Mentre la maggior parte delle tecnologie presenti in questo elenco potrebbe potenzialmente essere adottata da qualsiasi smartphone in futuro, è probabile che alcune aziende sviluppino tecnologie proprietarie per far distinguere i propri dispositivi.</p><p>Apple ne è un esempio: già nel 2023, fonti del settore hanno affermato che l'azienda di Cupertino fosse al lavoro proprio su questo fronte. Sebbene queste fonti non siano entrate nei dettagli tecnici sul funzionamento di tali batterie, hanno menzionato l'uso di nanotubi di carbonio come materiale conduttivo per migliorarne le prestazioni.</p><p>Tuttavia, il rapporto suggeriva che queste batterie avrebbero fatto il loro debutto nei dispositivi del 2025, cosa che ovviamente non è avvenuta. È possibile che le fonti fossero errate o che Apple abbia incontrato un ostacolo nello sviluppo. Di conseguenza, non è chiaro se o quando vedremo effettivamente queste soluzioni sul mercato.</p><h2 class="article-body__section" id="section-4-batterie-strutturali"><span>4. Batterie strutturali</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LEstDC3kxSHVuZUTjFw99S" name="Apple iPhone Air Review" alt="Apple iPhone Air Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LEstDC3kxSHVuZUTjFw99S-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3280" height="1845" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Le batterie strutturali potrebbero dare vita a smartphone capaci di far sembrare spesso persino l'iPhone Air </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jacob Krol/Future)</span></figcaption></figure><p>Le batterie strutturali sono una tipologia di celle in cui la batteria stessa funge anche da telaio o scocca del telefono. Questo permetterebbe ai produttori di ottimizzare lo spazio interno e ridurre il peso dei dispositivi, rendendoli potenzialmente molto più sottili, data l'assenza di un modulo batteria separato.</p><p>Finora, i ricercatori si sono concentrati sull'impiego delle batterie strutturali principalmente nei veicoli, come le auto elettriche, ma in futuro questa tecnologia potrebbe portare alla realizzazione di smartphone sottili come carte di credito, sebbene ciò richiederebbe probabilmente anche la miniaturizzazione di altri componenti.</p><h2 class="article-body__section" id="section-5-batterie-al-grafene"><span>5. Batterie al grafene</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3190px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="bRGaNo6DXvMtUzQHggbhVG" name="Samsung Galaxy S25 review-12" alt="Samsung Galaxy S25 from bottom in hand, showing USB-C port" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bRGaNo6DXvMtUzQHggbhVG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3190" height="1794" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Le batterie al grafene potrebbero consentire una ricarica più rapida </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Le batterie al grafene utilizzano una combinazione di grafene e materiali allo stato solido, e promettono una ricarica più rapida, capacità maggiori e – come le batterie allo stato solido descritte sopra – un degrado più lento, permettendo loro di sopportare un numero superiore di cicli di ricarica.</p><p>Queste batterie esistono già, ma al momento hanno costi proibitivi per la maggior parte dei casi d'uso. Tuttavia, una ricerca di Focus – tramite Energy Monitor – suggerisce che entro la metà degli anni 2030 i prezzi potrebbero scendere a sufficienza da consentire a queste batterie di iniziare a vedere un uso diffuso nei veicoli elettrici.</p><p>Non viene fatta menzione degli smartphone, ma i loro vantaggi sembrano renderle una soluzione adatta ai telefoni se e quando diventeranno accessibili.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-widget-title="Today's best phone deals" data-model-name="Samsung Galaxy S25,Samsung Galaxy S25 Plus,Samsung Galaxy S25 Ultra,Google Pixel 10,Google Pixel 10 Pro,Google Pixel 10 Pro XL,Apple iPhone 17,Apple iPhone 17 Pro,Apple iPhone 17 Pro Max,Apple iPhone Air"></div> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Sono in fase di sviluppo numerose ed entusiasmanti tecnologie per le batterie che, in un futuro prossimo, potrebbero fare il loro debutto sugli smartphone. ]]>
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                                <p>Per lungo tempo, quasi tutti gli smartphone hanno adottato lo stesso tipo di batteria: quella agli ioni di litio. Sebbene queste facciano il loro dovere, hanno costretto la maggior parte degli utenti a ricariche quotidiane, con un'autonomia che le aziende hanno faticato a migliorare sensibilmente, nonostante gli altri componenti siano progrediti in modo esponenziale.</p><p>La situazione sta iniziando a cambiare: le batterie al silicio-carbonio sono ora impiegate in un numero crescente di dispositivi, come il OnePlus 15 e lo Xiaomi 17 Ultra. Questa tecnologia sta aprendo la strada a capacità comprese tra 7.000 e 9.000 mAh in smartphone dalle dimensioni standard, laddove le batterie convenzionali agli ioni di litio superano raramente i 5.500 mAh senza costringere i produttori a realizzare dispositivi ingombranti.</p><p>Tuttavia, sebbene le batterie al silicio-carbonio rappresentino il più grande balzo in avanti nella storia degli smartphone, ci sono altre tecnologie in fase di sviluppo che potrebbero offrire un'autonomia ancora più impressionante o altri vantaggi competitivi. Di seguito, abbiamo analizzato cinque tecnologie per batterie che un giorno potrebbero alimentare il vostro telefono.</p><h2 class="article-body__section" id="section-1-batterie-allo-stato-solido"><span>1. Batterie allo stato solido</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1194px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.28%;"><img id="4utmRVinkiPTb3ocmrmbo" name="Kuxia S3" alt="The Kuxia S3" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4utmRVinkiPTb3ocmrmbo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1194" height="672" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il Kuxia S3 ha una batteria allo stato semi-solido </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Kuxia)</span></figcaption></figure><p>Tra le numerose tecnologie per le batterie attualmente in fase di sviluppo, quelle allo stato solido sembrano essere tra le più vicine al debutto negli smartphone, dato che diverse aziende stanno già svelando altri tipi di prodotti che le integrano.</p><p>Di recente, ad esempio, è stata annunciata la Kuxia S3 – una power bank dotata di una batteria allo stato semi-solido – e anche i produttori di veicoli elettrici stanno sperimentando soluzioni allo stato solido. L'impiego nelle power bank è il dettaglio più rilevante in questo contesto, trattandosi di dispositivi di piccole dimensioni molto simili a uno smartphone. Ciò suggerisce che le batterie allo stato solido potrebbero funzionare egregiamente anche nei telefoni.</p><p>Queste batterie utilizzano un elettrolita solido o in gel, anziché gli elettroliti liquidi impiegati nei modelli agli ioni di litio; tale cambiamento permette una maggiore densità energetica, consentendo di ottenere una capacità superiore senza aumentare l'ingombro. Queste batterie, inoltre, degradano più lentamente: la Kuxia S3, per esempio, promette di mantenere oltre l'80% della capacità originaria per almeno 1.000 cicli di ricarica, mentre la maggior parte delle batterie agli ioni di litio scende sotto tale soglia dopo circa 300-500 cicli.</p><h2 class="article-body__section" id="section-2-batterie-nucleari"><span>2. Batterie nucleari</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="s4aB52DChCgQnEK9XdgrcG" name="betavolt3.jpg" alt="Close up of the nuclear battery BV100 created by Chinese company Betavolt" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s4aB52DChCgQnEK9XdgrcG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Betavolt)</span></figcaption></figure><p>Le batterie nucleari non sono una tecnologia che vedremo presto alimentare gli smartphone, ma un giorno potrebbero farlo, offrendo il potenziale per mantenere un telefono acceso per 50 anni senza mai aver bisogno di una ricarica.</p><p>Ciò significherebbe eliminare la necessità di caricabatterie o power bank e, poiché la batteria non verrebbe ricaricata, non subirebbe nemmeno il degrado della capacità tipico dei cicli di ricarica ripetuti.</p><p>Potrebbe sembrare materia da fantascienza, ma in realtà le batterie nucleari esistono già. Tuttavia, sono tipicamente utilizzate per scopi quali veicoli spaziali e stazioni scientifiche automatizzate, poiché i modelli attuali sono grandi, pesanti, costosi e generano molto calore.</p><p>Alcune aziende stanno però lavorando per risolvere questi problemi: Betavolt Technology, ad esempio, afferma di aver miniaturizzato con successo queste batterie, con il progetto di utilizzarle un giorno per i telefoni cellulari.</p><h2 class="article-body__section" id="section-3-una-batteria-proprietaria-apple"><span>3. Una batteria proprietaria Apple</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Q5GgmTWdfFRSBQ9ygxjdkM" name="Apple iPhone 17 Review" alt="Apple iPhone 17 Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Q5GgmTWdfFRSBQ9ygxjdkM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Un futuro iPhone potrebbe avere una batteria proprietaria </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jacob Krol/Future)</span></figcaption></figure><p>Mentre la maggior parte delle tecnologie presenti in questo elenco potrebbe potenzialmente essere adottata da qualsiasi smartphone in futuro, è probabile che alcune aziende sviluppino tecnologie proprietarie per far distinguere i propri dispositivi.</p><p>Apple ne è un esempio: già nel 2023, fonti del settore hanno affermato che l'azienda di Cupertino fosse al lavoro proprio su questo fronte. Sebbene queste fonti non siano entrate nei dettagli tecnici sul funzionamento di tali batterie, hanno menzionato l'uso di nanotubi di carbonio come materiale conduttivo per migliorarne le prestazioni.</p><p>Tuttavia, il rapporto suggeriva che queste batterie avrebbero fatto il loro debutto nei dispositivi del 2025, cosa che ovviamente non è avvenuta. È possibile che le fonti fossero errate o che Apple abbia incontrato un ostacolo nello sviluppo. Di conseguenza, non è chiaro se o quando vedremo effettivamente queste soluzioni sul mercato.</p><h2 class="article-body__section" id="section-4-batterie-strutturali"><span>4. Batterie strutturali</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="LEstDC3kxSHVuZUTjFw99S" name="Apple iPhone Air Review" alt="Apple iPhone Air Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LEstDC3kxSHVuZUTjFw99S-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3280" height="1845" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Le batterie strutturali potrebbero dare vita a smartphone capaci di far sembrare spesso persino l'iPhone Air </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jacob Krol/Future)</span></figcaption></figure><p>Le batterie strutturali sono una tipologia di celle in cui la batteria stessa funge anche da telaio o scocca del telefono. Questo permetterebbe ai produttori di ottimizzare lo spazio interno e ridurre il peso dei dispositivi, rendendoli potenzialmente molto più sottili, data l'assenza di un modulo batteria separato.</p><p>Finora, i ricercatori si sono concentrati sull'impiego delle batterie strutturali principalmente nei veicoli, come le auto elettriche, ma in futuro questa tecnologia potrebbe portare alla realizzazione di smartphone sottili come carte di credito, sebbene ciò richiederebbe probabilmente anche la miniaturizzazione di altri componenti.</p><h2 class="article-body__section" id="section-5-batterie-al-grafene"><span>5. Batterie al grafene</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3190px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="bRGaNo6DXvMtUzQHggbhVG" name="Samsung Galaxy S25 review-12" alt="Samsung Galaxy S25 from bottom in hand, showing USB-C port" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bRGaNo6DXvMtUzQHggbhVG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3190" height="1794" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Le batterie al grafene potrebbero consentire una ricarica più rapida </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Le batterie al grafene utilizzano una combinazione di grafene e materiali allo stato solido, e promettono una ricarica più rapida, capacità maggiori e – come le batterie allo stato solido descritte sopra – un degrado più lento, permettendo loro di sopportare un numero superiore di cicli di ricarica.</p><p>Queste batterie esistono già, ma al momento hanno costi proibitivi per la maggior parte dei casi d'uso. Tuttavia, una ricerca di Focus – tramite Energy Monitor – suggerisce che entro la metà degli anni 2030 i prezzi potrebbero scendere a sufficienza da consentire a queste batterie di iniziare a vedere un uso diffuso nei veicoli elettrici.</p><p>Non viene fatta menzione degli smartphone, ma i loro vantaggi sembrano renderle una soluzione adatta ai telefoni se e quando diventeranno accessibili.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-widget-title="Today's best phone deals" data-model-name="Samsung Galaxy S25,Samsung Galaxy S25 Plus,Samsung Galaxy S25 Ultra,Google Pixel 10,Google Pixel 10 Pro,Google Pixel 10 Pro XL,Apple iPhone 17,Apple iPhone 17 Pro,Apple iPhone 17 Pro Max,Apple iPhone Air"></div>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT ha le allucinazioni: ecco 5 modi per accorgersene ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Le allucinazioni rappresentano un difetto intrinseco dei chatbot IA. Quando ChatGPT, Gemini, Copilot o altri modelli di intelligenza artificiale forniscono informazioni errate, a prescindere dalla sicurezza con cui vengono esposte, ci si trova di fronte a un'allucinazione. L'IA può generare una leggera deviazione, una svista apparentemente innocua, o arrivare a produrre un'accusa del tutto inventata e diffamatoria.<sup>1</sup> In ogni caso, è inevitabile che si presentino se si interagisce con ChatGPT o i suoi rivali per un tempo sufficientemente lungo.</p><p></p><p></p><p>Comprendere come e perché ChatGPT possa inciampare nel distinguere ciò che è verosimile da ciò che è vero è fondamentale per chiunque voglia interagire con l'IA. Poiché questi sistemi generano risposte predicendo quale testo dovrebbe seguire in base ai pattern presenti nei dati di addestramento, anziché verificare le informazioni rispetto a una verità oggettiva, possono apparire convincenti pur inventando tutto di sana pianta. Il trucco sta nell'essere consapevoli che un'allucinazione può manifestarsi in qualsiasi momento e nel saper individuare gli indizi che ne nascondono la presenza. Ecco alcuni dei principali indicatori per capire se ChatGPT sta avendo un'allucinazione.</p><h2 id="specificita-insolite-in-assenza-di-fonti-verificabili">Specificità insolite in assenza di fonti verificabili</h2><p>Uno degli aspetti più irritanti delle allucinazioni dell'IA è che spesso includono dettagli apparentemente specifici. Una risposta inventata può citare date, nomi e altri particolari che la rendono credibile. Poiché ChatGPT genera testi basandosi sui pattern appresi durante l'addestramento, è in grado di creare dettagli che ricalcano la struttura di una risposta valida senza però fare riferimento a una fonte reale.</p><p>Potreste porre una domanda su una persona e ricevere un mix di informazioni personali reali e una narrazione completamente inventata. Questo tipo di specificità rende l'allucinazione più difficile da individuare, poiché la mente umana è portata a fidarsi delle affermazioni dettagliate.</p><p>Tuttavia, è fondamentale verificare ognuno di questi dettagli, specialmente quelli che potrebbero causarvi problemi in caso di errore. Se una data, un articolo o una persona citata non compaiono altrove, è segno che potreste essere di fronte a un'allucinazione. Tenete a mente che l'IA generativa non possiede un meccanismo integrato di fact-checking; si limita a prevedere ciò che potrebbe essere verosimile, non ciò che è vero.</p><h2 id="sicurezza-ingiustificata">Sicurezza ingiustificata</h2><p>Strettamente legato alla trappola della specificità è il tono eccessivamente sicuro di molte allucinazioni dell'IA. ChatGPT e modelli simili sono progettati per fornire risposte con un registro fluido e autorevole. Questa sicurezza può rendere credibile la disinformazione, anche quando l'affermazione di base è del tutto priva di fondamento.</p><p>I modelli di IA sono ottimizzati per prevedere sequenze di parole probabili. Anche quando l'intelligenza artificiale dovrebbe essere cauta in ciò che scrive, presenterà le informazioni con la stessa fermezza dei dati corretti. A differenza di un esperto umano che potrebbe esitare o dire "non ne sono sicuro", è ancora insolito — sebbene più comune di recente — che un modello di IA dichiari "non lo so". Questo accade perché una risposta completa premia l'apparenza della esaustività rispetto all'onestà sull'incertezza.</p><p>In qualsiasi ambito in cui gli esperti stessi esprimano dubbi, ci si aspetterebbe che un sistema affidabile rifletta tale incertezza. Ad esempio, la scienza e la medicina presentano spesso dibattiti o teorie in evoluzione dove le risposte definitive sono rare. Se ChatGPT risponde con un'affermazione categorica su tali argomenti, dichiarando un'unica causa o un fatto universalmente accettato, questa sicurezza potrebbe in realtà segnalare un'allucinazione: il modello sta colmando una lacuna di conoscenza con una narrazione inventata invece di evidenziare i punti di controversia.</p><h2 id="citazioni-non-rintracciabili">Citazioni non rintracciabili</h2><p>Citazioni e riferimenti sono un ottimo modo per confermare la veridicità di quanto affermato da ChatGPT. Tuttavia, a volte il sistema fornisce riferimenti che sembrano legittimi, ma che in realtà non esistono.</p><p>Questo tipo di allucinazione è particolarmente problematico in contesti accademici o professionali. Uno studente potrebbe costruire una rassegna bibliografica basandosi su citazioni fasulle, formattate impeccabilmente e complete di nomi di riviste plausibili. Salvo poi scoprire che il lavoro poggia su fondamenta di riferimenti non rintracciabili in pubblicazioni verificabili.</p><p>Controllate sempre se un saggio, un autore o una rivista citati siano presenti in database accademici autorevoli o tramite una ricerca web diretta. Se il nome appare stranamente specifico ma non produce risultati di ricerca, potrebbe trattarsi di una "citazione fantasma", creata dal modello per far sembrare autorevole la propria risposta.</p><h2 id="seguiti-contraddittori">Seguiti contraddittori</h2><p>Affermazioni esposte con sicurezza e supportate da riferimenti reali sono un ottimo segno, ma se ChatGPT si contraddice, qualcosa potrebbe non quadrare. Ecco perché le domande di approfondimento sono utili. Poiché l'IA generativa non consulta un database di fatti integrato per garantire la coerenza, può contraddirsi se incalzata. Questo accade spesso quando si pone una domanda di controllo che punta dritto a un'affermazione precedente. Se la nuova risposta diverge dalla prima in modo inconciliabile, è probabile che una delle due, o entrambe, sia un'allucinazione.</p><p>Fortunatamente, non serve cercare oltre la conversazione stessa per individuare questo segnale. Se il modello non riesce a mantenere risposte coerenti a domande logicamente correlate all'interno dello stesso thread, è probabile che la risposta originale mancasse fin dal principio di una base fattuale.</p><h2 id="logica-priva-di-senso">Logica priva di senso</h2><p>Anche se la logica interna non risulta contraddittoria, il ragionamento di ChatGPT può apparire distorto. Se una risposta è incoerente con i vincoli del mondo reale, prestate attenzione. ChatGPT scrive testi predicendo sequenze di parole, non applicando una logica effettiva; di conseguenza, ciò che sembra razionale in una frase potrebbe crollare se calato nella realtà.</p><p>Di solito, tutto inizia con premesse false. Ad esempio, un'IA potrebbe suggerire l'aggiunta di passaggi inesistenti a un protocollo scientifico consolidato, o sfidare il semplice buon senso. Come accaduto con Gemini, un modello di IA ha suggerito di usare la colla nella salsa della pizza per far aderire meglio il formaggio. Certo, probabilmente aderirebbe meglio, ma in termini di istruzioni culinarie non si tratta esattamente di alta cucina.</p><p>Le allucinazioni in ChatGPT e in modelli linguistici simili sono un sottoprodotto del modo in cui questi sistemi vengono addestrati. Pertanto, è probabile che persisteranno finché l'intelligenza artificiale si baserà sulla previsione delle parole.</p><p>Il segreto per gli utenti sta nell'imparare quando fidarsi dell'output e quando verificarlo. Saper individuare un'allucinazione sta diventando una competenza fondamentale di alfabetizzazione digitale. Con la crescente diffusione dell'IA, la logica e il buon senso saranno cruciali. La miglior difesa non è la fiducia cieca, ma un'analisi critica e informata.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/5-segnali-che-chatgpt-sta-avendo-unallucinazione</link>
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                            <![CDATA[ Come riconoscere le allucinazioni dei chatbot IA ]]>
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                                                    <category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ ESchwartzwrites@gmail.com (Eric Hal Schwartz) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Eric Hal Schwartz ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mTaiWitAt8o75BmPY3i4xK-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[AI hallucinations]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[AI hallucinations]]></media:text>
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                                <p>Le allucinazioni rappresentano un difetto intrinseco dei chatbot IA. Quando ChatGPT, Gemini, Copilot o altri modelli di intelligenza artificiale forniscono informazioni errate, a prescindere dalla sicurezza con cui vengono esposte, ci si trova di fronte a un'allucinazione. L'IA può generare una leggera deviazione, una svista apparentemente innocua, o arrivare a produrre un'accusa del tutto inventata e diffamatoria.<sup>1</sup> In ogni caso, è inevitabile che si presentino se si interagisce con ChatGPT o i suoi rivali per un tempo sufficientemente lungo.</p><p></p><p></p><p>Comprendere come e perché ChatGPT possa inciampare nel distinguere ciò che è verosimile da ciò che è vero è fondamentale per chiunque voglia interagire con l'IA. Poiché questi sistemi generano risposte predicendo quale testo dovrebbe seguire in base ai pattern presenti nei dati di addestramento, anziché verificare le informazioni rispetto a una verità oggettiva, possono apparire convincenti pur inventando tutto di sana pianta. Il trucco sta nell'essere consapevoli che un'allucinazione può manifestarsi in qualsiasi momento e nel saper individuare gli indizi che ne nascondono la presenza. Ecco alcuni dei principali indicatori per capire se ChatGPT sta avendo un'allucinazione.</p><h2 id="specificita-insolite-in-assenza-di-fonti-verificabili">Specificità insolite in assenza di fonti verificabili</h2><p>Uno degli aspetti più irritanti delle allucinazioni dell'IA è che spesso includono dettagli apparentemente specifici. Una risposta inventata può citare date, nomi e altri particolari che la rendono credibile. Poiché ChatGPT genera testi basandosi sui pattern appresi durante l'addestramento, è in grado di creare dettagli che ricalcano la struttura di una risposta valida senza però fare riferimento a una fonte reale.</p><p>Potreste porre una domanda su una persona e ricevere un mix di informazioni personali reali e una narrazione completamente inventata. Questo tipo di specificità rende l'allucinazione più difficile da individuare, poiché la mente umana è portata a fidarsi delle affermazioni dettagliate.</p><p>Tuttavia, è fondamentale verificare ognuno di questi dettagli, specialmente quelli che potrebbero causarvi problemi in caso di errore. Se una data, un articolo o una persona citata non compaiono altrove, è segno che potreste essere di fronte a un'allucinazione. Tenete a mente che l'IA generativa non possiede un meccanismo integrato di fact-checking; si limita a prevedere ciò che potrebbe essere verosimile, non ciò che è vero.</p><h2 id="sicurezza-ingiustificata">Sicurezza ingiustificata</h2><p>Strettamente legato alla trappola della specificità è il tono eccessivamente sicuro di molte allucinazioni dell'IA. ChatGPT e modelli simili sono progettati per fornire risposte con un registro fluido e autorevole. Questa sicurezza può rendere credibile la disinformazione, anche quando l'affermazione di base è del tutto priva di fondamento.</p><p>I modelli di IA sono ottimizzati per prevedere sequenze di parole probabili. Anche quando l'intelligenza artificiale dovrebbe essere cauta in ciò che scrive, presenterà le informazioni con la stessa fermezza dei dati corretti. A differenza di un esperto umano che potrebbe esitare o dire "non ne sono sicuro", è ancora insolito — sebbene più comune di recente — che un modello di IA dichiari "non lo so". Questo accade perché una risposta completa premia l'apparenza della esaustività rispetto all'onestà sull'incertezza.</p><p>In qualsiasi ambito in cui gli esperti stessi esprimano dubbi, ci si aspetterebbe che un sistema affidabile rifletta tale incertezza. Ad esempio, la scienza e la medicina presentano spesso dibattiti o teorie in evoluzione dove le risposte definitive sono rare. Se ChatGPT risponde con un'affermazione categorica su tali argomenti, dichiarando un'unica causa o un fatto universalmente accettato, questa sicurezza potrebbe in realtà segnalare un'allucinazione: il modello sta colmando una lacuna di conoscenza con una narrazione inventata invece di evidenziare i punti di controversia.</p><h2 id="citazioni-non-rintracciabili">Citazioni non rintracciabili</h2><p>Citazioni e riferimenti sono un ottimo modo per confermare la veridicità di quanto affermato da ChatGPT. Tuttavia, a volte il sistema fornisce riferimenti che sembrano legittimi, ma che in realtà non esistono.</p><p>Questo tipo di allucinazione è particolarmente problematico in contesti accademici o professionali. Uno studente potrebbe costruire una rassegna bibliografica basandosi su citazioni fasulle, formattate impeccabilmente e complete di nomi di riviste plausibili. Salvo poi scoprire che il lavoro poggia su fondamenta di riferimenti non rintracciabili in pubblicazioni verificabili.</p><p>Controllate sempre se un saggio, un autore o una rivista citati siano presenti in database accademici autorevoli o tramite una ricerca web diretta. Se il nome appare stranamente specifico ma non produce risultati di ricerca, potrebbe trattarsi di una "citazione fantasma", creata dal modello per far sembrare autorevole la propria risposta.</p><h2 id="seguiti-contraddittori">Seguiti contraddittori</h2><p>Affermazioni esposte con sicurezza e supportate da riferimenti reali sono un ottimo segno, ma se ChatGPT si contraddice, qualcosa potrebbe non quadrare. Ecco perché le domande di approfondimento sono utili. Poiché l'IA generativa non consulta un database di fatti integrato per garantire la coerenza, può contraddirsi se incalzata. Questo accade spesso quando si pone una domanda di controllo che punta dritto a un'affermazione precedente. Se la nuova risposta diverge dalla prima in modo inconciliabile, è probabile che una delle due, o entrambe, sia un'allucinazione.</p><p>Fortunatamente, non serve cercare oltre la conversazione stessa per individuare questo segnale. Se il modello non riesce a mantenere risposte coerenti a domande logicamente correlate all'interno dello stesso thread, è probabile che la risposta originale mancasse fin dal principio di una base fattuale.</p><h2 id="logica-priva-di-senso">Logica priva di senso</h2><p>Anche se la logica interna non risulta contraddittoria, il ragionamento di ChatGPT può apparire distorto. Se una risposta è incoerente con i vincoli del mondo reale, prestate attenzione. ChatGPT scrive testi predicendo sequenze di parole, non applicando una logica effettiva; di conseguenza, ciò che sembra razionale in una frase potrebbe crollare se calato nella realtà.</p><p>Di solito, tutto inizia con premesse false. Ad esempio, un'IA potrebbe suggerire l'aggiunta di passaggi inesistenti a un protocollo scientifico consolidato, o sfidare il semplice buon senso. Come accaduto con Gemini, un modello di IA ha suggerito di usare la colla nella salsa della pizza per far aderire meglio il formaggio. Certo, probabilmente aderirebbe meglio, ma in termini di istruzioni culinarie non si tratta esattamente di alta cucina.</p><p>Le allucinazioni in ChatGPT e in modelli linguistici simili sono un sottoprodotto del modo in cui questi sistemi vengono addestrati. Pertanto, è probabile che persisteranno finché l'intelligenza artificiale si baserà sulla previsione delle parole.</p><p>Il segreto per gli utenti sta nell'imparare quando fidarsi dell'output e quando verificarlo. Saper individuare un'allucinazione sta diventando una competenza fondamentale di alfabetizzazione digitale. Con la crescente diffusione dell'IA, la logica e il buon senso saranno cruciali. La miglior difesa non è la fiducia cieca, ma un'analisi critica e informata.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ GTA 6 deve essere più simile a GTA 4 che a GTA 5: Rockstar, per favore, fa' che guidare le auto torni a sembrare come manovrare delle grandi navi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Grand Theft Auto 6 si staglia all'orizzonte con l'inizio del 2026. Resta da vedere se il gioco uscirà effettivamente quest'anno, e sono certo che questo dilemma oscurerà gran parte del dibattito intorno al titolo con il passare dei mesi. Sebbene l'anno offra altri titoli AAA di rilievo, dall'enigmatico ed intrigante <em>The Duskbloods</em> (esclusiva Switch 2) al successo annunciato di <em>Marvel’s Wolverine</em>, è evidente come Grand Theft Auto 6 stia catalizzando tutta l'attenzione mediatica.</p><p>È inevitabile che GTA 6 si riveli un enorme successo, a prescindere dallo stato in cui debutterà e da come Rockstar deciderà di evolvere la formula del franchise. Al momento non abbiamo ancora visto il gameplay, pur sapendo che si tratterà di un thriller in stile Bonnie e Clyde ambientato nel fermento soleggiato di Vice City. Di conseguenza, è giunto il momento di analizzare cosa ci aspettiamo, e speriamo, che GTA 6 sia effettivamente come videogioco; per farlo, la cosa più utile è guardare al passato.</p><p>GTA 5 è senza dubbio il più grande successo di Rockstar finora, ed è facile capire il perché. L'azione è immediata, l'ambientazione è vivace, ironica e decisamente sopra le righe, mentre la guida è snella e improntata allo stile arcade. Indipendentemente dal veicolo, i controlli sono precisi, prevedibili e facili da padroneggiare. È il capitolo più accessibile della saga e, dal punto di vista del design, probabilmente la versione più rassicurante di Grand Theft Auto.</p><p>Basta avviare GTA 4 per rendersi conto di quanto l'approccio di Rockstar al design e alla narrazione sia cambiato negli anni. Spero che GTA 6 rappresenti la continuazione di questa evoluzione graduale, ma mentirei se dicessi di volerlo più vicino alle caratteristiche di GTA 5 rispetto a quelle del quarto capitolo.</p><p>Esistono molti aspetti di Grand Theft Auto 4 che preferisco nettamente a GTA 5 e, mentre ci avviciniamo all'uscita imminente del nuovo capitolo, spero che Rockstar guardi oltre il successo colossale del quinto episodio per adottare, invece, la filosofia di design di GTA 4.</p><h2 id="la-corsa-piu-pazza-d-america">La corsa più pazza d'America</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VkjJgjaYDeTX7nCMFGnRjT" name="grand-theft-auto-4-truck-bridge-chase" alt="A truck smashes through a police car in an attempt to escape" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VkjJgjaYDeTX7nCMFGnRjT-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar)</span></figcaption></figure><p>Per una serie che prende il nome dal reato di furto d'auto, i titoli della saga di Grand Theft Auto possono decretare il proprio successo o fallimento in base alle meccaniche di guida e al modo in cui i veicoli interagiscono con l'ambiente. La fisica delle auto di Grand Theft Auto 4 è notoriamente divisiva, con mezzi che sembrano pesanti imbarcazioni a vela mentre sfrecciano per le strade. A tratti, guidare auto da corsa di fascia media dava la sensazione di dover indirizzare una palla di cannone lungo una pista. Ed è un aspetto che amo follemente di GTA 4.</p><p>Ogni elemento di GTA 4 è supportato da un motore fisico pesante e meticolosamente progettato. Di conseguenza, le auto trasmettono sensazioni tutte diverse tra loro e serve una buona dose di tempo prima di sentirsi abbastanza sicuri da staccare il piede dal freno e tentare manovre evasive più rischiose. È esattamente così che dovrebbe essere la guida, specialmente quando ci si trova al volante di una berlina arrugginita inseguiti dalla polizia.</p><p>Al contrario, la guida in GTA 5 è leggera, inconsistente e più simile a un racing arcade che a un simulatore. Questo, ovviamente, attira un pubblico più vasto e forse si adatta molto meglio alla componente di GTA Online rispetto a quanto accadeva con le gare online di GTA 4.</p><p>Personalmente, vorrei che la guida in GTA 6 si rifacesse all'approccio di GTA 4. È un gioco a cui probabilmente giocherò per anni e mi piacerebbe faticare un po' prima di padroneggiare l'arte delle corse clandestine e delle fughe in auto.</p><p>Dal lancio di GTA 4 e GTA 5 a oggi, ci sono stati anche enormi progressi nel feedback aptico dei controller. L'aggiunta di un sistema fisico propriamente pesante per i veicoli apre un intero mondo di possibilità per quanto riguarda i grilletti adattivi. Spero che Rockstar guardi a GTA 4 nel calibrare il sistema di manovra dei diversi mezzi. Mi piacerebbe che guidare un camion trasmettesse sensazioni completamente diverse rispetto a una sportiva di lusso, e credo che la risposta risieda proprio nel codice unico che gestiva il controllo delle auto in GTA 4.</p><h2 id="questo-deve-essere-il-posto-giusto">Questo deve essere il posto giusto</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UFoNCTPEgc4ZNb2aEQHyWh" name="grand-theft-auto-4-new-york-dock" alt="Niko stands on a dock looking into the trunk of a red and white car" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UFoNCTPEgc4ZNb2aEQHyWh-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar)</span></figcaption></figure><p>GTA 4 puntava tutto sul senso del luogo e sull'atmosfera, al punto che se mi mostraste lo screenshot di un marciapiede o di una panchina qualsiasi del gioco, la riconoscerei immediatamente. Il titolo attingeva a piene mani dal cinema degli anni '70, avvolgendo Liberty City in una coltre di nebbia e foschia dalle tonalità seppia. Ogni fotogramma di GTA 4 sembra il poster di un film, evocando pellicole come <em>Il braccio violento della legge</em>, <em>Un uomo da marciapiede</em> e il cinema di Scorsese di quegli anni. Si tratta di una scelta audace e d'impatto, che distingue nettamente GTA 4 dagli altri capitoli della serie.</p><p>GTA 5 appare praticamente scintillante se accostato al suo cupo fratello maggiore, puntando tutto sulle strade della California baciate dal sole e su corpi perfetti rimodellati dal botox. Al di là dell'ambientazione, GTA 5 e GTA 4 divergono chiaramente nel valore che attribuiscono ai luoghi in cui si svolgono le vicende. In GTA 4, Liberty City è onnipresente e ineludibile, sia che stiate guidando tra sottopassi lerci o passeggiando in parchi nuvolosi.</p><p>Considerando che GTA 6 tornerà a Vice City, non sto suggerendo a Rockstar di applicare un filtro seppia, né credo che le sue strade debbano essere caratterizzate da nebbia fitta e smog opprimente. Ciò che vorrei vedere è un reale senso del luogo, un impegno maggiore nel caratterizzare l'ambientazione di GTA 6 rispetto a quanto visto in GTA 5. Devo aver accumulato centinaia di ore a Los Santos dal lancio di GTA 5, ma pochissimo del carattere e dell'atmosfera della città mi è rimasto impresso. GTA 5 è un caso unico in tal senso, e credo sia senza dubbio il peggior Grand Theft Auto in 3D per quanto riguarda la memorabilità e la distintività dello scenario.</p><p>GTA 6 offrirà una visione moderna di Vice City, quindi non sarà così semplice come inondare tutto di neon ed estetica anni '80. Al contrario, vorrei che GTA 6 puntasse sulle zone paludose, sugli spazi angusti tra i centri commerciali chiusi e, soprattutto, vorrei che il tutto risultasse assolutamente unico in termini di direzione artistica. Le impronte sulle lenti degli occhiali, la condensa sulle bottiglie di birra e la ricostruzione realistica dei riflessi nelle pozzanghere non mi interessano, almeno non quanto la "vibe" e l'atmosfera di una città che sappia essere un personaggio principale tanto quanto i due protagonisti.</p><h2 id="il-potere-dell-amore">Il potere dell'amore</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2jqqfByZWVv7GWDWEGsjVZ" name="gta-6-2025-header-jason-lucia-main" alt="Jason and Lucia lie in bed, as sunlight comes in through the window. Stylized in classic GTA cartoon style" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2jqqfByZWVv7GWDWEGsjVZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Lucia e Jason saranno i due protagonisti di GTA 6, e il fatto che siano una coppia è già un passo nella giusta direzione rispetto ai tre protagonisti relativamente male assortiti di GTA 5. Franklin, Michael e Trevor erano personaggi uniti da una vita criminale, e la presenza di tre figure principali ha talvolta diluito lo spessore narrativo. Non ho mai avuto l'impressione che provassero un reale affetto reciproco, sembravano piuttosto ladri costretti a collaborare. In fondo, non c'è onore tra i ladri, e la trama portante di GTA 5 non è riuscita a raggiungere i picchi emotivi di GTA 4.</p><p>Niko Bellic di GTA 4 è un personaggio più riflessivo e complesso, sostenuto da una storia molto più cupa e realistica. È l'unico protagonista, certo, ma le sue relazioni risultavano di conseguenza più solide. La sua lealtà verso il cugino e la sua bussola morale, sorprendentemente ferma, hanno davvero superato la prova del tempo. Lucia e Jason sono amanti, e credo che ci sia un potenziale molto maggiore per una reale profondità dei personaggi fin dall'inizio rispetto a Franklin, Michael e Trevor.</p><p>Dovremo aspettare e vedere come interagiranno questi due protagonisti, come funzionerà lo scambio tra loro e dove si troveranno entrambi alla fine della storia. Rockstar dovrà rievocare il dramma sporco di GTA 4 per mantenere alto il mio interesse, specialmente nel delineare le dinamiche tra i protagonisti e le persone a loro più vicine.</p><p>Naturalmente, non abbiamo ancora visto molto di Grand Theft Auto 6, nonostante anni di teaser e trailer. È del tutto possibile che GTA 6 prenda una direzione completamente diversa dai suoi predecessori. Potrebbe offrire il mondo più dettagliato e vivo mai visto nel gaming, e le sue auto potrebbero tracciare una nuova strada nel modo in cui vengono simulate fisica e manovrabilità.</p><p>Rockstar, come sempre, è un enigma e raramente fa esattamente ciò che tutti ci aspettiamo. Tuttavia, spero che il prodotto finito abbia un po' del peso, dell'atmosfera malinconica e dello smog di GTA 4. Sceglierei questo approccio tutta la vita, piuttosto che il glamour e il "realismo" di GTA 5.</p><p>Bene, ora vado ad ascoltare <em>Love Is a Long Road</em> di Tom Petty per la centesima volta in questo inizio di 2026.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Mentre l'uscita di GTA 6 si avvicina, spero che Rockstar tragga maggiore ispirazione da GTA 4 rispetto a GTA 5. Ecco perché. ]]>
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                                <p>Grand Theft Auto 6 si staglia all'orizzonte con l'inizio del 2026. Resta da vedere se il gioco uscirà effettivamente quest'anno, e sono certo che questo dilemma oscurerà gran parte del dibattito intorno al titolo con il passare dei mesi. Sebbene l'anno offra altri titoli AAA di rilievo, dall'enigmatico ed intrigante <em>The Duskbloods</em> (esclusiva Switch 2) al successo annunciato di <em>Marvel’s Wolverine</em>, è evidente come Grand Theft Auto 6 stia catalizzando tutta l'attenzione mediatica.</p><p>È inevitabile che GTA 6 si riveli un enorme successo, a prescindere dallo stato in cui debutterà e da come Rockstar deciderà di evolvere la formula del franchise. Al momento non abbiamo ancora visto il gameplay, pur sapendo che si tratterà di un thriller in stile Bonnie e Clyde ambientato nel fermento soleggiato di Vice City. Di conseguenza, è giunto il momento di analizzare cosa ci aspettiamo, e speriamo, che GTA 6 sia effettivamente come videogioco; per farlo, la cosa più utile è guardare al passato.</p><p>GTA 5 è senza dubbio il più grande successo di Rockstar finora, ed è facile capire il perché. L'azione è immediata, l'ambientazione è vivace, ironica e decisamente sopra le righe, mentre la guida è snella e improntata allo stile arcade. Indipendentemente dal veicolo, i controlli sono precisi, prevedibili e facili da padroneggiare. È il capitolo più accessibile della saga e, dal punto di vista del design, probabilmente la versione più rassicurante di Grand Theft Auto.</p><p>Basta avviare GTA 4 per rendersi conto di quanto l'approccio di Rockstar al design e alla narrazione sia cambiato negli anni. Spero che GTA 6 rappresenti la continuazione di questa evoluzione graduale, ma mentirei se dicessi di volerlo più vicino alle caratteristiche di GTA 5 rispetto a quelle del quarto capitolo.</p><p>Esistono molti aspetti di Grand Theft Auto 4 che preferisco nettamente a GTA 5 e, mentre ci avviciniamo all'uscita imminente del nuovo capitolo, spero che Rockstar guardi oltre il successo colossale del quinto episodio per adottare, invece, la filosofia di design di GTA 4.</p><h2 id="la-corsa-piu-pazza-d-america">La corsa più pazza d'America</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VkjJgjaYDeTX7nCMFGnRjT" name="grand-theft-auto-4-truck-bridge-chase" alt="A truck smashes through a police car in an attempt to escape" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VkjJgjaYDeTX7nCMFGnRjT-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar)</span></figcaption></figure><p>Per una serie che prende il nome dal reato di furto d'auto, i titoli della saga di Grand Theft Auto possono decretare il proprio successo o fallimento in base alle meccaniche di guida e al modo in cui i veicoli interagiscono con l'ambiente. La fisica delle auto di Grand Theft Auto 4 è notoriamente divisiva, con mezzi che sembrano pesanti imbarcazioni a vela mentre sfrecciano per le strade. A tratti, guidare auto da corsa di fascia media dava la sensazione di dover indirizzare una palla di cannone lungo una pista. Ed è un aspetto che amo follemente di GTA 4.</p><p>Ogni elemento di GTA 4 è supportato da un motore fisico pesante e meticolosamente progettato. Di conseguenza, le auto trasmettono sensazioni tutte diverse tra loro e serve una buona dose di tempo prima di sentirsi abbastanza sicuri da staccare il piede dal freno e tentare manovre evasive più rischiose. È esattamente così che dovrebbe essere la guida, specialmente quando ci si trova al volante di una berlina arrugginita inseguiti dalla polizia.</p><p>Al contrario, la guida in GTA 5 è leggera, inconsistente e più simile a un racing arcade che a un simulatore. Questo, ovviamente, attira un pubblico più vasto e forse si adatta molto meglio alla componente di GTA Online rispetto a quanto accadeva con le gare online di GTA 4.</p><p>Personalmente, vorrei che la guida in GTA 6 si rifacesse all'approccio di GTA 4. È un gioco a cui probabilmente giocherò per anni e mi piacerebbe faticare un po' prima di padroneggiare l'arte delle corse clandestine e delle fughe in auto.</p><p>Dal lancio di GTA 4 e GTA 5 a oggi, ci sono stati anche enormi progressi nel feedback aptico dei controller. L'aggiunta di un sistema fisico propriamente pesante per i veicoli apre un intero mondo di possibilità per quanto riguarda i grilletti adattivi. Spero che Rockstar guardi a GTA 4 nel calibrare il sistema di manovra dei diversi mezzi. Mi piacerebbe che guidare un camion trasmettesse sensazioni completamente diverse rispetto a una sportiva di lusso, e credo che la risposta risieda proprio nel codice unico che gestiva il controllo delle auto in GTA 4.</p><h2 id="questo-deve-essere-il-posto-giusto">Questo deve essere il posto giusto</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UFoNCTPEgc4ZNb2aEQHyWh" name="grand-theft-auto-4-new-york-dock" alt="Niko stands on a dock looking into the trunk of a red and white car" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UFoNCTPEgc4ZNb2aEQHyWh-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar)</span></figcaption></figure><p>GTA 4 puntava tutto sul senso del luogo e sull'atmosfera, al punto che se mi mostraste lo screenshot di un marciapiede o di una panchina qualsiasi del gioco, la riconoscerei immediatamente. Il titolo attingeva a piene mani dal cinema degli anni '70, avvolgendo Liberty City in una coltre di nebbia e foschia dalle tonalità seppia. Ogni fotogramma di GTA 4 sembra il poster di un film, evocando pellicole come <em>Il braccio violento della legge</em>, <em>Un uomo da marciapiede</em> e il cinema di Scorsese di quegli anni. Si tratta di una scelta audace e d'impatto, che distingue nettamente GTA 4 dagli altri capitoli della serie.</p><p>GTA 5 appare praticamente scintillante se accostato al suo cupo fratello maggiore, puntando tutto sulle strade della California baciate dal sole e su corpi perfetti rimodellati dal botox. Al di là dell'ambientazione, GTA 5 e GTA 4 divergono chiaramente nel valore che attribuiscono ai luoghi in cui si svolgono le vicende. In GTA 4, Liberty City è onnipresente e ineludibile, sia che stiate guidando tra sottopassi lerci o passeggiando in parchi nuvolosi.</p><p>Considerando che GTA 6 tornerà a Vice City, non sto suggerendo a Rockstar di applicare un filtro seppia, né credo che le sue strade debbano essere caratterizzate da nebbia fitta e smog opprimente. Ciò che vorrei vedere è un reale senso del luogo, un impegno maggiore nel caratterizzare l'ambientazione di GTA 6 rispetto a quanto visto in GTA 5. Devo aver accumulato centinaia di ore a Los Santos dal lancio di GTA 5, ma pochissimo del carattere e dell'atmosfera della città mi è rimasto impresso. GTA 5 è un caso unico in tal senso, e credo sia senza dubbio il peggior Grand Theft Auto in 3D per quanto riguarda la memorabilità e la distintività dello scenario.</p><p>GTA 6 offrirà una visione moderna di Vice City, quindi non sarà così semplice come inondare tutto di neon ed estetica anni '80. Al contrario, vorrei che GTA 6 puntasse sulle zone paludose, sugli spazi angusti tra i centri commerciali chiusi e, soprattutto, vorrei che il tutto risultasse assolutamente unico in termini di direzione artistica. Le impronte sulle lenti degli occhiali, la condensa sulle bottiglie di birra e la ricostruzione realistica dei riflessi nelle pozzanghere non mi interessano, almeno non quanto la "vibe" e l'atmosfera di una città che sappia essere un personaggio principale tanto quanto i due protagonisti.</p><h2 id="il-potere-dell-amore">Il potere dell'amore</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2jqqfByZWVv7GWDWEGsjVZ" name="gta-6-2025-header-jason-lucia-main" alt="Jason and Lucia lie in bed, as sunlight comes in through the window. Stylized in classic GTA cartoon style" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2jqqfByZWVv7GWDWEGsjVZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Lucia e Jason saranno i due protagonisti di GTA 6, e il fatto che siano una coppia è già un passo nella giusta direzione rispetto ai tre protagonisti relativamente male assortiti di GTA 5. Franklin, Michael e Trevor erano personaggi uniti da una vita criminale, e la presenza di tre figure principali ha talvolta diluito lo spessore narrativo. Non ho mai avuto l'impressione che provassero un reale affetto reciproco, sembravano piuttosto ladri costretti a collaborare. In fondo, non c'è onore tra i ladri, e la trama portante di GTA 5 non è riuscita a raggiungere i picchi emotivi di GTA 4.</p><p>Niko Bellic di GTA 4 è un personaggio più riflessivo e complesso, sostenuto da una storia molto più cupa e realistica. È l'unico protagonista, certo, ma le sue relazioni risultavano di conseguenza più solide. La sua lealtà verso il cugino e la sua bussola morale, sorprendentemente ferma, hanno davvero superato la prova del tempo. Lucia e Jason sono amanti, e credo che ci sia un potenziale molto maggiore per una reale profondità dei personaggi fin dall'inizio rispetto a Franklin, Michael e Trevor.</p><p>Dovremo aspettare e vedere come interagiranno questi due protagonisti, come funzionerà lo scambio tra loro e dove si troveranno entrambi alla fine della storia. Rockstar dovrà rievocare il dramma sporco di GTA 4 per mantenere alto il mio interesse, specialmente nel delineare le dinamiche tra i protagonisti e le persone a loro più vicine.</p><p>Naturalmente, non abbiamo ancora visto molto di Grand Theft Auto 6, nonostante anni di teaser e trailer. È del tutto possibile che GTA 6 prenda una direzione completamente diversa dai suoi predecessori. Potrebbe offrire il mondo più dettagliato e vivo mai visto nel gaming, e le sue auto potrebbero tracciare una nuova strada nel modo in cui vengono simulate fisica e manovrabilità.</p><p>Rockstar, come sempre, è un enigma e raramente fa esattamente ciò che tutti ci aspettiamo. Tuttavia, spero che il prodotto finito abbia un po' del peso, dell'atmosfera malinconica e dello smog di GTA 4. Sceglierei questo approccio tutta la vita, piuttosto che il glamour e il "realismo" di GTA 5.</p><p>Bene, ora vado ad ascoltare <em>Love Is a Long Road</em> di Tom Petty per la centesima volta in questo inizio di 2026.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ I robot del CES 2026 sono stati stravaganti, bizzarri e talvolta deludenti. Tranne uno ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Ogni categoria tecnologica vive il suo momento di gloria e, per i robot, quel momento è stato il CES 2026. Decine di umanoidi (e un discreto numero di robot aspirapolvere a cui sono spuntate le gambe) hanno trasformato l'evento in una sorta di carnevale di stravaganze meccaniche.</p><p>Si sono visti robot pugili, giocatori di carte o di ping-pong, automi ballerini, macchine per piegare il bucato, bot specializzati nello smistamento di componenti e persino robot con indosso costumi elaborati. È stata un'esposizione straordinaria e sbalorditiva di ingegneria e addestramento basato sull'intelligenza artificiale.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G97tgoR5RXCk66DuxHf7FN-1920-80.jpg" alt="CES 2026 Robots" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LvdehTcMAbU2tqSP2wGcGN-1920-80.jpg" alt="CES 2026 Robots" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YDtucrMWuWyacamZS7sakM-1920-80.jpg" alt="CES 2026 Robots" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fATPb6Um5QDVZNKj785JrM-1920-80.jpg" alt="CES 2026 Robots" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><h2 id="the-unbeatable-bots">The unbeatable bots</h2><p>Anche se i bot mi hanno battuto a Tris e mi hanno sfilato soldi virtuali a blackjack, li ho apprezzati tutti. Tuttavia, a essere onesti, la maggior parte di loro impallidiva di fronte a Boston Dynamics e alla prima dimostrazione pubblica del suo robot umanoide Atlas.</p><p>Per comprendere lo straordinario traguardo rappresentato da Atlas, credo sia necessario classificare e analizzare alcuni dei suoi concorrenti.</p><p>C'erano, ad esempio, diversi robot dotati di torso, testa e braccia, ma privi di gambe: erano fissi oppure si spostavano su basi rotanti.</p><p>Ho visto due validi esempi in CLOiD di LG e in Switchbot Onero H1, entrambi progettati per aiutare a smistare, gestire e piegare il bucato.</p><p>Per prima cosa, ho osservato il bot su ruote CLOiD salire sul palco della conferenza stampa di LG al CES: ha afferrato molto lentamente un asciugamano dalle mani di un dirigente per poi riporlo con cura in una lavatrice LG. L'unico motivo per cui la scena risultava d'impatto era che non avevo mai visto CLOiD fare tanto.</p>                    <div class= "tiktok-wrapper" style="min-height: 750px;"><blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@techradar/video/7592793596777090326" data-video-id="7592793596777090326" style="max-width: 605px; min-width: 325px;">                        <section>                            <a target="_blank" title="@techradar" href="https://www.tiktok.com/@techradar">@techradar</a>                            <p></p><a target="_blank" title="♬ original sound - TechRadar" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7592793650109565718">♬ original sound - TechRadar</a></section>                    </blockquote></div>                <p>Successivamente, ho osservato l'Onero H1 tentare un compito simile. Ha afferrato un indumento giallo brillante da un divano, si è diretto verso la lavatrice, ha aperto lo sportello e vi ha riposto il capo all'interno. Poi, l'alto e pallido robot ha richiuso lo sportello.</p><p>Purtroppo, l'H1 non si è assicurato che l'indumento fosse completamente dentro il cestello e, quando ha provato a chiudere, non ci è riuscito. Cosa ancora peggiore, il robot non si è nemmeno accorto dell'errore né ha tentato di rimediare.</p><p>È chiaro che tra un automa che non "sente" un intoppo meccanico e la fluidità di Atlas c'è ancora un abisso. Ti serve la traduzione del resto del reportage o preferisci passare a un'altra delle novità del CES 2026?</p><h2 id="robot-per-giocare">Robot per giocare</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="s4QrNRXaWHfHZYoDbjw44N" name="robot-chess-robot" alt="CES 2026 Robots" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s4QrNRXaWHfHZYoDbjw44N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>In un altro momento, ho giocato a scacchi contro il Senserobot Chess Mini. È stato divertente, ma ho davvero bisogno di un robot che muova i pezzi quando posso giocare sul telefono con un'app contro il computer o contro chiunque nel mondo?</p><p>Persino il robot da ping-pong, relativamente abile, che ho visto era ancora attaccato a una gigantesca base inamovibile; ho capito immediatamente che non sarebbe mai stato all'altezza di un campione come Marty Supreme.</p><h2 id="camminare">Camminare</h2><p>I robot bipedi e dalle sembianze più realisticamente umane, d'altra parte, spaziavano da semplici routine di smistamento (palline rosse sui piatti rossi e blu su quelli blu) a veri e propri espedienti scenografici.</p><p>Ho visto fin troppi robot ballare come goffi papà di mezza età al matrimonio della figlia, e un numero bizzarro di automi che si divertivano a eseguire calci circolari in grande stile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TLBYaT7PmkE85BCHkQ3mHN" name="boxing-robot" alt="CES 2026 Robots" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TLBYaT7PmkE85BCHkQ3mHN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Engine AI ha mostrato alcuni impressionanti umanoidi in miniatura, capaci di fare capriole, ballare e mettersi in fila per fare a pugni tra loro. Stranamente, nessun robot ha mai messo a segno un colpo. Non erano certo dei Rocky Balboa fatti di metallo e ingranaggi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FZbnb7UQ36kr9mS6omPQrM" name="tictactoe-robot" alt="CES 2026 Robots" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FZbnb7UQ36kr9mS6omPQrM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>A volte i robot cadevano o fallivano nei loro compiti. Ho giocato a Tris contro un robot di Fourier, che non sembrava in grado di posizionare i cubi di gomma negli spazi assegnati. A volte, ho istintivamente allungato la mano per sistemare correttamente un pezzo. Certo, mi ha battuto, ma lo ha fatto in modo pulito?</p><p>Ho stretto la mano a un robot Zeroth M1 che si trascinava goffamente, ma come molti altri, sembrava essere teleoperato. E poi c'era Tron di Limix Dynamic, un piccolo robot tarchiato vestito con un costume da dinosauro animatronico a grandezza naturale. Era quasi incredibile, ma anche inutile. L'umanoide Olli di Dynamic ha sfoggiato alcuni passi di danza fluidi, ma non ha dato alcun segno di poter fare molto senza che qualcuno tirasse i fili digitali dietro le quinte.</p>                    <div class= "tiktok-wrapper" style="min-height: 750px;"><blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@techradar/video/7593048567636577539" data-video-id="7593048567636577539" style="max-width: 605px; min-width: 325px;">                        <section>                            <a target="_blank" title="@techradar" href="https://www.tiktok.com/@techradar">@techradar</a>                            <p></p><a target="_blank" title="♬ original sound - TechRadar" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7593048591552383766">♬ original sound - TechRadar</a></section>                    </blockquote></div>                <h2 id="the-atlas-difference">The Atlas difference</h2><p>Non è chiaro da quanto tempo queste aziende stiano lavorando su questi robot, anche se credo sia evidente che l'addestramento di alcuni di essi sia stato accelerato, negli ultimi mesi, dall'intelligenza artificiale.</p><p>Anche l'Atlas di Boston Dynamics sta chiaramente beneficiando dell'IA generativa e di nuovi modelli supportati dalla piattaforma di NVIDIA (e presto da Gemini di Google), ma possiede un'anima robotica "esperta" rispetto a questi nuovi arrivati.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/608300568545615872"><p lang="en" dir="ltr">This robot can drive, climb, drill and open a door. It's also now a millionaire http://t.co/WCLuYcuud4 #DARPADRC pic.twitter.com/vXY6fMcDzZ<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/608300568545615872">June 9, 2015</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Ho visto per la prima volta Atlas dal vivo (o almeno una sua versione) più di dieci anni fa, durante una competizione di robotica della DARPA. Quei bot erano enormi, pesanti, goffi (un po' spaventosi) e faticavano a superare ostacoli o a eseguire compiti elementari come aprire una porta. Come mi ha ricordato un dirigente di Boston Dynamics la scorsa settimana al CES: "Non sapeva fare nulla".</p><p>L'Atlas completamente elettrico, specialmente il nuovo modello di produzione esposto al CES 2026, è una creatura del tutto diversa.</p><p>Nella dimostrazione a cui ho assistito, era disteso a terra in una posizione scomoda dalla quale io stesso farei fatica a rialzarmi. Atlas si è alzato senza alcuno sforzo (muovendo giunture e corpo in modi che nessun essere umano potrebbe mai replicare) e poi ha fatto un passo in avanti con disinvoltura. Ci sono stati saluti, balli e pose che mi hanno ricordato i culturisti durante una gara di posing. In altre demo, ha mostrato come sia in grado di svolgere lavori di fabbrica.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YZ2JDA7XjZDfMrk9SjQKKA" name="Atlas-pose" alt="CES 2026 robots Atlas" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YZ2JDA7XjZDfMrk9SjQKKA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Nessuna delle abilità di Atlas sembrava un espediente o qualcosa costruito appositamente per l'occasione. Atlas possiede una migliore percezione dell'ambiente circostante e una maggiore padronanza delle proprie capacità rispetto alla maggior parte dei robot esposti al CES.</p><p>È inoltre progettato per le fabbriche, non per le case. La maggior parte dei robot umanoidi che potrebbero finire nelle abitazioni quest'anno non era presente alla fiera. Tesla Optimus è apparso brevemente, ma se n'è andato con Elon Musk. Il 1X Neo non c'era, così come il Figure 03 di Figure AI.</p><p>Anche se progettati per mercati diversi, Atlas è probabilmente la rappresentazione più autentica dello stato attuale della robotica umanoide. Di fatto, potrebbe essere il migliore di tutti. Non promette più di quanto possa offrire, come invece credo faranno sicuramente molti di questi robot domestici. Al contrario, è destinato a un impianto di produzione Hyundai (Hyundai è oggi un importante investitore di Boston Dynamics) nel 2028. Non esiste ancora una tabella di marcia per il mercato domestico ma, quando sarà pronto, scommetto che Atlas sarà il primo robot umanoide per la casa a non deludere le aspettative.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Abbiamo dato uno sguardo all'ampia gamma di robot esposti al CES 2026, confermando che Atlas resta ancora il modello da battere. ]]>
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Before joining TechRadar, he served as Editor in Chief of Lifewire. Prior to that, he was Chief Correspondent for Mashable where he covered all facets of technology and the&amp;nbsp;intersection&amp;nbsp;of digital and life. He also helped Mashable find new ways to&amp;nbsp;tell&amp;nbsp;stories. Lance is based in NY.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A 38-year industry veteran, &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/Lance_Ulanoff&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lance Ulanoff&lt;/a&gt; has covered technology since PCs were the size of suitcases, “on line” meant “waiting” and CPU speeds were measured in single-digit megahertz. Prior to joining Mashable as Editor in Chief in 2011, Lance Ulanoff served as Editor in Chief of PCMag.com and Senior Vice President of Content for the Ziff Davis, Inc. While there, he guided the brand to a 100% digital existence and oversaw content strategy for all of Ziff Davis’ Web sites. His long-running column on PCMag.com earned him a Bronze award from the ASBPE. Winmag.com, HomePC.com, and PCMag.com were all honored under Lance’s guidance.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
He makes frequent appearances on national, international, and local news programs including &lt;a href=&quot;https://kellyandryan.com/homepagemodules/new-years-tech-resolutions-with-lance-ulanoff/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Live with Kelly and Mark&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.today.com/video/google-glass-is-beginning-of-a-revolution-44496451646&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;the Today Show&lt;/a&gt;, Good Morning America, CNBC, CNN, and the BBC. He has also offered commentary on National Public Radio and been interviewed by newspapers and radio stations around the country. Lance has been an invited guest speaker at numerous technology conferences including Think Mobile, CEA Line Shows, Digital Life, RoboBusiness, RoboNexus, Business Foresight, and Digital Media Wire’s Games and Mobile Forum.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Lance received his Bachelor of Arts in Journalism from Hofstra University in New York. He serves on Hofstra’s School of Communication Advisory Board.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
In his spare time, Lance draws cartoons, which he occasionally posts online. He and his wife Linda have been married for over 30 years and have raised two amazing children.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Ogni categoria tecnologica vive il suo momento di gloria e, per i robot, quel momento è stato il CES 2026. Decine di umanoidi (e un discreto numero di robot aspirapolvere a cui sono spuntate le gambe) hanno trasformato l'evento in una sorta di carnevale di stravaganze meccaniche.</p><p>Si sono visti robot pugili, giocatori di carte o di ping-pong, automi ballerini, macchine per piegare il bucato, bot specializzati nello smistamento di componenti e persino robot con indosso costumi elaborati. È stata un'esposizione straordinaria e sbalorditiva di ingegneria e addestramento basato sull'intelligenza artificiale.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/G97tgoR5RXCk66DuxHf7FN-1920-80.jpg" alt="CES 2026 Robots" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LvdehTcMAbU2tqSP2wGcGN-1920-80.jpg" alt="CES 2026 Robots" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YDtucrMWuWyacamZS7sakM-1920-80.jpg" alt="CES 2026 Robots" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fATPb6Um5QDVZNKj785JrM-1920-80.jpg" alt="CES 2026 Robots" /><figcaption><small role="credit">Lance Ulanoff / Future</small></figcaption></figure></figure><h2 id="the-unbeatable-bots">The unbeatable bots</h2><p>Anche se i bot mi hanno battuto a Tris e mi hanno sfilato soldi virtuali a blackjack, li ho apprezzati tutti. Tuttavia, a essere onesti, la maggior parte di loro impallidiva di fronte a Boston Dynamics e alla prima dimostrazione pubblica del suo robot umanoide Atlas.</p><p>Per comprendere lo straordinario traguardo rappresentato da Atlas, credo sia necessario classificare e analizzare alcuni dei suoi concorrenti.</p><p>C'erano, ad esempio, diversi robot dotati di torso, testa e braccia, ma privi di gambe: erano fissi oppure si spostavano su basi rotanti.</p><p>Ho visto due validi esempi in CLOiD di LG e in Switchbot Onero H1, entrambi progettati per aiutare a smistare, gestire e piegare il bucato.</p><p>Per prima cosa, ho osservato il bot su ruote CLOiD salire sul palco della conferenza stampa di LG al CES: ha afferrato molto lentamente un asciugamano dalle mani di un dirigente per poi riporlo con cura in una lavatrice LG. L'unico motivo per cui la scena risultava d'impatto era che non avevo mai visto CLOiD fare tanto.</p>                    <div class= "tiktok-wrapper" style="min-height: 750px;"><blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@techradar/video/7592793596777090326" data-video-id="7592793596777090326" style="max-width: 605px; min-width: 325px;">                        <section>                            <a target="_blank" title="@techradar" href="https://www.tiktok.com/@techradar">@techradar</a>                            <p></p><a target="_blank" title="♬ original sound - TechRadar" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7592793650109565718">♬ original sound - TechRadar</a></section>                    </blockquote></div>                <p>Successivamente, ho osservato l'Onero H1 tentare un compito simile. Ha afferrato un indumento giallo brillante da un divano, si è diretto verso la lavatrice, ha aperto lo sportello e vi ha riposto il capo all'interno. Poi, l'alto e pallido robot ha richiuso lo sportello.</p><p>Purtroppo, l'H1 non si è assicurato che l'indumento fosse completamente dentro il cestello e, quando ha provato a chiudere, non ci è riuscito. Cosa ancora peggiore, il robot non si è nemmeno accorto dell'errore né ha tentato di rimediare.</p><p>È chiaro che tra un automa che non "sente" un intoppo meccanico e la fluidità di Atlas c'è ancora un abisso. Ti serve la traduzione del resto del reportage o preferisci passare a un'altra delle novità del CES 2026?</p><h2 id="robot-per-giocare">Robot per giocare</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="s4QrNRXaWHfHZYoDbjw44N" name="robot-chess-robot" alt="CES 2026 Robots" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s4QrNRXaWHfHZYoDbjw44N-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>In un altro momento, ho giocato a scacchi contro il Senserobot Chess Mini. È stato divertente, ma ho davvero bisogno di un robot che muova i pezzi quando posso giocare sul telefono con un'app contro il computer o contro chiunque nel mondo?</p><p>Persino il robot da ping-pong, relativamente abile, che ho visto era ancora attaccato a una gigantesca base inamovibile; ho capito immediatamente che non sarebbe mai stato all'altezza di un campione come Marty Supreme.</p><h2 id="camminare">Camminare</h2><p>I robot bipedi e dalle sembianze più realisticamente umane, d'altra parte, spaziavano da semplici routine di smistamento (palline rosse sui piatti rossi e blu su quelli blu) a veri e propri espedienti scenografici.</p><p>Ho visto fin troppi robot ballare come goffi papà di mezza età al matrimonio della figlia, e un numero bizzarro di automi che si divertivano a eseguire calci circolari in grande stile.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TLBYaT7PmkE85BCHkQ3mHN" name="boxing-robot" alt="CES 2026 Robots" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TLBYaT7PmkE85BCHkQ3mHN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Engine AI ha mostrato alcuni impressionanti umanoidi in miniatura, capaci di fare capriole, ballare e mettersi in fila per fare a pugni tra loro. Stranamente, nessun robot ha mai messo a segno un colpo. Non erano certo dei Rocky Balboa fatti di metallo e ingranaggi.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FZbnb7UQ36kr9mS6omPQrM" name="tictactoe-robot" alt="CES 2026 Robots" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FZbnb7UQ36kr9mS6omPQrM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>A volte i robot cadevano o fallivano nei loro compiti. Ho giocato a Tris contro un robot di Fourier, che non sembrava in grado di posizionare i cubi di gomma negli spazi assegnati. A volte, ho istintivamente allungato la mano per sistemare correttamente un pezzo. Certo, mi ha battuto, ma lo ha fatto in modo pulito?</p><p>Ho stretto la mano a un robot Zeroth M1 che si trascinava goffamente, ma come molti altri, sembrava essere teleoperato. E poi c'era Tron di Limix Dynamic, un piccolo robot tarchiato vestito con un costume da dinosauro animatronico a grandezza naturale. Era quasi incredibile, ma anche inutile. L'umanoide Olli di Dynamic ha sfoggiato alcuni passi di danza fluidi, ma non ha dato alcun segno di poter fare molto senza che qualcuno tirasse i fili digitali dietro le quinte.</p>                    <div class= "tiktok-wrapper" style="min-height: 750px;"><blockquote class="tiktok-embed" cite="https://www.tiktok.com/@techradar/video/7593048567636577539" data-video-id="7593048567636577539" style="max-width: 605px; min-width: 325px;">                        <section>                            <a target="_blank" title="@techradar" href="https://www.tiktok.com/@techradar">@techradar</a>                            <p></p><a target="_blank" title="♬ original sound - TechRadar" href="https://www.tiktok.com/music/original-sound-7593048591552383766">♬ original sound - TechRadar</a></section>                    </blockquote></div>                <h2 id="the-atlas-difference">The Atlas difference</h2><p>Non è chiaro da quanto tempo queste aziende stiano lavorando su questi robot, anche se credo sia evidente che l'addestramento di alcuni di essi sia stato accelerato, negli ultimi mesi, dall'intelligenza artificiale.</p><p>Anche l'Atlas di Boston Dynamics sta chiaramente beneficiando dell'IA generativa e di nuovi modelli supportati dalla piattaforma di NVIDIA (e presto da Gemini di Google), ma possiede un'anima robotica "esperta" rispetto a questi nuovi arrivati.</p><div class="see-more see-more--clipped"><figure><blockquote class="twitter-tweet hawk-ignore" data-lang="en" cite="https://twitter.com/cantworkitout/status/608300568545615872"><p lang="en" dir="ltr">This robot can drive, climb, drill and open a door. It's also now a millionaire http://t.co/WCLuYcuud4 #DARPADRC pic.twitter.com/vXY6fMcDzZ<a href="https://twitter.com/cantworkitout/status/608300568545615872">June 9, 2015</a></p></blockquote></figure><div class="see-more__filter"></div></div><p>Ho visto per la prima volta Atlas dal vivo (o almeno una sua versione) più di dieci anni fa, durante una competizione di robotica della DARPA. Quei bot erano enormi, pesanti, goffi (un po' spaventosi) e faticavano a superare ostacoli o a eseguire compiti elementari come aprire una porta. Come mi ha ricordato un dirigente di Boston Dynamics la scorsa settimana al CES: "Non sapeva fare nulla".</p><p>L'Atlas completamente elettrico, specialmente il nuovo modello di produzione esposto al CES 2026, è una creatura del tutto diversa.</p><p>Nella dimostrazione a cui ho assistito, era disteso a terra in una posizione scomoda dalla quale io stesso farei fatica a rialzarmi. Atlas si è alzato senza alcuno sforzo (muovendo giunture e corpo in modi che nessun essere umano potrebbe mai replicare) e poi ha fatto un passo in avanti con disinvoltura. Ci sono stati saluti, balli e pose che mi hanno ricordato i culturisti durante una gara di posing. In altre demo, ha mostrato come sia in grado di svolgere lavori di fabbrica.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YZ2JDA7XjZDfMrk9SjQKKA" name="Atlas-pose" alt="CES 2026 robots Atlas" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YZ2JDA7XjZDfMrk9SjQKKA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Nessuna delle abilità di Atlas sembrava un espediente o qualcosa costruito appositamente per l'occasione. Atlas possiede una migliore percezione dell'ambiente circostante e una maggiore padronanza delle proprie capacità rispetto alla maggior parte dei robot esposti al CES.</p><p>È inoltre progettato per le fabbriche, non per le case. La maggior parte dei robot umanoidi che potrebbero finire nelle abitazioni quest'anno non era presente alla fiera. Tesla Optimus è apparso brevemente, ma se n'è andato con Elon Musk. Il 1X Neo non c'era, così come il Figure 03 di Figure AI.</p><p>Anche se progettati per mercati diversi, Atlas è probabilmente la rappresentazione più autentica dello stato attuale della robotica umanoide. Di fatto, potrebbe essere il migliore di tutti. Non promette più di quanto possa offrire, come invece credo faranno sicuramente molti di questi robot domestici. Al contrario, è destinato a un impianto di produzione Hyundai (Hyundai è oggi un importante investitore di Boston Dynamics) nel 2028. Non esiste ancora una tabella di marcia per il mercato domestico ma, quando sarà pronto, scommetto che Atlas sarà il primo robot umanoide per la casa a non deludere le aspettative.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ AMD FSR Redstone Frame Generation: più qualità dell'immagine, ma c'è un compromesso inaccettabile ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nvidia e AMD si sfidano nuovamente con DLSS 4.5 e FSR Redstone. Finora ho testato la soluzione di AMD, analizzando nello specifico l'aggiornamento relativo alla generazione dei fotogrammi, e posso dire di essere rimasto impressionato.</p><p>L'upscaling di FSR 4 aveva già compiuto passi da gigante rispetto alla versione 3.1. Ne avevo parlato tempo fa, sottolineando come la qualità dell'immagine in super-resolution fosse eccellente, superando persino il DLSS 3 di Nvidia (all'epoca il punto di riferimento), pur restando ancora inferiore al DLSS 4.</p><p>Ora, FSR Redstone rappresenta un ulteriore tentativo di migliorare la stabilità dell'immagine di FSR 4, specialmente con l'uso del Machine Learning per la Frame Generation. Sono lieto di confermare che Redstone ha centrato l'obiettivo: ho notato che criticità precedenti, come ghosting e artefatti, risultano meno evidenti durante il movimento.</p><p>Dopo aver testato molto brevemente il DLSS 4.5 di Nvidia, è chiaro che AMD debba ancora lavorare per colmare il divario con il "Team Green", non solo nella qualità della super-resolution, ma anche nella generazione dei fotogrammi. Tuttavia, FSR Redstone dimostra che AMD non va affatto sottovalutata ed è positivo constatare come l'azienda non intenda rinunciare al perfezionamento delle proprie tecnologie di upscaling per i videogiocatori.</p><h2 id="la-qualita-dell-immagine-della-tecnologia-ml-frame-generation-compie-un-enorme-balzo-in-avanti">La qualità dell'immagine della tecnologia ML Frame Generation compie un enorme balzo in avanti</h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vdWC9WJRCKMM9dnukdVAFk-1920-80.jpg" alt="Spider-Man 2 running with FSR Redstone" /><figcaption>Fidatevi, gli screenshot non le rendono giustizia<small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/27ZCThbAmwt3RSqQ6zM4Fk-1920-80.jpg" alt="Spider-Man 2 running with FSR Redstone" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ktxop4Jc9TvEbbpF7ijzEk-1920-80.jpg" alt="Spider-Man 2 running with FSR Redstone" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure></figure><p>Grazie al supporto di AMD e Razer, ho avuto l'opportunità di testare una ASRock Challenger Radeon RX 9060 XT insieme alla Razer Core X V2; per l'occasione, ho utilizzato il mio Lenovo Legion Go S Z1 Extreme collegato alla eGPU su Windows 11.</p><p>Sono perfettamente consapevole che questo non sia il benchmark ideale, dato l'evidente collo di bottiglia in una configurazione con RX 9060 XT e Z1 Extreme. Tuttavia, il mio obiettivo principale era valutare la qualità dell'immagine e verificare l'efficacia di FSR Redstone in uno scenario di gaming portatile plug-and-play.</p><p>Nonostante le premesse, i risultati sono stati ottimi: giocando a Marvel's Spider-Man 2 con la nuova ML Frame Generation, ho faticato a scorgere i problemi di ghosting che la Frame Generation (analitica) di FSR 3.1 mostrava sulla RX 9060 XT.</p><p>Con il modello precedente, i personaggi e gli oggetti in rapido movimento lasciavano scie evidenti; con Redstone questo fenomeno non è sparito del tutto, ma è decisamente meno marcato.</p><p>Sebbene gli screenshot sopra non riescano a renderlo appieno, lanciarsi tra i grattacieli nell'immenso open world di Insomniac è bastato per rendermi conto che AMD ha svolto un lavoro eccellente nel ripulire i fastidiosi artefatti introdotti dall'interpolazione dei fotogrammi. Purtroppo, però, non ci sono solo buone notizie.</p><h2 id="il-frame-pacing-rimane-un-problema-e-un-ostacolo-insormontabile">Il frame pacing rimane un problema e un ostacolo insormontabile</h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EXg7Muft5SbQYcnG89wKpM-1920-80.jpg" alt="FSR Redstone ML Frame Generation in MS2" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PWV5wamAKkCEEG5kuNLFpM-1920-80.jpg" alt="FSR Redstone ML Frame Generation in MS2" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9uWVRvZRhSv4n5jYWwTHbM-1920-80.jpg" alt="FSR Redstone ML Frame Generation in MS2" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure></figure><p>Sia chiaro, sono molto soddisfatto di ciò che FSR Redstone ha mostrato, in particolare per come trasforma le prestazioni nel gaming portatile (nonostante l'ovvio collo di bottiglia). In fondo, questa configurazione con dock eGPU rende possibile il ray tracing su un dispositivo mobile che non sia un laptop da gaming.</p><p>Tuttavia, il principale difetto di FSR Redstone è purtroppo legato ai problemi di frame pacing. Sembra che queste criticità siano state ereditate da FSR 3.1 e rimangano l'unico ostacolo di cui FSR non riesce proprio a liberarsi.</p><p>Certo, si potrebbe obiettare che il collo di bottiglia della CPU in questo test abbia giocato un ruolo nei problemi di frame pacing, ma ho effettuato test a risoluzioni più elevate, dove il limite del processore è meno incisivo, riscontrando le stesse lamentele da parte di diversi utenti e recensori; so quindi di non essere l'unico ad aver notato questo fenomeno durante le prove.</p><p>Osservando con attenzione, si noterà probabilmente un grafico del frame time molto irregolare quando si utilizza la ML Frame Generation di FSR Redstone, il che si traduce in un'esperienza di gioco che non appare fluida come dovrebbe, anche in presenza di un frame rate elevato. Screen tearing e un input lag percettibile sono segnali inequivocabili, evidenziati anche da Digital Foundry, Hardware Unboxed e molti altri.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BHwzFHon4huZjjUvCzDAEK" name="FSR Redstone test from Digital Foundry" alt="Redstone test" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BHwzFHon4huZjjUvCzDAEK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Digital Foundry)</span></figcaption></figure><p>Sebbene i problemi di frame pacing possano essere mitigati attivando il V-sync a livello di driver o nei titoli che supportano contemporaneamente frame generation e sincronia verticale, ciò aumenta significativamente l'input lag. Lo stesso risultato si otterrebbe limitando il frame rate, ma questo vanificherebbe in parte lo scopo stesso della generazione dei fotogrammi, nata per incrementare massicciamente la fluidità.</p><p>A peggiorare le cose c'è il recente lancio del DLSS 4.5 di Nvidia, già lodato per i miglioramenti nella qualità dell'immagine grazie al modello transformer di seconda generazione; inoltre, la sua super-resolution è disponibile per tutti gli utenti con GPU RTX (anche se si ipotizzano prestazioni inferiori sulle schede più datate).</p><p>FSR 4 e FSR Redstone di AMD sono invece un'esclusiva per l'architettura RDNA 4, quindi i possessori di GPU Radeon meno recenti non potranno usufruirne finché non verrà effettuato il backporting ufficiale su RDNA 3. Va dato merito al "Team Red" per i progressi compiuti con Redstone, ma la strada per raggiungere il rivale è ancora lunga.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/gpu/amd-fsr-redstone-frame-generation-piu-qualita-dellimmagine-ma-ce-un-compromesso-inaccettabile</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La qualità dell'immagine di AMD FSR Redstone Frame Generation tramite la dock eGPU di Razer è impressionante, ma basterà per competere con Nvidia? ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">AK9rK7QY5rqsHNkFeJ6ugd</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing Components]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Isaiah Williams ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wNN3FRj8BWMsAbuX2Qamee-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Marvel / AMD]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Marvel&#039;s Spider-Man 2 screenshot and AMD GPU render]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Marvel&#039;s Spider-Man 2 screenshot and AMD GPU render]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Marvel&#039;s Spider-Man 2 screenshot and AMD GPU render]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Nvidia e AMD si sfidano nuovamente con DLSS 4.5 e FSR Redstone. Finora ho testato la soluzione di AMD, analizzando nello specifico l'aggiornamento relativo alla generazione dei fotogrammi, e posso dire di essere rimasto impressionato.</p><p>L'upscaling di FSR 4 aveva già compiuto passi da gigante rispetto alla versione 3.1. Ne avevo parlato tempo fa, sottolineando come la qualità dell'immagine in super-resolution fosse eccellente, superando persino il DLSS 3 di Nvidia (all'epoca il punto di riferimento), pur restando ancora inferiore al DLSS 4.</p><p>Ora, FSR Redstone rappresenta un ulteriore tentativo di migliorare la stabilità dell'immagine di FSR 4, specialmente con l'uso del Machine Learning per la Frame Generation. Sono lieto di confermare che Redstone ha centrato l'obiettivo: ho notato che criticità precedenti, come ghosting e artefatti, risultano meno evidenti durante il movimento.</p><p>Dopo aver testato molto brevemente il DLSS 4.5 di Nvidia, è chiaro che AMD debba ancora lavorare per colmare il divario con il "Team Green", non solo nella qualità della super-resolution, ma anche nella generazione dei fotogrammi. Tuttavia, FSR Redstone dimostra che AMD non va affatto sottovalutata ed è positivo constatare come l'azienda non intenda rinunciare al perfezionamento delle proprie tecnologie di upscaling per i videogiocatori.</p><h2 id="la-qualita-dell-immagine-della-tecnologia-ml-frame-generation-compie-un-enorme-balzo-in-avanti">La qualità dell'immagine della tecnologia ML Frame Generation compie un enorme balzo in avanti</h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vdWC9WJRCKMM9dnukdVAFk-1920-80.jpg" alt="Spider-Man 2 running with FSR Redstone" /><figcaption>Fidatevi, gli screenshot non le rendono giustizia<small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/27ZCThbAmwt3RSqQ6zM4Fk-1920-80.jpg" alt="Spider-Man 2 running with FSR Redstone" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Ktxop4Jc9TvEbbpF7ijzEk-1920-80.jpg" alt="Spider-Man 2 running with FSR Redstone" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure></figure><p>Grazie al supporto di AMD e Razer, ho avuto l'opportunità di testare una ASRock Challenger Radeon RX 9060 XT insieme alla Razer Core X V2; per l'occasione, ho utilizzato il mio Lenovo Legion Go S Z1 Extreme collegato alla eGPU su Windows 11.</p><p>Sono perfettamente consapevole che questo non sia il benchmark ideale, dato l'evidente collo di bottiglia in una configurazione con RX 9060 XT e Z1 Extreme. Tuttavia, il mio obiettivo principale era valutare la qualità dell'immagine e verificare l'efficacia di FSR Redstone in uno scenario di gaming portatile plug-and-play.</p><p>Nonostante le premesse, i risultati sono stati ottimi: giocando a Marvel's Spider-Man 2 con la nuova ML Frame Generation, ho faticato a scorgere i problemi di ghosting che la Frame Generation (analitica) di FSR 3.1 mostrava sulla RX 9060 XT.</p><p>Con il modello precedente, i personaggi e gli oggetti in rapido movimento lasciavano scie evidenti; con Redstone questo fenomeno non è sparito del tutto, ma è decisamente meno marcato.</p><p>Sebbene gli screenshot sopra non riescano a renderlo appieno, lanciarsi tra i grattacieli nell'immenso open world di Insomniac è bastato per rendermi conto che AMD ha svolto un lavoro eccellente nel ripulire i fastidiosi artefatti introdotti dall'interpolazione dei fotogrammi. Purtroppo, però, non ci sono solo buone notizie.</p><h2 id="il-frame-pacing-rimane-un-problema-e-un-ostacolo-insormontabile">Il frame pacing rimane un problema e un ostacolo insormontabile</h2><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EXg7Muft5SbQYcnG89wKpM-1920-80.jpg" alt="FSR Redstone ML Frame Generation in MS2" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PWV5wamAKkCEEG5kuNLFpM-1920-80.jpg" alt="FSR Redstone ML Frame Generation in MS2" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9uWVRvZRhSv4n5jYWwTHbM-1920-80.jpg" alt="FSR Redstone ML Frame Generation in MS2" /><figcaption><small role="credit">Future / Isaiah Williams</small></figcaption></figure></figure><p>Sia chiaro, sono molto soddisfatto di ciò che FSR Redstone ha mostrato, in particolare per come trasforma le prestazioni nel gaming portatile (nonostante l'ovvio collo di bottiglia). In fondo, questa configurazione con dock eGPU rende possibile il ray tracing su un dispositivo mobile che non sia un laptop da gaming.</p><p>Tuttavia, il principale difetto di FSR Redstone è purtroppo legato ai problemi di frame pacing. Sembra che queste criticità siano state ereditate da FSR 3.1 e rimangano l'unico ostacolo di cui FSR non riesce proprio a liberarsi.</p><p>Certo, si potrebbe obiettare che il collo di bottiglia della CPU in questo test abbia giocato un ruolo nei problemi di frame pacing, ma ho effettuato test a risoluzioni più elevate, dove il limite del processore è meno incisivo, riscontrando le stesse lamentele da parte di diversi utenti e recensori; so quindi di non essere l'unico ad aver notato questo fenomeno durante le prove.</p><p>Osservando con attenzione, si noterà probabilmente un grafico del frame time molto irregolare quando si utilizza la ML Frame Generation di FSR Redstone, il che si traduce in un'esperienza di gioco che non appare fluida come dovrebbe, anche in presenza di un frame rate elevato. Screen tearing e un input lag percettibile sono segnali inequivocabili, evidenziati anche da Digital Foundry, Hardware Unboxed e molti altri.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BHwzFHon4huZjjUvCzDAEK" name="FSR Redstone test from Digital Foundry" alt="Redstone test" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BHwzFHon4huZjjUvCzDAEK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Digital Foundry)</span></figcaption></figure><p>Sebbene i problemi di frame pacing possano essere mitigati attivando il V-sync a livello di driver o nei titoli che supportano contemporaneamente frame generation e sincronia verticale, ciò aumenta significativamente l'input lag. Lo stesso risultato si otterrebbe limitando il frame rate, ma questo vanificherebbe in parte lo scopo stesso della generazione dei fotogrammi, nata per incrementare massicciamente la fluidità.</p><p>A peggiorare le cose c'è il recente lancio del DLSS 4.5 di Nvidia, già lodato per i miglioramenti nella qualità dell'immagine grazie al modello transformer di seconda generazione; inoltre, la sua super-resolution è disponibile per tutti gli utenti con GPU RTX (anche se si ipotizzano prestazioni inferiori sulle schede più datate).</p><p>FSR 4 e FSR Redstone di AMD sono invece un'esclusiva per l'architettura RDNA 4, quindi i possessori di GPU Radeon meno recenti non potranno usufruirne finché non verrà effettuato il backporting ufficiale su RDNA 3. Va dato merito al "Team Red" per i progressi compiuti con Redstone, ma la strada per raggiungere il rivale è ancora lunga.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Dimenticate i robot, ecco le migliori innovazioni nel settore informatico al CES 2026 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Il palcoscenico del CES è spesso un luogo frenetico e apparentemente privo di regole, dove e-bike e aspirapolveri convivono accanto a robot ballerini e innovazioni nel campo della bellezza. Sebbene la fiera cerchi di catalogare i vari espositori in aree specifiche, i confini restano spesso labili ed è facile smarrirsi per giorni tra i padiglioni del Las Vegas Convention Center o del Venetian Expo.</p><p>Nonostante le installazioni più spettacolari catturino la maggior parte dei titoli, il CES rimane fondamentalmente una fiera dell'elettronica di consumo. Certamente, la maggior parte dei visitatori resta affascinata dalle varie evoluzioni del cane robot di Boston Dynamics o dalle auto a guida autonoma, ma è ancora possibile scovare piccoli gioielli tecnologici nel settore informatico: dai visori VR e AR ai display olografici, fino a concept di design decisamente eccentrici.</p><p>Dopo aver esplorato per alcuni giorni i corridoi del CES, ecco i punti salienti dell'informatica per l'edizione 2026.</p><h2 id="asus-rog-xreal-r1-ar">Asus ROG XREAL R1 AR</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5nr2ohpx2siG5ej3pupzkf" name="Asus ROG XREAL R1" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5nr2ohpx2siG5ej3pupzkf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I visori AR ROG XREAL R1 avrebbero potuto facilmente passare inosservati nel mare di prodotti presentati da Asus al CES quest'anno, se non fosse che sono eccezionalmente validi e sono riusciti comunque a distinguersi.</p><p>Asus ha già lanciato in passato occhiali per la realtà aumentata, ma la nuova versione nata dalla collaborazione con XREAL include la ROG Control Dock, che permette di passare facilmente da un segnale all'altro direttamente sul visore.<sup>1</sup> È quindi possibile alternare PC, console o dispositivi portatili con un "singolo clic", eliminando il fastidio di cavi ingombranti o accoppiamenti Bluetooth complessi.</p><p>Al di là della ROG Control Dock, gli occhiali R1 vantano la stessa qualità costruttiva premium tipica di XREAL, con display OLED Sony da 0,55 pollici, risoluzione 1920 x 1080, una luminosità di picco di 700 nit e un campo visivo di 57 gradi. Caratteristiche che, di fatto, rendono i ROG XREAL R1 una versione a marchio Asus dei visori XREAL One Pro.</p><h2 id="onexplayer-sugar-1-console-portatile">OneXPlayer Sugar 1, console portatile </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9cT7hzbK6CCBRF8RQvAckf" name="OneXPlayer Sugar handheld" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9cT7hzbK6CCBRF8RQvAckf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>OneXPlayer si conferma una garanzia quando si tratta di esporre dispositivi portatili fuori dagli schemi, e quest'anno non ha fatto eccezione. La console OneXSugar Sugar 1 è un PC gaming handheld a doppio schermo che può essere convertito da una configurazione a display singolo a una doppia; inoltre, le impugnature del controller possono persino ruotare per offrire un'esperienza in stile Nintendo DS.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>Questo significa che la OneXSugar Sugar 1 potrebbe diventare la console di riferimento per l'emulazione del Nintendo DS, dato che i tradizionali dispositivi a schermo singolo spesso faticano a gestire il modo in cui i giochi DS sono stati progettati per sfruttare il doppio display durante il gameplay.</p><p>Naturalmente, le specifiche tecniche effettive della OneXSugar Sugar 1 lasciano a desiderare. Spinta da un processore Qualcomm Snapdragon G3 Gen 3, la console faticherà a far girare i titoli più moderni. La OneXSugar Sugar 1 esiste più come prova di concetto che come un vero dispositivo di largo consumo, nonostante sia effettivamente sul mercato. Ma il pregio della Sugar 1 non risiede nelle sue prestazioni, quanto in ciò che rappresenta.</p><p>Sono un sostenitore della continua evoluzione del mercato dei PC gaming portatili, perché rappresenta uno dei pochi aspetti genuinamente entusiasmanti del gaming moderno.</p><h2 id="hyperx-clutch-tachi-leverless-xbox-arcade-controller-gaming">HyperX Clutch Tachi Leverless Xbox Arcade, controller gaming</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="eTuyJhypwBPnJDS9WGY97g" name="HyperX Clutch Tachi (2)" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eTuyJhypwBPnJDS9WGY97g-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I controller arcade stanno diventando più sofisticati che mai, e l'HyperX Clutch Tachi Leverless per Xbox e PC potrebbe essere il più eccessivo di tutti.</p><p>Non solo il nome del prodotto è più lungo del dovuto di almeno quattro aggettivi, ma il Clutch Tachi vanta anche switch TMR per input fulminei, tasti completamente rimappabili, illuminazione RGB personalizzabile, piedini regolabili e file open source per adattare il frontalino e i pulsanti allo stile del proprio cabinet preferito.</p><h2 id="wacom-movinkpad">Wacom MovinkPad</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7iDQED5WokhLrhNJ7toZGg" name="Wacom Movink Pad (2)" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7iDQED5WokhLrhNJ7toZGg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Wacom rappresenta lo standard del settore per artisti digitali e illustratori, sebbene la maggior parte dei professionisti preferisca la linea di tavolette grafiche Cintiq rispetto alla gamma entry-level Wacom One. Nonostante l'azienda sia celebre per i suoi display interattivi, i tablet stanno diventando una soluzione sempre più popolare per l'arte digitale, ed è così che è nato il Wacom MovinkPad.</p><p>Si tratta di un tablet Android piccolo e leggero con il software studio personalizzato di Wacom preinstallato; tuttavia, essendo un dispositivo Android, è possibile caricare qualsiasi app di progettazione si preferisca.</p><p>Se è vero che l'iPad Pro di Apple continuerà probabilmente a dominare il mercato dei tablet per artisti ancora per un po', vedere un po' di concorrenza nel settore è sempre positivo. Inoltre, le penne Wacom restano tra le migliori opzioni sul mercato. E poi, chi non amerebbe una bella collaborazione a tema Evangelion?</p><h2 id="arkalink-one">Arkalink One</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iYtCaKCjBgYq3bUnU3kb6g" name="Arkalink One" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iYtCaKCjBgYq3bUnU3kb6g-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L'Arkalink One è un accessorio di espansione per i giochi di ruolo da tavolo in grado di migliorare l'esperienza di gioco grazie ad animazioni attivate dalla voce e opzioni di personalizzazione tramite app. È dotato di un frontalino magnetico intercambiabile, con la possibilità di stampare in 3D componenti personalizzati per adattarsi allo stile della propria avventura o del personaggio.</p><p>Che venga utilizzato per monitorare statistiche e slot incantesimo, come parte dello scenario sul tavolo o come oggetto di scena digitale, gli utilizzi per l'Arkalink One sono molteplici.<sup>1</sup> Se abbinato al software Arca Studio per i riepiloghi e le registrazioni delle sessioni, diventa il tipo di accessorio per D&D capace di salvare la vita a quei gruppi che faticano a gestire i propri appuntamenti.</p><p></p><p></p><h2 id="hyper-hyperdrive-next-usb-4-v2-m-2-pcie-enclosure">Hyper HyperDrive Next USB-4 V2 M.2 PCIe, enclosure</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WaXnjaj4tnEX2juBxaxt9g" name="Hyper HyperDrive PCIe" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WaXnjaj4tnEX2juBxaxt9g-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I case per unità PCIe sono difficili da rendere interessanti: in fondo, si tratta solo di scatole in cui inserire un'unità disco per lasciarla lavorare.</p><p>Ciò che rende affascinante il case HyperDrive Next USB-4 V2 sono le sue specifiche tecniche. Con una velocità di 80 Gbps, espansione PCIe modulare, protezione IP55 e Power Delivery da 25W, è uno dei migliori alloggiamenti per unità in termini di flessibilità, facilità d'uso e resistenza. Inoltre, può essere utilizzato per molto più dei semplici SSD: se necessario, l'HyperDrive permette di aggiungere un acceleratore IA M.2 al proprio laptop o desktop senza dover rinnovare l'intero processore.</p><h2 id="sharp-poketomo">Sharp Poketomo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uBsdCm6rArAAtsVBxqTfNg" name="Sharp Poketomo" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uBsdCm6rArAAtsVBxqTfNg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I dispositivi di compagnia basati sull'IA sono stati i grandi protagonisti del CES di quest'anno. Per chi vive in appartamenti che non ammettono animali o ha uno stile di vita che ne rende difficile la gestione, il fascino di un compagno virtuale è innegabile. Tuttavia, molti degli altri robot IA sembrano dei Furby in versione Cyberpunk.</p><p>Lo Sharp Poketomo, invece, è un piccolo e adorabile compagno IA che non sembra destinato a popolare i miei incubi. Il robot esprime emozioni attraverso LED e suoni, ma il suo musetto grazioso e il corpo minuto di soli 12 cm lo rendono piacevole alla vista. È anche facile da trasportare, dispone di vestiti graziosi e vanta un'intera community online dedicata alla creazione di nuovi abiti per questi piccoli compagni virtuali: un approccio che trasmette un senso di genuinità e non risulta inquietante, cosa che non si può dire per la maggior parte degli altri robot IA in circolazione.</p><h2 id="msi-claw-8-ai-glacier-blue">MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yzt7CL7tLHio3H6BBpuKHg" name="MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yzt7CL7tLHio3H6BBpuKHg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tecnicamente, il Claw 8 AI+ non è un nuovo prodotto. È apparso in varie fiere sin dal suo debutto dietro una teca al Computex 2024, ma per l'edizione di quest'anno MSI ha presentato una colorazione inedita per la sua console portatile Claw 8 AI+, già ampiamente lodata dalla critica.</p><p>Sebbene non sia solito dedicare spazio a prodotti meno recenti in una rassegna del CES, la verità è che sono stanco della solita tecnologia in nero, bianco e argento. Sono colori popolari, certo, ma anche noiosi. Per questo intendo sostenere la decisione di MSI di puntare su colori audaci per la linea Claw. Più hardware da gaming in blu, viola e verde neon, grazie.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/dimenticate-i-robot-ecco-le-migliori-innovazioni-nel-settore-informatico-al-ces-2026</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Il CES è molto più di una semplice sfilata di robot ballerini. ]]>
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                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">WJeZTW4FEpNL8fcBEudNLN</guid>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Madeline Ricchiuto ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BsRt9AoY4hbh5DP54TQWsZ-320-70.webp ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>Il palcoscenico del CES è spesso un luogo frenetico e apparentemente privo di regole, dove e-bike e aspirapolveri convivono accanto a robot ballerini e innovazioni nel campo della bellezza. Sebbene la fiera cerchi di catalogare i vari espositori in aree specifiche, i confini restano spesso labili ed è facile smarrirsi per giorni tra i padiglioni del Las Vegas Convention Center o del Venetian Expo.</p><p>Nonostante le installazioni più spettacolari catturino la maggior parte dei titoli, il CES rimane fondamentalmente una fiera dell'elettronica di consumo. Certamente, la maggior parte dei visitatori resta affascinata dalle varie evoluzioni del cane robot di Boston Dynamics o dalle auto a guida autonoma, ma è ancora possibile scovare piccoli gioielli tecnologici nel settore informatico: dai visori VR e AR ai display olografici, fino a concept di design decisamente eccentrici.</p><p>Dopo aver esplorato per alcuni giorni i corridoi del CES, ecco i punti salienti dell'informatica per l'edizione 2026.</p><h2 id="asus-rog-xreal-r1-ar">Asus ROG XREAL R1 AR</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5nr2ohpx2siG5ej3pupzkf" name="Asus ROG XREAL R1" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5nr2ohpx2siG5ej3pupzkf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I visori AR ROG XREAL R1 avrebbero potuto facilmente passare inosservati nel mare di prodotti presentati da Asus al CES quest'anno, se non fosse che sono eccezionalmente validi e sono riusciti comunque a distinguersi.</p><p>Asus ha già lanciato in passato occhiali per la realtà aumentata, ma la nuova versione nata dalla collaborazione con XREAL include la ROG Control Dock, che permette di passare facilmente da un segnale all'altro direttamente sul visore.<sup>1</sup> È quindi possibile alternare PC, console o dispositivi portatili con un "singolo clic", eliminando il fastidio di cavi ingombranti o accoppiamenti Bluetooth complessi.</p><p>Al di là della ROG Control Dock, gli occhiali R1 vantano la stessa qualità costruttiva premium tipica di XREAL, con display OLED Sony da 0,55 pollici, risoluzione 1920 x 1080, una luminosità di picco di 700 nit e un campo visivo di 57 gradi. Caratteristiche che, di fatto, rendono i ROG XREAL R1 una versione a marchio Asus dei visori XREAL One Pro.</p><h2 id="onexplayer-sugar-1-console-portatile">OneXPlayer Sugar 1, console portatile </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9cT7hzbK6CCBRF8RQvAckf" name="OneXPlayer Sugar handheld" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9cT7hzbK6CCBRF8RQvAckf-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>OneXPlayer si conferma una garanzia quando si tratta di esporre dispositivi portatili fuori dagli schemi, e quest'anno non ha fatto eccezione. La console OneXSugar Sugar 1 è un PC gaming handheld a doppio schermo che può essere convertito da una configurazione a display singolo a una doppia; inoltre, le impugnature del controller possono persino ruotare per offrire un'esperienza in stile Nintendo DS.<sup>1</sup></p><p></p><p></p><p>Questo significa che la OneXSugar Sugar 1 potrebbe diventare la console di riferimento per l'emulazione del Nintendo DS, dato che i tradizionali dispositivi a schermo singolo spesso faticano a gestire il modo in cui i giochi DS sono stati progettati per sfruttare il doppio display durante il gameplay.</p><p>Naturalmente, le specifiche tecniche effettive della OneXSugar Sugar 1 lasciano a desiderare. Spinta da un processore Qualcomm Snapdragon G3 Gen 3, la console faticherà a far girare i titoli più moderni. La OneXSugar Sugar 1 esiste più come prova di concetto che come un vero dispositivo di largo consumo, nonostante sia effettivamente sul mercato. Ma il pregio della Sugar 1 non risiede nelle sue prestazioni, quanto in ciò che rappresenta.</p><p>Sono un sostenitore della continua evoluzione del mercato dei PC gaming portatili, perché rappresenta uno dei pochi aspetti genuinamente entusiasmanti del gaming moderno.</p><h2 id="hyperx-clutch-tachi-leverless-xbox-arcade-controller-gaming">HyperX Clutch Tachi Leverless Xbox Arcade, controller gaming</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="eTuyJhypwBPnJDS9WGY97g" name="HyperX Clutch Tachi (2)" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/eTuyJhypwBPnJDS9WGY97g-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I controller arcade stanno diventando più sofisticati che mai, e l'HyperX Clutch Tachi Leverless per Xbox e PC potrebbe essere il più eccessivo di tutti.</p><p>Non solo il nome del prodotto è più lungo del dovuto di almeno quattro aggettivi, ma il Clutch Tachi vanta anche switch TMR per input fulminei, tasti completamente rimappabili, illuminazione RGB personalizzabile, piedini regolabili e file open source per adattare il frontalino e i pulsanti allo stile del proprio cabinet preferito.</p><h2 id="wacom-movinkpad">Wacom MovinkPad</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7iDQED5WokhLrhNJ7toZGg" name="Wacom Movink Pad (2)" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7iDQED5WokhLrhNJ7toZGg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Wacom rappresenta lo standard del settore per artisti digitali e illustratori, sebbene la maggior parte dei professionisti preferisca la linea di tavolette grafiche Cintiq rispetto alla gamma entry-level Wacom One. Nonostante l'azienda sia celebre per i suoi display interattivi, i tablet stanno diventando una soluzione sempre più popolare per l'arte digitale, ed è così che è nato il Wacom MovinkPad.</p><p>Si tratta di un tablet Android piccolo e leggero con il software studio personalizzato di Wacom preinstallato; tuttavia, essendo un dispositivo Android, è possibile caricare qualsiasi app di progettazione si preferisca.</p><p>Se è vero che l'iPad Pro di Apple continuerà probabilmente a dominare il mercato dei tablet per artisti ancora per un po', vedere un po' di concorrenza nel settore è sempre positivo. Inoltre, le penne Wacom restano tra le migliori opzioni sul mercato. E poi, chi non amerebbe una bella collaborazione a tema Evangelion?</p><h2 id="arkalink-one">Arkalink One</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iYtCaKCjBgYq3bUnU3kb6g" name="Arkalink One" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iYtCaKCjBgYq3bUnU3kb6g-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>L'Arkalink One è un accessorio di espansione per i giochi di ruolo da tavolo in grado di migliorare l'esperienza di gioco grazie ad animazioni attivate dalla voce e opzioni di personalizzazione tramite app. È dotato di un frontalino magnetico intercambiabile, con la possibilità di stampare in 3D componenti personalizzati per adattarsi allo stile della propria avventura o del personaggio.</p><p>Che venga utilizzato per monitorare statistiche e slot incantesimo, come parte dello scenario sul tavolo o come oggetto di scena digitale, gli utilizzi per l'Arkalink One sono molteplici.<sup>1</sup> Se abbinato al software Arca Studio per i riepiloghi e le registrazioni delle sessioni, diventa il tipo di accessorio per D&D capace di salvare la vita a quei gruppi che faticano a gestire i propri appuntamenti.</p><p></p><p></p><h2 id="hyper-hyperdrive-next-usb-4-v2-m-2-pcie-enclosure">Hyper HyperDrive Next USB-4 V2 M.2 PCIe, enclosure</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WaXnjaj4tnEX2juBxaxt9g" name="Hyper HyperDrive PCIe" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WaXnjaj4tnEX2juBxaxt9g-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I case per unità PCIe sono difficili da rendere interessanti: in fondo, si tratta solo di scatole in cui inserire un'unità disco per lasciarla lavorare.</p><p>Ciò che rende affascinante il case HyperDrive Next USB-4 V2 sono le sue specifiche tecniche. Con una velocità di 80 Gbps, espansione PCIe modulare, protezione IP55 e Power Delivery da 25W, è uno dei migliori alloggiamenti per unità in termini di flessibilità, facilità d'uso e resistenza. Inoltre, può essere utilizzato per molto più dei semplici SSD: se necessario, l'HyperDrive permette di aggiungere un acceleratore IA M.2 al proprio laptop o desktop senza dover rinnovare l'intero processore.</p><h2 id="sharp-poketomo">Sharp Poketomo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uBsdCm6rArAAtsVBxqTfNg" name="Sharp Poketomo" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uBsdCm6rArAAtsVBxqTfNg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>I dispositivi di compagnia basati sull'IA sono stati i grandi protagonisti del CES di quest'anno. Per chi vive in appartamenti che non ammettono animali o ha uno stile di vita che ne rende difficile la gestione, il fascino di un compagno virtuale è innegabile. Tuttavia, molti degli altri robot IA sembrano dei Furby in versione Cyberpunk.</p><p>Lo Sharp Poketomo, invece, è un piccolo e adorabile compagno IA che non sembra destinato a popolare i miei incubi. Il robot esprime emozioni attraverso LED e suoni, ma il suo musetto grazioso e il corpo minuto di soli 12 cm lo rendono piacevole alla vista. È anche facile da trasportare, dispone di vestiti graziosi e vanta un'intera community online dedicata alla creazione di nuovi abiti per questi piccoli compagni virtuali: un approccio che trasmette un senso di genuinità e non risulta inquietante, cosa che non si può dire per la maggior parte degli altri robot IA in circolazione.</p><h2 id="msi-claw-8-ai-glacier-blue">MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yzt7CL7tLHio3H6BBpuKHg" name="MSI Claw 8 AI+ Glacier Blue" alt="An electronic product being shown at CES 2026" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yzt7CL7tLHio3H6BBpuKHg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tecnicamente, il Claw 8 AI+ non è un nuovo prodotto. È apparso in varie fiere sin dal suo debutto dietro una teca al Computex 2024, ma per l'edizione di quest'anno MSI ha presentato una colorazione inedita per la sua console portatile Claw 8 AI+, già ampiamente lodata dalla critica.</p><p>Sebbene non sia solito dedicare spazio a prodotti meno recenti in una rassegna del CES, la verità è che sono stanco della solita tecnologia in nero, bianco e argento. Sono colori popolari, certo, ma anche noiosi. Per questo intendo sostenere la decisione di MSI di puntare su colori audaci per la linea Claw. Più hardware da gaming in blu, viola e verde neon, grazie.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Dagli occhiali AI che non richiedono lo smartphone ai primi modelli con supporto HDR10: ecco il meglio degli smart glasses visti al CES 2026 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Ogni anno il CES 2026 pullula di meraviglie tecnologiche che anticipano i gadget di domani, e in nessuna categoria questo è più evidente che negli smart glasses. Ho selezionato per voi i migliori modelli presentati al CES 2026, evidenziandoli qui di seguito.</p><p>La scelta è vasta. Sulla scia del successo delle collaborazioni tra Meta, Ray-Ban e Oakley, e con l'hype alimentato da Android XR, il settore ha visto scendere in campo molti nuovi protagonisti insieme a diversi nomi storici.</p><p>Cinque modelli, tuttavia, sono riusciti a distinguersi dalla massa. Che sia merito di innovazioni come l'integrazione della eSIM e del supporto HDR, o semplicemente di una sofisticata semplicità, ecco gli occhiali intelligenti da tenere d'occhio direttamente da Las Vegas.</p><h2 id="rayneo-air-4-pro">RayNeo Air 4 Pro</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Zy6sZz95temq9km69B3JJU" name="G9-h475bcAQML_s" alt="RayNeo Air 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Zy6sZz95temq9km69B3JJU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: RayNeo)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>The best glasses for entertainment</strong></li></ul><p>Se cerchi l'intrattenimento su un grande schermo (virtuale), i nuovi RayNeo Air 4 Pro saranno difficili da battere, specialmente al prezzo estremamente competitivo di 299 dollari.</p><p>Pur mantenendo il limite della risoluzione 1080p, questi occhiali introducono per la prima volta nel settore il supporto HDR10 sui pannelli micro-OLED, resi ancora più brillanti da una luminosità di 1.200 nit. Anche il comparto audio è stato affinato grazie alla collaborazione con Bang & Olufsen.</p><p>In questo prodotto emerge tutta l'esperienza di TCL nella tecnologia dei display. Nonostante manchino di alcune funzionalità accessorie presenti nei modelli rivali, questi occhiali restano una soluzione relativamente economica. Sebbene non siano ancora passati attraverso i test rigorosi di TechRadar, si candidano già come i migliori smart glasses economici per chi mette l'intrattenimento al primo posto.</p><h2 id="asus-rog-xreal-r1-ar-2">Asus ROG Xreal R1 AR</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:7604px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5JBVB3upDCQyyYgBFEsvyE" name="ROG XREAL R1 Gaming glasses with PC and Console" alt="ROG XREAL R1 AR Gaming Glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5JBVB3upDCQyyYgBFEsvyE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="7604" height="4277" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ASUS)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Gli smart glasses che i gamer vorranno acquistare</strong></li></ul><p>Meta chi? Dopo la rottura tra Meta e i suoi partner HorizonOS, sembra che almeno uno sia già passato a un nuovo collaboratore: Asus e Xreal hanno infatti presentato questi occhiali pensati per i videogiocatori.</p><p>Lenovo ha annunciato a sua volta degli smart glasses (essendo l'altro partner HorizonOS di Meta), ma trattandosi solo di un prototipo, e nemmeno del più interessante, li ho esclusi da questo elenco.</p><p>Tornando ad Asus, gli occhiali R1 sono sostanzialmente gli eccellenti Xreal One Pro con due vantaggi: una frequenza di aggiornamento di 240 Hz per un gameplay fluidissimo e una ROG Control Dock inclusa. La dock dispone di una DisplayPort 1.4 e di due porte HDMI 2.0, permettendo di passare dal PC alla console con un semplice clic.</p><p>Non conosciamo ancora il prezzo di questi occhiali, ma prevedo che si collocheranno nella fascia alta. Gli One Pro costano 649 dollari e non credo proprio che questo modello targato Asus costerà meno (o perlomeno, non molto meno).</p><h2 id="rayneo-x3-pro-project-esim">RayNeo X3 Pro – Project eSIM</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2658px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uBepsiJC9KBRPMmvBZNxHH" name="RayNeo X3 Pro" alt="The X3 Pro specs in shadow in front of "X3 Pro" in glowing letters" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uBepsiJC9KBRPMmvBZNxHH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2658" height="1495" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TCL)</span></figcaption></figure><ul><li>La più grande innovazione negli smart glasses al CES 2026</li></ul><p>Il marchio di occhiali AR di TCL torna in questa lista con qualcosa di leggermente diverso. Abbiamo già visto i RayNeo X3 Pro in precedenza – li ho notati al CES dello scorso anno – e rappresentano i classici smart glasses dotati di intelligenza artificiale.<sup>1</sup> Vantano fotocamere, altoparlanti e microfoni integrati per facilitare le interazioni con l'AI.</p><p>Perché, dunque, sono finiti nell'elenco di quest'anno? Questo nuovo modello sfoggia una eSIM con connettività 4G, il che significa che non è richiesta alcuna connessione esterna.</p><p>Rimangono ancora aperte alcune questioni fondamentali relative ai costi, alla durata della batteria e, soprattutto, a quali app e funzioni saranno abilitate dalle eSIM; tuttavia, nel profetizzato mondo post-smartphone che gli smart glasses dovrebbero inaugurare, questo è un passo assolutamente necessario.</p><p>A prescindere dal successo che avrà questo modello del "Project eSIM", c'è da aspettarsi che altri seguiranno l'esempio di TCL.</p><h2 id="rokid-ai">Rokid AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2858px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="RncLeSC7h2zsCfamxYVa5i" name="rokid" alt="Rokid AI Glasses Style" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RncLeSC7h2zsCfamxYVa5i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2858" height="1608" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rokid)</span></figcaption></figure><ul><li>Gli smart glasses del CES 2026 da amare se hai un budget limitato.</li></ul><p>Ho provato i Rokid Glasses all'IFA a fine 2025, e questo nuovo modello per il CES è fondamentalmente lo stesso ma senza display, il che non è affatto un male, specialmente considerando quanto sono maledettamente economici.</p><p>I Rokid AI Glasses Style sono proprio come i Ray-Ban Meta; perfino l'aspetto è un po' simile. Offrono comandi vocali AI, una fotocamera da 12 MP in grado di scattare fino a 4K e un'autonomia di 12 ore, il tutto a un prezzo inferiore rispetto agli occhiali di Meta. Tuttavia, i Rokid non includono di serie una custodia di ricarica, il che conferisce loro un vantaggio nel prezzo rispetto ai Ray-Ban Meta che invece la includono. Questi costano 299 dollari, ovvero 80 dollari in meno rispetto all'opzione di Meta.</p><p>Pur non essendo sbalorditivi in senso assoluto, gli ecosistemi si costruiscono proprio su queste offerte più accessibili. Le opzioni più economiche aiutano a mettere i nuovi gadget nelle mani di chi li desidera davvero ma non può permettersi di spendere cifre enormi, quindi questa versione merita assolutamente di essere segnalata.</p><h2 id="memomind-ai">MemoMind AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="iUs6fDvaMVbiYGPM8Xdxnm" name="MemoMind-3pairs-new" alt="Three MemoMind glasses next to each other" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iUs6fDvaMVbiYGPM8Xdxnm-1920-80.webp" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1126" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: MemoMind)</span></figcaption></figure><ul><li>Gli smart glasses AI da tenere d'occhio al CES 2026.</li></ul><p>A concludere la mia lista ci sono gli occhiali AI XGIMI MemoMind. Il brand, noto per i proiettori, è un nuovo arrivato in questo settore, ma ha impressionato chi li ha testati grazie a funzioni AI utili, un design confortevole, un display leggero e una discreta durata della batteria: una combinazione vincente nel mondo degli smart glasses.</p><p>Le prime impressioni sono una cosa, e la tecnologia è difficile da giudicare correttamente durante una fiera. Quindi, sebbene le premesse siano certamente positive, il mio consiglio è di aspettare le recensioni. Ricordo di essere rimasto colpito da diversi smart glasses in eventi come il CES, per poi detestarli dopo averci passato più di 10 minuti.</p><p>A 599 dollari, i MemoMind si collocano nella fascia economica per quanto riguarda gli occhiali con display, ma resta comunque una cifra considerevole da sborsare.</p><p>Nulla di tutto ciò vuole essere eccessivamente critico nei confronti di questo nuovo modello, ovviamente. Li ho inclusi in questa lista proprio per l'ottima impressione iniziale che hanno lasciato. Magari tienili d'occhio nei prossimi mesi per vedere se riusciranno a confermare queste sensazioni positive prima di cliccare su "acquista ora".</p><div data-widget-type="review" data-model-name="Ray-Ban Meta Wayfarer (Gen 2)"></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/tech/dagli-occhiali-ai-che-non-richiedono-lo-smartphone-ai-primi-modelli-con-supporto-hdr10-ecco-il-meglio-degli-smart-glasses-visti-al-ces-2026</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Al CES di quest'anno abbiamo avuto una visione nitida del futuro grazie ai cinque migliori smart glasses presentati durante la fiera. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Virtual Reality & Augmented Reality]]></category>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Hamish is a Senior Staff Writer for TechRadar and you’ll see his name appearing on articles across nearly every topic on the site from smart home deals to speaker reviews to graphics card news and everything in between. He uses his broad range of knowledge to help explain the latest gadgets and if they’re a must-buy or a fad fueled by hype. Though his specialty is writing about everything going on in the world of virtual reality and augmented reality.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;He’s been writing about tech and gaming for over five years now, getting his start at the University of Warwick’s student newspaper The Boar as a writer and later Games Editor while studying for his BSc in Maths and Physics (and later an MSc in Biotechnology, Bioprocessing, and Business Management). After graduating from university in 2020 he wrote all about battle royale games for Gfinity Esports before joining the TechRadar team in February 2021.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In his free time, you’ll likely find Hamish lost in one of the latest VR games on his Meta Quest 3, watching a West End musical with his fiancee, playing Magic: The Gathering at his local game store, or planning the D&amp;D campaign he runs for his mates.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Want to get in touch? You can contact Hamish via his email.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Even Realities G2 Smart Glasses]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Ogni anno il CES 2026 pullula di meraviglie tecnologiche che anticipano i gadget di domani, e in nessuna categoria questo è più evidente che negli smart glasses. Ho selezionato per voi i migliori modelli presentati al CES 2026, evidenziandoli qui di seguito.</p><p>La scelta è vasta. Sulla scia del successo delle collaborazioni tra Meta, Ray-Ban e Oakley, e con l'hype alimentato da Android XR, il settore ha visto scendere in campo molti nuovi protagonisti insieme a diversi nomi storici.</p><p>Cinque modelli, tuttavia, sono riusciti a distinguersi dalla massa. Che sia merito di innovazioni come l'integrazione della eSIM e del supporto HDR, o semplicemente di una sofisticata semplicità, ecco gli occhiali intelligenti da tenere d'occhio direttamente da Las Vegas.</p><h2 id="rayneo-air-4-pro">RayNeo Air 4 Pro</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Zy6sZz95temq9km69B3JJU" name="G9-h475bcAQML_s" alt="RayNeo Air 4 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Zy6sZz95temq9km69B3JJU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: RayNeo)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>The best glasses for entertainment</strong></li></ul><p>Se cerchi l'intrattenimento su un grande schermo (virtuale), i nuovi RayNeo Air 4 Pro saranno difficili da battere, specialmente al prezzo estremamente competitivo di 299 dollari.</p><p>Pur mantenendo il limite della risoluzione 1080p, questi occhiali introducono per la prima volta nel settore il supporto HDR10 sui pannelli micro-OLED, resi ancora più brillanti da una luminosità di 1.200 nit. Anche il comparto audio è stato affinato grazie alla collaborazione con Bang & Olufsen.</p><p>In questo prodotto emerge tutta l'esperienza di TCL nella tecnologia dei display. Nonostante manchino di alcune funzionalità accessorie presenti nei modelli rivali, questi occhiali restano una soluzione relativamente economica. Sebbene non siano ancora passati attraverso i test rigorosi di TechRadar, si candidano già come i migliori smart glasses economici per chi mette l'intrattenimento al primo posto.</p><h2 id="asus-rog-xreal-r1-ar-2">Asus ROG Xreal R1 AR</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:7604px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5JBVB3upDCQyyYgBFEsvyE" name="ROG XREAL R1 Gaming glasses with PC and Console" alt="ROG XREAL R1 AR Gaming Glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5JBVB3upDCQyyYgBFEsvyE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="7604" height="4277" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ASUS)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Gli smart glasses che i gamer vorranno acquistare</strong></li></ul><p>Meta chi? Dopo la rottura tra Meta e i suoi partner HorizonOS, sembra che almeno uno sia già passato a un nuovo collaboratore: Asus e Xreal hanno infatti presentato questi occhiali pensati per i videogiocatori.</p><p>Lenovo ha annunciato a sua volta degli smart glasses (essendo l'altro partner HorizonOS di Meta), ma trattandosi solo di un prototipo, e nemmeno del più interessante, li ho esclusi da questo elenco.</p><p>Tornando ad Asus, gli occhiali R1 sono sostanzialmente gli eccellenti Xreal One Pro con due vantaggi: una frequenza di aggiornamento di 240 Hz per un gameplay fluidissimo e una ROG Control Dock inclusa. La dock dispone di una DisplayPort 1.4 e di due porte HDMI 2.0, permettendo di passare dal PC alla console con un semplice clic.</p><p>Non conosciamo ancora il prezzo di questi occhiali, ma prevedo che si collocheranno nella fascia alta. Gli One Pro costano 649 dollari e non credo proprio che questo modello targato Asus costerà meno (o perlomeno, non molto meno).</p><h2 id="rayneo-x3-pro-project-esim">RayNeo X3 Pro – Project eSIM</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2658px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uBepsiJC9KBRPMmvBZNxHH" name="RayNeo X3 Pro" alt="The X3 Pro specs in shadow in front of "X3 Pro" in glowing letters" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uBepsiJC9KBRPMmvBZNxHH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2658" height="1495" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: TCL)</span></figcaption></figure><ul><li>La più grande innovazione negli smart glasses al CES 2026</li></ul><p>Il marchio di occhiali AR di TCL torna in questa lista con qualcosa di leggermente diverso. Abbiamo già visto i RayNeo X3 Pro in precedenza – li ho notati al CES dello scorso anno – e rappresentano i classici smart glasses dotati di intelligenza artificiale.<sup>1</sup> Vantano fotocamere, altoparlanti e microfoni integrati per facilitare le interazioni con l'AI.</p><p>Perché, dunque, sono finiti nell'elenco di quest'anno? Questo nuovo modello sfoggia una eSIM con connettività 4G, il che significa che non è richiesta alcuna connessione esterna.</p><p>Rimangono ancora aperte alcune questioni fondamentali relative ai costi, alla durata della batteria e, soprattutto, a quali app e funzioni saranno abilitate dalle eSIM; tuttavia, nel profetizzato mondo post-smartphone che gli smart glasses dovrebbero inaugurare, questo è un passo assolutamente necessario.</p><p>A prescindere dal successo che avrà questo modello del "Project eSIM", c'è da aspettarsi che altri seguiranno l'esempio di TCL.</p><h2 id="rokid-ai">Rokid AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2858px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="RncLeSC7h2zsCfamxYVa5i" name="rokid" alt="Rokid AI Glasses Style" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RncLeSC7h2zsCfamxYVa5i-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2858" height="1608" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rokid)</span></figcaption></figure><ul><li>Gli smart glasses del CES 2026 da amare se hai un budget limitato.</li></ul><p>Ho provato i Rokid Glasses all'IFA a fine 2025, e questo nuovo modello per il CES è fondamentalmente lo stesso ma senza display, il che non è affatto un male, specialmente considerando quanto sono maledettamente economici.</p><p>I Rokid AI Glasses Style sono proprio come i Ray-Ban Meta; perfino l'aspetto è un po' simile. Offrono comandi vocali AI, una fotocamera da 12 MP in grado di scattare fino a 4K e un'autonomia di 12 ore, il tutto a un prezzo inferiore rispetto agli occhiali di Meta. Tuttavia, i Rokid non includono di serie una custodia di ricarica, il che conferisce loro un vantaggio nel prezzo rispetto ai Ray-Ban Meta che invece la includono. Questi costano 299 dollari, ovvero 80 dollari in meno rispetto all'opzione di Meta.</p><p>Pur non essendo sbalorditivi in senso assoluto, gli ecosistemi si costruiscono proprio su queste offerte più accessibili. Le opzioni più economiche aiutano a mettere i nuovi gadget nelle mani di chi li desidera davvero ma non può permettersi di spendere cifre enormi, quindi questa versione merita assolutamente di essere segnalata.</p><h2 id="memomind-ai">MemoMind AI</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="iUs6fDvaMVbiYGPM8Xdxnm" name="MemoMind-3pairs-new" alt="Three MemoMind glasses next to each other" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iUs6fDvaMVbiYGPM8Xdxnm-1920-80.webp" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1126" attribution="" class="inline"><img id="FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd" class="endorsement-img endorsement-top-right" style="max-width: 100px; max-height: 100px;" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FDtAUasGmiwjrRkUzzuESd-1920-80.png" name="CES 2026 Stand-out" alt="A badge saying 'TechRadar CES 2026 Stand-out'"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: MemoMind)</span></figcaption></figure><ul><li>Gli smart glasses AI da tenere d'occhio al CES 2026.</li></ul><p>A concludere la mia lista ci sono gli occhiali AI XGIMI MemoMind. Il brand, noto per i proiettori, è un nuovo arrivato in questo settore, ma ha impressionato chi li ha testati grazie a funzioni AI utili, un design confortevole, un display leggero e una discreta durata della batteria: una combinazione vincente nel mondo degli smart glasses.</p><p>Le prime impressioni sono una cosa, e la tecnologia è difficile da giudicare correttamente durante una fiera. Quindi, sebbene le premesse siano certamente positive, il mio consiglio è di aspettare le recensioni. Ricordo di essere rimasto colpito da diversi smart glasses in eventi come il CES, per poi detestarli dopo averci passato più di 10 minuti.</p><p>A 599 dollari, i MemoMind si collocano nella fascia economica per quanto riguarda gli occhiali con display, ma resta comunque una cifra considerevole da sborsare.</p><p>Nulla di tutto ciò vuole essere eccessivamente critico nei confronti di questo nuovo modello, ovviamente. Li ho inclusi in questa lista proprio per l'ottima impressione iniziale che hanno lasciato. Magari tienili d'occhio nei prossimi mesi per vedere se riusciranno a confermare queste sensazioni positive prima di cliccare su "acquista ora".</p><div data-widget-type="review" data-model-name="Ray-Ban Meta Wayfarer (Gen 2)"></div>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ 10 scorciatoie da tastiera di Windows 11 di cui non posso fare a meno ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Lo so, lo so – le scorciatoie da tastiera sono difficili da ricordare, e la maggior parte di esse sono così di nicchia che non vale nemmeno la pena sprecare memoria per provarci.</p><p>Ma alcune sono incredibilmente utili, e ho messo insieme questo elenco delle scorciatoie che uso effettivamente ogni giorno per il lavoro, la navigazione e il gioco.</p><p>Potreste già conoscerne alcune – ma sono pronto a scommettere che imparerete almeno un nuovo trucco da questo articolo che vi farà risparmiare tempo e mal di testa alimentati da Windows.</p><p>Le ho inserite tutte in una tabella di consultazione rapida qui sotto, ma se volete spiegazioni più approfondite, casi d'uso e scorciatoie bonus, continuate a leggere.</p><p>Queste sono le oltre 10 scorciatoie da tastiera di Windows 11 di cui non posso fare a meno…</p><div ><table><caption>Tabella riassuntiva delle mie 10 migliori scorciatoie da tastiera di Windows</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Scorciatoia</p></th><th  ><p>Cosa fa</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + .</p></td><td  ><p>Apre la tabella delle Emoji e altro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Maiusc + S</p></td><td  ><p>Apre lo Strumento di cattura per screenshot e registrazioni</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Alt + Tasti freccia</p></td><td  ><p>Aggancia la finestra attiva a una parte dello schermo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Maiusc + Tasti freccia</p></td><td  ><p>Sposta la finestra attiva tra più display</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Alt + Tab</p></td><td  ><p>Scorre tra le finestre attive</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Alt + G</p></td><td  ><p>Registra una clip di gioco di 30 secondi</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + tasti freccia</p></td><td  ><p>Sposta il cursore tra le parole del testo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + F</p></td><td  ><p>Apre la funzione Trova nei browser</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + R</p></td><td  ><p>Aggiorna la pagina corrente del browser</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + Maiusc + T</p></td><td  ><p>Apre le schede chiuse di recente</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="1-windows">1. Windows + .</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9wFt4Ji4uqcZddr2weo7CW" name="windows-11-emojis-and-more-tool" alt="Windows 11 Emojis and more tool" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9wFt4Ji4uqcZddr2weo7CW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Windows + . è una piccola scorciatoia incredibilmente comoda che non molti utenti conoscono.</p><p>Se avete mai cercato su Google "emoji teschio", provato a trovare una faccina ASCII come "( ͡° ͜ʖ ͡°)" o vi siete resi conto di aver bisogno del link copiato negli appunti un'ora prima, questa scorciatoia apre per voi la tabella "Emoji e altro".</p><p>È preziosa anche per chi deve utilizzare simboli speciali come i trattini lunghi (—), le frecce (→) e varie valute ($ o £).</p><p>Windows + V vi porterà invece direttamente alla cronologia degli appunti, dove potrete vedere i testi copiati in precedenza con Ctrl + C e persino gli screenshot recenti che avete catturato. La cronologia degli appunti è disattivata per impostazione predefinita, ma Windows + V vi permetterà comunque di accedere alla sezione per abilitarla.</p><h2 id="2-windows-shift-s">2. Windows + Shift + S</h2><p>Se ricevessi un centesimo per ogni volta che ho usato Windows + Maiusc + S, potrei comprare Microsoft e sbarazzarmi di Copilot.</p><p>Windows + Maiusc + S è molto meglio che usare Stamp per gli screenshot, perché permette di scegliere se catturare un'area rettangolare a piacere, solo la finestra attiva, l'intero schermo (barra delle applicazioni inclusa) o persino una forma libera.</p><p>È possibile utilizzare la barra degli strumenti in alto di Windows + Maiusc + S anche per passare alla registrazione dello schermo, a un selettore di colori che restituisce valori Hex, RGB o HSL, o a uno strumento di acquisizione testo che consente di copiare rapidamente parole da immagini o PDF ostici.</p><p>Inoltre, una volta scattato uno screenshot, puoi incollarlo direttamente nelle chat o nei software di editing d'immagine con Ctrl + V.</p><p>Gli screenshot acquisiti in questo modo verranno salvati per impostazione predefinita nella cartella "Screenshot" (non in Download!).</p><h2 id="3-windows-alt-arrow-keys">3. Windows + Alt + Arrow keys</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FZmE5DrnjcpC7TaitURdm3" name="windows-side-by-side" alt="Two windows side by side in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FZmE5DrnjcpC7TaitURdm3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se hai bisogno di dividere lo schermo in metà o quadranti – ad esempio per leggere un articolo sul lato sinistro e prendere appunti sulla metà destra – puoi usare Windows + Alt + Tasti freccia per scorrere rapidamente tra di essi.</p><h2 id="4-windows-shift-arrow-keys">4. Windows + Shift + Arrow keys</h2><p>Questa è per gli utenti che utilizzano configurazioni multi-display. Se avete equipaggiato la vostra postazione con due o più dei <strong>migliori monitor</strong>, Windows + Maiusc + Tasti freccia è una manna dal cielo.</p><p>Potete spostare rapidamente un video a schermo intero dal monitor di sinistra a quello di destra senza dover uscire dalla modalità full screen, trascinare il video sull'altro monitor e poi rientrare a schermo intero.</p><p>È eccezionale anche per la produttività, poiché consente di spostare rapidamente fogli di calcolo o documenti sul secondo monitor.</p><p>E per i giocatori, se un titolo si avvia sul monitor sbagliato, potete spostarlo su quello corretto (anche se a volte questo potrebbe interferire con la risoluzione del display del gioco).</p><p>Inoltre, torna utile quando Gestione attività si apre dietro un'app che non risponde e non riuscite ad accedervi in altro modo.</p><h2 id="5-alt-tab">5. Alt + Tab</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PdeJ5M2xzMLw65DQxTvLbc" name="windows-11-windows-tab" alt="Windows 11 Windows + Tab functionality" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PdeJ5M2xzMLw65DQxTvLbc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La maggior parte di voi che masticano Windows avrà molta familiarità con Alt + Tab. È un sistema collaudato per risparmiare tempo, che permette di sfogliare rapidamente le finestre aperte senza dover cliccare ovunque.</p><p>Ma è così utile che ho dovuto includerlo in questo elenco nel caso in cui qualcuno non lo stia già usando – se questa scorciatoia dovesse sparire, potrei seriamente considerare di passare a Linux.</p><p>Potete anche usare Windows + Tab per vedere tutte le finestre aperte su più desktop; è meglio di Alt + Tab in alcuni casi (ad esempio quando volete scorrere le finestre aperte senza dover tenere costantemente premuto Alt).</p><h2 id="6-windows-alt-g">6. Windows + Alt + G</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CdEfUmAjzgH65pFUADo6e6" name="windows-g-gamebar" alt="Xbox Game bar in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CdEfUmAjzgH65pFUADo6e6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se desideri catturare i momenti salienti delle tue sessioni di gioco, condividere scene divertenti con gli amici o avere un replay per confermare i tuoi sospetti su un nemico che bara, Windows + Alt + G è la soluzione ideale.</p><p>Dovrai però abilitare la funzione prima di poterla usare: assicurati di aprire la Xbox Game Bar con Windows + G (non è necessario possedere una Xbox), clicca sull'icona dell'ingranaggio nella barra di navigazione superiore per andare nelle impostazioni, quindi clicca su Widget e abilita "Registra in background mentre gioco".</p><p>Una volta attivata, Windows + Alt + G creerà una clip degli ultimi 30 secondi di gioco e la salverà nella cartella Acquisizioni (all'interno di Video).</p><p>Puoi anche scegliere se registrare esclusivamente l'audio del gioco o anche quello del desktop (il che catturerà, ad esempio, l'input del microfono da Discord). Puoi inoltre usare Windows + Alt + R per avviare una registrazione dello schermo continua.</p><p>Vorresti che ti spiegassi come personalizzare la durata delle clip registrate in background?</p><h2 id="7-ctrl-arrow-keys">7. Ctrl + Arrow keys</h2><p>Ctrl + Tasti freccia è una scorciatoia fantastica per navigare rapidamente nel testo. Sposta il cursore all'inizio o alla fine di una parola e può essere usata in combinazione con il tasto Maiusc (Ctrl + Maiusc + Tasti freccia) per evidenziare intere parole o righe di testo alla volta.</p><p>È perfetta per selezionare determinate sezioni di testo da copiare e incollare, o da eliminare, senza usare il mouse o ricorrere a Ctrl + A, che evidenzia tutto il testo di una pagina o di un campo di inserimento.</p><p>Se invece desideri evidenziare il testo lettera per lettera, o riga per riga, usa semplicemente Maiusc + Tasti freccia.</p><p>Ti servirebbe conoscere anche le scorciatoie specifiche per gestire rapidamente la formattazione (grassetto, corsivo, ecc.) durante la scrittura?</p><h2 id="8-ctrl-f">8. Ctrl + F</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mYMV69oUhxhEjt9XrNbrFH" name="windows-find-function" alt="Windows 11 Ctrl + F find function" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mYMV69oUhxhEjt9XrNbrFH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Ho fatto risparmiare innumerevoli ore ai miei amici con questa scorciatoia. Se stai cercando un nome, una data o anche solo una determinata lettera in un documento o in una pagina web, <strong>Ctrl + F</strong> effettuerà la ricerca al posto tuo.</p><p>Dopo aver usato Ctrl + F per far apparire il campo di ricerca, scrivi semplicemente ciò che stai cercando e usa i tasti freccia a destra della barra di ricerca per saltare direttamente al testo desiderato.</p><p>Ti dice anche quante volte una determinata parola, numero o frase appare nella pagina, il che è utile se stai scrivendo un saggio (una "paper") per capire quando è il momento di inserire un sinonimo. Ho appena usato Ctrl + F per verificare che questa sia la prima volta che uso la parola "paper" in questo articolo (il contatore è appena passato a due).</p><p>Ti sarebbe utile conoscere altre scorciatoie specifiche per la navigazione avanzata all'interno dei browser?</p><h2 id="9-ctrl-r">9. Ctrl + R</h2><p><strong>Ctrl + R</strong> aggiorna la scheda del browser su cui ti trovi in quel momento, il che è ottimo per ottenere risultati aggiornati durante eventi di vendita a tempo limitato, pagine di live-blogging e consigli di YouTube, tra le altre cose.</p><h2 id="10-ctrl-shift-t">10. Ctrl + Shift + T</h2><p><strong>Ctrl + Maiusc + T</strong> riapre le schede chiuse di recente su browser come Chrome, Firefox, Edge e Opera.</p><p>Si tratta di un enorme risparmio di tempo se chiudi una scheda per poi renderti conto di doverla consultare di nuovo, o se chiudi accidentalmente l'intero browser e hai bisogno di recuperare tutte le tue schede.</p><p>Riapre le schede nell'ordine in cui sono state chiuse, quindi se hai bisogno di riaprirne diverse, ti basta usare Ctrl + Maiusc + T più volte.</p><p>Hai una scorciatoia preferita di Windows 11? Fammelo sapere nei commenti qui sotto!</p><p></p><p>Ti servirebbe una mano per creare una guida simile dedicata alle scorciatoie specifiche per la gestione del multitasking e dei desktop virtuali?</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/windows/windows-11-10-scorciatoie-da-tastiera-che-ti-cambiano-la-vita</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Quick screenshots, easy emojis, and more – I use these shortcuts almost every day. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">ausBsD9WJnEGMKsiCrbHCP</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Windows PCs]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Desktop PCs]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ marcus.mearsiii@futurenet.com (Marcus Mears III) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Marcus Mears III ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9WbcQXLFeUhu5CDVH6m3v8-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Marcus&amp;nbsp;Mears III, now the Computing Reviews and Buying Guides Editor at TechRadar, has been covering tech news, reviews, and how-tos for over five years. He started his publishing journey at MakeUseOf, teaching you how to make the most of your devices and software. Quickly discovering a passion for sharing his opinions on the latest gadgets in the tech world,&amp;nbsp;Marcus&amp;nbsp;took over as Reviews Editor for How-To Geek and Review Geek, allowing him to go hands-on with all sorts of new toys like iPhones, mice, laptops, and more.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;If a piece of tech is customizable, you’ll find him tinkering with it. Whether it’s replacing switches and keycaps on a mechanical keyboard or kitting his PC with a new GPU,&amp;nbsp;Marcus&amp;nbsp;loves getting under the hood of the tech we use each and every day. He’s an avid Steam Deck fanatic, meaning you’ll catch him either in a panicked frenzy or triumphant hurrah at the hands of a Soulsborne title.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;When it comes to the age-old debate, he prefers Windows PCs but reaches for a MacBook Pro as his daily driver laptop.&amp;nbsp;Marcus&amp;nbsp;is also almost as excited to cook new recipes as he is about technology.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Shutterstock / KUMOHD]]></media:credit>
                                                                                                                                                                        <media:description><![CDATA[Scorciatoie di Windows 11 che vale davvero la pena ricordare]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Someone pressing a button that reads &#039;shortcut&#039; on a white keyboard]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Someone pressing a button that reads &#039;shortcut&#039; on a white keyboard]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Lo so, lo so – le scorciatoie da tastiera sono difficili da ricordare, e la maggior parte di esse sono così di nicchia che non vale nemmeno la pena sprecare memoria per provarci.</p><p>Ma alcune sono incredibilmente utili, e ho messo insieme questo elenco delle scorciatoie che uso effettivamente ogni giorno per il lavoro, la navigazione e il gioco.</p><p>Potreste già conoscerne alcune – ma sono pronto a scommettere che imparerete almeno un nuovo trucco da questo articolo che vi farà risparmiare tempo e mal di testa alimentati da Windows.</p><p>Le ho inserite tutte in una tabella di consultazione rapida qui sotto, ma se volete spiegazioni più approfondite, casi d'uso e scorciatoie bonus, continuate a leggere.</p><p>Queste sono le oltre 10 scorciatoie da tastiera di Windows 11 di cui non posso fare a meno…</p><div ><table><caption>Tabella riassuntiva delle mie 10 migliori scorciatoie da tastiera di Windows</caption><thead><tr><th class="firstcol " ><p>Scorciatoia</p></th><th  ><p>Cosa fa</p></th></tr></thead><tbody><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + .</p></td><td  ><p>Apre la tabella delle Emoji e altro</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Maiusc + S</p></td><td  ><p>Apre lo Strumento di cattura per screenshot e registrazioni</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Alt + Tasti freccia</p></td><td  ><p>Aggancia la finestra attiva a una parte dello schermo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Maiusc + Tasti freccia</p></td><td  ><p>Sposta la finestra attiva tra più display</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Alt + Tab</p></td><td  ><p>Scorre tra le finestre attive</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Windows + Alt + G</p></td><td  ><p>Registra una clip di gioco di 30 secondi</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + tasti freccia</p></td><td  ><p>Sposta il cursore tra le parole del testo</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + F</p></td><td  ><p>Apre la funzione Trova nei browser</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + R</p></td><td  ><p>Aggiorna la pagina corrente del browser</p></td></tr><tr><td class="firstcol " ><p>Ctrl + Maiusc + T</p></td><td  ><p>Apre le schede chiuse di recente</p></td></tr></tbody></table></div><h2 id="1-windows">1. Windows + .</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9wFt4Ji4uqcZddr2weo7CW" name="windows-11-emojis-and-more-tool" alt="Windows 11 Emojis and more tool" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9wFt4Ji4uqcZddr2weo7CW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Windows + . è una piccola scorciatoia incredibilmente comoda che non molti utenti conoscono.</p><p>Se avete mai cercato su Google "emoji teschio", provato a trovare una faccina ASCII come "( ͡° ͜ʖ ͡°)" o vi siete resi conto di aver bisogno del link copiato negli appunti un'ora prima, questa scorciatoia apre per voi la tabella "Emoji e altro".</p><p>È preziosa anche per chi deve utilizzare simboli speciali come i trattini lunghi (—), le frecce (→) e varie valute ($ o £).</p><p>Windows + V vi porterà invece direttamente alla cronologia degli appunti, dove potrete vedere i testi copiati in precedenza con Ctrl + C e persino gli screenshot recenti che avete catturato. La cronologia degli appunti è disattivata per impostazione predefinita, ma Windows + V vi permetterà comunque di accedere alla sezione per abilitarla.</p><h2 id="2-windows-shift-s">2. Windows + Shift + S</h2><p>Se ricevessi un centesimo per ogni volta che ho usato Windows + Maiusc + S, potrei comprare Microsoft e sbarazzarmi di Copilot.</p><p>Windows + Maiusc + S è molto meglio che usare Stamp per gli screenshot, perché permette di scegliere se catturare un'area rettangolare a piacere, solo la finestra attiva, l'intero schermo (barra delle applicazioni inclusa) o persino una forma libera.</p><p>È possibile utilizzare la barra degli strumenti in alto di Windows + Maiusc + S anche per passare alla registrazione dello schermo, a un selettore di colori che restituisce valori Hex, RGB o HSL, o a uno strumento di acquisizione testo che consente di copiare rapidamente parole da immagini o PDF ostici.</p><p>Inoltre, una volta scattato uno screenshot, puoi incollarlo direttamente nelle chat o nei software di editing d'immagine con Ctrl + V.</p><p>Gli screenshot acquisiti in questo modo verranno salvati per impostazione predefinita nella cartella "Screenshot" (non in Download!).</p><h2 id="3-windows-alt-arrow-keys">3. Windows + Alt + Arrow keys</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="FZmE5DrnjcpC7TaitURdm3" name="windows-side-by-side" alt="Two windows side by side in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/FZmE5DrnjcpC7TaitURdm3-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se hai bisogno di dividere lo schermo in metà o quadranti – ad esempio per leggere un articolo sul lato sinistro e prendere appunti sulla metà destra – puoi usare Windows + Alt + Tasti freccia per scorrere rapidamente tra di essi.</p><h2 id="4-windows-shift-arrow-keys">4. Windows + Shift + Arrow keys</h2><p>Questa è per gli utenti che utilizzano configurazioni multi-display. Se avete equipaggiato la vostra postazione con due o più dei <strong>migliori monitor</strong>, Windows + Maiusc + Tasti freccia è una manna dal cielo.</p><p>Potete spostare rapidamente un video a schermo intero dal monitor di sinistra a quello di destra senza dover uscire dalla modalità full screen, trascinare il video sull'altro monitor e poi rientrare a schermo intero.</p><p>È eccezionale anche per la produttività, poiché consente di spostare rapidamente fogli di calcolo o documenti sul secondo monitor.</p><p>E per i giocatori, se un titolo si avvia sul monitor sbagliato, potete spostarlo su quello corretto (anche se a volte questo potrebbe interferire con la risoluzione del display del gioco).</p><p>Inoltre, torna utile quando Gestione attività si apre dietro un'app che non risponde e non riuscite ad accedervi in altro modo.</p><h2 id="5-alt-tab">5. Alt + Tab</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PdeJ5M2xzMLw65DQxTvLbc" name="windows-11-windows-tab" alt="Windows 11 Windows + Tab functionality" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PdeJ5M2xzMLw65DQxTvLbc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La maggior parte di voi che masticano Windows avrà molta familiarità con Alt + Tab. È un sistema collaudato per risparmiare tempo, che permette di sfogliare rapidamente le finestre aperte senza dover cliccare ovunque.</p><p>Ma è così utile che ho dovuto includerlo in questo elenco nel caso in cui qualcuno non lo stia già usando – se questa scorciatoia dovesse sparire, potrei seriamente considerare di passare a Linux.</p><p>Potete anche usare Windows + Tab per vedere tutte le finestre aperte su più desktop; è meglio di Alt + Tab in alcuni casi (ad esempio quando volete scorrere le finestre aperte senza dover tenere costantemente premuto Alt).</p><h2 id="6-windows-alt-g">6. Windows + Alt + G</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CdEfUmAjzgH65pFUADo6e6" name="windows-g-gamebar" alt="Xbox Game bar in Windows 11" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CdEfUmAjzgH65pFUADo6e6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Se desideri catturare i momenti salienti delle tue sessioni di gioco, condividere scene divertenti con gli amici o avere un replay per confermare i tuoi sospetti su un nemico che bara, Windows + Alt + G è la soluzione ideale.</p><p>Dovrai però abilitare la funzione prima di poterla usare: assicurati di aprire la Xbox Game Bar con Windows + G (non è necessario possedere una Xbox), clicca sull'icona dell'ingranaggio nella barra di navigazione superiore per andare nelle impostazioni, quindi clicca su Widget e abilita "Registra in background mentre gioco".</p><p>Una volta attivata, Windows + Alt + G creerà una clip degli ultimi 30 secondi di gioco e la salverà nella cartella Acquisizioni (all'interno di Video).</p><p>Puoi anche scegliere se registrare esclusivamente l'audio del gioco o anche quello del desktop (il che catturerà, ad esempio, l'input del microfono da Discord). Puoi inoltre usare Windows + Alt + R per avviare una registrazione dello schermo continua.</p><p>Vorresti che ti spiegassi come personalizzare la durata delle clip registrate in background?</p><h2 id="7-ctrl-arrow-keys">7. Ctrl + Arrow keys</h2><p>Ctrl + Tasti freccia è una scorciatoia fantastica per navigare rapidamente nel testo. Sposta il cursore all'inizio o alla fine di una parola e può essere usata in combinazione con il tasto Maiusc (Ctrl + Maiusc + Tasti freccia) per evidenziare intere parole o righe di testo alla volta.</p><p>È perfetta per selezionare determinate sezioni di testo da copiare e incollare, o da eliminare, senza usare il mouse o ricorrere a Ctrl + A, che evidenzia tutto il testo di una pagina o di un campo di inserimento.</p><p>Se invece desideri evidenziare il testo lettera per lettera, o riga per riga, usa semplicemente Maiusc + Tasti freccia.</p><p>Ti servirebbe conoscere anche le scorciatoie specifiche per gestire rapidamente la formattazione (grassetto, corsivo, ecc.) durante la scrittura?</p><h2 id="8-ctrl-f">8. Ctrl + F</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mYMV69oUhxhEjt9XrNbrFH" name="windows-find-function" alt="Windows 11 Ctrl + F find function" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mYMV69oUhxhEjt9XrNbrFH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Ho fatto risparmiare innumerevoli ore ai miei amici con questa scorciatoia. Se stai cercando un nome, una data o anche solo una determinata lettera in un documento o in una pagina web, <strong>Ctrl + F</strong> effettuerà la ricerca al posto tuo.</p><p>Dopo aver usato Ctrl + F per far apparire il campo di ricerca, scrivi semplicemente ciò che stai cercando e usa i tasti freccia a destra della barra di ricerca per saltare direttamente al testo desiderato.</p><p>Ti dice anche quante volte una determinata parola, numero o frase appare nella pagina, il che è utile se stai scrivendo un saggio (una "paper") per capire quando è il momento di inserire un sinonimo. Ho appena usato Ctrl + F per verificare che questa sia la prima volta che uso la parola "paper" in questo articolo (il contatore è appena passato a due).</p><p>Ti sarebbe utile conoscere altre scorciatoie specifiche per la navigazione avanzata all'interno dei browser?</p><h2 id="9-ctrl-r">9. Ctrl + R</h2><p><strong>Ctrl + R</strong> aggiorna la scheda del browser su cui ti trovi in quel momento, il che è ottimo per ottenere risultati aggiornati durante eventi di vendita a tempo limitato, pagine di live-blogging e consigli di YouTube, tra le altre cose.</p><h2 id="10-ctrl-shift-t">10. Ctrl + Shift + T</h2><p><strong>Ctrl + Maiusc + T</strong> riapre le schede chiuse di recente su browser come Chrome, Firefox, Edge e Opera.</p><p>Si tratta di un enorme risparmio di tempo se chiudi una scheda per poi renderti conto di doverla consultare di nuovo, o se chiudi accidentalmente l'intero browser e hai bisogno di recuperare tutte le tue schede.</p><p>Riapre le schede nell'ordine in cui sono state chiuse, quindi se hai bisogno di riaprirne diverse, ti basta usare Ctrl + Maiusc + T più volte.</p><p>Hai una scorciatoia preferita di Windows 11? Fammelo sapere nei commenti qui sotto!</p><p></p><p>Ti servirebbe una mano per creare una guida simile dedicata alle scorciatoie specifiche per la gestione del multitasking e dei desktop virtuali?</p>
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                                                            <title><![CDATA[ 5 previsioni sull'IA per il 2026 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Quest'anno l'IA ha completato la sua transizione da semplice demo dimostrativa ed esperimento di nicchia a componente onnipresente della tecnologia e della società, alimentando un acceso dibattito tra opinioni positive e negative.</p><p>Mentre il 2025 ha confermato la flessibilità degli strumenti di intelligenza artificiale nell'adattarsi alle diverse esigenze degli utenti, il 2026 stabilirà se le aziende riusciranno a convincere le persone ad accogliere l'assistenza e l'influenza dell'IA nella propria sfera privata. Con colossi come OpenAI, Google, Meta, Apple e Amazon pronti a integrare l'IA nelle routine quotidiane, potremmo assistere a un aumento di annunci riguardanti l'adozione o il rifiuto di tali tecnologie da parte del pubblico, a fronte di un minor numero di vere e proprie scoperte rivoluzionarie nei modelli. Per gestire queste innovazioni, sarà fondamentale dotarsi dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> in grado di supportare i nuovi carichi di lavoro. Anche la scelta tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> diventerà cruciale per chi desidera un'integrazione fluida dell'IA nella vita di tutti i giorni.</p><p>Ecco cinque delle nostre previsioni su come l'IA potrebbe cambiare la vostra vita nel 2026.</p><h2 id="chatgpt-diventera-l-organizzatore-silenzioso-della-tua-casa">ChatGPT diventerà l'organizzatore silenzioso della tua casa</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Eakjt4xkTm7Zjoy54bJVY" name="chatgpt-shutterstock_2249918537-(1)" alt="ChatGPT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Eakjt4xkTm7Zjoy54bJVY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Quest'anno abbiamo assistito all'evoluzione di ChatGPT che, grazie a funzioni sbalorditive, è passato dall'essere un sistema di completamento automatico avanzato a un imitatore della natura umana decisamente più sfumato. La memoria, la comprensione multimodale e le connessioni con servizi e aziende di terze parti permetteranno alla piattaforma di punta di OpenAI di fare molto più che rispondere a domande occasionali nel 2026. OpenAI ha lasciato intendere che il prossimo passo vedrà ChatGPT assumere il ruolo di maggiordomo digitale, una posizione per cui Amazon Alexa e Google Assistant hanno lottato a lungo.</p><p>O almeno, sembra essere questa la direzione che OpenAI vuole dare agli aspetti più proattivi di ChatGPT, sfruttando "agenti" e API per gestire molto più di semplici prompt testuali isolati. Lo vedrete trasformarsi nel vostro assistente personale, capace di avvisarvi se siete in ritardo per un appuntamento o di suggerire programmi per il weekend in base al meteo, alle vostre preferenze climatiche e al calendario del partner. Per chi fornirà le autorizzazioni necessarie, il sistema potrà inviare email, prenotare, ordinare e riprogrammare eventi imminenti senza nemmeno essere interpellato.</p><p>Più l'esperienza diventerà fluida, più l'IA si farà invisibile. Parlerete a voce alta in salotto e lei risponderà tramite la TV o gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-smart-speaker-2019" target="_blank">i migliori smart speaker</a>. Potreste scriverle per un danno alla recinzione allegando una foto, e lei aprirà una pratica di risarcimento con l'assicurazione per vostro conto. Come per ogni assistente digitale, molti saranno cauti nel condividere così tante informazioni, ma OpenAI punterà a rendere ChatGPT il fulcro domestico sintonizzato sulle preferenze individuali: un maggiordomo invisibile che pianifica con tatto ciò a cui non avete ancora pensato. Per gestire al meglio queste interazioni complesse, l'integrazione con i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sarà fondamentale per avere il controllo della casa sempre a portata di mano.</p><h2 id="google-search-si-trasforma-definitivamente-in-un-esperienza-ai-first">Google Search si trasforma definitivamente in un'esperienza AI-first</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3i34eBT8KrWHYrXa435H67" name="Google AI Mode" alt="Google AI Mode" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3i34eBT8KrWHYrXa435H67-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Nell'ultimo anno Google Search ha introdotto l'intelligenza artificiale in un numero sempre maggiore di risultati, ma l'approccio classico basato sulle parole chiave rimane ancora lo standard per la maggior parte degli utenti. Nel 2026, tuttavia, l'equilibrio è destinato a spezzarsi, almeno secondo i piani di Google. La silenziosa avanzata di Gemini trasformerà la modalità IA e i suoi derivati nel pilastro centrale dell'ecosistema Google. I link resteranno numerosi, ma diventeranno un semplice complemento alla conversazione con l'IA.</p><p>Google ha già iniziato a sostituire Assistant con Gemini sugli smartphone Android, e le risposte di Gemini sono ormai integrate nella Ricerca tramite le Panoramiche dell'IA e le nuove pagine dei risultati. Vi imbatterete sempre più spesso in sintesi operative piuttosto che in elenchi di siti web. Per molte query, potreste non accorgervi nemmeno che la risposta è stata compilata attingendo da una mezza dozzina di fonti su cui non avete mai cliccato, a meno di non guardare con molta attenzione. Questa comodità renderà Gemini indispensabile, pur sollevando dubbi su fiducia e trasparenza, senza contare i diritti degli editori.<sup>1</sup> Per fruire di questi contenuti evoluti, l'uso dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">migliori smartphone Android</a> sarà essenziale, così come l'adozione dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet-android" target="_blank">migliori tablet Android</a> per una consultazione più approfondita delle fonti citate.</p><h2 id="gli-smart-glasses-ingranano-la-marcia-con-l-ia-al-comando">Gli smart glasses ingranano la marcia con l'IA al comando</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5630px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vufrDgB6d6Jgx787BpJMA8" name="3d glasses 1.jpg" alt="Kids wearing 3D glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vufrDgB6d6Jgx787BpJMA8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5630" height="3167" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il problema di marketing che ha bloccato gli smart glasses per un decennio ha iniziato a risolversi, poiché l'integrazione dell'IA sta finalmente dimostrando la loro utilità reale. Aiuta anche il fatto che il design non sia più sgraziato come in passato.</p><p>L'IA multimodale è arrivata per colmare lo storico divario di utilità nei wearable. I nuovi occhiali intelligenti, in particolare quelli sviluppati attraverso partnership come Google e Meta con marchi di moda quali Warby Parker e Ray-Ban, sfruttano modelli IA per offrire un'assistenza discreta e contestuale che funziona davvero. Gli occhiali potranno sussurrarvi un promemoria, tradurre un cartello che state guardando, dirvi chi vi sta venendo incontro o spiegarvi l'importanza di un edificio senza che dobbiate chiedere nulla.</p><p>Tutto questo si basa su un'IA passiva capace di percepire il mondo circostante con il giusto contesto. Anche l'hardware sta recuperando terreno, con una migliore durata della batteria, montature più leggere e un audio perfezionato. Le versioni di maggior successo nel 2026 miglioreranno l'ambiente circostante senza interromperlo. Per monitorare i progressi tecnologici di questi dispositivi, molti utenti li abbineranno ai <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-smartwatch" target="_blank">migliori smartwatch</a> per un ecosistema sempre connesso. Questa evoluzione renderà gli occhiali compagni ideali per i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, spostando l'interazione dallo schermo direttamente al nostro campo visivo.</p><h2 id="il-parco-a-tema-dei-contenuti-generati-dall-ia">Il parco a tema dei contenuti generati dall'IA</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CjusG3MMxCicMMrEHERCzM" name="art-history-ai.jpg" alt="A man carries a robot on a glitchy trip through art history" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CjusG3MMxCicMMrEHERCzM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / James Cutler)</span></figcaption></figure><p>Se vi ritroverete a scorrere Instagram o Facebook all'inizio del 2026, dovrete accettare l'idea che parte di ciò che vedrete non sarà opera di un essere umano. Entro la fine dell'anno, Meta aprirà probabilmente le porte a un flusso inarrestabile di contenuti generati dall'intelligenza artificiale. I nuovi modelli di generazione di immagini e video dell'azienda, attualmente testati con nomi in codice come "Mango", alimenteranno presto una quota massiccia di ciò che appare nei Reels, nelle Storie e persino nelle inserzioni pubblicitarie.</p><p>Quella che potremmo definire creatività si affiderà all'IA per stilizzare video e immagini. I brand genereranno materiale promozionale con visual potenziati dall'IA e personalizzati secondo il proprio stile. Anche gli utenti comuni utilizzeranno strumenti integrati per trasformare le foto delle vacanze in locandine cinematografiche o un selfie in un'animazione di dieci secondi. Molti di questi contenuti verranno visualizzati sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a>, ideali per fruire di formati multimediali così ricchi.</p><p>Con il tempo, però, la novità lascerà spazio all'omologazione. Quando tutto viene ottimizzato per l'engagement dagli stessi algoritmi, i contenuti iniziano a sembrare inquietantemente simili: nitidi, accattivanti e un po' troppo perfetti. Aspettatevi forti reazioni critiche per ogni nuovo trend di immagini o video IA. Meta potrebbe essere costretta ad aggiungere etichette più chiare, permettere agli utenti di filtrare i propri feed o introdurre opzioni per visualizzare solo contenuti "creati da umani". Anche i creator dovranno ripensare le proprie strategie. Alcuni abbracceranno l'IA per aumentare la portata dei propri post sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, altri punteranno tutto su contenuti grezzi e imperfetti per distinguersi. In ogni caso, il feed dei social media nel 2026 sarà plasmato dalle macchine quanto dalle persone, superando persino l'attuale influenza degli algoritmi.</p><h2 id="senza-ia-il-nuovo-marchio-del-lusso">"Senza IA": il nuovo marchio del lusso</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="JUYp4h5F8BrM55sweCxZxU" name="old-pager" alt="And old school pager" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JUYp4h5F8BrM55sweCxZxU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Denis Apel)</span></figcaption></figure><p>La reazione contro i contenuti generati dall'intelligenza artificiale non si limiterà ai soli feed dei social media. Il 2026 potrebbe far registrare una vera e propria esplosione di interesse per le creazioni prodotte autenticamente dall'uomo. Mentre gli strumenti IA continuano a inondare il web con testi, immagini, musica e video, gli utenti potrebbero desiderare chiarezza e autenticità al punto da ricercare attivamente l'etichetta "AI-free".</p><p>Vediamo già i primi segnali di questa tendenza. Molti autori dichiarano l'assenza di assistenza da parte dell'IA; video e immagini vengono presentati con didascalie e hashtag in cui i creator sottolineano come non sia stata utilizzata alcuna tecnologia algoritmica. Il concetto di prodotto "fatto a mano" si tradurrà necessariamente nello spazio digitale, assumendo definizioni come "frutto dell'ingegno umano" o "di origine organica". In ogni caso, il bollino "senza IA" diventerà un vanto (e forse giustificherà un piccolo sovrapprezzo). Per un po' potrà sembrare pretenzioso o superfluo, quasi un vezzo hipster, ma la valanga di contenuti sintetici di scarsa qualità spingerà quasi certamente questo trend nel mainstream. Per chi desidera creare contenuti autentici, la scelta tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> rimarrà fondamentale per gestire software di editing tradizionali.</p><p>Ciò non significa un rifiuto totale degli strumenti digitali. Gli strumenti di editing manuale (e dichiarati) continueranno a esistere. Semplicemente, avrete l'opzione di cercare contenuti privi di ciò che viene colloquialmente definito IA. La produzione sintetica non sparirà, ma avrete finalmente la possibilità di sfuggirle, almeno in parte, magari consultando le creazioni dei professionisti sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> del mercato.</p><h2 id="trasformazioni-invisibili">Trasformazioni invisibili</h2><p>Il 2026 non sarà l'anno in cui l'IA ci scioccherà per la sua presenza ubiqua. Non rimarrete sbalorditi da passi da gigante verso una vera intelligenza artificiale generale, a prescindere dalle promesse delle aziende, ma avrete l'opportunità di integrare l'IA in ogni aspetto della vostra vita in modi mai immaginati prima.</p><p>Quest'anno l'IA cercherà di mimetizzarsi e le aziende dietro questa tecnologia faranno di tutto per insinuarla in quante più sfaccettature possibili della vostra giornata. Ciò comporterà un'adozione entusiastica e un rifiuto frustrato in egual misura. Potreste non essere entusiasti dell'IA nel 2026, ma sarà difficile evitare di prendere posizione sul ruolo che essa debba avere nel vostro mondo. In questo scenario, la scelta di dotarsi dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> o dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> diventerà ancora più strategica, poiché saranno questi i portali attraverso cui deciderete quanta tecnologia accogliere nella vostra quotidianità.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/5-previsioni-per-lia-nel-2026-cosa-attende-chatgpt-gemini-e-noi-tutti</link>
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                            <![CDATA[ L'intelligenza artificiale sta per integrarsi nella vita quotidiana come mai prima d'ora, riscrivendo le regole del modo in cui cerchiamo informazioni, creiamo contenuti, comunichiamo e definiamo ciò che è reale. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[AI 2026]]></media:title>
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                                <p>Quest'anno l'IA ha completato la sua transizione da semplice demo dimostrativa ed esperimento di nicchia a componente onnipresente della tecnologia e della società, alimentando un acceso dibattito tra opinioni positive e negative.</p><p>Mentre il 2025 ha confermato la flessibilità degli strumenti di intelligenza artificiale nell'adattarsi alle diverse esigenze degli utenti, il 2026 stabilirà se le aziende riusciranno a convincere le persone ad accogliere l'assistenza e l'influenza dell'IA nella propria sfera privata. Con colossi come OpenAI, Google, Meta, Apple e Amazon pronti a integrare l'IA nelle routine quotidiane, potremmo assistere a un aumento di annunci riguardanti l'adozione o il rifiuto di tali tecnologie da parte del pubblico, a fronte di un minor numero di vere e proprie scoperte rivoluzionarie nei modelli. Per gestire queste innovazioni, sarà fondamentale dotarsi dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> in grado di supportare i nuovi carichi di lavoro. Anche la scelta tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> diventerà cruciale per chi desidera un'integrazione fluida dell'IA nella vita di tutti i giorni.</p><p>Ecco cinque delle nostre previsioni su come l'IA potrebbe cambiare la vostra vita nel 2026.</p><h2 id="chatgpt-diventera-l-organizzatore-silenzioso-della-tua-casa">ChatGPT diventerà l'organizzatore silenzioso della tua casa</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Eakjt4xkTm7Zjoy54bJVY" name="chatgpt-shutterstock_2249918537-(1)" alt="ChatGPT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Eakjt4xkTm7Zjoy54bJVY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Quest'anno abbiamo assistito all'evoluzione di ChatGPT che, grazie a funzioni sbalorditive, è passato dall'essere un sistema di completamento automatico avanzato a un imitatore della natura umana decisamente più sfumato. La memoria, la comprensione multimodale e le connessioni con servizi e aziende di terze parti permetteranno alla piattaforma di punta di OpenAI di fare molto più che rispondere a domande occasionali nel 2026. OpenAI ha lasciato intendere che il prossimo passo vedrà ChatGPT assumere il ruolo di maggiordomo digitale, una posizione per cui Amazon Alexa e Google Assistant hanno lottato a lungo.</p><p>O almeno, sembra essere questa la direzione che OpenAI vuole dare agli aspetti più proattivi di ChatGPT, sfruttando "agenti" e API per gestire molto più di semplici prompt testuali isolati. Lo vedrete trasformarsi nel vostro assistente personale, capace di avvisarvi se siete in ritardo per un appuntamento o di suggerire programmi per il weekend in base al meteo, alle vostre preferenze climatiche e al calendario del partner. Per chi fornirà le autorizzazioni necessarie, il sistema potrà inviare email, prenotare, ordinare e riprogrammare eventi imminenti senza nemmeno essere interpellato.</p><p>Più l'esperienza diventerà fluida, più l'IA si farà invisibile. Parlerete a voce alta in salotto e lei risponderà tramite la TV o gli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-smart-speaker-2019" target="_blank">i migliori smart speaker</a>. Potreste scriverle per un danno alla recinzione allegando una foto, e lei aprirà una pratica di risarcimento con l'assicurazione per vostro conto. Come per ogni assistente digitale, molti saranno cauti nel condividere così tante informazioni, ma OpenAI punterà a rendere ChatGPT il fulcro domestico sintonizzato sulle preferenze individuali: un maggiordomo invisibile che pianifica con tatto ciò a cui non avete ancora pensato. Per gestire al meglio queste interazioni complesse, l'integrazione con i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sarà fondamentale per avere il controllo della casa sempre a portata di mano.</p><h2 id="google-search-si-trasforma-definitivamente-in-un-esperienza-ai-first">Google Search si trasforma definitivamente in un'esperienza AI-first</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="3i34eBT8KrWHYrXa435H67" name="Google AI Mode" alt="Google AI Mode" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/3i34eBT8KrWHYrXa435H67-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Nell'ultimo anno Google Search ha introdotto l'intelligenza artificiale in un numero sempre maggiore di risultati, ma l'approccio classico basato sulle parole chiave rimane ancora lo standard per la maggior parte degli utenti. Nel 2026, tuttavia, l'equilibrio è destinato a spezzarsi, almeno secondo i piani di Google. La silenziosa avanzata di Gemini trasformerà la modalità IA e i suoi derivati nel pilastro centrale dell'ecosistema Google. I link resteranno numerosi, ma diventeranno un semplice complemento alla conversazione con l'IA.</p><p>Google ha già iniziato a sostituire Assistant con Gemini sugli smartphone Android, e le risposte di Gemini sono ormai integrate nella Ricerca tramite le Panoramiche dell'IA e le nuove pagine dei risultati. Vi imbatterete sempre più spesso in sintesi operative piuttosto che in elenchi di siti web. Per molte query, potreste non accorgervi nemmeno che la risposta è stata compilata attingendo da una mezza dozzina di fonti su cui non avete mai cliccato, a meno di non guardare con molta attenzione. Questa comodità renderà Gemini indispensabile, pur sollevando dubbi su fiducia e trasparenza, senza contare i diritti degli editori.<sup>1</sup> Per fruire di questi contenuti evoluti, l'uso dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android" target="_blank">migliori smartphone Android</a> sarà essenziale, così come l'adozione dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tablet-android" target="_blank">migliori tablet Android</a> per una consultazione più approfondita delle fonti citate.</p><h2 id="gli-smart-glasses-ingranano-la-marcia-con-l-ia-al-comando">Gli smart glasses ingranano la marcia con l'IA al comando</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5630px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vufrDgB6d6Jgx787BpJMA8" name="3d glasses 1.jpg" alt="Kids wearing 3D glasses" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vufrDgB6d6Jgx787BpJMA8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5630" height="3167" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il problema di marketing che ha bloccato gli smart glasses per un decennio ha iniziato a risolversi, poiché l'integrazione dell'IA sta finalmente dimostrando la loro utilità reale. Aiuta anche il fatto che il design non sia più sgraziato come in passato.</p><p>L'IA multimodale è arrivata per colmare lo storico divario di utilità nei wearable. I nuovi occhiali intelligenti, in particolare quelli sviluppati attraverso partnership come Google e Meta con marchi di moda quali Warby Parker e Ray-Ban, sfruttano modelli IA per offrire un'assistenza discreta e contestuale che funziona davvero. Gli occhiali potranno sussurrarvi un promemoria, tradurre un cartello che state guardando, dirvi chi vi sta venendo incontro o spiegarvi l'importanza di un edificio senza che dobbiate chiedere nulla.</p><p>Tutto questo si basa su un'IA passiva capace di percepire il mondo circostante con il giusto contesto. Anche l'hardware sta recuperando terreno, con una migliore durata della batteria, montature più leggere e un audio perfezionato. Le versioni di maggior successo nel 2026 miglioreranno l'ambiente circostante senza interromperlo. Per monitorare i progressi tecnologici di questi dispositivi, molti utenti li abbineranno ai <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-smartwatch" target="_blank">migliori smartwatch</a> per un ecosistema sempre connesso. Questa evoluzione renderà gli occhiali compagni ideali per i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, spostando l'interazione dallo schermo direttamente al nostro campo visivo.</p><h2 id="il-parco-a-tema-dei-contenuti-generati-dall-ia">Il parco a tema dei contenuti generati dall'IA</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CjusG3MMxCicMMrEHERCzM" name="art-history-ai.jpg" alt="A man carries a robot on a glitchy trip through art history" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CjusG3MMxCicMMrEHERCzM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / James Cutler)</span></figcaption></figure><p>Se vi ritroverete a scorrere Instagram o Facebook all'inizio del 2026, dovrete accettare l'idea che parte di ciò che vedrete non sarà opera di un essere umano. Entro la fine dell'anno, Meta aprirà probabilmente le porte a un flusso inarrestabile di contenuti generati dall'intelligenza artificiale. I nuovi modelli di generazione di immagini e video dell'azienda, attualmente testati con nomi in codice come "Mango", alimenteranno presto una quota massiccia di ciò che appare nei Reels, nelle Storie e persino nelle inserzioni pubblicitarie.</p><p>Quella che potremmo definire creatività si affiderà all'IA per stilizzare video e immagini. I brand genereranno materiale promozionale con visual potenziati dall'IA e personalizzati secondo il proprio stile. Anche gli utenti comuni utilizzeranno strumenti integrati per trasformare le foto delle vacanze in locandine cinematografiche o un selfie in un'animazione di dieci secondi. Molti di questi contenuti verranno visualizzati sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-tablet-del-2019-in-prova-i-modelli-top" target="_blank">migliori tablet</a>, ideali per fruire di formati multimediali così ricchi.</p><p>Con il tempo, però, la novità lascerà spazio all'omologazione. Quando tutto viene ottimizzato per l'engagement dagli stessi algoritmi, i contenuti iniziano a sembrare inquietantemente simili: nitidi, accattivanti e un po' troppo perfetti. Aspettatevi forti reazioni critiche per ogni nuovo trend di immagini o video IA. Meta potrebbe essere costretta ad aggiungere etichette più chiare, permettere agli utenti di filtrare i propri feed o introdurre opzioni per visualizzare solo contenuti "creati da umani". Anche i creator dovranno ripensare le proprie strategie. Alcuni abbracceranno l'IA per aumentare la portata dei propri post sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a>, altri punteranno tutto su contenuti grezzi e imperfetti per distinguersi. In ogni caso, il feed dei social media nel 2026 sarà plasmato dalle macchine quanto dalle persone, superando persino l'attuale influenza degli algoritmi.</p><h2 id="senza-ia-il-nuovo-marchio-del-lusso">"Senza IA": il nuovo marchio del lusso</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="JUYp4h5F8BrM55sweCxZxU" name="old-pager" alt="And old school pager" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JUYp4h5F8BrM55sweCxZxU-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="1200" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Denis Apel)</span></figcaption></figure><p>La reazione contro i contenuti generati dall'intelligenza artificiale non si limiterà ai soli feed dei social media. Il 2026 potrebbe far registrare una vera e propria esplosione di interesse per le creazioni prodotte autenticamente dall'uomo. Mentre gli strumenti IA continuano a inondare il web con testi, immagini, musica e video, gli utenti potrebbero desiderare chiarezza e autenticità al punto da ricercare attivamente l'etichetta "AI-free".</p><p>Vediamo già i primi segnali di questa tendenza. Molti autori dichiarano l'assenza di assistenza da parte dell'IA; video e immagini vengono presentati con didascalie e hashtag in cui i creator sottolineano come non sia stata utilizzata alcuna tecnologia algoritmica. Il concetto di prodotto "fatto a mano" si tradurrà necessariamente nello spazio digitale, assumendo definizioni come "frutto dell'ingegno umano" o "di origine organica". In ogni caso, il bollino "senza IA" diventerà un vanto (e forse giustificherà un piccolo sovrapprezzo). Per un po' potrà sembrare pretenzioso o superfluo, quasi un vezzo hipster, ma la valanga di contenuti sintetici di scarsa qualità spingerà quasi certamente questo trend nel mainstream. Per chi desidera creare contenuti autentici, la scelta tra i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> rimarrà fondamentale per gestire software di editing tradizionali.</p><p>Ciò non significa un rifiuto totale degli strumenti digitali. Gli strumenti di editing manuale (e dichiarati) continueranno a esistere. Semplicemente, avrete l'opzione di cercare contenuti privi di ciò che viene colloquialmente definito IA. La produzione sintetica non sparirà, ma avrete finalmente la possibilità di sfuggirle, almeno in parte, magari consultando le creazioni dei professionisti sui <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> del mercato.</p><h2 id="trasformazioni-invisibili">Trasformazioni invisibili</h2><p>Il 2026 non sarà l'anno in cui l'IA ci scioccherà per la sua presenza ubiqua. Non rimarrete sbalorditi da passi da gigante verso una vera intelligenza artificiale generale, a prescindere dalle promesse delle aziende, ma avrete l'opportunità di integrare l'IA in ogni aspetto della vostra vita in modi mai immaginati prima.</p><p>Quest'anno l'IA cercherà di mimetizzarsi e le aziende dietro questa tecnologia faranno di tutto per insinuarla in quante più sfaccettature possibili della vostra giornata. Ciò comporterà un'adozione entusiastica e un rifiuto frustrato in egual misura. Potreste non essere entusiasti dell'IA nel 2026, ma sarà difficile evitare di prendere posizione sul ruolo che essa debba avere nel vostro mondo. In questo scenario, la scelta di dotarsi dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> o dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-portatili" target="_blank">migliori portatili</a> diventerà ancora più strategica, poiché saranno questi i portali attraverso cui deciderete quanta tecnologia accogliere nella vostra quotidianità.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Sto trasformando Windows 11 nel 2026 usando PowerToys – e potete farlo anche voi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Forse non hai mai sentito parlare di PowerToys, o forse ne hai letto su TechRadar chiedendoti se potesse davvero esserti utile. Magari ne hai una vaga familiarità, ma sapendo che è una suite pensata per i cosiddetti "power-user", hai preferito tenerti alla larga, temendo fosse qualcosa di troppo complicato o eccessivamente tecnico.</p><p>Cominciamo col fare chiarezza su questi punti. <strong>PowerToys</strong> è una raccolta di utility sviluppata direttamente da Microsoft: un pacchetto aggiuntivo ufficiale per Windows 11 (e Windows 10) che introduce nel sistema ogni tipo di funzionalità extra.</p><p>Sebbene sia vero che PowerToys si rivolga agli utenti esperti e che alcune funzioni possano sembrare "intense", non è affatto una prerogativa esclusiva dei fanatici del PC che passano le giornate a smanettare nel BIOS.</p><p>Al contrario, esistono strumenti all'interno di PowerToys perfetti per l'utente comune — anche per chi ha "paura" del BIOS — capaci di fare una reale differenza nell'uso quotidiano del computer. Non avendolo mai usato prima, ho deciso di fare il grande passo e ho selezionato le utility migliori: quelle facili da usare che aggiungono funzioni potenti a Windows senza complicarti la vita.</p><p>Sono certo che questi strumenti rimarranno sui miei PC Windows 11 e 10 per rendermi la vita più semplice nel 2026 in mille modi diversi — e non c'è motivo per cui tu non possa trarne lo stesso vantaggio. Ecco come iniziare e quali strumenti ti consiglio caldamente dopo averli testati.</p><p>I miei "PowerToys" preferiti per tutti</p><p>Ecco una selezione delle utility che ho trovato più immediate e utili:</p><p><strong>Always on Top:</strong> Ti permette di bloccare qualsiasi finestra sopra le altre con una semplice scorciatoia da tastiera. Perfetto se devi copiare dati da un PDF a Excel o se vuoi guardare un video in un angolo mentre lavori.</p><p><strong>Text Extractor:</strong> È come avere la magia a portata di mano. Ti permette di selezionare del testo ovunque sullo schermo (anche dentro un'immagine o un video dove normalmente non potresti copiarlo) e lo trasforma istantaneamente in testo modificabile negli appunti.</p><p><strong>Image Resizer:</strong> Basta cliccare con il tasto destro su una o più immagini per ridimensionarle all'istante secondo formati predefiniti. Niente più aperture di software di editing solo per rimpicciolire una foto da inviare via email.</p><p><strong>PowerToys Awake:</strong> Un piccolo interruttore nella barra delle applicazioni che impedisce al computer di andare in sospensione senza dover cambiare ogni volta le impostazioni di risparmio energetico.</p><p>Come iniziare</p><p>Installare PowerToys è semplicissimo: puoi scaricarlo direttamente dal <strong>Microsoft Store</strong> cercando "Microsoft PowerToys" oppure tramite GitHub. Una volta installato, apparirà un'icona nella barra delle applicazioni da cui potrai attivare o disattivare i singoli moduli a tuo piacimento.</p><p>Ti piacerebbe che approfondissi il funzionamento di una di queste utility o che ti spiegassi come configurare le scorciatoie da tastiera?</p><h2 id="innanzitutto-installa-powertoys">Innanzitutto: installa PowerToys</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EemRBTm33uDGswuNkqRYaH" name="Powertoys-1" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EemRBTm33uDGswuNkqRYaH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>PowerToys è una suite di strumenti Microsoft compatibile con Windows 10 (versione 2004 – aggiornamento di maggio 2020 – o successive) e Windows 11. È possibile scaricare l'installer dal Microsoft Store oppure da GitHub. Il mio consiglio per la maggior parte degli utenti è di restare sul semplice e utilizzare il <strong>Microsoft Store</strong>: in questo modo riceverete gli aggiornamenti automatici (grazie alla versione UWP, Universal Windows Platform).</p><p>GitHub offre un'installazione tradizionale (Win32 anziché UWP); se vi sentite sicuri delle vostre competenze tecniche potete procedere da lì, ma assicuratevi di scegliere la versione corretta per il vostro PC. Vi servirà l'installazione "per utente", di tipo <strong>x64</strong> per un PC tradizionale con processore AMD o Intel, oppure l'installer <strong>Arm64</strong> per un laptop con chip Arm, come il Qualcomm Snapdragon X.</p><p>Una volta scaricato l'installer, cliccateci due volte per avviare la procedura (che comporterà un ulteriore download) e seguite le istruzioni: in genere non dovrete fare altro che attendere. Al termine, apparirà un pannello di benvenuto insieme alla Home page di PowerToys.</p><p>Potete leggere le informazioni di benvenuto, che introducono i vari strumenti — i "PowerToys" veri e propri — con tanto di brevi video dimostrativi. Un dettaglio importante: nella scheda "Generale" della finestra di benvenuto, PowerToys potrebbe segnalare dei <strong>conflitti tra scorciatoie</strong>. Cliccate sul pulsante dedicato per vederli: se riguardano un'utility che intendete usare, potreste dover ridefinire la combinazione di tasti cliccando sull'icona della penna.</p><p>Fatto questo, andate sul pannello Home: sulla destra troverete l'elenco di tutte le utility. Cliccando su ognuna vedrete i dettagli, le opzioni extra (ad esempio, <em>Image Resizer</em> permette di impostare dimensioni predefinite personalizzate) e la scorciatoia da tastiera per attivarla. Non preoccupatevi troppo delle opzioni, che per alcuni strumenti possono essere complesse: se non siete sicuri, saltatele e lasciate tutto ai valori predefiniti.</p><p>Se l'interruttore accanto a una funzione è attivo, l'utility è pronta all'uso in background; se è spento, la funzione è dormiente. Di default, ci sono sette strumenti già attivati (nella versione 0.96.1 disponibile al momento della scrittura).</p><p>Ogni strumento attivo consuma una piccola parte delle risorse di sistema, quindi <strong>non conviene attivarli tutti</strong>. Molti sono pensati esclusivamente per sviluppatori o utenti avanzati e non vi serviranno mai; tenerli accesi sarebbe solo uno spreco di RAM e CPU. Tuttavia, come dicevo, alcune di queste utility sono utilissime per l'utente comune, ed è su queste che ci concentreremo.</p><p>Il mio consiglio è di approcciare PowerToys così: per prima cosa, <strong>spegnete tutti gli strumenti attivi di default</strong>. Poi, abilitate solo quelli che vi segnalo qui sotto, che sono — a mio parere — le funzioni più agili e utili per migliorare l'esperienza su Windows per chiunque. Se una funzione specifica non vi convince, sentitevi liberi di non usarla.</p><p>Inizierò con i consigli fondamentali, per poi concludere con una sezione su strumenti più di nicchia che potrebbero interessarvi a seconda delle vostre esigenze specifiche. Cominciamo con...</p><p>Quale tra queste funzioni ti incuriosisce di più? Posso spiegarti come configurarla al meglio.</p><h2 id="1-powertoys-run">1. PowerToys Run</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="phgf9rFHYK6eztP5zTR7aH" name="Powertoys-2" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/phgf9rFHYK6eztP5zTR7aH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Se dovessi scegliere un solo strumento di PowerToys, quello sarebbe senza dubbio <strong>Run</strong>. Si tratta di un lanciatore rapido che funge, a tutti gli effetti, da sostituto potenziato della funzione di ricerca di Windows.</p><p>Richiamando <strong>Run</strong> con la combinazione di tasti Alt + Barra spaziatrice, apparirà un pannello in cui digitare ciò che cerchi. È un sistema molto più performante e raffinato rispetto alla ricerca standard di Windows 11 (o 10) e ti permette di trovare file e app sul tuo PC in un istante.</p><p>Nota bene: se vuoi limitare la ricerca ai soli file presenti sul tuo computer, devi inserire un punto di domanda ? prima del termine da cercare. Ad esempio, per trovare tutti i file nel tuo disco che contengono la parola "TechRadar", dovrai digitare:</p><pre class="line-numbers language-bash" language="bash" ><code>? TechRadar</code></pre><p>Puoi anche limitarti a digitare la parola senza il punto di domanda, ma in quel caso otterrai anche altri risultati non legati ai file, come applicazioni e impostazioni.</p><p>Il vero punto di forza di <strong>Run</strong> è che funziona meglio della ricerca predefinita di Windows in termini di precisione, oltre a essere più pulito e veloce. Infatti, per chi utilizza PC un po' datati dove Windows può impiegare del tempo anche solo per caricare il menu Start, premere Alt + Barra spaziatrice farà apparire il pannello di Run molto più rapidamente, permettendoti di avviare l'app che cerchi in un lampo.</p><p>Tieni presente che, come segnalato da Microsoft all'interno di PowerToys, Run è in fase di aggiornamento verso <strong>Command Palette</strong>, un'altra utility che potrebbe col tempo sostituirlo. Per il momento, però, ti consiglio di restare su Run per avere una funzione di ricerca super leggera: Command Palette è ancora un "lavoro in corso" e presenta una complessità di cui potresti non avere bisogno.</p><h2 id="2-peek">2. Peek</h2><p>Questo è semplicissimo: premi la barra spaziatrice con un file selezionato e otterrai un'anteprima rapida senza doverlo aprire.</p><p>Ad esempio, seleziona una foto, premi spazio e apparirà immediatamente una finestra di anteprima con l'immagine, senza dover aspettare che venga caricata dall'app di editing fotografico. Molto comodo.</p><h2 id="3-keyboard-manager">3. Keyboard Manager</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="faNdEv3nfnRy48J5XAj4aH" name="Powertoys-3" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/faNdEv3nfnRy48J5XAj4aH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Questa funzione ti permette di rimappare facilmente un tasto affinché si comporti come un altro (o per attivare una combinazione di tasti).</p><p>Supponiamo che tu abbia una tastiera compatta priva del tasto <strong>Stamp</strong> (Print Screen), rimosso per risparmiare spazio; per catturare uno screenshot, saresti costretto a usare una combinazione con il tasto funzione che è difficile da ricordare e poco pratica. Quello che puoi fare, invece, è rimappare un tasto che non usi mai affinché funga da tasto Stamp.</p><p>Per farlo, avvia <strong>Keyboard Manager</strong> in PowerToys, vai su "Rimappa un tasto" e clicca sul pulsante "Seleziona". A questo punto, premi il tasto che vuoi ridefinire per gli screenshot — ad esempio il tasto dell'accento grave (sotto Esc), che molti usano raramente — poi, nel menu a discesa sotto "Tasto/scorciatoia di invio", seleziona <strong>Print Screen</strong>. D'ora in poi, ogni volta che premerai quel tasto, otterrai uno screenshot.</p><p>Se vuoi rimappare un altro tasto, ti basta cliccare sul pulsante "Aggiungi rimappatura tasto" e definire una seconda scelta, e così via. Per eliminare una rimappatura che non ti serve più, clicca sull'icona del cestino a destra.</p><h2 id="4-image-resizer">4. Image Resizer</h2><p>Questa è un'utile aggiunta al menu contestuale (quello che appare con il tasto destro) di Esplora file all'interno delle cartelle di Windows 11.</p><p>Con questa funzione attiva, quando clicchi con il tasto destro su un qualsiasi file d'immagine, vedrai l'opzione "Ridimensiona con Image Resizer": selezionala, scegli tra le dimensioni predefinite e voilà, avrai istantaneamente un file d'immagine più grande (o più compatto). Può farti risparmiare molto tempo, poiché evita di dover armeggiare con un editor di immagini (o di doverne attendere il caricamento).</p><h2 id="5-light-switch">5. Light Switch</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4uay5npZgTWk2yM5BNX6aH" name="Powertoys-4" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4uay5npZgTWk2yM5BNX6aH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Attiva <strong>Light Switch</strong> in PowerToys per utilizzare la funzione Mode, che ti permette di impostare un timer per la modalità scura di Windows. Scegli "Ore fisse" per stabilire l'orario in cui desideri che la modalità scura si attivi e disattivi automaticamente, così da non doverlo fare manualmente ogni volta.</p><p>In alternativa, puoi scegliere "Dal tramonto all'alba" e specificare la tua posizione per fare in modo che il PC attivi automaticamente la modalità scura all'arrivo della sera, quando è più necessaria (c'è anche un timer di scostamento per regolare leggermente l'orario in base alle tue preferenze personali).</p><p>Si tratta di una funzione molto utile già presente su macOS che, purtroppo, manca in Windows 11; onestamente, non capisco perché non sia una caratteristica predefinita del sistema operativo Microsoft. In ogni caso, puoi ottenerne i vantaggi utilizzando PowerToys.</p><h2 id="6-text-extractor-per-utenti-windows-10">6. Text Extractor (per utenti Windows 10)</h2><p>Gli utenti di Windows 11 non avranno bisogno di questa funzione, poiché la stessa funzionalità è già presente nello Strumento di cattura (come ti informerà lo stesso PowerToys se stai utilizzando l'ultimo sistema operativo Microsoft). Tuttavia, se utilizzi Windows 10, lo Strumento di cattura non dispone dell'estrazione del testo.</p><p>È una funzione potente che permette di prelevare testo da qualsiasi punto dello schermo (ad esempio dall'interno delle immagini). Per usare <strong>Text Extractor</strong>, premi contemporaneamente i tasti Windows + Shift + T: apparirà un mirino che potrai utilizzare per tracciare un riquadro attorno al testo che vuoi copiare negli appunti. Potrai poi incollarlo in un documento o ovunque ti serva.</p><h2 id="altre-utility-di-powertoys-con-cui-potresti-voler-sperimentare">Altre utility di PowerToys con cui potresti voler sperimentare</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7ir4NhfTTtEmwniHCLZKaH" name="Powertoys-5" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7ir4NhfTTtEmwniHCLZKaH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Se desideri approfondire ulteriormente la suite di utility Microsoft, oltre ai punti salienti già evidenziati, potresti voler provare i seguenti PowerToys.</p><p><strong>File Locksmith</strong> è una piccola aggiunta che può rivelarsi molto utile. Ti è mai capitato di provare a eliminare (o spostare) un file in Windows e ricevere un messaggio che dice che è impossibile procedere perché il file è in uso da un programma non specificato? L'opzione "Sblocca con File Locksmith" nel menu del tasto destro ti dirà quale processo lo sta utilizzando, permettendoti di terminarlo (o terminare più processi contemporaneamente) per completare l'operazione sul file.</p><p><strong>Trova il mio mouse</strong> (una delle diverse utility per il mouse) ti consente di rintracciare il cursore nel caso lo perdessi di vista (succede, fidati, se non ti è mai capitato). Attivando "Abilita Trova il mio mouse", puoi scuotere il mouse per evidenziare il cursore, oppure premere due volte il tasto Control (sinistro); questo metodo da tastiera può essere ridefinito.</p><p>Sempre a proposito di questa periferica, c'è <strong>Mouse Without Borders</strong>, che ti permette di usare il mouse (e la tastiera) su più PC diversi (dopo averli collegati tramite una chiave di sicurezza in PowerToys). È una funzione un po' più complessa, ma è una soluzione intelligente se ne hai la necessità.</p><p>Un'ultima raccomandazione è <strong>FancyZones</strong>, uno strumento che alcuni utenti Windows considerano indispensabile per il multitasking, in quanto permette di creare layout personalizzati in cui "agganciare" facilmente le finestre delle app. Questo sistema va oltre i semplici Snap Layouts di sistema e offre una profondità e una personalizzazione enormi. Non è adatto a tutti e, come Mouse Without Borders, rappresenta una proposta più di nicchia.</p><p>Sentiti libero di esplorare autonomamente gli altri strumenti di PowerToys, ma tieni presente che molti sono orientati a casi d'uso più complessi e sono realmente progettati per gli utenti esperti.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Se pensavate che PowerToys fosse solo una misteriosa suite di strumenti avanzati dedicata esclusivamente agli smanettoni più incalliti, beh, fareste meglio a ricredervi. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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                                <p>Forse non hai mai sentito parlare di PowerToys, o forse ne hai letto su TechRadar chiedendoti se potesse davvero esserti utile. Magari ne hai una vaga familiarità, ma sapendo che è una suite pensata per i cosiddetti "power-user", hai preferito tenerti alla larga, temendo fosse qualcosa di troppo complicato o eccessivamente tecnico.</p><p>Cominciamo col fare chiarezza su questi punti. <strong>PowerToys</strong> è una raccolta di utility sviluppata direttamente da Microsoft: un pacchetto aggiuntivo ufficiale per Windows 11 (e Windows 10) che introduce nel sistema ogni tipo di funzionalità extra.</p><p>Sebbene sia vero che PowerToys si rivolga agli utenti esperti e che alcune funzioni possano sembrare "intense", non è affatto una prerogativa esclusiva dei fanatici del PC che passano le giornate a smanettare nel BIOS.</p><p>Al contrario, esistono strumenti all'interno di PowerToys perfetti per l'utente comune — anche per chi ha "paura" del BIOS — capaci di fare una reale differenza nell'uso quotidiano del computer. Non avendolo mai usato prima, ho deciso di fare il grande passo e ho selezionato le utility migliori: quelle facili da usare che aggiungono funzioni potenti a Windows senza complicarti la vita.</p><p>Sono certo che questi strumenti rimarranno sui miei PC Windows 11 e 10 per rendermi la vita più semplice nel 2026 in mille modi diversi — e non c'è motivo per cui tu non possa trarne lo stesso vantaggio. Ecco come iniziare e quali strumenti ti consiglio caldamente dopo averli testati.</p><p>I miei "PowerToys" preferiti per tutti</p><p>Ecco una selezione delle utility che ho trovato più immediate e utili:</p><p><strong>Always on Top:</strong> Ti permette di bloccare qualsiasi finestra sopra le altre con una semplice scorciatoia da tastiera. Perfetto se devi copiare dati da un PDF a Excel o se vuoi guardare un video in un angolo mentre lavori.</p><p><strong>Text Extractor:</strong> È come avere la magia a portata di mano. Ti permette di selezionare del testo ovunque sullo schermo (anche dentro un'immagine o un video dove normalmente non potresti copiarlo) e lo trasforma istantaneamente in testo modificabile negli appunti.</p><p><strong>Image Resizer:</strong> Basta cliccare con il tasto destro su una o più immagini per ridimensionarle all'istante secondo formati predefiniti. Niente più aperture di software di editing solo per rimpicciolire una foto da inviare via email.</p><p><strong>PowerToys Awake:</strong> Un piccolo interruttore nella barra delle applicazioni che impedisce al computer di andare in sospensione senza dover cambiare ogni volta le impostazioni di risparmio energetico.</p><p>Come iniziare</p><p>Installare PowerToys è semplicissimo: puoi scaricarlo direttamente dal <strong>Microsoft Store</strong> cercando "Microsoft PowerToys" oppure tramite GitHub. Una volta installato, apparirà un'icona nella barra delle applicazioni da cui potrai attivare o disattivare i singoli moduli a tuo piacimento.</p><p>Ti piacerebbe che approfondissi il funzionamento di una di queste utility o che ti spiegassi come configurare le scorciatoie da tastiera?</p><h2 id="innanzitutto-installa-powertoys">Innanzitutto: installa PowerToys</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EemRBTm33uDGswuNkqRYaH" name="Powertoys-1" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EemRBTm33uDGswuNkqRYaH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>PowerToys è una suite di strumenti Microsoft compatibile con Windows 10 (versione 2004 – aggiornamento di maggio 2020 – o successive) e Windows 11. È possibile scaricare l'installer dal Microsoft Store oppure da GitHub. Il mio consiglio per la maggior parte degli utenti è di restare sul semplice e utilizzare il <strong>Microsoft Store</strong>: in questo modo riceverete gli aggiornamenti automatici (grazie alla versione UWP, Universal Windows Platform).</p><p>GitHub offre un'installazione tradizionale (Win32 anziché UWP); se vi sentite sicuri delle vostre competenze tecniche potete procedere da lì, ma assicuratevi di scegliere la versione corretta per il vostro PC. Vi servirà l'installazione "per utente", di tipo <strong>x64</strong> per un PC tradizionale con processore AMD o Intel, oppure l'installer <strong>Arm64</strong> per un laptop con chip Arm, come il Qualcomm Snapdragon X.</p><p>Una volta scaricato l'installer, cliccateci due volte per avviare la procedura (che comporterà un ulteriore download) e seguite le istruzioni: in genere non dovrete fare altro che attendere. Al termine, apparirà un pannello di benvenuto insieme alla Home page di PowerToys.</p><p>Potete leggere le informazioni di benvenuto, che introducono i vari strumenti — i "PowerToys" veri e propri — con tanto di brevi video dimostrativi. Un dettaglio importante: nella scheda "Generale" della finestra di benvenuto, PowerToys potrebbe segnalare dei <strong>conflitti tra scorciatoie</strong>. Cliccate sul pulsante dedicato per vederli: se riguardano un'utility che intendete usare, potreste dover ridefinire la combinazione di tasti cliccando sull'icona della penna.</p><p>Fatto questo, andate sul pannello Home: sulla destra troverete l'elenco di tutte le utility. Cliccando su ognuna vedrete i dettagli, le opzioni extra (ad esempio, <em>Image Resizer</em> permette di impostare dimensioni predefinite personalizzate) e la scorciatoia da tastiera per attivarla. Non preoccupatevi troppo delle opzioni, che per alcuni strumenti possono essere complesse: se non siete sicuri, saltatele e lasciate tutto ai valori predefiniti.</p><p>Se l'interruttore accanto a una funzione è attivo, l'utility è pronta all'uso in background; se è spento, la funzione è dormiente. Di default, ci sono sette strumenti già attivati (nella versione 0.96.1 disponibile al momento della scrittura).</p><p>Ogni strumento attivo consuma una piccola parte delle risorse di sistema, quindi <strong>non conviene attivarli tutti</strong>. Molti sono pensati esclusivamente per sviluppatori o utenti avanzati e non vi serviranno mai; tenerli accesi sarebbe solo uno spreco di RAM e CPU. Tuttavia, come dicevo, alcune di queste utility sono utilissime per l'utente comune, ed è su queste che ci concentreremo.</p><p>Il mio consiglio è di approcciare PowerToys così: per prima cosa, <strong>spegnete tutti gli strumenti attivi di default</strong>. Poi, abilitate solo quelli che vi segnalo qui sotto, che sono — a mio parere — le funzioni più agili e utili per migliorare l'esperienza su Windows per chiunque. Se una funzione specifica non vi convince, sentitevi liberi di non usarla.</p><p>Inizierò con i consigli fondamentali, per poi concludere con una sezione su strumenti più di nicchia che potrebbero interessarvi a seconda delle vostre esigenze specifiche. Cominciamo con...</p><p>Quale tra queste funzioni ti incuriosisce di più? Posso spiegarti come configurarla al meglio.</p><h2 id="1-powertoys-run">1. PowerToys Run</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="phgf9rFHYK6eztP5zTR7aH" name="Powertoys-2" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/phgf9rFHYK6eztP5zTR7aH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Se dovessi scegliere un solo strumento di PowerToys, quello sarebbe senza dubbio <strong>Run</strong>. Si tratta di un lanciatore rapido che funge, a tutti gli effetti, da sostituto potenziato della funzione di ricerca di Windows.</p><p>Richiamando <strong>Run</strong> con la combinazione di tasti Alt + Barra spaziatrice, apparirà un pannello in cui digitare ciò che cerchi. È un sistema molto più performante e raffinato rispetto alla ricerca standard di Windows 11 (o 10) e ti permette di trovare file e app sul tuo PC in un istante.</p><p>Nota bene: se vuoi limitare la ricerca ai soli file presenti sul tuo computer, devi inserire un punto di domanda ? prima del termine da cercare. Ad esempio, per trovare tutti i file nel tuo disco che contengono la parola "TechRadar", dovrai digitare:</p><pre class="line-numbers language-bash" language="bash" ><code>? TechRadar</code></pre><p>Puoi anche limitarti a digitare la parola senza il punto di domanda, ma in quel caso otterrai anche altri risultati non legati ai file, come applicazioni e impostazioni.</p><p>Il vero punto di forza di <strong>Run</strong> è che funziona meglio della ricerca predefinita di Windows in termini di precisione, oltre a essere più pulito e veloce. Infatti, per chi utilizza PC un po' datati dove Windows può impiegare del tempo anche solo per caricare il menu Start, premere Alt + Barra spaziatrice farà apparire il pannello di Run molto più rapidamente, permettendoti di avviare l'app che cerchi in un lampo.</p><p>Tieni presente che, come segnalato da Microsoft all'interno di PowerToys, Run è in fase di aggiornamento verso <strong>Command Palette</strong>, un'altra utility che potrebbe col tempo sostituirlo. Per il momento, però, ti consiglio di restare su Run per avere una funzione di ricerca super leggera: Command Palette è ancora un "lavoro in corso" e presenta una complessità di cui potresti non avere bisogno.</p><h2 id="2-peek">2. Peek</h2><p>Questo è semplicissimo: premi la barra spaziatrice con un file selezionato e otterrai un'anteprima rapida senza doverlo aprire.</p><p>Ad esempio, seleziona una foto, premi spazio e apparirà immediatamente una finestra di anteprima con l'immagine, senza dover aspettare che venga caricata dall'app di editing fotografico. Molto comodo.</p><h2 id="3-keyboard-manager">3. Keyboard Manager</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="faNdEv3nfnRy48J5XAj4aH" name="Powertoys-3" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/faNdEv3nfnRy48J5XAj4aH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Questa funzione ti permette di rimappare facilmente un tasto affinché si comporti come un altro (o per attivare una combinazione di tasti).</p><p>Supponiamo che tu abbia una tastiera compatta priva del tasto <strong>Stamp</strong> (Print Screen), rimosso per risparmiare spazio; per catturare uno screenshot, saresti costretto a usare una combinazione con il tasto funzione che è difficile da ricordare e poco pratica. Quello che puoi fare, invece, è rimappare un tasto che non usi mai affinché funga da tasto Stamp.</p><p>Per farlo, avvia <strong>Keyboard Manager</strong> in PowerToys, vai su "Rimappa un tasto" e clicca sul pulsante "Seleziona". A questo punto, premi il tasto che vuoi ridefinire per gli screenshot — ad esempio il tasto dell'accento grave (sotto Esc), che molti usano raramente — poi, nel menu a discesa sotto "Tasto/scorciatoia di invio", seleziona <strong>Print Screen</strong>. D'ora in poi, ogni volta che premerai quel tasto, otterrai uno screenshot.</p><p>Se vuoi rimappare un altro tasto, ti basta cliccare sul pulsante "Aggiungi rimappatura tasto" e definire una seconda scelta, e così via. Per eliminare una rimappatura che non ti serve più, clicca sull'icona del cestino a destra.</p><h2 id="4-image-resizer">4. Image Resizer</h2><p>Questa è un'utile aggiunta al menu contestuale (quello che appare con il tasto destro) di Esplora file all'interno delle cartelle di Windows 11.</p><p>Con questa funzione attiva, quando clicchi con il tasto destro su un qualsiasi file d'immagine, vedrai l'opzione "Ridimensiona con Image Resizer": selezionala, scegli tra le dimensioni predefinite e voilà, avrai istantaneamente un file d'immagine più grande (o più compatto). Può farti risparmiare molto tempo, poiché evita di dover armeggiare con un editor di immagini (o di doverne attendere il caricamento).</p><h2 id="5-light-switch">5. Light Switch</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4uay5npZgTWk2yM5BNX6aH" name="Powertoys-4" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4uay5npZgTWk2yM5BNX6aH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Attiva <strong>Light Switch</strong> in PowerToys per utilizzare la funzione Mode, che ti permette di impostare un timer per la modalità scura di Windows. Scegli "Ore fisse" per stabilire l'orario in cui desideri che la modalità scura si attivi e disattivi automaticamente, così da non doverlo fare manualmente ogni volta.</p><p>In alternativa, puoi scegliere "Dal tramonto all'alba" e specificare la tua posizione per fare in modo che il PC attivi automaticamente la modalità scura all'arrivo della sera, quando è più necessaria (c'è anche un timer di scostamento per regolare leggermente l'orario in base alle tue preferenze personali).</p><p>Si tratta di una funzione molto utile già presente su macOS che, purtroppo, manca in Windows 11; onestamente, non capisco perché non sia una caratteristica predefinita del sistema operativo Microsoft. In ogni caso, puoi ottenerne i vantaggi utilizzando PowerToys.</p><h2 id="6-text-extractor-per-utenti-windows-10">6. Text Extractor (per utenti Windows 10)</h2><p>Gli utenti di Windows 11 non avranno bisogno di questa funzione, poiché la stessa funzionalità è già presente nello Strumento di cattura (come ti informerà lo stesso PowerToys se stai utilizzando l'ultimo sistema operativo Microsoft). Tuttavia, se utilizzi Windows 10, lo Strumento di cattura non dispone dell'estrazione del testo.</p><p>È una funzione potente che permette di prelevare testo da qualsiasi punto dello schermo (ad esempio dall'interno delle immagini). Per usare <strong>Text Extractor</strong>, premi contemporaneamente i tasti Windows + Shift + T: apparirà un mirino che potrai utilizzare per tracciare un riquadro attorno al testo che vuoi copiare negli appunti. Potrai poi incollarlo in un documento o ovunque ti serva.</p><h2 id="altre-utility-di-powertoys-con-cui-potresti-voler-sperimentare">Altre utility di PowerToys con cui potresti voler sperimentare</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="7ir4NhfTTtEmwniHCLZKaH" name="Powertoys-5" alt="A laptop screen showing Microsoft Powertoys" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7ir4NhfTTtEmwniHCLZKaH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Se desideri approfondire ulteriormente la suite di utility Microsoft, oltre ai punti salienti già evidenziati, potresti voler provare i seguenti PowerToys.</p><p><strong>File Locksmith</strong> è una piccola aggiunta che può rivelarsi molto utile. Ti è mai capitato di provare a eliminare (o spostare) un file in Windows e ricevere un messaggio che dice che è impossibile procedere perché il file è in uso da un programma non specificato? L'opzione "Sblocca con File Locksmith" nel menu del tasto destro ti dirà quale processo lo sta utilizzando, permettendoti di terminarlo (o terminare più processi contemporaneamente) per completare l'operazione sul file.</p><p><strong>Trova il mio mouse</strong> (una delle diverse utility per il mouse) ti consente di rintracciare il cursore nel caso lo perdessi di vista (succede, fidati, se non ti è mai capitato). Attivando "Abilita Trova il mio mouse", puoi scuotere il mouse per evidenziare il cursore, oppure premere due volte il tasto Control (sinistro); questo metodo da tastiera può essere ridefinito.</p><p>Sempre a proposito di questa periferica, c'è <strong>Mouse Without Borders</strong>, che ti permette di usare il mouse (e la tastiera) su più PC diversi (dopo averli collegati tramite una chiave di sicurezza in PowerToys). È una funzione un po' più complessa, ma è una soluzione intelligente se ne hai la necessità.</p><p>Un'ultima raccomandazione è <strong>FancyZones</strong>, uno strumento che alcuni utenti Windows considerano indispensabile per il multitasking, in quanto permette di creare layout personalizzati in cui "agganciare" facilmente le finestre delle app. Questo sistema va oltre i semplici Snap Layouts di sistema e offre una profondità e una personalizzazione enormi. Non è adatto a tutti e, come Mouse Without Borders, rappresenta una proposta più di nicchia.</p><p>Sentiti libero di esplorare autonomamente gli altri strumenti di PowerToys, ma tieni presente che molti sono orientati a casi d'uso più complessi e sono realmente progettati per gli utenti esperti.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Non ho abbandonato i social media nel 2025, ma potrei essere costretto a farlo se questo pessimo trend dovesse continuare nel 2026. ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Alla fine del 2024 scrissi che nel 2025 mi sarei allontanato dai social media a causa del loro impatto sulla mia routine quotidiana. Come Staff Writer di TechRadar per tutto ciò che riguarda il mondo mobile, so fin troppo bene che usare il mio supercomputer tascabile per scorrere video verticali non è esattamente il modo migliore per sfruttare il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">miglior smartphone</a> a disposizione.</p><p>Non servono premi per indovinare com'è andata a finire: non ho smesso. Anzi, se dovessi scommettere, credo di aver usato l'app di Instagram più quest'anno che nel 2024.</p><p>E nello spirito del Natale (o qualcosa del genere), mi perdono per questa trasgressione. Negli ultimi 12 mesi ho accettato il fatto che, sebbene debba ancora ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo, i social media restano uno strumento indispensabile per fare programmi e restare in contatto; posso trarne i benefici senza sciogliermi in un brodo primordiale di neuroni alimentato dai Reel.</p><p>Tuttavia, l'ultimo anno ha visto crescere esponenzialmente sui social la diffusione di foto, video e audio generati dall'intelligenza artificiale, dando vita a meme e incomprensioni in egual misura. Come abbiamo riportato di recente, "slop" è stata eletta parola dell'anno dal dizionario Merriam-Webster, in risposta alla valanga di contenuti IA di bassa qualità che ha invaso i nostri schermi negli ultimi 12 mesi.</p><p>Ho sempre pensato che fosse ingiusto giudicare una piattaforma esclusivamente in base ai contenuti caricati dagli utenti, quindi ho ampiamente chiuso un occhio su ogni ondata di "AI slop" che ha colpito Meta, anche se avrei preferito non averci nulla a che fare.</p><p>Ma sembra sempre più evidente che Instagram – storicamente la casa dei creativi visivi e linfa vitale per musicisti, attori e comici – stia virando proprio verso quel tipo di contenuto IA vacuo, insulso e alienante che sta ormai intasando i feed degli utenti. Per chi vuole staccare da questo flusso, l'unica soluzione sembra affidarsi ai <a href="https://www.google.com/search?q=https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-iphone" target="_blank">migliori giochi per iPhone</a> per ritrovare un po' di intrattenimento di qualità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6" name="StrawbZuck" alt="A screenshot of a mid-feed advert for Meta AI, showing a strawberry-baby hybrid and an overweight Mark Zuckerberg running on a treadmill" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Ma che diavolo stiamo facendo, Meta? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Sono francamente turbato dalle inserzioni di Meta AI che compaiono a metà feed, presentate come caroselli di video generati dall'intelligenza artificiale e spesso decisamente inquietanti. Ho visto grotteschi ibridi tra frutti e neonati, un Barack Obama in versione DJ (dubito che la cosa sia stata autorizzata) e, cosa ancor più bizzarra, un Mark Zuckerberg sovrappeso che corre a torso nudo su un tapis roulant; non credo che il boss di Meta ne sarebbe entusiasta.</p><p>Oltre a essere sgradevoli alla vista, queste clip sembrano funzionalmente inutili e persino antitetiche allo scopo stesso dei social media. Meta spera davvero che io le condivida sul mio feed o con i miei amici? Chi ha voglia di vedere roba simile? Si tratta di auto-espressione o di un modo per connettersi socialmente? Quale parte dello slogan di Instagram, "Cattura, crea e condividi ciò che ami", viene rispettata appiccicando nelle mie storie un sosia di Michael Jackson renderizzato malissimo? Per fortuna, i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year" target="_blank">migliori generatori di immagini IA</a> mostrano che la tecnologia può fare molto di meglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j" name="DJBarack" alt="A mid-feed ad for Meta AI, showing Barack Obama DJing and a dragon breathing fire" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non ho davvero parole per questo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre a ciò, questo fenomeno non mi convince affatto che Instagram sia un buon modo per impiegare il mio tempo al telefono. Sto lavorando ad alcuni nuovi buoni propositi per l'anno nuovo che mi aiutino a sfruttare meglio il supercomputer che ho in tasca, e questa spinta verso Meta AI mi rende felice di essermi concentrato su cose più produttive nella mia nuova lista (come, ad esempio, giocare di più a Fortnite).</p><p>Francamente, se Instagram continuerà a investire in questa spazzatura invece di introdurre, che so, funzioni utili, potrei dover rilanciare la mia missione di rimuovere l'app dalla memoria del mio smartphone. I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sono così potenti e versatili che mi sentirei in colpa a passare anche solo un secondo a guardare roba del genere.</p><p>Potete quindi considerare questo un proposito provvisorio, influenzato dalla mia dichiarata ed eccessiva dipendenza da Instagram come piattaforma e social network. Se continuerò a vedere i contenuti di Meta AI nel mio feed, potrebbe essere il segno che il posto di Instagram nella home page del mio telefono potrebbe presto tornare vacante.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/non-ho-abbandonato-i-social-media-nel-2025-ma-potrei-essere-costretto-a-farlo-se-questo-pessimo-trend-dovesse-continuare-nel-2026</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ nstagram si sta trasformando in una discarica di "AI slop" e, a quanto pare, la spinta arriva ora dalla stessa Meta. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Internet]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Social Media]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ jamie.richards@futurenet.com (Jamie Richards) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Jamie Richards ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LRJETRuNfZFmsjnWvCjdCi-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Jamie is a Mobile Computing Staff Writer for TechRadar, responsible for covering phones and tablets. A lifelong tech-obsessive, Jamie began his writing career as a music blogger before studying journalism at Goldsmiths College, and joined TechRadar in 2024. He thinks the iPhone 5S is the greatest phone of all time, but is currently an Android user. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;As well as reporting on the latest in mobile hardware, software, and industry developments, Jamie specialises in features and long-form pieces that dive into the latest phone and tablet trends. He can also be found writing for the site&#039;s Audio and Streaming sections from time to time, or behind the decks as a DJ at local venues around London.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Lance Ulanoff / Jamie Richards / Future]]></media:credit>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Composite image: Instagram logo on left, AI-generated Barack Obama DJing on right]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Alla fine del 2024 scrissi che nel 2025 mi sarei allontanato dai social media a causa del loro impatto sulla mia routine quotidiana. Come Staff Writer di TechRadar per tutto ciò che riguarda il mondo mobile, so fin troppo bene che usare il mio supercomputer tascabile per scorrere video verticali non è esattamente il modo migliore per sfruttare il <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">miglior smartphone</a> a disposizione.</p><p>Non servono premi per indovinare com'è andata a finire: non ho smesso. Anzi, se dovessi scommettere, credo di aver usato l'app di Instagram più quest'anno che nel 2024.</p><p>E nello spirito del Natale (o qualcosa del genere), mi perdono per questa trasgressione. Negli ultimi 12 mesi ho accettato il fatto che, sebbene debba ancora ridurre il tempo trascorso davanti allo schermo, i social media restano uno strumento indispensabile per fare programmi e restare in contatto; posso trarne i benefici senza sciogliermi in un brodo primordiale di neuroni alimentato dai Reel.</p><p>Tuttavia, l'ultimo anno ha visto crescere esponenzialmente sui social la diffusione di foto, video e audio generati dall'intelligenza artificiale, dando vita a meme e incomprensioni in egual misura. Come abbiamo riportato di recente, "slop" è stata eletta parola dell'anno dal dizionario Merriam-Webster, in risposta alla valanga di contenuti IA di bassa qualità che ha invaso i nostri schermi negli ultimi 12 mesi.</p><p>Ho sempre pensato che fosse ingiusto giudicare una piattaforma esclusivamente in base ai contenuti caricati dagli utenti, quindi ho ampiamente chiuso un occhio su ogni ondata di "AI slop" che ha colpito Meta, anche se avrei preferito non averci nulla a che fare.</p><p>Ma sembra sempre più evidente che Instagram – storicamente la casa dei creativi visivi e linfa vitale per musicisti, attori e comici – stia virando proprio verso quel tipo di contenuto IA vacuo, insulso e alienante che sta ormai intasando i feed degli utenti. Per chi vuole staccare da questo flusso, l'unica soluzione sembra affidarsi ai <a href="https://www.google.com/search?q=https://global.techradar.com/it-it/news/i-migliori-giochi-per-iphone" target="_blank">migliori giochi per iPhone</a> per ritrovare un po' di intrattenimento di qualità.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6" name="StrawbZuck" alt="A screenshot of a mid-feed advert for Meta AI, showing a strawberry-baby hybrid and an overweight Mark Zuckerberg running on a treadmill" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vw5iFzPD8BxepVpZbz5sN6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Ma che diavolo stiamo facendo, Meta? </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Sono francamente turbato dalle inserzioni di Meta AI che compaiono a metà feed, presentate come caroselli di video generati dall'intelligenza artificiale e spesso decisamente inquietanti. Ho visto grotteschi ibridi tra frutti e neonati, un Barack Obama in versione DJ (dubito che la cosa sia stata autorizzata) e, cosa ancor più bizzarra, un Mark Zuckerberg sovrappeso che corre a torso nudo su un tapis roulant; non credo che il boss di Meta ne sarebbe entusiasta.</p><p>Oltre a essere sgradevoli alla vista, queste clip sembrano funzionalmente inutili e persino antitetiche allo scopo stesso dei social media. Meta spera davvero che io le condivida sul mio feed o con i miei amici? Chi ha voglia di vedere roba simile? Si tratta di auto-espressione o di un modo per connettersi socialmente? Quale parte dello slogan di Instagram, "Cattura, crea e condividi ciò che ami", viene rispettata appiccicando nelle mie storie un sosia di Michael Jackson renderizzato malissimo? Per fortuna, i <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year" target="_blank">migliori generatori di immagini IA</a> mostrano che la tecnologia può fare molto di meglio.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j" name="DJBarack" alt="A mid-feed ad for Meta AI, showing Barack Obama DJing and a dragon breathing fire" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8FbCsbJ6sRLtZjrZLLsC9j-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non ho davvero parole per questo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Jamie Richards / Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre a ciò, questo fenomeno non mi convince affatto che Instagram sia un buon modo per impiegare il mio tempo al telefono. Sto lavorando ad alcuni nuovi buoni propositi per l'anno nuovo che mi aiutino a sfruttare meglio il supercomputer che ho in tasca, e questa spinta verso Meta AI mi rende felice di essermi concentrato su cose più produttive nella mia nuova lista (come, ad esempio, giocare di più a Fortnite).</p><p>Francamente, se Instagram continuerà a investire in questa spazzatura invece di introdurre, che so, funzioni utili, potrei dover rilanciare la mia missione di rimuovere l'app dalla memoria del mio smartphone. I <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">migliori smartphone</a> sono così potenti e versatili che mi sentirei in colpa a passare anche solo un secondo a guardare roba del genere.</p><p>Potete quindi considerare questo un proposito provvisorio, influenzato dalla mia dichiarata ed eccessiva dipendenza da Instagram come piattaforma e social network. Se continuerò a vedere i contenuti di Meta AI nel mio feed, potrebbe essere il segno che il posto di Instagram nella home page del mio telefono potrebbe presto tornare vacante.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ "Viviamo in un'epoca di grandi cambiamenti": a colloquio con i massimi esperti di IA di AWS ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L'intelligenza artificiale e gli agenti sono stati i temi centrali di AWS re:Invent 2025, con il colosso del cloud che ha svelato una serie di nuovi servizi e piattaforme per potenziarne le capacità e incoraggiarne una diffusione più capillare.</p><p>Tuttavia, con così tanto clamore e speculazione attorno a questa tecnologia, quanto possono essere realistici obiettivi così ambiziosi? Per scoprirlo, ho parlato con alcune delle menti più brillanti di Amazon e AWS.</p><h2 id="potenziare-con-l-ia">Potenziare con l'IA</h2><p>"Vogliamo permettere a ogni sviluppatore di applicazioni di diventare uno sviluppatore 'agentico', capace di creare agenti affidabili, sicuri e pronti all'uso, rendendo il processo di costruzione estremamente semplice", ha dichiarato Swami Sivasubramanian, Vice President Agentic AI di AWS, aprendo il nostro briefing con una netta presa di posizione.</p><p>"Gli sviluppatori non sono più vincolati dai linguaggi di programmazione e dalla sintassi; di conseguenza, i tempi di sviluppo stanno passando da anni a mesi, e da mesi a settimane".</p><p>Sivasubramanian sottolinea come "ogni disciplina lavorativa stia venendo radicalmente potenziata dagli agenti IA" — inclusi i nuovi "frontier agents" dell'azienda, progettati per gestire task monotoni o che richiedono molto tempo, così da permettere ai dipendenti umani di concentrarsi sulle attività più stimolanti, come la scrittura del codice. Tra questi spicca Kiro, un IDE agentico per il vibe coding che, secondo Sivasubramanian, ha già riscosso una "reazione straordinaria", con centinaia di migliaia di utenti iscritti ancora prima dell'attuale apertura della disponibilità generale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KXq3GVvMF8cZSfbx7ukdYA" name="PXL_20251202_182033231" alt="AWS re:Invent 2025" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KXq3GVvMF8cZSfbx7ukdYA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Mike Moore)</span></figcaption></figure><p>"La splendida notizia è che questo è solo l'inizio", afferma, "per molti versi, il mondo dello sviluppo software cambierà radicalmente", sottolineando come il ruolo dello sviluppatore full stack si evolverà: non sarà più semplicemente qualcuno che ricopre più incarichi, ma una figura capace di collaborare con partner agentici per creare il futuro – quelli che l'azienda definisce "renaissance developers".</p><p>Guardare al proprio interno è un altro fattore motivazionale e fonte di ispirazione fondamentale, aggiunge; la scala di Amazon, che spazia dall'e-commerce al cloud computing fino ai razzi, fa sì che i flussi di lavoro interni rappresentino un ottimo caso d'uso iniziale.</p><p>"Le esigenze sono diverse, ma i problemi di fondo sono gli stessi", dichiara, "credo davvero che tutto questo cambierà ogni cosa in modo fondamentale". E conclude: "AgentCore diventerà l'elemento costruttivo di base per chiunque: ciò che AWS ha rappresentato per l'industria IT, AgentCore lo rappresenterà per ogni singolo agente esistente".</p><p>Il successo di Kiro, rilasciato nel luglio 2025, è una piacevole sorpresa per Sivasubramanian, il quale osserva come sia le startup che le grandi aziende si stiano impegnando concretamente nella trasformazione guidata dall'IA, un segnale positivo anche per il futuro sviluppo dei prodotti AWS.</p><p>Queste nuove release non sono pensate solo per i lavoratori di oggi, osserva, ma anche per la prossima generazione, che probabilmente approccerà il lavoro secondo una filosofia AI-native e AI-first.</p><p>"In AWS immaginiamo un mondo in cui esista l'infrastruttura per miliardi di agenti", afferma, "e per quanto mi riguarda, questa è persino una sottovalutazione: vogliamo che ogni dipendente disponga di un compagno di squadra agentico che ne amplifichi le capacità e risolva la monotonia e la fatica di determinati task".</p><h2 id="l-intelligenza-artificiale-basata-sulla-fiducia">L'intelligenza artificiale basata sulla fiducia</h2><p>La questione cruciale per molti utenti, dunque, è come garantire una presenza umana ed evitare che la responsabilità venga affidata esclusivamente agli strumenti di intelligenza artificiale.</p><p>"Gli agenti non manterranno la loro promessa fondamentale se non saranno affidabili", afferma Sivasubramanian, sottolineando come la soluzione risieda nel garantire l'ancoraggio (<em>grounding</em>) a fonti solide e verificabili, anziché limitarsi a prendere decisioni automatizzate senza un'adeguata valutazione. Tra le soluzioni cita lo strumento di intercettazione AgentCore di AWS, in grado di allertare un utente umano affinché controlli e verifichi se necessario.</p><p>Tuttavia, osserva, la personalizzazione deve rimanere un obiettivo centrale, poiché gli utenti avranno sempre esigenze diverse e opereranno con differenti livelli di competenza. Una tecnologia come il nuovo AWS Nova Forge, che permette alle organizzazioni di godere di livelli di personalizzazione precedentemente impensabili, può rappresentare una svolta epocale senza dover necessariamente spendere cifre esorbitanti.</p><p>Sempre in occasione di AWS re:Invent 2025, ho parlato con Rohit Prasad, SVP e Head Scientist per l'Artificial General Intelligence di Amazon, il quale ha delineato la "sfida persistente del settore" riguardante i modelli di base (<em>foundation models</em>) e la "cruda realtà" delle applicazioni su larga scala che cercano di eseguirli.</p><p>"Questo sta spingendo tutti a desiderare un modello che sia esperto nel proprio settore, nel proprio business e nelle proprie fonti di conoscenza", spiega Prasad. "L'intelligenza non è monolitica... l'utilità estrema risiede nei domini specializzati. Ogni organizzazione sta cercando di differenziare la propria attività ed è qui che AWS si è dimostrata eccellente nel rendere la tecnologia estremamente accessibile".</p><p>Sivasubramanian concorda, osservando come "questo concetto di addestramento aperto e accessibile sia fondamentale: se si guarda alla storia della tecnologia, tutte le innovazioni essenziali inizialmente erano riservate agli esperti, prima di diventare sempre più semplici ed espandersi fino a quando chiunque ha potuto utilizzarle".</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:958px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.16%;"><img id="cJwCzahwRcWWKn8F8NYm25" name="How-AI-Agents-Will-Revolutionize-Your-Day-To-Day-Life" alt="AI Agent" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cJwCzahwRcWWKn8F8NYm25-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="958" height="538" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: AI)</span></figcaption></figure><p>Guardando al futuro, è chiaro che AWS consideri gli agenti come il prossimo grande passo avanti nel mondo del lavoro, tanto che il CEO Matt Garman ha dichiarato che questa tecnologia sarà "più importante di internet o del cloud".</p><p>Ho chiesto a Sivasubramanian cosa ne pensasse e se questa fosse una prospettiva realistica.</p><p>"Gli agenti trasformeranno radicalmente il modo in cui viviamo e lavoriamo, ne sono fermamente convinto", risponde sorridendo, "ma questo significa che, per realizzare quel futuro, è necessario costruire anche tutta l'infrastruttura fondamentale corretta e i 'frontier agents' — ed è esattamente ciò che stiamo facendo in AWS".</p><p>"Molti compiti verranno automatizzati, ma i lavori di fondo, ciò che facciamo e gli obiettivi che cerchiamo di raggiungere, non svaniranno", afferma, "saremo in grado di svolgerli in modo più rapido e migliore, e passeremo a risolvere altre sfide".</p><p>"L'era degli agenti richiederà tempo", aggiunge Prasad, "credo davvero che vivremo in una 'Internet degli Agenti', che svolgeranno compiti per nostro conto, comunicheranno per nostro conto... ma affinché gli agenti lavorino davvero per noi, dobbiamo poterne avere fiducia, e la fiducia deriva dall'affidabilità".</p><p>"Se guardiamo indietro alla storia dei grandi cambiamenti, come la Rivoluzione Industriale o l'inizio di Internet e del Cloud... alcune cose sono cambiate, ma ciò che le persone dovevano fare non è cambiato", conclude Sivasubramanian.</p><p>"Vedrete una produttività senza precedenti in tutto ciò che farete; non saremo più limitati dalla nostra capacità di costruire cose complesse, saremo limitati solo dalla nostra creatività — ed è questo che rende tutto ciò davvero entusiasmante".</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/viviamo-in-unepoca-di-grandi-cambiamenti-a-colloquio-con-i-massimi-esperti-di-ia-di-aws</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Se AWS avrà voce in capitolo, nel 2026 gli agenti IA giocheranno un ruolo fondamentale nel vostro ambiente di lavoro: ho incontrato i suoi esperti di intelligenza artificiale per approfondire la questione. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Mike Moore ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/vinm2oPWMvB8yMg7qLhtxg-320-70.jpg ]]></dc:source>
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mike is the main editorial contact for TechRadar Pro, responsible for the news content across the site, as well as managing the contributed content. PRs looking to pitch news stories, bylines/analysis pieces or event invitations should get in contact via the email address mentioned above.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;He has a Masters degree in American Studies from the University of Nottingham, along with a BA in American &amp;amp; English Studies from the same institution. When he&#039;s not keeping track of all the latest enterprise and workplace trends, he can most likely be found watching, following or taking part in some kind of sport.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <p>L'intelligenza artificiale e gli agenti sono stati i temi centrali di AWS re:Invent 2025, con il colosso del cloud che ha svelato una serie di nuovi servizi e piattaforme per potenziarne le capacità e incoraggiarne una diffusione più capillare.</p><p>Tuttavia, con così tanto clamore e speculazione attorno a questa tecnologia, quanto possono essere realistici obiettivi così ambiziosi? Per scoprirlo, ho parlato con alcune delle menti più brillanti di Amazon e AWS.</p><h2 id="potenziare-con-l-ia">Potenziare con l'IA</h2><p>"Vogliamo permettere a ogni sviluppatore di applicazioni di diventare uno sviluppatore 'agentico', capace di creare agenti affidabili, sicuri e pronti all'uso, rendendo il processo di costruzione estremamente semplice", ha dichiarato Swami Sivasubramanian, Vice President Agentic AI di AWS, aprendo il nostro briefing con una netta presa di posizione.</p><p>"Gli sviluppatori non sono più vincolati dai linguaggi di programmazione e dalla sintassi; di conseguenza, i tempi di sviluppo stanno passando da anni a mesi, e da mesi a settimane".</p><p>Sivasubramanian sottolinea come "ogni disciplina lavorativa stia venendo radicalmente potenziata dagli agenti IA" — inclusi i nuovi "frontier agents" dell'azienda, progettati per gestire task monotoni o che richiedono molto tempo, così da permettere ai dipendenti umani di concentrarsi sulle attività più stimolanti, come la scrittura del codice. Tra questi spicca Kiro, un IDE agentico per il vibe coding che, secondo Sivasubramanian, ha già riscosso una "reazione straordinaria", con centinaia di migliaia di utenti iscritti ancora prima dell'attuale apertura della disponibilità generale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KXq3GVvMF8cZSfbx7ukdYA" name="PXL_20251202_182033231" alt="AWS re:Invent 2025" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KXq3GVvMF8cZSfbx7ukdYA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Mike Moore)</span></figcaption></figure><p>"La splendida notizia è che questo è solo l'inizio", afferma, "per molti versi, il mondo dello sviluppo software cambierà radicalmente", sottolineando come il ruolo dello sviluppatore full stack si evolverà: non sarà più semplicemente qualcuno che ricopre più incarichi, ma una figura capace di collaborare con partner agentici per creare il futuro – quelli che l'azienda definisce "renaissance developers".</p><p>Guardare al proprio interno è un altro fattore motivazionale e fonte di ispirazione fondamentale, aggiunge; la scala di Amazon, che spazia dall'e-commerce al cloud computing fino ai razzi, fa sì che i flussi di lavoro interni rappresentino un ottimo caso d'uso iniziale.</p><p>"Le esigenze sono diverse, ma i problemi di fondo sono gli stessi", dichiara, "credo davvero che tutto questo cambierà ogni cosa in modo fondamentale". E conclude: "AgentCore diventerà l'elemento costruttivo di base per chiunque: ciò che AWS ha rappresentato per l'industria IT, AgentCore lo rappresenterà per ogni singolo agente esistente".</p><p>Il successo di Kiro, rilasciato nel luglio 2025, è una piacevole sorpresa per Sivasubramanian, il quale osserva come sia le startup che le grandi aziende si stiano impegnando concretamente nella trasformazione guidata dall'IA, un segnale positivo anche per il futuro sviluppo dei prodotti AWS.</p><p>Queste nuove release non sono pensate solo per i lavoratori di oggi, osserva, ma anche per la prossima generazione, che probabilmente approccerà il lavoro secondo una filosofia AI-native e AI-first.</p><p>"In AWS immaginiamo un mondo in cui esista l'infrastruttura per miliardi di agenti", afferma, "e per quanto mi riguarda, questa è persino una sottovalutazione: vogliamo che ogni dipendente disponga di un compagno di squadra agentico che ne amplifichi le capacità e risolva la monotonia e la fatica di determinati task".</p><h2 id="l-intelligenza-artificiale-basata-sulla-fiducia">L'intelligenza artificiale basata sulla fiducia</h2><p>La questione cruciale per molti utenti, dunque, è come garantire una presenza umana ed evitare che la responsabilità venga affidata esclusivamente agli strumenti di intelligenza artificiale.</p><p>"Gli agenti non manterranno la loro promessa fondamentale se non saranno affidabili", afferma Sivasubramanian, sottolineando come la soluzione risieda nel garantire l'ancoraggio (<em>grounding</em>) a fonti solide e verificabili, anziché limitarsi a prendere decisioni automatizzate senza un'adeguata valutazione. Tra le soluzioni cita lo strumento di intercettazione AgentCore di AWS, in grado di allertare un utente umano affinché controlli e verifichi se necessario.</p><p>Tuttavia, osserva, la personalizzazione deve rimanere un obiettivo centrale, poiché gli utenti avranno sempre esigenze diverse e opereranno con differenti livelli di competenza. Una tecnologia come il nuovo AWS Nova Forge, che permette alle organizzazioni di godere di livelli di personalizzazione precedentemente impensabili, può rappresentare una svolta epocale senza dover necessariamente spendere cifre esorbitanti.</p><p>Sempre in occasione di AWS re:Invent 2025, ho parlato con Rohit Prasad, SVP e Head Scientist per l'Artificial General Intelligence di Amazon, il quale ha delineato la "sfida persistente del settore" riguardante i modelli di base (<em>foundation models</em>) e la "cruda realtà" delle applicazioni su larga scala che cercano di eseguirli.</p><p>"Questo sta spingendo tutti a desiderare un modello che sia esperto nel proprio settore, nel proprio business e nelle proprie fonti di conoscenza", spiega Prasad. "L'intelligenza non è monolitica... l'utilità estrema risiede nei domini specializzati. Ogni organizzazione sta cercando di differenziare la propria attività ed è qui che AWS si è dimostrata eccellente nel rendere la tecnologia estremamente accessibile".</p><p>Sivasubramanian concorda, osservando come "questo concetto di addestramento aperto e accessibile sia fondamentale: se si guarda alla storia della tecnologia, tutte le innovazioni essenziali inizialmente erano riservate agli esperti, prima di diventare sempre più semplici ed espandersi fino a quando chiunque ha potuto utilizzarle".</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:958px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.16%;"><img id="cJwCzahwRcWWKn8F8NYm25" name="How-AI-Agents-Will-Revolutionize-Your-Day-To-Day-Life" alt="AI Agent" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cJwCzahwRcWWKn8F8NYm25-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="958" height="538" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: AI)</span></figcaption></figure><p>Guardando al futuro, è chiaro che AWS consideri gli agenti come il prossimo grande passo avanti nel mondo del lavoro, tanto che il CEO Matt Garman ha dichiarato che questa tecnologia sarà "più importante di internet o del cloud".</p><p>Ho chiesto a Sivasubramanian cosa ne pensasse e se questa fosse una prospettiva realistica.</p><p>"Gli agenti trasformeranno radicalmente il modo in cui viviamo e lavoriamo, ne sono fermamente convinto", risponde sorridendo, "ma questo significa che, per realizzare quel futuro, è necessario costruire anche tutta l'infrastruttura fondamentale corretta e i 'frontier agents' — ed è esattamente ciò che stiamo facendo in AWS".</p><p>"Molti compiti verranno automatizzati, ma i lavori di fondo, ciò che facciamo e gli obiettivi che cerchiamo di raggiungere, non svaniranno", afferma, "saremo in grado di svolgerli in modo più rapido e migliore, e passeremo a risolvere altre sfide".</p><p>"L'era degli agenti richiederà tempo", aggiunge Prasad, "credo davvero che vivremo in una 'Internet degli Agenti', che svolgeranno compiti per nostro conto, comunicheranno per nostro conto... ma affinché gli agenti lavorino davvero per noi, dobbiamo poterne avere fiducia, e la fiducia deriva dall'affidabilità".</p><p>"Se guardiamo indietro alla storia dei grandi cambiamenti, come la Rivoluzione Industriale o l'inizio di Internet e del Cloud... alcune cose sono cambiate, ma ciò che le persone dovevano fare non è cambiato", conclude Sivasubramanian.</p><p>"Vedrete una produttività senza precedenti in tutto ciò che farete; non saremo più limitati dalla nostra capacità di costruire cose complesse, saremo limitati solo dalla nostra creatività — ed è questo che rende tutto ciò davvero entusiasmante".</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Ho provato gli occhiali Android XR, e sono pronti per il gran debutto ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>ta diventando una sensazione familiare, quel momento di piacere quando un'informazione, un video, foto, indicazioni di navigazione o persino una traduzione in tempo reale fluttuano davanti ai miei occhi. L'ho visto finora con i Meta Ray-Ban Displays e Meta Orion. Questo è il nuovo stato dell'arte per gli occhiali smart, ed ero entusiasta di vedere <strong>Android XR</strong> unirsi finalmente alla festa.</p><p>Questa settimana segna una svolta cruciale nel percorso di Google con Android XR, un viaggio iniziato in modo un po' sfortunato con il Samsung Galaxy XR, ma che ora è pronto a mantenere la promessa di occhiali smart indossabili, trasportabili ovunque e supportati dall'IA Gemini.</p><p>All'<strong>Android Show: XR Edition</strong> di lunedì, Google sta svelando due prototipi di occhiali smart in edizione sviluppatori: uno con un'esperienza monoculare e l'altro con un <em>dual-display</em>. Inoltre, si unisce al partner Xreal per dare una prima occhiata all'<strong>Xreal Project Aura</strong>, i primi occhiali smart vicini alla produzione a presentare Android XR.</p><p>Ho avuto una rara opportunità di provare tutti e tre i nuovi dispositivi di <em>smart eyewear</em> (e persino un aggiornamento al Samsung Galaxy XR) e ne sono uscito non solo impressionato, ma desideroso di iniziare a indossarne un paio a tempo pieno.</p><h2 id="display-heads-up">Display, Heads-Up </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iVQLgpYLbjXP4MH9royXf5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-Lance-close" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iVQLgpYLbjXP4MH9royXf5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Abbiamo iniziato con il prototipo di occhiali <strong>Android XR monoculari</strong>, che si sono distinti per essere solo leggermente più spessi degli occhiali tradizionali. Erano stati pre-montati con lenti da vista adatte alla mia vista, posizionate proprio dietro quelle che sembravano normali lenti da occhiali trasparenti.</p><p>Google utilizza la <strong>tecnologia a guida d'onda</strong> (<em>waveguide</em>) sia per la versione monoculare che per quella a doppio display. In sostanza, questa tecnologia usa minuscoli display incorporati nei bordi delle montature. Le immagini vengono quindi proiettate attraverso la lente e trasmesse tramite le guide d'onda all'occhio o agli occhi di chi le indossa. Questo crea l'illusione di uno schermo o di immagini fluttuanti.</p><p>Uno degli aspetti più ingegnosi è che, mentre le immagini nitide, ad esempio dell'ora e della temperatura, possono rimanere fluttuanti davanti ai tuoi occhi, non occludono mai la tua visione. Invece, stai semplicemente cambiando la messa a fuoco da vicino (per visualizzare l'immagine in AR) a lontano, per vedere ciò che è realmente di fronte a te.</p><p>Questo, tra l'altro, si pone in contrasto con i micro-display ad alta risoluzione utilizzati dalla maggior parte delle piattaforme di realtà mista come Vision Pro e Galaxy XR. Con questi ultimi, non si guarda mai <em>attraverso</em> una lente; invece, l'intero mondo, sia reale che aumentato, viene presentato tramite i micro-display stereo.</p><p>Google ha mantenuto entrambi i prototipi sottili, leggeri e comodi affidando la maggior parte delle operazioni di elaborazione a un <strong>Google Pixel 10</strong> abbinato (il piano è farli funzionare anche con gli iPhone). Questa sembra essere la strategia preferita per questo tipo di occhiali smart da indossare sempre e, ad essere onesti, ha senso. Perché cercare di ricreare la potenza di elaborazione di un telefono nei tuoi occhiali quando sarai quasi certamente in possesso del tuo telefono? È un matrimonio che, nella mia breve esperienza, funziona.</p><h2 id="android-xr">Android XR </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WT6TjqbSUiFfjCFNHEz4g5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-lance-angle" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WT6TjqbSUiFfjCFNHEz4g5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Google chiama le montature "<strong>Occhiali AI</strong>" (<em>AI Glasses</em>), puntando sull'assistenza sempre pronta che <strong>Google Gemini</strong> è in grado di fornire. Ci saranno modelli privi di display che ascolteranno la tua voce e forniranno risposte attraverso gli altoparlanti integrati. Durante le mie dimostrazioni, ho visto che, anche con i display spenti, avere Gemini a disposizione poteva comunque essere utile tramite interazioni audio.</p><p>Tuttavia, c'è qualcosa di irresistibile nei display all'interno delle lenti.</p><p>Mentre il display monoculare mostra solo un occhio, il tuo cervello si adatta rapidamente e tu interpreti i frammenti video come mostrati a entrambi gli occhi, anche se parte di essi è leggermente spostata a sinistra del centro.</p><p>La mia esperienza iniziale è stata quella di una piccola ora e temperatura fluttuanti; potevo mettere a fuoco per visualizzarle o guardare oltre per ignorarle. È anche possibile, ovviamente, spegnere il display.</p><p>Per certi versi, l'esperienza successiva è stata molto simile a quella che ho avuto pochi mesi fa con i Meta Ray-Ban Display.</p><p>Le montature sono dotate di telecamere che puoi utilizzare sia per mostrare a Gemini il tuo mondo, sia per condividerlo con altri.</p><p>Invocando Gemini con una pressione prolungata sull'astina, gli ho chiesto di trovarmi della musica adatta all'atmosfera della stanza. Gli ho anche chiesto di riprodurre una canzone di Natale di David Bowie. Fluttuava davanti al mio occhio un piccolo <em>widget</em> di riproduzione di YouTube collegato alla versione di "Little Drummer Boy" di Bowie/Bing Crosby, che potevo sentire attraverso gli altoparlanti integrati degli occhiali. I dirigenti di Google mi hanno detto che non era necessario scrivere alcun codice speciale affinché apparisse in questo formato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:43.75%;"><img id="2cXp3y889ZYHRbeJxYfyLg" name="Android XR look and ask" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2cXp3y889ZYHRbeJxYfyLg-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="210" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Ad un altro punto, ho guardato uno scaffale pieno di generi alimentari e ho chiesto a Gemini di suggerirmi un pasto basato sugli ingredienti disponibili. C'erano delle scatole di pomodori, quindi naturalmente, mi è stato suggerito il sugo di pomodoro. Ho colto ogni opportunità per interrompere Gemini e reindirizzarlo o interrogarlo. Ha gestito tutto questo con facilità e cortesia, come qualcuno abituato ad avere a che fare con clienti scortesi.</p><p>Scattare una foto è facile, ma le montature hanno anche accesso ai modelli di Gemini e possono utilizzare <strong>Nano Banana Pro</strong> (probabilmente si riferisce a un modello o funzionalità AI scherzoso/prototipo interno a Google) per aggiungere miglioramenti basati sull'IA.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:896px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="efZaUFCiMKv67ADWa9bhqW" name="nano-banana-bear" alt="Gemini Nano Banana Pro Bears" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/efZaUFCiMKv67ADWa9bhqW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="896" height="504" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Gemini Nano Banana Pro)</span></figcaption></figure><p>Ho guardato un davanzale vicino e ho chiesto a Gemini di riempire lo spazio di orsetti di peluche. Come la maggior parte delle altre richieste, questa è passata dagli occhiali al telefono e al <em>cloud</em> di Google, dove Nano Banana Pro (probabilmente si riferisce a un modello AI interno a Google) ha svolto rapidamente il suo lavoro.</p><p>Nel giro di pochi secondi, stavo guardando un'immagine fotorealistica di orsetti di peluche adorabilmente sistemati sul davanzale della finestra. L'immagine è sempre relativamente nitida e chiara, ma senza mai bloccare completamente la mia visione.</p><p>Qualcuno del team Google mi ha chiamato usando Google Meet; ho risposto e ho visto un video di loro. Poi ho mostrato loro la mia visuale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.00%;"><img id="95CPgeVTPHLxwdzEZcV9Ng" name="Android XR translate" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/95CPgeVTPHLxwdzEZcV9Ng-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="264" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>na delle dimostrazioni più sorprendenti è stata quando un oratore di lingua cinese è entrato nella stanza e gli occhiali hanno rilevato automaticamente la sua lingua e l'hanno tradotta al volo. Ho sentito le sue parole tradotte in inglese nelle mie orecchie, ma potevo anche leggerle davanti ai miei occhi. La velocità e l'apparente accuratezza erano sbalorditive.</p><p>Naturalmente, gli occhiali potrebbero essere un eccellente sistema di navigazione <em>heads-up</em>. Ho chiesto a Gemini di trovare un museo nelle vicinanze e, una volta scelto il Museo delle Illusioni (visive, non magiche), gli ho chiesto di fornirmi indicazioni <em>turn-by-turn</em>. Quando ho alzato lo sguardo, potevo vedere dove dovevo girare dopo, e quando ho guardato in basso, potevo vedere la mia posizione sulla mappa e la direzione in cui ero rivolto.</p><p>Google ha collaborato con Uber per estendere questa esperienza agli spazi interni. Mi hanno mostrato come il sistema potrebbe aiutarmi a orientarmi all'interno di un aeroporto basandosi sui dati di navigazione di Uber.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.92%;"><img id="HZMviBzpyUDZxAZFT2KiZg" name="Android XR navigation" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HZMviBzpyUDZxAZFT2KiZg-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="254" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><h2 id="doppia-visione">Doppia visione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8Amq3eK5rSeVN7DMdX9nf5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-lance-facing-camera" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8Amq3eK5rSeVN7DMdX9nf5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Successivamente, ho indossato i prototipi a <strong>doppio display</strong>. Non sembravano né più grandi né più pesanti delle versioni monoculari, ma fornivano un'esperienza visiva nettamente diversa.</p><p>Innanzitutto, si ottiene un campo visivo più ampio e, poiché si tratta di due display (uno per occhio), si ha una <strong>stereo-visione istantanea</strong>.</p><p>Nelle mappe, questo offre panoramiche 3D delle città che cambiano in base al modo in cui le si guarda. Le montature possono rendere 3D qualsiasi immagine o video, sebbene alcuni di questi risultassero un po' strani ai miei occhi; preferirò sempre visualizzare contenuti spaziali che sono stati effettivamente girati in 3D.</p><p>Tuttavia, è utile in Google Maps dove, se si entra in un esercizio commerciale, i doppi display trasformano ogni immagine interna in un'immagine 3D.</p><h2 id="xreal-project-aura">Xreal Project Aura</h2><p>Il team Android XR di Google mi ha offerto una breve <em>demo</em> pratica in anteprima del <strong>Project Aura</strong>.</p><p>Xreal è stato un pioniere negli occhiali con display che essenzialmente producono schermi virtuali da 200 pollici da qualsiasi dispositivo connesso tramite USB-C (telefoni, <em>laptop</em>, console di gioco), ma il Project Aura è una bestia diversa. Esso, come il Samsung Galaxy XR, è un sistema <strong>Android XR autonomo</strong>, un computer sul tuo viso in una forma leggera da occhiali. Almeno questa è la promessa.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QJJo63bJsafZL7ogGQhDTY" name="Aura_5_TAS_XR_Nov-06-2025" alt="Xreal Project Aura" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QJJo63bJsafZL7ogGQhDTY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Come l'Xreal One, gli occhiali utilizzano display <strong>Sony Micro LED</strong> che proiettano immagini attraverso prismi spessi verso i tuoi occhi. Anche questi occhiali erano pre-montati con la mia prescrizione, quindi potevo vedere chiaramente l'esperienza.</p><p>A differenza dei prototipi Android XR, gli occhiali <strong>Xreal Project Aura</strong> si collegano tramite una porta sull'estremità di un'astina a un <strong>puck di calcolo</strong> (<em>compute puck</em>) delle dimensioni di uno <em>smartphone</em> che, curiosamente, include un <em>trackpad</em> integrato per il controllo del mouse, sebbene non sia riuscito a farlo funzionare bene per me.</p><p>Offrono un campo visivo (<em>FoV</em>) chiaro e relativamente spazioso di <strong>70 gradi</strong>. Come il Samsung Galaxy XR, l'Aura utilizza il <strong>controllo gestuale</strong>. Non ci sono telecamere che tracciano gli occhi, quindi ho dovuto intenzionalmente puntare e "pizzicare" gli elementi sullo schermo. Poiché è un sistema Android XR, le metafore di controllo, i menu e gli elementi dell'interfaccia sono, nel bene o nel male, identici a quelli che ho trovato con il Samsung Galaxy XR.</p><p>Li abbiamo usati per connetterci rapidamente a un PC nelle vicinanze per un'esperienza di produttività su grande schermo.</p><p>La mia parte preferita è stata una dimostrazione con un tabellone di gioco gigante. Si trattava di una sorta di gioco di carte in stile <em>Dungeons and Dragons</em> in cui potevo usare una o entrambe le mani per muovere e ridimensionare il tabellone di gioco 3D e piuttosto dettagliato. Quando ho girato la mano, una mezza dozzina di carte si è aperta a ventaglio davanti a me. Potevo afferrare ogni carta virtuale ed esaminarla. Sul campo da gioco c'erano piccoli pezzi di personaggi che potevo anche raccogliere ed esaminare. Per tutto il tempo, il <em>puck</em> del processore pendeva dalla mia cintura.</p><p>A differenza dei prototipi di <em>AI Glasses</em>, il Project Aura è ancora considerato un dispositivo "<strong>episodico</strong>", che potresti usare occasionalmente, di solito a casa, in ufficio o magari durante un volo.</p><h2 id="galaxy-xr-migliora">Galaxy XR migliora</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ZpDp3FVVYBDAdDCVaQtG85" name="Samsung-Galaxy-XR-REVIEW-lance-wearing" alt="Samsung Galaxy XR REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZpDp3FVVYBDAdDCVaQtG85-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>L'originale dispositivo Android XR, il <strong>Galaxy XR</strong>, sta anch'esso ricevendo un aggiornamento minore in questo ciclo.</p><p>Ho provato, per la prima volta, i <strong>Likenesses</strong> di Galaxy XR, che sono la versione di Google delle <em>Personas</em> su Vision Pro. A differenza di queste ultime, tuttavia, il tuo <em>Likeness</em> viene acquisito con il telefono. Da questo, viene generata una replica animata del tuo viso e delle tue spalle.</p><p>Ho effettuato una chiamata Google Meet con un rappresentante di Google e ho potuto vedere il suo <em>Likeness</em> dall'aspetto inquietantemente realistico, che sembrava tracciare tutti i suoi movimenti facciali. Includeva persino le sue mani. Siamo stati in grado di condividere uno schermo Canva e lavorare insieme.</p><p>Google mi ha detto che anche se qualcuno non indossa un visore come il Galaxy XR, dotato di telecamere che tracciano il viso, il sistema potrebbe essere in grado di utilizzare alla fine solo gli spunti audio per pilotare un <em>Likeness</em> e creare un <em>avatar</em> animato realistico all'altra estremità della chiamata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:508px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:98.03%;"><img id="t86LvCuXQCNVJ2QQui6oWg" name="Android XR Likeness" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/t86LvCuXQCNVJ2QQui6oWg-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="508" height="498" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><h2 id="cosa-ci-riserva-il-futuro">Cosa ci riserva il futuro?</h2><p>Mentre tutte queste <em>demo</em> sono state entusiasmanti, siamo ancora ad almeno mesi di distanza dalla disponibilità commerciale di <strong>Project Aura</strong>, e forse anche di più per gli occhiali con display AI Android XR.</p><p>Google non ha condiviso molto sulla durata della batteria né su quanto siano vicini a realizzare montature AI con display funzionanti (e relativamente accessibili) in collaborazione con partner come <strong>Warby Parker</strong> e <strong>Gentle Monster</strong>.</p><p>Tuttavia, in base a ciò che ho visto, siamo più vicini di quanto pensassi in precedenza. Inoltre, l'ecosistema per le montature e i dispositivi connessi, come gli importantissimi telefoni, gli orologi Pixel, i computer e gli <em>app store</em>, sembra si stia concretizzando.</p><p>Penso che abbiamo quasi finito con le nostre divagazioni sui dispositivi a immersione troppo costosi e ad uso episodico. <strong>Il momento per gli occhiali AR alimentati dall'IA è arrivato</strong> e io, per primo, sono pronto per iniziare.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/virtual-reality-augmented-reality/ho-provato-gli-occhiali-android-xr-e-sono-pronti-per-il-gran-debutto</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Questo è ciò che vogliamo ]]>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Software]]></category>
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Before joining TechRadar, he served as Editor in Chief of Lifewire. Prior to that, he was Chief Correspondent for Mashable where he covered all facets of technology and the&amp;nbsp;intersection&amp;nbsp;of digital and life. He also helped Mashable find new ways to&amp;nbsp;tell&amp;nbsp;stories. Lance is based in NY.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A 38-year industry veteran, &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/Lance_Ulanoff&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lance Ulanoff&lt;/a&gt; has covered technology since PCs were the size of suitcases, “on line” meant “waiting” and CPU speeds were measured in single-digit megahertz. Prior to joining Mashable as Editor in Chief in 2011, Lance Ulanoff served as Editor in Chief of PCMag.com and Senior Vice President of Content for the Ziff Davis, Inc. While there, he guided the brand to a 100% digital existence and oversaw content strategy for all of Ziff Davis’ Web sites. His long-running column on PCMag.com earned him a Bronze award from the ASBPE. Winmag.com, HomePC.com, and PCMag.com were all honored under Lance’s guidance.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
He makes frequent appearances on national, international, and local news programs including &lt;a href=&quot;https://kellyandryan.com/homepagemodules/new-years-tech-resolutions-with-lance-ulanoff/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Live with Kelly and Mark&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.today.com/video/google-glass-is-beginning-of-a-revolution-44496451646&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;the Today Show&lt;/a&gt;, Good Morning America, CNBC, CNN, and the BBC. He has also offered commentary on National Public Radio and been interviewed by newspapers and radio stations around the country. Lance has been an invited guest speaker at numerous technology conferences including Think Mobile, CEA Line Shows, Digital Life, RoboBusiness, RoboNexus, Business Foresight, and Digital Media Wire’s Games and Mobile Forum.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Lance received his Bachelor of Arts in Journalism from Hofstra University in New York. He serves on Hofstra’s School of Communication Advisory Board.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
In his spare time, Lance draws cartoons, which he occasionally posts online. He and his wife Linda have been married for over 30 years and have raised two amazing children.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>ta diventando una sensazione familiare, quel momento di piacere quando un'informazione, un video, foto, indicazioni di navigazione o persino una traduzione in tempo reale fluttuano davanti ai miei occhi. L'ho visto finora con i Meta Ray-Ban Displays e Meta Orion. Questo è il nuovo stato dell'arte per gli occhiali smart, ed ero entusiasta di vedere <strong>Android XR</strong> unirsi finalmente alla festa.</p><p>Questa settimana segna una svolta cruciale nel percorso di Google con Android XR, un viaggio iniziato in modo un po' sfortunato con il Samsung Galaxy XR, ma che ora è pronto a mantenere la promessa di occhiali smart indossabili, trasportabili ovunque e supportati dall'IA Gemini.</p><p>All'<strong>Android Show: XR Edition</strong> di lunedì, Google sta svelando due prototipi di occhiali smart in edizione sviluppatori: uno con un'esperienza monoculare e l'altro con un <em>dual-display</em>. Inoltre, si unisce al partner Xreal per dare una prima occhiata all'<strong>Xreal Project Aura</strong>, i primi occhiali smart vicini alla produzione a presentare Android XR.</p><p>Ho avuto una rara opportunità di provare tutti e tre i nuovi dispositivi di <em>smart eyewear</em> (e persino un aggiornamento al Samsung Galaxy XR) e ne sono uscito non solo impressionato, ma desideroso di iniziare a indossarne un paio a tempo pieno.</p><h2 id="display-heads-up">Display, Heads-Up </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iVQLgpYLbjXP4MH9royXf5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-Lance-close" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iVQLgpYLbjXP4MH9royXf5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Abbiamo iniziato con il prototipo di occhiali <strong>Android XR monoculari</strong>, che si sono distinti per essere solo leggermente più spessi degli occhiali tradizionali. Erano stati pre-montati con lenti da vista adatte alla mia vista, posizionate proprio dietro quelle che sembravano normali lenti da occhiali trasparenti.</p><p>Google utilizza la <strong>tecnologia a guida d'onda</strong> (<em>waveguide</em>) sia per la versione monoculare che per quella a doppio display. In sostanza, questa tecnologia usa minuscoli display incorporati nei bordi delle montature. Le immagini vengono quindi proiettate attraverso la lente e trasmesse tramite le guide d'onda all'occhio o agli occhi di chi le indossa. Questo crea l'illusione di uno schermo o di immagini fluttuanti.</p><p>Uno degli aspetti più ingegnosi è che, mentre le immagini nitide, ad esempio dell'ora e della temperatura, possono rimanere fluttuanti davanti ai tuoi occhi, non occludono mai la tua visione. Invece, stai semplicemente cambiando la messa a fuoco da vicino (per visualizzare l'immagine in AR) a lontano, per vedere ciò che è realmente di fronte a te.</p><p>Questo, tra l'altro, si pone in contrasto con i micro-display ad alta risoluzione utilizzati dalla maggior parte delle piattaforme di realtà mista come Vision Pro e Galaxy XR. Con questi ultimi, non si guarda mai <em>attraverso</em> una lente; invece, l'intero mondo, sia reale che aumentato, viene presentato tramite i micro-display stereo.</p><p>Google ha mantenuto entrambi i prototipi sottili, leggeri e comodi affidando la maggior parte delle operazioni di elaborazione a un <strong>Google Pixel 10</strong> abbinato (il piano è farli funzionare anche con gli iPhone). Questa sembra essere la strategia preferita per questo tipo di occhiali smart da indossare sempre e, ad essere onesti, ha senso. Perché cercare di ricreare la potenza di elaborazione di un telefono nei tuoi occhiali quando sarai quasi certamente in possesso del tuo telefono? È un matrimonio che, nella mia breve esperienza, funziona.</p><h2 id="android-xr">Android XR </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="WT6TjqbSUiFfjCFNHEz4g5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-lance-angle" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/WT6TjqbSUiFfjCFNHEz4g5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Google chiama le montature "<strong>Occhiali AI</strong>" (<em>AI Glasses</em>), puntando sull'assistenza sempre pronta che <strong>Google Gemini</strong> è in grado di fornire. Ci saranno modelli privi di display che ascolteranno la tua voce e forniranno risposte attraverso gli altoparlanti integrati. Durante le mie dimostrazioni, ho visto che, anche con i display spenti, avere Gemini a disposizione poteva comunque essere utile tramite interazioni audio.</p><p>Tuttavia, c'è qualcosa di irresistibile nei display all'interno delle lenti.</p><p>Mentre il display monoculare mostra solo un occhio, il tuo cervello si adatta rapidamente e tu interpreti i frammenti video come mostrati a entrambi gli occhi, anche se parte di essi è leggermente spostata a sinistra del centro.</p><p>La mia esperienza iniziale è stata quella di una piccola ora e temperatura fluttuanti; potevo mettere a fuoco per visualizzarle o guardare oltre per ignorarle. È anche possibile, ovviamente, spegnere il display.</p><p>Per certi versi, l'esperienza successiva è stata molto simile a quella che ho avuto pochi mesi fa con i Meta Ray-Ban Display.</p><p>Le montature sono dotate di telecamere che puoi utilizzare sia per mostrare a Gemini il tuo mondo, sia per condividerlo con altri.</p><p>Invocando Gemini con una pressione prolungata sull'astina, gli ho chiesto di trovarmi della musica adatta all'atmosfera della stanza. Gli ho anche chiesto di riprodurre una canzone di Natale di David Bowie. Fluttuava davanti al mio occhio un piccolo <em>widget</em> di riproduzione di YouTube collegato alla versione di "Little Drummer Boy" di Bowie/Bing Crosby, che potevo sentire attraverso gli altoparlanti integrati degli occhiali. I dirigenti di Google mi hanno detto che non era necessario scrivere alcun codice speciale affinché apparisse in questo formato.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:43.75%;"><img id="2cXp3y889ZYHRbeJxYfyLg" name="Android XR look and ask" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2cXp3y889ZYHRbeJxYfyLg-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="210" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Ad un altro punto, ho guardato uno scaffale pieno di generi alimentari e ho chiesto a Gemini di suggerirmi un pasto basato sugli ingredienti disponibili. C'erano delle scatole di pomodori, quindi naturalmente, mi è stato suggerito il sugo di pomodoro. Ho colto ogni opportunità per interrompere Gemini e reindirizzarlo o interrogarlo. Ha gestito tutto questo con facilità e cortesia, come qualcuno abituato ad avere a che fare con clienti scortesi.</p><p>Scattare una foto è facile, ma le montature hanno anche accesso ai modelli di Gemini e possono utilizzare <strong>Nano Banana Pro</strong> (probabilmente si riferisce a un modello o funzionalità AI scherzoso/prototipo interno a Google) per aggiungere miglioramenti basati sull'IA.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:896px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="efZaUFCiMKv67ADWa9bhqW" name="nano-banana-bear" alt="Gemini Nano Banana Pro Bears" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/efZaUFCiMKv67ADWa9bhqW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="896" height="504" attribution="" endorsement="" class="inline"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Gemini Nano Banana Pro)</span></figcaption></figure><p>Ho guardato un davanzale vicino e ho chiesto a Gemini di riempire lo spazio di orsetti di peluche. Come la maggior parte delle altre richieste, questa è passata dagli occhiali al telefono e al <em>cloud</em> di Google, dove Nano Banana Pro (probabilmente si riferisce a un modello AI interno a Google) ha svolto rapidamente il suo lavoro.</p><p>Nel giro di pochi secondi, stavo guardando un'immagine fotorealistica di orsetti di peluche adorabilmente sistemati sul davanzale della finestra. L'immagine è sempre relativamente nitida e chiara, ma senza mai bloccare completamente la mia visione.</p><p>Qualcuno del team Google mi ha chiamato usando Google Meet; ho risposto e ho visto un video di loro. Poi ho mostrato loro la mia visuale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.00%;"><img id="95CPgeVTPHLxwdzEZcV9Ng" name="Android XR translate" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/95CPgeVTPHLxwdzEZcV9Ng-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="264" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>na delle dimostrazioni più sorprendenti è stata quando un oratore di lingua cinese è entrato nella stanza e gli occhiali hanno rilevato automaticamente la sua lingua e l'hanno tradotta al volo. Ho sentito le sue parole tradotte in inglese nelle mie orecchie, ma potevo anche leggerle davanti ai miei occhi. La velocità e l'apparente accuratezza erano sbalorditive.</p><p>Naturalmente, gli occhiali potrebbero essere un eccellente sistema di navigazione <em>heads-up</em>. Ho chiesto a Gemini di trovare un museo nelle vicinanze e, una volta scelto il Museo delle Illusioni (visive, non magiche), gli ho chiesto di fornirmi indicazioni <em>turn-by-turn</em>. Quando ho alzato lo sguardo, potevo vedere dove dovevo girare dopo, e quando ho guardato in basso, potevo vedere la mia posizione sulla mappa e la direzione in cui ero rivolto.</p><p>Google ha collaborato con Uber per estendere questa esperienza agli spazi interni. Mi hanno mostrato come il sistema potrebbe aiutarmi a orientarmi all'interno di un aeroporto basandosi sui dati di navigazione di Uber.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:480px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:52.92%;"><img id="HZMviBzpyUDZxAZFT2KiZg" name="Android XR navigation" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HZMviBzpyUDZxAZFT2KiZg-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="480" height="254" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><h2 id="doppia-visione">Doppia visione</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8Amq3eK5rSeVN7DMdX9nf5" name="Android-XR-Dec-8-update-dual-display-on-lance-facing-camera" alt="Android XR Dec 8 Update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8Amq3eK5rSeVN7DMdX9nf5-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Successivamente, ho indossato i prototipi a <strong>doppio display</strong>. Non sembravano né più grandi né più pesanti delle versioni monoculari, ma fornivano un'esperienza visiva nettamente diversa.</p><p>Innanzitutto, si ottiene un campo visivo più ampio e, poiché si tratta di due display (uno per occhio), si ha una <strong>stereo-visione istantanea</strong>.</p><p>Nelle mappe, questo offre panoramiche 3D delle città che cambiano in base al modo in cui le si guarda. Le montature possono rendere 3D qualsiasi immagine o video, sebbene alcuni di questi risultassero un po' strani ai miei occhi; preferirò sempre visualizzare contenuti spaziali che sono stati effettivamente girati in 3D.</p><p>Tuttavia, è utile in Google Maps dove, se si entra in un esercizio commerciale, i doppi display trasformano ogni immagine interna in un'immagine 3D.</p><h2 id="xreal-project-aura">Xreal Project Aura</h2><p>Il team Android XR di Google mi ha offerto una breve <em>demo</em> pratica in anteprima del <strong>Project Aura</strong>.</p><p>Xreal è stato un pioniere negli occhiali con display che essenzialmente producono schermi virtuali da 200 pollici da qualsiasi dispositivo connesso tramite USB-C (telefoni, <em>laptop</em>, console di gioco), ma il Project Aura è una bestia diversa. Esso, come il Samsung Galaxy XR, è un sistema <strong>Android XR autonomo</strong>, un computer sul tuo viso in una forma leggera da occhiali. Almeno questa è la promessa.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QJJo63bJsafZL7ogGQhDTY" name="Aura_5_TAS_XR_Nov-06-2025" alt="Xreal Project Aura" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QJJo63bJsafZL7ogGQhDTY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><p>Come l'Xreal One, gli occhiali utilizzano display <strong>Sony Micro LED</strong> che proiettano immagini attraverso prismi spessi verso i tuoi occhi. Anche questi occhiali erano pre-montati con la mia prescrizione, quindi potevo vedere chiaramente l'esperienza.</p><p>A differenza dei prototipi Android XR, gli occhiali <strong>Xreal Project Aura</strong> si collegano tramite una porta sull'estremità di un'astina a un <strong>puck di calcolo</strong> (<em>compute puck</em>) delle dimensioni di uno <em>smartphone</em> che, curiosamente, include un <em>trackpad</em> integrato per il controllo del mouse, sebbene non sia riuscito a farlo funzionare bene per me.</p><p>Offrono un campo visivo (<em>FoV</em>) chiaro e relativamente spazioso di <strong>70 gradi</strong>. Come il Samsung Galaxy XR, l'Aura utilizza il <strong>controllo gestuale</strong>. Non ci sono telecamere che tracciano gli occhi, quindi ho dovuto intenzionalmente puntare e "pizzicare" gli elementi sullo schermo. Poiché è un sistema Android XR, le metafore di controllo, i menu e gli elementi dell'interfaccia sono, nel bene o nel male, identici a quelli che ho trovato con il Samsung Galaxy XR.</p><p>Li abbiamo usati per connetterci rapidamente a un PC nelle vicinanze per un'esperienza di produttività su grande schermo.</p><p>La mia parte preferita è stata una dimostrazione con un tabellone di gioco gigante. Si trattava di una sorta di gioco di carte in stile <em>Dungeons and Dragons</em> in cui potevo usare una o entrambe le mani per muovere e ridimensionare il tabellone di gioco 3D e piuttosto dettagliato. Quando ho girato la mano, una mezza dozzina di carte si è aperta a ventaglio davanti a me. Potevo afferrare ogni carta virtuale ed esaminarla. Sul campo da gioco c'erano piccoli pezzi di personaggi che potevo anche raccogliere ed esaminare. Per tutto il tempo, il <em>puck</em> del processore pendeva dalla mia cintura.</p><p>A differenza dei prototipi di <em>AI Glasses</em>, il Project Aura è ancora considerato un dispositivo "<strong>episodico</strong>", che potresti usare occasionalmente, di solito a casa, in ufficio o magari durante un volo.</p><h2 id="galaxy-xr-migliora">Galaxy XR migliora</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ZpDp3FVVYBDAdDCVaQtG85" name="Samsung-Galaxy-XR-REVIEW-lance-wearing" alt="Samsung Galaxy XR REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZpDp3FVVYBDAdDCVaQtG85-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>L'originale dispositivo Android XR, il <strong>Galaxy XR</strong>, sta anch'esso ricevendo un aggiornamento minore in questo ciclo.</p><p>Ho provato, per la prima volta, i <strong>Likenesses</strong> di Galaxy XR, che sono la versione di Google delle <em>Personas</em> su Vision Pro. A differenza di queste ultime, tuttavia, il tuo <em>Likeness</em> viene acquisito con il telefono. Da questo, viene generata una replica animata del tuo viso e delle tue spalle.</p><p>Ho effettuato una chiamata Google Meet con un rappresentante di Google e ho potuto vedere il suo <em>Likeness</em> dall'aspetto inquietantemente realistico, che sembrava tracciare tutti i suoi movimenti facciali. Includeva persino le sue mani. Siamo stati in grado di condividere uno schermo Canva e lavorare insieme.</p><p>Google mi ha detto che anche se qualcuno non indossa un visore come il Galaxy XR, dotato di telecamere che tracciano il viso, il sistema potrebbe essere in grado di utilizzare alla fine solo gli spunti audio per pilotare un <em>Likeness</em> e creare un <em>avatar</em> animato realistico all'altra estremità della chiamata.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:508px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:98.03%;"><img id="t86LvCuXQCNVJ2QQui6oWg" name="Android XR Likeness" alt="Android XR update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/t86LvCuXQCNVJ2QQui6oWg-1920-80.gif" mos="" align="middle" fullscreen="" width="508" height="498" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Google)</span></figcaption></figure><h2 id="cosa-ci-riserva-il-futuro">Cosa ci riserva il futuro?</h2><p>Mentre tutte queste <em>demo</em> sono state entusiasmanti, siamo ancora ad almeno mesi di distanza dalla disponibilità commerciale di <strong>Project Aura</strong>, e forse anche di più per gli occhiali con display AI Android XR.</p><p>Google non ha condiviso molto sulla durata della batteria né su quanto siano vicini a realizzare montature AI con display funzionanti (e relativamente accessibili) in collaborazione con partner come <strong>Warby Parker</strong> e <strong>Gentle Monster</strong>.</p><p>Tuttavia, in base a ciò che ho visto, siamo più vicini di quanto pensassi in precedenza. Inoltre, l'ecosistema per le montature e i dispositivi connessi, come gli importantissimi telefoni, gli orologi Pixel, i computer e gli <em>app store</em>, sembra si stia concretizzando.</p><p>Penso che abbiamo quasi finito con le nostre divagazioni sui dispositivi a immersione troppo costosi e ad uso episodico. <strong>Il momento per gli occhiali AR alimentati dall'IA è arrivato</strong> e io, per primo, sono pronto per iniziare.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ L’AI ora crea il tuo sito WordPress. Con Register.it inizi gratis ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Register.it <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DTH11">mette a disposizione una soluzione di Hosting</a> ottimizzata specificamente per WordPress, il CMS più diffuso al mondo. Questa offerta combina un’infrastruttura veloce, sicura e performante con un elemento distintivo e innovativo: il plugin esclusivo AI Site Assistant incluso senza costi aggiuntivi.</p><p>L’obiettivo principale è rendere la creazione e la gestione di un sito WordPress semplice e accessibile a chiunque, anche a chi non ha competenze tecniche approfondite in programmazione o design.</p><h2 id="cos-e-ai-site-assistant">Cos’è AI Site Assistant?</h2><p><strong>AI Site Assistant</strong> è un plugin esclusivo di Register.it per WordPress che sfrutta l’intelligenza artificiale per semplificare ogni fase della creazione e gestione di un sito web. Grazie a questo strumento, è possibile avere un sito pronto in pochi minuti:</p><p><strong>Flusso guidato intuitivo:</strong> basta fornire informazioni essenziali come la categoria del sito (blog, portfolio, ecc.) e l’obiettivo del progetto (es. vendita di prodotti).</p><p><strong>Struttura automatica del sito:</strong> l’AI suggerisce e configura la struttura del sito basandosi sui dati forniti, riducendo le decisioni da prendere e velocizzando la creazione. È possibile realizzare rapidamente anche landing page o siti monopagina.</p><p><strong>E-commerce integrato:</strong> per chi vuole vendere online, AI Site Assistant prepara automaticamente il sito per WooCommerce, aggiungendo menu di navigazione, blocchi per i prodotti e esempi di articoli già pronti.</p><p><strong>Installazione automatica dei plugin:</strong> il plugin seleziona e installa automaticamente quelli più adatti al tipo di sito, semplificando ulteriormente la fase iniziale.</p><h2 id="personalizzazione-e-gestione-semplificata">Personalizzazione e gestione semplificata</h2><p>L’AI non si limita alla configurazione iniziale: continua a supportare la gestione quotidiana del sito, offrendo automazione e personalizzazione avanzata. AI Site Assistant propone layout e template grafici in base all’obiettivo del progetto, seleziona immagini coerenti con il titolo e la descrizione e permette modifiche rapide a layout, testi, colori e font tramite l’editor basato su AI.</p><p>Basta cliccare sull’elemento da modificare e fornire istruzioni semplici come “cambia lo sfondo in bianco” o “aggiungi bordi arrotondati”: l’intelligenza artificiale applicherà le modifiche con precisione.</p><p>Per chi cerca ulteriori opzioni, è disponibile una libreria con oltre <strong>1000 template e sezioni predefinite</strong>. Inoltre, la funzione <strong>AI Draft</strong> consente di generare testi direttamente nell’editor di WordPress: basta fornire una breve descrizione e l’AI crea contenuti su misura in circa 60 secondi, garantendo testi coerenti, privi di errori e pronti per il web.</p><p>L’AI aiuta anche con la SEO, suggerendo testi ottimizzati basati su parole chiave popolari, e offre uno strumento integrato per creare immagini personalizzate con AI direttamente su WordPress. Il plugin si aggiorna costantemente per seguire le evoluzioni del mercato digitale.</p><h2 id="hosting-per-wordpress-o-hosting-per-wordpress-gestito">Hosting per WordPress o Hosting per WordPress gestito?</h2><p>Tutti i piani Hosting per WordPress di Register.it includono AI Site Assistant, ma ci sono due tipologie principali di offerta:</p><p><strong>Hosting per WordPress:</strong> un piano performante e ottimizzato con tutte le funzionalità essenziali (dischi SSD, SSL, backup automatici e WordPress preinstallato). In questo caso, l’utente gestisce autonomamente aggiornamenti e manutenzione.</p><p><strong>Hosting per WordPress gestito:</strong> una soluzione “chiavi in mano” in cui Register si occupa di tutto il lato tecnico. Gli aggiornamenti di WordPress, plugin e temi vengono gestiti dagli esperti e testati per evitare problemi. Il servizio include protezione da attacchi, monitoraggio delle performance, ambiente di staging per test sicuri e supporto specializzato. L’utente può così concentrarsi interamente sulla creazione di contenuti con AI Site Assistant.</p><h2 id="prova-gratuita-per-30-giorni">Prova gratuita per 30 giorni</h2><div class="product"><a data-dimension112="e9459b34-087d-4ed2-aa98-c1b4eca906bb" data-action="Deal Block" data-label="Attiva la prova gratuita" data-dimension48="Attiva la prova gratuita" href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DTH11" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8n4YHTjkTHCvUDeNtjJqaN" name="register.it hosting gestito" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8n4YHTjkTHCvUDeNtjJqaN-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>Sfrutta la potenza di WordPress con la semplicità dell’intelligenza artificiale: prova <strong>gratis per 30 giorni</strong> uno dei piani Hosting per WordPress di Register.it.. <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DTH11" data-dimension112="e9459b34-087d-4ed2-aa98-c1b4eca906bb" data-action="Deal Block" data-label="Attiva la prova gratuita" data-dimension48="Attiva la prova gratuita" data-dimension25="">Attiva la prova gratuita</a> e scegli la soluzione più adatta alle tue esigenze:<a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html"> </a></p><p><a href="https://www.register.it/hosting/hosting-wordpress-gestito/?PR=DTH11">Puoi anche scegliere l’<strong>Hosting per WordPress gestito</strong></a>, che include aggiornamenti automatici di WordPress, PHP, plugin e temi, monitoraggio delle risorse, backup e restore con un clic e ambiente di test separato<a class="view-deal button" href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DTH11" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="e9459b34-087d-4ed2-aa98-c1b4eca906bb" data-action="Deal Block" data-label="Attiva la prova gratuita" data-dimension48="Attiva la prova gratuita" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="chi-e-register-it">Chi è Register.it? </h2><p><strong>Register.it</strong> è una società italiana operante nel settore dei servizi web, nota storicamente per essere stata il primo ente accreditato presso il NIC per la registrazione dei domini .it. Attualmente parte del gruppo europeo <strong>team.blue</strong>, l'azienda fornisce infrastrutture digitali che spaziano dalla gestione dei <strong>nomi a dominio</strong> e soluzioni di <strong>hosting</strong> fino ai servizi di <em>digital trust</em>, come la <strong>PEC</strong>, lo SPID e la fatturazione elettronica, rivolgendosi sia a un'utenza business che privata.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/website-hosting/lai-ora-crea-il-tuo-sito-wordpress-con-register-it-inizi-gratis</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ L'Hosting per WordPress di Register.it include l'esclusivo plugin AI Site Assistant, che sfrutta la AI per semplificare la creazione del sito. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Dario De Vita ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Hosting gestito]]></media:title>
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                                <p>Register.it <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DTH11">mette a disposizione una soluzione di Hosting</a> ottimizzata specificamente per WordPress, il CMS più diffuso al mondo. Questa offerta combina un’infrastruttura veloce, sicura e performante con un elemento distintivo e innovativo: il plugin esclusivo AI Site Assistant incluso senza costi aggiuntivi.</p><p>L’obiettivo principale è rendere la creazione e la gestione di un sito WordPress semplice e accessibile a chiunque, anche a chi non ha competenze tecniche approfondite in programmazione o design.</p><h2 id="cos-e-ai-site-assistant">Cos’è AI Site Assistant?</h2><p><strong>AI Site Assistant</strong> è un plugin esclusivo di Register.it per WordPress che sfrutta l’intelligenza artificiale per semplificare ogni fase della creazione e gestione di un sito web. Grazie a questo strumento, è possibile avere un sito pronto in pochi minuti:</p><p><strong>Flusso guidato intuitivo:</strong> basta fornire informazioni essenziali come la categoria del sito (blog, portfolio, ecc.) e l’obiettivo del progetto (es. vendita di prodotti).</p><p><strong>Struttura automatica del sito:</strong> l’AI suggerisce e configura la struttura del sito basandosi sui dati forniti, riducendo le decisioni da prendere e velocizzando la creazione. È possibile realizzare rapidamente anche landing page o siti monopagina.</p><p><strong>E-commerce integrato:</strong> per chi vuole vendere online, AI Site Assistant prepara automaticamente il sito per WooCommerce, aggiungendo menu di navigazione, blocchi per i prodotti e esempi di articoli già pronti.</p><p><strong>Installazione automatica dei plugin:</strong> il plugin seleziona e installa automaticamente quelli più adatti al tipo di sito, semplificando ulteriormente la fase iniziale.</p><h2 id="personalizzazione-e-gestione-semplificata">Personalizzazione e gestione semplificata</h2><p>L’AI non si limita alla configurazione iniziale: continua a supportare la gestione quotidiana del sito, offrendo automazione e personalizzazione avanzata. AI Site Assistant propone layout e template grafici in base all’obiettivo del progetto, seleziona immagini coerenti con il titolo e la descrizione e permette modifiche rapide a layout, testi, colori e font tramite l’editor basato su AI.</p><p>Basta cliccare sull’elemento da modificare e fornire istruzioni semplici come “cambia lo sfondo in bianco” o “aggiungi bordi arrotondati”: l’intelligenza artificiale applicherà le modifiche con precisione.</p><p>Per chi cerca ulteriori opzioni, è disponibile una libreria con oltre <strong>1000 template e sezioni predefinite</strong>. Inoltre, la funzione <strong>AI Draft</strong> consente di generare testi direttamente nell’editor di WordPress: basta fornire una breve descrizione e l’AI crea contenuti su misura in circa 60 secondi, garantendo testi coerenti, privi di errori e pronti per il web.</p><p>L’AI aiuta anche con la SEO, suggerendo testi ottimizzati basati su parole chiave popolari, e offre uno strumento integrato per creare immagini personalizzate con AI direttamente su WordPress. Il plugin si aggiorna costantemente per seguire le evoluzioni del mercato digitale.</p><h2 id="hosting-per-wordpress-o-hosting-per-wordpress-gestito">Hosting per WordPress o Hosting per WordPress gestito?</h2><p>Tutti i piani Hosting per WordPress di Register.it includono AI Site Assistant, ma ci sono due tipologie principali di offerta:</p><p><strong>Hosting per WordPress:</strong> un piano performante e ottimizzato con tutte le funzionalità essenziali (dischi SSD, SSL, backup automatici e WordPress preinstallato). In questo caso, l’utente gestisce autonomamente aggiornamenti e manutenzione.</p><p><strong>Hosting per WordPress gestito:</strong> una soluzione “chiavi in mano” in cui Register si occupa di tutto il lato tecnico. Gli aggiornamenti di WordPress, plugin e temi vengono gestiti dagli esperti e testati per evitare problemi. Il servizio include protezione da attacchi, monitoraggio delle performance, ambiente di staging per test sicuri e supporto specializzato. L’utente può così concentrarsi interamente sulla creazione di contenuti con AI Site Assistant.</p><h2 id="prova-gratuita-per-30-giorni">Prova gratuita per 30 giorni</h2><div class="product"><a data-dimension112="e9459b34-087d-4ed2-aa98-c1b4eca906bb" data-action="Deal Block" data-label="Attiva la prova gratuita" data-dimension48="Attiva la prova gratuita" href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DTH11" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8n4YHTjkTHCvUDeNtjJqaN" name="register.it hosting gestito" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8n4YHTjkTHCvUDeNtjJqaN-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>Sfrutta la potenza di WordPress con la semplicità dell’intelligenza artificiale: prova <strong>gratis per 30 giorni</strong> uno dei piani Hosting per WordPress di Register.it.. <a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DTH11" data-dimension112="e9459b34-087d-4ed2-aa98-c1b4eca906bb" data-action="Deal Block" data-label="Attiva la prova gratuita" data-dimension48="Attiva la prova gratuita" data-dimension25="">Attiva la prova gratuita</a> e scegli la soluzione più adatta alle tue esigenze:<a href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html"> </a></p><p><a href="https://www.register.it/hosting/hosting-wordpress-gestito/?PR=DTH11">Puoi anche scegliere l’<strong>Hosting per WordPress gestito</strong></a>, che include aggiornamenti automatici di WordPress, PHP, plugin e temi, monitoraggio delle risorse, backup e restore con un clic e ambiente di test separato<a class="view-deal button" href="https://www.register.it/hosting/wordpress.html?PR=DTH11" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="e9459b34-087d-4ed2-aa98-c1b4eca906bb" data-action="Deal Block" data-label="Attiva la prova gratuita" data-dimension48="Attiva la prova gratuita" data-dimension25="">View Deal</a></p></div><h2 id="chi-e-register-it">Chi è Register.it? </h2><p><strong>Register.it</strong> è una società italiana operante nel settore dei servizi web, nota storicamente per essere stata il primo ente accreditato presso il NIC per la registrazione dei domini .it. Attualmente parte del gruppo europeo <strong>team.blue</strong>, l'azienda fornisce infrastrutture digitali che spaziano dalla gestione dei <strong>nomi a dominio</strong> e soluzioni di <strong>hosting</strong> fino ai servizi di <em>digital trust</em>, come la <strong>PEC</strong>, lo SPID e la fatturazione elettronica, rivolgendosi sia a un'utenza business che privata.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ PMI e cloud: una soluzione unificata per governance e sicurezza dei dati ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La transizione verso architetture IT ibride sta spingendo le aziende a rivalutare sia i modelli puramente on-premise che quelli cloud-only. Tuttavia, questa ricerca di equilibrio genera spesso una pericolosa <strong>frammentazione</strong>: backup, object storage e videosorveglianza dispersi su provider diversi aumentano i costi occulti e la superficie di attacco. In questo contesto, QNAP ha ridefinito il NAS non più come semplice repository, ma come <strong>gateway verso servizi cloud integrati</strong>.</p><p>L'ecosistema myQNAPcloud risponde a questa esigenza di consolidamento, estendendo le capacità dell'hardware locale nel cloud pubblico. Attraverso una suite modulare, la piattaforma risolve le sfide di governance e sovranità dei dati, garantendo politiche di sicurezza uniformi e un controllo economico centralizzato.</p><p>Certamente. Ho riscritto la sezione integrando i link in modo organico all'interno della narrazione, ancorandoli ai concetti chiave per facilitare l'approfondimento senza interrompere il flusso di lettura.</p><h3 class="article-body__section" id="section-l-ecosistema-myqnapcloud-il-gateway-verso-i-servizi-ibridi"><span>L'ecosistema myQNAPcloud: il gateway verso i servizi ibridi</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="w3MS3hNcJwgCGjDkWpTsmn" name="MyQnap Cloud FileStation" alt="MyQnap Cloud" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/w3MS3hNcJwgCGjDkWpTsmn-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: QNAP)</span></figcaption></figure><p><strong></strong></p><p>Spesso confuso con un semplice strumento per l'accesso remoto, l’<a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud"><u><strong>ecosistema myQNAPcloud</strong></u></a> è in realtà una piattaforma integrata che trasforma il NAS da dispositivo di archiviazione isolato a nodo attivo di un'infrastruttura ibrida. Questa architettura funge da spina dorsale per l'orchestrazione dei servizi, permettendo al dispositivo fisico di interagire in modo sicuro con risorse remote. Al centro del sistema si trova un <strong>portale web unificato</strong> che non serve solo per la connessione, ma opera come console di gestione centralizzata per amministrare più dispositivi NAS, switch e le relative licenze attraverso un'unica identità digitale, il QNAP ID.</p><p>La funzione primaria del servizio core è <strong>risolvere le complessità</strong> di networking che tipicamente ostacolano le PMI, come la gestione di indirizzi IP dinamici o l'attraversamento dei firewall aziendali. Attraverso protocolli di tunneling intelligenti, il sistema permette di pubblicare servizi specifici rendendoli <strong>accessibili via browser</strong> senza esporre l'intera rete locale a rischi di sicurezza. Questo approccio granulare consente agli amministratori di definire con precisione quali risorse interne debbano essere visibili all'esterno, mantenendo il controllo completo sul perimetro digitale.</p><p>Oltre alla connettività, la piattaforma agisce come il substrato fondamentale su cui si innestano i <strong>moduli verticali avanzati</strong>. Troviamo infatti<a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-storage"> <u><strong>myQNAPcloud Storage</strong></u></a>, progettato per la gestione e il backup dei file, e le infrastrutture<a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-object"> <u><strong>myQNAPcloud Object</strong></u></a>, pensate per sviluppatori e archivi compatibili con S3. Il sistema non si limita a creare un ponte tra l'utente e i suoi dati, ma abilita l'estensione della capacità fisica del NAS verso i data center globali, garantendo la sovranità delle informazioni. </p><p>In questo scenario, il cloud non è più solo una destinazione di backup passiva, ma diventa un'<strong>estensione logica del sistema operativo locale</strong>, perfettamente integrata nei flussi di lavoro quotidiani.</p><p>Ecco la sezione dedicata a myQNAPcloud Storage, focalizzata sulle sue peculiarità tecniche e operative.</p><h3 class="article-body__section" id="section-myqnapcloud-storage-il-disaster-recovery-nativo"><span>myQNAPcloud Storage: il disaster recovery nativo</span></h3><ul><li><strong>Integrazione nativa con HBS 3 e QuDedup per backup efficienti con deduplica alla fonte.</strong></li><li><strong>Trasforma il cloud in cache locale ad alta velocità tramite la tecnologia HybridMount.</strong></li><li><strong>Sovranità dei dati garantita con data center europei e protezione avanzata anti-ransomware.</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2hzppQTWHjQrUBvVbFfZi5" name="MyQnap Cloud Costi Annuali" alt="MyQnap Cloud" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2hzppQTWHjQrUBvVbFfZi5-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: QNAP)</span></figcaption></figure><p>Molto diverso da un generico "bucket" di spazio online,<a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-storage"> <u><strong>myQNAPcloud Storage</strong></u></a> è progettato come un'estensione logica del sistema operativo del NAS, specificamente ottimizzata per il disaster recovery e la gestione dei file. La sua integrazione nativa con <strong>Hybrid Backup Sync (HBS 3)</strong> sblocca funzionalità che i provider generalisti non possono offrire "out of the box", come la <strong>deduplica alla fonte</strong> tramite tecnologia QuDedup. Questo processo comprime e rimuove le ridondanze dei dati <em>prima</em> che lascino la rete locale, riducendo drasticamente i tempi di trasferimento e i costi di archiviazione necessari.</p><p>Sotto il profilo operativo, il servizio abilita scenari ibridi avanzati grazie a <strong>HybridMount</strong>, che permette di montare lo spazio cloud come se fosse un volume locale. In questo modo, il NAS funge da cache ad alta velocità per i file più utilizzati, garantendo <strong>prestazioni da rete locale</strong> (LAN) pur mantenendo l'infinita scalabilità del cloud. La sicurezza è strutturata su standard enterprise: oltre alla crittografia dei dati in transito e a riposo, la piattaforma offre la protezione dall'immutabilità dei dati e la possibilità di selezionare la regione del data center (inclusi nodi in Europa), elemento cruciale per garantire la conformità al GDPR e la sovranità digitale delle informazioni aziendali.</p><h3 class="article-body__section" id="section-myqnapcloud-surveillance-continuita-operativa-e-costi-certi"><span>myQNAPcloud Surveillance: continuità operativa e costi certi</span></h3><ul><li><strong>Soluzione verticale integrata con l'ecosistema QVR per il backup secondario delle registrazioni.</strong></li><li><strong>Architettura ibrida che combina la velocità del NAS locale con la sicurezza offsite del cloud.</strong></li><li><strong>Modello di pricing "per canale" indipendente dal bitrate e dal consumo di spazio.</strong></li></ul><p>Distinguendosi nettamente dallo storage generalista, <a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-surveillance"><u>myQNAPcloud Surveillance</u></a> è una soluzione SaaS verticale progettata specificamente per l'industria della <strong>videosorveglianza</strong>. L'architettura segue una rigorosa filosofia ibrida: la registrazione primaria <strong>avviene sul NAS locale</strong> (Edge) per garantire alta definizione e zero latenza, mentre il cloud funge da destinazione per il backup secondario di eventi critici o flussi selezionati. Questo approccio protegge le <strong>prove forensi</strong> da rischi fisici come il furto del registratore o danni accidentali (incendi, allagamenti), assicurando che i dati vitali rimangano accessibili anche in caso di compromissione dell'hardware on-premise.</p><p>Un aspetto cruciale per system integrator ed MPS è il <strong>modello economico</strong>. A differenza dell'archiviazione standard venduta a Terabyte, questo servizio utilizza una tariffazione basata sul canale video (stream). Il costo è determinato dalla risoluzione e dal periodo di ritenzione, ma è completamente indipendente dal bitrate. Ciò si traduce in una <strong>prevedibilità di bilancio</strong> essenziale per la sicurezza fisica: registrare una scena molto movimentata in 4K, che consumerebbe enormi quantità di spazio su uno storage a consumo, qui mantiene un canone mensile fisso, eliminando le variabili di costo legate alla complessità delle immagini riprese.</p><h3 class="article-body__section" id="section-myqnapcloud-object-lo-standard-s3-per-sviluppatori-e-archivi-immutabili"><span>myQNAPcloud Object: lo standard S3 per sviluppatori e archivi immutabili</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TX8DveRoVeZioJM55VCYM9" name="MyQnap Cloud Veeam" alt="MyQnap Cloud" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TX8DveRoVeZioJM55VCYM9-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: QNAP)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Compatibilità nativa S3 per massima interoperabilità con applicazioni e software di backup di terze parti.</strong></li><li><strong>Supporto Object Lock e WORM per garantire l'immutabilità dei dati e la protezione anti-ransomware.</strong></li><li><strong>Eliminazione dei costi per le richieste API e il traffico in uscita, ideale per Data Lake e analisi.</strong></li></ul><p>Mentre la soluzione Storage è ottimizzata per la gestione file nell'ecosistema proprietario, <a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-object"><u>myQNAPcloud Object</u></a> risponde alla necessità di <strong>standard aperti e flussi di lavoro DevOps</strong>. La sua architettura offre la piena compatibilità con le API S3, lo standard de facto del settore: questo significa che qualsiasi applicazione o <strong>software di backup enterprise</strong> (come Veeam, Nakivo o Commvault) può utilizzare questa infrastruttura come destinazione semplicemente aggiornando l'endpoint URL e le chiavi di accesso, senza la necessità di riscrivere il codice o modificare le procedure operative.</p><p>Un elemento distintivo rispetto alle soluzioni consumer è il supporto rigoroso per l'Object Lock, che abilita <strong>politiche WORM</strong> (Write Once, Read Many). Questa funzione assicura l'immutabilità dei dati per un periodo prefissato, erigendo una <strong>barriera contro il ransomware</strong> e le modifiche accidentali: una volta bloccati, gli oggetti non possono essere alterati o cancellati nemmeno da un account amministratore compromesso, garantendo la conformità legale e la sicurezza forense.</p><p>Sul fronte economico, il servizio sfida i modelli tariffari tradizionali eliminando i costi per le richieste API e, entro i limiti del piano, le tariffe di uscita (Zero Egress Fee). Questa caratteristica rende la piattaforma particolarmente vantaggiosa per scenari ad alta frequenza di lettura, come i Data Lake o l'archiviazione di log massivi, dove le micro-tariffe nascoste degli hyperscaler tendono solitamente a erodere il budget IT in modo imprevedibile.</p><p>Ecco le conclusioni dell'analisi, che sintetizzano il valore strategico e le prospettive dell'ecosistema.</p><h3 class="article-body__section" id="section-un-nuovo-equilibrio-tra-on-premise-e-cloud"><span>Un nuovo equilibrio tra on-premise e cloud</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xGKEhP4bVRX4rAvFfyHitC" name="MyQnap Cloud Costi Annuali" alt="MyQnap Cloud" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xGKEhP4bVRX4rAvFfyHitC-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: QNAP)</span></figcaption></figure><p><strong></strong></p><p>L'evoluzione di QNAP da puro produttore di hardware a fornitore di servizi ibridi segna un cambio di passo significativo nella gestione dell'IT per le piccole e medie imprese. Mentre i grandi provider di cloud pubblico (hyperscaler) continuano a operare con strutture di costo spesso opache, gravate da <strong>tariffe di uscita</strong> (egress fees) e in generale offrono servizi troppo onerosi per un PMI, questo ecosistema offre un'alternativa fondata sulla prevedibilità economica e sulla sovranità digitale. </p><p>La capacità di <strong>integrare nativamente il backup locale</strong> con repository remoti immutabili permette di soddisfare i requisiti di compliance e sicurezza più stringenti, senza richiedere le competenze verticali avanzate necessarie per configurare e mettere in sicurezza bucket su piattaforme come AWS o Azure.</p><p>Tuttavia, l'efficacia reale di questa architettura dipende dalla consapevolezza strategica con cui viene adottata dalle aziende. Non si tratta semplicemente di sostituire un supporto fisico con uno spazio online, ma di <strong>orchestrare una strategia</strong> di "data resilience" che sfrutti attivamente tecnologie come la deduplica e l'Object Lock per neutralizzare la minaccia ransomware alla radice. </p><p>Guardando al futuro, è probabile che la distinzione funzionale tra storage di file e storage a oggetti sia destinata a sfumare ulteriormente; per il momento, però, la proposta di un cloud "privato" supportato da <strong>data center locali</strong> rappresenta il compromesso tecnico più equilibrato per chi cerca di sottrarsi al vendor lock-in dei giganti del web, mantenendo il controllo diretto sui propri asset digitali.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Le PMI affrontano frammentazione e costi occulti nel cloud. Un ecosistema unificato garantisce sicurezza ibrida, sovranità dei dati e prevedibilità economica senza sorprese. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Pro]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Storage & Backup]]></category>
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                                                    <category><![CDATA[Computing Components]]></category>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <p>La transizione verso architetture IT ibride sta spingendo le aziende a rivalutare sia i modelli puramente on-premise che quelli cloud-only. Tuttavia, questa ricerca di equilibrio genera spesso una pericolosa <strong>frammentazione</strong>: backup, object storage e videosorveglianza dispersi su provider diversi aumentano i costi occulti e la superficie di attacco. In questo contesto, QNAP ha ridefinito il NAS non più come semplice repository, ma come <strong>gateway verso servizi cloud integrati</strong>.</p><p>L'ecosistema myQNAPcloud risponde a questa esigenza di consolidamento, estendendo le capacità dell'hardware locale nel cloud pubblico. Attraverso una suite modulare, la piattaforma risolve le sfide di governance e sovranità dei dati, garantendo politiche di sicurezza uniformi e un controllo economico centralizzato.</p><p>Certamente. Ho riscritto la sezione integrando i link in modo organico all'interno della narrazione, ancorandoli ai concetti chiave per facilitare l'approfondimento senza interrompere il flusso di lettura.</p><h3 class="article-body__section" id="section-l-ecosistema-myqnapcloud-il-gateway-verso-i-servizi-ibridi"><span>L'ecosistema myQNAPcloud: il gateway verso i servizi ibridi</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="w3MS3hNcJwgCGjDkWpTsmn" name="MyQnap Cloud FileStation" alt="MyQnap Cloud" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/w3MS3hNcJwgCGjDkWpTsmn-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: QNAP)</span></figcaption></figure><p><strong></strong></p><p>Spesso confuso con un semplice strumento per l'accesso remoto, l’<a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud"><u><strong>ecosistema myQNAPcloud</strong></u></a> è in realtà una piattaforma integrata che trasforma il NAS da dispositivo di archiviazione isolato a nodo attivo di un'infrastruttura ibrida. Questa architettura funge da spina dorsale per l'orchestrazione dei servizi, permettendo al dispositivo fisico di interagire in modo sicuro con risorse remote. Al centro del sistema si trova un <strong>portale web unificato</strong> che non serve solo per la connessione, ma opera come console di gestione centralizzata per amministrare più dispositivi NAS, switch e le relative licenze attraverso un'unica identità digitale, il QNAP ID.</p><p>La funzione primaria del servizio core è <strong>risolvere le complessità</strong> di networking che tipicamente ostacolano le PMI, come la gestione di indirizzi IP dinamici o l'attraversamento dei firewall aziendali. Attraverso protocolli di tunneling intelligenti, il sistema permette di pubblicare servizi specifici rendendoli <strong>accessibili via browser</strong> senza esporre l'intera rete locale a rischi di sicurezza. Questo approccio granulare consente agli amministratori di definire con precisione quali risorse interne debbano essere visibili all'esterno, mantenendo il controllo completo sul perimetro digitale.</p><p>Oltre alla connettività, la piattaforma agisce come il substrato fondamentale su cui si innestano i <strong>moduli verticali avanzati</strong>. Troviamo infatti<a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-storage"> <u><strong>myQNAPcloud Storage</strong></u></a>, progettato per la gestione e il backup dei file, e le infrastrutture<a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-object"> <u><strong>myQNAPcloud Object</strong></u></a>, pensate per sviluppatori e archivi compatibili con S3. Il sistema non si limita a creare un ponte tra l'utente e i suoi dati, ma abilita l'estensione della capacità fisica del NAS verso i data center globali, garantendo la sovranità delle informazioni. </p><p>In questo scenario, il cloud non è più solo una destinazione di backup passiva, ma diventa un'<strong>estensione logica del sistema operativo locale</strong>, perfettamente integrata nei flussi di lavoro quotidiani.</p><p>Ecco la sezione dedicata a myQNAPcloud Storage, focalizzata sulle sue peculiarità tecniche e operative.</p><h3 class="article-body__section" id="section-myqnapcloud-storage-il-disaster-recovery-nativo"><span>myQNAPcloud Storage: il disaster recovery nativo</span></h3><ul><li><strong>Integrazione nativa con HBS 3 e QuDedup per backup efficienti con deduplica alla fonte.</strong></li><li><strong>Trasforma il cloud in cache locale ad alta velocità tramite la tecnologia HybridMount.</strong></li><li><strong>Sovranità dei dati garantita con data center europei e protezione avanzata anti-ransomware.</strong></li></ul><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2hzppQTWHjQrUBvVbFfZi5" name="MyQnap Cloud Costi Annuali" alt="MyQnap Cloud" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2hzppQTWHjQrUBvVbFfZi5-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: QNAP)</span></figcaption></figure><p>Molto diverso da un generico "bucket" di spazio online,<a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-storage"> <u><strong>myQNAPcloud Storage</strong></u></a> è progettato come un'estensione logica del sistema operativo del NAS, specificamente ottimizzata per il disaster recovery e la gestione dei file. La sua integrazione nativa con <strong>Hybrid Backup Sync (HBS 3)</strong> sblocca funzionalità che i provider generalisti non possono offrire "out of the box", come la <strong>deduplica alla fonte</strong> tramite tecnologia QuDedup. Questo processo comprime e rimuove le ridondanze dei dati <em>prima</em> che lascino la rete locale, riducendo drasticamente i tempi di trasferimento e i costi di archiviazione necessari.</p><p>Sotto il profilo operativo, il servizio abilita scenari ibridi avanzati grazie a <strong>HybridMount</strong>, che permette di montare lo spazio cloud come se fosse un volume locale. In questo modo, il NAS funge da cache ad alta velocità per i file più utilizzati, garantendo <strong>prestazioni da rete locale</strong> (LAN) pur mantenendo l'infinita scalabilità del cloud. La sicurezza è strutturata su standard enterprise: oltre alla crittografia dei dati in transito e a riposo, la piattaforma offre la protezione dall'immutabilità dei dati e la possibilità di selezionare la regione del data center (inclusi nodi in Europa), elemento cruciale per garantire la conformità al GDPR e la sovranità digitale delle informazioni aziendali.</p><h3 class="article-body__section" id="section-myqnapcloud-surveillance-continuita-operativa-e-costi-certi"><span>myQNAPcloud Surveillance: continuità operativa e costi certi</span></h3><ul><li><strong>Soluzione verticale integrata con l'ecosistema QVR per il backup secondario delle registrazioni.</strong></li><li><strong>Architettura ibrida che combina la velocità del NAS locale con la sicurezza offsite del cloud.</strong></li><li><strong>Modello di pricing "per canale" indipendente dal bitrate e dal consumo di spazio.</strong></li></ul><p>Distinguendosi nettamente dallo storage generalista, <a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-surveillance"><u>myQNAPcloud Surveillance</u></a> è una soluzione SaaS verticale progettata specificamente per l'industria della <strong>videosorveglianza</strong>. L'architettura segue una rigorosa filosofia ibrida: la registrazione primaria <strong>avviene sul NAS locale</strong> (Edge) per garantire alta definizione e zero latenza, mentre il cloud funge da destinazione per il backup secondario di eventi critici o flussi selezionati. Questo approccio protegge le <strong>prove forensi</strong> da rischi fisici come il furto del registratore o danni accidentali (incendi, allagamenti), assicurando che i dati vitali rimangano accessibili anche in caso di compromissione dell'hardware on-premise.</p><p>Un aspetto cruciale per system integrator ed MPS è il <strong>modello economico</strong>. A differenza dell'archiviazione standard venduta a Terabyte, questo servizio utilizza una tariffazione basata sul canale video (stream). Il costo è determinato dalla risoluzione e dal periodo di ritenzione, ma è completamente indipendente dal bitrate. Ciò si traduce in una <strong>prevedibilità di bilancio</strong> essenziale per la sicurezza fisica: registrare una scena molto movimentata in 4K, che consumerebbe enormi quantità di spazio su uno storage a consumo, qui mantiene un canone mensile fisso, eliminando le variabili di costo legate alla complessità delle immagini riprese.</p><h3 class="article-body__section" id="section-myqnapcloud-object-lo-standard-s3-per-sviluppatori-e-archivi-immutabili"><span>myQNAPcloud Object: lo standard S3 per sviluppatori e archivi immutabili</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TX8DveRoVeZioJM55VCYM9" name="MyQnap Cloud Veeam" alt="MyQnap Cloud" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TX8DveRoVeZioJM55VCYM9-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: QNAP)</span></figcaption></figure><ul><li><strong>Compatibilità nativa S3 per massima interoperabilità con applicazioni e software di backup di terze parti.</strong></li><li><strong>Supporto Object Lock e WORM per garantire l'immutabilità dei dati e la protezione anti-ransomware.</strong></li><li><strong>Eliminazione dei costi per le richieste API e il traffico in uscita, ideale per Data Lake e analisi.</strong></li></ul><p>Mentre la soluzione Storage è ottimizzata per la gestione file nell'ecosistema proprietario, <a href="https://www.qnap.com/it-it/software/myqnapcloud-object"><u>myQNAPcloud Object</u></a> risponde alla necessità di <strong>standard aperti e flussi di lavoro DevOps</strong>. La sua architettura offre la piena compatibilità con le API S3, lo standard de facto del settore: questo significa che qualsiasi applicazione o <strong>software di backup enterprise</strong> (come Veeam, Nakivo o Commvault) può utilizzare questa infrastruttura come destinazione semplicemente aggiornando l'endpoint URL e le chiavi di accesso, senza la necessità di riscrivere il codice o modificare le procedure operative.</p><p>Un elemento distintivo rispetto alle soluzioni consumer è il supporto rigoroso per l'Object Lock, che abilita <strong>politiche WORM</strong> (Write Once, Read Many). Questa funzione assicura l'immutabilità dei dati per un periodo prefissato, erigendo una <strong>barriera contro il ransomware</strong> e le modifiche accidentali: una volta bloccati, gli oggetti non possono essere alterati o cancellati nemmeno da un account amministratore compromesso, garantendo la conformità legale e la sicurezza forense.</p><p>Sul fronte economico, il servizio sfida i modelli tariffari tradizionali eliminando i costi per le richieste API e, entro i limiti del piano, le tariffe di uscita (Zero Egress Fee). Questa caratteristica rende la piattaforma particolarmente vantaggiosa per scenari ad alta frequenza di lettura, come i Data Lake o l'archiviazione di log massivi, dove le micro-tariffe nascoste degli hyperscaler tendono solitamente a erodere il budget IT in modo imprevedibile.</p><p>Ecco le conclusioni dell'analisi, che sintetizzano il valore strategico e le prospettive dell'ecosistema.</p><h3 class="article-body__section" id="section-un-nuovo-equilibrio-tra-on-premise-e-cloud"><span>Un nuovo equilibrio tra on-premise e cloud</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xGKEhP4bVRX4rAvFfyHitC" name="MyQnap Cloud Costi Annuali" alt="MyQnap Cloud" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xGKEhP4bVRX4rAvFfyHitC-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: QNAP)</span></figcaption></figure><p><strong></strong></p><p>L'evoluzione di QNAP da puro produttore di hardware a fornitore di servizi ibridi segna un cambio di passo significativo nella gestione dell'IT per le piccole e medie imprese. Mentre i grandi provider di cloud pubblico (hyperscaler) continuano a operare con strutture di costo spesso opache, gravate da <strong>tariffe di uscita</strong> (egress fees) e in generale offrono servizi troppo onerosi per un PMI, questo ecosistema offre un'alternativa fondata sulla prevedibilità economica e sulla sovranità digitale. </p><p>La capacità di <strong>integrare nativamente il backup locale</strong> con repository remoti immutabili permette di soddisfare i requisiti di compliance e sicurezza più stringenti, senza richiedere le competenze verticali avanzate necessarie per configurare e mettere in sicurezza bucket su piattaforme come AWS o Azure.</p><p>Tuttavia, l'efficacia reale di questa architettura dipende dalla consapevolezza strategica con cui viene adottata dalle aziende. Non si tratta semplicemente di sostituire un supporto fisico con uno spazio online, ma di <strong>orchestrare una strategia</strong> di "data resilience" che sfrutti attivamente tecnologie come la deduplica e l'Object Lock per neutralizzare la minaccia ransomware alla radice. </p><p>Guardando al futuro, è probabile che la distinzione funzionale tra storage di file e storage a oggetti sia destinata a sfumare ulteriormente; per il momento, però, la proposta di un cloud "privato" supportato da <strong>data center locali</strong> rappresenta il compromesso tecnico più equilibrato per chi cerca di sottrarsi al vendor lock-in dei giganti del web, mantenendo il controllo diretto sui propri asset digitali.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Array di pixel, fari a matrice, fanali OLED: la nuova tecnologia di illuminazione abbaglia i veicoli elettrici ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La tecnologia di illuminazione per autoveicoli non è un aspetto a cui la maggior parte delle persone pensa, eppure, proprio come i <em>touchscreen</em>, i sistemi di <em>infotainment</em>, le telecamere e gli ADAS (<em>Advanced Driver Assistance Systems</em>), si è evoluta a passi da gigante negli ultimi anni, diventando parte integrante dell'esperienza del veicolo moderno – specialmente nelle auto elettriche (EV), dove l'efficienza energetica è fondamentale per ottenere la massima autonomia dal pacco batterie.</p><p>Dai <em>display</em> a matrice di punti e le griglie a pixel esterni, ai fari a matrice, ai fanali posteriori OLED, fino all'illuminazione ambientale personalizzabile, la più recente tecnologia di illuminazione sta aumentando la sicurezza e al contempo sta consentendo ai conducenti nuovi modi per personalizzare i propri veicoli. Perché, ammettiamolo, parte di questa nuova tecnologia di illuminazione sta letteralmente abbagliando sia le auto elettriche che quelle a combustione.</p><p>Quindi, cosa c'è di nuovo in questo campo? Perché dovrebbe interessarci? Immergiamoci e scopriamolo.</p><h2 id="pixel-array">Pixel array</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="4PdDdRZrnCGHX74t6o7Cyg" name="Hyundai ionic 5 grill" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4PdDdRZrnCGHX74t6o7Cyg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4000" height="2252" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Hyundai ionic 5 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>Nel caso non lo aveste notato, lo <em>stile retrò-chic</em> è di moda in questi giorni, e i <em>motivi</em> di design "pixelati" sono molto attuali. Basta guardare i fari anteriori e posteriori sui veicoli elettrici di Hyundai – come la IONIQ 5 e la IONIQ 9 che ho guidato quest'anno – o la <em>Glyph Matrix</em> sul retro del Nothing Phone 3. C'è poi la griglia sul nuovo GLC EV di Mercedes, che presenta un <em>array</em> opzionale di 942 "pixel" bianchi e funge sostanzialmente da <em>display</em> a matrice di punti pixelata.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nu6vwXUK2VH4G6ALR4Ew7h-1920-80.jpg" alt="EV car light examples" /><figcaption>Hyundai ionic 9 headlight<small role="credit">Myriam Joire</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mdc4VBg8gYk3dnFwEARfzg-1920-80.jpg" alt="EV car light examples" /><figcaption>Hyundai ionic 5 headlight<small role="credit">Myriam Joire</small></figcaption></figure></figure><p>Sfortunatamente, Mercedes non consente ancora di personalizzare la griglia a pixel del GLC elettrico. Per ora, mostra solo animazioni di benvenuto e di arrivederci quando si sblocca e si blocca l'auto. Ma abbiamo anche visto <em>display</em> a matrice di punti pixelati all'esterno di veicoli elettrici cinesi – come nella striscia tra i fari anteriori sulla Zeekr Mix, alla base del parabrezza sull'Avatr 12 e nei quattro angoli e sulle porte posteriori della HiPhi Z.</p><p>A cosa servono questi <em>array</em> di pixel esterni, ti chiederai? La personalizzazione è il caso d'uso più ovvio. I conducenti possono visualizzare testo scorrevole, <em>emoji</em> e persino GIF animate. Un'altra applicazione più pratica per questi <em>display</em> pixelati a matrice di punti è lo stato del veicolo (come l'avanzamento della ricarica) e la comunicazione con pedoni o altri utenti della strada attraverso segnali visivi che aumentano la fiducia e la sicurezza durante le manovre a bassa velocità.</p><h2 id="fari-matrix">Fari Matrix</h2><p>All'inizio, i veicoli utilizzavano lampade a combustibile per i fari. All'inizio del XX secolo, l'industria automobilistica è passata all'elettricità e alle lampadine a incandescenza. Queste sono state sostituite dai fari alogeni, più luminosi, negli anni '60, seguiti dalle lampadine allo xeno HID (<em>High-Intensity Discharge</em>), ancora più luminose e bianche, negli anni '90. Nello stesso periodo, i fasci proiettori hanno iniziato a sostituire gli alloggiamenti riflettenti e i fari sigillati.</p><p>Alla fine degli anni 2000, i fari a LED, che sono significativamente più efficienti e durevoli, hanno iniziato a comparire sui veicoli, insieme ai fasci autolivellanti e direzionali. A ciò hanno fatto seguito i fari a matrice e quelli laser negli anni 2010. I fari a matrice sono costituiti da una schiera (<em>array</em>) di LED. Una telecamera rileva i veicoli che precedono e un computer attenua selettivamente i singoli LED per evitare di accecare tali veicoli, mantenendo il resto della strada illuminato intensamente. Un altro esempio di tecnologia efficiente sono i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tv-oled">migliori televisori OLED</a>.</p><div><blockquote><p>Una telecamera rileva i veicoli che precedono e un computer attenua selettivamente i singoli LED per evitare di accecare tali veicoli, mantenendo il resto della strada illuminato intensamente.</p></blockquote></div><p>Audi, BMW e Mercedes sono state le prime a implementare i fari a matrice, aggiungendo in seguito animazioni di benvenuto e di arrivederci all'apertura e chiusura della vettura. Ma i produttori cinesi hanno portato questa tecnologia di illuminazione a un livello superiore, sostituendo l'<em>array</em> di LED con la stessa tecnologia DLP (<em>Digital Light Processing</em>) che si trova nei videoproiettori. Questi nuovi fari a matrice possono essere utilizzati per proiettare qualsiasi cosa davanti al veicolo.</p><p>Ad esempio, l'Aito M9, un veicolo elettrico cinese, è dotato di fari a matrice DLP Huawei Xpixel da 2,6 megapixel che possono proiettare un "tappeto di luce" per la guida alla navigazione, le intenzioni di guida autonoma, gli avvisi per i pedoni e i segnali di emergenza durante la marcia, oppure proiettare uno "schermo cinematografico" da 100 pollici su una superficie piana per la visione di film all'aperto quando l'auto è parcheggiata. Basta trovare un muro, prendere dei <em>popcorn</em> e godersi l'esperienza immediata del <em>drive-in</em>.</p><h2 id="fanali-posteriori-oled">Fanali Posteriori OLED</h2><p>Per molti decenni, i fanali posteriori hanno utilizzato lampadine a incandescenza. I LED hanno iniziato a comparire nei fanali posteriori all'inizio degli anni '90 e, essendo molto più efficienti e durevoli, sono diventati comuni entro gli anni 2010. Nello stesso periodo, Audi e BMW hanno introdotto entrambe i fanali posteriori OLED, che hanno dato maggiore libertà ai designer, consentito una maggiore flessibilità di <em>packaging</em> e permesso schemi luminosi più complessi, dalle frecce sequenziali di base agli <em>array</em> di pixel.</p><p>I fanali posteriori OLED non utilizzano sorgenti luminose puntiformi che richiedono riflettori e diffusori dietro di esse, come avviene con i LED o le lampadine a incandescenza. L'intera superficie OLED emette invece una luce uniforme, consentendo forme più avanzate, un <em>packaging</em> più sottile e una migliore efficienza elettrica, termica e ottica. Ciò rende più facile implementare <em>array</em> di pixel che vanno oltre la tradizionale funzionalità dei fanali posteriori e mostrano grafiche dinamiche come gli indicatori di inversione a U. In termini di display di alta qualità, i  migliori TV OLED rappresentano un'ottima scelta.</p><h2 id="illuminazione-ambientale">Illuminazione ambientale</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="N48RivXDjH3W5ZUzSpaBNh" name="Mercedes electric GLC.JPG" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/N48RivXDjH3W5ZUzSpaBNh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Mercedes electric GLC </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>Mentre molti produttori offrono ormai un'illuminazione ambientale personalizzabile – anche nei veicoli più economici – tutto è iniziato con le Mercedes Classe S e Classe E all'inizio degli anni 2010. Quest'anno, ho guidato quattro SUV elettrificati di Mercedes – l'EQB 300 EV, il GLC 350e PHEV, l'EQS400 EV e il G580 elettrico G-Wagen – che hanno chiaramente mostrato l'evoluzione della tecnologia di illuminazione ambientale (e di <em>infotainment</em>) dell'azienda negli ultimi cinque anni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5AZtkfL4XFA24jtmoJjrYh" name="Mercedes electric GLC illuminated stars in the panoramic glass roof.JPG" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5AZtkfL4XFA24jtmoJjrYh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Le stelle illuminate sul tetto panoramico in vetro della Mercedes GLC elettrica </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>È interessante vedere come la tecnologia di illuminazione ambientale si sia evoluta da zone multiple con 64 scelte di colore ciascuna e animazioni di base (EQB e G-Wagen) a zone multiple con <em>gradienti</em> di colore per zona e animazioni (<em>GLC</em> e EQS). La nuova GLC elettrica fa un ulteriore passo avanti con un tetto panoramico in vetro <em>Sky Control</em> PDLC (<em>Polymer-Dispersed Liquid-Crystal</em>) a nove segmenti che vanta uno strato integrato di 162 stelle illuminate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3881px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.63%;"><img id="Dq3HCzNN7Fi2nxzpKAeKSh" name="Mercedes electric G-Wagen" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dq3HCzNN7Fi2nxzpKAeKSh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3881" height="2198" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Mercedes electric G-Wagen </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>Proprio come le altre zone, questo strato di stelle illuminate presenta 64 scelte di colore, in armonia con il resto dell'illuminazione ambientale della GLC EV. Il <em>Starlight Headliner</em> di Rolls-Royce porta questo concetto a un livello superiore con un effetto "cielo notturno" su misura, realizzato a mano, utilizzando migliaia di minuscole luci a fibra ottica incorporate nel rivestimento del tetto che possono essere personalizzate per visualizzare costellazioni scintillanti uniche, colori e persino effetti di stelle cadenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="qe4wCUMh6iUgmux3HiTCYg" name="Genesis GV70 EV gallery backlit constellation door card" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qe4wCUMh6iUgmux3HiTCYg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text"> Porta Genesis GV70 EV con costellazione retroilluminata </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>La Genesis GV70 EV presenta una costellazione retroilluminata nei pannelli delle portiere, il cui colore si abbina alla modalità di guida corrente, proprio come il resto dell'illuminazione ambientale. I veicoli elettrici cinesi offrono una personalizzazione ancora maggiore attraverso un'illuminazione ambientale RGB dinamica <em>multicolor</em> che "respira", visualizza schemi complessi, si sincronizza con la musica, reagisce ai cambiamenti di clima e ad altre impostazioni, risponde ai comandi vocali e mostra indicazioni di navigazione e <em>cue</em> degli ADAS.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="PXJoSpEwpndCLD6PXLdPmh" name="Audi A6 OLEd tailights" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PXJoSpEwpndCLD6PXLdPmh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4000" height="2252" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Fanali posteriori OLED dell'Audi A6 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><h2 id="the-future">The future</h2><p>Poiché i Veicoli Autonomi (AV) diventeranno più comuni, aspettatevi di vedere più <em>display</em> a matrice di punti pixelati e tecnologia DLP (proiezione) installati sui veicoli per comunicare con gli altri utenti della strada e per migliorare la sicurezza e la fiducia. I Micro LED, attualmente utilizzati nei televisori di fascia alta, stanno arrivando nei fari a matrice, e gli OLED stanno lentamente ma inesorabilmente migrando nell'illuminazione ambientale. Fondamentale per i veicoli elettrici, entrambi sono più efficienti dal punto di vista energetico.</p><p>Mercedes sta aggiungendo una luce turchese ai fanali posteriori dei suoi veicoli dotati di <em>Drive Pilot</em> per fornire un segnale visivo chiaro e inconfondibile che l'auto è in modalità autonoma (ADAS di Livello 3) e che è (presumibilmente) accettabile per il conducente guardare YouTube in quel momento. I veicoli autonomi di Waymo presentano un <em>display</em> PoV (<em>Persistence of Vision</em>) sul sensore <em>lidar</em> rotante montato sul tetto che mostra le iniziali del passeggero per aiutarlo a identificare il proprio veicolo.</p><p>L'XPeng Robotaxi presenta il primo <em>display</em> rivolto verso l'esterno montato sull'aletta parasole del settore, che fornisce capacità di "comunicazione ed espressione", conferendo al veicolo una personalità e offrendo segnali visivi per i pedoni durante il parcheggio o la guida a bassa velocità. E sicuramente, l'illuminazione ambientale continuerà ad adornare l'interno di veicoli elettrici e a combustione. In altre parole, il futuro della tecnologia di illuminazione automobilistica sembra <em>splendente</em>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vehicle-tech/hybrid-electric-vehicles/array-di-pixel-fari-a-matrice-fanali-oled-la-nuova-tecnologia-di-illuminazione-abbaglia-i-veicoli-elettrici</link>
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                            <![CDATA[ L'illuminazione delle auto elettriche sta diventando tanto complessa e interessante quanto la tecnologia dei display che alimenta proiettori e TV. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Vehicle Tech]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Myriam Joire ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ERiLvVj24uh5D9vxqBr6fP-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <p>La tecnologia di illuminazione per autoveicoli non è un aspetto a cui la maggior parte delle persone pensa, eppure, proprio come i <em>touchscreen</em>, i sistemi di <em>infotainment</em>, le telecamere e gli ADAS (<em>Advanced Driver Assistance Systems</em>), si è evoluta a passi da gigante negli ultimi anni, diventando parte integrante dell'esperienza del veicolo moderno – specialmente nelle auto elettriche (EV), dove l'efficienza energetica è fondamentale per ottenere la massima autonomia dal pacco batterie.</p><p>Dai <em>display</em> a matrice di punti e le griglie a pixel esterni, ai fari a matrice, ai fanali posteriori OLED, fino all'illuminazione ambientale personalizzabile, la più recente tecnologia di illuminazione sta aumentando la sicurezza e al contempo sta consentendo ai conducenti nuovi modi per personalizzare i propri veicoli. Perché, ammettiamolo, parte di questa nuova tecnologia di illuminazione sta letteralmente abbagliando sia le auto elettriche che quelle a combustione.</p><p>Quindi, cosa c'è di nuovo in questo campo? Perché dovrebbe interessarci? Immergiamoci e scopriamolo.</p><h2 id="pixel-array">Pixel array</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="4PdDdRZrnCGHX74t6o7Cyg" name="Hyundai ionic 5 grill" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4PdDdRZrnCGHX74t6o7Cyg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4000" height="2252" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Hyundai ionic 5 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>Nel caso non lo aveste notato, lo <em>stile retrò-chic</em> è di moda in questi giorni, e i <em>motivi</em> di design "pixelati" sono molto attuali. Basta guardare i fari anteriori e posteriori sui veicoli elettrici di Hyundai – come la IONIQ 5 e la IONIQ 9 che ho guidato quest'anno – o la <em>Glyph Matrix</em> sul retro del Nothing Phone 3. C'è poi la griglia sul nuovo GLC EV di Mercedes, che presenta un <em>array</em> opzionale di 942 "pixel" bianchi e funge sostanzialmente da <em>display</em> a matrice di punti pixelata.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/nu6vwXUK2VH4G6ALR4Ew7h-1920-80.jpg" alt="EV car light examples" /><figcaption>Hyundai ionic 9 headlight<small role="credit">Myriam Joire</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mdc4VBg8gYk3dnFwEARfzg-1920-80.jpg" alt="EV car light examples" /><figcaption>Hyundai ionic 5 headlight<small role="credit">Myriam Joire</small></figcaption></figure></figure><p>Sfortunatamente, Mercedes non consente ancora di personalizzare la griglia a pixel del GLC elettrico. Per ora, mostra solo animazioni di benvenuto e di arrivederci quando si sblocca e si blocca l'auto. Ma abbiamo anche visto <em>display</em> a matrice di punti pixelati all'esterno di veicoli elettrici cinesi – come nella striscia tra i fari anteriori sulla Zeekr Mix, alla base del parabrezza sull'Avatr 12 e nei quattro angoli e sulle porte posteriori della HiPhi Z.</p><p>A cosa servono questi <em>array</em> di pixel esterni, ti chiederai? La personalizzazione è il caso d'uso più ovvio. I conducenti possono visualizzare testo scorrevole, <em>emoji</em> e persino GIF animate. Un'altra applicazione più pratica per questi <em>display</em> pixelati a matrice di punti è lo stato del veicolo (come l'avanzamento della ricarica) e la comunicazione con pedoni o altri utenti della strada attraverso segnali visivi che aumentano la fiducia e la sicurezza durante le manovre a bassa velocità.</p><h2 id="fari-matrix">Fari Matrix</h2><p>All'inizio, i veicoli utilizzavano lampade a combustibile per i fari. All'inizio del XX secolo, l'industria automobilistica è passata all'elettricità e alle lampadine a incandescenza. Queste sono state sostituite dai fari alogeni, più luminosi, negli anni '60, seguiti dalle lampadine allo xeno HID (<em>High-Intensity Discharge</em>), ancora più luminose e bianche, negli anni '90. Nello stesso periodo, i fasci proiettori hanno iniziato a sostituire gli alloggiamenti riflettenti e i fari sigillati.</p><p>Alla fine degli anni 2000, i fari a LED, che sono significativamente più efficienti e durevoli, hanno iniziato a comparire sui veicoli, insieme ai fasci autolivellanti e direzionali. A ciò hanno fatto seguito i fari a matrice e quelli laser negli anni 2010. I fari a matrice sono costituiti da una schiera (<em>array</em>) di LED. Una telecamera rileva i veicoli che precedono e un computer attenua selettivamente i singoli LED per evitare di accecare tali veicoli, mantenendo il resto della strada illuminato intensamente. Un altro esempio di tecnologia efficiente sono i <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliori-tv-oled">migliori televisori OLED</a>.</p><div><blockquote><p>Una telecamera rileva i veicoli che precedono e un computer attenua selettivamente i singoli LED per evitare di accecare tali veicoli, mantenendo il resto della strada illuminato intensamente.</p></blockquote></div><p>Audi, BMW e Mercedes sono state le prime a implementare i fari a matrice, aggiungendo in seguito animazioni di benvenuto e di arrivederci all'apertura e chiusura della vettura. Ma i produttori cinesi hanno portato questa tecnologia di illuminazione a un livello superiore, sostituendo l'<em>array</em> di LED con la stessa tecnologia DLP (<em>Digital Light Processing</em>) che si trova nei videoproiettori. Questi nuovi fari a matrice possono essere utilizzati per proiettare qualsiasi cosa davanti al veicolo.</p><p>Ad esempio, l'Aito M9, un veicolo elettrico cinese, è dotato di fari a matrice DLP Huawei Xpixel da 2,6 megapixel che possono proiettare un "tappeto di luce" per la guida alla navigazione, le intenzioni di guida autonoma, gli avvisi per i pedoni e i segnali di emergenza durante la marcia, oppure proiettare uno "schermo cinematografico" da 100 pollici su una superficie piana per la visione di film all'aperto quando l'auto è parcheggiata. Basta trovare un muro, prendere dei <em>popcorn</em> e godersi l'esperienza immediata del <em>drive-in</em>.</p><h2 id="fanali-posteriori-oled">Fanali Posteriori OLED</h2><p>Per molti decenni, i fanali posteriori hanno utilizzato lampadine a incandescenza. I LED hanno iniziato a comparire nei fanali posteriori all'inizio degli anni '90 e, essendo molto più efficienti e durevoli, sono diventati comuni entro gli anni 2010. Nello stesso periodo, Audi e BMW hanno introdotto entrambe i fanali posteriori OLED, che hanno dato maggiore libertà ai designer, consentito una maggiore flessibilità di <em>packaging</em> e permesso schemi luminosi più complessi, dalle frecce sequenziali di base agli <em>array</em> di pixel.</p><p>I fanali posteriori OLED non utilizzano sorgenti luminose puntiformi che richiedono riflettori e diffusori dietro di esse, come avviene con i LED o le lampadine a incandescenza. L'intera superficie OLED emette invece una luce uniforme, consentendo forme più avanzate, un <em>packaging</em> più sottile e una migliore efficienza elettrica, termica e ottica. Ciò rende più facile implementare <em>array</em> di pixel che vanno oltre la tradizionale funzionalità dei fanali posteriori e mostrano grafiche dinamiche come gli indicatori di inversione a U. In termini di display di alta qualità, i  migliori TV OLED rappresentano un'ottima scelta.</p><h2 id="illuminazione-ambientale">Illuminazione ambientale</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="N48RivXDjH3W5ZUzSpaBNh" name="Mercedes electric GLC.JPG" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/N48RivXDjH3W5ZUzSpaBNh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Mercedes electric GLC </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>Mentre molti produttori offrono ormai un'illuminazione ambientale personalizzabile – anche nei veicoli più economici – tutto è iniziato con le Mercedes Classe S e Classe E all'inizio degli anni 2010. Quest'anno, ho guidato quattro SUV elettrificati di Mercedes – l'EQB 300 EV, il GLC 350e PHEV, l'EQS400 EV e il G580 elettrico G-Wagen – che hanno chiaramente mostrato l'evoluzione della tecnologia di illuminazione ambientale (e di <em>infotainment</em>) dell'azienda negli ultimi cinque anni.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5712px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="5AZtkfL4XFA24jtmoJjrYh" name="Mercedes electric GLC illuminated stars in the panoramic glass roof.JPG" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5AZtkfL4XFA24jtmoJjrYh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5712" height="3213" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Le stelle illuminate sul tetto panoramico in vetro della Mercedes GLC elettrica </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>È interessante vedere come la tecnologia di illuminazione ambientale si sia evoluta da zone multiple con 64 scelte di colore ciascuna e animazioni di base (EQB e G-Wagen) a zone multiple con <em>gradienti</em> di colore per zona e animazioni (<em>GLC</em> e EQS). La nuova GLC elettrica fa un ulteriore passo avanti con un tetto panoramico in vetro <em>Sky Control</em> PDLC (<em>Polymer-Dispersed Liquid-Crystal</em>) a nove segmenti che vanta uno strato integrato di 162 stelle illuminate.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3881px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.63%;"><img id="Dq3HCzNN7Fi2nxzpKAeKSh" name="Mercedes electric G-Wagen" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Dq3HCzNN7Fi2nxzpKAeKSh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3881" height="2198" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Mercedes electric G-Wagen </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>Proprio come le altre zone, questo strato di stelle illuminate presenta 64 scelte di colore, in armonia con il resto dell'illuminazione ambientale della GLC EV. Il <em>Starlight Headliner</em> di Rolls-Royce porta questo concetto a un livello superiore con un effetto "cielo notturno" su misura, realizzato a mano, utilizzando migliaia di minuscole luci a fibra ottica incorporate nel rivestimento del tetto che possono essere personalizzate per visualizzare costellazioni scintillanti uniche, colori e persino effetti di stelle cadenti.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4032px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="qe4wCUMh6iUgmux3HiTCYg" name="Genesis GV70 EV gallery backlit constellation door card" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qe4wCUMh6iUgmux3HiTCYg-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4032" height="2268" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text"> Porta Genesis GV70 EV con costellazione retroilluminata </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><p>La Genesis GV70 EV presenta una costellazione retroilluminata nei pannelli delle portiere, il cui colore si abbina alla modalità di guida corrente, proprio come il resto dell'illuminazione ambientale. I veicoli elettrici cinesi offrono una personalizzazione ancora maggiore attraverso un'illuminazione ambientale RGB dinamica <em>multicolor</em> che "respira", visualizza schemi complessi, si sincronizza con la musica, reagisce ai cambiamenti di clima e ad altre impostazioni, risponde ai comandi vocali e mostra indicazioni di navigazione e <em>cue</em> degli ADAS.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="PXJoSpEwpndCLD6PXLdPmh" name="Audi A6 OLEd tailights" alt="EV car light examples" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PXJoSpEwpndCLD6PXLdPmh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4000" height="2252" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Fanali posteriori OLED dell'Audi A6 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Myriam Joire)</span></figcaption></figure><h2 id="the-future">The future</h2><p>Poiché i Veicoli Autonomi (AV) diventeranno più comuni, aspettatevi di vedere più <em>display</em> a matrice di punti pixelati e tecnologia DLP (proiezione) installati sui veicoli per comunicare con gli altri utenti della strada e per migliorare la sicurezza e la fiducia. I Micro LED, attualmente utilizzati nei televisori di fascia alta, stanno arrivando nei fari a matrice, e gli OLED stanno lentamente ma inesorabilmente migrando nell'illuminazione ambientale. Fondamentale per i veicoli elettrici, entrambi sono più efficienti dal punto di vista energetico.</p><p>Mercedes sta aggiungendo una luce turchese ai fanali posteriori dei suoi veicoli dotati di <em>Drive Pilot</em> per fornire un segnale visivo chiaro e inconfondibile che l'auto è in modalità autonoma (ADAS di Livello 3) e che è (presumibilmente) accettabile per il conducente guardare YouTube in quel momento. I veicoli autonomi di Waymo presentano un <em>display</em> PoV (<em>Persistence of Vision</em>) sul sensore <em>lidar</em> rotante montato sul tetto che mostra le iniziali del passeggero per aiutarlo a identificare il proprio veicolo.</p><p>L'XPeng Robotaxi presenta il primo <em>display</em> rivolto verso l'esterno montato sull'aletta parasole del settore, che fornisce capacità di "comunicazione ed espressione", conferendo al veicolo una personalità e offrendo segnali visivi per i pedoni durante il parcheggio o la guida a bassa velocità. E sicuramente, l'illuminazione ambientale continuerà ad adornare l'interno di veicoli elettrici e a combustione. In altre parole, il futuro della tecnologia di illuminazione automobilistica sembra <em>splendente</em>.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Cinque cose che mi infastidiscono di Android ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Uno degli aspetti più riusciti di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">Android</a> è l'enorme varietà di dispositivi che lo utilizzano: <em>smartphone</em> con fasce di prezzo, specifiche, <em>feature</em> e persino interfacce diverse. Di conseguenza, se c'è qualcosa che vi infastidisce in un telefono Android, di solito potete trovare un'alternativa che non presenti lo stesso difetto.</p><p>Nonostante ciò, ci sono alcune problematiche che affliggono molti, quasi tutti, o persino tutti i migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> Android, e di seguito ho elencato i cinque fastidi più comuni. Questi problemi riguardano principalmente il <em>software</em> poiché, indipendentemente dalle scelte del produttore, tutti si basano in ultima analisi sul sistema operativo Android. C'è anche un problema <em>hardware</em> nel mucchio, tanto per gradire.</p><p></p><p></p><h2 class="article-body__section" id="section-1-l-attesa-per-gli-aggiornamenti-software"><span>1. L'attesa per gli aggiornamenti software</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4563px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="U9hoiCTg69fgMCKXasK9PE" name="Google Pixel 10 review-1-2" alt="Google Pixel 10 in Lemongrass against a bubbly backsplash" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U9hoiCTg69fgMCKXasK9PE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4563" height="2567" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il Google Pixel 10 riceve aggiornamenti rapidamente, ma non tutti i telefoni Android fanno altrettanto. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Quando Apple rilascia un aggiornamento iOS, questo è disponibile per tutti i telefoni compatibili quasi immediatamente, e la maggior parte degli iPhone utilizza la versione più recente del <em>software</em> – completa di correzioni di <em>bug</em>, <em>patch</em> di sicurezza e nuove funzionalità – entro pochi giorni dal lancio.</p><p>Ma quando Google rilascia un aggiornamento di Android, si rischia di dover aspettare mesi prima che arrivi sul proprio telefono. Certo, se si acquista un Pixel, si ottiene l'accesso agli aggiornamenti il giorno stesso, ma con altri marchi l'attesa può variare enormemente. Ciò è dovuto principalmente al fatto che gli altri produttori personalizzano Android con le proprie interfacce, quindi hanno bisogno di tempo per eseguire le proprie modifiche, oltre ad assicurarsi che il nuovo <em>software</em> funzioni bene sulle loro diverse configurazioni <em>hardware</em>.</p><p>Esiste quindi una buona ragione per questi ritardi, poiché permettono una vasta gamma di interfacce e funzionalità software Android. Ma questo significa anche che si può incorrere in un'attesa frustrantemente lunga per ottenere nuove funzionalità e <em>fix</em>, anche se si sta utilizzando un miglior smartphone di fascia alta.</p><p></p><p></p><h2 class="article-body__section" id="section-2-mancanza-di-un-buon-sistema-di-sblocco-facciale"><span>2. Mancanza di un buon sistema di sblocco facciale</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="etP52Yu8mPtgmuji334odN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-center-stage-camera" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/etP52Yu8mPtgmuji334odN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La maggior parte dei telefoni Android non può eguagliare il Face ID di Apple. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Un'altra area in cui gli iPhone eccellono è il Face ID, un modo elegante, affidabile e sicuro per sbloccare il telefono. Su Android, molti telefoni hanno sistemi di sblocco facciale propri, ma pochi possono essere descritti negli stessi termini.</p><p>La stragrande maggioranza di questi sistemi è meno sicura del Face ID, poiché si affida al riconoscimento di immagini 2D, mentre il Face ID utilizza la mappatura della profondità 3D. Ciò significa che, in teoria, si potrebbe ingannare più facilmente un telefono Android con una foto del viso; è anche il motivo per cui gli iPhone hanno <em>notch</em> o ritagli più grandi nello schermo, dato che l'approccio di Apple richiede più componenti.</p><p>Inoltre, mentre alcuni telefoni Android sembrano altrettanto veloci e affidabili nello sblocco con riconoscimento facciale, altri no. Per questo motivo la maggior parte dei telefoni Android include anche un sensore di impronte digitali, per coloro che desiderano maggiore sicurezza o affidabilità rispetto ai sistemi di sblocco facciale. I sensori di impronte digitali vanno bene, ma semplicemente non eguagliano la comodità di guardare il telefono per sbloccarlo.</p><h2 class="article-body__section" id="section-3-la-mancanza-di-alcune-app-e-giochi"><span>3. La mancanza di alcune app e giochi</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XGhwgRDySaQ8CDzGjqEcUB" name="Apple-iPhone-16-Pro-Review-death-stranding-play.jpg" alt="Apple iPhone 16 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XGhwgRDySaQ8CDzGjqEcUB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Su Android mancano alcuni importanti giochi che si trovano su iOS. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>Ci sono moltissime app e giochi eccellenti su Android, ma mancano alcuni titoli di grido disponibili su iOS. Per quanto riguarda le app, iOS offre soluzioni raffinate e potenti come l'app fotografica Halide e l'app calendario Fantastical, entrambe sostituti impressionanti delle alternative predefinite.</p><p>Per quanto riguarda i giochi, è possibile trovare titoli AAA come <em>Death Stranding</em> e <em>Resident Evil Village</em> su iOS, ma questi non sono disponibili su Android. E questi sono solo alcuni esempi: ci sono molte altre app e giochi di alto profilo che non sono disponibili su Android, pur essendo opzioni su iOS. E questo è un vero peccato.</p><h2 class="article-body__section" id="section-4-il-bloatware-software-preinstallato"><span>4. Il bloatware (software preinstallato)</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3860px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="BhcwL8dA5J4tWbF4z5eUjH" name="Samsung Galaxy S25 review-5" alt="Samsung Galaxy S25 showing the side bar with AI Assist tool" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BhcwL8dA5J4tWbF4z5eUjH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3860" height="2171" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il Samsung Galaxy S25 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Non tutti i telefoni Android hanno <em>bloatware</em>, ma molti sì, anche nella fascia alta. Come minimo, spesso ci si ritrova con app duplicate: sia la versione Google che quella del produttore sono incluse nel telefono. In molti casi – in particolare sui telefoni di fascia bassa – si trovano anche varie app di terze parti installate, a causa di accordi presi dal produttore del telefono.</p><p>Spesso è possibile disinstallare queste app se non le si desidera, ma dover fare pulizia su ogni nuovo telefono Android che si acquista può diventare noioso.</p><p></p><p></p><h2 class="article-body__section" id="section-5-il-periodo-di-supporto-breve-per-alcuni-telefoni"><span>5. Il periodo di supporto breve per alcuni telefoni</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YiWpEm9D7Ycb8wRmud299" name="Samsung-Galaxy-S25-Ultra-now-brief-on-lock-screen-in-hand" alt="Samsung Galaxy S25 Ultra Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YiWpEm9D7Ycb8wRmud299-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non tutti i dispositivi Android ricevono tanti aggiornamenti quanto il Samsung Galaxy S25 Ultra. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>Una volta, i telefoni Android non ricevevano molti anni di aggiornamenti, con persino i modelli di fascia alta spesso limitati a soli due o tre anni. Fortunatamente, questo non è più vero: molti modelli di punta ora riceveranno cinque o più anni di aggiornamenti, con il Samsung Galaxy S25, ad esempio, che ne riceverà addirittura sette.</p><p>Ma questo non vale ancora per tutti i telefoni, in particolare per alcuni modelli di fascia bassa, come certi dispositivi Motorola e Nokia di gamma media e inferiore. E, naturalmente, se si acquista un telefono più datato, in molti casi non sarà, o non sarà più, idoneo a molti aggiornamenti. Questo è un peccato, perché acquistare un telefono più economico può rivelarsi un falso risparmio, dato che, in molti casi, dovrà essere sostituito prima di un modello più costoso.</p><p>Questi sono i principali aspetti che mi infastidiscono dei dispositivi Android, anche se, in molti casi, rientrano tra i migliori telefoni in circolazione. Ma cosa irrita voi? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto.</p><p>Questi sono i principali aspetti che mi infastidiscono degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">smartphone Android</a>, anche se, in molti casi, rientrano tra i migliori telefoni in circolazione. Ma cosa irrita voi? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-widget-title="Today's best Android phone deals" data-model-name="Samsung Galaxy S25,Samsung Galaxy S25 Plus,Samsung Galaxy S25 Edge,Samsung Galaxy S25 Ultra,Google Pixel 10,Google Pixel 10 Pro,Google Pixel 10 Pro XL,OnePlus 15"></div> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Android è un sistema operativo superbo, ma esso e i telefoni che lo utilizzano presentano ancora alcuni elementi fastidiosi. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>Uno degli aspetti più riusciti di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">Android</a> è l'enorme varietà di dispositivi che lo utilizzano: <em>smartphone</em> con fasce di prezzo, specifiche, <em>feature</em> e persino interfacce diverse. Di conseguenza, se c'è qualcosa che vi infastidisce in un telefono Android, di solito potete trovare un'alternativa che non presenti lo stesso difetto.</p><p>Nonostante ciò, ci sono alcune problematiche che affliggono molti, quasi tutti, o persino tutti i migliori <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone">smartphone</a> Android, e di seguito ho elencato i cinque fastidi più comuni. Questi problemi riguardano principalmente il <em>software</em> poiché, indipendentemente dalle scelte del produttore, tutti si basano in ultima analisi sul sistema operativo Android. C'è anche un problema <em>hardware</em> nel mucchio, tanto per gradire.</p><p></p><p></p><h2 class="article-body__section" id="section-1-l-attesa-per-gli-aggiornamenti-software"><span>1. L'attesa per gli aggiornamenti software</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4563px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="U9hoiCTg69fgMCKXasK9PE" name="Google Pixel 10 review-1-2" alt="Google Pixel 10 in Lemongrass against a bubbly backsplash" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/U9hoiCTg69fgMCKXasK9PE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4563" height="2567" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il Google Pixel 10 riceve aggiornamenti rapidamente, ma non tutti i telefoni Android fanno altrettanto. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Quando Apple rilascia un aggiornamento iOS, questo è disponibile per tutti i telefoni compatibili quasi immediatamente, e la maggior parte degli iPhone utilizza la versione più recente del <em>software</em> – completa di correzioni di <em>bug</em>, <em>patch</em> di sicurezza e nuove funzionalità – entro pochi giorni dal lancio.</p><p>Ma quando Google rilascia un aggiornamento di Android, si rischia di dover aspettare mesi prima che arrivi sul proprio telefono. Certo, se si acquista un Pixel, si ottiene l'accesso agli aggiornamenti il giorno stesso, ma con altri marchi l'attesa può variare enormemente. Ciò è dovuto principalmente al fatto che gli altri produttori personalizzano Android con le proprie interfacce, quindi hanno bisogno di tempo per eseguire le proprie modifiche, oltre ad assicurarsi che il nuovo <em>software</em> funzioni bene sulle loro diverse configurazioni <em>hardware</em>.</p><p>Esiste quindi una buona ragione per questi ritardi, poiché permettono una vasta gamma di interfacce e funzionalità software Android. Ma questo significa anche che si può incorrere in un'attesa frustrantemente lunga per ottenere nuove funzionalità e <em>fix</em>, anche se si sta utilizzando un miglior smartphone di fascia alta.</p><p></p><p></p><h2 class="article-body__section" id="section-2-mancanza-di-un-buon-sistema-di-sblocco-facciale"><span>2. Mancanza di un buon sistema di sblocco facciale</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="etP52Yu8mPtgmuji334odN" name="Apple-iPhone-17-Pro-review-center-stage-camera" alt="Apple iPhone 17 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/etP52Yu8mPtgmuji334odN-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La maggior parte dei telefoni Android non può eguagliare il Face ID di Apple. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Lance Ulanoff / Future)</span></figcaption></figure><p>Un'altra area in cui gli iPhone eccellono è il Face ID, un modo elegante, affidabile e sicuro per sbloccare il telefono. Su Android, molti telefoni hanno sistemi di sblocco facciale propri, ma pochi possono essere descritti negli stessi termini.</p><p>La stragrande maggioranza di questi sistemi è meno sicura del Face ID, poiché si affida al riconoscimento di immagini 2D, mentre il Face ID utilizza la mappatura della profondità 3D. Ciò significa che, in teoria, si potrebbe ingannare più facilmente un telefono Android con una foto del viso; è anche il motivo per cui gli iPhone hanno <em>notch</em> o ritagli più grandi nello schermo, dato che l'approccio di Apple richiede più componenti.</p><p>Inoltre, mentre alcuni telefoni Android sembrano altrettanto veloci e affidabili nello sblocco con riconoscimento facciale, altri no. Per questo motivo la maggior parte dei telefoni Android include anche un sensore di impronte digitali, per coloro che desiderano maggiore sicurezza o affidabilità rispetto ai sistemi di sblocco facciale. I sensori di impronte digitali vanno bene, ma semplicemente non eguagliano la comodità di guardare il telefono per sbloccarlo.</p><h2 class="article-body__section" id="section-3-la-mancanza-di-alcune-app-e-giochi"><span>3. La mancanza di alcune app e giochi</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XGhwgRDySaQ8CDzGjqEcUB" name="Apple-iPhone-16-Pro-Review-death-stranding-play.jpg" alt="Apple iPhone 16 Pro REVIEW" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XGhwgRDySaQ8CDzGjqEcUB-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Su Android mancano alcuni importanti giochi che si trovano su iOS. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>Ci sono moltissime app e giochi eccellenti su Android, ma mancano alcuni titoli di grido disponibili su iOS. Per quanto riguarda le app, iOS offre soluzioni raffinate e potenti come l'app fotografica Halide e l'app calendario Fantastical, entrambe sostituti impressionanti delle alternative predefinite.</p><p>Per quanto riguarda i giochi, è possibile trovare titoli AAA come <em>Death Stranding</em> e <em>Resident Evil Village</em> su iOS, ma questi non sono disponibili su Android. E questi sono solo alcuni esempi: ci sono molte altre app e giochi di alto profilo che non sono disponibili su Android, pur essendo opzioni su iOS. E questo è un vero peccato.</p><h2 class="article-body__section" id="section-4-il-bloatware-software-preinstallato"><span>4. Il bloatware (software preinstallato)</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3860px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="BhcwL8dA5J4tWbF4z5eUjH" name="Samsung Galaxy S25 review-5" alt="Samsung Galaxy S25 showing the side bar with AI Assist tool" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BhcwL8dA5J4tWbF4z5eUjH-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3860" height="2171" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il Samsung Galaxy S25 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Non tutti i telefoni Android hanno <em>bloatware</em>, ma molti sì, anche nella fascia alta. Come minimo, spesso ci si ritrova con app duplicate: sia la versione Google che quella del produttore sono incluse nel telefono. In molti casi – in particolare sui telefoni di fascia bassa – si trovano anche varie app di terze parti installate, a causa di accordi presi dal produttore del telefono.</p><p>Spesso è possibile disinstallare queste app se non le si desidera, ma dover fare pulizia su ogni nuovo telefono Android che si acquista può diventare noioso.</p><p></p><p></p><h2 class="article-body__section" id="section-5-il-periodo-di-supporto-breve-per-alcuni-telefoni"><span>5. Il periodo di supporto breve per alcuni telefoni</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YiWpEm9D7Ycb8wRmud299" name="Samsung-Galaxy-S25-Ultra-now-brief-on-lock-screen-in-hand" alt="Samsung Galaxy S25 Ultra Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YiWpEm9D7Ycb8wRmud299-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non tutti i dispositivi Android ricevono tanti aggiornamenti quanto il Samsung Galaxy S25 Ultra. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>Una volta, i telefoni Android non ricevevano molti anni di aggiornamenti, con persino i modelli di fascia alta spesso limitati a soli due o tre anni. Fortunatamente, questo non è più vero: molti modelli di punta ora riceveranno cinque o più anni di aggiornamenti, con il Samsung Galaxy S25, ad esempio, che ne riceverà addirittura sette.</p><p>Ma questo non vale ancora per tutti i telefoni, in particolare per alcuni modelli di fascia bassa, come certi dispositivi Motorola e Nokia di gamma media e inferiore. E, naturalmente, se si acquista un telefono più datato, in molti casi non sarà, o non sarà più, idoneo a molti aggiornamenti. Questo è un peccato, perché acquistare un telefono più economico può rivelarsi un falso risparmio, dato che, in molti casi, dovrà essere sostituito prima di un modello più costoso.</p><p>Questi sono i principali aspetti che mi infastidiscono dei dispositivi Android, anche se, in molti casi, rientrano tra i migliori telefoni in circolazione. Ma cosa irrita voi? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto.</p><p>Questi sono i principali aspetti che mi infastidiscono degli <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/10-migliori-smartphone-android">smartphone Android</a>, anche se, in molti casi, rientrano tra i migliori telefoni in circolazione. Ma cosa irrita voi? Fatemelo sapere nei commenti qui sotto.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-widget-title="Today's best Android phone deals" data-model-name="Samsung Galaxy S25,Samsung Galaxy S25 Plus,Samsung Galaxy S25 Edge,Samsung Galaxy S25 Ultra,Google Pixel 10,Google Pixel 10 Pro,Google Pixel 10 Pro XL,OnePlus 15"></div>
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                                                            <title><![CDATA[ La modalità studio di ChatGPT non si limita a dare la risposta, ma insegna come risolvere i problemi ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Una delle principali critiche rivolte a ChatGPT e ai chatbot di IA in generale è che bambini o studenti li usino per fare i compiti invece di farli da soli. Forse questo si applica più agli studenti universitari che copiano i saggi che agli studenti delle scuole superiori, ma è innegabile che stia accadendo.</p><p>Se uno studente si limita a tagliare e incollare le risposte direttamente da ChatGPT nel suo compito, l'intero processo di apprendimento viene aggirato. Senza contare che è poco etico.</p><p>Dobbiamo accettare di vivere in un mondo in cui l'IA è ampiamente disponibile, quindi l'idea che gli studenti, i quali hanno tutti accesso facile e gratuito a ChatGPT tramite i loro telefoni cellulari, non la useranno è irrealistica. Il problema è davvero che ChatGPT è programmato per fornire solo la risposta alla domanda che hai posto il più rapidamente possibile, invece di mostrare come è arrivato alla soluzione.</p><h2 id="un-tutor-privato">Un tutor privato</h2><p>La Modalità Studio in ChatGPT è la soluzione. Invece di limitarsi a sputare la risposta a un problema, è progettata per affrontarlo in modo graduale (step-by-step) che porta a un risultato finale, spiegando cosa succede ad ogni passaggio e ponendoti domande mentre procede. In questo modo, puoi capire come si è arrivati alla soluzione e come risolvere il problema da solo la prossima volta.</p><p>Se sei un genitore, allora questa dovrebbe essere musica per le tue orecchie perché la Modalità Studio di ChatGPT è come avere un tutor a domicilio per tuo figlio per il quale non devi pagare. Naturalmente, non devi essere uno studente scolastico o universitario per beneficiare della Modalità Studio – è in realtà un ottimo modo per chiunque di imparare qualsiasi materia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="v7rJ4f7ZrdF6UPdwndzYZS" name="StudyMode_Flow_7-29 (1) copy" alt="Study mode in ChatGPT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/v7rJ4f7ZrdF6UPdwndzYZS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p>La Modalità Studio è disponibile per gli utenti che hanno effettuato l'accesso su Free, Plus, Pro, Team, oltre che su ChatGPT Edu. Tutto quello che devi fare è cliccare, o toccare, sull'icona <strong>+</strong> a sinistra della finestra del prompt e selezionare <strong>‘Studia e impara’</strong> dal menu a discesa.</p><p>Ora digita tutto ciò di cui hai bisogno nella finestra del prompt, come <strong>“Spiega come funziona la fotosintesi”</strong>. ChatGPT ti chiederà a quale livello stai studiando e inizierai una conversazione bidirezionale in cui agisce più come un tutor, guidandoti attraverso la spiegazione.</p><p>In alternativa, puoi tagliare e incollare o caricare un documento – magari anche un compito a casa – e fargli rispondere alle domande in esso contenute allo stesso modo. Per caricare un documento, tocca o clicca di nuovo sull'icona <strong>+</strong> e scegli <strong>‘Carica file’</strong>, e poi potresti digitare qualcosa come: <strong>“Rispondi alle domande in questo documento”</strong>, oppure potresti dire: <strong>“Usando questo documento come fonte, come risponderesti alla domanda…”</strong>.</p><h2 id="stimolare-la-curiosita">Stimolare la curiosità</h2><p>OpenAI ha sviluppato la Modalità Studio in collaborazione con insegnanti, scienziati ed esperti di pedagogia per riflettere un insieme fondamentale di comportamenti che supportano un apprendimento più approfondito.</p><p>Se usata correttamente, scoprirai che la Modalità Studio stimolerà la tua curiosità e promuoverà le condizioni necessarie affinché avvenga un apprendimento autentico.</p><p>Non ti sommergerà di fatti e cifre; invece, ti incoraggerà delicatamente nella giusta direzione.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ ChatGPT è uno strumento utile per riassumere informazioni, scrivere codice o generare immagini, ma usarlo per copiare i compiti o superare gli esami è una pessima idea. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Graham Barlow ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LRCfnbWncUizq2Z6gECPWj-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[ChatGPT Study Mode]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Una delle principali critiche rivolte a ChatGPT e ai chatbot di IA in generale è che bambini o studenti li usino per fare i compiti invece di farli da soli. Forse questo si applica più agli studenti universitari che copiano i saggi che agli studenti delle scuole superiori, ma è innegabile che stia accadendo.</p><p>Se uno studente si limita a tagliare e incollare le risposte direttamente da ChatGPT nel suo compito, l'intero processo di apprendimento viene aggirato. Senza contare che è poco etico.</p><p>Dobbiamo accettare di vivere in un mondo in cui l'IA è ampiamente disponibile, quindi l'idea che gli studenti, i quali hanno tutti accesso facile e gratuito a ChatGPT tramite i loro telefoni cellulari, non la useranno è irrealistica. Il problema è davvero che ChatGPT è programmato per fornire solo la risposta alla domanda che hai posto il più rapidamente possibile, invece di mostrare come è arrivato alla soluzione.</p><h2 id="un-tutor-privato">Un tutor privato</h2><p>La Modalità Studio in ChatGPT è la soluzione. Invece di limitarsi a sputare la risposta a un problema, è progettata per affrontarlo in modo graduale (step-by-step) che porta a un risultato finale, spiegando cosa succede ad ogni passaggio e ponendoti domande mentre procede. In questo modo, puoi capire come si è arrivati alla soluzione e come risolvere il problema da solo la prossima volta.</p><p>Se sei un genitore, allora questa dovrebbe essere musica per le tue orecchie perché la Modalità Studio di ChatGPT è come avere un tutor a domicilio per tuo figlio per il quale non devi pagare. Naturalmente, non devi essere uno studente scolastico o universitario per beneficiare della Modalità Studio – è in realtà un ottimo modo per chiunque di imparare qualsiasi materia.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="v7rJ4f7ZrdF6UPdwndzYZS" name="StudyMode_Flow_7-29 (1) copy" alt="Study mode in ChatGPT" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/v7rJ4f7ZrdF6UPdwndzYZS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p>La Modalità Studio è disponibile per gli utenti che hanno effettuato l'accesso su Free, Plus, Pro, Team, oltre che su ChatGPT Edu. Tutto quello che devi fare è cliccare, o toccare, sull'icona <strong>+</strong> a sinistra della finestra del prompt e selezionare <strong>‘Studia e impara’</strong> dal menu a discesa.</p><p>Ora digita tutto ciò di cui hai bisogno nella finestra del prompt, come <strong>“Spiega come funziona la fotosintesi”</strong>. ChatGPT ti chiederà a quale livello stai studiando e inizierai una conversazione bidirezionale in cui agisce più come un tutor, guidandoti attraverso la spiegazione.</p><p>In alternativa, puoi tagliare e incollare o caricare un documento – magari anche un compito a casa – e fargli rispondere alle domande in esso contenute allo stesso modo. Per caricare un documento, tocca o clicca di nuovo sull'icona <strong>+</strong> e scegli <strong>‘Carica file’</strong>, e poi potresti digitare qualcosa come: <strong>“Rispondi alle domande in questo documento”</strong>, oppure potresti dire: <strong>“Usando questo documento come fonte, come risponderesti alla domanda…”</strong>.</p><h2 id="stimolare-la-curiosita">Stimolare la curiosità</h2><p>OpenAI ha sviluppato la Modalità Studio in collaborazione con insegnanti, scienziati ed esperti di pedagogia per riflettere un insieme fondamentale di comportamenti che supportano un apprendimento più approfondito.</p><p>Se usata correttamente, scoprirai che la Modalità Studio stimolerà la tua curiosità e promuoverà le condizioni necessarie affinché avvenga un apprendimento autentico.</p><p>Non ti sommergerà di fatti e cifre; invece, ti incoraggerà delicatamente nella giusta direzione.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT gratis vs a pagamento, ecco le differenze ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Sebbene sia possibile utilizzare ChatGPT (e Google Gemini) direttamente da un browser web o dal proprio dispositivo mobile senza nemmeno effettuare il login, esistono diverse opzioni di abbonamento disponibili. Se avete intenzione di usarlo regolarmente, potreste presto scontrarvi con i limiti di un account gratuito.</p><p>Esistono infatti tre livelli principali di ChatGPT: <strong>Free</strong>, <strong>Plus</strong> e <strong>Pro</strong>, oltre a un paio di abbonamenti aziendali chiamati <strong>Teams</strong> ed <strong>Enterprise</strong>, e una versione dedicata agli studenti universitari chiamata <strong>ChatGPT EDU</strong>.</p><p>Come ci si aspetterebbe, il livello Free è il più basilare, ma offre comunque un accesso limitato all'ultima versione di <strong>ChatGPT-5</strong>, oltre all'accesso ai dati in tempo reale dalle ricerche web tramite <strong>ChatGPT Search</strong>. È un ottimo punto di partenza, ma le restrizioni sulle funzionalità più avanzate si fanno sentire presto per gli utenti più esigenti.</p><h2 id="il-piano-plus">Il piano Plus</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3584px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="h2M4rVZHH4sb7GAFnt2C66" name="GPTB-gb-plans1 (1) copy" alt="Sora video generation" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/h2M4rVZHH4sb7GAFnt2C66-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3584" height="2016" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Video generation in Sora comes as part of a Plus membership. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p>ChatGPT Plus è il primo livello a pagamento e costa circa 24 euro al mese. In cambio di questa cifra, ottenete una libertà di utilizzo decisamente maggiore: potete caricare tutti i file che volete, creare immagini a volontà e usare la modalità vocale quasi senza limiti.</p><p>Mentre il piano gratuito offre l'accesso a ChatGPT-5.1, il sistema tende a tornare rapidamente a un modello più semplice in caso di traffico intenso. Con il livello Plus, l'accesso a ChatGPT-5.1 è molto più esteso e include diverse modalità: <em>Thinking</em> (il modello riflette più a lungo per fornire risposte migliori), <em>Thinking mini</em> (per ragionamenti veloci), <em>Instant</em> (per risposte immediate) e la modalità <em>Auto</em>, che sceglie autonomamente l'approccio migliore in base alla domanda posta.</p><p>Gli abbonati Plus ottengono anche alcuni bonus interessanti. Tanto per cominciare c'è l'accesso a Sora, l'eccellente generatore video AI di OpenAI. Tuttavia, i video sono limitati a una risoluzione di 720p, durano 10 secondi e presentano una filigrana. L'accesso a Sora 2 è previsto, ma al momento è necessario iscriversi a una lista d'attesa.</p><p>Avrete inoltre a disposizione ChatGPT Agent. L'Agent è in grado di eseguire le vostre istruzioni in background, lasciandovi liberi di dedicarvi ad altro. Una volta completato il compito, che solitamente consiste nella produzione di un report, vi invierà una semplice notifica per avvisarvi che il lavoro è terminato.</p><p>Un altro vantaggio dell'account Plus è l'accesso ai cosiddetti modelli "legacy", ovvero le versioni precedenti ChatGPT-4o e ChatGPT-o3, che alcuni utenti continuano a preferire rispetto all'ultimo ChatGPT-5.1.</p><h2 id="chatgpt-pro">ChatGPT Pro</h2><p>Se fate sul serio con l'utilizzo di ChatGPT, potreste valutare l'account Pro: costa ben 200 euro al mese e vi garantisce l'accesso a ChatGPT-5 Pro, il modello linguistico (LLM) più avanzato che OpenAI abbia da offrire. È progettato per sfruttare una maggiore potenza di calcolo, offrendo le migliori risposte possibili alle domande più complesse. Avrete inoltre accesso al modello precedente o3-pro, oltre a tutti i modelli "legacy" come ChatGPT-4o.</p><p>La creazione di video con Sora migliora drasticamente con un account Pro, e questo è spesso il motivo principale che spinge gli utenti all'aggiornamento. Avrete la possibilità di creare video con risoluzione 1080p, di durata superiore ai 10 secondi e privi di filigrana.</p><p>In definitiva, la scelta del piano dipende dall'uso che fate di ChatGPT. Se lo utilizzate solo occasionalmente, il piano gratuito è probabilmente sufficiente per le vostre esigenze. Se avete bisogno in particolare di <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year">generare immagini</a>, il piano Plus è la scelta logica. Infine, se il budget non è un problema, puntate direttamente al piano Pro, che offre tutto ciò di cui avete bisogno.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/ai-platforms-assistants/chatgpt/chatgpt-gratis-vs-a-pagamento-ecco-le-differenze</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Vale la pena spendere 20 dollari al mese? Mettiamo a confronto i piani di OpenAI per capire quale fa al caso vostro. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[AI Platforms & Assistants]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Graham Barlow ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LRCfnbWncUizq2Z6gECPWj-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[ChatGPT on a mobile]]></media:title>
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                                <p>Sebbene sia possibile utilizzare ChatGPT (e Google Gemini) direttamente da un browser web o dal proprio dispositivo mobile senza nemmeno effettuare il login, esistono diverse opzioni di abbonamento disponibili. Se avete intenzione di usarlo regolarmente, potreste presto scontrarvi con i limiti di un account gratuito.</p><p>Esistono infatti tre livelli principali di ChatGPT: <strong>Free</strong>, <strong>Plus</strong> e <strong>Pro</strong>, oltre a un paio di abbonamenti aziendali chiamati <strong>Teams</strong> ed <strong>Enterprise</strong>, e una versione dedicata agli studenti universitari chiamata <strong>ChatGPT EDU</strong>.</p><p>Come ci si aspetterebbe, il livello Free è il più basilare, ma offre comunque un accesso limitato all'ultima versione di <strong>ChatGPT-5</strong>, oltre all'accesso ai dati in tempo reale dalle ricerche web tramite <strong>ChatGPT Search</strong>. È un ottimo punto di partenza, ma le restrizioni sulle funzionalità più avanzate si fanno sentire presto per gli utenti più esigenti.</p><h2 id="il-piano-plus">Il piano Plus</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3584px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="h2M4rVZHH4sb7GAFnt2C66" name="GPTB-gb-plans1 (1) copy" alt="Sora video generation" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/h2M4rVZHH4sb7GAFnt2C66-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3584" height="2016" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Video generation in Sora comes as part of a Plus membership. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p>ChatGPT Plus è il primo livello a pagamento e costa circa 24 euro al mese. In cambio di questa cifra, ottenete una libertà di utilizzo decisamente maggiore: potete caricare tutti i file che volete, creare immagini a volontà e usare la modalità vocale quasi senza limiti.</p><p>Mentre il piano gratuito offre l'accesso a ChatGPT-5.1, il sistema tende a tornare rapidamente a un modello più semplice in caso di traffico intenso. Con il livello Plus, l'accesso a ChatGPT-5.1 è molto più esteso e include diverse modalità: <em>Thinking</em> (il modello riflette più a lungo per fornire risposte migliori), <em>Thinking mini</em> (per ragionamenti veloci), <em>Instant</em> (per risposte immediate) e la modalità <em>Auto</em>, che sceglie autonomamente l'approccio migliore in base alla domanda posta.</p><p>Gli abbonati Plus ottengono anche alcuni bonus interessanti. Tanto per cominciare c'è l'accesso a Sora, l'eccellente generatore video AI di OpenAI. Tuttavia, i video sono limitati a una risoluzione di 720p, durano 10 secondi e presentano una filigrana. L'accesso a Sora 2 è previsto, ma al momento è necessario iscriversi a una lista d'attesa.</p><p>Avrete inoltre a disposizione ChatGPT Agent. L'Agent è in grado di eseguire le vostre istruzioni in background, lasciandovi liberi di dedicarvi ad altro. Una volta completato il compito, che solitamente consiste nella produzione di un report, vi invierà una semplice notifica per avvisarvi che il lavoro è terminato.</p><p>Un altro vantaggio dell'account Plus è l'accesso ai cosiddetti modelli "legacy", ovvero le versioni precedenti ChatGPT-4o e ChatGPT-o3, che alcuni utenti continuano a preferire rispetto all'ultimo ChatGPT-5.1.</p><h2 id="chatgpt-pro">ChatGPT Pro</h2><p>Se fate sul serio con l'utilizzo di ChatGPT, potreste valutare l'account Pro: costa ben 200 euro al mese e vi garantisce l'accesso a ChatGPT-5 Pro, il modello linguistico (LLM) più avanzato che OpenAI abbia da offrire. È progettato per sfruttare una maggiore potenza di calcolo, offrendo le migliori risposte possibili alle domande più complesse. Avrete inoltre accesso al modello precedente o3-pro, oltre a tutti i modelli "legacy" come ChatGPT-4o.</p><p>La creazione di video con Sora migliora drasticamente con un account Pro, e questo è spesso il motivo principale che spinge gli utenti all'aggiornamento. Avrete la possibilità di creare video con risoluzione 1080p, di durata superiore ai 10 secondi e privi di filigrana.</p><p>In definitiva, la scelta del piano dipende dall'uso che fate di ChatGPT. Se lo utilizzate solo occasionalmente, il piano gratuito è probabilmente sufficiente per le vostre esigenze. Se avete bisogno in particolare di <a href="https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/i-migliori-generatori-di-immagini-ia-del-year">generare immagini</a>, il piano Plus è la scelta logica. Infine, se il budget non è un problema, puntate direttamente al piano Pro, che offre tutto ciò di cui avete bisogno.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Black Friday: se cerchi uno smartphone NON guardare solo ai megapixel ]]></title>
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Il rivale Samsung Galaxy S25 Ultra, invece, ha una fotocamera principale da <strong>200 MP</strong>: oltre quattro volte il numero di pixel rispetto all'iPhone 17 Pro Max.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9QGiJ8BKjMMS6nBKhdrstD" name="Samsung Galaxy S25 Ultra camera" alt="Samsung Galaxy S25 Ultra camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9QGiJ8BKjMMS6nBKhdrstD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il Samsung Galaxy S25 Ultra vanta una fotocamera principale da 200 MP ad altissima risoluzione, ma non è comunque il nostro smartphone con fotocamera numero uno in classifica. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Chris Hall)</span></figcaption></figure><p>La logica suggerisce che un sensore a più alta risoluzione produca un'immagine più dettagliata, ma non è sempre così. Anzi, a mio avviso, c'è un altro fattore in gioco che dovrebbe essere più in alto nella vostra lista di considerazioni al momento dell'acquisto di un camera phone.</p><p>Parlo delle <strong>dimensioni del sensore</strong>, che è esattamente ciò che suggerisce il nome: quanto è grande il sensore nella realtà.</p><p>Consideriamo di nuovo l'iPhone 17 Pro Max. Ha una fotocamera principale da 48 MP con un sensore da 1/1,28 di pollice. Questa è una misura diagonale del sensore. Per una misurazione più semplice, si può dividere la frazione per scoprire che il sensore dell'iPhone misura 0,78 pollici.</p><p>Il Samsung Galaxy S25 Ultra ha una fotocamera principale da 200 MP, con un sensore leggermente più piccolo, da 1/1,3 di pollice. Dividendo nuovamente la frazione, vediamo che il sensore principale dell'Ultra è di 0,77 pollici in diagonale. L'Ultra divide quel sensore in più pixel, ma ha quasi le stesse dimensioni del sensore da 48 MP dell'iPhone.</p><p>Nonostante la risoluzione più alta del Galaxy S25 Ultra, l'iPhone 17 Pro Max detiene il titolo di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-fotocamera" target="_blank">miglior smartphone con fotocamera di TechRadar</a>.</p><p>Questo non significa che le dimensioni del sensore della fotocamera principale siano l'unica cosa che conta per le prestazioni di un camera phone, né che sia solo per questo che l'iPhone 17 Pro Max è in testa alla nostra classifica. L'iPhone ha anche fotocamere ultra-grandangolari e teleobiettivo con risoluzione maggiore rispetto al Galaxy S25 Ultra, entrambe con sensori di dimensioni maggiori o comparabili.</p><p>Il sensore principale da 1 pollice dello Xiaomi 15 Ultra gli consente un'enorme acquisizione di luce e sorprendenti effetti di profondità di campo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sM5buVzG3M9SFwit7gbo8U" name="Xiaomi 15 Ultra REVIEW camera" alt="Xiaomi 15 Ultra REVIEW camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sM5buVzG3M9SFwit7gbo8U-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il sensore principale da 1 pollice dello Xiaomi 15 Ultra gli consente un'enorme acquisizione di luce e sorprendenti effetti di profondità di campo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Quindi, qual è il nesso con il Black Friday e il Cyber Monday?</p><p>Durante la stagione dei saldi, è probabile che vedremo numerosi sconti su una vasta gamma di telefoni economici e di fascia media, alcuni dei quali sfoggeranno sensori ad alta risoluzione.</p><p>Alcuni di questi camera phone di fascia media ad alta risoluzione, come l'Honor 400, scattano foto eccellenti, ma altri, come il Samsung Galaxy A35, possono lasciare a desiderare in determinate condizioni.</p><p>Ecco perché dovreste cercare di determinare, se possibile, le <strong>dimensioni del sensore della fotocamera principale</strong>: per avere un quadro il più chiaro possibile prima di effettuare un acquisto. Ovviamente, potreste anche cercare di dare un'occhiata ad alcune foto e video di esempio, ma questo non è sempre possibile.</p><p>Stai cercando un nuovo smartphone con fotocamera questo Black Friday? Facci sapere quali modelli o offerte preliminari hanno attirato la tua attenzione nei commenti qui sotto.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="Apple iPhone 17 Pro Max,Apple iPhone 17 Pro,Samsung Galaxy S25 Ultra" data-widget-title="Today's best camera phone deals"></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/black-friday-se-cerchi-uno-smartphone-non-guardare-solo-ai-megapixel</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Se state cercando un nuovo smartphone con fotocamera durante la stagione dei saldi, la risoluzione non è l'unica cosa da tenere d'occhio sulla scheda tecnica. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">RmiEYV2Kmg3aNv8tBbskCF</guid>
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                                                                                                <author><![CDATA[ jamie.richards@futurenet.com (Jamie Richards) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Jamie Richards ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/LRJETRuNfZFmsjnWvCjdCi-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Jamie is a Mobile Computing Staff Writer for TechRadar, responsible for covering phones and tablets. A lifelong tech-obsessive, Jamie began his writing career as a music blogger before studying journalism at Goldsmiths College, and joined TechRadar in 2024. He thinks the iPhone 5S is the greatest phone of all time, but is currently an Android user. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;As well as reporting on the latest in mobile hardware, software, and industry developments, Jamie specialises in features and long-form pieces that dive into the latest phone and tablet trends. He can also be found writing for the site&#039;s Audio and Streaming sections from time to time, or behind the decks as a DJ at local venues around London.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro Max REVIEW]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Per alcuni utenti, <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/miglior-smartphone" target="_blank">i migliori smartphone</a> devono per forza essere anche i migliori smartphone con fotocamera: quei dispositivi dotati di una selezione di fotocamere di alta qualità per scattare foto e registrare video dei ricordi più importanti, catturare paesaggi suggestivi o semplicemente migliorare l'aspetto delle storie di Instagram.</p><p>I migliori camera phone sul mercato sono dotati di sensori ad alta risoluzione, ma la risoluzione non è tutto. L'iPhone 17 Pro Max ha tre fotocamere da <strong>48 MP</strong>, tutte compatibili con la tecnologia <strong>Fusion Camera</strong> di Apple (che abbiamo spiegato in un altro articolo). Il rivale Samsung Galaxy S25 Ultra, invece, ha una fotocamera principale da <strong>200 MP</strong>: oltre quattro volte il numero di pixel rispetto all'iPhone 17 Pro Max.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9QGiJ8BKjMMS6nBKhdrstD" name="Samsung Galaxy S25 Ultra camera" alt="Samsung Galaxy S25 Ultra camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9QGiJ8BKjMMS6nBKhdrstD-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il Samsung Galaxy S25 Ultra vanta una fotocamera principale da 200 MP ad altissima risoluzione, ma non è comunque il nostro smartphone con fotocamera numero uno in classifica. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Chris Hall)</span></figcaption></figure><p>La logica suggerisce che un sensore a più alta risoluzione produca un'immagine più dettagliata, ma non è sempre così. Anzi, a mio avviso, c'è un altro fattore in gioco che dovrebbe essere più in alto nella vostra lista di considerazioni al momento dell'acquisto di un camera phone.</p><p>Parlo delle <strong>dimensioni del sensore</strong>, che è esattamente ciò che suggerisce il nome: quanto è grande il sensore nella realtà.</p><p>Consideriamo di nuovo l'iPhone 17 Pro Max. Ha una fotocamera principale da 48 MP con un sensore da 1/1,28 di pollice. Questa è una misura diagonale del sensore. Per una misurazione più semplice, si può dividere la frazione per scoprire che il sensore dell'iPhone misura 0,78 pollici.</p><p>Il Samsung Galaxy S25 Ultra ha una fotocamera principale da 200 MP, con un sensore leggermente più piccolo, da 1/1,3 di pollice. Dividendo nuovamente la frazione, vediamo che il sensore principale dell'Ultra è di 0,77 pollici in diagonale. L'Ultra divide quel sensore in più pixel, ma ha quasi le stesse dimensioni del sensore da 48 MP dell'iPhone.</p><p>Nonostante la risoluzione più alta del Galaxy S25 Ultra, l'iPhone 17 Pro Max detiene il titolo di <a href="https://global.techradar.com/it-it/news/migliore-smartphone-fotocamera" target="_blank">miglior smartphone con fotocamera di TechRadar</a>.</p><p>Questo non significa che le dimensioni del sensore della fotocamera principale siano l'unica cosa che conta per le prestazioni di un camera phone, né che sia solo per questo che l'iPhone 17 Pro Max è in testa alla nostra classifica. L'iPhone ha anche fotocamere ultra-grandangolari e teleobiettivo con risoluzione maggiore rispetto al Galaxy S25 Ultra, entrambe con sensori di dimensioni maggiori o comparabili.</p><p>Il sensore principale da 1 pollice dello Xiaomi 15 Ultra gli consente un'enorme acquisizione di luce e sorprendenti effetti di profondità di campo.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sM5buVzG3M9SFwit7gbo8U" name="Xiaomi 15 Ultra REVIEW camera" alt="Xiaomi 15 Ultra REVIEW camera" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sM5buVzG3M9SFwit7gbo8U-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2800" height="1575" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Il sensore principale da 1 pollice dello Xiaomi 15 Ultra gli consente un'enorme acquisizione di luce e sorprendenti effetti di profondità di campo. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future | Alex Walker-Todd)</span></figcaption></figure><p>Quindi, qual è il nesso con il Black Friday e il Cyber Monday?</p><p>Durante la stagione dei saldi, è probabile che vedremo numerosi sconti su una vasta gamma di telefoni economici e di fascia media, alcuni dei quali sfoggeranno sensori ad alta risoluzione.</p><p>Alcuni di questi camera phone di fascia media ad alta risoluzione, come l'Honor 400, scattano foto eccellenti, ma altri, come il Samsung Galaxy A35, possono lasciare a desiderare in determinate condizioni.</p><p>Ecco perché dovreste cercare di determinare, se possibile, le <strong>dimensioni del sensore della fotocamera principale</strong>: per avere un quadro il più chiaro possibile prima di effettuare un acquisto. Ovviamente, potreste anche cercare di dare un'occhiata ad alcune foto e video di esempio, ma questo non è sempre possibile.</p><p>Stai cercando un nuovo smartphone con fotocamera questo Black Friday? Facci sapere quali modelli o offerte preliminari hanno attirato la tua attenzione nei commenti qui sotto.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="Apple iPhone 17 Pro Max,Apple iPhone 17 Pro,Samsung Galaxy S25 Ultra" data-widget-title="Today's best camera phone deals"></div>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ La Steam Machine di Valve può risolvere due grandi problemi di SteamOS, preparandomi ad abbandonare Windows 11 per sempre ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Valve ha scatenato un'ondata di entusiasmo nel mondo del gaming con la presentazione del suo nuovo mini PC da gioco, la Steam Machine, che gira su SteamOS e ha sorpreso i giocatori sia nell'ecosistema PC che in quello console. Valve sembra intenzionata a offrire un'esperienza di gaming da console, pur mantenendo una fetta significativa della sua identità di gaming su PC.</p><p>Con hardware che potrebbe persino sfidare sia la <a href="https://www.techradar.com/reviews/ps5" target="_blank">PS5</a> che la <a href="https://www.techradar.com/reviews/xbox-series-x" target="_blank">Xbox Series X</a>, ci troviamo di fronte a un potenziale serio rivale nel mercato delle console. Sebbene la Steam Machine non sia una vera e propria console da gioco, si colloca essenzialmente in uno spazio ibrido PC/console che, sulla carta e secondo le specifiche, sembra poter insidiare le console di Sony, Microsoft e Nintendo.</p><p>Per ora, però, l'attenzione non è su questo. Per gli attuali giocatori su PC, la Steam Machine ha il potenziale per introdurre diverse soluzioni per il gaming su SteamOS, e molte di queste sono miglioramenti che stiamo già vedendo attivamente (specificamente per i dispositivi portatili).</p><p>Tuttavia, emergono due enormi potenziali impatti che la Steam Machine potrebbe avere sui giocatori <a href="https://www.techradar.com/tag/linux" target="_blank">PC su Linux</a> – sia che si tratti di chi usa la distro Linux basata su Fedora, <a href="https://bazzite.gg" target="_blank">Bazzite</a>, o qualsiasi altro clone di SteamOS, nella speranza di allontanarsi definitivamente da Windows 11 di Microsoft.</p><p></p><p></p><h2 id="la-steam-machine-potrebbe-costringere-a-un-miglior-supporto-anti-cheat-per-linux">La Steam Machine potrebbe costringere a un miglior supporto anti-cheat per Linux</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1833px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="EXs7uoEBEhdNCZthXNBAEo" name="MixCollage-06-Nov-2025-03-30-PM-759 (3)" alt="Stills from Battlefield 6 and Call of Duty: Modern Warfare side-by-side" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EXs7uoEBEhdNCZthXNBAEo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1833" height="1032" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: EA / Activision)</span></figcaption></figure><p>Ho già trattato questo argomento in precedenza, con ben poche speranze di vedere cambiamenti; publisher come EA e Activision sembrano essere estremamente rigidi riguardo ai loro sistemi anti-cheat. Sebbene l'obiettivo sia eliminare i cheater nei giochi multiplayer, i sistemi anti-cheat sono già criticati poiché non funzionano perfettamente e comportano potenziali vulnerabilità di sicurezza.</p><p>Il problema forse più grande, però, è che questi sistemi anti-cheat non sono progettati per funzionare su Linux, in quanto richiedono un accesso al kernel che può essere aggirato con facilità, il che significa che i giocatori su SteamOS si perdono titoli importanti come <em>Call of Duty: Black Ops 7</em> e <em>Battlefield 6</em>.</p><p>Questi giochi potrebbero girare su SteamOS, ma finché i publisher e gli sviluppatori non decideranno di modificare i loro sistemi anti-cheat per supportare Linux, nulla potrà risolvere la questione.</p><p>È proprio qui che la Steam Machine gioca un ruolo da protagonista: se questo nuovo PC/console da gioco ibrido riuscirà a performare bene sul mercato e a far sudare freddo nomi come Sony e Microsoft, aumenterà le probabilità che EA, Activision e molti altri sviluppatori e publisher di giochi siano costretti a far funzionare i loro anti-cheat su Linux.</p><p>È già successo con giochi come <em>Splitgate 2</em>, dove lo sviluppatore ha aggiornato il proprio sistema anti-cheat per farlo funzionare su SteamOS tramite Proton. Questo è probabilmente il motivo principale per cui i giocatori come me sono riluttanti ad abbandonare Windows 11 e, una volta che ciò cambierà, cambierà anche il mio sistema operativo principale.</p><h2 id="valve-potrebbe-considerare-il-supporto-completo-di-steamos-per-i-pc-desktop">Valve potrebbe considerare il supporto completo di SteamOS per i PC desktop</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fVn9kvuFHU7FaLjpZk2JJe" name="steam_logo_art_2000.0 Cropped.jpg" alt="Steam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fVn9kvuFHU7FaLjpZk2JJe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Steam/Valve)</span></figcaption></figure><p>e da un lato amo SteamOS e ciò che ha da offrire per i PC da gioco portatili, dall'altro non c'è molta fortuna quando si parla di PC da gioco desktop.</p><p>Valve attualmente non offre un supporto ufficiale di SteamOS per i PC desktop, e sì, <a href="https://bazzite.gg" target="_blank">Bazzite</a> esiste esattamente per questo – tuttavia, è ancora in beta con notevoli inconvenienti per gli utenti di GPU Nvidia, e il supporto ufficiale di SteamOS da parte di Valve stessa è più affidabile di un'alternativa non ufficiale.</p><p>Non sto suggerendo che Bazzite sia un male, tutt'altro, ma il supporto di Valve potrebbe aprire le porte all'arrivo sull'OS di client come Epic Games Launcher o Rockstar Games Launcher in versioni ufficiali. I launcher di giochi potrebbero essere un obiettivo ambizioso, ma ciò che non lo è è una versione migliore di Discord per Linux, utilizzabile nella modalità di gioco di SteamOS senza problemi di streaming o crash casuali.</p><p>Con la Steam Machine, questa potenziale realtà diventa possibile, poiché questa è essenzialmente la prima volta che Valve crea un mini PC (oltre allo <a href="https://www.techradar.com/reviews/steam-deck" target="_blank">Steam Deck</a>) che utilizza l'ultima, e probabilmente la migliore, versione di SteamOS.</p><p>Non sarebbe una sorpresa, quindi, se assistessimo a un annuncio ufficiale che offra supporto a una gamma più ampia di configurazioni PC, soprattutto perché questo è già il caso del dispositivo portatile <a href="https://www.google.com/search?q=https://www.techradar.com/gaming/gaming-pcs/lenovo-isnt-done-with-valve-just-yet-leaked-legion-go-2-images-suggest-steamos-could-be-offered-as-a-windows-11-alternative" target="_blank">Lenovo Legion Go S</a>.</p><p>In definitiva, questi fattori darebbero il colpo di grazia a Windows 11 per quanto mi riguarda, rendendo il gaming su PC molto più semplice e immediato, libero dalle frustrazioni di bug frequentissimi o del <em>bloatware</em>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/gaming-pcs/la-steam-machine-di-valve-puo-risolvere-due-grandi-problemi-di-steamos-preparandomi-ad-abbandonare-windows-11-per-sempre</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Mi aspetto che la Steam Machine risolva due enormi problemi del gaming su SteamOS, e potrebbe essere giunto il momento di lasciarsi Windows 11 alle spalle. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">g3B54uQvtbYNmP8hm6uVTP</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Computing]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Gaming Computers]]></category>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Steam Machine and SteamOS logo]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Steam Machine and SteamOS logo]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Steam Machine and SteamOS logo]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Valve ha scatenato un'ondata di entusiasmo nel mondo del gaming con la presentazione del suo nuovo mini PC da gioco, la Steam Machine, che gira su SteamOS e ha sorpreso i giocatori sia nell'ecosistema PC che in quello console. Valve sembra intenzionata a offrire un'esperienza di gaming da console, pur mantenendo una fetta significativa della sua identità di gaming su PC.</p><p>Con hardware che potrebbe persino sfidare sia la <a href="https://www.techradar.com/reviews/ps5" target="_blank">PS5</a> che la <a href="https://www.techradar.com/reviews/xbox-series-x" target="_blank">Xbox Series X</a>, ci troviamo di fronte a un potenziale serio rivale nel mercato delle console. Sebbene la Steam Machine non sia una vera e propria console da gioco, si colloca essenzialmente in uno spazio ibrido PC/console che, sulla carta e secondo le specifiche, sembra poter insidiare le console di Sony, Microsoft e Nintendo.</p><p>Per ora, però, l'attenzione non è su questo. Per gli attuali giocatori su PC, la Steam Machine ha il potenziale per introdurre diverse soluzioni per il gaming su SteamOS, e molte di queste sono miglioramenti che stiamo già vedendo attivamente (specificamente per i dispositivi portatili).</p><p>Tuttavia, emergono due enormi potenziali impatti che la Steam Machine potrebbe avere sui giocatori <a href="https://www.techradar.com/tag/linux" target="_blank">PC su Linux</a> – sia che si tratti di chi usa la distro Linux basata su Fedora, <a href="https://bazzite.gg" target="_blank">Bazzite</a>, o qualsiasi altro clone di SteamOS, nella speranza di allontanarsi definitivamente da Windows 11 di Microsoft.</p><p></p><p></p><h2 id="la-steam-machine-potrebbe-costringere-a-un-miglior-supporto-anti-cheat-per-linux">La Steam Machine potrebbe costringere a un miglior supporto anti-cheat per Linux</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1833px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="EXs7uoEBEhdNCZthXNBAEo" name="MixCollage-06-Nov-2025-03-30-PM-759 (3)" alt="Stills from Battlefield 6 and Call of Duty: Modern Warfare side-by-side" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EXs7uoEBEhdNCZthXNBAEo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1833" height="1032" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: EA / Activision)</span></figcaption></figure><p>Ho già trattato questo argomento in precedenza, con ben poche speranze di vedere cambiamenti; publisher come EA e Activision sembrano essere estremamente rigidi riguardo ai loro sistemi anti-cheat. Sebbene l'obiettivo sia eliminare i cheater nei giochi multiplayer, i sistemi anti-cheat sono già criticati poiché non funzionano perfettamente e comportano potenziali vulnerabilità di sicurezza.</p><p>Il problema forse più grande, però, è che questi sistemi anti-cheat non sono progettati per funzionare su Linux, in quanto richiedono un accesso al kernel che può essere aggirato con facilità, il che significa che i giocatori su SteamOS si perdono titoli importanti come <em>Call of Duty: Black Ops 7</em> e <em>Battlefield 6</em>.</p><p>Questi giochi potrebbero girare su SteamOS, ma finché i publisher e gli sviluppatori non decideranno di modificare i loro sistemi anti-cheat per supportare Linux, nulla potrà risolvere la questione.</p><p>È proprio qui che la Steam Machine gioca un ruolo da protagonista: se questo nuovo PC/console da gioco ibrido riuscirà a performare bene sul mercato e a far sudare freddo nomi come Sony e Microsoft, aumenterà le probabilità che EA, Activision e molti altri sviluppatori e publisher di giochi siano costretti a far funzionare i loro anti-cheat su Linux.</p><p>È già successo con giochi come <em>Splitgate 2</em>, dove lo sviluppatore ha aggiornato il proprio sistema anti-cheat per farlo funzionare su SteamOS tramite Proton. Questo è probabilmente il motivo principale per cui i giocatori come me sono riluttanti ad abbandonare Windows 11 e, una volta che ciò cambierà, cambierà anche il mio sistema operativo principale.</p><h2 id="valve-potrebbe-considerare-il-supporto-completo-di-steamos-per-i-pc-desktop">Valve potrebbe considerare il supporto completo di SteamOS per i PC desktop</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="fVn9kvuFHU7FaLjpZk2JJe" name="steam_logo_art_2000.0 Cropped.jpg" alt="Steam" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/fVn9kvuFHU7FaLjpZk2JJe-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1200" height="675" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Steam/Valve)</span></figcaption></figure><p>e da un lato amo SteamOS e ciò che ha da offrire per i PC da gioco portatili, dall'altro non c'è molta fortuna quando si parla di PC da gioco desktop.</p><p>Valve attualmente non offre un supporto ufficiale di SteamOS per i PC desktop, e sì, <a href="https://bazzite.gg" target="_blank">Bazzite</a> esiste esattamente per questo – tuttavia, è ancora in beta con notevoli inconvenienti per gli utenti di GPU Nvidia, e il supporto ufficiale di SteamOS da parte di Valve stessa è più affidabile di un'alternativa non ufficiale.</p><p>Non sto suggerendo che Bazzite sia un male, tutt'altro, ma il supporto di Valve potrebbe aprire le porte all'arrivo sull'OS di client come Epic Games Launcher o Rockstar Games Launcher in versioni ufficiali. I launcher di giochi potrebbero essere un obiettivo ambizioso, ma ciò che non lo è è una versione migliore di Discord per Linux, utilizzabile nella modalità di gioco di SteamOS senza problemi di streaming o crash casuali.</p><p>Con la Steam Machine, questa potenziale realtà diventa possibile, poiché questa è essenzialmente la prima volta che Valve crea un mini PC (oltre allo <a href="https://www.techradar.com/reviews/steam-deck" target="_blank">Steam Deck</a>) che utilizza l'ultima, e probabilmente la migliore, versione di SteamOS.</p><p>Non sarebbe una sorpresa, quindi, se assistessimo a un annuncio ufficiale che offra supporto a una gamma più ampia di configurazioni PC, soprattutto perché questo è già il caso del dispositivo portatile <a href="https://www.google.com/search?q=https://www.techradar.com/gaming/gaming-pcs/lenovo-isnt-done-with-valve-just-yet-leaked-legion-go-2-images-suggest-steamos-could-be-offered-as-a-windows-11-alternative" target="_blank">Lenovo Legion Go S</a>.</p><p>In definitiva, questi fattori darebbero il colpo di grazia a Windows 11 per quanto mi riguarda, rendendo il gaming su PC molto più semplice e immediato, libero dalle frustrazioni di bug frequentissimi o del <em>bloatware</em>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ 5 cose che vogliamo dal Samsung Galaxy S26 e Galaxy S26 Ultra  ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Con la fine del <strong>2025</strong> si comincia a guardare ai telefoni del <strong>2026</strong>, e la serie <strong>Samsung Galaxy S26</strong> potrebbe essere tra i primi a debuttare, con una recente indiscrezione che suggerisce una presentazione già a gennaio.</p><p>Grazie ad altre <em>fughe di notizie</em> e voci, abbiamo già un'idea di cosa aspettarci, ma questo articolo non si concentra su ciò che è probabile, bensì su <strong>ciò che vogliamo</strong> da questi dispositivi. Si tratta di un mix di elementi che vanno dal probabile all'improbabile, ma nulla che sia irrealistico per un telefono <em>flagship</em>.</p><p>Quindi, da batterie migliori a più megapixel e oltre, ecco la nostra lista dei desideri per la serie <strong>Samsung Galaxy S26</strong>.</p><h2 class="article-body__section" id="section-5-cose-che-vogliamo-dal-samsung-galaxy-s26-e-galaxy-s26-ultra-maggiore-capacita-piu-megapixel-e-piu-zoom-con-la-fine-del-2025-si-comincia-a-guardare-ai-telefoni-del-2026-e-la-serie-samsung-galaxy-s26-potrebbe-essere-tra-i-primi-a-debuttare-con-una-recente-indiscrezione-che-suggerisce-una-presentazione-gia-a-gennaio-grazie-ad-altre-fughe-di-notizie-e-voci-abbiamo-gia-un-idea-di-cosa-aspettarci-ma-questo-articolo-non-si-concentra-su-cio-che-e-probabile-bensi-su-cio-che-vogliamo-da-questi-dispositivi-si-tratta-di-un-mix-di-elementi-che-vanno-dal-probabile-all-improbabile-ma-nulla-che-sia-irrealistico-per-un-telefono-flagship-quindi-da-batterie-migliori-a-piu-megapixel-e-oltre-ecco-la-nostra-lista-dei-desideri-per-la-serie-samsung-galaxy-s26"><span>5 cose che vogliamo dal Samsung Galaxy S26 e Galaxy S26 Ultra  Maggiore capacità, più megapixel e più zoom.  Con la fine del 2025 si comincia a guardare ai telefoni del 2026, e la serie Samsung Galaxy S26 potrebbe essere tra i primi a debuttare, con una recente indiscrezione che suggerisce una presentazione già a gennaio.  Grazie ad altre fughe di notizie e voci, abbiamo già un'idea di cosa aspettarci, ma questo articolo non si concentra su ciò che è probabile, bensì su ciò che vogliamo da questi dispositivi. Si tratta di un mix di elementi che vanno dal probabile all'improbabile, ma nulla che sia irrealistico per un telefono flagship.  Quindi, da batterie migliori a più megapixel e oltre, ecco la nostra lista dei desideri per la serie Samsung Galaxy S26.</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3271px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zq5tfNNT3F8YFqkeTUxUiE" name="Samsung Galaxy S25 review-18" alt="Samsung Galaxy S25 from the bottom showing USB-C port" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zq5tfNNT3F8YFqkeTUxUiE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3271" height="1840" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Sembra che, con il passare degli anni, i nuovi telefoni cinesi siano dotati di batterie con capacità sempre maggiore, e questo è diventato ancora più evidente di recente, da quando molti produttori sono passati alle <strong>batterie al silicio-carbonio</strong>, che consentono una maggiore capacità senza aumentare le dimensioni della batteria stessa.</p><p>Ma Samsung non ha ancora fatto questo passo e sta davvero iniziando a rimanere indietro sul fronte della capacità della batteria. In effetti, anche altri <em>competitor</em> come Google e Apple – che pure non hanno ancora adottato questa tecnologia – stanno iniziando a offrire telefoni con batterie di capacità superiore rispetto a Samsung.</p><p>Per qualsiasi motivo, Samsung sembra riluttante a superare i 5.000 mAh nei suoi telefoni, ma per la serie <strong>Galaxy S26</strong>, e in particolare per il <strong>Galaxy S26 Ultra</strong>, vorremmo vedere la batteria raggiungere nuove vette. L'ideale sarebbe utilizzare una costruzione al silicio-carbonio per farlo, poiché ciò consentirebbe guadagni maggiori con un impatto minimale sullo spessore del telefono.</p><p>Accadrà? Probabilmente no. Non c'è alcun segnale che Samsung abbia adottato le batterie al silicio-carbonio qui, o che abbia intenzione di dotare nessuno di questi telefoni di una batteria superiore ai 5.000 mAh. Tuttavia, il <strong>Samsung Galaxy S26</strong> potrebbe almeno ricevere un leggero aumento, con un rapporto che indica una batteria da <strong>4.300 mAh</strong>, un incremento rispetto ai 4.000 mAh del <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25" target="_blank">Samsung Galaxy S25</a>.</p><p></p><p></p><h2 class="article-body__section" id="section-2-una-fotocamera-teleobiettivo-10x"><span>2. Una fotocamera teleobiettivo 10x</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8kgvA76LPp9tQyHWTgxPPo" name="Samsung-Galaxy-S25-Ultra-camera-aray-closeup" alt="Samsung Galaxy S25 Ultra Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8kgvA76LPp9tQyHWTgxPPo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 Ultra </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>I telefoni <strong>Ultra</strong> di Samsung un tempo erano i re dei teleobiettivi, superando quasi tutta la concorrenza con i loro <strong>zoom ottici 10x</strong>. Poi Samsung ha preso una decisione curiosa: è passata a uno <strong>zoom ottico 5x</strong>.</p><p>Ora, questi telefoni hanno ancora quello che Samsung descrive come uno zoom con "qualità ottica" 10x, ma ciò si ottiene tramite il <em>cropping</em> (ritaglio) sul sensore, il che significa che la dimensione effettiva del sensore è inferiore e il conteggio dei megapixel è più basso. La qualità può sembrare ottica, ma è la qualità ottica che si otterrebbe da una fotocamera di gran lunga peggiore.</p><p>Non solo, ma molti <em>device</em> rivali offrono anch'essi uno zoom ottico 5x, e spesso le loro opzioni di "qualità ottica", quindi Samsung ha davvero perso il suo vantaggio in questo ambito.</p><p>È per questo che con il <a href="https://www.google.com/search?q=https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s26-ultra" target="_blank">Samsung Galaxy S26 Ultra</a> vorremmo vedere un <strong>ritorno allo zoom ottico 10x</strong> – c'è già una fotocamera separata con zoom 3x per quando non si desidera ingrandire così tanto. In questo modo avremmo il meglio di entrambi i mondi e Samsung potrebbe riconquistare la sua corona nello zoom fotografico.</p><p>Tuttavia, è probabile che questo non accada, con la maggior parte delle indiscrezioni che suggerisce pochi o nessun cambiamento nelle fotocamere del Samsung Galaxy S26 Ultra, e nessuno al suo sensore 5x.</p><h2 class="article-body__section" id="section-3-ricarica-piu-veloce"><span>3. Ricarica più veloce</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yhsRUHrHCyatVSUbr4D9aQ" name="Samsung-Galaxy-S25-Ultra-charging" alt="Samsung Galaxy S25 Ultra charging" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yhsRUHrHCyatVSUbr4D9aQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 Ultra </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>La capacità non è l'unico aspetto delle batterie in cui Samsung sta restando indietro, poiché l'azienda persiste nel limitare la potenza di ricarica a livelli piuttosto bassi. Il Samsung Galaxy S25, ad esempio, si ferma a <strong>25W</strong>, e persino il <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-ultra" target="_blank">Samsung Galaxy S25 Ultra</a> può gestire solo una ricarica a <strong>45W</strong>, con entrambi i telefoni bloccati anche a soli 15W di ricarica <em>wireless</em>.</p><p>Per darvi un'idea di quanto le cose possano essere migliori, il <a href="https://www.google.com/search?q=https://www.techradar.com/phones/oneplus-phones/oneplus-15-review" target="_blank">OnePlus 15</a> lanciato di recente è in grado di ricaricare a <strong>120W</strong> via cavo e <strong>50W</strong> in modalità <em>wireless</em>, quindi Samsung ha davvero del terreno da recuperare.</p><p>Fortunatamente, sembra che l'azienda possa fare almeno un piccolo passo nella giusta direzione: alcune fonti suggeriscono che il Galaxy S26 Ultra potrebbe arrivare a <strong>60W</strong> di ricarica via cavo e <strong>25W</strong> <em>wireless</em>. Sebbene non sia ancora il livello desiderato, sarebbe comunque un buon inizio.</p><h2 class="article-body__section" id="section-4-lo-stesso-chipset-ovunque"><span>4. Lo stesso chipset ovunque</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5093px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="W6AYDP2UANDGy3K29Q6Djk" name="Samsung Galaxy S25 Plus review-16" alt="Samsung Galaxy S25 Plus in Navy Blue showing home screen with AI generated lighthouse, standinng in between two adorable Android figurines" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W6AYDP2UANDGy3K29Q6Djk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5093" height="2865" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 Plus </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Una curiosa stranezza della linea <strong>Samsung Galaxy S</strong> è che regioni diverse spesso ottengono <em>chipset</em> diversi, con Samsung che li divide tra la sua serie interna <strong>Exynos</strong> e quella più diffusa di <strong>Qualcomm Snapdragon</strong>.</p><p>Ciò di solito significa che alcuni paesi ottengono versioni leggermente inferiori dei telefoni, poiché un <em>chipset</em> è quasi inevitabilmente migliore dell'altro – con i modelli <strong>Snapdragon</strong> che tendono ad avere la meglio.</p><p>Quindi, vorremmo vedere la fine di questa pratica, in modo che gli acquirenti in alcune regioni non ottengano un trattamento peggiore rispetto ad altri.</p><p>Purtroppo, questo probabilmente non accadrà: le indiscrezioni suggeriscono che anche questa volta ci sarà un mix di <em>chipset</em> <strong>Snapdragon 8 Elite Gen 5</strong> e <strong>Exynos 2600</strong>, sebbene le fughe di notizie indichino che il modello Exynos potrebbe essere più competitivo rispetto allo Snapdragon che nella maggior parte degli anni precedenti.</p><h2 class="article-body__section" id="section-5-piu-megapixel"><span>5. Più Megapixel</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4584px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="DxDHQbBRYECArAZf4nmptK" name="Samsung Galaxy S25 review-17" alt="Samsung Galaxy S25 held in hand at an angle to reflect the Samsung logo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DxDHQbBRYECArAZf4nmptK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4584" height="2578" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Mentre alcune delle fotocamere della linea <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25" target="_blank">Samsung Galaxy S25</a> hanno molti megapixel, altre ne hanno pochi, con la fotocamera teleobiettivo 3x, ad esempio, che è di soli <strong>10MP</strong> su tutti i modelli, e la fotocamera <em>ultra-wide</em> che è di soli <strong>12MP</strong> sul <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25" target="_blank">Samsung Galaxy S25</a> e sul <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-plus-review" target="_blank">Samsung Galaxy S25 Plus</a>.</p><p>Considerando quanto sono costosi questi telefoni, non è un gran risultato, e sebbene i megapixel non siano l'unico fattore nella fotografia, non possiamo dire che questi sensori siano particolarmente speciali anche in altri modi.</p><p>Quindi, per la serie <strong>Samsung Galaxy S26</strong> vorremmo vederli aggiornati – idealmente con più megapixel, in quanto è una caratteristica facile da promuovere, ma se Samsung riuscisse a fornire anche sensori più grandi, sarebbe ancora meglio.</p><p>Accadrà? Beh, c'è qualche disaccordo tra i <em>leaker</em> su ciò che Samsung ha in programma per le fotocamere, ma abbiamo sentito parlare di un potenziamento dell'<em>ultra-wide</em> da 12MP a <strong>50MP</strong>, e del teleobiettivo da 10MP a <strong>12MP</strong>, quindi c'è la possibilità che almeno alcuni dei sensori siano migliori questa volta.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-widget-title="Today's best Samsung Galaxy deals" data-model-name="Samsung Galaxy S25,Samsung Galaxy S25 Plus,Samsung Galaxy S25 Edge,Samsung Galaxy S25 Ultra,Samsung Galaxy Z Fold 7,Samsung Galaxy Z Flip 7"></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/samsung-galaxy-phones/5-cose-che-vogliamo-dal-samsung-galaxy-s26-e-galaxy-s26-ultra</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La serie Samsung Galaxy S26 potrebbe essere lanciata all'inizio del prossimo anno, e speriamo che includa alcune di queste funzionalità. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">XjYXhoEt37KXgRs9bQ7JhM</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ James Rogerson ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Samsung Galaxy S25 Ultra Review]]></media:title>
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                            <article>
                                <p>Con la fine del <strong>2025</strong> si comincia a guardare ai telefoni del <strong>2026</strong>, e la serie <strong>Samsung Galaxy S26</strong> potrebbe essere tra i primi a debuttare, con una recente indiscrezione che suggerisce una presentazione già a gennaio.</p><p>Grazie ad altre <em>fughe di notizie</em> e voci, abbiamo già un'idea di cosa aspettarci, ma questo articolo non si concentra su ciò che è probabile, bensì su <strong>ciò che vogliamo</strong> da questi dispositivi. Si tratta di un mix di elementi che vanno dal probabile all'improbabile, ma nulla che sia irrealistico per un telefono <em>flagship</em>.</p><p>Quindi, da batterie migliori a più megapixel e oltre, ecco la nostra lista dei desideri per la serie <strong>Samsung Galaxy S26</strong>.</p><h2 class="article-body__section" id="section-5-cose-che-vogliamo-dal-samsung-galaxy-s26-e-galaxy-s26-ultra-maggiore-capacita-piu-megapixel-e-piu-zoom-con-la-fine-del-2025-si-comincia-a-guardare-ai-telefoni-del-2026-e-la-serie-samsung-galaxy-s26-potrebbe-essere-tra-i-primi-a-debuttare-con-una-recente-indiscrezione-che-suggerisce-una-presentazione-gia-a-gennaio-grazie-ad-altre-fughe-di-notizie-e-voci-abbiamo-gia-un-idea-di-cosa-aspettarci-ma-questo-articolo-non-si-concentra-su-cio-che-e-probabile-bensi-su-cio-che-vogliamo-da-questi-dispositivi-si-tratta-di-un-mix-di-elementi-che-vanno-dal-probabile-all-improbabile-ma-nulla-che-sia-irrealistico-per-un-telefono-flagship-quindi-da-batterie-migliori-a-piu-megapixel-e-oltre-ecco-la-nostra-lista-dei-desideri-per-la-serie-samsung-galaxy-s26"><span>5 cose che vogliamo dal Samsung Galaxy S26 e Galaxy S26 Ultra  Maggiore capacità, più megapixel e più zoom.  Con la fine del 2025 si comincia a guardare ai telefoni del 2026, e la serie Samsung Galaxy S26 potrebbe essere tra i primi a debuttare, con una recente indiscrezione che suggerisce una presentazione già a gennaio.  Grazie ad altre fughe di notizie e voci, abbiamo già un'idea di cosa aspettarci, ma questo articolo non si concentra su ciò che è probabile, bensì su ciò che vogliamo da questi dispositivi. Si tratta di un mix di elementi che vanno dal probabile all'improbabile, ma nulla che sia irrealistico per un telefono flagship.  Quindi, da batterie migliori a più megapixel e oltre, ecco la nostra lista dei desideri per la serie Samsung Galaxy S26.</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3271px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zq5tfNNT3F8YFqkeTUxUiE" name="Samsung Galaxy S25 review-18" alt="Samsung Galaxy S25 from the bottom showing USB-C port" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zq5tfNNT3F8YFqkeTUxUiE-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3271" height="1840" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Sembra che, con il passare degli anni, i nuovi telefoni cinesi siano dotati di batterie con capacità sempre maggiore, e questo è diventato ancora più evidente di recente, da quando molti produttori sono passati alle <strong>batterie al silicio-carbonio</strong>, che consentono una maggiore capacità senza aumentare le dimensioni della batteria stessa.</p><p>Ma Samsung non ha ancora fatto questo passo e sta davvero iniziando a rimanere indietro sul fronte della capacità della batteria. In effetti, anche altri <em>competitor</em> come Google e Apple – che pure non hanno ancora adottato questa tecnologia – stanno iniziando a offrire telefoni con batterie di capacità superiore rispetto a Samsung.</p><p>Per qualsiasi motivo, Samsung sembra riluttante a superare i 5.000 mAh nei suoi telefoni, ma per la serie <strong>Galaxy S26</strong>, e in particolare per il <strong>Galaxy S26 Ultra</strong>, vorremmo vedere la batteria raggiungere nuove vette. L'ideale sarebbe utilizzare una costruzione al silicio-carbonio per farlo, poiché ciò consentirebbe guadagni maggiori con un impatto minimale sullo spessore del telefono.</p><p>Accadrà? Probabilmente no. Non c'è alcun segnale che Samsung abbia adottato le batterie al silicio-carbonio qui, o che abbia intenzione di dotare nessuno di questi telefoni di una batteria superiore ai 5.000 mAh. Tuttavia, il <strong>Samsung Galaxy S26</strong> potrebbe almeno ricevere un leggero aumento, con un rapporto che indica una batteria da <strong>4.300 mAh</strong>, un incremento rispetto ai 4.000 mAh del <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25" target="_blank">Samsung Galaxy S25</a>.</p><p></p><p></p><h2 class="article-body__section" id="section-2-una-fotocamera-teleobiettivo-10x"><span>2. Una fotocamera teleobiettivo 10x</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8kgvA76LPp9tQyHWTgxPPo" name="Samsung-Galaxy-S25-Ultra-camera-aray-closeup" alt="Samsung Galaxy S25 Ultra Review" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8kgvA76LPp9tQyHWTgxPPo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 Ultra </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>I telefoni <strong>Ultra</strong> di Samsung un tempo erano i re dei teleobiettivi, superando quasi tutta la concorrenza con i loro <strong>zoom ottici 10x</strong>. Poi Samsung ha preso una decisione curiosa: è passata a uno <strong>zoom ottico 5x</strong>.</p><p>Ora, questi telefoni hanno ancora quello che Samsung descrive come uno zoom con "qualità ottica" 10x, ma ciò si ottiene tramite il <em>cropping</em> (ritaglio) sul sensore, il che significa che la dimensione effettiva del sensore è inferiore e il conteggio dei megapixel è più basso. La qualità può sembrare ottica, ma è la qualità ottica che si otterrebbe da una fotocamera di gran lunga peggiore.</p><p>Non solo, ma molti <em>device</em> rivali offrono anch'essi uno zoom ottico 5x, e spesso le loro opzioni di "qualità ottica", quindi Samsung ha davvero perso il suo vantaggio in questo ambito.</p><p>È per questo che con il <a href="https://www.google.com/search?q=https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s26-ultra" target="_blank">Samsung Galaxy S26 Ultra</a> vorremmo vedere un <strong>ritorno allo zoom ottico 10x</strong> – c'è già una fotocamera separata con zoom 3x per quando non si desidera ingrandire così tanto. In questo modo avremmo il meglio di entrambi i mondi e Samsung potrebbe riconquistare la sua corona nello zoom fotografico.</p><p>Tuttavia, è probabile che questo non accada, con la maggior parte delle indiscrezioni che suggerisce pochi o nessun cambiamento nelle fotocamere del Samsung Galaxy S26 Ultra, e nessuno al suo sensore 5x.</p><h2 class="article-body__section" id="section-3-ricarica-piu-veloce"><span>3. Ricarica più veloce</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="yhsRUHrHCyatVSUbr4D9aQ" name="Samsung-Galaxy-S25-Ultra-charging" alt="Samsung Galaxy S25 Ultra charging" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/yhsRUHrHCyatVSUbr4D9aQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 Ultra </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>La capacità non è l'unico aspetto delle batterie in cui Samsung sta restando indietro, poiché l'azienda persiste nel limitare la potenza di ricarica a livelli piuttosto bassi. Il Samsung Galaxy S25, ad esempio, si ferma a <strong>25W</strong>, e persino il <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-ultra" target="_blank">Samsung Galaxy S25 Ultra</a> può gestire solo una ricarica a <strong>45W</strong>, con entrambi i telefoni bloccati anche a soli 15W di ricarica <em>wireless</em>.</p><p>Per darvi un'idea di quanto le cose possano essere migliori, il <a href="https://www.google.com/search?q=https://www.techradar.com/phones/oneplus-phones/oneplus-15-review" target="_blank">OnePlus 15</a> lanciato di recente è in grado di ricaricare a <strong>120W</strong> via cavo e <strong>50W</strong> in modalità <em>wireless</em>, quindi Samsung ha davvero del terreno da recuperare.</p><p>Fortunatamente, sembra che l'azienda possa fare almeno un piccolo passo nella giusta direzione: alcune fonti suggeriscono che il Galaxy S26 Ultra potrebbe arrivare a <strong>60W</strong> di ricarica via cavo e <strong>25W</strong> <em>wireless</em>. Sebbene non sia ancora il livello desiderato, sarebbe comunque un buon inizio.</p><h2 class="article-body__section" id="section-4-lo-stesso-chipset-ovunque"><span>4. Lo stesso chipset ovunque</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5093px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="W6AYDP2UANDGy3K29Q6Djk" name="Samsung Galaxy S25 Plus review-16" alt="Samsung Galaxy S25 Plus in Navy Blue showing home screen with AI generated lighthouse, standinng in between two adorable Android figurines" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W6AYDP2UANDGy3K29Q6Djk-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5093" height="2865" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 Plus </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Una curiosa stranezza della linea <strong>Samsung Galaxy S</strong> è che regioni diverse spesso ottengono <em>chipset</em> diversi, con Samsung che li divide tra la sua serie interna <strong>Exynos</strong> e quella più diffusa di <strong>Qualcomm Snapdragon</strong>.</p><p>Ciò di solito significa che alcuni paesi ottengono versioni leggermente inferiori dei telefoni, poiché un <em>chipset</em> è quasi inevitabilmente migliore dell'altro – con i modelli <strong>Snapdragon</strong> che tendono ad avere la meglio.</p><p>Quindi, vorremmo vedere la fine di questa pratica, in modo che gli acquirenti in alcune regioni non ottengano un trattamento peggiore rispetto ad altri.</p><p>Purtroppo, questo probabilmente non accadrà: le indiscrezioni suggeriscono che anche questa volta ci sarà un mix di <em>chipset</em> <strong>Snapdragon 8 Elite Gen 5</strong> e <strong>Exynos 2600</strong>, sebbene le fughe di notizie indichino che il modello Exynos potrebbe essere più competitivo rispetto allo Snapdragon che nella maggior parte degli anni precedenti.</p><h2 class="article-body__section" id="section-5-piu-megapixel"><span>5. Più Megapixel</span></h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4584px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="DxDHQbBRYECArAZf4nmptK" name="Samsung Galaxy S25 review-17" alt="Samsung Galaxy S25 held in hand at an angle to reflect the Samsung logo" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DxDHQbBRYECArAZf4nmptK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4584" height="2578" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The Samsung Galaxy S25 </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Philip Berne / Future)</span></figcaption></figure><p>Mentre alcune delle fotocamere della linea <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25" target="_blank">Samsung Galaxy S25</a> hanno molti megapixel, altre ne hanno pochi, con la fotocamera teleobiettivo 3x, ad esempio, che è di soli <strong>10MP</strong> su tutti i modelli, e la fotocamera <em>ultra-wide</em> che è di soli <strong>12MP</strong> sul <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25" target="_blank">Samsung Galaxy S25</a> e sul <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-plus-review" target="_blank">Samsung Galaxy S25 Plus</a>.</p><p>Considerando quanto sono costosi questi telefoni, non è un gran risultato, e sebbene i megapixel non siano l'unico fattore nella fotografia, non possiamo dire che questi sensori siano particolarmente speciali anche in altri modi.</p><p>Quindi, per la serie <strong>Samsung Galaxy S26</strong> vorremmo vederli aggiornati – idealmente con più megapixel, in quanto è una caratteristica facile da promuovere, ma se Samsung riuscisse a fornire anche sensori più grandi, sarebbe ancora meglio.</p><p>Accadrà? Beh, c'è qualche disaccordo tra i <em>leaker</em> su ciò che Samsung ha in programma per le fotocamere, ma abbiamo sentito parlare di un potenziamento dell'<em>ultra-wide</em> da 12MP a <strong>50MP</strong>, e del teleobiettivo da 10MP a <strong>12MP</strong>, quindi c'è la possibilità che almeno alcuni dei sensori siano migliori questa volta.</p><div data-widget-type="multimodelreview" data-widget-title="Today's best Samsung Galaxy deals" data-model-name="Samsung Galaxy S25,Samsung Galaxy S25 Plus,Samsung Galaxy S25 Edge,Samsung Galaxy S25 Ultra,Samsung Galaxy Z Fold 7,Samsung Galaxy Z Flip 7"></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Verifica dell'età obbligatoria in Italia, e come usare una VPN ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo Regno Unito, Francia e diversi Stati USA, anche l'Italia ha ora imposto il suo sistema obbligatorio di verifica dell'età. A partire da oggi, 12 novembre 2025, gli italiani devono dimostrare di avere almeno 18 anni per accedere ai siti web che mostrano contenuti per soli adulti. Le proibizioni diventeranno concrete progressivamente, <strong>fino a gennaio 2026</strong>.</p><p>Nonostante l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) del Paese assicuri che il sistema italiano sia stato costruito su un modello di "doppio anonimato" per proteggere la privacy delle persone, l'interesse per le app VPN ha visto un forte aumento dall'annuncio del 31 ottobre.</p><p>Come abbiamo visto nel Regno Unito, un tale incremento della domanda potrebbe spingere gli utenti verso soluzioni gratuite poco sicure. Queste applicazioni, tuttavia, invece di essere una soluzione rapida e facile, potrebbero mettere ulteriormente a rischio i dati delle persone.</p><p>Molteplici rapporti hanno infatti dimostrato più volte come, a parte alcune delle migliori VPN gratuite, molte applicazioni gratuite che si trovano negli app store ufficiali siano inaffidabili a causa di vulnerabilità di sicurezza, registrazione dei dati, malware e proprietà occulte.</p><p>La buona notizia è che molti provider VPN premium tagliano i loro prezzi per il Black Friday. Ancora meglio, alcuni dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori servizi VPN</a> stanno già offrendo le loro offerte VPN per il Black Friday, incluso NordVPN, la scelta principale di TechRadar.</p><h2 id="migliori-offerte-vpn">Migliori offerte VPN</h2><div class="product"><a data-dimension112="6f84ebde-2cef-4f19-b30d-1fa61ec6ded9" data-action="Deal Block" data-label="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension48="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension25="$" href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=10992" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="x3Zrr6LPF4qKNzdXj4H4t6" name="NordVPN deal image.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x3Zrr6LPF4qKNzdXj4H4t6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="200" height="200" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN.<a class="view-deal button" href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=10992" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="6f84ebde-2cef-4f19-b30d-1fa61ec6ded9" data-action="Deal Block" data-label="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension48="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension25="$">View Deal</a></p></div><h2 id="verifica-dell-eta-e-vpn-tutto-cio-che-devi-sapere">Verifica dell'età e VPN: tutto ciò che devi sapere</h2><p>Una rete privata virtuale (VPN) è un software di sicurezza che cripta le connessioni Internet degli utenti, camuffando al contempo il loro vero indirizzo IP reindirizzando il traffico attraverso uno dei suoi server internazionali.</p><p>Quest'ultima capacità è esattamente il motivo per cui le VPN sono diventate anche lo strumento perfetto per aggirare la nuova verifica obbligatoria dell'età in tutto il mondo. Una reputazione che ha attirato una crescente attenzione da parte dei legislatori.</p><p>Wisconsin e Michigan si sono spinti fino a considerare un obbligo di bloccare il traffico VPN all'interno della legge. Se approvata, quest'ultima proposta non solo costringerebbe i fornitori di servizi Internet a monitorare e bloccare le connessioni VPN, ma vieterebbe anche la promozione o la vendita di strumenti di elusione per accedere a materiale proibito. Un disegno di legge che Proton, la società dietro il popolare prodotto Proton VPN, ha definito "un pericolo per il discorso politico".</p><p>Allo stesso tempo, i politici del Regno Unito hanno ritenuto questa tecnologia una "lacuna che deve essere colmata", nonostante abbiano ripetutamente affermato che un divieto delle VPN non è sul tavolo.</p><p>Secondo le disposizioni di AGCOM, l'unico obbligo riguardante le VPN si applica a tutte le entità legalmente tenute ad attuare il sistema di verifica dell'età, ovvero i siti per adulti elencati. Questi fornitori "non devono promuovere o fare comunque riferimento a qualsiasi meccanismo di elusione dei sistemi di garanzia dell'età".</p><p>È difficile sapere se le persone che utilizzano una VPN per la verifica dell'età siano utenti attenti alla privacy e non disposti a condividere i loro dettagli più sensibili con terze parti, o minorenni che cercano di eludere i controlli sull'età − molto probabilmente, un mix di entrambi.</p><p>Noi testiamo e recensiamo i servizi VPN nel contesto di <strong>usi ricreativi legali</strong>. Ad esempio:Accesso a un servizio da un altro Paese (soggetto ai termini e condizioni di tale servizio).Protezione della tua sicurezza online e rafforzamento della tua privacy online quando sei all'estero.Non sosteniamo né tolleriamo l'uso di un servizio VPN per infrangere la legge o condurre attività illegali. Il consumo di contenuti piratati che sono a pagamento non è né approvato né avallato da Future Publishing.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Una VPN può aiutare gli italiani attenti alla privacy a bypassare le restrizioni sui contenuti con limiti di età, e le offerte VPN del Black Friday rendono questo servizio ora più economico che mai. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[VPN Privacy & Security]]></category>
                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ chiara.castro@futurenet.com (Chiara Castro) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dBfKg5tPHAd74JPLWVCzQg-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[Mixed race young friends holding Italian flag - stock photo]]></media:title>
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                                <p>Dopo Regno Unito, Francia e diversi Stati USA, anche l'Italia ha ora imposto il suo sistema obbligatorio di verifica dell'età. A partire da oggi, 12 novembre 2025, gli italiani devono dimostrare di avere almeno 18 anni per accedere ai siti web che mostrano contenuti per soli adulti. Le proibizioni diventeranno concrete progressivamente, <strong>fino a gennaio 2026</strong>.</p><p>Nonostante l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) del Paese assicuri che il sistema italiano sia stato costruito su un modello di "doppio anonimato" per proteggere la privacy delle persone, l'interesse per le app VPN ha visto un forte aumento dall'annuncio del 31 ottobre.</p><p>Come abbiamo visto nel Regno Unito, un tale incremento della domanda potrebbe spingere gli utenti verso soluzioni gratuite poco sicure. Queste applicazioni, tuttavia, invece di essere una soluzione rapida e facile, potrebbero mettere ulteriormente a rischio i dati delle persone.</p><p>Molteplici rapporti hanno infatti dimostrato più volte come, a parte alcune delle migliori VPN gratuite, molte applicazioni gratuite che si trovano negli app store ufficiali siano inaffidabili a causa di vulnerabilità di sicurezza, registrazione dei dati, malware e proprietà occulte.</p><p>La buona notizia è che molti provider VPN premium tagliano i loro prezzi per il Black Friday. Ancora meglio, alcuni dei <a href="https://global.techradar.com/it-it/vpn/migliori-vpn">migliori servizi VPN</a> stanno già offrendo le loro offerte VPN per il Black Friday, incluso NordVPN, la scelta principale di TechRadar.</p><h2 id="migliori-offerte-vpn">Migliori offerte VPN</h2><div class="product"><a data-dimension112="6f84ebde-2cef-4f19-b30d-1fa61ec6ded9" data-action="Deal Block" data-label="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension48="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension25="$" href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=10992" target="_blank" rel="nofollow"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="x3Zrr6LPF4qKNzdXj4H4t6" name="NordVPN deal image.jpg" caption="" alt="" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/x3Zrr6LPF4qKNzdXj4H4t6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="200" height="200" attribution="" endorsement="" credit="" class=""></p></div></div></figure></a><p>I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN.<a class="view-deal button" href="http://go.nordvpn.net/aff_c?offer_id=564&aff_id=3013&url_id=10992" target="_blank" rel="nofollow" data-dimension112="6f84ebde-2cef-4f19-b30d-1fa61ec6ded9" data-action="Deal Block" data-label="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension48="I test indipendenti di TechRadar hanno rilevato che NordVPN è la migliore VPN sul mercato in questo momento, eccellendo su tutti i fronti. Puoi quindi aspettarti grande sicurezza, privacy e capacità di sblocco, il tutto offerto con alcune delle migliori velocità. Provala tu stesso con la garanzia di rimborso di 30 giorni di NordVPN." data-dimension25="$">View Deal</a></p></div><h2 id="verifica-dell-eta-e-vpn-tutto-cio-che-devi-sapere">Verifica dell'età e VPN: tutto ciò che devi sapere</h2><p>Una rete privata virtuale (VPN) è un software di sicurezza che cripta le connessioni Internet degli utenti, camuffando al contempo il loro vero indirizzo IP reindirizzando il traffico attraverso uno dei suoi server internazionali.</p><p>Quest'ultima capacità è esattamente il motivo per cui le VPN sono diventate anche lo strumento perfetto per aggirare la nuova verifica obbligatoria dell'età in tutto il mondo. Una reputazione che ha attirato una crescente attenzione da parte dei legislatori.</p><p>Wisconsin e Michigan si sono spinti fino a considerare un obbligo di bloccare il traffico VPN all'interno della legge. Se approvata, quest'ultima proposta non solo costringerebbe i fornitori di servizi Internet a monitorare e bloccare le connessioni VPN, ma vieterebbe anche la promozione o la vendita di strumenti di elusione per accedere a materiale proibito. Un disegno di legge che Proton, la società dietro il popolare prodotto Proton VPN, ha definito "un pericolo per il discorso politico".</p><p>Allo stesso tempo, i politici del Regno Unito hanno ritenuto questa tecnologia una "lacuna che deve essere colmata", nonostante abbiano ripetutamente affermato che un divieto delle VPN non è sul tavolo.</p><p>Secondo le disposizioni di AGCOM, l'unico obbligo riguardante le VPN si applica a tutte le entità legalmente tenute ad attuare il sistema di verifica dell'età, ovvero i siti per adulti elencati. Questi fornitori "non devono promuovere o fare comunque riferimento a qualsiasi meccanismo di elusione dei sistemi di garanzia dell'età".</p><p>È difficile sapere se le persone che utilizzano una VPN per la verifica dell'età siano utenti attenti alla privacy e non disposti a condividere i loro dettagli più sensibili con terze parti, o minorenni che cercano di eludere i controlli sull'età − molto probabilmente, un mix di entrambi.</p><p>Noi testiamo e recensiamo i servizi VPN nel contesto di <strong>usi ricreativi legali</strong>. Ad esempio:Accesso a un servizio da un altro Paese (soggetto ai termini e condizioni di tale servizio).Protezione della tua sicurezza online e rafforzamento della tua privacy online quando sei all'estero.Non sosteniamo né tolleriamo l'uso di un servizio VPN per infrangere la legge o condurre attività illegali. Il consumo di contenuti piratati che sono a pagamento non è né approvato né avallato da Future Publishing.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Recensione Oppo A6 Pro ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L'Oppo A6 Pro 5G arriva sul mercato di fascia media con un'identità precisa. Non cerca di impressionare con la potenza di calcolo o con un comparto fotografico versatile, ambiti dove i concorrenti sono agguerriti. La sua strategia è diversa: offre <strong>una resistenza di livello militare</strong> e un'autonomia energetica pensata per durare due giorni, il tutto in un design sorprendentemente sottile. È un dispositivo pensato per chi usa lo smartphone come strumento affidabile e duraturo, piuttosto che come strumento creativo.</p><p>Nella nostra prova, l'A6 Pro si è rivelato un "battery-centric durable phone". È un telefono che <strong>risolve l'ansia da ricarica</strong> grazie a una batteria che può raggiungere i 7000 mAh e a una ricarica SuperVOOC da 80W. In un segmento di prezzo affollato, dove spesso si rincorrono i benchmark, Oppo ha scelto di <strong>privilegiare la longevità operativa</strong>. Questa scelta strategica impone però dei sacrifici evidenti, che abbiamo riscontrato soprattutto nel comparto video.</p><h3 class="article-body__section" id="section-recensione-in-breve"><span>Recensione in breve</span></h3><p>L'Oppo A6 Pro 5G è un dispositivo di fascia media che ridefinisce le priorità. Dopo averlo provato, possiamo dire che eccelle dove molti concorrenti trascurano: autonomia e resistenza. La batteria, che raggiunge i 7000 mAh, è la vera protagonista. Abbinata alla <strong>ricarica rapida da 80W</strong>, che porta il telefono da 0 a 100% in circa 50 minuti, l'A6 Pro elimina di fatto l'ansia da batteria scarica, coprendo facilmente i due giorni di utilizzo.</p><p>Il secondo pilastro è la robustezza. Non ci si aspetterebbe da un telefono così sottile (8 mm) una <strong>certificazione IP68/IP69</strong> e lo standard militare MIL-STD-810H. Questa è una caratteristica da flagship applicata a un medio gamma, che garantisce resistenza a polvere, getti d'acqua ad alta pressione e cadute. Anche il display ci ha convinto: un <strong>pannello AMOLED 120Hz</strong> molto luminoso, capace di raggiungere 1400 nits, che lo rendono perfettamente leggibile all'aperto.</p><p>Dove l'A6 Pro mostra il fianco è nel comparto multimediale. Il processore, un <strong>MediaTek Dimensity 6300</strong>, gestisce bene l'uso quotidiano e il gaming leggero, ma non è un mostro di potenza se confrontato con la concorrenza diretta. Il compromesso più evidente, però, è la fotocamera. È presente un <strong>singolo sensore posteriore</strong> da 50 MP. Se le foto statiche sono buone per la fascia di prezzo, i video sono il vero punto debole: limitati a 1080p e con una stabilizzazione scarsa.</p><p>In sintesi, l'A6 Pro è un telefono per un utente specifico: chi cerca affidabilità, autonomia record e una resistenza superiore, ed è disposto a <strong>sacrificare le prestazioni video</strong> e la potenza di calcolo pura.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EFwVRx8b7V4oZcbpgyu55J" name="Oppo A6 Pro" alt="Oppo A6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EFwVRx8b7V4oZcbpgyu55J-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-disponibilita-e-prezzo"><span>Disponibilità e prezzo</span></h3><p><strong></strong></p><p>L'Oppo A6 Pro 5G è stato introdotto sul mercato italiano con un prezzo di listino ufficiale (MSRP) di <strong>299,99 €</strong>. Questa cifra lo posiziona nel cuore del combattuto segmento medio. A questo prezzo, l'azienda ha incluso in alcune promozioni di lancio anche il <strong>caricatore 80W SUPERVOOC</strong>, un accessorio dal valore non trascurabile (circa 50 €) che altri produttori spesso vendono separatamente.</p><p>Tuttavia, l'aspetto più interessante del posizionamento dell'A6 Pro è la sua rapida reazione al mercato. Le rilevazioni dei prezzi "su strada" (street price) mostrano che il dispositivo è <strong>frequentemente disponibile</strong> in una fascia decisamente più bassa. Si trova spesso attorno ai <strong>239,00 €</strong>, uno sconto di circa il 20% rispetto al listino. Questa aggressività suggerisce che Oppo punti a un'ampia adozione nel segmento sotto i 250 €, dove i compromessi sul chipset sono più facilmente accettati. Le configurazioni disponibili variano, partendo da 6GB/128GB fino a 12GB/256GB.</p><h3 class="article-body__section" id="section-design"><span>Design</span></h3><p><strong></strong></p><p>Il design è uno degli aspetti più sorprendenti dell'Oppo A6 Pro. Solitamente, i telefoni che puntano su batterie enormi (i cosiddetti <em>battery phone</em>) pagano lo scotto in termini di ergonomia, risultando spessi e pesanti. Oppo ha invece compiuto un piccolo miracolo di ingegnerizzazione. Nonostante la <strong>cella energetica da 7000 mAh</strong>, il telefono mantiene uno spessore di soli 8 mm e un peso che si attesta tra 185g e 188g.</p><p>Tenendolo in mano, la sensazione è "premium". Le <strong>finiture sono opache</strong> e resistono bene alle impronte digitali, mentre i bordi curvi del telaio garantiscono un'impugnatura confortevole. Il sensore di impronte digitali è integrato nel tasto di accensione laterale ed è risultato reattivo e veloce durante i nostri test.</p><p>Ma il vero fattore differenziante è la durabilità estrema. L'A6 Pro vanta le certificazioni <strong>IP68/IP69</strong> e <strong>MIL-STD-810H</strong>. Questo significa che non solo resiste all'immersione, ma anche a getti d'acqua ad alta pressione, a cadute, vibrazioni e temperature estreme. Integrare questo livello di robustezza, solitamente riservato a ingombranti telefoni <em>rugged</em>, in uno chassis slim da fascia media è un <strong>cambio di paradigma</strong>. È un dispositivo pensato per durare anni senza preoccupazioni.</p><h3 class="article-body__section" id="section-schermo"><span>Schermo</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8WujvzkrK6s8H9uyoRVo4T" name="Oppo A6 Pr" alt="Oppo A6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8WujvzkrK6s8H9uyoRVo4T-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il display dell'Oppo A6 Pro è un altro punto a favore, che contribuisce alla percezione di un dispositivo di fascia superiore. Monta un <strong>pannello AMOLED da 6,57</strong> (o 6,7) pollici con risoluzione Full HD+ (1080 x 2372 pixel). La frequenza di aggiornamento è di <strong>120Hz</strong>, che garantisce la fluidità "burro-fluida" nello scorrimento dei social e nell'interfaccia. La funzione di auto-refresh adatta la frequenza (60, 90, 120Hz) in base al contenuto per ottimizzare i consumi.</p><p>L'aspetto che più ci ha colpito è la luminosità. Sebbene la luminosità tipica sia di 600 nits, in modalità High Brightness (HBM) può raggiungere i <strong>1400 nits</strong>. Questo valore è eccellente e rende lo schermo "genuinamente pronto per l'esterno", perfettamente visibile anche sotto la luce diretta del sole. È una scelta hardware che, in parte, serve a <strong>compensare le prestazioni</strong> non da primato del chipset, offrendo un'esperienza utente quotidiana molto fluida e appagante.</p><h3 class="article-body__section" id="section-software"><span>Software</span></h3><p>L'Oppo A6 Pro arriva sul mercato con <strong>Android 15</strong> (o Android 14 a seconda della data di produzione) e l'interfaccia proprietaria <strong>ColorOS 15</strong> (o 14). L'impegno di Oppo nel lanciare il dispositivo con l'ultima versione del sistema operativo è un segnale positivo per la longevità. La ColorOS, negli anni, è maturata molto e la versione che abbiamo provato si è dimostrata "raffinata, fluida, minimale e affidabile".</p><p>L'esperienza d'uso quotidiana è piacevole. L'interfaccia è pulita, lontana dagli eccessi di alcune personalizzazioni orientali, e contribuisce alla sensazione di fluidità generale. Oppo ha integrato alcune funzioni software utili, come l'<strong>Al GameBoost</strong>, che ottimizza il traffico di rete e gestisce le risorse durante le sessioni di gioco.</p><p>Sul fronte fotografico, il software cerca di compensare i limiti hardware. Troviamo funzioni Al orientate all'utente "casuale", come la capacità di <strong>aggiungere un sorriso</strong> o aprire leggermente gli occhi sui volti dopo lo scatto. Sono piccoli ritocchi pensati per chi cerca lo "scatto perfetto" da condividere sui social senza passare da app di editing.</p><p>La combinazione di un software ottimizzato e l'impegno per gli aggiornamenti, unita alla resistenza fisica, posiziona l'A6 Pro come un dispositivo pensato per essere <strong>mantenuto per 3-5 anni</strong>, un investimento a lungo termine nella fascia media.</p><h3 class="article-body__section" id="section-fotocamera"><span>Fotocamera</span></h3><p>Il comparto fotografico è il capitolo dei <strong>compromessi più evidenti</strong> per l'Oppo A6 Pro. Per raggiungere l'autonomia e la resistenza desiderate, mantenendo il prezzo sotto i 300 €, Oppo ha dovuto tagliare i costi da qualche parte, e la scelta è ricaduta proprio qui. Il setup posteriore è essenziale: troviamo un <strong>singolo sensore principale</strong> da 50 MP con apertura f/1.8 e PDAF (messa a fuoco automatica a rilevamento di fase).</p><p>Niente sensori ausiliari utili come un ultra-grandangolare o un teleobiettivo. Questa è una <strong>mancanza che si sente</strong> rispetto alla concorrenza, che spesso offre configurazioni più versatili. La fotocamera frontale, invece, è un buon sensore da 16 MP (f/2.0).</p><p>Come si traducono queste specifiche nell'uso reale? Le <strong>foto statiche sono buone</strong>. In condizioni di buona illuminazione, il sensore da 50 MP cattura dettagli sufficienti e colori vibranti. Anche la fotocamera selfie è risultata eccellente, grazie alla buona <strong>sintonizzazione software Al</strong> di Oppo.</p><p>Il vero, grande svantaggio emerge nei video. L'A6 Pro è limitato alla registrazione in <strong>1080p</strong>. Manca il 4K, ma il problema principale è l'assenza di una stabilizzazione ottica (OIS) o di un'efficace stabilizzazione elettronica (EIS). Le riprese risultano <strong>poco stabilizzate</strong>, mosse e non all'altezza della concorrenza.</p><p>Oppo giustifica questa scelta ipotizzando che l'utente medio di piattaforme come Instagram o TikTok, che spesso accettano solo 1080p, non percepisca la mancanza del 4K come un limite. È una valutazione strategica, ma chi cerca un telefono per creare contenuti video di qualità dovrebbe <strong>guardare altrove</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni"><span>Prestazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:710px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:105.92%;"><img id="baoADjXTi3ZdRFfLXWvwXY" name="Oppo A6 Pro" alt="Oppo A6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/baoADjXTi3ZdRFfLXWvwXY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="710" height="752" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Oppo)</span></figcaption></figure><p>Sotto il cofano dell'Oppo A6 Pro troviamo il processore <strong>MediaTek Dimensity 6300</strong>, un chipset octa-core costruito con architettura a 6 nm. È affiancato da diverse configurazioni di memoria, che partono da 6 GB di RAM e 128 GB di storage, fino a 12 GB / 256 GB. Le memorie RAM sono di tipo LPDDR4X.</p><p>Nell'uso quotidiano, le prestazioni (valutate 7.5/10) sono adeguate. Il telefono gestisce <strong>agevolmente il multitasking</strong>, permettendo di passare tra diverse app in background senza ricaricamenti evidenti o blocchi. L'esperienza è fluida, complice anche l'ottimo schermo a 120Hz e il software ColorOS.</p><p>Anche nel <strong>gaming casuale</strong> l'A6 Pro si è comportato bene. Titoli esigenti come PUBG e Call of Duty Mobile funzionano "comodamente con impostazioni alte", con cali di frame minimi anche durante sessioni prolungate. Questo è facilitato da un sistema di raffreddamento integrato che <strong>mantiene le termiche</strong> sotto controllo.</p><p>La critica al Dimensity 6300 emerge solo se rapportata al prezzo di lancio di 299 €. A quella cifra, concorrenti come lo Xiaomi Redmi Note 14 Pro offrono chipset più potenti, come lo Snapdragon 7s Gen3. Tuttavia, se si considera il prezzo "su strada" di 239 €, il Dimensity 6300 offre un <strong>equilibrio accettabile</strong> tra potenza ed efficienza energetica.</p><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><p>L'autonomia è, senza alcun dubbio, il <strong>maggiore punto di forza</strong> dell'Oppo A6 Pro. Qui il dispositivo non accetta compromessi. La capacità della batteria è massiccia: le schede tecniche internazionali indicano <strong>7000 mAh</strong>, anche se alcuni rivenditori riportano 6500 mAh. In entrambi i casi, si tratta di una capacità eccezionalmente alta per questa fascia di prezzo e per questo spessore.</p><p>Questa batteria garantisce che l'utente possa superare una giornata intera con uso intenso, arrivando spesso a coprire <strong>due giorni interi</strong>. Per chi usa il telefono in modo moderato, i 3-4 giorni non sono un miraggio.</p><p>A complemento di un serbatoio così grande, Oppo ha integrato la sua tecnologia di ricarica ultra-rapida <strong>80W SUPERVOOC</strong>. Questa velocità è cruciale: elimina i lunghi tempi di attesa tipici delle mega-batterie. Nelle nostre prove, una ricarica completa (da 0 a 100%) è stata completata in <strong>circa 50 minuti</strong>, un risultato eccellente.</p><p>Come accennato, in molte offerte di lancio, Oppo ha <strong>incluso l'adattatore 80W</strong> nel pacchetto. Questa è una mossa strategicamente importante che elimina un costo accessorio significativo per l'utente e consolida la superiorità dell'A6 Pro nella combinazione di autonomia e logistica di ricarica.</p><p><strong>Alternative</strong></p><p>Se l'Oppo A6 Pro 5G vi ha incuriosito per l'autonomia e la resistenza, ma non vi ha convinto sul fronte video o delle prestazioni pure, il mercato nella fascia €250-€350 offre alternative molto valide. I principali rivali competono offrendo un miglior supporto software, fotocamere stabilizzate o processori più performanti.</p><h3 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative</span></h3><h3 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a36-5g"><span>Samsung Galaxy A36 5G</span></h3><p>Il Samsung Galaxy A36 5G (nome ipotetico basato sull'analisi) è il punto di riferimento mainstream. Il suo vantaggio principale è nel comparto fotografico: offre una fotocamera principale con OIS (Stabilizzazione Ottica dell'Immagine), che garantisce un netto vantaggio qualitativo nei video, il tallone d'Achille dell'Oppo. Compete anche sulla resistenza, con una certificazione IP67. Il vero asso nella manica di Samsung è il supporto software a lungo termine, che può includere fino a sei anni di aggiornamenti. Dove perde nettamente il confronto è sull'autonomia: si prevede una batteria standard da circa 5000 mAh e una ricarica molto più lenta (probabilmente 25W), cedendo il primato della longevità all'A6 Pro.</p><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-redmi-note-14-pro-5g"><span>Xiaomi Redmi Note 14 Pro 5G</span></h3><p>Lo Xiaomi Redmi Note 14 Pro 5G è il concorrente tradizionale che punta tutto sul rapporto prestazioni/prezzo. Entra in competizione con un chipset superiore, come lo Snapdragon 7s Gen3, offrendo prestazioni pure migliori rispetto al Dimensity 6300 di Oppo. Anche sul fronte fotografico si presenta meglio, con una configurazione più versatile (probabilmente tripla camera con OIS e teleobiettivo) e una resistenza IP68. Il Redmi è la scelta per chi cerca la potenza e una fotocamera più completa. Il suo punto interrogativo rispetto all'A6 Pro è l'autonomia: è improbabile che possa eguagliare la combinazione di 7000 mAh e ricarica 80W.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-15-pro-5g"><span>Realme 15 Pro 5G</span></h3><p>Il Realme 15 Pro 5G è il rivale più diretto e pericoloso per l'Oppo A6 Pro, essendo parte della stessa "galassia" industriale. È l'unico concorrente che pareggia le specifiche chiave di potenza dell'Oppo: è stato ufficializzato con una batteria da 7000 mAh e supporto per la ricarica rapida a 80W. Questa parità annulla il principale vantaggio competitivo dell'A6 Pro. La sfida si sposterà quindi su altri fattori. Al momento, l'Oppo A6 Pro mantiene un vantaggio chiaro sulla robustezza fisica, grazie alle certificazioni IP69 e MIL-STD-810H, dettagli non ancora confermati per il dispositivo Realme.</p><h3 class="article-body__section" id="section-conclusioni"><span>Conclusioni</span></h3><p>L'Oppo A6 Pro 5G è un dispositivo eccellente, ma <strong>altamente specializzato</strong>. Il suo valore non risiede nella potenza di calcolo, ma nell'integrazione di tre elementi di fascia alta in un corpo sottile: un'<strong>autonomia da due giorni</strong> (7000 mAh), una ricarica ultra-rapida (80W) e una resistenza fisica di livello industriale (IP69 e MIL-STD).</p><p>È il dispositivo ideale per l'utente che priorizza la <strong>libertà dalla ricarica</strong> e la durabilità nel tempo, rispetto alla creazione di video o al gaming intensivo.</p><p>Se il vostro uso primario è la creazione di contenuti video, vi suggeriamo di considerare alternative con stabilizzazione ottica, come il Samsung Galaxy A36 5G. Se invece cercate prestazioni pure, lo Xiaomi Redmi Note 14 Pro 5G è probabilmente una scelta più indicata. Ma se volete un telefono da "maltrattare" e da ricaricare il meno possibile, l'Oppo A6 Pro, specialmente al prezzo "su strada" di <strong>circa 240 €</strong>, offre un pacchetto hardware insuperabile.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/oppo-phones/recensione-oppo-a6-pro</link>
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                            <![CDATA[ Oppo A6 Pro 5G punta tutto su batteria e resistenza, ma accetta pesanti compromessi sul fronte video, posizionandosi in una nicchia specifica del mercato. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Oppo Phones]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[OPPO A6 Pro]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>L'Oppo A6 Pro 5G arriva sul mercato di fascia media con un'identità precisa. Non cerca di impressionare con la potenza di calcolo o con un comparto fotografico versatile, ambiti dove i concorrenti sono agguerriti. La sua strategia è diversa: offre <strong>una resistenza di livello militare</strong> e un'autonomia energetica pensata per durare due giorni, il tutto in un design sorprendentemente sottile. È un dispositivo pensato per chi usa lo smartphone come strumento affidabile e duraturo, piuttosto che come strumento creativo.</p><p>Nella nostra prova, l'A6 Pro si è rivelato un "battery-centric durable phone". È un telefono che <strong>risolve l'ansia da ricarica</strong> grazie a una batteria che può raggiungere i 7000 mAh e a una ricarica SuperVOOC da 80W. In un segmento di prezzo affollato, dove spesso si rincorrono i benchmark, Oppo ha scelto di <strong>privilegiare la longevità operativa</strong>. Questa scelta strategica impone però dei sacrifici evidenti, che abbiamo riscontrato soprattutto nel comparto video.</p><h3 class="article-body__section" id="section-recensione-in-breve"><span>Recensione in breve</span></h3><p>L'Oppo A6 Pro 5G è un dispositivo di fascia media che ridefinisce le priorità. Dopo averlo provato, possiamo dire che eccelle dove molti concorrenti trascurano: autonomia e resistenza. La batteria, che raggiunge i 7000 mAh, è la vera protagonista. Abbinata alla <strong>ricarica rapida da 80W</strong>, che porta il telefono da 0 a 100% in circa 50 minuti, l'A6 Pro elimina di fatto l'ansia da batteria scarica, coprendo facilmente i due giorni di utilizzo.</p><p>Il secondo pilastro è la robustezza. Non ci si aspetterebbe da un telefono così sottile (8 mm) una <strong>certificazione IP68/IP69</strong> e lo standard militare MIL-STD-810H. Questa è una caratteristica da flagship applicata a un medio gamma, che garantisce resistenza a polvere, getti d'acqua ad alta pressione e cadute. Anche il display ci ha convinto: un <strong>pannello AMOLED 120Hz</strong> molto luminoso, capace di raggiungere 1400 nits, che lo rendono perfettamente leggibile all'aperto.</p><p>Dove l'A6 Pro mostra il fianco è nel comparto multimediale. Il processore, un <strong>MediaTek Dimensity 6300</strong>, gestisce bene l'uso quotidiano e il gaming leggero, ma non è un mostro di potenza se confrontato con la concorrenza diretta. Il compromesso più evidente, però, è la fotocamera. È presente un <strong>singolo sensore posteriore</strong> da 50 MP. Se le foto statiche sono buone per la fascia di prezzo, i video sono il vero punto debole: limitati a 1080p e con una stabilizzazione scarsa.</p><p>In sintesi, l'A6 Pro è un telefono per un utente specifico: chi cerca affidabilità, autonomia record e una resistenza superiore, ed è disposto a <strong>sacrificare le prestazioni video</strong> e la potenza di calcolo pura.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EFwVRx8b7V4oZcbpgyu55J" name="Oppo A6 Pro" alt="Oppo A6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EFwVRx8b7V4oZcbpgyu55J-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h3 class="article-body__section" id="section-disponibilita-e-prezzo"><span>Disponibilità e prezzo</span></h3><p><strong></strong></p><p>L'Oppo A6 Pro 5G è stato introdotto sul mercato italiano con un prezzo di listino ufficiale (MSRP) di <strong>299,99 €</strong>. Questa cifra lo posiziona nel cuore del combattuto segmento medio. A questo prezzo, l'azienda ha incluso in alcune promozioni di lancio anche il <strong>caricatore 80W SUPERVOOC</strong>, un accessorio dal valore non trascurabile (circa 50 €) che altri produttori spesso vendono separatamente.</p><p>Tuttavia, l'aspetto più interessante del posizionamento dell'A6 Pro è la sua rapida reazione al mercato. Le rilevazioni dei prezzi "su strada" (street price) mostrano che il dispositivo è <strong>frequentemente disponibile</strong> in una fascia decisamente più bassa. Si trova spesso attorno ai <strong>239,00 €</strong>, uno sconto di circa il 20% rispetto al listino. Questa aggressività suggerisce che Oppo punti a un'ampia adozione nel segmento sotto i 250 €, dove i compromessi sul chipset sono più facilmente accettati. Le configurazioni disponibili variano, partendo da 6GB/128GB fino a 12GB/256GB.</p><h3 class="article-body__section" id="section-design"><span>Design</span></h3><p><strong></strong></p><p>Il design è uno degli aspetti più sorprendenti dell'Oppo A6 Pro. Solitamente, i telefoni che puntano su batterie enormi (i cosiddetti <em>battery phone</em>) pagano lo scotto in termini di ergonomia, risultando spessi e pesanti. Oppo ha invece compiuto un piccolo miracolo di ingegnerizzazione. Nonostante la <strong>cella energetica da 7000 mAh</strong>, il telefono mantiene uno spessore di soli 8 mm e un peso che si attesta tra 185g e 188g.</p><p>Tenendolo in mano, la sensazione è "premium". Le <strong>finiture sono opache</strong> e resistono bene alle impronte digitali, mentre i bordi curvi del telaio garantiscono un'impugnatura confortevole. Il sensore di impronte digitali è integrato nel tasto di accensione laterale ed è risultato reattivo e veloce durante i nostri test.</p><p>Ma il vero fattore differenziante è la durabilità estrema. L'A6 Pro vanta le certificazioni <strong>IP68/IP69</strong> e <strong>MIL-STD-810H</strong>. Questo significa che non solo resiste all'immersione, ma anche a getti d'acqua ad alta pressione, a cadute, vibrazioni e temperature estreme. Integrare questo livello di robustezza, solitamente riservato a ingombranti telefoni <em>rugged</em>, in uno chassis slim da fascia media è un <strong>cambio di paradigma</strong>. È un dispositivo pensato per durare anni senza preoccupazioni.</p><h3 class="article-body__section" id="section-schermo"><span>Schermo</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4096px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="8WujvzkrK6s8H9uyoRVo4T" name="Oppo A6 Pr" alt="Oppo A6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8WujvzkrK6s8H9uyoRVo4T-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4096" height="2304" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Il display dell'Oppo A6 Pro è un altro punto a favore, che contribuisce alla percezione di un dispositivo di fascia superiore. Monta un <strong>pannello AMOLED da 6,57</strong> (o 6,7) pollici con risoluzione Full HD+ (1080 x 2372 pixel). La frequenza di aggiornamento è di <strong>120Hz</strong>, che garantisce la fluidità "burro-fluida" nello scorrimento dei social e nell'interfaccia. La funzione di auto-refresh adatta la frequenza (60, 90, 120Hz) in base al contenuto per ottimizzare i consumi.</p><p>L'aspetto che più ci ha colpito è la luminosità. Sebbene la luminosità tipica sia di 600 nits, in modalità High Brightness (HBM) può raggiungere i <strong>1400 nits</strong>. Questo valore è eccellente e rende lo schermo "genuinamente pronto per l'esterno", perfettamente visibile anche sotto la luce diretta del sole. È una scelta hardware che, in parte, serve a <strong>compensare le prestazioni</strong> non da primato del chipset, offrendo un'esperienza utente quotidiana molto fluida e appagante.</p><h3 class="article-body__section" id="section-software"><span>Software</span></h3><p>L'Oppo A6 Pro arriva sul mercato con <strong>Android 15</strong> (o Android 14 a seconda della data di produzione) e l'interfaccia proprietaria <strong>ColorOS 15</strong> (o 14). L'impegno di Oppo nel lanciare il dispositivo con l'ultima versione del sistema operativo è un segnale positivo per la longevità. La ColorOS, negli anni, è maturata molto e la versione che abbiamo provato si è dimostrata "raffinata, fluida, minimale e affidabile".</p><p>L'esperienza d'uso quotidiana è piacevole. L'interfaccia è pulita, lontana dagli eccessi di alcune personalizzazioni orientali, e contribuisce alla sensazione di fluidità generale. Oppo ha integrato alcune funzioni software utili, come l'<strong>Al GameBoost</strong>, che ottimizza il traffico di rete e gestisce le risorse durante le sessioni di gioco.</p><p>Sul fronte fotografico, il software cerca di compensare i limiti hardware. Troviamo funzioni Al orientate all'utente "casuale", come la capacità di <strong>aggiungere un sorriso</strong> o aprire leggermente gli occhi sui volti dopo lo scatto. Sono piccoli ritocchi pensati per chi cerca lo "scatto perfetto" da condividere sui social senza passare da app di editing.</p><p>La combinazione di un software ottimizzato e l'impegno per gli aggiornamenti, unita alla resistenza fisica, posiziona l'A6 Pro come un dispositivo pensato per essere <strong>mantenuto per 3-5 anni</strong>, un investimento a lungo termine nella fascia media.</p><h3 class="article-body__section" id="section-fotocamera"><span>Fotocamera</span></h3><p>Il comparto fotografico è il capitolo dei <strong>compromessi più evidenti</strong> per l'Oppo A6 Pro. Per raggiungere l'autonomia e la resistenza desiderate, mantenendo il prezzo sotto i 300 €, Oppo ha dovuto tagliare i costi da qualche parte, e la scelta è ricaduta proprio qui. Il setup posteriore è essenziale: troviamo un <strong>singolo sensore principale</strong> da 50 MP con apertura f/1.8 e PDAF (messa a fuoco automatica a rilevamento di fase).</p><p>Niente sensori ausiliari utili come un ultra-grandangolare o un teleobiettivo. Questa è una <strong>mancanza che si sente</strong> rispetto alla concorrenza, che spesso offre configurazioni più versatili. La fotocamera frontale, invece, è un buon sensore da 16 MP (f/2.0).</p><p>Come si traducono queste specifiche nell'uso reale? Le <strong>foto statiche sono buone</strong>. In condizioni di buona illuminazione, il sensore da 50 MP cattura dettagli sufficienti e colori vibranti. Anche la fotocamera selfie è risultata eccellente, grazie alla buona <strong>sintonizzazione software Al</strong> di Oppo.</p><p>Il vero, grande svantaggio emerge nei video. L'A6 Pro è limitato alla registrazione in <strong>1080p</strong>. Manca il 4K, ma il problema principale è l'assenza di una stabilizzazione ottica (OIS) o di un'efficace stabilizzazione elettronica (EIS). Le riprese risultano <strong>poco stabilizzate</strong>, mosse e non all'altezza della concorrenza.</p><p>Oppo giustifica questa scelta ipotizzando che l'utente medio di piattaforme come Instagram o TikTok, che spesso accettano solo 1080p, non percepisca la mancanza del 4K come un limite. È una valutazione strategica, ma chi cerca un telefono per creare contenuti video di qualità dovrebbe <strong>guardare altrove</strong>.</p><h3 class="article-body__section" id="section-prestazioni"><span>Prestazioni</span></h3><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:710px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:105.92%;"><img id="baoADjXTi3ZdRFfLXWvwXY" name="Oppo A6 Pro" alt="Oppo A6 Pro" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/baoADjXTi3ZdRFfLXWvwXY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="710" height="752" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Oppo)</span></figcaption></figure><p>Sotto il cofano dell'Oppo A6 Pro troviamo il processore <strong>MediaTek Dimensity 6300</strong>, un chipset octa-core costruito con architettura a 6 nm. È affiancato da diverse configurazioni di memoria, che partono da 6 GB di RAM e 128 GB di storage, fino a 12 GB / 256 GB. Le memorie RAM sono di tipo LPDDR4X.</p><p>Nell'uso quotidiano, le prestazioni (valutate 7.5/10) sono adeguate. Il telefono gestisce <strong>agevolmente il multitasking</strong>, permettendo di passare tra diverse app in background senza ricaricamenti evidenti o blocchi. L'esperienza è fluida, complice anche l'ottimo schermo a 120Hz e il software ColorOS.</p><p>Anche nel <strong>gaming casuale</strong> l'A6 Pro si è comportato bene. Titoli esigenti come PUBG e Call of Duty Mobile funzionano "comodamente con impostazioni alte", con cali di frame minimi anche durante sessioni prolungate. Questo è facilitato da un sistema di raffreddamento integrato che <strong>mantiene le termiche</strong> sotto controllo.</p><p>La critica al Dimensity 6300 emerge solo se rapportata al prezzo di lancio di 299 €. A quella cifra, concorrenti come lo Xiaomi Redmi Note 14 Pro offrono chipset più potenti, come lo Snapdragon 7s Gen3. Tuttavia, se si considera il prezzo "su strada" di 239 €, il Dimensity 6300 offre un <strong>equilibrio accettabile</strong> tra potenza ed efficienza energetica.</p><h3 class="article-body__section" id="section-batteria"><span>Batteria</span></h3><p>L'autonomia è, senza alcun dubbio, il <strong>maggiore punto di forza</strong> dell'Oppo A6 Pro. Qui il dispositivo non accetta compromessi. La capacità della batteria è massiccia: le schede tecniche internazionali indicano <strong>7000 mAh</strong>, anche se alcuni rivenditori riportano 6500 mAh. In entrambi i casi, si tratta di una capacità eccezionalmente alta per questa fascia di prezzo e per questo spessore.</p><p>Questa batteria garantisce che l'utente possa superare una giornata intera con uso intenso, arrivando spesso a coprire <strong>due giorni interi</strong>. Per chi usa il telefono in modo moderato, i 3-4 giorni non sono un miraggio.</p><p>A complemento di un serbatoio così grande, Oppo ha integrato la sua tecnologia di ricarica ultra-rapida <strong>80W SUPERVOOC</strong>. Questa velocità è cruciale: elimina i lunghi tempi di attesa tipici delle mega-batterie. Nelle nostre prove, una ricarica completa (da 0 a 100%) è stata completata in <strong>circa 50 minuti</strong>, un risultato eccellente.</p><p>Come accennato, in molte offerte di lancio, Oppo ha <strong>incluso l'adattatore 80W</strong> nel pacchetto. Questa è una mossa strategicamente importante che elimina un costo accessorio significativo per l'utente e consolida la superiorità dell'A6 Pro nella combinazione di autonomia e logistica di ricarica.</p><p><strong>Alternative</strong></p><p>Se l'Oppo A6 Pro 5G vi ha incuriosito per l'autonomia e la resistenza, ma non vi ha convinto sul fronte video o delle prestazioni pure, il mercato nella fascia €250-€350 offre alternative molto valide. I principali rivali competono offrendo un miglior supporto software, fotocamere stabilizzate o processori più performanti.</p><h3 class="article-body__section" id="section-alternative"><span>Alternative</span></h3><h3 class="article-body__section" id="section-samsung-galaxy-a36-5g"><span>Samsung Galaxy A36 5G</span></h3><p>Il Samsung Galaxy A36 5G (nome ipotetico basato sull'analisi) è il punto di riferimento mainstream. Il suo vantaggio principale è nel comparto fotografico: offre una fotocamera principale con OIS (Stabilizzazione Ottica dell'Immagine), che garantisce un netto vantaggio qualitativo nei video, il tallone d'Achille dell'Oppo. Compete anche sulla resistenza, con una certificazione IP67. Il vero asso nella manica di Samsung è il supporto software a lungo termine, che può includere fino a sei anni di aggiornamenti. Dove perde nettamente il confronto è sull'autonomia: si prevede una batteria standard da circa 5000 mAh e una ricarica molto più lenta (probabilmente 25W), cedendo il primato della longevità all'A6 Pro.</p><h3 class="article-body__section" id="section-xiaomi-redmi-note-14-pro-5g"><span>Xiaomi Redmi Note 14 Pro 5G</span></h3><p>Lo Xiaomi Redmi Note 14 Pro 5G è il concorrente tradizionale che punta tutto sul rapporto prestazioni/prezzo. Entra in competizione con un chipset superiore, come lo Snapdragon 7s Gen3, offrendo prestazioni pure migliori rispetto al Dimensity 6300 di Oppo. Anche sul fronte fotografico si presenta meglio, con una configurazione più versatile (probabilmente tripla camera con OIS e teleobiettivo) e una resistenza IP68. Il Redmi è la scelta per chi cerca la potenza e una fotocamera più completa. Il suo punto interrogativo rispetto all'A6 Pro è l'autonomia: è improbabile che possa eguagliare la combinazione di 7000 mAh e ricarica 80W.</p><h3 class="article-body__section" id="section-realme-15-pro-5g"><span>Realme 15 Pro 5G</span></h3><p>Il Realme 15 Pro 5G è il rivale più diretto e pericoloso per l'Oppo A6 Pro, essendo parte della stessa "galassia" industriale. È l'unico concorrente che pareggia le specifiche chiave di potenza dell'Oppo: è stato ufficializzato con una batteria da 7000 mAh e supporto per la ricarica rapida a 80W. Questa parità annulla il principale vantaggio competitivo dell'A6 Pro. La sfida si sposterà quindi su altri fattori. Al momento, l'Oppo A6 Pro mantiene un vantaggio chiaro sulla robustezza fisica, grazie alle certificazioni IP69 e MIL-STD-810H, dettagli non ancora confermati per il dispositivo Realme.</p><h3 class="article-body__section" id="section-conclusioni"><span>Conclusioni</span></h3><p>L'Oppo A6 Pro 5G è un dispositivo eccellente, ma <strong>altamente specializzato</strong>. Il suo valore non risiede nella potenza di calcolo, ma nell'integrazione di tre elementi di fascia alta in un corpo sottile: un'<strong>autonomia da due giorni</strong> (7000 mAh), una ricarica ultra-rapida (80W) e una resistenza fisica di livello industriale (IP69 e MIL-STD).</p><p>È il dispositivo ideale per l'utente che priorizza la <strong>libertà dalla ricarica</strong> e la durabilità nel tempo, rispetto alla creazione di video o al gaming intensivo.</p><p>Se il vostro uso primario è la creazione di contenuti video, vi suggeriamo di considerare alternative con stabilizzazione ottica, come il Samsung Galaxy A36 5G. Se invece cercate prestazioni pure, lo Xiaomi Redmi Note 14 Pro 5G è probabilmente una scelta più indicata. Ma se volete un telefono da "maltrattare" e da ricaricare il meno possibile, l'Oppo A6 Pro, specialmente al prezzo "su strada" di <strong>circa 240 €</strong>, offre un pacchetto hardware insuperabile.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Red Bull F1: come la tecnologia di precisione Hexagon trasforma i micron in millisecondi di vittoria ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Lo abbiamo sentito cento volte: la Formula 1 è una questione di velocità. Ma, man mano che le auto diventano più grandi e veloci, e i limiti di pista diventano sempre più rigorosi, è anche una questione di precisione, in pista e fuori. TechRadar Pro è stato invitato al quartier generale di Oracle Red Bull Racing (ORBR) a Milton Keynes da Hexagon per vedere da vicino alcune delle tecnologie di metrologia di quest'ultima e per saperne di più su come tutto questo stia contribuendo a elevare le loro prestazioni, un millisecondo alla volta. Hexagon è specializzata in metrologia, il che significa che aiuta i produttori a raccogliere misurazioni e dati tecnici di alta qualità, colmando il divario tra capacità digitali e fisiche. L'organo di regolamentazione della Formula 1, la FIA, impone regole incredibilmente rigide su peso, altezza e larghezza delle auto - e qualsiasi infrazione comporta gravi penalità o addirittura la squalifica (come ha scoperto George Russell in Belgio 2024). Per aderire a queste normative, Oracle Red Bull Racing impiega la tecnologia Hexagon, misurando la pista, la vettura e persino il tempo fino al più preciso punto di dati.</p><h2 id="qualita-a-velocita">Qualità a velocità</h2><p>Hexagon fornisce tecnologia di scansione laser all'avanguardia per il team per assicurarsi di comprendere l'auto, la pista e i miglioramenti il più possibile in ogni momento. Ad esempio, l'Absolute Scanner AS1 utilizza la tecnologia laser blu e una programmazione avanzata, combinando prestazioni massime 'sempre attive' con una semplice usabilità per misurazioni 3D senza contatto ad alta produttività. L'unità scanner può completare 1,2 milioni di punti al secondo senza degradazione delle prestazioni, 'su qualsiasi superficie, qualunque sia la finitura o il materiale' - infatti, è così preciso, dice il team, che può misurare un singolo strato di vernice. "Hexagon è innanzitutto un produttore", afferma Jason Walker, VP of General Manufacturing di Hexagon, "produciamo dispositivi, attrezzature, anche sviluppo software e tutto il resto per aiutare i nostri clienti, sia il produttore che il misuratore, a realizzare prodotti." I tracker laser consentono al team di misurare la configurazione dell'auto mentre è al quartier generale di Milton Keynes e anche in pista nei weekend di gara - con dispositivi portatili che accompagnano il team in tutto il mondo. Installato con un semplice treppiede dietro l'auto nel box, può tracciare la posizione esatta (x,y,z) di uno scanner laser o di una sonda nella mano dell'operatore per assicurarsi che l'auto sia configurata come previsto dal team per le massime prestazioni, senza violare le normative incredibilmente rigide.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="Jwviwbujn2Xj9Ktp5tTJXS" name="Hexagon-13 Red Bull HQ" alt="Macchina Hexagon presso il quartier generale Red Bull" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Jwviwbujn2Xj9Ktp5tTJXS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="2000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Hexagon & Oracle Red Bull Racing)</span></figcaption></figure><h2 id="tecnologia-che-cambia-l-industria">Tecnologia che cambia l'industria</h2><p>La tecnologia è così avanzata che ha effettivamente cambiato lo standard di misurazione nello sport. In precedenza, la FIA utilizzava un blocco di alluminio che veniva posizionato sotto l'auto per determinare l'altezza da terra insieme a calibri di misurazione fisici. Ma in Formula 1, i millimetri contano - e se c'è l'opportunità di rasare anche solo 0,001s dal tempo dell'auto, la Red Bull la coglierà. Quindi, la Red Bull ha iniziato a utilizzare il Leica Absolute Tracker AT960 di Hexagon per ottenere una misurazione ancora più accurata, in modo da poter spingere l'auto al limite assoluto delle normative. "{L'obiettivo è} essere precisi ma anche coerenti, per migliorare la coerenza nella produzione", commenta Hilke Priesett, Head of Global Talent Management, divisione Hexagon Manufacturing Intelligence. "E come tale migliorare la qualità - che complessivamente porta a cosa? Riduzione degli sprechi, riduzione dei costi e accelerazione del tempo di commercializzazione. Quindi per Red Bull, è tutta una questione di velocità. Per la F1, è tutta una questione di velocità. Per i nostri clienti produttori, e per Hexagon, è anche tutta una questione di velocità."</p><h2 id="il-nuovo-standard">Il nuovo standard</h2><p>Altri team hanno rapidamente adottato il tracker, e ora, la FIA stessa utilizza l'attrezzatura Hexagon per misurare e ispezionare l'auto, determinandone la legalità. ORBR ha ridotto i difetti del 50% negli ultimi due anni con le tecnologie di scansione ultra-veloci di Hexagon, aiutando a garantire che ogni componente sia prodotto secondo le specifiche esatte e con completa precisione - mentre l'auto viene riassemblata per ogni gara. Questo deve essere perfetto, poiché non solo l'auto perderà prestazioni se qualsiasi piccolo dettaglio è disallineato, ma rischia di non rispettare le normative, subendo una detrazione di punti, una penalità in griglia o la squalifica. "È più della tecnologia stessa; è la partnership", commenta Sophia Heath, Technical Recruitment Engineer di Red Bull. "Gli ingegneri di Hexagon lavorano insieme ai nostri per trasformare i dati in decisioni alla velocità della Formula 1. Quella collaborazione ci aiuta a trovare guadagni di prestazioni più velocemente, ad affrontare nuove normative con fiducia e a continuare a spingere i limiti di ciò che è possibile in pista e fuori."</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/pro/red-bull-f1-come-la-tecnologia-di-precisione-hexagon-trasforma-i-micron-in-millisecondi-di-vittoria</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Scopriamo come la tecnologia metrologica di Hexagon è l'arma segreta per garantire precisione alla Red Bull Racing. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">9jRCWe8cbABTLBhkCqgSLj</guid>
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                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Ellen has been writing for almost four years, with a focus on post-COVID policy whilst studying at the University of Cardiff. During her time at university, Ellen studied BA Politics and International Relations, for which she achieved second-class honours (upper division). Ellen then went on to study an MA in Political Communication, receiving a Merit. Before joining TechRadar Pro as a Junior Writer, she worked for Future Publishing’s MVC content team, working with merchants and retailers to upload content. When she’s not working, Ellen is a keen badminton player, Formula 1 fan, and gym enthusiast.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Lo abbiamo sentito cento volte: la Formula 1 è una questione di velocità. Ma, man mano che le auto diventano più grandi e veloci, e i limiti di pista diventano sempre più rigorosi, è anche una questione di precisione, in pista e fuori. TechRadar Pro è stato invitato al quartier generale di Oracle Red Bull Racing (ORBR) a Milton Keynes da Hexagon per vedere da vicino alcune delle tecnologie di metrologia di quest'ultima e per saperne di più su come tutto questo stia contribuendo a elevare le loro prestazioni, un millisecondo alla volta. Hexagon è specializzata in metrologia, il che significa che aiuta i produttori a raccogliere misurazioni e dati tecnici di alta qualità, colmando il divario tra capacità digitali e fisiche. L'organo di regolamentazione della Formula 1, la FIA, impone regole incredibilmente rigide su peso, altezza e larghezza delle auto - e qualsiasi infrazione comporta gravi penalità o addirittura la squalifica (come ha scoperto George Russell in Belgio 2024). Per aderire a queste normative, Oracle Red Bull Racing impiega la tecnologia Hexagon, misurando la pista, la vettura e persino il tempo fino al più preciso punto di dati.</p><h2 id="qualita-a-velocita">Qualità a velocità</h2><p>Hexagon fornisce tecnologia di scansione laser all'avanguardia per il team per assicurarsi di comprendere l'auto, la pista e i miglioramenti il più possibile in ogni momento. Ad esempio, l'Absolute Scanner AS1 utilizza la tecnologia laser blu e una programmazione avanzata, combinando prestazioni massime 'sempre attive' con una semplice usabilità per misurazioni 3D senza contatto ad alta produttività. L'unità scanner può completare 1,2 milioni di punti al secondo senza degradazione delle prestazioni, 'su qualsiasi superficie, qualunque sia la finitura o il materiale' - infatti, è così preciso, dice il team, che può misurare un singolo strato di vernice. "Hexagon è innanzitutto un produttore", afferma Jason Walker, VP of General Manufacturing di Hexagon, "produciamo dispositivi, attrezzature, anche sviluppo software e tutto il resto per aiutare i nostri clienti, sia il produttore che il misuratore, a realizzare prodotti." I tracker laser consentono al team di misurare la configurazione dell'auto mentre è al quartier generale di Milton Keynes e anche in pista nei weekend di gara - con dispositivi portatili che accompagnano il team in tutto il mondo. Installato con un semplice treppiede dietro l'auto nel box, può tracciare la posizione esatta (x,y,z) di uno scanner laser o di una sonda nella mano dell'operatore per assicurarsi che l'auto sia configurata come previsto dal team per le massime prestazioni, senza violare le normative incredibilmente rigide.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.67%;"><img id="Jwviwbujn2Xj9Ktp5tTJXS" name="Hexagon-13 Red Bull HQ" alt="Macchina Hexagon presso il quartier generale Red Bull" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Jwviwbujn2Xj9Ktp5tTJXS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3000" height="2000" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Hexagon & Oracle Red Bull Racing)</span></figcaption></figure><h2 id="tecnologia-che-cambia-l-industria">Tecnologia che cambia l'industria</h2><p>La tecnologia è così avanzata che ha effettivamente cambiato lo standard di misurazione nello sport. In precedenza, la FIA utilizzava un blocco di alluminio che veniva posizionato sotto l'auto per determinare l'altezza da terra insieme a calibri di misurazione fisici. Ma in Formula 1, i millimetri contano - e se c'è l'opportunità di rasare anche solo 0,001s dal tempo dell'auto, la Red Bull la coglierà. Quindi, la Red Bull ha iniziato a utilizzare il Leica Absolute Tracker AT960 di Hexagon per ottenere una misurazione ancora più accurata, in modo da poter spingere l'auto al limite assoluto delle normative. "{L'obiettivo è} essere precisi ma anche coerenti, per migliorare la coerenza nella produzione", commenta Hilke Priesett, Head of Global Talent Management, divisione Hexagon Manufacturing Intelligence. "E come tale migliorare la qualità - che complessivamente porta a cosa? Riduzione degli sprechi, riduzione dei costi e accelerazione del tempo di commercializzazione. Quindi per Red Bull, è tutta una questione di velocità. Per la F1, è tutta una questione di velocità. Per i nostri clienti produttori, e per Hexagon, è anche tutta una questione di velocità."</p><h2 id="il-nuovo-standard">Il nuovo standard</h2><p>Altri team hanno rapidamente adottato il tracker, e ora, la FIA stessa utilizza l'attrezzatura Hexagon per misurare e ispezionare l'auto, determinandone la legalità. ORBR ha ridotto i difetti del 50% negli ultimi due anni con le tecnologie di scansione ultra-veloci di Hexagon, aiutando a garantire che ogni componente sia prodotto secondo le specifiche esatte e con completa precisione - mentre l'auto viene riassemblata per ogni gara. Questo deve essere perfetto, poiché non solo l'auto perderà prestazioni se qualsiasi piccolo dettaglio è disallineato, ma rischia di non rispettare le normative, subendo una detrazione di punti, una penalità in griglia o la squalifica. "È più della tecnologia stessa; è la partnership", commenta Sophia Heath, Technical Recruitment Engineer di Red Bull. "Gli ingegneri di Hexagon lavorano insieme ai nostri per trasformare i dati in decisioni alla velocità della Formula 1. Quella collaborazione ci aiuta a trovare guadagni di prestazioni più velocemente, ad affrontare nuove normative con fiducia e a continuare a spingere i limiti di ciò che è possibile in pista e fuori."</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ OM System OM-5 II conquista il primo posto nella nostra guida alle fotocamere da viaggio – ecco 5 motivi per cui è così perfetta per la fotografia di viaggio ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L'OM System OM-5 II non ha un grande sensore full-frame, autofocus AI, video 8K o altre caratteristiche da titolone delle ultime costose fotocamere. Quello che ha il modello micro quattro terzi (MFT), tuttavia, passa completamente inosservato in mezzo a tutta questa frenesia ossessionata dalla tecnologia – è una fotocamera perfettamente progettata per la fotografia di viaggio. E non parliamo di specifiche tecniche, per una volta, ma del design fisico vero e proprio.</p><p>Quindi cosa rende l'OM-5 II così speciale da aver recentemente conquistato il primo posto nella nostra <a href="https://www.techradar.com/news/best-travel-camera">guida alle migliori fotocamere da viaggio</a>? Parecchie cose, in realtà. Diamo un'occhiata...</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="cDffQy8wSfja2UuEnAYC5d" name="0m-5-ii-size" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cDffQy8wSfja2UuEnAYC5d-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2156" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non è solo il corpo dell'OM-5 II ad essere piccolo ma – ancora più importante – anche gli obiettivi. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="1-dimensioni-e-portabilita">1. Dimensioni e portabilità</h2><p>Non abbiamo bisogno di spiegare i vantaggi di un sistema fotografico compatto e portatile quando si viaggia. Pesa di meno da trasportare, occupa meno spazio nella borsa e affatica meno le braccia quando lo si tiene al fianco e lo si porta ripetutamente all'altezza degli occhi per scattare.Ora, i fan delle fotocamere APS-C e full-frame faranno notare che il corpo dell'OM-5 II non è davvero molto più piccolo o leggero di molte rivali. È assolutamente vero. Ma gli obiettivi sono molto più piccoli, e visto che è difficile fotografare qualcosa senza un obiettivo, questo è un punto fondamentale per la fotografia di viaggio.Mi vengono in mente due esempi. L'obiettivo kit M.Zuiko 12-45mm f/4 venduto con questa fotocamera offre un intervallo focale equivalente di 24-90mm (nella foto). Non esistono obiettivi kit su altri formati così piccoli e leggeri come questo (o così buoni – questo è uno degli obiettivi Pro di OM System). Che dire poi del M.Zuiko 25mm f/1.8 II? È un obiettivo fisso equivalente 50mm assolutamente minuscolo. Ed è anche tropicalizzato, il che mi porta al prossimo punto...</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="8zXaaKc9goNoeLXfWfZQyc" name="0m-5-ii-weather01" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8zXaaKc9goNoeLXfWfZQyc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2156" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non sottovalutare il valore della tropicalizzazione! Non si trova spesso una caratteristica di livello professionale come questa in una fotocamera di livello enthusiast come l'OM-5 II. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="2-tropicalizzazione">2. Tropicalizzazione</h2><p>Potresti non preoccuparti troppo della tropicalizzazione nella fotografia normale – dopotutto, se piove aspetti semplicemente, o esci un altro giorno. Ma quando viaggi, ogni giorno, ogni ora è irripetibile. Se piove, non puoi tornare un'altra volta. Devi cogliere ogni opportunità di scatto che si presenta e celebrare le condizioni, non nasconderti da esse. La tropicalizzazione non è una specifica molto accattivante, ma quando ne hai bisogno, ne hai davvero bisogno, e sia l'OM-5 II che molti obiettivi OM sono tropicalizzati, incluso l'obiettivo kit 12-45mm f/4.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="rXPjzpdBf4HJL6nUp4yCKd" name="om-5-ii-stabilization" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rXPjzpdBf4HJL6nUp4yCKd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2880" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Questa foto è stata scattata in una grotta poco illuminata con un tempo di otturazione di 0,4 secondi, ed è perfettamente nitida. La stabilizzazione d'immagine in-body (IBIS) dell'OM-5 II è eccezionale. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="3-uno-dei-migliori-sistemi-di-stabilizzazione-in-circolazione">3. Uno dei migliori sistemi di stabilizzazione in circolazione</h2><p>Leggerai molte dichiarazioni dei produttori di fotocamere sulla stabilizzazione d'immagine in-body (IBIS) certificate CIPA che potrebbero suggerire che tutte le fotocamere moderne sono equivalenti, ma quello che accade in laboratorio non sempre si riflette nella vita reale, ed è chiaro dall'esperienza pratica che il sensore MFT più piccolo nell'OM-5 II ha una stabilizzazione significativamente più efficace rispetto ai sensori più grandi. Le cifre ufficiali dei produttori sono sempre lusinghiere, scenari nel caso migliore; ma in pratica, l'OM-5 II fornisce in modo affidabile quasi tutta la compensazione delle vibrazioni dichiarata, non solo una parte in circostanze ideali (senza fare nomi).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4608px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="hxnPEmguVW9Xjm53dcJaNd" name="om-5-ii-computational" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hxnPEmguVW9Xjm53dcJaNd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4608" height="3456" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La modalità Live Composite dell'OM-5 II risale al suo antenato l'E-M5 II. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="4-funzioni-computazionali">4. Funzioni computazionali</h2><p>Se non hai mai usato le funzioni di fotografia computazionale di OM Systems, potresti pensare che siano solo un espediente che non userai mai. Ma ti conquistano, e sono particolarmente efficaci per la fotografia di viaggio. Il Live Bulb è fantastico per paesaggi urbani illuminati al neon di notte perché puoi vedere l'esposizione costruirsi in tempo reale, sul retro della fotocamera. Avrai bisogno di un treppiede, ma ehi, con tutto il peso che hai risparmiato con questo sistema, non ti dispiace così tanto un treppiede!</p><p>• Consulta la nostra guida ai <a href="https://www.techradar.com/news/best-travel-tripod">migliori treppiedi da viaggio</a>.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="Lv2D5c6i6G4c7yG8sRhfrc" name="0m-5-ii-weather02" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Lv2D5c6i6G4c7yG8sRhfrc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2156" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">L'OM-5 II è economica da acquistare, e questo non solo riduce la spesa ma ti dà anche un po' più di tranquillità durante i tuoi viaggi. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="5-costo">5. Costo</h2><p>Viaggiare può essere rischioso. A volte ti sporgi dal lato di una barca, a volte schivi borseggiatori, a volte devi lanciare la tua borsa nel retro di un autobus e sperare che sia ancora lì quando scendi. Può essere una preoccupazione, e se porti attrezzature costose e vistosamente care nei tuoi viaggi, può essere difficile godersi il momento senza preoccuparsi per la propria fotocamera.</p><p>Personalmente, mi piacerebbe tornare da un viaggio con scatti fatti con una <a href="https://www.techradar.com/reviews/leica-m11">Leica M11</a> o una <a href="https://www.techradar.com/cameras/mirrorless-cameras/i-tested-the-minimalist-hasselblad-x2d-ii-100c-its-my-dream-portrait-and-landscape-photography-camera-that-sets-the-image-quality-bar">Hasselblad X2D II</a>, ma non accadrà mai perché non le porterei mai con me.</p><p></p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ L'OM-5 II combina portabilità e potenti funzionalità, insieme a un'invidiabile scelta di obiettivi, rendendola una scelta ideale per la fotografia di viaggio. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Cameras]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Rod Lawton ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zEsjZCSQfvVZC6f88h8XpJ-320-70.jpg ]]></dc:source>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[OM System OM-5 II]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[OM System OM-5 II]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[OM System OM-5 II]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p>L'OM System OM-5 II non ha un grande sensore full-frame, autofocus AI, video 8K o altre caratteristiche da titolone delle ultime costose fotocamere. Quello che ha il modello micro quattro terzi (MFT), tuttavia, passa completamente inosservato in mezzo a tutta questa frenesia ossessionata dalla tecnologia – è una fotocamera perfettamente progettata per la fotografia di viaggio. E non parliamo di specifiche tecniche, per una volta, ma del design fisico vero e proprio.</p><p>Quindi cosa rende l'OM-5 II così speciale da aver recentemente conquistato il primo posto nella nostra <a href="https://www.techradar.com/news/best-travel-camera">guida alle migliori fotocamere da viaggio</a>? Parecchie cose, in realtà. Diamo un'occhiata...</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="cDffQy8wSfja2UuEnAYC5d" name="0m-5-ii-size" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cDffQy8wSfja2UuEnAYC5d-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2156" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non è solo il corpo dell'OM-5 II ad essere piccolo ma – ancora più importante – anche gli obiettivi. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="1-dimensioni-e-portabilita">1. Dimensioni e portabilità</h2><p>Non abbiamo bisogno di spiegare i vantaggi di un sistema fotografico compatto e portatile quando si viaggia. Pesa di meno da trasportare, occupa meno spazio nella borsa e affatica meno le braccia quando lo si tiene al fianco e lo si porta ripetutamente all'altezza degli occhi per scattare.Ora, i fan delle fotocamere APS-C e full-frame faranno notare che il corpo dell'OM-5 II non è davvero molto più piccolo o leggero di molte rivali. È assolutamente vero. Ma gli obiettivi sono molto più piccoli, e visto che è difficile fotografare qualcosa senza un obiettivo, questo è un punto fondamentale per la fotografia di viaggio.Mi vengono in mente due esempi. L'obiettivo kit M.Zuiko 12-45mm f/4 venduto con questa fotocamera offre un intervallo focale equivalente di 24-90mm (nella foto). Non esistono obiettivi kit su altri formati così piccoli e leggeri come questo (o così buoni – questo è uno degli obiettivi Pro di OM System). Che dire poi del M.Zuiko 25mm f/1.8 II? È un obiettivo fisso equivalente 50mm assolutamente minuscolo. Ed è anche tropicalizzato, il che mi porta al prossimo punto...</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="8zXaaKc9goNoeLXfWfZQyc" name="0m-5-ii-weather01" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/8zXaaKc9goNoeLXfWfZQyc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2156" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Non sottovalutare il valore della tropicalizzazione! Non si trova spesso una caratteristica di livello professionale come questa in una fotocamera di livello enthusiast come l'OM-5 II. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="2-tropicalizzazione">2. Tropicalizzazione</h2><p>Potresti non preoccuparti troppo della tropicalizzazione nella fotografia normale – dopotutto, se piove aspetti semplicemente, o esci un altro giorno. Ma quando viaggi, ogni giorno, ogni ora è irripetibile. Se piove, non puoi tornare un'altra volta. Devi cogliere ogni opportunità di scatto che si presenta e celebrare le condizioni, non nasconderti da esse. La tropicalizzazione non è una specifica molto accattivante, ma quando ne hai bisogno, ne hai davvero bisogno, e sia l'OM-5 II che molti obiettivi OM sono tropicalizzati, incluso l'obiettivo kit 12-45mm f/4.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="rXPjzpdBf4HJL6nUp4yCKd" name="om-5-ii-stabilization" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/rXPjzpdBf4HJL6nUp4yCKd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2880" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Questa foto è stata scattata in una grotta poco illuminata con un tempo di otturazione di 0,4 secondi, ed è perfettamente nitida. La stabilizzazione d'immagine in-body (IBIS) dell'OM-5 II è eccezionale. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="3-uno-dei-migliori-sistemi-di-stabilizzazione-in-circolazione">3. Uno dei migliori sistemi di stabilizzazione in circolazione</h2><p>Leggerai molte dichiarazioni dei produttori di fotocamere sulla stabilizzazione d'immagine in-body (IBIS) certificate CIPA che potrebbero suggerire che tutte le fotocamere moderne sono equivalenti, ma quello che accade in laboratorio non sempre si riflette nella vita reale, ed è chiaro dall'esperienza pratica che il sensore MFT più piccolo nell'OM-5 II ha una stabilizzazione significativamente più efficace rispetto ai sensori più grandi. Le cifre ufficiali dei produttori sono sempre lusinghiere, scenari nel caso migliore; ma in pratica, l'OM-5 II fornisce in modo affidabile quasi tutta la compensazione delle vibrazioni dichiarata, non solo una parte in circostanze ideali (senza fare nomi).</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4608px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:75.00%;"><img id="hxnPEmguVW9Xjm53dcJaNd" name="om-5-ii-computational" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hxnPEmguVW9Xjm53dcJaNd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4608" height="3456" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">La modalità Live Composite dell'OM-5 II risale al suo antenato l'E-M5 II. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="4-funzioni-computazionali">4. Funzioni computazionali</h2><p>Se non hai mai usato le funzioni di fotografia computazionale di OM Systems, potresti pensare che siano solo un espediente che non userai mai. Ma ti conquistano, e sono particolarmente efficaci per la fotografia di viaggio. Il Live Bulb è fantastico per paesaggi urbani illuminati al neon di notte perché puoi vedere l'esposizione costruirsi in tempo reale, sul retro della fotocamera. Avrai bisogno di un treppiede, ma ehi, con tutto il peso che hai risparmiato con questo sistema, non ti dispiace così tanto un treppiede!</p><p>• Consulta la nostra guida ai <a href="https://www.techradar.com/news/best-travel-tripod">migliori treppiedi da viaggio</a>.</p><p></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.15%;"><img id="Lv2D5c6i6G4c7yG8sRhfrc" name="0m-5-ii-weather02" alt="OM System OM-5 II" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Lv2D5c6i6G4c7yG8sRhfrc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2156" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">L'OM-5 II è economica da acquistare, e questo non solo riduce la spesa ma ti dà anche un po' più di tranquillità durante i tuoi viaggi. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rod Lawton)</span></figcaption></figure><h2 id="5-costo">5. Costo</h2><p>Viaggiare può essere rischioso. A volte ti sporgi dal lato di una barca, a volte schivi borseggiatori, a volte devi lanciare la tua borsa nel retro di un autobus e sperare che sia ancora lì quando scendi. Può essere una preoccupazione, e se porti attrezzature costose e vistosamente care nei tuoi viaggi, può essere difficile godersi il momento senza preoccuparsi per la propria fotocamera.</p><p>Personalmente, mi piacerebbe tornare da un viaggio con scatti fatti con una <a href="https://www.techradar.com/reviews/leica-m11">Leica M11</a> o una <a href="https://www.techradar.com/cameras/mirrorless-cameras/i-tested-the-minimalist-hasselblad-x2d-ii-100c-its-my-dream-portrait-and-landscape-photography-camera-that-sets-the-image-quality-bar">Hasselblad X2D II</a>, ma non accadrà mai perché non le porterei mai con me.</p><p></p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Sono sempre in giro a lavorare, ecco il power bank che mi porto sempre ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L’ufficio moderno non ha più pareti, almeno per alcuni di noi. <strong>È uno zaino, un tavolino al bar, una sala d’attesa in aeroporto.</strong> E gli strumenti di lavoro, per forza, vanno tutti a batteria: laptop, smartphone, cuffie.</p><p>Dentro ci sono gli strumenti del mestiere: un computer, uno smartphone, cuffie, magari una macchina fotografica con i suoi accessori. Ogni strumento, però, condivide la stessa inesorabile debolezza: <strong>una dipendenza cronica dall’energia elettrica</strong>. Questa dipendenza genera un’ansia sottile ma costante, la ricerca perenne di una presa a muro che detta i ritmi e i luoghi del lavoro, trasformando il professionista in un rabdomante dell’elettricità.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/fIcYtrpKms4" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Questa non è solo una questione di comodità, ma di <strong>continuità operativa</strong>. Fino a qualche anno fa, un power bank da 10.000 mAh era sufficiente a garantire una giornata di autonomia allo smartphone. Oggi quello stesso accessorio è diventato <strong>inadeguato a sostenere un flusso di lavoro basato su dispositivi sempre più energivori</strong>, primo tra tutti il computer portatile. La soluzione non risiede più in un singolo accessorio, ma nella costruzione di <strong>una vera e propria infrastruttura energetica personale e portatile</strong>.</p><h2 id="il-cuore-del-sistema-la-centrale-elettrica-portatile">Il cuore del sistema: la centrale elettrica portatile</h2><p>Al centro di questa infrastruttura non può che esserci <strong>un dispositivo capace di funzionare come una piccola centrale elettrica da viaggio</strong>. Un oggetto che sposta l’asticella delle aspettative, passando dalla semplice ricarica dello smartphone all’alimentazione dell’intero ufficio mobile. È il caso di prodotti come il <strong>power bank Anker Prime da 26.000 mAh</strong>, un dispositivo che per peso e dimensioni si allontana dal concetto di accessorio tascabile per diventare <strong>uno strumento di lavoro a tutti gli effetti</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="qWusLvNe7xACRBLG8wMZsc" name="Anker Power Bank 5K" alt="Anker Power bank" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qWusLvNe7xACRBLG8wMZsc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="1500" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Anker)</span></figcaption></figure><p>La sua capacità nominale di 26.000 mAh è già un dato significativo, ma è la <strong>potenza di erogazione totale di 165 watt</strong> a definirne il ruolo. Questa potenza permette di alimentare senza difficoltà la maggior parte dei portatili ultrabook da 13 o 15 pollici, che tipicamente richiedono 65 watt. In termini pratici, significa poter ricaricare completamente la batteria di un MacBook Air con processore M2 e avere ancora energia residua. Oppure, ancora più interessante, <strong>alimentare contemporaneamente due portatili</strong>, oppure un portatile e uno smartphone a ricarica rapida.</p><p>Il design tenta di massimizzare la funzionalità. <strong>Integra due cavi USB-C</strong>, di cui uno a scomparsa, e offre due porte aggiuntive, una USB-C e una USB-A, per la massima compatibilità. Un <strong>display digitale mostra in tempo reale la potenza erogata</strong> da ciascuna porta e lo stato di carica residua, un dettaglio fondamentale per gestire l’energia in modo consapevole.</p><p>Un prodotto di questo tipo si posiziona intorno ai <strong>130 euro</strong>, una cifra che lo qualifica non come un gadget, ma come <strong>un investimento per la produttività</strong>. È pensato per usi professionali o comunque di alto livello, per chi si sposta con attrezzatura video, droni e altri strumenti che richiedono tanta energia e tempi di ricarica rapidi.</p><p>Tuttavia, proprio in quanto strumento professionale, <strong>alcune scelte di design sono discutibili</strong>. Il cavo principale integrato funge anche da laccetto per il trasporto, una soluzione ingegnosa solo in apparenza. Nell’uso quotidiano, infilando il dispositivo in uno zaino, questo elemento diventa un potenziale punto di rottura, esposto a continue sollecitazioni. Un altro limite è la <strong>scocca in plastica</strong>, un materiale che non restituisce una sensazione adeguata al costo e <strong>non favorisce la dissipazione del calore</strong> generato durante l’erogazione di potenze elevate.</p><p>Infine, i <strong>tempi di ricarica sono lunghi</strong>: nonostante l’input potente, richiede oltre due ore per una carica completa, poiché la velocità si riduce drasticamente superato il 50% della capacità.</p><h2 id="gli-specialisti-accessori-per-completare-il-kit-da-viaggio">Gli specialisti: accessori per completare il kit da viaggio</h2><p>Una centrale portatile da sola non basta. <strong>L’ecosistema di ricarica deve essere modulare</strong>, adattandosi a esigenze diverse.</p><p>Per le uscite brevi, dove il peso è un fattore critico, <strong>un power bank ultrasottile da 5.000 mAh con ricarica wireless Qi2</strong> rappresenta una soluzione più agile. È talmente compatto da poter essere tenuto in tasca, capace di offrire una carica quasi completa a uno smartphone o di alimentare auricolari e altri piccoli accessori senza l’ingombro dei cavi. È il compagno ideale per la giornata, non per il viaggio.</p><p>Quando si arriva a destinazione, ad esempio in una camera d’albergo, l’obiettivo diventa <strong>ricaricare tutti i dispositivi durante la notte in modo ordinato</strong>. Qui entrano in gioco soluzioni come le <strong>stazioni di ricarica 3-in-1</strong>, piccoli hub pieghevoli che offrono postazioni dedicate per smartphone (spesso con aggancio magnetico MagSafe), smartwatch e auricolari wireless. La potenza totale, solitamente intorno ai 30 watt, non è pensata per la velocità, ma per gestire <strong>la ricarica notturna multipla da un’unica presa</strong>.</p><p>Infine, ci sono i <strong>caricatori da muro</strong>, componenti spesso trascurati ma fondamentali. I produttori di smartphone non li includono quasi più nelle confezioni, rendendo necessario l’acquisto di alternative valide. Un <strong>caricatore compatto da 45 watt</strong>, come il modello Anker Nano, è un perfetto sostituto di quello originale: piccolo ma potente abbastanza per la ricarica rapida della maggior parte dei telefoni.</p><p>Per chi ha esigenze superiori, esistono <strong>caricatori da 70 watt con tre porte</strong> (due USB-C e una USB-A) e spina pieghevole, proposti da aziende come Anker, Belkin o Ugreen. Questi dispositivi <strong>permettono di caricare simultaneamente un portatile e altri due accessori</strong>, riducendo il numero di oggetti da trasportare.</p><h2 id="investire-in-infrastruttura-non-in-accessori">Investire in infrastruttura, non in accessori</h2><p>Analizzare questi prodotti come semplici accessori sarebbe un errore. <strong>Per chi lavora in mobilità rappresentano una vera e propria infrastruttura critica</strong>, un investimento diretto nella propria capacità di essere operativi ovunque.</p><p>Il costo, soprattutto per le soluzioni più performanti, <strong>va rapportato al valore del tempo e della tranquillità</strong> che garantiscono. È il prezzo da pagare per liberarsi dalla schiavitù della presa a muro.</p><p><strong>Non esiste una configurazione universale.</strong> La costruzione di un ecosistema di ricarica è un processo personale, che deve partire dall’analisi delle proprie abitudini e strumenti. Un fotografo avrà esigenze diverse da un consulente, che a sua volta avrà un kit differente da quello di uno sviluppatore. La chiave è la <strong>modularità</strong>: una potente unità centrale per i viaggi più lunghi e impegnativi, affiancata da soluzioni più leggere per la gestione quotidiana e le soste notturne.</p><p>Questa prospettiva spinge anche a <strong>una riflessione sulla sostenibilità</strong>. Investire in pochi prodotti di alta qualità, durevoli e versatili, capaci di servire più generazioni di dispositivi grazie a standard consolidati come l’USB-C Power Delivery, è una scelta più responsabile rispetto all’accumulo di accessori economici e power bank usa-e-getta.</p><p><strong>Un buon sistema di ricarica è una dichiarazione di indipendenza</strong>: l’affermazione che il proprio lavoro non si ferma quando la batteria si esaurisce.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/phone-accessories/sono-sempre-in-giro-a-lavorare-ecco-il-power-bank-che-mi-porto-sempre</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ La vera autonomia per un professionista non è la durata della batteria del portatile, ma un ecosistema di ricarica che lo renda indipendente dalla presa. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">FN5R8VUPfGRLGn6UiQ5B9C</guid>
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                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ valerio.porcu@tomshw.it (Valerio Porcu) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Valerio Porcu ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bzmj4B7qs3jMUEkQVTtniL-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Classe 1976, ha una formazione complessa, che comprende un istituto tecnico, la facoltà di ingegneria e quella di Lingue e Lettere Straniere, e un corso di specializzazione come insegnante di lingua spagnola. Nato con il tarlo della tecnologia, non ha mai perso l&#039;ossessione per i nuovi dispositivi: dai giocattoli agli smartphone e ai laptop, tutto è interessante e meritevole di uno sguardo ravvicinato. Dal 2003 fa il giornalista, e racconta come cambia il mondo in funzione dell&#039;evoluzione tecnologica: una recensione dopo l&#039;altra, un prodotto dopo l&#039;altro, prova a raccontare al lettore un modo di vivere la tecnologia che vada oltre il semplice consumo.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Anker]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Anker Power Bank]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Anker Power Bank]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Anker Power Bank]]></media:title>
                                                    </media:content>
                                                    <media:thumbnail url="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MFdoW2WYskz6LKbPorw3yM-1920-80.jpg" />
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                            <![CDATA[
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                                <p>L’ufficio moderno non ha più pareti, almeno per alcuni di noi. <strong>È uno zaino, un tavolino al bar, una sala d’attesa in aeroporto.</strong> E gli strumenti di lavoro, per forza, vanno tutti a batteria: laptop, smartphone, cuffie.</p><p>Dentro ci sono gli strumenti del mestiere: un computer, uno smartphone, cuffie, magari una macchina fotografica con i suoi accessori. Ogni strumento, però, condivide la stessa inesorabile debolezza: <strong>una dipendenza cronica dall’energia elettrica</strong>. Questa dipendenza genera un’ansia sottile ma costante, la ricerca perenne di una presa a muro che detta i ritmi e i luoghi del lavoro, trasformando il professionista in un rabdomante dell’elettricità.</p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="high" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/fIcYtrpKms4" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Questa non è solo una questione di comodità, ma di <strong>continuità operativa</strong>. Fino a qualche anno fa, un power bank da 10.000 mAh era sufficiente a garantire una giornata di autonomia allo smartphone. Oggi quello stesso accessorio è diventato <strong>inadeguato a sostenere un flusso di lavoro basato su dispositivi sempre più energivori</strong>, primo tra tutti il computer portatile. La soluzione non risiede più in un singolo accessorio, ma nella costruzione di <strong>una vera e propria infrastruttura energetica personale e portatile</strong>.</p><h2 id="il-cuore-del-sistema-la-centrale-elettrica-portatile">Il cuore del sistema: la centrale elettrica portatile</h2><p>Al centro di questa infrastruttura non può che esserci <strong>un dispositivo capace di funzionare come una piccola centrale elettrica da viaggio</strong>. Un oggetto che sposta l’asticella delle aspettative, passando dalla semplice ricarica dello smartphone all’alimentazione dell’intero ufficio mobile. È il caso di prodotti come il <strong>power bank Anker Prime da 26.000 mAh</strong>, un dispositivo che per peso e dimensioni si allontana dal concetto di accessorio tascabile per diventare <strong>uno strumento di lavoro a tutti gli effetti</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1500px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:100.00%;"><img id="qWusLvNe7xACRBLG8wMZsc" name="Anker Power Bank 5K" alt="Anker Power bank" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qWusLvNe7xACRBLG8wMZsc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1500" height="1500" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Anker)</span></figcaption></figure><p>La sua capacità nominale di 26.000 mAh è già un dato significativo, ma è la <strong>potenza di erogazione totale di 165 watt</strong> a definirne il ruolo. Questa potenza permette di alimentare senza difficoltà la maggior parte dei portatili ultrabook da 13 o 15 pollici, che tipicamente richiedono 65 watt. In termini pratici, significa poter ricaricare completamente la batteria di un MacBook Air con processore M2 e avere ancora energia residua. Oppure, ancora più interessante, <strong>alimentare contemporaneamente due portatili</strong>, oppure un portatile e uno smartphone a ricarica rapida.</p><p>Il design tenta di massimizzare la funzionalità. <strong>Integra due cavi USB-C</strong>, di cui uno a scomparsa, e offre due porte aggiuntive, una USB-C e una USB-A, per la massima compatibilità. Un <strong>display digitale mostra in tempo reale la potenza erogata</strong> da ciascuna porta e lo stato di carica residua, un dettaglio fondamentale per gestire l’energia in modo consapevole.</p><p>Un prodotto di questo tipo si posiziona intorno ai <strong>130 euro</strong>, una cifra che lo qualifica non come un gadget, ma come <strong>un investimento per la produttività</strong>. È pensato per usi professionali o comunque di alto livello, per chi si sposta con attrezzatura video, droni e altri strumenti che richiedono tanta energia e tempi di ricarica rapidi.</p><p>Tuttavia, proprio in quanto strumento professionale, <strong>alcune scelte di design sono discutibili</strong>. Il cavo principale integrato funge anche da laccetto per il trasporto, una soluzione ingegnosa solo in apparenza. Nell’uso quotidiano, infilando il dispositivo in uno zaino, questo elemento diventa un potenziale punto di rottura, esposto a continue sollecitazioni. Un altro limite è la <strong>scocca in plastica</strong>, un materiale che non restituisce una sensazione adeguata al costo e <strong>non favorisce la dissipazione del calore</strong> generato durante l’erogazione di potenze elevate.</p><p>Infine, i <strong>tempi di ricarica sono lunghi</strong>: nonostante l’input potente, richiede oltre due ore per una carica completa, poiché la velocità si riduce drasticamente superato il 50% della capacità.</p><h2 id="gli-specialisti-accessori-per-completare-il-kit-da-viaggio">Gli specialisti: accessori per completare il kit da viaggio</h2><p>Una centrale portatile da sola non basta. <strong>L’ecosistema di ricarica deve essere modulare</strong>, adattandosi a esigenze diverse.</p><p>Per le uscite brevi, dove il peso è un fattore critico, <strong>un power bank ultrasottile da 5.000 mAh con ricarica wireless Qi2</strong> rappresenta una soluzione più agile. È talmente compatto da poter essere tenuto in tasca, capace di offrire una carica quasi completa a uno smartphone o di alimentare auricolari e altri piccoli accessori senza l’ingombro dei cavi. È il compagno ideale per la giornata, non per il viaggio.</p><p>Quando si arriva a destinazione, ad esempio in una camera d’albergo, l’obiettivo diventa <strong>ricaricare tutti i dispositivi durante la notte in modo ordinato</strong>. Qui entrano in gioco soluzioni come le <strong>stazioni di ricarica 3-in-1</strong>, piccoli hub pieghevoli che offrono postazioni dedicate per smartphone (spesso con aggancio magnetico MagSafe), smartwatch e auricolari wireless. La potenza totale, solitamente intorno ai 30 watt, non è pensata per la velocità, ma per gestire <strong>la ricarica notturna multipla da un’unica presa</strong>.</p><p>Infine, ci sono i <strong>caricatori da muro</strong>, componenti spesso trascurati ma fondamentali. I produttori di smartphone non li includono quasi più nelle confezioni, rendendo necessario l’acquisto di alternative valide. Un <strong>caricatore compatto da 45 watt</strong>, come il modello Anker Nano, è un perfetto sostituto di quello originale: piccolo ma potente abbastanza per la ricarica rapida della maggior parte dei telefoni.</p><p>Per chi ha esigenze superiori, esistono <strong>caricatori da 70 watt con tre porte</strong> (due USB-C e una USB-A) e spina pieghevole, proposti da aziende come Anker, Belkin o Ugreen. Questi dispositivi <strong>permettono di caricare simultaneamente un portatile e altri due accessori</strong>, riducendo il numero di oggetti da trasportare.</p><h2 id="investire-in-infrastruttura-non-in-accessori">Investire in infrastruttura, non in accessori</h2><p>Analizzare questi prodotti come semplici accessori sarebbe un errore. <strong>Per chi lavora in mobilità rappresentano una vera e propria infrastruttura critica</strong>, un investimento diretto nella propria capacità di essere operativi ovunque.</p><p>Il costo, soprattutto per le soluzioni più performanti, <strong>va rapportato al valore del tempo e della tranquillità</strong> che garantiscono. È il prezzo da pagare per liberarsi dalla schiavitù della presa a muro.</p><p><strong>Non esiste una configurazione universale.</strong> La costruzione di un ecosistema di ricarica è un processo personale, che deve partire dall’analisi delle proprie abitudini e strumenti. Un fotografo avrà esigenze diverse da un consulente, che a sua volta avrà un kit differente da quello di uno sviluppatore. La chiave è la <strong>modularità</strong>: una potente unità centrale per i viaggi più lunghi e impegnativi, affiancata da soluzioni più leggere per la gestione quotidiana e le soste notturne.</p><p>Questa prospettiva spinge anche a <strong>una riflessione sulla sostenibilità</strong>. Investire in pochi prodotti di alta qualità, durevoli e versatili, capaci di servire più generazioni di dispositivi grazie a standard consolidati come l’USB-C Power Delivery, è una scelta più responsabile rispetto all’accumulo di accessori economici e power bank usa-e-getta.</p><p><strong>Un buon sistema di ricarica è una dichiarazione di indipendenza</strong>: l’affermazione che il proprio lavoro non si ferma quando la batteria si esaurisce.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Non ti piace il nuovo iPhone 17 Pro? Probabilmente non è fatto per te ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p></p><p>L'attesa è finalmente finita; l'<a href="https://www.techradar.com/news/new-apple-event">evento Apple</a> di settembre ha presentato la nuova <a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/apple-iphone-17-review">serie iPhone 17</a>, gli <a href="https://www.techradar.com/health-fitness/smartwatches/apple-watch-series-11-hands-on">Apple Watch Serie 11</a>, l'<a href="https://www.techradar.com/health-fitness/smartwatches/apple-watch-ultra-3-review">Apple Watch Ultra 3</a> e i nuovi <a href="https://www.techradar.com/audio/earbuds-airpods/airpods-pro-3-what-you-need-to-know">AirPods Pro 3.</a></p><p>È stato impressionante come promesso? Sì, per certi aspetti, ma come sempre, tutti sono entusiasti del loro amore o disprezzo per i nuovi dispositivi. In particolare, l'<a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/breaking-iphone-17-pro-revealed-heres-what-you-need-to-know">iPhone 17 Pro</a> si è rivelato divisivo, ma onestamente, la maggior parte delle lamentele sono molto spiegabili (anche se, personalmente, sono a bordo del treno dell'odio per il Cosmic Orange.)</p><p>Inoltre, un altro grande evento si è verificato questo mese; <a href="https://www.techradar.com/news/live/meta-connect-2025-live">Meta Connect</a> ha lanciato la prossima generazione della sua collaborazione con gli occhiali smart Ray-Ban, incluso il primo passo verso l'esperienza completa <a href="https://www.techradar.com/computing/virtual-reality-augmented-reality/meta-announces-orion-its-first-fully-functional-ar-glasses-protype">Orion</a>: i <a href="https://www.techradar.com/computing/virtual-reality-augmented-reality/i-wore-meta-ray-ban-display-glasses-they-succeed-in-almost-every-way-google-glass-failed-and-i-cant-wait-to-wear-them-again">Meta Ray-Ban Display</a>. Li ho provati personalmente e posso dirvi che questa è una notizia enorme.</p><p></p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/k0KhnhxteWk" allowfullscreen></iframe></div></div><p><em>In sostanza, la serie di iPhone di quest'anno sembra più diversa tra loro di quanto non sia stata da molto tempo - forse mai - e non si tratta solo delle differenze estetiche tra loro. Ognuno sembra avere un pubblico target molto specifico, e potresti semplicemente non rientrare in uno di quei gruppi.</em></p><p><em>L'iPhone 17 Pro si distingue di più. Dalla sua gamma limitata di colori al suo design piuttosto brutalistico e alle sue immense capacità fotografiche, ha senso il motivo per cui Greg "Joz" Joswiak di Apple </em><a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/i-tried-and-failed-to-break-greg-joswiaks-iphone-air-and-i-think-hes-ok-with-that"><em>ha detto a TechRadar che il brand vede le fotocamere come la loro concorrenza</em></a><em>, non altri smartphone.</em></p><p><em>Ho un </em><a href="https://www.techradar.com/news/iphone-15-pro-latest-news-rumors-and-everything-we-know-so-far"><em>iPhone 15 Pro</em></a><em>, e ho sostenuto per un po' ora che è il peggior iPhone che abbia mai posseduto. Ho speso un sacco di soldi per un dispositivo dove, per il tipo di foto e video che voglio catturare (ovvero molto amatoriali), le fotocamere possono essere troppo potenti e complesse. E sono abbastanza sicuro che ci sia un problema con il mio, con alcuni strani problemi di messa a fuoco che nessuno sembra riuscire a diagnosticare. Non ci gioco davvero come avevo pianificato, quindi tutta quella potenza di calcolo è andata praticamente sprecata da quando l'ho comprato.</em></p><p></p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="Apple iPhone 17 Pro,Apple iPhone 17 Pro Max,Apple iPhone 17,Apple iPhone Air"></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/google-pixel-phones/non-ti-piace-il-nuovo-iphone-17-pro-probabilmente-non-e-fatto-per-te</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Apple e Meta hanno annunciato una serie di nuovi gadget, e per aiutare chi si gratta la testa su per chi sia esattamente pensato ogni prodotto, abbiamo analizzato le notizie più importanti ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[Phones]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ josephine.watson@futurenet.com (Josephine Watson) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Josephine Watson ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/HvpGKcNNvrNZunUL6mqd8c-320-70.png ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Josephine Watson is TechRadar&#039;s Managing Editor - Lifestyle, overseeing the Cameras, Appliances, Smart Home, Wearables and Fitness coverage and reviews. Josephine is an award-winning journalist (PPA 30 under 30 2024), having previously written on a variety of topics, from pop culture to gaming and even the energy industry, joining TechRadar to support general site management. She is based in London.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Growing up living and breathing technology, Josephine was part of the first wave of internet-literate young people and developed a love of all things online content, especially when it comes to gaming, pop culture, or science. She is a huge advocate for internet safety and education, appearing on Channel 4 News in her teenage years to challenge reports of rampant online dangers and encourage wider education on internet safety and protocols. Throughout her career, she has also made a point of using her position to fight for progression in the treatment of diversity and inclusion, mental health, and neurodiversity in corporate settings. Josephine is responsible for TechRadar&#039;s recent push into sustainability-related content, as well as starring in the &lt;a href=&quot;https://www.youtube.com/@techradar&quot;&gt;TechRadar podcast&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Josephine received her Bachelor of the Arts in English Literature from Queen Mary, University of London, having spent a year abroad studying at Hunter College in New York. She has also completed a L3 People Leadership qualification as well as a L7 Senior Journalism apprenticeship through the University of Sunderland. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In her spare time, you&#039;ll find Josephine fiddling with smart home devices, playing whichever Nintendo game she&#039;s recently acquired, developing an obsession over some new creative hobby she&#039;ll drop in a few months or watching Disney movies. &lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Lance Ulanoff / Future]]></media:credit>
                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro Max closeup for Scratchgate]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro Max closeup for Scratchgate]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Apple iPhone 17 Pro Max closeup for Scratchgate]]></media:title>
                                                    </media:content>
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                            <![CDATA[
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                                <p></p><p>L'attesa è finalmente finita; l'<a href="https://www.techradar.com/news/new-apple-event">evento Apple</a> di settembre ha presentato la nuova <a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/apple-iphone-17-review">serie iPhone 17</a>, gli <a href="https://www.techradar.com/health-fitness/smartwatches/apple-watch-series-11-hands-on">Apple Watch Serie 11</a>, l'<a href="https://www.techradar.com/health-fitness/smartwatches/apple-watch-ultra-3-review">Apple Watch Ultra 3</a> e i nuovi <a href="https://www.techradar.com/audio/earbuds-airpods/airpods-pro-3-what-you-need-to-know">AirPods Pro 3.</a></p><p>È stato impressionante come promesso? Sì, per certi aspetti, ma come sempre, tutti sono entusiasti del loro amore o disprezzo per i nuovi dispositivi. In particolare, l'<a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/breaking-iphone-17-pro-revealed-heres-what-you-need-to-know">iPhone 17 Pro</a> si è rivelato divisivo, ma onestamente, la maggior parte delle lamentele sono molto spiegabili (anche se, personalmente, sono a bordo del treno dell'odio per il Cosmic Orange.)</p><p>Inoltre, un altro grande evento si è verificato questo mese; <a href="https://www.techradar.com/news/live/meta-connect-2025-live">Meta Connect</a> ha lanciato la prossima generazione della sua collaborazione con gli occhiali smart Ray-Ban, incluso il primo passo verso l'esperienza completa <a href="https://www.techradar.com/computing/virtual-reality-augmented-reality/meta-announces-orion-its-first-fully-functional-ar-glasses-protype">Orion</a>: i <a href="https://www.techradar.com/computing/virtual-reality-augmented-reality/i-wore-meta-ray-ban-display-glasses-they-succeed-in-almost-every-way-google-glass-failed-and-i-cant-wait-to-wear-them-again">Meta Ray-Ban Display</a>. Li ho provati personalmente e posso dirvi che questa è una notizia enorme.</p><p></p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/k0KhnhxteWk" allowfullscreen></iframe></div></div><p><em>In sostanza, la serie di iPhone di quest'anno sembra più diversa tra loro di quanto non sia stata da molto tempo - forse mai - e non si tratta solo delle differenze estetiche tra loro. Ognuno sembra avere un pubblico target molto specifico, e potresti semplicemente non rientrare in uno di quei gruppi.</em></p><p><em>L'iPhone 17 Pro si distingue di più. Dalla sua gamma limitata di colori al suo design piuttosto brutalistico e alle sue immense capacità fotografiche, ha senso il motivo per cui Greg "Joz" Joswiak di Apple </em><a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/i-tried-and-failed-to-break-greg-joswiaks-iphone-air-and-i-think-hes-ok-with-that"><em>ha detto a TechRadar che il brand vede le fotocamere come la loro concorrenza</em></a><em>, non altri smartphone.</em></p><p><em>Ho un </em><a href="https://www.techradar.com/news/iphone-15-pro-latest-news-rumors-and-everything-we-know-so-far"><em>iPhone 15 Pro</em></a><em>, e ho sostenuto per un po' ora che è il peggior iPhone che abbia mai posseduto. Ho speso un sacco di soldi per un dispositivo dove, per il tipo di foto e video che voglio catturare (ovvero molto amatoriali), le fotocamere possono essere troppo potenti e complesse. E sono abbastanza sicuro che ci sia un problema con il mio, con alcuni strani problemi di messa a fuoco che nessuno sembra riuscire a diagnosticare. Non ci gioco davvero come avevo pianificato, quindi tutta quella potenza di calcolo è andata praticamente sprecata da quando l'ho comprato.</em></p><p></p><div data-widget-type="multimodelreview" data-model-name="Apple iPhone 17 Pro,Apple iPhone 17 Pro Max,Apple iPhone 17,Apple iPhone Air"></div>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra: il test decisivo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p></p><p>L'arte della fotografia smartphone ha ora raggiunto il punto di sfiorare la qualità delle fotocamere tradizionali. Non ci siamo ancora del tutto, ma l'<a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/apple-iphone-17-pro-max-review">iPhone 17 Pro Max</a> e il <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-ultra-review">Samsung Galaxy S25 Ultra</a> hanno prodotto gli argomenti più convincenti finora per lasciare a casa la voluminosa fotocamera professionale e i suoi obiettivi.</p><p></p><p></p><p>Quindi chi vince? È complicato perché entrambi gli smartphone sono capaci di fotografia eccellente. Ci sono più megapixel che mai e tonnellate di controlli. Questo test, tuttavia, è per tutte le persone che non si dilettano con le impostazioni; tirano semplicemente fuori il telefono dalla tasca, puntano e scattano. In quello scenario, un telefono si eleva leggermente sopra l'altro.</p><p></p><p>Prima di tutto, un promemoria sulle fotocamere dei due telefoni:</p><p><strong>iPhone 17 Pro Max:</strong></p><ul><li>• Fotocamera principale: 48MP f/1.78</li><li>• Ultra-grandangolare: 48MP f/2.2</li><li>• Teleobiettivo: 48MP (zoom ottico 4x) f/2.8</li><li>• Fotocamera selfie: 18MP</li></ul><p><strong>Samsung Galaxy S25 Ultra</strong></p><ul><li>• Fotocamera principale: 200MP f/1.7</li><li>• Teleobiettivo 5x: 50MP (fornisce anche lo zoom 10x tramite crop del sensore) f/3.4</li><li>• Teleobiettivo 3x: 10MP f/2.4</li><li>• Ultra-grandangolare: 50MP f/1.9</li><li>• Fotocamera selfie: 12MP</li></ul><p>Questa è stata una sfida opportunistica, il che significa che ho fotografato quello che vedevo quando lo vedevo. In generale non sono andato a caccia di momenti; ho semplicemente guardato quello che avevo intorno, ho puntato le fotocamere e ho scattato le foto.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dHqrK6zWfePixKJTNyXCiJ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DHhwZSs3E79shxDxEZ7vnP-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Ecco perché questa prima immagine è una foto macro di un'ape coperta di polline su un fiore. Per ogni foto, mi sono avvicinato il più possibile all'ape con gli obiettivi ultra-grandangolari, rimanendo a fuoco e senza essere punto. Ho catturato queste due immagini straordinarie.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Alcune cose saltano immediatamente all'occhio. Il contrasto dell'S25 Ultra è piuttosto forte, ma c'è anche una mancanza di gamma dinamica. Sebbene ci sia un livello squisito di dettagli nell'ape e nel polline, l'insetto si perde un po' nell'oscurità di ciò che lo circonda.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>La macro di Apple qui è più calda, e i passaggi dal nero profondo sul dorso dell'ape ai fiori bianchi sono molto più sottili. Le foglie verdi sembrano più illuminate dal sole nell'immagine dell'iPhone 17 Pro Max. Mentre nell'S25 Ultra, otteniamo un verde vibrante ma perdiamo le informazioni cromatiche della luce solare.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6nQv6vHY5cDNdkRLVH5LXZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Uanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ErfQQXLmBqijPjHGyyNsmg-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Anche se non è una corrispondenza perfetta, ho spesso confrontato lo zoom ottico 4x da 48MP dell'iPhone 17 Pro Max con lo zoom ottico 5x da 50MP del Galaxy S25 Ultra. In questo scatto del vaso di fiori, l'S25 Ultra ha nuovamente spinto il contrasto, ma in questo caso funziona a suo favore. Il vaso di Samsung appare molto più accattivante rispetto alla versione leggermente sovraesposta dell'iPhone 17 Pro Max. Al 100% entrambe le immagini hanno un po' più di granulosità di quanto preferirei, ma il dettaglio è forte su ciascuna. Tuttavia, preferisco l'approccio di Samsung qui. Ha mantenuto la verità cromatica aggiungendo abbastanza contrasto per far risaltare l'intera scena.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: Samsung Galaxy S25 Ultra</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UbCx8smw8Xw9CKhUbEXKQ5-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NiyPMXnqJ5HaWMRrmCfACA-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Ho scattato la stessa foto con la fotocamera principale di ciascun telefono e ho ottenuto risultati simili. Anche se ho avuto più fortuna nel trovare il punto di messa a fuoco su ognuno. Per l'iPhone 17 Pro Max, ha scelto il fiore più vicino nel vaso. Il Galaxy S25 Ultra ha scelto un fiore in alto a sinistra. Quel punto di messa a fuoco ha dato a ogni foto un po' più di profondità e chiarezza.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Lo scatto dell'iPhone 17 Pro Max sembra ancora un po' sovraesposto, almeno rispetto all'S25 Ultra, che offre una gamma migliore dal nero profondo al giallo vibrante. Mentre la profondità di campo dell'iPhone 17 Pro Max è un po' più ampia, l'uso del contrasto nell'immagine Samsung aiuta anche tutto ad apparire più ben definito.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: Samsung Galaxy S25 Ultra</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TXxCN5aWCCPYgiivwU36mL-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kUf3FpeHXQXkj9ZX8yvTmS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Ho alzato lo sguardo e ho notato questi boccioli e fiori di corniolo a tre petali contro un cielo azzurro quasi senza nuvole. Erano troppo lontani per la fotocamera principale, quindi ho usato lo zoom 4x sull'iPhone 17 Pro Max e lo zoom 5x sul Samsung Galaxy S25 Ultra.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Senza dubbio, la maggior parte delle persone sarebbe molto soddisfatta di entrambe le immagini, ma ho notato alcune differenze.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Nell'immagine dell'S25 Ultra, i colori sono un po' innaturali. Il cielo è troppo blu e i petali rosa sono troppo brillanti. Infatti, l'intero gruppo di boccioli e fiori ha un bagliore strano e sembra un po' come un ritaglio contro il cielo. A proposito, posso notare alcuni artefatti di pixelazione nel cielo con alcuni piccoli punti blu più scuri mescolati con il blu più chiaro. Al contrario, l'immagine dell'iPhone 17 Pro Max appare reale e autentica. I fiori sono contro lo sfondo del cielo, ma sembrano completamente parte della scena. I colori sono chiari, brillanti e accurati, e il cielo è una bella combinazione di blu chiaro e profondo, senza pixelazione visibile tra le variazioni cromatiche.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hpAJ7huAaAtnjWBHWZPxvd-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s3YNMd2qft6YGduLvX2ZBn-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra <small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Non tutte le fotocamere selfie sono uguali</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>La fotocamera frontale di Samsung è un sensore da 10MP. Dietro la nuova fotocamera frontale Center Stage di Apple c'è un nuovo sensore quadrato da 18MP. Apple non usa sempre tutti quei megapixel per catturare un'immagine. Infatti, la nuova modalità orizzontale, che non richiede di ruotare il telefono, è chiaramente un crop del sensore (quella è la modalità che ho usato per questo test). Anche così, la differenza in megabyte tra i miei selfie iPhone e Galaxy è notevole. Il selfie del Samsung Galaxy S25 Ultra ha prodotto un'immagine di circa 4K da 2,3MB, mentre l'iPhone 17 Pro Max ha catturato un'immagine di quasi 5K da 4,1MB.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Come per le altre immagini, il Galaxy S25 Ultra punta sul contrasto, che rende tutti i colori un po' meno caldi. Il mio tono della pelle e i dettagli sono eccellenti, e c'è un bel contrasto tra il mio viso e le ombre. Dove l'S25 Ultra ha inciampato un po' è sui colori. Nell'ombra, la mia felpa grigia diventa blu scuro. Inoltre, la trama del mio cappello è quasi fastidiosa.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>L'iPhone 17 Pro Max rende chiaro che la fonte di luce è la luce solare; metà del mio viso è immersa in un bagliore caldo e giallo. Il lato che è in ombra ha, penso, il colore della pelle perfetto e il livello di dettaglio giusto. L'iPhone 17 Pro Max ha anche fatto un lavoro molto migliore nel mantenere il colore della felpa. È grigio chiaro sotto la luce del sole e grigio scuro e veritiero nell'ombra.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Non ho regolato l'immagine né ho cercato di trasformarla in uno scatto in modalità ritratto, ma ho notato che l'iPhone 17 Pro Max ha automaticamente creato un bokeh migliore e più piacevole visivamente rispetto al Galaxy S25 Ultra, che ha lasciato lo sfondo un po' troppo nitido e sovrasaturato, distraendo dal selfie.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hmFoRr7YkmRnJMXvUwEorL-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gipFoh2wkCySLNq7eatg2T-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Samsung e Apple offrono entrambi opzioni di crop del sensore che essenzialmente raddoppiano i loro sforzi teleobiettivo senza introdurre una tonnellata di artefatti digitali.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Per il Galaxy S25 Ultra, un crop del sensore sullo zoom 5x da 50MP risulta in uno zoom simile al 10x. Allo stesso modo, l'iPhone 17 Pro Max di Apple effettua un crop del sensore sullo zoom 4x da 48MP per ottenere un'approssimazione 8x. Nessuno dei due è ottico puro, ma prendendo i pixel centrali e facendo un po' di lavoro sulla pipeline delle immagini, entrambi i telefoni producono approssimazioni di obiettivi da 200mm sorprendentemente buone.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Mi piace testare queste capacità su cieli e nuvole perché penso che siano alcuni dei soggetti fotografici più impegnativi. Entrambe queste immagini sembrano buone, ma mentre l'iPhone 17 Pro Max produce un cielo azzurro chiaro e abbastanza liscio, il Galaxy S25 Ultra fatica con la distesa blu. Posso vedere pixelazione e artefatti tra i blu più chiari e quelli più scuri.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Mentre le nuvole di Apple sono lisce, dettagliate e vaporose, le formazioni nuvolose dell'S25 Ultra degenerano in alcune pixelazioni stridente. Ancora una volta, questi non sono problemi che noterai a meno che non guardi le immagini, come ho fatto io, al 100%. Onestamente, il livello di dettaglio nitido nell'immagine del 17 Pro Max è notevole.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RxFj83Lh7AMa4mG9hAAUdB-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ymuBBAF7C7x7Cn8Wwfk8ZH-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Per questo ultimo set di immagini, ho messo a fuoco gli obiettivi zoom principali (4x sull'iPhone e 5x sul Galaxy) su alcuni piccioni sul mio tetto.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Le differenze di qualità qui sono minime. Entrambi i telefoni catturano l'intera gamma di colori dei piccioni, incluso il tocco di rosa sul collo dell'uccello. Il cielo blu appare perfetto in ogni immagine.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Dove l'iPhone 17 Pro Max si distingue leggermente è su alcuni dettagli delle piume e, più notevolmente, sui miei cornicioni. Anche se vorrei che fossero bianchi e puliti come raffigurati nell'immagine dell'S25 Ultra, so che sono sporchi e macchiati come appaiono nell'inquadratura dell'iPhone 17 Pro Max.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Ombre e altri dettagli sono più o meno alla pari.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><p>Ecco fatto. L'iPhone 17 Pro Max di Apple ha superato il Samsung Galaxy S25 Ultra in cinque dei miei sette test fotografici, ma non è affatto una vittoria schiacciante. Sono sicuro che la maggior parte delle persone sarebbe soddisfatta di qualsiasi delle immagini dell'S25 Ultra. È solo nel confronto diretto con le foto del 17 Pro Max che vediamo le carenze relativamente minori.</p><p></p><p>Alla fine, però, se vuoi la migliore fotografia smartphone, è chiaro che l'iPhone 17 Pro Max dovrebbe essere in cima alla tua lista.</p><div data-widget-type="merchantlink" data-model-name="Apple iPhone 17 Pro Max,Samsung Galaxy S25 Ultra"></div> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/iphone-17-pro-max-vs-samsung-galaxy-s25-ultra-il-test-decisivo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Ho testato le fotocamere di iPhone 17 Pro Max e Samsung Galaxy S25 Ultra. Ecco i risultati del confronto. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                <author><![CDATA[ lance.ulanoff@futurenet.com (Lance Ulanoff) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Lance Ulanoff ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/W2qksRaQeUfBGMwsW5bTGh-320-70.jpg ]]></dc:source>
                                                                <dc:description><![CDATA[ &lt;p&gt;Lance Ulanoff is an &lt;a href=&quot;https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ox35RKH2kNKBfSBfvHEoK6.jpg&quot;&gt;award-winning tech journalist&lt;/a&gt;, on-air expert, and commentator.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Before joining TechRadar, he served as Editor in Chief of Lifewire. Prior to that, he was Chief Correspondent for Mashable where he covered all facets of technology and the&amp;nbsp;intersection&amp;nbsp;of digital and life. He also helped Mashable find new ways to&amp;nbsp;tell&amp;nbsp;stories. Lance is based in NY.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
A 38-year industry veteran, &lt;a href=&quot;https://en.wikipedia.org/wiki/Lance_Ulanoff&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lance Ulanoff&lt;/a&gt; has covered technology since PCs were the size of suitcases, “on line” meant “waiting” and CPU speeds were measured in single-digit megahertz. Prior to joining Mashable as Editor in Chief in 2011, Lance Ulanoff served as Editor in Chief of PCMag.com and Senior Vice President of Content for the Ziff Davis, Inc. While there, he guided the brand to a 100% digital existence and oversaw content strategy for all of Ziff Davis’ Web sites. His long-running column on PCMag.com earned him a Bronze award from the ASBPE. Winmag.com, HomePC.com, and PCMag.com were all honored under Lance’s guidance.&amp;nbsp;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
He makes frequent appearances on national, international, and local news programs including &lt;a href=&quot;https://kellyandryan.com/homepagemodules/new-years-tech-resolutions-with-lance-ulanoff/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Live with Kelly and Mark&lt;/a&gt;, &lt;a href=&quot;https://www.today.com/video/google-glass-is-beginning-of-a-revolution-44496451646&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;the Today Show&lt;/a&gt;, Good Morning America, CNBC, CNN, and the BBC. He has also offered commentary on National Public Radio and been interviewed by newspapers and radio stations around the country. Lance has been an invited guest speaker at numerous technology conferences including Think Mobile, CEA Line Shows, Digital Life, RoboBusiness, RoboNexus, Business Foresight, and Digital Media Wire’s Games and Mobile Forum.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Lance received his Bachelor of Arts in Journalism from Hofstra University in New York. He serves on Hofstra’s School of Communication Advisory Board.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
In his spare time, Lance draws cartoons, which he occasionally posts online. He and his wife Linda have been married for over 30 years and have raised two amazing children.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p></p><p>L'arte della fotografia smartphone ha ora raggiunto il punto di sfiorare la qualità delle fotocamere tradizionali. Non ci siamo ancora del tutto, ma l'<a href="https://www.techradar.com/phones/iphone/apple-iphone-17-pro-max-review">iPhone 17 Pro Max</a> e il <a href="https://www.techradar.com/phones/samsung-galaxy-phones/samsung-galaxy-s25-ultra-review">Samsung Galaxy S25 Ultra</a> hanno prodotto gli argomenti più convincenti finora per lasciare a casa la voluminosa fotocamera professionale e i suoi obiettivi.</p><p></p><p></p><p>Quindi chi vince? È complicato perché entrambi gli smartphone sono capaci di fotografia eccellente. Ci sono più megapixel che mai e tonnellate di controlli. Questo test, tuttavia, è per tutte le persone che non si dilettano con le impostazioni; tirano semplicemente fuori il telefono dalla tasca, puntano e scattano. In quello scenario, un telefono si eleva leggermente sopra l'altro.</p><p></p><p>Prima di tutto, un promemoria sulle fotocamere dei due telefoni:</p><p><strong>iPhone 17 Pro Max:</strong></p><ul><li>• Fotocamera principale: 48MP f/1.78</li><li>• Ultra-grandangolare: 48MP f/2.2</li><li>• Teleobiettivo: 48MP (zoom ottico 4x) f/2.8</li><li>• Fotocamera selfie: 18MP</li></ul><p><strong>Samsung Galaxy S25 Ultra</strong></p><ul><li>• Fotocamera principale: 200MP f/1.7</li><li>• Teleobiettivo 5x: 50MP (fornisce anche lo zoom 10x tramite crop del sensore) f/3.4</li><li>• Teleobiettivo 3x: 10MP f/2.4</li><li>• Ultra-grandangolare: 50MP f/1.9</li><li>• Fotocamera selfie: 12MP</li></ul><p>Questa è stata una sfida opportunistica, il che significa che ho fotografato quello che vedevo quando lo vedevo. In generale non sono andato a caccia di momenti; ho semplicemente guardato quello che avevo intorno, ho puntato le fotocamere e ho scattato le foto.</p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dHqrK6zWfePixKJTNyXCiJ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DHhwZSs3E79shxDxEZ7vnP-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Ecco perché questa prima immagine è una foto macro di un'ape coperta di polline su un fiore. Per ogni foto, mi sono avvicinato il più possibile all'ape con gli obiettivi ultra-grandangolari, rimanendo a fuoco e senza essere punto. Ho catturato queste due immagini straordinarie.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Alcune cose saltano immediatamente all'occhio. Il contrasto dell'S25 Ultra è piuttosto forte, ma c'è anche una mancanza di gamma dinamica. Sebbene ci sia un livello squisito di dettagli nell'ape e nel polline, l'insetto si perde un po' nell'oscurità di ciò che lo circonda.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>La macro di Apple qui è più calda, e i passaggi dal nero profondo sul dorso dell'ape ai fiori bianchi sono molto più sottili. Le foglie verdi sembrano più illuminate dal sole nell'immagine dell'iPhone 17 Pro Max. Mentre nell'S25 Ultra, otteniamo un verde vibrante ma perdiamo le informazioni cromatiche della luce solare.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6nQv6vHY5cDNdkRLVH5LXZ-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Uanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ErfQQXLmBqijPjHGyyNsmg-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Anche se non è una corrispondenza perfetta, ho spesso confrontato lo zoom ottico 4x da 48MP dell'iPhone 17 Pro Max con lo zoom ottico 5x da 50MP del Galaxy S25 Ultra. In questo scatto del vaso di fiori, l'S25 Ultra ha nuovamente spinto il contrasto, ma in questo caso funziona a suo favore. Il vaso di Samsung appare molto più accattivante rispetto alla versione leggermente sovraesposta dell'iPhone 17 Pro Max. Al 100% entrambe le immagini hanno un po' più di granulosità di quanto preferirei, ma il dettaglio è forte su ciascuna. Tuttavia, preferisco l'approccio di Samsung qui. Ha mantenuto la verità cromatica aggiungendo abbastanza contrasto per far risaltare l'intera scena.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: Samsung Galaxy S25 Ultra</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UbCx8smw8Xw9CKhUbEXKQ5-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NiyPMXnqJ5HaWMRrmCfACA-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Ho scattato la stessa foto con la fotocamera principale di ciascun telefono e ho ottenuto risultati simili. Anche se ho avuto più fortuna nel trovare il punto di messa a fuoco su ognuno. Per l'iPhone 17 Pro Max, ha scelto il fiore più vicino nel vaso. Il Galaxy S25 Ultra ha scelto un fiore in alto a sinistra. Quel punto di messa a fuoco ha dato a ogni foto un po' più di profondità e chiarezza.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Lo scatto dell'iPhone 17 Pro Max sembra ancora un po' sovraesposto, almeno rispetto all'S25 Ultra, che offre una gamma migliore dal nero profondo al giallo vibrante. Mentre la profondità di campo dell'iPhone 17 Pro Max è un po' più ampia, l'uso del contrasto nell'immagine Samsung aiuta anche tutto ad apparire più ben definito.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: Samsung Galaxy S25 Ultra</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TXxCN5aWCCPYgiivwU36mL-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/kUf3FpeHXQXkj9ZX8yvTmS-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Ho alzato lo sguardo e ho notato questi boccioli e fiori di corniolo a tre petali contro un cielo azzurro quasi senza nuvole. Erano troppo lontani per la fotocamera principale, quindi ho usato lo zoom 4x sull'iPhone 17 Pro Max e lo zoom 5x sul Samsung Galaxy S25 Ultra.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Senza dubbio, la maggior parte delle persone sarebbe molto soddisfatta di entrambe le immagini, ma ho notato alcune differenze.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Nell'immagine dell'S25 Ultra, i colori sono un po' innaturali. Il cielo è troppo blu e i petali rosa sono troppo brillanti. Infatti, l'intero gruppo di boccioli e fiori ha un bagliore strano e sembra un po' come un ritaglio contro il cielo. A proposito, posso notare alcuni artefatti di pixelazione nel cielo con alcuni piccoli punti blu più scuri mescolati con il blu più chiaro. Al contrario, l'immagine dell'iPhone 17 Pro Max appare reale e autentica. I fiori sono contro lo sfondo del cielo, ma sembrano completamente parte della scena. I colori sono chiari, brillanti e accurati, e il cielo è una bella combinazione di blu chiaro e profondo, senza pixelazione visibile tra le variazioni cromatiche.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hpAJ7huAaAtnjWBHWZPxvd-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/s3YNMd2qft6YGduLvX2ZBn-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra <small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Non tutte le fotocamere selfie sono uguali</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>La fotocamera frontale di Samsung è un sensore da 10MP. Dietro la nuova fotocamera frontale Center Stage di Apple c'è un nuovo sensore quadrato da 18MP. Apple non usa sempre tutti quei megapixel per catturare un'immagine. Infatti, la nuova modalità orizzontale, che non richiede di ruotare il telefono, è chiaramente un crop del sensore (quella è la modalità che ho usato per questo test). Anche così, la differenza in megabyte tra i miei selfie iPhone e Galaxy è notevole. Il selfie del Samsung Galaxy S25 Ultra ha prodotto un'immagine di circa 4K da 2,3MB, mentre l'iPhone 17 Pro Max ha catturato un'immagine di quasi 5K da 4,1MB.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Come per le altre immagini, il Galaxy S25 Ultra punta sul contrasto, che rende tutti i colori un po' meno caldi. Il mio tono della pelle e i dettagli sono eccellenti, e c'è un bel contrasto tra il mio viso e le ombre. Dove l'S25 Ultra ha inciampato un po' è sui colori. Nell'ombra, la mia felpa grigia diventa blu scuro. Inoltre, la trama del mio cappello è quasi fastidiosa.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>L'iPhone 17 Pro Max rende chiaro che la fonte di luce è la luce solare; metà del mio viso è immersa in un bagliore caldo e giallo. Il lato che è in ombra ha, penso, il colore della pelle perfetto e il livello di dettaglio giusto. L'iPhone 17 Pro Max ha anche fatto un lavoro molto migliore nel mantenere il colore della felpa. È grigio chiaro sotto la luce del sole e grigio scuro e veritiero nell'ombra.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Non ho regolato l'immagine né ho cercato di trasformarla in uno scatto in modalità ritratto, ma ho notato che l'iPhone 17 Pro Max ha automaticamente creato un bokeh migliore e più piacevole visivamente rispetto al Galaxy S25 Ultra, che ha lasciato lo sfondo un po' troppo nitido e sovrasaturato, distraendo dal selfie.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/hmFoRr7YkmRnJMXvUwEorL-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/gipFoh2wkCySLNq7eatg2T-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Samsung e Apple offrono entrambi opzioni di crop del sensore che essenzialmente raddoppiano i loro sforzi teleobiettivo senza introdurre una tonnellata di artefatti digitali.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Per il Galaxy S25 Ultra, un crop del sensore sullo zoom 5x da 50MP risulta in uno zoom simile al 10x. Allo stesso modo, l'iPhone 17 Pro Max di Apple effettua un crop del sensore sullo zoom 4x da 48MP per ottenere un'approssimazione 8x. Nessuno dei due è ottico puro, ma prendendo i pixel centrali e facendo un po' di lavoro sulla pipeline delle immagini, entrambi i telefoni producono approssimazioni di obiettivi da 200mm sorprendentemente buone.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Mi piace testare queste capacità su cieli e nuvole perché penso che siano alcuni dei soggetti fotografici più impegnativi. Entrambe queste immagini sembrano buone, ma mentre l'iPhone 17 Pro Max produce un cielo azzurro chiaro e abbastanza liscio, il Galaxy S25 Ultra fatica con la distesa blu. Posso vedere pixelazione e artefatti tra i blu più chiari e quelli più scuri.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Mentre le nuvole di Apple sono lisce, dettagliate e vaporose, le formazioni nuvolose dell'S25 Ultra degenerano in alcune pixelazioni stridente. Ancora una volta, questi non sono problemi che noterai a meno che non guardi le immagini, come ho fatto io, al 100%. Onestamente, il livello di dettaglio nitido nell'immagine del 17 Pro Max è notevole.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/RxFj83Lh7AMa4mG9hAAUdB-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Apple iPhone 17 Pro Max<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ymuBBAF7C7x7Cn8Wwfk8ZH-1920-80.jpg" alt="Apple iPhone 17 Pro Max vs Samsung Galaxy S25 Ultra photos" /><figcaption>Samsung Galaxy S25 Ultra<small role="credit">Lance Ulanoff</small></figcaption></figure></figure><p><strong>Per questo ultimo set di immagini, ho messo a fuoco gli obiettivi zoom principali (4x sull'iPhone e 5x sul Galaxy) su alcuni piccioni sul mio tetto.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Le differenze di qualità qui sono minime. Entrambi i telefoni catturano l'intera gamma di colori dei piccioni, incluso il tocco di rosa sul collo dell'uccello. Il cielo blu appare perfetto in ogni immagine.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Dove l'iPhone 17 Pro Max si distingue leggermente è su alcuni dettagli delle piume e, più notevolmente, sui miei cornicioni. Anche se vorrei che fossero bianchi e puliti come raffigurati nell'immagine dell'S25 Ultra, so che sono sporchi e macchiati come appaiono nell'inquadratura dell'iPhone 17 Pro Max.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Ombre e altri dettagli sono più o meno alla pari.</strong></p><p><strong></strong></p><p><strong>Vincitore: iPhone 17 Pro Max</strong></p><p>Ecco fatto. L'iPhone 17 Pro Max di Apple ha superato il Samsung Galaxy S25 Ultra in cinque dei miei sette test fotografici, ma non è affatto una vittoria schiacciante. Sono sicuro che la maggior parte delle persone sarebbe soddisfatta di qualsiasi delle immagini dell'S25 Ultra. È solo nel confronto diretto con le foto del 17 Pro Max che vediamo le carenze relativamente minori.</p><p></p><p>Alla fine, però, se vuoi la migliore fotografia smartphone, è chiaro che l'iPhone 17 Pro Max dovrebbe essere in cima alla tua lista.</p><div data-widget-type="merchantlink" data-model-name="Apple iPhone 17 Pro Max,Samsung Galaxy S25 Ultra"></div>
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                                                            <title><![CDATA[ Chat Control: la UE vuole leggere le nostre chat crittografate ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo oltre tre anni di sviluppo, il destino delle chat crittografate in Europa è tutt'altro che risolto. Il 12 settembre 2025, i membri dell'UE hanno dovuto condividere la loro posizione finale sull'ultima versione della proposta di Regolamento per gli Abusi Sessuali sui Minori (CSAR). Ancora una volta, il disegno di legge non è riuscito ad attirare il sostegno necessario.</p><p></p><p>La versione danese di quello che i critici hanno definito Chat Control richiederebbe a tutti i fornitori di servizi di messaggistica che operano in Europa di scansionare le chat degli utenti - anche se crittografate - nel tentativo di rilevare e fermare la diffusione di materiale di abuso sessuale infantile (CSAM).</p><p></p><p>Questi nuovi obblighi - e i rischi che possono comportare per la privacy e la sicurezza delle persone - non solo hanno attirato forti critiche da esperti di diritti digitali e tecnologi, ma continuano anche a dividere i ranghi politici. Tuttavia, nonostante la proposta non abbia ricevuto pieno sostegno, la Danimarca sta ancora andando avanti. È fissato un altro incontro per il 14 ottobre con il Consiglio Giustizia e Affari Interni. Se avrà successo, il disegno di legge CSAR arriverà finalmente al Parlamento Europeo per essere discusso come parte dei negoziati di trilogo, insieme al Consiglio UE e alla Commissione. Questo ci porta alla domanda: il Parlamento salverà le nostre chat crittografate?</p><h2 id="il-parlamento-ue-la-nostra-unica-possibilita-di-salvare-la-crittografia">Il Parlamento UE – "la nostra unica possibilità di salvare la crittografia"</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud" name="GettyImages-1206928964.jpg" alt="European Union technical background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1079" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>"Se i danesi riusciranno a farla passare a ottobre, la nostra unica possibilità è che il Parlamento difenda la crittografia nei negoziati di trilogo", ha detto a TechRadar Callum Voge, Direttore degli Affari Governativi e dell'Advocacy presso l'Internet Society.</p><p></p><p>La buona notizia è che il Parlamento UE è contro la scansione di massa – almeno sulla carta. Nel novembre 2023, la stragrande maggioranza dei deputati europei di entrambi i lati dello spettro politico aveva già concordato delle salvaguardie per assicurare che la scansione di massa e il monitoraggio generale non avvengano.</p><p></p><p>Poi, nel febbraio 2024, la Corte Europea dei Diritti Umani ha reso illegale violare la crittografia. Questa è l'infrastruttura tecnica che servizi come Signal, WhatsApp, ProtonMail e le migliori VPN utilizzano per criptare le nostre comunicazioni online per prevenire accessi non autorizzati.</p><p></p><p>Queste azioni combinate hanno spinto l'UE ad adottare un'estensione di due anni del regolamento provvisorio sulla scansione volontaria delle chat, aspettando che il Consiglio UE trovasse il giusto compromesso sul Chat Control.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Lo sapevi?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" caption="" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">Nonostante non impatti direttamente i servizi di rete privata virtuale (VPN), anche i fornitori di VPN sono stati molto critici nei confronti del Chat Control. Mentre il CEO di NymVPN l'ha definito "un grande passo indietro per la privacy", anche la VPN Trust Initiative (VTI) – un consorzio che include nomi importanti come NordVPN, ExpressVPN e altri grandi marchi – si è fatta avanti in difesa della crittografia forte. Puoi leggere il documento di posizione VTI qui.</p></div></div><p>Avanti veloce a luglio 2025, e la versione danese è arrivata come l'ultimo tentativo di trovare un accordo. Fondamentalmente, la scansione obbligatoria dovrebbe avvenire direttamente sul dispositivo prima che i messaggi vengano crittografati, prendendo di mira URL condivisi, immagini e video. Solo i conti governativi e militari sono esclusi dall'ambito del disegno di legge.</p><p></p><p>Gli esperti, tuttavia, credono ancora che un tale sistema di scansione lato client metta seriamente in pericolo le protezioni di crittografia. Un rischio che ha spinto oltre 500 scienziati di crittografia a firmare una lettera per avvertire contro l'accordo alla proposta nella sua forma attuale.</p><p></p><p>Quindi, dato che il Chat Control non è mai stato così vicino a diventare legge, il ruolo del Parlamento UE sarà cruciale. C'è solo un problema ora – dopo le elezioni europee dello scorso anno, la formazione del parlamento UE è stata completamente rimescolata. E questo è qualcosa che preoccupa i gruppi per i diritti digitali come l'Internet Society.</p><p></p><p>"Dato che il nuovo Parlamento è più a destra ora, la mia preoccupazione è quanto fermamente manterranno la loro posizione", ha detto Voge.</p><p></p><p>È anche giusto pensare che dopo oltre tre anni, il Parlamento sia desideroso di chiudere la questione Chat Control – una volta per tutte. Ad agosto, il Parlamento ha promesso un'estensione del regolamento provvisorio solo se si raggiunge un accordo nel Consiglio. Una mossa che l'ex deputato europeo per il Partito Pirata tedesco e giurista dei diritti digitali, Patrick Breyer, ha definito un "ricatto politico".</p><h2 id="cosa-ci-aspetta-per-le-nostre-chat-private">Cosa ci aspetta per le nostre chat private?</h2><p>Secondo gli ultimi dati, 14 membri UE supportano la proposta (inclusi paesi cruciali come Francia, Italia e Spagna), nove sono contrari e quattro sono ancora indecisi.</p><p></p><p>Più significativamente, mentre la Germania si è unita all'opposizione alla vigilia del cruciale incontro del 12 settembre, il paese è ora tornato alla lista degli indecisi. Si pensa che la Germania sia il fattore decisivo, il che preoccupa i critici del Chat Control.</p><p></p><p>Il governo precedente era infatti molto pro-crittografia – cercando di rendere la crittografia un diritto legale in patria, mentre si opponeva fortemente alla scansione obbligatoria nel blocco. Tuttavia, la nuova amministrazione ha dato "messaggi molto contrastanti", spiega Voge.</p><p></p><p>Voge è comunque abbastanza positivo sul fatto che l'opposizione resista durante l'incontro di ottobre, con i danesi che non riescono a far passare la loro proposta. Detto questo, riconosce la pressione sul Consiglio per trovare un accordo come "preoccupante".</p><p></p><p>Ha detto a TechRadar: "L'unico rischio qui è che i negoziati siano politici piuttosto che tecnici. Se ciò accade, c'è il rischio che i paesi cambino la loro posizione in cambio di sostegno su qualche altro dossier. Ecco perché la pressione pubblica su questo sarà così vitale, specialmente con il Parlamento UE che rimane la nostra migliore possibilità."</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/vpn/vpn-privacy-security/chat-control-la-ue-vuole-leggere-le-nostre-chat-crittografate</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Mentre il cosiddetto Chat Control non è mai stato così vicino a diventare legge, il Parlamento UE sembra essere l'unica possibilità rimasta per salvare la crittografia in Europa. Ma la nuova squadra sarà all'altezza di questa promessa? ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                    <category><![CDATA[VPN]]></category>
                                                                                                <author><![CDATA[ chiara.castro@futurenet.com (Chiara Castro) ]]></author>                    <dc:creator><![CDATA[ Chiara Castro ]]></dc:creator>                                                                                    <dc:source><![CDATA[ https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/dBfKg5tPHAd74JPLWVCzQg-320-70.jpg ]]></dc:source>
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Tuttavia, nonostante la proposta non abbia ricevuto pieno sostegno, la Danimarca sta ancora andando avanti. È fissato un altro incontro per il 14 ottobre con il Consiglio Giustizia e Affari Interni. Se avrà successo, il disegno di legge CSAR arriverà finalmente al Parlamento Europeo per essere discusso come parte dei negoziati di trilogo, insieme al Consiglio UE e alla Commissione. Questo ci porta alla domanda: il Parlamento salverà le nostre chat crittografate?</p><h2 id="il-parlamento-ue-la-nostra-unica-possibilita-di-salvare-la-crittografia">Il Parlamento UE – "la nostra unica possibilità di salvare la crittografia"</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.20%;"><img id="Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud" name="GettyImages-1206928964.jpg" alt="European Union technical background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Gzm8vh4oUT7zoDeRNQiYud-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1079" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p>"Se i danesi riusciranno a farla passare a ottobre, la nostra unica possibilità è che il Parlamento difenda la crittografia nei negoziati di trilogo", ha detto a TechRadar Callum Voge, Direttore degli Affari Governativi e dell'Advocacy presso l'Internet Society.</p><p></p><p>La buona notizia è che il Parlamento UE è contro la scansione di massa – almeno sulla carta. Nel novembre 2023, la stragrande maggioranza dei deputati europei di entrambi i lati dello spettro politico aveva già concordato delle salvaguardie per assicurare che la scansione di massa e il monitoraggio generale non avvengano.</p><p></p><p>Poi, nel febbraio 2024, la Corte Europea dei Diritti Umani ha reso illegale violare la crittografia. Questa è l'infrastruttura tecnica che servizi come Signal, WhatsApp, ProtonMail e le migliori VPN utilizzano per criptare le nostre comunicazioni online per prevenire accessi non autorizzati.</p><p></p><p>Queste azioni combinate hanno spinto l'UE ad adottare un'estensione di due anni del regolamento provvisorio sulla scansione volontaria delle chat, aspettando che il Consiglio UE trovasse il giusto compromesso sul Chat Control.</p><div  class="fancy-box"><div class="fancy_box-title">Lo sapevi?</div><div class="fancy_box_body"><figure class="van-image-figure "  ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' ><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ANULR5faMGiP35HyRxMTob" name="A VPN running on a mobile device" caption="" alt="A VPN running on a mobile device" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ANULR5faMGiP35HyRxMTob-1920-80.jpg" mos="" link="" align="" fullscreen="" width="" height="" attribution="" endorsement="" class="pinterest-pin-exclude"></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=""><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Getty Images)</span></figcaption></figure><p class="fancy-box__body-text">Nonostante non impatti direttamente i servizi di rete privata virtuale (VPN), anche i fornitori di VPN sono stati molto critici nei confronti del Chat Control. Mentre il CEO di NymVPN l'ha definito "un grande passo indietro per la privacy", anche la VPN Trust Initiative (VTI) – un consorzio che include nomi importanti come NordVPN, ExpressVPN e altri grandi marchi – si è fatta avanti in difesa della crittografia forte. Puoi leggere il documento di posizione VTI qui.</p></div></div><p>Avanti veloce a luglio 2025, e la versione danese è arrivata come l'ultimo tentativo di trovare un accordo. Fondamentalmente, la scansione obbligatoria dovrebbe avvenire direttamente sul dispositivo prima che i messaggi vengano crittografati, prendendo di mira URL condivisi, immagini e video. Solo i conti governativi e militari sono esclusi dall'ambito del disegno di legge.</p><p></p><p>Gli esperti, tuttavia, credono ancora che un tale sistema di scansione lato client metta seriamente in pericolo le protezioni di crittografia. Un rischio che ha spinto oltre 500 scienziati di crittografia a firmare una lettera per avvertire contro l'accordo alla proposta nella sua forma attuale.</p><p></p><p>Quindi, dato che il Chat Control non è mai stato così vicino a diventare legge, il ruolo del Parlamento UE sarà cruciale. C'è solo un problema ora – dopo le elezioni europee dello scorso anno, la formazione del parlamento UE è stata completamente rimescolata. E questo è qualcosa che preoccupa i gruppi per i diritti digitali come l'Internet Society.</p><p></p><p>"Dato che il nuovo Parlamento è più a destra ora, la mia preoccupazione è quanto fermamente manterranno la loro posizione", ha detto Voge.</p><p></p><p>È anche giusto pensare che dopo oltre tre anni, il Parlamento sia desideroso di chiudere la questione Chat Control – una volta per tutte. Ad agosto, il Parlamento ha promesso un'estensione del regolamento provvisorio solo se si raggiunge un accordo nel Consiglio. Una mossa che l'ex deputato europeo per il Partito Pirata tedesco e giurista dei diritti digitali, Patrick Breyer, ha definito un "ricatto politico".</p><h2 id="cosa-ci-aspetta-per-le-nostre-chat-private">Cosa ci aspetta per le nostre chat private?</h2><p>Secondo gli ultimi dati, 14 membri UE supportano la proposta (inclusi paesi cruciali come Francia, Italia e Spagna), nove sono contrari e quattro sono ancora indecisi.</p><p></p><p>Più significativamente, mentre la Germania si è unita all'opposizione alla vigilia del cruciale incontro del 12 settembre, il paese è ora tornato alla lista degli indecisi. Si pensa che la Germania sia il fattore decisivo, il che preoccupa i critici del Chat Control.</p><p></p><p>Il governo precedente era infatti molto pro-crittografia – cercando di rendere la crittografia un diritto legale in patria, mentre si opponeva fortemente alla scansione obbligatoria nel blocco. Tuttavia, la nuova amministrazione ha dato "messaggi molto contrastanti", spiega Voge.</p><p></p><p>Voge è comunque abbastanza positivo sul fatto che l'opposizione resista durante l'incontro di ottobre, con i danesi che non riescono a far passare la loro proposta. Detto questo, riconosce la pressione sul Consiglio per trovare un accordo come "preoccupante".</p><p></p><p>Ha detto a TechRadar: "L'unico rischio qui è che i negoziati siano politici piuttosto che tecnici. Se ciò accade, c'è il rischio che i paesi cambino la loro posizione in cambio di sostegno su qualche altro dossier. Ecco perché la pressione pubblica su questo sarà così vitale, specialmente con il Parlamento UE che rimane la nostra migliore possibilità."</p>
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                                                            <title><![CDATA[ 4 funzioni di sicurezza dell'iPhone che potresti non conoscere ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L'iPhone 17 di Apple è stato lanciato in tutto il mondo oggi con la solita gamma di aggiornamenti al suo hardware. Mentre le persone sono entusiaste dei nuovi strumenti, potresti non renderti conto che il tuo iPhone esistente ha alcune funzionalità utili e di potenziamento della sicurezza che dovresti utilizzare. Abbiamo raccolto quattro delle funzionalità di sicurezza più utili dell'iPhone che manterranno i tuoi dati sicuri, miglioreranno la tua privacy online e ti aiuteranno anche a localizzare il tuo telefono se viene perso o rubato.</p><h2 id="1-cartelle-nascoste">1. Cartelle nascoste</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BJW66oUiNHaVRs8kkxJWd6" name="iOS18.HiddenApp.jpg" alt="Screenshot di come abilitare le app nascoste su iOS 18" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BJW66oUiNHaVRs8kkxJWd6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Nascondere app e cartelle sull'iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La funzionalità delle cartelle nascoste fa esattamente quello che dice il nome. Ti permette di nascondere foto, video e app in modo che siano accessibili solo tramite Face ID, Touch ID o usando il tuo codice di accesso. Ciò significa che chiunque guardando attraverso il tuo telefono non vedrà nulla di quello che hai scelto di nascondere in queste cartelle sensibili. Le app nascoste sono bloccate per impostazione predefinita, e l'album nascosto rimuove foto e video dal tuo album normale, quindi sono accessibili solo dopo aver fornito ulteriori dettagli per dimostrare la tua identità. </p><p>L'unica limitazione di questa funzionalità è che i bambini sotto i 13 anni che fanno parte di un gruppo di Condivisione Familiare non possono bloccare o nascondere app. Chiunque dai 13 ai 17 anni in un gruppo di Condivisione Familiare può bloccare o nascondere un'app, ma un genitore o tutore nel gruppo sarà ancora in grado di vedere che l'app è stata scaricata e quanto spesso è stata usata.</p><h2 id="2-protezione-del-dispositivo-rubato">2. Protezione del dispositivo rubato</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:738px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:216.80%;"><img id="7hGzWVnjywFv42DpfS5cNS" name="StolenDeviceProtection" alt="Impostare la protezione del dispositivo rubato sull'iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7hGzWVnjywFv42DpfS5cNS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="738" height="1600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Protezione del dispositivo rubato sull'iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shaun Rockwood)</span></figcaption></figure><p>La Protezione del Dispositivo Rubato è una funzionalità disponibile su qualsiasi iPhone che esegue iOS 17.3 o versioni successive e richiede che tu abbia l'autenticazione a due fattori attivata sul tuo account. Aggiunge un livello extra di sicurezza quando il tuo iPhone è lontano da posizioni specifiche come la tua casa o il posto di lavoro, ad esempio quando stai lavorando o viaggiando all'estero. La Protezione del Dispositivo Rubato aiuta a mantenere sicuri i dettagli del tuo account e le informazioni personali se perdi o ti viene rubato l'iPhone. </p><p>Lo fa aggiungendo ulteriori requisiti di autenticazione per assicurare che solo la persona giusta possa accedere a questi dati. L'accesso a informazioni sensibili come password salvate o dettagli di carte di credito salvate richiede l'autenticazione Touch o Face ID, e viene aggiunto un ritardo di sicurezza ad altre azioni importanti come cambiare la password del tuo Account Apple, richiedendo di aspettare un'ora e poi verificare la tua identità per una seconda volta tramite Touch o Face ID.</p><h2 id="3-modalita-blocco">3. Modalità blocco</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:89.70%;"><img id="pcnp5EwfSEbxU2TXXkz3LW" name="Lockdown-Mode.jpg" alt="Modalità blocco iOS 16" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pcnp5EwfSEbxU2TXXkz3LW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1204" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Come attivare la modalità blocco sul tuo iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>La modalità blocco è disponibile su qualsiasi iPhone che esegue iOS 16 in poi. È una funzionalità più drastica progettata per combattere attacchi informatici mirati e di alto livello limitando severamente la funzionalità del tuo telefono. App, siti web e molte altre funzionalità sono limitati per la sicurezza, e alcune funzionalità sono completamente disabilitate, come SharePlay, Album Condivisi e FaceTime Live Photos. </p><p>Altre limitazioni includono il blocco di varie tecnologie web, impedendo la connessione a hotspot Wi-Fi aperti e bloccando le chiamate FaceTime in arrivo. La maggior parte delle persone non dovrà mai preoccuparsi di questo tipo di attacco mirato, ma la modalità blocco è utile per le persone che lavorano in lavori che potrebbero attirare l'attenzione di attori malintenzionati. Questo può includere giornalisti, sostenitori della privacy e informatori.</p><h2 id="4-sicurezza-per-cancellazione-dati">4. Sicurezza per cancellazione dati</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:738px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:216.80%;"><img id="UbyEAHMN7ZvZRKSEjbRJNS" name="EraseDataiPhone" alt="Cancellare i dati dell'iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UbyEAHMN7ZvZRKSEjbRJNS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="738" height="1600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Come impostare il tuo iPhone per cancellare i dati dopo tentativi di accesso falliti. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shaun Rockwood)</span></figcaption></figure><p>Questa potrebbe essere vista come un'opzione nucleare, ma se sei davvero preoccupato di mantenere sicuri i dati sul tuo iPhone, questa è una funzionalità da considerare. Quando imposti un codice di accesso sul tuo iPhone, hai anche la scelta di abilitare l'opzione Cancella Dati. </p><p>Questo significa che dopo dieci tentativi di accesso falliti, il tuo telefono verrà automaticamente cancellato di tutti i dati e dovrai ripristinare il dispositivo da un backup. Stavi facendo backup, vero? Se no, allora dovrai configurarlo come un dispositivo nuovo di zecca e ricominciare da zero. </p><p>Questa funzionalità è particolarmente utile per sconfiggere gli attacchi brute force. Chiunque abbia il tuo telefono non ha modo di sapere se hai questa funzionalità impostata finché il tuo iPhone non si resetta da solo. Quindi se la sicurezza è la tua preoccupazione principale, questa è una che potresti voler assicurarti di abilitare.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Con il nuovo iPhone 17 in arrivo, esaminiamo 4 modi per proteggere i dati del tuo iPhone che potresti non conoscere. ]]>
                                                                                                            </description>
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Shaun is a strong believer in the rights of the individual to have their personal data protected and their privacy respected – a belief made all the stronger in an age of surveillance from both governmental bodies and private companies all around the world.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;He spends his spare time cooking, riding his motorbike and spending far too many hours in Star Trek Online hunting Klingons and Borg.&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                <p>L'iPhone 17 di Apple è stato lanciato in tutto il mondo oggi con la solita gamma di aggiornamenti al suo hardware. Mentre le persone sono entusiaste dei nuovi strumenti, potresti non renderti conto che il tuo iPhone esistente ha alcune funzionalità utili e di potenziamento della sicurezza che dovresti utilizzare. Abbiamo raccolto quattro delle funzionalità di sicurezza più utili dell'iPhone che manterranno i tuoi dati sicuri, miglioreranno la tua privacy online e ti aiuteranno anche a localizzare il tuo telefono se viene perso o rubato.</p><h2 id="1-cartelle-nascoste">1. Cartelle nascoste</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BJW66oUiNHaVRs8kkxJWd6" name="iOS18.HiddenApp.jpg" alt="Screenshot di come abilitare le app nascoste su iOS 18" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BJW66oUiNHaVRs8kkxJWd6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Nascondere app e cartelle sull'iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>La funzionalità delle cartelle nascoste fa esattamente quello che dice il nome. Ti permette di nascondere foto, video e app in modo che siano accessibili solo tramite Face ID, Touch ID o usando il tuo codice di accesso. Ciò significa che chiunque guardando attraverso il tuo telefono non vedrà nulla di quello che hai scelto di nascondere in queste cartelle sensibili. Le app nascoste sono bloccate per impostazione predefinita, e l'album nascosto rimuove foto e video dal tuo album normale, quindi sono accessibili solo dopo aver fornito ulteriori dettagli per dimostrare la tua identità. </p><p>L'unica limitazione di questa funzionalità è che i bambini sotto i 13 anni che fanno parte di un gruppo di Condivisione Familiare non possono bloccare o nascondere app. Chiunque dai 13 ai 17 anni in un gruppo di Condivisione Familiare può bloccare o nascondere un'app, ma un genitore o tutore nel gruppo sarà ancora in grado di vedere che l'app è stata scaricata e quanto spesso è stata usata.</p><h2 id="2-protezione-del-dispositivo-rubato">2. Protezione del dispositivo rubato</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:738px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:216.80%;"><img id="7hGzWVnjywFv42DpfS5cNS" name="StolenDeviceProtection" alt="Impostare la protezione del dispositivo rubato sull'iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/7hGzWVnjywFv42DpfS5cNS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="738" height="1600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Protezione del dispositivo rubato sull'iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shaun Rockwood)</span></figcaption></figure><p>La Protezione del Dispositivo Rubato è una funzionalità disponibile su qualsiasi iPhone che esegue iOS 17.3 o versioni successive e richiede che tu abbia l'autenticazione a due fattori attivata sul tuo account. Aggiunge un livello extra di sicurezza quando il tuo iPhone è lontano da posizioni specifiche come la tua casa o il posto di lavoro, ad esempio quando stai lavorando o viaggiando all'estero. La Protezione del Dispositivo Rubato aiuta a mantenere sicuri i dettagli del tuo account e le informazioni personali se perdi o ti viene rubato l'iPhone. </p><p>Lo fa aggiungendo ulteriori requisiti di autenticazione per assicurare che solo la persona giusta possa accedere a questi dati. L'accesso a informazioni sensibili come password salvate o dettagli di carte di credito salvate richiede l'autenticazione Touch o Face ID, e viene aggiunto un ritardo di sicurezza ad altre azioni importanti come cambiare la password del tuo Account Apple, richiedendo di aspettare un'ora e poi verificare la tua identità per una seconda volta tramite Touch o Face ID.</p><h2 id="3-modalita-blocco">3. Modalità blocco</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1204px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:89.70%;"><img id="pcnp5EwfSEbxU2TXXkz3LW" name="Lockdown-Mode.jpg" alt="Modalità blocco iOS 16" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pcnp5EwfSEbxU2TXXkz3LW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1204" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Come attivare la modalità blocco sul tuo iPhone. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>La modalità blocco è disponibile su qualsiasi iPhone che esegue iOS 16 in poi. È una funzionalità più drastica progettata per combattere attacchi informatici mirati e di alto livello limitando severamente la funzionalità del tuo telefono. App, siti web e molte altre funzionalità sono limitati per la sicurezza, e alcune funzionalità sono completamente disabilitate, come SharePlay, Album Condivisi e FaceTime Live Photos. </p><p>Altre limitazioni includono il blocco di varie tecnologie web, impedendo la connessione a hotspot Wi-Fi aperti e bloccando le chiamate FaceTime in arrivo. La maggior parte delle persone non dovrà mai preoccuparsi di questo tipo di attacco mirato, ma la modalità blocco è utile per le persone che lavorano in lavori che potrebbero attirare l'attenzione di attori malintenzionati. Questo può includere giornalisti, sostenitori della privacy e informatori.</p><h2 id="4-sicurezza-per-cancellazione-dati">4. Sicurezza per cancellazione dati</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:738px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:216.80%;"><img id="UbyEAHMN7ZvZRKSEjbRJNS" name="EraseDataiPhone" alt="Cancellare i dati dell'iPhone" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UbyEAHMN7ZvZRKSEjbRJNS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="738" height="1600" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Come impostare il tuo iPhone per cancellare i dati dopo tentativi di accesso falliti. </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shaun Rockwood)</span></figcaption></figure><p>Questa potrebbe essere vista come un'opzione nucleare, ma se sei davvero preoccupato di mantenere sicuri i dati sul tuo iPhone, questa è una funzionalità da considerare. Quando imposti un codice di accesso sul tuo iPhone, hai anche la scelta di abilitare l'opzione Cancella Dati. </p><p>Questo significa che dopo dieci tentativi di accesso falliti, il tuo telefono verrà automaticamente cancellato di tutti i dati e dovrai ripristinare il dispositivo da un backup. Stavi facendo backup, vero? Se no, allora dovrai configurarlo come un dispositivo nuovo di zecca e ricominciare da zero. </p><p>Questa funzionalità è particolarmente utile per sconfiggere gli attacchi brute force. Chiunque abbia il tuo telefono non ha modo di sapere se hai questa funzionalità impostata finché il tuo iPhone non si resetta da solo. Quindi se la sicurezza è la tua preoccupazione principale, questa è una che potresti voler assicurarti di abilitare.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Vale la pena pagare di più per un Dyson? Ecco la nostra risposta ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Se fermassi le persone per strada e chiedessi loro quale marca produce i migliori aspirapolvere, dopo molti sguardi strani, scommetto che Dyson otterrebbe il maggior numero di voti. Scommetto anche che la maggior parte delle persone segnalerebbe il prezzo. Dyson ha una reputazione consolidata per la produzione di aspirapolvere eccellenti che sono incredibilmente costosi da acquistare. I migliori aspirapolvere Dyson di oggi vantano specifiche impressionanti e caratteristiche che non troverai da nessun'altra parte. In Italia, i prezzi variano notevolmente: il Dyson V8 parte da 249-279 euro, il V15 Detect da circa 549 euro, mentre il Gen5 Detect raggiunge i 649-699 euro a seconda della disponibilità e delle offerte in corso. Ma giustificano davvero questi prezzi elevati?</p><h2 id="1-sono-progettati-meticolosamente">1. Sono progettati meticolosamente</h2><p>Ho avuto a che fare con molti marchi di aspirapolvere e Dyson mi colpisce costantemente per come progetta e realizza i suoi prodotti. Ho visitato i laboratori di sviluppo Dyson nel Regno Unito dove vengono progettati gli aspirapolvere, ho visto i test che vengono eseguiti sui modelli prototipo e ho sentito vari ingegneri parlare con passione delle complessità di come funzionano gli aspirapolvere e delle nuove caratteristiche che hanno sviluppato. È chiaro che c'è molta passione, impegno e competenza. Il marchio è anche relativamente lento e meticoloso con i suoi nuovi lanci (non abbiamo avuto un nuovo modello di punta dal 2022), e sembra che ci sia una vera riflessione dietro ogni prodotto prima che arrivi sul mercato. Parte di ciò potrebbe essere solo un ottimo PR, e ovviamente un programma di rilascio lento non significa necessariamente un prodotto eccezionale, ma in generale mi sento sempre in buone mani quando ho a che fare con Dyson.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UCe8JvHEGy6p5PUnwJFsZY" name="Dyson_09.JPG" alt="Dyson V8 vacuum cleaner in use" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UCe8JvHEGy6p5PUnwJFsZY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="2-dyson-e-ancora-all-avanguardia-nell-innovazione">2. Dyson è ancora all'avanguardia nell'innovazione</h2><p>C'è molta imitazione in corso nel mondo degli aspirapolvere, ma Dyson ha ancora alcune caratteristiche che nessuno è riuscito a replicare. Il miglior esempio qui è il laser integrato nelle sue spazzole Fluffy. La testina di pulizia emette un raggio di luce con angolazione precisa per creare grandi ombre anche sui granelli di polvere più piccoli sui pavimenti duri, evidenziando quanto ti stai perdendo durante le tue sessioni di pulizia. È un caso raro di qualcosa che suona incredibilmente figo e allo stesso tempo è genuinamente utile. Molti marchi hanno montato fari sui loro aspirapolvere, ma sono davvero molto diversi dai laser di Dyson nella pratica. Quelle luci LED illuminano semplicemente gli angoli bui del tappeto, il che può essere abbastanza utile, ma è improbabile che ti aiutino a individuare qualcosa di più piccolo di un corn flake.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TaqEjviqvx99JKEEudGMvQ" name="Dyson_Gen5_Detect_10.JPG" alt="Laser illumination on Dyson Gen5detect vacuum cleaner" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TaqEjviqvx99JKEEudGMvQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un'altra grande innovazione è il contatore della dimensione delle particelle che appare nel V15 Detect (disponibile in Italia a partire da 549 euro) e Gen5 Detect (649-699 euro secondo le offerte disponibili), dove puoi vedere esattamente cosa viene aspirato mentre procedi con la pulizia. Molti marchi offrono la regolazione automatica dell'aspirazione, ma Dyson è l'unico a mostrarti esattamente cosa sta succedendo dietro le quinte, in un grafico a barre colorato e ben presentato. Se questa funzione sia strettamente necessaria è un'altra questione, ma il prezzo premium si riflette anche in queste innovazioni tecnologiche.</p><h2 id="3-rimangono-i-migliori-per-la-manovrabilita">3. Rimangono i migliori per la manovrabilità...</h2><p>Secondo me, Dyson rimane il marchio da battere quando si tratta di pura manovrabilità. I suoi aspirapolvere a scopa hanno una mobilità simile a quella di una libellula, con teste che possono ruotare dolcemente in qualsiasi direzione, per entrare negli angoli più stretti e scomodi. Possono anche sdraiarsi completamente a terra. Peccato che gli aspirapolvere a scopa di Dyson non siano sempre i più leggeri, ma ci arriverò tra un secondo.</p><p>Mentre la tecnologia MultiFLEX / Flexology di Shark - dove l'asta può essere rilasciata e piegarsi in avanti a 90 gradi per pulire sotto i mobili - sembra popolare, trovo che renda tutto un po' troppo traballante. Preferirei la configurazione di Dyson rispetto a quella di Shark ogni giorno (ho una guida separata dedicata ai miei pensieri sui <a href="https://www.techradar.com/news/shark-vs-dyson-which-should-you-buy">aspirapolvere Shark vs Dyson</a>, se sei interessato a come questi marchi si confrontano in particolare).</p><p></p><h2 id="4-ma-non-sono-i-piu-comodi-da-usare">4... ma non sono i più comodi da usare</h2><p>A volte, penso che Dyson abbia dato la priorità alle funzionalità all'avanguardia e alla tecnologia avanzata a scapito del comfort e dell'usabilità. Sembrano diventare sempre più pesanti - il marchio ha ridisegnato il motore e migliorato la batteria per il nuovo Gen5 (649-699 euro in Italia), e mentre l'aspirazione e l'autonomia sono eccellenti, il compromesso è che l'unità portatile è notevolmente molto pesante per un aspirapolvere a scopa. Tanto che potrebbe essere decisivo per alcune persone. I modelli Dyson V11 e più recenti sono disposti con l'asta, il motore e il contenitore della polvere in linea retta, per la massima efficienza di aspirazione. Il lato negativo è che il filtro e l'alloggiamento del motore si proiettano sopra l'impugnatura e possono premere in modo scomodo sulla mano e sul braccio durante la pulizia. A favore di linee più pulite, anche l'impugnatura non ha una forma ergonomica.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mwhzF9XHvnjJoC3XfkZeXR" name="Dyson_Gen5_Detect_07.JPG" alt="Dyson Gen5detect vacuum cleaner in handheld mode, being used on a sofa" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mwhzF9XHvnjJoC3XfkZeXR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tuttavia, quello che mi infastidisce di più degli aspirapolvere Dyson è che molti di loro hanno ancora il funzionamento a grilletto senza blocco per il funzionamento continuo. Il marchio ha risolto il problema con i modelli più recenti (sia il Gen5 Detect che il V12 Detect Slim si accendono e spengono con un pulsante a pressione singola), ma ci sono ancora molte opzioni più vecchie nella gamma attuale che richiedono di tenere premuto in modo scomodo un grilletto per tutto il tempo in cui si pulisce. Considerando che il V8 (249-279 euro) ha ancora questo sistema, mentre modelli più costosi come il Gen5 (649-699 euro) lo hanno superato, vale la pena considerare questo aspetto nella scelta.</p><h2 id="5-il-potere-di-pulizia-e-tutto-sommato-simile">5. Il potere di pulizia è tutto sommato simile</h2><p>Anche se gli aspirapolvere Dyson potrebbero essere tecnicamente più efficienti e offrire una maggiore aspirazione, nei test troviamo che molti aspirapolvere offrono un livello simile di potenza di pulizia nella pratica. Quindi, quando lo porti a casa, potresti scoprire che i tuoi pavimenti sembrano altrettanto puliti dopo aver usato un costoso Dyson (549-699 euro per i modelli di punta) come sarebbero stati con alternative più economiche. A meno che tu non abbia a che fare con grandi volumi di sporco o tappeti a pelo alto, per esempio, probabilmente non avrai bisogno del meglio del meglio quando si tratta di aspirazione. La differenza di prezzo tra il V8 (249-279 euro) e il Gen5 (649-699 euro) non sempre si traduce in una differenza proporzionale nelle prestazioni di pulizia quotidiana.</p><h2 id="6-non-dureranno-necessariamente-piu-a-lungo">6. Non dureranno necessariamente più a lungo</h2><p>È forse logico presumere che costi di più = dura di più. In una certa misura questo è vero - e sicuramente se stai pensando di tuffarti nella fascia economica del mercato. Gli aspirapolvere economici che avevo acquistato prima di iniziare questo lavoro riuscivano a malapena a sollevare la polvere sciolta da un pavimento duro dopo un anno di utilizzo, e uno aveva un coperchio del filtro che non poteva essere fisicamente rimosso. Tuttavia, come commento più ampio che non è specifico per gli aspirapolvere Dyson: più tecnologia e margini di errore più ristretti tendono anche a introdurre più potenziali punti di guasto. Vale anche la pena segnalare che gli aspirapolvere a scopa senza filo moderni non sono costruiti per durare quanto un tradizionale aspirapolvere verticale con filo. L'ingombrante aspirapolvere verticale a sacchi e con filo che mia madre ha ereditato da mia nonna funziona ancora bene dopo oltre due decenni di utilizzo - più a lungo di qualsiasi aspirapolvere senza filo di cui abbia mai sentito parlare, indipendentemente dal marchio o dal prezzo. Quindi, anche se investi 649-699 euro per un Gen5 Detect, non aspettarti necessariamente che duri decenni.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Gli aspirapolvere Dyson sono tecnologici quanto costosi - ecco la mia opinione su se dovresti investire in uno. ]]>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Se fermassi le persone per strada e chiedessi loro quale marca produce i migliori aspirapolvere, dopo molti sguardi strani, scommetto che Dyson otterrebbe il maggior numero di voti. Scommetto anche che la maggior parte delle persone segnalerebbe il prezzo. Dyson ha una reputazione consolidata per la produzione di aspirapolvere eccellenti che sono incredibilmente costosi da acquistare. I migliori aspirapolvere Dyson di oggi vantano specifiche impressionanti e caratteristiche che non troverai da nessun'altra parte. In Italia, i prezzi variano notevolmente: il Dyson V8 parte da 249-279 euro, il V15 Detect da circa 549 euro, mentre il Gen5 Detect raggiunge i 649-699 euro a seconda della disponibilità e delle offerte in corso. Ma giustificano davvero questi prezzi elevati?</p><h2 id="1-sono-progettati-meticolosamente">1. Sono progettati meticolosamente</h2><p>Ho avuto a che fare con molti marchi di aspirapolvere e Dyson mi colpisce costantemente per come progetta e realizza i suoi prodotti. Ho visitato i laboratori di sviluppo Dyson nel Regno Unito dove vengono progettati gli aspirapolvere, ho visto i test che vengono eseguiti sui modelli prototipo e ho sentito vari ingegneri parlare con passione delle complessità di come funzionano gli aspirapolvere e delle nuove caratteristiche che hanno sviluppato. È chiaro che c'è molta passione, impegno e competenza. Il marchio è anche relativamente lento e meticoloso con i suoi nuovi lanci (non abbiamo avuto un nuovo modello di punta dal 2022), e sembra che ci sia una vera riflessione dietro ogni prodotto prima che arrivi sul mercato. Parte di ciò potrebbe essere solo un ottimo PR, e ovviamente un programma di rilascio lento non significa necessariamente un prodotto eccezionale, ma in generale mi sento sempre in buone mani quando ho a che fare con Dyson.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UCe8JvHEGy6p5PUnwJFsZY" name="Dyson_09.JPG" alt="Dyson V8 vacuum cleaner in use" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UCe8JvHEGy6p5PUnwJFsZY-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="2-dyson-e-ancora-all-avanguardia-nell-innovazione">2. Dyson è ancora all'avanguardia nell'innovazione</h2><p>C'è molta imitazione in corso nel mondo degli aspirapolvere, ma Dyson ha ancora alcune caratteristiche che nessuno è riuscito a replicare. Il miglior esempio qui è il laser integrato nelle sue spazzole Fluffy. La testina di pulizia emette un raggio di luce con angolazione precisa per creare grandi ombre anche sui granelli di polvere più piccoli sui pavimenti duri, evidenziando quanto ti stai perdendo durante le tue sessioni di pulizia. È un caso raro di qualcosa che suona incredibilmente figo e allo stesso tempo è genuinamente utile. Molti marchi hanno montato fari sui loro aspirapolvere, ma sono davvero molto diversi dai laser di Dyson nella pratica. Quelle luci LED illuminano semplicemente gli angoli bui del tappeto, il che può essere abbastanza utile, ma è improbabile che ti aiutino a individuare qualcosa di più piccolo di un corn flake.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TaqEjviqvx99JKEEudGMvQ" name="Dyson_Gen5_Detect_10.JPG" alt="Laser illumination on Dyson Gen5detect vacuum cleaner" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TaqEjviqvx99JKEEudGMvQ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Un'altra grande innovazione è il contatore della dimensione delle particelle che appare nel V15 Detect (disponibile in Italia a partire da 549 euro) e Gen5 Detect (649-699 euro secondo le offerte disponibili), dove puoi vedere esattamente cosa viene aspirato mentre procedi con la pulizia. Molti marchi offrono la regolazione automatica dell'aspirazione, ma Dyson è l'unico a mostrarti esattamente cosa sta succedendo dietro le quinte, in un grafico a barre colorato e ben presentato. Se questa funzione sia strettamente necessaria è un'altra questione, ma il prezzo premium si riflette anche in queste innovazioni tecnologiche.</p><h2 id="3-rimangono-i-migliori-per-la-manovrabilita">3. Rimangono i migliori per la manovrabilità...</h2><p>Secondo me, Dyson rimane il marchio da battere quando si tratta di pura manovrabilità. I suoi aspirapolvere a scopa hanno una mobilità simile a quella di una libellula, con teste che possono ruotare dolcemente in qualsiasi direzione, per entrare negli angoli più stretti e scomodi. Possono anche sdraiarsi completamente a terra. Peccato che gli aspirapolvere a scopa di Dyson non siano sempre i più leggeri, ma ci arriverò tra un secondo.</p><p>Mentre la tecnologia MultiFLEX / Flexology di Shark - dove l'asta può essere rilasciata e piegarsi in avanti a 90 gradi per pulire sotto i mobili - sembra popolare, trovo che renda tutto un po' troppo traballante. Preferirei la configurazione di Dyson rispetto a quella di Shark ogni giorno (ho una guida separata dedicata ai miei pensieri sui <a href="https://www.techradar.com/news/shark-vs-dyson-which-should-you-buy">aspirapolvere Shark vs Dyson</a>, se sei interessato a come questi marchi si confrontano in particolare).</p><p></p><h2 id="4-ma-non-sono-i-piu-comodi-da-usare">4... ma non sono i più comodi da usare</h2><p>A volte, penso che Dyson abbia dato la priorità alle funzionalità all'avanguardia e alla tecnologia avanzata a scapito del comfort e dell'usabilità. Sembrano diventare sempre più pesanti - il marchio ha ridisegnato il motore e migliorato la batteria per il nuovo Gen5 (649-699 euro in Italia), e mentre l'aspirazione e l'autonomia sono eccellenti, il compromesso è che l'unità portatile è notevolmente molto pesante per un aspirapolvere a scopa. Tanto che potrebbe essere decisivo per alcune persone. I modelli Dyson V11 e più recenti sono disposti con l'asta, il motore e il contenitore della polvere in linea retta, per la massima efficienza di aspirazione. Il lato negativo è che il filtro e l'alloggiamento del motore si proiettano sopra l'impugnatura e possono premere in modo scomodo sulla mano e sul braccio durante la pulizia. A favore di linee più pulite, anche l'impugnatura non ha una forma ergonomica.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="mwhzF9XHvnjJoC3XfkZeXR" name="Dyson_Gen5_Detect_07.JPG" alt="Dyson Gen5detect vacuum cleaner in handheld mode, being used on a sofa" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/mwhzF9XHvnjJoC3XfkZeXR-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Tuttavia, quello che mi infastidisce di più degli aspirapolvere Dyson è che molti di loro hanno ancora il funzionamento a grilletto senza blocco per il funzionamento continuo. Il marchio ha risolto il problema con i modelli più recenti (sia il Gen5 Detect che il V12 Detect Slim si accendono e spengono con un pulsante a pressione singola), ma ci sono ancora molte opzioni più vecchie nella gamma attuale che richiedono di tenere premuto in modo scomodo un grilletto per tutto il tempo in cui si pulisce. Considerando che il V8 (249-279 euro) ha ancora questo sistema, mentre modelli più costosi come il Gen5 (649-699 euro) lo hanno superato, vale la pena considerare questo aspetto nella scelta.</p><h2 id="5-il-potere-di-pulizia-e-tutto-sommato-simile">5. Il potere di pulizia è tutto sommato simile</h2><p>Anche se gli aspirapolvere Dyson potrebbero essere tecnicamente più efficienti e offrire una maggiore aspirazione, nei test troviamo che molti aspirapolvere offrono un livello simile di potenza di pulizia nella pratica. Quindi, quando lo porti a casa, potresti scoprire che i tuoi pavimenti sembrano altrettanto puliti dopo aver usato un costoso Dyson (549-699 euro per i modelli di punta) come sarebbero stati con alternative più economiche. A meno che tu non abbia a che fare con grandi volumi di sporco o tappeti a pelo alto, per esempio, probabilmente non avrai bisogno del meglio del meglio quando si tratta di aspirazione. La differenza di prezzo tra il V8 (249-279 euro) e il Gen5 (649-699 euro) non sempre si traduce in una differenza proporzionale nelle prestazioni di pulizia quotidiana.</p><h2 id="6-non-dureranno-necessariamente-piu-a-lungo">6. Non dureranno necessariamente più a lungo</h2><p>È forse logico presumere che costi di più = dura di più. In una certa misura questo è vero - e sicuramente se stai pensando di tuffarti nella fascia economica del mercato. Gli aspirapolvere economici che avevo acquistato prima di iniziare questo lavoro riuscivano a malapena a sollevare la polvere sciolta da un pavimento duro dopo un anno di utilizzo, e uno aveva un coperchio del filtro che non poteva essere fisicamente rimosso. Tuttavia, come commento più ampio che non è specifico per gli aspirapolvere Dyson: più tecnologia e margini di errore più ristretti tendono anche a introdurre più potenziali punti di guasto. Vale anche la pena segnalare che gli aspirapolvere a scopa senza filo moderni non sono costruiti per durare quanto un tradizionale aspirapolvere verticale con filo. L'ingombrante aspirapolvere verticale a sacchi e con filo che mia madre ha ereditato da mia nonna funziona ancora bene dopo oltre due decenni di utilizzo - più a lungo di qualsiasi aspirapolvere senza filo di cui abbia mai sentito parlare, indipendentemente dal marchio o dal prezzo. Quindi, anche se investi 649-699 euro per un Gen5 Detect, non aspettarti necessariamente che duri decenni.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Spotify Lossless è ufficialmente in arrivo: ecco le 5 cose principali da sapere ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p></p><p>Ora che <a href="https://www.techradar.com/audio/spotify/audiophiles-rejoice-spotify-lossless-is-finally-here-and-its-a-huge-step-for-the-streaming-service">Spotify Lossless</a> sta arrivando, noi abbonati fedeli possiamo sederci e rilassarci dopo quella che sembra un'eternità da quando è stato annunciato per la prima volta. L'annuncio ha sollevato una serie di domande sul più grande aggiornamento di Spotify di sempre, e noi siamo qui per rispondere per voi.</p><p></p><h2 id="1-e-ora-disponibile-ma-non-ovunque">1. È ora disponibile, ma non ovunque</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1402px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:59.20%;"><img id="e5Z7KM67oc48pobiw6a5KX" name="Screenshot 2025-09-10 at 14.24.04" alt="Il logo di Spotify in viola scuro, circondato da anelli lilla che indicano l'audio Lossless" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/e5Z7KM67oc48pobiw6a5KX-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1402" height="830" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Spotify)</span></figcaption></figure><p>Nello stile classico di Spotify, Lossless ha già iniziato a essere distribuito agli utenti Premium in Italia e in altri paesi. Spotify ha confermato che il servizio Lossless è disponibile per tutti gli abbonati Premium italiani al prezzo di €11,99 al mese, permettendo finalmente l'accesso alla qualità audio superiore tanto attesa.</p><h2 id="2-e-leggermente-migliore-dell-hi-res-ma-non-e-al-livello-dei-concorrenti">2. È leggermente migliore dell'Hi-Res, ma non è al livello dei concorrenti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zDBSWNnqz7VZtqTr6HounC" name="1920x1080.jpg" alt="spotify hifi" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zDBSWNnqz7VZtqTr6HounC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Spotify)</span></figcaption></figure><p>Spotify Lossless ti consente di riprodurre canzoni in streaming fino a FLAC 24-bit/44.1 kHz, che il nostro editore audio Becky Scarrott dice essere "effettivamente migliore della qualità CD" – che è specificata come 16-bit/44.1kHz. Spotify ha dichiarato che Lossless è disponibile "su quasi ogni canzone" nella sua libreria. </p><p></p><p>Per accedere a Spotify Lossless in Italia è necessario un abbonamento Premium, che costa €11,99 al mese. Questo include l'accesso a tutte le funzionalità Premium di Spotify oltre alla nuova qualità audio lossless.</p><p></p><p>Tuttavia, i suoi concorrenti di streaming offrono una qualità audio leggermente migliore. A titolo di confronto, Apple Music (tramite AAC e ALAC) e Tidal (tramite AAC, ALAC e FLAC) offrono entrambe un bitrate massimo di qualità audio lossless 24-bit/192KHz. Entrambe le piattaforme offrono questo su tutto il loro catalogo musicale.</p><h2 id="3-spotify-lossless-funziona-con-spotify-connect">3. Spotify Lossless funziona con Spotify Connect</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sEyCV9gdBw23kVPVjrBYrn" name="WGO Bluetooth Speaker" alt="L'angolo dell'altoparlante Bluetooth WGO davanti a uno sfondo rosa" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sEyCV9gdBw23kVPVjrBYrn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre ad essere disponibile su mobile, tablet e desktop (con l'equipaggiamento giusto), Spotify Lossless può essere utilizzato durante la riproduzione di musica su dispositivi che supportano Spotify Connect, come Sony, Bose, Sennheiser, Samsung e altri. Il supporto per dispositivi Amazon e Sonos arriverà anche il prossimo mese. </p><p>Tuttavia, ci vorrà ancora un po' di tempo prima che i dispositivi Bluetooth siano in grado di supportare Lossless poiché molti non supportano ancora la nuova generazione di codec in grado di trasmettere audio di qualità CD, come <a href="https://www.techradar.com/audio/hi-fi/aptx-unpacked-your-guide-to-using-qualcomms-bluetooth-codecs-and-the-devices-that-support-them">aptX Lossless</a>. Spotify ha condiviso quanto segue sulla questione: "Attualmente, il Bluetooth non fornisce abbastanza larghezza di banda per trasmettere audio lossless, quindi il segnale deve essere compresso prima di essere inviato."</p><p></p><h2 id="4-devi-abilitarlo-da-solo">4. Devi abilitarlo da solo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1496px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.75%;"><img id="xnEaMkM4YvJPddFLBZd69m" name="Screenshot 2025-09-10 at 14.24.21" alt="Quattro schermate di Spotify Lossless dal comunicato stampa, su smartphone con sfondo viola" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xnEaMkM4YvJPddFLBZd69m-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1496" height="834" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Spotify)</span></figcaption></figure><p>A differenza di Apple Music dove l'audio lossless e hi-res è l'impostazione predefinita, dovrai abilitare Lossless nelle impostazioni di Spotify manualmente. Per farlo, tocca l'icona del tuo profilo in alto a sinistra dell'app Spotify e vai su Impostazioni e Privacy. Da lì, seleziona Qualità Media, e l'opzione Lossless apparirà con le altre opzioni di streaming audio per WiFi, cellulare e download. Invece di impostare Lossless come predefinito, Spotify ha mantenuto le sue altre impostazioni di qualità audio personalizzate Bassa, Normale, Alta e Molto Alta, riconoscendo che ognuno ascolta diversamente.</p><h2 id="5-fai-attenzione-a-come-lo-usi">5. Fai attenzione a come lo usi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tpSdjtSY35vUvEdWdNkaYo" name="SpotifyLosslessSettings" alt="Screenshot di Spotify Lossless nelle impostazioni audio, che mostra quanta data usa" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tpSdjtSY35vUvEdWdNkaYo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>È fantastico poter finalmente ascoltare con audio lossless su Spotify, ma dovresti notare che ascoltare musica con Lossless abilitato significa che viene fornito con dimensioni di streaming e download maggiori. Ascoltare con Spotify Lossless userà approssimativamente 1GB all'ora.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/audio/spotify/spotify-lossless-e-ufficialmente-in-arrivo-ecco-le-5-cose-principali-da-sapere</link>
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                            <![CDATA[ Dalla data di lancio alla compatibilità dei dispositivi, ecco i punti principali da tenere a mente su Spotify Lossless. ]]>
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&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;He has been writing for publications since he started his studies at age 18. Rowan graduated from Cardiff University in 2023 after attaining a Master&#039;s in Creative Writing, and earlier a Bachelor&#039;s in Media, Journalism, and Culture. He began his journey as a writer at Cardiff University&#039;s Quench Magazine contributing to film/ TV, music, and culture sections, later becoming Music Section Editor.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In his free time, Rowan is a freelance writer for Cardiff-based culture magazine Buzz where he reviews music, film, and conducts interviews with featured guests. When he is not writing, you can find him at any given music gig, or endlessly scrolling TikTok immersing in celebrity news and drama. &amp;nbsp;&lt;/p&gt; ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[A phone on a green and purple background showing the Spotify Lossless mode]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[A phone on a green and purple background showing the Spotify Lossless mode]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[A phone on a green and purple background showing the Spotify Lossless mode]]></media:title>
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                                                                                                                                                                    <content:encoded >
                            <![CDATA[
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                                <p></p><p>Ora che <a href="https://www.techradar.com/audio/spotify/audiophiles-rejoice-spotify-lossless-is-finally-here-and-its-a-huge-step-for-the-streaming-service">Spotify Lossless</a> sta arrivando, noi abbonati fedeli possiamo sederci e rilassarci dopo quella che sembra un'eternità da quando è stato annunciato per la prima volta. L'annuncio ha sollevato una serie di domande sul più grande aggiornamento di Spotify di sempre, e noi siamo qui per rispondere per voi.</p><p></p><h2 id="1-e-ora-disponibile-ma-non-ovunque">1. È ora disponibile, ma non ovunque</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1402px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:59.20%;"><img id="e5Z7KM67oc48pobiw6a5KX" name="Screenshot 2025-09-10 at 14.24.04" alt="Il logo di Spotify in viola scuro, circondato da anelli lilla che indicano l'audio Lossless" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/e5Z7KM67oc48pobiw6a5KX-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1402" height="830" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Spotify)</span></figcaption></figure><p>Nello stile classico di Spotify, Lossless ha già iniziato a essere distribuito agli utenti Premium in Italia e in altri paesi. Spotify ha confermato che il servizio Lossless è disponibile per tutti gli abbonati Premium italiani al prezzo di €11,99 al mese, permettendo finalmente l'accesso alla qualità audio superiore tanto attesa.</p><h2 id="2-e-leggermente-migliore-dell-hi-res-ma-non-e-al-livello-dei-concorrenti">2. È leggermente migliore dell'Hi-Res, ma non è al livello dei concorrenti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="zDBSWNnqz7VZtqTr6HounC" name="1920x1080.jpg" alt="spotify hifi" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/zDBSWNnqz7VZtqTr6HounC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Spotify)</span></figcaption></figure><p>Spotify Lossless ti consente di riprodurre canzoni in streaming fino a FLAC 24-bit/44.1 kHz, che il nostro editore audio Becky Scarrott dice essere "effettivamente migliore della qualità CD" – che è specificata come 16-bit/44.1kHz. Spotify ha dichiarato che Lossless è disponibile "su quasi ogni canzone" nella sua libreria. </p><p></p><p>Per accedere a Spotify Lossless in Italia è necessario un abbonamento Premium, che costa €11,99 al mese. Questo include l'accesso a tutte le funzionalità Premium di Spotify oltre alla nuova qualità audio lossless.</p><p></p><p>Tuttavia, i suoi concorrenti di streaming offrono una qualità audio leggermente migliore. A titolo di confronto, Apple Music (tramite AAC e ALAC) e Tidal (tramite AAC, ALAC e FLAC) offrono entrambe un bitrate massimo di qualità audio lossless 24-bit/192KHz. Entrambe le piattaforme offrono questo su tutto il loro catalogo musicale.</p><h2 id="3-spotify-lossless-funziona-con-spotify-connect">3. Spotify Lossless funziona con Spotify Connect</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="sEyCV9gdBw23kVPVjrBYrn" name="WGO Bluetooth Speaker" alt="L'angolo dell'altoparlante Bluetooth WGO davanti a uno sfondo rosa" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/sEyCV9gdBw23kVPVjrBYrn-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre ad essere disponibile su mobile, tablet e desktop (con l'equipaggiamento giusto), Spotify Lossless può essere utilizzato durante la riproduzione di musica su dispositivi che supportano Spotify Connect, come Sony, Bose, Sennheiser, Samsung e altri. Il supporto per dispositivi Amazon e Sonos arriverà anche il prossimo mese. </p><p>Tuttavia, ci vorrà ancora un po' di tempo prima che i dispositivi Bluetooth siano in grado di supportare Lossless poiché molti non supportano ancora la nuova generazione di codec in grado di trasmettere audio di qualità CD, come <a href="https://www.techradar.com/audio/hi-fi/aptx-unpacked-your-guide-to-using-qualcomms-bluetooth-codecs-and-the-devices-that-support-them">aptX Lossless</a>. Spotify ha condiviso quanto segue sulla questione: "Attualmente, il Bluetooth non fornisce abbastanza larghezza di banda per trasmettere audio lossless, quindi il segnale deve essere compresso prima di essere inviato."</p><p></p><h2 id="4-devi-abilitarlo-da-solo">4. Devi abilitarlo da solo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1496px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:55.75%;"><img id="xnEaMkM4YvJPddFLBZd69m" name="Screenshot 2025-09-10 at 14.24.21" alt="Quattro schermate di Spotify Lossless dal comunicato stampa, su smartphone con sfondo viola" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xnEaMkM4YvJPddFLBZd69m-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1496" height="834" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Spotify)</span></figcaption></figure><p>A differenza di Apple Music dove l'audio lossless e hi-res è l'impostazione predefinita, dovrai abilitare Lossless nelle impostazioni di Spotify manualmente. Per farlo, tocca l'icona del tuo profilo in alto a sinistra dell'app Spotify e vai su Impostazioni e Privacy. Da lì, seleziona Qualità Media, e l'opzione Lossless apparirà con le altre opzioni di streaming audio per WiFi, cellulare e download. Invece di impostare Lossless come predefinito, Spotify ha mantenuto le sue altre impostazioni di qualità audio personalizzate Bassa, Normale, Alta e Molto Alta, riconoscendo che ognuno ascolta diversamente.</p><h2 id="5-fai-attenzione-a-come-lo-usi">5. Fai attenzione a come lo usi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="tpSdjtSY35vUvEdWdNkaYo" name="SpotifyLosslessSettings" alt="Screenshot di Spotify Lossless nelle impostazioni audio, che mostra quanta data usa" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tpSdjtSY35vUvEdWdNkaYo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">  </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>È fantastico poter finalmente ascoltare con audio lossless su Spotify, ma dovresti notare che ascoltare musica con Lossless abilitato significa che viene fornito con dimensioni di streaming e download maggiori. Ascoltare con Spotify Lossless userà approssimativamente 1GB all'ora.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Tre motivi per cui vale la pena apprezzare l’IA (anche se non siete fan della tecnologia) ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>L’apprendimento automatico</strong> e gli <strong>algoritmi avanzati</strong> esistono da tempo, ma soltanto negli ultimi <strong>cinque anni</strong> i <strong>modelli generativi</strong> hanno cominciato a entrare nella consapevolezza del pubblico. Durante questo periodo, si è passati da strumenti dimostrativi poco più che curiosi, sviluppati da grandi aziende tecnologiche, a una presenza concreta nella vita quotidiana di molte persone. </p><p>Ciò ha prodotto effetti sia <strong>positivi</strong> – come strumenti che aumentano l’<strong>accessibilità</strong> per le persone con disabilità – sia <strong>negativi</strong>, come il diffuso fenomeno del <strong>copiare nei contesti scolastici</strong>. Esiste perfino una nuova ricorrenza ufficiale: l’<strong>AI Appreciation Day</strong>, fissata per il <strong>16 luglio</strong>.</p><p>Visto il crescente utilizzo di tecnologie basate su <strong>modelli linguistici di grandi dimensioni</strong> e sviluppi correlati, si possono individuare numerosi motivi per valorizzare l’<strong>intelligenza artificiale</strong>. L’attenzione è rivolta soprattutto agli aspetti <strong>positivi</strong>, anche quelli meno appariscenti, che comunque contribuiscono a migliorare la vita quotidiana in modi difficilmente replicabili con strumenti tradizionali. Sebbene non si tratti di innovazioni spettacolari, il loro impatto concreto è significativo</p><h2 id="ricordare-cosa-si-era-dimenticato">Ricordare cosa si era dimenticato</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:640px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="NBCEQDPZwvKka8uHG7nRh" name="brain-god.jpg" alt="Brain" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NBCEQDPZwvKka8uHG7nRh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="640" height="360" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure><p>Nessun tipo di <strong>memoria</strong> è perfetto, e creare <strong>elenchi</strong> è un metodo utile per tenere traccia di ciò che conta. Tuttavia, può capitare di <strong>dimenticare di annotare</strong> un’attività importante. In questi casi, la voce mancante non comparirà sulla lista, e si rischia di trovarsi impreparati nel momento meno opportuno. Capita spesso di annotare solo <strong>una parte delle cose da fare</strong>, mentre il resto viene perso come <strong>calzini spariti in asciugatrice</strong>.</p><p>Gli <strong>strumenti di intelligenza artificiale</strong> come <strong>ChatGPT</strong> risultano utili non solo per memorizzare <strong>liste di attività</strong>, ma anche per <strong>segnalare</strong> eventuali elementi dimenticati. Un esempio pratico: dopo aver preparato un elenco per la <strong>spesa</strong>, è possibile impostare un <strong>promemoria</strong> nell’orario desiderato. Il sistema, in modo proattivo, potrebbe chiedere se si intende aggiungere qualcosa di solitamente dimenticato, come le <strong>borse riutilizzabili</strong>. Nel caso specifico, il promemoria è arrivato con l’aggiunta del suggerimento: <strong>ricordare di prendere le borse</strong>, evitando così un errore frequente. Un piccolo gesto, ma utile per risparmiare <strong>tempo e denaro</strong>.</p><h2 id="organizzazione-in-cucina">Organizzazione in cucina</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KUCfcVjVCwjBsTyizA9MD4" name="cooking with tablet in hand_1.jpg" alt="Cooking while looking at recipe on tablet" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KUCfcVjVCwjBsTyizA9MD4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Anna Shvets/Pexels)</span></figcaption></figure><p>Restando in tema di <strong>spesa</strong>, non tutti riescono a pianificare con precisione cosa acquistare ogni volta per preparare pasti specifici. Spesso ci si ritrova a <strong>comprare d'impulso</strong>, attirati da ciò che sembra interessante al momento. Questo approccio disordinato alla <strong>cucina improvvisata</strong> può portare a scelte alimentari poco soddisfacenti, soprattutto nei momenti in cui non c’è nessuno a bilanciare tali decisioni.</p><p>Tuttavia, come l’<strong>IA</strong> può aiutare a organizzarsi prima della spesa, può anche supportare la <strong>pianificazione dei pasti</strong>. Partendo dalle richieste precedenti per <strong>idee culinarie</strong> e ricette, si può chiedere agli assistenti virtuali di <strong>suggerire pasti futuri</strong> e generare automaticamente le <strong>liste della spesa</strong>. Spesso vengono forniti anche suggerimenti per <strong>varianti alternative</strong> utilizzando gli stessi ingredienti in combinazioni differenti. Una volta provate le ricette, è possibile richiedere <strong>nuove liste</strong> che tengano conto di ciò che è piaciuto o meno.</p><p>Un altro vantaggio è la possibilità di <strong>incrociare il calendario</strong>: l’IA evita di proporre ricette complesse nei giorni in cui sono già previste altre attività impegnative. Inoltre, può suggerire <strong>idee basate sugli avanzi disponibili</strong>, aiutando a <strong>ridurre gli sprechi</strong> alimentari. Se solo fosse anche in grado di cucinare o almeno <strong>tagliare le verdure</strong>, sarebbe il <strong>sous-chef ideale</strong>.</p><h2 id="selezione-dell-intrattenimento">Selezione dell’intrattenimento</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:58.02%;"><img id="oUfw72SNCcZkzTU2YEqRAa" name="tv-3774381_1920.jpg" alt="Streaming services" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oUfw72SNCcZkzTU2YEqRAa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1114" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Pochi aspetti della vita moderna sono tanto emblematici quanto la <strong>paralisi da eccesso di scelta</strong>. Capita spesso di scorrere centinaia di opzioni su una piattaforma di streaming per poi <strong>rinunciare a guardare qualcosa</strong> perché è diventato troppo tardi. Trovare <strong>cosa vedere, leggere o ascoltare</strong> può essere complicato. I consigli degli amici restano tra i più affidabili, ma i gusti possono non coincidere o – peggio – potrebbero semplicemente essere sbagliati (e lo sanno).</p><p>In questo scenario, l'interazione con un <strong>assistente IA</strong> può fare la differenza. Esistono persino <strong>GPT personalizzati</strong> dedicati esclusivamente alla <strong>scoperta di nuovi contenuti</strong>. Questi strumenti coinvolgono in una conversazione sui contenuti già apprezzati, analizzano preferenze su trama, interpreti e tono, e forniscono <strong>raccomandazioni mirate</strong> spiegando i motivi per cui un determinato titolo potrebbe piacere, il tutto <strong>senza spoiler</strong>.</p><p>Dopo aver suggerito con successo più titoli apprezzati, l’IA diventa una <strong>risorsa affidabile</strong> per scoprire nuovi contenuti. Anche se non sempre coglie nel segno, riesce spesso a proporre <strong>esperienze fuori dal radar</strong> che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute..</p><h2 id="apprezzare-l-intelligenza-artificiale">Apprezzare l’intelligenza artificiale</h2><p>È improbabile che l’IA rivoluzioni completamente la vita quotidiana nel giro di pochi anni. Restano legittime alcune <strong>preoccupazioni legate al suo funzionamento</strong> e agli usi che ne vengono fatti, ma è difficile negare che possa rendere le giornate <strong>più gestibili</strong>. Non si tratta di cercare risposte a crisi esistenziali o aspettarsi città volanti funzionanti: il punto è riconoscere il valore dell’IA nel <strong>tenere traccia delle attività</strong> e nel <strong>organizzare l’infinità di contenuti</strong> che popolano il mondo digitale, rendendoli più fruibili e a misura d’uomo.</p><p>L’IA è uno <strong>strumento</strong>, e nei suoi utilizzi più efficaci permette di <strong>migliorare i processi decisionali</strong>, ridurre la confusione e <strong>semplificare i momenti caotici</strong>. Non è previsto che il mese porti a una proliferazione di feste per il “<strong>AI Appreciation Day</strong>”, ma se qualcuno dovesse far circolare un biglietto per celebrarlo, almeno una firma e un gioco di parole non mancherebbero.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/tre-motivi-per-cui-vale-la-pena-apprezzare-lia-anche-se-non-siete-fan-della-tecnologia</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Dalla spesa alla scelta di cosa guardare, l'intelligenza artificiale può semplificare la vita in modi piccoli ma concreti. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                                            <media:credit><![CDATA[Getty Images]]></media:credit>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[AI]]></media:title>
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                            <![CDATA[
                            <article>
                                <p><strong>L’apprendimento automatico</strong> e gli <strong>algoritmi avanzati</strong> esistono da tempo, ma soltanto negli ultimi <strong>cinque anni</strong> i <strong>modelli generativi</strong> hanno cominciato a entrare nella consapevolezza del pubblico. Durante questo periodo, si è passati da strumenti dimostrativi poco più che curiosi, sviluppati da grandi aziende tecnologiche, a una presenza concreta nella vita quotidiana di molte persone. </p><p>Ciò ha prodotto effetti sia <strong>positivi</strong> – come strumenti che aumentano l’<strong>accessibilità</strong> per le persone con disabilità – sia <strong>negativi</strong>, come il diffuso fenomeno del <strong>copiare nei contesti scolastici</strong>. Esiste perfino una nuova ricorrenza ufficiale: l’<strong>AI Appreciation Day</strong>, fissata per il <strong>16 luglio</strong>.</p><p>Visto il crescente utilizzo di tecnologie basate su <strong>modelli linguistici di grandi dimensioni</strong> e sviluppi correlati, si possono individuare numerosi motivi per valorizzare l’<strong>intelligenza artificiale</strong>. L’attenzione è rivolta soprattutto agli aspetti <strong>positivi</strong>, anche quelli meno appariscenti, che comunque contribuiscono a migliorare la vita quotidiana in modi difficilmente replicabili con strumenti tradizionali. Sebbene non si tratti di innovazioni spettacolari, il loro impatto concreto è significativo</p><h2 id="ricordare-cosa-si-era-dimenticato">Ricordare cosa si era dimenticato</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:640px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="NBCEQDPZwvKka8uHG7nRh" name="brain-god.jpg" alt="Brain" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/NBCEQDPZwvKka8uHG7nRh-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="640" height="360" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure><p>Nessun tipo di <strong>memoria</strong> è perfetto, e creare <strong>elenchi</strong> è un metodo utile per tenere traccia di ciò che conta. Tuttavia, può capitare di <strong>dimenticare di annotare</strong> un’attività importante. In questi casi, la voce mancante non comparirà sulla lista, e si rischia di trovarsi impreparati nel momento meno opportuno. Capita spesso di annotare solo <strong>una parte delle cose da fare</strong>, mentre il resto viene perso come <strong>calzini spariti in asciugatrice</strong>.</p><p>Gli <strong>strumenti di intelligenza artificiale</strong> come <strong>ChatGPT</strong> risultano utili non solo per memorizzare <strong>liste di attività</strong>, ma anche per <strong>segnalare</strong> eventuali elementi dimenticati. Un esempio pratico: dopo aver preparato un elenco per la <strong>spesa</strong>, è possibile impostare un <strong>promemoria</strong> nell’orario desiderato. Il sistema, in modo proattivo, potrebbe chiedere se si intende aggiungere qualcosa di solitamente dimenticato, come le <strong>borse riutilizzabili</strong>. Nel caso specifico, il promemoria è arrivato con l’aggiunta del suggerimento: <strong>ricordare di prendere le borse</strong>, evitando così un errore frequente. Un piccolo gesto, ma utile per risparmiare <strong>tempo e denaro</strong>.</p><h2 id="organizzazione-in-cucina">Organizzazione in cucina</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="KUCfcVjVCwjBsTyizA9MD4" name="cooking with tablet in hand_1.jpg" alt="Cooking while looking at recipe on tablet" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/KUCfcVjVCwjBsTyizA9MD4-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Anna Shvets/Pexels)</span></figcaption></figure><p>Restando in tema di <strong>spesa</strong>, non tutti riescono a pianificare con precisione cosa acquistare ogni volta per preparare pasti specifici. Spesso ci si ritrova a <strong>comprare d'impulso</strong>, attirati da ciò che sembra interessante al momento. Questo approccio disordinato alla <strong>cucina improvvisata</strong> può portare a scelte alimentari poco soddisfacenti, soprattutto nei momenti in cui non c’è nessuno a bilanciare tali decisioni.</p><p>Tuttavia, come l’<strong>IA</strong> può aiutare a organizzarsi prima della spesa, può anche supportare la <strong>pianificazione dei pasti</strong>. Partendo dalle richieste precedenti per <strong>idee culinarie</strong> e ricette, si può chiedere agli assistenti virtuali di <strong>suggerire pasti futuri</strong> e generare automaticamente le <strong>liste della spesa</strong>. Spesso vengono forniti anche suggerimenti per <strong>varianti alternative</strong> utilizzando gli stessi ingredienti in combinazioni differenti. Una volta provate le ricette, è possibile richiedere <strong>nuove liste</strong> che tengano conto di ciò che è piaciuto o meno.</p><p>Un altro vantaggio è la possibilità di <strong>incrociare il calendario</strong>: l’IA evita di proporre ricette complesse nei giorni in cui sono già previste altre attività impegnative. Inoltre, può suggerire <strong>idee basate sugli avanzi disponibili</strong>, aiutando a <strong>ridurre gli sprechi</strong> alimentari. Se solo fosse anche in grado di cucinare o almeno <strong>tagliare le verdure</strong>, sarebbe il <strong>sous-chef ideale</strong>.</p><h2 id="selezione-dell-intrattenimento">Selezione dell’intrattenimento</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:58.02%;"><img id="oUfw72SNCcZkzTU2YEqRAa" name="tv-3774381_1920.jpg" alt="Streaming services" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/oUfw72SNCcZkzTU2YEqRAa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1114" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Pochi aspetti della vita moderna sono tanto emblematici quanto la <strong>paralisi da eccesso di scelta</strong>. Capita spesso di scorrere centinaia di opzioni su una piattaforma di streaming per poi <strong>rinunciare a guardare qualcosa</strong> perché è diventato troppo tardi. Trovare <strong>cosa vedere, leggere o ascoltare</strong> può essere complicato. I consigli degli amici restano tra i più affidabili, ma i gusti possono non coincidere o – peggio – potrebbero semplicemente essere sbagliati (e lo sanno).</p><p>In questo scenario, l'interazione con un <strong>assistente IA</strong> può fare la differenza. Esistono persino <strong>GPT personalizzati</strong> dedicati esclusivamente alla <strong>scoperta di nuovi contenuti</strong>. Questi strumenti coinvolgono in una conversazione sui contenuti già apprezzati, analizzano preferenze su trama, interpreti e tono, e forniscono <strong>raccomandazioni mirate</strong> spiegando i motivi per cui un determinato titolo potrebbe piacere, il tutto <strong>senza spoiler</strong>.</p><p>Dopo aver suggerito con successo più titoli apprezzati, l’IA diventa una <strong>risorsa affidabile</strong> per scoprire nuovi contenuti. Anche se non sempre coglie nel segno, riesce spesso a proporre <strong>esperienze fuori dal radar</strong> che altrimenti sarebbero rimaste sconosciute..</p><h2 id="apprezzare-l-intelligenza-artificiale">Apprezzare l’intelligenza artificiale</h2><p>È improbabile che l’IA rivoluzioni completamente la vita quotidiana nel giro di pochi anni. Restano legittime alcune <strong>preoccupazioni legate al suo funzionamento</strong> e agli usi che ne vengono fatti, ma è difficile negare che possa rendere le giornate <strong>più gestibili</strong>. Non si tratta di cercare risposte a crisi esistenziali o aspettarsi città volanti funzionanti: il punto è riconoscere il valore dell’IA nel <strong>tenere traccia delle attività</strong> e nel <strong>organizzare l’infinità di contenuti</strong> che popolano il mondo digitale, rendendoli più fruibili e a misura d’uomo.</p><p>L’IA è uno <strong>strumento</strong>, e nei suoi utilizzi più efficaci permette di <strong>migliorare i processi decisionali</strong>, ridurre la confusione e <strong>semplificare i momenti caotici</strong>. Non è previsto che il mese porti a una proliferazione di feste per il “<strong>AI Appreciation Day</strong>”, ma se qualcuno dovesse far circolare un biglietto per celebrarlo, almeno una firma e un gioco di parole non mancherebbero.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT vi dà ricette noiose? Basta mostrargli cosa vi piace davvero ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Molti si sono rivolti a ChatGPT per rispondere alla domanda eterna: <em>"Cosa mangio stasera?"</em>. Ma se vi è mai capitato di ricevere in cambio un menu da mensa ospedaliera, pollo grigliato senza spezie, pasta con solo olio. sappiate che non siete soli. L'IA, infatti, tende a <em>giocare sul sicuro</em>, evitando sapori forti anche quando non richiesto.</p><p>La svolta? Farle vedere cosa vi piace davvero. Caricando foto di piatti speziati come <em>noodles thailandesi, pollo marocchino o enchiladas piene di peperoncini</em>, e scrivendo qualcosa tipo <em>“questi sono i sapori che cerco”</em>, la risposta cambia radicalmente. Da lì in poi compaiono ricette come <em>pollo alla harissa con couscous al limone, bowl di riso al gochujang con cetrioli in agrodolce e scalogni croccanti</em>, o <em>noodles all’aglio nero con burro al miso e bok choy</em>.</p><p>Basta poco per trasformare la vostra settimana da “petto di pollo e broccoli” a un tour gastronomico intenso e profumato. Caricate una foto, scrivete due righe sul perché vi piace quel piatto, livello di piccantezza, atmosfera, voglia di lavare pochi piatti, e lasciate che l’IA si adatti davvero ai vostri gusti.</p><h2 id="a-feast-for-the-senses">A feast for the senses</h2><p>Può sembrare esagerato parlare di <em>esperienza sensoriale</em> quando si tratta della cena di un martedì sera, ma il punto è proprio questo: <strong>il cibo è personale</strong>, come lo è il modo in cui lo cuciniamo. Se ChatGPT non sa chi siete in cucina, vi proporrà soluzioni da statistica: piatti blandi, pensati per piacere a tutti ma appassionare nessuno.</p><p>Ma quando vi fate sentire, meglio ancora, vedere, l’IA risponde con lo stesso livello di dettaglio. <strong>State costruendo il vostro profilo aromatico.</strong></p><p>E la cosa non vale solo per la cucina: volete consigli d’arredo? Caricate una foto di una stanza che vi piace e chiedete di replicarla con mobili economici. Mostrare un riferimento concreto – sia con immagini che con una descrizione precisa – trasforma ChatGPT in qualcosa di ben più utile di un motore di ricerca.</p><p>Perché la verità è che <strong>l’IA non sa cosa volete, finché non glielo fate capire</strong>. E non serve per forza una foto: potete anche “dipingere” la scena a parole. Più contesto fornite, più contesto riceverete.</p><p>Basta scrivere: <em>“Amo i sapori forti, piccanti, un po’ disordinati”</em>, e da lì in poi il chatbot inizierà a proporvi salse come <em>zhug</em> o <em>toum</em>. E sì, la risposta è sempre sì.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/chatgpt-vi-da-ricette-noiose-basta-mostrargli-cosa-vi-piace-davvero</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Un utente ha trasformato piatti insipidi in cene piene di gusto semplicemente caricando foto e descrivendo i suoi veri gusti. Ecco come ottenere suggerimenti culinari su misura. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
                                                                                                                                <cf:isSponsored>false</cf:isSponsored>
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                                                                                                                                                                                                                                    <media:description><![CDATA[Dodo Pizza&#039;s ChatGPT &quot;Chicken Shawarma AI- generated pizza&quot; on a computer chip background]]></media:description>                                                            <media:text><![CDATA[Dodo Pizza&#039;s ChatGPT &quot;Chicken Shawarma AI- generated pizza&quot; on a computer chip background]]></media:text>
                                <media:title type="plain"><![CDATA[Dodo Pizza&#039;s ChatGPT &quot;Chicken Shawarma AI- generated pizza&quot; on a computer chip background]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Molti si sono rivolti a ChatGPT per rispondere alla domanda eterna: <em>"Cosa mangio stasera?"</em>. Ma se vi è mai capitato di ricevere in cambio un menu da mensa ospedaliera, pollo grigliato senza spezie, pasta con solo olio. sappiate che non siete soli. L'IA, infatti, tende a <em>giocare sul sicuro</em>, evitando sapori forti anche quando non richiesto.</p><p>La svolta? Farle vedere cosa vi piace davvero. Caricando foto di piatti speziati come <em>noodles thailandesi, pollo marocchino o enchiladas piene di peperoncini</em>, e scrivendo qualcosa tipo <em>“questi sono i sapori che cerco”</em>, la risposta cambia radicalmente. Da lì in poi compaiono ricette come <em>pollo alla harissa con couscous al limone, bowl di riso al gochujang con cetrioli in agrodolce e scalogni croccanti</em>, o <em>noodles all’aglio nero con burro al miso e bok choy</em>.</p><p>Basta poco per trasformare la vostra settimana da “petto di pollo e broccoli” a un tour gastronomico intenso e profumato. Caricate una foto, scrivete due righe sul perché vi piace quel piatto, livello di piccantezza, atmosfera, voglia di lavare pochi piatti, e lasciate che l’IA si adatti davvero ai vostri gusti.</p><h2 id="a-feast-for-the-senses">A feast for the senses</h2><p>Può sembrare esagerato parlare di <em>esperienza sensoriale</em> quando si tratta della cena di un martedì sera, ma il punto è proprio questo: <strong>il cibo è personale</strong>, come lo è il modo in cui lo cuciniamo. Se ChatGPT non sa chi siete in cucina, vi proporrà soluzioni da statistica: piatti blandi, pensati per piacere a tutti ma appassionare nessuno.</p><p>Ma quando vi fate sentire, meglio ancora, vedere, l’IA risponde con lo stesso livello di dettaglio. <strong>State costruendo il vostro profilo aromatico.</strong></p><p>E la cosa non vale solo per la cucina: volete consigli d’arredo? Caricate una foto di una stanza che vi piace e chiedete di replicarla con mobili economici. Mostrare un riferimento concreto – sia con immagini che con una descrizione precisa – trasforma ChatGPT in qualcosa di ben più utile di un motore di ricerca.</p><p>Perché la verità è che <strong>l’IA non sa cosa volete, finché non glielo fate capire</strong>. E non serve per forza una foto: potete anche “dipingere” la scena a parole. Più contesto fornite, più contesto riceverete.</p><p>Basta scrivere: <em>“Amo i sapori forti, piccanti, un po’ disordinati”</em>, e da lì in poi il chatbot inizierà a proporvi salse come <em>zhug</em> o <em>toum</em>. E sì, la risposta è sempre sì.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Pragmata è vivo: Capcom unisce puzzle e sparatutto in un’odissea lunare da non perdere ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><em>Pragmata</em> è rimasto in silenzio per anni, ma ora che finalmente abbiamo potuto provarlo al <strong>Summer Game Fest</strong>, il lungo silenzio sembra più che giustificato. Nonostante il tempo limitato della demo, l’avventura sci-fi targata <strong>Capcom</strong> ha lasciato un’impressione fortissima.</p><p>Il fascino nasce subito dal contesto: <strong>una stazione lunare di ricerca</strong>, minacciata da presenze sconosciute e abitata da una <strong>misteriosa IA bambina</strong> e un protagonista adulto, con cui forma una coppia inedita. Questa dualità si riflette nel gameplay, che alterna <strong>fasi puzzle, combattimenti e momenti narrativi</strong>, sfruttando al meglio le capacità complementari dei due personaggi.</p><p>Il design dei nemici, robotici e inquietanti, alimenta una tensione costante, mentre l'atmosfera rarefatta dello spazio e il ritmo misurato della storia lasciano intuire che <em>Pragmata</em> non punta solo all’azione, ma anche alla profondità. </p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Idx9z6ke3tc" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Ciò che colpisce di più, più ancora dell’atmosfera o del design, è <strong>quanto sia piacevole da giocare</strong>. Impugnare il controller e muovere direttamente <strong>Hugh e Diana</strong> all’interno della stazione lunare ha offerto un primo assaggio davvero convincente del cuore del gioco.</p><p>Il modo in cui i due protagonisti <strong>interagiscono con l’ambiente</strong>, si muovono tra le strutture fluttuanti e collaborano per risolvere enigmi o affrontare i nemici, trasmette <strong>una sensazione di controllo precisa e gratificante</strong>. Capcom sembra aver curato in modo maniacale l’<strong>ergonomia del gameplay</strong>, dando corpo e sostanza a ogni input.</p><h2 id="how-two-become-one">How two become one</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PZjzbX9wRvT8AUeMyAsDsK" name="Pragmata screenshot" alt="A screenshot from sci-fi game Pragmata" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PZjzbX9wRvT8AUeMyAsDsK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Capcom)</span></figcaption></figure><p>Nei panni di <strong>Hugh</strong>, inviato sulla Luna per indagare su una stazione silenziosa, ci si risveglia confusi, salvati da <strong>Diana</strong>: un'androide all'avanguardia dall’aspetto infantile. Nonostante siano due personaggi distinti, l’impressione è quella di <strong>un’unica entità giocabile</strong>, soprattutto quando Diana si aggrappa alle spalle di Hugh, fondendosi nel suo movimento e nelle sue azioni.</p><p>Il pericolo è immediato: tra i detriti si stagliano i corpi di altri androidi, inerti solo in apparenza. Le armi di Hugh, da sole, <strong>non bastano a fermarli</strong>. È qui che Diana diventa indispensabile: <strong>disattiva le difese nemiche</strong> grazie alle sue capacità di hacking, aprendo varchi per gli attacchi mirati di Hugh. Il risultato è un sistema di combattimento ibrido, dove <strong>sparatorie in terza persona e enigmi tattici</strong> si fondono in tempo reale.</p><p>All’inizio può sembrare una combinazione azzardata, ma in mano al giocatore <strong>funziona sorprendentemente bene</strong>. L’alchimia tra Hugh e Diana non è solo narrativa, ma <strong>strutturalmente integrata nel gameplay</strong>, creando un’esperienza intensa e originale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4b5M76v6NqTTWq4EUyhqrK" name="Pragmata screenshot" alt="A screenshot from sci-fi game Pragmata" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4b5M76v6NqTTWq4EUyhqrK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Capcom)</span></figcaption></figure><p>Utilizzare <strong>Diana per hackerare i nemici</strong> attraverso una griglia interattiva sullo schermo – scegliendo i percorsi giusti per attivare effetti bonus come <strong>danni extra</strong> – per poi colpire con Hugh in un’esplosione controllata, è un sistema <strong>stratificato ma accessibile</strong>. La combinazione è stimolante, e costringe il cervello ad alternare rapidità d’azione e pensiero strategico. Ogni scontro diventa così più <strong>coinvolgente e memorabile</strong>.</p><p>Detto ciò, ci sono ancora aspetti da rifinire. <strong>Il movimento e la mobilità</strong> non convincono del tutto: il peso trasmesso dal portare Diana sulle spalle è comprensibile sul piano narrativo, ma si traduce in un feeling <strong>un po’ troppo macchinoso</strong> nei comandi. Anche la funzione di <strong>hover</strong>, che dovrebbe alleggerire la traversata, <strong>risulta debole</strong> e poco incisiva. Niente che rovini l’esperienza, ma un piccolo aggiustamento alla velocità generale <strong>renderebbe tutto più fluido e gratificante</strong>.</p><h2 id="what-comes-after-dreaming">What comes after dreaming?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VpKATV6KMVzvECDT8ay5tK" name="Pragmata screenshot" alt="A screenshot from sci-fi game Pragmata" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VpKATV6KMVzvECDT8ay5tK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Capcom)</span></figcaption></figure><p>Quello che rende <em>Pragmata</em> un titolo davvero promettente è il suo <strong>setting affascinante</strong> e il mistero che lo circonda. C’è un chiaro richiamo alla <strong>fantascienza filosofica alla Philip K. Dick</strong>, con echi di <em>Blade Runner</em>, incentrata sulla consapevolezza delle intelligenze artificiali e delle androidi. Un tema che oggi, con l’IA sempre più presente nella vita quotidiana, <strong>risuona con forza e attualità</strong>.</p><p>L’idea di <strong>scoprire cosa è successo alla stazione lunare</strong> è di per sé accattivante, per chi ama atmosfere alla <em>Dead Space</em>, questo alone di ignoto è irresistibile – ma l’aggiunta di androidi enigmatici e la sensazione costante di <strong>non sapere a cosa si va incontro</strong> crea un’esperienza ancora più coinvolgente.</p><p>C’è anche qualcosa di <strong>intenzionalmente retrò</strong>, nel senso migliore del termine: lo stile richiama certe produzioni dei primi anni 2000, dove si mescolavano <strong>sparatorie, rompicapi e narrativa ambiziosa</strong>. Una formula che sembra funzionare ancora, pronta a offrire un’avventura sci-fi che <strong>non vediamo l’ora di giocare nel 2026 su PS5, Xbox Series X/S e PC</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/pragmata-e-vivo-capcom-unisce-puzzle-e-sparatutto-in-unodissea-lunare-da-non-perdere</link>
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                            <![CDATA[ Tra IA senzienti, combattimenti ibridi e misteri alla Dead Space, il nuovo sci-fi di Capcom è pronto a sorprendere nel 2026. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[A screenshot from sci-fi game Pragmata]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p><em>Pragmata</em> è rimasto in silenzio per anni, ma ora che finalmente abbiamo potuto provarlo al <strong>Summer Game Fest</strong>, il lungo silenzio sembra più che giustificato. Nonostante il tempo limitato della demo, l’avventura sci-fi targata <strong>Capcom</strong> ha lasciato un’impressione fortissima.</p><p>Il fascino nasce subito dal contesto: <strong>una stazione lunare di ricerca</strong>, minacciata da presenze sconosciute e abitata da una <strong>misteriosa IA bambina</strong> e un protagonista adulto, con cui forma una coppia inedita. Questa dualità si riflette nel gameplay, che alterna <strong>fasi puzzle, combattimenti e momenti narrativi</strong>, sfruttando al meglio le capacità complementari dei due personaggi.</p><p>Il design dei nemici, robotici e inquietanti, alimenta una tensione costante, mentre l'atmosfera rarefatta dello spazio e il ritmo misurato della storia lasciano intuire che <em>Pragmata</em> non punta solo all’azione, ma anche alla profondità. </p><div class="youtube-video" data-nosnippet ><div class="video-aspect-box"><iframe data-lazy-priority="low" data-lazy-src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/Idx9z6ke3tc" allowfullscreen></iframe></div></div><p>Ciò che colpisce di più, più ancora dell’atmosfera o del design, è <strong>quanto sia piacevole da giocare</strong>. Impugnare il controller e muovere direttamente <strong>Hugh e Diana</strong> all’interno della stazione lunare ha offerto un primo assaggio davvero convincente del cuore del gioco.</p><p>Il modo in cui i due protagonisti <strong>interagiscono con l’ambiente</strong>, si muovono tra le strutture fluttuanti e collaborano per risolvere enigmi o affrontare i nemici, trasmette <strong>una sensazione di controllo precisa e gratificante</strong>. Capcom sembra aver curato in modo maniacale l’<strong>ergonomia del gameplay</strong>, dando corpo e sostanza a ogni input.</p><h2 id="how-two-become-one">How two become one</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="PZjzbX9wRvT8AUeMyAsDsK" name="Pragmata screenshot" alt="A screenshot from sci-fi game Pragmata" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/PZjzbX9wRvT8AUeMyAsDsK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Capcom)</span></figcaption></figure><p>Nei panni di <strong>Hugh</strong>, inviato sulla Luna per indagare su una stazione silenziosa, ci si risveglia confusi, salvati da <strong>Diana</strong>: un'androide all'avanguardia dall’aspetto infantile. Nonostante siano due personaggi distinti, l’impressione è quella di <strong>un’unica entità giocabile</strong>, soprattutto quando Diana si aggrappa alle spalle di Hugh, fondendosi nel suo movimento e nelle sue azioni.</p><p>Il pericolo è immediato: tra i detriti si stagliano i corpi di altri androidi, inerti solo in apparenza. Le armi di Hugh, da sole, <strong>non bastano a fermarli</strong>. È qui che Diana diventa indispensabile: <strong>disattiva le difese nemiche</strong> grazie alle sue capacità di hacking, aprendo varchi per gli attacchi mirati di Hugh. Il risultato è un sistema di combattimento ibrido, dove <strong>sparatorie in terza persona e enigmi tattici</strong> si fondono in tempo reale.</p><p>All’inizio può sembrare una combinazione azzardata, ma in mano al giocatore <strong>funziona sorprendentemente bene</strong>. L’alchimia tra Hugh e Diana non è solo narrativa, ma <strong>strutturalmente integrata nel gameplay</strong>, creando un’esperienza intensa e originale.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4b5M76v6NqTTWq4EUyhqrK" name="Pragmata screenshot" alt="A screenshot from sci-fi game Pragmata" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4b5M76v6NqTTWq4EUyhqrK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Capcom)</span></figcaption></figure><p>Utilizzare <strong>Diana per hackerare i nemici</strong> attraverso una griglia interattiva sullo schermo – scegliendo i percorsi giusti per attivare effetti bonus come <strong>danni extra</strong> – per poi colpire con Hugh in un’esplosione controllata, è un sistema <strong>stratificato ma accessibile</strong>. La combinazione è stimolante, e costringe il cervello ad alternare rapidità d’azione e pensiero strategico. Ogni scontro diventa così più <strong>coinvolgente e memorabile</strong>.</p><p>Detto ciò, ci sono ancora aspetti da rifinire. <strong>Il movimento e la mobilità</strong> non convincono del tutto: il peso trasmesso dal portare Diana sulle spalle è comprensibile sul piano narrativo, ma si traduce in un feeling <strong>un po’ troppo macchinoso</strong> nei comandi. Anche la funzione di <strong>hover</strong>, che dovrebbe alleggerire la traversata, <strong>risulta debole</strong> e poco incisiva. Niente che rovini l’esperienza, ma un piccolo aggiustamento alla velocità generale <strong>renderebbe tutto più fluido e gratificante</strong>.</p><h2 id="what-comes-after-dreaming">What comes after dreaming?</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="VpKATV6KMVzvECDT8ay5tK" name="Pragmata screenshot" alt="A screenshot from sci-fi game Pragmata" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/VpKATV6KMVzvECDT8ay5tK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Capcom)</span></figcaption></figure><p>Quello che rende <em>Pragmata</em> un titolo davvero promettente è il suo <strong>setting affascinante</strong> e il mistero che lo circonda. C’è un chiaro richiamo alla <strong>fantascienza filosofica alla Philip K. Dick</strong>, con echi di <em>Blade Runner</em>, incentrata sulla consapevolezza delle intelligenze artificiali e delle androidi. Un tema che oggi, con l’IA sempre più presente nella vita quotidiana, <strong>risuona con forza e attualità</strong>.</p><p>L’idea di <strong>scoprire cosa è successo alla stazione lunare</strong> è di per sé accattivante, per chi ama atmosfere alla <em>Dead Space</em>, questo alone di ignoto è irresistibile – ma l’aggiunta di androidi enigmatici e la sensazione costante di <strong>non sapere a cosa si va incontro</strong> crea un’esperienza ancora più coinvolgente.</p><p>C’è anche qualcosa di <strong>intenzionalmente retrò</strong>, nel senso migliore del termine: lo stile richiama certe produzioni dei primi anni 2000, dove si mescolavano <strong>sparatorie, rompicapi e narrativa ambiziosa</strong>. Una formula che sembra funzionare ancora, pronta a offrire un’avventura sci-fi che <strong>non vediamo l’ora di giocare nel 2026 su PS5, Xbox Series X/S e PC</strong>.</p>
                                                            </article>
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                                                            <title><![CDATA[ Dying Light: The Beast è realtà, Kyle Crane è tornato ed è più pericoloso che mai ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p><strong>Dying Light: The Beast</strong> ha tutte le carte in regola per essere uno dei giochi più attesi del 2025. Fin dal primo contatto alla Summer Game Fest, l’ultima fatica di Techland ha saputo mostrare un’evoluzione concreta del franchise, fondendo il meglio di ogni capitolo precedente.</p><p>Dalla fluidità del <strong>parkour potenziato di Dying Light 2</strong>, al ritorno delle <strong>armi da fuoco</strong> e del <strong>combattimento corpo a corpo brutale</strong> del primo gioco, passando per l’azione su ruote vista in <strong>The Following</strong>, The Beast sembra voler essere il punto d’arrivo dell’intera serie.</p><p>Ma non si tratta solo di una raccolta dei pezzi migliori: <strong>il gioco introduce anche innovazioni proprie</strong>, rendendolo più di una semplice celebrazione. C'è voglia di spingere oltre i limiti della formula, e dalle prime impressioni, sembra che ci stiano riuscendo.</p><h2 id="armi-brutalita-e-stile">Armi, brutalità e stile</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="e2ZwMsv38SRYHUraNrLNrX" name="1750954045.jpg" alt="A screenshot from Dying Light: The Beast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/e2ZwMsv38SRYHUraNrLNrX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techland)</span></figcaption></figure><p>Il cuore pulsante di <strong>Dying Light: The Beast</strong> è il nuovo sistema di combattimento, feroce e travolgente, che mette in mostra tutta la potenza di <strong>Kyle Crane</strong>, ormai mutato dalla sua condizione di infetto.</p><p>Colpendo i nemici si carica una barra speciale che, una volta piena, consente di attivare la <strong>Modalità Bestia</strong>: una trasformazione furiosa simile alla modalità ira di Kratos in God of War, con attacchi devastanti capaci di spazzare via anche gli avversari più coriacei. Ogni pugno è un'esplosione di forza pura.</p><p>A rendere il tutto ancora più interessante ci pensano i boss chiamati <strong>Chimere</strong>: una volta sconfitti, Kyle può assorbirne l’essenza attraverso iniezioni poco ortodosse, sbloccando nuovi potenziamenti per la sua trasformazione.</p><p>Ma i benefici dell'infezione non finiscono qui: i <strong>sensi potenziati</strong> di Kyle si manifestano con un'abilità a impulso che rivela nemici nascosti e ne segnala il tipo – combattenti corpo a corpo, a distanza, o infetti particolari. Un'aggiunta strategica che promette di rendere il gameplay ancora più profondo e letale.</p><div><blockquote><p>La narrazione accenna a segreti ancora sepolti e a verità che potrebbero riscrivere ciò che sappiamo sul virus e sulla trasformazione di Kyle. Ogni nuova scoperta, ogni mutazione, sembra spingerlo sempre più vicino a un confine pericoloso tra uomo e mostro.</p></blockquote></div><p>La nuova selezione di <strong>armi</strong> in <em>Dying Light: The Beast</em> è una vera festa per gli appassionati di combattimenti crudi e viscerali. Le <strong>armi da fuoco</strong> tornano in gran numero, riportando l'impatto devastante del primo capitolo (e del secondo, dopo l’aggiornamento Reloaded), mentre <strong>arco e frecce</strong> offrono un’alternativa silenziosa e micidiale.</p><p>La varietà di <strong>armi da mischia</strong> garantisce che ogni giocatore troverà lo strumento perfetto per maciullare zombie secondo i propri gusti. Il nostro colpo di fulmine? Il <strong>coltello</strong>, perfetto per <strong>attacchi rapidissimi</strong> che non solo eliminano i nemici in pochi colpi, ma caricano velocemente anche la <strong>modalità Bestia</strong>.</p><p>Il sistema di combattimento è più <strong>brutale</strong>, appagante e creativo che mai: <strong>finisher splatter</strong>, strumenti tattici, la possibilità di <strong>buttare i nemici giù da un tetto con un dropkick</strong> e un arsenale che stimola sperimentazione e sadico divertimento rendono ogni scontro un momento da ricordare.</p><h2 id="il-ritorno-di-kyle-crane-riaccende-la-trama">Il ritorno di Kyle Crane riaccende la trama</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iZ4jGujWu63ngH2HSizEEa" name="1750954067.jpg" alt="A screenshot from Dying Light: The Beast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iZ4jGujWu63ngH2HSizEEa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techland)</span></figcaption></figure><p>In <em>Dying Light: The Beast</em>, i giocatori tornano a vestire i panni di <strong>Kyle Crane</strong>, protagonista del primo <em>Dying Light</em> e della sua espansione <em>The Following</em>. La rivelazione più importante? <strong>Kyle è vivo</strong>. Dopo anni di speculazioni, arriva finalmente la conferma: il <strong>finale infetto</strong> di <em>The Following</em> è quello canonico.</p><p>La nuova avventura inizia in una <strong>città splendida ma devastata</strong>, con Kyle impegnato a inseguire <strong>The Baron</strong>, un nemico che lo ha tenuto prigioniero e torturato per anni, nel tentativo di comprendere la sua <strong>natura ibrida</strong> tra umano e infetto.</p><p>Anche in una breve sessione di prova, l’intensità narrativa è palpabile. Il desiderio di scoprire cosa Kyle apprenderà, come evolverà il suo arco narrativo e se tutto possa condurre a un nuovo capitolo della saga è fortissimo.</p><p>E per chi conosce bene <em>Dying Light</em> e <em>The Following</em>, gli sviluppatori promettono <strong>riferimenti, collezionabili e dettagli</strong> che renderanno l’esperienza ancora più ricca e gratificante.</p><h2 id="it-s-all-in-the-detail">It’s all in the detail</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uammE4TARDEv64MiWcRQvW" name="1750954036.jpg" alt="A screenshot from Dying Light: The Beast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uammE4TARDEv64MiWcRQvW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techland)</span></figcaption></figure><p>L’ambientazione di <em>Dying Light: The Beast</em> è una mappa unica, ma densissima di <strong>bellezza, tensione e varietà</strong>. Anche solo uno scorcio è sufficiente a rivelare la cura maniacale con cui è stato costruito il mondo di gioco, ricco di <strong>biomi differenti</strong>, scorci suggestivi e <strong>una forte identità visiva</strong>.</p><p>La città iniziale, vista nel corso della demo, ha un chiaro sapore <strong>centro-europeo</strong>, e sotto il sole calante ogni singolo mattone risplende per <strong>dettagli e realismo</strong>. La vegetazione è rigogliosa, precisa, quasi tangibile, e si integra perfettamente con l’architettura decadente del contesto.</p><p>Saltando agilmente tra tetti, finestre e ruderi grazie al parkour, si percepisce quanto il level design sia stato pensato per offrire <strong>libertà totale di approccio</strong>, ma anche per premiare l’esplorazione. Ogni angolo può nascondere <strong>risorse utili, oggetti rari o scorciatoie inaspettate</strong>.</p><p>Non c’è spazio sprecato né riempitivi: tutto contribuisce a creare una <strong>location credibile e viva</strong>.</p><p>Ovviamente, torna anche l’iconica <strong>alternanza giorno/notte</strong>, con due facce completamente diverse dell’esperienza. E quando il tramonto lascia spazio al buio, o come preferiamo chiamarlo, <strong>l’ora del “No grazie”,</strong> la tensione esplode. I Volatili invadono le strade e il semplice attraversamento urbano diventa una corsa disperata verso il rifugio più vicino. (Spoiler: non è detto che ci si arrivi sani e salvi.)</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6vGunifXYY2k7x5hHqFqu6" name="1750954668.jpg" alt="A screenshot from Dying Light: The Beast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6vGunifXYY2k7x5hHqFqu6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techland)</span></figcaption></figure><p>A differenza di molti survival, dove basta chiudere una porta per sentirsi al sicuro, <em>Dying Light: The Beast</em> alza l’asticella. Ogni rifugio ha <strong>un sistema unico da attivare</strong>, spesso legato a <strong>sfide ambientali e tensione crescente</strong>. Nella demo provata, per esempio, l’ingresso di un rifugio era bloccato da una porta elettrica: per attivarla, è stato necessario scendere nel seminterrato, trovare un fusibile e riattivare la scatola elettrica… passando accanto a cadaveri che, sorpresa, <strong>non erano affatto morti</strong>.</p><p>Questi momenti non solo aumentano il coinvolgimento, ma <strong>rompono la prevedibilità</strong>: raggiungere un punto d’interesse non significa essere salvi.</p><p>Anche la varietà ambientale spinge alla sperimentazione. I quartieri e gli edifici della mappa si prestano a <strong>molti stili di gioco</strong>: approcci diretti con armi da fuoco e corpo a corpo, fughe acrobatiche sfruttando il parkour, oppure infiltrazioni furtive con arco e coltelli. Ogni struttura può essere aggirata, scalata, esplorata.</p><p>La libertà di approccio, unita a un <strong>level design intelligente e dettagliato</strong>, rende la mappa un perfetto esempio di come costruire un open world <strong>profondo, vivo e dinamico</strong>.</p><p>Con un lancio previsto per il <strong>22 agosto 2025</strong> su <strong>PS5, Xbox Series X e PC</strong>, e una versione old-gen in arrivo entro l’anno, <em>The Beast</em> si candida con forza a essere <strong>il miglior capitolo della serie Dying Light</strong>.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/gaming/dying-light-the-beast-e-realta-kyle-crane-e-tornato-ed-e-piu-pericoloso-che-mai</link>
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                            <![CDATA[ Tra nuove mutazioni, combattimenti brutali e una mappa ricca di segreti, il nuovo capitolo promette di essere il più ambizioso della serie. ]]>
                                                                                                            </description>
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                            <article>
                                <p><strong>Dying Light: The Beast</strong> ha tutte le carte in regola per essere uno dei giochi più attesi del 2025. Fin dal primo contatto alla Summer Game Fest, l’ultima fatica di Techland ha saputo mostrare un’evoluzione concreta del franchise, fondendo il meglio di ogni capitolo precedente.</p><p>Dalla fluidità del <strong>parkour potenziato di Dying Light 2</strong>, al ritorno delle <strong>armi da fuoco</strong> e del <strong>combattimento corpo a corpo brutale</strong> del primo gioco, passando per l’azione su ruote vista in <strong>The Following</strong>, The Beast sembra voler essere il punto d’arrivo dell’intera serie.</p><p>Ma non si tratta solo di una raccolta dei pezzi migliori: <strong>il gioco introduce anche innovazioni proprie</strong>, rendendolo più di una semplice celebrazione. C'è voglia di spingere oltre i limiti della formula, e dalle prime impressioni, sembra che ci stiano riuscendo.</p><h2 id="armi-brutalita-e-stile">Armi, brutalità e stile</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="e2ZwMsv38SRYHUraNrLNrX" name="1750954045.jpg" alt="A screenshot from Dying Light: The Beast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/e2ZwMsv38SRYHUraNrLNrX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techland)</span></figcaption></figure><p>Il cuore pulsante di <strong>Dying Light: The Beast</strong> è il nuovo sistema di combattimento, feroce e travolgente, che mette in mostra tutta la potenza di <strong>Kyle Crane</strong>, ormai mutato dalla sua condizione di infetto.</p><p>Colpendo i nemici si carica una barra speciale che, una volta piena, consente di attivare la <strong>Modalità Bestia</strong>: una trasformazione furiosa simile alla modalità ira di Kratos in God of War, con attacchi devastanti capaci di spazzare via anche gli avversari più coriacei. Ogni pugno è un'esplosione di forza pura.</p><p>A rendere il tutto ancora più interessante ci pensano i boss chiamati <strong>Chimere</strong>: una volta sconfitti, Kyle può assorbirne l’essenza attraverso iniezioni poco ortodosse, sbloccando nuovi potenziamenti per la sua trasformazione.</p><p>Ma i benefici dell'infezione non finiscono qui: i <strong>sensi potenziati</strong> di Kyle si manifestano con un'abilità a impulso che rivela nemici nascosti e ne segnala il tipo – combattenti corpo a corpo, a distanza, o infetti particolari. Un'aggiunta strategica che promette di rendere il gameplay ancora più profondo e letale.</p><div><blockquote><p>La narrazione accenna a segreti ancora sepolti e a verità che potrebbero riscrivere ciò che sappiamo sul virus e sulla trasformazione di Kyle. Ogni nuova scoperta, ogni mutazione, sembra spingerlo sempre più vicino a un confine pericoloso tra uomo e mostro.</p></blockquote></div><p>La nuova selezione di <strong>armi</strong> in <em>Dying Light: The Beast</em> è una vera festa per gli appassionati di combattimenti crudi e viscerali. Le <strong>armi da fuoco</strong> tornano in gran numero, riportando l'impatto devastante del primo capitolo (e del secondo, dopo l’aggiornamento Reloaded), mentre <strong>arco e frecce</strong> offrono un’alternativa silenziosa e micidiale.</p><p>La varietà di <strong>armi da mischia</strong> garantisce che ogni giocatore troverà lo strumento perfetto per maciullare zombie secondo i propri gusti. Il nostro colpo di fulmine? Il <strong>coltello</strong>, perfetto per <strong>attacchi rapidissimi</strong> che non solo eliminano i nemici in pochi colpi, ma caricano velocemente anche la <strong>modalità Bestia</strong>.</p><p>Il sistema di combattimento è più <strong>brutale</strong>, appagante e creativo che mai: <strong>finisher splatter</strong>, strumenti tattici, la possibilità di <strong>buttare i nemici giù da un tetto con un dropkick</strong> e un arsenale che stimola sperimentazione e sadico divertimento rendono ogni scontro un momento da ricordare.</p><h2 id="il-ritorno-di-kyle-crane-riaccende-la-trama">Il ritorno di Kyle Crane riaccende la trama</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="iZ4jGujWu63ngH2HSizEEa" name="1750954067.jpg" alt="A screenshot from Dying Light: The Beast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iZ4jGujWu63ngH2HSizEEa-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techland)</span></figcaption></figure><p>In <em>Dying Light: The Beast</em>, i giocatori tornano a vestire i panni di <strong>Kyle Crane</strong>, protagonista del primo <em>Dying Light</em> e della sua espansione <em>The Following</em>. La rivelazione più importante? <strong>Kyle è vivo</strong>. Dopo anni di speculazioni, arriva finalmente la conferma: il <strong>finale infetto</strong> di <em>The Following</em> è quello canonico.</p><p>La nuova avventura inizia in una <strong>città splendida ma devastata</strong>, con Kyle impegnato a inseguire <strong>The Baron</strong>, un nemico che lo ha tenuto prigioniero e torturato per anni, nel tentativo di comprendere la sua <strong>natura ibrida</strong> tra umano e infetto.</p><p>Anche in una breve sessione di prova, l’intensità narrativa è palpabile. Il desiderio di scoprire cosa Kyle apprenderà, come evolverà il suo arco narrativo e se tutto possa condurre a un nuovo capitolo della saga è fortissimo.</p><p>E per chi conosce bene <em>Dying Light</em> e <em>The Following</em>, gli sviluppatori promettono <strong>riferimenti, collezionabili e dettagli</strong> che renderanno l’esperienza ancora più ricca e gratificante.</p><h2 id="it-s-all-in-the-detail">It’s all in the detail</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="uammE4TARDEv64MiWcRQvW" name="1750954036.jpg" alt="A screenshot from Dying Light: The Beast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uammE4TARDEv64MiWcRQvW-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techland)</span></figcaption></figure><p>L’ambientazione di <em>Dying Light: The Beast</em> è una mappa unica, ma densissima di <strong>bellezza, tensione e varietà</strong>. Anche solo uno scorcio è sufficiente a rivelare la cura maniacale con cui è stato costruito il mondo di gioco, ricco di <strong>biomi differenti</strong>, scorci suggestivi e <strong>una forte identità visiva</strong>.</p><p>La città iniziale, vista nel corso della demo, ha un chiaro sapore <strong>centro-europeo</strong>, e sotto il sole calante ogni singolo mattone risplende per <strong>dettagli e realismo</strong>. La vegetazione è rigogliosa, precisa, quasi tangibile, e si integra perfettamente con l’architettura decadente del contesto.</p><p>Saltando agilmente tra tetti, finestre e ruderi grazie al parkour, si percepisce quanto il level design sia stato pensato per offrire <strong>libertà totale di approccio</strong>, ma anche per premiare l’esplorazione. Ogni angolo può nascondere <strong>risorse utili, oggetti rari o scorciatoie inaspettate</strong>.</p><p>Non c’è spazio sprecato né riempitivi: tutto contribuisce a creare una <strong>location credibile e viva</strong>.</p><p>Ovviamente, torna anche l’iconica <strong>alternanza giorno/notte</strong>, con due facce completamente diverse dell’esperienza. E quando il tramonto lascia spazio al buio, o come preferiamo chiamarlo, <strong>l’ora del “No grazie”,</strong> la tensione esplode. I Volatili invadono le strade e il semplice attraversamento urbano diventa una corsa disperata verso il rifugio più vicino. (Spoiler: non è detto che ci si arrivi sani e salvi.)</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="6vGunifXYY2k7x5hHqFqu6" name="1750954668.jpg" alt="A screenshot from Dying Light: The Beast" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/6vGunifXYY2k7x5hHqFqu6-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Techland)</span></figcaption></figure><p>A differenza di molti survival, dove basta chiudere una porta per sentirsi al sicuro, <em>Dying Light: The Beast</em> alza l’asticella. Ogni rifugio ha <strong>un sistema unico da attivare</strong>, spesso legato a <strong>sfide ambientali e tensione crescente</strong>. Nella demo provata, per esempio, l’ingresso di un rifugio era bloccato da una porta elettrica: per attivarla, è stato necessario scendere nel seminterrato, trovare un fusibile e riattivare la scatola elettrica… passando accanto a cadaveri che, sorpresa, <strong>non erano affatto morti</strong>.</p><p>Questi momenti non solo aumentano il coinvolgimento, ma <strong>rompono la prevedibilità</strong>: raggiungere un punto d’interesse non significa essere salvi.</p><p>Anche la varietà ambientale spinge alla sperimentazione. I quartieri e gli edifici della mappa si prestano a <strong>molti stili di gioco</strong>: approcci diretti con armi da fuoco e corpo a corpo, fughe acrobatiche sfruttando il parkour, oppure infiltrazioni furtive con arco e coltelli. Ogni struttura può essere aggirata, scalata, esplorata.</p><p>La libertà di approccio, unita a un <strong>level design intelligente e dettagliato</strong>, rende la mappa un perfetto esempio di come costruire un open world <strong>profondo, vivo e dinamico</strong>.</p><p>Con un lancio previsto per il <strong>22 agosto 2025</strong> su <strong>PS5, Xbox Series X e PC</strong>, e una versione old-gen in arrivo entro l’anno, <em>The Beast</em> si candida con forza a essere <strong>il miglior capitolo della serie Dying Light</strong>.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT immagini: 3 errori da evitare e i consigli per ottenere risultati migliori ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>I generatori di immagini tramite IA come ChatGPT possono fare magie, creando scene che vanno da paesaggi da sogno a robot futuristici. Ma per quanto questi modelli possano sembrare potenti, lo strumento funziona solo se riceve le istruzioni giuste. <strong>Non si tratta di un artista capace di interpretare liberamente</strong>, quanto piuttosto di un genio molto letterale con un archivio di riferimenti limitato. Pensare con attenzione a <strong>come scrivere il prompt</strong> può fare la differenza tra un'immagine mediocre e un risultato spettacolare.</p><p>A volte significa anche capire <strong>cosa non scrivere</strong>, oltre a cosa includere. Ecco <strong>tre degli errori più comuni</strong> che molti commettono quando usano ChatGPT per generare immagini, e <strong>cosa fare invece</strong> per evitarli.</p><h2 id="non-sovraccaricate-il-vostro-prompt">Non sovraccaricate il vostro prompt</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1263px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:72.92%;"><img id="aSui2cMkbBphjCCc9nKyQA" name="ChatGPT Image Tip 1" alt="ChatGPT Image Tips" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aSui2cMkbBphjCCc9nKyQA-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1263" height="921" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ChatGPT)</span></figcaption></figure><p>Quando si prova per la prima volta a generare immagini, è comune voler inserire <strong>tutte le idee</strong> in un unico prompt. Poniamo che vogliate creare una scena fantasy e abbiate in mente molti elementi. Il prompt potrebbe suonare così: “Una foresta magica al tramonto con funghi luminosi, una fata seduta su una roccia, un gufo che vola sopra, lanterne fluttuanti, un fiume di cristallo, rovine antiche, un portale verso un altro mondo e un unicorno che beve tè.”</p><p>Il risultato visibile a sinistra ne è una dimostrazione. Il prompt sovraccarico ha senso sul piano testuale e tecnicamente l’immagine tenta di includere tutti gli elementi richiesti, ma anche i modelli più evoluti fanno fatica a gestire <strong>una tale complessità visiva</strong>. Più elementi distinti si inseriscono, maggiore è il rischio che il modello ne dimentichi alcuni, li combini in modo strano o generi un’immagine complessivamente meno riuscita. Non riescono sempre a bilanciare correttamente molteplici oggetti, soprattutto se richiedono <strong>illuminazioni, scale o posizionamenti diversi</strong>. Il modo in cui l’unicorno sta bevendo il tè e i colori un po’ confusi ne sono un esempio.</p><p>Conviene concentrarsi su uno o due soggetti e scegliere un’ambientazione che li valorizzi. Provate a limitarvi a <strong>tre idee visive distinte</strong> per ogni prompt e a descrivere l’atmosfera invece di elencare ogni singolo oggetto. Ad esempio: “Una fata seduta su un fungo luminoso in una foresta silenziosa al tramonto, circondata da lucciole e con un tenue bagliore magico sullo sfondo, illustrata in stile pittorico da sogno.”</p><p>Il risultato, visibile a destra, è più chiaro e d’impatto. C’è un soggetto centrale (la fata), un dettaglio secondario (funghi luminosi e lucciole) e <strong>un riferimento stilistico preciso</strong>. L’immagine è evocativa e gestibile dal modello, senza sovraccaricarlo. Se desiderate una scena più complessa, potete suddividerla in più prompt e poi assemblare le varie parti. Pensate a ogni prompt come a una pagina di un libro illustrato, non all’intero romanzo.</p><h2 id="evitate-le-contraddizioni-nei-prompt">Evitate le contraddizioni nei prompt</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1325px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:74.11%;"><img id="ewB6sYSW8eQ3BZAoKEnTTA" name="ChatGPT Image Tip 3" alt="ChatGPT Image Tips" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ewB6sYSW8eQ3BZAoKEnTTA-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1325" height="982" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ChatGPT)</span></figcaption></figure><p>Uno dei modi più semplici per confondere un modello di generazione immagini è <strong>inserire involontariamente informazioni vaghe o contraddittorie</strong> nel prompt. A differenza di un artista umano, il modello non può intuire cosa intendiate se scrivete qualcosa come “un uomo calvo con lunghi capelli fluenti.” Cercherà di fare entrambe le cose, generando un risultato assurdo, come quando ho chiesto “Un ritratto in stile cartoon iperrealistico di un robot in armatura medievale, con pelle cromata lucente e lentiggini naturali, che tiene in mano una pergamena olografica fatta di carta.”</p><p>Come potete vedere nell’immagine a sinistra, quel miscuglio di istruzioni ha prodotto una <strong>strana armatura animata</strong> con una faccia sorridente e una pergamena che è metà ologramma e metà carta. È come un iPad intagliato nel legno: tecnicamente è una tavoletta, ma non è ciò che intendevate davvero. Se il vostro prompt contiene contraddizioni, il modello finirà per fonderle in qualcosa di inquietante o ignorarne una parte.</p><p>Rileggete attentamente il vostro prompt per <strong>scovare eventuali frasi in conflitto</strong> o combinazioni incoerenti. Scegliete una logica visiva coerente. È possibile mescolare gli stili, ma conviene usare espressioni ponte come “ispirato a” o “che ricorda.” Per ottenere un risultato più convincente, ho chiesto: “Una dettagliata illustrazione digitale di un robot elegante con armatura ispirata al medioevo e dettagli cromati, che tiene una pergamena olografica luminosa, il tutto in stile concept art fantascientifico stilizzato.” Così tutto è coerente. È un robot con un’armatura dal design medievale ma futuristico. La pergamena è completamente hi-tech, senza elementi cartacei.</p><h2 id="usate-i-prompt-negativi">Usate i prompt negativi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1330px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.83%;"><img id="H9H86infX7FYdhWeDDrpXA" name="ChatGPT Image Tip 2" alt="ChatGPT Image Tips" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/H9H86infX7FYdhWeDDrpXA-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1330" height="982" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ChatGPT)</span></figcaption></figure><p>Uno strumento spesso trascurato nella generazione di immagini è <strong>l'istruzione negativa</strong>. È possibile dire esplicitamente al modello cosa evitare, e questo è particolarmente utile quando si cerca di <strong>escludere elementi indesiderati</strong> come loghi o testi. Non significa che l’immagine risultante sia senza senso, semplicemente potrebbe contenere dettagli che <strong>non desiderate</strong>. Per esempio, avevo chiesto: “Un poster di viaggio vintage della Costiera Amalfitana al tramonto, con scogliere, edifici colorati e barche a vela.”</p><p>Il risultato era esattamente quello, ma con scritto “Visit Amalfi” sul poster. Senza una <strong>esclusione specifica</strong>, il modello riempie gli spazi vuoti seguendo gli schemi appresi durante l’addestramento. Potrebbe dare per scontato che vogliate un titolo, ma se desiderate <strong>un'immagine senza scritte</strong>, dovete dirlo chiaramente. Così, ho ripetuto la richiesta specificando: “Un poster di viaggio in stile vintage della Costiera Amalfitana al tramonto, con scogliere ed edifici colorati, composizione pulita, senza testo, senza loghi, senza watermark.”</p><p>Le <strong>frasi negative</strong> eliminano esattamente gli elementi non voluti, e il risultato lo dimostra. Questo trucco è particolarmente utile in poster, ritratti di personaggi e scene con <strong>cielo aperto o superfici piatte</strong>, dove il testo potrebbe comparire. È anche importante usare prompt negativi quando si richiede l’immagine di <strong>esseri umani o animali</strong>, specificando cose come “nessun arto extra”, “niente volti duplicati” e “niente anatomia distorta”.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Dalla chiarezza del prompt ai comandi negativi, ecco come ottenere immagini davvero efficaci con l’intelligenza artificiale. ]]>
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                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>I generatori di immagini tramite IA come ChatGPT possono fare magie, creando scene che vanno da paesaggi da sogno a robot futuristici. Ma per quanto questi modelli possano sembrare potenti, lo strumento funziona solo se riceve le istruzioni giuste. <strong>Non si tratta di un artista capace di interpretare liberamente</strong>, quanto piuttosto di un genio molto letterale con un archivio di riferimenti limitato. Pensare con attenzione a <strong>come scrivere il prompt</strong> può fare la differenza tra un'immagine mediocre e un risultato spettacolare.</p><p>A volte significa anche capire <strong>cosa non scrivere</strong>, oltre a cosa includere. Ecco <strong>tre degli errori più comuni</strong> che molti commettono quando usano ChatGPT per generare immagini, e <strong>cosa fare invece</strong> per evitarli.</p><h2 id="non-sovraccaricate-il-vostro-prompt">Non sovraccaricate il vostro prompt</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1263px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:72.92%;"><img id="aSui2cMkbBphjCCc9nKyQA" name="ChatGPT Image Tip 1" alt="ChatGPT Image Tips" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/aSui2cMkbBphjCCc9nKyQA-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1263" height="921" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ChatGPT)</span></figcaption></figure><p>Quando si prova per la prima volta a generare immagini, è comune voler inserire <strong>tutte le idee</strong> in un unico prompt. Poniamo che vogliate creare una scena fantasy e abbiate in mente molti elementi. Il prompt potrebbe suonare così: “Una foresta magica al tramonto con funghi luminosi, una fata seduta su una roccia, un gufo che vola sopra, lanterne fluttuanti, un fiume di cristallo, rovine antiche, un portale verso un altro mondo e un unicorno che beve tè.”</p><p>Il risultato visibile a sinistra ne è una dimostrazione. Il prompt sovraccarico ha senso sul piano testuale e tecnicamente l’immagine tenta di includere tutti gli elementi richiesti, ma anche i modelli più evoluti fanno fatica a gestire <strong>una tale complessità visiva</strong>. Più elementi distinti si inseriscono, maggiore è il rischio che il modello ne dimentichi alcuni, li combini in modo strano o generi un’immagine complessivamente meno riuscita. Non riescono sempre a bilanciare correttamente molteplici oggetti, soprattutto se richiedono <strong>illuminazioni, scale o posizionamenti diversi</strong>. Il modo in cui l’unicorno sta bevendo il tè e i colori un po’ confusi ne sono un esempio.</p><p>Conviene concentrarsi su uno o due soggetti e scegliere un’ambientazione che li valorizzi. Provate a limitarvi a <strong>tre idee visive distinte</strong> per ogni prompt e a descrivere l’atmosfera invece di elencare ogni singolo oggetto. Ad esempio: “Una fata seduta su un fungo luminoso in una foresta silenziosa al tramonto, circondata da lucciole e con un tenue bagliore magico sullo sfondo, illustrata in stile pittorico da sogno.”</p><p>Il risultato, visibile a destra, è più chiaro e d’impatto. C’è un soggetto centrale (la fata), un dettaglio secondario (funghi luminosi e lucciole) e <strong>un riferimento stilistico preciso</strong>. L’immagine è evocativa e gestibile dal modello, senza sovraccaricarlo. Se desiderate una scena più complessa, potete suddividerla in più prompt e poi assemblare le varie parti. Pensate a ogni prompt come a una pagina di un libro illustrato, non all’intero romanzo.</p><h2 id="evitate-le-contraddizioni-nei-prompt">Evitate le contraddizioni nei prompt</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1325px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:74.11%;"><img id="ewB6sYSW8eQ3BZAoKEnTTA" name="ChatGPT Image Tip 3" alt="ChatGPT Image Tips" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ewB6sYSW8eQ3BZAoKEnTTA-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1325" height="982" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ChatGPT)</span></figcaption></figure><p>Uno dei modi più semplici per confondere un modello di generazione immagini è <strong>inserire involontariamente informazioni vaghe o contraddittorie</strong> nel prompt. A differenza di un artista umano, il modello non può intuire cosa intendiate se scrivete qualcosa come “un uomo calvo con lunghi capelli fluenti.” Cercherà di fare entrambe le cose, generando un risultato assurdo, come quando ho chiesto “Un ritratto in stile cartoon iperrealistico di un robot in armatura medievale, con pelle cromata lucente e lentiggini naturali, che tiene in mano una pergamena olografica fatta di carta.”</p><p>Come potete vedere nell’immagine a sinistra, quel miscuglio di istruzioni ha prodotto una <strong>strana armatura animata</strong> con una faccia sorridente e una pergamena che è metà ologramma e metà carta. È come un iPad intagliato nel legno: tecnicamente è una tavoletta, ma non è ciò che intendevate davvero. Se il vostro prompt contiene contraddizioni, il modello finirà per fonderle in qualcosa di inquietante o ignorarne una parte.</p><p>Rileggete attentamente il vostro prompt per <strong>scovare eventuali frasi in conflitto</strong> o combinazioni incoerenti. Scegliete una logica visiva coerente. È possibile mescolare gli stili, ma conviene usare espressioni ponte come “ispirato a” o “che ricorda.” Per ottenere un risultato più convincente, ho chiesto: “Una dettagliata illustrazione digitale di un robot elegante con armatura ispirata al medioevo e dettagli cromati, che tiene una pergamena olografica luminosa, il tutto in stile concept art fantascientifico stilizzato.” Così tutto è coerente. È un robot con un’armatura dal design medievale ma futuristico. La pergamena è completamente hi-tech, senza elementi cartacei.</p><h2 id="usate-i-prompt-negativi">Usate i prompt negativi</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1330px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:73.83%;"><img id="H9H86infX7FYdhWeDDrpXA" name="ChatGPT Image Tip 2" alt="ChatGPT Image Tips" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/H9H86infX7FYdhWeDDrpXA-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1330" height="982" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: ChatGPT)</span></figcaption></figure><p>Uno strumento spesso trascurato nella generazione di immagini è <strong>l'istruzione negativa</strong>. È possibile dire esplicitamente al modello cosa evitare, e questo è particolarmente utile quando si cerca di <strong>escludere elementi indesiderati</strong> come loghi o testi. Non significa che l’immagine risultante sia senza senso, semplicemente potrebbe contenere dettagli che <strong>non desiderate</strong>. Per esempio, avevo chiesto: “Un poster di viaggio vintage della Costiera Amalfitana al tramonto, con scogliere, edifici colorati e barche a vela.”</p><p>Il risultato era esattamente quello, ma con scritto “Visit Amalfi” sul poster. Senza una <strong>esclusione specifica</strong>, il modello riempie gli spazi vuoti seguendo gli schemi appresi durante l’addestramento. Potrebbe dare per scontato che vogliate un titolo, ma se desiderate <strong>un'immagine senza scritte</strong>, dovete dirlo chiaramente. Così, ho ripetuto la richiesta specificando: “Un poster di viaggio in stile vintage della Costiera Amalfitana al tramonto, con scogliere ed edifici colorati, composizione pulita, senza testo, senza loghi, senza watermark.”</p><p>Le <strong>frasi negative</strong> eliminano esattamente gli elementi non voluti, e il risultato lo dimostra. Questo trucco è particolarmente utile in poster, ritratti di personaggi e scene con <strong>cielo aperto o superfici piatte</strong>, dove il testo potrebbe comparire. È anche importante usare prompt negativi quando si richiede l’immagine di <strong>esseri umani o animali</strong>, specificando cose come “nessun arto extra”, “niente volti duplicati” e “niente anatomia distorta”.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Xbox entra nella realtà virtuale: il primo visore ufficiale è un Meta Quest 3S da sogno ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Dopo aver anticipato la collaborazione per oltre un anno, <strong>Meta e Microsoft hanno finalmente presentato il loro visore VR a marchio Xbox</strong>, ed è un elegante <strong>Meta Quest 3S</strong>. Considerando che nel 2025 un solo nuovo dispositivo Xbox non sembrava sufficiente, l’arrivo di questo headset è più che benvenuto.</p><p><strong>Devo dire subito che non era proprio ciò che mi aspettavo da un visore VR firmato Xbox.</strong> Avevo sperato in qualcosa di più su misura. Tuttavia, <strong>dopo averci passato il weekend, posso dire di essermene innamorato</strong>.</p><p><strong>Il Meta Quest 3S era già un visore eccellente</strong>, ma i miglioramenti introdotti in questa edizione speciale, uniti al <strong>tocco visivo ispirato all’universo Xbox</strong>, rendono l’esperienza ancora più coinvolgente.</p><p><strong>Il valore aggiunto? Il pacchetto include tre mesi di Game Pass Ultimate</strong>, che permettono di <strong>accedere in streaming all’intero catalogo dell’abbonamento Xbox direttamente dal visore</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EiMXnEYfQD6SKR5UDDxcUJ" name="xbox game pass ultimate deals sales.jpg" alt="cheap game pass ultimate sales price deals" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EiMXnEYfQD6SKR5UDDxcUJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">When the subscription is up you'll need to resubscribe to keep cloud gaming </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p><strong>Se avete una connessione internet eccellente, posso confermarlo per esperienza diretta</strong>: usare questo visore per giocare titoli come <em>Indiana Jones and the Great Circle</em>, <em>Clair Obscur: Expedition 33</em> e <em>Oblivion Remastered</em> su uno schermo virtuale enorme (fino a 312 pollici, secondo le indicazioni di Meta) è davvero spettacolare, e questo prima ancora di esplorare l’ottimo catalogo VR offerto da Meta.</p><p><strong>Disponibile ora a 399,99 $ (circa 370 €)</strong> su Meta.com, Best Buy, Argos e EE, questa edizione limitata Xbox del Quest 3S rappresenta un vero affare. Tenendo presente che in Italia la versione standard da 128 GB ha un prezzo di circa <strong>330 €</strong> , il bundle Xbox giustifica il sovrapprezzo grazie all’inclusione di <strong>Elite Strap, controller wireless Xbox e tre mesi di Game Pass Ultimate</strong>.</p><p><strong>Sia che siate appassionati Xbox curiosi di provare la VR, sia che cerchiate un upgrade dall’Oculus Quest 2</strong>, questo visore limita le edizioni speciali che stavate aspettando.</p><p><strong>Un avvertimento importante però: Meta consiglia di muoversi in fretta</strong>. Appena esaurite le scorte, questa edizione speciale del Quest 3S non verrà rifornita. Tuttavia, al momento <strong>non è previsto un lancio ufficiale in Italia.</strong></p><h2 id="un-anima-xbox-dentro-e-fuori">Un’anima Xbox, dentro e fuori</h2><p><strong>Dal punto di vista tecnico, questa edizione Xbox del Meta Quest 3S non presenta alcuna modifica rispetto al modello standard.</strong> In molti casi, però, <strong>non è affatto un problema</strong>: il visore ha già potenza più che sufficiente per gestire le esperienze VR più moderne e impegnative. Certo, <strong>non avremmo disdegnato i miglioramenti introdotti nel Meta Quest 3 “pieno”</strong>, come i nuovi pannelli e il sistema ottico aggiornato, che garantiscono una qualità visiva superiore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QULTrMYPp4vq8TSSGa7xLo" name="Quest-3S-hands-on-lance-wearing-7.jpg" alt="Meta Quest 3S hands on" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QULTrMYPp4vq8TSSGa7xLo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The standard Meta Quets 3S </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>Non è però corretto dire che questo visore sia identico agli altri Meta Quest 3S.</p><p><strong>Al posto della classica scocca bianca</strong> a cui ci ha abituati Meta, questa edizione limitata opta per un look total <strong>black</strong>, impreziosito da <strong>un bordo verde Xbox</strong> sulla parte frontale del visore. Sul braccio destro compare anche un <strong>logo Xbox discreto</strong>, proprio dove si troverebbe il jack da 3,5 mm nel modello standard del Quest 3.</p><p><strong>Anche i controller sono stati personalizzati.</strong> Predominano ancora il nero e il verde, con <strong>dettagli verdi sui pulsanti ABXY</strong>, sugli <strong>stick analogici</strong> e sul <strong>meccanismo di regolazione</strong> delle cinghie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8160px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="omk4u8bqPSyZqrXN3kKMdK" name="Xbox VR headset" alt="The Meta Quest 3S Xbox edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/omk4u8bqPSyZqrXN3kKMdK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8160" height="4592" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Subtle Xbox elements </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p><strong>Il primo è un controller Xbox in edizione limitata</strong>, nero con dettagli verdi coordinati al visore. <strong>Il secondo è una fascia Elite nera</strong>, anch’essa personalizzata per l’occasione: <strong>normalmente disponibile solo in bianco e come accessorio a pagamento</strong>, qui è inclusa nel pacchetto. Non si tratta della versione con batteria integrata, quindi <strong>non aumenta l’autonomia del visore</strong>, ma ne migliora sensibilmente la stabilità e il comfort durante l’uso.</p><p><strong>Chiude il bundle un abbonamento Xbox Game Pass Ultimate da tre mesi</strong>, che viene automaticamente attivato durante la configurazione iniziale del visore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8160px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="AVSLNQd8ytmZVtnXBxkGgK" name="Xbox VR headset" alt="The Meta Quest 3S Xbox edition controllers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AVSLNQd8ytmZVtnXBxkGgK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8160" height="4592" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">They look almost like Razer Quest 3S accessories </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="un-affare-colossale">Un affare colossale</h2><p>Facendo due conti, ci si accorge subito che <strong>i 399,99 dollari / 379,99 sterline richiesti per questo bundle si traducono in circa 449,99 euro</strong>, e rappresentano un vero affare considerando i singoli componenti.</p><p>Un <strong>Meta Quest 3S da 128 GB standard</strong> costa circa <strong>359,99 euro</strong>. Un <strong>controller wireless Xbox</strong> ha un prezzo medio di <strong>64,99 euro</strong>, mentre <strong>tre mesi di Xbox Game Pass Ultimate</strong> ammontano a <strong>41,97 euro</strong> (a 13,99 euro al mese). Infine, <strong>la fascia Elite ufficiale</strong> ha un prezzo di circa <strong>69,99 euro</strong>.</p><p><strong>Totale? Circa 536,94 euro</strong>. Con il bundle, si risparmiano quasi <strong>90 euro</strong> rispetto all’acquisto dei singoli elementi separati.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xBb3UZSEK9Bj8Lnh8tJjZK" name="Xbox VR headset" alt="The Meta Quest 3S Xbox edition with its controllers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xBb3UZSEK9Bj8Lnh8tJjZK-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">A fantastic VR gaming bargain </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta / Microsoft)</span></figcaption></figure><p><strong>Considerando i prezzi a listino</strong>, acquistare separatamente tutti questi elementi costerebbe oltre <strong>560 euro</strong>. E parliamo comunque di una <strong>Meta Quest 3S standard</strong>, non di questa <strong>edizione speciale Xbox</strong>.</p><p>Ovviamente <strong>come per ogni bundle</strong>, ha senso solo se avevate già intenzione di acquistare tutti i componenti inclusi. <strong>Detto questo, nessuno degli accessori presenti in confezione sembra un riempitivo inutile</strong>.</p><p>Se vi interessa <strong>l’offerta complessiva</strong>, <strong>l’estetica esclusiva</strong> o semplicemente volete un nuovo modo per vivere <strong>Xbox Game Pass</strong>, allora questa potrebbe essere l’occasione perfetta.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Meta e Microsoft lanciano il primo visore Xbox: include controller, strap Elite, estetica personalizzata e 3 mesi di Game Pass Ultimate. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[Virtual Reality Gaming]]></category>
                                                    <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <p>Dopo aver anticipato la collaborazione per oltre un anno, <strong>Meta e Microsoft hanno finalmente presentato il loro visore VR a marchio Xbox</strong>, ed è un elegante <strong>Meta Quest 3S</strong>. Considerando che nel 2025 un solo nuovo dispositivo Xbox non sembrava sufficiente, l’arrivo di questo headset è più che benvenuto.</p><p><strong>Devo dire subito che non era proprio ciò che mi aspettavo da un visore VR firmato Xbox.</strong> Avevo sperato in qualcosa di più su misura. Tuttavia, <strong>dopo averci passato il weekend, posso dire di essermene innamorato</strong>.</p><p><strong>Il Meta Quest 3S era già un visore eccellente</strong>, ma i miglioramenti introdotti in questa edizione speciale, uniti al <strong>tocco visivo ispirato all’universo Xbox</strong>, rendono l’esperienza ancora più coinvolgente.</p><p><strong>Il valore aggiunto? Il pacchetto include tre mesi di Game Pass Ultimate</strong>, che permettono di <strong>accedere in streaming all’intero catalogo dell’abbonamento Xbox direttamente dal visore</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="EiMXnEYfQD6SKR5UDDxcUJ" name="xbox game pass ultimate deals sales.jpg" alt="cheap game pass ultimate sales price deals" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EiMXnEYfQD6SKR5UDDxcUJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">When the subscription is up you'll need to resubscribe to keep cloud gaming </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p><strong>Se avete una connessione internet eccellente, posso confermarlo per esperienza diretta</strong>: usare questo visore per giocare titoli come <em>Indiana Jones and the Great Circle</em>, <em>Clair Obscur: Expedition 33</em> e <em>Oblivion Remastered</em> su uno schermo virtuale enorme (fino a 312 pollici, secondo le indicazioni di Meta) è davvero spettacolare, e questo prima ancora di esplorare l’ottimo catalogo VR offerto da Meta.</p><p><strong>Disponibile ora a 399,99 $ (circa 370 €)</strong> su Meta.com, Best Buy, Argos e EE, questa edizione limitata Xbox del Quest 3S rappresenta un vero affare. Tenendo presente che in Italia la versione standard da 128 GB ha un prezzo di circa <strong>330 €</strong> , il bundle Xbox giustifica il sovrapprezzo grazie all’inclusione di <strong>Elite Strap, controller wireless Xbox e tre mesi di Game Pass Ultimate</strong>.</p><p><strong>Sia che siate appassionati Xbox curiosi di provare la VR, sia che cerchiate un upgrade dall’Oculus Quest 2</strong>, questo visore limita le edizioni speciali che stavate aspettando.</p><p><strong>Un avvertimento importante però: Meta consiglia di muoversi in fretta</strong>. Appena esaurite le scorte, questa edizione speciale del Quest 3S non verrà rifornita. Tuttavia, al momento <strong>non è previsto un lancio ufficiale in Italia.</strong></p><h2 id="un-anima-xbox-dentro-e-fuori">Un’anima Xbox, dentro e fuori</h2><p><strong>Dal punto di vista tecnico, questa edizione Xbox del Meta Quest 3S non presenta alcuna modifica rispetto al modello standard.</strong> In molti casi, però, <strong>non è affatto un problema</strong>: il visore ha già potenza più che sufficiente per gestire le esperienze VR più moderne e impegnative. Certo, <strong>non avremmo disdegnato i miglioramenti introdotti nel Meta Quest 3 “pieno”</strong>, come i nuovi pannelli e il sistema ottico aggiornato, che garantiscono una qualità visiva superiore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="QULTrMYPp4vq8TSSGa7xLo" name="Quest-3S-hands-on-lance-wearing-7.jpg" alt="Meta Quest 3S hands on" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/QULTrMYPp4vq8TSSGa7xLo-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">The standard Meta Quets 3S </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future / Lance Ulanoff)</span></figcaption></figure><p>Non è però corretto dire che questo visore sia identico agli altri Meta Quest 3S.</p><p><strong>Al posto della classica scocca bianca</strong> a cui ci ha abituati Meta, questa edizione limitata opta per un look total <strong>black</strong>, impreziosito da <strong>un bordo verde Xbox</strong> sulla parte frontale del visore. Sul braccio destro compare anche un <strong>logo Xbox discreto</strong>, proprio dove si troverebbe il jack da 3,5 mm nel modello standard del Quest 3.</p><p><strong>Anche i controller sono stati personalizzati.</strong> Predominano ancora il nero e il verde, con <strong>dettagli verdi sui pulsanti ABXY</strong>, sugli <strong>stick analogici</strong> e sul <strong>meccanismo di regolazione</strong> delle cinghie.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8160px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="omk4u8bqPSyZqrXN3kKMdK" name="Xbox VR headset" alt="The Meta Quest 3S Xbox edition" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/omk4u8bqPSyZqrXN3kKMdK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8160" height="4592" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Subtle Xbox elements </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p><strong>Il primo è un controller Xbox in edizione limitata</strong>, nero con dettagli verdi coordinati al visore. <strong>Il secondo è una fascia Elite nera</strong>, anch’essa personalizzata per l’occasione: <strong>normalmente disponibile solo in bianco e come accessorio a pagamento</strong>, qui è inclusa nel pacchetto. Non si tratta della versione con batteria integrata, quindi <strong>non aumenta l’autonomia del visore</strong>, ma ne migliora sensibilmente la stabilità e il comfort durante l’uso.</p><p><strong>Chiude il bundle un abbonamento Xbox Game Pass Ultimate da tre mesi</strong>, che viene automaticamente attivato durante la configurazione iniziale del visore.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:8160px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.27%;"><img id="AVSLNQd8ytmZVtnXBxkGgK" name="Xbox VR headset" alt="The Meta Quest 3S Xbox edition controllers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/AVSLNQd8ytmZVtnXBxkGgK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="8160" height="4592" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">They look almost like Razer Quest 3S accessories </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><h2 id="un-affare-colossale">Un affare colossale</h2><p>Facendo due conti, ci si accorge subito che <strong>i 399,99 dollari / 379,99 sterline richiesti per questo bundle si traducono in circa 449,99 euro</strong>, e rappresentano un vero affare considerando i singoli componenti.</p><p>Un <strong>Meta Quest 3S da 128 GB standard</strong> costa circa <strong>359,99 euro</strong>. Un <strong>controller wireless Xbox</strong> ha un prezzo medio di <strong>64,99 euro</strong>, mentre <strong>tre mesi di Xbox Game Pass Ultimate</strong> ammontano a <strong>41,97 euro</strong> (a 13,99 euro al mese). Infine, <strong>la fascia Elite ufficiale</strong> ha un prezzo di circa <strong>69,99 euro</strong>.</p><p><strong>Totale? Circa 536,94 euro</strong>. Con il bundle, si risparmiano quasi <strong>90 euro</strong> rispetto all’acquisto dei singoli elementi separati.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="xBb3UZSEK9Bj8Lnh8tJjZK" name="Xbox VR headset" alt="The Meta Quest 3S Xbox edition with its controllers" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/xBb3UZSEK9Bj8Lnh8tJjZK-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">A fantastic VR gaming bargain </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Meta / Microsoft)</span></figcaption></figure><p><strong>Considerando i prezzi a listino</strong>, acquistare separatamente tutti questi elementi costerebbe oltre <strong>560 euro</strong>. E parliamo comunque di una <strong>Meta Quest 3S standard</strong>, non di questa <strong>edizione speciale Xbox</strong>.</p><p>Ovviamente <strong>come per ogni bundle</strong>, ha senso solo se avevate già intenzione di acquistare tutti i componenti inclusi. <strong>Detto questo, nessuno degli accessori presenti in confezione sembra un riempitivo inutile</strong>.</p><p>Se vi interessa <strong>l’offerta complessiva</strong>, <strong>l’estetica esclusiva</strong> o semplicemente volete un nuovo modo per vivere <strong>Xbox Game Pass</strong>, allora questa potrebbe essere l’occasione perfetta.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT Plus: le 5 funzioni che lo rendono irrinunciabile ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>ChatGPT esiste in più versioni. Quella gratuita è così semplice da usare che non serve nemmeno accedere: si possono fare domande, generare un paio di immagini al giorno e cercare sul web, tutto senza che OpenAI sappia chi siete. È persino disponibile una modalità di ricerca più profonda chiamata “Think Deeper”, anche se con alcune limitazioni.</p><p>Ma se volete fare qualcosa in più oltre all’essenziale, è il momento di pensare a un upgrade. Esistono varie versioni a pagamento di ChatGPT, ognuna con funzionalità extra. Le più interessanti per un uso personale sono Plus e Pro.</p><p>Pro costa ben 200 dollari al mese (circa €165) ed è pensato per professionisti o aziende che hanno bisogno del massimo accesso possibile. Plus, invece, ha un costo molto più accessibile: 20 dollari al mese (circa €20) ed è più che sufficiente per l’uso quotidiano.</p><p>Da quando sono passato alla versione Plus, ChatGPT è diventato uno strumento molto più utile. Ecco cinque motivi per cui non potrei mai più tornare alla versione gratuita.</p><h2 id="1-piu-immagini-da-generare">1. Più immagini da generare</h2><p>Da quando ChatGPT ha integrato la possibilità di creare immagini direttamente, senza dover passare da DALL·E, abbiamo scoperto quanto fosse bravo anche in questo campo. Ed è lì che sono nate le prime immagini virali generate dall’IA.</p><p>Tutto è iniziato, in modo un po’ controverso, con l’applicazione dello stile Studio Ghibli alle foto delle persone. Poi il trend si è evoluto verso terreni più innocui (e adorabili), come trasformare il proprio cane in un essere umano o mostrare ai bambini come potrebbero essere da grandi mentre fanno il lavoro dei loro sogni.</p><p>Può sembrare una banalità, ma con un account Plus si può fare di più, e questo significa generare più immagini. Con un account gratuito, spesso si riesce a produrre solo un paio di immagini al giorno (il numero varia di giorno in giorno), dopodiché vi viene detto che avete raggiunto il limite. Se avete meme da creare o amici da prendere in giro modificando le loro foto, quei pochi crediti semplicemente non bastano.</p><p>Con un abbonamento a ChatGPT Plus, invece, potete generare fino a 100 immagini al giorno. Una soglia che realisticamente non raggiungerete quasi mai, ma che vi garantisce di poter sempre creare al volo l’immagine perfetta al momento giusto.</p><h2 id="2-modalita-vocale-avanzata">2. Modalità vocale avanzata</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5184px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9Vh7dQFb3iZmmcUPkP7Z4F" name="shutterstock_2524308985 (1) copy" alt="ChatGPT Advanced Voice Mode" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9Vh7dQFb3iZmmcUPkP7Z4F-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5184" height="2916" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock/Koshiro K)</span></figcaption></figure><p>Parlare con Siri o Alexa ha sempre avuto qualcosa di innaturale. Troppo spesso ci si ritrova a lottare per farsi capire, oppure a cercare di far smettere l’assistente mentre esegue l’ennesimo comando sbagliato. Chiunque abbia mai provato a far partire il nuovo, e ottimo, album di Michael Kiwanuka su Alexa e si sia ritrovato ad ascoltare Michael Card per la decima volta sa perfettamente di cosa stiamo parlando.</p><p>Con la modalità vocale avanzata di ChatGPT, l’esperienza è completamente diversa. Non solo si può conversare come con una persona vera, con tanto di personalità, ma le risposte sono naturali, senza bisogno di parlare in modo strano o robotico per farsi capire.</p><p>Se Siri e Alexa sembrano una specie di telegrafo vocale, con ChatGPT sembra di parlare con un insegnante, un amico di vecchia data, o persino un terapeuta. E la cosa più sorprendente è che, con un semplice tocco sull’icona della fotocamera, ChatGPT può “vedere” attraverso l’obiettivo dello smartphone e rispondere a domande su ciò che si ha davanti.</p><p>È difficile spiegare quanto questo possa fare la differenza, ma può davvero cambiare il modo in cui si vive il quotidiano: una passeggiata nel parco diventa un’occasione per identificare alberi e piante, ma le capacità di riconoscimento non si fermano certo alle foglie. Basta inquadrare praticamente qualsiasi cosa, e ChatGPT dirà cos’è e magari darà anche qualche consiglio utile.</p><p>Diventa uno strumento prezioso anche quando il computer dà un messaggio d’errore incomprensibile: basta puntare la fotocamera sullo schermo e ChatGPT si trasforma in un tecnico tascabile.</p><h2 id="3-generazione-video-con-sora">3. Generazione video con Sora</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3102px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YAphfP76YdejJerWEXbqqM" name="sora3" alt="OpenAI Sora images" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YAphfP76YdejJerWEXbqqM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3102" height="1745" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p>Quando è stato annunciato, Sora ha fatto il giro del mondo. E quando è arrivato davvero, a dicembre dello scorso anno, l’effetto è stato ancora più travolgente. Per accedere a Sora serve un account Plus o Pro: se si usa ChatGPT gratuitamente, la generazione video non è proprio contemplata.</p><p>Con l’abbonamento Plus ci sono dei limiti, è vero — sia sulla durata dei video che sulla risoluzione — ma almeno si può usare il sistema senza limiti nel numero di clip generate. E per molti è già un enorme passo avanti rispetto a non poterci nemmeno mettere mano.</p><p>Il nostro Editor at Large, Lance Ulanoff, ha definito Sora come “una piattaforma sorprendentemente completa, con strumenti semplici che permettono di generare video dall’aspetto incredibilmente realistico quasi all’istante”.</p><p>Il funzionamento è semplice: si parte da un’immagine e la si trasforma in un video. Letteralmente, tutto ciò che si riesce a immaginare può prendere vita. Usare Sora è una di quelle esperienze che iniziano come un gioco, ma rischiano di diventare una piccola ossessione: bastano pochi clic per trasformare un’idea in movimento, e a quel punto smettere diventa difficile.</p><h2 id="4-ricerca-approfondita-senza-limiti">4. Ricerca approfondita senza limiti</h2><p>Con un account ChatGPT Plus, si sblocca quasi completamente l’accesso alla modalità <em>Deep Research</em>, che sfrutta più modelli di ragionamento (tra cui o4-mini, o4-mini-high e o3), oltre a una versione di anteprima di GPT-4.5 pensata proprio per scavare a fondo. Il risultato? Un report completo su qualsiasi argomento si stia cercando, con fonti pronte all’uso per presentazioni, documenti o lavori più seri.</p><p>Chi usa la versione gratuita può accedere a Deep Research solo cinque volte al giorno. Per chi fa ricerche occasionali va anche bene, ma con l’abbonamento Plus si va ben oltre: l’accesso è molto più ampio, quasi illimitato.</p><p>Il nostro autore Eric Schwartz ha definito Deep Research “uno degli strumenti di IA più ambiziosi che abbia mai provato”, aggiungendo: “è come avere un collega che ama perdersi nei dettagli delle ricerche tanto quanto me. Rispetto alle risposte standard di ChatGPT, qui si nota davvero l’impegno nel trovare informazioni nuove, pertinenti e meno ovvie”.</p><p>Per chi lavora con i dati, deve preparare progetti o semplicemente vuole scavare più a fondo, è uno strumento che può fare davvero la differenza.</p><h2 id="5-affidabilita-garantita">5. Affidabilità garantita</h2><p>Ogni tanto, ChatGPT può rallentare o smettere del tutto di funzionare. Ancora oggi ricordiamo con un brivido la Grande Interruzione di giugno 2025, avvenuta solo pochi giorni fa, ma abbastanza traumatica da restare impressa. Anche senza blackout completi, durante le ore di punta può diventare lento e faticoso da usare, soprattutto quando i server sono sovraccarichi.</p><p>È proprio in questi momenti che gli utenti con account ChatGPT Plus fanno la differenza: hanno la priorità rispetto a quelli con account gratuito. Questo si nota subito, in particolare nella velocità con cui vengono eseguite le richieste, dall’uso della modalità Deep Research alla generazione di immagini.</p><p>Con un abbonamento Plus, ci si può dimenticare dell’ansia da “risposta che non arriva” anche per una semplice domanda. Tutto scorre più fluido, anche nei momenti in cui milioni di utenti stanno usando il servizio contemporaneamente.</p><h2 id="e-poi-c-e-tutto-il-resto">E poi c’è tutto il resto</h2><p>Se c’è una cosa che l’intelligenza artificiale non conosce, è la stasi. Ogni pochi mesi, tutto cambia. E quello che ieri sembrava all’avanguardia oggi è già superato. OpenAI continua ad aggiungere funzionalità di continuo – spesso ogni settimana – e indovinate chi le prova per primo? Esatto: gli utenti Pro e Plus.</p><p>Le novità prima o poi arrivano anche per chi ha l’account gratuito, ma non con le stesse capacità, e soprattutto, con tempi d’attesa molto più lunghi. Con un abbonamento Plus, invece, si è sempre in prima fila per testare tutto ciò che di nuovo viene sperimentato. E quando si parla di IA, restare al passo non è un lusso: è una necessità.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Dalla generazione immagini al supporto video Sora, ecco perché l’abbonamento a pagamento fa davvero la differenza. ]]>
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                                                                                                                                            <category><![CDATA[ChatGPT]]></category>
                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
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                                <p>ChatGPT esiste in più versioni. Quella gratuita è così semplice da usare che non serve nemmeno accedere: si possono fare domande, generare un paio di immagini al giorno e cercare sul web, tutto senza che OpenAI sappia chi siete. È persino disponibile una modalità di ricerca più profonda chiamata “Think Deeper”, anche se con alcune limitazioni.</p><p>Ma se volete fare qualcosa in più oltre all’essenziale, è il momento di pensare a un upgrade. Esistono varie versioni a pagamento di ChatGPT, ognuna con funzionalità extra. Le più interessanti per un uso personale sono Plus e Pro.</p><p>Pro costa ben 200 dollari al mese (circa €165) ed è pensato per professionisti o aziende che hanno bisogno del massimo accesso possibile. Plus, invece, ha un costo molto più accessibile: 20 dollari al mese (circa €20) ed è più che sufficiente per l’uso quotidiano.</p><p>Da quando sono passato alla versione Plus, ChatGPT è diventato uno strumento molto più utile. Ecco cinque motivi per cui non potrei mai più tornare alla versione gratuita.</p><h2 id="1-piu-immagini-da-generare">1. Più immagini da generare</h2><p>Da quando ChatGPT ha integrato la possibilità di creare immagini direttamente, senza dover passare da DALL·E, abbiamo scoperto quanto fosse bravo anche in questo campo. Ed è lì che sono nate le prime immagini virali generate dall’IA.</p><p>Tutto è iniziato, in modo un po’ controverso, con l’applicazione dello stile Studio Ghibli alle foto delle persone. Poi il trend si è evoluto verso terreni più innocui (e adorabili), come trasformare il proprio cane in un essere umano o mostrare ai bambini come potrebbero essere da grandi mentre fanno il lavoro dei loro sogni.</p><p>Può sembrare una banalità, ma con un account Plus si può fare di più, e questo significa generare più immagini. Con un account gratuito, spesso si riesce a produrre solo un paio di immagini al giorno (il numero varia di giorno in giorno), dopodiché vi viene detto che avete raggiunto il limite. Se avete meme da creare o amici da prendere in giro modificando le loro foto, quei pochi crediti semplicemente non bastano.</p><p>Con un abbonamento a ChatGPT Plus, invece, potete generare fino a 100 immagini al giorno. Una soglia che realisticamente non raggiungerete quasi mai, ma che vi garantisce di poter sempre creare al volo l’immagine perfetta al momento giusto.</p><h2 id="2-modalita-vocale-avanzata">2. Modalità vocale avanzata</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:5184px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="9Vh7dQFb3iZmmcUPkP7Z4F" name="shutterstock_2524308985 (1) copy" alt="ChatGPT Advanced Voice Mode" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/9Vh7dQFb3iZmmcUPkP7Z4F-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="5184" height="2916" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock/Koshiro K)</span></figcaption></figure><p>Parlare con Siri o Alexa ha sempre avuto qualcosa di innaturale. Troppo spesso ci si ritrova a lottare per farsi capire, oppure a cercare di far smettere l’assistente mentre esegue l’ennesimo comando sbagliato. Chiunque abbia mai provato a far partire il nuovo, e ottimo, album di Michael Kiwanuka su Alexa e si sia ritrovato ad ascoltare Michael Card per la decima volta sa perfettamente di cosa stiamo parlando.</p><p>Con la modalità vocale avanzata di ChatGPT, l’esperienza è completamente diversa. Non solo si può conversare come con una persona vera, con tanto di personalità, ma le risposte sono naturali, senza bisogno di parlare in modo strano o robotico per farsi capire.</p><p>Se Siri e Alexa sembrano una specie di telegrafo vocale, con ChatGPT sembra di parlare con un insegnante, un amico di vecchia data, o persino un terapeuta. E la cosa più sorprendente è che, con un semplice tocco sull’icona della fotocamera, ChatGPT può “vedere” attraverso l’obiettivo dello smartphone e rispondere a domande su ciò che si ha davanti.</p><p>È difficile spiegare quanto questo possa fare la differenza, ma può davvero cambiare il modo in cui si vive il quotidiano: una passeggiata nel parco diventa un’occasione per identificare alberi e piante, ma le capacità di riconoscimento non si fermano certo alle foglie. Basta inquadrare praticamente qualsiasi cosa, e ChatGPT dirà cos’è e magari darà anche qualche consiglio utile.</p><p>Diventa uno strumento prezioso anche quando il computer dà un messaggio d’errore incomprensibile: basta puntare la fotocamera sullo schermo e ChatGPT si trasforma in un tecnico tascabile.</p><h2 id="3-generazione-video-con-sora">3. Generazione video con Sora</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3102px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="YAphfP76YdejJerWEXbqqM" name="sora3" alt="OpenAI Sora images" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/YAphfP76YdejJerWEXbqqM-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3102" height="1745" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: OpenAI)</span></figcaption></figure><p>Quando è stato annunciato, Sora ha fatto il giro del mondo. E quando è arrivato davvero, a dicembre dello scorso anno, l’effetto è stato ancora più travolgente. Per accedere a Sora serve un account Plus o Pro: se si usa ChatGPT gratuitamente, la generazione video non è proprio contemplata.</p><p>Con l’abbonamento Plus ci sono dei limiti, è vero — sia sulla durata dei video che sulla risoluzione — ma almeno si può usare il sistema senza limiti nel numero di clip generate. E per molti è già un enorme passo avanti rispetto a non poterci nemmeno mettere mano.</p><p>Il nostro Editor at Large, Lance Ulanoff, ha definito Sora come “una piattaforma sorprendentemente completa, con strumenti semplici che permettono di generare video dall’aspetto incredibilmente realistico quasi all’istante”.</p><p>Il funzionamento è semplice: si parte da un’immagine e la si trasforma in un video. Letteralmente, tutto ciò che si riesce a immaginare può prendere vita. Usare Sora è una di quelle esperienze che iniziano come un gioco, ma rischiano di diventare una piccola ossessione: bastano pochi clic per trasformare un’idea in movimento, e a quel punto smettere diventa difficile.</p><h2 id="4-ricerca-approfondita-senza-limiti">4. Ricerca approfondita senza limiti</h2><p>Con un account ChatGPT Plus, si sblocca quasi completamente l’accesso alla modalità <em>Deep Research</em>, che sfrutta più modelli di ragionamento (tra cui o4-mini, o4-mini-high e o3), oltre a una versione di anteprima di GPT-4.5 pensata proprio per scavare a fondo. Il risultato? Un report completo su qualsiasi argomento si stia cercando, con fonti pronte all’uso per presentazioni, documenti o lavori più seri.</p><p>Chi usa la versione gratuita può accedere a Deep Research solo cinque volte al giorno. Per chi fa ricerche occasionali va anche bene, ma con l’abbonamento Plus si va ben oltre: l’accesso è molto più ampio, quasi illimitato.</p><p>Il nostro autore Eric Schwartz ha definito Deep Research “uno degli strumenti di IA più ambiziosi che abbia mai provato”, aggiungendo: “è come avere un collega che ama perdersi nei dettagli delle ricerche tanto quanto me. Rispetto alle risposte standard di ChatGPT, qui si nota davvero l’impegno nel trovare informazioni nuove, pertinenti e meno ovvie”.</p><p>Per chi lavora con i dati, deve preparare progetti o semplicemente vuole scavare più a fondo, è uno strumento che può fare davvero la differenza.</p><h2 id="5-affidabilita-garantita">5. Affidabilità garantita</h2><p>Ogni tanto, ChatGPT può rallentare o smettere del tutto di funzionare. Ancora oggi ricordiamo con un brivido la Grande Interruzione di giugno 2025, avvenuta solo pochi giorni fa, ma abbastanza traumatica da restare impressa. Anche senza blackout completi, durante le ore di punta può diventare lento e faticoso da usare, soprattutto quando i server sono sovraccarichi.</p><p>È proprio in questi momenti che gli utenti con account ChatGPT Plus fanno la differenza: hanno la priorità rispetto a quelli con account gratuito. Questo si nota subito, in particolare nella velocità con cui vengono eseguite le richieste, dall’uso della modalità Deep Research alla generazione di immagini.</p><p>Con un abbonamento Plus, ci si può dimenticare dell’ansia da “risposta che non arriva” anche per una semplice domanda. Tutto scorre più fluido, anche nei momenti in cui milioni di utenti stanno usando il servizio contemporaneamente.</p><h2 id="e-poi-c-e-tutto-il-resto">E poi c’è tutto il resto</h2><p>Se c’è una cosa che l’intelligenza artificiale non conosce, è la stasi. Ogni pochi mesi, tutto cambia. E quello che ieri sembrava all’avanguardia oggi è già superato. OpenAI continua ad aggiungere funzionalità di continuo – spesso ogni settimana – e indovinate chi le prova per primo? Esatto: gli utenti Pro e Plus.</p><p>Le novità prima o poi arrivano anche per chi ha l’account gratuito, ma non con le stesse capacità, e soprattutto, con tempi d’attesa molto più lunghi. Con un abbonamento Plus, invece, si è sempre in prima fila per testare tutto ciò che di nuovo viene sperimentato. E quando si parla di IA, restare al passo non è un lusso: è una necessità.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Persona 4 Revival: nostalgia e segreti in un giallo senza tempo ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Nel 2008 <strong>Persona 4</strong> debutta su PlayStation 2, in un momento particolare per i JRPG. Mentre i colossi del genere esploravano direzioni inedite su console di nuova generazione, la relativamente piccola Atlus pubblicava su una console ormai a fine ciclo un gioco destinato a lasciare il segno. <em>Persona 4</em> venne accolto con entusiasmo dalla critica: venne lodato per i suoi <em>“livelli di innovazione, carattere e carisma senza precedenti”. </em></p><p>Atlus, già nota agli appassionati per la serie Megami Tensei, colse tutti di sorpresa con la fusione insolita di <strong>RPG tradizionale e simulazione di vita scolastica</strong> introdotta da <em>Persona 3</em> e perfezionata in <em>Persona 4</em>. Il gioco ottenne punteggi eccezionali (97/100 su Metacritic al lancio) e riconoscimenti importanti, vincendo premi come il “PlayStation 2 Game Prize” di Famitsu nel 2008 e un Award for Excellence ai Japan Game Awards. </p><p>In un’epoca in cui molti JRPG faticavano a innovare, <em>Persona 4</em> rappresentò la conferma del ruolo di Atlus come forza creativa nel genere, capace di unire <strong>sperimentazione</strong> e rispetto per la tradizione. Atlus scelse coraggiosamente di restare su PS2 per raggiungere la vasta base installata, concentrandosi più sulla qualità narrativa e stilistica che non sulla potenza tecnica. Il risultato fu un titolo di culto che, pur nascendo in una nicchia, avrebbe gettato le basi per il successo globale della serie Persona negli anni a venire. Non a caso, il produttore Kazuhisa Wada ricorda che <em>Persona 4</em> occupa <em>“un posto speciale”</em> nel cuore del team, poiché fu il gioco che trasformò Persona in un franchise <strong>rinomato e di successo. </strong></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2BZisR52XX7Uk9QJXd8J3U" name="Persona 4 Revival" alt="Persona 4 Revival" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2BZisR52XX7Uk9QJXd8J3U-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Persona 4 Revival)</span></figcaption></figure><h2 id="estetica-e-atmosfera-un-giallo-sovrannaturale-nella-provincia-giapponese">Estetica e atmosfera: un giallo sovrannaturale nella provincia giapponese</h2><p>Parte del fascino duraturo di <em>Persona 4</em> risiede nella sua estetica unica e nell’ambientazione atipica. Atlus ha voluto sin dall’inizio caratterizzare ogni Persona con un colore dominante, e per <em>Persona 4</em> la scelta è caduta sul <strong>giallo</strong>. Questo colore riflette il tono relativamente più leggero e solare del gioco rispetto al precedente capitolo, ma al tempo stesso evoca il segnale di <strong>“attenzione”</strong> tipico di un thriller giallo. </p><p>L’art director Shigenori Soejima spiegò che se il blu di <em>Persona 3</em> rappresentava <em>“il colore dell’adolescenza”</em>, nel caso di <em>Persona 4</em> il giallo voleva richiamare <em>“il colore della felicità”, </em>una felicità solo apparente, circondata da inquietudine. L’ossimoro cromatico rispecchia la natura del gioco: <strong>cieli assolati e paesaggi bucolici</strong> della campagna giapponese fanno da sfondo a una serie di omicidi macabri e misteriosi. Atlus ha ambientato la vicenda a Inaba, una cittadina di fantasia ispirata a un vero paese ai piedi del Monte Fuji. Inaba è volutamente anonima, <em>“un posto qualunque”</em> di provincia lontano dai riflettori turistici.</p><p>Questa scelta insolita, in un genere spesso legato a grandi metropoli futuristiche o regni fantasy, permette al gioco di esplorare temi di vita quotidiana e conferisce maggiore impatto agli eventi straordinari. La tranquilla <strong>provincia giapponese</strong> di Inaba diventa così teatro di un <strong>giallo soprannaturale</strong>: sotto la pioggia di un piccolo paese dove <em>“non succede mai nulla”</em> dilaga la paura di un assassino ignoto, e un gruppo di adolescenti si ritrova a investigare tra voci di canali TV maledetti. Gli sviluppatori si sono ispirati esplicitamente ai grandi autori di thriller come Arthur Conan Doyle e Agatha Christie nella costruzione dell’intreccio poliziesco. </p><p>Il risultato è un’atmosfera a metà tra un romanzo <strong>noir</strong> e un teen drama: l’uso del colore giallo, dei simboli televisivi e della nebbia (il misterioso “Midnight Channel” visibile sullo schermo durante le notti piovose) crea un’identità visiva immediatamente riconoscibile e iconica. Persino dettagli del contesto socio-economico di Inaba arricchiscono la trama, ad esempio l’arrivo del megastore Junes, che causa la chiusura dei negozi locali, accenna al tema della <strong>comunità in declino</strong> e fa da sfondo realistico alle vicende dei personaggi. </p><p><strong>Persona 4</strong> è dunque riuscito a fondere <strong>quotidianità e soprannaturale</strong> con un’estetica distintiva: un contrasto tra luce (l’allegria giovanile di giornate spensierate) e ombra (il delitto, la solitudine interiore) che ha lasciato un’impronta forte nell’immaginario videoludico.</p><p>Dal punto di vista culturale, <strong>Persona 4</strong> ha avuto un impatto enorme e duraturo. I suoi personaggi, liceali alle prese con problemi di identità, isolamento e crescita personale, sono diventati molto amati e riconoscibili. Temi come <strong>l’adolescenza, la solitudine e la ricerca della verità</strong> permeano la storia: ogni membro del team investigativo affronta la propria “ombra”, ossia il lato oscuro e represso di sé, in un metaforico percorso di accettazione. In questo racconto di formazione corale, l’amicizia e i legami sociali giocano un ruolo centrale per superare l’alienazione e il peso di aspettative e segreti (dall’insicurezza di Yukiko alla rabbia solitaria di Kanji, fino al lutto e al senso di colpa di Nanako e suo padre). La <strong>memoria</strong> e l’esperienza condivisa assumono un valore speciale: l’anno trascorso insieme a Inaba cambia per sempre i protagonisti, creando ricordi indelebili, e lo stesso avviene per molti giocatori, che ancora oggi ricordano con affetto le emozioni provate in quella vicenda. Non sorprende che <strong>Persona 4 </strong>abbia generato una serie di spin-off multimediali (dai fighting game (<em>Persona 4 Arena</em>) a giochi musicali e persino anime TV), segno di un seguito appassionato. Atlus stessa riconosce che si tratta di un <strong>titolo speciale</strong> nella propria storia, capace di restare vivo per anni: <em>“Persona 4 ha generato numerosi spin-off, tra cui un anime e vari giochi, ed è un titolo che da molti anni fa parte di Atlus e ha un posto personale nel mio cuore”</em>, ha dichiarato Wada di P-Studio. </p><p>Ancora a distanza di tempo, la trama di Persona 4 continua a essere celebrata come una delle migliori mai scritte in un videogame, e il gioco compare regolarmente nelle liste dei JRPG più amati di sempre. Questa eredità culturale fatta di estetica inconfondibile, personaggi memorabili e temi universali è alla base dell’operazione <strong>Persona 4 Revival</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="w4XUNneH2vEgmCNNpwrd4Y" name="Persona 4 Revival" alt="Persona 4 Revival" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/w4XUNneH2vEgmCNNpwrd4Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Persona 4 Revival)</span></figcaption></figure><h2 id="nostalgia-e-remake-il-senso-di-persona-4-revival-oggi">Nostalgia e remake: il senso di Persona 4 Revival oggi </h2><p>L’annuncio di <strong>Persona 4 Revival </strong>nel 2025 ha immediatamente attivato la leva della <strong>nostalgia</strong> in una generazione di giocatori. Atlus ha saputo colpire il cuore dei fan mostrando, nel breve teaser svelato all’Xbox Games Showcase, alcune ambientazioni familiari: il fiume Samegawa, il tempietto della volpe, l’aula scolastica a Yasogami High, le vie di Inaba. Rivedere quei luoghi amati con grafica rinnovata <em>“inondati di sole sotto un cielo azzurro” </em>ha riportato molti indietro nel tempo. Ogni elemento, dal colore predominante agli oggetti iconici (come i televisori che fanno da portale per l’altro mondo), è pensato per risvegliare ricordi sopiti. D’altronde, la <strong>nostalgia</strong> è il motore principale di tanti remake contemporanei, e Atlus non fa mistero di voler invitare i fan di ieri a rivivere un’avventura che li ha segnati. Dopo il grande successo di <em>Persona 5</em> nel 2016, l’interesse verso i capitoli precedenti è cresciuto a livello globale: Atlus ha tastato il terreno con un sondaggio nel 2022, scoprendo che Persona 4 era tra i remake più richiesti dal pubblico. </p><p>In parallelo, l’azienda ha tastato la strada dei rifacimenti con <strong>Persona 3 Reload</strong> (remake di <em>Persona 3</em> uscito nel 2024), il quale è rapidamente diventato il titolo della serie venduto più velocemente di sempre. Forte di quel trionfo commerciale, Atlus ha colto l’occasione di portare alla luce anche il quarto episodio. La stessa platea di appassionati aveva intuito l’arrivo di <strong>Persona 4 Revival</strong> grazie ad alcuni indizi, come le lamentele pubbliche del cast vocale originale, escluso dal nuovo doppiaggio, ma l’ufficialità ha comunque scatenato l’entusiasmo generale.</p><p>Il remake si inserisce quindi in una <strong>tendenza ampia</strong> dell’industria videoludica: quella di riproporre classici del passato su piattaforme moderne. Negli ultimi anni abbiamo assistito a rifacimenti di ogni genere, da Final Fantasy VII a Resident Evil 2, fino a giochi più recenti come The Last of Us. Il richiamo del passato è forte – soprattutto per i titoli che hanno marcato l’adolescenza di molti, e le aziende lo sanno bene. I remake infatti sono spesso scommesse sicure dal punto di vista commerciale: sfruttano nomi già affermati e l’<strong>hype nostalgico</strong> per attirare sia vecchi fan sia nuovi giocatori curiosi. <em>Persona 4 Revival</em> non fa eccezione, presentandosi come <em>“il remake di un classico moderno”, </em>destinato a far leva sul ricordo di chi ha amato l’originale e contemporaneamente a colmare una lacuna per chi non l’ha mai giocato. È vero,<strong> Persona 4 Golden</strong> (edizione ampliata del gioco) è già disponibile su PC e console dal 2023, il che rende <strong>Revival </strong>un “ritorno” ravvicinato rispetto alla riedizione: qualcuno potrebbe chiedersi se fosse davvero necessario rifare da zero un titolo che è ancora godibilissimo. Uno sguardo cinico potrebbe ridurre questa operazione a puro <strong>fan service</strong> o a una manovra per guadagnare tempo in attesa di <strong>Persona 6</strong>. </p><p>Dalla breve anteprima, <strong>Revival </strong>promette di conservare l’identità visiva e tonale del titolo del 2008, aggiornando però il comparto grafico e magari limando alcune meccaniche per allinearle agli standard odierni. Sul fronte narrativo, Atlus ha confermato che si tratterà di una ricostruzione fedele della storia originale, quindi è lecito aspettarsi pochi stravolgimenti nella trama o nei temi trattati. L’operazione nostalgia è dunque dichiarata: <strong>Persona 4 Revival</strong> punta a farci "rivivere" un classico più che a reinventarlo da zero. E in questo non c’è nulla di negativo, purché il risultato sia realizzato con cura e rispetto per il materiale di partenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TbhsmvxjLCyBrU3J5GsE9b" name="Persona 4 Revival" alt="Persona 4 Revival" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TbhsmvxjLCyBrU3J5GsE9b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Persona 4 Revival)</span></figcaption></figure><h2 id="remake-commerciale-o-nuovo-valore-culturale">Remake commerciale o nuovo valore culturale? </h2><p>Arriviamo così all’interrogativo centrale: <strong>Persona 4 Revival</strong> è solo un’operazione commerciale, o può avere una reale valenza narrativa ed emotiva per vecchie e nuove generazioni di giocatori? La questione dei remake è dibattuta. Da un lato, l’abuso di rifacimenti può portare a prodotti ridondanti: c’è chi ha definito certi remake <em>“tecnologicamente impressionanti ma in fin dei conti non necessari</em>”, critica mossa, ad esempio, alla riproposizione di giochi relativamente recenti senza aggiunte sostanziali. Dall’altro lato, i remake possono svolgere un ruolo importante nel <strong>preservare</strong> il patrimonio videoludico e nell’ampliare il pubblico di capolavori del passato. Un gioco, a differenza di un film o un libro, “invecchia” anche a causa dell’evoluzione dell’hardware e dei sistemi operativi: riportarlo in auge con un nuovo motore grafico significa spesso salvarlo dall’oblio tecnologico e renderlo fruibile alle nuove generazioni. Nel caso di <em>Persona 4</em>, l’originale rimane una perla legata però a console di generazione passata; <em>Golden</em> ne ha tenuto viva la fiamma su Vita e PC, ma un remake per hardware attuali è l’occasione per presentarlo come <strong>esperienza moderna</strong> a un pubblico più ampio, inclusi i molti fan conquistati da <em>Persona 5</em> che magari non si sono mai avventurati a Inaba. </p><p>Sul piano emotivo e narrativo, <strong>Persona 4 Revival </strong>potrà avere successo se saprà trasmettere ancora intatte (o addirittura amplificate) le sensazioni dell’originale. I temi di <em>Persona 4,</em> il tumulto dell’adolescenza, il bisogno di accettazione, la paura e il coraggio di affrontare la <strong>solitudine</strong> e la verità che si cela dietro le apparenze, sono universali e senza tempo. In un’epoca in cui i giovani devono ancora confrontarsi con identità spesso frammentate tra vita reale e digitale, il messaggio del gioco sulla ricerca della <strong>verità interiore</strong> e sulla forza dell’amicizia può risuonare forte come allora. Per i veterani, rituffarsi in quella storia sarà un viaggio nella <strong>memoria</strong>: l’operazione nostalgia funziona quando riesce a riaccendere emozioni autentiche, e non solo a vendere un prodotto confezionato. Atlus dal canto suo sostiene di aver avviato il progetto con sincero impegno artistico: <a href="https://www.gematsu.com/2025/06/persona-4-revival-announced-for-ps5-xbox-series-and-pc#:~:text=Persona%204%20Arena%2C%20Persona%204," target="_blank">secondo Wada</a>, il remake è realizzato con <em>“tutta la nostra passione e amore”</em> ed è pensato per risultare <em>“una sorpresa fresca sia per i nuovi arrivati sia per i fan di lunga data”. </em>Parole che indicano l’intenzione di conferire al rifacimento una <strong>valenza emotiva</strong> genuina, non limitandosi a un’operazione di facciata. Starà al prodotto finale dimostrare questa ambizione.</p><p><strong>Persona 4 Revival</strong> rappresenta un interessante <em>caso di studio</em> su come la nostalgia videoludica possa essere canalizzata. Se da un lato c’è l’inevitabile calcolo commerciale, il remake di un titolo amato è un investimento con ottime probabilità di successo, dall’altro c’è la possibilità di creare un <strong>ponte generazionale</strong>: offrire a una nuova leva di giocatori l’occasione di vivere un classico, e al contempo permettere a chi lo ha già amato di riscoprirlo sotto una nuova luce. Un buon remake può arricchire l’opera originaria, evidenziandone i punti di forza con mezzi tecnici aggiornati e magari eliminando qualche ingenuità dovuta ai limiti dell’epoca. Nel caso di <em>Persona 4</em>, non parliamo solo di texture più nitide o modelli in alta definizione: parliamo di riportare in vita un <strong>immaginario</strong> – quello dei corridoi di scuola dopo le lezioni, delle serate piovose davanti alla TV, delle risate spensierate al Junes e dei brividi lungo la schiena quando cala la nebbia, che per molti significa ancora qualcosa. Se <strong>Revival </strong>riuscirà a far rivivere quelle sensazioni e a comunicarle con la stessa efficacia ai neofiti, allora avrà una valenza narrativa ed emotiva reale, al di là della mera operazione commerciale.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Ritorno al 2008: Atlus e il panorama JRPG dell’epoca ]]>
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                                <p>Nel 2008 <strong>Persona 4</strong> debutta su PlayStation 2, in un momento particolare per i JRPG. Mentre i colossi del genere esploravano direzioni inedite su console di nuova generazione, la relativamente piccola Atlus pubblicava su una console ormai a fine ciclo un gioco destinato a lasciare il segno. <em>Persona 4</em> venne accolto con entusiasmo dalla critica: venne lodato per i suoi <em>“livelli di innovazione, carattere e carisma senza precedenti”. </em></p><p>Atlus, già nota agli appassionati per la serie Megami Tensei, colse tutti di sorpresa con la fusione insolita di <strong>RPG tradizionale e simulazione di vita scolastica</strong> introdotta da <em>Persona 3</em> e perfezionata in <em>Persona 4</em>. Il gioco ottenne punteggi eccezionali (97/100 su Metacritic al lancio) e riconoscimenti importanti, vincendo premi come il “PlayStation 2 Game Prize” di Famitsu nel 2008 e un Award for Excellence ai Japan Game Awards. </p><p>In un’epoca in cui molti JRPG faticavano a innovare, <em>Persona 4</em> rappresentò la conferma del ruolo di Atlus come forza creativa nel genere, capace di unire <strong>sperimentazione</strong> e rispetto per la tradizione. Atlus scelse coraggiosamente di restare su PS2 per raggiungere la vasta base installata, concentrandosi più sulla qualità narrativa e stilistica che non sulla potenza tecnica. Il risultato fu un titolo di culto che, pur nascendo in una nicchia, avrebbe gettato le basi per il successo globale della serie Persona negli anni a venire. Non a caso, il produttore Kazuhisa Wada ricorda che <em>Persona 4</em> occupa <em>“un posto speciale”</em> nel cuore del team, poiché fu il gioco che trasformò Persona in un franchise <strong>rinomato e di successo. </strong></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="2BZisR52XX7Uk9QJXd8J3U" name="Persona 4 Revival" alt="Persona 4 Revival" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/2BZisR52XX7Uk9QJXd8J3U-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Persona 4 Revival)</span></figcaption></figure><h2 id="estetica-e-atmosfera-un-giallo-sovrannaturale-nella-provincia-giapponese">Estetica e atmosfera: un giallo sovrannaturale nella provincia giapponese</h2><p>Parte del fascino duraturo di <em>Persona 4</em> risiede nella sua estetica unica e nell’ambientazione atipica. Atlus ha voluto sin dall’inizio caratterizzare ogni Persona con un colore dominante, e per <em>Persona 4</em> la scelta è caduta sul <strong>giallo</strong>. Questo colore riflette il tono relativamente più leggero e solare del gioco rispetto al precedente capitolo, ma al tempo stesso evoca il segnale di <strong>“attenzione”</strong> tipico di un thriller giallo. </p><p>L’art director Shigenori Soejima spiegò che se il blu di <em>Persona 3</em> rappresentava <em>“il colore dell’adolescenza”</em>, nel caso di <em>Persona 4</em> il giallo voleva richiamare <em>“il colore della felicità”, </em>una felicità solo apparente, circondata da inquietudine. L’ossimoro cromatico rispecchia la natura del gioco: <strong>cieli assolati e paesaggi bucolici</strong> della campagna giapponese fanno da sfondo a una serie di omicidi macabri e misteriosi. Atlus ha ambientato la vicenda a Inaba, una cittadina di fantasia ispirata a un vero paese ai piedi del Monte Fuji. Inaba è volutamente anonima, <em>“un posto qualunque”</em> di provincia lontano dai riflettori turistici.</p><p>Questa scelta insolita, in un genere spesso legato a grandi metropoli futuristiche o regni fantasy, permette al gioco di esplorare temi di vita quotidiana e conferisce maggiore impatto agli eventi straordinari. La tranquilla <strong>provincia giapponese</strong> di Inaba diventa così teatro di un <strong>giallo soprannaturale</strong>: sotto la pioggia di un piccolo paese dove <em>“non succede mai nulla”</em> dilaga la paura di un assassino ignoto, e un gruppo di adolescenti si ritrova a investigare tra voci di canali TV maledetti. Gli sviluppatori si sono ispirati esplicitamente ai grandi autori di thriller come Arthur Conan Doyle e Agatha Christie nella costruzione dell’intreccio poliziesco. </p><p>Il risultato è un’atmosfera a metà tra un romanzo <strong>noir</strong> e un teen drama: l’uso del colore giallo, dei simboli televisivi e della nebbia (il misterioso “Midnight Channel” visibile sullo schermo durante le notti piovose) crea un’identità visiva immediatamente riconoscibile e iconica. Persino dettagli del contesto socio-economico di Inaba arricchiscono la trama, ad esempio l’arrivo del megastore Junes, che causa la chiusura dei negozi locali, accenna al tema della <strong>comunità in declino</strong> e fa da sfondo realistico alle vicende dei personaggi. </p><p><strong>Persona 4</strong> è dunque riuscito a fondere <strong>quotidianità e soprannaturale</strong> con un’estetica distintiva: un contrasto tra luce (l’allegria giovanile di giornate spensierate) e ombra (il delitto, la solitudine interiore) che ha lasciato un’impronta forte nell’immaginario videoludico.</p><p>Dal punto di vista culturale, <strong>Persona 4</strong> ha avuto un impatto enorme e duraturo. I suoi personaggi, liceali alle prese con problemi di identità, isolamento e crescita personale, sono diventati molto amati e riconoscibili. Temi come <strong>l’adolescenza, la solitudine e la ricerca della verità</strong> permeano la storia: ogni membro del team investigativo affronta la propria “ombra”, ossia il lato oscuro e represso di sé, in un metaforico percorso di accettazione. In questo racconto di formazione corale, l’amicizia e i legami sociali giocano un ruolo centrale per superare l’alienazione e il peso di aspettative e segreti (dall’insicurezza di Yukiko alla rabbia solitaria di Kanji, fino al lutto e al senso di colpa di Nanako e suo padre). La <strong>memoria</strong> e l’esperienza condivisa assumono un valore speciale: l’anno trascorso insieme a Inaba cambia per sempre i protagonisti, creando ricordi indelebili, e lo stesso avviene per molti giocatori, che ancora oggi ricordano con affetto le emozioni provate in quella vicenda. Non sorprende che <strong>Persona 4 </strong>abbia generato una serie di spin-off multimediali (dai fighting game (<em>Persona 4 Arena</em>) a giochi musicali e persino anime TV), segno di un seguito appassionato. Atlus stessa riconosce che si tratta di un <strong>titolo speciale</strong> nella propria storia, capace di restare vivo per anni: <em>“Persona 4 ha generato numerosi spin-off, tra cui un anime e vari giochi, ed è un titolo che da molti anni fa parte di Atlus e ha un posto personale nel mio cuore”</em>, ha dichiarato Wada di P-Studio. </p><p>Ancora a distanza di tempo, la trama di Persona 4 continua a essere celebrata come una delle migliori mai scritte in un videogame, e il gioco compare regolarmente nelle liste dei JRPG più amati di sempre. Questa eredità culturale fatta di estetica inconfondibile, personaggi memorabili e temi universali è alla base dell’operazione <strong>Persona 4 Revival</strong>.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="w4XUNneH2vEgmCNNpwrd4Y" name="Persona 4 Revival" alt="Persona 4 Revival" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/w4XUNneH2vEgmCNNpwrd4Y-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Persona 4 Revival)</span></figcaption></figure><h2 id="nostalgia-e-remake-il-senso-di-persona-4-revival-oggi">Nostalgia e remake: il senso di Persona 4 Revival oggi </h2><p>L’annuncio di <strong>Persona 4 Revival </strong>nel 2025 ha immediatamente attivato la leva della <strong>nostalgia</strong> in una generazione di giocatori. Atlus ha saputo colpire il cuore dei fan mostrando, nel breve teaser svelato all’Xbox Games Showcase, alcune ambientazioni familiari: il fiume Samegawa, il tempietto della volpe, l’aula scolastica a Yasogami High, le vie di Inaba. Rivedere quei luoghi amati con grafica rinnovata <em>“inondati di sole sotto un cielo azzurro” </em>ha riportato molti indietro nel tempo. Ogni elemento, dal colore predominante agli oggetti iconici (come i televisori che fanno da portale per l’altro mondo), è pensato per risvegliare ricordi sopiti. D’altronde, la <strong>nostalgia</strong> è il motore principale di tanti remake contemporanei, e Atlus non fa mistero di voler invitare i fan di ieri a rivivere un’avventura che li ha segnati. Dopo il grande successo di <em>Persona 5</em> nel 2016, l’interesse verso i capitoli precedenti è cresciuto a livello globale: Atlus ha tastato il terreno con un sondaggio nel 2022, scoprendo che Persona 4 era tra i remake più richiesti dal pubblico. </p><p>In parallelo, l’azienda ha tastato la strada dei rifacimenti con <strong>Persona 3 Reload</strong> (remake di <em>Persona 3</em> uscito nel 2024), il quale è rapidamente diventato il titolo della serie venduto più velocemente di sempre. Forte di quel trionfo commerciale, Atlus ha colto l’occasione di portare alla luce anche il quarto episodio. La stessa platea di appassionati aveva intuito l’arrivo di <strong>Persona 4 Revival</strong> grazie ad alcuni indizi, come le lamentele pubbliche del cast vocale originale, escluso dal nuovo doppiaggio, ma l’ufficialità ha comunque scatenato l’entusiasmo generale.</p><p>Il remake si inserisce quindi in una <strong>tendenza ampia</strong> dell’industria videoludica: quella di riproporre classici del passato su piattaforme moderne. Negli ultimi anni abbiamo assistito a rifacimenti di ogni genere, da Final Fantasy VII a Resident Evil 2, fino a giochi più recenti come The Last of Us. Il richiamo del passato è forte – soprattutto per i titoli che hanno marcato l’adolescenza di molti, e le aziende lo sanno bene. I remake infatti sono spesso scommesse sicure dal punto di vista commerciale: sfruttano nomi già affermati e l’<strong>hype nostalgico</strong> per attirare sia vecchi fan sia nuovi giocatori curiosi. <em>Persona 4 Revival</em> non fa eccezione, presentandosi come <em>“il remake di un classico moderno”, </em>destinato a far leva sul ricordo di chi ha amato l’originale e contemporaneamente a colmare una lacuna per chi non l’ha mai giocato. È vero,<strong> Persona 4 Golden</strong> (edizione ampliata del gioco) è già disponibile su PC e console dal 2023, il che rende <strong>Revival </strong>un “ritorno” ravvicinato rispetto alla riedizione: qualcuno potrebbe chiedersi se fosse davvero necessario rifare da zero un titolo che è ancora godibilissimo. Uno sguardo cinico potrebbe ridurre questa operazione a puro <strong>fan service</strong> o a una manovra per guadagnare tempo in attesa di <strong>Persona 6</strong>. </p><p>Dalla breve anteprima, <strong>Revival </strong>promette di conservare l’identità visiva e tonale del titolo del 2008, aggiornando però il comparto grafico e magari limando alcune meccaniche per allinearle agli standard odierni. Sul fronte narrativo, Atlus ha confermato che si tratterà di una ricostruzione fedele della storia originale, quindi è lecito aspettarsi pochi stravolgimenti nella trama o nei temi trattati. L’operazione nostalgia è dunque dichiarata: <strong>Persona 4 Revival</strong> punta a farci "rivivere" un classico più che a reinventarlo da zero. E in questo non c’è nulla di negativo, purché il risultato sia realizzato con cura e rispetto per il materiale di partenza.</p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="TbhsmvxjLCyBrU3J5GsE9b" name="Persona 4 Revival" alt="Persona 4 Revival" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/TbhsmvxjLCyBrU3J5GsE9b-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Persona 4 Revival)</span></figcaption></figure><h2 id="remake-commerciale-o-nuovo-valore-culturale">Remake commerciale o nuovo valore culturale? </h2><p>Arriviamo così all’interrogativo centrale: <strong>Persona 4 Revival</strong> è solo un’operazione commerciale, o può avere una reale valenza narrativa ed emotiva per vecchie e nuove generazioni di giocatori? La questione dei remake è dibattuta. Da un lato, l’abuso di rifacimenti può portare a prodotti ridondanti: c’è chi ha definito certi remake <em>“tecnologicamente impressionanti ma in fin dei conti non necessari</em>”, critica mossa, ad esempio, alla riproposizione di giochi relativamente recenti senza aggiunte sostanziali. Dall’altro lato, i remake possono svolgere un ruolo importante nel <strong>preservare</strong> il patrimonio videoludico e nell’ampliare il pubblico di capolavori del passato. Un gioco, a differenza di un film o un libro, “invecchia” anche a causa dell’evoluzione dell’hardware e dei sistemi operativi: riportarlo in auge con un nuovo motore grafico significa spesso salvarlo dall’oblio tecnologico e renderlo fruibile alle nuove generazioni. Nel caso di <em>Persona 4</em>, l’originale rimane una perla legata però a console di generazione passata; <em>Golden</em> ne ha tenuto viva la fiamma su Vita e PC, ma un remake per hardware attuali è l’occasione per presentarlo come <strong>esperienza moderna</strong> a un pubblico più ampio, inclusi i molti fan conquistati da <em>Persona 5</em> che magari non si sono mai avventurati a Inaba. </p><p>Sul piano emotivo e narrativo, <strong>Persona 4 Revival </strong>potrà avere successo se saprà trasmettere ancora intatte (o addirittura amplificate) le sensazioni dell’originale. I temi di <em>Persona 4,</em> il tumulto dell’adolescenza, il bisogno di accettazione, la paura e il coraggio di affrontare la <strong>solitudine</strong> e la verità che si cela dietro le apparenze, sono universali e senza tempo. In un’epoca in cui i giovani devono ancora confrontarsi con identità spesso frammentate tra vita reale e digitale, il messaggio del gioco sulla ricerca della <strong>verità interiore</strong> e sulla forza dell’amicizia può risuonare forte come allora. Per i veterani, rituffarsi in quella storia sarà un viaggio nella <strong>memoria</strong>: l’operazione nostalgia funziona quando riesce a riaccendere emozioni autentiche, e non solo a vendere un prodotto confezionato. Atlus dal canto suo sostiene di aver avviato il progetto con sincero impegno artistico: <a href="https://www.gematsu.com/2025/06/persona-4-revival-announced-for-ps5-xbox-series-and-pc#:~:text=Persona%204%20Arena%2C%20Persona%204," target="_blank">secondo Wada</a>, il remake è realizzato con <em>“tutta la nostra passione e amore”</em> ed è pensato per risultare <em>“una sorpresa fresca sia per i nuovi arrivati sia per i fan di lunga data”. </em>Parole che indicano l’intenzione di conferire al rifacimento una <strong>valenza emotiva</strong> genuina, non limitandosi a un’operazione di facciata. Starà al prodotto finale dimostrare questa ambizione.</p><p><strong>Persona 4 Revival</strong> rappresenta un interessante <em>caso di studio</em> su come la nostalgia videoludica possa essere canalizzata. Se da un lato c’è l’inevitabile calcolo commerciale, il remake di un titolo amato è un investimento con ottime probabilità di successo, dall’altro c’è la possibilità di creare un <strong>ponte generazionale</strong>: offrire a una nuova leva di giocatori l’occasione di vivere un classico, e al contempo permettere a chi lo ha già amato di riscoprirlo sotto una nuova luce. Un buon remake può arricchire l’opera originaria, evidenziandone i punti di forza con mezzi tecnici aggiornati e magari eliminando qualche ingenuità dovuta ai limiti dell’epoca. Nel caso di <em>Persona 4</em>, non parliamo solo di texture più nitide o modelli in alta definizione: parliamo di riportare in vita un <strong>immaginario</strong> – quello dei corridoi di scuola dopo le lezioni, delle serate piovose davanti alla TV, delle risate spensierate al Junes e dei brividi lungo la schiena quando cala la nebbia, che per molti significa ancora qualcosa. Se <strong>Revival </strong>riuscirà a far rivivere quelle sensazioni e a comunicarle con la stessa efficacia ai neofiti, allora avrà una valenza narrativa ed emotiva reale, al di là della mera operazione commerciale.</p>
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Il servizio è organizzato in più livelli: <strong>Game Pass Core</strong> (erede di Xbox Live Gold) offre il multiplayer online e un catalogo limitato di circa 25 giochi ad un prezzo di circa <strong>€70 l’anno; Game Pass Standard</strong>, introdotto a fine 2024, dà accesso su console a <strong>centinaia di titoli</strong> ma <strong>esclude i nuovi giochi al lancio; PC Game Pass</strong> è riservato ai giochi per Windows (inclusi i titoli EA Play) e mantiene costi più contenuti (<strong>€12/mese</strong> dopo l’ultimo aumento); infine <strong>Game Pass Ultimate</strong> è il pacchetto completo che unisce console, PC e cloud, con tutti i benefici (compresi online, <strong>EA Play</strong> e bonus vari) e attualmente costa circa <strong>€17,99 al mese. </strong></p><p>L’abbonamento Ultimate è l’unico a consentire l’accesso immediato ai titoli esclusivi al lancio su console (mentre su PC Game Pass questa restrizione non si applica). Per il resto, tutti i piani permettono di scaricare i giochi su hardware locale (console/PC) per giocarli in modo nativo, oppure di <strong>streammare</strong> via cloud su dispositivi supportati. I giochi rimangono disponibili finché si è abbonati (il <a href="https://www.xbox.com/it-IT/xbox-game-pass/games" target="_blank">catalogo </a>è a rotazione, con nuove aggiunte e alcune uscite mensili), e sono previsti sconti per acquistare in digitale i titoli del catalogo. In sintesi, Game Pass offre grande flessibilità: si può iniziare o interrompere l’iscrizione in qualunque momento, scegliendo il piano più adatto alle proprie esigenze di gioco e budget.</p><h2 id="giochi-di-punta-e-politica-day-one-di-microsoft">Giochi di punta e politica Day One di Microsoft </h2><p>Sin dal 2018, Microsoft ha adottato la strategia di rendere disponibili <strong>tutte le proprie esclusive first-party su Game Pass dal day one</strong> (ovvero dal giorno di lancio). </p><p>Sin dal 2018, Microsoft ha adottato la strategia di rendere disponibili <strong>tutte le proprie esclusive first-party su Game Pass dal day one</strong> (ovvero dal giorno di lancio. Questo significa che titoli come <em>Halo Infinite</em>, <em>Forza Horizon 5</em>, <em>Starfield, Avowed</em> o il tanto acclamato <a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/clair-obscur-expedition-33-la-voce-della-rivoluzione-parla-francese" target="_blank">Expedition 33</a>, sono arrivati nel catalogo <strong>lo stesso giorno della pubblicazione ufficiale</strong>, permettendo agli abbonati di giocare subito alle ultime novità senza costi extra. Questa politica rappresenta uno dei maggiori punti di forza del servizio, soprattutto considerando che i nuovi videogiochi tripla A possono costare €70 o più. Occorre però notare la recente distinzione introdotta da Microsoft: su console solo gli utenti <strong>Ultimate</strong> godono dell’accesso immediato ai nuovi titoli, mentre il piano Standard li riceve dopo un certo periodo. Di fatto, Game Pass Ultimate è diventato imprescindibile per chi vuole seguire in tempo reale le uscite Xbox. <strong>Il catalogo attuale di Game Pass è ricchissimo e variegato</strong>: spazia dai blockbuster d’azione e avventura ai titoli indipendenti più originali. Microsoft continua ad aggiungere <strong>giochi nuovi ogni mese</strong>, spesso con uscite di peso a cadenza settimanale. </p><p>Ad esempio, a fine 2024 sono arrivati su Game Pass blockbuster come <em>Call of Duty: Black Ops 6</em> e <em>Indiana Jones and the Great Circle</em> al day-one, e nei primi mesi del 2025 il servizio ha visto debutti frequenti sia di titoli <strong>tripla A</strong> (es. GDR come <em>The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered</em> o il già citato <em>Clair Obscur: Expedition 33</em>) sia di <strong>gemme indie</strong> (da <em>Blue Prince</em> a <em>Citizen Sleeper 2</em>). Accanto alle novità, <strong>rimane solido anche il catalogo arretrato</strong>: grazie alle acquisizioni di studi come Bethesda e Activision, il Pass include saghe storiche, dagli RPG fantasy di <em>Diablo</em> e <em>StarCraft</em> ai titoli cult come <em>Doom</em> e <em>Fallout</em> – oltre a grandi classici multipiattaforma (<em>Grand Theft Auto V</em>, serie <em>Assassin’s Creed</em>, etc.) e l’intera libreria delle esclusive Xbox (<em>Halo</em>, <em>Gears of War</em>, <em>Forza</em> e altri). </p><p>In altre parole, un abbonato ha a disposizione decine di giochi <strong>acclamati dalla critica e dal pubblico</strong> pronti da giocare in qualsiasi momento. Di contro, va evidenziato che i giochi non restano per sempre: alcune produzioni terze parti lasciano il catalogo dopo mesi, quindi i giocatori interessati devono affrettarsi a completarle o approfittare dello sconto per acquistarle prima che escano dal Pass. Inoltre, l’accesso illimitato termina se si annulla l’abbonamento (non “si possiedono” i giochi, come avviene invece acquistandoli). Nonostante questi limiti, l’offerta ludica di Game Pass rimane, a giugno 2025, una delle più complete sul mercato e viene considerata da molti un punto di riferimento per il <strong>gaming on demand</strong>.</p><h2 id="game-pass-vs-playstation-plus-vs-nintendo-switch-online">Game Pass vs PlayStation Plus vs Nintendo Switch Online </h2><p>Nel panorama attuale, <strong>Xbox Game Pass</strong> ha ridefinito le aspettative sui servizi gaming in abbonamento, spingendo gli altri colossi a proporre soluzioni analoghe. <strong>Sony</strong>, ad esempio, nel 2022 ha rilanciato il suo servizio <strong>PlayStation Plus</strong> articolandolo su tre fasce: <em>Essential</em>, <em>Extra</em> e <em>Premium. </em>PS Plus Essential (circa <strong>€72/anno</strong> dopo gli aumenti del 2023) corrisponde al vecchio abbonamento base e include il multiplayer online, il cloud dei salvataggi e alcuni giochi mensili “gratuiti” da aggiungere alla propria libreria digitale. La vera risposta a Game Pass è <em>PlayStation Plus Extra</em> (circa <strong>€126/anno</strong>): questo livello offre un catalogo di <strong>circa 400 giochi</strong> PS4/PS5 scaricabili e giocabili liberamente finché si è abbonati.</p><p>Si tratta di molti titoli di alto profilo (inclusi successi first-party come <em>Marvel’s Spider-Man</em>, <em>God of War</em>, <em>Horizon Zero Dawn</em>, ecc., seppur usciti da almeno diversi mesi/anni) e di numerosi giochi third-party di qualità. Infine, <em>PlayStation Plus Premium</em> (sui <strong>€152/anno</strong>) aggiunge circa <strong>340 titoli classici</strong> dalle ere PS1, PS2, PSP e PS3 – questi ultimi fruibili via cloud streaming – oltre a demo esclusive e al gioco in streaming su PC dei titoli del catalogo.  <strong>La differenza chiave rispetto a Game Pass</strong> sta nel fatto che Sony <strong>non include le sue nuove esclusive first-party al lancio su PS Plus</strong>, per scelta strategica. Il CEO Jim Ryan ha dichiarato che inserire i titoli PlayStation su abbonamento dal day-one rischierebbe di <em>“diminuirne la qualità”</em> o il valore percepito, preferendo dunque il modello tradizionale di vendita piena al lancio. Di conseguenza, i giochi Sony di punta (come <em>The Last of Us Part II</em> o <em>God of War Ragnarök</em>) arrivano su PS Plus solo a distanza di molto tempo – quando arrivano – e chi vuole giocarli subito deve comunque acquistarli a parte. In compenso, l’offerta PS Plus Extra/Premium risulta appetibile per chi si è perso titoli importanti del passato e vuole recuperarli a costo contenuto, oppure per chi preferisce pagare un abbonamento annuale (spesso scontato nei periodi promozionali) invece di acquistare molti giochi separatamente. Dal canto suo, <strong>Nintendo</strong> adotta un approccio diverso con il servizio <strong>Switch Online</strong>. </p><p>Qui l’abbonamento annuale è decisamente più economico (circa <strong>€20/anno</strong> per il piano individuale base, oppure €35 in famiglia) ma offre funzionalità più essenziali: l’accesso al multiplayer online dei titoli Switch, i salvataggi cloud e una libreria di <strong>retro-games</strong> Nintendo. In particolare, l’abbonamento base include un catalogo in espansione di giochi NES e SNES emulati, mentre la formula <strong>Expansion Pack</strong> (circa <strong>€40-50/anno</strong> singolarmente) aggiunge anche titoli classici di Nintendo 64, Game Boy Advance, Mega Drive e DLC di giochi recenti (ad esempio i circuiti aggiuntivi di <em>Mario Kart 8 Deluxe</em> e l’espansione di <em>Animal Crossing: New Horizons</em>) senza costi extra. <strong>Nintendo Switch Online</strong> dunque non offre giochi Switch contemporanei nel servizio, i nuovi titoli come <em>Zelda: Tears of the Kingdom</em> o <em>Super Mario Odyssey</em> vanno acquistati normalmente, ma rappresenta un valore aggiunto per i fan Nintendo interessati al retrogaming e ai contenuti aggiuntivi. Rispetto a Game Pass e PS Plus, NSO è più limitato, ma è anche <strong>il più economico dei tre</strong>, pensato come complemento per l’ecosistema Switch più che come libreria on-demand di giochi recenti.</p><h2 id="conclusioni">Conclusioni </h2><p>Xbox Game Pass rimane il servizio più <strong>ambizioso</strong> e completo: offre dalla tripla A appena uscita al piccolo indie, su più piattaforme, con la comodità del cloud e soprattutto con la formula dei <strong>“giochi first-party inclusi al lancio”</strong> che i concorrenti diretti non eguagliano. </p><p>Di contro, richiede una spesa continuativa non trascurabile (specie con Ultimate) e la convenienza dipende da quanto si sfrutta il catalogo. PlayStation Plus Extra/Premium rappresenta una <strong>alternativa valida</strong> per i giocatori nell’ecosistema Sony, forte di una libreria sterminata di titoli pluripremiati (sebbene meno “freschi”) a un costo annuale spesso vantaggioso; manca però dell’attrattiva dei day-one e dell’accesso multi-dispositivo. Nintendo Switch Online gioca infine una partita diversa, puntando sul <strong>rapporto qualità-prezzo</strong> per chi vuole l’online su Switch e qualche chicca vintage, ma senza incidere sulle uscite maggiori. Per un pubblico esperto di videogiochi, la scelta tra “Game Pass: sì o no?” dipende quindi dai propri gusti, dalle piattaforme possedute e da come si preferisce fruire dei giochi.<strong> Se amate spaziare tra tanti titoli diversi</strong>, provare subito le ultime novità Microsoft e giocare ovunque vi troviate, Game Pass (specie nella versione Ultimate) offre un valore imbattibile. </p><p>Al contrario,<strong> se prediligete poche esclusive mirate </strong>(magari Sony o Nintendo) o volete <em>possedere</em> i vostri giochi a lungo termine, potreste valutare di investire diversamente. </p> ]]></dc:content>
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                                <p>L'<strong>Xbox Game Pass</strong> è un servizio in abbonamento per videogiochi lanciato da Microsoft nel 2017, spesso paragonato a un “Netflix dei videogiochi”. Pagando una quota periodica, gli abbonati possono accedere liberamente a un catalogo di <strong>centinaia di giochi</strong> su <strong>console Xbox</strong>, <strong>PC Windows</strong> e in <strong>cloud streaming</strong> su dispositivi mobili e smart TV. Il servizio è organizzato in più livelli: <strong>Game Pass Core</strong> (erede di Xbox Live Gold) offre il multiplayer online e un catalogo limitato di circa 25 giochi ad un prezzo di circa <strong>€70 l’anno; Game Pass Standard</strong>, introdotto a fine 2024, dà accesso su console a <strong>centinaia di titoli</strong> ma <strong>esclude i nuovi giochi al lancio; PC Game Pass</strong> è riservato ai giochi per Windows (inclusi i titoli EA Play) e mantiene costi più contenuti (<strong>€12/mese</strong> dopo l’ultimo aumento); infine <strong>Game Pass Ultimate</strong> è il pacchetto completo che unisce console, PC e cloud, con tutti i benefici (compresi online, <strong>EA Play</strong> e bonus vari) e attualmente costa circa <strong>€17,99 al mese. </strong></p><p>L’abbonamento Ultimate è l’unico a consentire l’accesso immediato ai titoli esclusivi al lancio su console (mentre su PC Game Pass questa restrizione non si applica). Per il resto, tutti i piani permettono di scaricare i giochi su hardware locale (console/PC) per giocarli in modo nativo, oppure di <strong>streammare</strong> via cloud su dispositivi supportati. I giochi rimangono disponibili finché si è abbonati (il <a href="https://www.xbox.com/it-IT/xbox-game-pass/games" target="_blank">catalogo </a>è a rotazione, con nuove aggiunte e alcune uscite mensili), e sono previsti sconti per acquistare in digitale i titoli del catalogo. In sintesi, Game Pass offre grande flessibilità: si può iniziare o interrompere l’iscrizione in qualunque momento, scegliendo il piano più adatto alle proprie esigenze di gioco e budget.</p><h2 id="giochi-di-punta-e-politica-day-one-di-microsoft">Giochi di punta e politica Day One di Microsoft </h2><p>Sin dal 2018, Microsoft ha adottato la strategia di rendere disponibili <strong>tutte le proprie esclusive first-party su Game Pass dal day one</strong> (ovvero dal giorno di lancio). </p><p>Sin dal 2018, Microsoft ha adottato la strategia di rendere disponibili <strong>tutte le proprie esclusive first-party su Game Pass dal day one</strong> (ovvero dal giorno di lancio. Questo significa che titoli come <em>Halo Infinite</em>, <em>Forza Horizon 5</em>, <em>Starfield, Avowed</em> o il tanto acclamato <a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/clair-obscur-expedition-33-la-voce-della-rivoluzione-parla-francese" target="_blank">Expedition 33</a>, sono arrivati nel catalogo <strong>lo stesso giorno della pubblicazione ufficiale</strong>, permettendo agli abbonati di giocare subito alle ultime novità senza costi extra. Questa politica rappresenta uno dei maggiori punti di forza del servizio, soprattutto considerando che i nuovi videogiochi tripla A possono costare €70 o più. Occorre però notare la recente distinzione introdotta da Microsoft: su console solo gli utenti <strong>Ultimate</strong> godono dell’accesso immediato ai nuovi titoli, mentre il piano Standard li riceve dopo un certo periodo. Di fatto, Game Pass Ultimate è diventato imprescindibile per chi vuole seguire in tempo reale le uscite Xbox. <strong>Il catalogo attuale di Game Pass è ricchissimo e variegato</strong>: spazia dai blockbuster d’azione e avventura ai titoli indipendenti più originali. Microsoft continua ad aggiungere <strong>giochi nuovi ogni mese</strong>, spesso con uscite di peso a cadenza settimanale. </p><p>Ad esempio, a fine 2024 sono arrivati su Game Pass blockbuster come <em>Call of Duty: Black Ops 6</em> e <em>Indiana Jones and the Great Circle</em> al day-one, e nei primi mesi del 2025 il servizio ha visto debutti frequenti sia di titoli <strong>tripla A</strong> (es. GDR come <em>The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered</em> o il già citato <em>Clair Obscur: Expedition 33</em>) sia di <strong>gemme indie</strong> (da <em>Blue Prince</em> a <em>Citizen Sleeper 2</em>). Accanto alle novità, <strong>rimane solido anche il catalogo arretrato</strong>: grazie alle acquisizioni di studi come Bethesda e Activision, il Pass include saghe storiche, dagli RPG fantasy di <em>Diablo</em> e <em>StarCraft</em> ai titoli cult come <em>Doom</em> e <em>Fallout</em> – oltre a grandi classici multipiattaforma (<em>Grand Theft Auto V</em>, serie <em>Assassin’s Creed</em>, etc.) e l’intera libreria delle esclusive Xbox (<em>Halo</em>, <em>Gears of War</em>, <em>Forza</em> e altri). </p><p>In altre parole, un abbonato ha a disposizione decine di giochi <strong>acclamati dalla critica e dal pubblico</strong> pronti da giocare in qualsiasi momento. Di contro, va evidenziato che i giochi non restano per sempre: alcune produzioni terze parti lasciano il catalogo dopo mesi, quindi i giocatori interessati devono affrettarsi a completarle o approfittare dello sconto per acquistarle prima che escano dal Pass. Inoltre, l’accesso illimitato termina se si annulla l’abbonamento (non “si possiedono” i giochi, come avviene invece acquistandoli). Nonostante questi limiti, l’offerta ludica di Game Pass rimane, a giugno 2025, una delle più complete sul mercato e viene considerata da molti un punto di riferimento per il <strong>gaming on demand</strong>.</p><h2 id="game-pass-vs-playstation-plus-vs-nintendo-switch-online">Game Pass vs PlayStation Plus vs Nintendo Switch Online </h2><p>Nel panorama attuale, <strong>Xbox Game Pass</strong> ha ridefinito le aspettative sui servizi gaming in abbonamento, spingendo gli altri colossi a proporre soluzioni analoghe. <strong>Sony</strong>, ad esempio, nel 2022 ha rilanciato il suo servizio <strong>PlayStation Plus</strong> articolandolo su tre fasce: <em>Essential</em>, <em>Extra</em> e <em>Premium. </em>PS Plus Essential (circa <strong>€72/anno</strong> dopo gli aumenti del 2023) corrisponde al vecchio abbonamento base e include il multiplayer online, il cloud dei salvataggi e alcuni giochi mensili “gratuiti” da aggiungere alla propria libreria digitale. La vera risposta a Game Pass è <em>PlayStation Plus Extra</em> (circa <strong>€126/anno</strong>): questo livello offre un catalogo di <strong>circa 400 giochi</strong> PS4/PS5 scaricabili e giocabili liberamente finché si è abbonati.</p><p>Si tratta di molti titoli di alto profilo (inclusi successi first-party come <em>Marvel’s Spider-Man</em>, <em>God of War</em>, <em>Horizon Zero Dawn</em>, ecc., seppur usciti da almeno diversi mesi/anni) e di numerosi giochi third-party di qualità. Infine, <em>PlayStation Plus Premium</em> (sui <strong>€152/anno</strong>) aggiunge circa <strong>340 titoli classici</strong> dalle ere PS1, PS2, PSP e PS3 – questi ultimi fruibili via cloud streaming – oltre a demo esclusive e al gioco in streaming su PC dei titoli del catalogo.  <strong>La differenza chiave rispetto a Game Pass</strong> sta nel fatto che Sony <strong>non include le sue nuove esclusive first-party al lancio su PS Plus</strong>, per scelta strategica. Il CEO Jim Ryan ha dichiarato che inserire i titoli PlayStation su abbonamento dal day-one rischierebbe di <em>“diminuirne la qualità”</em> o il valore percepito, preferendo dunque il modello tradizionale di vendita piena al lancio. Di conseguenza, i giochi Sony di punta (come <em>The Last of Us Part II</em> o <em>God of War Ragnarök</em>) arrivano su PS Plus solo a distanza di molto tempo – quando arrivano – e chi vuole giocarli subito deve comunque acquistarli a parte. In compenso, l’offerta PS Plus Extra/Premium risulta appetibile per chi si è perso titoli importanti del passato e vuole recuperarli a costo contenuto, oppure per chi preferisce pagare un abbonamento annuale (spesso scontato nei periodi promozionali) invece di acquistare molti giochi separatamente. Dal canto suo, <strong>Nintendo</strong> adotta un approccio diverso con il servizio <strong>Switch Online</strong>. </p><p>Qui l’abbonamento annuale è decisamente più economico (circa <strong>€20/anno</strong> per il piano individuale base, oppure €35 in famiglia) ma offre funzionalità più essenziali: l’accesso al multiplayer online dei titoli Switch, i salvataggi cloud e una libreria di <strong>retro-games</strong> Nintendo. In particolare, l’abbonamento base include un catalogo in espansione di giochi NES e SNES emulati, mentre la formula <strong>Expansion Pack</strong> (circa <strong>€40-50/anno</strong> singolarmente) aggiunge anche titoli classici di Nintendo 64, Game Boy Advance, Mega Drive e DLC di giochi recenti (ad esempio i circuiti aggiuntivi di <em>Mario Kart 8 Deluxe</em> e l’espansione di <em>Animal Crossing: New Horizons</em>) senza costi extra. <strong>Nintendo Switch Online</strong> dunque non offre giochi Switch contemporanei nel servizio, i nuovi titoli come <em>Zelda: Tears of the Kingdom</em> o <em>Super Mario Odyssey</em> vanno acquistati normalmente, ma rappresenta un valore aggiunto per i fan Nintendo interessati al retrogaming e ai contenuti aggiuntivi. Rispetto a Game Pass e PS Plus, NSO è più limitato, ma è anche <strong>il più economico dei tre</strong>, pensato come complemento per l’ecosistema Switch più che come libreria on-demand di giochi recenti.</p><h2 id="conclusioni">Conclusioni </h2><p>Xbox Game Pass rimane il servizio più <strong>ambizioso</strong> e completo: offre dalla tripla A appena uscita al piccolo indie, su più piattaforme, con la comodità del cloud e soprattutto con la formula dei <strong>“giochi first-party inclusi al lancio”</strong> che i concorrenti diretti non eguagliano. </p><p>Di contro, richiede una spesa continuativa non trascurabile (specie con Ultimate) e la convenienza dipende da quanto si sfrutta il catalogo. PlayStation Plus Extra/Premium rappresenta una <strong>alternativa valida</strong> per i giocatori nell’ecosistema Sony, forte di una libreria sterminata di titoli pluripremiati (sebbene meno “freschi”) a un costo annuale spesso vantaggioso; manca però dell’attrattiva dei day-one e dell’accesso multi-dispositivo. Nintendo Switch Online gioca infine una partita diversa, puntando sul <strong>rapporto qualità-prezzo</strong> per chi vuole l’online su Switch e qualche chicca vintage, ma senza incidere sulle uscite maggiori. Per un pubblico esperto di videogiochi, la scelta tra “Game Pass: sì o no?” dipende quindi dai propri gusti, dalle piattaforme possedute e da come si preferisce fruire dei giochi.<strong> Se amate spaziare tra tanti titoli diversi</strong>, provare subito le ultime novità Microsoft e giocare ovunque vi troviate, Game Pass (specie nella versione Ultimate) offre un valore imbattibile. </p><p>Al contrario,<strong> se prediligete poche esclusive mirate </strong>(magari Sony o Nintendo) o volete <em>possedere</em> i vostri giochi a lungo termine, potreste valutare di investire diversamente. </p>
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È una scelta strategica: <strong>una nuova chat garantisce risposte più pulite e neutrali</strong>, mentre <strong>riprendere una conversazione aiuta a risparmiare tempo e mantenere coerenza</strong> con ciò che è già stato costruito.</p><p>Capire quando usare l’una o l’altra opzione può fare la differenza tra una risposta buona… e una perfettamente su misura.</p><h2 id="comprendere-la-memoria-di-chatgpt">Comprendere la memoria di ChatGPT</h2><p><strong>Il modo in cui ChatGPT memorizza le informazioni è cambiato di recente – e continuerà probabilmente ad evolversi in fretta.</strong> Con questo in mente, ecco qual è la situazione attuale.</p><p>Se siete utenti a pagamento, ChatGPT ora può ricordare alcuni dettagli delle vostre conversazioni grazie all’ultimo aggiornamento della memoria. Questa funzione permette a ChatGPT di tenere a mente informazioni che gli avete esplicitamente consentito di memorizzare, come il vostro nome, lo stile di scrittura o progetti in corso.</p><p>Ora può anche (a volte) fare riferimento a informazioni tratte da conversazioni precedenti, ma non ricorda automaticamente tutto quello che è stato detto in passato. Potete consultare e gestire ciò che ChatGPT ricorda su di voi nelle impostazioni, e potete attivare o disattivare la funzione memoria.</p><p>Diversamente, il contesto all’interno di una singola conversazione è sempre attivo e non può essere disattivato. Pensate alla memoria come a un archivio a lungo termine, utile per mantenere coerenza tra più conversazioni. Il contesto chat, invece, è a breve termine e comprende tutto ciò che avete scritto o ricevuto da ChatGPT all’interno di una singola sessione.</p><p>Così, mentre la memoria potrebbe ricordare che preferite i post di Instagram chiari e pieni di emoji, il contesto chat ricorda la didascalia che avete scritto cinque minuti fa. Questa distinzione è importante per capire se continuare una conversazione o iniziarne una nuova.</p><p>Ma c’è un però. Per complicare un po’ le cose, da quando la memoria è diventata più avanzata, ChatGPT a volte richiama contesti che non vi aspettate.</p><p>Simon Willison, creatore di Datasette, lo ha evidenziato in un post sul suo blog. Ha mostrato che, anche se ChatGPT di solito genera risposte da zero, a volte pesca dettagli inaspettati da conversazioni passate, rischiando di creare confusione.</p><p>Non c’è modo di prevedere esattamente quando succederà, quindi seguire alcune linee guida di base su quando continuare o avviare una nuova chat può aiutare a gestire questa imprevedibilità.</p><h2 id="quando-ha-senso-continuare-una-conversazione-con-chatgpt">Quando ha senso continuare una conversazione con ChatGPT</h2><p><strong>La regola generale è semplice: continuate nella stessa chat se state ancora lavorando allo stesso argomento.</strong></p><p>Ma a volte non è così facile capirlo, quindi vediamo alcuni esempi.</p><p>Se siete nel mezzo di un progetto, ancora in fase di esplorazione di un’idea o di perfezionamento di un lavoro, restare nella stessa conversazione vi garantirà risultati migliori.</p><p>ChatGPT avrà accesso a tutto ciò che avete scritto in quella specifica sessione: dai prompt iniziali ai feedback, fino alle modifiche e al tono desiderato. Questo aiuta a mantenere coerenza ed evitare ripetizioni di domande già affrontate.</p><p>Facciamo un esempio: state lavorando a un post per il blog. Avete chiesto a ChatGPT di aiutarvi a strutturarlo, poi a scrivere l’introduzione, e decidete di completarlo in un secondo momento. Quando tornate per chiedere un aiuto sul titolo, restare nella stessa chat significa che tutto il contesto precedente è ancora “presente” – quindi non c’è bisogno di riepilogare nulla.</p><p>Continuare nella stessa chat è utile anche per revisioni, correzioni di problemi o ricerche in corso. Finché il compito rientra nello stesso flusso, restare nella conversazione garantirà risultati più coerenti.</p><h2 id="quando-ha-senso-avviare-una-nuova-chat-con-chatgpt">Quando ha senso avviare una nuova chat con ChatGPT?</h2><p>A volte però non c’è niente di meglio di una bella ripartenza, ed è proprio in questi casi che iniziare una nuova chat è la scelta più intelligente.</p><p>Se state cambiando completamente argomento, per esempio, passando dalla scrittura su IA alla pianificazione di una vacanza, aprire una nuova conversazione evita fraintendimenti. ChatGPT non cercherà di mantenere il tono, la struttura o le supposizioni del messaggio precedente.</p><p>Una nuova chat è utile anche quando desiderate un punto di vista diverso su un’idea. Se i messaggi precedenti hanno influenzato troppo le risposte, iniziare da zero può aiutare a “resettare” l’atmosfera.</p><p>In genere, otterrete risultati più chiari e neutri se la conversazione non è condizionata dalle ultime 20 interazioni.</p><p>Soprattutto quando qualcosa va storto. Se ChatGPT fraintende continuamente ciò che chiedete, o si blocca su una vecchia versione di un testo, a volte la chat si incarta e diventa poco utile. In quei momenti, iniziare una nuova conversazione può fare davvero la differenza.</p><h2 id="e-i-progetti">E i progetti?</h2><p>Se siete utenti paganti, vedrete un’opzione chiamata “nuovo progetto” appena sotto “nuova chat” nella barra laterale. I progetti sono, in sostanza, delle cartelle che combinano memoria, contesto e file per aiutarvi a gestire compiti complessi in modo più ordinato.</p><p>Se state lavorando su qualcosa di continuo, come una strategia di brand, un corso o una ricerca articolata, i progetti vi permettono di caricare documenti, fissare obiettivi e tenere tutto nello stesso spazio. ChatGPT ricorderà cosa state facendo all’interno del progetto, anche se tornate dopo giorni.</p><p>I progetti sono utili perché riducono la necessità di ripetersi: non dovrete più ricaricare gli stessi file o spiegare ogni volta lo stesso compito. Sono perfetti per lavori a più fasi o che richiedono molti documenti.</p><p>Detto questo, non sono indispensabili per tutto. Se vi serve solo un’idea veloce, una mano con una didascalia o una ricetta al volo, una normale chat è spesso più rapida e immediata.</p><h2 id="non-esiste-un-modo-giusto-solo-modi-piu-intelligenti">Non esiste un modo giusto, solo modi più intelligenti</h2><p>Non esiste una regola universale su quando iniziare una nuova chat o continuare una conversazione già avviata. Ma sapere come ChatGPT gestisce memoria e contesto vi permette di sfruttarlo in modo molto più efficace.</p><p>Restate nella stessa chat per mantenere coerenza nei compiti in corso. Iniziate da capo per maggiore chiarezza o per ottenere un punto di vista nuovo. E usate i progetti quando vi trovate ad affrontare attività ampie e articolate.</p><p>Capire questi meccanismi (e accettare che si evolvono di continuo) non serve solo a trarre il massimo dal vostro abbonamento a ChatGPT, ma anche a usarlo come uno strumento creativo e collaborativo che davvero capisce ciò che state cercando di realizzare.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/computing/artificial-intelligence/chatgpt-meglio-iniziare-una-nuova-chat-o-continuare-ecco-quando-farlo</link>
                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Con memoria, contesto e progetti, scegliere come chattare con l’IA fa la differenza: guida pratica per usare ChatGPT in modo davvero efficace. ]]>
                                                                                                            </description>
                                                                                                                                <guid isPermaLink="false">afBJY66cJUacx4HFQFNKDf</guid>
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                                                    <category><![CDATA[OpenAI]]></category>
                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[ChatGPT app on an iPhone]]></media:title>
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                            <![CDATA[
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                                <p>Con l’introduzione di memoria avanzata e progetti, ogni conversazione con ChatGPT può evolversi nel tempo. Questo rende più importante che mai decidere se premere il tasto <em>“nuova chat”</em> o proseguire da dove si era rimasti.</p><p>Non è solo questione di ordine – anche se capiamo bene chi ama tenere tutto pulito. È una scelta strategica: <strong>una nuova chat garantisce risposte più pulite e neutrali</strong>, mentre <strong>riprendere una conversazione aiuta a risparmiare tempo e mantenere coerenza</strong> con ciò che è già stato costruito.</p><p>Capire quando usare l’una o l’altra opzione può fare la differenza tra una risposta buona… e una perfettamente su misura.</p><h2 id="comprendere-la-memoria-di-chatgpt">Comprendere la memoria di ChatGPT</h2><p><strong>Il modo in cui ChatGPT memorizza le informazioni è cambiato di recente – e continuerà probabilmente ad evolversi in fretta.</strong> Con questo in mente, ecco qual è la situazione attuale.</p><p>Se siete utenti a pagamento, ChatGPT ora può ricordare alcuni dettagli delle vostre conversazioni grazie all’ultimo aggiornamento della memoria. Questa funzione permette a ChatGPT di tenere a mente informazioni che gli avete esplicitamente consentito di memorizzare, come il vostro nome, lo stile di scrittura o progetti in corso.</p><p>Ora può anche (a volte) fare riferimento a informazioni tratte da conversazioni precedenti, ma non ricorda automaticamente tutto quello che è stato detto in passato. Potete consultare e gestire ciò che ChatGPT ricorda su di voi nelle impostazioni, e potete attivare o disattivare la funzione memoria.</p><p>Diversamente, il contesto all’interno di una singola conversazione è sempre attivo e non può essere disattivato. Pensate alla memoria come a un archivio a lungo termine, utile per mantenere coerenza tra più conversazioni. Il contesto chat, invece, è a breve termine e comprende tutto ciò che avete scritto o ricevuto da ChatGPT all’interno di una singola sessione.</p><p>Così, mentre la memoria potrebbe ricordare che preferite i post di Instagram chiari e pieni di emoji, il contesto chat ricorda la didascalia che avete scritto cinque minuti fa. Questa distinzione è importante per capire se continuare una conversazione o iniziarne una nuova.</p><p>Ma c’è un però. Per complicare un po’ le cose, da quando la memoria è diventata più avanzata, ChatGPT a volte richiama contesti che non vi aspettate.</p><p>Simon Willison, creatore di Datasette, lo ha evidenziato in un post sul suo blog. Ha mostrato che, anche se ChatGPT di solito genera risposte da zero, a volte pesca dettagli inaspettati da conversazioni passate, rischiando di creare confusione.</p><p>Non c’è modo di prevedere esattamente quando succederà, quindi seguire alcune linee guida di base su quando continuare o avviare una nuova chat può aiutare a gestire questa imprevedibilità.</p><h2 id="quando-ha-senso-continuare-una-conversazione-con-chatgpt">Quando ha senso continuare una conversazione con ChatGPT</h2><p><strong>La regola generale è semplice: continuate nella stessa chat se state ancora lavorando allo stesso argomento.</strong></p><p>Ma a volte non è così facile capirlo, quindi vediamo alcuni esempi.</p><p>Se siete nel mezzo di un progetto, ancora in fase di esplorazione di un’idea o di perfezionamento di un lavoro, restare nella stessa conversazione vi garantirà risultati migliori.</p><p>ChatGPT avrà accesso a tutto ciò che avete scritto in quella specifica sessione: dai prompt iniziali ai feedback, fino alle modifiche e al tono desiderato. Questo aiuta a mantenere coerenza ed evitare ripetizioni di domande già affrontate.</p><p>Facciamo un esempio: state lavorando a un post per il blog. Avete chiesto a ChatGPT di aiutarvi a strutturarlo, poi a scrivere l’introduzione, e decidete di completarlo in un secondo momento. Quando tornate per chiedere un aiuto sul titolo, restare nella stessa chat significa che tutto il contesto precedente è ancora “presente” – quindi non c’è bisogno di riepilogare nulla.</p><p>Continuare nella stessa chat è utile anche per revisioni, correzioni di problemi o ricerche in corso. Finché il compito rientra nello stesso flusso, restare nella conversazione garantirà risultati più coerenti.</p><h2 id="quando-ha-senso-avviare-una-nuova-chat-con-chatgpt">Quando ha senso avviare una nuova chat con ChatGPT?</h2><p>A volte però non c’è niente di meglio di una bella ripartenza, ed è proprio in questi casi che iniziare una nuova chat è la scelta più intelligente.</p><p>Se state cambiando completamente argomento, per esempio, passando dalla scrittura su IA alla pianificazione di una vacanza, aprire una nuova conversazione evita fraintendimenti. ChatGPT non cercherà di mantenere il tono, la struttura o le supposizioni del messaggio precedente.</p><p>Una nuova chat è utile anche quando desiderate un punto di vista diverso su un’idea. Se i messaggi precedenti hanno influenzato troppo le risposte, iniziare da zero può aiutare a “resettare” l’atmosfera.</p><p>In genere, otterrete risultati più chiari e neutri se la conversazione non è condizionata dalle ultime 20 interazioni.</p><p>Soprattutto quando qualcosa va storto. Se ChatGPT fraintende continuamente ciò che chiedete, o si blocca su una vecchia versione di un testo, a volte la chat si incarta e diventa poco utile. In quei momenti, iniziare una nuova conversazione può fare davvero la differenza.</p><h2 id="e-i-progetti">E i progetti?</h2><p>Se siete utenti paganti, vedrete un’opzione chiamata “nuovo progetto” appena sotto “nuova chat” nella barra laterale. I progetti sono, in sostanza, delle cartelle che combinano memoria, contesto e file per aiutarvi a gestire compiti complessi in modo più ordinato.</p><p>Se state lavorando su qualcosa di continuo, come una strategia di brand, un corso o una ricerca articolata, i progetti vi permettono di caricare documenti, fissare obiettivi e tenere tutto nello stesso spazio. ChatGPT ricorderà cosa state facendo all’interno del progetto, anche se tornate dopo giorni.</p><p>I progetti sono utili perché riducono la necessità di ripetersi: non dovrete più ricaricare gli stessi file o spiegare ogni volta lo stesso compito. Sono perfetti per lavori a più fasi o che richiedono molti documenti.</p><p>Detto questo, non sono indispensabili per tutto. Se vi serve solo un’idea veloce, una mano con una didascalia o una ricetta al volo, una normale chat è spesso più rapida e immediata.</p><h2 id="non-esiste-un-modo-giusto-solo-modi-piu-intelligenti">Non esiste un modo giusto, solo modi più intelligenti</h2><p>Non esiste una regola universale su quando iniziare una nuova chat o continuare una conversazione già avviata. Ma sapere come ChatGPT gestisce memoria e contesto vi permette di sfruttarlo in modo molto più efficace.</p><p>Restate nella stessa chat per mantenere coerenza nei compiti in corso. Iniziate da capo per maggiore chiarezza o per ottenere un punto di vista nuovo. E usate i progetti quando vi trovate ad affrontare attività ampie e articolate.</p><p>Capire questi meccanismi (e accettare che si evolvono di continuo) non serve solo a trarre il massimo dal vostro abbonamento a ChatGPT, ma anche a usarlo come uno strumento creativo e collaborativo che davvero capisce ciò che state cercando di realizzare.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Tutte le radici di Clair Obscur: Expedition 33, dal Giappone alla Francia ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>La sorprendente opera prima dello studio francese Sandfall Interactive, <strong>Clair Obscur: Expedition 33</strong>, è stata spesso definita una <strong>lettera d’amore ai grandi classici dei JRPG. </strong></p><p>Il team di sviluppo non ha mai nascosto le proprie fonti di ispirazione, che spaziano dai pilastri del genere jRPG ad influenze artistiche e culturali più eterogenee. Di seguito esaminiamo i giochi di ruolo giapponesi e le altre opere che hanno plasmato il design, lo stile artistico, il gameplay e la narrativa di <strong>Clair Obscur (</strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/clair-obscur-expedition-33-guida-completa" target="_blank"><strong>qui trovate la nostra guida completa</strong></a><strong>)</strong>, sulla base di interviste ufficiali al team. Infine, evidenziamo alcune dichiarazioni chiave dei developer che riflettono la loro visione creativa e il posizionamento unico del gioco nel panorama odierno degli RPG.</p><h2 id="principali-jrpg-di-ispirazione">Principali JRPG di ispirazione</h2><p><strong>Clair Obscur: Expedition 33</strong> nasce da una profonda fascinazione per i grandi capolavori del genere JRPG, quelli che hanno segnato l’infanzia di intere generazioni e che ancora oggi rappresentano un punto di riferimento per gli amanti dei giochi di ruolo a turni. <strong>Guillaume Broche e il team di Sandfall Interactive non hanno mai nascosto il loro debito verso questi titoli</strong>: piuttosto, li hanno celebrati apertamente, studiandoli con cura e cercando di distillarne l’essenza per riproporla in una formula nuova, personale. Non si tratta di imitazione, ma di un atto d’amore consapevole verso un genere che il team ha voluto far proprio. Ecco i principali giochi giapponesi che hanno lasciato un’impronta tangibile nell’opera.</p><p><strong>- Final Fantasy (VII, VIII, IX, X)</strong> - I classici Final Fantasy dell’era PlayStation <a href="https://www.gamesradar.com/games/jrpg/clair-obscur-expedition-33-builds-on-a-heritage-of-jrpgs-like-final-fantasy-7-8-9-and-10-but-its-also-inspired-by-sekiro-and-taking-pieces-from-deckbuilders/" target="_blank">sono citati </a>come <em>“alcune delle ispirazioni più grandi”</em> per Expedition 33, in particolare Final Fantasy X e i capitoli VII, VIII e IX. <em>“Quelli sono stati grandi giochi d’infanzia per Guillaume (Broche, direttore creativo)”</em>, spiega il co-fondatore François Meurisse, <em>“e voleva riprodurre quel tipo di esperienza che avremmo avuto nei Final Fantasy moderni se fossero rimasti a turni”</em></p><p>In <strong>Clair Obscur </strong>ritroviamo dunque l’<strong>impostazione da JRPG classico a turni</strong> tipica dei vecchi Final Fantasy, aggiornata però in chiave moderna. Anche a livello narrativo e di atmosfera gli sviluppatori riconoscono il debito verso i Final Fantasy:<strong> in una conversazione con Hajime Tabata</strong>, <a href="https://www.vice.com/en/article/clair-obscur-expedition-33-developer-reveals-how-final-fantasy-15-inspired-the-rpg/#:~:text=In%20an%20interview%20with%20Final,similarities%20to%20Clair%20Obscur%E2%80%98s%20characters" target="_blank">Broche ha rivelato</a> di aver adorato in FFXV soprattutto le scene di cameratismo quotidiano tra i protagonisti, come <em>“quando i ragazzi scherzano in macchina”</em>, perché <em>“vedere queste interazioni ti fa sentire più vicino ai personaggi”</em>. Proprio per questo il team ha voluto inserire nel gioco <em>“scene di vita quotidiana (in cui i personaggi) mettono in luce la propria personalità”</em>, così da renderli più umani e creare un legame emotivo col giocatore (un chiaro omaggio al <em>“bro road trip”</em> di Final Fantasy XV<em>. </em></p><p><strong>- Persona 5</strong> - Un’altra influenza <a href="https://www.pcgamesn.com/clair-obscur-expedition-33/persona-5-influence#:~:text=,translated%20by%20Automaton%20Media" target="_blank">dichiarata </a>è Persona 5, dal quale Sandfall ha tratto ispirazione soprattutto in termini di stile visivo e presentazione dei combattimenti. Il creative director Guillaume Broche lo definisce <em>“il miglior gioco al mondo quando si parla di UI e visuali di combattimento”</em>, lodando <em>“il modo in cui la telecamera cambia inquadratura drammaticamente ad ogni azione, come se stessi guardando un film”,</em> un aspetto che lo ha colpito enormemente. Non sorprende quindi che Clair Obscur sfoggi <strong>combattimenti a turni dallo stile cinematografico e dinamico</strong>, con interfaccia audace e <em>camere work</em> spettacolari che ricordano da vicino il titolo Atlus. Broche ha ammesso di voler incorporare <em>ancora di più</em> dell’impostazione di Persona 5 nell’UI di Expedition 33, continuando a rifinirla anche post-lancio. </p><p><strong>- Suikoden</strong> - Tra i classici JRPG <a href="https://www.pcgamesn.com/clair-obscur-expedition-33/persona-5-influence#:~:text=Sandfall%20Interactive%27s%20Clair%20Obscur%20Expedition,when%20it%20comes%20to%20style" target="_blank">citati </a>come riferimento c’è anche lei, la saga Konami famosa per la coralità del cast e le trame politico-fantasy. L’impronta di Suikoden è <strong>rintracciabile nel DNA di Clair Obscur</strong>: sin dalle prime anteprime, la critica ha notato come il gioco omaggi volutamente questi grandi classici del genere. Dalla presenza di numerosi personaggi giocabili alle dinamiche di gruppo, Sandfall sembra aver studiato gli elementi che hanno reso memorabile la serie Suikoden per riproporli in chiave moderna.</p><p><strong>- Lost Odyssey</strong> - Il team non ha guardato solo ai JRPG anni ’90, ma anche a titoli più recenti considerati di culto. Lost Odyssey, l’RPG di Hironobu Sakaguchi uscito su Xbox 360, è un’altra<a href="https://www.unrealengine.com/en-US/developer-interviews/inside-the-development-journey-of-clair-obscur-expedition-33" target="_blank"> influenza dichiarata</a>: secondo Guillermin molti fan hanno notato <em>“somiglianze nel gameplay con JRPG come Persona, Final Fantasy o Lost Odyssey”. </em>L’approccio di Clair Obscur nel combinare una <strong>narrazione epica dai toni maturi</strong> con un gameplay a turni tradizionale è in linea con lo spirito di Lost Odyssey. Anche la volontà di suscitare nel giocatore emozioni nostalgiche, tipiche dei JRPG di una volta, accomuna l’opera di Sandfall a quella di Mistwalker. </p><div><blockquote><p>Al centro di Clair Obscur: Expedition 33 c’è un cast di personaggi unito in un viaggio pericoloso. Il team di Sandfall si è ispirato a giochi come Final Fantasy XV per rappresentare i legami tra i membri del party attraverso momenti di vita quotidiana e dialoghi informali, rafforzando l’immersione del giocatore nelle vicende dei protagonisti</p><p>Guillaume Broche, CEO di Sandfall Interactive</p></blockquote></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:50.00%;"><img id="woYsv9b5aqtFbnGfgoxxc7" name="Clair Obscur: Expedition 33" alt="Clair Obscur: Expedition 33" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/woYsv9b5aqtFbnGfgoxxc7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2200" height="1100" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Clair Obscur: Expedition 33)</span></figcaption></figure><h2 id="altre-influenze-artistiche-narrative-e-culturali">Altre influenze artistiche, narrative e culturali</h2><p><strong>Ma i riferimenti di Clair Obscur non si fermano al Giappone</strong>. L’identità visiva e narrativa del gioco si costruisce a partire da un mosaico di suggestioni che <strong>affondano le radici nella cultura francese</strong>, <strong>nel cinema d’animazione, nella letteratura fantastica e persino nei giochi di carte</strong>. L’obiettivo di Sandfall Interactive non era solo rendere omaggio ai JRPG, ma dare vita a un universo coerente, affascinante e profondamente personale. Le influenze che emergono dal racconto degli sviluppatori compongono una trama ricca e sfaccettata, dove ogni riferimento trova il proprio spazio. Ecco le più significative.</p><p><strong>- Arte francese (Belle Époque e Art Déco)</strong> – La direzione artistica del gioco nasce dal patrimonio artistico e culturale francese. Sandfall ha guardato in particolare alla Belle Époque (fine ‘800 – inizi ‘900) e allo stile Art Déco per costruire l’identità visiva del mondo di Clair Obscur. <em>“Il movimento art déco è stata una grande ispirazione per il look del nostro mondo”</em>, <a href="https://www.unrealengine.com/en-US/developer-interviews/inside-the-development-journey-of-clair-obscur-expedition-33" target="_blank">spiega il cofondatore Tom Guillermin</a>. Gli artisti hanno attinto all’architettura e all’arte di quell’epoca per dare al gioco <em>“un aspetto unico e originale, diverso da qualsiasi altra cosa”. </em>Non a caso, il gioco è ambientato in  un periodo raramente esplorato nei videogiochi di ruolo, soprattutto quelli a turni, ma che per la Francia è stato un momento storico importantissimo. Il team cita come riferimento visivo anche altre opere videoludiche che hanno reinterpretato l’Art Déco, da Dishonored a BioShock, pur sottolineando di aver seguito una strada propria fondendo l’estetica deco con il genere fantasy. <strong>Clair Obscur</strong> è, del resto, un nome che richiama esplicitamente l’arte francese: <em>“‘Clair-obscur’ si riferisce al movimento artistico e culturale nato in Francia tra Seicento e Settecento”</em>, spiega Guillermin, <em>“che ha influenzato la direzione artistica del gioco”. </em>Il chiaroscuro, il contrasto tra luce e ombra, è quindi parte integrante sia del titolo sia dell’atmosfera visiva del gioco.</p><p><strong>-</strong> <strong>Stile “Souls” e Sekiro</strong> - Sebbene Expedition 33 sia un JRPG a turni, il combat system non si ispira unicamente ai giochi giapponesi tradizionali. Gli sviluppatori <a href="https://www.gamesradar.com/games/jrpg/its-not-just-your-favorite-jrpgs-clair-obscur-expedition-33-takes-notes-from-studio-ghibli-movies-like-spirited-away-and-howls-moving-castle-too/" target="_blank">hanno dichiarato</a> di aver preso <em>“appunti”</em> dai titoli FromSoftware per rendere i combattimenti <strong>più reattivi e impegnativi. </strong>In particolare, il sistema di difesa in Clair Obscur <em>“è ispirato a Sekiro e ai giochi From Software”</em>: include elementi di ritmo e tempismo in tempo reale, come parate e contrattacchi con la giusta finestra, che richiedono abilità al giocatore. Meurisse spiega che Expedition 33 fonde <em>“i classici turni dei JRPG con elementi d’azione molto più impegnativi di quelli che vedresti, ad esempio, in un Mario RPG”</em>, creando un sistema di combattimento davvero unico. Chi ha provato il gioco riporta infatti che gli attacchi nemici presentano schemi imprevedibili <em>“come ci si aspetterebbe da un boss dei Souls”</em>, costringendo il giocatore a studiare bene il timing delle difese. L’atmosfera <em>dark fantasy</em> più cupa rispetto ai JRPG tradizionali, quasi <strong>“cupa e fiera”</strong> secondo alcuni critici, e la sfida elevata dei combattimenti riflettono chiaramente l’influenza dei <em>Soulslike</em> nella visione di Sandfall.</p><p><strong>- Giochi di carte e deckbuilder</strong> - <a href="https://www.gamesradar.com/games/jrpg/clair-obscur-expedition-33-builds-on-a-heritage-of-jrpgs-like-final-fantasy-7-8-9-and-10-but-its-also-inspired-by-sekiro-and-taking-pieces-from-deckbuilders/" target="_blank">Un altro riferimento atipico</a> per un JRPG è quello dei <strong>deck-building games</strong>. Il team ha infatti mutuato dai giochi di carte collezionabili alcune idee per le meccaniche di Clair Obscur. Ad esempio, <em>“l’idea di avere Punti Azione per le abilità in battaglia è più ispirata ai giochi di deckbuilding”</em> piuttosto che ai tradizionali MP o punti magia dei giochi di ruolo. Questa influenza si percepisce nel modo in cui Expedition 33 gestisce le <strong>abilità speciali</strong>: certe tecniche dei personaggi consumano punti azione e possono combinarsi fra loro per effetti devastanti, ricordando le sinergie tra carte in giochi come Slay the Spire. Meurisse conferma che il team ha volutamente inserito queste <em>“piccole ispirazioni”</em> provenienti da generi diversi per aggiungere profondità e originalità al sistema di gioco. </p><p><strong>- Cinema d’animazione (Studio Ghibli)</strong> - Le influenze del team non si fermano ai videogiochi. Sandfall Interactive <a href="https://www.gamesradar.com/games/jrpg/its-not-just-your-favorite-jrpgs-clair-obscur-expedition-33-takes-notes-from-studio-ghibli-movies-like-spirited-away-and-howls-moving-castle-too/" target="_blank">ha dichiarato apertamente</a> il proprio amore per il <strong>cinema d’animazione giapponese</strong>, in particolare i film dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki. Il creative director Broche, in un’intervista, ha rivelato che gran parte del team è <em>“super fan”</em> di Ghibli, al punto da aver visto tutti i film dello studio <em>“25 volte”. </em>L’universo di Clair Obscur infatti <em>“prende spunto dai film classici dello Studio Ghibli come La città incantata e Il castello errante di Howl"</em>, e Sandfall sperava di catturare lo stesso senso di meraviglia che si prova guardando quelle pellicole. Anche a livello musicale l’influenza è diretta: Broche ha raccontato che il compositore del gioco, <strong>Lorien Testard</strong>, si è ispirato profondamente al leggendario musicista <strong>Joe Hisaishi</strong>, noto per aver composto le colonne sonore della Principessa Mononoke<em>, </em>Il mio vicino Totoro e molte altre opere di Miyazaki. Non sorprende dunque che la <strong>colonna sonora di </strong><em><strong>E</strong></em><strong>xpedition 33</strong> (ben 150 brani originali) evochi atmosfere fiabesche e malinconiche tipiche dei film Ghibli, suscitando nei giocatori la stessa magia e coinvolgimento emotivo. </p><p><strong>Letteratura francese (La Horde du Contrevent)</strong> – Infine, tra le ispirazioni <a href="https://www.unrealengine.com/en-US/developer-interviews/inside-the-development-journey-of-clair-obscur-expedition-33" target="_blank">dichiarate</a> rientra anche un’opera letteraria. <em>“Dal lato della storia c’è un romanzo francese chiamato La Horde du Contrevent</em>*”, rivela Guillermin, <em>“un romanzo fantasy su un gruppo di esploratori in viaggio per il mondo, dal quale il nostro gioco ha preso ispirazione”</em></p><p>Il libro citato (scritto da Alain Damasio, noto in Italia come La Horde del Vento) segue una compagnia di avventurieri che sfida venti impetuosi attraversando territori sconosciuti – un chiaro parallelo con la trama di Clair Obscur: Expedition 33, in cui <strong>Gustave e i suoi compagni dell’Spedizione 33 viaggiano in terre misteriose e pericolose</strong> alla ricerca di un modo per spezzare una maledizione. Questa influenza letteraria arricchisce la componente narrativa del gioco, aggiungendo temi e suggestioni prese dalla tradizione fantasy francese contemporanea. </p><p>Il team di Sandfall ha volutamente evitato uno stile “anime” per la direzione artistica, attingendo invece al proprio retroterra culturale</p><div><blockquote><p>non volevamo imitare lo stile manga dei giochi giapponesi... Abbiamo adottato un’ispirazione Belle Époque dei primi del ‘900 con elementi art déco mescolati all’high fantasy, iterando fino a trovare la nostra unicità artistica</p><p>François Meurisse, COO e producer di Sandfall Interactive</p></blockquote></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4224px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="49eJq5frxfRRisAur89Szd" name="1741002233.jpg" alt="A screenshot of the party members from Clair Obscur: Expedition 33" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/49eJq5frxfRRisAur89Szd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4224" height="2376" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sandfall Interactive)</span></figcaption></figure><h2 id="visione-creativa-e-posizionamento-unico">Visione creativa e posizionamento unico</h2><p>Sin dall’inizio Sandfall Interactive ha avuto una <strong>visione chiara e distintiva</strong> per <strong>Clair Obscur: Expedition 33</strong>: creare un JRPG a turni innovativo, che rendesse omaggio ai classici ma al contempo offrisse qualcosa di <strong>unico e memorabile. </strong></p><p><em>“Tutte queste influenze (e molte altre) hanno plasmato la nostra visione originale del gioco e ci hanno permesso di sviluppare qualcosa che risultasse completamente unico per i giocatori”</em>, <a href="https://www.unrealengine.com/en-US/developer-interviews/inside-the-development-journey-of-clair-obscur-expedition-33" target="_blank">afferma</a> Guillermin. </p><p>Come già detto, il risultato è un titolo che, pur costruito <em>“sull’eredità dei JRPG”</em>, mescola elementi eterogenei dando vita a un’esperienza diversa da qualsiasi altro RPG contemporaneo. Ad esempio, il gameplay combina la <strong>struttura a turni classica</strong> (retaggio di <em>Final Fantasy</em> e affini) con <strong>feature action moderne</strong> ispirate ai soulslike, creando un ibrido difficilmente riscontrabile altrove. Allo stesso modo, lo <strong>stile artistico</strong> rinuncia volutamente al look anime tipico dei JRPG nipponici per abbracciare un’estetica europea inedita nel genere, una scelta che contribuisce a far spiccare Clair Obscur rispetto ad altri titoli di ruolo odierni. </p><p>Un altro elemento del posizionamento unico di <em>Expedition 33</em> è la sua <strong>natura di JRPG “occidentale”</strong>. Broche e soci, da appassionati di giochi giapponesi, hanno creato un RPG a turni in Francia riuscendo però a <strong>conquistare anche il pubblico giapponese,</strong> impresa tutt’altro che comune. <em>“Sono più felice che il gioco sia stato accettato dai giocatori in Giappone di quanto lo sia per il suo successo in qualsiasi altro paese”</em>,<a href="https://news.denfaminicogamer.jp/interview/2505223a" target="_blank"> confessa Broche</a> parlando dell’accoglienza post-lancio. </p><p>Questa dichiarazione riflette la soddisfazione del team nell’aver realizzato un’opera capace di <em>parlare</em> ai fan dei JRPG in madrepatria dei grandi classici che l’hanno ispirata. In effetti, Clair Obscur: Expedition 33 è stato accolto in patria (e nel mondo) come uno dei migliori JRPG degli ultimi anni, tanto da venir paragonato da alcuni addetti ai lavori a un <em>“Baldur’s Gate 3 dei JRPG”</em> per qualità e impatto. </p><p>Sandfall Interactive ha saputo incanalare il proprio amore per il genere in una creazione originale: Clair Obscur: Expedition 33 si pone come <strong>ponte tra Oriente e Occidente nell’ambito degli RPG</strong>, un tributo ai giganti del passato (da Final Fantasy a Persona) che al contempo rinnova la formula con idee e sensibilità nuove. <em>“Il gameplay proviene dall’eredità dei JRPG, ma volevamo sin dall’inizio realizzare un gioco nostro, con una direzione artistica basata sulle nostre influenze... L’ispirazioni della Belle Époque e dell'art déco mescolata all’high fantasy ci ha aiutato a costruire la nostra identità”</em> spiega Meurisse. Questa filosofia, <em>fare il gioco che avremmo sempre voluto giocare noi stessi, </em>ha guidato il team lungo tutto lo sviluppo e ha dato i suoi frutti. Il risultato è un RPG che omaggia il passato ma non teme di <strong>osare</strong>, rivendicando con orgoglio la propria identità distintiva nel panorama videoludico attuale.</p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ Da Persona a Suikoden, passando per Miyazaki: le radici profonde di Clair Obscur. ]]>
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                                                                                                                    <dc:creator><![CDATA[ Patrizio Coccia ]]></dc:creator>                                                                                                        <dc:description><![CDATA[ null ]]></dc:description>
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                                <p>La sorprendente opera prima dello studio francese Sandfall Interactive, <strong>Clair Obscur: Expedition 33</strong>, è stata spesso definita una <strong>lettera d’amore ai grandi classici dei JRPG. </strong></p><p>Il team di sviluppo non ha mai nascosto le proprie fonti di ispirazione, che spaziano dai pilastri del genere jRPG ad influenze artistiche e culturali più eterogenee. Di seguito esaminiamo i giochi di ruolo giapponesi e le altre opere che hanno plasmato il design, lo stile artistico, il gameplay e la narrativa di <strong>Clair Obscur (</strong><a href="https://global.techradar.com/it-it/gaming/clair-obscur-expedition-33-guida-completa" target="_blank"><strong>qui trovate la nostra guida completa</strong></a><strong>)</strong>, sulla base di interviste ufficiali al team. Infine, evidenziamo alcune dichiarazioni chiave dei developer che riflettono la loro visione creativa e il posizionamento unico del gioco nel panorama odierno degli RPG.</p><h2 id="principali-jrpg-di-ispirazione">Principali JRPG di ispirazione</h2><p><strong>Clair Obscur: Expedition 33</strong> nasce da una profonda fascinazione per i grandi capolavori del genere JRPG, quelli che hanno segnato l’infanzia di intere generazioni e che ancora oggi rappresentano un punto di riferimento per gli amanti dei giochi di ruolo a turni. <strong>Guillaume Broche e il team di Sandfall Interactive non hanno mai nascosto il loro debito verso questi titoli</strong>: piuttosto, li hanno celebrati apertamente, studiandoli con cura e cercando di distillarne l’essenza per riproporla in una formula nuova, personale. Non si tratta di imitazione, ma di un atto d’amore consapevole verso un genere che il team ha voluto far proprio. Ecco i principali giochi giapponesi che hanno lasciato un’impronta tangibile nell’opera.</p><p><strong>- Final Fantasy (VII, VIII, IX, X)</strong> - I classici Final Fantasy dell’era PlayStation <a href="https://www.gamesradar.com/games/jrpg/clair-obscur-expedition-33-builds-on-a-heritage-of-jrpgs-like-final-fantasy-7-8-9-and-10-but-its-also-inspired-by-sekiro-and-taking-pieces-from-deckbuilders/" target="_blank">sono citati </a>come <em>“alcune delle ispirazioni più grandi”</em> per Expedition 33, in particolare Final Fantasy X e i capitoli VII, VIII e IX. <em>“Quelli sono stati grandi giochi d’infanzia per Guillaume (Broche, direttore creativo)”</em>, spiega il co-fondatore François Meurisse, <em>“e voleva riprodurre quel tipo di esperienza che avremmo avuto nei Final Fantasy moderni se fossero rimasti a turni”</em></p><p>In <strong>Clair Obscur </strong>ritroviamo dunque l’<strong>impostazione da JRPG classico a turni</strong> tipica dei vecchi Final Fantasy, aggiornata però in chiave moderna. Anche a livello narrativo e di atmosfera gli sviluppatori riconoscono il debito verso i Final Fantasy:<strong> in una conversazione con Hajime Tabata</strong>, <a href="https://www.vice.com/en/article/clair-obscur-expedition-33-developer-reveals-how-final-fantasy-15-inspired-the-rpg/#:~:text=In%20an%20interview%20with%20Final,similarities%20to%20Clair%20Obscur%E2%80%98s%20characters" target="_blank">Broche ha rivelato</a> di aver adorato in FFXV soprattutto le scene di cameratismo quotidiano tra i protagonisti, come <em>“quando i ragazzi scherzano in macchina”</em>, perché <em>“vedere queste interazioni ti fa sentire più vicino ai personaggi”</em>. Proprio per questo il team ha voluto inserire nel gioco <em>“scene di vita quotidiana (in cui i personaggi) mettono in luce la propria personalità”</em>, così da renderli più umani e creare un legame emotivo col giocatore (un chiaro omaggio al <em>“bro road trip”</em> di Final Fantasy XV<em>. </em></p><p><strong>- Persona 5</strong> - Un’altra influenza <a href="https://www.pcgamesn.com/clair-obscur-expedition-33/persona-5-influence#:~:text=,translated%20by%20Automaton%20Media" target="_blank">dichiarata </a>è Persona 5, dal quale Sandfall ha tratto ispirazione soprattutto in termini di stile visivo e presentazione dei combattimenti. Il creative director Guillaume Broche lo definisce <em>“il miglior gioco al mondo quando si parla di UI e visuali di combattimento”</em>, lodando <em>“il modo in cui la telecamera cambia inquadratura drammaticamente ad ogni azione, come se stessi guardando un film”,</em> un aspetto che lo ha colpito enormemente. Non sorprende quindi che Clair Obscur sfoggi <strong>combattimenti a turni dallo stile cinematografico e dinamico</strong>, con interfaccia audace e <em>camere work</em> spettacolari che ricordano da vicino il titolo Atlus. Broche ha ammesso di voler incorporare <em>ancora di più</em> dell’impostazione di Persona 5 nell’UI di Expedition 33, continuando a rifinirla anche post-lancio. </p><p><strong>- Suikoden</strong> - Tra i classici JRPG <a href="https://www.pcgamesn.com/clair-obscur-expedition-33/persona-5-influence#:~:text=Sandfall%20Interactive%27s%20Clair%20Obscur%20Expedition,when%20it%20comes%20to%20style" target="_blank">citati </a>come riferimento c’è anche lei, la saga Konami famosa per la coralità del cast e le trame politico-fantasy. L’impronta di Suikoden è <strong>rintracciabile nel DNA di Clair Obscur</strong>: sin dalle prime anteprime, la critica ha notato come il gioco omaggi volutamente questi grandi classici del genere. Dalla presenza di numerosi personaggi giocabili alle dinamiche di gruppo, Sandfall sembra aver studiato gli elementi che hanno reso memorabile la serie Suikoden per riproporli in chiave moderna.</p><p><strong>- Lost Odyssey</strong> - Il team non ha guardato solo ai JRPG anni ’90, ma anche a titoli più recenti considerati di culto. Lost Odyssey, l’RPG di Hironobu Sakaguchi uscito su Xbox 360, è un’altra<a href="https://www.unrealengine.com/en-US/developer-interviews/inside-the-development-journey-of-clair-obscur-expedition-33" target="_blank"> influenza dichiarata</a>: secondo Guillermin molti fan hanno notato <em>“somiglianze nel gameplay con JRPG come Persona, Final Fantasy o Lost Odyssey”. </em>L’approccio di Clair Obscur nel combinare una <strong>narrazione epica dai toni maturi</strong> con un gameplay a turni tradizionale è in linea con lo spirito di Lost Odyssey. Anche la volontà di suscitare nel giocatore emozioni nostalgiche, tipiche dei JRPG di una volta, accomuna l’opera di Sandfall a quella di Mistwalker. </p><div><blockquote><p>Al centro di Clair Obscur: Expedition 33 c’è un cast di personaggi unito in un viaggio pericoloso. Il team di Sandfall si è ispirato a giochi come Final Fantasy XV per rappresentare i legami tra i membri del party attraverso momenti di vita quotidiana e dialoghi informali, rafforzando l’immersione del giocatore nelle vicende dei protagonisti</p><p>Guillaume Broche, CEO di Sandfall Interactive</p></blockquote></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:50.00%;"><img id="woYsv9b5aqtFbnGfgoxxc7" name="Clair Obscur: Expedition 33" alt="Clair Obscur: Expedition 33" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/woYsv9b5aqtFbnGfgoxxc7-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2200" height="1100" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Clair Obscur: Expedition 33)</span></figcaption></figure><h2 id="altre-influenze-artistiche-narrative-e-culturali">Altre influenze artistiche, narrative e culturali</h2><p><strong>Ma i riferimenti di Clair Obscur non si fermano al Giappone</strong>. L’identità visiva e narrativa del gioco si costruisce a partire da un mosaico di suggestioni che <strong>affondano le radici nella cultura francese</strong>, <strong>nel cinema d’animazione, nella letteratura fantastica e persino nei giochi di carte</strong>. L’obiettivo di Sandfall Interactive non era solo rendere omaggio ai JRPG, ma dare vita a un universo coerente, affascinante e profondamente personale. Le influenze che emergono dal racconto degli sviluppatori compongono una trama ricca e sfaccettata, dove ogni riferimento trova il proprio spazio. Ecco le più significative.</p><p><strong>- Arte francese (Belle Époque e Art Déco)</strong> – La direzione artistica del gioco nasce dal patrimonio artistico e culturale francese. Sandfall ha guardato in particolare alla Belle Époque (fine ‘800 – inizi ‘900) e allo stile Art Déco per costruire l’identità visiva del mondo di Clair Obscur. <em>“Il movimento art déco è stata una grande ispirazione per il look del nostro mondo”</em>, <a href="https://www.unrealengine.com/en-US/developer-interviews/inside-the-development-journey-of-clair-obscur-expedition-33" target="_blank">spiega il cofondatore Tom Guillermin</a>. Gli artisti hanno attinto all’architettura e all’arte di quell’epoca per dare al gioco <em>“un aspetto unico e originale, diverso da qualsiasi altra cosa”. </em>Non a caso, il gioco è ambientato in  un periodo raramente esplorato nei videogiochi di ruolo, soprattutto quelli a turni, ma che per la Francia è stato un momento storico importantissimo. Il team cita come riferimento visivo anche altre opere videoludiche che hanno reinterpretato l’Art Déco, da Dishonored a BioShock, pur sottolineando di aver seguito una strada propria fondendo l’estetica deco con il genere fantasy. <strong>Clair Obscur</strong> è, del resto, un nome che richiama esplicitamente l’arte francese: <em>“‘Clair-obscur’ si riferisce al movimento artistico e culturale nato in Francia tra Seicento e Settecento”</em>, spiega Guillermin, <em>“che ha influenzato la direzione artistica del gioco”. </em>Il chiaroscuro, il contrasto tra luce e ombra, è quindi parte integrante sia del titolo sia dell’atmosfera visiva del gioco.</p><p><strong>-</strong> <strong>Stile “Souls” e Sekiro</strong> - Sebbene Expedition 33 sia un JRPG a turni, il combat system non si ispira unicamente ai giochi giapponesi tradizionali. Gli sviluppatori <a href="https://www.gamesradar.com/games/jrpg/its-not-just-your-favorite-jrpgs-clair-obscur-expedition-33-takes-notes-from-studio-ghibli-movies-like-spirited-away-and-howls-moving-castle-too/" target="_blank">hanno dichiarato</a> di aver preso <em>“appunti”</em> dai titoli FromSoftware per rendere i combattimenti <strong>più reattivi e impegnativi. </strong>In particolare, il sistema di difesa in Clair Obscur <em>“è ispirato a Sekiro e ai giochi From Software”</em>: include elementi di ritmo e tempismo in tempo reale, come parate e contrattacchi con la giusta finestra, che richiedono abilità al giocatore. Meurisse spiega che Expedition 33 fonde <em>“i classici turni dei JRPG con elementi d’azione molto più impegnativi di quelli che vedresti, ad esempio, in un Mario RPG”</em>, creando un sistema di combattimento davvero unico. Chi ha provato il gioco riporta infatti che gli attacchi nemici presentano schemi imprevedibili <em>“come ci si aspetterebbe da un boss dei Souls”</em>, costringendo il giocatore a studiare bene il timing delle difese. L’atmosfera <em>dark fantasy</em> più cupa rispetto ai JRPG tradizionali, quasi <strong>“cupa e fiera”</strong> secondo alcuni critici, e la sfida elevata dei combattimenti riflettono chiaramente l’influenza dei <em>Soulslike</em> nella visione di Sandfall.</p><p><strong>- Giochi di carte e deckbuilder</strong> - <a href="https://www.gamesradar.com/games/jrpg/clair-obscur-expedition-33-builds-on-a-heritage-of-jrpgs-like-final-fantasy-7-8-9-and-10-but-its-also-inspired-by-sekiro-and-taking-pieces-from-deckbuilders/" target="_blank">Un altro riferimento atipico</a> per un JRPG è quello dei <strong>deck-building games</strong>. Il team ha infatti mutuato dai giochi di carte collezionabili alcune idee per le meccaniche di Clair Obscur. Ad esempio, <em>“l’idea di avere Punti Azione per le abilità in battaglia è più ispirata ai giochi di deckbuilding”</em> piuttosto che ai tradizionali MP o punti magia dei giochi di ruolo. Questa influenza si percepisce nel modo in cui Expedition 33 gestisce le <strong>abilità speciali</strong>: certe tecniche dei personaggi consumano punti azione e possono combinarsi fra loro per effetti devastanti, ricordando le sinergie tra carte in giochi come Slay the Spire. Meurisse conferma che il team ha volutamente inserito queste <em>“piccole ispirazioni”</em> provenienti da generi diversi per aggiungere profondità e originalità al sistema di gioco. </p><p><strong>- Cinema d’animazione (Studio Ghibli)</strong> - Le influenze del team non si fermano ai videogiochi. Sandfall Interactive <a href="https://www.gamesradar.com/games/jrpg/its-not-just-your-favorite-jrpgs-clair-obscur-expedition-33-takes-notes-from-studio-ghibli-movies-like-spirited-away-and-howls-moving-castle-too/" target="_blank">ha dichiarato apertamente</a> il proprio amore per il <strong>cinema d’animazione giapponese</strong>, in particolare i film dello Studio Ghibli di Hayao Miyazaki. Il creative director Broche, in un’intervista, ha rivelato che gran parte del team è <em>“super fan”</em> di Ghibli, al punto da aver visto tutti i film dello studio <em>“25 volte”. </em>L’universo di Clair Obscur infatti <em>“prende spunto dai film classici dello Studio Ghibli come La città incantata e Il castello errante di Howl"</em>, e Sandfall sperava di catturare lo stesso senso di meraviglia che si prova guardando quelle pellicole. Anche a livello musicale l’influenza è diretta: Broche ha raccontato che il compositore del gioco, <strong>Lorien Testard</strong>, si è ispirato profondamente al leggendario musicista <strong>Joe Hisaishi</strong>, noto per aver composto le colonne sonore della Principessa Mononoke<em>, </em>Il mio vicino Totoro e molte altre opere di Miyazaki. Non sorprende dunque che la <strong>colonna sonora di </strong><em><strong>E</strong></em><strong>xpedition 33</strong> (ben 150 brani originali) evochi atmosfere fiabesche e malinconiche tipiche dei film Ghibli, suscitando nei giocatori la stessa magia e coinvolgimento emotivo. </p><p><strong>Letteratura francese (La Horde du Contrevent)</strong> – Infine, tra le ispirazioni <a href="https://www.unrealengine.com/en-US/developer-interviews/inside-the-development-journey-of-clair-obscur-expedition-33" target="_blank">dichiarate</a> rientra anche un’opera letteraria. <em>“Dal lato della storia c’è un romanzo francese chiamato La Horde du Contrevent</em>*”, rivela Guillermin, <em>“un romanzo fantasy su un gruppo di esploratori in viaggio per il mondo, dal quale il nostro gioco ha preso ispirazione”</em></p><p>Il libro citato (scritto da Alain Damasio, noto in Italia come La Horde del Vento) segue una compagnia di avventurieri che sfida venti impetuosi attraversando territori sconosciuti – un chiaro parallelo con la trama di Clair Obscur: Expedition 33, in cui <strong>Gustave e i suoi compagni dell’Spedizione 33 viaggiano in terre misteriose e pericolose</strong> alla ricerca di un modo per spezzare una maledizione. Questa influenza letteraria arricchisce la componente narrativa del gioco, aggiungendo temi e suggestioni prese dalla tradizione fantasy francese contemporanea. </p><p>Il team di Sandfall ha volutamente evitato uno stile “anime” per la direzione artistica, attingendo invece al proprio retroterra culturale</p><div><blockquote><p>non volevamo imitare lo stile manga dei giochi giapponesi... Abbiamo adottato un’ispirazione Belle Époque dei primi del ‘900 con elementi art déco mescolati all’high fantasy, iterando fino a trovare la nostra unicità artistica</p><p>François Meurisse, COO e producer di Sandfall Interactive</p></blockquote></div><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4224px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="49eJq5frxfRRisAur89Szd" name="1741002233.jpg" alt="A screenshot of the party members from Clair Obscur: Expedition 33" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/49eJq5frxfRRisAur89Szd-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4224" height="2376" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Sandfall Interactive)</span></figcaption></figure><h2 id="visione-creativa-e-posizionamento-unico">Visione creativa e posizionamento unico</h2><p>Sin dall’inizio Sandfall Interactive ha avuto una <strong>visione chiara e distintiva</strong> per <strong>Clair Obscur: Expedition 33</strong>: creare un JRPG a turni innovativo, che rendesse omaggio ai classici ma al contempo offrisse qualcosa di <strong>unico e memorabile. </strong></p><p><em>“Tutte queste influenze (e molte altre) hanno plasmato la nostra visione originale del gioco e ci hanno permesso di sviluppare qualcosa che risultasse completamente unico per i giocatori”</em>, <a href="https://www.unrealengine.com/en-US/developer-interviews/inside-the-development-journey-of-clair-obscur-expedition-33" target="_blank">afferma</a> Guillermin. </p><p>Come già detto, il risultato è un titolo che, pur costruito <em>“sull’eredità dei JRPG”</em>, mescola elementi eterogenei dando vita a un’esperienza diversa da qualsiasi altro RPG contemporaneo. Ad esempio, il gameplay combina la <strong>struttura a turni classica</strong> (retaggio di <em>Final Fantasy</em> e affini) con <strong>feature action moderne</strong> ispirate ai soulslike, creando un ibrido difficilmente riscontrabile altrove. Allo stesso modo, lo <strong>stile artistico</strong> rinuncia volutamente al look anime tipico dei JRPG nipponici per abbracciare un’estetica europea inedita nel genere, una scelta che contribuisce a far spiccare Clair Obscur rispetto ad altri titoli di ruolo odierni. </p><p>Un altro elemento del posizionamento unico di <em>Expedition 33</em> è la sua <strong>natura di JRPG “occidentale”</strong>. Broche e soci, da appassionati di giochi giapponesi, hanno creato un RPG a turni in Francia riuscendo però a <strong>conquistare anche il pubblico giapponese,</strong> impresa tutt’altro che comune. <em>“Sono più felice che il gioco sia stato accettato dai giocatori in Giappone di quanto lo sia per il suo successo in qualsiasi altro paese”</em>,<a href="https://news.denfaminicogamer.jp/interview/2505223a" target="_blank"> confessa Broche</a> parlando dell’accoglienza post-lancio. </p><p>Questa dichiarazione riflette la soddisfazione del team nell’aver realizzato un’opera capace di <em>parlare</em> ai fan dei JRPG in madrepatria dei grandi classici che l’hanno ispirata. In effetti, Clair Obscur: Expedition 33 è stato accolto in patria (e nel mondo) come uno dei migliori JRPG degli ultimi anni, tanto da venir paragonato da alcuni addetti ai lavori a un <em>“Baldur’s Gate 3 dei JRPG”</em> per qualità e impatto. </p><p>Sandfall Interactive ha saputo incanalare il proprio amore per il genere in una creazione originale: Clair Obscur: Expedition 33 si pone come <strong>ponte tra Oriente e Occidente nell’ambito degli RPG</strong>, un tributo ai giganti del passato (da Final Fantasy a Persona) che al contempo rinnova la formula con idee e sensibilità nuove. <em>“Il gameplay proviene dall’eredità dei JRPG, ma volevamo sin dall’inizio realizzare un gioco nostro, con una direzione artistica basata sulle nostre influenze... L’ispirazioni della Belle Époque e dell'art déco mescolata all’high fantasy ci ha aiutato a costruire la nostra identità”</em> spiega Meurisse. Questa filosofia, <em>fare il gioco che avremmo sempre voluto giocare noi stessi, </em>ha guidato il team lungo tutto lo sviluppo e ha dato i suoi frutti. Il risultato è un RPG che omaggia il passato ma non teme di <strong>osare</strong>, rivendicando con orgoglio la propria identità distintiva nel panorama videoludico attuale.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ GTA 6 - Cinque cose che abbiamo scoperto dal nuovo trailer ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Grand Theft Auto 6, uno dei giochi più attesi di sempre, è stato ufficialmente rinviato e arriverà il 26 maggio 2026. L'attesa sarà lunga, ma Rockstar Games ha deciso di compensarla pubblicando un nuovo trailer che offre un'anteprima estesa del gioco.</p><p>Nel video, della durata di circa due minuti e mezzo, si possono osservare nuovi scorci di Vice City, i primi dettagli sulla trama e l'introduzione di numerosi personaggi inediti. Il trailer è stato rilasciato insieme a un sito ufficiale aggiornato, ricco di nuove informazioni.</p><p>Ecco i cinque elementi principali che emergono da tutto il materiale pubblicato finora.</p><h2 id="1-ora-conosciamo-meglio-i-due-protagonisti">1. Ora conosciamo meglio i due protagonisti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MBayS5oXRHnkcAeeS7NAe8" name="lucia2" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MBayS5oXRHnkcAeeS7NAe8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="576" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Abbiamo conosciuto Jason e Lucia fin dal primo annuncio nel 2023, ma ora Rockstar ha finalmente svelato i loro nomi completi: Jason Duval e Lucia Caminos.</p><p>Le descrizioni ufficiali approfondiscono la loro relazione e i rispettivi retroscena. Jason è cresciuto in mezzo a truffatori e criminali. Dopo un periodo nell’esercito, ha iniziato a lavorare per dei trafficanti nella zona delle Keys. Il suo obiettivo? Una vita tranquilla, anche se continua a ritrovarsi nei guai. L’incontro con Lucia potrebbe cambiare tutto, nel bene o nel male.</p><p>Lucia, invece, ha imparato a combattere fin da bambina grazie al padre. Dopo essere finita in prigione per proteggere la sua famiglia, è stata rilasciata per un colpo di fortuna. Adesso ha un obiettivo preciso: realizzare quel sogno di una vita migliore che sua madre coltivava sin dai tempi di Liberty City. È pronta a tutto per riuscirci.</p><h2 id="2-i-primi-dettagli-sulla-trama-sono-stati-svelati">2. I primi dettagli sulla trama sono stati svelati</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cFUFUM7MEQK9woCfPM8Ji8" name="lucia3" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cFUFUM7MEQK9woCfPM8Ji8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Rockstar ha finalmente pubblicato anche una breve sinossi ufficiale, che offre un’idea generale della trama alla base di Grand Theft Auto 6. Al centro della storia ci sono Jason e Lucia, protagonisti in stile Bonnie e Clyde, coinvolti in una cospirazione criminale che attraversa l’intero stato di Leonida.</p><p>La descrizione recita: "Jason e Lucia hanno sempre saputo che il destino era contro di loro. Ma quando un colpo facile va storto, si ritrovano nel lato più oscuro del posto più soleggiato d’America, coinvolti in una cospirazione che si estende in tutto lo stato di Leonida — costretti a fare affidamento l’uno sull’altra più che mai, se vogliono uscirne vivi."</p><h2 id="3-vice-city-e-ufficialmente-tornata">3. Vice City è ufficialmente tornata</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Wq65USuQubnhq3v2pqdPk8" name="leonidakeys1" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Wq65USuQubnhq3v2pqdPk8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>GTA 6 sarà ambientato a Vice City, l’iconica metropoli ispirata a Miami già apparsa nel capitolo del 2002 Grand Theft Auto: Vice City. Questa volta, però, sarà solo una parte dell’intero scenario di gioco, che comprenderà diverse nuove località all’interno dello stato immaginario di Leonida.</p><p>Oltre alla città principale, il nuovo trailer mostra alcune delle aree esplorabili più importanti. C’è Leonida Keys, l’arcipelago tropicale dove Jason lavora per i trafficanti locali, descritto come uno dei luoghi più belli e pericolosi degli Stati Uniti. Seguono i Grassrivers, una zona paludosa popolata da alligatori e criminali, e Port Gellhorn, una cittadina costiera decadente con motel economici, attrazioni abbandonate e centri commerciali vuoti.</p><p>Ambrosia rappresenta invece il lato industriale dello stato, dominata da una grande raffineria di zucchero e da una gang di motociclisti. Infine, il Mount Kalaga National Park è un vasto parco naturale al confine nord, ideale per caccia, pesca e fuoristrada, abitato da mistici isolati e complottisti che vogliono vivere lontano dagli occhi del governo.</p><h2 id="4-nuovi-personaggi">4. Nuovi personaggi </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4UJG5x8Xu6jCuuu24XJvCA" name="realdimez4" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4UJG5x8Xu6jCuuu24XJvCA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Oltre a offrire un nuovo sguardo su Jason e Lucia, il trailer ha introdotto una serie di personaggi secondari che giocheranno un ruolo importante nella storia di GTA 6. Rockstar ne ha evidenziati sette in particolare, tutti presenti nel nuovo filmato.</p><p>Cal Hampton è un amico di Jason e lavora con Brian. Preferisce restare a casa ad ascoltare le comunicazioni della Guardia Costiera, con una birra in mano e qualche scheda privata aperta nel browser. Il suo legame con Jason suggerisce che sarà una presenza ricorrente nel gioco.</p><p>Boobie Ike è una figura leggendaria a Vice City: dopo aver lasciato la strada, è riuscito a costruire un impero legittimo che comprende immobili, un night club e uno studio di registrazione. Collabora con Dre'Quan Priest, un giovane produttore musicale, con cui ha fondato l’etichetta Only Raw Records.</p><p>Bae-Luxe e Roxy, note anche come Real Dimez, sono due amiche d’infanzia che hanno trasformato la loro esperienza con piccoli crimini locali in una carriera musicale grazie al rap e a una forte presenza sui social. Hanno anche avuto un primo successo con il rapper DWNPLY.</p><p>Raul Bautista è un rapinatore di banche veterano, sempre alla ricerca di persone disposte a rischiare per ottenere grandi guadagni. Nel trailer appare insieme a Jason e Lucia durante un colpo, il che lascia intuire un ruolo centrale nella trama.</p><p>Infine, Brian Heder è un trafficante di droga attivo sin dai tempi d’oro del contrabbando nelle Keys. Gestisce ancora i suoi affari da un cantiere nautico insieme alla terza moglie, Lori. Concede a Jason l’uso gratuito di una delle sue proprietà, a patto che si occupi delle estorsioni locali e tenga compagnia a Lori.</p><h2 id="5-tutte-le-sequenze-mostrate-nel-trailer-sono-state-catturate-su-playstation-5">5. Tutte le sequenze mostrate nel trailer sono state catturate su PlayStation 5</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="C6FYLyxfe6sb75b5iid5f8" name="mountkalaga2" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/C6FYLyxfe6sb75b5iid5f8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Alla fine del trailer di GTA 6 è stato confermato che tutte le sequenze mostrate sono state catturate su una PlayStation 5 standard, non sulla versione Pro. Le immagini di gioco appaiono estremamente dettagliate, ma non sono stati forniti dettagli sul frame rate o sulle modalità grafiche disponibili. Il titolo è in sviluppo da circa sette anni e, secondo Bloomberg, Rockstar avrebbe deciso di posticipare l’uscita di un anno per evitare periodi di crunch lavorativo intenso. Con un altro anno a disposizione per l’ottimizzazione, ci si aspetta che la versione finale possa raggiungere un livello tecnico molto elevato.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Vice City, protagonisti e primi dettagli di trama: Rockstar alza il sipario sulla sua prossima rivoluzione open world. ]]>
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                                                                        <pubDate>Wed, 07 May 2025 08:29:58 +0000</pubDate>                                                                                                                                                                                                                                <category><![CDATA[Gaming]]></category>
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                                <p>Grand Theft Auto 6, uno dei giochi più attesi di sempre, è stato ufficialmente rinviato e arriverà il 26 maggio 2026. L'attesa sarà lunga, ma Rockstar Games ha deciso di compensarla pubblicando un nuovo trailer che offre un'anteprima estesa del gioco.</p><p>Nel video, della durata di circa due minuti e mezzo, si possono osservare nuovi scorci di Vice City, i primi dettagli sulla trama e l'introduzione di numerosi personaggi inediti. Il trailer è stato rilasciato insieme a un sito ufficiale aggiornato, ricco di nuove informazioni.</p><p>Ecco i cinque elementi principali che emergono da tutto il materiale pubblicato finora.</p><h2 id="1-ora-conosciamo-meglio-i-due-protagonisti">1. Ora conosciamo meglio i due protagonisti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1024px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="MBayS5oXRHnkcAeeS7NAe8" name="lucia2" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/MBayS5oXRHnkcAeeS7NAe8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1024" height="576" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Abbiamo conosciuto Jason e Lucia fin dal primo annuncio nel 2023, ma ora Rockstar ha finalmente svelato i loro nomi completi: Jason Duval e Lucia Caminos.</p><p>Le descrizioni ufficiali approfondiscono la loro relazione e i rispettivi retroscena. Jason è cresciuto in mezzo a truffatori e criminali. Dopo un periodo nell’esercito, ha iniziato a lavorare per dei trafficanti nella zona delle Keys. Il suo obiettivo? Una vita tranquilla, anche se continua a ritrovarsi nei guai. L’incontro con Lucia potrebbe cambiare tutto, nel bene o nel male.</p><p>Lucia, invece, ha imparato a combattere fin da bambina grazie al padre. Dopo essere finita in prigione per proteggere la sua famiglia, è stata rilasciata per un colpo di fortuna. Adesso ha un obiettivo preciso: realizzare quel sogno di una vita migliore che sua madre coltivava sin dai tempi di Liberty City. È pronta a tutto per riuscirci.</p><h2 id="2-i-primi-dettagli-sulla-trama-sono-stati-svelati">2. I primi dettagli sulla trama sono stati svelati</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cFUFUM7MEQK9woCfPM8Ji8" name="lucia3" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cFUFUM7MEQK9woCfPM8Ji8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Rockstar ha finalmente pubblicato anche una breve sinossi ufficiale, che offre un’idea generale della trama alla base di Grand Theft Auto 6. Al centro della storia ci sono Jason e Lucia, protagonisti in stile Bonnie e Clyde, coinvolti in una cospirazione criminale che attraversa l’intero stato di Leonida.</p><p>La descrizione recita: "Jason e Lucia hanno sempre saputo che il destino era contro di loro. Ma quando un colpo facile va storto, si ritrovano nel lato più oscuro del posto più soleggiato d’America, coinvolti in una cospirazione che si estende in tutto lo stato di Leonida — costretti a fare affidamento l’uno sull’altra più che mai, se vogliono uscirne vivi."</p><h2 id="3-vice-city-e-ufficialmente-tornata">3. Vice City è ufficialmente tornata</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:3840px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Wq65USuQubnhq3v2pqdPk8" name="leonidakeys1" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Wq65USuQubnhq3v2pqdPk8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="3840" height="2160" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>GTA 6 sarà ambientato a Vice City, l’iconica metropoli ispirata a Miami già apparsa nel capitolo del 2002 Grand Theft Auto: Vice City. Questa volta, però, sarà solo una parte dell’intero scenario di gioco, che comprenderà diverse nuove località all’interno dello stato immaginario di Leonida.</p><p>Oltre alla città principale, il nuovo trailer mostra alcune delle aree esplorabili più importanti. C’è Leonida Keys, l’arcipelago tropicale dove Jason lavora per i trafficanti locali, descritto come uno dei luoghi più belli e pericolosi degli Stati Uniti. Seguono i Grassrivers, una zona paludosa popolata da alligatori e criminali, e Port Gellhorn, una cittadina costiera decadente con motel economici, attrazioni abbandonate e centri commerciali vuoti.</p><p>Ambrosia rappresenta invece il lato industriale dello stato, dominata da una grande raffineria di zucchero e da una gang di motociclisti. Infine, il Mount Kalaga National Park è un vasto parco naturale al confine nord, ideale per caccia, pesca e fuoristrada, abitato da mistici isolati e complottisti che vogliono vivere lontano dagli occhi del governo.</p><h2 id="4-nuovi-personaggi">4. Nuovi personaggi </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4UJG5x8Xu6jCuuu24XJvCA" name="realdimez4" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4UJG5x8Xu6jCuuu24XJvCA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Oltre a offrire un nuovo sguardo su Jason e Lucia, il trailer ha introdotto una serie di personaggi secondari che giocheranno un ruolo importante nella storia di GTA 6. Rockstar ne ha evidenziati sette in particolare, tutti presenti nel nuovo filmato.</p><p>Cal Hampton è un amico di Jason e lavora con Brian. Preferisce restare a casa ad ascoltare le comunicazioni della Guardia Costiera, con una birra in mano e qualche scheda privata aperta nel browser. Il suo legame con Jason suggerisce che sarà una presenza ricorrente nel gioco.</p><p>Boobie Ike è una figura leggendaria a Vice City: dopo aver lasciato la strada, è riuscito a costruire un impero legittimo che comprende immobili, un night club e uno studio di registrazione. Collabora con Dre'Quan Priest, un giovane produttore musicale, con cui ha fondato l’etichetta Only Raw Records.</p><p>Bae-Luxe e Roxy, note anche come Real Dimez, sono due amiche d’infanzia che hanno trasformato la loro esperienza con piccoli crimini locali in una carriera musicale grazie al rap e a una forte presenza sui social. Hanno anche avuto un primo successo con il rapper DWNPLY.</p><p>Raul Bautista è un rapinatore di banche veterano, sempre alla ricerca di persone disposte a rischiare per ottenere grandi guadagni. Nel trailer appare insieme a Jason e Lucia durante un colpo, il che lascia intuire un ruolo centrale nella trama.</p><p>Infine, Brian Heder è un trafficante di droga attivo sin dai tempi d’oro del contrabbando nelle Keys. Gestisce ancora i suoi affari da un cantiere nautico insieme alla terza moglie, Lori. Concede a Jason l’uso gratuito di una delle sue proprietà, a patto che si occupi delle estorsioni locali e tenga compagnia a Lori.</p><h2 id="5-tutte-le-sequenze-mostrate-nel-trailer-sono-state-catturate-su-playstation-5">5. Tutte le sequenze mostrate nel trailer sono state catturate su PlayStation 5</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="C6FYLyxfe6sb75b5iid5f8" name="mountkalaga2" alt="Grand Theft Auto 6" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/C6FYLyxfe6sb75b5iid5f8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Rockstar Games)</span></figcaption></figure><p>Alla fine del trailer di GTA 6 è stato confermato che tutte le sequenze mostrate sono state catturate su una PlayStation 5 standard, non sulla versione Pro. Le immagini di gioco appaiono estremamente dettagliate, ma non sono stati forniti dettagli sul frame rate o sulle modalità grafiche disponibili. Il titolo è in sviluppo da circa sette anni e, secondo Bloomberg, Rockstar avrebbe deciso di posticipare l’uscita di un anno per evitare periodi di crunch lavorativo intenso. Con un altro anno a disposizione per l’ottimizzazione, ci si aspetta che la versione finale possa raggiungere un livello tecnico molto elevato.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ Final Fantasy IX - un remake per rinascere?  ]]></title>
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Secondo diverse fonti, il remake di Final Fantasy IX sarebbe già in sviluppo da tempo, e il suo annuncio potrebbe essere imminente. </p><p>Ma se questa notizia è destinata a fare rumore, è perché <strong>Final Fantasy IX ha un valore particolare</strong>, forse unico, nella storia della saga. In un momento in cui Final Fantasy continua a reinventarsi tra derive action, narrazioni spezzate e identità incerte, il ritorno del nono capitolo assume un significato più profondo. Non è solo uno dei giochi più amati dai fan di lungo corso: è anche il capitolo che più di ogni altro ha saputo tenere insieme passato e futuro, tradizione e innovazione, semplicità e maturità. </p><p>In una saga che da anni rincorre direzioni sempre nuove, forse è proprio guardando a Final Fantasy IX che si può ritrovare il senso di tutto. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:540px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.00%;"><img id="trYGv8rpf73ZevWJXCCudS" name="final fantasy ix" alt="final fantasy ix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/trYGv8rpf73ZevWJXCCudS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="540" height="324" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: final fantasy ix)</span></figcaption></figure><h2 id="un-ritorno-consapevole-alle-origini">Un ritorno consapevole alle origini </h2><p>Quando Final Fantasy IX uscì nel 2000, fu accolto come un ritorno alle origini. Dopo due episodi che avevano proiettato la saga in direzioni nuove - Final Fantasy VII con la sua ambientazione cupa e industriale, e Final Fantasy VIII con un mondo realistico, scolpito sul volto di personaggi dai tratti umani - <strong>il nono capitolo colpì per la sua scelta stilistica:</strong> ambientazioni medievali, colori accesi, protagonisti dai tratti caricaturali, quasi da illustrazione per ragazzi. </p><p><strong>Non era però un semplice omaggio o un vezzo grafico, era una presa di posizione. </strong></p><p>Hironobu Sakaguchi, mente creativa della saga, volle costruire FFIX come <strong>una celebrazione consapevole delle radici della serie:</strong> un modo per chiudere un ciclo, per ringraziare i fan di lunga data e salutare un’epoca. Mentre Square si preparava alla transizione verso nuove tecnologie, nuovi team e una nuova filosofia creativa, <strong>FFIX si voltava indietro con rispetto</strong>, ma senza rinunciare alla spinta innovativa. </p><p>Il contrasto con <strong>Final Fantasy VIII </strong>non era solo estetico, ma anche strutturale. Dove l’ottavo capitolo sperimentava un impianto più cinematografico, un sistema di crescita atipico e un tono emotivamente più chiuso, FFIX tornava a una formula più leggibile, con una narrazione corale, un party fisso e un sistema di abilità ispirato ai primi episodi. <strong>Un'impostazione che sarebbe stata poi raccolta e affinata da Final Fantasy X</strong>, segnando l’inizio di una nuova coerenza, ma anche la definitiva chiusura di un’epoca. </p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uPSj6zzALgAeyz54jBTuMc-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GUhoyAEqBKPAMjxTfYy9TD-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EuR3EqGYPioBk79g2i8sjN-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iaNCgg3reSHf5aTwKmc6QQ-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/c4Ud6ryJnxbqEsyszS4wDS-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bda9H4oqxyrG7TwhXStxBU-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure></figure><h2 id="una-direzione-artistica-senza-tempo">Una direzione artistica senza tempo </h2><p>Uno degli aspetti più sottovalutati di Final Fantasy IX è la sua direzione artistica. Dopo due episodi sempre più proiettati verso il realismo - con modelli proporzionati, ambientazioni urbane e atmosfere cinematografiche - <strong>FFIX riscopriva l’immaginario fiabesco e surreale delle origini</strong>. Non lo faceva per semplificare, ma per distinguersi. </p><p>I personaggi tornavano a proporzioni volutamente esagerate, con silhouette riconoscibili e tratti quasi illustrati, eredità diretta del lavoro di Yoshitaka Amano, il cui stile etereo ha ispirato tutta l’identità visiva della saga. Nonostante il passaggio al 3D, FFIX fu il primo capitolo a cercare attivamente di tradurre quell’estetica onirica in un mondo esplorabile, popolato da città vive, creature non convenzionali e una natura stilizzata che sembrava uscita da un libro illustrato. </p><p>Il risultato è un mondo che ancora oggi conserva un’identità fortissima: dal castello sospeso di Alexandria ai villaggi immersi nel verde come Dali, passando per scenari come Burmecia o Terra, <strong>ogni zona comunica un tono</strong>, un’atmosfera, una poetica precisa. Un universo coeso, pieno di vita e significato, dove anche i colori raccontano. </p><p><strong>A dare anima a questo mondo è la colonna sonora di Nobuo Uematsu</strong>, che in FFIX firma una delle sue prove più intime e versatili. Dai temi leggeri e spensierati alle melodie malinconiche che accompagnano i momenti più toccanti, la musica qui non accompagna soltanto: racconta, definisce i luoghi, lega i personaggi, e spesso parla dove le parole non arrivano. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cubdFusbh3VVkqFg7vKVac" name="final fantasy ix" alt="final fantasy ix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cubdFusbh3VVkqFg7vKVac-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: final fantasy ix)</span></figcaption></figure><h2 id="un-racconto-leggero-che-parla-di-cose-profonde">Un racconto leggero che parla di cose profonde </h2><p>A prima vista, Final Fantasy IX può sembrare il più semplice, quasi infantile, tra i capitoli della saga. Il tono giocoso, l’umorismo leggero, i personaggi buffi e le scenografie da fiaba <strong>danno l’impressione di trovarsi davanti a una storia spensierata</strong>. Ma basta poco per capire che sotto questa superficie si muovono tematiche profonde, mature, e spesso esistenziali. </p><p>Il gioco affronta il tema dell’identità in tutte le sue sfumature. Zidane, il protagonista, non è un eroe prescelto o un guerriero tormentato: è un ladro spavaldo che scopre progressivamente le proprie origini, il proprio scopo e il proprio valore. Vivi, uno dei personaggi più amati dell’intera saga, è una creatura artificiale <strong>che si interroga sul significato della vita e sulla paura della morte</strong>. Garnet affronta il conflitto tra il dovere e la libertà personale, Steiner è combattuto tra obbedienza cieca e coscienza, Kuja è un antagonista che riflette sul senso della propria esistenza in modo tragicamente umano. </p><p>Questi temi non vengono mai sbattuti in faccia al giocatore. Vengono suggeriti, raccontati con delicatezza, fatti vivere attraverso il viaggio. In questo, FFIX riesce dove molti altri falliscono: <strong>non sacrifica l’emozione alla filosofia, né l’intrattenimento alla profondità</strong>. Riesce a toccare argomenti universali (vita, morte, paura, solitudine, memoria) con una grazia rara, che non ha bisogno di toni cupi o di svolte drammatiche forzate per colpire nel segno. </p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5pFk2jjSVjJh7QmdmWnnHa-1920-80.jpg" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/37k5FkoVaTPwWyTG8TgzuY-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JxMTbkxbJMXGbzndMJUHi5-1920-80.webp" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Hhd7zYoVRGiziUpJzMgw94-1920-80.jpg" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CjHAm5bzTmDAWa8G6dL7Jn-1920-80.jpg" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5snsqJs54TgvPwnCHEFS7i-1920-80.jpg" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure></figure><h2 id="un-gameplay-ponte-tra-due-epoche">Un gameplay ponte tra due epoche </h2><p>Se lo stile visivo e i temi narrativi di Final Fantasy IX guardavano al passato, il suo gameplay rappresentava invece un punto d’equilibrio tra la tradizione della saga e le esigenze di un pubblico ormai abituato a una maggiore fluidità. In un momento in cui Final Fantasy stava cercando nuove strade per reinventarsi, <strong>FFIX fece una scelta netta: non rivoluzionare, ma rifinire. </strong></p><p>Il sistema di combattimento basato sull’Active Time Battle era familiare ai giocatori storici, ma venne reso più leggibile e funzionale. Ogni personaggio aveva un ruolo definito - niente classi intercambiabili, nessuna libertà totale nella personalizzazione - e questo permetteva di <strong>costruire un party dove ogni identità ludica era coerente con quella narrativa</strong>. Vivi lanciava magie, Steiner colpiva con forza bruta, Zidane era veloce e astuto: il sistema non cercava la flessibilità a tutti i costi, ma la coerenza. </p><p>Il cuore del sistema era però quello delle Abilità, legate all’equipaggiamento. Ogni arma, armatura o accessorio conteneva una o più abilità da "assorbire" con l’esperienza. Una meccanica semplice, ma che dava senso a ogni oggetto trovato, incentivava la sperimentazione e obbligava il giocatore a pensare in prospettiva, senza mai appesantire il ritmo. Il risultato era un gioco accessibile, ma non banale, che riusciva a offrire una progressione soddisfacente senza la complessità a volte frustrante dei suoi predecessori. </p><p>In questo senso, <strong>Final Fantasy IX fu anche un ponte verso il futuro</strong>. Molti dei suoi elementi - come l’associazione tra oggetti e abilità, o la struttura narrativa più lineare - sarebbero stati ripresi e sviluppati nel successivo Final Fantasy X, segnando l’inizio di una nuova era per la saga. Ma mentre il decimo capitolo guardava avanti, <strong>FFIX si prendeva il tempo di salutare tutto ciò che stava per lasciare indietro. </strong></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:664px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:70.63%;"><img id="tLbanZ8Cz7FTJzhvmiu2U7" name="final fantasy ix" alt="final fantasy ix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tLbanZ8Cz7FTJzhvmiu2U7-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="664" height="469" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: final fantasy ix)</span></figcaption></figure><h2 id="un-eredita-silenziosa">Un’eredità silenziosa </h2><p>Final Fantasy IX non è mai stato il capitolo più citato, né il più sfruttato da Square Enix nei decenni successivi. <strong>Nessuno spin-off, nessun sequel, nessun progetto crossmediale di rilievo</strong>. Rispetto al settimo e all’ottavo episodio, che hanno goduto di un’esposizione mediatica continua (tra film, rifacimenti, giochi paralleli e apparizioni nei crossover) FFIX è rimasto ai margini del palcoscenico, quasi dimenticato dalla casa madre. </p><p>Eppure, per una parte sempre più ampia della fanbase, <strong>il nono episodio è diventato nel tempo un punto di riferimento silenzioso</strong>. Un gioco che non ha mai avuto bisogno di urlare per farsi ricordare. Le sue atmosfere, i suoi personaggi, la sua musica e il suo messaggio si sono sedimentati nei ricordi di chi lo ha vissuto con attenzione. E a distanza di anni, continuano a emergere con forza ogni volta che si parla di cosa Final Fantasy dovrebbe essere. </p><p>Lo dimostrano le costanti richieste di un remake da parte dei fan, la crescente rivalutazione della critica, le apparizioni simboliche in titoli come Kingdom Hearts II o Dissidia, e la reazione emotiva che ogni riferimento ufficiale suscita ancora oggi. <strong>Final Fantasy IX è diventato una specie di parola d’ordine</strong> tra chi cerca qualcosa che vada oltre lo spettacolo, oltre il sistema di combattimento, oltre la grafica: un racconto che parla al giocatore senza il bisogno di stupirlo continuamente. </p><p>Se Final Fantasy IX ha ricevuto meno attenzione ufficiale rispetto ad altri capitoli, non è certo per mancanza di qualità. Forse il motivo è che si è sempre mosso in una zona di mezzo: <strong>non abbastanza rivoluzionario da diventare simbolo di una svolta, né abbastanza commerciale da diventare bandiera della saga</strong>. Ma proprio per questo, oggi più che mai, rappresenta un punto d’equilibrio prezioso, quello in cui la serie riusciva ancora a raccontare con coerenza, cuore e stile ciò che voleva essere. </p> ]]></dc:content>
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                                                                            <description>
                            <![CDATA[ In un'epoca in cui Final Fantasy ha smarrito il suo centro, il ritorno del nono capitolo può riportare equilibrio tra memoria e visione. ]]>
                                                                                                            </description>
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                                <p>Negli ultimi giorni, <strong>Square Enix ha acceso l’entusiasmo dei fan</strong> pubblicando<a href="https://x.com/SquareEnix/status/1909229750176075791?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1909229750176075791%7Ctwgr%5Ec291099f55491eb24c263e3d9a73cc4843f9e3b0%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fmultiplayer.it%2Fnotizie%2Fil-remake-di-final-fantasy-9-potrebbe-essere-in-arrivo-stando-allultimo-teaser-di-square-enix.html" target="_blank"> sui propri canali</a> una delle citazioni più iconiche di Final Fantasy IX: “My memories will be part of the sky”. Un omaggio improvviso, che ha immediatamente riacceso le speculazioni su un remake, supportate da mesi di leak, rumor e datamine sempre più consistenti. </p><p>Non si tratta solo del 25º anniversario del gioco, celebrato con merchandise ufficiale, artbook, peluche e una nuova edizione della colonna sonora. Secondo diverse fonti, il remake di Final Fantasy IX sarebbe già in sviluppo da tempo, e il suo annuncio potrebbe essere imminente. </p><p>Ma se questa notizia è destinata a fare rumore, è perché <strong>Final Fantasy IX ha un valore particolare</strong>, forse unico, nella storia della saga. In un momento in cui Final Fantasy continua a reinventarsi tra derive action, narrazioni spezzate e identità incerte, il ritorno del nono capitolo assume un significato più profondo. Non è solo uno dei giochi più amati dai fan di lungo corso: è anche il capitolo che più di ogni altro ha saputo tenere insieme passato e futuro, tradizione e innovazione, semplicità e maturità. </p><p>In una saga che da anni rincorre direzioni sempre nuove, forse è proprio guardando a Final Fantasy IX che si può ritrovare il senso di tutto. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:540px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:60.00%;"><img id="trYGv8rpf73ZevWJXCCudS" name="final fantasy ix" alt="final fantasy ix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/trYGv8rpf73ZevWJXCCudS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="540" height="324" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: final fantasy ix)</span></figcaption></figure><h2 id="un-ritorno-consapevole-alle-origini">Un ritorno consapevole alle origini </h2><p>Quando Final Fantasy IX uscì nel 2000, fu accolto come un ritorno alle origini. Dopo due episodi che avevano proiettato la saga in direzioni nuove - Final Fantasy VII con la sua ambientazione cupa e industriale, e Final Fantasy VIII con un mondo realistico, scolpito sul volto di personaggi dai tratti umani - <strong>il nono capitolo colpì per la sua scelta stilistica:</strong> ambientazioni medievali, colori accesi, protagonisti dai tratti caricaturali, quasi da illustrazione per ragazzi. </p><p><strong>Non era però un semplice omaggio o un vezzo grafico, era una presa di posizione. </strong></p><p>Hironobu Sakaguchi, mente creativa della saga, volle costruire FFIX come <strong>una celebrazione consapevole delle radici della serie:</strong> un modo per chiudere un ciclo, per ringraziare i fan di lunga data e salutare un’epoca. Mentre Square si preparava alla transizione verso nuove tecnologie, nuovi team e una nuova filosofia creativa, <strong>FFIX si voltava indietro con rispetto</strong>, ma senza rinunciare alla spinta innovativa. </p><p>Il contrasto con <strong>Final Fantasy VIII </strong>non era solo estetico, ma anche strutturale. Dove l’ottavo capitolo sperimentava un impianto più cinematografico, un sistema di crescita atipico e un tono emotivamente più chiuso, FFIX tornava a una formula più leggibile, con una narrazione corale, un party fisso e un sistema di abilità ispirato ai primi episodi. <strong>Un'impostazione che sarebbe stata poi raccolta e affinata da Final Fantasy X</strong>, segnando l’inizio di una nuova coerenza, ma anche la definitiva chiusura di un’epoca. </p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/uPSj6zzALgAeyz54jBTuMc-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/GUhoyAEqBKPAMjxTfYy9TD-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/EuR3EqGYPioBk79g2i8sjN-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/iaNCgg3reSHf5aTwKmc6QQ-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/c4Ud6ryJnxbqEsyszS4wDS-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/bda9H4oqxyrG7TwhXStxBU-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure></figure><h2 id="una-direzione-artistica-senza-tempo">Una direzione artistica senza tempo </h2><p>Uno degli aspetti più sottovalutati di Final Fantasy IX è la sua direzione artistica. Dopo due episodi sempre più proiettati verso il realismo - con modelli proporzionati, ambientazioni urbane e atmosfere cinematografiche - <strong>FFIX riscopriva l’immaginario fiabesco e surreale delle origini</strong>. Non lo faceva per semplificare, ma per distinguersi. </p><p>I personaggi tornavano a proporzioni volutamente esagerate, con silhouette riconoscibili e tratti quasi illustrati, eredità diretta del lavoro di Yoshitaka Amano, il cui stile etereo ha ispirato tutta l’identità visiva della saga. Nonostante il passaggio al 3D, FFIX fu il primo capitolo a cercare attivamente di tradurre quell’estetica onirica in un mondo esplorabile, popolato da città vive, creature non convenzionali e una natura stilizzata che sembrava uscita da un libro illustrato. </p><p>Il risultato è un mondo che ancora oggi conserva un’identità fortissima: dal castello sospeso di Alexandria ai villaggi immersi nel verde come Dali, passando per scenari come Burmecia o Terra, <strong>ogni zona comunica un tono</strong>, un’atmosfera, una poetica precisa. Un universo coeso, pieno di vita e significato, dove anche i colori raccontano. </p><p><strong>A dare anima a questo mondo è la colonna sonora di Nobuo Uematsu</strong>, che in FFIX firma una delle sue prove più intime e versatili. Dai temi leggeri e spensierati alle melodie malinconiche che accompagnano i momenti più toccanti, la musica qui non accompagna soltanto: racconta, definisce i luoghi, lega i personaggi, e spesso parla dove le parole non arrivano. </p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1280px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="cubdFusbh3VVkqFg7vKVac" name="final fantasy ix" alt="final fantasy ix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/cubdFusbh3VVkqFg7vKVac-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1280" height="720" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: final fantasy ix)</span></figcaption></figure><h2 id="un-racconto-leggero-che-parla-di-cose-profonde">Un racconto leggero che parla di cose profonde </h2><p>A prima vista, Final Fantasy IX può sembrare il più semplice, quasi infantile, tra i capitoli della saga. Il tono giocoso, l’umorismo leggero, i personaggi buffi e le scenografie da fiaba <strong>danno l’impressione di trovarsi davanti a una storia spensierata</strong>. Ma basta poco per capire che sotto questa superficie si muovono tematiche profonde, mature, e spesso esistenziali. </p><p>Il gioco affronta il tema dell’identità in tutte le sue sfumature. Zidane, il protagonista, non è un eroe prescelto o un guerriero tormentato: è un ladro spavaldo che scopre progressivamente le proprie origini, il proprio scopo e il proprio valore. Vivi, uno dei personaggi più amati dell’intera saga, è una creatura artificiale <strong>che si interroga sul significato della vita e sulla paura della morte</strong>. Garnet affronta il conflitto tra il dovere e la libertà personale, Steiner è combattuto tra obbedienza cieca e coscienza, Kuja è un antagonista che riflette sul senso della propria esistenza in modo tragicamente umano. </p><p>Questi temi non vengono mai sbattuti in faccia al giocatore. Vengono suggeriti, raccontati con delicatezza, fatti vivere attraverso il viaggio. In questo, FFIX riesce dove molti altri falliscono: <strong>non sacrifica l’emozione alla filosofia, né l’intrattenimento alla profondità</strong>. Riesce a toccare argomenti universali (vita, morte, paura, solitudine, memoria) con una grazia rara, che non ha bisogno di toni cupi o di svolte drammatiche forzate per colpire nel segno. </p><figure role="gallery"><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5pFk2jjSVjJh7QmdmWnnHa-1920-80.jpg" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/37k5FkoVaTPwWyTG8TgzuY-1920-80.png" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JxMTbkxbJMXGbzndMJUHi5-1920-80.webp" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Hhd7zYoVRGiziUpJzMgw94-1920-80.jpg" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CjHAm5bzTmDAWa8G6dL7Jn-1920-80.jpg" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure><figure><img src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/5snsqJs54TgvPwnCHEFS7i-1920-80.jpg" alt="final fantasy ix" /><figcaption><small role="credit">final fantasy ix</small></figcaption></figure></figure><h2 id="un-gameplay-ponte-tra-due-epoche">Un gameplay ponte tra due epoche </h2><p>Se lo stile visivo e i temi narrativi di Final Fantasy IX guardavano al passato, il suo gameplay rappresentava invece un punto d’equilibrio tra la tradizione della saga e le esigenze di un pubblico ormai abituato a una maggiore fluidità. In un momento in cui Final Fantasy stava cercando nuove strade per reinventarsi, <strong>FFIX fece una scelta netta: non rivoluzionare, ma rifinire. </strong></p><p>Il sistema di combattimento basato sull’Active Time Battle era familiare ai giocatori storici, ma venne reso più leggibile e funzionale. Ogni personaggio aveva un ruolo definito - niente classi intercambiabili, nessuna libertà totale nella personalizzazione - e questo permetteva di <strong>costruire un party dove ogni identità ludica era coerente con quella narrativa</strong>. Vivi lanciava magie, Steiner colpiva con forza bruta, Zidane era veloce e astuto: il sistema non cercava la flessibilità a tutti i costi, ma la coerenza. </p><p>Il cuore del sistema era però quello delle Abilità, legate all’equipaggiamento. Ogni arma, armatura o accessorio conteneva una o più abilità da "assorbire" con l’esperienza. Una meccanica semplice, ma che dava senso a ogni oggetto trovato, incentivava la sperimentazione e obbligava il giocatore a pensare in prospettiva, senza mai appesantire il ritmo. Il risultato era un gioco accessibile, ma non banale, che riusciva a offrire una progressione soddisfacente senza la complessità a volte frustrante dei suoi predecessori. </p><p>In questo senso, <strong>Final Fantasy IX fu anche un ponte verso il futuro</strong>. Molti dei suoi elementi - come l’associazione tra oggetti e abilità, o la struttura narrativa più lineare - sarebbero stati ripresi e sviluppati nel successivo Final Fantasy X, segnando l’inizio di una nuova era per la saga. Ma mentre il decimo capitolo guardava avanti, <strong>FFIX si prendeva il tempo di salutare tutto ciò che stava per lasciare indietro. </strong></p><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:664px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:70.63%;"><img id="tLbanZ8Cz7FTJzhvmiu2U7" name="final fantasy ix" alt="final fantasy ix" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/tLbanZ8Cz7FTJzhvmiu2U7-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="664" height="469" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: final fantasy ix)</span></figcaption></figure><h2 id="un-eredita-silenziosa">Un’eredità silenziosa </h2><p>Final Fantasy IX non è mai stato il capitolo più citato, né il più sfruttato da Square Enix nei decenni successivi. <strong>Nessuno spin-off, nessun sequel, nessun progetto crossmediale di rilievo</strong>. Rispetto al settimo e all’ottavo episodio, che hanno goduto di un’esposizione mediatica continua (tra film, rifacimenti, giochi paralleli e apparizioni nei crossover) FFIX è rimasto ai margini del palcoscenico, quasi dimenticato dalla casa madre. </p><p>Eppure, per una parte sempre più ampia della fanbase, <strong>il nono episodio è diventato nel tempo un punto di riferimento silenzioso</strong>. Un gioco che non ha mai avuto bisogno di urlare per farsi ricordare. Le sue atmosfere, i suoi personaggi, la sua musica e il suo messaggio si sono sedimentati nei ricordi di chi lo ha vissuto con attenzione. E a distanza di anni, continuano a emergere con forza ogni volta che si parla di cosa Final Fantasy dovrebbe essere. </p><p>Lo dimostrano le costanti richieste di un remake da parte dei fan, la crescente rivalutazione della critica, le apparizioni simboliche in titoli come Kingdom Hearts II o Dissidia, e la reazione emotiva che ogni riferimento ufficiale suscita ancora oggi. <strong>Final Fantasy IX è diventato una specie di parola d’ordine</strong> tra chi cerca qualcosa che vada oltre lo spettacolo, oltre il sistema di combattimento, oltre la grafica: un racconto che parla al giocatore senza il bisogno di stupirlo continuamente. </p><p>Se Final Fantasy IX ha ricevuto meno attenzione ufficiale rispetto ad altri capitoli, non è certo per mancanza di qualità. Forse il motivo è che si è sempre mosso in una zona di mezzo: <strong>non abbastanza rivoluzionario da diventare simbolo di una svolta, né abbastanza commerciale da diventare bandiera della saga</strong>. Ma proprio per questo, oggi più che mai, rappresenta un punto d’equilibrio prezioso, quello in cui la serie riusciva ancora a raccontare con coerenza, cuore e stile ciò che voleva essere. </p>
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                                                            <title><![CDATA[ 6 cose sbagliate che fai al tuo PC ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Non vogliamo portarvi cattive notizie, ma il vostro PC potrebbe non essere troppo felice di voi. O almeno, se vi capita di fare una o più delle cose contenute in questa lista.</p><p>I computer moderni sono decisamente resistenti: li stressiamo parecchio ogni giorno, e loro continuano a rispondere. Tuttavia, non sempre li trattiamo come dovremmo. Li lasciamo impolverare, li riempiamo di programmi inutilizzati, e tutto questo finisce per minarne le prestazioni e accorciarne la vita utile.</p><p>La buona notizia? <strong>Tutti i problemi che stiamo per elencare hanno una soluzione, e spesso è più semplice di quanto pensiate.</strong> Se vi riconoscete in uno di questi comportamenti, non preoccupatevi: basta un piccolo cambio di abitudini per tornare a far felice il vostro PC.</p><h2 id="1-trasformare-il-pc-in-un-nottambulo">1. Trasformare il PC in un nottambulo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4Fj8MW4fjGLnh7N9JeYBCm" name="PC gaming.jpg" alt="PC Gaming" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4Fj8MW4fjGLnh7N9JeYBCm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><p>Dopo una lunga giornata di lavoro o di gaming, la tentazione di alzarsi dalla sedia e lasciare il PC acceso può essere forte. Ma anche il miglior computer ha bisogno di “riposo”, e <strong>lasciarlo acceso tutta la notte può avere effetti negativi sulle sue prestazioni e sulla sua longevità</strong>.</p><p>Oltre allo stress fisico sui componenti meccanici come ventole, hard disk e condensatori della scheda madre, <strong>il sistema operativo e le risorse hardware restano sotto carico</strong> per mantenere attive tutte le applicazioni e i processi in background. Questo può rallentare visibilmente il sistema: magari vi è già capitato di accendere il monitor la mattina e aspettare mezzo minuto per aprire Esplora File.</p><p>Non va trascurato neanche il problema della polvere: con le ventole che girano tutta la notte, il vostro case finirà per accumulare più sporco e peli di animali, compromettendo la ventilazione e la dissipazione del calore.</p><p>Infine, c’è il fattore consumo energetico: non è elevato, ma se avete un PC da gaming con componenti esigenti e lo lasciate acceso costantemente, i costi sulla bolletta possono diventare significativi nel lungo periodo.</p><p><strong>La soluzione è semplice</strong>: spegnete il PC a fine giornata. La modalità “Sospensione” è un compromesso accettabile, ma un vero spegnimento o un riavvio regolare è molto più salutare per il sistema.</p><h2 id="2-lasciar-correre-il-bloatware">2. Lasciar correre il bloatware</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UoJmmiGqiAxNBtU7NEbkgC" name="Shutterstock_212308132.jpg" alt="A concept image of computer trash spilling out of a desktop PC" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UoJmmiGqiAxNBtU7NEbkgC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Paul Tessier / Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>bloatware</strong>, ovvero tutti quei software installati automaticamente e senza il vostro consenso, è uno dei principali nemici delle prestazioni di un PC appena acceso. Se il sistema sembra lento o lo spazio sul disco è quasi esaurito, è molto probabile che ci siano programmi superflui da eliminare. Questo vale soprattutto se non avete mai controllato quali applicazioni sono effettivamente presenti e attive.</p><p><strong>Rimuovere il bloatware è un’operazione semplice e veloce</strong>, ma incredibilmente efficace. Basta accedere alla sezione "App installate" dalle impostazioni di Windows 11, individuare i programmi che non usate e disinstallarli. Se non siete sicuri di cosa eliminare, potete cercare il nome dell'app su internet per capirne l’utilità prima di procedere.</p><p>Liberarsi di questi software inutili <strong>è un passaggio essenziale per migliorare le prestazioni, liberare memoria e velocizzare il sistema</strong>. E la buona notizia è che basta davvero qualche minuto per farlo.</p><h2 id="3-infezione-con-programmi-antivirus-di-terze-parti">3. Infezione con programmi antivirus di terze parti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:7000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.69%;"><img id="wXJLfm4FGnZWkQjxjzgDcd" name="laptop-virus-detected-antivirus.jpeg" alt="Laptop Virus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wXJLfm4FGnZWkQjxjzgDcd-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="7000" height="4668" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>La maggior parte dei programmi antivirus di terze parti finisce per essere più un problema che una soluzione. Oltre a essere <strong>meno efficaci di Windows Defender</strong> – l’antivirus integrato e gratuito già presente su ogni PC Windows – molti sono <strong>invasivi</strong>, consumano risorse e si trasformano in generatori di notifiche e pubblicità, soprattutto verso la fine del periodo di prova gratuita.</p><p>Molti antivirus restano attivi in background, occupano memoria e CPU, e spesso si comportano come bloatware ben camuffato. Se non avete esigenze particolari, come controlli parentali avanzati o strumenti di gestione aggiuntivi, <strong>Windows Defender è più che sufficiente</strong> per una protezione solida e discreta.</p><p><strong>Il consiglio è semplice</strong>: restate su Windows Defender se cercate un antivirus leggero, sicuro e gratuito, e fate attenzione ai software che installate online. Un buon comportamento durante la navigazione resta sempre la vostra migliore difesa.</p><h2 id="4-sovraccarico-del-programma-di-avvio">4. Sovraccarico del programma di avvio</h2><p>Il tuo PC impiega un'eternità ad avviarsi? Se stai ancora utilizzando un hard disk meccanico, il motivo è chiaro: il passaggio a un SSD rappresenta il miglior upgrade possibile per velocità e reattività. Ma se hai già un SSD, oppure non puoi effettuare un aggiornamento al momento, il problema potrebbe risiedere nei programmi in esecuzione all’avvio.</p><p>Per fortuna, <strong>Windows 11 semplifica molto il controllo dei programmi di avvio</strong>: fai clic destro sulla barra delle applicazioni, apri <strong>Gestione attività</strong> e seleziona l’icona a forma di tachimetro nella barra laterale sinistra. Qui troverai l’elenco dei programmi che si avviano automaticamente con il sistema.</p><p>Tutti quelli contrassegnati come <strong>"Stato: Abilitato"</strong> vengono eseguiti appena accedi a Windows. <strong>Disattivare quelli non essenziali</strong> – o disinstallare quelli che non riconosci – può ridurre significativamente il tempo di avvio del PC.</p><h2 id="5-fate-attenzione-alla-polvere-accumulata">5. Fate attenzione alla polvere accumulata </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CVHXdG8ZCKrPdeLndH9ZsX" name="dusty-pc.jpg" alt="Tons of dust in an old PC" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CVHXdG8ZCKrPdeLndH9ZsX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="800" height="450" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure><p>Se hai assemblato il tuo PC o ne hai acquistato uno preassemblato, forse non ti sei mai chiesto quanto sia importante pulirne l’interno. Eppure, ignorare la polvere e i residui che si accumulano nel case può essere una delle principali cause di surriscaldamento e cali di prestazioni, soprattutto durante le sessioni di gioco più intense.</p><p>Col tempo, le ventole del sistema aspirano tutto ciò che trovano nell’ambiente: polvere, peli di animali, piccoli detriti. Questo materiale si deposita sulle pale e nei filtri, rallentando la rotazione e compromettendo il raffreddamento generale del sistema. Inoltre, il peso extra e lo squilibrio possono ridurre la durata delle ventole stesse, che sono pur sempre piccoli motori progettati per lavorare con precisione e stabilità.</p><p>Pulire il PC può sembrare noioso, ma è un’operazione fondamentale e non serve farla troppo spesso. Basta un controllo ogni tanto per evitare danni a lungo termine. È consigliabile spegnere il sistema, scollegare l’alimentazione e utilizzare un panno in microfibra, aria compressa e, se necessario, una piccola quantità di alcol isopropilico per rimuovere la polvere dalle zone più delicate, come il dissipatore o la scheda grafica.</p><p>Un po’ di manutenzione regolare può fare la differenza tra un PC efficiente e uno costantemente in affanno.</p><h2 id="6-aggiornamenti-non-abbiamo-bisogno-di-aggiornamenti">6. Aggiornamenti? Non abbiamo bisogno di aggiornamenti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Nf39nYXRo56QP7sn2G5kz7" name="W11 2022 update 22H2.png" alt="Windows 11 2022 update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Nf39nYXRo56QP7sn2G5kz7-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Rimandare continuamente gli aggiornamenti, cliccando su “posticipa” per mesi, può compromettere la salute del tuo PC. E non si tratta solo degli aggiornamenti di Windows: anche i driver della scheda grafica, i software dei dispositivi periferici e i firmware necessitano di essere mantenuti aggiornati.</p><p>Saltare queste operazioni non incide solo sulle prestazioni del sistema: molti aggiornamenti del sistema operativo contengono patch fondamentali per correggere vulnerabilità di sicurezza, riducendo i rischi per la privacy e i dati personali.</p><p>Anche se i messaggi di aggiornamento sembrano comparire sempre nei momenti meno opportuni, investire qualche minuto per installare le ultime versioni è spesso sufficiente per migliorare stabilità, sicurezza e fluidità del sistema. Il consiglio è semplice: controlla regolarmente gli aggiornamenti del sistema operativo, dei driver video e degli accessori collegati al tuo PC.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Il tuo PC ti odia, e forse ha ragione: 6 errori da evitare subito ]]>
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Trasformare il PC in un nottambulo</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="4Fj8MW4fjGLnh7N9JeYBCm" name="PC gaming.jpg" alt="PC Gaming" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4Fj8MW4fjGLnh7N9JeYBCm-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><p>Dopo una lunga giornata di lavoro o di gaming, la tentazione di alzarsi dalla sedia e lasciare il PC acceso può essere forte. Ma anche il miglior computer ha bisogno di “riposo”, e <strong>lasciarlo acceso tutta la notte può avere effetti negativi sulle sue prestazioni e sulla sua longevità</strong>.</p><p>Oltre allo stress fisico sui componenti meccanici come ventole, hard disk e condensatori della scheda madre, <strong>il sistema operativo e le risorse hardware restano sotto carico</strong> per mantenere attive tutte le applicazioni e i processi in background. Questo può rallentare visibilmente il sistema: magari vi è già capitato di accendere il monitor la mattina e aspettare mezzo minuto per aprire Esplora File.</p><p>Non va trascurato neanche il problema della polvere: con le ventole che girano tutta la notte, il vostro case finirà per accumulare più sporco e peli di animali, compromettendo la ventilazione e la dissipazione del calore.</p><p>Infine, c’è il fattore consumo energetico: non è elevato, ma se avete un PC da gaming con componenti esigenti e lo lasciate acceso costantemente, i costi sulla bolletta possono diventare significativi nel lungo periodo.</p><p><strong>La soluzione è semplice</strong>: spegnete il PC a fine giornata. La modalità “Sospensione” è un compromesso accettabile, ma un vero spegnimento o un riavvio regolare è molto più salutare per il sistema.</p><h2 id="2-lasciar-correre-il-bloatware">2. Lasciar correre il bloatware</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="UoJmmiGqiAxNBtU7NEbkgC" name="Shutterstock_212308132.jpg" alt="A concept image of computer trash spilling out of a desktop PC" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/UoJmmiGqiAxNBtU7NEbkgC-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Paul Tessier / Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Il <strong>bloatware</strong>, ovvero tutti quei software installati automaticamente e senza il vostro consenso, è uno dei principali nemici delle prestazioni di un PC appena acceso. Se il sistema sembra lento o lo spazio sul disco è quasi esaurito, è molto probabile che ci siano programmi superflui da eliminare. Questo vale soprattutto se non avete mai controllato quali applicazioni sono effettivamente presenti e attive.</p><p><strong>Rimuovere il bloatware è un’operazione semplice e veloce</strong>, ma incredibilmente efficace. Basta accedere alla sezione "App installate" dalle impostazioni di Windows 11, individuare i programmi che non usate e disinstallarli. Se non siete sicuri di cosa eliminare, potete cercare il nome dell'app su internet per capirne l’utilità prima di procedere.</p><p>Liberarsi di questi software inutili <strong>è un passaggio essenziale per migliorare le prestazioni, liberare memoria e velocizzare il sistema</strong>. E la buona notizia è che basta davvero qualche minuto per farlo.</p><h2 id="3-infezione-con-programmi-antivirus-di-terze-parti">3. Infezione con programmi antivirus di terze parti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:7000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:66.69%;"><img id="wXJLfm4FGnZWkQjxjzgDcd" name="laptop-virus-detected-antivirus.jpeg" alt="Laptop Virus" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/wXJLfm4FGnZWkQjxjzgDcd-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="7000" height="4668" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>La maggior parte dei programmi antivirus di terze parti finisce per essere più un problema che una soluzione. Oltre a essere <strong>meno efficaci di Windows Defender</strong> – l’antivirus integrato e gratuito già presente su ogni PC Windows – molti sono <strong>invasivi</strong>, consumano risorse e si trasformano in generatori di notifiche e pubblicità, soprattutto verso la fine del periodo di prova gratuita.</p><p>Molti antivirus restano attivi in background, occupano memoria e CPU, e spesso si comportano come bloatware ben camuffato. Se non avete esigenze particolari, come controlli parentali avanzati o strumenti di gestione aggiuntivi, <strong>Windows Defender è più che sufficiente</strong> per una protezione solida e discreta.</p><p><strong>Il consiglio è semplice</strong>: restate su Windows Defender se cercate un antivirus leggero, sicuro e gratuito, e fate attenzione ai software che installate online. Un buon comportamento durante la navigazione resta sempre la vostra migliore difesa.</p><h2 id="4-sovraccarico-del-programma-di-avvio">4. Sovraccarico del programma di avvio</h2><p>Il tuo PC impiega un'eternità ad avviarsi? Se stai ancora utilizzando un hard disk meccanico, il motivo è chiaro: il passaggio a un SSD rappresenta il miglior upgrade possibile per velocità e reattività. Ma se hai già un SSD, oppure non puoi effettuare un aggiornamento al momento, il problema potrebbe risiedere nei programmi in esecuzione all’avvio.</p><p>Per fortuna, <strong>Windows 11 semplifica molto il controllo dei programmi di avvio</strong>: fai clic destro sulla barra delle applicazioni, apri <strong>Gestione attività</strong> e seleziona l’icona a forma di tachimetro nella barra laterale sinistra. Qui troverai l’elenco dei programmi che si avviano automaticamente con il sistema.</p><p>Tutti quelli contrassegnati come <strong>"Stato: Abilitato"</strong> vengono eseguiti appena accedi a Windows. <strong>Disattivare quelli non essenziali</strong> – o disinstallare quelli che non riconosci – può ridurre significativamente il tempo di avvio del PC.</p><h2 id="5-fate-attenzione-alla-polvere-accumulata">5. Fate attenzione alla polvere accumulata </h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:800px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="CVHXdG8ZCKrPdeLndH9ZsX" name="dusty-pc.jpg" alt="Tons of dust in an old PC" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/CVHXdG8ZCKrPdeLndH9ZsX-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="800" height="450" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div></figure><p>Se hai assemblato il tuo PC o ne hai acquistato uno preassemblato, forse non ti sei mai chiesto quanto sia importante pulirne l’interno. Eppure, ignorare la polvere e i residui che si accumulano nel case può essere una delle principali cause di surriscaldamento e cali di prestazioni, soprattutto durante le sessioni di gioco più intense.</p><p>Col tempo, le ventole del sistema aspirano tutto ciò che trovano nell’ambiente: polvere, peli di animali, piccoli detriti. Questo materiale si deposita sulle pale e nei filtri, rallentando la rotazione e compromettendo il raffreddamento generale del sistema. Inoltre, il peso extra e lo squilibrio possono ridurre la durata delle ventole stesse, che sono pur sempre piccoli motori progettati per lavorare con precisione e stabilità.</p><p>Pulire il PC può sembrare noioso, ma è un’operazione fondamentale e non serve farla troppo spesso. Basta un controllo ogni tanto per evitare danni a lungo termine. È consigliabile spegnere il sistema, scollegare l’alimentazione e utilizzare un panno in microfibra, aria compressa e, se necessario, una piccola quantità di alcol isopropilico per rimuovere la polvere dalle zone più delicate, come il dissipatore o la scheda grafica.</p><p>Un po’ di manutenzione regolare può fare la differenza tra un PC efficiente e uno costantemente in affanno.</p><h2 id="6-aggiornamenti-non-abbiamo-bisogno-di-aggiornamenti">6. Aggiornamenti? Non abbiamo bisogno di aggiornamenti</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="Nf39nYXRo56QP7sn2G5kz7" name="W11 2022 update 22H2.png" alt="Windows 11 2022 update" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/Nf39nYXRo56QP7sn2G5kz7-1920-80.png" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Microsoft)</span></figcaption></figure><p>Rimandare continuamente gli aggiornamenti, cliccando su “posticipa” per mesi, può compromettere la salute del tuo PC. E non si tratta solo degli aggiornamenti di Windows: anche i driver della scheda grafica, i software dei dispositivi periferici e i firmware necessitano di essere mantenuti aggiornati.</p><p>Saltare queste operazioni non incide solo sulle prestazioni del sistema: molti aggiornamenti del sistema operativo contengono patch fondamentali per correggere vulnerabilità di sicurezza, riducendo i rischi per la privacy e i dati personali.</p><p>Anche se i messaggi di aggiornamento sembrano comparire sempre nei momenti meno opportuni, investire qualche minuto per installare le ultime versioni è spesso sufficiente per migliorare stabilità, sicurezza e fluidità del sistema. Il consiglio è semplice: controlla regolarmente gli aggiornamenti del sistema operativo, dei driver video e degli accessori collegati al tuo PC.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ ChatGPT: i 5 migliori prompt per sfruttare al massimo l'IA ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>ChatGPT è uno strumento estremamente utile, ma spesso il suo approccio standard alle domande somiglia a quello di un manuale scolastico piuttosto noioso. Questa prudenza nelle risposte è comprensibile, dato che cerca di adattarsi a un pubblico il più ampio possibile, ma può diventare frustrante se si cercano risposte più profonde e coinvolgenti, invece di una semplice frase generica.</p><p>Tuttavia, con un po' di creatività, ho scoperto alcune frasi chiave che si possono inserire in quasi ogni richiesta per ottenere risultati più precisi e stimolanti. Ecco alcuni dei migliori formati di prompt per ottenere risposte più dettagliate e coinvolgenti da ChatGPT.</p><h2 id="1-riproduci-una-situazione-in-cui">1. “Riproduci una situazione in cui...”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4468px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="DzL4wduKBATE3VTbbTJGBT" name="AI-robot-hand.jpeg" alt="white robot hand extending to you" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DzL4wduKBATE3VTbbTJGBT-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4468" height="2513" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Unsplash  )</span></figcaption></figure><p>Il tono neutro ed enciclopedico di ChatGPT va bene per risposte oggettive, ma se vuoi un’interazione più coinvolgente e utile, il trucco sta nel dargli un ruolo preciso. Questo lo trasforma da semplice assistente a un vero attore immerso nella conversazione.</p><p>Ad esempio, se chiedete: "Dammi dei consigli sulla negoziazione", otterrai una lista di strategie, ma difficilmente ti sentirai davvero pronto per affrontare la situazione.</p><p>Invece, provate a dire: "Facciamo un gioco di ruolo: io voglio negoziare un aumento e tu sei il mio capo, che inizialmente è contrario. Devo convincerti con argomentazioni efficaci."</p><p>ChatGPT potrebbe rispondere con qualcosa come: "Apprezzo il tuo impegno, ma il budget di questo trimestre è limitato. Perché pensi che sia il momento giusto per un aumento?"</p><p>A questo punto, potete praticare la conversazione in tempo reale, ricevendo risposte basate sulle tue argomentazioni. Anche se non potrà prevedere ogni dettaglio, vi aiuterà a migliorare la vostra sicurezza e prontezza nel rispondere alle obiezioni reali.</p><h2 id="2-visto-tutto-quello-che-sai-di-me">2. “Visto tutto quello che sai di me...”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jxYW6hyxoX3kNPN5AVkvYV" name="Writing Quill" alt="Writing Quill" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jxYW6hyxoX3kNPN5AVkvYV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><p>ChatGPT è un modello di machine learning, non un lettore della mente, ma se hai conversazioni continue con lui, ricorda il contesto e aggiorna la sua memoria automaticamente. Puoi anche modificarla a piacimento, quindi perché non sfruttarla a tuo favore?</p><p>Se chiedete semplicemente "Che libro dovrei leggere?", otterrai suggerimenti validi ma generici, spesso presi da liste di classici e bestseller. Tuttavia, puoi personalizzare la richiesta facendo riferimento a ciò che ChatGPT sa già di te.</p><p>Ad esempio, invece di un prompt standard, potete dire:<br>"Considerando tutto quello che sai di me, come il mio amore per la fantascienza, i personaggi moralmente complessi e i libri che mi distruggono emotivamente, cosa mi consiglieresti?"</p><p>A questo punto, invece di suggerire scelte sicure come 1984 o Il buio oltre la siepe, ChatGPT potrebbe rispondere con qualcosa di molto più adatto, come:</p><p>"Dato ciò che hai descritto, potresti amare La mano sinistra delle tenebre di Ursula K. Le Guin. Ha una profonda ambiguità morale, un worldbuilding affascinante e un finale che ti colpirà dritto allo stomaco."</p><p>Utilizzando frasi mirate nel prompt, potete ottenere consigli realmente personalizzati e trasformare ChatGPT in un assistente su misura per i tuoi gusti e interessi.</p><h2 id="3-cosa-direbbe-un-esperto-in-merito">3. “Cosa direbbe un esperto in merito?”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BtiNXPtY9wZdLTSp99AMdG" name="shutterstock_1722692896.jpg" alt="Women thinking about technology and software" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BtiNXPtY9wZdLTSp99AMdG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Le risposte standard di ChatGPT spesso risultano piatte e poco coinvolgenti, ma se vuoi profondità e competenza, devi richiederle esplicitamente.</p><p>Ad esempio, se chiedete semplicemente "Parlami del futuro dell'AI", probabilmente riceverai un elenco generico di pro e contro, con molte precauzioni e incertezze.</p><p>Per ottenere una risposta più stimolante, provate invece a dare un punto di vista specifico:</p><p>"Cosa direbbe un esperto di etica dell’AI sul futuro dell’intelligenza artificiale?"</p><p>E se volete aggiungere un contrasto di opinioni, puoi subito seguire con:</p><p>"Ora metti a confronto questa visione con quella di un venture capitalist della Silicon Valley."</p><p>A questo punto, invece di una spiegazione neutra e generica, ChatGPT potrebbe rispondere con qualcosa di molto più dinamico:</p><p>"Un esperto di etica dell’AI potrebbe avvertire che uno sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale porterà a una massiccia perdita di posti di lavoro, problemi di privacy e discriminazioni algoritmiche. D'altra parte, un venture capitalist della Silicon Valley sosterrà che l’AI accelererà l’innovazione, creerà nuove industrie e aumenterà la produttività globale."</p><p>Questo approccio rende la conversazione più interessante e sfaccettata, anche mantenendo il tono prudente di ChatGPT. Se vuoi risposte più approfondite e coinvolgenti, dai alla tua richiesta una prospettiva specifica e metti a confronto visioni contrastanti.</p><h2 id="4-spiega-passo-per-passo-per-un-principiante">4. “Spiega passo per passo per un principiante”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="yFrisHMbJSD5tmVDRqzX37" name="School-01.jpg" alt="Classroom" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4ad78a2eb4e5391d62eaf83dac6e77a8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4200" height="2363" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>ChatGPT spesso presume che abbiate già familiarità con certi argomenti, riempiendo le risposte di termini tecnici che, senza il giusto contesto, possono risultare troppo densi e difficili da seguire. Se non avete esperienza con un tema specifico, potreste ritrovarvi di fronte a spiegazioni poco accessibili, più confuse che utili.</p><p>Per esempio, chiedendo "Come funziona il machine learning?", potreste ottenere una risposta ricca di gergo tecnico, che complica la comprensione. Un metodo più efficace è quello di chiedere un approccio passo dopo passo, con un linguaggio più chiaro e diretto.</p><p>Un esempio di prompt migliore:<br>"Spiegami come funziona il machine learning passo dopo passo, come se lo stessi insegnando a qualcuno che non ha mai programmato."</p><p>Il risultato? Niente più termini complessi e un’analogia semplice da visualizzare:</p><p>"Immagina di voler insegnare a un cane a fare un trucco. Gli dite di sedersi e, quando lo fa, gli dai un premio. Col tempo, il cane impara che ‘sedersi’ porta a una ricompensa. Il machine learning funziona in modo simile: invece di un cane, abbiamo dati, e invece dei premi, c’è l’accuratezza."</p><p>Ma semplificare non significa rendere banale. Se volete una spiegazione ancora più coinvolgente, potete trasformare ChatGPT in un narratore con uno stile unico.</p><p>Provate a chiedere:<br>"Spiegami il machine learning come se fossi un comico che intrattiene un pubblico senza conoscenze scientifiche."<br>Oppure:<br>"Spiegami il machine learning come se fossi un pirata che racconta alla sua ciurma di un nuovo tipo di tesoro misterioso."</p><p>Il risultato sarà molto più dinamico e memorabile, permettendovi di comprendere concetti complessi in modo chiaro e divertente.</p><h2 id="5-dammi-un-interpretazione-non-convenzionale-di">5. “Dammi un'interpretazione non convenzionale di...”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="h975rTLczDtg2JU4uHGVeJ" name="Shutterstock_577427908.jpg" alt="Clown on business call" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/h975rTLczDtg2JU4uHGVeJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock.com / Elnur)</span></figcaption></figure><p>Se fate una domanda generica, otterrete una risposta altrettanto prevedibile. Ma se chiedete qualcosa di inaspettato, la conversazione diventa subito più interessante.</p><p>Ad esempio, se domandate "Qual è l’impatto dei social media sulla società?", ChatGPT vi darà un'analisi utile ma scontata: connessioni positive, innovazioni tecnologiche e intrattenimento da un lato, disinformazione, effetti negativi sulla salute mentale e controllo dell’informazione dall’altro. Informativo, sì, ma nulla di nuovo.</p><p>Invece, provate a chiedere: "Dammi un punto di vista non convenzionale sull’impatto dei social media."</p><p>Ora la risposta sarà decisamente più intrigante:</p><p>"Sebbene i social media vengano spesso criticati per aver ridotto la soglia di attenzione, potrebbero in realtà aver migliorato il micro-learning. Le persone assorbono concetti complessi in formati brevi, rendendo la conoscenza più accessibile che mai. Purtroppo, questo vale anche per la disinformazione e la propaganda aziendale."</p><p>Se volete risposte meno ovvie e più stimolanti, il segreto è modificare il modo in cui ponete la domanda. Chiedere a ChatGPT di offrire una prospettiva inaspettata o provocatoria può portarvi a scoprire punti di vista che non avevate mai considerato.</p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Basta risposte generiche: ecco come ottenere conversazioni più utili e coinvolgenti. ]]>
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                                <p>ChatGPT è uno strumento estremamente utile, ma spesso il suo approccio standard alle domande somiglia a quello di un manuale scolastico piuttosto noioso. Questa prudenza nelle risposte è comprensibile, dato che cerca di adattarsi a un pubblico il più ampio possibile, ma può diventare frustrante se si cercano risposte più profonde e coinvolgenti, invece di una semplice frase generica.</p><p>Tuttavia, con un po' di creatività, ho scoperto alcune frasi chiave che si possono inserire in quasi ogni richiesta per ottenere risultati più precisi e stimolanti. Ecco alcuni dei migliori formati di prompt per ottenere risposte più dettagliate e coinvolgenti da ChatGPT.</p><h2 id="1-riproduci-una-situazione-in-cui">1. “Riproduci una situazione in cui...”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4468px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.24%;"><img id="DzL4wduKBATE3VTbbTJGBT" name="AI-robot-hand.jpeg" alt="white robot hand extending to you" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/DzL4wduKBATE3VTbbTJGBT-1920-80.jpeg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4468" height="2513" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Unsplash  )</span></figcaption></figure><p>Il tono neutro ed enciclopedico di ChatGPT va bene per risposte oggettive, ma se vuoi un’interazione più coinvolgente e utile, il trucco sta nel dargli un ruolo preciso. Questo lo trasforma da semplice assistente a un vero attore immerso nella conversazione.</p><p>Ad esempio, se chiedete: "Dammi dei consigli sulla negoziazione", otterrai una lista di strategie, ma difficilmente ti sentirai davvero pronto per affrontare la situazione.</p><p>Invece, provate a dire: "Facciamo un gioco di ruolo: io voglio negoziare un aumento e tu sei il mio capo, che inizialmente è contrario. Devo convincerti con argomentazioni efficaci."</p><p>ChatGPT potrebbe rispondere con qualcosa come: "Apprezzo il tuo impegno, ma il budget di questo trimestre è limitato. Perché pensi che sia il momento giusto per un aumento?"</p><p>A questo punto, potete praticare la conversazione in tempo reale, ricevendo risposte basate sulle tue argomentazioni. Anche se non potrà prevedere ogni dettaglio, vi aiuterà a migliorare la vostra sicurezza e prontezza nel rispondere alle obiezioni reali.</p><h2 id="2-visto-tutto-quello-che-sai-di-me">2. “Visto tutto quello che sai di me...”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="jxYW6hyxoX3kNPN5AVkvYV" name="Writing Quill" alt="Writing Quill" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/jxYW6hyxoX3kNPN5AVkvYV-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Pixabay)</span></figcaption></figure><p>ChatGPT è un modello di machine learning, non un lettore della mente, ma se hai conversazioni continue con lui, ricorda il contesto e aggiorna la sua memoria automaticamente. Puoi anche modificarla a piacimento, quindi perché non sfruttarla a tuo favore?</p><p>Se chiedete semplicemente "Che libro dovrei leggere?", otterrai suggerimenti validi ma generici, spesso presi da liste di classici e bestseller. Tuttavia, puoi personalizzare la richiesta facendo riferimento a ciò che ChatGPT sa già di te.</p><p>Ad esempio, invece di un prompt standard, potete dire:<br>"Considerando tutto quello che sai di me, come il mio amore per la fantascienza, i personaggi moralmente complessi e i libri che mi distruggono emotivamente, cosa mi consiglieresti?"</p><p>A questo punto, invece di suggerire scelte sicure come 1984 o Il buio oltre la siepe, ChatGPT potrebbe rispondere con qualcosa di molto più adatto, come:</p><p>"Dato ciò che hai descritto, potresti amare La mano sinistra delle tenebre di Ursula K. Le Guin. Ha una profonda ambiguità morale, un worldbuilding affascinante e un finale che ti colpirà dritto allo stomaco."</p><p>Utilizzando frasi mirate nel prompt, potete ottenere consigli realmente personalizzati e trasformare ChatGPT in un assistente su misura per i tuoi gusti e interessi.</p><h2 id="3-cosa-direbbe-un-esperto-in-merito">3. “Cosa direbbe un esperto in merito?”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1920px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="BtiNXPtY9wZdLTSp99AMdG" name="shutterstock_1722692896.jpg" alt="Women thinking about technology and software" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/BtiNXPtY9wZdLTSp99AMdG-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1920" height="1080" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock)</span></figcaption></figure><p>Le risposte standard di ChatGPT spesso risultano piatte e poco coinvolgenti, ma se vuoi profondità e competenza, devi richiederle esplicitamente.</p><p>Ad esempio, se chiedete semplicemente "Parlami del futuro dell'AI", probabilmente riceverai un elenco generico di pro e contro, con molte precauzioni e incertezze.</p><p>Per ottenere una risposta più stimolante, provate invece a dare un punto di vista specifico:</p><p>"Cosa direbbe un esperto di etica dell’AI sul futuro dell’intelligenza artificiale?"</p><p>E se volete aggiungere un contrasto di opinioni, puoi subito seguire con:</p><p>"Ora metti a confronto questa visione con quella di un venture capitalist della Silicon Valley."</p><p>A questo punto, invece di una spiegazione neutra e generica, ChatGPT potrebbe rispondere con qualcosa di molto più dinamico:</p><p>"Un esperto di etica dell’AI potrebbe avvertire che uno sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale porterà a una massiccia perdita di posti di lavoro, problemi di privacy e discriminazioni algoritmiche. D'altra parte, un venture capitalist della Silicon Valley sosterrà che l’AI accelererà l’innovazione, creerà nuove industrie e aumenterà la produttività globale."</p><p>Questo approccio rende la conversazione più interessante e sfaccettata, anche mantenendo il tono prudente di ChatGPT. Se vuoi risposte più approfondite e coinvolgenti, dai alla tua richiesta una prospettiva specifica e metti a confronto visioni contrastanti.</p><h2 id="4-spiega-passo-per-passo-per-un-principiante">4. “Spiega passo per passo per un principiante”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:4200px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.26%;"><img id="yFrisHMbJSD5tmVDRqzX37" name="School-01.jpg" alt="Classroom" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/4ad78a2eb4e5391d62eaf83dac6e77a8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="4200" height="2363" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>ChatGPT spesso presume che abbiate già familiarità con certi argomenti, riempiendo le risposte di termini tecnici che, senza il giusto contesto, possono risultare troppo densi e difficili da seguire. Se non avete esperienza con un tema specifico, potreste ritrovarvi di fronte a spiegazioni poco accessibili, più confuse che utili.</p><p>Per esempio, chiedendo "Come funziona il machine learning?", potreste ottenere una risposta ricca di gergo tecnico, che complica la comprensione. Un metodo più efficace è quello di chiedere un approccio passo dopo passo, con un linguaggio più chiaro e diretto.</p><p>Un esempio di prompt migliore:<br>"Spiegami come funziona il machine learning passo dopo passo, come se lo stessi insegnando a qualcuno che non ha mai programmato."</p><p>Il risultato? Niente più termini complessi e un’analogia semplice da visualizzare:</p><p>"Immagina di voler insegnare a un cane a fare un trucco. Gli dite di sedersi e, quando lo fa, gli dai un premio. Col tempo, il cane impara che ‘sedersi’ porta a una ricompensa. Il machine learning funziona in modo simile: invece di un cane, abbiamo dati, e invece dei premi, c’è l’accuratezza."</p><p>Ma semplificare non significa rendere banale. Se volete una spiegazione ancora più coinvolgente, potete trasformare ChatGPT in un narratore con uno stile unico.</p><p>Provate a chiedere:<br>"Spiegami il machine learning come se fossi un comico che intrattiene un pubblico senza conoscenze scientifiche."<br>Oppure:<br>"Spiegami il machine learning come se fossi un pirata che racconta alla sua ciurma di un nuovo tipo di tesoro misterioso."</p><p>Il risultato sarà molto più dinamico e memorabile, permettendovi di comprendere concetti complessi in modo chiaro e divertente.</p><h2 id="5-dammi-un-interpretazione-non-convenzionale-di">5. “Dammi un'interpretazione non convenzionale di...”.</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:970px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.19%;"><img id="h975rTLczDtg2JU4uHGVeJ" name="Shutterstock_577427908.jpg" alt="Clown on business call" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/h975rTLczDtg2JU4uHGVeJ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="970" height="545" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Shutterstock.com / Elnur)</span></figcaption></figure><p>Se fate una domanda generica, otterrete una risposta altrettanto prevedibile. Ma se chiedete qualcosa di inaspettato, la conversazione diventa subito più interessante.</p><p>Ad esempio, se domandate "Qual è l’impatto dei social media sulla società?", ChatGPT vi darà un'analisi utile ma scontata: connessioni positive, innovazioni tecnologiche e intrattenimento da un lato, disinformazione, effetti negativi sulla salute mentale e controllo dell’informazione dall’altro. Informativo, sì, ma nulla di nuovo.</p><p>Invece, provate a chiedere: "Dammi un punto di vista non convenzionale sull’impatto dei social media."</p><p>Ora la risposta sarà decisamente più intrigante:</p><p>"Sebbene i social media vengano spesso criticati per aver ridotto la soglia di attenzione, potrebbero in realtà aver migliorato il micro-learning. Le persone assorbono concetti complessi in formati brevi, rendendo la conoscenza più accessibile che mai. Purtroppo, questo vale anche per la disinformazione e la propaganda aziendale."</p><p>Se volete risposte meno ovvie e più stimolanti, il segreto è modificare il modo in cui ponete la domanda. Chiedere a ChatGPT di offrire una prospettiva inaspettata o provocatoria può portarvi a scoprire punti di vista che non avevate mai considerato.</p>
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                                                            <title><![CDATA[ iPhone 16e: 5 cose da sapere, tra cui prezzo, fotocamera e il chip C1 ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>L’iPhone 16e è ufficiale. Dopo mesi di indiscrezioni, Apple ha annunciato il suo nuovo smartphone economico il 19 febbraio, confermando molte delle anticipazioni. Questo dispositivo ricco di funzionalità, che inizialmente si pensava potesse chiamarsi iPhone SE 4, si candida a essere uno dei migliori telefoni economici del 2025.</p><p>L’iPhone 16e prende il posto sia dell’iPhone SE (2022) che dell’iPhone 14 nella gamma Apple, portando con sé diversi miglioramenti rispetto ai modelli ormai superati.</p><p>Stiamo seguendo l’annuncio in tempo reale nel nostro live blog dedicato all’iPhone 16e, ma qui di seguito abbiamo riassunto cinque aspetti essenziali da conoscere su questo nuovo modello, dal prezzo alla disponibilità, fino a display, processore e novità software.</p><h2 id="new-name-same-usp">New name, same USP</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="q4H8pNdsPs5y69v64BknpA" name="iPhone 16e 1" alt="The iPhone 16 lineup on an orange background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q4H8pNdsPs5y69v64BknpA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple / Future)</span></figcaption></figure><p>La prima cosa da notare sull’iPhone 16e è il suo nome. Fino a oggi, le varie generazioni di iPhone SE sono sempre state considerate separate dai modelli principali. Ad esempio, l’iPhone SE (2022) era un dispositivo a sé rispetto alla gamma iPhone 13. Con l’iPhone 16e, invece, Apple ha deciso di inserirlo all’interno della famiglia iPhone 16.</p><p>In passato, SE stava per "Special Edition", e i tre modelli precedenti sono stati rilasciati senza una cadenza regolare, nel 2016, 2020 e 2022. Con questa nuova denominazione, basata sul numero della generazione seguito dalla lettera "e", Apple potrebbe puntare a lanciare un modello economico ogni anno, proprio come Samsung fa con le versioni "FE" dei suoi Galaxy di fascia alta.</p><p>Oltre a questo, il nome iPhone 16e suona più premium rispetto a "iPhone SE (2025)" o "iPhone SE 4", quindi la scelta potrebbe essere semplicemente un modo per rendere più attraente quello che, di fatto, è il nuovo modello base della linea iPhone.</p><h2 id="un-display-piu-grande-e-migliore">Un display più grande e migliore</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XchTwuYX6j5eFCJJdhQfWS" name="iPhone 16e 2" alt="The iPhone 16e on an orange background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XchTwuYX6j5eFCJJdhQfWS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple / Future)</span></figcaption></figure><p>Il primo aggiornamento hardware da segnalare sull’iPhone 16e riguarda le dimensioni dello schermo. Mentre l’iPhone SE (2022) montava un display LCD da 4,7 pollici, il nuovo modello adotta un OLED da 6,1 pollici, allineandosi così ai modelli base della gamma iPhone e, curiosamente, anche al Google Pixel 8a. L’era dei piccoli smartphone sembra definitivamente tramontata.</p><p>La frequenza di aggiornamento resta bloccata a 60Hz, ma lo stesso vale per gli iPhone standard. Il passaggio a un formato più moderno comporta anche l’eliminazione del tasto Home fisico. L’iPhone 16e non include Touch ID: il riconoscimento facciale con Face ID è l’unica opzione disponibile, con i sensori alloggiati nella classica notch nella parte superiore dello schermo.</p><p>A livello estetico, l’iPhone 16e ricorda molto l’iPhone 14, ormai fuori produzione, ma introduce alcune migliorie come il pulsante Action, ereditato dall’iPhone 15 Pro, e una fotocamera principale più potente, anche se singola. Maggiori dettagli su quest’ultima più avanti.</p><h2 id="un-unico-obiettivo-ma-potente">Un unico obiettivo ma potente</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pjvS96QSGdePvV9NWJJtd8" name="iPhone 16e 3" alt="The iPhone 16e camera on an orange background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pjvS96QSGdePvV9NWJJtd8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple / Future)</span></figcaption></figure><p>Parliamo della fotocamera. L’iPhone 16e monta un unico sensore posteriore da 48 megapixel, affiancato da una fotocamera frontale da 12 megapixel.</p><p>Essendo un modello economico, non sorprende che Apple abbia optato per una configurazione con una sola fotocamera sul retro. Tuttavia, il sensore da 48 megapixel è lo stesso presente sull’iPhone 16 standard. Si tratta della lente "Fusion" di Apple, dotata di uno zoom 2x con qualità ottica integrata.</p><p>Rispetto all’iPhone SE (2022), che utilizzava una fotocamera principale da 12 megapixel, il miglioramento è evidente. Tuttavia, chi sceglie questo modello dovrà rinunciare a un obiettivo dedicato per lo zoom e a una lente ultra-grandangolare. Anche la funzione Camera Control rimane esclusiva degli altri modelli della linea iPhone 16.</p><h2 id="interni-da-ammiraglia">Interni da ammiraglia</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1620px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="qV8xcFgC8AYjGkvccFitK" name="Screenshot (1416)" alt="Apple's C1 modem in the iPhone 16e" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qV8xcFgC8AYjGkvccFitK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1620" height="912" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Sotto la scocca, l’iPhone 16e è nettamente superiore all’iPhone SE (2022) e persino a molti altri modelli rilasciati negli ultimi anni.</p><p>Il dispositivo è dotato del chip A18, lo stesso presente su iPhone 16 e iPhone 16 Plus. Apple ha anche integrato una batteria più grande e con maggiore autonomia rispetto a quella dell’iPhone SE del 2022. Non ci sono ancora dati precisi, ma considerando che l’iPhone 16 ha raggiunto tra le 15 e le 16 ore di schermo acceso nei test, è probabile che l’iPhone 16e offra una durata simile. Apple dichiara fino a 26 ore di riproduzione video, un miglioramento evidente rispetto ai modelli precedenti.</p><p>Un’altra novità riguarda il modem 5G, il primo realizzato direttamente da Apple, chiamato C1. Dopo l’acquisizione del settore modem di Intel per un miliardo di dollari, Apple ha lavorato per ridurre la dipendenza da Qualcomm, e l’iPhone 16e è il primo modello a integrare il frutto di questo progetto pluriennale.</p><p>Non è ancora chiaro se il modem Apple C1 sia migliore o peggiore rispetto a quello Qualcomm presente negli altri modelli della gamma iPhone 16, ma potrebbe garantire una maggiore efficienza energetica.</p><p>Tuttavia, la novità più rilevante a livello hardware è la compatibilità con Apple Intelligence. Finora, le funzionalità di intelligenza artificiale dell’azienda erano riservate ai modelli più avanzati, come iPhone 15 Pro, iPhone 16 e iPhone 16 Pro. Con l’iPhone 16e, strumenti come Clean Up, Notification Summaries e il nuovo Siri diventano accessibili anche su un modello più economico. Maggiori dettagli sul prezzo a seguire.</p><h2 id="piu-economico-ma-non-a-buon-mercato">Più economico, ma non a buon mercato</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="q4H8pNdsPs5y69v64BknpA" name="iPhone 16e 1" alt="The iPhone 16 lineup on an orange background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q4H8pNdsPs5y69v64BknpA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple / Future)</span></figcaption></figure><p>E ora la domanda più importante: quanto costa l’iPhone 16e?</p><p>Il modello base con 128GB di memoria ha un prezzo di 599 dollari, 599 sterline, 999 dollari australiani e 699 euro in Italia. Sono disponibili anche versioni con 256GB e 512GB di spazio di archiviazione.</p><p>Per fare un confronto, l’iPhone SE (2022) era stato lanciato a 429 dollari, 419 sterline, 719 dollari australiani e 529 euro, ma si trattava della versione con 64GB. Il modello da 128GB costava invece 479 dollari, 469 sterline, 799 dollari australiani e 579 euro, quindi il nuovo iPhone 16e rappresenta un incremento di prezzo significativo rispetto al predecessore.</p><p>Detto questo, il modello base da 128GB dell’iPhone 16 costa 799 dollari, 799 sterline, 1.399 dollari australiani e 979 euro, il che significa che il nuovo iPhone 16e mantiene un prezzo più contenuto rispetto ai modelli principali. Non si può dire che sia economico, ma nel contesto della gamma iPhone è comunque una proposta più accessibile. Tuttavia, resta da capire se il prezzo offra un buon rapporto qualità-prezzo, e per questo sarà necessario un test approfondito.</p><p>I preordini dell’iPhone 16e partiranno il 21 febbraio, con spedizioni previste dal 28 febbraio. </p> ]]></dc:content>
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                            <![CDATA[ Apple presenta l’iPhone 16e, il nuovo modello economico che sostituisce l’iPhone SE e l’iPhone 14 con un display più grande, fotocamera migliorata e chip C1. ]]>
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                                <media:title type="plain"><![CDATA[The iPhone 16e on an orange background]]></media:title>
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                                <p>L’iPhone 16e è ufficiale. Dopo mesi di indiscrezioni, Apple ha annunciato il suo nuovo smartphone economico il 19 febbraio, confermando molte delle anticipazioni. Questo dispositivo ricco di funzionalità, che inizialmente si pensava potesse chiamarsi iPhone SE 4, si candida a essere uno dei migliori telefoni economici del 2025.</p><p>L’iPhone 16e prende il posto sia dell’iPhone SE (2022) che dell’iPhone 14 nella gamma Apple, portando con sé diversi miglioramenti rispetto ai modelli ormai superati.</p><p>Stiamo seguendo l’annuncio in tempo reale nel nostro live blog dedicato all’iPhone 16e, ma qui di seguito abbiamo riassunto cinque aspetti essenziali da conoscere su questo nuovo modello, dal prezzo alla disponibilità, fino a display, processore e novità software.</p><h2 id="new-name-same-usp">New name, same USP</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="q4H8pNdsPs5y69v64BknpA" name="iPhone 16e 1" alt="The iPhone 16 lineup on an orange background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q4H8pNdsPs5y69v64BknpA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple / Future)</span></figcaption></figure><p>La prima cosa da notare sull’iPhone 16e è il suo nome. Fino a oggi, le varie generazioni di iPhone SE sono sempre state considerate separate dai modelli principali. Ad esempio, l’iPhone SE (2022) era un dispositivo a sé rispetto alla gamma iPhone 13. Con l’iPhone 16e, invece, Apple ha deciso di inserirlo all’interno della famiglia iPhone 16.</p><p>In passato, SE stava per "Special Edition", e i tre modelli precedenti sono stati rilasciati senza una cadenza regolare, nel 2016, 2020 e 2022. Con questa nuova denominazione, basata sul numero della generazione seguito dalla lettera "e", Apple potrebbe puntare a lanciare un modello economico ogni anno, proprio come Samsung fa con le versioni "FE" dei suoi Galaxy di fascia alta.</p><p>Oltre a questo, il nome iPhone 16e suona più premium rispetto a "iPhone SE (2025)" o "iPhone SE 4", quindi la scelta potrebbe essere semplicemente un modo per rendere più attraente quello che, di fatto, è il nuovo modello base della linea iPhone.</p><h2 id="un-display-piu-grande-e-migliore">Un display più grande e migliore</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="XchTwuYX6j5eFCJJdhQfWS" name="iPhone 16e 2" alt="The iPhone 16e on an orange background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/XchTwuYX6j5eFCJJdhQfWS-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple / Future)</span></figcaption></figure><p>Il primo aggiornamento hardware da segnalare sull’iPhone 16e riguarda le dimensioni dello schermo. Mentre l’iPhone SE (2022) montava un display LCD da 4,7 pollici, il nuovo modello adotta un OLED da 6,1 pollici, allineandosi così ai modelli base della gamma iPhone e, curiosamente, anche al Google Pixel 8a. L’era dei piccoli smartphone sembra definitivamente tramontata.</p><p>La frequenza di aggiornamento resta bloccata a 60Hz, ma lo stesso vale per gli iPhone standard. Il passaggio a un formato più moderno comporta anche l’eliminazione del tasto Home fisico. L’iPhone 16e non include Touch ID: il riconoscimento facciale con Face ID è l’unica opzione disponibile, con i sensori alloggiati nella classica notch nella parte superiore dello schermo.</p><p>A livello estetico, l’iPhone 16e ricorda molto l’iPhone 14, ormai fuori produzione, ma introduce alcune migliorie come il pulsante Action, ereditato dall’iPhone 15 Pro, e una fotocamera principale più potente, anche se singola. Maggiori dettagli su quest’ultima più avanti.</p><h2 id="un-unico-obiettivo-ma-potente">Un unico obiettivo ma potente</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="pjvS96QSGdePvV9NWJJtd8" name="iPhone 16e 3" alt="The iPhone 16e camera on an orange background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/pjvS96QSGdePvV9NWJJtd8-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple / Future)</span></figcaption></figure><p>Parliamo della fotocamera. L’iPhone 16e monta un unico sensore posteriore da 48 megapixel, affiancato da una fotocamera frontale da 12 megapixel.</p><p>Essendo un modello economico, non sorprende che Apple abbia optato per una configurazione con una sola fotocamera sul retro. Tuttavia, il sensore da 48 megapixel è lo stesso presente sull’iPhone 16 standard. Si tratta della lente "Fusion" di Apple, dotata di uno zoom 2x con qualità ottica integrata.</p><p>Rispetto all’iPhone SE (2022), che utilizzava una fotocamera principale da 12 megapixel, il miglioramento è evidente. Tuttavia, chi sceglie questo modello dovrà rinunciare a un obiettivo dedicato per lo zoom e a una lente ultra-grandangolare. Anche la funzione Camera Control rimane esclusiva degli altri modelli della linea iPhone 16.</p><h2 id="interni-da-ammiraglia">Interni da ammiraglia</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1620px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.30%;"><img id="qV8xcFgC8AYjGkvccFitK" name="Screenshot (1416)" alt="Apple's C1 modem in the iPhone 16e" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/qV8xcFgC8AYjGkvccFitK-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1620" height="912" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple)</span></figcaption></figure><p>Sotto la scocca, l’iPhone 16e è nettamente superiore all’iPhone SE (2022) e persino a molti altri modelli rilasciati negli ultimi anni.</p><p>Il dispositivo è dotato del chip A18, lo stesso presente su iPhone 16 e iPhone 16 Plus. Apple ha anche integrato una batteria più grande e con maggiore autonomia rispetto a quella dell’iPhone SE del 2022. Non ci sono ancora dati precisi, ma considerando che l’iPhone 16 ha raggiunto tra le 15 e le 16 ore di schermo acceso nei test, è probabile che l’iPhone 16e offra una durata simile. Apple dichiara fino a 26 ore di riproduzione video, un miglioramento evidente rispetto ai modelli precedenti.</p><p>Un’altra novità riguarda il modem 5G, il primo realizzato direttamente da Apple, chiamato C1. Dopo l’acquisizione del settore modem di Intel per un miliardo di dollari, Apple ha lavorato per ridurre la dipendenza da Qualcomm, e l’iPhone 16e è il primo modello a integrare il frutto di questo progetto pluriennale.</p><p>Non è ancora chiaro se il modem Apple C1 sia migliore o peggiore rispetto a quello Qualcomm presente negli altri modelli della gamma iPhone 16, ma potrebbe garantire una maggiore efficienza energetica.</p><p>Tuttavia, la novità più rilevante a livello hardware è la compatibilità con Apple Intelligence. Finora, le funzionalità di intelligenza artificiale dell’azienda erano riservate ai modelli più avanzati, come iPhone 15 Pro, iPhone 16 e iPhone 16 Pro. Con l’iPhone 16e, strumenti come Clean Up, Notification Summaries e il nuovo Siri diventano accessibili anche su un modello più economico. Maggiori dettagli sul prezzo a seguire.</p><h2 id="piu-economico-ma-non-a-buon-mercato">Più economico, ma non a buon mercato</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:2000px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="q4H8pNdsPs5y69v64BknpA" name="iPhone 16e 1" alt="The iPhone 16 lineup on an orange background" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/q4H8pNdsPs5y69v64BknpA-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="2000" height="1125" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Apple / Future)</span></figcaption></figure><p>E ora la domanda più importante: quanto costa l’iPhone 16e?</p><p>Il modello base con 128GB di memoria ha un prezzo di 599 dollari, 599 sterline, 999 dollari australiani e 699 euro in Italia. Sono disponibili anche versioni con 256GB e 512GB di spazio di archiviazione.</p><p>Per fare un confronto, l’iPhone SE (2022) era stato lanciato a 429 dollari, 419 sterline, 719 dollari australiani e 529 euro, ma si trattava della versione con 64GB. Il modello da 128GB costava invece 479 dollari, 469 sterline, 799 dollari australiani e 579 euro, quindi il nuovo iPhone 16e rappresenta un incremento di prezzo significativo rispetto al predecessore.</p><p>Detto questo, il modello base da 128GB dell’iPhone 16 costa 799 dollari, 799 sterline, 1.399 dollari australiani e 979 euro, il che significa che il nuovo iPhone 16e mantiene un prezzo più contenuto rispetto ai modelli principali. Non si può dire che sia economico, ma nel contesto della gamma iPhone è comunque una proposta più accessibile. Tuttavia, resta da capire se il prezzo offra un buon rapporto qualità-prezzo, e per questo sarà necessario un test approfondito.</p><p>I preordini dell’iPhone 16e partiranno il 21 febbraio, con spedizioni previste dal 28 febbraio. </p>
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                                                            <title><![CDATA[ iPhone: ora è possibile impostare le vibrazioni personalizzate ]]></title>
                                                                                                <dc:content><![CDATA[ <p>Gli smartphone moderni ci sommergono ogni giorno di notifiche, quindi strumenti per gestirle e darle priorità possono fare davvero la differenza. Una funzione utile dell’iPhone è la possibilità di impostare vibrazioni personalizzate per contatti specifici, consentendo di riconoscere chi vi sta chiamando o mandando un messaggio senza nemmeno guardare lo schermo.</p><p>Questa funzionalità permette di capire immediatamente se è una persona importante con cui vale la pena interrompere ciò che state facendo, semplicemente dal modo in cui il telefono vibra nella vostra tasca o su un tavolo. È un’idea semplice, ma efficace, per distinguere tra notifiche urgenti e quelle che possono aspettare.</p><p>Inoltre, la personalizzazione non si ferma qui: è possibile assegnare anche suonerie e toni di testo specifici ai contatti, rendendo questa opzione utile anche quando il telefono non è in modalità silenziosa. Sorprendentemente, però, la possibilità di personalizzare le vibrazioni sembra essere una funzione meno conosciuta, nonostante sia estremamente pratica e facile da configurare.</p><h2 id="impostare-una-vibrazione-personalizzata">Impostare una vibrazione personalizzata</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JuwxThJ4Reg3ypz5VfLpFZ" name="01-tap" alt="iPhone custom vibration" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JuwxThJ4Reg3ypz5VfLpFZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per personalizzare le vibrazioni per un contatto sul vostro iPhone, basta seguire alcuni semplici passaggi. Innanzitutto, aprite l&apos;app Contatti, trovate la persona per cui volete impostare una vibrazione unica e toccate Modifica in alto a destra. Questo vi porterà alla schermata dove potete aggiornare le informazioni del contatto, come numero di telefono o indirizzo, ma in questo caso ci concentreremo sulla personalizzazione delle vibrazioni.</p><p>Per iniziare, selezionate Ringtone se volete personalizzare la vibrazione per le chiamate, oppure Text Tone per i messaggi. All&apos;interno di queste opzioni troverete una sezione chiamata Haptics. Qui potrete scegliere tra una serie di modelli di vibrazione preimpostati, ma la vera magia si trova nell’opzione Create New Vibration, che vi permette di creare uno schema tutto vostro.</p><p>Creare un modello di vibrazione è divertente e creativo. Una volta selezionata l&apos;opzione, potete premere e rilasciare il dito sullo schermo per comporre la sequenza desiderata. È un po’ come scrivere in codice Morse: tocchi brevi e lunghi si trasformano in vibrazioni di diversa intensità e durata. Potete visualizzare la vostra creazione attraverso i punti e le linee che appaiono sullo schermo. Se vi sembra tutto a posto, toccate Stop per fermare la registrazione.</p><p>Prima di salvare, potete riascoltare il vostro modello di vibrazione toccando Play o ricominciare da capo con Record. Quando siete soddisfatti, toccate Salva, date un nome alla vibrazione e confermate. Ora il vostro schema personalizzato sarà disponibile e potrà essere assegnato a uno o più contatti.</p><p>Questa funzione è un ottimo modo per distinguere chi vi sta chiamando o mandando un messaggio, anche quando il telefono è in modalità silenziosa. Inoltre, potete creare modelli personalizzati per gruppi di persone, come la famiglia o gli amici, rendendo ancora più immediato capire chi vi sta cercando senza nemmeno guardare lo schermo.</p><h2 id="altre-impostazioni-di-contatto-personalizzate">Altre impostazioni di contatto personalizzate</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ZmCXg8prZEdqsbQ2nijvAc" name="02-name" alt="iPhone custom vibration" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZmCXg8prZEdqsbQ2nijvAc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Name your vibrations and you can find them again later </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre alla possibilità di personalizzare le vibrazioni, l&apos;iPhone offre altre opzioni interessanti per rendere unica l&apos;esperienza delle notifiche, accessibili sempre dal pulsante Modifica nella pagina di un contatto. Se il telefono non è impostato solo sulla vibrazione, potete scegliere toni personalizzati per chiamate e messaggi.</p><p>Toccando Ringtone, avrete accesso a una serie di suonerie preimpostate fornite da Apple. È sufficiente selezionare una voce dall&apos;elenco per ascoltarne l&apos;anteprima. Se desiderate qualcosa di diverso, potete scegliere Tone Store per esplorare ulteriori opzioni, acquistabili tramite quello che una volta era l&apos;iTunes Store. Qui troverete suonerie ispirate a musica, film e altri temi celebri.</p><p>La personalizzazione non si limita alle chiamate. Con l&apos;opzione Text Tone, potete selezionare suoni personalizzati per gli avvisi dei messaggi. Anche in questo caso, Apple fornisce una selezione preimpostata, ma è possibile accedere al Tone Store per aggiungere nuove tonalità, come il famoso bip di R2-D2 dai film di Star Wars.</p><p>Se desiderate un tocco ancora più personale, è possibile creare una suoneria completamente personalizzata. Tuttavia, questo processo richiede qualche passaggio in più e potrebbe risultare complesso. Per chi è interessato, Apple offre una guida ufficiale che illustra come caricare e utilizzare suonerie create ad hoc.</p><p>Grazie alle vibrazioni e alle suonerie personalizzate, potete rendere davvero unico il vostro iPhone. Queste opzioni vi permettono non solo di distinguervi, ma anche di sapere chi vi sta contattando ancor prima di guardare lo schermo. Un modo pratico e creativo per aggiungere un tocco personale al vostro dispositivo.</p> ]]></dc:content>
                                                                                                                                            <link>https://global.techradar.com/it-it/phones/ios/iphone-ora-e-possibile-impostare-le-vibrazioni-personalizzate</link>
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                            <![CDATA[ Utilizzate vibrazioni personalizzate ]]>
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                                <p>Gli smartphone moderni ci sommergono ogni giorno di notifiche, quindi strumenti per gestirle e darle priorità possono fare davvero la differenza. Una funzione utile dell’iPhone è la possibilità di impostare vibrazioni personalizzate per contatti specifici, consentendo di riconoscere chi vi sta chiamando o mandando un messaggio senza nemmeno guardare lo schermo.</p><p>Questa funzionalità permette di capire immediatamente se è una persona importante con cui vale la pena interrompere ciò che state facendo, semplicemente dal modo in cui il telefono vibra nella vostra tasca o su un tavolo. È un’idea semplice, ma efficace, per distinguere tra notifiche urgenti e quelle che possono aspettare.</p><p>Inoltre, la personalizzazione non si ferma qui: è possibile assegnare anche suonerie e toni di testo specifici ai contatti, rendendo questa opzione utile anche quando il telefono non è in modalità silenziosa. Sorprendentemente, però, la possibilità di personalizzare le vibrazioni sembra essere una funzione meno conosciuta, nonostante sia estremamente pratica e facile da configurare.</p><h2 id="impostare-una-vibrazione-personalizzata">Impostare una vibrazione personalizzata</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="JuwxThJ4Reg3ypz5VfLpFZ" name="01-tap" alt="iPhone custom vibration" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/JuwxThJ4Reg3ypz5VfLpFZ-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Per personalizzare le vibrazioni per un contatto sul vostro iPhone, basta seguire alcuni semplici passaggi. Innanzitutto, aprite l&apos;app Contatti, trovate la persona per cui volete impostare una vibrazione unica e toccate Modifica in alto a destra. Questo vi porterà alla schermata dove potete aggiornare le informazioni del contatto, come numero di telefono o indirizzo, ma in questo caso ci concentreremo sulla personalizzazione delle vibrazioni.</p><p>Per iniziare, selezionate Ringtone se volete personalizzare la vibrazione per le chiamate, oppure Text Tone per i messaggi. All&apos;interno di queste opzioni troverete una sezione chiamata Haptics. Qui potrete scegliere tra una serie di modelli di vibrazione preimpostati, ma la vera magia si trova nell’opzione Create New Vibration, che vi permette di creare uno schema tutto vostro.</p><p>Creare un modello di vibrazione è divertente e creativo. Una volta selezionata l&apos;opzione, potete premere e rilasciare il dito sullo schermo per comporre la sequenza desiderata. È un po’ come scrivere in codice Morse: tocchi brevi e lunghi si trasformano in vibrazioni di diversa intensità e durata. Potete visualizzare la vostra creazione attraverso i punti e le linee che appaiono sullo schermo. Se vi sembra tutto a posto, toccate Stop per fermare la registrazione.</p><p>Prima di salvare, potete riascoltare il vostro modello di vibrazione toccando Play o ricominciare da capo con Record. Quando siete soddisfatti, toccate Salva, date un nome alla vibrazione e confermate. Ora il vostro schema personalizzato sarà disponibile e potrà essere assegnato a uno o più contatti.</p><p>Questa funzione è un ottimo modo per distinguere chi vi sta chiamando o mandando un messaggio, anche quando il telefono è in modalità silenziosa. Inoltre, potete creare modelli personalizzati per gruppi di persone, come la famiglia o gli amici, rendendo ancora più immediato capire chi vi sta cercando senza nemmeno guardare lo schermo.</p><h2 id="altre-impostazioni-di-contatto-personalizzate">Altre impostazioni di contatto personalizzate</h2><figure class="van-image-figure  inline-layout" data-bordeaux-image-check ><div class='image-full-width-wrapper'><div class='image-widthsetter' style="max-width:1600px;"><p class="vanilla-image-block" style="padding-top:56.25%;"><img id="ZmCXg8prZEdqsbQ2nijvAc" name="02-name" alt="iPhone custom vibration" src="https://cdn.mos.cms.futurecdn.net/ZmCXg8prZEdqsbQ2nijvAc-1920-80.jpg" mos="" align="middle" fullscreen="" width="1600" height="900" attribution="" endorsement="" class=""></p></div></div><figcaption itemprop="caption description" class=" inline-layout"><span class="caption-text">Name your vibrations and you can find them again later </span><span class="credit" itemprop="copyrightHolder">(Image credit: Future)</span></figcaption></figure><p>Oltre alla possibilità di personalizzare le vibrazioni, l&apos;iPhone offre altre opzioni interessanti per rendere unica l&apos;esperienza delle notifiche, accessibili sempre dal pulsante Modifica nella pagina di un contatto. Se il telefono non è impostato solo sulla vibrazione, potete scegliere toni personalizzati per chiamate e messaggi.</p><p>Toccando Ringtone, avrete accesso a una serie di suonerie preimpostate fornite da Apple. È sufficiente selezionare una voce dall&apos;elenco per ascoltarne l&apos;anteprima. Se desiderate qualcosa di diverso, potete scegliere Tone Store per esplorare ulteriori opzioni, acquistabili tramite quello che una volta era l&apos;iTunes Store. Qui troverete suonerie ispirate a musica, film e altri temi celebri.</p><p>La personalizzazione non si limita alle chiamate. Con l&apos;opzione Text Tone, potete selezionare suoni personalizzati per gli avvisi dei messaggi. Anche in questo caso, Apple fornisce una selezione preimpostata, ma è possibile accedere al Tone Store per aggiungere nuove tonalità, come il famoso bip di R2-D2 dai film di Star Wars.</p><p>Se desiderate un tocco ancora più personale, è possibile creare una suoneria completamente personalizzata. Tuttavia, questo processo richiede qualche passaggio in più e potrebbe risultare complesso. Per chi è interessato, Apple offre una guida ufficiale che illustra come caricare e utilizzare suonerie create ad hoc.</p><p>Grazie alle vibrazioni e alle suonerie personalizzate, potete rendere davvero unico il vostro iPhone. Queste opzioni vi permettono non solo di distinguervi, ma anche di sapere chi vi sta contattando ancor prima di guardare lo schermo. Un modo pratico e creativo per aggiungere un tocco personale al vostro dispositivo.</p>
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